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ACTES
DU

^ DOUZIEME CONGRES INTERNATIONAL
DES ORIEXTALISTES

ROME

i899

ACTES
DL'

DOUZIilME

CONliHES

INTERNATIONAL

DES ORIENTALISTES
BOME
1899

TOME TROISIEME
(PREMl^.Rt:

PARTIE)

SECTIONS LANGXJBS S^MITIQUES ET MONDE MUSTJLMAN
:

FLORENCE
Soci^Tfe

Typogbaphiqde Flobektik*
Rue Sam Uallo,
S3

MDOCCCII

i .Zo v.

dove condottii innanzi una veccliia araba. egli si Giacomo I d'Aragona. di Seller (Solar « la Concii > . per via di terra. su Palma. le incantevoli bellezze del paesaggio il desiderio della tiotta. 1 . doveano accrescere I dalle boscose pendici di Banalbufar. Oottffr*9 — Vol. e sbarc6 sul detto isolotto. la domenica. col proposito di conquistarla. II.VOCI 1)1 ORIGINE ARABA NELLA LINGUA DELLE BALEARI Gli svelti minareti edifici. Aetu du Kit'*' 1' impressiono della vecchia tu protbnda. quando diresse dalla costa catalana verso la maggiore delle Isole Baleari. in vista delle amene alture AV^adi Musa. con la sua gli tu Pentalen. I'otto settembre 1229. con la speranza di poter quindi piombare. e le il scarse dit'ese di quel luogo ne avrebbero reso facile possesso. giorno 10. dimora estiva dei Re degli Hadduga. fatta prigioniera. al- r inattesa. Nel veilere il Re Jaime. Mentre di clie le vele della flotta conquistivtrice cor- revano sul mare in tempesta. al Giacomo (Jaime giunse. conquista. du OrimUtlitUi. furoDO i primi die attrassero gli avidi sgiiardi del conqnistatore di Malloica. II porto sicuro di SoUer agevolava V approdo.

insieme con Don Jaime. aggiungendo vittc»ria. la difesa degli 1' Arabi fu lunga ed accanita. iiel . fece a tutti giurare di prenil dere Palraa o morire. lo zio del Re. pren- dendo la spada fra denti. oggi Puerta Pintod. Frattanto. esclani6 II : 6 dnnqiie destinato : Mallorca sara tua». In16 settembre. la- . . i Presso che ventiniila cadaveri rimasero sul suolo. nel caso di vittoria. nella vicinanza del qual luogo fu una prima zuffa favoi revole ai Cristiani. rene rimasero fuori fino al 27 dicembre. ma i I'assedio alia piazza fu messo tanto il 16 settembre.2 SECTION SEMITIQUE aveva lungliissime braccia. nella quale perirono tuttavia telli fra- Moncada. pochi Arabi superstiti scapparono. che si avanz6 per la porta di Babalcafal. Cristiani penetrare nella fortezza ma. sol- all'attuale Real. sera del giorno 11 Nella Re Jaime rec6 a Santa Ponsa. die ac- crebbe non poca baldanza al le alture della stretta valle si Re d'Aragona. quando. per la quale la cavalleria pote penetrare. o si nascosero. ed una profezia araba diceva die un uomo dalle Imighe braccia avrebbe conquistato Mallorca. dopo la conquista dell' isola. di gran mattino. nel vedere le braccia poiclie egli sproporzionatamente langlie di Giacomo « I . voto. Allora il cari al Re. di costruire. il giorno 31. La vecchia. deciso di ricoprivano di Arabi difen- sori. campo fu trasportato al nord di Palma. ebbe luogo r assalto generale quasi tutti i Cristiani entrarono nella citta. Ma poterono spinti. luogo della un Con- vento di Cisterciensi il die avvenne poco appresso. aperta una nuova gran breccia. Nuiio Sanz. solo il cominciato i assedio il 2 dicembre . e per6 dal campo il di Don Jaime venne si cercare piu avanti un miglior punto di sbarco.

che non potevano partire. verso sera. a mano a mano. il Non deve dunque »'e- cnr moraviiilia che fondo della popolazic»ne dell'isola . ad inipedire. i cadaveri lo . trovarono presto lavoro proficuo. per la pestilenza. anclie gli Arabi di Mallorcii. dopo aver cliiuso a chiave le loro case. bandi un decreto di morte contro quanti rifiutassero a seppellire . pill. parve allora ridotta di rovine. quando. si portavano via sperauzosi perte. ria- Ma civili dei i poveri. in possesso di parecchie arti e. Le donne offrivano soldati inferociti.^ ed industrie. dovettero. si discostavano dalla loro isola natia. che essi soli I'avrebbero. loro di Alroudaina. di prendeva possesso dell'ultimo recinto cui si vede tuttora una porta. imposero. die. dellAndalusia. ma venne ad ogni statore. ci'istiaua. modo e decim6 stesso esercito conqui- Degli Arabi scapparono allora in Africa. un danno la peste grave. con le loro alte vele latine. i soli che avevano mezzi. desiderosi forse di salvaie vita. La citta di Palma. loro gioielli ai domandando soltanto die tbase loro risparmiata la vita.LUIGI SALVADORE D' AUSTRIA sciando indifeso il 8 quale dovette Re Wali Said Ben el Uakeni. tornando. die contava gia a un mucdiio il ottantamila abitanti. in alcuni. L'eccidio di quclla giori nata fu tremendo. la fede dei loro avi! Come gli anche piu della Arabi fnggiaschi le chiavi. e il puzzo dei cadaveri era tale die conquipiii si Htatore. la loro civilta al vincitore. forse la speranza di un prossimo ri- torno quanta poesia di dolore in quella t'uga. confondersi con la popolazione Piu loro conquistatori. rimanendo. clii sa con quale schianto nel cuore dei e. seb- bene sottomessi nelle campagne. il arrender«i a Don Jaime. .

con vela latina. tuttora in Mallorca. I'altezza precisa della stiitua . di di accovacciarsi. prano e cano devoti possano riconoscerla come il i multicolori detti midas o misnge. la albero inclinato. religione modo di remare. le stesse e precise trovare nella specialmente nei Monti della Cabilia. di come I'aratro e la zappa ba- Mallorca. Anche la come quelli i ha serbato usi tradizionali di portar pietre e gettarle sulla le tomba nastri I un Santo. onde anclie oggi pu6 recar meravivicina Algeria. il altissima il poppa sporgente.I SECTION SEMITIQUE cristianieggiata sia rimasta arabo. secondo il costume arabico glia il . verde. perche sabbie del deserto non la rico. per dare a tal costume arabo stiano. forme che usano Cosi le pietruzze tapin degli ac- quedotti. Cosi 1' i stimenti sciabecclii. del quale dovevano a quelli che erano rimasti a casa. che gli alle grate Arabi attacclero major- dei Santuari. . tutte le 1' sempre artigiani ed moresca si artisti arte tradizionale prosegiiiva in nuove costruzioni aragonesi. all' modo arabi. gli strumenti agricoli. predomina poi. avendo chino. ch' e portare. in segno di benedizione. artigiani e gli artisti nelle iiuove costruzioni essendo arabi. sotto le dita esperte le di lavoranti arabi stoviglie domesticlie . il il colore sacro del Prof eta Maometto. ed i frantoi ricordano perfettamente quelli de' vicini coltivatori musulmani 1' dell' Africa. tra i colori. per quanto la sigiioria aragonese dell* si stbgasse a distruggere tutti gli eleGli menti antica tradizione e civilta musulmana. destinano tali nastri a servir un carattere cricome misura della I statua della Vergine o del Santo di alcun Santuario. La creta continuava a foggiare. sono ancora conformi uso arabico.

come. a mano a mano. sono pertettaniente arabe le cosi che. e a loro traccie della lingua dei masti nel linguaggio di mal grado. cantilene poi che si usano nella hattitura del grano e in altri lavori agresti. lorca. che. poclii di ceise anticlie la gli portano fatta con terra con V Ilenne. in alcun mode. che s' introdussero nel Castigliano altri. al contrario. se si non se ne discernessero parole. che la lingua aragonese accolse.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRIA si 6 La inano in protettrice degli Arabi di vede scolpita pietra sull' ingresso parecchi fe edificj. non furono accettati <lalla castigliana. nell'ascoltarle potrebbe credere di trovarsi trasportati in niolte un paese pienamente arabo. . di maniera clie sono venuto . richiesto dal ma. «. ma die lo aveva visto fare ad altri cosi egli tranianil dava un antico <i:nificato. domand6 che dessero un vaso di terra rossa. II protessore Wahrmiuid (U Vienna ebbe la bonta di rivedere i primi appunti. ne lasci6 Timpronta ad ogni trave. a comporre il dizionarietto che presento come saggio o che potra da altri venire ampliato. nel Mali di Dega. non saperlo. anche nella lingua imposta dai conquistatori. come usano tVa trave Or »ono anni soltanto. aggiungendovi alcuna osservazione. e molte tegole rossa. un miiratore lacendo niiove pic« e trave. il materiale per via ingrossato. siano. uso. Le . ricliiesto perclie t'acesse codesto. strano. senza conoscerne altri raenti si- Perci6 non parra. disse di . tuffandovi la mano. segnando . a lore pro- pria insaputa. lo ne tiii volte colpito e venni. Molti de' nomi arabi riMallorca sono comuni a quelli . a un po' per volta. che Arabi del 8ecf>lo XVII . nella niontagna di Malgli •cole volte. rimaste non poche vinti. alcuna impressione mi si ^. per esempif).

.6 SECTION SEMITIQUE Presidente del Dodicesimo Congresso degli Orientalist! mio piccolo contributo agli Atti lo feci coQ tanta maggior fiducia die i cliiarissimi e dotti prot'essori Celestino Schiaparelli e Fans to Lasinio s'iucaridi tornire 11 . e mi sostiene la speranza altri possa questa prima raccolta spingere a fare meglio di me. carono clie di rivederne le stampe.

V ADORE D* AUSTRIA DIZIONARIETTO DI VOCI Dl ORIGINE ARABA NELLA LIXr^T'A DELLE BALEARI A.'a Dozy attivo terres absorbantes. albafial e le albai\ar iu ^jV^ ballft'a. — Anche Dozy. Gloss. p. e cio6 alia forma ACiM ball&'a (con ^^^^JL} balcompiucio. riconosce le forme spagn. e dk pnre a r bo 11 on per cloaque. ^dalld . Si potrebbe pensare dire.) dll (jS dalla. Bocthor ha per I'Egitto: ^^JNj balld. Siippl. Tourbillon d'eau pel quale II) remolinadu de agxui (Alcala). Dozy. alia casa ^ destinato ad inghiottire le acque Inride e che in occasione di grandi acquazzoni o simili le rigetta in parte. forme spagnole. condurre. (Alcala. v JsjJ^ radic-e dalil (eoll' articolo J»A3>^3i ad-dalil) condottiero dalla jJ. albellon. ({uaiulo cadono pioggie abbundanti. Pedro de Alcala: remolina anche ^uLu« muballi* de agwi. — le guide et chef de la covalerie leg^re qui court le pnytt ennrtni : — . Non 6 dabbio per6 che noi qui dobbiamo ricorrere alia radice %Xi bala*a. lu'a e inghiottire. Tutto questo prova che I'applicazione anzidetta alle sorgenti piovane i probabilmente originale. condottiero di gtterta. — Bocthor: WU»k)V# bH 1 u 'a lunettes. inumi~ doe dalla forma fjKi balla (femm. e radice bll L> ball a. sorprente che M-aturisce dalla terra castigl. (partic. 65.LUIGi &Ai. bagtuire. orijizio di cloaca.ball6 (la Abballa abbullua. alia albafial. most rare la strada). ouvertnre ronde des latrines. che in mezzo ^>pw balu'a) bodola. egout.: Capitaine de comaire*. delPelativo L)i a ball) molto inumidito (terreno) come fwA<#^ ramdft terra motto tcottantf. Suppl. principt de cor*ar»o»). ft bo j on.

alia forma ^]3^\ ad war il (pi. A*aj tab a* a subaltemi. &. 6^ dukau 11 Ci^ji dukan). castigl. 40 a d a 1 i d. Gloss. 41. p. e a alfeuique. port. Cosi pure Dozj^ Gloss. a d a 1 i 1 (dove si : . — Dozy. les p. SECTION SEMITIQUE Anche nel Castigl. Dozy.. doyana. ad a lid.- oj»5«^ diwan nel senso di locale per gli impiegati di (e fnianxa. De a 1 -fen id (<yAJUu) al f&nid. e con- Gloss. non ha ado bar. circol^re heduini. ve rsi recitati diventb anexir n e x m in port. ij^^)\ contre- ad-dukkan spagn.duana ai-ab. qu'on entendait mal. dukkan bottega^ greco 6&xavr„ che pero non coi- risponde foneticaniente. ado bar o l' arabo dabaga cotieiare. adoquines. ronfusione. do nam ^ castigl. conducteur de ckemin. (jo«> i)ensi anche al pers. p. ital. 24: les guides et chefs de la cavalerie legere qui couraient le pays enneini. les in spagn. All' arab. — Ibid. v. iV. fan is. bestiame centre. stando j)»> alia pronuncia. adalid. Si potrebbe alia prima pensare. di dar casa di campagna) senza articolo. a d a i 1 valenz. ma I'etimologia 6 sicura. guide. pierre pour paves. ont fait alfenim.» ^^*iU)) an-nesid. i . adiimm^ dal pers. zucchero candito) les port. jumelle. i^dobar 9mJ^ da dab age cmiciare pelli . 9l*«J nise donne Sta per ad ad-dawwSr dei {j]^di\) da col ad-duwwar nel (^I2<>JI) acrampamenio Gloss. Voyez Mendoza. Aduar da ad-duar nsato metaforicamente a Minorca come ordi- iiawento. p. duana.8 pilotn. Esp. usando plurale invece del singolare. La derni^re consonne. huoim genie. est chaagee arbitraireinent. s. 47. Dozy . pers. Otterra de Granada. 47. servata la primitiva 1 finale). come in ^^*« J^ nas m'lah ecc. nel senso di pezzo di pietra o di legno ci richiaina lo adoquin morce.. frauc. «Ainsi s'appellaient p.. Si arab. da adalil .

alquacll.. 53. car le . confidente (delazione ec. port. Nat. A. deriva dall'arabo «j i^i che. arab. {vitex agniis. haloch. adftn el'arnab. 36 . g*'ezir o g'^izir prefeito. D' AUSTRIA eHclwio il 9 fitto agala ^ la affitto.tge8 imni. alguacil. mure. si vasil. Esso per6 trae la sna origine dal persiano «JV spagn.LUIGI 8ALVAD0RE A. Alquacil da alguazil mnlleradore^ castigl. A. significa pore altri u£5zi pi& bassi.) a cui si puo anche applicare signi- ficato suddetto di mallevadore. pooTcXsOpov.. d'especes de poissons. nome che risponde a bn<w*^J/i 0'»3» pleuran e a lingua di cane (KovofXwooov. 227) ce mot d^signe le bupUurum Hist.ga. in nature. mais je ne sais pas si mot lie se trouve pas dans les dictionnaires >. Xicander. 129. p. alvastr. Da \s^' a^^i termine di pagamento. mentro a Maiorca pronun/ia acotcros.giitzi. sale). XXII. comandante della Gnardia. Per lo alguacil il si pens6 pure alParabo j^*jo^\ al-wastl il tV me- diatore. orecchie di lepre) il cni sncco serve a tingere in rosso la Aladrochi Dozy liste da arraeroc accitign non salata. aladroque. Gloss. pelle. forse per6 / per r: tS^ h agr mercede. Cazwini (II. 1) cDans nne nomme anmi i3jj^j*^ (ar-racroc). alvacir. castigl. castigl. jij^ w e z 1 r eolui che divide Re carico degli affari. alvazll. 611 arabi c(alla radice col ^^^ il derivano jj^ \v i z r rarico . c'est I'anchois. in in de- A lets forma piu usata Minorca. Dozy lo deriva dall'arabo ij^y^^ halftq. Selon Pischer (Gemftlde von (sn questa pianta v. Plinio. (Dozy. donde deriva la IV forma «l^ i Ik^^ affiUOj bail ferme. Gloss. p. alvazlr.lacli da yaloch Dozy Valencia. si <\a. Tberiaca..cast its) piauta. (anchoii qui n'est pas 1. oltre a ministro. Dozy non ha nulla di simile. alvacll. alp. 1. Gloss. 686). 284: haloch val.. 120. .

al 'arabi. berbero. s. da 56: alar be. XXXV.larb feni. beduino. p. Dice. alvara quittance. A. I «Chez les Espagnols ce mot a re^u la signification plus Commandant d' una forteresse » (Dozy. latino alumen. V arabo.) A-lame. p. stoff'a. ctmtrat. leggera (stoffa) anche costosa. con probability AaOj^ ar-rafi'a fern. Gloss. aleppino. Alafaya E moUo arafaya av. castigl. Hist. Dozy. »]. harab furore. soldato. al-harbi) guerrenon solo sco. puo pensare a ^^J*^ Per guerra. comandante. se Acad.lbard. larga y estrecha. Alayde da alcait. 79. castigl. 56) ^imM) I al-'arabi.. alarbe. p. si fabbrica iu Aleppo. an bar a. Piu avvicina (anche Dozy. Dozy. albaran. guerriero. port. »*^J!J) que P. ^^A^ A. <y. de : albaUi. A.. rude. Alar be. albarh. •>Jb qaid (coH'ai'tic. (Pliniiis.XAi) al-qaid) condottiero. Gloss.. poMe^port. faglia? castigl. alarve hombre barbaro. scellerato. de lana o seda. cedule.lapi da halebi tela di lino che ha 1ab1 . Gloss.10 SECTION SEMITIQUE pel val. E il lama da aljam alhume.. fine. aspero. 63 dipldme. ec. p. Alcaide). Gloss. rudo. 52). liarbi (coll'artic. allume. fascia. alcaide. lo [Credo che sia spagnolo faja che deriva dal lat. arabo. di ^-J^J sottile. «Pieza de tela. nat. Ital. ^^JjM) AAeirti Si da alarbi (arabo) nonw burbero. de Alcala traduit par cedula hoja carta. ec. . con que rodea el cuerpo dando varias vueltas.. si la derivazione di detto significato pu6 pensare a harb si ma ancora a harib furente. (comnierc. restreinte d'un v.

. albarra.. (coirartic. Boctbor: bdi retnbourri pour un dne. albari- abric6t. III forma. p. stanga. A. italiano. solo e veroaiiuiie in quanto venga dalla forma alboroz e conservato tmcire all'uperto. 4V» . Gloss. a 1 . albard. alborotu yrido. quietama. farsi incontro a qualcuno in duello (fuori della riporta soltanto la derivazione da fila)... Albercocli. *\^ bar&t. co- Abarda. alvara. ^ < I* ^ barda'a (anche A£4>^ barda'a) volg. Gloss. catenaccio. fr. al francese laugirata (quindi anche barre nel senBO di barrieroy ba- dotto ad Tino barrean). spagnolo e provenxale barra..bar da* a) sella da asino. in Siria pruyna. Qnesto significato pa6 aver con. albicocca. Cf. ^ ^ <-. a 1. jjJ barazn. ulburdan (lag. campo ville. . al-barra) citth. derivazione da b u r fl z (coll'art. 67. albercoch da al-bercoc foqiie. parata di yala. albarda).dehors^ il banlieue. ''A''^^^^ -O/^ fnrnt ri-<v>«to.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRU 6mo d 11 Se significa realmente quietama ecc^ che ha detti significati. ecc. albara. une mule. castigl. Dozy.. 63.y^jf^. Dozy. trova nello '" spagn. appena si puu pensare. e faubourg e U quale significato All'ara(>o p. albarda niuneinente usata dalle si^ore di Minorca.b u r a z).«' . campo aprrto alLt (in oampam ^ . ^^ji barda'a (col- I'artic. (alboroz?) tu^Jtigl. Albrot La da abbazoz(?). '•'yR3| al bsr&'a Albard Per merraio castigl.>' Hcnmbio coll'arabo iy^ barra (colPart. specie di sella rivestita di tela di lino. libera fuori della d'onde territoire qui t'etend auUntr d'une . abarra. baraza harban andare guerra. si . ^3_^o barqftq ^_^-u) al-barqAq) qJMoocai. 871. Doxy. albaU da albarut. bardau^ castigl. in il significato origi- nale di . p. la derivazione del col pensiero al saddetto significato noi dobbiamo ricorrerd medio latino..lbard^ aella di ley no foilerata da bardaah. wcita fettota d*Ua popolazione incontro al principe. albala. Gloss.

. Artichaut. 29). Unters. p. A. escarxofa da aljarxofa. Cf. A. (coll'art. alcofol. 4. — mot cohol par Mahn. qarye. Etymol. Suppl. fv. Alcoweu. ^AAtf AJ ) p. 107-109. arag. Gloss. port. Dozy. 90.. A. volta." Ijarsfif. alfabega Dozy. caso camimyna. JO >*3 qarya. anche t^olnta.12 polvere da SECTION SEMITIQUE canmme e »«X. ^»«w mato o / «^ 1' hursflf (coll'art.. specie di cardo chiauna forma mo- in Siria ^^y*** cx*^ji^ ardi sauki. alcove. parola di cui il primo elemento 6 sicuramente cardo. de al-habac (al- ^abaq) mentha- pulegium. da alhabac. castigl. Gloss.>** 'a r bade rissa. alcova. r. ala<~Aj>^ bega. C'est k tort que plusieurs auteurs ont traduit antimoine*. fattoria. Alcoliol Dozy. (Prax. basilic.^*^0*1 p. G-loss. a). Commerce de I'Algerie..^. metairie.lcova da alcoba. i^lcacliofa. alqueria.lcagaba Dozy. ted. p. casale. Gloss.lcaria da alcariya. Devic nel Suppl. -A. Anche in Dozy. . pero senza propria di- chiarazione. ferme. puleggio. non altrimenti che la tedesca artischoke. alfabega. 62: albahaca. alcofoll de al-cohl (al-kohl) «Le cohol est la galene ou sulphure de le plomh. al-qarye). franc. j^^*m*^ di • * "^ . -» castigl. espece d'herbe. qdbinetto (coll'art. 92: alcohol. catal. forteresse de a 1-c a 9 a b a (a 1-q a s a b bourgade. alhabega. AAd qubbe ecc. al-hursuf). casamento. 86. it. L'arabo ha pure s. . forteresse. Essendo strnosa per arabo. mi pare al Littre che possa benissimo essere derivato dall'italiano carciofo. alcachofa. ^aJU> al-qubbe) cupola. alcazaba. alcaria. capUale. alca^ova ville.. fabregne.lfabaga. p. p.

v. «En Navarre on disait algorio la et le mot arabe a encore une fois passe dans I'espagnol sous forme algorin ou alguarin ». fabrique) (par transposition) de ^^^ ^ hiisiflr.. Gloss. alfa<|ae banco di erba marina presso le custe. canfimmie.. alforiz. Wsoccm. le wT^X^l ^vAX^ half& e AAX^ sainfoin epinetur. baragouin. al-habaq. p. 62: albahaca. ble. dell'Acc. npnrU. etp^e d'herbe. lo fa derivare da Sono due cose diverse). nonche magazzino di vettovaglie per p. A-lgaravia Dozy. stipa tenacissimn. magasin de lat. Gloss. proviene l>enis8imo da alalfa. grenier. alfoli. iiX^). alfali. coU'art. port. arabo AftX^ al-halfa.J^ l)urg sacco da viaggio ecc. aussi. noncbe h a 1 fa jonc. banr dn . Diz.. Dozy. - la langue arabe. s. aggionge: inenthf d' Arable. alfcrga. bruit confits de pltuieurs voix.lfali (la alhaii' Hnufuxxhu) di grano: castigl. Dozy. 100 e Suppl. giuiico niariuo. galimatias. aable^ 1ms fond de? (II. algaravia. albahaca. bega castigl. p.: LUIGI 8ALVAD0EE D' AUSTRIA IS Alfabrega. Alforge chiaina (-es) da alsarch (?). que e^spnrtfj Pedro de Alcala traduit par Gloss.ptdegium [pulicaria]. menthe snuvage^ Innrin' ronr. alfabega. . granaio. de <^^^4^» alhori horrewn. Gl. Gloss. basilic al»-> (franc. soldati. huri o hori. Alfa castigl. p. mentha. p. 139: alholi. albftbega.. roseau. al-huri magazzino i di grano. 116: alforja btsact da "^j^ al horj^ Z. da SjHirto. ^Ifacli. Doz}'. a Minorca si comunemente bonctua o bunatus. yerva propria de Espaiia (Dozy. Alfach come nome corrispondente a tSparto. Dozy. A. p. Col suddetto alhari. castigl. Sp.. volg. 107: Alfaqae. magazzintt di grano s'intende fSj^ hoinibblico ryun. Gloss. Nel Sappl. 119 algraviOy arabia 1) algarabia. Est Aa>^*)» al-'arabiya (al-'arabiyya) la lingwi arabo.

. pr. avec la «. Dozy. Dozy. A. segnalc. cenader en sobrado... Gloss. Dozy. fem. 4 . 123: algebra = j^^ al djebr (al-gebr. fossa? Spagn. 125. anjub) dall' arabo. 127: algorfa. Gl. al-ghebr) W^:^ in origine: rimetter a posto forzatamente un osito ratio o slogato. 141 : alimara.y^al lit al gubb. camara como guiera: (soffitta). comme tapisseries . ^ubb p. gioia (gioiello). egiz. de »^wjj) al-imara signal. h) plante du genre centaaree. 133: age (bisogno) cosa posseduta alhaja designe en general toute 1. utensile. p.. ». etc.'eZ algorfa (al-^rfe) presso Alcali: chamhre haute solaio y da camara. Glos.: 14 SECTION SEMITIQUE 2) algarabio. al-gabr. Dozy. Aljub (arjub. . — Bocthor (Egitto) A-lliaja da haya.1 (?) . p. chibo. port. (coU'art. algarabia en (al-garbi) del regno d'Algarve. cisterna. ou habits. a) euphrasia. cisterna. p. I'or- chose qui a quelque valeur et plus specialment tout ce qui est destine a I'usage ou k nement d'une maison ou d'une personne reaux. V.1JUP. feu que I' on fait sur la c6te i^our donner quelque avis. Gloss. est ^^j^\ *l-garbl 3) Algarabia Due piante. ital. algibe. 8. bijoux. quindi anche ridmione di equazione {ritolvere tin' equazione). algofra grenier. sobrado da <X3m%J\ . Da ^J>»\i^ Gloss. ^'N^ al-gubb. lits. Algebra. camara donde doi'mimos. algibe.. Algorfa. bu- Alimares Dozy. p. aujup dall'ar.

rpurs.lmesli. A)^** ma 'fine aiuto. port. 172. 164 seg. Gloss. (Sarebbe per6 molto strana la scomparsa bahr). Dozy. ec. amiralh. donde lo spagn. la / (a /mi ran te. impos^e par prince quand . atwto al Almirall. a che fare Dozy per6 osserva che arabo. serum lactis. almogna per tri- contribuxione. sur — Almirage fonetica di •^ terre. aiimesch da almico. Dall'arab. Dozy. soit soccorso. p. 162 : a 1 mece port. ce dont soit le « Dans plasiears documenta da un impot sur les navires marchands produit devait servir h equiper une flotte centre lee Manres.lniogaver Dozy.LUIGI SAI. si castigl. signifie. da almauua clcHtosina.. almirante. amiratus. almirante). Amir pero e arabo. Gloss. avaiU-amcolui che >"> E plur. admiral) e inserta. nlmiraglio. fa p. C'est Tarabe ^_^*il al-ma'ona signait : (al-ma'ilne) qui signifie proprement aide et qui dele une contribution extraordinaii'e. • cavalerie (a le'gere.r. (anche ^lAi ^. almirage. $iero. Nelle Baleari dice pin alniogtia per Inr- gixione pia. A. almiraUun./i-- ziaiorc. almi^a h Magreb per ^^ki^j al-mais od (. amiran- almiraje. On tronve done les ex- pressions dons e almoynes » et « galea de la almoyna*. 179: almoyna. amirarius . ted.VADORE A. mot un don volontaire destine au mSme usage. p. almiragius dus. una >—^~'"^. de la mer. ])etU laii. aassi almice. una scorreria (»^Lc gare). jjOA*) . la desinenza al non ha nalla coll' articolo ma e piattosto la desinenza latina . almirant. . almagovares. raoyen ftge. ammiraglio.. Dozy. Gloss.. ordinariamente spiegato con f^SJ) J?^} u m i r a 1- bal. inoltre la parola in capo coll' mir venne usata qual Comandante aggiunta «t<r mer. D' AU8TEIA 16 p.. comandante del mare.^*«**» al-meis al-mas]. o alius (alviiralis.f^l am!r al-mft comatt" nlis dante delV aequo). iVlmogna htito. Gloss. di ^^ ^^X a 1 - m oga w i r 1 - m uga w i r) un assalto nemico.

p. A. dal X sec. almoxarif ricevitore delle gabelle (derechos) reali. (coll'art. orccchio di topo. almozarife. 1 180. 179: almo- xarif e. port. ^^\ a ma..L mesarif. (da v-J^***** musarrif). (. Gloss.. ^^HjkS al-mardaqus) (greco s. ^^^hI Dozy. intendant. y\) achiava. che ha lo stesso ' significato. araba).. a me (rad. Significava in origine la pietra Jilosofale «la p'ierre philosophale » dal greco xojio? Jluidum.linut. Almoradux. moradux inayyiormta erba. •> •> •xoogcot'Ic) maggiorana — in pure .lquiinia. mardaqus (coll'art.. p. «y4) al p. de i^j^HtX) al mosrif inspecteur. derivata dalla radice amto. 16 le tresor SECTION SEMITIQUE public etait epuise*. se paie port.ina da a ma halia t (Y). mosrif non pronunciarsi al-musrif) pi. Gloss. . «receveur de ville I'impot qui aux portes de et a Pen tree des ports. almude nom grammi).^W-i i. Spagna jt*^ fin «« m ardadu m urdadus la (secondo Dozy.. alquimia alchimie de fLxCvXJ) al-kimiya oggi anche Chemie. — Come ^^» uj^ 'aun i'ane. u J (^•w^ musrif. almud. A. nell'Higaz Yj rati. Gloss. xo|iia. Ispettore capo. almosarife. serva. aumut Dozy.. almoradus ii^ijA dal pers. almojarife. 174. ji^XJj*^ marzangils . Dozy. '/(r^\Llcf. de mesure de moudd (al-mudd) una misura 1 degli aridi (Nell'Irak 2 rati. ™" Chimica. non si usava forma Almoxarif da castigl. da almardadux castigl. delle gabelle erariali. Un rati = 2566 J«^^ A. ispettore delle finanze. Gloss.

' disonorante di . «l'esp. osservare che qui Engelmann sti e in errore. 100: alfalfa herhe appeUe OX' le grand trtfie [fi>^ num burgundicum. significasse — Belot petU vas« tU Urre. mcu^ont. be mi a. irlan- manteau en robe fourr^e de peau de loop on d'aotre peao velae. — Vol. deriverebbe da terrin^. analfabeta. venire da i>A^ muhin. LUIGI 8ALVAD0RE D'ALbTlUA 17 Amburnia. III. Gloss. usato dai mori. 73. Anfans ar.'a. al -!'»«. fittaiolo (propriamente come tr^' u in m i yy mm I nomo rozzo. oltraggiante partic. L'Accad. de A. di ad-di'ma da A(«V<^i ad-di'ama. attivo della IV forma o\^ • \ (per u^ '• '' ha- w ana) valer jwco. de Aloala traduit par esparto.. (jl*) 'nmman u n) u contadino. puntello. amohiuat." ' . castigl. 190: andaime. Esso pu6 maltrattante. f[ui a la icuelle de JUi\jj\ al-barntya (al-barnlyye) : vom quo quid reconduni. vetement rustique k la fa^on des Irlandais*. andaimo. albornia grand vote vemittd . de AiA» al-^alfa que Dozy fa P. «gro6 drap de laine de dififerentes conleurs dont on faisait des manteaox qui — portaient le meme nom ». allora ^Ui^ ber- n!yye dese). poute. Gloss. p.. L'araiH) «IaX^ al-halfft (al-half&) aipxi^CA (ill pa tenocissima e mnutda €p^ 1 Aclet XI I"" Congrft det OritnlalitU*. piUuiro. Gloss. Andamio les da addaima p. est: echafaud pmtr (L'accentuation andaime) de et aJVC*^» ad-da'&im Us poutrcs. Qaando an veMtito.. forme d'une fictile in (V). port. uudaniio. deWIrlanda. Dozy. flttaiolo. da'il'im ^^^^ di*(lme. p. albarnia Dozy. i^mo da amou affittavolo.^<^) ^ plur. a3\Ci> pi. . Amoliinarse. Dozy. chez Alcal& (de Hi)>erDia. yerva propria de Espaita (Engelmann)]. fa «. capote.

G. qui s'appellaient JA*J J^ji [daraqat lamt]. aJUmi*^ marasim pi. di ^m) ream) il quale come decret. ordonnance esprime mente tutte le prescrizioni. «JX4mA4m1 uspust da torna molto meglio il Oc«mAmi esfist. erha me- dica Ituenie. castigl. Dozy. Pronunciando espist esparcette. 80 che cosa possa essere detto / alasar. si castigl. Alcala traduce alfalfa per le fapfa^a. lo spagn. Engelmann pensa ad p. Torse pi. v. port. loi. Suppl.. Arancel i I iiffkiale i da alasar. mostassa). 195: Ante. D. dans les deserts africains.) lo spagn. di il pensiero portato ad ^l^AwjJ) al-as'ar prezzi. esparcilla ». medica che per- O^^mJUw) espist. alfalez e Trifle (greco {ir^Stxr^.. les dictionnaiies buffle. Ante da dante pelle di camoscio coiiciata. — «Le vient de JS&«J lamt nom que porte. dit formellement : Uaman Lamt ». r^-*** si'r prezzo qui Part. s. Marmol (Descripcion de AfFrica) qui ecrit « el dante que los Affricaiios quelquefois ante. [Cfr. «En effet la forme alfalfez. est une corruption de JiJAA/Aij) e il al-fa^fa^a (Ji^aio^AJi siano fisfise) luzerne. di ^^mj^ mars dm o - puo passare anche per propria- pi. alfalfa. ^UwJ) ar-risela missive (ar-risale missiva). ante ital. Gloss. Gloss.] lama. . « On se ser\'^ait de sa peau pour en fabriquer des boucliers excellents et fort estimes. danta mot port. alfylfe. a») . A. — Dozy. 197. qui est moins al alteree. dante. non ha mai il significato di da osserva invece che risale decret. (selon Dozy. araucel. dargadante antilope o specie di cammello delle Ande. p. ». fr. e propone la derivazione j^\jX\ al-marasin (plurale abbreviate per iracciato prescritto. en espagnol adaragadan te. il Non si e (cfr. ant a. un animal du genre des antilopes». aussi peait de huffle^. adarga da ante. il dargaa dante. Tariffa le che porta prezzi a cui si devono veudere merci ed diritti die su qucste devouo pagare.18 geios- SECTION SEMITIQUE ma it. dante. LSa«»*aw) uspist.

Gloss. 199 ha proposto Paltima forma. cAoM* rtca- la vie. A. col rinvio al in panta) cIm greco xipraXoc xaf/caXXoc (corba che al basso termina occorre nei Settanta ed in Clemente Alessandrino. Corrisponderebbero all'accento originale spa^aolo: . ^'>^j^ qirUlle. maio: la detta parola ovidentemente il aryds.* T'orA^/. 1 198: argolla. 6 nonchi abito pi. Dozy. ar^adell. cesto di giunchi ^JUa^ Xon qirt&1e si specialmente eorba da atino per fniHa. in Nel portog.irruez ovvero arruez? Arraval.rraiz da ar-raiz mitiituto donde fopitaiio di fxistituento niomtro. Te««uto di sparto od altro per bestie pui-tarc le biiM'che d' aequa siille da soma. custigl. chia. e la forma Spagnuola arrayz governante. da ral)at solthonjo. il jfcLj^i ary&i «ricoo. f ft: . port. trova nel Gloss. 198: arrabal [raval] faubourg (anche parroeville. i — {J*^^ il ris pfnne pi. ^*^^ rli« aijrette de diamants mchAstis dans de Vor ou de Vargmi. capitano di nav* ppevenga da ra'is.rgolla <la alfjoll. Preso da (J**^Jj ra'is (coll'art. capitano di nave ovvero da ^J'^^ ra'is (che significa lo stesso). arrabul. arrabalde ill conserve ancora 1' antico d come alcalde ^^-«oLaJi al-qadi il giudice (osservazione del Dozy). arre&s (?) Non e in Dozy. . quindi ancbe ricchezza. Arreus tirrvdo. dal Siriaco. Gloss. da jjOJ»ii ar-rabad (/m environs d'une si faubourgs). Gloss. A. cjustigl. argola j^atuj anntau dt ftr ^ 4^*«3} a -gull {gofpia^ maiutie). AAbjJ qar^ale.. (I^zy. bench^ W"^^ ra'is usata.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRIA IH Arganells da aleartel I. ojistigl. da arroyat struN/ento (?). Suppl. ma si nel Sapplem. sia 1' p. Gluss. p.). di Dozy. Dozy. goifica pure tutti nicessaires h viezzi per vivere e per mantenimento. anabal Dozy. j^kOJl ar-ra'Is) eapoy capi- fano. fc I'arabo J^^j^ qartal. ar^ollu. catal. quartiere) p.

Gloss. (Dozy) mais chez Ibn Baitar: il ne faut pas en deriver aliaga. pers.. abulaga. V»a3^|^ e inoltre p.. Gloss. la E il pers. si- <~JL)^y^ g a u 1 a q e grand sac pour Egitto). Espagn. esprime pure pannolano ruvido per coprire Ar. mosto cotto^ sciroppo di frutta. onde appunto di bestie il Arri II castigliano arricro conduttore da soma. arroba.. '^y^ gaulah.. et cela suffit ». traduit Aliega il par ulex. 203 osserva giustamente « Est-ce que nous chercherons k present Torigine de ce mot? Je crois que ce serait de la peine perdue. Aliega. A. farine (Bocthor. gnifica les grains. oppiu-e asinaio. 371. — Ma Dozy.rrop Da ristrettOf da arrabb i-*^ castigl. Arselaga da al djaiilac. in Algeria grido : ^/») errih. car a mon avis c'est un cri comme le il y en a tant et qui ne signifie absolu- ment rien. le I wZecc ewro/Jaew*. L'Accad. arrope mosto cotto. Alcala traduit aliega par lit djaulac. coffre j\^^ guwal (area. gaulaq colla. a r . Les mulets comprennent. {sacco di lana]. harre) che taluno deriverebbe dair arabo j^ j^ harr harr il (grido del camelliere). coll' art. L'abbate Barges sentl p.r u b b s-u^o vegetale condensato. la arab ^»ftJ^^ sella. Arroba peso da arruba castigl. car on in gaulaq ispagnolo si chiama yal&ca spino E il pers. il per co- — nome di un arbusto sul quale vedi Dozy. f finale araba ha pure nome di a breve). nome di arriero applicato al conduttore di bestie da soma si puo con certezza derivare dal grido arri (arre. anlaga.) la cui corteccia simile alia > fe . ^yi^iAkS il Da ^J/* rub' ar-rub' (la qtiarta parte [die\ qintar quintal\ coll'art. yU^ixi j\^ dar sis'an (forma abbreviata uUA«i j\^ d4r <i'4n albero spinoso grosso (crassus Wall.20 SECTION SEMITIQUE erido per incitare bestie da soma.— Nella Spagna JBI anche cox). ajonc.

argilaques con- corda sopratutto arjalaga. . rcdettn. Hist. a^onte fouet de Jd^^aJi Ati-saut (as-sut) frusta.. Dozy. V^^UaJl at-Ja- sentinelle avamate.*). deriva lo spagnaolo anlaga donde abalaga. Gloss. 228 : azucena lis blanc de A) w^m^W) a s-s o u- siisan pers. jALtalaga yot Atulugar stare alia vf delta da [castigl. az-z&uq A. Ma « dana le man. plarale snddetto La forma spagnaola gli sorittori atalaya e 11 at-tal&T.»iiy m sausaii. secondo Dozy. Da qaeeto yul&qa. greco ooOgov. Dozy. avanguardia. oLntym (di cui 11 precedento e nome d'unit^). argilaques d' Europa En France aossi ou diaait il au moyen-&ge argilax. p. Gloss.. Quelle qne soit I'origine de ces mota. Dozy. asoth.Socondo Plinio. mercurittm {merciirio). Questo h D' AUSTRIA si 21 VaspuUUhut che. esploratore. val. 228: azote. on lit. ^j . atalayach donde anche talale talayote) come sono chiamate costruzioni meiraliti- che costraite anticamente. sen a (as-siisane) de ^ymy^i susan. yalaga viene aliaga.AQOt da avot frusta. Dalla proDuucia yaluca. certain qu'ils ne sent pas arabes ». coll'art. quindi quale cannella iathus (la (a*. XIV. Spagn. azote sta pare per azoth = 3^ iVi da v3^J'"^^» az-zaftq universalis medicina. ^^^ talar (pi. p. ^SjK:^^\ « jl) A3A^ yoal&ca ou ar^il&ca. 15!) — ftnriMi- servo ail Aniiuatiz/ari' il vino. cortoccia ?) 16 (leg. en retroave ce mot dans 248) le dialecte Valeucien: FiBcbar (Gemalde von Valencia Ulex Europaeus en £sp. Nat. s. ^iL Ifti') tali'a pi. XIV. rVM^AM susan. port. Gloss. come trova Hcritto in Most4!nl. Je de Europa. in iapagnuolo si scrive pure ^^^J ynl&qa. est Con ardgilacn e val. da atalag^i torrc di t/nardia. v.. ebraico TW^ susan.QUQena. azoth. <ie Naples du Mosta'in! I.LUIGI SALVADOBE <d&rasay8a'Aa. . aliaga ». azoque. azoot.

azebre con azevan cento snl prime e) parlano in favore della forma as-sibar.atsebura?) sembra a 9ab&ra (con ^ab&yra e <. mirra.* torre di vedetta). sposa recente^ che in Catalogua la stessa cosa.tsebara J^JiO aloe^ da Sab bar a. onde atlota. wallade partoriente. llamaban nuestros Espafioles. e senza dubbio dovrebbe derivare da welled. guardia.. novia. i as-sabir) Dozy succo sabir (coll'art. stante plur. si e fatto Sarebbe usata la forma femra. . I La detta atsebara (ma meglio. Gloss. (Secondo cia si bar. ed in parte anche in Minorca sono Si ^H i^^^ donna /e- pu6 pensare a '»»>^ e. ley. [catal. Gloss. Dozy. el oficio de las atalayas porque han (^Gruerra a estar todo el dia catando a cada parte ». Tit. in Ispagua si pronun- as-sibar). p. Ji^*Aj\ amaro di wm pianta. fcJj**^ tawali\ Per sentinella Alcala usa layador. Pedro de Alcala da invece ad (s. ^avilla yerva del acibar) che risponde alia forma magrebina 'i^jk^AjS as-sab- b&ra. 35. la de Gfra- 65) : < Lo que aliora llamamos amigos de vocables el estranjeros. — Mendoza centinela. 209 seg. ecc. '5<X)I ^M conda. e castigl. XXYI. atalayer atalaya il significato di e especular stare alia itAjfl. en atalaya*. perocche la corrispondente voce propria catalana e noy noya. (coll'ac- Le forme portoghesi azevre. di Va in principio di parola. succo di aloe. p. (II tutto presso Dozy. aloe. escucha. si riferisca v. a ilde (per i^j £ w i 1 d e) <aJ_j wa 1 ad figlio. specula v. en noche.22 SECTION SEMITIQUE il i spagnuoli scrivono la parola nel senso di sentinella. A.abira presso Alcala forma che s. guardki (cosi (part.) Atlot da welled. La parola non corrisponde ad altra radice latina. II. arabo come il singolare) Alfonso : pL « et X X como quier que sea muy peligroso nada p.) gli arabi usano invece la parola mat la' ata- iuOLw tali'a pi. dia. Per qaesta e (al plnr..

A. <'iLstipl. baibouche. dan~ iieggiato. (od da babus. Dosy Gloss.m'^ ancho jHtp/tnrrta) fraiu-. bad a I lie eo. fr. — alfango = ji^^») voiia p. Pers.. ^\^^ 0)«3 ^aAam sil'a dtLtawftr merce avariata. rasti^liiuio babucha. Dozy. p. e derivato dal francese baftouche. Averia. copri-piedit ed Pers. PI.. "uwar ma'awar. mutilation. alfubiu. '221> : Dozy. ^/J^j*^ Idziili. tAAjO h&l)i'e Ijftbiye (da Aaa> habje) si grande vato per vioo. des niarchandises avarieet. pigliaveiUo esprime in una costruzione da Ic estate elevata sopra la casa. 1' Non trova in Dozy. con delle feritoie per »er\*e quali il vento pu6 penetrare da ogni parte. e dommage h un caigseau. avarie^ Dozy. port. a dts marchandises da j]y^ defectnosite. ital.Ufabi (jtrio ltd t)lio. rctti/ia (lu iilfuhia.0V. Cambiamento del$ac€o I'arabo T' i/io. 13. arar/a. olio (coll' art. ndvita. 'a war. dii al-hangar. p. ^ z*)^* awariyye B BabUClia fia. l'aral»e-per8an azul. trrivt' 217: averia. 'iwir. pugnaU. \y in come in alforjn = ^^ad' al-har^ da viag- bisaccia. ital. lAzouwerd tazurino l&zwerd per Aji_^:^y lajicwerd) laj)iA X7C0''>0'. al-l>Abiye). lett. Gloss. insure. avuer. Gloss.. babus. guoftto. ital. I'^iU. Ce mot semble £tre one altoration da ^pero. e che pnre alia ven- . BadalUCh. p. 251 lo crede posteriore alia domi- nazioue nraba in Ispagna. ^^AJJu badgir. cliiusa giro. quindi ^JJ^JI* . 4. ^•Ju papiis pantofola (ietteralmente an- che T^-?w babAg.LUIGI SALVADORE D' AUSTRIA 23 Atzur (la Lii/urd. foniirlht ihi (f mini in.

Balde Dozy. ecc. Simile costruzione poteva pure servire come torricella di guardia. lo fa derivare tWaUp baw ati pi. inutile.iu badheng che occorre anche colla forma ^jJUft^vj badhilg g che notevolmente (sequale fu sostituita detta forma condo 1' la pronunzia egiz. badana. pers. Secondo Diez e Littre e diminutivo del neo-latino bagage ciolo. pero con punto interi'ogativo]. ^a^iJU ba- daheng. 233: balde.^Aj buqag. -' b o g c i a fazzoletto per avviluppare e legare uv ^ V--' . e La forma araba corrisponde a Wiillers. dal qual deriva la detta forma. . p. — Dozy. Manca.24 SECTION SEMITIQUE chiama pure tilazione dei piani inferiori. di (. [Cfr. un quarto [II Dizionario dell' Ace. A. pen de valeur.. de balde gratis. castigl. tuttavia I'italiano bagattino. arab..]) peau de mouton predoublure. moneta vilissima. med et. vain. D.. bagatelle. en balde chose de ecc. bagnglio. it. baga baquesX cosa insignificante. 231: Paris cite par Ducange basane. franc.. bagatela. iiiUaJ bitane.-lat. . cosa da niente. Lex Pers.]. Spagn. bagage fi'anc. bedana dans un arret du parlement de [Gfloss. de Alcala le traduit par bal- La badana servait a doubler les chaussures et d'autres objets fait de cuir. balda frivolo. p. Ital. ecc. della ^ = [dura] alia la italiana cc e la spagnola ch) corrisponde bada- luch. Sagatella da bagatel. bagace. badheng nr*>U . . in Dozy. (franc.''«•' . ^UflJ bitana P. ^vaift. Gloss. picdi quattrino. 4^1© w batil vano.^ 4stfVJL3 buqce. de dres. Sadana badana paree.. Gloss. infim. ii^AJ buqge e ^wlU pi.. en baldo port.. G. (sic). buqse pi. bagateUa. depourvu. 4aCVCkj fagotto d'abiti. Si ^^^. da battaua pelle di eapra condata. castigl. ^«ktf^\* e rfSU^A.^J0u batil cosa inutile. < T.3w s. propriamente fodera. v. lat. Bagage Turco da bacache castigl.

cannrfan. Gloss. bogaci) m. h. albornoz. Diet. de port. albernoz. franc. M f UD/> barrakan barragan. bedouin. (anche (JcT^ il cammellotto a mantello donde franc. Samus (jtAJjJ^ ielto che (bcrmis) ulbonio^ rnpiimiin soliUt a imrtarxi fini rnfjaxxi. Dozy. A. Tela de uno u otro color. as paid a per »pculula (Tknty). magrebino (alger. D. Diet. Sedui t hcfluiiio. [II Dizionario dell' Ace. da badaicoi heduino ed anche selvatifo. burrukan) nioffn fftossnhnia di bouracan. relativo al deaerto cO"^*? badawi. castigl. ital. (Vedi Barbier de Meynard. turc-fran^ais it. . (j*<k3jjJi a 1 -burn us) parte del man' copre capo. castigl.] (Ofr. cappuccio. aprrir di fustagno. i^^y^ badawiyun del deserto. fr. roxxo. portog. G.LUIGI SALVADORE Metatesi di t D' AUSTRIA per ^.ci**^'CO boghase. Castigl. . p. ha: bocaci mas gorda y basta que (?) (C\\M^ y de holandilla Secondo me 6 il bocassin del francese antico. (del la jir. burn us it (coll' art.^J0*3l 95 (d) e 1 come in arrelde ar-rati peso (di 2566 gr. .] Hindoglou. hoccaccino o boccatcino tessuto di lino con bambagia. stoffa. bouracan de gro$ camelot) U o^ barracan.) cJV^w biz-zef. turc-fran^. barragan. Garragan y Cl /f da barracan stoffa. : 1' articolo bagage). 237: {jKorte barragana. des dmiblures. in quantith. Bocaci 11 da bogacf. moUo. rolde dii per rotulus. hilo Spagn. ttomo (da^«Nj badw Sezzeff II dii bctsef i>/ (/ran (/ttrn/fifo. v.). volg. Forse lo stesso die tuivo 43^*^ bogcia (cfr. che risponde al tarco Toile d'un Tissv peti 8err4 lyoLc^ bugiis 1' = qui srrt h /aire s. bedewi deserio).

^ . hicchiere] est seule- nom d'une mesure de capacite. mare (dimin.] . ma questo e totalinente smembrato. v. spagn. piccolo Spagn. albol'era per albohera da s^i^ buhayra. Si dice pure eadufedjar fer cadufos della coiifnsione d' intelktto della recchiaia. franc. Setteutrionale. chandelle de cire. Dizionario dell'Ac. ha cfr. b«gia. vulgo Bougie. da ^Hj v»5'«^*' al-codaf ou al-codef [al talan avait qudaf va^o di tei'ra\ « p.) designe k Grenade une mesure agraire. Gloss. castigl. p. Bugia. fr. cosi pure invece ^ h. 78: alcadafe. acadiiz e arcaduz. Le ca244: cadae. Dozy. et (tutti portog. da ^waBT bigaye de la cire. Dans ment (pas dans les diet. Bugia Bugia neH'Affrica donde si esportava delhi cera. cadalie. e la derivazione non e credibile.26 SECTION SKMITIQUE inhhln »la Boyra chaboura. da 91 s.]). cadaf sans Particle arabe [come quij. Esp. quale sinibolo dell' affbndare (luvecchiare). Dozy. castigl. di di >^ b a h r mare [f invece di h p. alcadef. il arcaduz (dal- ^>>i^^^ cadu9). xd^o?. les lexiques le arabas ^^S cadah [qadah Alcaduz. bougie. Gloss. p. rivoltarsi e rituffarsi come il caduf. albohera. alcadefe vendent. Bufera albufeia da albueira pal/ide. 1' Humbert ha notato JHiOL*^ egiz. d'ou I'on esportait C Caduf (la cad at" od alcaydiis rnso di terra per tirar I'acqua dai pozzi. 243: bugia bougie. ^H cadahe.) pot de terre en dessus duquel les cabaretiers et les boutiquiers ^_| mesurent les liquides qu'ils qui re^oit I'excedant. gr. Dozy. albufeva. [11 I'ar. Gloss. »j_^U*< sabura (forse dal persiano sabwerd cerchio intorno alia luna (alone)) brouillard. ant.

kviwi sauscrito. candi.#3 inii ((innciu da eaniix. tunica (lat. 245: kambAs) veto antifa^ de novia. Dozy Gl. zucchero (candito). satin). bevamdoj vino. da dtmna (Alcala: Snppl. D. al-qirmiz) rt/cAwmw. . Oloas. o cocciniglia si rosso cermiglio.LUIGI SAJA'ADORE D' AUSTRIA 27 Cafe. alquetifa le taput. 344: re/o <// cafe de i^^ qahwa. alcaparassa (taparera a rajjjM'ro. alcatifa. p. Toca de mager Dozy.. velo da mnger. qamts camicUt. cami$ia). qoindi iS^j^ creuxinino [dr. Cambux thnna da eambux. Dozy. 88: alcatifa. cambux ^uamise xnasqne on voile e convrir le visage. Caparrassa Majorca) aUubnisi.. sanscr. ossia rosso del verme. p. I'article al demontre que les Espagnola alcaparra dn curmi. »»io Kiifur <la canfora. qahwe caKtigl. cuuverhirr da AAaJoaIi al-cat!fa qui se dit dans mdme sens. traeva il = venne da nn uenn*. (kshaumi) si fece ksliaumas <«2a di /tno. carminio: A. Carmesi y^y^ qirmiz qirmizi il (coll'art. k hand a. G. pure candil et Canfora. p. dal sansorito kahup. Catifa lajtprto (la aU-atifa. Gloss. p. 4Xk^]a3 qatlfe vellnto (velours. Dozy. ou iLoU) p. 185: alquermez. carmes donde carmesi. Candil Gloss. Gloss. port.plntot da nom d'unit^ f^^T^' qu'Alcala donne sous alcaparra. (pronuncia cambuj. eas-tigl. detto il cocco. «Xa3 qand tucchero dal Sanscr. castip:!. T^ozy. Camisa (jMU. Pers. 86 : alcaparra cappero da jLkii) [al-kabb&r] al-cabb&ra ont tire leur [al-qabbar] alcabbar. yj»y^ Kanbfts Dozy Gloss. p.. forse dal Int. 247 cande. Dozy cadde. de cette langiie et non du grec xisrap:?. e arab. Bien qne ce mot — arabe soit d'oripne etrangere. Pers. Gloss. Karpdra. 377.] Dozy.).

castigl.jl:> hawiyar. Gloss. A:'ab. zero da j%*0 cifr devenu aussi cifra. •• •'. Oenefa da a^^euefa (asceuifa). castigl. Gloss. fr. da(/a cnrtn e lanja. Dozy. chiffre. {sifr). sanife. p. can'ale. Caviar. Cliafcrote.. aceiiet'a. horde en tapisserie de port. sarabatana o saravatana. secondo vetro. ciuiom. solo 8i*^nifica un tuho di da 8efer. zero. filo delln spada ed anche lama. (coll'art. ciro. canepa. cero). hawiar nova di stoi-ioue salatc e pressate. safra e chifra a 1-m ft 8. MA*a sanife (probabilmente stoffa per gner- nizione). navaja de harvero — ttifra e sufra anche rasoio. Dozy. frange de AXXaa)) as-sanifa L'accento cenefa si riferirebbe a Ahk^a sanife. p. cerbatana. (japapOTava] da ^Ua>j>^ zarbatana les oiseaujr. : azanefa. taglio. Cero. canefa.28 SECTION SEJSIITIQUE da Caviar castigl. cerbottana]. Le meme mot est Ctiaffarrato *j^*** da chafra. zarabotana [leg. (V. cerbottana]. 253: cero. sanefa h&uppe OM ora veMis. zanefa. fimbria del vestito. v. Gloss. cerbataua. sanife .. 1^ e ^ anche AlU^ sinfe p. cifro. franc. neo ellenico Turco^Vjl^ hawiyar per^y. . as-sanife) orlo. ital. sarbacane [e sarbatane] [neo-ellen. Alcala: s. originali. arab. azero Dozy. agli uccelli. 251: cebratana. castigl. safra. 224 lit. port. zarbatana. i diz. m u8 e rasoio.. ital. qui designe une sarbacane dent on se sert I pour tuer anche ^iJlJflA^ che.. zero. tirai-e » cenefa » ^XAaaa^ Oerbatana da zabatana canuoue per [ital.

