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ACTES
DU

^ DOUZIEME CONGRES INTERNATIONAL
DES ORIEXTALISTES

ROME

i899

ACTES
DL'

DOUZIilME

CONliHES

INTERNATIONAL

DES ORIENTALISTES
BOME
1899

TOME TROISIEME
(PREMl^.Rt:

PARTIE)

SECTIONS LANGXJBS S^MITIQUES ET MONDE MUSTJLMAN
:

FLORENCE
Soci^Tfe

Typogbaphiqde Flobektik*
Rue Sam Uallo,
S3

MDOCCCII

i .Zo v.

furoDO i primi die attrassero gli avidi sgiiardi del conqnistatore di Malloica. con la speranza di poter quindi piombare. egli si Giacomo I d'Aragona. con la sua gli tu Pentalen. e sbarc6 sul detto isolotto. al Giacomo (Jaime giunse. col proposito di conquistarla. Nel veilere il Re Jaime. I'otto settembre 1229. conquista. Oottffr*9 — Vol. in vista delle amene alture AV^adi Musa. II porto sicuro di SoUer agevolava V approdo. la domenica. II. di Seller (Solar « la Concii > . du OrimUtlitUi. dove condottii innanzi una veccliia araba.VOCI 1)1 ORIGINE ARABA NELLA LINGUA DELLE BALEARI Gli svelti minareti edifici. su Palma. le incantevoli bellezze del paesaggio il desiderio della tiotta. fatta prigioniera. Aetu du Kit'*' 1' impressiono della vecchia tu protbnda. quando diresse dalla costa catalana verso la maggiore delle Isole Baleari. per via di terra. doveano accrescere I dalle boscose pendici di Banalbufar. Mentre di clie le vele della flotta conquistivtrice cor- revano sul mare in tempesta. giorno 10. dimora estiva dei Re degli Hadduga. 1 . e le il scarse dit'ese di quel luogo ne avrebbero reso facile possesso. al- r inattesa.

luogo della un Con- vento di Cisterciensi il die avvenne poco appresso. nella vicinanza del qual luogo fu una prima zuffa favoi revole ai Cristiani. quando. oggi Puerta Pintod. Nuiio Sanz. i Presso che ventiniila cadaveri rimasero sul suolo. esclani6 II : 6 dnnqiie destinato : Mallorca sara tua». che si avanz6 per la porta di Babalcafal. il giorno 31.2 SECTION SEMITIQUE aveva lungliissime braccia. la difesa degli 1' Arabi fu lunga ed accanita. fece a tutti giurare di prenil dere Palraa o morire. nella quale perirono tuttavia telli fra- Moncada. ed una profezia araba diceva die un uomo dalle Imighe braccia avrebbe conquistato Mallorca. di gran mattino. In16 settembre. sera del giorno 11 Nella Re Jaime rec6 a Santa Ponsa. ebbe luogo r assalto generale quasi tutti i Cristiani entrarono nella citta. Cristiani penetrare nella fortezza ma. pren- dendo la spada fra denti. e per6 dal campo il di Don Jaime venne si cercare piu avanti un miglior punto di sbarco. di costruire. pochi Arabi superstiti scapparono. voto. aggiungendo vittc»ria. Allora il cari al Re. Ma poterono spinti. campo fu trasportato al nord di Palma. ma i I'assedio alia piazza fu messo tanto il 16 settembre. o si nascosero. la- . nel vedere le braccia poiclie egli sproporzionatamente langlie di Giacomo « I . lo zio del Re. die ac- crebbe non poca baldanza al le alture della stretta valle si Re d'Aragona. iiel . dopo la conquista dell' isola. insieme con Don Jaime. deciso di ricoprivano di Arabi difen- sori. La vecchia. solo il cominciato i assedio il 2 dicembre . rene rimasero fuori fino al 27 dicembre. nel caso di vittoria. per la quale la cavalleria pote penetrare. sol- all'attuale Real. . Frattanto. aperta una nuova gran breccia.

La citta di Palma. in possesso di parecchie arti e. die. in alcuni. parve allora ridotta di rovine. clii sa con quale schianto nel cuore dei e. si discostavano dalla loro isola natia. e il puzzo dei cadaveri era tale die conquipiii si Htatore.^ ed industrie. la loro civilta al vincitore. che essi soli I'avrebbero. tornando. per la pestilenza. un danno la peste grave.LUIGI SALVADORE D' AUSTRIA sciando indifeso il 8 quale dovette Re Wali Said Ben el Uakeni. i soli che avevano mezzi. ria- Ma civili dei i poveri. di prendeva possesso dell'ultimo recinto cui si vede tuttora una porta. Le donne offrivano soldati inferociti. dopo aver cliiuso a chiave le loro case. che non potevano partire. con le loro alte vele latine. si portavano via sperauzosi perte. dellAndalusia. quando. dovettero. . trovarono presto lavoro proficuo. ad inipedire. bandi un decreto di morte contro quanti rifiutassero a seppellire . loro di Alroudaina. la fede dei loro avi! Come gli anche piu della Arabi fnggiaschi le chiavi. loro gioielli ai domandando soltanto die tbase loro risparmiata la vita. L'eccidio di quclla giori nata fu tremendo. il Non deve dunque »'e- cnr moraviiilia che fondo della popolazic»ne dell'isola . verso sera. il arrender«i a Don Jaime. a mano a mano. i cadaveri lo . anclie gli Arabi di Mallorcii. desiderosi forse di salvaie vita. forse la speranza di un prossimo ri- torno quanta poesia di dolore in quella t'uga. ma venne ad ogni statore. pill. confondersi con la popolazione Piu loro conquistatori. die contava gia a un mucdiio il ottantamila abitanti. rimanendo. imposero. seb- bene sottomessi nelle campagne. ci'istiaua. modo e decim6 stesso esercito conqui- Degli Arabi scapparono allora in Africa.

all' modo arabi. Anche la come quelli i ha serbato usi tradizionali di portar pietre e gettarle sulla le tomba nastri I un Santo. avendo chino. predomina poi. religione modo di remare. il altissima il poppa sporgente.I SECTION SEMITIQUE cristianieggiata sia rimasta arabo. gli strumenti agricoli. secondo il costume arabico glia il . destinano tali nastri a servir un carattere cricome misura della I statua della Vergine o del Santo di alcun Santuario. le stesse e precise trovare nella specialmente nei Monti della Cabilia. la albero inclinato. che gli alle grate Arabi attacclero major- dei Santuari. tutte le 1' sempre artigiani ed moresca si artisti arte tradizionale prosegiiiva in nuove costruzioni aragonesi. tuttora in Mallorca. con vela latina. del quale dovevano a quelli che erano rimasti a casa. sono ancora conformi uso arabico. in segno di benedizione. tra i colori. . perche sabbie del deserto non la rico. ed i frantoi ricordano perfettamente quelli de' vicini coltivatori musulmani 1' dell' Africa. Cosi 1' i stimenti sciabecclii. per dare a tal costume arabo stiano. verde. La creta continuava a foggiare. onde anclie oggi pu6 recar meravivicina Algeria. per quanto la sigiioria aragonese dell* si stbgasse a distruggere tutti gli eleGli menti antica tradizione e civilta musulmana. il il colore sacro del Prof eta Maometto. ch' e portare. artigiani e gli artisti nelle iiuove costruzioni essendo arabi. di di accovacciarsi. prano e cano devoti possano riconoscerla come il i multicolori detti midas o misnge. I'altezza precisa della stiitua . sotto le dita esperte le di lavoranti arabi stoviglie domesticlie . di come I'aratro e la zappa ba- Mallorca. forme che usano Cosi le pietruzze tapin degli ac- quedotti.

«. come usano tVa trave Or »ono anni soltanto. non saperlo. disse di . Le . sono pertettaniente arabe le cosi che. aggiungendovi alcuna osservazione. per esempif). un miiratore lacendo niiove pic« e trave. ne lasci6 Timpronta ad ogni trave. ricliiesto perclie t'acesse codesto.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRIA si 6 La inano in protettrice degli Arabi di vede scolpita pietra sull' ingresso parecchi fe edificj. senza conoscerne altri raenti si- Perci6 non parra. rimaste non poche vinti. e a loro traccie della lingua dei masti nel linguaggio di mal grado. nell'ascoltarle potrebbe credere di trovarsi trasportati in niolte un paese pienamente arabo. Molti de' nomi arabi riMallorca sono comuni a quelli . uso. a lore pro- pria insaputa. che. a un po' per volta. a comporre il dizionarietto che presento come saggio o che potra da altri venire ampliato. . siano. in alcun mode. strano. non furono accettati <lalla castigliana. ma die lo aveva visto fare ad altri cosi egli tranianil dava un antico <i:nificato. domand6 che dessero un vaso di terra rossa. II protessore Wahrmiuid (U Vienna ebbe la bonta di rivedere i primi appunti. se si non se ne discernessero parole. nella niontagna di Malgli •cole volte. di maniera clie sono venuto . che s' introdussero nel Castigliano altri. nel Mali di Dega. che la lingua aragonese accolse. come. poclii di ceise anticlie la gli portano fatta con terra con V Ilenne. e molte tegole rossa. lo ne tiii volte colpito e venni. a mano a mano. segnando . anche nella lingua imposta dai conquistatori. cantilene poi che si usano nella hattitura del grano e in altri lavori agresti. il materiale per via ingrossato. tuffandovi la mano. che Arabi del 8ecf>lo XVII . al contrario. richiesto dal ma. alcuna impressione mi si ^. lorca.

carono clie di rivederne le stampe.6 SECTION SEMITIQUE Presidente del Dodicesimo Congresso degli Orientalist! mio piccolo contributo agli Atti lo feci coQ tanta maggior fiducia die i cliiarissimi e dotti prot'essori Celestino Schiaparelli e Fans to Lasinio s'iucaridi tornire 11 . e mi sostiene la speranza altri possa questa prima raccolta spingere a fare meglio di me. .

Pedro de Alcala: remolina anche ^uLu« muballi* de agwi. e cio6 alia forma ACiM ball&'a (con ^^^^JL} balcompiucio. v JsjJ^ radic-e dalil (eoll' articolo J»A3>^3i ad-dalil) condottiero dalla jJ. condurre.) dll (jS dalla. (partic. inumi~ doe dalla forma fjKi balla (femm. Non 6 dabbio per6 che noi qui dobbiamo ricorrere alia radice %Xi bala*a. delPelativo L)i a ball) molto inumidito (terreno) come fwA<#^ ramdft terra motto tcottantf. ({uaiulo cadono pioggie abbundanti. e radice bll L> ball a. forme spagnole. Si potrebbe pensare dire. ft bo j on. ^dalld . p. — Bocthor: WU»k)V# bH 1 u 'a lunettes.: Capitaine de comaire*. alia albafial. 65. albellon.ball6 (la Abballa abbullua. e dk pnre a r bo 11 on per cloaque. che in mezzo ^>pw balu'a) bodola. egout. bagtuire. alia casa ^ destinato ad inghiottire le acque Inride e che in occasione di grandi acquazzoni o simili le rigetta in parte.LUIGi &Ai. Bocthor ha per I'Egitto: ^^JNj balld. Siippl. sorprente che M-aturisce dalla terra castigl. orijizio di cloaca. albafial e le albai\ar iu ^jV^ ballft'a. ouvertnre ronde des latrines. condottiero di gtterta.V ADORE D* AUSTRIA DIZIONARIETTO DI VOCI Dl ORIGINE ARABA NELLA LIXr^T'A DELLE BALEARI A. Dozy. (Alcala. lu'a e inghiottire. — Anche Dozy. Suppl. principt de cor*ar»o»). riconosce le forme spagn. Gloss. — le guide et chef de la covalerie leg^re qui court le pnytt ennrtni : — .'a Dozy attivo terres absorbantes. Tourbillon d'eau pel quale II) remolinadu de agxui (Alcala). Tutto questo prova che I'applicazione anzidetta alle sorgenti piovane i probabilmente originale. most rare la strada).

s. port.. zucchero candito) les port. e con- Gloss. i . Voyez Mendoza. «Ainsi s'appellaient p.- oj»5«^ diwan nel senso di locale per gli impiegati di (e fnianxa. da adalil . iV. jumelle. 40 a d a 1 i d. &. 6^ dukau 11 Ci^ji dukan). 24: les guides et chefs de la cavalerie legere qui couraient le pays enneini. ital. (jo«> i)ensi anche al pers. Dozy. A*aj tab a* a subaltemi. servata la primitiva 1 finale). est chaagee arbitraireinent. usando plurale invece del singolare.8 pilotn. ronfusione. ve rsi recitati diventb anexir n e x m in port. do nam ^ castigl. frauc. ont fait alfenim. p. pers. circol^re heduini. duana. — Ibid. a d a i 1 valenz. Esp.» ^^*iU)) an-nesid. doyana. 47. adiimm^ dal pers. conducteur de ckemin. nel senso di pezzo di pietra o di legno ci richiaina lo adoquin morce.. alia forma ^]3^\ ad war il (pi. Si arab. Cosi pure Dozj^ Gloss. Gloss.. dukkan bottega^ greco 6&xavr„ che pero non coi- risponde foneticaniente. SECTION SEMITIQUE Anche nel Castigl. adalid. a d a 1 i 1 (dove si : . stando j)»> alia pronuncia. huoim genie. Si potrebbe alia prima pensare. les p.duana ai-ab. castigl. ad a lid. come in ^^*« J^ nas m'lah ecc. La derni^re consonne. ij^^)\ contre- ad-dukkan spagn. 9l*«J nise donne Sta per ad ad-dawwSr dei {j]^di\) da col ad-duwwar nel (^I2<>JI) acrampamenio Gloss. bestiame centre. ma I'etimologia 6 sicura. — Dozy. v. De a 1 -fen id (<yAJUu) al f&nid. 47. p. Dozy . p. adoquines. 41. i^dobar 9mJ^ da dab age cmiciare pelli . guide. e a alfeuique. les in spagn. Aduar da ad-duar nsato metaforicamente a Minorca come ordi- iiawento. fan is. Otterra de Granada. di dar casa di campagna) senza articolo. pierre pour paves. All' arab. non ha ado bar. ado bar o l' arabo dabaga cotieiare. qu'on entendait mal.

1. 129. deriva dall'arabo «j i^i che. 686). donde deriva la IV forma «l^ i Ik^^ affiUOj bail ferme. d'especes de poissons. Nat. (anchoii qui n'est pas 1.. haloch. mure. Da \s^' a^^i termine di pagamento. {vitex agniis. mentro a Maiorca pronun/ia acotcros.cast its) piauta. confidente (delazione ec. Esso per6 trae la sna origine dal persiano «JV spagn. si vasil. g*'ezir o g'^izir prefeito. Per lo alguacil il si pens6 pure alParabo j^*jo^\ al-wastl il tV me- diatore. (Dozy. Gloss. Selon Pischer (Gemftlde von (sn questa pianta v. castigl..tge8 imni. alvazll. pelle.. 120. alp.ga. 36 . Cazwini (II. Gloss. pooTcXsOpov. Tberiaca. jij^ w e z 1 r eolui che divide Re carico degli affari. aladroque. 1) cDans nne nomme anmi i3jj^j*^ (ar-racroc). significa pore altri u£5zi pi& bassi. nome che risponde a bn<w*^J/i 0'»3» pleuran e a lingua di cane (KovofXwooov. mais je ne sais pas si mot lie se trouve pas dans les dictionnaires >. A. orecchie di lepre) il cni sncco serve a tingere in rosso la Aladrochi Dozy liste da arraeroc accitign non salata. p. 53. adftn el'arnab. comandante della Gnardia.. car le .LUIGI 8ALVAD0RE A. alvacll. 227) ce mot d^signe le bupUurum Hist. alvazlr.lacli da yaloch Dozy Valencia. XXII. p. 611 arabi c(alla radice col ^^^ il derivano jj^ \v i z r rarico . in nature. alvacir. forse per6 / per r: tS^ h agr mercede.) a cui si puo anche applicare signi- ficato suddetto di mallevadore. Dozy lo deriva dall'arabo ij^y^^ halftq. alguacil. si <\a. Gloss. A. D' AUSTRIA eHclwio il 9 fitto agala ^ la affitto. castigl. alquacll. Dozy non ha nulla di simile. Plinio. sale). 284: haloch val. c'est I'anchois. arab. oltre a ministro.giitzi. . port. Alquacil da alguazil mnlleradore^ castigl. alvastr. in in de- A lets forma piu usata Minorca. Xicander.

si fabbrica iu Aleppo. Alar be. «Pieza de tela. alarbe. leggera (stoffa) anche costosa. ec. ec.. Dice. V arabo. A. aleppino. castigl. larga y estrecha. comandante. ^^JjM) AAeirti Si da alarbi (arabo) nonw burbero.. Alayde da alcait. »]. »*^J!J) que P.) A-lame. se Acad. guerriero. con probability AaOj^ ar-rafi'a fern. rudo. Piu avvicina (anche Dozy. A. arabo.XAi) al-qaid) condottiero. Dozy. di ^-J^J sottile. soldato. p. s. (comnierc. con que rodea el cuerpo dando varias vueltas.. de lana o seda. 52). latino alumen. aspero. Alafaya E moUo arafaya av. al-harbi) guerrenon solo sco. Gloss. puo pensare a ^^J*^ Per guerra. restreinte d'un v. an bar a. 63 dipldme.larb feni. ^^A^ A. I «Chez les Espagnols ce mot a re^u la signification plus Commandant d' una forteresse » (Dozy. •>Jb qaid (coH'ai'tic. Gloss. Ital.lbard. alarve hombre barbaro. Dozy. scellerato. berbero. port. Gloss. da 56: alar be. p. .. albaran. de Alcala traduit par cedula hoja carta. stoff'a. lo [Credo che sia spagnolo faja che deriva dal lat. harab furore. si la derivazione di detto significato pu6 pensare a harb si ma ancora a harib furente. 56) ^imM) I al-'arabi. (Pliniiis. nat. albarh. de : albaUi. fascia. alvara quittance. rude. p. E il lama da aljam alhume. beduino. castigl. XXXV. allume. poMe^port. fine. Hist..lapi da halebi tela di lino che ha 1ab1 . p. alcaide. cedule. ctmtrat. faglia? castigl. liarbi (coll'artic. Gloss. <y.10 SECTION SEMITIQUE pel val. 79. Alcaide). al 'arabi.

.. ^ < I* ^ barda'a (anche A£4>^ barda'a) volg.y^jf^. Albrot La da abbazoz(?). Boctbor: bdi retnbourri pour un dne. (coirartic. ''A''^^^^ -O/^ fnrnt ri-<v>«to. Doxy. ^3_^o barqftq ^_^-u) al-barqAq) qJMoocai. wcita fettota d*Ua popolazione incontro al principe.b u r a z). albara. la derivazione del col pensiero al saddetto significato noi dobbiamo ricorrerd medio latino. alvara. si . co- Abarda.dehors^ il banlieue. 871.bar da* a) sella da asino. albaU da albarut. derivazione da b u r fl z (coll'art. ulburdan (lag.. quietama.. 4V» . a 1.. albarda niuneinente usata dalle si^ore di Minorca.>' Hcnmbio coll'arabo iy^ barra (colPart. .. jjJ barazn. albercoch da al-bercoc foqiie. 67.lbard^ aella di ley no foilerata da bardaah. Cf. e faubourg e U quale significato All'ara(>o p. Qnesto significato pa6 aver con. albard. p. ^ ^ <-. in Siria pruyna. albicocca. appena si puu pensare. abarra. catenaccio. spagnolo e provenxale barra. albala.. Gloss. parata di yala. stanga. Dozy. specie di sella rivestita di tela di lino. 63. '•'yR3| al bsr&'a Albard Per merraio castigl. une mule. A. (alboroz?) tu^Jtigl. castigl. fr.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRU 6mo d 11 Se significa realmente quietama ecc^ che ha detti significati. III forma. campo ville. Dozy. bardau^ castigl. al francese laugirata (quindi anche barre nel senBO di barrieroy ba- dotto ad Tino barrean). albari- abric6t. Albercocli. Gloss. p. campo aprrto alLt (in oampam ^ . libera fuori della d'onde territoire qui t'etend auUntr d'une .«' . farsi incontro a qualcuno in duello (fuori della riporta soltanto la derivazione da fila). a 1 . al-barra) citth. solo e veroaiiuiie in quanto venga dalla forma alboroz e conservato tmcire all'uperto. baraza harban andare guerra. in il significato origi- nale di . albarra. ^^ji barda'a (col- I'artic. *\^ bar&t. albarda). alborotu yrido. Gloss. ecc. italiano. trova nello '" spagn.

92: alcohol.. ^aJU> al-qubbe) cupola.>** 'a r bade rissa. casale. A. Suppl. da alhabac. 4. Unters. a). Essendo strnosa per arabo. Gloss. A. ^»«w mato o / «^ 1' hursflf (coll'art. 90. alcofoll de al-cohl (al-kohl) «Le cohol est la galene ou sulphure de le plomh.lcova da alcoba. JO >*3 qarya. ted. p. basilic. anche t^olnta.lcaria da alcariya. Gloss. . Etymol. Anche in Dozy. qarye. Artichaut. alcofol. ferme. specie di cardo chiauna forma mo- in Siria ^^y*** cx*^ji^ ardi sauki.lfabaga. alcachofa. it. — mot cohol par Mahn. L'arabo ha pure s. -» castigl. puleggio. 107-109. Dozy. alqueria.12 polvere da SECTION SEMITIQUE canmme e »«X. fv. 29). metairie. alca^ova ville. forteresse. alhabega. alfabega Dozy. fattoria... castigl. 62: albahaca. non altrimenti che la tedesca artischoke. alcove. casamento. 86. ala<~Aj>^ bega. Gloss. i^lcacliofa. franc. . arag. al-hursuf). port. catal. alcova. fabregne. escarxofa da aljarxofa. parola di cui il primo elemento 6 sicuramente cardo. qdbinetto (coll'art.. de al-habac (al- ^abaq) mentha- pulegium. forteresse de a 1-c a 9 a b a (a 1-q a s a b bourgade. Devic nel Suppl. Commerce de I'Algerie.. (Prax. AAd qubbe ecc. alcazaba. espece d'herbe. mi pare al Littre che possa benissimo essere derivato dall'italiano carciofo. Alcoliol Dozy. (coll'art.^. p. G-loss. alcaria." Ijarsfif. j^^*m*^ di • * "^ . pero senza propria di- chiarazione. alfabega.^*^0*1 p. caso camimyna. -A. volta. capUale. p. C'est k tort que plusieurs auteurs ont traduit antimoine*. ^AAtf AJ ) p. r. A. al-qarye). Cf. p. Alcoweu.lcagaba Dozy.

ble. Dozy. al-habaq. soldati. p. magasin de lat. Dozy. iiX^).. 139: alholi. castigl. da SjHirto. lo fa derivare da Sono due cose diverse). etp^e d'herbe. p. bega castigl. npnrU. noncbe h a 1 fa jonc. alfali. albahaca. port. coU'art. Col suddetto alhari. - la langue arabe.: LUIGI 8ALVAD0EE D' AUSTRIA IS Alfabrega. volg. 100 e Suppl. alfa<|ae banco di erba marina presso le custe. mentha. bruit confits de pltuieurs voix. que e^spnrtfj Pedro de Alcala traduit par Gloss.. granaio. basilic al»-> (franc. s. Gloss. albftbega. magazzintt di grano s'intende fSj^ hoinibblico ryun. Nel Sappl.. dell'Acc. A. Gloss. «En Navarre on disait algorio la et le mot arabe a encore une fois passe dans I'espagnol sous forme algorin ou alguarin ». Sp. aussi. banr dn . alfoli. p. v. Doz}'. alfcrga. galimatias. Gloss. aable^ 1ms fond de? (II.. aggionge: inenthf d' Arable.lfali (la alhaii' Hnufuxxhu) di grano: castigl. Diz. menthe snuvage^ Innrin' ronr.J^ l)urg sacco da viaggio ecc. baragouin. p. 107: Alfaqae. Alfach come nome corrispondente a tSparto. proviene l>enis8imo da alalfa. 62: albahaca. . 119 algraviOy arabia 1) algarabia. Gl. stipa tenacissimn. ^Ifacli. fabrique) (par transposition) de ^^^ ^ hiisiflr.ptdegium [pulicaria]. alfabega. algaravia. de <^^^4^» alhori horrewn. giuiico niariuo. nonche magazzino di vettovaglie per p. roseau. huri o hori. Wsoccm. Est Aa>^*)» al-'arabiya (al-'arabiyya) la lingwi arabo. alforiz. yerva propria de Espaiia (Dozy. Alforge chiaina (-es) da alsarch (?). grenier. 116: alforja btsact da "^j^ al horj^ Z.. Dozy. A-lgaravia Dozy. a Minorca si comunemente bonctua o bunatus. canfimmie. Alfa castigl. le wT^X^l ^vAX^ half& e AAX^ sainfoin epinetur. p. arabo AftX^ al-halfa. al-huri magazzino i di grano. Gloss.

y^al lit al gubb. ital. V. Gl. gioia (gioiello). h) plante du genre centaaree. 133: age (bisogno) cosa posseduta alhaja designe en general toute 1. etc. port. a) euphrasia. al-ghebr) W^:^ in origine: rimetter a posto forzatamente un osito ratio o slogato. aujup dall'ar. algofra grenier. est ^^j^\ *l-garbl 3) Algarabia Due piante. . Gloss. camara donde doi'mimos. bu- Alimares Dozy. — Bocthor (Egitto) A-lliaja da haya. segnalc. 125. pr. quindi anche ridmione di equazione {ritolvere tin' equazione). utensile. algarabia en (al-garbi) del regno d'Algarve. (coU'art. A. cisterna. cisterna. camara como guiera: (soffitta). ^ubb p. avec la «.'eZ algorfa (al-^rfe) presso Alcali: chamhre haute solaio y da camara. Algorfa. p.: 14 SECTION SEMITIQUE 2) algarabio. Da ^J>»\i^ Gloss. 4 . de »^wjj) al-imara signal. I'or- chose qui a quelque valeur et plus specialment tout ce qui est destine a I'usage ou k nement d'une maison ou d'une personne reaux.. anjub) dall' arabo. p. chibo. Dozy. algibe. Dozy. cenader en sobrado.1 (?) . Gloss. ^'N^ al-gubb. feu que I' on fait sur la c6te i^our donner quelque avis. p. lits... egiz. ou habits. ». sobrado da <X3m%J\ . Dozy. al-gabr. algibe. Algebra. 141 : alimara. Dozy... p. bijoux. 8. 123: algebra = j^^ al djebr (al-gebr. Aljub (arjub.1JUP. fossa? Spagn. fem. Glos. comme tapisseries . 127: algorfa.

amiratus. comandante del mare. almirage. 162 : a 1 mece port./i-- ziaiorc. Gloss. a che fare Dozy per6 osserva che arabo. amiralh.. avaiU-amcolui che >"> E plur. • cavalerie (a le'gere. donde lo spagn. da almauua clcHtosina. jjOA*) . almi^a h Magreb per ^^ki^j al-mais od (. inoltre la parola in capo coll' mir venne usata qual Comandante aggiunta «t<r mer.lniogaver Dozy. (anche ^lAi ^. On tronve done les ex- pressions dons e almoynes » et « galea de la almoyna*. Dozy. la / (a /mi ran te.^*«**» al-meis al-mas]. Amir pero e arabo. p.lmesli. 164 seg. ordinariamente spiegato con f^SJ) J?^} u m i r a 1- bal. almirante).r. Gloss. admiral) e inserta. una scorreria (»^Lc gare). la desinenza al non ha nalla coll' articolo ma e piattosto la desinenza latina . soit soccorso. $iero. almogna per tri- contribuxione. almirante. D' AU8TEIA 16 p. mot un don volontaire destine au mSme usage. aassi almice. de la mer... almiragius dus. fa p. nlmiraglio. signifie. ])etU laii. (Sarebbe per6 molto strana la scomparsa bahr). Gloss. serum lactis. aiimesch da almico. p. almirant. Dall'arab. . o alius (alviiralis. Nelle Baleari dice pin alniogtia per Inr- gixione pia. ec. una >—^~'"^. ammiraglio. 172. C'est Tarabe ^_^*il al-ma'ona signait : (al-ma'ilne) qui signifie proprement aide et qui dele une contribution extraordinaii'e. rpurs. amiran- almiraje. di ^^ ^^X a 1 - m oga w i r 1 - m uga w i r) un assalto nemico. sur — Almirage fonetica di •^ terre. iVlmogna htito. raoyen ftge. Gloss. ce dont soit le « Dans plasiears documenta da un impot sur les navires marchands produit devait servir h equiper une flotte centre lee Manres.f^l am!r al-mft comatt" nlis dante delV aequo). amirarius . port. ted. impos^e par prince quand .VADORE A. atwto al Almirall. A. almagovares. almiraUun..LUIGI SAI. A)^** ma 'fine aiuto. si castigl. Dozy. Dozy. 179: almoyna.

«receveur de ville I'impot qui aux portes de et a Pen tree des ports. da almardadux castigl. almud. . almoxarif ricevitore delle gabelle (derechos) reali. nell'Higaz Yj rati. u J (^•w^ musrif. Almoradux. almojarife. '/(r^\Llcf. — Come ^^» uj^ 'aun i'ane. ^^^hI Dozy.lquiinia. almoradus ii^ijA dal pers.linut. 16 le tresor SECTION SEMITIQUE public etait epuise*. port. 179: almo- xarif e. 1 180. Dozy. intendant... dal X sec. p. non si usava forma Almoxarif da castigl.ina da a ma halia t (Y).^W-i i. Gloss.. Gloss. Significava in origine la pietra Jilosofale «la p'ierre philosophale » dal greco xojio? Jluidum. ^^\ a ma.. •> •> •xoogcot'Ic) maggiorana — in pure . Spagna jt*^ fin «« m ardadu m urdadus la (secondo Dozy. che ha lo stesso ' significato. ^^HjkS al-mardaqus) (greco s. A. de i^j^HtX) al mosrif inspecteur. se paie port. orccchio di topo. 174. Un rati = 2566 J«^^ A. A. de mesure de moudd (al-mudd) una misura 1 degli aridi (Nell'Irak 2 rati. delle gabelle erariali. moradux inayyiormta erba.L mesarif. almozarife. almosarife. «y4) al p. ™" Chimica. (. xo|iia. aumut Dozy.. mosrif non pronunciarsi al-musrif) pi. alquimia alchimie de fLxCvXJ) al-kimiya oggi anche Chemie. serva. a me (rad. Gloss. p. Gloss. derivata dalla radice amto. (coll'art. ispettore delle finanze. Ispettore capo. ji^XJj*^ marzangils . (da v-J^***** musarrif). y\) achiava.. almude nom grammi). araba). mardaqus (coll'art.

allora ^Ui^ ber- n!yye dese). analfabeta. «l'esp. LUIGI 8ALVAD0RE D'ALbTlUA 17 Amburnia. fittaiolo (propriamente come tr^' u in m i yy mm I nomo rozzo. — Vol. (jl*) 'nmman u n) u contadino.. de Aloala traduit par esparto. est: echafaud pmtr (L'accentuation andaime) de et aJVC*^» ad-da'&im Us poutrcs. irlan- manteau en robe fourr^e de peau de loop on d'aotre peao velae. vetement rustique k la fa^on des Irlandais*. Anfans ar. de A. al -!'»«. be mi a. significasse — Belot petU vas« tU Urre. «gro6 drap de laine de dififerentes conleurs dont on faisait des manteaox qui — portaient le meme nom ». Esso pu6 maltrattante. L'araiH) «IaX^ al-halfft (al-half&) aipxi^CA (ill pa tenocissima e mnutda €p^ 1 Aclet XI I"" Congrft det OritnlalitU*. albarnia Dozy. i^mo da amou affittavolo. forme d'une fictile in (V). castigl. a3\Ci> pi. p. piUuiro. de AiA» al-^alfa que Dozy fa P. fa «." ' .'a.^<^) ^ plur. 190: andaime. Dozy. 100: alfalfa herhe appeUe OX' le grand trtfie [fi>^ num burgundicum. p.. poute. . Gloss. Andamio les da addaima p. Amoliinarse. albornia grand vote vemittd . uudaniio. deWIrlanda. attivo della IV forma o\^ • \ (per u^ '• '' ha- w ana) valer jwco. port. III. L'Accad. da'il'im ^^^^ di*(lme. mcu^ont. venire da i>A^ muhin. ' disonorante di . capote. puntello. deriverebbe da terrin^.. flttaiolo. Gloss. Dozy. Qaando an veMtito. yerva propria de Espaita (Engelmann)]. di ad-di'ma da A(«V<^i ad-di'ama. oltraggiante partic. usato dai mori. f[ui a la icuelle de JUi\jj\ al-barntya (al-barnlyye) : vom quo quid reconduni. andaimo. chez Alcal& (de Hi)>erDia. amohiuat. Gloss. 73. osservare che qui Engelmann sti e in errore.

non ha mai il significato di da osserva invece che risale decret. fr. — Dozy. di il pensiero portato ad ^l^AwjJ) al-as'ar prezzi. Engelmann pensa ad p. est une corruption de JiJAA/Aij) e il al-fa^fa^a (Ji^aio^AJi siano fisfise) luzerne.. D. Gloss. v. il dargaa dante. ant a. alfalfa. danta mot port. Dozy. dante. «En effet la forme alfalfez. (selon Dozy. «JX4mA4m1 uspust da torna molto meglio il Oc«mAmi esfist. en espagnol adaragadan te. si castigl. lo spagn. G. ». araucel. erha me- dica Ituenie. adarga da ante.) lo spagn. [Cfr. Pronunciando espist esparcette. di ^^mj^ mars dm o - puo passare anche per propria- pi. les dictionnaiies buffle. Torse pi. aussi peait de huffle^. A. LSa«»*aw) uspist. . alfylfe. 195: Ante. a») . alfalez e Trifle (greco {ir^Stxr^. Suppl.] lama. aJUmi*^ marasim pi. dante. Ante da dante pelle di camoscio coiiciata. Gloss. Tariffa le che porta prezzi a cui si devono veudere merci ed diritti die su qucste devouo pagare. castigl. mostassa). « On se ser\'^ait de sa peau pour en fabriquer des boucliers excellents et fort estimes. medica che per- O^^mJUw) espist. dans les deserts africains. Arancel i I iiffkiale i da alasar. dargadante antilope o specie di cammello delle Ande. port. e propone la derivazione j^\jX\ al-marasin (plurale abbreviate per iracciato prescritto. qui est moins al alteree. ordonnance esprime mente tutte le prescrizioni. 197. p.. ante ital. qui s'appellaient JA*J J^ji [daraqat lamt]. il Non si e (cfr. di ^m) ream) il quale come decret. Marmol (Descripcion de AfFrica) qui ecrit « el dante que los Affricaiios quelquefois ante. Alcala traduce alfalfa per le fapfa^a. loi. — «Le vient de JS&«J lamt nom que porte. s. un animal du genre des antilopes». ^UwJ) ar-risela missive (ar-risale missiva). r^-*** si'r prezzo qui Part. dit formellement : Uaman Lamt ». esparcilla ».18 geios- SECTION SEMITIQUE ma it. 80 che cosa possa essere detto / alasar.

irruez ovvero arruez? Arraval. catal. goifica pure tutti nicessaires h viezzi per vivere e per mantenimento. argola j^atuj anntau dt ftr ^ 4^*«3} a -gull {gofpia^ maiutie). da jjOJ»ii ar-rabad (/m environs d'une si faubourgs). dal Siriaco. col rinvio al in panta) cIm greco xipraXoc xaf/caXXoc (corba che al basso termina occorre nei Settanta ed in Clemente Alessandrino.. bench^ W"^^ ra'is usata. Gloss. quindi ancbe ricchezza. capitano di nave ovvero da ^J'^^ ra'is (che significa lo stesso). e la forma Spagnuola arrayz governante. arrabul. chia. in Nel portog. Gluss. ^*^^ rli« aijrette de diamants mchAstis dans de Vor ou de Vargmi. A. Corrisponderebbero all'accento originale spa^aolo: . Preso da (J**^Jj ra'is (coll'art.* T'orA^/. trova nel Gloss. 199 ha proposto Paltima forma. arrabalde ill conserve ancora 1' antico d come alcalde ^^-«oLaJi al-qadi il giudice (osservazione del Dozy). Dozy. Suppl. ar^adell. arre&s (?) Non e in Dozy. 1 198: argolla. di Dozy. cesto di giunchi ^JUa^ Xon qirt&1e si specialmente eorba da atino per fniHa. il jfcLj^i ary&i «ricoo. fc I'arabo J^^j^ qartal. 198: arrabal [raval] faubourg (anche parroeville. sia 1' p. Dozy. quartiere) p. 6 nonchi abito pi. maio: la detta parola ovidentemente il aryds. cAoM* rtca- la vie. cjustigl.). ma si nel Sapplem. port. p. A. f ft: .LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRIA IH Arganells da aleartel I.rraiz da ar-raiz mitiituto donde fopitaiio di fxistituento niomtro. . Gloss. AAbjJ qar^ale. Te««uto di sparto od altro per bestie pui-tarc le biiM'che d' aequa siille da soma. j^kOJl ar-ra'Is) eapoy capi- fano. ar^ollu. ojistigl. da ral)at solthonjo. custigl. da arroyat struN/ento (?).rgolla <la alfjoll. Gloss. ^'>^j^ qirUlle. i — {J*^^ il ris pfnne pi. Arreus tirrvdo. capitano di nav* ppevenga da ra'is. (I^zy. anabal Dozy.

Arselaga da al djaiilac. Gloss. 203 osserva giustamente « Est-ce que nous chercherons k present Torigine de ce mot? Je crois que ce serait de la peine perdue. f finale araba ha pure nome di a breve). ^yi^iAkS il Da ^J/* rub' ar-rub' (la qtiarta parte [die\ qintar quintal\ coll'art. coffre j\^^ guwal (area. nome di arriero applicato al conduttore di bestie da soma si puo con certezza derivare dal grido arri (arre. Gloss.. le I wZecc ewro/Jaew*. a r . Les mulets comprennent. onde appunto di bestie il Arri II castigliano arricro conduttore da soma. gnifica les grains. esprime pure pannolano ruvido per coprire Ar. arrope mosto cotto. in Algeria grido : ^/») errih. la E il pers. traduit Aliega il par ulex.r u b b s-u^o vegetale condensato. et cela suffit ». anlaga. gaulaq colla.. Espagn. abulaga. coll' art. {sacco di lana]. car on in gaulaq ispagnolo si chiama yal&ca spino E il pers. il per co- — nome di un arbusto sul quale vedi Dozy. ajonc. Aliega. oppiu-e asinaio. harre) che taluno deriverebbe dair arabo j^ j^ harr harr il (grido del camelliere). car a mon avis c'est un cri comme le il y en a tant et qui ne signifie absolu- ment rien. '^y^ gaulah. arroba. (Dozy) mais chez Ibn Baitar: il ne faut pas en deriver aliaga.— Nella Spagna JBI anche cox). — Ma Dozy.. la arab ^»ftJ^^ sella. L'abbate Barges sentl p. si- <~JL)^y^ g a u 1 a q e grand sac pour Egitto). mosto cotto^ sciroppo di frutta. yU^ixi j\^ dar sis'an (forma abbreviata uUA«i j\^ d4r <i'4n albero spinoso grosso (crassus Wall.rrop Da ristrettOf da arrabb i-*^ castigl. L'Accad. V»a3^|^ e inoltre p.) la cui corteccia simile alia > fe . 371. farine (Bocthor. pers.20 SECTION SEMITIQUE erido per incitare bestie da soma. Arroba peso da arruba castigl. Alcala traduit aliega par lit djaulac. A..

quindi quale cannella iathus (la (a*.QUQena. port. XIV. azoque.*). val. in iapagnuolo si scrive pure ^^^J ynl&qa. rcdettn. Da qaeeto yul&qa. V^^UaJl at-Ja- sentinelle avamate. sen a (as-siisane) de ^ymy^i susan.. azoth. azoot. Ma « dana le man. greco ooOgov. deriva lo spagnaolo anlaga donde abalaga. atalayach donde anche talale talayote) come sono chiamate costruzioni meiraliti- che costraite anticamente. 15!) — ftnriMi- servo ail Aniiuatiz/ari' il vino.AQOt da avot frusta. asoth. Dozy. ^j . Hist. certain qu'ils ne sent pas arabes ». secondo Dozy. cortoccia ?) 16 (leg. az-z&uq A. ^iL Ifti') tali'a pi. mercurittm {merciirio). Dozy. Nat. XIV. v. ^^^ talar (pi. jALtalaga yot Atulugar stare alia vf delta da [castigl. s. . rVM^AM susan.Socondo Plinio. 228: azote. da atalag^i torrc di t/nardia. Dalla proDuucia yaluca. en retroave ce mot dans 248) le dialecte Valeucien: FiBcbar (Gemalde von Valencia Ulex Europaeus en £sp.LUIGI SALVADOBE <d&rasay8a'Aa. ebraico TW^ susan. <ie Naples du Mosta'in! I. . Dozy. p.»iiy m sausaii. est Con ardgilacn e val. yalaga viene aliaga. esploratore. Questo h D' AUSTRIA si 21 VaspuUUhut che. on lit. p. argilaques con- corda sopratutto arjalaga. coll'art. plarale snddetto La forma spagnaola gli sorittori atalaya e 11 at-tal&T. aliaga ». Gloss. Gloss.. azote sta pare per azoth = 3^ iVi da v3^J'"^^» az-zaftq universalis medicina. Gloss. Je de Europa. 228 : azucena lis blanc de A) w^m^W) a s-s o u- siisan pers. avanguardia. Quelle qne soit I'origine de ces mota. come trova Hcritto in Most4!nl.. argilaques d' Europa En France aossi ou diaait il au moyen-&ge argilax. ^SjK:^^\ « jl) A3A^ yoal&ca ou ar^il&ca. Spagn. oLntym (di cui 11 precedento e nome d'unit^). a^onte fouet de Jd^^aJi Ati-saut (as-sut) frusta.

azebre con azevan cento snl prime e) parlano in favore della forma as-sibar. guardia. '5<X)I ^M conda. ed in parte anche in Minorca sono Si ^H i^^^ donna /e- pu6 pensare a '»»>^ e.atsebura?) sembra a 9ab&ra (con ^ab&yra e <.* torre di vedetta). specula v. si e fatto Sarebbe usata la forma femra. — Mendoza centinela. onde atlota.. Gloss. II. (II tutto presso Dozy. Per qaesta e (al plnr. mirra. ecc. novia. dia. Gloss.abira presso Alcala forma che s. Dozy. stante plur. ley. el oficio de las atalayas porque han (^Gruerra a estar todo el dia catando a cada parte ». sposa recente^ che in Catalogua la stessa cosa. i as-sabir) Dozy succo sabir (coll'art. (coll'ac- Le forme portoghesi azevre.) Atlot da welled. Pedro de Alcala da invece ad (s. wallade partoriente. I La detta atsebara (ma meglio. p. in Ispagua si pronun- as-sibar). La parola non corrisponde ad altra radice latina. atalayer atalaya il significato di e especular stare alia itAjfl. ^avilla yerva del acibar) che risponde alia forma magrebina 'i^jk^AjS as-sab- b&ra. e castigl. 35.) gli arabi usano invece la parola mat la' ata- iuOLw tali'a pi. A. e senza dubbio dovrebbe derivare da welled. aloe.22 SECTION SEMITIQUE il i spagnuoli scrivono la parola nel senso di sentinella. XXYI. (Secondo cia si bar. p. a ilde (per i^j £ w i 1 d e) <aJ_j wa 1 ad figlio. en noche.. . arabo come il singolare) Alfonso : pL « et X X como quier que sea muy peligroso nada p. llamaban nuestros Espafioles. di Va in principio di parola. Tit. en atalaya*. Ji^*Aj\ amaro di wm pianta. si riferisca v. fcJj**^ tawali\ Per sentinella Alcala usa layador. [catal. 209 seg. perocche la corrispondente voce propria catalana e noy noya. succo di aloe. la de Gfra- 65) : < Lo que aliora llamamos amigos de vocables el estranjeros. escucha.tsebara J^JiO aloe^ da Sab bar a. guardki (cosi (part.

dan~ iieggiato. arar/a. trrivt' 217: averia. 'iwir. guoftto. bad a I lie eo. I'^iU. ital. quindi ^JJ^JI* . lAzouwerd tazurino l&zwerd per Aji_^:^y lajicwerd) laj)iA X7C0''>0'. tAAjO h&l)i'e Ijftbiye (da Aaa> habje) si grande vato per vioo.0V. cliiusa giro. lett. port. Pers. baibouche. p. e derivato dal francese baftouche. e dommage h un caigseau. ital.. e che pnre alia ven- . PI. BadalUCh. l'aral»e-per8an azul. Gloss. pigliaveiUo esprime in una costruzione da Ic estate elevata sopra la casa. con delle feritoie per »er\*e quali il vento pu6 penetrare da ogni parte. dii al-hangar. 251 lo crede posteriore alia domi- nazioue nraba in Ispagna. p. Dosy Gloss. 4.. ^\^^ 0)«3 ^aAam sil'a dtLtawftr merce avariata. rasti^liiuio babucha. ndvita. foniirlht ihi (f mini in.LUIGI SALVADORE D' AUSTRIA 23 Atzur (la Lii/urd. ital. — alfango = ji^^») voiia p. Gloss. <'iLstipl. A. '221> : Dozy. des niarchandises avarieet. 'a war. ^^AJJu badgir. mutilation. Dozy. ^/J^j*^ Idziili. p. (od da babus. al-l>Abiye). babus. ^•Ju papiis pantofola (ietteralmente an- che T^-?w babAg. \y in come in alforjn = ^^ad' al-har^ da viag- bisaccia. copri-piedit ed Pers. ^ z*)^* awariyye B BabUClia fia. 1' Non trova in Dozy. olio (coll' art. rctti/ia (lu iilfuhia. pugnaU.Ufabi (jtrio ltd t)lio. "uwar ma'awar.. fr. avarie^ Dozy. Cambiamento del$ac€o I'arabo T' i/io. avuer. 13.m'^ ancho jHtp/tnrrta) fraiu-. alfubiu. insure. a dts marchandises da j]y^ defectnosite. Averia. Ce mot semble £tre one altoration da ^pero.

^a^iJU ba- daheng. de balde gratis. ^UflJ bitana P. infim.3w s. 4aCVCkj fagotto d'abiti.24 SECTION SEMITIQUE chiama pure tilazione dei piani inferiori.. G. Lex Pers. castigl.. picdi quattrino. arab. med et. tuttavia I'italiano bagattino. Simile costruzione poteva pure servire come torricella di guardia. bagateUa. cosa da niente. bagace. e La forma araba corrisponde a Wiillers. castigl. (franc.^J0u batil cosa inutile. . ecc. buqse pi. (sic). Balde Dozy. ecc. pero con punto interi'ogativo]. Secondo Diez e Littre e diminutivo del neo-latino bagage ciolo.iu badheng che occorre anche colla forma ^jJUft^vj badhilg g che notevolmente (sequale fu sostituita detta forma condo 1' la pronunzia egiz. . Manca..^ 4stfVJL3 buqce. franc. bedana dans un arret du parlement de [Gfloss. badheng nr*>U . in Dozy. Si ^^^.]. — Dozy. v. badana. -' b o g c i a fazzoletto per avviluppare e legare uv ^ V--' . Gloss. balda frivolo. inutile.. Spagn. lo fa derivare tWaUp baw ati pi. propriamente fodera. A. 4^1© w batil vano. bagatelle. ii^AJ buqge e ^wlU pi. baga baquesX cosa insignificante. 231: Paris cite par Ducange basane.]) peau de mouton predoublure. D. de dres. ^vaift. un quarto [II Dizionario dell' Ace. dal qual deriva la detta forma. pers. p. en balde chose de ecc. della ^ = [dura] alia la italiana cc e la spagnola ch) corrisponde bada- luch. . di (.. iiiUaJ bitane. en baldo port. lat. 233: balde. Sagatella da bagatel. < T. ^«ktf^\* e rfSU^A. it. Gloss.. de Alcala le traduit par bal- La badana servait a doubler les chaussures et d'autres objets fait de cuir. depourvu. p.. Bagage Turco da bacache castigl. pen de valeur.''«•' . bagnglio. bagatela. moneta vilissima. Ital. Sadana badana paree.-lat. [Cfr.^Aj buqag. bagage fi'anc. vain. da battaua pelle di eapra condata.

bedouin. rolde dii per rotulus. albernoz. 237: {jKorte barragana. h. . (j*<k3jjJi a 1 -burn us) parte del man' copre capo. D. cannrfan.] Hindoglou. cappuccio. Castigl. bedewi deserio).^J0*3l 95 (d) e 1 come in arrelde ar-rati peso (di 2566 gr. portog. ttomo (da^«Nj badw Sezzeff II dii bctsef i>/ (/ran (/ttrn/fifo. che risponde al tarco Toile d'un Tissv peti 8err4 lyoLc^ bugiis 1' = qui srrt h /aire s. des dmiblures. A. franc. M f UD/> barrakan barragan. (Vedi Barbier de Meynard. burrukan) nioffn fftossnhnia di bouracan. volg. Gloss. [II Dizionario dell' Ace. (del la jir. in quantith. ha: bocaci mas gorda y basta que (?) (C\\M^ y de holandilla Secondo me 6 il bocassin del francese antico. Garragan y Cl /f da barracan stoffa.ci**^'CO boghase. Diet. turc-fran^. G.) cJV^w biz-zef. Samus (jtAJjJ^ ielto che (bcrmis) ulbonio^ rnpiimiin soliUt a imrtarxi fini rnfjaxxi. relativo al deaerto cO"^*? badawi. : 1' articolo bagage). Sedui t hcfluiiio.). Dozy. castigl. castigl. Forse lo stesso die tuivo 43^*^ bogcia (cfr. da badaicoi heduino ed anche selvatifo. moUo.] (Ofr. barragan. p. stoffa. roxxo. turc-fran^ais it. hilo Spagn. albornoz. burn us it (coll' art. fr. v. ital. aprrir di fustagno. de port. . i^^y^ badawiyun del deserto. bogaci) m. as paid a per »pculula (Tknty). Diet. Tela de uno u otro color. . (anche (JcT^ il cammellotto a mantello donde franc. bouracan de gro$ camelot) U o^ barracan.LUIGI SALVADORE Metatesi di t D' AUSTRIA per ^. Bocaci 11 da bogacf. hoccaccino o boccatcino tessuto di lino con bambagia. magrebino (alger.

quale sinibolo dell' affbndare (luvecchiare). xd^o?. castigl. b«gia.) pot de terre en dessus duquel les cabaretiers et les boutiquiers ^_| mesurent les liquides qu'ils qui re^oit I'excedant. alcadefe vendent. castigl. spagn. vulgo Bougie. acadiiz e arcaduz. Dizionario dell'Ac. les lexiques le arabas ^^S cadah [qadah Alcaduz. Si dice pure eadufedjar fer cadufos della coiifnsione d' intelktto della recchiaia. [11 I'ar. il arcaduz (dal- ^>>i^^^ cadu9). chandelle de cire. Gloss. albol'era per albohera da s^i^ buhayra. 243: bugia bougie. d'ou I'on esportait C Caduf (la cad at" od alcaydiis rnso di terra per tirar I'acqua dai pozzi. ant. Bugia. et (tutti portog. mare (dimin. Dozy. albohera. 1' Humbert ha notato JHiOL*^ egiz. »j_^U*< sabura (forse dal persiano sabwerd cerchio intorno alia luna (alone)) brouillard. fr. gr. cadalie. albufeva. Bufera albufeia da albueira pal/ide. p. da ^Hj v»5'«^*' al-codaf ou al-codef [al talan avait qudaf va^o di tei'ra\ « p.] . cadaf sans Particle arabe [come quij.26 SECTION SKMITIQUE inhhln »la Boyra chaboura. Dozy. di di >^ b a h r mare [f invece di h p. alcadef. ^H cadahe.) designe k Grenade une mesure agraire. rivoltarsi e rituffarsi come il caduf.]). da ^waBT bigaye de la cire. Le ca244: cadae. ma questo e totalinente smembrato. 78: alcadafe. Esp. ha cfr. Setteutrionale. cosi pure invece ^ h. p. ^ . Dans ment (pas dans les diet. piccolo Spagn. Bugia Bugia neH'Affrica donde si esportava delhi cera. e la derivazione non e credibile. Dozy. franc. hicchiere] est seule- nom d'une mesure de capacite. Gloss. Gloss. v. da 91 s. bougie.

plntot da nom d'unit^ f^^T^' qu'Alcala donne sous alcaparra. 88: alcatifa. ou iLoU) p. p. alcaparassa (taparera a rajjjM'ro. Catifa lajtprto (la aU-atifa. 4Xk^]a3 qatlfe vellnto (velours. e arab. carmes donde carmesi. 377. cami$ia). . T^ozy. sanscr. velo da mnger. alcatifa. de cette langiie et non du grec xisrap:?. pure candil et Canfora. ossia rosso del verme. castip:!. qamts camicUt. Karpdra. Dozy Gl. cambux ^uamise xnasqne on voile e convrir le visage. Gloss. kviwi sauscrito. Toca de mager Dozy. p..#3 inii ((innciu da eaniix. yj»y^ Kanbfts Dozy Gloss. dal sansorito kahup. Gloss. traeva il = venne da nn uenn*.. p. alquetifa le taput. detto il cocco. p. Gloss. da dtmna (Alcala: Snppl.. Pers. Dozy. (pronuncia cambuj. 185: alquermez. Camisa (jMU. tunica (lat. Dozy. qoindi iS^j^ creuxinino [dr. »»io Kiifur <la canfora. candi. Candil Gloss. cuuverhirr da AAaJoaIi al-cat!fa qui se dit dans mdme sens. zucchero (candito). eas-tigl. forse dal Int. I'article al demontre que les Espagnola alcaparra dn curmi. Dozy cadde. (kshaumi) si fece ksliaumas <«2a di /tno.).] Dozy. Carmesi y^y^ qirmiz qirmizi il (coll'art. Pers. port. Bien qne ce mot — arabe soit d'oripne etrangere. 344: re/o <// cafe de i^^ qahwa. al-qirmiz) rt/cAwmw. qahwe caKtigl. k hand a. Caparrassa Majorca) aUubnisi. satin). Cambux thnna da eambux. «Xa3 qand tucchero dal Sanscr.LUIGI SAJA'ADORE D' AUSTRIA 27 Cafe. bevamdoj vino. G. carminio: A. D. 247 cande. p. Oloas. o cocciniglia si rosso cermiglio. 86 : alcaparra cappero da jLkii) [al-kabb&r] al-cabb&ra ont tire leur [al-qabbar] alcabbar. 245: kambAs) veto antifa^ de novia.

arab. Le meme mot est Ctiaffarrato *j^*** da chafra. A:'ab. frange de AXXaa)) as-sanifa L'accento cenefa si riferirebbe a Ahk^a sanife. Dozy. 251: cebratana. sarbacane [e sarbatane] [neo-ellen. Oenefa da a^^euefa (asceuifa). neo ellenico Turco^Vjl^ hawiyar per^y. ciro. (coll'art.28 SECTION SEJSIITIQUE da Caviar castigl. agli uccelli. solo 8i*^nifica un tuho di da 8efer. fimbria del vestito. 224 lit. franc. cerbottana]. taglio. chiffre. •• •'. safra e chifra a 1-m ft 8. m u8 e rasoio. aceiiet'a. cero). Cero. azero Dozy. i diz. Cliafcrote. safra. 1^ e ^ anche AlU^ sinfe p. {sifr). da(/a cnrtn e lanja. ital. as-sanife) orlo. tirai-e » cenefa » ^XAaaa^ Oerbatana da zabatana canuoue per [ital. castigl. port. cifro. fr. (V. p. Gloss. sanife. v. ciuiom. qui designe une sarbacane dent on se sert I pour tuer anche ^iJlJflA^ che. p. zarbatana. filo delln spada ed anche lama. horde en tapisserie de port. castigl. Alcala: s.. cerbataua. zero. originali. zanefa. sarabatana o saravatana. : azanefa. MA*a sanife (probabilmente stoffa per gner- nizione). zarabotana [leg. cerbottana]. sanife . sanefa h&uppe OM ora veMis. zero da j%*0 cifr devenu aussi cifra. Caviar. (japapOTava] da ^Ua>j>^ zarbatana les oiseaujr. zero. hawiar nova di stoi-ioue salatc e pressate.. .. secondo vetro. castigl. navaja de harvero — ttifra e sufra anche rasoio. can'ale.. canefa. Dozy.jl:> hawiyar. ital. cerbatana. Gloss. Gloss. canepa. 253: cero.

one mets tres-nsit^ en Barberie. alcuzouzii. e cue lie. chaiero: franc. Dozy. oU k la desinenzA romanza. Dozy. chaux iisato in Maiorca nel senso di xchmis persona rozza e stupida. apparitore. 11 turco (JM^^^ > cA5L9^*^ ciaus.i yelek (jelek) est un mot d'origine torque. que Arabes ont adopte. Supp. p. esp. E singolare in 6ofayna la sostituzione della 6 a cb.. ciawas. alcuzcuzu. p. (JmwXamJ^) al sorte de 96 : alcuzcuz. 144 e 145: aljofaina. esp. a 1 cose as a. » raeioir oQiil de* 253: chifra port. la semence mondee du mats est appelee coug't couche ou couch ccousse. e fjDkS^mJ k ask us. Gloss. poor amincir le cuir ecc. al djufaina est le diminutif arabe de 4aA... . araldoy Kergenie. aljafana. d j.auz £ da i-haiix aeryeute. Alcala: Tranchete de t^npaUro. Gloss. Ce mot 4 donne mSme origine les sM>. u^4MkX4MJ kuskn- sAd (nel Megrebino). Dozy. (Davie. al djo- faina. Cofayna da alchofaina. _%<m»^4mJ kusknsfi p.&) al-djafna (al-^afna). import^ sans doute par lea n&gree africains A Saint Dominique. ciL'^ti^l. sen telle. p. alcuzcnz. chifla relieurs etc. naissance a (Muller).. giUt semble avoir la wUL^ yelek. au Littrd). Sappl. Cfr. 291: Jileco de le franvais chaleco. — Chez Alcala sont hormigos de ma»$a. fra. castigl. in Suppl.. utdere. In En Espagne on prononqut chichifarote. Cuscusso da al-cuscu8ii. aljnt'aina. ecc. Chaleco <» . Gloss.Jalccu da chalecH ijitthlMtto. de couscous. cibo de' Mori fatto a piccoli graoelli tMiKli. Ch.! LUIGI SALVADORE D'AUSTBU Dozy. pure Dozy.

^UXm< e il pers. Derivato da ^fiLufi I il»> dar sina'a o ^^Lm£LJ\ I y)^ dar es- sina'a. al-qulla groaso vaso di terra. rezeua.. ca»a del lavoro. 92: alcolla grande cntche de ^Xjll) al-coUa. arsenal si pronuncia per dar n a 'a. Ar. (Eu ^^ M come <>^#)... castigl. : Dozy. (hiiaro. in : Espressione Dio come Mahometto =:r: con Dio come Maometto easti^l. castigl. Gloss. Dozy. E Sncola da alcolla. fabbrica. aussi escaveche sorte de sauce pour conserver longtemps poisson. En Ih _ como Mlalioma. adrasana. sezione del lavoro. composes de vinaigre ou de vin blanc. de citrons & de ^\jS. p. arsena e dar- derive poi 'i^^Mtji — Dozy. EscabecllU i'l da sic bdc oscabpclie salsa per cousrrrare pesce. p. . dresseual da at-taisaiia castigl. ata- IDressenet. s i Gloss. . Gloss. iIaJJ "/ dinar in Oriente moneta d'oro dal lat. U^am o U-^T^*** sirkeba (sirke = acei^o). 261 escabeche le port. coll' art.. de feuilles de laurier.m sikbag ou sikbgg. 205 seg. orcio). dal latino. denarius. I'arabe p. dinero. alcolla o/\o (1. alia voce tersane (per arsenale). sena d'onde in oriente si ital. AX3 qui la.aO SECTION SEMITIQUE D Dinar da diuar.

Belot: it uteiisiles de menage. Dozy. inmntam. eixovar. as-saw&r).. e * grero mnnnaia^ stnimento di aapplisio. port. Alcala: doU o catomiemto Mais ordiDaii-ement axuar : signitie ameubUmtrntt mo&ilier.LUIGI SALVADORE D' AU8TBU SI jptr tlitio Eltzaboge (comuneinente per Af^astre) twato u Minorc* Helmtico. BistAni miglior dano. 3j)j»*J aubepine.. £!xouar la (ajuur). Gloss. exovar. ejtoir. nefle. acerola. assi de sa persona como dal adorno. Gloss. Falaca ti«a da falai-a stninn'ido da tortnrn. acebiirhe*. scure. La dictionnaire berbdre donne. 264 •. Dozy. 221: axuar. boos olivier taufMigt ^^ ^ bangs. V V *^ Ty^j zenba^ castigl. de meme que ach-chon&r en arabe: supelUx domettUm.'265 port. s. enxoval < lo qua muger lleva quando se casa. Dozy. atzerola da az-zarora. port. Gloss. Doz}'. '* '^ . latino falx. X > • •X ^t-J^i JUUi fiilaqa est ceppo per dare le baatonate. p. y servicio de sa casa » de^i^4«J) ach-choa&r (aa-aawir. v.xeroln. (iwaiuhi o Itr. falca a paif. cMtigl. fruit) da \^-^J^jr azza'rflra metpilu* J neflier. bagngeg. accetia.rnir^r deriva da '^ks^jjijy\ az-sanbA^a. p.. e ffsXsxv. Glossarii arabi pi& reoenti hanno z eltiiil^. asarolla faap^oe da azerolxu. exogar da val. falce quella che iMglU. de ^wftXi il falaca (falaqa) /wdr*. Le s^k^^\j ••«•e parola h b«4)era. Tj^ nula i * Stzerola. Alcala lo 32: acebache. de atavios.v. Ija parola falaca •deni- tortiirftiv uua |K?i-soiia tisiciunciitc o spiritualinonte. p. (Confroati«i il tuttavia. de hija. Gloss. aiambojo r"rfr. faUoa. da a/ZHbaehe. catamiento doUj as-siwar. difalcare. pag. 34: acerola. ~ Bn oogifo falca un morceaa de bois carr^ qu'on % ooopA vtfc ^^ * U du trono d'un arbre.

p. vanterie. !Panfarr6 da faujora. franc.32 SECTION SEMITIQUE (la Falca talon catal. per analogia. JjSS falqa to defalk). '^avapi).. Fanal tvJL9 da fanar liime. e >^i fiim aglio). — La parola si r arab. fardello. franc. (Cfr. haraqa sopra arabes hruciarc). alia O t (s) in arabo Bubentra talvolta <_3 come in ^yi ixxxa. da far da frnjoUo di ahbigliamenti domieschi. dall' farfalhar (colla r) essere danno arabo y^r^ farfara leggero. fanar fanale. castigl. port. jyronto. fanfare e quindi fanfaron. fa 1 u k e). cimm di ley/to (ckuu da niadera). fardaj fardeau]. fanfarone. S^arcli (pereroso) da fa rag a. UUli fulk nave.). La forma spagnuola farfante ed occasione alia derivazione chiacckierone. Dozy. eclat da V. Gloss. p. poi generalinente harca (harraqa-haloque le halca. ital. ^ Pj^ farig vuoto (vaso). felouque^ derivo dal— « petit navire a voiles et k rames » Jal. Diez crede che sia lo spagn. yarda [ital. hrulotto (da v3y^ v.fa loque. secondo il il Littre. ( — Enfiu mot est retourae aux Ai^AA fu 1 u ke . a . Suppl. che prende per onomatopea. ma e parola vecchia e e certainente sconosciuta ai marinai del qua e la usata dai piMedio Evo. chiacchierone (in ogni caso . miiioi-c. Manca in Dozy. faro (greco mod. ingl. fanfarron. far da. female. 108 ha: alfarda. A^\y^ . ozioso. faluca). castigl. fan fa portug. fr. D'onde. de boijf difalcare. falua (halca). castigl. rati. alfitra esp^coj da contribution que payaient les Maures(iues qui vivaient sous la Dozy. filuca. f alaco) ^ ^^ Come il pi-ecedente. fanal.• Ci^ ^ ^^^ nave incendiaria.. 214: laluca. come jJyJ <ar<ar chiacchierare f. feluca. ital.-AA3 falaqa spaccare (identico a (Dozy. fanfarDii. ancora it. libera. Falea da faluca. castigl. disoccupato. Gloss. ital. folie. I da cui ^w3 «^ farfar leggero. Dozy de- — riva faluca dall'ax'.

rapina». hatt&f e a 1 1 e t*. connon. iniuatiou des chretiens — dall'arali. an i ma (^. come un una cinghia della una la parte della soma A pag. OV. 21'.Ja:> huttuf gant-M.iw p. ^ctM du XH"*' Congrft i/m On<ntali$Ut.m^ Dime) *prae. iaiuixu. — Vol. de ^UuS <!. li<3»A3i al-farJa (per A40 JUi) taxe. mail ntn<:iii n inj. unifr/rme. contribution. Pag.LUICtI bAI. i diu cormnti vguali d^l cnvalUtto da J|*3 paio fard. Dozy. In quanto caso pensare a t a tarda per abbiglinmenti dimneschi si pa6 in ogni -^r^ fart moneta npicciola (nel mezzo di parola Jft «<JVl(aJ piiM suonar d cume in Itadiina per »J>'* bitana o batana). ovvero a in 5<N^»3 faride groxsa perla. nltfra I'una parte del statfa (^triviere). volg. }> croc. de ^' i'Ult. p.". melenxana.da.. per per « come in jLa^'. GI088. Q-alima. 38<): fard a port. G Gafet (a). e t e. chnrge. vetemtnt de ttoldeU. p.\ adore D' AUSTRIA *. . - . 271 . uatota iiorrhi-U). bAdingftl u^jB'Ju bedin^ftn. III. 272 : g a 1 i m a petit / vol. ecc. meglio i«>»3 tarda pans parut haitente di porta. a fe t e crochet. 2(37: fatexu. donde anche : lo spa<ru. livrie^ cui derivazione dall'aralto egli rigetta. GI088. A Ifarda Terrne de charpentier. gioiello ecc. J)0/A'.Htt» rectturbies. ciisti^M. petite ancre. (jomii). Dozy. j^Ufl^ a 1 liottaf..

Belot: coquet. che diviene percio un balzello. imtlfa.r 34 SECTION SE. latu (grande: earnfa e carafon. nel piemontese. il poeo seimo. attingere. da ital.. come vaglio. In Dozy. — Pem. carafe. e. port. ImUiyUa. D. D. Garla botti- Garraf glia ' da garuf.) Jy In »* garbal (garbel). <^»%* . G. barragana..272:de^^^A£ gandour (gandur). A. pimpant. rofiana ecc. doude auclie franc. Castigl. Alcala: gan- dour garden que se quiere casar. sotto algarroba alfarroba. Doz^-. che non tiene nulla. da guiibel castigl. gandoura.B.. .sarrafa (garrSfa) l3»* garafa. In questo caso ch sta per ^ ij. garrama. contribnzione. (Di qui foi"se I'it. rofian. X. V-5^/^ liarrul^ carrubio (al sing. carafe dall'ar. ((VHoscio. franc. fat. meuo la giustizia derrama. Dozy sotto alvarral. faquin. debito. p. di garbello. in gerra o charra *jS^ garra. G-andul. A. allegado en van- do. si usa quaudo vien lunque imposta. arel il e garbillo. Gloss. caraffa. Gloss. tassa. Gloss.Gloss. (Estesa dissertazione presso Dozy). In J)ozy. bai'ragan valiente. ^^1^ garama e imposta. GarrOVa rdnnha Hn Harruba. 274: gar rat' a. come p.AIITIQUE rastigl.) Dozy. Gt-amuza. G. iXj^J^ harruba). girbal vaglio. p. •M^^L^ gam As e buffalo. nel prelevaie " (jiia- Grarraina. s|)et'ie G-arbell di raylio per moudare il grauo. come mrafina la bottiglia piccola. indicano seinplice e la bottiglia grande. Sotto ga'rr derrama. gerbola testa leggiera. testa vaiia. gamuza.. giara. rtirmhio da Q-arrove Ha rub.

rhlihnUi\ u Maioiva.") O-avella [II da (•al)ila. au bruit instruments militaires.: 4jaxi (^^P- gaita) au Maghrib esp^e^ /lautbois (Alculu gayta). <>«Jji3 1 al^anlara recherche dans In mise. fa derivare gabarra da carabo e qaesto dal greco xapa^oj donde I'arabo «^'»-9 «iarib pi. ffdzzun-a <tfn p. ij\^ una can na. bruit. Metatesi. 126. \^ J^J^ ^azzftr e canneto • (fruscio del vento?). 880: gaita instrument de musiquc. (Js. Diz.. Spagu. j><V»v# yftgaman. gli II. 122: alpazara. it. ^Xaji abila has df foi'vaje. dell' Ace. uW^ y»««- a4mU yAnam Q-atzara. gabarie. gatzarm o \'ij>y^ gazara] rej(ntis»auceit h cris. da pubana. iniln. — Alcala: gaz&ra *\^ pnria.. Diz.U'TfiT SALVADORE D' AUSTRIA 85 Oassemi da yasmiu tiilsotnino h«H"e. Dozy ^ d'opinione che Arabi lo abbiano preM Spagnoli (Ibu Batouta nacque in Taugeri I'aimo 1804) s. . Furiscontratoconalgandar di cui sopra. G-ayta da guyta rornamujia s|)e<. — de al contrario dice: Suppl. p. faquinerie ecc. roydo con yra. gabarru. [Ital . Pera. [II gabarra = grossa barca]. Dozy. sarebbe '». rw/do murmuraudo.Malmeut€* o pirn. Dozy. gelttomhto. yftsamln. detta auclie xeremia. port. t-astii^i.]. Gloss. Crayte suonatore. ^>a^V«V. di cornavtnse. coups df carum. Vedi gandnl. algazarra. gbandar* ma la parola e la cosa non hanno che fare 1' ana con T altra.) Porcion stielta u atada dc sarin ientos ecc. ha: (del ar.** [spagu. de si AIOaC gaita (^aita) che •H Jiute in prestito dagli trova in Ibn-Batouta. Speiie IG-avarra di nave. mur-~ muHo de gente. Sp. Gloss. castigl. wjl^ (|nwarib. gabilla gavilla n/w/vV i/f gntm*. t'rauc. deirAcc. col significato (Engelmann).

port. Dozy.er- che. espece de poiguard. Gloss..) lima. aguniii combe en usage chez il Maures. 276 e Suppl. D. sotto a 1 j a r a e arr a.: gineta fr. Gloss. 1 G-Utaperclia pirrn. <la (inta pt-rcha. Dozy.. p. (Juniia dega. ^AA2P\Jl az-zengebil Grirafe. itel. 52: Agengibre. girafa de ^^]j3 zarafa ou zerafa^ G^unica. de x^j^ garueit (gar- nait). gengible. gingemhre. Q-erra. AJ 1)^ z a r a fa p. Gloss. so leva portare questo pugnale nell manica. ageugibre. espece de c/- dont la peau s'emploie en fourrure. (Xell' italiano tiovasi piu-e. Gloss. gutapciclia i/ntta- K malese s. o meglio piiu deiivare dal latino jtaii- Ijerus. . castigl. 282: guinia. adoprato yinehro per (jinepro. p. a go les Dozy.. : getah pertjah gomma di Pertjah.. f/inepro. giiafa — (jiniffa. A5 )i) 278: /. orcio. couteau derivato mi a. 1 . Ak<^i kummiyye si mamcu. presso Cherbonneau (Magreb). da cni e pugnale da j^ magreb. vette p. secondo I'opinione del Dozy. cio6 di Sumatra Cf.. giarra. (1. goinia. ginejjro. gengibre. Gloss. iy^ garra hrocca da acqua. genette . j Dozy. castigl.36 SECTION SEMITIQUE Greneta. castigl. u r a f e giraffa. A. Grinebro in da Az-ziucliibil. . punal. Lo stesso ripete nel Suppl. castigl. ^Ajk^Jf zengebil Dozy. |. Littre v..

Vetements 147-153.) parait avoir ete fait dans le XIV* siecle. Littre. et dont chaqne couplet se tenninait par refrain: II Dansons la Carmagnole | Vive le son | Da canon. (It. do i-iu>con."in JTaique dii hagg restitOy mnntcUo. hftjik en Afrique grand manteau de laine. ita\. ou allemand?) Ducange demande les ne vient pas de Jacques. Inn mi. Corrisponde meglio al francese jaquet. Xilimona da U\vtn<>nii.LUIOI SALVADOT^F D'AI'STTaA 87 Jacera. giaeehetta). On fl'il ignore Porigine de ce tedesco jacke.. jaeqiie. mot (roman. Ct. Pers. CtIos8. ordinairement blanc. . Dozy. qui sert de v6- tement pendant -e le jour et de couverture pendant la nuit. e n a ? J^^^ e ga'iz trave. ital. jaquet diminutif de jaque. A. ^<v3 1 i ni u e OyCy 1 » >" »'» d o C}y^ 1 a i m ft n e y^ Jaim A. castigl. JU^ hiyfik) e wmL> hitik. ici. fa il pi. U|j^*» I^As^n (J)'*a:^ iViz. paysans revoltes (Jacquerie. Snppl. 289 Jacena toMnau. littmur. p. 1358). on ap- pela Carmagnola la jacque des ultra-revolutionnaires qui avaient chant« chanson intitulee La Carmagnole dirigee centre la le Reine Marie Antouiette. iJ^A»» haik I pi. D. giaccn. Jacena Dozy. Semit ce VjU^ g>>'iz povliy &\f< U terminaison esp. pouire <fr Irarerte •or la- quelle las solives sont assises. trave trasver»aU donde chocen. (On peut ajouter en 17i>2 Thorrible par analogie: qu'en Piemont et en France.

p. Gloss. / I <j^a^<* / o I mal)zen pi. niagasiu. fem.38 SECTION SEMITIQUE M Macatrafa da majiatiaf.«A3D fn e partecipato.. J ca. almacen. ^ f o *' . . La cacemn che donde sarebbe ijH/* magara {v J^^ si ^LC g&ra) perche spesso tira dalle Cavita. co- nosciuto.Spagn. 4Ad%e ^3 l^ \*< mi ma qad 'araftahu ('arafta) tu gift sai. (JiijJU) v-3>*J' •^* "i«^ qad ta'rifu (ta'rifuhu) cio chi tu hen sai.se^^ mahazin magazzino (luogo di accumulare. saptito.C) II ^i ^ /' ma qad 'in*ifa cio che h gia noto. Sarebbe infondato forse: I ^ ! 4Jb fc«A) U< ma ma kata'rifihi cio che e come la sua partecipazione.: meqtietrefe (Da]Viii\ lante) \^JiO-^^ mo gat r e£ petu-. com'ei >w-ftij. almagacen. s. Hombre entremetido. Magatzem. ijj\.Acxi. mequetrat'e. come (fu) partecipato. 147.stigl. Uj»^ Ijazana ammucchiare v. almasceu."' m. castigl. da riporre) da Dozy. cib che i^y^ «^^ ^ ^ ma qad 'urrifa cio che gm e stato partecipato. ital. ntayaxxiiio. . \^y^ j/^ (<JUiij. tiaiK'. Cs. I gawara Mangara. bullicioso y da de poco provecho]. Ua ka't-ta'i'if cit/ che come la par-i^ tecipazione. almacen. [Diz.

lojjiio Si chiama in (|uei MatrncM si <|UolU» stnimento (invoco (|o| (TaheMa) rhc giorni nsa airaltan' canipanollM). p. prison de fi^tla^ primon.. en proven^ftl waraboU- pins tard c'est devenu nne monnaie d'ari'ent et luAme de cuivro. Matraca <<»n da matiaq. p. maytio. (leri tnoi-altati. anin. Tossa per carcere.. Dans I'origine an din&r: ^«. dolce. Ce' yA* 'T matrah = Mafalafium./ silo da y^vO riempirp (una fossa). mat a! at". T Ja^ m a lelto. mo- de ^ »Ja4) al matrah Si veda anche Dozy. maririh. e) AdJfl^ uiitraqa. niata halaa. 312: mazmurra cnchot. 471 '^ p.. Dozy. CtIosu. de Alcala traduit par algibe. halwa) grano m per b e frequente (Dozy.. /. Dozy. Gloss. lit. "Masmorra. it^^tJ^^ ' matmAra tamara caveau. rr-:-^n. ed lestino Schiaparelli pag. Dozy. flie serve di i*ainpHiiu in alciini pui*e ^ioriii della di sottinianai sjuUii. /i/. EngolmaBn. atiirr dalKar.iont on se •frt rh Vt^n . cat. almatrah.]. (3r«^ mitraq (<auhio. fa>ti^l. marfega 18H = teped e 602 =: tepefion. significa pure materasso.. Matafaluga. r ah Inoffo dove qualche cosa. fo«se 011 Ton conserve le bl^ ecc. p. 20). imar&l>i(I). GI088. 11 Vocabulista pubblicato dal prof. p. mat mora (matmura) cueWj carcfil que P. LUIGI 8ALVAD0RK I)' AUSTRIA 89 Maravedis. matalof. /•»»- . 31<»: matraca . 151: almadraqne.. si getta ntnteraMMo. (\n IMatalaf matrah. iiiii/iinura <iai niiii I Til fHiijioiir. Gloss. matafalua Dozy. Gloss. t valenz. Matiara teitehir (rmjanella) ymoXakW lopuo asto pur di lojjno attorno. fontr. de Parabe 5»A^ *V^ Iiabba-halva (habba hulwa. telas p. batafalnga volg. Snppl. en el cainpo. 238: batafalua.bjI»4 iLbi> dinar mortibiti (lu'on appellait mornhUinuM. 301: luaravedi petit« monnait de U dyiUMtie Almoravides de ^iOySj^ mor&biti une monnaie d'or. Dozy.

gleba).^ miraje) . 'LH>-WL--f p. ai ISCostassa relative. p. ef^pejo. prononcer ^^ja4M»« musattah. lat. Dozy Bon ha questa parola nel Gloss. Dozy. me wo. -T •^' specchio. almoli I ace 1 inspecteur des poids mesures. mirador. v.. zamara. Mirall. mirouer = I'instrument ital. miroer. — Littre. (colui che e attaccato alia Anche Littre deriva mesquin dall'arabo. forse da mediits. s. .. mir'at (^lii. Gloss. rufticio aliiii»stacen. dans la semaine in Bocthor crecelle. Gloss. della came.r h^yj* (Cfr. prov. almutazafe. p. mosca. meges Mesqui.. miroir deriva da mirer. del vino. tillac sorte de navire. ISCingO da nienon. 314: mistico. porero.. misero il fr.40 SECTION SEMITIQUE sainte. inusattah. <Ot. marteau. almostahlaf. Maxiganga Pers. Dozy. (?) a lyiisticll da mi stall specie di ^vld4M>'« i/(in\ castigl. 314. coperta) Dozy. (j**X«* ital. de «»^Af*A^) a I - mo t as i b ^ . ecc. et port. 177: t almotacen. ispettore dei prezzi del pane. ponte. da ma^xi moscaio. un (^sJd4M piano. de ii^a-* mitraqa.w»^ mi stall. mirer. niirabilis). Pedro de Alcala \j^ mira miraor. Suppl. miroir. meskiu povero. Mesqui no qaS^***^ in i skin. Dozy. qu'il faut mestech sorte de navire de ^Ja. de cloches. almotaiMMi. nfesrhino.^ mir'aje. ed mistiro. catal.. Mostasseria Vw ftVrgV^iwJLi a 1 - m ustah 1 af // giurato. mireor = le mireur. fnmc. Gloss. torse audie da mi nor il miiiorc Mitg da metih. pent etre un navire qui a un pont. cita per6 nel Supp. c Mostassaf colui che sopriuteude pesi e misiu-e. miroir.

. muliay}\»r. Eigentlicbe Beschreibung der Raisz" ecc^ Laogingen. E^*» C' moire (Boctbor.). p. ^^Xttf^4 mn^ilij-yan da ^^^*^ s. j^*o ^^ mus i 1 Mossul. verso Talto -^^w seint i zenit ^ ~ »>AiJ' es-aemt. momahay^'ar). nadir. ^uare. l>ronunciato alia turca a z z m u t). { ^^i^ioj <J1a. — Dozy. 323 s. da inancili tela faltl)ricnia a 3/osiil^ lu^tigl. volg. v. " — Richarditon a kind of coarse caraelot or bair clotb ». pi. V . muse- iHUfisolina. nadir. trova in Dozy.: I. D' AL'STRIA le 4! I mahta8 i l>) itpettore DanM Fttrro de Ma<Jrid on trouve la forme almutaceb (e <iij<»Mto fa autorita). [e tnocajarro cbe avvicina al ital. v. pag. N Nadir t\JA> il ooutnipposto alio Zenit. Gloss.. barbe di radici e siraili. (Mcondo Dt\'\c):Jt^ nnt^lot Kgitt. quindi non fa meraviglia ulie sia applicato ancbe . 1582 lea Raowolf 98^10 : iiomme parmi « etofFes : ** TdrckiHche Macbeyer. mucajardo. 1588. O Oruga Non auche si Uruga da orin-a hmco [ruga]. piii si luglene mohair." basso corrispoodeute alia direzione coll' art. cajardo. Doz^'. si U8a pure metaforicamente filainenti. Gloss. mutelina. nazir. t*astigl. franc inoin-. Xathr. Gloss. Mussulina liua. ra^tigl. idetifirn. oruga. 451) « Camelut ou moncayer ». 3r* per 'irq v5j>r* nW<Ti<.Am3i) cioe la direzione verso (V . it. Paris.UIGI a1- SAL V ADORE del mercato. mau8 i 1 . il corrlsjtoudentr . vewe. Snppl. ^^A^c*-* in a ns i 1 i J- yun .- Dozy. da Nadir. ai vti^mi. — Belou ("Lea observationtf de pltuieotit »ingu» : larites" ecc.

pulgon que roe las ce L'espagnol omga vient peut etre de mot . en Espagne a le ' nom d'unite J^^Jt "uruqa. vcr qui ronge vigne (gusauo que roe los pampanos. it. (iiihiUiU Dozy. classica eruca). quale e chiamato mitqali. Lex. p. la qu'Alcala donne dans sens chenille. incertain. a le double sens de roquette (ruta) et de chenille (eruca.. On seinble leur avoir la terre. v. 327 : quintal poids de cent livres.. quintal peso di 4 anubas. de yXS^S qintar (q in tar).. Percal E il da pergal. castigl. jUu^ mitqali : specie di lino. Presso Littre i^ercale. ressemblant JJ aus veines de forme de le Du .c -' pi. t". 3^*^'* (mitqali) — Vullei*s.. E pure una specie di vestito di panno grossolano fatto di lino o il di cotone. Gloss. custigl. pers. ibid. brico). ^^Uai* qintar . je n'ai pas ose I'admettre dans le Gloss. sidicitur. oruga viflas). parce qu'il peut venir aussi du latin eruca. Esp. de meme (\\yoruga. percal. JO»J pergal <OoO per gale anche »JOj-> pergare) genus panni sen milis panni generi quod pers. e stoffa [percalle].. 42 SECTION SEMITIQUE vJ*V^' *^J^ 'irq-el-'ard donne ce nom pare© cer de terre (lomqu'ils Dozy. simile al panno. vestis e bysso vel bombyce crassioris. ^JjJT^ 'uruq le vulg.-lat. Gloss. servi pure alia derivazione di Cnntaro.uinta <la <juintar. Q. gnsano. qui.

rahal. flafa. grmuh plains $abloHnft$se (Dozy.V^J rahala andarsene. rafallo. une tcrre. lonC'im w •< . ij\yA3 qitran. Rambla • bene da peita di sabbia. pure il significato di riposo.LL'IGI S. da rah a stntiurnto prr it. Gloss. ramleh (sahhia) piu*<seggiata con una strada ooLa ma^gior pai-te dclle oittA di Spagna haiino tnlinariamcnto una rnmbln ombreggiata da piantc.V- gazione araba: riempimento della mano con qaalche cosa che si prende}. maitre den mouton*.. en lengna Arabiga ». divrriisspment. Je crois avec qae le c'est o*^*^* VJ rabb ad -fill an (rabb d-d ft n per dan). hors d'une vUle.\I.. tran.V. fit tit. o lui de las oveja^.. Gloss. 186: alqnitran goudron." . ^j .. un hameau.' partie de. <a- ra(|ueta. hiugo copertO di sobbia. Sappl.1 da lalial. 6 la nuditHa n hnrlnftn. .fill. Suppl. palma delUi mam. rafiill" "/>" fimr! d^llo i J»2^ rahl (come rachl) maison hameau (Dozy ..\BOBE D' AUSTRIA 43 Q. Gloss.Uitr^ ilit <| II it lit II iiilninif. coniodithy ricrfOMhnf e (Do»y. C'est I'arabe xJ^'^^ rahl I'endroU un Von de~ Dozy. p. Suppl. rahal. castitrl.). terre. 327: rapadan el inaltre berger. da rubedau. du verlje jJ^^ qatara R Habada. p. : menre. cambiar dimoivt.) n'cretttinn. plaiftir (che qui pu6 anche paamre). Flaqueta ^titrl. Anche qatir&iL Dozy. ratal. ijnjai qa^rfln catrame. Gloss. A Majorque le mot rafal signifie tine maison hors d'nne ville. Nel hug Glossario nulla v'ha in propoeito. unf m/tairie. ifiintrdrr nlin fxtUn ^h'1«»i«i. 4r ^ ^ Propriamente luogo di fermntOj da . (jSJoloS al-qai« Htillavit. p. p. r ^X^j a m 1 a . Dozy. jxni/no.. ^^»i Ha Cf. mttairlf. 328: rafal. « el sefior El padre Ouadix dize que vale tanto la como a gran pastor. gocciolart. 329).. Dozy.

on ne savait que c'estoit que de raquette. rom&a. castigl.. scrivere. — tisser des raies. pure alia voce raquette. . clobattino. 335: ribete bord. la plante des pieds. la rasquete. I franc. mj3j^ m a r c 6 (*^^ s. Xon si cialmttn. s.). zapato. raqam scrithira. €abata. rkamare^ castigl. raqm. TO mm ana Bocthor. 329 re c a mo. leiiibo. et signifie j^aume de main. Gloss. et c'est le dimiuutif du bas latin racha qui signifie le carpe. i>oid8 et romahif.. decorare ricanio. decorazione. morcum: morgom (ar. intessere. 319. trova in Dozy. Dozy. Dall'arabo it. romaine 335 : romana. p. Romana. rivet. accenna a la racheite de la main.] Jow^ ribat hande de striscia. -^ Lorsque les iripots furent introduits France. ital. Zapa- tcro.*?.m 44 SECTION SEMITIQUE Littre. hrodcrie v. IV. G. Gloss. (peson instrument dont on se sert pour peser avec un seul poids) de JO^-^i ro in man a (rumman). le tarse et qui vient de I'arabe. — Dozy. Hecamar. Jo\^J ribet (ribat) que Bocthor (pour TEgypte) traduit per bande. D. [marqum] raye) e p. Glos. p. nastro [foi'se Franc.. ripely cbe sta per lirafjHO A. portog. Mais le mot il est ancien la dans la Inngue sous la forme de rachctte. et on y jouoit seulement avec le plat de la main » (Pasquier [1529-1615] recherches. franc. lomfue morceau d'Hoffe. v. striscia. ribete Innga stn'scia di pcnuto. Rivet <la ribet. ricatno. p. 15).. castigl. *3j raqama jfij disegnare. savate. par la la rasqueite du pied. ma in Suppl. o piue da coufrontarsi il li raff no di Dante. Anche nome d'unita <SJU«J (rummftne) da (J^J romman melogranato. I S ital. Gloss. reeamar. Dozy. ricamare.

Suppl. et: Soulier 4b pantouflf. pecher de la rattacher au mot savate. e rimasto il Say a. Hand ignara Ocior et mo«li. Spagn. H v^uUts aequante sngitta^ e applicato.) (de tiatta). pifio/a nm-r a diiv a Uteri jital. si trova qaeata spiaga- -on rinvio al . G. cognome ' **A*W4*( sefine sa'iye luive rapida). Picard. impnlit altaui. A.taU. V.sso po. Dozy. dell'Acc. Origine incertaine. suvate.es palos una nave. XIV-XVI rst xrirtita] CK. fern.LUIGI S. ba»-Iatin rnhhatum. ital. Origine incertaine. ^I^U s^ rapulo. sabot. ad [Diz. dice che r« cbe guizza e diviene sartta nelT italiano.V. Si riconli il Virgiliano nel decimo (\e\V Eneide: Dixerat et dextra.jA*m . iliscedenH. di ••' I Aa^Um ^ . D. .taU: per J^Ju. pnppim: fugit ilia per undah jncnlo. po- ^U *" . e qaindi anche introdotto n«i Lumci — Littre cinvatta. V jekm dove Jul. jaune tans runge qui il cou-de-pied enti^rement k d^uvert.sii'iya e hcUtelUi rapido.sattA.(fern. l^orse e (lui da pensare t-osa al latino si sagitta. Saetia. per V appunto. dancadora). Cependant on ne peat gnere M'emefuiltaU. s. Spagna passato nel Magreb.U. 8.. qu3 servia para corso mercancia]. : Egli dichiara voc«- holo come basco (citando Mahn EtymologiBche UotoraaehuD}^ aui dem Gebiete der Roman iscben Spracben berberi.U)ORK JdLmm Siibb&t laisse le D' AUSTRIA talon. W^IjAm >^iiMuha daneeue* (Alcala hailador. Si •'• veda pern il Dozy Suppl.b qui toujoun en mouve- iiiiitit (moulin).: t. Sarebiie dunqoe dalla p. : magreb. Xel Mar Rosso ed Indiano . zapatain eordom- nicr (basijue). Mab n : apa t a »oulier : chavate. 16). danseiir. (In Sicilia. v. So**. ha'dadora. dancador. pronunciato saiya. di rapida come una saetta termine che poteva convenire ad una nave rapida. Saetia Eml»arcacion latina d« y una sola cubierta menor y pam *jue el jal»e«iU6 y mayor qoe la galeotn. Si potrebbo pensare a ^\. z piemon tese aavata.

xafferano^ franc. Dozy Suppl.%ia . il che combina I [it. vasca. samra. jmathutca. (Lane presso Dozy). (la castigl. ^ij^^*a ah a rig) Hang. Gloss. acenoria. azahanoria. Yalenz. . sefennari Dozy. non e clie accidentale).. panais. Safereig. chez Alcala (janahoria. io oredo. de JOj\jJbM safnariya. chamarra. Samarra. et zafariche endroit ou Von buffet). Samareta. V. Salema. rassomiglianza con i\y. Gloss.no d'altro*". Dozy. zanahoria. diinimitivo.. rnista di spagnuolo ed arabo cioc : « t^nieii ha (^mi A4^«»M = chi ha la salute non ha bl3oa. {Pastinaca). 358: zafareche etang.safra femm. vestimentum est peut etre est d'origine I'esp. » Ksprossione. Cantaiido (?) si suol tii dii-e: (/niiin mlema has \ il che torna air esp^e^<sione che stia bene (?) da salem. piii'<' xamaiota hj-^Mt volg. une demi-heure apres minuit con quanto sopra. safiau. Dozy. Safennari. p. azafran. saluto. ^ jL^Afl suharig. 224: azanoria. zamarra les bergers chambra qui basque (Diez) et qui signifie vetement de peau de mouton avec h laine. safunarija. it. que portent en hiver. sa- fenoria. 223: asafran.. apafrao da ul •A£\j\ az- za'feran. cenoria.46 SECTION SEMITIQUE da zauahoiia. izfernia. p. Safra. pi. p. port. mjK/m sal am geda la significa pure la l)enedizione con cui le I'imam con. 8. Gloss. s met des cruches pleines d'ean (par exemple au de ^ij^*a ci- sihrig (anche gtema. da xaniarra fra/^. du mois de ramadhan. comunita. ve^ti'fo xiinana]. jjjJlC^ za'faran zafferano giallo. quindi: second cri des moezzins dans les nuits .

senft. sarqij'yin orlentali (da s3j*'* e qnesta io credo la vera derivazione: oppure da: ' . 340: sen.lo^ioeto che e quel meccauismo cliiainato in Tosoana /•'"''•»'<' di aim . aene. seuis. . Sini Sini e lo spagn. sarrateuo. senet. culottes plissceadix 305: zaraguelles.-.port. hriptniti da t3f*** ntbare). Si deriva in varia maniera : o da (j^a3*nm# sarcj oi'iente). Seca. sarrasin. Glosti.!. u^-5j|j^ l»ezr tiatiina psyllhnn). Gloss. di J'«»-^ airwftl ntlotU (pantaloDS tres larges). coniatura . recvhio (lat. pers. P. da /.-lat. zargatona. A^rfte auac |NM«t. senes. Dozy. Sen. Lex. p. semble etre une alteration da ^ki^JAd t u n &) plantafjo pttflliwn.. Saragatana lHllic(lli<t\. dar es-sikke conio. ha: w^JAiji^ zerqat&nA Mi bear h tewtt. ^t * C. port. frauc. castigl. ital. senior).. ttonfo p. o sene da «LLm sena hinihthi. (ireua che vu'iu' dairar. sec-a. moneta : ^K »i» ) i ^i«> rasa delUi moneta. Saraquello saiMifell da sarauil. 4^4M sikka. Gloss.unatautt. Sarralii da xar(|iiin. custio.1%^ I •4*# • • • s a rra (] un . Dozy. anche ^^Miaena). Dozy. 365 : zaragatona. franc.tamceno. sa rr a.. ceronlas norte d'ancieHne* ^_^)jj>M sarawil pi. xaragutaiia. veneziano tecca d'onde ««yAih*». volg. sarqiyyvin volg. sena. p. ital. AAiUdiJi aa-aAnlya.LUTGr S A LV ADORE D' AUSTRIA 47 Piaiiui [luttUw. iiusiipl. sen^ (volg. de Alcala traduit jji od anche ^X{ zargetona per zarcatdna. . aense. \('trii. q i n htlri utatricolati. sikke. II aemble d'ori- — gine peraane (Vullers. herbe y»V basr catftnA (bear 4a* mix pucen ( Boctbor).

sandia). r. Vedi Seca. s. de Alcala traduit par ace/la. aceudria. castigl. castigl. AaJLmmi i acena. specie di melone (cocomero} pour (^y^tt^J) M^ldAJ) (Dozy. 33: aceuia. ital. azena. as-saniyah. AOW4M sii(|iyii. se(iuin. como Dozy. 34: ace quia. e raota su cui girano de' sacchi mossa con ingranaggioI'arabo da uu asino o altro animale) AftfLkJi corrisponde alia noria che e an-na'ur.. n d i a. raddolcimento della lunga d in rj que P. assania. il nonie <li <WUl iniale 3oca 11 limn f/'af/xro.w»*»3i as-sa(jiye. conduit d'eau da 4a3L4mJ) as-siiquiya ou as-sequiya. re(|iii. port. truiirn castiji'l.M|uia nniiilr per |ad usn di irrigazione ec. in Spagna.p. p.9L. e questa sostitudeviamento [cioe raddolcimento zione prende di vocale]). di CJ«Xa<m sindi che viene dal Sind.]. Sequi. asenha. acenia. azenia. CtIoss. coll'art. zoca. hete qui la fait totimer. 339. af(. usato Siui. e (In arabo occorre sovente luoga per d lunga. ^3^"~*** =*''q 'iniiihit. da soc. condotta d'acqua. : — ma 1 6 — Belot roue hydrnulique . canale. 1 . cn- nale da irrit/are. Gloss. . la regione del fiume 14/ fern. cequia canal. espece de machine hydranliquo de . el-Ijittih es sindi. il'tiffjero. Sindria s i (ciudiia) da Sindiya cocowero . coHihiirc raiijiiii Siquia cjistigl. Senia..48 SECTION SEMITIQUE legati a catena. Dozy. Siria ed Egitto. 4U<yA4M sindiyye (India. Sindhu o fndo). ^A. \('trhino. Gloss. as-seuiya [as-seniya. tVanc. Siiqiye. p.

g^nev : Mume ftneese — du bas-latin saltna qni rient du latin sarjma. sija. esp. »piauatn. ratal. 8omn. iM^te 1' Somera (asina?) foi-se italiauu ttomaro. somma). bas-lat. — Belot e<yu»»in quf Von Mta ^offa mH tui^ (fnffa. salma. •• che cosi pronuncerei in tale "^ ^ " supposizione: e quindi somera sarebbe B^y-ST ''I himftra a$ina. Intorno a somme si legge in Littre: somme charge d'nn cheval^ : d'an kne.. Gloss. 34<): Dozy. — Vol. 228.: ttattmo. Environs de Paris prov. soffire). sonime^ cfr. jurel. ^trade. hrMtia (f'n-'*int'. faw* e Dio cion. du Xir^* Conffrtt du Ori*ntalistt$. v. Surell da xuril specie di pesce. smtme. sofa port. s. luof/o j)pr fare it carhone. Atahalar (axordai) assordare lol Uiwburo. Dozy. charye. sauma. Acad. saurel. azotea. «ie : Hoffa) hanco di pietra. poisson de mer semhIaN* au qi»- pescado. bourriqve. Hi ynb ria anclie derivaie da ttottta. Sp. (tIoss.i a m m a r). ital. tamborni. sowo (jrom. So 111 er ill da heinerjeli. somme. Vedi. J)»w sural el esp. satpna. Alcala scurel [fr. cast. A^JOMtjS as-sattha azotea e Sappl. Esp. Suppl. Anche dnesse. Dozy. banquette. ital.1 significasse conduttore J d'nsini tornerebbe aIl'ara>>o <CjLjr *^ i ma r i (per \JT l. dell'Acc. catal. Ill « . salma. Se comiitttnrf somereh 1. castigl.. et franc. prov. sauma . n ttomme. (Cfr.. v. da tabal e atabal o attabal. xiirel. soma sSme. p. fa derivnre jurel da saurel e sto dal greco oipSaC?)]. soumo. la »ett«. d'an mulet. II Diz.: garden. Credo che venga da resto. Diet. saume. ^^^ Aclet t a b 1 tamburo. Mistral. da Heniar. grec (3a7[ia charge d'une bete de somme. v. LUIGI SALVABORE D' AU8TBIA 49 Sofa da soffa. s.-fran^. d«l s. p. qui est le grec odcY'Ji* selle. Tabal. Sitjja.

— Dozy.]. 'allaqa atiaccare. trafiquant dfifmtiche.. p. sop ra).. cocu. altra fonna ^^-aXc p. taccagno]. talco. Gloss. Dozy. Talcu de pietra traspa rente. Gloss. che vale sordido. Non pu6 Suppl. E persiano JlJLj talk. lo fa derivare dall'italiano taccagno..) leno. AXy>JO taifa zione. sacco 9ce. pierre speculaire WaAJ^ talq. Sp. olio^ G. ta- Tafon^ coltii eke attende al molino da olio. corporale Dozy. castigl. 6 tapiceria para ador- .. xnrco4i tela cmio^ : largo. da i / /J/ aderire. Suppl. A. spilorcio. ^AaAAj <~aX» 'aliqa dere. molino Dozy. D.. alle macchiette. Gloss. atahona. 2(D9 . Dozy.. Ne'Lessici: [bos in ^^j&»U^ t'ahin mout. gente. Supp!.). Ta- cauyeries meschinerie. castigl. sospen- Dozy. Taifa (uiunmixa. talega. s. Gloss. essere che oL^U© tahhan dent mugnaio (v. Suppl. horgata. molhio da castigl. atafona. ha {fjni AiV. tribh. talc. Tacany Puo de II tacano da taeach. Freyt.) Tafona da tahona miilmo. franc. p. ha pure tribunal supreme. congregazixme. ^A^\. dell' Ace. ai Diz. (forse colui che nei. t a '1 i q a qualche cosa da atiaccare collana. 347 11 : talco talque. qui se tient an centre de I'aire media area bete consistens. p. Talco. Dozy. port. Taleca. 64 : al ah ilea colgadura. [it. : compagnia. comunith.\a & moulin. cfr. ecc. tahoiia. Dozy. A>y>^Jo t a h u n e hona.50 SECTION SEMITIQUE mei<chhio castigl. avaro. essei'e forse (jli^VJd tahhan (Miiller.^V» tahhane molaire. guarda alle piccole tacche. v. il francese tache. 347: tahen (tahin) tahine meule de somme qui fait tourner la meule.

cacciare o spingeif innanzi a $^ e si- . tamhuro. para Uevar cavallos » sjtoH. Tarcol da talc lalco. tamr hindl. cat. mais )y*^ tenbur Tara. — pas C'est (peut'etre d'origine celtique). (Spagn. tarida (tar!da) vaut«mt de Iron- J)J0 tar. Utm. Dozy. l^^iJb fi tamiun hindiyyan. Gloss. da tonbour (tunbftr) mot arabe qui derive du persan tanerreur. 347 : tamarindau de yi tamr hindi datte des ludes. vr AJiA^ l-. — C'est une grave il — L'arab. p. talquef (Cfr. corthta at-ta'ftltq di i^veochio IJmhehancf). volg. Dozy. {secondo Pott) emprunte aux Espagnols et que les Mauresqnes de Gre- nade ecrivaient.. Tfad. Gloss. ^-aXLs talq = i toko. Tamarell. <i^*ia)» at-tarha). tamburello. <Dozy). ciisti^l. tambor. (timballo). it.l. rindo. p. 813: Merma (ci6 die e detratto) = tara. coll' art. anclie V-AaJ WAaJ) ^LMI pi. hour (Engelmann). TalcnV tar id a. nottrazione ^S^yiO tarha « </i/fa?cato. taniaiindo (piaiita tawnrindo). ecc.. T Jd cw cAe tar ah T'yO defalco.j{%Julo %J>AJ' indica persiano significa un grosso tamburo da gnerra rame — •HH^ tebire un mot o tebir. non ^^juh tunbfir. Dozy Gloss. una lunga di tastiera. (^^JJ^ tama- Dozy. anche atara.LUIGI SAI. Gloss. ta'Hqa 7 per cortine. 374: atambor. ital. 350: Terides val « ciertas navecillas siu remos. Tambor.VADORK D' AUSTRIA 6i nar ted. Tarida da tar da battel lo do p. yjS^y^ teburak. las paredes = arab. diffalco. AAA/Ol al-'ih|a nmuleto. ^/^^juld p.. V. castigl. et prov.\da cacciare.. tr(iitj)orto.

adobe.. aussi tarimba) estrade de Jk^jjo tarima (tarima) que P. ital. Gloss. Gloss. Tova da tub mattane non cotto. tarima. Gloss. bicchiere. tazza. ^*»»]o tassa. met ordi— marchepied ». Suppl. Taronja j^ j^ da tai-oncha. p. Tarima datarima p. castigl.^ AserJi torondje Dozy. 348 tarifa. tirai«io. t a s z e de ^mJO tassa. castigl. « couche ou chalit de bois k la I'on moresque. tariffa. noin d'un bdtiment^ Dozy. Dozy. narauja. laxxa. 349 : taza. notijicazione sul prezzo. tavolato mobile. dallaV scere. y w Dozy. castigl. Nome d'uniti (un pezzo) ^j^tube e coll'articolo at-tub e^ « . iariffa. Dozy. '»•>)*» tarrade. sapere. 351 : t oro (turunge). ec. cji-stigl. secondo che si aifernia. II c-5^ " ara 1 a . 348: tarima (port. Suppl.46:adobe6WywecrMcde<-J>_^W\ at-tob (at-tub) matUme. E iub**i> t a' rife (altra forma di s—AJ'^^aj ta'rif) il portare a cognizione. cast. Tarifa da taiifa. dalla oitta omonima dove fu introdotta per la prima volta.. tribunal eleve de trois ou quatre degres que les dais. arancio.52 SECTION SEMITIQUE Anche SSJia tarrad e mill. franc.. nairement sous J^ y>0 lit de bols. Dozy. p. taza ital. Tasso . cono-- forma: c3r* ' ar r af a /ar conoscere.. Dozy. de Alcala traduit par cama de madera. (Tariffa. o false). turung p. nome nj a d'unita (un pezzo) sorte de citron de AsSTjj turuuge. Gloss. Grloss. (J**» tass.

