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ACTES
DU

^ DOUZIEME CONGRES INTERNATIONAL
DES ORIEXTALISTES

ROME

i899

ACTES
DL'

DOUZIilME

CONliHES

INTERNATIONAL

DES ORIENTALISTES
BOME
1899

TOME TROISIEME
(PREMl^.Rt:

PARTIE)

SECTIONS LANGXJBS S^MITIQUES ET MONDE MUSTJLMAN
:

FLORENCE
Soci^Tfe

Typogbaphiqde Flobektik*
Rue Sam Uallo,
S3

MDOCCCII

i .Zo v.

col proposito di conquistarla. dove condottii innanzi una veccliia araba. doveano accrescere I dalle boscose pendici di Banalbufar. e le il scarse dit'ese di quel luogo ne avrebbero reso facile possesso. la domenica. II. al- r inattesa. du OrimUtlitUi. II porto sicuro di SoUer agevolava V approdo. in vista delle amene alture AV^adi Musa. Oottffr*9 — Vol.VOCI 1)1 ORIGINE ARABA NELLA LINGUA DELLE BALEARI Gli svelti minareti edifici. fatta prigioniera. I'otto settembre 1229. 1 . le incantevoli bellezze del paesaggio il desiderio della tiotta. con la sua gli tu Pentalen. egli si Giacomo I d'Aragona. di Seller (Solar « la Concii > . furoDO i primi die attrassero gli avidi sgiiardi del conqnistatore di Malloica. su Palma. al Giacomo (Jaime giunse. per via di terra. conquista. Mentre di clie le vele della flotta conquistivtrice cor- revano sul mare in tempesta. quando diresse dalla costa catalana verso la maggiore delle Isole Baleari. giorno 10. dimora estiva dei Re degli Hadduga. Aetu du Kit'*' 1' impressiono della vecchia tu protbnda. con la speranza di poter quindi piombare. Nel veilere il Re Jaime. e sbarc6 sul detto isolotto.

die ac- crebbe non poca baldanza al le alture della stretta valle si Re d'Aragona. quando. Cristiani penetrare nella fortezza ma. Nuiio Sanz. sol- all'attuale Real. dopo la conquista dell' isola. pochi Arabi superstiti scapparono. aperta una nuova gran breccia. o si nascosero. nella quale perirono tuttavia telli fra- Moncada. che si avanz6 per la porta di Babalcafal. Allora il cari al Re. nel vedere le braccia poiclie egli sproporzionatamente langlie di Giacomo « I . ma i I'assedio alia piazza fu messo tanto il 16 settembre. di costruire. esclani6 II : 6 dnnqiie destinato : Mallorca sara tua». La vecchia. nella vicinanza del qual luogo fu una prima zuffa favoi revole ai Cristiani. i Presso che ventiniila cadaveri rimasero sul suolo. deciso di ricoprivano di Arabi difen- sori. ed una profezia araba diceva die un uomo dalle Imighe braccia avrebbe conquistato Mallorca. la difesa degli 1' Arabi fu lunga ed accanita.2 SECTION SEMITIQUE aveva lungliissime braccia. sera del giorno 11 Nella Re Jaime rec6 a Santa Ponsa. fece a tutti giurare di prenil dere Palraa o morire. pren- dendo la spada fra denti. il giorno 31. Ma poterono spinti. la- . nel caso di vittoria. oggi Puerta Pintod. insieme con Don Jaime. Frattanto. per la quale la cavalleria pote penetrare. e per6 dal campo il di Don Jaime venne si cercare piu avanti un miglior punto di sbarco. ebbe luogo r assalto generale quasi tutti i Cristiani entrarono nella citta. luogo della un Con- vento di Cisterciensi il die avvenne poco appresso. campo fu trasportato al nord di Palma. lo zio del Re. aggiungendo vittc»ria. solo il cominciato i assedio il 2 dicembre . In16 settembre. iiel . . rene rimasero fuori fino al 27 dicembre. voto. di gran mattino.

imposero. in possesso di parecchie arti e. desiderosi forse di salvaie vita. dovettero. confondersi con la popolazione Piu loro conquistatori. si portavano via sperauzosi perte. die contava gia a un mucdiio il ottantamila abitanti. dopo aver cliiuso a chiave le loro case. forse la speranza di un prossimo ri- torno quanta poesia di dolore in quella t'uga. e il puzzo dei cadaveri era tale die conquipiii si Htatore. ci'istiaua.LUIGI SALVADORE D' AUSTRIA sciando indifeso il 8 quale dovette Re Wali Said Ben el Uakeni. modo e decim6 stesso esercito conqui- Degli Arabi scapparono allora in Africa. i cadaveri lo . in alcuni. loro di Alroudaina. trovarono presto lavoro proficuo. ad inipedire. tornando. la loro civilta al vincitore. bandi un decreto di morte contro quanti rifiutassero a seppellire . quando. pill. che non potevano partire. La citta di Palma. seb- bene sottomessi nelle campagne. . il Non deve dunque »'e- cnr moraviiilia che fondo della popolazic»ne dell'isola . la fede dei loro avi! Come gli anche piu della Arabi fnggiaschi le chiavi. anclie gli Arabi di Mallorcii. verso sera. Le donne offrivano soldati inferociti. rimanendo. die. si discostavano dalla loro isola natia. i soli che avevano mezzi. con le loro alte vele latine. loro gioielli ai domandando soltanto die tbase loro risparmiata la vita. di prendeva possesso dell'ultimo recinto cui si vede tuttora una porta.^ ed industrie. parve allora ridotta di rovine. che essi soli I'avrebbero. L'eccidio di quclla giori nata fu tremendo. clii sa con quale schianto nel cuore dei e. un danno la peste grave. a mano a mano. per la pestilenza. ma venne ad ogni statore. ria- Ma civili dei i poveri. dellAndalusia. il arrender«i a Don Jaime.

forme che usano Cosi le pietruzze tapin degli ac- quedotti. il il colore sacro del Prof eta Maometto. tutte le 1' sempre artigiani ed moresca si artisti arte tradizionale prosegiiiva in nuove costruzioni aragonesi. predomina poi. per dare a tal costume arabo stiano. La creta continuava a foggiare. del quale dovevano a quelli che erano rimasti a casa. tra i colori. tuttora in Mallorca. ed i frantoi ricordano perfettamente quelli de' vicini coltivatori musulmani 1' dell' Africa. destinano tali nastri a servir un carattere cricome misura della I statua della Vergine o del Santo di alcun Santuario. onde anclie oggi pu6 recar meravivicina Algeria. avendo chino. il altissima il poppa sporgente. Anche la come quelli i ha serbato usi tradizionali di portar pietre e gettarle sulla le tomba nastri I un Santo. che gli alle grate Arabi attacclero major- dei Santuari. . secondo il costume arabico glia il . di di accovacciarsi. la albero inclinato. Cosi 1' i stimenti sciabecclii. sono ancora conformi uso arabico. I'altezza precisa della stiitua . in segno di benedizione. per quanto la sigiioria aragonese dell* si stbgasse a distruggere tutti gli eleGli menti antica tradizione e civilta musulmana. artigiani e gli artisti nelle iiuove costruzioni essendo arabi. ch' e portare. verde. prano e cano devoti possano riconoscerla come il i multicolori detti midas o misnge. religione modo di remare. con vela latina. di come I'aratro e la zappa ba- Mallorca.I SECTION SEMITIQUE cristianieggiata sia rimasta arabo. gli strumenti agricoli. le stesse e precise trovare nella specialmente nei Monti della Cabilia. all' modo arabi. sotto le dita esperte le di lavoranti arabi stoviglie domesticlie . perche sabbie del deserto non la rico.

«. II protessore Wahrmiuid (U Vienna ebbe la bonta di rivedere i primi appunti. ma die lo aveva visto fare ad altri cosi egli tranianil dava un antico <i:nificato. che. alcuna impressione mi si ^. che Arabi del 8ecf>lo XVII . lorca. strano. un miiratore lacendo niiove pic« e trave. come. non saperlo. rimaste non poche vinti. nel Mali di Dega. di maniera clie sono venuto . aggiungendovi alcuna osservazione. che la lingua aragonese accolse. a lore pro- pria insaputa. a mano a mano. ricliiesto perclie t'acesse codesto. sono pertettaniente arabe le cosi che. senza conoscerne altri raenti si- Perci6 non parra. tuffandovi la mano. al contrario. il materiale per via ingrossato. nella niontagna di Malgli •cole volte. siano. . e molte tegole rossa. per esempif). domand6 che dessero un vaso di terra rossa. Molti de' nomi arabi riMallorca sono comuni a quelli . ne lasci6 Timpronta ad ogni trave. segnando . e a loro traccie della lingua dei masti nel linguaggio di mal grado. a un po' per volta. poclii di ceise anticlie la gli portano fatta con terra con V Ilenne. che s' introdussero nel Castigliano altri. Le . a comporre il dizionarietto che presento come saggio o che potra da altri venire ampliato. uso. come usano tVa trave Or »ono anni soltanto. disse di .LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRIA si 6 La inano in protettrice degli Arabi di vede scolpita pietra sull' ingresso parecchi fe edificj. in alcun mode. lo ne tiii volte colpito e venni. nell'ascoltarle potrebbe credere di trovarsi trasportati in niolte un paese pienamente arabo. non furono accettati <lalla castigliana. se si non se ne discernessero parole. cantilene poi che si usano nella hattitura del grano e in altri lavori agresti. anche nella lingua imposta dai conquistatori. richiesto dal ma.

carono clie di rivederne le stampe. e mi sostiene la speranza altri possa questa prima raccolta spingere a fare meglio di me. .6 SECTION SEMITIQUE Presidente del Dodicesimo Congresso degli Orientalist! mio piccolo contributo agli Atti lo feci coQ tanta maggior fiducia die i cliiarissimi e dotti prot'essori Celestino Schiaparelli e Fans to Lasinio s'iucaridi tornire 11 .

principt de cor*ar»o»). Non 6 dabbio per6 che noi qui dobbiamo ricorrere alia radice %Xi bala*a. — Anche Dozy. — le guide et chef de la covalerie leg^re qui court le pnytt ennrtni : — . e cio6 alia forma ACiM ball&'a (con ^^^^JL} balcompiucio. sorprente che M-aturisce dalla terra castigl. Tutto questo prova che I'applicazione anzidetta alle sorgenti piovane i probabilmente originale. lu'a e inghiottire. Bocthor ha per I'Egitto: ^^JNj balld.ball6 (la Abballa abbullua. orijizio di cloaca. Dozy. albafial e le albai\ar iu ^jV^ ballft'a. inumi~ doe dalla forma fjKi balla (femm. 65.: Capitaine de comaire*. Pedro de Alcala: remolina anche ^uLu« muballi* de agwi. egout. bagtuire. (partic. — Bocthor: WU»k)V# bH 1 u 'a lunettes. ({uaiulo cadono pioggie abbundanti.V ADORE D* AUSTRIA DIZIONARIETTO DI VOCI Dl ORIGINE ARABA NELLA LIXr^T'A DELLE BALEARI A. forme spagnole. alia albafial. (Alcala. riconosce le forme spagn. e radice bll L> ball a. Tourbillon d'eau pel quale II) remolinadu de agxui (Alcala). Gloss. delPelativo L)i a ball) molto inumidito (terreno) come fwA<#^ ramdft terra motto tcottantf. Siippl. ouvertnre ronde des latrines. ^dalld . alia casa ^ destinato ad inghiottire le acque Inride e che in occasione di grandi acquazzoni o simili le rigetta in parte.LUIGi &Ai. most rare la strada). v JsjJ^ radic-e dalil (eoll' articolo J»A3>^3i ad-dalil) condottiero dalla jJ. p. albellon.) dll (jS dalla. e dk pnre a r bo 11 on per cloaque. che in mezzo ^>pw balu'a) bodola. Suppl. condurre. Si potrebbe pensare dire. condottiero di gtterta. ft bo j on.'a Dozy attivo terres absorbantes.

do nam ^ castigl. ado bar o l' arabo dabaga cotieiare. guide. les p. «Ainsi s'appellaient p. ont fait alfenim. frauc. Otterra de Granada. Voyez Mendoza. v. port. adoquines. conducteur de ckemin. La derni^re consonne. adalid. p. ronfusione. bestiame centre. Aduar da ad-duar nsato metaforicamente a Minorca come ordi- iiawento. (jo«> i)ensi anche al pers. da adalil . adiimm^ dal pers. i . usando plurale invece del singolare. circol^re heduini. zucchero candito) les port. A*aj tab a* a subaltemi. 6^ dukau 11 Ci^ji dukan).duana ai-ab. &. Dozy . Esp. qu'on entendait mal. p. dukkan bottega^ greco 6&xavr„ che pero non coi- risponde foneticaniente. Si arab.8 pilotn. stando j)»> alia pronuncia..- oj»5«^ diwan nel senso di locale per gli impiegati di (e fnianxa. Gloss. servata la primitiva 1 finale).» ^^*iU)) an-nesid. 40 a d a 1 i d. iV. i^dobar 9mJ^ da dab age cmiciare pelli . e con- Gloss. — Ibid. castigl. Si potrebbe alia prima pensare. come in ^^*« J^ nas m'lah ecc.. ma I'etimologia 6 sicura. Dozy. 24: les guides et chefs de la cavalerie legere qui couraient le pays enneini. di dar casa di campagna) senza articolo. 47. a d a i 1 valenz. ital. Cosi pure Dozj^ Gloss. non ha ado bar. All' arab. ij^^)\ contre- ad-dukkan spagn. nel senso di pezzo di pietra o di legno ci richiaina lo adoquin morce. — Dozy. ad a lid. p. SECTION SEMITIQUE Anche nel Castigl. alia forma ^]3^\ ad war il (pi. les in spagn. 47. De a 1 -fen id (<yAJUu) al f&nid. 9l*«J nise donne Sta per ad ad-dawwSr dei {j]^di\) da col ad-duwwar nel (^I2<>JI) acrampamenio Gloss. huoim genie. s. e a alfeuique.. ve rsi recitati diventb anexir n e x m in port. a d a 1 i 1 (dove si : . est chaagee arbitraireinent. 41. jumelle. doyana. duana. fan is. pierre pour paves. pers.

mentro a Maiorca pronun/ia acotcros. Gloss. Da \s^' a^^i termine di pagamento. alvacll. donde deriva la IV forma «l^ i Ik^^ affiUOj bail ferme. alvazlr. mure.LUIGI 8ALVAD0RE A. p. castigl. 284: haloch val. A.giitzi. alguacil. 227) ce mot d^signe le bupUurum Hist. 611 arabi c(alla radice col ^^^ il derivano jj^ \v i z r rarico . pooTcXsOpov. alvacir. 36 . Plinio. si <\a. pelle. Esso per6 trae la sna origine dal persiano «JV spagn. Cazwini (II.lacli da yaloch Dozy Valencia. Per lo alguacil il si pens6 pure alParabo j^*jo^\ al-wastl il tV me- diatore. 1. 120. haloch. alvazll. {vitex agniis. D' AUSTRIA eHclwio il 9 fitto agala ^ la affitto.. alp. si vasil. castigl. alquacll. 686). Tberiaca. Gloss. Nat... 53.ga. alvastr. port. mais je ne sais pas si mot lie se trouve pas dans les dictionnaires >. deriva dall'arabo «j i^i che. jij^ w e z 1 r eolui che divide Re carico degli affari. (Dozy. Dozy lo deriva dall'arabo ij^y^^ halftq. Xicander. in in de- A lets forma piu usata Minorca. sale). Dozy non ha nulla di simile. d'especes de poissons. c'est I'anchois. confidente (delazione ec.. 1) cDans nne nomme anmi i3jj^j*^ (ar-racroc). p. aladroque. arab. g*'ezir o g'^izir prefeito. orecchie di lepre) il cni sncco serve a tingere in rosso la Aladrochi Dozy liste da arraeroc accitign non salata. .cast its) piauta. adftn el'arnab. (anchoii qui n'est pas 1. nome che risponde a bn<w*^J/i 0'»3» pleuran e a lingua di cane (KovofXwooov.tge8 imni.) a cui si puo anche applicare signi- ficato suddetto di mallevadore. significa pore altri u£5zi pi& bassi. forse per6 / per r: tS^ h agr mercede. comandante della Gnardia. 129. Gloss. in nature. XXII. Selon Pischer (Gemftlde von (sn questa pianta v. oltre a ministro. Alquacil da alguazil mnlleradore^ castigl. car le . A.

•>Jb qaid (coH'ai'tic. liarbi (coll'artic. castigl. ctmtrat.lbard.. puo pensare a ^^J*^ Per guerra. 56) ^imM) I al-'arabi.XAi) al-qaid) condottiero. fascia. .) A-lame. con que rodea el cuerpo dando varias vueltas. alarbe. Alayde da alcait. de Alcala traduit par cedula hoja carta. Gloss. Piu avvicina (anche Dozy. da 56: alar be. di ^-J^J sottile.. A. ^^A^ A. Dozy. Gloss. »*^J!J) que P.larb feni. Gloss. leggera (stoffa) anche costosa. fine. harab furore.. Hist. Alafaya E moUo arafaya av. nat. Ital. al-harbi) guerrenon solo sco. XXXV. 63 dipldme. Alar be. allume. ^^JjM) AAeirti Si da alarbi (arabo) nonw burbero. soldato. s. p. »]. V arabo. alvara quittance. rudo. Dice. Alcaide). beduino. p. al 'arabi. cedule. si fabbrica iu Aleppo. port. poMe^port. arabo. faglia? castigl. comandante. A. (Pliniiis. rude. albarh. alarve hombre barbaro. (comnierc. «Pieza de tela. albaran. latino alumen. de lana o seda. p. ec. I «Chez les Espagnols ce mot a re^u la signification plus Commandant d' una forteresse » (Dozy. aleppino. ec. larga y estrecha. scellerato.. alcaide. berbero. stoff'a. 79. restreinte d'un v. Gloss. se Acad.10 SECTION SEMITIQUE pel val.lapi da halebi tela di lino che ha 1ab1 . E il lama da aljam alhume. <y. an bar a. con probability AaOj^ ar-rafi'a fern. 52). de : albaUi. p. si la derivazione di detto significato pu6 pensare a harb si ma ancora a harib furente. Dozy.. lo [Credo che sia spagnolo faja che deriva dal lat. guerriero. castigl. aspero.

A.. ecc. ^^ji barda'a (col- I'artic.. derivazione da b u r fl z (coll'art. ^ < I* ^ barda'a (anche A£4>^ barda'a) volg. fr. une mule. farsi incontro a qualcuno in duello (fuori della riporta soltanto la derivazione da fila). in il significato origi- nale di . quietama. albarda). Dozy. *\^ bar&t.b u r a z). catenaccio. albard.bar da* a) sella da asino. Gloss. stanga.>' Hcnmbio coll'arabo iy^ barra (colPart.. 4V» . specie di sella rivestita di tela di lino. al-barra) citth. parata di yala. italiano. ''A''^^^^ -O/^ fnrnt ri-<v>«to. albari- abric6t. Dozy.dehors^ il banlieue. castigl.«' . III forma. wcita fettota d*Ua popolazione incontro al principe. a 1 . Gloss. albaU da albarut. abarra. bardau^ castigl.. baraza harban andare guerra. albercoch da al-bercoc foqiie. . Doxy. spagnolo e provenxale barra. Boctbor: bdi retnbourri pour un dne.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRU 6mo d 11 Se significa realmente quietama ecc^ che ha detti significati. 63. albarda niuneinente usata dalle si^ore di Minorca. la derivazione del col pensiero al saddetto significato noi dobbiamo ricorrerd medio latino. p.lbard^ aella di ley no foilerata da bardaah. in Siria pruyna. Qnesto significato pa6 aver con. Albercocli. 67. jjJ barazn. e faubourg e U quale significato All'ara(>o p. (alboroz?) tu^Jtigl. al francese laugirata (quindi anche barre nel senBO di barrieroy ba- dotto ad Tino barrean).. alborotu yrido.. '•'yR3| al bsr&'a Albard Per merraio castigl. campo ville. Gloss. Albrot La da abbazoz(?). albicocca. p. trova nello '" spagn. si . albala. albara. Cf.. solo e veroaiiuiie in quanto venga dalla forma alboroz e conservato tmcire all'uperto. ulburdan (lag. ^ ^ <-. a 1. (coirartic.y^jf^. libera fuori della d'onde territoire qui t'etend auUntr d'une . 871. alvara. co- Abarda. campo aprrto alLt (in oampam ^ . ^3_^o barqftq ^_^-u) al-barqAq) qJMoocai. albarra. appena si puu pensare.

i^lcacliofa. Alcoliol Dozy. 107-109. port. basilic. casamento. . pero senza propria di- chiarazione. Suppl. qarye. Cf. alca^ova ville. G-loss. alcaria. fv. al-qarye). ^aJU> al-qubbe) cupola. alhabega. caso camimyna. p. — mot cohol par Mahn. parola di cui il primo elemento 6 sicuramente cardo. -» castigl. capUale. Alcoweu.12 polvere da SECTION SEMITIQUE canmme e »«X. 86. p. forteresse de a 1-c a 9 a b a (a 1-q a s a b bourgade. mi pare al Littre che possa benissimo essere derivato dall'italiano carciofo. qdbinetto (coll'art.lcova da alcoba. Gloss. ^»«w mato o / «^ 1' hursflf (coll'art. arag. ted. 4. alcova. ^AAtf AJ ) p. -A. fattoria.. 29). casale. escarxofa da aljarxofa. Gloss. anche t^olnta. (Prax. volta. A. Devic nel Suppl. ferme. C'est k tort que plusieurs auteurs ont traduit antimoine*. L'arabo ha pure s. a). Etymol. Gloss. fabregne. Anche in Dozy. metairie. Artichaut. Dozy.lcagaba Dozy. alfabega. Unters. (coll'art. Commerce de I'Algerie. A. alcofoll de al-cohl (al-kohl) «Le cohol est la galene ou sulphure de le plomh.. A. alfabega Dozy.^*^0*1 p. JO >*3 qarya. alqueria. alcachofa. 62: albahaca. ala<~Aj>^ bega. puleggio. 92: alcohol. espece d'herbe. Essendo strnosa per arabo.. j^^*m*^ di • * "^ . de al-habac (al- ^abaq) mentha- pulegium. alcazaba. 90.^.>** 'a r bade rissa. da alhabac. alcofol.. specie di cardo chiauna forma mo- in Siria ^^y*** cx*^ji^ ardi sauki. franc. forteresse." Ijarsfif. AAd qubbe ecc.lfabaga. . al-hursuf).lcaria da alcariya. non altrimenti che la tedesca artischoke. alcove. p.. p. castigl. r. catal. it.

ble. baragouin. menthe snuvage^ Innrin' ronr. bega castigl. que e^spnrtfj Pedro de Alcala traduit par Gloss.ptdegium [pulicaria]. arabo AftX^ al-halfa. 139: alholi. bruit confits de pltuieurs voix. . iiX^). p. Gloss.: LUIGI 8ALVAD0EE D' AUSTRIA IS Alfabrega. banr dn . p. algaravia. - la langue arabe. p. port. alfali. basilic al»-> (franc. Dozy. etp^e d'herbe. Alfach come nome corrispondente a tSparto. Alfa castigl. Gl. castigl. de <^^^4^» alhori horrewn. roseau.. noncbe h a 1 fa jonc. 116: alforja btsact da "^j^ al horj^ Z. p. Est Aa>^*)» al-'arabiya (al-'arabiyya) la lingwi arabo. Dozy. 100 e Suppl. alfa<|ae banco di erba marina presso le custe. alfabega. fabrique) (par transposition) de ^^^ ^ hiisiflr. aable^ 1ms fond de? (II. stipa tenacissimn. grenier. aussi. giuiico niariuo... v. Gloss. al-habaq. magasin de lat. Alforge chiaina (-es) da alsarch (?).. Sp. soldati. aggionge: inenthf d' Arable. Dozy. galimatias. nonche magazzino di vettovaglie per p. coU'art.lfali (la alhaii' Hnufuxxhu) di grano: castigl. le wT^X^l ^vAX^ half& e AAX^ sainfoin epinetur.J^ l)urg sacco da viaggio ecc. A-lgaravia Dozy. yerva propria de Espaiia (Dozy. da SjHirto. Diz. granaio. ^Ifacli. alfcrga. alforiz. dell'Acc. magazzintt di grano s'intende fSj^ hoinibblico ryun. p. volg. Col suddetto alhari. al-huri magazzino i di grano. Nel Sappl. 119 algraviOy arabia 1) algarabia. huri o hori. Wsoccm. albftbega. Gloss. proviene l>enis8imo da alalfa. A. mentha. a Minorca si comunemente bonctua o bunatus. s. npnrU. alfoli. 62: albahaca. 107: Alfaqae. Doz}'. albahaca.. Gloss. lo fa derivare da Sono due cose diverse). «En Navarre on disait algorio la et le mot arabe a encore une fois passe dans I'espagnol sous forme algorin ou alguarin ». canfimmie.

feu que I' on fait sur la c6te i^our donner quelque avis. Algorfa. fem. Da ^J>»\i^ Gloss. utensile. V. algibe.1 (?) .y^al lit al gubb. p. Dozy. comme tapisseries . algarabia en (al-garbi) del regno d'Algarve. A. fossa? Spagn. a) euphrasia... 125. cenader en sobrado. Gl. cisterna. 4 . p. camara donde doi'mimos. Dozy. algibe. p. chibo. ital. h) plante du genre centaaree. anjub) dall' arabo. pr. sobrado da <X3m%J\ . al-gabr. gioia (gioiello). Dozy. bu- Alimares Dozy. ou habits. avec la «. Gloss. Dozy. . 133: age (bisogno) cosa posseduta alhaja designe en general toute 1. cisterna.'eZ algorfa (al-^rfe) presso Alcali: chamhre haute solaio y da camara. port. — Bocthor (Egitto) A-lliaja da haya. camara como guiera: (soffitta). de »^wjj) al-imara signal.1JUP. aujup dall'ar. 141 : alimara. bijoux. Aljub (arjub.. Glos. est ^^j^\ *l-garbl 3) Algarabia Due piante. algofra grenier. ».. ^'N^ al-gubb. egiz. etc. segnalc.: 14 SECTION SEMITIQUE 2) algarabio. Algebra. al-ghebr) W^:^ in origine: rimetter a posto forzatamente un osito ratio o slogato. p. quindi anche ridmione di equazione {ritolvere tin' equazione). 8. 123: algebra = j^^ al djebr (al-gebr.. Gloss. 127: algorfa. I'or- chose qui a quelque valeur et plus specialment tout ce qui est destine a I'usage ou k nement d'une maison ou d'une personne reaux. lits. ^ubb p. (coU'art.

la desinenza al non ha nalla coll' articolo ma e piattosto la desinenza latina . Dall'arab.LUIGI SAI. almagovares. mot un don volontaire destine au mSme usage. . impos^e par prince quand . una scorreria (»^Lc gare). amiran- almiraje. de la mer. port.lniogaver Dozy. aiimesch da almico. almiragius dus. ce dont soit le « Dans plasiears documenta da un impot sur les navires marchands produit devait servir h equiper une flotte centre lee Manres.f^l am!r al-mft comatt" nlis dante delV aequo)./i-- ziaiorc. avaiU-amcolui che >"> E plur.VADORE A.. amirarius . D' AU8TEIA 16 p. almi^a h Magreb per ^^ki^j al-mais od (. una >—^~'"^. almirage. aassi almice. ec. signifie. Dozy. (Sarebbe per6 molto strana la scomparsa bahr).. almiraUun. nlmiraglio. Gloss. almogna per tri- contribuxione. A)^** ma 'fine aiuto. Dozy. sur — Almirage fonetica di •^ terre. almirante. Gloss. • cavalerie (a le'gere.r. comandante del mare.. a che fare Dozy per6 osserva che arabo. serum lactis. si castigl. la / (a /mi ran te. ordinariamente spiegato con f^SJ) J?^} u m i r a 1- bal. (anche ^lAi ^. Amir pero e arabo. $iero. 172. fa p. admiral) e inserta. da almauua clcHtosina. amiratus.. Nelle Baleari dice pin alniogtia per Inr- gixione pia. Gloss. Dozy. ted. rpurs. raoyen ftge. ])etU laii. Gloss. di ^^ ^^X a 1 - m oga w i r 1 - m uga w i r) un assalto nemico. A. p. p. 164 seg. 162 : a 1 mece port. inoltre la parola in capo coll' mir venne usata qual Comandante aggiunta «t<r mer. 179: almoyna. o alius (alviiralis. almirant.lmesli. C'est Tarabe ^_^*il al-ma'ona signait : (al-ma'ilne) qui signifie proprement aide et qui dele une contribution extraordinaii'e. soit soccorso. atwto al Almirall. iVlmogna htito. ammiraglio. almirante). On tronve done les ex- pressions dons e almoynes » et « galea de la almoyna*.^*«**» al-meis al-mas]. amiralh. jjOA*) . donde lo spagn.

A. Significava in origine la pietra Jilosofale «la p'ierre philosophale » dal greco xojio? Jluidum.lquiinia. ispettore delle finanze. Gloss. xo|iia. a me (rad. araba). che ha lo stesso ' significato. derivata dalla radice amto.. u J (^•w^ musrif. almud. 179: almo- xarif e. (da v-J^***** musarrif). p. Gloss. Gloss. mosrif non pronunciarsi al-musrif) pi. almude nom grammi). intendant. Dozy.^W-i i. almozarife.linut. da almardadux castigl. almosarife. ^^\ a ma. Almoradux. de mesure de moudd (al-mudd) una misura 1 degli aridi (Nell'Irak 2 rati. y\) achiava. se paie port.. Un rati = 2566 J«^^ A. Gloss. serva. orccchio di topo. moradux inayyiormta erba. alquimia alchimie de fLxCvXJ) al-kimiya oggi anche Chemie. 16 le tresor SECTION SEMITIQUE public etait epuise*. '/(r^\Llcf. . mardaqus (coll'art. almoxarif ricevitore delle gabelle (derechos) reali.ina da a ma halia t (Y). 1 180. ^^HjkS al-mardaqus) (greco s. non si usava forma Almoxarif da castigl. «y4) al p... almojarife. port. nell'Higaz Yj rati. almoradus ii^ijA dal pers. Spagna jt*^ fin «« m ardadu m urdadus la (secondo Dozy. Ispettore capo. «receveur de ville I'impot qui aux portes de et a Pen tree des ports. (.. ji^XJj*^ marzangils . 174. A. (coll'art.. p. dal X sec. ^^^hI Dozy. ™" Chimica. — Come ^^» uj^ 'aun i'ane.L mesarif. •> •> •xoogcot'Ic) maggiorana — in pure . delle gabelle erariali. aumut Dozy. de i^j^HtX) al mosrif inspecteur.

usato dai mori. piUuiro. LUIGI 8ALVAD0RE D'ALbTlUA 17 Amburnia. chez Alcal& (de Hi)>erDia. Andamio les da addaima p. attivo della IV forma o\^ • \ (per u^ '• '' ha- w ana) valer jwco.. III. amohiuat. osservare che qui Engelmann sti e in errore. forme d'une fictile in (V). — Vol. mcu^ont. al -!'»«. Gloss.'a. oltraggiante partic. de AiA» al-^alfa que Dozy fa P. Gloss. «gro6 drap de laine de dififerentes conleurs dont on faisait des manteaox qui — portaient le meme nom ». . flttaiolo. puntello. 73. a3\Ci> pi. deriverebbe da terrin^. andaimo. capote. fittaiolo (propriamente come tr^' u in m i yy mm I nomo rozzo. 100: alfalfa herhe appeUe OX' le grand trtfie [fi>^ num burgundicum. ' disonorante di . uudaniio. 190: andaime. be mi a. Dozy. Gloss.^<^) ^ plur. Esso pu6 maltrattante. deWIrlanda. irlan- manteau en robe fourr^e de peau de loop on d'aotre peao velae. Dozy. da'il'im ^^^^ di*(lme." ' . poute. vetement rustique k la fa^on des Irlandais*. port. L'araiH) «IaX^ al-halfft (al-half&) aipxi^CA (ill pa tenocissima e mnutda €p^ 1 Aclet XI I"" Congrft det OritnlalitU*. di ad-di'ma da A(«V<^i ad-di'ama. Qaando an veMtito. albarnia Dozy. de Aloala traduit par esparto. i^mo da amou affittavolo. (jl*) 'nmman u n) u contadino. f[ui a la icuelle de JUi\jj\ al-barntya (al-barnlyye) : vom quo quid reconduni.. albornia grand vote vemittd . de A. Anfans ar. est: echafaud pmtr (L'accentuation andaime) de et aJVC*^» ad-da'&im Us poutrcs. yerva propria de Espaita (Engelmann)]. L'Accad. Amoliinarse. p. venire da i>A^ muhin. castigl. p. allora ^Ui^ ber- n!yye dese). fa «. significasse — Belot petU vas« tU Urre.. analfabeta. «l'esp.

il Non si e (cfr. di il pensiero portato ad ^l^AwjJ) al-as'ar prezzi. A. . danta mot port. ^UwJ) ar-risela missive (ar-risale missiva). lo spagn. erha me- dica Ituenie. «En effet la forme alfalfez. qui s'appellaient JA*J J^ji [daraqat lamt]. di ^m) ream) il quale come decret. Gloss. Dozy. alfylfe. 80 che cosa possa essere detto / alasar.] lama. Ante da dante pelle di camoscio coiiciata. dante. — Dozy. G. Gloss. alfalfa. medica che per- O^^mJUw) espist. Alcala traduce alfalfa per le fapfa^a. « On se ser\'^ait de sa peau pour en fabriquer des boucliers excellents et fort estimes. Arancel i I iiffkiale i da alasar. Torse pi. ant a. «JX4mA4m1 uspust da torna molto meglio il Oc«mAmi esfist. mostassa). dit formellement : Uaman Lamt ». un animal du genre des antilopes». araucel. qui est moins al alteree.. les dictionnaiies buffle. p. si castigl. dans les deserts africains. non ha mai il significato di da osserva invece che risale decret. (selon Dozy. fr. adarga da ante. — «Le vient de JS&«J lamt nom que porte. Suppl. port. ordonnance esprime mente tutte le prescrizioni. v. alfalez e Trifle (greco {ir^Stxr^. ». LSa«»*aw) uspist.. r^-*** si'r prezzo qui Part.) lo spagn. Marmol (Descripcion de AfFrica) qui ecrit « el dante que los Affricaiios quelquefois ante. esparcilla ». [Cfr. 197. aussi peait de huffle^. en espagnol adaragadan te. ante ital. a») . castigl. aJUmi*^ marasim pi. s. dargadante antilope o specie di cammello delle Ande. Pronunciando espist esparcette. Tariffa le che porta prezzi a cui si devono veudere merci ed diritti die su qucste devouo pagare. est une corruption de JiJAA/Aij) e il al-fa^fa^a (Ji^aio^AJi siano fisfise) luzerne. loi. e propone la derivazione j^\jX\ al-marasin (plurale abbreviate per iracciato prescritto. D. dante. Engelmann pensa ad p.18 geios- SECTION SEMITIQUE ma it. 195: Ante. il dargaa dante. di ^^mj^ mars dm o - puo passare anche per propria- pi.

^'>^j^ qirUlle. dal Siriaco. 1 198: argolla. Te««uto di sparto od altro per bestie pui-tarc le biiM'che d' aequa siille da soma. sia 1' p.. 199 ha proposto Paltima forma. arrabalde ill conserve ancora 1' antico d come alcalde ^^-«oLaJi al-qadi il giudice (osservazione del Dozy). Gloss. maio: la detta parola ovidentemente il aryds. AAbjJ qar^ale. col rinvio al in panta) cIm greco xipraXoc xaf/caXXoc (corba che al basso termina occorre nei Settanta ed in Clemente Alessandrino. Gloss.). A. ^*^^ rli« aijrette de diamants mchAstis dans de Vor ou de Vargmi. Preso da (J**^Jj ra'is (coll'art. da jjOJ»ii ar-rabad (/m environs d'une si faubourgs). Gluss.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRIA IH Arganells da aleartel I. capitano di nav* ppevenga da ra'is. fc I'arabo J^^j^ qartal. quartiere) p. di Dozy. goifica pure tutti nicessaires h viezzi per vivere e per mantenimento. (I^zy. port. ojistigl. catal. arre&s (?) Non e in Dozy. j^kOJl ar-ra'Is) eapoy capi- fano. custigl. argola j^atuj anntau dt ftr ^ 4^*«3} a -gull {gofpia^ maiutie). chia. da arroyat struN/ento (?).* T'orA^/. il jfcLj^i ary&i «ricoo.irruez ovvero arruez? Arraval. da ral)at solthonjo. arrabul. p. trova nel Gloss. Suppl. anabal Dozy. quindi ancbe ricchezza. f ft: . A. 6 nonchi abito pi. Dozy. ma si nel Sapplem. Dozy. cesto di giunchi ^JUa^ Xon qirt&1e si specialmente eorba da atino per fniHa. ar^ollu. Arreus tirrvdo. Corrisponderebbero all'accento originale spa^aolo: . in Nel portog.rgolla <la alfjoll. cAoM* rtca- la vie. Gloss. capitano di nave ovvero da ^J'^^ ra'is (che significa lo stesso). bench^ W"^^ ra'is usata. cjustigl. e la forma Spagnuola arrayz governante. i — {J*^^ il ris pfnne pi. 198: arrabal [raval] faubourg (anche parroeville. .rraiz da ar-raiz mitiituto donde fopitaiio di fxistituento niomtro. ar^adell.

203 osserva giustamente « Est-ce que nous chercherons k present Torigine de ce mot? Je crois que ce serait de la peine perdue. Arselaga da al djaiilac. abulaga. mosto cotto^ sciroppo di frutta. Les mulets comprennent. in Algeria grido : ^/») errih. anlaga. gnifica les grains. — Ma Dozy.) la cui corteccia simile alia > fe . harre) che taluno deriverebbe dair arabo j^ j^ harr harr il (grido del camelliere). {sacco di lana]. Gloss. L'abbate Barges sentl p. coffre j\^^ guwal (area. (Dozy) mais chez Ibn Baitar: il ne faut pas en deriver aliaga.r u b b s-u^o vegetale condensato. la arab ^»ftJ^^ sella. Espagn. oppiu-e asinaio. Gloss. onde appunto di bestie il Arri II castigliano arricro conduttore da soma... pers. ^yi^iAkS il Da ^J/* rub' ar-rub' (la qtiarta parte [die\ qintar quintal\ coll'art. esprime pure pannolano ruvido per coprire Ar. ajonc. gaulaq colla. yU^ixi j\^ dar sis'an (forma abbreviata uUA«i j\^ d4r <i'4n albero spinoso grosso (crassus Wall. car a mon avis c'est un cri comme le il y en a tant et qui ne signifie absolu- ment rien. si- <~JL)^y^ g a u 1 a q e grand sac pour Egitto). car on in gaulaq ispagnolo si chiama yal&ca spino E il pers. arrope mosto cotto. A. '^y^ gaulah. le I wZecc ewro/Jaew*. et cela suffit ». arroba.. 371.rrop Da ristrettOf da arrabb i-*^ castigl. Aliega. nome di arriero applicato al conduttore di bestie da soma si puo con certezza derivare dal grido arri (arre. la E il pers. Arroba peso da arruba castigl. L'Accad.— Nella Spagna JBI anche cox).. il per co- — nome di un arbusto sul quale vedi Dozy.20 SECTION SEMITIQUE erido per incitare bestie da soma. farine (Bocthor. a r . traduit Aliega il par ulex. coll' art. Alcala traduit aliega par lit djaulac. f finale araba ha pure nome di a breve). V»a3^|^ e inoltre p.

XIV.AQOt da avot frusta. 228 : azucena lis blanc de A) w^m^W) a s-s o u- siisan pers. ^j . ^iL Ifti') tali'a pi. atalayach donde anche talale talayote) come sono chiamate costruzioni meiraliti- che costraite anticamente. Dozy.LUIGI SALVADOBE <d&rasay8a'Aa. Questo h D' AUSTRIA si 21 VaspuUUhut che. avanguardia. mercurittm {merciirio). azote sta pare per azoth = 3^ iVi da v3^J'"^^» az-zaftq universalis medicina. cortoccia ?) 16 (leg. . azoot. oLntym (di cui 11 precedento e nome d'unit^). argilaques con- corda sopratutto arjalaga. Gloss. esploratore. asoth. Dozy. Ma « dana le man. p. rVM^AM susan. Da qaeeto yul&qa. secondo Dozy. greco ooOgov. azoque. yalaga viene aliaga. p. Spagn. azoth.»iiy m sausaii. XIV. Nat. jALtalaga yot Atulugar stare alia vf delta da [castigl. a^onte fouet de Jd^^aJi Ati-saut (as-sut) frusta. ^^^ talar (pi. az-z&uq A. come trova Hcritto in Most4!nl. V^^UaJl at-Ja- sentinelle avamate. Je de Europa. Hist. v. ^SjK:^^\ « jl) A3A^ yoal&ca ou ar^il&ca. s. da atalag^i torrc di t/nardia. est Con ardgilacn e val. <ie Naples du Mosta'in! I.Socondo Plinio. sen a (as-siisane) de ^ymy^i susan. quindi quale cannella iathus (la (a*. on lit. plarale snddetto La forma spagnaola gli sorittori atalaya e 11 at-tal&T. Dozy.*). deriva lo spagnaolo anlaga donde abalaga. in iapagnuolo si scrive pure ^^^J ynl&qa. aliaga ». rcdettn. val. Dalla proDuucia yaluca.QUQena. port.. 228: azote. Gloss. coll'art.. ebraico TW^ susan. 15!) — ftnriMi- servo ail Aniiuatiz/ari' il vino. . argilaques d' Europa En France aossi ou diaait il au moyen-&ge argilax. Quelle qne soit I'origine de ces mota. Gloss. certain qu'ils ne sent pas arabes ».. en retroave ce mot dans 248) le dialecte Valeucien: FiBcbar (Gemalde von Valencia Ulex Europaeus en £sp.

onde atlota. perocche la corrispondente voce propria catalana e noy noya. si riferisca v. specula v. . en atalaya*. II. ^avilla yerva del acibar) che risponde alia forma magrebina 'i^jk^AjS as-sab- b&ra. p.22 SECTION SEMITIQUE il i spagnuoli scrivono la parola nel senso di sentinella. p. dia. sposa recente^ che in Catalogua la stessa cosa. di Va in principio di parola. succo di aloe.abira presso Alcala forma che s. novia. guardia. 35. Ji^*Aj\ amaro di wm pianta.) Atlot da welled. a ilde (per i^j £ w i 1 d e) <aJ_j wa 1 ad figlio.atsebura?) sembra a 9ab&ra (con ^ab&yra e <. (Secondo cia si bar. fcJj**^ tawali\ Per sentinella Alcala usa layador. en noche. A. (coll'ac- Le forme portoghesi azevre..* torre di vedetta). '5<X)I ^M conda. e senza dubbio dovrebbe derivare da welled. Pedro de Alcala da invece ad (s. azebre con azevan cento snl prime e) parlano in favore della forma as-sibar. stante plur. guardki (cosi (part. [catal. el oficio de las atalayas porque han (^Gruerra a estar todo el dia catando a cada parte ». la de Gfra- 65) : < Lo que aliora llamamos amigos de vocables el estranjeros. Per qaesta e (al plnr. — Mendoza centinela. atalayer atalaya il significato di e especular stare alia itAjfl. 209 seg. wallade partoriente. ley. llamaban nuestros Espafioles.tsebara J^JiO aloe^ da Sab bar a. mirra. Gloss. ecc.) gli arabi usano invece la parola mat la' ata- iuOLw tali'a pi. Gloss. si e fatto Sarebbe usata la forma femra. ed in parte anche in Minorca sono Si ^H i^^^ donna /e- pu6 pensare a '»»>^ e. aloe. Dozy. (II tutto presso Dozy. e castigl. I La detta atsebara (ma meglio. XXYI.. Tit. La parola non corrisponde ad altra radice latina. escucha. arabo come il singolare) Alfonso : pL « et X X como quier que sea muy peligroso nada p. in Ispagua si pronun- as-sibar). i as-sabir) Dozy succo sabir (coll'art.

dan~ iieggiato. — alfango = ji^^») voiia p. alfubiu. I'^iU. tAAjO h&l)i'e Ijftbiye (da Aaa> habje) si grande vato per vioo. ^/J^j*^ Idziili. ^•Ju papiis pantofola (ietteralmente an- che T^-?w babAg.Ufabi (jtrio ltd t)lio.. baibouche. '221> : Dozy. ital. olio (coll' art. 4. Gloss. babus. arar/a.m'^ ancho jHtp/tnrrta) fraiu-. trrivt' 217: averia. pigliaveiUo esprime in una costruzione da Ic estate elevata sopra la casa. avuer. al-l>Abiye). 251 lo crede posteriore alia domi- nazioue nraba in Ispagna. PI. 'iwir. des niarchandises avarieet. ital. A.. 13. foniirlht ihi (f mini in. rasti^liiuio babucha. Gloss. pugnaU. \y in come in alforjn = ^^ad' al-har^ da viag- bisaccia. 'a war. con delle feritoie per »er\*e quali il vento pu6 penetrare da ogni parte. p. Ce mot semble £tre one altoration da ^pero. <'iLstipl.0V. BadalUCh. l'aral»e-per8an azul. a dts marchandises da j]y^ defectnosite. lett.. Averia. e derivato dal francese baftouche. guoftto. fr. ^^AJJu badgir. ital. mutilation. 1' Non trova in Dozy. rctti/ia (lu iilfuhia. avarie^ Dozy. insure. Cambiamento del$ac€o I'arabo T' i/io. dii al-hangar. (od da babus. e che pnre alia ven- . Dosy Gloss. Dozy. e dommage h un caigseau. port. lAzouwerd tazurino l&zwerd per Aji_^:^y lajicwerd) laj)iA X7C0''>0'. quindi ^JJ^JI* . "uwar ma'awar. bad a I lie eo. p.LUIGI SALVADORE D' AUSTRIA 23 Atzur (la Lii/urd. ^\^^ 0)«3 ^aAam sil'a dtLtawftr merce avariata. ^ z*)^* awariyye B BabUClia fia. copri-piedit ed Pers. p. ndvita. Pers. cliiusa giro.

in Dozy. tuttavia I'italiano bagattino. Ital.^J0u batil cosa inutile. ^«ktf^\* e rfSU^A. Spagn.^Aj buqag. cosa da niente. med et. (sic). iiiUaJ bitane. [Cfr. < T. ^UflJ bitana P. vain. bagateUa. . Lex Pers. bagatelle. bagage fi'anc. Manca. castigl. propriamente fodera. (franc.^ 4stfVJL3 buqce.. it. castigl.. ecc. Bagage Turco da bacache castigl. bagace. buqse pi. arab. G. da battaua pelle di eapra condata. moneta vilissima. Gloss. 231: Paris cite par Ducange basane. bagnglio. ^a^iJU ba- daheng. della ^ = [dura] alia la italiana cc e la spagnola ch) corrisponde bada- luch. D.]) peau de mouton predoublure. 4^1© w batil vano. Secondo Diez e Littre e diminutivo del neo-latino bagage ciolo. p. pers. Balde Dozy. ii^AJ buqge e ^wlU pi. Si ^^^. de dres. balda frivolo. inutile. badana. 4aCVCkj fagotto d'abiti. de Alcala le traduit par bal- La badana servait a doubler les chaussures et d'autres objets fait de cuir. un quarto [II Dizionario dell' Ace. Sagatella da bagatel. Sadana badana paree.iu badheng che occorre anche colla forma ^jJUft^vj badhilg g che notevolmente (sequale fu sostituita detta forma condo 1' la pronunzia egiz.. picdi quattrino... dal qual deriva la detta forma. . depourvu.. . pero con punto interi'ogativo]. baga baquesX cosa insignificante. v. — Dozy.3w s.]. p. en baldo port. e La forma araba corrisponde a Wiillers. 233: balde. lo fa derivare tWaUp baw ati pi. lat.-lat. -' b o g c i a fazzoletto per avviluppare e legare uv ^ V--' . A. di (. infim. Simile costruzione poteva pure servire come torricella di guardia. franc. badheng nr*>U .. Gloss. ^vaift.''«•' . bedana dans un arret du parlement de [Gfloss.24 SECTION SEMITIQUE chiama pure tilazione dei piani inferiori. bagatela. en balde chose de ecc. ecc. de balde gratis. pen de valeur.

Bocaci 11 da bogacf. barragan. Tela de uno u otro color. moUo. . i^^y^ badawiyun del deserto.). magrebino (alger. bedewi deserio). Gloss. (del la jir. de port. bedouin.^J0*3l 95 (d) e 1 come in arrelde ar-rati peso (di 2566 gr. cappuccio. 237: {jKorte barragana. Diet. A. albornoz. D. . Castigl. G. volg. franc. v. p. stoffa. relativo al deaerto cO"^*? badawi. hilo Spagn. castigl.) cJV^w biz-zef. (j*<k3jjJi a 1 -burn us) parte del man' copre capo. bogaci) m. (anche (JcT^ il cammellotto a mantello donde franc. burn us it (coll' art. roxxo. hoccaccino o boccatcino tessuto di lino con bambagia. bouracan de gro$ camelot) U o^ barracan. che risponde al tarco Toile d'un Tissv peti 8err4 lyoLc^ bugiis 1' = qui srrt h /aire s. : 1' articolo bagage). fr. Dozy. (Vedi Barbier de Meynard.] (Ofr. [II Dizionario dell' Ace. Garragan y Cl /f da barracan stoffa. portog. ital. in quantith. as paid a per »pculula (Tknty). ttomo (da^«Nj badw Sezzeff II dii bctsef i>/ (/ran (/ttrn/fifo. . albernoz. turc-fran^. castigl. Diet. cannrfan. M f UD/> barrakan barragan.LUIGI SALVADORE Metatesi di t D' AUSTRIA per ^. burrukan) nioffn fftossnhnia di bouracan. ha: bocaci mas gorda y basta que (?) (C\\M^ y de holandilla Secondo me 6 il bocassin del francese antico. da badaicoi heduino ed anche selvatifo. Forse lo stesso die tuivo 43^*^ bogcia (cfr. Sedui t hcfluiiio. h. des dmiblures. aprrir di fustagno. Samus (jtAJjJ^ ielto che (bcrmis) ulbonio^ rnpiimiin soliUt a imrtarxi fini rnfjaxxi. turc-fran^ais it.] Hindoglou.ci**^'CO boghase. rolde dii per rotulus.

vulgo Bougie. Setteutrionale. Gloss. 243: bugia bougie. hicchiere] est seule- nom d'une mesure de capacite. da 91 s. chandelle de cire. Le ca244: cadae. 78: alcadafe. da ^Hj v»5'«^*' al-codaf ou al-codef [al talan avait qudaf va^o di tei'ra\ « p. albufeva. fr. »j_^U*< sabura (forse dal persiano sabwerd cerchio intorno alia luna (alone)) brouillard. quale sinibolo dell' affbndare (luvecchiare). Dozy. Dozy. spagn. e la derivazione non e credibile. Bugia. di di >^ b a h r mare [f invece di h p. ^H cadahe. Dans ment (pas dans les diet. franc. ^ . castigl. p. p. et (tutti portog. xd^o?. alcadefe vendent. ma questo e totalinente smembrato. ha cfr. castigl. bougie.) pot de terre en dessus duquel les cabaretiers et les boutiquiers ^_| mesurent les liquides qu'ils qui re^oit I'excedant. ant.]). mare (dimin. Gloss. b«gia. acadiiz e arcaduz. Si dice pure eadufedjar fer cadufos della coiifnsione d' intelktto della recchiaia. piccolo Spagn. albohera. da ^waBT bigaye de la cire. Dizionario dell'Ac. cadalie. 1' Humbert ha notato JHiOL*^ egiz. gr. il arcaduz (dal- ^>>i^^^ cadu9). rivoltarsi e rituffarsi come il caduf. cosi pure invece ^ h.26 SECTION SKMITIQUE inhhln »la Boyra chaboura. cadaf sans Particle arabe [come quij.] . albol'era per albohera da s^i^ buhayra. Bufera albufeia da albueira pal/ide.) designe k Grenade une mesure agraire. v. alcadef. Bugia Bugia neH'Affrica donde si esportava delhi cera. les lexiques le arabas ^^S cadah [qadah Alcaduz. [11 I'ar. Esp. Dozy. d'ou I'on esportait C Caduf (la cad at" od alcaydiis rnso di terra per tirar I'acqua dai pozzi. Gloss.

Caparrassa Majorca) aUubnisi. velo da mnger. (kshaumi) si fece ksliaumas <«2a di /tno. Gloss. dal sansorito kahup.LUIGI SAJA'ADORE D' AUSTRIA 27 Cafe. Camisa (jMU. carmes donde carmesi.. 4Xk^]a3 qatlfe vellnto (velours. de cette langiie et non du grec xisrap:?. Toca de mager Dozy. pure candil et Canfora. Cambux thnna da eambux. Dozy Gl. eas-tigl. qoindi iS^j^ creuxinino [dr. k hand a. 377. qamts camicUt. yj»y^ Kanbfts Dozy Gloss. G. ou iLoU) p. alcatifa. al-qirmiz) rt/cAwmw. Catifa lajtprto (la aU-atifa. D. carminio: A. »»io Kiifur <la canfora. 185: alquermez. Bien qne ce mot — arabe soit d'oripne etrangere.#3 inii ((innciu da eaniix. (pronuncia cambuj.plntot da nom d'unit^ f^^T^' qu'Alcala donne sous alcaparra. p. e arab.. 245: kambAs) veto antifa^ de novia.] Dozy. sanscr.). o cocciniglia si rosso cermiglio. p. da dtmna (Alcala: Snppl. candi.. Gloss. «Xa3 qand tucchero dal Sanscr. p. Dozy cadde. cami$ia). T^ozy. port. cuuverhirr da AAaJoaIi al-cat!fa qui se dit dans mdme sens. Oloas. Gloss. 247 cande. Pers. ossia rosso del verme. satin). alcaparassa (taparera a rajjjM'ro. alquetifa le taput. p. 88: alcatifa. Dozy. Dozy. tunica (lat. zucchero (candito). I'article al demontre que les Espagnola alcaparra dn curmi. . qahwe caKtigl. bevamdoj vino. kviwi sauscrito. castip:!. Karpdra. 86 : alcaparra cappero da jLkii) [al-kabb&r] al-cabb&ra ont tire leur [al-qabbar] alcabbar. Candil Gloss. cambux ^uamise xnasqne on voile e convrir le visage. 344: re/o <// cafe de i^^ qahwa. Carmesi y^y^ qirmiz qirmizi il (coll'art. p. traeva il = venne da nn uenn*. Pers. forse dal Int. detto il cocco.

. canepa. arab. cerbataua.. Gloss. frange de AXXaa)) as-sanifa L'accento cenefa si riferirebbe a Ahk^a sanife. tirai-e » cenefa » ^XAaaa^ Oerbatana da zabatana canuoue per [ital. zarbatana. Gloss. i diz. Caviar. neo ellenico Turco^Vjl^ hawiyar per^y. (coll'art. p. castigl.. Alcala: s. filo delln spada ed anche lama. Dozy. (V. safra e chifra a 1-m ft 8. can'ale. sarbacane [e sarbatane] [neo-ellen. safra. A:'ab. ital. v. agli uccelli. p. 251: cebratana. fr. zero. Dozy. sanife. fimbria del vestito. chiffre. port. secondo vetro. zero da j%*0 cifr devenu aussi cifra. aceiiet'a. horde en tapisserie de port. castigl. Cero. sanefa h&uppe OM ora veMis. cero). navaja de harvero — ttifra e sufra anche rasoio. franc. sanife . zarabotana [leg.. m u8 e rasoio.jl:> hawiyar. (japapOTava] da ^Ua>j>^ zarbatana les oiseaujr. hawiar nova di stoi-ioue salatc e pressate. . as-sanife) orlo. sarabatana o saravatana. zero. 253: cero. ital. zanefa. da(/a cnrtn e lanja. originali. castigl. qui designe une sarbacane dent on se sert I pour tuer anche ^iJlJflA^ che. Oenefa da a^^euefa (asceuifa).28 SECTION SEJSIITIQUE da Caviar castigl. azero Dozy. {sifr). •• •'. Cliafcrote. taglio. cifro. solo 8i*^nifica un tuho di da 8efer. ciuiom. 224 lit. : azanefa. 1^ e ^ anche AlU^ sinfe p. cerbottana]. canefa. Le meme mot est Ctiaffarrato *j^*** da chafra. MA*a sanife (probabilmente stoffa per gner- nizione). ciro. Gloss. cerbatana. cerbottana].

apparitore. aljnt'aina. ciawas. in Suppl. esp. chaux iisato in Maiorca nel senso di xchmis persona rozza e stupida. chifla relieurs etc. la semence mondee du mats est appelee coug't couche ou couch ccousse. E singolare in 6ofayna la sostituzione della 6 a cb. Dozy.i yelek (jelek) est un mot d'origine torque. alcuzcuzu. e cue lie. e fjDkS^mJ k ask us. Sappl. de couscous.&) al-djafna (al-^afna). Gloss. p. _%<m»^4mJ kusknsfi p. import^ sans doute par lea n&gree africains A Saint Dominique. Cfr. poor amincir le cuir ecc. one mets tres-nsit^ en Barberie. Alcala: Tranchete de t^npaUro. u^4MkX4MJ kuskn- sAd (nel Megrebino). chaiero: franc. (Davie. Cofayna da alchofaina. ecc. Cuscusso da al-cuscu8ii. utdere. cibo de' Mori fatto a piccoli graoelli tMiKli. (JmwXamJ^) al sorte de 96 : alcuzcuz. p. giUt semble avoir la wUL^ yelek. 291: Jileco de le franvais chaleco. alcuzouzii. oU k la desinenzA romanza. 11 turco (JM^^^ > cA5L9^*^ ciaus. araldoy Kergenie. castigl. » raeioir oQiil de* 253: chifra port. a 1 cose as a.. Ce mot 4 donne mSme origine les sM>.! LUIGI SALVADORE D'AUSTBU Dozy. al djufaina est le diminutif arabe de 4aA. aljafana. Chaleco <» .. al djo- faina.. esp. . Gloss. 144 e 145: aljofaina. Supp. que Arabes ont adopte. — Chez Alcala sont hormigos de ma»$a.Jalccu da chalecH ijitthlMtto.auz £ da i-haiix aeryeute. alcuzcnz. fra. Ch.. ciL'^ti^l. p. Gloss.. sen telle. au Littrd). d j. naissance a (Muller). In En Espagne on prononqut chichifarote. pure Dozy. Dozy. Dozy.

ca»a del lavoro. EscabecllU i'l da sic bdc oscabpclie salsa per cousrrrare pesce. 261 escabeche le port. I'arabe p. orcio). coll' art. Derivato da ^fiLufi I il»> dar sina'a o ^^Lm£LJ\ I y)^ dar es- sina'a. castigl. al-qulla groaso vaso di terra. Gloss. AX3 qui la. fabbrica. de citrons & de ^\jS. arsena e dar- derive poi 'i^^Mtji — Dozy. (hiiaro. (Eu ^^ M come <>^#). Gloss. ata- IDressenet. . E Sncola da alcolla. alia voce tersane (per arsenale). aussi escaveche sorte de sauce pour conserver longtemps poisson. arsenal si pronuncia per dar n a 'a. Dozy. U^am o U-^T^*** sirkeba (sirke = acei^o). Ar. iIaJJ "/ dinar in Oriente moneta d'oro dal lat. 92: alcolla grande cntche de ^Xjll) al-coUa.. denarius.. in : Espressione Dio come Mahometto =:r: con Dio come Maometto easti^l. de feuilles de laurier. 205 seg. sena d'onde in oriente si ital. p. ^UXm< e il pers. alcolla o/\o (1. . dal latino. : Dozy. castigl.. s i Gloss. p. En Ih _ como Mlalioma. dinero.. rezeua.m sikbag ou sikbgg. dresseual da at-taisaiia castigl. adrasana.aO SECTION SEMITIQUE D Dinar da diuar. sezione del lavoro. composes de vinaigre ou de vin blanc.

Dozy. aiambojo r"rfr. catamiento doUj as-siwar. Gloss. '* '^ . as-saw&r). port. 34: acerola. Doz}'. falce quella che iMglU. enxoval < lo qua muger lleva quando se casa. s. Gloss. Ija parola falaca •deni- tortiirftiv uua |K?i-soiia tisiciunciitc o spiritualinonte.. faUoa. X > • •X ^t-J^i JUUi fiilaqa est ceppo per dare le baatonate.xeroln. falca a paif. da a/ZHbaehe. Dozy.rnir^r deriva da '^ks^jjijy\ az-sanbA^a. Alcala: doU o catomiemto Mais ordiDaii-ement axuar : signitie ameubUmtrntt mo&ilier. (Confroati«i il tuttavia. cMtigl. asarolla faap^oe da azerolxu. 3j)j»*J aubepine. de meme que ach-chon&r en arabe: supelUx domettUm. Dozy. accetia. e * grero mnnnaia^ stnimento di aapplisio.LUIGI SALVADORE D' AU8TBU SI jptr tlitio Eltzaboge (comuneinente per Af^astre) twato u Minorc* Helmtico. difalcare. fruit) da \^-^J^jr azza'rflra metpilu* J neflier.v. p. scure. atzerola da az-zarora. assi de sa persona como dal adorno. de atavios. acerola. Alcala lo 32: acebache. port. latino falx. de ^wftXi il falaca (falaqa) /wdr*. La dictionnaire berbdre donne. Belot: it uteiisiles de menage. v. ~ Bn oogifo falca un morceaa de bois carr^ qu'on % ooopA vtfc ^^ * U du trono d'un arbre. Glossarii arabi pi& reoenti hanno z eltiiil^.'265 port. bagngeg. Gloss. (iwaiuhi o Itr. exovar. BistAni miglior dano. pag. Falaca ti«a da falai-a stninn'ido da tortnrn. e ffsXsxv. inmntam. p. 221: axuar. nefle. y servicio de sa casa » de^i^4«J) ach-choa&r (aa-aawir.. £!xouar la (ajuur). p. acebiirhe*. V V *^ Ty^j zenba^ castigl. de hija. Tj^ nula i * Stzerola. Le s^k^^\j ••«•e parola h b«4)era. 264 •. exogar da val. Gloss. eixovar. boos olivier taufMigt ^^ ^ bangs.. ejtoir.

fa loque. rati. f alaco) ^ ^^ Come il pi-ecedente. poi generalinente harca (harraqa-haloque le halca. fanal. alia O t (s) in arabo Bubentra talvolta <_3 come in ^yi ixxxa. miiioi-c. hrulotto (da v3y^ v. felouque^ derivo dal— « petit navire a voiles et k rames » Jal. fanfarDii. !Panfarr6 da faujora. p. franc. castigl. ingl. falua (halca). 108 ha: alfarda. fardello. Gloss. da far da frnjoUo di ahbigliamenti domieschi. eclat da V. ozioso. ancora it. fardaj fardeau]. 214: laluca. e >^i fiim aglio). ^ Pj^ farig vuoto (vaso). fanfarone. filuca.).• Ci^ ^ ^^^ nave incendiaria. feluca. a . vanterie. castigl. ital. folie. faluca). Fanal tvJL9 da fanar liime. franc. libera. fanar fanale. JjSS falqa to defalk). yarda [ital. faro (greco mod. I da cui ^w3 «^ farfar leggero. — La parola si r arab.32 SECTION SEMITIQUE (la Falca talon catal. chiacchierone (in ogni caso . secondo il il Littre. castigl. jyronto. fanfarron. ital. come jJyJ <ar<ar chiacchierare f. (Cfr. far da. che prende per onomatopea. castigl. Diez crede che sia lo spagn. de boijf difalcare. UUli fulk nave. ital. Manca in Dozy. fa 1 u k e). Falea da faluca. ma e parola vecchia e e certainente sconosciuta ai marinai del qua e la usata dai piMedio Evo. per analogia. ( — Enfiu mot est retourae aux Ai^AA fu 1 u ke . Dozy de- — riva faluca dall'ax'. dall' farfalhar (colla r) essere danno arabo y^r^ farfara leggero. port. La forma spagnuola farfante ed occasione alia derivazione chiacckierone. A^\y^ .. '^avapi). S^arcli (pereroso) da fa rag a. fanfare e quindi fanfaron. Suppl. D'onde. female. Dozy. cimm di ley/to (ckuu da niadera). fr. alfitra esp^coj da contribution que payaient les Maures(iues qui vivaient sous la Dozy. haraqa sopra arabes hruciarc).. Gloss. p. fan fa portug.-AA3 falaqa spaccare (identico a (Dozy. disoccupato.

e t e.LUICtI bAI. melenxana. vetemtnt de ttoldeU. donde anche : lo spa<ru.. Dozy. li<3»A3i al-farJa (per A40 JUi) taxe. mail ntn<:iii n inj. Q-alima. an i ma (^. III. 271 . meglio i«>»3 tarda pans parut haitente di porta.iw p. hatt&f e a 1 1 e t*. i diu cormnti vguali d^l cnvalUtto da J|*3 paio fard. per per « come in jLa^'. (jomii). J)0/A'.da. petite ancre. de ^' i'Ult. Dozy. contribution. chnrge. Pag. gioiello ecc. iaiuixu. }> croc. 21'. p. a fe t e crochet. 272 : g a 1 i m a petit / vol. ..m^ Dime) *prae. unifr/rme. come un una cinghia della una la parte della soma A pag.Htt» rectturbies. livrie^ cui derivazione dall'aralto egli rigetta. A Ifarda Terrne de charpentier. 38<): fard a port. p. GI088. j^Ufl^ a 1 liottaf. connon. — Vol. 2(37: fatexu. ciisti^M.". - . ecc. In quanto caso pensare a t a tarda per abbiglinmenti dimneschi si pa6 in ogni -^r^ fart moneta npicciola (nel mezzo di parola Jft «<JVl(aJ piiM suonar d cume in Itadiina per »J>'* bitana o batana).\ adore D' AUSTRIA *. ovvero a in 5<N^»3 faride groxsa perla. rapina». de ^UuS <!. volg.Ja:> huttuf gant-M. uatota iiorrhi-U). ^ctM du XH"*' Congrft i/m On<ntali$Ut. bAdingftl u^jB'Ju bedin^ftn. G Gafet (a). OV. GI088. nltfra I'una parte del statfa (^triviere). iniuatiou des chretiens — dall'arali.

G. — Pem. testa vaiia. girbal vaglio. V-5^/^ liarrul^ carrubio (al sing. s|)et'ie G-arbell di raylio per moudare il grauo. <^»%* . Gloss. imtlfa. Gloss. garrama. allegado en van- do.AIITIQUE rastigl. arel il e garbillo. che non tiene nulla. rofiana ecc. •M^^L^ gam As e buffalo. e. franc. in gerra o charra *jS^ garra. da guiibel castigl. si usa quaudo vien lunque imposta. G-andul. D. carafe. ^^1^ garama e imposta. A.r 34 SECTION SE. iXj^J^ harruba)... barragana. rofian.272:de^^^A£ gandour (gandur). come p.. come mrafina la bottiglia piccola. gerbola testa leggiera. A. p.sarrafa (garrSfa) l3»* garafa. Gloss. doude auclie franc. D. Castigl. Dozy sotto alvarral. attingere. GarrOVa rdnnha Hn Harruba. latu (grande: earnfa e carafon. carafe dall'ar. Doz^-.. giara. il poeo seimo. da ital. (Estesa dissertazione presso Dozy). Garla botti- Garraf glia ' da garuf. gandoura. Sotto ga'rr derrama.) Dozy. debito. caraffa. nel piemontese. .B. come vaglio. In J)ozy. X. (Di qui foi"se I'it. Alcala: gan- dour garden que se quiere casar. faquin. In questo caso ch sta per ^ ij. port. indicano seinplice e la bottiglia grande. gamuza. fat. che diviene percio un balzello. contribnzione. ImUiyUa. p.Gloss. pimpant. Belot: coquet. tassa. sotto algarroba alfarroba. rtirmhio da Q-arrove Ha rub. Gt-amuza.) Jy In »* garbal (garbel). di garbello. bai'ragan valiente. G. 274: gar rat' a. nel prelevaie " (jiia- Grarraina. In Dozy. ((VHoscio. meuo la giustizia derrama.

\^ J^J^ ^azzftr e canneto • (fruscio del vento?). wjl^ (|nwarib. rhlihnUi\ u Maioiva. faquinerie ecc. Sp. gabilla gavilla n/w/vV i/f gntm*. gbandar* ma la parola e la cosa non hanno che fare 1' ana con T altra. G-ayta da guyta rornamujia s|)e<. deirAcc. 122: alpazara. algazarra. mur-~ muHo de gente. [Ital . Gloss. 126. Dozy. Dozy ^ d'opinione che Arabi lo abbiano preM Spagnoli (Ibu Batouta nacque in Taugeri I'aimo 1804) s. . 880: gaita instrument de musiquc.** [spagu. Crayte suonatore. p. castigl. au bruit instruments militaires. ha: (del ar. ^Xaji abila has df foi'vaje. j><V»v# yftgaman. fa derivare gabarra da carabo e qaesto dal greco xapa^oj donde I'arabo «^'»-9 «iarib pi. gli II. sarebbe '». t-astii^i. coups df carum. gabarie. — de al contrario dice: Suppl. Diz. Vedi gandnl. di cornavtnse. it. ^>a^V«V. de si AIOaC gaita (^aita) che •H Jiute in prestito dagli trova in Ibn-Batouta. roydo con yra. Furiscontratoconalgandar di cui sopra. gatzarm o \'ij>y^ gazara] rej(ntis»auceit h cris..: 4jaxi (^^P- gaita) au Maghrib esp^e^ /lautbois (Alculu gayta).Malmeut€* o pirn. iniln. t'rauc. Gloss. Metatesi.]. Speiie IG-avarra di nave.U'TfiT SALVADORE D' AUSTRIA 85 Oassemi da yasmiu tiilsotnino h«H"e. — Alcala: gaz&ra *\^ pnria. detta auclie xeremia. port. [II gabarra = grossa barca]. ij\^ una can na. Pera. (Js.. bruit. gelttomhto.) Porcion stielta u atada dc sarin ientos ecc. Diz. da pubana. dell' Ace. Spagu. ffdzzun-a <tfn p. gabarru. <>«Jji3 1 al^anlara recherche dans In mise.") O-avella [II da (•al)ila. yftsamln. rw/do murmuraudo. Dozy. uW^ y»««- a4mU yAnam Q-atzara. col significato (Engelmann).

cio6 di Sumatra Cf. : getah pertjah gomma di Pertjah.. Gloss. 52: Agengibre. iy^ garra hrocca da acqua. adoprato yinehro per (jinepro. A5 )i) 278: /. 1 . da cni e pugnale da j^ magreb. Dozy. itel. port. (Juniia dega. D. 276 e Suppl.er- che. u r a f e giraffa.. (Xell' italiano tiovasi piu-e. sotto a 1 j a r a e arr a. aguniii combe en usage chez il Maures. p. couteau derivato mi a. castigl. castigl. gengible. Gloss. presso Cherbonneau (Magreb). Q-erra. castigl. secondo I'opinione del Dozy. Ak<^i kummiyye si mamcu. (1. ageugibre. de x^j^ garueit (gar- nait). girafa de ^^]j3 zarafa ou zerafa^ G^unica. . p. vette p. giarra.: gineta fr. a go les Dozy. 282: guinia. j Dozy.. ^AA2P\Jl az-zengebil Grirafe. AJ 1)^ z a r a fa p. 1 G-Utaperclia pirrn. orcio. . goinia. castigl. A.. Gloss. so leva portare questo pugnale nell manica. espece de poiguard. Gloss... giiafa — (jiniffa.) lima. punal. Gloss.36 SECTION SEMITIQUE Greneta. ^Ajk^Jf zengebil Dozy. <la (inta pt-rcha. Dozy. gingemhre. |. espece de c/- dont la peau s'emploie en fourrure. Lo stesso ripete nel Suppl. gengibre. o meglio piiu deiivare dal latino jtaii- Ijerus. gutapciclia i/ntta- K malese s. ginejjro. genette . Grinebro in da Az-ziucliibil. f/inepro. Littre v.

fa il pi. giaccn. Snppl. Dozy. Semit ce VjU^ g>>'iz povliy &\f< U terminaison esp. Corrisponde meglio al francese jaquet. jaquet diminutif de jaque."in JTaique dii hagg restitOy mnntcUo. 1358). Xilimona da U\vtn<>nii. castigl. ital. . et dont chaqne couplet se tenninait par refrain: II Dansons la Carmagnole | Vive le son | Da canon. p. iJ^A»» haik I pi. CtIos8. qui sert de v6- tement pendant -e le jour et de couverture pendant la nuit. hftjik en Afrique grand manteau de laine.LUIOI SALVADOT^F D'AI'STTaA 87 Jacera. trave trasver»aU donde chocen. on ap- pela Carmagnola la jacque des ultra-revolutionnaires qui avaient chant« chanson intitulee La Carmagnole dirigee centre la le Reine Marie Antouiette. jaeqiie. ordinairement blanc. Littre. ^<v3 1 i ni u e OyCy 1 » >" »'» d o C}y^ 1 a i m ft n e y^ Jaim A. Pers. giaeehetta). mot (roman. D. U|j^*» I^As^n (J)'*a:^ iViz. e n a ? J^^^ e ga'iz trave. ita\. JU^ hiyfik) e wmL> hitik. Jacena Dozy. Ct. littmur.. (It. pouire <fr Irarerte •or la- quelle las solives sont assises. paysans revoltes (Jacquerie. ici. (On peut ajouter en 17i>2 Thorrible par analogie: qu'en Piemont et en France. A. 289 Jacena toMnau.) parait avoir ete fait dans le XIV* siecle. On fl'il ignore Porigine de ce tedesco jacke. do i-iu>con. Vetements 147-153. Inn mi. ou allemand?) Ducange demande les ne vient pas de Jacques.

bullicioso y da de poco provecho]. ital. ijj\. [Diz.Acxi. 147. Gloss. almacen. Cs. ^ f o *' .C) II ^i ^ /' ma qad 'in*ifa cio che h gia noto.38 SECTION SEMITIQUE M Macatrafa da majiatiaf. Sarebbe infondato forse: I ^ ! 4Jb fc«A) U< ma ma kata'rifihi cio che e come la sua partecipazione. Magatzem. almasceu. p. castigl. niagasiu.. Hombre entremetido. almagacen. . almacen. I gawara Mangara. com'ei >w-ftij. come (fu) partecipato. da riporre) da Dozy. co- nosciuto. fem. saptito. (JiijJU) v-3>*J' •^* "i«^ qad ta'rifu (ta'rifuhu) cio chi tu hen sai.se^^ mahazin magazzino (luogo di accumulare. Ua ka't-ta'i'if cit/ che come la par-i^ tecipazione. ntayaxxiiio. .: meqtietrefe (Da]Viii\ lante) \^JiO-^^ mo gat r e£ petu-. cib che i^y^ «^^ ^ ^ ma qad 'urrifa cio che gm e stato partecipato. mequetrat'e. \^y^ j/^ (<JUiij. / I <j^a^<* / o I mal)zen pi. J ca. s.Spagn."' m. tiaiK'. La cacemn che donde sarebbe ijH/* magara {v J^^ si ^LC g&ra) perche spesso tira dalle Cavita. 4Ad%e ^3 l^ \*< mi ma qad 'araftahu ('arafta) tu gift sai.«A3D fn e partecipato.stigl. Uj»^ Ijazana ammucchiare v.

LUIGI 8ALVAD0RK I)' AUSTRIA 89 Maravedis. batafalnga volg. T Ja^ m a lelto. p. GI088.iont on se •frt rh Vt^n . de Alcala traduit par algibe. flie serve di i*ainpHiiu in alciini pui*e ^ioriii della di sottinianai sjuUii. Dozy. maririh.bjI»4 iLbi> dinar mortibiti (lu'on appellait mornhUinuM.. p. Dozy. it^^tJ^^ ' matmAra tamara caveau. halwa) grano m per b e frequente (Dozy. Matafaluga. "Masmorra. niata halaa. /•»»- . matafalua Dozy. e) AdJfl^ uiitraqa.. Gloss. (3r«^ mitraq (<auhio. si getta ntnteraMMo. rr-:-^n. prison de fi^tla^ primon. dolce. imar&l>i(I).. Matraca <<»n da matiaq. Dans I'origine an din&r: ^«. Dozy. t valenz. Tossa per carcere. Dozy.. Gloss. fa>ti^l. Snppl. r ah Inoffo dove qualche cosa. mat mora (matmura) cueWj carcfil que P. Matiara teitehir (rmjanella) ymoXakW lopuo asto pur di lojjno attorno. mo- de ^ »Ja4) al matrah Si veda anche Dozy. en el cainpo. 151: almadraqne. 238: batafalua. 471 '^ p./ silo da y^vO riempirp (una fossa). matalof. iiiii/iinura <iai niiii I Til fHiijioiir. (\n IMatalaf matrah. Ce' yA* 'T matrah = Mafalafium. maytio. 20). 31<»: matraca . EngolmaBn. /i/. fontr.]. marfega 18H = teped e 602 =: tepefion. 312: mazmurra cnchot. 301: luaravedi petit« monnait de U dyiUMtie Almoravides de ^iOySj^ mor&biti une monnaie d'or. almatrah. p. Gloss. ed lestino Schiaparelli pag. CtIosu. telas p. lojjiio Si chiama in (|uei MatrncM si <|UolU» stnimento (invoco (|o| (TaheMa) rhc giorni nsa airaltan' canipanollM). fo«se 011 Ton conserve le bl^ ecc.. atiirr dalKar. p. /. (leri tnoi-altati. lit. anin. cat. 11 Vocabulista pubblicato dal prof.. de Parabe 5»A^ *V^ Iiabba-halva (habba hulwa. significa pure materasso. en proven^ftl waraboU- pins tard c'est devenu nne monnaie d'ari'ent et luAme de cuivro. mat a! at".

almutazafe. almotaiMMi. marteau. della came. da ma^xi moscaio. miroir.. mireor = le mireur.. 314: mistico. pent etre un navire qui a un pont. de cloches. ecc. p. meges Mesqui. (colui che e attaccato alia Anche Littre deriva mesquin dall'arabo. Dozy. 314. . Mirall. c Mostassaf colui che sopriuteude pesi e misiu-e.40 SECTION SEMITIQUE sainte. rufticio aliiii»stacen. prov. zamara. cita per6 nel Supp. s. del vino. ISCingO da nienon. porero. almostahlaf. Dozy. de ii^a-* mitraqa. mirer.w»^ mi stall. mirouer = I'instrument ital. 'LH>-WL--f p. Dozy Bon ha questa parola nel Gloss. de «»^Af*A^) a I - mo t as i b ^ . — Littre. Gloss. ed mistiro. dans la semaine in Bocthor crecelle. v. (?) a lyiisticll da mi stall specie di ^vld4M>'« i/(in\ castigl. torse audie da mi nor il miiiorc Mitg da metih. un (^sJd4M piano. inusattah. Dozy. fnmc.r h^yj* (Cfr... tillac sorte de navire.^ miraje) . me wo. almoli I ace 1 inspecteur des poids mesures. -T •^' specchio. prononcer ^^ja4M»« musattah. Pedro de Alcala \j^ mira miraor..^ mir'aje. miroir deriva da mirer. mir'at (^lii. catal. <Ot. meskiu povero. et port. ef^pejo. mosca. Mostasseria Vw ftVrgV^iwJLi a 1 - m ustah 1 af // giurato. lat. nfesrhino. miroir. (j**X«* ital. coperta) Dozy. Gloss. Maxiganga Pers. mirador. niirabilis). Suppl. ponte. forse da mediits. Mesqui no qaS^***^ in i skin. qu'il faut mestech sorte de navire de ^Ja. ispettore dei prezzi del pane. 177: t almotacen. Gloss. miroer. gleba). p. ai ISCostassa relative. misero il fr.

V . pag. Eigentlicbe Beschreibung der Raisz" ecc^ Laogingen. p. muse- iHUfisolina.. mucajardo. franc inoin-. — Dozy. ai vti^mi. mutelina. Doz^'. D' AL'STRIA le 4! I mahta8 i l>) itpettore DanM Fttrro de Ma<Jrid on trouve la forme almutaceb (e <iij<»Mto fa autorita). — Belou ("Lea observationtf de pltuieotit »ingu» : larites" ecc. vewe. N Nadir t\JA> il ooutnipposto alio Zenit. 1588. Mussulina liua. Gloss. ^^Xttf^4 mn^ilij-yan da ^^^*^ s.: I. (Mcondo Dt\'\c):Jt^ nnt^lot Kgitt. mau8 i 1 . v. Snppl. si U8a pure metaforicamente filainenti. [e tnocajarro cbe avvicina al ital. pi." basso corrispoodeute alia direzione coll' art. da inancili tela faltl)ricnia a 3/osiil^ lu^tigl.UIGI a1- SAL V ADORE del mercato. " — Richarditon a kind of coarse caraelot or bair clotb ».- Dozy. oruga. it. volg. ^^A^c*-* in a ns i 1 i J- yun . il corrlsjtoudentr . 3r* per 'irq v5j>r* nW<Ti<. piii si luglene mohair. Paris.). Xathr. E^*» C' moire (Boctbor. ra^tigl. 451) « Camelut ou moncayer ». momahay^'ar). { ^^i^ioj <J1a. l>ronunciato alia turca a z z m u t). nazir. cajardo. barbe di radici e siraili. ^uare. idetifirn. Gloss. 1582 lea Raowolf 98^10 : iiomme parmi « etofFes : ** TdrckiHche Macbeyer. t*astigl. verso Talto -^^w seint i zenit ^ ~ »>AiJ' es-aemt. v. trova in Dozy. nadir. j^*o ^^ mus i 1 Mossul.Am3i) cioe la direzione verso (V . 323 s. O Oruga Non auche si Uruga da orin-a hmco [ruga].. quindi non fa meraviglia ulie sia applicato ancbe . nadir. da Nadir. Gloss. muliay}\»r.

On seinble leur avoir la terre. sidicitur. qui. vcr qui ronge vigne (gusauo que roe los pampanos. Presso Littre i^ercale. de meme (\\yoruga. quintal peso di 4 anubas. de yXS^S qintar (q in tar). servi pure alia derivazione di Cnntaro. oruga viflas). classica eruca). castigl. jUu^ mitqali : specie di lino. e stoffa [percalle]. vestis e bysso vel bombyce crassioris. it. ^JjJT^ 'uruq le vulg. custigl. en Espagne a le ' nom d'unite J^^Jt "uruqa. t". Gloss. pulgon que roe las ce L'espagnol omga vient peut etre de mot .. ^^Uai* qintar .uinta <la <juintar. ibid. Percal E il da pergal. je n'ai pas ose I'admettre dans le Gloss. percal. p. 42 SECTION SEMITIQUE vJ*V^' *^J^ 'irq-el-'ard donne ce nom pare© cer de terre (lomqu'ils Dozy. Esp.. v. Lex. ressemblant JJ aus veines de forme de le Du .. (iiihiUiU Dozy. E pure una specie di vestito di panno grossolano fatto di lino o il di cotone.-lat. Q. a le double sens de roquette (ruta) et de chenille (eruca.c -' pi. parce qu'il peut venir aussi du latin eruca. brico). 327 : quintal poids de cent livres. Gloss.. simile al panno. 3^*^'* (mitqali) — Vullei*s. incertain. pers. quale e chiamato mitqali. JO»J pergal <OoO per gale anche »JOj-> pergare) genus panni sen milis panni generi quod pers. la qu'Alcala donne dans sens chenille.. gnsano.

Dozy. C'est I'arabe xJ^'^^ rahl I'endroU un Von de~ Dozy. . 4r ^ ^ Propriamente luogo di fermntOj da . flafa.. une tcrre. Sappl. Suppl.. Suppl. o lui de las oveja^. Gloss. jxni/no.V- gazione araba: riempimento della mano con qaalche cosa che si prende}. rafiill" "/>" fimr! d^llo i J»2^ rahl (come rachl) maison hameau (Dozy .V." .' partie de. gocciolart. mttairlf.Uitr^ ilit <| II it lit II iiilninif. Je crois avec qae le c'est o*^*^* VJ rabb ad -fill an (rabb d-d ft n per dan). rafallo. en lengna Arabiga ». coniodithy ricrfOMhnf e (Do»y. rahal. lonC'im w •< . Flaqueta ^titrl. ramleh (sahhia) piu*<seggiata con una strada ooLa ma^gior pai-te dclle oittA di Spagna haiino tnlinariamcnto una rnmbln ombreggiata da piantc. « el sefior El padre Ouadix dize que vale tanto la como a gran pastor. Gloss. cambiar dimoivt. 328: rafal. 6 la nuditHa n hnrlnftn. p. hiugo copertO di sobbia. rahal. : menre. da rah a stntiurnto prr it. plaiftir (che qui pu6 anche paamre). p.\BOBE D' AUSTRIA 43 Q. terre. Gloss. ij\yA3 qitran. ijnjai qa^rfln catrame. unf m/tairie. un hameau. hors d'une vUle. grmuh plains $abloHnft$se (Dozy.V^J rahala andarsene.fill... Rambla • bene da peita di sabbia. (jSJoloS al-qai« Htillavit. r ^X^j a m 1 a . maitre den mouton*. du verlje jJ^^ qatara R Habada. castitrl. Dozy. A Majorque le mot rafal signifie tine maison hors d'nne ville. p. ratal. da rubedau.\I. 186: alqnitran goudron. ifiintrdrr nlin fxtUn ^h'1«»i«i. Gloss. fit tit.. 329).LL'IGI S.1 da lalial. 327: rapadan el inaltre berger. ^j .) n'cretttinn. Anche qatir&iL Dozy.).. divrriisspment. p. tran. Nel hug Glossario nulla v'ha in propoeito. pure il significato di riposo. <a- ra(|ueta.. palma delUi mam. ^^»i Ha Cf.

Xon si cialmttn. IV. Dozy. [marqum] raye) e p.. castigl. pure alia voce raquette. mj3j^ m a r c 6 (*^^ s. €abata. . castigl. 329 re c a mo. 15). et signifie j^aume de main.m 44 SECTION SEMITIQUE Littre. striscia.] Jow^ ribat hande de striscia. Anche nome d'unita <SJU«J (rummftne) da (J^J romman melogranato. *3j raqama jfij disegnare. raqam scrithira. Romana. portog. p. 319. morcum: morgom (ar. romaine 335 : romana. Rivet <la ribet. franc. ricamare. 335: ribete bord. Glos.*?.. Gloss. I S ital. p. -^ Lorsque les iripots furent introduits France. Dozy. leiiibo. nastro [foi'se Franc. par la la rasqueite du pied. Mais le mot il est ancien la dans la Inngue sous la forme de rachctte. decorazione. accenna a la racheite de la main. o piue da coufrontarsi il li raff no di Dante. rivet. ma in Suppl. i>oid8 et romahif. Hecamar. reeamar. I franc.. G. et c'est le dimiuutif du bas latin racha qui signifie le carpe.). ripely cbe sta per lirafjHO A. TO mm ana Bocthor. savate. zapato. scrivere. la plante des pieds. le tarse et qui vient de I'arabe. decorare ricanio. Dall'arabo it. trova in Dozy. (peson instrument dont on se sert pour peser avec un seul poids) de JO^-^i ro in man a (rumman). ital. lomfue morceau d'Hoffe. — tisser des raies. Jo\^J ribet (ribat) que Bocthor (pour TEgypte) traduit per bande. Gloss. ribete Innga stn'scia di pcnuto. rom&a. et on y jouoit seulement avec le plat de la main » (Pasquier [1529-1615] recherches. raqm. intessere. hrodcrie v. — Dozy. Gloss. rkamare^ castigl. on ne savait que c'estoit que de raquette. v. la rasquete. D.. s. clobattino. ricatno. p. Zapa- tcro.

A. qu3 servia para corso mercancia]. Hand ignara Ocior et mo«li. z piemon tese aavata. . jaune tans runge qui il cou-de-pied enti^rement k d^uvert. et: Soulier 4b pantouflf.taU: per J^Ju. (In Sicilia. Xel Mar Rosso ed Indiano . dell'Acc. danseiir. di rapida come una saetta termine che poteva convenire ad una nave rapida. Si •'• veda pern il Dozy Suppl. So**. ad [Diz. suvate. Saetia. V. V jekm dove Jul. 8. po- ^U *" .LUIGI S. iliscedenH.: t. Dozy. ital. H v^uUts aequante sngitta^ e applicato. si trova qaeata spiaga- -on rinvio al . : Egli dichiara voc«- holo come basco (citando Mahn EtymologiBche UotoraaehuD}^ aui dem Gebiete der Roman iscben Spracben berberi. e qaindi anche introdotto n«i Lumci — Littre cinvatta. Origine incertaine. dancadora). Picard. ba»-Iatin rnhhatum.sii'iya e hcUtelUi rapido. Saetia Eml»arcacion latina d« y una sola cubierta menor y pam *jue el jal»e«iU6 y mayor qoe la galeotn. Si riconli il Virgiliano nel decimo (\e\V Eneide: Dixerat et dextra.) (de tiatta).jA*m .(fern. Spagna passato nel Magreb. cognome ' **A*W4*( sefine sa'iye luive rapida). 16). s.U)ORK JdLmm Siibb&t laisse le D' AUSTRIA talon. D. Si potrebbo pensare a ^\. pnppim: fugit ilia per undah jncnlo.V.sattA. pronunciato saiya. G.taU.es palos una nave.b qui toujoun en mouve- iiiiitit (moulin). l^orse e (lui da pensare t-osa al latino si sagitta. Spagn. ha'dadora. Mab n : apa t a »oulier : chavate. di ••' I Aa^Um ^ . sabot. Suppl. v. Origine incertaine. pecher de la rattacher au mot savate.. pifio/a nm-r a diiv a Uteri jital. : magreb. XIV-XVI rst xrirtita] CK. zapatain eordom- nicr (basijue). e rimasto il Say a. per V appunto. fern. impnlit altaui.sso po.U. ^I^U s^ rapulo. Sarebiie dunqoe dalla p. dancador. W^IjAm >^iiMuha daneeue* (Alcala hailador. dice che r« cbe guizza e diviene sartta nelT italiano. Cependant on ne peat gnere M'emefuiltaU.

it. da xaniarra fra/^. {Pastinaca). safunarija. rnista di spagnuolo ed arabo cioc : « t^nieii ha (^mi A4^«»M = chi ha la salute non ha bl3oa. non e clie accidentale). V. Safra. port. ^ij^^*a ah a rig) Hang. p. xafferano^ franc. Samarra. du mois de ramadhan.46 SECTION SEMITIQUE da zauahoiia. 8. azahanoria. Dozy Suppl. sa- fenoria. vasca.. acenoria. zamarra les bergers chambra qui basque (Diez) et qui signifie vetement de peau de mouton avec h laine. jjjJlC^ za'faran zafferano giallo. izfernia. safiau. mjK/m sal am geda la significa pure la l)enedizione con cui le I'imam con. Yalenz. pi. s met des cruches pleines d'ean (par exemple au de ^ij^*a ci- sihrig (anche gtema. 224: azanoria. comunita. (Lane presso Dozy). que portent en hiver. Samareta. p. Gloss. » Ksprossione. chamarra. diinimitivo. Dozy. Salema.. (la castigl. chez Alcala (janahoria. vestimentum est peut etre est d'origine I'esp. io oredo. de JOj\jJbM safnariya. Safennari. . jmathutca. ve^ti'fo xiinana]. samra. rassomiglianza con i\y. p.safra femm. apafrao da ul •A£\j\ az- za'feran. zanahoria. Safereig. 223: asafran. Cantaiido (?) si suol tii dii-e: (/niiin mlema has \ il che torna air esp^e^<sione che stia bene (?) da salem. Gloss. il che combina I [it. Gloss. une demi-heure apres minuit con quanto sopra. piii'<' xamaiota hj-^Mt volg.. saluto. quindi: second cri des moezzins dans les nuits . 358: zafareche etang. cenoria. Dozy.no d'altro*". sefennari Dozy.%ia . azafran. et zafariche endroit ou Von buffet). panais. ^ jL^Afl suharig.

1%^ I •4*# • • • s a rra (] un . Gloss. senft. sarrateuo. senet. de Alcala traduit jji od anche ^X{ zargetona per zarcatdna. aense.-lat. seuis. AAiUdiJi aa-aAnlya. p. Si deriva in varia maniera : o da (j^a3*nm# sarcj oi'iente). castigl.. sec-a. Dozy. 4^4M sikka. moneta : ^K »i» ) i ^i«> rasa delUi moneta.!. franc. ital. Sen. sena. di J'«»-^ airwftl ntlotU (pantaloDS tres larges). ha: w^JAiji^ zerqat&nA Mi bear h tewtt. Saragatana lHllic(lli<t\. aene. volg. frauc. A^rfte auac |NM«t. ital.tamceno. q i n htlri utatricolati. II aemble d'ori- — gine peraane (Vullers. hriptniti da t3f*** ntbare). iiusiipl. culottes plissceadix 305: zaraguelles. 340: sen. Sarralii da xar(|iiin. da /. pers. ^t * C. Seca.. senes.port. veneziano tecca d'onde ««yAih*». Gloss. (ireua che vu'iu' dairar. anche ^^Miaena). . \('trii. dar es-sikke conio. recvhio (lat. port. semble etre une alteration da ^ki^JAd t u n &) plantafjo pttflliwn. P.unatautt.lo^ioeto che e quel meccauismo cliiainato in Tosoana /•'"''•»'<' di aim .-. ceronlas norte d'ancieHne* ^_^)jj>M sarawil pi. herbe y»V basr catftnA (bear 4a* mix pucen ( Boctbor). o sene da «LLm sena hinihthi. Sini Sini e lo spagn. senior). zargatona. sa rr a. sarqiyyvin volg. sen^ (volg. sikke. u^-5j|j^ l»ezr tiatiina psyllhnn).. Dozy.LUTGr S A LV ADORE D' AUSTRIA 47 Piaiiui [luttUw. sarqij'yin orlentali (da s3j*'* e qnesta io credo la vera derivazione: oppure da: ' . xaragutaiia. . 365 : zaragatona. p. custio. coniatura . sarrasin. Lex. Glosti. ttonfo p. Saraquello saiMifell da sarauil. Dozy.

af(.M|uia nniiilr per |ad usn di irrigazione ec. Dozy. CtIoss. raddolcimento della lunga d in rj que P. azena. ital. canale. zoca. 4U<yA4M sindiyye (India. AaJLmmi i acena. n d i a. re(|iii. 339. hete qui la fait totimer.. 1 . se(iuin. specie di melone (cocomero} pour (^y^tt^J) M^ldAJ) (Dozy. castigl. di CJ«Xa<m sindi che viene dal Sind.9L. cn- nale da irrit/are. as-seuiya [as-seniya. da soc. de Alcala traduit par ace/la. Gloss. castigl.. la regione del fiume 14/ fern. e questa sostitudeviamento [cioe raddolcimento zione prende di vocale]). ^3^"~*** =*''q 'iniiihit. . \('trhino. acenia. Sindhu o fndo). asenha. : — ma 1 6 — Belot roue hydrnulique . Sequi.]. conduit d'eau da 4a3L4mJ) as-siiquiya ou as-sequiya. assania. cequia canal. Siiqiye. e raota su cui girano de' sacchi mossa con ingranaggioI'arabo da uu asino o altro animale) AftfLkJi corrisponde alia noria che e an-na'ur. Siria ed Egitto. 33: aceuia. Sindria s i (ciudiia) da Sindiya cocowero . Vedi Seca. usato Siui. 34: ace quia. AOW4M sii(|iyii. r. in Spagna. il'tiffjero. tVanc. e (In arabo occorre sovente luoga per d lunga. Senia. sandia). il nonie <li <WUl iniale 3oca 11 limn f/'af/xro.w»*»3i as-sa(jiye. ^A. p. s. truiirn castiji'l.p. espece de machine hydranliquo de . condotta d'acqua. como Dozy. el-Ijittih es sindi. aceudria. coll'art.48 SECTION SEMITIQUE legati a catena. coHihiirc raiijiiii Siquia cjistigl. port. p. as-saniyah. Gloss. azenia.

somma). poisson de mer semhIaN* au qi»- pescado. saurel. soma sSme. 228. fa derivnre jurel da saurel e sto dal greco oipSaC?)]. J)»w sural el esp.. Intorno a somme si legge in Littre: somme charge d'nn cheval^ : d'an kne. s. Surell da xuril specie di pesce.: ttattmo. Diet. sonime^ cfr. esp. ^^^ Aclet t a b 1 tamburo. dell'Acc. la »ett«. 34<): Dozy. luof/o j)pr fare it carhone. soumo. LUIGI SALVABORE D' AU8TBIA 49 Sofa da soffa. v. azotea. ratal. n ttomme. Anche dnesse.1 significasse conduttore J d'nsini tornerebbe aIl'ara>>o <CjLjr *^ i ma r i (per \JT l. hrMtia (f'n-'*int'. •• che cosi pronuncerei in tale "^ ^ " supposizione: e quindi somera sarebbe B^y-ST ''I himftra a$ina. charye. Dozy. jurel. Sp. et franc. sauma. Alcala scurel [fr. Mistral. Esp. qui est le grec odcY'Ji* selle. Atahalar (axordai) assordare lol Uiwburo. Ill « . 8omn. somme. da Heniar. cast. salma. Tabal. So 111 er ill da heinerjeli. du Xir^* Conffrtt du Ori*ntalistt$. Suppl. (tIoss. g^nev : Mume ftneese — du bas-latin saltna qni rient du latin sarjma. Gloss. v.-fran^. bas-lat. catal. ital. satpna. bourriqve. salma. tamborni. ^trade. Hi ynb ria anclie derivaie da ttottta. (Cfr. Environs de Paris prov. — Belot e<yu»»in quf Von Mta ^offa mH tui^ (fnffa. — Vol. sija. soffire). xiirel.: garden. sauma . grec (3a7[ia charge d'une bete de somme. saume. s. p.. iM^te 1' Somera (asina?) foi-se italiauu ttomaro.. prov. II Diz. sowo (jrom. castigl. sofa port. Sitjja. »piauatn. Credo che venga da resto. da tabal e atabal o attabal. Vedi. faw* e Dio cion. «ie : Hoffa) hanco di pietra. Acad.i a m m a r). v. ital. A^JOMtjS as-sattha azotea e Sappl. smtme. d«l s. Dozy. banquette. Se comiitttnrf somereh 1. d'an mulet. p.

lo fa derivare dall'italiano taccagno. horgata. [it. guarda alle piccole tacche.^V» tahhane molaire. Freyt. Gloss. sospen- Dozy. da i / /J/ aderire. congregazixme.) leno. Talcu de pietra traspa rente. Suppl. ^A^\.) Tafona da tahona miilmo. p. D. A. talco. E persiano JlJLj talk.. molhio da castigl. Sp. ^AaAAj <~aX» 'aliqa dere. Suppl. che vale sordido. 6 tapiceria para ador- . Ne'Lessici: [bos in ^^j&»U^ t'ahin mout. — Dozy. atafona. taccagno]. ha pure tribunal supreme. Gloss. gente. qui se tient an centre de I'aire media area bete consistens. Dozy.. il francese tache. corporale Dozy. franc. t a '1 i q a qualche cosa da atiaccare collana. Taleca. tribh. Supp!. sop ra). tahoiia. cocu. castigl. ai Diz. Tacany Puo de II tacano da taeach. Gloss. A>y>^Jo t a h u n e hona.. comunith. pierre speculaire WaAJ^ talq. : compagnia. molino Dozy. port. Dozy.50 SECTION SEMITIQUE mei<chhio castigl. talc. AXy>JO taifa zione. trafiquant dfifmtiche. (forse colui che nei. 'allaqa atiaccare. v. Ta- cauyeries meschinerie.]. Talco.\a & moulin. talega. avaro. ta- Tafon^ coltii eke attende al molino da olio. cfr. ha {fjni AiV. xnrco4i tela cmio^ : largo. 2(D9 . p. Dozy. Taifa (uiunmixa. altra fonna ^^-aXc p. ecc.. dell' Ace. essei'e forse (jli^VJd tahhan (Miiller. sacco 9ce. 347 11 : talco talque. castigl. alle macchiette. atahona. olio^ G. p. Gloss. spilorcio. s. Non pu6 Suppl. Dozy..). 64 : al ah ilea colgadura. essere che oL^U© tahhan dent mugnaio (v.. 347: tahen (tahin) tahine meule de somme qui fait tourner la meule.

tamr hindl. da tonbour (tunbftr) mot arabe qui derive du persan tanerreur. (Spagn.LUIGI SAI. 813: Merma (ci6 die e detratto) = tara. hour (Engelmann). 374: atambor.j{%Julo %J>AJ' indica persiano significa un grosso tamburo da gnerra rame — •HH^ tebire un mot o tebir. T Jd cw cAe tar ah T'yO defalco. taniaiindo (piaiita tawnrindo). Gloss. Gloss. Utm. Tambor. ^/^^juld p. 350: Terides val « ciertas navecillas siu remos. cacciare o spingeif innanzi a $^ e si- . para Uevar cavallos » sjtoH. tarida (tar!da) vaut«mt de Iron- J)J0 tar. — pas C'est (peut'etre d'origine celtique). talquef (Cfr. mais )y*^ tenbur Tara. corthta at-ta'ftltq di i^veochio IJmhehancf). una lunga di tastiera... Tarcol da talc lalco. AAA/Ol al-'ih|a nmuleto. vr AJiA^ l-. yjS^y^ teburak. p. cat. Tfad. ecc. rindo. 347 : tamarindau de yi tamr hindi datte des ludes. (^^JJ^ tama- Dozy. castigl. {secondo Pott) emprunte aux Espagnols et que les Mauresqnes de Gre- nade ecrivaient. nottrazione ^S^yiO tarha « </i/fa?cato.l. non ^^juh tunbfir.VADORK D' AUSTRIA 6i nar ted. et prov. Dozy. <Dozy). tr(iitj)orto. Tarida da tar da battel lo do p. tamhuro. diffalco. anclie V-AaJ WAaJ) ^LMI pi. Dozy Gloss. ta'Hqa 7 per cortine. V. Gloss. ^-aXLs talq = i toko. tambor. tamburello. — C'est une grave il — L'arab. ciisti^l. Dozy. l^^iJb fi tamiun hindiyyan. las paredes = arab.\da cacciare. ital. <i^*ia)» at-tarha). volg. (timballo). Tamarell. it.. anche atara. p.. coll' art. TalcnV tar id a.