Ch. E singolare in 6ofayna la sostituzione della 6 a cb.auz £ da i-haiix aeryeute. Alcala: Tranchete de t^npaUro. (JmwXamJ^) al sorte de 96 : alcuzcuz.. e fjDkS^mJ k ask us. 144 e 145: aljofaina. giUt semble avoir la wUL^ yelek. 11 turco (JM^^^ > cA5L9^*^ ciaus. ciawas. chaiero: franc.. esp. (Davie. araldoy Kergenie. Dozy.! LUIGI SALVADORE D'AUSTBU Dozy. Ce mot 4 donne mSme origine les sM>. poor amincir le cuir ecc. in Suppl. naissance a (Muller).. Dozy. que Arabes ont adopte. u^4MkX4MJ kuskn- sAd (nel Megrebino). chaux iisato in Maiorca nel senso di xchmis persona rozza e stupida. Dozy.Jalccu da chalecH ijitthlMtto. Cuscusso da al-cuscu8ii. aljnt'aina. — Chez Alcala sont hormigos de ma»$a. Gloss. alcuzouzii. » raeioir oQiil de* 253: chifra port. pure Dozy. oU k la desinenzA romanza. utdere. Sappl. cibo de' Mori fatto a piccoli graoelli tMiKli. ciL'^ti^l. de couscous. Gloss. chifla relieurs etc. sen telle. one mets tres-nsit^ en Barberie. 291: Jileco de le franvais chaleco. apparitore. castigl. al djufaina est le diminutif arabe de 4aA.. alcuzcuzu. d j.i yelek (jelek) est un mot d'origine torque. esp. alcuzcnz. au Littrd). a 1 cose as a. Chaleco <» .. Gloss. Cofayna da alchofaina. aljafana. Cfr. . p. In En Espagne on prononqut chichifarote. import^ sans doute par lea n&gree africains A Saint Dominique. fra. p. e cue lie. ecc. Supp. _%<m»^4mJ kusknsfi p. al djo- faina. la semence mondee du mats est appelee coug't couche ou couch ccousse. p.&) al-djafna (al-^afna).

alcolla o/\o (1. coll' art. rezeua.. castigl. dinero. (Eu ^^ M come <>^#)..aO SECTION SEMITIQUE D Dinar da diuar. s i Gloss. EscabecllU i'l da sic bdc oscabpclie salsa per cousrrrare pesce. U^am o U-^T^*** sirkeba (sirke = acei^o). fabbrica. dal latino. Gloss. al-qulla groaso vaso di terra. En Ih _ como Mlalioma. orcio). 205 seg. (hiiaro. E Sncola da alcolla. p. Ar. de feuilles de laurier. iIaJJ "/ dinar in Oriente moneta d'oro dal lat. composes de vinaigre ou de vin blanc. sezione del lavoro. 92: alcolla grande cntche de ^Xjll) al-coUa. castigl. arsena e dar- derive poi 'i^^Mtji — Dozy. arsenal si pronuncia per dar n a 'a. AX3 qui la. de citrons & de ^\jS. sena d'onde in oriente si ital.. Derivato da ^fiLufi I il»> dar sina'a o ^^Lm£LJ\ I y)^ dar es- sina'a. in : Espressione Dio come Mahometto =:r: con Dio come Maometto easti^l. denarius. adrasana. I'arabe p.. dresseual da at-taisaiia castigl. aussi escaveche sorte de sauce pour conserver longtemps poisson. p. . Gloss. . ca»a del lavoro. Dozy. ata- IDressenet.m sikbag ou sikbgg. : Dozy. alia voce tersane (per arsenale). ^UXm< e il pers. 261 escabeche le port.

La dictionnaire berbdre donne. as-saw&r). scure. 3j)j»*J aubepine. p. eixovar. V V *^ Ty^j zenba^ castigl. Tj^ nula i * Stzerola. enxoval < lo qua muger lleva quando se casa. p. faUoa.'265 port. Gloss. de meme que ach-chon&r en arabe: supelUx domettUm.. ~ Bn oogifo falca un morceaa de bois carr^ qu'on % ooopA vtfc ^^ * U du trono d'un arbre. inmntam. pag. port.xeroln. latino falx. Doz}'. 34: acerola.LUIGI SALVADORE D' AU8TBU SI jptr tlitio Eltzaboge (comuneinente per Af^astre) twato u Minorc* Helmtico. exovar. acerola. Le s^k^^\j ••«•e parola h b«4)era. port. assi de sa persona como dal adorno. atzerola da az-zarora. 264 •. nefle. e * grero mnnnaia^ stnimento di aapplisio. p.rnir^r deriva da '^ks^jjijy\ az-sanbA^a.v. Alcala: doU o catomiemto Mais ordiDaii-ement axuar : signitie ameubUmtrntt mo&ilier. exogar da val. asarolla faap^oe da azerolxu. ejtoir. bagngeg. £!xouar la (ajuur). Belot: it uteiisiles de menage. Gloss. Ija parola falaca •deni- tortiirftiv uua |K?i-soiia tisiciunciitc o spiritualinonte. da a/ZHbaehe. (iwaiuhi o Itr. cMtigl. catamiento doUj as-siwar. e ffsXsxv. falce quella che iMglU. accetia. acebiirhe*. de ^wftXi il falaca (falaqa) /wdr*.. BistAni miglior dano. falca a paif. Dozy. boos olivier taufMigt ^^ ^ bangs. (Confroati«i il tuttavia. '* '^ . Alcala lo 32: acebache. Dozy. X > • •X ^t-J^i JUUi fiilaqa est ceppo per dare le baatonate. aiambojo r"rfr. s. Gloss. v. fruit) da \^-^J^jr azza'rflra metpilu* J neflier. 221: axuar. Glossarii arabi pi& reoenti hanno z eltiiil^. Dozy. de hija. Gloss. difalcare.. Falaca ti«a da falai-a stninn'ido da tortnrn. de atavios. y servicio de sa casa » de^i^4«J) ach-choa&r (aa-aawir.

e >^i fiim aglio). che prende per onomatopea. I da cui ^w3 «^ farfar leggero. feluca. Suppl. libera. miiioi-c. felouque^ derivo dal— « petit navire a voiles et k rames » Jal. ma e parola vecchia e e certainente sconosciuta ai marinai del qua e la usata dai piMedio Evo. ( — Enfiu mot est retourae aux Ai^AA fu 1 u ke . eclat da V. folie. haraqa sopra arabes hruciarc).• Ci^ ^ ^^^ nave incendiaria. Falea da faluca. Gloss. D'onde. fardello. ancora it. come jJyJ <ar<ar chiacchierare f. yarda [ital. fa 1 u k e). Dozy de- — riva faluca dall'ax'.. fardaj fardeau]. port. Fanal tvJL9 da fanar liime. poi generalinente harca (harraqa-haloque le halca.32 SECTION SEMITIQUE (la Falca talon catal. castigl. far da. fanfarron. franc. !Panfarr6 da faujora. faluca). a . p. ingl. de boijf difalcare. fanfare e quindi fanfaron. La forma spagnuola farfante ed occasione alia derivazione chiacckierone. fanfarDii.fa loque. f alaco) ^ ^^ Come il pi-ecedente. faro (greco mod. hrulotto (da v3y^ v.. filuca. ital. castigl. franc. vanterie.-AA3 falaqa spaccare (identico a (Dozy. '^avapi). fan fa portug. female. disoccupato. ^ Pj^ farig vuoto (vaso). ozioso. cimm di ley/to (ckuu da niadera). Dozy. A^\y^ . rati. da far da frnjoUo di ahbigliamenti domieschi. falua (halca). JjSS falqa to defalk).). Gloss. dall' farfalhar (colla r) essere danno arabo y^r^ farfara leggero. fanar fanale. fanal. jyronto. (Cfr. alia O t (s) in arabo Bubentra talvolta <_3 come in ^yi ixxxa. Manca in Dozy. ital. per analogia. castigl. ital. 108 ha: alfarda. — La parola si r arab. alfitra esp^coj da contribution que payaient les Maures(iues qui vivaient sous la Dozy. fr. secondo il il Littre. chiacchierone (in ogni caso . 214: laluca. Diez crede che sia lo spagn. fanfarone. UUli fulk nave. p. S^arcli (pereroso) da fa rag a. castigl.

2(37: fatexu. a fe t e crochet. livrie^ cui derivazione dall'aralto egli rigetta. vetemtnt de ttoldeU. li<3»A3i al-farJa (per A40 JUi) taxe. }> croc..iw p. GI088.Ja:> huttuf gant-M. iniuatiou des chretiens — dall'arali. uatota iiorrhi-U). ecc. an i ma (^. i diu cormnti vguali d^l cnvalUtto da J|*3 paio fard. j^Ufl^ a 1 liottaf. volg. donde anche : lo spa<ru.". contribution. per per « come in jLa^'. p. petite ancre. — Vol. (jomii). ciisti^M.da. 271 . come un una cinghia della una la parte della soma A pag.LUICtI bAI.. gioiello ecc.m^ Dime) *prae. - . ^ctM du XH"*' Congrft i/m On<ntali$Ut. de ^UuS <!. OV. J)0/A'. nltfra I'una parte del statfa (^triviere). mail ntn<:iii n inj. p.\ adore D' AUSTRIA *. chnrge. rapina». meglio i«>»3 tarda pans parut haitente di porta. de ^' i'Ult. Pag. G Gafet (a). . e t e.Htt» rectturbies. melenxana. III. Q-alima. ovvero a in 5<N^»3 faride groxsa perla. A Ifarda Terrne de charpentier. unifr/rme. Dozy. 272 : g a 1 i m a petit / vol. 21'. Dozy. hatt&f e a 1 1 e t*. iaiuixu. bAdingftl u^jB'Ju bedin^ftn. connon. In quanto caso pensare a t a tarda per abbiglinmenti dimneschi si pa6 in ogni -^r^ fart moneta npicciola (nel mezzo di parola Jft «<JVl(aJ piiM suonar d cume in Itadiina per »J>'* bitana o batana). GI088. 38<): fard a port.

p. che diviene percio un balzello. rtirmhio da Q-arrove Ha rub.r 34 SECTION SE. gandoura. A.. 274: gar rat' a. da ital. Alcala: gan- dour garden que se quiere casar. port. — Pem. X. e. In J)ozy. faquin. fat. Doz^-. imtlfa. arel il e garbillo.) Dozy. si usa quaudo vien lunque imposta. Dozy sotto alvarral. attingere. nel prelevaie " (jiia- Grarraina. <^»%* . p. Belot: coquet. contribnzione. (Estesa dissertazione presso Dozy). come vaglio. G. bai'ragan valiente.272:de^^^A£ gandour (gandur). carafe dall'ar. latu (grande: earnfa e carafon. Gloss. il poeo seimo. tassa.B. che non tiene nulla. caraffa. iXj^J^ harruba). rofian. A. come mrafina la bottiglia piccola. (Di qui foi"se I'it. V-5^/^ liarrul^ carrubio (al sing. GarrOVa rdnnha Hn Harruba.. Gloss. carafe. sotto algarroba alfarroba. ((VHoscio.) Jy In »* garbal (garbel).AIITIQUE rastigl. meuo la giustizia derrama. garrama.Gloss.. Garla botti- Garraf glia ' da garuf.sarrafa (garrSfa) l3»* garafa. Gt-amuza. rofiana ecc. doude auclie franc. allegado en van- do. In Dozy. giara. •M^^L^ gam As e buffalo. G-andul. in gerra o charra *jS^ garra. barragana. D. pimpant. In questo caso ch sta per ^ ij. ImUiyUa. testa vaiia. D. G. franc. da guiibel castigl. girbal vaglio. gerbola testa leggiera. . come p.. Sotto ga'rr derrama. s|)et'ie G-arbell di raylio per moudare il grauo. gamuza. ^^1^ garama e imposta. indicano seinplice e la bottiglia grande. di garbello. nel piemontese. debito. Gloss. Castigl.

t-astii^i. yftsamln.: 4jaxi (^^P- gaita) au Maghrib esp^e^ /lautbois (Alculu gayta). detta auclie xeremia.. rw/do murmuraudo. Dozy ^ d'opinione che Arabi lo abbiano preM Spagnoli (Ibu Batouta nacque in Taugeri I'aimo 1804) s. de si AIOaC gaita (^aita) che •H Jiute in prestito dagli trova in Ibn-Batouta. faquinerie ecc. gbandar* ma la parola e la cosa non hanno che fare 1' ana con T altra. ffdzzun-a <tfn p. sarebbe '». gabilla gavilla n/w/vV i/f gntm*. ij\^ una can na. gelttomhto. deirAcc. j><V»v# yftgaman. <>«Jji3 1 al^anlara recherche dans In mise. 126. au bruit instruments militaires. uW^ y»««- a4mU yAnam Q-atzara. castigl. coups df carum. ^>a^V«V. . p.. — de al contrario dice: Suppl. G-ayta da guyta rornamujia s|)e<. dell' Ace. Speiie IG-avarra di nave. iniln.Malmeut€* o pirn. algazarra. 122: alpazara. — Alcala: gaz&ra *\^ pnria. gabarru. col significato (Engelmann). Gloss. t'rauc. Pera. bruit.) Porcion stielta u atada dc sarin ientos ecc. Diz. gli II. roydo con yra. (Js. \^ J^J^ ^azzftr e canneto • (fruscio del vento?). Spagu.]. Dozy. gatzarm o \'ij>y^ gazara] rej(ntis»auceit h cris. mur-~ muHo de gente. da pubana. [II gabarra = grossa barca].") O-avella [II da (•al)ila. [Ital . 880: gaita instrument de musiquc. Crayte suonatore. gabarie. fa derivare gabarra da carabo e qaesto dal greco xapa^oj donde I'arabo «^'»-9 «iarib pi. Metatesi. Diz. rhlihnUi\ u Maioiva. ^Xaji abila has df foi'vaje. port.** [spagu. Dozy. it. Gloss. Furiscontratoconalgandar di cui sopra.U'TfiT SALVADORE D' AUSTRIA 85 Oassemi da yasmiu tiilsotnino h«H"e. wjl^ (|nwarib. ha: (del ar. di cornavtnse. Sp. Vedi gandnl.

couteau derivato mi a. Grinebro in da Az-ziucliibil. presso Cherbonneau (Magreb). ageugibre. giiafa — (jiniffa. port. Dozy. gingemhre. (Juniia dega. Dozy. castigl. de x^j^ garueit (gar- nait). <la (inta pt-rcha. 1 G-Utaperclia pirrn. p. 276 e Suppl. ^AA2P\Jl az-zengebil Grirafe. espece de poiguard.) lima. o meglio piiu deiivare dal latino jtaii- Ijerus.: gineta fr. ^Ajk^Jf zengebil Dozy. : getah pertjah gomma di Pertjah. 282: guinia. |. cio6 di Sumatra Cf.er- che.36 SECTION SEMITIQUE Greneta. punal. gengible. 52: Agengibre. castigl. 1 . Littre v. j Dozy. castigl. iy^ garra hrocca da acqua. vette p. A. orcio... . goinia. sotto a 1 j a r a e arr a... secondo I'opinione del Dozy. gengibre. (1. (Xell' italiano tiovasi piu-e. so leva portare questo pugnale nell manica. Lo stesso ripete nel Suppl. Ak<^i kummiyye si mamcu. ginejjro. . aguniii combe en usage chez il Maures. D. Gloss. Gloss. adoprato yinehro per (jinepro. da cni e pugnale da j^ magreb. Gloss. giarra. girafa de ^^]j3 zarafa ou zerafa^ G^unica. Gloss. gutapciclia i/ntta- K malese s. espece de c/- dont la peau s'emploie en fourrure.. genette . p. f/inepro. AJ 1)^ z a r a fa p. itel. Q-erra.. castigl. A5 )i) 278: /. a go les Dozy. u r a f e giraffa. Gloss.

Corrisponde meglio al francese jaquet. e n a ? J^^^ e ga'iz trave. Jacena Dozy. Dozy. p. qui sert de v6- tement pendant -e le jour et de couverture pendant la nuit. hftjik en Afrique grand manteau de laine. castigl. D. JU^ hiyfik) e wmL> hitik. Vetements 147-153. Ct. ordinairement blanc. ita\..LUIOI SALVADOT^F D'AI'STTaA 87 Jacera. (It. 1358). Inn mi. ^<v3 1 i ni u e OyCy 1 » >" »'» d o C}y^ 1 a i m ft n e y^ Jaim A. trave trasver»aU donde chocen. on ap- pela Carmagnola la jacque des ultra-revolutionnaires qui avaient chant« chanson intitulee La Carmagnole dirigee centre la le Reine Marie Antouiette. ital. fa il pi. Snppl. U|j^*» I^As^n (J)'*a:^ iViz. Semit ce VjU^ g>>'iz povliy &\f< U terminaison esp. ou allemand?) Ducange demande les ne vient pas de Jacques. giaccn. giaeehetta). mot (roman. Littre. paysans revoltes (Jacquerie.) parait avoir ete fait dans le XIV* siecle. CtIos8. . jaeqiie. (On peut ajouter en 17i>2 Thorrible par analogie: qu'en Piemont et en France. On fl'il ignore Porigine de ce tedesco jacke."in JTaique dii hagg restitOy mnntcUo. 289 Jacena toMnau. Xilimona da U\vtn<>nii. Pers. iJ^A»» haik I pi. A. littmur. do i-iu>con. jaquet diminutif de jaque. ici. pouire <fr Irarerte •or la- quelle las solives sont assises. et dont chaqne couplet se tenninait par refrain: II Dansons la Carmagnole | Vive le son | Da canon.

co- nosciuto. niagasiu. Uj»^ Ijazana ammucchiare v. Magatzem. I gawara Mangara. . ^ f o *' . almacen.se^^ mahazin magazzino (luogo di accumulare.«A3D fn e partecipato. 147.. 4Ad%e ^3 l^ \*< mi ma qad 'araftahu ('arafta) tu gift sai. Hombre entremetido.38 SECTION SEMITIQUE M Macatrafa da majiatiaf. da riporre) da Dozy. Cs. fem. almacen. p. ijj\. com'ei >w-ftij. . J ca. / I <j^a^<* / o I mal)zen pi. come (fu) partecipato. Ua ka't-ta'i'if cit/ che come la par-i^ tecipazione. saptito.C) II ^i ^ /' ma qad 'in*ifa cio che h gia noto.Spagn. castigl. ntayaxxiiio. Sarebbe infondato forse: I ^ ! 4Jb fc«A) U< ma ma kata'rifihi cio che e come la sua partecipazione. ital. mequetrat'e. (JiijJU) v-3>*J' •^* "i«^ qad ta'rifu (ta'rifuhu) cio chi tu hen sai. s. La cacemn che donde sarebbe ijH/* magara {v J^^ si ^LC g&ra) perche spesso tira dalle Cavita.stigl.: meqtietrefe (Da]Viii\ lante) \^JiO-^^ mo gat r e£ petu-."' m.Acxi. Gloss. almagacen. [Diz. bullicioso y da de poco provecho]. almasceu. \^y^ j/^ (<JUiij. tiaiK'. cib che i^y^ «^^ ^ ^ ma qad 'urrifa cio che gm e stato partecipato.

mat mora (matmura) cueWj carcfil que P.iont on se •frt rh Vt^n . GI088. (3r«^ mitraq (<auhio. fa>ti^l. Dozy. ed lestino Schiaparelli pag. p. lojjiio Si chiama in (|uei MatrncM si <|UolU» stnimento (invoco (|o| (TaheMa) rhc giorni nsa airaltan' canipanollM). Dozy. it^^tJ^^ ' matmAra tamara caveau. fo«se 011 Ton conserve le bl^ ecc. Gloss. matafalua Dozy. telas p. r ah Inoffo dove qualche cosa.. Dozy. Matraca <<»n da matiaq. 11 Vocabulista pubblicato dal prof. marfega 18H = teped e 602 =: tepefion. flie serve di i*ainpHiiu in alciini pui*e ^ioriii della di sottinianai sjuUii. almatrah. 238: batafalua.. de Parabe 5»A^ *V^ Iiabba-halva (habba hulwa. matalof. Tossa per carcere. EngolmaBn. Gloss. de Alcala traduit par algibe./ silo da y^vO riempirp (una fossa). T Ja^ m a lelto. p.bjI»4 iLbi> dinar mortibiti (lu'on appellait mornhUinuM. maririh. prison de fi^tla^ primon. Matiara teitehir (rmjanella) ymoXakW lopuo asto pur di lojjno attorno. significa pure materasso. 301: luaravedi petit« monnait de U dyiUMtie Almoravides de ^iOySj^ mor&biti une monnaie d'or. 471 '^ p. "Masmorra. mo- de ^ »Ja4) al matrah Si veda anche Dozy. rr-:-^n. 312: mazmurra cnchot. 151: almadraqne. (\n IMatalaf matrah. 31<»: matraca .]. t valenz.. p. e) AdJfl^ uiitraqa. mat a! at".. batafalnga volg. fontr. atiirr dalKar. niata halaa. CtIosu. cat.. en proven^ftl waraboU- pins tard c'est devenu nne monnaie d'ari'ent et luAme de cuivro. iiiii/iinura <iai niiii I Til fHiijioiir. dolce. halwa) grano m per b e frequente (Dozy. /•»»- . Gloss. anin.. maytio. lit. /i/. 20). Snppl. en el cainpo. (leri tnoi-altati. Ce' yA* 'T matrah = Mafalafium. p. /. Matafaluga. Dozy. Dans I'origine an din&r: ^«. imar&l>i(I). LUIGI 8ALVAD0RK I)' AUSTRIA 89 Maravedis. si getta ntnteraMMo.

ponte. forse da mediits. coperta) Dozy. — Littre. dans la semaine in Bocthor crecelle. (j**X«* ital. torse audie da mi nor il miiiorc Mitg da metih. . miroer. Mirall. cita per6 nel Supp. et port. <Ot. zamara. Suppl. misero il fr. nfesrhino. Gloss. ef^pejo. de «»^Af*A^) a I - mo t as i b ^ . niirabilis). -T •^' specchio. qu'il faut mestech sorte de navire de ^Ja. de ii^a-* mitraqa.r h^yj* (Cfr. miroir. Pedro de Alcala \j^ mira miraor. prov. rufticio aliiii»stacen. un (^sJd4M piano.. mirador. meges Mesqui. (colui che e attaccato alia Anche Littre deriva mesquin dall'arabo. 314: mistico. Dozy. ed mistiro. Dozy. almotaiMMi. gleba). prononcer ^^ja4M»« musattah. porero.40 SECTION SEMITIQUE sainte. almutazafe. mirer. almoli I ace 1 inspecteur des poids mesures. c Mostassaf colui che sopriuteude pesi e misiu-e. pent etre un navire qui a un pont. ispettore dei prezzi del pane.^ mir'aje. ecc. 'LH>-WL--f p.^ miraje) . de cloches. ai ISCostassa relative. s. fnmc. tillac sorte de navire. del vino. inusattah... meskiu povero. miroir. mosca. mireor = le mireur. 177: t almotacen. (?) a lyiisticll da mi stall specie di ^vld4M>'« i/(in\ castigl. 314. Maxiganga Pers. p. Mesqui no qaS^***^ in i skin.w»^ mi stall. v. marteau. mir'at (^lii. me wo. da ma^xi moscaio. almostahlaf. della came.. Mostasseria Vw ftVrgV^iwJLi a 1 - m ustah 1 af // giurato. lat. ISCingO da nienon. mirouer = I'instrument ital.. Gloss. miroir deriva da mirer. Gloss. Dozy Bon ha questa parola nel Gloss. catal. p. Dozy.

v. vewe. pi. mucajardo.). ai vti^mi. pag. cajardo. D' AL'STRIA le 4! I mahta8 i l>) itpettore DanM Fttrro de Ma<Jrid on trouve la forme almutaceb (e <iij<»Mto fa autorita). mau8 i 1 . — Dozy. idetifirn. nazir. da Nadir. da inancili tela faltl)ricnia a 3/osiil^ lu^tigl. nadir. 3r* per 'irq v5j>r* nW<Ti<. 323 s. V . piii si luglene mohair.UIGI a1- SAL V ADORE del mercato. mutelina.- Dozy. Snppl. oruga. l>ronunciato alia turca a z z m u t). Gloss. Gloss. [e tnocajarro cbe avvicina al ital. 1582 lea Raowolf 98^10 : iiomme parmi « etofFes : ** TdrckiHche Macbeyer. muliay}\»r. muse- iHUfisolina. " — Richarditon a kind of coarse caraelot or bair clotb ». ^^A^c*-* in a ns i 1 i J- yun . momahay^'ar). { ^^i^ioj <J1a. N Nadir t\JA> il ooutnipposto alio Zenit. O Oruga Non auche si Uruga da orin-a hmco [ruga]. si U8a pure metaforicamente filainenti. — Belou ("Lea observationtf de pltuieotit »ingu» : larites" ecc. nadir.Am3i) cioe la direzione verso (V . t*astigl. trova in Dozy. Eigentlicbe Beschreibung der Raisz" ecc^ Laogingen. Doz^'.: I.. 451) « Camelut ou moncayer ». (Mcondo Dt\'\c):Jt^ nnt^lot Kgitt. ra^tigl. il corrlsjtoudentr . p. franc inoin-. Xathr. verso Talto -^^w seint i zenit ^ ~ »>AiJ' es-aemt. Gloss. v. ^uare." basso corrispoodeute alia direzione coll' art. volg. 1588. E^*» C' moire (Boctbor. ^^Xttf^4 mn^ilij-yan da ^^^*^ s. j^*o ^^ mus i 1 Mossul. quindi non fa meraviglia ulie sia applicato ancbe . Mussulina liua.. barbe di radici e siraili. Paris. it.

Q. v. brico). ^^Uai* qintar . de meme (\\yoruga. E pure una specie di vestito di panno grossolano fatto di lino o il di cotone. classica eruca). pers. On seinble leur avoir la terre. je n'ai pas ose I'admettre dans le Gloss.. 327 : quintal poids de cent livres. e stoffa [percalle]. Presso Littre i^ercale. vestis e bysso vel bombyce crassioris. ressemblant JJ aus veines de forme de le Du . la qu'Alcala donne dans sens chenille. simile al panno. ibid. servi pure alia derivazione di Cnntaro. Gloss. vcr qui ronge vigne (gusauo que roe los pampanos. quintal peso di 4 anubas. t". parce qu'il peut venir aussi du latin eruca. sidicitur. incertain. Esp. (iiihiUiU Dozy. ^JjJT^ 'uruq le vulg. de yXS^S qintar (q in tar). Lex. custigl. it. gnsano.. jUu^ mitqali : specie di lino. pulgon que roe las ce L'espagnol omga vient peut etre de mot . 42 SECTION SEMITIQUE vJ*V^' *^J^ 'irq-el-'ard donne ce nom pare© cer de terre (lomqu'ils Dozy..-lat. 3^*^'* (mitqali) — Vullei*s. castigl. Gloss. oruga viflas). a le double sens de roquette (ruta) et de chenille (eruca. p. quale e chiamato mitqali. Percal E il da pergal.. en Espagne a le ' nom d'unite J^^Jt "uruqa.uinta <la <juintar. percal.. JO»J pergal <OoO per gale anche »JOj-> pergare) genus panni sen milis panni generi quod pers.c -' pi. qui.

rahal. coniodithy ricrfOMhnf e (Do»y.fill.. Suppl. plaiftir (che qui pu6 anche paamre). . terre. hiugo copertO di sobbia.) n'cretttinn. 328: rafal. p. pure il significato di riposo. « el sefior El padre Ouadix dize que vale tanto la como a gran pastor.). jxni/no." .\I. palma delUi mam. hors d'une vUle. grmuh plains $abloHnft$se (Dozy. ratal.LL'IGI S. Sappl. castitrl.V.. flafa. Je crois avec qae le c'est o*^*^* VJ rabb ad -fill an (rabb d-d ft n per dan). rafallo. rahal.\BOBE D' AUSTRIA 43 Q. gocciolart. da rubedau.Uitr^ ilit <| II it lit II iiilninif. divrriisspment.V^J rahala andarsene. ifiintrdrr nlin fxtUn ^h'1«»i«i. o lui de las oveja^. un hameau. C'est I'arabe xJ^'^^ rahl I'endroU un Von de~ Dozy.V- gazione araba: riempimento della mano con qaalche cosa che si prende}. Gloss. lonC'im w •< . <a- ra(|ueta. en lengna Arabiga ». ijnjai qa^rfln catrame. (jSJoloS al-qai« Htillavit.. Suppl.. mttairlf.. Gloss. unf m/tairie.' partie de. : menre.1 da lalial. p. du verlje jJ^^ qatara R Habada. p. maitre den mouton*. une tcrre. Gloss. Gloss. ij\yA3 qitran. 6 la nuditHa n hnrlnftn. 186: alqnitran goudron. Rambla • bene da peita di sabbia.. 4r ^ ^ Propriamente luogo di fermntOj da . ^^»i Ha Cf. 327: rapadan el inaltre berger. A Majorque le mot rafal signifie tine maison hors d'nne ville. ramleh (sahhia) piu*<seggiata con una strada ooLa ma^gior pai-te dclle oittA di Spagna haiino tnlinariamcnto una rnmbln ombreggiata da piantc. cambiar dimoivt.. da rah a stntiurnto prr it. fit tit. ^j . rafiill" "/>" fimr! d^llo i J»2^ rahl (come rachl) maison hameau (Dozy . Nel hug Glossario nulla v'ha in propoeito. Flaqueta ^titrl. p. Anche qatir&iL Dozy. Dozy. tran. Dozy. 329). r ^X^j a m 1 a .

reeamar. D. le tarse et qui vient de I'arabe. rkamare^ castigl. Gloss. ital. 335: ribete bord. la plante des pieds.. Jo\^J ribet (ribat) que Bocthor (pour TEgypte) traduit per bande. Hecamar. decorare ricanio.] Jow^ ribat hande de striscia. morcum: morgom (ar. ricatno. -^ Lorsque les iripots furent introduits France. Anche nome d'unita <SJU«J (rummftne) da (J^J romman melogranato. hrodcrie v. et signifie j^aume de main. ripely cbe sta per lirafjHO A. G. Gloss.*?. trova in Dozy. [marqum] raye) e p. decorazione.m 44 SECTION SEMITIQUE Littre. 15). IV. p. Gloss. p. pure alia voce raquette. portog.. castigl. franc. et c'est le dimiuutif du bas latin racha qui signifie le carpe. ma in Suppl. Romana. rivet. savate. v. on ne savait que c'estoit que de raquette. Dozy. i>oid8 et romahif. Xon si cialmttn. 329 re c a mo. scrivere. rom&a. I S ital. *3j raqama jfij disegnare. castigl. et on y jouoit seulement avec le plat de la main » (Pasquier [1529-1615] recherches. raqam scrithira. (peson instrument dont on se sert pour peser avec un seul poids) de JO^-^i ro in man a (rumman). I franc. Glos.). . lomfue morceau d'Hoffe. €abata... Zapa- tcro. par la la rasqueite du pied. s. Dall'arabo it. raqm. striscia. ricamare. o piue da coufrontarsi il li raff no di Dante. la rasquete. zapato. 319. p. — tisser des raies. accenna a la racheite de la main. TO mm ana Bocthor. mj3j^ m a r c 6 (*^^ s. ribete Innga stn'scia di pcnuto. Mais le mot il est ancien la dans la Inngue sous la forme de rachctte. Rivet <la ribet. clobattino. nastro [foi'se Franc. — Dozy. intessere. leiiibo. romaine 335 : romana. Dozy.

: magreb. dell'Acc. per V appunto.taU: per J^Ju. Sarebiie dunqoe dalla p.) (de tiatta). iliscedenH. z piemon tese aavata. Xel Mar Rosso ed Indiano . cognome ' **A*W4*( sefine sa'iye luive rapida).V. 8.taU.sattA. po- ^U *" . ital. pifio/a nm-r a diiv a Uteri jital. dancadora).: t. W^IjAm >^iiMuha daneeue* (Alcala hailador. V. ha'dadora. jaune tans runge qui il cou-de-pied enti^rement k d^uvert. Cependant on ne peat gnere M'emefuiltaU. di ••' I Aa^Um ^ . G. 16). Saetia. danseiir.U. So**. V jekm dove Jul. s. Dozy. Si •'• veda pern il Dozy Suppl. dancador. : Egli dichiara voc«- holo come basco (citando Mahn EtymologiBche UotoraaehuD}^ aui dem Gebiete der Roman iscben Spracben berberi. pnppim: fugit ilia per undah jncnlo. ba»-Iatin rnhhatum. e qaindi anche introdotto n«i Lumci — Littre cinvatta. impnlit altaui.(fern. et: Soulier 4b pantouflf. (In Sicilia. sabot. Suppl. A. Spagna passato nel Magreb. Mab n : apa t a »oulier : chavate. v. Origine incertaine. dice che r« cbe guizza e diviene sartta nelT italiano. Si riconli il Virgiliano nel decimo (\e\V Eneide: Dixerat et dextra.. Hand ignara Ocior et mo«li. Origine incertaine. di rapida come una saetta termine che poteva convenire ad una nave rapida.sso po. zapatain eordom- nicr (basijue).U)ORK JdLmm Siibb&t laisse le D' AUSTRIA talon. suvate. Spagn. . pronunciato saiya. Picard. fern.b qui toujoun en mouve- iiiiitit (moulin).es palos una nave. Si potrebbo pensare a ^\. si trova qaeata spiaga- -on rinvio al .sii'iya e hcUtelUi rapido. ad [Diz.LUIGI S. l^orse e (lui da pensare t-osa al latino si sagitta.jA*m . Saetia Eml»arcacion latina d« y una sola cubierta menor y pam *jue el jal»e«iU6 y mayor qoe la galeotn. qu3 servia para corso mercancia]. pecher de la rattacher au mot savate. D. XIV-XVI rst xrirtita] CK. ^I^U s^ rapulo. e rimasto il Say a. H v^uUts aequante sngitta^ e applicato.

safunarija. p. Yalenz. vestimentum est peut etre est d'origine I'esp. port. it. azafran. Safennari. io oredo. (Lane presso Dozy). {Pastinaca). 223: asafran. safiau. Dozy. zanahoria. ^ij^^*a ah a rig) Hang. Samareta. Dozy. pi. sefennari Dozy. p. ^ jL^Afl suharig. 8. p. da xaniarra fra/^. rassomiglianza con i\y. comunita. Gloss. une demi-heure apres minuit con quanto sopra. diinimitivo. il che combina I [it. Safereig. (la castigl. samra. ve^ti'fo xiinana]. cenoria. de JOj\jJbM safnariya. quindi: second cri des moezzins dans les nuits .. vasca. Gloss. 358: zafareche etang.safra femm. mjK/m sal am geda la significa pure la l)enedizione con cui le I'imam con. sa- fenoria.. non e clie accidentale). apafrao da ul •A£\j\ az- za'feran. 224: azanoria. piii'<' xamaiota hj-^Mt volg. Salema.no d'altro*". Samarra. xafferano^ franc. jjjJlC^ za'faran zafferano giallo. » Ksprossione. Safra. panais. et zafariche endroit ou Von buffet).46 SECTION SEMITIQUE da zauahoiia. izfernia. V. du mois de ramadhan. que portent en hiver. acenoria. chamarra.. Cantaiido (?) si suol tii dii-e: (/niiin mlema has \ il che torna air esp^e^<sione che stia bene (?) da salem. jmathutca. zamarra les bergers chambra qui basque (Diez) et qui signifie vetement de peau de mouton avec h laine. s met des cruches pleines d'ean (par exemple au de ^ij^*a ci- sihrig (anche gtema. chez Alcala (janahoria. saluto. azahanoria.%ia . . Dozy Suppl. rnista di spagnuolo ed arabo cioc : « t^nieii ha (^mi A4^«»M = chi ha la salute non ha bl3oa. Gloss.

ttonfo p.lo^ioeto che e quel meccauismo cliiainato in Tosoana /•'"''•»'<' di aim . sena. q i n htlri utatricolati. Sini Sini e lo spagn. sikke. A^rfte auac |NM«t. franc. sarqiyyvin volg. culottes plissceadix 305: zaraguelles. Sen. senet. sarrasin. p. . xaragutaiia. sec-a. aene.tamceno. ceronlas norte d'ancieHne* ^_^)jj>M sarawil pi. anche ^^Miaena). sarrateuo. Dozy. Gloss. di J'«»-^ airwftl ntlotU (pantaloDS tres larges). da /. recvhio (lat. p. Dozy. volg. port. 365 : zaragatona. seuis. Gloss... castigl. Lex. ha: w^JAiji^ zerqat&nA Mi bear h tewtt. veneziano tecca d'onde ««yAih*». 340: sen. ital. de Alcala traduit jji od anche ^X{ zargetona per zarcatdna. 4^4M sikka. Sarralii da xar(|iiin.port. II aemble d'ori- — gine peraane (Vullers. Dozy. herbe y»V basr catftnA (bear 4a* mix pucen ( Boctbor). senft. coniatura . o sene da «LLm sena hinihthi.-lat.-.LUTGr S A LV ADORE D' AUSTRIA 47 Piaiiui [luttUw. semble etre une alteration da ^ki^JAd t u n &) plantafjo pttflliwn. frauc.!. AAiUdiJi aa-aAnlya. ital. moneta : ^K »i» ) i ^i«> rasa delUi moneta. P.unatautt. \('trii. sarqij'yin orlentali (da s3j*'* e qnesta io credo la vera derivazione: oppure da: ' . senes. u^-5j|j^ l»ezr tiatiina psyllhnn). (ireua che vu'iu' dairar.. Saraquello saiMifell da sarauil. Seca. aense.1%^ I •4*# • • • s a rra (] un . senior). hriptniti da t3f*** ntbare). Si deriva in varia maniera : o da (j^a3*nm# sarcj oi'iente). Glosti. Saragatana lHllic(lli<t\. sa rr a. sen^ (volg. zargatona. dar es-sikke conio. . iiusiipl. pers. custio. ^t * C.

el-Ijittih es sindi. condotta d'acqua. as-seuiya [as-seniya.p.]. Sindria s i (ciudiia) da Sindiya cocowero . azena. . e (In arabo occorre sovente luoga per d lunga. coll'art. usato Siui. Vedi Seca. CtIoss. Senia. como Dozy. specie di melone (cocomero} pour (^y^tt^J) M^ldAJ) (Dozy. AaJLmmi i acena. s. il nonie <li <WUl iniale 3oca 11 limn f/'af/xro. 1 . assania. di CJ«Xa<m sindi che viene dal Sind. il'tiffjero. Sindhu o fndo). : — ma 1 6 — Belot roue hydrnulique .. p. castigl. castigl. asenha. azenia. r.w»*»3i as-sa(jiye. 4U<yA4M sindiyye (India. cequia canal. AOW4M sii(|iyii. 33: aceuia.M|uia nniiilr per |ad usn di irrigazione ec. ^3^"~*** =*''q 'iniiihit.48 SECTION SEMITIQUE legati a catena. af(. la regione del fiume 14/ fern. ital. Siria ed Egitto. e questa sostitudeviamento [cioe raddolcimento zione prende di vocale]). Gloss. n d i a. ^A. Siiqiye. in Spagna. port. conduit d'eau da 4a3L4mJ) as-siiquiya ou as-sequiya. raddolcimento della lunga d in rj que P. canale. aceudria. da soc. Sequi.9L. espece de machine hydranliquo de . cn- nale da irrit/are. de Alcala traduit par ace/la. 339. se(iuin. Gloss. sandia). Dozy. hete qui la fait totimer. as-saniyah. truiirn castiji'l. coHihiirc raiijiiii Siquia cjistigl. \('trhino. acenia. 34: ace quia. zoca. re(|iii. p. e raota su cui girano de' sacchi mossa con ingranaggioI'arabo da uu asino o altro animale) AftfLkJi corrisponde alia noria che e an-na'ur. tVanc..

(tIoss. saume. 8omn. Se comiitttnrf somereh 1. smtme. et franc. grec (3a7[ia charge d'une bete de somme. Esp. bas-lat. ratal. faw* e Dio cion. d'an mulet.. salma. soffire). satpna. n ttomme. Dozy. p. d«l s.: ttattmo. Alcala scurel [fr. Diet. xiirel. Environs de Paris prov. ital. Gloss. qui est le grec odcY'Ji* selle. sauma. bourriqve. p. Anche dnesse. sofa port. v. cast. s. ital. jurel. — Vol. s. sauma . »piauatn. la »ett«. A^JOMtjS as-sattha azotea e Sappl. Tabal. soumo. Intorno a somme si legge in Littre: somme charge d'nn cheval^ : d'an kne. Vedi. sija.. sowo (jrom. ^^^ Aclet t a b 1 tamburo.. somma). dell'Acc. J)»w sural el esp. banquette. LUIGI SALVABORE D' AU8TBIA 49 Sofa da soffa. •• che cosi pronuncerei in tale "^ ^ " supposizione: e quindi somera sarebbe B^y-ST ''I himftra a$ina. Hi ynb ria anclie derivaie da ttottta. soma sSme. poisson de mer semhIaN* au qi»- pescado. iM^te 1' Somera (asina?) foi-se italiauu ttomaro. castigl. II Diz. luof/o j)pr fare it carhone. da Heniar. v. (Cfr. salma.-fran^. da tabal e atabal o attabal. ^trade. hrMtia (f'n-'*int'. Suppl. 34<): Dozy. g^nev : Mume ftneese — du bas-latin saltna qni rient du latin sarjma. du Xir^* Conffrtt du Ori*ntalistt$. azotea. «ie : Hoffa) hanco di pietra. saurel. tamborni. Acad. catal. sonime^ cfr. Atahalar (axordai) assordare lol Uiwburo. esp. Credo che venga da resto.: garden. fa derivnre jurel da saurel e sto dal greco oipSaC?)].1 significasse conduttore J d'nsini tornerebbe aIl'ara>>o <CjLjr *^ i ma r i (per \JT l.i a m m a r). 228. Sp. Ill « . v. Dozy. So 111 er ill da heinerjeli. somme. Surell da xuril specie di pesce. Mistral. prov. — Belot e<yu»»in quf Von Mta ^offa mH tui^ (fnffa. charye. Sitjja.

Taleca. E persiano JlJLj talk. atahona. sacco 9ce. ha {fjni AiV. talc. ai Diz. 347 11 : talco talque. Gloss. atafona.. essere che oL^U© tahhan dent mugnaio (v. ^A^\. ha pure tribunal supreme. — Dozy. port.50 SECTION SEMITIQUE mei<chhio castigl.. cocu. p. 2(D9 . qui se tient an centre de I'aire media area bete consistens. Gloss. avaro. olio^ G.\a & moulin.). ^AaAAj <~aX» 'aliqa dere. Ne'Lessici: [bos in ^^j&»U^ t'ahin mout. ta- Tafon^ coltii eke attende al molino da olio. Talcu de pietra traspa rente. xnrco4i tela cmio^ : largo.^V» tahhane molaire. Ta- cauyeries meschinerie. horgata. : compagnia.) leno. Talco. Supp!. da i / /J/ aderire. Non pu6 Suppl. guarda alle piccole tacche. Dozy. [it. tahoiia. 64 : al ah ilea colgadura. p.. essei'e forse (jli^VJd tahhan (Miiller. castigl. Freyt. Dozy. franc. 6 tapiceria para ador- . castigl. AXy>JO taifa zione. Taifa (uiunmixa.. 347: tahen (tahin) tahine meule de somme qui fait tourner la meule. tribh. cfr. trafiquant dfifmtiche.]. alle macchiette. dell' Ace. D. s. taccagno]. Suppl. lo fa derivare dall'italiano taccagno. Suppl. congregazixme. molhio da castigl. talega. Dozy. Sp. ecc.. Dozy. altra fonna ^^-aXc p. Gloss. sospen- Dozy. talco. che vale sordido. (forse colui che nei.) Tafona da tahona miilmo.. spilorcio. sop ra). Gloss. p. gente. corporale Dozy. v. A. il francese tache. Tacany Puo de II tacano da taeach. 'allaqa atiaccare. molino Dozy. t a '1 i q a qualche cosa da atiaccare collana. A>y>^Jo t a h u n e hona. pierre speculaire WaAJ^ talq. comunith.

{secondo Pott) emprunte aux Espagnols et que les Mauresqnes de Gre- nade ecrivaient. ecc. it. tarida (tar!da) vaut«mt de Iron- J)J0 tar. Dozy. Utm. T Jd cw cAe tar ah T'yO defalco. diffalco. Tambor. volg. tamburello. (Spagn. Gloss.VADORK D' AUSTRIA 6i nar ted. TalcnV tar id a.. ^-aXLs talq = i toko. corthta at-ta'ftltq di i^veochio IJmhehancf).. (timballo). coll' art. ta'Hqa 7 per cortine.l. Dozy. Gloss. castigl. tambor. AAA/Ol al-'ih|a nmuleto. — pas C'est (peut'etre d'origine celtique). ital. 813: Merma (ci6 die e detratto) = tara. (^^JJ^ tama- Dozy. Tarcol da talc lalco. 374: atambor. — C'est une grave il — L'arab. l^^iJb fi tamiun hindiyyan. rindo.j{%Julo %J>AJ' indica persiano significa un grosso tamburo da gnerra rame — •HH^ tebire un mot o tebir.\da cacciare. una lunga di tastiera.LUIGI SAI. cacciare o spingeif innanzi a $^ e si- . 350: Terides val « ciertas navecillas siu remos. Tfad. las paredes = arab. <Dozy). 347 : tamarindau de yi tamr hindi datte des ludes. Tamarell. tr(iitj)orto. nottrazione ^S^yiO tarha « </i/fa?cato. tamr hindl. cat. V. Gloss. ciisti^l. yjS^y^ teburak. mais )y*^ tenbur Tara. talquef (Cfr. anche atara. p. hour (Engelmann). <i^*ia)» at-tarha). da tonbour (tunbftr) mot arabe qui derive du persan tanerreur. Dozy Gloss. para Uevar cavallos » sjtoH. Tarida da tar da battel lo do p.. non ^^juh tunbfir. vr AJiA^ l-. anclie V-AaJ WAaJ) ^LMI pi.. p. ^/^^juld p. taniaiindo (piaiita tawnrindo). et prov. tamhuro.

Dozy.. bicchiere. tariffa. castigl. iariffa. tavolato mobile. dalla oitta omonima dove fu introdotta per la prima volta. adobe. '»•>)*» tarrade. notijicazione sul prezzo. laxxa. 349 : taza. « couche ou chalit de bois k la I'on moresque. Gloss. castigl. ec.. E iub**i> t a' rife (altra forma di s—AJ'^^aj ta'rif) il portare a cognizione. Gloss. tribunal eleve de trois ou quatre degres que les dais. nome nj a d'unita (un pezzo) sorte de citron de AsSTjj turuuge. t a s z e de ^mJO tassa. dallaV scere. p. (Tariffa. Tasso . Gloss. Dozy.46:adobe6WywecrMcde<-J>_^W\ at-tob (at-tub) matUme. p. Suppl. Tarifa da taiifa. noin d'un bdtiment^ Dozy. turung p. narauja. taza ital. castigl. secondo che si aifernia. ital.. Grloss. cast. II c-5^ " ara 1 a . Tarima datarima p. franc. (J**» tass. Nome d'uniti (un pezzo) ^j^tube e coll'articolo at-tub e^ « . 348: tarima (port. arancio. tirai«io. tarima. cji-stigl.^ AserJi torondje Dozy. Tova da tub mattane non cotto. cono-- forma: c3r* ' ar r af a /ar conoscere. de Alcala traduit par cama de madera.. 351 : t oro (turunge). ^*»»]o tassa. sapere. Gloss. 348 tarifa. y w Dozy. Taronja j^ j^ da tai-oncha. Suppl. tazza. Dozy. nairement sous J^ y>0 lit de bols.52 SECTION SEMITIQUE Anche SSJia tarrad e mill. o false). met ordi— marchepied ». aussi tarimba) estrade de Jk^jjo tarima (tarima) que P. Dozy.

. cuivre (Diz. (Cfr. prov. port. it. D. turk ecc. — TIamaes la parola stessa h antichiasima aemitica). tumbaye. trutHchehiifin ecc. liacco du malais tombac. Prov. (triichiman) iiUerjmte. esc. e nomme la Tarquie anci«niM (La turchina o turchese si trova gia ricordatii nelle riom del Berni nelle novelle del Firenzuola. et asp. tamh&ga. ca«tigl.): cat. et Les turquoises ont ete trouvees d'abord dans ce que (le voyageur) Chardin (1(.Si dice pure dei i-a- valli che hauuo nn'imghia Toiifji' deriva dalla stessa radice. — turque^. f/rw- O^'j^ targumftn imn. I ^^ tar- (t1o88. il interpi-etc (da cui derivano: Tantico dunU- tedeaco 6 derivato dal polacco boemo tlumac' Dozy. cj^y^ Littre: iinchiito da tin«jui. in-toppo). A. tupi. bourgnignon topo hnut de diminutit rftevuj-.-fr. ma i certa I'origine della pietra turchese dal paese dei Turcomaoni. enn. turco. turquese. tom- Tupi da tepe. turquf. turquese orginaire de Tnniuia. 60 ital. alta: earott. qui etait I'adiectif de turc. Tuxnbago Littre: anello lisch da tonbac-. tombaqne. castigl.) Jlistral (Diet. torgoman. turchese. esp. . it. Turco orientale ( ciagataico ) : ^^ ^ j» tap6 gommet la tete. Turque nwnnu. p. e »\ tacava derivare dal colore. turooriental). val. che allora si chiamava ardttico o turchinv. pettinato a /to. Turqueso. zopf touffe d*- toppo. Diet. de I'ancien franyais to up qui vient de I'allem. Ar.. tupi. turki. interpriU-. Q. torcimony dau^i^ geiuiin. dro^man. 344>). turques. roui. cimtigk tiimbaga.43-1713) veritable. 351 : trujman.LUIGI 8ALV ADOBE D' AU8TBL4 fr. tergom&n. Trutximan (/o/ua/aio. turquoise it.. Littre: ton pet. nel cinquecento. d» h iiUy montkule (Pavet de Courteille.

in piemontese. pronunciato dal xaroco. bedingen (badingan) On trouve aussi alberengena avec Fart. aJberchigo. port. Gloss.. arabe. Dozy. Mot douteux. zalama zalameria ont re^u sens de adulation outree. Littre r franc.H . D.54 SECTION SEMITIQUE U XJbergillia. ital. p. sarqi orientale). chelouc. 1 rqu e . Gr. (Forse e da confrontarsi. longenn. c lis I'ont prononce: (J[^JL>w OjXm chalouc. D. a cause de la il blancheur du fruit. bringella solanum me- melongene^aubergineda. arbi-coc. G. esp. beren- geua. iga. p. espagn.) primo elemento sia albero Dozy. suluq. ma e falso. xarouco. hoi cue (saluq. 239: con albi-cocco.) Pianta castigl. anche sci~ Ce xaloque revenu aux Arabes. 4 locco. Menage le tire de albus. 362: salut zalema . berengena. scirocco. 355. dopo che messa a A. uibeiginia da baianchana tese n/e/ftn\ann {in 'piemonalia niannxanay che parrebbe alludeie si sua amarexxa la quale fn toglie soltauto. X volg. vent du sud-esf da ^^^ Jm c ha r qu i (s arq i y y u n. dato che alber-cocco. p. beringela. A. — Hacer zalameries (oppure zalemes) cajolar. / / Dozy. xaloque. Xaloq. est volgo. saluk.. Xalec salam (*>»aX* (propriameute fer xalec) far complinientl da salaui aleik. (j^>'i^i^. sorte de peche ecc. Gloss. sahit respectueux de aJ^am ou salem j\4m les ou bien ^de V expi-ession toi. bollire. salut sur et Comme les flatteurs le prodiguent jlatterie. aubergine diminutif de auberge.. flatter ecc. canibiandole I'acqua tre volte. aubergine. reverence. albergeua. alberge. Gloss. s a1a m 'aleik ^ salam "aleik a) salamelecs. con aprikose e con albaricoque. port.

/ xabeco. potion. nchiapparf^ antiqaato nt\ sent^o di fendera. ch^ / / beck Jilet [da alcuni derivatoj de cacciatori. 8i dice pure: xarrnp d'aygua. p. Dozy chabbaoh chabbio. Gloss. xarabe {nrop)de v^i*>^) sciloppo. petit A present on en tend sons Uwmm iobbAk. de Alcala ha iParaho) y nustro. Dozy. AXjum chabecha (sabake. e sciatnbecco bastimento a vele ed a mni. (Cfr.par to s/Hncalo. chiappa KchUipim. Xarrupar.V. axarope. (Cfr.p da \iipa(*h la sjMiet'fUura.) . axarave.>i^*i« 8a' aba teparant^ Ajk^m [ftMsa] 8i*&b) fmtty creva$te. ^Kam as-sarab sar&b hevanda da <^y*** sariba Dozy. Xebec. C%a6ee et enx<il}eque). port. xaveque. c ou selon la pronouciation africaine sabb&k. comma Ta prouve m. 66 emirt oriemtf xulAq. D. G. col valore di ttcheggia. (JL*«m schobbac. castigl. A. Javciiuc. Ct. Suppl. A. annalo in corso.fr. C'etait aatrefois one barque Jal. 218: euvarabe. Vedi jti/xir. : h bbec . ma rimasto viviHsimo nel pieiiionteae aeiapt. . (Cfr. here. Pq6 per metatesi derivare da 8a e '1)0 (pi. 352 : xabeque. cienlo Xa. (Glossaire nautique •. D. Dozy. italiano sciroppO e bevanda che n succhia perche dolce). frantume. (juindi anche pecA«n>.. una hihita d'acqun. i^VJl4M s». xlbech. barca. 8abeko) (rete di pescatori. Gik P. de prchetir. xarrapar. chirbecli. Xarrup. I'iul. uLuM sabbaq barque. chebbio. caxtigl.\D0RE D'AUSTRU ioluk). xabega nave (H»ii da xabech specie di tre vele latine. p.. pttea^ prsca^ giotie) quindi: (JLum sabbak. Gloss.LUIGI SA1. nipach. 1' Itere surchiatuio da iin sh^ italiano seilopixire).) Xa. signitica lo stesso che Beure a xarrups hibita. italiano sciabica rete da pesca. sabbAk le on batiment de guerre en usage dans MMiterrante. (Cfr.

da selim. 8. zefer ar. % . V. che era indizio di nobilta e dignita. cifra ed i: zpucpiala vpafJ-t'-ata dei Greci. Lane Puo metonimicamente adoperato il nome del distintivo per la classe distinta]. V. JUa sifr (cfr. xalec. che i xurttdos portaeastigl. Xifra. uel Da xia. ^^AtM essere si 'a. xelam salam. iettere misteriose e conveuzionali) xero. zero. Xia f^fwo di domasco rosso con frangia attonio.56 SECTION SEMITIQUE una quantita di gente. Xelum. V. cero. a separate or distinct. donde il turco AX# j^«w se 1 a m 1 i t] sala di ricevimento. [Ar. aeia senso di una parte di vestito. accoglienze ecc. vano nelle rieehe sepolture in Minorca. Le reciproche Qongratulazioni ^>— ecc. Aeciddca Luigi Salvadoee d'Austria. 2)arty or sect of men.