) Jlistral (Diet. cimtigk tiimbaga. turques. port. f/rw- O^'j^ targumftn imn. castigl. it. 351 : trujman.LUIGI 8ALV ADOBE D' AU8TBL4 fr. et Les turquoises ont ete trouvees d'abord dans ce que (le voyageur) Chardin (1(. turki. prov. Tuxnbago Littre: anello lisch da tonbac-. interpriU-. e »\ tacava derivare dal colore. liacco du malais tombac. esc. I ^^ tar- (t1o88. Turqueso. Ar.. esp. Turque nwnnu. che allora si chiamava ardttico o turchinv. tumbaye. 344>). p. bourgnignon topo hnut de diminutit rftevuj-. Prov.): cat. zopf touffe d*- toppo. (Cfr. enn. — TIamaes la parola stessa h antichiasima aemitica). il interpi-etc (da cui derivano: Tantico dunU- tedeaco 6 derivato dal polacco boemo tlumac' Dozy. turquf. qui etait I'adiectif de turc. ma i certa I'origine della pietra turchese dal paese dei Turcomaoni. Turco orientale ( ciagataico ) : ^^ ^ j» tap6 gommet la tete. cj^y^ Littre: iinchiito da tin«jui. nel cinquecento. Q. tombaqne.. torcimony dau^i^ geiuiin. val. et asp. trutHchehiifin ecc. pettinato a /to. tupi. Diet.Si dice pure dei i-a- valli che hauuo nn'imghia Toiifji' deriva dalla stessa radice. (triichiman) iiUerjmte. tom- Tupi da tepe. turchese. D. turquoise it. . turooriental). 60 ital. Trutximan (/o/ua/aio. it. turquese orginaire de Tnniuia. e nomme la Tarquie anci«niM (La turchina o turchese si trova gia ricordatii nelle riom del Berni nelle novelle del Firenzuola. cuivre (Diz. in-toppo). d» h iiUy montkule (Pavet de Courteille. — turque^. turco. turk ecc. . de I'ancien franyais to up qui vient de I'allem. ca«tigl. Littre: ton pet. tupi. tamh&ga. dro^man.43-1713) veritable. turquese. tergom&n. A. torgoman. roui.-fr. alta: earott.

beren- geua. 4 locco. dato che alber-cocco. aubergine diminutif de auberge. scirocco. Dozy. canibiandole I'acqua tre volte. port. D.. arbi-coc. anche sci~ Ce xaloque revenu aux Arabes. p. esp. espagn. (j^>'i^i^. longenn. G. uibeiginia da baianchana tese n/e/ftn\ann {in 'piemonalia niannxanay che parrebbe alludeie si sua amarexxa la quale fn toglie soltauto. pronunciato dal xaroco. aJberchigo. Xaloq. suluq. Xalec salam (*>»aX* (propriameute fer xalec) far complinientl da salaui aleik. chelouc. port. berengena. 355. xarouco. sorte de peche ecc. sarqi orientale). Gr. p.H . vent du sud-esf da ^^^ Jm c ha r qu i (s arq i y y u n. con aprikose e con albaricoque. p. beringela. sahit respectueux de aJ^am ou salem j\4m les ou bien ^de V expi-ession toi. salut sur et Comme les flatteurs le prodiguent jlatterie. alberge. aubergine. Gloss. saluk. 362: salut zalema . zalama zalameria ont re^u sens de adulation outree. iga.54 SECTION SEMITIQUE U XJbergillia. est volgo. hoi cue (saluq. xaloque. / / Dozy. 239: con albi-cocco. Littre r franc. a cause de la il blancheur du fruit. bollire. dopo che messa a A. c lis I'ont prononce: (J[^JL>w OjXm chalouc. ital. — Hacer zalameries (oppure zalemes) cajolar. 1 rqu e . Mot douteux. reverence. (Forse e da confrontarsi. flatter ecc. Menage le tire de albus. A. s a1a m 'aleik ^ salam "aleik a) salamelecs... in piemontese.) Pianta castigl.) primo elemento sia albero Dozy. ma e falso. X volg. bedingen (badingan) On trouve aussi alberengena avec Fart. Gloss. Gloss. bringella solanum me- melongene^aubergineda. arabe. albergeua. D.

uLuM sabbaq barque. Javciiuc. Gloss. de Alcala ha iParaho) y nustro. Xebec. i^VJl4M s». Suppl. AXjum chabecha (sabake. Pq6 per metatesi derivare da 8a e '1)0 (pi. pttea^ prsca^ giotie) quindi: (JLum sabbak. D. potion. (Cfr. G. D. chebbio. Gik P. nipach. 8abeko) (rete di pescatori. Gloss. una hihita d'acqun. xaveque.par to s/Hncalo. de prchetir.LUIGI SA1. Dozy chabbaoh chabbio. (juindi anche pecA«n>. xarabe {nrop)de v^i*>^) sciloppo. barca. italiano sciroppO e bevanda che n succhia perche dolce). xarrapar. petit A present on en tend sons Uwmm iobbAk. Dozy. xabega nave (H»ii da xabech specie di tre vele latine. (Glossaire nautique •.fr. nchiapparf^ antiqaato nt\ sent^o di fendera. xlbech. (JL*«m schobbac. (Cfr. : h bbec . A. . comma Ta prouve m. sabbAk le on batiment de guerre en usage dans MMiterrante. c ou selon la pronouciation africaine sabb&k.. italiano sciabica rete da pesca. Xarrup. Dozy. (Cfr. / xabeco. 352 : xabeque. here.) Xa. Ct. 8i dice pure: xarrnp d'aygua. A. castigl. ^Kam as-sarab sar&b hevanda da <^y*** sariba Dozy.p da \iipa(*h la sjMiet'fUura. frantume. C%a6ee et enx<il}eque). caxtigl.\D0RE D'AUSTRU ioluk). I'iul.V. chirbecli. Xarrupar. C'etait aatrefois one barque Jal. annalo in corso. 66 emirt oriemtf xulAq. axarave. axarope. cienlo Xa. 1' Itere surchiatuio da iin sh^ italiano seilopixire).. ch^ / / beck Jilet [da alcuni derivatoj de cacciatori.) . port. (Cfr. signitica lo stesso che Beure a xarrups hibita. col valore di ttcheggia. e sciatnbecco bastimento a vele ed a mni. ma rimasto viviHsimo nel pieiiionteae aeiapt. Vedi jti/xir. p.>i^*i« 8a' aba teparant^ Ajk^m [ftMsa] 8i*&b) fmtty creva$te. p. chiappa KchUipim. 218: euvarabe.

xalec. 8. che era indizio di nobilta e dignita. JUa sifr (cfr. uel Da xia. Xifra. [Ar. ^^AtM essere si 'a. Xelum. a separate or distinct. 2)arty or sect of men. Xia f^fwo di domasco rosso con frangia attonio. cifra ed i: zpucpiala vpafJ-t'-ata dei Greci. da selim. che i xurttdos portaeastigl. xelam salam. Lane Puo metonimicamente adoperato il nome del distintivo per la classe distinta]. V. iettere misteriose e conveuzionali) xero. accoglienze ecc. donde il turco AX# j^«w se 1 a m 1 i t] sala di ricevimento. % . vano nelle rieehe sepolture in Minorca. zefer ar.56 SECTION SEMITIQUE una quantita di gente. aeia senso di una parte di vestito. V. cero. Le reciproche Qongratulazioni ^>— ecc. Aeciddca Luigi Salvadoee d'Austria. zero. V.

a hibbia CABBALA e nella letteratura talmudica I. Le origini di una cosa sono il printahnudici. cipio stesso da cui deriva. di una religione. La Cabbala sembra a prima vista in piena oon- traddizione col Giudaismo. e somiglianza. Ci6 crediamo necessario ripetere fino dal principio di questo nostro studio. e con essa sono : unite. per togliere ognl possibile sospetto che noi volessimo ripor- tare le origini della Cabbala ai tempi biblici o a quelli Le origini di un fatto. al principio della creazione si sostituisce Acttt oon quella una t* du Ztl^ Congrit dm Qrimt m liH-. E oriiiai con tutta certezza stabilito dagli studi di storia critica che la plena tbrmazione in seno del Giu- daismo del sistema teosofico della Cabbala non e anteriore al secolo decimo terzo. — Tmm III. . Al piu rigoroso monoteismo. sono bene da distingucrsi dagli antecedenti.GLI ANTECEDENT! BELLA ni:li. di una tilosofia. di nn sistema. ma non sono con essa potrebbero stare senza che quella esistesse. nfe se i ne possono staccare anteriori gli antecedenti invece sono in t'atti che con essa stanno qualche relazione di uniti. Per6 e difficile clie un importante tatto storico non abbia i suoi anteoedenti.

o partigiani di Sabbatai Zebi. ciofe tradizione. Or non percio i cabbalisti giudaici si mostrano in verun mode non solo nei loro principii. non un che di avverso ad essa o di con-^ Cabbalista per lungo tempo e tenuto nel Giu- daismo come chi sa della religione e dei suoi misteri ci6 che gli altri. Questi anzi a tutti riti del Talmud trovano profondo arrivare fino alia seconda significato teosotico. come origine dell' universe. anche dotti. ™ mostra le sue pretensioni di essere antioi di in^ quanto tutto essersi il rimanente della religione giudaica. se la Cabbala si fosse annunziata come un sistema nuovo. Se pure qualche voce di tratto in tratto sorge per opporsi alle teoriche cabbalistiche. perche prima della i Sabbatiani. la Cabbala e considerata invece di ci6 generalmente come qualil che cosa piu tmrio. e una setta che combatte il Talmudismo.En Sof. e fra gli adepti per manteimta segnamento orale mezzo di il un e segreto. Lo stesso nome che prese di Cabbala. Si deve meta del secolo XVII. fino che giunse tempc . Hasidim o gli Zohariti formino Cabbala un nuovo credo opposto a quello antico del Giudaismo. e rispettato^ e venerate come un pio ed un santo. come una rivolu-^|(l zione religiosa. non sanno. rimane isolata . ma nemmeno per luiigo tempo.58 SECTION SEMITIQUE [2] pluralita di persone nella divinita. e la emanazione da una sola sostanza. infinita. come eretici. Ci6 non sarebbe avvenuto. Sono dati anzi come i veri interpret] dei piu protbndi mister i della Ma religione. II che costituisce necessario per la fede giudaica. i nel secolo seguente. le dieci Sefiroth. la luce ha . poi. Non i vi e per alcuni secoli scissura fra i Talmudisti e i credenti nella Cabbala.

Dio. ciofe la Hochmh^ la Sapienza. giustificasse le teoricbe della Cabbala. so nel Giudaismo non ci fosse stata qualche cosa. dando alle parole ed di questo e di quello avere. che mentre la Gnosi combatte il Cristianesimo ortodofiso. II lo sanno. Ora ci6 difficilmente avrebbe potuto avvenire. e la parola Klohim. Questa pretende cbio Testamento alle I'rasi di ritrovarsi tutta intei^ nel Vec- e nel Talmud. tutti in principio. questo nostro studio sa- . e soltanto ne da una spiegazione tutta sua. Se per antecedenti della Cabbala dere qualche si volesse inten cosa di simile. una delle Sefiroth come essi dicono nel lore segreto Itereshithj linguaggio. che. significii la Binh. Dimodocho piii vero che la C/abbala una Gnosi gindaica con questa differenza per6. Ora queste pretensioni della Cabbala non meritano piu nemroeno di essere sul serio confutate. in parte almeno. ne accetta tutte le pre^ scrizioni e i riti. attribuendo un significato mistico a tutte lo parti della religione.[3] DAVID CASTELLI si UU iscritto. comincia con la parola i Cabbalisti questa paOra per rola sta invece a signiticare una delle ipostasi divine. in cui cominci6 a metterla per Le analogie che degli Gnofltici e quella. si essa presenta con i varii Bistemi appalosano subito a chi conosce questi nulla di . E basti a chiarire la coea un solo esempio. la Cabbala invece vuole per lungo tempo viverc d'accordo col Giudaismo ufficiale. ma dalPaltro lato rimane sempre a spiegarsi come abbia potuto nel GiudaiHmo nascere e mettere radici. un' altra ipostasi. tali significati che in nessun modo possono Genesi. T Intelligenza.

E in quanto si Talmud e alia vasta letteratura che con esso non vi e dubbio che vi si fa piu d' una volta allusione a una dottrina mistica e segi'eta che non b da divulgarsi ma di questo meglio piii innanzi. sdoppia. collega. si rivela agli uomini. singolare. al ma anche buon senso. I'altro manifesta nel come ente che esce da se e si mondo ed agli uomini. gli agiografi lo a sazieta. la legge. che poi i Cabbalisti lianno insegnato. un essere per quanto eccelso. . Non dico die come certo sotto due aspetti. il messaggeri. in quanto esce da se. o in altra maniera opera nel mondo. ad osservare piu sottilsi mente. e si chiamano Malachim. sempre create. anche piccola. questo apparisca Dio talvolta due. secondo i il Vecchio Testamento. si in se. : II. un mes- saggero di Dio. b spesso non un inviato. e da relegarsi fra le fole e i sogni dei Cabbalisti. ma 1' angelo in Malach. E noto che nella Bibbia parla di angeli. Ora incominciamo dalla Scrittura. e Uno di ci6. Ma invece io ho voluto ricercare se in ci5 che realmente risulta dalla piana e letterale interpretazione della Scrittura e del Talmud vi e qualche cosa cbe con present! analogia anche ci6 al lontana. ma Dio stesso. II Dio d' Israel^ : che e ancora il Dio creatore del- r Universe. Ci6 ha si bisogno di essere spiegato nei suoi particolari. Ma ma pure. inviati. profeti. uno come ente rivela. non pu6 ripetono dubitarsi.60 SECTION SEMITIQUE ' [4] rcbbe non solo contrario al metodo storico.

21. Ma ad uii tratto nel v. anzicli6 un angelo. ma una manit'estazione divina. 13 ha parlato non 6 piu dotto Malach. (31. e cosl fino al termine di questa prima teofania mosaica (4. 16. rivela e V.. e poi ripetutamente ai vv. Dunque il Malach non 6 un angelo nel si^nificato comune clie si da a questa parola. 4° 3). 17-19. in si quanto ^ rivelato al patriarca. 11-18) Jsahah Malach Jahveh e Jaliscambiano come siano un essere solo. e i suoi come quello da cui implora benedizione per nepoti. 10 e 11 die que^to Htesso Malach qiiei di Jaliveh le parla. 17. clie le I Lo faiiia stesso deve dirsi deir altra iiarrazione a questA parallela nel cap. il Malach che doveva gui6 detto . ma poi nel Jahveh ed Elohim. Nel il verso 7 dice die la incontro Malach di Jahveli. non e un angelo creato. E sebbene non sia chiaMalach ramente spiegato. Nella celebre apparizione divina a Mos6 attra verso un pinino (Esodo. 'ki pure da tenersi una manit'estazione di Dio stesso. pure e dato citati e inferire dai passi fin qui il da altri che addurremo. vv. 11-13) il Al patriarca Jacob dice: io Malach-ha-Elohim sono il Dio di Beth-El. 2* si chiamato nel Malach Jahveh. che Iicufgoely I'angelo redeiitore invocato dallo stesso sul letto di morte. dove la medesima di teo- ad Agar ora e rappresentata nel sacrifizio di si col uome Maiach Elohimj ora con quello solo di Elohlm. come quello che lo ha salvato da ogni sciagura. Anche veh (22. Nel capitolo 16 del GeneHi si racconta la t'uga di si Agar da Sara sua padnma.f5] DAVID CA8TELLI I passi biblici 61 dai quali rosulta questo Hdoppiamento della Divinita sono parecchi. ma Jail vol stosso. Jacob (48. 1' essere soprannaturale che gli v. ma Dio stesso. una appariziono della Divinita. 9.

o in qualche modo si Dimodoche operare sul creato. 1-5). 2). confronta con questo passo 8 del cap. 3-23) cont'ondono nelle due nan^azioni con Dio stesso. 32-23 32. Die heilige Schrift des Alien Testaments. ed esse prendono altra for- ma. questo rivelazioni divine si modo di descrivere le dilegna. E . se si vuol raeglio. 6. ma non ' scomparisce del tutto. pag. il v. il 34 . da farsi eccezione per il 2. che proba- bilmente nello stato presente del testo ha subito una iuterpolazioue dal redattore ma anche nella forma originale dello scrittore jahvista doveva dare significato uguale a quello che noi gli attribuiamo. quando Dio voleva rivelarsi. 11-24). se si Malach che apparisce a Balaam (Num. perch e parla della proraessa da lui fatta ai patriarchi e del patto stabilito con gV Israeliti . 33. 23. Anche nel Deuteropasso dei Giudici 1-6. II Malach che si mostra a Gedeone (ivi 6.* poi che il A gli mano a mano concetto di Dio si va presso Ebrei piu spiritualizzando. 22. si Anclie 35. e la promessa e il patto sappiamo che erano fatti da Dio. di Giosiie che sarebbe apparso agli Ebrei dopo la morte per rimproverarli del peccato d'idolatria (Giudici 2. Ebrei alia conquista della Palestina (Esodo .62 SECTION S^MITIQUE gli [6] dare 23. e anche quelli di tra i altri libri storici sono piu antichi frammenti raccolti dai compilatori. La medesima cosa deve dirsi del Malach Jaliveh. V. pu6 concludere che era antico nel popolo ebreo il concepire. E notisi che i passi citati dal Penta- teuco appartengono tutti alle antiche fonti Jahvistiche ed Elohistiche. 1' immaginare sotto il nome di Malach una esteriorita dell'essenza divina. Kautzsch. o. i . vede che e lo stesso Jahveh. e quelle manifestatosi ai genitori di Sansone si (ivi 13. Textkrvtische Erld'uteriingen.

[71 DAVID CASTELLI durante reailio babiloneHO vediamo clie fe «8 Isaia. 6 e seg. il significato delle visioni e rivela III. 63. e. segiiataniente nei passi 8. e sotto aspetti. 9)/ E in una delle viHioni di Zacharia torna con Jahveh a idcntificarMi (3. Dimodoch^ per di vero la teorica di Max MiiUer che I'uso del lingiiag- gio ha avuto molta influenza suUa tbrmazione dei miti. Malach della presenza divina Tessere che ha di continuo salvato gli Ebroi ilnaia. come se fosse gia nelle antiche oredenze stti popolari dell' Ebraismo. ipo- stasi com' e giunto a supporre il Clerdel mont-Ganneau. che ispira. il genere femminile ha fatto del nome Ruak una femminile. Un' iiltra forma nella quale Dio due ispiratrice. anzi questi ne Ibrmano corte.. 10 e seg. . 7). 1-4.^ perfino nella Ruah del Genesi di si 2° verso e veduta la paredra femminile di Jahveh o per6 che in quesio Elohim. ciofe di potenza. di Ezechiel (I) o del ci il Daniel (7) la persona di Die appare dagli seg^uito e la angeli distinta. e 10. Fatto passo del Genesi la Ruah ci appare come uno sdop- * Revue Critique. chiamato. ai manitesta nel mondo che e lo spirito. ora E prima e da avvertirc spirito in ebraico dicesi liuah (nome usato per la quella parte che ha massima parte la Riiah in geriere femminile) e la RuaJi che crea. Di piu nel libro di Daniel. Ma lilno di nelle visioni d' Isaia (6). 12 Jauvier 1880. e un angelo inviato da Dio che spiega r avvenire. ora creatrice.

Nehemia per I'aspet- tato rampollo della famiglia di Jesse (Isaia 9. 30). 13). 12). ma la Ruah posa elemento primigenio del 1' create. Questi e V autore delr Universe accennato solennemente nel primo verso : < In principio cre6 Elohim il cielo e la terra » Ma nel secondo verso la feth) sulla superficie Buah Elohim e volitante (merahe' deiracqua. 25).64 SECTION SEMITIQUE [8] piamento femminile di Elohim. 6) si vede che con la Riiah della bocca divina sono celesti. (Joel. 2. eletti per il i da Mose a governare con per Othiniel (Giud. fatti gli eserciti e (104. 10. 10). della della parola divina. per David (ivi 16. Anche in altri luoghi della Scrittura si ta allusione alia Ruah creatrice. 20). e per tutte le genti nell'eta messianica senza distinzione stirpe n^ di nk di classe.). per Elia (3. 36. Re 18. (ivi 6. Nel libro di Job (26. 8). 6). 13) si afferma che con la Ruah Dio ha fatto belli i cieli. 34). che pongono r acqua come primo elemento. 88). non differendo da altre antiche teoriclie cosmogoniche. lui popolo (Numeri 11. i Re 2. Elihu dice (ivi 33. 1 e seg. 25). per Gedeone (ivi per Jefte per Sansone 13. I . come nel Genesi e rappresentata acqua. e Da Giuseppe che. 9). chiel (2. chiamato uomo nel quale e si come interprete la Ruah di Elohim settanta anziani (Genesi 41. per Saul (1" (l°Sam. Elohim con la parola sull' crea. 3. 3. e nei Salmi (33. bernacolo (Esodo 31. ci6 ripete per Bezalel artefice del Ta30). 10). 4. poi in ge- nerale per 12. 4): la Ruah di El mi ha fatto. E inutile poi dilungarsi sulla Ruah di Dio come sapienza e ispiratrice negli uomini della forza. per Eliseo (2" 2). (ivi 11. 17. per Micha per Eze- per Zerubbabel (Zacharia profeti (ivi 7. e 9. di sogni. 6. 30) die Dio mandando la sua RnaJi fa che siano create tutte le cose. 11).

di . si Ma a ci6 si risponde alcuni parla della Ruah come qualche cosa la di og^ettivo. . la ritira. come la buona Ruah ispira al bene. e che talvolta seduce gli uomini al male. che e con questa parola una reale emanazione gi-azia agli uomioi. 19-23). Spirito nel si quale profeU dinanzi Michajhu dei gli narra lo presenta a Dio promettendo prot'eti di forsi ispiratore di t'alsita in boooa di Achab per indurlo ad una guerra che sarebbe riuscita t'unesta. entr6 in 25 e seg. Qui cei*tamente lo Spirito da Dio. che «i come diverse piace di avversare il V)ene e i buoni. Dio comunica per sua rendono colpevoli quando essi si cx>me si narra di Saul. anche una Ruah cattiva die pai*te anclie questa da Dio. — Tom* 111. quando cadde in disgrazia presso Dio (r Sam. 16. e sianio a poca distanza dal Satan del libro di Job e di quello di Zacharia. E gii uno spirito maligno. * . Singolarissimo h in questx) rispetto del il note passo il V libro dei Re che (22. che real- inente investe persona ispirata e la fa operare e parlare in quella data maniera. Ezechiel dice per se me Rnah Dunque si vuule rap- presentare divina. ». Altra manitesti\zione divina e quella detta Chabod. AeUt du XIr** CMtgrtt du OritHtmiittM. iiiHpetto ai 70 anziani si dice che la Rvah po86 sopra 11. vi k 14). lore. perch^ parla con lui ed apparisce nel medesimo tempo qualche cosa di differente e d'inferiore alia vera e propria Ruah Elohim.[9] DAVID CASTELLI Si potrebbe torse osservare 6ft da alcuno che luoghi la fraiie « spirito di Dio » pu6 essere che in n. siocbe prot'e- tizzarono stesso: « (Num. qual' k quella appunto che s'impo88e886 di Ma Saul per disturbarlo ivi 14 e seg.sata metatbricameDte.

quando questo e distrutto tanto e vero che Ezechiel ne ha la visione presso il fiume Ohebar in Babilonia (1. il 21.. Prende Taspetto ora di nube lEsodo 40.«6 SECT:I0N SEMITIQUE [10] gloria. Anclie la parola di Dio. 40. 7). 28 . magnificenza. e il Chebod Jahveh riempia tutta la terra. guida popolo il riempie il Taberna- colo ivi. il Debar-Jahveh o Elohim. in II Chabod (v. Di tutti profeti egli quello » che piu usa 1' dell' espressione « Chebod Jahveh per significare apparizione divina. livi 13. (1° Re 8. 22). 16 d' Israel. Alia I . specialmente col suo popolo Israel e coi profeti. maesta. scende sul Sinai (ivi 24. e talvolta cosi person ificata che con leggerissimo tra- passo di viene una vera e propria ipostasi. « La parola che esce dalla mia bocca (dice Iddio) non ritomera a me rola divina 6 a vuoto. e doveva a v venire. 34^ e Tempio . rola di Jaliveli sono stati fatti (SSj 6. dice Salmista questa stessa parola rimane eternamente in cielo (119. 11) e ne esula. sebbene per Isaia in (6. in quanto viene in comunica- zione con gli uomini. 5). e lo vede ritornare nel tempio che nella rapita fantasia egli i immagina gia e ricostrnito (43.). 34). 89). ma fara ci6 che io voglio. 3) per r autore della doxologia del Salmo 72 sia piuttosto la reale presenza di Dio tutto il creato. ora di fuoco e seg. quando sulla Scrittura si costrui una metafisica e una teologia.11. degli trapasso qui al Logos di Filone e Ales- sandrini e facilissimo. 43. Ma piu di tutti e notevole il luogo del Deutero-Isaia nel quale la personificazione della pa- maggiormente spiccata. II si Chabod e Dio in quanto appalesa nel creato. e la presenza reale di Dio mezzo al suo e popolo Ezechiel. e ot terra ci6 » per cui I'avrb II mandata (65. e i Con il la pa- cieli.

19).LI 87 l^ersoniticazione poi della Sapienza come ipostasi diviiia '8. Coal (6). 20. medii fra Dio e I'uomo e a due i come esseri inter* doe per eseguirne i mandati e per rivelarne i voleri e pensieri. spiegano fino ad un certo punto seno del Giudaisino di una teosofia sorgere in ri^oroso die al monoteismo sostituisce una pluralita non iie di essenze. 148. nei tato il Dio die esce da se stesso e coniuiiica ai il mondo. dovevano dare luogo i celebri passi dei Proverbi 12-36* del Job ^28. ma solo Cabbala giudaica. iVa pregi. che nella Bibbia si ammette V esistenza degli angeli. Dio (Salmi 102. le rappresentano 1 . i Serafim in Isaia celesti Hajjoth in dei Ezechiel (22. miriadi di esseri e celebrano di soprannale turali in Daniel 10). Noi qui non vogliamo occupard del Filonismo della teologia cristiana. le schiere le nel 1" libro Re lodi pii le migliaia e (7. Tutti questi varii aspetti. 12-28) e del Siraoide /24. cioe 1' esistenza degli angeli fini. insistere. Ma non 6 inutile vedere brevemente in quali diversi aspetti anciie questi esseri intermedii sono nel Vecchio Testa- mento rappresentati. die trovano in tali espres- sioni biblidie la spiegazione della lore origine.[llj DAVID (•A8TEJ. Accompaguano gli uomini . Gli angeti tbrmano ci si in prima la corte di Dio. dove la Sapieiiza e lodata. La quale andie per un' altra parte delle sue dottrine ha nella Bibbia suoi antecedella i denti. ma nfe di persone divine. I-22j. per quello ^li altri altiBHimi suoi ancora che sedeva a lato deirEteriio quali e rappreeeiisi nella creazione dell' Universo. Su questo punto non sarebbe necessario perclie e cosa conosciutissima e da tutti aocettata.2).

21). 35. 15) e a 12. quando esercitano missioni sono chia- mati addirittura cattivi fSalmi 78. 34). al . 2° Re'l. 2. 11. 21. r angelo che apporta la mortalita in Gerusalemme. 19. 7). e rivelano la parola divina a Elia Zacliaria gli (1. 15 e seg. Da questi a un essere soprannaturale malvagio. 32. poco come esecutori dei voleri divini divengono anche accusatori delle colpe poilatori di mali. il per peccato commesso da del popolo (2° David di il censi- mento Sam 24. Salmi 91. 3. e. ed eccoci al Satan. 26). cosa piu notevole. che si compiace del male. il . fe umane di (Ecclesiaste inflitte 5. 19. lianno un nome. 21. al demonio rappresentato nella Scrittura come il maligno nemico di Job.68 SECTION SEMITIQUE [12] per proteggerli e difenderli (Gen. due chael (10. di loro si il chiamano Gabriel (8. 9. 3. si no- mina il principe o genio tutelare della Persia (10. 13) (ivi e quello della Grecia 20) e 1). 28. 16 e seg. Tale e I'angelo che fa perire I'esercito (2» Sennacherib 5j. cominciano ad apparire i genii protettori delle diverse nazioni. consigliano al bene (Isaia 44. 1" Cron. i mezzi di farci cadere gli uo- trapasso e facilissimo. (1" Re. tali e allora gli angeli.) ed e chiamato allora angelo di distruttore. 12. e come pene da Dio. Michael e detto genio a poco a ap- tntelare degli Israeliti ^12. 8i. Ma gli angeli o meglio alcuni tra essi. 2. Tale fare . 24. o cerca con tutti mini. 2" Cron. e come < ^ . 34. come 1' avversario del sacerdote Jehoshua' ripristinatore del culto dopo diavolo il ritorno dall' esilio babilonese ('Zacharia. 5-7. Salmi 35. Re . Nel libro di Daniel poi angeli prendono contorni pin determinati. 16) e Miprimo di questi in forma d'uomo parla a lungo con Daniel per rivelargli I'avvenire e le sorti del suo popolo. 5.

6 vero. o. come di dicesi. il poeta : « Cosi parlar conviensi al vostro ingegno Perocche solo da sensato apprende Cio che fa poscia d' intelletto degno.LI 69 setluttore di 21. 4. specie nelle lorme popolari e come si dice folkluriste nella Cabbala per6 ebbero maggiore importanza. t'elicita beatitudine. II passaggio fra questi antecedenti biblici della Cab- bala e quelli talmudici 6 nelle versioni aramaiche del Vecchio Testamento. . Attribuisce a Dio. ma : di tiitta la gione sia giudaica sia cristiana. e non come dice Se osserviamo bene la Scrittura. ^ veraniente piena di antropomorfismi. e piedi e mauo . 2> Questi pochi tratti biblici bast<ivano. David per farlo cadere in peccato 2*Cron.' (13) DA\'n) CA8TEI. Questi. 40-46. ed altro intende » * Divina Commedia. i o sventura danna- ecco gli angeli e deraoni. percli6 la teoiii- logia posteriore popolasse 1' Uni verso di uii nuraero finito di esseri benefici e inalefici fligliarlo al all' uomo. letterale del testo. IV. per cone bene o per sedurlo e al male. non reli- fiirono solo parte della Cabbala. Per questo la Scrittura condescende A vostra facilitate. ParadUo. e per recar^H quindi o zione . nei Targumim^ dal clie ebbero talvolta motivo allontanarsi significato massime nelle sue parti piu antiche e nel medesimo tempo piu popolari.

Isaia vede etl il e idealisti dicono Signore seduto sopra un trono alto eccelso. Tutte le religioni antiche popolari hanno immaginato Dio. 9). sul e sopra questo un co- aspetto d' uomo (1. 29) ci6 significa soltanto che in Dio non accadono tali debolezze nmane. V Sam 16. una figura di un trono. vede un colore di zaffiro. sotto una forma materiale e tangibile. si al- meno quanto manifestava agli uomini. alia in [14] ma mente si degli antichi Ebrei. Daniel rappresenta Dio come trono. per il quale si vuole spogiiare forma sensibile e materiale e una concezione filosofica clie molto piu tardi e penetrata la Divinita di ogni nella religione. Dio. Abbiamo citati questi passi come i piu esprimenti. Ma lo spiritiialismo. e detto che Dio E se in alcun luogo non e uomo che possa mentire ne figlio d'uomo che si penta (Num. se non come qualche sensibile. 19. e coi capelli bianchi come lana (7. Ezechiel. se si vuole rappresentare Dio sotto 1' qualche forma. Anche i profeti piu elevati di vedere Dio sotto questa forma. Per le antiche credenze ebraiche la forma piu nobile nella quale puo immaginarsi Dio e quella umana. e necessario che corra il . o gli Dei. 3. 2. stessa ma da altri non poclii resulterebbe la conse- guenza. rappre- sentava veramente come nn uomo. vestito di r Antico dei giorni seduto lore candido come la neve. 1). immaginazione di vi con- perche la mente dell' uomo non puo cosa concepire reale. E infatti. che si stende sul capo delle Hajjoth. e vestito di il un manto i cui lembi riem- piono tempio (6. Ci6 clie e assolutamente spogliato di ogni parte di sensi- . 26). di sopra al firmamento.70 SECTION SEMITIQUE perche.

. (:. . ma Ma dall'altro lato possianio dire che rantropomorfismo delle frasi bibliche cominci6 a tbrmare una difficolta. da un rappresentare la religione giu- daica come troppo grossolana. tenevansi piu Per oi6 che concerne di il nostro argomento la t'rase piu importante delle paratrasi iletto aramaiche e quella di al semplice Dio (Memrii). quando sembrava che si attribuisse a Dio un'azione o una passione troppo umana. Per ci6 che concerae rantico Ebraismo il Luzzatto riconosce che non eecludeva che solo dal Maimonide in poi rassoluta immaterialita di Dio divennc un dogma ^ la corporeita divina. diHii^nifi- cendo che Dio e Taniina sono che cosa come d* Hpirito. piii sottile. vollero care soltanto una materia piu tenue. Si sa clie anche molti dei piu aiiticlii teologi. pag. qual- non asfiolutamente la privazione di ogni materialita. IV.[15] DAVID pura idea. llti. Nei framnienti della paratrasi aramaica gerosolimitana in tutto il cosi delta racconto della cretizione al ' Ozar Xechmad. che erano destinate a rendere popolare cognizione della Bibbia. e imponderabile. espressioni potessero. le frasi antroporaorfiohe rono corrette e sostituite da altre che spirituali. Si terae che quelle lato. dall'altro che potessero generare errori e perci6 giust'appunto nelle paratrasi la tii- aramaiche. e si credeva cosl di evitare rantropomorfismo e Tantropopatismo. quando nelle credenze ebraiche penetr6 la le filosofia el- lenica ed anclie scuole palestinesi e bahilonesi ne risentirono 1' influenza.\8TKLLI 71 bile o la ma appunto perche idea non pu6 essere reale. sostituita nome divine.

72 SECTION S^MITIQUE ». ma nello Pseudo-Jonathan abbiamo anche qui il Memrct di Dio che combatte. Cosi anche in Giosue (23. una ipostasi. un Logos che uccide non si pu6 immaginare die come una energia divina. in quanto parla agli uomini. 25) nella parafrasi detta di Onkelos sta si legge inveco « la potenza di Jahveh » .di8se Iddio o « « Dio creo il » del testo ebraico » b sostituita I'espressione disse ci verbo di Dio al o « il verbo di Dio cre6 ». 8) si dice die i Proto- dopo il peccato udirono la voce di Jaliveh nel giardino. potrebbe come una amplificazione della trase originale. sotto certo rispetto. II die riconduce concetto sopra accennato della parola di Dio considerata come forza creatrice. il E se pure in questo in- passo I'avere aggiunto tendersi solo detto » Memrb. le versioni cal- Eloliim. Un Memra. Quando plasti. corrisponde al e al Logos degli Alessandrini Verbo ddla teologia « cristiana. die camminava « daiche sostituiscono Eloliim e il la il voce del detto di Jahveh ». % .. e que- pu6 essere una interpretazione nazionaie. Parimente dove si narra che Jahveh combatte conla parafrasi dello di • tro gli Egiziani (Esodo. Memra delle scuole babilonesi e palestinesi. « Laddove veh percosse testo ebraico dice (Esodo. 8) alle parole del testo « Jahveh vostro Dio Egli combatte per voi » al pronome Egli la parafrasi sostituisce il suo detto Memreh. Ecco dunque detto di Dio personificato. abbiamo altri luoghi. dove il Memrct apparisce non solo come I'estrinsecazione di Dio. 29) i Jah» tutti priniogeniti nella terra d' Egitto Pseudo-Jonathan ha invece « il Memrct Jahveh uccise ». subito poi nel Genesi (3. un Verbo. [16] semplice «. 12. 14. ma il anche in quanto opera.

fe la Skechinh che cammina nanzi agli Ebrei per guidarli. Ma come la reale presenza della Shechinti 6 gl'Israeliti. due forme neU'essenza stessii della Divinita. perche abbiamo Jahveh e la Shechifitl. Questa era la somma grazia che Dio concedeva a Mose. aramaiche passo deir Esodo 34. e sta a rappresentare la Maesta di Dio in quanto sogio- giorna tra gli uomini. quando escono dairE^itto (Esodo (ivi IB. II verbo nella torma causativa fece passare. In questa teot'ania a Mos^ le frasi del testo ebraico sono tutte antroponiorfiche. ma ceiio due persone. come al massimo dei profeti. uno come ageote e r altra come paziente. ma per noi importa fermarci sul verso citato. Ma il piu di tutti e note vole nelle version 6. in quanto si rivela agli uo- mini. oosl i massimo tavore divino presso quando poeti dila sua per significare lo sdegno di Dio. nella paratVasi dello PseudonJona- tlian sul Pentateuco. oioe Shechinh. aramaiche dicono « Jahveh della Shechina di Ma le altre due versioni fece passare la sua She- china davanti a lui ». 16). ha secondo me importanza somma. i 12. cio6 fargli oonoscere la propria maesta. h la Sfiechinh che riempie che si il Tabernacoio di abi- 40.[17] DAVID CASTELLI Oltre la 78 Memra. die veramente si^nifica abitazione. a' abar. In un framn\ento della versione si cosi detta gerosoliraitana traduce « pass6 la maesta Jahveh ». e in quella nui libri prot'etici si trova talvolta un' altra parola sostituita al nome di Dio.)> ^ la Shechinci compiace tare in Gerusalemme e nel Tempio (1° Re 8. non sono due Dei. profeti e i cono con frase antropomorfica che Egli nasoonde . Le parole vanti a lui » del testo suonano: « e passb Jahveh da- (a Mose). opera del create. 21). 34 e seg. ed 6 presente in mezzo al suo il popolo.

quale vediamo questo si ampiamente che con svolto nel Talmud coYinette. si E sono questi infatti a questo proposito i tre punti princi- pali a cui accenna ripetutamente nel Talmud. 17. e cosi devono essere lasciate da ogni studioso timorato. riisalemme (Isaia 67. si allude in un luogo del Talmud ^ a quelle parti della dottrina religiosa che Dio ha voluto lasciare nel mistero. che era in origine segretamente o almeno con molte precauzioni inair esistenza di segnata. e Tarnsi Mishna nel secondo capitolo di pliazione della Ghemara che I'accompagna. tano in questo passo che per misteri della legge debba si intendersi ci6 che altrove chiama I'opera Maase Merchabci. lo 25). V. Sitre I'orh. nipote Shemuel ben L' Isaacita e suo Meir commendel carro.74 SECTION SEMITIQUE la pill [18] faccia. 119*. Jeremia 33. . credendo di usare iin modo spirituale. paratrasi aramaica. e in tutta la letteratura Ma prima di scendere ai particolari si vediamo ci6 che in generale dal Talmud pu6 rilevare intorno una dottrina teosofica. e secondo aggiunge anche la spiegazione del nome divino. o dalla citta di Ge6. e piu Salmi 44. Sotto il nome di misteri della legge. e il 1' opera della creazione Maase Be- reshith. dice che Dio fa dipartire la sua Shechinh di mez^o il suo popolo. Questo concetto della Shechinh. Vi parla * Pesnhim . nelle paratrasi aramaiche. il E della classico primo paragi'afo Haghiga.

o morali. non commentavo. da questo passo desumere che i Dottori del Talmud nella spiegazione del primo capitolo del Genesi esponevano tutta una dottrina della di potersi Sembra creazione dell' Universo pju estesa e piii particolareg- giata di quella contenuta nel testo biblicx). detto Merchabh^ si perche nella vision e narrata da quel proteta il rappresenta la carro. 8i sa che era costume degli antichi Dottori ebrei di pren- dere a testo i passi biblici per fondarci sopra le loro ampie darash. La traHe della MiHhna: non apiegano. spiegazione. al En doreshin. dalla diversa combinazione delle lettere nei quaranUdatt lettere re«alUBt« doe primi verai del Gene*. Haghig& .im DAVID C. per Maas^ del Bereshith ' «i deve intendere primo capitolo Genesi. e si pone- mente umana si b sempre proposta. si riterisce certamente alia commento di qnalclie passo hibiico. Difatti nello stesso paragratb della Mishna si legge vano quei problemi che la che « e bene non cercare nfe ci6 che e di sopra n6 ci6 che 6 disotto. di la dai quali imponevano di nou oltrepassare. (Vedi i Tosafisti. se non a pochissimi. spiegazioni. n6 ci6 ohe « Secondo Rabbenu Tam per Ma'ase Bepeshith di ai dovrebbe intra- fdere la spiegazione del nome divino 11'). o dottrinarie. o rituali.\8TELLI 75 del Ma'as^ Bereshith e del Maas^ Meicfuibh come di ar- gomenti dei quali non k permesso dare spiegazione. ma nel medesimo tempo determinavano dei limiti. Era questo Ora Mevchabh currOf ci6 che essi chiamavano spiegarc in questo il il passo. sul quale si immagina muoversi maesta divina. ci6 che h stato prima. la legge. per Matisi primo capitolo di Ezeeliiel.

aria e fuoco. 31 Shoher Tob. della materia nale Urstoff (direbbero tale i i origi- Tedeschi) e ammisero come * tre elementi acqna. » de R. in cui la mente umana perde. I . ^ e fondata e sopra che cosa Come pure si occupano degli elementi primitivi.76 SECTION SEMITIQUE » ^ [20] sara alia fine. almeiio per il parte degli elementi La luce che rischiara ° mondo sarebbe un raggio notare che ci6 e detto gretezza. Shemoth Rabbh. ed e da uno all' altro Dottore in se- come se si trattasse di dottrina riposta. 16'. Kahanh . BereshUfi Jfabbh. (Ved. 1' Secondo Isaacita. bi ivi i Ma noi Talmud stesso piu innanzi. Vaikrh Sabbh. di non non iie si ammette la provepu6 dire insomnia che ammetta I'unita concerne * sostanza. die. primi. 50. secondo e dal si circonferenza domandare su die cosa regge. Ma non perci6 si astenevano i Dottori ebrei dal fare delle ricerche sul modo '^ di formazione della terra. e corre rischio ancora di cadere in eresia. sarebbe invece relative alio spazio. Shemoth Mabbh. . Tosafisti). in dall' della luce divina. Ma pri- quanto a tutte le altre parti deir Universe la mitiva dottrina talmudica nienza dall' essenza divina. Pesikth 15. « Joinh 54'. altri dalla ebbe principio dal centro. Questo per ci6 che la creazione. vede che la spiegazione da seguxta e da preferirsi. ci6 che noi intendiamo relative dal al tempo. se vnole troppo approtbndarle. ' * Haghigh 12*'. Si voleva cosi consigliare a non absi baiidonarsi a ricerche. secondo alcuni. Sal mo 104. 145' . '^ In alcuni passi dei al Midrashim alquanto posteriori Talmud pare che si ammetta addirittura 1' emana- zione in luogo della creazione dal nulla. 3 .

rimase bruciato dal tiioco che ne uscl fuori. Haghigh. ' Si cliiama poi Fardes. paradiso. il ma se n' i latto nel miatioiamo nome d'un • angelo. La parola hashmal nel significato letterala vaol dire soltanto metallo o bronxo rilucente. terrore alcuno voleva occuparsene. Elisha Ben Abujja ne quattro Dottori che se ne occuparono. late notizie. " Erano pochi dunsi quelli che volevano esporsi a gravi pericoli quelli poi j)er istudiare queste dottrine segrete.I f211 DAVID CA8TELLI L'altra parte poi della dottrina segreta. mentre leggeva la visione di Ezechiel. Pure qua e la. e si racconta che di Ben 'Azzai ne mori. cercando nel Talmud e nei di Midrashim qualche cosa ^ dato raccogliere. e il solo 'Akiba ri- mase que illeso e in tranquilla pace. Ben Zonia ne impazz6.divenne eretico e quindi dannato. tutto I'in- sieme di queste dottrine segrete. e poi. cui si riconnettevano i misteri contenuti nei nomi divini e in quelli degli angeli. di un ordine d'aogeli. . Si racconta die un giovanetto. Nulla ordinato e di sistematico. il 77 Maati Merchaha riguardava certo la natura di Dio e deUa corte celeste. Tanto piu che ispirando quasi si voleva se dallo studio. essendosi I ferniato sulla parola hashmal per ispiegarne il niiste- rioso significato. Haghigh 14\ . nulla o poco ne lasciavano trapelare ai prot'ani. nel plnrale. giardino. ma solo alcune spai^ne e iso- ' 13<^. Ma 6 impoesi- linguaggio sirabolico e tutto inetaforico e allegorico col quale si parla nel Talmud e nei Midrasiiiin bile dal intorno al Ma'as^ Merchaba desumerne una qualciie notizia precisa e ordinata della dottrina rabbinica in- torno alia natura di distoglierne Dio. le Anche che studiavano.

pu6 dire che divengono energie divine. Shabbjth 56». ne sono angeli. delle quali parla non solo come reali. Sanhedr'm 94". Dio sdoppia. esseri creati. la Shechina^ nel nei Talmud e gli attri- Midrasbim si si oggettivano e s' impersonano buti divini. si Se gia nella Scrittura. nulla ma li vediamo propriamente impersonati. • Pesahim 119*. 27 cfr. come nella filosofia di Filone. in quanto ora e Dio in se. e alcune volte i Talmud a parlare con Dio per dovuto rigore chi . e. esigere che ^ . ma come i esseri due principali attributi divini ed il piu impor- tanti per governo provvidenziale e la Pieta. si se nelle parafrasi aramaiclie il al Dio trascendente si unisce Verbo. • 1 .78 SECTION SEMITIQUE [22] VI. dove dice invece Din e Zedaka. Questi due attributi sono chiamati dai Rabbini strano. cioe ma superiori e anteriori La Middath trodotta nel si haddin. I di attributi inerenti ad un essere. che dell' Universe sono fra la Giustizia talvolta non possono loro accordarsi. Ilaghiga 14". e ipostasi. la Giustizia. come abbiamo veduto. in da Dio ^. il Memra^ e la sua apparenza nel niondo. questi. ora Dio in quanto manif'esta agli uomini . distinti ipo- stasiati. : Middath haddin e Middath harahamim \ E fino di che se ne discorresse come di due attributi. quanto persone. si Le qualita di- vine sono dette Middoth. II. a si tratti col lo meriterebbe si e ' Sifrh.

intelligenza. ma le personifica- corre rischio che vengano Non sono nate forse cosi molte delle divinita. flefjarim^ che non idee.(23] DAVID CASTELLI i TO giunge perfino a dire che Dio salva da essa penitenti. =» Ahoth. . grido. potenza. o e queate sono sapienza. Perche molte Talmud e dei Midrashim devono e intendersi come un linguaggio e si allegorico. 3 Pesikth de Rah Kahanh. Giustizia. cioe con la Middath haddin D' altra parte si dice al trove che il mondo fbrzii «? stato creato con dieci detti ^ attribnendo cosl alia parola. sono pid che altro figure di personificazione zioni sono pericolose. e si deve intendere in senso proprio. pieta e misericordia Ecco I'antecedente talmudico di queste frasi del delle dieci Sefiroth della Cabbala. Sh>-moth Bahhh. e siccome nel Genesi e usato nei Bettegiomi della creazione cosi se il Dorae Elohinij e non il il tctragramma. sa se debba intendersi : o discorsi. 30. 13. tbrza. * Ilaghujh. Btre$hUh Haftbh. la Sheekinik^ dove se ne parla come della reale presenza di Dio nel mondo. priino rappredlKtin* senti la pieta. . ne conclude che mondo e stato creato con la '. * * Shemoth Jfobhh. e in altro si creativa luogo con dieci cose. secondo la giustizia Que»ta zione di nomi e applicata anche alia creazione del- rUniverao. 12'. pecoatori L' osfigesi rabbinica ha dato ai norai di Dio Jahveh ed Eiohim il diverse Hignificato il che il '. giustizia. 1G4*. *. rica. conoscenza. sebbene non siano la stessa cosa. tanto nel mondo orientale quanto in quelle greco-romano ? Non e certo per6 espressione metatb* prese aUa lettera. V. 1. . carita.

versi. Secondo ci6 che troviamo accennato in due dei piu antichi Midrashim \ la Shechina non sarebbe stata sempre tra gli uomini. ' Mechilth. quanto a predicare il vero. rebbero avvenute nel terrestre per punire modo seguente abitanti : 1* nel paradise Adamo ed Eva. 3* per punire gli Sodoma. ma vi sarebbe scesa a tempi di- quando I'occasione lo ricliiedeva.80 SECTION S^MITIQUE [24] Riprendiamo ora dell a Shechinh nelle ci6 che sopra abbiamo accennato del parafrasi aramaiche concetti sono nel Vecchio e nei Testaniento. G-li stessi Talmud : Midi'ashim piu chiaramente e ripetutamente enumerati. 4* in Egitto per liberarne gl' Israeliti. i . 34 Pirke de' Unbfn Eliezer. perche in certe question i liberta . Non si pu6 sperare di trovare negli insegnamenti rabbinici unita e coerenza di dottrina. da tempo a tempo e da persona a persona. La Shechinci ci appare sotto due aspetti 1° come la reale presenza di Dio . 5* nel Mar Rosso per punire gli Egiziani. . 2" come quella che posa spe- cialmente sugli uomini piu meritevoli per ispirarli tanto ad operare il bene. nove discese sa. « Bahodesh § 3 Sifre I. Queste discese della Shechina in mezzo agli uomini sono fissate in numero di dieci ma per determinare quali siano si deve ricorrere a piu recenti compilazioni le quali non sono tra loro concordi. 14. Secondo I'una. 6* nel 7* nella Sinai per dare la legge. 2* nella torre di di Babele. colonna di nube per guidare Israel nel deserto. dogmatiche era lasciata i la piu grande e variavano pensieri da luogo a luogo. ^. . Le varie opi- nioni souo anzi registrate senza curarsi molte volte di stabilire quale debba avere la prevalenza . 93. Aboih de' Rahh\ Nathan.

della ton*e di Babele. e soltanto per peccatori di quelli e di questo sarebbe stato interrotto. II peccato di Adamo al la t'ece dipartire e sa- primo cielo. Secondo questo la Shechina risiedeva nel mondo. (a lettera nelle regioni inferiori. Xumeri. quelle di Caino. 'Annam Secondo un altro passo del il Midi^ash. quello . 17. degli Egiziani contem- poranei di Abramo. Sebbene posteriore alia compilazione del Talmud ve- diamo prima iin passo del Commento Magno al Genesi. L'altra compilazione Bostituisce alia discesa in Egitto quella nel roveto nel- I'apparizione a Mosfe. e Mos6. » BereshUh Iiabb<\ 19. vi questo altri punto passi. le ci- tate tonti ma secondo che in at- breve riporteremo. e poi ne pone due nelle duo volte che si fende la rupe per tare scaturire Tacqua '. e due nel tabernacolo. Kehath. al quinto. 20. 11. Ma sette giusti la fe- cero successivamente riavvicinare o quindi abitare tni gli uomini. 9* nel tempio. sarebl)e da rispondere per V Altra e la dottrina secondo la quale della il soggiorno Shechina sarebbe stato continuo o in mezzo agli i uomirii o almeno in mezzo ad Israel. Isacco. battahtonim fino dalla I creazione lire al '. porre la duo compilazioni nel decima discesa delta Shechina nell'eta raec* le il Sono d'accordo sianica. du Xll"** VongrU Aete* du OrUMuUtU: — Vmw III.(25J DAVID CA8TELLI iiel 81 8* tabernacolo. t'ermativa. fi . dei contemporanei Enosh. Jacob. D'allora in poi gli soggiorno della Shechina tra ? Sii uomini sarebbe continuo tacciono. terzo della genera- zione del diluvio. cioe: Abramo. al sesto. Levi. al quarto. • . dipartita la Shechina dagli uomini do]>o peccato di ' Esodo. al di secondo. dei Sodomiti. al settimo.

anche nella dispersione e li in Babele. 64*. 14. ^ Ritorn6 dopo I'esilio di Babilonia a soggiornare nel tempio ficato dai reduci? ^ Secondo un passo del Talmud babilonese. * Mechilta Bo. come presenza reale di Dio. perclie I'armonia sia ristabilita. II. accompagnera nella redenzione messialiica. 67-76. la Sliechina non avrebbe soggiornato in questo secondo tempio. ^ . Ta'anjoth. Histoire critique du Gnoaticisme. tra si gV Israeliti nel taber- nacolo fino dai tempi mosaic! poso suU'arca e non se poi. Ma dall' altra parte abbiamo un luogo deJl'antico Midrash sull'Esodo. di una reden- zione. * Bamidbar liabba. 29». * •* MegJnlla. * non fu eietto il tabei- L'opinione poi prevalerrte e clie discesa la Sliechina. CI". staccata dall' unita delle ipostasi superior! e decaduta dai suo grado. ^ dove si vuole clie sempre la Shechina abbia accompagnato Israel aiiche uel- r esiliO. 12. » * JomK 9^ Mechilth Bo. riunirvisi all' era messianica. 1. in ^ Roma. e ha bisogno una ristorazione. in Persia.82 SECTION SEMITIQUE vi ritorn6 fino clie [26] Adamo non nacolo. ma che aspetta di E 1' la Sofia dello gnostici- smo di Valentino che turba di armonia ' in seno al Ple- roma. pag. vol. ' Matter. Dottrina questa confermata nel Talmud gerosolimitano ^ la disper- che fra la Persia e Roma aggiunge ancora sione nei paesi greci. edi- ne diparti fino alia distruzione del tempio. Questo e deir esilio 1' antecedente della dottrina cabbalistica della Shechina [galuth haslisliechina) ultima delle ipostasi divine.

cioe Ma altra emanazione divina di una eco della voce Bath-Kol. 48'. dopo Malachi. La quale comunicazione fra Dio e suo popolo. gloria. Jiabhati. come Scrittura. supplisce in parte. i)^'. la vera profezia. Israeliti si pentissero. libri Haggai. ma vedutili induriti nel peccare. che sarebbe in cielo. 31\ * Evhh Joma. Zacharia e il comunicai*si airuomo ^ delio nei della Ruah si Hakkodesii. che * si trova parallelo con poche ditferenze di lezione.127J DAVID CASTELLI *Ma fino chfc restiamo nol <• Bft Talmud e nei Midrashim I'errore della Sliecliina presentato piuttosto come sim- bolo poetico del concetto die Dio noii abbandona mai il 8U0 popolo e lo accompagna anche nelle sciagure. che aveva femio il soggionio nel ' Talmud lo e nel Midrasli abbandon6 con molta reluttanza. la Shechina. del pari che nella Cliabod. ^^ ] Hanhedrin. Spirito Santo. Jiogh Jleuhshanh. Sebbene secondo un nel altio passo. ritir6 nel sue primiero soggiorno. e indugiando da una parte aH'altra. neir aspettativa che gli tempio. 11\ . il * Dio chiaserve di mata figlia della voce. come abbiamo avvertito. pure questa vien detta. la Giacche talmudici questa contbude con Shechina. * * Jer. VII. maesta. e allora saiebbe ritornata fra si essi. Una conseguenza dell' i allontananiento della Sheprofeti china e che cess6. Ta'aujoth. 66'. Perche. dopo che la Shechina o uomini * lo Spirito Santo non posa piu nemmeno sugli piii meritevoli. 8(4ii.

I . Jer. ^ ispirato tutti i profeti e sommi sacerdoti quando quedavano i sti responsi. 48''. Jebamoth. 42'. 28*. Se- condo alcuni passi sarebbero il stati Hillel. Sota. I. 73**. alia quale. « 6^ 13''. 32*. questa Bath- Kol. Sota. Succhh. era iinita con gli uoniini piu grandi per - rarli. nel recesso san- Bereshith Rabbh. 11*. Meghilla. ^ misticismo qui e palese. supplisce alia pre- senza dello Spirito Santo. e fa intendere quali questi uomini fossero. inleriore manitestazione di Dio. oltre al risiedere nel [28) la Tempio ^ e in mezzo ispi- ad e Israel. Ruah ma i tempi sventurati piu uon rivela questo alto lo consentivano. 'Irnbin. i secondo un altro passo. Sanhedrin. 56". Ihrajoth. Jer. possono aspirare i teosofismo piu meritevoli dei suoi adepti. 3**. Aveva accompagnato Giuseppe. e si accorda con la coil municazione divina. e la stessa Bath-Kol mistero. 48". Comunicazione.84 SECTION SEMITIQUE Shechina. che. 24» . Beracltoth. Si vuole che a Simone il Giusto Dio il Talmud e i apparisse nel giorno ' dell' espiazione. 7. 19». Mose. Midrashim attribuiscono ad alcuni uomini sommi. sotto aspetto piu antropo- morfico. 8V. stati "* Vi sono anche nei tempi posteriori uomini degni die posasse su loro ]a Shechina. 86. » * • Joma. * ' Abodh Zarh. David. ' Shabbath. " Sliemuel detto " piccolo " ed Eliezer ben Hirkanos. anche trenta piu meritevoli discepoli d'Hillel. e da veri e propri responsi come oracolo II divino. secondo Talmud. il Ma fatto sta che. Soth. e che la liakkudesh gl'ispirasse. secondo cabbalistico. Ivi.

36*. 42*. clie. alcuni dei quali hanno significato metaficato segreto • Jer. Shemoth JiaMt. Adonai. uomo. Jom?t. Gia nolla Scrittura vediamo una pluralita di nomi divini. 40''. « Shevwth Jtahbh. tCIohim. cioe: El. ' ma Bempre umana. Jahveh. 71'. poi ineffabile e peccato mortale fu pronunsigni* ' Dimodoche che i' in tal norae riposto un non adepti non conoscevano. Ma a questi nomi Ijiblici altri ne aggiunsero i Talnmdisti. Sanhedrin. questi * Tra nomi in " il tetragramma ^ fti tenuto da un il certo tempo ziarlo. fCiddnshin. E questo si accorda relativa* con quello sopra abbiamo detto anoiie mente alia Scrittura. Snnhedi'in. che il Talmud determina in numero di otto. 96. 3. a cui si accenna nel Talmud e hei Midrashim.LI forma di vecchio vestito e 86 tissimo. ' * * • ' Pesahim. 23. {K)^ Jer. tenersi santi e venerabili. ' Secondo un altro passo del Midrasli. Vaikrh RablnX 21. Jomh. Zebaoth. VIII. Shaddai. 60' . il rebbe apparso agli Ebrei preseo ^lar Roeso in si ooine un giovane bello e aitante. da Ehj6 asher Ehj6. in ammantato Dio di sa- bianco. Elolia. secondo * Rabbini. e cbiamato hh. lare dei nomi divini siamo oondotti a parche formano una delle parti piu ci^ poi Da important! delle dottrine segrete. Shebtioth.(29] DAVID CASTFJ. . Alia quale rappresentazione divina giunge i fomia ricon- il nome clie di uomo attribuito a Dio.

pag. e mondo. 8. 41 e seg. come da altri fu gia osservato. rabbinici nel il significato ma i piii non sono da prendersi in esame per nostro assunto. 6-10. perch^ gazione. quali adora- • Ta'anith. intendevano solo I'appreseptare Tonnipotenza divina. il parola Makom. rasenta il siamo a un passo di emanatismo dei Cabbalisti. importantissima. e commentando e il passo biblico dell'Esodo 33. E primo secolo a. Con questa spiegazione. Ma pin antichi rabbini . stia a signi- ficare la divinita. e inutile negarlo. forse i dair unita sostanza. Tra qnelli della prima la specie. hammakom. tentato di dare spiegazione dell'uso di questo nome. C. Secondo i il Landau^ I'uso di questo i nome presso rabbini sarebbe derivato dai Persiani. * Bereshith Bnbba. 68. e non mondo dall' luogo si di lui. il perche egli e il il * luogo del panteismo. Nei passi piu anticbi del e cliiamato semplicemente Talmud Dio come se e uno dei nomi divini. e altri sono cV indole cosi mistica clie rimangono impenetrabili. In stessa opera. parlando con Honi. anzi il luogo per eccellenza. e cosa. non avevano quest' idea metafisica e. altri SECTION SKMITIQUE [30] significato morale. senza darne spiepianamente si dovesse intendere che I'uso rimonta per lo meno si al nella Mishna* I'usa Schim'on e si ben Shatah. ' Die dem Raume entnommene Synonlma fi'ir Gott in qiiesta der nen-hebrdipag. Nel Midrash poi e detto. chiamando Dio hammakom. I . e meglio hammakom con Makom nome nel linguaggio biblico significa luogo. S. Ora che luogo. data una lista assai estesa dei sinonimi Dio. e di grhen Liieratur.86 fisico. che Dio e cosi cliiamato. certo e molto note vole clie nella lettera- tura rabbinica sia divenuto nome freqnentissimo di Dio I'articolo. 21.

almeno da un certo tempo nno spazio Altro tafisico. quasi oi*a e quello di si terza Hu volesse indicare la personalita per eccellenza. e certo dei piu significant!. di E ci6 e probabile. * ififri. PetikUt iU 31^ Rab Kalianii. Awi. stessa Into si annuncia s' e si che individua e come quella che da 86 aifernia come lo. 87*. I. 112. si chiamano o. nome divino. se sara ribelle alia legge. ' * Meffhillh. il [uegli di cui veramente pu6 dire che giacch^ * . date le relazioni alciini ti. Naxir. . ciofe di quella ipo- bala h stasi che rappresenta la Giustizia. come nomi divini. 24». Maeehoth. che pn6 avere significato me- qnello di potenzaj forza. ora la sesta delle divine ipostasi. 8»./er. non solo perchfe lo nome e usato dai CabbaliHti per indicare ofa la prima. cosi nel Talmud Dio e non di il rado cbianiato Ghetmra die anche nel la Cabnorae di una delle Sefiroth. Ma i anche piu di significativi dal lato metafisico 8ono pronomi intesi prima persona An^. b in poi. 6. Gheburh e chiamato riil Dio principalniente qiiando apparisce sul Sinai per velare il decalogo. lao*. V.' [31] DAVID CASTEUJ il g7 vano Dio Hotto duplice aspetto dell' infinito tempo e deirinfinito spazio.ra\H\i Shim'on ben Sliatah con degli antecedent! persinni. A noi basta di avere accennato I'uho di que«to nome stemo come uno talmudici della Cabbala. pensavano Dio come infinito che contiene TUniverso. Shaftbath. Berachoth VII. 2. ora come 6 che lo tale riconosciuto dagli • uomini. " qnando minaccia di punizione sno popolo.' e quando ispira i piu alti proteti *. Tessere assoafferma se stesso. liorojcth. ma perche i rabbini.

se questa congettura tbsse I'uso di questi da accettarsi. anzi nome di altra Sefira anche il pro- nome cui si di seconda persona. due/Se^ro/A. rappresentata qui dal Geiger. im ^3i5. la terza persona del verbo essere. critica Non e da tacersi per6 '^ che la moderna. nota 6. e invece di: Anl va^Hu. gli antichi commentatori. 119. et in ' Rabbinovicz. I'antico lessico talmudico di Natan di Eoma hanno il i due pro- nomi. Ill. III. pag. Ozar Nechmad. pronomi come nomi Geiger sta il divini mancherebbe nel Talmud della sua primitiva sorgente. leggere. ]'ariae Lectiones in MiscJmam Talmud haby' lonicum. I due pronomi sono passati poi nella Cabbala a rappresentare due per essa ^ divenuto ipostasi. le edizioni antiche. con la sola differenza che tano. 447 e seg. e anche quello di terza per- sona femminile. 1.^. 46». che sarebbe la piu antica fonte talmudica cbe di nomi divini. nella testa delle Avvi da a quest! pronomi il significato e quello dove Rabbi Jehuda vuole che capanne s' invochi Dio in questa forma: ^ va-Hu osanna che e rimasto sacramentale nelle preghiere ebraiche. le due antiche edizioni della Talmud gerosolimir Pesaro.38 SECTION SEMITIQUE di t-erza [32] pronome II persona in ebraico significa anclie e. ha voluto correggere la lezione del passo citato. % . pag. passo della Mishna. fatto che i Ma contro la congettura del manoscritti. il citato lessico danno i<in con 1' alef Mishna di Napoli e di talmudico ^ e il Machzor Vitry * come generalmente si scrive il * * SuccMi. Ma noi fermiamoci ai due pronomi di trova cenno ncl Talmud. vol. e allora. niiT i<3t< Anna Jahveh. * Pag.

queeta dif- ferenza non sarebbe piu. buono^' * Shahhnth. le quali parole certo lett^ralniente non signi- ficano altro se non: lo. Per ultimo un accenno die due pronomi Ilu e An^ rappresentino nomi divini lo abbiamo anclie nel Midrash.[38] DAVID CA6TEUJ di terza pei>^ona. intio<iuzKine. verso la fine. e la lezione accorda in ci6 pert'et- tameute con pare molto vulgata della Mishna. siano fondati sul : passo biblico del Deuteronoinio 32. Ifatjhitja.39 che suona . arrischiamo la si congettura che. to sono quello.<«ta lezione.471^ i4n). E per ispiegare la maniera per la quale i facile die gia fosse introdotta i rabbini vi siano giunti. Hu. Ora non si una gua. ^ Per lo che teniamo die tino dai tempi della Mishna si sia dato ai rammentati pronomi tale mistioo significato. 4. oltre questa prova estertia. abbiamo come il prova interna della correttezza della lezione vulgata contesto della Mishna ntessa. * Echu liabhati. senza averlo detto esplicitamente. non la scrittura deficiente ^^ruficii. in si dove »i parla dice die la combinazione si forma un nome divino. Rabbi Jehuda viiole espri- mere in quanto alia forma della i>rogliiera una diver- sita di opinione da quella antecedentemente euunciata. ' Jer. si Ora se leggesse vi come vorrebbe il Geiger. '. ma Di questa e una differenza soltanto piu. ma non ^ da maravigliarsi che i rnbbini vi abbiano veihito due Ztid" nomi della Divini ta. e 10 pronome THl. 77^' . In un altro passo poi del Talmud del significato delle lettere. . Bert»hith Rabbh. Nomi di significato morale sono 'fob. 104'.

CoRDOVERO. toso. 45*. Sha'ar Perath hashshemoth. 1. PesaJiim 39'. sebbene I Cabbalisti posteriori poi '" non non hanno esitato a darne ampia spiegazione. hidduithin.* L' Isaacita nel non gia conoscerli. Vaikrh Rabbh. * T. e 1' altro di quarantadne senza dirci qnali queste pronunzia. hanno formato settantadue nomi let- segretissimi di Dio dalla varia combinazione delle dell' tere dei versi 19. Shekalim. ^ [34} Rahamanh o Rahman. Beresfhith Rahha. 23. ^ SECTION SEMITIQUE Shalom. Ghittin. I. 8^: Babh Mezi'a. composto di settantadue lettere. Sefer Pardes Rimmonim. * CoRPOvEuo. pace. Cherithoth. 20 e 21 del capitolo 14 ' Esodo. confessa di Tarn. ma siano e quale ne sarebbe la accenna che questi nomi segretissimi s' ed efficacissimi non insegnavano ormai se non a quelli che per la santita della vita se ne mostrassero degni. ma egualmente misteriosissimo. 21'. 3': Chethuboth. Solo si Talmud rimancome composti lettere. piepregliiere. luogo I . anche tiitti questi nella terniinologia cabba- Finalmeiite i iiomi divini die nel gono non spiegati sono quelli indicati r lino di dodici. quelle di quarantadue lettere. ma solo nel Midrash" dove si dice che tal nome era contenuto in una parte delle lettere 4" del i comprese nel verso 34 del capitolo I Cabbalisti invece Deuteronomio. Bereithith * ' Rnhbh. citato. di come sopra abbiamo mostra conoscere lo spieghi. Deir altro nome piu complicato. 17*. 44.' 90 dikf giusto. commento a questo passo ma il suo nipote Rabbenu avvertito. ^ nsato molto comunemeiite nelle e passati poi listica. 42. non si ha cenno nel Talmud. * ^ Sifrl.

perchfe ora il appare soltanto come primo degli angeli.. ma di natn7*a il non bene si definita. per indicare la prima delle ipostan divine. IX. Midratth und Targvm. KoHUT A.[35] UA\ ID CASTELLI mostrano cogniti e i i * 91 E di ci6 si commentatori del Talcorona di fij^lio mud. corona. 7*. pag. 260 e aeg. Ma ragionevolmente lo Znnz ' e il Bacher* sospettano che qnesto passo talnnulico Bia nna recente interpolazioiie. ora di rappresenta quasi come natura divina. * ' * ' Jierachoth. Judm. altri un vietathronon o un ' Vedi i coinmenti a Succhh. gli si riconnette essere iiitermedio fra la Diviniti e nomini. Vedi Krai'88 S. clie alcuni * Fra le proposte etimologie vedervi il rammenteremo ^ vogliono Mitra persiano. . 45».* fc evidento che di qui i Cabbalisti lianno preso il nome di Cheter. Alia teorica dei nomi e delle ipostasi qiiella del Mctntron. Die finttfigdieustUchen Vortriigr der I. Orieehiache und lairiniMche IjehmtrtirUr im TalI. e piuttosto da questa emanato. p«g. 1»>4. fe nome quale divino il qnello di Arhetriei Die col sacerdnte Rabbi Ishmael di Elisha cbiama Dio apparso^li nel recesso del Santuario. mud. Die Agadn der Tannaiten.. piu ec- celso degli esseri creati. pag. Si sul disputa significato e la derivazione di questa pa- rola certo non di origine ebraica ne semitica. not* t. 36-42. * pag. Ueher die jilditche AngelolfMur und Do^momolotue %n hrer Abfu'ivfjigkeii vom Parxisviux. r Isaacita Altro Tosafisti. 2i»8.

le E il giovane sacerdote. in clie offre ^ anime dei giusti espiazione d' Israel." nel quale Jahveh dice a Mose: Ecco mando r angelo dinanzi a te per guardarti nella via e per condurti al luogo che ho preparato. clie Ma il ci6 che lo ta quasi di natura divina. 12''. 110^ Sanhedrin. il ^ Bamidbar Jiabbh. 12. Sar come se ^a Dio avesse avuto il 1' incarico di goveraare tutto il create. Pseudo Jonathan. Se 11 oi stessiino a due jiassi del Midrash * dove Metatron e soltanto di misiirare i confini della terra proraessa. 6. e lui si porta il nome scrit- stesso di Dio ^ . ' Tanhumh. Haghigh. Ma altri j^assi fan no del r officio del Metatron un essere bene identificato col principe del altramente importante. 338 . mio nome e dentro si di Come si sopra abbiamo parla di accennato. Genesi. derivaiidolo cosi dal greco. ^ E mondo. cf. 38''. E detto ancora principe della divina precolui clie dinanzi a quella senza. la sua identificazione col latino metaior sarebbe da accettarsi. perche non perdonera il le vostre mancanze. ha'olam. Rabbati. * ' Menahoih. e la nota del Buber . 23. II. Sar happanim^ come '' pu6 preseu tarsi senza velo. * 1. Secondo Talmud il sacerdote celeste sa- rebbe Michael. 20 e seg. OQa e Tosafisti in questi luoghi. I . i * Jehamoth. Ethhannan 6. e altri la parola latin a metaior. Bereshith Habbh. Riguardati dalla sua presenza e obbedisci la sua voce. Holin. 5. Eaodo.92 SECTION SEMITIQUE [30] metaiyrannon. Introduzioae sopra Isaia 22. Echo. qui non * sa bene se un an- Si/re. Na'ar. non gli essere ribelle. perche a applica « passo io turale. imperocche lui ». 23. E chiamato il grande scrivanOj Safrcb Babbh* come il maggiore ministro della oorte celeste. 10*.

opera citata. Si sa che dice. Ebbene dif1' quest' angelo.LI con8idei*ato Oft gelo o del Malach come uiio sdoppiamento Miiliicli (lella jl dell' essere divhio. * CoRDOVEUO. ({uaiido i dette a studiare misteri religiosi. nella il quale cadde si ^\k nomiiiato Elisha ben Abujj&. Per6 la stessa incertezza a cui avevano dato luogo le non bene definite espressioni del 'J'almud e dei Misi drashim sulla natura del Metatron. ' : Penti- o figli ribelli. Imperocchfe ora viene identificato con Shechina ultima delle il dieci ipostasi divine. Ma. perche Dio prese Da nacque la leggenda die Enoch lito vivo in cielo fosse trasformato in angelo. udito da una voce misteriosa Elisha. Difii nanzi al rigido monoteismo giudaico tale errore giu- dicato peccato irremlMsibik. come essere da lei distinto ed a inferiore. secondo una tradizione poi molto e Metatron. lei il suo angelo. tanto che lo stesso Elisha diceva di avere tevi. quando qiietfto Scrittura divenne iiella tcosofia taliiiudica Metatron. « mori ci6 ». ma : « non era piii. Ditatti si asHeriHCO che 1' erenia. eccetto Cosi egli sarebbe Htato escluso dal poter fare penitenza del suo peccato. t'u appuiito questa di credere che Metatron fosse una persona divina. . 15'. la ritrova nella Cal>- bala posteriore." [37] DAVm creato . fusa. ora ^ te- nuto messo di lei. Genesi rispetto a questo patriarca 6 si diversa da quella comune. giacche non : come sa- per gli 1(1 altri ». il E cosa singolarissima poi che Metatron secoudo la altra tradizione e identificato con frase usata nel Enoch. era facile che alcuno tenesse quento quasi un secondo Dio. CASTFJ. Sha'ar 'Atxhh harhektHnujiM. e ci6 non pu6 accordarsi con al- ' Ilagliigh.

estesa. passa facilmente a dire degli angeli. e secondo il Midrash da questa di- ' Vedi i Tosafisti ia Jebamoth lO". il iu greco. Anche il Malach Elohim o Malach Jahveh. dopo trono. Da si questo essere di natura non bene definita. e sull' origine degli angeli e sulla loro natura. concepiti. sta occnpa. puer in latino. giovanetto. E naturale che gli angeli dei ammessi nelle credenze religiose dacche cosi esplicita- mente. dell' ma che pure ha piu angelo che della ipostasi divina. ci6 induce a credere clie sia dal etimologia di questo il nome greco fiera dgovov . e in Ilolin 60». Ma questa credenza fu molto svolta ed La Scrittura non aveva detto nulla sono creati. se ne parla nel Vecchio Testamento. come abbiamo veduto. nella Scrittura si coptbnde spesso con la Divinita. ^ mondo si fino dalla Abbiamo veduto che in ebraico il Metatron cliiama anche Na'ar. garzone in italiano. come abbiamo veduto. fanciullo. . sta a rappreTutto sentare il primo ministro della corte 1' celeste. cioe colui che clie immediatamente sotto il trono celeste. dopo la Maesta divina. significato di servo. 1 rabbini determina- rono in prima cte gli angeli li distinsero da Dio. e siccome questa parola ha come anche Jialo. clie. il prinio luogo.d4 SECTION SEMITIQUE principe del [38] tra opinione che lo fa creazione. quali nel Tale nei piu antichi mud Midrashim sono siano rabbini. X.

e poi ne sarebbero di nuovo assorbiti per iiscirne di iiuovo la mattina appresso e cosi di seguito airinfinito. Ofannim ruote. .10. anche dai (ilosofi teologi. ma ". che avrebbero un* eaiatenzsL Per6 luogo riconosce che soiio immortali. Aln^da Zarh. ' * Sifrh. sono in numero grandissinio. 2. sono detti angeli del servizio. chiel. Cherubim come nel Genesi e poi in Ezechiel. e Malachim.'}-. Berejt/iith Jlnbtni. Sif. 8i disputa fra due dottori »e turono • creati nel secondo o nel quiiito giorno della creazione ina nessuno sostieiie si die a questa tbssero anterioii.139] DAVID CASTELLI * » gli augeli verso. * BereahUh Babbh. Maimonide. tbndandosi su quelli che qua e la trovansi nella Scrittura ' Shemolli JiahhU. Questi ordini angelici turono poi portati a dieci non solo dalla Cabbala. cap. 78. 4a'': ^f-rhiUhj Bahodf^. come quelli che torniano la corte divina. pero con nomi diversi. 2. 1. e co- stituiscono la famiglia superiore n'rptt Sc K*'?^ . L'oiih ^ llashxhamt. ® II. che da nome dei generale divenne speciale di nn ordine. 10.' nebbene in altro si parla di angeli teinporanea. Jettode Hattorh. ed o«. * In generale questi angeli. '" come accadde celeste I per il nome angeli anche nella gerarchia padri e dei dottori cristiani. Jlnyhiya.30G. • Fnrono poi e i divisi in diversi ordini ma il Talmud o piu anticbi Midrasliim non andarono di la dai nomi si che trovano nella Scrittura. Malaclie hashshareth. come nella visione di Eze- Serajim come in quella d'Isaia. . 2. 24''. Vaikrh.ni giorno uscirebbero da un fiume ardente. 14. e gli dissero Hajjoth santi animali.

uomo. e i Strano nome. Gia in Daniel si trovano. o Dio. Paris. Michael significa chi e fael. XXX e seg. II significato di questi nomi e certo. opera citata. * ' * Krauss Opera S. Ra- Uriel. perche dette prudenti consigli a Rabbi ^ Ishma'el... pag." e ' non sarebbe prezza Berachot. . il Ma molti a questi nomi ne furono dai mistici aggiunti ° altri. parrebbe che qui Talmud attribuisce a quest'anil Kohut fosse nel vero. Dio risana Suriel. 192. ma anche ai singoli angeli. fuoco o luce di Dio. * Vedi Jellinek. Ilaghiga. * Un lavoro speciale molto utile per questa parte del misticismo les 6 stato fatto da MoYse Schwab: Vocahulaire de I'Angelogie d'apres Manmcrits hihreux de la Bibliotheque nationale. Beth JImnmidrash. come Dio?.. ad opinione di lingua un composto il due sostantivi pehlvi e significa signore dell' altezza. V. 51*. nel 4" di Ezra Uriel . si Come uno rammen- degli angeli die presentano dinanzi alia Divinita e il nominate tato nel allontana. Michael e Gabriel. Dalle straordi- narie dimensioni che gelo. pag. riva dal greco del Kohut.^ e carro portatore del trono divino. citata. pag.2b 12. cOnosciuto dell' opera dagli antichi rabbini. Angelo poi il ^ di straordinaria grandezza. 1 ) e questi quattro nomi furono i adottati dai rab- bini come quelli di quattro fra principali angeli. di ^ piu de- ovicide^icpoc. Alpuni ne da quale libro di Enoch. come abbiamo veduto. II. Gabriel. che pare. 203. pagina e seg. nel libro di Tobia (3. die starebbe dietro detto Sandalfon. 1897. fosse non si sa bene in redazione. E (4. o forza di Dio . 43.: 96 SECTION SEMITIQUE [40] non solo ai varii ordini furono assegnati varii nonii. quale e Talmud. ma. XLI . che secondo confratello. ib) Rafael. 13"^.

pajr. gettate le sorti fra Dio e gli angeli a chi toccasse la tutela dei vari popoli. il Ma secondo i rab- ogni nazione ha in cielo il 8Uo principe. detto. Qiiesta credenza lore angeli ha forse sue prime fon- damento nella versione alesnandrina che. II gia veduto ci6 che ne ne dice nel libro di Talmud da nn iiome e 1<> al ' . 8. 32. * Detiteronomio. stiindo airotno- grafia rabbinica fondata sul capitolo X il del Genesi. accor- J&inh n. » traduce Kara doiil/uijv dyyEAov dEOi) che suppose un teste 't'S "2 invece di : " : I rabbin i su questo stesso passo biblico immiigila narono leggenda che. il suo Sar^ 8U0 genio tutelare. altrettanti sarebbero protettori. E siccome. M. — Tom* III. 2. di In prima e origine biblica )a che molti di essi presiedono e tutelano le uazioni. Abbiamo Daniel. fa altri Michael passi 1' angelo tutelare de- e con del Talmud e del si drash che con questo * luogo della Scrittura Talmud. 7 Aettt OrUnlmlitt**. le i genti sono settanta. cf. TV. b du XII'** Comfri* dm e seg. •opera citata. nelle edizioni integre del 2iJi*. in forma di orso in ebraico Dob ^ i-ap- presenta la biiii monarchia persiana. ' Pseudo Jonathan 32. Ma ci6 e in contradizione col libro di come Mi- I abbiamo gia gl' Israeliti.. Pinttosto offioi attribuiti ad alcuni augeli. della visione di Daniel.[41] DAVID CASTKUA fermiamoci creilenza varie »7 ag^li riferire qui tutti quest! noini. che. Etitegtr. Kajhukovics. Pirkh di Ji. a ogni angelo tocc6 una gente e a Dio il popolo ebreo \ Daniel. . genio protettore della Persia chiama Dobiel del quale e facile vedere 1' origine nella secondii clie fiera . dove il teste « stabili i confini dei popoli secondo il ebraico ha mimero dei figli d'Isi'ael.

'^ Fra gli atigeli poi. E il anche in questo punto e da uotarsi un citato passo del Jalkut.96 SECTION SEMITIQUE [42] una terza tradizione^ Michael e Gabriel sarebbero ambedue i custodi d'Israele. 21". 15» 74**. diversi dottori. 12. rammentiamo prima Sar skel come da principe e governatore del mondo ^. Altri geni piu particolari sono Ridja per Tirrigazione ' Jorkamt per la grandine " ®. ' Bamidbar JRabbh. ® Le due leggende per6 provengono da due della terra. secondo fuoco sarebbe il Michael. il secondo neve. . ammettono due geni che Joma accompagnano sempre ogni uomo 77*. 86.^ Seoondo poi prinio fuoco. {Peaahim. " *^ '* Bere»hith Rabbh. Perche. I. perche. Laila per i con- cepimenti umani. sebbeiie si dica altrove che hanno natnva contraria. al quale e jam chiamato Rahah in torn o notai*si una non piccola contradizione. II genio del mare. . essendo il daDO. Pemhim. 118*). Jomh. mentre e chiarissimo nel Talmud che Gabriel e fuoco. 1(!''. ** Berachoth. Ta'anith. 10. Jallait Shim'oni. il disaccordo. * Shemoth Babbh. il che presiedono a diversi gia nominato Metatron offici. Genesi 18. mentre in un luogo del Talmud si fa che quest o principe del mare sia annichilato da Dio fine dalla creazione del mondo. 118\ Xiddh.'^ in un altro luogo lo vediamo ricomparire nel il passaggio degli Ebrei a traverse Mar Rosso. * * ' * Baba Bathra. dell' Isaacita. <I0'': vedi il commento dell* Isaacita. 25*. * genio dei Sat) hedrin 94:^. imo della concupiscenza. 'Arachin. Pesahim. ." Finalmente telari. Est^-r Rnlibh. vedi il commento 118''.^^ si un altro tu^^ della coUera. e lo * § 132.

per cui tutto quanto di uomini opeiimo Egli (• male. Secondo un' di in opinione quenti due geni sarebbero I'altro cattivo. * Shemoffi Unbhii. I'angelo della morte la considerata nella teologia gli come posti. (>1«. Berachoth. * ' Ibidem. fe dopo peccato d'Adamo. *. An- ohe qiiesta credenza ria la sua lia nel Satan di e Job e di Zacha- prima origine. I'operano per sua istigazione. * ma come quella degli angeli benetici fe poi niolto ampliata. si certo . \^ la benedicono quaiido altra festa i* 68- k servata al a dovere '. lllV'. 18.[43] DAVID CA8TEU. e sotto quests nome 1' nemico dei buoni angeli Gabriel" e Michael".mclie nel serpente tentatore del paradiso terrestre. I'altra al male^ XI I Air esisteiiza degli angeli e dei geni benefioi »i riconnette quella dei demoni e dei geni nialefioi.I ogiii sera di sabato. gli malvagio tentatore. il Satan Egli e e divenuto proprio genio del male : 6 lui Tautore di tutto qnanto il di cattivo avviene nel mondo. * Itnbh Jlathrh. punizione a cui tutti il uomini sono sottointerpreta. 16*. Soth. T uno bnono e riconoscore la E e facile personificazioiie delle tendenze deiraiiirao timano. 10'*. Egli o detto Sammael* o che significa veleno di IHo^ il come altri piu potente veleno . ^ natura queftti divei-Ha. ^ ' avversario Sliabbath. I'liiia bene. * ' Ibidem. .

49) . Un cenn o .2) di loro sono rapdi- presentati. potenti Shedin. sono an- decaduti dal loro primitivo di i ? Tacetidosi affatto nel hione. creduti j esistere pi\a . Satan e suoi sottoposti siano immaginati cattivi e nialefici per loro originale natura. Sono cliiamati angeli la MalacM hah- e sotto guida e il coraando del loro capo definisce portano nel mondo ogni Sono come specie di guai. Jalkut Shim'onL Q«nesi. . ^ * ' Chethuboth. dan- Shemoth liabhh Hhabbath 65^ 1. fra i demoni e gli uomini. ^ Perin che presso gra.100 SECTION SlfcMITIQUE ^ [44] d'Israel e tenuto i il principe di tutti sofxo i demoni. E tenuti gli non per un corrompimento di anche i due demoni 'Azzh e 'Azzael. Sono detti * spiriti. * Un Midrasli posteriore fossero il vuble al contrario origine che ^ Shamazai e 'Azael in angeli buonr e decaduti solo dopo peccato c6n ' ' le figlie dell' liotno.' esistenza di dei angeli mal^fipi si vede (78. vedi ivi cominento dell' Isaacita. anche in uno piu recenti ^almi aja- ma nell' aRgelogia rabbinica sono molto^ daiinosi. nella teologia eristiana.' 6 Talmud questa seconda oj)ii da tenersi che. . il Jomh. 67*. geli ribelli e o. 104«. e Debarim Babba. * Shemoth Babbh. A questi angeli cattivi le credenze talmudiche agaltri giungono esseri intermedl Jitthin. s^ll. c.n Eabbini questi . come gia malvagi il natura e non venuti tali dopo peccato. bald^ . cbe sono spiriti che ebbero commercio con le figlie di cui si parla deir ubmo nel Genesi (6. essi cattivi bene e malvagi fino dalla splendore loro origine. mentati. questa. 21. 11. § 44. secondo rabbini. si Nella teologia talmudica per6 non la loro natura. numerp^ .

sioch^ se alcuno Si affollaiio li potesse vedere. ad ascoltare producono agli ^ prediche e le conferenze loro attrito altri uditori col stancliezza alle ginocchia. ne rimarrebbe atterrit«i. le religiose. 18''. quindi rorigine di uno dei loro nomi test^ aocennati. 34. e in tre cose agli din sono uomini. r>4*: Berethith Rabbik. • • • Berachoth. e al diabolic© aggiungono il coraioo. 6. 5. e conoscono I'avvenire. in doppio dice che rimasero imperfetti . C^uesti come cattivo genio dei esseri recano agli uomini piii generi di danni. hanno ale. Pennhim Jrubin. 14) Inoglii incolti e deserti. 17. estrinseclii principalmento loro antecedente Ed anche qiiesti lianDo il biblico nei SItedim del Deuteronoinio (32. tremito alle gambe. H". come gli * uomini mangiano e bevono. Come gli angeli • Aboth. Haghigi\ 16*." che vediam6 gia nella Bibbia (fsaia. Ma la loro maligna indole ha nel medesimo tempo qualche cosa di iimoristico. }>drch^ si tiene che la loro inaleficenza di notte. si riproducono e muoiono. e 101 iiGg^iatori nofturni si LUin.[45] DAVID OASTEJJJ Mazzikin. Oi'a si questi esseri e spiegata .' ora si dice che nacquero dal connubio di spirito Adamo oon un malefico femminile detto Lilit. 7. . 37 di i. volano da un estremo alTaliro del mondo. Sono in numero grandissimo. La loro natura e cosi definita: in tre cose gli Shesimili agli angeli. L'ongine niodo. e di dei pill recenti uno Salmi '106. percli^ creati fii nel crepuscolo del sesto giorno e non oi tempo di oompirli che incominci6 intanto la sera del sabato. e oon- sunio degli abiti.

Cosi cismo teorico a quelle pratico. Cabbala L'angelo che piu spesso degli 'ijjunith. da quella deH'azione. Questa parola forse significa distruttore. . altri si dice trovarsi ^ in relazione con 110'. E ci6 si spiega fa- Pemhim. Di questo malefico genio si favoleggia die cacciasse Salomoiie per un * oerto tempo dal trono e in persona di lui regnasse. 10". danneggiatore dalla radice Shamad con I'alef prostetica e la il desinenza nominale. pag. 68. Cabbala ma^asith. II Benfey ^ e Kohut^ vogliono invece vederci VEshma-deva persiano. Pesahim. Succhh 128° Ibidem. 2(>1. e per loro si mezzo predire passa dal mistisi I'avvenire e operare miracoli. . come piu tardi la distinse Cabbala del pensiero.J02 II SECTION S^MITIQUE [46] capo di quest! geui inleriori e detto Ashmadai^ che ^ I'Asmodaeus di Tobia (3. Babh Bathra « 134'. Come spiriti si poteva entrare in relazione con questi inleriori. Opera Ufher die Manatsnamen emiger aUen Volker. dando ancora buoni consigli. il demone della concupiscenza. E loro linguaggio e annoverato fra i piu alti gradi della scienza. i dottori e Elia. 8). pag. Talvolta poi tori e questi Shedin si mostravano ai dot- con loro parlavano. I'intendere il come da certe cose credute ^ di pericolo a cagione ^ degli altri Shedin. cosi si credeva che non fosse negato merito e di piu santa vita co' ai dottori di piu alto municare con gli angeli. 72 e seg. Berachoth 3* : Chethuboth 106** : Sanhedrin 98. I GhMin. che era in relae diceva loro zione con liberarsi Rab Josef e Rab Pappa. citata. Si rammenta un Shed per nome Josef.

del quale tauto parla e t*a scrive ai giorni nostri. anche ai quali il T. catrice dell'ombra di Samuel.11. Beraehoth. DetUerononno 18. cio^ che piti con j^li angeli e certo i i degni di loro avessero un angelo rivelatore. Ma^j^hvl. desse anche buoni connigli. ma ammette che scono I'avvenire e * lo comunicano agli uomini. tanto piii che nella Bibbia se da un lato si proibisce la negromanzia. * dairaltro »e dimodoche e ne ammette come }M>9sibile 1' etiicacia rimasta celebre la negromantessa di 'En-Dor come evo. 18'': Satihedrin.7-25. 51*. e anclie Tavvenire. anche I'angelo della niorte talvolta e. 5fi. 1" » * Samuel 38. dimenticafido la ' Miia maligna natura. Agli angeli. oonsidera die queeti in origine fu un prima di essere assuiito alia facile clie natura angelica. agli Shedin gli si riconnetUino attri- spiriti dei morti. * Levitico 20.almud 1' bnisce di in alcuni in casi di poter conosoere avvenire e comunicarlo qualche modo agli uomini. che insegnasse i pifi arcani misteri delle teosofiche dottrine. e antioo negli uomini. e quiiidi 6 pill Ma 6 Htrano che altri uomini comunioaMe. si Lo si Spi- ritismo insomma.6. Si sta- lierachoth. e in genere cose segjete e agli altri uomini ignote. ai demoni.f«rj DAVID CASTELU si KM cilmente se nonio. . che h certo una delle torme anti- che della religione popolare. Sarebbe strano che non si trovasse nel Talmud. con contabulasse con loro. e parte del piii culto dei morti.ire un antecedente talmudico di qnello che poi ammisero CabbaliKti. dei si ^ Si discut^ quindi *nel Talmud se gli spiriti morti sanno o no oi6 che talvolta cono* avviene nel mondo. Questo connmic.

16». e si dice che staniio sotto il di comando silenzio. Ma na non clie del resto iiella dottrina intorno all'anima uma- bisogna ammettere di natura diversa dal corpo si mortale. Bereshith Rabbh. jeterh) . 5 e seg. e contro quelle error che crede. un genio chiamato Dumd. 14. Questi sono: rebbero o no. anime di diverso grade. come un sentimento di religioso che i pii provano nel giorno consacrato al Signore. Ta'anUh. ^ che significa nome conveniente a chi presiede ai morti. 94». In altro luogo poi dice che. nomi Neshamh anima. Hajja vivente. forza vitale. dacche si parla di spiriti di morti. E questo.* Solo si parla di un 'anima di piu che gli Ebrei avrebbero nel Sabato ^ [Neihamd. diletto. ma probabilmente ci6 deve intendersi in significato allegorico. 27^. Intorno il al si in errore cenno che dei cinque dell'anima Nefesh. cosi I'anima e unica nel corpo. Jehida unica. che esisteneiruomo a seconda dei suoi meriti. che un'anima sovr'altra in noi s'accenda ». . 126'*. ' Divina Commedia. e primo punto non deve indurre trova nel Midrash ^ la metempsicosi. Sanhedrin. * * Shahhath. Ruah spirito. Purgatorio^ IV..104 SECTION S^MITIQUE [48] bilisoe i che Iianno una diversa sorte secondo le colpe o meriti della loro vita. che corrispondono alle si cinque anime dei cabbalisti: perch^ in questo passo dice che V anima h unica significare si e i con i cinque nomi si vogliono soltanto suoi diversi attributi. 4. Beeh. il Talmud accorda con la Cabbala nei due punti che que- sta ha di diverse dalle la pluralita delle comuni credenze. » * Vaikra Eahbh. come Dio ^ e unico nel« rUniverso. come dice il Poeta.

corpo amano. m* Bempre si tratta del huo dipartirsi dojKj la morte del corpo. II. 11. rameiite preesistenza dell'anime * ma ohe non si . «2*. Ki^ e seg. 144: Jebamoth. Nonostante. Ma al- h tanto ci6 che Talmudisti hanno detto intomo ranimn. alcuni Cabbalisti hanno voluto nell' tro- vare un accenno alia metempsicosi si opinione che (3" sec. attribuisce a Rabbi Shim'on ben Lakish lo stesso di di C. sistano ai corpi. che non vi e ragione per supporre che solo con questo indiretto ed oscuro ac- cenno avessero alluso alia dottrina della trasmigrazione. 15. Sifre. !»•: Vaikrh Rabbd. o in uii luogo di pena temporanea o etema. I'identita fra Elia e e da dubitarsi se Pinehas e verament^ un* opinione ' Jiosh-/iashshanh. o letteratura in luogo di beiititiidine. .) die Elia profeta era ^ die il sacerdote Pivis- nehas. e in tante forme. ' Nel Talmud . se gli antichi dottori non avessero ammesso i la trasmigrazione delle anime. si animette chiatutti nanno deve contbndere quest' opinione con quella della metempsicosi perche altro e che le anime preela. * Abodhsarh^h^- mUk. almeno di quattro secoli non fe spiega* dicono i Cabbalisti. altro che trasnii^rino da uno in di- verse corpo. vedi il ma il Nei passi talmadici la parok rp3 non rigwifi luogo dove lo anime preeeiatonti son depoaiteti^: m commento dell' Isaacita. Tanto piu che non Di piii e certo que- sta la parte piu peri col osa delle dottrine cabbalistiche da dovere tenerla segreta. Questa identita persona IVa due uomini suti a distaiiza bile. ' Jalkut Shim'<m\.[49] DAMD hi CASTIiL14 106 in altri ourpi in Delia trasmi^azione delle anime tiitta talmudica non hi paria mai. tiS". se vi avessero creduto. Nameri 35.

i e come essa si estendano anche sito piu antichi commentatori. 20''. Dio avrebbe creato tutti i mondi con la forza delle prime due lettere del tetragramma. a per loro pot ere miracoloso e creativo. Ripetu- tamente poi di questo soggetto si discorre nello Zohar e nei Tikkunim. non sembra questo sufficiente indizio per porre tra gli antecedenti talmiidici della Cabbala anche la credenza nella metempsicosi. Xll. Dimodoche.106 SECTION S^MITIQUE ben Lakisb. Questa supersti- zione trov<S poi ampio svulgimento anche nel primissimo formarsi della Cabbala alcuni secoli prima che ordinatamente costituita Si sa in fosse compiuto sistema. pretesa identita tra le oi due indicate persone. La diversa combinazione delle lettere e detta Zi- ruj\ e si crede che mediante questa il mondo sia state creato. spieghisi come questa. Piuttosto e da mettersi si tra questi ci6 die nel Talmud e nei Midrashim si dice piu volte intorno alle il letter e dell' alfabeto. combinazione delle su di quanta parte la diversa lettere abbia nel libro Jezirh. sia per si il significato esegetico clie ad esse attribuisce. . ^ Rab diceva che * Menohoth. Ma tutto ci6 ha i suoi antecedenti nel Talmud. e si possano operare miracoli. [50] di Sliim'on oppure gli fu erroneamente vuolsi piu tardi attribuita.. dell' Un appo- Midrash suUe lettere il alfabeto e quello cono- sciuto sotto nome di Othijoth de Rabhl 'Akibd.

» 'Irubin. * e in ci6 consisteva \o spirito di sapienza di Dio Paveva dotato. 20. o almeno esseri animati. di si nel della ofz^ni Legge pu6 limite del* E oltrepansando r imniaginativa. Dell' uno e compongono per tormarne altre dellaltro metodo di esegesi. che di pro> usare molta diligeiiza nel libro della Bibbia. . e dar loro uii per certo tempo. 55». perfettissirai esenti ammette che se vi fossero ^usti da ogni peccato. Nel Talmud restavano cenni inolati e di che Ibrmavano soltanto una specie mitologia popolare. libri di Rabbi Meir. sapeva' fvimbi- nare le lettere con le qnali tu create rUn ciii verso. 13*. dalle quali la Diente umana assetata del maraviglioso non ha mai potuto intiora- mente liigaci. e la scomposizione di una o piu pa- role nelle lettere che le parole. un folklore. potrebbero. il ' Snnhedrin. na ed elevata parte della dei mezzi di Rispetto poi al significato delle lettere come uno fra esegesi della Scrittm-a. porzioTii Nella Cabbala presero poi pro- troppo superstiziose o troppo tuneste alia buoreligione.figlio di il Jose il Galileo si annuvera valore iiumerico delle lettere considerate oome citre aritmetiche. liberarsi. oono- * Brrac/iOt/i.i (61] DAVID CA6TELLI il lOT Bezalel.Soth. percbe la deficienza o lettera '^ r Hj^giunta rovinare il una mondo. . Habbi trascrivere Islima'el avvertiva fesHione era i amanuense. ' Aberrazioni queste. memote e vita diante la combinazione delle lettere. nella Baraita di Rabbi quelli Eliezei. costruttore del tabernacolo. creiire dei mondi. iM)^: vedi comiueoto dell' iMtaeiU.

con quali Abramo iden- i re conquistatori della si pentapoli pale- Questa chiama Ghematrja che alcuni tificano al greco yQajUjuarela. senso tagliato tenero. Bereshith Rabba. rosi Talmud Midrasliim foruiscono numele lefctere dell'ali esempi ^ Come pure di disporre fabeto in ordine diverse dal consueto e variare degli oggetti e delle lettere proprie quelle nomi persone. le pro- ma con le corrispondenti. 8" . sostitu- zione di lettere e la bre Men^ mene teJcel Esempio finalmente di spiegazione che dava Rab al celelui. \0^ . che.108 soiuti SECTION SEMITIQUE dai [52] Talmudisfci il sotto e i il nonie di Ghsmatrjh q Notarikon. perche scritto non con prie lettere. iTp^'^t^ la somma E cosi significa die egli solo rapprei senta la schiera di assail e vinse stinese. che renderebr bero la Bibbia poco meglio che un sistema di logogrifi. prendendo invece delle corrispondenti nella di versa di- sposizione alfabetica. secondo nessuno sapeva leggere. vfarsin di Daniel. e a fame conoscere nelle sue . Esempio grano tdgliato del Notarikon (voraQimv) sarebbe la spie- gazione della parola biblica Charmel che significa orzo o fresco. Shabhath . Questi metodi falsi d'interpretazione. 43. » Ntdo. altri a ysco/usTQla. Jomh . medesimo tempo II irragionevole stranezza. nome di di Eliezer servo di Abramo da lettere considerate 318.rim. ' Berachoth . prendendo ralfa' beto alia rovescia e incominciando dall'ultima lettera. MachchoU 23'' e molti altri luoghi. 32' . 20* . ' 318 uomini. 1 . come cifre aritmetiche. Un nel esempio di ognuno 1' di questi tre mezzi inter- pretativi varra a meglio chiarirli. scomposta nei suoi elementi Rack e Mel e il leggendo invece Mai per trovarci quando ^ tenero.

Ago$to 1899. a questi perche abbiamo tentato di mostrare che hanno qualche antico antecedente. Ma si in tutte le questioni che toccano la religione. se nella Bibbia e nel Talmud quella ne di questo alcuni antecedenti della di Cabbala. come le piu grandi e piu utili scoperte della scienza non sono state tatte d'un tratto ban no i loro antecedenti che per la vent4 della giova rintracciare e scoprire. Sospettiamo noi per6 di riuscire con questo nostro scritto spiacenti tanto agli ainici della ai suoi avversarl. che non sono per6 altri si voli delle ftineste consegiienze che poi ne vollero trovano E cosi. quando titi riesce a scontentare 1' uno e I'altro dei par- estremi guidati sempre da passioni e da preconoetti. Fireme. obe avevano bisogno per trovare nella Scrittura tutte ne le aberrazioni della loro fantasia. i loro antecedenti. non ^ da credersi potessero che gli scrittori ne sospettaie quale sistenia di tantastici errori vi avreb- bero sopra edificato. cosi avvieDe ancbe degli error! in cui la mente umana costriiiti e c^uta.[681 DAVID CA8TELLI 100 iiirono portati a^li iiltimi eccessi dai Cabbalisti. il h (juesta per noi la prova di aver colto vero. Ma Bolo e fitoria e un t'atto che. Prima^ ohe fossero an che questi ed elevati a sisteuia colpe- avevano trarre. quanto A quelli perche non ammettiaiuo I'antichita delle loro dottrine. Cabbala. o alsfe meno di averlo senz'altra preoccupazione per stesso ricercato. David Cast£LU .