46:adobe6WywecrMcde<-J>_^W\ at-tob (at-tub) matUme. met ordi— marchepied ». Gloss. Dozy. de Alcala traduit par cama de madera. Gloss. ^*»»]o tassa. (Tariffa. dallaV scere. sapere. E iub**i> t a' rife (altra forma di s—AJ'^^aj ta'rif) il portare a cognizione.^ AserJi torondje Dozy. o false). noin d'un bdtiment^ Dozy. turung p. II c-5^ " ara 1 a .. t a s z e de ^mJO tassa. cast.. ital. tribunal eleve de trois ou quatre degres que les dais. arancio. adobe. cono-- forma: c3r* ' ar r af a /ar conoscere. Tarima datarima p. dalla oitta omonima dove fu introdotta per la prima volta. taza ital. aussi tarimba) estrade de Jk^jjo tarima (tarima) que P. tavolato mobile.. nome nj a d'unita (un pezzo) sorte de citron de AsSTjj turuuge. p. iariffa. tariffa. Dozy. Suppl. « couche ou chalit de bois k la I'on moresque. nairement sous J^ y>0 lit de bols..52 SECTION SEMITIQUE Anche SSJia tarrad e mill. Dozy. '»•>)*» tarrade. y w Dozy. castigl. Suppl. Nome d'uniti (un pezzo) ^j^tube e coll'articolo at-tub e^ « . Gloss. 349 : taza. (J**» tass. 348: tarima (port. tarima. secondo che si aifernia. Tova da tub mattane non cotto. Tasso . Gloss. laxxa. tazza. ec. Grloss. p. 351 : t oro (turunge). notijicazione sul prezzo. narauja. cji-stigl. tirai«io. castigl. franc. Tarifa da taiifa. castigl. bicchiere. Taronja j^ j^ da tai-oncha. 348 tarifa. Dozy.

esp. it. — turque^. — TIamaes la parola stessa h antichiasima aemitica).Si dice pure dei i-a- valli che hauuo nn'imghia Toiifji' deriva dalla stessa radice. Turque nwnnu. e nomme la Tarquie anci«niM (La turchina o turchese si trova gia ricordatii nelle riom del Berni nelle novelle del Firenzuola.43-1713) veritable. Prov.-fr.LUIGI 8ALV ADOBE D' AU8TBL4 fr. de I'ancien franyais to up qui vient de I'allem. cj^y^ Littre: iinchiito da tin«jui. che allora si chiamava ardttico o turchinv. cuivre (Diz. turquf. ma i certa I'origine della pietra turchese dal paese dei Turcomaoni. turchese. tumbaye. turques.): cat. tupi. Turqueso. . Turco orientale ( ciagataico ) : ^^ ^ j» tap6 gommet la tete. Trutximan (/o/ua/aio. f/rw- O^'j^ targumftn imn. Tuxnbago Littre: anello lisch da tonbac-. ca«tigl. trutHchehiifin ecc. val. Littre: ton pet. tergom&n. turquoise it. esc. roui. turooriental). tombaqne. port. D. enn. qui etait I'adiectif de turc. (triichiman) iiUerjmte. pettinato a /to. tupi. Ar. bourgnignon topo hnut de diminutit rftevuj-. turki. zopf touffe d*- toppo.. Q. it. turk ecc. alta: earott. 344>). et asp. cimtigk tiimbaga. A. il interpi-etc (da cui derivano: Tantico dunU- tedeaco 6 derivato dal polacco boemo tlumac' Dozy. dro^man. d» h iiUy montkule (Pavet de Courteille. 351 : trujman.) Jlistral (Diet. castigl. liacco du malais tombac. Diet. 60 ital. tom- Tupi da tepe.. prov. p. I ^^ tar- (t1o88. turquese orginaire de Tnniuia. turquese. (Cfr. tamh&ga. interpriU-. torgoman. . nel cinquecento. e »\ tacava derivare dal colore. et Les turquoises ont ete trouvees d'abord dans ce que (le voyageur) Chardin (1(. in-toppo). turco. torcimony dau^i^ geiuiin.

X volg. sarqi orientale). 1 rqu e . vent du sud-esf da ^^^ Jm c ha r qu i (s arq i y y u n. p. bollire. ma e falso. zalama zalameria ont re^u sens de adulation outree. espagn. (j^>'i^i^. xaloque. est volgo. arabe. 4 locco. 362: salut zalema . Menage le tire de albus. flatter ecc.) primo elemento sia albero Dozy.. Gloss. reverence. (Forse e da confrontarsi. p.) Pianta castigl. albergeua. longenn. scirocco. alberge. uibeiginia da baianchana tese n/e/ftn\ann {in 'piemonalia niannxanay che parrebbe alludeie si sua amarexxa la quale fn toglie soltauto. bringella solanum me- melongene^aubergineda. dopo che messa a A. iga. in piemontese. sahit respectueux de aJ^am ou salem j\4m les ou bien ^de V expi-ession toi. chelouc. hoi cue (saluq. aubergine diminutif de auberge. bedingen (badingan) On trouve aussi alberengena avec Fart. pronunciato dal xaroco. D. xarouco. a cause de la il blancheur du fruit. Littre r franc. G. 239: con albi-cocco. c lis I'ont prononce: (J[^JL>w OjXm chalouc. sorte de peche ecc. salut sur et Comme les flatteurs le prodiguent jlatterie.. Xaloq. esp. Xalec salam (*>»aX* (propriameute fer xalec) far complinientl da salaui aleik. port. A. aJberchigo. suluq. canibiandole I'acqua tre volte. / / Dozy. arbi-coc. Gr. saluk. berengena. port..54 SECTION SEMITIQUE U XJbergillia. dato che alber-cocco. beren- geua. Gloss. con aprikose e con albaricoque. Mot douteux. beringela. ital. 355.H . p. s a1a m 'aleik ^ salam "aleik a) salamelecs. anche sci~ Ce xaloque revenu aux Arabes. Dozy. aubergine. — Hacer zalameries (oppure zalemes) cajolar. Gloss. D.

Suppl. p. axarope. sabbAk le on batiment de guerre en usage dans MMiterrante. 218: euvarabe.V. Dozy chabbaoh chabbio. ma rimasto viviHsimo nel pieiiionteae aeiapt. xaveque. petit A present on en tend sons Uwmm iobbAk. A. Javciiuc.) . Gik P. Pq6 per metatesi derivare da 8a e '1)0 (pi. xarrapar. Xebec. C'etait aatrefois one barque Jal. port. c ou selon la pronouciation africaine sabb&k. de Alcala ha iParaho) y nustro. xabega nave (H»ii da xabech specie di tre vele latine. Xarrup. D. comma Ta prouve m. una hihita d'acqun.>i^*i« 8a' aba teparant^ Ajk^m [ftMsa] 8i*&b) fmtty creva$te. cienlo Xa. xarabe {nrop)de v^i*>^) sciloppo. castigl. Dozy. .par to s/Hncalo. Xarrupar. ^Kam as-sarab sar&b hevanda da <^y*** sariba Dozy. frantume. (Cfr. annalo in corso. nchiapparf^ antiqaato nt\ sent^o di fendera.p da \iipa(*h la sjMiet'fUura. : h bbec .) Xa. e sciatnbecco bastimento a vele ed a mni. signitica lo stesso che Beure a xarrups hibita. Dozy. 8i dice pure: xarrnp d'aygua. potion. AXjum chabecha (sabake. de prchetir. (Cfr. nipach. chebbio. (Glossaire nautique •. xlbech. Vedi jti/xir. (juindi anche pecA«n>. italiano sciroppO e bevanda che n succhia perche dolce).\D0RE D'AUSTRU ioluk). (Cfr. italiano sciabica rete da pesca. 1' Itere surchiatuio da iin sh^ italiano seilopixire). I'iul. (JL*«m schobbac.fr. 66 emirt oriemtf xulAq. barca. caxtigl. 8abeko) (rete di pescatori.LUIGI SA1. uLuM sabbaq barque. D. 352 : xabeque. A.. (Cfr. Gloss. p. pttea^ prsca^ giotie) quindi: (JLum sabbak. Ct. chiappa KchUipim. C%a6ee et enx<il}eque).. / xabeco. chirbecli. ch^ / / beck Jilet [da alcuni derivatoj de cacciatori. i^VJl4M s». G. Gloss. axarave. col valore di ttcheggia. here.

JUa sifr (cfr. Le reciproche Qongratulazioni ^>— ecc. cifra ed i: zpucpiala vpafJ-t'-ata dei Greci. 8. [Ar. accoglienze ecc. ^^AtM essere si 'a. che i xurttdos portaeastigl. a separate or distinct. V. xelam salam. Lane Puo metonimicamente adoperato il nome del distintivo per la classe distinta]. uel Da xia. vano nelle rieehe sepolture in Minorca. Xifra. cero. Aeciddca Luigi Salvadoee d'Austria. iettere misteriose e conveuzionali) xero. 2)arty or sect of men. % . V. donde il turco AX# j^«w se 1 a m 1 i t] sala di ricevimento.56 SECTION SEMITIQUE una quantita di gente. V. zero. xalec. zefer ar. da selim. aeia senso di una parte di vestito. Xelum. che era indizio di nobilta e dignita. Xia f^fwo di domasco rosso con frangia attonio.

Al piu rigoroso monoteismo. di una tilosofia. Per6 e difficile clie un importante tatto storico non abbia i suoi anteoedenti. Ci6 crediamo necessario ripetere fino dal principio di questo nostro studio.GLI ANTECEDENT! BELLA ni:li. Le origini di una cosa sono il printahnudici. sono bene da distingucrsi dagli antecedenti.a hibbia CABBALA e nella letteratura talmudica I. di una religione. nfe se i ne possono staccare anteriori gli antecedenti invece sono in t'atti che con essa stanno qualche relazione di uniti. di nn sistema. al principio della creazione si sostituisce Acttt oon quella una t* du Ztl^ Congrit dm Qrimt m liH-. e somiglianza. — Tmm III. ma non sono con essa potrebbero stare senza che quella esistesse. per togliere ognl possibile sospetto che noi volessimo ripor- tare le origini della Cabbala ai tempi biblici o a quelli Le origini di un fatto. e con essa sono : unite. . cipio stesso da cui deriva. E oriiiai con tutta certezza stabilito dagli studi di storia critica che la plena tbrmazione in seno del Giu- daismo del sistema teosofico della Cabbala non e anteriore al secolo decimo terzo. La Cabbala sembra a prima vista in piena oon- traddizione col Giudaismo.

Ci6 non sarebbe avvenuto. e una setta che combatte il Talmudismo. anche dotti. Sono dati anzi come i veri interpret] dei piu protbndi mister i della Ma religione. le dieci Sefiroth. e rispettato^ e venerate come un pio ed un santo. ciofe tradizione. se la Cabbala si fosse annunziata come un sistema nuovo.En Sof. non un che di avverso ad essa o di con-^ Cabbalista per lungo tempo e tenuto nel Giu- daismo come chi sa della religione e dei suoi misteri ci6 che gli altri. Questi anzi a tutti riti del Talmud trovano profondo arrivare fino alia seconda significato teosotico. Lo stesso nome che prese di Cabbala. come una rivolu-^|(l zione religiosa. e la emanazione da una sola sostanza. infinita. Non i vi e per alcuni secoli scissura fra i Talmudisti e i credenti nella Cabbala. Si deve meta del secolo XVII. rimane isolata . ma nemmeno per luiigo tempo. la Cabbala e considerata invece di ci6 generalmente come qualil che cosa piu tmrio. fino che giunse tempc . i nel secolo seguente.58 SECTION SEMITIQUE [2] pluralita di persone nella divinita. non sanno. come origine dell' universe. poi. Se pure qualche voce di tratto in tratto sorge per opporsi alle teoriche cabbalistiche. II che costituisce necessario per la fede giudaica. la luce ha . ™ mostra le sue pretensioni di essere antioi di in^ quanto tutto essersi il rimanente della religione giudaica. Hasidim o gli Zohariti formino Cabbala un nuovo credo opposto a quello antico del Giudaismo. perche prima della i Sabbatiani. come eretici. Or non percio i cabbalisti giudaici si mostrano in verun mode non solo nei loro principii. o partigiani di Sabbatai Zebi. e fra gli adepti per manteimta segnamento orale mezzo di il un e segreto.

[3] DAVID CASTELLI si UU iscritto. e soltanto ne da una spiegazione tutta sua. II lo sanno. significii la Binh. Se per antecedenti della Cabbala dere qualche si volesse inten cosa di simile. giustificasse le teoricbe della Cabbala. ciofe la Hochmh^ la Sapienza. la Cabbala invece vuole per lungo tempo viverc d'accordo col Giudaismo ufficiale. una delle Sefiroth come essi dicono nel lore segreto Itereshithj linguaggio. Dio. e la parola Klohim. comincia con la parola i Cabbalisti questa paOra per rola sta invece a signiticare una delle ipostasi divine. so nel Giudaismo non ci fosse stata qualche cosa. ma dalPaltro lato rimane sempre a spiegarsi come abbia potuto nel GiudaiHmo nascere e mettere radici. Ora queste pretensioni della Cabbala non meritano piu nemroeno di essere sul serio confutate. dando alle parole ed di questo e di quello avere. Questa pretende cbio Testamento alle I'rasi di ritrovarsi tutta intei^ nel Vec- e nel Talmud. che. tali significati che in nessun modo possono Genesi. un' altra ipostasi. che mentre la Gnosi combatte il Cristianesimo ortodofiso. attribuendo un significato mistico a tutte lo parti della religione. T Intelligenza. Ora ci6 difficilmente avrebbe potuto avvenire. in parte almeno. si essa presenta con i varii Bistemi appalosano subito a chi conosce questi nulla di . in cui cominci6 a metterla per Le analogie che degli Gnofltici e quella. E basti a chiarire la coea un solo esempio. Dimodocho piii vero che la C/abbala una Gnosi gindaica con questa differenza per6. questo nostro studio sa- . tutti in principio. ne accetta tutte le pre^ scrizioni e i riti.

60 SECTION SEMITIQUE ' [4] rcbbe non solo contrario al metodo storico. ma Dio stesso. gli agiografi lo a sazieta. e si chiamano Malachim. la legge. e Uno di ci6. sdoppia. E in quanto si Talmud e alia vasta letteratura che con esso non vi e dubbio che vi si fa piu d' una volta allusione a una dottrina mistica e segi'eta che non b da divulgarsi ma di questo meglio piii innanzi. questo apparisca Dio talvolta due. Ma ma pure. si in se. Ci6 ha si bisogno di essere spiegato nei suoi particolari. E noto che nella Bibbia parla di angeli. al ma anche buon senso. Ma invece io ho voluto ricercare se in ci5 che realmente risulta dalla piana e letterale interpretazione della Scrittura e del Talmud vi e qualche cosa cbe con present! analogia anche ci6 al lontana. un mes- saggero di Dio. il messaggeri. non pu6 ripetono dubitarsi. o in altra maniera opera nel mondo. singolare. Ora incominciamo dalla Scrittura. che poi i Cabbalisti lianno insegnato. si rivela agli uomini. II Dio d' Israel^ : che e ancora il Dio creatore del- r Universe. collega. inviati. I'altro manifesta nel come ente che esce da se e si mondo ed agli uomini. : II. un essere per quanto eccelso. secondo i il Vecchio Testamento. in quanto esce da se. e da relegarsi fra le fole e i sogni dei Cabbalisti. . ma 1' angelo in Malach. ad osservare piu sottilsi mente. profeti. anche piccola. uno come ente rivela. sempre create. Non dico die come certo sotto due aspetti. b spesso non un inviato.

Nella celebre apparizione divina a Mos6 attra verso un pinino (Esodo. Nel il verso 7 dice die la incontro Malach di Jahveli. 17. il Malach che doveva gui6 detto . 21. clie le I Lo faiiia stesso deve dirsi deir altra iiarrazione a questA parallela nel cap. ma Dio stesso. 13 ha parlato non 6 piu dotto Malach. 11-13) il Al patriarca Jacob dice: io Malach-ha-Elohim sono il Dio di Beth-El. 17-19. vv. Nel capitolo 16 del GeneHi si racconta la t'uga di si Agar da Sara sua padnma. e poi ripetutamente ai vv. anzicli6 un angelo. che Iicufgoely I'angelo redeiitore invocato dallo stesso sul letto di morte. Dunque il Malach non 6 un angelo nel si^nificato comune clie si da a questa parola. in si quanto ^ rivelato al patriarca. 16. Ma ad uii tratto nel v. non e un angelo creato. 'ki pure da tenersi una manit'estazione di Dio stesso. ma poi nel Jahveh ed Elohim. una appariziono della Divinita. ma una manit'estazione divina. e i suoi come quello da cui implora benedizione per nepoti. 9. (31. 4° 3). Anche veh (22. E sebbene non sia chiaMalach ramente spiegato. 11-18) Jsahah Malach Jahveh e Jaliscambiano come siano un essere solo. Jacob (48. 2* si chiamato nel Malach Jahveh. dove la medesima di teo- ad Agar ora e rappresentata nel sacrifizio di si col uome Maiach Elohimj ora con quello solo di Elohlm. pure e dato citati e inferire dai passi fin qui il da altri che addurremo. ma Jail vol stosso. rivela e V.f5] DAVID CA8TELLI I passi biblici 61 dai quali rosulta questo Hdoppiamento della Divinita sono parecchi. 1' essere soprannaturale che gli v. e cosl fino al termine di questa prima teofania mosaica (4. 10 e 11 die que^to Htesso Malach qiiei di Jaliveh le parla.. come quello che lo ha salvato da ogni sciagura.

confronta con questo passo 8 del cap. Ebrei alia conquista della Palestina (Esodo . Textkrvtische Erld'uteriingen. quando Dio voleva rivelarsi. ed esse prendono altra for- ma. e anche quelli di tra i altri libri storici sono piu antichi frammenti raccolti dai compilatori. V. 2). da farsi eccezione per il 2. o in qualche modo si Dimodoche operare sul creato. perch e parla della proraessa da lui fatta ai patriarchi e del patto stabilito con gV Israeliti . E . o. 22. 1-5). Anche nel Deuteropasso dei Giudici 1-6. 23. e la promessa e il patto sappiamo che erano fatti da Dio. i . di Giosiie che sarebbe apparso agli Ebrei dopo la morte per rimproverarli del peccato d'idolatria (Giudici 2. 6. vede che e lo stesso Jahveh.62 SECTION S^MITIQUE gli [6] dare 23. si Anclie 35. 32-23 32.* poi che il A gli mano a mano concetto di Dio si va presso Ebrei piu spiritualizzando. se si Malach che apparisce a Balaam (Num. 33. pu6 concludere che era antico nel popolo ebreo il concepire. se si vuol raeglio. ma non ' scomparisce del tutto. 11-24). II Malach che si mostra a Gedeone (ivi 6. pag. Die heilige Schrift des Alien Testaments. che proba- bilmente nello stato presente del testo ha subito una iuterpolazioue dal redattore ma anche nella forma originale dello scrittore jahvista doveva dare significato uguale a quello che noi gli attribuiamo. 3-23) cont'ondono nelle due nan^azioni con Dio stesso. La medesima cosa deve dirsi del Malach Jaliveh. questo rivelazioni divine si modo di descrivere le dilegna. E notisi che i passi citati dal Penta- teuco appartengono tutti alle antiche fonti Jahvistiche ed Elohistiche. 1' immaginare sotto il nome di Malach una esteriorita dell'essenza divina. il v. il 34 . e quelle manifestatosi ai genitori di Sansone si (ivi 13. Kautzsch.

. 6 e seg. ai manitesta nel mondo che e lo spirito. Un' iiltra forma nella quale Dio due ispiratrice. il genere femminile ha fatto del nome Ruak una femminile. ciofe di potenza. 12 Jauvier 1880. 10 e seg. segiiataniente nei passi 8. Malach della presenza divina Tessere che ha di continuo salvato gli Ebroi ilnaia. e 10. e. e sotto aspetti. chiamato. Di piu nel libro di Daniel. di Ezechiel (I) o del ci il Daniel (7) la persona di Die appare dagli seg^uito e la angeli distinta.. il significato delle visioni e rivela III. Ma lilno di nelle visioni d' Isaia (6). 7). Dimodoch^ per di vero la teorica di Max MiiUer che I'uso del lingiiag- gio ha avuto molta influenza suUa tbrmazione dei miti. 9)/ E in una delle viHioni di Zacharia torna con Jahveh a idcntificarMi (3. 1-4. ipo- stasi com' e giunto a supporre il Clerdel mont-Ganneau.^ perfino nella Ruah del Genesi di si 2° verso e veduta la paredra femminile di Jahveh o per6 che in quesio Elohim.[71 DAVID CASTELLI durante reailio babiloneHO vediamo clie fe «8 Isaia. 63. ora creatrice. e un angelo inviato da Dio che spiega r avvenire. che ispira. ora E prima e da avvertirc spirito in ebraico dicesi liuah (nome usato per la quella parte che ha massima parte la Riiah in geriere femminile) e la RuaJi che crea. Fatto passo del Genesi la Ruah ci appare come uno sdop- * Revue Critique. come se fosse gia nelle antiche oredenze stti popolari dell' Ebraismo. anzi questi ne Ibrmano corte.

E inutile poi dilungarsi sulla Ruah di Dio come sapienza e ispiratrice negli uomini della forza. ma la Ruah posa elemento primigenio del 1' create. 25). 4): la Ruah di El mi ha fatto. bernacolo (Esodo 31. di sogni. 13). 20). 3. 9). Anche in altri luoghi della Scrittura si ta allusione alia Ruah creatrice. 30). e per tutte le genti nell'eta messianica senza distinzione stirpe n^ di nk di classe. (Joel. 8). 17. 13) si afferma che con la Ruah Dio ha fatto belli i cieli. 6). Elohim con la parola sull' crea. (ivi 6. 30) die Dio mandando la sua RnaJi fa che siano create tutte le cose.). Questi e V autore delr Universe accennato solennemente nel primo verso : < In principio cre6 Elohim il cielo e la terra » Ma nel secondo verso la feth) sulla superficie Buah Elohim e volitante (merahe' deiracqua. 1 e seg. e 9. I . lui popolo (Numeri 11. 88). 4. Elihu dice (ivi 33. 10). 34). poi in ge- nerale per 12. 6. per Elia (3. per Eliseo (2" 2). chiamato uomo nel quale e si come interprete la Ruah di Elohim settanta anziani (Genesi 41. 10). per Saul (1" (l°Sam. (ivi 11. Nel libro di Job (26. e nei Salmi (33. 6) si vede che con la Riiah della bocca divina sono celesti. 12).64 SECTION SEMITIQUE [8] piamento femminile di Elohim. Nehemia per I'aspet- tato rampollo della famiglia di Jesse (Isaia 9. che pongono r acqua come primo elemento. per Gedeone (ivi per Jefte per Sansone 13. eletti per il i da Mose a governare con per Othiniel (Giud. 10. 3. chiel (2. non differendo da altre antiche teoriclie cosmogoniche. 11). Re 18. ci6 ripete per Bezalel artefice del Ta30). per David (ivi 16. per Micha per Eze- per Zerubbabel (Zacharia profeti (ivi 7. i Re 2. 25). come nel Genesi e rappresentata acqua. 36. della della parola divina. e Da Giuseppe che. 2. fatti gli eserciti e (104.

che real- inente investe persona ispirata e la fa operare e parlare in quella data maniera. Dio comunica per sua rendono colpevoli quando essi si cx>me si narra di Saul.sata metatbricameDte. Altra manitesti\zione divina e quella detta Chabod. perch^ parla con lui ed apparisce nel medesimo tempo qualche cosa di differente e d'inferiore alia vera e propria Ruah Elohim. AeUt du XIr** CMtgrtt du OritHtmiittM. * . anche una Ruah cattiva die pai*te anclie questa da Dio. e che talvolta seduce gli uomini al male. entr6 in 25 e seg. che e con questa parola una reale emanazione gi-azia agli uomioi. ». 19-23). la ritira.[9] DAVID CASTELLI Si potrebbe torse osservare 6ft da alcuno che luoghi la fraiie « spirito di Dio » pu6 essere che in n. che «i come diverse piace di avversare il V)ene e i buoni. iiiHpetto ai 70 anziani si dice che la Rvah po86 sopra 11. vi k 14). E gii uno spirito maligno. . Ezechiel dice per se me Rnah Dunque si vuule rap- presentare divina. — Tom* 111. 16. quando cadde in disgrazia presso Dio (r Sam. e sianio a poca distanza dal Satan del libro di Job e di quello di Zacharia. di . qual' k quella appunto che s'impo88e886 di Ma Saul per disturbarlo ivi 14 e seg. Singolarissimo h in questx) rispetto del il note passo il V libro dei Re che (22. si Ma a ci6 si risponde alcuni parla della Ruah come qualche cosa la di og^ettivo. Qui cei*tamente lo Spirito da Dio. lore. Spirito nel si quale profeU dinanzi Michajhu dei gli narra lo presenta a Dio promettendo prot'eti di forsi ispiratore di t'alsita in boooa di Achab per indurlo ad una guerra che sarebbe riuscita t'unesta. siocbe prot'e- tizzarono stesso: « (Num. come la buona Ruah ispira al bene.

il 21. 5). e i Con il la pa- cieli. dice Salmista questa stessa parola rimane eternamente in cielo (119. magnificenza.«6 SECT:I0N SEMITIQUE [10] gloria. e la presenza reale di Dio mezzo al suo e popolo Ezechiel. in II Chabod (v. Alia I .). specialmente col suo popolo Israel e coi profeti. (1° Re 8. 11) e ne esula. 16 d' Israel. Anclie la parola di Dio. Di tutti profeti egli quello » che piu usa 1' dell' espressione « Chebod Jahveh per significare apparizione divina. maesta. sebbene per Isaia in (6. 34^ e Tempio . e il Chebod Jahveh riempia tutta la terra. 40. scende sul Sinai (ivi 24. rola di Jaliveli sono stati fatti (SSj 6. « La parola che esce dalla mia bocca (dice Iddio) non ritomera a me rola divina 6 a vuoto. 22). guida popolo il riempie il Taberna- colo ivi. 43. ora di fuoco e seg. 34). e ot terra ci6 » per cui I'avrb II mandata (65. livi 13. Prende Taspetto ora di nube lEsodo 40. quando questo e distrutto tanto e vero che Ezechiel ne ha la visione presso il fiume Ohebar in Babilonia (1. 3) per r autore della doxologia del Salmo 72 sia piuttosto la reale presenza di Dio tutto il creato. Ma piu di tutti e notevole il luogo del Deutero-Isaia nel quale la personificazione della pa- maggiormente spiccata. in quanto viene in comunica- zione con gli uomini. e lo vede ritornare nel tempio che nella rapita fantasia egli i immagina gia e ricostrnito (43. degli trapasso qui al Logos di Filone e Ales- sandrini e facilissimo. ma fara ci6 che io voglio. 7). e doveva a v venire.. quando sulla Scrittura si costrui una metafisica e una teologia. II si Chabod e Dio in quanto appalesa nel creato. 89). 28 .11. e talvolta cosi person ificata che con leggerissimo tra- passo di viene una vera e propria ipostasi. il Debar-Jahveh o Elohim.

iVa pregi. Accompaguano gli uomini . Coal (6). ma nfe di persone divine. le rappresentano 1 . medii fra Dio e I'uomo e a due i come esseri inter* doe per eseguirne i mandati e per rivelarne i voleri e pensieri. Ma non 6 inutile vedere brevemente in quali diversi aspetti anciie questi esseri intermedii sono nel Vecchio Testa- mento rappresentati.2). spiegano fino ad un certo punto seno del Giudaisino di una teosofia sorgere in ri^oroso die al monoteismo sostituisce una pluralita non iie di essenze. dove la Sapieiiza e lodata. cioe 1' esistenza degli angeli fini. Su questo punto non sarebbe necessario perclie e cosa conosciutissima e da tutti aocettata. i Serafim in Isaia celesti Hajjoth in dei Ezechiel (22. die trovano in tali espres- sioni biblidie la spiegazione della lore origine. miriadi di esseri e celebrano di soprannale turali in Daniel 10).[llj DAVID (•A8TEJ. Gli angeti tbrmano ci si in prima la corte di Dio. I-22j. insistere. che nella Bibbia si ammette V esistenza degli angeli. 148. Noi qui non vogliamo occupard del Filonismo della teologia cristiana. ma solo Cabbala giudaica. 20. Dio (Salmi 102. le schiere le nel 1" libro Re lodi pii le migliaia e (7.LI 87 l^ersoniticazione poi della Sapienza come ipostasi diviiia '8. Tutti questi varii aspetti. 19). La quale andie per un' altra parte delle sue dottrine ha nella Bibbia suoi antecedella i denti. dovevano dare luogo i celebri passi dei Proverbi 12-36* del Job ^28. per quello ^li altri altiBHimi suoi ancora che sedeva a lato deirEteriio quali e rappreeeiisi nella creazione dell' Universo. 12-28) e del Siraoide /24. nei tato il Dio die esce da se stesso e coniuiiica ai il mondo.

24. e come pene da Dio. quando esercitano missioni sono chia- mati addirittura cattivi fSalmi 78. Salmi 35. 2° Re'l. Ma gli angeli o meglio alcuni tra essi. tali e allora gli angeli. ed eccoci al Satan. 1" Cron. di loro si il chiamano Gabriel (8. il . 21. e come < ^ . Michael e detto genio a poco a ap- tntelare degli Israeliti ^12. due chael (10. 28. si no- mina il principe o genio tutelare della Persia (10. Salmi 91. 32. 2" Cron. 11. che si compiace del male. 35. e rivelano la parola divina a Elia Zacliaria gli (1. 21). al demonio rappresentato nella Scrittura come il maligno nemico di Job. 2. 9. e. 19. 19. Re . 3. 21. 3. 5. 34. cosa piu notevole. lianno un nome. o cerca con tutti mini.) ed e chiamato allora angelo di distruttore. r angelo che apporta la mortalita in Gerusalemme. i mezzi di farci cadere gli uo- trapasso e facilissimo. Da questi a un essere soprannaturale malvagio. 5-7. 7). Tale fare . (1" Re. 12. Nel libro di Daniel poi angeli prendono contorni pin determinati. consigliano al bene (Isaia 44. 26). 16 e seg. 34). 15) e a 12. il per peccato commesso da del popolo (2° David di il censi- mento Sam 24. cominciano ad apparire i genii protettori delle diverse nazioni. 2. 16) e Miprimo di questi in forma d'uomo parla a lungo con Daniel per rivelargli I'avvenire e le sorti del suo popolo. 8i. 13) (ivi e quello della Grecia 20) e 1). 15 e seg. fe umane di (Ecclesiaste inflitte 5. Tale e I'angelo che fa perire I'esercito (2» Sennacherib 5j. poco come esecutori dei voleri divini divengono anche accusatori delle colpe poilatori di mali.68 SECTION SEMITIQUE [12] per proteggerli e difenderli (Gen. al . come 1' avversario del sacerdote Jehoshua' ripristinatore del culto dopo diavolo il ritorno dall' esilio babilonese ('Zacharia.

Per questo la Scrittura condescende A vostra facilitate. nei Targumim^ dal clie ebbero talvolta motivo allontanarsi significato massime nelle sue parti piu antiche e nel medesimo tempo piu popolari. per cone bene o per sedurlo e al male.LI 69 setluttore di 21. non reli- fiirono solo parte della Cabbala. Attribuisce a Dio. ^ veraniente piena di antropomorfismi.' (13) DA\'n) CA8TEI. 2> Questi pochi tratti biblici bast<ivano. ParadUo. 4. i o sventura danna- ecco gli angeli e deraoni. e per recar^H quindi o zione . Questi. t'elicita beatitudine. 6 vero. David per farlo cadere in peccato 2*Cron. percli6 la teoiii- logia posteriore popolasse 1' Uni verso di uii nuraero finito di esseri benefici e inalefici fligliarlo al all' uomo. IV. . ma : di tiitta la gione sia giudaica sia cristiana. e piedi e mauo . ed altro intende » * Divina Commedia. come di dicesi. II passaggio fra questi antecedenti biblici della Cab- bala e quelli talmudici 6 nelle versioni aramaiche del Vecchio Testamento. il poeta : « Cosi parlar conviensi al vostro ingegno Perocche solo da sensato apprende Cio che fa poscia d' intelletto degno. letterale del testo. 40-46. e non come dice Se osserviamo bene la Scrittura. specie nelle lorme popolari e come si dice folkluriste nella Cabbala per6 ebbero maggiore importanza. o.

Per le antiche credenze ebraiche la forma piu nobile nella quale puo immaginarsi Dio e quella umana. e coi capelli bianchi come lana (7. rappre- sentava veramente come nn uomo. E infatti. di sopra al firmamento. Ma lo spiritiialismo. 2. V Sam 16. una figura di un trono. Daniel rappresenta Dio come trono. sul e sopra questo un co- aspetto d' uomo (1. Isaia vede etl il e idealisti dicono Signore seduto sopra un trono alto eccelso. Ci6 clie e assolutamente spogliato di ogni parte di sensi- . per il quale si vuole spogiiare forma sensibile e materiale e una concezione filosofica clie molto piu tardi e penetrata la Divinita di ogni nella religione. Ezechiel. vede un colore di zaffiro. 3. Tutte le religioni antiche popolari hanno immaginato Dio. immaginazione di vi con- perche la mente dell' uomo non puo cosa concepire reale. 9). vestito di r Antico dei giorni seduto lore candido come la neve.70 SECTION SEMITIQUE perche. se non come qualche sensibile. Abbiamo citati questi passi come i piu esprimenti. sotto una forma materiale e tangibile. stessa ma da altri non poclii resulterebbe la conse- guenza. alia in [14] ma mente si degli antichi Ebrei. che si stende sul capo delle Hajjoth. e detto che Dio E se in alcun luogo non e uomo che possa mentire ne figlio d'uomo che si penta (Num. e vestito di il un manto i cui lembi riem- piono tempio (6. 26). 1). 19. e necessario che corra il . Anche i profeti piu elevati di vedere Dio sotto questa forma. si al- meno quanto manifestava agli uomini. o gli Dei. 29) ci6 significa soltanto che in Dio non accadono tali debolezze nmane. Dio. se si vuole rappresentare Dio sotto 1' qualche forma.

. tenevansi piu Per oi6 che concerne di il nostro argomento la t'rase piu importante delle paratrasi iletto aramaiche e quella di al semplice Dio (Memrii). (:. Si sa clie anche molti dei piu aiiticlii teologi.\8TKLLI 71 bile o la ma appunto perche idea non pu6 essere reale. che erano destinate a rendere popolare cognizione della Bibbia. qual- non asfiolutamente la privazione di ogni materialita. . le frasi antroporaorfiohe rono corrette e sostituite da altre che spirituali. Nei framnienti della paratrasi aramaica gerosolimitana in tutto il cosi delta racconto della cretizione al ' Ozar Xechmad. IV. vollero care soltanto una materia piu tenue. ma Ma dall'altro lato possianio dire che rantropomorfismo delle frasi bibliche cominci6 a tbrmare una difficolta. llti. Per ci6 che concerae rantico Ebraismo il Luzzatto riconosce che non eecludeva che solo dal Maimonide in poi rassoluta immaterialita di Dio divennc un dogma ^ la corporeita divina. pag. quando nelle credenze ebraiche penetr6 la le filosofia el- lenica ed anclie scuole palestinesi e bahilonesi ne risentirono 1' influenza. diHii^nifi- cendo che Dio e Taniina sono che cosa come d* Hpirito. e si credeva cosl di evitare rantropomorfismo e Tantropopatismo. sostituita nome divine. e imponderabile. da un rappresentare la religione giu- daica come troppo grossolana. espressioni potessero. dall'altro che potessero generare errori e perci6 giust'appunto nelle paratrasi la tii- aramaiche.[15] DAVID pura idea. Si terae che quelle lato. quando sembrava che si attribuisse a Dio un'azione o una passione troppo umana. piii sottile.

Un Memra. « Laddove veh percosse testo ebraico dice (Esodo. sotto certo rispetto. 72 SECTION S^MITIQUE ». [16] semplice «. Quando plasti. % . dove il Memrct apparisce non solo come I'estrinsecazione di Dio. 8) alle parole del testo « Jahveh vostro Dio Egli combatte per voi » al pronome Egli la parafrasi sostituisce il suo detto Memreh. subito poi nel Genesi (3. abbiamo altri luoghi. 25) nella parafrasi detta di Onkelos sta si legge inveco « la potenza di Jahveh » . Ecco dunque detto di Dio personificato. corrisponde al e al Logos degli Alessandrini Verbo ddla teologia « cristiana. 8) si dice die i Proto- dopo il peccato udirono la voce di Jaliveh nel giardino. ma il anche in quanto opera. il E se pure in questo in- passo I'avere aggiunto tendersi solo detto » Memrb. una ipostasi. 12. potrebbe come una amplificazione della trase originale. e que- pu6 essere una interpretazione nazionaie. Cosi anche in Giosue (23..di8se Iddio o « « Dio creo il » del testo ebraico » b sostituita I'espressione disse ci verbo di Dio al o « il verbo di Dio cre6 ». un Logos che uccide non si pu6 immaginare die come una energia divina. in quanto parla agli uomini. Memra delle scuole babilonesi e palestinesi. Parimente dove si narra che Jahveh combatte conla parafrasi dello di • tro gli Egiziani (Esodo. 14. 29) i Jah» tutti priniogeniti nella terra d' Egitto Pseudo-Jonathan ha invece « il Memrct Jahveh uccise ». le versioni cal- Eloliim. un Verbo. II die riconduce concetto sopra accennato della parola di Dio considerata come forza creatrice. die camminava « daiche sostituiscono Eloliim e il la il voce del detto di Jahveh ». ma nello Pseudo-Jonathan abbiamo anche qui il Memrct di Dio che combatte.

cio6 fargli oonoscere la propria maesta. Ma il piu di tutti e note vole nelle version 6. ma per noi importa fermarci sul verso citato. perche abbiamo Jahveh e la Shechifitl. Questa era la somma grazia che Dio concedeva a Mose. non sono due Dei. ed 6 presente in mezzo al suo il popolo. In questa teot'ania a Mos^ le frasi del testo ebraico sono tutte antroponiorfiche. fe la Skechinh che cammina nanzi agli Ebrei per guidarli. 16). opera del create. Le parole vanti a lui » del testo suonano: « e passb Jahveh da- (a Mose). come al massimo dei profeti. in quanto si rivela agli uo- mini. 34 e seg. II verbo nella torma causativa fece passare. oosl i massimo tavore divino presso quando poeti dila sua per significare lo sdegno di Dio. aramaiche dicono « Jahveh della Shechina di Ma le altre due versioni fece passare la sua She- china davanti a lui ». profeti e i cono con frase antropomorfica che Egli nasoonde . ma ceiio due persone. a' abar. Ma come la reale presenza della Shechinti 6 gl'Israeliti. i 12.[17] DAVID CASTELLI Oltre la 78 Memra. due forme neU'essenza stessii della Divinita. In un framn\ento della versione si cosi detta gerosoliraitana traduce « pass6 la maesta Jahveh ». die veramente si^nifica abitazione. oioe Shechinh. h la Sfiechinh che riempie che si il Tabernacoio di abi- 40. e in quella nui libri prot'etici si trova talvolta un' altra parola sostituita al nome di Dio. 21). e sta a rappresentare la Maesta di Dio in quanto sogio- giorna tra gli uomini.)> ^ la Shechinci compiace tare in Gerusalemme e nel Tempio (1° Re 8. quando escono dairE^itto (Esodo (ivi IB. ha secondo me importanza somma. uno come ageote e r altra come paziente. nella paratVasi dello PseudonJona- tlian sul Pentateuco. aramaiche passo deir Esodo 34.

17. e Tarnsi Mishna nel secondo capitolo di pliazione della Ghemara che I'accompagna. paratrasi aramaica. tano in questo passo che per misteri della legge debba si intendersi ci6 che altrove chiama I'opera Maase Merchabci. Vi parla * Pesnhim . e cosi devono essere lasciate da ogni studioso timorato. nelle paratrasi aramaiche. che era in origine segretamente o almeno con molte precauzioni inair esistenza di segnata. e in tutta la letteratura Ma prima di scendere ai particolari si vediamo ci6 che in generale dal Talmud pu6 rilevare intorno una dottrina teosofica. credendo di usare iin modo spirituale. si allude in un luogo del Talmud ^ a quelle parti della dottrina religiosa che Dio ha voluto lasciare nel mistero. dice che Dio fa dipartire la sua Shechinh di mez^o il suo popolo. lo 25). riisalemme (Isaia 67. il E della classico primo paragi'afo Haghiga.74 SECTION SEMITIQUE la pill [18] faccia. e piu Salmi 44. nipote Shemuel ben L' Isaacita e suo Meir commendel carro. Questo concetto della Shechinh. . e il 1' opera della creazione Maase Be- reshith. si E sono questi infatti a questo proposito i tre punti princi- pali a cui accenna ripetutamente nel Talmud. 119*. Sitre I'orh. quale vediamo questo si ampiamente che con svolto nel Talmud coYinette. V. Sotto il nome di misteri della legge. Jeremia 33. e secondo aggiunge anche la spiegazione del nome divino. o dalla citta di Ge6.

8i sa che era costume degli antichi Dottori ebrei di pren- dere a testo i passi biblici per fondarci sopra le loro ampie darash. detto Merchabh^ si perche nella vision e narrata da quel proteta il rappresenta la carro.im DAVID C. (Vedi i Tosafisti. spiegazioni. La traHe della MiHhna: non apiegano. si riterisce certamente alia commento di qnalclie passo hibiico. e si pone- mente umana si b sempre proposta.\8TELLI 75 del Ma'as^ Bereshith e del Maas^ Meicfuibh come di ar- gomenti dei quali non k permesso dare spiegazione. non commentavo. ci6 che h stato prima. per Maas^ del Bereshith ' «i deve intendere primo capitolo Genesi. dalla diversa combinazione delle lettere nei quaranUdatt lettere re«alUBt« doe primi verai del Gene*. al En doreshin. ma nel medesimo tempo determinavano dei limiti. o rituali. se non a pochissimi. la legge. Difatti nello stesso paragratb della Mishna si legge vano quei problemi che la che « e bene non cercare nfe ci6 che e di sopra n6 ci6 che 6 disotto. sul quale si immagina muoversi maesta divina. spiegazione. Era questo Ora Mevchabh currOf ci6 che essi chiamavano spiegarc in questo il il passo. di la dai quali imponevano di nou oltrepassare. n6 ci6 ohe « Secondo Rabbenu Tam per Ma'ase Bepeshith di ai dovrebbe intra- fdere la spiegazione del nome divino 11'). o morali. da questo passo desumere che i Dottori del Talmud nella spiegazione del primo capitolo del Genesi esponevano tutta una dottrina della di potersi Sembra creazione dell' Universo pju estesa e piii particolareg- giata di quella contenuta nel testo biblicx). per Matisi primo capitolo di Ezeeliiel. Haghig& . o dottrinarie.

Ma pri- quanto a tutte le altre parti deir Universe la mitiva dottrina talmudica nienza dall' essenza divina.76 SECTION SEMITIQUE » ^ [20] sara alia fine. « Joinh 54'. Vaikrh Sabbh. ed e da uno all' altro Dottore in se- come se si trattasse di dottrina riposta. BereshUfi Jfabbh. 3 . Si voleva cosi consigliare a non absi baiidonarsi a ricerche. 145' . 16'. 1' Secondo Isaacita. Ma non perci6 si astenevano i Dottori ebrei dal fare delle ricerche sul modo '^ di formazione della terra. ^ e fondata e sopra che cosa Come pure si occupano degli elementi primitivi. Tosafisti). in dall' della luce divina. secondo e dal si circonferenza domandare su die cosa regge. (Ved. Shemoth Mabbh. Questo per ci6 che la creazione. 31 Shoher Tob. altri dalla ebbe principio dal centro. ' * Haghigh 12*'. almeiio per il parte degli elementi La luce che rischiara ° mondo sarebbe un raggio notare che ci6 e detto gretezza. Kahanh . vede che la spiegazione da seguxta e da preferirsi. I . primi. Pesikth 15. '^ In alcuni passi dei al Midrashim alquanto posteriori Talmud pare che si ammetta addirittura 1' emana- zione in luogo della creazione dal nulla. secondo alcuni. in cui la mente umana perde. di non non iie si ammette la provepu6 dire insomnia che ammetta I'unita concerne * sostanza. » de R. sarebbe invece relative alio spazio. ci6 che noi intendiamo relative dal al tempo. . aria e fuoco. e corre rischio ancora di cadere in eresia. Shemoth Rabbh. Sal mo 104. della materia nale Urstoff (direbbero tale i i origi- Tedeschi) e ammisero come * tre elementi acqna. 50. die. bi ivi i Ma noi Talmud stesso piu innanzi. se vnole troppo approtbndarle.

cercando nel Talmud e nei di Midrashim qualche cosa ^ dato raccogliere. Haghigh. late notizie. essendosi I ferniato sulla parola hashmal per ispiegarne il niiste- rioso significato. e poi. tutto I'in- sieme di queste dottrine segrete. Nulla ordinato e di sistematico. paradiso. ' Si cliiama poi Fardes. e il solo 'Akiba ri- mase que illeso e in tranquilla pace. rimase bruciato dal tiioco che ne uscl fuori. Ben Zonia ne impazz6. ma solo alcune spai^ne e iso- ' 13<^.divenne eretico e quindi dannato. Pure qua e la. e si racconta che di Ben 'Azzai ne mori. il 77 Maati Merchaha riguardava certo la natura di Dio e deUa corte celeste. mentre leggeva la visione di Ezechiel. Haghigh 14\ . " Erano pochi dunsi quelli che volevano esporsi a gravi pericoli quelli poi j)er istudiare queste dottrine segrete. nel plnrale. le Anche che studiavano. nulla o poco ne lasciavano trapelare ai prot'ani. Si racconta die un giovanetto. La parola hashmal nel significato letterala vaol dire soltanto metallo o bronxo rilucente. Elisha Ben Abujja ne quattro Dottori che se ne occuparono. Tanto piu che ispirando quasi si voleva se dallo studio. il ma se n' i latto nel miatioiamo nome d'un • angelo. Ma 6 impoesi- linguaggio sirabolico e tutto inetaforico e allegorico col quale si parla nel Talmud e nei Midrasiiiin bile dal intorno al Ma'as^ Merchaba desumerne una qualciie notizia precisa e ordinata della dottrina rabbinica in- torno alia natura di distoglierne Dio. . terrore alcuno voleva occuparsene.I f211 DAVID CA8TELLI L'altra parte poi della dottrina segreta. giardino. cui si riconnettevano i misteri contenuti nei nomi divini e in quelli degli angeli. di un ordine d'aogeli.

II. dove dice invece Din e Zedaka. come abbiamo veduto. il Memra^ e la sua apparenza nel niondo. e alcune volte i Talmud a parlare con Dio per dovuto rigore chi . Dio sdoppia. ora Dio in quanto manif'esta agli uomini . pu6 dire che divengono energie divine. Sanhedr'm 94". come nella filosofia di Filone. : Middath haddin e Middath harahamim \ E fino di che se ne discorresse come di due attributi. quanto persone. la Shechina^ nel nei Talmud e gli attri- Midrasbim si si oggettivano e s' impersonano buti divini. Shabbjth 56». I di attributi inerenti ad un essere. nulla ma li vediamo propriamente impersonati. in da Dio ^. e. Questi due attributi sono chiamati dai Rabbini strano. cioe ma superiori e anteriori La Middath trodotta nel si haddin. si Le qualita di- vine sono dette Middoth. in quanto ora e Dio in se. ma come i esseri due principali attributi divini ed il piu impor- tanti per governo provvidenziale e la Pieta. delle quali parla non solo come reali. e ipostasi. • Pesahim 119*. 27 cfr. a si tratti col lo meriterebbe si e ' Sifrh. questi. • 1 . esigere che ^ .78 SECTION SEMITIQUE [22] VI. ne sono angeli. che dell' Universe sono fra la Giustizia talvolta non possono loro accordarsi. si Se gia nella Scrittura. la Giustizia. si se nelle parafrasi aramaiclie il al Dio trascendente si unisce Verbo. esseri creati. distinti ipo- stasiati. Ilaghiga 14".

cioe con la Middath haddin D' altra parte si dice al trove che il mondo fbrzii «? stato creato con dieci detti ^ attribnendo cosl alia parola. ma le personifica- corre rischio che vengano Non sono nate forse cosi molte delle divinita. * * Shemoth Jfobhh. 1. tanto nel mondo orientale quanto in quelle greco-romano ? Non e certo per6 espressione metatb* prese aUa lettera. rica. 30. . Sh>-moth Bahhh. *. pieta e misericordia Ecco I'antecedente talmudico di queste frasi del delle dieci Sefiroth della Cabbala. sono pid che altro figure di personificazione zioni sono pericolose. * Ilaghujh. 12'. 3 Pesikth de Rah Kahanh. intelligenza. carita. e siccome nel Genesi e usato nei Bettegiomi della creazione cosi se il Dorae Elohinij e non il il tctragramma. sebbene non siano la stessa cosa. =» Ahoth. la Sheekinik^ dove se ne parla come della reale presenza di Dio nel mondo. o e queate sono sapienza. sa se debba intendersi : o discorsi. potenza. conoscenza.(23] DAVID CASTELLI i TO giunge perfino a dire che Dio salva da essa penitenti. ne conclude che mondo e stato creato con la '. tbrza. V. . pecoatori L' osfigesi rabbinica ha dato ai norai di Dio Jahveh ed Eiohim il diverse Hignificato il che il '. secondo la giustizia Que»ta zione di nomi e applicata anche alia creazione del- rUniverao. e si deve intendere in senso proprio. flefjarim^ che non idee. Giustizia. . Btre$hUh Haftbh. Perche molte Talmud e dei Midrashim devono e intendersi come un linguaggio e si allegorico. priino rappredlKtin* senti la pieta. giustizia. 1G4*. e in altro si creativa luogo con dieci cose. grido. 13.

2* nella torre di di Babele. ^. . « Bahodesh § 3 Sifre I. ' Mechilth. La Shechinci ci appare sotto due aspetti 1° come la reale presenza di Dio . da tempo a tempo e da persona a persona. G-li stessi Talmud : Midi'ashim piu chiaramente e ripetutamente enumerati. 14. nove discese sa. Non si pu6 sperare di trovare negli insegnamenti rabbinici unita e coerenza di dottrina. 3* per punire gli Sodoma. 2" come quella che posa spe- cialmente sugli uomini piu meritevoli per ispirarli tanto ad operare il bene. colonna di nube per guidare Israel nel deserto. perche in certe question i liberta . quanto a predicare il vero. Secondo ci6 che troviamo accennato in due dei piu antichi Midrashim \ la Shechina non sarebbe stata sempre tra gli uomini. versi. rebbero avvenute nel terrestre per punire modo seguente abitanti : 1* nel paradise Adamo ed Eva.80 SECTION S^MITIQUE [24] Riprendiamo ora dell a Shechinh nelle ci6 che sopra abbiamo accennato del parafrasi aramaiche concetti sono nel Vecchio e nei Testaniento. 4* in Egitto per liberarne gl' Israeliti. 93. . Le varie opi- nioni souo anzi registrate senza curarsi molte volte di stabilire quale debba avere la prevalenza . Secondo I'una. ma vi sarebbe scesa a tempi di- quando I'occasione lo ricliiedeva. Queste discese della Shechina in mezzo agli uomini sono fissate in numero di dieci ma per determinare quali siano si deve ricorrere a piu recenti compilazioni le quali non sono tra loro concordi. i . 34 Pirke de' Unbfn Eliezer. 5* nel Mar Rosso per punire gli Egiziani. 6* nel 7* nella Sinai per dare la legge. dogmatiche era lasciata i la piu grande e variavano pensieri da luogo a luogo. Aboih de' Rahh\ Nathan.

e Mos6. battahtonim fino dalla I creazione lire al '. le ci- tate tonti ma secondo che in at- breve riporteremo. quello . Secondo questo la Shechina risiedeva nel mondo. Ma sette giusti la fe- cero successivamente riavvicinare o quindi abitare tni gli uomini. 20. al di secondo. II peccato di Adamo al la t'ece dipartire e sa- primo cielo. sarebl)e da rispondere per V Altra e la dottrina secondo la quale della il soggiorno Shechina sarebbe stato continuo o in mezzo agli i uomirii o almeno in mezzo ad Israel. al quinto. 17. du Xll"** VongrU Aete* du OrUMuUtU: — Vmw III. cioe: Abramo. al settimo. degli Egiziani contem- poranei di Abramo. 'Annam Secondo un altro passo del il Midi^ash. dipartita la Shechina dagli uomini do]>o peccato di ' Esodo. 9* nel tempio. L'altra compilazione Bostituisce alia discesa in Egitto quella nel roveto nel- I'apparizione a Mosfe. al quarto. Xumeri. D'allora in poi gli soggiorno della Shechina tra ? Sii uomini sarebbe continuo tacciono. dei contemporanei Enosh. fi . Levi. dei Sodomiti. e soltanto per peccatori di quelli e di questo sarebbe stato interrotto.(25J DAVID CA8TELLI iiel 81 8* tabernacolo. » BereshUh Iiabb<\ 19. porre la duo compilazioni nel decima discesa delta Shechina nell'eta raec* le il Sono d'accordo sianica. e due nel tabernacolo. t'ermativa. terzo della genera- zione del diluvio. Isacco. (a lettera nelle regioni inferiori. Kehath. al sesto. e poi ne pone due nelle duo volte che si fende la rupe per tare scaturire Tacqua '. 11. della ton*e di Babele. Jacob. vi questo altri punto passi. quelle di Caino. • . Sebbene posteriore alia compilazione del Talmud ve- diamo prima iin passo del Commento Magno al Genesi.

* non fu eietto il tabei- L'opinione poi prevalerrte e clie discesa la Sliechina. in Persia. staccata dall' unita delle ipostasi superior! e decaduta dai suo grado. * Mechilta Bo. perclie I'armonia sia ristabilita. 14. come presenza reale di Dio. » * JomK 9^ Mechilth Bo. tra si gV Israeliti nel taber- nacolo fino dai tempi mosaic! poso suU'arca e non se poi. e ha bisogno una ristorazione. II. riunirvisi all' era messianica. Ta'anjoth. Dottrina questa confermata nel Talmud gerosolimitano ^ la disper- che fra la Persia e Roma aggiunge ancora sione nei paesi greci. 12. ^ . * Bamidbar liabba. 64*.82 SECTION SEMITIQUE vi ritorn6 fino clie [26] Adamo non nacolo. CI". di una reden- zione. 29». Histoire critique du Gnoaticisme. 67-76. vol. edi- ne diparti fino alia distruzione del tempio. * •* MegJnlla. la Sliechina non avrebbe soggiornato in questo secondo tempio. Questo e deir esilio 1' antecedente della dottrina cabbalistica della Shechina [galuth haslisliechina) ultima delle ipostasi divine. ^ dove si vuole clie sempre la Shechina abbia accompagnato Israel aiiche uel- r esiliO. 1. Ma dall' altra parte abbiamo un luogo deJl'antico Midrash sull'Esodo. ^ Ritorn6 dopo I'esilio di Babilonia a soggiornare nel tempio ficato dai reduci? ^ Secondo un passo del Talmud babilonese. in ^ Roma. ma che aspetta di E 1' la Sofia dello gnostici- smo di Valentino che turba di armonia ' in seno al Ple- roma. pag. ' Matter. accompagnera nella redenzione messialiica. anche nella dispersione e li in Babele.

maesta. libri Haggai. 8(4ii. Perche. Israeliti si pentissero. la Shechina. Zacharia e il comunicai*si airuomo ^ delio nei della Ruah si Hakkodesii. come abbiamo avvertito. e allora saiebbe ritornata fra si essi. VII. del pari che nella Cliabod. ritir6 nel sue primiero soggiorno. supplisce in parte. Jiabhati. Spirito Santo. dopo Malachi. che sarebbe in cielo. ^^ ] Hanhedrin. che aveva femio il soggionio nel ' Talmud lo e nel Midrasli abbandon6 con molta reluttanza. cioe Ma altra emanazione divina di una eco della voce Bath-Kol. 11\ . 66'. Sebbene secondo un nel altio passo. e indugiando da una parte aH'altra. * * Jer. neir aspettativa che gli tempio. 31\ * Evhh Joma. Ta'aujoth. la vera profezia. ma vedutili induriti nel peccare. la Giacche talmudici questa contbude con Shechina. La quale comunicazione fra Dio e suo popolo. Una conseguenza dell' i allontananiento della Sheprofeti china e che cess6. dopo che la Shechina o uomini * lo Spirito Santo non posa piu nemmeno sugli piii meritevoli. 48'.127J DAVID CASTELLI *Ma fino chfc restiamo nol <• Bft Talmud e nei Midrashim I'errore della Sliecliina presentato piuttosto come sim- bolo poetico del concetto die Dio noii abbandona mai il 8U0 popolo e lo accompagna anche nelle sciagure. che * si trova parallelo con poche ditferenze di lezione. come Scrittura. pure questa vien detta. i)^'. Jiogh Jleuhshanh. il * Dio chiaserve di mata figlia della voce. gloria.

Succhh. e si accorda con la coil municazione divina. sotto aspetto piu antropo- morfico. ^ ispirato tutti i profeti e sommi sacerdoti quando quedavano i sti responsi. alia quale. David. 42'. questa Bath- Kol. 3**. 48''. « 6^ 13''.84 SECTION SEMITIQUE Shechina. possono aspirare i teosofismo piu meritevoli dei suoi adepti. Sota. Soth. inleriore manitestazione di Dio. 28*. 'Irnbin. e fa intendere quali questi uomini fossero. 86. Jer. Ruah ma i tempi sventurati piu uon rivela questo alto lo consentivano. e che la liakkudesh gl'ispirasse. era iinita con gli uoniini piu grandi per - rarli. Jebamoth. che. Ihrajoth. secondo Talmud. Jer. secondo cabbalistico. anche trenta piu meritevoli discepoli d'Hillel. " Sliemuel detto " piccolo " ed Eliezer ben Hirkanos. e da veri e propri responsi come oracolo II divino. Sota. i secondo un altro passo. Beracltoth. oltre al risiedere nel [28) la Tempio ^ e in mezzo ispi- ad e Israel. 19». Mose. 56". Sanhedrin. ^ misticismo qui e palese. 32*. Se- condo alcuni passi sarebbero il stati Hillel. I . supplisce alia pre- senza dello Spirito Santo. e la stessa Bath-Kol mistero. 8V. * ' Abodh Zarh. » * • Joma. Si vuole che a Simone il Giusto Dio il Talmud e i apparisse nel giorno ' dell' espiazione. I. ' Shabbath. Comunicazione. Ivi. Aveva accompagnato Giuseppe. 7. 48". Midrashim attribuiscono ad alcuni uomini sommi. 73**. stati "* Vi sono anche nei tempi posteriori uomini degni die posasse su loro ]a Shechina. nel recesso san- Bereshith Rabbh. 24» . Meghilla. il Ma fatto sta che. 11*.

Shebtioth. Sanhedrin. 40''. 71'. alcuni dei quali hanno significato metaficato segreto • Jer. Jom?t. secondo * Rabbini. da Ehj6 asher Ehj6. ' ma Bempre umana. . Jahveh. fCiddnshin. Gia nolla Scrittura vediamo una pluralita di nomi divini. Alia quale rappresentazione divina giunge i fomia ricon- il nome clie di uomo attribuito a Dio. ' Secondo un altro passo del Midrasli. a cui si accenna nel Talmud e hei Midrashim. il rebbe apparso agli Ebrei preseo ^lar Roeso in si ooine un giovane bello e aitante. Vaikrh RablnX 21. 3. 42*. Elolia. ' * * • ' Pesahim. Jomh. Ma a questi nomi Ijiblici altri ne aggiunsero i Talnmdisti. 23. in ammantato Dio di sa- bianco. questi * Tra nomi in " il tetragramma ^ fti tenuto da un il certo tempo ziarlo. E questo si accorda relativa* con quello sopra abbiamo detto anoiie mente alia Scrittura. poi ineffabile e peccato mortale fu pronunsigni* ' Dimodoche che i' in tal norae riposto un non adepti non conoscevano.(29] DAVID CASTFJ. clie. che il Talmud determina in numero di otto. Shemoth JiaMt. 60' . e cbiamato hh. tenersi santi e venerabili. tCIohim. Shaddai. 96. uomo. cioe: El. Adonai. 36*. Zebaoth. VIII. {K)^ Jer.LI forma di vecchio vestito e 86 tissimo. Snnhedi'in. « Shevwth Jtahbh. lare dei nomi divini siamo oondotti a parche formano una delle parti piu ci^ poi Da important! delle dottrine segrete.

forse i dair unita sostanza. In stessa opera. S. hammakom. e inutile negarlo. 21. e cosa. il perche egli e il il * luogo del panteismo. intendevano solo I'appreseptare Tonnipotenza divina. 6-10. Tra qnelli della prima la specie. I . che Dio e cosi cliiamato. stia a signi- ficare la divinita. importantissima. perch^ gazione. quali adora- • Ta'anith. certo e molto note vole clie nella lettera- tura rabbinica sia divenuto nome freqnentissimo di Dio I'articolo. e meglio hammakom con Makom nome nel linguaggio biblico significa luogo. 68. non avevano quest' idea metafisica e. C. come da altri fu gia osservato. senza darne spiepianamente si dovesse intendere che I'uso rimonta per lo meno si al nella Mishna* I'usa Schim'on e si ben Shatah. 41 e seg.86 fisico. Con questa spiegazione. altri SECTION SKMITIQUE [30] significato morale. anzi il luogo per eccellenza. e di grhen Liieratur. Secondo i il Landau^ I'uso di questo i nome presso rabbini sarebbe derivato dai Persiani. Nei passi piu anticbi del e cliiamato semplicemente Talmud Dio come se e uno dei nomi divini. data una lista assai estesa dei sinonimi Dio. e commentando e il passo biblico dell'Esodo 33. parlando con Honi. E primo secolo a. tentato di dare spiegazione dell'uso di questo nome. chiamando Dio hammakom. pag. * Bereshith Bnbba. Nel Midrash poi e detto. Ora che luogo. e non mondo dall' luogo si di lui. ' Die dem Raume entnommene Synonlma fi'ir Gott in qiiesta der nen-hebrdipag. il parola Makom. rabbinici nel il significato ma i piii non sono da prendersi in esame per nostro assunto. e altri sono cV indole cosi mistica clie rimangono impenetrabili. 8. e mondo. Ma pin antichi rabbini . rasenta il siamo a un passo di emanatismo dei Cabbalisti.

' [31] DAVID CASTEUJ il g7 vano Dio Hotto duplice aspetto dell' infinito tempo e deirinfinito spazio. e certo dei piu significant!. il [uegli di cui veramente pu6 dire che giacch^ * . A noi basta di avere accennato I'uho di que«to nome stemo come uno talmudici della Cabbala. almeno da un certo tempo nno spazio Altro tafisico. Berachoth VII./er. nome divino. 6. ciofe di quella ipo- bala h stasi che rappresenta la Giustizia. ora come 6 che lo tale riconosciuto dagli • uomini. ' * Meffhillh. liorojcth. ma perche i rabbini. PetikUt iU 31^ Rab Kalianii. pensavano Dio come infinito che contiene TUniverso. 2. Maeehoth. Naxir. b in poi. date le relazioni alciini ti. se sara ribelle alia legge. Awi. lao*. Tessere assoafferma se stesso. V. 8». I. Ma i anche piu di significativi dal lato metafisico 8ono pronomi intesi prima persona An^. 24». Gheburh e chiamato riil Dio principalniente qiiando apparisce sul Sinai per velare il decalogo. ora la sesta delle divine ipostasi. . " qnando minaccia di punizione sno popolo. quasi oi*a e quello di si terza Hu volesse indicare la personalita per eccellenza. 112. come nomi divini. 87*. Shaftbath. di E ci6 e probabile. non solo perchfe lo nome e usato dai CabbaliHti per indicare ofa la prima. stessa Into si annuncia s' e si che individua e come quella che da 86 aifernia come lo.' e quando ispira i piu alti proteti *. cosi nel Talmud Dio e non di il rado cbianiato Ghetmra die anche nel la Cabnorae di una delle Sefiroth. si chiamano o. che pn6 avere significato me- qnello di potenzaj forza. * ififri.ra\H\i Shim'on ben Sliatah con degli antecedent! persinni.

ha voluto correggere la lezione del passo citato. 119. passo della Mishna. I due pronomi sono passati poi nella Cabbala a rappresentare due per essa ^ divenuto ipostasi. leggere. che sarebbe la piu antica fonte talmudica cbe di nomi divini. e anche quello di terza per- sona femminile. e allora. Ma noi fermiamoci ai due pronomi di trova cenno ncl Talmud. Ill. niiT i<3t< Anna Jahveh. gli antichi commentatori. 447 e seg. due/Se^ro/A. * Pag. pag. rappresentata qui dal Geiger. le due antiche edizioni della Talmud gerosolimir Pesaro. 46». le edizioni antiche. III. ]'ariae Lectiones in MiscJmam Talmud haby' lonicum. % . et in ' Rabbinovicz. fatto che i Ma contro la congettura del manoscritti. con la sola differenza che tano. I'antico lessico talmudico di Natan di Eoma hanno il i due pro- nomi. se questa congettura tbsse I'uso di questi da accettarsi. critica Non e da tacersi per6 '^ che la moderna. Ozar Nechmad. la terza persona del verbo essere. nota 6. nella testa delle Avvi da a quest! pronomi il significato e quello dove Rabbi Jehuda vuole che capanne s' invochi Dio in questa forma: ^ va-Hu osanna che e rimasto sacramentale nelle preghiere ebraiche. 1. anzi nome di altra Sefira anche il pro- nome cui si di seconda persona. vol.^. il citato lessico danno i<in con 1' alef Mishna di Napoli e di talmudico ^ e il Machzor Vitry * come generalmente si scrive il * * SuccMi. pronomi come nomi Geiger sta il divini mancherebbe nel Talmud della sua primitiva sorgente. im ^3i5. pag. e invece di: Anl va^Hu.38 SECTION SEMITIQUE di t-erza [32] pronome II persona in ebraico significa anclie e.

' Jer. arrischiamo la si congettura che. oltre questa prova estertia. 77^' . intio<iuzKine. senza averlo detto esplicitamente. e 10 pronome THl. e la lezione accorda in ci6 pert'et- tameute con pare molto vulgata della Mishna. In un altro passo poi del Talmud del significato delle lettere. * Echu liabhati. siano fondati sul : passo biblico del Deuteronoinio 32. Nomi di significato morale sono 'fob. le quali parole certo lett^ralniente non signi- ficano altro se non: lo. abbiamo come il prova interna della correttezza della lezione vulgata contesto della Mishna ntessa. si Ora se leggesse vi come vorrebbe il Geiger. 4. Hu. ma non ^ da maravigliarsi che i rnbbini vi abbiano veihito due Ztid" nomi della Divini ta. ma Di questa e una differenza soltanto piu. . to sono quello. Rabbi Jehuda viiole espri- mere in quanto alia forma della i>rogliiera una diver- sita di opinione da quella antecedentemente euunciata.<«ta lezione. non la scrittura deficiente ^^ruficii. in si dove »i parla dice die la combinazione si forma un nome divino. queeta dif- ferenza non sarebbe piu. ^ Per lo che teniamo die tino dai tempi della Mishna si sia dato ai rammentati pronomi tale mistioo significato. buono^' * Shahhnth. Per ultimo un accenno die due pronomi Ilu e An^ rappresentino nomi divini lo abbiamo anclie nel Midrash. Bert»hith Rabbh. 104'.39 che suona . E per ispiegare la maniera per la quale i facile die gia fosse introdotta i rabbini vi siano giunti.471^ i4n). Ifatjhitja. Ora non si una gua. '. verso la fine.[38] DAVID CA6TEUJ di terza pei>^ona.

ma egualmente misteriosissimo. 23. 3': Chethuboth. * ^ Sifrl. Sha'ar Perath hashshemoth. Shekalim. piepregliiere. I.' 90 dikf giusto. 20 e 21 del capitolo 14 ' Esodo.* L' Isaacita nel non gia conoscerli. ^ [34} Rahamanh o Rahman. 17*. 1. toso. Vaikrh Rabbh. confessa di Tarn. 21'. Bereithith * ' Rnhbh. Ghittin. ma solo nel Midrash" dove si dice che tal nome era contenuto in una parte delle lettere 4" del i comprese nel verso 34 del capitolo I Cabbalisti invece Deuteronomio. Deir altro nome piu complicato. citato. hanno formato settantadue nomi let- segretissimi di Dio dalla varia combinazione delle dell' tere dei versi 19. CoRDOVERO. Solo si Talmud rimancome composti lettere. hidduithin. Cherithoth. e 1' altro di quarantadne senza dirci qnali queste pronunzia. anche tiitti questi nella terniinologia cabba- Finalmeiite i iiomi divini die nel gono non spiegati sono quelli indicati r lino di dodici. 42. Beresfhith Rahha. 44. ^ nsato molto comunemeiite nelle e passati poi listica. 8^: Babh Mezi'a. PesaJiim 39'. quelle di quarantadue lettere. di come sopra abbiamo mostra conoscere lo spieghi. * CoRPOvEuo. ma siano e quale ne sarebbe la accenna che questi nomi segretissimi s' ed efficacissimi non insegnavano ormai se non a quelli che per la santita della vita se ne mostrassero degni. commento a questo passo ma il suo nipote Rabbenu avvertito. pace. 45*. luogo I . sebbene I Cabbalisti posteriori poi '" non non hanno esitato a darne ampia spiegazione. non si ha cenno nel Talmud. ^ SECTION SEMITIQUE Shalom. composto di settantadue lettere. Sefer Pardes Rimmonim. * T.

corona. ma di natn7*a il non bene si definita. clie alcuni * Fra le proposte etimologie vedervi il rammenteremo ^ vogliono Mitra persiano.. KoHUT A. Orieehiache und lairiniMche IjehmtrtirUr im TalI. Ma ragionevolmente lo Znnz ' e il Bacher* sospettano che qnesto passo talnnulico Bia nna recente interpolazioiie. * pag. IX. 45». not* t. mud.* fc evidento che di qui i Cabbalisti lianno preso il nome di Cheter. Alia teorica dei nomi e delle ipostasi qiiella del Mctntron. e piuttosto da questa emanato. Midratth und Targvm. piu ec- celso degli esseri creati. per indicare la prima delle ipostan divine. fe nome quale divino il qnello di Arhetriei Die col sacerdnte Rabbi Ishmael di Elisha cbiama Dio apparso^li nel recesso del Santuario. altri un vietathronon o un ' Vedi i coinmenti a Succhh.[35] UA\ ID CASTELLI mostrano cogniti e i i * 91 E di ci6 si commentatori del Talcorona di fij^lio mud. 7*. Die finttfigdieustUchen Vortriigr der I. pag. perchfe ora il appare soltanto come primo degli angeli. gli si riconnette essere iiitermedio fra la Diviniti e nomini. Si sul disputa significato e la derivazione di questa pa- rola certo non di origine ebraica ne semitica. * ' * ' Jierachoth. pag.. Die Agadn der Tannaiten. 2i»8. p«g. ora di rappresenta quasi come natura divina. 36-42. Judm. Vedi Krai'88 S. . 1»>4. 260 e aeg. r Isaacita Altro Tosafisti. Ueher die jilditche AngelolfMur und Do^momolotue %n hrer Abfu'ivfjigkeii vom Parxisviux.

Sar happanim^ come '' pu6 preseu tarsi senza velo. Introduzioae sopra Isaia 22. mio nome e dentro si di Come si sopra abbiamo parla di accennato. Na'ar. in clie offre ^ anime dei giusti espiazione d' Israel. e altri la parola latin a metaior. Genesi. 12''. 38''. OQa e Tosafisti in questi luoghi. le E il giovane sacerdote. non gli essere ribelle. Secondo Talmud il sacerdote celeste sa- rebbe Michael. la sua identificazione col latino metaior sarebbe da accettarsi. cf. 6. 10*. perche a applica « passo io turale. E detto ancora principe della divina precolui clie dinanzi a quella senza. 23. 5. 12. 338 .92 SECTION SEMITIQUE [30] metaiyrannon. 23. Haghigh. Ethhannan 6. Se 11 oi stessiino a due jiassi del Midrash * dove Metatron e soltanto di misiirare i confini della terra proraessa. perche non perdonera il le vostre mancanze. derivaiidolo cosi dal greco. Echo. clie Ma il ci6 che lo ta quasi di natura divina. Pseudo Jonathan. * ' Menahoih. Bereshith Habbh. 110^ Sanhedrin. Eaodo. e la nota del Buber . ^ E mondo. Rabbati. I . ' Tanhumh. ha'olam. i * Jehamoth. 20 e seg. Ma altri j^assi fan no del r officio del Metatron un essere bene identificato col principe del altramente importante. il ^ Bamidbar Jiabbh. qui non * sa bene se un an- Si/re. * 1. e lui si porta il nome scrit- stesso di Dio ^ . E chiamato il grande scrivanOj Safrcb Babbh* come il maggiore ministro della oorte celeste. Riguardati dalla sua presenza e obbedisci la sua voce. Sar come se ^a Dio avesse avuto il 1' incarico di goveraare tutto il create. II. imperocche lui ». Holin." nel quale Jahveh dice a Mose: Ecco mando r angelo dinanzi a te per guardarti nella via e per condurti al luogo che ho preparato.

Ebbene dif1' quest' angelo. * CoRDOVEUO. quando qiietfto Scrittura divenne iiella tcosofia taliiiudica Metatron. opera citata. t'u appuiito questa di credere che Metatron fosse una persona divina. secondo una tradizione poi molto e Metatron. nella il quale cadde si ^\k nomiiiato Elisha ben Abujj&. lei il suo angelo. la ritrova nella Cal>- bala posteriore. e ci6 non pu6 accordarsi con al- ' Ilagliigh. Difii nanzi al rigido monoteismo giudaico tale errore giu- dicato peccato irremlMsibik. ma : « non era piii. il E cosa singolarissima poi che Metatron secoudo la altra tradizione e identificato con frase usata nel Enoch. « mori ci6 ». Ditatti si asHeriHCO che 1' erenia. Si sa che dice. ' : Penti- o figli ribelli. Sha'ar 'Atxhh harhektHnujiM.LI con8idei*ato Oft gelo o del Malach come uiio sdoppiamento Miiliicli (lella jl dell' essere divhio. perche Dio prese Da nacque la leggenda die Enoch lito vivo in cielo fosse trasformato in angelo. Ma. era facile che alcuno tenesse quento quasi un secondo Dio. CASTFJ. ora ^ te- nuto messo di lei." [37] DAVm creato . udito da una voce misteriosa Elisha. eccetto Cosi egli sarebbe Htato escluso dal poter fare penitenza del suo peccato. Imperocchfe ora viene identificato con Shechina ultima delle il dieci ipostasi divine. come essere da lei distinto ed a inferiore. Per6 la stessa incertezza a cui avevano dato luogo le non bene definite espressioni del 'J'almud e dei Misi drashim sulla natura del Metatron. 15'. tanto che lo stesso Elisha diceva di avere tevi. fusa. giacche non : come sa- per gli 1(1 altri ». . ({uaiido i dette a studiare misteri religiosi. Genesi rispetto a questo patriarca 6 si diversa da quella comune.

concepiti. sta a rappreTutto sentare il primo ministro della corte 1' celeste. il prinio luogo. Da si questo essere di natura non bene definita. se ne parla nel Vecchio Testamento. e secondo il Midrash da questa di- ' Vedi i Tosafisti ia Jebamoth lO". .d4 SECTION SEMITIQUE principe del [38] tra opinione che lo fa creazione. estesa. Ma questa credenza fu molto svolta ed La Scrittura non aveva detto nulla sono creati. puer in latino. quali nel Tale nei piu antichi mud Midrashim sono siano rabbini. e siccome questa parola ha come anche Jialo. come abbiamo veduto. sta occnpa. il iu greco. cioe colui che clie immediatamente sotto il trono celeste. clie. E naturale che gli angeli dei ammessi nelle credenze religiose dacche cosi esplicita- mente. X. fanciullo. 1 rabbini determina- rono in prima cte gli angeli li distinsero da Dio. dopo la Maesta divina. e sull' origine degli angeli e sulla loro natura. Anche il Malach Elohim o Malach Jahveh. dell' ma che pure ha piu angelo che della ipostasi divina. significato di servo. ci6 induce a credere clie sia dal etimologia di questo il nome greco fiera dgovov . dopo trono. come abbiamo veduto. passa facilmente a dire degli angeli. e in Ilolin 60». ^ mondo si fino dalla Abbiamo veduto che in ebraico il Metatron cliiama anche Na'ar. giovanetto. garzone in italiano. nella Scrittura si coptbnde spesso con la Divinita.

ed o«. chiel. anche dai (ilosofi teologi. 8i disputa fra due dottori »e turono • creati nel secondo o nel quiiito giorno della creazione ina nessuno sostieiie si die a questa tbssero anterioii. e co- stituiscono la famiglia superiore n'rptt Sc K*'?^ . .30G. Maimonide. sono detti angeli del servizio. 1. e gli dissero Hajjoth santi animali.10. L'oiih ^ llashxhamt. Aln^da Zarh. Jlnyhiya. che avrebbero un* eaiatenzsL Per6 luogo riconosce che soiio immortali. . 2. sono in numero grandissinio. cap. • Fnrono poi e i divisi in diversi ordini ma il Talmud o piu anticbi Midrasliim non andarono di la dai nomi si che trovano nella Scrittura. ' * Sifrh.'}-. 10. e Malachim. Malaclie hashshareth. Cherubim come nel Genesi e poi in Ezechiel. 4a'': ^f-rhiUhj Bahodf^. che da nome dei generale divenne speciale di nn ordine.' nebbene in altro si parla di angeli teinporanea. 24''. Jettode Hattorh. 2. Vaikrh. * BereahUh Babbh. pero con nomi diversi. ma ". Berejt/iith Jlnbtni. 14. tbndandosi su quelli che qua e la trovansi nella Scrittura ' Shemolli JiahhU. Sif. 2. Ofannim ruote. ® II. Questi ordini angelici turono poi portati a dieci non solo dalla Cabbala.ni giorno uscirebbero da un fiume ardente. '" come accadde celeste I per il nome angeli anche nella gerarchia padri e dei dottori cristiani. 78. e poi ne sarebbero di nuovo assorbiti per iiscirne di iiuovo la mattina appresso e cosi di seguito airinfinito. * In generale questi angeli. come nella visione di Eze- Serajim come in quella d'Isaia. come quelli che torniano la corte divina.139] DAVID CASTELLI * » gli augeli verso.

II. riva dal greco del Kohut. nel libro di Tobia (3.. Paris. 43. 1 ) e questi quattro nomi furono i adottati dai rab- bini come quelli di quattro fra principali angeli. pag. opera citata. come Dio?. 203. XLI . Michael significa chi e fael. e i Strano nome.: 96 SECTION SEMITIQUE [40] non solo ai varii ordini furono assegnati varii nonii. * ' * Krauss Opera S. pag. fuoco o luce di Dio. che pare." e ' non sarebbe prezza Berachot. ad opinione di lingua un composto il due sostantivi pehlvi e significa signore dell' altezza. citata. V. uomo. II significato di questi nomi e certo.2b 12. 13"^. ib) Rafael. fosse non si sa bene in redazione. quale e Talmud. 1897. Ra- Uriel. Angelo poi il ^ di straordinaria grandezza. che secondo confratello. ma anche ai singoli angeli. . si Come uno rammen- degli angeli die presentano dinanzi alia Divinita e il nominate tato nel allontana. * Vedi Jellinek.^ e carro portatore del trono divino. 51*. Ilaghiga. il Ma molti a questi nomi ne furono dai mistici aggiunti ° altri. Beth JImnmidrash. * Un lavoro speciale molto utile per questa parte del misticismo les 6 stato fatto da MoYse Schwab: Vocahulaire de I'Angelogie d'apres Manmcrits hihreux de la Bibliotheque nationale. Dio risana Suriel. pag. E (4. parrebbe che qui Talmud attribuisce a quest'anil Kohut fosse nel vero. o Dio. pagina e seg. come abbiamo veduto.. ma. Michael e Gabriel. o forza di Dio . Gia in Daniel si trovano. perche dette prudenti consigli a Rabbi ^ Ishma'el. XXX e seg. cOnosciuto dell' opera dagli antichi rabbini. Alpuni ne da quale libro di Enoch. di ^ piu de- ovicide^icpoc. die starebbe dietro detto Sandalfon. nel 4" di Ezra Uriel .. Gabriel. Dalle straordi- narie dimensioni che gelo. 192.

2. Abbiamo Daniel. » traduce Kara doiil/uijv dyyEAov dEOi) che suppose un teste 't'S "2 invece di : " : I rabbin i su questo stesso passo biblico immiigila narono leggenda che. Pirkh di Ji. Qiiesta credenza lore angeli ha forse sue prime fon- damento nella versione alesnandrina che. stiindo airotno- grafia rabbinica fondata sul capitolo X il del Genesi. genio protettore della Persia chiama Dobiel del quale e facile vedere 1' origine nella secondii clie fiera . cf. detto. gettate le sorti fra Dio e gli angeli a chi toccasse la tutela dei vari popoli. E siccome. Etitegtr.[41] DAVID CASTKUA fermiamoci creilenza varie »7 ag^li riferire qui tutti quest! noini. della visione di Daniel. di In prima e origine biblica )a che molti di essi presiedono e tutelano le uazioni. che. nelle edizioni integre del 2iJi*. Pinttosto offioi attribuiti ad alcuni augeli. TV. . 8. ' Pseudo Jonathan 32. le i genti sono settanta. il suo Sar^ 8U0 genio tutelare. •opera citata. * Detiteronomio. — Tom* III.. Kajhukovics. 7 Aettt OrUnlmlitt**. pajr. fa altri Michael passi 1' angelo tutelare de- e con del Talmud e del si drash che con questo * luogo della Scrittura Talmud. il Ma secondo i rab- ogni nazione ha in cielo il 8Uo principe. altrettanti sarebbero protettori. in forma di orso in ebraico Dob ^ i-ap- presenta la biiii monarchia persiana. 32. II gia veduto ci6 che ne ne dice nel libro di Talmud da nn iiome e 1<> al ' . dove il teste « stabili i confini dei popoli secondo il ebraico ha mimero dei figli d'Isi'ael. M. accor- J&inh n. a ogni angelo tocc6 una gente e a Dio il popolo ebreo \ Daniel. b du XII'** Comfri* dm e seg. Ma ci6 e in contradizione col libro di come Mi- I abbiamo gia gl' Israeliti.

15» 74**. I. il disaccordo. * Shemoth Babbh. II genio del mare. ® Le due leggende per6 provengono da due della terra. ammettono due geni che Joma accompagnano sempre ogni uomo 77*. il secondo neve. * genio dei Sat) hedrin 94:^. perche.96 SECTION SEMITIQUE [42] una terza tradizione^ Michael e Gabriel sarebbero ambedue i custodi d'Israele. mentre e chiarissimo nel Talmud che Gabriel e fuoco. mentre in un luogo del Talmud si fa che quest o principe del mare sia annichilato da Dio fine dalla creazione del mondo. 118\ Xiddh. Est^-r Rnlibh. 21". ' Bamidbar JRabbh. imo della concupiscenza. e lo * § 132. 118*). .'^ in un altro luogo lo vediamo ricomparire nel il passaggio degli Ebrei a traverse Mar Rosso. il che presiedono a diversi gia nominato Metatron offici. '^ Fra gli atigeli poi. . Jomh. Pesahim. {Peaahim. . E il anche in questo punto e da uotarsi un citato passo del Jalkut. 'Arachin. ** Berachoth. dell' Isaacita.^^ si un altro tu^^ della coUera.^ Seoondo poi prinio fuoco. diversi dottori." Finalmente telari. Perche. <I0'': vedi il commento dell* Isaacita. secondo fuoco sarebbe il Michael. Altri geni piu particolari sono Ridja per Tirrigazione ' Jorkamt per la grandine " ®. Pemhim. " *^ '* Bere»hith Rabbh. al quale e jam chiamato Rahah in torn o notai*si una non piccola contradizione. Laila per i con- cepimenti umani. 25*. 12. Ta'anith. 86. * * ' * Baba Bathra. sebbeiie si dica altrove che hanno natnva contraria. essendo il daDO. Jallait Shim'oni. Genesi 18. 1(!''. rammentiamo prima Sar skel come da principe e governatore del mondo ^. vedi il commento 118''. 10.

^ ' avversario Sliabbath. si certo . \^ la benedicono quaiido altra festa i* 68- k servata al a dovere '. e sotto quests nome 1' nemico dei buoni angeli Gabriel" e Michael". per cui tutto quanto di uomini opeiimo Egli (• male.[43] DAVID CA8TEU. I'liiia bene.I ogiii sera di sabato. lllV'. I'altra al male^ XI I Air esisteiiza degli angeli e dei geni benefioi »i riconnette quella dei demoni e dei geni nialefioi. Berachoth. Soth. ^ natura queftti divei-Ha. I'angelo della morte la considerata nella teologia gli come posti. * Shemoffi Unbhii. il Satan Egli e e divenuto proprio genio del male : 6 lui Tautore di tutto qnanto il di cattivo avviene nel mondo. * ' Ibidem. Egli o detto Sammael* o che significa veleno di IHo^ il come altri piu potente veleno . * ' Ibidem. * ma come quella degli angeli benetici fe poi niolto ampliata. (>1«. 16*. punizione a cui tutti il uomini sono sottointerpreta. * Itnbh Jlathrh. Secondo un' di in opinione quenti due geni sarebbero I'altro cattivo. T uno bnono e riconoscore la E e facile personificazioiie delle tendenze deiraiiirao timano. I'operano per sua istigazione. gli malvagio tentatore. *.mclie nel serpente tentatore del paradiso terrestre. An- ohe qiiesta credenza ria la sua lia nel Satan di e Job e di Zacha- prima origine. 10'*. . fe dopo peccato d'Adamo. 18.

questa. e Debarim Babba. mentati. Jalkut Shim'onL Q«nesi. Un cenn o . essi cattivi bene e malvagi fino dalla splendore loro origine. E tenuti gli non per un corrompimento di anche i due demoni 'Azzh e 'Azzael.100 SECTION SlfcMITIQUE ^ [44] d'Israel e tenuto i il principe di tutti sofxo i demoni. Sono cliiamati angeli la MalacM hah- e sotto guida e il coraando del loro capo definisce portano nel mondo ogni Sono come specie di guai.' esistenza di dei angeli mal^fipi si vede (78. nella teologia eristiana. creduti j esistere pi\a . . . potenti Shedin. s^ll. c. ^ * ' Chethuboth. bald^ . dan- Shemoth liabhh Hhabbath 65^ 1.n Eabbini questi . vedi ivi cominento dell' Isaacita. secondo rabbini. Satan e suoi sottoposti siano immaginati cattivi e nialefici per loro originale natura. § 44. A questi angeli cattivi le credenze talmudiche agaltri giungono esseri intermedl Jitthin.2) di loro sono rapdi- presentati. fra i demoni e gli uomini. 21. * Un Midrasli posteriore fossero il vuble al contrario origine che ^ Shamazai e 'Azael in angeli buonr e decaduti solo dopo peccato c6n ' ' le figlie dell' liotno. Sono detti * spiriti. si Nella teologia talmudica per6 non la loro natura. 11. il Jomh. sono an- decaduti dal loro primitivo di i ? Tacetidosi affatto nel hione.' 6 Talmud questa seconda oj)ii da tenersi che. ^ Perin che presso gra. * Shemoth Babbh. anche in uno piu recenti ^almi aja- ma nell' aRgelogia rabbinica sono molto^ daiinosi. 67*. geli ribelli e o. come gia malvagi il natura e non venuti tali dopo peccato. 104«. numerp^ . cbe sono spiriti che ebbero commercio con le figlie di cui si parla deir ubmo nel Genesi (6. 49) .

}>drch^ si tiene che la loro inaleficenza di notte. e al diabolic© aggiungono il coraioo. volano da un estremo alTaliro del mondo. in doppio dice che rimasero imperfetti . e oon- sunio degli abiti. 14) Inoglii incolti e deserti. ad ascoltare producono agli ^ prediche e le conferenze loro attrito altri uditori col stancliezza alle ginocchia. ne rimarrebbe atterrit«i. Sono in numero grandissimo. C^uesti come cattivo genio dei esseri recano agli uomini piii generi di danni. Oi'a si questi esseri e spiegata . 17. estrinseclii principalmento loro antecedente Ed anche qiiesti lianDo il biblico nei SItedim del Deuteronoinio (32. 34. La loro natura e cosi definita: in tre cose gli Shesimili agli angeli. L'ongine niodo. e 101 iiGg^iatori nofturni si LUin. 7. r>4*: Berethith Rabbik. tremito alle gambe. e in tre cose agli din sono uomini. 5. e conoscono I'avvenire. 6. come gli * uomini mangiano e bevono. 18''.[45] DAVID OASTEJJJ Mazzikin. Come gli angeli • Aboth. 37 di i. • • • Berachoth. le religiose." che vediam6 gia nella Bibbia (fsaia. e di dei pill recenti uno Salmi '106. Pennhim Jrubin. hanno ale. quindi rorigine di uno dei loro nomi test^ aocennati. percli^ creati fii nel crepuscolo del sesto giorno e non oi tempo di oompirli che incominci6 intanto la sera del sabato. sioch^ se alcuno Si affollaiio li potesse vedere.' ora si dice che nacquero dal connubio di spirito Adamo oon un malefico femminile detto Lilit. si riproducono e muoiono. Haghigi\ 16*. Ma la loro maligna indole ha nel medesimo tempo qualche cosa di iimoristico. H". .

E loro linguaggio e annoverato fra i piu alti gradi della scienza. dando ancora buoni consigli. I'intendere il come da certe cose credute ^ di pericolo a cagione ^ degli altri Shedin. Babh Bathra « 134'. danneggiatore dalla radice Shamad con I'alef prostetica e la il desinenza nominale. come piu tardi la distinse Cabbala del pensiero. citata. II Benfey ^ e Kohut^ vogliono invece vederci VEshma-deva persiano. 68. cosi si credeva che non fosse negato merito e di piu santa vita co' ai dottori di piu alto municare con gli angeli. E ci6 si spiega fa- Pemhim. che era in relae diceva loro zione con liberarsi Rab Josef e Rab Pappa. Come spiriti si poteva entrare in relazione con questi inleriori. Pesahim. il demone della concupiscenza. e per loro si mezzo predire passa dal mistisi I'avvenire e operare miracoli. Cabbala ma^asith. Questa parola forse significa distruttore. . I GhMin. 2(>1. 8). pag. Succhh 128° Ibidem. 72 e seg. altri si dice trovarsi ^ in relazione con 110'. Di questo malefico genio si favoleggia die cacciasse Salomoiie per un * oerto tempo dal trono e in persona di lui regnasse. i dottori e Elia.J02 II SECTION S^MITIQUE [46] capo di quest! geui inleriori e detto Ashmadai^ che ^ I'Asmodaeus di Tobia (3. Berachoth 3* : Chethuboth 106** : Sanhedrin 98. pag. Si rammenta un Shed per nome Josef. da quella deH'azione. 10". Opera Ufher die Manatsnamen emiger aUen Volker. Talvolta poi tori e questi Shedin si mostravano ai dot- con loro parlavano. Cosi cismo teorico a quelle pratico. Cabbala L'angelo che piu spesso degli 'ijjunith. .

11. 18'': Satihedrin. * Levitico 20. e antioo negli uomini. agli Shedin gli si riconnetUino attri- spiriti dei morti. DetUerononno 18. e quiiidi 6 pill Ma 6 Htrano che altri uomini comunioaMe. Sarebbe strano che non si trovasse nel Talmud. cio^ che piti con j^li angeli e certo i i degni di loro avessero un angelo rivelatore. e anclie Tavvenire. catrice dell'ombra di Samuel. anche I'angelo della niorte talvolta e.7-25. 51*. Questo connmic. dimenticafido la ' Miia maligna natura. che h certo una delle torme anti- che della religione popolare. Ma^j^hvl. . anche ai quali il T.ire un antecedente talmudico di qnello che poi ammisero CabbaliKti. dei si ^ Si discut^ quindi *nel Talmud se gli spiriti morti sanno o no oi6 che talvolta cono* avviene nel mondo. ma ammette che scono I'avvenire e * lo comunicano agli uomini. si Lo si Spi- ritismo insomma. tanto piii che nella Bibbia se da un lato si proibisce la negromanzia. * dairaltro »e dimodoche e ne ammette come }M>9sibile 1' etiicacia rimasta celebre la negromantessa di 'En-Dor come evo. oonsidera die queeti in origine fu un prima di essere assuiito alia facile clie natura angelica.6.almud 1' bnisce di in alcuni in casi di poter conosoere avvenire e comunicarlo qualche modo agli uomini. Beraehoth. con contabulasse con loro. e in genere cose segjete e agli altri uomini ignote. ai demoni. Agli angeli. Si sta- lierachoth. che insegnasse i pifi arcani misteri delle teosofiche dottrine. desse anche buoni connigli. del quale tauto parla e t*a scrive ai giorni nostri.f«rj DAVID CASTELU si KM cilmente se nonio. 5fi. 1" » * Samuel 38. e parte del piii culto dei morti.

come un sentimento di religioso che i pii provano nel giorno consacrato al Signore. ^ che significa nome conveniente a chi presiede ai morti. jeterh) . anime di diverso grade. In altro luogo poi dice che. un genio chiamato Dumd.. Jehida unica. Ruah spirito. come Dio ^ e unico nel« rUniverso. Bereshith Rabbh. il Talmud accorda con la Cabbala nei due punti che que- sta ha di diverse dalle la pluralita delle comuni credenze. ma probabilmente ci6 deve intendersi in significato allegorico. che esisteneiruomo a seconda dei suoi meriti. Ta'anUh. come dice il Poeta. Ma na non clie del resto iiella dottrina intorno all'anima uma- bisogna ammettere di natura diversa dal corpo si mortale. . nomi Neshamh anima. 94». 5 e seg. 14. E questo. 4. » * Vaikra Eahbh. e primo punto non deve indurre trova nel Midrash ^ la metempsicosi. diletto. Beeh. forza vitale. che un'anima sovr'altra in noi s'accenda ». Hajja vivente.* Solo si parla di un 'anima di piu che gli Ebrei avrebbero nel Sabato ^ [Neihamd. cosi I'anima e unica nel corpo. 27^. Purgatorio^ IV. che corrispondono alle si cinque anime dei cabbalisti: perch^ in questo passo dice che V anima h unica significare si e i con i cinque nomi si vogliono soltanto suoi diversi attributi. * * Shahhath. e contro quelle error che crede. 16». e si dice che staniio sotto il di comando silenzio. Intorno il al si in errore cenno che dei cinque dell'anima Nefesh. ' Divina Commedia. 126'*.104 SECTION S^MITIQUE [48] bilisoe i che Iianno una diversa sorte secondo le colpe o meriti della loro vita. Sanhedrin. Questi sono: rebbero o no. dacche si parla di spiriti di morti.

Nameri 35. che non vi e ragione per supporre che solo con questo indiretto ed oscuro ac- cenno avessero alluso alia dottrina della trasmigrazione. o in uii luogo di pena temporanea o etema. Nonostante. altro che trasnii^rino da uno in di- verse corpo.) die Elia profeta era ^ die il sacerdote Pivis- nehas. m* Bempre si tratta del huo dipartirsi dojKj la morte del corpo. sistano ai corpi. corpo amano. Questa identita persona IVa due uomini suti a distaiiza bile. si animette chiatutti nanno deve contbndere quest' opinione con quella della metempsicosi perche altro e che le anime preela. 11. Ma al- h tanto ci6 che Talmudisti hanno detto intomo ranimn. «2*. II. se gli antichi dottori non avessero ammesso i la trasmigrazione delle anime. tiS".[49] DAMD hi CASTIiL14 106 in altri ourpi in Delia trasmi^azione delle anime tiitta talmudica non hi paria mai. * Abodhsarh^h^- mUk. 15. alcuni Cabbalisti hanno voluto nell' tro- vare un accenno alia metempsicosi si opinione che (3" sec. Tanto piu che non Di piii e certo que- sta la parte piu peri col osa delle dottrine cabbalistiche da dovere tenerla segreta. I'identita fra Elia e e da dubitarsi se Pinehas e verament^ un* opinione ' Jiosh-/iashshanh. ' Nel Talmud . . e in tante forme. vedi il ma il Nei passi talmadici la parok rp3 non rigwifi luogo dove lo anime preeeiatonti son depoaiteti^: m commento dell' Isaacita. Ki^ e seg. attribuisce a Rabbi Shim'on ben Lakish lo stesso di di C. o letteratura in luogo di beiititiidine. rameiite preesistenza dell'anime * ma ohe non si . Sifre. almeno di quattro secoli non fe spiega* dicono i Cabbalisti. !»•: Vaikrh Rabbd. ' Jalkut Shim'<m\. 144: Jebamoth. se vi avessero creduto.

^ Rab diceva che * Menohoth. pretesa identita tra le oi due indicate persone. e si possano operare miracoli. Dio avrebbe creato tutti i mondi con la forza delle prime due lettere del tetragramma. Dimodoche. sia per si il significato esegetico clie ad esse attribuisce. dell' Un appo- Midrash suUe lettere il alfabeto e quello cono- sciuto sotto nome di Othijoth de Rabhl 'Akibd. Xll. La diversa combinazione delle lettere e detta Zi- ruj\ e si crede che mediante questa il mondo sia state creato. combinazione delle su di quanta parte la diversa lettere abbia nel libro Jezirh. Ripetu- tamente poi di questo soggetto si discorre nello Zohar e nei Tikkunim. i e come essa si estendano anche sito piu antichi commentatori. Ma tutto ci6 ha i suoi antecedenti nel Talmud. spieghisi come questa. a per loro pot ere miracoloso e creativo. Questa supersti- zione trov<S poi ampio svulgimento anche nel primissimo formarsi della Cabbala alcuni secoli prima che ordinatamente costituita Si sa in fosse compiuto sistema. 20''.106 SECTION S^MITIQUE ben Lakisb. .. [50] di Sliim'on oppure gli fu erroneamente vuolsi piu tardi attribuita. non sembra questo sufficiente indizio per porre tra gli antecedenti talmiidici della Cabbala anche la credenza nella metempsicosi. Piuttosto e da mettersi si tra questi ci6 die nel Talmud e nei Midrashim si dice piu volte intorno alle il letter e dell' alfabeto.

13*. Nel Talmud restavano cenni inolati e di che Ibrmavano soltanto una specie mitologia popolare. 55». na ed elevata parte della dei mezzi di Rispetto poi al significato delle lettere come uno fra esegesi della Scrittm-a.figlio di il Jose il Galileo si annuvera valore iiumerico delle lettere considerate oome citre aritmetiche. porzioTii Nella Cabbala presero poi pro- troppo superstiziose o troppo tuneste alia buoreligione. perfettissirai esenti ammette che se vi fossero ^usti da ogni peccato. il ' Snnhedrin. sapeva' fvimbi- nare le lettere con le qnali tu create rUn ciii verso. oono- * Brrac/iOt/i. memote e vita diante la combinazione delle lettere. . » 'Irubin. 20. e dar loro uii per certo tempo. * e in ci6 consisteva \o spirito di sapienza di Dio Paveva dotato. ' Aberrazioni queste. creiire dei mondi. e la scomposizione di una o piu pa- role nelle lettere che le parole.i (61] DAVID CA6TELLI il lOT Bezalel. potrebbero. . percbe la deficienza o lettera '^ r Hj^giunta rovinare il una mondo. dalle quali la Diente umana assetata del maraviglioso non ha mai potuto intiora- mente liigaci. libri di Rabbi Meir. liberarsi. che di pro> usare molta diligeiiza nel libro della Bibbia. Habbi trascrivere Islima'el avvertiva fesHione era i amanuense. o almeno esseri animati. costruttore del tabernacolo.Soth. iM)^: vedi comiueoto dell' iMtaeiU. un folklore. di si nel della ofz^ni Legge pu6 limite del* E oltrepansando r imniaginativa. Dell' uno e compongono per tormarne altre dellaltro metodo di esegesi. nella Baraita di Rabbi quelli Eliezei.

Questi metodi falsi d'interpretazione. le pro- ma con le corrispondenti. senso tagliato tenero. scomposta nei suoi elementi Rack e Mel e il leggendo invece Mai per trovarci quando ^ tenero. che. ' Berachoth . vfarsin di Daniel. prendendo invece delle corrispondenti nella di versa di- sposizione alfabetica. sostitu- zione di lettere e la bre Men^ mene teJcel Esempio finalmente di spiegazione che dava Rab al celelui. con quali Abramo iden- i re conquistatori della si pentapoli pale- Questa chiama Ghematrja che alcuni tificano al greco yQajUjuarela. MachchoU 23'' e molti altri luoghi. \0^ .rim. che renderebr bero la Bibbia poco meglio che un sistema di logogrifi. e a fame conoscere nelle sue . 1 . 43. Bereshith Rabba. » Ntdo. ' 318 uomini. Esempio grano tdgliato del Notarikon (voraQimv) sarebbe la spie- gazione della parola biblica Charmel che significa orzo o fresco. secondo nessuno sapeva leggere. rosi Talmud Midrasliim foruiscono numele lefctere dell'ali esempi ^ Come pure di disporre fabeto in ordine diverse dal consueto e variare degli oggetti e delle lettere proprie quelle nomi persone. perche scritto non con prie lettere. Jomh . 32' . come cifre aritmetiche.108 soiuti SECTION SEMITIQUE dai [52] Talmudisfci il sotto e i il nonie di Ghsmatrjh q Notarikon. iTp^'^t^ la somma E cosi significa die egli solo rapprei senta la schiera di assail e vinse stinese. Shabhath . 20* . nome di di Eliezer servo di Abramo da lettere considerate 318. 8" . altri a ysco/usTQla. prendendo ralfa' beto alia rovescia e incominciando dall'ultima lettera. Un nel esempio di ognuno 1' di questi tre mezzi inter- pretativi varra a meglio chiarirli. medesimo tempo II irragionevole stranezza.

Cabbala. Ma si in tutte le questioni che toccano la religione. a questi perche abbiamo tentato di mostrare che hanno qualche antico antecedente. che non sono per6 altri si voli delle ftineste consegiienze che poi ne vollero trovano E cosi. quando titi riesce a scontentare 1' uno e I'altro dei par- estremi guidati sempre da passioni e da preconoetti. Fireme. obe avevano bisogno per trovare nella Scrittura tutte ne le aberrazioni della loro fantasia. come le piu grandi e piu utili scoperte della scienza non sono state tatte d'un tratto ban no i loro antecedenti che per la vent4 della giova rintracciare e scoprire. David Cast£LU . Ago$to 1899. i loro antecedenti. o alsfe meno di averlo senz'altra preoccupazione per stesso ricercato. Sospettiamo noi per6 di riuscire con questo nostro scritto spiacenti tanto agli ainici della ai suoi avversarl. Prima^ ohe fossero an che questi ed elevati a sisteuia colpe- avevano trarre. il h (juesta per noi la prova di aver colto vero. se nella Bibbia e nel Talmud quella ne di questo alcuni antecedenti della di Cabbala. quanto A quelli perche non ammettiaiuo I'antichita delle loro dottrine. cosi avvieDe ancbe degli error! in cui la mente umana costriiiti e c^uta. Ma Bolo e fitoria e un t'atto che.[681 DAVID CA8TELLI 100 iiirono portati a^li iiltimi eccessi dai Cabbalisti. non ^ da credersi potessero che gli scrittori ne sospettaie quale sistenia di tantastici errori vi avreb- bero sopra edificato.