Ci6 crediamo necessario ripetere fino dal principio di questo nostro studio. di nn sistema. di una tilosofia. La Cabbala sembra a prima vista in piena oon- traddizione col Giudaismo. sono bene da distingucrsi dagli antecedenti. e somiglianza.a hibbia CABBALA e nella letteratura talmudica I. ma non sono con essa potrebbero stare senza che quella esistesse. cipio stesso da cui deriva. e con essa sono : unite.GLI ANTECEDENT! BELLA ni:li. Al piu rigoroso monoteismo. E oriiiai con tutta certezza stabilito dagli studi di storia critica che la plena tbrmazione in seno del Giu- daismo del sistema teosofico della Cabbala non e anteriore al secolo decimo terzo. per togliere ognl possibile sospetto che noi volessimo ripor- tare le origini della Cabbala ai tempi biblici o a quelli Le origini di un fatto. Le origini di una cosa sono il printahnudici. al principio della creazione si sostituisce Acttt oon quella una t* du Ztl^ Congrit dm Qrimt m liH-. nfe se i ne possono staccare anteriori gli antecedenti invece sono in t'atti che con essa stanno qualche relazione di uniti. di una religione. — Tmm III. . Per6 e difficile clie un importante tatto storico non abbia i suoi anteoedenti.

come eretici. la Cabbala e considerata invece di ci6 generalmente come qualil che cosa piu tmrio. Ci6 non sarebbe avvenuto.58 SECTION SEMITIQUE [2] pluralita di persone nella divinita. e la emanazione da una sola sostanza. II che costituisce necessario per la fede giudaica. o partigiani di Sabbatai Zebi. Sono dati anzi come i veri interpret] dei piu protbndi mister i della Ma religione. se la Cabbala si fosse annunziata come un sistema nuovo. Questi anzi a tutti riti del Talmud trovano profondo arrivare fino alia seconda significato teosotico. fino che giunse tempc . Si deve meta del secolo XVII. poi. e fra gli adepti per manteimta segnamento orale mezzo di il un e segreto. perche prima della i Sabbatiani. come origine dell' universe. non sanno. Lo stesso nome che prese di Cabbala. e rispettato^ e venerate come un pio ed un santo. ma nemmeno per luiigo tempo. rimane isolata . Se pure qualche voce di tratto in tratto sorge per opporsi alle teoriche cabbalistiche. non un che di avverso ad essa o di con-^ Cabbalista per lungo tempo e tenuto nel Giu- daismo come chi sa della religione e dei suoi misteri ci6 che gli altri. Hasidim o gli Zohariti formino Cabbala un nuovo credo opposto a quello antico del Giudaismo. i nel secolo seguente. Non i vi e per alcuni secoli scissura fra i Talmudisti e i credenti nella Cabbala.En Sof. come una rivolu-^|(l zione religiosa. anche dotti. ™ mostra le sue pretensioni di essere antioi di in^ quanto tutto essersi il rimanente della religione giudaica. infinita. le dieci Sefiroth. e una setta che combatte il Talmudismo. la luce ha . ciofe tradizione. Or non percio i cabbalisti giudaici si mostrano in verun mode non solo nei loro principii.

ne accetta tutte le pre^ scrizioni e i riti. giustificasse le teoricbe della Cabbala. in parte almeno. che. attribuendo un significato mistico a tutte lo parti della religione. tali significati che in nessun modo possono Genesi. E basti a chiarire la coea un solo esempio. Questa pretende cbio Testamento alle I'rasi di ritrovarsi tutta intei^ nel Vec- e nel Talmud. Ora queste pretensioni della Cabbala non meritano piu nemroeno di essere sul serio confutate. e soltanto ne da una spiegazione tutta sua. che mentre la Gnosi combatte il Cristianesimo ortodofiso. Dio. Dimodocho piii vero che la C/abbala una Gnosi gindaica con questa differenza per6. dando alle parole ed di questo e di quello avere. ma dalPaltro lato rimane sempre a spiegarsi come abbia potuto nel GiudaiHmo nascere e mettere radici. T Intelligenza. comincia con la parola i Cabbalisti questa paOra per rola sta invece a signiticare una delle ipostasi divine.[3] DAVID CASTELLI si UU iscritto. la Cabbala invece vuole per lungo tempo viverc d'accordo col Giudaismo ufficiale. so nel Giudaismo non ci fosse stata qualche cosa. una delle Sefiroth come essi dicono nel lore segreto Itereshithj linguaggio. tutti in principio. e la parola Klohim. ciofe la Hochmh^ la Sapienza. II lo sanno. significii la Binh. un' altra ipostasi. Se per antecedenti della Cabbala dere qualche si volesse inten cosa di simile. Ora ci6 difficilmente avrebbe potuto avvenire. in cui cominci6 a metterla per Le analogie che degli Gnofltici e quella. si essa presenta con i varii Bistemi appalosano subito a chi conosce questi nulla di . questo nostro studio sa- .

si rivela agli uomini. e da relegarsi fra le fole e i sogni dei Cabbalisti. collega. : II. Ma ma pure. b spesso non un inviato. sdoppia. un mes- saggero di Dio. E noto che nella Bibbia parla di angeli. Ora incominciamo dalla Scrittura. ad osservare piu sottilsi mente. e si chiamano Malachim. uno come ente rivela. Non dico die come certo sotto due aspetti. inviati. II Dio d' Israel^ : che e ancora il Dio creatore del- r Universe. non pu6 ripetono dubitarsi. E in quanto si Talmud e alia vasta letteratura che con esso non vi e dubbio che vi si fa piu d' una volta allusione a una dottrina mistica e segi'eta che non b da divulgarsi ma di questo meglio piii innanzi. sempre create. la legge.60 SECTION SEMITIQUE ' [4] rcbbe non solo contrario al metodo storico. I'altro manifesta nel come ente che esce da se e si mondo ed agli uomini. questo apparisca Dio talvolta due. Ci6 ha si bisogno di essere spiegato nei suoi particolari. si in se. secondo i il Vecchio Testamento. e Uno di ci6. che poi i Cabbalisti lianno insegnato. in quanto esce da se. ma Dio stesso. anche piccola. . un essere per quanto eccelso. gli agiografi lo a sazieta. al ma anche buon senso. profeti. il messaggeri. singolare. o in altra maniera opera nel mondo. ma 1' angelo in Malach. Ma invece io ho voluto ricercare se in ci5 che realmente risulta dalla piana e letterale interpretazione della Scrittura e del Talmud vi e qualche cosa cbe con present! analogia anche ci6 al lontana.

Anche veh (22.. clie le I Lo faiiia stesso deve dirsi deir altra iiarrazione a questA parallela nel cap. come quello che lo ha salvato da ogni sciagura. in si quanto ^ rivelato al patriarca.f5] DAVID CA8TELLI I passi biblici 61 dai quali rosulta questo Hdoppiamento della Divinita sono parecchi. non e un angelo creato. anzicli6 un angelo. 13 ha parlato non 6 piu dotto Malach. 16. 1' essere soprannaturale che gli v. Nella celebre apparizione divina a Mos6 attra verso un pinino (Esodo. 9. Dunque il Malach non 6 un angelo nel si^nificato comune clie si da a questa parola. e cosl fino al termine di questa prima teofania mosaica (4. vv. Nel il verso 7 dice die la incontro Malach di Jahveli. Ma ad uii tratto nel v. ma poi nel Jahveh ed Elohim. 17-19. E sebbene non sia chiaMalach ramente spiegato. una appariziono della Divinita. 2* si chiamato nel Malach Jahveh. 11-13) il Al patriarca Jacob dice: io Malach-ha-Elohim sono il Dio di Beth-El. Nel capitolo 16 del GeneHi si racconta la t'uga di si Agar da Sara sua padnma. che Iicufgoely I'angelo redeiitore invocato dallo stesso sul letto di morte. 21. ma una manit'estazione divina. ma Dio stesso. 'ki pure da tenersi una manit'estazione di Dio stesso. 10 e 11 die que^to Htesso Malach qiiei di Jaliveh le parla. e poi ripetutamente ai vv. Jacob (48. 11-18) Jsahah Malach Jahveh e Jaliscambiano come siano un essere solo. il Malach che doveva gui6 detto . rivela e V. 4° 3). pure e dato citati e inferire dai passi fin qui il da altri che addurremo. (31. dove la medesima di teo- ad Agar ora e rappresentata nel sacrifizio di si col uome Maiach Elohimj ora con quello solo di Elohlm. 17. e i suoi come quello da cui implora benedizione per nepoti. ma Jail vol stosso.

33. 6. i . il 34 . La medesima cosa deve dirsi del Malach Jaliveh. ma non ' scomparisce del tutto. 2). che proba- bilmente nello stato presente del testo ha subito una iuterpolazioue dal redattore ma anche nella forma originale dello scrittore jahvista doveva dare significato uguale a quello che noi gli attribuiamo. Anche nel Deuteropasso dei Giudici 1-6. II Malach che si mostra a Gedeone (ivi 6.62 SECTION S^MITIQUE gli [6] dare 23. Die heilige Schrift des Alien Testaments. quando Dio voleva rivelarsi. 1' immaginare sotto il nome di Malach una esteriorita dell'essenza divina. pag. e anche quelli di tra i altri libri storici sono piu antichi frammenti raccolti dai compilatori. o. il v. e quelle manifestatosi ai genitori di Sansone si (ivi 13. si Anclie 35. E notisi che i passi citati dal Penta- teuco appartengono tutti alle antiche fonti Jahvistiche ed Elohistiche.* poi che il A gli mano a mano concetto di Dio si va presso Ebrei piu spiritualizzando. 32-23 32. 1-5). confronta con questo passo 8 del cap. ed esse prendono altra for- ma. E . se si vuol raeglio. Kautzsch. perch e parla della proraessa da lui fatta ai patriarchi e del patto stabilito con gV Israeliti . Ebrei alia conquista della Palestina (Esodo . o in qualche modo si Dimodoche operare sul creato. pu6 concludere che era antico nel popolo ebreo il concepire. 22. 11-24). se si Malach che apparisce a Balaam (Num. di Giosiie che sarebbe apparso agli Ebrei dopo la morte per rimproverarli del peccato d'idolatria (Giudici 2. da farsi eccezione per il 2. 23. e la promessa e il patto sappiamo che erano fatti da Dio. vede che e lo stesso Jahveh. questo rivelazioni divine si modo di descrivere le dilegna. Textkrvtische Erld'uteriingen. V. 3-23) cont'ondono nelle due nan^azioni con Dio stesso.

Di piu nel libro di Daniel. ora E prima e da avvertirc spirito in ebraico dicesi liuah (nome usato per la quella parte che ha massima parte la Riiah in geriere femminile) e la RuaJi che crea. Malach della presenza divina Tessere che ha di continuo salvato gli Ebroi ilnaia. Fatto passo del Genesi la Ruah ci appare come uno sdop- * Revue Critique. 7). Un' iiltra forma nella quale Dio due ispiratrice.[71 DAVID CASTELLI durante reailio babiloneHO vediamo clie fe «8 Isaia. ipo- stasi com' e giunto a supporre il Clerdel mont-Ganneau. il significato delle visioni e rivela III. il genere femminile ha fatto del nome Ruak una femminile. segiiataniente nei passi 8. anzi questi ne Ibrmano corte. 12 Jauvier 1880.. 63. 10 e seg. e un angelo inviato da Dio che spiega r avvenire. . 1-4. ai manitesta nel mondo che e lo spirito. e. Dimodoch^ per di vero la teorica di Max MiiUer che I'uso del lingiiag- gio ha avuto molta influenza suUa tbrmazione dei miti. ciofe di potenza. e sotto aspetti. che ispira. ora creatrice. e 10. come se fosse gia nelle antiche oredenze stti popolari dell' Ebraismo. 6 e seg.^ perfino nella Ruah del Genesi di si 2° verso e veduta la paredra femminile di Jahveh o per6 che in quesio Elohim. 9)/ E in una delle viHioni di Zacharia torna con Jahveh a idcntificarMi (3. Ma lilno di nelle visioni d' Isaia (6). di Ezechiel (I) o del ci il Daniel (7) la persona di Die appare dagli seg^uito e la angeli distinta. chiamato.

4. Elohim con la parola sull' crea. 30). chiamato uomo nel quale e si come interprete la Ruah di Elohim settanta anziani (Genesi 41. della della parola divina. di sogni. per David (ivi 16. 30) die Dio mandando la sua RnaJi fa che siano create tutte le cose. e per tutte le genti nell'eta messianica senza distinzione stirpe n^ di nk di classe. 1 e seg. e nei Salmi (33. Nel libro di Job (26. lui popolo (Numeri 11. 8). 17. 13) si afferma che con la Ruah Dio ha fatto belli i cieli. (ivi 6. 13). Nehemia per I'aspet- tato rampollo della famiglia di Jesse (Isaia 9. 6) si vede che con la Riiah della bocca divina sono celesti. E inutile poi dilungarsi sulla Ruah di Dio come sapienza e ispiratrice negli uomini della forza. ma la Ruah posa elemento primigenio del 1' create. 4): la Ruah di El mi ha fatto. chiel (2. 9). per Micha per Eze- per Zerubbabel (Zacharia profeti (ivi 7. non differendo da altre antiche teoriclie cosmogoniche. 20). Anche in altri luoghi della Scrittura si ta allusione alia Ruah creatrice. 25). per Elia (3. 34). Elihu dice (ivi 33. per Gedeone (ivi per Jefte per Sansone 13. come nel Genesi e rappresentata acqua. che pongono r acqua come primo elemento. fatti gli eserciti e (104. 6. e 9.). i Re 2. 36. ci6 ripete per Bezalel artefice del Ta30). 3. bernacolo (Esodo 31. (Joel. I . 12). 11). 10). poi in ge- nerale per 12. 6). 88).64 SECTION SEMITIQUE [8] piamento femminile di Elohim. Re 18. per Eliseo (2" 2). Questi e V autore delr Universe accennato solennemente nel primo verso : < In principio cre6 Elohim il cielo e la terra » Ma nel secondo verso la feth) sulla superficie Buah Elohim e volitante (merahe' deiracqua. 3. 25). per Saul (1" (l°Sam. 2. eletti per il i da Mose a governare con per Othiniel (Giud. e Da Giuseppe che. 10. 10). (ivi 11.

che real- inente investe persona ispirata e la fa operare e parlare in quella data maniera. entr6 in 25 e seg. 16. la ritira. lore. siocbe prot'e- tizzarono stesso: « (Num. — Tom* 111. anche una Ruah cattiva die pai*te anclie questa da Dio. ». di . Altra manitesti\zione divina e quella detta Chabod. e sianio a poca distanza dal Satan del libro di Job e di quello di Zacharia. quando cadde in disgrazia presso Dio (r Sam. perch^ parla con lui ed apparisce nel medesimo tempo qualche cosa di differente e d'inferiore alia vera e propria Ruah Elohim. * . Spirito nel si quale profeU dinanzi Michajhu dei gli narra lo presenta a Dio promettendo prot'eti di forsi ispiratore di t'alsita in boooa di Achab per indurlo ad una guerra che sarebbe riuscita t'unesta. che «i come diverse piace di avversare il V)ene e i buoni. .[9] DAVID CASTELLI Si potrebbe torse osservare 6ft da alcuno che luoghi la fraiie « spirito di Dio » pu6 essere che in n. che e con questa parola una reale emanazione gi-azia agli uomioi. e che talvolta seduce gli uomini al male. iiiHpetto ai 70 anziani si dice che la Rvah po86 sopra 11. AeUt du XIr** CMtgrtt du OritHtmiittM.sata metatbricameDte. Ezechiel dice per se me Rnah Dunque si vuule rap- presentare divina. come la buona Ruah ispira al bene. Qui cei*tamente lo Spirito da Dio. si Ma a ci6 si risponde alcuni parla della Ruah come qualche cosa la di og^ettivo. vi k 14). qual' k quella appunto che s'impo88e886 di Ma Saul per disturbarlo ivi 14 e seg. Dio comunica per sua rendono colpevoli quando essi si cx>me si narra di Saul. Singolarissimo h in questx) rispetto del il note passo il V libro dei Re che (22. 19-23). E gii uno spirito maligno.

34). magnificenza. 89). 40.. guida popolo il riempie il Taberna- colo ivi. Alia I . 11) e ne esula. in quanto viene in comunica- zione con gli uomini. quando sulla Scrittura si costrui una metafisica e una teologia.11. Ma piu di tutti e notevole il luogo del Deutero-Isaia nel quale la personificazione della pa- maggiormente spiccata. in II Chabod (v. dice Salmista questa stessa parola rimane eternamente in cielo (119. e lo vede ritornare nel tempio che nella rapita fantasia egli i immagina gia e ricostrnito (43. rola di Jaliveli sono stati fatti (SSj 6. 22). sebbene per Isaia in (6.«6 SECT:I0N SEMITIQUE [10] gloria. 34^ e Tempio . il 21. (1° Re 8. 7). 5). ora di fuoco e seg. 16 d' Israel. maesta. 43. ma fara ci6 che io voglio. Anclie la parola di Dio. « La parola che esce dalla mia bocca (dice Iddio) non ritomera a me rola divina 6 a vuoto.). il Debar-Jahveh o Elohim. specialmente col suo popolo Israel e coi profeti. degli trapasso qui al Logos di Filone e Ales- sandrini e facilissimo. e doveva a v venire. Prende Taspetto ora di nube lEsodo 40. 28 . 3) per r autore della doxologia del Salmo 72 sia piuttosto la reale presenza di Dio tutto il creato. e i Con il la pa- cieli. Di tutti profeti egli quello » che piu usa 1' dell' espressione « Chebod Jahveh per significare apparizione divina. II si Chabod e Dio in quanto appalesa nel creato. livi 13. e la presenza reale di Dio mezzo al suo e popolo Ezechiel. e il Chebod Jahveh riempia tutta la terra. e ot terra ci6 » per cui I'avrb II mandata (65. quando questo e distrutto tanto e vero che Ezechiel ne ha la visione presso il fiume Ohebar in Babilonia (1. e talvolta cosi person ificata che con leggerissimo tra- passo di viene una vera e propria ipostasi. scende sul Sinai (ivi 24.

Noi qui non vogliamo occupard del Filonismo della teologia cristiana. 148.LI 87 l^ersoniticazione poi della Sapienza come ipostasi diviiia '8. Su questo punto non sarebbe necessario perclie e cosa conosciutissima e da tutti aocettata. le schiere le nel 1" libro Re lodi pii le migliaia e (7. che nella Bibbia si ammette V esistenza degli angeli. spiegano fino ad un certo punto seno del Giudaisino di una teosofia sorgere in ri^oroso die al monoteismo sostituisce una pluralita non iie di essenze. ma solo Cabbala giudaica. insistere. i Serafim in Isaia celesti Hajjoth in dei Ezechiel (22. I-22j. ma nfe di persone divine. cioe 1' esistenza degli angeli fini. Coal (6). Gli angeti tbrmano ci si in prima la corte di Dio.2). Tutti questi varii aspetti. 19). miriadi di esseri e celebrano di soprannale turali in Daniel 10). die trovano in tali espres- sioni biblidie la spiegazione della lore origine. nei tato il Dio die esce da se stesso e coniuiiica ai il mondo. le rappresentano 1 . Ma non 6 inutile vedere brevemente in quali diversi aspetti anciie questi esseri intermedii sono nel Vecchio Testa- mento rappresentati. medii fra Dio e I'uomo e a due i come esseri inter* doe per eseguirne i mandati e per rivelarne i voleri e pensieri. dovevano dare luogo i celebri passi dei Proverbi 12-36* del Job ^28. 20.[llj DAVID (•A8TEJ. per quello ^li altri altiBHimi suoi ancora che sedeva a lato deirEteriio quali e rappreeeiisi nella creazione dell' Universo. La quale andie per un' altra parte delle sue dottrine ha nella Bibbia suoi antecedella i denti. Dio (Salmi 102. iVa pregi. dove la Sapieiiza e lodata. Accompaguano gli uomini . 12-28) e del Siraoide /24.

68 SECTION SEMITIQUE [12] per proteggerli e difenderli (Gen. tali e allora gli angeli. e come < ^ . 16) e Miprimo di questi in forma d'uomo parla a lungo con Daniel per rivelargli I'avvenire e le sorti del suo popolo. 3. 19. 1" Cron. Tale e I'angelo che fa perire I'esercito (2» Sennacherib 5j. Ma gli angeli o meglio alcuni tra essi. Michael e detto genio a poco a ap- tntelare degli Israeliti ^12. 16 e seg. 21). consigliano al bene (Isaia 44. quando esercitano missioni sono chia- mati addirittura cattivi fSalmi 78. e come pene da Dio. lianno un nome. 15 e seg. Re . poco come esecutori dei voleri divini divengono anche accusatori delle colpe poilatori di mali. Salmi 35. di loro si il chiamano Gabriel (8. 12. il per peccato commesso da del popolo (2° David di il censi- mento Sam 24. 5. Tale fare . 2. due chael (10. 8i. 28. 21. e rivelano la parola divina a Elia Zacliaria gli (1. 34. cosa piu notevole. 24. 34). i mezzi di farci cadere gli uo- trapasso e facilissimo. Nel libro di Daniel poi angeli prendono contorni pin determinati. 11. r angelo che apporta la mortalita in Gerusalemme. 15) e a 12. 26). o cerca con tutti mini. 32. cominciano ad apparire i genii protettori delle diverse nazioni. 7). 5-7. al . che si compiace del male. fe umane di (Ecclesiaste inflitte 5. 3. ed eccoci al Satan. si no- mina il principe o genio tutelare della Persia (10. 9. e. (1" Re. 13) (ivi e quello della Grecia 20) e 1). al demonio rappresentato nella Scrittura come il maligno nemico di Job. 2" Cron. 21. il . Da questi a un essere soprannaturale malvagio. come 1' avversario del sacerdote Jehoshua' ripristinatore del culto dopo diavolo il ritorno dall' esilio babilonese ('Zacharia. 19.) ed e chiamato allora angelo di distruttore. 2° Re'l. 2. Salmi 91. 35.

IV. t'elicita beatitudine. ed altro intende » * Divina Commedia. e piedi e mauo . letterale del testo. il poeta : « Cosi parlar conviensi al vostro ingegno Perocche solo da sensato apprende Cio che fa poscia d' intelletto degno.' (13) DA\'n) CA8TEI. percli6 la teoiii- logia posteriore popolasse 1' Uni verso di uii nuraero finito di esseri benefici e inalefici fligliarlo al all' uomo. specie nelle lorme popolari e come si dice folkluriste nella Cabbala per6 ebbero maggiore importanza. Attribuisce a Dio. nei Targumim^ dal clie ebbero talvolta motivo allontanarsi significato massime nelle sue parti piu antiche e nel medesimo tempo piu popolari. i o sventura danna- ecco gli angeli e deraoni. 6 vero. 2> Questi pochi tratti biblici bast<ivano. come di dicesi. 40-46. Questi. e non come dice Se osserviamo bene la Scrittura. ^ veraniente piena di antropomorfismi. Per questo la Scrittura condescende A vostra facilitate. ma : di tiitta la gione sia giudaica sia cristiana. o. II passaggio fra questi antecedenti biblici della Cab- bala e quelli talmudici 6 nelle versioni aramaiche del Vecchio Testamento. per cone bene o per sedurlo e al male.LI 69 setluttore di 21. . David per farlo cadere in peccato 2*Cron. e per recar^H quindi o zione . non reli- fiirono solo parte della Cabbala. ParadUo. 4.

V Sam 16. o gli Dei. vestito di r Antico dei giorni seduto lore candido come la neve. sotto una forma materiale e tangibile. Per le antiche credenze ebraiche la forma piu nobile nella quale puo immaginarsi Dio e quella umana. 2. Ezechiel. una figura di un trono. alia in [14] ma mente si degli antichi Ebrei. Tutte le religioni antiche popolari hanno immaginato Dio. se si vuole rappresentare Dio sotto 1' qualche forma. immaginazione di vi con- perche la mente dell' uomo non puo cosa concepire reale. per il quale si vuole spogiiare forma sensibile e materiale e una concezione filosofica clie molto piu tardi e penetrata la Divinita di ogni nella religione. 1). rappre- sentava veramente come nn uomo. E infatti. 19. e necessario che corra il . si al- meno quanto manifestava agli uomini. 9). Dio. di sopra al firmamento. stessa ma da altri non poclii resulterebbe la conse- guenza. Ma lo spiritiialismo. Anche i profeti piu elevati di vedere Dio sotto questa forma. sul e sopra questo un co- aspetto d' uomo (1. Isaia vede etl il e idealisti dicono Signore seduto sopra un trono alto eccelso. Ci6 clie e assolutamente spogliato di ogni parte di sensi- . Abbiamo citati questi passi come i piu esprimenti. e detto che Dio E se in alcun luogo non e uomo che possa mentire ne figlio d'uomo che si penta (Num. 29) ci6 significa soltanto che in Dio non accadono tali debolezze nmane. 3. vede un colore di zaffiro. che si stende sul capo delle Hajjoth. Daniel rappresenta Dio come trono. e vestito di il un manto i cui lembi riem- piono tempio (6. e coi capelli bianchi come lana (7. 26).70 SECTION SEMITIQUE perche. se non come qualche sensibile.

Nei framnienti della paratrasi aramaica gerosolimitana in tutto il cosi delta racconto della cretizione al ' Ozar Xechmad. e si credeva cosl di evitare rantropomorfismo e Tantropopatismo. Si terae che quelle lato. da un rappresentare la religione giu- daica come troppo grossolana. che erano destinate a rendere popolare cognizione della Bibbia. dall'altro che potessero generare errori e perci6 giust'appunto nelle paratrasi la tii- aramaiche. e imponderabile. . Per ci6 che concerae rantico Ebraismo il Luzzatto riconosce che non eecludeva che solo dal Maimonide in poi rassoluta immaterialita di Dio divennc un dogma ^ la corporeita divina. espressioni potessero. ma Ma dall'altro lato possianio dire che rantropomorfismo delle frasi bibliche cominci6 a tbrmare una difficolta. (:. le frasi antroporaorfiohe rono corrette e sostituite da altre che spirituali. IV. tenevansi piu Per oi6 che concerne di il nostro argomento la t'rase piu importante delle paratrasi iletto aramaiche e quella di al semplice Dio (Memrii). .[15] DAVID pura idea. Si sa clie anche molti dei piu aiiticlii teologi. quando sembrava che si attribuisse a Dio un'azione o una passione troppo umana. piii sottile. llti.\8TKLLI 71 bile o la ma appunto perche idea non pu6 essere reale. qual- non asfiolutamente la privazione di ogni materialita. sostituita nome divine. diHii^nifi- cendo che Dio e Taniina sono che cosa come d* Hpirito. pag. quando nelle credenze ebraiche penetr6 la le filosofia el- lenica ed anclie scuole palestinesi e bahilonesi ne risentirono 1' influenza. vollero care soltanto una materia piu tenue.

ma il anche in quanto opera. Cosi anche in Giosue (23. 8) si dice die i Proto- dopo il peccato udirono la voce di Jaliveh nel giardino. [16] semplice «. 25) nella parafrasi detta di Onkelos sta si legge inveco « la potenza di Jahveh » . 12. potrebbe come una amplificazione della trase originale. un Verbo. Quando plasti. Ecco dunque detto di Dio personificato. dove il Memrct apparisce non solo come I'estrinsecazione di Dio. 29) i Jah» tutti priniogeniti nella terra d' Egitto Pseudo-Jonathan ha invece « il Memrct Jahveh uccise ». % . sotto certo rispetto.di8se Iddio o « « Dio creo il » del testo ebraico » b sostituita I'espressione disse ci verbo di Dio al o « il verbo di Dio cre6 ». corrisponde al e al Logos degli Alessandrini Verbo ddla teologia « cristiana. « Laddove veh percosse testo ebraico dice (Esodo. ma nello Pseudo-Jonathan abbiamo anche qui il Memrct di Dio che combatte. 72 SECTION S^MITIQUE ». Memra delle scuole babilonesi e palestinesi. die camminava « daiche sostituiscono Eloliim e il la il voce del detto di Jahveh ». Un Memra. 8) alle parole del testo « Jahveh vostro Dio Egli combatte per voi » al pronome Egli la parafrasi sostituisce il suo detto Memreh. 14. in quanto parla agli uomini. e que- pu6 essere una interpretazione nazionaie. subito poi nel Genesi (3. abbiamo altri luoghi. II die riconduce concetto sopra accennato della parola di Dio considerata come forza creatrice. un Logos che uccide non si pu6 immaginare die come una energia divina. una ipostasi. il E se pure in questo in- passo I'avere aggiunto tendersi solo detto » Memrb. le versioni cal- Eloliim.. Parimente dove si narra che Jahveh combatte conla parafrasi dello di • tro gli Egiziani (Esodo.

ma per noi importa fermarci sul verso citato. aramaiche passo deir Esodo 34. ma ceiio due persone. 16). fe la Skechinh che cammina nanzi agli Ebrei per guidarli. cio6 fargli oonoscere la propria maesta. Ma come la reale presenza della Shechinti 6 gl'Israeliti. come al massimo dei profeti. a' abar. 34 e seg. e sta a rappresentare la Maesta di Dio in quanto sogio- giorna tra gli uomini. 21). e in quella nui libri prot'etici si trova talvolta un' altra parola sostituita al nome di Dio. quando escono dairE^itto (Esodo (ivi IB. In un framn\ento della versione si cosi detta gerosoliraitana traduce « pass6 la maesta Jahveh ». opera del create. ed 6 presente in mezzo al suo il popolo. profeti e i cono con frase antropomorfica che Egli nasoonde . in quanto si rivela agli uo- mini. perche abbiamo Jahveh e la Shechifitl. Le parole vanti a lui » del testo suonano: « e passb Jahveh da- (a Mose). In questa teot'ania a Mos^ le frasi del testo ebraico sono tutte antroponiorfiche. h la Sfiechinh che riempie che si il Tabernacoio di abi- 40. Questa era la somma grazia che Dio concedeva a Mose.[17] DAVID CASTELLI Oltre la 78 Memra. due forme neU'essenza stessii della Divinita. non sono due Dei. uno come ageote e r altra come paziente. aramaiche dicono « Jahveh della Shechina di Ma le altre due versioni fece passare la sua She- china davanti a lui ». die veramente si^nifica abitazione. oioe Shechinh. Ma il piu di tutti e note vole nelle version 6. II verbo nella torma causativa fece passare. ha secondo me importanza somma. i 12. nella paratVasi dello PseudonJona- tlian sul Pentateuco.)> ^ la Shechinci compiace tare in Gerusalemme e nel Tempio (1° Re 8. oosl i massimo tavore divino presso quando poeti dila sua per significare lo sdegno di Dio.

e secondo aggiunge anche la spiegazione del nome divino. paratrasi aramaica. e piu Salmi 44. quale vediamo questo si ampiamente che con svolto nel Talmud coYinette. che era in origine segretamente o almeno con molte precauzioni inair esistenza di segnata. credendo di usare iin modo spirituale. Questo concetto della Shechinh. dice che Dio fa dipartire la sua Shechinh di mez^o il suo popolo. riisalemme (Isaia 67. e Tarnsi Mishna nel secondo capitolo di pliazione della Ghemara che I'accompagna. V. 17. e il 1' opera della creazione Maase Be- reshith. Jeremia 33. e cosi devono essere lasciate da ogni studioso timorato. nipote Shemuel ben L' Isaacita e suo Meir commendel carro. 119*. . Vi parla * Pesnhim . tano in questo passo che per misteri della legge debba si intendersi ci6 che altrove chiama I'opera Maase Merchabci. nelle paratrasi aramaiche.74 SECTION SEMITIQUE la pill [18] faccia. e in tutta la letteratura Ma prima di scendere ai particolari si vediamo ci6 che in generale dal Talmud pu6 rilevare intorno una dottrina teosofica. lo 25). o dalla citta di Ge6. Sotto il nome di misteri della legge. il E della classico primo paragi'afo Haghiga. si allude in un luogo del Talmud ^ a quelle parti della dottrina religiosa che Dio ha voluto lasciare nel mistero. si E sono questi infatti a questo proposito i tre punti princi- pali a cui accenna ripetutamente nel Talmud. Sitre I'orh.

e si pone- mente umana si b sempre proposta. per Maas^ del Bereshith ' «i deve intendere primo capitolo Genesi. Era questo Ora Mevchabh currOf ci6 che essi chiamavano spiegarc in questo il il passo. sul quale si immagina muoversi maesta divina. La traHe della MiHhna: non apiegano. dalla diversa combinazione delle lettere nei quaranUdatt lettere re«alUBt« doe primi verai del Gene*. ci6 che h stato prima. n6 ci6 ohe « Secondo Rabbenu Tam per Ma'ase Bepeshith di ai dovrebbe intra- fdere la spiegazione del nome divino 11'). spiegazioni. da questo passo desumere che i Dottori del Talmud nella spiegazione del primo capitolo del Genesi esponevano tutta una dottrina della di potersi Sembra creazione dell' Universo pju estesa e piii particolareg- giata di quella contenuta nel testo biblicx). o morali.im DAVID C. Difatti nello stesso paragratb della Mishna si legge vano quei problemi che la che « e bene non cercare nfe ci6 che e di sopra n6 ci6 che 6 disotto. o dottrinarie. al En doreshin. si riterisce certamente alia commento di qnalclie passo hibiico. per Matisi primo capitolo di Ezeeliiel. ma nel medesimo tempo determinavano dei limiti. (Vedi i Tosafisti. 8i sa che era costume degli antichi Dottori ebrei di pren- dere a testo i passi biblici per fondarci sopra le loro ampie darash. se non a pochissimi. non commentavo.\8TELLI 75 del Ma'as^ Bereshith e del Maas^ Meicfuibh come di ar- gomenti dei quali non k permesso dare spiegazione. o rituali. detto Merchabh^ si perche nella vision e narrata da quel proteta il rappresenta la carro. Haghig& . di la dai quali imponevano di nou oltrepassare. la legge. spiegazione.

primi. aria e fuoco. (Ved. Pesikth 15. 145' . sarebbe invece relative alio spazio. Vaikrh Sabbh. I . Sal mo 104. ed e da uno all' altro Dottore in se- come se si trattasse di dottrina riposta. Ma non perci6 si astenevano i Dottori ebrei dal fare delle ricerche sul modo '^ di formazione della terra. Shemoth Mabbh. in dall' della luce divina. vede che la spiegazione da seguxta e da preferirsi. della materia nale Urstoff (direbbero tale i i origi- Tedeschi) e ammisero come * tre elementi acqna. Questo per ci6 che la creazione. ' * Haghigh 12*'. altri dalla ebbe principio dal centro. ci6 che noi intendiamo relative dal al tempo. Ma pri- quanto a tutte le altre parti deir Universe la mitiva dottrina talmudica nienza dall' essenza divina. . BereshUfi Jfabbh. '^ In alcuni passi dei al Midrashim alquanto posteriori Talmud pare che si ammetta addirittura 1' emana- zione in luogo della creazione dal nulla. bi ivi i Ma noi Talmud stesso piu innanzi. secondo alcuni. 50. » de R. 3 . « Joinh 54'. se vnole troppo approtbndarle. e corre rischio ancora di cadere in eresia. Shemoth Rabbh. Si voleva cosi consigliare a non absi baiidonarsi a ricerche. Tosafisti). secondo e dal si circonferenza domandare su die cosa regge. almeiio per il parte degli elementi La luce che rischiara ° mondo sarebbe un raggio notare che ci6 e detto gretezza. in cui la mente umana perde. die. 31 Shoher Tob. 16'. di non non iie si ammette la provepu6 dire insomnia che ammetta I'unita concerne * sostanza. ^ e fondata e sopra che cosa Come pure si occupano degli elementi primitivi. 1' Secondo Isaacita. Kahanh .76 SECTION SEMITIQUE » ^ [20] sara alia fine.

Haghigh. e il solo 'Akiba ri- mase que illeso e in tranquilla pace. La parola hashmal nel significato letterala vaol dire soltanto metallo o bronxo rilucente. . il 77 Maati Merchaha riguardava certo la natura di Dio e deUa corte celeste.divenne eretico e quindi dannato. le Anche che studiavano. il ma se n' i latto nel miatioiamo nome d'un • angelo. di un ordine d'aogeli. paradiso. late notizie. nulla o poco ne lasciavano trapelare ai prot'ani.I f211 DAVID CA8TELLI L'altra parte poi della dottrina segreta. Ma 6 impoesi- linguaggio sirabolico e tutto inetaforico e allegorico col quale si parla nel Talmud e nei Midrasiiiin bile dal intorno al Ma'as^ Merchaba desumerne una qualciie notizia precisa e ordinata della dottrina rabbinica in- torno alia natura di distoglierne Dio. e poi. giardino. Elisha Ben Abujja ne quattro Dottori che se ne occuparono. Ben Zonia ne impazz6. cercando nel Talmud e nei di Midrashim qualche cosa ^ dato raccogliere. terrore alcuno voleva occuparsene. ma solo alcune spai^ne e iso- ' 13<^. e si racconta che di Ben 'Azzai ne mori. essendosi I ferniato sulla parola hashmal per ispiegarne il niiste- rioso significato. Haghigh 14\ . ' Si cliiama poi Fardes. Nulla ordinato e di sistematico. nel plnrale. Tanto piu che ispirando quasi si voleva se dallo studio. cui si riconnettevano i misteri contenuti nei nomi divini e in quelli degli angeli. rimase bruciato dal tiioco che ne uscl fuori. Si racconta die un giovanetto. " Erano pochi dunsi quelli che volevano esporsi a gravi pericoli quelli poi j)er istudiare queste dottrine segrete. Pure qua e la. mentre leggeva la visione di Ezechiel. tutto I'in- sieme di queste dottrine segrete.

: Middath haddin e Middath harahamim \ E fino di che se ne discorresse come di due attributi. si Le qualita di- vine sono dette Middoth. Ilaghiga 14". Sanhedr'm 94". distinti ipo- stasiati. il Memra^ e la sua apparenza nel niondo. ma come i esseri due principali attributi divini ed il piu impor- tanti per governo provvidenziale e la Pieta. I di attributi inerenti ad un essere. Questi due attributi sono chiamati dai Rabbini strano.78 SECTION SEMITIQUE [22] VI. • 1 . e alcune volte i Talmud a parlare con Dio per dovuto rigore chi . come nella filosofia di Filone. in quanto ora e Dio in se. Shabbjth 56». questi. ora Dio in quanto manif'esta agli uomini . che dell' Universe sono fra la Giustizia talvolta non possono loro accordarsi. Dio sdoppia. quanto persone. in da Dio ^. si Se gia nella Scrittura. • Pesahim 119*. cioe ma superiori e anteriori La Middath trodotta nel si haddin. II. e ipostasi. la Giustizia. nulla ma li vediamo propriamente impersonati. esigere che ^ . dove dice invece Din e Zedaka. la Shechina^ nel nei Talmud e gli attri- Midrasbim si si oggettivano e s' impersonano buti divini. delle quali parla non solo come reali. come abbiamo veduto. pu6 dire che divengono energie divine. ne sono angeli. esseri creati. si se nelle parafrasi aramaiclie il al Dio trascendente si unisce Verbo. e. a si tratti col lo meriterebbe si e ' Sifrh. 27 cfr.

conoscenza. pecoatori L' osfigesi rabbinica ha dato ai norai di Dio Jahveh ed Eiohim il diverse Hignificato il che il '. 3 Pesikth de Rah Kahanh. secondo la giustizia Que»ta zione di nomi e applicata anche alia creazione del- rUniverao. carita. Giustizia. ma le personifica- corre rischio che vengano Non sono nate forse cosi molte delle divinita. Perche molte Talmud e dei Midrashim devono e intendersi come un linguaggio e si allegorico. rica. giustizia. 1. tbrza. . ne conclude che mondo e stato creato con la '. 12'. flefjarim^ che non idee. e si deve intendere in senso proprio. 30. e siccome nel Genesi e usato nei Bettegiomi della creazione cosi se il Dorae Elohinij e non il il tctragramma. =» Ahoth. 13. priino rappredlKtin* senti la pieta. grido. intelligenza. Sh>-moth Bahhh. tanto nel mondo orientale quanto in quelle greco-romano ? Non e certo per6 espressione metatb* prese aUa lettera. *. sa se debba intendersi : o discorsi. 1G4*. o e queate sono sapienza.(23] DAVID CASTELLI i TO giunge perfino a dire che Dio salva da essa penitenti. sebbene non siano la stessa cosa. pieta e misericordia Ecco I'antecedente talmudico di queste frasi del delle dieci Sefiroth della Cabbala. . potenza. e in altro si creativa luogo con dieci cose. Btre$hUh Haftbh. V. cioe con la Middath haddin D' altra parte si dice al trove che il mondo fbrzii «? stato creato con dieci detti ^ attribnendo cosl alia parola. . * Ilaghujh. la Sheekinik^ dove se ne parla come della reale presenza di Dio nel mondo. sono pid che altro figure di personificazione zioni sono pericolose. * * Shemoth Jfobhh.

6* nel 7* nella Sinai per dare la legge. nove discese sa. quanto a predicare il vero. Secondo I'una. Queste discese della Shechina in mezzo agli uomini sono fissate in numero di dieci ma per determinare quali siano si deve ricorrere a piu recenti compilazioni le quali non sono tra loro concordi. Aboih de' Rahh\ Nathan. 5* nel Mar Rosso per punire gli Egiziani. versi. La Shechinci ci appare sotto due aspetti 1° come la reale presenza di Dio . rebbero avvenute nel terrestre per punire modo seguente abitanti : 1* nel paradise Adamo ed Eva. ' Mechilth. 2" come quella che posa spe- cialmente sugli uomini piu meritevoli per ispirarli tanto ad operare il bene. perche in certe question i liberta . . 3* per punire gli Sodoma. 4* in Egitto per liberarne gl' Israeliti. da tempo a tempo e da persona a persona. colonna di nube per guidare Israel nel deserto. dogmatiche era lasciata i la piu grande e variavano pensieri da luogo a luogo. 2* nella torre di di Babele. ma vi sarebbe scesa a tempi di- quando I'occasione lo ricliiedeva. Non si pu6 sperare di trovare negli insegnamenti rabbinici unita e coerenza di dottrina. « Bahodesh § 3 Sifre I. ^. Le varie opi- nioni souo anzi registrate senza curarsi molte volte di stabilire quale debba avere la prevalenza . 14. i . G-li stessi Talmud : Midi'ashim piu chiaramente e ripetutamente enumerati. 34 Pirke de' Unbfn Eliezer. . 93.80 SECTION S^MITIQUE [24] Riprendiamo ora dell a Shechinh nelle ci6 che sopra abbiamo accennato del parafrasi aramaiche concetti sono nel Vecchio e nei Testaniento. Secondo ci6 che troviamo accennato in due dei piu antichi Midrashim \ la Shechina non sarebbe stata sempre tra gli uomini.

• . 20. t'ermativa. terzo della genera- zione del diluvio. sarebl)e da rispondere per V Altra e la dottrina secondo la quale della il soggiorno Shechina sarebbe stato continuo o in mezzo agli i uomirii o almeno in mezzo ad Israel. Secondo questo la Shechina risiedeva nel mondo. 'Annam Secondo un altro passo del il Midi^ash. della ton*e di Babele. dipartita la Shechina dagli uomini do]>o peccato di ' Esodo. le ci- tate tonti ma secondo che in at- breve riporteremo. quello . du Xll"** VongrU Aete* du OrUMuUtU: — Vmw III. (a lettera nelle regioni inferiori. quelle di Caino. D'allora in poi gli soggiorno della Shechina tra ? Sii uomini sarebbe continuo tacciono. » BereshUh Iiabb<\ 19. Kehath. e due nel tabernacolo. vi questo altri punto passi. al quinto.(25J DAVID CA8TELLI iiel 81 8* tabernacolo. e Mos6. II peccato di Adamo al la t'ece dipartire e sa- primo cielo. Jacob. Ma sette giusti la fe- cero successivamente riavvicinare o quindi abitare tni gli uomini. 9* nel tempio. dei contemporanei Enosh. battahtonim fino dalla I creazione lire al '. al sesto. e soltanto per peccatori di quelli e di questo sarebbe stato interrotto. cioe: Abramo. porre la duo compilazioni nel decima discesa delta Shechina nell'eta raec* le il Sono d'accordo sianica. dei Sodomiti. degli Egiziani contem- poranei di Abramo. fi . 17. Sebbene posteriore alia compilazione del Talmud ve- diamo prima iin passo del Commento Magno al Genesi. al quarto. al settimo. al di secondo. Isacco. L'altra compilazione Bostituisce alia discesa in Egitto quella nel roveto nel- I'apparizione a Mosfe. Levi. Xumeri. e poi ne pone due nelle duo volte che si fende la rupe per tare scaturire Tacqua '. 11.

Ta'anjoth. in Persia. edi- ne diparti fino alia distruzione del tempio. II. Histoire critique du Gnoaticisme.82 SECTION SEMITIQUE vi ritorn6 fino clie [26] Adamo non nacolo. 14. la Sliechina non avrebbe soggiornato in questo secondo tempio. * Bamidbar liabba. * •* MegJnlla. accompagnera nella redenzione messialiica. come presenza reale di Dio. perclie I'armonia sia ristabilita. ^ Ritorn6 dopo I'esilio di Babilonia a soggiornare nel tempio ficato dai reduci? ^ Secondo un passo del Talmud babilonese. » * JomK 9^ Mechilth Bo. e ha bisogno una ristorazione. ' Matter. pag. di una reden- zione. ^ . 29». 1. vol. 12. in ^ Roma. ^ dove si vuole clie sempre la Shechina abbia accompagnato Israel aiiche uel- r esiliO. * non fu eietto il tabei- L'opinione poi prevalerrte e clie discesa la Sliechina. Dottrina questa confermata nel Talmud gerosolimitano ^ la disper- che fra la Persia e Roma aggiunge ancora sione nei paesi greci. anche nella dispersione e li in Babele. ma che aspetta di E 1' la Sofia dello gnostici- smo di Valentino che turba di armonia ' in seno al Ple- roma. CI". Questo e deir esilio 1' antecedente della dottrina cabbalistica della Shechina [galuth haslisliechina) ultima delle ipostasi divine. staccata dall' unita delle ipostasi superior! e decaduta dai suo grado. 67-76. Ma dall' altra parte abbiamo un luogo deJl'antico Midrash sull'Esodo. 64*. tra si gV Israeliti nel taber- nacolo fino dai tempi mosaic! poso suU'arca e non se poi. * Mechilta Bo. riunirvisi all' era messianica.

maesta. Una conseguenza dell' i allontananiento della Sheprofeti china e che cess6. la Giacche talmudici questa contbude con Shechina. dopo che la Shechina o uomini * lo Spirito Santo non posa piu nemmeno sugli piii meritevoli. ritir6 nel sue primiero soggiorno. ^^ ] Hanhedrin. i)^'. che aveva femio il soggionio nel ' Talmud lo e nel Midrasli abbandon6 con molta reluttanza. il * Dio chiaserve di mata figlia della voce. 8(4ii. Jiogh Jleuhshanh. del pari che nella Cliabod. la Shechina. che * si trova parallelo con poche ditferenze di lezione. La quale comunicazione fra Dio e suo popolo. dopo Malachi. VII. Sebbene secondo un nel altio passo. Perche. 66'. supplisce in parte. ma vedutili induriti nel peccare. pure questa vien detta. e allora saiebbe ritornata fra si essi.127J DAVID CASTELLI *Ma fino chfc restiamo nol <• Bft Talmud e nei Midrashim I'errore della Sliecliina presentato piuttosto come sim- bolo poetico del concetto die Dio noii abbandona mai il 8U0 popolo e lo accompagna anche nelle sciagure. * * Jer. Spirito Santo. e indugiando da una parte aH'altra. 31\ * Evhh Joma. la vera profezia. che sarebbe in cielo. gloria. 11\ . 48'. Zacharia e il comunicai*si airuomo ^ delio nei della Ruah si Hakkodesii. come abbiamo avvertito. come Scrittura. neir aspettativa che gli tempio. libri Haggai. Ta'aujoth. Israeliti si pentissero. Jiabhati. cioe Ma altra emanazione divina di una eco della voce Bath-Kol.

possono aspirare i teosofismo piu meritevoli dei suoi adepti. Se- condo alcuni passi sarebbero il stati Hillel. Jebamoth. 3**. Jer. 11*. 42'. * ' Abodh Zarh. Si vuole che a Simone il Giusto Dio il Talmud e i apparisse nel giorno ' dell' espiazione. Midrashim attribuiscono ad alcuni uomini sommi. 7. Meghilla. questa Bath- Kol. « 6^ 13''. Ihrajoth. era iinita con gli uoniini piu grandi per - rarli. I. ' Shabbath. sotto aspetto piu antropo- morfico. ^ misticismo qui e palese. che. alia quale. anche trenta piu meritevoli discepoli d'Hillel. nel recesso san- Bereshith Rabbh. ^ ispirato tutti i profeti e sommi sacerdoti quando quedavano i sti responsi. 'Irnbin. Sanhedrin. 56". Ruah ma i tempi sventurati piu uon rivela questo alto lo consentivano. 24» . 48". inleriore manitestazione di Dio. I . 28*. stati "* Vi sono anche nei tempi posteriori uomini degni die posasse su loro ]a Shechina. Beracltoth. Comunicazione. Soth. e da veri e propri responsi come oracolo II divino. » * • Joma. oltre al risiedere nel [28) la Tempio ^ e in mezzo ispi- ad e Israel. Mose. Sota. 8V. 32*. e che la liakkudesh gl'ispirasse. Aveva accompagnato Giuseppe. Sota. il Ma fatto sta che. 86. 73**. e fa intendere quali questi uomini fossero. i secondo un altro passo. Succhh. David. supplisce alia pre- senza dello Spirito Santo. e la stessa Bath-Kol mistero.84 SECTION SEMITIQUE Shechina. secondo cabbalistico. " Sliemuel detto " piccolo " ed Eliezer ben Hirkanos. e si accorda con la coil municazione divina. 48''. Jer. secondo Talmud. 19». Ivi.

40''. VIII. in ammantato Dio di sa- bianco. 96. da Ehj6 asher Ehj6. 42*. « Shevwth Jtahbh. alcuni dei quali hanno significato metaficato segreto • Jer. cioe: El. {K)^ Jer. Gia nolla Scrittura vediamo una pluralita di nomi divini. Shebtioth. poi ineffabile e peccato mortale fu pronunsigni* ' Dimodoche che i' in tal norae riposto un non adepti non conoscevano. 23.(29] DAVID CASTFJ. fCiddnshin. che il Talmud determina in numero di otto. questi * Tra nomi in " il tetragramma ^ fti tenuto da un il certo tempo ziarlo. ' Secondo un altro passo del Midrasli. Alia quale rappresentazione divina giunge i fomia ricon- il nome clie di uomo attribuito a Dio. clie. Snnhedi'in. Jomh. Shemoth JiaMt. tCIohim. Zebaoth. 3. Vaikrh RablnX 21. Elolia. tenersi santi e venerabili. lare dei nomi divini siamo oondotti a parche formano una delle parti piu ci^ poi Da important! delle dottrine segrete. Jom?t.LI forma di vecchio vestito e 86 tissimo. E questo si accorda relativa* con quello sopra abbiamo detto anoiie mente alia Scrittura. . Adonai. e cbiamato hh. Shaddai. a cui si accenna nel Talmud e hei Midrashim. uomo. Sanhedrin. ' ma Bempre umana. 60' . secondo * Rabbini. Ma a questi nomi Ijiblici altri ne aggiunsero i Talnmdisti. 36*. il rebbe apparso agli Ebrei preseo ^lar Roeso in si ooine un giovane bello e aitante. 71'. Jahveh. ' * * • ' Pesahim.

' Die dem Raume entnommene Synonlma fi'ir Gott in qiiesta der nen-hebrdipag. data una lista assai estesa dei sinonimi Dio. pag. stia a signi- ficare la divinita. altri SECTION SKMITIQUE [30] significato morale. e mondo. e di grhen Liieratur. e cosa. 68. certo e molto note vole clie nella lettera- tura rabbinica sia divenuto nome freqnentissimo di Dio I'articolo. S. rabbinici nel il significato ma i piii non sono da prendersi in esame per nostro assunto. Nei passi piu anticbi del e cliiamato semplicemente Talmud Dio come se e uno dei nomi divini. senza darne spiepianamente si dovesse intendere che I'uso rimonta per lo meno si al nella Mishna* I'usa Schim'on e si ben Shatah. Ora che luogo. il perche egli e il il * luogo del panteismo. forse i dair unita sostanza. quali adora- • Ta'anith. il parola Makom. intendevano solo I'appreseptare Tonnipotenza divina. 21.86 fisico. importantissima. chiamando Dio hammakom. che Dio e cosi cliiamato. Con questa spiegazione. e altri sono cV indole cosi mistica clie rimangono impenetrabili. tentato di dare spiegazione dell'uso di questo nome. come da altri fu gia osservato. * Bereshith Bnbba. e meglio hammakom con Makom nome nel linguaggio biblico significa luogo. anzi il luogo per eccellenza. 6-10. e non mondo dall' luogo si di lui. I . e inutile negarlo. 8. Nel Midrash poi e detto. C. parlando con Honi. Tra qnelli della prima la specie. perch^ gazione. rasenta il siamo a un passo di emanatismo dei Cabbalisti. E primo secolo a. In stessa opera. 41 e seg. e commentando e il passo biblico dell'Esodo 33. hammakom. Secondo i il Landau^ I'uso di questo i nome presso rabbini sarebbe derivato dai Persiani. Ma pin antichi rabbini . non avevano quest' idea metafisica e.