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Paris 189r». Pereira. (dice Conzelman) parntt d6noter chez son autenr une certaine connaissance de la langue arabe. car plusieui*s mots sembleiit avoir 6t6 . Cf. (R. le Dieu glorieux ot tr^s haut. il « La re- daction de cette chroiiique. ' * E. Vin.* ' Coati Rossini. la quale offre alcune particolarit^ di non sono stuggite la al dotto editore di essa. Settembre 1894). Couxeluian. . sont des formules arabes>. dti I«inoM. paix soit sin* expressions : que la lui . par \V. U) *..LA CRONACA 1)1 GALAWDlWOS 1)1 CLAUDIO RE ABISSINIA (1640-l. ' Di queste tre e di gran lunfi:a. da ^ Lebna Dfengel. Lisboua. siccome e noto. ("onti Rossini. * Chnmiqne de GaldirdPirott i< 'laudhin > Hot d'tkhtitpt* Uji* rikmf piai traduit ecc. Acc««l. Rendic.. IWfti. piu estesa quella del stile Re clie Claudio. Ilintoria dr Mina». Claudio la - e di MinAs. e nodi minatamente mescolanza parole arabe. p. Di aicune retenti puhhtieasiomt »mi- VEtinpifi {Orifvf.'i6») La grande quelle di storia fe del Re Malak Sagad di o San^a Dengel (1563-1696) preceduta. Storia <li fjehna Dengfl. les empruntes a cette langue..

6 10 . trovare in non solo delle parole arabe iiiserite ma tutto i€li6' uno stile spesso diyerso da quello di simili -f^stf. Ad ogni modo porr6 qui appresso alcuni passi della cronaca che mi sembrano aver maggioi- peso per la questione. tamiliare.. wayetla' 'alu wayekld' 'emnehomu. sia almeiio dott^ iair arabol Voglio dire tori ' in parte. tra- cjiiesto chfe I'aiitore la stese dapprima piii in lingua araba. e molte frasi che fatto che la potrebbero credersi di origine arabica. bagize zayessanatr wasene baegziahelier 'Dieu ast le maitre de I'opportunite \ Questa frase divien piu di : chiara se si suppone traduzione inesatta vs^iJI j 12 11 . 5 10.112 SECTION SlfcMITIQUE f2] Ma qua e 14.. leggendo attentamente questa storia sembra essa. si bene per esser tradotta subito in la Per il grande affinita fra il ge'ez e 1' arabo e per maggior parte della letteratura ge'ez ^ tradotta dall' arabo. La frase jL^j^ ^j^*^ © tutta pro- . liaM'atto nascei-6 riel niio animo il dubbio che questa croiiaca. ''enza yese'elo la^egzi'abeher... lama yetbaraku en demandant k Dieu lui glorieux et tr6s liaut de b^nir tout le peuple clir^tien de r^lever (au dessus des autres) et d'^loigner de la dure oppression '. e non a causa diretta e speciale. sono dovute 1' al- influenza generale dell'arabo sul ge'ez. questa parola par semplicemente trascritta perche non se ne inten- deva bene fermano.. al-hebnl ' gli abissini '.. non e certo facile trovare indizt affatto sicuri di quanto ho sospettat-o. che gli era per av- ventura arabo. 6 il significato e le vai'ianti dei codici lo con- 7_is. ma non gia per pubblicarla in ge'ez.

. [3] lONAZIO GUIDI 113 pria del nome di Dio. II senso non corre bene. Ludolf.. ma di deserto e peco- relle occidentali (ci'... vale C9itgri» du X//"" dM Ofitmt^iM*: — Tome III.. e solo per errore Marebbe qui il riferita al popolo di Abissinia. MmUnat maslem sembra un essere trascrizione Ji^m. quale. premuroso di rioon1' diuTe alia fede alessandrina coloro che avevano abvi bandonata. 'agabbaratana J'aqnd luima nenbeb kama netmayat haba z^netco.. Sospetto che : testo ge'ez Hia traduzione di S^^ ^\ (fi^ . : in mode da tornare) ad annunziare. lazdni mase*a (lab^hu *emmar'it br^'bis Jacobites \l cliercha aussi \e» et qui avaient ^tA bless^es qui en-aient dans le ddsert quant aux brebis arabes qui vinrent se r^tiiQui naturalmente non si. II neirdya spie^a bene sol con come notato il Conzelman.. lamarf'ihi t/(l'qohfln'U 'en/a tanad/ai trasAkua- yat ivesta gadcim ^arabntri. suppone traduij\ mentre sarobbe regolare se il kama si zione di ^^-i^. ' \irabfln'i.... us6 poi clenienza verso coloro che non appartenevano.. Comm. Ixizeyani 36 iiestita 14 . ^1 JUhJ 31 u 8 . 12) alludendoei il alia mitezza di Claudio..'. • .. Probabilmente di ' ""arabfivi h qui nel sense sia occidentale ' ma non e impossibile che nato da equivoco fra ^^^^O^ e ^ si **3I 34 di 1 (J... confondendo V (fi^ tinale ^^E^) col semplice Act0* ^n- per designare un limite di tempo.. Questo dovrebbe intendersi: 'qui dobbiamo dire un poco 'embezehta weddosohn delle molte sue lodi. parla gier aupres de lui arabe — ' di deserto o di pecorelle arabe. affinclie torniamo ovv.^ Jco4>^4 creduto torse altro nome di ZibHi. Ill.. 'i)yi 36 lia »j.

-^<^LJ\. altre tracce di un'origine araba di questo testo. 63 10. ma. lelnasara e f^j^uAiJ^ come 59 12. V ^- . ge'ez. potrebbe derivare da ^Llawj Anastasio ('491-618) che qui ji^Mfcj conviene benissimo. 49 cliiaro. II sehesiyas . 'askar sembra parola introdotta per con. I'auteur ne se contente pas seulement d'expri- I . con 1^. 42 e Juwu . (i . cioe gli annali ufficiali del regDO. 11). io credo. 15 . fallahin QV^^^ > gia notato dal Con- 77 ftisione 5 .wr Un esame attento e minuzioso mostrerebbe.^hafa hoht negumici forse : il libro della real corte. 68 17 . fedlatat 'Ji)^h che non esiste in . haymnnot rete'et zatafannawat Htyopya il "ewbcs- kenderya la frase non sembra corretta. tanabbala 44 11 .^JUi (fdi\ (jlf "^^ 64 10 . mnnay "engelgdliu che non da un senso avere confiiso ym>%^ con potrebbe nascere dall' 'iym\A^ nel testo arabo. posizione non parra troppo strana.114 SECTION SEMITIQUE clie [4] a dire prima di tornare al racconto. E il d' altra parte pensando al fatto die appunto sotto regno di Claudio una vita di Takla Haymanot fu scritta in arabo e poi tradotta in etiopico. la mia supscrive a p.mJ . II Conzelman vm : « pour montrer son ^mdition. e certo trascrizione di 76 zelman. si pongono le lodi di Claudio. forse tafan- nava cioe : e traduzione errata di o^Jiail contuse con oJui • 'Jo^!yjSimV\ ^^ Am^< miLL.

ecc. si ma riconosco die oppongono a questa congettura. Ignazio GuiDi. alcun esemplare. per quanto so. come taanim. cioe I'AbnSftk^r. di quando tu scritta la stoiia Claudio. sia di Claudio. potrebbe dare la ^piegazione di alcuni strani iiomi die occorrono nella cronaca sifariyon. le ^abro- Potrebbe anclie supporsi die EmbAqom difficolta r autore della Cronaca.(oj IGXAZIO GUIDI d'apres le 116 raer les dates calcndrier ^thiopen. . et les calendriers met so- eucore a contribution tons connus des Abyssins et leil les determine meme » il . opera die tu tradotta in ge'ez press'a puco da Embaqom. Forse hi paite storica deirAbn-SAk^'ir. della quale opera non abbianu) in Italia. pensiero corre natui ralmente ad un libro dal quale dotti cristiani trae- vano uotizie e osservazioni cronologiche. par la position du dans les signes du zodiaque Riflettendo a questa particolarita del nostro testo.

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eines — die verlorene Schrilt unbekannten griechischen Apologeten. des siebenten Jahrhunderts in oder bei Nisibis. vielleicht . kOnnten. von dem er eine Abschritt erworben hat. Nachdem mit einer Vor- tragende eine Inhaltsangabe der 15 Biicher des Werkes gegeben schliesst Quelleii. dem Jiidisclien Krieg " des Flavins Josephus und einem chronograph ischen Compendium komnien unter diesen Skizzieriing ^' seiner vor allem zwei in Betracht.EINE SYRISCHE WELTGESCHICHTE DES SIEBENTEN YAHRHUNDERTS Der vortragende macht erstmals mit einem bisher verschollenen nestorianischen Geschichtswerke bekannt. eine Arbeit. die als Gescbichtsquelle nicht ins Gewiclit ist als aber von Interesse fluch altester zii uns erhaltener Verschreiben. in syrischen Sprache das was wir der vom Standpunkte Weltgescliichte der mittelalterlichen VVissenschaft. vert'asst gegen Ende fUllt. aus nennen liat. er fluchtigen Neben der Bibel. Es ist dies das K^Jhnbhd dMresch melU dM thascJCltha dM'rUvia dhA- zabnn des lochannnn bar Penhijp.

118 SECTION SEMITIQUE (?) [2] des Qnadratus nnd ein exegetisches AVerk im Geiste ziir des Theodorus von Mops\iestia{?) Als weitere Quelle kenntnis antiochenischer Schrifterklarung vor allem Miir^e denn audi die neue syrische Uni versa Igeschichte ein eingehenderes Studinm verdienen. a. Dr. Baumstark Privatdocent an den UniversiMt Heidelberg -^:'^^f''is%7^<S:ff9it^^ % .

have been so often printed that sary to give it will not be necesfor them liere in full: it vnW be enough our purpose to state their contents. . The main object ot this is bring forward some hitherto unnoticed evidence. At the end three notes in Car^huni. The Vatican Lectionary niani's XIX in S. the only source which gives us any information as to where the surviving MSS jmper were written. E. ori^i^in of this curious by-way ot Christian The colophons of the Vatican Lectionary [Evangeliarium Hierosolymitanum Vaticanum) remain. which helps to identify some of the places mentioned. to or where the Communities that used the dialect were situated. The Criticism recent discoveries of documents in tlie Pale- stinian Syriac dialect. (N". and lately again by M'* Lewis. Assefull Catalogue) has been published in by Mi- by Lagarde. They niscalchi-Erizzo.NOTE ON' THK EVANGELIARIIJM IIIEROSOLYMITANUM YATICANUM AND TMK onir.lN OF THK PALKSTINIAN SYIUAC LITEUVTI HK. liave thrown little light upon the literature. valuable as they are for Biblical and tor Philology. with trifling exceptions.

'Abtid occurs again in other Palestinian Syriac documents one of M""^ Lewis's Lection aries from Sinai was written by an 'Abudl. Probably it was the occasion of the sale of the booty brought from Palestine by Sultan Bibars. As- Wright. and is said still to contain some ancient An- Christian churches. Elias in the convent of the Star.120 I. Dqus ^ytyidiS Ju^U). The third note records the donation of certo the convent of the Star tain fields in *Abud through the instrumentality of the who now describes himself as " the priest Amba Elias who presides over the convent of St. and Surur the deacon. who is recorded to have bought sevei-al books at Minyat Zifta near Cairo. SECTION SEMITIQUE [2] The first note tells us that the Lectionary was written in 1029 AD by the priest Elias of 'Abud in the monastery of Amba Musa in the city of Antioch in the district of the II. nasteries of the Star ol^ ij^^ L-JUi^ j*u-i*<Ji)^) Thus the two places with which the MS is connected are 'Abud and Antioch. S. ^ It is a large village (spelt . was descended : from a native of 'Abud. E. The tioch real diflaculty lies in the identification of and the meaning of the word ed-Dqus. In the second note the Musa states same Elias of Amba that he 'has brought this book and others from Antioch of the Arabs (v r*^l iu^Lil) as a perpetual gift to the sanctuaiy of St. III. Elias known as the mosame Elias. i 379.j^U in Yaqut III 583) half-way between Jafi*a and it Caesarea. ' CBM .

(8] F. Elias on the Black excellence^ Mountain (Turd ^Ukkdmd). " in wholly improbable. anllth other Melkite Lectionary of the century. the llth cen- Let us look at the matter from a more general The MS " : was written Elias. Add. and succeeding '* scholars have accordingly sought for this " Antioch in tlie neighbourliood of Jerusalem. . near Antioch par the Antioch of Syria. 14489. of Cambridge Philological So19. also written at the Convent of St. It its in is tury at a convent of St. Laura (Proo. e. ciety.M. moreover thois roughly Orthodox Kalendar that of the place Greeks communion with Constantinople. MS. C. BURKITT unfortunate 131 semani tliat it 18 responsible for the conjecture was a corruption of mXaI^. The Syriac word here translated Cloister is »hfQqa^ correspondi. But Antioch of Syria strange is Antioch of ed-lJqus. Asseniani's conjecture is the sole reason of the name Evangeliarifim ** Hierosolymitanum for the for the dialect. In fact. In a colophon at the end of this book we read that Cloister * it was copied certfiin priest in the Convent or of Mar Elia on the Black Mountain by Jo- hanan Duqsdya for a from the town of Duqsa. The identity of this name is with that called edobvious: they are in Dqus * in the Arabic colophon ing to the Arabic. Nov. in this viz way the question admits of but one the great Convent of St. and is " Jerusalem Syriac But a scribe's blunder in the familiar Arabic name of Jerusalem point of view. This in name is found again B. 1896). Elias but in the ordinary Edessene Syriac. What satisfies these conditions ? Put answer.

but the exact date depends on palaeographical evidence alone. be used in connexion with Antioch. not Hiefalls to rosolymitanum: in fact. Syrinc ' I *"' of Literature. ^ may I To this period belong the palimpsests from the Cairo- See especially the Note on •* Palestinian Handwriting " by (rwilliam and Stenning in Anecdotn Oxoniensia [Relics the Pal. the origin and signiIt is ficance of the Palestinian Syriac literature a literature wholly ecclesiastical. It onh' remains. we may ask. first Th be placed about the 7th century. 1896].122 SECTION SEMITIQUE [4] fact tlie same name in forms adapted to Syriac and Arabic respectively. and ' it became from that time the centre of Orthodox influence in the lands of Islam. In any case the Vatican : Lectionaiy is an Evangeliarium Aniiochianum. 102-10r>. then. which to judge from th surviving documents had two flourishing periods. Politically was governed by a Dux^ while its ecclesiastical organisation was cared for by the appointment of an Orthodox Patriarch and by the foundation of these very monasteries of which we have been speaking. me that they Dux. pp. Antioch was the Greeks in the captured from the Mahommedans by year 969 " it AD. . Oxford. is 91 ? What then. It appears to are mere transliterations of dov^^ i. the whole connexion of Palesti-^ nian Syiiac literature the ground. to give an explanation how to the words Duqsa and ed^Dqns come e. Or the terms may refer to the Greek quarters of the city itself. Antioch of the Dux must be that part of the district which was governed by the Greeks Antioch of the Arabs would then be the part still under the Mahommedan dominion.

These were brouglit by TiBcliendorf from the EaHt: there can be little doubt that they also came from the (invent of St.. Caterine on Mount Sinai. BURKITT Sinai. C. Catalogue of Syriac MSS . col. 8 with Belie*. Petropolitani and the isolated leaf in BM 14740) all formed part of MSS * Lind's Petropolitanus Junior has every appearance of having l^en part of the same cribed p. Similarly the Graeco-Arabic «'' MS of the Gospels called by Tischendorf belonged * to the MS 9i. -' M" Ben- The other period from which "Palestinian Syriac'* is MSS the have come down to us the 11th century*.roniensia. described by D' Rendel Harri» in M'' Lewis's Catalogue {Appendix I now feel confident that these belonged to the same MS from the evidence" of the colophons (c/. 64. ot* many the tragnients from earlier MSS are all biblical with the exception of the Homilies published partly by Land. 12S and the St. a). The great later period. distinction between the two periods is the appearance of the Greek Gospel Lectionaiy in the The three surviving Gospel fragments of the older period (Land's two codd. Petersburg trngnients published by Land.(6) F.. one. Besides these there are two isolated document probably of a still later date which appear to have been written in Egypt.' The cont/cnt^ of these Oeniza. London fragments but and cei*tain other trag- ments at Sinai. . MS from which were taken the leaves trans- in M" Lewis's 54). of M" The greater irregularity of writing in the published photograph Bensly's HomiliM comes from the fact that the vellum of the is Sinai fragments no longer flat. 118.. p. {Appendix Both portions have been nsed uncial for books written in the language known as Georgian or Iberian.on Mount Sinai. partly by sly in Anecdota O. Land Fr. To all this period belong the three Gospel Lectionaries.

The converts and their descendants needed Christian instruction ' in their 11-17. It is MSS worthy of notice that these ancient of the continuous text of the Gospels agree more I closely with the Peshitta than the Lectionaries. . 8. think it possible without drawing unduly upon the historical imagination to reconstruct the literary history of the dialect. 1. In conclusion. This one consists of certain leaves of MSS BM 14664. 3. The onh* place where this literature of the seems to have been the ecclesiastical language people is 'Abud. and there is a painful effort al- ways apparent to follow the Greek even in the spelling of Semitic names. only one contained the four Gospels in order. 32. The Gospel leaves are foil. out of the six Gospel from the later period which have come down to us whole or in part. (lpf< own tongue. On the other hand. All this points to the age of Justinian and Heraclius and their determined efforts to extirpate Judaism and other ancient faiths from Christian territory. but they are not Evangelistaria. a place not far from the frontier bet- ween Judaea and Samaria. their character strictly '^ Orthodox ". * For Heraclius see Dalman's Orammatik Jihiisrh PnUisfini- schen Aramdti«c7i. ^ Some measure of success no doubt attended these efforts. Thus the little Palesti- nian Syriac literature included a continuous text of the Gospels. Our oldest MSS are is not earlier than the 6th century. but it seems to have been but used in later times. 7.J 24 SECTION &EM1TIQUE • |61 containing the complete continuous text Gospels : of the four they contain lectionarv notices. p. that are to be carefully distin- guished from other leaves now bound up * with them whicli formed part of a lectionarv.

In the lUtli and 11th centuries the success of tho Greeks at Antioch created another centre for the struggling Community. but the Vatican rules much ruder of grammar is one MS.17] ¥. together witli certain Homilies and other eocleBiastical works which have almost entirely perished. tlie Lectionary. But there is little proof that the ancient fragments from the Cairo Geniza were Egyptian in origin : they ^ay very well have been bought by the Synagogue authorities for waste vellum at the sale of the booty from plundered monasteries. even Tlie gi-eat catastrophe came in the 13th centur\*. in chiefly iiave wished to point out that dealing . M" Lewis's Lectiouan' of the Old Testament and Praxapostolos may have belonged to the same comnumitv. Antioch was recaptured for Islam by Bibars the Mam- luk Sultan. C. and off to tlie plunder of Palestine taken Egypt. Elias is was done. The Palestinian Christians must even is- have established a kind of settlement there. BUUKITT 125 and aocordingly the Bible or great parts of it) was tranHlated. and the Convent of St. Elias near Antioch seems to have become for a considerable period tlie headquarters of what literary work style of writing at St. MSS. as ed by the Liturg\' of the Nile prov- now in the British Museum. Much paragraplis I of is what I have written in the concluding necessarily imaginative and hypothetical. The : than that of the early are kept pointed. The only literary centre of whose existence we are aware during liis early period is the great Convent founded by Justinian on Mount Sinai. the monasteries on the Black Mountain were destroyed.

but an earlier date is not required either by the general course of history or by the character of the surviving documents. '-i<if>yjf^t:m»^^.12U SECTION SEMITIQUE [8] with the Christian Palestinian Literature there is no need to postulate for it a high antiquity or any special connexion with the more ancient forms of Chri- stianity. F.^-- J . We can trace its existence almost to the time of Justinian. C. BUEKITT.

interpretation. however.28 and 2. 1. Beside. Shaal in various forms is^used in the religions sense of asking number of illustrations were adduced and incidentally some of tlie passages adduced for an oracle. sliown tliat in was the case of name the in connection witli Samuel the play upon that th« verb Sha'al was so fre- quent as to point to some special relationship between name and < the stem. The ordinary meaning of the tlie stem ask » does not solve problem involved and moreover by assuming this meaning alone. while the proposed textual emendation too fails to re- move the diflficulties. I Sam. the ordinary meaning.20 do not admit of a satisfactor}. noun formed from the stem is also used in this sense and the thesis was then advanced tliat tlie participle sh/i'el was one of the names But not only the verb. the for priest in Hebrew as the ' asker ' of oracles. . A large were discussed with a view to their further elucidation.» THE NAME OF SAMOEL AND THE STEM SHA'AL ^F a^i Atler some introductory remarks upon the sigoificance of plays upon proper names so frequently it in- troduced in the narratives of the old Testament.

18.28 brew shd-el and is as a denomination of Shd-el « and to render.28 is to be rendered « devoted to » In I Sam. 128 SECTION SEMITIQUE Trace& of tliis [2] usage were pointed out in Deut. e.20 we should read again the past participle instead of Sha-al and translate « devoted to Jahve » Similarly the past participle . the element to the Assyrian shumu so frequent in Babylonian-Assyrian proper names and signifsing son': Shemti-el therefore means 'offspring ' of El ' — an appropriate name for one asked for ' from Jahve. y . on of the names for priest It was then proposed to regard Hebrew^ sha-al in I Sam.3 and is in justification for assuming this use of the participle.11 and Micha 7. to the name itself. attention was ' called to the Assyrian sha-i-lu which the perfect equivalent of He'. D. i. given by Jahve and belonging to Jahve. made him I a shO'e]. Ph. have devoted him to Jalive Sam. 1.. Prof. Coming finally Shemu was compared 'offspring. MoEEis Jasteow J. so that Shemuel in colloquial parlance sounded as tliough it were Shewu-el and then by contraction Shuul. 1. University of Pennsijlvania. Therefore I have ». The play between Samuel and rests the stem sha-al upon assonance brought in about by the indefinite and vague pronunciation of the consequent ??i. 2.

Paris.DES PREMIERES ORIGINES M PEOPLE FISRAIL D'ou pris les Israelites sont-ils originaires? Ce pro- bleme. 9 88. n'a point encore repu de reponse definitive. que nous avons posee il Nous ne le croyons pas. tion de la question le document tbndamental des nous donne-t-il la solu? origines de la race d'lsraiil. c'est aussi d'Arabie de M^diterranee peuples qui se designaient euxet momes du nom de Kanaani rent Pli^niciens ». p. que les Grecs nomme- L'Ancien Testament. » . selon d'anciennes traditions. I. — Tora« III. bien que J. dans son I'an 2000 avant liistoire du peuple Vers C. 1877. Mais nous fournit quelques indices im- portants a recueillir. C'est fit d'Arabie que semble etre partie la conquete qui de la Jiabvlonie une teiTe la semitique. malgre les travaiix que les savants ont entre- pour le r^soudre. ' T. la solution en ait ete indique par d' Israel :^ < Renan. Les Arameens suivirent probableinent que seraient venus dans les les bassins meme la voie. le coeur de la race semitique parut etre I'Arabie. Enfin. AeU* du J//"" Conffris rfM On>N(a(i««t.

mais il nous fournit le premier element de sa solution. Mais cette expres- sion peut etre prise dans dis deux sens fort difierents. de V autre c6te du Jleuve. . aux evenements qui presiderent a la premiere conquete da pays cananeen. le D'apres la premiere interpreta- nom caracteristique d'Hebreu nous reporterait aux plus anciennes origines historiquement connues des migrations israelites d'apres la seconde. note avec soin les le point de depart des Bene-Israel. et parmi que les eux quelques uns des plus recents historiens d'Israel. par consequent.. e 130 SECTION SEMITIQUE [2] Tout d'abord. elle indique lites simplement des tribus israe- avant leur etablissement en Egypte. ne nous donne pas la clef du probl^me enonc^. est inexacte. ^1 fait Un beaucoup plus important a ete consign II dans I'Ancien Testament. ne saurait etre deduit du nom "IDi? II en est de meme.. » ( IDIN ''^"IS). XXVI. Tan- uns y voient une allusion a la venue des Israelites d'au dela de I'Euphrate. n'y trouvent qu'une mention de I'arrivee des Israelites des plaines de Moab. du renseignement qui nous est donn^ Deuter. comme Ton sait. 5 « Men pere etait un arameen nomade. car les Israelites n'etaient pas a proprement parler des Arameens. dans le migrations successives qui devaient conduire au . nous devoiis ecarter resolument les couclusioDS que Ton peut tirer du nom meme d'Hebreu *"05? signifie. Cette expression. sans remonter aux premieres origines de la nation isra^lite. selon nous. : prise a la lettre. les autres. tion. celui qui vient de la rive opposee ("135? ). La Bible hebraique. Entendue dans Tacception vague et generale qu'ello a le siege dans le con- texte. Rien de concluant. puis en Pa- lestine.

7. Ce point de depart est 'Our-Kasdim (CT'WS Chaldee -I1K). 31. 'Our des Chald^ens. XI. . « * Les documents bibliques ne nous permettent pas de retrouver au dela de 'Our Kasdim premieres tribus isra^lites. entre Babilone et le golfe persique. historien juif du second siecle avant J. Praepar. 7. 28. XV. naquit Abraham. en qu'est sorti » Abraham biblique. ^ comme la ville babylonienne ou . 'OOr. « * C'est de . evangel. mais seuleraent I'etape le plus anciennement connue qui leur as- signee par les documents authentiques. IX. Nous Gen. de ral- territoires confinant a I'Arabie. du peuple d'Israel. . si^ge du culte lunaire du Dieu Sin. 'Our ^tait situe sur rive droite de I'Euphrate. ' Eusebe. le patriarclie par avec excellence. Our est designe par Eupoleme. du texte h^breu a et^ sur identifi^ Ourou des inscriptions cun^iformes cit6 s'eleve remplacement de cette antique aujourd'hui le village de El Moukair-Ouron. . IV. Eupoleme lui donne le nom du OiW// ou la Ka/Ltagivj] (de I'arabe ^ lune). 17. le pere 'Our.[3] EDOUARD MONTET 181 pays de Canaan.. C. a proximity des regions limitrophes de I'Arabie. le les traces des Nous est-il possible de ? re- monter plus haut dans ' cours de leur histoire Comp. II r^sulte de ces faits « que » les premieres tribus des la Bene-Israel sont sorties du sud de Chaldee . Nth. et que ce point de liement et de depart des israelite n'est Semites nomades de race soit pas leur lieu d'origine.

p.. * I. Parmi ces races primitives les principales sont . . patriarche appele dans la Bible Heaussi le pere des ber il Hebreux auxquels se il a donne son nom.. siir I'hintoire s. Nous ne ferons qu'indiquer sonimairement ces deux sources de rcnseigne- ments. des Arabes avant I'lsla- mUme. d'Heber . et a la lu- miere beaucoup plus puissante de I'etude comparee des langues semitiques. qui toutes deux aboutissent a cette affirmation. partagent en deux la tige de la premiere est Calitan. Mouteahkhara. la souche de la seconde est Adnan. ' Caussin de Perceval. les Les traditions arabes sont unanimes a considerer diverses branches de la famille de Sem comme issues d'une « meme patrie originelle. et plus tard dans toute la peninsule. Paris. p. Essai etc.: 132 SECTION SE3IITIQUE [4] estimons que cette investigation peut etre poursuivie a la clarte des traditions arabes d'une part. a savoir que le berceau de la race Israelite doit etre cherch^ en Arabic. La posterite d'Adnan a eu pour berceau le Hidjaz elle a peuple une grande partie de cette contree et s'est ramifiee dans le Nadjd et les desert de I'lrak. Baida. 9. d'autre part.. 1847. descen- dant d'Heber par Ismael». et subsistantes. fils que Ton confond assez generalement avec Jectan.' Les Cahtanides ou Jectanides s'etablirent d'abord dans le se repandirent Jemen « . de la Mesopotamie et de la Syrie » ^ « Le nom d'Arabes Ariha designe les premiers. Les Mouteakkhara grandes families . les plus antiques habitants de I'Arabie. par Abir. La plupart On est des auteurs arabes divisent leurs na- tion en races eteintes. I . s'accorde a faire descendre les Mouteakkhara de Sem . (3 Ibid. t. .

Aram. aramaisant et meme assyriologue. a dire I'Arabie. d'aprte TAnpeupleH de cien Testament. Arabes.: (5J EDOUABD MONTET peuple cVAmlik ou les t» le Araalica (Amalecites de I'Anles cien Testament. ne saurait etre aujourd'hui h^braisant. Huber. On ne saurait affir- mer c'est plus peremptoireraent I'origine unique de la race semitique et le siege unique de sa residence primitive. ^ Les traditions antiques conserv^es par les liistoriens arabes temoignent done de I'etroite unite migrations.* Or. 22. Aram^ens. L'epigraphie semitique a montre. que nous venons d'enla EUe et. au dire de la majo rite des historiens arabes*. leur tres etroite pa- La relation qui les unit est telle qu'il est impos- sible d'acquerir connaissance approtbndie de Tune sans pen^trer du et qu'on etre. arabisant. Euting. ' Ibid. I .. Oeji. le peuple d'Ad ou Adites. est la personification des Semites ara- I m^ens. les Thamoud.. hebraique et arabe du langage semitique. Hebreux. 7. quelque nom sous lequel ces tribus lussent designees etc. rente. tous issus d'Aram et de Lud. etc. ^tablit tout d'abord haute antiquity des branches aran\^enne. Halevv. de Djadts. ces inscriptions venant du nord. au la meme temps. p. de Tasm. des d'origine et de vicissitudes. par r etude des inscriptions rapportees d'Arabie par Doughty. meme coup dans I'intimite des autres. fils de Sem. sans dans une certaine mesure. L'histoire des langues semitiques confirme d'une les traditions maniere ^clatante registrer. dans leurs premieres expansions soit le et tribus semitiques. * X. du centre et du sud de la presqu'ile.

134 SECTION SEMITIQUE [6] que Tantiqiie arameen et I'arabe arcliaique se melangent et fusionuent au point de ne pouvoir etre distingues. I. "~~^0^. Dr. t. Lipsiae 1831. * Jlisioire du peuple d'Israel. » fait d'inscriptions. d'Aram qui eut plusieurs Et ». Fleischer. la langue des fils etait la langue arabe II resulte de I'ensemble des considerations que nous le venons de presenter que T Arabic a ete grand centre semitique. se plapant il arabe. p.^^y3x*^^?v^ I . p. ^ XIV^ : siecle. au leda. 10. * Historia anteislamica. il y eut ensuite fils. cd. d'ou sont parties les emigrations successives des peuples de cette race. ecrivait « au point de vue de la langue Des fils de Sem. en arameen. est C'est la meme conviction qu'exprimait. I'historien arabe Aboul- lorsque. Aram. 16. parmi lesquels se trouvaient les Bene-Israel. Edouard Montet. Cette quasi-identiti cation est telle que dire Renan ^ a pu que tout ce qui vient d'Arabie.

Finora segni piu apparent! sono superficiali nelT adottare che il fanno gli orientali nostro modo di vestire. Eppure questa nostra antica civilta non finira col distruggere il Maomettanismo. questo torrente sul coltura europea che si e sparso popolo musulmano produrra solo probabilniente un al movimento analog© di questo contatto Rinascimento i nell' Europa. le nostri metodi di educazione si siano insi- nuate tra i popoli . la facilita di comuni- cazione tra noi e scienze ed i nostra letteratui*a. ma almeno in segni che dimostrano apertamente attitudine che di- . e la loro influenza abbia gia scosso profondamente la mente musulmana. d' idee e No. come ha distrutto tante idee ed istituzioni religiose del popoli selvaggi. le nostre abitudini sociali.POCHE PAROLE SUI. MOVIMENTO KELIGIOSO DEL GIORNO TRA I MUSULMANI DEL NORD DELL' INDIA E Datiirale che.delle Indie. 1' a causa della Oriente. In delle loro Europa abbiamo risentito la scossa piu forti emozioni solamente quando han India non mancano 1' preso una forma reazionaria attiva in opposizione alia coltura europea . dal lato intellettuale e religiose.

rassegnarono ad accettare 1' la situazione tersi in avendo compreso impossibilita di met- opposizione col governo inglese. II primo le di questi e Sir 1' Sayyid i Ahmad Khan. e dopo aver perduto ogni speranza di ristabilire la dinastia dei si Mu- Miisulmani indiani . a poco a poco. comiiiciarono a trovare e mettere in prominenza quegli articoli della loro religione clie e. e fino air eta di quarant' anni fu membro si zelante della setta Wahhabl. Dall' infanzia volse alia mente Sayyid Al. e per6 infiuiscono tan to piu sui pensieri dei loro correligionisti. L'apologista di questa piu conosciuto nell' Europa e Saj^yid le i Amir ma siccome egii scrive in inglese. continente cristiano Dopo gh&lf i i disastri della ribellione del 1867. tosto che avran compreso I'inevitabiquesta supremazia. si fara movimento Musulmani di in- probabilmente sentire nelle altre parti del sotto 1' mondo musulmano die stanno lita di influenza o sotto governo europeo. Pel momento. sue opere sono conosciute meglio in Europa che tra Mu- sulmani indiani. che osserviamo tra diani. abbandonarono della le idee belligere e in- tolleranti teologia Questo i pensiero religiose. la di cui morte priv6 di anno scorso si Musulmani del loro la capo per riforme politiclie e religiose. Come Wahhabi era gia liberate delle dot- trine ordinarie ortodosse delle antiche scuole. voglio attirare la vostra attenzione sui due teologi che scrivono in volgare. e con la civilta cristiana. nel in arin(mia col pen- fatto. armonizzano loro. colle nuove condizioni. all' islam Tale movimento tende.imad teologia. a dare nuova forma siero moderno scuola 'All.136 SECTION DU MONDE MUSULMAN il [2^ viene sempre piu tollerante verso e la sua coltura. ma fti il 1 . ossia nella lingua hindostanica.

Ksidlth che affermano essersi In tal guisa la vita di stita dal Muhammad . I giovane genera- zione dei Musulmani suoi lavori teologici sono dunque principalmente i di carattere apologetico.f3] T. e I'altro. mi prover6 a indicare alcuni punti prin- cipali della II sua teologia. non pub la parola di Dio: 6 il Corano e lavoro di Dio. indica uno dei tratti ca1' ratteristici delle sue dottrine: quali uni verso e diretto da e eccezione e leggi naturali alle non v' corso di natura fe es unitbrme. Per cui di egli nega altro i miracoli attribuiti a profeta dell' Mubammad tu o a qualsiasi In conseguenza questo suo rigetto de' miracoli egli costretto a dare una allu- spiegazione razionale di quei versi del Corano che sono interpretati dai commentatori mnsulmani come denti a tutti i f'atti miracolosi. e suoi tentativi di ricostruzione sono deboli ed imper- fetti. viaggio di notte) sono rappresen- Lo spaccarsi della luna nelle parole . II contro la scienza di natura. ARNOIJ) 1* 137 desiderio di presentare pel dl d' affatto Islam in una forma possibile oggi che e lo spinse a lanciarsi sur una via nuova a prendere un corso proprio che ren- desse T Islam piu sisti immune dagli attacclii dei controverla cristiani e piu attrattivo per dell' India. Tuttavia. e interamente sve- suo lato miracolo'so (il j«>v>Jl s„im (lo spaccare del petto) e rljJI tati esser visioni. I'uno spiegarsi armonia con Islam. e rigett6 come non operati autentici miracoli. dato a lui e ai suoi seguaci. — — che la il qualsiasi dottrina teologica che essere vera. W. di soprannome (fj^i cioe discepolo di natura. in — natura —e devono essere all'unisono.

La nasdta miracolosa di Gesu e negata. mentre dice die la traversata del Mar Rosso fu fatta in luogo guadabile a marea bassa. e di mostrare la loro religione in dell' accordo coi principi piu umanitarii derna. egli cerc6 titudine di d' incoraggiare un'at- mente amidievole verso i governanti cristiani che avevan preso il posto della dinastia Mii^^al. Cosi continua col rappresentare Hudhud in come uno veccliia di dei cortigiani del re Salomon e. \ . che sotto r influenza rivolta contro la educazione inglese erano in il strettezza e bigottismo della teo- logia dei loro padri. una grande parte ispirati degli scritti di Sayyid Alimad furono pill dal desiderio di rendere accettabile ai giovani dell' Musulmani indiani. Europa mo- Alio stesso tempo.138 SECTION DU MONDE MUSULMAN tlei [4] 1' b detto lino segni die precederanno ciii avvicinarsi del di del giudizio. per e una profezia del futuro. e non si riferisce in alcun modo alia vita di altri Muhammad. attribuiti A questo modo egli spiega eventi e fatti mira- colosi nel Corano. cristiani esser di Noi siamo cuore piu presso a quei die han ' lede ». e die r armata di Faraone fu sorpresa e distrutta dal ritornar della marea. I miracoli di Mose sono a influenza magnetica. tacendolo divenire iiglio di Giuseppe e di Maria. Come r Islam e detto. iiJUui J^)\ ijjm e ii\^ una la cui esi- una si tribu chiamata ^^31 stenza e inventata a quelle scopo. Non cessava mai di ripetere ai suoi correligionari il verso < E troverete serapre colore che dicono '.

general- mente conosciuto sotto il nome di MirzA QildiAnl ^dal villaggio di Qadian nel PanjAb dove risiede). in opposizione a Sayyid Ahmad A'Ai\n. espose la dottrina del Giliad. L'altro teologo indiano di cui desidero parlare o interamente differente. Mirza (rViulAm Ahmad. W. specialmente tra i Musulraani della nuova scuola che hanno ricevuto educazione inglese. India e aV-ia*^! al ^b e non vr^^ y^^ — ^ nega — mantiene che il diritto Sultano di Turchia e di essere Khallfah. AKXOLD 189 In questo stesso spirito tollerante e nello stesso proposito di riconciliare i suoi correligionari col dorainio cristiano. Tuttavia anche lui presenta I'lslam come religione preminente di pace e di pieta. Dice di essere . fe il tbndatore di una nuova scuola con tendenze proselitistiche ed attiva propaganda. Ci6 nonostante. accettate dai suoi t*ond6 Sayyid Abmad non proseliti.{o\ T. animandole di portante un nuovo impulse. la sua influenza e allargata molto. spie^ando clie non giustifica guerra senza provocazione. Ma questo ri- lato delle sue dottrine appartiene al suo lavoro di forme studio. E quello che 6 piu imi suoi scritti immediata che esercitano sulle menti dei Musulmani in questo momento. e la direzione che egli ha dato alle speculazioni teologiche e all'esegesi in India. i cui efl*etti si manifestano con piii e piu forza nella letteratura di quel paese. sociali politiclie. una setta speciale nfe cerc6 di fare agli attacchi e non rispose mai numerosi fatti alle sue si opinioni teologiche. e tra quel Musulmani della vec^ihia scuola che conibattono le credenze di fede della influenza rivali. piu clie a questo presente fe difficile dire fino a che punto le sue idee siano correligionarl.

come Gesu dichiar6 Elia essere rincarnato in persona di Giovanni Battista. Egli dice la parola Messia significare persona collo stesso spirito e lo stesso carattere di Cristo. essendo decimoquarto dopo il Muhammad. Egli spiega che. e che io sono Mahdi di cui il parlau le tradizioni. che fedeli si unisca al Mahdi per comterra il miscredenti e ristabilire su questa regno dei a forza d' armi. Cosi dice: « Iddio mi ha rivelato che io sono il Mestrova il sia promesso. e probabilmente fabbricate al tempo degli Abbasidi e mantiene che lo protezie autentiche relative al Mahdi ed al Messia si riferiscono ad una medesima persona. come di Gesii si manifesto decimoquarto dopo Mosc. cosi all' il secondo avvento di Cristo e stato compito apparire di Mlrza 6^Aulam Ahmad. e a rintbrzare le sue pretese si paragona a Gesu in queste parole: « Come Gesu Cristo. la lieta novella della cui venuta si nel Vecchio Testamento e nel Corano. che fu principe e profeta. essendo interamente in opposizione al carattere di Gesu. sono elevato comando divino a predicare si umilta e mansuetudine al popolo che dalle leggi morali e e allontanato » dalF eccellenza spirituale. io che sono di sangue reale e anclie in questo stato rispetto somiglio dal a quel principe-profeta. Ei rigetta la mag- gior parte delle tradizioni sul Mahdi come falsificate. Ho mostrato die il Malidi ed Messia sono due nomi differenti per la . Afferma Messia aver ricevuto la certezza della sua missione da rivelazione divina.140 il SECTION DU MONDE MUSULMAN si [6] Messia promesso. men6 vita umile e mansueta e diede al mondo il magnifico esempio di mansuetudine di cuore. ripudia completamente la dottrina mao- mettana battere i di un Messia. In conseguenza. che il e manifestato in questo se- colo.

e di ma quella dei segni celesti. ai Kashmir. Mori all' eta 120 anni e fu seppellito nella citta di Srinagar. La mia missione non e qiiella della spada. ARNOLD Ul 8tessa j)er80ua o clie si rit'eriscono alle due principali lunzioni deve ese/^uire. dove la sua sibile. trine e in resto delle sue dot- armonia con le dottrine musulniane comu- nemente accettate.[7] T. I che di erano stabiliti in quel di paese dopo la cattivitli Babilonia. » Nello spii'ito Mlrzjl QadiAnl attacca con vio- lenza la interpretazione popolare di Gihad nel senso di battersi colla spada contro gli il infedeli. Egli ^ continuamente occupato in dispute con Hindu e Cristiani. ed terra.I^opo esser dalla tomba con I'aiuto di Ponzio Pilato. questa ma spirituale. Meno che per una eccezione importante. Ma nella sua Cristologia prende Tin una alia via unica e propria. ed ha scritto una quan- tita di libri in dit'esa dell' Islam e sulla preeccellenza del Corano. mantiene opposizione comune opi- nione maomettanai sulla croce. curate a mezzo dai snoi discepoli. In questi io lume che conduce gli uomini in salvo da demonic. Egli ha accordato all' Islam a mezzo mio un nuovo periodo di vita nel suo aspetto morale e spisono il rituale.a£. noma scaptiiggi ])ato in j^^j^ o Oft^I^ Z^-^r*. dove predic6 si discendenti degli Ebrei. che Gesu di tu egli stesso crocifisso le ma che ne fu tolto vivo e sue ferite tii- rono chiuso. W. mio regno non Iddio mi ha coil mandato tenebre I di cliiamare gli uomini sulla sua via con doltempi di cezza e mansuetudine ed umilta. tomba h ancora vi- Questa tomba 6 detta dalla tradizione esser la . un unguento preparato si un unguento che trova menzio- nato I'requentemente in lavori medici arabici col di ^^jMh.

le Attrae molti coi saoi miracoli di guarigione e profezie. ne finirono di ucciderlo sulla croce ed essi erano in dubbio lui. Per eseinpio. Come aunientauo si e detto piu indietro. in ispecie nel Panjab. i Giu- dei lasciarono Gesu sulla croce senza essersi potuti as- sicurare se fosse morto. W. egli interpreta il verso jUm^ Xkt*t ^N^ Essi s^ALtd U^ s^\xi u^ come su di sigiiificante. » ossia. Ma il ricordarle e fuori luogo in questo discorso. alle quali sue ha ricorso in sostegno alle sue preil tese messianiche. nelle Indie.U2 tomba di SECTION DU MOXDE MUSULMAN * [8] un certo Ynz Asaf. cui scopo e soltanto di mostrare si alcune delle linee principali tra le quali le muovono speculazioni teologiche tra i Musulmani T. nella confusione causata dal terreal moto e r oscurita momento della crocifissione. L'asserzione che Gesu non mori suUa croce e sostenuta da uno studio elaborate della narrazione dei vangeli sulla crocifissione e la se- poltura di Cristo. « (i Giudei) non lo uccisero. Aenold. Mirza Qadianl e il fondatore di una nuova setta. ed ha molti seguaci che considerabilmente. Questa identificazione Mirza Qadianl dice aver ricevuto da rivelazione divina. I . e da argoinenti presi dal Corano e dai Hadl/A. un principe e profeta che venne da una lontana contrada circa 18 o 19 secoli fa.

Mon but est plus modeste. Je voudrais seulement. ^largissant le do- ctions intellectuelles qui lionorent la pensee humaine.mmi immm chez les arabes II n'entre point dans le cadre de ces pages de tracer la litterature arabe. nombrables et splendides teraoignages riclie de la culture su- perieure de ce peuple et de sa Ceux qui out ques d'Europe fait de cette litterature I'objet d\ine attention serieuse. un tableau de diose de ce vaste et gran- mouvement de connaissances. donuer un aper9u do I'activite litt^'raire des les Arabes.DE \. ni de montrer comment les maine de la science grecque. t'urent le lien fecond et lumineux qui rattache la civilisation antique a la civilisation moderne. d'idees. les profondes recherclies. la somme immense de labour et de talent que les Arabes . en quelques notes rapides. de produArabes. qui s'est exercee d'in- dans toutes branches du savoir et qui a laisse imagination. ceux qui — sans parler des bibliothede se rendre — ont eu la rare occasion compte de I'enorme quantites d'ouvrages iu^dits conserves dans les grandes bibliotheques d'Orient peuvent apprecier Tinfatigable ardeur.

Bagdad. cet homme illustre declina I'oflfre. absorbant des milliers d'existences vou^es au travail. qu'il de I'emir. au dire des chronien barbares — queurs. Ce lilt pendant de longs siecles nne production incessante. princes. Lorsque I'emir Samanide Neub-ibn-Mansour. avaieht reuni des coUections de manuscrits dont quelques unes contenaient des centaines de mille volumes. les les capitales Khalifes et les lettres. Cordoue. Lors- que les — et Mongols entrerent a l^agdad en conquerants ils jeterent. y fit tran- vingt-dix charges de livres rares et precieux sans compter d'autres livres de moin- dre valeur. Fez et autres. le Caire. Damas. en alleguant. et dont I'ensemble cona exalter les fond jnsqu'aux esprits rites des les plus portes me- Arabes. d'une infinie variete de sujets. pourtant si flatteuse. que cours du fleuve en fut obstru^ et qu'une espece de pent se forma sur lequel on passait d'une rive al'autre! Dans du monde musulman. manda aupres de lui As-Sahib-ibn Abbad pour lui confier le vizirat. entre autres excuses. ne pouvait se separer de sa bibliotlieque dont le quatre cents transport exigeait chameaux ! Et c'^tait ^ . de tels le monceaux de livres dans le Tigre. L'historien Ibn-as-Sai raconte que quand sporter deux cent-quatre le Khalife abasside Moil stanse fonda I'ecole qui portait son nom. Et que d'ouvrages detruits par I'eau ou par dont le feu parmi lesquels des oeuvres remarquables dont il a divers titres ne reste plus trace nulle part et I'histoire et la les lettres arabes aussi bien que litterature generale deploreront toujours la perte. Sa markand. protecteurs et amateurs des souvent poetes et ecrivains eux-memes.144 SECTION DU MONDE MUSULMAN [2] ont apportee a I'etude des sciences et des lettres.

I'epopee et ces contes populaires. un des plus magnifilittOratui*e. merveilles d'esprit. gOograpbie et rOcits de voyage. plus ou moins volumineux. pour chercher un ordre de conception qui. ou je mettais en doute leurs facultOs et leurs conAeU* du XI r*' CongriM dtm OritmUUi^lu. je laissais les si themes plus ou moin classiques. naissances 1 uii. ques chefs-d'oeuvre de cette opulente Quand on que les consulte aujourd'hui les catalogues des bibliotli^ques de Constantinople on est surpris de voir si productions arabes connues jusqu'a present. leurs aptitudes se sont males nifestoes avec une tecouditO incroyable dans tous : genres scientifiques et litteraires thOologie et jurispru- dence. des Euiii's. que le lois. pensais-je. la nation la plus intellectuelle de la terre. et leur intelligence. temps a epar- dans ces riclies depots de manu- scrits. par suite. sciences piiysiques et mathematiques. la poesie. leur langue — une veritable science — I'^ru- dition. les Arabes tnrent les plus grands ouvriers de la plume. frequemment traites par les ecrivains arabes.<* III 10 . philosophie speculative et experimentale. des savants. de grace et de couleur. des vizirs. lis ont marque au coin du genie nombre d'oeuvres sup^rieures. la critique et I'histoire. Bien des ne representent qu'une faible partie de celles. d'auteurs iliflH^rents sur ces mati^ res. des d^pdts. de cellen des Khalit'es. des Sultans. nombreuses qu'elles gnees. soient. universellement celebres. des niosquees et autres collections piiblique»! Pendant tout le moyen-age et menie longtemps apr^s. Et j'etais 6merveill6 d'y dOcouvrir une foule de livres. devait leur etre peu familier ou meme etranger.! [8] RMIR CHEKIB AR8LAN telle 146 un simple personnage qui possedait une que ! biblioth^ Que penser. encore inedites.

des ecri- vient le flot des commentateurs. Sedillot. en effet. » On en compte quarante pour I'illustre le Divan € de Motenabbi % pofete . une grande partie « de sa diffusion. qui accusent la litterature arabe de pauvrete. trente pour le « le Tasliil d'Ibn-Malik. et leur admiration proclamerait que ce peuple a bien merite de la civilisation. dira. fait remar- quer que cet ecrivain composa plus de livres que beau- coup de personnes n'en ont vie. de recueils de n'est pas d'ouvrages importants. des fleuves^ des mers. pas verses sieurs « celebres qui n'aient ete I'objet d'un on de plu- conimentaires. s'apercevra que le point spectacle qui frappait ses regards n'etait qu'un imperceptible du vaste univers et que son imagination le trompait d'une etrange maniere. en somme. ont rendu justice au role utile et fecond de la littera- du reste. et orientalistes. autant pour Kitab > I . Mais a vains et des poetes 11 la suite des savants.N [4] Qnand on s'y veut parler de cefcte litterature. S'ils les titres intelle- se donnaient la peine de rechercher ctuels des Arabes. dans son excellente des Arabes ». on doit entendre et ne point ressembler a I'enfant qui piend riiorizon pour les bornes du rizon il monde. lorsqu'il quittera Et lorsque Tenfaut granil son horizon. et tant de travaux et d'interpretations remarquables. Histoire citant le c^lebre As-Syouthi. Derriere cet hoy a encore des montagnes et des vallees. a plus de quatre cents. Tel est le cas de bien des gens. des plaines. lu dans le cours de leur Le nonibre de ces ecrits s'eleve. Les savants d'Europe. juges de ce qu'ils ignorent.14«J SECTION DU MONDE MUSULMA. en parlent avec dedain. M. pretendus connaisseurs. et se font. historiens ture arabe. qui leur doit. ils changeraient sans doute de Ian- gage.

Quelqu'un rapporte en avoir vu le cent- . des collaborateurs : « Que pensez vous d'une jusqu'a nos joure < Histoii*e < du monde depuis quelle Adam De ? > De envergure « serait-elle ? demand^rent-ils a leur tour. une exisut'fisant stence entiere a peine a ce travail colossal. Mais fastidieux de s'^tendre sur ce Hujet. On doit aussi a cet infatigable auteur un Commentaire du Coran. de il 147 le ^raiid traito se- rait long et Beaucoup d'ouvrages arabes egalent en otendue les plus volumineuses publications noire epoque. parlant dans ses Tabakat » de la compilation historique non moins celebre d'Ibn Djarir Tabari. « Ibn-as-Sabaki. et en quarante trois par stoire le Cheikh d'Alep » Ibn-Dahan. dii se Damas » d*IbnOn se disait entre qu'Ibn Assakir avait mettre a la conqx)- de cette chronique des I'age de raison. Combien de leurs productions d(3pa8sent quarante volumes! Le « Kitab-al-Idah > d'Abou-Ali-al-Farisi a et6 amplifie et complete en trente volumes par Djorjani.(5] EMIR CH^KIIJ ARSLAX grammatical de Sibaoueili. Tsition volumes. Dans et les cette le livre c^tegorie de compilations on pent encore citer Ma'arri intitule « d'Aboul-Ola > Le tronc rameaux en douze cents caliiers. Tabari soupira Nous sommes k Dieu et nous retournerons a Lui! Les energies sont mortes » Et il abr^: ! gea son Histoire. et la celebre flistoire de Assakir en quatre-vingt lettr^s. L' « Hipar Ibn-al-Adim est en quarante « volumes. tr^s volumineux. II repondit lui firent alors trente mille teuillets. raconte que ce dernier dit un jour a ses amis. qu'il dut raccourcir de meme pour en t'aciliter I'etude aux tolbas qui frequent a ient ses cours. » Ses amis observer que leurs existences seraient consumees avant I'ach^vement d'une telle entreprise.

dit ecrit plus de cent ouvrages. S'il f'allait enumerer ici les ouvrages des illustres ecrivains musulmans tels que Abou-Nasr Farabi. « L'imam Al-liaihaki a compile cahiers. qui biographiques fournissent a les plus voudrait les consulter a cet egard les plus amples et surprenantes revelations. au» . Dans biographic de I'Emir Jzz et-Molk-al-Masbahi I'egyptien. C'est. teur d'une c^lebre Histoire de Bagdad et a compose plus soixante ouvrages. ce qui a reveille mes souvenirs et m'a c'est la visite a tracer ces pages. riche dep6t de manuscrits. Enfin Ibn-Akil Al-Hanbali a compose un onvrage en huit cents volumes. cette nomenclature nous entrainerait trop les dictionnaires Les bibliotheques. Au incite reste. dans la shateite. II cite egale- une douzaine de compilations de mille ou deux mille feuillets chacune. disciple de rimam Ibn Taimiali.148 SECTION DU MONDE MU8ULMAN [6J nnieme volume. Fakhr-ed-Din Razi. « J'}'^ Al-Kawa- kib-ad-Deurriah Astres etincelantsi d'AboulHassan-Ali.Ibn al-Houssain-al Hanbali. Zalui ment de makchari. « sur le Hadith de » plus de mille Ibn-al-Khatib. forme parcouru un tres important recueil intitule il y a quelai ques ann^es seulement et peu explore jusqu'ici. le biographic d'Ibn Soraidj que cet ecrivain a produit environ quatre- cent ouvrages. Abou-Bekr Kazi a Ibn Khallikan. II traite de toutes les connais» (les I . Gazzali. loin. il semblebien^ le plus vaste recueil de la litterature arabe. Aboul-Houssaifn I'illustre Ar-Rasavant wandi en a ecrit cent quatorze la Ibn-Sina pres de cent. que j'ai faite en dernier lieu a la bibliotheque dite de Malik-Daher a Damas. Ibn Khallican raconte egalement qu'on doit a ce personnage une Histoire generale en treize mille feuillets.

{7]

EMIB CHEKIB AE8LAN
et,

14»

nances
part a
fiont
«

pour T^tendue

(Igh

matiercs, peut-etre com-

line

encyclop^die moderne.

Mais

le« Hujeto n'v

pas ranges par ordre alpliab^tique.
>

La biblioth^ue
II

Malik-Dalier

n'en contient que quarante tomes.

^norme compilation en comptait cent vingt ou meme davantage, car on en a r^trouve le cent-vingtieme. Elle date de I'ann^e 830 de Th^gire,
paralt que cetto
€t plusieurs ecrivains

y ont
si

collabor^. Enfin cliaque vo-

lume

est

de 35 cahiers environ, soit 700 pages, grand
considerable n'est cependant pas
le recueil

tormat. Cetouvrage

mentionn^ dans

bibliographique

«

Kascbt-az-

Zonoun
oonnu
sien

»

de Hadji-Klialfa. Mais cette omission, entre

tant d'autres, n'est pas pour ^tonner. Hadji-Khalta n'a
et n'a cite qu'une faible partie des richesses
lit-

teraires arabes,

que plusieurs recueils de I'^tendue du
pas a enumerer
simplenient.

ne

suffiraient

Le

temps

et la

main des hommes ont an^anti une notanon
la

ble traction,

moins pr^cieuse, nous
1

le

r^p^tons,

des productions de

'esprit

arabe.

de ce

qui

reste est dispers^e

Une grande partie ou inaccessible aux cher1'

cheurs et

aux savants. Seule

imagination pourrait
la
les

^voquer I'ensemble grandiose, infiniment vaste de
litterature dont les

Musulmans arabes revendiquent

m^rites et la gloire.

Je voudrais terminer par un vcbu
la liberty

,

que je prends

de soumettre a la bienveillante attention de assembl^e
la

cette illustre

qui

repr^sente Torientiilisme

dans sa science

plus haute et la plus comp^tente.
les

Les biblioth^ques de Constantinople renferment

mo-

numents

les plus

precieux de la langue arabe, car les

Sultans ottomans, qui ont conquis la plupart des pays

musulmans, prenaient soin de

faire transporter

dans

160

SECTION DU MONDE MUSULIHAN

[8]

leur capitale les nianuscrits trouves dans les villes qui
se soumettaient a leurs armes.

Je pense que ce serait

grand service a la litterature arabe et a roneiitalisme en general que de rendre a la lumiere les oeuvres inedites les plus remarquables conservees
rendre un

dans

les bibliotheques

de Constantinople. Ces collections

sent au

nombre de quarante-trois environ, contenant

plus de quatre-vingt mille volumes. Si la liberality de

quelques protecteurs des lettres en Europe s'interessait

a ce

projet,

pour

les

capitaux necessaires, un comity de
autres,
serait constitue

savants

orientalistes et

avec

mission de consulter les manuscrits en question et d'en
publier ce qui offrirait le plus de nouveaute et d'utilite^
aussi bien sous le rapport des connaissances generales^

qu'au point de vue de la langue et de la litterature
arabes.
II

y a

la

des manifestations insoupponnees du
le

genie oriental dont

succes aupres du public lettre

europeen semble assure. L'accueil que ces publications
trouveront dans
favorable.
le

monde musulman

sera

non moins

Avec

le resultat

moral, ce succes garanti-

rait le resultat materiel

de I'entreprise.

Septembre 1899.

E:mir Chekib Arslan.

1

SUL CULTO DEI SANTI NEL MAROCCO

Nel Marocco
ditaria fino

i

santi

si

chiamano
o
sale//.

neli

o haraka; un
ere-

sank) morto e chiamato

s^ijid

La

santi ta e

ad un certo punto nelle famiglie degli shur/a
Gli shurfa
(sceriffi)

e dei mrabtin.

sono discendenti di
dei Berberi,

Maometto; i mrablin, la nobilta non hanno grande importanza.
s/mrfa.

religiosa
nelle

parti

arabe del

Marocco, ove sono considerati come

gli schiavi degli

Non

si

deve mica credere per6 die ogni
iin

sceriffo

od ogni mrabuf sia
e

santo.

tl

vero che uno sceriffo
rivol>

sempre considerate con una certa riverenza;
si

gendogli la parola,
tutto da
c'

dice sidi o mtdaij

«

mio

padi'one.

Pu6 viaggiare dovunque
e caso che lo
si

gli piaccia, e riceve

dapper-

mangiare per niente. Va sempre
lasci soffrir la

sicuro, e
1'

non

fame.

Gode
uno

immii-

nita di

esser

maledetto nella maniera ordinai'ia dei
il

Mori, perchfe

maledire gli antenati
contro
il

d'

sceriffo si

considera un affronto

profeta

stesso.

Batti
lo tai,

imo
ti

sceriffo,

dicono

i

Mori,

ma
un

non maledirlo; se
sceriffo

sar4 tagliata la lingua.

Uno

^ liberato dal

castigo in molti casi, in cui

altr'

uomo

sarebbe messo

162

SECTION DU

MONDE MUSULMAN

[2]

in prigioDe o

severameDte bastonatO; e se e punito,
gii fa

la

sua qualita di sceriflo
ohfe 6

mitigare

la

punizione, per-

sempre probabile die uno
rispetto clie
si

sceriffo

abbia fra

i

propri antenati qnalche potente santo rivendicatore. Infatti,
il

porta ad uno sceriffo dipende

grandemente dalla fama del suoi antenati. Con tutto ci6 non sempre i discendenti dei santi, per famosi clie questi siano, sono santi essi pure. Per dare un esempio

mio compagno, Sceriffo 'Abd esSalam el-Bakali e senza dubbio un oggetto di grande venerazione nel suo villaggio nativo, Beni Hlu in Ana
piu familiare,
il

me

gora. Alia

mia
i

visita,

che

feci

li

insieme con

lui,

il

po-

polo gli baci6

vestimenti, chiedendogli la benedizione.
la e considerate santo nel senso proprio

Per6 neppure

della parola, n^ era considerato tale suo padre.

Ma

il

nonno

Sidi el-Husni e venerato

La

casa in Tangeri ove questi e

come un gran sepolto, e una
vi abiti

santo.
zawia,

casa di santo, nella quale non mi k stato mai permesso
di entrare,

sebbene

il
i

mio amico

con la madre.
uomini,

Si pu6 dire per6 che

discendenti dei santi lianno sem-

pre una maggior forza spirituale degli altri
perclie
i
li

hanno piu grande speranza
i

di vedere

adempiti
ci6

desideri invocando
fa santi.

proprt santi antenati.

Ma

non

uno che pu6 fare da intercessore presso Dio o che ha il potere di far miracoli. Sono reweli e

Un

lativamente pochi
tale distinzione.

gli shurfa

che possono pretendere una

Ci sono santi che non sono

ne

shttrfa

ne mrahtin.

Una

devozione straordinaria pu6 elevare un
il

uomo

alia di

dignita di santo. Quelli che oltrepassano

numero

preghiere e digiuni prescritti dalla religioue maomettana, sono general mente considerati piu o

meno

santi.

I

1

31

EDWARD WF^TERMARK
i

163

Fra

santi
clie,
i

si si

contano anche
dice,

qiiei

ciimpioni dell' Islai

mismo
paese,

hanno scacciato
ove

CriRtiani

dal

cosiddetti Mw/a/iedin, le cui sante
la coHta, nei luoghi
i

vano lungo
D' altra
sail to

tombe si ta*oMori hanno comnon tanno un santo.
o

battuto coi Portoghesi.
pai'te,

le alte

qualita

monili

un uomo,

e neppure soiio necessarie in
d'

Anzi, la condotta

un santo pu6

esser cattivissima,
piii

qualche volta proprio licenziosa. Si trova
suoi vizt possono

meno
i

fuori dei limiti ordinari degli obblighi morali, e fino

aumentare

la

sua santita, magari an-

che esserne la causa.
della fainiglia di
il

Ho

sentito parlare d'

uno

scerifiTo

Mulai 'Abd es-Salam, tuttora vivente,
vien

quale e stato un gran bandito ed e ancora un bria-

cone,
santo.

ma Ha

che nondimeno
la facolta

considerato
il

come un
tuturo e

miracolosa di predire

guarire malati, ed e quasi sempre ubriaco.
dei santi moreschi e reclutata tra
I pazzi pericolosi
i

Una

parte

pazzi e gl' idiot i.

pev

la

sicurezza
prigioiie

generale vengono
per
i

rinchiusi in el-morsfan,
biosi,

una

matti rabbaraka.

mentre

gl'

innocui sono riveriti

come
vi

Non

sono tenuti responsabili delle assurdita che commettono.

Durante

il

mio soggiorno a Fez
le

era una donna

che soleva passeggiare per

strade qunsi perfettamente

nuda, ed a Tetuan vidi un pazzo mangiar pane pubbli-

camente nel mese
cato per
il

di

Ramadan,
all'

in

pieno giorno, pec-

quale ciascuno

infuori d'

un santo

sa-

rebbe stato punito severissimamente.

La

caratteristica

d'

un

?/;eit

e la tbrza miracolosa
si

conferitagli
nitesta sotto

come un tavore da

Dio. Questa tbrza

lua-

torme varie e diverse. Ci sono santi che

possono muovei*si da un luogo ad un altro in

modo

con-

;

154

SECTION DU MONDE MUSULMAN
Si

[4]

trario alle leggi ordinarie della natura.

dice

clie

il

detunto sceriffo di

Wazan and6 una
lo stretto

volta

a Tangeri passando
Kader,
il

a cavallo.

da Gibilterra Mulai 'Abd elil

I

gran santo, aveva volato per tutto
coll'

mondo

Mulai Ibrahim,

epiteto et-tair eg-ghel, V uccello della
egli la facolta di volare.
si

montagna, aveva anch'
'Allah el-Hag, la cui
e
il

E

Sidi

tomba

trova presso esh-Shawen

quale e tenuto in grande riverenza dal popolo delle

vicinanze, vol6
eserapi di

una volta alia Mecca. Oltre a ci6 ci sono santi clie hanno trast'erito altri uomini a quel
con in
della

luogo santo. Mulai 'Abd el-Kader, zoppo e vestito di

panni

sudici,

mano un
citta
di

fuori le
clie

mura
triste.

una volta Fez. Vide quivi un uomo
bastone, and6
gli
il

sedeva in terra e piangeva, e

domand6 perche
Basha, cioe
il

era cosi

L'uomo
1'

rispose che

go-

vernatore, Faveva punito, perche
di rapirgli la moglie,

un

cattivo, desideroso
di-

aveva accusato falsamente

cendo

al
in

Basha che
dei

si

era vantato di poter andare alia
All' udire ci6

Mecca
air

un giorno.

'Abd el-Kader dette

uomo

denari per comprare a Fez un pane an-

cora caldo. Questi ando in citta e ritorn6 portando seco

un pane boUente. Allora Mulai 'Abd el-Kader gli disse di .metterglisi a cavalcioni sulla nuca e di chiudere gli
occhi; r
si

uomo

obbedi, e poco dopo, aprendo gli occhi,

accorse di essere alia

Mecca

col

pane sempre caldo.
caldo. Queste al-

II

santo lo preg6 di andare a trovare delle persone di
di

Fez e
lora

mostrar loro

il

pane anoora

crederono quel che egli raccontava del proprio

viaggio miracoloso e ne scrissero lettere ai loro araici a
Fez. L'

uomo
il

le

prese
t'u

e,

messosi un' altra volta sulla

nuca del santo,
citta,

ricondotto subitamente alia propria

ove

popolo, dopo aver letto le lettere, fu persuaso

[6]

EDWARD WESTKRMARK
il

1.%

del miracolo, e

mentitore venne punito Heverainente

dal Basha.
Si raccontano tante storie della trastbrmazione dei
Hanti. L'

ultimo scoriffo di Wazan, die mori Holamente
ta,

pochi anni
Parigi.

era una
i

volta a praiizo in

una ca»a

di

commensali cominciavano a tare cattive osservazioni su di lui, ad un tratto si tra8t'urm6
Mentre
suoi

un leone. Quando Sidi el-Husni el-Babali and6 a fare una visita al Sultano e gli dette la mano, questa
in
in

trastbrmata nella

zampa

d'

una connessione
es-sb'a,

intrinseca

tVa

un leone. Serabra siavi un santo e questo ani-

male, perclie un santo e anche qualclie volta cliiamato

die vuol dire leone.
altri

Molti

miracoli sono attribuiti a certi

santi.

Un

santo pub vedere dietro a se senza voltarsi, pub
i

vedere ogni cosa:
mari. Podii anni

sette deli, le sette terre

ed

i

sette

ta,

quando Tangeri
il

fu invaso

da una
indigeni

moltitudine di locuste,
riffo di

popolo ne portb una alio scegl'

Wazan. Egli

le

sputb in bocca, e

crederono che cib dovesse scacdare tutto quel dagello.
I

Mori dicono che Mulai 'Abd el-Kader
anni,

si

resse su di

una gamba per quarant'
e die, dicevano,

pregando Dio.

Du

1-Kur-

najen die era considerato un profet^i avanti Maometto

aveva vissuto duecento anni, tende
il

la

montiigna die una volta univa
gna.

Marocco con

la

Spa-

Un

santo che apparteneva alia t'amiglia Hal^ali

poteva trarre acqua dalla terra, semplicemente scavandovi un buco con la mano. L' idea di poter trarre acqua
dalla terra col
tar

entrare una cauua nel suolo e la

base del racconto seguente.

Due uomini andarono una

volta a

ciandosi per santi della famiglia di

Sahara specMulai 'Abd el-Kader.

166

SECTION DU MONDE MUSULMAN

[6]

Per gnadagnare denari s' ingegna vano a curare i inalati, ma non avevano buon successo ed il popolo prese in sospetto la loro santita. Allora uno di questi falsi
santi trov6

r empi

di

una maniera di scampo. Prese un otre, acqua e lo nascose sotto terra; poi tutti e

due gli uomini si misero a ballare li sopra per attrarre r attenzione della gente. Quando si videro circondati da una gran folia, uno
di essi con
si

un bastone fece un buco nella terra; Totre
1'

ruppe,

e

acqua schizz6
erano
santi.

fuori.

Allora

il

popolo

si

convinse
soe qui.

che

La

storia

pero

non

fini-

La nuova

sorgente e rimasta per sempre in
gl' in-

quel luogo, perche Mulai 'Abd el-Kader aiut6
gannatori. Esso aiuta tutti quelli die
1'

invocauo, an-

che
il

quelli

che dicono una bugia.

E

esh-sheh el-kiddabin,

santo protettore dei bugiardi.

Un

altro miracolo, die voglio raccontare,

si

fa an-

cora continuatamente. Nella tribu Beni 'Arus c'e una

casa santa, a cui e annesso un gran pezzo di terra, e

questa appartiene a Sidi Heddi. I suoi
li,

clieuti

vivono
II

e la casa santa e visitata

da moltissime persone.

mkaddam o soprintendente della casa santa e un santo anch'egli. Con un piatto di suhsu pu6 dare da niangiare ad un gran numero di persone. Porta il piatto in una stanza piccina, e, quando lo riporta, il suksu per un miracolo s'fe aumentato fiiio alia quantita necessaria per soddisfare tutti.
I santi

possono predire
Sidi

il

futuro e sanno quel che
el

accade
cielo, e

in altri luoghi.

'Abd er-Rahman
le altre cose,

Mig-

dub sapeva tutto
rocco

ci6

che

avveniva sulla terra e nel
che
il

prediceva anche, fra

Ma-

un giorno sarebbe

cristiano,

benchfe ai tempi

I

[7]

EDWARD WE8TERMABK
non non
ci t'ossero oristiani

167

suoi
t'eziti

nel suo paese.

La sua pro

s'^ ancora avveratu,
in

ma

i

Mori non dubitaoo
quale

clic

s'adempira

av venire.
il

Una
turo,

cosa

comunissima ^ che un Moro,

desidera di sapere qualclie cosa in riguardo al suo fu-

va da un idiota o da un pazzo,
persone nientre
^I'idioti

perche

i

Mori

credoiio che Die abbia ritenuto nel cielo la ragione di
simili
clie
i

loro
i

corpi sono sulla terra, e

quando
si

o

pazzi parhino, Dio abbia perpo'.

messo che
Quindi

la

loro

ragione ritorni a loro per un
le

debbono tesoreggiare
ispirate.

loro
il

parole

come

quelle di persone

Quando

mio conipagno

una

volta aveva qualche dispiacere a Tetuan, suo tra-

tello in

Tangeri, che e considerato baraka o santo, mo-

8tr6 nella sua condotta di saperne qualche cosa, benchfe

non ne parlasse a nessuno. Cosi mi racoon tarono amici

Mori a Tangeri.
11

miracolo

piu
i

comune ed auche
i

piu

lucrativo

che possano tare
ilmrfa
(sceriffi)

santi e di curare
di

raalati. I santi

sono prima

tutto dottori. II santo

preme con

la

mano

la fronte del malato,

prega per la
gli

sua salute, e poi, dopo aver levato la mano,
tre volte in fronte.

sputa

per6

il

Prima che tutto questo sia tatto malato deve pagare un derham, cio6 quattro
il

centesimi,
pill

solito

onorario,

il

quale

anche

la

gente

povera e obbligata a pagare. Si coiisidera questo
atto

pagamento quasi come un
ziale per la cura.

d^incantesirao essen-

Molte persone danno
risce

di

piu, e se

il

malato guatanno spesso

ed egli e la sua t'amiglia son

ricchi,

un

bel regalo al santo.
LJn

santo pu6 operare miraooli,

perche Iddio gli

Tangeri. di siccita o pel desiderio di prole. dopo. ancora vivente. II contatto con un santo o con qualche cosa aplui partenente a di produri-e o anche la sola sua presenza e capace niiracolo. un Nel monte di Mulai 'Abd . die il e Iddio I'esaudi. [8] dato un potere speciale per sue molti in E un prediletto per loro di Dio. II perclie bruciasse tutto mercato. e ogni volta die entra in una bottega dendo qualche cosa gliela regalano subito. crede Una storia simile si racconta di Sidi el- *Azri. 158 lia SECTION DU MONDE MUSULMAN farli. e le preghiere sono lo efficacissime. di malattie. santo il se n' and5 implorando Dio fa. Si dice nella santa. e subito Iddio esaudi la sua santo vive chie- preghiera. ed essa prego Dio alia manresuldi dargli una grave malattia. e nessuno osava toccarli in quel luogo. d'intercedere presso Dio casi di carestia. Questo santo un giorno and6 al mercato delle frutta a Tangeri e largli domand6 ad uno dei venditor! se voleva regaun po' di frutta. Questo accadde poclii anni ancora. Lalla 'Awisli. ch'egli. della famiglia di Mulai 'Abd es-Salam. La casa cui vive un santo e un rifugio sicuro. raccolta o il Quando egli benedice la in cibo. In tempi guerra il popolo di Beni H'lu in Angora era solito portare i in di di propri oggetti di valore alia casa di Sidi el- Husni. fu califfo dove andare sorgente Mulai Ja'kub per guarire. aveva uno schiavo die fu messo califfo in prigione dairautorita.. Avendo avuto una risposta neil gativa. bisogna aver cura di non desherifa a stare il dispiacere d'un santo. di La santa and6 dal di II pregandolo render la allora liberta alio schiavo ma tato quegli rifiut6. per la qnal cosa pregano ecc. si pu6 sempre sperare nn buon resultato. D'altra parte.

[9)

EDWARD WESTKRMARK
si

160

es-Salam

vede

Torma

del piede del santo.

8e

Sidi

*Abd el-Hadi

premeva la mano contio un sasso, vi lasciava Timpronta delle sue cinque dita e quando UDO scerifTo beve del vino, questo si cambia in latte od in miele appena gli tocca le labbra. Ed una volta
;

che

alciini

cristiani
il

per provare

la

sua santita cerca-

vano d'indune

det'unto sceriifo di

Wazan

a mangiare

un

po' di

mniale, ogni pezzettino di maiale die aveoffertogli
si

vano niescolato col suksn

trasformava
il

in

un
clie

maialino, quando lo sceriffo scopriva
alia cAsa santa di Sidi 'Allah

vassoio. Vicino

el-Ha^ e un albero
(sceriffi)

comincia a ballare
degli uomini.

;

quindi gli shurfa
i

ballano
quelli

intorno ad esso, ed

suoi

movimenti somigliano

Non
dalla
fico.

si

deve credere che
del

il

contatto con nn santo

o con qualche cosa appartenente a lui dipenda sempre

volonta

santo,

desiderando
bevere
il

di

essere benesi

E

buono per
il

la salute

I'acqua in cui
vestito

lava, ed

baciargli la
;

mano od

ha

un' in-

fluenza benefica

e

un pezzo

del suo abito o del legno

tomba e molto ricercato. II legno e baraka, e col bruciarne un pezzettino uno che abbia il nial di testa pu6 scacciare il dolore. (11 podella cassa in cui lo portano alia

polo bacia perfino

il

cavallo su cui
t'

il

Sultano e andato,

perche

il

Sultano del Marocco

sempre venerato come

un

santo).

Ci

si

rivolge ai santi anclie per ottenere che piova,

ina le loro preghiere non sono sempre considerate ab»

bastanza

efficaci.

In tempi di gran siccita gli
al

sceritji

od

altri

uomini sacri son condotti
le

r acqua, e se fanno resistenza,
legate loro sul dorso. Poi
si

mare e messi nelmani sono senz'altro

riportano in citt^, ove an-

160

SECTION DU MONDE MUSULMAN

[10]

cora una volta per la strada vengono bagnati d'acqua. di suo zio II mio amico un giorno ando al villaggio

insieme con sua madre e sua sorella, la quale e considerata

come

baraka.

Siccome allora era molto
alia

desi-

derabile per la raccolta che piovesse, gli abitanti del
villaggio versarono
e

acqua addosso

giovane donna,

poco dopo cominci6 a piovere.

La

forza miracolosa d'un santo non cessa con la
II

sua morte, anzi aumenta.

popolo dice che un santo,

muore mai. Dorrae soltanto, e la sua tomba o il luogo ove dorme diviene un posto santo tjhe si chiama sijid. Molte di queste tombe lianno una specie di cupola a cui si da il nome di kobba. Non sol amen te la tomba d' un santo per6,
propriamente parlando,

non

ma

anche

i

posti visitati
si

da

lui

si

venerano, e sopra
le

di essi

molte volte

erigono case sante o zawiats,

cui dimensioni possono variare infinitamente.
zmriats troppo piccole per contenere

Ci sono

uomo, ce ne sono altre che s'adoprano come moschee. Molto spesso nient'altro che un mucchio di sassi dimostra il luogo ove un santo e stato seduto, e quelle si chiama ravda^

un

nome che

si

da pure

al
il

mucchio

di sassi

che indica

il

primo posto da dove
casa santa.

viaggiatore

pu6
ove

vedere una

Si deve osservare che

il

luogo

hanno

eretto

una casa santa
Quasi tutte

si

crede sempre debba essere stato in

contatto materiale col santo. Ci6 pub sembrare strano.
le citta del

Marocco hanno
'Aisa,

zaiviats

che sono

dedicate ai diversi santi protettori delle congregazioni
religiose
:

Sidi

Mhammed Ben
;

il

santo degli

'Aisawa, sepolto in Meknes

Sidi 'Ali

santo dei Hamadsha, sepolto a ZOrhun

Ben Hamdush, il Mulai Themi
;

^

[11]

EDWARD WESTERMARK
;

1®^

il

santo dei Tliuliama, sepolto a Waz«in
il

Mulai 'Abd
;

el-Kader,

santo dei Gillala, sepolto a Bagdad
il

Muscri-

lai el-'Asbi,

santo dei DerVawa, sepolto a Mogador;

Sidi

Abmed Ben

Nasar,

il

santo protettore degli

vani, sepolto nel Dra. Si crede davvero ohe questi santi

abbianu visitato

tutte le citta e che
si

abbiano seduto

nei posti ove le loro zavjai

trovano.

Un

sijid

od una zavia sono luoghi sacri a cui ne»senza

suno pu6 avvicinarsi

avere certe qnalificazioni.
il

Nel Marocco e proibito

ai Cristiani

visitarli,

e a Fez
di

intere strade, a causa della loro vicinanza alia

tomba

qualche santo grande, sono chiuse
racconta che un
se alle zairia di

ai

miscredenti. Si

Moro nna

volta port6

un cristiano con
il

Mulai 'Abd es-Salam. Dopo
le

suo

ri-

torno la casa gli fu bruciata nella notte, ed egli e la

sua famiglia perirono fra
stiano. Vicino a Tetuan,
tow'isies

fiamme. Questo incendio
cri-

era la vendetta del santo. Niente per6 accadde al

poco tempo

alzarono

le

loro

Mugahedin, bench^ tbssero
Nella notte
si

una comitiva di tende presso le tombe di stati avvertiti di non farlo.
fa,

a]z6

una tompesta che

lece

gran guasto
si

fra le tende. Sulla costa atlantica del

Marocco
i

trovi

vano

sadats

i

quali

son pericolosi per

vapor i che

passano davanti. Sidi Kasem, la cui toniba non e Iontana dal Capo Spartel, fa naufragare un
tutti gli anni.
si

bastimento
la cui tonaba
si

Mulai Buselham, parimente,

trova sulla costa meridionale di Laraiche,

an*abbia
sijid.

(]uando

un bastimento

si
il

avvicina troppo al suo

Ma
il

in certe circos'tanze

santo e pericoloso anche per

maomettano. Quello che visita un sijid od una zawia in istato d' immondezza sessuale, sara jiunito con una malattia venerea. Soltanto il mkaddam pu6 avvicinarsi
Aetu
(ill

XII'"* CongriM

du

Orientmlitltt.

— 'lioiM

HI.

It

162

SECTIOX

DU MONDE MUSULMAN

[12]

alia

tomba

di Sidi

Heddi,

ma neppur
di

egli

pu6 entiare
la

nel i-ecinto

della

tomba

Mulai 'Abd es-Salam,

quale noii ha una porta, poiclie dispiacerebbe al santo,
se qualcuno
tin
si

avvicinasse alia sua tomba.
la

Una

volta

uomo

salt6 di la del rauro e baci5

tomba,

ma

quest' atto fu per lui funesto; nel lasciare la tomba, egli
fu ucciso

da una palla sparata non
1'

si

sa da chi, sebil

bene

si

creda die

uccisore sia stato
il
il

santo stesso.
il

Andando una
distanza di
la,

volta

Sultano a visitare
suo cavallo
c' si

sijid del nie-

desinio gran santo,
e

ferm6 a qualche
piedi.

siccome non

era verso di spingerlo

piu oltre,

il

Sultano dove continuare a
i

E

anche
tempo.

inecessario die

visitatori si levino le scarpe in

Gerti atti
in

si

considerano abominevoli se commessi
sijid,

una zmvia o presso un
posti,
1'

come, per esempio,
di

1' iii-

eudidare questi

impossessarsi

qualche cosa
vi si

appartenente al luogo, o Tarrestare persone die
tbssero.. rifugiate.

La

casa

di

Sidi

el-Husni in Beni

^lu, che^e ancora considerata
tutta ini.iDvine, fu

come una zawia sebbene
assalita

una volta

dai

nemici

di

un' altra tribu,

i

quali,

dopo.aver bruciato
fuoco.

le altre

case

del villaggio, tentarond di bi^uciare aiiche questa;

ma

i

fiammiferi

non

presero

AUora sfondarono
per6
nell' aprire

la

porta

ed.

entrarono nella casa;

una
sijid

cassetta, la
li
ill

trovarono piena di api die ne uscirono e

punsero.

Quasi sempre nelle vicinanze
alberi,
si

di
si

ogni

campagna crescono

ed ovunque
press" a

vede un
sicuri

boschetto nel Marocco,

pu5 esser

poco

che ricinge la tomba

d'

un santo. Quegli
d'

alberi sono

considerati sacrl, e nessuno potrebbe danneggiarli im-

punemente. Mi hanno raccontato

un uomo

il

quale,

per aver tagliato un bastone d'un albero simile, fu ad

I

|18]

EDWARD WE8TKRMARK
tratto

JM8
Sidii

1111

paralizzato.

Presso
c'

la

ca»a antica di

«1-I5u8ni in Beiii

yiu

e

un grande
al

ulivo, sotto cui

U

dBanto soleva sedere.

Una

volta qualcuno ne 8tacc6 un

rauio clie diede a mangiare

suo bue,

ma

Taniniale

oe mori. lo stesso sono stato seduto sotto queir albero, invitato a farlo dal rnio amico, nipote del gran saoto, ma gli abitanti del villaggio, sebbene non vogliano niifjcbiarsi
in

quel

die

fa

il

loro

prediletto^

trovarono

ficonsiderato accordare

un

tale privilegio

ad un miscre-

dente. Perfino le pietre della casa rovinata sono talm,

e se quakheduno

le

usasse per la t'abbricazione d'una
vil-

casa, questa cascherebbe senza dubbio. Nello stesso

laggio h un altro albero cbe non appartiene
del santo,

al recinto

ma

sotto

il

quale egli soleva sedere; ed anclie

quello e sacro.

Cresce suU' orlo della strada ed e un
i

non e permesso tagliarne rami, i quali pendono molto in basso. Fra Laraiche ed il villaggio el-Ijlamis, presso la Kobba di -Sidi el-I^iairi si trova un sacro sughero che il popolo suole baciare e su cui appendono strisce di panno. II tagliarne un lamoscello sarebbe un abominio. un I sadats e le zauiais del Marocco sono asili
grand' impiceio per
i

cavalcatori, poiclie

;

uomo die
qualunque

vi

si

rifugia sta sotto la protezione del sant<»,

sia

il

yuo

delitto.

Certe

case
il

sante

sono

consideiate cosi invioJabili cbe perfino
linquente e sicuro mentre
portarlo via, perclie
piuttosto

peg^iore de-

vi

rimane.

fc

pericolosissimo

il

santo

aam

il

suo vendicatore, o

si

sdegnera per la violaziono del santuario.

Ud uomo

cbe, contro la legge del paese,
si rit'ugi6

aveva impordi Lalla

tato uno scbioppo,

nella

tomba
il

Min-

nana a Laraiche. Ci6 nonostante
trasse tiiori e lo mise in prigione;

busha della citta lo
il

ma

colperole non

164
vi

SECTION

DU MONDE MUSULMAN
il

[14]

rimase raolto tempo, perche

santo, arrabbiato, lo

aiut6.

Tre giorni dopo, quando
il

il

custode gli dette la
e, mentre V opportunita di

minestra,
il

prigioniero gliela butt6 in faccia
pulivasi
il

carceriere

viso,

ti'0v6

scappare insieme con alcuni
ci6
il

altri delinquents.

Oltre a

basha fu cacciato via dalla citta poco dopo, nadi

turalmente ad istigazione
il

Lalla Minnana. Soltanto
ri-

capo della famiglia del santo pu6 allontanare un
e

fugiato dal luogo sacro,
violenza.

neppur

egli

pu6
il

farlo

con

A

richiesta del basha persuade
1'

delinquente

di lasciare

asilo,

promettendogli

il

suo aiuto perche

non sia troppo severa. Questo genere di protezione, mentre senza dubbio serve a fini umanitarj^ d' altra parte da origine a molti abusi. E specialraente
la punizionc

una causa
un mezzo

d' infinite

fastidio ai

mercanti

nazareni,

i

cui debitori, col ritirarsi alia zawia piu vicina, trovano
di differire
il

pagamento per qualunque duo d'

ra ta di tempo.

La
mente

santita

d'

un

sijid

una zawia non

e solaI'aiuto

del genere tabu. S' invoca iu
si

sommo grado

dei santi morti, la cui assistenza
differenti.

chiede in molti casi
santuari perche

Si portano malati
;

ai

loro

donne che desiderano un bambino vanno li per diventare incinte; e in tempo di siccita lunghe processioni di gente scalza e con la testa nuda ci vanno
siano guariti

per implorare
vere.

il

santo di pregare Iddio che faccia piole

Molte donne visitano
ci

case sanle per avere un

marito, e gli uomini

loro ricerche di tesori

che non ara bene,
dargli

lo

vanno per chiedere aiuto nelle nascosti. Se qualcuno ha un hue mena li promettendo al santo di

un mud

di orzo o di frumento, se vuol miglio-

rare la bestia.

[15]

EDWARD WK8TEBAIARK
mani vuote; candele od
i

!«&

Colui che ha qiialclie cosa da cliiedere non visita
il

santuario con

le

olio,

incenso

ed anche denari sono
tre

regali o va'da piu comuDi. 01al santo, se vuol esau-

a questo

si

ta la

promessa

dire l*invo(;azione, di sacrificargli

uq animale presso
II

il

santuario.

II

supplicante bacia

la porta e le pareti e

spesso la soglia dell a casa santa.

baciare la soglia
il

e d'obbligo in certi santuari. Queato e
tuiirio di
vi

caso del san-

Mulai

Idris perche,

come

si dice, il

suo schiavo

giace sotterra,
il

e

del

santuario di Mulai Ismain a
vi h

Meknes, perche
supplicante

suo cavallo

sepolto

sotto.

Nel
il
i

santuario di Mulai
bacia

Abd
la

es-Salam, che non ha porta,
Dappertutto, eccetto
stessa

finestra.

^ari casi in cui la

tomba

non e

accessibile,

si

baciano
la testa

le parti di essa sotto le quali si

suppone siano
co-

ed

i

piedi del santo; o, se la

tomba ha un

perchio, se ne baciano le parti correspondenti.

L' ani-

male, sia un bue, sia una pecora, sia una capra o an-

che un gallo,
c'

si

macella sulla soglia del santuario.

Non
of-

e nessun banchetto di sacrifizio, perche tutte

le

t'erte

sono prese dal mladdam del santuario, che cole distribuisce nella faraiglia del santo,

scienziosamente

e ottiene per se stesso una parte uguale a quella di

ogni

membro
ci

della famiglia.

Dico coscienziosamente,
piu che

perche
<»sar di

vorrebbe un
le

coiaggio
offerte

amrainistrar

d'un santo

umano per in modo disi
i

sonesto.
polli

Al santuario

di

Mulai Abd-el-Kader

portano
suoi ani-

bianchi ancora viventi, essendo questi

mali prediletti.

Le suppliche
giovedi,
il

ai

santi
il

si

fanno principalmente
il

il

venerdi ed

lunedi,
II

ventisei di

Ramadan

e neir aimiversario del santo.

venerdi alcuni musi-

186

SECTIOX DU

MONDE MUSULMAX
alia porta di ogni

[16]

ranti

vanno a suonare dinanzi
I

sijid

e zavia della citta.

santi principali e quelli le cui fa^

hanno tutti le loro feste annuel La mag'gior parte hanno la loro festa nel Muiud, ma non tutti. Cosi Sidi Ahmed el-Bernusi, la cni tomba si trova tuori di Fez, ha la sua festa cinque giorni prima di Ramadan, e Mulai Idris tre giorni avanti quel mese. Sidi Hsain, che e sepolto poche ore distante da Tangeri, ha la sua festa il giorno dopo quello in
miglie vivono ancora,
cui le pecore sono uccise
all' 'Id

el-Kebir.

II

santo pro^

tettore di Tangeri, Sidi
festa nel settimo giorno

Muhammed
dopo
i

el-Hag, ha la sua

il

natalizio del Profeta.
alia citta

AUora

gli abitanti di tutti

villaggi vicini

poi*tano un bove alia sua Kobba, e fanno musica e giuor

chi di polvere, e altrettanto fanno
quartiere. Gli animali
di che
il

i

cittadini

di

ogni

vengono

uccisi sulla soglia,

dopo

popolo entra nel santuario, bacia la tomba, e

recita versi del Corano.

Quando

tutti gli estranei

hanno
loro,

lasciato

il

luogo, la famiglia del santo prende gli anili

mali macellati e

distribuisce

fra ciascuno

di

D'un carattere piu privato
Sidi el-Husni el-Bakali,
II sette
il

e la festa

come

quella di

nonno
in

del niio

compagno,

del Mulud, parenti ed amici del santo e della
si

sua famiglia
loro buoi

radunano

casa sua, portando con
soglia della casa, e la

che uccidono

sulla

sera ne prendon la loro parte

Baciano anche la sono chiamati quaranta scrivani perche recitino il Corano a'mente, e lo leggono intero, ognuno recitandone
a vicenda un
sura.

mangiando tutti insieme, tomba come al solito. Nella notte

Ci6 dura

tin

verso le quattro di

mattina, quando ogni scrivano ottiene un onorario di

cinquanta centesimi, dopo

di

che

tutti se

ne vanno, e

(17)

EDWARD WESTER3IARK
<'

167

la testa
siinto,
t'atte
II

finiUi.

Le suppliche che
la

il

popolo rivolge al

mentre ne bacia

tomba. devono tutte easer

impercettibilmente, soltanto
si

movendo

le

labbra.
I

Corano invece

recita

sempre ad alta voce.
il

sup-

plicanti haiino la speranza che

santo voglia prepare
le pre-

Iddio di aiutarli, perchfe quando Dio ascolta
ghiere d'un santo vivente,

esaudira anche quelle di

una vhe
1

lia lasciato

la terra.
resultati benefici sola^

Mori per6 non traggono

anente dalle preghiere ai Sadats; anche W contatto ihateriale con

qualche cosa appart-enente
In ogni
ii/i</

al santwario

pu6

avere un

eflfetto salutare.
i

o zatWa

c*

efuiia

palla di ferro che

inalati
il

premono contro
doloi-e.

-quella parte

del corpb ove sent one

Si
si

prende un pb^ di

terra dalla

tomba
si

del santo e la

mette

in

un

sac»-

<5hettino che poi
'lata.

appende

al collo della

persoaa ma*dibaciare

Ci6

si

chisima. el-bar aka des-sijid; UsLtlo
la

la

tomba o

casa santa ritrae senza dubbio la sua

efficacia dal contatto delle labbra
cro.

con quel luogo sasi

L'acqua delle

fonti,

che generalmente

trovano

ad una casa santa, e sempre considerata piii o meno salubre. XjQ, s^^rgente del Marocco piii tamosa di tutte e quella di Mulai Ya'l^ub non lontano da Fez, la Gui acqua contiene dello zoltb, e che viene "usata per quali bagni da un gran numero di malati di sifilide,
vicino
i

i

varnio a quel santuario e riniangono

li

per qualche

tempo fincho
via.

il

santo non dica loro in sogno d' andar

Vicino alia casa santa di Mulai 'Abd es-Salam

sono due sorgenti, la cui acqua e calda neirinverno e
fredda
nell' estate.

Le donne che non hanno
e gli

tigli "di*

•ventano incinte se ne bevono,
-frono di sitilide

uomini che so^
di

possono liberarsi dalla malattia, se
'

-'/r

Ogni scolaro desidera di avere da uno degli alberi di Mulai Abd. si trova qualche volta nella vicinanza i sijid o d' una zairia un albero effetto benefico. ma ci il ha un potere benefico miracoloso. e queste sono messe li da uomini e donne che hanno qualche desiderio. secondu il principio della magia simpatica. convinto che quello gli portera fortuna negli afTari.168 SECTION DU MOXDE MUSULMAN [18] lavano con quell' acqua. Nel villaggio Busemlal. Si vedono spesso pendenti dai rami di quegli alberi strisce di panno. Se uno nop ha appetite o se soffre di costipazione. se son rotti. nel distrettx) di Beni Hozmar. al tempo stesso che sono alberi quali non d'un si tagliano. si non ha che a bevere di quell' acqua e sentira bene. esSalam un hannasha. cioe una bacchettina di cui i bambini si servono per cancellare difficili sulle loro tavolette le parole che trovano sele nella a ricordarsi per cosi ficcarcio gli alberi tabti memoria. vidi una sorgente in una cava. specialmente da malati che cosi spe- I . Gli 1' 'afarats (demoni) una volta provarono a condurre acqua di li ai cristiani. hanno un il Cosi suUa terra che c' apparteneva a Sidi el-Husni non sacro e solamente I'ulivo quale e di la tahii. ma un cespuglio da cui chiun- que passa scello per andare alia fiera toglie un ramo- e lo mette nel suo sacco. presso Tetuan. ma r acqua non and6 piii oltre di Busemlal. ci E interessante i notare come. Oltre a possono esercitare un effetto benefico per mezzo del contatto. cui rami. e mi fu detto che quell' acqua veniva dalla montagna di Mulai 'Abd es-Salam distante un giorno si di cammino. Presso la tomba di Mulai 'Abd es-Salam cresce un sono anclie alberi cui legno grande albero dal quale nessuno oserebbe staccare neppure una foglia .

II popolo anche vi uccide pecore o capre o galli. ^ eretto sul post» ove di santo riposare. sul quale il santo era solito sedere. Ogni casa santa cam- pagna ha t)d la sua hamma^ cioe una cava fra in una roccia le uno spazio aperto due o tre sassi o qualche volta offerte: una stanzina fatta di pietre. madalle niera usata generalmente donne. il che impedira al resto Iia il della capigliatura di cadere. che le togliera dolore. si Se nou Hono alberi si vicino al lega la striscia ad una canna che in mette nella hamma d'un santo. il quale ha un santuario. Le donne che perdono i cjipelli vanno la e mettono alcuni dei capelli caduti sotto il sasso. zav'ia. di testa. a Tetunn. prega la hamma perche cosa fanno le le faccia trovare uno sposo e la stessa donne e anche gli uomini che desiderano figliuoli. vicino siste in E fatto di pietra. raa anche gVi per aver dato ci nomini il si vedono spesso con tjelaleb rotti loro tribute agli alberi sacri. si Se una ragazza desidera i maritarsi.{19J EDWARD WESTEHMARK di guarire. e la bre. . A Laraiche c' e un sasso. altra per il mezzo d'un soleva li. in prende un po' di terra da quel mette un sacchettino che porta intorno al coUo. le 169 rano ora Ora portano le strisce con se da casa. padre di Lalla Minnana. e con- due sfcanze senza tetto e separate V una dalla ruscello. e . sijid. A Sidi una hamma che apparteneva a 'Abdullah el-ya^. di candele. e quelle e visitato da persone malate. Qui si fanno di denari. Busemlal vidi al villaggio. staccano dai vestimenti che haniio addosso. d'incenso o di poUi che 8*ucci- dono nella hamma mentre si chiede qualche favore. come sacrifizt al santo Sidi Ben 'Abdullah. Se uno ha liiogo. va lava le mani ed piedi. il Se una donna il mal si il pulisce il capo e mette il sudiciume sotto la teb- sasso.

I qiiando apre. Egli solo pu6 visitare la tomba. 170 SEl^TION DU MONDE MUSULMAN f2(J] Vicino alia casa siinta di Mulai iin Abd e8-Salam il si trova sasso die si chiama il /jat/ara del jnsa/jaf. quattr' occhi con lui. quale e baraka.iange donne dicono: « AUak unualli \ileika ja irisul UUah»i G' e un altro sasso attraverso il quale la gente si prova a spiccare un salto. giti sul sasso. I haddair or Iv cihdpo co gli ^Sa . sasso di quelli clie maledicono le loro madri. Le person© buone posflono passare per buco nel si sasso. il ha maledetto sua madre SH984> si prova a passare firrche chiude ed egli i vi rimane gli scrivani. vi porta poi queste provvisioni con se. Sidi el-Hairi e Sidi Heddi. quando rimane a la porta.. di Sidi il questi guarisce malato muore. si il e che il popolo suole Queato manda nei villaggi vicini con addosso una cesta che di grano. 9i>9So p. e il popolo em- pie di pane e cavallo. ma i cattivi caseano Non sono teuenti per6 soltanto le cose inanimate appar- ad un santuario che posseggono il questa forza di fare miracoli. dopo aver chiuso Se benedice e tocca un malato. lo fanno riaprire. Nel fiume appartenente al reeinto di Sidi Heddi si ti*ova pure una specie di pesci chei son sacri. e crede che parli col santo. II mkaddam di Sidi elI^lairi guarisce malati. se egli rifiuta di farlo. II mkacklu7n di molte case sante e barakd: come Mulai Idris. II mkaddam di Sidi Heddi Questo e caso dei santuari di grandi santi i lia anclie la reputazione di poter predire avvenimenti si futuri. ma se uno che di la. ritornando al san- tuario. II col leggere versi del si Corano. baciare. e le buoni vi riescono senza toccare la pietra. e pu6 predire se un liomo ricuperera la salute o se morra. Al santuario il Heddi c'e anche un cavallo.

e hi" vocato per un certo scopo e da una cei*ta clasHe di gente> Ci 8ono santi special i per scacciare esempio. vicinc* a Tan^eri. e Sidi 'Abd er-Ral. Quei stti offei*ta si cliiama el-abbasia. e perche lo taccia vender bene. Quando i il tVumeuto il o r orzo e maturo.iel ultri medicanu come come Mulai Y'akub. e gli uomini a di- come Mulai 'Abd es-Salam. vicino ad Azeila. Mulai 'Abd el-Kader e il santodei viaggiatori come pure dei ciechi che lo invocana quando chiedono I'elemosina. invocando Sidi e si crede che i Bel 'Abbas. come. popolo deve dame un mud a i Sidi Bel 'Abbas per poveri. Un santo generahnente ha la sua specialita. in Angora. Mulai Abd es-Salam cibo di cui ottiene . vicino a Laraiche la t'ebbre tribii del Sa).(21) EDWARD WE8TERMABK 171 avanzi dei loro pasti. mentre ci si rivolge a Sidi Hammed Musa e Sidi Ali Ben Nasar quando si va a caccia o a fare alle fucilate. e la fanno anche macellari. Sidi Bel 'Abbas e il santo dei commercianti. la cui tomba non e lontana da Marake:>b maghi col dar loro hekma. Ceiii santi guariHCono V insania come Sidi 'Ali Ben ^arazam. e nessuno penserebbe mai di prendere o di far male a quei pesci. denari vadano nella sua oassetta. ventar padri i i nete d' argento nel mare. Lo stesso santo benedice anche il cibo. Sidi el-'Arbi. Sidi 'Abd Ullah Ben Hasain. Quando il mare e aiuta pellegrini die vanuo alia Mecca buttano moagitato. prima di portarlo a casa. per Mbarak Ben 'Omrau . o si pe» scatori ed danno denari invece al santo di peace il e carne. El-cdjbasia da perclie benedica una parte. Generalmente parlando.iman Ben Jitu. Altri ban no una grande reputazione per poter muffahedin o la sifilide aiutare le donne ad avere figliuoli. nella tribii del Fab*?. Sidi iiella i i yinfm.

E vanno a prenderli. e santo anche dei pellegrini clie partire.. e quelli die vorrebbero iin essere giocatori di gimberi alia il menano una capra od Habib. Sidi tomba di Sidi Muhammed il el- Hag. Ciascuna delle congregazioni religiose o semireligiose. Mulai 'Abd el-Kader . Pure raalfattori ed rei invocano visto. dopo il qual tempo i loro parenti ed amici presto. 172 SECTION DU MONDE MUSULMAN santo dei lettori del Corano. nei santuari di Mulai i 'Abd el-Kader. clie sono tante nel Marocco. santo protettore di Tangeri. Se uno desidera di darsi a questo mestiere. e li portano alle loro case ove prima non possono entrare. Qualche volta alcuni villaggi I m . del festa. prima di vanno vapore al siio sijid clie a chiedere la sua assistenza. comprano un bue la e I'uccidono presso santuario. vanno li alia Mecca. il gran santo clie aiuta perfino i banditi di protessione. fa un viaggio alia casa santa di Mulai 'Abd es-Salam. e gli e si dice clie fa lo stesso un toro quando vuole abbandonare ofifre quella sua professione. La circoncisione si fa quasi sempre. colla bandiera e con la musica. cosi anche ogni tribu. Divide per6 quest' ultimo onore con Mulai 'Abd es-Salam. quale citta si celebra il 1' anniversario con una Ogni si ha suo santo protettore. ma non esclusii vamente e. i quali. il i santi. come abbiamo lui nel santo dei mentitori i ascolta chiunque lo invoca. ha il suo santo. uni- e ogni villaggio. i [22] h il venditori di dolci invocano sempre Mulai gallo Idris. € se il portera alia Mecca il e in litardo. quindi ladri spesso si rivolgono a momento stesso del loro delitto. con il speranza clie quest' atto fara arrivare vapore piu quando ritornano dalla Mecca vanno al giardino appartenente al sijid e vi rimangono tre giorni e tre notti.

quello di Meknes. quello di Marakesh. quello di Fez. S'eidi . II siinto tettore di Tangeri e Sidi Mubamnied el-Ha^. Mnlai Idris. se consideriamo che la ree protessata sopratutto monoteista. quello Tetuan. Sidi MOgdur. Tutte ai santi. Sidi Ben 'Aisa. quello di Laraiche. e percib rivolge ad un santo. qtiello di Alcazar. zatriats. quello di ^logador. montagne e fiumi die banno loro santi protettori. Un suo santo per6 e riconosciuto per titolo e el-Kutb. e questo pro- pu6 essere di il Ciiso anche di molte tribii. si quale ha bisogno d'un intercessore. e superiore agli altri. le invocazioni speciali sono tatte mentre ci si avvicina a Bio soltanto con atti di devozione regolati e con versi del Corano. La riverenza che Mori hanno per loro santi e estrema. Sidi 'Ali Hu- Minnana. L' intero i paese e pieno di sadats e lor(i e il popolo invoca II santi in tutte le situazioni della vita. Ma non d sono relazioni stabilite fra un santo ed un altro. ecc. Sidi . ed il posto die occupano nella coscienza di gnita si attribuisce nel i i questo popolo ligione ci maraviglia. Lalla 11 ^anam santo protettore di tntto il Marocco e 11 Mulai santo Idris die introdusse V Islamismo nel paese. Una cosa caratteristica per lui fe che non si sia mai ammogliato. Ci sono intatti molti Mori che piuttosto si farebbero spergiuri . il questa di- Marocco a Mulai 'Abd el-Kader. Ci sono piazze. Dio delil r Islamismo e troppo lontano daH'uomo ordinario. Sidi i^ePAbbas. protettore il ha sempre la sua tomba dentro i il distretto quale si crede die egli protegga.(23] EDWAUD WESTERJURK d' 173 scono nella venerazione uno stesso santo. bendie la reputazione in cui sono tenuti possa va- riare indefinitamente.