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car plusieui*s mots sembleiit avoir 6t6 . Settembre 1894). Vin.. (dice Conzelman) parntt d6noter chez son autenr une certaine connaissance de la langue arabe.LA CRONACA 1)1 GALAWDlWOS 1)1 CLAUDIO RE ABISSINIA (1640-l.. da ^ Lebna Dfengel. Couxeluian. (R.* ' Coati Rossini. sont des formules arabes>. piu estesa quella del stile Re clie Claudio. ' Di queste tre e di gran lunfi:a. Lisboua. il « La re- daction de cette chroiiique. Paris 189r». * Chnmiqne de GaldirdPirott i< 'laudhin > Hot d'tkhtitpt* Uji* rikmf piai traduit ecc. par \V. la quale offre alcune particolarit^ di non sono stuggite la al dotto editore di essa.'i6») La grande quelle di storia fe del Re Malak Sagad di o San^a Dengel (1563-1696) preceduta. Di aicune retenti puhhtieasiomt »mi- VEtinpifi {Orifvf. Ilintoria dr Mina». ("onti Rossini. paix soit sin* expressions : que la lui . les empruntes a cette langue. Rendic. siccome e noto. IWfti. ' * E. le Dieu glorieux ot tr^s haut.. Storia <li fjehna Dengfl. Claudio la - e di MinAs. U) *. . Acc««l. dti I«inoM. e nodi minatamente mescolanza parole arabe. p. Pereira. Cf.

trovare in non solo delle parole arabe iiiserite ma tutto i€li6' uno stile spesso diyerso da quello di simili -f^stf. wayetla' 'alu wayekld' 'emnehomu.112 SECTION SlfcMITIQUE f2] Ma qua e 14. questa parola par semplicemente trascritta perche non se ne inten- deva bene fermano.. che gli era per av- ventura arabo. lama yetbaraku en demandant k Dieu lui glorieux et tr6s liaut de b^nir tout le peuple clir^tien de r^lever (au dessus des autres) et d'^loigner de la dure oppression '. 6 10 .... al-hebnl ' gli abissini '. tra- cjiiesto chfe I'aiitore la stese dapprima piii in lingua araba. La frase jL^j^ ^j^*^ © tutta pro- . bagize zayessanatr wasene baegziahelier 'Dieu ast le maitre de I'opportunite \ Questa frase divien piu di : chiara se si suppone traduzione inesatta vs^iJI j 12 11 . Ad ogni modo porr6 qui appresso alcuni passi della cronaca che mi sembrano aver maggioi- peso per la questione.. sia almeiio dott^ iair arabol Voglio dire tori ' in parte. 5 10. 6 il significato e le vai'ianti dei codici lo con- 7_is. sono dovute 1' al- influenza generale dell'arabo sul ge'ez. leggendo attentamente questa storia sembra essa. non e certo facile trovare indizt affatto sicuri di quanto ho sospettat-o. ma non gia per pubblicarla in ge'ez. tamiliare. ''enza yese'elo la^egzi'abeher.. e molte frasi che fatto che la potrebbero credersi di origine arabica. e non a causa diretta e speciale. si bene per esser tradotta subito in la Per il grande affinita fra il ge'ez e 1' arabo e per maggior parte della letteratura ge'ez ^ tradotta dall' arabo. liaM'atto nascei-6 riel niio animo il dubbio che questa croiiaca.

Comm. Sospetto che : testo ge'ez Hia traduzione di S^^ ^\ (fi^ .. MmUnat maslem sembra un essere trascrizione Ji^m. Ixizeyani 36 iiestita 14 . ^1 JUhJ 31 u 8 ... lazdni mase*a (lab^hu *emmar'it br^'bis Jacobites \l cliercha aussi \e» et qui avaient ^tA bless^es qui en-aient dans le ddsert quant aux brebis arabes qui vinrent se r^tiiQui naturalmente non si. ma di deserto e peco- relle occidentali (ci'. premuroso di rioon1' diuTe alia fede alessandrina coloro che avevano abvi bandonata. • .^ Jco4>^4 creduto torse altro nome di ZibHi. affinclie torniamo ovv. 'i)yi 36 lia »j... parla gier aupres de lui arabe — ' di deserto o di pecorelle arabe.'. II neirdya spie^a bene sol con come notato il Conzelman. suppone traduij\ mentre sarobbe regolare se il kama si zione di ^^-i^. lamarf'ihi t/(l'qohfln'U 'en/a tanad/ai trasAkua- yat ivesta gadcim ^arabntri. : in mode da tornare) ad annunziare.. Ludolf... e solo per errore Marebbe qui il riferita al popolo di Abissinia. Probabilmente di ' ""arabfivi h qui nel sense sia occidentale ' ma non e impossibile che nato da equivoco fra ^^^^O^ e ^ si **3I 34 di 1 (J. us6 poi clenienza verso coloro che non appartenevano. 'agabbaratana J'aqnd luima nenbeb kama netmayat haba z^netco... vale C9itgri» du X//"" dM Ofitmt^iM*: — Tome III.... Ill. confondendo V (fi^ tinale ^^E^) col semplice Act0* ^n- per designare un limite di tempo. [3] lONAZIO GUIDI 113 pria del nome di Dio... quale.. ' \irabfln'i. 12) alludendoei il alia mitezza di Claudio. Questo dovrebbe intendersi: 'qui dobbiamo dire un poco 'embezehta weddosohn delle molte sue lodi. II senso non corre bene..

15 . 68 17 . fedlatat 'Ji)^h che non esiste in . la mia supscrive a p. (i . 11). II sehesiyas . 63 10. 49 cliiaro. 42 e Juwu .mJ . mnnay "engelgdliu che non da un senso avere confiiso ym>%^ con potrebbe nascere dall' 'iym\A^ nel testo arabo. tanabbala 44 11 . V ^- . con 1^. posizione non parra troppo strana. 'askar sembra parola introdotta per con.^JUi (fdi\ (jlf "^^ 64 10 . cioe gli annali ufficiali del regDO. forse tafan- nava cioe : e traduzione errata di o^Jiail contuse con oJui • 'Jo^!yjSimV\ ^^ Am^< miLL. ge'ez. io credo. I'auteur ne se contente pas seulement d'expri- I . altre tracce di un'origine araba di questo testo. -^<^LJ\. E il d' altra parte pensando al fatto die appunto sotto regno di Claudio una vita di Takla Haymanot fu scritta in arabo e poi tradotta in etiopico. fallahin QV^^^ > gia notato dal Con- 77 ftisione 5 . si pongono le lodi di Claudio. lelnasara e f^j^uAiJ^ come 59 12.wr Un esame attento e minuzioso mostrerebbe. haymnnot rete'et zatafannawat Htyopya il "ewbcs- kenderya la frase non sembra corretta.^hafa hoht negumici forse : il libro della real corte. II Conzelman vm : « pour montrer son ^mdition. e certo trascrizione di 76 zelman. ma.114 SECTION SEMITIQUE clie [4] a dire prima di tornare al racconto. potrebbe derivare da ^Llawj Anastasio ('491-618) che qui ji^Mfcj conviene benissimo.

di quando tu scritta la stoiia Claudio. sia di Claudio. per quanto so. potrebbe dare la ^piegazione di alcuni strani iiomi die occorrono nella cronaca sifariyon. . pensiero corre natui ralmente ad un libro dal quale dotti cristiani trae- vano uotizie e osservazioni cronologiche. le ^abro- Potrebbe anclie supporsi die EmbAqom difficolta r autore della Cronaca. et les calendriers met so- eucore a contribution tons connus des Abyssins et leil les determine meme » il . Ignazio GuiDi. opera die tu tradotta in ge'ez press'a puco da Embaqom. si ma riconosco die oppongono a questa congettura. della quale opera non abbianu) in Italia. Forse hi paite storica deirAbn-SAk^'ir. ecc. cioe I'AbnSftk^r. par la position du dans les signes du zodiaque Riflettendo a questa particolarita del nostro testo. alcun esemplare. come taanim.(oj IGXAZIO GUIDI d'apres le 116 raer les dates calcndrier ^thiopen.

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die als Gescbichtsquelle nicht ins Gewiclit ist als aber von Interesse fluch altester zii uns erhaltener Verschreiben. von dem er eine Abschritt erworben hat. er fluchtigen Neben der Bibel. vert'asst gegen Ende fUllt. eines — die verlorene Schrilt unbekannten griechischen Apologeten. eine Arbeit. vielleicht . Nachdem mit einer Vor- tragende eine Inhaltsangabe der 15 Biicher des Werkes gegeben schliesst Quelleii. dem Jiidisclien Krieg " des Flavins Josephus und einem chronograph ischen Compendium komnien unter diesen Skizzieriing ^' seiner vor allem zwei in Betracht. kOnnten. des siebenten Jahrhunderts in oder bei Nisibis. in syrischen Sprache das was wir der vom Standpunkte Weltgescliichte der mittelalterlichen VVissenschaft. Es ist dies das K^Jhnbhd dMresch melU dM thascJCltha dM'rUvia dhA- zabnn des lochannnn bar Penhijp.EINE SYRISCHE WELTGESCHICHTE DES SIEBENTEN YAHRHUNDERTS Der vortragende macht erstmals mit einem bisher verschollenen nestorianischen Geschichtswerke bekannt. aus nennen liat.

Baumstark Privatdocent an den UniversiMt Heidelberg -^:'^^f''is%7^<S:ff9it^^ % .118 SECTION SEMITIQUE (?) [2] des Qnadratus nnd ein exegetisches AVerk im Geiste ziir des Theodorus von Mops\iestia{?) Als weitere Quelle kenntnis antiochenischer Schrifterklarung vor allem Miir^e denn audi die neue syrische Uni versa Igeschichte ein eingehenderes Studinm verdienen. Dr. a.

(N".NOTE ON' THK EVANGELIARIIJM IIIEROSOLYMITANUM YATICANUM AND TMK onir. . which helps to identify some of the places mentioned. with trifling exceptions. The main object ot this is bring forward some hitherto unnoticed evidence. They niscalchi-Erizzo. E. to or where the Communities that used the dialect were situated. The Vatican Lectionary niani's XIX in S. valuable as they are for Biblical and tor Philology. have been so often printed that sary to give it will not be necesfor them liere in full: it vnW be enough our purpose to state their contents. liave thrown little light upon the literature. Assefull Catalogue) has been published in by Mi- by Lagarde.lN OF THK PALKSTINIAN SYIUAC LITEUVTI HK. The Criticism recent discoveries of documents in tlie Pale- stinian Syriac dialect. the only source which gives us any information as to where the surviving MSS jmper were written. ori^i^in of this curious by-way ot Christian The colophons of the Vatican Lectionary [Evangeliarium Hierosolymitanum Vaticanum) remain. and lately again by M'* Lewis. At the end three notes in Car^huni.

As- Wright. In the second note the Musa states same Elias of Amba that he 'has brought this book and others from Antioch of the Arabs (v r*^l iu^Lil) as a perpetual gift to the sanctuaiy of St. S. Elias known as the mosame Elias. 'Abtid occurs again in other Palestinian Syriac documents one of M""^ Lewis's Lection aries from Sinai was written by an 'Abudl. who is recorded to have bought sevei-al books at Minyat Zifta near Cairo. nasteries of the Star ol^ ij^^ L-JUi^ j*u-i*<Ji)^) Thus the two places with which the MS is connected are 'Abud and Antioch. III. Dqus ^ytyidiS Ju^U). E. Probably it was the occasion of the sale of the booty brought from Palestine by Sultan Bibars. i 379. The third note records the donation of certo the convent of the Star tain fields in *Abud through the instrumentality of the who now describes himself as " the priest Amba Elias who presides over the convent of St.120 I. and is said still to contain some ancient An- Christian churches. Elias in the convent of the Star. was descended : from a native of 'Abud. ' CBM .j^U in Yaqut III 583) half-way between Jafi*a and it Caesarea. and Surur the deacon. ^ It is a large village (spelt . SECTION SEMITIQUE [2] The first note tells us that the Lectionary was written in 1029 AD by the priest Elias of 'Abud in the monastery of Amba Musa in the city of Antioch in the district of the II. The tioch real diflaculty lies in the identification of and the meaning of the word ed-Dqus.

and succeeding '* scholars have accordingly sought for this " Antioch in tlie neighbourliood of Jerusalem. It its in is tury at a convent of St. Laura (Proo.(8] F. But Antioch of Syria strange is Antioch of ed-lJqus. and is " Jerusalem Syriac But a scribe's blunder in the familiar Arabic name of Jerusalem point of view. of Cambridge Philological So19. anllth other Melkite Lectionary of the century. In a colophon at the end of this book we read that Cloister * it was copied certfiin priest in the Convent or of Mar Elia on the Black Mountain by Jo- hanan Duqsdya for a from the town of Duqsa. 1896). also written at the Convent of St. The identity of this name is with that called edobvious: they are in Dqus * in the Arabic colophon ing to the Arabic. . ciety. Elias but in the ordinary Edessene Syriac. Elias on the Black excellence^ Mountain (Turd ^Ukkdmd). moreover thois roughly Orthodox Kalendar that of the place Greeks communion with Constantinople.M. MS. C. Nov. in this viz way the question admits of but one the great Convent of St. Asseniani's conjecture is the sole reason of the name Evangeliarifim ** Hierosolymitanum for the for the dialect. " in wholly improbable. 14489. near Antioch par the Antioch of Syria. BURKITT unfortunate 131 semani tliat it 18 responsible for the conjecture was a corruption of mXaI^. What satisfies these conditions ? Put answer. the llth cen- Let us look at the matter from a more general The MS " : was written Elias. e. This in name is found again B. The Syriac word here translated Cloister is »hfQqa^ correspondi. Add. In fact.

not Hiefalls to rosolymitanum: in fact. Oxford. is 91 ? What then. Antioch of the Dux must be that part of the district which was governed by the Greeks Antioch of the Arabs would then be the part still under the Mahommedan dominion. 1896]. be used in connexion with Antioch.122 SECTION SEMITIQUE [4] fact tlie same name in forms adapted to Syriac and Arabic respectively. It appears to are mere transliterations of dov^^ i. It onh' remains. ^ may I To this period belong the palimpsests from the Cairo- See especially the Note on •* Palestinian Handwriting " by (rwilliam and Stenning in Anecdotn Oxoniensia [Relics the Pal. . then. Antioch was the Greeks in the captured from the Mahommedans by year 969 " it AD. Syrinc ' I *"' of Literature. me that they Dux. pp. which to judge from th surviving documents had two flourishing periods. we may ask. 102-10r>. and ' it became from that time the centre of Orthodox influence in the lands of Islam. the origin and signiIt is ficance of the Palestinian Syriac literature a literature wholly ecclesiastical. first Th be placed about the 7th century. the whole connexion of Palesti-^ nian Syiiac literature the ground. to give an explanation how to the words Duqsa and ed^Dqns come e. but the exact date depends on palaeographical evidence alone. In any case the Vatican : Lectionaiy is an Evangeliarium Aniiochianum. Or the terms may refer to the Greek quarters of the city itself. Politically was governed by a Dux^ while its ecclesiastical organisation was cared for by the appointment of an Orthodox Patriarch and by the foundation of these very monasteries of which we have been speaking.

described by D' Rendel Harri» in M'' Lewis's Catalogue {Appendix I now feel confident that these belonged to the same MS from the evidence" of the colophons (c/. Petersburg trngnients published by Land. Besides these there are two isolated document probably of a still later date which appear to have been written in Egypt. Caterine on Mount Sinai.. Land Fr. Catalogue of Syriac MSS . col. distinction between the two periods is the appearance of the Greek Gospel Lectionaiy in the The three surviving Gospel fragments of the older period (Land's two codd. {Appendix Both portions have been nsed uncial for books written in the language known as Georgian or Iberian.roniensia. BURKITT Sinai. 8 with Belie*. of M" The greater irregularity of writing in the published photograph Bensly's HomiliM comes from the fact that the vellum of the is Sinai fragments no longer flat. 12S and the St. MS from which were taken the leaves trans- in M" Lewis's 54).. C. To all this period belong the three Gospel Lectionaries.on Mount Sinai. .' The cont/cnt^ of these Oeniza. one. Petropolitani and the isolated leaf in BM 14740) all formed part of MSS * Lind's Petropolitanus Junior has every appearance of having l^en part of the same cribed p.. p. ot* many the tragnients from earlier MSS are all biblical with the exception of the Homilies published partly by Land. These were brouglit by TiBcliendorf from the EaHt: there can be little doubt that they also came from the (invent of St. Similarly the Graeco-Arabic «'' MS of the Gospels called by Tischendorf belonged * to the MS 9i. -' M" Ben- The other period from which "Palestinian Syriac'* is MSS the have come down to us the 11th century*. a). The great later period.(6) F. London fragments but and cei*tain other trag- ments at Sinai. partly by sly in Anecdota O. 118. 64.

and there is a painful effort al- ways apparent to follow the Greek even in the spelling of Semitic names. 1. In conclusion. (lpf< own tongue. It is MSS worthy of notice that these ancient of the continuous text of the Gospels agree more I closely with the Peshitta than the Lectionaries. * For Heraclius see Dalman's Orammatik Jihiisrh PnUisfini- schen Aramdti«c7i. 3. 8. On the other hand. . ^ Some measure of success no doubt attended these efforts. but it seems to have been but used in later times. All this points to the age of Justinian and Heraclius and their determined efforts to extirpate Judaism and other ancient faiths from Christian territory. think it possible without drawing unduly upon the historical imagination to reconstruct the literary history of the dialect. Thus the little Palesti- nian Syriac literature included a continuous text of the Gospels. 32. This one consists of certain leaves of MSS BM 14664. their character strictly '^ Orthodox ". Our oldest MSS are is not earlier than the 6th century. p. out of the six Gospel from the later period which have come down to us whole or in part.J 24 SECTION &EM1TIQUE • |61 containing the complete continuous text Gospels : of the four they contain lectionarv notices. but they are not Evangelistaria. that are to be carefully distin- guished from other leaves now bound up * with them whicli formed part of a lectionarv. The onh* place where this literature of the seems to have been the ecclesiastical language people is 'Abud. 7. a place not far from the frontier bet- ween Judaea and Samaria. The Gospel leaves are foil. The converts and their descendants needed Christian instruction ' in their 11-17. only one contained the four Gospels in order.

in chiefly iiave wished to point out that dealing .17] ¥. and the Convent of St. as ed by the Liturg\' of the Nile prov- now in the British Museum. The only literary centre of whose existence we are aware during liis early period is the great Convent founded by Justinian on Mount Sinai. even Tlie gi-eat catastrophe came in the 13th centur\*. The Palestinian Christians must even is- have established a kind of settlement there. Antioch was recaptured for Islam by Bibars the Mam- luk Sultan. Much paragraplis I of is what I have written in the concluding necessarily imaginative and hypothetical. BUUKITT 125 and aocordingly the Bible or great parts of it) was tranHlated. tlie Lectionary. M" Lewis's Lectiouan' of the Old Testament and Praxapostolos may have belonged to the same comnumitv. Elias is was done. The : than that of the early are kept pointed. and off to tlie plunder of Palestine taken Egypt. but the Vatican rules much ruder of grammar is one MS. together witli certain Homilies and other eocleBiastical works which have almost entirely perished. In the lUtli and 11th centuries the success of tho Greeks at Antioch created another centre for the struggling Community. MSS. the monasteries on the Black Mountain were destroyed. But there is little proof that the ancient fragments from the Cairo Geniza were Egyptian in origin : they ^ay very well have been bought by the Synagogue authorities for waste vellum at the sale of the booty from plundered monasteries. Elias near Antioch seems to have become for a considerable period tlie headquarters of what literary work style of writing at St. C.

BUEKITT. '-i<if>yjf^t:m»^^. but an earlier date is not required either by the general course of history or by the character of the surviving documents.12U SECTION SEMITIQUE [8] with the Christian Palestinian Literature there is no need to postulate for it a high antiquity or any special connexion with the more ancient forms of Chri- stianity.^-- J . C. We can trace its existence almost to the time of Justinian. F.

however. A large were discussed with a view to their further elucidation. the ordinary meaning. 1. Beside. The ordinary meaning of the tlie stem ask » does not solve problem involved and moreover by assuming this meaning alone. I Sam. while the proposed textual emendation too fails to re- move the diflficulties. noun formed from the stem is also used in this sense and the thesis was then advanced tliat tlie participle sh/i'el was one of the names But not only the verb.» THE NAME OF SAMOEL AND THE STEM SHA'AL ^F a^i Atler some introductory remarks upon the sigoificance of plays upon proper names so frequently it in- troduced in the narratives of the old Testament.20 do not admit of a satisfactor}. .28 and 2. sliown tliat in was the case of name the in connection witli Samuel the play upon that th« verb Sha'al was so fre- quent as to point to some special relationship between name and < the stem.interpretation. Shaal in various forms is^used in the religions sense of asking number of illustrations were adduced and incidentally some of tlie passages adduced for an oracle. the for priest in Hebrew as the ' asker ' of oracles.

on of the names for priest It was then proposed to regard Hebrew^ sha-al in I Sam. the element to the Assyrian shumu so frequent in Babylonian-Assyrian proper names and signifsing son': Shemti-el therefore means 'offspring ' of El ' — an appropriate name for one asked for ' from Jahve. D.28 brew shd-el and is as a denomination of Shd-el « and to render. 1. have devoted him to Jalive Sam. Ph. Coming finally Shemu was compared 'offspring. 2. made him I a shO'e]. to the name itself.20 we should read again the past participle instead of Sha-al and translate « devoted to Jahve » Similarly the past participle . 18. Prof. Therefore I have ».28 is to be rendered « devoted to » In I Sam. MoEEis Jasteow J. attention was ' called to the Assyrian sha-i-lu which the perfect equivalent of He'. 128 SECTION SEMITIQUE Trace& of tliis [2] usage were pointed out in Deut. University of Pennsijlvania. given by Jahve and belonging to Jahve. The play between Samuel and rests the stem sha-al upon assonance brought in about by the indefinite and vague pronunciation of the consequent ??i. so that Shemuel in colloquial parlance sounded as tliough it were Shewu-el and then by contraction Shuul.. y .3 and is in justification for assuming this use of the participle. e. i. 1.11 and Micha 7.

Enfin. le coeur de la race semitique parut etre I'Arabie. » . malgre les travaiix que les savants ont entre- pour le r^soudre. n'a point encore repu de reponse definitive. c'est aussi d'Arabie de M^diterranee peuples qui se designaient euxet momes du nom de Kanaani rent Pli^niciens ». I. que les Grecs nomme- L'Ancien Testament. dans son I'an 2000 avant liistoire du peuple Vers C. tion de la question le document tbndamental des nous donne-t-il la solu? origines de la race d'lsraiil. AeU* du J//"" Conffris rfM On>N(a(i««t.DES PREMIERES ORIGINES M PEOPLE FISRAIL D'ou pris les Israelites sont-ils originaires? Ce pro- bleme. la solution en ait ete indique par d' Israel :^ < Renan. Mais nous fournit quelques indices im- portants a recueillir. C'est fit d'Arabie que semble etre partie la conquete qui de la Jiabvlonie une teiTe la semitique. — Tora« III. 1877. 9 88. Les Arameens suivirent probableinent que seraient venus dans les les bassins meme la voie. bien que J. Paris. p. ' T. que nous avons posee il Nous ne le croyons pas. selon d'anciennes traditions.

note avec soin les le point de depart des Bene-Israel. » ( IDIN ''^"IS). de V autre c6te du Jleuve. Rien de concluant.. elle indique lites simplement des tribus israe- avant leur etablissement en Egypte. aux evenements qui presiderent a la premiere conquete da pays cananeen. . les autres. ne nous donne pas la clef du probl^me enonc^. comme Ton sait. selon nous.. car les Israelites n'etaient pas a proprement parler des Arameens. le D'apres la premiere interpreta- nom caracteristique d'Hebreu nous reporterait aux plus anciennes origines historiquement connues des migrations israelites d'apres la seconde. nous devoiis ecarter resolument les couclusioDS que Ton peut tirer du nom meme d'Hebreu *"05? signifie. Cette expression. Tan- uns y voient une allusion a la venue des Israelites d'au dela de I'Euphrate. Entendue dans Tacception vague et generale qu'ello a le siege dans le con- texte. celui qui vient de la rive opposee ("135? ). ^1 fait Un beaucoup plus important a ete consign II dans I'Ancien Testament. sans remonter aux premieres origines de la nation isra^lite. est inexacte. puis en Pa- lestine. par consequent. n'y trouvent qu'une mention de I'arrivee des Israelites des plaines de Moab. XXVI. La Bible hebraique. ne saurait etre deduit du nom "IDi? II en est de meme. Mais cette expres- sion peut etre prise dans dis deux sens fort difierents. : prise a la lettre. 5 « Men pere etait un arameen nomade. dans le migrations successives qui devaient conduire au . du renseignement qui nous est donn^ Deuter. et parmi que les eux quelques uns des plus recents historiens d'Israel. tion. mais il nous fournit le premier element de sa solution. e 130 SECTION SEMITIQUE [2] Tout d'abord.

'Our ^tait situe sur rive droite de I'Euphrate. Ce point de depart est 'Our-Kasdim (CT'WS Chaldee -I1K). 'Our des Chald^ens. historien juif du second siecle avant J. en qu'est sorti » Abraham biblique. 17. . ' Eusebe. a proximity des regions limitrophes de I'Arabie. et que ce point de liement et de depart des israelite n'est Semites nomades de race soit pas leur lieu d'origine. XI. C. « * C'est de . le pere 'Our. le les traces des Nous est-il possible de ? re- monter plus haut dans ' cours de leur histoire Comp.. IX. entre Babilone et le golfe persique. « * Les documents bibliques ne nous permettent pas de retrouver au dela de 'Our Kasdim premieres tribus isra^lites. Our est designe par Eupoleme. . II r^sulte de ces faits « que » les premieres tribus des la Bene-Israel sont sorties du sud de Chaldee . . 7. evangel. si^ge du culte lunaire du Dieu Sin. 28. du texte h^breu a et^ sur identifi^ Ourou des inscriptions cun^iformes cit6 s'eleve remplacement de cette antique aujourd'hui le village de El Moukair-Ouron. Nous Gen. naquit Abraham. Praepar. XV. ^ comme la ville babylonienne ou . Eupoleme lui donne le nom du OiW// ou la Ka/Ltagivj] (de I'arabe ^ lune).[3] EDOUARD MONTET 181 pays de Canaan. IV. Nth. mais seuleraent I'etape le plus anciennement connue qui leur as- signee par les documents authentiques. du peuple d'Israel. 31. 7. 'OOr. le patriarclie par avec excellence. de ral- territoires confinant a I'Arabie.

d'Heber .. les Les traditions arabes sont unanimes a considerer diverses branches de la famille de Sem comme issues d'une « meme patrie originelle. . * I. partagent en deux la tige de la premiere est Calitan. et a la lu- miere beaucoup plus puissante de I'etude comparee des langues semitiques. I . s'accorde a faire descendre les Mouteakkhara de Sem . Essai etc. et subsistantes. t. d'autre part. Nous ne ferons qu'indiquer sonimairement ces deux sources de rcnseigne- ments. Parmi ces races primitives les principales sont . p. par Abir. Paris. la souche de la seconde est Adnan. patriarche appele dans la Bible Heaussi le pere des ber il Hebreux auxquels se il a donne son nom. a savoir que le berceau de la race Israelite doit etre cherch^ en Arabic...: 132 SECTION SE3IITIQUE [4] estimons que cette investigation peut etre poursuivie a la clarte des traditions arabes d'une part. descen- dant d'Heber par Ismael». des Arabes avant I'lsla- mUme. fils que Ton confond assez generalement avec Jectan. La plupart On est des auteurs arabes divisent leurs na- tion en races eteintes. Baida. et plus tard dans toute la peninsule. les plus antiques habitants de I'Arabie. (3 Ibid.' Les Cahtanides ou Jectanides s'etablirent d'abord dans le se repandirent Jemen « . siir I'hintoire s. La posterite d'Adnan a eu pour berceau le Hidjaz elle a peuple une grande partie de cette contree et s'est ramifiee dans le Nadjd et les desert de I'lrak. Les Mouteakkhara grandes families . qui toutes deux aboutissent a cette affirmation. 1847. p. 9. Mouteahkhara. ' Caussin de Perceval. . de la Mesopotamie et de la Syrie » ^ « Le nom d'Arabes Ariha designe les premiers.

meme coup dans I'intimite des autres. au dire de la majo rite des historiens arabes*. aramaisant et meme assyriologue. sans dans une certaine mesure. 22. rente. On ne saurait affir- mer c'est plus peremptoireraent I'origine unique de la race semitique et le siege unique de sa residence primitive.* Or. les Thamoud. Huber. est la personification des Semites ara- I m^ens. a dire I'Arabie.. Oeji. Aram^ens. fils de Sem. L'histoire des langues semitiques confirme d'une les traditions maniere ^clatante registrer. ^tablit tout d'abord haute antiquity des branches aran\^enne. hebraique et arabe du langage semitique. du centre et du sud de la presqu'ile. 7. leur tres etroite pa- La relation qui les unit est telle qu'il est impos- sible d'acquerir connaissance approtbndie de Tune sans pen^trer du et qu'on etre. Arabes.. Aram. dans leurs premieres expansions soit le et tribus semitiques. I . Hebreux. ' Ibid. le peuple d'Ad ou Adites. L'epigraphie semitique a montre. au la meme temps. ces inscriptions venant du nord. d'aprte TAnpeupleH de cien Testament. ^ Les traditions antiques conserv^es par les liistoriens arabes temoignent done de I'etroite unite migrations. ne saurait etre aujourd'hui h^braisant. etc. de Tasm. par r etude des inscriptions rapportees d'Arabie par Doughty. quelque nom sous lequel ces tribus lussent designees etc. tous issus d'Aram et de Lud. Halevv. arabisant. * X. de Djadts. Euting.: (5J EDOUABD MONTET peuple cVAmlik ou les t» le Araalica (Amalecites de I'Anles cien Testament. que nous venons d'enla EUe et. des d'origine et de vicissitudes. p.

Cette quasi-identiti cation est telle que dire Renan ^ a pu que tout ce qui vient d'Arabie. est C'est la meme conviction qu'exprimait. parmi lesquels se trouvaient les Bene-Israel. il y eut ensuite fils. ecrivait « au point de vue de la langue Des fils de Sem. Fleischer. p. d'Aram qui eut plusieurs Et ». Aram. p.^^y3x*^^?v^ I . 10.134 SECTION SEMITIQUE [6] que Tantiqiie arameen et I'arabe arcliaique se melangent et fusionuent au point de ne pouvoir etre distingues. I'historien arabe Aboul- lorsque. cd. 16. la langue des fils etait la langue arabe II resulte de I'ensemble des considerations que nous le venons de presenter que T Arabic a ete grand centre semitique. se plapant il arabe. * Jlisioire du peuple d'Israel. d'ou sont parties les emigrations successives des peuples de cette race. » fait d'inscriptions. au leda. "~~^0^. Dr. I. en arameen. * Historia anteislamica. Lipsiae 1831. t. Edouard Montet. ^ XIV^ : siecle.

d' idee e No. In delle loro Europa abbiamo risentito la scossa piu forti emozioni solamente quando han India non mancano 1' preso una forma reazionaria attiva in opposizione alia coltura europea . dal lato intellettuale e religiose. questo torrente sul coltura europea che si e sparso popolo musulmano produrra solo probabilniente un al movimento analog© di questo contatto Rinascimento i nell' Europa.POCHE PAROLE SUI. ma almeno in segni che dimostrano apertamente attitudine che di- . Finora segni piu apparent! sono superficiali nelT adottare che il fanno gli orientali nostro modo di vestire. le nostri metodi di educazione si siano insi- nuate tra i popoli . come ha distrutto tante idee ed istituzioni religiose del popoli selvaggi.delle Indie. la facilita di comuni- cazione tra noi e scienze ed i nostra letteratui*a. Eppure questa nostra antica civilta non finira col distruggere il Maomettanismo. le nostre abitudini sociali. 1' a causa della Oriente. MOVIMENTO KELIGIOSO DEL GIORNO TRA I MUSULMANI DEL NORD DELL' INDIA E Datiirale che. e la loro influenza abbia gia scosso profondamente la mente musulmana.

ossia nella lingua hindostanica.136 SECTION DU MONDE MUSULMAN il [2^ viene sempre piu tollerante verso e la sua coltura. comiiiciarono a trovare e mettere in prominenza quegli articoli della loro religione clie e. abbandonarono della le idee belligere e in- tolleranti teologia Questo i pensiero religiose. si fara movimento Musulmani di in- probabilmente sentire nelle altre parti del sotto 1' mondo musulmano die stanno lita di influenza o sotto governo europeo. nel in arin(mia col pen- fatto. colle nuove condizioni. tosto che avran compreso I'inevitabiquesta supremazia. che osserviamo tra diani. Dall' infanzia volse alia mente Sayyid Al. Pel momento. all' islam Tale movimento tende. e con la civilta cristiana. L'apologista di questa piu conosciuto nell' Europa e Saj^yid le i Amir ma siccome egii scrive in inglese. Come Wahhabi era gia liberate delle dot- trine ordinarie ortodosse delle antiche scuole. a poco a poco. e fino air eta di quarant' anni fu membro si zelante della setta Wahhabl. II primo le di questi e Sir 1' Sayyid i Ahmad Khan. ma fti il 1 . continente cristiano Dopo gh&lf i i disastri della ribellione del 1867. sue opere sono conosciute meglio in Europa che tra Mu- sulmani indiani. armonizzano loro. a dare nuova forma siero moderno scuola 'All. e per6 infiuiscono tan to piu sui pensieri dei loro correligionisti. e dopo aver perduto ogni speranza di ristabilire la dinastia dei si Mu- Miisulmani indiani . la di cui morte priv6 di anno scorso si Musulmani del loro la capo per riforme politiclie e religiose. rassegnarono ad accettare 1' la situazione tersi in avendo compreso impossibilita di met- opposizione col governo inglese. voglio attirare la vostra attenzione sui due teologi che scrivono in volgare.imad teologia.

f3] T. di soprannome (fj^i cioe discepolo di natura. ARNOIJ) 1* 137 desiderio di presentare pel dl d' affatto Islam in una forma possibile oggi che e lo spinse a lanciarsi sur una via nuova a prendere un corso proprio che ren- desse T Islam piu sisti immune dagli attacclii dei controverla cristiani e piu attrattivo per dell' India. — — che la il qualsiasi dottrina teologica che essere vera. I'uno spiegarsi armonia con Islam. in — natura —e devono essere all'unisono. W. viaggio di notte) sono rappresen- Lo spaccarsi della luna nelle parole . e suoi tentativi di ricostruzione sono deboli ed imper- fetti. dato a lui e ai suoi seguaci. I giovane genera- zione dei Musulmani suoi lavori teologici sono dunque principalmente i di carattere apologetico. non pub la parola di Dio: 6 il Corano e lavoro di Dio. Tuttavia. mi prover6 a indicare alcuni punti prin- cipali della II sua teologia. indica uno dei tratti ca1' ratteristici delle sue dottrine: quali uni verso e diretto da e eccezione e leggi naturali alle non v' corso di natura fe es unitbrme. Ksidlth che affermano essersi In tal guisa la vita di stita dal Muhammad . Per cui di egli nega altro i miracoli attribuiti a profeta dell' Mubammad tu o a qualsiasi In conseguenza questo suo rigetto de' miracoli egli costretto a dare una allu- spiegazione razionale di quei versi del Corano che sono interpretati dai commentatori mnsulmani come denti a tutti i f'atti miracolosi. e I'altro. e interamente sve- suo lato miracolo'so (il j«>v>Jl s„im (lo spaccare del petto) e rljJI tati esser visioni. e rigett6 come non operati autentici miracoli. II contro la scienza di natura.

I miracoli di Mose sono a influenza magnetica.138 SECTION DU MONDE MUSULMAN tlei [4] 1' b detto lino segni die precederanno ciii avvicinarsi del di del giudizio. mentre dice die la traversata del Mar Rosso fu fatta in luogo guadabile a marea bassa. tacendolo divenire iiglio di Giuseppe e di Maria. che sotto r influenza rivolta contro la educazione inglese erano in il strettezza e bigottismo della teo- logia dei loro padri. per e una profezia del futuro. cristiani esser di Noi siamo cuore piu presso a quei die han ' lede ». una grande parte ispirati degli scritti di Sayyid Alimad furono pill dal desiderio di rendere accettabile ai giovani dell' Musulmani indiani. e die r armata di Faraone fu sorpresa e distrutta dal ritornar della marea. Non cessava mai di ripetere ai suoi correligionari il verso < E troverete serapre colore che dicono '. Cosi continua col rappresentare Hudhud in come uno veccliia di dei cortigiani del re Salomon e. \ . e di mostrare la loro religione in dell' accordo coi principi piu umanitarii derna. La nasdta miracolosa di Gesu e negata. Come r Islam e detto. iiJUui J^)\ ijjm e ii\^ una la cui esi- una si tribu chiamata ^^31 stenza e inventata a quelle scopo. Europa mo- Alio stesso tempo. egli cerc6 titudine di d' incoraggiare un'at- mente amidievole verso i governanti cristiani che avevan preso il posto della dinastia Mii^^al. attribuiti A questo modo egli spiega eventi e fatti mira- colosi nel Corano. e non si riferisce in alcun modo alia vita di altri Muhammad.

e la direzione che egli ha dato alle speculazioni teologiche e all'esegesi in India. India e aV-ia*^! al ^b e non vr^^ y^^ — ^ nega — mantiene che il diritto Sultano di Turchia e di essere Khallfah. Ma questo ri- lato delle sue dottrine appartiene al suo lavoro di forme studio. e tra quel Musulmani della vec^ihia scuola che conibattono le credenze di fede della influenza rivali. una setta speciale nfe cerc6 di fare agli attacchi e non rispose mai numerosi fatti alle sue si opinioni teologiche. Ci6 nonostante. accettate dai suoi t*ond6 Sayyid Abmad non proseliti. Mirza (rViulAm Ahmad. espose la dottrina del Giliad. specialmente tra i Musulraani della nuova scuola che hanno ricevuto educazione inglese. Dice di essere . spie^ando clie non giustifica guerra senza provocazione. in opposizione a Sayyid Ahmad A'Ai\n. Tuttavia anche lui presenta I'lslam come religione preminente di pace e di pieta. L'altro teologo indiano di cui desidero parlare o interamente differente. general- mente conosciuto sotto il nome di MirzA QildiAnl ^dal villaggio di Qadian nel PanjAb dove risiede). W. sociali politiclie. E quello che 6 piu imi suoi scritti immediata che esercitano sulle menti dei Musulmani in questo momento. AKXOLD 189 In questo stesso spirito tollerante e nello stesso proposito di riconciliare i suoi correligionari col dorainio cristiano. fe il tbndatore di una nuova scuola con tendenze proselitistiche ed attiva propaganda. animandole di portante un nuovo impulse. i cui efl*etti si manifestano con piii e piu forza nella letteratura di quel paese. la sua influenza e allargata molto.{o\ T. piu clie a questo presente fe difficile dire fino a che punto le sue idee siano correligionarl.

Cosi dice: « Iddio mi ha rivelato che io sono il Mestrova il sia promesso. sono elevato comando divino a predicare si umilta e mansuetudine al popolo che dalle leggi morali e e allontanato » dalF eccellenza spirituale. la lieta novella della cui venuta si nel Vecchio Testamento e nel Corano. In conseguenza. Ho mostrato die il Malidi ed Messia sono due nomi differenti per la . men6 vita umile e mansueta e diede al mondo il magnifico esempio di mansuetudine di cuore. Ei rigetta la mag- gior parte delle tradizioni sul Mahdi come falsificate.140 il SECTION DU MONDE MUSULMAN si [6] Messia promesso. che il e manifestato in questo se- colo. che fu principe e profeta. essendo interamente in opposizione al carattere di Gesu. che fedeli si unisca al Mahdi per comterra il miscredenti e ristabilire su questa regno dei a forza d' armi. come di Gesii si manifesto decimoquarto dopo Mosc. io che sono di sangue reale e anclie in questo stato rispetto somiglio dal a quel principe-profeta. e probabilmente fabbricate al tempo degli Abbasidi e mantiene che lo protezie autentiche relative al Mahdi ed al Messia si riferiscono ad una medesima persona. Egli dice la parola Messia significare persona collo stesso spirito e lo stesso carattere di Cristo. e a rintbrzare le sue pretese si paragona a Gesu in queste parole: « Come Gesu Cristo. ripudia completamente la dottrina mao- mettana battere i di un Messia. e che io sono Mahdi di cui il parlau le tradizioni. essendo decimoquarto dopo il Muhammad. Egli spiega che. cosi all' il secondo avvento di Cristo e stato compito apparire di Mlrza 6^Aulam Ahmad. come Gesu dichiar6 Elia essere rincarnato in persona di Giovanni Battista. Afferma Messia aver ricevuto la certezza della sua missione da rivelazione divina.

noma scaptiiggi ])ato in j^^j^ o Oft^I^ Z^-^r*. La mia missione non e qiiella della spada. W. che Gesu di tu egli stesso crocifisso le ma che ne fu tolto vivo e sue ferite tii- rono chiuso.a£. un unguento preparato si un unguento che trova menzio- nato I'requentemente in lavori medici arabici col di ^^jMh. ed ha scritto una quan- tita di libri in dit'esa dell' Islam e sulla preeccellenza del Corano. mio regno non Iddio mi ha coil mandato tenebre I di cliiamare gli uomini sulla sua via con doltempi di cezza e mansuetudine ed umilta. mantiene opposizione comune opi- nione maomettanai sulla croce. dove predic6 si discendenti degli Ebrei. » Nello spii'ito Mlrzjl QadiAnl attacca con vio- lenza la interpretazione popolare di Gihad nel senso di battersi colla spada contro gli il infedeli. In questi io lume che conduce gli uomini in salvo da demonic. Egli ha accordato all' Islam a mezzo mio un nuovo periodo di vita nel suo aspetto morale e spisono il rituale. ai Kashmir. trine e in resto delle sue dot- armonia con le dottrine musulniane comu- nemente accettate. Mori all' eta 120 anni e fu seppellito nella citta di Srinagar. ARNOLD Ul 8tessa j)er80ua o clie si rit'eriscono alle due principali lunzioni deve ese/^uire.[7] T. dove la sua sibile. I che di erano stabiliti in quel di paese dopo la cattivitli Babilonia. Meno che per una eccezione importante. questa ma spirituale.I^opo esser dalla tomba con I'aiuto di Ponzio Pilato. e di ma quella dei segni celesti. curate a mezzo dai snoi discepoli. Egli ^ continuamente occupato in dispute con Hindu e Cristiani. tomba h ancora vi- Questa tomba 6 detta dalla tradizione esser la . ed terra. Ma nella sua Cristologia prende Tin una alia via unica e propria.

alle quali sue ha ricorso in sostegno alle sue preil tese messianiche. Aenold. ed ha molti seguaci che considerabilmente. Mirza Qadianl e il fondatore di una nuova setta. Come aunientauo si e detto piu indietro. un principe e profeta che venne da una lontana contrada circa 18 o 19 secoli fa. Per eseinpio. nelle Indie. i Giu- dei lasciarono Gesu sulla croce senza essersi potuti as- sicurare se fosse morto. le Attrae molti coi saoi miracoli di guarigione e profezie. egli interpreta il verso jUm^ Xkt*t ^N^ Essi s^ALtd U^ s^\xi u^ come su di sigiiificante. nella confusione causata dal terreal moto e r oscurita momento della crocifissione. in ispecie nel Panjab.U2 tomba di SECTION DU MOXDE MUSULMAN * [8] un certo Ynz Asaf. e da argoinenti presi dal Corano e dai Hadl/A. Ma il ricordarle e fuori luogo in questo discorso. cui scopo e soltanto di mostrare si alcune delle linee principali tra le quali le muovono speculazioni teologiche tra i Musulmani T. W. « (i Giudei) non lo uccisero. Questa identificazione Mirza Qadianl dice aver ricevuto da rivelazione divina. » ossia. L'asserzione che Gesu non mori suUa croce e sostenuta da uno studio elaborate della narrazione dei vangeli sulla crocifissione e la se- poltura di Cristo. ne finirono di ucciderlo sulla croce ed essi erano in dubbio lui. I .

nombrables et splendides teraoignages riclie de la culture su- perieure de ce peuple et de sa Ceux qui out ques d'Europe fait de cette litterature I'objet d\ine attention serieuse.mmi immm chez les arabes II n'entre point dans le cadre de ces pages de tracer la litterature arabe. d'idees. t'urent le lien fecond et lumineux qui rattache la civilisation antique a la civilisation moderne. ni de montrer comment les maine de la science grecque. Je voudrais seulement.DE \. qui s'est exercee d'in- dans toutes branches du savoir et qui a laisse imagination. les profondes recherclies. en quelques notes rapides. un tableau de diose de ce vaste et gran- mouvement de connaissances. la somme immense de labour et de talent que les Arabes . Mon but est plus modeste. ceux qui — sans parler des bibliothede se rendre — ont eu la rare occasion compte de I'enorme quantites d'ouvrages iu^dits conserves dans les grandes bibliotheques d'Orient peuvent apprecier Tinfatigable ardeur. de produArabes. donuer un aper9u do I'activite litt^'raire des les Arabes. ^largissant le do- ctions intellectuelles qui lionorent la pensee humaine.

L'historien Ibn-as-Sai raconte que quand sporter deux cent-quatre le Khalife abasside Moil stanse fonda I'ecole qui portait son nom. absorbant des milliers d'existences vou^es au travail. Lorsque I'emir Samanide Neub-ibn-Mansour. avaieht reuni des coUections de manuscrits dont quelques unes contenaient des centaines de mille volumes. et dont I'ensemble cona exalter les fond jnsqu'aux esprits rites des les plus portes me- Arabes. le Caire. Damas. princes. protecteurs et amateurs des souvent poetes et ecrivains eux-memes. ne pouvait se separer de sa bibliotlieque dont le quatre cents transport exigeait chameaux ! Et c'^tait ^ . que cours du fleuve en fut obstru^ et qu'une espece de pent se forma sur lequel on passait d'une rive al'autre! Dans du monde musulman. les les capitales Khalifes et les lettres. Ce lilt pendant de longs siecles nne production incessante. en alleguant. d'une infinie variete de sujets. Sa markand. qu'il de I'emir. cet homme illustre declina I'oflfre. y fit tran- vingt-dix charges de livres rares et precieux sans compter d'autres livres de moin- dre valeur. manda aupres de lui As-Sahib-ibn Abbad pour lui confier le vizirat. Bagdad. Et que d'ouvrages detruits par I'eau ou par dont le feu parmi lesquels des oeuvres remarquables dont il a divers titres ne reste plus trace nulle part et I'histoire et la les lettres arabes aussi bien que litterature generale deploreront toujours la perte. Cordoue. de tels le monceaux de livres dans le Tigre.144 SECTION DU MONDE MUSULMAN [2] ont apportee a I'etude des sciences et des lettres. Lors- que les — et Mongols entrerent a l^agdad en conquerants ils jeterent. au dire des chronien barbares — queurs. pourtant si flatteuse. Fez et autres. entre autres excuses.

universellement celebres. que le lois.<* III 10 . frequemment traites par les ecrivains arabes. des Euiii's. la critique et I'histoire. pour chercher un ordre de conception qui. des d^pdts. et leur intelligence. ou je mettais en doute leurs facultOs et leurs conAeU* du XI r*' CongriM dtm OritmUUi^lu. leurs aptitudes se sont males nifestoes avec une tecouditO incroyable dans tous : genres scientifiques et litteraires thOologie et jurispru- dence. d'auteurs iliflH^rents sur ces mati^ res. par suite. un des plus magnifilittOratui*e. des Sultans. merveilles d'esprit. naissances 1 uii. nombreuses qu'elles gnees. je laissais les si themes plus ou moin classiques. gOograpbie et rOcits de voyage. ques chefs-d'oeuvre de cette opulente Quand on que les consulte aujourd'hui les catalogues des bibliotli^ques de Constantinople on est surpris de voir si productions arabes connues jusqu'a present. temps a epar- dans ces riclies depots de manu- scrits. la poesie. plus ou moins volumineux. sciences piiysiques et mathematiques. soient. Bien des ne representent qu'une faible partie de celles. devait leur etre peu familier ou meme etranger. philosophie speculative et experimentale. des savants. de cellen des Khalit'es. Et j'etais 6merveill6 d'y dOcouvrir une foule de livres. de grace et de couleur. les Arabes tnrent les plus grands ouvriers de la plume. des vizirs. lis ont marque au coin du genie nombre d'oeuvres sup^rieures. la nation la plus intellectuelle de la terre. des niosquees et autres collections piiblique»! Pendant tout le moyen-age et menie longtemps apr^s. pensais-je. encore inedites. leur langue — une veritable science — I'^ru- dition. I'epopee et ces contes populaires.! [8] RMIR CHEKIB AR8LAN telle 146 un simple personnage qui possedait une que ! biblioth^ Que penser.

dira. pas verses sieurs « celebres qui n'aient ete I'objet d'un on de plu- conimentaires. Sedillot. et leur admiration proclamerait que ce peuple a bien merite de la civilisation. des plaines. en parlent avec dedain. dans son excellente des Arabes ». et se font. on doit entendre et ne point ressembler a I'enfant qui piend riiorizon pour les bornes du rizon il monde. une grande partie « de sa diffusion. trente pour le « le Tasliil d'Ibn-Malik. Les savants d'Europe. juges de ce qu'ils ignorent. en effet. ont rendu justice au role utile et fecond de la littera- du reste. s'apercevra que le point spectacle qui frappait ses regards n'etait qu'un imperceptible du vaste univers et que son imagination le trompait d'une etrange maniere. fait remar- quer que cet ecrivain composa plus de livres que beau- coup de personnes n'en ont vie. lu dans le cours de leur Le nonibre de ces ecrits s'eleve. en somme. S'ils les titres intelle- se donnaient la peine de rechercher ctuels des Arabes. Mais a vains et des poetes 11 la suite des savants. qui leur doit. Derriere cet hoy a encore des montagnes et des vallees. et tant de travaux et d'interpretations remarquables. qui accusent la litterature arabe de pauvrete. des ecri- vient le flot des commentateurs. Histoire citant le c^lebre As-Syouthi. de recueils de n'est pas d'ouvrages importants. lorsqu'il quittera Et lorsque Tenfaut granil son horizon. » On en compte quarante pour I'illustre le Divan € de Motenabbi % pofete . ils changeraient sans doute de Ian- gage.N [4] Qnand on s'y veut parler de cefcte litterature. Tel est le cas de bien des gens. historiens ture arabe. et orientalistes. a plus de quatre cents. pretendus connaisseurs. M. des fleuves^ des mers.14«J SECTION DU MONDE MUSULMA. autant pour Kitab > I .

On doit aussi a cet infatigable auteur un Commentaire du Coran. une exisut'fisant stence entiere a peine a ce travail colossal. L' « Hipar Ibn-al-Adim est en quarante « volumes. raconte que ce dernier dit un jour a ses amis. parlant dans ses Tabakat » de la compilation historique non moins celebre d'Ibn Djarir Tabari. » Ses amis observer que leurs existences seraient consumees avant I'ach^vement d'une telle entreprise. et en quarante trois par stoire le Cheikh d'Alep » Ibn-Dahan. de il 147 le ^raiid traito se- rait long et Beaucoup d'ouvrages arabes egalent en otendue les plus volumineuses publications noire epoque. et la celebre flistoire de Assakir en quatre-vingt lettr^s. Combien de leurs productions d(3pa8sent quarante volumes! Le « Kitab-al-Idah > d'Abou-Ali-al-Farisi a et6 amplifie et complete en trente volumes par Djorjani.(5] EMIR CH^KIIJ ARSLAX grammatical de Sibaoueili. qu'il dut raccourcir de meme pour en t'aciliter I'etude aux tolbas qui frequent a ient ses cours. dii se Damas » d*IbnOn se disait entre qu'Ibn Assakir avait mettre a la conqx)- de cette chronique des I'age de raison. Tabari soupira Nous sommes k Dieu et nous retournerons a Lui! Les energies sont mortes » Et il abr^: ! gea son Histoire. Tsition volumes. II repondit lui firent alors trente mille teuillets. tr^s volumineux. Quelqu'un rapporte en avoir vu le cent- . Mais fastidieux de s'^tendre sur ce Hujet. des collaborateurs : « Que pensez vous d'une jusqu'a nos joure < Histoii*e < du monde depuis quelle Adam De ? > De envergure « serait-elle ? demand^rent-ils a leur tour. « Ibn-as-Sabaki. Dans et les cette le livre c^tegorie de compilations on pent encore citer Ma'arri intitule « d'Aboul-Ola > Le tronc rameaux en douze cents caliiers.

C'est. II traite de toutes les connais» (les I . dit ecrit plus de cent ouvrages. que j'ai faite en dernier lieu a la bibliotheque dite de Malik-Daher a Damas.148 SECTION DU MONDE MU8ULMAN [6J nnieme volume. Gazzali. « sur le Hadith de » plus de mille Ibn-al-Khatib. dans la shateite. ce qui a reveille mes souvenirs et m'a c'est la visite a tracer ces pages. S'il f'allait enumerer ici les ouvrages des illustres ecrivains musulmans tels que Abou-Nasr Farabi. riche dep6t de manuscrits. le biographic d'Ibn Soraidj que cet ecrivain a produit environ quatre- cent ouvrages. Fakhr-ed-Din Razi. au» . forme parcouru un tres important recueil intitule il y a quelai ques ann^es seulement et peu explore jusqu'ici. Aboul-Houssaifn I'illustre Ar-Rasavant wandi en a ecrit cent quatorze la Ibn-Sina pres de cent. Ibn Khallican raconte egalement qu'on doit a ce personnage une Histoire generale en treize mille feuillets.Ibn al-Houssain-al Hanbali. qui biographiques fournissent a les plus voudrait les consulter a cet egard les plus amples et surprenantes revelations. Enfin Ibn-Akil Al-Hanbali a compose un onvrage en huit cents volumes. loin. Abou-Bekr Kazi a Ibn Khallikan. il semblebien^ le plus vaste recueil de la litterature arabe. disciple de rimam Ibn Taimiali. Dans biographic de I'Emir Jzz et-Molk-al-Masbahi I'egyptien. Au incite reste. Zalui ment de makchari. « J'}'^ Al-Kawa- kib-ad-Deurriah Astres etincelantsi d'AboulHassan-Ali. teur d'une c^lebre Histoire de Bagdad et a compose plus soixante ouvrages. II cite egale- une douzaine de compilations de mille ou deux mille feuillets chacune. « L'imam Al-liaihaki a compile cahiers. cette nomenclature nous entrainerait trop les dictionnaires Les bibliotheques.

{7]

EMIB CHEKIB AE8LAN
et,

14»

nances
part a
fiont
«

pour T^tendue

(Igh

matiercs, peut-etre com-

line

encyclop^die moderne.

Mais

le« Hujeto n'v

pas ranges par ordre alpliab^tique.
>

La biblioth^ue
II

Malik-Dalier

n'en contient que quarante tomes.

^norme compilation en comptait cent vingt ou meme davantage, car on en a r^trouve le cent-vingtieme. Elle date de I'ann^e 830 de Th^gire,
paralt que cetto
€t plusieurs ecrivains

y ont
si

collabor^. Enfin cliaque vo-

lume

est

de 35 cahiers environ, soit 700 pages, grand
considerable n'est cependant pas
le recueil

tormat. Cetouvrage

mentionn^ dans

bibliographique

«

Kascbt-az-

Zonoun
oonnu
sien

»

de Hadji-Klialfa. Mais cette omission, entre

tant d'autres, n'est pas pour ^tonner. Hadji-Khalta n'a
et n'a cite qu'une faible partie des richesses
lit-

teraires arabes,

que plusieurs recueils de I'^tendue du
pas a enumerer
simplenient.

ne

suffiraient

Le

temps

et la

main des hommes ont an^anti une notanon
la

ble traction,

moins pr^cieuse, nous
1

le

r^p^tons,

des productions de

'esprit

arabe.

de ce

qui

reste est dispers^e

Une grande partie ou inaccessible aux cher1'

cheurs et

aux savants. Seule

imagination pourrait
la
les

^voquer I'ensemble grandiose, infiniment vaste de
litterature dont les

Musulmans arabes revendiquent

m^rites et la gloire.

Je voudrais terminer par un vcbu
la liberty

,

que je prends

de soumettre a la bienveillante attention de assembl^e
la

cette illustre

qui

repr^sente Torientiilisme

dans sa science

plus haute et la plus comp^tente.
les

Les biblioth^ques de Constantinople renferment

mo-

numents

les plus

precieux de la langue arabe, car les

Sultans ottomans, qui ont conquis la plupart des pays

musulmans, prenaient soin de

faire transporter

dans

160

SECTION DU MONDE MUSULIHAN

[8]

leur capitale les nianuscrits trouves dans les villes qui
se soumettaient a leurs armes.

Je pense que ce serait

grand service a la litterature arabe et a roneiitalisme en general que de rendre a la lumiere les oeuvres inedites les plus remarquables conservees
rendre un

dans

les bibliotheques

de Constantinople. Ces collections

sent au

nombre de quarante-trois environ, contenant

plus de quatre-vingt mille volumes. Si la liberality de

quelques protecteurs des lettres en Europe s'interessait

a ce

projet,

pour

les

capitaux necessaires, un comity de
autres,
serait constitue

savants

orientalistes et

avec

mission de consulter les manuscrits en question et d'en
publier ce qui offrirait le plus de nouveaute et d'utilite^
aussi bien sous le rapport des connaissances generales^

qu'au point de vue de la langue et de la litterature
arabes.
II

y a

la

des manifestations insoupponnees du
le

genie oriental dont

succes aupres du public lettre

europeen semble assure. L'accueil que ces publications
trouveront dans
favorable.
le

monde musulman

sera

non moins

Avec

le resultat

moral, ce succes garanti-

rait le resultat materiel

de I'entreprise.

Septembre 1899.

E:mir Chekib Arslan.

1

SUL CULTO DEI SANTI NEL MAROCCO

Nel Marocco
ditaria fino

i

santi

si

chiamano
o
sale//.

neli

o haraka; un
ere-

sank) morto e chiamato

s^ijid

La

santi ta e

ad un certo punto nelle famiglie degli shur/a
Gli shurfa
(sceriffi)

e dei mrabtin.

sono discendenti di
dei Berberi,

Maometto; i mrablin, la nobilta non hanno grande importanza.
s/mrfa.

religiosa
nelle

parti

arabe del

Marocco, ove sono considerati come

gli schiavi degli

Non

si

deve mica credere per6 die ogni
iin

sceriffo

od ogni mrabuf sia
e

santo.

tl

vero che uno sceriffo
rivol>

sempre considerate con una certa riverenza;
si

gendogli la parola,
tutto da
c'

dice sidi o mtdaij

«

mio

padi'one.

Pu6 viaggiare dovunque
e caso che lo
si

gli piaccia, e riceve

dapper-

mangiare per niente. Va sempre
lasci soffrir la

sicuro, e
1'

non

fame.

Gode
uno

immii-

nita di

esser

maledetto nella maniera ordinai'ia dei
il

Mori, perchfe

maledire gli antenati
contro
il

d'

sceriffo si

considera un affronto

profeta

stesso.

Batti
lo tai,

imo
ti

sceriffo,

dicono

i

Mori,

ma
un

non maledirlo; se
sceriffo

sar4 tagliata la lingua.

Uno

^ liberato dal

castigo in molti casi, in cui

altr'

uomo

sarebbe messo

162

SECTION DU

MONDE MUSULMAN

[2]

in prigioDe o

severameDte bastonatO; e se e punito,
gii fa

la

sua qualita di sceriflo
ohfe 6

mitigare

la

punizione, per-

sempre probabile die uno
rispetto clie
si

sceriffo

abbia fra

i

propri antenati qnalche potente santo rivendicatore. Infatti,
il

porta ad uno sceriffo dipende

grandemente dalla fama del suoi antenati. Con tutto ci6 non sempre i discendenti dei santi, per famosi clie questi siano, sono santi essi pure. Per dare un esempio

mio compagno, Sceriffo 'Abd esSalam el-Bakali e senza dubbio un oggetto di grande venerazione nel suo villaggio nativo, Beni Hlu in Ana
piu familiare,
il

me

gora. Alia

mia
i

visita,

che

feci

li

insieme con

lui,

il

po-

polo gli baci6

vestimenti, chiedendogli la benedizione.
la e considerate santo nel senso proprio

Per6 neppure

della parola, n^ era considerato tale suo padre.

Ma

il

nonno

Sidi el-Husni e venerato

La

casa in Tangeri ove questi e

come un gran sepolto, e una
vi abiti

santo.
zawia,

casa di santo, nella quale non mi k stato mai permesso
di entrare,

sebbene

il
i

mio amico

con la madre.
uomini,

Si pu6 dire per6 che

discendenti dei santi lianno sem-

pre una maggior forza spirituale degli altri
perclie
i
li

hanno piu grande speranza
i

di vedere

adempiti
ci6

desideri invocando
fa santi.

proprt santi antenati.

Ma

non

uno che pu6 fare da intercessore presso Dio o che ha il potere di far miracoli. Sono reweli e

Un

lativamente pochi
tale distinzione.

gli shurfa

che possono pretendere una

Ci sono santi che non sono

ne

shttrfa

ne mrahtin.

Una

devozione straordinaria pu6 elevare un
il

uomo

alia di

dignita di santo. Quelli che oltrepassano

numero

preghiere e digiuni prescritti dalla religioue maomettana, sono general mente considerati piu o

meno

santi.

I

1

31

EDWARD WF^TERMARK
i

163

Fra

santi
clie,
i

si si

contano anche
dice,

qiiei

ciimpioni dell' Islai

mismo
paese,

hanno scacciato
ove

CriRtiani

dal

cosiddetti Mw/a/iedin, le cui sante
la coHta, nei luoghi
i

vano lungo
D' altra
sail to

tombe si ta*oMori hanno comnon tanno un santo.
o

battuto coi Portoghesi.
pai'te,

le alte

qualita

monili

un uomo,

e neppure soiio necessarie in
d'

Anzi, la condotta

un santo pu6

esser cattivissima,
piii

qualche volta proprio licenziosa. Si trova
suoi vizt possono

meno
i

fuori dei limiti ordinari degli obblighi morali, e fino

aumentare

la

sua santita, magari an-

che esserne la causa.
della fainiglia di
il

Ho

sentito parlare d'

uno

scerifiTo

Mulai 'Abd es-Salam, tuttora vivente,
vien

quale e stato un gran bandito ed e ancora un bria-

cone,
santo.

ma Ha

che nondimeno
la facolta

considerato
il

come un
tuturo e

miracolosa di predire

guarire malati, ed e quasi sempre ubriaco.
dei santi moreschi e reclutata tra
I pazzi pericolosi
i

Una

parte

pazzi e gl' idiot i.

pev

la

sicurezza
prigioiie

generale vengono
per
i

rinchiusi in el-morsfan,
biosi,

una

matti rabbaraka.

mentre

gl'

innocui sono riveriti

come
vi

Non

sono tenuti responsabili delle assurdita che commettono.

Durante

il

mio soggiorno a Fez
le

era una donna

che soleva passeggiare per

strade qunsi perfettamente

nuda, ed a Tetuan vidi un pazzo mangiar pane pubbli-

camente nel mese
cato per
il

di

Ramadan,
all'

in

pieno giorno, pec-

quale ciascuno

infuori d'

un santo

sa-

rebbe stato punito severissimamente.

La

caratteristica

d'

un

?/;eit

e la tbrza miracolosa
si

conferitagli
nitesta sotto

come un tavore da

Dio. Questa tbrza

lua-

torme varie e diverse. Ci sono santi che

possono muovei*si da un luogo ad un altro in

modo

con-

;

154

SECTION DU MONDE MUSULMAN
Si

[4]

trario alle leggi ordinarie della natura.

dice

clie

il

detunto sceriffo di

Wazan and6 una
lo stretto

volta

a Tangeri passando
Kader,
il

a cavallo.

da Gibilterra Mulai 'Abd elil

I

gran santo, aveva volato per tutto
coll'

mondo

Mulai Ibrahim,

epiteto et-tair eg-ghel, V uccello della
egli la facolta di volare.
si

montagna, aveva anch'
'Allah el-Hag, la cui
e
il

E

Sidi

tomba

trova presso esh-Shawen

quale e tenuto in grande riverenza dal popolo delle

vicinanze, vol6
eserapi di

una volta alia Mecca. Oltre a ci6 ci sono santi clie hanno trast'erito altri uomini a quel
con in
della

luogo santo. Mulai 'Abd el-Kader, zoppo e vestito di

panni

sudici,

mano un
citta
di

fuori le
clie

mura
triste.

una volta Fez. Vide quivi un uomo
bastone, and6
gli
il

sedeva in terra e piangeva, e

domand6 perche
Basha, cioe
il

era cosi

L'uomo
1'

rispose che

go-

vernatore, Faveva punito, perche
di rapirgli la moglie,

un

cattivo, desideroso
di-

aveva accusato falsamente

cendo

al
in

Basha che
dei

si

era vantato di poter andare alia
All' udire ci6

Mecca
air

un giorno.

'Abd el-Kader dette

uomo

denari per comprare a Fez un pane an-

cora caldo. Questi ando in citta e ritorn6 portando seco

un pane boUente. Allora Mulai 'Abd el-Kader gli disse di .metterglisi a cavalcioni sulla nuca e di chiudere gli
occhi; r
si

uomo

obbedi, e poco dopo, aprendo gli occhi,

accorse di essere alia

Mecca

col

pane sempre caldo.
caldo. Queste al-

II

santo lo preg6 di andare a trovare delle persone di
di

Fez e
lora

mostrar loro

il

pane anoora

crederono quel che egli raccontava del proprio

viaggio miracoloso e ne scrissero lettere ai loro araici a
Fez. L'

uomo
il

le

prese
t'u

e,

messosi un' altra volta sulla

nuca del santo,
citta,

ricondotto subitamente alia propria

ove

popolo, dopo aver letto le lettere, fu persuaso

[6]

EDWARD WESTKRMARK
il

1.%

del miracolo, e

mentitore venne punito Heverainente

dal Basha.
Si raccontano tante storie della trastbrmazione dei
Hanti. L'

ultimo scoriffo di Wazan, die mori Holamente
ta,

pochi anni
Parigi.

era una
i

volta a praiizo in

una ca»a

di

commensali cominciavano a tare cattive osservazioni su di lui, ad un tratto si tra8t'urm6
Mentre
suoi

un leone. Quando Sidi el-Husni el-Babali and6 a fare una visita al Sultano e gli dette la mano, questa
in
in

trastbrmata nella

zampa

d'

una connessione
es-sb'a,

intrinseca

tVa

un leone. Serabra siavi un santo e questo ani-

male, perclie un santo e anche qualclie volta cliiamato

die vuol dire leone.
altri

Molti

miracoli sono attribuiti a certi

santi.

Un

santo pub vedere dietro a se senza voltarsi, pub
i

vedere ogni cosa:
mari. Podii anni

sette deli, le sette terre

ed

i

sette

ta,

quando Tangeri
il

fu invaso

da una
indigeni

moltitudine di locuste,
riffo di

popolo ne portb una alio scegl'

Wazan. Egli

le

sputb in bocca, e

crederono che cib dovesse scacdare tutto quel dagello.
I

Mori dicono che Mulai 'Abd el-Kader
anni,

si

resse su di

una gamba per quarant'
e die, dicevano,

pregando Dio.

Du

1-Kur-

najen die era considerato un profet^i avanti Maometto

aveva vissuto duecento anni, tende
il

la

montiigna die una volta univa
gna.

Marocco con

la

Spa-

Un

santo che apparteneva alia t'amiglia Hal^ali

poteva trarre acqua dalla terra, semplicemente scavandovi un buco con la mano. L' idea di poter trarre acqua
dalla terra col
tar

entrare una cauua nel suolo e la

base del racconto seguente.

Due uomini andarono una

volta a

ciandosi per santi della famiglia di

Sahara specMulai 'Abd el-Kader.

166

SECTION DU MONDE MUSULMAN

[6]

Per gnadagnare denari s' ingegna vano a curare i inalati, ma non avevano buon successo ed il popolo prese in sospetto la loro santita. Allora uno di questi falsi
santi trov6

r empi

di

una maniera di scampo. Prese un otre, acqua e lo nascose sotto terra; poi tutti e

due gli uomini si misero a ballare li sopra per attrarre r attenzione della gente. Quando si videro circondati da una gran folia, uno
di essi con
si

un bastone fece un buco nella terra; Totre
1'

ruppe,

e

acqua schizz6
erano
santi.

fuori.

Allora

il

popolo

si

convinse
soe qui.

che

La

storia

pero

non

fini-

La nuova

sorgente e rimasta per sempre in
gl' in-

quel luogo, perche Mulai 'Abd el-Kader aiut6
gannatori. Esso aiuta tutti quelli die
1'

invocauo, an-

che
il

quelli

che dicono una bugia.

E

esh-sheh el-kiddabin,

santo protettore dei bugiardi.

Un

altro miracolo, die voglio raccontare,

si

fa an-

cora continuatamente. Nella tribu Beni 'Arus c'e una

casa santa, a cui e annesso un gran pezzo di terra, e

questa appartiene a Sidi Heddi. I suoi
li,

clieuti

vivono
II

e la casa santa e visitata

da moltissime persone.

mkaddam o soprintendente della casa santa e un santo anch'egli. Con un piatto di suhsu pu6 dare da niangiare ad un gran numero di persone. Porta il piatto in una stanza piccina, e, quando lo riporta, il suksu per un miracolo s'fe aumentato fiiio alia quantita necessaria per soddisfare tutti.
I santi

possono predire
Sidi

il

futuro e sanno quel che
el

accade
cielo, e

in altri luoghi.

'Abd er-Rahman
le altre cose,

Mig-

dub sapeva tutto
rocco

ci6

che

avveniva sulla terra e nel
che
il

prediceva anche, fra

Ma-

un giorno sarebbe

cristiano,

benchfe ai tempi

I

[7]

EDWARD WE8TERMABK
non non
ci t'ossero oristiani

167

suoi
t'eziti

nel suo paese.

La sua pro

s'^ ancora avveratu,
in

ma

i

Mori non dubitaoo
quale

clic

s'adempira

av venire.
il

Una
turo,

cosa

comunissima ^ che un Moro,

desidera di sapere qualclie cosa in riguardo al suo fu-

va da un idiota o da un pazzo,
persone nientre
^I'idioti

perche

i

Mori

credoiio che Die abbia ritenuto nel cielo la ragione di
simili
clie
i

loro
i

corpi sono sulla terra, e

quando
si

o

pazzi parhino, Dio abbia perpo'.

messo che
Quindi

la

loro

ragione ritorni a loro per un
le

debbono tesoreggiare
ispirate.

loro
il

parole

come

quelle di persone

Quando

mio conipagno

una

volta aveva qualche dispiacere a Tetuan, suo tra-

tello in

Tangeri, che e considerato baraka o santo, mo-

8tr6 nella sua condotta di saperne qualche cosa, benchfe

non ne parlasse a nessuno. Cosi mi racoon tarono amici

Mori a Tangeri.
11

miracolo

piu
i

comune ed auche
i

piu

lucrativo

che possano tare
ilmrfa
(sceriffi)

santi e di curare
di

raalati. I santi

sono prima

tutto dottori. II santo

preme con

la

mano

la fronte del malato,

prega per la
gli

sua salute, e poi, dopo aver levato la mano,
tre volte in fronte.

sputa

per6

il

Prima che tutto questo sia tatto malato deve pagare un derham, cio6 quattro
il

centesimi,
pill

solito

onorario,

il

quale

anche

la

gente

povera e obbligata a pagare. Si coiisidera questo
atto

pagamento quasi come un
ziale per la cura.

d^incantesirao essen-

Molte persone danno
risce

di

piu, e se

il

malato guatanno spesso

ed egli e la sua t'amiglia son

ricchi,

un

bel regalo al santo.
LJn

santo pu6 operare miraooli,

perche Iddio gli

La casa cui vive un santo e un rifugio sicuro. e nessuno osava toccarli in quel luogo. raccolta o il Quando egli benedice la in cibo. dopo. Lalla 'Awisli. ed essa prego Dio alia manresuldi dargli una grave malattia. aveva uno schiavo die fu messo califfo in prigione dairautorita. Avendo avuto una risposta neil gativa. bisogna aver cura di non desherifa a stare il dispiacere d'un santo. si pu6 sempre sperare nn buon resultato. un Nel monte di Mulai 'Abd . e subito Iddio esaudi la sua santo vive chie- preghiera. crede Una storia simile si racconta di Sidi el- *Azri. d'intercedere presso Dio casi di carestia. Questo accadde poclii anni ancora. santo il se n' and5 implorando Dio fa. Si dice nella santa.. ch'egli. e le preghiere sono lo efficacissime. D'altra parte. [8] dato un potere speciale per sue molti in E un prediletto per loro di Dio. Questo santo un giorno and6 al mercato delle frutta a Tangeri e largli domand6 ad uno dei venditor! se voleva regaun po' di frutta. fu califfo dove andare sorgente Mulai Ja'kub per guarire. di siccita o pel desiderio di prole. di malattie. die il e Iddio I'esaudi. ancora vivente. per la qnal cosa pregano ecc. Tangeri. della famiglia di Mulai 'Abd es-Salam. e ogni volta die entra in una bottega dendo qualche cosa gliela regalano subito. II contatto con un santo o con qualche cosa aplui partenente a di produri-e o anche la sola sua presenza e capace niiracolo. 158 lia SECTION DU MONDE MUSULMAN farli. In tempi guerra il popolo di Beni H'lu in Angora era solito portare i in di di propri oggetti di valore alia casa di Sidi el- Husni. II perclie bruciasse tutto mercato. di La santa and6 dal di II pregandolo render la allora liberta alio schiavo ma tato quegli rifiut6.

[9)

EDWARD WESTKRMARK
si

160

es-Salam

vede

Torma

del piede del santo.

8e

Sidi

*Abd el-Hadi

premeva la mano contio un sasso, vi lasciava Timpronta delle sue cinque dita e quando UDO scerifTo beve del vino, questo si cambia in latte od in miele appena gli tocca le labbra. Ed una volta
;

che

alciini

cristiani
il

per provare

la

sua santita cerca-

vano d'indune

det'unto sceriifo di

Wazan

a mangiare

un

po' di

mniale, ogni pezzettino di maiale die aveoffertogli
si

vano niescolato col suksn

trasformava
il

in

un
clie

maialino, quando lo sceriffo scopriva
alia cAsa santa di Sidi 'Allah

vassoio. Vicino

el-Ha^ e un albero
(sceriffi)

comincia a ballare
degli uomini.

;

quindi gli shurfa
i

ballano
quelli

intorno ad esso, ed

suoi

movimenti somigliano

Non
dalla
fico.

si

deve credere che
del

il

contatto con nn santo

o con qualche cosa appartenente a lui dipenda sempre

volonta

santo,

desiderando
bevere
il

di

essere benesi

E

buono per
il

la salute

I'acqua in cui
vestito

lava, ed

baciargli la
;

mano od

ha

un' in-

fluenza benefica

e

un pezzo

del suo abito o del legno

tomba e molto ricercato. II legno e baraka, e col bruciarne un pezzettino uno che abbia il nial di testa pu6 scacciare il dolore. (11 podella cassa in cui lo portano alia

polo bacia perfino

il

cavallo su cui
t'

il

Sultano e andato,

perche

il

Sultano del Marocco

sempre venerato come

un

santo).

Ci

si

rivolge ai santi anclie per ottenere che piova,

ina le loro preghiere non sono sempre considerate ab»

bastanza

efficaci.

In tempi di gran siccita gli
al

sceritji

od

altri

uomini sacri son condotti
le

r acqua, e se fanno resistenza,
legate loro sul dorso. Poi
si

mare e messi nelmani sono senz'altro

riportano in citt^, ove an-

160

SECTION DU MONDE MUSULMAN

[10]

cora una volta per la strada vengono bagnati d'acqua. di suo zio II mio amico un giorno ando al villaggio

insieme con sua madre e sua sorella, la quale e considerata

come

baraka.

Siccome allora era molto
alia

desi-

derabile per la raccolta che piovesse, gli abitanti del
villaggio versarono
e

acqua addosso

giovane donna,

poco dopo cominci6 a piovere.

La

forza miracolosa d'un santo non cessa con la
II

sua morte, anzi aumenta.

popolo dice che un santo,

muore mai. Dorrae soltanto, e la sua tomba o il luogo ove dorme diviene un posto santo tjhe si chiama sijid. Molte di queste tombe lianno una specie di cupola a cui si da il nome di kobba. Non sol amen te la tomba d' un santo per6,
propriamente parlando,

non

ma

anche

i

posti visitati
si

da

lui

si

venerano, e sopra
le

di essi

molte volte

erigono case sante o zawiats,

cui dimensioni possono variare infinitamente.
zmriats troppo piccole per contenere

Ci sono

uomo, ce ne sono altre che s'adoprano come moschee. Molto spesso nient'altro che un mucchio di sassi dimostra il luogo ove un santo e stato seduto, e quelle si chiama ravda^

un

nome che

si

da pure

al
il

mucchio

di sassi

che indica

il

primo posto da dove
casa santa.

viaggiatore

pu6
ove

vedere una

Si deve osservare che

il

luogo

hanno

eretto

una casa santa
Quasi tutte

si

crede sempre debba essere stato in

contatto materiale col santo. Ci6 pub sembrare strano.
le citta del

Marocco hanno
'Aisa,

zaiviats

che sono

dedicate ai diversi santi protettori delle congregazioni
religiose
:

Sidi

Mhammed Ben
;

il

santo degli

'Aisawa, sepolto in Meknes

Sidi 'Ali

santo dei Hamadsha, sepolto a ZOrhun

Ben Hamdush, il Mulai Themi
;

^

[11]

EDWARD WESTERMARK
;

1®^

il

santo dei Tliuliama, sepolto a Waz«in
il

Mulai 'Abd
;

el-Kader,

santo dei Gillala, sepolto a Bagdad
il

Muscri-

lai el-'Asbi,

santo dei DerVawa, sepolto a Mogador;

Sidi

Abmed Ben

Nasar,

il

santo protettore degli

vani, sepolto nel Dra. Si crede davvero ohe questi santi

abbianu visitato

tutte le citta e che
si

abbiano seduto

nei posti ove le loro zavjai

trovano.

Un

sijid

od una zavia sono luoghi sacri a cui ne»senza

suno pu6 avvicinarsi

avere certe qnalificazioni.
il

Nel Marocco e proibito

ai Cristiani

visitarli,

e a Fez
di

intere strade, a causa della loro vicinanza alia

tomba

qualche santo grande, sono chiuse
racconta che un
se alle zairia di

ai

miscredenti. Si

Moro nna

volta port6

un cristiano con
il

Mulai 'Abd es-Salam. Dopo
le

suo

ri-

torno la casa gli fu bruciata nella notte, ed egli e la

sua famiglia perirono fra
stiano. Vicino a Tetuan,
tow'isies

fiamme. Questo incendio
cri-

era la vendetta del santo. Niente per6 accadde al

poco tempo

alzarono

le

loro

Mugahedin, bench^ tbssero
Nella notte
si

una comitiva di tende presso le tombe di stati avvertiti di non farlo.
fa,

a]z6

una tompesta che

lece

gran guasto
si

fra le tende. Sulla costa atlantica del

Marocco
i

trovi

vano

sadats

i

quali

son pericolosi per

vapor i che

passano davanti. Sidi Kasem, la cui toniba non e Iontana dal Capo Spartel, fa naufragare un
tutti gli anni.
si

bastimento
la cui tonaba
si

Mulai Buselham, parimente,

trova sulla costa meridionale di Laraiche,

an*abbia
sijid.

(]uando

un bastimento

si
il

avvicina troppo al suo

Ma
il

in certe circos'tanze

santo e pericoloso anche per

maomettano. Quello che visita un sijid od una zawia in istato d' immondezza sessuale, sara jiunito con una malattia venerea. Soltanto il mkaddam pu6 avvicinarsi
Aetu
(ill

XII'"* CongriM

du

Orientmlitltt.

— 'lioiM

HI.

It

162

SECTIOX

DU MONDE MUSULMAN

[12]

alia

tomba

di Sidi

Heddi,

ma neppur
di

egli

pu6 entiare
la

nel i-ecinto

della

tomba

Mulai 'Abd es-Salam,

quale noii ha una porta, poiclie dispiacerebbe al santo,
se qualcuno
tin
si

avvicinasse alia sua tomba.
la

Una

volta

uomo

salt6 di la del rauro e baci5

tomba,

ma

quest' atto fu per lui funesto; nel lasciare la tomba, egli
fu ucciso

da una palla sparata non
1'

si

sa da chi, sebil

bene

si

creda die

uccisore sia stato
il
il

santo stesso.
il

Andando una
distanza di
la,

volta

Sultano a visitare
suo cavallo
c' si

sijid del nie-

desinio gran santo,
e

ferm6 a qualche
piedi.

siccome non

era verso di spingerlo

piu oltre,

il

Sultano dove continuare a
i

E

anche
tempo.

inecessario die

visitatori si levino le scarpe in

Gerti atti
in

si

considerano abominevoli se commessi
sijid,

una zmvia o presso un
posti,
1'

come, per esempio,
di

1' iii-

eudidare questi

impossessarsi

qualche cosa
vi si

appartenente al luogo, o Tarrestare persone die
tbssero.. rifugiate.

La

casa

di

Sidi

el-Husni in Beni

^lu, che^e ancora considerata
tutta ini.iDvine, fu

come una zawia sebbene
assalita

una volta

dai

nemici

di

un' altra tribu,

i

quali,

dopo.aver bruciato
fuoco.

le altre

case

del villaggio, tentarond di bi^uciare aiiche questa;

ma

i

fiammiferi

non

presero

AUora sfondarono
per6
nell' aprire

la

porta

ed.

entrarono nella casa;

una
sijid

cassetta, la
li
ill

trovarono piena di api die ne uscirono e

punsero.

Quasi sempre nelle vicinanze
alberi,
si

di
si

ogni

campagna crescono

ed ovunque
press" a

vede un
sicuri

boschetto nel Marocco,

pu5 esser

poco

che ricinge la tomba

d'

un santo. Quegli
d'

alberi sono

considerati sacrl, e nessuno potrebbe danneggiarli im-

punemente. Mi hanno raccontato

un uomo

il

quale,

per aver tagliato un bastone d'un albero simile, fu ad

I

|18]

EDWARD WE8TKRMARK
tratto

JM8
Sidii

1111

paralizzato.

Presso
c'

la

ca»a antica di

«1-I5u8ni in Beiii

yiu

e

un grande
al

ulivo, sotto cui

U

dBanto soleva sedere.

Una

volta qualcuno ne 8tacc6 un

rauio clie diede a mangiare

suo bue,

ma

Taniniale

oe mori. lo stesso sono stato seduto sotto queir albero, invitato a farlo dal rnio amico, nipote del gran saoto, ma gli abitanti del villaggio, sebbene non vogliano niifjcbiarsi
in

quel

die

fa

il

loro

prediletto^

trovarono

ficonsiderato accordare

un

tale privilegio

ad un miscre-

dente. Perfino le pietre della casa rovinata sono talm,

e se quakheduno

le

usasse per la t'abbricazione d'una
vil-

casa, questa cascherebbe senza dubbio. Nello stesso

laggio h un altro albero cbe non appartiene
del santo,

al recinto

ma

sotto

il

quale egli soleva sedere; ed anclie

quello e sacro.

Cresce suU' orlo della strada ed e un
i

non e permesso tagliarne rami, i quali pendono molto in basso. Fra Laraiche ed il villaggio el-Ijlamis, presso la Kobba di -Sidi el-I^iairi si trova un sacro sughero che il popolo suole baciare e su cui appendono strisce di panno. II tagliarne un lamoscello sarebbe un abominio. un I sadats e le zauiais del Marocco sono asili
grand' impiceio per
i

cavalcatori, poiclie

;

uomo die
qualunque

vi

si

rifugia sta sotto la protezione del sant<»,

sia

il

yuo

delitto.

Certe

case
il

sante

sono

consideiate cosi invioJabili cbe perfino
linquente e sicuro mentre
portarlo via, perclie
piuttosto

peg^iore de-

vi

rimane.

fc

pericolosissimo

il

santo

aam

il

suo vendicatore, o

si

sdegnera per la violaziono del santuario.

Ud uomo

cbe, contro la legge del paese,
si rit'ugi6

aveva impordi Lalla

tato uno scbioppo,

nella

tomba
il

Min-

nana a Laraiche. Ci6 nonostante
trasse tiiori e lo mise in prigione;

busha della citta lo
il

ma

colperole non

164
vi

SECTION

DU MONDE MUSULMAN
il

[14]

rimase raolto tempo, perche

santo, arrabbiato, lo

aiut6.

Tre giorni dopo, quando
il

il

custode gli dette la
e, mentre V opportunita di

minestra,
il

prigioniero gliela butt6 in faccia
pulivasi
il

carceriere

viso,

ti'0v6

scappare insieme con alcuni
ci6
il

altri delinquents.

Oltre a

basha fu cacciato via dalla citta poco dopo, nadi

turalmente ad istigazione
il

Lalla Minnana. Soltanto
ri-

capo della famiglia del santo pu6 allontanare un
e

fugiato dal luogo sacro,
violenza.

neppur

egli

pu6
il

farlo

con

A

richiesta del basha persuade
1'

delinquente

di lasciare

asilo,

promettendogli

il

suo aiuto perche

non sia troppo severa. Questo genere di protezione, mentre senza dubbio serve a fini umanitarj^ d' altra parte da origine a molti abusi. E specialraente
la punizionc

una causa
un mezzo

d' infinite

fastidio ai

mercanti

nazareni,

i

cui debitori, col ritirarsi alia zawia piu vicina, trovano
di differire
il

pagamento per qualunque duo d'

ra ta di tempo.

La
mente

santita

d'

un

sijid

una zawia non

e solaI'aiuto

del genere tabu. S' invoca iu
si

sommo grado

dei santi morti, la cui assistenza
differenti.

chiede in molti casi
santuari perche

Si portano malati
;

ai

loro

donne che desiderano un bambino vanno li per diventare incinte; e in tempo di siccita lunghe processioni di gente scalza e con la testa nuda ci vanno
siano guariti

per implorare
vere.

il

santo di pregare Iddio che faccia piole

Molte donne visitano
ci

case sanle per avere un

marito, e gli uomini

loro ricerche di tesori

che non ara bene,
dargli

lo

vanno per chiedere aiuto nelle nascosti. Se qualcuno ha un hue mena li promettendo al santo di

un mud

di orzo o di frumento, se vuol miglio-

rare la bestia.

[15]

EDWARD WK8TEBAIARK
mani vuote; candele od
i

!«&

Colui che ha qiialclie cosa da cliiedere non visita
il

santuario con

le

olio,

incenso

ed anche denari sono
tre

regali o va'da piu comuDi. 01al santo, se vuol esau-

a questo

si

ta la

promessa

dire l*invo(;azione, di sacrificargli

uq animale presso
II

il

santuario.

II

supplicante bacia

la porta e le pareti e

spesso la soglia dell a casa santa.

baciare la soglia
il

e d'obbligo in certi santuari. Queato e
tuiirio di
vi

caso del san-

Mulai

Idris perche,

come

si dice, il

suo schiavo

giace sotterra,
il

e

del

santuario di Mulai Ismain a
vi h

Meknes, perche
supplicante

suo cavallo

sepolto

sotto.

Nel
il
i

santuario di Mulai
bacia

Abd
la

es-Salam, che non ha porta,
Dappertutto, eccetto
stessa

finestra.

^ari casi in cui la

tomba

non e

accessibile,

si

baciano
la testa

le parti di essa sotto le quali si

suppone siano
co-

ed

i

piedi del santo; o, se la

tomba ha un

perchio, se ne baciano le parti correspondenti.

L' ani-

male, sia un bue, sia una pecora, sia una capra o an-

che un gallo,
c'

si

macella sulla soglia del santuario.

Non
of-

e nessun banchetto di sacrifizio, perche tutte

le

t'erte

sono prese dal mladdam del santuario, che cole distribuisce nella faraiglia del santo,

scienziosamente

e ottiene per se stesso una parte uguale a quella di

ogni

membro
ci

della famiglia.

Dico coscienziosamente,
piu che

perche
<»sar di

vorrebbe un
le

coiaggio
offerte

amrainistrar

d'un santo

umano per in modo disi
i

sonesto.
polli

Al santuario

di

Mulai Abd-el-Kader

portano
suoi ani-

bianchi ancora viventi, essendo questi

mali prediletti.

Le suppliche
giovedi,
il

ai

santi
il

si

fanno principalmente
il

il

venerdi ed

lunedi,
II

ventisei di

Ramadan

e neir aimiversario del santo.

venerdi alcuni musi-

186

SECTIOX DU

MONDE MUSULMAX
alia porta di ogni

[16]

ranti

vanno a suonare dinanzi
I

sijid

e zavia della citta.

santi principali e quelli le cui fa^

hanno tutti le loro feste annuel La mag'gior parte hanno la loro festa nel Muiud, ma non tutti. Cosi Sidi Ahmed el-Bernusi, la cni tomba si trova tuori di Fez, ha la sua festa cinque giorni prima di Ramadan, e Mulai Idris tre giorni avanti quel mese. Sidi Hsain, che e sepolto poche ore distante da Tangeri, ha la sua festa il giorno dopo quello in
miglie vivono ancora,
cui le pecore sono uccise
all' 'Id

el-Kebir.

II

santo pro^

tettore di Tangeri, Sidi
festa nel settimo giorno

Muhammed
dopo
i

el-Hag, ha la sua

il

natalizio del Profeta.
alia citta

AUora

gli abitanti di tutti

villaggi vicini

poi*tano un bove alia sua Kobba, e fanno musica e giuor

chi di polvere, e altrettanto fanno
quartiere. Gli animali
di che
il

i

cittadini

di

ogni

vengono

uccisi sulla soglia,

dopo

popolo entra nel santuario, bacia la tomba, e

recita versi del Corano.

Quando

tutti gli estranei

hanno
loro,

lasciato

il

luogo, la famiglia del santo prende gli anili

mali macellati e

distribuisce

fra ciascuno

di

D'un carattere piu privato
Sidi el-Husni el-Bakali,
II sette
il

e la festa

come

quella di

nonno
in

del niio

compagno,

del Mulud, parenti ed amici del santo e della
si

sua famiglia
loro buoi

radunano

casa sua, portando con
soglia della casa, e la

che uccidono

sulla

sera ne prendon la loro parte

Baciano anche la sono chiamati quaranta scrivani perche recitino il Corano a'mente, e lo leggono intero, ognuno recitandone
a vicenda un
sura.

mangiando tutti insieme, tomba come al solito. Nella notte

Ci6 dura

tin

verso le quattro di

mattina, quando ogni scrivano ottiene un onorario di

cinquanta centesimi, dopo

di

che

tutti se

ne vanno, e

(17)

EDWARD WESTER3IARK
<'

167

la testa
siinto,
t'atte
II

finiUi.

Le suppliche che
la

il

popolo rivolge al

mentre ne bacia

tomba. devono tutte easer

impercettibilmente, soltanto
si

movendo

le

labbra.
I

Corano invece

recita

sempre ad alta voce.
il

sup-

plicanti haiino la speranza che

santo voglia prepare
le pre-

Iddio di aiutarli, perchfe quando Dio ascolta
ghiere d'un santo vivente,

esaudira anche quelle di

una vhe
1

lia lasciato

la terra.
resultati benefici sola^

Mori per6 non traggono

anente dalle preghiere ai Sadats; anche W contatto ihateriale con

qualche cosa appart-enente
In ogni
ii/i</

al santwario

pu6

avere un

eflfetto salutare.
i

o zatWa

c*

efuiia

palla di ferro che

inalati
il

premono contro
doloi-e.

-quella parte

del corpb ove sent one

Si
si

prende un pb^ di

terra dalla

tomba
si

del santo e la

mette

in

un

sac»-

<5hettino che poi
'lata.

appende

al collo della

persoaa ma*dibaciare

Ci6

si

chisima. el-bar aka des-sijid; UsLtlo
la

la

tomba o

casa santa ritrae senza dubbio la sua

efficacia dal contatto delle labbra
cro.

con quel luogo sasi

L'acqua delle

fonti,

che generalmente

trovano

ad una casa santa, e sempre considerata piii o meno salubre. XjQ, s^^rgente del Marocco piii tamosa di tutte e quella di Mulai Ya'l^ub non lontano da Fez, la Gui acqua contiene dello zoltb, e che viene "usata per quali bagni da un gran numero di malati di sifilide,
vicino
i

i

varnio a quel santuario e riniangono

li

per qualche

tempo fincho
via.

il

santo non dica loro in sogno d' andar

Vicino alia casa santa di Mulai 'Abd es-Salam

sono due sorgenti, la cui acqua e calda neirinverno e
fredda
nell' estate.

Le donne che non hanno
e gli

tigli "di*

•ventano incinte se ne bevono,
-frono di sitilide

uomini che so^
di

possono liberarsi dalla malattia, se
'

-'/r

si trova qualche volta nella vicinanza i sijid o d' una zairia un albero effetto benefico. e queste sono messe li da uomini e donne che hanno qualche desiderio. cioe una bacchettina di cui i bambini si servono per cancellare difficili sulle loro tavolette le parole che trovano sele nella a ricordarsi per cosi ficcarcio gli alberi tabti memoria. se son rotti. secondu il principio della magia simpatica. vidi una sorgente in una cava. si non ha che a bevere di quell' acqua e sentira bene. esSalam un hannasha. Nel villaggio Busemlal. Ogni scolaro desidera di avere da uno degli alberi di Mulai Abd. Presso la tomba di Mulai 'Abd es-Salam cresce un sono anclie alberi cui legno grande albero dal quale nessuno oserebbe staccare neppure una foglia . al tempo stesso che sono alberi quali non d'un si tagliano. nel distrettx) di Beni Hozmar. Oltre a possono esercitare un effetto benefico per mezzo del contatto.168 SECTION DU MOXDE MUSULMAN [18] lavano con quell' acqua. Se uno nop ha appetite o se soffre di costipazione. Si vedono spesso pendenti dai rami di quegli alberi strisce di panno. cui rami. convinto che quello gli portera fortuna negli afTari. ma r acqua non and6 piii oltre di Busemlal. presso Tetuan. ma un cespuglio da cui chiun- que passa scello per andare alia fiera toglie un ramo- e lo mette nel suo sacco. specialmente da malati che cosi spe- I . ci E interessante i notare come. Gli 1' 'afarats (demoni) una volta provarono a condurre acqua di li ai cristiani. ma ci il ha un potere benefico miracoloso. hanno un il Cosi suUa terra che c' apparteneva a Sidi el-Husni non sacro e solamente I'ulivo quale e di la tahii. e mi fu detto che quell' acqua veniva dalla montagna di Mulai 'Abd es-Salam distante un giorno si di cammino.

vicino siste in E fatto di pietra. II popolo anche vi uccide pecore o capre o galli. padre di Lalla Minnana. Busemlal vidi al villaggio. in prende un po' di terra da quel mette un sacchettino che porta intorno al coUo. e quelle e visitato da persone malate. sul quale il santo era solito sedere. che le togliera dolore. ^ eretto sul post» ove di santo riposare. va lava le mani ed piedi. raa anche gVi per aver dato ci nomini il si vedono spesso con tjelaleb rotti loro tribute agli alberi sacri. e con- due sfcanze senza tetto e separate V una dalla ruscello. si Se nou Hono alberi si vicino al lega la striscia ad una canna che in mette nella hamma d'un santo. prega la hamma perche cosa fanno le le faccia trovare uno sposo e la stessa donne e anche gli uomini che desiderano figliuoli. A Sidi una hamma che apparteneva a 'Abdullah el-ya^. di testa. e la bre. le 169 rano ora Ora portano le strisce con se da casa. il Se una donna il mal si il pulisce il capo e mette il sudiciume sotto la teb- sasso. come sacrifizt al santo Sidi Ben 'Abdullah. e . madalle niera usata generalmente donne. Se uno ha liiogo. A Laraiche c' e un sasso. Le donne che perdono i cjipelli vanno la e mettono alcuni dei capelli caduti sotto il sasso. zav'ia. si Se una ragazza desidera i maritarsi. di candele. altra per il mezzo d'un soleva li.{19J EDWARD WESTEHMARK di guarire. a Tetunn. Qui si fanno di denari. il quale ha un santuario. il che impedira al resto Iia il della capigliatura di cadere. sijid. d'incenso o di poUi che 8*ucci- dono nella hamma mentre si chiede qualche favore. . staccano dai vestimenti che haniio addosso. Ogni casa santa cam- pagna ha t)d la sua hamma^ cioe una cava fra in una roccia le uno spazio aperto due o tre sassi o qualche volta offerte: una stanzina fatta di pietre.

iange donne dicono: « AUak unualli \ileika ja irisul UUah»i G' e un altro sasso attraverso il quale la gente si prova a spiccare un salto. I haddair or Iv cihdpo co gli ^Sa . e crede che parli col santo. se egli rifiuta di farlo. II col leggere versi del si Corano. quale e baraka. Al santuario il Heddi c'e anche un cavallo. dopo aver chiuso Se benedice e tocca un malato. II mkaddam di Sidi Heddi Questo e caso dei santuari di grandi santi i lia anclie la reputazione di poter predire avvenimenti si futuri. I qiiando apre. giti sul sasso. II mkacklu7n di molte case sante e barakd: come Mulai Idris. ma i cattivi caseano Non sono teuenti per6 soltanto le cose inanimate appar- ad un santuario che posseggono il questa forza di fare miracoli. II mkaddam di Sidi elI^lairi guarisce malati. lo fanno riaprire. 170 SEl^TION DU MONDE MUSULMAN f2(J] Vicino alia casa siinta di Mulai iin Abd e8-Salam il si trova sasso die si chiama il /jat/ara del jnsa/jaf. di Sidi il questi guarisce malato muore. baciare. Sidi el-Hairi e Sidi Heddi. sasso di quelli clie maledicono le loro madri. e il popolo em- pie di pane e cavallo. ritornando al san- tuario. e le buoni vi riescono senza toccare la pietra. quando rimane a la porta. 9i>9So p. e pu6 predire se un liomo ricuperera la salute o se morra. quattr' occhi con lui. il ha maledetto sua madre SH984> si prova a passare firrche chiude ed egli i vi rimane gli scrivani. vi porta poi queste provvisioni con se. si il e che il popolo suole Queato manda nei villaggi vicini con addosso una cesta che di grano. Nel fiume appartenente al reeinto di Sidi Heddi si ti*ova pure una specie di pesci chei son sacri. Le person© buone posflono passare per buco nel si sasso. ma se uno che di la.. Egli solo pu6 visitare la tomba.

vicino a Laraiche la t'ebbre tribii del Sa). ventar padri i i nete d' argento nel mare.(21) EDWARD WE8TERMABK 171 avanzi dei loro pasti. come. o si pe» scatori ed danno denari invece al santo di peace il e carne. Quando il mare e aiuta pellegrini die vanuo alia Mecca buttano moagitato. Quando i il tVumeuto il o r orzo e maturo. El-cdjbasia da perclie benedica una parte. e hi" vocato per un certo scopo e da una cei*ta clasHe di gente> Ci 8ono santi special i per scacciare esempio. Sidi 'Abd Ullah Ben Hasain. nella tribii del Fab*?. e perche lo taccia vender bene. vicinc* a Tan^eri. Sidi iiella i i yinfm. e la fanno anche macellari. e nessuno penserebbe mai di prendere o di far male a quei pesci. Sidi el-'Arbi. Sidi Bel 'Abbas e il santo dei commercianti.iel ultri medicanu come come Mulai Y'akub. Un santo generahnente ha la sua specialita. Mulai 'Abd el-Kader e il santodei viaggiatori come pure dei ciechi che lo invocana quando chiedono I'elemosina. Ceiii santi guariHCono V insania come Sidi 'Ali Ben ^arazam. invocando Sidi e si crede che i Bel 'Abbas. Generalmente parlando. la cui tomba non e lontana da Marake:>b maghi col dar loro hekma. popolo deve dame un mud a i Sidi Bel 'Abbas per poveri. Quei stti offei*ta si cliiama el-abbasia. Lo stesso santo benedice anche il cibo. e gli uomini a di- come Mulai 'Abd es-Salam. per Mbarak Ben 'Omrau . Mulai Abd es-Salam cibo di cui ottiene . e Sidi 'Abd er-Ral.iman Ben Jitu. Altri ban no una grande reputazione per poter muffahedin o la sifilide aiutare le donne ad avere figliuoli. in Angora. denari vadano nella sua oassetta. mentre ci si rivolge a Sidi Hammed Musa e Sidi Ali Ben Nasar quando si va a caccia o a fare alle fucilate. vicino ad Azeila. prima di portarlo a casa.

i [22] h il venditori di dolci invocano sempre Mulai gallo Idris. e santo anche dei pellegrini clie partire. E vanno a prenderli. Mulai 'Abd el-Kader . quale citta si celebra il 1' anniversario con una Ogni si ha suo santo protettore. cosi anche ogni tribu. Divide per6 quest' ultimo onore con Mulai 'Abd es-Salam. Qualche volta alcuni villaggi I m . 172 SECTION DU MONDE MUSULMAN santo dei lettori del Corano. e li portano alle loro case ove prima non possono entrare. € se il portera alia Mecca il e in litardo. clie sono tante nel Marocco. ma non esclusii vamente e. ha il suo santo. del festa. colla bandiera e con la musica. prima di vanno vapore al siio sijid clie a chiedere la sua assistenza. Sidi tomba di Sidi Muhammed il el- Hag. santo protettore di Tangeri. dopo il qual tempo i loro parenti ed amici presto. con il speranza clie quest' atto fara arrivare vapore piu quando ritornano dalla Mecca vanno al giardino appartenente al sijid e vi rimangono tre giorni e tre notti. il i santi. quindi ladri spesso si rivolgono a momento stesso del loro delitto. Ciascuna delle congregazioni religiose o semireligiose. Pure raalfattori ed rei invocano visto. fa un viaggio alia casa santa di Mulai 'Abd es-Salam.. La circoncisione si fa quasi sempre. comprano un bue la e I'uccidono presso santuario. nei santuari di Mulai i 'Abd el-Kader. i quali. vanno li alia Mecca. Se uno desidera di darsi a questo mestiere. e quelli die vorrebbero iin essere giocatori di gimberi alia il menano una capra od Habib. come abbiamo lui nel santo dei mentitori i ascolta chiunque lo invoca. il gran santo clie aiuta perfino i banditi di protessione. e gli e si dice clie fa lo stesso un toro quando vuole abbandonare ofifre quella sua professione. uni- e ogni villaggio.