Maeehoth. non solo perchfe lo nome e usato dai CabbaliHti per indicare ofa la prima. V. ora la sesta delle divine ipostasi. 87*. che pn6 avere significato me- qnello di potenzaj forza. se sara ribelle alia legge. I. lao*. A noi basta di avere accennato I'uho di que«to nome stemo come uno talmudici della Cabbala. " qnando minaccia di punizione sno popolo. stessa Into si annuncia s' e si che individua e come quella che da 86 aifernia come lo. quasi oi*a e quello di si terza Hu volesse indicare la personalita per eccellenza. di E ci6 e probabile. Tessere assoafferma se stesso. Gheburh e chiamato riil Dio principalniente qiiando apparisce sul Sinai per velare il decalogo. si chiamano o. 8». cosi nel Talmud Dio e non di il rado cbianiato Ghetmra die anche nel la Cabnorae di una delle Sefiroth. 24». Berachoth VII.' e quando ispira i piu alti proteti *.ra\H\i Shim'on ben Sliatah con degli antecedent! persinni. Awi. come nomi divini. b in poi. 6. almeno da un certo tempo nno spazio Altro tafisico. Shaftbath. 2./er. e certo dei piu significant!. date le relazioni alciini ti. PetikUt iU 31^ Rab Kalianii. il [uegli di cui veramente pu6 dire che giacch^ * . 112. ora come 6 che lo tale riconosciuto dagli • uomini. Ma i anche piu di significativi dal lato metafisico 8ono pronomi intesi prima persona An^. ciofe di quella ipo- bala h stasi che rappresenta la Giustizia. Naxir. ' * Meffhillh. nome divino. . * ififri.' [31] DAVID CASTEUJ il g7 vano Dio Hotto duplice aspetto dell' infinito tempo e deirinfinito spazio. pensavano Dio come infinito che contiene TUniverso. liorojcth. ma perche i rabbini.

46». III. critica Non e da tacersi per6 '^ che la moderna. se questa congettura tbsse I'uso di questi da accettarsi. I due pronomi sono passati poi nella Cabbala a rappresentare due per essa ^ divenuto ipostasi.^. * Pag. con la sola differenza che tano. im ^3i5. anzi nome di altra Sefira anche il pro- nome cui si di seconda persona.38 SECTION SEMITIQUE di t-erza [32] pronome II persona in ebraico significa anclie e. passo della Mishna. Ma noi fermiamoci ai due pronomi di trova cenno ncl Talmud. nella testa delle Avvi da a quest! pronomi il significato e quello dove Rabbi Jehuda vuole che capanne s' invochi Dio in questa forma: ^ va-Hu osanna che e rimasto sacramentale nelle preghiere ebraiche. vol. che sarebbe la piu antica fonte talmudica cbe di nomi divini. rappresentata qui dal Geiger. fatto che i Ma contro la congettura del manoscritti. e allora. 1. pag. % . due/Se^ro/A. et in ' Rabbinovicz. 119. pag. il citato lessico danno i<in con 1' alef Mishna di Napoli e di talmudico ^ e il Machzor Vitry * come generalmente si scrive il * * SuccMi. Ill. ha voluto correggere la lezione del passo citato. leggere. e anche quello di terza per- sona femminile. I'antico lessico talmudico di Natan di Eoma hanno il i due pro- nomi. la terza persona del verbo essere. nota 6. le due antiche edizioni della Talmud gerosolimir Pesaro. Ozar Nechmad. ]'ariae Lectiones in MiscJmam Talmud haby' lonicum. 447 e seg. pronomi come nomi Geiger sta il divini mancherebbe nel Talmud della sua primitiva sorgente. e invece di: Anl va^Hu. le edizioni antiche. gli antichi commentatori. niiT i<3t< Anna Jahveh.

4. oltre questa prova estertia. in si dove »i parla dice die la combinazione si forma un nome divino. abbiamo come il prova interna della correttezza della lezione vulgata contesto della Mishna ntessa. intio<iuzKine. e la lezione accorda in ci6 pert'et- tameute con pare molto vulgata della Mishna.<«ta lezione. siano fondati sul : passo biblico del Deuteronoinio 32. ma non ^ da maravigliarsi che i rnbbini vi abbiano veihito due Ztid" nomi della Divini ta. * Echu liabhati. '. . Bert»hith Rabbh. arrischiamo la si congettura che. e 10 pronome THl.471^ i4n). 77^' . Ifatjhitja. senza averlo detto esplicitamente.39 che suona . Hu. ma Di questa e una differenza soltanto piu. E per ispiegare la maniera per la quale i facile die gia fosse introdotta i rabbini vi siano giunti. Nomi di significato morale sono 'fob. to sono quello. In un altro passo poi del Talmud del significato delle lettere. ^ Per lo che teniamo die tino dai tempi della Mishna si sia dato ai rammentati pronomi tale mistioo significato. ' Jer. verso la fine. non la scrittura deficiente ^^ruficii. Per ultimo un accenno die due pronomi Ilu e An^ rappresentino nomi divini lo abbiamo anclie nel Midrash.[38] DAVID CA6TEUJ di terza pei>^ona. 104'. Rabbi Jehuda viiole espri- mere in quanto alia forma della i>rogliiera una diver- sita di opinione da quella antecedentemente euunciata. queeta dif- ferenza non sarebbe piu. si Ora se leggesse vi come vorrebbe il Geiger. buono^' * Shahhnth. Ora non si una gua. le quali parole certo lett^ralniente non signi- ficano altro se non: lo.

luogo I . PesaJiim 39'. Bereithith * ' Rnhbh. ^ nsato molto comunemeiite nelle e passati poi listica. 8^: Babh Mezi'a.' 90 dikf giusto. composto di settantadue lettere. 23. Vaikrh Rabbh. Sefer Pardes Rimmonim. CoRDOVERO. Shekalim. non si ha cenno nel Talmud. hidduithin. * T. ma egualmente misteriosissimo. 17*. Beresfhith Rahha. 20 e 21 del capitolo 14 ' Esodo. * CoRPOvEuo. hanno formato settantadue nomi let- segretissimi di Dio dalla varia combinazione delle dell' tere dei versi 19. e 1' altro di quarantadne senza dirci qnali queste pronunzia. toso. di come sopra abbiamo mostra conoscere lo spieghi. ^ SECTION SEMITIQUE Shalom. I. 42. pace. ma siano e quale ne sarebbe la accenna che questi nomi segretissimi s' ed efficacissimi non insegnavano ormai se non a quelli che per la santita della vita se ne mostrassero degni. Solo si Talmud rimancome composti lettere. 21'. Deir altro nome piu complicato. anche tiitti questi nella terniinologia cabba- Finalmeiite i iiomi divini die nel gono non spiegati sono quelli indicati r lino di dodici. citato. quelle di quarantadue lettere. * ^ Sifrl. ma solo nel Midrash" dove si dice che tal nome era contenuto in una parte delle lettere 4" del i comprese nel verso 34 del capitolo I Cabbalisti invece Deuteronomio. confessa di Tarn. sebbene I Cabbalisti posteriori poi '" non non hanno esitato a darne ampia spiegazione. 3': Chethuboth. piepregliiere. 1. 44. Ghittin. commento a questo passo ma il suo nipote Rabbenu avvertito. Sha'ar Perath hashshemoth.* L' Isaacita nel non gia conoscerli. ^ [34} Rahamanh o Rahman. Cherithoth. 45*.

Orieehiache und lairiniMche IjehmtrtirUr im TalI. Si sul disputa significato e la derivazione di questa pa- rola certo non di origine ebraica ne semitica.* fc evidento che di qui i Cabbalisti lianno preso il nome di Cheter. Ueher die jilditche AngelolfMur und Do^momolotue %n hrer Abfu'ivfjigkeii vom Parxisviux. pag. 36-42. Judm. per indicare la prima delle ipostan divine. pag. ora di rappresenta quasi come natura divina. . * ' * ' Jierachoth. Die Agadn der Tannaiten. piu ec- celso degli esseri creati. ma di natn7*a il non bene si definita. clie alcuni * Fra le proposte etimologie vedervi il rammenteremo ^ vogliono Mitra persiano. fe nome quale divino il qnello di Arhetriei Die col sacerdnte Rabbi Ishmael di Elisha cbiama Dio apparso^li nel recesso del Santuario. KoHUT A. e piuttosto da questa emanato.[35] UA\ ID CASTELLI mostrano cogniti e i i * 91 E di ci6 si commentatori del Talcorona di fij^lio mud. altri un vietathronon o un ' Vedi i coinmenti a Succhh. * pag. 2i»8. corona.. not* t. IX. 260 e aeg. p«g. Vedi Krai'88 S. Die finttfigdieustUchen Vortriigr der I. 45». r Isaacita Altro Tosafisti. perchfe ora il appare soltanto come primo degli angeli. 7*.. Alia teorica dei nomi e delle ipostasi qiiella del Mctntron. Midratth und Targvm. Ma ragionevolmente lo Znnz ' e il Bacher* sospettano che qnesto passo talnnulico Bia nna recente interpolazioiie. 1»>4. mud. gli si riconnette essere iiitermedio fra la Diviniti e nomini.

338 . * 1. Sar happanim^ come '' pu6 preseu tarsi senza velo. E chiamato il grande scrivanOj Safrcb Babbh* come il maggiore ministro della oorte celeste. clie Ma il ci6 che lo ta quasi di natura divina. Eaodo. 23. i * Jehamoth. E detto ancora principe della divina precolui clie dinanzi a quella senza. Haghigh. Ethhannan 6. Secondo Talmud il sacerdote celeste sa- rebbe Michael. 20 e seg. e la nota del Buber . Ma altri j^assi fan no del r officio del Metatron un essere bene identificato col principe del altramente importante. derivaiidolo cosi dal greco. e lui si porta il nome scrit- stesso di Dio ^ . qui non * sa bene se un an- Si/re. ' Tanhumh. ^ E mondo. 10*. Riguardati dalla sua presenza e obbedisci la sua voce. imperocche lui ». le E il giovane sacerdote. e altri la parola latin a metaior. Genesi.92 SECTION SEMITIQUE [30] metaiyrannon. cf. Introduzioae sopra Isaia 22. ha'olam. 6. Pseudo Jonathan. 110^ Sanhedrin. la sua identificazione col latino metaior sarebbe da accettarsi. perche a applica « passo io turale. 12." nel quale Jahveh dice a Mose: Ecco mando r angelo dinanzi a te per guardarti nella via e per condurti al luogo che ho preparato. Echo. non gli essere ribelle. in clie offre ^ anime dei giusti espiazione d' Israel. 5. perche non perdonera il le vostre mancanze. OQa e Tosafisti in questi luoghi. Bereshith Habbh. 23. Na'ar. Rabbati. I . Holin. * ' Menahoih. Se 11 oi stessiino a due jiassi del Midrash * dove Metatron e soltanto di misiirare i confini della terra proraessa. il ^ Bamidbar Jiabbh. II. mio nome e dentro si di Come si sopra abbiamo parla di accennato. 38''. 12''. Sar come se ^a Dio avesse avuto il 1' incarico di goveraare tutto il create.

la ritrova nella Cal>- bala posteriore. come essere da lei distinto ed a inferiore. tanto che lo stesso Elisha diceva di avere tevi. opera citata. Sha'ar 'Atxhh harhektHnujiM. giacche non : come sa- per gli 1(1 altri ». il E cosa singolarissima poi che Metatron secoudo la altra tradizione e identificato con frase usata nel Enoch. ' : Penti- o figli ribelli. udito da una voce misteriosa Elisha. era facile che alcuno tenesse quento quasi un secondo Dio. . « mori ci6 ». 15'. secondo una tradizione poi molto e Metatron. Genesi rispetto a questo patriarca 6 si diversa da quella comune. ora ^ te- nuto messo di lei. eccetto Cosi egli sarebbe Htato escluso dal poter fare penitenza del suo peccato. Ditatti si asHeriHCO che 1' erenia. ma : « non era piii. * CoRDOVEUO. CASTFJ. Per6 la stessa incertezza a cui avevano dato luogo le non bene definite espressioni del 'J'almud e dei Misi drashim sulla natura del Metatron." [37] DAVm creato . Difii nanzi al rigido monoteismo giudaico tale errore giu- dicato peccato irremlMsibik. quando qiietfto Scrittura divenne iiella tcosofia taliiiudica Metatron. t'u appuiito questa di credere che Metatron fosse una persona divina. nella il quale cadde si ^\k nomiiiato Elisha ben Abujj&. ({uaiido i dette a studiare misteri religiosi. Imperocchfe ora viene identificato con Shechina ultima delle il dieci ipostasi divine. e ci6 non pu6 accordarsi con al- ' Ilagliigh. Si sa che dice. Ebbene dif1' quest' angelo. fusa. perche Dio prese Da nacque la leggenda die Enoch lito vivo in cielo fosse trasformato in angelo. Ma.LI con8idei*ato Oft gelo o del Malach come uiio sdoppiamento Miiliicli (lella jl dell' essere divhio. lei il suo angelo.

^ mondo si fino dalla Abbiamo veduto che in ebraico il Metatron cliiama anche Na'ar. fanciullo. giovanetto. e secondo il Midrash da questa di- ' Vedi i Tosafisti ia Jebamoth lO". il iu greco. 1 rabbini determina- rono in prima cte gli angeli li distinsero da Dio. come abbiamo veduto. e in Ilolin 60». X. significato di servo. cioe colui che clie immediatamente sotto il trono celeste. sta occnpa. concepiti. garzone in italiano. e sull' origine degli angeli e sulla loro natura. clie. estesa. ci6 induce a credere clie sia dal etimologia di questo il nome greco fiera dgovov . passa facilmente a dire degli angeli. puer in latino. Ma questa credenza fu molto svolta ed La Scrittura non aveva detto nulla sono creati. se ne parla nel Vecchio Testamento. Da si questo essere di natura non bene definita. Anche il Malach Elohim o Malach Jahveh. quali nel Tale nei piu antichi mud Midrashim sono siano rabbini. dell' ma che pure ha piu angelo che della ipostasi divina. dopo la Maesta divina. come abbiamo veduto. il prinio luogo. sta a rappreTutto sentare il primo ministro della corte 1' celeste. e siccome questa parola ha come anche Jialo.d4 SECTION SEMITIQUE principe del [38] tra opinione che lo fa creazione. . E naturale che gli angeli dei ammessi nelle credenze religiose dacche cosi esplicita- mente. nella Scrittura si coptbnde spesso con la Divinita. dopo trono.

30G. e poi ne sarebbero di nuovo assorbiti per iiscirne di iiuovo la mattina appresso e cosi di seguito airinfinito.139] DAVID CASTELLI * » gli augeli verso.'}-. 2.10. 24''. pero con nomi diversi. Sif. Aln^da Zarh. • Fnrono poi e i divisi in diversi ordini ma il Talmud o piu anticbi Midrasliim non andarono di la dai nomi si che trovano nella Scrittura.' nebbene in altro si parla di angeli teinporanea. Questi ordini angelici turono poi portati a dieci non solo dalla Cabbala. cap. Vaikrh. ma ". L'oiih ^ llashxhamt. 2. 1. come nella visione di Eze- Serajim come in quella d'Isaia. come quelli che torniano la corte divina. 14. ® II. * In generale questi angeli. 4a'': ^f-rhiUhj Bahodf^. . * BereahUh Babbh. '" come accadde celeste I per il nome angeli anche nella gerarchia padri e dei dottori cristiani. Maimonide. e Malachim. anche dai (ilosofi teologi. che avrebbero un* eaiatenzsL Per6 luogo riconosce che soiio immortali. tbndandosi su quelli che qua e la trovansi nella Scrittura ' Shemolli JiahhU. chiel. e gli dissero Hajjoth santi animali. 10. 8i disputa fra due dottori »e turono • creati nel secondo o nel quiiito giorno della creazione ina nessuno sostieiie si die a questa tbssero anterioii. Jlnyhiya. Cherubim come nel Genesi e poi in Ezechiel. che da nome dei generale divenne speciale di nn ordine. e co- stituiscono la famiglia superiore n'rptt Sc K*'?^ . Malaclie hashshareth. sono in numero grandissinio. Ofannim ruote. ' * Sifrh. ed o«. .ni giorno uscirebbero da un fiume ardente. 78. Berejt/iith Jlnbtni. 2. Jettode Hattorh. sono detti angeli del servizio.

Gabriel. pag. pagina e seg. Paris. Alpuni ne da quale libro di Enoch.^ e carro portatore del trono divino. nel libro di Tobia (3. Ra- Uriel. fuoco o luce di Dio. pag. come abbiamo veduto. 1 ) e questi quattro nomi furono i adottati dai rab- bini come quelli di quattro fra principali angeli. pag. II significato di questi nomi e certo. si Come uno rammen- degli angeli die presentano dinanzi alia Divinita e il nominate tato nel allontana. perche dette prudenti consigli a Rabbi ^ Ishma'el. citata. o forza di Dio . fosse non si sa bene in redazione. 51*. ad opinione di lingua un composto il due sostantivi pehlvi e significa signore dell' altezza. o Dio. quale e Talmud.. ma. come Dio?. uomo. opera citata. ib) Rafael. che secondo confratello. Michael e Gabriel. riva dal greco del Kohut. II. 43. XLI . 192." e ' non sarebbe prezza Berachot. * Un lavoro speciale molto utile per questa parte del misticismo les 6 stato fatto da MoYse Schwab: Vocahulaire de I'Angelogie d'apres Manmcrits hihreux de la Bibliotheque nationale. e i Strano nome. Dio risana Suriel. Ilaghiga. * ' * Krauss Opera S. XXX e seg. il Ma molti a questi nomi ne furono dai mistici aggiunti ° altri. Angelo poi il ^ di straordinaria grandezza.: 96 SECTION SEMITIQUE [40] non solo ai varii ordini furono assegnati varii nonii.2b 12. Dalle straordi- narie dimensioni che gelo. 1897. nel 4" di Ezra Uriel . di ^ piu de- ovicide^icpoc. 203. parrebbe che qui Talmud attribuisce a quest'anil Kohut fosse nel vero.. . V. die starebbe dietro detto Sandalfon. Beth JImnmidrash. E (4. 13"^.. ma anche ai singoli angeli. che pare. Gia in Daniel si trovano. * Vedi Jellinek. Michael significa chi e fael. cOnosciuto dell' opera dagli antichi rabbini.

» traduce Kara doiil/uijv dyyEAov dEOi) che suppose un teste 't'S "2 invece di : " : I rabbin i su questo stesso passo biblico immiigila narono leggenda che. di In prima e origine biblica )a che molti di essi presiedono e tutelano le uazioni.. Ma ci6 e in contradizione col libro di come Mi- I abbiamo gia gl' Israeliti. Qiiesta credenza lore angeli ha forse sue prime fon- damento nella versione alesnandrina che. ' Pseudo Jonathan 32. Pinttosto offioi attribuiti ad alcuni augeli. stiindo airotno- grafia rabbinica fondata sul capitolo X il del Genesi. in forma di orso in ebraico Dob ^ i-ap- presenta la biiii monarchia persiana. che. fa altri Michael passi 1' angelo tutelare de- e con del Talmud e del si drash che con questo * luogo della Scrittura Talmud. altrettanti sarebbero protettori. le i genti sono settanta. detto. il suo Sar^ 8U0 genio tutelare. il Ma secondo i rab- ogni nazione ha in cielo il 8Uo principe. della visione di Daniel. * Detiteronomio. genio protettore della Persia chiama Dobiel del quale e facile vedere 1' origine nella secondii clie fiera . •opera citata. — Tom* III. E siccome. Etitegtr. TV. dove il teste « stabili i confini dei popoli secondo il ebraico ha mimero dei figli d'Isi'ael. a ogni angelo tocc6 una gente e a Dio il popolo ebreo \ Daniel. gettate le sorti fra Dio e gli angeli a chi toccasse la tutela dei vari popoli. Kajhukovics. II gia veduto ci6 che ne ne dice nel libro di Talmud da nn iiome e 1<> al ' . Pirkh di Ji. pajr. Abbiamo Daniel. 2. b du XII'** Comfri* dm e seg. 8. nelle edizioni integre del 2iJi*. M. 7 Aettt OrUnlmlitt**.[41] DAVID CASTKUA fermiamoci creilenza varie »7 ag^li riferire qui tutti quest! noini. . 32. cf. accor- J&inh n.

96 SECTION SEMITIQUE [42] una terza tradizione^ Michael e Gabriel sarebbero ambedue i custodi d'Israele. essendo il daDO. secondo fuoco sarebbe il Michael. diversi dottori. . Jomh. Perche. <I0'': vedi il commento dell* Isaacita. 25*. ** Berachoth. 118*). I. il secondo neve. mentre in un luogo del Talmud si fa che quest o principe del mare sia annichilato da Dio fine dalla creazione del mondo. * Shemoth Babbh. {Peaahim. 15» 74**. 21". Jallait Shim'oni. ." Finalmente telari. Ta'anith. dell' Isaacita. 86. mentre e chiarissimo nel Talmud che Gabriel e fuoco.'^ in un altro luogo lo vediamo ricomparire nel il passaggio degli Ebrei a traverse Mar Rosso. Pemhim. 12. " *^ '* Bere»hith Rabbh. 'Arachin.^^ si un altro tu^^ della coUera. ® Le due leggende per6 provengono da due della terra. ammettono due geni che Joma accompagnano sempre ogni uomo 77*. il disaccordo. '^ Fra gli atigeli poi. Altri geni piu particolari sono Ridja per Tirrigazione ' Jorkamt per la grandine " ®. perche. 1(!''. Pesahim. vedi il commento 118''. . 10.^ Seoondo poi prinio fuoco. 118\ Xiddh. il che presiedono a diversi gia nominato Metatron offici. imo della concupiscenza. E il anche in questo punto e da uotarsi un citato passo del Jalkut. Genesi 18. sebbeiie si dica altrove che hanno natnva contraria. * genio dei Sat) hedrin 94:^. e lo * § 132. Laila per i con- cepimenti umani. II genio del mare. * * ' * Baba Bathra. rammentiamo prima Sar skel come da principe e governatore del mondo ^. al quale e jam chiamato Rahah in torn o notai*si una non piccola contradizione. Est^-r Rnlibh. ' Bamidbar JRabbh.

* ma come quella degli angeli benetici fe poi niolto ampliata.[43] DAVID CA8TEU. Egli o detto Sammael* o che significa veleno di IHo^ il come altri piu potente veleno .I ogiii sera di sabato. I'liiia bene. \^ la benedicono quaiido altra festa i* 68- k servata al a dovere '. *. (>1«. T uno bnono e riconoscore la E e facile personificazioiie delle tendenze deiraiiirao timano. 18.mclie nel serpente tentatore del paradiso terrestre. fe dopo peccato d'Adamo. . 10'*. I'operano per sua istigazione. il Satan Egli e e divenuto proprio genio del male : 6 lui Tautore di tutto qnanto il di cattivo avviene nel mondo. e sotto quests nome 1' nemico dei buoni angeli Gabriel" e Michael". * ' Ibidem. lllV'. gli malvagio tentatore. Berachoth. An- ohe qiiesta credenza ria la sua lia nel Satan di e Job e di Zacha- prima origine. I'angelo della morte la considerata nella teologia gli come posti. * ' Ibidem. si certo . Secondo un' di in opinione quenti due geni sarebbero I'altro cattivo. 16*. per cui tutto quanto di uomini opeiimo Egli (• male. * Shemoffi Unbhii. punizione a cui tutti il uomini sono sottointerpreta. I'altra al male^ XI I Air esisteiiza degli angeli e dei geni benefioi »i riconnette quella dei demoni e dei geni nialefioi. ^ ' avversario Sliabbath. ^ natura queftti divei-Ha. * Itnbh Jlathrh. Soth.

fra i demoni e gli uomini. § 44. Sono detti * spiriti. Satan e suoi sottoposti siano immaginati cattivi e nialefici per loro originale natura. 67*. * Shemoth Babbh. creduti j esistere pi\a .' esistenza di dei angeli mal^fipi si vede (78.100 SECTION SlfcMITIQUE ^ [44] d'Israel e tenuto i il principe di tutti sofxo i demoni. E tenuti gli non per un corrompimento di anche i due demoni 'Azzh e 'Azzael. si Nella teologia talmudica per6 non la loro natura. 104«. Un cenn o . Jalkut Shim'onL Q«nesi. * Un Midrasli posteriore fossero il vuble al contrario origine che ^ Shamazai e 'Azael in angeli buonr e decaduti solo dopo peccato c6n ' ' le figlie dell' liotno. secondo rabbini. mentati. 49) . geli ribelli e o. cbe sono spiriti che ebbero commercio con le figlie di cui si parla deir ubmo nel Genesi (6.' 6 Talmud questa seconda oj)ii da tenersi che. il Jomh. potenti Shedin.n Eabbini questi . e Debarim Babba. sono an- decaduti dal loro primitivo di i ? Tacetidosi affatto nel hione. bald^ . ^ Perin che presso gra. 21. anche in uno piu recenti ^almi aja- ma nell' aRgelogia rabbinica sono molto^ daiinosi. 11. come gia malvagi il natura e non venuti tali dopo peccato. Sono cliiamati angeli la MalacM hah- e sotto guida e il coraando del loro capo definisce portano nel mondo ogni Sono come specie di guai.2) di loro sono rapdi- presentati. nella teologia eristiana. essi cattivi bene e malvagi fino dalla splendore loro origine. . dan- Shemoth liabhh Hhabbath 65^ 1. questa. s^ll. numerp^ . . A questi angeli cattivi le credenze talmudiche agaltri giungono esseri intermedl Jitthin. c. ^ * ' Chethuboth. vedi ivi cominento dell' Isaacita.

L'ongine niodo. }>drch^ si tiene che la loro inaleficenza di notte. e conoscono I'avvenire.[45] DAVID OASTEJJJ Mazzikin. La loro natura e cosi definita: in tre cose gli Shesimili agli angeli. sioch^ se alcuno Si affollaiio li potesse vedere. 14) Inoglii incolti e deserti. come gli * uomini mangiano e bevono. e 101 iiGg^iatori nofturni si LUin. le religiose. 34. estrinseclii principalmento loro antecedente Ed anche qiiesti lianDo il biblico nei SItedim del Deuteronoinio (32. Come gli angeli • Aboth. Sono in numero grandissimo.' ora si dice che nacquero dal connubio di spirito Adamo oon un malefico femminile detto Lilit. 6. ne rimarrebbe atterrit«i. C^uesti come cattivo genio dei esseri recano agli uomini piii generi di danni. . ad ascoltare producono agli ^ prediche e le conferenze loro attrito altri uditori col stancliezza alle ginocchia. 18''. in doppio dice che rimasero imperfetti . si riproducono e muoiono. H". e al diabolic© aggiungono il coraioo. tremito alle gambe. hanno ale." che vediam6 gia nella Bibbia (fsaia. Pennhim Jrubin. e in tre cose agli din sono uomini. Haghigi\ 16*. Oi'a si questi esseri e spiegata . • • • Berachoth. r>4*: Berethith Rabbik. volano da un estremo alTaliro del mondo. e di dei pill recenti uno Salmi '106. 17. Ma la loro maligna indole ha nel medesimo tempo qualche cosa di iimoristico. e oon- sunio degli abiti. 5. 7. 37 di i. percli^ creati fii nel crepuscolo del sesto giorno e non oi tempo di oompirli che incominci6 intanto la sera del sabato. quindi rorigine di uno dei loro nomi test^ aocennati.

Opera Ufher die Manatsnamen emiger aUen Volker. Si rammenta un Shed per nome Josef. cosi si credeva che non fosse negato merito e di piu santa vita co' ai dottori di piu alto municare con gli angeli. pag. il demone della concupiscenza. E ci6 si spiega fa- Pemhim. Cabbala ma^asith. come piu tardi la distinse Cabbala del pensiero. Come spiriti si poteva entrare in relazione con questi inleriori. Talvolta poi tori e questi Shedin si mostravano ai dot- con loro parlavano. E loro linguaggio e annoverato fra i piu alti gradi della scienza. altri si dice trovarsi ^ in relazione con 110'.J02 II SECTION S^MITIQUE [46] capo di quest! geui inleriori e detto Ashmadai^ che ^ I'Asmodaeus di Tobia (3. da quella deH'azione. citata. pag. II Benfey ^ e Kohut^ vogliono invece vederci VEshma-deva persiano. Berachoth 3* : Chethuboth 106** : Sanhedrin 98. . 68. 10". 2(>1. che era in relae diceva loro zione con liberarsi Rab Josef e Rab Pappa. Pesahim. Cabbala L'angelo che piu spesso degli 'ijjunith. Cosi cismo teorico a quelle pratico. Di questo malefico genio si favoleggia die cacciasse Salomoiie per un * oerto tempo dal trono e in persona di lui regnasse. Questa parola forse significa distruttore. Succhh 128° Ibidem. I GhMin. 8). dando ancora buoni consigli. . I'intendere il come da certe cose credute ^ di pericolo a cagione ^ degli altri Shedin. Babh Bathra « 134'. e per loro si mezzo predire passa dal mistisi I'avvenire e operare miracoli. i dottori e Elia. 72 e seg. danneggiatore dalla radice Shamad con I'alef prostetica e la il desinenza nominale.

cio^ che piti con j^li angeli e certo i i degni di loro avessero un angelo rivelatore. Si sta- lierachoth. dei si ^ Si discut^ quindi *nel Talmud se gli spiriti morti sanno o no oi6 che talvolta cono* avviene nel mondo. 5fi.f«rj DAVID CASTELU si KM cilmente se nonio. anche I'angelo della niorte talvolta e.almud 1' bnisce di in alcuni in casi di poter conosoere avvenire e comunicarlo qualche modo agli uomini.6. 1" » * Samuel 38. agli Shedin gli si riconnetUino attri- spiriti dei morti. e quiiidi 6 pill Ma 6 Htrano che altri uomini comunioaMe.11. che insegnasse i pifi arcani misteri delle teosofiche dottrine. * Levitico 20. e parte del piii culto dei morti. Beraehoth. Ma^j^hvl. 18'': Satihedrin. desse anche buoni connigli. del quale tauto parla e t*a scrive ai giorni nostri. e in genere cose segjete e agli altri uomini ignote. si Lo si Spi- ritismo insomma. ma ammette che scono I'avvenire e * lo comunicano agli uomini. Agli angeli. oonsidera die queeti in origine fu un prima di essere assuiito alia facile clie natura angelica. ai demoni.ire un antecedente talmudico di qnello che poi ammisero CabbaliKti. catrice dell'ombra di Samuel. dimenticafido la ' Miia maligna natura. e antioo negli uomini. con contabulasse con loro. 51*. anche ai quali il T. tanto piii che nella Bibbia se da un lato si proibisce la negromanzia.7-25. Sarebbe strano che non si trovasse nel Talmud. * dairaltro »e dimodoche e ne ammette come }M>9sibile 1' etiicacia rimasta celebre la negromantessa di 'En-Dor come evo. che h certo una delle torme anti- che della religione popolare. DetUerononno 18. . e anclie Tavvenire. Questo connmic.

come un sentimento di religioso che i pii provano nel giorno consacrato al Signore. * * Shahhath. In altro luogo poi dice che. dacche si parla di spiriti di morti. Intorno il al si in errore cenno che dei cinque dell'anima Nefesh.* Solo si parla di un 'anima di piu che gli Ebrei avrebbero nel Sabato ^ [Neihamd. E questo. 16».. Ma na non clie del resto iiella dottrina intorno all'anima uma- bisogna ammettere di natura diversa dal corpo si mortale. Sanhedrin. 4. jeterh) . Bereshith Rabbh.104 SECTION S^MITIQUE [48] bilisoe i che Iianno una diversa sorte secondo le colpe o meriti della loro vita. e primo punto non deve indurre trova nel Midrash ^ la metempsicosi. 126'*. che corrispondono alle si cinque anime dei cabbalisti: perch^ in questo passo dice che V anima h unica significare si e i con i cinque nomi si vogliono soltanto suoi diversi attributi. anime di diverso grade. e contro quelle error che crede. Questi sono: rebbero o no. come dice il Poeta. Ruah spirito. Ta'anUh. 14. ^ che significa nome conveniente a chi presiede ai morti. un genio chiamato Dumd. nomi Neshamh anima. 27^. . forza vitale. 5 e seg. cosi I'anima e unica nel corpo. come Dio ^ e unico nel« rUniverso. Hajja vivente. e si dice che staniio sotto il di comando silenzio. Purgatorio^ IV. 94». Jehida unica. Beeh. che un'anima sovr'altra in noi s'accenda ». ' Divina Commedia. ma probabilmente ci6 deve intendersi in significato allegorico. » * Vaikra Eahbh. diletto. che esisteneiruomo a seconda dei suoi meriti. il Talmud accorda con la Cabbala nei due punti che que- sta ha di diverse dalle la pluralita delle comuni credenze.

corpo amano. altro che trasnii^rino da uno in di- verse corpo. «2*. o in uii luogo di pena temporanea o etema. se vi avessero creduto. alcuni Cabbalisti hanno voluto nell' tro- vare un accenno alia metempsicosi si opinione che (3" sec. attribuisce a Rabbi Shim'on ben Lakish lo stesso di di C. ' Jalkut Shim'<m\. almeno di quattro secoli non fe spiega* dicono i Cabbalisti. 144: Jebamoth. tiS". o letteratura in luogo di beiititiidine. se gli antichi dottori non avessero ammesso i la trasmigrazione delle anime. ' Nel Talmud . si animette chiatutti nanno deve contbndere quest' opinione con quella della metempsicosi perche altro e che le anime preela. Ma al- h tanto ci6 che Talmudisti hanno detto intomo ranimn. Sifre. Tanto piu che non Di piii e certo que- sta la parte piu peri col osa delle dottrine cabbalistiche da dovere tenerla segreta. vedi il ma il Nei passi talmadici la parok rp3 non rigwifi luogo dove lo anime preeeiatonti son depoaiteti^: m commento dell' Isaacita. che non vi e ragione per supporre che solo con questo indiretto ed oscuro ac- cenno avessero alluso alia dottrina della trasmigrazione. sistano ai corpi. Nonostante.) die Elia profeta era ^ die il sacerdote Pivis- nehas. m* Bempre si tratta del huo dipartirsi dojKj la morte del corpo. . Ki^ e seg. II. !»•: Vaikrh Rabbd. Nameri 35. Questa identita persona IVa due uomini suti a distaiiza bile. I'identita fra Elia e e da dubitarsi se Pinehas e verament^ un* opinione ' Jiosh-/iashshanh.[49] DAMD hi CASTIiL14 106 in altri ourpi in Delia trasmi^azione delle anime tiitta talmudica non hi paria mai. 15. e in tante forme. rameiite preesistenza dell'anime * ma ohe non si . * Abodhsarh^h^- mUk. 11.

Ripetu- tamente poi di questo soggetto si discorre nello Zohar e nei Tikkunim. Questa supersti- zione trov<S poi ampio svulgimento anche nel primissimo formarsi della Cabbala alcuni secoli prima che ordinatamente costituita Si sa in fosse compiuto sistema. Xll. Dio avrebbe creato tutti i mondi con la forza delle prime due lettere del tetragramma.106 SECTION S^MITIQUE ben Lakisb.. non sembra questo sufficiente indizio per porre tra gli antecedenti talmiidici della Cabbala anche la credenza nella metempsicosi. La diversa combinazione delle lettere e detta Zi- ruj\ e si crede che mediante questa il mondo sia state creato. spieghisi come questa. dell' Un appo- Midrash suUe lettere il alfabeto e quello cono- sciuto sotto nome di Othijoth de Rabhl 'Akibd. Dimodoche. combinazione delle su di quanta parte la diversa lettere abbia nel libro Jezirh. . sia per si il significato esegetico clie ad esse attribuisce. a per loro pot ere miracoloso e creativo. Piuttosto e da mettersi si tra questi ci6 die nel Talmud e nei Midrashim si dice piu volte intorno alle il letter e dell' alfabeto. e si possano operare miracoli. Ma tutto ci6 ha i suoi antecedenti nel Talmud. 20''. i e come essa si estendano anche sito piu antichi commentatori. pretesa identita tra le oi due indicate persone. ^ Rab diceva che * Menohoth. [50] di Sliim'on oppure gli fu erroneamente vuolsi piu tardi attribuita.

Dell' uno e compongono per tormarne altre dellaltro metodo di esegesi. e la scomposizione di una o piu pa- role nelle lettere che le parole. perfettissirai esenti ammette che se vi fossero ^usti da ogni peccato. costruttore del tabernacolo. libri di Rabbi Meir. liberarsi. * e in ci6 consisteva \o spirito di sapienza di Dio Paveva dotato.figlio di il Jose il Galileo si annuvera valore iiumerico delle lettere considerate oome citre aritmetiche.i (61] DAVID CA6TELLI il lOT Bezalel. na ed elevata parte della dei mezzi di Rispetto poi al significato delle lettere come uno fra esegesi della Scrittm-a. o almeno esseri animati. Nel Talmud restavano cenni inolati e di che Ibrmavano soltanto una specie mitologia popolare. . sapeva' fvimbi- nare le lettere con le qnali tu create rUn ciii verso. ' Aberrazioni queste. di si nel della ofz^ni Legge pu6 limite del* E oltrepansando r imniaginativa. e dar loro uii per certo tempo. il ' Snnhedrin. un folklore.Soth. potrebbero. Habbi trascrivere Islima'el avvertiva fesHione era i amanuense. oono- * Brrac/iOt/i. percbe la deficienza o lettera '^ r Hj^giunta rovinare il una mondo. nella Baraita di Rabbi quelli Eliezei. 13*. 20. creiire dei mondi. che di pro> usare molta diligeiiza nel libro della Bibbia. iM)^: vedi comiueoto dell' iMtaeiU. 55». . » 'Irubin. dalle quali la Diente umana assetata del maraviglioso non ha mai potuto intiora- mente liigaci. porzioTii Nella Cabbala presero poi pro- troppo superstiziose o troppo tuneste alia buoreligione. memote e vita diante la combinazione delle lettere.

1 . le pro- ma con le corrispondenti. 43. senso tagliato tenero. 20* . Bereshith Rabba. \0^ .108 soiuti SECTION SEMITIQUE dai [52] Talmudisfci il sotto e i il nonie di Ghsmatrjh q Notarikon. Un nel esempio di ognuno 1' di questi tre mezzi inter- pretativi varra a meglio chiarirli. iTp^'^t^ la somma E cosi significa die egli solo rapprei senta la schiera di assail e vinse stinese. secondo nessuno sapeva leggere. che renderebr bero la Bibbia poco meglio che un sistema di logogrifi. » Ntdo. altri a ysco/usTQla. nome di di Eliezer servo di Abramo da lettere considerate 318. 32' . perche scritto non con prie lettere. e a fame conoscere nelle sue .rim. sostitu- zione di lettere e la bre Men^ mene teJcel Esempio finalmente di spiegazione che dava Rab al celelui. scomposta nei suoi elementi Rack e Mel e il leggendo invece Mai per trovarci quando ^ tenero. che. prendendo ralfa' beto alia rovescia e incominciando dall'ultima lettera. Esempio grano tdgliato del Notarikon (voraQimv) sarebbe la spie- gazione della parola biblica Charmel che significa orzo o fresco. 8" . con quali Abramo iden- i re conquistatori della si pentapoli pale- Questa chiama Ghematrja che alcuni tificano al greco yQajUjuarela. MachchoU 23'' e molti altri luoghi. Shabhath . prendendo invece delle corrispondenti nella di versa di- sposizione alfabetica. Questi metodi falsi d'interpretazione. medesimo tempo II irragionevole stranezza. come cifre aritmetiche. ' Berachoth . vfarsin di Daniel. rosi Talmud Midrasliim foruiscono numele lefctere dell'ali esempi ^ Come pure di disporre fabeto in ordine diverse dal consueto e variare degli oggetti e delle lettere proprie quelle nomi persone. Jomh . ' 318 uomini.

a questi perche abbiamo tentato di mostrare che hanno qualche antico antecedente. non ^ da credersi potessero che gli scrittori ne sospettaie quale sistenia di tantastici errori vi avreb- bero sopra edificato. cosi avvieDe ancbe degli error! in cui la mente umana costriiiti e c^uta. Cabbala. come le piu grandi e piu utili scoperte della scienza non sono state tatte d'un tratto ban no i loro antecedenti che per la vent4 della giova rintracciare e scoprire. il h (juesta per noi la prova di aver colto vero.[681 DAVID CA8TELLI 100 iiirono portati a^li iiltimi eccessi dai Cabbalisti. Ma si in tutte le questioni che toccano la religione. Fireme. Sospettiamo noi per6 di riuscire con questo nostro scritto spiacenti tanto agli ainici della ai suoi avversarl. quando titi riesce a scontentare 1' uno e I'altro dei par- estremi guidati sempre da passioni e da preconoetti. Ma Bolo e fitoria e un t'atto che. David Cast£LU . Prima^ ohe fossero an che questi ed elevati a sisteuia colpe- avevano trarre. obe avevano bisogno per trovare nella Scrittura tutte ne le aberrazioni della loro fantasia. i loro antecedenti. se nella Bibbia e nel Talmud quella ne di questo alcuni antecedenti della di Cabbala. che non sono per6 altri si voli delle ftineste consegiienze che poi ne vollero trovano E cosi. Ago$to 1899. o alsfe meno di averlo senz'altra preoccupazione per stesso ricercato. quanto A quelli perche non ammettiaiuo I'antichita delle loro dottrine.

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da ^ Lebna Dfengel.. U) *.LA CRONACA 1)1 GALAWDlWOS 1)1 CLAUDIO RE ABISSINIA (1640-l. Claudio la - e di MinAs. Ilintoria dr Mina». Couxeluian. ("onti Rossini. p. le Dieu glorieux ot tr^s haut. ' * E. sont des formules arabes>.. Storia <li fjehna Dengfl. par \V. . ' Di queste tre e di gran lunfi:a. Paris 189r». e nodi minatamente mescolanza parole arabe. Acc««l. IWfti. la quale offre alcune particolarit^ di non sono stuggite la al dotto editore di essa. dti I«inoM. il « La re- daction de cette chroiiique. Rendic. Settembre 1894). Lisboua. (R. paix soit sin* expressions : que la lui . Cf. car plusieui*s mots sembleiit avoir 6t6 .'i6») La grande quelle di storia fe del Re Malak Sagad di o San^a Dengel (1563-1696) preceduta. * Chnmiqne de GaldirdPirott i< 'laudhin > Hot d'tkhtitpt* Uji* rikmf piai traduit ecc. Vin. (dice Conzelman) parntt d6noter chez son autenr une certaine connaissance de la langue arabe. piu estesa quella del stile Re clie Claudio. les empruntes a cette langue. siccome e noto. Pereira. Di aicune retenti puhhtieasiomt »mi- VEtinpifi {Orifvf..* ' Coati Rossini.

. tamiliare. lama yetbaraku en demandant k Dieu lui glorieux et tr6s liaut de b^nir tout le peuple clir^tien de r^lever (au dessus des autres) et d'^loigner de la dure oppression '. liaM'atto nascei-6 riel niio animo il dubbio che questa croiiaca. 6 10 . non e certo facile trovare indizt affatto sicuri di quanto ho sospettat-o. wayetla' 'alu wayekld' 'emnehomu. Ad ogni modo porr6 qui appresso alcuni passi della cronaca che mi sembrano aver maggioi- peso per la questione. La frase jL^j^ ^j^*^ © tutta pro- . sia almeiio dott^ iair arabol Voglio dire tori ' in parte. tra- cjiiesto chfe I'aiitore la stese dapprima piii in lingua araba. 5 10.112 SECTION SlfcMITIQUE f2] Ma qua e 14. 6 il significato e le vai'ianti dei codici lo con- 7_is.. bagize zayessanatr wasene baegziahelier 'Dieu ast le maitre de I'opportunite \ Questa frase divien piu di : chiara se si suppone traduzione inesatta vs^iJI j 12 11 .. leggendo attentamente questa storia sembra essa. questa parola par semplicemente trascritta perche non se ne inten- deva bene fermano. e non a causa diretta e speciale. e molte frasi che fatto che la potrebbero credersi di origine arabica. ma non gia per pubblicarla in ge'ez. trovare in non solo delle parole arabe iiiserite ma tutto i€li6' uno stile spesso diyerso da quello di simili -f^stf.... che gli era per av- ventura arabo. ''enza yese'elo la^egzi'abeher. al-hebnl ' gli abissini '. si bene per esser tradotta subito in la Per il grande affinita fra il ge'ez e 1' arabo e per maggior parte della letteratura ge'ez ^ tradotta dall' arabo. sono dovute 1' al- influenza generale dell'arabo sul ge'ez.

quale. II senso non corre bene. premuroso di rioon1' diuTe alia fede alessandrina coloro che avevano abvi bandonata. vale C9itgri» du X//"" dM Ofitmt^iM*: — Tome III. lamarf'ihi t/(l'qohfln'U 'en/a tanad/ai trasAkua- yat ivesta gadcim ^arabntri. affinclie torniamo ovv. Sospetto che : testo ge'ez Hia traduzione di S^^ ^\ (fi^ . : in mode da tornare) ad annunziare. Probabilmente di ' ""arabfivi h qui nel sense sia occidentale ' ma non e impossibile che nato da equivoco fra ^^^^O^ e ^ si **3I 34 di 1 (J. ' \irabfln'i. Questo dovrebbe intendersi: 'qui dobbiamo dire un poco 'embezehta weddosohn delle molte sue lodi. [3] lONAZIO GUIDI 113 pria del nome di Dio..^ Jco4>^4 creduto torse altro nome di ZibHi.'. Ill.... Ixizeyani 36 iiestita 14 .. lazdni mase*a (lab^hu *emmar'it br^'bis Jacobites \l cliercha aussi \e» et qui avaient ^tA bless^es qui en-aient dans le ddsert quant aux brebis arabes qui vinrent se r^tiiQui naturalmente non si. us6 poi clenienza verso coloro che non appartenevano.. 'i)yi 36 lia »j.. ^1 JUhJ 31 u 8 . Comm.. • .. ma di deserto e peco- relle occidentali (ci'.. MmUnat maslem sembra un essere trascrizione Ji^m. 'agabbaratana J'aqnd luima nenbeb kama netmayat haba z^netco.. parla gier aupres de lui arabe — ' di deserto o di pecorelle arabe. confondendo V (fi^ tinale ^^E^) col semplice Act0* ^n- per designare un limite di tempo. suppone traduij\ mentre sarobbe regolare se il kama si zione di ^^-i^. Ludolf. II neirdya spie^a bene sol con come notato il Conzelman.. e solo per errore Marebbe qui il riferita al popolo di Abissinia. 12) alludendoei il alia mitezza di Claudio......

114 SECTION SEMITIQUE clie [4] a dire prima di tornare al racconto. 68 17 . 15 . -^<^LJ\. II sehesiyas . II Conzelman vm : « pour montrer son ^mdition. forse tafan- nava cioe : e traduzione errata di o^Jiail contuse con oJui • 'Jo^!yjSimV\ ^^ Am^< miLL. haymnnot rete'et zatafannawat Htyopya il "ewbcs- kenderya la frase non sembra corretta. 11).wr Un esame attento e minuzioso mostrerebbe. cioe gli annali ufficiali del regDO. E il d' altra parte pensando al fatto die appunto sotto regno di Claudio una vita di Takla Haymanot fu scritta in arabo e poi tradotta in etiopico. altre tracce di un'origine araba di questo testo.mJ . 42 e Juwu . potrebbe derivare da ^Llawj Anastasio ('491-618) che qui ji^Mfcj conviene benissimo. 'askar sembra parola introdotta per con. posizione non parra troppo strana. 49 cliiaro. ge'ez. (i . si pongono le lodi di Claudio. I'auteur ne se contente pas seulement d'expri- I . io credo. mnnay "engelgdliu che non da un senso avere confiiso ym>%^ con potrebbe nascere dall' 'iym\A^ nel testo arabo. la mia supscrive a p. con 1^. tanabbala 44 11 . 63 10.^hafa hoht negumici forse : il libro della real corte.^JUi (fdi\ (jlf "^^ 64 10 . fedlatat 'Ji)^h che non esiste in . ma. V ^- . lelnasara e f^j^uAiJ^ come 59 12. e certo trascrizione di 76 zelman. fallahin QV^^^ > gia notato dal Con- 77 ftisione 5 .

Ignazio GuiDi. ecc. cioe I'AbnSftk^r. pensiero corre natui ralmente ad un libro dal quale dotti cristiani trae- vano uotizie e osservazioni cronologiche. . di quando tu scritta la stoiia Claudio. per quanto so. della quale opera non abbianu) in Italia. par la position du dans les signes du zodiaque Riflettendo a questa particolarita del nostro testo. le ^abro- Potrebbe anclie supporsi die EmbAqom difficolta r autore della Cronaca. potrebbe dare la ^piegazione di alcuni strani iiomi die occorrono nella cronaca sifariyon.(oj IGXAZIO GUIDI d'apres le 116 raer les dates calcndrier ^thiopen. opera die tu tradotta in ge'ez press'a puco da Embaqom. si ma riconosco die oppongono a questa congettura. Forse hi paite storica deirAbn-SAk^'ir. alcun esemplare. sia di Claudio. come taanim. et les calendriers met so- eucore a contribution tons connus des Abyssins et leil les determine meme » il .

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von dem er eine Abschritt erworben hat.EINE SYRISCHE WELTGESCHICHTE DES SIEBENTEN YAHRHUNDERTS Der vortragende macht erstmals mit einem bisher verschollenen nestorianischen Geschichtswerke bekannt. vielleicht . Es ist dies das K^Jhnbhd dMresch melU dM thascJCltha dM'rUvia dhA- zabnn des lochannnn bar Penhijp. kOnnten. er fluchtigen Neben der Bibel. dem Jiidisclien Krieg " des Flavins Josephus und einem chronograph ischen Compendium komnien unter diesen Skizzieriing ^' seiner vor allem zwei in Betracht. eines — die verlorene Schrilt unbekannten griechischen Apologeten. Nachdem mit einer Vor- tragende eine Inhaltsangabe der 15 Biicher des Werkes gegeben schliesst Quelleii. aus nennen liat. eine Arbeit. des siebenten Jahrhunderts in oder bei Nisibis. die als Gescbichtsquelle nicht ins Gewiclit ist als aber von Interesse fluch altester zii uns erhaltener Verschreiben. vert'asst gegen Ende fUllt. in syrischen Sprache das was wir der vom Standpunkte Weltgescliichte der mittelalterlichen VVissenschaft.

118 SECTION SEMITIQUE (?) [2] des Qnadratus nnd ein exegetisches AVerk im Geiste ziir des Theodorus von Mops\iestia{?) Als weitere Quelle kenntnis antiochenischer Schrifterklarung vor allem Miir^e denn audi die neue syrische Uni versa Igeschichte ein eingehenderes Studinm verdienen. Baumstark Privatdocent an den UniversiMt Heidelberg -^:'^^f''is%7^<S:ff9it^^ % . Dr. a.

have been so often printed that sary to give it will not be necesfor them liere in full: it vnW be enough our purpose to state their contents. Assefull Catalogue) has been published in by Mi- by Lagarde. . The Criticism recent discoveries of documents in tlie Pale- stinian Syriac dialect. to or where the Communities that used the dialect were situated. They niscalchi-Erizzo. At the end three notes in Car^huni. which helps to identify some of the places mentioned. and lately again by M'* Lewis. with trifling exceptions. E.NOTE ON' THK EVANGELIARIIJM IIIEROSOLYMITANUM YATICANUM AND TMK onir. The main object ot this is bring forward some hitherto unnoticed evidence. (N". valuable as they are for Biblical and tor Philology.lN OF THK PALKSTINIAN SYIUAC LITEUVTI HK. The Vatican Lectionary niani's XIX in S. liave thrown little light upon the literature. ori^i^in of this curious by-way ot Christian The colophons of the Vatican Lectionary [Evangeliarium Hierosolymitanum Vaticanum) remain. the only source which gives us any information as to where the surviving MSS jmper were written.

The tioch real diflaculty lies in the identification of and the meaning of the word ed-Dqus. was descended : from a native of 'Abud. III. Elias known as the mosame Elias. and is said still to contain some ancient An- Christian churches. Dqus ^ytyidiS Ju^U). E. In the second note the Musa states same Elias of Amba that he 'has brought this book and others from Antioch of the Arabs (v r*^l iu^Lil) as a perpetual gift to the sanctuaiy of St. 'Abtid occurs again in other Palestinian Syriac documents one of M""^ Lewis's Lection aries from Sinai was written by an 'Abudl. The third note records the donation of certo the convent of the Star tain fields in *Abud through the instrumentality of the who now describes himself as " the priest Amba Elias who presides over the convent of St. i 379.120 I.j^U in Yaqut III 583) half-way between Jafi*a and it Caesarea. SECTION SEMITIQUE [2] The first note tells us that the Lectionary was written in 1029 AD by the priest Elias of 'Abud in the monastery of Amba Musa in the city of Antioch in the district of the II. As- Wright. Probably it was the occasion of the sale of the booty brought from Palestine by Sultan Bibars. nasteries of the Star ol^ ij^^ L-JUi^ j*u-i*<Ji)^) Thus the two places with which the MS is connected are 'Abud and Antioch. Elias in the convent of the Star. S. ' CBM . and Surur the deacon. ^ It is a large village (spelt . who is recorded to have bought sevei-al books at Minyat Zifta near Cairo.