Di Sidi pio. e tanto questi quanti quelli visitano la sua ti>mba. Al santo ebreo. I Mori dicono che a loro non importa suo sijid se gli Ebrei I'invocano e frequentano al santo stesso il — pare die come i non importi rivolgono a — e credono che aiuti gli ^brei se II iiltri essi si lui. e Ebrei che era Ebreo. che si chiamano Ulad Ben Shmerru sewa e che sono rinchiusi in uno stesso santuario. Ci sono an-che dei santi su cui se la pretendono e gli Ebrei e i Mori. si rivolgono il anche i Mori. per esemgli Mori dicono che era un Moro. negli resti paesi maomettani. posto li con sua La mattina seguente trovo paralizzato. tutti fratelli. E dopo i Mori credevano sempre nei sette fratelli ebrei. que- caso anche del Rabbi Diuan che fu sepolto a In Saffi si tombe di sette santi -ebrei. Quando i Mori pEissano davanti a quel hiogo. trovan le lattia visitano le loro tombe. i Mhammed Sherif in Laraicbe. un interesse speciale per . e in caso di maTetiian. offrono volentieri ai santi candele od oHo. e la cni sione diversa dalla loro. La causa il di le questa fede e che un Moro una notte dormi presso e insudici6 lo si tombe la dei sette santi ebrei oriua. Questi ebbe un sogno e fu guarito. Alcuni Mori allora pOrtarono candele ed olio alle tombe per rabbonire i santi adirati e promisero di farlo il an- che per I'avvenire se la terza notte malato guariva. Rabbi 'Omraii che guarisce specialmente le tomba sto e e a Tangeri. Hammed Ben La fede nei sauti e tanto grande che alcnni sono invocati anche da quelli che aderiscono ad una confesmalattie di petto. culto dei santi otfre nei Marocco.174 SECTION DU MONDE MUSULMAX [24] davanti a Dio cbe davanti al santo Sidi Nasar.

i- man Ben 'A^iba che un'altra nella tribii ha una tomba in Aurora ed Agmara. Cosi puo aocadere olie uno pmesso la -stesso santo sia sepolto in due luoghi. ma piuttosto uirantico culto della natura. esempio. anticlii Penso qui non tanto al che di gli Arabi credevano certe persone capaci possono vedere le tare niiracoli. Abbiamo veduto come specialmeiite in il sorgenti. Della tendcnza che ha il la fantasia popolare di connettere ricordo di pei*8one sante n certi oggetti della natura. 8econdo la cre- denza popolare quegli oggetti . » di come un miracolo del jsanto e gli dk TepiMula Kabrain. cioe « padrone di due tom}>er Santi simili sono. santo ha trasferito la sua santita su ma 6 probabilissimo che la cosa in i molti casi sia diversa. del santo. e che la fantasia popolare abbia poi tra- tomba d' un santo.be. il suppone essere di sepolto come spiegare 1' appaiire costante sorgenti presso le tombe dei santi? I fatti che ho raccolti nel Marocco aumentano verosimiglianza il Ma la dell'opinione del professore Goldziher in che luogo — alnieno molti casi — sia state sacro vi in origin^. le oui tombe facilmente possono essere trasmesse da un posto ad un altro. il che e consi- derate teto .1 1 25 EDWAHI) WiiHTKH3IAKK lib dolia religione premaomettana die tatto ivi si nascoudono. abbiamo un bel^ . Una gran parte dei santi aiiorti del Marocco sono persone piu o meno mitiche. campagna. Si schetti intorno alle tombe dei santi esistenza continua alia pu6 anche pensare che bodebbano la loro paura superstiziosa che il poquale e o si polo sente li. del quale anoora HI tracce nell' adorazione dei santi siissi niorti. albori e sacri boiio fenomeni ordinari nella vicinanza delle tombe dei santi. Sidi 'Abd er-Ral.

e ogni luogo che per il suo aspetto straordinario mette in movimento facilmente un rifugio di jjinun. Non sono per6 perfettamente sinenti al posto. sassi ecc. Lalla Mai- muna. Siffatti sultani sono numerosi. Lalla Mira. Shum Harush e suo figlio es-Sultan el-Khal. Sappiamo che la credenza in /jinun. Sidi Busebba. a Bagdad. una forza miracolosa che prima non sempre possedevano. diventa Pare che sore del tjin il santo in molti casi sia stato succesil e il luogo rimane tabu anche dopo che il santo se n'e impadronito. e un resto e paganesimo arabo. per dare alia parola del il plurale marocchino. Quasi tutte le sorgenti del Marocco sono miskunin. se non che santo forse ha apparte- dato a certi oggetti come alberi. sacri. questa credenza e d'un'im- portanza grandissima nella vita dei Marocchini. incenso ed altri piccoli doni. sersi vono di rifugio ad un potente sultano di jjinun che lascia placare di fjinun da preghiere e da oflerte. e tombe di sapti a cui e pericoloso accostarsi poi da notare che nel Ce dopo I'imbrunire. curo di quest' ultima trasformazione. Sidi Musa. cioe frequentate da jjinun. Lalla Rkeja. I . Oggidi esistono ed quali ancora molti luoglii a cui i Marocchini portano i candele. Sidi Maimun. Sidi Boknadel.176 SECTION DU MONDE MUSULMAN in [26] r esempio gia un sasso piatto e quadrilungo Tangeri. il la fantasia. ecc. essendo queste mishinin. sotto di il siilla spiag- tiiori di quale si dice esser sepolto stesso uno dei figli Noe e che al tempo la cui serve di si hamma a Mulai 'Abd el-Kader. e posso nominare Sidi Hammu e suo figlio Sidi Hammuda. tomba trova Marocco esistono alberi miracolosi i quali non crescono vicino alle tombe dei santi.

qiiesto oggetto sempre le la cosa piii importante. In avvenire. santi. Cosi tanto nel culto dei santi quanto nella t'ede in f/inun si possono tro- vare orme d'un antico viaggi continuati i culto della natura. — 'Tamt HI.1 [27 EDWARD WESTERMABK Le opinion! Rono per6 di questi 177 divise riguardo alia vera di loro natura di enti mitici. finora quasi perfettamente sconosciuta. Sia clie si creda nn saiito o iin f/inn colui cbe ha dato il carattere soprannaturale ad o un o^getto. •Edward Westermark. AeUt du XW** Oongrit 4— OrinUmH$t**. mediante insienie collo sceriffo 'Abd reli- es-Salam. Que- sta connessione e principalmente di qualitit locale. spero di potere. Alcuni sono non rado tenuti per f/intin fe Una tale contusione tra santi la veroBimi- e di grande interesse e aumeiita gliaiiza deiripotesi delJa connessione tra di loro. e prossimamente. M . come pure di scoriguardo alia religione ordinaria della razza berbera. coinpletare prire qualche cosa miei studi sui resti della gione premaomettana del Marocco.

.

. il Compilatore ad accoglieme ' la sola G. Bibliografia. F. Leipzig. studiando rorganismo e lessico delle lingue di il a nord-ovest e a ovest del Golfo affiDita Guinea." SULLA STRUTTURA DELLA LINGUA IN BASE '^ EVfi A DIRETTE 0S8EHVAZI0NI A) NOZIONI GENERALI B 8T0BIC0-C0MPARAT1VE * § 1. Cenni di glottologia bantu. » . 0. 1891 p.) in den De Gregorio {Cenni di gloHologia bantu. Parecchi amii addietro.) : € Dag«gen A MUhe (Leggi G. 1889. ihre AufgeU>en. Loesoher. ' Die Sprachwiatentchaft. vi i riscontrammo delle coUe lingue bantu * e nostri risultati furono bene aocolti anclie spinti da Georg von der Gabelentz. ^ Naturale dunque che fossimo nostre a estendere le indagini ad altre lingue di quella regione. costrinse parte generale. mit Uiehter Sprachen der nordweatlich und westUch von Oolfe eon Gui- nea toohnenden Wiflker unverkennbare Spuren einer bantuitehem Verwandttchaft nac?ig«wie»en. 277 etc. e ' La lunghezza il del lavoro e la necesbit^ di aver pronto il pr»- sente volume per Congresso di Amburgo. Methoden und bitherif«n Ergebnisse. hat Weigel Nachfolger. De Gregorio. Torino. Ragione del nostra studio.

Ciccana. Trubner. London. Bd. Zur Litteratur der Sprachenkunde Africas in Intei-n. Die VoUa-Sprachengruppe in «Butt- ner's ZeiUchr. questo dominio giunge sino settentrionale. ' W.18<) SECTION LANGUES DE L'APRIQUE [2] principalmente all'Ev^. Caffro. rOdschi Fr. in una molto nota opera/ ascriveva 1' Eve ginal or South African languages. allg. Wien. J. 2. B. p. p. I. Fer- nando. ' Nubische Grammatik Berlin. C. Sprachen ». Christaller. \ . 1880 (Cfr. e che queste lingue ormai ven- gono considerate come costituenti uno speciale gruppo. ^ * Standart Alphabet. considerandola come una bantu solo delle Mischernegersprachen^ e lasciando tra le le sei lingue seguenti: Herero. Suaheli. uher die Volker und Sprachen Afrikas. dalla parte dell' interne. 1862. che dalla im- paralleli con una lingua poco dottamente I'Eve nota aH'autore. Zeitschr. pp. * Grundriss der Sprachwissenschaft. A comparative Grammar of South. Nella sua classica glielrao Grammatica comparativa. unit einl. Pott. f. 126-134. ci ci r 8° grado di latitudine sulla al- quanto incerti possibilita sua opinione e fa supporre che la esclusione non provenga da d' istituire altro. tanto piu die Lepsius. 161-188. Miiller* riuniva e il Yoruba. Lo citiamo con « Bleck ».African Languages. tracciandone un disegno linguistico magistrale. afrikan. Ill. Bleck. London.). '^ I pp. 249 segg. V. Sprachic. p. 1803. f. Bleck i ^ non considera della Ma quando. col Vero e che Ga. nel tracciare limiti famiglia bantu. 1' benche in altra In quest' ultima sembra bene avere rigettato della lingua idea della connessione Eve colla famiglia bantu. per es. Pongue. GuI'Eve. posteriore ^ (Ife) » tra le « Ori- venisse a risultati diversi. Holder 1876-77. 307. nota lascia che.

cU. Dal lato di nord-ovest essi non si spingerebbero piu a nord della foce del fiume Old Kalabar. e nella classificazione provvisoria delle bantu. 698. Infine egli Ev6. « che per6 rientra nella grande categoria negro » Tuttavia Fr. . p.. special* mente ' stabilite all'ovest. menziona I'lbo. Pure. » * Trtibner. E per parecchie altre lingua nord-occidentali ^ stata riconosciuta questa possibility oltre che dal precitato von der Gabelentz. op. the other black tribes in the north west to Bantu . 1891. 830. London. A comparative Grammar of South-African Bantu languages. J.[3] M. Trtibner.T. I'Avatime e 1' il Wolol) senza per6 far figurare queste lingue. della Basso Niger. p. egli lingue bantu. Kegan Trench. di Porrend ammette" che parecchie lingue della costa Guinea. xvii « There are some Banta enolaves in the Soudan. di Sierra Leone e persino colle Senegambia presentino qualche relazione Fra queste. da lui sta- afferma che la scienza filologica non sia la esatta ha ancora deterniinato quale colle relsizione bantu di parecchie lingue di tribii negre. Miiller non sembra avere esclufto che possano rintracciarsi dei caratteri di bantuismo anche neirEve. additati da costui. 1883. GIACOMO DE GRE(*ORIO » ^ . non in tutti i punti corrispondono con quelli dati da Bleck. Torrend. bilita. pill cio6 a nord del del 5° parallel o settentrionale. London. 245. Torrend A I. autore della ipiii completa e recente Grammatica sud-africana. anche da J. 8. NN. Robert Needham Cust. Torrend. : Torrend. tanto che le designa col norne di semibantv. ' 203 segg. xvii. op. Philological soienoe has not yet determined what is the exact relation of the languages of ».* I limiti settentrionali del dominio bantu. 181 dettc) « gruppo del Volta. on the Niger. and further to the west. cit. Sketch of the modem language of the Africa.

II lavoro poi si propone anche di rivagliare qua e la. Klein Popo. * Anexo). in « Actes du onzi^me Con(5'°% 6"°" et 7"-' sec- gr68 international des orientalistes. fermatasi a Pa- lermo nel febbraio e marzo del 1899. vare I'Eve escluso dalla rassegne sulle lingne africane. Noi vivi ci siamo esclusivamente fondati sopra materiali che abbiamo potuto raccogliere direttamente dagli indigeni del Togo facienti parte di una carovana di un 60 persone. la sua importanza diverrebbe poco discutibile. diretta da Albert Urbach. Hoffi Nayu. famiglia sud-africana. Ma. II nostro indicatore principale e stato il capo di quegl' indigeni.. die altri trae da fonti aliene. un moro molto intelligente. C. ». in Parigi. d'altro lato. 63 e sqq. Si chiama con digene. Che se lo stesso riuscisse a determinare di un modo sicuro qualche affinita tra I'Eve e Ola. 1897 tions. perche le nostre indagini sieno state possibili. e sara riconosciuta da tutti. Bruce ed 6 native del Piccolo Popo ('Little Popo. * Lo citiamo con « Br. Paris. che * Rapport 8ur les langues africaines. Abbiamo ripetergli le poi controUato le sue indicazioni. i fatti riguardanti la grammatica e il lessico.). come per preziosa ^ in qnella presentata nell'XI congresso internazionale degli Orientalist!. la opportunita della nostra ricerca rimane dimostrata. p. anche per questo rispetto. sia con stesse domande dopo molti giorni. da Rene Basset.182 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE [4] Dopo ci6 non ci reca nessuna maraviglia di trofamiglia bantu nelle recenti es. ove accada. I . che per fortuna conosce abbastanza d'inglese. con nome ^ in- nome inglese J.

Abdruck aux Sprachen. B. in nebst 8prichwH\ a. II 11 libro di Schl. ma 1' opera fti compilata circa due anni prima di quest' epoca. 1891. che « das Biichlein will und kann keine gramraatik sein ». ^ Prietze.Mundart mit Olossar und finer Karte der Sklavenkilste. luogo marittimo a est della foce dell'Amu (Volta). e primo perche fondato sopra materiali raccolti in Africa. Lehrbuch der Ephe'Spraehe (ewe) Anlo-.^ H. 1-2 Ij. Lo Znttehr. perch^ 8ul soggetto. e Ewe un * J. modestamente avverte. ritardo nel consultare queste opere perclife il non fe stato dannoso. W. ». 1866. dtti Seminario dei Missionari evangelioi. La prefazione e datata. 148-160). Phil. GIACOMO DE GBEGORIO con interrogare 188 altri indigeni gliele avevamo fatte. nostro lavoro si ^ cosi potuto corn- piere senza preconcetti di sorta. Anecho. f. afrik. Forma il VI vol. Ernst Henrici Dr. IfI Jahrg.und Dahome. di nella Corte degli Schiavi. e senza il veicolo intellettuale di una lingua europea conosciuta dagl' indigeni. sia della stessa region e del Togo. per una missione evangelica. Bremen ' bei W. senza aiuto nessuna opera a stampa sul soggetto... /. citiamo con < Pr. Valelt & Co). Lo citiamo oon « Henr. . 1867. cu- rammo II di procurarci le opere speciali ^ suU'Ev^. Beitrdge zur Erforschung von Sprache Mnd Vofk*^ der Togo KoUmie (Separat. fabeln der Eingebomen (Stuttgart. Solo dope che la carovana laHciava Palermo. comm. Stuttgart libri scolastici del & Berlin. e cio6 "* quelle di Schlegel. Spemann.. ' ». Schliisiiel zur Sprache.. Schl. Neurici. ». geiat in « n. merita ogni oonsiderazione. sebbene la parte dedicata alia grammatica vi sia considerevole (pp. il 26 agosto. Vi si trova una interessante raccolta di proverbi (pastesso gine 121-148) e di fa vole popolari (pp. Schlegel. da Keta. Kudolf Prietze. mit Wortertamtn.(5] M. oceanische 47~64. Lo oitiamo con « Schl.

noi genannt servito J. Mentre 1' « Abriss der Grammatik » occupa ben poche pagine (99) 1' « Uebungsbuch » (pagine 41-176). IX) all'esercizio della lingua. che abbiamo cortesia dell' autore. XIX) che pure a BL. Essa mira. che certi fatti possano essere sfuggiti ad Henr. accompagnati dalla traduzione letAnche questa memoria. che ha annessa una abbondante raccolta redo. terale e libera. che noi ci propo- nevamo. del capo della fonda sulla lingua costitui- carovana del Togo. di frasi e proposizioni. Bruce la » (Henr. 161-328). che pure sce la nostra fonte precipua. come dichiara I'autore medesimo (p. 177-268) assorbe grosso del volume. Contiene infatti degli squarci mitologici. II ricco materiale sintattico. L' indole stessa del libro esplude dunque le indagini comparative. quali quelle. Neppure memoria di mira ad illustrare rEv6 dal lato glottologico. sia appunto lo stesso Hauptlich. C. (pp. bensi da quelle del folklore. si potuto avere dalla dopo che il nostro lavoro era quasi ultimate.184 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE [6] glossario del dialetto Aiilo. Anche piu comoda recente. ha come tale. o possano essere stati apprez- diversamente di di come a noi il e accaduto di fare. e infine anche a causa del cor- una minuta carta geografica.. Degno nota e anche ci6 che fonts precipuo a cui « attinge Henr. a causa della sua data piu metodo piu semplice di e sicuro. zati Ed e poi ben naturale. che facilmente occorrono nel il discorso parlato. che ha. che offrono Henrici 1 . delle parabola e ben 117 proverbi. della esattezza e nitidezza dell' edizione. che coll'indice delle voci tedesche costituisce la parte principale (pp. Nayo. del e pratica per le scuole missio- Darie riesce T opera di Henr.

sebbene non c' impedira un giorno. ai lettori alcuni piCi esempi di costni* che e uno poi avver- zioni.[7] M. Miiller. non ar-w*e-to'. che funge da particella di ge' ' che vale suo di lui '. e noi suirAnedio. Ad nitive. E giovi die il inateriale sul quale soltanto ubbiamo tbndato le indagini. non a-w'u-nu. che noi abbiamo consultato. cioe con / labio-labiale. alle Riguardo per es. die forse provengono da cib che egli a ionda sul riscon- dialetto di Het'a. eseguite diret- tamente nella lingua parlata. Esso rappresenta un suono molto piu raro di quanto parrebbe dasegno ir' tradisce gli esempi.. ossia ' Tale 6 pure il suono die e in a-/e casa '. Lo niente. viene profferita coUa iniziale sorda dai nativi. utilizzare lavoro di Schl. atte a far rilevare particolamiente se esista ai prefissi. frasi e proposizioiii . una piccola inesattezza. esfttto schizzo glottologico di Fr. Cosl noi non triamo nessun suond simile a . non a-u'e. die per presenta in qualclie punto delle incersi tezze. e es. e che forse saranno dotti per contusione in con c.. tire. landslord ' '. « nove dice Ev6 . tale anche in a-f^u-nu spiaggia '. necessariail pu6 solo die sia. la tc'e. tale 5 in a-/e-to 'pro- prietario. che qua e la son voce ' citati dal Miiller. non per6 mai Parimenti il asieke mano dice assi non mai asi. GflACOMO DE GRBGORIO 186 e Prietze. poiche trovianio co- . forme grammaticali non ci risultaj i*a- che il rEv6 non distingua nei nomi se non ramente plurale dal singolare. in esse la concordanza rispetto dei caratteri della famiglia bantu. t\ . Per es. ci obblighera a ridurre la nostra piccola rao- colta di di ofiTrire. proviene da nostre raccolte. die iiivece figustati intro> si rano nel detto sdiizzo.s nfe z. J. oltre « che » iiyide anclie si assideke.

7. afr. ^ e principalmente da Christaller. H. cit. suir Eve e i suoi dialetti. nel caso ne- gativo. * ' Die Sprachen des I. come naturale. clie del resto e fondato sui dati di Schlegel. Togogebiets. traduzioni della § 2. 6. resterebbe a vedere dialetti della nostra lingua impieghino proprio lo questa . resterebbe a fare la scelta tra le varie forme. d' indole semplicemente filologica. non e e dipende dal criterio cLe adotta per denominare le lingue oriental] Dato anche che neir uso di resta se i tutti gli autori si (il accordassero unico alfabeto fonologico che tuttavia un desideratum per della scienza). Ma noi. ocean. Bibbia). europea traduce le denominazioni ' cit. * libri di let- dobbiamo rimandare ai cenni datine da Basset nella memoria ^ precitata da Henr. 7. p. alia lingua. 8. Op.. Qualche altra diversita nei risultati non viene. tura.. La scelta del nome da dare facile. e alle pubblica- zioni o opere manoscritte in Eve (favole. di cui ci si occupiamo. stesso vocabolo designar e. Sprachen.. pp. dizionari. in Zeitschr. Considerazioni sul nome della lingua. Ma ogni lingua Op. 65. 56. p. I . certamente. I Jahrg. u. ad e infirmare I'ottimo schizzo lingaistico di Miiller. f. istituite sulla lingua attuale degli indigeni del Qiianto alle pubblicazioni. ci siamo attennti alle osservazioni diretta- mente Togo. 186 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE la [8] munissima formazione mediante il suffisso o.

e anzi stabilire ev4. e necessario i noi italiani potremo scegliere tra ev6 ed eM^. forma 6ghe. trascurando lo spirito aspro sul to impiegano semplicemente consona iieir alfabeto la formula diverse etoe. una grafia che riPur troppo per6 per incontra lo scoglio della varieta degli al- fabeti scientifici e dei var! critert di trascrizione.. costretti di cui Appunto per ci6 gli autori francesi sono amraettere una duplice forma. non pu6 punto tralasciare. si J. perche. eiM e azighS. che ev^. p. che. Tale qnestione. che resta poco giusti- Con form emente. Ma mente la dichiarare. non riproduce esatta- denominazione indigena. Schlegel stabilisce la denominazione ev-'e^ procurando stessa rappresentare coU' alt'abeto di Lepsius la Fi*. si e adottata produce questa questa via s' denominazione. pronunziato come fanno piu degl' Italiani. eoue ed er^. Cosl * tradurre in altri autori. . e si quando tratti di 8uoni special!. oscilla tra ma Oust volendola ew^. che riesce il ai loro alfabeti nazionali. seppure qualclie italiano ha prima di noi menzionato questa lingua. specie in quelli destinati alle Missioni.t9] M. inglese. denominazione indigena. 203. Ed e pur necessario far noto. per quanto paia di poco conto. B. fatta astrazione dalla ficata. e I'altra alia tedesca. nei raoderni libri tedeschi. inglesi e tedeschi. si ad Tuna accosta alia pronunzia inglese. cit. ne«suno ne ha parlato di proposito. coi segni che possano rappre- sentarli quasi approssimativamente. sebbene che w abbia inglese valore nel tedesco. Coai ' Op. GIACOMO DE OBEOOBIO 187 delle lingiie noii lett^rarie colla propria grafia. Lepsius e Mttller adottano tale forma.

Circa la vibrazione delle corde vocali. zava a mostrarci la disposizione degli organi della bocca. concordi con quelli degli altri autori. pur patrocinata da Christaller (senza poi dire di eohe). adoperi ephe ed ep'e. ne la lingua hanno punto gioco. ed eve {v labio-dentale). ma si che questa differenza non dipende da abbia un suono sordo. afferma circa questo punto. si storla produsse . 1 . che stabilisce per ogni singolo suono unico segno. che ci6 che Schl. il fonemeno nicht stimmhaft Si trattera dunque di varieta dialettali. il ci6 che del resto anche si Schl. Ma e « un « reine Hauch scliweigend ». eue con ?/ semivocale. che col sistema di Lepsius. ci6. cit. non pu6 convenire la grafia ephe. un sol giorno il nostro indicatore non e fu per6 quando. da noi richiesto.188 SECTION LANGUES DE L'AERIQUE ew'e. [10] avviene che Schl. Christaller ephe. p. che ».. adopera Pr. n. ew'e. in cui ne i denti. 5. 'sole\ nome della loro lingua. Cosi a noi e venuto il sospetto. p. cioe che si tratti di esatto. nell' atto di produrre il suono. o no.. Noi abbiamo fatto ripetere al nostro indicatore Br. notava. sia poco anche Henr.. che in ew'e Certo e poi. * Die Sprachen des Togog. 4. cbe per fenomeno mediano tratta di una continua esclusivamente labiale. biamo trovato che ew'e i Ora noi abnativi del I^ein Popo fanno difleit. siano. Christaller ist ^ espressamente afferma. 'due'. e riuscito di oonstatare. 6. mentre Henr. molte volte in diversi giorni il nome della sua lingua e ci . renza tra ewS (pron. qualifica p^ come una tenuis^ aspirata. mentre * Op. i Ma noi ab- biamo r obbligo di far noti nostri risultati. 2. Tutte le altre volte per6 proffer! il suono sonoro.

ciascuno dei popoli eu- dominatori o colonizzatori. per quanto libri di i*i- levasi dai titoli datine da Henr. Ha per6 r inconveniente basarsi sopra la lettfera . ha creato dei nomi * Henr. ai nonii indigeni. tratta. |?. 15 atierma solo ohe il suo segno speciale. . di un tnero 8oifio. p. ed lia il vantaggio di essere anclie adottatu. o per date famiglie Secondo qnello sorda e di Techmer. sareb- di studi glottologici. che si una fricativa. da questo pnnto di vista pare piu conveniente. e anzi ' diciamo. cio^ « also p oollo spirito aspro sovrapposto. clie noi per6 abbiamo udito Honorizzato. segni per6 non esistono in nessun i alfabeto dato pure die suoni da essi rappresentati possano sporadicamente esistere nelle lingue nostre.. GIACOMO DE GBI-XiORIO 189 si tratta di iinico suono. nella denominazione della lingua. Ma pur troppo linguistiche. i sonora. tutti gli alfabeti scientifici servono per un date ramo segni per le fricative e labio-labiale. che per i nomi di tutte le lin- gue senza proprio alfabeto e senza per plorevole miscela. possa rappresentare der Pvstelant Hchlechtin ».J [11 M. nel caso nostro. Se esistesse un alt'abeto sale. destinata accor- a rappresentare una esplosiva mentre tutti ci diamo nello stabilire. di questa V. di scientifico di uso univer- sarebbe il caso di appigliarvisi. nel corso deiropera. Inoltre osserviamo. specie quelli delle lingue africane. vige tuttora una de- Accanto ropei. nei traduzione della Bibbia ad uso dei Missionarl di di Brema. letteratura. II segno p' adottato da Henr. serie bero / e Tali letterario.

. 1886. 248) avevamo adottato la forma eue. Regione delVEve. Secondo lui. il della il fricativa pu6 sembrare da posporsi ad ha sempre tr. anche per la preferenza. Lingae del Togo. Gott. vol. a cui fa capo anche Cust. specie poi per la grafia. Milano. la lingTia detta Tshi o Odschi in Europa. ewe. e di accostarsi all' grandemente. ora .190 speciali. (Cfr. p. Glottologia. ad est dal territorio del Yoruba riba). . con questi due nomi. I'Eve occupa una non grande regione della Guinea Settentrionale. mentre lata Cui il nome indigeno . Vallardi. noi italiani possiamo bene adottare deno- minazione sordo di eve. Milano. oltre che per le ragioni addotte qui nel teste. p. p. indica confini piu si precisi. viene appel(it. Hoepli. I'Eve stende dalla foce dell' Amu Ma sine a Kpandu in- ' In altra opera (De Gregorio. se a chi crede suono ef^. che a tale forma cominciano a dare Garollo. a ovest dal fiume (o Volta (Amu). ^ la quale. i nostri geografi. es. vantaggio di rappresentare a capello eve e il ted. e in dipendenza di circostanze di varia si natura. 511). Secondo Schl. Ciui^ ingl. Invalso ormai questo dritto. eice. ohe ha annesso alia sua opera una dettagliata mappa. Ya- a nord da confini non bene determinati. II. per quanto sembri. Uno gguardo alia tei-ra. in SECTION LANGUES DE L'AFEIQUE conlbrmita all' [12] indole della propria lingua. Henr.. § 3.ci decidiamo per evS. Chwee) dai nativi VAkra viene abusivo la al appellata Ga. ingl. Cosi la lingua parlata nel Yoruha o Yariba chiama appunto e Oku. limitata a sud dall'Atlantico.

[13] M. perche noi troviamo. nel Gruppo del Volta. 2 Adele. " Die Adelespvache im Togogebiet in Zeiischr. e go.. Die Sprachen dea Togoij. spingendosi verso est. in modo da comprendere il Dahome. I. ad es. 2) della regione dell' Eve. p. di segue verso nord-est la oatena dei Akposo sino a incontrare VS" parallelo. Ev6 4 6 Adele ena id e—ne Or-to 8 9 e-ili nye iijieki fii—de Quest' ultima forma presenta nel secondo element© una consonanza nyeki e di ordine ideologico. fiiime. che presentano. a quanto pare. * Christaller. la quale da parecclii anni e sotto il protettorato della Oermania. Le relazioni tra queste lingue meritano ulteriori studi. ma a p. ler. Notiamo di passaggio poche consonanze da noi av- vertite in alcuni nonii numerali. come e messo pure da piii Cliristal- Sulla lingua Adele. L' Eve ni-de h letteralmente otto (e-h%) uno {e-dde)\ parimente I'Adele : otto (nye) uno {eki). e poi monti e ascritto tra' cosidetti Agome isolotti linguistici Henr. 5 86f»::. spiaggia). cit. NelU carta di Henr. p. 16-33. si trova segnato invece Adeli. TAvatime messo prima da Henr. 191 clusivamente. cit. che e la settentrionale. pp. GIACOMO DE GB|XX)RIO li. . L'Ev6 e la principale delle lingue parlate nella regione del Togo ^ (da to. Ivi esistono delle lingue sorelle dell' Eve e delle lingue. ^ Christaller ha scritto una memoria speciale. in Zeitgchr. a oriente s'incontra col Yoruba.. una certa indipendenza.

si . relazioni colVAcd (Yoruba). A.) 3. Per ispiegare Ciui e la prima. sia parlato da circa 4 milioni uomini.: . Parentela col Ga (Akra) e col Ciui (Tshi. Odschi). detto Guinea Settentrionale. etc. G. Le nostre indagini su questo punto ci conducono alle stesse conclusion! di della Henr. per es. Rispetto al lessico ci6 che a noi ha recato molta maraviglia e il contrasto tra I'affinita.) vart suoi di (Asanto. pure crediamo op-. Basel. {Wolof^ Man- dingo. e I'assoluto distacco in altre. Dictionary engllsh Tshl-Akr^i. Sebbene Fr. 1874. Miiller abbia stabilito un gruppo delle lingue sopra nominate e dell' Eve.. che rasenta la identita.) Nel 2° sottogruppo la lingua piu importante per la scienza. 192 SECTION I^ANGUES DE L'AERIQUE [14] § 4. portiino avvertire. lo Ga sieno lingue affini. quello del Niger (Yoruba. in certe parole. a causa della sua fedelta lo al tipo originario. dell' ' e che I'Acu si mostra il piu lontano parente Eve. Ibo.. ' Cfr. potrebbero vi e supporre delle 1' vere infiltrazioni il ma non dubbio che Eve. J. quelle della Seneganibia occid. quelle del Volta {Tschi. che le diversita lessicali tra queste lingue sono notevolissime. come bene osserva anche Ciui coi Mtiller dialetti nulla importando che ec. etc. Ga. ascrive 3 sottogruppi 1. Christaller. Ephe.). che al gruppo linguistico. il h certo I'Ev^. 2. etc. I .

Eccu alcuni III.sso akrun 10 eua edu nyorima . ci Hono riuscite negative e anche poco noddisfacente ci ^ riuscito il confronto tra' nomi numerali. - Tuw« U . Dui giorni della ci 1' sL'ttiiiiauii secondo il nostro in- dicutore avverte\ niancano le denominaziuni nel Yocorrispondenza ruba. Solo numeri 3 . mentre dello il Ga in genere sembra pociii avvicinarsi all' Eve piii Oini. nativo di Lagos. per queste 6 mirabile tra lo Ciul e I'Eve.[15] M. la Invece.—iio as6n aiyo kpa no 8 9 ejo kpanyo nalin (i. sebbene anche il Miiller lo istituiBca. che adotta u^o maomettano. oscnipi. Per TAcii f^Yoruba) i e 10 presentano forme attini. GIACOMO DE GBEGOBIO le indugiiii 198 da noi tatte in base alhi lingua parlata dall' indigene Thomas. tratti dai nostri spogli. A oil 1 Evt e-dde e-ve e-to e-7ie CiDi e ko Ga eko eici V 2 3 eji e nu enu ete eta e 5^ 4 6 6 7 e/ri a ndh edfe anu efa dje V a-to Or-de anum asia entniw ekpa da-dre e-ni ni-de t. Actu t/M XH<** Congris lits OritiUmlutt*.

4d4 SECTION LANGUES DE L'AFKIQUE 1101 Eve Domenica Lunedi Martcdi Mercoledi kvasi-da V Ga Jtoijba Ciui kirasida jo-da hla-da dm dmfo •so daoda bendda trnkuda iku—da Giovedi yawa—da ji-da so yawda efida Venerdi solid Sabato me mle-da ho memeneda cipuUa sacco Hole sa-bu—le sabola sopradd kotoku V ko-to-ku m kotoka m e-tve hulu owia Dio oro battaglia Mau sl-kd Maaa Uka. ta Onyama sika a-hua e-kjjlo oku tavola okplo able opon ab-urow frumento leone anello e-bli V ja-nta ple-iigo dmta bleko gyata preko sd sega sa-ka sao I .

Difjp. la * Siccome pronunzia Indiana di questx) uomo i"oca una nasals guttnrale. I'adotta. varieta da noi principal- ' Op. la forma italiana anglo la rappresenterebbo lueglio. il dialetti: il Ma/i ' Mahec delle carte) a Weta fWliydah) da Gust. ci avverte die ogni cen- tro di abitazione presenta delle piccole particolarita di proniinzia. I'Anlo gode ormai una certa nobilta. Adottiamo qnesta forma per la denominazione del dialetto del e Klein Popo. Keta. 203-205. ri- duce a tre 1. siid-eat. * nella costa orieiitale. l£a qnesta verrebbe a confondersi con anglo anio^ ' ingloBe . Fra dialetti. Tale distinzione e se^uita che aggiunge qualclie dettaglio sulla denostessi. 11 nostro indicatore. cit. I'AtjIo nella costii occidentiile. specie in Africa. suddiviso in b) a) dialetto c) tanino a nord-ovest. ' ed i perci6 preferibile che ^ ancbe di uso pid coinnne presso ' gli antori tedeschi.iti (kW Kvfi. M. e rAntuii. comprende I'Anlo. Pheda-Pla (Whydati-Grand Popo). esso non presenta poi delle grandi la differenze coll'Anecho. come tutti i del resto e naturalissimo. Br. 3. Dahume. perch6 Henr. il numero dei dialetti clie I'occidentale. pp. monanecho a I'orientale distinto in a) Mechi. riputazione di maggiore purezza e '* sebbene. b) Dahome. Schl.. il mediterraneo. pp. e perchS comoda anche per U .: rn. c) eplie nel centro. minazione de^li Oppurtunaniente pero Henr. (ilACOMO DKtJRBiiORlO 195 J i^ 5. il rAnfue ad ovest. per quanto ci risulta. ^ nella laguim di 2. v-vji) distin^eva cinque nord est.

91-92. Anlo sono molte pubblidel Mission ari esercitata si ad uso ^ della societa Ma 1' opera di costoro e anche sulla lingua del Daliome. Soltanto. Henr. M.19fi SECTION LANC^UES BE L'APRIQUE [18] raente studiata. . sebbene solo il ch tedesco abbia un valore presso che uguale alia fricativa sorda gutturale. tedeschi. Del resto. in cazioni a stampa. sulle particolarita dell'Anecho cfr. 1879) del missionario francese Coardioux. il Dictionnaire abrege Francais Dahomeen (Paris. che e nell'tiltiiua sillaba di questa voce. detta anche Fo. per es. GiAcoMO De Gregorio. stampa italiana. o Fogbe. * V.

. Eve » in base a dirett*' osserva- (M. (Edward Westermark) . D. . 129 Srction du Monde Musulsiax i ^ Poche parole sul movimento reli^ioso del giorno tra Musul135 maui del nord dell' India. Morris Ja127 Ph.INDEX Section Si^viitique Voci di origine araba nella lingua delle Baleari. (David Castelli) 57 La cronaca di Galawdewos o Claudio re di Abissinia (1540Ill 1559). W. Giacomo De Gregorio) 179 . TArciduca Luigi Salvadore Crli d' Austria) 1 antecedenti della Cabbala nella Bibbia e nella lettei-atura talmudica. C. Arnold) De I'activite litteraire chez les Arabes. (T. (Dr. (Prof. (F. Section Langlks dk Sulla Btruttura della lingua « zioni. Burkitt) 119 Sha'al. (Ignazio Guidi) Eine Tyrische Weltgeschichte des siebenten yahrhunderts. (Dr. l' Afkique. 143 151 Sul culto dei santi nel Marocco. Baumstark) 117 Note on the Evangel iarum Hierosolymitanum Vaticanum and the origin of the Palestinian Syriac literature. The name of Samuel and the stem strow J. (Emir Chekib Arslan).) d' Israel. Des premieres origines du peuple Edouard Montet). A.

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ACTES DU DOUZIEME CONGRES INTERNATIONAL DES ORIENT A LISTES ROME d899 .

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LrNGUISTIQUB GRfiCE ET ORIENTE ^^r FLORENCE SooiiTE Typogbaphiqde Florentike Rus San Uallo.ACTES DU UOUZllME CONGDflS INTERNATIONAL DES ORIENTALISTES BOME 1899 TOME TROISIEME (deuxi^he partie) SECTIONS: MYTHOLOGIE ET RELIGIONS. 3S MDCCCCII .

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440 seq.. . in particular. 467 seq.(ki. 227 and Rieu.8 quoted as Rieu.. 266 seq. ' seq. Catal. ' "^ In this respect tlie Collection.. of Compare Rieu. many works of and now its main * two distinct directions. 003 seq.. in tlie British Museum London. Supplement to the Catalogue of the Arabic Manuscripts in the British Museum (afterwards quoted as: Rieu.). 416 seq..... The Collection of Arabic MSS.) qui in pp. — Tnme III iJ ' I'm .. pp. 181 seq.. pp. 692. that have reference to Arabic Philology in general and to its ditferent branches. thougli one of the youngest. I .ment a l\ kfx'tiox nr moxdk mthulman) ALi IBN HAMZA AND HIS CRITICISMS ON FAMOUS ARABIC PHILOLOGISTS. 440 seq.. Besides its there brilliant set of historical and geographical MSS. Grammar. Suppl. Catal.im'l<5. 739 and Rieu. Catalogus Codicum Mnnuscriptorum Orientaliuin Museo Britaunico asservantur (aft6rward.. 544 seq. pp. 679 seq. ActtM du XII'"* Congrit dM OrUnlmHat»». Lexicography. 754 seq. great value During the last thirty years importance have been added. SuppK. 466 seq.. Rhetoric and allied and importance lies in subjects. 565~629. 689 seq. is an abundance of rich and rare MSS. See Rieu. liolds a conspicuous place among European libraries of Arabic literature and has some distinctive features of its own..

Slane's translation. I. 390 al-SuyutI. II. 8084) p. viz. 166 48. FlOgel. Or. vol. See also It is also very rich in Preface. William Lane in 1891 and 1893. called al-Askarl. p. the libraries of Alfred Freiherr von Kremer ^ in 1886 and Ed. Grammatische Schulen der Araber. my 'Ali spe- the Kitab al-ta^hif by al 'Askari and "ala aghallt the Kitah al tanbihdt al—ruwat hy Ibn is Hamza. * an eminent philologist of the ' * See Eieu. Suppl. 842 (Or. Or. = de fol. which formerly all belonged to Freilierr von Kremer. 4154-4219 and 4618-4657. G^schichte der Arabischen Literatur. though of Arabic literature are represented.^ In the series of important MSS. Brockelmann. 382. * The main references are given by Rieu. 302. There are two that have attracted cial attention. p. 3004-3201. p. which have been incorporated in the original Library". has gained fresh strength by the addition of the very valuable and interesting collections of two of the greatest Arabic scholars of the nineteenth century. Ibn Khallikau no. 177. Suppl. Suppl. vol. which very poorl}. Bughyat alwu*at fol. Preface. Or. bear upon philological questions are particularly noteworthy. repre- committed by the learned in the spelling and pronunciation of rare words and proper sents a treatise on errors names by Abn Ahmad al-Hasan Ibn 'Abdallah Ibn Sa'ld. Comp. Rieu has given a full and graphic description. See also Preface. Both belong to the as a whole libraries. I.represented in the different both in Europe and in the East. b. relating to the origin and early period of Islamism. p. Ansab al-Sam'ani. The properly called <wAa^\. II. see Rieu. Haji Khalifa vol. 415 . first. 573. p. * MSS. 126. pag. II. Ta'rikh Al-Islam b. ^ branches that yet the MSS. iashlfdt-literature. Suppl. p. viz. no. fol. Rieu. YII.j*^)\ i-jlxT. 254. viz.6 SECTION DU MONDE MUSULMAN [2] which Dr.

Al-Zubaidi. vol. 307. 111. VIII. Anthologie grammaticale. Brockelmann. 33 seq. vol. Mas'udi. Rieu. Anbari Tabakat al-udaba p. 385. Arabico-Hispana I. Grammatische Schulen. I. De Bossi. de Sacy. 382). vol.. p.iif work on dition and what was required by men of letters. I. Compare also Boisen in the preface to his edition of Ibn Dnraid's Maksura. Mas. p. p. and 241. 376 and note p. Abu'l-Mahasin. p. f**. no. The substance of his work has been given by Dr. p. Suppl. Escurialensis. vol. 149. 101. 261 seq. V. f*»p|J seq. Catal. 64. Muriij al-dahab vol. p. 20. the autlior also states that he has compiled a sive comprehen- and has been requested by learned men in Isfahan and Rai to extract from it. 131 p. p. p. Joardain. The * The references for this excellent philologist and poet are very numerous. ^\. 25 and BrGnnle. where mo«t of Comp. Bibl. in two separate works. 842. 322. He says: ^ The author starts by giving some cufourth century of the Hijra (he died A. p. Abulfeda.) p. p. vol. fol. Ill. a pupil of * rious instances of the trouble the ancients took in ascertaining the correct form of doubtful names. II. 258. 648 =: de Slane's translation. I. p. Hammer-Purgstall. p. 365. Dizionario Storico. 578. II. no. Brit.. and 136. der Arabischen Literatar. Biographie Universelle. Fliigel. Hdschr. what concerned the students of TraTasl. PAUL BR6*NNLE . 192. VI. p. Contributions towards Arabic Philology. 139. p. 87. 25<)4. I. 7 was born A. p. voL VI. Specimen. Part these references are given.^.. vol. d. p. Tabakat al-nuhat (MS. XXI. Repertorinm. Ibn Khallikan. Rieu in his scholarly and concise manner. Annales Muslemici. Gesch. Casiri. vol. 19 b. vol. H. ^^ . 293 and Abn Bekr Muhammad Ibn al-Hasan Ibn Duraid. p. Ehizanat al-adab. p. vol. vol. . * II. no. The most important of them are: Haji Khalifa. Rieu. Eichhom.[3] DE. arab. Wf*>t** . Arabische Literaturgeschichte. Fihrist p. p. in Gotha. WUstenfeld. 313 and SchafOten. H. Hamaker. Pertsch. Gfenealogische Tabellen. pp.

and at considerable length. Al-Nabighah. Tarafah and other ancient poets and these together furnish ample material for the criticism of the context of their respective Dlwans. in which the au- thor treats separately. 96^-158^: Difficult passages of the ancient poets and their corrections. .s have therefore decided.-57b: The doubts of the Basris.8 SECTION DU MONDE MUSULM AN The work. fol. Zahair. 29i. which is is [4] latter is the Kitab al-tashif. 159^-1691. cannot claim I in all its different parts the . Equally great value attaches to the second Tashlf' workj to which I have already alluded pose to publish in full and which I prowith a running Commentary. to more interesting portions. work is con- cerned. 4A*i^l ^IaT ^y^ v^:tfVjwaj_5 J^S^jit-i U^V itself The main interest of the work concentrates in the extensive section fol. 58^-87^: The doubts of the Kufis and their corrections. fol. di- vided in Babs. 95^-159^. namely fol. a? far publish only the this same interest. fol. a table of which given in the preface.£|. ot tlie poems of Imrulkais.: Difficult passages of the Hamasa and their con-ections.

Comp. I . 572. of the Brit. IV. This work is also valuable for its abundant quotations ot ancient Arabic poetr}'. and its various branches are touched upon in the course of difluse criticisms. Supplement. 868 and Rieu. ghyat al-Wn*at. the Kitah al-ianhlhnt. whom he received in his house. Abn Nu'aim Hamzah Ibn 'All al-BasrI. Supplement. The author starts by relating various anecdotes in connection with philologists with whom it was a constant practice mutually to point out and correct each other's mistakes and then separately mentioned he proceeds to criticize the following eight works. Bu172.^IaT critical observ' ations on the mistakes of philologists as he called *. 166. is by al-Suydtl. Rieu. when he repaired to BaghdAd. p. Tliis author. with his full name Abftl- KAsim (or. a good deal of which is not found quoted in other works of similar character. * is a rich storehouse of information. which however have not been preserved. Arabic Catalogue. • p. I. that gatliered round Saif Al-Daulah. 572. Or. 375) and belonged to the famous circle He was a great friend of the renowned poet al-Mutanabbl. 144 h.parts of which are by Htlji Khalifa. On Dlwan of al-Mutanabbi he wrote glosses. 781ft and MS. more particularly as regards Arabic Philology.(5) DR. The main the famous * work of 'All Ibn Jfamz(t. 328. V. VI. 48. pp. fol. 162. an eminent philologist of the fourth century of the Hijrah (he died A. was. by 'All Ihn Ifaviza al-Baxri. Rieu. Mus. 446. 333. the 'i\jj}\ PAUL BRONNLE iS- » viz. also called ijiij refutations. 486 ft. like al-'Askarl. Hajl Khal. H. the single . LaJUI oL^C^^' . * Ta'rikh al-Islam. fol.

insomuch as lost it gives in the criticisms fragments of the works. 206 and 205).fl . Yuynboll and Matthes). I. Mas'udi. Ibn Kuteiba p. Ill. Ill. Tabakat al-udaba pp. p. Grammati- Bche Schulen * Araber.. VA and p. William Wright made an excellent edition of this See on him Fihrist d. ^Y^p . [6] 65: The Nawadir of Abn-Ziyad al-Kilabi of al A'rabl. See on 'Amr Abu al-Shaibani : Fihrist p. p. p. 3. I. Ibn Kutlubugha (ed. 647 p. 2. p. notes p. al-nabat by ^ The Kitah Ahmad Ibn Da'ud al Dlnawan. Fliigel. V. II. . H. Arab. p. p. 30. 40. vol. p. Abhandl. |«'V*1 p. 6 . Abulfeda.10 SECTION DU MONDE MUSULMAN 1. Arab. Ibn Khallikan no.. Comp. and notes 243.. MSS. II. Abu'l-Mahasin (Ed. vol. fur die Eunde des Morgenlandes. 282. 85 = de Slane's translation. l|J«— l|Jfl. V. Fihrist. For al-Mubarrad Comp. \ vol. Ibn Khallikan no. These three works afore mentioned are non-extant or at least have not been found yet. Baghyat al-wu'at fol. H. Brockelmann. 116. which of course greatly adds to the value of 'All Ibn Hamza's work. p. 572. 285. Anbari. 71 Rieu Supplement. by Fliigel in vol. Hammer-Purgstall. Lit. vol. 31. v. 213. \y^' p. Ill. vol. 95. . Grammatische Schulen. p. vol. VV- . * Ill. ' The Nawadir Abn 'Amr ' Isliak Ibn Mirar al Shaibani. p. p. fl Haji Khalifa. Abulfeda. vol. * Y^^ and notes p. who died A. 210. fol. Lit. Of the following five works two have been accessible made by good editions. 210. vol. p. Annales muslemici (ed. wo died A. Fltigel. »^. 28 37 . = de Slane's translation. Reiske). (there are different records about the date of his death. 182. vol. *1 'I and notes pp. ^ 317. 139-142. pp. Annales musle- mici. 166. whilst three are extant in good 4. 46.* The Kamil of al-Mubarrad. H. Fihrist. who died A. viz.

II. f**t**f. p. 7. vol. p. PAUL BROXNLE 11 work. 538 fol. * Of this most important work there are MSS. Abulfeda. 20 6. Annales muslemici. VI. H. pag. Tabak&t al-udaba. II. Al-Zubaidi. 293. p. Flugel. Fihrist p. vol. 443. 345 Al-Zubaidi. Leiden 6. Schafiiten. 302 'Abd al-Latif 481 . H. according to 291/ the MS8. at Cairo and Constantinople and in the private library of Count Kitnb Landberg. p. p. 172 ande note 159. Lit. |JY^ . p. p. Grammatische Schulen. vol. The Idah « al-Maiiiik by Ibn al-Sikklt. who died A. no. . Berlin 1876. p. vol. by Abn'l-'Abbas H. [7] DB. = de Slane's translation. Arab. Grammatische Schulen. 1260. 325. Brockelmann. and on the foundation of this edition there has more recently another one been brou^^ht out 5. Arab. vol. v. 'Abd al-Latif p. Wtistenfeld. Gram- matische Schulen p. vol. Lit. Annales Muslemici. al-Muzhir.. Anbari. p. Ill. Geschichtsschreiber. 93. 27. Haji Khalifa. Specimen. Abu'l-Mahasin.. 85. Hamaker.. pp. Tabakat al-ndaba pp. Barth. 18. FlUgel. 80. tAA— t<!A . p. Bronnle. I. Contributions towards Arabic Philology. Arab. . 96. Arab. who died a. pp. Comp. p. no. lV«i . Hamaker. 10 6 . p. IV. 798 = de Slane's translation. p. 2. p. and Bronnle. who died A. vol. 486. \*^t** — h"'^. Biographie universelle. 167. no. vol. IkJdiyar Faslh al-KaUim .. fJf^V— p^t. flAA and WB . Tabakat al-udaba. Mir'at al-Zam&n. 244. Fihrist. Gharlb al-Mumnnaf b}' AbO TTbaid al-Kflsim Ibn Salhlm. Anbari. at Bolal^. Lit. II. . vol. I. fol. vol. Part * Comp. Abnlfeda. p. Al-Suyuti in vol. Abmad Ibn Yabya Tha'Iab. vol. 108: II. 118. p. 42. I. no. and Rome. FlUgel. II. of Berlin. * Lit. Brockelmann. Specimen. 107. Ibn Khallikto p. p. Ibn Khallikan m. Contributions towards Arabic Philology. p. Hammer. II. WUstenfeld. 282 and notes 248. Joordain. See Anbari. \\J^ p.11. I. Ibn Khallikan. I. Part ' II. edited by F.. vol. V^^ . p. pp. 224. 14. Anbari Tabakat al-ndaba |jVV. 164 j Brockelmann.

2041). I. VII. IV. Of this work I am preparing an edition according to the MSS. p. vol. Muntaka al-'ibar (MS. 167. edition of this work. 233. 126. Contributions towards Arabic Philology. Husn al-muhadara. 3042). fol. 122. 827. fol. 229: de Sacy. Hamaker. no. f^-^. p. work. I. p. vol. 1308. are in the British Museum fol. Rieu. Intro- Indices.. 215. 332. Contributions towards Arabic Philologj^. 365. Kamil. Anthologie grammaticale. 22 b: Grammatische Schulen. Flttgel. From criticised this short list of the eight 'All B. vol. p. Other MSS. * For Ibn Wallad comp. Bughyat al-wu'at. 89 6. is in different MSS. Abulfeda. Fihrist p. fol. 137: Fliigel. Lit. Mus.Library has caused to be recopied. Specimen. Suppl. Brit.. Grammatische Schuleu. pp. I. Annales Muslemici. 202. Mus.12 SECTION DU MONDE MUSULMAN [8] An Cheikho. Haji Khalifa p. 831. 100. no. p. Suppl. X. V|J . 158-161. vol. Paris and London. BritMus. vol. 17. Arab. Brock. Arab. furnished with duction. pp. 20 6. easy to infer the far-reaching importance of his Kitab al-tanblhai^ which oldest Cairo. " .. who died a H. p. Bronnle. vol. Al-Zubaidi. Lit. Or. p. pp. B^. p. vol. 5. 23 and 47 seq. Or. pp. 446. no. fol.. p.. fol. 117. vol. The best and MS. which are it is by our author preserved is Hamza. and Part II. of Berlin. Rieu. Commentary and critical Notes. p. Brit. prepared in Bey rut by Pater The Kitah al-Mak. ^ early next year. Part I .. ^ preserved in the Viceregal Library in which the Director of the. See Fihrist al-kntub al-'arabiyqa al-mahfuza bi'1-kutubkhane al-khidiwiyya al-misriyya.^vr teal Mamdud by Ibn AVaUad. 3006). I. 10518. 221. Brockelmann. of which there are extant is niaDy and good MSS. Bughyat al-wu'at (MS. p. Al-Zubaidi (MS. Or. 155. II. the Arabic part of which is ah'eady printed and which will appear 8. For all the details as to this author and his work see Bronnle. 131. Part II.

But. ' Neldeke in *' Zeitschrift der Deutschen Morgenlandischen (*e- eellsch.(9) DR. a rather dilapidated condition. as the skilled trans- matter stands. it is rather difficult to give a good and accurate text all the more so. Spitta. of the Viceregal Library in Cairo. There i» therefore no lack of MSS. formerly belonging ' Freilierr vou Krepre- nier. . but a clone and careful examination of tliem has shown me. Suppl. A fairly safe foundation and base is given in those parts of the work. and the great difficulty viously belonging to Dr. PAUL BRONXLE to 13 in London. 841. and it is manner and method. ". vol. p. for the critical edition only those copies are worthy to be taken into consideration. good many passages are party obliterated and scarcely legible. in the Pi'ivate Library of Count Landberg. that they have all emanated from the old and greatly mutilated MS. XL. 313 (1886). 672 no. is in which the original critical text is preserved as the case with the last five criticised books. that is in this original MS.. so that * See Rieu. The task of the copyists trying. was consequently rendered most very interesting to follow up the As a matter of course. in which they deal with their subject. They very seldom harmonise and frequently stand in diametrical opposition to one another. as the work is teaming with poetical quotations. which are compiled by conscientious and cribers. for a satisfactory critical edition lies in the fact. in the University-Libraiy " at Strassburg and another MS. whilst others have been so frequently altered b}' different hands that it is utterly impossible to A make out with certainty the original readings.

H. But there remain other sections. Arab.. Leiden hersg. in the original text. which is in his private possession ^ . Brockelmann. Lit.U we SECTION DU MONDE MUSULMAN are able to restore [10] many parts of the Manuscript with tolerable safety.ituri. Arab. . vol. Lit. p. is which nonun- extant or at least not found yet. some in the British Museum and the India Office in London and some in the University-library in Leiden. I.. to try to bring within his reach every source of inform- ation which possibly might throw light on the text. 60. Prof. XI. The criticisms derlying the text olten give valuable hints for the right method of reading the criticised work . 335-342. Mtiller in " Sitzungsberichte der Wiener Academie der Wissenschaften " 1878. w^hich are generally not so easily accessible. D. that the editor's task must be. 60. al-'Ajjaj and Ru'bah Ibn al-'Ajjaj. p. Nach den Handschriften von Constantinopel. pp.. particularly those of Dhu-1-rumma. In this respect I made a special point of going to the sources as far as the unpublished Dlwans of poets are concerned. MilUer in Vienna kindly lent me the Dlwan of al-'Ajjaj. the Director of the University-library in Strass- burg sent ot me for my use in the India Office the '^ Dlwan Ru'bah Ibn al-'Ajjaj and some philological work and the MSS. 313. * Wien 1896. See Noldeke in " Zeitschrift der Deutschen Morgenlandischen I. yet there still remain so many riddles to be solved. namely the criticisms on the first three works. of the Hamasa of al-Bul. Bittner. vol. underlying the criticisms. Gesellschaft " vol. regardless of trouble and loss of time. Through the kindness of different Arabic scholars I have been enabled to use a good many MSS. Kairo und p. of the * See D. H. Das erste Gedicht aus dem Dlwan des arabischen Dichters al-'A^^ag. Brockelmann.

p. one exception to this Comp. Yet there remains still the question to decide wherein this particular value First of all. al Ferazdal^ and al-Shammakh.. In striking contrast to this Qamza. So I liave done everything in my power to prepare an edition as good as possible with the materials to hand.[11] DR. and enough for it must be said that as a whole he exhibits himself as and him to venture a greatest of the Lughawl's are good rather an Bassrls. to these I had accefts in the Bi-iti^h Museum and in tlie University-Librarj' in Leiden respectively. rule. PAUL BBONNLE 15 Diwans of Dliu-l-i*umma. and pointed out that indeed it ftirnishes some of the most systematic and effective documents of the ancient Arabic Philology. and to point out the errors of the Barjris as unsparingly as those of the adversary school of the Philologists of Kttfah. they receive the old traditions and accounts without much critical raisonnement. namely in his » . 673.* There is. The Arabs are as a whole of a rather uncritical disposition. no. however. 842. lies. For the philological side of the work I had the rich treasures of the British Museum at m}' disposal. 'All Ibn belief in the authority of those old linguists. and place an almost absolute stands our author. in its pronozmced critical character. unjudicious exponent of the school of the In fact one cannot help realising that 'All Ibn Hamza. I have already dwelt on the great value which attaches to this work of *All Ibn I^Iamza with respect to both the various branches of Philologj' and the ancient Poetry. The very first critical passage with. Rieu. Suppl. although belonging to the school of al-Ba5jrah made it a rule to be fair and impartial.

pp. . It will indeed be a most interesting.. to balance the views of the criticised authors and of their difi'erent critic. I. Bronnle. lexical. From the very outset he indulges in such scath- ing and sharp invectives against this consummate ma- and aesthetics. Arab. amount ical. 39 seq. 34. of rich material. although even in this case we cannot refuse to him the possession of an exceptionally critical spirit. Contributions towards Arabic Philolog}'. Lit. probably emanating from a certain jealousy of Mubarrad's high scientific reputation dragged liim too far and made him unjust. 'Ali Ibn Hamza. a masterpiece of deep and well-founded philological knoAvledge. where a specimen of the work is given.16 SECTION DU criticism. which are not known * Comp. he touches upon almost the intricate problems in which Arabic literature is so Specially noteworth}^ in this respect are the nume- rous references of 'All Ibn Hamza to the observations and remarks of other authors. one against the other. I shall have to knowledge of the Kitab al-inmf by al-Anon the controversies between the schools of Basra full and Kufa. though rather difficult task for the commentar}'. 115. graph. Brockelmann. 11. ^ the Escurial his criticisms and Constantinople. as it is preserved in the Libraries at Leiden. grammatical. In putting forward our author piles up a remarkably large and geographical abundantly rich. that we are bound to admit that his pronounced dislike. historical all in fact. with which ster in philolog}^ I propose to furnish the critical edition. For this purpose. and as tar attempt a final decision. as Mubarrad. poetical. to on which side the right really gain a bari lies. as is possible. Part II. that MONDE MUSULMAN [12] eopiouy on the Kamil of Mubarrad..

to briefly alluded. neither are they to be found I have turned in well-known sources to which the hope to find out the parallels. At the same time there are to be found many poetical fragments. which appeared Beirut 1895) j'^et the overwhelming richness it of the Arabic language renders ducts of this most desirable to bring witliin the reacli of the oriental student still other proiV^rtw. afford a certain guarantee that the Naufidir-hooks^ composed by the same. Tliat this is indeed the case. lies in the fact. other hand. the Kitrib al-tanblhnt most valuable contribution towards ancient strength. which. the Kitab al-nabat by Ahmad Da'nd cU- Dinawari. as Ibn al-A'rabi and aKShaibanI. al-farld. are preserved neither great Arabic Dictionaries. Saftifij the alr- the Tnj the Lisfni al-Arab.«r/iV-literature. which are non- extant or at least are at the say. a careful in examination has shown me.. nor in the great Adafj works 'Jkcl as the Khizdnat al-Adab. on the b.[13] DR. Although one of the best specimens of the rich Naimdir-\\iQYQ. PAUL BRONNLE 17 to lis through other sources. the al-AW(\hi two Nauadir-\\ ork^ and of Abu 'Amr (d-Shaibani moment lost. in less And from exhibits a this point of view. the Nawndir of Abn Zaid. that is to of Aba Ziyad al-KilabI ^ and. The names of such accomplished masters in philological matters. etc.t\xYQ has been made accessible by a good edition (viz. w*ill open up and enlarge a new field in Arabic Philology. that it Arabic Poetry. is abundantly and conclusively shown by the remains of tlieir works as pre- . as the '^Arns. The main which I have already contains criticisms on three prominent works. however.

in order to give some idea of the character and aim of the critic 'All Ibn Hamza. as the custom with these old Lughawl's. It must. how much importance which is bj^ is to be attached to this conspicuous specimen of the ancient x^rabian botanical literature. by three lost al-Dlnaicari^ I scarcely need to point out at greater length. Wissenschaften zu Berlin iiber meine arabischen Studien am British Museum zu Lon- don » I made a humble attempt works . As to the Kiiab al-nabat. in as selected those parts to much as he has only which appeared to him particularly jet by the yery character need correction. be said. At the same time. power and of his reviews we are enabled to reconstruct many valuable fragments of these lost works. Although that author in his critical reviews has availed himself ot a rather eclectical method. that from -the general drift of thought and language observable in the preserved passages of the work. I have endeavoured by reconstructing the two first works to point out in each single passage which way the criticism sets in and show the point of view taken by the critic. as substrata for his philological critical sagacity. and to link together these disjecta membra.18 SECTION DU MONDE MUSULMAN [14] served in the criticisms of 'All Ibn Hamza. . ''the book of the Plants'. we are justified in concluding. Akademie d. no means richly represented either in printed books or in MSS. In my « Bericht an die Kgl. however. that al-Dlnawarl deals with his subject much more from the philological is point of view than from that of natural history. to reconstruct these by disentangling their underlying clauses from the complicated and intricate passages of the criticism and detaching them from the context.

in the first place be taken into due considera- . Mus. is one of the most noteworthy and complete systematic Dictionaries. It is preserved in i three MSS. Gierz. the Mah ai-mantik^ the main work of the great philologist Abn Ynsuf Ya'knb Ibn Isl^alj: Ibn al'Sikklt. Til us PAUL BROXXLE given in 19 after liaving short outlines the and most striking features of the relation which exists between the critic 'All Ibn l^&mzB. the GharJb al—Mti^aJinaf b}' Abf* and the Kitnb al-mahfir nal-mamdnd by Ibn Wallad. Dr... The second work. of Berlin. the Gharlb al-MiLmnnaf by Abu 'Obaid. the pupil of al-Kisa'i and al-FarrA.. (Brit. according to the letters I have received on this subject from Prof. and from Dr. as is tlie case with the Kitt^j IMi al characteristics main mantih by Ibn 'Obaidj al—Sih'kit.[16] DR. and have thoroughly it for purposes of comparison with its criticism. for a forthcoming edition. Dragoman MS. are quite modern. undoubtedly studied the Brit. Mus. Cairo and Conis in Leiden. Whereas the first two MSS. and in my ) opinion it should be edited. and the authors criticised by him. Director of the Viceregal Libraiy in Cairo. The best of these I MSS. The first of these. will be edited in the course of the next years by Pater in Beirut. to the German Embassy it in Con- stantinople. one in Cairo. Moritz. in conclusion. the is in the possession of Count Landberg of ratlier an old date and must. Cheikho according to the MSS. one in Constantinople Aja. Sofia private library and the third in the of Count Landberg. I have. to add still some words about the last category of criticised works.). namely those which are extant only in MSS. Escurial. London staiitinople.

to By for the best is that in the British Museum. I have that myself undertaken an of the Tanbihat. Wetzstein. F.20 tion. as the original work of Ibn Wallad. Brill Leiden. what has been There are three MSS. vol. Paul Bronnle. as a forerunner to am glad to add. both on account of other its age and its correctness. I sliall [16] have to study thoroughly — of the whole section — the Kitab alsame time the makmr waH-^namdfid by Ibn Wallad — who belonged to last this work. I have been compelled to form an opinion about them which is rather contrary to that of their chroniclers in their various catalogues. . SECTION DU MONDE MUSULMAN In any case. Kg). Luzac and Co. and at the As to the third work of this category the Egyptian school of Arabic Philologists. state. for purposes of comparative criticism. and I edition.^ are looking upon this Berlin MS. * The book has now appeared uuder the title: "Contributions I. previously belonged. to whom the MS. Bibliothek. Arabische Handschrilten d. Part I^iden. in his short ^ and Ahlvvardt in the great Berlin Catalogue. in Paris and in London. 6940. As the MSS. respectively in Berlin. by Dr. and in the Introduction to the edition I have endeavoured to give a written upon this question. of this of summary woi^k. and the Librairie devant E. Handlist II. * ci- is already in an advanced stion The treatment of the maksttr-icd'l—mamdiid quewas quite a favourite one with the old Lufull ghawis. ' Ahlwardt. no. which will be published by Messrs. VI. 1900. that the print et Imprimerie. 1720. But a close examinHandlist fnot printed * towards Arabic Philology". London and Wetzstein. of the book. Berlin. London. Both.

is totally left ation out. is in fact not the original work of Ibn WallAd..^^ edition of this series » work by Ibn Vallad forms the title « Contributions totrards part of a under the in Arabic Philologyy which I propose to publish some * For the details CSomp. Coutributions towards Arabic Philology. It not only greatly differs from the other two in the prosaical sections. but also the ahawnhidf the loca probanda which form. are almost entirely omitted. in reality contains the fragments of quite another work which I have not been able as yet But from its contents I think myself justified in drawing the conclusion that it belonged to one of the numerous works on tlie 'Masculine and Feminine'. But he has overlooked the fact that the latter part of this MS. convincingly shows that the Berlin MS. dhakkar ira't-Mu'annath. a Kitnb al-Mufiilly to identify. BrOnnle. Part II. The ^V. has led me for to the conclusion that the Berlin MS. the backbone of a standard work of Arabic Pliilology. but only an extract. as it were. PAUL BRONNLE 31 and careful comparison witli the two other M8S. is described by Baron de Slane as containing whole tlie work of Ibn Wallad. and a rather poor one too. and this in connection with the fact that the second and shorter. On the other hand. — ToiM III — C8*« Parti*) % .[17 J DR. Aetti dxi XII"'' CQttgrii dtt OritMmUtU*. written lexicographical purposes. the merely grammatical portion of the work. particularly The only * portion of this MS. although written by the same hand and with the same ink as the former part. exliibits merely an extract of the original work. the Paris MS.. is tlie Introduction. that agrees in the whole with that of the otlier two MSS.

. As I have pointed out above. The main part.. Mus. of Berlin. which forms such a notable landmark wide realm of Arabic Philology.Init is troductions. as far as Commentaries in extenso deemed necessarj^ with deahng with the different points in question. I methods think appropriate to annex a few examples. 'book of the Times'. and. now complete on subjects which attract the critic's particular interest. will round which form the edition in two in the of the Kitab al—tanblhat. of the Royal Library in Berlin. and the Kiidb al— adddd. of the Brit. and some other valuable treatise on Arabic Philology. however.. but always . contained therein. The lished series will besides comprise the two unpub- works of Kulruh both according to unique MSS. furthermore the Commentary Abu Dharr on the Biography of Muhammad by Ibn the unique Hisham. and of which I have had great pleasure striking features in giving in brief outlines the most characteristics to the and main Mu- hammedan gress in Section of the International Oriental Con- Home. according to the MSS. according to MS. treatises the criticisms are generally of very different length. the criticisms of All Ibn Hamza.22 SECTION DU MONDE MUSUL]\IAN [18] of the most interesting documents of the oldest Arabic Pliilology and to furnish the editions witli literary. all the others are vols. grouped. Constantinople and of the Escurial. the main source of Kitab al-addad by al-Anbari (edited by Houtsma) according to the unique MS. especially on the poems. the Kitab al-azmine. now short aphorisms. critical it In order to convey an idea of the character of 'All Ibn Hamza's literary style and of the he has adopted in his reviews.

* See Kamil (ed. \>\'B . * cU^I * "Ji^ -i^^^UVj ^M«=^5\ Ju:iJ\ l-Jl 4*5 IjU li^iftj By C. Wright) VYfl . II. IV. Lisan aU'Arab. Of all these eight criticized works there is none which has been so closely scrutinised by our author as that famous work of al-Mubarrad.. ' * The Kamil reads «JJ«3 ^LRJu**)^ Most of the MSS. whereas in the second the critical zeal seems to be somewhat lacking. The first of the two examples which I ap- pend to the foregoing essa}*. in the notes is meant the Cairo MS. (formerly belonging Freiherr von Kremer). J^^^J *°^ *8 ***** quoted in al-Sahah rflt and XI. Mus. 18. particulary in its first part.[19] DB. by to K the MS. 8 . of the Brit. ^'t^f*'. 1. Taj al-'Arus vt. is taken from 'All Ibii yamza's criticism upon the Kamil of al-Mubarrad (edited by William Wriglit). PAUL BEONNLE 9B supported by a most liberal display of poetical quotations. ^A. . by S the Strassburg MS. 1. 1. = Cairo edit. read f>^' • * The verse is attributed to t^Uoj\ iji O^. ftAi .

Koran.1 [20] _ . verse 6. SECTION . ... Sura XIX. jJ^I (Ijet <^j*C^ as Active). Kojan.^^cut^ The whole verse is mentioned in Lisan al-'Arab XIII. % . . tl "i ySj JUj aUU ^^^5al1 J^J^^ L^^iXo s>^^ ii^t ^^.. K and S read ^yA^ X f*'A^ ' MSS. C and K yS^j^\ and Lisan vocalizes * This verse in also cited in Taj al-'Aius al-*Arab * * XX. verse 78. Sura XVIII. )f^A with the second hemistich running as follows * ' MSS.24 ^ W f . DU MONDE MUSULMAN .

where the second hemistich reads * Koran. ^y jlj*** f^\jj }j* i\^^ v-=.t . Sura XIV. p. f*» . « ' Koran. Sura LXX. PAUL BE6'NNLE i^\ *^ 95 jL-d IS^^ cfiy^. . Ahlwardt.^i'> U^^. 19. Lisan al-'Arab XIV.^mJuJI «-^^ J^\ ^Ij Utfltf ^UV ^UM ^j •3)>>^^) ^^-« ''/t>^' U^J y^i^*o %\m ^y ^J^mij (»^^^ (^j]jj U A^ji\ t^a^ L«c!^ ijiAil Juft\ =* ^jojv J\j" . verae Comp. O^ ^ 4 ^ dT ^ O f\.j^L-A>»lj cJj >JM cr <. fl. verse 20./ Jyb UC^ Jui>U3l O^ ^ jjjujj Sjs. verse 27. Six Divans.[21] DE.^^ * I^aJLc vjISx **oI^j ^j • Koran. Sura XIV. ^A6.

\> 1. with 4^' . for 3. f*'A^ |J*i^ and Lis&n al-'Arab » XX. Ui. Kamil Wright is p.. * The verse not contained in the Diwan of al-Shammakh (MS. (ed. B.36 SECTION DU MONDE MUSULMAN [22] Jf\y«j J^ao yJKi Sj^ ^j\^^ ^'^ SJ^^ Uj [fol. * K and C read J?^mJKld\ I .3\ _J^^ 4>>t\9* <^^> /r* S«^<^U^ ^ ^LJkJ\ * JUJ JU* UT u\^^3j v^3\ Ui»U ^^UlU The verse is by Labid and quoted Taj al-'Arus X. Leiden). t^^. S^b^i 0^^ 6] ' 59 :y^\j fcjLoV^ U^aJ^ Jv«L L>fi^3\ j^jP 3 .

The vera© 18 by V * I 0_8»> ^J' Kdmil reads ^-»ib ' K reads L^)^^\ * Koran. XVIII. t^ -Aa)! Joo^ )ij Jl JUO Lf al-Arab .4mJI J^A l<^ ^^a^jXj * ' J^_^ J^ JJ^\ JU' s^^aTj C^ ^ * m ]^j ' s^7^ AaU 4 Lisan f 6^ ^ f a.il 'l-i^^ >W * jt\^i^S jj<^^ u^wkA3\ ^umJI^ ^4^1 _^«Jt^ ju^L. Sura XXV'I. PAUL BR5nNLE 27 * [aj\JLii\ ^—-t*. . t6^ reads A*Ufi:^^»fl-«. verse 44.[23] DE.

^ ^ X . a:^L^ 4 O^ X> * A ^ o-?^ v«:^-^j\j ^X V/ # t*^ o ^< . 60a] »«>^^ (3 • J^y^ ^y^ *^^ o-* ^ ^^M-5 X -» -^ ^ \^ C T^ y ^9 I-^jJl^u i/^«>^^.. %-«<>J\j ^Wj \*f. .^ ^j '^^\ [fol.28 SECTION DU MONDE MUSULMAN «' [24] ^of fti>^ v.^lAj^j<i4^i liXtfi JUi Lu4M <^Ljt^ JL« s«>v.

«v^y»&) fore v^w «^i id Ttij al-Arus \^^ '. this part of 'All and the edition of worth will largely tend Ibn Hamza's to throw light on many difficult questions relating to botanical matters. is also quoted with j^^^Y . PAUL BRONNLE » 2. VII. Lisan al-Ar«b III. yst .[26] DR. But all the same the scien- result for this rather neglected branch of Arabic science remains a considerable one. but from a tific philological standpoint. ^|J«1 . y^^y^ ^)} ^ikjJ^ ^\ ifj^j [fol. as Arabic works relating to botanical studies are exceedingly scant}'. . VII. XIII. It must however be borne in mind that it is written not. from the point of view of natural history. as one miglit expect. with diflferent variants. \Y>^ and XIII. work is the more important. ^16. 28J * The verse IT. As the second example I short passage of 'All have selected a Ibn Hamza's critical review on Tliis the Kitnb al~nabat by al-Dlnanarl.

j^k^*«\^ aiuo» ^\ Jj^^j t^**^4 *v^^ j^-^j >r>^ J^^^ ^ ^ " X "^ • ^ *• * The MSS. U^ ^o. »Lmm (T. ' Comp.J^ Joi^ o^^-^ i^ f^^. * K transponed fLi\j ^Ui\. read j»VC In .Arab VIII. See also Lisan al. quoted. where the whole fi^'^*' verse is al-'Arab XIII. c.Jjij j^sswU Jyill^ Li». but the reading of the Dictionaries >»>* is preferable. ^-' -* > i *^ '^^'^^^ (JO A . f*»|J.|i' fL^\ A^ 0[^^ L^iL-^. f^t^^l and XII. like Lisan and VII. 1. Taj al-'Arus VII. f^t*"' ^^® hemistich running as follows f .^'^ ^' 4^j a^ss^jc* flail '. 'ilkm \jj^).30 SECTION DU MONDE MUSULMAN [26] J-f^^^l^ J-H^l^ Ja^A**\5 >^4!^ ' ''-^i^ *^^\ o\i. p6^*' . is ^*i^ where a similar verse by Ibn al-Rika' quoted ^V^U* ^ ol nii\ S'^^^ .^>-^ ^Vl?.

[27] DB. ^iY^V and III. 'Aiab in. PAUL BR6'NNLE 81 »\j^j::>l U 4SW jj^^S J^^Ui 4. t^t * Also quoted in Taj al-'Arus I.».>^^W3\9 J"^^ s^>S^ AiyU« ' This verse is also cited in TSj al-'Arns IX. VV^*. ^\ Jlj-_5 'J^^t ^4^ 1>^Lj ^>^ 6oJ^ i.lj^\ L?5 ul^^-« wTU^ U^AmJ\9 A^m.^ <S^*^ Lm^\ ^_^ju^ jj_^) ^'jjjyj -^j^ Jh^^ jUa^l J%a3\ iilul:*.^vji4 »UI\ Z'^*^^^ (>^^ ^ - — ^t^lj ^3 i^ft . JUUi3t^ ^X^ '5. *^\ (everywhere with 0(V^^ QV*^/* . Lisin tor al). a* and Lisan al-'Arab XVI. \\^ and IV. Md and XI.

Y notes onl}^ this version of the verse. Paul Bkonnle. ^>«<»>jar>«C1KMci>'Sr- . ^. * The second hemistich runs in Lisan al-*Arab XIII.32 SECTION DU MONDE MUSULMAN [28] Jbl^l li\j ijjt^ ^^yf^ »>^ * Lisan al-Arab XIII. )f\^^ as follows De.

le plus souvent. Le second signe ayant Plus Ibis. page 246 (Mars 1891). voir AcU* du X* Congr^ des OrientalUtet. pour la la valeur y a premiere ' il Tequation de deux signes. Session de G^enSve. j'avais cru attribuer a Tautre signe cette tard. p. ce dernier (5t^ trace sans Voiseau couch4. il meme lecture. lit qui. Dans un 8 ans. on serait peut-etre tent^ d'y voir le lit si frequent aux representations tuneraires. dans la plupart des cas. est figure portant une momie * On pent Pour les deux pi-einidra de ces articles. article paini dans les Proceedings. avait est de reconsigne naitre que. reconnue de mfik. tbis. Proe€9ding» XIII. 123-188 et * Sphinx II. . se demander: Que represente ici le signe simple? De prime abord. 1-10. m'a ete permis de constater. IV. p. Toutefois. bien juste des la partiaite exactitude de la lecture mnk attribute il par moi a ce signe.NOTES DE LEXICO&RAPHIE EGYPTIENNE TROisifeME Article ^ UN SifiGE ET SON NOM. j'ai eu I'occasion d'etablir.

Cfr. » . corame dans Texemple qui ton se traduit ainsi ^ « Je place ton coeur hdti sur son tr6ne onak tre ou le parallelisme des membres mon- que les deux signes representent des notions synoanalogue a celui que nous venons : nymes. p. ex. inadmissible. Le Temple d' Edfon I. Si premier repr^sente un a momie. nos annotations lexicographiques en fournissant en quantite. Je conclus a cette s'ecrit ». signe ne s'emploie nuUe faut done etablir une dis. cet ordre. derniere explication par suite de differentes raisons.. Guide du visiteur au Musee de Boulaq. les coeurs du cycle divin a leurs trOnes mak le II serait facile de multiplier nombre des preuves de p. ».84 SECTION EGYPTOLOGIE * (2] couchee. o Horus. note * Maspero. decrit par Le dit siege est Maspero ^ en ces tennes-ci: « 2364 — Bronze • Au mu86e de Florence il y a une reconstitution moderne du sigue hi^roglyphique mak. ^ . k * mon sens. 796. p. un siege en miniature qui semble reproduire sous forme plastique le signe qui se transcrirait mak. 177. Le Temple d' Edfon I. une le second est sans doute a rdgarder comme il sorte de siege. ex. Sphinx II. Mais I'^spece de sopha qu'on a cru devoir construire h c«t effet est. D'abord. 114. 1. IjdH s'est joint ^ « Ton a son siege. page 50. Puis. Mais quiconque examine le II les textes des basses ^poques trouvera vite que part dans la A^aleur mnh. • De Rochemosteix. siege : p. Un exemple d'alleguer se traduit de la maniere suivante coeur db. il y a au Musee egiptien du Caire. tinction absolae entre ce signe avec la momie le couchee. y a un mot egyptien maket qui « a I'aide de notre signe et qui se traduit coeur ab sur son siege. p. qui se lit sfer^ et celui qui se lit lit mak. Db Rochemonteix.

ainsi Le meuble decrit le par Maspero a sans doute son equivalent qui est debout visi- dans trOne sur lequel le roi Chafra. Devant le fauteuil. ficative il donne quelque part Tediteur Le Temple (TEdfou. un petit trian- gle J a la momie que « plac^e sur le En » consultant la representation citee d'apr^s le catalogue de Berlin. Lee deux : bras supportes par deux lions passants le dossier est un vautour personnage les pieds. Fauteuil de divinite. fait mention dans qu'il En troisieme lieu. je le rappellerai y a. la note « Jl que voici faut substituer lit > . on la pouvait supprimer en dessinant torme conventionnelle pour le mcik. : en bas de la page. est represente assis. 2261. 496 de recti- y a. Seraptium. un bas-relief d'epo- fait voir un roi assis sur Cette derniere forme de notre signe nous ser a la description qu'en pen- de r ouvrage intitule cet ouvrage. 105 . L'^pervier sur le haut du dossier du tr6ne royal correspond blement au vautour dont Maspero sa description deja citee. AUertilmer nnd OipsabgilMe. au un trOne fait Mus^e de Berlin. * dessin k la page 405 de Ausfilbrlicht$ Verteiekniu dtr gg.sous que recent qui nous (mtlk). Pag.[8] £ARL PIEHL 0"* 85 H. saite. Berlin 1899. pour quelquefois commodite. ' Voir ZeUschrift Voir le XXXVI. page 3. 0"" 078. on voit de suite « le petit triangle » A montionne par le dos- r^diteur du sier Temple d'Edfou est simplement la de notre siege. dossier que. larg. qui deploie ses ailes afin de prot^^er le assis. N. Ep.. un tabouret pour » C'^tait probablem6nt un Harpochrate qui siegeait sur ce tr6ne. au Musee du ^ Caire. .

I . La forme avec un oiseau couche que nous en avons citee.36 SECTION EGYPTOLOGIE [4] Des observations qui precedent il resiilte qu'il y a eu en Egypte nn siege ou tr6ne appele mdJcet. sur la statue de Chefreu. a la forme d'un epervier couche. au debut de cette note. . qu'il faut bien distinguer d'avec le lit. monument dont « le dossier est un » oiseau « qui deploie ses ailes afin de proteger le personnage assis » Toiseau. d'un monument de cet ordre conserve au mus^e do Ghizeh. Karl Piehl. rappelle la description. mentionnee d'apres Maspero.

e qiianto i nell' atteggiamento di saltare. — — (V* Partta) .DI UN BASSORILIEYO DEL MUSEO DI PERUGIA La meiite rappresentazioiie del basso rilievo e evidentefacile assai a essere spiegata: trattasi di un Fauno che mentre suona la sua fistula h in stato di / J Maui* priapismo. alia hissuria. si Sappiamo Faiini. proclivi abbandonas* sero alio piu diverse du tbraio orgiastiche: le indefinite Tome III AetM du XII"** Conffrti OritntmlittM.

credo lo ripeto. che arte etrusca. della Misia. o piuttosto opera addirittura di artisti non etruschi. evidentemente inutile. abbia avuto una vita sua propria e originale assai ristretta: 1' influenza roniana cli'era per elleniche . e che alle riconnettono quasi della esclusivamente antiche tradizioni Grecia i trovarono modo di meglio affermarsi quando Greci meri- poterono espandere la loro influenza nell' Italia dionale: e cosi quel contatto piu diretto con chi ricor- dava agli Etruschi le glorie di le un mondo del quale si erano assimilate condo. 1' greco-romano. riverbero V esplicazione delle concezioni si nianifestava in Etruria anche prima che la popolazione etrusca fosse politicamente assorbita dall' elemento invasore. non poteva non esser tee percio. non sara. della volta. lo svolgimento della con- cezione artistica e evidentemente improntato alle me- morie de'culti dell'Asia. arte. credo. Ma le popolazioni della Frigia. 38 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS che ne conosciamo per opera [2] rappresentazioni degli ci scrittori e degli artisti nelle arti figurative non con- sentono pertanto se d' illustrare un argomento notissimo. II nostro bassori1' lievo elegantissimo appartiene al periodo in cui o. I ricordi che la gente etrusca aveva porta ti seco si nelle sue peregrinazioni. che sia impossibile definire di con precisione quali molte memorie lasciateci dagli dell' Etruschi sieno prodotti arte nazionale con influenza della raffinatezza estetica importata. 1' pu6 dirsi die. alquanto di verso: non per un punto di vista qualche osservazione sul bassorilievo perugino. Ed memorie. avanti tutto. alia loro Ion- non avessero subito influenza di un piu I . (/aria ecc. per dir piu esattamente. pro- priamente detta..

L' aggruppamento ricordati. ^ Toriginalit^ della concezione in questa mirabile scultura. viva in ricordi vizio. trionfa mirabilmente agli occhi deirinvestigatore nel bassorilievo peinagino. di concetti atavici. ri- e figurato nella clie prima base prospettiva: quel serpen te culti orgiastic! esce da 11a cesta al suono della fistula oltre che ricordarci i non pu6 non chiamare seguenza alia nostra. a tire apparentemente.[3] G. che unite insieme costituiscono la mitologia comparata. Non 6 un satiro come un altro: c* fe qualclie cosa di accessorio vece. delle Basterebbe non dire da di varie fomie del culto immortalati cibelico. e che in- mio modo di vedere. Era una pletora di lussuria che finiva per soggiogare i vinti Etruschi col tascino della brutalit4 lontani: il elegante. anche Catullo neir Atya. fatto vivo con stero d' arte. sempre sin- ceramente anche se apparentemente discor- . completa la scena: illustrate il Sa- cosi vivacemente scolpito e da quanto prodigiosa. lia Ma chi non al- visto de' satiri nelle gallerie e nei il musei? Quel che veramente distingue tri. e dei tra- viamenti passionali. accessibile alia fantasia gia corrotta popolazioni conquistate. DONATI ricordarsi. mente la trasmissione ereditaria di certe idee che nel mondo greco-roniano e per coniei*atici anche nei popoli soggiogati fanche trovarono ampia come gli Etruschi) maniera di svol- gimento. Sarebbe trovarono o inutile citare s' i nomi degli scienziati che il ingegnarono di trovare bandolo della matassa in quella congerie di rappresentazioni ideolo- giche e tradizionali. anche nelle magidi sue espansioni piu abonninevoli. per 89 tano Oriente? altro. nostro soggetto da tutti gli cosi parmi.

figure come per finire es: il Die Krishna nella sua duplice 1' qualita di chiaro e di scuro. IGO. nota per la quale torna in mente quelle felice scrisse il il che con sintesi un grande maestro. — It is thus that mythology arose. il a quelli infantili de' selvaggi concetto della condi principi trapposizione e del ravvicinamento eteroti- genei e cestante. ^ Del resto e troppo note: raale e contrasto nelF ordine di certi concetti principio della lotta fra alle il bene e il comune si razze t'ra superiori e alle inferiori. Dio e Lucifero. lotta che manifesta Indra a Ahi. dove i due principi sono anche uniti per volonta di i artisti (canteri e rappresentatori delF arti figurative) quali altro corrente. and thus that to be must be interpreted if it is more than a mere conglomeration of meaningless or absurd stories. it II. Ma il contrasto piu curioso e perci6 degno di essere richiamato e quelle che nelle tradizioni anche piu vetuste pote infiltrarsi nel parallelismo del concetto della vita con quelle della morte. noi possiamo trevare assai spesso nelle piu antiche memorie. Chips from a German vorkshop. genti. tante die arte indiana ha ta- dovute per rappresentarcelo materialmente gliato per lunge a due coleri diversi (fatto del resto che ritreviamo anche in altre rappresentazioni vislinuitiche nen possiamo nen ricordarci delle antinomie che pre- ' Max MtiLLER. Ora se consider] amo certe piche. nen facevano che rendersi eco ledele concepimenti de' nostri della per conoscer la quale conviene risalire alle sorpro-avi. la luce e le tenebre ecc. Dagl' ingenui dalle piu eleganti manifestazioni tine delle civilta antiche. e lo svelgimento di tale parallelismo.40 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS e la [i] danti. che giunge talora alia unificazione. Auramazda ed Angra Mainyu. I .

ucciso da Indra al quale inoltre aveva impartito certi insegnamenti: dunque ritroviamo che quel buono. DONATI arii. Io sono ma uc- e senza aver commesso convinto diversi re- pertanto che la unificaziono tipica in rapporti <ia indiscutibile: altrimenti le antinomic apparenti ^terebbero lettera morta.(6] G. Un altro esempio. colpe. la quale ritroviamo sotto altre forme e con nomi diversi. tratto dal Rig. principi.. eppure troviamo questa stessa figura Tvashtar. bravo e desiderato Tvashtar. cattivo. ». nella personalita del dio (. 41 senta il pantlieon venerato dai nostri padri Una di perplessita. per e d'altro. anche etici. una confunione non dire i sugli stessi attributi delle divinity 6 evidente nelle piw antiche memorie quelle popolazioni. il i testi che noi ecc. se ripensiamo alle mistiche sue nozze con Durga. non solo disprezzato.Veda sullo scambio della personificazione mitica: noi troviamo e Tvashtar che * non solo amico ma anche sostenitore degli Afigiras e tipica. conosciamo sono prova evidente che (' beato^ WfelicBj il spostato: diventa addirittura il maligno. e ciso. e prcparatore della via agli Dei. II tipo di provenienza diretta dai culti delT Asia occidentale... 79. il Rig-Veda ne una prova luminosa. quel che piii importa. 9.. ancora. come Uma e Parvati. per le quali il dio beatOy e felice^ il huono h pure mostruoso. Ne abbiamo un esempio. X.. . fra altri. sono talora impersonati in una sola figura che assume le quanta varie.-iva: io credo che non sarebbe cosa agevole senza il sussidio della mitologia comparata risalire alle sorgenti. deva ivuslitah ecc. la quale alia sua volta aveva rioevuto le tradizioni dall'Asia orientals ie in- * Big-Veda. « aAgirasAm abhava^ sacabhuh sa dev&Qt\in pathah upapravidvun. anzi.

X. Vedi pure. ap- come not6 anche Wilson (senza per6 occuparsi i della connessione mitologica) troviamo rapporti col Matsya o pesce. ha un significato: la procacita rappresentata nel protagoil nista. e notevole il Ed fatto che delle tradizioni dei culti orgia- stici si riscontri nella testa del una prova nel nostro bassorilievo anche naga. alia parola cypres. quale e simbolo di come i il pesce.42 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS riferirmi [6] tendo specialmente alle tradizioni indo-ira- niche) possiamo ritrovarlo nel nostro bassorilievo ricordo. zione di pente. Mytholo- logie des Plantes. artisticamente superbo. Met. e quel naga b alia sua volta salutato dal satiro che trionfalmente * Of. siero il il coll' idea del ci- come al tempo stesso il liuga ci richiama al pen- mistico pino: ed invero la testa di quel serpente vita. I . e che d'altra parte e mito fallico) rappre- sentano una combinazione mitologica interessante. — Per la trasfor- mazione di Atys cf. De Gubernatis. il Nulla di piu comune della rappresentasatiro: il un ma quella cesta da cui esce il ser- naga^ simbolo della vita e della morte. e rapido sorgere. e poco presso. Ovidio. di quel naga o fece e fa ci naja tripiidians (che tante vittime tutt' ora neir India. nel Vishnu Purdna il ricordo della Nagapan6ami o quinta lu- nazione consacrata ai serpenti considei*ati come diviniti. mentre una conferma e nel linga anch' essa. che sporadicamente possiamo rilevare dal materiale possediamo. del protagonista : a fiamma. serpentina e qui viene in mente un riscontro: la connessione ideologica della perpetuita dell' esistenza presso. e al tempo in- stesso di si morte ^ del serpente che esce dalla cesta e che cobi'a dei fachiri drizza come incantato (come 1' diani al suono del loro flauto) quasi a contemplare e salutare arrive del protagonista protervo. di come e clie saghe primitive. del serpente.

ignorati. pensiero antichissimi ricordi mitici ai piu di il quasi senza dubbio. insomma clie uno scambio tiitte abbia inconsciamente alimentato ci le generazioni che mentre da gran tempo precedevano. VI. 49. quel cipresso cantato da tanti poeti che richiamano al nostro essi. sono ricordati anche da Marziale quando parlando di essi dice: poma sumus Cybelae ecc. . e specialmente du- plice simbolo della vita e della morte: questa pianta che rappresenta per la morte di Apollo di essere prese il Coo un cervo e per la quale ottenne da trasformato nell'albero che da lui il dolore perpetuo di Ciparisso da nome: il quale alia sua volta se nella forma di fiamma accenna al rogo e quindi al concetto di distruzione. mentre come simbolo fallico troviamo parallelo il cipresso nella forma di lihtja a 6amma. Chi non ricorda di Atys? ma i frutti dellu pianta una sola citazione. credo di origine ^ivaitica. . DONATI 45 si reca 1' altro ?ia//a. pure inconscia- mente prevenivano Cijjele e la morte afrodisiaca. clie su queste raaterie piuttosto sca- brose raccolse discreta messe di tradizioni clie lo ave- vano di gran tempo preceduto. per fare le nostre ricerche. con de- sideri indecorosi: e quella testa ci ricorda le tradizioni prime che anclie la Grecia e Roma piCi ereditarono dairOriente. lo sono sempre di opinione che V arrivo fra noi e torse il ritorno avveiiuto tardi presso gli orientali d' idee. * • Lib. non snm de fragili dolatns ulnio colunma est Sed viva generata de oupreeso. accenna pure al concetto fallico: mi limiter5 a citare Marziale.(71 G. di tradizioni.

parlando di altro argomento. Fergusson. Dove chiaramente e dimostrato che la piramide rappresenta il sole raggiante : e. e stato gia detto molto. .44 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [8] E i tan to piu e da convincersi della derivazione orientale di certe tradizioni antichissime. che come gli obelischi ricordano culti fallici credo riondimeno opportune ricordare la memoria del Prof. in via secondaria e derivaia. Schiaparelli: 11 significato simbolico delle piramidi egiziane. Non sara poi inutile ricordare die 1' alci- bero e il serpente mentre figurano vivamente in un lindro assiro e piu ancora in una moneta di Adramittio. ho voluto fare sol tan to dei richiami. Vol. di presentare ai suoi lettori una multiforme formula il poetica ^ ecc. Himmel tcdr' Papier. in modo apparentemente clie ci . : del sole jiascente dunque siamo ancora nel tenia und Occident del Benfey. poigono filo per rintracciare la via del labirinto e opportunamente scriveva Reinhold Rost.. inti- • Nell' Orient 546 tolato • Und wenn der Cf. che dall'Asia Greci e si i Romani che accolsero 1' senza renders! ragione. che ogni studioso potesse svolgere a suo talento ormai del culto antico dei serpenti. nella claasica opera Tree and serpent worship: dove molto a proposito 6 ricordato Epifanio: ed essi tengono un serpente vivo in una cista ecc. cfr. E. Mythology di Angelo De Gubematis (London Trubner I .). . da moltissime rappresentanze. pure il capitolo The Serpent nella Zoological 1872. ^ dove il serpente vien fuori dalla cesta rabbiosamente: e tralasciando cose troppo note ai cultori di riferisce ai rapporti qnanto 1' si antichissimi fra 1' Oriente e Oc- cidente. per6 sarebbe inutile ricordare le stele sepolcrali. ove ci rifletta associazione di tali concepimenti insignificante. da quanto nell' art. il e presentata. II. ecc. fino alle celebrazioni degU Ofiti^ del loro nesso cogli gnostici. II vol.

dai nostri padri. feci apporre un bel rilievo vaso cinerario che rappresenta una elegante : figura di Venere ipotimbia il la dea sorge splendida. e quindi del rinascimento perpetuo: ed ^ perci6 che nel Museo di Perugia nella parete opposta a quella dove collocai il nostro soggetto. . dei Liacei. La dotta memoria fa pabblicata dalla B. e le e vicino. forse inconsciamente. Ace. DONATI. DONATI dedurre : 46 il espone I'insigne egittologo possiamo sarebbe con- cetto della vivificazione e della produzione si ma poich6 il tratta di fasci solari audacia ? sovercbia riconnettere questi col linga piromorfo — In Hostanza non 6 * r idea della produzione. certo 6 non frequentemente potrebbe trovarsi un documento nel quale 1' arte figurativa abbia rappresentato meglio che nel nostro V antinomia e simpatia della che vita e della morte. 1884.[9] G. forse parallela a quella del fuoco die distrugge? Con- cludendo dir6 che ho creduto opportune di limitanni ad alcune congetture su rievocazioni tradizionali concepite. * -—*:??8JW!W?t. G. che viene dal calore.

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De viiit r&man. Ducheffiae. Elememti dsUa sioria . etc. Liber pontificalis. Trad. Biblioth. proprietate in De origine nominis Papae. 1672. Solierio. etc. B. De Amato. pontijicum.DEL NOME PAPA NELLE i>i CIIIESE CRISTIANE ORIENTE ED OCOIDENTE BIBLIOGRAFIA Sant' Ignazio di Antiochia. 1630. Epittt. mann. etc.. Platina. Venezia. il — G. Stefano Borgia sulV origine ed uso del name CI. 1568-1607. Boma. Nuzzi. — Bracci. Mariyrol. Maronita. Ad Ephes. Card. patria Echellensis. etc. — Raynaad^ Onomasticon pontificium. massimo non mai assunto dagV imperatori al — A. 1719. Bomae. Se Ennodio diacono di Pavia fogxe primo che appro- priasse al rom. untverti I. 1715. 1662. — S. dam. etc. De roman. Vignolio. Bomae. — T. — Ciampino. nomenclaiura. nee non de illiu* romano pontijice. — Anaat. Bomae. 1724. — DielWittemberga. pont. Parisiis. — Baronio. Padova. . Trad. Bomae. Bomae. Ad Maunitaie riamqtuie estCassob. Bomae. La etimologia de' nami Papa e Pontifex. — San Cipriano. 1677. nunc primum latinitaii latina. Maisella. . 1798. Dissertatio. Bocca. Clerns romanus ad Cyprian. Epist. 1690. Examen libri pontificalis. etc. Historia dslla vUa »ommi pontefici. Boma. 1596. romanum. la prerogativa di Papa. Lett. sg. — L. 178l>. De pudicitia. // poniicristiani. A7inales de' ecclesiast. — D. — Tertulliano. Roma. 1688. Abramo Chronicon orientate. Bomae. 1647. roman. Patriarcha Alexandrinus. ad Ciprianum papam. — — Vitae et res gesias patUtf. 1886. 1661. Letters erudite : Ditertatio funBomae. 1641. Jicato pontif. 1718. etc. — Ciaconio. Parigi. Papa. Do Novaes. — donatwn. — Ang. 1622. Cfenova. cronol. De ecclesiae. ad Smym. inautentica. Bomae. De vocibus Papae. Contest. ad hist. Le liber pontijicalis. Bomae. papain.

Builatin.48 de* SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS sammi etc. [2J pontefici. ma se ne terra meritato conto nel mio scritto. amata e molto. christ. De Rossi. collect. Inscript. alle vite de' sommi pontesott. crederanno ch' intenda scrivere un lavoro di pretta erudizione. lett. tese giudizio Accompagn6 il con una notevole osservazione su la origine Alia quale osservazione detti breve il del nome Papa. Spero clie esse voglia corrispondere alia buona acco- glienza che ebbe la fuggevole comunicazione in fattane religioni. An. Introd. L' ho. 1828-1856. INTRODUZIONE La Memoria da sul nome Papa che ora pubblico negli Atti del Congresso internazionale degli orientalisti. in poche parole. seno della Sezione di storia comparata delle Forse alcuni. L'illustre professore Giovanni Reville. si. fici. La Roma Roma. a leggere scritte il titolo della io Memoria. giudic6 Tannunziata mia ricerca rica importante ed origin ale. Insomma. Romae. 1861-1888. ri- sposta. di archeol. . ci-ist. delle religioni il di si nella Sezione di storia comfarata 5 ottobre 1899. suo cor- membri. Turin. Trad. — Orelli-Henzen. ma come un eccitamento ai vivi per fatti de' morti da ammirare e imitare. ho amata la erudizione quale . o come un riBveglio di dottrina sopra istorie ingiustamente alterate o dimenticate. 1821 1797. venne me comunicata. urbis Romae. am- pliss. mia comunicazioDe uno dei accolse con benevolenza dai La memsto- bri della Sezione. — G. Confesso che non ho mai amata la erudizione per la erudizione. Trad. crist. Roma.. Roma. Inscript. e le mie parole. 1864-1877. 1865. B.

del Lassen e di altri stranieri. civilta. Per disprezzo. Gorresio. dopo che hanno coordinati ad altissimi fini. essi. parole e radici di parole. e befleggiati talvolta. alcuni dissero che sprecavano ingegno a sa- pere quel cli' h inutile a sapere . Lasinio. Lasciando da parte si gli archeologi le loro — de 'quali non pongono piu in dubbio importanti scoperte nel giro del passato remoto — sono innegabili e stupe- facenti le scoperte ottenute dagli orientalisti in ordine alle religioni. alle civilta. messisi risultati per tale via. De Gubernatis. oggi. Kerbaker. alia filosofia e all' arte degli antichi popoli. gli orientalisti. burlarsi degli uni e degli altri. Flechia. cosi come indagatori del pas- finche credettero le loro ricerche un fine a se stesso. cosl cade acconcio ricordare che essi vennero pcico apprezzati. Ascoli. del Maspero. dell' Hang. Pizzi e di altri italiani. i loro pazienti studii quali niezzi e dopo che. Siccome T occasioue a scriveria 6 stata Tadunanza degli orientalisti in Koma. del Maury. quasi per passatempo altri. Puini. del Breal. . Schiaparelli. dello Schiefner. Teza. del Muir. Per6. nessuno oserebbe. Pulle. pure sato. Amari.Id] B. II simigliante pub afi'ermarsi degli studii Kuhn. del Weber. Lo stesso disprezzo tocc6 agli archeologi. sono pervenuti a mirabili nelle antiche istorie della religione. iiasta al proposito volgere uno sguardo ai molti e proficui lavori del Mi'iller. del linguistici dei nostri nazionali. Con lo stesso iotendimeDto. della Sofia. del Kern. altri. »crivo la presente Memoria. della file- deir arte. Guidi. che avevano conseguite soltanto arbitrarie connessioni verbalistiche. finclie stinHiiono le loro indagini fine a se Htesse. LABANCA 40 mezzo a buon fine. che annaspavano .