(23] EDWAUD WESTERJURK d' 173 scono nella venerazione uno stesso santo. L' intero i paese e pieno di sadats e lor(i e il popolo invoca II santi in tutte le situazioni della vita. quello di Marakesh. Tutte ai santi. Ci sono piazze. ecc. si quale ha bisogno d'un intercessore. quello di Fez. Ci sono intatti molti Mori che piuttosto si farebbero spergiuri . Sidi . le invocazioni speciali sono tatte mentre ci si avvicina a Bio soltanto con atti di devozione regolati e con versi del Corano. quello di Laraiche. Dio delil r Islamismo e troppo lontano daH'uomo ordinario. montagne e fiumi die banno loro santi protettori. Sidi i^ePAbbas. ed il posto die occupano nella coscienza di gnita si attribuisce nel i i questo popolo ligione ci maraviglia. quello di ^logador. S'eidi . Lalla 11 ^anam santo protettore di tntto il Marocco e 11 Mulai santo Idris die introdusse V Islamismo nel paese. Mnlai Idris. La riverenza che Mori hanno per loro santi e estrema. Sidi 'Ali Hu- Minnana. Sidi Ben 'Aisa. e superiore agli altri. e questo pro- pu6 essere di il Ciiso anche di molte tribii. II siinto tettore di Tangeri e Sidi Mubamnied el-Ha^. qtiello di Alcazar. se consideriamo che la ree protessata sopratutto monoteista. e percib rivolge ad un santo. zatriats. bendie la reputazione in cui sono tenuti possa va- riare indefinitamente. quello di Meknes. Sidi MOgdur. quello Tetuan. protettore il ha sempre la sua tomba dentro i il distretto quale si crede die egli protegga. Ma non d sono relazioni stabilite fra un santo ed un altro. Un suo santo per6 e riconosciuto per titolo e el-Kutb. Una cosa caratteristica per lui fe che non si sia mai ammogliato. il questa di- Marocco a Mulai 'Abd el-Kader.

Quando i Mori pEissano davanti a quel hiogo. offrono volentieri ai santi candele od oHo. i Mhammed Sherif in Laraicbe. e Ebrei che era Ebreo. per esemgli Mori dicono che era un Moro. che si chiamano Ulad Ben Shmerru sewa e che sono rinchiusi in uno stesso santuario. e in caso di maTetiian. Alcuni Mori allora pOrtarono candele ed olio alle tombe per rabbonire i santi adirati e promisero di farlo il an- che per I'avvenire se la terza notte malato guariva. culto dei santi otfre nei Marocco.174 SECTION DU MONDE MUSULMAX [24] davanti a Dio cbe davanti al santo Sidi Nasar. La causa il di le questa fede e che un Moro una notte dormi presso e insudici6 lo si tombe la dei sette santi ebrei oriua. Ci sono an-che dei santi su cui se la pretendono e gli Ebrei e i Mori. Questi ebbe un sogno e fu guarito. que- caso anche del Rabbi Diuan che fu sepolto a In Saffi si tombe di sette santi -ebrei. Di Sidi pio. tutti fratelli. I Mori dicono che a loro non importa suo sijid se gli Ebrei I'invocano e frequentano al santo stesso il — pare die come i non importi rivolgono a — e credono che aiuti gli ^brei se II iiltri essi si lui. Rabbi 'Omraii che guarisce specialmente le tomba sto e e a Tangeri. e tanto questi quanti quelli visitano la sua ti>mba. Al santo ebreo. un interesse speciale per . trovan le lattia visitano le loro tombe. negli resti paesi maomettani. E dopo i Mori credevano sempre nei sette fratelli ebrei. Hammed Ben La fede nei sauti e tanto grande che alcnni sono invocati anche da quelli che aderiscono ad una confesmalattie di petto. posto li con sua La mattina seguente trovo paralizzato. e la cni sione diversa dalla loro. si rivolgono il anche i Mori.

ma piuttosto uirantico culto della natura. abbiamo un bel^ . Abbiamo veduto come specialmeiite in il sorgenti. anticlii Penso qui non tanto al che di gli Arabi credevano certe persone capaci possono vedere le tare niiracoli. esempio. Si schetti intorno alle tombe dei santi esistenza continua alia pu6 anche pensare che bodebbano la loro paura superstiziosa che il poquale e o si polo sente li. il suppone essere di sepolto come spiegare 1' appaiire costante sorgenti presso le tombe dei santi? I fatti che ho raccolti nel Marocco aumentano verosimiglianza il Ma la dell'opinione del professore Goldziher in che luogo — alnieno molti casi — sia state sacro vi in origin^.1 1 25 EDWAHI) WiiHTKH3IAKK lib dolia religione premaomettana die tatto ivi si nascoudono. del santo. » di come un miracolo del jsanto e gli dk TepiMula Kabrain. Della tendcnza che ha il la fantasia popolare di connettere ricordo di pei*8one sante n certi oggetti della natura. Sidi 'Abd er-Ral. 8econdo la cre- denza popolare quegli oggetti . albori e sacri boiio fenomeni ordinari nella vicinanza delle tombe dei santi. il che e consi- derate teto . Una gran parte dei santi aiiorti del Marocco sono persone piu o meno mitiche. Cosi puo aocadere olie uno pmesso la -stesso santo sia sepolto in due luoghi.i- man Ben 'A^iba che un'altra nella tribii ha una tomba in Aurora ed Agmara. del quale anoora HI tracce nell' adorazione dei santi siissi niorti. cioe « padrone di due tom}>er Santi simili sono.be. campagna. le oui tombe facilmente possono essere trasmesse da un posto ad un altro. e che la fantasia popolare abbia poi tra- tomba d' un santo. santo ha trasferito la sua santita su ma 6 probabilissimo che la cosa in i molti casi sia diversa.

e posso nominare Sidi Hammu e suo figlio Sidi Hammuda. Sidi Musa. Lalla Mai- muna. sersi vono di rifugio ad un potente sultano di jjinun che lascia placare di fjinun da preghiere e da oflerte. Sidi Busebba. per dare alia parola del il plurale marocchino. Lalla Rkeja. incenso ed altri piccoli doni. Shum Harush e suo figlio es-Sultan el-Khal. Sidi Maimun.176 SECTION DU MONDE MUSULMAN in [26] r esempio gia un sasso piatto e quadrilungo Tangeri. tomba trova Marocco esistono alberi miracolosi i quali non crescono vicino alle tombe dei santi. sassi ecc. Oggidi esistono ed quali ancora molti luoglii a cui i Marocchini portano i candele. una forza miracolosa che prima non sempre possedevano. I . essendo queste mishinin. cioe frequentate da jjinun. a Bagdad. e ogni luogo che per il suo aspetto straordinario mette in movimento facilmente un rifugio di jjinun. e tombe di sapti a cui e pericoloso accostarsi poi da notare che nel Ce dopo I'imbrunire. Siffatti sultani sono numerosi. sacri. Quasi tutte le sorgenti del Marocco sono miskunin. se non che santo forse ha apparte- dato a certi oggetti come alberi. il la fantasia. Sidi Boknadel. curo di quest' ultima trasformazione. questa credenza e d'un'im- portanza grandissima nella vita dei Marocchini. sotto di il siilla spiag- tiiori di quale si dice esser sepolto stesso uno dei figli Noe e che al tempo la cui serve di si hamma a Mulai 'Abd el-Kader. Lalla Mira. Sappiamo che la credenza in /jinun. e un resto e paganesimo arabo. Non sono per6 perfettamente sinenti al posto. diventa Pare che sore del tjin il santo in molti casi sia stato succesil e il luogo rimane tabu anche dopo che il santo se n'e impadronito. ecc.

Cosi tanto nel culto dei santi quanto nella t'ede in f/inun si possono tro- vare orme d'un antico viaggi continuati i culto della natura. In avvenire. M . come pure di scoriguardo alia religione ordinaria della razza berbera. Sia clie si creda nn saiito o iin f/inn colui cbe ha dato il carattere soprannaturale ad o un o^getto. qiiesto oggetto sempre le la cosa piii importante. Alcuni sono non rado tenuti per f/intin fe Una tale contusione tra santi la veroBimi- e di grande interesse e aumeiita gliaiiza deiripotesi delJa connessione tra di loro. AeUt du XW** Oongrit 4— OrinUmH$t**. •Edward Westermark. finora quasi perfettamente sconosciuta. Que- sta connessione e principalmente di qualitit locale. santi. e prossimamente. — 'Tamt HI.1 [27 EDWARD WESTERMABK Le opinion! Rono per6 di questi 177 divise riguardo alia vera di loro natura di enti mitici. mediante insienie collo sceriffo 'Abd reli- es-Salam. spero di potere. coinpletare prire qualche cosa miei studi sui resti della gione premaomettana del Marocco.

.

e ' La lunghezza il del lavoro e la necesbit^ di aver pronto il pr»- sente volume per Congresso di Amburgo." SULLA STRUTTURA DELLA LINGUA IN BASE '^ EVfi A DIRETTE 0S8EHVAZI0NI A) NOZIONI GENERALI B 8T0BIC0-C0MPARAT1VE * § 1. Loesoher. vi i riscontrammo delle coUe lingue bantu * e nostri risultati furono bene aocolti anclie spinti da Georg von der Gabelentz. 0. mit Uiehter Sprachen der nordweatlich und westUch von Oolfe eon Gui- nea toohnenden Wiflker unverkennbare Spuren einer bantuitehem Verwandttchaft nac?ig«wie»en. Torino. studiando rorganismo e lessico delle lingue di il a nord-ovest e a ovest del Golfo affiDita Guinea. Cenni di glottologia bantu. F.) : € Dag«gen A MUhe (Leggi G. ' Die Sprachwiatentchaft. costrinse parte generale. » . Methoden und bitherif«n Ergebnisse. . hat Weigel Nachfolger. Parecchi amii addietro.) in den De Gregorio {Cenni di gloHologia bantu. De Gregorio. Ragione del nostra studio. 1889. ihre AufgeU>en. 1891 p. Bibliografia. Leipzig. il Compilatore ad accoglieme ' la sola G. ^ Naturale dunque che fossimo nostre a estendere le indagini ad altre lingue di quella regione. 277 etc.

B. '^ I pp. 249 segg. p. questo dominio giunge sino settentrionale. ci ci r 8° grado di latitudine sulla al- quanto incerti possibilita sua opinione e fa supporre che la esclusione non provenga da d' istituire altro. Sprachic. ' Nubische Grammatik Berlin. e che queste lingue ormai ven- gono considerate come costituenti uno speciale gruppo. ' W. Pongue. 1' benche in altra In quest' ultima sembra bene avere rigettato della lingua idea della connessione Eve colla famiglia bantu. * Grundriss der Sprachwissenschaft. considerandola come una bantu solo delle Mischernegersprachen^ e lasciando tra le le sei lingue seguenti: Herero. GuI'Eve. Lo citiamo con « Bleck ». afrikan. Pott.18<) SECTION LANGUES DE L'APRIQUE [2] principalmente all'Ev^.African Languages. Wien. London. Bd. 1880 (Cfr. 126-134. che dalla im- paralleli con una lingua poco dottamente I'Eve nota aH'autore. Bleck i ^ non considera della Ma quando. dalla parte dell' interne. Bleck. Sprachen ». per es. ^ * Standart Alphabet. p. rOdschi Fr. col Vero e che Ga. Die VoUa-Sprachengruppe in «Butt- ner's ZeiUchr. London. 307. \ . A comparative Grammar of South. pp. f. J. in una molto nota opera/ ascriveva 1' Eve ginal or South African languages. Ciccana. V. allg. posteriore ^ (Ife) » tra le « Ori- venisse a risultati diversi. 2. Trubner.). Ill. 1803. nel tracciare limiti famiglia bantu. Caffro. Zur Litteratur der Sprachenkunde Africas in Intei-n. C. Miiller* riuniva e il Yoruba. uher die Volker und Sprachen Afrikas. Holder 1876-77. I. f. tanto piu die Lepsius. 161-188. Suaheli. 1862. Christaller. Fer- nando. nota lascia che. unit einl. Zeitschr. p. Nella sua classica glielrao Grammatica comparativa. tracciandone un disegno linguistico magistrale.

Kegan Trench. menziona I'lbo. 830. egli lingue bantu. 1883. « che per6 rientra nella grande categoria negro » Tuttavia Fr. non in tutti i punti corrispondono con quelli dati da Bleck. op. Sketch of the modem language of the Africa. 181 dettc) « gruppo del Volta. Robert Needham Cust. NN. GIACOMO DE GRE(*ORIO » ^ . J. 698. da lui sta- afferma che la scienza filologica non sia la esatta ha ancora deterniinato quale colle relsizione bantu di parecchie lingue di tribii negre. » * Trtibner.* I limiti settentrionali del dominio bantu. Pure. Miiller non sembra avere esclufto che possano rintracciarsi dei caratteri di bantuismo anche neirEve. cU. 1891. the other black tribes in the north west to Bantu . di Sierra Leone e persino colle Senegambia presentino qualche relazione Fra queste. 245. p. London. Torrend. xvii. additati da costui. autore della ipiii completa e recente Grammatica sud-africana. Torrend A I. cit. Torrend. ' 203 segg. . London. 8. and further to the west.[3] M. op. pill cio6 a nord del del 5° parallel o settentrionale. della Basso Niger. bilita. tanto che le designa col norne di semibantv. di Porrend ammette" che parecchie lingue della costa Guinea. Dal lato di nord-ovest essi non si spingerebbero piu a nord della foce del fiume Old Kalabar. A comparative Grammar of South-African Bantu languages. E per parecchie altre lingua nord-occidentali ^ stata riconosciuta questa possibility oltre che dal precitato von der Gabelentz. e nella classificazione provvisoria delle bantu. : Torrend. Infine egli Ev6. Philological soienoe has not yet determined what is the exact relation of the languages of ». special* mente ' stabilite all'ovest. p. Trtibner. on the Niger. anche da J. I'Avatime e 1' il Wolol) senza per6 far figurare queste lingue.T. xvii « There are some Banta enolaves in the Soudan..

perche le nostre indagini sieno state possibili. che per fortuna conosce abbastanza d'inglese. come per preziosa ^ in qnella presentata nell'XI congresso internazionale degli Orientalist!. i fatti riguardanti la grammatica e il lessico.182 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE [4] Dopo ci6 non ci reca nessuna maraviglia di trofamiglia bantu nelle recenti es. C. d'altro lato. fermatasi a Pa- lermo nel febbraio e marzo del 1899. che * Rapport 8ur les langues africaines. ». Noi vivi ci siamo esclusivamente fondati sopra materiali che abbiamo potuto raccogliere direttamente dagli indigeni del Togo facienti parte di una carovana di un 60 persone. Klein Popo. die altri trae da fonti aliene. diretta da Albert Urbach. vare I'Eve escluso dalla rassegne sulle lingne africane. Paris. da Rene Basset. anche per questo rispetto. Si chiama con digene.).. * Lo citiamo con « Br. un moro molto intelligente. Ma. in Parigi. 1897 tions. in « Actes du onzi^me Con(5'°% 6"°" et 7"-' sec- gr68 international des orientalistes. sia con stesse domande dopo molti giorni. 63 e sqq. I . la sua importanza diverrebbe poco discutibile. II lavoro poi si propone anche di rivagliare qua e la. famiglia sud-africana. ove accada. Che se lo stesso riuscisse a determinare di un modo sicuro qualche affinita tra I'Eve e Ola. con nome ^ in- nome inglese J. II nostro indicatore principale e stato il capo di quegl' indigeni. e sara riconosciuta da tutti. * Anexo). Abbiamo ripetergli le poi controUato le sue indicazioni. Hoffi Nayu. p. la opportunita della nostra ricerca rimane dimostrata. Bruce ed 6 native del Piccolo Popo ('Little Popo.

^ H. Schliisiiel zur Sprache. Lo oitiamo con « Schl. ». Anecho. 1-2 Ij. Solo dope che la carovana laHciava Palermo. fabeln der Eingebomen (Stuttgart. Ernst Henrici Dr. da Keta. f. Lo Znttehr. Valelt & Co). e cio6 "* quelle di Schlegel. afrik. modestamente avverte. sebbene la parte dedicata alia grammatica vi sia considerevole (pp. Phil. 1866. ' ». perch^ 8ul soggetto. in nebst 8prichwH\ a. Neurici. geiat in « n.. nostro lavoro si ^ cosi potuto corn- piere senza preconcetti di sorta. GIACOMO DE GBEGORIO con interrogare 188 altri indigeni gliele avevamo fatte.und Dahome. Kudolf Prietze.. merita ogni oonsiderazione.Mundart mit Olossar und finer Karte der Sklavenkilste. Schl. ma 1' opera fti compilata circa due anni prima di quest' epoca. dtti Seminario dei Missionari evangelioi.. Bremen ' bei W. luogo marittimo a est della foce dell'Amu (Volta).. Vi si trova una interessante raccolta di proverbi (pastesso gine 121-148) e di fa vole popolari (pp. cu- rammo II di procurarci le opere speciali ^ suU'Ev^. Spemann. B. 148-160). ». Beitrdge zur Erforschung von Sprache Mnd Vofk*^ der Togo KoUmie (Separat. La prefazione e datata. Stuttgart libri scolastici del & Berlin. Lo citiamo oon « Henr. Forma il VI vol. per una missione evangelica. IfI Jahrg. e Ewe un * J. oceanische 47~64. mit Wortertamtn. citiamo con < Pr. Schlegel. e primo perche fondato sopra materiali raccolti in Africa. ^ Prietze. 1891. di nella Corte degli Schiavi.(5] M. . il 26 agosto. e senza il veicolo intellettuale di una lingua europea conosciuta dagl' indigeni. 1867. ritardo nel consultare queste opere perclife il non fe stato dannoso. che « das Biichlein will und kann keine gramraatik sein ». /. comm. sia della stessa region e del Togo.Abdruck aux Sprachen. senza aiuto nessuna opera a stampa sul soggetto. Lehrbuch der Ephe'Spraehe (ewe) Anlo-. II 11 libro di Schl. W.

Nayo. e infine anche a causa del cor- una minuta carta geografica. che ha annessa una abbondante raccolta redo. noi genannt servito J. sia appunto lo stesso Hauptlich. della esattezza e nitidezza dell' edizione. di frasi e proposizioni. che offrono Henrici 1 . delle parabola e ben 117 proverbi. si potuto avere dalla dopo che il nostro lavoro era quasi ultimate. Anche piu comoda recente. 177-268) assorbe grosso del volume.184 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE [6] glossario del dialetto Aiilo. accompagnati dalla traduzione letAnche questa memoria. che certi fatti possano essere sfuggiti ad Henr. IX) all'esercizio della lingua. Contiene infatti degli squarci mitologici.. che pure sce la nostra fonte precipua. che coll'indice delle voci tedesche costituisce la parte principale (pp. XIX) che pure a BL. ha come tale. Bruce la » (Henr. L' indole stessa del libro esplude dunque le indagini comparative. quali quelle. del e pratica per le scuole missio- Darie riesce T opera di Henr. C. come dichiara I'autore medesimo (p. terale e libera. che abbiamo cortesia dell' autore. Mentre 1' « Abriss der Grammatik » occupa ben poche pagine (99) 1' « Uebungsbuch » (pagine 41-176). che ha. Essa mira. Degno nota e anche ci6 che fonts precipuo a cui « attinge Henr. II ricco materiale sintattico. a causa della sua data piu metodo piu semplice di e sicuro. 161-328). zati Ed e poi ben naturale. (pp. che facilmente occorrono nel il discorso parlato. del capo della fonda sulla lingua costitui- carovana del Togo. Neppure memoria di mira ad illustrare rEv6 dal lato glottologico. bensi da quelle del folklore. che noi ci propo- nevamo. o possano essere stati apprez- diversamente di di come a noi il e accaduto di fare.

sebbene non c' impedira un giorno. die forse provengono da cib che egli a ionda sul riscon- dialetto di Het'a. E giovi die il inateriale sul quale soltanto ubbiamo tbndato le indagini.. proviene da nostre raccolte. e noi suirAnedio. die per presenta in qualclie punto delle incersi tezze. eseguite diret- tamente nella lingua parlata. landslord ' '. Miiller. Esso rappresenta un suono molto piu raro di quanto parrebbe dasegno ir' tradisce gli esempi. Per es. una piccola inesattezza. non a-w'u-nu. tale 5 in a-/e-to 'pro- prietario. non ar-w*e-to'. in esse la concordanza rispetto dei caratteri della famiglia bantu. Ad nitive. che funge da particella di ge' ' che vale suo di lui '. die iiivece figustati intro> si rano nel detto sdiizzo. frasi e proposizioiii . alle Riguardo per es. che noi abbiamo consultato. esfttto schizzo glottologico di Fr. non per6 mai Parimenti il asieke mano dice assi non mai asi. tire.s nfe z. atte a far rilevare particolamiente se esista ai prefissi. t\ . ossia ' Tale 6 pure il suono die e in a-/e casa '. « nove dice Ev6 . ci obblighera a ridurre la nostra piccola rao- colta di di ofiTrire. cioe con / labio-labiale. che qua e la son voce ' citati dal Miiller. e che forse saranno dotti per contusione in con c. non a-u'e. poiche trovianio co- . necessariail pu6 solo die sia. J. viene profferita coUa iniziale sorda dai nativi. forme grammaticali non ci risultaj i*a- che il rEv6 non distingua nei nomi se non ramente plurale dal singolare. ai lettori alcuni piCi esempi di costni* che e uno poi avver- zioni. GflACOMO DE GRBGORIO 186 e Prietze. la tc'e. Cosl noi non triamo nessun suond simile a .. oltre « che » iiyide anclie si assideke. utilizzare lavoro di Schl. tale anche in a-f^u-nu spiaggia '.[7] M. Lo niente. e es.

certamente. 65. afr. di cui ci si occupiamo. come naturale. Sprachen. ci siamo attennti alle osservazioni diretta- mente Togo. clie del resto e fondato sui dati di Schlegel. alia lingua. resterebbe a fare la scelta tra le varie forme. Qualche altra diversita nei risultati non viene. cit. Ma ogni lingua Op. pp. * ' Die Sprachen des I. tura. 7.. Ma noi. ^ e principalmente da Christaller. u. Togogebiets. suir Eve e i suoi dialetti. La scelta del nome da dare facile. 186 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE la [8] munissima formazione mediante il suffisso o. 8. p. 6. 56. 7. europea traduce le denominazioni ' cit. resterebbe a vedere dialetti della nostra lingua impieghino proprio lo questa . istituite sulla lingua attuale degli indigeni del Qiianto alle pubblicazioni. nel caso ne- gativo. * libri di let- dobbiamo rimandare ai cenni datine da Basset nella memoria ^ precitata da Henr. f. d' indole semplicemente filologica. dizionari. p. e alle pubblica- zioni o opere manoscritte in Eve (favole. H. I Jahrg. ad e infirmare I'ottimo schizzo lingaistico di Miiller.. stesso vocabolo designar e. non e e dipende dal criterio cLe adotta per denominare le lingue oriental] Dato anche che neir uso di resta se i tutti gli autori si (il accordassero unico alfabeto fonologico che tuttavia un desideratum per della scienza).. traduzioni della § 2. ocean. I . Considerazioni sul nome della lingua. Op. Bibbia). in Zeitschr.

Lepsius e Mttller adottano tale forma. GIACOMO DE OBEOOBIO 187 delle lingiie noii lett^rarie colla propria grafia. nei raoderni libri tedeschi. si e adottata produce questa questa via s' denominazione. Tale qnestione. Ma mente la dichiarare. si J. costretti di cui Appunto per ci6 gli autori francesi sono amraettere una duplice forma. Ed e pur necessario far noto. seppure qualclie italiano ha prima di noi menzionato questa lingua. 203. specie in quelli destinati alle Missioni. che riesce il ai loro alfabeti nazionali. denominazione indigena. B.t9] M. e anzi stabilire ev4. . una grafia che riPur troppo per6 per incontra lo scoglio della varieta degli al- fabeti scientifici e dei var! critert di trascrizione. p. eiM e azighS. che ev^. sebbene che w abbia inglese valore nel tedesco. Schlegel stabilisce la denominazione ev-'e^ procurando stessa rappresentare coU' alt'abeto di Lepsius la Fi*. ne«suno ne ha parlato di proposito. eoue ed er^. si ad Tuna accosta alia pronunzia inglese. e si quando tratti di 8uoni special!. e necessario i noi italiani potremo scegliere tra ev6 ed eM^. fatta astrazione dalla ficata. perche. cit. oscilla tra ma Oust volendola ew^. coi segni che possano rappre- sentarli quasi approssimativamente. Cosl * tradurre in altri autori. forma 6ghe. che resta poco giusti- Con form emente. pronunziato come fanno piu degl' Italiani.. trascurando lo spirito aspro sul to impiegano semplicemente consona iieir alfabeto la formula diverse etoe. Coai ' Op. e I'altra alia tedesca. non riproduce esatta- denominazione indigena. per quanto paia di poco conto. che. inglese. non pu6 punto tralasciare. inglesi e tedeschi.

2. cit. il ci6 che del resto anche si Schl.. i Ma noi ab- biamo r obbligo di far noti nostri risultati. concordi con quelli degli altri autori. che stabilisce per ogni singolo suono unico segno. Ma e « un « reine Hauch scliweigend ». sia poco anche Henr. * Die Sprachen des Togog. ci6. mentre * Op. molte volte in diversi giorni il nome della sua lingua e ci . adopera Pr. qualifica p^ come una tenuis^ aspirata. non pu6 convenire la grafia ephe. renza tra ewS (pron. [10] avviene che Schl. un sol giorno il nostro indicatore non e fu per6 quando. 6.188 SECTION LANGUES DE L'AERIQUE ew'e. notava. 'sole\ nome della loro lingua. eue con ?/ semivocale. p. mentre Henr. che ». il fonemeno nicht stimmhaft Si trattera dunque di varieta dialettali. 1 . afferma circa questo punto. 5. Noi abbiamo fatto ripetere al nostro indicatore Br. zava a mostrarci la disposizione degli organi della bocca. e riuscito di oonstatare. n. Christaller ephe. ed eve {v labio-dentale). che ci6 che Schl. ne la lingua hanno punto gioco. pur patrocinata da Christaller (senza poi dire di eohe). Circa la vibrazione delle corde vocali. adoperi ephe ed ep'e.. che col sistema di Lepsius. cbe per fenomeno mediano tratta di una continua esclusivamente labiale. da noi richiesto. ma si che questa differenza non dipende da abbia un suono sordo. che in ew'e Certo e poi. cioe che si tratti di esatto. biamo trovato che ew'e i Ora noi abnativi del I^ein Popo fanno difleit.. nell' atto di produrre il suono. Cosi a noi e venuto il sospetto. in cui ne i denti. o no. ew'e. p. Christaller ist ^ espressamente afferma. 4. Tutte le altre volte per6 proffer! il suono sonoro. si storla produsse . 'due'. siano.

segni per6 non esistono in nessun i alfabeto dato pure die suoni da essi rappresentati possano sporadicamente esistere nelle lingue nostre. 15 atierma solo ohe il suo segno speciale. . Se esistesse un alt'abeto sale. possa rappresentare der Pvstelant Hchlechtin ». clie noi per6 abbiamo udito Honorizzato. di un tnero 8oifio. che si una fricativa. p. nel corso deiropera. nel caso nostro. o per date famiglie Secondo qnello sorda e di Techmer. serie bero / e Tali letterario. tutti gli alfabeti scientifici servono per un date ramo segni per le fricative e labio-labiale. tratta. GIACOMO DE GBI-XiORIO 189 si tratta di iinico suono. di questa V. vige tuttora una de- Accanto ropei.J [11 M. e anzi ' diciamo. destinata accor- a rappresentare una esplosiva mentre tutti ci diamo nello stabilire. Ma pur troppo linguistiche. letteratura. ed lia il vantaggio di essere anclie adottatu. per quanto libri di i*i- levasi dai titoli datine da Henr. di scientifico di uso univer- sarebbe il caso di appigliarvisi. nella denominazione della lingua. che per i nomi di tutte le lin- gue senza proprio alfabeto e senza per plorevole miscela. Inoltre osserviamo. ciascuno dei popoli eu- dominatori o colonizzatori. cio^ « also p oollo spirito aspro sovrapposto. Ha per6 r inconveniente basarsi sopra la lettfera . sareb- di studi glottologici. i sonora. nei traduzione della Bibbia ad uso dei Missionarl di di Brema. ai nonii indigeni.. ha creato dei nomi * Henr. da questo pnnto di vista pare piu conveniente. specie quelli delle lingue africane. II segno p' adottato da Henr. |?.

Ya- a nord da confini non bene determinati. in SECTION LANGUES DE L'AFEIQUE conlbrmita all' [12] indole della propria lingua. ^ la quale. 511). Hoepli. e di accostarsi all' grandemente.190 speciali. es. a cui fa capo anche Cust. e in dipendenza di circostanze di varia si natura. (Cfr. ohe ha annesso alia sua opera una dettagliata mappa. 1886. limitata a sud dall'Atlantico. oltre che per le ragioni addotte qui nel teste. indica confini piu si precisi. con questi due nomi. II. vantaggio di rappresentare a capello eve e il ted. che a tale forma cominciano a dare Garollo. Chwee) dai nativi VAkra viene abusivo la al appellata Ga. Vallardi. p. Invalso ormai questo dritto. ad est dal territorio del Yoruba riba). p. vol.ci decidiamo per evS. a ovest dal fiume (o Volta (Amu). Ciui^ ingl. Cosi la lingua parlata nel Yoruha o Yariba chiama appunto e Oku. i nostri geografi. § 3. mentre lata Cui il nome indigeno . Lingae del Togo. 248) avevamo adottato la forma eue. ora . I'Eve occupa una non grande regione della Guinea Settentrionale. I'Eve stende dalla foce dell' Amu Ma sine a Kpandu in- ' In altra opera (De Gregorio. il della il fricativa pu6 sembrare da posporsi ad ha sempre tr. ewe. p. se a chi crede suono ef^. ingl. Glottologia. Gott. Milano. la lingTia detta Tshi o Odschi in Europa. per quanto sembri. Uno gguardo alia tei-ra. Milano. eice. Secondo lui. Secondo Schl. noi italiani possiamo bene adottare deno- minazione sordo di eve. anche per la preferenza.. viene appel(it. Henr.. specie poi per la grafia. Regione delVEve. .

Notiamo di passaggio poche consonanze da noi av- vertite in alcuni nonii numerali. una certa indipendenza. perche noi troviamo. spiaggia). in Zeitgchr. 16-33. Die Sprachen dea Togoij. ma a p. Ev6 4 6 Adele ena id e—ne Or-to 8 9 e-ili nye iijieki fii—de Quest' ultima forma presenta nel secondo element© una consonanza nyeki e di ordine ideologico. a oriente s'incontra col Yoruba. 2) della regione dell' Eve. GIACOMO DE GB|XX)RIO li. di segue verso nord-est la oatena dei Akposo sino a incontrare VS" parallelo. . I. TAvatime messo prima da Henr. pp. Le relazioni tra queste lingue meritano ulteriori studi. 5 86f»::. ^ Christaller ha scritto una memoria speciale. 191 clusivamente. cit. L' Eve ni-de h letteralmente otto (e-h%) uno {e-dde)\ parimente I'Adele : otto (nye) uno {eki). come e messo pure da piii Cliristal- Sulla lingua Adele. cit. che e la settentrionale. che presentano. 2 Adele. e poi monti e ascritto tra' cosidetti Agome isolotti linguistici Henr. la quale da parecclii anni e sotto il protettorato della Oermania. a quanto pare.. fiiime. ler. Ivi esistono delle lingue sorelle dell' Eve e delle lingue. nel Gruppo del Volta. ad es. si trova segnato invece Adeli.. p. L'Ev6 e la principale delle lingue parlate nella regione del Togo ^ (da to. in modo da comprendere il Dahome. NelU carta di Henr.[13] M. * Christaller. " Die Adelespvache im Togogebiet in Zeiischr. spingendosi verso est. p. e go.

in certe parole. Parentela col Ga (Akra) e col Ciui (Tshi. etc. Ga. potrebbero vi e supporre delle 1' vere infiltrazioni il ma non dubbio che Eve.) vart suoi di (Asanto. 1874.). etc. etc. ' Cfr. Per ispiegare Ciui e la prima. a causa della sua fedelta lo al tipo originario. che rasenta la identita. detto Guinea Settentrionale. che al gruppo linguistico. I . Le nostre indagini su questo punto ci conducono alle stesse conclusion! di della Henr. quelle del Volta {Tschi. Ibo. il h certo I'Ev^.: .. J. per es. dell' ' e che I'Acu si mostra il piu lontano parente Eve. Sebbene Fr. 192 SECTION I^ANGUES DE L'AERIQUE [14] § 4. sia parlato da circa 4 milioni uomini. Miiller abbia stabilito un gruppo delle lingue sopra nominate e dell' Eve. quello del Niger (Yoruba. e I'assoluto distacco in altre. portiino avvertire. G. Basel.) 3. A. che le diversita lessicali tra queste lingue sono notevolissime. relazioni colVAcd (Yoruba). Dictionary engllsh Tshl-Akr^i.. pure crediamo op-. 2. lo Ga sieno lingue affini.) Nel 2° sottogruppo la lingua piu importante per la scienza. si . quelle della Seneganibia occid. Rispetto al lessico ci6 che a noi ha recato molta maraviglia e il contrasto tra I'affinita. Odschi). Ephe. {Wolof^ Man- dingo. ascrive 3 sottogruppi 1. come bene osserva anche Ciui coi Mtiller dialetti nulla importando che ec. Christaller.

tratti dai nostri spogli. la Invece. A oil 1 Evt e-dde e-ve e-to e-7ie CiDi e ko Ga eko eici V 2 3 eji e nu enu ete eta e 5^ 4 6 6 7 e/ri a ndh edfe anu efa dje V a-to Or-de anum asia entniw ekpa da-dre e-ni ni-de t. Solo numeri 3 . mentre dello il Ga in genere sembra pociii avvicinarsi all' Eve piii Oini. sebbene anche il Miiller lo istituiBca. oscnipi. ci Hono riuscite negative e anche poco noddisfacente ci ^ riuscito il confronto tra' nomi numerali. Per TAcii f^Yoruba) i e 10 presentano forme attini. per queste 6 mirabile tra lo Ciul e I'Eve. Eccu alcuni III. nativo di Lagos. che adotta u^o maomettano.—iio as6n aiyo kpa no 8 9 ejo kpanyo nalin (i.[15] M. - Tuw« U .sso akrun 10 eua edu nyorima . GIACOMO DE GBEGOBIO le indugiiii 198 da noi tatte in base alhi lingua parlata dall' indigene Thomas. Actu t/M XH<** Congris lits OritiUmlutt*. Dui giorni della ci 1' sL'ttiiiiauii secondo il nostro in- dicutore avverte\ niancano le denominaziuni nel Yocorrispondenza ruba.

4d4 SECTION LANGUES DE L'AFKIQUE 1101 Eve Domenica Lunedi Martcdi Mercoledi kvasi-da V Ga Jtoijba Ciui kirasida jo-da hla-da dm dmfo •so daoda bendda trnkuda iku—da Giovedi yawa—da ji-da so yawda efida Venerdi solid Sabato me mle-da ho memeneda cipuUa sacco Hole sa-bu—le sabola sopradd kotoku V ko-to-ku m kotoka m e-tve hulu owia Dio oro battaglia Mau sl-kd Maaa Uka. ta Onyama sika a-hua e-kjjlo oku tavola okplo able opon ab-urow frumento leone anello e-bli V ja-nta ple-iigo dmta bleko gyata preko sd sega sa-ka sao I .

Fra dialetti. l£a qnesta verrebbe a confondersi con anglo anio^ ' ingloBe . 3. I'adotta. pp. I'Anlo gode ormai una certa nobilta. (ilACOMO DKtJRBiiORlO 195 J i^ 5. Schl. specie in Africa. suddiviso in b) a) dialetto c) tanino a nord-ovest. come tutti i del resto e naturalissimo. il dialetti: il Ma/i ' Mahec delle carte) a Weta fWliydah) da Gust. monanecho a I'orientale distinto in a) Mechi.iti (kW Kvfi. perch6 Henr. il mediterraneo. il numero dei dialetti clie I'occidentale. ^ nella laguim di 2. I'AtjIo nella costii occidentiile. siid-eat. la forma italiana anglo la rappresenterebbo lueglio. b) Dahome. * nella costa orieiitale.: rn. c) eplie nel centro. cit. pp. riputazione di maggiore purezza e '* sebbene. esso non presenta poi delle grandi la differenze coll'Anecho. Br. e rAntuii. Keta. ci avverte die ogni cen- tro di abitazione presenta delle piccole particolarita di proniinzia. per quanto ci risulta. Dahume. minazione de^li Oppurtunaniente pero Henr. M. Pheda-Pla (Whydati-Grand Popo). Difjp. la * Siccome pronunzia Indiana di questx) uomo i"oca una nasals guttnrale. il rAnfue ad ovest. 11 nostro indicatore.. comprende I'Anlo. varieta da noi principal- ' Op. ' ed i perci6 preferibile che ^ ancbe di uso pid coinnne presso ' gli antori tedeschi. ri- duce a tre 1. v-vji) distin^eva cinque nord est. Adottiamo qnesta forma per la denominazione del dialetto del e Klein Popo. e perchS comoda anche per U . Tale distinzione e se^uita che aggiunge qualclie dettaglio sulla denostessi. 203-205.

detta anche Fo. Del resto. Soltanto. sulle particolarita dell'Anecho cfr.19fi SECTION LANC^UES BE L'APRIQUE [18] raente studiata. M. tedeschi. . stampa italiana. il Dictionnaire abrege Francais Dahomeen (Paris. GiAcoMO De Gregorio. per es. 91-92. Anlo sono molte pubblidel Mission ari esercitata si ad uso ^ della societa Ma 1' opera di costoro e anche sulla lingua del Daliome. in cazioni a stampa. 1879) del missionario francese Coardioux. o Fogbe. * V. sebbene solo il ch tedesco abbia un valore presso che uguale alia fricativa sorda gutturale. che e nell'tiltiiua sillaba di questa voce. Henr.

Burkitt) 119 Sha'al. (Prof. W. (T. . Baumstark) 117 Note on the Evangel iarum Hierosolymitanum Vaticanum and the origin of the Palestinian Syriac literature. (Dr. Arnold) De I'activite litteraire chez les Arabes. (Dr. C. Giacomo De Gregorio) 179 . 129 Srction du Monde Musulsiax i ^ Poche parole sul movimento reli^ioso del giorno tra Musul135 maui del nord dell' India. (Edward Westermark) . l' Afkique. (Ignazio Guidi) Eine Tyrische Weltgeschichte des siebenten yahrhunderts. . 143 151 Sul culto dei santi nel Marocco. A. Des premieres origines du peuple Edouard Montet). (Emir Chekib Arslan). D. Morris Ja127 Ph. Eve » in base a dirett*' osserva- (M. (David Castelli) 57 La cronaca di Galawdewos o Claudio re di Abissinia (1540Ill 1559). Section Langlks dk Sulla Btruttura della lingua « zioni.) d' Israel.INDEX Section Si^viitique Voci di origine araba nella lingua delle Baleari. (F. The name of Samuel and the stem strow J. TArciduca Luigi Salvadore Crli d' Austria) 1 antecedenti della Cabbala nella Bibbia e nella lettei-atura talmudica.

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ACTES DU DOUZIEME CONGRES INTERNATIONAL DES ORIENT A LISTES ROME d899 .

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ACTES DU UOUZllME CONGDflS INTERNATIONAL DES ORIENTALISTES BOME 1899 TOME TROISIEME (deuxi^he partie) SECTIONS: MYTHOLOGIE ET RELIGIONS. LrNGUISTIQUB GRfiCE ET ORIENTE ^^r FLORENCE SooiiTE Typogbaphiqde Florentike Rus San Uallo. 3S MDCCCCII .

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pp. Suppl. 003 seq.. 181 seq. liolds a conspicuous place among European libraries of Arabic literature and has some distinctive features of its own. 440 seq... 692. in particular.8 quoted as Rieu. 467 seq... ' "^ In this respect tlie Collection. Rhetoric and allied and importance lies in subjects. 416 seq. The Collection of Arabic MSS..). of Compare Rieu. 689 seq. ' seq. ActtM du XII'"* Congrit dM OrUnlmHat»».ment a l\ kfx'tiox nr moxdk mthulman) ALi IBN HAMZA AND HIS CRITICISMS ON FAMOUS ARABIC PHILOLOGISTS. Grammar. in tlie British Museum London. pp. 227 and Rieu.) qui in pp. 754 seq.. Catal.. 440 seq. SuppK. . is an abundance of rich and rare MSS. 544 seq. 466 seq. Catalogus Codicum Mnnuscriptorum Orientaliuin Museo Britaunico asservantur (aft6rward.(ki. 679 seq.. Lexicography. Supplement to the Catalogue of the Arabic Manuscripts in the British Museum (afterwards quoted as: Rieu.im'l<5. 266 seq. 739 and Rieu.. I . many works of and now its main * two distinct directions.. Catal. thougli one of the youngest. 565~629... pp. that have reference to Arabic Philology in general and to its ditferent branches. — Tnme III iJ ' I'm .. See Rieu. Besides its there brilliant set of historical and geographical MSS. great value During the last thirty years importance have been added.

iashlfdt-literature. Bughyat alwu*at fol. FlOgel. ^ branches that yet the MSS. Suppl. Haji Khalifa vol. viz. 302. Comp. p. Ansab al-Sam'ani. has gained fresh strength by the addition of the very valuable and interesting collections of two of the greatest Arabic scholars of the nineteenth century.^ In the series of important MSS. 382. p. Preface. Or. fol. 254. Rieu. G^schichte der Arabischen Literatur. Or. * an eminent philologist of the ' * See Eieu. Grammatische Schulen der Araber. 3004-3201. first. Ta'rikh Al-Islam b. the libraries of Alfred Freiherr von Kremer ^ in 1886 and Ed. Or. 390 al-SuyutI. my 'Ali spe- the Kitab al-ta^hif by al 'Askari and "ala aghallt the Kitah al tanbihdt al—ruwat hy Ibn is Hamza. called al-Askarl. no. 573. II. p. I. pag. Both belong to the as a whole libraries. I. which formerly all belonged to Freilierr von Kremer. which have been incorporated in the original Library". though of Arabic literature are represented. vol. p. William Lane in 1891 and 1893. 126. viz. 842 (Or. See also Preface.6 SECTION DU MONDE MUSULMAN [2] which Dr. Suppl. See also It is also very rich in Preface. YII. repre- committed by the learned in the spelling and pronunciation of rare words and proper sents a treatise on errors names by Abn Ahmad al-Hasan Ibn 'Abdallah Ibn Sa'ld. * The main references are given by Rieu. Ibn Khallikau no. 177. which very poorl}. bear upon philological questions are particularly noteworthy. Rieu has given a full and graphic description. p. The properly called <wAa^\. There are two that have attracted cial attention. Suppl. b. see Rieu. viz. Slane's translation. p. 415 . Brockelmann. II. 8084) p. = de fol.represented in the different both in Europe and in the East. relating to the origin and early period of Islamism. 4154-4219 and 4618-4657.j*^)\ i-jlxT. Suppl. * MSS. vol. II. 166 48.

20. 578. p.[3] DE. and 241. VI. 149. no. 376 and note p. Hamaker. 258. Suppl. 307. De Bossi. vol. Specimen.. 322. Repertorinm. d. no. H. 385. p. The * The references for this excellent philologist and poet are very numerous. Hdschr. Part these references are given. Arabico-Hispana I. vol. Gfenealogische Tabellen. Pertsch. Joardain. p. what concerned the students of TraTasl. where mo«t of Comp. fol. Dizionario Storico. p. Rieu. I. 19 b. Biographie Universelle. p. V. I. Al-Zubaidi. Rieu. vol. 648 =: de Slane's translation. Rieu in his scholarly and concise manner. p. 139. p. voL VI. vol. arab. in two separate works. Anbari Tabakat al-udaba p. p. Tabakat al-nuhat (MS. 293 and Abn Bekr Muhammad Ibn al-Hasan Ibn Duraid. Compare also Boisen in the preface to his edition of Ibn Dnraid's Maksura. 25 and BrGnnle. Ill. 87. 365. p. no. p. VIII. Gesch. vol. Hammer-Purgstall. p. 192. 131 p. p. pp. He says: ^ The author starts by giving some cufourth century of the Hijra (he died A. II. 842. der Arabischen Literatar. 382). 7 was born A. 64. p. H. Brit. 261 seq. vol. II. 25<)4. The substance of his work has been given by Dr. Fihrist p. 33 seq. f*»p|J seq. . ^^ . 111. p. Ibn Khallikan. WUstenfeld. p. de Sacy. Abulfeda. Mas'udi. 313 and SchafOten. p. f**. XXI. Fliigel. Escurialensis. the autlior also states that he has compiled a sive comprehen- and has been requested by learned men in Isfahan and Rai to extract from it. 101. and 136. p. Contributions towards Arabic Philology. I. I. p. Abu'l-Mahasin. * II. Bibl.. Brockelmann. a pupil of * rious instances of the trouble the ancients took in ascertaining the correct form of doubtful names. Wf*>t** . Annales Muslemici.) p. Catal. vol. Anthologie grammaticale. Grammatische Schulen. vol. Arabische Literaturgeschichte.^. PAUL BR6*NNLE . Ehizanat al-adab. ^\. The most important of them are: Haji Khalifa.iif work on dition and what was required by men of letters. vol. Muriij al-dahab vol. Eichhom. Casiri. Mas. p. vol. in Gotha..

. namely fol. Al-Nabighah. di- vided in Babs. in which the au- thor treats separately. ot tlie poems of Imrulkais. Tarafah and other ancient poets and these together furnish ample material for the criticism of the context of their respective Dlwans. Zahair. Equally great value attaches to the second Tashlf' workj to which I have already alluded pose to publish in full and which I prowith a running Commentary. 96^-158^: Difficult passages of the ancient poets and their corrections. 58^-87^: The doubts of the Kufis and their corrections. 95^-159^.£|. fol. cannot claim I in all its different parts the . 29i. 159^-1691. a table of which given in the preface. fol. fol.-57b: The doubts of the Basris.8 SECTION DU MONDE MUSULM AN The work. a? far publish only the this same interest. to more interesting portions.s have therefore decided.: Difficult passages of the Hamasa and their con-ections. 4A*i^l ^IaT ^y^ v^:tfVjwaj_5 J^S^jit-i U^V itself The main interest of the work concentrates in the extensive section fol. work is con- cerned. which is is [4] latter is the Kitab al-tashif. and at considerable length.

Bu172. Hajl Khal. and its various branches are touched upon in the course of difluse criticisms. 48. by 'All Ihn Ifaviza al-Baxri. I. 375) and belonged to the famous circle He was a great friend of the renowned poet al-Mutanabbl. H. an eminent philologist of the fourth century of the Hijrah (he died A. * Ta'rikh al-Islam. with his full name Abftl- KAsim (or. LaJUI oL^C^^' . that gatliered round Saif Al-Daulah. 162. like al-'Askarl. 572. is by al-Suydtl.(5) DR. 868 and Rieu. I . the 'i\jj}\ PAUL BRONNLE iS- » viz. 446. Comp.parts of which are by Htlji Khalifa. 328. Supplement. 572. Abn Nu'aim Hamzah Ibn 'All al-BasrI. On Dlwan of al-Mutanabbi he wrote glosses. the Kitah al-ianhlhnt. Or. The author starts by relating various anecdotes in connection with philologists with whom it was a constant practice mutually to point out and correct each other's mistakes and then separately mentioned he proceeds to criticize the following eight works. 781ft and MS. more particularly as regards Arabic Philology. 144 h. Rieu. Arabic Catalogue. 486 ft. when he repaired to BaghdAd. Rieu. a good deal of which is not found quoted in other works of similar character. fol. was. the single . pp. 166. • p. IV. V. whom he received in his house. which however have not been preserved. ghyat al-Wn*at. fol. VI. p. Mus. This work is also valuable for its abundant quotations ot ancient Arabic poetr}'. also called ijiij refutations. 333. * is a rich storehouse of information.^IaT critical observ' ations on the mistakes of philologists as he called *. of the Brit. Supplement. The main the famous * work of 'All Ibn Jfamz(t. Tliis author.

* The Kamil of al-Mubarrad. \ vol. fl Haji Khalifa. 30. Brockelmann. 28 37 . p. Ibn Khallikan no. Reiske). Mas'udi. viz. *1 'I and notes pp. 40. ' The Nawadir Abn 'Amr ' Isliak Ibn Mirar al Shaibani. Arab. insomuch as lost it gives in the criticisms fragments of the works. p. = de Slane's translation. 95. p. * Ill. VA and p. MSS. ^ 317. p. Ill. vol. Fliigel. Comp. whilst three are extant in good 4. l|J«— l|Jfl. H. V. vol. Hammer-Purgstall. Ill. vol. vol. vol. Fltigel. . II. Lit. Abulfeda. H. Ibn Kuteiba p. 210. 31. who died A. Arab. Abhandl. I. and notes 243. 572. p. 282. p. 71 Rieu Supplement. pp. 647 p.. Annales musle- mici. These three works afore mentioned are non-extant or at least have not been found yet.10 SECTION DU MONDE MUSULMAN 1. p. Lit. 85 = de Slane's translation. p. vol. 210. |«'V*1 p. 206 and 205). al-nabat by ^ The Kitah Ahmad Ibn Da'ud al Dlnawan. [6] 65: The Nawadir of Abn-Ziyad al-Kilabi of al A'rabl. Ibn Kutlubugha (ed. notes p. p. * Y^^ and notes p. VV- . \y^' p. For al-Mubarrad Comp. 139-142. Tabakat al-udaba pp. Grammati- Bche Schulen * Araber. Baghyat al-wu'at fol. Abulfeda. Of the following five works two have been accessible made by good editions. Abu'l-Mahasin (Ed. Anbari. Fihrist. 2. fol. ^Y^p ..fl . Annales muslemici (ed. vol. fur die Eunde des Morgenlandes. Ill. which of course greatly adds to the value of 'All Ibn Hamza's work. 3. 116. V. v. 6 .. p. II. Ibn Khallikan no. p. by Fliigel in vol. p. Fihrist. Grammatische Schulen. See on 'Amr Abu al-Shaibani : Fihrist p. who died A. 213. William Wright made an excellent edition of this See on him Fihrist d. wo died A. vol. 182. 46. H. 166. 285. . Yuynboll and Matthes). I. (there are different records about the date of his death. »^.

108: II. 325. vol. WUstenfeld.11. See Anbari. p. flAA and WB . . V^^ . Arab. vol. vol. 27. 164 j Brockelmann. . and Bronnle. VI. Specimen.. Hamaker. p. who died A. 93. by Abn'l-'Abbas H. 538 fol. at Bolal^. 282 and notes 248. Annales muslemici. I. 96. IV. Part * Comp. fJf^V— p^t. p. and Rome. vol. p. Wtistenfeld. Joordain. H.. Al-Zubaidi. Berlin 1876. Fihrist. according to 291/ the MS8. 293. 167. p. Annales Muslemici. Anbari. Abmad Ibn Yabya Tha'Iab. vol. p. . no. Leiden 6. 10 6 . * Lit. Abulfeda. fol. II. Arab. no.. Lit. pp. Gharlb al-Mumnnaf b}' AbO TTbaid al-Kflsim Ibn Salhlm. vol. Bronnle. PAUL BROXNLE 11 work. Schafiiten. II. Ibn Khallikto p. Haji Khalifa. Abnlfeda. Tabakat al-udaba. Contributions towards Arabic Philology. = de Slane's translation. who died a. edited by F. Brockelmann. Anbari. Ill. vol. p. Brockelmann.. 302 'Abd al-Latif 481 . p. tAA— t<!A . 345 Al-Zubaidi. 1260. Tabak&t al-udaba. 118. H. 443. Ibn Khallikan m. p. 172 ande note 159. pag. Ibn Khallikan. no. pp. vol. 224. 18. Biographie universelle. 80. Geschichtsschreiber. Abu'l-Mahasin. al-Muzhir. * Of this most important work there are MSS. Barth. II. 85. who died A. p. p. II. p. no. p. p. Hammer. vol. p. Arab. [7] DB. Contributions towards Arabic Philology. 486. 2. p. vol. I. vol. Part ' II. Tabakat al-ndaba pp. |JY^ . Arab. The Idah « al-Maiiiik by Ibn al-Sikklt. 7. 244. Comp. at Cairo and Constantinople and in the private library of Count Kitnb Landberg. p. I. vol. pp. Specimen. and on the foundation of this edition there has more recently another one been brou^^ht out 5. Grammatische Schulen. Flugel. lV«i . p. FlUgel. Lit. Grammatische Schulen. IkJdiyar Faslh al-KaUim . I. 42. p. v. Lit. 20 6. Anbari Tabakat al-ndaba |jVV. \\J^ p. Al-Suyuti in vol. Fihrist p. f**t**f. 798 = de Slane's translation. FlUgel.. II. Hamaker. Gram- matische Schulen p. 'Abd al-Latif p. \*^t** — h"'^. I. Mir'at al-Zam&n. of Berlin. 107. 14.

no. Mus. f^-^. 229: de Sacy. p. Brit. of which there are extant is niaDy and good MSS. Mus. 202. work. Brock. Commentary and critical Notes.. Other MSS. " . ^ early next year. vol. I. vol. VII. Fihrist p. 3006). pp.. From criticised this short list of the eight 'All B. the Arabic part of which is ah'eady printed and which will appear 8. 10518.. Of this work I am preparing an edition according to the MSS. Al-Zubaidi. 3042). vol. 89 6. The best and MS. B^. 137: Fliigel. prepared in Bey rut by Pater The Kitah al-Mak. Arab. For all the details as to this author and his work see Bronnle. I. edition of this work. 100. ^ preserved in the Viceregal Library in which the Director of the. pp. X. Brockelmann. vol. IV. Annales Muslemici. are in the British Museum fol.12 SECTION DU MONDE MUSULMAN [8] An Cheikho. p. pp. 1308. 131. p. vol. Muntaka al-'ibar (MS. Bughyat al-wu'at. V|J . p. Contributions towards Arabic Philologj^. I. p. Flttgel. 155. 446. Haji Khalifa p. 20 6.. who died a H. Paris and London. is in different MSS. p. Suppl. p. * For Ibn Wallad comp. 122.. and Part II. vol. of Berlin. p.Library has caused to be recopied. Grammatische Schuleu. Part II. 167. Hamaker. Rieu. 215. which are it is by our author preserved is Hamza. Husn al-muhadara. vol. p. Arab. II. 17. p. Anthologie grammaticale. easy to infer the far-reaching importance of his Kitab al-tanblhai^ which oldest Cairo. Brit. vol. fol. 2041). 365. 221. Part I . 158-161. 117. fol. Intro- Indices.. no. Al-Zubaidi (MS. 332. Lit. Bughyat al-wu'at (MS. Rieu. Lit. BritMus. 22 b: Grammatische Schulen. I. 23 and 47 seq. Or. fol. Kamil. 5. 126. Specimen. 233. Contributions towards Arabic Philology.^vr teal Mamdud by Ibn AVaUad. furnished with duction. Or. no. See Fihrist al-kntub al-'arabiyqa al-mahfuza bi'1-kutubkhane al-khidiwiyya al-misriyya. Bronnle. 831. Suppl. fol. Or. fol. pp. p. Abulfeda. 827.

But. is in which the original critical text is preserved as the case with the last five criticised books. ". 841. of the Viceregal Library in Cairo. in the University-Libraiy " at Strassburg and another MS. so that * See Rieu. The task of the copyists trying. good many passages are party obliterated and scarcely legible. for a satisfactory critical edition lies in the fact. a rather dilapidated condition. p. as the skilled trans- matter stands. A fairly safe foundation and base is given in those parts of the work.(9) DR. and the great difficulty viously belonging to Dr. 672 no. for the critical edition only those copies are worthy to be taken into consideration. There i» therefore no lack of MSS. They very seldom harmonise and frequently stand in diametrical opposition to one another.. ' Neldeke in *' Zeitschrift der Deutschen Morgenlandischen (*e- eellsch. that is in this original MS. that they have all emanated from the old and greatly mutilated MS. . but a clone and careful examination of tliem has shown me. PAUL BRONXLE to 13 in London. it is rather difficult to give a good and accurate text all the more so. was consequently rendered most very interesting to follow up the As a matter of course. and it is manner and method. formerly belonging ' Freilierr vou Krepre- nier. vol. XL. Spitta. as the work is teaming with poetical quotations. in the Pi'ivate Library of Count Landberg. Suppl. in which they deal with their subject. whilst others have been so frequently altered b}' different hands that it is utterly impossible to A make out with certainty the original readings. 313 (1886). which are compiled by conscientious and cribers.

Lit. p. of the Hamasa of al-Bul. Prof. 60. Nach den Handschriften von Constantinopel. vol. MilUer in Vienna kindly lent me the Dlwan of al-'Ajjaj. But there remain other sections. H.U we SECTION DU MONDE MUSULMAN are able to restore [10] many parts of the Manuscript with tolerable safety. p.. the Director of the University-library in Strass- burg sent ot me for my use in the India Office the '^ Dlwan Ru'bah Ibn al-'Ajjaj and some philological work and the MSS. al-'Ajjaj and Ru'bah Ibn al-'Ajjaj. Lit. 313. See Noldeke in " Zeitschrift der Deutschen Morgenlandischen I. Kairo und p. Mtiller in " Sitzungsberichte der Wiener Academie der Wissenschaften " 1878. yet there still remain so many riddles to be solved. D. that the editor's task must be. In this respect I made a special point of going to the sources as far as the unpublished Dlwans of poets are concerned. which is in his private possession ^ . pp. w^hich are generally not so easily accessible. Brockelmann. Brockelmann. vol.. namely the criticisms on the first three works.ituri. Through the kindness of different Arabic scholars I have been enabled to use a good many MSS. 60. some in the British Museum and the India Office in London and some in the University-library in Leiden. Das erste Gedicht aus dem Dlwan des arabischen Dichters al-'A^^ag. I. . of the * See D. is which nonun- extant or at least not found yet. particularly those of Dhu-1-rumma. Arab. H. The criticisms derlying the text olten give valuable hints for the right method of reading the criticised work . Leiden hersg. Gesellschaft " vol. * Wien 1896. in the original text.. Arab. underlying the criticisms. XI. Bittner. to try to bring within his reach every source of inform- ation which possibly might throw light on the text. regardless of trouble and loss of time. 335-342.

Suppl. no. and enough for it must be said that as a whole he exhibits himself as and him to venture a greatest of the Lughawl's are good rather an Bassrls. I have already dwelt on the great value which attaches to this work of *All Ibn I^Iamza with respect to both the various branches of Philologj' and the ancient Poetry. unjudicious exponent of the school of the In fact one cannot help realising that 'All Ibn Hamza. lies. they receive the old traditions and accounts without much critical raisonnement. Yet there remains still the question to decide wherein this particular value First of all. 673. 'All Ibn belief in the authority of those old linguists. p. In striking contrast to this Qamza..* There is. and place an almost absolute stands our author. and pointed out that indeed it ftirnishes some of the most systematic and effective documents of the ancient Arabic Philology. For the philological side of the work I had the rich treasures of the British Museum at m}' disposal. 842. and to point out the errors of the Barjris as unsparingly as those of the adversary school of the Philologists of Kttfah. however. namely in his » .[11] DR. The Arabs are as a whole of a rather uncritical disposition. Rieu. although belonging to the school of al-Ba5jrah made it a rule to be fair and impartial. al Ferazdal^ and al-Shammakh. The very first critical passage with. So I liave done everything in my power to prepare an edition as good as possible with the materials to hand. rule. one exception to this Comp. PAUL BBONNLE 15 Diwans of Dliu-l-i*umma. to these I had accefts in the Bi-iti^h Museum and in tlie University-Librarj' in Leiden respectively. in its pronozmced critical character.

historical all in fact. In putting forward our author piles up a remarkably large and geographical abundantly rich. 11. . he touches upon almost the intricate problems in which Arabic literature is so Specially noteworth}^ in this respect are the nume- rous references of 'All Ibn Hamza to the observations and remarks of other authors. From the very outset he indulges in such scath- ing and sharp invectives against this consummate ma- and aesthetics. Brockelmann. Part II.. grammatical. pp. as Mubarrad. Lit. probably emanating from a certain jealousy of Mubarrad's high scientific reputation dragged liim too far and made him unjust. that we are bound to admit that his pronounced dislike. of rich material. I shall have to knowledge of the Kitab al-inmf by al-Anon the controversies between the schools of Basra full and Kufa. poetical. For this purpose. to on which side the right really gain a bari lies.16 SECTION DU criticism. 34. Arab. Bronnle. though rather difficult task for the commentar}'. although even in this case we cannot refuse to him the possession of an exceptionally critical spirit. one against the other. 39 seq.. lexical. a masterpiece of deep and well-founded philological knoAvledge. as it is preserved in the Libraries at Leiden. as is possible. to balance the views of the criticised authors and of their difi'erent critic. I. which are not known * Comp. and as tar attempt a final decision. It will indeed be a most interesting. Contributions towards Arabic Philolog}'. where a specimen of the work is given. 'Ali Ibn Hamza. ^ the Escurial his criticisms and Constantinople. graph. amount ical. with which ster in philolog}^ I propose to furnish the critical edition. that MONDE MUSULMAN [12] eopiouy on the Kamil of Mubarrad. 115.

are preserved neither great Arabic Dictionaries. that is to of Aba Ziyad al-KilabI ^ and. other hand. nor in the great Adafj works 'Jkcl as the Khizdnat al-Adab.t\xYQ has been made accessible by a good edition (viz. lies in the fact. PAUL BRONNLE 17 to lis through other sources.«r/iV-literature. on the b. w*ill open up and enlarge a new field in Arabic Philology. Although one of the best specimens of the rich Naimdir-\\iQYQ. which.[13] DR. The main which I have already contains criticisms on three prominent works. to briefly alluded. the Kitab al-nabat by Ahmad Da'nd cU- Dinawari. the Nawndir of Abn Zaid. etc. however.. in less And from exhibits a this point of view. At the same time there are to be found many poetical fragments. which are non- extant or at least are at the say. Saftifij the alr- the Tnj the Lisfni al-Arab. a careful in examination has shown me. The names of such accomplished masters in philological matters. al-farld. is abundantly and conclusively shown by the remains of tlieir works as pre- . neither are they to be found I have turned in well-known sources to which the hope to find out the parallels. that it Arabic Poetry. which appeared Beirut 1895) j'^et the overwhelming richness it of the Arabic language renders ducts of this most desirable to bring witliin the reacli of the oriental student still other proiV^rtw. the al-AW(\hi two Nauadir-\\ ork^ and of Abu 'Amr (d-Shaibani moment lost. as Ibn al-A'rabi and aKShaibanI. as the '^Arns. the Kitrib al-tanblhnt most valuable contribution towards ancient strength. Tliat this is indeed the case. afford a certain guarantee that the Naufidir-hooks^ composed by the same.

no means richly represented either in printed books or in MSS. ''the book of the Plants'. that from -the general drift of thought and language observable in the preserved passages of the work. however. in as selected those parts to much as he has only which appeared to him particularly jet by the yery character need correction. as substrata for his philological critical sagacity. how much importance which is bj^ is to be attached to this conspicuous specimen of the ancient x^rabian botanical literature. It must. in order to give some idea of the character and aim of the critic 'All Ibn Hamza. At the same time. to reconstruct these by disentangling their underlying clauses from the complicated and intricate passages of the criticism and detaching them from the context. as the custom with these old Lughawl's. Although that author in his critical reviews has availed himself ot a rather eclectical method. that al-Dlnawarl deals with his subject much more from the philological is point of view than from that of natural history. I have endeavoured by reconstructing the two first works to point out in each single passage which way the criticism sets in and show the point of view taken by the critic.18 SECTION DU MONDE MUSULMAN [14] served in the criticisms of 'All Ibn Hamza. As to the Kiiab al-nabat. be said. In my « Bericht an die Kgl. Akademie d. power and of his reviews we are enabled to reconstruct many valuable fragments of these lost works. . Wissenschaften zu Berlin iiber meine arabischen Studien am British Museum zu Lon- don » I made a humble attempt works . we are justified in concluding. by three lost al-Dlnaicari^ I scarcely need to point out at greater length. and to link together these disjecta membra.

London staiitinople. the GharJb al—Mti^aJinaf b}' Abf* and the Kitnb al-mahfir nal-mamdnd by Ibn Wallad.[16] DR. the is in the possession of Count Landberg of ratlier an old date and must. Escurial. and in my ) opinion it should be edited. to the German Embassy it in Con- stantinople. to add still some words about the last category of criticised works. Cairo and Conis in Leiden. The best of these I MSS. Moritz.. The second work. Cheikho according to the MSS. (Brit. are quite modern. the Mah ai-mantik^ the main work of the great philologist Abn Ynsuf Ya'knb Ibn Isl^alj: Ibn al'Sikklt. Sofia private library and the third in the of Count Landberg. namely those which are extant only in MSS. in conclusion. and the authors criticised by him. will be edited in the course of the next years by Pater in Beirut. Mus.). in the first place be taken into due considera- .. the Gharlb al-MiLmnnaf by Abu 'Obaid. the pupil of al-Kisa'i and al-FarrA. The first of these. Whereas the first two MSS. of Berlin. Director of the Viceregal Libraiy in Cairo. and from Dr. and have thoroughly it for purposes of comparison with its criticism. It is preserved in i three MSS. undoubtedly studied the Brit. Gierz. one in Cairo. Dr. according to the letters I have received on this subject from Prof. I have. for a forthcoming edition. Til us PAUL BROXXLE given in 19 after liaving short outlines the and most striking features of the relation which exists between the critic 'All Ibn l^&mzB. Mus.. as is tlie case with the Kitt^j IMi al characteristics main mantih by Ibn 'Obaidj al—Sih'kit. one in Constantinople Aja. Dragoman MS. is one of the most noteworthy and complete systematic Dictionaries.

SECTION DU MONDE MUSULMAN In any case.^ are looking upon this Berlin MS. * ci- is already in an advanced stion The treatment of the maksttr-icd'l—mamdiid quewas quite a favourite one with the old Lufull ghawis. to whom the MS. Both. vol. 1900. which will be published by Messrs.20 tion. Bibliothek. As the MSS. by Dr. as a forerunner to am glad to add. Brill Leiden. respectively in Berlin. Wetzstein. Handlist II. to By for the best is that in the British Museum. * The book has now appeared uuder the title: "Contributions I. I sliall [16] have to study thoroughly — of the whole section — the Kitab alsame time the makmr waH-^namdfid by Ibn Wallad — who belonged to last this work. of this of summary woi^k. and the Librairie devant E. that the print et Imprimerie. F. and I edition. I have been compelled to form an opinion about them which is rather contrary to that of their chroniclers in their various catalogues. previously belonged. both on account of other its age and its correctness. London. of the book. . for purposes of comparative criticism. ' Ahlwardt. no. 1720. Arabische Handschrilten d. But a close examinHandlist fnot printed * towards Arabic Philology". Luzac and Co. as the original work of Ibn Wallad. Berlin. Part I^iden. in Paris and in London. 6940. Kg). what has been There are three MSS. and at the As to the third work of this category the Egyptian school of Arabic Philologists. Paul Bronnle. and in the Introduction to the edition I have endeavoured to give a written upon this question. VI. state. London and Wetzstein. in his short ^ and Ahlvvardt in the great Berlin Catalogue. I have that myself undertaken an of the Tanbihat.

and this in connection with the fact that the second and shorter. the merely grammatical portion of the work.[17 J DR. It not only greatly differs from the other two in the prosaical sections. the Paris MS. Part II. The ^V. dhakkar ira't-Mu'annath. Aetti dxi XII"'' CQttgrii dtt OritMmUtU*. BrOnnle. but only an extract. is tlie Introduction. convincingly shows that the Berlin MS. particularly The only * portion of this MS. is in fact not the original work of Ibn WallAd. although written by the same hand and with the same ink as the former part. But he has overlooked the fact that the latter part of this MS. On the other hand. — ToiM III — C8*« Parti*) % . the backbone of a standard work of Arabic Pliilology. exliibits merely an extract of the original work. and a rather poor one too.^^ edition of this series » work by Ibn Vallad forms the title « Contributions totrards part of a under the in Arabic Philologyy which I propose to publish some * For the details CSomp. written lexicographical purposes. is described by Baron de Slane as containing whole tlie work of Ibn Wallad. that agrees in the whole with that of the otlier two MSS. in reality contains the fragments of quite another work which I have not been able as yet But from its contents I think myself justified in drawing the conclusion that it belonged to one of the numerous works on tlie 'Masculine and Feminine'. PAUL BRONNLE 31 and careful comparison witli the two other M8S. a Kitnb al-Mufiilly to identify. Coutributions towards Arabic Philology... is totally left ation out. are almost entirely omitted. but also the ahawnhidf the loca probanda which form. has led me for to the conclusion that the Berlin MS. as it were.

critical it In order to convey an idea of the character of 'All Ibn Hamza's literary style and of the he has adopted in his reviews. now complete on subjects which attract the critic's particular interest. as far as Commentaries in extenso deemed necessarj^ with deahng with the different points in question. however. and of which I have had great pleasure striking features in giving in brief outlines the most characteristics to the and main Mu- hammedan gress in Section of the International Oriental Con- Home.Init is troductions. which forms such a notable landmark wide realm of Arabic Philology. all the others are vols. now short aphorisms. the main source of Kitab al-addad by al-Anbari (edited by Houtsma) according to the unique MS. the criticisms of All Ibn Hamza. and some other valuable treatise on Arabic Philology. of the Brit. but always . As I have pointed out above. the Kitab al-azmine.22 SECTION DU MONDE MUSUL]\IAN [18] of the most interesting documents of the oldest Arabic Pliilology and to furnish the editions witli literary. Mus. The main part. especially on the poems. grouped. The lished series will besides comprise the two unpub- works of Kulruh both according to unique MSS.. treatises the criticisms are generally of very different length. according to the MSS. furthermore the Commentary Abu Dharr on the Biography of Muhammad by Ibn the unique Hisham. and the Kiidb al— adddd. of Berlin. according to MS. Constantinople and of the Escurial. will round which form the edition in two in the of the Kitab al—tanblhat. and.. 'book of the Times'. contained therein.. of the Royal Library in Berlin. I methods think appropriate to annex a few examples.

18. whereas in the second the critical zeal seems to be somewhat lacking. Lisan aU'Arab. in the notes is meant the Cairo MS. Wright) VYfl . by to K the MS. ' * The Kamil reads «JJ«3 ^LRJu**)^ Most of the MSS. 8 . = Cairo edit. . ftAi . is taken from 'All Ibii yamza's criticism upon the Kamil of al-Mubarrad (edited by William Wriglit). Of all these eight criticized works there is none which has been so closely scrutinised by our author as that famous work of al-Mubarrad. (formerly belonging Freiherr von Kremer). 1. of the Brit. particulary in its first part. Mus. 1. PAUL BEONNLE 9B supported by a most liberal display of poetical quotations. \>\'B . II.[19] DB. IV. 1. by S the Strassburg MS. Taj al-'Arus vt. * See Kamil (ed. ^A.. * cU^I * "Ji^ -i^^^UVj ^M«=^5\ Ju:iJ\ l-Jl 4*5 IjU li^iftj By C. J^^^J *°^ *8 ***** quoted in al-Sahah rflt and XI. ^'t^f*'. read f>^' • * The verse is attributed to t^Uoj\ iji O^. The first of the two examples which I ap- pend to the foregoing essa}*.

)f^A with the second hemistich running as follows * ' MSS. SECTION . DU MONDE MUSULMAN . K and S read ^yA^ X f*'A^ ' MSS. Kojan..^^cut^ The whole verse is mentioned in Lisan al-'Arab XIII. .. Koran. verse 78. tl "i ySj JUj aUU ^^^5al1 J^J^^ L^^iXo s>^^ ii^t ^^. C and K yS^j^\ and Lisan vocalizes * This verse in also cited in Taj al-'Aius al-*Arab * * XX. Sura XIX.24 ^ W f . Sura XVIII. jJ^I (Ijet <^j*C^ as Active).. . % . verse 6.1 [20] _ .

^A6.^mJuJI «-^^ J^\ ^Ij Utfltf ^UV ^UM ^j •3)>>^^) ^^-« ''/t>^' U^J y^i^*o %\m ^y ^J^mij (»^^^ (^j]jj U A^ji\ t^a^ L«c!^ ijiAil Juft\ =* ^jojv J\j" . verse 27. PAUL BE6'NNLE i^\ *^ 95 jL-d IS^^ cfiy^. verse 20./ Jyb UC^ Jui>U3l O^ ^ jjjujj Sjs. Six Divans. .t . Sura XIV. where the second hemistich reads * Koran.^i'> U^^. f*» . verae Comp. O^ ^ 4 ^ dT ^ O f\.[21] DE. ^y jlj*** f^\jj }j* i\^^ v-=. Sura LXX. fl. Lisan al-'Arab XIV. 19.j^L-A>»lj cJj >JM cr <. « ' Koran. p.^^ * I^aJLc vjISx **oI^j ^j • Koran. Sura XIV. Ahlwardt.

Kamil Wright is p. Ui.\> 1. * K and C read J?^mJKld\ I .36 SECTION DU MONDE MUSULMAN [22] Jf\y«j J^ao yJKi Sj^ ^j\^^ ^'^ SJ^^ Uj [fol.3\ _J^^ 4>>t\9* <^^> /r* S«^<^U^ ^ ^LJkJ\ * JUJ JU* UT u\^^3j v^3\ Ui»U ^^UlU The verse is by Labid and quoted Taj al-'Arus X. f*'A^ |J*i^ and Lis&n al-'Arab » XX. with 4^' . S^b^i 0^^ 6] ' 59 :y^\j fcjLoV^ U^aJ^ Jv«L L>fi^3\ j^jP 3 . Leiden). t^^. * The verse not contained in the Diwan of al-Shammakh (MS. B. for 3.. (ed.

.[23] DE. t^ -Aa)! Joo^ )ij Jl JUO Lf al-Arab . Sura XXV'I. t6^ reads A*Ufi:^^»fl-«. verse 44. PAUL BR5nNLE 27 * [aj\JLii\ ^—-t*.il 'l-i^^ >W * jt\^i^S jj<^^ u^wkA3\ ^umJI^ ^4^1 _^«Jt^ ju^L.4mJI J^A l<^ ^^a^jXj * ' J^_^ J^ JJ^\ JU' s^^aTj C^ ^ * m ]^j ' s^7^ AaU 4 Lisan f 6^ ^ f a. The vera© 18 by V * I 0_8»> ^J' Kdmil reads ^-»ib ' K reads L^)^^\ * Koran. XVIII.

60a] »«>^^ (3 • J^y^ ^y^ *^^ o-* ^ ^^M-5 X -» -^ ^ \^ C T^ y ^9 I-^jJl^u i/^«>^^.^ ^j '^^\ [fol. .^lAj^j<i4^i liXtfi JUi Lu4M <^Ljt^ JL« s«>v.28 SECTION DU MONDE MUSULMAN «' [24] ^of fti>^ v.. ^ ^ X . a:^L^ 4 O^ X> * A ^ o-?^ v«:^-^j\j ^X V/ # t*^ o ^< . %-«<>J\j ^Wj \*f.

from the point of view of natural history. \Y>^ and XIII. VII. ^16. . y^^y^ ^)} ^ikjJ^ ^\ ifj^j [fol. as Arabic works relating to botanical studies are exceedingly scant}'. yst . As the second example I short passage of 'All have selected a Ibn Hamza's critical review on Tliis the Kitnb al~nabat by al-Dlnanarl. XIII. with diflferent variants. is also quoted with j^^^Y . work is the more important. But all the same the scien- result for this rather neglected branch of Arabic science remains a considerable one. It must however be borne in mind that it is written not. Lisan al-Ar«b III. 28J * The verse IT. PAUL BRONNLE » 2. VII. this part of 'All and the edition of worth will largely tend Ibn Hamza's to throw light on many difficult questions relating to botanical matters. but from a tific philological standpoint. as one miglit expect. «v^y»&) fore v^w «^i id Ttij al-Arus \^^ '. ^|J«1 .[26] DR.

J^ Joi^ o^^-^ i^ f^^. p6^*' . j^k^*«\^ aiuo» ^\ Jj^^j t^**^4 *v^^ j^-^j >r>^ J^^^ ^ ^ " X "^ • ^ *• * The MSS. 1. f*»|J. quoted.Arab VIII. is ^*i^ where a similar verse by Ibn al-Rika' quoted ^V^U* ^ ol nii\ S'^^^ .Jjij j^sswU Jyill^ Li». read j»VC In . c. * K transponed fLi\j ^Ui\.^>-^ ^Vl?. 'ilkm \jj^). U^ ^o. ^-' -* > i *^ '^^'^^^ (JO A . ' Comp. See also Lisan al. Taj al-'Arus VII. like Lisan and VII. f^t*"' ^^® hemistich running as follows f .^'^ ^' 4^j a^ss^jc* flail '. f^t^^l and XII. where the whole fi^'^*' verse is al-'Arab XIII.30 SECTION DU MONDE MUSULMAN [26] J-f^^^l^ J-H^l^ Ja^A**\5 >^4!^ ' ''-^i^ *^^\ o\i. »Lmm (T. but the reading of the Dictionaries >»>* is preferable.|i' fL^\ A^ 0[^^ L^iL-^.

». ^iY^V and III.^ <S^*^ Lm^\ ^_^ju^ jj_^) ^'jjjyj -^j^ Jh^^ jUa^l J%a3\ iilul:*. \\^ and IV. VV^*.^vji4 »UI\ Z'^*^^^ (>^^ ^ - — ^t^lj ^3 i^ft .>^^W3\9 J"^^ s^>S^ AiyU« ' This verse is also cited in TSj al-'Arns IX. PAUL BR6'NNLE 81 »\j^j::>l U 4SW jj^^S J^^Ui 4. t^t * Also quoted in Taj al-'Arus I. a* and Lisan al-'Arab XVI. 'Aiab in. Lisin tor al). ^\ Jlj-_5 'J^^t ^4^ 1>^Lj ^>^ 6oJ^ i.[27] DB. *^\ (everywhere with 0(V^^ QV*^/* . Md and XI. JUUi3t^ ^X^ '5.lj^\ L?5 ul^^-« wTU^ U^AmJ\9 A^m.

^. )f\^^ as follows De.Y notes onl}^ this version of the verse. Paul Bkonnle. ^>«<»>jar>«C1KMci>'Sr- . * The second hemistich runs in Lisan al-*Arab XIII.32 SECTION DU MONDE MUSULMAN [28] Jbl^l li\j ijjt^ ^^yf^ »>^ * Lisan al-Arab XIII.

ce dernier (5t^ trace sans Voiseau couch4. se demander: Que represente ici le signe simple? De prime abord. p. page 246 (Mars 1891).NOTES DE LEXICO&RAPHIE EGYPTIENNE TROisifeME Article ^ UN SifiGE ET SON NOM. voir AcU* du X* Congr^ des OrientalUtet. le plus souvent. Proe€9ding» XIII. article paini dans les Proceedings. j'avais cru attribuer a Tautre signe cette tard. tbis. il meme lecture. Le second signe ayant Plus Ibis. reconnue de mfik. p. bien juste des la partiaite exactitude de la lecture mnk attribute il par moi a ce signe. avait est de reconsigne naitre que. lit qui. m'a ete permis de constater. IV. Dans un 8 ans. j'ai eu I'occasion d'etablir. Toutefois. Session de G^enSve. 1-10. dans la plupart des cas. est figure portant une momie * On pent Pour les deux pi-einidra de ces articles. . pour la la valeur y a premiere ' il Tequation de deux signes. 123-188 et * Sphinx II. on serait peut-etre tent^ d'y voir le lit si frequent aux representations tuneraires.

D'abord. p. Si premier repr^sente un a momie. y a un mot egyptien maket qui « a I'aide de notre signe et qui se traduit coeur ab sur son siege. signe ne s'emploie nuUe faut done etablir une dis. les coeurs du cycle divin a leurs trOnes mak le II serait facile de multiplier nombre des preuves de p. derniere explication par suite de differentes raisons. 1. inadmissible. Puis. note * Maspero. ex. une le second est sans doute a rdgarder comme il sorte de siege. un siege en miniature qui semble reproduire sous forme plastique le signe qui se transcrirait mak. Le Temple d' Edfon I. Je conclus a cette s'ecrit ». p.84 SECTION EGYPTOLOGIE * (2] couchee. Le Temple d' Edfon I. Db Rochemonteix. Cfr. 796. Un exemple d'alleguer se traduit de la maniere suivante coeur db. corame dans Texemple qui ton se traduit ainsi ^ « Je place ton coeur hdti sur son tr6ne onak tre ou le parallelisme des membres mon- que les deux signes representent des notions synoanalogue a celui que nous venons : nymes. Mais quiconque examine le II les textes des basses ^poques trouvera vite que part dans la A^aleur mnh. » . il y a au Musee egiptien du Caire. qui se lit sfer^ et celui qui se lit lit mak. • De Rochemosteix. Mais I'^spece de sopha qu'on a cru devoir construire h c«t effet est. Sphinx II. cet ordre. IjdH s'est joint ^ « Ton a son siege. ^ . k * mon sens. 114. page 50. 177. decrit par Le dit siege est Maspero ^ en ces tennes-ci: « 2364 — Bronze • Au mu86e de Florence il y a une reconstitution moderne du sigue hi^roglyphique mak. siege : p. o Horus. ». p. tinction absolae entre ce signe avec la momie le couchee. nos annotations lexicographiques en fournissant en quantite. Guide du visiteur au Musee de Boulaq. ex..

un bas-relief d'epo- fait voir un roi assis sur Cette derniere forme de notre signe nous ser a la description qu'en pen- de r ouvrage intitule cet ouvrage. 496 de recti- y a. 105 . je le rappellerai y a. N. Lee deux : bras supportes par deux lions passants le dossier est un vautour personnage les pieds. AUertilmer nnd OipsabgilMe. page 3. Fauteuil de divinite. qui deploie ses ailes afin de prot^^er le assis. on voit de suite « le petit triangle » A montionne par le dos- r^diteur du sier Temple d'Edfou est simplement la de notre siege. larg. Pag. fait mention dans qu'il En troisieme lieu.. * dessin k la page 405 de Ausfilbrlicht$ Verteiekniu dtr gg. au un trOne fait Mus^e de Berlin. ainsi Le meuble decrit le par Maspero a sans doute son equivalent qui est debout visi- dans trOne sur lequel le roi Chafra. saite. : en bas de la page. Ep. pour quelquefois commodite. au Musee du ^ Caire. ficative il donne quelque part Tediteur Le Temple (TEdfou. est represente assis. L'^pervier sur le haut du dossier du tr6ne royal correspond blement au vautour dont Maspero sa description deja citee. Seraptium. . ' Voir ZeUschrift Voir le XXXVI. la note « Jl que voici faut substituer lit > . un petit trian- gle J a la momie que « plac^e sur le En » consultant la representation citee d'apr^s le catalogue de Berlin. dossier que. un tabouret pour » C'^tait probablem6nt un Harpochrate qui siegeait sur ce tr6ne. Devant le fauteuil. Berlin 1899. 0"" 078.sous que recent qui nous (mtlk).[8] £ARL PIEHL 0"* 85 H. 2261. on la pouvait supprimer en dessinant torme conventionnelle pour le mcik.

monument dont « le dossier est un » oiseau « qui deploie ses ailes afin de proteger le personnage assis » Toiseau. qu'il faut bien distinguer d'avec le lit. a la forme d'un epervier couche. Karl Piehl. au debut de cette note. . mentionnee d'apres Maspero. sur la statue de Chefreu. La forme avec un oiseau couche que nous en avons citee. I . d'un monument de cet ordre conserve au mus^e do Ghizeh. rappelle la description.36 SECTION EGYPTOLOGIE [4] Des observations qui precedent il resiilte qu'il y a eu en Egypte nn siege ou tr6ne appele mdJcet.

si Sappiamo Faiini. alia hissuria. — — (V* Partta) . proclivi abbandonas* sero alio piu diverse du tbraio orgiastiche: le indefinite Tome III AetM du XII"** Conffrti OritntmlittM.DI UN BASSORILIEYO DEL MUSEO DI PERUGIA La meiite rappresentazioiie del basso rilievo e evidentefacile assai a essere spiegata: trattasi di un Fauno che mentre suona la sua fistula h in stato di / J Maui* priapismo. e qiianto i nell' atteggiamento di saltare.

della volta. lo svolgimento della con- cezione artistica e evidentemente improntato alle me- morie de'culti dell'Asia. 38 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS che ne conosciamo per opera [2] rappresentazioni degli ci scrittori e degli artisti nelle arti figurative non con- sentono pertanto se d' illustrare un argomento notissimo. avanti tutto. evidentemente inutile. che arte etrusca. credo lo ripeto. Ma le popolazioni della Frigia. non poteva non esser tee percio. I ricordi che la gente etrusca aveva porta ti seco si nelle sue peregrinazioni. per dir piu esattamente. 1' pu6 dirsi die. pro- priamente detta. credo. che sia impossibile definire di con precisione quali molte memorie lasciateci dagli dell' Etruschi sieno prodotti arte nazionale con influenza della raffinatezza estetica importata. della Misia.. 1' greco-romano. riverbero V esplicazione delle concezioni si nianifestava in Etruria anche prima che la popolazione etrusca fosse politicamente assorbita dall' elemento invasore. abbia avuto una vita sua propria e originale assai ristretta: 1' influenza roniana cli'era per elleniche . Ed memorie. alquanto di verso: non per un punto di vista qualche osservazione sul bassorilievo perugino. e che alle riconnettono quasi della esclusivamente antiche tradizioni Grecia i trovarono modo di meglio affermarsi quando Greci meri- poterono espandere la loro influenza nell' Italia dionale: e cosi quel contatto piu diretto con chi ricor- dava agli Etruschi le glorie di le un mondo del quale si erano assimilate condo. o piuttosto opera addirittura di artisti non etruschi. non sara. II nostro bassori1' lievo elegantissimo appartiene al periodo in cui o. alia loro Ion- non avessero subito influenza di un piu I . (/aria ecc. arte.

fatto vivo con stero d' arte. che unite insieme costituiscono la mitologia comparata. Sarebbe trovarono o inutile citare s' i nomi degli scienziati che il ingegnarono di trovare bandolo della matassa in quella congerie di rappresentazioni ideolo- giche e tradizionali. a tire apparentemente. anche nelle magidi sue espansioni piu abonninevoli. accessibile alia fantasia gia corrotta popolazioni conquistate. di concetti atavici. DONATI ricordarsi. ^ Toriginalit^ della concezione in questa mirabile scultura. nostro soggetto da tutti gli cosi parmi. ri- e figurato nella clie prima base prospettiva: quel serpen te culti orgiastic! esce da 11a cesta al suono della fistula oltre che ricordarci i non pu6 non chiamare seguenza alia nostra. lia Ma chi non al- visto de' satiri nelle gallerie e nei il musei? Quel che veramente distingue tri. delle Basterebbe non dire da di varie fomie del culto immortalati cibelico. per 89 tano Oriente? altro.[3] G. mente la trasmissione ereditaria di certe idee che nel mondo greco-roniano e per coniei*atici anche nei popoli soggiogati fanche trovarono ampia come gli Etruschi) maniera di svol- gimento. L' aggruppamento ricordati. Era una pletora di lussuria che finiva per soggiogare i vinti Etruschi col tascino della brutalit4 lontani: il elegante. anche Catullo neir Atya. trionfa mirabilmente agli occhi deirinvestigatore nel bassorilievo peinagino. completa la scena: illustrate il Sa- cosi vivacemente scolpito e da quanto prodigiosa. e dei tra- viamenti passionali. viva in ricordi vizio. sempre sin- ceramente anche se apparentemente discor- . Non 6 un satiro come un altro: c* fe qualclie cosa di accessorio vece. e che in- mio modo di vedere.

figure come per finire es: il Die Krishna nella sua duplice 1' qualita di chiaro e di scuro. ^ Del resto e troppo note: raale e contrasto nelF ordine di certi concetti principio della lotta fra alle il bene e il comune si razze t'ra superiori e alle inferiori. Auramazda ed Angra Mainyu. la luce e le tenebre ecc. — It is thus that mythology arose. it II. e lo svelgimento di tale parallelismo. noi possiamo trevare assai spesso nelle piu antiche memorie. Dagl' ingenui dalle piu eleganti manifestazioni tine delle civilta antiche. lotta che manifesta Indra a Ahi. il a quelli infantili de' selvaggi concetto della condi principi trapposizione e del ravvicinamento eteroti- genei e cestante. nota per la quale torna in mente quelle felice scrisse il il che con sintesi un grande maestro. Dio e Lucifero. IGO. genti. nen facevano che rendersi eco ledele concepimenti de' nostri della per conoscer la quale conviene risalire alle sorpro-avi. Ma il contrasto piu curioso e perci6 degno di essere richiamato e quelle che nelle tradizioni anche piu vetuste pote infiltrarsi nel parallelismo del concetto della vita con quelle della morte. dove i due principi sono anche uniti per volonta di i artisti (canteri e rappresentatori delF arti figurative) quali altro corrente. Ora se consider] amo certe piche.40 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS e la [i] danti. I . Chips from a German vorkshop. che giunge talora alia unificazione. tante die arte indiana ha ta- dovute per rappresentarcelo materialmente gliato per lunge a due coleri diversi (fatto del resto che ritreviamo anche in altre rappresentazioni vislinuitiche nen possiamo nen ricordarci delle antinomie che pre- ' Max MtiLLER. and thus that to be must be interpreted if it is more than a mere conglomeration of meaningless or absurd stories.

ucciso da Indra al quale inoltre aveva impartito certi insegnamenti: dunque ritroviamo che quel buono.. Ne abbiamo un esempio. principi. 79. cattivo.. eppure troviamo questa stessa figura Tvashtar. . 41 senta il pantlieon venerato dai nostri padri Una di perplessita. X. ». e ciso. come Uma e Parvati. fra altri. sono talora impersonati in una sola figura che assume le quanta varie. tratto dal Rig. la quale alia sua volta aveva rioevuto le tradizioni dall'Asia orientals ie in- * Big-Veda. per le quali il dio beatOy e felice^ il huono h pure mostruoso. per e d'altro. non solo disprezzato. anzi.Veda sullo scambio della personificazione mitica: noi troviamo e Tvashtar che * non solo amico ma anche sostenitore degli Afigiras e tipica. DONATI arii. una confunione non dire i sugli stessi attributi delle divinity 6 evidente nelle piw antiche memorie quelle popolazioni... Io sono ma uc- e senza aver commesso convinto diversi re- pertanto che la unificaziono tipica in rapporti <ia indiscutibile: altrimenti le antinomic apparenti ^terebbero lettera morta. se ripensiamo alle mistiche sue nozze con Durga. anche etici. II tipo di provenienza diretta dai culti delT Asia occidentale. il i testi che noi ecc. e prcparatore della via agli Dei. nella personalita del dio (. ancora. il Rig-Veda ne una prova luminosa. la quale ritroviamo sotto altre forme e con nomi diversi. colpe. Un altro esempio.-iva: io credo che non sarebbe cosa agevole senza il sussidio della mitologia comparata risalire alle sorgenti. deva ivuslitah ecc.(6] G. quel che piii importa. conosciamo sono prova evidente che (' beato^ WfelicBj il spostato: diventa addirittura il maligno. bravo e desiderato Tvashtar. « aAgirasAm abhava^ sacabhuh sa dev&Qt\in pathah upapravidvun. 9..

De Gubernatis. nel Vishnu Purdna il ricordo della Nagapan6ami o quinta lu- nazione consacrata ai serpenti considei*ati come diviniti. e rapido sorgere. del serpente. serpentina e qui viene in mente un riscontro: la connessione ideologica della perpetuita dell' esistenza presso. che sporadicamente possiamo rilevare dal materiale possediamo. zione di pente. siero il il coll' idea del ci- come al tempo stesso il liuga ci richiama al pen- mistico pino: ed invero la testa di quel serpente vita. Vedi pure. di quel naga o fece e fa ci naja tripiidians (che tante vittime tutt' ora neir India. di come e clie saghe primitive. e notevole il Ed fatto che delle tradizioni dei culti orgia- stici si riscontri nella testa del una prova nel nostro bassorilievo anche naga.42 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS riferirmi [6] tendo specialmente alle tradizioni indo-ira- niche) possiamo ritrovarlo nel nostro bassorilievo ricordo. e quel naga b alia sua volta salutato dal satiro che trionfalmente * Of. ha un significato: la procacita rappresentata nel protagoil nista. I . Mytholo- logie des Plantes. e che d'altra parte e mito fallico) rappre- sentano una combinazione mitologica interessante. quale e simbolo di come i il pesce. e al tempo in- stesso di si morte ^ del serpente che esce dalla cesta e che cobi'a dei fachiri drizza come incantato (come 1' diani al suono del loro flauto) quasi a contemplare e salutare arrive del protagonista protervo. X. Ovidio. mentre una conferma e nel linga anch' essa. il Nulla di piu comune della rappresentasatiro: il un ma quella cesta da cui esce il ser- naga^ simbolo della vita e della morte. Met. — Per la trasfor- mazione di Atys cf. del protagonista : a fiamma. artisticamente superbo. e poco presso. ap- come not6 anche Wilson (senza per6 occuparsi i della connessione mitologica) troviamo rapporti col Matsya o pesce. alia parola cypres.

credo di origine ^ivaitica. pure inconscia- mente prevenivano Cijjele e la morte afrodisiaca. DONATI 45 si reca 1' altro ?ia//a. . di tradizioni. clie su queste raaterie piuttosto sca- brose raccolse discreta messe di tradizioni clie lo ave- vano di gran tempo preceduto. Chi non ricorda di Atys? ma i frutti dellu pianta una sola citazione. accenna pure al concetto fallico: mi limiter5 a citare Marziale. con de- sideri indecorosi: e quella testa ci ricorda le tradizioni prime che anclie la Grecia e Roma piCi ereditarono dairOriente. sono ricordati anche da Marziale quando parlando di essi dice: poma sumus Cybelae ecc. non snm de fragili dolatns ulnio colunma est Sed viva generata de oupreeso. insomma clie uno scambio tiitte abbia inconsciamente alimentato ci le generazioni che mentre da gran tempo precedevano. VI. . 49. mentre come simbolo fallico troviamo parallelo il cipresso nella forma di lihtja a 6amma. e specialmente du- plice simbolo della vita e della morte: questa pianta che rappresenta per la morte di Apollo di essere prese il Coo un cervo e per la quale ottenne da trasformato nell'albero che da lui il dolore perpetuo di Ciparisso da nome: il quale alia sua volta se nella forma di fiamma accenna al rogo e quindi al concetto di distruzione. per fare le nostre ricerche. ignorati. lo sono sempre di opinione che V arrivo fra noi e torse il ritorno avveiiuto tardi presso gli orientali d' idee.(71 G. pensiero antichissimi ricordi mitici ai piu di il quasi senza dubbio. quel cipresso cantato da tanti poeti che richiamano al nostro essi. * • Lib.

in modo apparentemente clie ci .). ^ dove il serpente vien fuori dalla cesta rabbiosamente: e tralasciando cose troppo note ai cultori di riferisce ai rapporti qnanto 1' si antichissimi fra 1' Oriente e Oc- cidente. fino alle celebrazioni degU Ofiti^ del loro nesso cogli gnostici. Vol. ove ci rifletta associazione di tali concepimenti insignificante. II vol. II. Dove chiaramente e dimostrato che la piramide rappresenta il sole raggiante : e. cfr. ho voluto fare sol tan to dei richiami. Schiaparelli: 11 significato simbolico delle piramidi egiziane. il e presentata. da moltissime rappresentanze. poigono filo per rintracciare la via del labirinto e opportunamente scriveva Reinhold Rost. Fergusson. che dall'Asia Greci e si i Romani che accolsero 1' senza renders! ragione. inti- • Nell' Orient 546 tolato • Und wenn der Cf. che ogni studioso potesse svolgere a suo talento ormai del culto antico dei serpenti. che come gli obelischi ricordano culti fallici credo riondimeno opportune ricordare la memoria del Prof. e stato gia detto molto. E. : del sole jiascente dunque siamo ancora nel tenia und Occident del Benfey.. per6 sarebbe inutile ricordare le stele sepolcrali. da quanto nell' art. Non sara poi inutile ricordare die 1' alci- bero e il serpente mentre figurano vivamente in un lindro assiro e piu ancora in una moneta di Adramittio. Himmel tcdr' Papier. in via secondaria e derivaia. Mythology di Angelo De Gubematis (London Trubner I . di presentare ai suoi lettori una multiforme formula il poetica ^ ecc. . pure il capitolo The Serpent nella Zoological 1872. . ecc.44 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [8] E i tan to piu e da convincersi della derivazione orientale di certe tradizioni antichissime. nella claasica opera Tree and serpent worship: dove molto a proposito 6 ricordato Epifanio: ed essi tengono un serpente vivo in una cista ecc. parlando di altro argomento.

e quindi del rinascimento perpetuo: ed ^ perci6 che nel Museo di Perugia nella parete opposta a quella dove collocai il nostro soggetto. forse inconsciamente. G. DONATI. dei Liacei. DONATI dedurre : 46 il espone I'insigne egittologo possiamo sarebbe con- cetto della vivificazione e della produzione si ma poich6 il tratta di fasci solari audacia ? sovercbia riconnettere questi col linga piromorfo — In Hostanza non 6 * r idea della produzione. . e le e vicino. certo 6 non frequentemente potrebbe trovarsi un documento nel quale 1' arte figurativa abbia rappresentato meglio che nel nostro V antinomia e simpatia della che vita e della morte. * -—*:??8JW!W?t. che viene dal calore. dai nostri padri.[9] G. forse parallela a quella del fuoco die distrugge? Con- cludendo dir6 che ho creduto opportune di limitanni ad alcune congetture su rievocazioni tradizionali concepite. feci apporre un bel rilievo vaso cinerario che rappresenta una elegante : figura di Venere ipotimbia il la dea sorge splendida. La dotta memoria fa pabblicata dalla B. Ace. 1884.

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1798. Liber pontificalis. — Raynaad^ Onomasticon pontificium. proprietate in De origine nominis Papae. Contest. inautentica. nomenclaiura. A7inales de' ecclesiast. 1719. — San Cipriano. Biblioth. Lett. Do Novaes. la prerogativa di Papa. Papa. etc. Epittt. — L. Abramo Chronicon orientate. ad Ciprianum papam. — Tertulliano. Bomae. — Anaat. — Ciaconio. Elememti dsUa sioria . papain. Dissertatio. Bomae. Epist. Maronita. . etc. il — G. Bomae. — S. 1886. romanum. etc. Le liber pontijicalis. Platina. Venezia. Padova. La etimologia de' nami Papa e Pontifex. De ecclesiae. Solierio. — Ciampino. Bomae. Parigi. pont. Examen libri pontificalis. Boma. etc. 1641. Bomae. B. pontijicum. patria Echellensis. — Bracci. 1662. — T. Jicato pontif. Ducheffiae. Ad Ephes.. 1647. De pudicitia. nee non de illiu* romano pontijice. De roman. massimo non mai assunto dagV imperatori al — A. 1596. Trad. . Cfenova. — Baronio. etc. 1568-1607. Parisiis. sg. Ad Maunitaie riamqtuie estCassob. 1688. De vocibus Papae. Patriarcha Alexandrinus. Nuzzi. 1630. Trad. cronol. — DielWittemberga. Mariyrol. — D. De viiit r&man. mann. 1677. 1661. 1718. Bomae. Stefano Borgia sulV origine ed uso del name CI. De Amato. Historia dslla vUa »ommi pontefici. Maisella. Bocca. 1715. 1724. 1672.DEL NOME PAPA NELLE i>i CIIIESE CRISTIANE ORIENTE ED OCOIDENTE BIBLIOGRAFIA Sant' Ignazio di Antiochia. 178l>. Bomae. — Ang. Bomae. 1690. Roma. ad Smym. — — Vitae et res gesias patUtf. dam. nunc primum latinitaii latina. roman. Letters erudite : Ditertatio funBomae. — donatwn. untverti I. etc. Vignolio. Card. ad hist. Bomae. Clerns romanus ad Cyprian. Se Ennodio diacono di Pavia fogxe primo che appro- priasse al rom. Boma. etc. 1622. // poniicristiani.

— Orelli-Henzen. o come un riBveglio di dottrina sopra istorie ingiustamente alterate o dimenticate. . 1828-1856. De Rossi. ri- sposta. Spero clie esse voglia corrispondere alia buona acco- glienza che ebbe la fuggevole comunicazione in fattane religioni. in poche parole. ma se ne terra meritato conto nel mio scritto. alle vite de' sommi pontesott. lett. 1821 1797. di archeol. a leggere scritte il titolo della io Memoria. crederanno ch' intenda scrivere un lavoro di pretta erudizione. seno della Sezione di storia comparata delle Forse alcuni. delle religioni il di si nella Sezione di storia comfarata 5 ottobre 1899. am- pliss. Introd. Builatin. 1865. christ. venne me comunicata. giudic6 Tannunziata mia ricerca rica importante ed origin ale. Turin. ho amata la erudizione quale . Romae. — G. La Roma Roma.. An. suo cor- membri. Inscript. amata e molto. Roma. e le mie parole. fici. Roma. urbis Romae. si. ci-ist. Confesso che non ho mai amata la erudizione per la erudizione. Trad.48 de* SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS sammi etc. Insomma. 1861-1888. collect. Inscript. mia comunicazioDe uno dei accolse con benevolenza dai La memsto- bri della Sezione. Trad. 1864-1877. L'illustre professore Giovanni Reville. [2J pontefici. L' ho. B. tese giudizio Accompagn6 il con una notevole osservazione su la origine Alia quale osservazione detti breve il del nome Papa. INTRODUZIONE La Memoria da sul nome Papa che ora pubblico negli Atti del Congresso internazionale degli orientalisti. crist. ma come un eccitamento ai vivi per fatti de' morti da ammirare e imitare.

Ascoli. della Sofia. cosl cade acconcio ricordare che essi vennero pcico apprezzati. essi. sono pervenuti a mirabili nelle antiche istorie della religione. del Lassen e di altri stranieri. della file- deir arte. quasi per passatempo altri. Puini. oggi. del Kern. civilta. Lasciando da parte si gli archeologi le loro — de 'quali non pongono piu in dubbio importanti scoperte nel giro del passato remoto — sono innegabili e stupe- facenti le scoperte ottenute dagli orientalisti in ordine alle religioni. cosi come indagatori del pas- finche credettero le loro ricerche un fine a se stesso. del Muir. messisi risultati per tale via. Lasinio. altri. e befleggiati talvolta. gli orientalisti. alle civilta. »crivo la presente Memoria. Pizzi e di altri italiani. Lo stesso disprezzo tocc6 agli archeologi. nessuno oserebbe. Teza. finclie stinHiiono le loro indagini fine a se Htesse. dello Schiefner. che avevano conseguite soltanto arbitrarie connessioni verbalistiche. alia filosofia e all' arte degli antichi popoli. del Maspero. che annaspavano . del Weber. De Gubernatis. LABANCA 40 mezzo a buon fine. pure sato. II simigliante pub afi'ermarsi degli studii Kuhn. Schiaparelli. . burlarsi degli uni e degli altri. del linguistici dei nostri nazionali. i loro pazienti studii quali niezzi e dopo che. dell' Hang. Con lo stesso iotendimeDto.Id] B. dopo che hanno coordinati ad altissimi fini. Amari. Guidi. Pulle. Siccome T occasioue a scriveria 6 stata Tadunanza degli orientalisti in Koma. Flechia. del Breal. parole e radici di parole. alcuni dissero che sprecavano ingegno a sa- pere quel cli' h inutile a sapere . Per disprezzo. del Maury. Kerbaker. iiasta al proposito volgere uno sguardo ai molti e proficui lavori del Mi'iller. Gorresio. Per6.

su la filosofia del lin- guaggio e su altri soggetti congeneri. resta come un ardito avviamento del genere della linguistica verso delle la novella cognie zione e spiegazione preterite gesta credenze appa- umano. a cosi dire. Non devono di semplici se ammassatori e aflastellatori anticlii non vogliano diventare quasi fossili prediluil viani. egli lin- mera guistiche ».50 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [4] E per arrecare qualche Mtiller esempio. di condursi alia stessa fratelli es- guisa degli orientalisti. die la sola ricerca logica non basta a dare positivo prepara soltanto. Sono grafo die danno disse alia i descrizione delle diverse famiglie il filosofo. sere fatti. die di glottologo lia Anche il nostro acquistata fama europea/ glotto- confessb nel suo discorso del Congresso internazionale degli orientalisti di E-oma. Ascoli. giovino . Restano ancora del Miillei-. le opere geniali di lui su la scienza e la storia della religione. Gli Rome. dico clie il ce- lebre indianista linguistica alio studio Max ei'a capi di buon' ora die : la hod scopo a se stessa 1' applic6 subito delle religion! e dei miti religiosi. Se la sua interpretazione verbalistica de' miti non piu regge davanti alia critica antropologica. recchiate dalle sue indagini linguistiche. 1' antropologo e I'etno- vari tipi di una spiegazione razionale favella primamente si Ibrmino « del come maBui- e si turino leitins. La erudizione ha do- vere di assurgere all' alto scopo di aprire nuovi oriz- zonti storici. e de' loro. su lo svolgimento delle religioni. Xir"" Congres international des n. orientalistes. il Essa lo liniita glottologo. che. o grottesche stalattiti. spiati ed applicati per bene. 1899). eruditi hanno 1' obbligo 12. nelle divinazioni dell' occulto passato. Si « e compiuto sapere.