In fact. C. Asseniani's conjecture is the sole reason of the name Evangeliarifim ** Hierosolymitanum for the for the dialect. . near Antioch par the Antioch of Syria. in this viz way the question admits of but one the great Convent of St. the llth cen- Let us look at the matter from a more general The MS " : was written Elias.(8] F. Laura (Proo. The identity of this name is with that called edobvious: they are in Dqus * in the Arabic colophon ing to the Arabic. anllth other Melkite Lectionary of the century. But Antioch of Syria strange is Antioch of ed-lJqus. and succeeding '* scholars have accordingly sought for this " Antioch in tlie neighbourliood of Jerusalem. MS. 1896). Elias on the Black excellence^ Mountain (Turd ^Ukkdmd). " in wholly improbable. In a colophon at the end of this book we read that Cloister * it was copied certfiin priest in the Convent or of Mar Elia on the Black Mountain by Jo- hanan Duqsdya for a from the town of Duqsa. ciety. also written at the Convent of St. moreover thois roughly Orthodox Kalendar that of the place Greeks communion with Constantinople.M. of Cambridge Philological So19. 14489. BURKITT unfortunate 131 semani tliat it 18 responsible for the conjecture was a corruption of mXaI^. It its in is tury at a convent of St. What satisfies these conditions ? Put answer. The Syriac word here translated Cloister is »hfQqa^ correspondi. Elias but in the ordinary Edessene Syriac. Nov. and is " Jerusalem Syriac But a scribe's blunder in the familiar Arabic name of Jerusalem point of view. This in name is found again B. e. Add.

which to judge from th surviving documents had two flourishing periods. me that they Dux. 1896]. and ' it became from that time the centre of Orthodox influence in the lands of Islam. the whole connexion of Palesti-^ nian Syiiac literature the ground. be used in connexion with Antioch.122 SECTION SEMITIQUE [4] fact tlie same name in forms adapted to Syriac and Arabic respectively. pp. It appears to are mere transliterations of dov^^ i. Antioch of the Dux must be that part of the district which was governed by the Greeks Antioch of the Arabs would then be the part still under the Mahommedan dominion. Politically was governed by a Dux^ while its ecclesiastical organisation was cared for by the appointment of an Orthodox Patriarch and by the foundation of these very monasteries of which we have been speaking. is 91 ? What then. ^ may I To this period belong the palimpsests from the Cairo- See especially the Note on •* Palestinian Handwriting " by (rwilliam and Stenning in Anecdotn Oxoniensia [Relics the Pal. to give an explanation how to the words Duqsa and ed^Dqns come e. In any case the Vatican : Lectionaiy is an Evangeliarium Aniiochianum. Or the terms may refer to the Greek quarters of the city itself. the origin and signiIt is ficance of the Palestinian Syriac literature a literature wholly ecclesiastical. . It onh' remains. 102-10r>. first Th be placed about the 7th century. we may ask. Antioch was the Greeks in the captured from the Mahommedans by year 969 " it AD. but the exact date depends on palaeographical evidence alone. Oxford. Syrinc ' I *"' of Literature. then. not Hiefalls to rosolymitanum: in fact.

a). Caterine on Mount Sinai. col. These were brouglit by TiBcliendorf from the EaHt: there can be little doubt that they also came from the (invent of St.. MS from which were taken the leaves trans- in M" Lewis's 54). partly by sly in Anecdota O. of M" The greater irregularity of writing in the published photograph Bensly's HomiliM comes from the fact that the vellum of the is Sinai fragments no longer flat. C. BURKITT Sinai. Land Fr.. . 8 with Belie*. 118. London fragments but and cei*tain other trag- ments at Sinai. The great later period. 64. Petropolitani and the isolated leaf in BM 14740) all formed part of MSS * Lind's Petropolitanus Junior has every appearance of having l^en part of the same cribed p.on Mount Sinai.roniensia. Petersburg trngnients published by Land. one. Besides these there are two isolated document probably of a still later date which appear to have been written in Egypt. -' M" Ben- The other period from which "Palestinian Syriac'* is MSS the have come down to us the 11th century*. ot* many the tragnients from earlier MSS are all biblical with the exception of the Homilies published partly by Land. distinction between the two periods is the appearance of the Greek Gospel Lectionaiy in the The three surviving Gospel fragments of the older period (Land's two codd. Similarly the Graeco-Arabic «'' MS of the Gospels called by Tischendorf belonged * to the MS 9i. Catalogue of Syriac MSS . 12S and the St..(6) F. {Appendix Both portions have been nsed uncial for books written in the language known as Georgian or Iberian. To all this period belong the three Gospel Lectionaries. p.' The cont/cnt^ of these Oeniza. described by D' Rendel Harri» in M'' Lewis's Catalogue {Appendix I now feel confident that these belonged to the same MS from the evidence" of the colophons (c/.

Thus the little Palesti- nian Syriac literature included a continuous text of the Gospels. only one contained the four Gospels in order. and there is a painful effort al- ways apparent to follow the Greek even in the spelling of Semitic names. 8. It is MSS worthy of notice that these ancient of the continuous text of the Gospels agree more I closely with the Peshitta than the Lectionaries. (lpf< own tongue. but it seems to have been but used in later times. This one consists of certain leaves of MSS BM 14664. their character strictly '^ Orthodox ". 7. ^ Some measure of success no doubt attended these efforts.J 24 SECTION &EM1TIQUE • |61 containing the complete continuous text Gospels : of the four they contain lectionarv notices. that are to be carefully distin- guished from other leaves now bound up * with them whicli formed part of a lectionarv. In conclusion. p. but they are not Evangelistaria. All this points to the age of Justinian and Heraclius and their determined efforts to extirpate Judaism and other ancient faiths from Christian territory. think it possible without drawing unduly upon the historical imagination to reconstruct the literary history of the dialect. * For Heraclius see Dalman's Orammatik Jihiisrh PnUisfini- schen Aramdti«c7i. On the other hand. 32. a place not far from the frontier bet- ween Judaea and Samaria. Our oldest MSS are is not earlier than the 6th century. out of the six Gospel from the later period which have come down to us whole or in part. 3. The converts and their descendants needed Christian instruction ' in their 11-17. The Gospel leaves are foil. . 1. The onh* place where this literature of the seems to have been the ecclesiastical language people is 'Abud.

the monasteries on the Black Mountain were destroyed. MSS. M" Lewis's Lectiouan' of the Old Testament and Praxapostolos may have belonged to the same comnumitv. Much paragraplis I of is what I have written in the concluding necessarily imaginative and hypothetical. and the Convent of St. but the Vatican rules much ruder of grammar is one MS. The Palestinian Christians must even is- have established a kind of settlement there. Elias near Antioch seems to have become for a considerable period tlie headquarters of what literary work style of writing at St. and off to tlie plunder of Palestine taken Egypt. in chiefly iiave wished to point out that dealing . even Tlie gi-eat catastrophe came in the 13th centur\*. Antioch was recaptured for Islam by Bibars the Mam- luk Sultan. C. In the lUtli and 11th centuries the success of tho Greeks at Antioch created another centre for the struggling Community. as ed by the Liturg\' of the Nile prov- now in the British Museum. Elias is was done.17] ¥. tlie Lectionary. together witli certain Homilies and other eocleBiastical works which have almost entirely perished. BUUKITT 125 and aocordingly the Bible or great parts of it) was tranHlated. The only literary centre of whose existence we are aware during liis early period is the great Convent founded by Justinian on Mount Sinai. The : than that of the early are kept pointed. But there is little proof that the ancient fragments from the Cairo Geniza were Egyptian in origin : they ^ay very well have been bought by the Synagogue authorities for waste vellum at the sale of the booty from plundered monasteries.

but an earlier date is not required either by the general course of history or by the character of the surviving documents.^-- J . F.12U SECTION SEMITIQUE [8] with the Christian Palestinian Literature there is no need to postulate for it a high antiquity or any special connexion with the more ancient forms of Chri- stianity. C. BUEKITT. '-i<if>yjf^t:m»^^. We can trace its existence almost to the time of Justinian.

while the proposed textual emendation too fails to re- move the diflficulties. however. A large were discussed with a view to their further elucidation. 1. The ordinary meaning of the tlie stem ask » does not solve problem involved and moreover by assuming this meaning alone. the for priest in Hebrew as the ' asker ' of oracles. Beside. I Sam. .28 and 2.interpretation. the ordinary meaning. sliown tliat in was the case of name the in connection witli Samuel the play upon that th« verb Sha'al was so fre- quent as to point to some special relationship between name and < the stem.» THE NAME OF SAMOEL AND THE STEM SHA'AL ^F a^i Atler some introductory remarks upon the sigoificance of plays upon proper names so frequently it in- troduced in the narratives of the old Testament. Shaal in various forms is^used in the religions sense of asking number of illustrations were adduced and incidentally some of tlie passages adduced for an oracle.20 do not admit of a satisfactor}. noun formed from the stem is also used in this sense and the thesis was then advanced tliat tlie participle sh/i'el was one of the names But not only the verb.

1. so that Shemuel in colloquial parlance sounded as tliough it were Shewu-el and then by contraction Shuul. 2. D. attention was ' called to the Assyrian sha-i-lu which the perfect equivalent of He'. University of Pennsijlvania. 1. have devoted him to Jalive Sam.28 is to be rendered « devoted to » In I Sam.20 we should read again the past participle instead of Sha-al and translate « devoted to Jahve » Similarly the past participle . made him I a shO'e]. 128 SECTION SEMITIQUE Trace& of tliis [2] usage were pointed out in Deut. MoEEis Jasteow J. Prof. on of the names for priest It was then proposed to regard Hebrew^ sha-al in I Sam. the element to the Assyrian shumu so frequent in Babylonian-Assyrian proper names and signifsing son': Shemti-el therefore means 'offspring ' of El ' — an appropriate name for one asked for ' from Jahve. 18.3 and is in justification for assuming this use of the participle.28 brew shd-el and is as a denomination of Shd-el « and to render. Coming finally Shemu was compared 'offspring. Therefore I have ».. The play between Samuel and rests the stem sha-al upon assonance brought in about by the indefinite and vague pronunciation of the consequent ??i. given by Jahve and belonging to Jahve. e. Ph. y . to the name itself.11 and Micha 7. i.

C'est fit d'Arabie que semble etre partie la conquete qui de la Jiabvlonie une teiTe la semitique. » . p. Enfin. AeU* du J//"" Conffris rfM On>N(a(i««t. I. Mais nous fournit quelques indices im- portants a recueillir.DES PREMIERES ORIGINES M PEOPLE FISRAIL D'ou pris les Israelites sont-ils originaires? Ce pro- bleme. que nous avons posee il Nous ne le croyons pas. la solution en ait ete indique par d' Israel :^ < Renan. 9 88. ' T. le coeur de la race semitique parut etre I'Arabie. n'a point encore repu de reponse definitive. malgre les travaiix que les savants ont entre- pour le r^soudre. tion de la question le document tbndamental des nous donne-t-il la solu? origines de la race d'lsraiil. que les Grecs nomme- L'Ancien Testament. dans son I'an 2000 avant liistoire du peuple Vers C. Paris. selon d'anciennes traditions. Les Arameens suivirent probableinent que seraient venus dans les les bassins meme la voie. c'est aussi d'Arabie de M^diterranee peuples qui se designaient euxet momes du nom de Kanaani rent Pli^niciens ». bien que J. 1877. — Tora« III.

Cette expression. Rien de concluant. du renseignement qui nous est donn^ Deuter. Tan- uns y voient une allusion a la venue des Israelites d'au dela de I'Euphrate. ^1 fait Un beaucoup plus important a ete consign II dans I'Ancien Testament. ne nous donne pas la clef du probl^me enonc^. . XXVI. selon nous. car les Israelites n'etaient pas a proprement parler des Arameens. : prise a la lettre. Entendue dans Tacception vague et generale qu'ello a le siege dans le con- texte. aux evenements qui presiderent a la premiere conquete da pays cananeen. par consequent.. n'y trouvent qu'une mention de I'arrivee des Israelites des plaines de Moab. e 130 SECTION SEMITIQUE [2] Tout d'abord. comme Ton sait. » ( IDIN ''^"IS). dans le migrations successives qui devaient conduire au . les autres.. nous devoiis ecarter resolument les couclusioDS que Ton peut tirer du nom meme d'Hebreu *"05? signifie. La Bible hebraique. et parmi que les eux quelques uns des plus recents historiens d'Israel. note avec soin les le point de depart des Bene-Israel. sans remonter aux premieres origines de la nation isra^lite. elle indique lites simplement des tribus israe- avant leur etablissement en Egypte. le D'apres la premiere interpreta- nom caracteristique d'Hebreu nous reporterait aux plus anciennes origines historiquement connues des migrations israelites d'apres la seconde. de V autre c6te du Jleuve. mais il nous fournit le premier element de sa solution. celui qui vient de la rive opposee ("135? ). 5 « Men pere etait un arameen nomade. ne saurait etre deduit du nom "IDi? II en est de meme. tion. est inexacte. puis en Pa- lestine. Mais cette expres- sion peut etre prise dans dis deux sens fort difierents.

et que ce point de liement et de depart des israelite n'est Semites nomades de race soit pas leur lieu d'origine. « * Les documents bibliques ne nous permettent pas de retrouver au dela de 'Our Kasdim premieres tribus isra^lites. 28. si^ge du culte lunaire du Dieu Sin. Eupoleme lui donne le nom du OiW// ou la Ka/Ltagivj] (de I'arabe ^ lune). entre Babilone et le golfe persique. . 'Our ^tait situe sur rive droite de I'Euphrate. le patriarclie par avec excellence. historien juif du second siecle avant J.[3] EDOUARD MONTET 181 pays de Canaan. XV. a proximity des regions limitrophes de I'Arabie. 17. IX. C. 7. 7. Our est designe par Eupoleme. Ce point de depart est 'Our-Kasdim (CT'WS Chaldee -I1K). Nth. . en qu'est sorti » Abraham biblique. le les traces des Nous est-il possible de ? re- monter plus haut dans ' cours de leur histoire Comp. 'OOr. de ral- territoires confinant a I'Arabie. « * C'est de . . ^ comme la ville babylonienne ou . II r^sulte de ces faits « que » les premieres tribus des la Bene-Israel sont sorties du sud de Chaldee . Praepar. ' Eusebe. naquit Abraham. XI. IV. du texte h^breu a et^ sur identifi^ Ourou des inscriptions cun^iformes cit6 s'eleve remplacement de cette antique aujourd'hui le village de El Moukair-Ouron. 31. le pere 'Our.. du peuple d'Israel. mais seuleraent I'etape le plus anciennement connue qui leur as- signee par les documents authentiques. evangel. 'Our des Chald^ens. Nous Gen.

par Abir. la souche de la seconde est Adnan. La plupart On est des auteurs arabes divisent leurs na- tion en races eteintes. siir I'hintoire s. et a la lu- miere beaucoup plus puissante de I'etude comparee des langues semitiques. patriarche appele dans la Bible Heaussi le pere des ber il Hebreux auxquels se il a donne son nom.' Les Cahtanides ou Jectanides s'etablirent d'abord dans le se repandirent Jemen « . * I. Essai etc. et subsistantes.. d'autre part. Parmi ces races primitives les principales sont . de la Mesopotamie et de la Syrie » ^ « Le nom d'Arabes Ariha designe les premiers. d'Heber . les Les traditions arabes sont unanimes a considerer diverses branches de la famille de Sem comme issues d'une « meme patrie originelle. a savoir que le berceau de la race Israelite doit etre cherch^ en Arabic. La posterite d'Adnan a eu pour berceau le Hidjaz elle a peuple une grande partie de cette contree et s'est ramifiee dans le Nadjd et les desert de I'lrak. .: 132 SECTION SE3IITIQUE [4] estimons que cette investigation peut etre poursuivie a la clarte des traditions arabes d'une part. et plus tard dans toute la peninsule.. s'accorde a faire descendre les Mouteakkhara de Sem . ' Caussin de Perceval. t. Mouteahkhara.. des Arabes avant I'lsla- mUme. p. . fils que Ton confond assez generalement avec Jectan. descen- dant d'Heber par Ismael». les plus antiques habitants de I'Arabie. 1847. I . 9. (3 Ibid. partagent en deux la tige de la premiere est Calitan. Les Mouteakkhara grandes families . Nous ne ferons qu'indiquer sonimairement ces deux sources de rcnseigne- ments. p. qui toutes deux aboutissent a cette affirmation. Paris. Baida.

' Ibid. au dire de la majo rite des historiens arabes*. a dire I'Arabie. Euting. Arabes. rente. que nous venons d'enla EUe et. hebraique et arabe du langage semitique. Huber. sans dans une certaine mesure. est la personification des Semites ara- I m^ens. L'epigraphie semitique a montre. Hebreux. ^ Les traditions antiques conserv^es par les liistoriens arabes temoignent done de I'etroite unite migrations. arabisant. quelque nom sous lequel ces tribus lussent designees etc.. p. aramaisant et meme assyriologue. I . 7. On ne saurait affir- mer c'est plus peremptoireraent I'origine unique de la race semitique et le siege unique de sa residence primitive. fils de Sem. dans leurs premieres expansions soit le et tribus semitiques. de Djadts. ces inscriptions venant du nord. leur tres etroite pa- La relation qui les unit est telle qu'il est impos- sible d'acquerir connaissance approtbndie de Tune sans pen^trer du et qu'on etre. Oeji.: (5J EDOUABD MONTET peuple cVAmlik ou les t» le Araalica (Amalecites de I'Anles cien Testament. d'aprte TAnpeupleH de cien Testament. Aram. par r etude des inscriptions rapportees d'Arabie par Doughty. * X. ^tablit tout d'abord haute antiquity des branches aran\^enne. Halevv.* Or. meme coup dans I'intimite des autres. L'histoire des langues semitiques confirme d'une les traditions maniere ^clatante registrer. tous issus d'Aram et de Lud. les Thamoud. des d'origine et de vicissitudes. de Tasm. etc. au la meme temps. du centre et du sud de la presqu'ile. ne saurait etre aujourd'hui h^braisant. Aram^ens.. le peuple d'Ad ou Adites. 22.

* Historia anteislamica. Aram. se plapant il arabe. ecrivait « au point de vue de la langue Des fils de Sem. cd. 10. la langue des fils etait la langue arabe II resulte de I'ensemble des considerations que nous le venons de presenter que T Arabic a ete grand centre semitique. d'Aram qui eut plusieurs Et ». parmi lesquels se trouvaient les Bene-Israel. il y eut ensuite fils. d'ou sont parties les emigrations successives des peuples de cette race. Lipsiae 1831. I'historien arabe Aboul- lorsque. Cette quasi-identiti cation est telle que dire Renan ^ a pu que tout ce qui vient d'Arabie. est C'est la meme conviction qu'exprimait. p. t. Dr. » fait d'inscriptions. Edouard Montet. I. Fleischer. "~~^0^. p. ^ XIV^ : siecle. * Jlisioire du peuple d'Israel.134 SECTION SEMITIQUE [6] que Tantiqiie arameen et I'arabe arcliaique se melangent et fusionuent au point de ne pouvoir etre distingues. 16.^^y3x*^^?v^ I . en arameen. au leda.

le nostri metodi di educazione si siano insi- nuate tra i popoli . d' idee e No. le nostre abitudini sociali.POCHE PAROLE SUI. e la loro influenza abbia gia scosso profondamente la mente musulmana. Eppure questa nostra antica civilta non finira col distruggere il Maomettanismo. dal lato intellettuale e religiose. Finora segni piu apparent! sono superficiali nelT adottare che il fanno gli orientali nostro modo di vestire. questo torrente sul coltura europea che si e sparso popolo musulmano produrra solo probabilniente un al movimento analog© di questo contatto Rinascimento i nell' Europa. ma almeno in segni che dimostrano apertamente attitudine che di- .delle Indie. come ha distrutto tante idee ed istituzioni religiose del popoli selvaggi. MOVIMENTO KELIGIOSO DEL GIORNO TRA I MUSULMANI DEL NORD DELL' INDIA E Datiirale che. la facilita di comuni- cazione tra noi e scienze ed i nostra letteratui*a. In delle loro Europa abbiamo risentito la scossa piu forti emozioni solamente quando han India non mancano 1' preso una forma reazionaria attiva in opposizione alia coltura europea . 1' a causa della Oriente.

e con la civilta cristiana. armonizzano loro. e fino air eta di quarant' anni fu membro si zelante della setta Wahhabl. ossia nella lingua hindostanica. comiiiciarono a trovare e mettere in prominenza quegli articoli della loro religione clie e. che osserviamo tra diani. la di cui morte priv6 di anno scorso si Musulmani del loro la capo per riforme politiclie e religiose.imad teologia. rassegnarono ad accettare 1' la situazione tersi in avendo compreso impossibilita di met- opposizione col governo inglese. e dopo aver perduto ogni speranza di ristabilire la dinastia dei si Mu- Miisulmani indiani . e per6 infiuiscono tan to piu sui pensieri dei loro correligionisti. all' islam Tale movimento tende. colle nuove condizioni. ma fti il 1 . Come Wahhabi era gia liberate delle dot- trine ordinarie ortodosse delle antiche scuole. tosto che avran compreso I'inevitabiquesta supremazia. sue opere sono conosciute meglio in Europa che tra Mu- sulmani indiani.136 SECTION DU MONDE MUSULMAN il [2^ viene sempre piu tollerante verso e la sua coltura. nel in arin(mia col pen- fatto. a poco a poco. a dare nuova forma siero moderno scuola 'All. abbandonarono della le idee belligere e in- tolleranti teologia Questo i pensiero religiose. continente cristiano Dopo gh&lf i i disastri della ribellione del 1867. II primo le di questi e Sir 1' Sayyid i Ahmad Khan. si fara movimento Musulmani di in- probabilmente sentire nelle altre parti del sotto 1' mondo musulmano die stanno lita di influenza o sotto governo europeo. Pel momento. voglio attirare la vostra attenzione sui due teologi che scrivono in volgare. L'apologista di questa piu conosciuto nell' Europa e Saj^yid le i Amir ma siccome egii scrive in inglese. Dall' infanzia volse alia mente Sayyid Al.

di soprannome (fj^i cioe discepolo di natura.f3] T. Tuttavia. Ksidlth che affermano essersi In tal guisa la vita di stita dal Muhammad . W. e rigett6 come non operati autentici miracoli. e I'altro. viaggio di notte) sono rappresen- Lo spaccarsi della luna nelle parole . ARNOIJ) 1* 137 desiderio di presentare pel dl d' affatto Islam in una forma possibile oggi che e lo spinse a lanciarsi sur una via nuova a prendere un corso proprio che ren- desse T Islam piu sisti immune dagli attacclii dei controverla cristiani e piu attrattivo per dell' India. indica uno dei tratti ca1' ratteristici delle sue dottrine: quali uni verso e diretto da e eccezione e leggi naturali alle non v' corso di natura fe es unitbrme. Per cui di egli nega altro i miracoli attribuiti a profeta dell' Mubammad tu o a qualsiasi In conseguenza questo suo rigetto de' miracoli egli costretto a dare una allu- spiegazione razionale di quei versi del Corano che sono interpretati dai commentatori mnsulmani come denti a tutti i f'atti miracolosi. I giovane genera- zione dei Musulmani suoi lavori teologici sono dunque principalmente i di carattere apologetico. I'uno spiegarsi armonia con Islam. e interamente sve- suo lato miracolo'so (il j«>v>Jl s„im (lo spaccare del petto) e rljJI tati esser visioni. e suoi tentativi di ricostruzione sono deboli ed imper- fetti. dato a lui e ai suoi seguaci. — — che la il qualsiasi dottrina teologica che essere vera. non pub la parola di Dio: 6 il Corano e lavoro di Dio. mi prover6 a indicare alcuni punti prin- cipali della II sua teologia. in — natura —e devono essere all'unisono. II contro la scienza di natura.

tacendolo divenire iiglio di Giuseppe e di Maria. iiJUui J^)\ ijjm e ii\^ una la cui esi- una si tribu chiamata ^^31 stenza e inventata a quelle scopo. Cosi continua col rappresentare Hudhud in come uno veccliia di dei cortigiani del re Salomon e. e di mostrare la loro religione in dell' accordo coi principi piu umanitarii derna. I miracoli di Mose sono a influenza magnetica. una grande parte ispirati degli scritti di Sayyid Alimad furono pill dal desiderio di rendere accettabile ai giovani dell' Musulmani indiani.138 SECTION DU MONDE MUSULMAN tlei [4] 1' b detto lino segni die precederanno ciii avvicinarsi del di del giudizio. Europa mo- Alio stesso tempo. attribuiti A questo modo egli spiega eventi e fatti mira- colosi nel Corano. Non cessava mai di ripetere ai suoi correligionari il verso < E troverete serapre colore che dicono '. e non si riferisce in alcun modo alia vita di altri Muhammad. che sotto r influenza rivolta contro la educazione inglese erano in il strettezza e bigottismo della teo- logia dei loro padri. egli cerc6 titudine di d' incoraggiare un'at- mente amidievole verso i governanti cristiani che avevan preso il posto della dinastia Mii^^al. La nasdta miracolosa di Gesu e negata. per e una profezia del futuro. e die r armata di Faraone fu sorpresa e distrutta dal ritornar della marea. Come r Islam e detto. cristiani esser di Noi siamo cuore piu presso a quei die han ' lede ». mentre dice die la traversata del Mar Rosso fu fatta in luogo guadabile a marea bassa. \ .

animandole di portante un nuovo impulse. Mirza (rViulAm Ahmad.{o\ T. Dice di essere . fe il tbndatore di una nuova scuola con tendenze proselitistiche ed attiva propaganda. E quello che 6 piu imi suoi scritti immediata che esercitano sulle menti dei Musulmani in questo momento. e la direzione che egli ha dato alle speculazioni teologiche e all'esegesi in India. Ci6 nonostante. in opposizione a Sayyid Ahmad A'Ai\n. i cui efl*etti si manifestano con piii e piu forza nella letteratura di quel paese. Ma questo ri- lato delle sue dottrine appartiene al suo lavoro di forme studio. Tuttavia anche lui presenta I'lslam come religione preminente di pace e di pieta. spie^ando clie non giustifica guerra senza provocazione. specialmente tra i Musulraani della nuova scuola che hanno ricevuto educazione inglese. la sua influenza e allargata molto. accettate dai suoi t*ond6 Sayyid Abmad non proseliti. una setta speciale nfe cerc6 di fare agli attacchi e non rispose mai numerosi fatti alle sue si opinioni teologiche. sociali politiclie. India e aV-ia*^! al ^b e non vr^^ y^^ — ^ nega — mantiene che il diritto Sultano di Turchia e di essere Khallfah. W. espose la dottrina del Giliad. e tra quel Musulmani della vec^ihia scuola che conibattono le credenze di fede della influenza rivali. AKXOLD 189 In questo stesso spirito tollerante e nello stesso proposito di riconciliare i suoi correligionari col dorainio cristiano. general- mente conosciuto sotto il nome di MirzA QildiAnl ^dal villaggio di Qadian nel PanjAb dove risiede). L'altro teologo indiano di cui desidero parlare o interamente differente. piu clie a questo presente fe difficile dire fino a che punto le sue idee siano correligionarl.

essendo interamente in opposizione al carattere di Gesu. e che io sono Mahdi di cui il parlau le tradizioni. come di Gesii si manifesto decimoquarto dopo Mosc. Egli spiega che. Egli dice la parola Messia significare persona collo stesso spirito e lo stesso carattere di Cristo. e a rintbrzare le sue pretese si paragona a Gesu in queste parole: « Come Gesu Cristo. che fu principe e profeta. che fedeli si unisca al Mahdi per comterra il miscredenti e ristabilire su questa regno dei a forza d' armi. sono elevato comando divino a predicare si umilta e mansuetudine al popolo che dalle leggi morali e e allontanato » dalF eccellenza spirituale. Afferma Messia aver ricevuto la certezza della sua missione da rivelazione divina. Ei rigetta la mag- gior parte delle tradizioni sul Mahdi come falsificate. essendo decimoquarto dopo il Muhammad. e probabilmente fabbricate al tempo degli Abbasidi e mantiene che lo protezie autentiche relative al Mahdi ed al Messia si riferiscono ad una medesima persona. la lieta novella della cui venuta si nel Vecchio Testamento e nel Corano. cosi all' il secondo avvento di Cristo e stato compito apparire di Mlrza 6^Aulam Ahmad. men6 vita umile e mansueta e diede al mondo il magnifico esempio di mansuetudine di cuore.140 il SECTION DU MONDE MUSULMAN si [6] Messia promesso. ripudia completamente la dottrina mao- mettana battere i di un Messia. Ho mostrato die il Malidi ed Messia sono due nomi differenti per la . come Gesu dichiar6 Elia essere rincarnato in persona di Giovanni Battista. Cosi dice: « Iddio mi ha rivelato che io sono il Mestrova il sia promesso. io che sono di sangue reale e anclie in questo stato rispetto somiglio dal a quel principe-profeta. che il e manifestato in questo se- colo. In conseguenza.

ed terra. dove predic6 si discendenti degli Ebrei.[7] T. Mori all' eta 120 anni e fu seppellito nella citta di Srinagar. ed ha scritto una quan- tita di libri in dit'esa dell' Islam e sulla preeccellenza del Corano.I^opo esser dalla tomba con I'aiuto di Ponzio Pilato. ai Kashmir. Egli ^ continuamente occupato in dispute con Hindu e Cristiani. e di ma quella dei segni celesti. W. mantiene opposizione comune opi- nione maomettanai sulla croce. dove la sua sibile. mio regno non Iddio mi ha coil mandato tenebre I di cliiamare gli uomini sulla sua via con doltempi di cezza e mansuetudine ed umilta. Ma nella sua Cristologia prende Tin una alia via unica e propria. I che di erano stabiliti in quel di paese dopo la cattivitli Babilonia. In questi io lume che conduce gli uomini in salvo da demonic.a£. » Nello spii'ito Mlrzjl QadiAnl attacca con vio- lenza la interpretazione popolare di Gihad nel senso di battersi colla spada contro gli il infedeli. che Gesu di tu egli stesso crocifisso le ma che ne fu tolto vivo e sue ferite tii- rono chiuso. La mia missione non e qiiella della spada. ARNOLD Ul 8tessa j)er80ua o clie si rit'eriscono alle due principali lunzioni deve ese/^uire. tomba h ancora vi- Questa tomba 6 detta dalla tradizione esser la . un unguento preparato si un unguento che trova menzio- nato I'requentemente in lavori medici arabici col di ^^jMh. Meno che per una eccezione importante. noma scaptiiggi ])ato in j^^j^ o Oft^I^ Z^-^r*. questa ma spirituale. Egli ha accordato all' Islam a mezzo mio un nuovo periodo di vita nel suo aspetto morale e spisono il rituale. curate a mezzo dai snoi discepoli. trine e in resto delle sue dot- armonia con le dottrine musulniane comu- nemente accettate.

Mirza Qadianl e il fondatore di una nuova setta. egli interpreta il verso jUm^ Xkt*t ^N^ Essi s^ALtd U^ s^\xi u^ come su di sigiiificante. L'asserzione che Gesu non mori suUa croce e sostenuta da uno studio elaborate della narrazione dei vangeli sulla crocifissione e la se- poltura di Cristo.U2 tomba di SECTION DU MOXDE MUSULMAN * [8] un certo Ynz Asaf. ne finirono di ucciderlo sulla croce ed essi erano in dubbio lui. nella confusione causata dal terreal moto e r oscurita momento della crocifissione. Questa identificazione Mirza Qadianl dice aver ricevuto da rivelazione divina. alle quali sue ha ricorso in sostegno alle sue preil tese messianiche. Come aunientauo si e detto piu indietro. in ispecie nel Panjab. le Attrae molti coi saoi miracoli di guarigione e profezie. I . i Giu- dei lasciarono Gesu sulla croce senza essersi potuti as- sicurare se fosse morto. Per eseinpio. Aenold. « (i Giudei) non lo uccisero. » ossia. W. un principe e profeta che venne da una lontana contrada circa 18 o 19 secoli fa. ed ha molti seguaci che considerabilmente. nelle Indie. cui scopo e soltanto di mostrare si alcune delle linee principali tra le quali le muovono speculazioni teologiche tra i Musulmani T. e da argoinenti presi dal Corano e dai Hadl/A. Ma il ricordarle e fuori luogo in questo discorso.

ni de montrer comment les maine de la science grecque. un tableau de diose de ce vaste et gran- mouvement de connaissances. les profondes recherclies. t'urent le lien fecond et lumineux qui rattache la civilisation antique a la civilisation moderne. ^largissant le do- ctions intellectuelles qui lionorent la pensee humaine. d'idees. Je voudrais seulement.mmi immm chez les arabes II n'entre point dans le cadre de ces pages de tracer la litterature arabe. en quelques notes rapides. Mon but est plus modeste. la somme immense de labour et de talent que les Arabes . ceux qui — sans parler des bibliothede se rendre — ont eu la rare occasion compte de I'enorme quantites d'ouvrages iu^dits conserves dans les grandes bibliotheques d'Orient peuvent apprecier Tinfatigable ardeur. qui s'est exercee d'in- dans toutes branches du savoir et qui a laisse imagination. donuer un aper9u do I'activite litt^'raire des les Arabes.DE \. de produArabes. nombrables et splendides teraoignages riclie de la culture su- perieure de ce peuple et de sa Ceux qui out ques d'Europe fait de cette litterature I'objet d\ine attention serieuse.

princes. Et que d'ouvrages detruits par I'eau ou par dont le feu parmi lesquels des oeuvres remarquables dont il a divers titres ne reste plus trace nulle part et I'histoire et la les lettres arabes aussi bien que litterature generale deploreront toujours la perte. pourtant si flatteuse. Lorsque I'emir Samanide Neub-ibn-Mansour. protecteurs et amateurs des souvent poetes et ecrivains eux-memes. Sa markand. et dont I'ensemble cona exalter les fond jnsqu'aux esprits rites des les plus portes me- Arabes. qu'il de I'emir. le Caire. absorbant des milliers d'existences vou^es au travail. de tels le monceaux de livres dans le Tigre. ne pouvait se separer de sa bibliotlieque dont le quatre cents transport exigeait chameaux ! Et c'^tait ^ . que cours du fleuve en fut obstru^ et qu'une espece de pent se forma sur lequel on passait d'une rive al'autre! Dans du monde musulman. en alleguant. Lors- que les — et Mongols entrerent a l^agdad en conquerants ils jeterent. avaieht reuni des coUections de manuscrits dont quelques unes contenaient des centaines de mille volumes.144 SECTION DU MONDE MUSULMAN [2] ont apportee a I'etude des sciences et des lettres. Bagdad. L'historien Ibn-as-Sai raconte que quand sporter deux cent-quatre le Khalife abasside Moil stanse fonda I'ecole qui portait son nom. Ce lilt pendant de longs siecles nne production incessante. Damas. entre autres excuses. d'une infinie variete de sujets. au dire des chronien barbares — queurs. manda aupres de lui As-Sahib-ibn Abbad pour lui confier le vizirat. cet homme illustre declina I'oflfre. Cordoue. les les capitales Khalifes et les lettres. y fit tran- vingt-dix charges de livres rares et precieux sans compter d'autres livres de moin- dre valeur. Fez et autres.

merveilles d'esprit. de grace et de couleur.<* III 10 . sciences piiysiques et mathematiques. gOograpbie et rOcits de voyage. d'auteurs iliflH^rents sur ces mati^ res. des vizirs. devait leur etre peu familier ou meme etranger. leur langue — une veritable science — I'^ru- dition. la critique et I'histoire. des niosquees et autres collections piiblique»! Pendant tout le moyen-age et menie longtemps apr^s. encore inedites. philosophie speculative et experimentale. soient. des Euiii's. nombreuses qu'elles gnees. ques chefs-d'oeuvre de cette opulente Quand on que les consulte aujourd'hui les catalogues des bibliotli^ques de Constantinople on est surpris de voir si productions arabes connues jusqu'a present. je laissais les si themes plus ou moin classiques. la poesie. plus ou moins volumineux. de cellen des Khalit'es. temps a epar- dans ces riclies depots de manu- scrits. que le lois. un des plus magnifilittOratui*e. I'epopee et ces contes populaires. et leur intelligence. ou je mettais en doute leurs facultOs et leurs conAeU* du XI r*' CongriM dtm OritmUUi^lu. des d^pdts. pensais-je. leurs aptitudes se sont males nifestoes avec une tecouditO incroyable dans tous : genres scientifiques et litteraires thOologie et jurispru- dence.! [8] RMIR CHEKIB AR8LAN telle 146 un simple personnage qui possedait une que ! biblioth^ Que penser. frequemment traites par les ecrivains arabes. lis ont marque au coin du genie nombre d'oeuvres sup^rieures. naissances 1 uii. la nation la plus intellectuelle de la terre. les Arabes tnrent les plus grands ouvriers de la plume. Et j'etais 6merveill6 d'y dOcouvrir une foule de livres. des Sultans. par suite. pour chercher un ordre de conception qui. universellement celebres. des savants. Bien des ne representent qu'une faible partie de celles.

pas verses sieurs « celebres qui n'aient ete I'objet d'un on de plu- conimentaires. Derriere cet hoy a encore des montagnes et des vallees. qui accusent la litterature arabe de pauvrete. s'apercevra que le point spectacle qui frappait ses regards n'etait qu'un imperceptible du vaste univers et que son imagination le trompait d'une etrange maniere.N [4] Qnand on s'y veut parler de cefcte litterature. » On en compte quarante pour I'illustre le Divan € de Motenabbi % pofete . et orientalistes. et tant de travaux et d'interpretations remarquables. Tel est le cas de bien des gens. Sedillot. juges de ce qu'ils ignorent. pretendus connaisseurs. on doit entendre et ne point ressembler a I'enfant qui piend riiorizon pour les bornes du rizon il monde. trente pour le « le Tasliil d'Ibn-Malik. fait remar- quer que cet ecrivain composa plus de livres que beau- coup de personnes n'en ont vie. dira. dans son excellente des Arabes ». historiens ture arabe. ont rendu justice au role utile et fecond de la littera- du reste. lu dans le cours de leur Le nonibre de ces ecrits s'eleve. S'ils les titres intelle- se donnaient la peine de rechercher ctuels des Arabes. en somme. Histoire citant le c^lebre As-Syouthi. ils changeraient sans doute de Ian- gage. Mais a vains et des poetes 11 la suite des savants.14«J SECTION DU MONDE MUSULMA. et se font. a plus de quatre cents. Les savants d'Europe. des plaines. en parlent avec dedain. une grande partie « de sa diffusion. qui leur doit. lorsqu'il quittera Et lorsque Tenfaut granil son horizon. autant pour Kitab > I . des ecri- vient le flot des commentateurs. M. de recueils de n'est pas d'ouvrages importants. et leur admiration proclamerait que ce peuple a bien merite de la civilisation. des fleuves^ des mers. en effet.

une exisut'fisant stence entiere a peine a ce travail colossal. Tabari soupira Nous sommes k Dieu et nous retournerons a Lui! Les energies sont mortes » Et il abr^: ! gea son Histoire. II repondit lui firent alors trente mille teuillets. des collaborateurs : « Que pensez vous d'une jusqu'a nos joure < Histoii*e < du monde depuis quelle Adam De ? > De envergure « serait-elle ? demand^rent-ils a leur tour. Mais fastidieux de s'^tendre sur ce Hujet. Combien de leurs productions d(3pa8sent quarante volumes! Le « Kitab-al-Idah > d'Abou-Ali-al-Farisi a et6 amplifie et complete en trente volumes par Djorjani. de il 147 le ^raiid traito se- rait long et Beaucoup d'ouvrages arabes egalent en otendue les plus volumineuses publications noire epoque.(5] EMIR CH^KIIJ ARSLAX grammatical de Sibaoueili. parlant dans ses Tabakat » de la compilation historique non moins celebre d'Ibn Djarir Tabari. L' « Hipar Ibn-al-Adim est en quarante « volumes. « Ibn-as-Sabaki. qu'il dut raccourcir de meme pour en t'aciliter I'etude aux tolbas qui frequent a ient ses cours. dii se Damas » d*IbnOn se disait entre qu'Ibn Assakir avait mettre a la conqx)- de cette chronique des I'age de raison. et la celebre flistoire de Assakir en quatre-vingt lettr^s. On doit aussi a cet infatigable auteur un Commentaire du Coran. Dans et les cette le livre c^tegorie de compilations on pent encore citer Ma'arri intitule « d'Aboul-Ola > Le tronc rameaux en douze cents caliiers. raconte que ce dernier dit un jour a ses amis. Tsition volumes. tr^s volumineux. et en quarante trois par stoire le Cheikh d'Alep » Ibn-Dahan. » Ses amis observer que leurs existences seraient consumees avant I'ach^vement d'une telle entreprise. Quelqu'un rapporte en avoir vu le cent- .

Dans biographic de I'Emir Jzz et-Molk-al-Masbahi I'egyptien. forme parcouru un tres important recueil intitule il y a quelai ques ann^es seulement et peu explore jusqu'ici. Aboul-Houssaifn I'illustre Ar-Rasavant wandi en a ecrit cent quatorze la Ibn-Sina pres de cent. Abou-Bekr Kazi a Ibn Khallikan. le biographic d'Ibn Soraidj que cet ecrivain a produit environ quatre- cent ouvrages. C'est. disciple de rimam Ibn Taimiali. il semblebien^ le plus vaste recueil de la litterature arabe. au» . riche dep6t de manuscrits. Enfin Ibn-Akil Al-Hanbali a compose un onvrage en huit cents volumes. Gazzali.Ibn al-Houssain-al Hanbali. II cite egale- une douzaine de compilations de mille ou deux mille feuillets chacune. Ibn Khallican raconte egalement qu'on doit a ce personnage une Histoire generale en treize mille feuillets. cette nomenclature nous entrainerait trop les dictionnaires Les bibliotheques. « J'}'^ Al-Kawa- kib-ad-Deurriah Astres etincelantsi d'AboulHassan-Ali. II traite de toutes les connais» (les I . « L'imam Al-liaihaki a compile cahiers. Fakhr-ed-Din Razi. teur d'une c^lebre Histoire de Bagdad et a compose plus soixante ouvrages. que j'ai faite en dernier lieu a la bibliotheque dite de Malik-Daher a Damas. dans la shateite. dit ecrit plus de cent ouvrages. qui biographiques fournissent a les plus voudrait les consulter a cet egard les plus amples et surprenantes revelations. Au incite reste. « sur le Hadith de » plus de mille Ibn-al-Khatib. S'il f'allait enumerer ici les ouvrages des illustres ecrivains musulmans tels que Abou-Nasr Farabi.148 SECTION DU MONDE MU8ULMAN [6J nnieme volume. ce qui a reveille mes souvenirs et m'a c'est la visite a tracer ces pages. Zalui ment de makchari. loin.

{7]

EMIB CHEKIB AE8LAN
et,

14»

nances
part a
fiont
«

pour T^tendue

(Igh

matiercs, peut-etre com-

line

encyclop^die moderne.

Mais

le« Hujeto n'v

pas ranges par ordre alpliab^tique.
>

La biblioth^ue
II

Malik-Dalier

n'en contient que quarante tomes.

^norme compilation en comptait cent vingt ou meme davantage, car on en a r^trouve le cent-vingtieme. Elle date de I'ann^e 830 de Th^gire,
paralt que cetto
€t plusieurs ecrivains

y ont
si

collabor^. Enfin cliaque vo-

lume

est

de 35 cahiers environ, soit 700 pages, grand
considerable n'est cependant pas
le recueil

tormat. Cetouvrage

mentionn^ dans

bibliographique

«

Kascbt-az-

Zonoun
oonnu
sien

»

de Hadji-Klialfa. Mais cette omission, entre

tant d'autres, n'est pas pour ^tonner. Hadji-Khalta n'a
et n'a cite qu'une faible partie des richesses
lit-

teraires arabes,

que plusieurs recueils de I'^tendue du
pas a enumerer
simplenient.

ne

suffiraient

Le

temps

et la

main des hommes ont an^anti une notanon
la

ble traction,

moins pr^cieuse, nous
1

le

r^p^tons,

des productions de

'esprit

arabe.

de ce

qui

reste est dispers^e

Une grande partie ou inaccessible aux cher1'

cheurs et

aux savants. Seule

imagination pourrait
la
les

^voquer I'ensemble grandiose, infiniment vaste de
litterature dont les

Musulmans arabes revendiquent

m^rites et la gloire.

Je voudrais terminer par un vcbu
la liberty

,

que je prends

de soumettre a la bienveillante attention de assembl^e
la

cette illustre

qui

repr^sente Torientiilisme

dans sa science

plus haute et la plus comp^tente.
les

Les biblioth^ques de Constantinople renferment

mo-

numents

les plus

precieux de la langue arabe, car les

Sultans ottomans, qui ont conquis la plupart des pays

musulmans, prenaient soin de

faire transporter

dans

160

SECTION DU MONDE MUSULIHAN

[8]

leur capitale les nianuscrits trouves dans les villes qui
se soumettaient a leurs armes.

Je pense que ce serait

grand service a la litterature arabe et a roneiitalisme en general que de rendre a la lumiere les oeuvres inedites les plus remarquables conservees
rendre un

dans

les bibliotheques

de Constantinople. Ces collections

sent au

nombre de quarante-trois environ, contenant

plus de quatre-vingt mille volumes. Si la liberality de

quelques protecteurs des lettres en Europe s'interessait

a ce

projet,

pour

les

capitaux necessaires, un comity de
autres,
serait constitue

savants

orientalistes et

avec

mission de consulter les manuscrits en question et d'en
publier ce qui offrirait le plus de nouveaute et d'utilite^
aussi bien sous le rapport des connaissances generales^

qu'au point de vue de la langue et de la litterature
arabes.
II

y a

la

des manifestations insoupponnees du
le

genie oriental dont

succes aupres du public lettre

europeen semble assure. L'accueil que ces publications
trouveront dans
favorable.
le

monde musulman

sera

non moins

Avec

le resultat

moral, ce succes garanti-

rait le resultat materiel

de I'entreprise.

Septembre 1899.

E:mir Chekib Arslan.

1

SUL CULTO DEI SANTI NEL MAROCCO

Nel Marocco
ditaria fino

i

santi

si

chiamano
o
sale//.

neli

o haraka; un
ere-

sank) morto e chiamato

s^ijid

La

santi ta e

ad un certo punto nelle famiglie degli shur/a
Gli shurfa
(sceriffi)

e dei mrabtin.

sono discendenti di
dei Berberi,

Maometto; i mrablin, la nobilta non hanno grande importanza.
s/mrfa.

religiosa
nelle

parti

arabe del

Marocco, ove sono considerati come

gli schiavi degli

Non

si

deve mica credere per6 die ogni
iin

sceriffo

od ogni mrabuf sia
e

santo.

tl

vero che uno sceriffo
rivol>

sempre considerate con una certa riverenza;
si

gendogli la parola,
tutto da
c'

dice sidi o mtdaij

«

mio

padi'one.

Pu6 viaggiare dovunque
e caso che lo
si

gli piaccia, e riceve

dapper-

mangiare per niente. Va sempre
lasci soffrir la

sicuro, e
1'

non

fame.

Gode
uno

immii-

nita di

esser

maledetto nella maniera ordinai'ia dei
il

Mori, perchfe

maledire gli antenati
contro
il

d'

sceriffo si

considera un affronto

profeta

stesso.

Batti
lo tai,

imo
ti

sceriffo,

dicono

i

Mori,

ma
un

non maledirlo; se
sceriffo

sar4 tagliata la lingua.

Uno

^ liberato dal

castigo in molti casi, in cui

altr'

uomo

sarebbe messo

162

SECTION DU

MONDE MUSULMAN

[2]

in prigioDe o

severameDte bastonatO; e se e punito,
gii fa

la

sua qualita di sceriflo
ohfe 6

mitigare

la

punizione, per-

sempre probabile die uno
rispetto clie
si

sceriffo

abbia fra

i

propri antenati qnalche potente santo rivendicatore. Infatti,
il

porta ad uno sceriffo dipende

grandemente dalla fama del suoi antenati. Con tutto ci6 non sempre i discendenti dei santi, per famosi clie questi siano, sono santi essi pure. Per dare un esempio

mio compagno, Sceriffo 'Abd esSalam el-Bakali e senza dubbio un oggetto di grande venerazione nel suo villaggio nativo, Beni Hlu in Ana
piu familiare,
il

me

gora. Alia

mia
i

visita,

che

feci

li

insieme con

lui,

il

po-

polo gli baci6

vestimenti, chiedendogli la benedizione.
la e considerate santo nel senso proprio

Per6 neppure

della parola, n^ era considerato tale suo padre.

Ma

il

nonno

Sidi el-Husni e venerato

La

casa in Tangeri ove questi e

come un gran sepolto, e una
vi abiti

santo.
zawia,

casa di santo, nella quale non mi k stato mai permesso
di entrare,

sebbene

il
i

mio amico

con la madre.
uomini,

Si pu6 dire per6 che

discendenti dei santi lianno sem-

pre una maggior forza spirituale degli altri
perclie
i
li

hanno piu grande speranza
i

di vedere

adempiti
ci6

desideri invocando
fa santi.

proprt santi antenati.

Ma

non

uno che pu6 fare da intercessore presso Dio o che ha il potere di far miracoli. Sono reweli e

Un

lativamente pochi
tale distinzione.

gli shurfa

che possono pretendere una

Ci sono santi che non sono

ne

shttrfa

ne mrahtin.

Una

devozione straordinaria pu6 elevare un
il

uomo

alia di

dignita di santo. Quelli che oltrepassano

numero

preghiere e digiuni prescritti dalla religioue maomettana, sono general mente considerati piu o

meno

santi.

I

1

31

EDWARD WF^TERMARK
i

163

Fra

santi
clie,
i

si si

contano anche
dice,

qiiei

ciimpioni dell' Islai

mismo
paese,

hanno scacciato
ove

CriRtiani

dal

cosiddetti Mw/a/iedin, le cui sante
la coHta, nei luoghi
i

vano lungo
D' altra
sail to

tombe si ta*oMori hanno comnon tanno un santo.
o

battuto coi Portoghesi.
pai'te,

le alte

qualita

monili

un uomo,

e neppure soiio necessarie in
d'

Anzi, la condotta

un santo pu6

esser cattivissima,
piii

qualche volta proprio licenziosa. Si trova
suoi vizt possono

meno
i

fuori dei limiti ordinari degli obblighi morali, e fino

aumentare

la

sua santita, magari an-

che esserne la causa.
della fainiglia di
il

Ho

sentito parlare d'

uno

scerifiTo

Mulai 'Abd es-Salam, tuttora vivente,
vien

quale e stato un gran bandito ed e ancora un bria-

cone,
santo.

ma Ha

che nondimeno
la facolta

considerato
il

come un
tuturo e

miracolosa di predire

guarire malati, ed e quasi sempre ubriaco.
dei santi moreschi e reclutata tra
I pazzi pericolosi
i

Una

parte

pazzi e gl' idiot i.

pev

la

sicurezza
prigioiie

generale vengono
per
i

rinchiusi in el-morsfan,
biosi,

una

matti rabbaraka.

mentre

gl'

innocui sono riveriti

come
vi

Non

sono tenuti responsabili delle assurdita che commettono.

Durante

il

mio soggiorno a Fez
le

era una donna

che soleva passeggiare per

strade qunsi perfettamente

nuda, ed a Tetuan vidi un pazzo mangiar pane pubbli-

camente nel mese
cato per
il

di

Ramadan,
all'

in

pieno giorno, pec-

quale ciascuno

infuori d'

un santo

sa-

rebbe stato punito severissimamente.

La

caratteristica

d'

un

?/;eit

e la tbrza miracolosa
si

conferitagli
nitesta sotto

come un tavore da

Dio. Questa tbrza

lua-

torme varie e diverse. Ci sono santi che

possono muovei*si da un luogo ad un altro in

modo

con-

;

154

SECTION DU MONDE MUSULMAN
Si

[4]

trario alle leggi ordinarie della natura.

dice

clie

il

detunto sceriffo di

Wazan and6 una
lo stretto

volta

a Tangeri passando
Kader,
il

a cavallo.

da Gibilterra Mulai 'Abd elil

I

gran santo, aveva volato per tutto
coll'

mondo

Mulai Ibrahim,

epiteto et-tair eg-ghel, V uccello della
egli la facolta di volare.
si

montagna, aveva anch'
'Allah el-Hag, la cui
e
il

E

Sidi

tomba

trova presso esh-Shawen

quale e tenuto in grande riverenza dal popolo delle

vicinanze, vol6
eserapi di

una volta alia Mecca. Oltre a ci6 ci sono santi clie hanno trast'erito altri uomini a quel
con in
della

luogo santo. Mulai 'Abd el-Kader, zoppo e vestito di

panni

sudici,

mano un
citta
di

fuori le
clie

mura
triste.

una volta Fez. Vide quivi un uomo
bastone, and6
gli
il

sedeva in terra e piangeva, e

domand6 perche
Basha, cioe
il

era cosi

L'uomo
1'

rispose che

go-

vernatore, Faveva punito, perche
di rapirgli la moglie,

un

cattivo, desideroso
di-

aveva accusato falsamente

cendo

al
in

Basha che
dei

si

era vantato di poter andare alia
All' udire ci6

Mecca
air

un giorno.

'Abd el-Kader dette

uomo

denari per comprare a Fez un pane an-

cora caldo. Questi ando in citta e ritorn6 portando seco

un pane boUente. Allora Mulai 'Abd el-Kader gli disse di .metterglisi a cavalcioni sulla nuca e di chiudere gli
occhi; r
si

uomo

obbedi, e poco dopo, aprendo gli occhi,

accorse di essere alia

Mecca

col

pane sempre caldo.
caldo. Queste al-

II

santo lo preg6 di andare a trovare delle persone di
di

Fez e
lora

mostrar loro

il

pane anoora

crederono quel che egli raccontava del proprio

viaggio miracoloso e ne scrissero lettere ai loro araici a
Fez. L'

uomo
il

le

prese
t'u

e,

messosi un' altra volta sulla

nuca del santo,
citta,

ricondotto subitamente alia propria

ove

popolo, dopo aver letto le lettere, fu persuaso

[6]

EDWARD WESTKRMARK
il

1.%

del miracolo, e

mentitore venne punito Heverainente

dal Basha.
Si raccontano tante storie della trastbrmazione dei
Hanti. L'

ultimo scoriffo di Wazan, die mori Holamente
ta,

pochi anni
Parigi.

era una
i

volta a praiizo in

una ca»a

di

commensali cominciavano a tare cattive osservazioni su di lui, ad un tratto si tra8t'urm6
Mentre
suoi

un leone. Quando Sidi el-Husni el-Babali and6 a fare una visita al Sultano e gli dette la mano, questa
in
in

trastbrmata nella

zampa

d'

una connessione
es-sb'a,

intrinseca

tVa

un leone. Serabra siavi un santo e questo ani-

male, perclie un santo e anche qualclie volta cliiamato

die vuol dire leone.
altri

Molti

miracoli sono attribuiti a certi

santi.

Un

santo pub vedere dietro a se senza voltarsi, pub
i

vedere ogni cosa:
mari. Podii anni

sette deli, le sette terre

ed

i

sette

ta,

quando Tangeri
il

fu invaso

da una
indigeni

moltitudine di locuste,
riffo di

popolo ne portb una alio scegl'

Wazan. Egli

le

sputb in bocca, e

crederono che cib dovesse scacdare tutto quel dagello.
I

Mori dicono che Mulai 'Abd el-Kader
anni,

si

resse su di

una gamba per quarant'
e die, dicevano,

pregando Dio.

Du

1-Kur-

najen die era considerato un profet^i avanti Maometto

aveva vissuto duecento anni, tende
il

la

montiigna die una volta univa
gna.

Marocco con

la

Spa-

Un

santo che apparteneva alia t'amiglia Hal^ali

poteva trarre acqua dalla terra, semplicemente scavandovi un buco con la mano. L' idea di poter trarre acqua
dalla terra col
tar

entrare una cauua nel suolo e la

base del racconto seguente.

Due uomini andarono una

volta a

ciandosi per santi della famiglia di

Sahara specMulai 'Abd el-Kader.

166

SECTION DU MONDE MUSULMAN

[6]

Per gnadagnare denari s' ingegna vano a curare i inalati, ma non avevano buon successo ed il popolo prese in sospetto la loro santita. Allora uno di questi falsi
santi trov6

r empi

di

una maniera di scampo. Prese un otre, acqua e lo nascose sotto terra; poi tutti e

due gli uomini si misero a ballare li sopra per attrarre r attenzione della gente. Quando si videro circondati da una gran folia, uno
di essi con
si

un bastone fece un buco nella terra; Totre
1'

ruppe,

e

acqua schizz6
erano
santi.

fuori.

Allora

il

popolo

si

convinse
soe qui.

che

La

storia

pero

non

fini-

La nuova

sorgente e rimasta per sempre in
gl' in-

quel luogo, perche Mulai 'Abd el-Kader aiut6
gannatori. Esso aiuta tutti quelli die
1'

invocauo, an-

che
il

quelli

che dicono una bugia.

E

esh-sheh el-kiddabin,

santo protettore dei bugiardi.