1899). spiati ed applicati per bene. Ascoli. nelle divinazioni dell' occulto passato. Si « e compiuto sapere. dico clie il ce- lebre indianista linguistica alio studio Max ei'a capi di buon' ora die : la hod scopo a se stessa 1' applic6 subito delle religion! e dei miti religiosi. Sono grafo die danno disse alia i descrizione delle diverse famiglie il filosofo. e de' loro. Se la sua interpretazione verbalistica de' miti non piu regge davanti alia critica antropologica. La erudizione ha do- vere di assurgere all' alto scopo di aprire nuovi oriz- zonti storici. recchiate dalle sue indagini linguistiche. giovino . Restano ancora del Miillei-. 1' antropologo e I'etno- vari tipi di una spiegazione razionale favella primamente si Ibrmino « del come maBui- e si turino leitins. Non devono di semplici se ammassatori e aflastellatori anticlii non vogliano diventare quasi fossili prediluil viani. a cosi dire. Xir"" Congres international des n. il Essa lo liniita glottologo. resta come un ardito avviamento del genere della linguistica verso delle la novella cognie zione e spiegazione preterite gesta credenze appa- umano. eruditi hanno 1' obbligo 12. su la filosofia del lin- guaggio e su altri soggetti congeneri. su lo svolgimento delle religioni. o grottesche stalattiti. che. egli lin- mera guistiche ».50 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [4] E per arrecare qualche Mtiller esempio. le opere geniali di lui su la scienza e la storia della religione. die di glottologo lia Anche il nostro acquistata fama europea/ glotto- confessb nel suo discorso del Congresso internazionale degli orientalisti di E-oma. sere fatti. die la sola ricerca logica non basta a dare positivo prepara soltanto. Gli Rome. di condursi alia stessa fratelli es- guisa degli orientalisti. orientalistes.

che il un lavoro non di sola erudizione. Certo. cioe. preuenti future altre parole. ormai non piu fedeli. vita religiosa e cimio e vile de' popoli cristiani. e. ad tuttavia devoti fedeli: . in essa storia la condizione die fermasi a raccogliere i fatti. presumente a smisurata autorita e possanza. di Con il andare de' secoli il nome il Papa significb non tan to monarca spirituale. la quale ha il sno cominciamento nella priraissinia eta cristiana.piu. Da servo de' servi di agogn6 —e il vi riusci in alcuni tempi — ad es- sere il signore de' signori del mondo. altri. per odio. alcuni. In a illuminarc nascosto. nome Papa abbraccia una luiiga 8toria. le ossa preziose essendo 1' ultimo dei vostri I rapidi accenni esposti dicono chiaramente. ch' Cristo. con V intento d'istruire o d' animonirc i contemporanei ed i ricavarlo II po8teri. in Ma per oita chi pub rivocare dubbio che pervade tale raccolta di fatti o d' indizii di fatti i un altissimo interesse morale. Come signore mon- dano. Tantico bisogna rintracciare dove che stia onde che possa venire. tiene non piccola parte. « Guar- datene bene papi ». temporale. dicevano. discende nome Papa i dal suo primitive ed affet- tuoso significato appresso (>i< fedeli. o gl'indizii de'fatti. Tuttora il nome del Papa s' impono e s' infiltra nella. le conti'oversie che eccit6 fra I . significato. spirituale de' credenti. benefici o rualefici influssi che esercit6 e che eserdi credenti nel Cristo il appo milioni Cotesto nome di Papa? padre nome ebbe nella primitiva chiesa cristiana il 1' un significato assai gradito. II ricercare per sorami capi le origini di siliatto nome. quanto ^^.[5] B. le LABANCA e le M generazioni. padre spirituale. Alia morte di Pio VI 1799) in terra straniera.

poi die otteneva qualche il grado superiore. Uqcoancora il o JlQOjrojrajiaaoo. tale.. dicesi la costumanza la adottata il domiuio imperiale di I . varieta appena accidenil Propagatosi cola il Cristianesimo. chiesastico e politico. e argomento ancor oggi grande interesse In tan to. Questa origine. ORIGINE ETIMOLOGICA DEL NOME PAPA. una chiesa. anche llajrjrag. Nell' uso si comune od il nome di Padre. per abbreviadi zione ed alterazione. Quivi. nella chiesa orientale subi piccola varieta. in si e affermata modo vario. specialmente nella chiesa occidentale. 11 ministro. le principali fasi storiohe in cui svolse. aspi- morale e sociale. non a I. storico e quello polemico ed apologetico. Delia denominazione in Italia. godeva Tonanqc. prima dignity Protopapasso nel tempo che la Sicilia fu sotto Oriente. trasform6. meglio. 1' Invece. al metodo. Ilaita^. di llQCiTOTiajtaooo si ha un esempio ancor oggi in propriamente in Messina. come spesso accade. cioe. si diede a tutti ministri del culto nome di Padri. nel nome Papa. rando noi ad una massima imparzialita. . Si disse Priiiio- papa Primopasso. critico. ci atterremo al metodo die meglio possa raggiungerla. JlQcoTOJiajtaooo. sopratutto Delia chiesa ocdi cidentale. i origine del nome Papa o. nel trattare r argomento.52 le SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [6] due chiese di Oriente si e di Oocidente . nome di Primopapa. llaryQ.

la ste^sa origine domina una grandc varieta fuori spirituale. ActM du di opinioni nella cliiesa di Occidente. In una stele copta si il e verificato //.|7| B. Le gica del notizie arrecate bastano per la origiiie etimolo- nome Papa. medesinio signilicato. ed eziandio Ja del Vaticano si g in line di parola. si cbe il il Pro- topresbitero cquivalga. nel significato di Padre Zn^ us6 di buon'ora ancora nella chiesa occi« Congrit 4u 0ri4ntmlUl*$. Per si semplico accorcianiento elide a principio di parola il JJ. ncH'uso originario. non il llajra. Priiuo- padrc. in guisa da dovere scorgere nel vocabolo //nana il //goronana. di versa non J/ijoronam ^ o l/tK'>- Tonanaoot. ed c questa Greci cliiamarono riori i ministri di Cliiesa a gradi supe- ancora //QcovonQEO/iiTtQi . clie dop- un valore significativo. vale anziano. LABANCA &8 Qiianto alia cliiona orientale it. non alterando Tuna pio 7/ avesse o I'altra intorpretazione la origine etimologica del nome cbe i Papa nolle cbiese orientali.<giiin^o pochc altre avvertenze die diniostrano la varicta appena accidcntale avvcnuta od in quella sul nomo Papa. cosi come il I*rotopapa. : Giova un' ultima avvertenza. padre spirituale. ed anclie di 'Ana. non raccorciamento. attesoclio presbitcro. ed anche Per per i suoi derivati rispetto alia cliiesa di Orionte. Leggesi clie il essa non //ojra. ma potrebbe ancora indursi. in raddoppianiento del llmiTva. o di IlajTjtag. In alcuno scrittui'e iscrizioni leggOHi nonie di Uajrug. cioe di Jlocjro e di liana.Tqum lU .dt^ Futla) . di La appellaziono di Protopresbiteri e il Protopapi o di Protopapassi raggiunge ch'e lo stesso. Delle due interprotazioni il lettore pu6 accettaro Tuna o I'altra. . o. si Potrobbe darsi doppio JI Ibsso uno sbail glio causale. bensi quelle "Anag. E dubbio die si la voce Papa.

dicono Papa. Alcuni hanno opinato. o nel domandare a loro il pane. cosi come nella lingua greca. Al propoi avvertono die i fanciulli. JlajTjrag. gica di quel vocabolo riusci facile insieme. il nel significato_ non di titolo pontificale. allorche dir6 della origine storica del nome Papa. o. sono adoperati a mostrare die non un primo derivato dell'idioma greco. nel carezzare genitori. Ad esempio. ma di affetto paterno. Nello stesso senso leggesi. gli si scrittori occidentali. Marcellino come Papa Papa suus. secoli cristiani. ritenne il anclie la chiesa di Occidente nome Papa quale si train- stbrmazione del dizii nome Pater. in altre iscrizioni. a guisa di tante altre importazioni greche. Avendo la cliiesa di Oriente ritenuta la trastbrmazione JlazijQ in dialettale del nome quello di Jlajiag.1 64 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS parecchie epigrafi delle catacombe il 18 dentcile. i Continuando ora nella origine etimologica. una iscrizione. sicnra. di- per le vecchie e nuove gelosie. nel senso di sola paternita spirituale. un portato ebraico. ma piuttosto un primo derivato delI'idioma latino. Sembra comprovato simile uso appresso Giovenale (Sa- . almeno. bench e non siasi abbiano che siffatta trastbrmazione attuata in modo spontaneo nella lingua latina. nella dottrina e nella lingua. la origine etimoloe. All' uopo arreclier^ in seguito altre conferme. o Pappa.. In si di lioiiia rinviene nome Papa. osservo che coloro quali accettarono in Occidente il vocabolo Papa siccome una importazione avvenute nei primi greca. nelle cain tacombe di (yallisto diacono Severo ricorda. Papa mens. Toccliiamo sia nome Papa dei varii tentativi tatti dagli scrittori occidentali. che ancora sito nell' idioma latino rinvcni- vasi r uso della parola greca llaTrac. Mancando il tali indizii. noster.

Altri lat. interprc- tata dal cardiiuilc Jiaronio quale Vatcr [AIartyroioy turn. Inno- ccnzo per citare un solo esempio. vocabolo Papa. dorivi dalle due i Paulus e A in loro cosi us<i avviso. . poscia dal Do Rossi.). 7. VI.. ITra lo ima<. Roma. Derivazione questa slbrzata in ma i iuiportante la notizia dei decreti portanti di cima nomi il Pietro e di Paolo : notizia dataci dal Bracci nel libro citato. anime. 17A>. ecc.ini piii sono rapprcsentate dal meda^lione di bron- ze. lXt2. 1867. ' ' Ik)ldetti. HJgnificanto si Direttore o Custodo. ejjist. dovo trovasi la parola Pappa$. <)32. il hanno arbitrate cho sillabe iniziali di nome Papa di Peti-us. III. di latto. anticamento esordivano et Dec. illustrate da Ini prima. Miyne Pat. o dalPaltio pontefice e Direttore e Custode delle III. <^ui senza per6 documentarla. non potersi dubitare influito nol 11 clie il latino antiquato italico ha clie sopravvenuto latino romano. etuvi Peln la Patdi. X. — De Ri>8si. Die X januani). I. Paolo a dcstra cpielle di Pietro. decreti papal i. o talvolta belle I'uno airaltro. Ci6 posU). iJi piu. V. ap. non la voce Papa. . conchiude una est sua epistola: Papa ergo Gustos animae [Lib. LABANCA 65 I lyr. scoperto dal l{i)ldetti. il In qucsto esiste. IhiUcUino. si Altri sono storzati a rintracciare la online eti- nioloi^ica del nonie Papa nel lin^ua^gio arciiico iUilico. p. Vol.: [91 «. 86 e «g. Owfrvaziuni aojtra i cimiUri. osserva da un lato. Au. a principio fu voce Papo. ^iova piezioso contribute dclla primitiva arte ciistiaiia. Nolle catacombe di Roma si sono scoperte diverse acc-iinto imat^ini di l*ietro e di Paolo.

sell. dantesco: VII. XIII. Ha quindi creduto.56 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIC4I0NS [lUj Ricordo altre derivazioni etimologiche. dell' altro > verso {Inf. voce di maraviglia. II. esclamazione di maraviglia e per un essere non ammirabile medio evo cosi — secondo che credevasi gli scrittori occidentali diavolo nel — si sono gio- vati. XVIII. quale persona admirabilis. che bene pub rivolgersi al II sommo gerarca chiesastico. 105). piuttosto curiose. Pape Satan. gli etimologitsti d'Occidente di faro di non greca la denominazione Papa. sono nel case. 1). Tale altro ha messo a profitlo « Innanzi che lasciassi il pappo e il verso dantesco vecchi. ^ A si « quel ch' io sappia. bambini in quanto che il capo della cri. stianita ne sia il pane il spirituale. 1 qiiali. nelle loro indagini etimologiche. riferentesi lauuggine di alcuni Essendo il Pappo eletti del fiori di tra- poca durata. . nome Pappo. Taluno ha creduto che il nome alia Papa sia proceduto dal fiori. : il dindi » {Purg. bensi dal Pappo. Jiramando tina. . Qualche altro ha di- visato. dinario si e applicato al capo della Chiesa. il nome Papa cioe esser nato pane de' non dal Pappo de' fiori. hanno so- ' Z)e vita solitaria. Petrarca fa buon viso a tale origin e del nome Papa. lib. sforraandolo in i Papa. pape Satan aleppe le Si conviene dagl' interpreti die due parole Pape conche si rite- tengono una esclamazione riscono alia di maraviglia. cap. clie probabili. corrispondere nome Papa alia interjezione la- tina Pope. XI. gli scrittbri occidentali non avvalsi. Ma il siccome la terribile. e interjezione latina Papae. per la loro eta. dell' altro e non la- di questo verso dell'Alighieri. attesoche sono papi d'or- hanno poca durata come 11 Pappo.

Congbiettura questa piu ingegiiosa. allusivo suo parto tavoloso ' Papa pater patrum papissae pandito partum. molto incerta la derivazione del una induzione nome Papa dalle duo di ma prime sillabe dollo due denominazioni. 8. an- date : il nome Papa. Qnesto second o titolo infino alia papessa diede. . Qu. una stntun della favolosa papessa. per accorciaPa per Papa.: fill B. della quale al la tradizione conservava questo verso. latinantm. latini scrittori. ratrici Ancora alle irape* davasi quel titolo cosi modificato: Mater patriae. nel medio Giovanna. cbe giusta. reiativi alia fnvoia di via Pnpesna Oiovanna. * Dr)llinfrer. — tra Bianchi-Cliovini. o di quest'altre duo Pater patrunij o Pater patriae. per il vescovo di "Roma. il e dato spesso. banno escogitato cbe nome Papa parole : sia risiiltato delle due prime sillabe o di quosto due parole: Pastor pastorum. ISTtS. 18<»3. 1845. cosl come le altre nil- Po per Alcuni Populos. zicli6 Di tal giiisa i Greci ban ricevuto. eccezionalmente ai papi. Pastor pastorum^ o Pater patrum. Monaco.ilo la prova ? Eccola in breve gli antichi sillal)a mento. dairantiquata lin/?ua roihana. LABANCA 57 Htenuto die la parola Ilami^ sia vemita. si Ai papi lici. Hta iscrizione Papa patrr patrum Vonno di- strutta per ordino di Sisto V. ' Corpus inscription. Berlino. Tau per Taurus. Esnme critico degli atti e dociim. patrum. oon quepeprrit papissn papfltum. quo storici i Sono adundi denominativi. ag. conforme ai dettati evange- titolo onorifico o di Pastor pastorum o si di Pater evo. — In Roma esisteva nella Clemente ed : il Colossoo. Milano. la labe romani pronunziavano. Die papstsabdn des Mittelalters. si Veramente il ti- tolo onorifico di Pater patriae e dato in Roma agli imperatori. con un occbio alia etimoloil gia e con nn altro alia storia.

i principali leviti nell'A. VIII. 32). tirato da esclam5: Pater mi. osservanome Papa sia avvenuta b in p. XTV. 18. Gal IV. T. nome die col tempo si attribui 9. 36. Nel N. II. IV.. Per una prolungazione della voce Abba. in coelia Gesu Cristo eccellenza [Matt. Paolo. al vedere trasporcavalli di fuoco. 8. documentato dall' A.1 solo capo di qualdie monastica abbazia La etimologia. nacque il nome Papa da quello di di Appa. bensi Appa. non Abba. 1. III. lib. Ci6 posto. Si racconta nell'A. Rom. nel modo onde si coltiv(^ prima del il nostro secolo. Giove e chiamato Appa. -La voce Abba. II. Abba. Gli scrittori occidentali. 12). per una trasposizione di lettere. 3). primieramente tutti i monaci Abbati. cap. 26. T. V'ha i di piu. eruditi da sifiatto uso non raro della voce Pater. T. erano I. il nome Patrum [Vers. {Marc. non poteva risolvere a perfezione pro- . 5. di cavarne la origine etimologica dall' elo- qnio ebvaico. Die Pater noster qui es Piu volte nello stesso capo VI di Matteo di Pater o di occorre 9. tato in cielo Elia da un cario. 15. 4. cattolici appellarono. 6). Testamento. di poi. 12. 11. e bene avvertire die in un In no e che appresso tuale. ci insegnc) a cominciare la preghiera per cosi: a 9). dal vocabolo caldeo-ebraico a questa maniera: da principio accadde la trasformazione del pronun- ziando non Abba. in vario rono die la derivazione del mode espressa. forma caldaica della 'J\ voce Pater. e dal N. viene spesso adoperata nel N. 6. chiamati: Principes pairtim (Esdra. i il padre spiri- maniera caldeo-ebraica. VI. clie Eliseo.68 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [12] Mi resta a dire di un ultimo tentative degli Oc- cideutali. Ancora. pater mi (Re. 15. alia cristiani copti e detto Callimaco a Diana.

intanto. volentieri la trast'ormazione Pater Papa.. clie le si e due cbiese cristiane di di Oriente e di di Occidente Ilarijo in accettarono llajrao. si diradano. al fatto innegabile che nome Papa fii. avendo Gesu Cristo. che come il varie derivazioni etimologiche tentate (lagli scrittori occidentali. aversi pinttosto le 8ono da ben fondate come ingegnose. Volgendoci. alia origine storica. anche dalle vario gue cristiane di Oriente e di Occidente. . Quel cbe pu6 aflermarsi con massima probabilita. secondo 6 detto. possiamo attenerci. Non trattando ora il tale qiie- stione molto complessa. molte incertezze della origine etimolodissipano. doppio aviito moto dalle di conservazione e di mazione lin^ue. per le cose esposte. dal nome gica si di Ilamig o di Papa. un' acconciata trast'ormazione del nome llarijQ appo : gli Oriental!. adoperata voce Aftba. Era considetrasforlin- necessario rati nel 8U8sidio degli studii lin^ni«tici. del nome Pater appo gli Ocin cidentali (^lie trast'ormazione noveratasi prima Oriente in Occidente. almeno. forma caldeo-ebraica non lontana. nel- r nso comune. LABANCA 6ft blema della origine il efciinolofjica del nome Papa. per cliiarire t'atto del tutto indipendente da quello accadiito nella cbiesa orientalo. Cos! solo poteva raggiungeisi una niologica del perfetta sciliizione su la origine eti- nome Papa.1 1 13 B. o. nell' invola care Dio come suo Padre.

giu- dic6 che nella iscrizione erano probabilmente perite due lettere. si giava questa stolo : che a Cerdone. Del resto. si BuU. p. in guisa che la iscriil zione. distrutte le la ragione due che lettere in H ed al 2. e non disprezzabile per cimiteriale convenisse una epigrafe adoperarsi la maniera di scrivere piu accettata. doveva avere nome di lla- mig. de Rossi in Roma intorno ad esse cafcacombe. d' archeM. Nel 1865 C. che siansi. o raltra di Anac. inoltre.' E sembrato. do Rossi. I due archeologi convennero nome il "Ami alludeva al nome II Ilajrag. GO-64. Era le varie notizie primegpreti. 18G5. non quelle di Noi abbiamo gia avvertito che che possa aversi per una dell' epitaffio alessan- in Orient^ era in uso la parola Ajra. in luogo del nome Hamig: si semplice clisione la parola Ami drino. espri- messo non semplice paternita ' spirituale.. nella sua integrita. neir interpretare vocabolo "Ajra. I'avviso del de Rossi. una innanzi ed una dopo 'Ajva. Wescher invi6 una relazione a G. de Rossi die il nome Papa bene un ti- attribuito a Cerdone. An. .[?ioso i in Oriente di cliiamarsi papi ha un indizio storico innegabile perfino nelle catacombe di Alessandria. ORIGINS STORICA DEL NOME PAPA.GO SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [14] II. terzo successore dell'apoivi Marco — si creduto fondatore della chiesa Alesin sandrina — dava una iscrizione clie il il nome di "Ajra. Del costume c lion padri tutti reli. B. . criaL. cio6. terzo vescovo di Alessandria.

che per I'origine e per I'uso teneva veci di sempre Padre spirituale appo grave problema le comunita b di esa- cristiane. LABANCA 61 tolo di autorita giiirisdizionalo. 6 di adopc- rare il nome Papa. prima che in . corne titolo onorifico o di giuri^dizione. testimonianza di paterna dettc* affezione spirituale. sia in Oriente. di origine primieramente greca. cosi il niedesinio trapasso storico ebbe luogo : ri- spetto al nome Episcopo Emnicojjrog. Al proposito minare se 1' il storicx). e in uso appo le chiese ma politico. meglio che non il nome di le Papa.[15] B. Di tal guisa avvenne che come il nome Papa. stiana. salvo poche questioni. perfetta nnionc. subito composte. h\ episcopate abbia dimostrato. e apparno la prima volta ohiesa di Alessandria. subito rinacquero o usarono nome di Episcopo. Fra le due cbiese orientalc ed occidentale fu. si adattava bene come titolo di onorificenza o di vigi- lanza accordato ad alcuni sacerdoti. pass6 di poi nell'uso tiella lingua e della cliiesa latina . li- Per coiiseguenza in Occidente. nei primi secoli. nome questo non di conio cliiesastic>o. ma greca EmokojTog. che nei si- gnilicato originario importava ispettore. nati ed nsati in Oriente. soprintendente. Cotesto par cliiaro dallo cose si neir altro numero ma piu e me^lio rendera cliiaro U86 come di dalle cose che dir6 in seguito. 11 i due nomi di Papa e di Episi scopo. di turgia. Di qui interisce die il nomo Papa. e di origin e greclie. Nei piimi secoli del cristianesimo il si ti- tolo di onore e di giurisdizione si nome non Papa.i si lente nelle chiese di Oriente e di Occidente. di Episcopo . : non latin a. . propriainento nolla Siamo al secolo I dell' 6ra criIn questo tempo il costume generale e provaquale sol.

Jnscript. Apprendesi. di Papa tuvs. etc. da un capo. p. ch' e lo stesso. Prolog. doeu- mentandola per per r Oriente.^ Ricordo up' ultima di iscrizione. vet. di Papa noster. Orelli-Henzen. per le catacombe di Eoma. amplisshna coHcetio. riconoseiuto come 1' Episcopus episcopoi*7im. * Jhidem. CXV. amico vescovo di Roma (366-384.. Tale pro- blema storico difficile verra trattato e risoluto in altro nuniero. Al presente dobbiamo continuare nella origine storica del nome Papa. p. 11. ch' e lo stesso. il da una il iscrizione funeraria. . • o. in Oriente tendenze a diventare da democratico monarchico. i nome di Tata." In nn' altra si epigraf'e da il nome di Papa. in o. vescovo di Roma (417-418). (J025. ' * Muratori. die contiene pel vescovo il Roma. tutte significanti rispetto de' cristiani verso i ministri di Chiesa. nella chiesa ' De Rossi. inscript. intatti. lat. equiva- lente ancor oggi appresso nostri contadini al nome di Papa. che appella Papa suus. 182-185(). LVI. 1739-1712. altra iscrizione. desume che il nome Papa risale. in Jussu papae Marcellini^ Filooolo dichiadi Dailiaso. n. Vittore I (193-203). come loro padri spiritnali. 1' Occidente. dove cadra piu acconcio. di Pajm optime. Novm themtir. tanto preziosi per si la storia. che diacono Severe chiania ve- scovo di Roma : Marcellino (296-804) Papa suus con qnesui^ ste parole rasi. da esistente ngnalcliiese cristiane. per la generale giurisdizione. le denoniinazioni diverse di Papa mens. Inscrip. dopo averla documentata Abbiamo ricordato nell' altro niimero. n. Prolop. di- mente plu niinistri delle varie pcndenti. sempre in segno di spiri- tnale paternita a Zosimo.63 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [IG] Occidente. di Padre/ Da questi documenti epigrafici.

de Rossi. Ne ricordo uno solo di Caio. invece. designato come autorita trova. e con qualclie eccezione anclie nel secolo IV. ma eziandio rammentano la morte di miiiistri. posti a co' capo delle chiese. Episcopiis. G. e nioniare affetto paternale.: [17) B. 7 la . classifica cosl i gradi delle chiese Singiili ecclcsiaintm Episcopi^ sintfuli archiprcshyteri. I. alcuni dittici Non solo cimitcrii. XX. non titolo auU»rovole. Ill. Per quaste cata- combe suo scopritore. . 28. morto nol 290. I. di come nella cliiesa orientale. In questo cer- chercbbe invano cliiesastica. dizionalo catacombe dell' apostolo Pietro dalle celebri il una scconda catacombe di Callisto. dominanto nei come onore e di giurisdizione primi tre ei*a secoli. In prove storiche. nome di Episcopi. forniteci anche Roma tra- due serie di sepolcri cimiteriali conten^ono si cpitaffii epi- soopali. sistema episcopale titolo di e non papale. raccolse cinque epitaffii episcopali. nome non Papa. si ii86 nella cliiesa il occidcntale. il Vi si nomo Papa. non f'uori di Papa} Anoora altri epitaffii di altro cliiesc. non papali: una prima serie ci porge dalla . shiqiUi ' JioiiM goUermn. LABAXCA die venne adoprato a 68 testi- occideiitalfi. di EmnK(mo^{Atti. cruitiana. Essendo IV del Vescovo di Homa. 1' Pict. il nome Episcopus^ nel greco eloquio Tit. san diversi Damaso. II nomi di Episcopi. 2). i di Roma. Quanto alia chiesa occidentale ecco le dall' epigrafia. ai prinii secoli. A si- ^niCcare cotesto coHi si fli titolo. 2. di In riconlerma ab- biamo grave testimonianza state segretario nel secolo San Girolamo. il si rin- viene per il dignitari in generale. V. 1" Tisn. 1804-1877. 1 . B. col ill nome di Episcopus. a tutto i secolo III. si del tutto cont'orme al dettato biblico. Filip.

perclie egli ancora ad altri vescovi. Per ragioni irrefragabili la critica I'lia allogata fra le epistole inautenticlie. e riconosciuta da tutti autentica. come apocrifa^ ma autentica la epistola a Maria Cassobula. Anacleto (100-102). che nel IV secolo dava il primo al- posto alia dignita episcopale. Affermo ben volentieri che il grande eroe a il cristiano martirizzato ^potuto dare Roma nome di sotto Traiano (98-117). OXXV). Di fatto. Se ne ha un docu- mento incontrastabile forse la nella sua epistola agli Smirnesi. avesse Papa. rammenta la epistola a Maria Cassobula. e poscia venivano le tre dignita arcipresbiterali ed arcidiaconali Alle prove storiclie su la origin e del nome Papa. col nome di Papa. mettendo critici. successore di san Pietro. da sant' aggiungiamo altre prove storiclie Ignazio. da Tertulliano e da san Cicri- priano. 64 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [18] archidiaconi {Epist.. Rispetto tato nelle a sant' Ignazio lo scritto del Nnzzi di lui ci- Sorgenti. il che sant' Ignazio usasse nome solamente vescovo di Roma. Noi am- la inautenticita di essa epistola co' migliori non ne facciamo nessun conto. II Bracci gia da noi citato e pure I'avorevole all' autenticita della epistola ignaziana alia Cassobula . piu probabilmente ad per Anacleto. prima da lui scritta. tutti e tre Padri chiesastici de' primi secoli stiani. Qiiesto luogo si prova ad evidenza. per una ipotesi infondata. in ossa raccomanda ai cristiani . ad Busticum. desunte forniteci dall' epigrafia. per6 afiferma che si il santo Padre nomin6 come Papa non Lino. 11 Nuzzi ritiene. vescovo tire e mar- chiama Lino. Da ci6 tal non 6 concesso lo tributa di indurre. come sinonimo di Padre. nella quale Ignazio. che a Lino.

Al pro- il Nuzzi arreca iin De pudicitia^ scritti di Tertulliano. apo- XXI). v. ironicamente. Ingegno pot'u nel secolo III il Lutero del suo tempo. al governo non per6 con potesta sovraneggiante su stoli (cap. nato nel 160 e morto nel 230. tendenzc gerarcliiche il di lionia. Tertulliano do' iiomi ci porge un' altra attcHtazionc dell'uHo i Papa e Papi appresso passu Latini. Zefirino ('203-220) Pontifex Maximuvi. o del Papasso in senso ironico. cioe loru padri spirituali. Per tale ragione deride Zefirino clic aspirava ad essa potesta a guisa di Distrete. In esso scritto chiama vescovo Benedetto. Episcopu episcopoi'um^ a cagione d'un suo Edictum peremptor ium. rimpro(3* verato da san Giovanni Epist. agognava di sostituirla alia cliiesa visiCon tutto ci6 non isccmosce che Pietro lu da della Chiesa gli altri Cristo destinato personalitcr. nello stesso trattato De pudicitia. Cotesto nome. mostra cliiaro che al suo tempo davasi a il tutti vescovi nel significato di spirituale paternita. nol signilicato di titolo supremo giu- risdizionale. attribuito al vescovo di Roma. [191 B. d'allora Nel trattato menzionato pone a capo Cristo. 66 robbcdienza ai loro vescovi. di nome Papa. La i testimonianza di Tertulliano. in opposizione alia facile indiilgenzA verso cristiani core alle rotti.. e posto in canzonatura da Tertulliano. LABANCA come loro //ajrt. rimproverato per troppa indulgenza. In sostanza deroso ed animo ardito Tertulliano gli da del Wnn- bambito. . clie lia iin si bilo. Qui chiama. Benedictus Fapa. divenuto gia accanito montanista. Bonus Pastor. cobi come apuno degli presso poHito i Greci dai primordi del cristianesimo. die in riliovo la chiesa invisibile. 9).

raccomanda ai ve- . De unitate ecclesiae ivi si confermano le pre- Per esempio. venne cliiamato Papa. uon il esiste. p. martirizzato alia stessa Cartagine nel 258. episcopate De unitate ecclesiae. cit. Assente da Cartagine al della sua persecuzione. il clero di Roma invi6 tempo una let- tera al clero cartaginese (Epistola cleri romani ad clerum cartltaginensem) nella quale Cipriano e detto Papa. c state sem- quale primus inter impares per la giurisdizione (Rocca. II decreto a cui allude Rocca. Lo stesso clero di cosi Roma : scrive altra epistola a Cipriano. senza documentarlo. tenuti da spi- Cipriano.66 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [20] Delia primitiva origin e storica del noiiie Papa. indirizzata Clems romarms ad Ci/priannm pajmm. che deve esservi un episcopatum unum episcoporum multorum. a cosi dire. egli stabilisce Roma. ut unitatem manifestaret ^ nnam cathedram dall' Cipriano allude alia cattedra tenuta apo- stolo Pietro. 4). uia e vero clie il con San Cipriano pig]i6 bensi 1' sopravvento non universale di papato universale. Nel suo libro in modo risoluto. as- I confessori di Cartagine scrivono al loro vescovo : sente con questo indirizzo Confessores universi ad Cy- prianum papam. per volere di Gesu Cristo. Op. Per i cattolici San Cipriano pre. die nel III concilio di Cartagine si fosse il decretato. unitatem in varieiate . e che constitiiit. doversi conferire al solo vescovo di Roma nome Papa. abbiaiiio iin altro documento negli scritti di san Cipriano. nel senso di padre Qualclie cattolico ha stimato. die la Chiesa deve avere la unita nella varieta delle cbiese. il il cavallo di battaglia. che extra Ecclesiam sains nulla. Altri passi late sentenze. creato vescovo di Cartagine nel 248. Nei rit uale. tre concili di Cartagine.

Cornelio (2bS-2bb). tro primuin ot ' Altrove sentcnzia: Nam Pe- Dominus. a cagione di tanti dissidenti che lo dividevano e frastagliavano. ai rami svellono pastore. undo unitatis originem instituit et ostendit (Eyist. Egli era molto impensierito del danno gra- vissimo che veniva al cristianesimo. o presentata. Parte 1789. L' opera cattolica e di autore anonimo. per avere la unita cpiscopale: tU episcopatum quoijna iptum unumj atque indivmim probevnis. Di piii aggiunge per Homa: radic et mater ecclesiae cattolicae. XIV. la unita episcopale ' governante o nei potesth di tft/vfrnartt concilii la Vedasi L' episcopoto. oasia la chieta. non per anche dominante solo nol governo della Chiesa. A San Cipriano premeva assai assai T unita cliiesastica. Sifl'atta e la alle pecore che abbandonano cagione del suo quale unita il insistere su la ter- unita della Chiesa. dall'albero. XLV).1 1 21 n. cosi espriniesi: Petri cathcdram^ atque ecclesiam principalemj sacerdotalis exorta est. . Insomnia. rcputava necessaria. ai ru- scelli che si dipartono dalla surgente. ad ZaOujanuvi). JAliANCA 67 scovi la subordinazione al vchcovo di Ht»ma. secondo sottomettendosi de' vescovi i dis- alTubbidionza o all'autoritA all' delle chiese cristiane. La santo credeva la unita niamente necessaria per conservare mita della fede cristiana: sidenti ed unitbrsi unita ed unitbrmita oho lui. I'. (Epist. vescovo di lioma. sarebbero conseguite. probabilmente prete napolitauo. al progresso della religione. n' e stato scrittore Ueiin. Cistari. non per amore della gerarchia romana. super quern Scrivendu unde unitas la chiesa di al editicavit Ecclesiain. i Paragona che si il dissidenti ai raggi clie dtil sole si distaccano. auturita de' concilii da essi rap- allora governanti insieme col vescovo di Uonia. si bene per amore della religione cristiana.

es- sere antichissima. Di che e non mai gerarchica prova palmare eziandio il conI tegno tenuto da Cipriano verso Stefano riguardo al giorno della celebrazione della Pasqna. e monarchica. Al tempo rarsi il San Cipriano continuava ad adopenome Papa nel significato di padre spiritualc di e in tale de' fed el i. significato si conferiva ai vcscovi ed ai sacerdoti semplici delle varie chiese di Oriente e di Occidente. alcune lettere. che fanno di Cipriano di un le atleta del primato e del Roma. Siflatti ideali recitarono nelle chiese cristiane di Oriente e di Oc- . attraverso innumerevoli contrasti. vero stato in cui nel secolo III. dal prime secolo cristiano. desiderata era tuttavia oligarcliica. partori. dalla quale tutte le altre cliiese dovevano dijiendere. ed ora di Stet'ano Ne i due vescovi democratica. non t'u di potesta giurisdizionale. 11 reggevano comunita cristiane tutto fino qui esposto dimostra ad evidenza. Cosi egli nome di Frater o chiama ora Cornelio. com' c naturale. I. annunziata dal Cristo. in di Collega. non la iinita papale governante in una unica chiesa. La quale origine storica ideali di l*a- pienamcnte conl'orme cristianesimo. Ci6 si pote effettiiare assai dopo il sccolo III. al piii. nel sense di paternita spirituale. ai due sommi ternita e di Filialita insinuati nel cuore degli uomini dal La Paternita di Dio verso tutti gli uomini. Importa assai notare che ancbe il il Santo da. lui II che riconterma che la unita chiesastica da o. Roma se ne risentono. la origine storica del nome Papa. vanno di la dal si vero pensiero di lui. Gli storici cattolici della Chiesa. ed al battesimo amministrato dagli eretici. la Filialita di tutti gli si uomini verso Dio..«J8 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [^^1 o nella chiesa.

spesso dolorose scandalose tra lo duo cbiese. AeteM 1733. or gerarchici od ora liturgici. du JC//"'« Congrit du OrienialitUM — Tnmn III fj'"- l>*rU») 6 . CONTROVERSIA SUL NOME PAPA FKA J. tavano j^er qucsto tutti intra loro si Cotesta unii'edeli ai versale I'ratellanza applic6. Foi-se tor- ' ('. tale applicazione dirsi I'u chiamandoli fratelli.K 1>1. vitiliae et iitfimae laiini~ Mis. Accanto crobbo il ai due noroi di Patcrnita e di FilialitA terzo nome di Fraternita. e. di Papi. Abbianio veduto vescovo Cipriano vescovi di appell6 t'ratello Cornelio e Stefano I. clic in una loro lettera 1' avevano denominato Frater. non Paier. di EsHendo tutti gli uoraini proclamati figli Die e del suo CriHto. Parisiis. a volte. Ma rarissinia. giacclie a nartiy lui si doveva pater- non frateimani 'reverentiam. Roma. per accorcianientu. cagionate tia dissensi or dogmatici. LABAXCA o 60 cidonto ira i ininiHtranti di miniBtrati. dai loro saccrdoti ed anco ai vescovi. Tom. 258. * 111.|23| 13. V. nel chianiai*8i e saluil tarsi tra loro. Non clie il simigliante pu6 de' sacerdoti e de' vescovi. tanto clie Gregorio IV (827-844) se ne lament6 co' vescovi di Francia.K CJ11J<:sE di ORIENTK E di OCCIDENTE. Lascio da parte tante controvorsie. divenI'ratelli. assuiiiendo i primi il nomo Padri. Du CuDgOj Qlouarium ad col. script. Con r andare de'secoli si smise tale costume. od i secondi quollo di Figli nel Cristo.

almeno. Settem- bre 1899. con i le due specie del vino e del pane. oltre quella di Occidente. per gli Orientali. cioe. dissensi — col o. i vescovi. secolari e regolari. 1' debba delle riconoscersi. per gli Occidentali e anche il Papa. primi non permettono nel culto i la musica strumentale. 2° Per i i primi sol tan to Concilii generali riti possono stabilire 3" dogmi. come i i Vicario di Gesu per dra. larsi Per primi la Comunione deve lievitato. per secondi dal Padre e dal Figlio. 7" per secondi deve farsi con la sola specie del pane. i secondi 11 la permettono . mitigare i buon fine di ritornare le due chiese * Vedasi lievtte de iheologic at de philosoph^e di Parigi. la morale e delle chiese. del non deve lievitato. secqndo 9° secondi. 4° Per i primi e libera la lettura della Bibbia. della Immacolata Concemenzionati alia Per allontanare.7U SECTION MYTHOLOCtIE ET RELIGIONS [241 nera gradita ed utile ai lettori la sola numerazione di siffatti dissensi. i Cristo. 10** anche i altra di Oriente. ^ del Sillabo papale. che anco da vedovi possono il dai secondi e ammesso 6" celibato per tutti i sacerdoti. Secondo i primi la lingua i culto 8" I essere volgare. . Dai primi per i si ammette matrimonio del clero. zione. I principal! 1' sono i seguenti: 1" Gesu Cristo. dopo se. e unico capo della Cliiesa. eccettuato aspirarvi. latina. Rigetto de' primi contro . per richiede 1' secondi 5" si appro vazione del Papa o il de' Vescovi. Tra primi e i secondi. secondi ha tale potere ancora il Papa ex Cathe- Per i i primi lo spirito Santo precede dal solo i Padre. secondi Indulgenze papal! della Intallibilita papale. secolo IV. continui contrast! su la gerarcbia.

Lascio. di cia- Hcuna Ic istituzionc. quello die accade negli tri al- vocabolarii. E si in stabilito prima osservo clie se nella ricerca si ibsse il vero punto di veduta storico se. e XVIII il patri- monio storico delle epigrafi allegate e se. alia origine . benche pur i implicando vecchi contrasti e ranrivali dclle due cliiese. Un ultimo tentativo 6 t'atto da Leone XIII con la sua Enoiclica PrincipiUis pttpulisfjue univertis. Per il movimento di trast'ormaziono lingue subiscono alterazioni fbneticlie. modificazioni . Mi I'ermo a quella sul nome Papa. cosi come : negli altri t'atti coope- rano due movimenti con to uno di conservazione. cori in apparenza nominale. . Dclle vole i mie asserzioni sono un dimostrato bastedue numeri precedenti su hi origine etimolo- gica e storica del nome Papa. da parte queste giolie controversie tra lo dogmaticlic. lABANOA latti varii tentivtivi. ^erarcliichc c litur- duo cliiese. re va dovcHHe ottenere felico risultato. Nol vocabolario cristiano. Quanto osservazione e specialmente quello della origine storicii. si avver6 porfettamente. in generale. tolta di peso dagli studii linguistici del nostro secolo. nella discussione non avessero influito le consuete discordie e gelosie. Nolle lingue civili. la questione avrebbe raggiunta facile e pronta soluzione. e si imo di trasformazione. ma dopo parccclii anni 6 aspettato anche invano. infine. poi e nimiche. a vero dire cssa sostanzialo.1 (25 B. da prima amiche. etimologica aggiungiamo una appena accennata. ripeto. fosse posseduto nei secoli XVII . ina Hi 71 primitiva uiiione — si Bono »emPa- pre invano. inoltre. Per quello di conservazione in le tengono lingue classiche di ciascun popolo.

p. altre difficolta accennate. tali. bisogna aggiungere quest' ultima.72 SECTION MYTHOLOGME ET RELIGIONS [26J iinaloi^iclie. confusero scrittori. nel diori- non di rado la questione della di gine del verso nome Papa. accorciamenti di paiole. Coteste preliminari avver- aprono la via ad esporre ed esaminare controversia delle due chiese sul nome Papa. La (> orientali erudito e nostro. Gli battito. ci nel significato di titolo verso una potesta tenze ben la giurisdizionale. per iscopo di facile propaganda. per la promulgazione di nuovi anclie della combinazione studiata latine . ^ compenetrazioni II cristianesimo avendo introdotto fra gli di uomini wi una gran quantita nuove idee e di iiuovi fatti. adatt6. nelle loro modificazioni subite. intanto. si sarebbero molto chiarite e diminuite. Egli. Alia mancanza delle conoscenze ~ringuisticlie. nel significato pretto saluto una paternita spirituale. che se guistici gli studii lin- contemporanei si fossero conosciuti ne' secoli precedenti. dogmi affini o tra voci greche o al voca- ma ne di ci6. nel Clironicon * vie des mots etudiee dans leur aigniji- cation. varono. conchiudere. miitazioni dialetdi neologismi. e sg. ne di altre cOse bolario cristiano devo occuparmi. modificazione ed alterazione delle voci classiche di UaTi)Q e di Pater. II che avvenne appunto le sul nome si Papa. 1887. Paris. anche per tale e alle conoscenza. le controversie tra gli scrittori oriental i ed occidentali. con la questione della origine del nome Papa. Col tempo due chiese gioriti. \ . in sul principio ai vocaboli classici greci e latini. Darmesteter. piii Uno dei controversisti Abramo Echellense nel caso Vedi A. Preme.

infatti. cioc in Oriento. po|x)lo. il non solo in segno di filiale rispetto de' tedoli . Patriarca aleflsan- (Irino del secolo X. citati. rEchellense. di Giorgio Ilomaidio. come si h visto. o piu. parole di A. Jlajrjrog. etc. Qui TertuUiano. il nome di Avo. etc. quia Patriarca est come « Avus nobis nuncupandus -». di AbuUacro cristiann TTabbasides — quegli e que. Secondo lui. nomo quel Papa cli' (Ilajrag) si diede la prima volta in Egitto al Pa- triarca di Alessandria. clio popolo. tonipus nempe sub Heracla XII. X.. Domini 222. ». cap. LABANCA 73 orientale o nel no. Alessandria nominava altri \b.. not to Patriarca di Eracla XII. quanto plebs Patriarca Scrive. vorso loro padre spirituale ma eziandio II in cont'cs- sione di eminente dignita chiesastica. secondo maronita Echellenso. devoto al Patriarca Eraclo. Alexan. — clie la l' origine del nome Papa il avver6 in Egitto di circa anno 222. gli diode. si diede. Ecco lonse : le testuali . il cap. oltro al- trastbrm6 il il nome IlarijQ in Ilajrag. sdegnato per un decroto di Zefirino. ... imperante. trastorm6 nel il tresi nome Ilajrag nel nome gli llajmog. Ecliolpro1»abilitatiH « Principia aiitem et rationes sunt locus. dignitarii.[271 B. il quale vescovo rimbambito. Ivi. Vllf) Adunque. ironicament«. circa drino an. /)e oinginc nominis Papae. qui Patros sunt nostri (7>e oW//. di ciofe di Padre de'padri. sen Episcoporum. ubi nomenclatio Papti> originein iiabuit.. qui est Egyptus. il Alexandro Severe (Z>e orig. Pater patrum. 6 notevole al proposito una differenza daU'Oriento air Occidente. essere stata che proclam6 est. in senso di Avo. Bo«tie- con le tcHtimoniauzo di Eutichio. e sotto I'lniporatore Roma Alessandro Scvero (222-235).sti si maomottan<» Alessandria. Patriarca.

pote influire nell' intendere il nel sen so on ore vole di Pater patrum. Aggiung^si che cioe. Ne allora. 8). scoperta del AVesclier nelle catacombe di Alessandria. rispettato a preferenza capo d'una chiesa riconosciuta di origine apostolica. siamo all' ultimo quarto del secolo mentre che con III. di ma eziandio come nn ci6 titolo di in potesta giurisdizionale. alio stesso in ad tempo Oriente essendo in iiso la ficante IfajTJTog voce Patriarca. primo quarto del secolo III cominci6 a darsi il Patriarchi nome Avi non solo come un attestato di paternita spirituale. che al principio del secolo III il abbia acquistato. In tale significato lo attribni Eracla XII circa di anno 222. VIII. Patriarca alessandrino I. indipendente- tributava. Tertulliano. Discorrendo nel secondo numero della iscrizione a Cerdone. come titolo assoluto per mente dalla persona a cui si stesso. ne . cioe. ereditata dagli Ebrei. ancora come nn la ragione e. riferito in ispecie al Patriarca di Alessandria.U di SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [28] us6 lo stesso nome 1' di JTajtjrog nel significato rispettoso Padre de' padri. nel Abramo di Ecliellense. che con Cerdone. Papa date ivi in una affermammo die di affetto filiale conteneva soltanto testimonianza il verso ioro Padre spiritnale. e signiPadre de' Padri. un se uso antonomastico. Nuovo testamento convcniamo con ai II. Non ciofe per questo crediamo. Ne con incorriamo contradizione. Rifacendoci su lui che. nome Papa. Eracla XII siamo al primo quarto del secolo corso di circa Nel un secolo e mezzo pote il nome Papa come elevarsi al titolo di Pater patrum. e. il So ora di concediamo che ad Eracla Papa. siasi attribuito nome titolo di onore e di giurisdizione. Sense con- servato nel Patriarcato anclie dal (Atti. del nome. 29 .

[29]

B.

LARANCA
in Oriente,
il

75

poi venne

il

nome Papa,

a

Biffatto valorc

assoluto. Vi giuiise, invece,

nome

Patriarca, adottato

per

i

tlignitarii

nello cliieso orientali.
inferirsi

Tntto ben considerate, pu6

die
di

il

nemo

Papa, tributato ad Eracla XII, patriarca
dria,
filialo
t'li

Alcssan-

da un

lato

la

tradizionale testimonianza di

rispetto, dall'altro

un

iniziale

accenno a

rigiiar-

darlo ancora

come un
che
si

titolo

di

«^iurisdizione concesso.
t'atto

a

clii

rei^geva la chiesa alessandrina, del quale
e,

la

spiegazione

le tre

chiese di
in

Roma,

di

Antiochia

e di Alessandria

ebbero
si

grandissima riverenza dai
per mezzo

primi secoli
di

;

percbfe

credevano Ibndate da san Pietro:
e di Antiocbia
;

persona

le

due

di

Roma

del suo discepolo
infatti,

Marco quella

di Alessandria. II

papa,

Gregorio

Magno

'^390-604) scriveva al patriarca
tenet
;

alessandrino Eulogio, cbe Petri cathedram

atteao-

cbo Marcns a
sit

S. Petro Apostolo magistro suo

Alexandrinm

transmissus {Lib. VI, Epist. LX).

La

quale sentenza
litiir-

di

Gregorio

Magno

e

conforme
;

all'

antichissima
scritto
:

gia dolla obiesa
stall et

alessandrina

dove ^

S.

Apo'

Evangelistcp Marci, discipuli S. Petro.

fc

per6 necessario di por mente, cbe in essa antisi

cbissima liturgia
di

trova

il

nome Papa usato
filtre

in

segno

patorna affezione, non di paterna giurisdizione. Inin

fatti,

un luogo

di
:

essa e di

anticbe liturgie
sanctissimi et
ftea-

alessandrine b detto
tissimi nostri

Memento Dnmine,

Ahha, equivalente al
secoli
il

nome

Papa.*

Adunque

nei

due primi

sandria, cosi

come

in

nome Papa, nella cbiesa di Alesquella di Roma, importava hoIl*or-

tanto paternita spirituale, cosi bene espresaa dalle

'

Rennndot,

Collet, liturg. (iritmtale. Parisiis, 171<t.

70

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
epigraficlie di

[30]

mule

iioater delle

Papa mens, di Papa tuus, catacombe romane. Solamente al
a considerarsi
{llajtno^)^
il

di
li

Papa

mi tare

del seoolo III cominci6
{Uajtac,}^

noma Papa
titolo onodi

o,

piuttosto

Avo

come nn

rifico

di

ginrisdizione,

dovuto

al

Patriarca

Ales-

sandria.

Ed

ora volgiamo la nostra attenzione, per la con

troversia sul

nome Papa,

dagli scrittori

orieiitali agli

scrittori occidentali.
il

Tracostoroe da ricordare sopra

tntti

Bollandista Sollerio.
1'

Nella sua citata Dissertatio soil

stenne rontro
anteriore.

Echelense, die

nome Papa

e di data

a quella segnata sotto Eracla XIT, nel 222.

II Sollerio scrive risoluto:

Papa primis
col

Ecclesiae seen lis

fuisse

combine.
1'

Aggiunge

Raynaud

— di

cui

si

e

menzionato
talvolta,
il

Onomasticon pontijicium

— die per
di Pater

evitare

tautologismo di Papa Papa, quando ad un
1'

vescovo s'intendeva porgere
si

omaggio

patrnm,

adoper6

la

sola voce di Papa. Ritiene
il

ancora col
dai

Raynaud, die
Greci
e

nome Papa

usato di buon' ora

dai Latin i, sia transitato

verosimilmente, la

prima

volta, dai Greci ai Latini, fino
sit.

a die

soli

Romano

Pontijici reservatum

Anclie
in

il

minorita Antonio Pagi, die ha emendato
ecclesiastici di J^aroiiio, e

parecdii luoghi gli Annali
i

tra

controversisti sul

nome Papa. Nel

notato suo

scrit-

to: Breviaricum historiciim cronologicum criticum, al pari

del Sollerio e del
del

Raynaud, dimostra antichissimo
invece di Padre, appresso
in
i

1'

uso
i

nome Papa,

Greci e

Latini. Si

oppone

modo

particolare
i

all'

EchellensC;

per avere affermato die appo
gnificasse anche Avo: Vox enim

Greci la voce

Papa

si-

Papa

apitd Graecos

nnm-

quam Avvm

signijicavit^ $ed

Patrem. Conforta la sua sen-

[311

^'

I^ABANCA

77

tenza con rautorita di PeavBonio, scrittoro ocoidentalc;
il

quale

<lii'ende nella

sua Storia cronoloyica

dtd palriar-

cato Alpsx(i7ulrino, la sinoDimia di
di

Papa oon Padro, non

Papa con Avo.
Se
^li scrittori occidontali hi tbssoro attoimti, nella

controvorsia, ai limit i ora indicati, la ragione sarehhe
stata tutta dalla loro parte. Salvo clie
col norao
n'i

voile,

anche

Papa, avvaloraro

il

prima to dolla

cliiesa oc-^

cidentale su la cliiesa orientale.

Ancora

nel libro dol-

r Ecliollenso fa

oapolino tale intenzione;

ma

non

di-

venta cosi accentuata, come negli
del l*agi. Qiiesti, infatti,
o.piacopis

scritti del Sollerio c

afferma:
ct

V<>x Papae...

oinnUms

somper trihhta

ftierit,

privs tpiid^'m Episcnpo

liomanoj

qnam Alexandrine.
potrebbe avero solamente valore
il

II p*2ws, qui,

sto-

rico,

nel

senso che

ncmie

Papa

siasi

attribuito

al

vescovo di Roma, prima che al vescovo Eracla di Alessandria. In tale senso starebbe flno a un certo punto.

Ma

la bisogna sta diversa. Negli scritti del Sollerio c
il

del Pagi

pnua ba
il

piuttosto

un valore dogmatico; jn

quanto die

prius allude al

dogma

della cliiesa ro-

mana

su

tutte le altre thiese cristiane.
si

Ora, dal proil

vato e dal da provare
sorta di

fara manifesto, die

nomo
di

Papa, innanzi del secolo IV, non scrvi a primazia

Roma,

o di Alessandria.
occideiitali, oltrc
al

Altri scrittori

Sollerio

ed al

Pagi,

si

sono giovati del
il

mani, per confbrtare
che
essi dal

nome Papa, dato ai ve.scovi roprimato di Roma. Sappiamo gia
ai

vedere che Ignazio, Tertulliano e Cipriano
il

hanno

attribuito

nome Papa
solo
il

quattro vescovi roI,

mani, Lino, Anaclcto, Zefirino, Cornel io e St^tano

hanno indotto non

fatto storico inncgabilo

che

78

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
tal

[32 J

un
del

nome

era in uso non

meno

in Oriente die in Oc-

cidente,

ma

ancora

il

dogma,
di

allora

non pnnto

stabilito,

primato papale

Roma. Anche
il

storici e

teologi
in-

cattolici,

non partecipanti
storico,
dall'

alia controversia,

hanno

dotto e continuano a indurre

primato romano, senza

fondamento

uso fatto del

nome Papa da
stessi storici e

Ignazio, da Tertulliano e da Cipriano, in contradizione
,de' fatti arrecati nell' altro

numero. Gli

teologi cattolici tirano a pro della loro tesi perfino la

i

romano ai Corinti Epistola rivelante cura paternale, non suprema giurisdizione verso Corinti, I'ra loro dissidenti come al tempo dell' apostolo
Epistola di Clemente
: *

Paolo.

Concludesi che la controversia fra gli scrittori delle

due chiese cristiane
accertati

di Oriente

e di

Occidente dipese

ora dalla mancanza di documenti epigrafici e linguistic!,

dopo

i

secoli

XVII

e

XVIII, ed ora da equivoci
III della

notati a principio di questo
storica. L'

numero
il

mia

ricerca

equivoco piu dominante, per gelosie veccliie
le

e

nuove tra

due

chiese, fu

mescolare nella que-

stione

storica la questione

dogmatica della gerarcliia
si

c primazia

episcopale, pretesa

dagli Orientali
si

e

si

da gli Occidentali. Se nella controversia non

tbssero

insinuaii equivoci, sarebbe quella moi-ta in sul nasccre,
o,

certo,

avrebbe durato meno a lungo.
Epistola di Clemente
si
il

'

La

possedeva incompleta, prima cho
Bryeiiniss

I

nel

1876

la

ritrovasse

completa

insieme

al

ms.

della

AiSayr^ twv Sw^sxa AtcootoXwv.

[33)

B.

LABANCA

IV.

FASI STORICHPJ DEL

NOME PAPA

NELLA CHIESA OCCinP.NTALK.

Per
zioiiario
;

la cbiesa orientale
si

il

nome Papa

riniase sta-

cbe non doljbono se^narsene
quella
il

lasi storiclie.

Tuttora
dre
i

in

nome Papa
i

si^nifica seinplicc pa-

spiritiiale, e in tale significato diconsi

papi

i

preti,

vescovi,

gli
gli

arcivescovi e
arcivescovi,
in
i

metropolitani, o al piu,
i

protopapi
clii.

metropolitani e
i

pntnar-

Valgano

prova storica
i

I'atti

ai

quali accenno.

Nel secolo IV
al loro vescovo cosi

preti d' Alessandria indirizzavano
lettora: Jkato

una
di

papae ipiscnpo Alf-

xandro. L'eresiarca Ario salutava, nel secolo
il

IV

ancora,

vescovo Eusebio

Nicodemia
di

col

nome

di

Papa. Lo

stesso

nomf, sempre nel senso
le

padre spirituale, poril

tavano

lettere indirizzate

ad Atanasio,
smesse

celobre

oppositore di Ario nel Concilio di Nicea (325).

Dopo
sastico sul

il

secolo

IV non

si

il

costnme cbic-

nome Papa.
i

Nella Bolla d' Oro dell' impo-

ratore orientale Isacco
cliiamati papi

Comnieno (10B7-1059) vengono
quelli, cio6,

Lettori,

cbe leggevano e
se-

interpretavano la Bibbia nelle cbiese. Ancora nol
colo
di

Commeno,

ciofe

XI,

si

appellavano

i

sempHci
giusta le

chierici piccoli papi.

Qualunque beneficio
si

cbioHastico, go-

\

duto da preti e da vescovi,
testimonianze
rio,

disse papato,

dell'

Ecbellenso, del Raynaud, del Sollo*

del Dillmann, del Nuzzi.

80

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS

[34]

Dopo
iiazione di
dri

il

secolo

XI

continu6 in Oriente la denomi-

Papa
.

o di Papi, nel senso di padre o di pafatto,
il

spiritual]

Di

ancora

ai

di nostri

si

da

ai

ministri di Cristo

nome

di papi,

nonostante

varie

iiiodilicazioni la introdotte
etica,

nella nomenclatura chiesa-

massime avvenuta
per la invasione di

la fine dell'Impero

Greco-Ro-

mano
(1453).

Maometto
scrive:'
«

11 in Costantinopoli

Ermanno Schmitt
il

Dopo

1'

ordinazionc,

ricevnta dal Vescovo,

prete b riguardato
;

come

il

pa-

dre spirituale della sua comunita
rocchiani viene cliiamato Papas
II

e perci6 dai* suoi par[llajtag).
'

nome Papa,

nella chiesa orientale, non ebbe, in

sostanza, fasi storiche;

non ebbe

la

marcia ascendente,
le

die rinverremo nella chiesa occidentale. Quali
della stazionarieta orientale?

cagioni

Sono molte senza dubbio;
1'

noi non tratteremo,

si

tratfceggeremo

argomento. Sa-

rebbe strano presumere quanto alle

fasi del

nome Papa

una mi nut a

analisi storica.

La
,

chiesa orientale, nei primi quattro secoli, ebbe

fulgori di coscienza e scienza cristiana. Proprio, ex Oriente

vera lux hominum. Tanti splendori s'otfuscarono co' secoli.

Divennero una rara eccezione alcuni raggi
cristiana radiosa.

di coscienza

AI veloce ascendere successe un lento
efi'etto

discendere. Forse n' e stata cagione la fatale trajettoria?

Tale fatalita e piu
cagioni
f'u

che cagione. Una, invece,

delle^

che

al dialettico e

sostanzioso teologare della
sofistica, e, ch' e

Patristica successe

una teologia
perche
si

peggio,
tutti,

ciarliera, petulante;

rese
all'

il

pascolo di

dotti e indotti,

dall' iniperatore

ultimo plebeo. Al

'

IgUiria crUicn della chiesa

greco-moderna

e

doll/t

chiesa

ritssa,

Tom.

I,

129. Tradtizione. Milano, Pirotta, 1842.

4

(351

B.

LAHANCA

81

oho

HI

a^jL^iiiiiHero le

Hccinpia^gini o lo scellcra/i^^ini di

iiiolti

imporatori, clie piopararono la ciitrata do* Turohi

in

CoHtantinopoli.

Vescovi ed arcivescovi, nietropolitnni o patriarclii,
ora protetti ed ora oppressi in

modo

iiidebito, purteoi-

parono

alio

stato di coiruzione e di
11

dissoliizione del

JJasso Inipero.
ditl'usi

simi^liante e a dirsi de' nionaci, molto

in Oriente.

Maometto
politico

II,

entrato in Costantino*
Si condu.Htfe

poli,

si

niostr6

uomo

non coniunc.
la

da principio con priidenza verso
rispottandone
tori,
le istituzioni.

chiesa orientjile,

In seguito iinit6 gl' Impcra-

nel rispettare solo in apparenza V auU)nouiia del

patiiarcato e dell' episcopato.

Lo molte

scissioni della chiesa orientale, e la creaiini-

zione della chiesa nazionale di Russia ridussero la
voisalita del Patriarca di Costantinopoli
noniiiiale

ad essero

piii

die reale.

In Oriente

si

sentirono le prime

tcndenze per un Episcopato uiiinominale e monarcliico;
uia
la restarono

mere tendenze, per Y ambiente che

circond6 la chiesa orientale. L' Inipero
tato

Romano
non

diven-

anche Impero Greco,

in Grecia

ebbe

mai

quella potenza governativa e concentrativa cho avova

Roma. La identica sorte tocc6 alia chiesa di Grecia. La chiesa di Roma, al contrario, cadiito r Inipero Romano, ne eredit6 la energia concentrativa logislativa, elevando il nome Papa ad una meravidimostrato in
gliosa

energia, e quasi ad

Cio non acoadde in
cosi

una possanza vertiginosa. breve tempo; stantecho la gloria,
a gradi.
alia

come

la natura procede

Nolla chiesa
chiesa orientale,
nel sense
si

occidentale,

stessa guisa
il

della

adopera, nel IV secolo,
spirituale.

nonie Papa
vis-

di paternita

San Girolanio,

82
siito

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
in
tal secolo,

[36]

nomina

nella sua

Apolorjia contro

Rufino, vari dottori in questa nianiera:

Papa

Kijiphanius,

Papa
iisa in

Theojjhilus,

Papa

Anastasius.

Lo

stesso Girolamo,

nella sua corrispondenza epistolare

con Sant' Agostino,
in Christo

ciascuna epistola qnesto indiiizzo: Domino, vcre

sancto, et beaiissimo

papa Augustine Hieronymus

salutem.

'

Sant'Agostino scrivendo a Paolino, vescovo
sunt'

di

York,

Ambrogio

appellat papain {Epist.

XXXIV).
«crive
cosi:
sail

Ad

Aurelio,

vescovo

di

Cartagine,

JJomine beatissimo.... papae Aurelio Augustinus in
lutem [Epist.

Domi

LXXVII). Dichiara, quel
significava, allora,

cli'

e piu, clic

nonie

Papa

non altro cbe
in Psalm.

Ecclesiae

Pater, vel Chericorum Pater

[Comm.

XLV).
si

Quest! indirizzi e questo
del

com men to
il

de'Padri latini

IV

secolo dimostrano cliiaro, clie

nome Papa

adoperava, nel IV secolo, a significare solamente paternita
si

spirituale, e clie per

conseguenza non ancora
vescovo
aveva,

riferiva,

come un

titolo di giurisdizione, al
ritiettere, clie

di

Roma.

E

benanche da

non

si

ancora nel IV secolo, una gerarcbia cattolica, a capo
della quale fosse

Si avverta

nome di Papa. cbe Girolamo, cbe adopera il nome Papa
il

vescovo di

Roma,

col

scrivendo a vescovi e dottori, fu segretario diDamaso.

Come, adunque,
II

egli
e,

non
il

lo tributava solo

a

Damaso?

fatto storico

cbe la gerarcbia cattolica era ancora
clic

di la

da venire, e

nome Papa
*

restava ancora

neir originario significato.
'

Migne,
II

Patrol.-lat., T.

XXII,

sgg.
la

^

Duchesne ha creduto atFermare una gerarchia
e diaconi

dove era

appcua un' oligarchia tra episcopi, presbiteri
christiane, p. 329-37, 1889). II

{Orig.

du

cxdte

Marucchi ha rincarito

I'avviso,

ammet-

I

137|

B.

LABANCA
ad

'88

Kol Hecolo V,
il

in Occidento, 8Cguit6

attribiiifHi

iiomo Papa,- uel senso di padre spirituale
infatti, del

do't'edeli.

Al tempo,
si

Concilio ecumenico di Efeso (431)
:

scriveva ai vescovi con questa tbrniola

Domino pa-

pae N. salutcm. Con la stessa formula, o con altre con*
simili

venne dato

il

nome

di

Papa

ai vescovi, dal
il

V

al

X
«

secolo. 11 Mabillon, nello spiegare

tatto, Hcrive:

Papae, seu Papatis nomon tribuitur quidom Cvpriano

in ipsis actis,

ad significandum Patris, non Episcopi

di-

gnitatem
traverao

^

».

Vi ha ancora di piu.
i

II

nome

l*apato

si riferi, at-

secoli

V

e

X, non

solo al vescovato di Roraa,

ma
in

eziandio ad altri vescovati di altre principali citta

d' Italia.

Ad

esempio, Ottone III (983-99G) proclama,

nn suo Diploma,

Fapatvs
'^

il

vescovato

di

Milano,

dctto aljora arcivescovato.

Non

percio se ne risenti
dell'

Grogorio VI (996-999),
Ottone III governava
nazione
di

clie al

tempo

imperatore

la cliiesa di

Roma. La denomi-

Papa

e di

Papato continu6, per

Koma

e per
*

altre citta principali d' Italia, anclie

dopo Gregorio V.

Pu6

atl'ermarsi

che tide denominazione, nel significato

di paternita spiritiiale,

dur6 tino

al secolo

XI, e pro-

babilmente fino

al secolo XII.

Oi6 posto, e non supposto, e ora da vedcre come
i

nomi

di

Papa

e di

Papato

siansi attribuiti, quali

ti-

tcndo

il

Papa a capo
y'eter.

della Cliiesa uel

IV

secolo {Klem. d'archtoi, cArr-

lienne, V. I, p. 85-8(J, 1900.
'

Analect., ecc. T. I, 49. Parisiis, 1725.
Collect. bipartUa, etc.,

*

Ap. Lucam Holsteniun,
1742.

II, p.

21U.

Pa-

ritiiiu,
'

Ap. Muratori, Rer.

iUU, ucript.

Tom. IV, Chrvn, mtma$t.

coMtin.

Lib. II, cap. 79.

per le conseguenze posteriori. il Anastasio il il Bibliotecario. XVII.84 toli SECTION MYTHOLOGIE ET EELICtIONS di [38J onore e ]3. opina clie nome Papa dal a prendere il significato di * titolo tempo clie Daat- maso (366-384). Ho il po- tato il consultando Liber (1688). 5. . 1880. Pagi. in una riconuna sua Epi- * Arinelliui. E probabile che Ambrogio. 1 il * Saut' Ambrogio a Milano godeva una grande influeuza su V imtanto che Damaso lo incarico di Dea Vittoria dall' Aula del Senato (AmXVIII. assumesse quelle simigliante di Pontefice Massimo. 183. Epist. clie applicasse nel si nomo di Papa a Damaso Pater secondo J e Siricio tuttavia clie significato lia 1' uso invalso. persuadesse Graziano a deporre religioso di Pontefice Massimo. come conf'ermare. Roma. opina suo lion a il Damaso. valentitolo peratore Graziano. Damaso o clie prendesse Siricio il nome Papa. Le catacovihe romane. come titolo. ]». de' Rossi. Da il queste consultazioni e lecito indurre. consultato al proposito vari storici autorevoli de' Pontefici. dosi della sua grande autorit^. Nessuno ricorda clie fatto lilevante. e di Duchesne si (1886). solenne titolo. abbandonato ' imperatore cristiano Giaziaiio (367-383). il Ciaconio. Di ierina in questo: clie Sant' Ambrogio. al solo vescovo di Roaffezionato diincoiuincio di siasi ma. il Papa orthodoxus par I. Altri titolo dall' afferma Siricio abbia. ma al siiccessore Siri- cio (384-398) Siricius cit. assiiuto onorifico di Pontefice Massi- mo. scrivendo cosi: (Niizzi. G. che ivi risedeva. persuaderlo di far togliere la hrosii. il diversas provincias clie opus. 32). il il de Novaes. di giurisdizione. Pontijicalis. Ho Platina. seguitato dal suo il scepolo Armellini. noine Papa.XX). ti'ibiiito Altri. invece. secondo le varie cdizioni di Ciampino di Vignolio (1724). prinio.

Patriarca di Co8tantino2)i)li. Gregorio I il Grande di (690-634) rimprovero aspramente Giovanni. di semplice padre spirituale de' f'cdeli. del Papa un come ho titolo esclusivo del vescovo di Roma. mentro per gli al' vescovi usa nonii Episcopos. tutto procedo a gradi. contbrnic antico sig^ificato padro npiritiiale. Alciini storici della Cliiesa lianno stimato. a il considerare la cristiana scrupolosita di Graziano. a tutto il sul geneiale uso del nome X. nello scrivere ai vescovi di tri Roma i i nonii di Papi. cioe. segretario del il Re do' Goti. Ma a tale pare re con trad ice r altro fatto storico allegato Papa. alcuni indizii del graduale elevarsi di esso nome a di ti- tolo eminente. ed desiderio cristiano de' vescovi di il Roma che si trastbrmasse in titolo pagano ei di Pontifex Maa-imtts. salvo rari casi di violente rivoluzioni. . deposto da Graziano ma e mo] to probabile. LABANCA :i)l' 85 stola. du XII"^' Con>jri4 dct OritntmlitUt. il tatto storico che nel Si- nodo di Toledo del tennto sotto I il Grande (440-461j.Uttt — Tom* HI . dotto. Non ho un documentx) a mia clie Siricio dispoHiziono. Nella storia. d' essersi arrogato il titolo Ve- ' Variarnm. II celebro Cassiodoro. proprium dei Pontefici si nome Papa Romani nel Leone : Da loro arreca 447. Himo. EpiMolae ac Rescript i. assunse il titolo oiiorando di i'ontetice Ma**.QP" VmrUc) tf . cosi venne il Sinodo ricordato Sub Leone Papa habiium est. provante. che il divenne peculiare secolo V. Con tutto ci6 non voglio sconoscere che dal secolo IV al secolo XI mancassero affatto indizii. per tan to. dice Siricitts di Papa.1^391 B. ed appartenente al solo vescovo Ho- ma. Trovo. Teodorico Grande (493-526). di vosecolo ler tare. adopera.

Nel VI si Concilio generale del 680. per vendicarsi contro co. * Milman. T. Epist. disse il vescovo di Roma. per la aoa strage di Tessalonica. Ill. Avvenutanella notte Na- Lib. V. Lib. 43. Conciliorum coUectio. bensi a altri indizii Roma la pri- mazia universale. il • ^ Ambrogio aveva impedito a Teodosio 1' Grande. ai rigiiardi dovuti agli altri episcopi. Harduino. I. 2. ^ Gregorio I aveva desi stato scandalo col titolo di Vescovo Universale. die reputava contrario In fondo in fbndo umilta episcopale. ben meridi dipendeva dal vedere nel fatto del Patriarca Costantinopoli una usurpazione alia cattedra di san Pietro. Harduino. nella ^ X Sessione. 450-52. tato. ^ Pochi anni dopo Gregorio I. cett6 invece volentieri di doversi ac- da Bonifacio III : indizio questo non a Costantinopoli. * ingresso al tempio di Milano. 1849. 1715. Parisiis. V. costantinopolitano III. trare nel tempio per le sue nefandezze e per le uccisioni de'figli dell'imperatoreMaurizio. di Papa Cathedrae ' Apostolicae. novello Ambrogio. 11 il Bonifacio III titolo (607-607) ebbe dall' iiiipei-atore Foca di Ve- scovo Univej'sale. etc. pro- clam6 esso vescovo nella XVII Sessione Papa Universalis} Nel Concilio generale si dell' 869. ibid. ImUti Sant' Christianity. XII. alia quale meglio spettava una universalita episcodi pale. e fino perverso. T. Gl' imperatori cristiani (408-460) e Valentiniano III (423-455) solevano mare il vescovo romano Papa Urhis Eternae. Costantinopoli- tano IV. Epist. Patriarca Ciriadall' en- die lo aveva respinto. ' il rimprovero. I ^ . ^ Tom.86 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS alia [40] scovo Universale. Vi sono ancora che accennano al gra- duale ascendere del vescovo di Roma a papale univerTeodosio II chia- salita e supremazia.

15). Timot. Gregorio V (996-999). ecc. In generale. terreno. 098.. sale. que^li tuata la Jienovatio Romani pei^Huase eKserni effet- Imjjerii^ e questi. 16. Informino due fatti arrecati di di Bonifacio III. Introd. il prima X adoperaiidosi ancora nome Papa. vol. sed L' OrOis (Nuzzi. quel die e piii. 11. a protbnde radici. per opera di Leone III. GioPonii- vanni VIII (872-882) a questa nianiera: fexj et universalis Summus totius Papa^ non unius Urbis. Carluinaijno nrll' arf- Muratori. del la di- ' G. il arcivescovo Arnolfo II di Mi- lan© aveva preso risenti assai cilio titolo di Papa Urbis Mediolani. II provato h piu che sufficiente a rendcre evidente. de Novaes.. in un senso univerGregorio I e La Chiesa di Roma i presumeva la universalita solo j^er lei. e. * Se ne un Condel se- particolare di Pavia 1' che Arnoltb dovesso deporre colo di assunto titolo. 174-177. altri indizii. rfi-/. in L*ar- civescovo di Salisburgo una letteni. p. 75. tanto che in si stabili. e si ad altri preti di altre chiese. Trad. alle vile dt »ommi pinittjici. cit.. • — Ijabanca. LABANCA la 87 di ttile deir 8CM) in Homa incoronazione si Carlonuigno Leone.-. a larghi rami. Roma. p. o dicansi precedenti 8alut6. Annali d' Italia. XIX. 181>1. tra i che il secoli X e XI. era ben preparato acciocchc soltanto in quelle di Roma crescesse T albero maestoso.. Roma. la cliiesa Roma lo rispettava ncl vederlo attribuito ad altri VGHCOvi. LXXVIII).[All B. VI. ciofe penH6 essersi avvcrata la di prot'ezia a favore del vencovo Roma Ecco di primeggiare da Rex ret/um e da DominuM I" dominant ium (Apoc. 1707. ma non punto rassegnava di vederlo rit'erito ad altri vescovi come titolo onorifico. .' storici.

sine addito. soli Episcopo n. nel primiero storici. Alcuni storici e canonist! lian voluto indagare sotto qual vescovo di Roma il nome titolo I Papa acquistasse tanto valore. I. e cioe il su la grave autorita il Novaes. Romano iom. Papae nomen unicum nee che liceret alieni se ». L' oratoriano Cesare Baronio e di questo parere laonde scrive: sto « Gregorius Septimus Papa. die pur aveva a sua disposizione. Sect I. lui. vel alium eo nomine ap- pellare il Aggiunge Tillustre annalista della Chiesa. il IX fosse bandito in nome Papa. salvo che. documenti della Vaticana. 88 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [4:2] gnita ed autorita papale. sexto Kal. Martiis indict. Confesso che parecchi del Baronio. documento osservatur in Bibliotheca Vaticana (Marcit. essere cio avvenuto sotto Gregorio VII (1073-1085). il Egli e di parere invalse 1' uso di nome Papa. cit. esset in universo orbe christiano. per le non posso tutto il consentire che nel secolo costume di tribuire cato. ubi statuit inter alia plura. Buzio — negli scritti citati — tengono con non col Pagi. (Op. piu arbitrano. dal secolo IX. ipsum. del Pagi. lo sono dello stesso parere cose assodate. nell' Pagi mostrasi incerto accogliere 1' afferma- zione del liaronio. Fino un contemporaneo cattolicq. Voghera. tyrologium II Tannuarii 10). 13 habuit Romae Synodum ut adversiis schismaticos. sui anno tertio. senza arrecare . il signifi- ancora ad altri vescovi. 8). anno Cbrivero pontificatus Domino 1076. per la j-agione che nei dieci Sinodi celebrati da Gregorio VII non vestigium si rinviene vestigio di sorta sul nome Papa: die aliqiiod non dare i^eperitur.. e diventasse un proprio ed esclusivo del capo della chiesa romana.

Chi > il Papa? V. senza che Gregorio VII emanasse un decreto sinodale. . ad nomi al solo vescovo di Roma. diretta dal protestanto Lichtenberger. ha orednto daro por autcntico ' decrcto gregoriano. il gia prevaleva pocodopo lo scisma orientale quando costume de' nomi Papa e Papato per — la sola chiesa di Roma chiese — era naturale i che i Greci prele sumessero. Roma. die sia stata cagione del decreto di solo alia chiesa di ferire Roma i nomi di Papa e di Papato. ^< Quod solius Papae pedes omiies principes deosculentur teretur . clie. per costume invalso. LABANCA il 80 il docmnento. proclamavano e di i norai di Papa ini- Papato anche per le chicse di ('ostantinopoli. e che Latini continuassero. Alessandria e di Ant lochia. solo vescovo di • CI. Quod illius solius Quod unicum est nomen in ecclesiis recinomen in mundo >. Cenni. Lo scisma ziato da Fozio nell'SG?. a cui deve rispondersi. ma ri- non di o del pari fatto storico innegabile. di orientale. 1886. In quelle sono. Resta una obiezione. 10o4. in ndinm liomani PraesiUis. per reazione contro loro principal! i i Latini.(43] B. La A'mla al cyclopedic des sciences I'eligienses. 6 un o compiuto da Michele Costorico riilario nel tatto innegabile. . attribuito a attribuire essi Gregorio VII. per inancanza docnmenti. ha stimato scorgere d' ossersi genesi storica attribuito il nome Papa p. tra qucste tre : le 27 proposizioni. ed a cui lia dato occasione il Dictatus Paptie. anche per nomi di il Papa e di Papato. Cesare Baron io pone a cagione del decreto di Grcgorio VII la pretesa dcgli scimastici oriontali. Venuto Gregorio VII al governo della chiesa romana nel 1073.

Sono per Cenni il . ^ . maturo' ad essere scovo di Roma Papa per eccellenza. per altro. debba ritenersi opera di Gregorio VII. Qnod unicum est nomen dare in Papae. non pro- mulgato da Gregorio VII. Pietro de il sono per ' Marca ed il no Natale Alessandro. Laonde il pronunziato Quod unicum nomen (Pdpae) in mnndo riconf'erma un fatto riconodi sciuto dal clero di Occidente in genere. 10. e dis enso tra gli storici cliiesastici quanto al Dictatvs se. Certo la proposizione del doversi Dictatus il e molto esplicitamente lavorevole del nome v' di Papa cioe. Papae. al concetto. non come semplice si o Pastor. Papa per antonoPater. non politico. venne compilato dopo la sua morte. T. XIX.J 90 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS nella proposizione idest : [44 Roma mundo. AUusione riconfermata da altri r Apocalisse (VI. oggimai. essendo piu documentati loro giudi- Devo. masia. nel suo ritorno in terra. lo. il Dnpin ed pieno assenso a i Lannojo. da Re e da Signore. vendi- clierebbe. citati. si che il Cristo. apocalittico. II Roma il in ve- tempo era. ' 9. ElemenU ecc. p. Se non clie. ma come Pater patrum o Pastor pastorum. 12-17). specie. detto die allude ad un concetto cioe. IT. il al solo vescovo di Roma. a dir vero. minus dominantium (Apoc. e dal tempo venno De Novaes. aggiusto . Magari testa papale fosse qui arrestata la marcia ascendente del Do- e invadente del il Papato ! Si pretese applicare alia po- detto biblico del Rex regum e 16). de' Re e de' Signori del versetti in cui del- niondo. 207-280. si Cristiano Liipo. questi ultimi scrittori zii. secondo le massime allora dominanti nella chiesa di est Roma. confessare che il Dictatus.

. Nel IV secolo. agli ultimi anni del secolo I (Op. verso 70. 1875). I. fu. tra tante.. tra (>8 ed il 70. trascoi-sero ' Otto Pfleiderer ha creduto stabilire compoeisione deirApoca- lisse alia fine della p. nato IlavijQ. ed Ornzio Marucchi. il ciofe. per trasforinazionc della voce figlio greca per cosi dire. Di il dopo la appena^ niorte di Teodosio Grande (4< 396 la 1. cit. Le probability maggiori sono die la sua compo* il sizione attn6 alia fine dolT inii^ero noroniano. un Quivi fortunato nella cliiesa occidentale. corrotti. etc. dopo. delle quali ora ne dir6 alcune. LABANCA la ' 91 essa scritta. 22). fino a concentrare sommo tale. CONCLUSIONE SUL NOME PAPA IN RELAZIONE CON OU ALTRl DUE DI VESCOVO E PONTEFICB II nome Papa. sg. di i Latini erano Per la costoro corrnzione. accadde nella chiesa occidentale. il Romano Impero latto. ptirsccuzione di Norone noKSC) de' cristiani. V. Occidente minacciava prossima rovina. Per tanto non e Signori del CHiste alcuno tra queste credenze apocalittiche e le esigenzc politicljo dc' Papi 8ui Ro mondo. per altre cagioni. 85. le potere interno ed esterno della cliiesa occiden- Quel che non accadde nella chiesa orientale. al pari de' Greci.[45] B. crebbe a grado a in s6 il grado vigoroso e potente. si Vol. per cagioni accennate. adottato. prima met^ del secolo II {Dot L'l-chrisUnthum.

ereditata da Roma dominatrice e le- gislatrice. Si di talsificazione storica. sed Longohardorum episcopus [Epist. In tale stato randp di d' Italia. senza tenia che con Leone I e Gregorio I e continu5 1' epoca apostolica. La distruzione dell' Impero Occidente e a successive le in- vasion i barbariche contribuirono esaltaiiei zioni deir Episcopato di Roma. sin dai primi veI Roma. che. 31j. Ad esempio. intenzioni e difettava 1' I'arte di di governare. anzi di Eiiropa le due figure piii die piu spiccavano. I. per scovi di ambiente Roma. marciava contro Roma.92 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS 1' [46] { Impero occidentale rovin6 Ora. con quelle differenze che i comportavano secoli V VI rispetto al secolo di I. Cotesta abi- governativa. che per cati era divenuto suoi pec- Eomanorum. se la lenta agonia dell' Impero orientale nooqne al Patriarcato di Costantinopoli. i tanto che in una sua lettera scrive. la con la sua benefica azione governativa e pacificativa. alia completa rovina. Leone riusci a fermare Attila. Gregorio una grande abilita di fu un monaco -austero. e dentale giov6 air Episcopate di Roma. la precipitosa moite dell' Impero occi81 anni. pu6 affermare. e die ispiravano fiducia furono quelle Leone e di Gregorio. fino alia superstizione talvolta. eminenti intuizioni. i non venne mai meno in corso di secoli appo vescovi romani e fu dessa principalmente che ne . posseduta a maraviglia. supe- a parecchi uomini odierni di Stato. nessuno pu6 riore lita disdirgli governare. alia prossima I il Leone rovina dell' I Grande (440-461) si trov6 Impero Romano. pure. . calato in Italia. Gregorio. Aggiungasi che alcuni per patriarchi orientali. Gregorio il Grande. rese meno spa vente vole ?i07i invasione de' Longobardi. mise- ('690-C04j.

cioo Ora. che. raddolcito da come lio non cpiHcopalo. significava solo paternita spirituale.147] B. Ora sembra che col tondenzeed altorain esigenze esordirono nella chiesa orientale. lo noto Htorico . rion por ci6 approve o lodo tutto ciii lo invadenzc intransigenze a rita sill () non di rado pervenne onsa anto* del e potosta. LABANCA il 08 fatto accrobbe via via T autorita e potesta. anzi che si nome Episcopua manifestassero in il Roma. per lo provalere nome Papa nome Episcopo. Servl in entrambe a designare un' autorita ispezionale. II mitivi tempi cristiani. le dogmatioi uccidentali esigenze di ele- tredono. come nel mondo politico. come sappiamo. nolla cliiosa occidentale. rono. II nome Episcopo. capo chiesastico. i Al proposito I le dogmatic! ed critici non vanno d'accordo. ma si tempo. ne giurisdizionale. Roma. autorita ispezionale dai primissimi giomi del cristianesiino di olevarsi — abbia dati i indizii a nome proprio ed esclusivo di qualcbo ve- scovo. elevata ad esprimere Come a poco a somma autorita ispeabbiamo gia visto zionale nel solo insieme. nei prinon esprimeva. clie tenesse la sua sede in qualclie grande citta orientale od occidentale. giurisdizionale. in guisa da diventare in 1 Roma vescovo. nella quello di Vcsco- vo. nome Papa. detto. autorita di sorta. Come . si appell6 papale. clie varsi il tendenze. di buon ora ciiiena orientale ed occidentale. ma poco siasi e. numero precedente per fino la chiesa occidentale. e che servi ad espri- mere. no ispezionale. e non altrove le Epm-opus episcopornm. si us6. in cui avvenne tale graduale elevarsi e ingrandirsi del a diventare proprio ed esclusivo d' un di quello di il nome Papa. non giurisdizionale tra gli altri ministri dclle varie cliiese. nome Episcopo — di si politica. importa esaminare so origine non cliiesastica.

i concilii particolari. * Vedasi K. nella quale risiedesse un grande vescovo (jusydAi] smoicojrogj. talvolta indipendenti dai il e da uno di essi vescovi si preil potere conciliare allora decideva. Se non che. e da avvertire che il nome Episcopo essendo di origine apostolica. non nel cose si modo onde due sostengono dai dogmatici. cosi il simigliante avvenne rispetto al nome Episcopo. sopratutto cattolici. Per costoro I'Episcopato. anteriore al nome Papa. Se d' ordinario laici. la prima. I vescovi promovevano siedevano.M qiiella SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [48] nacque da prima elev6 a il nome Papa. istituito dagli Apostoli. 1898. sto fatto se Accanto a que- ne appales6 un altro nelle due chiese. e di formare quale vescovo de' vescovi. e poscia sul nome Papa. I due fatti appartengono in comune alle due chiese di Oriente e di Occidente.n in des alien Kirche. il E innegabile che I'Episcopato e non acquist6. ogni di piu^ autorita nelle chiese cristiane di Oriente e si di Occidente dai primi secoli. . e col tempo in somma potesta. forte bisogno della ele- vazione e concentrazione episcopale. Schwartz. Die Entstehung der Si/node. in maniera da doversi transitare dall' episcopate plurinominale i all' epi- scopate uninominale? il E qui che critici hanno snodato apostoliea e la le nodo con piu serenita e verita I critici storica. ebbe. ^ po- tere episcopale lo bandiva e dirigeva. Lipsia. il Ma quale di esse rivel6. siccome e provato nel qiiesta si nnraero precedente. ed una grande chiesa [suKXipta jneydAi]). accettano la istituzione successione dell' Episcopato. fu naturale che vazione e della concentrazione sul si il bisogno della ele- manifestasse prima Papato si nome Episcopo.

e subordinate co' loro vghcovI al f^ran vescovo di Roma. LABANCA ili 05 da principio. priiicipe stoli. o di vescovi piu vescovi. do«^li varieta nelle altre chicHe. sarebbe stata la pietra tbndamentalo doUa Chiesa ( Matt. continu6 la successions episcopale. XVI. cli' comunita erano avova o un solo vescovo. In cap. stoli. raggi nolle altre comunita i cristiane orientali ed occidentali. si la varieta nello positivi. Con Gregorio siamo il al secolo VI e a principio del VII. In sostanza. clie. sem- pre col centro a Roma. ispettore. Chiama tale Consiglio Se- nator habemus senatum nostrum coetum prnsbiteroi'um (Isaia. In i mancanza a dire gli anziani. cio6. ciascuna o. unita e varieta: unita nolla chiesa Roma.[49] B. Natural mente lici si catto- giovano piu e piu della venuta e della dimora di Pietro a Roma. ed sola anche piu vescovi in una comunita cristiana. si Che di procedesse dalla varieta all' unita. Apo- londata e ministrata da San Pietro. tbndate dagli altri Apo- o dai loro discepoli. si hanno 227j. con unita. cio6 Roma avesso. Ora Magno Gregorio sostenne . clie ma si si afferma. a capo presbiteri. 18). Da principio ebbero piu vescovi a capo delle di- verse comunita cristiane. II). vale di e lo stesso. Le epistole di Celestino I (»i< »i< Leone I (^ 461) e di Greg<n*io I essi lecero 604) provano ad esuberanza quanti sforzi desiderata episcopale. ben altre conferme. San Giro- lamo discorrendo alcune chiese. e della concossione fatta dal Cristo a Pietro. a ottenere la unita sola. scopus episcoporum. I'Epi- clie. Dopo la istitu- zionc apostolica. dice: Comuni presbi- teroruni consilio r/fibemantur. t'atti and6 dalla varieta all' non dall' unita alia va- rieta. cio^ ispottori. Dai critici non negasi la unita e chiese cristiane. San co' Pietro.

pos- stantinopoli o a Reggio. co' ve- scovi di Occidente. bensi dai contengono II pluralita. altre chiese sia a non sono fra loro dif- Roma o ad Eugubio. locali. del ma piu il versetto 18 del capo XVI. e questi. che disse di preferenza Papato. dell' inter pares. la prerainenza episcopale di per Roma. ad Alessandria od siede uguale merito.96 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [50] dispute senza numero co' patriarchi di Oriente. oltre a definire la i sostanziale di Oisto. e. nei loro ap- ai vescovi come ad ultimo si ap- pello. gli Vangelo di San Mattee. prima 2G0). par- ticolarmente con quelli di Milano e di Ravenna. ai Concilii. aut ecclesia fratrum. Roma e le Un vescovo. un fiume di inchiostro e per . Dalle indistinzioni dovevasi pur venire alle distinzioni. per la interpretazione. Non poteva mocratica la Chiesa restare in perpetuo una de- societas. contribuirono varie cause accennate. divinita e tutto. di quelle di Nicea. Concilii. ch' fe piii. a Coaltrove. nel quale il vescovo di Roma doveva essere non gia un primva inter impares. Non cea (325). chierici dovessero rivolgersi. ugualita episcopale. 101) ». uguale sacerdozio (Epist. nei loro giudizii finali. versetto che fece scorrere. testo venire si Salvo che in coplurino- arriv6 dal sistema episcopale minale ad un sistema episcopale uninoniinale. fano I {>fn che i vescovi. Nel Concilio particolare di Cartagine fa sapere a Ste- del 258. « che accetta San Girolamo con questa sentenza: la chiesa di ferenti. si Nel celebre Concilio generale di Nicanoni fissarono varii canoni. si bene un primus A tale elc- vazione e concentrazione assoluta poi si Episcopate. e fra i si stabili quelle che pelli. ad Eva- grium. in ispecie di Gallia e d' Italia. Questi fatti non dipendono da Roma.

del da plurinominale che si cristianesimo. la prima riguarda passato doUa ed e che nei primi tre Kecoli non osscndosi anil cora tbrmato canone intorno ai libri del N. Con dente si tutto ci6 e pure che se in Occi- etfettu6 la tendenza Episcopate a divenlu ne'primordii i tare uninominale. tuttavia. In cristiane. clie accordava tanta preai suoi successori di cedenza a Pietro. e per esso pale di Roma non pote avere molta influenza snlla primazia Episcoil Ruma : la seconda concerne V autenticita del qucllo. gia ricordata. sue diverse epistole autentiche s' insiste. piu forte a conservare la supremazia episcopale rit'erisce Ro- ma. ed e die in questi secoli quel vei-setto. in Oriente manitestarono primi ro- indizii di essa tendenza. ed 6 che dalla Ritbrnia assai in dubbio vei*setto primo di evangelio. die dopo innegabile. dell' il secolo X si appoll6 primato pa pale. usata a loro favore dai cattolici quanto al primato alia unita e alia Roma. Su tre non devo trattenernii. unito alia tradizione della venuta e della dimora di Pietro in il Roma. passato prossimo essendosi mesea del della Cliiesa. Testa- mento. IV al XIV. giovo assai ad accreditare e legittimare di primate episcopale Roma.[51J II. dal la terza ai secoli della Chiesa. Soltanto mi permetto il considerazioni renioto Htoriche: CliieBa. mostrasi. non allude punto primazia episcopale di Roma. elficacia non ebbe si dopo dieci la Riforma. quella epistola. il versetto di Matteo. che ciasouna . LABANCA di VJ clic iniliissi niiileiici uii iiumc sanguc. rispetto alia varieta ed ugualita episcopale delle altre comunita II vero iniziatore e promotore della primazia e mo* Nello in narcliia episcopale e Ignazio di Antiochia. La di epistola di Clemente niano ai Corinzi.

senza data. 2. che lo rifiut6 circa il 382 * Rst.. litog. altri lo ritengono una forma alterata di Pompifex. p. De lingua lat. Ora. Baur. concentrate Maximns. e piu chretiennes. dal vescovo di titolo si pro1' Roma Siricio. Lets origines de I'episcopat. part. 18G0. Rispetto alia origine etimologica del nome Pontefice. — J. im- peratore cristiano Graziano. Lib. 55-03. altri da Posse facere (Seneca. una jstituzione locale in molte chiese. cioe di far pompe religiose. Duchesne. p. 1857. Prem.. Der Ursprung xind des Episkopats. Lib. Gesch. 10. a co' secoli sarebbesi un preannunzio che giunto ad un monarcato universale. tanto meno universale. 2° ediz. aflFerma che episcopat unilaire non esisteva. Quest' ultima origine etimoil logica spiega meglio lo scopo a cui era indirizzato Pontificato in Roma. ci rimane a considerare in relazione alio stesso nome Papa quelle di Pontefice. Onde vedesi che il punto di partenza del monarcato universale fu 1' Oriente. Entstehung der — Dollinger. IV. il altkatholischen Kirche. der romanisch. la esplicita sua insi- stenza per cosi dire. . 15). 1804. etc. 9). Reville. una istituzione universale {Les origines 2"^ Pa- ediz.. raonarcato episcopale particolare era. Christenlhtan Ratisbona. Bonn. — Ritschl. o di sacra facere (Gottling. Staatsv. come istituzione locale. 1838. Parigi. cit. F. importaute avvertire che 1' E lo stesso scrittore cattolico. non r Occidente. cap. De dementia. sotto il ti- tolo di Pontifex Noi sappiamo che cotesto babilmento. Kirche in der Zeit der Grundlegumj. 1861). alcuni lo derivano da Pons facio (Varrone. cap. G. nel la primo secolo. Tubinga. Verso meta del secondo secolo diventa tardi rigi. relazione al ' Poiche abbiamo considerato il nome Episcopo in nome Papa. Marsella.98 cliiesa sia SECTION MYTHOLOCIIE ET RELIGIONS [52] un iin solo vescovo. I. in chi godeva assunse.

D. ' Ncllo catucoml)0 di (Jallit$to bi scopri dul 8i Do iCotwi. sella eccles. imporatori cristiani. Jl cardinalo ]$aronio avcva prima aiweritoi averc il Costantino Grando rifiutato il titolo religioso di Pontifex Max'imus (Mariyrol. come razione di Pater ritiiali ^ nel significato di semplici padri del fedeli.^ die 2t avgu$ti)\ si ma poi ritratt6. 6). canzon6 il vescovo di Roma Zefirino col titolo di Pontefice Massimo. onorato in alcunc iscrizioni cimiteriali nel secolo per disprezzo ' XV. ancor ^nello di Pontefice M«*- . CCCXII. oltre ad avere il nome altespi- primitive di Episcopi. ad elevarc il vescovo di Jloma sopra gli altri vescovi. L' assunzione del titolo di Pontefice Massimo giovo. suoi predecessori. opina Graziano depose legalmente gli altri titolo onofifico. ci6 che accadde sotto Qi*aziano an. e die n P. CCCLXXXllI. salvo il caso di Pomponio Leto. Se TertuUiano. Comunque pu6 at- piena certezza. oltre tributftTa in alcuu« ad altri titoli ^onorevoli. servi a renderne il vescovo una somma autorita religiosa. il n. Come nella Roma pagana il titolo di Pontefice Massimo comprendeva una suprema autorita religiosa. cho ivi hi tonovnuu aduuunzo accademiche. irraDite. (Anu. cosi il medesimo titolo. ed nome di Papi. rassero vederlo attribiiito ai vescovi di specie nelle epigrafi arrecate). nel secolo II. trasmesso alia Koma cristiana.1 53) IJ. rom. Marclio che ha agitata exprofesso la questione. L.. (Op. t'ermarsi con Roma sia. LADANCA 09 () DSii. senza dubbio. del Papa. col titolo di Pontefice Mas- simo.. il simigliante non avvenno piu dopo il secolo IV. ed accetW). che verso la fine del se- colo il IV nome i rettori della chiesa romana assunsero anchc il di Poutefici Massimi. bench6 tollecit.

nd mondo cattolico con gli La verita storica imparziale Maximus. si Non 'badando il vuole conservare primissimo dei caporettori del cattolicismo. e die nome Pontefice si adopero e varia Stato. 402. ri- aimo. Roma il cristiana ha abbandonato papale. si adopera nei libri di liturgia. de Rossi. dopo la scoperta delle catacombe. tributato ai Papi. unito e innalzare I'au- a quei due nomi. che i i vescovi di di Episco- Roma hanno pus o di preferito. per pendio al Pjipato. crist. Do Rossi. II. II fatto impressiono assai. pel [54] fatto nostro. piu vctnsti nella religione cristiana. nei loro documenti epigrafici. nato fra i che il titolo di Pontifex cattolici alia fine del secolo IV. Bollett. nei descriverne la possanza. I. christ. si il si- episco^iale per sistema osserva in alia titolo Episcopvs Leo XIII. 234. c del- Puso Iktto dai vescovi Giusta il di Roma del nome atti. 1890. o di Papa. B. vili- di Pontefice all' Massimo titolo erasi dato. o molti archeologi stranieri e nostrani lo studiarono. . continu6 a vivere in mezzo ad essi. nei denominarne il Patrimonio o lo die il De nome II Rossi. il titolo di Fontifex Maxhmis non In questi fu dai vescovi di Roma i usato nei loro adoperarono sempre titoli o di Ejnscopus. 81-94). an. il ma e mestieri piir consentire che nome il Pontefice. (Eoma sott. JrutcrU. Pontefice. 38. di storia dei Papi. Yu a capo di tutti CI. Ancor oggi die stema qualdie atto: contradizione. III. ger6 il accademico Pomponio Leto. nomi Papa.100 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS Quel die avanza a dire. quasi titolo sia rinato mostrando di credere pagan eggianti.". siil esa- punto storico di Pontifcx Maximus che esso umanisti e. giov6 ad accreditarc torita chiesastica di Roma. nei loro atti. Noi consentiamo col De Rossi.

ma eziandio. — Tom* lU — 9*« Pltftte) . cosi dolce e venerando.[65] B. Pontifex Maximus. o per an- B. nel Papato quella potesta sconfinata che nocque tanto alia religione cristiana. o per limitarla. e che eccitd frequenti proteste nullarla. a rendere sconfinata la potesta del capo della cattolica. Labanca. a riconoscere nel rei^gitore della cbiesa romana non solo. Episcopus il il divent6 1' Episcopus il episcoporum il il Pontifex. risolute. Pater patrum. se nome Papa nel Cristo. con I'andare secoli 1' de' secoli. Oh. Papa. padre spirituale de' esso rinati potrebbe an- nome ritornare nel sincero affetto e rispetto clie di liberi credenti e di liberi pensaton! Scemerebbe e sbalorditoia. da prin- medio evo. come i Pontifex^ una sovrana autorita giurisdizionale. come Epucopfis^ una sovrana autorita ispezionale. ^|Xg><g>Bj t<>< : -~ Act. tutti e tre nomi di Ejnscopus di Pontifex e di Papa concorsero.du xn>** CotigrU dM OritntmHtU*. suo primitive significato. Tale h i fatto storico innegabile svol-' tosi sotto tre norai principali tributati al il governatore ripigliasse in il capo del cattolicismo. LABANCA 101 spettato ed onorato cipio e nel . e che giov6 non poco. di figli. chiesa Coi . E per conch iudere.

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the reign of Law. my I Path To-day should like to draw attention to a Conception which West have been accustomed to regard as peculiarly our own. Yet when we to the East it is often. has become so familiar that we find in the it difficult we to realise a time when the thought of things classified this idea was otherwise. Amongst ourselves. namely. national t>r turn to international. . that of Law. constitutional or canon. God and man. though a far less extent. is not always. public or private. an anticipation of Order in the Constitution of the Kosmos. natmal and between man and man. too. alike in the natural and spiritual worlds. as fixity or revealed We have long since of purpose between . a surprise to us to discover there.THE ORIENTAL CONCEPTION OF LAW On the last occasion that I had the honor of I addressing the subject " the members of our Congress Oriental view of the took for ".

in Beginning with our own Aryan ancestors we find the literature of the Hindus two expressions which serve as centres of religious and social order : Bita and D'arma.): Ri'si even speaks of the d^dma or law of Varu^ia and the d'ama of Rita in the same hymn f^» Sa 'drisih adja sa 'drislh ita uiii iti svah dirg'am [sac ante Varunasja d'ama. The former it is found pre-eminently first in the Rig-veda. and the moral law man must obey. And one 123. . It is the wa}'. it is said that he supported the sky in the seat of Rita (iv. na minati d'ama ahah-ahah [nih-kritaih a-carant!. where expresses of all the settled movements of the heavenly which or bodies. [pari janti sadjah. 4) s Ahaiii apah apnivaiii uk'samanah d'arajaiii [divaiii sad an e Ritasja^ Ritena putrah Aditeh rita-'va uta tri-d'atu [prat'ajat vi b'uma. be they stars or god& men. Of Varuna. then the order of lastly. 8. par excellence. nature founded by the gods. 9. Anavadjah triiiisataih j6ganani eka-eka kratniii G^nati ahiih prat'amasja Rittisja j68*a nama sukra Kri'snat [agani'sta svitici.: 104 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [2] A — ARYAN. the most moral of all the Vedic deities. the path which all should follow^. 42.