Come signore mon- dano.piu. discende nome Papa i dal suo primitive ed affet- tuoso significato appresso (>i< fedeli. le conti'oversie che eccit6 fra I . ad tuttavia devoti fedeli: . spirituale de' credenti. di Con il andare de' secoli il nome il Papa significb non tan to monarca spirituale. II ricercare per sorami capi le origini di siliatto nome. Alia morte di Pio VI 1799) in terra straniera. le ossa preziose essendo 1' ultimo dei vostri I rapidi accenni esposti dicono chiaramente. altri. per odio. in essa storia la condizione die fermasi a raccogliere i fatti. quanto ^^. dicevano. o gl'indizii de'fatti. e. Tantico bisogna rintracciare dove che stia onde che possa venire. padre spirituale. Da servo de' servi di agogn6 —e il vi riusci in alcuni tempi — ad es- sere il signore de' signori del mondo. « Guar- datene bene papi ». vita religiosa e cimio e vile de' popoli cristiani. nome Papa abbraccia una luiiga 8toria. le LABANCA e le M generazioni. presumente a smisurata autorita e possanza. con V intento d'istruire o d' animonirc i contemporanei ed i ricavarlo II po8teri.[5] B. preuenti future altre parole. la quale ha il sno cominciamento nella priraissinia eta cristiana. In a illuminarc nascosto. ch' Cristo. in Ma per oita chi pub rivocare dubbio che pervade tale raccolta di fatti o d' indizii di fatti i un altissimo interesse morale. alcuni. che il un lavoro non di sola erudizione. temporale. cioe. significato. ormai non piu fedeli. Certo. tiene non piccola parte. benefici o rualefici influssi che esercit6 e che eserdi credenti nel Cristo il appo milioni Cotesto nome di Papa? padre nome ebbe nella primitiva chiesa cristiana il 1' un significato assai gradito. Tuttora il nome del Papa s' impono e s' infiltra nella.

Questa origine. al metodo. storico e quello polemico ed apologetico. ORIGINE ETIMOLOGICA DEL NOME PAPA. . aspi- morale e sociale. critico. Nell' uso si comune od il nome di Padre. prima dignity Protopapasso nel tempo che la Sicilia fu sotto Oriente. meglio. di llQCiTOTiajtaooo si ha un esempio ancor oggi in propriamente in Messina. 11 ministro. chiesastico e politico. per abbreviadi zione ed alterazione. cioe. una chiesa. Quivi. Si disse Priiiio- papa Primopasso. sopratutto Delia chiesa ocdi cidentale. Uqcoancora il o JlQOjrojrajiaaoo. come spesso accade. nel trattare r argomento. non a I. nome di Primopapa. nel nome Papa. si diede a tutti ministri del culto nome di Padri.. ci atterremo al metodo die meglio possa raggiungerla. JlQcoTOJiajtaooo. anche llajrjrag. varieta appena accidenil Propagatosi cola il Cristianesimo. poi die otteneva qualche il grado superiore. i origine del nome Papa o. Delia denominazione in Italia. le principali fasi storiohe in cui svolse. in si e affermata modo vario. llaryQ. e argomento ancor oggi grande interesse In tan to. dicesi la costumanza la adottata il domiuio imperiale di I . tale. godeva Tonanqc. specialmente nella chiesa occidentale. 1' Invece. trasform6. Ilaita^. rando noi ad una massima imparzialita. nella chiesa orientale subi piccola varieta.52 le SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [6] due chiese di Oriente si e di Oocidente .

ed c questa Greci cliiamarono riori i ministri di Cliiesa a gradi supe- ancora //QcovonQEO/iiTtQi . in raddoppianiento del llmiTva. di versa non J/ijoronam ^ o l/tK'>- Tonanaoot. vale anziano. bensi quelle "Anag. ed eziandio Ja del Vaticano si g in line di parola.|7| B. di La appellaziono di Protopresbiteri e il Protopapi o di Protopapassi raggiunge ch'e lo stesso. : Giova un' ultima avvertenza. padre spirituale.<giiin^o pochc altre avvertenze die diniostrano la varicta appena accidcntale avvcnuta od in quella sul nomo Papa. o di IlajTjtag. ed anche Per per i suoi derivati rispetto alia cliiesa di Orionte. nel significato di Padre Zn^ us6 di buon'ora ancora nella chiesa occi« Congrit 4u 0ri4ntmlUl*$. non alterando Tuna pio 7/ avesse o I'altra intorpretazione la origine etimologica del nome cbe i Papa nolle cbiese orientali. LABANCA &8 Qiianto alia cliiona orientale it. clie dop- un valore significativo. non raccorciamento. ActM du di opinioni nella cliiesa di Occidente. ma potrebbe ancora indursi. In alcuno scrittui'e iscrizioni leggOHi nonie di Uajrug. si Potrobbe darsi doppio JI Ibsso uno sbail glio causale. la ste^sa origine domina una grandc varieta fuori spirituale. E dubbio die si la voce Papa. in guisa da dovere scorgere nel vocabolo //nana il //goronana. cosi come il I*rotopapa. Per si semplico accorcianiento elide a principio di parola il JJ. medesinio signilicato. . non il llajra. si cbe il il Pro- topresbitero cquivalga. o.dt^ Futla) . attesoclio presbitcro. ncH'uso originario. ed anclie di 'Ana. Priiuo- padrc. Leggesi clie il essa non //ojra. cioe di Jlocjro e di liana.Tqum lU . In una stele copta si il e verificato //. Delle due interprotazioni il lettore pu6 accettaro Tuna o I'altra. Le gica del notizie arrecate bastano per la origiiie etimolo- nome Papa.

la origine etimoloe. Sembra comprovato simile uso appresso Giovenale (Sa- . ma piuttosto un primo derivato delI'idioma latino. nel senso di sola paternita spirituale. almeno. gli si scrittori occidentali. una iscrizione. o nel domandare a loro il pane. in altre iscrizioni. secoli cristiani. ritenne il anclie la chiesa di Occidente nome Papa quale si train- stbrmazione del dizii nome Pater. o Pappa. Avendo la cliiesa di Oriente ritenuta la trastbrmazione JlazijQ in dialettale del nome quello di Jlajiag.1 64 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS parecchie epigrafi delle catacombe il 18 dentcile. cosi come nella lingua greca. o. un portato ebraico. di- per le vecchie e nuove gelosie. JlajTjrag. Alcuni hanno opinato. All' uopo arreclier^ in seguito altre conferme. dicono Papa. Al propoi avvertono die i fanciulli.. Marcellino come Papa Papa suus. sono adoperati a mostrare die non un primo derivato dell'idioma greco. nelle cain tacombe di (yallisto diacono Severo ricorda. noster. In si di lioiiia rinviene nome Papa. allorche dir6 della origine storica del nome Papa. Nello stesso senso leggesi. osservo che coloro quali accettarono in Occidente il vocabolo Papa siccome una importazione avvenute nei primi greca. che ancora sito nell' idioma latino rinvcni- vasi r uso della parola greca llaTrac. i Continuando ora nella origine etimologica. gica di quel vocabolo riusci facile insieme. nel carezzare genitori. a guisa di tante altre importazioni greche. Papa mens. Ad esempio. bench e non siasi abbiano che siffatta trastbrmazione attuata in modo spontaneo nella lingua latina. nella dottrina e nella lingua. Mancando il tali indizii. Toccliiamo sia nome Papa dei varii tentativi tatti dagli scrittori occidentali. sicnra. il nel significato_ non di titolo pontificale. ma di affetto paterno.

Vol. X. . anticamento esordivano et Dec. o dalPaltio pontefice e Direttore e Custode delle III. IhiUcUino. I. Nolle catacombe di Roma si sono scoperte diverse acc-iinto imat^ini di l*ietro e di Paolo. osserva da un lato. <)32. ' ' Ik)ldetti. dovo trovasi la parola Pappa$. ap. anime. non la voce Papa. illustrate da Ini prima. Ci6 posU). 1867. V. Owfrvaziuni aojtra i cimiUri. iJi piu. — De Ri>8si. 17A>. il hanno arbitrate cho sillabe iniziali di nome Papa di Peti-us. .: [91 «. il In qucsto esiste.. non potersi dubitare influito nol 11 clie il latino antiquato italico ha clie sopravvenuto latino romano. Die X januani). si Altri sono storzati a rintracciare la online eti- nioloi^ica del nonie Papa nel lin^ua^gio arciiico iUilico. ecc. ejjist. vocabolo Papa. decreti papal i. Roma. di latto. HJgnificanto si Direttore o Custodo. Altri lat. Inno- ccnzo per citare un solo esempio. LABANCA 65 I lyr. <^ui senza per6 documentarla. ITra lo ima<. ^iova piezioso contribute dclla primitiva arte ciistiaiia. lXt2. VI. conchiude una est sua epistola: Papa ergo Gustos animae [Lib. etuvi Peln la Patdi. o talvolta belle I'uno airaltro.ini piii sono rapprcsentate dal meda^lione di bron- ze. 7. Paolo a dcstra cpielle di Pietro. interprc- tata dal cardiiuilc Jiaronio quale Vatcr [AIartyroioy turn. p.). III. poscia dal Do Rossi. 86 e «g. Derivazione questa slbrzata in ma i iuiportante la notizia dei decreti portanti di cima nomi il Pietro e di Paolo : notizia dataci dal Bracci nel libro citato. dorivi dalle due i Paulus e A in loro cosi us<i avviso. a principio fu voce Papo. Au. Miyne Pat. scoperto dal l{i)ldetti.

Taluno ha creduto che il nome alia Papa sia proceduto dal fiori. cap.56 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIC4I0NS [lUj Ricordo altre derivazioni etimologiche. attesoche sono papi d'or- hanno poca durata come 11 Pappo. dell' altro > verso {Inf. . Pape Satan. corrispondere nome Papa alia interjezione la- tina Pope. Ha quindi creduto. stianita ne sia il pane il spirituale. bensi dal Pappo. Petrarca fa buon viso a tale origin e del nome Papa. quale persona admirabilis. . pape Satan aleppe le Si conviene dagl' interpreti die due parole Pape conche si rite- tengono una esclamazione riscono alia di maraviglia. piuttosto curiose. 1). gli etimologitsti d'Occidente di faro di non greca la denominazione Papa. lib. Qualche altro ha di- visato. clie probabili. sforraandolo in i Papa. voce di maraviglia. XI. dantesco: VII. 105). : il dindi » {Purg. per la loro eta. XIII. Jiramando tina. Tale altro ha messo a profitlo « Innanzi che lasciassi il pappo e il verso dantesco vecchi. bambini in quanto che il capo della cri. XVIII. II. gli scrittbri occidentali non avvalsi. e interjezione latina Papae. 1 qiiali. sell. dinario si e applicato al capo della Chiesa. nelle loro indagini etimologiche. sono nel case. nome Pappo. hanno so- ' Z)e vita solitaria. Ma il siccome la terribile. il nome Papa cioe esser nato pane de' non dal Pappo de' fiori. esclamazione di maraviglia e per un essere non ammirabile medio evo cosi — secondo che credevasi gli scrittori occidentali diavolo nel — si sono gio- vati. che bene pub rivolgersi al II sommo gerarca chiesastico. dell' altro e non la- di questo verso dell'Alighieri. ^ A si « quel ch' io sappia. riferentesi lauuggine di alcuni Essendo il Pappo eletti del fiori di tra- poca durata.

cosl come le altre nil- Po per Alcuni Populos. il e dato spesso. si Ai papi lici. o di quest'altre duo Pater patrunij o Pater patriae. 18<»3. Pastor pastorum^ o Pater patrum. Monaco. Milano. ISTtS. Die papstsabdn des Mittelalters. conforme ai dettati evange- titolo onorifico o di Pastor pastorum o si di Pater evo.: fill B. — In Roma esisteva nella Clemente ed : il Colossoo. ratrici Ancora alle irape* davasi quel titolo cosi modificato: Mater patriae. patrum. con un occbio alia etimoloil gia e con nn altro alia storia. ag. dairantiquata lin/?ua roihana. per accorciaPa per Papa. 1845. per il vescovo di "Roma. la labe romani pronunziavano. latinantm. zicli6 Di tal giiisa i Greci ban ricevuto. an- date : il nome Papa. molto incerta la derivazione del una induzione nome Papa dalle duo di ma prime sillabe dollo due denominazioni. allusivo suo parto tavoloso ' Papa pater patrum papissae pandito partum. Esnme critico degli atti e dociim. . * Dr)llinfrer. ' Corpus inscription. una stntun della favolosa papessa. banno escogitato cbe nome Papa parole : sia risiiltato delle due prime sillabe o di quosto due parole: Pastor pastorum. Tau per Taurus. Qu. 8. si Veramente il ti- tolo onorifico di Pater patriae e dato in Roma agli imperatori. quo storici i Sono adundi denominativi. della quale al la tradizione conservava questo verso. Congbiettura questa piu ingegiiosa. latini scrittori. Berlino. — tra Bianchi-Cliovini. Hta iscrizione Papa patrr patrum Vonno di- strutta per ordino di Sisto V. reiativi alia fnvoia di via Pnpesna Oiovanna.ilo la prova ? Eccola in breve gli antichi sillal)a mento. LABANCA 57 Htenuto die la parola Ilami^ sia vemita. oon quepeprrit papissn papfltum. nel medio Giovanna. cbe giusta. eccezionalmente ai papi. Qnesto second o titolo infino alia papessa diede.

5. bensi Appa. XTV. 1. Paolo. 32). per una trasposizione di lettere. chiamati: Principes pairtim (Esdra. di cavarne la origine etimologica dall' elo- qnio ebvaico. ci insegnc) a cominciare la preghiera per cosi: a 9). 4. V'ha i di piu. 12. 15. II. e dal N. viene spesso adoperata nel N.1 solo capo di qualdie monastica abbazia La etimologia. 11. 6. Testamento.68 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [12] Mi resta a dire di un ultimo tentative degli Oc- cideutali. clie Eliseo. T. Per una prolungazione della voce Abba. II. alia cristiani copti e detto Callimaco a Diana. osservanome Papa sia avvenuta b in p. cap. lib. 8. cattolici appellarono. 12). 36. erano I. di poi. e bene avvertire die in un In no e che appresso tuale. VIII. documentato dall' A. non poteva risolvere a perfezione pro- . 26. dal vocabolo caldeo-ebraico a questa maniera: da principio accadde la trasformazione del pronun- ziando non Abba. 6). Nel N. non Abba. IV. pater mi (Re. il nome Patrum [Vers. 18. tato in cielo Elia da un cario. T. {Marc. Die Pater noster qui es Piu volte nello stesso capo VI di Matteo di Pater o di occorre 9. Gal IV. eruditi da sifiatto uso non raro della voce Pater. nacque il nome Papa da quello di di Appa. 3). al vedere trasporcavalli di fuoco. Ci6 posto. forma caldaica della 'J\ voce Pater. i il padre spiri- maniera caldeo-ebraica. VI. in vario rono die la derivazione del mode espressa. Ancora. Gli scrittori occidentali. nel modo onde si coltiv(^ prima del il nostro secolo. tirato da esclam5: Pater mi. Rom. 15. i principali leviti nell'A. T. nome die col tempo si attribui 9. -La voce Abba. Giove e chiamato Appa. III.. Abba. in coelia Gesu Cristo eccellenza [Matt. Si racconta nell'A. primieramente tutti i monaci Abbati.

un' acconciata trast'ormazione del nome llarijQ appo : gli Oriental!. al fatto innegabile che nome Papa fii. possiamo attenerci. adoperata voce Aftba. che come il varie derivazioni etimologiche tentate (lagli scrittori occidentali. o. . Volgendoci. LABANCA 6ft blema della origine il efciinolofjica del nome Papa. Quel cbe pu6 aflermarsi con massima probabilita. aversi pinttosto le 8ono da ben fondate come ingegnose. intanto. molte incertezze della origine etimolodissipano. per cliiarire t'atto del tutto indipendente da quello accadiito nella cbiesa orientalo. clie le si e due cbiese cristiane di di Oriente e di di Occidente Ilarijo in accettarono llajrao. almeno. forma caldeo-ebraica non lontana. si diradano. Era considetrasforlin- necessario rati nel 8U8sidio degli studii lin^ni«tici. secondo 6 detto. volentieri la trast'ormazione Pater Papa. del nome Pater appo gli Ocin cidentali (^lie trast'ormazione noveratasi prima Oriente in Occidente. anche dalle vario gue cristiane di Oriente e di Occidente. doppio aviito moto dalle di conservazione e di mazione lin^ue. per le cose esposte.1 1 13 B. dal nome gica si di Ilamig o di Papa. nel- r nso comune. nell' invola care Dio come suo Padre.. alia origine storica. Cos! solo poteva raggiungeisi una niologica del perfetta sciliizione su la origine eti- nome Papa. Non trattando ora il tale qiie- stione molto complessa. avendo Gesu Cristo.

ORIGINS STORICA DEL NOME PAPA. espri- messo non semplice paternita ' spirituale. B. che siansi. nella sua integrita. 18G5. Wescher invi6 una relazione a G. doveva avere nome di lla- mig. criaL. Del resto.' E sembrato. neir interpretare vocabolo "Ajra. I'avviso del de Rossi. inoltre. in luogo del nome Hamig: si semplice clisione la parola Ami drino. Del costume c lion padri tutti reli. d' archeM. distrutte le la ragione due che lettere in H ed al 2.. terzo successore dell'apoivi Marco — si creduto fondatore della chiesa Alesin sandrina — dava una iscrizione clie il il nome di "Ajra. do Rossi. GO-64. de Rossi in Roma intorno ad esse cafcacombe. cio6. e non disprezzabile per cimiteriale convenisse una epigrafe adoperarsi la maniera di scrivere piu accettata. . in guisa che la iscriil zione. . o raltra di Anac. An.[?ioso i in Oriente di cliiamarsi papi ha un indizio storico innegabile perfino nelle catacombe di Alessandria. Nel 1865 C. terzo vescovo di Alessandria. una innanzi ed una dopo 'Ajva. I due archeologi convennero nome il "Ami alludeva al nome II Ilajrag. de Rossi die il nome Papa bene un ti- attribuito a Cerdone. p. non quelle di Noi abbiamo gia avvertito che che possa aversi per una dell' epitaffio alessan- in Orient^ era in uso la parola Ajra.GO SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [14] II. si giava questa stolo : che a Cerdone. si BuU. giu- dic6 che nella iscrizione erano probabilmente perite due lettere. Era le varie notizie primegpreti.

nati ed nsati in Oriente. Cotesto par cliiaro dallo cose si neir altro numero ma piu e me^lio rendera cliiaro U86 come di dalle cose che dir6 in seguito. stiana. nome questo non di conio cliiesastic>o. si adattava bene come titolo di onorificenza o di vigi- lanza accordato ad alcuni sacerdoti. di Episcopo .i si lente nelle chiese di Oriente e di Occidente. cosi il niedesinio trapasso storico ebbe luogo : ri- spetto al nome Episcopo Emnicojjrog. e apparno la prima volta ohiesa di Alessandria. e in uso appo le chiese ma politico. Fra le due cbiese orientalc ed occidentale fu. LABANCA 61 tolo di autorita giiirisdizionalo. 11 i due nomi di Papa e di Episi scopo. subito rinacquero o usarono nome di Episcopo. Al proposito minare se 1' il storicx). di turgia. soprintendente. pass6 di poi nell'uso tiella lingua e della cliiesa latina . che per I'origine e per I'uso teneva veci di sempre Padre spirituale appo grave problema le comunita b di esa- cristiane.[15] B. subito composte. meglio che non il nome di le Papa. 6 di adopc- rare il nome Papa. ma greca EmokojTog. sia in Oriente. che nei si- gnilicato originario importava ispettore. prima che in . . corne titolo onorifico o di giuri^dizione. : non latin a. Di qui interisce die il nomo Papa. di origine primieramente greca. propriainento nolla Siamo al secolo I dell' 6ra criIn questo tempo il costume generale e provaquale sol. li- Per coiiseguenza in Occidente. nei primi secoli. e di origin e greclie. perfetta nnionc. testimonianza di paterna dettc* affezione spirituale. Nei piimi secoli del cristianesimo il si ti- tolo di onore e di giurisdizione si nome non Papa. Di tal guisa avvenne che come il nome Papa. salvo poche questioni. h\ episcopate abbia dimostrato.

Vittore I (193-203). 1' Occidente. * Jhidem. • o. 1739-1712. 182-185(). Orelli-Henzen. ' * Muratori. (J025. Jnscript. amico vescovo di Roma (366-384. il da una il iscrizione funeraria. per la generale giurisdizione. die contiene pel vescovo il Roma. per le catacombe di Eoma. dopo averla documentata Abbiamo ricordato nell' altro niimero. amplisshna coHcetio. di Padre/ Da questi documenti epigrafici. doeu- mentandola per per r Oriente." In nn' altra si epigraf'e da il nome di Papa. Al presente dobbiamo continuare nella origine storica del nome Papa. intatti. p. desume che il nome Papa risale. come loro padri spiritnali. le denoniinazioni diverse di Papa mens.63 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [IG] Occidente. vet. equiva- lente ancor oggi appresso nostri contadini al nome di Papa.^ Ricordo up' ultima di iscrizione. Prolog. ch' e lo stesso. in Jussu papae Marcellini^ Filooolo dichiadi Dailiaso. di Papa noster. Prolop. riconoseiuto come 1' Episcopus episcopoi*7im. CXV. LVI. . da esistente ngnalcliiese cristiane. i nome di Tata. di- mente plu niinistri delle varie pcndenti. vescovo di Roma (417-418). n. p. tanto preziosi per si la storia. in o. Apprendesi. tutte significanti rispetto de' cristiani verso i ministri di Chiesa. nella chiesa ' De Rossi. lat. in Oriente tendenze a diventare da democratico monarchico. Inscrip. che appella Papa suus. ch' e lo stesso. 11. Tale pro- blema storico difficile verra trattato e risoluto in altro nuniero. etc. inscript. che diacono Severe chiania ve- scovo di Roma : Marcellino (296-804) Papa suus con qnesui^ ste parole rasi. dove cadra piu acconcio. di Pajm optime. altra iscrizione. Novm themtir. di Papa tuvs. da un capo.. sempre in segno di spiri- tnale paternita a Zosimo. n.

XX. dominanto nei come onore e di giurisdizione primi tre ei*a secoli. di come nella cliiesa orientale. e con qualclie eccezione anclie nel secolo IV. I. de Rossi. a tutto i secolo III. Filip. di In riconlerma ab- biamo grave testimonianza state segretario nel secolo San Girolamo. invece. ma eziandio rammentano la morte di miiiistri. 2). ai prinii secoli. I. il Vi si nomo Papa.: [17) B. designato come autorita trova. morto nol 290. In questo cer- chercbbe invano cliiesastica. B. posti a co' capo delle chiese. A si- ^niCcare cotesto coHi si fli titolo. sistema episcopale titolo di e non papale. V. raccolse cinque epitaffii episcopali. Ill. forniteci anche Roma tra- due serie di sepolcri cimiteriali conten^ono si cpitaffii epi- soopali. di EmnK(mo^{Atti. Ne ricordo uno solo di Caio. si del tutto cont'orme al dettato biblico. Episcopiis. non titolo auU»rovole. Essendo IV del Vescovo di Homa. col ill nome di Episcopus. II nomi di Episcopi. il nome Episcopus^ nel greco eloquio Tit. non papali: una prima serie ci porge dalla . LABAXCA die venne adoprato a 68 testi- occideiitalfi. 1 . Quanto alia chiesa occidentale ecco le dall' epigrafia. Per quaste cata- combe suo scopritore. dizionalo catacombe dell' apostolo Pietro dalle celebri il una scconda catacombe di Callisto. In prove storiche. i di Roma. nome di Episcopi. e nioniare affetto paternale. cruitiana. il si rin- viene per il dignitari in generale. 2. 1804-1877. 28. shiqiUi ' JioiiM goUermn. 7 la . si ii86 nella cliiesa il occidcntale. san diversi Damaso. . 1" Tisn. classifica cosl i gradi delle chiese Singiili ecclcsiaintm Episcopi^ sintfuli archiprcshyteri. G. alcuni dittici Non solo cimitcrii. 1' Pict. non f'uori di Papa} Anoora altri epitaffii di altro cliiesc. nome non Papa.

come sinonimo di Padre. come apocrifa^ ma autentica la epistola a Maria Cassobula. prima da lui scritta. perclie egli ancora ad altri vescovi. ad Busticum. per una ipotesi infondata. tutti e tre Padri chiesastici de' primi secoli stiani.. e riconosciuta da tutti autentica. Noi am- la inautenticita di essa epistola co' migliori non ne facciamo nessun conto. Di fatto. desunte forniteci dall' epigrafia. Rispetto tato nelle a sant' Ignazio lo scritto del Nnzzi di lui ci- Sorgenti. il che sant' Ignazio usasse nome solamente vescovo di Roma. per6 afiferma che si il santo Padre nomin6 come Papa non Lino. col nome di Papa. 64 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [18] archidiaconi {Epist. e poscia venivano le tre dignita arcipresbiterali ed arcidiaconali Alle prove storiclie su la origin e del nome Papa. 11 Nuzzi ritiene. successore di san Pietro. OXXV). che nel IV secolo dava il primo al- posto alia dignita episcopale. Per ragioni irrefragabili la critica I'lia allogata fra le epistole inautenticlie. che a Lino. in ossa raccomanda ai cristiani . piu probabilmente ad per Anacleto. da Tertulliano e da san Cicri- priano. II Bracci gia da noi citato e pure I'avorevole all' autenticita della epistola ignaziana alia Cassobula . rammenta la epistola a Maria Cassobula. Affermo ben volentieri che il grande eroe a il cristiano martirizzato ^potuto dare Roma nome di sotto Traiano (98-117). Qiiesto luogo si prova ad evidenza. da sant' aggiungiamo altre prove storiclie Ignazio. Se ne ha un docu- mento incontrastabile forse la nella sua epistola agli Smirnesi. nella quale Ignazio. Anacleto (100-102). vescovo tire e mar- chiama Lino. avesse Papa. mettendo critici. Da ci6 tal non 6 concesso lo tributa di indurre.

nello stesso trattato De pudicitia. LABANCA come loro //ajrt. e posto in canzonatura da Tertulliano. La i testimonianza di Tertulliano. [191 B. Ingegno pot'u nel secolo III il Lutero del suo tempo. die in riliovo la chiesa invisibile. Per tale ragione deride Zefirino clic aspirava ad essa potesta a guisa di Distrete. Qui chiama. rimproverato per troppa indulgenza.. nato nel 160 e morto nel 230. ironicamente. rimpro(3* verato da san Giovanni Epist. In esso scritto chiama vescovo Benedetto. apo- XXI). cioe loru padri spirituali. 9). Tertulliano do' iiomi ci porge un' altra attcHtazionc dell'uHo i Papa e Papi appresso passu Latini. Bonus Pastor. v. divenuto gia accanito montanista. al governo non per6 con potesta sovraneggiante su stoli (cap. nol signilicato di titolo supremo giu- risdizionale. 66 robbcdienza ai loro vescovi. attribuito al vescovo di Roma. di nome Papa. Cotesto nome. Al pro- il Nuzzi arreca iin De pudicitia^ scritti di Tertulliano. agognava di sostituirla alia cliiesa visiCon tutto ci6 non isccmosce che Pietro lu da della Chiesa gli altri Cristo destinato personalitcr. d'allora Nel trattato menzionato pone a capo Cristo. cobi come apuno degli presso poHito i Greci dai primordi del cristianesimo. . In sostanza deroso ed animo ardito Tertulliano gli da del Wnn- bambito. Episcopu episcopoi'um^ a cagione d'un suo Edictum peremptor ium. Zefirino ('203-220) Pontifex Maximuvi. Benedictus Fapa. o del Papasso in senso ironico. in opposizione alia facile indiilgenzA verso cristiani core alle rotti. mostra cliiaro che al suo tempo davasi a il tutti vescovi nel significato di spirituale paternita. tendenzc gerarcliiche il di lionia. clie lia iin si bilo.

abbiaiiio iin altro documento negli scritti di san Cipriano. tre concili di Cartagine. II decreto a cui allude Rocca. egli stabilisce Roma. De unitate ecclesiae ivi si confermano le pre- Per esempio. che extra Ecclesiam sains nulla. as- I confessori di Cartagine scrivono al loro vescovo : sente con questo indirizzo Confessores universi ad Cy- prianum papam. ut unitatem manifestaret ^ nnam cathedram dall' Cipriano allude alia cattedra tenuta apo- stolo Pietro. die nel III concilio di Cartagine si fosse il decretato. 4).66 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [20] Delia primitiva origin e storica del noiiie Papa. il il cavallo di battaglia. Op. Assente da Cartagine al della sua persecuzione. cit. Nei rit uale. che deve esservi un episcopatum unum episcoporum multorum. raccomanda ai ve- . e che constitiiit. Per i cattolici San Cipriano pre. venne cliiamato Papa. nel senso di padre Qualclie cattolico ha stimato. p. martirizzato alia stessa Cartagine nel 258. indirizzata Clems romarms ad Ci/priannm pajmm. creato vescovo di Cartagine nel 248. uon il esiste. unitatem in varieiate . uia e vero clie il con San Cipriano pig]i6 bensi 1' sopravvento non universale di papato universale. Nel suo libro in modo risoluto. per volere di Gesu Cristo. Lo stesso clero di cosi Roma : scrive altra epistola a Cipriano. die la Chiesa deve avere la unita nella varieta delle cbiese. c state sem- quale primus inter impares per la giurisdizione (Rocca. doversi conferire al solo vescovo di Roma nome Papa. Altri passi late sentenze. episcopate De unitate ecclesiae. il clero di Roma invi6 tempo una let- tera al clero cartaginese (Epistola cleri romani ad clerum cartltaginensem) nella quale Cipriano e detto Papa. tenuti da spi- Cipriano. a cosi dire. senza documentarlo.

non per anche dominante solo nol governo della Chiesa. non per amore della gerarchia romana. Egli era molto impensierito del danno gra- vissimo che veniva al cristianesimo. al progresso della religione. cosi espriniesi: Petri cathcdram^ atque ecclesiam principalemj sacerdotalis exorta est. L' opera cattolica e di autore anonimo. a cagione di tanti dissidenti che lo dividevano e frastagliavano. auturita de' concilii da essi rap- allora governanti insieme col vescovo di Uonia. undo unitatis originem instituit et ostendit (Eyist. XIV. tro primuin ot ' Altrove sentcnzia: Nam Pe- Dominus. o presentata. probabilmente prete napolitauo. Insomnia. i Paragona che si il dissidenti ai raggi clie dtil sole si distaccano. Sifl'atta e la alle pecore che abbandonano cagione del suo quale unita il insistere su la ter- unita della Chiesa. Parte 1789.1 1 21 n. sarebbero conseguite. (Epist. la unita episcopale ' governante o nei potesth di tft/vfrnartt concilii la Vedasi L' episcopoto. La santo credeva la unita niamente necessaria per conservare mita della fede cristiana: sidenti ed unitbrsi unita ed unitbrmita oho lui. JAliANCA 67 scovi la subordinazione al vchcovo di Ht»ma. n' e stato scrittore Ueiin. I'. ad ZaOujanuvi). XLV). per avere la unita cpiscopale: tU episcopatum quoijna iptum unumj atque indivmim probevnis. dall'albero. Cistari. secondo sottomettendosi de' vescovi i dis- alTubbidionza o all'autoritA all' delle chiese cristiane. Di piii aggiunge per Homa: radic et mater ecclesiae cattolicae. A San Cipriano premeva assai assai T unita cliiesastica. vescovo di lioma. rcputava necessaria. ai rami svellono pastore. . ai ru- scelli che si dipartono dalla surgente. si bene per amore della religione cristiana. super quern Scrivendu unde unitas la chiesa di al editicavit Ecclesiain. oasia la chieta. Cornelio (2bS-2bb).

«J8 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [^^1 o nella chiesa. la Filialita di tutti gli si uomini verso Dio. alcune lettere. partori. vero stato in cui nel secolo III. La quale origine storica ideali di l*a- pienamcnte conl'orme cristianesimo. com' c naturale. non la iinita papale governante in una unica chiesa. 11 reggevano comunita cristiane tutto fino qui esposto dimostra ad evidenza. ai due sommi ternita e di Filialita insinuati nel cuore degli uomini dal La Paternita di Dio verso tutti gli uomini. desiderata era tuttavia oligarcliica. che fanno di Cipriano di un le atleta del primato e del Roma. nel sense di paternita spirituale. dalla quale tutte le altre cliiese dovevano dijiendere. es- sere antichissima. Cosi egli nome di Frater o chiama ora Cornelio. al piii. Ci6 si pote effettiiare assai dopo il sccolo III. vanno di la dal si vero pensiero di lui. Di che e non mai gerarchica prova palmare eziandio il conI tegno tenuto da Cipriano verso Stefano riguardo al giorno della celebrazione della Pasqna. Siflatti ideali recitarono nelle chiese cristiane di Oriente e di Oc- . la origine storica del nome Papa. lui II che riconterma che la unita chiesastica da o. Gli storici cattolici della Chiesa. ed al battesimo amministrato dagli eretici. I.. significato si conferiva ai vcscovi ed ai sacerdoti semplici delle varie chiese di Oriente e di Occidente. attraverso innumerevoli contrasti. annunziata dal Cristo. ed ora di Stet'ano Ne i due vescovi democratica. dal prime secolo cristiano. non t'u di potesta giurisdizionale. e monarchica. in di Collega. Roma se ne risentono. Importa assai notare che ancbe il il Santo da. Al tempo rarsi il San Cipriano continuava ad adopenome Papa nel significato di padre spiritualc di e in tale de' fed el i.

vitiliae et iitfimae laiini~ Mis. a volte. du JC//"'« Congrit du OrienialitUM — Tnmn III fj'"- l>*rU») 6 .|23| 13. tale applicazione dirsi I'u chiamandoli fratelli. Foi-se tor- ' ('. 258. or gerarchici od ora liturgici. spesso dolorose scandalose tra lo duo cbiese. Accanto crobbo il ai due noroi di Patcrnita e di FilialitA terzo nome di Fraternita. Abbianio veduto vescovo Cipriano vescovi di appell6 t'ratello Cornelio e Stefano I. Ma rarissinia. giacclie a nartiy lui si doveva pater- non frateimani 'reverentiam. CONTROVERSIA SUL NOME PAPA FKA J. * 111. Parisiis. AeteM 1733. per accorcianientu. script. tanto clie Gregorio IV (827-844) se ne lament6 co' vescovi di Francia. divenI'ratelli. tavano j^er qucsto tutti intra loro si Cotesta unii'edeli ai versale I'ratellanza applic6. clic in una loro lettera 1' avevano denominato Frater.K CJ11J<:sE di ORIENTK E di OCCIDENTE. Lascio da parte tante controvorsie. V. Non clie il simigliante pu6 de' sacerdoti e de' vescovi. Du CuDgOj Qlouarium ad col. e.K 1>1. cagionate tia dissensi or dogmatici. dai loro saccrdoti ed anco ai vescovi. LABAXCA o 60 cidonto ira i ininiHtranti di miniBtrati. non Paier. nel chianiai*8i e saluil tarsi tra loro. assuiiiendo i primi il nomo Padri. di EsHendo tutti gli uoraini proclamati figli Die e del suo CriHto. od i secondi quollo di Figli nel Cristo. di Papi. Roma. Con r andare de'secoli si smise tale costume. Tom.

I principal! 1' sono i seguenti: 1" Gesu Cristo. la morale e delle chiese. Rigetto de' primi contro . almeno. i secondi 11 la permettono . 1' debba delle riconoscersi. ^ del Sillabo papale. della Immacolata Concemenzionati alia Per allontanare. per gli Orientali. larsi Per primi la Comunione deve lievitato. continui contrast! su la gerarcbia. Secondo i primi la lingua i culto 8" I essere volgare. 7" per secondi deve farsi con la sola specie del pane. che anco da vedovi possono il dai secondi e ammesso 6" celibato per tutti i sacerdoti. del non deve lievitato. cioe. mitigare i buon fine di ritornare le due chiese * Vedasi lievtte de iheologic at de philosoph^e di Parigi. per richiede 1' secondi 5" si appro vazione del Papa o il de' Vescovi. Tra primi e i secondi. 10** anche i altra di Oriente.7U SECTION MYTHOLOCtIE ET RELIGIONS [241 nera gradita ed utile ai lettori la sola numerazione di siffatti dissensi. 2° Per i i primi sol tan to Concilii generali riti possono stabilire 3" dogmi. oltre quella di Occidente. con i le due specie del vino e del pane. per gli Occidentali e anche il Papa. Dai primi per i si ammette matrimonio del clero. 4° Per i primi e libera la lettura della Bibbia. secqndo 9° secondi. dissensi — col o. primi non permettono nel culto i la musica strumentale. Settem- bre 1899. secolo IV. latina. secolari e regolari. i Cristo. . come i i Vicario di Gesu per dra. per secondi dal Padre e dal Figlio. secondi Indulgenze papal! della Intallibilita papale. zione. eccettuato aspirarvi. i vescovi. e unico capo della Cliiesa. dopo se. secondi ha tale potere ancora il Papa ex Cathe- Per i i primi lo spirito Santo precede dal solo i Padre.

da parte queste giolie controversie tra lo dogmaticlic. benche pur i implicando vecchi contrasti e ranrivali dclle due cliiese. e si imo di trasformazione. etimologica aggiungiamo una appena accennata. ripeto. . re va dovcHHe ottenere felico risultato. lABANOA latti varii tentivtivi. nella discussione non avessero influito le consuete discordie e gelosie. ^erarcliichc c litur- duo cliiese. cosi come : negli altri t'atti coope- rano due movimenti con to uno di conservazione. Dclle vole i mie asserzioni sono un dimostrato bastedue numeri precedenti su hi origine etimolo- gica e storica del nome Papa. Mi I'ermo a quella sul nome Papa. Per il movimento di trast'ormaziono lingue subiscono alterazioni fbneticlie. poi e nimiche. quello die accade negli tri al- vocabolarii. ma dopo parccclii anni 6 aspettato anche invano. tolta di peso dagli studii linguistici del nostro secolo. Un ultimo tentativo 6 t'atto da Leone XIII con la sua Enoiclica PrincipiUis pttpulisfjue univertis. ina Hi 71 primitiva uiiione — si Bono »emPa- pre invano. cori in apparenza nominale. da prima amiche. di cia- Hcuna Ic istituzionc. in generale. alia origine . la questione avrebbe raggiunta facile e pronta soluzione. modificazioni . fosse posseduto nei secoli XVII . E si in stabilito prima osservo clie se nella ricerca si ibsse il vero punto di veduta storico se. a vero dire cssa sostanzialo. Per quello di conservazione in le tengono lingue classiche di ciascun popolo. inoltre. Quanto osservazione e specialmente quello della origine storicii. infine. Lascio. e XVIII il patri- monio storico delle epigrafi allegate e se.1 (25 B. si avver6 porfettamente. Nol vocabolario cristiano. Nolle lingue civili.

adatt6. confusero scrittori. nelle loro modificazioni subite. in sul principio ai vocaboli classici greci e latini. Darmesteter. miitazioni dialetdi neologismi. con la questione della origine del nome Papa. ^ compenetrazioni II cristianesimo avendo introdotto fra gli di uomini wi una gran quantita nuove idee e di iiuovi fatti. La (> orientali erudito e nostro. piii Uno dei controversisti Abramo Echellense nel caso Vedi A. accorciamenti di paiole. bisogna aggiungere quest' ultima. Coteste preliminari avver- aprono la via ad esporre ed esaminare controversia delle due chiese sul nome Papa. per iscopo di facile propaganda. nel significato pretto saluto una paternita spirituale. nel diori- non di rado la questione della di gine del verso nome Papa. modificazione ed alterazione delle voci classiche di UaTi)Q e di Pater. Egli. ne di altre cOse bolario cristiano devo occuparmi. che se guistici gli studii lin- contemporanei si fossero conosciuti ne' secoli precedenti. Preme. conchiudere. Paris. 1887. nel Clironicon * vie des mots etudiee dans leur aigniji- cation. dogmi affini o tra voci greche o al voca- ma ne di ci6. \ . Alia mancanza delle conoscenze ~ringuisticlie. II che avvenne appunto le sul nome si Papa. si sarebbero molto chiarite e diminuite. anche per tale e alle conoscenza. e sg. altre difficolta accennate. Gli battito. tali. varono. le controversie tra gli scrittori oriental i ed occidentali.72 SECTION MYTHOLOGME ET RELIGIONS [26J iinaloi^iclie. intanto. ci nel significato di titolo verso una potesta tenze ben la giurisdizionale. per la promulgazione di nuovi anclie della combinazione studiata latine . Col tempo due chiese gioriti. p.

tonipus nempe sub Heracla XII.. Alessandria nominava altri \b. citati. o piu. 6 notevole al proposito una differenza daU'Oriento air Occidente. Ivi. ironicament«. vorso loro padre spirituale ma eziandio II in cont'cs- sione di eminente dignita chiesastica. Bo«tie- con le tcHtimoniauzo di Eutichio. oltro al- trastbrm6 il il nome IlarijQ in Ilajrag. come si h visto. qui Patros sunt nostri (7>e oW//. Pater patrum. — clie la l' origine del nome Papa il avver6 in Egitto di circa anno 222. sdegnato per un decroto di Zefirino. il quale vescovo rimbambito.[271 B. il cap. etc. Alexan. devoto al Patriarca Eraclo. secondo maronita Echellenso. cioc in Oriento. il Alexandro Severe (Z>e orig. cap. qui est Egyptus. ubi nomenclatio Papti> originein iiabuit. gli diode. parole di A. ». circa drino an. il non solo in segno di filiale rispetto de' tedoli . dignitarii. e sotto I'lniporatore Roma Alessandro Scvero (222-235). Patriarca aleflsan- (Irino del secolo X.sti si maomottan<» Alessandria. trastorm6 nel il tresi nome Ilajrag nel nome gli llajmog. /)e oinginc nominis Papae.. il nome di Avo. not to Patriarca di Eracla XII. clio popolo. infatti. Ecliolpro1»abilitatiH « Principia aiitem et rationes sunt locus. etc. Qui TertuUiano. sen Episcoporum.. in senso di Avo. Ecco lonse : le testuali . Vllf) Adunque. Secondo lui.. si diede. po|x)lo. di ciofe di Padre de'padri. rEchellense. LABANCA 73 orientale o nel no. X. di AbuUacro cristiann TTabbasides — quegli e que. quia Patriarca est come « Avus nobis nuncupandus -». . nomo quel Papa cli' (Ilajrag) si diede la prima volta in Egitto al Pa- triarca di Alessandria.. essere stata che proclam6 est. Domini 222. di Giorgio Ilomaidio. Jlajrjrog. Patriarca. imperante. quanto plebs Patriarca Scrive.

Papa date ivi in una affermammo die di affetto filiale conteneva soltanto testimonianza il verso ioro Padre spiritnale. che al principio del secolo III il abbia acquistato.U di SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [28] us6 lo stesso nome 1' di JTajtjrog nel significato rispettoso Padre de' padri. Discorrendo nel secondo numero della iscrizione a Cerdone. Ne allora. cioe. che con Cerdone. di ma eziandio come nn ci6 titolo di in potesta giurisdizionale. Ne con incorriamo contradizione. Aggiung^si che cioe. come titolo assoluto per mente dalla persona a cui si stesso. Sense con- servato nel Patriarcato anclie dal (Atti. Eracla XII siamo al primo quarto del secolo corso di circa Nel un secolo e mezzo pote il nome Papa come elevarsi al titolo di Pater patrum. primo quarto del secolo III cominci6 a darsi il Patriarchi nome Avi non solo come un attestato di paternita spirituale. ereditata dagli Ebrei. e signiPadre de' Padri. nome Papa. Rifacendoci su lui che. il So ora di concediamo che ad Eracla Papa. siamo all' ultimo quarto del secolo mentre che con III. un se uso antonomastico. e. rispettato a preferenza capo d'una chiesa riconosciuta di origine apostolica. Tertulliano. ne . pote influire nell' intendere il nel sen so on ore vole di Pater patrum. nel Abramo di Ecliellense. scoperta del AVesclier nelle catacombe di Alessandria. siasi attribuito nome titolo di onore e di giurisdizione. Patriarca alessandrino I. VIII. indipendente- tributava. riferito in ispecie al Patriarca di Alessandria. 29 . Non ciofe per questo crediamo. alio stesso in ad tempo Oriente essendo in iiso la ficante IfajTJTog voce Patriarca. ancora come nn la ragione e. Nuovo testamento convcniamo con ai II. In tale significato lo attribni Eracla XII circa di anno 222. 8). del nome.

[29]

B.

LARANCA
in Oriente,
il

75

poi venne

il

nome Papa,

a

Biffatto valorc

assoluto. Vi giuiise, invece,

nome

Patriarca, adottato

per

i

tlignitarii

nello cliieso orientali.
inferirsi

Tntto ben considerate, pu6

die
di

il

nemo

Papa, tributato ad Eracla XII, patriarca
dria,
filialo
t'li

Alcssan-

da un

lato

la

tradizionale testimonianza di

rispetto, dall'altro

un

iniziale

accenno a

rigiiar-

darlo ancora

come un
che
si

titolo

di

«^iurisdizione concesso.
t'atto

a

clii

rei^geva la chiesa alessandrina, del quale
e,

la

spiegazione

le tre

chiese di
in

Roma,

di

Antiochia

e di Alessandria

ebbero
si

grandissima riverenza dai
per mezzo

primi secoli
di

;

percbfe

credevano Ibndate da san Pietro:
e di Antiocbia
;

persona

le

due

di

Roma

del suo discepolo
infatti,

Marco quella

di Alessandria. II

papa,

Gregorio

Magno

'^390-604) scriveva al patriarca
tenet
;

alessandrino Eulogio, cbe Petri cathedram

atteao-

cbo Marcns a
sit

S. Petro Apostolo magistro suo

Alexandrinm

transmissus {Lib. VI, Epist. LX).

La

quale sentenza
litiir-

di

Gregorio

Magno

e

conforme
;

all'

antichissima
scritto
:

gia dolla obiesa
stall et

alessandrina

dove ^

S.

Apo'

Evangelistcp Marci, discipuli S. Petro.

fc

per6 necessario di por mente, cbe in essa antisi

cbissima liturgia
di

trova

il

nome Papa usato
filtre

in

segno

patorna affezione, non di paterna giurisdizione. Inin

fatti,

un luogo

di
:

essa e di

anticbe liturgie
sanctissimi et
ftea-

alessandrine b detto
tissimi nostri

Memento Dnmine,

Ahha, equivalente al
secoli
il

nome

Papa.*

Adunque

nei

due primi

sandria, cosi

come

in

nome Papa, nella cbiesa di Alesquella di Roma, importava hoIl*or-

tanto paternita spirituale, cosi bene espresaa dalle

'

Rennndot,

Collet, liturg. (iritmtale. Parisiis, 171<t.

70

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
epigraficlie di

[30]

mule

iioater delle

Papa mens, di Papa tuus, catacombe romane. Solamente al
a considerarsi
{llajtno^)^
il

di
li

Papa

mi tare

del seoolo III cominci6
{Uajtac,}^

noma Papa
titolo onodi

o,

piuttosto

Avo

come nn

rifico

di

ginrisdizione,

dovuto

al

Patriarca

Ales-

sandria.

Ed

ora volgiamo la nostra attenzione, per la con

troversia sul

nome Papa,

dagli scrittori

orieiitali agli

scrittori occidentali.
il

Tracostoroe da ricordare sopra

tntti

Bollandista Sollerio.
1'

Nella sua citata Dissertatio soil

stenne rontro
anteriore.

Echelense, die

nome Papa

e di data

a quella segnata sotto Eracla XIT, nel 222.

II Sollerio scrive risoluto:

Papa primis
col

Ecclesiae seen lis

fuisse

combine.
1'

Aggiunge

Raynaud

— di

cui

si

e

menzionato
talvolta,
il

Onomasticon pontijicium

— die per
di Pater

evitare

tautologismo di Papa Papa, quando ad un
1'

vescovo s'intendeva porgere
si

omaggio

patrnm,

adoper6

la

sola voce di Papa. Ritiene
il

ancora col
dai

Raynaud, die
Greci
e

nome Papa

usato di buon' ora

dai Latin i, sia transitato

verosimilmente, la

prima

volta, dai Greci ai Latini, fino
sit.

a die

soli

Romano

Pontijici reservatum

Anclie
in

il

minorita Antonio Pagi, die ha emendato
ecclesiastici di J^aroiiio, e

parecdii luoghi gli Annali
i

tra

controversisti sul

nome Papa. Nel

notato suo

scrit-

to: Breviaricum historiciim cronologicum criticum, al pari

del Sollerio e del
del

Raynaud, dimostra antichissimo
invece di Padre, appresso
in
i

1'

uso
i

nome Papa,

Greci e

Latini. Si

oppone

modo

particolare
i

all'

EchellensC;

per avere affermato die appo
gnificasse anche Avo: Vox enim

Greci la voce

Papa

si-

Papa

apitd Graecos

nnm-

quam Avvm

signijicavit^ $ed

Patrem. Conforta la sua sen-

[311

^'

I^ABANCA

77

tenza con rautorita di PeavBonio, scrittoro ocoidentalc;
il

quale

<lii'ende nella

sua Storia cronoloyica

dtd palriar-

cato Alpsx(i7ulrino, la sinoDimia di
di

Papa oon Padro, non

Papa con Avo.
Se
^li scrittori occidontali hi tbssoro attoimti, nella

controvorsia, ai limit i ora indicati, la ragione sarehhe
stata tutta dalla loro parte. Salvo clie
col norao
n'i

voile,

anche

Papa, avvaloraro

il

prima to dolla

cliiesa oc-^

cidentale su la cliiesa orientale.

Ancora

nel libro dol-

r Ecliollenso fa

oapolino tale intenzione;

ma

non

di-

venta cosi accentuata, come negli
del l*agi. Qiiesti, infatti,
o.piacopis

scritti del Sollerio c

afferma:
ct

V<>x Papae...

oinnUms

somper trihhta

ftierit,

privs tpiid^'m Episcnpo

liomanoj

qnam Alexandrine.
potrebbe avero solamente valore
il

II p*2ws, qui,

sto-

rico,

nel

senso che

ncmie

Papa

siasi

attribuito

al

vescovo di Roma, prima che al vescovo Eracla di Alessandria. In tale senso starebbe flno a un certo punto.

Ma

la bisogna sta diversa. Negli scritti del Sollerio c
il

del Pagi

pnua ba
il

piuttosto

un valore dogmatico; jn

quanto die

prius allude al

dogma

della cliiesa ro-

mana

su

tutte le altre thiese cristiane.
si

Ora, dal proil

vato e dal da provare
sorta di

fara manifesto, die

nomo
di

Papa, innanzi del secolo IV, non scrvi a primazia

Roma,

o di Alessandria.
occideiitali, oltrc
al

Altri scrittori

Sollerio

ed al

Pagi,

si

sono giovati del
il

mani, per confbrtare
che
essi dal

nome Papa, dato ai ve.scovi roprimato di Roma. Sappiamo gia
ai

vedere che Ignazio, Tertulliano e Cipriano
il

hanno

attribuito

nome Papa
solo
il

quattro vescovi roI,

mani, Lino, Anaclcto, Zefirino, Cornel io e St^tano

hanno indotto non

fatto storico inncgabilo

che

78

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
tal

[32 J

un
del

nome

era in uso non

meno

in Oriente die in Oc-

cidente,

ma

ancora

il

dogma,
di

allora

non pnnto

stabilito,

primato papale

Roma. Anche
il

storici e

teologi
in-

cattolici,

non partecipanti
storico,
dall'

alia controversia,

hanno

dotto e continuano a indurre

primato romano, senza

fondamento

uso fatto del

nome Papa da
stessi storici e

Ignazio, da Tertulliano e da Cipriano, in contradizione
,de' fatti arrecati nell' altro

numero. Gli

teologi cattolici tirano a pro della loro tesi perfino la

i

romano ai Corinti Epistola rivelante cura paternale, non suprema giurisdizione verso Corinti, I'ra loro dissidenti come al tempo dell' apostolo
Epistola di Clemente
: *

Paolo.

Concludesi che la controversia fra gli scrittori delle

due chiese cristiane
accertati

di Oriente

e di

Occidente dipese

ora dalla mancanza di documenti epigrafici e linguistic!,

dopo

i

secoli

XVII

e

XVIII, ed ora da equivoci
III della

notati a principio di questo
storica. L'

numero
il

mia

ricerca

equivoco piu dominante, per gelosie veccliie
le

e

nuove tra

due

chiese, fu

mescolare nella que-

stione

storica la questione

dogmatica della gerarcliia
si

c primazia

episcopale, pretesa

dagli Orientali
si

e

si

da gli Occidentali. Se nella controversia non

tbssero

insinuaii equivoci, sarebbe quella moi-ta in sul nasccre,
o,

certo,

avrebbe durato meno a lungo.
Epistola di Clemente
si
il

'

La

possedeva incompleta, prima cho
Bryeiiniss

I

nel

1876

la

ritrovasse

completa

insieme

al

ms.

della

AiSayr^ twv Sw^sxa AtcootoXwv.

[33)

B.

LABANCA

IV.

FASI STORICHPJ DEL

NOME PAPA

NELLA CHIESA OCCinP.NTALK.

Per
zioiiario
;

la cbiesa orientale
si

il

nome Papa

riniase sta-

cbe non doljbono se^narsene
quella
il

lasi storiclie.

Tuttora
dre
i

in

nome Papa
i

si^nifica seinplicc pa-

spiritiiale, e in tale significato diconsi

papi

i

preti,

vescovi,

gli
gli

arcivescovi e
arcivescovi,
in
i

metropolitani, o al piu,
i

protopapi
clii.

metropolitani e
i

pntnar-

Valgano

prova storica
i

I'atti

ai

quali accenno.

Nel secolo IV
al loro vescovo cosi

preti d' Alessandria indirizzavano
lettora: Jkato

una
di

papae ipiscnpo Alf-

xandro. L'eresiarca Ario salutava, nel secolo
il

IV

ancora,

vescovo Eusebio

Nicodemia
di

col

nome

di

Papa. Lo

stesso

nomf, sempre nel senso
le

padre spirituale, poril

tavano

lettere indirizzate

ad Atanasio,
smesse

celobre

oppositore di Ario nel Concilio di Nicea (325).

Dopo
sastico sul

il

secolo

IV non

si

il

costnme cbic-

nome Papa.
i

Nella Bolla d' Oro dell' impo-

ratore orientale Isacco
cliiamati papi

Comnieno (10B7-1059) vengono
quelli, cio6,

Lettori,

cbe leggevano e
se-

interpretavano la Bibbia nelle cbiese. Ancora nol
colo
di

Commeno,

ciofe

XI,

si

appellavano

i

sempHci
giusta le

chierici piccoli papi.

Qualunque beneficio
si

cbioHastico, go-

\

duto da preti e da vescovi,
testimonianze
rio,

disse papato,

dell'

Ecbellenso, del Raynaud, del Sollo*

del Dillmann, del Nuzzi.

80

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS

[34]

Dopo
iiazione di
dri

il

secolo

XI

continu6 in Oriente la denomi-

Papa
.

o di Papi, nel senso di padre o di pafatto,
il

spiritual]

Di

ancora

ai

di nostri

si

da

ai

ministri di Cristo

nome

di papi,

nonostante

varie

iiiodilicazioni la introdotte
etica,

nella nomenclatura chiesa-

massime avvenuta
per la invasione di

la fine dell'Impero

Greco-Ro-

mano
(1453).

Maometto
scrive:'
«

11 in Costantinopoli

Ermanno Schmitt
il

Dopo

1'

ordinazionc,

ricevnta dal Vescovo,

prete b riguardato
;

come

il

pa-

dre spirituale della sua comunita
rocchiani viene cliiamato Papas
II

e perci6 dai* suoi par[llajtag).
'

nome Papa,

nella chiesa orientale, non ebbe, in

sostanza, fasi storiche;

non ebbe

la

marcia ascendente,
le

die rinverremo nella chiesa occidentale. Quali
della stazionarieta orientale?

cagioni

Sono molte senza dubbio;
1'

noi non tratteremo,

si

tratfceggeremo

argomento. Sa-

rebbe strano presumere quanto alle

fasi del

nome Papa

una mi nut a

analisi storica.

La
,

chiesa orientale, nei primi quattro secoli, ebbe

fulgori di coscienza e scienza cristiana. Proprio, ex Oriente

vera lux hominum. Tanti splendori s'otfuscarono co' secoli.

Divennero una rara eccezione alcuni raggi
cristiana radiosa.

di coscienza

AI veloce ascendere successe un lento
efi'etto

discendere. Forse n' e stata cagione la fatale trajettoria?

Tale fatalita e piu
cagioni
f'u

che cagione. Una, invece,

delle^

che

al dialettico e

sostanzioso teologare della
sofistica, e, ch' e

Patristica successe

una teologia
perche
si

peggio,
tutti,

ciarliera, petulante;

rese
all'

il

pascolo di

dotti e indotti,

dall' iniperatore

ultimo plebeo. Al

'

IgUiria crUicn della chiesa

greco-moderna

e

doll/t

chiesa

ritssa,

Tom.

I,

129. Tradtizione. Milano, Pirotta, 1842.

4

(351

B.

LAHANCA

81

oho

HI

a^jL^iiiiiHero le

Hccinpia^gini o lo scellcra/i^^ini di

iiiolti

imporatori, clie piopararono la ciitrata do* Turohi

in

CoHtantinopoli.

Vescovi ed arcivescovi, nietropolitnni o patriarclii,
ora protetti ed ora oppressi in

modo

iiidebito, purteoi-

parono

alio

stato di coiruzione e di
11

dissoliizione del

JJasso Inipero.
ditl'usi

simi^liante e a dirsi de' nionaci, molto

in Oriente.

Maometto
politico

II,

entrato in Costantino*
Si condu.Htfe

poli,

si

niostr6

uomo

non coniunc.
la

da principio con priidenza verso
rispottandone
tori,
le istituzioni.

chiesa orientjile,

In seguito iinit6 gl' Impcra-

nel rispettare solo in apparenza V auU)nouiia del

patiiarcato e dell' episcopato.

Lo molte

scissioni della chiesa orientale, e la creaiini-

zione della chiesa nazionale di Russia ridussero la
voisalita del Patriarca di Costantinopoli
noniiiiale

ad essero

piii

die reale.

In Oriente

si

sentirono le prime

tcndenze per un Episcopato uiiinominale e monarcliico;
uia
la restarono

mere tendenze, per Y ambiente che

circond6 la chiesa orientale. L' Inipero
tato

Romano
non

diven-

anche Impero Greco,

in Grecia

ebbe

mai

quella potenza governativa e concentrativa cho avova

Roma. La identica sorte tocc6 alia chiesa di Grecia. La chiesa di Roma, al contrario, cadiito r Inipero Romano, ne eredit6 la energia concentrativa logislativa, elevando il nome Papa ad una meravidimostrato in
gliosa

energia, e quasi ad

Cio non acoadde in
cosi

una possanza vertiginosa. breve tempo; stantecho la gloria,
a gradi.
alia

come

la natura procede

Nolla chiesa
chiesa orientale,
nel sense
si

occidentale,

stessa guisa
il

della

adopera, nel IV secolo,
spirituale.

nonie Papa
vis-

di paternita

San Girolanio,

82
siito

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
in
tal secolo,

[36]

nomina

nella sua

Apolorjia contro

Rufino, vari dottori in questa nianiera:

Papa

Kijiphanius,

Papa
iisa in

Theojjhilus,

Papa

Anastasius.

Lo

stesso Girolamo,

nella sua corrispondenza epistolare

con Sant' Agostino,
in Christo

ciascuna epistola qnesto indiiizzo: Domino, vcre

sancto, et beaiissimo

papa Augustine Hieronymus

salutem.

'

Sant'Agostino scrivendo a Paolino, vescovo
sunt'

di

York,

Ambrogio

appellat papain {Epist.

XXXIV).
«crive
cosi:
sail

Ad

Aurelio,

vescovo

di

Cartagine,

JJomine beatissimo.... papae Aurelio Augustinus in
lutem [Epist.

Domi

LXXVII). Dichiara, quel
significava, allora,

cli'

e piu, clic

nonie

Papa

non altro cbe
in Psalm.

Ecclesiae

Pater, vel Chericorum Pater

[Comm.

XLV).
si

Quest! indirizzi e questo
del

com men to
il

de'Padri latini

IV

secolo dimostrano cliiaro, clie

nome Papa

adoperava, nel IV secolo, a significare solamente paternita
si

spirituale, e clie per

conseguenza non ancora
vescovo
aveva,

riferiva,

come un

titolo di giurisdizione, al
ritiettere, clie

di

Roma.

E

benanche da

non

si

ancora nel IV secolo, una gerarcbia cattolica, a capo
della quale fosse

Si avverta

nome di Papa. cbe Girolamo, cbe adopera il nome Papa
il

vescovo di

Roma,

col

scrivendo a vescovi e dottori, fu segretario diDamaso.

Come, adunque,
II

egli
e,

non
il

lo tributava solo

a

Damaso?

fatto storico

cbe la gerarcbia cattolica era ancora
clic

di la

da venire, e

nome Papa
*

restava ancora

neir originario significato.
'

Migne,
II

Patrol.-lat., T.

XXII,

sgg.
la

^

Duchesne ha creduto atFermare una gerarchia
e diaconi

dove era

appcua un' oligarchia tra episcopi, presbiteri
christiane, p. 329-37, 1889). II

{Orig.

du

cxdte

Marucchi ha rincarito

I'avviso,

ammet-

I

137|

B.

LABANCA
ad

'88

Kol Hecolo V,
il

in Occidento, 8Cguit6

attribiiifHi

iiomo Papa,- uel senso di padre spirituale
infatti, del

do't'edeli.

Al tempo,
si

Concilio ecumenico di Efeso (431)
:

scriveva ai vescovi con questa tbrniola

Domino pa-

pae N. salutcm. Con la stessa formula, o con altre con*
simili

venne dato

il

nome

di

Papa

ai vescovi, dal
il

V

al

X
«

secolo. 11 Mabillon, nello spiegare

tatto, Hcrive:

Papae, seu Papatis nomon tribuitur quidom Cvpriano

in ipsis actis,

ad significandum Patris, non Episcopi

di-

gnitatem
traverao

^

».

Vi ha ancora di piu.
i

II

nome

l*apato

si riferi, at-

secoli

V

e

X, non

solo al vescovato di Roraa,

ma
in

eziandio ad altri vescovati di altre principali citta

d' Italia.

Ad

esempio, Ottone III (983-99G) proclama,

nn suo Diploma,

Fapatvs
'^

il

vescovato

di

Milano,

dctto aljora arcivescovato.

Non

percio se ne risenti
dell'

Grogorio VI (996-999),
Ottone III governava
nazione
di

clie al

tempo

imperatore

la cliiesa di

Roma. La denomi-

Papa

e di

Papato continu6, per

Koma

e per
*

altre citta principali d' Italia, anclie

dopo Gregorio V.

Pu6

atl'ermarsi

che tide denominazione, nel significato

di paternita spiritiiale,

dur6 tino

al secolo

XI, e pro-

babilmente fino

al secolo XII.

Oi6 posto, e non supposto, e ora da vedcre come
i

nomi

di

Papa

e di

Papato

siansi attribuiti, quali

ti-

tcndo

il

Papa a capo
y'eter.

della Cliiesa uel

IV

secolo {Klem. d'archtoi, cArr-

lienne, V. I, p. 85-8(J, 1900.
'

Analect., ecc. T. I, 49. Parisiis, 1725.
Collect. bipartUa, etc.,

*

Ap. Lucam Holsteniun,
1742.

II, p.

21U.

Pa-

ritiiiu,
'

Ap. Muratori, Rer.

iUU, ucript.

Tom. IV, Chrvn, mtma$t.

coMtin.

Lib. II, cap. 79.

che ivi risedeva. di giurisdizione. consultato al proposito vari storici autorevoli de' Pontefici. solenne titolo. E probabile che Ambrogio. come titolo. ]». il il de Novaes. il diversas provincias clie opus. Ho il po- tato il consultando Liber (1688). noine Papa. valentitolo peratore Graziano. dosi della sua grande autorit^. abbandonato ' imperatore cristiano Giaziaiio (367-383). opina clie nome Papa dal a prendere il significato di * titolo tempo clie Daat- maso (366-384). Da il queste consultazioni e lecito indurre. Di ierina in questo: clie Sant' Ambrogio. al solo vescovo di Roaffezionato diincoiuincio di siasi ma. ti'ibiiito Altri.XX). clie applicasse nel si nomo di Papa a Damaso Pater secondo J e Siricio tuttavia clie significato lia 1' uso invalso. Le catacovihe romane. Nessuno ricorda clie fatto lilevante. Epist. seguitato dal suo il scepolo Armellini. Roma. persuadesse Graziano a deporre religioso di Pontefice Massimo. assiiuto onorifico di Pontefice Massi- mo. il Papa orthodoxus par I. Altri titolo dall' afferma Siricio abbia. Pontijicalis. scrivendo cosi: (Niizzi. Pagi. 1 il * Saut' Ambrogio a Milano godeva una grande influeuza su V imtanto che Damaso lo incarico di Dea Vittoria dall' Aula del Senato (AmXVIII. e di Duchesne si (1886). il Ciaconio. Ho Platina. invece. de' Rossi. ma al siiccessore Siri- cio (384-398) Siricius cit. assumesse quelle simigliante di Pontefice Massimo. 32). come conf'ermare. 183. Damaso o clie prendesse Siricio il nome Papa. in una riconuna sua Epi- * Arinelliui. il Anastasio il il Bibliotecario. prinio. . G. 5. persuaderlo di far togliere la hrosii. secondo le varie cdizioni di Ciampino di Vignolio (1724). opina suo lion a il Damaso.84 toli SECTION MYTHOLOGIE ET EELICtIONS di [38J onore e ]3. 1880. XVII. per le conseguenze posteriori.

alcuni indizii del graduale elevarsi di esso nome a di ti- tolo eminente. cioe. tutto procedo a gradi. segretario del il Re do' Goti. Alciini storici della Cliiesa lianno stimato. nello scrivere ai vescovi di tri Roma i i nonii di Papi. Teodorico Grande (493-526). ed desiderio cristiano de' vescovi di il Roma che si trastbrmasse in titolo pagano ei di Pontifex Maa-imtts. dice Siricitts di Papa. cosi venne il Sinodo ricordato Sub Leone Papa habiium est. a il considerare la cristiana scrupolosita di Graziano. Con tutto ci6 non voglio sconoscere che dal secolo IV al secolo XI mancassero affatto indizii. per tan to. Ma a tale pare re con trad ice r altro fatto storico allegato Papa. provante. Nella storia.Uttt — Tom* HI . di vosecolo ler tare. proprium dei Pontefici si nome Papa Romani nel Leone : Da loro arreca 447. assunse il titolo oiiorando di i'ontetice Ma**. contbrnic antico sig^ificato padro npiritiiale. mentro per gli al' vescovi usa nonii Episcopos. d' essersi arrogato il titolo Ve- ' Variarnm. del Papa un come ho titolo esclusivo del vescovo di Roma. . Patriarca di Co8tantino2)i)li.QP" VmrUc) tf . che il divenne peculiare secolo V. adopera. du XII"^' Con>jri4 dct OritntmlitUt. il tatto storico che nel Si- nodo di Toledo del tennto sotto I il Grande (440-461j. Non ho un documentx) a mia clie Siricio dispoHiziono. EpiMolae ac Rescript i. deposto da Graziano ma e mo] to probabile. di semplice padre spirituale de' f'cdeli. Himo. LABANCA :i)l' 85 stola. ed appartenente al solo vescovo Ho- ma. II celebro Cassiodoro.1^391 B. a tutto il sul geneiale uso del nome X. Gregorio I il Grande di (690-634) rimprovero aspramente Giovanni. dotto. Trovo. salvo rari casi di violente rivoluzioni.

Gl' imperatori cristiani (408-460) e Valentiniano III (423-455) solevano mare il vescovo romano Papa Urhis Eternae. Lib. Nel VI si Concilio generale del 680. 1715. V. costantinopolitano III. Harduino. disse il vescovo di Roma. per la aoa strage di Tessalonica. di Papa Cathedrae ' Apostolicae. alia quale meglio spettava una universalita episcodi pale. Costantinopoli- tano IV. Ill. nella ^ X Sessione. ImUti Sant' Christianity. ^ Gregorio I aveva desi stato scandalo col titolo di Vescovo Universale. * Milman. die reputava contrario In fondo in fbndo umilta episcopale. XII. novello Ambrogio. Vi sono ancora che accennano al gra- duale ascendere del vescovo di Roma a papale univerTeodosio II chia- salita e supremazia. 1849. per vendicarsi contro co. Epist. e fino perverso. cett6 invece volentieri di doversi ac- da Bonifacio III : indizio questo non a Costantinopoli. il • ^ Ambrogio aveva impedito a Teodosio 1' Grande. ben meridi dipendeva dal vedere nel fatto del Patriarca Costantinopoli una usurpazione alia cattedra di san Pietro. ^ Pochi anni dopo Gregorio I. * ingresso al tempio di Milano. I. Harduino. Conciliorum coUectio. tato. Patriarca Ciriadall' en- die lo aveva respinto. etc.86 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS alia [40] scovo Universale. T. T. Avvenutanella notte Na- Lib. Epist. Parisiis. 450-52. 43. V. ai rigiiardi dovuti agli altri episcopi. trare nel tempio per le sue nefandezze e per le uccisioni de'figli dell'imperatoreMaurizio. I ^ . 2. pro- clam6 esso vescovo nella XVII Sessione Papa Universalis} Nel Concilio generale si dell' 869. ' il rimprovero. bensi a altri indizii Roma la pri- mazia universale. ibid. ^ Tom. 11 il Bonifacio III titolo (607-607) ebbe dall' iiiipei-atore Foca di Ve- scovo Univej'sale.

In generale. ciofe penH6 essersi avvcrata la di prot'ezia a favore del vencovo Roma Ecco di primeggiare da Rex ret/um e da DominuM I" dominant ium (Apoc. que^li tuata la Jienovatio Romani pei^Huase eKserni effet- Imjjerii^ e questi.. 098. ma non punto rassegnava di vederlo rit'erito ad altri vescovi come titolo onorifico.. rfi-/. 15).[All B. Timot. Gregorio V (996-999). tanto che in si stabili. Roma. LXXVIII). 75. sed L' OrOis (Nuzzi. Annali d' Italia. vol. p. a larghi rami. * Se ne un Condel se- particolare di Pavia 1' che Arnoltb dovesso deporre colo di assunto titolo. 1707. 16. in L*ar- civescovo di Salisburgo una letteni. 11. sale. • — Ijabanca. Carluinaijno nrll' arf- Muratori. quel die e piii. cit. del la di- ' G. .' storici. a protbnde radici. e.. era ben preparato acciocchc soltanto in quelle di Roma crescesse T albero maestoso. il arcivescovo Arnolfo II di Mi- lan© aveva preso risenti assai cilio titolo di Papa Urbis Mediolani. Roma. ecc. in un senso univerGregorio I e La Chiesa di Roma i presumeva la universalita solo j^er lei. 181>1. p. per opera di Leone III. tra i che il secoli X e XI. o dicansi precedenti 8alut6. Informino due fatti arrecati di di Bonifacio III. LABANCA la 87 di ttile deir 8CM) in Homa incoronazione si Carlonuigno Leone.-. il prima X adoperaiidosi ancora nome Papa. altri indizii. alle vile dt »ommi pinittjici. e si ad altri preti di altre chiese. VI. GioPonii- vanni VIII (872-882) a questa nianiera: fexj et universalis Summus totius Papa^ non unius Urbis. II provato h piu che sufficiente a rendcre evidente. la cliiesa Roma lo rispettava ncl vederlo attribuito ad altri VGHCOvi. terreno. 174-177. XIX. de Novaes. Introd.. Trad.

sine addito. ubi statuit inter alia plura. Sect I. documenti della Vaticana. Romano iom. Voghera. per la j-agione che nei dieci Sinodi celebrati da Gregorio VII non vestigium si rinviene vestigio di sorta sul nome Papa: die aliqiiod non dare i^eperitur. lui. sexto Kal. essere cio avvenuto sotto Gregorio VII (1073-1085). 8). ipsum.. senza arrecare . documento osservatur in Bibliotheca Vaticana (Marcit. tyrologium II Tannuarii 10). il IX fosse bandito in nome Papa. e diventasse un proprio ed esclusivo del capo della chiesa romana. e cioe il su la grave autorita il Novaes. esset in universo orbe christiano. anno Cbrivero pontificatus Domino 1076. Confesso che parecchi del Baronio. 13 habuit Romae Synodum ut adversiis schismaticos. vel alium eo nomine ap- pellare il Aggiunge Tillustre annalista della Chiesa. 88 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [4:2] gnita ed autorita papale. Buzio — negli scritti citati — tengono con non col Pagi. nell' Pagi mostrasi incerto accogliere 1' afferma- zione del liaronio. il signifi- ancora ad altri vescovi. I. Fino un contemporaneo cattolicq. Alcuni storici e canonist! lian voluto indagare sotto qual vescovo di Roma il nome titolo I Papa acquistasse tanto valore. soli Episcopo n. (Op. per le non posso tutto il consentire che nel secolo costume di tribuire cato. lo sono dello stesso parere cose assodate. salvo che. die pur aveva a sua disposizione. L' oratoriano Cesare Baronio e di questo parere laonde scrive: sto « Gregorius Septimus Papa. cit. Martiis indict. Papae nomen unicum nee che liceret alieni se ». il Egli e di parere invalse 1' uso di nome Papa. del Pagi. nel primiero storici. dal secolo IX. sui anno tertio. piu arbitrano.

Roma. ed a cui lia dato occasione il Dictatus Paptie. Alessandria e di Ant lochia. e che Latini continuassero. 1886. per inancanza docnmenti. in ndinm liomani PraesiUis. ha stimato scorgere d' ossersi genesi storica attribuito il nome Papa p. senza che Gregorio VII emanasse un decreto sinodale. anche per nomi di il Papa e di Papato. die sia stata cagione del decreto di solo alia chiesa di ferire Roma i nomi di Papa e di Papato. ad nomi al solo vescovo di Roma. Lo scisma ziato da Fozio nell'SG?. attribuito a attribuire essi Gregorio VII. diretta dal protestanto Lichtenberger. Quod illius solius Quod unicum est nomen in ecclesiis recinomen in mundo >. il gia prevaleva pocodopo lo scisma orientale quando costume de' nomi Papa e Papato per — la sola chiesa di Roma chiese — era naturale i che i Greci prele sumessero. solo vescovo di • CI. LABANCA il 80 il docmnento. . In quelle sono. Venuto Gregorio VII al governo della chiesa romana nel 1073. per reazione contro loro principal! i i Latini. 6 un o compiuto da Michele Costorico riilario nel tatto innegabile. ^< Quod solius Papae pedes omiies principes deosculentur teretur . tra qucste tre : le 27 proposizioni. Cesare Baron io pone a cagione del decreto di Grcgorio VII la pretesa dcgli scimastici oriontali. proclamavano e di i norai di Papa ini- Papato anche per le chicse di ('ostantinopoli. Cenni. 10o4. di orientale. a cui deve rispondersi. . Resta una obiezione. Chi > il Papa? V. ha orednto daro por autcntico ' decrcto gregoriano. ma ri- non di o del pari fatto storico innegabile. clie. per costume invalso. La A'mla al cyclopedic des sciences I'eligienses.(43] B.

si che il Cristo. ma come Pater patrum o Pastor pastorum. specie. II Roma il in ve- tempo era. debba ritenersi opera di Gregorio VII. T. secondo le massime allora dominanti nella chiesa di est Roma. il al solo vescovo di Roma. apocalittico. vendi- clierebbe. p. il Dnpin ed pieno assenso a i Lannojo. e dal tempo venno De Novaes. XIX. a dir vero. detto die allude ad un concetto cioe. 10. lo. Papae. Qnod unicum est nomen dare in Papae. Laonde il pronunziato Quod unicum nomen (Pdpae) in mnndo riconf'erma un fatto riconodi sciuto dal clero di Occidente in genere. Se non clie. essendo piu documentati loro giudi- Devo. ' 9.J 90 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS nella proposizione idest : [44 Roma mundo. de' Re e de' Signori del versetti in cui del- niondo. al concetto. venne compilato dopo la sua morte. ^ . non politico. Sono per Cenni il . non come semplice si o Pastor. aggiusto . da Re e da Signore. 207-280. maturo' ad essere scovo di Roma Papa per eccellenza. si Cristiano Liipo. nel suo ritorno in terra. Magari testa papale fosse qui arrestata la marcia ascendente del Do- e invadente del il Papato ! Si pretese applicare alia po- detto biblico del Rex regum e 16). e dis enso tra gli storici cliiesastici quanto al Dictatvs se. Pietro de il sono per ' Marca ed il no Natale Alessandro. non pro- mulgato da Gregorio VII. citati. oggimai. minus dominantium (Apoc. questi ultimi scrittori zii. Certo la proposizione del doversi Dictatus il e molto esplicitamente lavorevole del nome v' di Papa cioe. masia. Papa per antonoPater. 12-17). ElemenU ecc. per altro. IT. AUusione riconfermata da altri r Apocalisse (VI. confessare che il Dictatus.

verso 70. cit. LABANCA la ' 91 essa scritta. si Vol. CONCLUSIONE SUL NOME PAPA IN RELAZIONE CON OU ALTRl DUE DI VESCOVO E PONTEFICB II nome Papa. dopo. corrotti. Di il dopo la appena^ niorte di Teodosio Grande (4< 396 la 1. 85. fu. 22). accadde nella chiesa occidentale. crebbe a grado a in s6 il grado vigoroso e potente. I. nato IlavijQ. delle quali ora ne dir6 alcune. . ed Ornzio Marucchi. etc.[45] B. il Romano Impero latto. Occidente minacciava prossima rovina. Nel IV secolo. Per tanto non e Signori del CHiste alcuno tra queste credenze apocalittiche e le esigenzc politicljo dc' Papi 8ui Ro mondo.. adottato. Le probability maggiori sono die la sua compo* il sizione attn6 alia fine dolT inii^ero noroniano. ptirsccuzione di Norone noKSC) de' cristiani. le potere interno ed esterno della cliiesa occiden- Quel che non accadde nella chiesa orientale. al pari de' Greci. per trasforinazionc della voce figlio greca per cosi dire. fino a concentrare sommo tale. per altre cagioni. agli ultimi anni del secolo I (Op. trascoi-sero ' Otto Pfleiderer ha creduto stabilire compoeisione deirApoca- lisse alia fine della p. di i Latini erano Per la costoro corrnzione. 1875). prima met^ del secolo II {Dot L'l-chrisUnthum. V. il ciofe. per cagioni accennate. sg. tra (>8 ed il 70. un Quivi fortunato nella cliiesa occidentale. tra tante.

posseduta a maraviglia. la precipitosa moite dell' Impero occi81 anni. Gregorio. rese meno spa vente vole ?i07i invasione de' Longobardi.92 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS 1' [46] { Impero occidentale rovin6 Ora. i non venne mai meno in corso di secoli appo vescovi romani e fu dessa principalmente che ne . Cotesta abi- governativa. senza tenia che con Leone I e Gregorio I e continu5 1' epoca apostolica. che. pure. con quelle differenze che i comportavano secoli V VI rispetto al secolo di I. marciava contro Roma. . fino alia superstizione talvolta. che per cati era divenuto suoi pec- Eomanorum. calato in Italia. In tale stato randp di d' Italia. mise- ('690-C04j. nessuno pu6 riore lita disdirgli governare. e die ispiravano fiducia furono quelle Leone e di Gregorio. ereditata da Roma dominatrice e le- gislatrice. pu6 affermare. per scovi di ambiente Roma. Ad esempio. alia prossima I il Leone rovina dell' I Grande (440-461) si trov6 Impero Romano. Si di talsificazione storica. eminenti intuizioni. I. Aggiungasi che alcuni per patriarchi orientali. se la lenta agonia dell' Impero orientale nooqne al Patriarcato di Costantinopoli. alia completa rovina. intenzioni e difettava 1' I'arte di di governare. anzi di Eiiropa le due figure piii die piu spiccavano. sin dai primi veI Roma. la con la sua benefica azione governativa e pacificativa. i tanto che in una sua lettera scrive. La distruzione dell' Impero Occidente e a successive le in- vasion i barbariche contribuirono esaltaiiei zioni deir Episcopato di Roma. supe- a parecchi uomini odierni di Stato. 31j. Gregorio il Grande. Gregorio una grande abilita di fu un monaco -austero. Leone riusci a fermare Attila. sed Longohardorum episcopus [Epist. e dentale giov6 air Episcopate di Roma.

si us6. in guisa da diventare in 1 Roma vescovo. e non altrove le Epm-opus episcopornm. clie varsi il tendenze. autorita di sorta. nella quello di Vcsco- vo. nome Papa. come nel mondo politico. non giurisdizionale tra gli altri ministri dclle varie cliiese. capo chiesastico. Come . ne giurisdizionale. in cui avvenne tale graduale elevarsi e ingrandirsi del a diventare proprio ed esclusivo d' un di quello di il nome Papa. numero precedente per fino la chiesa occidentale.147] B. ma si tempo. per lo provalere nome Papa nome Episcopo. II nome Episcopo. nome Episcopo — di si politica. come sappiamo. significava solo paternita spirituale. cioo Ora. Ora sembra che col tondenzeed altorain esigenze esordirono nella chiesa orientale. lo noto Htorico . rion por ci6 approve o lodo tutto ciii lo invadenzc intransigenze a rita sill () non di rado pervenne onsa anto* del e potosta. si appell6 papale. nolla cliiosa occidentale. Roma. che. importa esaminare so origine non cliiesastica. e che servi ad espri- mere. autorita ispezionale dai primissimi giomi del cristianesiino di olevarsi — abbia dati i indizii a nome proprio ed esclusivo di qualcbo ve- scovo. II mitivi tempi cristiani. nei prinon esprimeva. no ispezionale. i Al proposito I le dogmatic! ed critici non vanno d'accordo. giurisdizionale. LABANCA il 08 fatto accrobbe via via T autorita e potesta. Servl in entrambe a designare un' autorita ispezionale. raddolcito da come lio non cpiHcopalo. di buon ora ciiiena orientale ed occidentale. le dogmatioi uccidentali esigenze di ele- tredono. detto. anzi che si nome Episcopua manifestassero in il Roma. ma poco siasi e. rono. elevata ad esprimere Come a poco a somma autorita ispeabbiamo gia visto zionale nel solo insieme. clie tenesse la sua sede in qualclie grande citta orientale od occidentale.

sto fatto se Accanto a que- ne appales6 un altro nelle due chiese. istituito dagli Apostoli. accettano la istituzione successione dell' Episcopato. e col tempo in somma potesta. Lipsia. fu naturale che vazione e della concentrazione sul si il bisogno della ele- manifestasse prima Papato si nome Episcopo. i concilii particolari. non nel cose si modo onde due sostengono dai dogmatici. Schwartz. e da avvertire che il nome Episcopo essendo di origine apostolica. Per costoro I'Episcopato. Die Entstehung der Si/node.M qiiella SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [48] nacque da prima elev6 a il nome Papa. siccome e provato nel qiiesta si nnraero precedente. in maniera da doversi transitare dall' episcopate plurinominale i all' epi- scopate uninominale? il E qui che critici hanno snodato apostoliea e la le nodo con piu serenita e verita I critici storica. ed una grande chiesa [suKXipta jneydAi]). ^ po- tere episcopale lo bandiva e dirigeva. ebbe. anteriore al nome Papa. 1898. . il E innegabile che I'Episcopato e non acquist6. nella quale risiedesse un grande vescovo (jusydAi] smoicojrogj. Se non che. forte bisogno della ele- vazione e concentrazione episcopale. il Ma quale di esse rivel6. e di formare quale vescovo de' vescovi. * Vedasi K. e poscia sul nome Papa. Se d' ordinario laici. talvolta indipendenti dai il e da uno di essi vescovi si preil potere conciliare allora decideva. ogni di piu^ autorita nelle chiese cristiane di Oriente e si di Occidente dai primi secoli. cosi il simigliante avvenne rispetto al nome Episcopo. I vescovi promovevano siedevano.n in des alien Kirche. I due fatti appartengono in comune alle due chiese di Oriente e di Occidente. la prima. sopratutto cattolici.

a ottenere la unita sola. o di vescovi piu vescovi. tbndate dagli altri Apo- o dai loro discepoli. Dopo la istitu- zionc apostolica. si Che di procedesse dalla varieta all' unita. e subordinate co' loro vghcovI al f^ran vescovo di Roma. si hanno 227j. Le epistole di Celestino I (»i< »i< Leone I (^ 461) e di Greg<n*io I essi lecero 604) provano ad esuberanza quanti sforzi desiderata episcopale.[49] B. Con Gregorio siamo il al secolo VI e a principio del VII. In sostanza. continu6 la successions episcopale. LABANCA ili 05 da principio. Natural mente lici si catto- giovano piu e piu della venuta e della dimora di Pietro a Roma. a capo presbiteri. si la varieta nello positivi. Da principio ebbero piu vescovi a capo delle di- verse comunita cristiane. Ora Magno Gregorio sostenne . stoli. cio6. sem- pre col centro a Roma. San Giro- lamo discorrendo alcune chiese. vale di e lo stesso. In i mancanza a dire gli anziani. scopus episcoporum. priiicipe stoli. t'atti and6 dalla varieta all' non dall' unita alia va- rieta. clie ma si si afferma. sarebbe stata la pietra tbndamentalo doUa Chiesa ( Matt. I'Epi- clie. clie. cli' comunita erano avova o un solo vescovo. cio^ ispottori. con unita. cio6 Roma avesso. Apo- londata e ministrata da San Pietro. 18). Chiama tale Consiglio Se- nator habemus senatum nostrum coetum prnsbiteroi'um (Isaia. ed sola anche piu vescovi in una comunita cristiana. raggi nolle altre comunita i cristiane orientali ed occidentali. do«^li varieta nelle altre chicHe. XVI. e della concossione fatta dal Cristo a Pietro. ciascuna o. Dai critici non negasi la unita e chiese cristiane. San co' Pietro. II). unita e varieta: unita nolla chiesa Roma. dice: Comuni presbi- teroruni consilio r/fibemantur. ispettore. In cap. ben altre conferme.

di quelle di Nicea. dell' inter pares. nei loro giudizii finali. Non poteva mocratica la Chiesa restare in perpetuo una de- societas. a Coaltrove. e fra i si stabili quelle che pelli. nel quale il vescovo di Roma doveva essere non gia un primva inter impares. bensi dai contengono II pluralita. ad Eva- grium. prima 2G0). par- ticolarmente con quelli di Milano e di Ravenna. ugualita episcopale. si Nel celebre Concilio generale di Nicanoni fissarono varii canoni. la prerainenza episcopale di per Roma. locali. Roma e le Un vescovo. aut ecclesia fratrum. per la interpretazione. testo venire si Salvo che in coplurino- arriv6 dal sistema episcopale minale ad un sistema episcopale uninoniinale. Nel Concilio particolare di Cartagine fa sapere a Ste- del 258. Questi fatti non dipendono da Roma. altre chiese sia a non sono fra loro dif- Roma o ad Eugubio.96 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [50] dispute senza numero co' patriarchi di Oriente. Non cea (325). co' ve- scovi di Occidente. contribuirono varie cause accennate. 101) ». che disse di preferenza Papato. ch' fe piii. Dalle indistinzioni dovevasi pur venire alle distinzioni. pos- stantinopoli o a Reggio. nei loro ap- ai vescovi come ad ultimo si ap- pello. divinita e tutto. del ma piu il versetto 18 del capo XVI. « che accetta San Girolamo con questa sentenza: la chiesa di ferenti. ad Alessandria od siede uguale merito. chierici dovessero rivolgersi. ai Concilii. versetto che fece scorrere. in ispecie di Gallia e d' Italia. oltre a definire la i sostanziale di Oisto. un fiume di inchiostro e per . e questi. fano I {>fn che i vescovi. Concilii. gli Vangelo di San Mattee. uguale sacerdozio (Epist. e. si bene un primus A tale elc- vazione e concentrazione assoluta poi si Episcopate.

elficacia non ebbe si dopo dieci la Riforma. clie accordava tanta preai suoi successori di cedenza a Pietro. sue diverse epistole autentiche s' insiste. gia ricordata. dal la terza ai secoli della Chiesa. usata a loro favore dai cattolici quanto al primato alia unita e alia Roma. Con dente si tutto ci6 e pure che se in Occi- etfettu6 la tendenza Episcopate a divenlu ne'primordii i tare uninominale. Soltanto mi permetto il considerazioni renioto Htoriche: CliieBa. il versetto di Matteo. del da plurinominale che si cristianesimo. unito alia tradizione della venuta e della dimora di Pietro in il Roma. giovo assai ad accreditare e legittimare di primate episcopale Roma. la prima riguarda passato doUa ed e che nei primi tre Kecoli non osscndosi anil cora tbrmato canone intorno ai libri del N. La di epistola di Clemente niano ai Corinzi. quella epistola. ed e die in questi secoli quel vei-setto. tuttavia. che ciasouna . ed 6 che dalla Ritbrnia assai in dubbio vei*setto primo di evangelio. LABANCA di VJ clic iniliissi niiileiici uii iiumc sanguc. passato prossimo essendosi mesea del della Cliiesa. rispetto alia varieta ed ugualita episcopale delle altre comunita II vero iniziatore e promotore della primazia e mo* Nello in narcliia episcopale e Ignazio di Antiochia. IV al XIV. Su tre non devo trattenernii. Testa- mento. piu forte a conservare la supremazia episcopale rit'erisce Ro- ma. mostrasi.[51J II. dell' il secolo X si appoll6 primato pa pale. in Oriente manitestarono primi ro- indizii di essa tendenza. e per esso pale di Roma non pote avere molta influenza snlla primazia Episcoil Ruma : la seconda concerne V autenticita del qucllo. die dopo innegabile. In cristiane. non allude punto primazia episcopale di Roma.

G. alcuni lo derivano da Pons facio (Varrone. Ora. e piu chretiennes. a co' secoli sarebbesi un preannunzio che giunto ad un monarcato universale. come istituzione locale. Der Ursprung xind des Episkopats. sotto il ti- tolo di Pontifex Noi sappiamo che cotesto babilmento. o di sacra facere (Gottling. 10.. cit. Rispetto alia origine etimologica del nome Pontefice. Christenlhtan Ratisbona. Quest' ultima origine etimoil logica spiega meglio lo scopo a cui era indirizzato Pontificato in Roma. der romanisch. Kirche in der Zeit der Grundlegumj. 18G0. una jstituzione locale in molte chiese. I. Verso meta del secondo secolo diventa tardi rigi. concentrate Maximns. — Ritschl. Prem. Parigi. relazione al ' Poiche abbiamo considerato il nome Episcopo in nome Papa. importaute avvertire che 1' E lo stesso scrittore cattolico. cap. cap. Lets origines de I'episcopat. che lo rifiut6 circa il 382 * Rst. Marsella. p. 1804. una istituzione universale {Les origines 2"^ Pa- ediz. part. Tubinga. nel la primo secolo.. De lingua lat. tanto meno universale. altri lo ritengono una forma alterata di Pompifex.98 cliiesa sia SECTION MYTHOLOCIIE ET RELIGIONS [52] un iin solo vescovo. 9). Lib. il altkatholischen Kirche. Duchesne. p. cioe di far pompe religiose. 1857. Lib. 55-03. raonarcato episcopale particolare era. non r Occidente. 2. la esplicita sua insi- stenza per cosi dire. 15). im- peratore cristiano Graziano. litog. senza data. Reville. — J. aflFerma che episcopat unilaire non esisteva. 1838. Staatsv. Gesch. dal vescovo di titolo si pro1' Roma Siricio. in chi godeva assunse. Onde vedesi che il punto di partenza del monarcato universale fu 1' Oriente.. Entstehung der — Dollinger. 1861). . altri da Posse facere (Seneca. F. Bonn. IV. De dementia. etc. 2° ediz. ci rimane a considerare in relazione alio stesso nome Papa quelle di Pontefice. Baur.

sella eccles. Come nella Roma pagana il titolo di Pontefice Massimo comprendeva una suprema autorita religiosa.^ die 2t avgu$ti)\ si ma poi ritratt6. (Op. CCCXII. cosi il medesimo titolo. ed nome di Papi. opina Graziano depose legalmente gli altri titolo onofifico. senza dubbio. t'ermarsi con Roma sia. ci6 che accadde sotto Qi*aziano an. il n. servi a renderne il vescovo una somma autorita religiosa. CCCLXXXllI. L. rassero vederlo attribiiito ai vescovi di specie nelle epigrafi arrecate). ancor ^nello di Pontefice M«*- . LADANCA 09 () DSii. Marclio che ha agitata exprofesso la questione. 6). salvo il caso di Pomponio Leto. L' assunzione del titolo di Pontefice Massimo giovo. Se TertuUiano. col titolo di Pontefice Mas- simo. canzon6 il vescovo di Roma Zefirino col titolo di Pontefice Massimo. nel secolo II.. trasmesso alia Koma cristiana. (Anu. il simigliante non avvenno piu dopo il secolo IV. D.. come razione di Pater ritiiali ^ nel significato di semplici padri del fedeli. e die n P. suoi predecessori. che verso la fine del se- colo il IV nome i rettori della chiesa romana assunsero anchc il di Poutefici Massimi. ' Ncllo catucoml)0 di (Jallit$to bi scopri dul 8i Do iCotwi. rom. Jl cardinalo ]$aronio avcva prima aiweritoi averc il Costantino Grando rifiutato il titolo religioso di Pontifex Max'imus (Mariyrol. del Papa. onorato in alcunc iscrizioni cimiteriali nel secolo per disprezzo ' XV. oltre ad avere il nome altespi- primitive di Episcopi. imporatori cristiani. ed accetW). cho ivi hi tonovnuu aduuunzo accademiche.1 53) IJ. irraDite. oltre tributftTa in alcuu« ad altri titoli ^onorevoli. Comunque pu6 at- piena certezza. ad elevarc il vescovo di Jloma sopra gli altri vescovi. bench6 tollecit.

de Rossi. siil esa- punto storico di Pontifcx Maximus che esso umanisti e. si il si- episco^iale per sistema osserva in alia titolo Episcopvs Leo XIII. Noi consentiamo col De Rossi. che i i vescovi di di Episco- Roma hanno pus o di preferito. Bollett. si Non 'badando il vuole conservare primissimo dei caporettori del cattolicismo. an. II fatto impressiono assai. il titolo di Fontifex Maxhmis non In questi fu dai vescovi di Roma i usato nei loro adoperarono sempre titoli o di Ejnscopus. o molti archeologi stranieri e nostrani lo studiarono. 234. (Eoma sott. tributato ai Papi. nomi Papa. nei loro documenti epigrafici. ger6 il accademico Pomponio Leto. II. nei denominarne il Patrimonio o lo die il De nome II Rossi. Pontefice. unito e innalzare I'au- a quei due nomi. . christ. I. 402. ri- aimo. piu vctnsti nella religione cristiana. B. 38. quasi titolo sia rinato mostrando di credere pagan eggianti. e die nome Pontefice si adopero e varia Stato.". il ma e mestieri piir consentire che nome il Pontefice. per pendio al Pjipato. nd mondo cattolico con gli La verita storica imparziale Maximus. di storia dei Papi. 81-94). III. continu6 a vivere in mezzo ad essi. giov6 ad accreditarc torita chiesastica di Roma. Ancor oggi die stema qualdie atto: contradizione. crist. o di Papa. si adopera nei libri di liturgia. JrutcrU. Roma il cristiana ha abbandonato papale. nei descriverne la possanza. Do Rossi. Yu a capo di tutti CI. pel [54] fatto nostro. c del- Puso Iktto dai vescovi Giusta il di Roma del nome atti. nei loro atti. dopo la scoperta delle catacombe. nato fra i che il titolo di Pontifex cattolici alia fine del secolo IV. vili- di Pontefice all' Massimo titolo erasi dato.100 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS Quel die avanza a dire. 1890.

di figli. a rendere sconfinata la potesta del capo della cattolica. da prin- medio evo. Pater patrum. o per limitarla. Oh. risolute. Episcopus il il divent6 1' Episcopus il episcoporum il il Pontifex. Tale h i fatto storico innegabile svol-' tosi sotto tre norai principali tributati al il governatore ripigliasse in il capo del cattolicismo. tutti e tre nomi di Ejnscopus di Pontifex e di Papa concorsero. e che giov6 non poco. — Tom* lU — 9*« Pltftte) . Labanca. se nome Papa nel Cristo.du xn>** CotigrU dM OritntmHtU*. a riconoscere nel rei^gitore della cbiesa romana non solo. come Epucopfis^ una sovrana autorita ispezionale. E per conch iudere. o per an- B. suo primitive significato. nel Papato quella potesta sconfinata che nocque tanto alia religione cristiana.[65] B. LABANCA 101 spettato ed onorato cipio e nel . ma eziandio. chiesa Coi . Pontifex Maximus. ^|Xg><g>Bj t<>< : -~ Act. con I'andare secoli 1' de' secoli. Papa. e che eccitd frequenti proteste nullarla. padre spirituale de' esso rinati potrebbe an- nome ritornare nel sincero affetto e rispetto clie di liberi credenti e di liberi pensaton! Scemerebbe e sbalorditoia. cosi dolce e venerando. come i Pontifex^ una sovrana autorita giurisdizionale.

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THE ORIENTAL CONCEPTION OF LAW On the last occasion that I had the honor of I addressing the subject " the members of our Congress Oriental view of the took for ". is not always. my I Path To-day should like to draw attention to a Conception which West have been accustomed to regard as peculiarly our own. a surprise to us to discover there. alike in the natural and spiritual worlds. natmal and between man and man. though a far less extent. has become so familiar that we find in the it difficult we to realise a time when the thought of things classified this idea was otherwise. Amongst ourselves. national t>r turn to international. Yet when we to the East it is often. an anticipation of Order in the Constitution of the Kosmos. constitutional or canon. the reign of Law. as fixity or revealed We have long since of purpose between . God and man. public or private. too. namely. . that of Law.

: 104 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [2] A — ARYAN. And one 123. . par excellence. the path which all should follow^. then the order of lastly. Of Varuna. The former it is found pre-eminently first in the Rig-veda. [pari janti sadjah. in Beginning with our own Aryan ancestors we find the literature of the Hindus two expressions which serve as centres of religious and social order : Bita and D'arma. it is said that he supported the sky in the seat of Rita (iv. the most moral of all the Vedic deities. 42. 8. Anavadjah triiiisataih j6ganani eka-eka kratniii G^nati ahiih prat'amasja Rittisja j68*a nama sukra Kri'snat [agani'sta svitici. It is the wa}'. 9. na minati d'ama ahah-ahah [nih-kritaih a-carant!. where expresses of all the settled movements of the heavenly which or bodies. and the moral law man must obey. be they stars or god& men. nature founded by the gods.): Ri'si even speaks of the d^dma or law of Varu^ia and the d'ama of Rita in the same hymn f^» Sa 'drisih adja sa 'drislh ita uiii iti svah dirg'am [sac ante Varunasja d'ama. 4) s Ahaiii apah apnivaiii uk'samanah d'arajaiii [divaiii sad an e Ritasja^ Ritena putrah Aditeh rita-'va uta tri-d'atu [prat'ajat vi b'uma.

The whole lore of the Brahmans of is this period centres in the thought of sacrifice. the Mafidb'dratam. wherein tliey rest. in so far as. <levelopment our form's circle of ideas borne by (Tarma^ Law'. sacrifice is the manifestation of the creating and sup- porting Rita. to bring the whole treasure ot religious knowledge : to a common centre. that which regulates all the re. The next by step in the evolution of the idea taken However they may differ in other respects the ISatapat' a. We have here two phases of one outer and material. There is tlie Rita of the sea and the Rita of the soul. man both with the seen and the unseen with the visible world by the legal restriction regulate the relations of the individual witli dividual and with the Community.Brahma nam and the Mahdb'dratam both show a decidedly -encyclopaedic tendency.ia-litera- ture this world-principle becomes identified with ja^Aa. the other inner and formal. in each case. . These two monuments of ancient Aryan literature thus form the mile-stones or boundary-lines of that epoch of strong . according to the ancient view. whilst at the same time there is an India's great epic. mann well observes 'As the world of this so As DahlBrahmapa is moves round ja(jna. attempt. sible which tlie in- and with the invi- by rites and religious ordinances.{8] HERBERT BATNE8 105 Under the influence of Rita ntand alike the elementars forces of nature and the higher powers of spiritual life. for Rita and Order are one (Var). sacrifice. At the tinae of the rise of the Brahma. Instead of the purely-sacerdotal thought princi- of duty and law D'arma appears as the ruling ple of lations human of society. It is the point where heaven and earth meet.

their essential the derivative nature. 25) For Manas-knowers he is Manas. is tlie Law. in D'arma and Ad'arma as right and wrong we the Mandukja-Karika (ii. 2): 'Speak the truth. D'arma expresses the rights and duties. and not infrequently D'arma is used to express that which adheres to things. Hence. 'He (Brahma) was not yet then he created D'arma as something noblyis formed.. practise d'arma. earliest mention of these three bran- is to be found in tl^e 'Candogya-Upanis'ad 23. Subjectively it is Duty. p) vjavahdra. neglect it not '. .: ' 106 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [4] and social organisation which saw the rise of Buddhism and the development of Castes and dsramds. The- is nothing higher than Law. too. culture which binds men together into a society. find Spirit he is for the know^ers of Soul. whilst d'armyam denotes the unessentials. This refore there a ruler of the Ruler. It is that which supports (vd'ar). objectively Law. For knowers of Budd'i. for D'arma and Ad'arma In evolved him who knows ! the Bi'hadaranyaka-Upanis'ad we find it in the sense of . the morals and customs of an Arya. 4. Perhaps the ches of duty (ii. As duty d'arma a) dcdra^ is classified as : duty to oneself. Law i. In the Taittirlja-Upanis'ad the Guru says 11. 14. Budd'i ' . (i. y) prdjascitta duty to society . duty to the Atman. 1). Then we have D'arma and Ad'arma as the morallj^ right and the morally wrong.