Un

altro miracolo, die voglio raccontare,

si

fa an-

cora continuatamente. Nella tribu Beni 'Arus c'e una

casa santa, a cui e annesso un gran pezzo di terra, e

questa appartiene a Sidi Heddi. I suoi
li,

clieuti

vivono
II

e la casa santa e visitata

da moltissime persone.

mkaddam o soprintendente della casa santa e un santo anch'egli. Con un piatto di suhsu pu6 dare da niangiare ad un gran numero di persone. Porta il piatto in una stanza piccina, e, quando lo riporta, il suksu per un miracolo s'fe aumentato fiiio alia quantita necessaria per soddisfare tutti.
I santi

possono predire
Sidi

il

futuro e sanno quel che
el

accade
cielo, e

in altri luoghi.

'Abd er-Rahman
le altre cose,

Mig-

dub sapeva tutto
rocco

ci6

che

avveniva sulla terra e nel
che
il

prediceva anche, fra

Ma-

un giorno sarebbe

cristiano,

benchfe ai tempi

I

[7]

EDWARD WE8TERMABK
non non
ci t'ossero oristiani

167

suoi
t'eziti

nel suo paese.

La sua pro

s'^ ancora avveratu,
in

ma

i

Mori non dubitaoo
quale

clic

s'adempira

av venire.
il

Una
turo,

cosa

comunissima ^ che un Moro,

desidera di sapere qualclie cosa in riguardo al suo fu-

va da un idiota o da un pazzo,
persone nientre
^I'idioti

perche

i

Mori

credoiio che Die abbia ritenuto nel cielo la ragione di
simili
clie
i

loro
i

corpi sono sulla terra, e

quando
si

o

pazzi parhino, Dio abbia perpo'.

messo che
Quindi

la

loro

ragione ritorni a loro per un
le

debbono tesoreggiare
ispirate.

loro
il

parole

come

quelle di persone

Quando

mio conipagno

una

volta aveva qualche dispiacere a Tetuan, suo tra-

tello in

Tangeri, che e considerato baraka o santo, mo-

8tr6 nella sua condotta di saperne qualche cosa, benchfe

non ne parlasse a nessuno. Cosi mi racoon tarono amici

Mori a Tangeri.
11

miracolo

piu
i

comune ed auche
i

piu

lucrativo

che possano tare
ilmrfa
(sceriffi)

santi e di curare
di

raalati. I santi

sono prima

tutto dottori. II santo

preme con

la

mano

la fronte del malato,

prega per la
gli

sua salute, e poi, dopo aver levato la mano,
tre volte in fronte.

sputa

per6

il

Prima che tutto questo sia tatto malato deve pagare un derham, cio6 quattro
il

centesimi,
pill

solito

onorario,

il

quale

anche

la

gente

povera e obbligata a pagare. Si coiisidera questo
atto

pagamento quasi come un
ziale per la cura.

d^incantesirao essen-

Molte persone danno
risce

di

piu, e se

il

malato guatanno spesso

ed egli e la sua t'amiglia son

ricchi,

un

bel regalo al santo.
LJn

santo pu6 operare miraooli,

perche Iddio gli

crede Una storia simile si racconta di Sidi el- *Azri. dopo. santo il se n' and5 implorando Dio fa. D'altra parte. di La santa and6 dal di II pregandolo render la allora liberta alio schiavo ma tato quegli rifiut6. bisogna aver cura di non desherifa a stare il dispiacere d'un santo. un Nel monte di Mulai 'Abd . Questo accadde poclii anni ancora.. Tangeri. In tempi guerra il popolo di Beni H'lu in Angora era solito portare i in di di propri oggetti di valore alia casa di Sidi el- Husni. 158 lia SECTION DU MONDE MUSULMAN farli. fu califfo dove andare sorgente Mulai Ja'kub per guarire. II perclie bruciasse tutto mercato. d'intercedere presso Dio casi di carestia. di malattie. si pu6 sempre sperare nn buon resultato. Lalla 'Awisli. di siccita o pel desiderio di prole. e nessuno osava toccarli in quel luogo. ed essa prego Dio alia manresuldi dargli una grave malattia. Si dice nella santa. e le preghiere sono lo efficacissime. aveva uno schiavo die fu messo califfo in prigione dairautorita. II contatto con un santo o con qualche cosa aplui partenente a di produri-e o anche la sola sua presenza e capace niiracolo. e ogni volta die entra in una bottega dendo qualche cosa gliela regalano subito. Avendo avuto una risposta neil gativa. die il e Iddio I'esaudi. raccolta o il Quando egli benedice la in cibo. per la qnal cosa pregano ecc. ancora vivente. La casa cui vive un santo e un rifugio sicuro. ch'egli. della famiglia di Mulai 'Abd es-Salam. e subito Iddio esaudi la sua santo vive chie- preghiera. Questo santo un giorno and6 al mercato delle frutta a Tangeri e largli domand6 ad uno dei venditor! se voleva regaun po' di frutta. [8] dato un potere speciale per sue molti in E un prediletto per loro di Dio.

[9)

EDWARD WESTKRMARK
si

160

es-Salam

vede

Torma

del piede del santo.

8e

Sidi

*Abd el-Hadi

premeva la mano contio un sasso, vi lasciava Timpronta delle sue cinque dita e quando UDO scerifTo beve del vino, questo si cambia in latte od in miele appena gli tocca le labbra. Ed una volta
;

che

alciini

cristiani
il

per provare

la

sua santita cerca-

vano d'indune

det'unto sceriifo di

Wazan

a mangiare

un

po' di

mniale, ogni pezzettino di maiale die aveoffertogli
si

vano niescolato col suksn

trasformava
il

in

un
clie

maialino, quando lo sceriffo scopriva
alia cAsa santa di Sidi 'Allah

vassoio. Vicino

el-Ha^ e un albero
(sceriffi)

comincia a ballare
degli uomini.

;

quindi gli shurfa
i

ballano
quelli

intorno ad esso, ed

suoi

movimenti somigliano

Non
dalla
fico.

si

deve credere che
del

il

contatto con nn santo

o con qualche cosa appartenente a lui dipenda sempre

volonta

santo,

desiderando
bevere
il

di

essere benesi

E

buono per
il

la salute

I'acqua in cui
vestito

lava, ed

baciargli la
;

mano od

ha

un' in-

fluenza benefica

e

un pezzo

del suo abito o del legno

tomba e molto ricercato. II legno e baraka, e col bruciarne un pezzettino uno che abbia il nial di testa pu6 scacciare il dolore. (11 podella cassa in cui lo portano alia

polo bacia perfino

il

cavallo su cui
t'

il

Sultano e andato,

perche

il

Sultano del Marocco

sempre venerato come

un

santo).

Ci

si

rivolge ai santi anclie per ottenere che piova,

ina le loro preghiere non sono sempre considerate ab»

bastanza

efficaci.

In tempi di gran siccita gli
al

sceritji

od

altri

uomini sacri son condotti
le

r acqua, e se fanno resistenza,
legate loro sul dorso. Poi
si

mare e messi nelmani sono senz'altro

riportano in citt^, ove an-

160

SECTION DU MONDE MUSULMAN

[10]

cora una volta per la strada vengono bagnati d'acqua. di suo zio II mio amico un giorno ando al villaggio

insieme con sua madre e sua sorella, la quale e considerata

come

baraka.

Siccome allora era molto
alia

desi-

derabile per la raccolta che piovesse, gli abitanti del
villaggio versarono
e

acqua addosso

giovane donna,

poco dopo cominci6 a piovere.

La

forza miracolosa d'un santo non cessa con la
II

sua morte, anzi aumenta.

popolo dice che un santo,

muore mai. Dorrae soltanto, e la sua tomba o il luogo ove dorme diviene un posto santo tjhe si chiama sijid. Molte di queste tombe lianno una specie di cupola a cui si da il nome di kobba. Non sol amen te la tomba d' un santo per6,
propriamente parlando,

non

ma

anche

i

posti visitati
si

da

lui

si

venerano, e sopra
le

di essi

molte volte

erigono case sante o zawiats,

cui dimensioni possono variare infinitamente.
zmriats troppo piccole per contenere

Ci sono

uomo, ce ne sono altre che s'adoprano come moschee. Molto spesso nient'altro che un mucchio di sassi dimostra il luogo ove un santo e stato seduto, e quelle si chiama ravda^

un

nome che

si

da pure

al
il

mucchio

di sassi

che indica

il

primo posto da dove
casa santa.

viaggiatore

pu6
ove

vedere una

Si deve osservare che

il

luogo

hanno

eretto

una casa santa
Quasi tutte

si

crede sempre debba essere stato in

contatto materiale col santo. Ci6 pub sembrare strano.
le citta del

Marocco hanno
'Aisa,

zaiviats

che sono

dedicate ai diversi santi protettori delle congregazioni
religiose
:

Sidi

Mhammed Ben
;

il

santo degli

'Aisawa, sepolto in Meknes

Sidi 'Ali

santo dei Hamadsha, sepolto a ZOrhun

Ben Hamdush, il Mulai Themi
;

^

[11]

EDWARD WESTERMARK
;

1®^

il

santo dei Tliuliama, sepolto a Waz«in
il

Mulai 'Abd
;

el-Kader,

santo dei Gillala, sepolto a Bagdad
il

Muscri-

lai el-'Asbi,

santo dei DerVawa, sepolto a Mogador;

Sidi

Abmed Ben

Nasar,

il

santo protettore degli

vani, sepolto nel Dra. Si crede davvero ohe questi santi

abbianu visitato

tutte le citta e che
si

abbiano seduto

nei posti ove le loro zavjai

trovano.

Un

sijid

od una zavia sono luoghi sacri a cui ne»senza

suno pu6 avvicinarsi

avere certe qnalificazioni.
il

Nel Marocco e proibito

ai Cristiani

visitarli,

e a Fez
di

intere strade, a causa della loro vicinanza alia

tomba

qualche santo grande, sono chiuse
racconta che un
se alle zairia di

ai

miscredenti. Si

Moro nna

volta port6

un cristiano con
il

Mulai 'Abd es-Salam. Dopo
le

suo

ri-

torno la casa gli fu bruciata nella notte, ed egli e la

sua famiglia perirono fra
stiano. Vicino a Tetuan,
tow'isies

fiamme. Questo incendio
cri-

era la vendetta del santo. Niente per6 accadde al

poco tempo

alzarono

le

loro

Mugahedin, bench^ tbssero
Nella notte
si

una comitiva di tende presso le tombe di stati avvertiti di non farlo.
fa,

a]z6

una tompesta che

lece

gran guasto
si

fra le tende. Sulla costa atlantica del

Marocco
i

trovi

vano

sadats

i

quali

son pericolosi per

vapor i che

passano davanti. Sidi Kasem, la cui toniba non e Iontana dal Capo Spartel, fa naufragare un
tutti gli anni.
si

bastimento
la cui tonaba
si

Mulai Buselham, parimente,

trova sulla costa meridionale di Laraiche,

an*abbia
sijid.

(]uando

un bastimento

si
il

avvicina troppo al suo

Ma
il

in certe circos'tanze

santo e pericoloso anche per

maomettano. Quello che visita un sijid od una zawia in istato d' immondezza sessuale, sara jiunito con una malattia venerea. Soltanto il mkaddam pu6 avvicinarsi
Aetu
(ill

XII'"* CongriM

du

Orientmlitltt.

— 'lioiM

HI.

It

162

SECTIOX

DU MONDE MUSULMAN

[12]

alia

tomba

di Sidi

Heddi,

ma neppur
di

egli

pu6 entiare
la

nel i-ecinto

della

tomba

Mulai 'Abd es-Salam,

quale noii ha una porta, poiclie dispiacerebbe al santo,
se qualcuno
tin
si

avvicinasse alia sua tomba.
la

Una

volta

uomo

salt6 di la del rauro e baci5

tomba,

ma

quest' atto fu per lui funesto; nel lasciare la tomba, egli
fu ucciso

da una palla sparata non
1'

si

sa da chi, sebil

bene

si

creda die

uccisore sia stato
il
il

santo stesso.
il

Andando una
distanza di
la,

volta

Sultano a visitare
suo cavallo
c' si

sijid del nie-

desinio gran santo,
e

ferm6 a qualche
piedi.

siccome non

era verso di spingerlo

piu oltre,

il

Sultano dove continuare a
i

E

anche
tempo.

inecessario die

visitatori si levino le scarpe in

Gerti atti
in

si

considerano abominevoli se commessi
sijid,

una zmvia o presso un
posti,
1'

come, per esempio,
di

1' iii-

eudidare questi

impossessarsi

qualche cosa
vi si

appartenente al luogo, o Tarrestare persone die
tbssero.. rifugiate.

La

casa

di

Sidi

el-Husni in Beni

^lu, che^e ancora considerata
tutta ini.iDvine, fu

come una zawia sebbene
assalita

una volta

dai

nemici

di

un' altra tribu,

i

quali,

dopo.aver bruciato
fuoco.

le altre

case

del villaggio, tentarond di bi^uciare aiiche questa;

ma

i

fiammiferi

non

presero

AUora sfondarono
per6
nell' aprire

la

porta

ed.

entrarono nella casa;

una
sijid

cassetta, la
li
ill

trovarono piena di api die ne uscirono e

punsero.

Quasi sempre nelle vicinanze
alberi,
si

di
si

ogni

campagna crescono

ed ovunque
press" a

vede un
sicuri

boschetto nel Marocco,

pu5 esser

poco

che ricinge la tomba

d'

un santo. Quegli
d'

alberi sono

considerati sacrl, e nessuno potrebbe danneggiarli im-

punemente. Mi hanno raccontato

un uomo

il

quale,

per aver tagliato un bastone d'un albero simile, fu ad

I

|18]

EDWARD WE8TKRMARK
tratto

JM8
Sidii

1111

paralizzato.

Presso
c'

la

ca»a antica di

«1-I5u8ni in Beiii

yiu

e

un grande
al

ulivo, sotto cui

U

dBanto soleva sedere.

Una

volta qualcuno ne 8tacc6 un

rauio clie diede a mangiare

suo bue,

ma

Taniniale

oe mori. lo stesso sono stato seduto sotto queir albero, invitato a farlo dal rnio amico, nipote del gran saoto, ma gli abitanti del villaggio, sebbene non vogliano niifjcbiarsi
in

quel

die

fa

il

loro

prediletto^

trovarono

ficonsiderato accordare

un

tale privilegio

ad un miscre-

dente. Perfino le pietre della casa rovinata sono talm,

e se quakheduno

le

usasse per la t'abbricazione d'una
vil-

casa, questa cascherebbe senza dubbio. Nello stesso

laggio h un altro albero cbe non appartiene
del santo,

al recinto

ma

sotto

il

quale egli soleva sedere; ed anclie

quello e sacro.

Cresce suU' orlo della strada ed e un
i

non e permesso tagliarne rami, i quali pendono molto in basso. Fra Laraiche ed il villaggio el-Ijlamis, presso la Kobba di -Sidi el-I^iairi si trova un sacro sughero che il popolo suole baciare e su cui appendono strisce di panno. II tagliarne un lamoscello sarebbe un abominio. un I sadats e le zauiais del Marocco sono asili
grand' impiceio per
i

cavalcatori, poiclie

;

uomo die
qualunque

vi

si

rifugia sta sotto la protezione del sant<»,

sia

il

yuo

delitto.

Certe

case
il

sante

sono

consideiate cosi invioJabili cbe perfino
linquente e sicuro mentre
portarlo via, perclie
piuttosto

peg^iore de-

vi

rimane.

fc

pericolosissimo

il

santo

aam

il

suo vendicatore, o

si

sdegnera per la violaziono del santuario.

Ud uomo

cbe, contro la legge del paese,
si rit'ugi6

aveva impordi Lalla

tato uno scbioppo,

nella

tomba
il

Min-

nana a Laraiche. Ci6 nonostante
trasse tiiori e lo mise in prigione;

busha della citta lo
il

ma

colperole non

164
vi

SECTION

DU MONDE MUSULMAN
il

[14]

rimase raolto tempo, perche

santo, arrabbiato, lo

aiut6.

Tre giorni dopo, quando
il

il

custode gli dette la
e, mentre V opportunita di

minestra,
il

prigioniero gliela butt6 in faccia
pulivasi
il

carceriere

viso,

ti'0v6

scappare insieme con alcuni
ci6
il

altri delinquents.

Oltre a

basha fu cacciato via dalla citta poco dopo, nadi

turalmente ad istigazione
il

Lalla Minnana. Soltanto
ri-

capo della famiglia del santo pu6 allontanare un
e

fugiato dal luogo sacro,
violenza.

neppur

egli

pu6
il

farlo

con

A

richiesta del basha persuade
1'

delinquente

di lasciare

asilo,

promettendogli

il

suo aiuto perche

non sia troppo severa. Questo genere di protezione, mentre senza dubbio serve a fini umanitarj^ d' altra parte da origine a molti abusi. E specialraente
la punizionc

una causa
un mezzo

d' infinite

fastidio ai

mercanti

nazareni,

i

cui debitori, col ritirarsi alia zawia piu vicina, trovano
di differire
il

pagamento per qualunque duo d'

ra ta di tempo.

La
mente

santita

d'

un

sijid

una zawia non

e solaI'aiuto

del genere tabu. S' invoca iu
si

sommo grado

dei santi morti, la cui assistenza
differenti.

chiede in molti casi
santuari perche

Si portano malati
;

ai

loro

donne che desiderano un bambino vanno li per diventare incinte; e in tempo di siccita lunghe processioni di gente scalza e con la testa nuda ci vanno
siano guariti

per implorare
vere.

il

santo di pregare Iddio che faccia piole

Molte donne visitano
ci

case sanle per avere un

marito, e gli uomini

loro ricerche di tesori

che non ara bene,
dargli

lo

vanno per chiedere aiuto nelle nascosti. Se qualcuno ha un hue mena li promettendo al santo di

un mud

di orzo o di frumento, se vuol miglio-

rare la bestia.

[15]

EDWARD WK8TEBAIARK
mani vuote; candele od
i

!«&

Colui che ha qiialclie cosa da cliiedere non visita
il

santuario con

le

olio,

incenso

ed anche denari sono
tre

regali o va'da piu comuDi. 01al santo, se vuol esau-

a questo

si

ta la

promessa

dire l*invo(;azione, di sacrificargli

uq animale presso
II

il

santuario.

II

supplicante bacia

la porta e le pareti e

spesso la soglia dell a casa santa.

baciare la soglia
il

e d'obbligo in certi santuari. Queato e
tuiirio di
vi

caso del san-

Mulai

Idris perche,

come

si dice, il

suo schiavo

giace sotterra,
il

e

del

santuario di Mulai Ismain a
vi h

Meknes, perche
supplicante

suo cavallo

sepolto

sotto.

Nel
il
i

santuario di Mulai
bacia

Abd
la

es-Salam, che non ha porta,
Dappertutto, eccetto
stessa

finestra.

^ari casi in cui la

tomba

non e

accessibile,

si

baciano
la testa

le parti di essa sotto le quali si

suppone siano
co-

ed

i

piedi del santo; o, se la

tomba ha un

perchio, se ne baciano le parti correspondenti.

L' ani-

male, sia un bue, sia una pecora, sia una capra o an-

che un gallo,
c'

si

macella sulla soglia del santuario.

Non
of-

e nessun banchetto di sacrifizio, perche tutte

le

t'erte

sono prese dal mladdam del santuario, che cole distribuisce nella faraiglia del santo,

scienziosamente

e ottiene per se stesso una parte uguale a quella di

ogni

membro
ci

della famiglia.

Dico coscienziosamente,
piu che

perche
<»sar di

vorrebbe un
le

coiaggio
offerte

amrainistrar

d'un santo

umano per in modo disi
i

sonesto.
polli

Al santuario

di

Mulai Abd-el-Kader

portano
suoi ani-

bianchi ancora viventi, essendo questi

mali prediletti.

Le suppliche
giovedi,
il

ai

santi
il

si

fanno principalmente
il

il

venerdi ed

lunedi,
II

ventisei di

Ramadan

e neir aimiversario del santo.

venerdi alcuni musi-

186

SECTIOX DU

MONDE MUSULMAX
alia porta di ogni

[16]

ranti

vanno a suonare dinanzi
I

sijid

e zavia della citta.

santi principali e quelli le cui fa^

hanno tutti le loro feste annuel La mag'gior parte hanno la loro festa nel Muiud, ma non tutti. Cosi Sidi Ahmed el-Bernusi, la cni tomba si trova tuori di Fez, ha la sua festa cinque giorni prima di Ramadan, e Mulai Idris tre giorni avanti quel mese. Sidi Hsain, che e sepolto poche ore distante da Tangeri, ha la sua festa il giorno dopo quello in
miglie vivono ancora,
cui le pecore sono uccise
all' 'Id

el-Kebir.

II

santo pro^

tettore di Tangeri, Sidi
festa nel settimo giorno

Muhammed
dopo
i

el-Hag, ha la sua

il

natalizio del Profeta.
alia citta

AUora

gli abitanti di tutti

villaggi vicini

poi*tano un bove alia sua Kobba, e fanno musica e giuor

chi di polvere, e altrettanto fanno
quartiere. Gli animali
di che
il

i

cittadini

di

ogni

vengono

uccisi sulla soglia,

dopo

popolo entra nel santuario, bacia la tomba, e

recita versi del Corano.

Quando

tutti gli estranei

hanno
loro,

lasciato

il

luogo, la famiglia del santo prende gli anili

mali macellati e

distribuisce

fra ciascuno

di

D'un carattere piu privato
Sidi el-Husni el-Bakali,
II sette
il

e la festa

come

quella di

nonno
in

del niio

compagno,

del Mulud, parenti ed amici del santo e della
si

sua famiglia
loro buoi

radunano

casa sua, portando con
soglia della casa, e la

che uccidono

sulla

sera ne prendon la loro parte

Baciano anche la sono chiamati quaranta scrivani perche recitino il Corano a'mente, e lo leggono intero, ognuno recitandone
a vicenda un
sura.

mangiando tutti insieme, tomba come al solito. Nella notte

Ci6 dura

tin

verso le quattro di

mattina, quando ogni scrivano ottiene un onorario di

cinquanta centesimi, dopo

di

che

tutti se

ne vanno, e

(17)

EDWARD WESTER3IARK
<'

167

la testa
siinto,
t'atte
II

finiUi.

Le suppliche che
la

il

popolo rivolge al

mentre ne bacia

tomba. devono tutte easer

impercettibilmente, soltanto
si

movendo

le

labbra.
I

Corano invece

recita

sempre ad alta voce.
il

sup-

plicanti haiino la speranza che

santo voglia prepare
le pre-

Iddio di aiutarli, perchfe quando Dio ascolta
ghiere d'un santo vivente,

esaudira anche quelle di

una vhe
1

lia lasciato

la terra.
resultati benefici sola^

Mori per6 non traggono

anente dalle preghiere ai Sadats; anche W contatto ihateriale con

qualche cosa appart-enente
In ogni
ii/i</

al santwario

pu6

avere un

eflfetto salutare.
i

o zatWa

c*

efuiia

palla di ferro che

inalati
il

premono contro
doloi-e.

-quella parte

del corpb ove sent one

Si
si

prende un pb^ di

terra dalla

tomba
si

del santo e la

mette

in

un

sac»-

<5hettino che poi
'lata.

appende

al collo della

persoaa ma*dibaciare

Ci6

si

chisima. el-bar aka des-sijid; UsLtlo
la

la

tomba o

casa santa ritrae senza dubbio la sua

efficacia dal contatto delle labbra
cro.

con quel luogo sasi

L'acqua delle

fonti,

che generalmente

trovano

ad una casa santa, e sempre considerata piii o meno salubre. XjQ, s^^rgente del Marocco piii tamosa di tutte e quella di Mulai Ya'l^ub non lontano da Fez, la Gui acqua contiene dello zoltb, e che viene "usata per quali bagni da un gran numero di malati di sifilide,
vicino
i

i

varnio a quel santuario e riniangono

li

per qualche

tempo fincho
via.

il

santo non dica loro in sogno d' andar

Vicino alia casa santa di Mulai 'Abd es-Salam

sono due sorgenti, la cui acqua e calda neirinverno e
fredda
nell' estate.

Le donne che non hanno
e gli

tigli "di*

•ventano incinte se ne bevono,
-frono di sitilide

uomini che so^
di

possono liberarsi dalla malattia, se
'

-'/r

Ogni scolaro desidera di avere da uno degli alberi di Mulai Abd. convinto che quello gli portera fortuna negli afTari. specialmente da malati che cosi spe- I . si non ha che a bevere di quell' acqua e sentira bene. vidi una sorgente in una cava. secondu il principio della magia simpatica. Nel villaggio Busemlal. Presso la tomba di Mulai 'Abd es-Salam cresce un sono anclie alberi cui legno grande albero dal quale nessuno oserebbe staccare neppure una foglia . se son rotti. presso Tetuan. e queste sono messe li da uomini e donne che hanno qualche desiderio. Si vedono spesso pendenti dai rami di quegli alberi strisce di panno. cui rami. cioe una bacchettina di cui i bambini si servono per cancellare difficili sulle loro tavolette le parole che trovano sele nella a ricordarsi per cosi ficcarcio gli alberi tabti memoria. ci E interessante i notare come.168 SECTION DU MOXDE MUSULMAN [18] lavano con quell' acqua. Se uno nop ha appetite o se soffre di costipazione. nel distrettx) di Beni Hozmar. e mi fu detto che quell' acqua veniva dalla montagna di Mulai 'Abd es-Salam distante un giorno si di cammino. hanno un il Cosi suUa terra che c' apparteneva a Sidi el-Husni non sacro e solamente I'ulivo quale e di la tahii. al tempo stesso che sono alberi quali non d'un si tagliano. si trova qualche volta nella vicinanza i sijid o d' una zairia un albero effetto benefico. Gli 1' 'afarats (demoni) una volta provarono a condurre acqua di li ai cristiani. ma ci il ha un potere benefico miracoloso. esSalam un hannasha. Oltre a possono esercitare un effetto benefico per mezzo del contatto. ma un cespuglio da cui chiun- que passa scello per andare alia fiera toglie un ramo- e lo mette nel suo sacco. ma r acqua non and6 piii oltre di Busemlal.

prega la hamma perche cosa fanno le le faccia trovare uno sposo e la stessa donne e anche gli uomini che desiderano figliuoli. zav'ia. Busemlal vidi al villaggio. e . A Sidi una hamma che apparteneva a 'Abdullah el-ya^. e con- due sfcanze senza tetto e separate V una dalla ruscello. A Laraiche c' e un sasso. II popolo anche vi uccide pecore o capre o galli. a Tetunn. si Se una ragazza desidera i maritarsi. altra per il mezzo d'un soleva li. in prende un po' di terra da quel mette un sacchettino che porta intorno al coUo. il quale ha un santuario. sijid. il Se una donna il mal si il pulisce il capo e mette il sudiciume sotto la teb- sasso. di candele. raa anche gVi per aver dato ci nomini il si vedono spesso con tjelaleb rotti loro tribute agli alberi sacri. di testa. e quelle e visitato da persone malate. si Se nou Hono alberi si vicino al lega la striscia ad una canna che in mette nella hamma d'un santo. padre di Lalla Minnana. d'incenso o di poUi che 8*ucci- dono nella hamma mentre si chiede qualche favore. il che impedira al resto Iia il della capigliatura di cadere. e la bre. Qui si fanno di denari. vicino siste in E fatto di pietra. staccano dai vestimenti che haniio addosso. Se uno ha liiogo. sul quale il santo era solito sedere. madalle niera usata generalmente donne.{19J EDWARD WESTEHMARK di guarire. che le togliera dolore. come sacrifizt al santo Sidi Ben 'Abdullah. le 169 rano ora Ora portano le strisce con se da casa. va lava le mani ed piedi. Le donne che perdono i cjipelli vanno la e mettono alcuni dei capelli caduti sotto il sasso. ^ eretto sul post» ove di santo riposare. . Ogni casa santa cam- pagna ha t)d la sua hamma^ cioe una cava fra in una roccia le uno spazio aperto due o tre sassi o qualche volta offerte: una stanzina fatta di pietre.

II col leggere versi del si Corano. Sidi el-Hairi e Sidi Heddi. 170 SEl^TION DU MONDE MUSULMAN f2(J] Vicino alia casa siinta di Mulai iin Abd e8-Salam il si trova sasso die si chiama il /jat/ara del jnsa/jaf. il ha maledetto sua madre SH984> si prova a passare firrche chiude ed egli i vi rimane gli scrivani.iange donne dicono: « AUak unualli \ileika ja irisul UUah»i G' e un altro sasso attraverso il quale la gente si prova a spiccare un salto. ma i cattivi caseano Non sono teuenti per6 soltanto le cose inanimate appar- ad un santuario che posseggono il questa forza di fare miracoli.. vi porta poi queste provvisioni con se. e crede che parli col santo. II mkacklu7n di molte case sante e barakd: come Mulai Idris. se egli rifiuta di farlo. si il e che il popolo suole Queato manda nei villaggi vicini con addosso una cesta che di grano. e pu6 predire se un liomo ricuperera la salute o se morra. e le buoni vi riescono senza toccare la pietra. quale e baraka. quattr' occhi con lui. Al santuario il Heddi c'e anche un cavallo. giti sul sasso. ritornando al san- tuario. I haddair or Iv cihdpo co gli ^Sa . di Sidi il questi guarisce malato muore. quando rimane a la porta. Le person© buone posflono passare per buco nel si sasso. Egli solo pu6 visitare la tomba. sasso di quelli clie maledicono le loro madri. baciare. I qiiando apre. e il popolo em- pie di pane e cavallo. Nel fiume appartenente al reeinto di Sidi Heddi si ti*ova pure una specie di pesci chei son sacri. lo fanno riaprire. II mkaddam di Sidi elI^lairi guarisce malati. dopo aver chiuso Se benedice e tocca un malato. II mkaddam di Sidi Heddi Questo e caso dei santuari di grandi santi i lia anclie la reputazione di poter predire avvenimenti si futuri. ma se uno che di la. 9i>9So p.

nella tribii del Fab*?. e hi" vocato per un certo scopo e da una cei*ta clasHe di gente> Ci 8ono santi special i per scacciare esempio. Generalmente parlando. invocando Sidi e si crede che i Bel 'Abbas. Sidi iiella i i yinfm. e Sidi 'Abd er-Ral. come. Sidi 'Abd Ullah Ben Hasain. o si pe» scatori ed danno denari invece al santo di peace il e carne.iman Ben Jitu. Sidi Bel 'Abbas e il santo dei commercianti. la cui tomba non e lontana da Marake:>b maghi col dar loro hekma. Quando il mare e aiuta pellegrini die vanuo alia Mecca buttano moagitato. Mulai Abd es-Salam cibo di cui ottiene . per Mbarak Ben 'Omrau . Altri ban no una grande reputazione per poter muffahedin o la sifilide aiutare le donne ad avere figliuoli.(21) EDWARD WE8TERMABK 171 avanzi dei loro pasti. El-cdjbasia da perclie benedica una parte. vicino a Laraiche la t'ebbre tribii del Sa). ventar padri i i nete d' argento nel mare. prima di portarlo a casa. e gli uomini a di- come Mulai 'Abd es-Salam. Quando i il tVumeuto il o r orzo e maturo. mentre ci si rivolge a Sidi Hammed Musa e Sidi Ali Ben Nasar quando si va a caccia o a fare alle fucilate. Sidi el-'Arbi. Mulai 'Abd el-Kader e il santodei viaggiatori come pure dei ciechi che lo invocana quando chiedono I'elemosina. Un santo generahnente ha la sua specialita. Lo stesso santo benedice anche il cibo.iel ultri medicanu come come Mulai Y'akub. e la fanno anche macellari. vicino ad Azeila. popolo deve dame un mud a i Sidi Bel 'Abbas per poveri. denari vadano nella sua oassetta. in Angora. Ceiii santi guariHCono V insania come Sidi 'Ali Ben ^arazam. Quei stti offei*ta si cliiama el-abbasia. vicinc* a Tan^eri. e perche lo taccia vender bene. e nessuno penserebbe mai di prendere o di far male a quei pesci.

fa un viaggio alia casa santa di Mulai 'Abd es-Salam. prima di vanno vapore al siio sijid clie a chiedere la sua assistenza. i quali. uni- e ogni villaggio. come abbiamo lui nel santo dei mentitori i ascolta chiunque lo invoca. Ciascuna delle congregazioni religiose o semireligiose. Pure raalfattori ed rei invocano visto. Qualche volta alcuni villaggi I m . € se il portera alia Mecca il e in litardo. ha il suo santo. vanno li alia Mecca. colla bandiera e con la musica.. Sidi tomba di Sidi Muhammed il el- Hag. e gli e si dice clie fa lo stesso un toro quando vuole abbandonare ofifre quella sua professione. il i santi. i [22] h il venditori di dolci invocano sempre Mulai gallo Idris. E vanno a prenderli. con il speranza clie quest' atto fara arrivare vapore piu quando ritornano dalla Mecca vanno al giardino appartenente al sijid e vi rimangono tre giorni e tre notti. cosi anche ogni tribu. santo protettore di Tangeri. 172 SECTION DU MONDE MUSULMAN santo dei lettori del Corano. comprano un bue la e I'uccidono presso santuario. il gran santo clie aiuta perfino i banditi di protessione. e quelli die vorrebbero iin essere giocatori di gimberi alia il menano una capra od Habib. quindi ladri spesso si rivolgono a momento stesso del loro delitto. clie sono tante nel Marocco. del festa. Divide per6 quest' ultimo onore con Mulai 'Abd es-Salam. e li portano alle loro case ove prima non possono entrare. Mulai 'Abd el-Kader . nei santuari di Mulai i 'Abd el-Kader. e santo anche dei pellegrini clie partire. Se uno desidera di darsi a questo mestiere. La circoncisione si fa quasi sempre. quale citta si celebra il 1' anniversario con una Ogni si ha suo santo protettore. ma non esclusii vamente e. dopo il qual tempo i loro parenti ed amici presto.

ecc. le invocazioni speciali sono tatte mentre ci si avvicina a Bio soltanto con atti di devozione regolati e con versi del Corano. e percib rivolge ad un santo. quello di Marakesh. Ci sono intatti molti Mori che piuttosto si farebbero spergiuri . il questa di- Marocco a Mulai 'Abd el-Kader. montagne e fiumi die banno loro santi protettori. Ma non d sono relazioni stabilite fra un santo ed un altro. S'eidi . zatriats. Dio delil r Islamismo e troppo lontano daH'uomo ordinario. Una cosa caratteristica per lui fe che non si sia mai ammogliato. ed il posto die occupano nella coscienza di gnita si attribuisce nel i i questo popolo ligione ci maraviglia.(23] EDWAUD WESTERJURK d' 173 scono nella venerazione uno stesso santo. qtiello di Alcazar. Un suo santo per6 e riconosciuto per titolo e el-Kutb. e questo pro- pu6 essere di il Ciiso anche di molte tribii. si quale ha bisogno d'un intercessore. Tutte ai santi. La riverenza che Mori hanno per loro santi e estrema. Mnlai Idris. Sidi i^ePAbbas. e superiore agli altri. Sidi Ben 'Aisa. quello di Laraiche. Sidi . quello di ^logador. protettore il ha sempre la sua tomba dentro i il distretto quale si crede die egli protegga. bendie la reputazione in cui sono tenuti possa va- riare indefinitamente. quello di Fez. Ci sono piazze. quello Tetuan. quello di Meknes. se consideriamo che la ree protessata sopratutto monoteista. Sidi MOgdur. Lalla 11 ^anam santo protettore di tntto il Marocco e 11 Mulai santo Idris die introdusse V Islamismo nel paese. L' intero i paese e pieno di sadats e lor(i e il popolo invoca II santi in tutte le situazioni della vita. II siinto tettore di Tangeri e Sidi Mubamnied el-Ha^. Sidi 'Ali Hu- Minnana.

Ci sono an-che dei santi su cui se la pretendono e gli Ebrei e i Mori. per esemgli Mori dicono che era un Moro. si rivolgono il anche i Mori. e in caso di maTetiian. offrono volentieri ai santi candele od oHo. e la cni sione diversa dalla loro. E dopo i Mori credevano sempre nei sette fratelli ebrei. culto dei santi otfre nei Marocco. que- caso anche del Rabbi Diuan che fu sepolto a In Saffi si tombe di sette santi -ebrei. Di Sidi pio. Questi ebbe un sogno e fu guarito. e tanto questi quanti quelli visitano la sua ti>mba. La causa il di le questa fede e che un Moro una notte dormi presso e insudici6 lo si tombe la dei sette santi ebrei oriua. Hammed Ben La fede nei sauti e tanto grande che alcnni sono invocati anche da quelli che aderiscono ad una confesmalattie di petto. i Mhammed Sherif in Laraicbe.174 SECTION DU MONDE MUSULMAX [24] davanti a Dio cbe davanti al santo Sidi Nasar. Al santo ebreo. Quando i Mori pEissano davanti a quel hiogo. che si chiamano Ulad Ben Shmerru sewa e che sono rinchiusi in uno stesso santuario. trovan le lattia visitano le loro tombe. e Ebrei che era Ebreo. Alcuni Mori allora pOrtarono candele ed olio alle tombe per rabbonire i santi adirati e promisero di farlo il an- che per I'avvenire se la terza notte malato guariva. Rabbi 'Omraii che guarisce specialmente le tomba sto e e a Tangeri. tutti fratelli. I Mori dicono che a loro non importa suo sijid se gli Ebrei I'invocano e frequentano al santo stesso il — pare die come i non importi rivolgono a — e credono che aiuti gli ^brei se II iiltri essi si lui. un interesse speciale per . negli resti paesi maomettani. posto li con sua La mattina seguente trovo paralizzato.

» di come un miracolo del jsanto e gli dk TepiMula Kabrain. del santo. Una gran parte dei santi aiiorti del Marocco sono persone piu o meno mitiche. il che e consi- derate teto . abbiamo un bel^ . campagna. Cosi puo aocadere olie uno pmesso la -stesso santo sia sepolto in due luoghi. santo ha trasferito la sua santita su ma 6 probabilissimo che la cosa in i molti casi sia diversa. Della tendcnza che ha il la fantasia popolare di connettere ricordo di pei*8one sante n certi oggetti della natura. ma piuttosto uirantico culto della natura. Si schetti intorno alle tombe dei santi esistenza continua alia pu6 anche pensare che bodebbano la loro paura superstiziosa che il poquale e o si polo sente li.be. cioe « padrone di due tom}>er Santi simili sono. albori e sacri boiio fenomeni ordinari nella vicinanza delle tombe dei santi. Abbiamo veduto come specialmeiite in il sorgenti.i- man Ben 'A^iba che un'altra nella tribii ha una tomba in Aurora ed Agmara. esempio. Sidi 'Abd er-Ral. anticlii Penso qui non tanto al che di gli Arabi credevano certe persone capaci possono vedere le tare niiracoli.1 1 25 EDWAHI) WiiHTKH3IAKK lib dolia religione premaomettana die tatto ivi si nascoudono. 8econdo la cre- denza popolare quegli oggetti . e che la fantasia popolare abbia poi tra- tomba d' un santo. le oui tombe facilmente possono essere trasmesse da un posto ad un altro. del quale anoora HI tracce nell' adorazione dei santi siissi niorti. il suppone essere di sepolto come spiegare 1' appaiire costante sorgenti presso le tombe dei santi? I fatti che ho raccolti nel Marocco aumentano verosimiglianza il Ma la dell'opinione del professore Goldziher in che luogo — alnieno molti casi — sia state sacro vi in origin^.

Non sono per6 perfettamente sinenti al posto. Lalla Mira. a Bagdad. incenso ed altri piccoli doni. e ogni luogo che per il suo aspetto straordinario mette in movimento facilmente un rifugio di jjinun. sersi vono di rifugio ad un potente sultano di jjinun che lascia placare di fjinun da preghiere e da oflerte. tomba trova Marocco esistono alberi miracolosi i quali non crescono vicino alle tombe dei santi. sassi ecc. Lalla Rkeja. Sidi Boknadel. Shum Harush e suo figlio es-Sultan el-Khal. Lalla Mai- muna.176 SECTION DU MONDE MUSULMAN in [26] r esempio gia un sasso piatto e quadrilungo Tangeri. Sappiamo che la credenza in /jinun. cioe frequentate da jjinun. il la fantasia. Siffatti sultani sono numerosi. e un resto e paganesimo arabo. e tombe di sapti a cui e pericoloso accostarsi poi da notare che nel Ce dopo I'imbrunire. essendo queste mishinin. Quasi tutte le sorgenti del Marocco sono miskunin. ecc. curo di quest' ultima trasformazione. questa credenza e d'un'im- portanza grandissima nella vita dei Marocchini. per dare alia parola del il plurale marocchino. Sidi Maimun. I . se non che santo forse ha apparte- dato a certi oggetti come alberi. una forza miracolosa che prima non sempre possedevano. diventa Pare che sore del tjin il santo in molti casi sia stato succesil e il luogo rimane tabu anche dopo che il santo se n'e impadronito. Oggidi esistono ed quali ancora molti luoglii a cui i Marocchini portano i candele. sotto di il siilla spiag- tiiori di quale si dice esser sepolto stesso uno dei figli Noe e che al tempo la cui serve di si hamma a Mulai 'Abd el-Kader. sacri. e posso nominare Sidi Hammu e suo figlio Sidi Hammuda. Sidi Busebba. Sidi Musa.

mediante insienie collo sceriffo 'Abd reli- es-Salam. e prossimamente. Sia clie si creda nn saiito o iin f/inn colui cbe ha dato il carattere soprannaturale ad o un o^getto. In avvenire. Alcuni sono non rado tenuti per f/intin fe Una tale contusione tra santi la veroBimi- e di grande interesse e aumeiita gliaiiza deiripotesi delJa connessione tra di loro. come pure di scoriguardo alia religione ordinaria della razza berbera. •Edward Westermark. — 'Tamt HI. finora quasi perfettamente sconosciuta. Que- sta connessione e principalmente di qualitit locale. Cosi tanto nel culto dei santi quanto nella t'ede in f/inun si possono tro- vare orme d'un antico viaggi continuati i culto della natura.1 [27 EDWARD WESTERMABK Le opinion! Rono per6 di questi 177 divise riguardo alia vera di loro natura di enti mitici. santi. AeUt du XW** Oongrit 4— OrinUmH$t**. qiiesto oggetto sempre le la cosa piii importante. spero di potere. coinpletare prire qualche cosa miei studi sui resti della gione premaomettana del Marocco. M .

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De Gregorio. 1891 p. hat Weigel Nachfolger. vi i riscontrammo delle coUe lingue bantu * e nostri risultati furono bene aocolti anclie spinti da Georg von der Gabelentz. Ragione del nostra studio. Bibliografia." SULLA STRUTTURA DELLA LINGUA IN BASE '^ EVfi A DIRETTE 0S8EHVAZI0NI A) NOZIONI GENERALI B 8T0BIC0-C0MPARAT1VE * § 1. il Compilatore ad accoglieme ' la sola G. Methoden und bitherif«n Ergebnisse. 277 etc. Parecchi amii addietro. Torino. ^ Naturale dunque che fossimo nostre a estendere le indagini ad altre lingue di quella regione. Cenni di glottologia bantu. Loesoher. Leipzig. F. 1889. » . ' Die Sprachwiatentchaft. studiando rorganismo e lessico delle lingue di il a nord-ovest e a ovest del Golfo affiDita Guinea. e ' La lunghezza il del lavoro e la necesbit^ di aver pronto il pr»- sente volume per Congresso di Amburgo. mit Uiehter Sprachen der nordweatlich und westUch von Oolfe eon Gui- nea toohnenden Wiflker unverkennbare Spuren einer bantuitehem Verwandttchaft nac?ig«wie»en. 0.) : € Dag«gen A MUhe (Leggi G. . ihre AufgeU>en. costrinse parte generale.) in den De Gregorio {Cenni di gloHologia bantu.

307. uher die Volker und Sprachen Afrikas. Suaheli. Zeitschr. 1' benche in altra In quest' ultima sembra bene avere rigettato della lingua idea della connessione Eve colla famiglia bantu. Pott. posteriore ^ (Ife) » tra le « Ori- venisse a risultati diversi.African Languages. GuI'Eve. London. Sprachic. 249 segg. B. Fer- nando. che dalla im- paralleli con una lingua poco dottamente I'Eve nota aH'autore. questo dominio giunge sino settentrionale. * Grundriss der Sprachwissenschaft. e che queste lingue ormai ven- gono considerate come costituenti uno speciale gruppo. col Vero e che Ga. rOdschi Fr. p. nel tracciare limiti famiglia bantu. \ . Bleck. C. 161-188. unit einl. Miiller* riuniva e il Yoruba. Pongue. considerandola come una bantu solo delle Mischernegersprachen^ e lasciando tra le le sei lingue seguenti: Herero. 2. Zur Litteratur der Sprachenkunde Africas in Intei-n. ci ci r 8° grado di latitudine sulla al- quanto incerti possibilita sua opinione e fa supporre che la esclusione non provenga da d' istituire altro.18<) SECTION LANGUES DE L'APRIQUE [2] principalmente all'Ev^. ' Nubische Grammatik Berlin. ^ * Standart Alphabet. f. '^ I pp. dalla parte dell' interne. I. Ciccana. 1862. f. Bd. nota lascia che. Wien. Lo citiamo con « Bleck ». p. Sprachen ». 1803. afrikan. allg. pp. Ill. 1880 (Cfr. 126-134. tracciandone un disegno linguistico magistrale. A comparative Grammar of South. Trubner. London. p. ' W. Holder 1876-77. V.). Caffro. Bleck i ^ non considera della Ma quando. J. Christaller. Nella sua classica glielrao Grammatica comparativa. in una molto nota opera/ ascriveva 1' Eve ginal or South African languages. per es. Die VoUa-Sprachengruppe in «Butt- ner's ZeiUchr. tanto piu die Lepsius.

and further to the west. Robert Needham Cust. « che per6 rientra nella grande categoria negro » Tuttavia Fr. cit. 1883. op. Miiller non sembra avere esclufto che possano rintracciarsi dei caratteri di bantuismo anche neirEve. I'Avatime e 1' il Wolol) senza per6 far figurare queste lingue. additati da costui. E per parecchie altre lingua nord-occidentali ^ stata riconosciuta questa possibility oltre che dal precitato von der Gabelentz. egli lingue bantu. the other black tribes in the north west to Bantu . GIACOMO DE GRE(*ORIO » ^ . e nella classificazione provvisoria delle bantu. di Sierra Leone e persino colle Senegambia presentino qualche relazione Fra queste. Torrend. non in tutti i punti corrispondono con quelli dati da Bleck. bilita. London. : Torrend. Torrend. Pure. cU. » * Trtibner. xvii « There are some Banta enolaves in the Soudan. Dal lato di nord-ovest essi non si spingerebbero piu a nord della foce del fiume Old Kalabar. pill cio6 a nord del del 5° parallel o settentrionale. 830. Kegan Trench. op. Philological soienoe has not yet determined what is the exact relation of the languages of ». special* mente ' stabilite all'ovest. A comparative Grammar of South-African Bantu languages. on the Niger. Torrend A I. Trtibner.[3] M. Infine egli Ev6. NN. p. 245. da lui sta- afferma che la scienza filologica non sia la esatta ha ancora deterniinato quale colle relsizione bantu di parecchie lingue di tribii negre. . di Porrend ammette" che parecchie lingue della costa Guinea. tanto che le designa col norne di semibantv. London. p. 181 dettc) « gruppo del Volta.. anche da J. xvii.* I limiti settentrionali del dominio bantu. autore della ipiii completa e recente Grammatica sud-africana. menziona I'lbo. 1891. 698. ' 203 segg. della Basso Niger.T. 8. J. Sketch of the modem language of the Africa.

Si chiama con digene. 1897 tions. C. in Parigi. in « Actes du onzi^me Con(5'°% 6"°" et 7"-' sec- gr68 international des orientalistes. II lavoro poi si propone anche di rivagliare qua e la. Che se lo stesso riuscisse a determinare di un modo sicuro qualche affinita tra I'Eve e Ola. Noi vivi ci siamo esclusivamente fondati sopra materiali che abbiamo potuto raccogliere direttamente dagli indigeni del Togo facienti parte di una carovana di un 60 persone. d'altro lato. p. Bruce ed 6 native del Piccolo Popo ('Little Popo. Paris. die altri trae da fonti aliene. un moro molto intelligente.182 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE [4] Dopo ci6 non ci reca nessuna maraviglia di trofamiglia bantu nelle recenti es. II nostro indicatore principale e stato il capo di quegl' indigeni. Ma. come per preziosa ^ in qnella presentata nell'XI congresso internazionale degli Orientalist!. famiglia sud-africana. vare I'Eve escluso dalla rassegne sulle lingne africane. Abbiamo ripetergli le poi controUato le sue indicazioni. con nome ^ in- nome inglese J. Klein Popo. anche per questo rispetto.. diretta da Albert Urbach. I . ». * Anexo). ove accada. perche le nostre indagini sieno state possibili. la opportunita della nostra ricerca rimane dimostrata. che per fortuna conosce abbastanza d'inglese. Hoffi Nayu. fermatasi a Pa- lermo nel febbraio e marzo del 1899.). i fatti riguardanti la grammatica e il lessico. la sua importanza diverrebbe poco discutibile. da Rene Basset. e sara riconosciuta da tutti. 63 e sqq. che * Rapport 8ur les langues africaines. * Lo citiamo con « Br. sia con stesse domande dopo molti giorni.

Spemann. GIACOMO DE GBEGORIO con interrogare 188 altri indigeni gliele avevamo fatte. fabeln der Eingebomen (Stuttgart.^ H. 148-160). senza aiuto nessuna opera a stampa sul soggetto.. . Schl. cu- rammo II di procurarci le opere speciali ^ suU'Ev^. Schlegel. ma 1' opera fti compilata circa due anni prima di quest' epoca. Lo Znttehr. oceanische 47~64. Vi si trova una interessante raccolta di proverbi (pastesso gine 121-148) e di fa vole popolari (pp. geiat in « n. 1867. ritardo nel consultare queste opere perclife il non fe stato dannoso. Schliisiiel zur Sprache. Anecho. ». Solo dope che la carovana laHciava Palermo. perch^ 8ul soggetto. nostro lavoro si ^ cosi potuto corn- piere senza preconcetti di sorta.Mundart mit Olossar und finer Karte der Sklavenkilste. 1-2 Ij. Forma il VI vol. comm. B. Beitrdge zur Erforschung von Sprache Mnd Vofk*^ der Togo KoUmie (Separat. e cio6 "* quelle di Schlegel. che « das Biichlein will und kann keine gramraatik sein ». Lo citiamo oon « Henr. ^ Prietze. 1891. 1866. IfI Jahrg.(5] M. in nebst 8prichwH\ a. Lo oitiamo con « Schl.Abdruck aux Sprachen. ».. Neurici. sebbene la parte dedicata alia grammatica vi sia considerevole (pp. /. citiamo con < Pr. Lehrbuch der Ephe'Spraehe (ewe) Anlo-. afrik. Bremen ' bei W. Kudolf Prietze. il 26 agosto. di nella Corte degli Schiavi. sia della stessa region e del Togo. dtti Seminario dei Missionari evangelioi. Stuttgart libri scolastici del & Berlin. W. Ernst Henrici Dr. luogo marittimo a est della foce dell'Amu (Volta). Phil. e primo perche fondato sopra materiali raccolti in Africa.. II 11 libro di Schl. La prefazione e datata. ' ». f. merita ogni oonsiderazione.. per una missione evangelica. mit Wortertamtn. Valelt & Co). e senza il veicolo intellettuale di una lingua europea conosciuta dagl' indigeni. e Ewe un * J.und Dahome. modestamente avverte. da Keta.

177-268) assorbe grosso del volume. che coll'indice delle voci tedesche costituisce la parte principale (pp. Contiene infatti degli squarci mitologici. che ha.. 161-328). o possano essere stati apprez- diversamente di di come a noi il e accaduto di fare. ha come tale. che pure sce la nostra fonte precipua. XIX) che pure a BL. di frasi e proposizioni. terale e libera. Nayo. II ricco materiale sintattico. Essa mira. che offrono Henrici 1 . del capo della fonda sulla lingua costitui- carovana del Togo. zati Ed e poi ben naturale. a causa della sua data piu metodo piu semplice di e sicuro. accompagnati dalla traduzione letAnche questa memoria. L' indole stessa del libro esplude dunque le indagini comparative. del e pratica per le scuole missio- Darie riesce T opera di Henr. Mentre 1' « Abriss der Grammatik » occupa ben poche pagine (99) 1' « Uebungsbuch » (pagine 41-176). che certi fatti possano essere sfuggiti ad Henr. IX) all'esercizio della lingua. che abbiamo cortesia dell' autore. che noi ci propo- nevamo. sia appunto lo stesso Hauptlich. Anche piu comoda recente. C. Bruce la » (Henr. che facilmente occorrono nel il discorso parlato. della esattezza e nitidezza dell' edizione. bensi da quelle del folklore. noi genannt servito J. che ha annessa una abbondante raccolta redo. (pp. si potuto avere dalla dopo che il nostro lavoro era quasi ultimate. e infine anche a causa del cor- una minuta carta geografica. delle parabola e ben 117 proverbi.184 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE [6] glossario del dialetto Aiilo. come dichiara I'autore medesimo (p. Neppure memoria di mira ad illustrare rEv6 dal lato glottologico. quali quelle. Degno nota e anche ci6 che fonts precipuo a cui « attinge Henr.