There is tlie Rita of the sea and the Rita of the soul. mann well observes 'As the world of this so As DahlBrahmapa is moves round ja(jna. according to the ancient view. These two monuments of ancient Aryan literature thus form the mile-stones or boundary-lines of that epoch of strong .Brahma nam and the Mahdb'dratam both show a decidedly -encyclopaedic tendency.ia-litera- ture this world-principle becomes identified with ja^Aa. sacrifice. The whole lore of the Brahmans of is this period centres in the thought of sacrifice. the Mafidb'dratam. that which regulates all the re. for Rita and Order are one (Var). the other inner and formal. to bring the whole treasure ot religious knowledge : to a common centre. .{8] HERBERT BATNE8 105 Under the influence of Rita ntand alike the elementars forces of nature and the higher powers of spiritual life. The next by step in the evolution of the idea taken However they may differ in other respects the ISatapat' a. We have here two phases of one outer and material. whilst at the same time there is an India's great epic. in so far as. man both with the seen and the unseen with the visible world by the legal restriction regulate the relations of the individual witli dividual and with the Community. attempt. Instead of the purely-sacerdotal thought princi- of duty and law D'arma appears as the ruling ple of lations human of society. <levelopment our form's circle of ideas borne by (Tarma^ Law'. wherein tliey rest. sacrifice is the manifestation of the creating and sup- porting Rita. in each case. sible which tlie in- and with the invi- by rites and religious ordinances. At the tinae of the rise of the Brahma. It is the point where heaven and earth meet.

culture which binds men together into a society. find Spirit he is for the know^ers of Soul. As duty d'arma a) dcdra^ is classified as : duty to oneself. for D'arma and Ad'arma In evolved him who knows ! the Bi'hadaranyaka-Upanis'ad we find it in the sense of . The- is nothing higher than Law. Law i. (i. Then we have D'arma and Ad'arma as the morallj^ right and the morally wrong.: ' 106 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [4] and social organisation which saw the rise of Buddhism and the development of Castes and dsramds. . For knowers of Budd'i. neglect it not '. Budd'i ' . in D'arma and Ad'arma as right and wrong we the Mandukja-Karika (ii. 1).. whilst d'armyam denotes the unessentials. y) prdjascitta duty to society . 14. p) vjavahdra. 25) For Manas-knowers he is Manas. 4. In the Taittirlja-Upanis'ad the Guru says 11. 2): 'Speak the truth. their essential the derivative nature. It is that which supports (vd'ar). is tlie Law. objectively Law. Perhaps the ches of duty (ii. and not infrequently D'arma is used to express that which adheres to things. earliest mention of these three bran- is to be found in tl^e 'Candogya-Upanis'ad 23. This refore there a ruler of the Ruler. 'He (Brahma) was not yet then he created D'arma as something noblyis formed. Subjectively it is Duty. the morals and customs of an Arya. practise d'arma. duty to the Atman. Hence. D'arma expresses the rights and duties. too.

iti Yah In sjad d*&rai. D'armal I6kas trayas tata pravrittdh sacar^*arah (xii. (viii. 6\ D'arai:iad d'armam ity ahur d'armepa vid'rit&h pra^fth. is as we ' said before. 43. one and the same i^ut. so the visible world was said to be upholden by D'arma. 69. tlie Law -Book. tor both are '.iasainyuktah sa d'arma nisc-ayah.: [5] HERBERT BAYNE8 sets his Iiope l(/7 weak man upon the Law. which Goldstucker used rightly. 6) minds '. is And indeed. but also the supporting principle of the universe. to describe as the creation of various epochs and dif- ferent There we read even the Veda without D'anna cannot save a man (v. At'a kasmat pralapo 'yam brahmatianaiii sanatanah. the na- Law Truth (Satyam). war e^ox'/*'. And just as the world ol the His'is was based upon sacrifice. when one speaks the tmth. 68). and when a man speaks rightly said that he speaks the truth. the ture of this against the strong man as upon a King. the Mahab'aratam. it is Accordingly. The three worlds are said to have proceeded from is D'arma. itseli' Na ced Veda vina d'armaiii tratuiii saktd vicaks'a^^a. which not only the basis of physical and moral order. 309. For instance ' in used both subjectiveh' and : Let the Law be thy guide is action and thou wilt tlien do thy Duty'. tliat part of the great epic known a the B'a- gavad Gita the expression objectively. that said one speaks it is rightly . .

we pass to one in and economical considerations prevail. Most of its rules come under the head of Acara. Now the Mahab'aratam it is Concrete reflex of such an epoch. whetlier spiritual a temporal. Acarah. both by Veda and Smriti^ to be paramd D'armah. The government of a State. 1. view of I think be no doubt that a nation's its Law is is a Criterion of culture. but there seem to be good for believing that the oldest parts both of the great epic and of the Code known fifth as Mdnavam Sdstram B'rgu-prdktam belong to the . Whether or followed the preceded so-called D'arma-sastras it is by no means easy grounds to determine. ethics and customs. The root of to be (II. not a ' '. Unlike our Western is law-books the Code of the Manavfis a metrical version of traditions and customs which. ' '. — 2. that there has been we may be quite sure the a corresponding development in the conception of law. C. When social from of an exclusively sacerdotal period. in which the which ^^'ill the priest law. Silam . century B. have assumed the form of Law. Smriti . traditional practice which is said. : all law (d'arma-mulam) is stated Veda is 'k'ilah . . That to say. All the observances of private morality and social econom}' are described as acara. — 3. In the strict sense of the term Manus Sastram is Code for it cannot be said to be 'a systematic arrangement of precepts which existed as actual laws in force throughout one Country'. 6. By Vyavahara all that we mean bj^ jurisprudence is understood. — 4. highest law. supreme religion. by gradual consolidation.108 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [6] There can. all knowledge.

Or do. The evolution of the Aryan idea of Law would . composed tlie of particles of his protector of nisliment. and in the seventh we meet with a decidedly paternal form of government. therefore seem to be a) : the straight and settled path of the stars. down by the wist>st and best of all . are guardians of the world. 14 and viii. (^fT. to us a simple books we have presented state of society in which the custom of the caste is law. which has been ages . begin the So in India's Iliad the good King Yud'ist'i'ra is the embodiment of 'many-branched' and 'many-gated' Law (D'armasja mahatO bahusak'asya bahudvarasya). droit'. but himself to administer justice * (vii. by divine right. ^/ar). is not only to rule. to act as the creatures by wielding the rod of pu- Let the King. P) the support of gods and men. It is the King who. and having oflfered homage to the trial gods who of causes'. 23) For the use of tlie created in King the great Lord (Isvara) beginning his own son Justice. and the In the first six 108 civil rules of judicature are all discuHsed. having seated himself on the judgment-seat.. : 17] HERBEET BAYNE8 and criminal law. Jirmvs. 'Diritto. Mquu. the tie that binds (W y) that . with his body suitably-attired and his mind at ease. laid Vd'ar). all own divine essence.

1 [8j J Ge—seiz. (yrm Lex log. T6r in the first instance. laiv. \/nam). B. . ^/la^g.): Ki ira first bt'6rat' Jhdvah is k'ep*z6. rank. In the beautiful words of the Psalm (i. but that their conceptual evolution has been almost identical with the Aryan IS ^TT and Vi*{ . and in ». — SEMITIC. tf*'. 6) y/ sad). lov. arrange(xvii. Law doth he meditate day and night And and for here not only are we are at once Hebrew ^IPl and struck by the fact. doom. In the book of Chronicles we read Vatikt'an fj6t' benek*a El6him vatdaber al bet' abdk'a Imerak'Ck urit'ani ktCr haadam haipa'alah Jhavah ElOhSm.: 110 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS ^£jui£. y/d^d. 2. v8jLi£0ig. as the relationship existing (ammibetween The man ' Law and his Maker. ub Torat'6 jehgeh jomam « valailah. His delight his in the Law of the Lord. doms.) ment. that min and Arabic fj^ ^^ *«M diflerent forms of the same Semitic word Law. that ' race of the didugga). (vojuog. a settled first movement. that which determines and Controls. Passing on to the Semitic view of the subject we have first of all the thought of rights and obligations amongst tiie Hebrews.

and ye will not incur guilt '. my nation. and of the people ' my establish as a light '. is the bond between man and man.[9] HERBERT BAYNE8 ' 111 eyes.' 'connected'. and so there come wrath over jou and over your brethren: so must ye do. this is the * . the Mystical Moalams known as And indeed throughout the whole world of Islam ' supreme word. instance. Lord God! ' Then T6rah. on the other liand. ju^l^ testament. between law rnin ) and precept npf^ statutes and ordinances. covenant. In Arabic. bind '. as the root is ni^ ' to join. the entire revelation contained in the Kuran. the words ^olj testator. Here the word Hlikp is peculiarly appropriate to express the legal relationship amongst kinsfolk. is Law which for Sii'tls. will. XIX. 2. forth give ear unto me: for a Law wiU iTorah') shall I go from me. holds together a spiritual brotheras hood. like D*arma. ). 10. come from ^*o\^ 'joined. also. you between to and blood. and hast regarded me as though I belonged to the rank of a man of high degree. for law to the Musalmtin means his whole religion. and. such. And this was yet O God! and thou too small a thing in thine hast spoken concemiog thy servant's house for a distant time. And whatsoever controversy may come ( from your brethren that dwell blood ( in their cities. Chron. ye shall tiiily warn them that they incur not guilt against the Lord. and man and God: ' Listen unto me my justice people. wuo^.

Their thought of racters $1 Law is expressed by two chais mi silk. — TCFRANIAN. » « understanding. ut nafsi ma leha va ma All Muhammadans fik: agree that there are four chief sources of this a) the Kuran. unanimous opinion (igma). or usul-ul-Fik' va furu-ul-Fik\ C. and the two latter furii. analogy. p) y) 6) Sunnat. branches. according to the well-known definition mdrifat aleha. and # and means . for in some respects they are the most interesting people of the East.112 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [10] For the corpus juris we have the word ^Jii which primarily means « knowledge. It also signifies lines or paths. In medical books it is applied to the veins and to the blood. When joined to we ' woof ' King means the lines run- wliilst ive indicates those going East and West. Kijas. » and more especially an appreciation of the way in which one man should act toward another. . Of these the two former are said to be asl-ul-adj the root of roos. in the first instance the tlireads of a web. so that the combination King-We is ning North and South. the Conduct of the prophet. the warp. As representative of the Turanian race let us take the Chinese. The former from radical 120. Hence the designation of the four sources as Pj-^j cS^\ root and branch.

in conclusion. ascribed by the Aryans to by the Semites. is * whilst King principles of separate silk-threads means the government and moral instruction. arose that grand Conception of universal Law whicli makes the whole world Kin. and is used first of of a vessel or tripod employed in an act of worship. and. -»^tXi»^«c«siat^5~- . gods. especially expres- afterwards a Classic. to One Supreme Being and by the Turanians to Heaven itself. therefore. for the most part. Law. Principle instilled Thus wo have Pin I the moral by I lun the natural relations of husband and wife. ot an Order which cannot be changed-Law.[llj HERBERT BAYNES Then King 118 equivalent to latitude and longitude. in the we find that there a Consensus of opinion East that. To the Chinese. (ni) The second character contains two radicals. thought 'Heaven. Law is the order observ- ed in the outer world transferred to the inner and Society. ses the lines of a book. literally ' lastly. many Herbert Baynks. 1 19 meaning rice and 120 (mi) silk. from that orderly sequence of events in nature. King lun meaning * to arrange the threads of silk for tl>o to ' sion now used Ke an expresprinciples of reason and justice. an historical work. is applied to the various institutions of human And so. parent and child. of rice all The arrangement of grains silk and of threads of then the seems to be the primary is signification.

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il sempre di pel motivo indicate. II glottologo pu6 bene afferniare o negare Tidentita tonetica di due parole. ed e cosa di gran lunga piu grave. il senso. se ^ un aiuto pre- una riprova e quasi malleveria di maggior certezza. e cosa troppo cliiara di per se stessa. ma ne*»suno pu6 stabilire leggi assolute alia libera associazione dei rapporti ideali.NOTE SEMASIOLOGICHE Spesso accade di vedere negata una etimologia per cagion del significato troppo diverse. massime nella logica e nella sicura e costante devono essere . Ora. di per sfe non pu6 esser preso come criterio assoluto. die significato sia somnia iniportanza come norma direttiva della com- parazione. giacdio per i lui la guida mntamenti dei saoni. senza i quali non vale comparazione alcuna. ov^ero. ad una medesima parola si assegna differente origine. il clie avviene piu sovente. Anzi non dubitiamo d'atTermare die il signicato non rettamente inteso lia spesso tratto altri in eiTore: e appunto di tal pericolo e inconvenient^ intend iamo ora fare alcune brevi osservazioni. Ma bisogna pur con venire che zioso.

de la Soc. lat. macchia. stipettaio. iharf (a. DiflScilmente trovano due parole di cosi perfetta cordi\i(6g rispondenza fonetica e mortblogica. fabbro cf. in partorito': cf. unguis. dvv^ De Saussure (Mem. accendere. ' negajuog dalla rad. trpnomi mi sazio senza pronei due significati. ted. II il ridire. TEQjrofiai vare veruna difiicolta mod. kerdi- kra—: versi Prellwitz in nEga/nai. BB. contrariano a vicenda. Anche in inglese wild boar (verro selvaggio) 6 « cinghiale ». texo (per i vari significati della radice tek- Mem. VII 83).: ' 116 SECTION LINGUISTIQUE i [2] fantasia del popolo. per ci6 dello significato. diirfen) aver bis. lordura' non hanno 144) d' identificarli il impedito lat. L' idea di ' mescolare e cuo- cere ' sta a base di KSQdwvfii cf. durfan ted. VIII 289). ajtro racchiude tanto '. TEicToyv ' reuvov ' figlio ' generatO. appiccare ' che noi sappiamo. capro (qui la diJfferenza e tanto piu notevole. xaTrpo?) : verro » cf. Nessuno.=--5. E-rsn-ov) accanto a ' artefice legno. sulla comparazione slavo noga 'piede' (gamba). dicasi di ndjtQog ' Lo stesso ' cinghiale ' -^ lat. labes. I due significati ben caduta. quali sono e fumus. nakkd-s 'ungliia' gr. sogno ' al gr. che quasi si " ' '. (cf. Liddell e Scott Greek-english Lexicon. Ling. ' Egli e vero per altro che in greco la forma plena 6 « porco(oO<. ' de la * Soc. in quanto ^ ri- guarda un essere vivo. . a. onde significati della parola tanto noii spesso e si notevolmente differiscono pure da lin- gua a lingua. ma si anche non di rado nella stessa lavella. Ling. ha ravvicinato got. altri II rovina. un individuo). cajyer ' becco. sebbene di significato tanto diverso. il guidato soltanto dalle leggi dei soni. . senso di ' an' nodare cf cal. ha trovato nulla da che riguarda lat. ' quanto quello di accendere appiccicare -^ appiccare. XIII nel ' gr. (propr.

il '. che tacilmente si 117 po- trebbero addurre. oifAog sIqoj). tra questa e (inella lingua. die mostra la parola. il Prellwitz attribuisce a due etiraologie vellutato differenti a fine di spiegare il doppio significato. abbia un* im- portanza ideologica senz' altro secondaria glottologia. Aetet du Xir<** Con§rtt iu OrUmtMttt. oflfre ' ottima. che per diversa alterazione sia riuscita ad fica) una materiale (gra- uguaglianza di suono. Non gia che noi negliiamo che sotto un'apparente omofonia non si possano nascondere due diversi etimi (cf. si lo sdoppiamento della forma a causa del significato. allorcli6 questo varia nella stessa parola d'una me- desima lingua. delicata. secondo noi. Pindaro (anche in Omero? fcf. quando sia ben stabilita in tutto lo r identita fonetica. per non sia da tenere nella non cale. svolgimento storico della parola. qiianto dimostrano come in il significato. il quale e noto con quanta libertjt e ardire significati delle parole. Soprattutto non bisogna lasciarsi traviare dal senso. zione. Liddell e Scott). quale che ne ' vero o primitivo liquido o * ra- ' Quanto sia 1' arbitrario. ma in tal caso le leggi si- fonetiche ci permettono quasi sempre di potere con curezza assegnare due o piu origini alia forma. fine. coin« PintratU i daro. che 6 Tacin cezione che dcovog cf. ' tacilmente si passa all' idea di cosa morbida. A dojTog torto. che pare da qnesta semplice conndftrmsi idea traslata di ^toto? presenta m un poeta. La diveraitii non ^ mai ragione assoluta per respingere una etimologia.08^ Rutto) 8 . nel nostro caso. Cosi in italiano ' Fanfani) una e razza vel* cosa di vellnto luta vale sia il ' significa cosa eccellente L' agg. diegog.[3] FRANCESCO 8CEBB0 Tali esempi con mille altri. bellissima. significato (' razza gentile '. Dal senso di ' vello. — To«« HI .

sebbene Gidinariamente derivi da una dopsi- pia ladicG. unterstiitzen da igj^QEdavai sie sind eingefiigt' (PrelL). a fine di conciliare la discrepanza dei gnificati. nel primo caso.i] ' specie di pecchia ' e a ftoju^vAy vaso dal collo stretto ' (bombola). igi^Qedarai (oHdei /alrai igrjQEdaTai XXIII ': 283-84). diegq) nodi). sia il ronzio dell'insetto /?d^//?og) e il gorgogliare che I'acqua o altro liquido produce nel versarsi da un recipiente simile alia bombola? Per noi. alia radice red- reihen ' (lat. ruttare. urlare j^ossono ben procedere da una medesima idea fonda- mentale. r om. no einfiigen cliiome (le criniere dei cavalli) non erano composte in bell' ordine. al il senso del di con teste ' ci non convenga le significato reihen '. che riunisce (cf.' 118 SECTION" LINGUISTIQUE ': [4] pido cf. ma troviamo al tutto inverosimile che per due significati tanto vicini. possa separare diegog rapido ' della snellezza).^ quali dal Prellwitz sono attribuiti a questo. fr. almeno per pare che di ' ci6 II. ' si capisce ' come ' da dieQoc. al jlrd-s ' lebhaft '. i significati ' vomitare. diegoc. secondo. liquido (come propone Wharton: 'swift' da die/Liai] 'liquid' da dtaivoj). che riguarda I'om. ma al conal trario stavano abbassate al suolo (le meste giubbe suol diffuse). lebendi(j ital.* possa distinguere ' Ne sappiamo come ' si iQsidco ' anlehnen. nel s. e per6 crediamo che eQevyeodai e sQvysiv siano sostanzialmente la stessa parola. la qual ultima ' forma e stata ravvicinata oi'do). . fino a un certo segno. vivo^ che racchiudono anche 1' idea (cf. ma le mune. Ora. non pu6 darsi che 1' idea codue voci. come geschtvind. A prima giunta sembra ' ben ragionevole d'assegnare una diversa etimologia a pojn(iv?. appartenga a dlsjuai. altri Pure. per noi e sempre la stessa si parola. vif.

' Sprache) nel trarre significato di verdi stclndig ' (che egli ' pone per primo) da dtdae] quelle . non solo perchi di questa radice manca una forma nominale ' nello stato indipendeote ' (come da §ai(o = ^<xF'm accendere * : ' si '. il primo significato appartieiie all'Iliade.-> tiuone. Se ci6 e esatto. iiitelligente'. anzi k na- tovati. usata in due momenti prattutto storici diversi. d. dal« cf. A vasi- nostro vera. nei quali si I'ac- cezione originaria facilmente s'attenua o cretliamo che non ben s' perde. gr. ma anche per la stranezza ideologica del ?). perspicHce in intelligenza Ne auche ci pare da aooetUursi la deriva- . possa dorivarsi da das' insegnare ' (sapere). Secondo la comune maniera d'intendere (cf. il nostro bravo riterito coraggio e si si airintelligenza. oompoato (assennato. tratta d' un epiteto quasi or- come tanti altri usati da Omero. quali in- sono dipinti neU'Odissea. Per6 apponga il il Prellwitz (etym. datqjoov alterasse e quasi gentilisse il suo piimitivo senso guerresco: si al cf. la Non vediamo come da $^-6a-e. il Passow con altri lessicografi). Si noti poi che nel nostro caso nativo. che h manife- stamente una forma locativa (esperto. battaglia nella sola formola sv ^t. in guerra ' la parola abbia preso ' un gnificato * generico e spirituale. debole quest' ultima derivazione h la di * sembrandoci ovvio che dalF idea speciale bravo pill loroso. che h prima parte * di i^at^pcav. ha 6a(^)-'. ' incendio di guerra': XX 18 icdXtfio.16J FRAN'CESCO SCERBO II Uif poetico baUfjQov e per noi un' unica parola tanto ' quelle di animo ^ueniero quanto in j)rudente. non vi sarebbe nulla di strano che la parola. mostri un un po' turale die mutamento d' idee e di costumi. d' *. II. kriegerisch da daio parere dai (tr bat 'nella battaglia*). ' W5rt. quindi con facile traslato I'originario significato di Si^Yjcv) . so- come col quell i che dividono significato i due poemi summendifferente. assennato in guerra). il secondo al- rOdissea. fiaocola '. nel senso di ' bellicose.

I'ital. o i il lessico petropolitano attribuisce ' . non altrimenti che numerus e del greco stesso. I I . VI. XIV. ' ' salz (pulverisirtes ' salz. la corsa sfrenata : fa- cilmente desta terrore o paurosa meraviglia Jiero. ted. Ling. che rassomiglia di assai a yogyog nel doppio senso ricordato. 26-26). stark.^pltu-}. Un caso assai analogo a yogyog. vivo' (applicato soprattutto a cavalli).: 120 SECTION LINGUISTIQUE [6] Se yogyog significa anche Mmpetuoso. melodia non ha nulla che fare con II lat. estrema- mente in (schrecklich gross). come pensa Havet (Mem. Fick 21) e davvero seducente. 112). buono ' (dalla medesima radice di SovaoGat) BB.arvg nel senso di salm astro (ct. ' A torto ' ' ' stato volto a senso musicale. 293 e Fick IV 160. ' forte. n. significati scharf. s'ha in dsivog dun que Wharton divide la parola in due articoli. heftig. Ne surdus (color) e meta- fora piu ardita del nostro cwpo. come possiamo che si dire d'lina cosa Tin date cir. dandone una doppia etimologia. quanto alia sua evoluzione ideologica. La comparazione a cui ' del s. de la Soc. intensiv '. si ma con tutto ci6 forte duche d' bitiamo che non tratti d' altro un : solo e me- desimo jrAarvg nel suo significato ordinario pel nesso ideologico di due idee tanto diverse vedi la spiegazione. modus jueXog. cf. XVIII. e traslato naturale dall' accezione * terribile. costanze special!) ch' e terribilmente bella espressioni fr. ma dall' idea di misura si trae agevolmente il concetto d' armonia. feroce '. = a dismisura. I* col gr. giacche I'impeto. che sono : trovano anche in altre lingue schrecklich cf. zione da *d&vis cf. Jierement. chiaro riferiti tanto alia voce quanto al colore. da far mestieri sordes (cf. paht-s (da ^pcdtu. jr/. di ravvicinarlo a BB.

121 die ne danno Pape e Passow nei loro dizionari Liddel e Scott).ra (da '^de/. e cosi r etimologia del primo significato vale anche per nij^. che sfiorano la pelle. stringere.. a differenza i di Prellwitz. che noi invece identifichiamo con b^kxa dell' alfabeto. la stringono folia^ frondes stringere (la feriscono leggermente) con . XXI ' "Wharton (Etyma logie differenti assegna a che vale stringo tre etimo- secondo .) BB. necessitudo) connette V altra. jartu-s vulva . col greco dtv. Wharton ed noi coniprendiamo due che la parola ha in greco. e stato paragonato grieck. di parentela. sensi.ov ' r altro II (ma s. apparentemente pote associare con tanto lontana. svol- r altra di strappare. strappare. ' ' Dair idea generale di treccia (KfjXov) si poterono facilmente svolgere i due significati di ki^Aojv mazzacavallo. amicizia. elefante cf. del per6 sotto un solo altri. anche * Se in latino con Tidea di si ' necessita.rfa: Lautgeschichia 119) Lagercrantz Zur = aldolov yvvaiKStov. ' sfiorare Oguun vede * quanto gersi sia facile dall' idea di ' serrare. bisogno (ne- cessiias. cf. la non la penetrano. mediante una di simili metafora simile a tante altre appellazioni delle pudenda della donna (nel gergo italiano v' ha pareccbi 326. stringere '. [71 FRANCESCO SCERBO (cf. Stallone (che pu6 intendersi come il fomito di ' * verga. il doppio senso dell'italiano verf/a). nostro afietto). togliere rasentare. traslati): cf. di freccia: ct. con maggior ve- rosimiglianza quello di il rapporto d'affinita si cura (come oggetto del nostro pensiero. premono. miMd- : //Dg lat. e M')dog. sfiorare i I tela siringeniia corpus di Virgilio sono oio6 dardi. serrai*e '. itwaxog^ to dvdgetov ual ynrvaiKEtov ftogoy (Esi- chio) = 8. Prellwitz sotto ' e m)Xoyv). ma .

il trar spada. * Questa tesi e soprattutto sostenuta dal Br]<:al nel suo Essai de Simantique. trae dai composti (obruo. guaina e V impugnare coltello. bandire. come in mille altri casi. eriw e simili). biasime. garrire. non altrimenti si che il il nostro scendere usa anche trans. proclamo '. P. come di il ad un tempo ital. cf. ferrum stringere dice : lere. e cui diverse valore da ascrivere verbo alia forza del prefisse. Ma le due accezioni si pessone ben conciliare nella stessa parola. che nei cerrispondenti del san- scrito e del greco vale 'velare. significati 'heap up'. peto. vitupero e secondo una doppia etimelogia (cf. logo inglese divide rush'. Cosi Virgilio (En. {ivijircov e^Ttldag Pind. ruo in 3. 4.122 SECTION LINGUISTIQUE 1' [81 s' indica atto dell' afferrare fortemente e quindi svelensem. . il IV 201). anzi in- secondo alcuni glottologi ogni verbo in origin e fu transitive : ^ cf. 4 articoli. -- calare: scendi bambino '. 'dig up'. si li pre- Quanto agli altri due significati. die e la cosa piu comune nelle lingue . Con minor ragione stringere la lo stesso glotto1. Si neti che nel senso di ' biasimare ' il verbo e ordinariamente accempagnate da alcuni aggiunti.£7r^ (waK6>) juddo). non altrimenti che il nostro gridare dice ugualmente 'preclamare. non gia a differenza originaria del verbo semplice. cadere'. lat. rimprovediverse significato vien differenziato con rare '.AVh. dalla sedia. 'demolish'. II evijirco vale ' annunzio. aigo/gotg ejtesooi. altra Ma i due che primi il non presentano difficolta passaggio dal senso intransitive a quelle tranil sitive. 2. il Wh. DasVerbum I 234). I 83-86) ado: pera ruunt nella doppia accezione cipitano 'sconvolgono. Etyma graeca e Cu. come XaAETTOtoiv oveldeoi. cioe : 'fall. xa^.

h accompagnato da alcuni par si aggettivi.. quanto quella di Uneamenti figiira tratti nel seiiso figurato). dheir/h BB. uberins (nbenorejilo)^ cras. gregge'. nietafora ' fbrma. che infinite parole presso tutte le lingue. da non e^ser punto Jingo (ct*. donde deriva anche clie fifjura. evIjttc) Bignifica propriamente fejr- pari are. ligiiaggio ' niandria. annunziare *. schiera 2. questi non presentano maggiore inconsi gi'uenza logica di tanti altii traslati.. La (cfr. salario ' TtAog tassa. XVII. gono tre ' diverse -8. tv. indicante agitazione d'animo.. dalla rad. faile kdla-m ' noti il divei*so tenia del gr.f9] FRANCESCO 8CERB0 il 123 nirix()0)c. famiglia. si la quale di chi pote applicare tanto alio stato irrequieto fortemente brama. hn>£3T0i). r^. Le idee di * desiderio ' e. gridare. truppa {knlmiirl. kitp. etimologie. ital. nel significato speciale di tbnnay figura. Si badi poi questo sostantivo. ' * Se ciqno si deve separare dal s. o * del sanscrito. ' che prova che dire. trovano in si ' Invece rtxoc proponschiera. necessario di pensare alia rad. che riunisce i vari signi- ficati di veAog. . oiide {ejtog) o seq- con la prep.wmf cf. quanto alia commozione e al furore di chi e adirato. ' branco.: qiianto e detto relativamente a h'imro.adirarsi (BB. Quale che sia il legame. 202-214). tribute ' * — ' (gr. fine'. come te- nue. riJ-oci scopo. quale dvfwg? L'accezione di cvpio e di kup-yn-mi non sono altro che svolgimento di un significato nario piii lato e generale. figura ' <la jilum * h\o ' e al- trettaiito naturale. (esse pari Jilo Lucr. 3. XVI. Tacce- zione originaria e sensibilmente modificata. di 'adegno* non sono forse espresse da una medesima parola origi- greca. cor- . (si ciofe s. 320) la ragione e da cercaie altrove che nel significato.rp'at^. (cf.

simile s. [10] rispondente del la parola caramd- ha iin sigiiificato Ora molto generico. e applica a cosa svaria- tissirae e in yajLioio. pov—u6/^og). Abbiamo gia accennato come la ragione. i: spun tare ' detto del sole. zi.c6Xo?.124 SECTION LINGUISTIQUE s. (accanto a poo-x(5Xo?) a{jL'f i-.del pron. a non teuer conto degli couciliare i] usi di detta parola. e una pretesa difierenza di significato. poterono di leggieri svolgere il vari significati di TE?. dove si i glottologi talvolta passano ogni giusta alle e quando attribuiscono arbitrariamente parole questo o quel significato.) nei quali casi e difficile una precisa traduzione di TsAog. della luna (cf. a cui poi riferiscono una non meno speciosa etimologia.og.e zo. Per I'altemamento tra T (avanti vocali dolci) e % cf. TeA. un senso . Ma misura. corrispondente di ava-teXXo) qel- (8.affine di car-). a quella contenuta nel cari ' muoversi qel- ' (che per noi jreio/zaf e la radice di veXog in tutti ejtAETOf dalla suoi significati) (cf.og davdrov davdrov veAog Arch. interr. si accanto a tsAAco vekedo loro intimo nesso * {uekofxai: cf. comecch^ non ci appaia ben paaltri lese e chiaro. il cui deriveri da forme quali ^-ttXso (eTcXeu) STrXsxo zspt- zXijjLSVo? ai-^coXoi. Da questa idea vaga e lata di tal voce. . come T£^. che secondo noi in nessuna maniera si pu6 * Occorre appena notare come ' il vero '. sia tsX' muoversi onde (TeX-Xa> = •zeX-jui ?) levarsi. * come senso di rd te/m ? I i magistrati ' le accezioni gia in nessuno e venuto mente di Eppure a suggerire una speciale notate derivazione adattata a quest' ultimo significato. non izik-. assai indeterminato. terraine ' . fine. ' T ultimo' s' pimento.og Ki/eioj voOToio. quale com(gr. Ill 291) . car' cal-) in gr. onde altri ha creduto di dover staccare EQi^QEdarai da EQEidoj.£). s. forma fondamentale i cal. jroAeftoio {dog ue vEAog {iS^q)vyov jtoXsjuoio n. ava-roXf^). Del con resto. Ti}^.

lest. Un ' altro caso ancora piu singolare ^ (fHiyog (aJf^arog) di II. che forse e stato la causa principale dell' anzidetta interpretazione. spiegato per ' massa * . duro. piu vera. giacchfe dall' idea di battere. deve parer strano che in tutta la letteratura greca una parola tanto usata come (pm'og in un sol passo mostrasse un significato affatto speciale. il perchfe vien Heparato da uccisione. che non traducendo massa * ^d\ Una : illustrazione del passo omerico ci 6 data (cf. ghand-s ' corapatto. uc- cidere ' han- gr. ^-^svoCt ^^^' f***tu. cioe derivassc da origine si diversa. da Pindaro in II. in primo luogo. denso sost. * Da ultimo t'acciamo osservare che in kiirzerer ' Btthtlingk (Sanskrit * W5rt.Lllj FRANCEBCO 8CERB0 125 giustificare. In quanto al genitive afjuarog. noi. gan~*. .0 ' : esser steso sulla strage ' (kv q)6v(^). s' onde alia mente pezzi di leggeri e quasi offre V idea di q)6vog nel i sue ordinario si- gnificato. e connesBO * col 8. '. /ue^Mvi q)6v(^ 'Qalvcjv neblov Pape In . masea. misti a sangue (letteralmente '). (p&vog h da intendere in senso concrete. ' che hanno divorato. mncchio q)6vo^ ' (Fick con altri '. che e imagine ben piu viva e bella ' secondo noi. ma non certo piu insolito e sti*ano di tanti altri costrutti propri del linguaggio il poetico. Poi bisogna notare che nel nostro caso parla d'un cervo di necessita ucciso. fa tutt'uno di ghande di ' ers- chlagend. e bella. altri termini. ' secondo (s. come XXIV 6J. delvo ijrefpyov) si pu6 ben derivare ^^voc vengono con- Con qnesto naovo Ardito e significato attribuito a frontati gr. I lupi vomitano dell'animale. * il mod. Fassung. klumpen*: n^ ' a torto. tOdter compact. giaoch^ si costrutto. la sane. strage ' Ora. (. hart. ted. XVI. vogliono indicare pezzi di ma 1' idea e pittoresca came ancora sauguinanti. esso 6 in verita un po' irregolare. 162. guinosa strage sangue).

cio6 di semplice volgarizzamento. lato massa compatta. sebbene lo scopo ne sia modesto. Ciardi-Dupr6 . onde veda todo che razioue. lo stato dimenti seriamente preeente della glottolo- gia. ^ dunque la doppia etimologia secondo e stato notato.. a fin di giovare alia coltura generale. S. Dr. Francesco Scerbo.. seguiamo un punto assai importante della mecompail Postscriptum. senza pretese di novita. quando queste pagine erano dell' stampate. che abbiamo condotto molto innanzi ma siccome non sappiamo se e quando il luce. abbiamo avuto la fortuna di trovare al compimento opera il un valente col labora tore. — il All' ultimo memento. Anche da questo di (povog. non ha ragion d' essere. r. giovane glottologo delle migliori speranze. 126 SECTION LINGUISTIQUE tl2J quella di densitA. . quale anche in questo volume d^ chiara prova del suo ingegno e sapere. abbiamo voluto dame sopra questo piccolo saggio. • Queste note sono tratte da una nostra prefazione ad un lessico lavoro potra venire mai alia si comparativo del greco e del latino. E da sperare dunque che secondo 1' Italia presto avr^ un lessico comparativo delle due lingue classiche. condotto con intenscientifici.

' tre ' (lat. ereditati dalla lingua primitiva indogermanica non b ancora ben dilucidato. bhdrati ' egli porta (gr. d' Infatti. per ricordare qualche ci osempio.) in ' cui r e originario ' vocaboli * come rucate splende ' (gr. Cosi. /^. in guisa che tanto ad un r quanto ad un / delle altie lingue.r Inceo ecc).SUL TRATTAMENTO DELLE LIPIDE INDOGERMANICHE NELi. INDOIKANICO E SPECIALS ENTB NELL'ANTIOO ENDlA. arghd-8 valore. ri- giunta deir armeno. r antico indiano possesBo ' presenta dei vocaboli trdy-as ' come m-s gr. nientre le lingue indogermaniclie Europa. V indiano e r iranico confondono le due liquide. coU' agr (sicche noi. ma non di rado anche un /. TQCtg (lat. tr^i^ ecc. /£vh6^ 'bianco' ' lat.. svolgessero suoiii r. facciamo salire tale distinzione alia lingua madre). nel distingnere i si accordano pienamente tra loro / casi di da quelli di al contrario dei glottologi meno recenti. ossia I indo-iraniche. . fero got. riaponde in esse per lo piu un r.. pregio (gr. aXfi^elv ' giiadagnai*e . senza che appaia la ragione del diverso trattamento del fo nema ' primitivo. q)eQo) lat.Nt^ In qiial modo i le lingiie arie. ' r^-5). bairan e dei portare * ecc.

128
lit.

SECTION LINGUISTIQUE
algh
/.
'
'

[2]

mercede

')

dove r invece risponde
ci offre
'

a un pri/,
'

niitivo
lilbhyati

Viceversa
egli

esempi di

/

=

idg.
'

come
ecc.)

brama
'

(lat. luhet libet,

got. liufs

caro
di
I

e kdlorr, qiiali
*

'

nero

(lat.

callgo ecc.)
(lit.

;

ed esempi

=-- idg.

kloga-s 'grido'

kraukti 'gracchiare'j e Zw>7ca<i

svelle,

strappa

'

(lat.

runco).

E
es.

lo stesso

avviene in
persiano,
dell' in-

certi

linguaggi neo-iranici, p.
si
:

nel

moderno
casi

in

cui

verificano

i

medesimi quattro
es.
'

diano

1.

r

=
'

idg.

r,
'

p.

burdan 'portare'
'

(gr.

(peQO

ecc.),

mard
2.

uomo

cioe
p.

mortale
aran

(gr. figorog id.).

r =- idg.

/,

es.

'

braccio

'

(gr.

ojZsvtj

'

gomito, braccio'
'

lat.

ulna ant.

isl.

din 'braccio' ecc),

roz

giorno
S.
1

'

(lat.

lax ecc).
I,

=
'

idg.
'

p. es. lab 'labbro' (lat.

labium ecc),
ecc).
'

likan

'

leccare
4.
/

(arm. lizum 'io lecco' gr.
r,
'

A£l;^oj id.
'

idg.

p.

es.

kaldy kulay

cornacchia

(gr.

uoQa^

corvo

lat.

corvus comix).

Varie ipotesi sono state fatte per mettere in chiaro

come realmente and6

la cosa,

ma
lo

finora nessuna, al-

meno

nella

forma

in cui e stata presentata,
altre.

ha potuto
i

imporsi e trionfare sulle

che mi accingo a

studiare tale questione dopo che se ne sono occupati

piu valorosi e benemeriti illustratori della parola indo-

germanica, non m'aspetto d'essere piu fortunate

di loro,

non presume cioe

di ottenere pei resultati delle

mie

in-

I

dagini quell' assenso unanime degli studiosi che essi non

hanno ottenuto. Sar6 pago se potr6 almeno dimostrare qual e la via buona per cui dovra mettersi chi vorra di nuovo tentare la soluzione del problema.

La

disparita delle opinioni, in qualunque ordine di
fatti,

idee e di

^ indizio certo della

mancanza

di argo-

[3]

G.

CIAEDI-DUPEfe

129
al-

nienti decisivi a favore dell*

una piuttosto die deir

tra

:

e ci6 tanto piu e vero nelle question! severamente

scientificlie,

in quanto die in esse non ci sono (o alnon dovrebbero esserd) quelle passion die in meno altri campi possono turbare 1' imparzialita dei giudizt
i

e la serenita delle discussioni.

Nel case nostro la roan-

caiiza d'

argomenti

decisivi 6 in

gran parte iraputabile

alia scarsita dei materiali su cui

siamo

costretti

a

fon-

dare

le

nostre ricerche. Tale scarsita appare manitesta
iranico.

spedalmente nel canipo

Per cib che riguarda
dialetti pra-

r indiano, senza dubbio vorremmo die tbssero meglio
studiati col criterio storico-comparativo
critici
*

i

e gli idiomi viventi dell' India ariana, giacch^
pert'etta di essi

da una conoscenza piu
lo studio dolle lingue

trarremmo nuova

luce per la cognizione del sanscrito, a quel

modo che
e in-

romanze serve a illuminare
il

tegrare quelle del latino. Tuttavia qualche cosa in questo

campo

si

e pur fatto, e d' altra parte

materiale

che possediamo per
k cosi vasto, ed
cosi
i

lo studio diretto dell'antico

indiano

sussidi di cui
farci

possiamo valerci sono
la

numerosi da
che
ci

sentir

me no

mancanza

di

quelli

verrebbero dall'indagine dei dialetti
spetta
all'

seriori.

Invece per ci6 che

iranico

bon altrimenti

vanno

le cose.

Dei linguaggi
1'

di questo

gruppo

dell' eta

piu antica due soli
cio6 r avestico e

pervennero

a

nostra

cognizione,

antico persiano, del quale poi non

possediamo che scarsissimi documenti, cioe le iscrizioni degli Achemenidi. Sul paese nel quale ebbe origine
'

Durante

la

stampa

di quest!

« Atti »

6 uscita

1'

open magiOrumdr. d,

etrale di

R. Pisciibl, Grammatik der Prakrit-Sprachen
I,

(=

indo-ar. Philol. u. Altert.
bozzel.

8; Strassburg, 1900) [Not* aggit^nta sulle

130

SECTION LINGUISTIQUE

[4]

I'A vesta,

come
si

sull'

eta a cui risale, molto

si

e dispu-

tato sin qui e

continuera probabilmente a disputare,

poiche
Geiger,

le
^

opinioni

sono ancora

discordi,

sebbene

il

a parer mio con buoni argomenti, abbia

cer-

cato di mettere in sodo che la patria di quel codice
religioso e
1'

Iran orientale, e sia vana d' altra parte la

speranza di poterla determinare con maggiore approssimazione.

Ad

ogni

modo
si

Tavestico non

ci

rappresenta

che

il

parlare d' una regione, o al piu di due regioni

deir antico Iran, se
caica di esso, quella

ammette che
in

la

forma piu
le
all' antico
il

ar-

cui

sono composte
^

Gatha
per-

risponda a una varieta locale.
siano,

Quanto

dobbiamo
nel

ritenere che

ci

rappresenti

dialetto

proprio della Perside, adoperato soltanto
gio
ufficiale

come linguagtradizione

resto

dell'

impero. Dalla

classica

sappiamo che
i

le varie

popolazioni iraniche par:

lavano idiomi
p. es.

quali difl'erivano pochissimo tra loro
(15, 2, 8)

Strabone

afferma che Medi, Persia ni,

Battriani e Sogdiani erano o^oykcoxxoi naQci jtanQov.
in

Ma
piu

manc^nza

di dati precisi nulla

possiamo dire intorno

ai singoli dialetti.

Quindi per ricostruire nel

modo

complete che

ci

sia concesso la storia delle lingue ira-

niche bisogna ricorrere al sussidio dei dialetti viventi.

Ma

pur troppo, se

si

eccettua

il

persiano, che in grazia
e stato largalessico

della sua ricca e

attraente letteratura

mente

studiato, e di cui pc»ssediamo

un

copio-

sissimo, gli idiomi neo-iranici sono ancora assai poco
'

In Abhandl.
8gg,,

d. k. baxjr.

Akad.

d. Wiss. {Philos.-PhiM. CI.) 1884.
d. iran. Philol.' II,

II, p.

315
'

ed ultimamente in Ord.
per

387

sg.

Si e creduto

qualche tempo
si

di

potere assegnare cotesta
1'

variety alia Sogdiana,

come
si

attribuisce alia Battriana

altro tipo

dell'idioma avestico:

ma

tratta di pure ipotesi.

[5J

G.

CIABDI-DUPBE
anche
in

131

conosciuti. Esistono bensi

questo

campo
che

dei

lavori eccellenti di operosi e dotti iraniHti, quali Justi,

Hiibschmann, Geiger, Salemann
poi*tato

ed

altri,

lianno

preziosi
:

coiitributi

alia

storia

di

questi linulte-

guaggi

ma

dobbianio aspettarci molto di piu da

riori riceiche.

Per queste

8ui materiali indiani, e

il mio studio quando sar6 giunto a tbnnulare

ragioiii io ba.ser6

qualche conclusione, indaglier6 se e qiianto sia applicabile anche alle linguo iraniclie.

La tesi che io dit'endo non meno nella sostanza, come non
cennato da
varla.
altri,
'

b

nuova per

veritA, al-

e nuovo, jjerchd gia accol quale cerco di proinutile Io svolgerlo,

Y argomento

Ma

nondimeno ritengo non

percho non vedo che

ci6 sia stato fatto sin qui.

Intanto

credo opportune di premettere una breve esposizione
delle ipotesi

coUe quali

si

tent6 di risolvere

il

problema

in questione.

L' opinione che le due liquide primitive siansi conliise in

una, cioe in

r,

nel periodo unitario indoiranico,

e che soltanto piu tardi, nelle singole lingue indipen-

dentemente

si

sia svolto

un nuovo

/

da r (=

idg.

r,

/),

sembra avvalorata dal fatto che nell' indiano il suono I, raro nei documenti piii antichi, diventa mano a mano e che ai due anpill frequente in quelli piu moderni
'
*

E.
V.

W. Arnoui
i

nell'articolo «

L

in the Ki-rveda

in Fejiigrtus

an

Ji.
*

Both (Stuttgart 1893) pag. 145-148.
calcoli

Secondo

del

Whitney

(cfr.

Wacksrxaoel, AUind.
la t'requenza di
/

Oramm.

I 215), nelle parti piu recenti del

RV.
il

sarebbe

otto volte maggiore che nelle parti piu antiche. NelT Ath. V. poi

esM

sarebbe sette volte maggiore
plesso.

cite
/

in tutto

RV.

considerato in com-

£

infihe la frequenza di

nella letteratura vedica, in generale,

starebbe n quella nella letteratura seriore (epica e classicn) nel rapporto
di 17 a 52. Si

vegga del

n'st<>

il

aW

citato artii-ulo delK Arnold.

182

SECTION LINGUISTIQUE
a noi noti esso e sconosciuto.
*

[6]

tichi dialetti iranici

Tale

ha un deciso sostenitore nel Beugmann, il « Die uridg. r und / scheiDen.... quale cosi si esprime in urarischer Zeit in v zusammengefallen zu sein. Diebei ses r blieb im Altiranischen. Diesem ist / fremd
opinione
:
;

der Wiedergabe von frenidsprach lichen
enthalten, tritt r dafur ein
:

Namen,
'

die

I

apers. babiru-l
ist
/

Babylon

'.

Id den jiingeren iran. Sprachen
es hat sich jedoch,

zwar vorhanden,
se-

nach Hiibschmann, allenthalben

cundar entwickelt, so dass von hier aus die von
I

Annahme
hat (Pers.

fiir

die nriran.
ff.).

Sprache keine

Stiitze

Stud. 262

Im

Indischen hielt sich r in einem Teil

des Sprachgebietes,
storisch zu
/

wahrend es anderwarts schon vorhiwurde. Das Nebeneinander von r und / in

den

ai.

Literatursprachen
I

— in den jiingeren ved. Texten
in der
in

begegnet
schen,

5i'ter als in

den alteren und

nachweder vedi-

dischen Literatur

ist

/

wieder haufiger als

und es gibt wenige Wurzel mit /, die nicht auch mit r vorkamen beruht wohl auf Dialektmischung, es Zufall ist, wenn einem arm.-europ. I im Ar. so dass / gegeniibersteht » [Grundr. d. vergL Gramm. V 427). Conviene per altro notare che lo stesso Brugniann di-

chiara

«

notevoli

»

(beachtenswert) le ipotesi del Bardi cui sto per parlare.

tholomae e del Wackernagel
II

Bartholomae

altresi crede

alia confusione di

I

con

r nel proto-indoiranico,

ma

suppone
I.

che

in

un

*

L'avestico non presenta alcuna traccia di
il

L' antico persiano
in

possiede tm segno speciale per

suono

Z,

ma

se ne serve soltanto

vocaboli d' origine straniera {Haldita-, Dtibdla-),
luogo.
(p. es.

come vedremo a suo
stranieri
I 1'

Nei vocaboli prettamente
in

arii,

ed
'

anche in alcuni
')

Bahiru-i
r.

'

Babilonia

',

Tigrd-

Tigri

originario

e reso

per mezzo di

[7]

G.

CIABDI-DUPBfc
/

18S in r, quel Kant ichis/

tempo posteriore

al

passaggio di

simo idioma venisse ad acquistare un miovo
fetto deir imprestito di voci straniere ciie

per

et-

contenevano
»

quel suono.
si

«
«

In der arischen Grundsprache
sind r und
/

coal egli

esprime

lautgesetzlicli in r

zusam*

mengetallen. In Folge von Entlelinungen aus nichtarischen idg. Dialekten liat
sicli

aber

/

bereits
r

im Ari-

schen

neuerdings
/,

festgesetzt.

Arisclies
idg.
/.

entspricht

somit idg. r und
r

arisches
ist

I

Das Indische bat
zu
/

und

/.

Das
/

arische r

dialektisch
ar.
/

geworden.
>

Indisches

steht also ar. r

und

gegeniiber.

{Grurulr.

d. Iran. Philol. I, 1

pag. 23). Questa ipotesi serve a spie/

gare quei casi in cui
case

e

comune allMndiano
:

e alia

magil
*

gior parte dei dialetti neo-iranici

p.

es.

{k
'

appunto
le

citato dal B.) dalla radice * lei/jh-

leccare

gr.

Xeizoj, lat. lingi^ ant. irl. ligim. ecc.)

derivano
',

seguenti

voci arie: ant. ind. lihanti

'

essi

leccano

pehl. neo-pers.
il

lUtan

'

leccare

*,

curdo

listin id.

Orbene, secondo

B.,

queste voci risalirebbero ad antichissimi imprestiti da
lingue non arie, laddove
1'

ant.

ind.

rihdnti ci mostre-

rebbe la schietta forma aria conservatasi per caso accanto a
lihanti.

Mi

resta ora

da accennare
*

alle teorie

del

Fortu-

natov e del Wackeniagel.

In

sost«inza

io

mi trovo

d'accordo con questi due glottologi, in quanto ammetto

'

Non ho

potato consultare

il

volume del Dakuihiiirk ^RtUiquUu
Se mi 6 lecito
Streitberg in

Philologicae or Easaya in Companitive Philology, edited by R. S. Con-

way

» nel quale

si

tratta la questione dell' indinno

r,

/.

giudicare la teoria del D. dal riassunto die ne fa

W.

IF. Anz. YI, 172-3, dir6 ch'essa mi pare troppo artificiosa e peroid

poco probabile. Anche
esserne persuaso.
Aetet

il

Bruomamn {Orundr.
Ori«ntulittt$.

I,

428) dichiara di non

du X/P"' Con^rte d-

-

Toiim III

- (9"*

PuciUi

6

134

SECTION LINGUISTIQUE

[8]

una parte del territorio indiano si ma non credo fondati gli mantenesse inalterato I'idg.
al pari di loro die in
/,

argomenti

sui quali

essi

credono

di poter

basare quel-

r opinione. II FoETUNATOv KZ. XXXVI, 1 sgg., distingue nelr indogermanico due varieta di I, che indica rispettivamente con k, I. Quello die il Brugmann ed il Bartliolomae
dicoiio
di
/

in

genere, cioe
di
;i.

il

mutarsi in

r,
?.

dovrebbe intendersi soltanto
al contrario

La

confusione di

con r sarebbe avvenuta in tutto
/

il

dominio

ario. L'idg.

sarebbe stato diversamente trattato nei
:

diversi dialetti
si

nei linguaggi iranici e in quello su cui

fondano

le

parti piu antiche del

Rigveda esso avrebbe
r:

subito la sorte di A, cioe sarebbe passato in
scrito invece, e in parte nei vedico,
il

nei san-

avrebbe conservato
posta

suo valore primitivo.

Non mi

tratterr6 a ricercare
/

quanto fondamento abbia la distinzione dei due
e giustificata

dal Fortunatov, bastandomi di far notare die essa non

da alcun dato

di fatto

:

giacclie se e vero
1'

che da un lato abbiamo una serie di esempi in cui
diano risponde solo con r all'idg.
nulla
ritenere che
/,

in-

e dall'altro un'altra

serie in cui esso gli risponde tanto
ci vieta di
iiel

con r quanto con

/,

primo caso siano an/,

date perdu te

ibrme parallele con nerale qualunque / indogermanico
le

e che in tesi gefosse
/

suscettibile

d'essere riflesso dall' indiano con r o con varl dialetti.
Prima
e
'

a seconda dei
di osservare

Coinunque
un

sia di ci6,

importa
Noreen
I

*

del F.
p.

altro glottologo,

il

(Abriss der urgenell'

man. Lautlehre
nico:
l^

2 e 104) distinse due variety di
poiche egli dice che tutte
i

indogerma1'

i,.

Ma

le lingue,

fuorche

indiano,

banno confuso

in tutti
1'

casi cotesti
il

due fonemi e che poi
li

finisce
?•

per
/

confonderli anche

indiano

quale

riproduce ambedue con

e con

[91

G.

CURDI-DUPBfe
/

136

che ad ammettere la parziale conservazione del
Tindiano,
il

nel-

Fortunatov
articolo

fe

indotto dalla necessity di tro-

var posto per la le^ge che egli suppone d*aver dimostrato nel note
in

BB.

vi.

215-220, e clie pu6
il

esser formulata cosi: neH'antico indiano
deiitale perde
/,

gruppo

/-f-

e la dentale passa nella cerebrale cor-

rispondente. Questa teoria e stata accettata da
clii

non po-

glottologi,
esito

ma

anche combattuta da molti,*
io.

coi qnali

non

a schierarmi anch'

Un

esaine di tale qiiedi dichiarare

stione sarebbe qui superfluo:

mi basta

die

aderisco, in massima, agli argomenti del

Wackernagel

e del Bartholomae contro la legge del Fortunatov.

< scheinbar ohne feste Kegel
saa ipotesi non
si

>,

in

realty

non distingae nnlla, e dalia
Piii giusta e
1'

pu6 trarre alcuna deduzione.
I.

osservasg.),
il

zione del Meillet (Mem. d.

Societe de Linguistique
si

VTII 299

quale dice che

nell' idg. si

dovettero avere, come
I

ebbero in alcone

lingue da esso derivate, dne saoni di

determinati dal

fonema che
a, o,

veniva di poi: cioe un suono cacuminale davanti consonante ed
u, ed

un suono dentale davanti
piii

?,

i.

I casi

di

/

cacuminale sarebbero
le altre, in se-

diventati

numerosi nelle lingue arie che in tutte
e

guito alia mutazione di

in a

da esse operata. Non possiamo tattavia
:

accettare la seguente conclusione del Meillet

dipendere dalla prononzia
/
i

cacuminale di

/

il

suo passaggio in

r,

quindi essere normale

dinanzi
casi in

ad

/,

e r in ogni altro caso e doversi spiegare analogicamente

cui cio non avviene. Basta infatti dare uno sguardo al materiale relativo per convincersi che tale conclusione 6 assolutamente ingiustificata.
*

Aderiscono alia teoria del F.
1'

il

Beciitel

[Hauptprobleme

d.

indogerm. LautUhre p. 382 sgg.),
Itlankleer in

Uhucnbeck (Handboek der induce
indogermaatische Hamtaal pp. 46

vergelijking met die der
sg.), il

sgg.,
V. d.

73 sgg., 78

Pkrssok (KZ.

XXXin
il

288

sg..

Stud,

«.

LeAre

Wurzelertc. u. Wurzehar. 36, 37, 54),

Wwdisch (KZ. XXVII
Schmidt {PlurcdbiUI. 179,
il

168) ed altri.

La combattono specialmente
sg.), il II

lo

Krit. d. Sonant. 1

Barthoix)mae (IF. Ill 167 sgg.) e

Wackkhconsidera

NAOEL {Ai. Or. I 171). come ormai demolita.

BRUOMAKif

{Ort^iidr.

I*

427)

la

136
II

SECTION LINGUISTIQUE

[10]

Wackeenagel
testi
r,

(Ai. Gr. I, 217)
le

nota
I

il

fatto die

gia nei
lele

piu antichi

forme con

appaiono paralrotacistico,

a quelle con

e ne inferisce clie accanto al dia-

letto

fondamentale del RV, senza dubbio

esistessero altri dialetti che serbavaiio la distinzione ori-

ginaria delle due liquide, e che da essi le forme con
penetrassero, in
letteraria.

I

misura sempre crescente, nella lingua

Ora a

me sembra

clie la

conclusione non sia
/,

logicaraente dedotta. Invero la presenza di forme con

evidentemente
furono

infiltrate

da un

altro

dialetto, nei

piu

antichi inni vedici, prova soltanto cli^ nell'epoca in cui
essi
I

redatti, esistevano
:

dei

dialetti

ai

quali
il

il

suono
tivo
I

non era estraneo

ma

che questo fosse

primi-

conservatosi in quel dialetti, e non piuttosto

un

I

svoltosi
al

secondariamente da r
di per se

(-=^

idg.

r,

I)

come piace

Brugmann,

non

risulta chiaro,

ma

bisogna

dimostrarlo per altra via.

Per ottenere una prova del fatto asserito dal AVackernagel giova vedere
i

in

qual rapporto numerico stanno
I

casi in cui

1'

indiano risponde con
(idg.)
I

(oppure con
il

/

e

con r insieme) all'europeo
/

a quelli in cui

suo

risponde all'eur.

(idg.) r.
(1.

Se

i

pi'imi,

come ebbe gia ad

affermare I'Arnold

c), prevalgono sui secondi, e se la

sproporzione e cosi grande da non potersi imputare al
caso, la questione

pu6

dirsi risoluta. Infatti se,

stando

le cose in questi termini, si volesse

credere che tutte le
in cui
/

voci indiane con

/

proven issero da dialetti
Z),

si

era

svolto

da

r

T—

r,

ne verrebbe

la strana

conseguenza

che la fortuna d'essere accolte nella letteratura sarebbe
toccata,

non sapremmo
Z

in virtu di qual misteriosa legge
/

di selezione,

precisamente a quelle parole in cui
originario, e solo

risponin cui

deva a un

poche volte a quelle

. l^idg. le alcuui vocaboli curdi ossetici noto con un suono che i gram- matiche di quei linguaggi sogliono rappresentare con chio al di sotto. che mante- neva / intatto. II irl. e dall' ultra si / un altro die la / mutava r. le vocali nasilizzate.). Wackernagel letture. A.' ma non mi lusingo completo. ma la letter* i an coi cade ^ scritta in carattere tondo anziohS in corsivo. aleina ' ' braccio ecc. gomito' ' alaka—s alaka—m 'ricciolo. capello ricciuto ciXevr^ 'braccio. I. lat. 217 ed ho procurato di arricchirlo piu che mi e state possibile col frutto delle d' esser riuscito mie I. cioe la spro- porzione numerica di cui teste ho parlato.[11] G. sonante e distinto per mezzo del carattere la Nell'indiano klpta ^ trascurata e notazione di t I vocale. CIABDI-DUPBfe r. ricostruite indico con v V u semivocale e col I semIn plice k la palatale sorda. per ragioni tipografiche. spiega benisaiinci / prevalenza nu- merica dei casi di su quelli di Siocome la ragionevolezza di queste deduzioni mi pare che non possa mettersi in dubbio. significnto di ^ e chiaro da s^. * : gr. uHen 'gomito* got. Ind. o un gruppo di dialetti. signiticato ibndamentale Nella citazione di molti vocaboli che occorreranno in questo la- voro doyr6 scostarmi. seguita da quella degli esempi di idg. Nolle parole espresso per mezzo di con an cerdentali sono germaniche lo * le spiranti ^ e §. /. Ecco dunque senz' altro la listiv degli esempt di / / ?•. Scrivo « invece di con un punto sopra. Nel compilare questo doppio elenco mi sono giovato principalniente del materiale raccolto dal sgg.qoando cade sopra una delle lettere e e y r m non h segnato. mi riniane soltanto da provare che sussiste il fatto su cui essi poggiano. 137 esso rispondeva a un Invece ammettendo da una parte un dialetto. Nolle citazioni slave indico con a^ il f. At. idg. Gr. Nel litnano I Schleifton ' . Ecco le principali divergenze. ulna ant. dal sistema di trascrizione comunemente usato. Xelle forme iudogermaniche toDdo. r in I secondariamente.

* I. 219). uccello ' not- turno ulidare ant. eilen mento ' [irati va ' irte si muove 'J ' (Wac- KEENAGEL in Ai. esser curvo Cfr. ' grido. ala lesina '.Xoc.138 SECTION LINGUISTIQUE [12] della radice (*e/o-.che vedremo a base * di parecchi vocaboli. ripugnante.) (una pianta le cui foglie sono cot. ' vAda ecc. * lancia ' ' llayati : " mette in movited. d?. dlpa.alpakdalpnas piccolo. irl. tenue. aU-s 'scorpione. perte di peli * puhgenti) [dra ' lesina '] ^ : a. griech. lat. sgradevole. falso '. falsita got. lat. Sprachkunde (Upsala 1891) pag. 245 sgg. debole ' dlpti perdere le forze 'id. 106 sg. GrT. . 141 sg. uluka-s gutb. Johansson Beitr. futile. La seconda allkd— " parte conterrebbe la radice *vel. alius a'/e altro '. ' altiiid. *ole-) comune a '. ' '. raro ' ' : lit. ulach grfdo lit. aljis ' gr. civetta ' : uluka-yatu-s * ' un demone ' forma * di civetta ' gr. ' : allkd—m ant. come un composto lautologico dalla cui la prima parte sarebbe formata o/ievij. e d. si confronti anydtha che vuol dire al ' tempo stesso ' al- trimenti etym. ulUHi giudare'. III.' '. ' piegarsi. 15). radice stessa di alaka-. Kurzgef. (Uhlenbeck. ildii ' egli va. tutti questi vocaboli e quelle di z. ' non rettamente Spr. Wb. ' ala-vdla-m un solco praticato intorno alia base d' un albero per raccogliere le acque che servono ad innaffiarlo ' e spiegato dal medesimo Johansson di IF. ape' alininvolucrata ' aliparnl 'Tragia (Linn. a. tdula ' abbaio * vXatii) vXayjuog dAay/ua latrato irl. sgradevolezza. ' Aggiungo entro parentesi quadra ha 11 le voci identiche o affini iu cai si passaggio di I in r. Per lo svolgimento del significato.

luce. ' [urm{-x ' *onda*j: * cimbr. che questo gruppo di vocaboli risalga al periodo indogermanico. II significato fondamentale e che si pu6 applicare quelle di movimento voi-ticoso ugualmente bene a una fiamma e ad una massa liquida in ribollimento. vlvna id. e valati). ' ' ' piegarsi ' quindi ' ' muoversi a vortico ' *. splendore Volcamis ant. vilfiis iceallan id. esser flessibile. 11 sg. La radice fe sempre *vel. onda ant. 194 suppoiie che ulucut ed uloka^* siano formati nelle due lingue indipendentemente. kdlate risuona sottile * hdllate ' emette un suono tenue d' * kola- ' tenue. ?) [vdrcas. calare ant.). ondeggiamento uylm ' irallan boUire nalm ' ribolli' ant. la membrana che avvolge : erabrione pellicola dell' novo. ' gallo * . * ondeggiamento lit. * (una apparizione ']: luminosa lat. Ulcagnus Ulcagni I1*J 1' Stokes Urk. Al medeululabilis. La ra* dice k *vel- ' piegare. mento. cavita' lat. incendio di spettro '' * ulkn-mvkha-s ' una specie irl. nallan bollire * ags. strepito ' knkaii-s un suono) un suono ' knkali ' uno strumento dal suono delicato cio^ * ' * um-kala-s gi'. sass. KaJiEO} ' chiamo lat. si. ulba-m ' 55 sg. a. * lume a. (ctr. Olcdn ant. ulmukor-m gicawl ' ' 'incendio' t. muoversi in giro ' quindi ' avvolgere (cfr. ' (detto a proposito ' kalakala-s delicato ' giido confuso. bollore. \^ Fick Wb. vulva {=*volba). Sprachsch. [13] G. : ululf- ulftlu- * ulkd ulkmi ' fen omen o igneo. CIABDI-DUPEfc 189 Trattandosi di voci onomatopeiche lo Schbadeb Sprachvergl. bret. irl.'piegare. si Urgesch. simo gruppo appartengODO uhilatus *. u.varcaid-m fuoco. gallo ' il gridante all' aurora caiUch ' ecc. meteora. p. : Ci6 d possibile ma la testimonianza di altre tre lingue rende piii probabile I'altra ipotesi.: .

kalpa(ka)-s ordinamento. brocca ' : gr. chiaro '. krpd (strum. Wb. kdlpate * ' e conforme. e decoroso e col lat. sg. me. 616. coU'av. dallo Stokes presso Fick II* 73. immagine ' e confron- kalp'' col ved. Wackernagel ' Ai. concordi. * vaso. kvAi§ ' bicchiere ' lat. 218 /. figura. uoXo^ ' mutilato. La parentela delle voci latine e celtiche coll'ai. '] : lat. a. 'astute' corn. corn. Circa I'etimo- logia di questa numerosa serie di vocaboli (p. XXXIII. forma. es. corpus. i glottologi non sono Gr. esser conforme tano dar forma '. il 608. 589. t. riferendosi all' opinione del Kluge.140 SECTION LINGUISTIQUE ceiliog id. callere callidus cimbr. cita kalpdyati fra gli esempi di Z = idg. la connessione di kaldyati con cara{ka). taglia capace ' ' kalpa' " conforme. Fick 35. ' kalu^t ciarlare kaldyati scorge.viene supposta da' ' Wb. ^ '. parvenza ' '. ' I* 34. ^ halon 'gridare' ' Mian * risonare ' ' m. ' dispone '. kalpana-m formazione. lo stesso W. * [14] cimbr. prendono come base * significato di '. Se si accetta questa etimori- bisogna cancellare kalp^ da questo elenco e ll significato di hell. chelioc id. gemma*: gr. kdhrpo) corpo ' hii-kdr^pta' ben for- mate logia. kald " particella ' : gr.). osserva ' [cards cdraka-s call * esplo- ratore cal id. a. kdr^fl (gen. .) * figura. invenzione' ecc. ^ kalagd-s calix. I. apregola ' propriate. e * ' luminoso. ' xrapaHl '. kaldyaii e ac- cennata. hal suono ' hellen risonare lett. 288 kalis kail kalikd 'gernioglio. reciso ' (Persson KZ. giova * ' kalpdyaii mette in oidine. con un punto d'interrogazioue. Alcuni Brugmann Grundr. hel 'sonoro' '. ' t. si adatta. col gr. che e proprio del moderno ignoto all' antico e al medio tedesco. ndlv^id. V 186. jtQSJiei conviene. Viceversa a pag. a.

169) spiega qaesto significato di espressioni quale sarebbe khanda^ah kalpay" 6 come un fraintendimento ' ridarre in pezzi ' . 167). se da la pret'orenza al- r etimologia del Kluge (Etyni.' sg. Invece sta bene esemp! di idg. 171 accenna alia ' poesibilitii connettere kalp- essere adatto. traduce ' dessen Haupthaare.ssa radice il Persson. ags. ktlftn . ma una spiegazione un lo po' artificiosa. Hi spiega assai meglio intendendo klpta. healf a. e ' dalaii ' spezza ' e dimezza'. Forse in kalp" si sono confuse delle forme di ditierente origine. f'ra CIARDI-DUPRfe di / / > 141 niandarlo lia gli gli enemp! / idg. ' Alia ste. deuUchen i Spr. isl. vango ant.). lat. putamen (quest' ultimo esempio manca ' presso r Uhlenbeck) ed altre voci la cui connessione con queste non mi sembra sicura. isl. sass. Sarebbe una forma ampliata. Wh^. dizionario i. sk^lti ' fendere '. ' " reciso. seguito dall' Uhlenbeck Et. oxiXXw ' ' zappo. che serviva ad esprimera qnesto oonoetto era ai. per mezzo del determinatore -p-. tagliato. mutilate ' ' skilja divi- dere. si r. skjalf '. '). separare lit. della radice {8)kel' che ricorre nel gr. $celfe ' scamnum. Cfr. and Bart in Ordnung beschnitten sind ' (II. scalpo sculpo. Cosi il composto klpta-ke(. sdmi-quek ' maniche * semi-: ' vocabolo idg.'mezzo* halfr ant.nel sense di tagliato'. sfmi-vifDus semivivo una specificazione di qnello generiuo di ai. a. pensano alia radice *kelp. t. quali. 48. tabulatum I'a. a base del germ. * II dizionario di Pietrobtirgo (II. Le stesso ' Kluok Etym. isl. il Wb. I'ant. sami~ 'mezzo' gr. a. ' di- vise in parti'.* Tatto |got.ar'iiakha-^ma^rw che ' stesso d.t. halha. xxxiii 289 dosi 8U kalpdyati 'taglia' kalpana-m d. half agn. daia-m peoo di metk * '. tialb\. t. sceliva m. ecc. fondandi tagliare'. 158) e del Persson (KZ. e in ogni case si dovra concedere che * la radice *(8)kelp- vi abbia la sua parte. riconduce scylfe scAe//' ' lat. confacente a qnalcosa ool t«d.' [16J G. \Vb. halbt t.o meglio *{s)kelp-* che sta ant. si II significato di (il mezzo che ha soltanto nelle lingue geraA. siliqiia. e T^jti-^to. ' oxaXi? ' vanga ' ' xsXst? ' ascia xdXo. a. NUgel.

Siccome forme a gerinaniche da un lato e quelle dell' altro risalgono due distinte varieti radicali (* qelb [oppure nell' ind. si. Kdx^V^ raflronto coll' ant. ?).] ' tt^Xsio? ( : TreX'.'nerezza* kalana-s kalahka-s ' macchia. a. abile ' : ' kalya-m * ' I'alba '. calidus dalla fronte ' bianca u. kaA isl. *qolso. hagol gr. ant.. ' e ci6 per- metterebbe ags.[alb.aiv6c. ' una formazione da cui deriva il Jat. giljja-m arte. aiutare.'nero. kala(ka). dub ' nero du*be nerezza . tiroidea': lit. calersu (ace. pi. . Sprachforach. azzurro scuro' kcdiman.) le e col lit. promuovere ' paszalpa lituane ' aiuto '. abilita che dk * medesima forma radicale delle voci ' lituane sopra citate. t. oscuro ' Kt]Uc. a. isl. ' cioe ' maccliiato di bianco.) sg. klasn spiga ']..' ' 142 SECTION LINGUISTIQUE kalya* [16] sano. ' sass. !fc con raddoppiamento dalla radice *qel-. ' ' nero. chiazzato ' caltgo ^ kaleduf si. fausto gr. " (Beitr. XXII [Hes. ' tuba ' gr. aiutare szelpti ' (got.rdX£ia ( : BB. secondo -di ' TUh- Wb.. Schleicher di fonol. helpan ecc. hjalpa ags. ' kalydna- ' bello. '. a. qnello il bianchezza isl. ' grigio ') ' e col got. p. collo ags. e forse anche col pietra (bianca gliiaia.una terza variety (* qelp-). a. ' n£?.) fronte m albam habentes' ant. giustificata dal secondo una bella ipotesi del Prellwitz raffronto col gr. t. hahala-m 'gioiello da portare al ' collo' kakalaka-s laringe. sabbia'[?]. Forse anche columba (= * kolon-bhd) ' quella daH'oscuix) aspetto 102. ' a. si avrebbe kalp. naAog bello hahlara-m ' giglio bianco aquatico '. onta': gr. di questo vocabolo sarebbe. a.) gambo hah ' coUum got.). z. ' fusto. to^Xdf oscuro ' quindi cieco ' ant. ' kalii 'lordura'. dufe irl. 50. I 110 n. ' tema (ant. '). dubo ags. t. hagel id. 54 ci propone di ricondurre qui anclie la ai. ant. L' Ascoli (Lezioni 1' compar. II concetto tbndamentale LENBECK Et. kdklas ^collo'. ' giovare. hilpan ant. heals id.di. hagl grandine haf-gel id. onta lat. ' macchia. '. * kelb-] e * kelp-). L' idea di connettere tra loro tutti qaesti vocaboli era stata gik espressa dallo vergl. grazioso.

A questo stipite appartiene probabilmente il il popidus (Hoffman JiB. asta di legno ctr. famiglia gr. caviccliio * ' khila-s palo * gr. kulik gabbiano {-ki'dva-i lett. citti kidikdya-s ' animale aquatico ' ' una specie ' <V uccello ' : ru. (?j Per la grat. cittadini xvii 317). ' rt>iog schiera ' d-jti'^Aa ' radunanza ant. sezione* e in particolare divisione del tempo' (ora. parvuli stirpe celjadl famiglia lat. stagione. a. ' tribili. progenie ant. era): quindi 'tempo. alia piu comune ' opinione. '. hulikn ' beccaccia ' ' p. co- munita dei che io. ' cimbr.£yEodai. kuly'k alba- strella ' pol. famiglia. VIII 286). riconnetto coll' '. klla{ka)-8 kllaka * legno. kdla-m 'sciame. hUens chiurlo * (Beb- NEKEB IF. attenendomi ai. non (come ' xviii 134) '. gi*. lit. HdAov KTj^ov ' legno.) adunarsi ' irl. (Hes. *con-coliom *con-queliomj vorrebbe il FeOhdp Fick BB. mescliino '. ' dti-kidva- affatto calvo ' : lat. epoca. abitazione d'una kuldyam ' ' nido. si.: ' (17J G. e significa propriamente 'divisione. sopra). E connesso con kald particella * fv. (o)/uIkq6£ 'piccolo': a. abitazione. xviu 163 ^- quale dovendo risalire d' a ^quo-quelo-s o piuttosto a *quo-quolo-s sarebbe e origine dialettale ( come bo$^ lupus simili- e forse anche concilium J^B. eland kilth ' tribu. citta. giaciglio. ' ' jtreXiov ' TO ovX}. momento' nella piu larga accezione. puram purl pdrkuUkn iii. patria*: dor. dazione apofonica smfihi ' gr. Probabilmente sono derivati dalla medesima radice ' *q{h)el- anche i seguenti ' : khalatf* kalvftta- calvo ' khdlatya-m khalitya-m '. kcddr-s ' CIABDI-DUPBE 14» ' tempo * '. * ' luogo munito. plant ' liberi. il ma ttomc. calvizie khild-s khilyd-s ' paese deserto . calvut osco Halaviis 'Calvius'.

' 228 sg. debole' ant.'' : 144 koki/dr-s lit. ruggisce '] : krdnda—s krandana—m krdn' das* ' grido gr. a. spossaniento ' ' klamin— spossante ' [grdmyati si stanca ' crdma—s ' spossamento cfr. (Bernekeb if. kaukcUe nome d'un sg. ecc. Wackernagel Ai. dolore si. Gr. '. XXXI 274 kold^s ' cinghiale lit.'gocciolante' golana-m efflusso' galda-s galati 'cade giu. klandati ' gfd cinghiale. nAajuagog *languido. khdla-s ' capanna. a.] gr. ': Sabler KZ. bret. * kiaule ' porco ' e probabil- mente anche a. kal ' aia '. irl. t.) claf * malato n. galayati gronda rende liquido' galana. (Stokes in Fick Wb.).che in kdlate " vedemmo kldnti-s * risuona ' ecc). cimbr. * * ' . ' khcnati kligyali tornienta. galas ' ' gola' galaka—s : ' gola. aia : arm. X 159). ' lit. gnla ags. klisze branca ' : di gambero tt/xviliojv ant. (corn. ceolu ceolor *gola' kela id. ' uekadoc. si kldmati klamyati 'illanguidisce. per lo scanibio fra la velare e la palatale Brugmann I Grundr. animale maschio grida. (E probabile che *qle-n-d e ^qeb-d- non siano altro che anipliamenti della radice qel. ^ pol- mone '. rumore. affligge ' ' kleca-s ' ' tor- mento. muso' lat. clam 'lebbroso' m. ruggisce ' ' klandd- ' rumoroso ' ' \krdndati * grida. grido ecc. bret. Sulle difficolta che offre v. uavKaAlag' OQvig jroiog (Hes. stanca' klama-s ' stanchezza.. uccello. cuculus e da vedere quel che dice G. : II* 100). collo ' gala—dvara-m a. il ' SECTION LINGUISTIQUE [18] cuculo': gr. . P 545 sgg. bocca. lat. klanv id. Meka " tanaglia ' kldman- il polmone destro ' gr. t. grido uEXadeo strepito.

gilti ' a. si. dolere '. lit. ' ' ^sXovr^ ' ago ' coi * quali 6 connesso. V 590 riconduce qui anche ' il gr. Johansson IF. premio gr. Phil. gola-s la . (/ielp ' tracotanza ' a. * fonte ' af>:8.24] isl. altri si. t. quelan aver dolore ' bucare. jtaXaxi] sorts ('Hes. glans ant. ricollego al lat. palla. (Uhlexbeck palla*: isl. 423 sg. isl. a. non confbndere con Kiel cfr. ' : ant. Et. giuo- co . collen ' gonfio a. recipiente di forma sferica ' : gr. Nir. II Bruomann Grundr. 6. Una gradazione 1' di significato " non dissimile ' scorge confrontando ai. per ragione di pdXo? piXsjivov dardo t. ' * pal. stinco coll' av. tumore id. isl kjull 'nave' ags. qui anche le voci indiane seguenti gildyu-f 'grave enfiagione basso ventre '. fidAarog id. ctol 'una da lunga nave a. Th. alle I'auci ' giilma-s ' enfiagione al gulphd-s ' nocc del piede jdhgha Wb. : rientrano.). ' ' palla. quellan s<<orgare pra-gdlbhate 'e risoluto* pra-r/albhd-s *animo8o': ags. Kiel nave ' ' ' ' '. Et. ii. a. t. 81). volntu a. * glahate ' giuoca ' : ai dadi gldha-s ' ' giocatore * . zanga 'nocca' (Uhlenbeck Et. f. jald^m 'acqua*: ' ant. dado • . WO. Wb. t. kiblr id. 79). kalfe ' polsi paccio '. si. ricorda esempi slavi di questa t'amiglia. ' gUe ' gliianda ' pi*u88. 146 (jdldd gdldn [--^galana—m. Mol nave (ted. Nic. disco. xiv. ant. ' gula-s *glans penis' gvll gulikd globo. lat. arm.. kaXin A:?</a ' ' gliianda * gr. zela^dl (Cf'r. gelph id.[19] G. lit. giie id. 42 sg. id.). a. Seil condo quale lo ZuBATY (Arch. Kluoe isl. zati ' dolore . cerchio golaka-s gold yavXoc. secchia nave mercantile' ant. ^sXXot ' che io invece. ' gilh ' dolore ' gelonXs pungiglione ant. : ' chiglia ' il quale va coll' ant. * kelta ^ '.'' 206). CIARDI-DUPBfe .

' fatigatus. apparato critico presso Lager- crantz . 1' Alia stessa chlaga ' facilmente '.aydai U 331) * da 7ta?. yAovrog 'natiche' '. palla oscilla. Del resto un I origin ario si avrebbe germ. perch^ ritiene. grido. g anche nell' ipotesi del Fick e del Bechtel. B. moin- 'movimento. lamento gr. I* 39. rapporto di ydti 'egli va': dice debole ampliata con ossia mostrerebbe la ra(=== celt. ecc' cardlat. t. — si ' consuma ' gldni-^ 'dispiacere. gelti ammessa tall. !. riconduce lo a. ' calaina)- * mobile * * cala-s calana-m oscillazione [cdrati ' cdla-s calana-m scoti' mento. spielen'. ^ — e— germ. pensa Hirt si. etij g"el-) nel medesimo occ. Gutt. veggasi p. Laulgesch. 1. defessus (Stokes BB. In lit. ammessa dal Fick. illanguidimento ' : glapana-m radice sottra- zione di forze cimbr. glati gldyaii ' . questa ipotesi 1' (idg. ecc. escrescenza': gr. 67. *g^le-ti) stafebbe al gelti (idg. kldz ' massa. gldu—. a. t.^ *globo. 412 e dal Bechtel. -oO-at o£ferta da alcuni codici.ax- *(pakay-. spossamento ' ' glanya-m " perdita di forze. xxiii 307). lassus. Wb. Germ. gluere a. (P. impossibile 1' uguaglianza : ai. dallo stesso. il 358) e 7t£na?. Hauptpr. Br. Cosi p. [20] 448) n£JTd?Mxde (h 171 Ap. ne e impossibile la parentela. tremito ecc* bile' cdrana^s si muove. * ' calati * si muove. 25. si xvii. prova ripugnanza perde le forze. p. Rh. maniera versor ' di diportarsi' ecc]: colere gr. 343 m. lat. [Upsala 1898] coll' ags. Lagercrantz {Zur 68) il quale nega la ' parentela di glah" plegean sich schnell fort- bewegen.. col ^clVm gldii ant. griech. hlin 142). collo ZupiTZA. neXofiou * jtoAog " asse ' colus * Molti editor! d' Omero adottano 1' la lezione irsTraXaoO'S il .' 146 SECTION LIXGUISTIQUE . come lit. a). ai. a.

colwamig * una specie * cornacchia cilll (^Berneker IF. huel ruota * ant. scelah * torto. ha febbre jvara-s ' ardore.) ci- cala * (? Uhlenbeck Wb. t. obliquo * Meyer Gr. chala{nay-m *inganno. t. iWwmmdi. astuzia' chalayati 'inganna* chalaka. OKoAiog 'curve. malvagio (G. una specie albero ' tald{a id. talea ant. isl. ' kolo id.[21] G. \ciri\ gr. si. 29U.* si. spingo * K^h)c^ e col cald-s di ' ghiandaia ' ' priiss. Wh. irl. tUo ' suolo '. CIAEDI-DUPRfc ' U7 si. d' talus ' una barca pn-talas armatura d'un letto* lett. luogo ' ' lat. ' I* ' 572 riconnette coreiero * invece col gr. talam del ' ' terra * ant. pavimento ' * asse a. a. ecc. isl. * * Miklosich Et. kUAoc. ags.s ant. v. tala-s tall ' 'palma vinifera' Mla-m *trutto della d' p. a. * snperficie. 'grillo': Et. sleale. i. . clie il Bbdomann Grd. k^XXoj lat. a. lit. koh ' id. vrii 285 sg. cfirbone' kol id. dilja dilla ' banco dei rematori ags. '. a. iiMt tilindt allargare. pelle ' ' : a. tala-m teXi ' suolo. tellus pianura. Prellwitz Et. t. : lat. * \jvaraii ' h caldo. splende ' jvalayati jvalayatt ' accen' jvala-s jvdla-s jvala ' fianinia. dUi le assicolle ' che stanno nel fondo pruss. GrJ* 33. 298).' rFtrt^ (Hes. irl. 261). torto. scelus a. Hirt scala * BE. ' arde.- Come * cauHativo di calati io considero k^dayati ' spinge ciofe t'a muovere celer. isl. ant. febbre 'J: ant. giial febbre jnrnf-s 'vampa'/z'/r/a-. a. ' challi-s challl ' scorza. tllfs asse.'ingannata': gr. col id. quilinus ant. 92). ' lume ' ecc.*: * ai-ni. pavimento * ' ' ' spianare ant. XXIV scio ru. gu- skala ' scorza ' skalina ' scorza di betulla stacaflSni cata dair albero (altre parole slave il a queste si possono vedere presso jvdlati de. ' lat. Wb. t.

110). Kluoe. dsQCd '. tollo {te)Udl ant. V. ' *spartire'. fare oscillare. ma . dulan ^ sopportare ags. Mian ' . dolayati ' ' vibrare. Wb. sezione. pruss. dimezza dalls dala-m daly'ti 'trammento. vengo fuori . rum spazio. sostiene '. letto (Uhlenbeck ' Ef. isl. taliern ' die flatternden '. levamento taHe a. id. ii\pti avere spazio ' ' talph ' luogo per ricoverare persone o di ' cose. a. si rompe lit. tula ' bilancia ecc. Phil.) non rientra ' qui. * II gr. TAf)vai sostenere rd^avrov 'bilancia. '. am \Vb. deH o Brugmann.]. Meyer irl. ant. ecc. germoglio' OaXspo? I 'fiorente' ecc. 60. delliein 'parti' ant. 6dXXa) 'fiorisco' (OaXXd? 'ramoscello. dolerij id.148 talu SECTION LINGUISTIQUE ' ' [22] *ramo vivente ru. darn tram men to .. t. ecc. ga-tairan strap- pare'. parte got. I I . tealt ' ' ' duld vacil- la vacillante ' . Wb. '.giovane cioe fiorente e talli giovane donna/ ' ^ ' ' ' ' * tdlpa-s iaJpa-m tdlpa * " giaciglio. Qui possono rientrare anche taluna. : gr. darana—m : ' scoppio ' ecc. si connette coll' alb. ' corn.). Cfr. II 149 sg. letto : ' lit. Cfr. brandire ags. Et. tal salix arenaria (dial. " dalati scoppia . ' raspo d' uva ' toldo ' chioma corona 80). KozLOwsKiJ Arch. dehti didineti andare a zonzo 69. dola 'parte' 'rompe'. got. solarium t. mazza e coll' a. ' : vacillante ' tealtrian ' lare basso ' ted. dat ' spunto. Fetzen (Fick. possono ' risalire a una radice con r ' gr. 1' analoga gradazione " significato nel- r ant. tulana—m ' ' sol*. d' albero ' (Stokes presso Fick. meta': [ddrti drndti 'parte' si. peso'. ' lat. Grdr. Wb. ' 366) e forse anche tola ' coll' ant. '. Wb^. tulayati tolayati ' solleva. f. irl. xi 389. sedile. 456). scortico cimbr. a. slav. Et. . germoglio (G. bacchetta. Kleide I* lit.

e vaso ' appartiene a qnesta tamiil non ha torse torto Fick. lit. flnido denso. pelaJ fp\. pldne ' focaccia pulaka-s ' un insetto nocivo': * lat. felice. op. V. 65. pelwo. '. jreXifk. Ap- partengono la-s. jrlXetog a. ' palude ' : gr. Wb. pelus. — Tom* III - (S"* Parti*) .*riempire*. mXavoc. * fulvo ' . ' pulaka-s pello ' V arricciarsi dei peli ': ' pnlas-ii-s ' ca- pulas-U- ' avente capelli lisci gr. polkas 'grigio'.t. il II Lagercrantz. pfdex. a pen' sare che qnesta abbia per base la radice *pel. * irl. poh"/ secchio per ' Probabil- raente anche pnlavl glia. ant. palvas gialliccio pdlszas * fulvo peli' * topo'. '. piente nk^ka * ' vaso per mungere attingere '. -m ger- moglio. plavv I'ai. ramoscello palild* (f. * t'ronda {pcUoqa-s Butea frondosa '. ' palas-ti— * (Brugmann Grvndr. dfH '. drdis dfdys '. ant. al ' raedesimo stipite: pahl-» *paglia*. pula * : lat. *. ' cit. ant. polline ' ' 149 dhfdi ' ' dhfdayati ant. jTvXi}')'€g 'ric- ' II Fkrsson BB. dhfilir-s CIARDI-DrPRfe polvere. elemento ' lit. * : lat. palya-m sacco per biade per biade si. * petalo. palvala-m vino'. grigio falo ' *. '. si. pruss. Sk.. bianchiccio ' lat. ' paHava-t. palea. plfiva *pula*. lett. tbglia. ffdigr. ' : 2S9) ? '' palla-s pallika recilat. palUdus ' t. \a. 83. pdliknf) grigio ' : gr. '. profiimi ' dfJh'n *• polveri dulkinti impolverare ' dulkHi puzzare paldva-s giisci. bianchiccio altersgrau ' — Rientra ' in qnesta serie II. '. lit. palnlt ' stelo. grosso e il lit. ricondnce ' qui anche gr. pelvis. ' * impol- vera ' * dhfdikn ' nebbia ecc.f28] G. XIX 2(X) propone un' altra etimologi* che mi ' sembra meno ActM du £gli considera pnla9~ti' schlichtes Haupthaar !• XW^ Congrit d— OritntaHH**.) si. pdln'. feccia di pal fis. pelexii grigio'. ant. jToAiog 'grigio. mjAog argilla. ' paglia palncd-m *).

ijOOO} 'batto' lat. ply'nas ' eben. ^j/m calvitium '. naviga ' ' plavd— ' * nuo- tante * * plavd-s ' barchetta ' plvti-s : ' flusso ecc. plhkti ' battere si. lat. plihan. irl. selg si. si. kahl ' un campo piano e spogliato ' d'alberi) ply'ne jJletne '. con' siderevole. come sembra. wUste. s. (in puln— 'molto' piihi-kdma— *molto ' SiWidiO^ * puJv- niolto nialvagio e simili) vi-pzda- anipio. Gr.'molto']: arm. '^ jtM^o ant. luanam floimen fieiren ' lavo ' * gr. * numeroso ' ' puldti pdlati poldyati e grande moltitudine [pui^. ' si bagna. 1 .un derivato della lapercuotere ' : *plak. nX^oi lit. ' Ai. yolov 'molto' irl. fazfloknn skotttovto* ' a. a. (dial. pluit a. Sprachsch. J tragend ' e lo ' connette collo sved. feolu a. t. Rigv. I'inter- petrazione del Gtrassmann (Wb.) 'die Hin- terbacke. phis ant. bagnare pldti bagnare ant. jiA. ' fluoh ' maledizione '. ' nackt (dicesi jien-skallig d* kahlkopfig ecc. irl. milza gr. frei. bluzne bluznh pruss. felch lit.' ' ' 160 cioli ' SECTION LINGUISTIQUE [24] rWACKERNAGEL. plango pldga got. insett • : arm. col lit. a. * brit.. v. abbiamo * in plaka. ul ^bar- ba id. ojtXyv lat. bhisne ant.(*plag-) battere. lien m. pHn-s nome d'un pVek id. filu ags. bloss. t. ' lit. 218) ant. unfrucht' bare ebene. als die von der Peitsche \kdca-s oppure kdcn] geschlagene dice '. slezena milza '. si. molto ' got. navigo " lat. a.) flein ' " kahl. z. Se e giusta. Stokes Urkelt. lamento ' pldvati nuota. IP] 55). [prdvate ' scorre * prumoti ' bagna ' ' ecc] arm. * I. ' composto ul-fota che ha lunga barba') ulclia (cfr. plova^ ' navigo ' : '. heide pUkas ' kahl e coll' ant. lu ' pulce ' alb. t.pllhdn— pliha ant. filu id. jroXi)^ id. il ' gr. kaca-plakd-s. placa„ piango. barbuto ulchach (nel ' [= FicK adhdpold' Wb. gr.

punta iin di freccia* phalaka-m scudo * ' asse. a. (peAyvvei ' • dam'srel. tavola (cioe ' segmento * di legno '. Cfr. il Hoffmann BB. utility E difficile pronunziaisi fra queste due opinioni: forse ^ migliore la prima. atilita ' che appartiene a phdla-fm * ed ai siioi ' affini e derivati (jthalati phalate ' ha buon esito ' phalaka' phalikd guadagno. rinvigoiisco o>^iXtta ' 6rfs\o^ ' ' vanUggio ' aiuto. ' phalgd/yarAja)-.J arm. mescliino' phalguta me- schinita ' : gr.. . (26] G. ' gliare *. Jiinken Jitinkem 'brillare' ' ted. * bdla-m forza ' bala. otpiAag hr'it. scoppia. sgabello ' * (in quanto forniato a. vantaggio 8arebl)eBi svolto per metafora. apre ' ' sphu- erompe. destro lett. ' phalgit. : gr.balin- forte ecc.nd. ^X- ' L' AscoLi.to* ' plulla-m vomere.ra-m\] ecc. * apparizione' ecc. CIAKDI-DUPBfc ' 161 phllati phullor' ' scoppia ^ phullati ' ' sboccia * phttUor- tit- shoQC\Q. spvHgans ' brillante *. utiliUt e cosl '. ferire. [in quest' ultimo ' significato * anche pha. die si ha p. II 314 n. * spilda 'ta volet ta per ecrivere t. avente bnon eeito ttaphalya-in utiliti. ant.? ' scin till ante di luce rossastra ' ' sphulih' scintilla sphulita- ' apparso ' \sphnrdti brilln. luccichio ' ted. in gr. ' e Prellwitz Et. sboccia sphola^s * scoppio. vengono a stabilire una uuova radice phel- ' portar frutto. pala derivano tii- tutti dalla radice *(s)phel- * fendere. XVIII 156 raflFronto col gr.. allarga. : appare p^ail ' '. es.e attestata ' neir indiano da sphirayati lati sphuiati ' squarcia. crepatura ' ecc. Jiink agile. splendore.]. isl.'debole. sphurana-m 'scintillio. spaccare. In questa significato di guadagno. spiega da questa radic« anche ' phnUi-m ipotosi 11 frutto ' che significherebbe quindi ' lo sbocciato '. 234 propongouo ' u)'fsXs(o aiuto. Johansson IF. successo ' saphala'} " lucroso. spjald assi eel la spall an ' f'endere '. [La forma con «. Wh. /. di assi di legno) ' faut tessura ' * got.phalgvh. punta di freccia phnla-s vomere. II 43 sg. o]a. o^iWui promuovo ' aumento. il Inrece ' 0.).i]Q£l ' (Hes. Studi ' Crilici.

Wb. xxxvi 387) come un derivato della radice *ble-k. Spr. jplugg ' caviglia. plicchen ing. bulbus patata lit. irl. Wb.^ 297) vogliono d'origine romanza.* 247. Uhlenbeck P Br.. 236). ' bdlkasa-m fiocco ' e stato recentemente spiegata dal Johansson (KZ. Korting Lat. bl-k—) ' stossen. norv. pjiock m. pluck celli '). bulbes ' ' : gr. (dial. zermal- men. cogliere ' ant. irl. XXIII . jplvg ted. plnkken ags. si. (ai. cliiodo. bzdbe id. 4 habilis (cfr. sv. ingl. II<) 262 lo aveva ricondotto alia ra- bdla-m) dk ora una differente etimoiogia in BB.) pezzo a. 1 sgg. ted.. senium di-blide id. dice * 6e^• 54. debilis si potrebbe anche spiegare poi contrazione di *dedell' art. ' giovanile bala-s il ' (os- ropriamente ' ' vegeto. vrjmog. xviii.{blo-k-. ' pelare uc- che altri (p. Osthoff IF. caviglia ' ecc.. 1. SpracJisch. pfioc pflocke (in. ad-hol ' ' potente * aid-bligod (Cir. pflll- cken pjlocken olamd. Wb. . d..e bala{ka)-s sia 1 fanciullo ' bala{ka)'). d. (= Tick. vigoroso ' Da ' fan- ciullo a balail ' stolto e poi facile a spiegarsi passag- gio: eft-.162 SECTION LINGUISTIQUE ' [26] regog migliore ' ' lat. muove in giro bulvd- ' obliquo ' : gr (ia^Jltfii ' danzo II lat. Kluge " Wb. ingl. Et. lat. es. e adbol lo Stokes. B. Diez Et. ') ' und si *. ant.. sclilagen. nonche plokka il ted. gr. isl. holifl maggiore * Beugmann Grimdr. t. 1^ 607. de-hilis ' ^ ant. bdlba-ja-s cipolla ' Eleusine indica lett. ^oAftog ' ' tubero. Etimologicamente affine ' a bala. d^beo da di-habed). VI. (Jo: hansson ich c. 562. 344 spiega bdlba-ja-s nel modo seguente nacli vermute dass das gras so benannt war stelle *balba balballtl ' den bei gewissen gramineen vorkommenden wurzelknoUen zu /?oAy5dg. che in Urk. pluccian ' m. abstumpfen ' ' da ' cui derivano lo sved. rom.

jmas e lo strum. jmd. valati) : Liden ivi e Studim cur aUind. Secondo un' inge- gnosa ipotesi dell' Uhlenbeck Et. apertura. . uvodog lit. tormentare * '. 30. una depressione * : del suolo ' e al- lora capirebbe anche meglio la sua formazioi buli-. La ra- dice *vl-ei-8~. soltanto gen.* * una specie ' ' : di freccia ' bkal/a-m punta di freccia bhala-m ' got. baltrjan alb. melma '. bulh sg. oonfronta anche ant. es. ' si. balll ' palude ' coi qiiali fe poi conil nesso Tant. da cui deriva tema *t"/o«-^''o. buco. IV. 363 : corda Et. Ein ' balt. fiamma ags. fronte baAs fronte * gr. ' lit. ballo 'fronte'. II primo membro sarebbe tema il jam- ' terra il 1. mira*: ' gr. pfttol si. t. isl. c. Jo- hansson foce 385 sono da conneltere con pdl ' ecc. -bdra- (soltanto in composizione p. Wb.*vlis-q''o~. ba'l id. ' 25 sgg.s ' e. anche queste altre voci indiane: hila-m '. Secondo c. natiche. Qui rientra anche 6Aa/a*cer- * LiD^N.-ftUiv. e an amplia- mento di *vel. 97. . 93. ant.InlatUyeseUs.(ai. I'ai. rildna-bdra-j 'rpertura*. irl. bhfila-m splendore ' ' ni-bhalayati 'guarda. Sicche jam-bala-s verrebbe a significare propriamente ' una buca nel si terreno. di cui si conosce.(27J G. caviti. CIARDI-DUPRE 16A jam-bala-s ' palude. tiiori di composizione. a. 'per altri esempi ble^ka-s ' Johansson ' 1. (pdAog (non * (pa^og come ' scrive Berneker Die pr. 12. Spr. blato id. (paXog ' lucente ' q)dMog bdl ' chiaro ' ' na/iKpaXdcj ' guardo air intorno ant. 193). p6l a.e d'uu fiume in RV. Vi-bnli noi/. teskovii e styrace confectus il serbo lijeska nocciaolo ' eoc. Jlesc ' ver- ga' (Uhlenbeck bhalla-s * Wb. il secondo niembro di qiiesto composto sarebbe identico all' ag^. 282) celata dell' elm o' pruss. und vergL Sprachgesch. 48. '. [Nota aggianta sulle boue]. lit. bhalll ' : (per *vle?ka-s) ant. si. btiltas beln 'bianco'. ' natiche Cfr.

violento' djufi^vg 'languido. certo '. * n-mld-s) (cfr. del fiaAsQog 'forte. Perf. I'ital^ tamente' (per * svolgimento del significato ' chiaro ' nel senso di ' maaifesto. * malya— . z. Mai segno malen mdlon colorire lit. juaAauog ammollito^ dirsi pro- I languido. s. " mdla-s nero ' mdla-m ' lordura ' ' malina' ' inacchiato^ ' ' ecc. mulve fango^ pan tan o mslynas azznrro II Grassmann ( Wb. ' nero a. ' schmutziges Gewand ' e considera quindi cotesto voca- bolo come identico formalmente a di mdla-m ' lordura ' '. got. ein- Uuchtend evidente '). Ai. II dizionario Pietroburgo (V. Jticjv. ' ana-mali ' cicatrice ' (ted. Wascher in questo caso avrebbe in mdla-m un parente mdla-m lit. traduce ') ' ' '. milan (ace. mail macchia ' meljan ' scrivere. t. Verisimilmente veste ' ' e connesso col gr. ' '. d. Gesch. ' fe possibile.) veste. assai. avvizzisce' (part. jusAac. Questa etimologia deve al Jacobi clie la comunic6 privata- II doppio 2 indica un influsso pracritico oppure * malvar-). juaAAog ' ' lana.)^ mdla-^m veste e dietro a Ini il Wackernagel. 596) traduce gegerbte& ' Leder. milns ' permul- turn' inoltre Osthoff. judAa fortemente. fiacco* lat. Gr.'durch Gerben weich geworden'). mldtd. stofia che tutti questi vocaboli de' rivino poi dalla radice di mldyati. disegnare ' a. ma ' non pu6 forte malla-s ' lottatore : ' ciofe ' il ' come spie- gano tutto ( ' i glossatori ^ gr. e il ted. vello ' ' mllas panno. stoffa ' lett. I. * {vnalla- — class. : gr. si 450 n. ' di mldyati mldti 'appassisce. ' : mila ' veste rozza pruss.). morbido babile. ledernes Gewand ' : ' e raffronta si malagd-s etwa Walker. v. melior mulius pruss. 218.154 SECTION LINGUISTIQUE lo [28] ctr.

XXXI 386 ' tra questo vocabolo e ' erba dotata di virtu magica (cfr.per ml-j sia passato alle stitiiendosi al m. specialmente Per lo meno il greco e I'antico slavo : cfr. ottuso di La si radice pre- senta la stessa gradazione n: o{u) che * ha p. il significato). d-iuU^.a lotta ' (cfr.[29] G. ' riesce a trovare altro esempio parte * bel- e poidarci io chfe d' altra arie lingue * concordano ^ nel * una radice le forte. es. ofPerta rituale e il ' gr. il * ultimo e forse da connettere ' Con queverbo mdliate maUU * yati tiene ' (cio^ * ' regge. lat.Xt'/io. alia prima riconduco bdla-m^ st' alia seconda mallor-s. CIARDI-DUPRfe 165 meiite al Wackernaoel. 218 e KZ. forza distinta da me^-. Questi poi (ivi * *. Id mente * : gr. Kretschmeb omer. priamente cose piacevoli julXr/oc {i. giaccli6 questo significa pro(cfr. citata). sopra s. ed a me par giusto. (confr. ^tO/iv * KZ. IF. e considero come distinte anche nell' indiano. 183. btittt-m. doni. deboli (w6/. ' Non ' h ammissibile la parentela sappo^ta dal ' W. ti (uiXio. Se con milati sia da connettere la il miles e question e molto discussa e tuttora aperta n. il raffronto istituito dal gr. forme forti sosi Ma \ * poicli^ di tal tiiori lenomeno nou di bdla-^m. tra I'ai. 34 e letteratura ivi mftla-m 'radice' [mf'tra-m id. E il seducente.]. da cui vien riterita in Ai. v. fa forza ?). xxx 301 sg. Gr. . in- cantesimo fatto per mezzo di radici mfirdstolto.i'. {UtXioou)) e soltanto * per una particolare specificazione passa a voler dire nuziali ' '. mfila-karman'j. milati si riunisce ' mela{kai—s * melana—m meld concursus ' riu* nione ' : gr.y crede che dalla stessa radice derivi anche bdla-m forza ^acch^ pensa clie il b sviluppatx^si normalmente nelle forme I. jtuogog fitogo^ id. u. btdi-f ' dono. zufTa per lat. Johansson.