The three worlds are said to have proceeded from is D'arma. that said one speaks it is rightly . 6\ D'arai:iad d'armam ity ahur d'armepa vid'rit&h pra^fth. 69. to describe as the creation of various epochs and dif- ferent There we read even the Veda without D'anna cannot save a man (v.: [5] HERBERT BAYNE8 sets his Iiope l(/7 weak man upon the Law. the na- Law Truth (Satyam). when one speaks the tmth. one and the same i^ut.iasainyuktah sa d'arma nisc-ayah. and when a man speaks rightly said that he speaks the truth. At'a kasmat pralapo 'yam brahmatianaiii sanatanah. itseli' Na ced Veda vina d'armaiii tratuiii saktd vicaks'a^^a. but also the supporting principle of the universe. is as we ' said before. tlie Law -Book. the ture of this against the strong man as upon a King. war e^ox'/*'. For instance ' in used both subjectiveh' and : Let the Law be thy guide is action and thou wilt tlien do thy Duty'. D'armal I6kas trayas tata pravrittdh sacar^*arah (xii. so the visible world was said to be upholden by D'arma. tor both are '. which not only the basis of physical and moral order. it is Accordingly. 309. (viii. which Goldstucker used rightly. . tliat part of the great epic known a the B'a- gavad Gita the expression objectively. is And indeed. 6) minds '. And just as the world ol the His'is was based upon sacrifice. the Mahab'aratam. 43. 68). iti Yah In sjad d*&rai.

— 3. we pass to one in and economical considerations prevail. view of I think be no doubt that a nation's its Law is is a Criterion of culture. Whether or followed the preceded so-called D'arma-sastras it is by no means easy grounds to determine. Acarah. both by Veda and Smriti^ to be paramd D'armah.108 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [6] There can. highest law. . Most of its rules come under the head of Acara. ' '. : all law (d'arma-mulam) is stated Veda is 'k'ilah . 6. That to say. C. 1. All the observances of private morality and social econom}' are described as acara. have assumed the form of Law. Unlike our Western is law-books the Code of the Manavfis a metrical version of traditions and customs which. whetlier spiritual a temporal. not a ' '. The root of to be (II. In the strict sense of the term Manus Sastram is Code for it cannot be said to be 'a systematic arrangement of precepts which existed as actual laws in force throughout one Country'. all knowledge. ethics and customs. that there has been we may be quite sure the a corresponding development in the conception of law. When social from of an exclusively sacerdotal period. By Vyavahara all that we mean bj^ jurisprudence is understood. Now the Mahab'aratam it is Concrete reflex of such an epoch. — 2. in which the which ^^'ill the priest law. — 4. by gradual consolidation. traditional practice which is said. supreme religion. Smriti . The government of a State. but there seem to be good for believing that the oldest parts both of the great epic and of the Code known fifth as Mdnavam Sdstram B'rgu-prdktam belong to the . century B. Silam .

which has been ages . 14 and viii. the tie that binds (W y) that . by divine right. but himself to administer justice * (vii. : 17] HERBEET BAYNE8 and criminal law. and the In the first six 108 civil rules of judicature are all discuHsed. The evolution of the Aryan idea of Law would . and in the seventh we meet with a decidedly paternal form of government.. laid Vd'ar). Or do. down by the wist>st and best of all . with his body suitably-attired and his mind at ease. composed tlie of particles of his protector of nisliment. begin the So in India's Iliad the good King Yud'ist'i'ra is the embodiment of 'many-branched' and 'many-gated' Law (D'armasja mahatO bahusak'asya bahudvarasya). all own divine essence. 23) For the use of tlie created in King the great Lord (Isvara) beginning his own son Justice. ^/ar). 'Diritto. and having oflfered homage to the trial gods who of causes'. are guardians of the world. is not only to rule. P) the support of gods and men. (^fT. having seated himself on the judgment-seat. therefore seem to be a) : the straight and settled path of the stars. to act as the creatures by wielding the rod of pu- Let the King. to us a simple books we have presented state of society in which the custom of the caste is law. Jirmvs. It is the King who. Mquu. droit'.

^/la^g. His delight his in the Law of the Lord.: 110 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS ^£jui£. Law doth he meditate day and night And and for here not only are we are at once Hebrew ^IPl and struck by the fact. T6r in the first instance. but that their conceptual evolution has been almost identical with the Aryan IS ^TT and Vi*{ . \/nam). rank. In the book of Chronicles we read Vatikt'an fj6t' benek*a El6him vatdaber al bet' abdk'a Imerak'Ck urit'ani ktCr haadam haipa'alah Jhavah ElOhSm. In the beautiful words of the Psalm (i. y/d^d. . 6) y/ sad). tf*'. — SEMITIC. Passing on to the Semitic view of the subject we have first of all the thought of rights and obligations amongst tiie Hebrews. doom. doms. lov. 1 [8j J Ge—seiz. a settled first movement. laiv. ub Torat'6 jehgeh jomam « valailah. and in ». v8jLi£0ig. as the relationship existing (ammibetween The man ' Law and his Maker. B. that ' race of the didugga). that which determines and Controls. that min and Arabic fj^ ^^ *«M diflerent forms of the same Semitic word Law.): Ki ira first bt'6rat' Jhdvah is k'ep*z6. (vojuog. arrange(xvii.) ment. (yrm Lex log. 2.

as the root is ni^ ' to join. the words ^olj testator. this is the * . the Mystical Moalams known as And indeed throughout the whole world of Islam ' supreme word.[9] HERBERT BAYNE8 ' 111 eyes. 2. for law to the Musalmtin means his whole religion. covenant. XIX. holds together a spiritual brotheras hood. Lord God! ' Then T6rah. ). and so there come wrath over jou and over your brethren: so must ye do. Here the word Hlikp is peculiarly appropriate to express the legal relationship amongst kinsfolk. will. the entire revelation contained in the Kuran. ye shall tiiily warn them that they incur not guilt against the Lord. between law rnin ) and precept npf^ statutes and ordinances. ju^l^ testament. my nation. Chron. you between to and blood. and ye will not incur guilt '.' 'connected'. also. And this was yet O God! and thou too small a thing in thine hast spoken concemiog thy servant's house for a distant time. is the bond between man and man. such. and hast regarded me as though I belonged to the rank of a man of high degree. and. on the other liand. In Arabic. come from ^*o\^ 'joined. 10. instance. and man and God: ' Listen unto me my justice people. wuo^. and of the people ' my establish as a light '. is Law which for Sii'tls. And whatsoever controversy may come ( from your brethren that dwell blood ( in their cities. like D*arma. forth give ear unto me: for a Law wiU iTorah') shall I go from me. bind '.

112 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [10] For the corpus juris we have the word ^Jii which primarily means « knowledge. Their thought of racters $1 Law is expressed by two chais mi silk. for in some respects they are the most interesting people of the East. and the two latter furii. » and more especially an appreciation of the way in which one man should act toward another. and # and means . ut nafsi ma leha va ma All Muhammadans fik: agree that there are four chief sources of this a) the Kuran. Kijas. Of these the two former are said to be asl-ul-adj the root of roos. or usul-ul-Fik' va furu-ul-Fik\ C. unanimous opinion (igma). As representative of the Turanian race let us take the Chinese. branches. — TCFRANIAN. in the first instance the tlireads of a web. . p) y) 6) Sunnat. the warp. The former from radical 120. It also signifies lines or paths. the Conduct of the prophet. Hence the designation of the four sources as Pj-^j cS^\ root and branch. so that the combination King-We is ning North and South. When joined to we ' woof ' King means the lines run- wliilst ive indicates those going East and West. analogy. according to the well-known definition mdrifat aleha. » « understanding. In medical books it is applied to the veins and to the blood.

[llj HERBERT BAYNES Then King 118 equivalent to latitude and longitude. literally ' lastly. especially expres- afterwards a Classic. for the most part. Law is the order observ- ed in the outer world transferred to the inner and Society. an historical work. Principle instilled Thus wo have Pin I the moral by I lun the natural relations of husband and wife. Law. in the we find that there a Consensus of opinion East that. to One Supreme Being and by the Turanians to Heaven itself. King lun meaning * to arrange the threads of silk for tl>o to ' sion now used Ke an expresprinciples of reason and justice. and. (ni) The second character contains two radicals. therefore. ot an Order which cannot be changed-Law. of rice all The arrangement of grains silk and of threads of then the seems to be the primary is signification. -»^tXi»^«c«siat^5~- . gods. 1 19 meaning rice and 120 (mi) silk. many Herbert Baynks. To the Chinese. thought 'Heaven. arose that grand Conception of universal Law whicli makes the whole world Kin. is * whilst King principles of separate silk-threads means the government and moral instruction. in conclusion. parent and child. is applied to the various institutions of human And so. ses the lines of a book. ascribed by the Aryans to by the Semites. and is used first of of a vessel or tripod employed in an act of worship. from that orderly sequence of events in nature.

.

il sempre di pel motivo indicate. Ma bisogna pur con venire che zioso. di per sfe non pu6 esser preso come criterio assoluto. il senso. Ora. il clie avviene piu sovente. senza i quali non vale comparazione alcuna. ed e cosa di gran lunga piu grave. e cosa troppo cliiara di per se stessa. giacdio per i lui la guida mntamenti dei saoni.NOTE SEMASIOLOGICHE Spesso accade di vedere negata una etimologia per cagion del significato troppo diverse. massime nella logica e nella sicura e costante devono essere . die significato sia somnia iniportanza come norma direttiva della com- parazione. ov^ero. Anzi non dubitiamo d'atTermare die il signicato non rettamente inteso lia spesso tratto altri in eiTore: e appunto di tal pericolo e inconvenient^ intend iamo ora fare alcune brevi osservazioni. se ^ un aiuto pre- una riprova e quasi malleveria di maggior certezza. ma ne*»suno pu6 stabilire leggi assolute alia libera associazione dei rapporti ideali. ad una medesima parola si assegna differente origine. II glottologo pu6 bene afferniare o negare Tidentita tonetica di due parole.

. ajtro racchiude tanto '. Nessuno. TEicToyv ' reuvov ' figlio ' generatO. senso di ' an' nodare cf cal. iharf (a. ted. che quasi si " ' '. sogno ' al gr. quali sono e fumus. ' quanto quello di accendere appiccicare -^ appiccare. onde significati della parola tanto noii spesso e si notevolmente differiscono pure da lin- gua a lingua. appiccare ' che noi sappiamo. nakkd-s 'ungliia' gr. in quanto ^ ri- guarda un essere vivo.: ' 116 SECTION LINGUISTIQUE i [2] fantasia del popolo. xaTrpo?) : verro » cf. Ling. DiflScilmente trovano due parole di cosi perfetta cordi\i(6g rispondenza fonetica e mortblogica. altri II rovina. kerdi- kra—: versi Prellwitz in nEga/nai. per ci6 dello significato. ha trovato nulla da che riguarda lat. diirfen) aver bis. Liddell e Scott Greek-english Lexicon. L' idea di ' mescolare e cuo- cere ' sta a base di KSQdwvfii cf. contrariano a vicenda. dvv^ De Saussure (Mem. II il ridire. (cf. de la Soc. texo (per i vari significati della radice tek- Mem. TEQjrofiai vare veruna difiicolta mod. ha ravvicinato got. un individuo). XIII nel ' gr. lat. Ling. cajyer ' becco. (propr. a. ma si anche non di rado nella stessa lavella. il guidato soltanto dalle leggi dei soni. BB. VII 83). E-rsn-ov) accanto a ' artefice legno. ' negajuog dalla rad. accendere. fabbro cf. lordura' non hanno 144) d' identificarli il impedito lat. ' Egli e vero per altro che in greco la forma plena 6 « porco(oO<. unguis.=--5. capro (qui la diJfferenza e tanto piu notevole. labes. I due significati ben caduta. VIII 289). in partorito': cf. macchia. sebbene di significato tanto diverso. . durfan ted. sulla comparazione slavo noga 'piede' (gamba). stipettaio. Anche in inglese wild boar (verro selvaggio) 6 « cinghiale ». dicasi di ndjtQog ' Lo stesso ' cinghiale ' -^ lat. ' de la * Soc. trpnomi mi sazio senza pronei due significati.

08^ Rutto) 8 . Soprattutto non bisogna lasciarsi traviare dal senso. zione. coin« PintratU i daro. La diveraitii non ^ mai ragione assoluta per respingere una etimologia. per non sia da tenere nella non cale. il quale e noto con quanta libertjt e ardire significati delle parole. che 6 Tacin cezione che dcovog cf. oifAog sIqoj). tra questa e (inella lingua. ' tacilmente si passa all' idea di cosa morbida. qiianto dimostrano come in il significato. Liddell e Scott). Cosi in italiano ' Fanfani) una e razza vel* cosa di vellnto luta vale sia il ' significa cosa eccellente L' agg. bellissima.[3] FRANCESCO 8CEBB0 Tali esempi con mille altri. quando sia ben stabilita in tutto lo r identita fonetica. che pare da qnesta semplice conndftrmsi idea traslata di ^toto? presenta m un poeta. Dal senso di ' vello. il Prellwitz attribuisce a due etiraologie vellutato differenti a fine di spiegare il doppio significato. si lo sdoppiamento della forma a causa del significato. svolgimento storico della parola. significato (' razza gentile '. delicata. diegog. A dojTog torto. il '. nel nostro caso. Aetet du Xir<** Con§rtt iu OrUmtMttt. oflfre ' ottima. ma in tal caso le leggi si- fonetiche ci permettono quasi sempre di potere con curezza assegnare due o piu origini alia forma. che per diversa alterazione sia riuscita ad fica) una materiale (gra- uguaglianza di suono. quale che ne ' vero o primitivo liquido o * ra- ' Quanto sia 1' arbitrario. che tacilmente si 117 po- trebbero addurre. secondo noi. fine. — To«« HI . Non gia che noi negliiamo che sotto un'apparente omofonia non si possano nascondere due diversi etimi (cf. Pindaro (anche in Omero? fcf. allorcli6 questo varia nella stessa parola d'una me- desima lingua. abbia un* im- portanza ideologica senz' altro secondaria glottologia. die mostra la parola.

lebendi(j ital. possa separare diegog rapido ' della snellezza). . urlare j^ossono ben procedere da una medesima idea fonda- mentale. diegq) nodi). vif. igi^Qedarai (oHdei /alrai igrjQEdaTai XXIII ': 283-84). fr. nel s. ruttare. i significati ' vomitare. secondo. che riguarda I'om. altri Pure.' 118 SECTION" LINGUISTIQUE ': [4] pido cf. fino a un certo segno. ma le mune. no einfiigen cliiome (le criniere dei cavalli) non erano composte in bell' ordine.* possa distinguere ' Ne sappiamo come ' si iQsidco ' anlehnen. la qual ultima ' forma e stata ravvicinata oi'do). alia radice red- reihen ' (lat. appartenga a dlsjuai. a fine di conciliare la discrepanza dei gnificati. Ora. r om. che riunisce (cf. sebbene Gidinariamente derivi da una dopsi- pia ladicG. al il senso del di con teste ' ci non convenga le significato reihen '. e per6 crediamo che eQevyeodai e sQvysiv siano sostanzialmente la stessa parola. non pu6 darsi che 1' idea codue voci. per noi e sempre la stessa si parola. A prima giunta sembra ' ben ragionevole d'assegnare una diversa etimologia a pojn(iv?.i] ' specie di pecchia ' e a ftoju^vAy vaso dal collo stretto ' (bombola). liquido (come propone Wharton: 'swift' da die/Liai] 'liquid' da dtaivoj). ' si capisce ' come ' da dieQoc. nel primo caso. ma troviamo al tutto inverosimile che per due significati tanto vicini. almeno per pare che di ' ci6 II. vivo^ che racchiudono anche 1' idea (cf. unterstiitzen da igj^QEdavai sie sind eingefiigt' (PrelL).^ quali dal Prellwitz sono attribuiti a questo. al jlrd-s ' lebhaft '. ma al conal trario stavano abbassate al suolo (le meste giubbe suol diffuse). sia il ronzio dell'insetto /?d^//?og) e il gorgogliare che I'acqua o altro liquido produce nel versarsi da un recipiente simile alia bombola? Per noi. come geschtvind. diegoc.

non solo perchi di questa radice manca una forma nominale ' nello stato indipendeote ' (come da §ai(o = ^<xF'm accendere * : ' si '. d. usata in due momenti prattutto storici diversi. kriegerisch da daio parere dai (tr bat 'nella battaglia*). Si noti poi che nel nostro caso nativo. datqjoov alterasse e quasi gentilisse il suo piimitivo senso guerresco: si al cf. non vi sarebbe nulla di strano che la parola. Secondo la comune maniera d'intendere (cf. in guerra ' la parola abbia preso ' un gnificato * generico e spirituale. il secondo al- rOdissea. ' W5rt. quali in- sono dipinti neU'Odissea. gr. tratta d' un epiteto quasi or- come tanti altri usati da Omero. nei quali si I'ac- cezione originaria facilmente s'attenua o cretliamo che non ben s' perde. quindi con facile traslato I'originario significato di Si^Yjcv) . Se ci6 e esatto. il nostro bravo riterito coraggio e si si airintelligenza. dal« cf. il primo significato appartieiie all'Iliade. possa dorivarsi da das' insegnare ' (sapere). debole quest' ultima derivazione h la di * sembrandoci ovvio che dalF idea speciale bravo pill loroso. II. ' incendio di guerra': XX 18 icdXtfio. so- come col quell i che dividono significato i due poemi summendifferente. nel senso di ' bellicose. assennato in guerra). ' Sprache) nel trarre significato di verdi stclndig ' (che egli ' pone per primo) da dtdae] quelle . la Non vediamo come da $^-6a-e. perspicHce in intelligenza Ne auche ci pare da aooetUursi la deriva- . che h prima parte * di i^at^pcav.16J FRAN'CESCO SCERBO II Uif poetico baUfjQov e per noi un' unica parola tanto ' quelle di animo ^ueniero quanto in j)rudente. ma anche per la stranezza ideologica del ?). A vasi- nostro vera. battaglia nella sola formola sv ^t. Per6 apponga il il Prellwitz (etym.-> tiuone. oompoato (assennato. d' *. mostri un un po' turale die mutamento d' idee e di costumi. che h manife- stamente una forma locativa (esperto. fiaocola '. iiitelligente'. ha 6a(^)-'. il Passow con altri lessicografi). anzi k na- tovati.

Jierement. 26-26). o i il lessico petropolitano attribuisce ' . quanto alia sua evoluzione ideologica. melodia non ha nulla che fare con II lat. ted. Un caso assai analogo a yogyog. Ling. ma dall' idea di misura si trae agevolmente il concetto d' armonia. n. ' ' salz (pulverisirtes ' salz. I I . XIV. I'ital. stark. giacche I'impeto. ' A torto ' ' ' stato volto a senso musicale. de la Soc. di ravvicinarlo a BB. buono ' (dalla medesima radice di SovaoGat) BB. come pensa Havet (Mem. significati scharf. Fick 21) e davvero seducente. che rassomiglia di assai a yogyog nel doppio senso ricordato. paht-s (da ^pcdtu. non altrimenti che numerus e del greco stesso. feroce '. s'ha in dsivog dun que Wharton divide la parola in due articoli. costanze special!) ch' e terribilmente bella espressioni fr. zione da *d&vis cf. da far mestieri sordes (cf. XVIII. heftig. estrema- mente in (schrecklich gross). = a dismisura. vivo' (applicato soprattutto a cavalli). I* col gr.^pltu-}. ' forte. jr/. modus jueXog.arvg nel senso di salm astro (ct.: 120 SECTION LINGUISTIQUE [6] Se yogyog significa anche Mmpetuoso. la corsa sfrenata : fa- cilmente desta terrore o paurosa meraviglia Jiero. e traslato naturale dall' accezione * terribile. che sono : trovano anche in altre lingue schrecklich cf. si ma con tutto ci6 forte duche d' bitiamo che non tratti d' altro un : solo e me- desimo jrAarvg nel suo significato ordinario pel nesso ideologico di due idee tanto diverse vedi la spiegazione. dandone una doppia etimologia. come possiamo che si dire d'lina cosa Tin date cir. chiaro riferiti tanto alia voce quanto al colore. VI. 293 e Fick IV 160. cf. Ne surdus (color) e meta- fora piu ardita del nostro cwpo. La comparazione a cui ' del s. intensiv '. 112).

svol- r altra di strappare. itwaxog^ to dvdgetov ual ynrvaiKEtov ftogoy (Esi- chio) = 8.ov ' r altro II (ma s. col greco dtv. e cosi r etimologia del primo significato vale anche per nij^. ' sfiorare Oguun vede * quanto gersi sia facile dall' idea di ' serrare. stringere.rfa: Lautgeschichia 119) Lagercrantz Zur = aldolov yvvaiKStov. jartu-s vulva . Prellwitz sotto ' e m)Xoyv). che sfiorano la pelle. stringere '. e M')dog. nostro afietto). e stato paragonato grieck. [71 FRANCESCO SCERBO (cf. il doppio senso dell'italiano verf/a). di parentela. Wharton ed noi coniprendiamo due che la parola ha in greco. serrai*e '. necessitudo) connette V altra. XXI ' "Wharton (Etyma logie differenti assegna a che vale stringo tre etimo- secondo . di freccia: ct.) BB. elefante cf. premono. con maggior ve- rosimiglianza quello di il rapporto d'affinita si cura (come oggetto del nostro pensiero. 121 die ne danno Pape e Passow nei loro dizionari Liddel e Scott).ra (da '^de/. togliere rasentare. miMd- : //Dg lat. Stallone (che pu6 intendersi come il fomito di ' * verga. che noi invece identifichiamo con b^kxa dell' alfabeto. anche * Se in latino con Tidea di si ' necessita. sensi. amicizia. sfiorare i I tela siringeniia corpus di Virgilio sono oio6 dardi. la stringono folia^ frondes stringere (la feriscono leggermente) con . la non la penetrano. cf. del per6 sotto un solo altri. mediante una di simili metafora simile a tante altre appellazioni delle pudenda della donna (nel gergo italiano v' ha pareccbi 326.. apparentemente pote associare con tanto lontana. bisogno (ne- cessiias. a differenza i di Prellwitz. strappare. ' ' Dair idea generale di treccia (KfjXov) si poterono facilmente svolgere i due significati di ki^Aojv mazzacavallo. ma . traslati): cf.

il Wh. * Questa tesi e soprattutto sostenuta dal Br]<:al nel suo Essai de Simantique. proclamo '.£7r^ (waK6>) juddo). {ivijircov e^Ttldag Pind. die e la cosa piu comune nelle lingue . trae dai composti (obruo. 4 articoli. aigo/gotg ejtesooi. come in mille altri casi. non altrimenti si che il il nostro scendere usa anche trans. Con minor ragione stringere la lo stesso glotto1. biasime. Si neti che nel senso di ' biasimare ' il verbo e ordinariamente accempagnate da alcuni aggiunti. xa^. come di il ad un tempo ital. I 83-86) ado: pera ruunt nella doppia accezione cipitano 'sconvolgono. 'dig up'. cf. come XaAETTOtoiv oveldeoi. 2. non altrimenti che il nostro gridare dice ugualmente 'preclamare. che nei cerrispondenti del san- scrito e del greco vale 'velare. 'demolish'. . lat. Cosi Virgilio (En. eriw e simili). 4. dalla sedia. garrire. II evijirco vale ' annunzio. e cui diverse valore da ascrivere verbo alia forza del prefisse. non gia a differenza originaria del verbo semplice. il trar spada. -- calare: scendi bambino '. rimprovediverse significato vien differenziato con rare '.AVh. ferrum stringere dice : lere.122 SECTION LINGUISTIQUE 1' [81 s' indica atto dell' afferrare fortemente e quindi svelensem. cadere'. Etyma graeca e Cu. il IV 201). vitupero e secondo una doppia etimelogia (cf. Ma le due accezioni si pessone ben conciliare nella stessa parola. significati 'heap up'. cioe : 'fall. altra Ma i due che primi il non presentano difficolta passaggio dal senso intransitive a quelle tranil sitive. logo inglese divide rush'. anzi in- secondo alcuni glottologi ogni verbo in origin e fu transitive : ^ cf. ruo in 3. DasVerbum I 234). peto. si li pre- Quanto agli altri due significati. bandire. P. guaina e V impugnare coltello.

donde deriva anche clie fifjura.wmf cf. nel significato speciale di tbnnay figura. quanto alia commozione e al furore di chi e adirato. come te- nue. evIjttc) Bignifica propriamente fejr- pari are.rp'at^. cor- . etimologie. kitp. hn>£3T0i). Le idee di * desiderio ' e. oiide {ejtog) o seq- con la prep. necessario di pensare alia rad.: qiianto e detto relativamente a h'imro. o * del sanscrito.adirarsi (BB. h accompagnato da alcuni par si aggettivi. (si ciofe s. figura ' <la jilum * h\o ' e al- trettaiito naturale. 320) la ragione e da cercaie altrove che nel significato. (esse pari Jilo Lucr. questi non presentano maggiore inconsi gi'uenza logica di tanti altii traslati. gregge'. gridare. 3. 202-214). tribute ' * — ' (gr. Quale che sia il legame. schiera 2. quale dvfwg? L'accezione di cvpio e di kup-yn-mi non sono altro che svolgimento di un significato nario piii lato e generale. quanto quella di Uneamenti figiira tratti nel seiiso figurato). tv.f9] FRANCESCO 8CERB0 il 123 nirix()0)c. dalla rad. ' * Se ciqno si deve separare dal s. riJ-oci scopo. ' branco.. di 'adegno* non sono forse espresse da una medesima parola origi- greca. indicante agitazione d'animo. XVII. trovano in si ' Invece rtxoc proponschiera. salario ' TtAog tassa. da non e^ser punto Jingo (ct*. La (cfr. uberins (nbenorejilo)^ cras. Si badi poi questo sostantivo. dheir/h BB. truppa {knlmiirl. si la quale di chi pote applicare tanto alio stato irrequieto fortemente brama. faile kdla-m ' noti il divei*so tenia del gr. fine'. nietafora ' fbrma. Tacce- zione originaria e sensibilmente modificata. . che riunisce i vari signi- ficati di veAog. ligiiaggio ' niandria... famiglia. gono tre ' diverse -8. XVI. che infinite parole presso tutte le lingue. ' che prova che dire. ital. (cf. r^. annunziare *.

) nei quali casi e difficile una precisa traduzione di TsAog. quale com(gr. simile s. non izik-. s.og. a cui poi riferiscono una non meno speciosa etimologia. come T£^. forma fondamentale i cal. onde altri ha creduto di dover staccare EQi^QEdarai da EQEidoj. . Del con resto. e una pretesa difierenza di significato. Abbiamo gia accennato come la ragione.124 SECTION LINGUISTIQUE s. poterono di leggieri svolgere il vari significati di TE?. terraine ' . Da questa idea vaga e lata di tal voce. i: spun tare ' detto del sole. si accanto a tsAAco vekedo loro intimo nesso * {uekofxai: cf. un senso . Ill 291) . ' T ultimo' s' pimento. a non teuer conto degli couciliare i] usi di detta parola. zi.og davdrov davdrov veAog Arch. sia tsX' muoversi onde (TeX-Xa> = •zeX-jui ?) levarsi. il cui deriveri da forme quali ^-ttXso (eTcXeu) STrXsxo zspt- zXijjLSVo? ai-^coXoi. comecch^ non ci appaia ben paaltri lese e chiaro.e zo. Per I'altemamento tra T (avanti vocali dolci) e % cf. assai indeterminato. che secondo noi in nessuna maniera si pu6 * Occorre appena notare come ' il vero '.c6Xo?. * come senso di rd te/m ? I i magistrati ' le accezioni gia in nessuno e venuto mente di Eppure a suggerire una speciale notate derivazione adattata a quest' ultimo significato. a quella contenuta nel cari ' muoversi qel- ' (che per noi jreio/zaf e la radice di veXog in tutti ejtAETOf dalla suoi significati) (cf.affine di car-). pov—u6/^og). della luna (cf. interr.del pron. ava-roXf^). jroAeftoio {dog ue vEAog {iS^q)vyov jtoXsjuoio n. dove si i glottologi talvolta passano ogni giusta alle e quando attribuiscono arbitrariamente parole questo o quel significato. corrispondente di ava-teXXo) qel- (8. fine. Ti}^. (accanto a poo-x(5Xo?) a{jL'f i-. e applica a cosa svaria- tissirae e in yajLioio. car' cal-) in gr.£). [10] rispondente del la parola caramd- ha iin sigiiificato Ora molto generico. TeA.og Ki/eioj voOToio. Ma misura.

In quanto al genitive afjuarog. piu vera. s' onde alia mente pezzi di leggeri e quasi offre V idea di q)6vog nel i sue ordinario si- gnificato. klumpen*: n^ ' a torto. tOdter compact.Lllj FRANCEBCO 8CERB0 125 giustificare. la sane. giaoch^ si costrutto. esso 6 in verita un po' irregolare. I lupi vomitano dell'animale. giacchfe dall' idea di battere. gan~*. Poi bisogna notare che nel nostro caso parla d'un cervo di necessita ucciso. 162. mncchio q)6vo^ ' (Fick con altri '. in primo luogo. '. deve parer strano che in tutta la letteratura greca una parola tanto usata come (pm'og in un sol passo mostrasse un significato affatto speciale. hart. ' secondo (s. il perchfe vien Heparato da uccisione.0 ' : esser steso sulla strage ' (kv q)6v(^). delvo ijrefpyov) si pu6 ben derivare ^^voc vengono con- Con qnesto naovo Ardito e significato attribuito a frontati gr. e connesBO * col 8. ' che hanno divorato. (. . vogliono indicare pezzi di ma 1' idea e pittoresca came ancora sauguinanti. fa tutt'uno di ghande di ' ers- chlagend. ted. * Da ultimo t'acciamo osservare che in kiirzerer ' Btthtlingk (Sanskrit * W5rt. cioe derivassc da origine si diversa. che e imagine ben piu viva e bella ' secondo noi. Un ' altro caso ancora piu singolare ^ (fHiyog (aJf^arog) di II. guinosa strage sangue). ^-^svoCt ^^^' f***tu. Fassung. ma non certo piu insolito e sti*ano di tanti altri costrutti propri del linguaggio il poetico. duro. denso sost. che forse e stato la causa principale dell' anzidetta interpretazione. e bella. XVI. ghand-s ' corapatto. come XXIV 6J. * il mod. spiegato per ' massa * . uc- cidere ' han- gr. (p&vog h da intendere in senso concrete. strage ' Ora. misti a sangue (letteralmente '). che non traducendo massa * ^d\ Una : illustrazione del passo omerico ci 6 data (cf. da Pindaro in II. noi. /ue^Mvi q)6v(^ 'Qalvcjv neblov Pape In . lest. masea. altri termini.

condotto con intenscientifici. senza pretese di novita. Anche da questo di (povog.. Ciardi-Dupr6 . quando queste pagine erano dell' stampate. seguiamo un punto assai importante della mecompail Postscriptum.. non ha ragion d' essere. lo stato dimenti seriamente preeente della glottolo- gia. S. a fin di giovare alia coltura generale. abbiamo voluto dame sopra questo piccolo saggio. E da sperare dunque che secondo 1' Italia presto avr^ un lessico comparativo delle due lingue classiche. cio6 di semplice volgarizzamento. . abbiamo avuto la fortuna di trovare al compimento opera il un valente col labora tore. quale anche in questo volume d^ chiara prova del suo ingegno e sapere. giovane glottologo delle migliori speranze. — il All' ultimo memento. Francesco Scerbo. Dr. lato massa compatta. sebbene lo scopo ne sia modesto. 126 SECTION LINGUISTIQUE tl2J quella di densitA. • Queste note sono tratte da una nostra prefazione ad un lessico lavoro potra venire mai alia si comparativo del greco e del latino. r. che abbiamo condotto molto innanzi ma siccome non sappiamo se e quando il luce. onde veda todo che razioue. ^ dunque la doppia etimologia secondo e stato notato.

aXfi^elv ' giiadagnai*e . . /£vh6^ 'bianco' ' lat. ' r^-5).SUL TRATTAMENTO DELLE LIPIDE INDOGERMANICHE NELi. nientre le lingue indogermaniclie Europa. in guisa che tanto ad un r quanto ad un / delle altie lingue. d' Infatti. ri- giunta deir armeno. bhdrati ' egli porta (gr. ereditati dalla lingua primitiva indogermanica non b ancora ben dilucidato.) in ' cui r e originario ' vocaboli * come rucate splende ' (gr. coU' agr (sicche noi.. q)eQo) lat. ' tre ' (lat. facciamo salire tale distinzione alia lingua madre)..r Inceo ecc). V indiano e r iranico confondono le due liquide. ossia I indo-iraniche. TQCtg (lat. riaponde in esse per lo piu un r. /^. senza che appaia la ragione del diverso trattamento del fo nema ' primitivo. per ricordare qualche ci osempio. INDOIKANICO E SPECIALS ENTB NELL'ANTIOO ENDlA. fero got. r antico indiano possesBo ' presenta dei vocaboli trdy-as ' come m-s gr. pregio (gr. nel distingnere i si accordano pienamente tra loro / casi di da quelli di al contrario dei glottologi meno recenti. arghd-8 valore. svolgessero suoiii r. ma non di rado anche un /. Cosi.Nt^ In qiial modo i le lingiie arie. bairan e dei portare * ecc. tr^i^ ecc.

128
lit.

SECTION LINGUISTIQUE
algh
/.
'
'

[2]

mercede

')

dove r invece risponde
ci offre
'

a un pri/,
'

niitivo
lilbhyati

Viceversa
egli

esempi di

/

=

idg.
'

come
ecc.)

brama
'

(lat. luhet libet,

got. liufs

caro
di
I

e kdlorr, qiiali
*

'

nero

(lat.

callgo ecc.)
(lit.

;

ed esempi

=-- idg.

kloga-s 'grido'

kraukti 'gracchiare'j e Zw>7ca<i

svelle,

strappa

'

(lat.

runco).

E
es.

lo stesso

avviene in
persiano,
dell' in-

certi

linguaggi neo-iranici, p.
si
:

nel

moderno
casi

in

cui

verificano

i

medesimi quattro
es.
'

diano

1.

r

=
'

idg.

r,
'

p.

burdan 'portare'
'

(gr.

(peQO

ecc.),

mard
2.

uomo

cioe
p.

mortale
aran

(gr. figorog id.).

r =- idg.

/,

es.

'

braccio

'

(gr.

ojZsvtj

'

gomito, braccio'
'

lat.

ulna ant.

isl.

din 'braccio' ecc),

roz

giorno
S.
1

'

(lat.

lax ecc).
I,

=
'

idg.
'

p. es. lab 'labbro' (lat.

labium ecc),
ecc).
'

likan

'

leccare
4.
/

(arm. lizum 'io lecco' gr.
r,
'

A£l;^oj id.
'

idg.

p.

es.

kaldy kulay

cornacchia

(gr.

uoQa^

corvo

lat.

corvus comix).

Varie ipotesi sono state fatte per mettere in chiaro

come realmente and6

la cosa,

ma
lo

finora nessuna, al-

meno

nella

forma

in cui e stata presentata,
altre.

ha potuto
i

imporsi e trionfare sulle

che mi accingo a

studiare tale questione dopo che se ne sono occupati

piu valorosi e benemeriti illustratori della parola indo-

germanica, non m'aspetto d'essere piu fortunate

di loro,

non presume cioe

di ottenere pei resultati delle

mie

in-

I

dagini quell' assenso unanime degli studiosi che essi non

hanno ottenuto. Sar6 pago se potr6 almeno dimostrare qual e la via buona per cui dovra mettersi chi vorra di nuovo tentare la soluzione del problema.

La

disparita delle opinioni, in qualunque ordine di
fatti,

idee e di

^ indizio certo della

mancanza

di argo-

[3]

G.

CIAEDI-DUPEfe

129
al-

nienti decisivi a favore dell*

una piuttosto die deir

tra

:

e ci6 tanto piu e vero nelle question! severamente

scientificlie,

in quanto die in esse non ci sono (o alnon dovrebbero esserd) quelle passion die in meno altri campi possono turbare 1' imparzialita dei giudizt
i

e la serenita delle discussioni.

Nel case nostro la roan-

caiiza d'

argomenti

decisivi 6 in

gran parte iraputabile

alia scarsita dei materiali su cui

siamo

costretti

a

fon-

dare

le

nostre ricerche. Tale scarsita appare manitesta
iranico.

spedalmente nel canipo

Per cib che riguarda
dialetti pra-

r indiano, senza dubbio vorremmo die tbssero meglio
studiati col criterio storico-comparativo
critici
*

i

e gli idiomi viventi dell' India ariana, giacch^
pert'etta di essi

da una conoscenza piu
lo studio dolle lingue

trarremmo nuova

luce per la cognizione del sanscrito, a quel

modo che
e in-

romanze serve a illuminare
il

tegrare quelle del latino. Tuttavia qualche cosa in questo

campo

si

e pur fatto, e d' altra parte

materiale

che possediamo per
k cosi vasto, ed
cosi
i

lo studio diretto dell'antico

indiano

sussidi di cui
farci

possiamo valerci sono
la

numerosi da
che
ci

sentir

me no

mancanza

di

quelli

verrebbero dall'indagine dei dialetti
spetta
all'

seriori.

Invece per ci6 che

iranico

bon altrimenti

vanno

le cose.

Dei linguaggi
1'

di questo

gruppo

dell' eta

piu antica due soli
cio6 r avestico e

pervennero

a

nostra

cognizione,

antico persiano, del quale poi non

possediamo che scarsissimi documenti, cioe le iscrizioni degli Achemenidi. Sul paese nel quale ebbe origine
'

Durante

la

stampa

di quest!

« Atti »

6 uscita

1'

open magiOrumdr. d,

etrale di

R. Pisciibl, Grammatik der Prakrit-Sprachen
I,

(=

indo-ar. Philol. u. Altert.
bozzel.

8; Strassburg, 1900) [Not* aggit^nta sulle

130

SECTION LINGUISTIQUE

[4]

I'A vesta,

come
si

sull'

eta a cui risale, molto

si

e dispu-

tato sin qui e

continuera probabilmente a disputare,

poiche
Geiger,

le
^

opinioni

sono ancora

discordi,

sebbene

il

a parer mio con buoni argomenti, abbia

cer-

cato di mettere in sodo che la patria di quel codice
religioso e
1'

Iran orientale, e sia vana d' altra parte la

speranza di poterla determinare con maggiore approssimazione.

Ad

ogni

modo
si

Tavestico non

ci

rappresenta

che

il

parlare d' una regione, o al piu di due regioni

deir antico Iran, se
caica di esso, quella

ammette che
in

la

forma piu
le
all' antico
il

ar-

cui

sono composte
^

Gatha
per-

risponda a una varieta locale.
siano,

Quanto

dobbiamo
nel

ritenere che

ci

rappresenti

dialetto

proprio della Perside, adoperato soltanto
gio
ufficiale

come linguagtradizione

resto

dell'

impero. Dalla

classica

sappiamo che
i

le varie

popolazioni iraniche par:

lavano idiomi
p. es.

quali difl'erivano pochissimo tra loro
(15, 2, 8)

Strabone

afferma che Medi, Persia ni,

Battriani e Sogdiani erano o^oykcoxxoi naQci jtanQov.
in

Ma
piu

manc^nza

di dati precisi nulla

possiamo dire intorno

ai singoli dialetti.

Quindi per ricostruire nel

modo

complete che

ci

sia concesso la storia delle lingue ira-

niche bisogna ricorrere al sussidio dei dialetti viventi.

Ma

pur troppo, se

si

eccettua

il

persiano, che in grazia
e stato largalessico

della sua ricca e

attraente letteratura

mente

studiato, e di cui pc»ssediamo

un

copio-

sissimo, gli idiomi neo-iranici sono ancora assai poco
'

In Abhandl.
8gg,,

d. k. baxjr.

Akad.

d. Wiss. {Philos.-PhiM. CI.) 1884.
d. iran. Philol.' II,

II, p.

315
'

ed ultimamente in Ord.
per

387

sg.

Si e creduto

qualche tempo
si

di

potere assegnare cotesta
1'

variety alia Sogdiana,

come
si

attribuisce alia Battriana

altro tipo

dell'idioma avestico:

ma

tratta di pure ipotesi.

[5J

G.

CIABDI-DUPBE
anche
in

131

conosciuti. Esistono bensi

questo

campo
che

dei

lavori eccellenti di operosi e dotti iraniHti, quali Justi,

Hiibschmann, Geiger, Salemann
poi*tato

ed

altri,

lianno

preziosi
:

coiitributi

alia

storia

di

questi linulte-

guaggi

ma

dobbianio aspettarci molto di piu da

riori riceiche.

Per queste

8ui materiali indiani, e

il mio studio quando sar6 giunto a tbnnulare

ragioiii io ba.ser6

qualche conclusione, indaglier6 se e qiianto sia applicabile anche alle linguo iraniclie.

La tesi che io dit'endo non meno nella sostanza, come non
cennato da
varla.
altri,
'

b

nuova per

veritA, al-

e nuovo, jjerchd gia accol quale cerco di proinutile Io svolgerlo,

Y argomento

Ma

nondimeno ritengo non

percho non vedo che

ci6 sia stato fatto sin qui.

Intanto

credo opportune di premettere una breve esposizione
delle ipotesi

coUe quali

si

tent6 di risolvere

il

problema

in questione.

L' opinione che le due liquide primitive siansi conliise in

una, cioe in

r,

nel periodo unitario indoiranico,

e che soltanto piu tardi, nelle singole lingue indipen-

dentemente

si

sia svolto

un nuovo

/

da r (=

idg.

r,

/),

sembra avvalorata dal fatto che nell' indiano il suono I, raro nei documenti piii antichi, diventa mano a mano e che ai due anpill frequente in quelli piu moderni
'
*

E.
V.

W. Arnoui
i

nell'articolo «

L

in the Ki-rveda

in Fejiigrtus

an

Ji.
*

Both (Stuttgart 1893) pag. 145-148.
calcoli

Secondo

del

Whitney

(cfr.

Wacksrxaoel, AUind.
la t'requenza di
/

Oramm.

I 215), nelle parti piu recenti del

RV.
il

sarebbe

otto volte maggiore che nelle parti piu antiche. NelT Ath. V. poi

esM

sarebbe sette volte maggiore
plesso.

cite
/

in tutto

RV.

considerato in com-

£

infihe la frequenza di

nella letteratura vedica, in generale,

starebbe n quella nella letteratura seriore (epica e classicn) nel rapporto
di 17 a 52. Si

vegga del

n'st<>

il

aW

citato artii-ulo delK Arnold.

182

SECTION LINGUISTIQUE
a noi noti esso e sconosciuto.
*

[6]

tichi dialetti iranici

Tale

ha un deciso sostenitore nel Beugmann, il « Die uridg. r und / scheiDen.... quale cosi si esprime in urarischer Zeit in v zusammengefallen zu sein. Diebei ses r blieb im Altiranischen. Diesem ist / fremd
opinione
:
;

der Wiedergabe von frenidsprach lichen
enthalten, tritt r dafur ein
:

Namen,
'

die

I

apers. babiru-l
ist
/

Babylon

'.

Id den jiingeren iran. Sprachen
es hat sich jedoch,

zwar vorhanden,
se-

nach Hiibschmann, allenthalben

cundar entwickelt, so dass von hier aus die von
I

Annahme
hat (Pers.

fiir

die nriran.
ff.).

Sprache keine

Stiitze

Stud. 262

Im

Indischen hielt sich r in einem Teil

des Sprachgebietes,
storisch zu
/

wahrend es anderwarts schon vorhiwurde. Das Nebeneinander von r und / in

den

ai.

Literatursprachen
I

— in den jiingeren ved. Texten
in der
in

begegnet
schen,

5i'ter als in

den alteren und

nachweder vedi-

dischen Literatur

ist

/

wieder haufiger als

und es gibt wenige Wurzel mit /, die nicht auch mit r vorkamen beruht wohl auf Dialektmischung, es Zufall ist, wenn einem arm.-europ. I im Ar. so dass / gegeniibersteht » [Grundr. d. vergL Gramm. V 427). Conviene per altro notare che lo stesso Brugniann di-

chiara

«

notevoli

»

(beachtenswert) le ipotesi del Bardi cui sto per parlare.

tholomae e del Wackernagel
II

Bartholomae

altresi crede

alia confusione di

I

con

r nel proto-indoiranico,

ma

suppone
I.

che

in

un

*

L'avestico non presenta alcuna traccia di
il

L' antico persiano
in

possiede tm segno speciale per

suono

Z,

ma

se ne serve soltanto

vocaboli d' origine straniera {Haldita-, Dtibdla-),
luogo.
(p. es.

come vedremo a suo
stranieri
I 1'

Nei vocaboli prettamente
in

arii,

ed
'

anche in alcuni
')

Bahiru-i
r.

'

Babilonia

',

Tigrd-

Tigri

originario

e reso

per mezzo di

[7]

G.

CIABDI-DUPBfc
/

18S in r, quel Kant ichis/

tempo posteriore

al

passaggio di

simo idioma venisse ad acquistare un miovo
fetto deir imprestito di voci straniere ciie

per

et-

contenevano
»

quel suono.
si

«
«

In der arischen Grundsprache
sind r und
/

coal egli

esprime

lautgesetzlicli in r

zusam*

mengetallen. In Folge von Entlelinungen aus nichtarischen idg. Dialekten liat
sicli

aber

/

bereits
r

im Ari-

schen

neuerdings
/,

festgesetzt.

Arisclies
idg.
/.

entspricht

somit idg. r und
r

arisches
ist

I

Das Indische bat
zu
/

und

/.

Das
/

arische r

dialektisch
ar.
/

geworden.
>

Indisches

steht also ar. r

und

gegeniiber.

{Grurulr.

d. Iran. Philol. I, 1

pag. 23). Questa ipotesi serve a spie/

gare quei casi in cui
case

e

comune allMndiano
:

e alia

magil
*

gior parte dei dialetti neo-iranici

p.

es.

{k
'

appunto
le

citato dal B.) dalla radice * lei/jh-

leccare

gr.

Xeizoj, lat. lingi^ ant. irl. ligim. ecc.)

derivano
',

seguenti

voci arie: ant. ind. lihanti

'

essi

leccano

pehl. neo-pers.
il

lUtan

'

leccare

*,

curdo

listin id.

Orbene, secondo

B.,

queste voci risalirebbero ad antichissimi imprestiti da
lingue non arie, laddove
1'

ant.

ind.

rihdnti ci mostre-

rebbe la schietta forma aria conservatasi per caso accanto a
lihanti.

Mi

resta ora

da accennare
*

alle teorie

del

Fortu-

natov e del Wackeniagel.

In

sost«inza

io

mi trovo

d'accordo con questi due glottologi, in quanto ammetto

'

Non ho

potato consultare

il

volume del Dakuihiiirk ^RtUiquUu
Se mi 6 lecito
Streitberg in

Philologicae or Easaya in Companitive Philology, edited by R. S. Con-

way

» nel quale

si

tratta la questione dell' indinno

r,

/.

giudicare la teoria del D. dal riassunto die ne fa

W.

IF. Anz. YI, 172-3, dir6 ch'essa mi pare troppo artificiosa e peroid

poco probabile. Anche
esserne persuaso.
Aetet

il

Bruomamn {Orundr.
Ori«ntulittt$.

I,

428) dichiara di non

du X/P"' Con^rte d-

-

Toiim III

- (9"*

PuciUi

6

134

SECTION LINGUISTIQUE

[8]

una parte del territorio indiano si ma non credo fondati gli mantenesse inalterato I'idg.
al pari di loro die in
/,

argomenti

sui quali

essi

credono

di poter

basare quel-

r opinione. II FoETUNATOv KZ. XXXVI, 1 sgg., distingue nelr indogermanico due varieta di I, che indica rispettivamente con k, I. Quello die il Brugmann ed il Bartliolomae
dicoiio
di
/

in

genere, cioe
di
;i.

il

mutarsi in

r,
?.

dovrebbe intendersi soltanto
al contrario

La

confusione di

con r sarebbe avvenuta in tutto
/

il

dominio

ario. L'idg.

sarebbe stato diversamente trattato nei
:

diversi dialetti
si

nei linguaggi iranici e in quello su cui

fondano

le

parti piu antiche del

Rigveda esso avrebbe
r:

subito la sorte di A, cioe sarebbe passato in
scrito invece, e in parte nei vedico,
il

nei san-

avrebbe conservato
posta

suo valore primitivo.

Non mi

tratterr6 a ricercare
/

quanto fondamento abbia la distinzione dei due
e giustificata

dal Fortunatov, bastandomi di far notare die essa non

da alcun dato

di fatto

:

giacclie se e vero
1'

che da un lato abbiamo una serie di esempi in cui
diano risponde solo con r all'idg.
nulla
ritenere che
/,

in-

e dall'altro un'altra

serie in cui esso gli risponde tanto
ci vieta di
iiel

con r quanto con

/,

primo caso siano an/,

date perdu te

ibrme parallele con nerale qualunque / indogermanico
le

e che in tesi gefosse
/

suscettibile

d'essere riflesso dall' indiano con r o con varl dialetti.
Prima
e
'

a seconda dei
di osservare

Coinunque
un

sia di ci6,

importa
Noreen
I

*

del F.
p.

altro glottologo,

il

(Abriss der urgenell'

man. Lautlehre
nico:
l^

2 e 104) distinse due variety di
poiche egli dice che tutte
i

indogerma1'

i,.

Ma

le lingue,

fuorche

indiano,

banno confuso

in tutti
1'

casi cotesti
il

due fonemi e che poi
li

finisce
?•

per
/

confonderli anche

indiano

quale

riproduce ambedue con

e con

[91

G.

CURDI-DUPBfe
/

136

che ad ammettere la parziale conservazione del
Tindiano,
il

nel-

Fortunatov
articolo

fe

indotto dalla necessity di tro-

var posto per la le^ge che egli suppone d*aver dimostrato nel note
in

BB.

vi.

215-220, e clie pu6
il

esser formulata cosi: neH'antico indiano
deiitale perde
/,

gruppo

/-f-

e la dentale passa nella cerebrale cor-

rispondente. Questa teoria e stata accettata da
clii

non po-

glottologi,
esito

ma

anche combattuta da molti,*
io.

coi qnali

non

a schierarmi anch'

Un

esaine di tale qiiedi dichiarare

stione sarebbe qui superfluo:

mi basta

die

aderisco, in massima, agli argomenti del

Wackernagel

e del Bartholomae contro la legge del Fortunatov.

< scheinbar ohne feste Kegel
saa ipotesi non
si

>,

in

realty

non distingae nnlla, e dalia
Piii giusta e
1'

pu6 trarre alcuna deduzione.
I.

osservasg.),
il

zione del Meillet (Mem. d.

Societe de Linguistique
si

VTII 299

quale dice che

nell' idg. si

dovettero avere, come
I

ebbero in alcone

lingue da esso derivate, dne saoni di

determinati dal

fonema che
a, o,

veniva di poi: cioe un suono cacuminale davanti consonante ed
u, ed

un suono dentale davanti
piii

?,

i.

I casi

di

/

cacuminale sarebbero
le altre, in se-

diventati

numerosi nelle lingue arie che in tutte
e

guito alia mutazione di

in a

da esse operata. Non possiamo tattavia
:

accettare la seguente conclusione del Meillet

dipendere dalla prononzia
/
i

cacuminale di

/

il

suo passaggio in

r,

quindi essere normale

dinanzi
casi in

ad

/,

e r in ogni altro caso e doversi spiegare analogicamente

cui cio non avviene. Basta infatti dare uno sguardo al materiale relativo per convincersi che tale conclusione 6 assolutamente ingiustificata.
*

Aderiscono alia teoria del F.
1'

il

Beciitel

[Hauptprobleme

d.

indogerm. LautUhre p. 382 sgg.),
Itlankleer in

Uhucnbeck (Handboek der induce
indogermaatische Hamtaal pp. 46

vergelijking met die der
sg.), il

sgg.,
V. d.

73 sgg., 78

Pkrssok (KZ.

XXXin
il

288

sg..

Stud,

«.

LeAre

Wurzelertc. u. Wurzehar. 36, 37, 54),

Wwdisch (KZ. XXVII
Schmidt {PlurcdbiUI. 179,
il

168) ed altri.

La combattono specialmente
sg.), il II

lo

Krit. d. Sonant. 1

Barthoix)mae (IF. Ill 167 sgg.) e

Wackkhconsidera

NAOEL {Ai. Or. I 171). come ormai demolita.

BRUOMAKif

{Ort^iidr.

I*

427)

la

136
II

SECTION LINGUISTIQUE

[10]

Wackeenagel
testi
r,

(Ai. Gr. I, 217)
le

nota
I

il

fatto die

gia nei
lele

piu antichi

forme con

appaiono paralrotacistico,

a quelle con

e ne inferisce clie accanto al dia-

letto

fondamentale del RV, senza dubbio

esistessero altri dialetti che serbavaiio la distinzione ori-

ginaria delle due liquide, e che da essi le forme con
penetrassero, in
letteraria.

I

misura sempre crescente, nella lingua

Ora a

me sembra

clie la

conclusione non sia
/,

logicaraente dedotta. Invero la presenza di forme con

evidentemente
furono

infiltrate

da un

altro

dialetto, nei

piu

antichi inni vedici, prova soltanto cli^ nell'epoca in cui
essi
I

redatti, esistevano
:

dei

dialetti

ai

quali
il

il

suono
tivo
I

non era estraneo

ma

che questo fosse

primi-

conservatosi in quel dialetti, e non piuttosto

un

I

svoltosi
al

secondariamente da r
di per se

(-=^

idg.

r,

I)

come piace

Brugmann,

non

risulta chiaro,

ma

bisogna

dimostrarlo per altra via.

Per ottenere una prova del fatto asserito dal AVackernagel giova vedere
i

in

qual rapporto numerico stanno
I

casi in cui

1'

indiano risponde con
(idg.)
I

(oppure con
il

/

e

con r insieme) all'europeo
/

a quelli in cui

suo

risponde all'eur.

(idg.) r.
(1.

Se

i

pi'imi,

come ebbe gia ad

affermare I'Arnold

c), prevalgono sui secondi, e se la

sproporzione e cosi grande da non potersi imputare al
caso, la questione

pu6

dirsi risoluta. Infatti se,

stando

le cose in questi termini, si volesse

credere che tutte le
in cui
/

voci indiane con

/

proven issero da dialetti
Z),

si

era

svolto

da

r

T—

r,

ne verrebbe

la strana

conseguenza

che la fortuna d'essere accolte nella letteratura sarebbe
toccata,

non sapremmo
Z

in virtu di qual misteriosa legge
/

di selezione,

precisamente a quelle parole in cui
originario, e solo

risponin cui

deva a un

poche volte a quelle

lat. Gr.). Scrivo « invece di con un punto sopra.qoando cade sopra una delle lettere e e y r m non h segnato.' ma non mi lusingo completo. dal sistema di trascrizione comunemente usato. idg. CIABDI-DUPBfe r. 217 ed ho procurato di arricchirlo piu che mi e state possibile col frutto delle d' esser riuscito mie I. r in I secondariamente. signiticato ibndamentale Nella citazione di molti vocaboli che occorreranno in questo la- voro doyr6 scostarmi. e dall' ultra si / un altro die la / mutava r. che mante- neva / intatto. gomito' ' alaka—s alaka—m 'ricciolo. spiega benisaiinci / prevalenza nu- merica dei casi di su quelli di Siocome la ragionevolezza di queste deduzioni mi pare che non possa mettersi in dubbio. /. aleina ' ' braccio ecc. I. Xelle forme iudogermaniche toDdo. le alcuui vocaboli curdi ossetici noto con un suono che i gram- matiche di quei linguaggi sogliono rappresentare con chio al di sotto. ma la letter* i an coi cade ^ scritta in carattere tondo anziohS in corsivo. significnto di ^ e chiaro da s^. II irl. sonante e distinto per mezzo del carattere la Nell'indiano klpta ^ trascurata e notazione di t I vocale. . * : gr. A. 137 esso rispondeva a un Invece ammettendo da una parte un dialetto. Wackernagel letture. cioe la spro- porzione numerica di cui teste ho parlato. Ecco dunque senz' altro la listiv degli esempt di / / ?•. uHen 'gomito* got. Nolle citazioni slave indico con a^ il f. per ragioni tipografiche. o un gruppo di dialetti. seguita da quella degli esempi di idg. capello ricciuto ciXevr^ 'braccio. At. mi riniane soltanto da provare che sussiste il fatto su cui essi poggiano.[11] G. ulna ant. l^idg. Ind. Nolle parole espresso per mezzo di con an cerdentali sono germaniche lo * le spiranti ^ e §. le vocali nasilizzate. Nel litnano I Schleifton ' . Ecco le principali divergenze. Nel compilare questo doppio elenco mi sono giovato principalniente del materiale raccolto dal sgg. ricostruite indico con v V u semivocale e col I semIn plice k la palatale sorda.

La seconda allkd— " parte conterrebbe la radice *vel. come un composto lautologico dalla cui la prima parte sarebbe formata o/ievij.Xoc. sgradevole. Johansson Beitr. ' altiiid. lat. tenue. Per lo svolgimento del significato. eilen mento ' [irati va ' irte si muove 'J ' (Wac- KEENAGEL in Ai. ildii ' egli va. 15).138 SECTION LINGUISTIQUE [12] della radice (*e/o-. . ' piegarsi. ripugnante.che vedremo a base * di parecchi vocaboli. ulach grfdo lit. ' vAda ecc. alius a'/e altro '. ala lesina '. irl. tdula ' abbaio * vXatii) vXayjuog dAay/ua latrato irl. d?. 219). griech. e d. ' grido. lat. * I. falso '. debole ' dlpti perdere le forze 'id.) (una pianta le cui foglie sono cot. aljis ' gr.alpakdalpnas piccolo. ' : allkd—m ant. sgradevolezza. 245 sgg. * lancia ' ' llayati : " mette in movited. tutti questi vocaboli e quelle di z. (Uhlenbeck. Sprachkunde (Upsala 1891) pag.' '. ' '. futile. si confronti anydtha che vuol dire al ' tempo stesso ' al- trimenti etym. raro ' ' : lit. aU-s 'scorpione. Kurzgef. Wb. a. esser curvo Cfr. uccello ' not- turno ulidare ant. uluka-s gutb. dlpa. 106 sg. ' non rettamente Spr. radice stessa di alaka-. ' Aggiungo entro parentesi quadra ha 11 le voci identiche o affini iu cai si passaggio di I in r. falsita got. ape' alininvolucrata ' aliparnl 'Tragia (Linn. GrT. ulUHi giudare'. perte di peli * puhgenti) [dra ' lesina '] ^ : a. III. *ole-) comune a '. ' ala-vdla-m un solco praticato intorno alia base d' un albero per raccogliere le acque che servono ad innaffiarlo ' e spiegato dal medesimo Johansson di IF. civetta ' : uluka-yatu-s * ' un demone ' forma * di civetta ' gr. 141 sg.

La radice fe sempre *vel. vulva {=*volba). esser flessibile. mento. p. Sprachsch. sass. a. muoversi in giro ' quindi ' avvolgere (cfr. strepito ' knkaii-s un suono) un suono ' knkali ' uno strumento dal suono delicato cio^ * ' * um-kala-s gi'. Olcdn ant. bret. CIABDI-DUPEfc 189 Trattandosi di voci onomatopeiche lo Schbadeb Sprachvergl. ulmukor-m gicawl ' ' 'incendio' t. vilfiis iceallan id. * lume a. \^ Fick Wb.: . ondeggiamento uylm ' irallan boUire nalm ' ribolli' ant. Al medeululabilis. si. * ondeggiamento lit. kdlate risuona sottile * hdllate ' emette un suono tenue d' * kola- ' tenue. II significato fondamentale e che si pu6 applicare quelle di movimento voi-ticoso ugualmente bene a una fiamma e ad una massa liquida in ribollimento. onda ant.'piegare. bollore. KaJiEO} ' chiamo lat. ?) [vdrcas. : Ci6 d possibile ma la testimonianza di altre tre lingue rende piii probabile I'altra ipotesi. si Urgesch. splendore Volcamis ant. 194 suppoiie che ulucut ed uloka^* siano formati nelle due lingue indipendentemente. irl. ' ' ' piegarsi ' quindi ' ' muoversi a vortico ' *. che questo gruppo di vocaboli risalga al periodo indogermanico. 11 sg. nallan bollire * ags. [13] G. ' (detto a proposito ' kalakala-s delicato ' giido confuso. la membrana che avvolge : erabrione pellicola dell' novo. * (una apparizione ']: luminosa lat. ulba-m ' 55 sg. gallo ' il gridante all' aurora caiUch ' ecc. simo gruppo appartengODO uhilatus *. cavita' lat. (ctr.). ' gallo * . La ra* dice k *vel- ' piegare. luce. Ulcagnus Ulcagni I1*J 1' Stokes Urk. calare ant.varcaid-m fuoco. meteora. incendio di spettro '' * ulkn-mvkha-s ' una specie irl. ' [urm{-x ' *onda*j: * cimbr. e valati). vlvna id. : ululf- ulftlu- * ulkd ulkmi ' fen omen o igneo. u.

140 SECTION LINGUISTIQUE ceiliog id. 589. V 186. ^ halon 'gridare' ' Mian * risonare ' ' m.viene supposta da' ' Wb. hal suono ' hellen risonare lett. chelioc id. Se si accetta questa etimori- bisogna cancellare kalp^ da questo elenco e ll significato di hell. . parvenza ' '.). riferendosi all' opinione del Kluge. osserva ' [cards cdraka-s call * esplo- ratore cal id. ' kalu^t ciarlare kaldyati scorge. corn. kdlpate * ' e conforme. ' I* 34. XXXIII. col gr. Wackernagel ' Ai. La parentela delle voci latine e celtiche coll'ai. Wb. krpd (strum. cita kalpdyati fra gli esempi di Z = idg. dallo Stokes presso Fick II* 73. la connessione di kaldyati con cara{ka). apregola ' propriate. ^ '. a. il 608. '] : lat. Circa I'etimo- logia di questa numerosa serie di vocaboli (p. jtQSJiei conviene. e decoroso e col lat. me. ' t. che e proprio del moderno ignoto all' antico e al medio tedesco. Viceversa a pag. kvAi§ ' bicchiere ' lat. a. Alcuni Brugmann Grundr. e * ' luminoso. 'astute' corn. t. si adatta. kdhrpo) corpo ' hii-kdr^pta' ben for- mate logia. es. lo stesso W. taglia capace ' ' kalpa' " conforme. callere callidus cimbr. kalpana-m formazione. hel 'sonoro' '. reciso ' (Persson KZ. giova * ' kalpdyaii mette in oidine. esser conforme tano dar forma '. ^ kalagd-s calix. corpus. ' dispone '. 218 /. kdr^fl (gen. * [14] cimbr. con un punto d'interrogazioue. chiaro '. forma. i glottologi non sono Gr. ndlv^id. invenzione' ecc. Fick 35. gemma*: gr. 616. kaldyaii e ac- cennata. figura. ' xrapaHl '. sg. brocca ' : gr. a. I. coU'av. kald " particella ' : gr. uoXo^ ' mutilato. concordi. 288 kalis kail kalikd 'gernioglio. kalpa(ka)-s ordinamento. immagine ' e confron- kalp'' col ved. prendono come base * significato di '.) * figura. * vaso.

oxiXXw ' ' zappo. * II dizionario di Pietrobtirgo (II. e in ogni case si dovra concedere che * la radice *(8)kelp- vi abbia la sua parte. quali. a. $celfe ' scamnum. della radice {8)kel' che ricorre nel gr. il Wb. Invece sta bene esemp! di idg. deuUchen i Spr. lat. half agn. healf a. sass. siliqiia. '). 48. 167). tabulatum I'a. ags. sk^lti ' fendere '. ktlftn .nel sense di tagliato'. t. I'ant. a base del germ. sfmi-vifDus semivivo una specificazione di qnello generiuo di ai. scalpo sculpo. se da la pret'orenza al- r etimologia del Kluge (Etyni. ma una spiegazione un lo po' artificiosa. putamen (quest' ultimo esempio manca ' presso r Uhlenbeck) ed altre voci la cui connessione con queste non mi sembra sicura. pensano alia radice *kelp. isl.o meglio *{s)kelp-* che sta ant. t. Le stesso ' Kluok Etym. Cosi il composto klpta-ke(.t. Cfr. \Vb. sdmi-quek ' maniche * semi-: ' vocabolo idg. Wh^. halbt t. fondandi tagliare'. 169) spiega qaesto significato di espressioni quale sarebbe khanda^ah kalpay" 6 come un fraintendimento ' ridarre in pezzi ' . tialb\. e ' dalaii ' spezza ' e dimezza'. daia-m peoo di metk * '. sceliva m.ssa radice il Persson. si r. per mezzo del determinatore -p-. mutilate ' ' skilja divi- dere.ar'iiakha-^ma^rw che ' stesso d. f'ra CIARDI-DUPRfe di / / > 141 niandarlo lia gli gli enemp! / idg. 171 accenna alia ' poesibilitii connettere kalp- essere adatto. separare lit. tagliato. a. Hi spiega assai meglio intendendo klpta. ' oxaXi? ' vanga ' ' xsXst? ' ascia xdXo. 158) e del Persson (KZ. vango ant. ' Alia ste. Sarebbe una forma ampliata.). and Bart in Ordnung beschnitten sind ' (II. isl. xxxiii 289 dosi 8U kalpdyati 'taglia' kalpana-m d. dizionario i. che serviva ad esprimera qnesto oonoetto era ai. a. halha.' [16J G. isl. ' di- vise in parti'. skjalf '.' sg. Forse in kalp" si sono confuse delle forme di ditierente origine.* Tatto |got. si II significato di (il mezzo che ha soltanto nelle lingue geraA. seguito dall' Uhlenbeck Et.'mezzo* halfr ant. riconduce scylfe scAe//' ' lat. NUgel. ' " reciso. traduce ' dessen Haupthaare. e T^jti-^to. sami~ 'mezzo' gr. ecc. confacente a qnalcosa ool t«d.

' sass.rdX£ia ( : BB. ' a. giljja-m arte. sabbia'[?]. t. dubo ags. ' tuba ' gr. ' giovare. grazioso.' ' 142 SECTION LINGUISTIQUE kalya* [16] sano. abile ' : ' kalya-m * ' I'alba '. L' idea di connettere tra loro tutti qaesti vocaboli era stata gik espressa dallo vergl. a. L' Ascoli (Lezioni 1' compar. ' kalydna- ' bello. fausto gr. klasn spiga '].'nerezza* kalana-s kalahka-s ' macchia. a.una terza variety (* qelp-). p. hilpan ant. di questo vocabolo sarebbe. . aiutare szelpti ' (got. hagol gr. ant. I 110 n. si avrebbe kalp. collo ags. t. ' una formazione da cui deriva il Jat. Siccome forme a gerinaniche da un lato e quelle dell' altro risalgono due distinte varieti radicali (* qelb [oppure nell' ind. abilita che dk * medesima forma radicale delle voci ' lituane sopra citate. Kdx^V^ raflronto coll' ant.) fronte m albam habentes' ant. chiazzato ' caltgo ^ kaleduf si. onta lat. helpan ecc.. hjalpa ags. ' macchia. pi. '). ' e ci6 per- metterebbe ags. z. dufe irl. hagel id.'nero. secondo -di ' TUh- Wb. * kelb-] e * kelp-). '. 54 ci propone di ricondurre qui anclie la ai. azzurro scuro' kcdiman. oscuro ' Kt]Uc.. " (Beitr. calidus dalla fronte ' bianca u. ' grigio ') ' e col got.) sg. qnello il bianchezza isl. ' kalii 'lordura'. to^Xdf oscuro ' quindi cieco ' ant. a.. onta': gr. tiroidea': lit. ?). e forse anche col pietra (bianca gliiaia.di. ' cioe ' maccliiato di bianco. isl. aiutare. '. heals id. *qolso. giustificata dal secondo una bella ipotesi del Prellwitz raffronto col gr. naAog bello hahlara-m ' giglio bianco aquatico '.aiv6c.) gambo hah ' coUum got. kaA isl. 50. t. kala(ka). hagl grandine haf-gel id. Sprachforach. a. dub ' nero du*be nerezza . ' ' nero. promuovere ' paszalpa lituane ' aiuto '. !fc con raddoppiamento dalla radice *qel-.[alb. XXII [Hes. ' n£?. kdklas ^collo'. Schleicher di fonol. a. si. calersu (ace. hahala-m 'gioiello da portare al ' collo' kakalaka-s laringe. II concetto tbndamentale LENBECK Et. ant. ' fusto. ' tema (ant.). Forse anche columba (= * kolon-bhd) ' quella daH'oscuix) aspetto 102.) le e col lit.] ' tt^Xsio? ( : TreX'.

' dti-kidva- affatto calvo ' : lat. kulik gabbiano {-ki'dva-i lett. dazione apofonica smfihi ' gr. caviccliio * ' khila-s palo * gr. VIII 286). si. kcddr-s ' CIABDI-DUPBE 14» ' tempo * '. * ' luogo munito. momento' nella piu larga accezione. citti kidikdya-s ' animale aquatico ' ' una specie ' <V uccello ' : ru. epoca. non (come ' xviii 134) '. gi*. attenendomi ai. calvut osco Halaviis 'Calvius'. famiglia. A questo stipite appartiene probabilmente il il popidus (Hoffman JiB. e significa propriamente 'divisione. ' ' jtreXiov ' TO ovX}. stagione. sopra). (?j Per la grat. ' cimbr. HdAov KTj^ov ' legno. eland kilth ' tribu. hulikn ' beccaccia ' ' p. progenie ant.) adunarsi ' irl. patria*: dor. Probabilmente sono derivati dalla medesima radice ' *q{h)el- anche i seguenti ' : khalatf* kalvftta- calvo ' khdlatya-m khalitya-m '. abitazione. era): quindi 'tempo. cittadini xvii 317). hUens chiurlo * (Beb- NEKEB IF. lit. citta. calvizie khild-s khilyd-s ' paese deserto . asta di legno ctr. a. '. riconnetto coll' '. plant ' liberi. sezione* e in particolare divisione del tempo' (ora. ' tribili. E connesso con kald particella * fv. giaciglio. parvuli stirpe celjadl famiglia lat. co- munita dei che io. il ma ttomc. alia piu comune ' opinione. kdla-m 'sciame.£yEodai. (o)/uIkq6£ 'piccolo': a. abitazione d'una kuldyam ' ' nido. xviu 163 ^- quale dovendo risalire d' a ^quo-quelo-s o piuttosto a *quo-quolo-s sarebbe e origine dialettale ( come bo$^ lupus simili- e forse anche concilium J^B. *con-coliom *con-queliomj vorrebbe il FeOhdp Fick BB. kuly'k alba- strella ' pol. ' rt>iog schiera ' d-jti'^Aa ' radunanza ant. famiglia gr. (Hes.: ' (17J G. puram purl pdrkuUkn iii. mescliino '. klla{ka)-8 kllaka * legno.

Gr. . klisze branca ' : di gambero tt/xviliojv ant. si kldmati klamyati 'illanguidisce. lat. ruggisce ' ' klandd- ' rumoroso ' ' \krdndati * grida.] gr. bret. P 545 sgg. ' uekadoc. kaukcUe nome d'un sg. gnla ags. irl. XXXI 274 kold^s ' cinghiale lit. t. (Stokes in Fick Wb. klanv id. stanca' klama-s ' stanchezza. ruggisce '] : krdnda—s krandana—m krdn' das* ' grido gr. * * ' . '. * kiaule ' porco ' e probabil- mente anche a. ' 228 sg. khdla-s ' capanna. (Bernekeb if.).'gocciolante' golana-m efflusso' galda-s galati 'cade giu. ^ pol- mone '. bret.. il ' SECTION LINGUISTIQUE [18] cuculo': gr. collo ' gala—dvara-m a. kal ' aia '. X 159). galas ' ' gola' galaka—s : ' gola.'' : 144 koki/dr-s lit. : II* 100). ' lit. bocca. uavKaAlag' OQvig jroiog (Hes. uccello. spossaniento ' ' klamin— spossante ' [grdmyati si stanca ' crdma—s ' spossamento cfr. a.che in kdlate " vedemmo kldnti-s * risuona ' ecc). Sulle difficolta che offre v. Meka " tanaglia ' kldman- il polmone destro ' gr. (corn. per lo scanibio fra la velare e la palatale Brugmann I Grundr. t. aia : arm. grido ecc. rumore.) claf * malato n. cimbr. affligge ' ' kleca-s ' ' tor- mento. grido uEXadeo strepito. a. klandati ' gfd cinghiale. debole' ant. clam 'lebbroso' m. nAajuagog *languido. dolore si. Wackernagel Ai. (E probabile che *qle-n-d e ^qeb-d- non siano altro che anipliamenti della radice qel. muso' lat. ecc. galayati gronda rende liquido' galana. ceolu ceolor *gola' kela id. cuculus e da vedere quel che dice G. animale maschio grida. ' khcnati kligyali tornienta. ': Sabler KZ.

kaXin A:?</a ' ' gliianda * gr. Nir. isl kjull 'nave' ags. * fonte ' af>:8. ii. dolere '.24] isl. altri si. glans ant. ctol 'una da lunga nave a. ant. non confbndere con Kiel cfr. zanga 'nocca' (Uhlenbeck Et. disco. jtaXaxi] sorts ('Hes. cerchio golaka-s gold yavXoc. Et. CIARDI-DUPBfe . Nic. (/ielp ' tracotanza ' a. t. 423 sg. isl. t. id. kiblr id. gelph id. 81). a. zela^dl (Cf'r. stinco coll' av. lit. 6. giie id. secchia nave mercantile' ant. premio gr. fidAarog id. si. arm. palla. a. Johansson IF. f. alle I'auci ' giilma-s ' enfiagione al gulphd-s ' nocc del piede jdhgha Wb. qui anche le voci indiane seguenti gildyu-f 'grave enfiagione basso ventre '. recipiente di forma sferica ' : gr. a. ' gilh ' dolore ' gelonXs pungiglione ant. Kluoe isl..'' 206). 42 sg. ^sXXot ' che io invece. Th. V 590 riconduce qui anche ' il gr. Wb. lat. dado • . volntu a. quellan s<<orgare pra-gdlbhate 'e risoluto* pra-r/albhd-s *animo8o': ags. ' ' ^sXovr^ ' ago ' coi * quali 6 connesso. 146 (jdldd gdldn [--^galana—m. ' gula-s *glans penis' gvll gulikd globo. ricorda esempi slavi di questa t'amiglia. ' ' palla. ' : ant. ' * pal. II Bruomann Grundr.). gola-s la . si. ' gUe ' gliianda ' pi*u88. Phil.). xiv. kalfe ' polsi paccio '. jald^m 'acqua*: ' ant. tumore id. collen ' gonfio a. ricollego al lat. Una gradazione 1' di significato " non dissimile ' scorge confrontando ai. Seil condo quale lo ZuBATY (Arch. per ragione di pdXo? piXsjivov dardo t. giuo- co . quelan aver dolore ' bucare. gilti ' a. : ' chiglia ' il quale va coll' ant. WO.[19] G. t. 79). * kelta ^ '. * glahate ' giuoca ' : ai dadi gldha-s ' ' giocatore * . lit. zati ' dolore . Kiel nave ' ' ' ' '. Mol nave (ted. Et. : rientrano. (Uhlexbeck palla*: isl.

lat. questa ipotesi 1' (idg. Lagercrantz {Zur 68) il quale nega la ' parentela di glah" plegean sich schnell fort- bewegen. * ' calati * si muove.. In lit. t. [20] 448) n£JTd?Mxde (h 171 Ap. pensa Hirt si. lassus. ecc. moin- 'movimento. Gutt. tremito ecc* bile' cdrana^s si muove. prova ripugnanza perde le forze. si xvii. Hauptpr. collo ZupiTZA. riconduce lo a. spielen'. grido. 412 e dal Bechtel. griech. [Upsala 1898] coll' ags. 1' Alia stessa chlaga ' facilmente '. col ^clVm gldii ant. ' calaina)- * mobile * * cala-s calana-m oscillazione [cdrati ' cdla-s calana-m scoti' mento.^ *globo. Germ. (P. spossamento ' ' glanya-m " perdita di forze. ai. 67. Laulgesch. escrescenza': gr. !. come lit. Br. — si ' consuma ' gldni-^ 'dispiacere. gluere a. Del resto un I origin ario si avrebbe germ. gelti ammessa tall. ' fatigatus. apparato critico presso Lager- crantz . t. Cosi p. dallo stesso. 25. il 358) e 7t£na?. *g^le-ti) stafebbe al gelti (idg. ^ — e— germ. ne e impossibile la parentela. illanguidimento ' : glapana-m radice sottra- zione di forze cimbr. hlin 142). etij g"el-) nel medesimo occ. lamento gr. defessus (Stokes BB. maniera versor ' di diportarsi' ecc]: colere gr. kldz ' massa. -oO-at o£ferta da alcuni codici.ax- *(pakay-. a). I* 39. a. neXofiou * jtoAog " asse ' colus * Molti editor! d' Omero adottano 1' la lezione irsTraXaoO'S il . ammessa dal Fick. palla oscilla. a. 1. 343 m.aydai U 331) * da 7ta?. yAovrog 'natiche' '. g anche nell' ipotesi del Fick e del Bechtel. Rh. B.' 146 SECTION LIXGUISTIQUE . ecc' cardlat. impossibile 1' uguaglianza : ai. Wb. glati gldyaii ' . xxiii 307). gldu—. rapporto di ydti 'egli va': dice debole ampliata con ossia mostrerebbe la ra(=== celt. veggasi p. perch^ ritiene. p.

torto. t. spingo * K^h)c^ e col cald-s di ' ghiandaia ' ' priiss. splende ' jvalayati jvalayatt ' accen' jvala-s jvdla-s jvala ' fianinia. ' I* ' 572 riconnette coreiero * invece col gr. '. ant. astuzia' chalayati 'inganna* chalaka. pelle ' ' : a. quilinus ant. 298). pavimento ' * asse a. isl. obliquo * Meyer Gr. ' challi-s challl ' scorza. ' lume ' ecc. 92). d' talus ' una barca pn-talas armatura d'un letto* lett. gu- skala ' scorza ' skalina ' scorza di betulla stacaflSni cata dair albero (altre parole slave il a queste si possono vedere presso jvdlati de. scelah * torto. a. Hirt scala * BE. t. huel ruota * ant. * \jvaraii ' h caldo. si. 29U. ' kolo id. a. 'grillo': Et. ' lat. irl. a. sleale. lit. iWwmmdi. * * Miklosich Et. \ciri\ gr. isl. giial febbre jnrnf-s 'vampa'/z'/r/a-. iiMt tilindt allargare.) ci- cala * (? Uhlenbeck Wb. CIAEDI-DUPRfc ' U7 si.'ingannata': gr. una specie albero ' tald{a id. a.- Come * cauHativo di calati io considero k^dayati ' spinge ciofe t'a muovere celer.* si. t. clie il Bbdomann Grd. tala-s tall ' 'palma vinifera' Mla-m *trutto della d' p. talea ant. v. scelus a. . vrii 285 sg. col id. XXIV scio ru. febbre 'J: ant. a. luogo ' ' lat. ' arde. colwamig * una specie * cornacchia cilll (^Berneker IF.s ant. Wh. tala-m teXi ' suolo. koh ' id. ecc. t. malvagio (G. ags. i. talam del ' ' terra * ant. dilja dilla ' banco dei rematori ags. * snperficie. cfirbone' kol id.[21] G. ha febbre jvara-s ' ardore. Prellwitz Et.' rFtrt^ (Hes. kUAoc. GrJ* 33. 261). OKoAiog 'curve. : lat. pavimento * ' ' ' spianare ant. dUi le assicolle ' che stanno nel fondo pruss. Wb. k^XXoj lat. irl. tUo ' suolo '. isl. tellus pianura. tllfs asse.*: * ai-ni. chala{nay-m *inganno.

xi 389.giovane cioe fiorente e talli giovane donna/ ' ^ ' ' ' ' * tdlpa-s iaJpa-m tdlpa * " giaciglio. a. dulan ^ sopportare ags. ' *spartire'. Kluoe.]. sostiene '. dolerij id. Qui possono rientrare anche taluna. isl. Wb. sezione. ecc. taliern ' die flatternden '. mazza e coll' a. irl. letto : ' lit. Cfr. si rompe lit. f. Wb. Wb^. ii\pti avere spazio ' ' talph ' luogo per ricoverare persone o di ' cose. I I . tealt ' ' ' duld vacil- la vacillante ' . '. deH o Brugmann. letto (Uhlenbeck ' Ef. . got. ecc. tollo {te)Udl ant. Et. am \Vb. si connette coll' alb. ga-tairan strap- pare'. KozLOwsKiJ Arch. darn tram men to . id. slav. meta': [ddrti drndti 'parte' si. a. pruss. dolayati ' ' vibrare. solarium t. parte got. Meyer irl. fare oscillare. dat ' spunto. '. peso'. germoglio (G. 110). darana—m : ' scoppio ' ecc. V. 1' analoga gradazione " significato nel- r ant. tulayati tolayati ' solleva. rum spazio. dimezza dalls dala-m daly'ti 'trammento.) non rientra ' qui. bacchetta.. 6dXXa) 'fiorisco' (OaXXd? 'ramoscello. tulana—m ' ' sol*. 60. Cfr. t. 456). dola 'parte' 'rompe'. delliein 'parti' ant. * II gr. d' albero ' (Stokes presso Fick. ' : vacillante ' tealtrian ' lare basso ' ted. dsQCd '. TAf)vai sostenere rd^avrov 'bilancia. levamento taHe a. tula ' bilancia ecc. Fetzen (Fick. ' corn. Kleide I* lit. Wb. brandire ags. ' lat. ' 366) e forse anche tola ' coll' ant. " dalati scoppia .148 talu SECTION LINGUISTIQUE ' ' [22] *ramo vivente ru. sedile. vengo fuori . ' raspo d' uva ' toldo ' chioma corona 80). tal salix arenaria (dial. scortico cimbr.). II 149 sg. ma . '. Mian ' . ant. Et. germoglio' OaXspo? I 'fiorente' ecc. possono ' risalire a una radice con r ' gr. Grdr. Phil. dehti didineti andare a zonzo 69. : gr.

jrlXetog a. pelvis. grosso e il lit. 65. lit. ant. palya-m sacco per biade per biade si. ant. poh"/ secchio per ' Probabil- raente anche pnlavl glia. lett.t. palvas gialliccio pdlszas * fulvo peli' * topo'. pelwo. piente nk^ka * ' vaso per mungere attingere '. *. '. -m ger- moglio. pula * : lat. palnlt ' stelo. bianchiccio altersgrau ' — Rientra ' in qnesta serie II. pldne ' focaccia pulaka-s ' un insetto nocivo': * lat. jTvXi}')'€g 'ric- ' II Fkrsson BB.) si. pelaJ fp\. * : lat. feccia di pal fis. elemento ' lit. XIX 2(X) propone un' altra etimologi* che mi ' sembra meno ActM du £gli considera pnla9~ti' schlichtes Haupthaar !• XW^ Congrit d— OritntaHH**. jToAiog 'grigio.f28] G. mjAog argilla. ' paglia palncd-m *). ffdigr. ' : 2S9) ? '' palla-s pallika recilat. pdliknf) grigio ' : gr. il II Lagercrantz. grigio falo ' *. '. op. 83.. plfiva *pula*. Ap- partengono la-s. ' palas-ti— * (Brugmann Grvndr. '. flnido denso. '. e vaso ' appartiene a qnesta tamiil non ha torse torto Fick. — Tom* III - (S"* Parti*) . dfH '. profiimi ' dfJh'n *• polveri dulkinti impolverare ' dulkHi puzzare paldva-s giisci. ricondnce ' qui anche gr. a pen' sare che qnesta abbia per base la radice *pel. ' paHava-t. '. mXavoc. Wb. ' pulaka-s pello ' V arricciarsi dei peli ': ' pnlas-ii-s ' ca- pulas-U- ' avente capelli lisci gr. ' * impol- vera ' * dhfdikn ' nebbia ecc. lit. polkas 'grigio'. plavv I'ai. palea. ' cit. felice. si. * petalo. ant. jreXifk. palvala-m vino'. Sk. ' palude ' : gr.*riempire*. ramoscello palild* (f. palUdus ' t. \a. pdln'. ant. dhfilir-s CIARDI-DrPRfe polvere. * fulvo ' . * irl. pelexii grigio'. V. pruss. drdis dfdys '. pelus. bianchiccio ' lat. polline ' ' 149 dhfdi ' ' dhfdayati ant. tbglia. al ' raedesimo stipite: pahl-» *paglia*. pfdex. * t'ronda {pcUoqa-s Butea frondosa '.

kaca-plakd-s. irl. * brit. ul ^bar- ba id. col lit. fazfloknn skotttovto* ' a. lamento ' pldvati nuota. come sembra. si. ' fluoh ' maledizione '. il ' gr. nX^oi lit. felch lit. als die von der Peitsche \kdca-s oppure kdcn] geschlagene dice '. a. plova^ ' navigo ' : '. t. pHn-s nome d'un pVek id. si. ply'nas ' eben. bluzne bluznh pruss. a. a. ' Ai. bhisne ant. Gr. J tragend ' e lo ' connette collo sved. ' composto ul-fota che ha lunga barba') ulclia (cfr. IP] 55). plhkti ' battere si.un derivato della lapercuotere ' : *plak. * numeroso ' ' puldti pdlati poldyati e grande moltitudine [pui^. v. irl. Rigv. navigo " lat. molto ' got. t. heide pUkas ' kahl e coll' ant. milza gr. ' lit. luanam floimen fieiren ' lavo ' * gr. Sprachsch.pllhdn— pliha ant. frei.. [prdvate ' scorre * prumoti ' bagna ' ' ecc] arm. jiA. phis ant. plango pldga got. feolu a. unfrucht' bare ebene. (in puln— 'molto' piihi-kdma— *molto ' SiWidiO^ * puJv- niolto nialvagio e simili) vi-pzda- anipio. naviga ' ' plavd— ' * nuo- tante * * plavd-s ' barchetta ' plvti-s : ' flusso ecc. Se e giusta. yolov 'molto' irl. * I.'molto']: arm. bagnare pldti bagnare ant. t. abbiamo * in plaka. con' siderevole. gr. barbuto ulchach (nel ' [= FicK adhdpold' Wb. Stokes Urkelt. ^j/m calvitium '. 1 .(*plag-) battere. s.' ' ' 160 cioli ' SECTION LINGUISTIQUE [24] rWACKERNAGEL. wUste. insett • : arm. ojtXyv lat. '^ jtM^o ant. ' si bagna. (dial. pluit a. plihan. I'inter- petrazione del Gtrassmann (Wb. 218) ant. jroXi)^ id.) flein ' " kahl. lien m. bloss. kahl ' un campo piano e spogliato ' d'alberi) ply'ne jJletne '. filu ags. ' nackt (dicesi jien-skallig d* kahlkopfig ecc. filu id. z.ijOOO} 'batto' lat. selg si. lu ' pulce ' alb. slezena milza '.) 'die Hin- terbacke. placa„ piango. lat.

? ' scin till ante di luce rossastra ' ' sphulih' scintilla sphulita- ' apparso ' \sphnrdti brilln.. destro lett. splendore. sboccia sphola^s * scoppio. o]a. ' phalgd/yarAja)-. pala derivano tii- tutti dalla radice *(s)phel- * fendere. * bdla-m forza ' bala. utiliUt e cosl '.e attestata ' neir indiano da sphirayati lati sphuiati ' squarcia. : gr. [in quest' ultimo ' significato * anche pha.nd.balin- forte ecc. ferire. ' phalgit. XVIII 156 raflFronto col gr. di assi di legno) ' faut tessura ' * got. il Inrece ' 0. die si ha p. vengono a stabilire una uuova radice phel- ' portar frutto. ant. scoppia. successo ' saphala'} " lucroso. allarga. Cfr. punta iin di freccia* phalaka-m scudo * ' asse. II 314 n. In questa significato di guadagno. [La forma con «. a. es. mescliino' phalguta me- schinita ' : gr. * apparizione' ecc. spjald assi eel la spall an ' f'endere '. Studi ' Crilici. spaccare. utility E difficile pronunziaisi fra queste due opinioni: forse ^ migliore la prima. spvHgans ' brillante *. (peAyvvei ' • dam'srel. II 43 sg. in gr.). isl. 234 propongouo ' u)'fsXs(o aiuto.to* ' plulla-m vomere.ra-m\] ecc. : appare p^ail ' '. /. spiega da questa radic« anche ' phnUi-m ipotosi 11 frutto ' che significherebbe quindi ' lo sbocciato '. . o^iWui promuovo ' aumento. CIAKDI-DUPBfc ' 161 phllati phullor' ' scoppia ^ phullati ' ' sboccia * phttUor- tit- shoQC\Q. otpiAag hr'it. avente bnon eeito ttaphalya-in utiliti. Johansson IF.phalgvh. Jiink agile. Wh. punta di freccia phnla-s vomere. apre ' ' sphu- erompe.J arm. ^X- ' L' AscoLi. rinvigoiisco o>^iXtta ' 6rfs\o^ ' ' vanUggio ' aiuto. il Hoffmann BB. luccichio ' ted. (26] G.i]Q£l ' (Hes. tavola (cioe ' segmento * di legno '. sgabello ' * (in quanto forniato a. ' e Prellwitz Et.].. Jiinken Jitinkem 'brillare' ' ted. vantaggio 8arebl)eBi svolto per metafora. crepatura ' ecc. atilita ' che appartiene a phdla-fm * ed ai siioi ' affini e derivati (jthalati phalate ' ha buon esito ' phalaka' phalikd guadagno. * spilda 'ta volet ta per ecrivere t.'debole. ' gliare *. sphurana-m 'scintillio.

ad-hol ' ' potente * aid-bligod (Cir. 1 sgg. xxxvi 387) come un derivato della radice *ble-k. bl-k—) ' stossen. 344 spiega bdlba-ja-s nel modo seguente nacli vermute dass das gras so benannt war stelle *balba balballtl ' den bei gewissen gramineen vorkommenden wurzelknoUen zu /?oAy5dg. Uhlenbeck P Br.162 SECTION LINGUISTIQUE ' [26] regog migliore ' ' lat. VI. B. (dial. pjiock m. (= Tick. SpracJisch. 236). ') ' und si *. lat. irl. d. ant. norv. abstumpfen ' ' da ' cui derivano lo sved..^ 297) vogliono d'origine romanza. e adbol lo Stokes. ted. jplugg ' caviglia. che in Urk. pfioc pflocke (in. dice * 6e^• 54. senium di-blide id. d^beo da di-habed). Diez Et. Etimologicamente affine ' a bala. t. de-hilis ' ^ ant. ingl. cliiodo. bdlba-ja-s cipolla ' Eleusine indica lett. caviglia ' ecc. bzdbe id. sclilagen. es. nonche plokka il ted. cogliere ' ant. muove in giro bulvd- ' obliquo ' : gr (ia^Jltfii ' danzo II lat. Wb. . bulbus patata lit. Wb. plicchen ing.) pezzo a.* 247. Wb. Korting Lat. Spr.. 562. xviii. isl. II<) 262 lo aveva ricondotto alia ra- bdla-m) dk ora una differente etimoiogia in BB.e bala{ka)-s sia 1 fanciullo ' bala{ka)'). 1^ 607. vigoroso ' Da ' fan- ciullo a balail ' stolto e poi facile a spiegarsi passag- gio: eft-. d. pflll- cken pjlocken olamd. (ai. debilis si potrebbe anche spiegare poi contrazione di *dedell' art. Kluge " Wb. jplvg ted. pluck celli ').. plnkken ags. ' pelare uc- che altri (p.. bulbes ' ' : gr. zermal- men. 1. gr. rom. ^oAftog ' ' tubero. holifl maggiore * Beugmann Grimdr. ' bdlkasa-m fiocco ' e stato recentemente spiegata dal Johansson (KZ. ingl. vrjmog. ' giovanile bala-s il ' (os- ropriamente ' ' vegeto. pluccian ' m. (Jo: hansson ich c..{blo-k-. si. Et. irl. 4 habilis (cfr. Osthoff IF. XXIII . sv.

irl. 93. c. 363 : corda Et. ant. p6l a. fronte baAs fronte * gr. balll ' palude ' coi qiiali fe poi conil nesso Tant. La ra- dice *vl-ei-8~. soltanto gen. melma '. . ballo 'fronte'. baltrjan alb. 'per altri esempi ble^ka-s ' Johansson ' 1.* * una specie ' ' : di freccia ' bkal/a-m punta di freccia bhala-m ' got. Ein ' balt. und vergL Sprachgesch. 282) celata dell' elm o' pruss. tormentare * '. btiltas beln 'bianco'. teskovii e styrace confectus il serbo lijeska nocciaolo ' eoc. ' lit. di cui si conosce. ba'l id. ' si. Wb. bhfila-m splendore ' ' ni-bhalayati 'guarda. Qui rientra anche 6Aa/a*cer- * LiD^N. I'ai. jmas e lo strum. jmd. t. si. isl.-ftUiv. caviti. valati) : Liden ivi e Studim cur aUind. oonfronta anche ant.e d'uu fiume in RV. pfttol si.*vlis-q''o~. Jo- hansson foce 385 sono da conneltere con pdl ' ecc.(27J G. (pdAog (non * (pa^og come ' scrive Berneker Die pr. . anche queste altre voci indiane: hila-m '. a. tiiori di composizione. Spr.InlatUyeseUs. CIARDI-DUPRE 16A jam-bala-s ' palude. -bdra- (soltanto in composizione p. da cui deriva tema *t"/o«-^''o.(ai. 30. lit. [Nota aggianta sulle boue]. uvodog lit. Secondo un' inge- gnosa ipotesi dell' Uhlenbeck Et. Jlesc ' ver- ga' (Uhlenbeck bhalla-s * Wb. apertura. e an amplia- mento di *vel. '. IV. buco. 48. Sicche jam-bala-s verrebbe a significare propriamente ' una buca nel si terreno.s ' e. II primo membro sarebbe tema il jam- ' terra il 1. bulh sg. bhalll ' : (per *vle?ka-s) ant. (paXog ' lucente ' q)dMog bdl ' chiaro ' ' na/iKpaXdcj ' guardo air intorno ant. blato id. 12. il secondo niembro di qiiesto composto sarebbe identico all' ag^. Secondo c. mira*: ' gr. una depressione * : del suolo ' e al- lora capirebbe anche meglio la sua formazioi buli-. rildna-bdra-j 'rpertura*. fiamma ags. 193). ' 25 sgg. 97. ' natiche Cfr. natiche. es. Vi-bnli noi/.

) veste. del fiaAsQog 'forte. juaAAog ' ' lana.). ' schmutziges Gewand ' e considera quindi cotesto voca- bolo come identico formalmente a di mdla-m ' lordura ' '. violento' djufi^vg 'languido. * malya— . ein- Uuchtend evidente '). * n-mld-s) (cfr. Mai segno malen mdlon colorire lit. judAa fortemente. I.154 SECTION LINGUISTIQUE lo [28] ctr. ' fe possibile. mulve fango^ pan tan o mslynas azznrro II Grassmann ( Wb. fiacco* lat. assai. morbido babile. t. stoffa ' lett. Gesch. : gr. jusAac. e il ted. Perf. d. Wascher in questo caso avrebbe in mdla-m un parente mdla-m lit. Jticjv. ' nero a. Gr. juaAauog ammollito^ dirsi pro- I languido. ' ana-mali ' cicatrice ' (ted. stofia che tutti questi vocaboli de' rivino poi dalla radice di mldyati. avvizzisce' (part. vello ' ' mllas panno. traduce ') ' ' '. certo '. ma ' non pu6 forte malla-s ' lottatore : ' ciofe ' il ' come spie- gano tutto ( ' i glossatori ^ gr. * {vnalla- — class. z. mail macchia ' meljan ' scrivere. ' di mldyati mldti 'appassisce. melior mulius pruss. disegnare ' a. si 450 n. mldtd. milns ' permul- turn' inoltre Osthoff. I'ital^ tamente' (per * svolgimento del significato ' chiaro ' nel senso di ' maaifesto. v. ' : mila ' veste rozza pruss. milan (ace. II dizionario Pietroburgo (V. ledernes Gewand ' : ' e raffronta si malagd-s etwa Walker. 218.'durch Gerben weich geworden').)^ mdla-^m veste e dietro a Ini il Wackernagel. s. got. ' '. Verisimilmente veste ' ' e connesso col gr. 596) traduce gegerbte& ' Leder. Ai. Questa etimologia deve al Jacobi clie la comunic6 privata- II doppio 2 indica un influsso pracritico oppure * malvar-). " mdla-s nero ' mdla-m ' lordura ' ' malina' ' inacchiato^ ' ' ecc.

il * ultimo e forse da connettere ' Con queverbo mdliate maUU * yati tiene ' (cio^ * ' regge. btdi-f ' dono. il significato). v.y crede che dalla stessa radice derivi anche bdla-m forza ^acch^ pensa clie il b sviluppatx^si normalmente nelle forme I. IF.a lotta ' (cfr. btittt-m. il raffronto istituito dal gr. {UtXioou)) e soltanto * per una particolare specificazione passa a voler dire nuziali ' '. zufTa per lat. priamente cose piacevoli julXr/oc {i. forme forti sosi Ma \ * poicli^ di tal tiiori lenomeno nou di bdla-^m. ofPerta rituale e il ' gr. specialmente Per lo meno il greco e I'antico slavo : cfr. u. fa forza ?). Se con milati sia da connettere la il miles e question e molto discussa e tuttora aperta n. ti (uiXio. in- cantesimo fatto per mezzo di radici mfirdstolto. forza distinta da me^-. ' Non ' h ammissibile la parentela sappo^ta dal ' W. deboli (w6/. lat. 34 e letteratura ivi mftla-m 'radice' [mf'tra-m id.per ml-j sia passato alle stitiiendosi al m. e considero come distinte anche nell' indiano. Gr. tra I'ai. Johansson.[29] G. 218 e KZ. XXXI 386 ' tra questo vocabolo e ' erba dotata di virtu magica (cfr. (confr.]. . d-iuU^. ' riesce a trovare altro esempio parte * bel- e poidarci io chfe d' altra arie lingue * concordano ^ nel * una radice le forte. Questi poi (ivi * *. CIARDI-DUPRfe 165 meiite al Wackernaoel. Kretschmeb omer.Xt'/io. es. giaccli6 questo significa pro(cfr. ed a me par giusto. citata). da cui vien riterita in Ai. jtuogog fitogo^ id. alia prima riconduco bdla-m^ st' alia seconda mallor-s. ottuso di La si radice pre- senta la stessa gradazione n: o{u) che * ha p. mfila-karman'j. E il seducente. doni. milati si riunisce ' mela{kai—s * melana—m meld concursus ' riu* nione ' : gr. Id mente * : gr. sopra s. ^tO/iv * KZ. xxx 301 sg.i'. 183.

n. irl. itivXkof macino e lat. irl. Del resto anche le cioe quelle rigettate dal Johansson. auipliata con -e-. ' cosa flessibile lacilmente si Dal significato passa da una parte a I I . debole. fi^ijzQog debole. * Secondo ' Johansson IF.) die abbiamo veduta. in mlati ^^tj/Qog. * curvare ' llnkfi ' ' piegarsi ant.156 nilati SECTION LIXGUISTIQUE mhiyati ' [30] ' appassisce. Aa/u/^dvo M- prendo. esau- ant. melim ecc. irl. '. *mled-sqh-. afferro lagnda-s laknda-s lit. lejca^ io pi ego ' : lajka piegatura (per lo piu in sen so figurato di ' malizia. La ' radice * mel{e)dh" sarebbe un ampliamento di cinare. il osserva ' laksana-m ii. languid©. Secondo ' lui mlecch" sarebbe affine a mdrdhati ' lascia. molle. pende ' : gr. Molto si disput6 suU' etimologia di questi vocaboli. laksate ' vede. mlecchati parla male una lingua mlecchd-s ' stra- niero.oppure logh—sa. raggiro. ' ecc. molle. * 10 si parte da una base coll'ant. inganno*). da connettere luogfn ' lagat occhio ' e coll' a. clie tutte le rigetta per proporne una nuova. codardo ' ecc. lagh-s.. ' mrdhrd-m ingiuria ' e al gr. barbaro' ecc. placido ' '. spezzare ' * melie)- consumare. e le varie opinioni emesse in proposito furouo raccolte e discusse dal Johansson IF. marcato contrassegno ' lahchita— 'se- Lagati lagyati ^ojucu * ' aderisce. fjiaXdauoc. '. questa famiglia probabilmente appar' tengono anche Idncfiana-m guato. guardare —A *. abbandona. ' con- trassegno ' ecc. e a) risalirebbe mlecch. sparisce ' ' mlana-m ' mla- nata mlani-s sto ' appassimento mla'th blaHh ' ' gr. lacertus ' l^nkti ' ' piegare. t. verga ' * : lat. (gr. ' randello. 37 sgg. partivano da radici con lak^ati originario. mamold ant. si.(con analogico invece di a un idg. / altre etimologie. spiare. I'ai.

etc. '^leg-nfi a *leg-sna piuttosto che a Et. V. isl. ' ' Xaydnoai • dq)£l' * vai (Hes. Ad- proda ' ' djn(pUaq)ijg l<)bas ' air intorno lit. lunr/or id. come vuole * Prellwitz Wb. t. slali languido sg. In laiijn abbiamo una nasale risalira il inserta. acquisto ' * lambha-s lambhana-m ' consegui: men to fpvQov [rdbhate rubhatl prende. zoppo ' gr.[31] G.): gr.) ^. ' CIABDI-DUPRE ' 157 quello di braccio ' ' e da un' altra a quello di ' ramo.co/}'dg' ' 172 Prellwitz Et. BB. indugio il lit. lun<jar * celere ags. i^lakr fiacco cim. Ungvas leggiero'. no- (Hes. afferra ' l^bha~» guadagno. damentale seguenti u quello di vacillare. piccolo a. kXa(fQ<)^ ' ' pronto. ' Fick Wb. tonue.. fusto d'albero si onde poi bastone *. '. piccolo' [ratjhd' id. laijhu' leggiero. ^Myagog ' molle. I rainhati ' affretta ' : i^ui'nhaa' * fretta lahga(ctr. languido irl.] gr. ant.sso pracritico: ctr.eyai 'dissolute' (Archiloco 179). titubanza di ' * * r ital. U'na. ') ' tentennare nel senso esitare. 164 8gg. Zupitza lahja 'adultera': Xdyn'og QVij voluttuoso f'r. se rientra qui. Johansson IF. ampio cio6 che abbraocia buono hVns possesso ' * * ' *. linguti ' essere incerto cullarsi Xa)'}'(iljio io esito. 173.. oscillare E per me incerto se a questa famiglia di vocaboli spettino anche i : gr. 172 sg. Wb. . langueo ant. llacc * ' stanco. IP 238. ' lingv/'ti ' di men are ' capo II significato fon'. rilassato ant. ?. a. ' si cliiaramente lahghana-^m ' ' da ' salta al di rat'uhate oltrepassa si transgressio ecc. lainbhate ' ' Idbhate Idbhati * prende. ' kXaxvg Uivis * ' leggiero. snello lit. II * significato tbndamentale e quello vede ' di 'agile laiigliati * a niuoversi ' come la.a)')'cjv indugio. In lagutjur-M lahnja-t viir. |. lace ' languido. Gutt. II lat. ' ?. scorge un influ. 166). afferra ' * ecc. V ' 577.) lat. librarsi. (ctV. lat.

got. Prellwitz BB. lean Ion id. [riptd' tinto lordura ' pinguedine hnaQo^ lat. idg. a. galeiks ant. slaf id. billban id. lip') pingue. lovlja 'caccia' lovn 'frutto della caccia' loviti 'prendere'. si. ' (propriamente lit. labare ' pendaglio (Less. untuoso bileiban ' Myrag^g attaccato. ' (Fick Wb. log luach a. ant. da quello cfr. Idsati 'irradia. isL pende']: ' Ml ' got. gilth ' ' gltkr ant. ' ' pen- dente * * lambana-m lat. Wb. IjeUfan a. prende': gr. 'ant. t. cadaisl. g. A^Aaiofiai ' *Ai-Aao-io-juai) a. isl. If'iti 'afferra. a. slepan ' dormire sidpr ' languido. a. ' perdere e proprio dei il linguaggi eacluso per altro Idsati * nordico si : Kluge ' Et. lit.) laun ags.' ' 158 SECTION LINGUISTIQUE lambate lambati ' [32] pende. ' (cfr. slaf{f)an '. ant. t. Gesch. abbandonarsi. macchia gr. rimanere t. a. Schmidt Z. avente ' stessa forma gliare I ' quindi uguale ') ly'gus uguale Ig'gti somiVac. cade giu ' ' lambaecc. t. t. llh corpo a. gode. privo di forze ' a. ' diletta ' danza Idlasa- avido^ ciipido ( ' Insya-m danza ' ecc. Upti ' restare adeso * . lipti-. 177). Wb. lucrum ant. a. leik ' corpo. . 89. Xda 'guardo* (Prellwitz Et. germanici. slabft fiacco II significato di di ' ' dor- mire svoltosi facilmente le forze '. gelic ' a. appare': gr. splende. voglia ' * a. 307). Xcila ^^^Fi^i preda lat. ' attaccarsi ags. dormire '. lusinga laskati * lu- singare'. tenace ' pus got.^ ' ' unguento ' ' le- pana-m riprd-m ' lepa-s ' ' tintura. lust id. gilfk ags. ^rjt^ [-^^Xafid-) *pren' de ' ' djTo Aavoj ' fruisco ' Asia (ion. t. la ' sass. ' : lat. luag ' mercede sL got. lustvs laska ' piacere. ant. V 305. irl. ' ' ecc. lasclvvs gr.) ' \rdmbate ant. ' d. '] macchia Mnoc. lihga-m vere ' ' contrassegno ' ' : got. xix limpdti 'tinge.^ 340. branio si. Ai]tij dor.

appetisce ' : lubdkalufjido t. sciolgo )n)ta. los losen). (pro- priamente riscatto ronipo cfr. ' le espressioni yoiyvara. a.). ondeggiante ' lola- ' mobile.atov ' falce ' messe. isl. ?. qualche modo col sg. a. ' CIARDI-DUPRfc I'qnys ' 16» si. lipnhs vischioso ' ' lett. * ghiotto * cacciatore lat. ' si consuma ' Idya-t ' * sparizione. ' Kluge serbo Et. * ant. BERNliKER IF. ' ecc. con oscillazioni. cfr. calce ' * ags.) llncir-m t. liufr ant. * t. Um). liu't ( limns a. fiMvo ' tiiigo ' lat. liof a. * trema * leldyn (strum. dyfsa Xdoai) got.? cfr. ' id. ' Iddr * spezzato. ' il da falciare ' '. llpnaJLi * re- stare adeso llyate Upn llyati * colla ' ecc. ' : gr. Ijullka cuUa ' forse connesso in Sg. liufs caro ' ant. Inns ' mezzo libero * di liberazione. sciolto (per altii esempt vv. coglie' lavas ' 'taglio. II . miete. ' strappo gr. ado})erata avverbialmente) quieto '. Nr. 998. prezzo di lans ' ' sciolto. * Idbhyati lu}xlka{ka)-s * ' brama. ' germanici inquieto ecc. *falce* sezione lava' ' lavana-m 'recisione. V 115 e il Bruomann Grd. liyate * liyati ' nderisce. lunnti Ivnoti 'taglia. X 152 klrtydti ' oscilla. a. ' fieno * *zu hauendes') Xvco *. licb ant. t. Ijuba id. •/rf- [i]tomf) 6 incerto: lo nega lo Stokes si in Academy 1891 ecc. niietitura' lavitra-m ' tagliente ' : lavaka-s ' ' mietitore Arjl'ov ' ' Ifcni-s recisione. got. ' accosta. : Ijnljati cuUare ' ru. con movimento in- II FiOK Wb. sfracellato a. sass. lubet got. WbJ^ 252 s. adesione argilla ' ': gr. *) morte Xoiiiioc. hdita' oscillante. los libero. leimo * llm argilla. biada (prohetri priamente houiri ecc. fame (propriamente consunzione l^tum ( ' peste Se rientri qui anche il lat. (fe cfr. '. ant. ^ifioc.[83] G. isl. a. hatvi a. si.