. tale 5 in a-/e-to 'pro- prietario. non a-w'u-nu. non ar-w*e-to'. ai lettori alcuni piCi esempi di costni* che e uno poi avver- zioni. J.. ci obblighera a ridurre la nostra piccola rao- colta di di ofiTrire. esfttto schizzo glottologico di Fr. che qua e la son voce ' citati dal Miiller. oltre « che » iiyide anclie si assideke. alle Riguardo per es. e noi suirAnedio. forme grammaticali non ci risultaj i*a- che il rEv6 non distingua nei nomi se non ramente plurale dal singolare. sebbene non c' impedira un giorno. non per6 mai Parimenti il asieke mano dice assi non mai asi. Lo niente. necessariail pu6 solo die sia. die forse provengono da cib che egli a ionda sul riscon- dialetto di Het'a. E giovi die il inateriale sul quale soltanto ubbiamo tbndato le indagini. eseguite diret- tamente nella lingua parlata. utilizzare lavoro di Schl. t\ . ossia ' Tale 6 pure il suono die e in a-/e casa '. die iiivece figustati intro> si rano nel detto sdiizzo. che funge da particella di ge' ' che vale suo di lui '. tale anche in a-f^u-nu spiaggia '. e che forse saranno dotti per contusione in con c. una piccola inesattezza. cioe con / labio-labiale. Miiller. Ad nitive. GflACOMO DE GRBGORIO 186 e Prietze. tire. « nove dice Ev6 . la tc'e. landslord ' '. e es. Esso rappresenta un suono molto piu raro di quanto parrebbe dasegno ir' tradisce gli esempi. atte a far rilevare particolamiente se esista ai prefissi. non a-u'e. viene profferita coUa iniziale sorda dai nativi. in esse la concordanza rispetto dei caratteri della famiglia bantu. Per es.s nfe z.[7] M. proviene da nostre raccolte. poiche trovianio co- . Cosl noi non triamo nessun suond simile a . frasi e proposizioiii . che noi abbiamo consultato. die per presenta in qualclie punto delle incersi tezze.

di cui ci si occupiamo. ocean. 7. Qualche altra diversita nei risultati non viene. * libri di let- dobbiamo rimandare ai cenni datine da Basset nella memoria ^ precitata da Henr. I Jahrg.. alia lingua. e alle pubblica- zioni o opere manoscritte in Eve (favole. Ma noi. ci siamo attennti alle osservazioni diretta- mente Togo.. Op. traduzioni della § 2. stesso vocabolo designar e.. 8. ^ e principalmente da Christaller. Ma ogni lingua Op. 7. certamente. istituite sulla lingua attuale degli indigeni del Qiianto alle pubblicazioni. non e e dipende dal criterio cLe adotta per denominare le lingue oriental] Dato anche che neir uso di resta se i tutti gli autori si (il accordassero unico alfabeto fonologico che tuttavia un desideratum per della scienza). ad e infirmare I'ottimo schizzo lingaistico di Miiller. Considerazioni sul nome della lingua. Sprachen. I . afr. resterebbe a fare la scelta tra le varie forme. 186 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE la [8] munissima formazione mediante il suffisso o. resterebbe a vedere dialetti della nostra lingua impieghino proprio lo questa . Bibbia). 56. La scelta del nome da dare facile. europea traduce le denominazioni ' cit. clie del resto e fondato sui dati di Schlegel. * ' Die Sprachen des I. p. 6. u. in Zeitschr. nel caso ne- gativo. d' indole semplicemente filologica. f. dizionari. cit. come naturale. H. pp. 65. p. suir Eve e i suoi dialetti. tura. Togogebiets.

perche. eiM e azighS. oscilla tra ma Oust volendola ew^. non riproduce esatta- denominazione indigena. GIACOMO DE OBEOOBIO 187 delle lingiie noii lett^rarie colla propria grafia. si e adottata produce questa questa via s' denominazione. non pu6 punto tralasciare. e si quando tratti di 8uoni special!. che riesce il ai loro alfabeti nazionali. fatta astrazione dalla ficata. Cosl * tradurre in altri autori. cit. inglese. Ed e pur necessario far noto.t9] M. Lepsius e Mttller adottano tale forma. si J. sebbene che w abbia inglese valore nel tedesco. seppure qualclie italiano ha prima di noi menzionato questa lingua. ne«suno ne ha parlato di proposito. denominazione indigena. che resta poco giusti- Con form emente. una grafia che riPur troppo per6 per incontra lo scoglio della varieta degli al- fabeti scientifici e dei var! critert di trascrizione. pronunziato come fanno piu degl' Italiani. Coai ' Op. per quanto paia di poco conto. . coi segni che possano rappre- sentarli quasi approssimativamente. che. che ev^. costretti di cui Appunto per ci6 gli autori francesi sono amraettere una duplice forma. si ad Tuna accosta alia pronunzia inglese. Schlegel stabilisce la denominazione ev-'e^ procurando stessa rappresentare coU' alt'abeto di Lepsius la Fi*. e necessario i noi italiani potremo scegliere tra ev6 ed eM^. forma 6ghe. 203. eoue ed er^. Ma mente la dichiarare. p. inglesi e tedeschi. B. nei raoderni libri tedeschi. e I'altra alia tedesca. Tale qnestione. e anzi stabilire ev4. specie in quelli destinati alle Missioni. trascurando lo spirito aspro sul to impiegano semplicemente consona iieir alfabeto la formula diverse etoe..

renza tra ewS (pron. il fonemeno nicht stimmhaft Si trattera dunque di varieta dialettali. molte volte in diversi giorni il nome della sua lingua e ci . 2. il ci6 che del resto anche si Schl. 5.. che col sistema di Lepsius. Cosi a noi e venuto il sospetto. concordi con quelli degli altri autori. 'sole\ nome della loro lingua. pur patrocinata da Christaller (senza poi dire di eohe). Christaller ist ^ espressamente afferma. ew'e. mentre * Op. 6. 'due'. eue con ?/ semivocale. sia poco anche Henr. cbe per fenomeno mediano tratta di una continua esclusivamente labiale. nell' atto di produrre il suono. mentre Henr. ne la lingua hanno punto gioco. i Ma noi ab- biamo r obbligo di far noti nostri risultati. ed eve {v labio-dentale). [10] avviene che Schl. ma si che questa differenza non dipende da abbia un suono sordo. un sol giorno il nostro indicatore non e fu per6 quando.. e riuscito di oonstatare. biamo trovato che ew'e i Ora noi abnativi del I^ein Popo fanno difleit. o no. afferma circa questo punto. che ci6 che Schl. Christaller ephe. qualifica p^ come una tenuis^ aspirata. Circa la vibrazione delle corde vocali. zava a mostrarci la disposizione degli organi della bocca.188 SECTION LANGUES DE L'AERIQUE ew'e. notava.. adopera Pr. 4. in cui ne i denti. Tutte le altre volte per6 proffer! il suono sonoro. Ma e « un « reine Hauch scliweigend ». Noi abbiamo fatto ripetere al nostro indicatore Br. adoperi ephe ed ep'e. n. cit. si storla produsse . cioe che si tratti di esatto. 1 . che stabilisce per ogni singolo suono unico segno. p. da noi richiesto. siano. non pu6 convenire la grafia ephe. che in ew'e Certo e poi. p. ci6. * Die Sprachen des Togog. che ».

vige tuttora una de- Accanto ropei. Ma pur troppo linguistiche.. ai nonii indigeni. serie bero / e Tali letterario. Ha per6 r inconveniente basarsi sopra la lettfera . possa rappresentare der Pvstelant Hchlechtin ». di un tnero 8oifio. ed lia il vantaggio di essere anclie adottatu. nel corso deiropera. tratta. GIACOMO DE GBI-XiORIO 189 si tratta di iinico suono. sareb- di studi glottologici. letteratura. da questo pnnto di vista pare piu conveniente. e anzi ' diciamo. di questa V. Se esistesse un alt'abeto sale. ciascuno dei popoli eu- dominatori o colonizzatori. II segno p' adottato da Henr. nella denominazione della lingua.J [11 M. di scientifico di uso univer- sarebbe il caso di appigliarvisi. che si una fricativa. Inoltre osserviamo. che per i nomi di tutte le lin- gue senza proprio alfabeto e senza per plorevole miscela. specie quelli delle lingue africane. o per date famiglie Secondo qnello sorda e di Techmer. cio^ « also p oollo spirito aspro sovrapposto. 15 atierma solo ohe il suo segno speciale. destinata accor- a rappresentare una esplosiva mentre tutti ci diamo nello stabilire. ha creato dei nomi * Henr. clie noi per6 abbiamo udito Honorizzato. nel caso nostro. per quanto libri di i*i- levasi dai titoli datine da Henr. nei traduzione della Bibbia ad uso dei Missionarl di di Brema. . i sonora. segni per6 non esistono in nessun i alfabeto dato pure die suoni da essi rappresentati possano sporadicamente esistere nelle lingue nostre. tutti gli alfabeti scientifici servono per un date ramo segni per le fricative e labio-labiale. |?. p.

i nostri geografi. eice. p. viene appel(it. che a tale forma cominciano a dare Garollo. ad est dal territorio del Yoruba riba). noi italiani possiamo bene adottare deno- minazione sordo di eve. e di accostarsi all' grandemente.. Lingae del Togo. Henr. a cui fa capo anche Cust. 511). I'Eve occupa una non grande regione della Guinea Settentrionale. se a chi crede suono ef^. p. vantaggio di rappresentare a capello eve e il ted. p. anche per la preferenza. Chwee) dai nativi VAkra viene abusivo la al appellata Ga.ci decidiamo per evS. vol. in SECTION LANGUES DE L'AFEIQUE conlbrmita all' [12] indole della propria lingua. mentre lata Cui il nome indigeno . Milano. Uno gguardo alia tei-ra. 1886. Secondo lui. con questi due nomi. § 3. . 248) avevamo adottato la forma eue. Glottologia. Ciui^ ingl. ewe. ora . Cosi la lingua parlata nel Yoruha o Yariba chiama appunto e Oku. limitata a sud dall'Atlantico. ohe ha annesso alia sua opera una dettagliata mappa. (Cfr. il della il fricativa pu6 sembrare da posporsi ad ha sempre tr. la lingTia detta Tshi o Odschi in Europa. oltre che per le ragioni addotte qui nel teste.190 speciali. Hoepli. ^ la quale. specie poi per la grafia. Gott. II.. I'Eve stende dalla foce dell' Amu Ma sine a Kpandu in- ' In altra opera (De Gregorio. a ovest dal fiume (o Volta (Amu). Vallardi. ingl. Milano. Invalso ormai questo dritto. Regione delVEve. indica confini piu si precisi. e in dipendenza di circostanze di varia si natura. Secondo Schl. per quanto sembri. Ya- a nord da confini non bene determinati. es.

16-33. in Zeitgchr. spiaggia). nel Gruppo del Volta. in modo da comprendere il Dahome. GIACOMO DE GB|XX)RIO li. Die Sprachen dea Togoij. una certa indipendenza. " Die Adelespvache im Togogebiet in Zeiischr. e go.. * Christaller. a oriente s'incontra col Yoruba. Notiamo di passaggio poche consonanze da noi av- vertite in alcuni nonii numerali. come e messo pure da piii Cliristal- Sulla lingua Adele. cit. a quanto pare. la quale da parecclii anni e sotto il protettorato della Oermania. ad es. 5 86f»::. p. L' Eve ni-de h letteralmente otto (e-h%) uno {e-dde)\ parimente I'Adele : otto (nye) uno {eki). 191 clusivamente. di segue verso nord-est la oatena dei Akposo sino a incontrare VS" parallelo. cit. ma a p. TAvatime messo prima da Henr. Ivi esistono delle lingue sorelle dell' Eve e delle lingue. L'Ev6 e la principale delle lingue parlate nella regione del Togo ^ (da to. pp. spingendosi verso est. ^ Christaller ha scritto una memoria speciale. perche noi troviamo. 2 Adele. che presentano. ler. 2) della regione dell' Eve. . e poi monti e ascritto tra' cosidetti Agome isolotti linguistici Henr. p. NelU carta di Henr.. Ev6 4 6 Adele ena id e—ne Or-to 8 9 e-ili nye iijieki fii—de Quest' ultima forma presenta nel secondo element© una consonanza nyeki e di ordine ideologico. si trova segnato invece Adeli. che e la settentrionale. I. Le relazioni tra queste lingue meritano ulteriori studi. fiiime.[13] M.

1874. ascrive 3 sottogruppi 1. come bene osserva anche Ciui coi Mtiller dialetti nulla importando che ec. quello del Niger (Yoruba.). e I'assoluto distacco in altre. in certe parole. {Wolof^ Man- dingo. che rasenta la identita. portiino avvertire. pure crediamo op-. il h certo I'Ev^. lo Ga sieno lingue affini. si . A. 2. Ephe. J. quelle del Volta {Tschi. che le diversita lessicali tra queste lingue sono notevolissime.: . etc. G. Le nostre indagini su questo punto ci conducono alle stesse conclusion! di della Henr. quelle della Seneganibia occid. Ga. a causa della sua fedelta lo al tipo originario. etc. Dictionary engllsh Tshl-Akr^i. Per ispiegare Ciui e la prima.) vart suoi di (Asanto.. etc.) Nel 2° sottogruppo la lingua piu importante per la scienza. che al gruppo linguistico. ' Cfr. Parentela col Ga (Akra) e col Ciui (Tshi. Sebbene Fr.. detto Guinea Settentrionale. I .) 3. potrebbero vi e supporre delle 1' vere infiltrazioni il ma non dubbio che Eve. Rispetto al lessico ci6 che a noi ha recato molta maraviglia e il contrasto tra I'affinita. sia parlato da circa 4 milioni uomini. Ibo. Miiller abbia stabilito un gruppo delle lingue sopra nominate e dell' Eve. relazioni colVAcd (Yoruba). Basel. Christaller. dell' ' e che I'Acu si mostra il piu lontano parente Eve. 192 SECTION I^ANGUES DE L'AERIQUE [14] § 4. Odschi). per es.

Actu t/M XH<** Congris lits OritiUmlutt*. che adotta u^o maomettano. sebbene anche il Miiller lo istituiBca. GIACOMO DE GBEGOBIO le indugiiii 198 da noi tatte in base alhi lingua parlata dall' indigene Thomas. oscnipi.sso akrun 10 eua edu nyorima . per queste 6 mirabile tra lo Ciul e I'Eve.—iio as6n aiyo kpa no 8 9 ejo kpanyo nalin (i. la Invece. Dui giorni della ci 1' sL'ttiiiiauii secondo il nostro in- dicutore avverte\ niancano le denominaziuni nel Yocorrispondenza ruba. Per TAcii f^Yoruba) i e 10 presentano forme attini. Solo numeri 3 . tratti dai nostri spogli. ci Hono riuscite negative e anche poco noddisfacente ci ^ riuscito il confronto tra' nomi numerali. A oil 1 Evt e-dde e-ve e-to e-7ie CiDi e ko Ga eko eici V 2 3 eji e nu enu ete eta e 5^ 4 6 6 7 e/ri a ndh edfe anu efa dje V a-to Or-de anum asia entniw ekpa da-dre e-ni ni-de t. - Tuw« U . mentre dello il Ga in genere sembra pociii avvicinarsi all' Eve piii Oini. nativo di Lagos.[15] M. Eccu alcuni III.

ta Onyama sika a-hua e-kjjlo oku tavola okplo able opon ab-urow frumento leone anello e-bli V ja-nta ple-iigo dmta bleko gyata preko sd sega sa-ka sao I .4d4 SECTION LANGUES DE L'AFKIQUE 1101 Eve Domenica Lunedi Martcdi Mercoledi kvasi-da V Ga Jtoijba Ciui kirasida jo-da hla-da dm dmfo •so daoda bendda trnkuda iku—da Giovedi yawa—da ji-da so yawda efida Venerdi solid Sabato me mle-da ho memeneda cipuUa sacco Hole sa-bu—le sabola sopradd kotoku V ko-to-ku m kotoka m e-tve hulu owia Dio oro battaglia Mau sl-kd Maaa Uka.

v-vji) distin^eva cinque nord est. pp. Br. 11 nostro indicatore. suddiviso in b) a) dialetto c) tanino a nord-ovest. Keta. perch6 Henr.. Tale distinzione e se^uita che aggiunge qualclie dettaglio sulla denostessi. varieta da noi principal- ' Op. (ilACOMO DKtJRBiiORlO 195 J i^ 5. Pheda-Pla (Whydati-Grand Popo). Schl. il dialetti: il Ma/i ' Mahec delle carte) a Weta fWliydah) da Gust. Dahume. esso non presenta poi delle grandi la differenze coll'Anecho. ^ nella laguim di 2. ri- duce a tre 1. specie in Africa.iti (kW Kvfi. e rAntuii. la forma italiana anglo la rappresenterebbo lueglio. comprende I'Anlo. riputazione di maggiore purezza e '* sebbene.: rn. monanecho a I'orientale distinto in a) Mechi. I'adotta. Adottiamo qnesta forma per la denominazione del dialetto del e Klein Popo. b) Dahome. per quanto ci risulta. c) eplie nel centro. pp. il mediterraneo. come tutti i del resto e naturalissimo. il numero dei dialetti clie I'occidentale. cit. siid-eat. 203-205. l£a qnesta verrebbe a confondersi con anglo anio^ ' ingloBe . minazione de^li Oppurtunaniente pero Henr. la * Siccome pronunzia Indiana di questx) uomo i"oca una nasals guttnrale. il rAnfue ad ovest. M. I'AtjIo nella costii occidentiile. Difjp. 3. * nella costa orieiitale. ci avverte die ogni cen- tro di abitazione presenta delle piccole particolarita di proniinzia. Fra dialetti. I'Anlo gode ormai una certa nobilta. e perchS comoda anche per U . ' ed i perci6 preferibile che ^ ancbe di uso pid coinnne presso ' gli antori tedeschi.

detta anche Fo.19fi SECTION LANC^UES BE L'APRIQUE [18] raente studiata. . M. Soltanto. o Fogbe. 1879) del missionario francese Coardioux. per es. sulle particolarita dell'Anecho cfr. GiAcoMO De Gregorio. tedeschi. che e nell'tiltiiua sillaba di questa voce. * V. stampa italiana. Del resto. in cazioni a stampa. Anlo sono molte pubblidel Mission ari esercitata si ad uso ^ della societa Ma 1' opera di costoro e anche sulla lingua del Daliome. sebbene solo il ch tedesco abbia un valore presso che uguale alia fricativa sorda gutturale. Henr. 91-92. il Dictionnaire abrege Francais Dahomeen (Paris.

(Dr. (F. A. 129 Srction du Monde Musulsiax i ^ Poche parole sul movimento reli^ioso del giorno tra Musul135 maui del nord dell' India. (Ignazio Guidi) Eine Tyrische Weltgeschichte des siebenten yahrhunderts. (Prof.INDEX Section Si^viitique Voci di origine araba nella lingua delle Baleari. l' Afkique. Baumstark) 117 Note on the Evangel iarum Hierosolymitanum Vaticanum and the origin of the Palestinian Syriac literature. C. Eve » in base a dirett*' osserva- (M. (T. Des premieres origines du peuple Edouard Montet). 143 151 Sul culto dei santi nel Marocco. . Arnold) De I'activite litteraire chez les Arabes. (Dr. TArciduca Luigi Salvadore Crli d' Austria) 1 antecedenti della Cabbala nella Bibbia e nella lettei-atura talmudica. Giacomo De Gregorio) 179 . . The name of Samuel and the stem strow J. D. Burkitt) 119 Sha'al. (Emir Chekib Arslan).) d' Israel. Section Langlks dk Sulla Btruttura della lingua « zioni. Morris Ja127 Ph. W. (Edward Westermark) . (David Castelli) 57 La cronaca di Galawdewos o Claudio re di Abissinia (1540Ill 1559).

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ACTES DU DOUZIEME CONGRES INTERNATIONAL DES ORIENT A LISTES ROME d899 .

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LrNGUISTIQUB GRfiCE ET ORIENTE ^^r FLORENCE SooiiTE Typogbaphiqde Florentike Rus San Uallo. 3S MDCCCCII .ACTES DU UOUZllME CONGDflS INTERNATIONAL DES ORIENTALISTES BOME 1899 TOME TROISIEME (deuxi^he partie) SECTIONS: MYTHOLOGIE ET RELIGIONS.

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416 seq... I . — Tnme III iJ ' I'm . See Rieu. 544 seq. Suppl.). 467 seq. that have reference to Arabic Philology in general and to its ditferent branches. liolds a conspicuous place among European libraries of Arabic literature and has some distinctive features of its own.. in particular. Catalogus Codicum Mnnuscriptorum Orientaliuin Museo Britaunico asservantur (aft6rward. 440 seq.. 003 seq. 754 seq... great value During the last thirty years importance have been added. 440 seq. The Collection of Arabic MSS. Besides its there brilliant set of historical and geographical MSS. Supplement to the Catalogue of the Arabic Manuscripts in the British Museum (afterwards quoted as: Rieu. Rhetoric and allied and importance lies in subjects. 266 seq. ActtM du XII'"* Congrit dM OrUnlmHat»». 181 seq. in tlie British Museum London... is an abundance of rich and rare MSS. thougli one of the youngest.ment a l\ kfx'tiox nr moxdk mthulman) ALi IBN HAMZA AND HIS CRITICISMS ON FAMOUS ARABIC PHILOLOGISTS.. 565~629. of Compare Rieu. many works of and now its main * two distinct directions. 466 seq..(ki. Lexicography. 692. pp. Catal. 679 seq..8 quoted as Rieu.. Catal..im'l<5.. 689 seq. ' "^ In this respect tlie Collection. 739 and Rieu. 227 and Rieu. SuppK. Grammar. . pp. ' seq.) qui in pp. pp.

b. see Rieu. There are two that have attracted cial attention. first. the libraries of Alfred Freiherr von Kremer ^ in 1886 and Ed. Or. 842 (Or. 126. repre- committed by the learned in the spelling and pronunciation of rare words and proper sents a treatise on errors names by Abn Ahmad al-Hasan Ibn 'Abdallah Ibn Sa'ld. Ta'rikh Al-Islam b. viz. See also It is also very rich in Preface. Suppl. * an eminent philologist of the ' * See Eieu. Preface. 177. which have been incorporated in the original Library". Ibn Khallikau no. though of Arabic literature are represented. 302. Suppl. 4154-4219 and 4618-4657. p. FlOgel. * MSS. 382. bear upon philological questions are particularly noteworthy. Bughyat alwu*at fol. Suppl. my 'Ali spe- the Kitab al-ta^hif by al 'Askari and "ala aghallt the Kitah al tanbihdt al—ruwat hy Ibn is Hamza. II. 254. 573. William Lane in 1891 and 1893. p. II. Or. fol. relating to the origin and early period of Islamism.6 SECTION DU MONDE MUSULMAN [2] which Dr. * The main references are given by Rieu. called al-Askarl. viz. Ansab al-Sam'ani. Rieu has given a full and graphic description. iashlfdt-literature. G^schichte der Arabischen Literatur. p. viz. II. Haji Khalifa vol. 166 48. Or. which formerly all belonged to Freilierr von Kremer. Slane's translation. vol.j*^)\ i-jlxT. YII. Comp. 3004-3201.^ In the series of important MSS. 390 al-SuyutI.represented in the different both in Europe and in the East. p. Rieu. = de fol. which very poorl}. 8084) p. pag. Brockelmann. p. 415 . vol. The properly called <wAa^\. p. ^ branches that yet the MSS. I. See also Preface. no. Both belong to the as a whole libraries. I. Grammatische Schulen der Araber. Suppl. has gained fresh strength by the addition of the very valuable and interesting collections of two of the greatest Arabic scholars of the nineteenth century.

p. H. Rieu. Annales Muslemici. II.iif work on dition and what was required by men of letters. PAUL BR6*NNLE . Ill. vol.. Mas. Part these references are given. a pupil of * rious instances of the trouble the ancients took in ascertaining the correct form of doubtful names. Ehizanat al-adab. vol. in two separate works. * II. VI. vol. vol. 293 and Abn Bekr Muhammad Ibn al-Hasan Ibn Duraid. . 19 b. Biographie Universelle. 578. I. p. I. 385. Specimen. Anbari Tabakat al-udaba p. p.[3] DE. de Sacy. 261 seq. Gfenealogische Tabellen. Bibl. Al-Zubaidi. I. p. f**. Fihrist p. 139. in Gotha. ^\.^. Brit. no. V. voL VI. 258. Ibn Khallikan. Catal. p. p.. 64. He says: ^ The author starts by giving some cufourth century of the Hijra (he died A. Grammatische Schulen. II. I. Casiri. vol. Pertsch. 382). Escurialensis. 192. p. Fliigel. 149. 33 seq. d. Rieu in his scholarly and concise manner. The substance of his work has been given by Dr. Hdschr. p. Arabische Literaturgeschichte. vol. H. The most important of them are: Haji Khalifa. pp. 365. the autlior also states that he has compiled a sive comprehen- and has been requested by learned men in Isfahan and Rai to extract from it. p. no. The * The references for this excellent philologist and poet are very numerous. what concerned the students of TraTasl. XXI. p. 842. vol. and 241. Eichhom. Joardain. Gesch. Tabakat al-nuhat (MS. Mas'udi. p. vol. 376 and note p. Contributions towards Arabic Philology. De Bossi. vol. ^^ . Wf*>t** .) p. no. p. 25<)4. 322. p. Dizionario Storico. p. where mo«t of Comp. and 136. 313 and SchafOten. vol. Anthologie grammaticale. 131 p. 7 was born A. f*»p|J seq. 307. p. p. VIII. 20. 101. 111. p. p. Arabico-Hispana I. Brockelmann. 87. Abulfeda. Abu'l-Mahasin. 25 and BrGnnle. fol. Hammer-Purgstall. WUstenfeld. Repertorinm. Suppl.. arab. Hamaker. 648 =: de Slane's translation. der Arabischen Literatar. Rieu. p. Compare also Boisen in the preface to his edition of Ibn Dnraid's Maksura. Muriij al-dahab vol.

ot tlie poems of Imrulkais. a? far publish only the this same interest.£|.: Difficult passages of the Hamasa and their con-ections.8 SECTION DU MONDE MUSULM AN The work.s have therefore decided. fol. 96^-158^: Difficult passages of the ancient poets and their corrections. cannot claim I in all its different parts the . di- vided in Babs. fol.-57b: The doubts of the Basris. a table of which given in the preface. Zahair. namely fol. 95^-159^. Equally great value attaches to the second Tashlf' workj to which I have already alluded pose to publish in full and which I prowith a running Commentary. which is is [4] latter is the Kitab al-tashif. 29i. to more interesting portions. . Al-Nabighah. work is con- cerned. fol. 58^-87^: The doubts of the Kufis and their corrections. and at considerable length. 4A*i^l ^IaT ^y^ v^:tfVjwaj_5 J^S^jit-i U^V itself The main interest of the work concentrates in the extensive section fol. in which the au- thor treats separately. 159^-1691. Tarafah and other ancient poets and these together furnish ample material for the criticism of the context of their respective Dlwans.

Comp. fol. V. I . 166. The author starts by relating various anecdotes in connection with philologists with whom it was a constant practice mutually to point out and correct each other's mistakes and then separately mentioned he proceeds to criticize the following eight works. * Ta'rikh al-Islam. 48.parts of which are by Htlji Khalifa. Arabic Catalogue. Tliis author. p. 375) and belonged to the famous circle He was a great friend of the renowned poet al-Mutanabbl. also called ijiij refutations. 162. Mus. 144 h. the single . that gatliered round Saif Al-Daulah. On Dlwan of al-Mutanabbi he wrote glosses. and its various branches are touched upon in the course of difluse criticisms. with his full name Abftl- KAsim (or. 446. Hajl Khal. whom he received in his house. 328. I. 781ft and MS. The main the famous * work of 'All Ibn Jfamz(t. Rieu. pp. 868 and Rieu. 333. * is a rich storehouse of information. Abn Nu'aim Hamzah Ibn 'All al-BasrI. Rieu. Bu172. VI. which however have not been preserved. IV. H. was. more particularly as regards Arabic Philology. 572. by 'All Ihn Ifaviza al-Baxri. • p. 572.^IaT critical observ' ations on the mistakes of philologists as he called *. LaJUI oL^C^^' . fol. the 'i\jj}\ PAUL BRONNLE iS- » viz. Or. an eminent philologist of the fourth century of the Hijrah (he died A. Supplement. when he repaired to BaghdAd. a good deal of which is not found quoted in other works of similar character. 486 ft. This work is also valuable for its abundant quotations ot ancient Arabic poetr}'. the Kitah al-ianhlhnt. Supplement. ghyat al-Wn*at.(5) DR. like al-'Askarl. of the Brit. is by al-Suydtl.

fol. p. Tabakat al-udaba pp. 210. vol. pp. Comp. 46. insomuch as lost it gives in the criticisms fragments of the works. * Ill. who died A. 139-142. 210. 85 = de Slane's translation. Abulfeda. ^Y^p . Anbari. VV- . »^. p. 2. fur die Eunde des Morgenlandes. 31. ' The Nawadir Abn 'Amr ' Isliak Ibn Mirar al Shaibani. Ill. fl Haji Khalifa. . 28 37 . 116. V. p. Arab. who died A. Ibn Kutlubugha (ed. Fihrist.. Baghyat al-wu'at fol. William Wright made an excellent edition of this See on him Fihrist d. vol. Grammati- Bche Schulen * Araber. vol. H. Fliigel. Abhandl. vol.fl . For al-Mubarrad Comp. 6 . \y^' p. Ill. Abu'l-Mahasin (Ed. 572. Of the following five works two have been accessible made by good editions. MSS. p.. 182. Arab. * Y^^ and notes p. II. notes p. Brockelmann. Lit. p. vol. 3. 285. and notes 243. H. which of course greatly adds to the value of 'All Ibn Hamza's work. I. 40. [6] 65: The Nawadir of Abn-Ziyad al-Kilabi of al A'rabl. 282. Ibn Khallikan no. Fltigel. wo died A. whilst three are extant in good 4. ^ 317. 95. Grammatische Schulen. Mas'udi. v. I. l|J«— l|Jfl. Annales muslemici (ed. These three works afore mentioned are non-extant or at least have not been found yet. by Fliigel in vol.. p. vol. 213. p. 30. Ibn Kuteiba p. VA and p. Ill.10 SECTION DU MONDE MUSULMAN 1. Fihrist. 166. vol. V. 647 p. |«'V*1 p. vol.* The Kamil of al-Mubarrad. Abulfeda. H. Hammer-Purgstall. al-nabat by ^ The Kitah Ahmad Ibn Da'ud al Dlnawan. p. = de Slane's translation. p. p. 206 and 205). \ vol. Yuynboll and Matthes). See on 'Amr Abu al-Shaibani : Fihrist p. (there are different records about the date of his death. Reiske). Annales musle- mici. viz. Lit. p. 71 Rieu Supplement. . II. Ibn Khallikan no. *1 'I and notes pp. p.

Ibn Khallikto p. 118. pp. Part ' II. Gram- matische Schulen p. Hamaker. Fihrist p. 293. Arab. p. p. Comp. The Idah « al-Maiiiik by Ibn al-Sikklt. edited by F. Abulfeda. Tabakat al-udaba. Arab. p. and Rome. 85. 1260. p. Annales muslemici. 7. pag. . Leiden 6. I.11. Gharlb al-Mumnnaf b}' AbO TTbaid al-Kflsim Ibn Salhlm. no. vol. according to 291/ the MS8. Biographie universelle. vol. p. lV«i . Geschichtsschreiber. p. 42. p. 172 ande note 159. Tabak&t al-udaba. 2. who died a. Anbari. Arab. Bronnle. fJf^V— p^t. \\J^ p. Brockelmann. FlUgel. Wtistenfeld. Al-Zubaidi. VI. Contributions towards Arabic Philology. I. 93. Haji Khalifa. 164 j Brockelmann. 14.. 302 'Abd al-Latif 481 . Specimen. p. Lit. vol. p. vol. V^^ . 20 6. at Bolal^. p. vol. IkJdiyar Faslh al-KaUim . p. no. Al-Suyuti in vol. who died A. 282 and notes 248. pp. flAA and WB . at Cairo and Constantinople and in the private library of Count Kitnb Landberg. vol. Berlin 1876. of Berlin. p. tAA— t<!A .. Lit. I. I. Barth. and on the foundation of this edition there has more recently another one been brou^^ht out 5. Abnlfeda. Ibn Khallikan. 345 Al-Zubaidi. Part * Comp.. Abmad Ibn Yabya Tha'Iab. II.. 'Abd al-Latif p. f**t**f. vol. p. p. Anbari. . by Abn'l-'Abbas H. * Lit. H. p. 224.. Hamaker. 798 = de Slane's translation. p. 10 6 . Arab. Ill. Schafiiten. vol. H. Anbari Tabakat al-ndaba |jVV. Mir'at al-Zam&n. 80. fol. 108: II. \*^t** — h"'^. Hammer. [7] DB. p. I. pp. . 486. 27. FlUgel. * Of this most important work there are MSS. v. 244. IV. 443. who died A. vol. 538 fol. Grammatische Schulen. Ibn Khallikan m. Lit. Brockelmann. al-Muzhir. |JY^ . II. vol. Joordain. 325. Grammatische Schulen. 18. Annales Muslemici. WUstenfeld. II. See Anbari. Flugel. Contributions towards Arabic Philology. no. 167. Fihrist. Abu'l-Mahasin. Specimen. Tabakat al-ndaba pp. 107. p. no. p. 96. = de Slane's translation. vol. PAUL BROXNLE 11 work. and Bronnle. II. II. vol.

Husn al-muhadara. of Berlin. 126. VII. 89 6. Lit.. Mus. Haji Khalifa p. I. Part II. are in the British Museum fol. of which there are extant is niaDy and good MSS. X. 20 6. 167. I. Commentary and critical Notes. 831. 17. p. fol. pp. no. Bronnle. Bughyat al-wu'at (MS.. p. vol. I. Other MSS. 2041). 122. Rieu. furnished with duction. vol. p. vol. edition of this work. no. easy to infer the far-reaching importance of his Kitab al-tanblhai^ which oldest Cairo. vol. Muntaka al-'ibar (MS. 22 b: Grammatische Schulen. vol. Fihrist p. Flttgel. Of this work I am preparing an edition according to the MSS. Lit. Paris and London. 117. Abulfeda. The best and MS. 5. f^-^. " . fol. Specimen. 3042). the Arabic part of which is ah'eady printed and which will appear 8. For all the details as to this author and his work see Bronnle.12 SECTION DU MONDE MUSULMAN [8] An Cheikho. 332. fol. 365.. p. Anthologie grammaticale. 229: de Sacy. p. 131. Arab. * For Ibn Wallad comp. Brockelmann.^vr teal Mamdud by Ibn AVaUad. Or. Al-Zubaidi. ^ early next year. II. 446.Library has caused to be recopied. which are it is by our author preserved is Hamza. Part I . 827. Contributions towards Arabic Philologj^. Bughyat al-wu'at. 158-161. Suppl. Mus. ^ preserved in the Viceregal Library in which the Director of the. Al-Zubaidi (MS. 3006). Brock. vol. 137: Fliigel. Brit. Annales Muslemici. prepared in Bey rut by Pater The Kitah al-Mak. work. 23 and 47 seq. Brit. V|J . Grammatische Schuleu. p. IV. 233. 202. Or. Contributions towards Arabic Philology. From criticised this short list of the eight 'All B. who died a H. pp. fol. p. 155. Or. p. pp. is in different MSS. Suppl. p. Intro- Indices. p. See Fihrist al-kntub al-'arabiyqa al-mahfuza bi'1-kutubkhane al-khidiwiyya al-misriyya. and Part II. 10518. Rieu. BritMus. 100. vol. no. p.. Kamil. Arab. I. B^. vol. fol. Hamaker.. 221. 215.. 1308. pp.

But. The task of the copyists trying. which are compiled by conscientious and cribers. 841. for a satisfactory critical edition lies in the fact. They very seldom harmonise and frequently stand in diametrical opposition to one another. in the Pi'ivate Library of Count Landberg. but a clone and careful examination of tliem has shown me.. ' Neldeke in *' Zeitschrift der Deutschen Morgenlandischen (*e- eellsch. Suppl. it is rather difficult to give a good and accurate text all the more so. There i» therefore no lack of MSS. formerly belonging ' Freilierr vou Krepre- nier.(9) DR. is in which the original critical text is preserved as the case with the last five criticised books. 313 (1886). of the Viceregal Library in Cairo. A fairly safe foundation and base is given in those parts of the work. whilst others have been so frequently altered b}' different hands that it is utterly impossible to A make out with certainty the original readings. and the great difficulty viously belonging to Dr. vol. in the University-Libraiy " at Strassburg and another MS. was consequently rendered most very interesting to follow up the As a matter of course. as the skilled trans- matter stands. that is in this original MS. XL. a rather dilapidated condition. as the work is teaming with poetical quotations. good many passages are party obliterated and scarcely legible. that they have all emanated from the old and greatly mutilated MS. in which they deal with their subject. p. Spitta. . and it is manner and method. for the critical edition only those copies are worthy to be taken into consideration. PAUL BRONXLE to 13 in London. so that * See Rieu. ". 672 no.

to try to bring within his reach every source of inform- ation which possibly might throw light on the text. MilUer in Vienna kindly lent me the Dlwan of al-'Ajjaj. of the Hamasa of al-Bul. Prof. the Director of the University-library in Strass- burg sent ot me for my use in the India Office the '^ Dlwan Ru'bah Ibn al-'Ajjaj and some philological work and the MSS. pp. Through the kindness of different Arabic scholars I have been enabled to use a good many MSS. D. . vol. that the editor's task must be. vol. 313. w^hich are generally not so easily accessible. Das erste Gedicht aus dem Dlwan des arabischen Dichters al-'A^^ag. Lit. H.. 60. In this respect I made a special point of going to the sources as far as the unpublished Dlwans of poets are concerned. which is in his private possession ^ . Arab. 60. al-'Ajjaj and Ru'bah Ibn al-'Ajjaj. Mtiller in " Sitzungsberichte der Wiener Academie der Wissenschaften " 1878. p. H.. But there remain other sections. Brockelmann. underlying the criticisms. Gesellschaft " vol. The criticisms derlying the text olten give valuable hints for the right method of reading the criticised work . * Wien 1896. of the * See D. Arab. p. See Noldeke in " Zeitschrift der Deutschen Morgenlandischen I. I. yet there still remain so many riddles to be solved. regardless of trouble and loss of time. Leiden hersg. Bittner.. in the original text. is which nonun- extant or at least not found yet. Nach den Handschriften von Constantinopel. namely the criticisms on the first three works. Lit. some in the British Museum and the India Office in London and some in the University-library in Leiden.U we SECTION DU MONDE MUSULMAN are able to restore [10] many parts of the Manuscript with tolerable safety.ituri. XI. 335-342. Kairo und p. particularly those of Dhu-1-rumma. Brockelmann.

673. rule. one exception to this Comp. to these I had accefts in the Bi-iti^h Museum and in tlie University-Librarj' in Leiden respectively. and place an almost absolute stands our author.. 842. I have already dwelt on the great value which attaches to this work of *All Ibn I^Iamza with respect to both the various branches of Philologj' and the ancient Poetry. In striking contrast to this Qamza.[11] DR. 'All Ibn belief in the authority of those old linguists.* There is. So I liave done everything in my power to prepare an edition as good as possible with the materials to hand. The Arabs are as a whole of a rather uncritical disposition. PAUL BBONNLE 15 Diwans of Dliu-l-i*umma. For the philological side of the work I had the rich treasures of the British Museum at m}' disposal. and pointed out that indeed it ftirnishes some of the most systematic and effective documents of the ancient Arabic Philology. however. namely in his » . they receive the old traditions and accounts without much critical raisonnement. although belonging to the school of al-Ba5jrah made it a rule to be fair and impartial. no. al Ferazdal^ and al-Shammakh. and to point out the errors of the Barjris as unsparingly as those of the adversary school of the Philologists of Kttfah. The very first critical passage with. unjudicious exponent of the school of the In fact one cannot help realising that 'All Ibn Hamza. and enough for it must be said that as a whole he exhibits himself as and him to venture a greatest of the Lughawl's are good rather an Bassrls. Yet there remains still the question to decide wherein this particular value First of all. p. Suppl. in its pronozmced critical character. lies. Rieu.

that MONDE MUSULMAN [12] eopiouy on the Kamil of Mubarrad. amount ical. that we are bound to admit that his pronounced dislike. with which ster in philolog}^ I propose to furnish the critical edition. graph. of rich material. 34. . probably emanating from a certain jealousy of Mubarrad's high scientific reputation dragged liim too far and made him unjust. and as tar attempt a final decision. where a specimen of the work is given. historical all in fact. as Mubarrad. poetical. Contributions towards Arabic Philolog}'... one against the other. 115. Arab. Lit. to on which side the right really gain a bari lies. Brockelmann. Part II. For this purpose. to balance the views of the criticised authors and of their difi'erent critic. Bronnle. I.16 SECTION DU criticism. as it is preserved in the Libraries at Leiden. as is possible. he touches upon almost the intricate problems in which Arabic literature is so Specially noteworth}^ in this respect are the nume- rous references of 'All Ibn Hamza to the observations and remarks of other authors. 39 seq. I shall have to knowledge of the Kitab al-inmf by al-Anon the controversies between the schools of Basra full and Kufa. From the very outset he indulges in such scath- ing and sharp invectives against this consummate ma- and aesthetics. which are not known * Comp. 11. pp. In putting forward our author piles up a remarkably large and geographical abundantly rich. a masterpiece of deep and well-founded philological knoAvledge. though rather difficult task for the commentar}'. 'Ali Ibn Hamza. although even in this case we cannot refuse to him the possession of an exceptionally critical spirit. grammatical. lexical. ^ the Escurial his criticisms and Constantinople. It will indeed be a most interesting.

which are non- extant or at least are at the say. that is to of Aba Ziyad al-KilabI ^ and. which. as Ibn al-A'rabi and aKShaibanI.[13] DR. are preserved neither great Arabic Dictionaries. Although one of the best specimens of the rich Naimdir-\\iQYQ. The main which I have already contains criticisms on three prominent works. the Kitrib al-tanblhnt most valuable contribution towards ancient strength. the al-AW(\hi two Nauadir-\\ ork^ and of Abu 'Amr (d-Shaibani moment lost. lies in the fact. however.«r/iV-literature. Saftifij the alr- the Tnj the Lisfni al-Arab. is abundantly and conclusively shown by the remains of tlieir works as pre- . which appeared Beirut 1895) j'^et the overwhelming richness it of the Arabic language renders ducts of this most desirable to bring witliin the reacli of the oriental student still other proiV^rtw.. At the same time there are to be found many poetical fragments. afford a certain guarantee that the Naufidir-hooks^ composed by the same. PAUL BRONNLE 17 to lis through other sources. Tliat this is indeed the case. etc. other hand. al-farld. the Kitab al-nabat by Ahmad Da'nd cU- Dinawari. that it Arabic Poetry. a careful in examination has shown me. nor in the great Adafj works 'Jkcl as the Khizdnat al-Adab. in less And from exhibits a this point of view.t\xYQ has been made accessible by a good edition (viz. w*ill open up and enlarge a new field in Arabic Philology. The names of such accomplished masters in philological matters. as the '^Arns. the Nawndir of Abn Zaid. neither are they to be found I have turned in well-known sources to which the hope to find out the parallels. on the b. to briefly alluded.

in order to give some idea of the character and aim of the critic 'All Ibn Hamza. to reconstruct these by disentangling their underlying clauses from the complicated and intricate passages of the criticism and detaching them from the context. that from -the general drift of thought and language observable in the preserved passages of the work. I have endeavoured by reconstructing the two first works to point out in each single passage which way the criticism sets in and show the point of view taken by the critic. Wissenschaften zu Berlin iiber meine arabischen Studien am British Museum zu Lon- don » I made a humble attempt works . we are justified in concluding. in as selected those parts to much as he has only which appeared to him particularly jet by the yery character need correction. Akademie d. as substrata for his philological critical sagacity. As to the Kiiab al-nabat. In my « Bericht an die Kgl. . no means richly represented either in printed books or in MSS. how much importance which is bj^ is to be attached to this conspicuous specimen of the ancient x^rabian botanical literature. by three lost al-Dlnaicari^ I scarcely need to point out at greater length. as the custom with these old Lughawl's. Although that author in his critical reviews has availed himself ot a rather eclectical method. At the same time. ''the book of the Plants'. be said. It must. however.18 SECTION DU MONDE MUSULMAN [14] served in the criticisms of 'All Ibn Hamza. and to link together these disjecta membra. power and of his reviews we are enabled to reconstruct many valuable fragments of these lost works. that al-Dlnawarl deals with his subject much more from the philological is point of view than from that of natural history.

will be edited in the course of the next years by Pater in Beirut. Gierz. and in my ) opinion it should be edited. and have thoroughly it for purposes of comparison with its criticism. in the first place be taken into due considera- . London staiitinople. undoubtedly studied the Brit. I have. Dr. Moritz. Dragoman MS. one in Constantinople Aja. as is tlie case with the Kitt^j IMi al characteristics main mantih by Ibn 'Obaidj al—Sih'kit. to add still some words about the last category of criticised works. for a forthcoming edition. Whereas the first two MSS. It is preserved in i three MSS. one in Cairo. namely those which are extant only in MSS. is one of the most noteworthy and complete systematic Dictionaries. Mus. are quite modern. Director of the Viceregal Libraiy in Cairo. and the authors criticised by him. the is in the possession of Count Landberg of ratlier an old date and must. Til us PAUL BROXXLE given in 19 after liaving short outlines the and most striking features of the relation which exists between the critic 'All Ibn l^&mzB. Cheikho according to the MSS. Mus. in conclusion. The second work. the GharJb al—Mti^aJinaf b}' Abf* and the Kitnb al-mahfir nal-mamdnd by Ibn Wallad. to the German Embassy it in Con- stantinople. The first of these. Cairo and Conis in Leiden.[16] DR. Escurial. according to the letters I have received on this subject from Prof. and from Dr. The best of these I MSS. Sofia private library and the third in the of Count Landberg. the Gharlb al-MiLmnnaf by Abu 'Obaid.). the pupil of al-Kisa'i and al-FarrA. (Brit.. the Mah ai-mantik^ the main work of the great philologist Abn Ynsuf Ya'knb Ibn Isl^alj: Ibn al'Sikklt... of Berlin.

that the print et Imprimerie. Brill Leiden. which will be published by Messrs. as a forerunner to am glad to add. as the original work of Ibn Wallad. I have that myself undertaken an of the Tanbihat. Wetzstein. Handlist II. But a close examinHandlist fnot printed * towards Arabic Philology". * ci- is already in an advanced stion The treatment of the maksttr-icd'l—mamdiid quewas quite a favourite one with the old Lufull ghawis. and I edition. in his short ^ and Ahlvvardt in the great Berlin Catalogue. As the MSS. what has been There are three MSS. no. to By for the best is that in the British Museum. . respectively in Berlin. Both.20 tion. to whom the MS. Arabische Handschrilten d. previously belonged. SECTION DU MONDE MUSULMAN In any case. 1720. 6940. and the Librairie devant E. state. vol. in Paris and in London. by Dr. for purposes of comparative criticism. * The book has now appeared uuder the title: "Contributions I. Luzac and Co. 1900. F. Part I^iden. I sliall [16] have to study thoroughly — of the whole section — the Kitab alsame time the makmr waH-^namdfid by Ibn Wallad — who belonged to last this work. Paul Bronnle.^ are looking upon this Berlin MS. ' Ahlwardt. both on account of other its age and its correctness. Kg). of this of summary woi^k. Bibliothek. I have been compelled to form an opinion about them which is rather contrary to that of their chroniclers in their various catalogues. Berlin. of the book. VI. and at the As to the third work of this category the Egyptian school of Arabic Philologists. London. London and Wetzstein. and in the Introduction to the edition I have endeavoured to give a written upon this question.

is tlie Introduction. although written by the same hand and with the same ink as the former part. is described by Baron de Slane as containing whole tlie work of Ibn Wallad. Coutributions towards Arabic Philology. but also the ahawnhidf the loca probanda which form. particularly The only * portion of this MS. and this in connection with the fact that the second and shorter. a Kitnb al-Mufiilly to identify. has led me for to the conclusion that the Berlin MS. but only an extract. Part II.^^ edition of this series » work by Ibn Vallad forms the title « Contributions totrards part of a under the in Arabic Philologyy which I propose to publish some * For the details CSomp. is totally left ation out. and a rather poor one too. The ^V. the Paris MS. Aetti dxi XII"'' CQttgrii dtt OritMmUtU*. the backbone of a standard work of Arabic Pliilology.. dhakkar ira't-Mu'annath. It not only greatly differs from the other two in the prosaical sections. BrOnnle. that agrees in the whole with that of the otlier two MSS. as it were. exliibits merely an extract of the original work. written lexicographical purposes. But he has overlooked the fact that the latter part of this MS. the merely grammatical portion of the work.[17 J DR. On the other hand. convincingly shows that the Berlin MS.. — ToiM III — C8*« Parti*) % . is in fact not the original work of Ibn WallAd. in reality contains the fragments of quite another work which I have not been able as yet But from its contents I think myself justified in drawing the conclusion that it belonged to one of the numerous works on tlie 'Masculine and Feminine'. are almost entirely omitted. PAUL BRONNLE 31 and careful comparison witli the two other M8S.

The lished series will besides comprise the two unpub- works of Kulruh both according to unique MSS. however. contained therein.. and. Mus. now complete on subjects which attract the critic's particular interest. and some other valuable treatise on Arabic Philology. of Berlin.. I methods think appropriate to annex a few examples. the criticisms of All Ibn Hamza. and of which I have had great pleasure striking features in giving in brief outlines the most characteristics to the and main Mu- hammedan gress in Section of the International Oriental Con- Home. treatises the criticisms are generally of very different length. critical it In order to convey an idea of the character of 'All Ibn Hamza's literary style and of the he has adopted in his reviews. and the Kiidb al— adddd. according to MS. 'book of the Times'. especially on the poems. of the Brit. grouped.22 SECTION DU MONDE MUSUL]\IAN [18] of the most interesting documents of the oldest Arabic Pliilology and to furnish the editions witli literary. the Kitab al-azmine. Constantinople and of the Escurial.Init is troductions. now short aphorisms. As I have pointed out above. the main source of Kitab al-addad by al-Anbari (edited by Houtsma) according to the unique MS. furthermore the Commentary Abu Dharr on the Biography of Muhammad by Ibn the unique Hisham. as far as Commentaries in extenso deemed necessarj^ with deahng with the different points in question. The main part. all the others are vols.. which forms such a notable landmark wide realm of Arabic Philology. according to the MSS. but always . will round which form the edition in two in the of the Kitab al—tanblhat. of the Royal Library in Berlin.

^'t^f*'. Wright) VYfl . * See Kamil (ed. J^^^J *°^ *8 ***** quoted in al-Sahah rflt and XI. 1. whereas in the second the critical zeal seems to be somewhat lacking. (formerly belonging Freiherr von Kremer).. Taj al-'Arus vt. Lisan aU'Arab. 8 . The first of the two examples which I ap- pend to the foregoing essa}*. 1. ftAi . read f>^' • * The verse is attributed to t^Uoj\ iji O^. ^A. Of all these eight criticized works there is none which has been so closely scrutinised by our author as that famous work of al-Mubarrad. II. = Cairo edit. particulary in its first part. ' * The Kamil reads «JJ«3 ^LRJu**)^ Most of the MSS.[19] DB. . 1. by S the Strassburg MS. \>\'B . of the Brit. by to K the MS. is taken from 'All Ibii yamza's criticism upon the Kamil of al-Mubarrad (edited by William Wriglit). in the notes is meant the Cairo MS. Mus. IV. PAUL BEONNLE 9B supported by a most liberal display of poetical quotations. * cU^I * "Ji^ -i^^^UVj ^M«=^5\ Ju:iJ\ l-Jl 4*5 IjU li^iftj By C. 18.

verse 6. Sura XIX. Koran. SECTION . jJ^I (Ijet <^j*C^ as Active).24 ^ W f . % . Kojan.. K and S read ^yA^ X f*'A^ ' MSS. Sura XVIII. tl "i ySj JUj aUU ^^^5al1 J^J^^ L^^iXo s>^^ ii^t ^^..^^cut^ The whole verse is mentioned in Lisan al-'Arab XIII.. . .1 [20] _ . verse 78. C and K yS^j^\ and Lisan vocalizes * This verse in also cited in Taj al-'Aius al-*Arab * * XX. DU MONDE MUSULMAN . )f^A with the second hemistich running as follows * ' MSS.

t . O^ ^ 4 ^ dT ^ O f\.j^L-A>»lj cJj >JM cr <. Sura XIV. ^y jlj*** f^\jj }j* i\^^ v-=. fl. Ahlwardt. where the second hemistich reads * Koran.[21] DE.^mJuJI «-^^ J^\ ^Ij Utfltf ^UV ^UM ^j •3)>>^^) ^^-« ''/t>^' U^J y^i^*o %\m ^y ^J^mij (»^^^ (^j]jj U A^ji\ t^a^ L«c!^ ijiAil Juft\ =* ^jojv J\j" . ^A6. Six Divans. Lisan al-'Arab XIV. 19. f*» . verae Comp. verse 20. « ' Koran. verse 27. . Sura LXX.^i'> U^^./ Jyb UC^ Jui>U3l O^ ^ jjjujj Sjs. PAUL BE6'NNLE i^\ *^ 95 jL-d IS^^ cfiy^. p.^^ * I^aJLc vjISx **oI^j ^j • Koran. Sura XIV.

\> 1. (ed.3\ _J^^ 4>>t\9* <^^> /r* S«^<^U^ ^ ^LJkJ\ * JUJ JU* UT u\^^3j v^3\ Ui»U ^^UlU The verse is by Labid and quoted Taj al-'Arus X. with 4^' . * K and C read J?^mJKld\ I . B. Ui. * The verse not contained in the Diwan of al-Shammakh (MS. S^b^i 0^^ 6] ' 59 :y^\j fcjLoV^ U^aJ^ Jv«L L>fi^3\ j^jP 3 . f*'A^ |J*i^ and Lis&n al-'Arab » XX.36 SECTION DU MONDE MUSULMAN [22] Jf\y«j J^ao yJKi Sj^ ^j\^^ ^'^ SJ^^ Uj [fol. Kamil Wright is p. t^^. for 3. Leiden)..

4mJI J^A l<^ ^^a^jXj * ' J^_^ J^ JJ^\ JU' s^^aTj C^ ^ * m ]^j ' s^7^ AaU 4 Lisan f 6^ ^ f a. Sura XXV'I. t^ -Aa)! Joo^ )ij Jl JUO Lf al-Arab . verse 44. The vera© 18 by V * I 0_8»> ^J' Kdmil reads ^-»ib ' K reads L^)^^\ * Koran. PAUL BR5nNLE 27 * [aj\JLii\ ^—-t*.il 'l-i^^ >W * jt\^i^S jj<^^ u^wkA3\ ^umJI^ ^4^1 _^«Jt^ ju^L. XVIII. .[23] DE. t6^ reads A*Ufi:^^»fl-«.

.28 SECTION DU MONDE MUSULMAN «' [24] ^of fti>^ v. ^ ^ X . 60a] »«>^^ (3 • J^y^ ^y^ *^^ o-* ^ ^^M-5 X -» -^ ^ \^ C T^ y ^9 I-^jJl^u i/^«>^^. a:^L^ 4 O^ X> * A ^ o-?^ v«:^-^j\j ^X V/ # t*^ o ^< . .^ ^j '^^\ [fol. %-«<>J\j ^Wj \*f.^lAj^j<i4^i liXtfi JUi Lu4M <^Ljt^ JL« s«>v.

. this part of 'All and the edition of worth will largely tend Ibn Hamza's to throw light on many difficult questions relating to botanical matters. 28J * The verse IT. as one miglit expect. PAUL BRONNLE » 2.[26] DR. as Arabic works relating to botanical studies are exceedingly scant}'. Lisan al-Ar«b III. ^16. XIII. \Y>^ and XIII. from the point of view of natural history. with diflferent variants. VII. ^|J«1 . yst . is also quoted with j^^^Y . y^^y^ ^)} ^ikjJ^ ^\ ifj^j [fol. But all the same the scien- result for this rather neglected branch of Arabic science remains a considerable one. work is the more important. It must however be borne in mind that it is written not. As the second example I short passage of 'All have selected a Ibn Hamza's critical review on Tliis the Kitnb al~nabat by al-Dlnanarl. but from a tific philological standpoint. «v^y»&) fore v^w «^i id Ttij al-Arus \^^ '. VII.