Secondo ' lui mlecch" sarebbe affine a mdrdhati ' lascia.) die abbiamo veduta. * Secondo ' Johansson IF. fi^ijzQog debole. * 10 si parte da una base coll'ant. La ' radice * mel{e)dh" sarebbe un ampliamento di cinare.(con analogico invece di a un idg. mamold ant. partivano da radici con lak^ati originario. ' mrdhrd-m ingiuria ' e al gr.oppure logh—sa. sparisce ' ' mlana-m ' mla- nata mlani-s sto ' appassimento mla'th blaHh ' ' gr. spezzare ' * melie)- consumare. e a) risalirebbe mlecch. codardo ' ecc. raggiro. Aa/u/^dvo M- prendo. questa famiglia probabilmente appar' tengono anche Idncfiana-m guato. / altre etimologie. si. barbaro' ecc. guardare —A *. verga ' * : lat. marcato contrassegno ' lahchita— 'se- Lagati lagyati ^ojucu * ' aderisce. il osserva ' laksana-m ii. spiare. ' randello. afferro lagnda-s laknda-s lit. itivXkof macino e lat. fjiaXdauoc. lejca^ io pi ego ' : lajka piegatura (per lo piu in sen so figurato di ' malizia. e le varie opinioni emesse in proposito furouo raccolte e discusse dal Johansson IF. n. da connettere luogfn ' lagat occhio ' e coll' a. ' con- trassegno ' ecc. pende ' : gr. clie tutte le rigetta per proporne una nuova. placido ' '. auipliata con -e-. t. I'ai. irl. lacertus ' l^nkti ' ' piegare. debole. molle. irl.. *mled-sqh-. '. irl. laksate ' vede. * curvare ' llnkfi ' ' piegarsi ant. melim ecc. ' cosa flessibile lacilmente si Dal significato passa da una parte a I I . in mlati ^^tj/Qog. '. languid©. Del resto anche le cioe quelle rigettate dal Johansson. mlecchati parla male una lingua mlecchd-s ' stra- niero. inganno*). (gr. abbandona. lagh-s.156 nilati SECTION LIXGUISTIQUE mhiyati ' [30] ' appassisce. 37 sgg. esau- ant. ' ecc. Molto si disput6 suU' etimologia di questi vocaboli. molle.

eyai 'dissolute' (Archiloco 179). Zupitza lahja 'adultera': Xdyn'og QVij voluttuoso f'r. come vuole * Prellwitz Wb. titubanza di ' * * r ital. lunr/or id. lun<jar * celere ags. ' CIABDI-DUPRE ' 157 quello di braccio ' ' e da un' altra a quello di ' ramo. lat. snello lit. U'na.[31] G. ') ' tentennare nel senso esitare. laijhu' leggiero. Johansson IF. languido irl. scorge un influ.a)')'cjv indugio. ?. tonue. 172 sg. indugio il lit. i^lakr fiacco cim. zoppo ' gr. ant.sso pracritico: ctr. Ad- proda ' ' djn(pUaq)ijg l<)bas ' air intorno lit. II * significato tbndamentale e quello vede ' di 'agile laiigliati * a niuoversi ' come la.): gr. a. ' kXaxvg Uivis * ' leggiero. etc. In lagutjur-M lahnja-t viir. librarsi. 164 8gg. |. 173.] gr. no- (Hes. ' ?. se rientra qui.co/}'dg' ' 172 Prellwitz Et. Ungvas leggiero'. acquisto ' * lambha-s lambhana-m ' consegui: men to fpvQov [rdbhate rubhatl prende. kXa(fQ<)^ ' ' pronto. ampio cio6 che abbraocia buono hVns possesso ' * * ' *. fusto d'albero si onde poi bastone *. 166). slali languido sg. ... lace ' languido. isl. llacc * ' stanco. I rainhati ' affretta ' : i^ui'nhaa' * fretta lahga(ctr. Wb. linguti ' essere incerto cullarsi Xa)'}'(iljio io esito. piccolo' [ratjhd' id. afferra ' l^bha~» guadagno. V. rilassato ant. (ctV. II lat. oscillare E per me incerto se a questa famiglia di vocaboli spettino anche i : gr. V ' 577. '^leg-nfi a *leg-sna piuttosto che a Et. t. IP 238. Gutt. ' lingv/'ti ' di men are ' capo II significato fon'. piccolo a. BB. ' ' Xaydnoai • dq)£l' * vai (Hes. lainbhate ' ' Idbhate Idbhati * prende. langueo ant. In laiijn abbiamo una nasale risalira il inserta. ' si cliiaramente lahghana-^m ' ' da ' salta al di rat'uhate oltrepassa si transgressio ecc. ' Fick Wb.) ^. damentale seguenti u quello di vacillare. ^Myagog ' molle. '.) lat. afferra ' * ecc.

la ' sass. 'ant. ' (Fick Wb. ant. labare ' pendaglio (Less. lasclvvs gr. a. Wb. got. ant. gode. ' perdere e proprio dei il linguaggi eacluso per altro Idsati * nordico si : Kluge ' Et. log luach a. idg. voglia ' * a. Ai]tij dor.^ ' ' unguento ' ' le- pana-m riprd-m ' lepa-s ' ' tintura. Prellwitz BB. 177). llh corpo a. Xda 'guardo* (Prellwitz Et. V 305. rimanere t. da quello cfr. slaf{f)an '. dormire '. [riptd' tinto lordura ' pinguedine hnaQo^ lat. Upti ' restare adeso * .) laun ags. branio si. ' ' pen- dente * * lambana-m lat. untuoso bileiban ' Myrag^g attaccato. lustvs laska ' piacere. lucrum ant. slabft fiacco II significato di di ' ' dor- mire svoltosi facilmente le forze '. Idsati 'irradia. lusinga laskati * lu- singare'. gelic ' a. t. lihga-m vere ' ' contrassegno ' ' : got. si. ' diletta ' danza Idlasa- avido^ ciipido ( ' Insya-m danza ' ecc. appare': gr. a. billban id. Xcila ^^^Fi^i preda lat.^ 340. ^rjt^ [-^^Xafid-) *pren' de ' ' djTo Aavoj ' fruisco ' Asia (ion. ' (cfr. tenace ' pus got. cade giu ' ' lambaecc. germanici. leik ' corpo. 307). xix limpdti 'tinge. isl. irl. ' (propriamente lit. lovlja 'caccia' lovn 'frutto della caccia' loviti 'prendere'. A^Aaiofiai ' *Ai-Aao-io-juai) a. IjeUfan a. splende. lit. abbandonarsi.) ' \rdmbate ant.' ' 158 SECTION LINGUISTIQUE lambate lambati ' [32] pende. Wb. galeiks ant. t. slaf id. avente ' stessa forma gliare I ' quindi uguale ') ly'gus uguale Ig'gti somiVac. g. cadaisl. ' d. privo di forze ' a. a. gilth ' ' gltkr ant. ' ' ecc. ' : lat. a. ant. gilfk ags. 89. Gesch. '] macchia Mnoc. lust id. If'iti 'afferra. . a. isL pende']: ' Ml ' got. prende': gr. lean Ion id. luag ' mercede sL got. t. ' attaccarsi ags. lip') pingue. lipti-. macchia gr. slepan ' dormire sidpr ' languido. t. t. Schmidt Z.

fame (propriamente consunzione l^tum ( ' peste Se rientri qui anche il lat. con oscillazioni. ' : gr. ' si consuma ' Idya-t ' * sparizione. isl. si. 998. sciolto (per altii esempt vv. hatvi a. lunnti Ivnoti 'taglia. a. niietitura' lavitra-m ' tagliente ' : lavaka-s ' ' mietitore Arjl'ov ' ' Ifcni-s recisione. t. V 115 e il Bruomann Grd. licb ant. ^ifioc. sciolgo )n)ta.) llncir-m t.). ' ecc. cfr. liufr ant. los libero. ' CIARDI-DUPRfc I'qnys ' 16» si. ' Iddr * spezzato. llpnaJLi * re- stare adeso llyate Upn llyati * colla ' ecc. Um). Ijullka cuUa ' forse connesso in Sg. qualche modo col sg. *falce* sezione lava' ' lavana-m 'recisione. leimo * llm argilla. hdita' oscillante. coglie' lavas ' 'taglio. : Ijnljati cuUare ' ru. ' Kluge serbo Et. a. lubet got. Ijuba id. isl. ' le espressioni yoiyvara. ' strappo gr. ' id. X 152 klrtydti ' oscilla. * t. got. sass. ' accosta.atov ' falce ' messe. liof a. ondeggiante ' lola- ' mobile. ant. Nr.? cfr. •/rf- [i]tomf) 6 incerto: lo nega lo Stokes si in Academy 1891 ecc. Inns ' mezzo libero * di liberazione. ?. WbJ^ 252 s. a. dyfsa Xdoai) got. calce ' * ags. ado})erata avverbialmente) quieto '. prezzo di lans ' ' sciolto. ' fieno * *zu hauendes') Xvco *. ' germanici inquieto ecc. miete. BERNliKER IF. * Idbhyati lu}xlka{ka)-s * ' brama. sfracellato a. appetisce ' : lubdkalufjido t. fiMvo ' tiiigo ' lat. '. II . (pro- priamente riscatto ronipo cfr. * trema * leldyn (strum. los losen). a. liu't ( limns a. biada (prohetri priamente houiri ecc. liyate * liyati ' nderisce. adesione argilla ' ': gr. * ant. con movimento in- II FiOK Wb. ' il da falciare ' '.[83] G. (fe cfr. *) morte Xoiiiioc. * ghiotto * cacciatore lat. lipnhs vischioso ' ' lett. liufs caro ' ant.

Idkati * guarda ' ' locate locayati " (+ ' a) ' considera " * locana— rdcas* ' * chiaro locana—m ' occliio " ' [rocate splende ' splendore * rocand— chiaro * ecc] : arm. Wackernagel ' i ' valati si piega. Wb. si. laukas ' campo cfr. ' ant. hica raggio Qui e pure da registrare lokd-s spazio libero '. 58. r. ' zoUa ' ' cioe ' ' trammento : di terra ' [r?tjdti * rompe misero ' ruja si rottura ' ecc] " gr. XsvKog lUceC) bianco irl. 939 lo confrontano col got. bulg. rovinoso. fulgido ' got. x 40.^ 248) ant. leoht a. lois ' luce ' gr. leleyenya ' leleiana 'fluctuandi' leleyal szya titubabat pedibus '. si ') . volge vald-s ' cavita ' (cioe *insenatura. lua^chtide t. aXues volpe \ II gr. ' niondo lauks ' ' cfr. oscillari n. dial. series altera [Cracoviae 1899] pag. lugeO Wzti ' rompere '. a. aperto' pruss.) etymol. Ihihad luce ags. idg.) che attestano un ori- gin ario. funesto ' XsvyaXeog lat. asta' (cio^ in origine ramo. Bartholomae BB. es- e in questa ipotesi si avrebbe un esempio [Quaesf. ripiegatura * 'trave. atque sgg. lat. Ma recentemente il Rozwadowski lelaydti gramm. : hicus lit. pol. Gr. lelejatl lilejatl se ' ' agitari. ' volpe ' : arm.. es. 160 SECTION LINCIUISTIQUE " [34] 849. campo logd-s Per la forma ulokd-s Wackernagel ' Ai. tremare. fusto d' albero ' in quanto flessibile) ralana-m . ru. dXc'ojn]^ ?) ' volpe sarebbe un prestito 'da il un 294 dialetto e il iranico secondo Ai. I pag. leleju / agitor. lioht ' chiaro (altre voci ger' maniche presso Kluge Et. un gruppo di vocaboli slavi (p. considero ' lat. lit. '. 11 ha segnalato la parentela di leldya con ecc. Gr. ' lux ' ant. ' Asvooco " guardo. oscillor [cunis] ecc. aXwiTo-Jtedr) ' vincolo che non * ' spezza ^.vyQoo. reiran sere scosso di I '. lopnka-s lopaqd-s * sciacallo.

. *velr* wilich ags.oppure *vol-kosi.willow) salcio e che - presuppone un tema *vel-ko. * salta ' : valgaka—s irl. ivalus bastone — Qui il pure. rientra h I'ai. * d' uccello (saltatore ?) v^ln * ' tempo. redine' col quale lett. saltatore ' ' valgawi-in salto. vdka-t ' ramo. volokno * id. — * L' ai. galoppo ' ant. ravvicina fiis. \vdrati vtirate vrnoti firndti gi*. wilgia (in. ' 277). tilo ' pol. ' scorza valkala-m si. copro' ' ' rivolto * §Xi^ toituoso ' ' l/JAc. t. ' torco.' [35] G. ' CIAKDI-DUPRfc ' 161 ' piega valayor-m valaya-s ' biaccialetto. formato con un al- tro suflSsso. walwjan rotolare * ap-valhs ' sferico ' ecc. ' filamento nidh ' ' ni.: IXXc) ' eiXvco *volgo. ' ecc. si vidi-^ vail ruga * ' valU-s vaMi troHco che si attortiglia * vdla-8 * ' coda (in quanto si agita o vacilla ' avvinghia) * vellati si muove tortuosamente. \t\. * vlasiL ' capello ' 'J. ' una specie ant. salto ' ags. B. tue/ij wilii^ '^^8^. niomento si ' : fSU testa religiosa che celebra in un giorno fisso cim. lat. valds asta valli-» valll * tronco got. . che TUhlenbeck PJir. fibra frangia' (Uhlenbeck vdlgati * ' Eu Wb. uealcan ' rotolare nlonc vivace. . valga 'briglia. volvo volfimen ant. ' vellana-m il rotovtir<i-» larsi ecc. vlakno * ' fibra. involgo. aiokno refe ags. risale alia ' medesima radice * piegare. veste o tessuto fatto di scorza': ant. b. corda * (Bezzenbeegeb BB. xxxvi 65) valgnll * vaigd- grazioso valgu-s ' ornamento *. . occasione. ' wUg ant. da raettere a riscontro vcdkd-s ' walgs ' fune. irl. fillivi ' flecto hi-ru-fiU 'iniplicuit* ' folumain * ' volubrlis lit cimbr. torcere ' (cfr. ' cerchio ecc. xxi 106 sg. ' leblaing '. iirdito Foi-se appartengono : a questo ' stipite (cfr. oltryn ' rotii ' got. 'avvolge* corda 'circuito' ecc. xii 241). ' Zcpitza KZ. ' id. trUge) oland. t. germoglio all' a. '). b.

242). Imlundi ' caverna ' isl. z. sacks. szuHys galoppo e ' 'passo' incedere il Hirt BB. luogo sicuro. nido ' ua^ddc. ' got. irl.m°lu°t ' rana ' lit. Persson Lehre v.) appartiene a questa famiglia il nome albero calmali-s Salmasia malabarica » « als der ein Schutzdach bie- tende ma non ' e un' etimologia sicura. cattivo '' got. cein ant. fama. rupe ' : arm. 20. cild pietra. 1886 p. orecchio. verso epico ' ' \crn6ti ' ' egli ode ' crdvana-m crdvassuouo. a. cdlati * (Dhat. capanna. d. anche ' z. isl. [h]linen appoggiarsi ' szlaiias declivio ' ecc. chvos incllno ant. ' cantina) cimb. ' cella celnre ant. Ges. * holr 'cavo' a.carand—m ' dil'esa. testo vedico' ecc. si attacca. capanna. abitazione' ecc. tradizione.' ' 1G2 SECTION LINGUISTIQUE [36] giryl ^^INDISCH. Wurzlerw. angolo ' n. ' ce- lim * nascondo * cuH ' nascondiglio. ' * nascondere t. kMvco ' appoggio. 13) ') ' va ' calahhd-s ' grillo * ' cioe il saltellante ' calitna-s : ' una specie ' d' insetto lett. '. hldw hlid ' colla lit. ' abbraccia ^lem—s Tattaccarsi' cle?mdn— [^resati ' vischiosita. . 2) ' della radice *kleipi ego ' appoggiare ' : gr. hlin^an hleonian a. celer. 89 n. ' cldkor-s suono. k. collega. ' edict capanna.-hist. es. * gr. pietra '. d. xxiv 234 ascrive a questa ' famiglia gr. KsAyg * corsiere ' ' il lat. grido. Secondo * Grassmann (Wb. cloen ' bieco. Wurzelvar. Ber. Phil. legaccio' ecc. unisce '] risalgono a una forma am- pliata per St. sal 'incudine.(cfr. cuHe luogo per riporre qualcosa (p. * hUi9 ags. irl. a. su'^lis calu-s ^alfira-s . Rigv. d' v. lat. helan 'nascondere' hoi il cavo helm s. mezzo del determinatore -s. Mains hlaiw ant. CI. u. d. Ka?dd lat. ' ags. casa rit'ugio '] : [cdrmaoi. t.]: arm. Wiss. fama ' crdti-s audizione. irl. cWyati cU^yaie 'si attiene. elmo ' ecc.

si. pecco gr. t. ' srdvati gr. oq)dAAofiai ' inciampo * ' II verbo sdlati (Dhat. CIARDI-DL'PRfc ' 163 * lu udibile ' lur ' ' notizia ' ' gr. s(i'U ' telice ' ags.J : gr. felice ' mite a. come ' stesso riconosce. 444 . is]. slovo ' parola ' ' sif/tije ' i'ama * * ecc. scoiTe. leg- genda epica kXvo odo. ' 9 propone di spie- garlo in relazione rol got. ^Mig egli telice. sxalem * erro. dAAo/ttai ' ' zam* d/l//a salto lat. L' Uhlenbek ' Et. XXXIII. 5. e difficile detenninare se risulti dall' uno o dall' altro. hlhnnunt t'ama (k)lftt sonoro. salio : salto. a. ' salild-m acqiia. rird-m flutto (jeI ' ' stanno invece col gr. .ucchalita- salito sopra. errore': arm. apprendo lat. snHi(f ' : buono.ecc. eine sich absondernde ' ^ ant. ' benevolo. balzo zampillo es. ucchanna8gg. giacch6 cch pu6 rappresentare Unto Si svolgimento normale di (cfr. vegga Zacbakiak KZ. ' ant. fluisce ' sard- * fluido sard dgfu) ruscello snctr.« [37] G. 47 ' dulcis aquae saliente ' sitini restinguere rivo) mleti ' insinuarsi sula ' * sulci ' succo sgor- gante da un albero Fliissigkeit ' lett. cloth famo80 a. erra ' skhala-s ' vacil- lamento sxalim ' ' skhalana-m incertezza. vacillo. stu''lys laddove ^lati risale a * kel. snlati ' inviare shJialate skhalaii * inciampa. salutaro ma e una semplice ondeggiante ' ' ipotesi. scls Wb. es. '. in Verg. ma pu6 anche connettersi con ' saliUi. a. inclutm ant. si. lit. t{d) + 5 ' quanto quello dialettale di t(d) -+- p. a ' ' ' * ' voce alta ' ant. apa-salavi apa-salau * verso sinistra pra-scUavf verso destra '. irl. 15. riutto * ' prd-sulati spinge dentro ' \sarati ' sarate ' sharti ' corre. pillo (p. *««/-. — Quanto voltit composto ucchalant. sollevato una amlo messo ctie (^lati sdlati siano due verbi distinti. eel.13) ugualmente con ^al tau '. 40) " va " puo essere un' alterasione ' pracritica di ^lati cho viene spiegato (ivi 20. ' ' irapeto salto . lit. e risalire all'idg. salilo' fluente. ' rovinato = utifanna-) . gloria. t. ' fluisce ' ' ecc.(qaUibh4i-s. k?a:o^ * tama. ecc).

' fumo ' gr. si.(*dhu-) fumare. chladv si. travacilla. Beugmann Gnmdr. hvdrasant.(Persson. 6oX(5c ' 59 sgg.). 235 che venga da una radice I* " * kel-. II. sella \ ' si ristora. natore -{e)l. hvdlati ' va torto. fangoso. t. Wb.) gli altri vocaboli citati dal Miklosich Et.. ' 'alito. sa-) aguzza. Alia medesima radice ' essere incerto ' ' e da I'icondurre khallaie sthdla-m * ' vacilla khallita- languido '. ^ild pietra. es. tortuosita. 173 considera ' gi' (arm. (KozLOwsKiJ Arch. ordhc. potrebbe Infatti la radice. choloduJ\di. nial fernio' oq)dAjua 'traviamento* *{s)qViel' ' ecc. rupe ' ammettendo mentre il il col Hirt BB. choklu. coraggio. af- come fila ' ' grade debole della radice * kocds catus ecc). suffissale. XXIV. Ho citato p. e quindi -Id' acuire (ai giqdti lat. thronus. a. e I in -lo-. (gr. 164 oq)a/ieg6g SECTION LINGUISTIQUE [38] *mal sicuro. te- . passione . il fallire ' colpo ' [hvdrati *]: va torto. ' trova refrigerio : hlada-s hla- dana-m cfr. op. inchiostro di seppia OoXsfd? ' torbido. suffissale. evaporare ' (ai. Phil. inciampa il ' kvald ' ' errore. nella sua forma piu ' sem' *dheu^ *dhu. xi 386 sg. " viamento cade ' . pasta- las ' armatura Uddate ' ossatura ' ant. stoli't ' lit. 6ojji(5<. — Anche gola-m ' recipiente sferico e considerato dal Brugmann Qriindr. ^ un I che risponde ad un Ora diremo brevemente di / * A si proposito di taluni fra tratti di I i vocaboli fin qui citati si pu6 dubi' tare se radicals o suffissale. fumus ant. ' altura. a. terra ferma' sthnld-m recipiente ' ' : gr. cioe * dhv-el. refrigerio ecc. — Anche " dhuli-s polvere. si. luogo.(*dha-l-) ' faugo. dhumd-s si. stollv ' sostegno. palo si. raggiro lit. f. ' frescura ' ru. pa-zulmis obli- quo ' zvlv 'cattivo'.) ma accanto a questa esiste la forma ampliata col determicit. lat. ant. ' palo ' ' oreXexog " saldo. ' fermo ' OTi)Xi] colonna . 88 V. Cosi abbiamo passato in indiani la cui radice contiene / rassegna quel vocaboli primitive indogerraanico. duna^ti ali- tare eoc. 198 polline come un tema contenere un plice. come ' suffisso. s. 188.* dhu-l.

o si almeno fanno origi- ritenere con molta probability. oppure dobbiamo restare in quel -la. -<lhU>-^ serie ce n' 6 -li. . '. dEiKijAog colui che offre t. -tro-.(-l/i-). a. tekHas ruota che serve ad affilare ' ' ossia il ': girante ') 2* diminutivi Cp. es. 1' ant. Accanto a questa /.dalla ' radice semplice *dhu'. risale che essa a una formazione indc- germanioa dubbio se in -lo- ecc. t. dulys) sia an tema in -i. gr.(-\U*-\ -tlu-. e il lit. il una de- terminata funzione tematologica. dhuli-?. — Tone III — (9">« Partta) II .ecc.[39] G. dvoLt ' ' stolto a. es.. aQHTvAog orsacchio aQKrog 'orso'. cioe : sono tutti suffissi -lo. In tutti gli altri casi di preciso. dtil~kfs polvere sarebbe da prima i]K)te8i. difficile ntabilire una distintione netta tra elemento sufiissale e determinatore di radice. lat. preferire la A motivo del Del reoto e lit. Qos\ per suflSsso -lo. ' doll ' cieco ' got. gr. I suffissi CIABDI-DUPRfc la liquida / 166 indogermanici contenenti nominali.serve alia formazione delle seguenti classi di temi. ma sono due criteri parci / che in certi casi ci assicurano.-rroi. clie non sono mai formate (p. una parallela con r in luogo di quindi: -rrj.ecc. irl. tratta di non possiamo afifermar nulla Vi sono certi suffissi ai quali e inerente es.dalla radice ampliiita "^dhul. col ' suffisso -ro- : V ' nomi ossia d'agente attore '. r ? Un criterio generale ticolari non c' e. c* k suflfissi i un / criterio per distinguere idg.) Si resta dunqne incerti se *dhiiU- (Glide ind. ' confuso [Xd^o?] ' ant.oppure un tema ' in -li. nebroso [afip]. putil ' ' usciere propriamente intimatore ' lit. che nario. a. ' irl. -dhro-f -TV- i—rri). ? In altre parole. lat. -ru-. -lii~. Orbene. porculos: porous. quando consideriamo pcssiamo senz^al- una formazione Indiana tro afTermare in -la. da vedere.ecc. risalga a un -ro. / anche nei casi di da quelli vi di / idg. ttcalvi stordimento 1' ' tol stolto ecc. AetM du Xir^ Oongrtt 4ta OrUnlmliMtt. fyubis ' legvbis^ a. duU.

Possiamo dun- que tenere per certo che il suffisso -la— del di nomi indiani si che appartengono a una queste tre classi risalga a i un -lo. e come sostant. macula ' ragazzino si. ' acetosella tosc. dmbeVe il (dial. BadvAoc. di ' Tuno il quelle di lit. salt ' ant. gr.) ' ' . a.indogermanico. ^Ovt]oi2og ZcotAog Ta^Uog. amiddviel's ' acre '. lat. : Drumasena^-s Pitr'la—s : Pitrdalta—s. pastore ' ' nome ' : d' agente del verbo pdti i ' custodisce. Wulfila. got. SECTION LINGUISTIQUE rotula: rota. cicula-s ' fanciullino' certi cfcu-s ' fanciullo nomi propri come Bhdnudatta—s (altri Dattila-s Dcvila-s . a. saldhs ant. sladvkv dolce ': got. Gr. ragelis cornetto ' : ant. Se queste a un tenia in -lo-. Ecco verifica. I % . Gundilo Wolfilo. ^aldkald * piccola scheggia : ' : galdkd 'scheggia'. Proculus Bibuhs. dolce In origine nere ' tenia *am-lo. [40] stem/il " ' fusto. a.dovette significare in gedi dotato un 1' certo sapore '. difende ' diminutivi vrsald-s ' ometto vr?an— ' uomo '. Confr. altro quelle dolce '. ^Qg. 3' Caimdus Teutalus. risalga la forma indiana con —la—.. sbarra '. : Deva- datta-Sj Drumila—s'. rogii 'corno'j: forme vezzeggiative di nomi personali (p. sale '. : 166 vlculiis: vlcus. si. got. *. es. Butil Dargeloj serbo Brajilo Bratilo).) emU'e (dial. questo criterio. l). p. ' acre '. stelo ' : ' stanga ' ' asta. t. pruss. anziche al suo parallelo in -ro-. t.. Quando non possiamo concordano nel risalire servirci di ricorriamo al confronto colle altre lingue. magus ragazzo lit. possiamo ri- tenere che a questo. a. vocaboli in cni ci6 pald-s ' guardiano. Bhamda—s Person. gall. '. alb. esempi presso Fiok. Poi 1' indiano e I'albanese svolsero da cotesto ' significato astratto.

isl.. *. P. si.tumula— [tumura—\ *nimoro8o': multus. cosi niinieroso (propriamente niassa II. apr acato Iriferito per lo piu al fredamper 'acre. Mved. umbilicus ant. iulas iylv M ' TvAog 'enfiagione* ant. I. ceppo ' ted. Gr. cavitii. ' Un tema *amro.. giacche amdrus. 220. ' quantunque Johansson ' si possa dare di Ill.' (41J ' G. oland. ant. a. ant. amper acuto.nella forma della differisce. Grundr. KorvJit) . nabolo id. acuto *). ' Tv/. xxxiv. salti' CIARDI-DUPRfc 167 isl. ornate': gr. amaro '. Bedgmajsts*. (dial. forte*: gr. cosi pu6 dififerirne. 24C>.^ kapdla-m kSvala( ' ' giiscio. ' ciuffo. amdrus.). 186. 182).. ' dollfuss piede gon' lit.y 116. fine. ivibl'u ' a. Wfj. t. r a motivo dal lat. iumala. terribilit& . salato ' (altri esempi presso lo Schmidt. amaro.. Uhlenbeck. 'o//^axog lat. *cai[v\ele-bhu-s. P/u- raUnld. 35 cdtvnla-^i cavita bucu ' .saik piuttosto da vedere nel (a. t. colloca amld~ fra gli esemp! di I = idg. tula * albero del codollr 'albero.t] ceppo fio ' * ags. ' isl. * : gr. ' quetit' ultimo una di versa etimologia (cfr. II concetto f'ondamentale e '. irl. ' ' ted. cdtvnla-s * Solmsen KZ. 'nuca' I'j. gressezza ndbhlla-^m *embelice': gr. significato ' forte. radice. cranio*: ags. grazieso. a. tazza % K6Tv^. acerbo '). e propone ra£fronto dmbha*- vee- menza. caelebs complete. 434. * Wackkknagel Ai. Ampfer acetoeella do]. ampfaro id. solo *: latino sg. e di fatto ne nel soffisix). Di'. /tt//o/a ' testa'. jroiKiXog va- bahfdd- ' felto. * pecaldriepinte '. Ora questa non e una ragione per me suiKciente. come differisce da amid. jrajja'^og 'grosso*. pannocchia *. lat. /m- ifda-m tone': gr. fitto. unico. che ammette il una gradaxione di coll' ai. violento.og ' padella * (Prellwitz Et. quelle di ' Wb. 160.

II s syld. paragonato a mawilo.sarebbe invece antichissimo e consisterebbe in -ter. o nell' indogermanico o nelle varie dissimilazione in II suffisso lingue derivate. noseilin ' ' spi- ritum ' ant. Del suffisso -dhlo- nemmeno * occorreva far menzione. * un ampliamento 2)utrd-s ' di Potrebbe derivare da un tema in sicuro ' -tlo- V " ai. ' scheggia '. Miklosich. manda qahdla* in pezzi ' : szakalys '. -tr-). come II. come * si vede dal got. -tro. esprime 1' opinione che -tlo- si a un' alterazione avvenuta. II sabala e preso da qualche dialetto slavo. (Sutteklin. '. come lit. forza ' e un prestito slavo. (quali hanno invece numerosi esempi '. Wh. mdrgis 'bove macchiato*: mdryas 'screziato'): ru. * liglio ' se fosse ' il raffronto coll' ' osco '. mediante mutazione di I in r. di -tro-. II Brugmann Grundr. mauilo ' fanciuUa '. puklum puerorum pel. r organo che serve a portare hotra ^ ' libazione '. '. sila ' forza '. ant. pruss. isl. iv 101). seilisku ' devozione lit. fonda' mento ' pdtra-m la ' coppa '. 112. frammento lit. per un processo di assimilazione o quei vocaboli che contenevano un' altra liquida nella radice. meoicla id. forma genuina sarebbe seileuings ' glla-m 'indole. meylttj ags. signoria '. pezzato. giacche la *szabala. seilin 'serieta'. puclois pueris e marso pucle[-8] pueris I . IF. Si noti che trattasi d'un diminutivo. Et.: 168 SECTION LINGUISTIQUE viahild * |42] donna ' : got. '.{-tor-. 1' Del suffisso -tlo- non conserva esempi ^ indiano : o non lo conobbe mai del quale si o lo conl'use sempre con -tro-. screziato il caball 'la vacca pro- digiosa * che ha preso nome dal colore della pelle. giacche esso. ' cdkala-s cdkala-m layati * scheggia. maui caka- fanciuUa '. a cagione del iniziale. km- trd-m ' dominio. dhdrtra-m ' sostegno. braccio ' cioe ecc). soboU 'zibellino' (cfr. 312). bharitra-m '. il lit. onesta': diligente si.

— Quanto non pochi temi formati col suffisso -lu. stesso a propvsito di quale non possianio nemin meno mettere a lato un tenia tfUi-.'retto. de' corosamente abile * rndti con segue *. dram * : abbastanza.bhlrvka. giacch^ per gli altri non troviamo termini di contronto in altre lingiie \bhlrd. di uno solo si pu6 affermare che risalga air indogeimanico. lucignolo. -lo. ' ' r Se il -li' di tfili-it * pennello ivll cotone. ./'come ifila-m /. Ind. lo abbiamo in dhrdi-^ 'polvere. caput isl. di ma.che ci mostra I'indiano (veggasi Whitney. dgdQov * giuntura ' lat. IF. pannocchia di * nnn pu6 asserirsi per mancanza riftcontro.f ' esemp! di dicasi al altre lingue da metteie a angtUi-. italico G alio slavo.«). Gramm} § 1192 e 1227).f Lo dito '. ahffuri-. pennello tfila-m ' (due vooaboli connesei Kia originario con ciuflfo.(431 «. 236 lat. rtd. e probabile die ai spetti alia ra- dice. ami. : ' * : bailus id.i^ala-. in. * . arnem adatto ' io faccio dQagiOKo artus. lilam I ' idg. come / avemmo occasione mostrare. sarebbe un composto -f. : Un esempio sicuro di / idg. hAfud) II secondo niembro sarebbe da connettere col t De^li altri gruppi lingnistici soltant^ il cr«nnanico piio eiMere che ne serhi qualche traccia. kapitcchnla- zazzera *) * 'anche il * la concavita del cucchiaio sacriticale secondo : Johansson. r. ' ' comnietto. rtit-^ ' 'regola. *kaput (ct'r.id.] bhllukati morose lit. B. CIABDI-DUPBfc 189 al*. il suo corrispondente -dhro-^ h limitato al greco. ecc. prescrizione gr. convenientemente. polline'. precise. perclife dichia- rato dalla testimonianza concorde di varie lingue. '.

10. Geo. ov/Li-<piJ£lQCo ' sciolgo (colori) ' sertim ' la parte acquosa del latte Verg. yQdortc. paid-. dalla radice di cerebrum comu Ksgag a. menti giudica Haar il Kluge. t. son. 4. gripan a. kro- qanti-m ' grido krankti ' gracchiare ksdlati piirifica * scorre ' (Dhdt. . glasate (Dhdt. prd. prende. pdri. sesso ' ' ecc. kmrct- labile '. ' da cui deriverebbe jala-m jdlaka-jn sulle bozze]. lettic- ciuolo * pldquka- ' che cresce presto si La radice *grehh-. f. lett. intrecciare ecc. Wb. pali-y pla. * grepti 'afferrare'. ' ' lava. t. afferra \ grabhd-s presa di posgot. scioglie. greipan afferrare ant. es. garba ' covone ' (propria- mente 'manciata'). divoro '. ' kmrd-m acqua ' ecc. da cui forma il tema *grebh-80-. 21). XXX. si 20. (AltriEt. grlpan * ' ags. 9 6 un ampliamento di *ger' torcere. logia non e sicura. SECTION LINGUISTIQUE [44] Haar. id. 272). gr. SO) ' : ' ' ' * strame * '. treccia [Nota aggiunta . * grida '. grlfan lit. ecc. liquida aestas. ' dia-cpi^eigco lat. 349. e quindi deriverebbe secondo lo stesso Johans*Tcer' KZ. sass. rammassate (part. dileguasi . 59. consu- mo a^r. ': kfidrati ' scorre. liquida nox. * 16. ). kmldyati '. rete.'fascetto. mazzetto': grbhndti ^ grhndii ecc. Stttd. paldyate ' fugge ' ' palyayate ' gira intorno ' palyahka-s '. grabas ' ^ grdsati 'divora. in composizione con nomi e con verbi: * p. serenus (cfr. a. 1.^ 165). secondo * il JuiD'ks. ' grido ' ' : krdcati '. L' etimo- — ' * krSga-s lit.invece di pdrd-. inghiotte* gUbslOrgrasia— mangiato grasaiia-m grasti—. Aen.. 404.170 ted. '. - fjlapsa- grapsa.^ inghiottimento greco ygdo mangio. * hiruz 'cervo' ecc. Jfldca-s prominenza. a. le espressioni liquidus ib.

per cui lajjii per altro non credo im}Vb. patimos: jrartjg. Sprachvergl. ' prus ' prmfa.'rosso bruno': gr. possibile I'antica etimologia (Fick V 540 Aoipi] ' ed sarebbe identico al gr. 8g. es. pag. 538 che lo fa derivai-e ' da *mdta'tulya'). p.derivato da *mn-ter-. tdta~ttdya-$ paragonahile al padre ' quindi zio patemo ma tale apiegazione mi sembra meno verisimile. brunn ags. ' la 8pi<H (!. brfm bruno *. got. lajjaie si vergogna ' * lajja lajjitor-m ' ' vergogna ' ' * rajyati ' si colora ' ranjayati ' colorisce * raUga-s 'colore ecc. lalnma (Harivr. (pQvvij ' * rospo * ant.azione S<'urader. colorato ' /gvnogaysg xQ^oofiatpig (Hes. frius gelo *. si prova sia svolto piacere il ' : got ' rimis gelo.) dorato se h vera 1' ingegnosa congettura del Leumann (vedi I 220). da cui deriva con un altro siiffisso il gr. XXXII. /nijrgcjg zio materno (cfr. Gr. gr.fxiUiruhiisl. jrdmntvld-s mntfilaka-s * zio '. tan ' gel are habhlucd. brun a. fr^tan a. . * ' TQOjg 'zio patemo 305 ' ' lat. Per comprendere come lingae germaniche. si rallegra.« : [451 G- CIARDI-DUPRfc ' 171 ' pldsati * arde. scherno. oltraggio e risalirebbe a un idg. frjosa ags. pater: Leu^iann KZ. ^f<?« color isco ' ^ij}'£vg 'tin tore' Qfiyog ' tappeto '. ' * comfruh prnri't t. avvampa * : plo^ta-s ' incendio ' ' plo* mnor. babhni. Urgesch*. *lozg^a. materno Si risale a %intvr-o.arso proms vampa. ' macchia.plomibustione * ' ardente * alb. di rdmate rdmati ramnnti ' ' riposa. id.). gr. lo Waaltri) CKERNAGEL Ai. sigoiticato di all' ge- lare ' nelle basta riflettere nso che facciamo V azione ' anche noi in italiano di verbi come bruciare e simili per eeprimere il freddo ha brnd' un freddo intonso. In mdiuld'S dello si avrebbe nn / indogermanico ammettendo u. (cfr. a. 12072) prf. q)QfOvog t. a. isl. carbone acceso Jat. quando diciamo ' ciato tutte le piante '. ^ ant.

tagliare ' vi-licdte le. disegno lit. ' ecc. *roud—s-to—): rfidera ant. gr. rust a. si. EQvdQOQ. xix 268) ruderi ' (Johansson ' c). ruad rot rosso got. " : ant. sass. a. igsimo spezzo. ' scrive : ' likhana-m * lik- hita-m * graffito. lit. op. che riconduce ' likfd rixa a un medesimo tema *reik-(e)8-a cosa che affligge. *reud—s-to-. raudr ags. Proba- bilmente e da collocare qui lodhra-s Sjmiplocos racesi mosa '. rust (== *rnd-s-ti1. luncana-m scia ' : * strappo ' luhcati ' svelle. ruainne ' vnamnae [gl. runco. irrita I . strappa. uovo ' ' : lat. '. ' rikhati a. rdmas ' id.). ' zolla ' : ricdti rompe leqa-s frammento rompe ecc. cit. sgu- lat. * loman(romacd- pelo ' (lomacd— * peloso pelo ' ' ecc): rdman- id. graffia ecc. * rost " ruggine " ' lit. randas ant. ' ' ' ten do '. rndrv. a. ' ruber ant.^(u-s * strappa. isl. rost ags. disegna. scrittura * ecc. rimti ' trovar ' pace. r^ad a. ' : Peesson BB. ricinus ' zecca. ygijua liksa * placidamente di pidocchio '. ' rekha-s rekha tere in linea ' linea. ' isl. * ?). irl. 103 n. ( lo?1d-s lo?td-m 'zolla' lat. nome d' una pianta dalla cui scorza ricava ' Ingegnosa ma non e il '. vm 162 sgg. lat. isl. rustas bruniccio ' lett. *roudh-s-to—) t. a.' ' 172 * SECTION LINGUJSTIQUE ' [46] quiete lit. rusta ruste colore bruno (Johansson IF. rosso ' rudkird— rdhita— gr. lohd. rawOs ant. lodix\ Stokes presso Fick Wb. pi- docchio del bestiame likhdti graffia. sicura h I'ipotesi del Pbrsson.lohitalat. losfa-m ' IV ( 234). t. rlhan met' rekti ' solcare. ecc. t. calmarsi (anclie gr. ruggine * *reudh-s—to~.) ant.

scioglie a. . FoQfia^ si. [Nota aggiunta snlle bosu]. xxni 366). abhi-vlaui/d-s 'rete' abhi-vlaij. mo*rb ant. in kalkd-s 'stereo. 303 e 307)? (altrimenti di *malv-) Uhlenbeck PBB. idg. scioglie lenta. KZ. astuzia * vrincle ' grinza a. CIAEDI-DUPRK ' ' 178 * lohd-m roetallo 8pecialmente una polvere rosea. a. foifnica Solmsen. 121 ' ' — e 127. xxxvi. ScHEADEE Forsch. horo ' ' fango ' ecc. Ved. crntkati. hreddan liberare ' ant.^ 276. t.'prendere. v. Ma Lid6n riconosce obe derivati di questa radioe si distingaono da qaelli di *qel' (lat. lordnra. '- (Kluge Wb. Sprachv.. cere wrenc ' raggiro. 18 sgg. ' wrencan * * tort. ^^ifioftm mi aggiro ' ^o/ufiog ' * trottola ags. *gor-qo-) kUbiftk-m pecoato lo stoaso (ant. lento. a. peccalo * (ags. ' * Si. HamleUtjetch. crathdyati ' * ' ags. ecc: B6j. acchiap- pare' fcfr. coirbim macchio i ecc. (fiVQfii^^ ' per assimilazione) ant. gr. rame rientra qui e significa propriamente il rosso fcfr. horh ' lordura irl. * E vero che molti altri esempi di citati. 48 sg. * forniicaio * (per metatesi : vamrd-s vamri ' formica da ^varrn-) gr. syaid^s fratello moglie * : antico iurl mra id. / == idg. languido ' clathayati ' oXa}- ' (-raifmnH. Zdpitza della Gutt. Geldner.^ 316. daihdlenta. u. Per il lat. i. fris. cfr. hredfUi retten id. * rilassato. z. a. pasta. valmika-s ' XVII 35 e Hibt PBB.' ' [47] O. xxxiv. t. ' ecc. si. territorio * vrajd-s ' siepe ecc. ' r si avrebbe secondo ' il LidAk. Urij. 186 . ' 140^: vrjdna-m 'recinto. r si tro- vano spesso ma si fondano sopra ' Un ' altrc eseinpio di / ^ idg. oltre ai suddetti. circondario.und herzielien lit. Stud. * renken garsi ' drehend bin.) da una radice *q«r-. irl. Wartink. rehgti-s pie- (ZupiTZA KZ. mravija for- mica '. cdtiffo ecc). a.

specifica di quel significato generico. Z. remti ' appoggiare. 4 . cremdre e col kdrsztas 'ardente'. -ro. s-uper. e messo in relazione con ramndti ' ' e col lit. ant. ') urit. accennata dal Bezzenberger. non e da lui da dover essere senz'altro riconosciuta per vera. r sono idg. irl. v.e spiegato Essi den obern Miihlstein anlugend dal Grassmann dnnque mettono in relazione upala. po- steriore da upa ' sotto ' (idg. * apo) per mezzo del suffisso -ro- (= idg. got. dimostrata.lU SECTION LINGUISTIQUE ^ [48] etimologie sbagliate o poco verisimili. (gr. I Cosi Idnchana-m. potrebbe credersi composto da *vlu— = '. ' ma significa ' inferiore . ne e cosi palpabile XVI 246. il La kalmallkinlit. e deriva Ai. BB. Esiste bensi un aggettivo upara-. ' ubikhala-m moitaio ' (uliikhalaka-m * piccolo m. alcnni : Eicordiamone der obere klei- dpala ^ tradotto dal BOthlingk ' composto upala-prakdn.) e spieweiten StampFboden habend Ma e una pura e come tale egli la da. vjrtQy lat. I. for. ' ^ io credo che upala-s significasse dapprima il pie- '. pill In ogni caso e prudente dire che la vera etimologia di itpala-s ci upala sfugge. che abbiamo connesso con laksati. Gr. secondo garsi ipotesi ' Grassmann (s. consolida Z= p. e che senso particolare di '.con updri 'sopra* nere Miihlstein ' ed ' il '. pietra preziosa non sia macina come quello che una determinazione ' '. 220. — Pu- * Alcuni vocaboli che altri cita fra gli esempi di i^= idg.oppure -lo-). fiammante ') col lat.'largo' e da khdla-s 'aia'. soste- nere ' dal ' Wackeunagel. ufar) e lo pren" dono per una forma alterata Invece tra di * di *upara- superiore '. stati gi& da noi ricordati fra quelli di ferma. connessione di kalmali—? ' " splendore ' (onde ardente. es. leldydti leldyd.

animet^sa dal Lrumann. pluo ant. (lauvfilika- nome di un popolo menzionato in Malulbh. e a ERsrsc'aMUt^ « Die indische Bezeichnung des Pfeffers » dic« il Einl. . Jahrhunderte spUter. nuo- tare. col gr. co^re n. Slaven (asl. palpfdai/ati lava e pdlpfdana-m lisciva sareb' * ' ma * bero (^VACKEENAGEL questo.> [49] G. . Se questa mia di piu ipotesi e vera. c. ic^cpi)* ^^"^ dieeen zu den R^^mem (lat. c. I 2. noi avremmo un esempio / da aggiungere pippala-m ' alia lista di quelli di ' idg.. CIABDI-DUPRfe 175 ramente ipotetica ^ la relazione.'. Germaneu (ags. bacca e considerate dal ' Wackerna* gel 1. tra tdlnla^s vasellaio e caru^^ bacino ' * * (ant. sn den Qtri^gewandert (gr. fuoco * e vuol dire purificato per il mezzo del fuoco conic hi pu6 conciliare delle suo primitive significato con quello in voci indiane? lo piuttosto incline a vedere dalla radice *pel' palpTil- una tbrmazione '. jzXeo} *navigo' lat. hverr ags. in d. pair ant. Wh. und.}. come ' urverwandt t'also. lavare di quella radice ciofe di cui (ai. jrOg '. zu den plprii). htrer id. d. xxi. 21 * pippali bezw. si pliamento in *pl-eu- pluvate ' nuota. st^g. alia ' sua volta connesso col gr. 99. ' Gr. fluire. pipor). Gesch. luanam ' ecc. die poi la trasmise alle altre lingue dogermaniche ario. isl. * Et. * per importazione dal dell' La ' pianta del pepe e originaria mondo India. und Litanern (lit. gr. /. tt^jteqi del pepe '. irl.) paicnti del lo lat. ritenuto dal Wackernaobl At. ^pipparl. Ci6 e assolutamento II -nome pepe entr6 nella in- lingua greca. piper} selbst. cimbr. 1874. si ha un ambagna ecc. irl. por* 220 come fornialmente identico a dauv^rikd-n ': tiere anche questa e una semplice congettura. pfirus. d' Europa. pip\rai) ». 1. Spr. ist mit dem Gewurz chen etwa im IV vorchristlichen Jahrhnndert. Ora se ' come acntamente o83erv6 fe Skutsch BB. 88. lavo * gr.

pippali nei dialetti che serbarono inalterato il suono / /. si. ' est gr. inghiottimento ecc. ^ ed e quindi verisimile che di la derivi anche il suo noma.y.) 'trangugia' deXsaQ dsAevQov dsAog 'esca' eol. lit. il la paiola ^tiper importata dalia forse per la Persia. ant. ma e anche possibile che i une accanto alle altre. 0'3. Ecco gdlati (t)hat. cioe per via del rotacisrao. quercha qver'. 1. uap?. Vi sono infine dei casi gia nel tempo indor e germanico si avevano forme con forme con / le non siamo autorizzati a dire che / indiano siasi svolto da r indogermanico. * II Franke BB. Lassen. id. Ma questo argomento non ha valore. E possibile tanto r mia quanto 1' altra cosa. gozzo ' a. ' : irl. voro ant. t. e II *pippara~ *pippari in quelli che mutavano in r. e la lettera- tura ivi citata. ' 15. chala * kuerk gola. ' consume consumo ' ' ro-gelt " depastus ' ' fiogd a.176 SECTION LINGUISTIQUE [50] quanto pare precisamente del Malabar. ' ' pasto lat. divoro. fitftgojOKCo isl. come d' altra parte non possiamo affermare il contrario per le forme indiane con r. ^ greco lo tolse in prestito da uno in cni di questi ultinii. gerti \ bare ant. I* sg. yili-. XXIII. Qiiesto nome (forse originario di qnalche dialetto dravidico parlato in quella contrada?) avra suonato pippala.££L navamvEi fih'jQ (Hes. 174 crede Xaxxoc. ' : girdti girati inghiotte ' ga- rana-m id. ' inghiottimento ' ecc. esistendo anche nell' India linrotacistici. Hra„ inghiotto 326 Cfr. gelim ' divoro. 39) gilati ' inghiotte ' ' gilana—w.yrf. al pari di puJpoXXo?. 1 I . medesima ra^one per cni credeva cio Lassen c. In casi siffatti due tipi indiani rispondano rispettivamente i ai due tipi indogermanici.f ' casi in questione. guaggi D' altra parte si noti che il nome persiano I del pepe in r nel- (pUpil) ^ d'importazione indiana posteriore al passaggio di 1' iranico.{j. Indiscke Alter thumskunde. — gr.

pr. rumpf/ ant. stride' {dr. buco ropi-x dolore straziante ' : — ' lupti ' sgusciare. hano ted. a. * : quanto al suono cfi*. deriverebbe *ger ' Grundr. I'iufa ags. gatrr nitrire. lit. parla jdlpa-s jalpana-m dimormorio sarebbero. '. 60. bulbus balbitiio: gr. yiiQvg voce ' ' ant. parlare '. scorticare ' lat. sussurrare lumpati rompe. ant. J^ruomann. danno ' ' loptra-m * ' preda ' ' : nipyati * ha * ropa-m lit. In qiiesta ipotesi jdlpati dalla forma ampliata *ger-p- deUa radice far rual- more. a. sved. a. CUBDI-DUPBfc 177 baWaln-karot i bara * ' heilheitii' Balbiithd-s (n. isl. cimbr. 6 dunque chiaro ohe da esempt di queeto . a.): bar(n. jar any A 'gridante ad alta voce* jard strepito. geddti canim io canto '. gaicl 'chiamare' ant. massiccio': sthuruant. stfir ' spesso. sacclieggia * lopor-s lopa- na-m dolori eoc. guasta. sthffla. ' parlante in niodo inintelli^ibile *^ lit. secondo il Benfey ' ' ' Die ' Hymnen ' des Samaveda ') gloss. si. il got. gaidys gallo isl. kallon id. gridio ' e al lat. ga*r ' grido * ' n.) balbettante ' Bxbu-s Brbtid-ukthor-g (sopran* nonie d'lndra) niero ' — * lat. p. e nulla ci vieta di riportare jdlpati a ^gel-p. glasu 'suono' glagolati 'parlare. /iaQfiagog strabivbti ' (cioe *.d' iigual significato o simile gallus propriamente hana irl. kaiia a. ' saldo stfirs ' — OTdAog ostinato jdlpati ' ' colonna grosso ' lett.'grosso. t. lit. forte.anzich^ a ^ger-p-. ' ' guasto. garm dere ' * clamor I" cherran gavsas ' gridare. can't ' ant. garrio (quindi irl. rtofan rompe re ' '. ' t. t.[61] G. scorso * jaljA-s ' mormora. tra radice *gel. anche al stri- gr. pr. Ma il accanto a questa esisteva un' (lat. a. atiini a jdrate cigola. cimbr. Hahn e il gallo ' : lat. * : 'cantare'] m. ' gridante ' o ' il ' ciintiinte ' [cfr. I'oro.. 786).

I e quello r rimane sempre enorme. D' altra parte non pu6 mettersi in dubbio che iiel- r indiano avvenisse. dore * niaccliia* cliiaro ' rocate splende* rocaslokati ' ' splen- rocand' . Per riepilogare quanto parte in e detto fin qui. Z da noi passati troviamo i rassegna e i dall' altra quelli di idg. passaggio di I I in r. — Vi sono degli esempi di r idg. in indiano con- certe condizioni. dei casi di idg. accanto accanto ad llnti '' egli va ' ' . laddove secondi superano poco la ventina. / abbiamo spesso trovato /•• forme con r irati ' parallele a quelle con ricordiamo cdi^aka-s ' p. bati ' pende ' riptd- ' tin to . esploratore a kaldyaii /<^6/«a<e ' osserva rdbhati r^dbhate accanto a Idbhati prende. Inf'atti nelF enumerare gli esempi delle es. ecc. ' accanto a ' guarda locana' chiaro ' vdrati vdrate avvolge accanto a vdlati ' si volge ecc. siccome questi esempi dubbi non rappresentano fra di / che una minoranza / . rdmbate accanto a lambate lam* . r. se I I da una numeriamo gli esempi di idg.178 SECTION LINGUISTIQUE si [52] genere non modo in cui 1' pu6 trarre alcuna conclusioiie circa il indiano rispecchia le due liquide orisi ginarie. cards ' . ' riprd-m ' ' lordura ' accanto ' a limpdti' tinge. Concediamo pure clie degli esenipi die figurano nella cei*ti : prima i lista alcuni siano in- abbiamo gia notato di casi di il dubbia etimologia vocabolo sanscrito {lakurja—s (come apasalavi e sospetto ecc). distinzione tra le due liquide primitive. / ai . il naturalmente in altre condizioni. die primi non sono di meno di 130. e quindi non e provato die la 1' pu6 essere casuale. Cost serv6. atferra'.) e quelli in cui alterazioni dialettali laguda-s Ad ogni mode. di idg. la sproporzione dei casi il numero idg.

lati\> h1. cosl che bastera ricordarne * alcuni : arfffui-s ' * valore alg^ ' . intreccio ' jrAsKzij ' iiine. 5Xo^ ion. pregio * fgr. CLARDI-DUPEfe 179 * quail lion corrisponde alcuna tbrma parallela con /. ' linquo got. ' ara. zelenn ' verde ').<<Ui 'j. * pennello ' flat. ingiurio*). rete * jrAouog jrAoKa/nog treccia di capelli ' lat. hdri. / non pu6 La lingua proto- aria dovette possedere ambedue dialetti le liquide ereditate dal- r indogerniaiiico. lojit abbaio ant. * lat. a. conservate. helvos holus ant. ' intreccio (gr. ' Ci6 non significa gi& che fomie con I in queuti casi non siano esistite. le ma vuol dire soltanto che i docnmenti a noi pervenuti non oe hanno. sego srprd- grasso * i?^OQ.] 'olio. ' brocca. a. zCiUa-s ant. dAipElv kar-ffi ' meritaie. tutto salvus)y (gr. flehtan * intrecciare *) rdyati ' ' abbaia alb. Questi esempt uono parecclii e ben conosciuti. lihan prestare sarpis' lit. ' reXoav solco che segna confine kariiarcir-s tazza ^r. spazzola. culcitn). mercede * * *). Hkti lasciare ' ant. salUm ' ungere ags.harimi. iiiazzetto kfircak(i-$ * ciuffo. Veh ' * io ' abbaio * lat. I'ulvo. gialliccio (flat. ' gel 'bianco* ags. t. alcuni le conservarono senipre distinte. * leih' si. Ik^anem ican a. ' ' residue *). solca * ' (gr. laja^ 'abbaio. kfirc^f-s * * ciuflb. a. ' otu-leku (gr. Kdxjrtj. ttIeko intesso. fjeh giallo * lit. . sarvaintero * ' intero. innakti 'lascia. per Hemplice case. pracna^s * cesta. seal/ unguento ' ' a. completo. a. plecto im- plico explicO got.' ' ^^Miov. salba id. lascia libero* '' (arm. t. Asmcj id. t. t. grasso* got. a.ovEUQ [Hes. acquistare ' lit.haritirl. geolo si. lailoun ingiuriavano lit. Questo diverso trattamento del primitive spiegarsi che per diversita di dialetti. solco il hi'. Dei si indiani die da essa poi svolsero. calpar). . ovXo^ ' ' lat. burro. lascio ' ' gr. flahta * treccia di capelli * * a.' [53] G. got. urna* * lat.

pag. e non ho bisogno ci di tornarci sopra. Oluenbbro Die Religion des Veda pag. Pischel GGA. Invece e opportune che nel vedico. ri- guardo guaggi al trattamento di si tutti i linguaggi ari delin r India antica possono dividere due gruppi: lin- rotacistici e linguaggi non clie il rotacistici. ^ infatti dell' generallet- mente ammesso cbe in luoghi diversi. ma pub dirsi coincidano grosso con quelli che separano e letteratura vedica dominio della lingua lettera- da quello della lingua e tura sanscrita propriamente detta. Sicche. 73 e GGA. 1884 R. dialetto domandiamo come mai anche * Cfr. 982 sg.. sione di riferire di / i Ho avuto gia occasulla frequenza calcoli del Whitney nei vari periodi della letteratura indiana. 512. e (jotesti due rami antica teratura indiana fiorirono non solo in tempi ma an che lin- che le corrispondenti forme di fasi * guaggio rispondono a due verse di due distinti dialetti. cronologicamente di- Quella parte del popolo indiano che cre6 la poesia vedica dimorava nel Panjab e nel bacino dell' Indo. 0. si scorge dal fatto che in esso le forme con r sono di gran lunga piu numerose che nel sanscrito. I limiti si geografici di questi due gruppi non possono nettaall' in- mente traeciare. il il vedico e un dialetto dell' India occi- sanscrito dell' India orientale. / in r.180 altri SECTION LINGUISTIQUE invece le [54] confusero mutando I. 1891 pag. 1.. pag. I. Sicche dentale. classica si mentre nella la letteratura epica e svolse presso le genti die abitavano le parti ossia orientali dell' India. Gr. regione bagnata dal Gange. . Che il in quel gruppo di dialetti al il quale appartiene I vedico fosse normale passaggio di in r. 976 sg. xvn. xxi. Wackernagel Ai. Franke BB.

spiegazione del fenomeno invereo. 17. Anche C9mgrt» qui XIP^ dM potrebbe pensare alia parte li Ori*nt9li*Us. nel sanscrito for- me con AdM dtt r. D' altra parte all' pu6 e deve anche pensare infiltrazione di elementi deri- vanti da dialetti parlati in altre regioni. razioni secoli. soltanto mu^rd-jf e pochissimi altri 216j. abbastanza spesso. clie si ritrovano poi nel sanin piii ma ne possiede anche Uiluni die non ricorrono: pnlusol tan to (class. 6). regioni in cui si non rotacistici. x. 62. Ora si sa bene che dovunque esiste una lingua consacrata all' uso letterario (e tale era appunto il vedico. dalla meuzione del nel come si pu6 del resto argomentare Gauge e della Yamuna che occorre nell' RV (v. vu. puru-) J viu^laGr. e questi rap- porti avranno esercitato un* azione anche Piu facile 6 la ordine linguistico. molto ' ' accanto a puru' class. Ai. essa non pu6 non parlavano dialetti subire 1' influsso della lingua viva del paese si in cui si viene ad essere adoperata. i che esso ci mepresenta. 18. L' India ve- dica dovette mantenere rapporti colle parti piu orientali del continente. cio6 del trovarsi.[66] G. due la sono da In primo luogo non e necesdella sario credere limiti geografici letteratura vedica coincidessero rigorosamente con quelli del rotacismo. compaiano non die il di tbrme con — Si ' rado noti / vedico non «olo questo possiede del vocaboli con scrito. — Tom* III . benche in minima parte. 75. 19. — Lasciando Wackerle NAGEL. ClARDI-DLTItK 181 etninenteinente delle rotacistico.. potendo darsi che alia creazione di essa abbiano contribuito. I il mescolato accanto a muprd(ct'r. da pai'te alte- che testo vedico ha subito nel corso dei ma alle quali sarebbe errore I'attribuire sColanza riflessioni di forme che dialettali f'arsi.^"'* FarU«) si . /.

che il sanscrito sia una lingua ' materiellement fondee sur la langue ve' dique niei:e {Joum. al contatto col latino che continuava a vivere . p. talora leggermente modificandole. e normale invece nel magadhi delle iscriesso e * lo son ben lontano con ci6 dal ritenere. p. il Asiat. e dall' aifermare che il par la ma- dont s'est constitue et fixe. est une langue scolastique. quelle voci che nel i grammatici chiamano nel primo caso ' tadbhava'. 1891. il processo fonetico. r influsso del sacro idioma della Ma liquide. ' elaboree dans un milieu restreint et exclusif. il passag- gio di r in un fatto sporadico nel pali e nel maharajstrl. 404). anche nel- I'ordine del linguaggio. nee. la quale racchiudeva quanto era di piu sacro e venerando per 11 popolo indiano. 335). che coli si svulse parecclii se- dopo. 8. il secondo 'tatsama'. Nel medio-indiano avviene. (ivi ha per fondamento una forma di linguaggio vivo: del Fbanke in BB. talora serbandole nella lor forma genuina. tolsero dal sanscrito. e poi iiioderni. Ma specialmente convien riflettere che v' la letteratura vedica. Come nel mondo occidentale le lingue ro- manze. cosi e da credere che ^ san- scrito della letteratura epica e classica abbia sentito pruti. " come fa il Senakt. II sanscrito cfr. i citati ax'ticoli .182 SECTION LINGUISTIQUE [56] die avrebbero preso alio svolgimento della letteratnra classica terrifcori in cui si parlavano dialetti rotacistici. specialmente i che ebbero un uso letterario. piu o meno / di frequente : secondo i dialetti. dovette. viii. nella tradizione di quelle voci ' letteraria e religiosa si arricchirono dotte ' che oggi il glottologo riesce a discernere da quelle di tradizione i popolare . e come neir India medesima quelli dialetti pracritici. esercitare un' influenza notevole sulla letteratura SL^anscrita. si per ci6 che spetta alle non arrest6 qui. xvn e in GGA.

eredita daH'indogermanico le liquide distinte. <)77 sgg. si i possono spiegare per via di condialettali e per Tinflusso taminazioni tra dei due gruppi Veda sulla letteratura sanscrita. mentre un altro serba la il distinzione primitiva. e le conserva di dia- Un gruppo deir India muta / in ?-. / I che che oc- corrono in questo. proto-ario. P. 657-690. « Cfr. cio^ V ulteriore confusione di le con r anche nei casi in cui antico indiano serbava distinte certi linguaggi due liqnide. the modem queste linee]. A eomparaHvt gram" mar of che la nryan language of India I 247 sg. r ta nto nel vedico quanto nel sanscrito. fin ma '^ risalgono a tipi di linguaggio che esistevano da antico accanto a quelli e indipendentemente da quelli. Le forme con I occorrono in quelle e le forme con r — idg. letti r. modo io credo di poli- approssimativamente. V. ossia indo-iranico. V. . /.t67] G. In eta posteriore alia separazione dei dialetti ' che conservarono il 1' le due In altri dialetti serabi*a invece che avvenisse / contrario. 260 ag. = idg. L' analisi linguistica ha messo in luce non po1' chi fatti che dimostrano testi influenza esercitata da codell' dialetti : sulla lingua antica letteratura In- diana ^ come un la fatto di questo di genere potr^ dunque / spiegarsi presenza forme con idg. P. e la letteratara ivi oiUUi. e le trasmette aU'indiano. c. [Si noti del Fischel non era ancora uacita qnando io scriveva Gramm. Brapke 1. Cfr. xl. II la storia delle quide nelT indiano. Beambs. Al prime gruppo appartiene substrato principale del linguaggio vedico. CIARDI-DUPEfc 188 zioni di A9oka. ' Bradke ZDMG. In conclusione ecco in qual ter tracciare. Qnesta confasione h preenppoeta da dell' moderni India: cfr. ' Questi dialetti non rappresentano una cornizione o uno svolgimento del sanscrito o del vedico. al secondo spetta quelle del sanscrito.

Ora passiamo a dire qnalcosa intorno alle lingue iraniche. il quale il suo alfabeto non ha alcun segno. ma due antichi linguaggi iranici di cui 1' documenti. jroAvg molto ' ' nXfjdco ' ' sono pieno. gllsco). dAog Mntero' ecc). E poi suo rotacismo e direttamente attestato dai numerosi vocaboli in cui esso risponde con r ' all' idg. doAi/og lat. se- L'alfabeto cuneiforme persiano possiede invece un I . Eccone ' al- cuni : ar^jaf ' ' merita. possediamo per il die rispetto all'indiano. mi riemvaVs ' eccj. antico persiano sOno roil L'avestico igiiora del tutto suono I. wielm irylm ' ribollimento ' ecc). ha^rva- intero. zaranim t. * ebullizione ye'ti ]a. ' dAq)£lv meritare. ci troviamo in una condizione meno fortunata moderni abbiamo bensi ancora troppo imperfetta. alcuni dialetti popolari cui il pali e i j'appresentano uno svolgimento seriore). r penetrarono nel vedico e nel sanscrito. dlvgv). longus " acquistare ecc). e da essi i vocaboli con / idg. e degno ' (gr. giacche dell'iranico antico co- nosciamo due I soli dialetti. ' var^mi-^ flutto (alb. ' onda. ' lungo paravo (gr.evudg ' bianco hi ceo Ifix ' pruss. laggs ant. helvos a. " flutto. tutto' (gr. rispetto alle quali. e del una cognizione piu estesa. ' giallo (lat. cioe I'avestico e tacistici. sravah' parola.a/vg ii?xog leggiero ecc). rdnja'ti 'si afagile. cambiarono r in /. '' ags. raoca' illumina raoxma' ' lucente ' (gr. ' got. iAacpgog ' ' 8/. snello ' ' fretta ' rdvU ' snelle Tgr. zrayah— ' mare ' ' (lat. preghiera ' (gr.184 SECTION LINGUISTIQUE [58] liquide da qiielli clie mntarono (di / in r. come ho avvertito fin da principiO. ^. molti ' pd^rutds pie- nezza pio ' ' 'gr. * rinomanza oro ' ecc). a. dar^ga— si. ma non postepriicriti riore alia composizione delle parti piu antiche del Rig- veda. /.t. gelo 'giallo'). * zaWi- aureo. lavxnos ' stelle ecc).

j: babil. non ricorre clie in un i nei sol passo della grande iscrizione di Dario. / sonu poco numerosi. CIAEDI-DUPBfe lb6 ^lo particolare per il suono /. raocah arm. tavola. ma non tanto da poco tempo nella storia. quelli meno o entrati p. GH altri invece erano sentiti veramenta come vo- caboli strauieri e come tali nerbavano ana forma simile a quella oriall' ginaria. phdla-m asse. sopra i. (id. 6 quindi ebbero tempo di alterarsi e adattarsi alle condizioni della lingua in cui erano entrati.'intero. ripido (- ant. * scudo * (ai*. ma qiiesto segno.). Gli uni dovettero ensere accolti in etk molto antica nei lessico iranico. Noi Italiani sogliamo dire . tavola phUaka-m nella ' asse. document a noi perveniiti. Si pensi nso delle lingue modeme noti di tradnrre quei nomi stranien (per lo piu geografici) che appart«ngono al patri- monio della coltura generate. mI••. : ArbaHtu . Babuhi^ Ora Tavestico e I'antico persiano non rappresentano die una parte ' La diversity di trattamentu del / in qnesti vocaholi e nei doe sopra citati {Duhnla'\ Haldiia-) deve spiegarsi nei modo segaente.(69] G. 6/. Gli esempi di r idg. come h Dnbala'*^ naturale. € Halditahyfi (gen. Bfibiru-^ babil. drayahyA ' * in mare' giri. Diglfit) Nadi^tabaira!* tabel. se non ngnale. ziilti 'cattivo'. Nidin- Bdbiruviya^ : babil. luce ' ecc).) ii\. ma ba- stano per dimostrare die rotacistico : il persiano era un linguaggio * darya- ' lungo * (v.).). si. nome d' un personaggio armeuo. straniere : in due parole ncme d' un paese della Babilonide. zuru^-karapa'zulnus ' operante rag* ingannatore (lit. A questi esenip! ricavati direttamente dai si testi persiani ' pu6 aggiungere spara'. tutto* ecc. haruva. (id. obliquo. scudo') ojraQafiaQai' oi conservatoci )'£QQO(p6goi. s' da Esichio r glossa Anche per in alcune parole d'origine straniera / : incontra Arbairfiyd (loc.) : babil. parvlots ' ' molto ' rauca^ ' giorno * (a v.ha''rva- gr. TigrOvi (acc.OC. data la scaraita dei testi a noi giunti.

ma Halle. ' AvKog (ags. ecc). bal. dAso) ' '). si. burd w^pw ecc. ros (dial. nvaraz id. t. ' messe ' ' ecc). ' id.. lunati lunoti ' ' miete.' 186 SECTION LINGUISTIQUE [60] deirantico iranico: quindi la loro testimonianza non autorizza a concludere che teristica il ci rotacismo sia una carat- generale delle lingue iraniche. ai. e possibile fondare sopra di esse qualche solida deduzione. astraendo dai Hatishona. II baluci e V afghano. ' afgh. art afgh. Florem. vraza pulce ' (gr. a. e iiieno che mai ad afiferniare che risalga a un' eta proto-iranica.:o<. sudj afgh. Francoforte. ' nord) roc (dial. (ai. afgh. nello stato presente delle nostie cognizioDi. chiaro lux ecc). vdrtikd gr. bal. ' coglie gr.). la Saale. \pv?JM blucha id. loielm * nl'k ' lit.). se pure. ' ondeggiamento. giorno (ai. rappresenta un suono che e lo svolgimento di ' r -h den tale: mar morto ' (= av. mdrtafif»T»iS gr. ' il appaiono manifestamente macino. lit. si Tedeschi dicono R-m. e reso specialmente benenierito rotacistici. ' phdla-s ' id. runag ?. ora (gr. vuf ' egli port6 ' (= np. ' spaltan fendere ecc). alb. quaglia gr. gvark ' lupo ' {gr. jtoptdc* Sv6pcD. mar'ta' ' uorno. Jim: e a analogamente ecc. a. ribollimento ' ecc). la il Danubio. lana afgh. rvaj lat. Hes. i il Meno. varal ' lana varlna lanoso ' varan * * avente lunghi peli Idna hi. ' locana— (lat. sard (lit. 1 1 . stritolo vilkas Ecco in farina '^ prova di ci6 alcuni esempi: bal. Vediamo allora che cosa ci dicono in proposito le lingue neo-iraniche. bal. Nell'afghano. freddo ' afgh.. due linguaggi della cui insi dagine scientifica Geiger. id.). ' mortale '. Mailand ma Livomo. Weimar. sor bal.r)iiov ' niietere (ai.) ecc. ' spara ' ' vomere ' (ai. ' (gr. ') ovAog [^= *foAvog] " ricciuto lat. gvarm ' ' incendio bal. rayl " egli grida latrare ecc). vUna blush ant. Parma * Col segno f cfr. sara in- verno szdlias ' freddo ' ecc).

mo. sard 'freddo' [agg. ecc).).). es. k. Cfr. per lo piu dal persiano {gvadil gare. CiBUJER LautUhre des BaluH (Estr. colare. passato in r aran (g. dlrghd* ' Iniigo V. phila-s / id. Phil. l(t)»tan ltistan\ lec- ' Come prestiti dall' indiano saranno da considerare. garg lupo (gr.. almeno nella il massima parte. Cl. kaJk ' villaggio. . 664 sgg. 19-20. Iftr p. Gbiger Etym. ' ' braccio ' ' cokhvi) lat. CIABDI-DUPBK il 187 / vocaboli d'origine straniera. r aU'originario ma non mancano dei di / casi in cui gli risponde con l. d. roz 'giorno' (arm. malay '. xx. dalle . dar'f/a(av. ' do/uxog ecc).) piu di *).-phil. '). I sono bro ' labbro [paz.). filtrare xliv. pahli co cfr. da unire pers.: [61] O.] a. LmuU. « Akad.). d. 130-133). s^'pAr ' ' vomere * (ai. ' t'endere ' ' ecc). aAttes id. Gli esempi di ' idg. Ecco alcuni esempi (gr. 32 e 45. \V. parlare ' : cfr. u. NeJ baluci trova in parole tolte ' da '. altre lingue. lois Muce' lat. mette a e tavdaj riscontro coi corrispondenti sindhi per confermare la sua tesi dell'ori* gine indiana del genuino afghano. : flit.. si figlia / ' (av. ulna ' ecc. 1) pagg. Afghini$chen (Estr.' siiono rappresenta una dd(^ dentale ori^inaria: ai. d. consnmare stola * : codardo pnUiyag Hag ' ' lasciare '. dalle Abh. XIX.16*.'** ' profondo '. ' fre' '. las dieci * da$a ai. robah volpe (arm.imog der ' lungo ' (gi*. W. rado dall'arabo es. jafra Anclie il neo-persiano risponde quasi sempre con Z. Hubschmann ZDMG. in determinate combinazioni tbneticlie ^nel svoltosi gruppo col da fr : juhl juhul id. duhitdr. law phi. (p. casale oppure hi n. Wisn. ard ' farina * dAeco ' macino ^. ecc. dug^dn ai. a. iQrya ' 'dilazione' (av. Iftx ecc). spalian lab (lat. Incerti sono lau ' * raccolta ' dire. b. szdlta^ id. quei vocaboli cbe Trimfp (ZDMCt.ecc). zufr av. t.). giosso lab' labium ecc). lap] lafca liitan fplil. consideraudoli come parte del patrimonio lessicale indigene. xxiii. 2) p.

calldan 'andare' (ai. d. ' kela palla '] (gr. . I? Ci troviamo di fronte clie ci d' si ecc. kdtioan scavare id. maccbia lat. a. jte^. che questi lascia incerto se trat- d' imprestito dall' indiano o di voci onomatopeiche sorte qua e la si indipendentemente. lista anche seguenti ' kuldh berretto hulla ' velo. I bastano a dimodi r strar ci6 gli esempi sopra citati. kliuwa chliira 'palla. ' lingo ecc). ousAog I Abbiamo in qiiesti casi la / oontinuazione del primitivo. xxxii.). del Per il persiano bisogna contentarsi giungere soltaiito a un certo grado di probabilita nelle conclusioni. fer. non pu6 osservare che. correre in torn o ecc). 2. mantello (ted. . ' I.). (ai. kal 'calvo' ' dti-kulvakul ' \oi^i^\xvq -kfilva-] ' affatto calvo ' ' lat. id.).) risalirebbe medesimo problema conservazione di prcsentava per 1' in- diano. E certo che un r mantiene. grillo ' jhillikd jhilti Contro questa etimologie di kuldh e koltdan Pers. copertura " del capo. Per idg.).t/na ' lat. oppure un svoltosi da un anteriore drd al r. anche KZ. nhidan ' ' imbrattare ecc). galfi ' guhl " gola ' gula a. e che crediamo parziale aver risolto ammettendo la /.'' 188 SECTION LINGUISTIQUE ' [62] care (gr. hohl " : cfr. calvzis). Utcan (lat. Ph. 263. ' HouN i Gr. natiche [propriamente rotondita a. Per quelle idg. ' Xvdgov ' lordnra. poiche gli studi granimaticali ed etimologici intorno a questa lingua non sono approfonditi si cosi come il quelli relativi all' indiano. Stud. {got. : iran. lutum danzare saltare laikan ' ' ags. anche ammessane pu6 precisare il 1' origine si valore della liquida originaria per mancanza di corrispondenti esempi europei o armeni. (gr.o) 'versor' ecc). cavo ')./>iovrdj. gomitolo' ecc). * id. P. 582 zalla zilla ' sg. ' rdexian saltare lit. t. il quale alia sua volta (come in aran a un idg. vuoto. ' pag. t. indogermanica. uvXXog id. generalmente. inalterato nel caso di r --- neo-persiano. t. >l£//w /.s-a/ coscia ' (gr.^ curvo (gr. tisi si dichiara Hubschmann Quanto a zalla zilla. gHiila ' ' '). a. . 55 aggiunge a questa (a. Idigyti a.

t. a. .. paese di con- ecc. svdmr- lat. naturalmente.). purtam j^flhar * doraando sorella poxco *porcMco] a. * aquila aro ' (gr. dil 'cuore' (a v. corvus comix).. V'e uva'). non spiegbedi rebbero ard paese fine ' farina sard * treddo ' '. ^vyarijQ lit. rimis ' rimti ' calmarsi * 'ar. a W. eryr got. id. tutti i P.(68] G. erHis ant. p^%i^ guado hu-pdr'diri provveduta d' un buon guado a. * ' '. in cni il passaggio di si ' rz in non ' si verifica: altrimenti '. marz tratto ' (lat. ara * t. si yegcov ecc. es. e li^ttniy che a e tale dialetto spettino lab^ nlfixtan ecc: ma una pura supposizione. marka confine. ecc. non corroborata da nessun argomento solido. Soltanto in certe combinazioDi fonetiche * * : ha /. * kirm ' ' verme \\iit. a.). Nulla impedisce di suppoire che in qualavesse il che altro dialetto passaggio in di r in / anche in altre posizioni. duxtar ' ' figlia (arm.. 68. rz p.. \ kr'mi-f kinnfiU' ecc. Koga^ * corvo * lat. (ai. t.). luttr gr. rnm ' 'qiiiete* (got. * cimbr. orlM aquila ' ecc). (joi'^za'te 'si lamenta tuttavia qualche dialetto. e magari qualunque posizione. n/. ' uccello si. il / persiano letterario. e kalily kvldy [accanto a karnkar k'urokar] ' ' cornacchia ' (gr. CIABDI-DL'PBfc 189 r 81 possono ricordare tp^QO ecc. Come esempl di questo / si citano invero fduh a. zdr^dn 'col cuore' a. il tenia di perfetto bitrd. ' margo si got. ecc. ma Non rientrano. t'ormare re?. dgvio. cioe da r/. ). fortkf'/n ecc. fra quelli clie hanno concorso * ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' .j. i seguenti ' : haram * io porto * (gr. mrdvikfi vite. ecc. lit. vurt guado lit szirdh cuore mvl vitio (ai. in questa categoria -f~ i caai in coi la conservazione di r dentale pu6 spiegarsi per eatensioue analogica. j?t// ponte ''av. lit.(e lo stesso dicasi di veibi la ooi ' rndice esce in r jiote rifotrpiarsi sul tenia di prt'gcnte Itar portare '. '). soror ecc. f/ilah lagnanza (av. Bisognerebbe provare che si ha / da r anche nel caso di r originario.).. zar vecchio (gr.

' farina '. E dunque possibile. rjeru ' sicuro. (lat. pugno ' kulaku JusTi Ktird. Iftx ecc). liv 'labbro' ' labium ecc). ' .). lift Pott da pre- Jdsti pag. ant. e *zarta. (arm. lofa lapa zampa Justi ' ' . quanto con yur lupo ' indogermanico ' Nel curdo ' abbiamo da una parte ar gola '. ' d/. II un tema r iranico e attestata dall'atgh. ruxs luce id. normale la conservazione del Alia medesima conclusione sembra portarci I'esame del curdo e deH'ossetico — i due linguaggi deU'estremo il occidente iranico piu scarso e — ma / qui materiale etimologico e il meno p. zer ' ' oro fru. : KZ. ly'ti iv). t. 74). I e rientra quindi tra gli esempi di improbabile r + dentale e per Ualay kulay non ' e una spiegazione simile (basta minciante per dentale). se non pro- babile. fariv ' alno (a. Alio stesso gio. (lit. che in una parte dei fosse dialetti rappresenta ti dal moderno persiano primitivo I. 'j. Gramm. ' lungo qfir * (v.la cui esistenza nelzor. presuppongono una base c. flache Hand ' ' lett. o. riibas volpe' ^arm. c. connette col gr. sopra). a kurmik] 73).cpEtv ' meritare. che 1. ' felawa ' salots lice lat. flary modo ' nell'ossetico: ary valore ' ' (gr. lepa lapk sl. }£qo>v ecc.(HIibschmann 170). diversa HubschmAnn 168). versare ' : Il kim 'verso' citato ' piovere ru. Anche curdo e I'ossetico r V rispecchiauo tanto con /. * zampa (got. denj lungo '. neo-persiano h una lingua elementi assai mescolata: in sostanza rappresenta lo svolgimenio del persiano degli Achemenidi. guadagnare ' ecc).190 SECTION LINGUISTIQUE si [64] aluh spiega facilmente da *ardu-fya. pag. ' gula ecc). '. gola (lat. aAues di fronte a 1 . XXXVI. '. es. a. ' e dal- I'altra kdlmek [accanto id. ma contiene (cfr. corre accanto a zar e certo che risale a si ammettere un suffisso coQuanto a zal vecchio che ri'.

si. Si tratta senza dubbio di divergenze dialet* tali. ma non mancano le indizt per supporre die in certi dialetti due liquide siano rimaste distinte fino da antico. L' una parte del territo- indagine adunque delle lingue iranicbe passaggio di in r non infirma. * (gr. »tffr. lljtn Muggire (lit. come nell' Iran Tavestico. dan^ got.gr. che stica. banno la medesima caratteri- spettano alle regioni limitrote nir India vcdica si cosi die pu6 parlare d'una zona rotacistica abbrac- . ne pu6 tiirsi risalire a un periodo proto-indoiranico. il quale pu6 prendersi per tipo dei liuguaggi die mutano / in r. glasft suono ecc. * zaza fv) n. yfjQvg ' voce ' ant. a. CIARDI-DUPRK ' 191 ecc.. e modernamente il baluci e Tafgbano.) p^/ 'ponte* [accanto a deve essere tolto da qualcbe dialetto persiano. z/iM erba * (lat. il vedico. quanto col lat. or. gallus ant. qiiUis voce pii6 esser connesso tanto col j9er peVriJ ' ' gr. regione contigua all' Iran. tenomeno si ve- Neirindia invero abbiamo veduto che spetta alia occidentale. jtqo] oss. L'oss. r ' si banno hit- RcarRissimi esenip! : curdo fer kaln cornaccbia e dial.]. nia piuttosto sembra avvalorare. hohs) ecc. Di * / idg. pen*.] KtUta* freddo ' |agg. stairrni ecc). /ra gr. irl. per8.: [65] G. ' Aeljrcj lascio * Mid *treddo* ' fsost. esser successo in come vedemmo rio indiano.. ' f/n'r ' gndo ' ' ecc.. II curdo (dial. la nostra sentenza secondo la quale il / Don deve considerarsi come una caratteristica gene- rale delle linguo arie. tra il Con ci6 tuttavia non e escluso cbo genere sembra rotacismo indiano e quelle iranico possa esistere storico. anzi uu' ipotesi di tal il un nesso acconcia a spiegare tatto della continuita geografica il dei territori indiani ed iranici in cui rifica. il Insomnia nelT iranico predomina rotacismo. stab Stella* (ai.

Meyer Gesch. Ovvero si pu6 ritenere che di fenomeno dipenda da mescolanza di linguaggi cioe. Quanto si poi alia maniera di spiegare questo nesso. come una particolarita dialettale. TAfghanistan e una porzione notevolissima non ori- deirattuale regno di Persia. non siano puramente congetturali. non potrebbe anche dipendere in qualche modo da una diversity del snbstrato etnico ? . in un' epoca nella quale la differenziazione delle varie lingue non era ancora progredita la come troviamo nei tempi il storici. fisico (cfr. un popolo cui ripugnava dell' pronunzia del Iran L'oscurita che avvolge le condizioni etnogra- pre-ariane India settentrionale e dell' non ci permette di formulare conclusioni che. deir ambiente Ed. che il cambiamento di I in differente origine : r sia avvenuto di * in seguito all' adozione della lingua aria la da parte suono fiche /. e indi siasi diffuso sempre piu largamente. 517). Si pu6 supil porre che fen omen o del rotacismo abbia avuto gine in un determinato punto di quel territorio. Insi cotesta diversity. che in parte deve attribuire alia diflferenza d. e dalPaltra il Balucistan. inclusavi Tantica Perside.192 SECTION LINOUISTIQUE [66] ciante da una parte il baciuo dell'Indo. Altertums I 513. Una conferma ti-a ' di questa supposizione si potrebbe forse vedere si per ci6 che concerne la parte iranica. possono fare che delle semplici ipotesi. Giuseppe Ciaedi-Ddpre. nella diversita di costumi che osserva fatti gli abitanti dell' Iran orientale e quelli del nord-ovest.

se ne trovano al- cuni che lianno una somiglianza innegabile con parecchie lettere degli alfabeti antichi piu noti e d' origine africana. Neir aprile del 1893 Letourneau comiinicava alia Societa antropologica di Parigi alcune sue osservazioni sopra i segni alf'abetiformi incisi nelle pietre dei monu- menti megalitici della Francia e mostrava come molti di quel segni avessero somiglianze coi caratteri detti fenici . in Africa. e coucludeva il suo discorso cosi : « Dei segni in- feriori sopra i megaliti e sopra le roccie dei paesi celtici nella Spagna. I caratteri alfabetiformi dei megaliti e delle roccie sono ancora rozzi. alle Canarie. valore reale ha potuto attri- buirsi in a questi caratteri ma sembra die noi siamo presenza d' un alt'abeto in via di formazionef antei riore agli alfabeti antichi piu conosciuti. lati. < Non sappiamo qual .INTORNO ALLE ORIGINI DELIA SCRITTUBA LINEARE. Infino questi segni sem- . mal disposti in iscrizioni di o iso- qualche vulta impiegati come motivi ornamen- tazione. quali proven- gono tutti da popoli gia storici.

ta. Lo un fatto studio e la esposizione di questa scoperta fatti dallo stesso scopritore sono assai importanti e rivelano degno della maggiore attenzione. Piette medesecondo una comparazione dei segni della gi'otta di Mas-d'-Azil coi caratteri cipriotti ed simo lo segnala. perclie i dolmens hanno avuto origine nei tempi neolitici. ve. la nomenclatura dei tempi cioe. in una grotta da lui esplorata molti ciottoli colorati con perossido di ferro e con segni alfabetitormi. mo. nientre e di gran liinga maggiore a quella attribuita ai caratteri detti fenici. al sud est della Francia. verso la epoca della Maddalena. egei. ti. e sono stati adoperati fino air introdnzione dei metalli in Europa. e piu sorprendente Ma nna scoperta piu curiosa faceva Piette in un' epoca an cor piu remota di quella dei dolmens e anteriore al neolitico. secondo la divisione e preistorici francesi. e conclude « Dallo studio comparative risulta che nove segni grafici del Mas-d'-Azil sono identici coi caratteri del : sillabario cipriotto Ae. Paris 1893. sa. gia in uso nel Mediterraneo prima della cosi detta : scoperta fenicia. analoghi a quelli trovati scolpiti sui dolmens. lo. scopriva. 1' antichita non e contrastata. come sepolcri. » ^ Di cotesti segni alfabetiformi presi da dolmens della Francia. a Mas-d'-Azil. pa. 1 1 .194 SECTION LINGUISTIQUE i ' [2] braDO indicare che costruttori dei nostri monumenti megalitici siano venuti da mezzodi e siano apparentati con le razze del uord d' Africa. si. cioe in epoca cor- rispondente ad un secondo periodo mediano o di transizione fra fine deir il paleolitico e il neolitico europeo. Otto Bulletins de la Societ4 d'Anthropologie de Paris.

Nagadu and Iiaka$. Lt» OaUUt colorih du Maih18B6 con atlante separate. le ipotesi espresse da Piette intorno aH'origine dei segni alfabetiformi. si lia fondamento di pen* sare alle invasioni da occidente ad oriente banno porBcrittura in uso deir Asia tato in queste regioni. 195 segni di cui alcuni sono cipriotti. per ora. prenentano pietre di delle Mas-d'-Azil.[8] O. BEIUil asiliari. anteriore alia nota scrittura I'enicia o co- jiosciuta come fenicia. nno studio importante ^ Evans aveva dimostrato 1' esistenza di una scrittura con caratteri lineari nel Mediterraneo. (^fr. fig. Paris 18H7. Ibimdkku Petric. ' Primitive Pictogiaphs aud Prae-FhaeHicima Script jrom vol. Evans come micenei o egei Di fatti in naturalmente prefenici. la scrittura in nso nei paesi dei Pirinei.' nel e si confrontano poi. solo la scrittura nidimenil tale del Mas-d'-Azil e ^ stata. con orientale quegli altri scoperti Mediterraneo da A. 18i>4. importante e anche a mostrare come molti di siffatti segni siano recentemente rinvenuti nel neolitico egiziano. VII. Journal of Hellenic Studieu XIV. ai tempi preistorici. * Rechtrche» tur Vorifjint de VEgypU. Pag. sulle quali ritorner6. Infine molte anticlic iscrizioni del- r Asia Minore. 538-48. London. pa- trimonio comune del littorale del Mediterraneo e delle rive deir Arcipelago. Alcuni de' segni trovati incisi su vasi di creta e raccolti da Morgan. d'-Azil. In L'Anthropologie. 106. . ( >re/«. Ritrovando negli alt'abeti cipriotto ed egeo o nella Minore prima della guen-a troiana dei caratteri asiliani. e prima a Creta e poi in altre localita deir Egeo. specialmente caratteri eguali a quelli della Troade. ' Etudes d'ethnographif prrhisioriquf. fanno parte deir alfabeU) egeo. Jjondon 189(J. » Lasciando f'uori. in epoca anticliissima.

quarta citta * Further discovries of Cretan and Aegean Script with Libyan and Proto-eyyptian Comparisons. 1897. I i . Dk Morgan. Analoga convergenza si e evi- dente neH'alfabeto delle Canarie. pag. Op. e scoperta a Bakas.. Ma e neppur qui di si ferma Evans nella sua comparastirpe zione: convinto che gli Egiziani preistorici Ibssero Libii perci6 quella medesima che ha popolato il r Africa ad occidente dell'Egitto. Difatti nelle piccole tavolette di avorio deil'Egitto preistorico. 1897. aU'Egitto preistorico o libico Libia. Journal ut. cioe ai segni alfabetiformi di od alia stessa e del Mas-d'-Azil dolmens europei. a Kahun e altrove. compreso Sahara. Siflatti segni si trovano egualmente nella in certi tu- betti di terra o argilla. mostra anche la conseguenza della scrittura cretese ed col egea. dove si sono vedute stazioni preistoriche del suolo egiziano. o egitto-libica. la quale coni- prende 1' alfabeto libico. con la cana- riense. protoegiziana con questa oggi riconosciuta nelle iscrizioni libiche nome di tifinagh. * XVII. segni sono come iden- anche e tici facile di avvertire altri alia scrittura cretese. ritiene appunto piu Ma di noi possiamo estendere la si coniparazione quanto ha fatto Evans. a Nagada. quelli dei '"* trovansi segni pert'ettamente di identici a dolmens e ad alcuni che Mas-d'-Azil. cit. ad Abydos. che e limit ato al Medi- terraneo. 167. come da lui e denominata.' 196 SECTION LINGUISTIQUE [4] In altro scritto piu recente lo stesso ingegnoso autore ha diniostrato la convergenza della scrittura cre- tese ed egea con la egiziana preistorica neolitica. 550-55. fig. che libico. egea e scoperti libica.

avra a confermare nei concetto che caratteri detti fenici non siano che una derivaziono fin di quei segni alfabetiformi apparsi * dall'epoca preistoSatcb salU Cfr. Gozzadini incisi tra- segni da lui trovati nei vasi di terra cotta del sepolcreto di Villanova e altrove nei liolo- gnese. che sono piu remoti. ed ho espresso nione che mi pareva essere forme di scrittura. come scrisse in i altro luogo ho mostrato. di scrittura. o i medesimamente. univei*8ale nei Mediterraneo e altrove. iscrizioni di Mesa. 216. fenici. comparare questi segni con di quelli dei caratteri piu antichi. Vedere specialmente AetM du Xir^ Congrit Um OrUMmliMet. secondo la e la forma I'opi- composizione piu complessa. Essai sur propagation de I'alphabtt ph/nicien le t«vole. e Jtalici. monete se Cartagine ' e oosi via. di scrittura appariscono piu tar- cio^ ' nella prima etii del t'erro. 8ERGI 197 troiana. per la somiglianza che hanno con la scrittura in seguito deno- minata fenicia e chiamata difatti. trovera non dir6 somiglianza. la 47. scrittura cipriotta ed Del resto contemporaDea alia trovasi egea quella sjiarsa nei segni di vasi ed altri oggetti di argilla nella Troade e in molte delle tante citta troiane. 1898. Analoghe forme divamente in Italia. Torino. da lui detti sigle e creduti puri segni di fabbrica. arcaici. Chi voglia. Paris 1872. 18 dang Cancien monde. ' Lbnormamt. e oosi ripetuti come ' nelle tavolette di avorio egiziane sopra noUite. come Etruschi e quelli trovati misteriosa stela scoperta si ultimamente al i Poro romano. Pag. ma identita di forma. Ilios di Schliemann. lo ho raccolto e riunito cotesti segni. — Tom* III - (8^ Putto) . e la memoria speciale fig. cipriotti.[5] 6. incisi sulla si vogliano comparare gli caratteri. * Arii Cfr.

Ne differenti sono iscrizioni * Cfr. naturali. debbano ritrovare le origini pittografiche e simboliche. e cosi da rendeiii piu polo che accett6 piu comunicabili : ciassun po- tatto trovato utile. linguistica scienze incisa Uenova 1897 (Apennino Bull. Rupe AW acquasanta nel ligure). nel Mediterraneo e nell'Europa occidentale. la quale facilmente pub si intra- vedere nelle pittografie e nei in siniboli. non lecero che sistemare facili e il segni conosciuti e gia indicanti caratteri fonetici. G. la bella opera Indians. utensili. Atti cit. BuHUNiLL. ^ Ne diverso e il significato di si alcune iscrizioni di segni al- dei dolmens. in differente disposizione mani e e piedi umani ed altre figure di significazione le sculture le ignota. Id. Atti 1899 — — IssEL.198 SECTION LINGUISTIQUE [6] rica in Africa. ' Makeuy. 1899 Iscrizioni scoperte Finalese. dove spesso vedono invece fabetiformi. mentre in altre iscrizioni sono rappresentati animali e uomini in vari atteggiamenti. Paletnol. 10th Report of the Bureau of Ethnology. 1898. Chi osserva bene. sono apparsi i Cosi mi pare che nelle regioni dove si segni alfabetiformi di cui ho parlato. Picture -tvriting of the American Washington 1793. di cui 1' origine e 1' epoca sono ignote. Ita- liano. Soc. e ridurli di nuinero. forme di ascie primitive. modified probale bilmente a suo modo forme della scrittura. Cfr. — Id. Le di incisioni preistoriche sulle roccie di Fontanalha. e parmi sieno sufficiente indizio le iscrizioni rupestri della Liguria. si avvede subito che quivi sono rap- presentati strumenti. le quali oggi appariscono ditierenti d'origine. I Fenici. Ma dei caratteri alfabetiformi bisogna ricercare si un' origine piu antica. come hanno nei ogni parte del * mondo e nei popoli anticbi e moderni primitivi. . Atti cit. se iurono tenici colore cbe diffusero Talfai beto.

Vorhistorische Sculpturandruch in Canton iValiis (Schweiz). G. Archiv Anthrop.. SER6I m Iia trovate 8opra roccie della Svizzera. ma invece erano £ antichissimo. turono lentamente eliminati. 135 op. Bauer. altri. e cosi antico ehe gia forme determinate lineari. adoperati nello stesso tempo. A. Sergi. ' Cfr. e tormarono I'alfabeto da cui discesero tutti gli altri altabeti europei e alcuni asiatici. 375-77.(7J G. la cui epooa non e deterniinata ne lacilo a determinare. vol. clie probabilmente avevano carattere pittografico alcuni per6. Alcuni di questi segni. col passaggio air alfabeto tbnetico . EvanH mostrato come anclie neU'epoca niicenea. XXIV. epoca cio6 anteriore al neo* litici). sopray- e poi sinibolico.. 91-45. oltre banno le pittografiche fin dall'epoca doUa Maddalena. pag. troppo nnmerosi da prin- cipio. XV. qnindi. i se^^ni simbolici e pittografici non erano corapletamente eliminati. . 279-l»4. I'uso * dei segni di scritsi tura neirAtVica e nell'Europa. pag. cit. vissero lino alia sistemazione definiva avvenuta nel Me- diterraneo. f. quando erano in uso i segni linear! della scrittura pref'enicia. pag. XXI.

« .

for the purpose of the present paper to mention the chief tribes which are yet in existence. man}' tribes speaking dialects of this stock ranged from Newfoundland and Labrador on the north to the Savannah river on the south. . when the Algic racies were at the summit of their prosperity. * For a general p. Chief extant tribes. — It is not possible in the present state of our knowledge to attempt to trace the origin of the Algic peoples. In the teenth centnrv of this era. In the middle north-west and west.' Beginning at The Crees or K^nishteno who occupy to-day nearly the same territory as they did the north these are : two hundred years ago. see BriDton. . of course sharing the territory in most places with many other generally hostile races. the vast region about Hudson's Bay. It is necessary. e. however. clasfliAcation. Sen&pe and their Le- gends.THE INFLEXION OF THE SUBSTANTIVE IK THB ALGONQUIN LANGUAGES Comparatively little is now left of the once widely six- extended Algonquin family of languages.11. g.

Unamis and Unalakhiigos. cit. The Passamaquoddy-Milicete idiom is still spoken by some eight hundred souls in Eastern Maine and New Brunswick. are linguistically very closely allied. In eastern Quebec. we find the Abenakis. and in Ontario. There are also in Indian Territory. ' now This tribe is called by the whiles by the name appropi'iate to the entire race.. at rate. S. all of whom or. The Micmacs of Eastern Quebec. any those of pronunciation. a few remnants.^ and the Montagnais of Labrador. The nucleus of the former clan and most of the latter at Oldtown. " were former!}' so powerful These people and kindred clans were at one time the dominant race in what is now Pennsylvania. 36 ff. U. See Brinton. The diflerences between Abenaki and Penobscot are chiefly language. of the Delaware nation or Lenni Lendpe whose three chief sub-tribes. These Indians term themselves Otanak. Abenakis and Penobscots speak practically the two scarcely diflerentiated dialects of the old Abenaki language preserved to us in Rale's famous Dictionnary (1689-1723). To avoid confusion in the present article the name « Algonquin » will always appear in quotation points when it refers to this * clan especially. New Jersey and Delaware. Omamiicissis- niniwak and Olishioagamik. The same Penobscots. Que. Me. on the Delaware river. A. Que.202 still SECTION LINGUISTIQUE in their ancient seats. the Minsis. It differs considerably from the Abenaki-Penobscot language which the Passamaquoddies do not understand. Maine and New Brunswick. Nova Scotia and Newfoundland speak resides at Pierreville. pp. . op. are the [2] Ojibwes with » whom of Lac must be des classified the so-called « Algonquins deux Montagnes. Passama-quodchies fMilicetes) and Micmacs.

L Historical . however. Blackfeet proper. — eastern atlantic coast The fact. Lon1827. the latter's « Key into the don.(31 J. ' and vocabulary of the dialects among themselves. liams. 1643 (reprinted Providence. by the R. Finally. while the original nucleus of each tribe was probrelationship. in the far west. It is of course not possible to show that the tribes were all of purely Algic blood. observations of similar ramifications and emigrations of savage peoples elsewhere go to show that. Society). Origin of the Algic Races. divided into tliree bands. a great admixture of blood must have taken place. The evident of Mass. even of those tribes which were geographically most remote from each other. demonstrates this beyond question. R. Indeed. DYNELEY all 906 a dialect different to those of their neighbours. that the was more thickly populated with in the Algonquin farthest ' tribes than the central west and that west we find practically only one represenQrammar) and WilLanguage of America ». Chiefly from the works of Eliot (Indian cf. I. g.. so-called Irom the colour of their mocassins. botli as to structure ably Algic. viz. the Peigans and the Bloods. Eastern Origin. I. are the Blackfeet. as the various nations developed their into contact strength in different territories and came by conquest with alien races. and the Massachusetts and Narragansett peoples There can be little doubt that all tlie Algic idioms branched oft' at some ver>' remote period from one common central language. to — We are in a position all know a great extinct deal of the languages of these peoples and also something of the tongue of three of now races. & R. the Pequot« Mohicans) Conn. e.

— « Algonquin because. its considerably it from fellow dialects. Dialects Illustration. as will be readily seen from subsequent examples. If used by selves. driving both Blackfeet and Dacotahs before came from the east arid the Ojibwes them.204 SECTION LINGUJSTIQUE [4] tative of the clans. Passamaquoddy with occasional references to the Micmac and extinct Massachusetts and Narragansett classified all of which may be the dif- as forming a distinct sub-group. Abenaki Penobscot and. the Delaware. Aim of the is Work. of course. liave been constantly working westward. examples from are cited only where the points of contact are especially striking. we take all into consideration also the common designation Wapanakhki 'land of the east' which was the eastern Algic tribes to denote them- we find an additional confirmation of the theory that the primaeval geographic centre was somewhere in the north-east or east. the Blackfeet know that they and Crees. fers owing long geographical isolation. As to Blackfoot. the Cree and Ojibwe. common linguistic stock. first. the itself name would not be a conclusive chosen for proof. dialects chosen to illustrate the treatment of the substantive are. although. Thus. The traditions of the more western tribes seem to point to this also. — The ». these are a sub-group by themselves presenting the most archaic forms of modern Algic speech. the Blackfeet seems to indicate that the prehistoric nucleus of the race came from the east. — The chief object of the following paper to set forth as concisely as possible the peculiarities of the inflexion of the substantive in . and secondly. according to their ownlore.

connexion. xi. Philos. S. Amer. o. «. it remembered that this is an attempt in a comparatively untried philological field where the student must depend very largely on data supplied by should be other observers gical training. Acad. < Algonquin ». Tlie ones used here are the most known and the most characteristic Notation. Italian i. R. Canada. this g. J. a. Zeisberger's Delaware langue algonquine. Delaware and Blackfeet idioms. 1885. the Sen&pe & their Language. Amer. Toronto 1874^. London. who too often are men of no phi loinThe material for this treatise has been writer's personal oral investigations in drawn from the and Passamaquoddy dialects and from the standard works on the Cree.' The student must not forget that there are many the Abenaki. 8ci. Dictionary of the guage Trans. transl. Quebec.! [5] J. 1889). House and Horden. XXXVI. e. Grammaire de la langae algonquine. on Passamaquoddy Literature. the Ojebway Language. Abenaki « third chief » resident at Pierreville. So- Abnaki Language by Fr. of the Otchipwe Language. Caoq. D. q. 8e»-877. have made use of the l. Diet. pp. C. Abenakis and English Dialogues. Grammar. (Pichering's £dition) and Jos. Laurent. (S. P. In connexion with any errors which trate the wonderfully close relationship between all the may appear. firinton. Cincinnati. Grammars of Cree. A. also in this Cf. Sebastian Basles (R&le). . Que. Lexiqne de la Montreal. 1886. by P. 1891). DYXELEY 906 illus- the chief living Algic languages and by so doing to idioms.. Grammar and Dictionary of the Blackfoot Lan1827. 1884. words vowels. Baraga. — In paper long <?. Tims. Philoe. Memories S. Ojibw^. * in e.Penobscot dialects of each of these last named languages widely differing phonetically. Duponceau Trans. Prince. . Wilson. and short. the notation of the various Indian I €. ciety. 18&3. «2. Soo. 479-4i»5 Annals N. but rarely grammatically from each other. r>. pp.

' bfit ' . ' represents a soft guttural or voice-stop. let us ' take for ex. the root kishki ' From this we have such verbs as kishki-nlke he cuts his arm'. nh . -1 in all modern idioms except Montagnais and one dir The consonant existed in old alect of Cree. t in Czech and j is usually a somewhat sharper sound. « To illustrate this. The consonants should be ' pro- nounced exactly as in English with the following exception is : hard as in like to be pronounced in 'jour' . Kh is Germ. in the cut '. ch in ach. It has been replaced by -n. /. sound followed by an almost imperceptible It is a peculiarly Algic combination. Alg. shorter than in the Eng. agma- agrtma. and s as in hiss the French nasal n z get ' ' ' . The combination the has a very peculiar sound. something like German ch in Ich. » language. The Greek rough breathing in ach. not Abenaki and some dialects of Delaware. — Generally speaking distinctively nominal or verbal roots do not exist in Algic speech. short fi. Kw represents the hard kivu syllable. All the original stems are really « indeterminates » which may be treated indifferentl}^ as nouns. to be learned only from mouth of a g is native. j. Indeterminates. adjectives or verbs. thus. like French j p.206 SECTION LINGUISTIQUE [6] ' The character a should be pronounced aw as in Eng\ I employ to indicate a very The apostrophe law '. verging more towards ch than Eng. The initial w represents a peculiar whisthing voweld eii-efi found only in some dialects.. kishkikwe 'he cuts his head and such nouns as kishkakwanjigan ' 4 4 . t are voiceless tennes like the sharp Pj k. '.

» = « Algonquin. lapvii-o '. —hikan paia'k-hikan ' gun '. paxhkizig-e 'he shoots'. pask-ha! ' fire! Cr. = old Abenaki. wulamoei'l 'truly'. Algonquin ' —win izinikazo-ivin name gun '.' ^ [7] J. M. A. Del. . of.=: modern Abenaki. Be. ' he speaks truly '. = Cree. notably the nouns of relationship. The following abbreviations should be noted. Delaware: —dgaTij —icdgan wnlamoe-ivfigan 'truth'. Pen.. —igun pnshkiz-igun 'gun'. Mi. there are a few wordfl.A. Abenaki: —onhgan-uonhgaii sasaginno—ironhgan 'justice'. *os and n-os will illustrate 'my father'. » Oj. which seem to depend on *kuis * purely nominal stems . -higan pask-higan 'gun * ' . Pass. = Micmac. = Delaware. pain'k-ammen ' he shoots '. = Blackfoot. ' . =: Passamaquoddy. paxkizik-^o he shoots. izinikazo ' he has a name he shoots '. = Ojib\ve. The following table comparatively by means of two of the most important terminations the abstract and instrumental. 0. -ikun paskiz-ikun « gun > : cf. sataginno ' he is just '. DYNELEY 207 *wood cut by moo8e\ etx. *. kishkashkizikan 'grasK-cut prairie* On the other hand. how nouns of different kinds are formed from indeterminate stems in the various idioms. Cbee: -^cin laptr^-trin ' truth ' ' . {apire 'he speaks truly'. -igan pAshkiz—igan ' pashkizig-e ' OjiBWE -uin : lapu-n-tvin 'truth'. son ' ningwisis * my son'. — Penobscot. « Alg.

but. in the differ- ent idioms and can be mastered onlj^ by practice. ' . '. kinjames some determining kinjames-iskiva King ' . — As in Asiatic and Eu- ropean agglutinative languages. Pass. of the plural of nouns. noble are classified into two divisions which were originally based in the animate or inanimate character of the noun in question. depends on the Indians' habit life. Even in the verbs. word nbesk-ha gun ' . many names of really inanimate objects are treated they were animates. however. g. sufiixing ^ ' done by simply prefixing word. their influence extends also to is all really the fundamental principle The that as if irregularity which at once confronts us here. between he » and « she AVhen or it becomes necessar}. Lack of sexual gender.208 SECTION LINGUISTIQUE [8J Passamaquoddy -vdg'n kHus-v'cig'n -Jng'n pask-hgign ' ' : vkHos. .to this is differentiate between a male and female. it is < impossible to distinguish ». In general we may state that the following classes of * Eeally «King James. — All Algic substantives called. » as he was the first king with * whom the Abenakis had close relations. Queen Animates and Inanimates. ' Thus MA. e. gender based on sex has no place in the scheme of Algic grammar. of personifv^ng certain things without ity a peculiar- which varies considerably. as will be seen subsequently. These classes sometimes and ignoble. Cf. ' I fire '. are distinguished primarily by the termination other inflexion and in these languages. kinchemustmltim thy king- dom '.