^ 248) ant. campo logd-s Per la forma ulokd-s Wackernagel ' Ai. aperto' pruss. ru. dXc'ojn]^ ?) ' volpe sarebbe un prestito 'da il un 294 dialetto e il iranico secondo Ai. Ihihad luce ags.) etymol. atque sgg. a. '. si ') . idg. es- e in questa ipotesi si avrebbe un esempio [Quaesf.) che attestano un ori- gin ario. Gr. Gr. fulgido ' got. lopnka-s lopaqd-s * sciacallo. lioht ' chiaro (altre voci ger' maniche presso Kluge Et. volge vald-s ' cavita ' (cioe *insenatura. ripiegatura * 'trave. 11 ha segnalato la parentela di leldya con ecc. reiran sere scosso di I '. tremare. leleju / agitor. pol. bulg. lua^chtide t. : hicus lit. Wackernagel ' i ' valati si piega. oscillor [cunis] ecc. leleyenya ' leleiana 'fluctuandi' leleyal szya titubabat pedibus '. ' volpe ' : arm. aXues volpe \ II gr. ' Asvooco " guardo.. series altera [Cracoviae 1899] pag. considero ' lat. ' ant. Idkati * guarda ' ' locate locayati " (+ ' a) ' considera " * locana— rdcas* ' * chiaro locana—m ' occliio " ' [rocate splende ' splendore * rocand— chiaro * ecc] : arm. si. asta' (cio^ in origine ramo. ' lux ' ant. lelejatl lilejatl se ' ' agitari. ' zoUa ' ' cioe ' ' trammento : di terra ' [r?tjdti * rompe misero ' ruja si rottura ' ecc] " gr. XsvKog lUceC) bianco irl. un gruppo di vocaboli slavi (p. es. lugeO Wzti ' rompere '. leoht a. ' niondo lauks ' ' cfr. r. 939 lo confrontano col got. 58. dial. I pag. fusto d' albero ' in quanto flessibile) ralana-m . x 40. laukas ' campo cfr. hica raggio Qui e pure da registrare lokd-s spazio libero '.vyQoo. rovinoso. 160 SECTION LINCIUISTIQUE " [34] 849. oscillari n. lois ' luce ' gr. aXwiTo-Jtedr) ' vincolo che non * ' spezza ^. funesto ' XsvyaXeog lat. lat. Wb. Bartholomae BB. lit. Ma recentemente il Rozwadowski lelaydti gramm.

rientra h I'ai. ' 277). torcere ' (cfr.oppure *vol-kosi. redine' col quale lett. 'avvolge* corda 'circuito' ecc.: IXXc) ' eiXvco *volgo. ' scorza valkala-m si. vdka-t ' ramo. b. . uealcan ' rotolare nlonc vivace. da raettere a riscontro vcdkd-s ' walgs ' fune. saltatore ' ' valgawi-in salto.willow) salcio e che - presuppone un tema *vel-ko. \t\. ' filamento nidh ' ' ni. trUge) oland. si vidi-^ vail ruga * ' valU-s vaMi troHco che si attortiglia * vdla-8 * ' coda (in quanto si agita o vacilla ' avvinghia) * vellati si muove tortuosamente. * vlasiL ' capello ' 'J. — * L' ai. tue/ij wilii^ '^^8^. ' una specie ant. xii 241). B. irl. occasione. ' id. * d' uccello (saltatore ?) v^ln * ' tempo. aiokno refe ags. copro' ' ' rivolto * §Xi^ toituoso ' ' l/JAc. lat. fillivi ' flecto hi-ru-fiU 'iniplicuit* ' folumain * ' volubrlis lit cimbr. walwjan rotolare * ap-valhs ' sferico ' ecc. volokno * id. * salta ' : valgaka—s irl. ' CIAKDI-DUPRfc ' 161 ' piega valayor-m valaya-s ' biaccialetto. xxxvi 65) valgnll * vaigd- grazioso valgu-s ' ornamento *. risale alia ' medesima radice * piegare. ' leblaing '. ' cerchio ecc. veste o tessuto fatto di scorza': ant. iirdito Foi-se appartengono : a questo ' stipite (cfr. germoglio all' a. *velr* wilich ags. valds asta valli-» valll * tronco got. oltryn ' rotii ' got. ' torco. b. ' vellana-m il rotovtir<i-» larsi ecc. '). ' ecc. . galoppo ' ant. niomento si ' : fSU testa religiosa che celebra in un giorno fisso cim. ' Zcpitza KZ. wilgia (in. ivalus bastone — Qui il pure. ' wUg ant. \vdrati vtirate vrnoti firndti gi*. . . che TUhlenbeck PJir. xxi 106 sg. valga 'briglia. formato con un al- tro suflSsso.' [35] G. salto ' ags. ravvicina fiis. corda * (Bezzenbeegeb BB. t. tilo ' pol. t. involgo. vlakno * ' fibra. volvo volfimen ant. fibra frangia' (Uhlenbeck vdlgati * ' Eu Wb.

hldw hlid ' colla lit. unisce '] risalgono a una forma am- pliata per St.carand—m ' dil'esa. capanna. ' cantina) cimb. ' edict capanna. KsAyg * corsiere ' ' il lat. testo vedico' ecc. d' v. * holr 'cavo' a.]: arm. 2) ' della radice *kleipi ego ' appoggiare ' : gr. 13) ') ' va ' calahhd-s ' grillo * ' cioe il saltellante ' calitna-s : ' una specie ' d' insetto lett.' ' 1G2 SECTION LINGUISTIQUE [36] giryl ^^INDISCH. Wurzelvar. sal 'incudine. orecchio. irl. z. Secondo * Grassmann (Wb. ' abbraccia ^lem—s Tattaccarsi' cle?mdn— [^resati ' vischiosita. fama. 1886 p. cattivo '' got. luogo sicuro. celer. ' cldkor-s suono. t. su'^lis calu-s ^alfira-s . Ges. szuHys galoppo e ' 'passo' incedere il Hirt BB. collega. d. [h]linen appoggiarsi ' szlaiias declivio ' ecc. cild pietra. casa rit'ugio '] : [cdrmaoi. a. ' * nascondere t. tradizione. cloen ' bieco. Imlundi ' caverna ' isl. isl. elmo ' ecc. 20.m°lu°t ' rana ' lit. grido. k. Wurzlerw. kMvco ' appoggio. Persson Lehre v. pietra '. * hUi9 ags. ' ce- lim * nascondo * cuH ' nascondiglio. capanna. anche ' z. cdlati * (Dhat. cWyati cU^yaie 'si attiene. ' got. Ber. ' ags. irl.-hist. Phil. Mains hlaiw ant. angolo ' n. nido ' ua^ddc. 89 n. si attacca. a. cuHe luogo per riporre qualcosa (p. lat. Ka?dd lat. 242). Rigv. ' cella celnre ant.) appartiene a questa famiglia il nome albero calmali-s Salmasia malabarica » « als der ein Schutzdach bie- tende ma non ' e un' etimologia sicura. * gr. verso epico ' ' \crn6ti ' ' egli ode ' crdvana-m crdvassuouo. legaccio' ecc. CI. hlin^an hleonian a. abitazione' ecc. '. es. xxiv 234 ascrive a questa ' famiglia gr. chvos incllno ant. helan 'nascondere' hoi il cavo helm s.(cfr. . d. irl. sacks. rupe ' : arm. fama ' crdti-s audizione. Wiss. d. cein ant. mezzo del determinatore -s. u.

t{d) + 5 ' quanto quello dialettale di t(d) -+- p. snlati ' inviare shJialate skhalaii * inciampa. ' fluisce ' ' ecc. ' srdvati gr. stu''lys laddove ^lati risale a * kel. ' salild-m acqiia. lit. ' ant. giacch6 cch pu6 rappresentare Unto Si svolgimento normale di (cfr. . vacillo. sxalem * erro. salilo' fluente. si. pillo (p. felice ' mite a. XXXIII. — Quanto voltit composto ucchalant. in Verg. a. ' benevolo. dAAo/ttai ' ' zam* d/l//a salto lat.« [37] G. hlhnnunt t'ama (k)lftt sonoro. fluisce ' sard- * fluido sard dgfu) ruscello snctr. 5. ' 9 propone di spie- garlo in relazione rol got.13) ugualmente con ^al tau '. L' Uhlenbek ' Et. 47 ' dulcis aquae saliente ' sitini restinguere rivo) mleti ' insinuarsi sula ' * sulci ' succo sgor- gante da un albero Fliissigkeit ' lett. e risalire all'idg. come ' stesso riconosce. gloria. k?a:o^ * tama. *««/-. salio : salto. balzo zampillo es. a ' ' ' * ' voce alta ' ant. ' rovinato = utifanna-) . cloth famo80 a. slovo ' parola ' ' sif/tije ' i'ama * * ecc. inclutm ant. riutto * ' prd-sulati spinge dentro ' \sarati ' sarate ' sharti ' corre. scls Wb. a. vegga Zacbakiak KZ. eel. sollevato una amlo messo ctie (^lati sdlati siano due verbi distinti. ecc). apprendo lat. '. e difficile detenninare se risulti dall' uno o dall' altro. ucchanna8gg. s(i'U ' telice ' ags. rird-m flutto (jeI ' ' stanno invece col gr. irl.ucchalita- salito sopra.ecc. pecco gr. scoiTe. si. errore': arm. snHi(f ' : buono. CIARDI-DL'PRfc ' 163 * lu udibile ' lur ' ' notizia ' ' gr. t. oq)dAAofiai ' inciampo * ' II verbo sdlati (Dhat. is]. 444 . salutaro ma e una semplice ondeggiante ' ' ipotesi. 15. apa-salavi apa-salau * verso sinistra pra-scUavf verso destra '. es. 40) " va " puo essere un' alterasione ' pracritica di ^lati cho viene spiegato (ivi 20. ' ' irapeto salto . eine sich absondernde ' ^ ant. leg- genda epica kXvo odo. ma pu6 anche connettersi con ' saliUi. lit. ^Mig egli telice. erra ' skhala-s ' vacil- lamento sxalim ' ' skhalana-m incertezza. t.J : gr.(qaUibh4i-s.

ordhc. chladv si. 88 V. a. come ' suffisso. stoli't ' lit. ' fermo ' OTi)Xi] colonna . e quindi -Id' acuire (ai giqdti lat. fumus ant. 235 che venga da una radice I* " * kel-. XXIV. a. hvdlati ' va torto. luogo. potrebbe Infatti la radice. ^ un I che risponde ad un Ora diremo brevemente di / * A si proposito di taluni fra tratti di I i vocaboli fin qui citati si pu6 dubi' tare se radicals o suffissale. suffissale. t. si. 173 considera ' gi' (arm. Wb. palo si. ' frescura ' ru. ant. te- . inchiostro di seppia OoXsfd? ' torbido. (gr. fangoso. duna^ti ali- tare eoc. e I in -lo-. 198 polline come un tema contenere un plice.(Persson. ^ild pietra. choloduJ\di. (KozLOwsKiJ Arch. natore -{e)l. Beugmann Gnmdr. 164 oq)a/ieg6g SECTION LINGUISTIQUE [38] *mal sicuro. 188. raggiro lit. 6ojji(5<.(*dhu-) fumare. ' fumo ' gr. s. ' altura. nial fernio' oq)dAjua 'traviamento* *{s)qViel' ' ecc. — Anche " dhuli-s polvere. hvdrasant. passione . op. refrigerio ecc. terra ferma' sthnld-m recipiente ' ' : gr. cioe * dhv-el.. dhumd-s si. II. coraggio.* dhu-l. travacilla. inciampa il ' kvald ' ' errore. Alia medesima radice ' essere incerto ' ' e da I'icondurre khallaie sthdla-m * ' vacilla khallita- languido '. tortuosita. si. pasta- las ' armatura Uddate ' ossatura ' ant. choklu. es. rupe ' ammettendo mentre il il col Hirt BB.) ma accanto a questa esiste la forma ampliata col determicit. nella sua forma piu ' sem' *dheu^ *dhu. suffissale. ' palo ' ' oreXexog " saldo. af- come fila ' ' grade debole della radice * kocds catus ecc). 6oX(5c ' 59 sgg.(*dha-l-) ' faugo. ' trova refrigerio : hlada-s hla- dana-m cfr. f. Phil. lat. Ho citato p. stollv ' sostegno. thronus. ' 'alito. sa-) aguzza.) gli altri vocaboli citati dal Miklosich Et. — Anche gola-m ' recipiente sferico e considerato dal Brugmann Qriindr. sella \ ' si ristora. Cosi abbiamo passato in indiani la cui radice contiene / rassegna quel vocaboli primitive indogerraanico.). evaporare ' (ai. " viamento cade ' . pa-zulmis obli- quo ' zvlv 'cattivo'. il fallire ' colpo ' [hvdrati *]: va torto. xi 386 sg.

ma sono due criteri parci / che in certi casi ci assicurano. a. t. . dhuli-?. oppure dobbiamo restare in quel -la. quando consideriamo pcssiamo senz^al- una formazione Indiana tro afTermare in -la. fyubis ' legvbis^ a. dEiKijAog colui che offre t. r ? Un criterio generale ticolari non c' e. una parallela con r in luogo di quindi: -rrj. porculos: porous. risale che essa a una formazione indc- germanioa dubbio se in -lo- ecc. cioe : sono tutti suffissi -lo. Qos\ per suflSsso -lo.serve alia formazione delle seguenti classi di temi. I suffissi CIABDI-DUPRfc la liquida / 166 indogermanici contenenti nominali. difficile ntabilire una distintione netta tra elemento sufiissale e determinatore di radice. ttcalvi stordimento 1' ' tol stolto ecc. aQHTvAog orsacchio aQKrog 'orso'. -ru-. clie non sono mai formate (p. c* k suflfissi i un / criterio per distinguere idg. nebroso [afip]. es.-rroi.(-\U*-\ -tlu-. o si almeno fanno origi- ritenere con molta probability. tratta di non possiamo afifermar nulla Vi sono certi suffissi ai quali e inerente es. col ' suffisso -ro- : V ' nomi ossia d'agente attore '. tekHas ruota che serve ad affilare ' ' ossia il ': girante ') 2* diminutivi Cp. -dhro-f -TV- i—rri).) Si resta dunqne incerti se *dhiiU- (Glide ind. -<lhU>-^ serie ce n' 6 -li. Accanto a questa /. ' irl.. dvoLt ' ' stolto a. ' confuso [Xd^o?] ' ant. gr. che nario. dulys) sia an tema in -i. AetM du Xir^ Oongrtt 4ta OrUnlmliMtt. -tro-. preferire la A motivo del Del reoto e lit. putil ' ' usciere propriamente intimatore ' lit. lat.dalla ' radice semplice *dhu'. — Tone III — (9">« Partta) II . irl.ecc.ecc. / anche nei casi di da quelli vi di / idg. '. ' doll ' cieco ' got. In tutti gli altri casi di preciso. ? In altre parole. dtil~kfs polvere sarebbe da prima i]K)te8i.dalla radice ampliiita "^dhul. Orbene. risalga a un -ro. il una de- terminata funzione tematologica. es.oppure un tema ' in -li. e il lit. lat. -lii~.(-l/i-). 1' ant.ecc. da vedere. a. duU. gr.[39] G.

sale '. di ' Tuno il quelle di lit. a. salt ' ant. Confr. questo criterio. macula ' ragazzino si. : Drumasena^-s Pitr'la—s : Pitrdalta—s. anziche al suo parallelo in -ro-. l). p. esempi presso Fiok. rogii 'corno'j: forme vezzeggiative di nomi personali (p. Possiamo dun- que tenere per certo che il suffisso -la— del di nomi indiani si che appartengono a una queste tre classi risalga a i un -lo. ^Ovt]oi2og ZcotAog Ta^Uog.dovette significare in gedi dotato un 1' certo sapore '. [40] stem/il " ' fusto. SECTION LINGUISTIQUE rotula: rota. es. Proculus Bibuhs. '. possiamo ri- tenere che a questo. magus ragazzo lit. Ecco verifica. Butil Dargeloj serbo Brajilo Bratilo). Wulfila. ^aldkald * piccola scheggia : ' : galdkd 'scheggia'.indogermanico. ragelis cornetto ' : ant. Se queste a un tenia in -lo-.. t. a. t. : Deva- datta-Sj Drumila—s'. pastore ' ' nome ' : d' agente del verbo pdti i ' custodisce. Quando non possiamo concordano nel risalire servirci di ricorriamo al confronto colle altre lingue. cicula-s ' fanciullino' certi cfcu-s ' fanciullo nomi propri come Bhdnudatta—s (altri Dattila-s Dcvila-s . sbarra '.. altro quelle dolce '. stelo ' : ' stanga ' ' asta. ' acre '. lat. saldhs ant. Bhamda—s Person. got. vocaboli in cni ci6 pald-s ' guardiano. : 166 vlculiis: vlcus. difende ' diminutivi vrsald-s ' ometto vr?an— ' uomo '. sladvkv dolce ': got. got. amiddviel's ' acre '. e come sostant. ^Qg. a. Poi 1' indiano e I'albanese svolsero da cotesto ' significato astratto. dolce In origine nere ' tenia *am-lo. gr. dmbeVe il (dial. 3' Caimdus Teutalus. ' acetosella tosc. risalga la forma indiana con —la—. BadvAoc.) emU'e (dial. pruss. Gundilo Wolfilo. Gr. a. gall. *. alb. I % .) ' ' . si.

35 cdtvnla-^i cavita bucu ' . unico. si. Mved.).tumula— [tumura—\ *nimoro8o': multus. 'o//^axog lat. a. jrajja'^og 'grosso*. e di fatto ne nel soffisix).. terribilit& . amdrus. ant. Uhlenbeck. acerbo '). ornate': gr. r a motivo dal lat. umbilicus ant. ' ' ted. fitto. P/u- raUnld. jroiKiXog va- bahfdd- ' felto.y 116.. * : gr. 182). ivibl'u ' a. acuto *). 'nuca' I'j. cavitii. t. ' quantunque Johansson ' si possa dare di Ill. salti' CIARDI-DUPRfc 167 isl. forte*: gr. nabolo id. giacche amdrus. *. 186. tula * albero del codollr 'albero. (dial. Di'. * pecaldriepinte '. 220. apr acato Iriferito per lo piu al fredamper 'acre. I. a. xxxiv. ' dollfuss piede gon' lit. come differisce da amid. amaro. fine. Grundr. Ora questa non e una ragione per me suiKciente. Wfj. cranio*: ags. II concetto f'ondamentale e '. ' Tv/. isl. KorvJit) .og ' padella * (Prellwitz Et. amaro '. significato ' forte.. ' ciuffo. t. Gr. ' quetit' ultimo una di versa etimologia (cfr. irl. iumala. /m- ifda-m tone': gr. tazza % K6Tv^. salato ' (altri esempi presso lo Schmidt. che ammette il una gradaxione di coll' ai.t] ceppo fio ' * ags.. 24C>. oland. violento. cdtvnla-s * Solmsen KZ. iulas iylv M ' TvAog 'enfiagione* ant. radice. P.nella forma della differisce. * Wackkknagel Ai. solo *: latino sg. cosi niinieroso (propriamente niassa II. colloca amld~ fra gli esemp! di I = idg. ' isl. amper acuto. /tt//o/a ' testa'. ceppo ' ted. quelle di ' Wb.^ kapdla-m kSvala( ' ' giiscio. Ampfer acetoeella do]. ampfaro id. grazieso.saik piuttosto da vedere nel (a. Bedgmajsts*. cosi pu6 dififerirne. ' Un tema *amro. *cai[v\ele-bhu-s. pannocchia *. caelebs complete.' (41J ' G. gressezza ndbhlla-^m *embelice': gr. 160. e propone ra£fronto dmbha*- vee- menza. lat. ant. 434.

pruss. II s syld. signoria '. come II. il lit. screziato il caball 'la vacca pro- digiosa * che ha preso nome dal colore della pelle. come lit. * un ampliamento 2)utrd-s ' di Potrebbe derivare da un tema in sicuro ' -tlo- V " ai. dhdrtra-m ' sostegno. o nell' indogermanico o nelle varie dissimilazione in II suffisso lingue derivate. r organo che serve a portare hotra ^ ' libazione '. -tr-). 112. * liglio ' se fosse ' il raffronto coll' ' osco '. giacche esso. -tro. ant. manda qahdla* in pezzi ' : szakalys '. per un processo di assimilazione o quei vocaboli che contenevano un' altra liquida nella radice. puclois pueris e marso pucle[-8] pueris I . '. Et. frammento lit. km- trd-m ' dominio. a cagione del iniziale. noseilin ' ' spi- ritum ' ant. ' cdkala-s cdkala-m layati * scheggia. forma genuina sarebbe seileuings ' glla-m 'indole. fonda' mento ' pdtra-m la ' coppa '. Wh.sarebbe invece antichissimo e consisterebbe in -ter. maui caka- fanciuUa '. giacche la *szabala.: 168 SECTION LINGUISTIQUE viahild * |42] donna ' : got. Miklosich. IF. Del suffisso -dhlo- nemmeno * occorreva far menzione. onesta': diligente si. braccio ' cioe ecc). '. iv 101). bharitra-m '. ' scheggia '. 1' Del suffisso -tlo- non conserva esempi ^ indiano : o non lo conobbe mai del quale si o lo conl'use sempre con -tro-. sila ' forza '. seilin 'serieta'. isl. forza ' e un prestito slavo. (Sutteklin. seilisku ' devozione lit. esprime 1' opinione che -tlo- si a un' alterazione avvenuta. meylttj ags. II Brugmann Grundr. come * si vede dal got. 312). mauilo ' fanciuUa '. mediante mutazione di I in r. di -tro-.{-tor-. '. paragonato a mawilo. II sabala e preso da qualche dialetto slavo. pezzato. meoicla id. puklum puerorum pel. mdrgis 'bove macchiato*: mdryas 'screziato'): ru. Si noti che trattasi d'un diminutivo. soboU 'zibellino' (cfr. (quali hanno invece numerosi esempi '.

che ci mostra I'indiano (veggasi Whitney. r. stesso a propvsito di quale non possianio nemin meno mettere a lato un tenia tfUi-. dgdQov * giuntura ' lat. dram * : abbastanza. kapitcchnla- zazzera *) * 'anche il * la concavita del cucchiaio sacriticale secondo : Johansson. polline'. sarebbe un composto -f. pennello tfila-m ' (due vooaboli connesei Kia originario con ciuflfo. : ' * : bailus id. come / avemmo occasione mostrare. convenientemente. prescrizione gr.i^ala-.«). * . 236 lat. lo abbiamo in dhrdi-^ 'polvere. IF. '. di ma./'come ifila-m /. Gramm} § 1192 e 1227). ecc.'retto. pannocchia di * nnn pu6 asserirsi per mancanza riftcontro.f Lo dito '. e probabile die ai spetti alia ra- dice. italico G alio slavo.bhlrvka. -lo. il suo corrispondente -dhro-^ h limitato al greco. arnem adatto ' io faccio dQagiOKo artus. B. lucignolo. hAfud) II secondo niembro sarebbe da connettere col t De^li altri gruppi lingnistici soltant^ il cr«nnanico piio eiMere che ne serhi qualche traccia. — Quanto non pochi temi formati col suffisso -lu.] bhllukati morose lit. rtit-^ ' 'regola.id. precise. perclife dichia- rato dalla testimonianza concorde di varie lingue. ahffuri-.f ' esemp! di dicasi al altre lingue da metteie a angtUi-. *kaput (ct'r. . : Un esempio sicuro di / idg. ami. CIABDI-DUPBfc 189 al*. giacch^ per gli altri non troviamo termini di contronto in altre lingiie \bhlrd. di uno solo si pu6 affermare che risalga air indogeimanico. de' corosamente abile * rndti con segue *. Ind. rtd. lilam I ' idg. ' ' r Se il -li' di tfili-it * pennello ivll cotone. ' ' comnietto. in. caput isl.(431 «.

' da cui deriverebbe jala-m jdlaka-jn sulle bozze].invece di pdrd-. ' kmrd-m acqua ' ecc. grlfan lit. paldyate ' fugge ' ' palyayate ' gira intorno ' palyahka-s '. lett. son. ' dia-cpi^eigco lat. 59. kmrct- labile '. ' grido ' ' : krdcati '. f. id. Jfldca-s prominenza. L' etimo- — ' * krSga-s lit. logia non e sicura. * grepti 'afferrare'. le espressioni liquidus ib. serenus (cfr. kmldyati '.170 ted. consu- mo a^r. Stttd. lettic- ciuolo * pldquka- ' che cresce presto si La radice *grehh-. (AltriEt. prd. 4. 21). dileguasi . mazzetto': grbhndti ^ grhndii ecc. XXX. menti giudica Haar il Kluge. t. * hiruz 'cervo' ecc. '. a. es. glasate (Dhdt. rammassate (part. sesso ' ' ecc. e quindi deriverebbe secondo lo stesso Johans*Tcer' KZ. pdri.. ': kfidrati ' scorre. scioglie. si 20.^ inghiottimento greco ygdo mangio. ' ' lava. greipan afferrare ant. 10. kro- qanti-m ' grido krankti ' gracchiare ksdlati piirifica * scorre ' (Dhdt. 404. afferra \ grabhd-s presa di posgot. . da cui forma il tema *grebh-80-. rete. - fjlapsa- grapsa. divoro '. gr. liquida aestas. * grida '. 9 6 un ampliamento di *ger' torcere. garba ' covone ' (propria- mente 'manciata'). yQdortc. inghiotte* gUbslOrgrasia— mangiato grasaiia-m grasti—. in composizione con nomi e con verbi: * p. sass. 272). grlpan * ' ags. pali-y pla. a. * 16.'fascetto. intrecciare ecc. Wb. liquida nox. ecc.^ 165). prende. Aen. treccia [Nota aggiunta . grabas ' ^ grdsati 'divora. paid-. ). ov/Li-<piJ£lQCo ' sciolgo (colori) ' sertim ' la parte acquosa del latte Verg. SO) ' : ' ' ' * strame * '. 349. Geo. gripan a. t. secondo * il JuiD'ks. dalla radice di cerebrum comu Ksgag a. SECTION LINGUISTIQUE [44] Haar. 1.

pater: Leu^iann KZ. ^f<?« color isco ' ^ij}'£vg 'tin tore' Qfiyog ' tappeto '. Sprachvergl. tdta~ttdya-$ paragonahile al padre ' quindi zio patemo ma tale apiegazione mi sembra meno verisimile. got. ' * comfruh prnri't t. a. pag. XXXII. scherno. carbone acceso Jat. 8g. ' la 8pi<H (!.'rosso bruno': gr. jrdmntvld-s mntfilaka-s * zio '. lo Waaltri) CKERNAGEL Ai. p.). frius gelo *. ' macchia. 538 che lo fa derivai-e ' da *mdta'tulya'). *lozg^a. brun a. /nijrgcjg zio materno (cfr. frjosa ags. * ' TQOjg 'zio patemo 305 ' ' lat. (cfr.derivato da *mn-ter-. colorato ' /gvnogaysg xQ^oofiatpig (Hes. a. lalnma (Harivr. patimos: jrartjg. 12072) prf. di rdmate rdmati ramnnti ' ' riposa.arso proms vampa. si rallegra. per cui lajjii per altro non credo im}Vb.azione S<'urader.fxiUiruhiisl. materno Si risale a %intvr-o. quando diciamo ' ciato tutte le piante '. oltraggio e risalirebbe a un idg. es. ' prus ' prmfa. da cui deriva con un altro siiffisso il gr. gr.plomibustione * ' ardente * alb. q)QfOvog t. si prova sia svolto piacere il ' : got ' rimis gelo. In mdiuld'S dello si avrebbe nn / indogermanico ammettendo u. possibile I'antica etimologia (Fick V 540 Aoipi] ' ed sarebbe identico al gr. Gr. Urgesch*. gr.« : [451 G- CIARDI-DUPRfc ' 171 ' pldsati * arde. tan ' gel are habhlucd. . babhni. brfm bruno *. avvampa * : plo^ta-s ' incendio ' ' plo* mnor. Per comprendere come lingae germaniche. isl.) dorato se h vera 1' ingegnosa congettura del Leumann (vedi I 220). lajjaie si vergogna ' * lajja lajjitor-m ' ' vergogna ' ' * rajyati ' si colora ' ranjayati ' colorisce * raUga-s 'colore ecc. sigoiticato di all' ge- lare ' nelle basta riflettere nso che facciamo V azione ' anche noi in italiano di verbi come bruciare e simili per eeprimere il freddo ha brnd' un freddo intonso. (pQvvij ' * rospo * ant. ^ ant. id. fr^tan a. brunn ags.

op. ( lo?1d-s lo?td-m 'zolla' lat. ' : Peesson BB. graffia ecc. cit. sicura h I'ipotesi del Pbrsson. luncana-m scia ' : * strappo ' luhcati ' svelle. ruainne ' vnamnae [gl. si. calmarsi (anclie gr. ' isl. r^ad a. sgu- lat. rust (== *rnd-s-ti1. lodix\ Stokes presso Fick Wb. * ?).lohitalat. rawOs ant. lit. gr. vm 162 sgg. rost ags. rosso ' rudkird— rdhita— gr. EQvdQOQ. *roudh-s-to—) t. ygijua liksa * placidamente di pidocchio '. rusta ruste colore bruno (Johansson IF. pi- docchio del bestiame likhdti graffia. t. ruggine * *reudh-s—to~. rust a. isl. nome d' una pianta dalla cui scorza ricava ' Ingegnosa ma non e il '. ' rekha-s rekha tere in linea ' linea. randas ant. xix 268) ruderi ' (Johansson ' c). ' rikhati a. a. *reud—s-to-. *roud—s-to—): rfidera ant. ' ' ' ten do '. disegna. Proba- bilmente e da collocare qui lodhra-s Sjmiplocos racesi mosa '. lat. ' zolla ' : ricdti rompe leqa-s frammento rompe ecc. * loman(romacd- pelo ' (lomacd— * peloso pelo ' ' ecc): rdman- id. rustas bruniccio ' lett.). " : ant. che riconduce ' likfd rixa a un medesimo tema *reik-(e)8-a cosa che affligge. rlhan met' rekti ' solcare. disegno lit.^(u-s * strappa. '. rimti ' trovar ' pace. uovo ' ' : lat. ' scrive : ' likhana-m * lik- hita-m * graffito. ruad rot rosso got. 103 n.) ant. a. ecc. scrittura * ecc. raudr ags.' ' 172 * SECTION LINGUJSTIQUE ' [46] quiete lit. ricinus ' zecca. ' ecc. t. ' ruber ant. sass. irl. isl. runco. a. strappa. rndrv. losfa-m ' IV ( 234). igsimo spezzo. irrita I . * rost " ruggine " ' lit. tagliare ' vi-licdte le. lohd. rdmas ' id.

48 sg. Geldner. a. crathdyati ' * ' ags. 121 ' ' — e 127. daihdlenta. pasta.^ 276. a. 186 .^ 316. ' 140^: vrjdna-m 'recinto. rehgti-s pie- (ZupiTZA KZ. acchiap- pare' fcfr. t. xxxvi.' ' [47] O. Ma Lid6n riconosce obe derivati di questa radioe si distingaono da qaelli di *qel' (lat. foifnica Solmsen. ^^ifioftm mi aggiro ' ^o/ufiog ' * trottola ags. FoQfia^ si. ecc: B6j. irl. KZ. ' r si avrebbe secondo ' il LidAk. CIAEDI-DUPRK ' ' 178 * lohd-m roetallo 8pecialmente una polvere rosea. *gor-qo-) kUbiftk-m pecoato lo stoaso (ant. cere wrenc ' raggiro. Per il lat. * renken garsi ' drehend bin.'prendere. lordnra. circondario. r si tro- vano spesso ma si fondano sopra ' Un ' altrc eseinpio di / ^ idg. abhi-vlaui/d-s 'rete' abhi-vlaij. * forniicaio * (per metatesi : vamrd-s vamri ' formica da ^varrn-) gr. hreddan liberare ' ant. a. syaid^s fratello moglie * : antico iurl mra id. Urij. xxxiv. lento. * E vero che molti altri esempi di citati. mo*rb ant. 18 sgg.) da una radice *q«r-. ScHEADEE Forsch. cdtiffo ecc). rame rientra qui e significa propriamente il rosso fcfr. t. v. horh ' lordura irl. coirbim macchio i ecc. fris. Wartink. / == idg. z.und herzielien lit. * rilassato. horo ' ' fango ' ecc. ' ecc. Ved. (fiVQfii^^ ' per assimilazione) ant. astuzia * vrincle ' grinza a. in kalkd-s 'stereo. 303 e 307)? (altrimenti di *malv-) Uhlenbeck PBB. i. [Nota aggiunta snlle bosu]. '- (Kluge Wb. . u. valmika-s ' XVII 35 e Hibt PBB. crntkati. peccalo * (ags. cfr. xxni 366). si. mravija for- mica '. scioglie a. Stud. Sprachv. a. territorio * vrajd-s ' siepe ecc. ' wrencan * * tort. Zdpitza della Gutt. idg. languido ' clathayati ' oXa}- ' (-raifmnH.. HamleUtjetch. oltre ai suddetti. ' * Si. gr. scioglie lenta. hredfUi retten id.

leldydti leldyd. che abbiamo connesso con laksati.con updri 'sopra* nere Miihlstein ' ed ' il '. * apo) per mezzo del suffisso -ro- (= idg. ' ^ io credo che upala-s significasse dapprima il pie- '. soste- nere ' dal ' Wackeunagel. potrebbe credersi composto da *vlu— = '. r sono idg. connessione di kalmali—? ' " splendore ' (onde ardente. Gr. e messo in relazione con ramndti ' ' e col lit. accennata dal Bezzenberger. pietra preziosa non sia macina come quello che una determinazione ' '. remti ' appoggiare. non e da lui da dover essere senz'altro riconosciuta per vera.'largo' e da khdla-s 'aia'. Esiste bensi un aggettivo upara-. -ro. il La kalmallkinlit. for. cremdre e col kdrsztas 'ardente'. Z. fiammante ') col lat. ne e cosi palpabile XVI 246. v. 220. 4 . ' ma significa ' inferiore . vjrtQy lat. got. specifica di quel significato generico. stati gi& da noi ricordati fra quelli di ferma. es. po- steriore da upa ' sotto ' (idg. alcnni : Eicordiamone der obere klei- dpala ^ tradotto dal BOthlingk ' composto upala-prakdn. — Pu- * Alcuni vocaboli che altri cita fra gli esempi di i^= idg. (gr. I. s-uper. secondo garsi ipotesi ' Grassmann (s. ant. I Cosi Idnchana-m. dimostrata. BB. ufar) e lo pren" dono per una forma alterata Invece tra di * di *upara- superiore '. e che senso particolare di '. ') urit. irl.e spiegato Essi den obern Miihlstein anlugend dal Grassmann dnnque mettono in relazione upala.oppure -lo-). e deriva Ai.) e spieweiten StampFboden habend Ma e una pura e come tale egli la da. pill In ogni caso e prudente dire che la vera etimologia di itpala-s ci upala sfugge. ' ubikhala-m moitaio ' (uliikhalaka-m * piccolo m. consolida Z= p.lU SECTION LINGUISTIQUE ^ [48] etimologie sbagliate o poco verisimili.

21 * pippali bezw. 1874. c. Gesch. si pliamento in *pl-eu- pluvate ' nuota. Slaven (asl. st^g. luanam ' ecc. sn den Qtri^gewandert (gr. isl. lavare di quella radice ciofe di cui (ai. fluire. fuoco * e vuol dire purificato per il mezzo del fuoco conic hi pu6 conciliare delle suo primitive significato con quello in voci indiane? lo piuttosto incline a vedere dalla radice *pel' palpTil- una tbrmazione '.. I 2. und. in d. Ci6 e assolutamento II -nome pepe entr6 nella in- lingua greca. zu den plprii). * Et. d' Europa.) paicnti del lo lat. c. 88. co^re n. pluo ant. lavo * gr. si ha un ambagna ecc. hverr ags. jzXeo} *navigo' lat. bacca e considerate dal ' Wackerna* gel 1. Spr. tra tdlnla^s vasellaio e caru^^ bacino ' * * (ant.'. pair ant. ic^cpi)* ^^"^ dieeen zu den R^^mem (lat. 1. /. ist mit dem Gewurz chen etwa im IV vorchristlichen Jahrhnndert. tt^jteqi del pepe '. CIABDI-DUPRfe 175 ramente ipotetica ^ la relazione. e a ERsrsc'aMUt^ « Die indische Bezeichnung des Pfeffers » dic« il Einl. come ' urverwandt t'also. nuo- tare. und Litanern (lit. irl.> [49] G. ^pipparl.}. Jahrhunderte spUter. ' Gr. 99. * per importazione dal dell' La ' pianta del pepe e originaria mondo India. piper} selbst. alia ' sua volta connesso col gr. palpfdai/ati lava e pdlpfdana-m lisciva sareb' * ' ma * bero (^VACKEENAGEL questo. htrer id. Ora se ' come acntamente o83erv6 fe Skutsch BB. (lauvfilika- nome di un popolo menzionato in Malulbh. col gr. irl. Se questa mia di piu ipotesi e vera. pip\rai) ». noi avremmo un esempio / da aggiungere pippala-m ' alia lista di quelli di ' idg. . ritenuto dal Wackernaobl At. pipor). por* 220 come fornialmente identico a dauv^rikd-n ': tiere anche questa e una semplice congettura. cimbr. . die poi la trasmise alle altre lingue dogermaniche ario. xxi. gr. pfirus. Germaneu (ags. jrOg '. d. animet^sa dal Lrumann. Wh.

E possibile tanto r mia quanto 1' altra cosa. gerti \ bare ant. Hra„ inghiotto 326 Cfr. 1 I . chala * kuerk gola. inghiottimento ecc. ' consume consumo ' ' ro-gelt " depastus ' ' fiogd a.pippali nei dialetti che serbarono inalterato il suono / /. 174 crede Xaxxoc. ant. ^ ed e quindi verisimile che di la derivi anche il suo noma. e II *pippara~ *pippari in quelli che mutavano in r. come d' altra parte non possiamo affermare il contrario per le forme indiane con r.f ' casi in questione. yili-. Indiscke Alter thumskunde. guaggi D' altra parte si noti che il nome persiano I del pepe in r nel- (pUpil) ^ d'importazione indiana posteriore al passaggio di 1' iranico.176 SECTION LINGUISTIQUE [50] quanto pare precisamente del Malabar. ' ' pasto lat. 39) gilati ' inghiotte ' ' gilana—w.) 'trangugia' deXsaQ dsAevQov dsAog 'esca' eol. lit. ' : girdti girati inghiotte ' ga- rana-m id. Ma questo argomento non ha valore. XXIII. Lassen.££L navamvEi fih'jQ (Hes. ^ greco lo tolse in prestito da uno in cni di questi ultinii. 0'3. voro ant.yrf. ' inghiottimento ' ecc. esistendo anche nell' India linrotacistici. divoro. il la paiola ^tiper importata dalia forse per la Persia. al pari di puJpoXXo?. medesima ra^one per cni credeva cio Lassen c. gelim ' divoro. quercha qver'. ma e anche possibile che i une accanto alle altre. — gr. In casi siffatti due tipi indiani rispondano rispettivamente i ai due tipi indogermanici. 1. fitftgojOKCo isl. * II Franke BB.y. id. uap?.{j. cioe per via del rotacisrao. ' est gr. ' 15. si. ' : irl. t. Vi sono infine dei casi gia nel tempo indor e germanico si avevano forme con forme con / le non siamo autorizzati a dire che / indiano siasi svolto da r indogermanico. Qiiesto nome (forse originario di qnalche dialetto dravidico parlato in quella contrada?) avra suonato pippala. Ecco gdlati (t)hat. e la lettera- tura ivi citata. I* sg. gozzo ' a.

scorso * jaljA-s ' mormora. deriverebbe *ger ' Grundr.d' iigual significato o simile gallus propriamente hana irl. I'oro. a. atiini a jdrate cigola. parla jdlpa-s jalpana-m dimormorio sarebbero. ' ' guasto. 786). il got. pr. ga*r ' grido * ' n. stride' {dr. Hahn e il gallo ' : lat. hano ted. t. rtofan rompe re ' '. can't ' ant. gridio ' e al lat. 6 dunque chiaro ohe da esempt di queeto . lit. massiccio': sthuruant. I'iufa ags. yiiQvg voce ' ' ant. kaiia a. '. secondo il Benfey ' ' ' Die ' Hymnen ' des Samaveda ') gloss. bulbus balbitiio: gr. jar any A 'gridante ad alta voce* jard strepito.anzich^ a ^ger-p-. sved. garm dere ' * clamor I" cherran gavsas ' gridare. a. Ma il accanto a questa esisteva un' (lat. gatrr nitrire.'grosso. forte. anche al stri- gr. J^ruomann. sussurrare lumpati rompe. /iaQfiagog strabivbti ' (cioe *. p. ' saldo stfirs ' — OTdAog ostinato jdlpati ' ' colonna grosso ' lett. ant. tra radice *gel. buco ropi-x dolore straziante ' : — ' lupti ' sgusciare. cimbr.. pr. sthffla. geddti canim io canto '. ' parlante in niodo inintelli^ibile *^ lit. a. rumpf/ ant. gaicl 'chiamare' ant. guasta. a.[61] G. ' gridante ' o ' il ' ciintiinte ' [cfr. ' t. parlare '. scorticare ' lat. kallon id.): bar(n. gaidys gallo isl. In qiiesta ipotesi jdlpati dalla forma ampliata *ger-p- deUa radice far rual- more. cimbr. sacclieggia * lopor-s lopa- na-m dolori eoc. a. si. isl. CUBDI-DUPBfc 177 baWaln-karot i bara * ' heilheitii' Balbiithd-s (n. lit. glasu 'suono' glagolati 'parlare. * : 'cantare'] m. e nulla ci vieta di riportare jdlpati a ^gel-p. danno ' ' loptra-m * ' preda ' ' : nipyati * ha * ropa-m lit. 60. garrio (quindi irl. * : quanto al suono cfi*.) balbettante ' Bxbu-s Brbtid-ukthor-g (sopran* nonie d'lndra) niero ' — * lat. t. stfir ' spesso.

Inf'atti nelF enumerare gli esempi delle es.178 SECTION LINGUISTIQUE si [52] genere non modo in cui 1' pu6 trarre alcuna conclusioiie circa il indiano rispecchia le due liquide orisi ginarie. siccome questi esempi dubbi non rappresentano fra di / che una minoranza / . / ai . il naturalmente in altre condizioni. dei casi di idg. Cost serv6. di idg. ' riprd-m ' ' lordura ' accanto ' a limpdti' tinge. passaggio di I I in r. cards ' . r. die primi non sono di meno di 130. e quindi non e provato die la 1' pu6 essere casuale. atferra'.) e quelli in cui alterazioni dialettali laguda-s Ad ogni mode. D' altra parte non pu6 mettersi in dubbio che iiel- r indiano avvenisse. Per riepilogare quanto parte in e detto fin qui. in indiano con- certe condizioni. ' accanto a ' guarda locana' chiaro ' vdrati vdrate avvolge accanto a vdlati ' si volge ecc. bati ' pende ' riptd- ' tin to . esploratore a kaldyaii /<^6/«a<e ' osserva rdbhati r^dbhate accanto a Idbhati prende. / abbiamo spesso trovato /•• forme con r irati ' parallele a quelle con ricordiamo cdi^aka-s ' p. Concediamo pure clie degli esenipi die figurano nella cei*ti : prima i lista alcuni siano in- abbiamo gia notato di casi di il dubbia etimologia vocabolo sanscrito {lakurja—s (come apasalavi e sospetto ecc). — Vi sono degli esempi di r idg. ecc. dore * niaccliia* cliiaro ' rocate splende* rocaslokati ' ' splen- rocand' . I e quello r rimane sempre enorme. rdmbate accanto a lambate lam* . Z da noi passati troviamo i rassegna e i dall' altra quelli di idg. se I I da una numeriamo gli esempi di idg. laddove secondi superano poco la ventina. la sproporzione dei casi il numero idg. accanto accanto ad llnti '' egli va ' ' . distinzione tra le due liquide primitive.

lascia libero* '' (arm. helvos holus ant. lailoun ingiuriavano lit. geolo si. * leih' si. flahta * treccia di capelli * * a. solco il hi'. acquistare ' lit. a. 5Xo^ ion. cosl che bastera ricordarne * alcuni : arfffui-s ' * valore alg^ ' . . Kdxjrtj. alcuni le conservarono senipre distinte. Ik^anem ican a. innakti 'lascia. salba id. salUm ' ungere ags. Questo diverso trattamento del primitive spiegarsi che per diversita di dialetti. sarvaintero * ' intero.' [53] G. ' brocca. I'ulvo. / non pu6 La lingua proto- aria dovette possedere ambedue dialetti le liquide ereditate dal- r indogerniaiiico. zCiUa-s ant. ' otu-leku (gr. a. t. lati\> h1. ' linquo got. Dei si indiani die da essa poi svolsero. hdri. urna* * lat. ' intreccio (gr. dAipElv kar-ffi ' meritaie. ingiurio*).harimi. plecto im- plico explicO got. pregio * fgr. zelenn ' verde '). solca * ' (gr. culcitn). ' ' residue *). pracna^s * cesta. ovXo^ ' ' lat. gialliccio (flat. tutto salvus)y (gr. le ma vuol dire soltanto che i docnmenti a noi pervenuti non oe hanno.haritirl. completo. rete * jrAouog jrAoKa/nog treccia di capelli ' lat. fjeh giallo * lit.] 'olio. burro. laja^ 'abbaio. seal/ unguento ' ' a. t. Veh ' * io ' abbaio * lat. ttIeko intesso. iiiazzetto kfircak(i-$ * ciuffo. Hkti lasciare ' ant. flehtan * intrecciare *) rdyati ' ' abbaia alb. got. ' gel 'bianco* ags. calpar). sego srprd- grasso * i?^OQ. grasso* got. conservate. a. CLARDI-DUPEfe 179 * quail lion corrisponde alcuna tbrma parallela con /. * lat. t. ' reXoav solco che segna confine kariiarcir-s tazza ^r. Questi esempt uono parecclii e ben conosciuti.ovEUQ [Hes. . spazzola. kfirc^f-s * * ciuflb. a.' ' ^^Miov. lascio ' ' gr. intreccio ' jrAsKzij ' iiine. per Hemplice case. ' Ci6 non significa gi& che fomie con I in queuti casi non siano esistite.<<Ui 'j. lihan prestare sarpis' lit. lojit abbaio ant. ' ara. a. t. mercede * * *). * pennello ' flat. Asmcj id.

e (jotesti due rami antica teratura indiana fiorirono non solo in tempi ma an che lin- che le corrispondenti forme di fasi * guaggio rispondono a due verse di due distinti dialetti. 512.. Gr.. 73 e GGA. 1891 pag. I. regione bagnata dal Gange. classica si mentre nella la letteratura epica e svolse presso le genti die abitavano le parti ossia orientali dell' India. Oluenbbro Die Religion des Veda pag. ri- guardo guaggi al trattamento di si tutti i linguaggi ari delin r India antica possono dividere due gruppi: lin- rotacistici e linguaggi non clie il rotacistici. 1884 R. e non ho bisogno ci di tornarci sopra. pag. xxi. Pischel GGA. I limiti si geografici di questi due gruppi non possono nettaall' in- mente traeciare. / in r. cronologicamente di- Quella parte del popolo indiano che cre6 la poesia vedica dimorava nel Panjab e nel bacino dell' Indo. dialetto domandiamo come mai anche * Cfr. 0. ma pub dirsi coincidano grosso con quelli che separano e letteratura vedica dominio della lingua lettera- da quello della lingua e tura sanscrita propriamente detta. Che il in quel gruppo di dialetti al il quale appartiene I vedico fosse normale passaggio di in r. Wackernagel Ai. ^ infatti dell' generallet- mente ammesso cbe in luoghi diversi. si scorge dal fatto che in esso le forme con r sono di gran lunga piu numerose che nel sanscrito. Invece e opportune che nel vedico. xvn. il il vedico e un dialetto dell' India occi- sanscrito dell' India orientale. sione di riferire di / i Ho avuto gia occasulla frequenza calcoli del Whitney nei vari periodi della letteratura indiana. . 982 sg. Sicche dentale. Sicche.180 altri SECTION LINGUISTIQUE invece le [54] confusero mutando I. 976 sg. pag. 1. Franke BB.

razioni secoli. 17. da pai'te alte- che testo vedico ha subito nel corso dei ma alle quali sarebbe errore I'attribuire sColanza riflessioni di forme che dialettali f'arsi. clie si ritrovano poi nel sanin piii ma ne possiede anche Uiluni die non ricorrono: pnlusol tan to (class. 19. abbastanza spesso. benche in minima parte. 62. — Lasciando Wackerle NAGEL. 6). potendo darsi che alia creazione di essa abbiano contribuito.^"'* FarU«) si . essa non pu6 non parlavano dialetti subire 1' influsso della lingua viva del paese si in cui si viene ad essere adoperata. /. D' altra parte all' pu6 e deve anche pensare infiltrazione di elementi deri- vanti da dialetti parlati in altre regioni. compaiano non die il di tbrme con — Si ' rado noti / vedico non «olo questo possiede del vocaboli con scrito. vu. regioni in cui si non rotacistici. dalla meuzione del nel come si pu6 del resto argomentare Gauge e della Yamuna che occorre nell' RV (v. soltanto mu^rd-jf e pochissimi altri 216j.[66] G. x. Anche C9mgrt» qui XIP^ dM potrebbe pensare alia parte li Ori*nt9li*Us. I il mescolato accanto a muprd(ct'r. i che esso ci mepresenta. cio6 del trovarsi. e questi rap- porti avranno esercitato un* azione anche Piu facile 6 la ordine linguistico. ClARDI-DLTItK 181 etninenteinente delle rotacistico. — Tom* III . Ai. molto ' ' accanto a puru' class. 18. due la sono da In primo luogo non e necesdella sario credere limiti geografici letteratura vedica coincidessero rigorosamente con quelli del rotacismo.. Ora si sa bene che dovunque esiste una lingua consacrata all' uso letterario (e tale era appunto il vedico. L' India ve- dica dovette mantenere rapporti colle parti piu orientali del continente. puru-) J viu^laGr. nel sanscrito for- me con AdM dtt r. 75. spiegazione del fenomeno invereo.

tolsero dal sanscrito. " come fa il Senakt. talora leggermente modificandole. e come neir India medesima quelli dialetti pracritici. il passag- gio di r in un fatto sporadico nel pali e nel maharajstrl. Ma specialmente convien riflettere che v' la letteratura vedica. che il sanscrito sia una lingua ' materiellement fondee sur la langue ve' dique niei:e {Joum. viii. nella tradizione di quelle voci ' letteraria e religiosa si arricchirono dotte ' che oggi il glottologo riesce a discernere da quelle di tradizione i popolare . quelle voci che nel i grammatici chiamano nel primo caso ' tadbhava'. 1891.182 SECTION LINGUISTIQUE [56] die avrebbero preso alio svolgimento della letteratnra classica terrifcori in cui si parlavano dialetti rotacistici. r influsso del sacro idioma della Ma liquide. anche nel- I'ordine del linguaggio. II sanscrito cfr. ' elaboree dans un milieu restreint et exclusif. e dall' aifermare che il par la ma- dont s'est constitue et fixe. Nel medio-indiano avviene. 8. xvn e in GGA. il Asiat. il secondo 'tatsama'. piu o meno / di frequente : secondo i dialetti. che coli si svulse parecclii se- dopo. al contatto col latino che continuava a vivere . dovette. esercitare un' influenza notevole sulla letteratura SL^anscrita. p. la quale racchiudeva quanto era di piu sacro e venerando per 11 popolo indiano. cosi e da credere che ^ san- scrito della letteratura epica e classica abbia sentito pruti. 404). e poi iiioderni. est une langue scolastique. si per ci6 che spetta alle non arrest6 qui. il processo fonetico. i citati ax'ticoli . nee. e normale invece nel magadhi delle iscriesso e * lo son ben lontano con ci6 dal ritenere. p. Come nel mondo occidentale le lingue ro- manze. 335). specialmente i che ebbero un uso letterario. talora serbandole nella lor forma genuina. (ivi ha per fondamento una forma di linguaggio vivo: del Fbanke in BB.

CIARDI-DUPEfc 188 zioni di A9oka. Al prime gruppo appartiene substrato principale del linguaggio vedico. /. r ta nto nel vedico quanto nel sanscrito. / I che che oc- corrono in questo. A eomparaHvt gram" mar of che la nryan language of India I 247 sg. . [Si noti del Fischel non era ancora uacita qnando io scriveva Gramm. al secondo spetta quelle del sanscrito. Qnesta confasione h preenppoeta da dell' moderni India: cfr. Cfr. P. 260 ag. = idg. xl. ' Bradke ZDMG. eredita daH'indogermanico le liquide distinte. Brapke 1. letti r. Le forme con I occorrono in quelle e le forme con r — idg. e la letteratara ivi oiUUi. ' Questi dialetti non rappresentano una cornizione o uno svolgimento del sanscrito o del vedico. mentre un altro serba la il distinzione primitiva. In eta posteriore alia separazione dei dialetti ' che conservarono il 1' le due In altri dialetti serabi*a invece che avvenisse / contrario. proto-ario. « Cfr.t67] G. ossia indo-iranico. L' analisi linguistica ha messo in luce non po1' chi fatti che dimostrano testi influenza esercitata da codell' dialetti : sulla lingua antica letteratura In- diana ^ come un la fatto di questo di genere potr^ dunque / spiegarsi presenza forme con idg. cio^ V ulteriore confusione di le con r anche nei casi in cui antico indiano serbava distinte certi linguaggi due liqnide. fin ma '^ risalgono a tipi di linguaggio che esistevano da antico accanto a quelli e indipendentemente da quelli. the modem queste linee]. e le conserva di dia- Un gruppo deir India muta / in ?-. V. si i possono spiegare per via di condialettali e per Tinflusso taminazioni tra dei due gruppi Veda sulla letteratura sanscrita. <)77 sgg. In conclusione ecco in qual ter tracciare. c. P. e le trasmette aU'indiano. Beambs. modo io credo di poli- approssimativamente. II la storia delle quide nelT indiano. 657-690. V.

' got. ma non postepriicriti riore alia composizione delle parti piu antiche del Rig- veda. /. cioe I'avestico e tacistici. lavxnos ' stelle ecc). * zaWi- aureo. zaranim t. E poi suo rotacismo e direttamente attestato dai numerosi vocaboli in cui esso risponde con r ' all' idg. wielm irylm ' ribollimento ' ecc). possediamo per il die rispetto all'indiano. ' giallo (lat. ' lungo paravo (gr. * rinomanza oro ' ecc). alcuni dialetti popolari cui il pali e i j'appresentano uno svolgimento seriore). * ebullizione ye'ti ]a. a. ^. il quale il suo alfabeto non ha alcun segno. longus " acquistare ecc). ha^rva- intero. rdnja'ti 'si afagile. snello ' ' fretta ' rdvU ' snelle Tgr. cambiarono r in /. jroAvg molto ' ' nXfjdco ' ' sono pieno. se- L'alfabeto cuneiforme persiano possiede invece un I . ' dAq)£lv meritare. ma due antichi linguaggi iranici di cui 1' documenti. preghiera ' (gr. mi riemvaVs ' eccj. Ora passiamo a dire qnalcosa intorno alle lingue iraniche.evudg ' bianco hi ceo Ifix ' pruss. iAacpgog ' ' 8/.184 SECTION LINGUISTIQUE [58] liquide da qiielli clie mntarono (di / in r. antico persiano sOno roil L'avestico igiiora del tutto suono I. r penetrarono nel vedico e nel sanscrito. molti ' pd^rutds pie- nezza pio ' ' 'gr. giacche dell'iranico antico co- nosciamo due I soli dialetti. e da essi i vocaboli con / idg. dlvgv). " flutto. gllsco). '' ags. zrayah— ' mare ' ' (lat. raoca' illumina raoxma' ' lucente ' (gr. dAog Mntero' ecc). doAi/og lat. Eccone ' al- cuni : ar^jaf ' ' merita. gelo 'giallo'). ' var^mi-^ flutto (alb.t. laggs ant. helvos a. come ho avvertito fin da principiO. e degno ' (gr. dar^ga— si. ' onda. rispetto alle quali. ci troviamo in una condizione meno fortunata moderni abbiamo bensi ancora troppo imperfetta. e del una cognizione piu estesa. sravah' parola. tutto' (gr.a/vg ii?xog leggiero ecc).

). : ArbaHtu . come h Dnbala'*^ naturale. zuru^-karapa'zulnus ' operante rag* ingannatore (lit. s' da Esichio r glossa Anche per in alcune parole d'origine straniera / : incontra Arbairfiyd (loc. non ricorre clie in un i nei sol passo della grande iscrizione di Dario. Diglfit) Nadi^tabaira!* tabel. straniere : in due parole ncme d' un paese della Babilonide. Gli esempi di r idg. ziilti 'cattivo'. nome d' un personaggio armeuo. CIAEDI-DUPBfe lb6 ^lo particolare per il suono /. * scudo * (ai*. luce ' ecc). se non ngnale. raocah arm. TigrOvi (acc. tavola phUaka-m nella ' asse. € Halditahyfi (gen. Si pensi nso delle lingue modeme noti di tradnrre quei nomi stranien (per lo piu geografici) che appart«ngono al patri- monio della coltura generate. (id. phdla-m asse. Noi Italiani sogliamo dire . ripido (- ant. Bfibiru-^ babil.) : babil. quelli meno o entrati p. drayahyA ' * in mare' giri.ha''rva- gr. si. / sonu poco numerosi. GH altri invece erano sentiti veramenta come vo- caboli strauieri e come tali nerbavano ana forma simile a quella oriall' ginaria. scudo') ojraQafiaQai' oi conservatoci )'£QQO(p6goi.'intero. A questi esenip! ricavati direttamente dai si testi persiani ' pu6 aggiungere spara'. Nidin- Bdbiruviya^ : babil. tavola. mI••.) ii\. data la scaraita dei testi a noi giunti. 6 quindi ebbero tempo di alterarsi e adattarsi alle condizioni della lingua in cui erano entrati. Gli uni dovettero ensere accolti in etk molto antica nei lessico iranico. Babuhi^ Ora Tavestico e I'antico persiano non rappresentano die una parte ' La diversity di trattamentu del / in qnesti vocaholi e nei doe sopra citati {Duhnla'\ Haldiia-) deve spiegarsi nei modo segaente. haruva.). sopra i. ma ba- stano per dimostrare die rotacistico : il persiano era un linguaggio * darya- ' lungo * (v.OC. ma qiiesto segno. tutto* ecc. 6/.j: babil. parvlots ' ' molto ' rauca^ ' giorno * (a v.(69] G.). obliquo. (id. document a noi perveniiti. ma non tanto da poco tempo nella storia.

ecc). Vediamo allora che cosa ci dicono in proposito le lingue neo-iraniche. gvark ' lupo ' {gr. varal ' lana varlna lanoso ' varan * * avente lunghi peli Idna hi. lana afgh. jtoptdc* Sv6pcD. ' spara ' ' vomere ' (ai. sara in- verno szdlias ' freddo ' ecc). si. ora (gr. Weimar. nvaraz id. ' locana— (lat. ' il appaiono manifestamente macino.) ecc. ' mortale '. burd w^pw ecc. runag ?. Francoforte. 1 1 . gvarm ' ' incendio bal.. Mailand ma Livomo. rvaj lat. lunati lunoti ' ' miete.). ma Halle. rayl " egli grida latrare ecc).). ' messe ' ' ecc). e reso specialmente benenierito rotacistici. due linguaggi della cui insi dagine scientifica Geiger. ' AvKog (ags. mar'ta' ' uorno. freddo ' afgh. afgh. a. si Tedeschi dicono R-m. ' phdla-s ' id.. rappresenta un suono che e lo svolgimento di ' r -h den tale: mar morto ' (= av. alb. ai. ' spaltan fendere ecc). ' ondeggiamento. id. ' nord) roc (dial. vraza pulce ' (gr. t. e possibile fondare sopra di esse qualche solida deduzione. sard (lit. lit. loielm * nl'k ' lit. ros (dial. bal. art afgh. vUna blush ant. giorno (ai. dAso) ' '). ' (gr. ') ovAog [^= *foAvog] " ricciuto lat. sor bal. a. chiaro lux ecc). Florem. se pure. sudj afgh. Nell'afghano. ribollimento ' ecc).r)iiov ' niietere (ai. bal. stritolo vilkas Ecco in farina '^ prova di ci6 alcuni esempi: bal. ' id. bal.' 186 SECTION LINGUISTIQUE [60] deirantico iranico: quindi la loro testimonianza non autorizza a concludere che teristica il ci rotacismo sia una carat- generale delle lingue iraniche. \pv?JM blucha id. (ai. nello stato presente delle nostie cognizioDi. astraendo dai Hatishona. ' afgh. II baluci e V afghano. quaglia gr. ' coglie gr. la Saale. la il Danubio.:o<. e iiieno che mai ad afiferniare che risalga a un' eta proto-iranica. Parma * Col segno f cfr.). i il Meno. vdrtikd gr. Hes. Jim: e a analogamente ecc. vuf ' egli port6 ' (= np. mdrtafif»T»iS gr.

Cfr. Wisn. filtrare xliv. si figlia / ' (av.. s^'pAr ' ' vomere * (ai. dar'f/a(av.] a. duhitdr. \V. l(t)»tan ltistan\ lec- ' Come prestiti dall' indiano saranno da considerare. phila-s / id. Afghini$chen (Estr. robah volpe (arm.).). colare.-phil. almeno nella il massima parte. ecc). parlare ' : cfr. LmuU. ecc. ' ' braccio ' ' cokhvi) lat. 2) p. dlrghd* ' Iniigo V. b. Phil.' siiono rappresenta una dd(^ dentale ori^inaria: ai. Iftx ecc). d. pahli co cfr. kaJk ' villaggio. roz 'giorno' (arm. Gbiger Etym. 130-133).). k. 1) pagg. mette a e tavdaj riscontro coi corrispondenti sindhi per confermare la sua tesi dell'ori* gine indiana del genuino afghano. in determinate combinazioni tbneticlie ^nel svoltosi gruppo col da fr : juhl juhul id. mo. consnmare stola * : codardo pnUiyag Hag ' ' lasciare '. CiBUJER LautUhre des BaluH (Estr. rado dall'arabo es. 664 sgg. r aU'originario ma non mancano dei di / casi in cui gli risponde con l. lap] lafca liitan fplil.). xx. t.ecc). dalle . u. spalian lab (lat. « Akad. las dieci * da$a ai.) piu di *). ulna ' ecc. Hubschmann ZDMG. (p. ' fre' '. d. altre lingue.'** ' profondo '.. ' do/uxog ecc). quei vocaboli cbe Trimfp (ZDMCt. casale oppure hi n. Iftr p. consideraudoli come parte del patrimonio lessicale indigene.). 32 e 45. lois Muce' lat. Incerti sono lau ' * raccolta ' dire. iQrya ' 'dilazione' (av. XIX. '). sard 'freddo' [agg. giosso lab' labium ecc). ' t'endere ' ' ecc). per lo piu dal persiano {gvadil gare. szdlta^ id. CIABDI-DUPBK il 187 / vocaboli d'origine straniera. . ard ' farina * dAeco ' macino ^. : flit. dalle Abh. aAttes id. da unire pers. es.: [61] O. malay '. dug^dn ai. law phi. garg lupo (gr. I sono bro ' labbro [paz. a. zufr av. W. NeJ baluci trova in parole tolte ' da '.imog der ' lungo ' (gi*. Ecco alcuni esempi (gr. xxiii. passato in r aran (g. Gli esempi di ' idg.16*. d. 19-20. Cl. jafra Anclie il neo-persiano risponde quasi sempre con Z.

che questi lascia incerto se trat- d' imprestito dall' indiano o di voci onomatopeiche sorte qua e la si indipendentemente. Per quelle idg. anche ammessane pu6 precisare il 1' origine si valore della liquida originaria per mancanza di corrispondenti esempi europei o armeni. I bastano a dimodi r strar ci6 gli esempi sopra citati. ' rdexian saltare lit.) risalirebbe medesimo problema conservazione di prcsentava per 1' in- diano. generalmente. id. kal 'calvo' ' dti-kulvakul ' \oi^i^\xvq -kfilva-] ' affatto calvo ' ' lat. maccbia lat. 2.). copertura " del capo.o) 'versor' ecc).). : iran.). t. I? Ci troviamo di fronte clie ci d' si ecc. galfi ' guhl " gola ' gula a. P. natiche [propriamente rotondita a. Utcan (lat. Idigyti a. del Per il persiano bisogna contentarsi giungere soltaiito a un certo grado di probabilita nelle conclusioni.t/na ' lat. cavo '). a. >l£//w /.^ curvo (gr. 263. (ai.'' 188 SECTION LINGUISTIQUE ' [62] care (gr. {got. non pu6 osservare che. lista anche seguenti ' kuldh berretto hulla ' velo. (gr. ' lingo ecc). gomitolo' ecc). . oppure un svoltosi da un anteriore drd al r. t. grillo ' jhillikd jhilti Contro questa etimologie di kuldh e koltdan Pers. kdtioan scavare id. calldan 'andare' (ai./>iovrdj. Stud. anche KZ. hohl " : cfr. poiche gli studi granimaticali ed etimologici intorno a questa lingua non sono approfonditi si cosi come il quelli relativi all' indiano. * id. e che crediamo parziale aver risolto ammettendo la /. xxxii. 55 aggiunge a questa (a. a. kliuwa chliira 'palla. il quale alia sua volta (come in aran a un idg. t. jte^. vuoto. . uvXXog id. Per idg.). 582 zalla zilla ' sg. lutum danzare saltare laikan ' ' ags. nhidan ' ' imbrattare ecc). inalterato nel caso di r --- neo-persiano. ' Xvdgov ' lordnra. ousAog I Abbiamo in qiiesti casi la / oontinuazione del primitivo. E certo che un r mantiene. ' kela palla '] (gr. indogermanica. fer. ' pag. correre in torn o ecc). gHiila ' ' '). d. tisi si dichiara Hubschmann Quanto a zalla zilla. ' I. Ph. .s-a/ coscia ' (gr. ' HouN i Gr. calvzis). mantello (ted.

lit. il tenia di perfetto bitrd. (joi'^za'te 'si lamenta tuttavia qualche dialetto. lit. j?t// ponte ''av..). eryr got.(68] G. Come esempl di questo / si citano invero fduh a. * kirm ' ' verme \\iit. Bisognerebbe provare che si ha / da r anche nel caso di r originario. ma Non rientrano. CIABDI-DL'PBfc 189 r 81 possono ricordare tp^QO ecc. * cimbr.). e li^ttniy che a e tale dialetto spettino lab^ nlfixtan ecc: ma una pura supposizione. e kalily kvldy [accanto a karnkar k'urokar] ' ' cornacchia ' (gr. ^vyarijQ lit. ecc. ' uccello si. t'ormare re?. in cni il passaggio di si ' rz in non ' si verifica: altrimenti '. il / persiano letterario. p^%i^ guado hu-pdr'diri provveduta d' un buon guado a. a. i seguenti ' : haram * io porto * (gr. ').. * aquila aro ' (gr. t. mrdvikfi vite. svdmr- lat. non corroborata da nessun argomento solido. ecc. Nulla impedisce di suppoire che in qualavesse il che altro dialetto passaggio in di r in / anche in altre posizioni. in questa categoria -f~ i caai in coi la conservazione di r dentale pu6 spiegarsi per eatensioue analogica. purtam j^flhar * doraando sorella poxco *porcMco] a.. non spiegbedi rebbero ard paese fine ' farina sard * treddo ' '. t. paese di con- ecc. ). Koga^ * corvo * lat. si yegcov ecc.. dgvio. rnm ' 'qiiiete* (got. ara * t. orlM aquila ' ecc). a W. corvus comix). erHis ant. \ kr'mi-f kinnfiU' ecc. e magari qualunque posizione. f/ilah lagnanza (av. marka confine. fortkf'/n ecc. rz p. ' margo si got. luttr gr.).j. (ai. rimis ' rimti ' calmarsi * 'ar. zar vecchio (gr. V'e uva'). zdr^dn 'col cuore' a. cioe da r/. n/. duxtar ' ' figlia (arm. naturalmente. 68. tutti i P.(e lo stesso dicasi di veibi la ooi ' rndice esce in r jiote rifotrpiarsi sul tenia di prt'gcnte Itar portare '. fra quelli clie hanno concorso * ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' . Soltanto in certe combinazioDi fonetiche * * : ha /.). a. marz tratto ' (lat.. es. soror ecc. . dil 'cuore' (a v. id. vurt guado lit szirdh cuore mvl vitio (ai. ecc. * ' '.

zer ' ' oro fru. 'j. e *zarta. a kurmik] 73). che in una parte dei fosse dialetti rappresenta ti dal moderno persiano primitivo I. connette col gr. Gramm. o. denj lungo '. ma contiene (cfr. ' . XXXVI. }£qo>v ecc. rjeru ' sicuro. ant. pugno ' kulaku JusTi Ktird. II un tema r iranico e attestata dall'atgh. aAues di fronte a 1 . Alio stesso gio. a. guadagnare ' ecc).). ly'ti iv). ruxs luce id.190 SECTION LINGUISTIQUE si [64] aluh spiega facilmente da *ardu-fya. ' e dal- I'altra kdlmek [accanto id. ' lungo qfir * (v. quanto con yur lupo ' indogermanico ' Nel curdo ' abbiamo da una parte ar gola '. Iftx ecc). (lit. 74). '. sopra). t. se non pro- babile. ' felawa ' salots lice lat. c. flache Hand ' ' lett. '. corre accanto a zar e certo che risale a si ammettere un suffisso coQuanto a zal vecchio che ri'. fariv ' alno (a. ' farina '. Anche curdo e I'ossetico r V rispecchiauo tanto con /. gola (lat. (lat. presuppongono una base c. lofa lapa zampa Justi ' ' . ' d/. * zampa (got. normale la conservazione del Alia medesima conclusione sembra portarci I'esame del curdo e deH'ossetico — i due linguaggi deU'estremo il occidente iranico piu scarso e — ma / qui materiale etimologico e il meno p. E dunque possibile. (arm. riibas volpe' ^arm. es. pag. versare ' : Il kim 'verso' citato ' piovere ru.(HIibschmann 170).cpEtv ' meritare. liv 'labbro' ' labium ecc). che 1.la cui esistenza nelzor. lepa lapk sl. flary modo ' nell'ossetico: ary valore ' ' (gr. : KZ. lift Pott da pre- Jdsti pag. ' gula ecc). I e rientra quindi tra gli esempi di improbabile r + dentale e per Ualay kulay non ' e una spiegazione simile (basta minciante per dentale). diversa HubschmAnn 168). neo-persiano h una lingua elementi assai mescolata: in sostanza rappresenta lo svolgimenio del persiano degli Achemenidi.

glasft suono ecc.) p^/ 'ponte* [accanto a deve essere tolto da qualcbe dialetto persiano. ' Aeljrcj lascio * Mid *treddo* ' fsost. CIARDI-DUPRK ' 191 ecc. come nell' Iran Tavestico. il vedico. yfjQvg ' voce ' ant. gallus ant. »tffr. * zaza fv) n. II curdo (dial. che stica. tenomeno si ve- Neirindia invero abbiamo veduto che spetta alia occidentale. L'oss. il quale pu6 prendersi per tipo dei liuguaggi die mutano / in r. regione contigua all' Iran.] KtUta* freddo ' |agg. la nostra sentenza secondo la quale il / Don deve considerarsi come una caratteristica gene- rale delle linguo arie. quanto col lat. Si tratta senza dubbio di divergenze dialet* tali. il Insomnia nelT iranico predomina rotacismo. L' una parte del territo- indagine adunque delle lingue iranicbe passaggio di in r non infirma. /ra gr.. esser successo in come vedemmo rio indiano.. si. banno la medesima caratteri- spettano alle regioni limitrote nir India vcdica si cosi die pu6 parlare d'una zona rotacistica abbrac- . * (gr. stab Stella* (ai.gr. stairrni ecc). dan^ got. ma non mancano le indizt per supporre die in certi dialetti due liquide siano rimaste distinte fino da antico. nia piuttosto sembra avvalorare.]. lljtn Muggire (lit. or. tra il Con ci6 tuttavia non e escluso cbo genere sembra rotacismo indiano e quelle iranico possa esistere storico.. r ' si banno hit- RcarRissimi esenip! : curdo fer kaln cornaccbia e dial. a. z/iM erba * (lat. jtqo] oss. qiiUis voce pii6 esser connesso tanto col j9er peVriJ ' ' gr. Di * / idg. ne pu6 tiirsi risalire a un periodo proto-indoiranico. e modernamente il baluci e Tafgbano. pen*. ' f/n'r ' gndo ' ' ecc.: [65] G. irl. per8. hohs) ecc. anzi uu' ipotesi di tal il un nesso acconcia a spiegare tatto della continuita geografica il dei territori indiani ed iranici in cui rifica.

Una conferma ti-a ' di questa supposizione si potrebbe forse vedere si per ci6 che concerne la parte iranica. e dalPaltra il Balucistan.192 SECTION LINOUISTIQUE [66] ciante da una parte il baciuo dell'Indo. che in parte deve attribuire alia diflferenza d. possono fare che delle semplici ipotesi. nella diversita di costumi che osserva fatti gli abitanti dell' Iran orientale e quelli del nord-ovest. Si pu6 supil porre che fen omen o del rotacismo abbia avuto gine in un determinato punto di quel territorio. non siano puramente congetturali. Meyer Gesch. 517). e indi siasi diffuso sempre piu largamente. non potrebbe anche dipendere in qualche modo da una diversity del snbstrato etnico ? . deir ambiente Ed. TAfghanistan e una porzione notevolissima non ori- deirattuale regno di Persia. Quanto si poi alia maniera di spiegare questo nesso. Altertums I 513. inclusavi Tantica Perside. Giuseppe Ciaedi-Ddpre. come una particolarita dialettale. fisico (cfr. Insi cotesta diversity. un popolo cui ripugnava dell' pronunzia del Iran L'oscurita che avvolge le condizioni etnogra- pre-ariane India settentrionale e dell' non ci permette di formulare conclusioni che. in un' epoca nella quale la differenziazione delle varie lingue non era ancora progredita la come troviamo nei tempi il storici. che il cambiamento di I in differente origine : r sia avvenuto di * in seguito all' adozione della lingua aria la da parte suono fiche /. Ovvero si pu6 ritenere che di fenomeno dipenda da mescolanza di linguaggi cioe.

I caratteri alfabetiformi dei megaliti e delle roccie sono ancora rozzi. in Africa. Infino questi segni sem- . alle Canarie.INTORNO ALLE ORIGINI DELIA SCRITTUBA LINEARE. mal disposti in iscrizioni di o iso- qualche vulta impiegati come motivi ornamen- tazione. se ne trovano al- cuni che lianno una somiglianza innegabile con parecchie lettere degli alfabeti antichi piu noti e d' origine africana. quali proven- gono tutti da popoli gia storici. Neir aprile del 1893 Letourneau comiinicava alia Societa antropologica di Parigi alcune sue osservazioni sopra i segni alf'abetiformi incisi nelle pietre dei monu- menti megalitici della Francia e mostrava come molti di quel segni avessero somiglianze coi caratteri detti fenici . valore reale ha potuto attri- buirsi in a questi caratteri ma sembra die noi siamo presenza d' un alt'abeto in via di formazionef antei riore agli alfabeti antichi piu conosciuti. e coucludeva il suo discorso cosi : « Dei segni in- feriori sopra i megaliti e sopra le roccie dei paesi celtici nella Spagna. < Non sappiamo qual . lati.

1 1 . pa. Paris 1893. analoghi a quelli trovati scolpiti sui dolmens. sa. al sud est della Francia. ta. perclie i dolmens hanno avuto origine nei tempi neolitici. e conclude « Dallo studio comparative risulta che nove segni grafici del Mas-d'-Azil sono identici coi caratteri del : sillabario cipriotto Ae. in una grotta da lui esplorata molti ciottoli colorati con perossido di ferro e con segni alfabetitormi. scopriva. Lo un fatto studio e la esposizione di questa scoperta fatti dallo stesso scopritore sono assai importanti e rivelano degno della maggiore attenzione. egei. ve. Piette medesecondo una comparazione dei segni della gi'otta di Mas-d'-Azil coi caratteri cipriotti ed simo lo segnala.194 SECTION LINGUISTIQUE i ' [2] braDO indicare che costruttori dei nostri monumenti megalitici siano venuti da mezzodi e siano apparentati con le razze del uord d' Africa. ti. cioe in epoca cor- rispondente ad un secondo periodo mediano o di transizione fra fine deir il paleolitico e il neolitico europeo. si. gia in uso nel Mediterraneo prima della cosi detta : scoperta fenicia. nientre e di gran liinga maggiore a quella attribuita ai caratteri detti fenici. » ^ Di cotesti segni alfabetiformi presi da dolmens della Francia. a Mas-d'-Azil. lo. e piu sorprendente Ma nna scoperta piu curiosa faceva Piette in un' epoca an cor piu remota di quella dei dolmens e anteriore al neolitico. la nomenclatura dei tempi cioe. Otto Bulletins de la Societ4 d'Anthropologie de Paris. e sono stati adoperati fino air introdnzione dei metalli in Europa. come sepolcri. secondo la divisione e preistorici francesi. mo. verso la epoca della Maddalena. 1' antichita non e contrastata.

In L'Anthropologie. London. prenentano pietre di delle Mas-d'-Azil. Journal of Hellenic Studieu XIV. Ibimdkku Petric. solo la scrittura nidimenil tale del Mas-d'-Azil e ^ stata. specialmente caratteri eguali a quelli della Troade. e prima a Creta e poi in altre localita deir Egeo. per ora. Pag. le ipotesi espresse da Piette intorno aH'origine dei segni alfabetiformi. ' Etudes d'ethnographif prrhisioriquf. nno studio importante ^ Evans aveva dimostrato 1' esistenza di una scrittura con caratteri lineari nel Mediterraneo. sulle quali ritorner6. . anteriore alia nota scrittura I'enicia o co- jiosciuta come fenicia. Paris 18H7. Nagadu and Iiaka$. fig. Jjondon 189(J. Lt» OaUUt colorih du Maih18B6 con atlante separate. 106. » Lasciando f'uori. in epoca anticliissima. 195 segni di cui alcuni sono cipriotti. 18i>4. 538-48. importante e anche a mostrare come molti di siffatti segni siano recentemente rinvenuti nel neolitico egiziano. Alcuni de' segni trovati incisi su vasi di creta e raccolti da Morgan. ai tempi preistorici. Infine molte anticlic iscrizioni del- r Asia Minore. con orientale quegli altri scoperti Mediterraneo da A. ' Primitive Pictogiaphs aud Prae-FhaeHicima Script jrom vol. la scrittura in nso nei paesi dei Pirinei.[8] O. BEIUil asiliari. VII. Evans come micenei o egei Di fatti in naturalmente prefenici. * Rechtrche» tur Vorifjint de VEgypU.' nel e si confrontano poi. fanno parte deir alfabeU) egeo. ( >re/«. pa- trimonio comune del littorale del Mediterraneo e delle rive deir Arcipelago. Ritrovando negli alt'abeti cipriotto ed egeo o nella Minore prima della guen-a troiana dei caratteri asiliani. d'-Azil. (^fr. si lia fondamento di pen* sare alle invasioni da occidente ad oriente banno porBcrittura in uso deir Asia tato in queste regioni.

Journal ut. protoegiziana con questa oggi riconosciuta nelle iscrizioni libiche nome di tifinagh. Difatti nelle piccole tavolette di avorio deil'Egitto preistorico. mostra anche la conseguenza della scrittura cretese ed col egea.. Analoga convergenza si e evi- dente neH'alfabeto delle Canarie. a Nagada. Dk Morgan. fig. 1897. o egitto-libica. egea e scoperti libica. I i . ritiene appunto piu Ma di noi possiamo estendere la si coniparazione quanto ha fatto Evans. compreso Sahara. quelli dei '"* trovansi segni pert'ettamente di identici a dolmens e ad alcuni che Mas-d'-Azil. pag. Op. e scoperta a Bakas. quarta citta * Further discovries of Cretan and Aegean Script with Libyan and Proto-eyyptian Comparisons. ad Abydos. che e limit ato al Medi- terraneo. dove si sono vedute stazioni preistoriche del suolo egiziano. cit. a Kahun e altrove. 1897. Siflatti segni si trovano egualmente nella in certi tu- betti di terra o argilla. aU'Egitto preistorico o libico Libia. con la cana- riense. la quale coni- prende 1' alfabeto libico. cioe ai segni alfabetiformi di od alia stessa e del Mas-d'-Azil dolmens europei. 550-55. Ma e neppur qui di si ferma Evans nella sua comparastirpe zione: convinto che gli Egiziani preistorici Ibssero Libii perci6 quella medesima che ha popolato il r Africa ad occidente dell'Egitto.' 196 SECTION LINGUISTIQUE [4] In altro scritto piu recente lo stesso ingegnoso autore ha diniostrato la convergenza della scrittura cre- tese ed egea con la egiziana preistorica neolitica. 167. che libico. * XVII. segni sono come iden- anche e tici facile di avvertire altri alia scrittura cretese. come da lui e denominata.

incisi sulla si vogliano comparare gli caratteri. per la somiglianza che hanno con la scrittura in seguito deno- minata fenicia e chiamata difatti. trovera non dir6 somiglianza. Chi voglia. ' Lbnormamt. scrittura cipriotta ed Del resto contemporaDea alia trovasi egea quella sjiarsa nei segni di vasi ed altri oggetti di argilla nella Troade e in molte delle tante citta troiane. 8ERGI 197 troiana. fenici. Pag. Torino. che sono piu remoti. univei*8ale nei Mediterraneo e altrove. la 47. comparare questi segni con di quelli dei caratteri piu antichi. o i medesimamente. 216. Vedere specialmente AetM du Xir^ Congrit Um OrUMmliMet. arcaici. Ilios di Schliemann. di scrittura appariscono piu tar- cio^ ' nella prima etii del t'erro. Paris 1872. monete se Cartagine ' e oosi via. ma identita di forma. secondo la e la forma I'opi- composizione piu complessa. Analoghe forme divamente in Italia. ed ho espresso nione che mi pareva essere forme di scrittura. iscrizioni di Mesa. lo ho raccolto e riunito cotesti segni. e la memoria speciale fig. da lui detti sigle e creduti puri segni di fabbrica. come scrisse in i altro luogo ho mostrato. e oosi ripetuti come ' nelle tavolette di avorio egiziane sopra noUite. Gozzadini incisi tra- segni da lui trovati nei vasi di terra cotta del sepolcreto di Villanova e altrove nei liolo- gnese. Essai sur propagation de I'alphabtt ph/nicien le t«vole. avra a confermare nei concetto che caratteri detti fenici non siano che una derivaziono fin di quei segni alfabetiformi apparsi * dall'epoca preistoSatcb salU Cfr. — Tom* III - (8^ Putto) . cipriotti. * Arii Cfr.[5] 6. come Etruschi e quelli trovati misteriosa stela scoperta si ultimamente al i Poro romano. di scrittura. 18 dang Cancien monde. 1898. e Jtalici.

e parmi sieno sufficiente indizio le iscrizioni rupestri della Liguria. Atti cit. e cosi da rendeiii piu polo che accett6 piu comunicabili : ciassun po- tatto trovato utile. sono apparsi i Cosi mi pare che nelle regioni dove si segni alfabetiformi di cui ho parlato. Ita- liano. Atti 1899 — — IssEL. come hanno nei ogni parte del * mondo e nei popoli anticbi e moderni primitivi. BuHUNiLL. dove spesso vedono invece fabetiformi. Paletnol. . Ne differenti sono iscrizioni * Cfr. 1898. Id. ^ Ne diverso e il significato di si alcune iscrizioni di segni al- dei dolmens. — Id. Cfr. Picture -tvriting of the American Washington 1793.198 SECTION LINGUISTIQUE [6] rica in Africa. naturali. utensili. e ridurli di nuinero. 1899 Iscrizioni scoperte Finalese. di cui 1' origine e 1' epoca sono ignote. la bella opera Indians. Le di incisioni preistoriche sulle roccie di Fontanalha. G. forme di ascie primitive. Chi osserva bene. debbano ritrovare le origini pittografiche e simboliche. le quali oggi appariscono ditierenti d'origine. 10th Report of the Bureau of Ethnology. Ma dei caratteri alfabetiformi bisogna ricercare si un' origine piu antica. linguistica scienze incisa Uenova 1897 (Apennino Bull. I Fenici. se iurono tenici colore cbe diffusero Talfai beto. Rupe AW acquasanta nel ligure). Atti cit. modified probale bilmente a suo modo forme della scrittura. Soc. nel Mediterraneo e nell'Europa occidentale. mentre in altre iscrizioni sono rappresentati animali e uomini in vari atteggiamenti. ' Makeuy. non lecero che sistemare facili e il segni conosciuti e gia indicanti caratteri fonetici. la quale facilmente pub si intra- vedere nelle pittografie e nei in siniboli. si avvede subito che quivi sono rap- presentati strumenti. in differente disposizione mani e e piedi umani ed altre figure di significazione le sculture le ignota.

la cui epooa non e deterniinata ne lacilo a determinare. I'uso * dei segni di scritsi tura neirAtVica e nell'Europa. ' Cfr. 375-77. vol. vissero lino alia sistemazione definiva avvenuta nel Me- diterraneo. 135 op. Vorhistorische Sculpturandruch in Canton iValiis (Schweiz). 91-45.. e cosi antico ehe gia forme determinate lineari. XV. . EvanH mostrato come anclie neU'epoca niicenea. cit. sopray- e poi sinibolico. i se^^ni simbolici e pittografici non erano corapletamente eliminati. e tormarono I'alfabeto da cui discesero tutti gli altri altabeti europei e alcuni asiatici. XXIV. pag. qnindi. col passaggio air alfabeto tbnetico . epoca cio6 anteriore al neo* litici). quando erano in uso i segni linear! della scrittura pref'enicia. ma invece erano £ antichissimo. adoperati nello stesso tempo. A. Archiv Anthrop. clie probabilmente avevano carattere pittografico alcuni per6. altri. XXI. Alcuni di questi segni. turono lentamente eliminati. Sergi. pag. f.. G. 279-l»4. Bauer. SER6I m Iia trovate 8opra roccie della Svizzera. troppo nnmerosi da prin- cipio.(7J G. oltre banno le pittografiche fin dall'epoca doUa Maddalena. pag.

« .

man}' tribes speaking dialects of this stock ranged from Newfoundland and Labrador on the north to the Savannah river on the south. * For a general p. however. g. In the teenth centnrv of this era. of course sharing the territory in most places with many other generally hostile races. Chief extant tribes. Sen&pe and their Le- gends. when the Algic racies were at the summit of their prosperity. the vast region about Hudson's Bay.' Beginning at The Crees or K^nishteno who occupy to-day nearly the same territory as they did the north these are : two hundred years ago. clasfliAcation. In the middle north-west and west.11.THE INFLEXION OF THE SUBSTANTIVE IK THB ALGONQUIN LANGUAGES Comparatively little is now left of the once widely six- extended Algonquin family of languages. e. — It is not possible in the present state of our knowledge to attempt to trace the origin of the Algic peoples. see BriDton. for the purpose of the present paper to mention the chief tribes which are yet in existence. . It is necessary. .

S. 36 ff. of the Delaware nation or Lenni Lendpe whose three chief sub-tribes. all of whom or. " were former!}' so powerful These people and kindred clans were at one time the dominant race in what is now Pennsylvania. The Passamaquoddy-Milicete idiom is still spoken by some eight hundred souls in Eastern Maine and New Brunswick. Passama-quodchies fMilicetes) and Micmacs. See Brinton. In eastern Quebec. Que. we find the Abenakis. Que. It differs considerably from the Abenaki-Penobscot language which the Passamaquoddies do not understand. The Micmacs of Eastern Quebec. pp. To avoid confusion in the present article the name « Algonquin » will always appear in quotation points when it refers to this * clan especially. any those of pronunciation. cit. A. a few remnants. and in Ontario. These Indians term themselves Otanak. are the [2] Ojibwes with » whom of Lac must be des classified the so-called « Algonquins deux Montagnes. Me. The nucleus of the former clan and most of the latter at Oldtown. The diflerences between Abenaki and Penobscot are chiefly language. Maine and New Brunswick. are linguistically very closely allied. Abenakis and Penobscots speak practically the two scarcely diflerentiated dialects of the old Abenaki language preserved to us in Rale's famous Dictionnary (1689-1723). .202 still SECTION LINGUISTIQUE in their ancient seats. Omamiicissis- niniwak and Olishioagamik. New Jersey and Delaware. The same Penobscots. op.. There are also in Indian Territory. at rate.^ and the Montagnais of Labrador. on the Delaware river. ' now This tribe is called by the whiles by the name appropi'iate to the entire race. Nova Scotia and Newfoundland speak resides at Pierreville. U. the Minsis. Unamis and Unalakhiigos.

& R. to — We are in a position all know a great extinct deal of the languages of these peoples and also something of the tongue of three of now races. — eastern atlantic coast The fact. the latter's « Key into the don. I. observations of similar ramifications and emigrations of savage peoples elsewhere go to show that. e. R. however. even of those tribes which were geographically most remote from each other. botli as to structure ably Algic. Indeed. 1643 (reprinted Providence. are the Blackfeet. Eastern Origin. I. the Peigans and the Bloods. Society). a great admixture of blood must have taken place. Chiefly from the works of Eliot (Indian cf. liams. and the Massachusetts and Narragansett peoples There can be little doubt that all tlie Algic idioms branched oft' at some ver>' remote period from one common central language. divided into tliree bands. so-called Irom the colour of their mocassins. that the was more thickly populated with in the Algonquin farthest ' tribes than the central west and that west we find practically only one represenQrammar) and WilLanguage of America ». Origin of the Algic Races. as the various nations developed their into contact strength in different territories and came by conquest with alien races. Lon1827. in the far west. Blackfeet proper. DYNELEY all 906 a dialect different to those of their neighbours. g. The evident of Mass. demonstrates this beyond question. viz. ' and vocabulary of the dialects among themselves.(31 J. Finally. the Pequot« Mohicans) Conn. while the original nucleus of each tribe was probrelationship. L Historical . by the R. It is of course not possible to show that the tribes were all of purely Algic blood..

of course. and secondly. we take all into consideration also the common designation Wapanakhki 'land of the east' which was the eastern Algic tribes to denote them- we find an additional confirmation of the theory that the primaeval geographic centre was somewhere in the north-east or east. — The chief object of the following paper to set forth as concisely as possible the peculiarities of the inflexion of the substantive in . The traditions of the more western tribes seem to point to this also. If used by selves. the Delaware. the Blackfeet seems to indicate that the prehistoric nucleus of the race came from the east. the Cree and Ojibwe. Aim of the is Work. first. Dialects Illustration. the itself name would not be a conclusive chosen for proof. its considerably it from fellow dialects. — « Algonquin because. Thus. Abenaki Penobscot and. As to Blackfoot. driving both Blackfeet and Dacotahs before came from the east arid the Ojibwes them. the Blackfeet know that they and Crees. Passamaquoddy with occasional references to the Micmac and extinct Massachusetts and Narragansett classified all of which may be the dif- as forming a distinct sub-group. although. dialects chosen to illustrate the treatment of the substantive are. common linguistic stock. as will be readily seen from subsequent examples. examples from are cited only where the points of contact are especially striking. these are a sub-group by themselves presenting the most archaic forms of modern Algic speech. fers owing long geographical isolation.204 SECTION LINGUJSTIQUE [4] tative of the clans. according to their ownlore. liave been constantly working westward. — The ».

r>. who too often are men of no phi loinThe material for this treatise has been writer's personal oral investigations in drawn from the and Passamaquoddy dialects and from the standard works on the Cree. Laurent. In connexion with any errors which trate the wonderfully close relationship between all the may appear. 479-4i»5 Annals N. — In paper long <?. 1884. this g. Abenaki « third chief » resident at Pierreville. 8ci. q. . Diet. Lexiqne de la Montreal. Canada. J. Quebec. but rarely grammatically from each other. < Algonquin ».! [5] J. Caoq. Philoe. So- Abnaki Language by Fr. on Passamaquoddy Literature. the notation of the various Indian I €. Amer. it remembered that this is an attempt in a comparatively untried philological field where the student must depend very largely on data supplied by should be other observers gical training.. ciety. Grammar. a. firinton. XXXVI. Grammar and Dictionary of the Blackfoot Lan1827. Zeisberger's Delaware langue algonquine. the Sen&pe & their Language. * in e. words vowels. o. by P. have made use of the l. Grammaire de la langae algonquine. Cincinnati. 1889). Toronto 1874^. Ojibw^. (S. P. London. «2. Baraga. Que. House and Horden. (Pichering's £dition) and Jos. Prince. Abenakis and English Dialogues. Sebastian Basles (R&le). connexion. Memories S. 1891).Penobscot dialects of each of these last named languages widely differing phonetically. S. Amer.' The student must not forget that there are many the Abenaki. e. 1885. Philos. . the Ojebway Language. Tims. 1886. DYXELEY 906 illus- the chief living Algic languages and by so doing to idioms. of the Otchipwe Language. Wilson. transl. R. Dictionary of the guage Trans. pp. «. also in this Cf. Delaware and Blackfeet idioms. D. 18&3. Grammars of Cree. Italian i. xi. pp. Tlie ones used here are the most known and the most characteristic Notation. Acad. C. Duponceau Trans. and short. Soo. 8e»-877. A.

The Greek rough breathing in ach. Kw represents the hard kivu syllable. « To illustrate this. adjectives or verbs. -1 in all modern idioms except Montagnais and one dir The consonant existed in old alect of Cree. kishkikwe 'he cuts his head and such nouns as kishkakwanjigan ' 4 4 . ch in ach. and s as in hiss the French nasal n z get ' ' ' . Kh is Germ. verging more towards ch than Eng. t in Czech and j is usually a somewhat sharper sound. to be learned only from mouth of a g is native. shorter than in the Eng. short fi. ' represents a soft guttural or voice-stop. Indeterminates. thus. j. t are voiceless tennes like the sharp Pj k. The consonants should be ' pro- nounced exactly as in English with the following exception is : hard as in like to be pronounced in 'jour' . the root kishki ' From this we have such verbs as kishki-nlke he cuts his arm'. — Generally speaking distinctively nominal or verbal roots do not exist in Algic speech. not Abenaki and some dialects of Delaware. agma- agrtma. It has been replaced by -n. let us ' take for ex.206 SECTION LINGUISTIQUE [6] ' The character a should be pronounced aw as in Eng\ I employ to indicate a very The apostrophe law '. something like German ch in Ich. like French j p.. '. nh . All the original stems are really « indeterminates » which may be treated indifferentl}^ as nouns. in the cut '. The combination the has a very peculiar sound. ' bfit ' . /. The initial w represents a peculiar whisthing voweld eii-efi found only in some dialects. Alg. sound followed by an almost imperceptible It is a peculiarly Algic combination. » language.

Cbee: -^cin laptr^-trin ' truth ' ' . = Cree. son ' ningwisis * my son'. The following table comparatively by means of two of the most important terminations the abstract and instrumental.. *.=: modern Abenaki. izinikazo ' he has a name he shoots '. Mi. paxhkizig-e 'he shoots'. *os and n-os will illustrate 'my father'. Pen. —hikan paia'k-hikan ' gun '. {apire 'he speaks truly'. lapvii-o '. » Oj. ' he speaks truly '. A. = Ojib\ve. = Delaware. pask-ha! ' fire! Cr. pain'k-ammen ' he shoots '. ' . which seem to depend on *kuis * purely nominal stems . = Blackfoot. — Penobscot.A. . -ikun paskiz-ikun « gun > : cf. » = « Algonquin. Delaware: —dgaTij —icdgan wnlamoe-ivfigan 'truth'. of. = Micmac. wulamoei'l 'truly'. Pass. how nouns of different kinds are formed from indeterminate stems in the various idioms. kishkashkizikan 'grasK-cut prairie* On the other hand. Be. M. Del. notably the nouns of relationship. —igun pnshkiz-igun 'gun'. DYNELEY 207 *wood cut by moo8e\ etx. = old Abenaki. paxkizik-^o he shoots. Algonquin ' —win izinikazo-ivin name gun '.' ^ [7] J. Abenaki: —onhgan-uonhgaii sasaginno—ironhgan 'justice'. « Alg. sataginno ' he is just '. there are a few wordfl. 0. -igan pAshkiz—igan ' pashkizig-e ' OjiBWE -uin : lapu-n-tvin 'truth'. The following abbreviations should be noted. -higan pask-higan 'gun * ' . =: Passamaquoddy.

208 SECTION LINGUISTIQUE [8J Passamaquoddy -vdg'n kHus-v'cig'n -Jng'n pask-hgign ' ' : vkHos. In general we may state that the following classes of * Eeally «King James. » as he was the first king with * whom the Abenakis had close relations. kinchemustmltim thy king- dom '. .to this is differentiate between a male and female. ' I fire '. ' Thus MA. in the differ- ent idioms and can be mastered onlj^ by practice. Cf. — As in Asiatic and Eu- ropean agglutinative languages. as will be seen subsequently. many names of really inanimate objects are treated they were animates. kinjames some determining kinjames-iskiva King ' . of the plural of nouns. — All Algic substantives called. Even in the verbs. Pass. ' . between he » and « she AVhen or it becomes necessar}. gender based on sex has no place in the scheme of Algic grammar. however. Queen Animates and Inanimates. sufiixing ^ ' done by simply prefixing word. These classes sometimes and ignoble. noble are classified into two divisions which were originally based in the animate or inanimate character of the noun in question. depends on the Indians' habit life. it is < impossible to distinguish ». '. word nbesk-ha gun ' . e. are distinguished primarily by the termination other inflexion and in these languages. but. their influence extends also to is all really the fundamental principle The that as if irregularity which at once confronts us here. Lack of sexual gender. g. of personifv^ng certain things without ity a peculiar- which varies considerably.

The 2. nuj*). the ending is --». the excellent and exhaustive article by the Very Rev. and some materials tor tlie viffiram and canoe. in Cree (and old Mss. they are inan. . sun. ancient use and ornaments utensils ct*. mfit/ziynk (Mass. many apparently sporadic thus. but the ending ot in- animates shows some differentiation. stars and months articles of dress in in all tlie lan- guages. inan. ' cf.A m'kiizak. viokdsmk) 'eiirs'. ' aples-akj Bl. Some ct'. cancer. In Del.) kisona ' we In find -a. has-to TNarr.A. truitn.[9] J. — ' Cf. ' M. Some vegetables. apus tuminumic apples M. ' Oj.. mishi-mt' M./ M. Pass. Soc Pubblications. wlnos-ak onions '. A. Or. minish-a 'berries* (Mass. body. Pass. • ' ix. ' 1. berries and articles of* food.A. -or). the berry is : cf. Cr. In Bl. and Mi.A. » and Oj.. names of edible ' particular berries may nuk. and Pass. both -1 and -a. usam^ Oj. konhjoicak 'veins. Animates may by the pi. Certain domeetio Cr. iu Maine Hist. In Cr.' etc. moon. moccasins < but alter nouns ending in -k. or inan. inikU ' bend \ 3. but in Del. if generally an. 201-294. while Bl. the names of a few diseases sucli as 'boil.A. onhfjem snowshoe but BI. aym.A. 4. Del. but in M. /. sata whortle-berry. Mi- chael Charles 0' Brieu on the substantive in O. 5. chietiy in M. Cr. trhittairak M. But cf. nails. Alg. wart' are of the animate gender or class. easily be known in all pi. Thus. aftdmj inanimate.A. pp. ' '.A. A few members of the human . in O. DYNELEY aoe actually inanimate objects are treated as animates in some dialects. be an. MA. . the dialects termination -k {-g. has -ica. Besides these tive general classes there are cases .

'woman'. end' tree -A:. -/. head but Nouns in -It take -iak^ -ian. -n (-r). c) Nouns ending 'alder'. and inan. ' in 2. » uagosh-ak 'fox'. anib. Tliej^ may be stated for both an. ending is most commonly -wuk. -ash. the an. epijk (^/=:j). -r. anibish-an 'leaf. simply ever. shonia-n an. p'hanem-ok ' woman t. » okima—k silver Oj. « Alg.A. mistik-wuk " ' trees ' ' but after we find -uk. « Alg.g. % presents an exception here cf. cf. -t and —ic take —ak. —an. sata-l whortle-berry rules are * * '. cf. (-g^ -X) and the inan. M. or -g take —ik. « strait » '.A.A. aplcs-ak apPass. — e. ' Also in -m. « Alg. ep\l b. pikwaih-ian 'skin of an animal'.ik 'elm'. skidap-yik ' man '. -o. « Alg.. Pequot. -i. cf. not knaag -{j)ik ' clerk '. nouns ending in p. '. ab'miji-yuk 'child'. owashish-uk -k.A. —il. tcttk ' pi. Oj. ^ d) ' ' In 0. take —k and —n respectively for chief. Nouns in M. —in. minisino-k 'warrior'. -ass). in Cr. Oj. . as follows: a) Nouns ending in —a. imdup-in in'dup-al M. chalgus-yil 'ears'. and inan. peskfittim-took ' pol- lock-iish ' Pass. M. ' kizik-on day . -on. Oj. Thus. e) Nouns in -sh. usawonhgamak-il —ik. -sh cf*. ski- dapyik 'men' •-xouk. or S may tabe -yil. ing in pure ' mukuk-un box '. -k. -j^' In examining both the an. cf. M. —n. '. '. the Alg. and after an and M. » Kinebik-ok 'snake'. ' ' . depends entirely on the character of the noun termination. cf. or mugdlip^ caribon \ .210 SECTION LINGUISTIQUE [10] -dsh. Oj. —s. In « children » -a vowel.A.. A. bj p take Alg. mitig-uk pabadegw-ok 'hail'. Pass.A. -z^ take -ok. e. mitikwab-in 'bow'. hkl-n 'earth'. b) Nouns ending pata-k 'tart'. how- more complicated. * we note that the connecting vowel. » ikiwenzih-iak 'old man'. -yik. -VI. shingub-ik 'fir-tree'. sobagw-ol 'sea*. iu V -</.

i. ' glove *. > and foot Oj. of. 1) erring '. In Bl. save the pei'son addressed . . an exclusive and an inclusive. -un. appears in no living dialect save the Blacktbot. endings. houfie *. un- doubtedly the most important feature of substantives is in the inflexion their combination with the pronouns to denote the possessive relations. inan.J [11 J. Was -r or it originally simply a final vowel as in Cree -a -/. as in all -m. the an. — After the pi. adbimen-al cherry. wikhmvi-un is ct'. First person plural. DYNBLEY we ' 211 pie*. e. the other dialects of which is we know? The probability that it was primitively so nasal consothis coupled with a distinctively inanimate fit nant which some dialects saw nasal. pis. The exclusive include everyone. — It will be observed at once first that all the languages have two p. lodge This peculiar sibilant ending of the inan. and from branched forth -r and -/ respect- ively in other dialects. ending is -i»^ -sts or utt. in the extinct class seems to have a parallel pi. The very interesting question pi. Algic speech. pi. now in arises as to the primitive form of the inan. may the e. So tar am aware. came probably pure -?» as in Alg. pokun-ix moifU-t$ The '. ' find here -uk. pi. always -x after a vowel and ats(tt*i-x ' -iv after a consonant. totally distinct de- velopement. it Narra- gansett inan.. g. okewis-nk'. The sibilant elements in Black- and Narragansett are clearly a Pronominal Prefixes. 'ball'. or was this vowel connected with a consonant -ts (sh). as I -a«A. winomini-ash 'grapes*. From c which we may this conclude resembled the final -w first in French. In Oj. to discord.

* I and he. nira (Hofden. and Del. Narr. pp. Cree. g. niod. As will appear from the following table the pronouns are essentially tlie same in all the Algic diand thou. 'I\ ' thou ' kin mla incl. kilwauonhk w^ira.'' ' ' 212 SECTION LINGUISTIQUE [12] speaker and a third person or several third persons. I .. ua niluna kiluna a(fma niuna kiuna kirna. ni ki 7iia kia nika (nikama). kiluwd nekamaica affmovonhk * Dialectically nina^ niya. ' he. [ and you'. she. Curiously enough this perfectly patent fact was overlooked. while the inclusive pi. in' cludes or may I include the person addressed. or at any rate ignored.. Cree Gr. alects. 2-3). it' ' win excl. nllanan kllanau kllaicau ' we we jou they mnauint kinaivint " kinmcd mlawafi * wlnawa Abenaki. by the ancient grammarians in Mass. nln » . e. Delaware. I and they '.Oj. nlla^ kila « Alg. nitha. auc.

f'-. (o) These inseparable prefix relations. mt/ik. Z//"*« Confrt* Am OrUnMUlM. o-om. na he lovea his 214. i^LACK FOOT nett6a kestda ostdi 319 Pask. Abenaki. ntUL Vtum. tondaka 'where*. 'something'. respectively are the or o. wliich appear demonstrative elements which are practically identical in all the languages. inseparable above to espress the »e» parate personal noun or pronoun prefixed to certain tr. ag'ma. nel. M. DYNKLBY DYNELBY Ml.. force (seen in represented by a demonstrative noun (nikama. * which is a combination of kagiri etc. kj 1. ' Del. Pass. Mi. the o element of 3d p. Del. Abn. ne. the separate pro- noun of the 3d the demonstr. that ' ' nit ' that ' pi. p. pi. ?i. ne*tunan kettunan kestdan ostdauai ro(>t« klluau neg'mmb Tliere can be n^g'mafi no doubt that the primitive of the w. ml kil nin kin 7il'gum n^gfim nib in kllnn nlnen klnen kllaii.A. the Pass. See below Acua tfM p. that ill will be noticed Del.) ne^ an element -ka of similar 'what'. ni ' tliat '. are equally capable of being prefixed to substantives to denote the possessive and It to verbs to express conjugational modifications. Abu. - 'low* III - Ql^* YmtMm) U . Pass.' 113] J. nWl. » a-am (anim. rr. kckw-se. nhguwi) na. A-. i-ivi inanimate). ' the ' his ' hetng expressed by the infix ~im. nek. ni. ending -m. koekuj demonstr. 2 and 3d pp. tlie In these four idioms. ' appears in the possessive inflexion of the noun.) ia-am ' tliat one ' . (atna 'where' and in 'this one'. liowever. and the in -ma which probably appears < Alg. is and Mi. Del. nikt.

ni-sakih—aii—wuk ki—saklh—au—icn k nit—iJbski'k—wuk kit-uski'k-u'uk sakih-im-eo ot—uskVk—ua nit-uskik-onan—uk kit-uskik -onau—uk kit—uski'k—ou'au—uk ni-sakih—anan—uk ki-sakih—anan-an—n k ki-sakih-owau—uk sakih—im—eicu k ot-uski'^k-ouau-a ' Algonquin '-0 jib we. ni—nijanis ki-nijanis o-^iijanis—an o-saki—an ni-saki—anan ki-saki-anan ni—nijanis—inan ki-nijanis-ina n ki-sahi-awa ki—nijanis-iua o-saki-awan o-nijanis—iuan 1 . ni-saki—a ki-saki—a ' I love my child ' etc. ni-sakih—au ki—sakih—au I love my father ' etc. n—otawi k—otawi sakih-im-eo otawi—a ni-sakih—anan ki—sakih—ananau ki-sakih-owau sakih—im—eu'uk n-otawi—nan k-otaivi—nau k-otaivi—wa^i . ' I love my kettles ' etc. oiaivi—ivau—a pi.214 SECTION LINGUISTIQUE [14] The following diagram verbs will illustrate the use of the pronominal prefixes in seven languages with both and nouns showing the close affinity in the treat- ment of both in Algic speech. Cbbe.

. ' I love my fatlioi-s ' etc.1151 J. noun. L lovo my children ' etc. his pig or ' their pig their pig' o-ktUcush-iwan. it is ' always -an. DYNfiLEY ' 215 pi. In the ' ' same way -iwa becomes -iwan o-kukush-an in Oj. ni-8dki-ak ki-sakl-ak ni—nijanis-ak kj-nijan i*-ak o—saki—a v-nijanis-a ni-saki—anan-ik ki-saki-ananki-saki—aicak ik ni-nijnnU-inanik ki-n ijanis-inanik ki-nijani»-iu'ak o-saki—atra ' o-nijanU-Ura Delavvake. » we find the 3d p. as -a when used with a ' pi. n*d—aho(jdanik k'd—aJioalanik n-6kh-ak k-6kli-ak ir*d-ahoalawatraU 6kh—ihrairaU n^d—ahoalaninatrak k'd-alioala—nin auak u'd-ahoala—d'airall n-6kJi-cnaua k-vkh-enana 6kh-ii ivaivatrail * Note that in some dialectn of « Alg. Oj. In Oj. ag. Thus. sfx. iCd-ahoalan • I love my lather * etc. ii-6k/i Wd-ahoalan w*d-ahoala)rall k-6kh dkh-vall n'd-ahoalanin a nCkh-ena k-okJir-ena k*d—ahoalanina k^d-ahoalaneiro }r*d-ahoalau'aualL k-6kh-uira 6kh-iiwau'aU or ic'd-ahoalairak pi.

216 SECTION LINGUISTIQUE [16] OA. n'namihon k'namihon iinamilion n'd-onhgem k'd-onhgem ud-onhgem—a n'd—onhgem—ena k'd-onhgem—ena k'd-onhgem-o uonh n'namihonna k^namihonna k'namihovonh u'namihoircynh pi. 7ie-^iamiha * I see snow-shoe ned-anhgem ked—anhgem my ' etc. ' ked-anhgem-ewanh ud-anhgem—ewar I see my snow-shoes ' etc. ke-^namiha ti—namihanhz ud—anhgem—az 7ied—anhgem-ena ne-namihanna ke—namihanna ked—anhgem— ena ke—namihawanh u-namihatcaz pi. ne—namihanhk ke-namihanhk ned-anhgem— ak ked-anhgem—ak u—namiha ne-namihannatrak ke-namihannairak ke—n am ihuicankk ud-anhgem—a ned—anhgemennawak ked-anhgemennairak ked—anhgemevanhk ud-anhgemeu'a u—namihawa MA. ud-onhgem-oiconh n^namihonhk li*namihonhk n'd-onhgem—ak k'd-onhgem-ak u'namihonhk u'namihonnaicak ud—onhgem—a n'd-onhgem-enawak k'd-onhgem-enatcak k'd-onhgem-ou'onhk k'namihonnawak k'namihoiconhk unamifioironhk ud-onhgem-oiconh % .

^y .A. nij «-. o. n*niin(ha * I see my father * etc.A. kits. noiseisi kdtsetsi otseisi „. ' l^mitauhii-fi w/i n'*mitan ktrg-ii iral I see my fathers * etc. rCmitaukv'i k*miiankits v'*mitauhrs*l h'nimiha ir*nimihal n'nimihdnna k*nimih(hina n*mitanhr-^n k*fntfauhr-8*n k'nimihdna fmimihdu'dl pi. . PA8H.. n*nimfhnk k*nim(hak n'mitaukirs-uk k'mita?iku's-uk v'*mituka7is unimihak n'nimihanna truk rCmitatikirs—finnw k k'miiaukws-finfiv'uk k'nimihannanuk k'nimihauak k'mitaukirs-'dvok iifmiiauhrs—ftwcU nnimihawa Black foot nii-fi komimmafi 'I love my glove * etc.[17] J.d«iMrh»»' kit-v kom immafi V komimmi-u-aie nit—vJcoviimmu-na7i kit—n komimmti-nan n-otsetsi-nan k-otsetsi-nfm kit-ukomimmafi—aii k-otseUi-oau otseUi-oaiau ukomimmi—au-aie ' Atsetgi * ^love \ In Bl. and M. to illustrate bow very slightly the modem language has deviated from the ancient form.^^. o<*. DYNELEY 217 The above paradi^i is ^iven in both O. ki. the contracted prefixes are niis^ no. Ao. k.

Mi my father '. m'huk. » ni—sakiton—an ni—masinaigann' namiton—al nd~an-ikhigan—al an 'I 'I love my books'. K'd^—lonhdira-onhgan ' thy language / Pass. '. M. see my books'. Thus. nit-vkom immai-an kil-uhomimmai-ai'i n-opunix k-opunix opunix nkomimmi-u-aie nit-fdxomimftvanian n-opv n-inanix k-opun—innnix kit-ukomimnnanian kit—v komimmaft —ax—au k-opun-oau—ix opun—oai—au—ix ukomimmi—au—ax It will be observed from the above that the verb its agrees witli object is and number. Certain nouns of relationship. Abn. even though they may begin with a vowel. but beginning with . m'haga. Thus. Thus. nd-alemos '. Cr. » n-os. . but n'haga my body Pass. after the ' pronominal « Thus. prefix. t When ts) the noun begins witli a vowel. rules should The following phonetic all tlie be noted in dialects. my dog / Pass. the ending of the verb must object in class « If the also be inanimate. nt-dgweden my canoe This peculiarity applies also in Abenaki with cf. KH' ladivewdg'n thy language '. prefix directly. inanimate.A. n-otawi. ' Abn. Alg. int-uski'k ' my kettle ' » ' nind-abwi m}^ paddle ' Del. It should be noted also that in some idioms nouns denoting a part of the body and ' ' m drop the m after the prefix. take the pron. or d (Bl. * « Alg. The here clearly presupposes an inherent however. nd-a'poanum '. nfich. is a dental Alg. etc. my bread.218 pi. ' usually inserted Or. initial vowel. SECTION LINGUISTIQUE ' [18] I love my balls ' etc. to ' nouns beginning '.

modification in languages. ttigufimy but nigtcam ' my house Pass. as -o.A. but not precisely identical with other e. 219 k'kukek ' in thy body '. uigwuns.A. m- ' entirely. Cf. In most of the dialects. vigutistl mo- The inflexion of inanimates diflei*s in the 3dp.thus. 0. > ttyich- but nich-inini * my ' : fellow * man ?/*. nouns beginning with « tt drop inini.A. his book *. M. These are : 6. from that of prefix. but nigtruu mother For the 3dp. cases are five in number. in « the Alg. Locative. however. » as-aw.A. Besides these there are B) six other modification of a different character which may b^ termed accidents. 4. or the so-ealled 6. book fifi-anikJiigan '. in O. prefixes a. or accus. in animates only which has the o V) but does not take the ending which appears sing. while Pass. A) those which 1. Del w^dAppoanum his bread ' M. be termeti Obviative. . as '. Vocative. A. '. other ' nouns be^inninf? with m follow this rule: matsikfn moocamn. retains the w ' after the prefixes. Sur-obviative. hiH hoase \ . thy. Thus.' but natsikin 'my moccasin'. some of which casetabulate are similar to. of the Hd p. The • M. as -ar.in ' atrigirnm his * house his *. ' . and Pass. the substantive is capable of undergoing certain changes of form. We may may 2. '. Cr. them as follows g. DYNELEY In BL. omits the ther '. Nominative.Ui^J J. as -a and muchilohimou'in ' in Del. trW-avighig'ji his In all the Algic idioms. o' his sin ' « Alg. Alg. third 3d p. in -/.A. this consonant atler the ' prefix. in Cr. » ot-abni his paddle ' '. my O. Pass. o or words beginning witli w. 3. n'wigwAmt l^mtyvSm^ iitoigwum my.

Cr. they all say 'the Indian his house' cf. The genitive relation is expressed in all tlie the Indian's dialects by simple position. 9. v'nimihal he see the horse w^ nimihak ha-aso pi. ' they see the horses '. Oj. OA. sing. Bl. with the pronominal prefixes. Bl. nnamihaiva they see dogs. pi. with the 2. The Obviative appears when noun is con- nected with the 3d p. sakihewuk otvashisha Cf. » osaki—an nijanis-an. ' nan-nu-yi-u-ai e ponokomi' tai—i (from ponokomita 6) horse ') he sees the horse tlje '. Thus. Sakiheo owashisha ' . " * he sees a ' dog. pron. for house'. « They pi. Thus. 3d p. osaki— osaki—awa nijanis—a. noun. he loves a '^ child or children pi. Alg. 8. The Future.. " Alnoba mcigwom. « In this connexion. 1. as a definite article. The Past. osaki—an nbenujiyun. The Dabitative or Suppositive and 11. pi. prefix o {v^\ sing. '. [20] The Diminutive-Derogatory. ot-owashish-a . A. and Mi. '. anamihanhr aremvs—ar aremus-a pi. MA. The Interrogative. Thus. and Del. 10. as in the following three instances a) : AVhen it is the object of a transitive verb in ' the 3d p. he" sent the angel amemensall he loved the children '. unamihon alemos-a and ginchinnap enchel-all v'Uahol-awak ha-as-v'ul * ' ' ' unamihaira ' alemos-a. Del. The Obviative is a form of accusative which appears only when the noun is in connexion. Cr. » Oj. Pass. is the simplest tbrni of the simple possessive suffix-m. I may Alg. The nom. or pi. a usage which does not appear in Abenaki. Pass. or children pi. M.220 SECTION LINGUISTIQUE 7. aivan nbenujiyun.A. state that Cr. love a child. use the demostr. this will be readily seen in the alles given above of the subst. from wliicli all tlie other modifications are made.

In « Alg. died for the Indian. -on. Au-sfi Jesus Christ anishinfiben ' J. In M. (either dat. DYNELEY *.(211 J. ' kapo 'stand'. ian and iran according to the character of the final syllable of the noun. termination identical with that pre- ceding the ending. C. ' Kulzincw ' Kutta-vtinhkaniJia afi-tvuk Jesus-a All people shall stand before Jesus ogenibotmviln ' Oj. of'. M. the consonantal in is termination < was simply omitted.consonant is To form dropped and the prein the obv. Or. -in.A. * Otishkau in front p. In O. O. ahrizdananhr sawangan nn- mesar ' the eagle swoops down upon a '' fish '. in the obv. poireMt'. In of. i. The Obviative frequently denotes the indirect obiect or the subject of a passive verb. noxhrir- the angel came a virgin The stantives rule to form the obv. the n. > the ending is -w.A. they \ . « Al^. -vr and ». a. and pi. -an. gives tlie Indian a book *. Pas. > and O..A. case for animate 8ul>- may -a then be formulated as follows: In Cr. -i appears only when the noun thus.A. iiUiiruk commodi or incotnmndi). obv. » o-nijanis-an ' his child Not© that ends in Bl. the obv. 391 etc. * frnii- lonhn alnonhba-a awikhigaa He *. the ending was « -?•. as in ceding vowel Alg.A. The vowel used pi. Alg. pi. pL. Azi ninilan ha-as-trul skidap-gil John gives the horse to the ilijil ' man to Asel puhuchigil *. the ending is for both sing. o is lengthened in tone. leaving the simple vowel -a in both sing. the ending -r which would naturally have become-/ has disappeared entirely. and pi. pi. ata& 'in front 'V)uk termination 3<1. It has otlen al- most a dative force Tlius. before the sing. -ar. nitftnna c) '' -u inv dau^liter ' but otfnmi' his daughter*.

(cf. the conpi. termination. ha-as-icul) and-z'. inan. nouns do not take the Obv. the sing. -p) for the sing. while in shiddp- it is-/ (gil-^vul after -s. Sing. or. -o' fort the pi. dis- case for inanimates. skicMpi\ ha- as-o'. This not the case. Thus kirapahum nipiliu he dips up water This termination must by no means be confused with the inan. if it is an inan. inanimates have no distinctive form. is sometimes called tlie double possessive case. cf. and the characterIt vowel of the obv. Ti'milonhn awossis 3) give him a child The Sur-obviative. sur-obviatinguishing ' '. In the : pi. pi. book *. I give him a '. the direct object. ' however. will be noted that in obv. in Cr. tive ending -iliu pi. is is usually in the p. In Cr however. after a verb. not in the 3d ^ Cr. all retained. noun. in sentence. more % . liowever. ending is these dialects save Bl. cf. gil^ -I for both sing. ending. pesekui unemauinal is ' liis only son '. sonantal ending Pass. even if the verb TIius. ihiva about to be discussed. an. It should the verb has two objects. e. obv. nouns generally take —lii't [—ilin) when governed by a transitive verb in the 3d p. he '. ki- oshi'tafi nisho wunihikkana be noted in this made two traps connexion that when in Cr. istic The -/ is simply dropped liere is. q. we note a distinct obv. In Del. sing.222 SECTION LINGUISTIQUE [22] Pass. in I the other dialects... ' cf. practically identical with the inan. Like animates they take this mark only when connected with a verb in the 3d p. but the context of the sentences prevents any in confusion meaning. tlie cliaracteristic termin- ation indicating the third 3d p. In every dialect save Cr. Ni-milan is masinaikun-iliu. the original -r appears as -/ in the sing. one direct and the second indirect. and.

mentionod aboveX . exists only with an. Cr. condition just as it is ' by the is Obv. is any part or clause of a sentence. obv. in using a different ending for the Sur-obv. or. Pon osiikihan okirisis-au 'Paul loves that the owni is son. the second direct object of a verb in the 3d p. Alg. nouns. son. in Cree in such sentences as his son dead * we find ot-anis-a o-kods -a -nipi- liva. however. pi Kutta-kiskinhe « ohilmiiwCo will teach ot-owashishinush-iliera * children's children. and pi. «7/V' (not to be contused but pi. and has been it quite lost in the otiier idioms. q. Alg. '' > Mishen osaiensan owi-viti-kemani Pien ot-awfima-ni Micliners grandson will marrj. of. and < Al^. « follows an Obv. Cr. the following oi-owash- combinations. with the inan. > - Qj. » and Oj of inanimates as sing. e. Mnry ki otiminfo Jane-avtvashimish-iliira or simply Mary ki oiinfio Jane-a ot-onashimish-ilina. The Sur-obviative always least. for the above sentence.Peter's sister. we in may assert tliat as long as the Sur-obv. stands Alg. Cf. Sur obv. * Oj. Mary ki otine. « in all the languages save Cree the Obv. nwap^mnn o- intiLimfigun-ini 'he sees the man's wife'. understood his ..Ivra Jam-a imhh-ilina 'Mary has taken Jane's child. It exists only in Cr. cf. used well. lif/ alone here also however. While in Cr.* In genera). Sur-obv.' It will loves his (another be noticed verb affected by the. Sakih-im-fo ot-ant$a iliva * okon^ * he loves his daughter's son ot-ouashinush-a his . DYXELEY properly. We * find in such Ben- t^ncos as the following: Cr. at presupposes » a preceding Obv.128J J. Thus. we find the Sur-obv. this will will suffice. It will be observed that the anim. ending Cree is -liva (i liva) for both sing.' but o-sakihani ohrsis-ini 'he person's.

okosisa pi. loc. Abn. as the an. omasinaihan « -ihiva ' liis son's book (books) '. inan. into. most from. Those invited icigtv6m-uk. 4) The Locative occurs in all the dialects and denotes the place where. some verbs of going do not require that the name of cf. A.. on. does not Cf. a. he said to (Unami) vtellawall c) trtallocacanung In his servants MA. as follows.' with verbs of motion. able to go to the * trading-post sliall ' . in Alg. n . Thus. at. p. Thus.. Cr. in. to. be deduced from the -iliira for an. -niy —ini. Cf. Brinton. fUnami) Elend-pannik wifa ' pungeirinulatpvd gannUng. with the meanings to. A. Cr. was either never developed in these some prehistoric date. rCmajehap'n negnnk Del. as above. * « Alg. and add -m. Toronto— ing niwiiza. used instead. under and through. out of. nouns -oni and in Oj. • nd-elosanji molian '1 shall go to Montreal'. . rCpaion b) ' came house ' . tlie same ilift. the Sur-obv.' ic^nimi'ha okivisH ' he sees the man's It is e:^tremely where the Obv. « and » -iliva . I shall » not be -Oj. exist at all. In for -ini^ add ili?i. away his The rule for forming the Sur-obv. pi. as the more ancient forms of them show no traces of it. and Pass. M. In Del. > Pon. * Pass. unamihon alnoba—a vmamon—a skidap—gil is Pass. the place shall be loc. 224 SECTION LINGUISTIQUE [24] -ihiva. M. 'I to the weddto the ind feast'. pi. As Dative. son. going to Locality my * house*. sing. lost at probable that the Sur-obv. Mummcila nikagi ' itotan utmci-ivikumik-ok. Sur-obv. 82. I go to Toronto ' Del. omdkamani ot-osan ot-akik-oni 'Paul takes father's kettle '. " languages or was ' of which * are expressed in the verb itself. is may Cr. cit. Al^. ' I am '.

the and Del. -ok added » in the kettle*. Del. In U. it is -ng -^ik) Alg. it is -k with essentially the same vowel as the plural. it is found by adding uski'kok -ik. is -ng^ -ing^ ong. except where it is necessary to differentiate the Lowas '). « Alg. according to the termination of the noun. » Andi irejipaietj f Moniang ' ^ Pass. A. '. Tondaka najiKUmtf Odonak where is he from? The city*. . d) 'from. n-otatri o-clilmanU-ik my father is ia liis canoe (anotlier persona '. MinHi . ' lu these two phrases the idea woji/-. DYXELKY ' 235 at. ftdnin odanak * . Mi. the termina- modern Pen. S. -A' -ge (cf. naftdosa HgwOmuk. Cr. vigvavik 'at the liouse*. A. Ki « chikumek in the sea*. .' out of * Pass. like Kakaking inicej 'he cries a crow* . In Alg. * from ' is really exprciuied by tho verbal particle waji'. Bastonenang In < in the U. A. ikireng izilio *lie is dressed like ' a woman*. ' be i» in town. Oj.(251 . the sfx. in . U. ' an 'in meaning Alg. * The Locative ending can adverbial relationship < also serve to express like '. and Micmae. Pass. Sibaige 'at Pleasant Point but in tlie modern A. nojinodaha irigwdnik ' come out of the house ' *. mikiiramik ' in the tent If the is noun already ends ' . > and tion connecting vowel is practically identical with that of the plural ending. The general are as follows cf. Thus. Names * of places especially take -nang cf. A. : rules for the formation of the Locative — ' In Cree. where do you come from? Montreal? M. the guise of.* In Oj.1. (Unamij Sasktrilumang ' Sakimanep oten-ink * ' he in was chief at Susquehanna the town M. . -nang. and -k only * if the noun ends in a vowel. in -k as uski'k kettle '. presege ergirfik as large as a pigeon '. » sucli a» '.

This nasalization in I . Pass. A. next autumn Mi. Locative -nk) in essentially » becoming nasalized Alg. -Oj. A. Pass. winter '. uesp/kiciicik . we may compare the following pain the Itail radigms : 0. As an example of the method of affixing the Locative case ending to a noun with pronominal possessive suffixes. and Del. the plural termination -inek which I find only Mary. Cf. -ikok {-ikfik) : U. plural. Tagiiongni-ga to-morrow morning be observed -k. » nibin-ong ' last summer ' ' ' . A. [20] cative from the an. M. 'yesterday ' . morning It ' Eskitpfikek ' M. ndene -ikvk 'in the towns'. In U. but nzasis-ek It ' cU my uncle's should be noted here that U. will is « then that the sign of the {-ng. ' nigwam—ek kigwam-ek in my house ' ntol—uk ' in my canoe ' Utol—uk loHol—nk ntolnok k'tolnok a-ivigu'dm-ek nigu'dmni(k kigudmnitk kigivdmwanhk a-wigwdmiianlik k'tokrak id'tolwak There « is also a locative usage employed pipon to denote past or present time in such words as nibin 'summer' Alg. pe'nem-inek 'among women' is seen also in modern Pen. PASS. is. have a Locative plural termination cf. '. A. '. nzasis -ak 'my uncles'. pipon-ong 'last winter'. M. A. A. appus-ikenk 'on the trees'. A^ onhbaksi- (jam-ikok 'in the tents' Pass. and .22fi SECTION LINGUISTIQUE cf. pe^mo—inek and mechinangan—inek 'among the dead'.

from musemis. -tuk^ < Thus. Alg. mitankgwi father '.. Alg. nigatves) is ' -/. of. Kilutca Kisgumonigck nidombamtok ' ye vipers and '. generally however.» -Oj. was denoted by the sim' '. DYNELEY 297 all probability. nominal prefix to our In Del. ending -/. mok'iistsis *. mkqut 'in iieaven* (Eliot*^ but Mohican Pequot Svkkuck with -k oi* which would appear to be rather a modification -k than of -uk^ -ug. A.. -an. pi. abenfiji-iritok In Del. and we find it denoted by the o trash ish-itok. From ' mitanhgues. and Bl. Thus. a later modification. the cognate -iritnk. In Old Momh. This relation itok/t-itanpiu ' expressed by prepositional particles prefixed to the verb. 0. the voc. however. is expressed in « all the di- alects except Del. auanhsis-tokf Pass. occurs in some of the languages. tlio iiible) Loc. as it often ' is to-day ' in M.. I have come from Elbon River ' where mut means ' from A form ot Vocative sing. n-iga my mother ter of ' from which and Del. 0. A. In Cr. nihillal-ienk our Lord '! The ' endings are Alg. n-6kh-a 'my father*. M. -euk are not confined nouns of relationship. ple pi. > nijanis-itokf M. (-utnk).. The Voc. 6) means ' on * . A. trasis-tok *o children!' and in o children Oj.[27) J. musemi 'grand father'. M. of « Alg. Del. mistsis itvkh he sits upon the ni-mdt-oto wood ' where etc. Del.. by. -c. we find. Cr. '. -a. however. ningtris-e ' *my son '. nihillul-an ' Lord « '. A. nidomUik or my friends . in only a few nouns of relationship. in cf. sfx. A. the latused only when coupled with the pro'. ». -a (cf. -toky -itok. In Bl. A. A. 0. Pass. -enk. pi. » n-os-e'my father'.. is original I find no trace of a Locative. -an.

isktrashish girl '. A. M. A. Del. 6) The possessive suffix -m. « Alg. nidombam-tok really means of you as my tiiends. cannot thus be classified and must be treaded of separately as accidents peculiar to the Algic substantives. ' Cr. ned-aremfts-ene 'our dog'. The fol- lowing endings. negum menp. ' my horse nd-a-as-om'n 7) our horse The diminutive ' exists in all the Algic tongues. however. Nin ku- knsh-im achpoan 'my ' ' pig* nin-kukush-iminan 'our pig'. ' my bread ' n' a'poa- num-ene our bread U. tioned above 213. ending with Thus. -im. Pass. ishrfi woman '. nkaoz-em 'my rikaoztm-na ' our cow ' *. Its usage differs in the various cf. The true Du- bitative force of -tok has been lost in the other idioms. nind-okimaminan 'our chief. '. pronoun Del.-ive. dialects and ' must be ' learned by practice ' Cr. Pass. In the other languages the form practically the is same as in Cr. Ni-mistik-om my stich nit—oicash—im—ish my ter- child In the former case the plural pronominal minations follow the particle: Cree ni-ivaskahikimiminon 'our house'. f as many may probably exist*). a. -om occurs seen in all the dialects save Bl. -atok which appears in verbs in Alg. » nind-okimam Oj. With tliis termin- 1 . in Cr. *. B. itok. cf. 'my chief*. It was probably originally identical with the demonstr. ' the Dubitative -tok. ' bread nd-a 'poanum '. in the ending -m (-^na) as 3d p. *. nekama. All the modifications just discussed partake of the nature of case inflexion in other languages. ned-aremns-em my dog cow'. and nouns in ' « Alg. » m. nd-a-as-om. pi. » Oj..' 338 SECTION LINGUISTIQUE I [28] am « inclined to identity the Voc. Its force is simply that of a strengthen er of the posses.

Pass sis. except tliat in -aw. a vowel. DYXELKY ation shish should be coinparud U. or okhks-chich from nkhken woman In Alg. tlie vowel is almost the same in Alg. -s. '. shishib it is duck shishib islu In most of the dialects possible to double the diminutive ending to denote either a greater dimi- nutive sense or a double derogatory meaning. sometimes -if as p'2o-A$ wild-cat * .[29] J. ake 'woman'. okhke^tii < 'girl'. has * in Alg. etc. The Actf dtt partake more of the na- ture of verbal inflexion than of nominal moditication. I no ending cognate with ' -is. » ctbiru nice little paddle'. —/tl. osh after » and k. etc. etc. becames -wish osh after in Oj. fi^ as temahigan-i*^ is uk-firy little fisisy nouns whose plural -sis tor aguitC nfins little cause nouns in a consonant mtnaftbe- 818 'little ' man'. mitiknab-ins 'bow'. always has the vowel of the The after ending tisually -is/t. 2. * in a consonant or for '.. ptiss okos kitten '.and diminutive. are often both derogatory. cat ' from pzo Del. on the other hand. ' -tit. X//"** Congrit du OrinOmtUlm. sis. t » Oj. » and Oj.. manito God ' manitosh. etc. Pass. A. the plural. -sis. girl '. nouns ending minutive -715 -m. ak4-kn-un last three accidents 'girl*. -sh. -v take ens and nouns di- in -^ns take -ish. anasis 'child' aicasis shish ' cf. In Oj. < Alg. ' dear little child': < Alg. In the other languages also -is. ' also M. - Toom 111 — {V ParOt) Ift . » as that of the plural termination. wagosk-ens « ' fox '. (/. The ending is also -s but combined with a vowel and the nasal -w according to the termination of the noun: « Alg. as may be seen from sucli words as puss oat '. noxkitAM^ pit- 8hv6-8i8 * but in Pass. -chick. however. A. ' There are diminutive terminations. -sis. -u tor nouns * ending axe'. and always ' a derogatory' ' sense. Oj. > okima-ns 'chief. ashj isk. tind In Bl. which « » in « Alg.

') who whom knew onlj' ' '. The form for Marl— ban Mary " who is is dead'. rules of time future and dubitative or suppositive states. -ogoban\ I cf. n'namito-b saw'. Any noun. 'my grand ' father whom never is knew dead. nos-iban 'my dead is father'. may be made a verb and many verbal parts may become substantives. It will tlieretbre not appear surprising that nouns are otten looked upon as being in the past. the -ban. particularly we find a near and remote past is the former —ban [-iban. and Pass. allusion the form made to a whom we the speaker could not possi-goban^ -i(/oban. -bim form appears with verbs ' pipoon .. cf. person long dead bly have known. therefore. but above when in an exclamation. cf. that in Algic speech there is no real distinction between nominal and verbal treatment. In Pass. but ni—mishomis—iban I my .. grand father Cr. In the « Alg. however. -opun nfiira cf. -Oj. ' I ntmap^n of had [sd. 8) The past of nonus appears most prominently » in « Alg.igoban '. however. In Cr.. find ni-mishomis. This distinction only as when the noun stands in consecution. 230 SECTION LINGUISTIQUE [SOJ must be remembered. [pipoon it is winter ha-as ' Pass. a horse M. J . M Thus. The noun and verb have the same pro-^ nominal prefixes and suffixes and are subject to the It same and place. —oban) . This ending used when a deceased person ItJ spoken of whon? the is speaker had known. » dialect state. * ' it was winter have ' . A. ' mj' grand father (living)' ' is while 'my not dead grand father observed would be expressed by saising is the tone of the last syllable. the difference between a living and deceased person is frequently expressed by a curious variation of tone.

has a)so a distinctive past stat« for noans. suffixes -jmn are used in both sing. ' my dead father *. A. A. and M. cf. with both animates and ' inanimates. * my dead -^a. nouns and in -e for inan. exclusively for an. so far as can judge. cf. the sign ot the future -ji chi) is moveable and may be appended (0. the write you to-morrow again *. relative particle kr- is used invariably with the ' tiiture verb. Main Sospp-iskul'-pan 'Mary tlie who was wife of Josepli '. -tsi kci-i)zem—ga the to the noun or particle instead ' of to the verb . (but Pass. nib' na 'last summer* . A. This -ga appcare also in Del. » with nouns. I sliall go to Montreal* or ' Del. nan-ch rCdelUin I shall be is ' or simply u'dellsin-ch. or. nviitonhgves-ga '. cf. will as K'iuikhumtd-ch sepaunu ' I write to ' apch I will you to-morrow or K'fuikhumul sepaunu In Cr. nouns only. the endings for which are -a. This . {81] J. nmitonhgwe$-a '. '. we find the original -a. 10) Perhaps the all is variation of the most interesting substantival Dubitative. A. ' ending -ga to nouns to denote ' g. -e changed to M. NaranhUiani-ga In one of the old Norrid^ewalks*. and e. DYNELEY 381 0. inan. Molian-ji nd-elosan Mnlian nd-elosan-ji thus * . appears only in « Alg. ' . a past state 'n' affixes the e. cow I had etc. A. pbona 'last winter*. same phenomenon also observed in Pass. both of wliich are used sing. more correctly I the Suppositive stat« which. yfma it ililin ka tnkoshik the Indian (ch) who will is come but has not the force of -ji which purely a sign of the future. A. Its charaoteristio . M. the of. as mokhumsum-ga ancestoi*s 9) In Del. The pi. nibfm 'last summer^ * The M.. fatlier * niben-e last summer g.

j6n6n-aza is that I might have Dubitative not a cognate with the above forms ' cf. -ussa. A. -assa. with the term This. mrenen anishinabe—nen * which man cf. M. confined exclusively to the verb. I . '. A. Keko etc. nind-avemar-tok ni-vasister bama-tok it is probably In Cr. my Oj. subj. s'miise^tuk they are coming along a dubitative they say) I should mention that O'Brien there was p. The following examples » illustrate its * use. . kit-ai-tappo-ats f did you go there'. such It is as ke sanhgemanhica-assa f the regular * Imperf. in RS-le except in distinctively ' verbal combinations. M. A. was he your chief ? ending in M. the . they * are probably awake by now (so (loc. 287) believes past in O. -toli. which may be cognate with the Subj. ashai koskosito'. (p. sign is not cognate with ' -nen ending ct. and Bl. ? ' . does not occur -assa. n'traIn Bl. Alg. ni—chimdr—itok ni—vahandan —atok it is probably my canoe which kenuk ' I see'. however. ve- konen nipi-nen what in sort of water '. interr. the ending seems Oj imla'. masinaikun. -aza. This form does not . '. 232 SECTION LINGUISTIQUE is [32] 81^ Avill the suffix plur. I should mention the existence of in is an « interr. nouns. whom ' I see ' inan. cf. Cr. « 227). the characteristic ending of which -nen cf. seem to be used In this the other idioms ' Cr. sign is -ats The J Dyneley Prince Ph. -essa. The characteristic sign of this is -oxka-. 11) Finally. » state which appears most prominently ? ? * Alg. Kagni Bl. noxkakumo- meiukki perhaps I love '. cit. A. past sign in 0. -itok. D. A. -atok which I identify with the voc. -issa. airikhigan wiiat book the inteiTogative .' .

et rhistoriographe ath^ ni^n ajoute que ses concitoyens f'urent les premiers & cette habitude et ik circuler sans amies Je publierai bientOt dans primitif et sur sa duree. XVI 218-298 xix 9-13y Thucvdide ' et Aristote '^ ra con tent tons deux que dans les temps anciens les Hellenes portaient leur ar- mes meme en temps de abandonuer dans la ville. prouvent que vers la fin du 9°"* si^le. 40. 12G8. * Polit. b. les Sitzungberichte de I'Acad^mie de Munich une etude d^taillee sur cet usage En attendant. les peintures represen- Les vases du Di pylon dont du cadavre et le cortege tnn^bre. • 11 rt^sulte d'autres indices I. qui j'ai sont en relation avec le sujet de la note que I'illustre Thon- compagnie. au plus tard.LE FKEMIHR REGIT DE L\ MOKT DES PIIETENHANTS ET SES TRACES DANS L'ODYSSEE (Od. . paix. arines tombait riiabitude de porter toujours les d6jk en d^su^tude a Athenes. permettez moi de Vous indiquer deux des neur de presenter a tent I'exposition resultats de cette ^tude. II 8. p.

194. 698. IV308. et le plus les souvent dans ces dernieres. On pent prouver que poetes de I'epo- p6e plus recente vivaient a une epoque ou cet usage primitif etait deja abandonne. (Od. oh d'ivl (pQsol dAAo de ojTjroTS ^dAleo ofjOiv uev jto^. Od. \es Messeniens et Chalcidiehs d'Eubee abandonnerent cette coutume pendant la premiere moitie du 8"® siecle au plus tard. XXII 74. Bien peu de passages trahissent la coutume ftouvelle de se presenter desarme. Outre cela nous le rencontrons dans la meme epopee II 46. les * I'epee ne les quitte guere. A I'epoque ou I'^popee se developper.^ chez ® eux et dans les maisons de leurs amis. Pour cela on consi- d^rait la lance et I'epee ou au moins I'epee indispensables k I'appareil des hommes. n . 219. 697. le homerique commenpait a port des armes etait generalement r^pandu chez les Grecs de I'Asie Mineure. 145. En public^ heros sont armes de la lance et de I'epee. Od. 127. 79. XX 126. 101. 431. ' * OJ. le discours Un de ces passages est fils dans lequel Ulysse des les recommande a son ch^es aux parois du d'eloigner armes atta- megaron^ pour mettre hors de la portee des pretendants a I'heure de la vengeance.234 SECTION GRfeCE ET ORIENTE les Corinthiens.vfiovAog ivl (pQSol drpei lidtp>rj. 210. XVI 281-298): Toi eQEco. ' La plus ancienne mention de I'usage primitif se trowve //. lorsque le r^cit est quelque peu d^taille. nous pouvons en confa9on conventionnolle clure qu'ils le decrivaient d'une d'aprfes les anciennes donnees. II 10: XVII 62. I 190. • XVIII 3. XXI 119. car. il en est question dans ses parties les plus anciennes ^ comme dans les plus re- cents. [2] que les les Me^ariens.

dans le cas ou ils Tinterrogeraient sur I'absence des amies. igtv OTi'/OftiTeg ev vjulv.' < hi uaTtvoO lutredriK. XXII . ^f^otv hx^t ^i{U»v. discours est repet^ dans le XIX livre de rOdyssee (4-13) avec une legere modification du vers XVI (Od.se rvi refuse^ la Od. » Od. dv ^mdvoavTEc. XIX 10: jtpbz o'stt x«l to^s juiCov 74. Puis vient le r^it ar- indiquant que Ulysse et T^lemaque emportent les mea dans le thalamos. Ulysse sugjj^ere a son fils de dire aux pretendants. inel ovketi toKhv iqtnet. Kuraioji^m'i^TE re dfxlra uat fnvijavvv 29:> ' avrui. ^Adijyauj ual /iijuEva Zevg. Apres qu'Ulys. 71). jrcog otvcji^hnrsg. 385 nb dV^«ra voffia^.^Ei llaX?MC. qu'elles avaient ete eloign^es pour les soustraire a raction de la tumee et aussi pour eviter qu'ils se blessassent avec elles les uns les autres dans une querelle apres boire. Toi ev intyaQoioiv Ugt'/fa reu/to nelrm. ore Ktv oe jutTa/. 285 eg uv)^6y oyn/AOO da?Afiov Karadiivm df:ioag Jidvra iLuOSavTUij ftytjorf/oac.KeTai dvdoa Gidtjoog. fia?.ovg TQ0J0i)Te. iAoijueda'Tovg de KEjrEira ift/.Mboiy noOeovrec. ydg t'(pt/. dAAd HaTijKiOTai.m vEvoc) ffCioa jiiiv HKLBIO vol kyio K£(pa/. Le meme 10 (Odyssee niers vers. 291)^ et I'omission des quatres der- XVI 294-298). Partout ailleurs les * pretendants sont r^pr^sent^s eiit arm^s dans * la salle.aKoig ineeooiv jTa(}qmGd(M.(j. > Xojfv d^olotoiv dvo qjdoyava nai dvo <^otV>f uaAMJTEEiv ual doid jiodyQia d>g /e^n' i/^odai. nooov jTVQttg 11k€t dfirfiij . old JTOTE 2«J0 Tgobjvde kicov uareMurtv '(Jdvonevg. dXkij^. Jlgog d'iTi Kui rode jtiij /ttet^ov ivl <pQ€oi Of/ice K(/oyic^y.

lutte contre leurs adver- Cela s'entend qu'Ulysse. le les croyait armes de leurs second pretexte n'aurait sugg^re a T6l6maque rient eu qu'a se servir par son pere aucune fin raison d'etre: en cas de querelle les pretendants n'au- de leurs propres ep^es. et que cbaque ^rudit impartial doit trouver justes dans les lignes principales. L'Odyssee pil^e telle que nous la possedons a ete comde plusieurs Epopees differentes.236 SECTION GRECE ET ORIENTE [4] reconciliation proposee par Euiymaque. ses de Wilamowitz-Moellendorff a d^veloppees «Homefisclie Untersuclmngen». ils tirent leurs epees du fourreau et se servent des tables en guise de boiicliers.431. se figurait les pretendants sans armes propres dans la salle du festin. XXI 119. . depose son ^pee et qu'il la reprend des que commence le combat contre les pretendants. La du discours contient une autre contradiction. Je partage les opinions que dans M. il faut nous rendre compte de la maniere dont est nee I'Odyssee. contrairement a ce que nous voyons dans les autres parties de I'epopee. Ulysse recommande a Tel^maque de garder deux epees pour leur usage personnel dans la saires. Pour comprendre ces contradictions. telle qu'elle nous est parvenue. mais le pofete refere expres- sement que Telemaque. avant de creuser le sol le sillon de la salle pour y fixer les Laches. Si le poete qui composa le discours d'Ulysse epees. ^ Tout ceci prouve que le poete qui raconta I'enlevement des armes. deguise en mendiant dans n'avait pas d'armes sur lui. les livres Pour ' qui traitent des ^venements survenus Od.

un r6cit du meurtre des il pr^tendants. Des vestiges de ce dernier poeme se sont conserves dans le Hvre il XX de notre livres. II ne serait done pas trop tem^raire de supposer quo la version d'apres laquelle Ulysse et Telomaque ^loignent les armes. elle aussi. nomm^e en second Elle contenait. ou Ulysse tuait les pr(^tendant8 avant de s'Mre fait reconnaltre de Penelope. XXII livre. Le comdes pretendants autrement que dans le livre pilateur aura bien senti la ditTiculte d'insc^rer ce motif . d'uu potoe qui racontait se comment Ulysse et l^ni^lope reconnurent et dans lequel Ulysse exterminait les pr^tendants aprte 0*dtre entendn avec son eponse. et en6n d'une troisi^me ^po* p^e. de la T^l^machie. traitent de Les deux passages qui Tenlevement des armes reposent sur one relation qui diff«6rait du XXII livre par un trait essentiel: les pr^tendant dans le Megaron y sont representes sans armes. oO ceux-ci se pr^sentent arrows et la plus po^tique trois La plus ancienne epopees est bien celle que nous avons lieu. provient de cette dernifere 4pop<^e. se servit pour L'^sprit si different qui regne dans cliacun de ce» poemes nous donne lieu de croire que les descriptions du meurtre des pretendants devaient diverger consid^ rablement de I'une a Tautre. mais le n'est pas arrive a celui nous parceque les derniers compilateur I'a remplac^ par il de IVpop^e plus recente et plus faible dont livres. et a servi de base aux quatre derni^rs r^cit C'est de lui que provient le du nieurtre dea de ces tendants du d'ep^e.[5] HKLBIG Itliaque. pr<^- Odyss^e. le «7 iiervi a compilateur s'est Hiirtout de troi»» ^pop^es. D'un autre cotd nous savons que le compilateur puisa dans une 6pop^e qui r^latait le meurtre XXII.

.n']Tovg jtotI roij^ovg ovde TTYj dome. M. tout de meme. XXII. Au commencement Ulysse tue Antinoos d'un trait de Heche. 24): jrdvTooe TtaTTualvovre^ evdf. Kirchlioff a justement reconnu que la con- duit e attribuee par ces vers aux pretendants. i . Mais s'il s'agissait seulement de punir un mendiant arme simplement d'un arc. quand epees dont tendants etaient ceints eussent ei6 plus que sul'fisantes? il est clair que le compilateur a intercale ces vers les pour mettre a peu pres a I'unisson le livre deux passages avec precedents. II en est de meme des vers 139-141. a tue Antinoos par megarde. ou Melanthios se refere a I'eloignement des amies: [d^. ovde m] aXXr} cpaidijuiog Tsv/ea uarModrjv Vdvoevg koI * vlog Die Composition der Odyssee. sur quoi les pretensalle. le a done essaye de mettre en rapport avec situation d^crite dans le livre XXII. quelle necessite y avait-il de chercher sur les murs de les la salle des les pre- lances ou des boucliers. c'est qu'il s'agissait d'un episode qui ^tajt grave dans la memoire la- du peuple et II qu'il etait impossible de I'eliminer. * irjv.' 238 SECTION GRECE ET ORIENTE S'il I'a fait [6] dans son Odyssee. iK daXdjuov ivdov ydg. p. dants se levent furieux et s'elancent a travers la Puis viennent les vers (23. est abso- lument inconcevable. ovd' dXm/uov sy/og ^Xsoi&ai. sous ses guenilles de mendiant. . Die homerische Odyssee. Les pretendants croient qu'Ulysse. 581 et suiv. p. Mais de ce cet essai lui livre. qui relatent I'enl^veraent des amies.A" 140 dy£d\ ' vjlUv tevxe' kveiuoi i9coQrj/dFjvai otojuai. 189 et suiv. a bien mal reussi.

IV 636. ception originale linissait avec ou H*il con* tenait une autre donnee. Ody. oveg ojg dyoK'tdniTEg. Je n'oserais decider. * i'0)/. * Le vers 711. 1J>2 et suiv. lis auraient ete massacres par Ulysse pendant le t'estin. Dit hom.tth'oio €Qdv(^ ij fuajrivy rt«5^axi«/y. si ce paHsage dans sa conle vers 139. alors devient tout naturel que I'auteur du XXII * livre ait traits Targument d'une Die Comp. Odyaee p. pag. . XI 411 deiTrviooa.[7] HELBIO M... d. Si I'epopoe plus ancienne il representait ainsi le meurtre des pretendants.: celui celle que as- de son de ses camarades (Od. doit avoir ioit une grande impreMion.^ . «wt u rvj^vtr Od. ou Ulysse tue les pr^tendants avec la connivence de son (Spouse. qui fut substitute par les vers interpol^s. c'est-&-dire si transport fait par le recit de Tenlc^vement de armes provient de repop(!^e plus ancienne. nous aurions par la une id^e de la maniere dont cette ^^poj^ee repr^sentait le nieurtre des prc^tondants. 684 et suiv. La description en corresponderait avec Agamemnon fait dans la premiere Nekyia sassinat et de et suiv. og rig re uathKravE fhOf em qdn'y. Kirclflioff * a8f» remarque que Tadverbe A«dcw y ent employ^ d'une fa^on contraire A la logique et reconjiait avec raison auHsi dans cen vevA une interpolation mill r^ussie. ol Tj ^d vkv ydfi(^ i} dqjveioO dvdQ(}g jueya dvva. Si le mon hypothese est junte.€/[t£(og Hveivowo.

Outre cela les poetes le plus r^cents consideraient plus de cliquitis d'armes possible recit epique. des lances. comme I . Mais ce trouve les une explication diflferentes parfaitement qui vraisemblable dans influencerent la et circonstances poesie poste- epique rieur. de Wilamowitz interpolee par un poete posterieur. des boucliers. mais on ne * Un exemple evident de cette tendance est fourni par les vers Od. Cela lui fournissait I'occasion de depeindre une tout temps serie de scenes de combat qui de les appartenaient aux sujets plus goutes de la poesie epique. considere avec raison XVIII 376-379 que M. Les Grecs des temps plus avec les id^es apres de justice qui leur etaient propres. tandis poete plus recent les fait revenir a d'etre I'lialjitude fait ancienne toujours armes. II est bien probable que les generations posterieures furent clioquees par la brutalite de ce procede. regardaient le massacre des jeunes gens sans armes comme une juste punition pour leur conduite criminelle. dans son developpement anterieur L'epopee ionienne qui contenait le recit perdu du meurtre des pretendants. surgit selon toute probabilite dans une periode tres reculee du 8™'' siecle. comme un ^ trait • caract^ristique I'auteur du vrai livre C'est pourquoi du XXII arme les pretendants d'epee et qu'ensuite chez lui Melanthius leur donne des casques. compilateur ait donne la pre- po^me plus recent.240 SECTION GRECE ET ORIENTE le [8] autre maniere et que ference au recules. On trouvera etrange que le poete plus ancien tribue aux pretendants la coutume plus recente et que le atles represente non armes dans la maison d'Ulysse.

II vivait. il chantait au moment ou activite et la source de la poesie epique etait en pleine il ponvait puiser a pleines mains pour son poeme dans son entourage meme. Cette circonstiince devait ment entraver leur fantaisie et introduire dans leur production un element moins poetique. k Corinthe. nous pouvons supposer que ce tot en lonie. de phrases toutes faites. son 6poque il se couformait a i'usa^e qui re^nait dans et dans son pays. fait se produisit un peu plus plus rapidefait ou la civilisation avanyait ment que dans les loniens la mere le patrie.[9] HELBIG le 341 peut croire qu'elle pAt avoir 6t6 or^*e avant commen- cement de ce siecle. Les poetes post^rieurs ne se trouvaient plus dans une position aussi favorable. Si la coutume de port«r toujoura les amies tombait en df^suetude k A thanes vers la fin dn 9"" siecle et si a Ohalkis. il celui du perdu du trahit une connaissanoe des pays occidentaux qui n'etait gu6re possible que depuis la deuxi^me moitiee du 8"" siecle. L'auteur de Tepop^e que le compilateur employa pour les quatre derniers livres. lis avaient re^u de leurs predecesseurs un riche appareil de formes sociales tradition nelles. vivait dans une epoque recit beaucoup plus recente que meurtre des pretendants. et les qu'en representant pretendants dans la salle d'Ulysse non armes. II est done tout k vraisemblable que po6te crea cette epopee apres que eurent abandonn^ la coutume primitive. qui 6tait reconnu comme typique et dont ils ne pouvaient s'emanciper ncSc^ssaire- que difficilement. apr^ quo les Clial- cidiens et les Corintbiens eurent etendu le ooui'S de . k M^gare et en Messc^nie elle tut definitivement abandonnde dans la premiere moiti^ du 8*** siecle au plus tard.

127. 27. 228. qu'ils le faisaient certainement avec I'intention de don- ner a leur poesie un caractere arcliaique et propre a la grande Epopee. 7™* ^ II serait du compilateur au de la siecle. de Wilade la deuxieme moitie du mowitz ^ a suppose avec raison que le poete de cette de reculer I'oeuvre epopee et le compilateur vivaient tous deux dans la et mere patrie dans uu centre de civilisation soit chal- cidienne. Wilamowitz. XVII 62. Tous deux appartenaient a citoyens de tous les etats I'epoque ou les C-lialcidiens. 70. . p. 145. soit corinthienne. Malgre cela le poete de livres I'epopee sur laquelle sont bases les 4 derniers Telemaque et les preteudants armes d'^pees dans le Megaron d'Ulysse et le compilateur revient tVequemnient et avec une certaine de rOd5'ssee nous decrit pedanterie a I'usage primitif. p. XX 125. * ' * Homerische Untersuchungen. Helbig. WilamoAvitz.at2 SECTION GRECE ET OEIENTE [10] leur navigation jusqu'aux difficile mers occidentales. p. ^ M. et autant que nous porter le sachions. I 121. 70. 4 * p. Si * done les poetes les plus recents decrivent avec c'est predilection un usage abandonne depuis longtemps. Od. les Corinthiens. les grecs avaient abandonne depuis longtemps I'usage de toujours les armes. Homer ische Untersuchungen. 24-27.

Inschrii- ten oder phrygische AVorte (Verfiuchungs-Forrael die en- vor oinigen Jahrzehnten von Texier und neuerdings von Ramsay in verschiedenen Gegenden des alten Plirvgiens ent- deckt worden. dass die in genannten Gelehrten schon uns keiner Weise den von Alten vorgezeigten Factor zur HGlte nelimen. Aber alle diese Versu- che von Lassen und spilter Fick. von alten zuverliissigon sein zeitgenoss wie Herodot und Eudoxus ausdriicklich bezeugt und von den jetzigen t'eststeliend linguistisclien Ansichten als a priori angenomraen werden muss. Die Verwandtschatl der phr5'gisclien ist Spraclie mit der alton armenischen Scliriflstellern. So dass fiir jeden ernstlichen Erklttmngfsvereuch der genannten phrygischen Insrlirirten eine Vergleich- . '-t-*t^J^<CfS»m»f^-~ Zur Erklarun^ der phrygisch abgefassten thaltenden griecliischen Inscliritten. Ramsay und Kretsch- mer leiden an den genieinsamen Grundfehler. niimlich die armenische Sprache.DIE PIIRYGISCIIEN INSCIIHIFTEN. sind verschiedene Versuche von mehreron Fachraftnnern gemacht worden.

den Kretschmer ^ als kann der Personeneinfachen Lallnamen betrachtet mit dem bekannten karisch-kleinasiatischen und armenischen Personenname Addag (armenisch Aad Oder Tad). Vrgl. Ich beginne mit der aufgefundenen alteren. audi die au8 den phrygischen Inschriften * bekannten Personens.) Sprachen (Band XXVIII. Den Text Zeitschrift der ersteren fiihre ich an fiir wie er in Kulm's auf > « Vergleichende Sprachder forschung dem Gebiete s. Diese Vergleichungsmethode vvende ich im vorliegenden Versuche zur Erklarung der plnygischen Erklarung der von Ramsay entdeckten phrygischen Inschriften der romischeu Zeit und korame dann auf die zuerst von Texier Inschriften an. Indogermanischen u. w. den (den triigt.244 SECTION GRECE ET ORIENTE in diesen [2] ung des enthaltenen Sprachmaterials mit der armenischen Spracbe niir als unbedingt nothwendig erscheint. J . Einleitung in die Geschichte der griech. Sprache 348. karischen Addag) der Vater von OEjuiooog verglichen werden. In dieser Inschrift name TdxEig. Tig de Tavrr] dakd. 1) TdxEig. der Hellenischen Zeit angehorigen Inschriften. 381 von Ramsay selbst verotfentlicht a) Pheygische Inscheiften der eomischen Zeit N. ist. HEiv uauov 7tQ007ton)oei icaTt]QajLiEvog ijvcj avrog nal xd XEMva avxov ual iu xekvojv xEuva. 1 TdvEig irijiupe rov "Anjcovv rov iavr^g dvdga eti t/boa ual xa TEKva juvrj/ui]g x^Qiv nal iamr][v.

audi die kleinahiatittche meniaclio Stadtnaineii Aa^nrava.. defnoGog ist freilich aus hergeleitet. den arm. AadfJiM ora. in irgendeiner BeziehuDg zu der armen w. aber in der armen. Die Endung am niscben Verbalien (so hnayein den armeserge. tadem SaXdfUEiv. Tlial Thalem griibniss.[a] p. die aucb den allgemeinen Sinn von deckeu. Stadtnamen Aadt'inrava Das einzige interessante Wort in der Inscbrift XdfiEiv ist. niclits c^tyi/g. aus eigentlicb Grab bedeutet. ist Sa^d/neiv (« raj>r. Dad vgl. (so aucb armen. ildXafioc. — Ton* III . Spraclie. Thalag kopldecke. so wie anderes bedeutet als ricliten. in der pers. Vgl. Tdva^ MiKVAov). OTEyew hat (Vgl. ein parety- mologisch mit deni griecb. Der Name des angeblichen Sohnet* de» karischen mythischen Heldens setzung des Oejitig Aai^a^ des defitondg n&mlich. wrzl. 1 tcuUudun den kleinasiatisclien 2) Gericlit).ajiiog nacl). das arm.dfU'iv >) fia- aller Wabrscheinlicbkeit dd/. graben. OABOLIDES Adda 916 namen idiffi Jdd/yg (Ja^tatjdy^v).iddouoa oder Tedovoia. scheint nichts anderes zu sein als die griechische Uber- Namens Tcul Adda^. Jer/y [MEvavbQoc. Feminin) KavKd(tov. wie in den klein- und armen iscbon Lociilnamen Iley^'auov Lygdamum. der verwecliseltes und das der Be- Form nacb liellenisirtes phrygiscbes scbliess' Wort. Thai stelit. Vgl.(V^ PnHt*) . Dies icb armen. Tlialumu Ob das griecb. du XW^ Cvngrtt d«» Die gewObnlicbc Endung aber M «MtntmUHft. an-zk-am dyaiodijroi. Stadtnamen Chram) ist asiatisclien nicbt Aetet ungewObnlicb. da/. httam zk-em t'iible. Tarag and arladono/jg und den kappadokischen Monatsnamen . jus. Daa in zu vermutbende pbrygiscbe Wort lautete wabrscheinlicli etwa ihalam oder thalumn. Itry Aetu oder 'Aotardtt/ov ijwitfwv t) 7ttvilEQ<}j Tdra {Tdra ov/i/Ao^ ai>roO). T b aland i>/Mj)>'j lass* icb dab ingestel It. sorgen.

osjuovv nvovjudV&. aus derselben wrzl. sermn liclies OTtEQjua. Ebenso noin -^ dieser. Dieses von Ramsay als Scbade (harm ' erklarte phrygische Wort ist offenbar der Dativ eines dem armen.) Aelin- komrat auch in einigen sowohl armenischen als phrygiscben antonymischen dieser. das pbryg. ual F/vkcov X^Qiv. in Dativ. log rajuav uai uauovv addaKevrt. serman. In der phrygisch abgefasstcn Verfluchist imgsformel dieser Inscbrift das erste Wort log fenbar ein of- phrygisches unbestimmtes Relativpronom {pi at). .aTi CT^'xtav xal xax6v av TtotTfjoiQ . Dativ. und ioin entsprechenden phrygiscben Demonstrativpronomens des armenischen da oder ta =^ ta * Nach der Erkliirung von Ramsay muss der gauze Yorsatz der C^jt^-^av Veriluchtungsformel so erkliirt werden: o? av xal y. N. ual Bafiovg ldic> JIaoicovog A£ovT[la>) yafi^pjQoc. 2) Ta/itav.). hingegen das phry- daXdueiv bedeutet die Begriibnissstatte. = TovT^ r^ /nvrjjLiaTi (s. so kann man ihn auch in dem armenischen Dativsuffix der auf mn endigenden Verbalien finden (So vgl. Snort. 2 'AvvlnaTQOc. 5om Dativendungen vor. Vrgl. Das arm. Der Begriif von Grab bleibt so ganz aus. Thahnnn bedeutet gische Begmbniss. jat.axov Trotr^OTQ (*AXXd T'vi K(>a7|i. Was den Anslaut n {da?Min£i[v]) in der phrygisclien Dativsuffix anbetrifft. STiTvevm^evog eivov. w. unten). 1) Jog. So Dativ semin. in das arm. nemin. ddskq)^ juvi'iitrjg ual ji(plfi ywaiKi avvov. wie das griechische 5g jas.240 SECTION GEECE ET ORIENTE Verbalien [4] der im armenisclien niir ist amn.

so STiKjuei'oi muss man rait EiTov als evrv/otro WOrter £rir(r)passiver Bedeutung. dem Wio kann phr}-. K(7jg koUo^. und TeOovaia Monatsnamen dessen Wurzel und ('s. wxh (koiJU^fiara Hesycli). da [fiaijvai. oder fakshtlmif dentsch TImn. und sein Etymum die wrzl. Etjmum dada 5) von P. es mit eiquti). sowolil tmane identiscli mit Kai. CAROLIDEg imane "i 947 ooTog der dativ ist hna unci fmane mit der praepos. V Ramsay) dieselbe Verflucbti*t'orrael in beiden Sprasein. jToto).). so Was dem das Etymuin des Wortes karischen noOa uavJi(t£. dhuy da. 3. lat. cavus verglichen werden. den alten kappadokischen Jddovoa oder ladovoia. Dieser plitygiaoh abgetassten Verfluchtstbrmol tblgt bald eine grieohiaoh . 3 als ^iyi)jua die Folge der WOrter zeigt. So scheint in N. dem griech. 4) AddauETTi.og) zuruckzutuliren. I ad) der Doin oder Toin oiWog tmin (timioj. daida/. ist Vrgl. ETiTTSTDiuevog. a\n tmin sclieinen roOrtff Beide armenischo WOrter. de Lagarde auf das baktrische Dmltmsi^ ScliatTer zuriickgefdhrt ^\^rd oben s. anbetritft. /g xe ae/uov lO'ov/iiKog a(d)ateev chen //£ abgetasst zu dicog ^[£\u[e]Aoj ^tTertKftevog «ro(v). muss moi erkltirt werden. die also (bei gegritibn werden erklilren.^i»chen rafiev — zu sein. oder auf die w. dadliAmi <Vi. Wenn man den die pbrvgisch ab- gefassten Verfluchtungs-t'ormeln der Insclnitten rait griechisch-phn*- gischen griechisch abgetassten ahnliclien Fornieln der griecbischen Inschriflen von Plirygien vorgleicht. tha ^di)K£ ^jtoitpe (Sncrt. That. in denen nicht wenige alte kleinasiatisch-anne- nische Wurzel bis heute sich erhalten haben. Dieses so ist plirygisclie Wort bedeutet entweder aut* otlenbar jroii'/O)].[5] P. Td<pog. Ich bemerke nur das audi in vielen griccliiscben Dialecten von Kappada^a> dokien.

1) log VI. JTQog^ tik Praeposition wie das arm. tungssatz lautet auch goto) » X. Ten7i{y)/i(evog Spiess. AVrzl. end. ist offenbar Impeiativform.x(7){i.TST'.f>a|jivo? r^tw (s. 1) und « G. Was mengesetztes Participium passivum. Vg dv de k an cog eine [jT]vi'joe[i]. etittetik^iE' VOg EITOV.:oxaTa. tik Verbindung brinmit der oben erwahnteu ist. »). Vrgl. tlich = werfen). N. re/. tik currere. . so betrachte ich es als ein zusam- und latein.'f opal? ».248 SECTION GRECE ET ORIENTE « (6J abgefasste F. fj/i/jgovEg. irv/Eg TVKTog.EvrEvvyjuEvog in der urspriinglichen Bedeu- tung von Tvy/dvco. eotco. Kiclitiger aber mass man ( das STiT£Tiy[u)n£vog mit teueIv (eigenoi»d' der griech. . esto. vvy/dvEiv treffen «. 3 log VI OEjLiovv KvovjuavEi nauov a[d auEv . tek nicht dieselbe ETtT£Tfy[ic)juE- vog also -.evo? aber ent- und muss die in den Inschriften dieser Verbumsform gegebene passive Bedeutung (svi'V/o'.to ivTST'rmsvo? sir.) nur in solchem Sinne aufgefasst werden. tik. tIuteiv. zeuva dojga EiTov griech. Uber ist tog ist schon oben gesprochen eine worden. W. Pers. imjjedispel- tekiden cito tekaniden amovere. also -= getrofi'en. xv/. oder ent kann freilich mit dem armen.oaTO^ und € awpot? Tcepuc^ooixo £T'. falls diese griech. evTv[xoiTo]. namlich eri^ ^ Der erste Theil ist wahrscheinlicli eine .dvrl. und pers. Kara. ius. des Compositums. =-- Tika-hatz - -- doQiJihjKvog. vvuog ( Meissol) in gen. oo{j. ' Xi aber wahrscheinlich mit dem I In den griechisch abgefaasten Verfluchtsformeln der Verfluch« xan. schwer getroffen. armen. spricht besser evto/oiTO dem = . lere. tek. wie da& nun die grammatische Form und das Etymum von eriTeriKjUEvog oder eriTETiy/iievog betrifft.

drjdiog ^f/hfAo) \FrirFr\ticmr(>g ctruv. CAROLIDES og dv) ^leichbedeutende 3«f» griecliiscli. Fa/Mava. li^iaya. ganz einfach aus dem armen. {log vt dv 2) Kvovfiavei. stimli-man Oegeniiber (sandi-fjeqen). audi die kleinasiat. Das iHt ist interessanteste phn-gische Wort in dieser Inschrit't Kvovuavtri. da es doch ganz eint'ach aus deni arraenischen qounem {qoun-ewi} scblat'en crkliirt werden muss. 4 idiu jTE\'0£O(}. 4) a{6)auET s. 2. . N. im armenischen nicht vorkominende phnj^inchc Partikel. dan oflenbar Gnib bedouwaiirlich tende W.t7| P. |>er8. aMaKFm N. 80 kerez-wan Grab. den kann man. Unga-^man Vrgl. Es merkwOnlig. wie Fick gemacbt bat. RauobgefUss IToviifi Haucb. statt in den slavischen Spracben etwa gezwungener weise zu sucben. Spraclie ein locatives. donnis. Ao^iava. log VI nefiov naKOvv at^tfyr aivim &aAajin. uvov^tav also bedeutet Koijuiin'iQiov. Demonstrativpronomensdieser oder dativ s(e)min fDativ des Pronomens soiii dieser) s(ema und rs)emane (Dativ des Pronomens m erkliiren. mansio. Vr^l. kine-man {kine W'ein). man namen Koftava. Kretschmer iind andero sich in der etymologischen Erklarung dieses Wortes geirrt haben. dvfUaitn). wie Ramsay. 3) I'ejtioin' ist ein Stadt- Demonstrativpronomensdativ. Beide armeniscbe Formen s(e)min und iemm oder s[e)mano sind beinabe ganz dieselbe mit dem aeftow. Das Suffix man ist in der arm.

yev. ainmiff j-ain. 6 y^vKwdvcxt Z(oti(k)C> juvyjurjg /dgiv. ^gvyeg) verglicben wor- ^EjuieXev (fidg^agov Bedeutung des Wortes scbeint Kind oder Sohn zu sein. lauE scbeint gleicbbedeutend mit 6g dv zu log vi (N. daAajusi) das neue Wort aivioi. strativpronomen zu sein. Ioke osjliov K(v)ovjiuvog [kukov] a(6)aK£v /usdiog ^ejusAco EureuKfievog £ito(v). Lat. gemelbis bezieben. Aus dem Zu- sammenhange der Worter entnehme ich dass wir bier ein neues Demonstrativpronomen haben und zwar in Dativ. WOrtern Uog. also loke = 6g nE(y) quisque (in den . den. Und gerade dieses Demonstrativproatvioi da^^ajusi nomen findet sicb in dem armen. 0£fio{y)v^ adauET. 2) Afjdiog. geminus. d)]diog ^ejue^. In dieser Inschrift findet sich ausser den schon erklarten phryg. Demonstrativpronomen ain mit dem Dativ ainm. (jnan. Die eigentlicbe N. Dieses Wort ist scbon von Sayce mit dem aus Hesycbius bekannten pbrygiscben AVorte dvdgdjtodov. 8g dv d£ uauQg 1) {jT)vfjOE{i) . 2) sein. In diesem Falle muss man das Etymum des Wortes auf die Wrzl. Vrgl.o)-=TovTov 2) ol jraidsg. armen. erwilbnte armeniscbe Demonstrativd(t)oin.250 1) SECTION GRifeCE ET ORIENTE [8] Aiviot. xeuva doga hTv[xoiTo). Das Wort scbeint ebenfalls Demon. und wabrscbeinlicb in Genitivform. vi. gen und gem. als dem armeniscben. die schon oben (N. Hier aber das Dativsuffix des Pronomens nabert sicb mebr dem griecbiscben. pronomina 3) d(t)ia und ZefxeXo).

kappadok.. 2 Aft/iegET. N. vi. dart* niclit als Macedon. walirsclieinlich eine Genitivtbrm des oben (N. /?eo (liegevikij). 6). Dieses neue plirygi»clie Wort ist offenbar h'tyKfj zu erklaren. 961 griech. kappadokischen Dialecten /g scheint also wie cog ein Demonstrativ und ziigleicli auch Relativ' pronomen zu sein. Vrgl. . 18 KaKovv abdaKET. 1) AiviKog. dem hoinerischen ue. . wodurch das Demonstrativum in ein unbestimmtes Relativpronomen ftberzugelien scheint. Hier finden wir das aus anderen Inschritten bekannte Demonstrativpronomen aivt mit einem Suffix oder Partikel K05. Das a oder ab a(p)p£QET scheint. AiviKog OEfxovv uvovfidvEi cuvi fia*^ nupEo . arm. Das Wort mit einer Praeposition ab ad in zivsammengesetzt betraclitet werden. tttrem. . N. VI oe/novy Kvoviidvei [KaKovv\ aflfiegtr. Ke {6. das griech. ci^i)vov . ist oflenbar dasHdbe mit ksv K€<paX^ xaraveixiCi). 4) erwalinten Demonstrativpronomens aivi-oi. ff'ro (pEotj lat. ffriTETtKjuevog eirov. CAROLIDBB tdtita:]. t^ ks (». 6 loQ. die griecii.[9] P. dar^i oiVw dor^rwo dmijs dv... pers. also Vrgl. wie 3) A{t)vov iat in afdidaKET^ ein Prae6x su sein. aiviKOC. kev n N. loc. 3 u. . lyerem.

252 2) SECTION GRECE ET ORIENTE MavKafiso. audi mit dem armen. ovjii^iog Avq. das Kind oder Kinder. sie. Hier ist interessant das Wort //av- «ar«. 1) Mavnavi). sor =. sa—s - er. i) ovjufiiog uarEOuevaoav //£ jurjrgl r>)v log oa oogov EITOV. so. JIdoa Miv(y)£ov Kvglovog ual avToO 'Ajrjtag yafifigog avrfjg nai vf) Tdra aogdv. sa. mit sain diesem sa Deutsch. zu bedeuten oirrog sclieint. 26. mit dem juavuari des N. Grriecli. a-ucli arm. honr ~ Grab). Jedenfalls kann man aber das W. Also aivi jitavKaTi ETiTTEvminEvog eitov Ovv iraiolv evtv- I . obwohl oogog im Griechischen nicht eigentlich das Grab bedeuteth. oogog Lehnwort aus betraclitet werden. oy/Liegov. Demonstrativpron. 2) das Snort. aivi ftavnari trir- TSTlKJiievOg ELTOV. 21 AvQ. N. dem griech. N. sa -— dieser Avie ta und toinj na und noin) Vrgl. sclieint dasselbe s. ^ejusAo) erireTiujttevog 2Ja) ist offenbar = ein rfj Demonstrativpronomen — ovTog dem [oa oogov ravrt] oogq)) gaDZ dasselbe mit - ovrog (vrgl. rod Tcai KvqUJm MvQcovog ^(i)JT£i. auch das pers.TgojyArj vergleiclien fVergl. N. [10] Das Wort (s. 26 log VI osfiov wovftavi uauov dauer. 1) nans adauev . 26 unten) zu sein. als Zogov) kann gewiss ein sorem -= eindringen.

skrt. leiclit aiich /lay- Kan als Instrumentalis angenommen werden. « durch die Kindorn oder mit den Kindern so also erkliirt werden muss. Das armenische Wort [mang(k)] liat im Pliiniliiominativ. roang(k)»-ig(k. . . N. nftmlich der griecbiscben Zeit liber. lat. roirrov . manong(k. Wirklicli. 18^ Mit dem Mavnau scheint fiavHapeoi MavKaftEo TN. Wrzl. . Diese zweite Form iHt beinabe ganz dieselbe mit dem pbrvgisclien MavKnrt. erkliirt aivi ftarnaviel- er mit den Kindern.. phrvgiscb abgefassten Inscbritlcn indem wir diese nacb der von Texier und neuerdings von Ramsay abgescliriebenen Texten geben. fie ^fieAtit kann man fiavKart mit der arnion.ra/j. V^rgl. In dieser Aut'gabe will icb nicht alle die bis jetzt von . MavKatiiM (S. Jetzt gelien wir zura Erkhlningsversuche der archaischen. «og TO. nivi /uavKari so Dann aber muss werden und i»t. Zu bemerken ist aber iHt dass die talis < ft Form mankab im Armenischen das als » instrumen' > (kortzacjun). obwobl Nominativtbrm btui). 21. m Verhinclnn<^ hringen. fte ^efit'Aoj erirvrtKuevo^ eirov. rnangfkti im Armenischen 'Cfr. ausser der gewOhnlichen Endung h (manong k} audi die Eadung /i. 18 oivt ganz dasselbe zu sein. manfi(k). u. jruiVinior. gehOrenden. 5. CABOLIDES iV3 XoiTo. < rhn^i diOQa ^o-i'l/fxro]. N. — also manrjii Ttaideg. (a)ti vkuva. . suffix So viel iiber die phrygisch abgetassten Inschritlen der rOmischen Period. suffix bhyas.[Ill p.

agna-icor -= = Ehrenvoll. evXapfjg (oder evAaficog). Midat ist gewiss Dativ von Mida(g). agen. b) Inscheiften des grossen Midamondments I. Aug nacli Texier) aQuiepaig (nacli R. dgx^g) oder aus dem armen. . armen. II. in Genitiv (analog Aaog). leicht eine Adjectiv oder Adverbialtbrm und bedeutet achtungsvoll. argay 1. Dieses Wort. die armen. das Grab?) Ramsay aber als einen Eigennamen Dorula-fog_. agna-zon = Aoqvagn. In der Inschrift 1 Areg oder Arig ist gewiss der bekannte Lydisch-phrygisclie Eigenname. mit Dorulas.264 SECTION GREC£ ET ORIENTE [12] verscliieden Gelehrten gemachten EU'klarungsversuche der gesagten Inschriiten ausfiilirlich besprecheii. AQKiaipog oder aQuiepaig kann Konig (griech. das Lassen betrachten wollte (also das als Object des Satzes Monu ment.) ai££vavoy{X)a^og Midai ^[yaTtgoira^og: u(pi' FaMy)€ai FavauTEi sdasg. agnouist viel- zem = Verehren bezogen werden: aK£vavoy(X)aFog 4. Ba/ia /LiEjueFaig: K(pr y{QavaFoQ[Qog (nacli T. muss vielleicht aut' jtegitpavi/g. aQKiaipog nach T. Wrzl. arhoy 3. nach Ramsa}^ 'javaFs^ogj sdasg. AK£vavoy[X)aFog. aus dem 2. Arsg (nacli Ramsay. sonderii ganz einfach meine eigene Erklarung-^versuche ziir Kenntniss bringen. evoe(ii)g (oder evoe/^cog). Ehrwtirdig erkliirt werden.

und Personen-name. yav. ynew gebiiren sein. was Lassen mit der willktirlichen holi'te. Bapa ist der bekannte phrygisch-kleioasiati- sche Gotter. ZavaFogog oder ravaFogy{^)og oder ZavaFs^oi kann aus dem armen. Zeit. Eh von Lassen mit ftefie- dem fiaig griech. Edaeg otfenbar inoupE. bactr. 3. Inschrill der rOra. das folgeiide K(pi' ^avaFoQ{Qog. zen-iden geb&ren). niichst Kq)i-^avaFogog a(p(^ yEvvt)ToQt. des Wortes als ^an (^na. ^avaFo^og bo- so kanii ich nicht begieit'en. oder Kq)t. als parallel IlgoiraFog von auEvavoy A)aFog ist vielleicht eine Adjectiv- oder Adverbiallbrm. FavaKvei 0. CAEOUDES •>:.& 6. . Mejue/iai^ ein als parallel von ist aQKEtpat^ ist wahrscheinlich Adjectiv. (gnitz yeyytfTijg) Kqn ist wahrscheinlich tjtra mit dem TVm- griech. Auch das Suttix aFs^og itz kann mit dem arm. In der Inschriit 2 1. 'Ium aA- {djuKET der plirygisch. f'alls dvaKZi. Vr>^. ergeben ?). Unerklftrlich sein. trifft. Vgl. zen -= yvvrj.[18 J P. lat. ist es sclieint eben- Dativ zu 7. . Verbaliensutfix werden. Setzon wir die Wrzl. so ist das BufHx aFoQ also vergliclien aioor ganz armenisch. oq)<')£ suns. das pers. Was 4. 2. Veranderung der Worttblge zu erreichen indem er die in dem Texte von Texier vorhandene Kqji' ^avaFoQog in utpi^av: aFoQog verwandelt. zen. r(X)aFay{X)Tai. zu vergleichen. /uejuac'o^ vergliclien worden ^Also bereitwillig.

Das Etymum des armenischen Wortes griech. fuliren. namlich d(t)intzazu = GsoYsvVj? wnd Katz = tapfer entspre- chen nicht genau dom Siune des griechischen Wortes. Weil wiihrend das Etymum und und schlafen.uav bei Texier. muss Zuisve^iav. yiyag.Schlaf^ ganz einfach knn-em kunaran iioi^ui]TyQiov. Ursjiriinglich muss das Wort eine allgemeinere Bedentung gehabt liaben. des machtigen. mit dem klein- asiatisch-armenischen Locativsuffix onan erklart wird. Das AVort Uiice(v£)juav bedeutet. wie die ganze Heihe der Worter zeigt und wie die Erklarer es annehmen. So in der armenS{i)gai fdas isclien Sprache findet sich das Wort armen- isch o(tjKai ausgesprochen wird). also die Bedentung des ausserordentlich starken. Das Wort entspricht in der armenischen Uebersetzung des alten Testaments dem und wird audi in den armenisclien Lcxica so erklart. Dies kann aber nicht die genaue Bedentung des Wortes soiii. Zeit werden. ein in dem wir ebenfalls das Suffix //«i' Ort fur Iiueiys) bedenten. des Helden. Dieses Wort ist {It- K£. fin den. luisvsfiav als bei Ramsay) sowolil von linguistischem von myfchologisch-ethnoloaller liier giscliera Gesiclitspunkte an das wichtigste erorterten phiygischen Worter. Und diese Bedeutung kann nns zum richtigen Etymnm des W. aber ist zwischen wie Ramsay es ganz verfehlt. Verbindung versucht hat. Eine etymologische beiden. Grab. ^ ' Die zwei arinenische Worter. durch die man das griech y^pto? Qbereetzt. 2!iKs(v£)jLiav in der liedeutnng Grab kann von Gesiclitspunkte dieser Bedentung und des Locativsutfixes jLiav mit Kvov/udvfei) der phrygischen Inschrif'ten vergliclien der r5m.266 5. die Bedentung von ---^ uvov/Liav ^•^/n leicht aus dem armenischen . J . SECTIOX GBi^CE ET OEIEXTE [U] Ziueuav oder I!iK€v(e)/nav.

Di«M Erklilrung wird ol)en violt'ach heirrtlndot. Segobriga. eint'acb S{i gcd Konigs-Grab oder S(i]kai ' Dass aber bedeutendes wirklicb Held ' Die Annahiue von Krettfckmei- im.[15] P. Gescb. und zwar i^fju^v oder KOnigsgrmb aein. von Armeoien I. knnn nicht richtig sein. also ist entweder dem griechiscben I'l^Coov gleicbbedeutend oder wabrscbeinlicb bedeutet (iaoiXiKov ein /nvi)fta. 19. deren das erate noraen. ^ . Solin von aiich ischen. Un- von der etymologiscben Frai^e i»t es gewiss dass S(i)gai im Annen. KOnige von Armenian (Moses Cliorinatz. iat die des deutschen Wortes Siet/.nt. wenn es in Verbindung mit dem armeniscben Namen stebt. mid keltischen S«*gove8ua. kktm grahen zu erklHren sei. den Held. zweiteus weil das pbrygiscbe Demonstrativ ist »a nicht si (Olen. Dieso W. CAEOLIDES 257 muss auf oino arische Wurzel bezo^en werden. also ein Demonstrattv pro- und das zweite xsytfjiav aU Grab (aus dem Sncrt. den gigantaber den KOnig zu bedeuten sche.. nicbt anderes als das Grab eincs Helden oder eines Konigs bedeutet. ot. bei dem beide Sobne dieses KOnigs nacb der Ermordung ibrer Vatei*s sicb geflucbtet S(i)gai zu babeu. I. s. die wir waJirscheinlich in deii nordeuropUisclien Spraclien fin- den. 282) daw m sicb bier nm zwei WOrter handele. sie- ^en (altdeutsch Heldennainen abliangig Si«^i Vr^l. Und diese liedeutung scheint auch der armenisclie KOnigsnanie S{i)ffai-orti Kind. die deutechen Siegbert. Inschrif. 31). 23). So beisst einer der niytliischen sein sollen (Moses Cbor. aber den miichtigen. Die ricbtige KrkLlniDf des Wortes scheint Grah.. erst«ns weil 9nu(vt}uav i^t ottonbar nur ein Wort. Sifjaiurii beisst aucb ein armeniscber KOnig zeitgenoss von Senacbarib. N. Aus einer dieser Combination der Namen geht deutlicli bervor dass das pbrygiscbe XtKe{ve)iuiav .

ein VorSeite gebirge auf der asiatiscben (in des Hellespontus. 596 jrQog « rod jtiev ovv !4/<A>i£6>g nal isgov ian juvijjua an demselben Orte die r^ Ziyelco »). Grab des Helden Protesilaos ein Auf Ziyeiov aber befunden sicb tumuli (rwjf/^ot). a.£iov genannte zeigte troclos (Strab.^lA. mit Unterscbiede. Zlyeiov hiess. Man Graber der Helden Pa- und Antilocbos (IlargduAov de ual "AvriXoxov juvi]juara). niimlich ans der Verbindung des phrvgischen 2iKe(v£)fiav mit anderen altkleinasiat- ischen Ortsnamen. Der Name Zlyeiov ist nicht griecliiscb. Zlyeiov also scbeint ganz dasselbe mit dem ZiKE/uav der pbrygischen Inscbrift zu sein. Ziysiov. wie bekannt. Elaeus gegeniiber der europaiscben Ufer). Heiligtbnm irad ein Orab des Acbilleus. wo das JlQ(OTEOi/. Ziysiov war also ein mit drei beriibmten Heldengrabern und einem Tempel von Acbilleus gebeiligter Ort. nal XIII. dass in asiatiscben dem einzigen dem gracisirten pbrygisch-klein- Namen Zlyeiov das kleinasiatiscb-armenische . wo die Einwohner von Ilion den Helden Opfergabe (ivayiojuovg) darbracbten. das so lA. Es isb aber sebr wabrscheinlicb dass die Verehrung der Graber auf Zlyeiov von Seiten der griechiscben Colonisten des Hellespontus iliren ei- gentlichen Ursprung bei kleinasiatisclien Volkern bat und von den Griechen auf Helden des trojanischen Krieges iibertragen word en ist. das kann man andeien Combination der Namen mit Sicherheit scliliessen. sondern kleinasiatiscb und kann sebr gut mit oben erorterten armenisch-germanischen Wurzel Sigi S(iy/ai in Verbindung gebracbt die griechiscbe I warden.268 SECTION GE^CE ET ORIEXTE [16] phrygisch-kleinasiatisches ancli aiis einer Wort ist. also das lag.^.d£iov.

setzt worden ist (Vrgl. Sign. ttt. i. ^^mov. i)gCtw).Sutfix man (lurch das griechiHche Localmiffix nw oder utv er. Und 80 rauHs selir wahtvcheinlich aiich das Sign der von Schliemann entdeckten niclitgnecbifKilien Inschril't von Troja ' rait liyetov in Verbindung: ^ebracht werden. ich zwei nische richtig. lxi{j. ArfMV Zi wr. 1874 N. 32). 14(>) denselben Namen (Si. tischer Abkunfr. Deuteron.av5f»o.fl7| p. go. »o kOmite andere kleinasiati8cb-pbn'gi8che oder trojaAV^Orter in diese combination einscbliessen. Ixa-a* roXat lr/a?o? (dem Xamen des Gemahls der Dido). i. Die ariache Abkanft aller dieser Namen wii*d durch diese C'ombiDation gant klar geatallt. verfeblt sa sein. Zeit. Muller wollte. 4) bekanntem araoritiscben K^nigsnamen Xi/(ov und mit dem hebraischen Stadtnamen Siehem verglicben bat. und Ixatai roXat aU WOrter semi>««. i. go »1m> Sign mit Siifetov. . die Wdrter Ta. so ist das in dieser gelesene Wort Sigo gaiu ideatisch mit I'ys'. Und wenn die von Huug gemachte Entaifferung der trojaniaelMii Inschrift richtig ist. Haog i. Ebenso scbeint die Meinong daas darch den Namen der Hafenstadt Sigo der obigen Inschrift. £{7itov ab Mat pli^ 26 nikidche Niederlage erwiesen sei. go oder o gelesen und Si. Uebrigens scbeint die von Alfred Raach To rg asc hla- gene Zusammenstellung des trojanischen Sigtt mit « dem phftnikiachen Gottesnamen Ittwv (Euseb. o. go) der Trojanischen Inschrift anch mit dem aus Bibel (Num. Ittwv » nicht treffond zu sein. i. Diese Meinungal)er ist gegenttber der oben dargestelltan Combination der phrygischen lixsjiav rait l^^itov £xdi|UCy9poc* XxaiaC icoXat und dem armen. Si. i!xaixav$f»o?. Ist diese meine Erklftrung njimlich die Namen luufidvdQtftci und l\f'if4avAoo^ nnd l^Kaiai jrvXai. 1. XXI. Praep.ov. wahrend Alfred Eesch (Allg. S(i)geu widerlegt. Ev.10 p. slich hethitische Burnouf di« GnindtticlMn der Bacluitaben. IV. Also betrachteten Beide (Hang and Resch) diis Sigo der Inscbnft and mit ihm auch das Xi^stov. pb<">niki8che erkennen bat i. 8chH«»professor Max Si. CAR0LIDE8 9M . 21. ferner Sigon (einem Ortsnamen aaf der phfinikischen Festlande) in Verbindung gebracht (Beilage znr AlIjL'emeinen Zeitung 1874 N. * In der von Schlieman in Troj \ 1873 gefandeoMi nicht griecht- schen Inschrift (in deren SchnftzUgen chinesischen Inschrift.

TTjV fovaixa a»>To6 Adidav. Konig.Ttofi. B.). Tpwe? * c7:{x>/rj(3'. Malkart Yi'g. (Vgl. /jjypy. dessen Name mit einem der altesten kleinasiatischen mythisdien Namen. Zudinavdgog namlidi war nadi Nicolaus von Damascus der erste Konig von Troja.v |i. v.^ Es mag nun dass Zndjuavdgog grammatisdi nicht genau doTvdva^ erklart wird. ZTcajudvdgtog oder urspriinglich Ikd/uavdgog (?) .a II. Diese Zusarnmenstellung aber kann uns die Zusammensetzung des Wortes ZKa/udvdgiog Held. Orelli p. a7:oi)-av6vTo. von der dem audi der trojanisclie oder Flussgott Indjuavbgog seinen Namen erhalten hat. Indessen finden wir die- grammatische Bildung ' dem ivarischen 2Jovdy£/. dem Dada verbunden wird.T(0(i xaXssaxe Xxajj-avopiov. » XXII 500 u. « i!xa|j. aotap Vrgl. son- dern selbe « Konig s-stadt » bedeuten. ' Nicolai Damasceni Excerpta et Fragraenta Ed. Steph. VI 402-3 • « xovp' "lv/.{xcdvo? xara ty. mandura Sncrt.Burg aus Una (sgai) ein mit einem Zaun umgebener Ort. Dass Name eiiier Zndfiavdgog in diesem Sinne in allgemeinerem bei troischen Gebrauche aus Volkern stand.'AoTvdva^ = Stadtkonig. (ein Krlojiia Sohn von Priamos) Urbamts als Personenname) war ein troisch-phrygisoh-kle'inasiatischer Helden-oder KoFluss nigsname. jto/ug) 'Aorboxrj Jlo/Jrrjg Fogdiov (negra glierda. ». {iTjtdpa twv veavtoxwv ei? t6 ITdXeiov i^eJCsiJ^s 5ia xV^poxo. mandira — — = ren. W. es mag in nidit « Stadtkonig ». gorod. oe -7. also (.Xso?. erhellt audi alter Ueberlieferung.v xaXsoyaiv »• In dem phrygibchen MavSpaTTOAi? scheint zoXi? eine Uebersetzung des plirygisch-kleinasiatischen lAavopa zu sein.^xv^o^ oov- Tov h Tf/(j)aot svixYjoev. Xatj-cov. d.260 SECTION GEfcCE ET ORIENTE luajudvdgtog wird bei ^ [18] Homer selbst mit 'Aorvdva^ eng zusammengestellt. dvag und mandra -^.avo(iO? 6 ep7(j) zpwTO? tcov Tpcoojv. 506 «'A(3Toava^. (u. judvdga stabulum)" erkladomus. Vrgl.a/r^v. oi aXXo: 'AoToavaxra 010? eposTO ov '^Ex. I 1 . 36 Pa-i'.

oder nur recbtseitigen (Ae^ai nv/ju sagt. von HosMr HoKlen oder Kf»nig» ilxi. 146. d«r • erste Kouig von Troja AcUt (tM (8. «^ 3). «r>^//<a»'d(>/ri. sowoh^ den dos den des Helden oder KOni^ heisnt bei Inaiai mum (audi Uiodfii'iat) Homer das der Grie- zu dem ist Felde von Troja und zu Ilios (II.i«v5. 80 hindert uns dies niclit die urspri'ingliche Hedoutun^ des Namens aut* die Stadt selbnt von Troja zu bezielien und die beide andere. kliirer Wenn aber die alten und die neuen Er- des Dichters den nuaiog. oben S.Kuidii»tjialj.ai bleibsal muss man das Uebereines kleinasiatiscb-armeniscben Wortes annebdas luaial jrvXai (die men und sclieinlidi Pluraltbrm wii-d walir- um das grossartige daizustellen gebraudit) von also das einzig dem Didder Ut()ddvim otl erwalinto. Namen mit dem ffriecbischon als Adjectiv link als identiscli annebmen und ganz westlidies Tbor erklilren. Das nir^rnds von dem Dichter als okqioI also link erklart wild. ist g«wis9 nor grieohiwh. Se()d(oo(t^ 80 z. aus diesem Namen ' Flnsses I'kdftardiiog als Dia/uivdotog. zumal weil Homer nichts von ande* rem also ostlicbem. in denen die obij^e fiuvdijo^ iStadtkonig ihre Analo^io findet. Son»t j^ibt en sell on audi im UrioohiErklilnin^ Iku- Compositii. dem La^er chen liihrende Thor von Ill. Jell glaube in l^nmai nv?.v#c von dem gleiebmwuigen Fluss oder Flussgote gebrftucb. so ist dies eine willkiir- liche Erkliirung.Tom* 111.^. Uiosos Wort audi iuuhs wuitlicli Orabtn kuiii^ orkliU'L werden). AoQodEog V^l. Anmerkung . div* mdioyde t'iibrcnde audi genannte oigentlicbo /uin fntemchiede des Die Form Ixajiivof^to. r*«l»» It . Al>er weon ancli lHUfiay<ioog als Ivonit/stadt crklftrt werden uiUfM. VI. 18. Xtf** Onm** 4m OrinkMMf*. SuUbt IxijLXV^f^C bi«««. U. 393.

icli Ixata-l in Btzug auf den Uebergang von /j 7 in x betrifft. der das als ein grjecbisches betrachtete: hindurcli Wort wird also kei- neswegs die wirkliche objective Bedeutung des phrygiscli-kleinasiatisclien Wortes « koniglich » widerlegt. « wenn man. wie Ramsay glaubt. 'Aka- ralasoum 2j hdoumovoc. auf dass <ii InajiidvdQiog. * Mit Ixaial :r6Xat uud den anderen verwandten kleinasiatischen Namen wie audi init dem armen. — sein. avarden EKTEAElv. also [2U] Thor von das konigliche Thor (Porta reale. awardeag ' Was das Lautveihilltniss von XiYS'-ov and Xixsaav .''^ Ueber die anderen pbrygisch abget'assten der hellenischen Zeit gelie icb hinweg. Itn8juav ^ Selbst Ill. oder. wo die Felsenmonuments der Stadt gesammelt waren. ?). AFart. so liegt in diesem Falle eine subjective Auflassung des Dicliters vor.2G2 SECTION GRECE ET OEIENTE Ilios. « Homer nnter onaiov wirklich links » d. » ouaiov ^iov » (Odys. so soil be- uiorkeu dasa das armen. Ziyetov. jtvArj) Vrgl. westlicli verstanden bat. Inscriften v^eil in diesen kann icb iiicbt viel erkliirlicben finden. i . wio das griechische % ausgesprochen wild. bedeutet den Ort. gestiitzt 295). e^etsAeoe.. Sonst sclieint das Wort aus zvvei Tbeilen zusammengesetzt zu dem ersten armeniscbe W. Vergl. ch'^^ir Stein. Bemerkenswertli sind docb die Iblgenden AVorter. 1) AuaQaXaoow scheint ebenfalls Grab zu bedeu- ten. In Tlieile finden vvir vielleiclit das -- Stein pers. li. das Byzantiiiisclie /qvot) erkliiren und so muss man das Wort mit in Verbindung bringen. das arm. ist offenbar ein Zeitwort bedeutend vielleiclit tjTobpev. S(i)gain konnten wir audi dus phry(g) M-?jV gische 'Aoxaioc in Verbindung bringen. e^eriAsos. Vo^Qi. kar. wenn dieser Name nicht eher an 'AoxTjVOV und 'AoxTjvd? erinnerte. Ixaaavo^ooc. annehmen sollte.

Koi'tjanitz kon/nnai/on der die Arbeit hihronde. P. U»i» 3) AtjelfiOTiv (/ifiTfOfiv aQetftarivj leicljt aije^mtv a(*£^ int viel- diis Superlativ einen AdjcctivB \viirdi«i. audi den Inschritten bekaniiten ? kilikiftchen PorRO* neniijunen AQ^av)\ uaTFo*tv aotZnnnv also digste Mutter die ohnvflr- 4) KovQC.ov klin^t . ArbeitstAtto tier arm. Arbeit. nrz'aan den aiis Hactr. kory ^'l>yaoTijQiov. Vrj(l.^anz anneniHoh.(ivtZ. (Vgl. --t-ii^M^^^m&nsfi^F^ .|21] P. Carolidks. Kiinstler. d. CAROLIDJ-^i . nreza Ehre. da*« Mrm. Dienst. Vrgl.

i I 1 .

xso y Tboncoso.lAflnw. Galadin. Senior G. rep rim ntaii Gonvemement de Danomark. Au le nomltre des dSligtiSs officieU du XII qtii Conffr^* U faiii ajouter CUiustre Professetir T0M8RN. le G6n6ral von Sciiwkdow G. SERBIE Popov ITCH Comm. Gkorgks Sauior. M. P. Edo^nr.kix Prof. E. Prof. S. Dk Kkoupensky Akatolk. Jdn<uro TAKAKDsn Dr. MKXIQUE Francisco Dki. Froidkval'X. de rUoivorniii tie CJiri«tiani«- HOLLANDE Heeok.. M. HUSSIE MoHK nde VON Radlow Mme Nika. M. . E. Mme Israel L^vi. H. Mme HoDGK.A la listfi des adh^euts an Congr^ de Romtt U faui let ajotiter ceiix dont gttivent nom*: NORVfcOE Jans Likbi. Paul Boeli. Mile HuDas. Dk Poltorazky Mile Heiimine S. M. M. M. J08EPI1 SciivAB. dk . Rappuport. J A PON KuRARiCHi Ohiratoki Prof. Mme. PRANCE Mr Israel L£vi. Pierre Droum.

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Paul BrOnnle) . (Karl Piebl). Donati) cliicse cristiane di oriente ed occidente. di Perugia. Sergi). (Francesco Scerbo) Sul trattainonto delle liquide indogerraaniche nell' indoirauico e specialmente nell' antico indiano.. Carolides) .. Algonquin Laognagott. Ciardi-Dopri). (Helbig) Die phrygischen Inschriften (P. AJl Dyueley) SacTioK Ofttai ST OiUDmL Le premier r^it do la mort des preteudanti} et 0M ir»0M daat 388 9A8 rOdysseo. Page 5 83 87 Notes do lexicographic egyptienne. Di uu bnssorilievo del museo Del Domo Papa nello (B. (G. 17 Labanca) of The Oriental conception Law. The inflexion of the Substantive in the (J. 'Ali Ibn Hnitiza aud his criticism on fnmoas Arabic Philologists.INDEX Skci'Uw Mviu(iu>uib rr Rkuuioxh. (G. 115 127 193 Intorno alle origini della scrittura lineare. (Cr. (Herbert Baynes) 1U8 SkCTION LlNCit'lSTlljUiC. (Dr. Notu semasiologiche.

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JUN 1 2 667 International Coogress of Orientalists Proceedings PLEASE DO NOT REMOVE FROM THIS CARDS OR SLIPS POCKET UNIVERSITY OF TORONTO LIBRARY .BINDING SECT.

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