A. both -1 and -a. but in Del. but the ending ot in- animates shows some differentiation. ancient use and ornaments utensils ct*.A. nuj*). Some ct'. mfit/ziynk (Mass.A. A few members of the human . in Cree (and old Mss. viokdsmk) 'eiirs'. Alg. The 2. ' Oj. sata whortle-berry. » and Oj. moccasins < but alter nouns ending in -k. the names of a few diseases sucli as 'boil. names of edible ' particular berries may nuk. apus tuminumic apples M. — ' Cf. onhfjem snowshoe but BI.[9] J. . konhjoicak 'veins. Thus. if generally an.A m'kiizak. and Pass. 201-294. body. 4. A. and Mi. be an. /. Or. Cr. 5. In Cr. stars and months articles of dress in in all tlie lan- guages. ' M. while Bl. Cr. ' '. mishi-mt' M. DYNELEY aoe actually inanimate objects are treated as animates in some dialects. has-to TNarr.. but in M. ' 1. usam^ Oj. . chietiy in M. minish-a 'berries* (Mass. cancer. -or). Pass. Certain domeetio Cr. aftdmj inanimate. aym.A. iu Maine Hist. easily be known in all pi. Animates may by the pi. inan. the dialects termination -k {-g. Besides these tive general classes there are cases . But cf. inikU ' bend \ 3. they are inan. truitn. In Del.A. and some materials tor tlie viffiram and canoe. trhittairak M. Mi- chael Charles 0' Brieu on the substantive in O. the ending is --». many apparently sporadic thus. wlnos-ak onions './ M. nails.A. has -ica. Soc Pubblications.. Del.' etc. the berry is : cf. In Bl. berries and articles of* food. ' aples-akj Bl. Some vegetables. wart' are of the animate gender or class. in O. pp. or inan.A. • ' ix. moon. sun.) kisona ' we In find -a. Pass. MA. ' cf. the excellent and exhaustive article by the Very Rev.

» Kinebik-ok 'snake'. cf. the an. Thus.g. -VI.210 SECTION LINGUISTIQUE [10] -dsh. Oj. '. -i. e. -yik. imdup-in in'dup-al M. depends entirely on the character of the noun termination. bj p take Alg.A. ski- dapyik 'men' •-xouk.A. Nouns in M. how- more complicated. ' kizik-on day . -z^ take -ok.ik 'elm'. ' in 2. ing in pure ' mukuk-un box '. anibish-an 'leaf. epijk (^/=:j). iu V -</. ' ' . « Alg. (-g^ -X) and the inan. -r. ab'miji-yuk 'child'. —n. —in. usawonhgamak-il —ik. M. and inan. ' Also in -m. ^ d) ' ' In 0. take —k and —n respectively for chief. hkl-n 'earth'. -t and —ic take —ak.A. sata-l whortle-berry rules are * * '. or mugdlip^ caribon \ . » uagosh-ak 'fox'. « Alg. —s. -sh cf*. « Alg. -/. -ass). simply ever. sobagw-ol 'sea*. c) Nouns ending 'alder'.. owashish-uk -k.A. head but Nouns in -It take -iak^ -ian. -ash. '. -on. and after an and M. « strait » '. and inan. -j^' In examining both the an. — e. —il. pikwaih-ian 'skin of an animal'. shingub-ik 'fir-tree'. skidap-yik ' man '. tcttk ' pi. not knaag -{j)ik ' clerk '. the Alg. as follows: a) Nouns ending in —a.A. —an. -o. in Cr. aplcs-ak apPass. cf. In « children » -a vowel. anib. end' tree -A:. » okima—k silver Oj. ending is most commonly -wuk. . e) Nouns in -sh. cf. M. « Alg. peskfittim-took ' pol- lock-iish ' Pass. shonia-n an. 'woman'. » ikiwenzih-iak 'old man'. cf. Pass. ep\l b. Oj. cf. * we note that the connecting vowel. '. A. mitikwab-in 'bow'. M. Tliej^ may be stated for both an. chalgus-yil 'ears'.. p'hanem-ok ' woman t. or -g take —ik. % presents an exception here cf. Oj.A. -n (-r). nouns ending in p. Pequot. -k. Oj. b) Nouns ending pata-k 'tart'. mistik-wuk " ' trees ' ' but after we find -uk. or S may tabe -yil. mitig-uk pabadegw-ok 'hail'. minisino-k 'warrior'.

un- doubtedly the most important feature of substantives is in the inflexion their combination with the pronouns to denote the possessive relations.J [11 J. and from branched forth -r and -/ respect- ively in other dialects. as in all -m. lodge This peculiar sibilant ending of the inan. Algic speech. pi. ' find here -uk. i. The exclusive include everyone. the an. The sibilant elements in Black- and Narragansett are clearly a Pronominal Prefixes. . In Bl. houfie *. pokun-ix moifU-t$ The '. or was this vowel connected with a consonant -ts (sh). save the pei'son addressed . inan. came probably pure -?» as in Alg. endings. — It will be observed at once first that all the languages have two p.. pis. pi. appears in no living dialect save the Blacktbot. Was -r or it originally simply a final vowel as in Cree -a -/. always -x after a vowel and ats(tt*i-x ' -iv after a consonant. an exclusive and an inclusive. it Narra- gansett inan. as I -a«A. -un. The very interesting question pi. First person plural. in the extinct class seems to have a parallel pi. DYNBLEY we ' 211 pie*. — After the pi. to discord. From c which we may this conclude resembled the final -w first in French. okewis-nk'. g. winomini-ash 'grapes*. ' glove *. may the e. now in arises as to the primitive form of the inan. wikhmvi-un is ct'. adbimen-al cherry. e. In Oj. of. 1) erring '. So tar am aware. ending is -i»^ -sts or utt. the other dialects of which is we know? The probability that it was primitively so nasal consothis coupled with a distinctively inanimate fit nant which some dialects saw nasal. totally distinct de- velopement. > and foot Oj. 'ball'.

e. I . ua niluna kiluna a(fma niuna kiuna kirna. nira (Hofden. Narr. Curiously enough this perfectly patent fact was overlooked. * I and he.. nlla^ kila « Alg. g. alects. 'I\ ' thou ' kin mla incl. I and they '. auc. ni ki 7iia kia nika (nikama). Cree Gr.Oj. while the inclusive pi. nllanan kllanau kllaicau ' we we jou they mnauint kinaivint " kinmcd mlawafi * wlnawa Abenaki. or at any rate ignored. she. As will appear from the following table the pronouns are essentially tlie same in all the Algic diand thou. Delaware.'' ' ' 212 SECTION LINGUISTIQUE [12] speaker and a third person or several third persons. Cree. by the ancient grammarians in Mass. ' he. in' cludes or may I include the person addressed. it' ' win excl. 2-3). nln » . kiluwd nekamaica affmovonhk * Dialectically nina^ niya. kilwauonhk w^ira. niod. nitha. [ and you'. pp. and Del..

o-om. the Pass. ntUL Vtum. 'something'. Del. ' appears in the possessive inflexion of the noun. Abn. A-. - 'low* III - Ql^* YmtMm) U . 2 and 3d pp. na he lovea his 214.A. (o) These inseparable prefix relations. See below Acua tfM p. and the in -ma which probably appears < Alg. wliich appear demonstrative elements which are practically identical in all the languages. M. ne. are equally capable of being prefixed to substantives to denote the possessive and It to verbs to express conjugational modifications. Abu. the separate pro- noun of the 3d the demonstr. » a-am (anim.) ia-am ' tliat one ' .. nWl. the o element of 3d p. i-ivi inanimate). f'-. nek. tondaka 'where*. nel. rr. i^LACK FOOT nett6a kestda ostdi 319 Pask. nikt. is and Mi. ' the ' his ' hetng expressed by the infix ~im. koekuj demonstr. ni. nhguwi) na. mt/ik. ag'ma. Pass. ?i. (atna 'where' and in 'this one'. ne*tunan kettunan kestdan ostdauai ro(>t« klluau neg'mmb Tliere can be n^g'mafi no doubt that the primitive of the w. ni ' tliat '. Mi. respectively are the or o. liowever. tlie In these four idioms. kj 1. ' Del. Z//"*« Confrt* Am OrUnMUlM. DYNKLBY DYNELBY Ml. that ill will be noticed Del. ml kil nin kin 7il'gum n^gfim nib in kllnn nlnen klnen kllaii. Del. inseparable above to espress the »e» parate personal noun or pronoun prefixed to certain tr. kckw-se. p. ending -m.) ne^ an element -ka of similar 'what'. force (seen in represented by a demonstrative noun (nikama. Pass. pi. that ' ' nit ' that ' pi.' 113] J. * which is a combination of kagiri etc. Abenaki.

oiaivi—ivau—a pi. Cbbe. ni-sakih—aii—wuk ki—saklh—au—icn k nit—iJbski'k—wuk kit-uski'k-u'uk sakih-im-eo ot—uskVk—ua nit-uskik-onan—uk kit-uskik -onau—uk kit—uski'k—ou'au—uk ni-sakih—anan—uk ki-sakih—anan-an—n k ki-sakih-owau—uk sakih—im—eicu k ot-uski'^k-ouau-a ' Algonquin '-0 jib we. ' I love my kettles ' etc. ni-saki—a ki-saki—a ' I love my child ' etc.214 SECTION LINGUISTIQUE [14] The following diagram verbs will illustrate the use of the pronominal prefixes in seven languages with both and nouns showing the close affinity in the treat- ment of both in Algic speech. n—otawi k—otawi sakih-im-eo otawi—a ni-sakih—anan ki—sakih—ananau ki-sakih-owau sakih—im—eu'uk n-otawi—nan k-otaivi—nau k-otaivi—wa^i . ni—nijanis ki-nijanis o-^iijanis—an o-saki—an ni-saki—anan ki-saki-anan ni—nijanis—inan ki-nijanis-ina n ki-sahi-awa ki—nijanis-iua o-saki-awan o-nijanis—iuan 1 . ni-sakih—au ki—sakih—au I love my father ' etc.

DYNfiLEY ' 215 pi. Thus. ii-6k/i Wd-ahoalan w*d-ahoala)rall k-6kh dkh-vall n'd-ahoalanin a nCkh-ena k-okJir-ena k*d—ahoalanina k^d-ahoalaneiro }r*d-ahoalau'aualL k-6kh-uira 6kh-iiwau'aU or ic'd-ahoalairak pi.1151 J. n*d—aho(jdanik k'd—aJioalanik n-6kh-ak k-6kli-ak ir*d-ahoalawatraU 6kh—ihrairaU n^d—ahoalaninatrak k'd-alioala—nin auak u'd-ahoala—d'airall n-6kJi-cnaua k-vkh-enana 6kh-ii ivaivatrail * Note that in some dialectn of « Alg. . as -a when used with a ' pi. » we find the 3d p. sfx. iCd-ahoalan • I love my lather * etc. In the ' ' same way -iwa becomes -iwan o-kukush-an in Oj. ni-8dki-ak ki-sakl-ak ni—nijanis-ak kj-nijan i*-ak o—saki—a v-nijanis-a ni-saki—anan-ik ki-saki-ananki-saki—aicak ik ni-nijnnU-inanik ki-n ijanis-inanik ki-nijani»-iu'ak o-saki—atra ' o-nijanU-Ura Delavvake. it is ' always -an. Oj. In Oj. L lovo my children ' etc. his pig or ' their pig their pig' o-ktUcush-iwan. ' I love my fatlioi-s ' etc. ag. noun.

' ked-anhgem-ewanh ud-anhgem—ewar I see my snow-shoes ' etc. ke-^namiha ti—namihanhz ud—anhgem—az 7ied—anhgem-ena ne-namihanna ke—namihanna ked—anhgem— ena ke—namihawanh u-namihatcaz pi. ne—namihanhk ke-namihanhk ned-anhgem— ak ked-anhgem—ak u—namiha ne-namihannatrak ke-namihannairak ke—n am ihuicankk ud-anhgem—a ned—anhgemennawak ked-anhgemennairak ked—anhgemevanhk ud-anhgemeu'a u—namihawa MA. ud-onhgem-oiconh n^namihonhk li*namihonhk n'd-onhgem—ak k'd-onhgem-ak u'namihonhk u'namihonnaicak ud—onhgem—a n'd-onhgem-enawak k'd-onhgem-enatcak k'd-onhgem-ou'onhk k'namihonnawak k'namihoiconhk unamifioironhk ud-onhgem-oiconh % . 7ie-^iamiha * I see snow-shoe ned-anhgem ked—anhgem my ' etc. n'namihon k'namihon iinamilion n'd-onhgem k'd-onhgem ud-onhgem—a n'd—onhgem—ena k'd-onhgem—ena k'd-onhgem-o uonh n'namihonna k^namihonna k'namihovonh u'namihoircynh pi.216 SECTION LINGUISTIQUE [16] OA.

^^. n*niin(ha * I see my father * etc. ' l^mitauhii-fi w/i n'*mitan ktrg-ii iral I see my fathers * etc.A. and M.A. ^y . ki. o<*. DYNELEY 217 The above paradi^i is ^iven in both O. o.d«iMrh»»' kit-v kom immafi V komimmi-u-aie nit—vJcoviimmu-na7i kit—n komimmti-nan n-otsetsi-nan k-otsetsi-nfm kit-ukomimmafi—aii k-otseUi-oau otseUi-oaiau ukomimmi—au-aie ' Atsetgi * ^love \ In Bl. k. to illustrate bow very slightly the modem language has deviated from the ancient form. kits. noiseisi kdtsetsi otseisi „. the contracted prefixes are niis^ no. PA8H. rCmitaukv'i k*miiankits v'*mitauhrs*l h'nimiha ir*nimihal n'nimihdnna k*nimih(hina n*mitanhr-^n k*fntfauhr-8*n k'nimihdna fmimihdu'dl pi. nij «-. Ao. n*nimfhnk k*nim(hak n'mitaukirs-uk k'mita?iku's-uk v'*mituka7is unimihak n'nimihanna truk rCmitatikirs—finnw k k'miiaukws-finfiv'uk k'nimihannanuk k'nimihauak k'mitaukirs-'dvok iifmiiauhrs—ftwcU nnimihawa Black foot nii-fi komimmafi 'I love my glove * etc. .[17] J..

m'huk.A. ' usually inserted Or. nit-vkom immai-an kil-uhomimmai-ai'i n-opunix k-opunix opunix nkomimmi-u-aie nit-fdxomimftvanian n-opv n-inanix k-opun—innnix kit-ukomimnnanian kit—v komimmaft —ax—au k-opun-oau—ix opun—oai—au—ix ukomimmi—au—ax It will be observed from the above that the verb its agrees witli object is and number. Alg. SECTION LINGUISTIQUE ' [18] I love my balls ' etc. int-uski'k ' my kettle ' » ' nind-abwi m}^ paddle ' Del. » n-os. nfich. It should be noted also that in some idioms nouns denoting a part of the body and ' ' m drop the m after the prefix. initial vowel. prefix directly. nd-a'poanum '. '. Abn. The here clearly presupposes an inherent however. or d (Bl.218 pi. KH' ladivewdg'n thy language '. etc. Thus. M. . K'd^—lonhdira-onhgan ' thy language / Pass. t When ts) the noun begins witli a vowel. prefix. Cr. nd-alemos '. inanimate. rules should The following phonetic all tlie be noted in dialects. see my books'. ' Abn. Certain nouns of relationship. n-otawi. * « Alg. to ' nouns beginning '. Mi my father '. » ni—sakiton—an ni—masinaigann' namiton—al nd~an-ikhigan—al an 'I 'I love my books'. is a dental Alg. Thus. my bread. but beginning with . Thus. after the ' pronominal « Thus. nt-dgweden my canoe This peculiarity applies also in Abenaki with cf. even though they may begin with a vowel. take the pron. the ending of the verb must object in class « If the also be inanimate. m'haga. my dog / Pass. but n'haga my body Pass.

In most of the dialects. but not precisely identical with other e. them as follows g. ttigufimy but nigtcam ' my house Pass. A. 4. retains the w ' after the prefixes.A. The • M. modification in languages. or accus. hiH hoase \ . my O.thus. while Pass. 3. Sur-obviative. Vocative.A. » as-aw. Cr. thy. » ot-abni his paddle ' '. as -o. o' his sin ' « Alg. uigwuns. cases are five in number. in animates only which has the o V) but does not take the ending which appears sing. or the so-ealled 6. '. as -ar.Ui^J J. These are : 6. however. as -a and muchilohimou'in ' in Del.in ' atrigirnm his * house his *. n'wigwAmt l^mtyvSm^ iitoigwum my. Locative. omits the ther '. other ' nouns be^inninf? with m follow this rule: matsikfn moocamn. in -/.A. in « the Alg. Thus. trW-avighig'ji his In all the Algic idioms. but nigtruu mother For the 3dp. and Pass. some of which casetabulate are similar to. .A. Alg.' but natsikin 'my moccasin'. Del w^dAppoanum his bread ' M. m- ' entirely. M.A. nouns beginning with « tt drop inini. We may may 2. DYNELEY In BL. o or words beginning witli w. 0. Nominative. 219 k'kukek ' in thy body '. ' . Pass. third 3d p. from that of prefix. be termeti Obviative. vigutistl mo- The inflexion of inanimates diflei*s in the 3dp. book fifi-anikJiigan '. A) those which 1. in O. of the Hd p. in Cr. as '. '. prefixes a. Cf. Besides these there are B) six other modification of a different character which may b^ termed accidents. > ttyich- but nich-inini * my ' : fellow * man ?/*. his book *. the substantive is capable of undergoing certain changes of form. this consonant atler the ' prefix.

from wliicli all tlie other modifications are made. is the simplest tbrni of the simple possessive suffix-m. sakihewuk otvashisha Cf. pron. Thus. state that Cr. Thus. they all say 'the Indian his house' cf. osaki— osaki—awa nijanis—a. The Future. Pass. unamihon alemos-a and ginchinnap enchel-all v'Uahol-awak ha-as-v'ul * ' ' ' unamihaira ' alemos-a. v'nimihal he see the horse w^ nimihak ha-aso pi. and Del. » osaki—an nijanis-an. use the demostr. » Oj.A. M. " Alnoba mcigwom. Bl.220 SECTION LINGUISTIQUE 7. Sakiheo owashisha ' . « They pi. pi. Bl. love a child. anamihanhr aremvs—ar aremus-a pi. Oj. The genitive relation is expressed in all tlie the Indian's dialects by simple position. and Mi. 10. noun. ' they see the horses '. Thus. osaki—an nbenujiyun.. [20] The Diminutive-Derogatory. 1. " * he sees a ' dog. for house'. he" sent the angel amemensall he loved the children '. 9. '. Del. « In this connexion. or children pi. Alg. 8. MA. pi. this will be readily seen in the alles given above of the subst. with the 2. '. ot-owashish-a . as in the following three instances a) : AVhen it is the object of a transitive verb in ' the 3d p. as a definite article. Pass. Cr. 3d p. nnamihaiva they see dogs. The Past. The Obviative appears when noun is con- nected with the 3d p. A. The Obviative is a form of accusative which appears only when the noun is in connexion. sing. OA. with the pronominal prefixes. ' nan-nu-yi-u-ai e ponokomi' tai—i (from ponokomita 6) horse ') he sees the horse tlje '. The Dabitative or Suppositive and 11. Cr. The Interrogative. aivan nbenujiyun. I may Alg. or pi. prefix o {v^\ sing. a usage which does not appear in Abenaki. he loves a '^ child or children pi. The nom.

case for animate 8ul>- may -a then be formulated as follows: In Cr. Au-sfi Jesus Christ anishinfiben ' J. The vowel used pi. -an. Azi ninilan ha-as-trul skidap-gil John gives the horse to the ilijil ' man to Asel puhuchigil *. obv. pi. the ending is for both sing. > the ending is -w. « Al^.(211 J.A.consonant is To form dropped and the prein the obv. 391 etc. It has otlen al- most a dative force Tlius. Pas. in the obv. ahrizdananhr sawangan nn- mesar ' the eagle swoops down upon a '' fish '. (either dat.A. ata& 'in front 'V)uk termination 3<1. M. they \ . as in ceding vowel Alg.A. i. > and O. » o-nijanis-an ' his child Not© that ends in Bl. * Otishkau in front p. -ar. DYNELEY *. -vr and ». of'. In of. * frnii- lonhn alnonhba-a awikhigaa He *. The Obviative frequently denotes the indirect obiect or the subject of a passive verb. before the sing.. gives tlie Indian a book *.A. a. O. Alg. In M. In O. o is lengthened in tone. noxhrir- the angel came a virgin The stantives rule to form the obv. ' kapo 'stand'. iiUiiruk commodi or incotnmndi). -i appears only when the noun thus. leaving the simple vowel -a in both sing. and pi. the ending was « -?•. C. ian and iran according to the character of the final syllable of the noun. the obv. and pi. ' Kulzincw ' Kutta-vtinhkaniJia afi-tvuk Jesus-a All people shall stand before Jesus ogenibotmviln ' Oj. died for the Indian. the n. termination identical with that pre- ceding the ending. the consonantal in is termination < was simply omitted. Or. -on. nitftnna c) '' -u inv dau^liter ' but otfnmi' his daughter*. In « Alg. the ending -r which would naturally have become-/ has disappeared entirely. pi. pL. -in. poireMt'.A.

sur-obviatinguishing ' '. an. but the context of the sentences prevents any in confusion meaning. noun. Ti'milonhn awossis 3) give him a child The Sur-obviative. In the : pi. I give him a '. the direct object. inanimates have no distinctive form. in sentence. In Cr however. ' however. cf. nouns do not take the Obv. This not the case. while in shiddp- it is-/ (gil-^vul after -s. -p) for the sing. after a verb. ki- oshi'tafi nisho wunihikkana be noted in this made two traps connexion that when in Cr.. cf.222 SECTION LINGUISTIQUE [22] Pass. q. sing. e. liowever.. the conpi. Like animates they take this mark only when connected with a verb in the 3d p. and. skicMpi\ ha- as-o'. Ni-milan is masinaikun-iliu. is is usually in the p. will be noted that in obv. and the characterIt vowel of the obv. inan. termination. one direct and the second indirect. ihiva about to be discussed. (cf. the sing. pi. obv. practically identical with the inan. in I the other dialects. or. he '. In Del. ' cf. we note a distinct obv. It should the verb has two objects. the original -r appears as -/ in the sing. dis- case for inanimates. not in the 3d ^ Cr. Thus kirapahum nipiliu he dips up water This termination must by no means be confused with the inan. in Cr. ending is these dialects save Bl. even if the verb TIius. nouns generally take —lii't [—ilin) when governed by a transitive verb in the 3d p. tlie cliaracteristic termin- ation indicating the third 3d p. -o' fort the pi. Sing. book *. ha-as-icul) and-z'. all retained. gil^ -I for both sing. In every dialect save Cr. if it is an inan. istic The -/ is simply dropped liere is. tive ending -iliu pi. sonantal ending Pass. is sometimes called tlie double possessive case. ending. more % . pesekui unemauinal is ' liis only son '.

mentionod aboveX . however. ending Cree is -liva (i liva) for both sing. «7/V' (not to be contused but pi. e. this will will suffice. Sakih-im-fo ot-ant$a iliva * okon^ * he loves his daughter's son ot-ouashinush-a his . condition just as it is ' by the is Obv. We * find in such Ben- t^ncos as the following: Cr. Alg. It will be observed that the anim. > - Qj. While in Cr. for the above sentence. '' > Mishen osaiensan owi-viti-kemani Pien ot-awfima-ni Micliners grandson will marrj. we in may assert tliat as long as the Sur-obv. stands Alg. or. Pon osiikihan okirisis-au 'Paul loves that the owni is son. is any part or clause of a sentence. It exists only in Cr. and has been it quite lost in the otiier idioms. pi Kutta-kiskinhe « ohilmiiwCo will teach ot-owashishinush-iliera * children's children.128J J. Alg. Cf. « in all the languages save Cree the Obv.Peter's sister. we find the Sur-obv. Mary ki otine. Thus. The Sur-obviative always least. and < Al^. « follows an Obv. the second direct object of a verb in the 3d p. Sur obv.* In genera). q. » and Oj of inanimates as sing. understood his . Cr..' It will loves his (another be noticed verb affected by the. exists only with an. Sur-obv. son. nwap^mnn o- intiLimfigun-ini 'he sees the man's wife'. lif/ alone here also however. * Oj. used well.' but o-sakihani ohrsis-ini 'he person's. obv. at presupposes » a preceding Obv. of. DYXELEY properly. the following oi-owash- combinations. nouns. Mnry ki otiminfo Jane-avtvashimish-iliira or simply Mary ki oiinfio Jane-a ot-onashimish-ilina. in Cree in such sentences as his son dead * we find ot-anis-a o-kods -a -nipi- liva. and pi. in using a different ending for the Sur-obv. cf. Cr. with the inan.Ivra Jam-a imhh-ilina 'Mary has taken Jane's child.

Cf. omasinaihan « -ihiva ' liis son's book (books) '. cit. in Alg. as the more ancient forms of them show no traces of it. n . with the meanings to. able to go to the * trading-post sliall ' .. -niy —ini. pi. A.' with verbs of motion. A. Al^. under and through. tlie same ilift. most from. was either never developed in these some prehistoric date. « and » -iliva . " languages or was ' of which * are expressed in the verb itself.. Cr. rCpaion b) ' came house ' . loc. son. as follows. inan. Thus. and add -m. okosisa pi. away his The rule for forming the Sur-obv. unamihon alnoba—a vmamon—a skidap—gil is Pass. as above. . • nd-elosanji molian '1 shall go to Montreal'. pi. on. sing. * « Alg. a. does not Cf. omdkamani ot-osan ot-akik-oni 'Paul takes father's kettle '. M.' ic^nimi'ha okivisH ' he sees the man's It is e:^tremely where the Obv. 'I to the weddto the ind feast'. I go to Toronto ' Del. in. lost at probable that the Sur-obv. In Del. Cr. Brinton. p. at. nouns -oni and in Oj. be deduced from the -iliira for an. fUnami) Elend-pannik wifa ' pungeirinulatpvd gannUng. Mummcila nikagi ' itotan utmci-ivikumik-ok. ' I am '. I shall » not be -Oj. 4) The Locative occurs in all the dialects and denotes the place where. 224 SECTION LINGUISTIQUE [24] -ihiva. Those invited icigtv6m-uk. the place shall be loc. is may Cr. exist at all. * Pass. he said to (Unami) vtellawall c) trtallocacanung In his servants MA. rCmajehap'n negnnk Del. some verbs of going do not require that the name of cf. Sur-obv. Thus. Abn. used instead. into. Toronto— ing niwiiza. out of. to. going to Locality my * house*. As Dative. 82. In for -ini^ add ili?i. the Sur-obv. as the an. M. > Pon. and Pass.

the guise of. mikiiramik ' in the tent If the is noun already ends ' . it is -ng -^ik) Alg. Names * of places especially take -nang cf. naftdosa HgwOmuk. Cr. . « Alg. A. A. In Alg. In U. ' lu these two phrases the idea woji/-. A. d) 'from. it is -k with essentially the same vowel as the plural. A. and -k only * if the noun ends in a vowel. DYXELKY ' 235 at. -A' -ge (cf. Sibaige 'at Pleasant Point but in tlie modern A. U. : rules for the formation of the Locative — ' In Cree.1. according to the termination of the noun. is -ng^ -ing^ ong. ' an 'in meaning Alg. -nang. * The Locative ending can adverbial relationship < also serve to express like '. '. Ki « chikumek in the sea*. and Micmae. . MinHi . Tondaka najiKUmtf Odonak where is he from? The city*.(251 . Mi. presege ergirfik as large as a pigeon '. » Andi irejipaietj f Moniang ' ^ Pass. (Unamij Sasktrilumang ' Sakimanep oten-ink * ' he in was chief at Susquehanna the town M. Bastonenang In < in the U. Thus. like Kakaking inicej 'he cries a crow* . > and tion connecting vowel is practically identical with that of the plural ending. -ok added » in the kettle*. ' be i» in town. The general are as follows cf. * from ' is really exprciuied by tho verbal particle waji'. vigvavik 'at the liouse*. the sfx. ftdnin odanak * . except where it is necessary to differentiate the Lowas '). in -k as uski'k kettle '. ikireng izilio *lie is dressed like ' a woman*. S. Del.' out of * Pass. Pass. . n-otatri o-clilmanU-ik my father is ia liis canoe (anotlier persona '. it is found by adding uski'kok -ik. the and Del. in . nojinodaha irigwdnik ' come out of the house ' *.* In Oj. » sucli a» '. Oj. where do you come from? Montreal? M. the termina- modern Pen.

M. -Oj. pipon-ong 'last winter'. and Del. A. 'yesterday ' . morning It ' Eskitpfikek ' M. pe'nem-inek 'among women' is seen also in modern Pen.22fi SECTION LINGUISTIQUE cf. nzasis -ak 'my uncles'. will is « then that the sign of the {-ng. » nibin-ong ' last summer ' ' ' . This nasalization in I . next autumn Mi. uesp/kiciicik . A. A. A^ onhbaksi- (jam-ikok 'in the tents' Pass. plural. Tagiiongni-ga to-morrow morning be observed -k. ' nigwam—ek kigwam-ek in my house ' ntol—uk ' in my canoe ' Utol—uk loHol—nk ntolnok k'tolnok a-ivigu'dm-ek nigu'dmni(k kigudmnitk kigivdmwanhk a-wigwdmiianlik k'tokrak id'tolwak There « is also a locative usage employed pipon to denote past or present time in such words as nibin 'summer' Alg. As an example of the method of affixing the Locative case ending to a noun with pronominal possessive suffixes. A. In U. appus-ikenk 'on the trees'. '. pe^mo—inek and mechinangan—inek 'among the dead'. ndene -ikvk 'in the towns'. A. and . winter '. the plural termination -inek which I find only Mary. A. but nzasis-ek It ' cU my uncle's should be noted here that U. have a Locative plural termination cf. Cf. is. -ikok {-ikfik) : U. [20] cative from the an. Locative -nk) in essentially » becoming nasalized Alg. '. we may compare the following pain the Itail radigms : 0. Pass. M. Pass. PASS.

. DYNELEY 297 all probability. trasis-tok *o children!' and in o children Oj. and we find it denoted by the o trash ish-itok. of. Pass. -an. nihillul-an ' Lord « '. nihillal-ienk our Lord '! The ' endings are Alg. -toky -itok. A. From ' mitanhgues. is expressed in « all the di- alects except Del. is original I find no trace of a Locative. abenfiji-iritok In Del. I have come from Elbon River ' where mut means ' from A form ot Vocative sing. M. as it often ' is to-day ' in M. mistsis itvkh he sits upon the ni-mdt-oto wood ' where etc. In Cr. -c. Alg. however. 0. -an. ple pi. » n-os-e'my father'. Cr. the voc.. ending -/. the latused only when coupled with the pro'. we find. M. and Bl. musemi 'grand father'. mkqut 'in iieaven* (Eliot*^ but Mohican Pequot Svkkuck with -k oi* which would appear to be rather a modification -k than of -uk^ -ug.» -Oj. in only a few nouns of relationship. n-6kh-a 'my father*...[27) J. A. tlio iiible) Loc. -tuk^ < Thus. auanhsis-tokf Pass. Alg. occurs in some of the languages. Del. the cognate -iritnk. -euk are not confined nouns of relationship. This relation itok/t-itanpiu ' expressed by prepositional particles prefixed to the verb. mitankgwi father '. nominal prefix to our In Del. ». by. Thus. of « Alg. A. sfx. A. (-utnk). nidomUik or my friends . Del. nigatves) is ' -/. The Voc. Kilutca Kisgumonigck nidombamtok ' ye vipers and '. A. A. a later modification. pi... -a. In Bl. ningtris-e ' *my son '. > nijanis-itokf M. -a (cf. A. 0. In Old Momh. in cf. n-iga my mother ter of ' from which and Del. '. from musemis. however. was denoted by the sim' '. -enk. 6) means ' on * . pi. generally however. mok'iistsis *. 0.

isktrashish girl '. itok. *. ned-aremns-em my dog cow'. ' my bread ' n' a'poa- num-ene our bread U. With tliis termin- 1 . nind-okimaminan 'our chief. Pass. in Cr. ' the Dubitative -tok. pi. tioned above 213. in the ending -m (-^na) as 3d p. cf. -im. A. Its usage differs in the various cf. negum menp.' 338 SECTION LINGUISTIQUE I [28] am « inclined to identity the Voc. pronoun Del. 'my chief*. nkaoz-em 'my rikaoztm-na ' our cow ' *. ending with Thus. Ni-mistik-om my stich nit—oicash—im—ish my ter- child In the former case the plural pronominal minations follow the particle: Cree ni-ivaskahikimiminon 'our house'.. The true Du- bitative force of -tok has been lost in the other idioms. It was probably originally identical with the demonstr. -om occurs seen in all the dialects save Bl. » m. ' Cr. » nind-okimam Oj. f as many may probably exist*). B. cannot thus be classified and must be treaded of separately as accidents peculiar to the Algic substantives. -atok which appears in verbs in Alg. nekama. ishrfi woman '. » Oj. 6) The possessive suffix -m. however. dialects and ' must be ' learned by practice ' Cr. Del. Nin ku- knsh-im achpoan 'my ' ' pig* nin-kukush-iminan 'our pig'. a. and nouns in ' « Alg. ' my horse nd-a-as-om'n 7) our horse The diminutive ' exists in all the Algic tongues. The fol- lowing endings. M. ned-aremfts-ene 'our dog'. Its force is simply that of a strengthen er of the posses. *. nidombam-tok really means of you as my tiiends. A. All the modifications just discussed partake of the nature of case inflexion in other languages.-ive. '. In the other languages the form practically the is same as in Cr. « Alg. Pass. nd-a-as-om. ' bread nd-a 'poanum '.

cat ' from pzo Del. anasis 'child' aicasis shish ' cf. In the other languages also -is. 2. or okhks-chich from nkhken woman In Alg. mitiknab-ins 'bow'. ' dear little child': < Alg. nouns ending minutive -715 -m. » ctbiru nice little paddle'. < Alg. however.and diminutive. which « » in « Alg. manito God ' manitosh. noxkitAM^ pit- 8hv6-8i8 * but in Pass. * in a consonant or for '.. Oj. becames -wish osh after in Oj. fi^ as temahigan-i*^ is uk-firy little fisisy nouns whose plural -sis tor aguitC nfins little cause nouns in a consonant mtnaftbe- 818 'little ' man'. A. '. In Oj. -u tor nouns * ending axe'. a vowel. and always ' a derogatory' ' sense. A. etc. tind In Bl. always has the vowel of the The after ending tisually -is/t. ake 'woman'. sis. are often both derogatory. on the other hand. girl '. has * in Alg.. The Actf dtt partake more of the na- ture of verbal inflexion than of nominal moditication. etc. etc. t » Oj. I no ending cognate with ' -is. shishib it is duck shishib islu In most of the dialects possible to double the diminutive ending to denote either a greater dimi- nutive sense or a double derogatory meaning. okhke^tii < 'girl'. osh after » and k. ak4-kn-un last three accidents 'girl*. » as that of the plural termination. -sh. ' also M. the plural. wagosk-ens « ' fox '. -sis. -chick. » and Oj. sometimes -if as p'2o-A$ wild-cat * . tlie vowel is almost the same in Alg. ' -tit. -sis. as may be seen from sucli words as puss oat '. DYXELKY ation shish should be coinparud U. etc. ptiss okos kitten '. -s. X//"** Congrit du OrinOmtUlm. ashj isk. ' There are diminutive terminations. - Toom 111 — {V ParOt) Ift . The ending is also -s but combined with a vowel and the nasal -w according to the termination of the noun: « Alg.[29] J. Pass. -v take ens and nouns di- in -^ns take -ish. except tliat in -aw. > okima-ns 'chief. —/tl. Pass sis. (/.

The form for Marl— ban Mary " who is is dead'. J . but above when in an exclamation.. rules of time future and dubitative or suppositive states. the -ban. therefore. In the « Alg.igoban '. allusion the form made to a whom we the speaker could not possi-goban^ -i(/oban. however. In Pass. -bim form appears with verbs ' pipoon . but ni—mishomis—iban I my . It will tlieretbre not appear surprising that nouns are otten looked upon as being in the past. that in Algic speech there is no real distinction between nominal and verbal treatment. In Cr. ' I ntmap^n of had [sd. M Thus. n'namito-b saw'. A. 'my grand ' father whom never is knew dead. grand father Cr. 230 SECTION LINGUISTIQUE [SOJ must be remembered. Any noun. » dialect state. and Pass. a horse M. —oban) .. cf. 8) The past of nonus appears most prominently » in « Alg. -Oj. cf. This ending used when a deceased person ItJ spoken of whon? the is speaker had known. nos-iban 'my dead is father'. person long dead bly have known. The noun and verb have the same pro-^ nominal prefixes and suffixes and are subject to the It same and place. [pipoon it is winter ha-as ' Pass. -ogoban\ I cf. particularly we find a near and remote past is the former —ban [-iban. may be made a verb and many verbal parts may become substantives. This distinction only as when the noun stands in consecution. ') who whom knew onlj' ' '. however. * ' it was winter have ' . ' mj' grand father (living)' ' is while 'my not dead grand father observed would be expressed by saising is the tone of the last syllable. the difference between a living and deceased person is frequently expressed by a curious variation of tone. -opun nfiira cf. find ni-mishomis..

(but Pass. and e. the write you to-morrow again *. as mokhumsum-ga ancestoi*s 9) In Del. nouns and in -e for inan. nouns only. same phenomenon also observed in Pass. » with nouns. yfma it ililin ka tnkoshik the Indian (ch) who will is come but has not the force of -ji which purely a sign of the future. nibfm 'last summer^ * The M. A. suffixes -jmn are used in both sing. ' my dead father *. fatlier * niben-e last summer g. cf. the sign ot the future -ji chi) is moveable and may be appended (0. we find the original -a. 10) Perhaps the all is variation of the most interesting substantival Dubitative. so far as can judge. ' . This . A. relative particle kr- is used invariably with the ' tiiture verb. both of wliich are used sing. * my dead -^a. appears only in « Alg.. A. M. with both animates and ' inanimates. -e changed to M. the endings for which are -a. cow I had etc. A. nmitonhgwe$-a '. Molian-ji nd-elosan Mnlian nd-elosan-ji thus * . A. nib' na 'last summer* . inan. and M. ' ending -ga to nouns to denote ' g. exclusively for an. cf. I sliall go to Montreal* or ' Del. cf. {81] J. NaranhUiani-ga In one of the old Norrid^ewalks*. A. will as K'iuikhumtd-ch sepaunu ' I write to ' apch I will you to-morrow or K'fuikhumul sepaunu In Cr. more correctly I the Suppositive stat« which. pbona 'last winter*. nviitonhgves-ga '. has a)so a distinctive past stat« for noans. a past state 'n' affixes the e. DYNELEY 381 0. nan-ch rCdelUin I shall be is ' or simply u'dellsin-ch. -tsi kci-i)zem—ga the to the noun or particle instead ' of to the verb . '. the of. This -ga appcare also in Del. The pi. Main Sospp-iskul'-pan 'Mary tlie who was wife of Josepli '. Its charaoteristio . or.

This form does not . was he your chief ? ending in M. s'miise^tuk they are coming along a dubitative they say) I should mention that O'Brien there was p. '. '. noxkakumo- meiukki perhaps I love '. cit. does not occur -assa. -issa. kit-ai-tappo-ats f did you go there'. -assa. -ussa. ? ' . j6n6n-aza is that I might have Dubitative not a cognate with the above forms ' cf. A. -itok. cf. the . A. 287) believes past in O. Cr. -essa. Alg. n'traIn Bl. ve- konen nipi-nen what in sort of water '. however. Keko etc. nouns. seem to be used In this the other idioms ' Cr. « 227). my Oj. whom ' I see ' inan. A. such It is as ke sanhgemanhica-assa f the regular * Imperf. A. The characteristic sign of this is -oxka-. D. nind-avemar-tok ni-vasister bama-tok it is probably In Cr. » state which appears most prominently ? ? * Alg. -toli. M. I should mention the existence of in is an « interr. -atok which I identify with the voc. (p. and Bl. ashai koskosito'. masinaikun.' . interr. with the term This. -aza. I . the characteristic ending of which -nen cf. Kagni Bl. The following examples » illustrate its * use. they * are probably awake by now (so (loc. the ending seems Oj imla'. M. subj. 232 SECTION LINGUISTIQUE is [32] 81^ Avill the suffix plur. mrenen anishinabe—nen * which man cf. confined exclusively to the verb. A. past sign in 0. 11) Finally. sign is not cognate with ' -nen ending ct. ni—chimdr—itok ni—vahandan —atok it is probably my canoe which kenuk ' I see'. which may be cognate with the Subj. in RS-le except in distinctively ' verbal combinations. sign is -ats The J Dyneley Prince Ph. airikhigan wiiat book the inteiTogative . .

et rhistoriographe ath^ ni^n ajoute que ses concitoyens f'urent les premiers & cette habitude et ik circuler sans amies Je publierai bientOt dans primitif et sur sa duree. paix. prouvent que vers la fin du 9°"* si^le. arines tombait riiabitude de porter toujours les d6jk en d^su^tude a Athenes. p. . au plus tard. 40. les Sitzungberichte de I'Acad^mie de Munich une etude d^taillee sur cet usage En attendant. II 8. 12G8. b. • 11 rt^sulte d'autres indices I. XVI 218-298 xix 9-13y Thucvdide ' et Aristote '^ ra con tent tons deux que dans les temps anciens les Hellenes portaient leur ar- mes meme en temps de abandonuer dans la ville. les peintures represen- Les vases du Di pylon dont du cadavre et le cortege tnn^bre. permettez moi de Vous indiquer deux des neur de presenter a tent I'exposition resultats de cette ^tude. * Polit.LE FKEMIHR REGIT DE L\ MOKT DES PIIETENHANTS ET SES TRACES DANS L'ODYSSEE (Od. qui j'ai sont en relation avec le sujet de la note que I'illustre Thon- compagnie.

Od. \es Messeniens et Chalcidiehs d'Eubee abandonnerent cette coutume pendant la premiere moitie du 8"® siecle au plus tard.vfiovAog ivl (pQSol drpei lidtp>rj. 127. Bien peu de passages trahissent la coutume ftouvelle de se presenter desarme. nous pouvons en confa9on conventionnolle clure qu'ils le decrivaient d'une d'aprfes les anciennes donnees. 219. il en est question dans ses parties les plus anciennes ^ comme dans les plus re- cents. le homerique commenpait a port des armes etait generalement r^pandu chez les Grecs de I'Asie Mineure.234 SECTION GRfeCE ET ORIENTE les Corinthiens. Pour cela on consi- d^rait la lance et I'epee ou au moins I'epee indispensables k I'appareil des hommes. On pent prouver que poetes de I'epo- p6e plus recente vivaient a une epoque ou cet usage primitif etait deja abandonne. 101. XXI 119.^ chez ® eux et dans les maisons de leurs amis. XVI 281-298): Toi eQEco. 145. ' La plus ancienne mention de I'usage primitif se trowve //. (Od. 194. II 10: XVII 62. A I'epoque ou I'^popee se developper. En public^ heros sont armes de la lance et de I'epee. 79. • XVIII 3. le discours Un de ces passages est fils dans lequel Ulysse des les recommande a son ch^es aux parois du d'eloigner armes atta- megaron^ pour mettre hors de la portee des pretendants a I'heure de la vengeance. Outre cela nous le rencontrons dans la meme epopee II 46. XXII 74. oh d'ivl (pQsol dAAo de ojTjroTS ^dAleo ofjOiv uev jto^. XX 126. [2] que les les Me^ariens. et le plus les souvent dans ces dernieres. car. I 190. les * I'epee ne les quitte guere. 431. n . ' * OJ. IV308. lorsque le r^cit est quelque peu d^taille. 210. 698. Od. 697.

old JTOTE 2«J0 Tgobjvde kicov uareMurtv '(Jdvonevg. » Od.^Ei llaX?MC. ^f^otv hx^t ^i{U»v. XXII . 385 nb dV^«ra voffia^.aKoig ineeooiv jTa(}qmGd(M. XIX 10: jtpbz o'stt x«l to^s juiCov 74.m vEvoc) ffCioa jiiiv HKLBIO vol kyio K£(pa/. Partout ailleurs les * pretendants sont r^pr^sent^s eiit arm^s dans * la salle. > Xojfv d^olotoiv dvo qjdoyava nai dvo <^otV>f uaAMJTEEiv ual doid jiodyQia d>g /e^n' i/^odai. 291)^ et I'omission des quatres der- XVI 294-298). Kuraioji^m'i^TE re dfxlra uat fnvijavvv 29:> ' avrui. nooov jTVQttg 11k€t dfirfiij . dv ^mdvoavTEc.' < hi uaTtvoO lutredriK. Toi ev intyaQoioiv Ugt'/fa reu/to nelrm.se rvi refuse^ la Od. dans le cas ou ils Tinterrogeraient sur I'absence des amies. Le meme 10 (Odyssee niers vers. Puis vient le r^it ar- indiquant que Ulysse et T^lemaque emportent les mea dans le thalamos. Apres qu'Ulys.ovg TQ0J0i)Te. jrcog otvcji^hnrsg.(j. Jlgog d'iTi Kui rode jtiij /ttet^ov ivl <pQ€oi Of/ice K(/oyic^y. ^Adijyauj ual /iijuEva Zevg.KeTai dvdoa Gidtjoog. ydg t'(pt/. inel ovketi toKhv iqtnet. Ulysse sugjj^ere a son fils de dire aux pretendants. ore Ktv oe jutTa/. fia?. 71). qu'elles avaient ete eloign^es pour les soustraire a raction de la tumee et aussi pour eviter qu'ils se blessassent avec elles les uns les autres dans une querelle apres boire. discours est repet^ dans le XIX livre de rOdyssee (4-13) avec une legere modification du vers XVI (Od. 285 eg uv)^6y oyn/AOO da?Afiov Karadiivm df:ioag Jidvra iLuOSavTUij ftytjorf/oac. dXkij^. igtv OTi'/OftiTeg ev vjulv.Mboiy noOeovrec. dAAd HaTijKiOTai. iAoijueda'Tovg de KEjrEira ift/.

Si le poete qui composa le discours d'Ulysse epees. lutte contre leurs adver- Cela s'entend qu'Ulysse. les livres Pour ' qui traitent des ^venements survenus Od. ses de Wilamowitz-Moellendorff a d^veloppees «Homefisclie Untersuclmngen». Ulysse recommande a Tel^maque de garder deux epees pour leur usage personnel dans la saires. Je partage les opinions que dans M. mais le pofete refere expres- sement que Telemaque. . contrairement a ce que nous voyons dans les autres parties de I'epopee. se figurait les pretendants sans armes propres dans la salle du festin. Pour comprendre ces contradictions. depose son ^pee et qu'il la reprend des que commence le combat contre les pretendants.236 SECTION GRECE ET ORIENTE [4] reconciliation proposee par Euiymaque. XXI 119. il faut nous rendre compte de la maniere dont est nee I'Odyssee. ils tirent leurs epees du fourreau et se servent des tables en guise de boiicliers. et que cbaque ^rudit impartial doit trouver justes dans les lignes principales. La du discours contient une autre contradiction. telle qu'elle nous est parvenue. L'Odyssee pil^e telle que nous la possedons a ete comde plusieurs Epopees differentes. deguise en mendiant dans n'avait pas d'armes sur lui. ^ Tout ceci prouve que le poete qui raconta I'enlevement des armes.431. le les croyait armes de leurs second pretexte n'aurait sugg^re a T6l6maque rient eu qu'a se servir par son pere aucune fin raison d'etre: en cas de querelle les pretendants n'au- de leurs propres ep^es. avant de creuser le sol le sillon de la salle pour y fixer les Laches.

XXII livre. oO ceux-ci se pr^sentent arrows et la plus po^tique trois La plus ancienne epopees est bien celle que nous avons lieu.[5] HKLBIG Itliaque. traitent de Les deux passages qui Tenlevement des armes reposent sur one relation qui diff«6rait du XXII livre par un trait essentiel: les pr^tendant dans le Megaron y sont representes sans armes. le «7 iiervi a compilateur s'est Hiirtout de troi»» ^pop^es. et a servi de base aux quatre derni^rs r^cit C'est de lui que provient le du nieurtre dea de ces tendants du d'ep^e. II ne serait done pas trop tem^raire de supposer quo la version d'apres laquelle Ulysse et Telomaque ^loignent les armes. mais le n'est pas arrive a celui nous parceque les derniers compilateur I'a remplac^ par il de IVpop^e plus recente et plus faible dont livres. de la T^l^machie. Le comdes pretendants autrement que dans le livre pilateur aura bien senti la ditTiculte d'insc^rer ce motif . pr<^- Odyss^e. d'uu potoe qui racontait se comment Ulysse et l^ni^lope reconnurent et dans lequel Ulysse exterminait les pr^tendants aprte 0*dtre entendn avec son eponse. elle aussi. Des vestiges de ce dernier poeme se sont conserves dans le Hvre il XX de notre livres. provient de cette dernifere 4pop<^e. D'un autre cotd nous savons que le compilateur puisa dans une 6pop^e qui r^latait le meurtre XXII. et en6n d'une troisi^me ^po* p^e. ou Ulysse tuait les pr(^tendant8 avant de s'Mre fait reconnaltre de Penelope. se servit pour L'^sprit si different qui regne dans cliacun de ce» poemes nous donne lieu de croire que les descriptions du meurtre des pretendants devaient diverger consid^ rablement de I'une a Tautre. un r6cit du meurtre des il pr^tendants. nomm^e en second Elle contenait.

Die homerische Odyssee.A" 140 dy£d\ ' vjlUv tevxe' kveiuoi i9coQrj/dFjvai otojuai. le a done essaye de mettre en rapport avec situation d^crite dans le livre XXII.' 238 SECTION GRECE ET ORIENTE S'il I'a fait [6] dans son Odyssee.. Les pretendants croient qu'Ulysse. c'est qu'il s'agissait d'un episode qui ^tajt grave dans la memoire la- du peuple et II qu'il etait impossible de I'eliminer. 24): jrdvTooe TtaTTualvovre^ evdf. a bien mal reussi. 189 et suiv. i . a tue Antinoos par megarde. ou Melanthios se refere a I'eloignement des amies: [d^.n']Tovg jtotI roij^ovg ovde TTYj dome. * irjv. qui relatent I'enl^veraent des amies. ovd' dXm/uov sy/og ^Xsoi&ai. tout de meme. Au commencement Ulysse tue Antinoos d'un trait de Heche. sous ses guenilles de mendiant. XXII. p. Mais de ce cet essai lui livre. II en est de meme des vers 139-141. dants se levent furieux et s'elancent a travers la Puis viennent les vers (23. iK daXdjuov ivdov ydg. est abso- lument inconcevable. p. 581 et suiv. Mais s'il s'agissait seulement de punir un mendiant arme simplement d'un arc. quelle necessite y avait-il de chercher sur les murs de les la salle des les pre- lances ou des boucliers. . ovde m] aXXr} cpaidijuiog Tsv/ea uarModrjv Vdvoevg koI * vlog Die Composition der Odyssee. quand epees dont tendants etaient ceints eussent ei6 plus que sul'fisantes? il est clair que le compilateur a intercale ces vers les pour mettre a peu pres a I'unisson le livre deux passages avec precedents. Kirchlioff a justement reconnu que la con- duit e attribuee par ces vers aux pretendants. M. sur quoi les pretensalle.

c'est-&-dire si transport fait par le recit de Tenlc^vement de armes provient de repop(!^e plus ancienne. Si I'epopoe plus ancienne il representait ainsi le meurtre des pretendants. ception originale linissait avec ou H*il con* tenait une autre donnee. alors devient tout naturel que I'auteur du XXII * livre ait traits Targument d'une Die Comp. * i'0)/.. ou Ulysse tue les pr^tendants avec la connivence de son (Spouse.tth'oio €Qdv(^ ij fuajrivy rt«5^axi«/y. ol Tj ^d vkv ydfi(^ i} dqjveioO dvdQ(}g jueya dvva. si ce paHsage dans sa conle vers 139. XI 411 deiTrviooa. 1J>2 et suiv.. doit avoir ioit une grande impreMion. nous aurions par la une id^e de la maniere dont cette ^^poj^ee repr^sentait le nieurtre des prc^tondants. Ody.[7] HELBIO M. Odyaee p. Si le mon hypothese est junte.: celui celle que as- de son de ses camarades (Od.^ . Dit hom. og rig re uathKravE fhOf em qdn'y. . 684 et suiv. Je n'oserais decider. lis auraient ete massacres par Ulysse pendant le t'estin.€/[t£(og Hveivowo. La description en corresponderait avec Agamemnon fait dans la premiere Nekyia sassinat et de et suiv. IV 636. oveg ojg dyoK'tdniTEg. * Le vers 711. «wt u rvj^vtr Od. d. qui fut substitute par les vers interpol^s. pag. Kirclflioff * a8f» remarque que Tadverbe A«dcw y ent employ^ d'une fa^on contraire A la logique et reconjiait avec raison auHsi dans cen vevA une interpolation mill r^ussie.

dans son developpement anterieur L'epopee ionienne qui contenait le recit perdu du meurtre des pretendants. surgit selon toute probabilite dans une periode tres reculee du 8™'' siecle. tandis poete plus recent les fait revenir a d'etre I'lialjitude fait ancienne toujours armes. compilateur ait donne la pre- po^me plus recent. Outre cela les poetes le plus r^cents consideraient plus de cliquitis d'armes possible recit epique. des lances. Cela lui fournissait I'occasion de depeindre une tout temps serie de scenes de combat qui de les appartenaient aux sujets plus goutes de la poesie epique. On trouvera etrange que le poete plus ancien tribue aux pretendants la coutume plus recente et que le atles represente non armes dans la maison d'Ulysse. Mais ce trouve les une explication diflferentes parfaitement qui vraisemblable dans influencerent la et circonstances poesie poste- epique rieur. II est bien probable que les generations posterieures furent clioquees par la brutalite de ce procede. mais on ne * Un exemple evident de cette tendance est fourni par les vers Od. comme I .240 SECTION GRECE ET ORIENTE le [8] autre maniere et que ference au recules. considere avec raison XVIII 376-379 que M. de Wilamowitz interpolee par un poete posterieur. regardaient le massacre des jeunes gens sans armes comme une juste punition pour leur conduite criminelle. Les Grecs des temps plus avec les id^es apres de justice qui leur etaient propres. comme un ^ trait • caract^ristique I'auteur du vrai livre C'est pourquoi du XXII arme les pretendants d'epee et qu'ensuite chez lui Melanthius leur donne des casques. des boucliers.

il chantait au moment ou activite et la source de la poesie epique etait en pleine il ponvait puiser a pleines mains pour son poeme dans son entourage meme. vivait dans une epoque recit beaucoup plus recente que meurtre des pretendants. apr^ quo les Clial- cidiens et les Corintbiens eurent etendu le ooui'S de . lis avaient re^u de leurs predecesseurs un riche appareil de formes sociales tradition nelles. k Corinthe. Si la coutume de port«r toujoura les amies tombait en df^suetude k A thanes vers la fin dn 9"" siecle et si a Ohalkis. il celui du perdu du trahit une connaissanoe des pays occidentaux qui n'etait gu6re possible que depuis la deuxi^me moitiee du 8"" siecle. et les qu'en representant pretendants dans la salle d'Ulysse non armes. nous pouvons supposer que ce tot en lonie. Cette circonstiince devait ment entraver leur fantaisie et introduire dans leur production un element moins poetique.[9] HELBIG le 341 peut croire qu'elle pAt avoir 6t6 or^*e avant commen- cement de ce siecle. II est done tout k vraisemblable que po6te crea cette epopee apres que eurent abandonn^ la coutume primitive. qui 6tait reconnu comme typique et dont ils ne pouvaient s'emanciper ncSc^ssaire- que difficilement. de phrases toutes faites. son 6poque il se couformait a i'usa^e qui re^nait dans et dans son pays. L'auteur de Tepop^e que le compilateur employa pour les quatre derniers livres. fait se produisit un peu plus plus rapidefait ou la civilisation avanyait ment que dans les loniens la mere le patrie. II vivait. Les poetes post^rieurs ne se trouvaient plus dans une position aussi favorable. k M^gare et en Messc^nie elle tut definitivement abandonnde dans la premiere moiti^ du 8*** siecle au plus tard.

les grecs avaient abandonne depuis longtemps I'usage de toujours les armes. Helbig. soit corinthienne. Wilamowitz. p. XVII 62. Homer ische Untersuchungen. 145.at2 SECTION GRECE ET OEIENTE [10] leur navigation jusqu'aux difficile mers occidentales. et autant que nous porter le sachions. XX 125. 27. qu'ils le faisaient certainement avec I'intention de don- ner a leur poesie un caractere arcliaique et propre a la grande Epopee. 70. Od. I 121. 228. 4 * p. p. WilamoAvitz. . 24-27. de Wilade la deuxieme moitie du mowitz ^ a suppose avec raison que le poete de cette de reculer I'oeuvre epopee et le compilateur vivaient tous deux dans la et mere patrie dans uu centre de civilisation soit chal- cidienne. les Corinthiens. * ' * Homerische Untersuchungen. Tous deux appartenaient a citoyens de tous les etats I'epoque ou les C-lialcidiens. 127. 70. Si * done les poetes les plus recents decrivent avec c'est predilection un usage abandonne depuis longtemps. Malgre cela le poete de livres I'epopee sur laquelle sont bases les 4 derniers Telemaque et les preteudants armes d'^pees dans le Megaron d'Ulysse et le compilateur revient tVequemnient et avec une certaine de rOd5'ssee nous decrit pedanterie a I'usage primitif. p. ^ M. 7™* ^ II serait du compilateur au de la siecle.

dass die in genannten Gelehrten schon uns keiner Weise den von Alten vorgezeigten Factor zur HGlte nelimen. Die Verwandtschatl der phr5'gisclien ist Spraclie mit der alton armenischen Scliriflstellern. '-t-*t^J^<CfS»m»f^-~ Zur Erklarun^ der phrygisch abgefassten thaltenden griecliischen Inscliritten. Ramsay und Kretsch- mer leiden an den genieinsamen Grundfehler. niimlich die armenische Sprache. Aber alle diese Versu- che von Lassen und spilter Fick. So dass fiir jeden ernstlichen Erklttmngfsvereuch der genannten phrygischen Insrlirirten eine Vergleich- . von alten zuverliissigon sein zeitgenoss wie Herodot und Eudoxus ausdriicklich bezeugt und von den jetzigen t'eststeliend linguistisclien Ansichten als a priori angenomraen werden muss.DIE PIIRYGISCIIEN INSCIIHIFTEN. sind verschiedene Versuche von mehreron Fachraftnnern gemacht worden. Inschrii- ten oder phrygische AVorte (Verfiuchungs-Forrael die en- vor oinigen Jahrzehnten von Texier und neuerdings von Ramsay in verschiedenen Gegenden des alten Plirvgiens ent- deckt worden.

Diese Vergleichungsmethode vvende ich im vorliegenden Versuche zur Erklarung der plnygischen Erklarung der von Ramsay entdeckten phrygischen Inschriften der romischeu Zeit und korame dann auf die zuerst von Texier Inschriften an. 1 TdvEig irijiupe rov "Anjcovv rov iavr^g dvdga eti t/boa ual xa TEKva juvrj/ui]g x^Qiv nal iamr][v. Einleitung in die Geschichte der griech. Sprache 348. der Hellenischen Zeit angehorigen Inschriften. den (den triigt. Tig de Tavrr] dakd. Ich beginne mit der aufgefundenen alteren. ist. 1) TdxEig. den Kretschmer ^ als kann der Personeneinfachen Lallnamen betrachtet mit dem bekannten karisch-kleinasiatischen und armenischen Personenname Addag (armenisch Aad Oder Tad).244 SECTION GRECE ET ORIENTE in diesen [2] ung des enthaltenen Sprachmaterials mit der armenischen Spracbe niir als unbedingt nothwendig erscheint. Den Text Zeitschrift der ersteren fiihre ich an fiir wie er in Kulm's auf > « Vergleichende Sprachder forschung dem Gebiete s. Vrgl. w. HEiv uauov 7tQ007ton)oei icaTt]QajLiEvog ijvcj avrog nal xd XEMva avxov ual iu xekvojv xEuva. audi die au8 den phrygischen Inschriften * bekannten Personens. 381 von Ramsay selbst verotfentlicht a) Pheygische Inscheiften der eomischen Zeit N. J . Indogermanischen u. In dieser Inschrift name TdxEig. karischen Addag) der Vater von OEjuiooog verglichen werden.) Sprachen (Band XXVIII.

ajiiog nacl). Tdva^ MiKVAov). graben. OABOLIDES Adda 916 namen idiffi Jdd/yg (Ja^tatjdy^v).iddouoa oder Tedovoia. Dies icb armen. (so aucb armen. Thalag kopldecke. AadfJiM ora. so wie anderes bedeutet als ricliten. Tlial Thalem griibniss. Stadtnamen Aadt'inrava Das einzige interessante Wort in der Inscbrift XdfiEiv ist. OTEyew hat (Vgl. scheint nichts anderes zu sein als die griechische Uber- Namens Tcul Adda^. Spraclie. T b aland i>/Mj)>'j lass* icb dab ingestel It. aber in der armen. wrzl.dfU'iv >) fia- aller Wabrscheinlicbkeit dd/. httam zk-em t'iible. in der pers. ein parety- mologisch mit deni griecb. Vgl. Die Endung am niscben Verbalien (so hnayein den armeserge. ildXafioc. wie in den klein- und armen iscbon Lociilnamen Iley^'auov Lygdamum. audi die kleinahiatittche meniaclio Stadtnaineii Aa^nrava. an-zk-am dyaiodijroi. Itry Aetu oder 'Aotardtt/ov ijwitfwv t) 7ttvilEQ<}j Tdra {Tdra ov/i/Ao^ ai>roO). den arm. Daa in zu vermutbende pbrygiscbe Wort lautete wabrscheinlicli etwa ihalam oder thalumn. Thai stelit.[a] p.(V^ PnHt*) . ist Sa^d/neiv (« raj>r. das arm. der verwecliseltes und das der Be- Form nacb liellenisirtes phrygiscbes scbliess' Wort. Stadtnamen Chram) ist asiatisclien nicbt Aetet ungewObnlicb. in irgendeiner BeziehuDg zu der armen w. Tlialumu Ob das griecb. sorgen. Vgl. Dad vgl. 1 tcuUudun den kleinasiatisclien 2) Gericlit). du XW^ Cvngrtt d«» Die gewObnlicbc Endung aber M «MtntmUHft. tadem SaXdfUEiv. niclits c^tyi/g.. jus. Jer/y [MEvavbQoc. da/. defnoGog ist freilich aus hergeleitet. Der Name des angeblichen Sohnet* de» karischen mythischen Heldens setzung des Oejitig Aai^a^ des defitondg n&mlich. — Ton* III . aus eigentlicb Grab bedeutet. Tarag and arladono/jg und den kappadokischen Monatsnamen . die aucb den allgemeinen Sinn von deckeu. Feminin) KavKd(tov.

axov Trotr^OTQ (*AXXd T'vi K(>a7|i. Snort. aus derselben wrzl. STiTvevm^evog eivov. Was den Anslaut n {da?Min£i[v]) in der phrygisclien Dativsuffix anbetrifft.) Aelin- komrat auch in einigen sowohl armenischen als phrygiscben antonymischen dieser. 5om Dativendungen vor. das pbryg. nemin. Dativ.aTi CT^'xtav xal xax6v av TtotTfjoiQ . 2) Ta/itav. = TovT^ r^ /nvrjjLiaTi (s. Der Begriif von Grab bleibt so ganz aus.). . Ebenso noin -^ dieser. Thahnnn bedeutet gische Begmbniss. und ioin entsprechenden phrygiscben Demonstrativpronomens des armenischen da oder ta =^ ta * Nach der Erkliirung von Ramsay muss der gauze Yorsatz der C^jt^-^av Veriluchtungsformel so erkliirt werden: o? av xal y. ual F/vkcov X^Qiv. ddskq)^ juvi'iitrjg ual ji(plfi ywaiKi avvov. serman. N. Dieses von Ramsay als Scbade (harm ' erklarte phrygische Wort ist offenbar der Dativ eines dem armen. Das arm. sermn liclies OTtEQjua. osjuovv nvovjudV&.240 SECTION GEECE ET ORIENTE Verbalien [4] der im armenisclien niir ist amn. Vrgl. wie das griechische 5g jas. unten). log rajuav uai uauovv addaKevrt. in das arm. So Dativ semin. hingegen das phry- daXdueiv bedeutet die Begriibnissstatte. ual Bafiovg ldic> JIaoicovog A£ovT[la>) yafi^pjQoc. 1) Jog. so kann man ihn auch in dem armenischen Dativsuffix der auf mn endigenden Verbalien finden (So vgl. jat. in Dativ. In der phrygisch abgefasstcn Verfluchist imgsformel dieser Inscbrift das erste Wort log fenbar ein of- phrygisches unbestimmtes Relativpronom {pi at). w. 2 'AvvlnaTQOc.

That. so Was dem das Etymuin des Wortes karischen noOa uavJi(t£. wxh (koiJU^fiara Hesycli). K(7jg koUo^. Etjmum dada 5) von P. jToto). Dieser plitygiaoh abgetassten Verfluchtstbrmol tblgt bald eine grieohiaoh . So scheint in N. lat. Td<pog. dem Wio kann phr}-. oder fakshtlmif dentsch TImn. dem griech. die also (bei gegritibn werden erklilren. CAROLIDEg imane "i 947 ooTog der dativ ist hna unci fmane mit der praepos.[5] P. I ad) der Doin oder Toin oiWog tmin (timioj. ETiTTSTDiuevog. 4) AddauETTi. a\n tmin sclieinen roOrtff Beide armenischo WOrter. de Lagarde auf das baktrische Dmltmsi^ ScliatTer zuriickgefdhrt ^\^rd oben s. dhuy da. ist Vrgl. sowolil tmane identiscli mit Kai. Wenn man den die pbrvgisch ab- gefassten Verfluchtungs-t'ormeln der Insclnitten rait griechisch-phn*- gischen griechisch abgetassten ahnliclien Fornieln der griecbischen Inschriflen von Plirygien vorgleicht.og) zuruckzutuliren. oder auf die w. tha ^di)K£ ^jtoitpe (Sncrt. muss moi erkltirt werden. 3 als ^iyi)jua die Folge der WOrter zeigt. es mit eiquti). Dieses so ist plirygisclie Wort bedeutet entweder aut* otlenbar jroii'/O)]. 3. so STiKjuei'oi muss man rait EiTov als evrv/otro WOrter £rir(r)passiver Bedeutung. anbetritft. daida/. cavus verglichen werden. Ich bemerke nur das audi in vielen griccliiscben Dialecten von Kappada^a> dokien.). in denen nicht wenige alte kleinasiatisch-anne- nische Wurzel bis heute sich erhalten haben. da [fiaijvai.^i»chen rafiev — zu sein. den alten kappadokischen Jddovoa oder ladovoia. V Ramsay) dieselbe Verflucbti*t'orrael in beiden Sprasein. und sein Etymum die wrzl. dadliAmi <Vi. /g xe ae/uov lO'ov/iiKog a(d)ateev chen //£ abgetasst zu dicog ^[£\u[e]Aoj ^tTertKftevog «ro(v). und TeOovaia Monatsnamen dessen Wurzel und ('s.

Vrgl.to ivTST'rmsvo? sir. imjjedispel- tekiden cito tekaniden amovere. oo{j. tik Verbindung brinmit der oben erwahnteu ist. spricht besser evto/oiTO dem = . tek nicht dieselbe ETtT£Tfy[ic)juE- vog also -. evTv[xoiTo]. tIuteiv.'f opal? ». vvy/dvEiv treffen «. tlich = werfen). Kiclitiger aber mass man ( das STiT£Tiy[u)n£vog mit teueIv (eigenoi»d' der griech. Vg dv de k an cog eine [jT]vi'joe[i]. schwer getroffen.:oxaTa. wie da& nun die grammatische Form und das Etymum von eriTeriKjUEvog oder eriTETiy/iievog betrifft. »). Uber ist tog ist schon oben gesprochen eine worden. W.oaTO^ und € awpot? Tcepuc^ooixo £T'. tik.dvrl. also -= getrofi'en. zeuva dojga EiTov griech.248 SECTION GRECE ET ORIENTE « (6J abgefasste F. =-- Tika-hatz - -- doQiJihjKvog. JTQog^ tik Praeposition wie das arm. etittetik^iE' VOg EITOV. 1) und « G. tik currere. eotco. so betrachte ich es als ein zusam- und latein. vvuog ( Meissol) in gen. armen. tungssatz lautet auch goto) » X. fj/i/jgovEg. Was mengesetztes Participium passivum. AVrzl. ' Xi aber wahrscheinlich mit dem I In den griechisch abgefaasten Verfluchtsformeln der Verfluch« xan. des Compositums. . oder ent kann freilich mit dem armen.evo? aber ent- und muss die in den Inschriften dieser Verbumsform gegebene passive Bedeutung (svi'V/o'. .x(7){i. namlich eri^ ^ Der erste Theil ist wahrscheinlicli eine .f>a|jivo? r^tw (s.TST'. xv/. tek. 1) log VI. end. irv/Eg TVKTog. falls diese griech. und pers.) nur in solchem Sinne aufgefasst werden.EvrEvvyjuEvog in der urspriinglichen Bedeu- tung von Tvy/dvco. esto. 3 log VI OEjLiovv KvovjuavEi nauov a[d auEv . re/. lere. ius. Kara. Ten7i{y)/i(evog Spiess. ist offenbar Impeiativform. Pers. N.

log VI nefiov naKOvv at^tfyr aivim &aAajin. Vr^l. li^iaya. {log vt dv 2) Kvovfiavei. mansio. 4 idiu jTE\'0£O(}. statt in den slavischen Spracben etwa gezwungener weise zu sucben. Unga-^man Vrgl. donnis. Es merkwOnlig. Das Suffix man ist in der arm. Beide armeniscbe Formen s(e)min und iemm oder s[e)mano sind beinabe ganz dieselbe mit dem aeftow. da es doch ganz eint'ach aus deni arraenischen qounem {qoun-ewi} scblat'en crkliirt werden muss. wie Ramsay. ganz einfach aus dem armen. man namen Koftava. wie Fick gemacbt bat. Spraclie ein locatives. stimli-man Oegeniiber (sandi-fjeqen). Kretschmer iind andero sich in der etymologischen Erklarung dieses Wortes geirrt haben. audi die kleinasiat. 2. Fa/Mava. kine-man {kine W'ein). N. . aMaKFm N. 3) I'ejtioin' ist ein Stadt- Demonstrativpronomensdativ. RauobgefUss IToviifi Haucb. dvfUaitn). Das iHt ist interessanteste phn-gische Wort in dieser Inschrit't Kvovuavtri. 4) a{6)auET s. Demonstrativpronomensdieser oder dativ s(e)min fDativ des Pronomens soiii dieser) s(ema und rs)emane (Dativ des Pronomens m erkliiren. dan oflenbar Gnib bedouwaiirlich tende W. CAROLIDES og dv) ^leichbedeutende 3«f» griecliiscli. den kann man.t7| P. |>er8. 80 kerez-wan Grab. Ao^iava. uvov^tav also bedeutet Koijuiin'iQiov. drjdiog ^f/hfAo) \FrirFr\ticmr(>g ctruv. im armenischen nicht vorkominende phnj^inchc Partikel.

lauE scbeint gleicbbedeutend mit 6g dv zu log vi (N. pronomina 3) d(t)ia und ZefxeXo). In dieser Inschrift findet sich ausser den schon erklarten phryg. 8g dv d£ uauQg 1) {jT)vfjOE{i) . armen. den. 0£fio{y)v^ adauET. 2) Afjdiog. vi. WOrtern Uog. Die eigentlicbe N. Hier aber das Dativsuffix des Pronomens nabert sicb mebr dem griecbiscben. Das Wort scbeint ebenfalls Demon. und wabrscbeinlicb in Genitivform. also loke = 6g nE(y) quisque (in den . In diesem Falle muss man das Etymum des Wortes auf die Wrzl. als dem armeniscben. Ioke osjliov K(v)ovjiuvog [kukov] a(6)aK£v /usdiog ^ejusAco EureuKfievog £ito(v). (jnan. Dieses Wort ist scbon von Sayce mit dem aus Hesycbius bekannten pbrygiscben AVorte dvdgdjtodov. gen und gem. Vrgl. yev. die schon oben (N.250 1) SECTION GRifeCE ET ORIENTE [8] Aiviot. Demonstrativpronomen ain mit dem Dativ ainm. gemelbis bezieben. Aus dem Zu- sammenhange der Worter entnehme ich dass wir bier ein neues Demonstrativpronomen haben und zwar in Dativ. ^gvyeg) verglicben wor- ^EjuieXev (fidg^agov Bedeutung des Wortes scbeint Kind oder Sohn zu sein. daAajusi) das neue Wort aivioi. xeuva doga hTv[xoiTo). Und gerade dieses Demonstrativproatvioi da^^ajusi nomen findet sicb in dem armen. 6 y^vKwdvcxt Z(oti(k)C> juvyjurjg /dgiv. 2) sein. erwilbnte armeniscbe Demonstrativd(t)oin. geminus. ainmiff j-ain.o)-=TovTov 2) ol jraidsg. strativpronomen zu sein. d)]diog ^ejue^. Lat.

ffriTETtKjuevog eirov. .[9] P. 2 Aft/iegET. loc. wodurch das Demonstrativum in ein unbestimmtes Relativpronomen ftberzugelien scheint. 6 loQ. 4) erwalinten Demonstrativpronomens aivi-oi. kev n N. 18 KaKovv abdaKET. arm. . N. 961 griech. kappadok. 6). wie 3) A{t)vov iat in afdidaKET^ ein Prae6x su sein. . /?eo (liegevikij). lyerem. Ke {6. CAROLIDBB tdtita:]. Vrgl... pers. kappadokischen Dialecten /g scheint also wie cog ein Demonstrativ und ziigleicli auch Relativ' pronomen zu sein. also Vrgl. Das a oder ab a(p)p£QET scheint. das griech. tttrem. aiviKOC. dar^i oiVw dor^rwo dmijs dv. Dieses neue plirygi»clie Wort ist offenbar h'tyKfj zu erklaren. N. die griecii. 1) AiviKog. AiviKog OEfxovv uvovfidvEi cuvi fia*^ nupEo . VI oe/novy Kvoviidvei [KaKovv\ aflfiegtr. ist oflenbar dasHdbe mit ksv K€<paX^ xaraveixiCi).. dart* niclit als Macedon. 3 u. ff'ro (pEotj lat. . vi. Das Wort mit einer Praeposition ab ad in zivsammengesetzt betraclitet werden. t^ ks (». ci^i)vov . Hier finden wir das aus anderen Inschritten bekannte Demonstrativpronomen aivt mit einem Suffix oder Partikel K05. walirsclieinlich eine Genitivtbrm des oben (N. dem hoinerischen ue.

sa -— dieser Avie ta und toinj na und noin) Vrgl. N. sa—s - er. Also aivi jitavKaTi ETiTTEvminEvog eitov Ovv iraiolv evtv- I . Grriecli. 2) das Snort. oogog Lehnwort aus betraclitet werden. ^ejusAo) erireTiujttevog 2Ja) ist offenbar = ein rfj Demonstrativpronomen — ovTog dem [oa oogov ravrt] oogq)) gaDZ dasselbe mit - ovrog (vrgl. sie. das Kind oder Kinder. rod Tcai KvqUJm MvQcovog ^(i)JT£i. sclieint dasselbe s. auch das pers. N. sa. Hier ist interessant das Wort //av- «ar«. 26 unten) zu sein. audi mit dem armen. i) ovjufiiog uarEOuevaoav //£ jurjrgl r>)v log oa oogov EITOV. honr ~ Grab).TgojyArj vergleiclien fVergl. mit dem juavuari des N. aivi ftavnari trir- TSTlKJiievOg ELTOV. Jedenfalls kann man aber das W.252 2) SECTION GRECE ET ORIENTE MavKafiso. obwohl oogog im Griechischen nicht eigentlich das Grab bedeuteth. dem griech. JIdoa Miv(y)£ov Kvglovog ual avToO 'Ajrjtag yafifigog avrfjg nai vf) Tdra aogdv. 26 log VI osfiov wovftavi uauov dauer. 1) nans adauev . Demonstrativpron. a-ucli arm. oy/Liegov. 21 AvQ. N. [10] Das Wort (s. mit sain diesem sa Deutsch. zu bedeuten oirrog sclieint. als Zogov) kann gewiss ein sorem -= eindringen. 26. so. sor =. 1) Mavnavi). ovjii^iog Avq.

18^ Mit dem Mavnau scheint fiavHapeoi MavKaftEo TN. fie ^fieAtit kann man fiavKart mit der arnion. < rhn^i diOQa ^o-i'l/fxro]. Wirklicli. N.ra/j. 21.. V^rgl. MavKatiiM (S. suffix So viel iiber die phrygisch abgetassten Inschritlen der rOmischen Period. (a)ti vkuva. « durch die Kindorn oder mit den Kindern so also erkliirt werden muss. fte ^efit'Aoj erirvrtKuevo^ eirov. Wrzl. jruiVinior. u. CABOLIDES iV3 XoiTo. roirrov . lat. . «og TO. Zu bemerken ist aber iHt dass die talis < ft Form mankab im Armenischen das als » instrumen' > (kortzacjun). Diese zweite Form iHt beinabe ganz dieselbe mit dem pbrvgisclien MavKnrt. skrt. . — also manrjii Ttaideg. N. Jetzt gelien wir zura Erkhlningsversuche der archaischen. erkliirt aivi ftarnaviel- er mit den Kindern. phrvgiscb abgefassten Inscbritlcn indem wir diese nacb der von Texier und neuerdings von Ramsay abgescliriebenen Texten geben. gehOrenden. nftmlich der griecbiscben Zeit liber.[Ill p. rnangfkti im Armenischen 'Cfr. 18 oivt ganz dasselbe zu sein. In dieser Aut'gabe will icb nicht alle die bis jetzt von . leiclit aiich /lay- Kan als Instrumentalis angenommen werden. suffix bhyas. manong(k. manfi(k). ausser der gewOhnlichen Endung h (manong k} audi die Eadung /i. 5. Das armenische Wort [mang(k)] liat im Pliiniliiominativ. roang(k)»-ig(k. . nivi /uavKari so Dann aber muss werden und i»t. obwobl Nominativtbrm btui). m Verhinclnn<^ hringen. .

AQKiaipog oder aQuiepaig kann Konig (griech. b) Inscheiften des grossen Midamondments I. In der Inschrift 1 Areg oder Arig ist gewiss der bekannte Lydisch-phrygisclie Eigenname. agnouist viel- zem = Verehren bezogen werden: aK£vavoy(X)aFog 4. Aug nacli Texier) aQuiepaig (nacli R. argay 1. II. muss vielleicht aut' jtegitpavi/g. mit Dorulas. Ba/ia /LiEjueFaig: K(pr y{QavaFoQ[Qog (nacli T. Wrzl. in Genitiv (analog Aaog). dgx^g) oder aus dem armen. Arsg (nacli Ramsay. das Grab?) Ramsay aber als einen Eigennamen Dorula-fog_. nach Ramsa}^ 'javaFs^ogj sdasg. aQKiaipog nach T. evoe(ii)g (oder evoe/^cog). die armen. das Lassen betrachten wollte (also das als Object des Satzes Monu ment. AK£vavoy[X)aFog.264 SECTION GREC£ ET ORIENTE [12] verscliieden Gelehrten gemachten EU'klarungsversuche der gesagten Inschriiten ausfiilirlich besprecheii. . arhoy 3. Dieses Wort. sonderii ganz einfach meine eigene Erklarung-^versuche ziir Kenntniss bringen. agna-icor -= = Ehrenvoll. agna-zon = Aoqvagn. Midat ist gewiss Dativ von Mida(g). evXapfjg (oder evAaficog). aus dem 2.) ai££vavoy{X)a^og Midai ^[yaTtgoira^og: u(pi' FaMy)€ai FavauTEi sdasg. leicht eine Adjectiv oder Adverbialtbrm und bedeutet achtungsvoll. agen. armen. Ehrwtirdig erkliirt werden.

Bapa ist der bekannte phrygisch-kleioasiati- sche Gotter. Vr>^.& 6. ^avaFo^og bo- so kanii ich nicht begieit'en. yav. so ist das BufHx aFoQ also vergliclien aioor ganz armenisch. 'Ium aA- {djuKET der plirygisch. Was 4. ZavaFogog oder ravaFogy{^)og oder ZavaFs^oi kann aus dem armen. ynew gebiiren sein. f'alls dvaKZi. Setzon wir die Wrzl. niichst Kq)i-^avaFogog a(p(^ yEvvt)ToQt. Edaeg otfenbar inoupE. zu vergleichen. . das pers. ergeben ?). zen -= yvvrj. . oq)<')£ suns. das folgeiide K(pi' ^avaFoQ{Qog. Mejue/iai^ ein als parallel von ist aQKEtpat^ ist wahrscheinlich Adjectiv.und Personen-name. CAEOUDES •>:. r(X)aFay{X)Tai. des Wortes als ^an (^na. FavaKvei 0. ist es sclieint eben- Dativ zu 7. bactr. 3. Eh von Lassen mit ftefie- dem fiaig griech. trifft. In der Inschriit 2 1. oder Kq)t. zen. zen-iden geb&ren). Vgl.[18 J P. lat. (gnitz yeyytfTijg) Kqn ist wahrscheinlich tjtra mit dem TVm- griech. Verbaliensutfix werden. Veranderung der Worttblge zu erreichen indem er die in dem Texte von Texier vorhandene Kqji' ^avaFoQog in utpi^av: aFoQog verwandelt. /uejuac'o^ vergliclien worden ^Also bereitwillig. als parallel IlgoiraFog von auEvavoy A)aFog ist vielleicht eine Adjectiv- oder Adverbiallbrm. was Lassen mit der willktirlichen holi'te. 2. Unerklftrlich sein. Auch das Suttix aFs^og itz kann mit dem arm. Inschrill der rOra. Zeit.

uav bei Texier. Das AVort Uiice(v£)juav bedeutet. wie die ganze Heihe der Worter zeigt und wie die Erklarer es annehmen. aber ist zwischen wie Ramsay es ganz verfehlt. Das Etymum des armenischen Wortes griech. SECTIOX GBi^CE ET OEIEXTE [U] Ziueuav oder I!iK€v(e)/nav. fuliren. ^ ' Die zwei arinenische Worter. Dies kann aber nicht die genaue Bedentung des Wortes soiii. Ursjiriinglich muss das Wort eine allgemeinere Bedentung gehabt liaben.Schlaf^ ganz einfach knn-em kunaran iioi^ui]TyQiov. also die Bedentung des ausserordentlich starken. Grab. Verbindung versucht hat. mit dem klein- asiatisch-armenischen Locativsuffix onan erklart wird. luisvsfiav als bei Ramsay) sowolil von linguistischem von myfchologisch-ethnoloaller liier giscliera Gesiclitspunkte an das wichtigste erorterten phiygischen Worter. namlich d(t)intzazu = GsoYsvVj? wnd Katz = tapfer entspre- chen nicht genau dom Siune des griechischen Wortes. durch die man das griech y^pto? Qbereetzt. yiyag. des Helden. ein in dem wir ebenfalls das Suffix //«i' Ort fur Iiueiys) bedenten. Weil wiihrend das Etymum und und schlafen. Und diese Bedeutung kann nns zum richtigen Etymnm des W. J .266 5. So in der armenS{i)gai fdas isclien Sprache findet sich das Wort armen- isch o(tjKai ausgesprochen wird). des machtigen. Eine etymologische beiden. 2!iKs(v£)jLiav in der liedeutnng Grab kann von Gesiclitspunkte dieser Bedentung und des Locativsutfixes jLiav mit Kvov/udvfei) der phrygischen Inschrif'ten vergliclien der r5m. die Bedentung von ---^ uvov/Liav ^•^/n leicht aus dem armenischen . muss Zuisve^iav. Zeit werden. Das Wort entspricht in der armenischen Uebersetzung des alten Testaments dem und wird audi in den armenisclien Lcxica so erklart. Dieses Wort ist {It- K£. fin den.

kktm grahen zu erklHren sei. sie- ^en (altdeutsch Heldennainen abliangig Si«^i Vr^l. den gigantaber den KOnig zu bedeuten sche. Dieso W. Di«M Erklilrung wird ol)en violt'ach heirrtlndot. und zwar i^fju^v oder KOnigsgrmb aein. N. s. also ein Demonstrattv pro- und das zweite xsytfjiav aU Grab (aus dem Sncrt. also ist entweder dem griechiscben I'l^Coov gleicbbedeutend oder wabrscbeinlicb bedeutet (iaoiXiKov ein /nvi)fta. I. 282) daw m sicb bier nm zwei WOrter handele. Sifjaiurii beisst aucb ein armeniscber KOnig zeitgenoss von Senacbarib. Solin von aiich ischen. erst«ns weil 9nu(vt}uav i^t ottonbar nur ein Wort. Segobriga. ^ . Un- von der etymologiscben Frai^e i»t es gewiss dass S(i)gai im Annen. deren das erate noraen. So beisst einer der niytliischen sein sollen (Moses Cbor. iat die des deutschen Wortes Siet/. eint'acb S{i gcd Konigs-Grab oder S(i]kai ' Dass aber bedeutendes wirklicb Held ' Die Annahiue von Krettfckmei- im. Inschrif.[15] P. KOnige von Armenian (Moses Cliorinatz. zweiteus weil das pbrygiscbe Demonstrativ ist »a nicht si (Olen. bei dem beide Sobne dieses KOnigs nacb der Ermordung ibrer Vatei*s sicb geflucbtet S(i)gai zu babeu.. mid keltischen S«*gove8ua. 23). Aus einer dieser Combination der Namen geht deutlicli bervor dass das pbrygiscbe XtKe{ve)iuiav . von Armeoien I. die deutechen Siegbert. 19. wenn es in Verbindung mit dem armeniscben Namen stebt. CAEOLIDES 257 muss auf oino arische Wurzel bezo^en werden.. Gescb. Und diese liedeutung scheint auch der armenisclie KOnigsnanie S{i)ffai-orti Kind. die wir waJirscheinlich in deii nordeuropUisclien Spraclien fin- den. knnn nicht richtig sein. Die ricbtige KrkLlniDf des Wortes scheint Grah. ot. den Held. nicbt anderes als das Grab eincs Helden oder eines Konigs bedeutet.nt. 31). aber den miichtigen.

das kann man andeien Combination der Namen mit Sicherheit scliliessen.^. wo das JlQ(OTEOi/.£iov genannte zeigte troclos (Strab.268 SECTION GE^CE ET ORIEXTE [16] phrygisch-kleinasiatisches ancli aiis einer Wort ist. Elaeus gegeniiber der europaiscben Ufer). also das lag. wie bekannt. das so lA. Man Graber der Helden Pa- und Antilocbos (IlargduAov de ual "AvriXoxov juvi]juara). Grab des Helden Protesilaos ein Auf Ziyeiov aber befunden sicb tumuli (rwjf/^ot). sondern kleinasiatiscb und kann sebr gut mit oben erorterten armenisch-germanischen Wurzel Sigi S(iy/ai in Verbindung gebracbt die griechiscbe I warden. wo die Einwohner von Ilion den Helden Opfergabe (ivayiojuovg) darbracbten.^lA. 596 jrQog « rod jtiev ovv !4/<A>i£6>g nal isgov ian juvijjua an demselben Orte die r^ Ziyelco »).d£iov. Ziysiov. ein VorSeite gebirge auf der asiatiscben (in des Hellespontus. Zlyeiov hiess. dass in asiatiscben dem einzigen dem gracisirten pbrygisch-klein- Namen Zlyeiov das kleinasiatiscb-armenische . Heiligtbnm irad ein Orab des Acbilleus. mit Unterscbiede. nal XIII. Es isb aber sebr wabrscheinlicb dass die Verehrung der Graber auf Zlyeiov von Seiten der griechiscben Colonisten des Hellespontus iliren ei- gentlichen Ursprung bei kleinasiatisclien Volkern bat und von den Griechen auf Helden des trojanischen Krieges iibertragen word en ist. Ziysiov war also ein mit drei beriibmten Heldengrabern und einem Tempel von Acbilleus gebeiligter Ort. Der Name Zlyeiov ist nicht griecliiscb. a. Zlyeiov also scbeint ganz dasselbe mit dem ZiKE/uav der pbrygischen Inscbrift zu sein. niimlich ans der Verbindung des phrvgischen 2iKe(v£)fiav mit anderen altkleinasiat- ischen Ortsnamen.

und Ixatai roXat aU WOrter semi>««. Ixa-a* roXat lr/a?o? (dem Xamen des Gemahls der Dido). 1. Uebrigens scbeint die von Alfred Raach To rg asc hla- gene Zusammenstellung des trojanischen Sigtt mit « dem phftnikiachen Gottesnamen Ittwv (Euseb. Ist diese meine Erklftrung njimlich die Namen luufidvdQtftci und l\f'if4avAoo^ nnd l^Kaiai jrvXai. Ev. * In der von Schlieman in Troj \ 1873 gefandeoMi nicht griecht- schen Inschrift (in deren SchnftzUgen chinesischen Inschrift. Muller wollte. 14(>) denselben Namen (Si. ferner Sigon (einem Ortsnamen aaf der phfinikischen Festlande) in Verbindung gebracht (Beilage znr AlIjL'emeinen Zeitung 1874 N. Also betrachteten Beide (Hang and Resch) diis Sigo der Inscbnft and mit ihm auch das Xi^stov. i. go »1m> Sign mit Siifetov. go. Sign. die Wdrter Ta. tischer Abkunfr. wahrend Alfred Eesch (Allg. go oder o gelesen und Si. verfeblt sa sein.10 p. i)gCtw). 4) bekanntem araoritiscben K^nigsnamen Xi/(ov und mit dem hebraischen Stadtnamen Siehem verglicben bat. Ebenso scbeint die Meinong daas darch den Namen der Hafenstadt Sigo der obigen Inschrift. Haog i.fl7| p. Und wenn die von Huug gemachte Entaifferung der trojaniaelMii Inschrift richtig ist. ttt. pb<">niki8che erkennen bat i.setzt worden ist (Vrgl. o. IV. slich hethitische Burnouf di« GnindtticlMn der Bacluitaben. . i. £{7itov ab Mat pli^ 26 nikidche Niederlage erwiesen sei. 8chH«»professor Max Si. Die ariache Abkanft aller dieser Namen wii*d durch diese C'ombiDation gant klar geatallt. Deuteron. Zeit. ArfMV Zi wr.Sutfix man (lurch das griechiHche Localmiffix nw oder utv er. 21. S(i)geu widerlegt. i. Ittwv » nicht treffond zu sein. 32). XXI. so ist das in dieser gelesene Wort Sigo gaiu ideatisch mit I'ys'. ^^mov. Si.av5f»o. »o kOmite andere kleinasiati8cb-pbn'gi8che oder trojaAV^Orter in diese combination einscbliessen. lxi{j. Und 80 rauHs selir wahtvcheinlich aiich das Sign der von Schliemann entdeckten niclitgnecbifKilien Inschril't von Troja ' rait liyetov in Verbindung: ^ebracht werden. Praep. i!xaixav$f»o?. go) der Trojanischen Inschrift anch mit dem aus Bibel (Num. Diese Meinungal)er ist gegenttber der oben dargestelltan Combination der phrygischen lixsjiav rait l^^itov £xdi|UCy9poc* XxaiaC icoXat und dem armen. 1874 N. ich zwei nische richtig. CAR0LIDE8 9M . i.ov.

/jjypy. aotap Vrgl. v. d.v xaXsoyaiv »• In dem phrygibchen MavSpaTTOAi? scheint zoXi? eine Uebersetzung des plirygisch-kleinasiatischen lAavopa zu sein. von der dem audi der trojanisclie oder Flussgott Indjuavbgog seinen Namen erhalten hat.). ». oe -7. also (. Dass Name eiiier Zndfiavdgog in diesem Sinne in allgemeinerem bei troischen Gebrauche aus Volkern stand.'AoTvdva^ = Stadtkonig. ' Nicolai Damasceni Excerpta et Fragraenta Ed. TTjV fovaixa a»>To6 Adidav. VI 402-3 • « xovp' "lv/. W. Steph.^ Es mag nun dass Zndjuavdgog grammatisdi nicht genau doTvdva^ erklart wird.T(0(i xaXssaxe Xxajj-avopiov.Ttofi. 506 «'A(3Toava^. Tpwe? * c7:{x>/rj(3'. (ein Krlojiia Sohn von Priamos) Urbamts als Personenname) war ein troisch-phrygisoh-kle'inasiatischer Helden-oder KoFluss nigsname. dem Dada verbunden wird. Konig.a/r^v. {iTjtdpa twv veavtoxwv ei? t6 ITdXeiov i^eJCsiJ^s 5ia xV^poxo. erhellt audi alter Ueberlieferung. « i!xa|j.Burg aus Una (sgai) ein mit einem Zaun umgebener Ort.Xso?.{xcdvo? xara ty. son- dern selbe « Konig s-stadt » bedeuten. Diese Zusarnmenstellung aber kann uns die Zusammensetzung des Wortes ZKa/udvdgiog Held. (Vgl. Vrgl. ZTcajudvdgtog oder urspriinglich Ikd/uavdgog (?) .v |i. dvag und mandra -^. Zudinavdgog namlidi war nadi Nicolaus von Damascus der erste Konig von Troja. dessen Name mit einem der altesten kleinasiatischen mythisdien Namen. Xatj-cov. B. gorod. I 1 . a7:oi)-av6vTo. Indessen finden wir die- grammatische Bildung ' dem ivarischen 2Jovdy£/. mandura Sncrt.260 SECTION GEfcCE ET ORIENTE luajudvdgtog wird bei ^ [18] Homer selbst mit 'Aorvdva^ eng zusammengestellt. judvdga stabulum)" erkladomus. es mag in nidit « Stadtkonig ». 36 Pa-i'. Orelli p.avo(iO? 6 ep7(j) zpwTO? tcov Tpcoojv. oi aXXo: 'AoToavaxra 010? eposTO ov '^Ex. jto/ug) 'Aorboxrj Jlo/Jrrjg Fogdiov (negra glierda.a II. » XXII 500 u.^xv^o^ oov- Tov h Tf/(j)aot svixYjoev. (u. mandira — — = ren. Malkart Yi'g.

r*«l»» It . ist g«wis9 nor grieohiwh. kliirer Wenn aber die alten und die neuen Er- des Dichters den nuaiog. in denen die obij^e fiuvdijo^ iStadtkonig ihre Analo^io findet. d«r • erste Kouig von Troja AcUt (tM (8. oben S. «r>^//<a»'d(>/ri. Namen mit dem ffriecbischon als Adjectiv link als identiscli annebmen und ganz westlidies Tbor erklilren. Das nir^rnds von dem Dichter als okqioI also link erklart wild.ai bleibsal muss man das Uebereines kleinasiatiscb-armeniscben Wortes annebdas luaial jrvXai (die men und sclieinlidi Pluraltbrm wii-d walir- um das grossartige daizustellen gebraudit) von also das einzig dem Didder Ut()ddvim otl erwalinto. div* mdioyde t'iibrcnde audi genannte oigentlicbo /uin fntemchiede des Die Form Ixajiivof^to. Anmerkung . SuUbt IxijLXV^f^C bi«««. zumal weil Homer nichts von ande* rem also ostlicbem. AoQodEog V^l. Jell glaube in l^nmai nv?.Tom* 111.Kuidii»tjialj. 393.i«v5. sowoh^ den dos den des Helden oder KOni^ heisnt bei Inaiai mum (audi Uiodfii'iat) Homer das der Grie- zu dem ist Felde von Troja und zu Ilios (II. Son»t j^ibt en sell on audi im UrioohiErklilnin^ Iku- Compositii. U. VI.v#c von dem gleiebmwuigen Fluss oder Flussgote gebrftucb. von HosMr HoKlen oder Kf»nig» ilxi. 146.^. so ist dies eine willkiir- liche Erkliirung. dem La^er chen liihrende Thor von Ill. Al>er weon ancli lHUfiay<ioog als Ivonit/stadt crklftrt werden uiUfM. aus diesem Namen ' Flnsses I'kdftardiiog als Dia/uivdotog. Xtf** Onm** 4m OrinkMMf*. «^ 3). Uiosos Wort audi iuuhs wuitlicli Orabtn kuiii^ orkliU'L werden). Se()d(oo(t^ 80 z. 18. 80 hindert uns dies niclit die urspri'ingliche Hedoutun^ des Namens aut* die Stadt selbnt von Troja zu bezielien und die beide andere. oder nur recbtseitigen (Ae^ai nv/ju sagt.

jtvArj) Vrgl. S(i)gain konnten wir audi dus phry(g) M-?jV gische 'Aoxaioc in Verbindung bringen. — sein. In Tlieile finden vvir vielleiclit das -- Stein pers. ch'^^ir Stein. * Mit Ixaial :r6Xat uud den anderen verwandten kleinasiatischen Namen wie audi init dem armen. awardeag ' Was das Lautveihilltniss von XiYS'-ov and Xixsaav . Itn8juav ^ Selbst Ill.2G2 SECTION GRECE ET OEIENTE Ilios. wie Ramsay glaubt. oder.. der das als ein grjecbisches betrachtete: hindurcli Wort wird also kei- neswegs die wirkliche objective Bedeutung des phrygiscli-kleinasiatisclien Wortes « koniglich » widerlegt. das arm. annehmen sollte. Inscriften v^eil in diesen kann icb iiicbt viel erkliirlicben finden. so liegt in diesem Falle eine subjective Auflassung des Dicliters vor. gestiitzt 295). ?). westlicli verstanden bat. das Byzantiiiisclie /qvot) erkliiren und so muss man das Wort mit in Verbindung bringen. auf dass <ii InajiidvdQiog. wio das griechische % ausgesprochen wild. e^etsAeoe.''^ Ueber die anderen pbrygisch abget'assten der hellenischen Zeit gelie icb hinweg. i . AFart. « wenn man. 'Aka- ralasoum 2j hdoumovoc. » ouaiov ^iov » (Odys. Sonst sclieint das Wort aus zvvei Tbeilen zusammengesetzt zu dem ersten armeniscbe W. li. wo die Felsenmonuments der Stadt gesammelt waren. 1) AuaQaXaoow scheint ebenfalls Grab zu bedeu- ten. Bemerkenswertli sind docb die Iblgenden AVorter. « Homer nnter onaiov wirklich links » d. so soil be- uiorkeu dasa das armen. wenn dieser Name nicht eher an 'AoxTjVOV und 'AoxTjvd? erinnerte. icli Ixata-l in Btzug auf den Uebergang von /j 7 in x betrifft. e^eriAsos. bedeutet den Ort. Ixaaavo^ooc. avarden EKTEAElv. ist offenbar ein Zeitwort bedeutend vielleiclit tjTobpev. Vo^Qi. kar. Vergl. also [2U] Thor von das konigliche Thor (Porta reale. Ziyetov.

Kiinstler. nreza Ehre. Carolidks. U»i» 3) AtjelfiOTiv (/ifiTfOfiv aQetftarivj leicljt aije^mtv a(*£^ int viel- diis Superlativ einen AdjcctivB \viirdi«i.(ivtZ. Arbeit. da*« Mrm. Dienst. Vrgl.^anz anneniHoh.ov klin^t . d. CAROLIDJ-^i . kory ^'l>yaoTijQiov. P. ArbeitstAtto tier arm. (Vgl. Koi'tjanitz kon/nnai/on der die Arbeit hihronde. Vrj(l. audi den Inschritten bekaniiten ? kilikiftchen PorRO* neniijunen AQ^av)\ uaTFo*tv aotZnnnv also digste Mutter die ohnvflr- 4) KovQC. --t-ii^M^^^m&nsfi^F^ . nrz'aan den aiis Hactr.|21] P.

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Gkorgks Sauior. MKXIQUE Francisco Dki. J08EPI1 SciivAB. M. HUSSIE MoHK nde VON Radlow Mme Nika. Prof. SERBIE Popov ITCH Comm.xso y Tboncoso. Mme HoDGK. dk . M. Au le nomltre des dSligtiSs officieU du XII qtii Conffr^* U faiii ajouter CUiustre Professetir T0M8RN.A la listfi des adh^euts an Congr^ de Romtt U faui let ajotiter ceiix dont gttivent nom*: NORVfcOE Jans Likbi. Dk Poltorazky Mile Heiimine S.. M. Pierre Droum. PRANCE Mr Israel L£vi. Edo^nr.kix Prof. rep rim ntaii Gonvemement de Danomark. E. M. Galadin. M. de rUoivorniii tie CJiri«tiani«- HOLLANDE Heeok. Dk Kkoupensky Akatolk. S. Jdn<uro TAKAKDsn Dr.lAflnw. M. Froidkval'X. Senior G. Paul Boeli. Mile HuDas. H. J A PON KuRARiCHi Ohiratoki Prof. . E. le G6n6ral von Sciiwkdow G. Rappuport. P. Mme Israel L^vi. Mme.

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Paul BrOnnle) . 115 127 193 Intorno alle origini della scrittura lineare. Donati) cliicse cristiane di oriente ed occidente. Notu semasiologiche.. Ciardi-Dopri).INDEX Skci'Uw Mviu(iu>uib rr Rkuuioxh. Page 5 83 87 Notes do lexicographic egyptienne. Algonquin Laognagott. (Herbert Baynes) 1U8 SkCTION LlNCit'lSTlljUiC. (Dr. (Karl Piebl). (Helbig) Die phrygischen Inschriften (P. Di uu bnssorilievo del museo Del Domo Papa nello (B. di Perugia. 17 Labanca) of The Oriental conception Law.. (Cr. Sergi). The inflexion of the Substantive in the (J. AJl Dyueley) SacTioK Ofttai ST OiUDmL Le premier r^it do la mort des preteudanti} et 0M ir»0M daat 388 9A8 rOdysseo. (G. (G. (Francesco Scerbo) Sul trattainonto delle liquide indogerraaniche nell' indoirauico e specialmente nell' antico indiano. 'Ali Ibn Hnitiza aud his criticism on fnmoas Arabic Philologists. Carolides) .

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JUN 1 2 667 International Coogress of Orientalists Proceedings PLEASE DO NOT REMOVE FROM THIS CARDS OR SLIPS POCKET UNIVERSITY OF TORONTO LIBRARY .BINDING SECT.

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