' Comp. p6^*' . ^-' -* > i *^ '^^'^^^ (JO A . quoted. f^t*"' ^^® hemistich running as follows f . 1. 'ilkm \jj^). »Lmm (T. f^t^^l and XII.^'^ ^' 4^j a^ss^jc* flail '. U^ ^o. but the reading of the Dictionaries >»>* is preferable. is ^*i^ where a similar verse by Ibn al-Rika' quoted ^V^U* ^ ol nii\ S'^^^ .Arab VIII. See also Lisan al. Taj al-'Arus VII. where the whole fi^'^*' verse is al-'Arab XIII.J^ Joi^ o^^-^ i^ f^^. j^k^*«\^ aiuo» ^\ Jj^^j t^**^4 *v^^ j^-^j >r>^ J^^^ ^ ^ " X "^ • ^ *• * The MSS.^>-^ ^Vl?. c.Jjij j^sswU Jyill^ Li». * K transponed fLi\j ^Ui\. read j»VC In . f*»|J. like Lisan and VII.|i' fL^\ A^ 0[^^ L^iL-^.30 SECTION DU MONDE MUSULMAN [26] J-f^^^l^ J-H^l^ Ja^A**\5 >^4!^ ' ''-^i^ *^^\ o\i.

VV^*. Md and XI. t^t * Also quoted in Taj al-'Arus I. 'Aiab in. PAUL BR6'NNLE 81 »\j^j::>l U 4SW jj^^S J^^Ui 4.lj^\ L?5 ul^^-« wTU^ U^AmJ\9 A^m.>^^W3\9 J"^^ s^>S^ AiyU« ' This verse is also cited in TSj al-'Arns IX. Lisin tor al).^vji4 »UI\ Z'^*^^^ (>^^ ^ - — ^t^lj ^3 i^ft . ^iY^V and III.». *^\ (everywhere with 0(V^^ QV*^/* .^ <S^*^ Lm^\ ^_^ju^ jj_^) ^'jjjyj -^j^ Jh^^ jUa^l J%a3\ iilul:*. \\^ and IV. ^\ Jlj-_5 'J^^t ^4^ 1>^Lj ^>^ 6oJ^ i. JUUi3t^ ^X^ '5. a* and Lisan al-'Arab XVI.[27] DB.

Paul Bkonnle. * The second hemistich runs in Lisan al-*Arab XIII.32 SECTION DU MONDE MUSULMAN [28] Jbl^l li\j ijjt^ ^^yf^ »>^ * Lisan al-Arab XIII. )f\^^ as follows De. ^.Y notes onl}^ this version of the verse. ^>«<»>jar>«C1KMci>'Sr- .

p. se demander: Que represente ici le signe simple? De prime abord. pour la la valeur y a premiere ' il Tequation de deux signes. Proe€9ding» XIII. est figure portant une momie * On pent Pour les deux pi-einidra de ces articles. lit qui. 123-188 et * Sphinx II. on serait peut-etre tent^ d'y voir le lit si frequent aux representations tuneraires. IV. j'ai eu I'occasion d'etablir. p. avait est de reconsigne naitre que. page 246 (Mars 1891). 1-10.NOTES DE LEXICO&RAPHIE EGYPTIENNE TROisifeME Article ^ UN SifiGE ET SON NOM. voir AcU* du X* Congr^ des OrientalUtet. bien juste des la partiaite exactitude de la lecture mnk attribute il par moi a ce signe. le plus souvent. m'a ete permis de constater. Dans un 8 ans. dans la plupart des cas. . tbis. Le second signe ayant Plus Ibis. il meme lecture. reconnue de mfik. ce dernier (5t^ trace sans Voiseau couch4. Toutefois. j'avais cru attribuer a Tautre signe cette tard. article paini dans les Proceedings. Session de G^enSve.

p. Sphinx II. cet ordre. Le Temple d' Edfon I. Guide du visiteur au Musee de Boulaq. o Horus. une le second est sans doute a rdgarder comme il sorte de siege. Mais quiconque examine le II les textes des basses ^poques trouvera vite que part dans la A^aleur mnh. inadmissible. corame dans Texemple qui ton se traduit ainsi ^ « Je place ton coeur hdti sur son tr6ne onak tre ou le parallelisme des membres mon- que les deux signes representent des notions synoanalogue a celui que nous venons : nymes. ^ . Si premier repr^sente un a momie. derniere explication par suite de differentes raisons. qui se lit sfer^ et celui qui se lit lit mak. p. nos annotations lexicographiques en fournissant en quantite. tinction absolae entre ce signe avec la momie le couchee. un siege en miniature qui semble reproduire sous forme plastique le signe qui se transcrirait mak. il y a au Musee egiptien du Caire. 796. ex. Puis. » . les coeurs du cycle divin a leurs trOnes mak le II serait facile de multiplier nombre des preuves de p. IjdH s'est joint ^ « Ton a son siege. Db Rochemonteix. 177. siege : p. note * Maspero. D'abord. y a un mot egyptien maket qui « a I'aide de notre signe et qui se traduit coeur ab sur son siege. k * mon sens. • De Rochemosteix. page 50. 114. Mais I'^spece de sopha qu'on a cru devoir construire h c«t effet est. ex..84 SECTION EGYPTOLOGIE * (2] couchee. ». Un exemple d'alleguer se traduit de la maniere suivante coeur db. signe ne s'emploie nuUe faut done etablir une dis. Cfr. Le Temple d' Edfon I. decrit par Le dit siege est Maspero ^ en ces tennes-ci: « 2364 — Bronze • Au mu86e de Florence il y a une reconstitution moderne du sigue hi^roglyphique mak. Je conclus a cette s'ecrit ». 1. p.

dossier que. 105 . est represente assis. Pag. Berlin 1899. Ep. au un trOne fait Mus^e de Berlin. fait mention dans qu'il En troisieme lieu. * dessin k la page 405 de Ausfilbrlicht$ Verteiekniu dtr gg. la note « Jl que voici faut substituer lit > . page 3. on voit de suite « le petit triangle » A montionne par le dos- r^diteur du sier Temple d'Edfou est simplement la de notre siege. Seraptium. Fauteuil de divinite. 496 de recti- y a. je le rappellerai y a. ' Voir ZeUschrift Voir le XXXVI.. un bas-relief d'epo- fait voir un roi assis sur Cette derniere forme de notre signe nous ser a la description qu'en pen- de r ouvrage intitule cet ouvrage. saite. au Musee du ^ Caire. 0"" 078. pour quelquefois commodite. Lee deux : bras supportes par deux lions passants le dossier est un vautour personnage les pieds. N. qui deploie ses ailes afin de prot^^er le assis. un tabouret pour » C'^tait probablem6nt un Harpochrate qui siegeait sur ce tr6ne. ficative il donne quelque part Tediteur Le Temple (TEdfou. L'^pervier sur le haut du dossier du tr6ne royal correspond blement au vautour dont Maspero sa description deja citee. 2261. . : en bas de la page. Devant le fauteuil. larg. AUertilmer nnd OipsabgilMe. ainsi Le meuble decrit le par Maspero a sans doute son equivalent qui est debout visi- dans trOne sur lequel le roi Chafra.[8] £ARL PIEHL 0"* 85 H. un petit trian- gle J a la momie que « plac^e sur le En » consultant la representation citee d'apr^s le catalogue de Berlin. on la pouvait supprimer en dessinant torme conventionnelle pour le mcik.sous que recent qui nous (mtlk).

au debut de cette note. d'un monument de cet ordre conserve au mus^e do Ghizeh. qu'il faut bien distinguer d'avec le lit. Karl Piehl. sur la statue de Chefreu. . rappelle la description. monument dont « le dossier est un » oiseau « qui deploie ses ailes afin de proteger le personnage assis » Toiseau. a la forme d'un epervier couche.36 SECTION EGYPTOLOGIE [4] Des observations qui precedent il resiilte qu'il y a eu en Egypte nn siege ou tr6ne appele mdJcet. mentionnee d'apres Maspero. I . La forme avec un oiseau couche que nous en avons citee.

— — (V* Partta) .DI UN BASSORILIEYO DEL MUSEO DI PERUGIA La meiite rappresentazioiie del basso rilievo e evidentefacile assai a essere spiegata: trattasi di un Fauno che mentre suona la sua fistula h in stato di / J Maui* priapismo. proclivi abbandonas* sero alio piu diverse du tbraio orgiastiche: le indefinite Tome III AetM du XII"** Conffrti OritntmlittM. alia hissuria. e qiianto i nell' atteggiamento di saltare. si Sappiamo Faiini.

o piuttosto opera addirittura di artisti non etruschi. 1' greco-romano. riverbero V esplicazione delle concezioni si nianifestava in Etruria anche prima che la popolazione etrusca fosse politicamente assorbita dall' elemento invasore. II nostro bassori1' lievo elegantissimo appartiene al periodo in cui o. che arte etrusca. (/aria ecc. 1' pu6 dirsi die. evidentemente inutile. della volta. I ricordi che la gente etrusca aveva porta ti seco si nelle sue peregrinazioni. e che alle riconnettono quasi della esclusivamente antiche tradizioni Grecia i trovarono modo di meglio affermarsi quando Greci meri- poterono espandere la loro influenza nell' Italia dionale: e cosi quel contatto piu diretto con chi ricor- dava agli Etruschi le glorie di le un mondo del quale si erano assimilate condo. alquanto di verso: non per un punto di vista qualche osservazione sul bassorilievo perugino. Ma le popolazioni della Frigia. non sara. alia loro Ion- non avessero subito influenza di un piu I . Ed memorie. credo. non poteva non esser tee percio. abbia avuto una vita sua propria e originale assai ristretta: 1' influenza roniana cli'era per elleniche . pro- priamente detta. lo svolgimento della con- cezione artistica e evidentemente improntato alle me- morie de'culti dell'Asia. 38 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS che ne conosciamo per opera [2] rappresentazioni degli ci scrittori e degli artisti nelle arti figurative non con- sentono pertanto se d' illustrare un argomento notissimo. arte.. avanti tutto. della Misia. che sia impossibile definire di con precisione quali molte memorie lasciateci dagli dell' Etruschi sieno prodotti arte nazionale con influenza della raffinatezza estetica importata. credo lo ripeto. per dir piu esattamente.

lia Ma chi non al- visto de' satiri nelle gallerie e nei il musei? Quel che veramente distingue tri. accessibile alia fantasia gia corrotta popolazioni conquistate. fatto vivo con stero d' arte. completa la scena: illustrate il Sa- cosi vivacemente scolpito e da quanto prodigiosa. Non 6 un satiro come un altro: c* fe qualclie cosa di accessorio vece. di concetti atavici. e che in- mio modo di vedere. sempre sin- ceramente anche se apparentemente discor- . Era una pletora di lussuria che finiva per soggiogare i vinti Etruschi col tascino della brutalit4 lontani: il elegante. nostro soggetto da tutti gli cosi parmi. DONATI ricordarsi. a tire apparentemente. trionfa mirabilmente agli occhi deirinvestigatore nel bassorilievo peinagino. anche Catullo neir Atya.[3] G. ri- e figurato nella clie prima base prospettiva: quel serpen te culti orgiastic! esce da 11a cesta al suono della fistula oltre che ricordarci i non pu6 non chiamare seguenza alia nostra. viva in ricordi vizio. L' aggruppamento ricordati. ^ Toriginalit^ della concezione in questa mirabile scultura. mente la trasmissione ereditaria di certe idee che nel mondo greco-roniano e per coniei*atici anche nei popoli soggiogati fanche trovarono ampia come gli Etruschi) maniera di svol- gimento. e dei tra- viamenti passionali. anche nelle magidi sue espansioni piu abonninevoli. per 89 tano Oriente? altro. delle Basterebbe non dire da di varie fomie del culto immortalati cibelico. che unite insieme costituiscono la mitologia comparata. Sarebbe trovarono o inutile citare s' i nomi degli scienziati che il ingegnarono di trovare bandolo della matassa in quella congerie di rappresentazioni ideolo- giche e tradizionali.

e lo svelgimento di tale parallelismo. Ora se consider] amo certe piche. genti. noi possiamo trevare assai spesso nelle piu antiche memorie. che giunge talora alia unificazione. nen facevano che rendersi eco ledele concepimenti de' nostri della per conoscer la quale conviene risalire alle sorpro-avi. Dagl' ingenui dalle piu eleganti manifestazioni tine delle civilta antiche. Chips from a German vorkshop. tante die arte indiana ha ta- dovute per rappresentarcelo materialmente gliato per lunge a due coleri diversi (fatto del resto che ritreviamo anche in altre rappresentazioni vislinuitiche nen possiamo nen ricordarci delle antinomie che pre- ' Max MtiLLER. Ma il contrasto piu curioso e perci6 degno di essere richiamato e quelle che nelle tradizioni anche piu vetuste pote infiltrarsi nel parallelismo del concetto della vita con quelle della morte. Dio e Lucifero. and thus that to be must be interpreted if it is more than a mere conglomeration of meaningless or absurd stories. la luce e le tenebre ecc. lotta che manifesta Indra a Ahi.40 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS e la [i] danti. IGO. figure come per finire es: il Die Krishna nella sua duplice 1' qualita di chiaro e di scuro. Auramazda ed Angra Mainyu. dove i due principi sono anche uniti per volonta di i artisti (canteri e rappresentatori delF arti figurative) quali altro corrente. it II. I . ^ Del resto e troppo note: raale e contrasto nelF ordine di certi concetti principio della lotta fra alle il bene e il comune si razze t'ra superiori e alle inferiori. nota per la quale torna in mente quelle felice scrisse il il che con sintesi un grande maestro. il a quelli infantili de' selvaggi concetto della condi principi trapposizione e del ravvicinamento eteroti- genei e cestante. — It is thus that mythology arose.

-iva: io credo che non sarebbe cosa agevole senza il sussidio della mitologia comparata risalire alle sorgenti. nella personalita del dio (. anche etici. colpe.Veda sullo scambio della personificazione mitica: noi troviamo e Tvashtar che * non solo amico ma anche sostenitore degli Afigiras e tipica. II tipo di provenienza diretta dai culti delT Asia occidentale. se ripensiamo alle mistiche sue nozze con Durga. non solo disprezzato. la quale ritroviamo sotto altre forme e con nomi diversi. Io sono ma uc- e senza aver commesso convinto diversi re- pertanto che la unificaziono tipica in rapporti <ia indiscutibile: altrimenti le antinomic apparenti ^terebbero lettera morta. . fra altri. anzi. deva ivuslitah ecc. « aAgirasAm abhava^ sacabhuh sa dev&Qt\in pathah upapravidvun. Un altro esempio. e ciso. per le quali il dio beatOy e felice^ il huono h pure mostruoso. come Uma e Parvati. ».(6] G.. 41 senta il pantlieon venerato dai nostri padri Una di perplessita. la quale alia sua volta aveva rioevuto le tradizioni dall'Asia orientals ie in- * Big-Veda. Ne abbiamo un esempio. 9. il i testi che noi ecc. DONATI arii. il Rig-Veda ne una prova luminosa. una confunione non dire i sugli stessi attributi delle divinity 6 evidente nelle piw antiche memorie quelle popolazioni. 79... tratto dal Rig.. quel che piii importa. cattivo. conosciamo sono prova evidente che (' beato^ WfelicBj il spostato: diventa addirittura il maligno. eppure troviamo questa stessa figura Tvashtar. ucciso da Indra al quale inoltre aveva impartito certi insegnamenti: dunque ritroviamo che quel buono. per e d'altro. sono talora impersonati in una sola figura che assume le quanta varie. X. principi. ancora.. bravo e desiderato Tvashtar. e prcparatore della via agli Dei.

e quel naga b alia sua volta salutato dal satiro che trionfalmente * Of.42 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS riferirmi [6] tendo specialmente alle tradizioni indo-ira- niche) possiamo ritrovarlo nel nostro bassorilievo ricordo. De Gubernatis. nel Vishnu Purdna il ricordo della Nagapan6ami o quinta lu- nazione consacrata ai serpenti considei*ati come diviniti. Vedi pure. siero il il coll' idea del ci- come al tempo stesso il liuga ci richiama al pen- mistico pino: ed invero la testa di quel serpente vita. che sporadicamente possiamo rilevare dal materiale possediamo. e rapido sorgere. il Nulla di piu comune della rappresentasatiro: il un ma quella cesta da cui esce il ser- naga^ simbolo della vita e della morte. di quel naga o fece e fa ci naja tripiidians (che tante vittime tutt' ora neir India. alia parola cypres. di come e clie saghe primitive. artisticamente superbo. I . zione di pente. serpentina e qui viene in mente un riscontro: la connessione ideologica della perpetuita dell' esistenza presso. del serpente. e al tempo in- stesso di si morte ^ del serpente che esce dalla cesta e che cobi'a dei fachiri drizza come incantato (come 1' diani al suono del loro flauto) quasi a contemplare e salutare arrive del protagonista protervo. ha un significato: la procacita rappresentata nel protagoil nista. e poco presso. X. ap- come not6 anche Wilson (senza per6 occuparsi i della connessione mitologica) troviamo rapporti col Matsya o pesce. del protagonista : a fiamma. Mytholo- logie des Plantes. mentre una conferma e nel linga anch' essa. — Per la trasfor- mazione di Atys cf. e che d'altra parte e mito fallico) rappre- sentano una combinazione mitologica interessante. Ovidio. quale e simbolo di come i il pesce. e notevole il Ed fatto che delle tradizioni dei culti orgia- stici si riscontri nella testa del una prova nel nostro bassorilievo anche naga. Met.

insomma clie uno scambio tiitte abbia inconsciamente alimentato ci le generazioni che mentre da gran tempo precedevano. credo di origine ^ivaitica. pensiero antichissimi ricordi mitici ai piu di il quasi senza dubbio. * • Lib. Chi non ricorda di Atys? ma i frutti dellu pianta una sola citazione. DONATI 45 si reca 1' altro ?ia//a. clie su queste raaterie piuttosto sca- brose raccolse discreta messe di tradizioni clie lo ave- vano di gran tempo preceduto. non snm de fragili dolatns ulnio colunma est Sed viva generata de oupreeso. . con de- sideri indecorosi: e quella testa ci ricorda le tradizioni prime che anclie la Grecia e Roma piCi ereditarono dairOriente. lo sono sempre di opinione che V arrivo fra noi e torse il ritorno avveiiuto tardi presso gli orientali d' idee. . accenna pure al concetto fallico: mi limiter5 a citare Marziale. sono ricordati anche da Marziale quando parlando di essi dice: poma sumus Cybelae ecc. 49. quel cipresso cantato da tanti poeti che richiamano al nostro essi. e specialmente du- plice simbolo della vita e della morte: questa pianta che rappresenta per la morte di Apollo di essere prese il Coo un cervo e per la quale ottenne da trasformato nell'albero che da lui il dolore perpetuo di Ciparisso da nome: il quale alia sua volta se nella forma di fiamma accenna al rogo e quindi al concetto di distruzione. ignorati. mentre come simbolo fallico troviamo parallelo il cipresso nella forma di lihtja a 6amma. per fare le nostre ricerche.(71 G. VI. di tradizioni. pure inconscia- mente prevenivano Cijjele e la morte afrodisiaca.

per6 sarebbe inutile ricordare le stele sepolcrali. parlando di altro argomento. poigono filo per rintracciare la via del labirinto e opportunamente scriveva Reinhold Rost. nella claasica opera Tree and serpent worship: dove molto a proposito 6 ricordato Epifanio: ed essi tengono un serpente vivo in una cista ecc. . Mythology di Angelo De Gubematis (London Trubner I . ecc. che dall'Asia Greci e si i Romani che accolsero 1' senza renders! ragione. che come gli obelischi ricordano culti fallici credo riondimeno opportune ricordare la memoria del Prof.). di presentare ai suoi lettori una multiforme formula il poetica ^ ecc. Dove chiaramente e dimostrato che la piramide rappresenta il sole raggiante : e. Himmel tcdr' Papier.. che ogni studioso potesse svolgere a suo talento ormai del culto antico dei serpenti. inti- • Nell' Orient 546 tolato • Und wenn der Cf. ho voluto fare sol tan to dei richiami. : del sole jiascente dunque siamo ancora nel tenia und Occident del Benfey.44 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [8] E i tan to piu e da convincersi della derivazione orientale di certe tradizioni antichissime. Fergusson. fino alle celebrazioni degU Ofiti^ del loro nesso cogli gnostici. II vol. da quanto nell' art. in modo apparentemente clie ci . in via secondaria e derivaia. da moltissime rappresentanze. E. ove ci rifletta associazione di tali concepimenti insignificante. Vol. Schiaparelli: 11 significato simbolico delle piramidi egiziane. ^ dove il serpente vien fuori dalla cesta rabbiosamente: e tralasciando cose troppo note ai cultori di riferisce ai rapporti qnanto 1' si antichissimi fra 1' Oriente e Oc- cidente. cfr. . Non sara poi inutile ricordare die 1' alci- bero e il serpente mentre figurano vivamente in un lindro assiro e piu ancora in una moneta di Adramittio. pure il capitolo The Serpent nella Zoological 1872. II. il e presentata. e stato gia detto molto.

. 1884. * -—*:??8JW!W?t.[9] G. e le e vicino. feci apporre un bel rilievo vaso cinerario che rappresenta una elegante : figura di Venere ipotimbia il la dea sorge splendida. che viene dal calore. dai nostri padri. Ace. DONATI dedurre : 46 il espone I'insigne egittologo possiamo sarebbe con- cetto della vivificazione e della produzione si ma poich6 il tratta di fasci solari audacia ? sovercbia riconnettere questi col linga piromorfo — In Hostanza non 6 * r idea della produzione. DONATI. e quindi del rinascimento perpetuo: ed ^ perci6 che nel Museo di Perugia nella parete opposta a quella dove collocai il nostro soggetto. certo 6 non frequentemente potrebbe trovarsi un documento nel quale 1' arte figurativa abbia rappresentato meglio che nel nostro V antinomia e simpatia della che vita e della morte. dei Liacei. G. La dotta memoria fa pabblicata dalla B. forse inconsciamente. forse parallela a quella del fuoco die distrugge? Con- cludendo dir6 che ho creduto opportune di limitanni ad alcune congetture su rievocazioni tradizionali concepite.

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De vocibus Papae. Ad Maunitaie riamqtuie estCassob.DEL NOME PAPA NELLE i>i CIIIESE CRISTIANE ORIENTE ED OCOIDENTE BIBLIOGRAFIA Sant' Ignazio di Antiochia. — Tertulliano. Liber pontificalis. sg. Epittt. massimo non mai assunto dagV imperatori al — A. — Bracci. A7inales de' ecclesiast. 1677. 178l>. Bomae. 1688. Bomae. Contest. Cfenova. Papa. Bomae. etc. // poniicristiani. etc. dam. Letters erudite : Ditertatio funBomae. pontijicum. 1662. il — G. Maronita. Epist. B. — L. Bomae. Jicato pontif. Dissertatio. Card. Parisiis. untverti I. 1690. De viiit r&man. papain. 1715. etc. La etimologia de' nami Papa e Pontifex. Padova. Solierio. Bomae. 1630. Se Ennodio diacono di Pavia fogxe primo che appro- priasse al rom. la prerogativa di Papa. . nee non de illiu* romano pontijice. De ecclesiae. 1568-1607. 1596. etc. Lett. Vignolio. . — S. — Raynaad^ Onomasticon pontificium. Do Novaes. — Ciaconio. Mariyrol. 1886. De pudicitia. pont. — Ciampino. Venezia. inautentica.. patria Echellensis. — Anaat. Abramo Chronicon orientate. Parigi. cronol. De roman. — Baronio. 1718. Bomae. etc. — Ang. Patriarcha Alexandrinus. proprietate in De origine nominis Papae. romanum. — — Vitae et res gesias patUtf. ad Smym. mann. 1719. — D. 1622. 1672. nomenclaiura. Trad. Trad. roman. Le liber pontijicalis. Ad Ephes. Boma. nunc primum latinitaii latina. Platina. — T. 1641. Bomae. — San Cipriano. Nuzzi. Elememti dsUa sioria . Bomae. 1798. Roma. ad hist. Maisella. Historia dslla vUa »ommi pontefici. Ducheffiae. — donatwn. Bocca. Stefano Borgia sulV origine ed uso del name CI. 1647. Biblioth. Boma. etc. 1661. etc. Bomae. 1724. De Amato. — DielWittemberga. ad Ciprianum papam. Clerns romanus ad Cyprian. Examen libri pontificalis.

ri- sposta. L' ho. . De Rossi. tese giudizio Accompagn6 il con una notevole osservazione su la origine Alia quale osservazione detti breve il del nome Papa. Turin. 1865. urbis Romae. seno della Sezione di storia comparata delle Forse alcuni. 1821 1797. Romae. amata e molto. crederanno ch' intenda scrivere un lavoro di pretta erudizione.. La Roma Roma. L'illustre professore Giovanni Reville. Confesso che non ho mai amata la erudizione per la erudizione. 1864-1877. ci-ist. Spero clie esse voglia corrispondere alia buona acco- glienza che ebbe la fuggevole comunicazione in fattane religioni. Introd. suo cor- membri. venne me comunicata. crist. si. Roma. giudic6 Tannunziata mia ricerca rica importante ed origin ale. collect.48 de* SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS sammi etc. Inscript. lett. [2J pontefici. INTRODUZIONE La Memoria da sul nome Papa che ora pubblico negli Atti del Congresso internazionale degli orientalisti. Builatin. delle religioni il di si nella Sezione di storia comfarata 5 ottobre 1899. ma se ne terra meritato conto nel mio scritto. alle vite de' sommi pontesott. — G. am- pliss. a leggere scritte il titolo della io Memoria. Inscript. fici. in poche parole. ho amata la erudizione quale . christ. An. B. mia comunicazioDe uno dei accolse con benevolenza dai La memsto- bri della Sezione. 1861-1888. Trad. ma come un eccitamento ai vivi per fatti de' morti da ammirare e imitare. — Orelli-Henzen. Roma. Trad. Insomma. 1828-1856. di archeol. o come un riBveglio di dottrina sopra istorie ingiustamente alterate o dimenticate. e le mie parole.

cosl cade acconcio ricordare che essi vennero pcico apprezzati. Gorresio. Flechia. del Maspero. nessuno oserebbe. Lasinio. De Gubernatis. del Breal. pure sato. della file- deir arte. dopo che hanno coordinati ad altissimi fini. Amari. che avevano conseguite soltanto arbitrarie connessioni verbalistiche. Kerbaker. alle civilta. alcuni dissero che sprecavano ingegno a sa- pere quel cli' h inutile a sapere . dello Schiefner. II simigliante pub afi'ermarsi degli studii Kuhn. sono pervenuti a mirabili nelle antiche istorie della religione. oggi. altri. i loro pazienti studii quali niezzi e dopo che. del Kern. Siccome T occasioue a scriveria 6 stata Tadunanza degli orientalisti in Koma. . essi. dell' Hang. del linguistici dei nostri nazionali. che annaspavano . del Lassen e di altri stranieri. cosi come indagatori del pas- finche credettero le loro ricerche un fine a se stesso. iiasta al proposito volgere uno sguardo ai molti e proficui lavori del Mi'iller. finclie stinHiiono le loro indagini fine a se Htesse. Lasciando da parte si gli archeologi le loro — de 'quali non pongono piu in dubbio importanti scoperte nel giro del passato remoto — sono innegabili e stupe- facenti le scoperte ottenute dagli orientalisti in ordine alle religioni. civilta. gli orientalisti. Per6. Lo stesso disprezzo tocc6 agli archeologi. messisi risultati per tale via. parole e radici di parole. Puini. e befleggiati talvolta. Ascoli. Teza. Guidi.Id] B. burlarsi degli uni e degli altri. del Maury. della Sofia. Schiaparelli. Pulle. LABANCA 40 mezzo a buon fine. Con lo stesso iotendimeDto. del Weber. »crivo la presente Memoria. alia filosofia e all' arte degli antichi popoli. Pizzi e di altri italiani. del Muir. Per disprezzo. quasi per passatempo altri.

Sono grafo die danno disse alia i descrizione delle diverse famiglie il filosofo. Ascoli. Gli Rome. resta come un ardito avviamento del genere della linguistica verso delle la novella cognie zione e spiegazione preterite gesta credenze appa- umano. La erudizione ha do- vere di assurgere all' alto scopo di aprire nuovi oriz- zonti storici. spiati ed applicati per bene. sere fatti. o grottesche stalattiti. eruditi hanno 1' obbligo 12. Se la sua interpretazione verbalistica de' miti non piu regge davanti alia critica antropologica. nelle divinazioni dell' occulto passato. recchiate dalle sue indagini linguistiche. Xir"" Congres international des n. die la sola ricerca logica non basta a dare positivo prepara soltanto. le opere geniali di lui su la scienza e la storia della religione. che. egli lin- mera guistiche ». il Essa lo liniita glottologo. su lo svolgimento delle religioni. orientalistes. e de' loro. Si « e compiuto sapere.50 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [4] E per arrecare qualche Mtiller esempio. su la filosofia del lin- guaggio e su altri soggetti congeneri. die di glottologo lia Anche il nostro acquistata fama europea/ glotto- confessb nel suo discorso del Congresso internazionale degli orientalisti di E-oma. di condursi alia stessa fratelli es- guisa degli orientalisti. Non devono di semplici se ammassatori e aflastellatori anticlii non vogliano diventare quasi fossili prediluil viani. giovino . a cosi dire. 1899). 1' antropologo e I'etno- vari tipi di una spiegazione razionale favella primamente si Ibrmino « del come maBui- e si turino leitins. dico clie il ce- lebre indianista linguistica alio studio Max ei'a capi di buon' ora die : la hod scopo a se stessa 1' applic6 subito delle religion! e dei miti religiosi. Restano ancora del Miillei-.

ormai non piu fedeli. In a illuminarc nascosto. significato. alcuni. temporale. nome Papa abbraccia una luiiga 8toria. spirituale de' credenti. ad tuttavia devoti fedeli: . le conti'oversie che eccit6 fra I . in Ma per oita chi pub rivocare dubbio che pervade tale raccolta di fatti o d' indizii di fatti i un altissimo interesse morale.piu. vita religiosa e cimio e vile de' popoli cristiani. Tantico bisogna rintracciare dove che stia onde che possa venire. II ricercare per sorami capi le origini di siliatto nome. le LABANCA e le M generazioni. con V intento d'istruire o d' animonirc i contemporanei ed i ricavarlo II po8teri. Alia morte di Pio VI 1799) in terra straniera. discende nome Papa i dal suo primitive ed affet- tuoso significato appresso (>i< fedeli. quanto ^^. Certo. per odio. la quale ha il sno cominciamento nella priraissinia eta cristiana. le ossa preziose essendo 1' ultimo dei vostri I rapidi accenni esposti dicono chiaramente. presumente a smisurata autorita e possanza. Come signore mon- dano. cioe. Tuttora il nome del Papa s' impono e s' infiltra nella. che il un lavoro non di sola erudizione. in essa storia la condizione die fermasi a raccogliere i fatti. o gl'indizii de'fatti. altri. ch' Cristo. « Guar- datene bene papi ». di Con il andare de' secoli il nome il Papa significb non tan to monarca spirituale. preuenti future altre parole. dicevano. e. tiene non piccola parte. Da servo de' servi di agogn6 —e il vi riusci in alcuni tempi — ad es- sere il signore de' signori del mondo. padre spirituale. benefici o rualefici influssi che esercit6 e che eserdi credenti nel Cristo il appo milioni Cotesto nome di Papa? padre nome ebbe nella primitiva chiesa cristiana il 1' un significato assai gradito.[5] B.

nome di Primopapa. specialmente nella chiesa occidentale. i origine del nome Papa o. Nell' uso si comune od il nome di Padre. al metodo. nella chiesa orientale subi piccola varieta. nel nome Papa. nel trattare r argomento. Quivi. trasform6. come spesso accade. prima dignity Protopapasso nel tempo che la Sicilia fu sotto Oriente. Questa origine. e argomento ancor oggi grande interesse In tan to.52 le SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [6] due chiese di Oriente si e di Oocidente . meglio. storico e quello polemico ed apologetico. Delia denominazione in Italia. tale. aspi- morale e sociale. godeva Tonanqc. JlQcoTOJiajtaooo. critico.. . chiesastico e politico. cioe. llaryQ. dicesi la costumanza la adottata il domiuio imperiale di I . Uqcoancora il o JlQOjrojrajiaaoo. varieta appena accidenil Propagatosi cola il Cristianesimo. ORIGINE ETIMOLOGICA DEL NOME PAPA. Si disse Priiiio- papa Primopasso. poi die otteneva qualche il grado superiore. si diede a tutti ministri del culto nome di Padri. Ilaita^. per abbreviadi zione ed alterazione. rando noi ad una massima imparzialita. non a I. sopratutto Delia chiesa ocdi cidentale. 1' Invece. ci atterremo al metodo die meglio possa raggiungerla. anche llajrjrag. 11 ministro. in si e affermata modo vario. una chiesa. di llQCiTOTiajtaooo si ha un esempio ancor oggi in propriamente in Messina. le principali fasi storiohe in cui svolse.

o. : Giova un' ultima avvertenza. LABANCA &8 Qiianto alia cliiona orientale it.|7| B. la ste^sa origine domina una grandc varieta fuori spirituale. di La appellaziono di Protopresbiteri e il Protopapi o di Protopapassi raggiunge ch'e lo stesso. ed anche Per per i suoi derivati rispetto alia cliiesa di Orionte. In una stele copta si il e verificato //. Per si semplico accorcianiento elide a principio di parola il JJ. si Potrobbe darsi doppio JI Ibsso uno sbail glio causale. in guisa da dovere scorgere nel vocabolo //nana il //goronana. nel significato di Padre Zn^ us6 di buon'ora ancora nella chiesa occi« Congrit 4u 0ri4ntmlUl*$. in raddoppianiento del llmiTva. . ma potrebbe ancora indursi.dt^ Futla) . medesinio signilicato.Tqum lU . o di IlajTjtag. Delle due interprotazioni il lettore pu6 accettaro Tuna o I'altra. ed eziandio Ja del Vaticano si g in line di parola. E dubbio die si la voce Papa. non raccorciamento. clie dop- un valore significativo. ActM du di opinioni nella cliiesa di Occidente. non alterando Tuna pio 7/ avesse o I'altra intorpretazione la origine etimologica del nome cbe i Papa nolle cbiese orientali. vale anziano. si cbe il il Pro- topresbitero cquivalga. non il llajra. cioe di Jlocjro e di liana. cosi come il I*rotopapa. ed anclie di 'Ana. padre spirituale. bensi quelle "Anag. di versa non J/ijoronam ^ o l/tK'>- Tonanaoot. Leggesi clie il essa non //ojra. Le gica del notizie arrecate bastano per la origiiie etimolo- nome Papa. attesoclio presbitcro. In alcuno scrittui'e iscrizioni leggOHi nonie di Uajrug. ed c questa Greci cliiamarono riori i ministri di Cliiesa a gradi supe- ancora //QcovonQEO/iiTtQi .<giiin^o pochc altre avvertenze die diniostrano la varicta appena accidcntale avvcnuta od in quella sul nomo Papa. ncH'uso originario. Priiuo- padrc.

i Continuando ora nella origine etimologica. che ancora sito nell' idioma latino rinvcni- vasi r uso della parola greca llaTrac. ma piuttosto un primo derivato delI'idioma latino. ma di affetto paterno. il nel significato_ non di titolo pontificale. noster. o nel domandare a loro il pane. di- per le vecchie e nuove gelosie. almeno. ritenne il anclie la chiesa di Occidente nome Papa quale si train- stbrmazione del dizii nome Pater. dicono Papa. JlajTjrag. Nello stesso senso leggesi. gli si scrittori occidentali. o Pappa. Papa mens. in altre iscrizioni. allorche dir6 della origine storica del nome Papa.1 64 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS parecchie epigrafi delle catacombe il 18 dentcile. la origine etimoloe. Ad esempio. nel carezzare genitori. Mancando il tali indizii. sicnra. cosi come nella lingua greca. o. Toccliiamo sia nome Papa dei varii tentativi tatti dagli scrittori occidentali. Marcellino come Papa Papa suus. nel senso di sola paternita spirituale. a guisa di tante altre importazioni greche. una iscrizione. bench e non siasi abbiano che siffatta trastbrmazione attuata in modo spontaneo nella lingua latina. sono adoperati a mostrare die non un primo derivato dell'idioma greco. gica di quel vocabolo riusci facile insieme. Alcuni hanno opinato. All' uopo arreclier^ in seguito altre conferme. nelle cain tacombe di (yallisto diacono Severo ricorda.. In si di lioiiia rinviene nome Papa. secoli cristiani. osservo che coloro quali accettarono in Occidente il vocabolo Papa siccome una importazione avvenute nei primi greca. un portato ebraico. nella dottrina e nella lingua. Avendo la cliiesa di Oriente ritenuta la trastbrmazione JlazijQ in dialettale del nome quello di Jlajiag. Al propoi avvertono die i fanciulli. Sembra comprovato simile uso appresso Giovenale (Sa- .

: [91 «. o talvolta belle I'uno airaltro. si Altri sono storzati a rintracciare la online eti- nioloi^ica del nonie Papa nel lin^ua^gio arciiico iUilico. ecc. V. Au. ejjist. Roma.). 17A>. — De Ri>8si. LABANCA 65 I lyr. Inno- ccnzo per citare un solo esempio. Nolle catacombe di Roma si sono scoperte diverse acc-iinto imat^ini di l*ietro e di Paolo. dorivi dalle due i Paulus e A in loro cosi us<i avviso.. Ci6 posU). anticamento esordivano et Dec. 1867. Altri lat. . interprc- tata dal cardiiuilc Jiaronio quale Vatcr [AIartyroioy turn. conchiude una est sua epistola: Papa ergo Gustos animae [Lib. . poscia dal Do Rossi. etuvi Peln la Patdi. HJgnificanto si Direttore o Custodo. a principio fu voce Papo. il hanno arbitrate cho sillabe iniziali di nome Papa di Peti-us. non la voce Papa. non potersi dubitare influito nol 11 clie il latino antiquato italico ha clie sopravvenuto latino romano. I. o dalPaltio pontefice e Direttore e Custode delle III. Die X januani). ^iova piezioso contribute dclla primitiva arte ciistiaiia. scoperto dal l{i)ldetti. Miyne Pat. anime. Owfrvaziuni aojtra i cimiUri. dovo trovasi la parola Pappa$. decreti papal i. VI. osserva da un lato. X. Derivazione questa slbrzata in ma i iuiportante la notizia dei decreti portanti di cima nomi il Pietro e di Paolo : notizia dataci dal Bracci nel libro citato. <)32. ITra lo ima<. il In qucsto esiste. iJi piu. 7. IhiUcUino. Vol. di latto. p. <^ui senza per6 documentarla. ' ' Ik)ldetti. vocabolo Papa. lXt2. Paolo a dcstra cpielle di Pietro. illustrate da Ini prima.ini piii sono rapprcsentate dal meda^lione di bron- ze. ap. 86 e «g. III.

XVIII. Pape Satan. bambini in quanto che il capo della cri. : il dindi » {Purg. dinario si e applicato al capo della Chiesa. XIII. che bene pub rivolgersi al II sommo gerarca chiesastico. dantesco: VII. Taluno ha creduto che il nome alia Papa sia proceduto dal fiori. Petrarca fa buon viso a tale origin e del nome Papa. per la loro eta. ^ A si « quel ch' io sappia. Jiramando tina. esclamazione di maraviglia e per un essere non ammirabile medio evo cosi — secondo che credevasi gli scrittori occidentali diavolo nel — si sono gio- vati. gli scrittbri occidentali non avvalsi. pape Satan aleppe le Si conviene dagl' interpreti die due parole Pape conche si rite- tengono una esclamazione riscono alia di maraviglia. Ha quindi creduto. Ma il siccome la terribile. dell' altro > verso {Inf. . sell. II. Tale altro ha messo a profitlo « Innanzi che lasciassi il pappo e il verso dantesco vecchi. 105). bensi dal Pappo. gli etimologitsti d'Occidente di faro di non greca la denominazione Papa. nome Pappo. Qualche altro ha di- visato. dell' altro e non la- di questo verso dell'Alighieri. nelle loro indagini etimologiche. attesoche sono papi d'or- hanno poca durata come 11 Pappo. voce di maraviglia. stianita ne sia il pane il spirituale. hanno so- ' Z)e vita solitaria. . e interjezione latina Papae. il nome Papa cioe esser nato pane de' non dal Pappo de' fiori. riferentesi lauuggine di alcuni Essendo il Pappo eletti del fiori di tra- poca durata. piuttosto curiose. 1 qiiali. clie probabili. lib. 1). sforraandolo in i Papa.56 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIC4I0NS [lUj Ricordo altre derivazioni etimologiche. XI. sono nel case. corrispondere nome Papa alia interjezione la- tina Pope. quale persona admirabilis. cap.

Pastor pastorum^ o Pater patrum. 1845. o di quest'altre duo Pater patrunij o Pater patriae. ag. 8. ratrici Ancora alle irape* davasi quel titolo cosi modificato: Mater patriae. zicli6 Di tal giiisa i Greci ban ricevuto. della quale al la tradizione conservava questo verso. banno escogitato cbe nome Papa parole : sia risiiltato delle due prime sillabe o di quosto due parole: Pastor pastorum. oon quepeprrit papissn papfltum. cosl come le altre nil- Po per Alcuni Populos. 18<»3. * Dr)llinfrer. con un occbio alia etimoloil gia e con nn altro alia storia. Monaco.ilo la prova ? Eccola in breve gli antichi sillal)a mento. cbe giusta. — tra Bianchi-Cliovini. Milano. Qnesto second o titolo infino alia papessa diede. patrum. per accorciaPa per Papa. una stntun della favolosa papessa. la labe romani pronunziavano. nel medio Giovanna. dairantiquata lin/?ua roihana. per il vescovo di "Roma. quo storici i Sono adundi denominativi. si Veramente il ti- tolo onorifico di Pater patriae e dato in Roma agli imperatori. Hta iscrizione Papa patrr patrum Vonno di- strutta per ordino di Sisto V. ISTtS. Die papstsabdn des Mittelalters. — In Roma esisteva nella Clemente ed : il Colossoo. reiativi alia fnvoia di via Pnpesna Oiovanna. eccezionalmente ai papi. ' Corpus inscription.: fill B. latini scrittori. allusivo suo parto tavoloso ' Papa pater patrum papissae pandito partum. LABANCA 57 Htenuto die la parola Ilami^ sia vemita. il e dato spesso. Tau per Taurus. an- date : il nome Papa. molto incerta la derivazione del una induzione nome Papa dalle duo di ma prime sillabe dollo due denominazioni. Congbiettura questa piu ingegiiosa. latinantm. Qu. Berlino. si Ai papi lici. . Esnme critico degli atti e dociim. conforme ai dettati evange- titolo onorifico o di Pastor pastorum o si di Pater evo.

clie Eliseo. II. Per una prolungazione della voce Abba. bensi Appa. documentato dall' A. T. lib. non poteva risolvere a perfezione pro- . XTV. 6. tato in cielo Elia da un cario. 8. 3). Nel N. 4. tirato da esclam5: Pater mi. primieramente tutti i monaci Abbati. al vedere trasporcavalli di fuoco. cap. Die Pater noster qui es Piu volte nello stesso capo VI di Matteo di Pater o di occorre 9. i principali leviti nell'A. non Abba. 26. 11. Giove e chiamato Appa. forma caldaica della 'J\ voce Pater. 5. in vario rono die la derivazione del mode espressa. Testamento. erano I. Ci6 posto. 15. T. di poi. pater mi (Re. 12.1 solo capo di qualdie monastica abbazia La etimologia. nacque il nome Papa da quello di di Appa. Gli scrittori occidentali. Paolo. Abba. Rom. 36. Ancora. in coelia Gesu Cristo eccellenza [Matt. nome die col tempo si attribui 9. viene spesso adoperata nel N. VIII. per una trasposizione di lettere. 6). cattolici appellarono. II. alia cristiani copti e detto Callimaco a Diana. 18. chiamati: Principes pairtim (Esdra. dal vocabolo caldeo-ebraico a questa maniera: da principio accadde la trasformazione del pronun- ziando non Abba. VI. il nome Patrum [Vers. ci insegnc) a cominciare la preghiera per cosi: a 9). 32). eruditi da sifiatto uso non raro della voce Pater. e bene avvertire die in un In no e che appresso tuale. V'ha i di piu.. Si racconta nell'A. osservanome Papa sia avvenuta b in p. 1. nel modo onde si coltiv(^ prima del il nostro secolo. T. IV. {Marc. i il padre spiri- maniera caldeo-ebraica. di cavarne la origine etimologica dall' elo- qnio ebvaico. -La voce Abba. 12). Gal IV. 15. e dal N. III.68 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [12] Mi resta a dire di un ultimo tentative degli Oc- cideutali.

LABANCA 6ft blema della origine il efciinolofjica del nome Papa. aversi pinttosto le 8ono da ben fondate come ingegnose. doppio aviito moto dalle di conservazione e di mazione lin^ue. per cliiarire t'atto del tutto indipendente da quello accadiito nella cbiesa orientalo. anche dalle vario gue cristiane di Oriente e di Occidente. possiamo attenerci.1 1 13 B. clie le si e due cbiese cristiane di di Oriente e di di Occidente Ilarijo in accettarono llajrao. dal nome gica si di Ilamig o di Papa. . del nome Pater appo gli Ocin cidentali (^lie trast'ormazione noveratasi prima Oriente in Occidente. o. Era considetrasforlin- necessario rati nel 8U8sidio degli studii lin^ni«tici. secondo 6 detto. Volgendoci. si diradano.. molte incertezze della origine etimolodissipano. Quel cbe pu6 aflermarsi con massima probabilita. nell' invola care Dio come suo Padre. un' acconciata trast'ormazione del nome llarijQ appo : gli Oriental!. almeno. che come il varie derivazioni etimologiche tentate (lagli scrittori occidentali. Cos! solo poteva raggiungeisi una niologica del perfetta sciliizione su la origine eti- nome Papa. intanto. al fatto innegabile che nome Papa fii. nel- r nso comune. per le cose esposte. Non trattando ora il tale qiie- stione molto complessa. forma caldeo-ebraica non lontana. volentieri la trast'ormazione Pater Papa. avendo Gesu Cristo. adoperata voce Aftba. alia origine storica.

p. 18G5. nella sua integrita. Nel 1865 C.GO SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [14] II. terzo successore dell'apoivi Marco — si creduto fondatore della chiesa Alesin sandrina — dava una iscrizione clie il il nome di "Ajra. doveva avere nome di lla- mig. inoltre. Del resto. espri- messo non semplice paternita ' spirituale. criaL. d' archeM. Era le varie notizie primegpreti. in luogo del nome Hamig: si semplice clisione la parola Ami drino. ORIGINS STORICA DEL NOME PAPA.[?ioso i in Oriente di cliiamarsi papi ha un indizio storico innegabile perfino nelle catacombe di Alessandria. Wescher invi6 una relazione a G. e non disprezzabile per cimiteriale convenisse una epigrafe adoperarsi la maniera di scrivere piu accettata. . I'avviso del de Rossi. I due archeologi convennero nome il "Ami alludeva al nome II Ilajrag. neir interpretare vocabolo "Ajra. distrutte le la ragione due che lettere in H ed al 2. si BuU. An. cio6. in guisa che la iscriil zione. giu- dic6 che nella iscrizione erano probabilmente perite due lettere. de Rossi die il nome Papa bene un ti- attribuito a Cerdone. de Rossi in Roma intorno ad esse cafcacombe.. Del costume c lion padri tutti reli. GO-64.' E sembrato. una innanzi ed una dopo 'Ajva. o raltra di Anac. do Rossi. terzo vescovo di Alessandria. B. che siansi. si giava questa stolo : che a Cerdone. non quelle di Noi abbiamo gia avvertito che che possa aversi per una dell' epitaffio alessan- in Orient^ era in uso la parola Ajra. .

testimonianza di paterna dettc* affezione spirituale. di turgia. 6 di adopc- rare il nome Papa. perfetta nnionc. meglio che non il nome di le Papa. soprintendente. sia in Oriente. salvo poche questioni. Al proposito minare se 1' il storicx). 11 i due nomi di Papa e di Episi scopo. prima che in .i si lente nelle chiese di Oriente e di Occidente. Di tal guisa avvenne che come il nome Papa. stiana. Cotesto par cliiaro dallo cose si neir altro numero ma piu e me^lio rendera cliiaro U86 come di dalle cose che dir6 in seguito. : non latin a. li- Per coiiseguenza in Occidente. di origine primieramente greca. nome questo non di conio cliiesastic>o. subito rinacquero o usarono nome di Episcopo. nati ed nsati in Oriente. e in uso appo le chiese ma politico. nei primi secoli. e di origin e greclie. che per I'origine e per I'uso teneva veci di sempre Padre spirituale appo grave problema le comunita b di esa- cristiane. Di qui interisce die il nomo Papa. h\ episcopate abbia dimostrato. si adattava bene come titolo di onorificenza o di vigi- lanza accordato ad alcuni sacerdoti. pass6 di poi nell'uso tiella lingua e della cliiesa latina . di Episcopo . che nei si- gnilicato originario importava ispettore.[15] B. ma greca EmokojTog. Fra le due cbiese orientalc ed occidentale fu. LABANCA 61 tolo di autorita giiirisdizionalo. cosi il niedesinio trapasso storico ebbe luogo : ri- spetto al nome Episcopo Emnicojjrog. propriainento nolla Siamo al secolo I dell' 6ra criIn questo tempo il costume generale e provaquale sol. subito composte. . e apparno la prima volta ohiesa di Alessandria. corne titolo onorifico o di giuri^dizione. Nei piimi secoli del cristianesimo il si ti- tolo di onore e di giurisdizione si nome non Papa.

i nome di Tata. in Oriente tendenze a diventare da democratico monarchico. Orelli-Henzen. . in Jussu papae Marcellini^ Filooolo dichiadi Dailiaso. vescovo di Roma (417-418). • o. che diacono Severe chiania ve- scovo di Roma : Marcellino (296-804) Papa suus con qnesui^ ste parole rasi. amico vescovo di Roma (366-384. n. etc. Vittore I (193-203). nella chiesa ' De Rossi. lat. da esistente ngnalcliiese cristiane. ' * Muratori." In nn' altra si epigraf'e da il nome di Papa.63 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [IG] Occidente. 182-185(). p. Prolog. di Papa noster. equiva- lente ancor oggi appresso nostri contadini al nome di Papa. die contiene pel vescovo il Roma. inscript. come loro padri spiritnali. di- mente plu niinistri delle varie pcndenti. Al presente dobbiamo continuare nella origine storica del nome Papa. 1739-1712. CXV. dove cadra piu acconcio. di Pajm optime. 1' Occidente. p. da un capo. sempre in segno di spiri- tnale paternita a Zosimo. 11.^ Ricordo up' ultima di iscrizione. dopo averla documentata Abbiamo ricordato nell' altro niimero. per le catacombe di Eoma. amplisshna coHcetio. ch' e lo stesso. intatti. LVI. le denoniinazioni diverse di Papa mens. altra iscrizione. (J025. di Padre/ Da questi documenti epigrafici. Tale pro- blema storico difficile verra trattato e risoluto in altro nuniero. tanto preziosi per si la storia. ch' e lo stesso.. Apprendesi. il da una il iscrizione funeraria. riconoseiuto come 1' Episcopus episcopoi*7im. vet. * Jhidem. Jnscript. tutte significanti rispetto de' cristiani verso i ministri di Chiesa. di Papa tuvs. Inscrip. per la generale giurisdizione. Prolop. n. Novm themtir. in o. desume che il nome Papa risale. doeu- mentandola per per r Oriente. che appella Papa suus.

Ne ricordo uno solo di Caio. alcuni dittici Non solo cimitcrii. cruitiana. Ill. posti a co' capo delle chiese. san diversi Damaso. designato come autorita trova. II nomi di Episcopi. raccolse cinque epitaffii episcopali. 7 la . dizionalo catacombe dell' apostolo Pietro dalle celebri il una scconda catacombe di Callisto. classifica cosl i gradi delle chiese Singiili ecclcsiaintm Episcopi^ sintfuli archiprcshyteri. Per quaste cata- combe suo scopritore.: [17) B. non f'uori di Papa} Anoora altri epitaffii di altro cliiesc. LABAXCA die venne adoprato a 68 testi- occideiitalfi. sistema episcopale titolo di e non papale. Quanto alia chiesa occidentale ecco le dall' epigrafia. ai prinii secoli. Essendo IV del Vescovo di Homa. G. i di Roma. shiqiUi ' JioiiM goUermn. I. forniteci anche Roma tra- due serie di sepolcri cimiteriali conten^ono si cpitaffii epi- soopali. invece. di In riconlerma ab- biamo grave testimonianza state segretario nel secolo San Girolamo. In prove storiche. 1' Pict. dominanto nei come onore e di giurisdizione primi tre ei*a secoli. In questo cer- chercbbe invano cliiesastica. e nioniare affetto paternale. non papali: una prima serie ci porge dalla . 2). non titolo auU»rovole. 2. ma eziandio rammentano la morte di miiiistri. si del tutto cont'orme al dettato biblico. A si- ^niCcare cotesto coHi si fli titolo. col ill nome di Episcopus. il si rin- viene per il dignitari in generale. B. di EmnK(mo^{Atti. si ii86 nella cliiesa il occidcntale. I. . 1 . Episcopiis. 28. morto nol 290. 1804-1877. il nome Episcopus^ nel greco eloquio Tit. di come nella cliiesa orientale. a tutto i secolo III. de Rossi. 1" Tisn. nome non Papa. V. il Vi si nomo Papa. Filip. XX. e con qualclie eccezione anclie nel secolo IV. nome di Episcopi.

tutti e tre Padri chiesastici de' primi secoli stiani. che a Lino.. per6 afiferma che si il santo Padre nomin6 come Papa non Lino. II Bracci gia da noi citato e pure I'avorevole all' autenticita della epistola ignaziana alia Cassobula . come apocrifa^ ma autentica la epistola a Maria Cassobula. 11 Nuzzi ritiene. OXXV). che nel IV secolo dava il primo al- posto alia dignita episcopale. avesse Papa. prima da lui scritta. e poscia venivano le tre dignita arcipresbiterali ed arcidiaconali Alle prove storiclie su la origin e del nome Papa. desunte forniteci dall' epigrafia. per una ipotesi infondata. mettendo critici. rammenta la epistola a Maria Cassobula. da Tertulliano e da san Cicri- priano. ad Busticum. successore di san Pietro. Anacleto (100-102). vescovo tire e mar- chiama Lino. nella quale Ignazio. da sant' aggiungiamo altre prove storiclie Ignazio. Se ne ha un docu- mento incontrastabile forse la nella sua epistola agli Smirnesi. Di fatto. piu probabilmente ad per Anacleto. 64 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [18] archidiaconi {Epist. Rispetto tato nelle a sant' Ignazio lo scritto del Nnzzi di lui ci- Sorgenti. il che sant' Ignazio usasse nome solamente vescovo di Roma. Per ragioni irrefragabili la critica I'lia allogata fra le epistole inautenticlie. Da ci6 tal non 6 concesso lo tributa di indurre. in ossa raccomanda ai cristiani . perclie egli ancora ad altri vescovi. Noi am- la inautenticita di essa epistola co' migliori non ne facciamo nessun conto. col nome di Papa. Affermo ben volentieri che il grande eroe a il cristiano martirizzato ^potuto dare Roma nome di sotto Traiano (98-117). Qiiesto luogo si prova ad evidenza. e riconosciuta da tutti autentica. come sinonimo di Padre.

cobi come apuno degli presso poHito i Greci dai primordi del cristianesimo. nello stesso trattato De pudicitia. al governo non per6 con potesta sovraneggiante su stoli (cap. Ingegno pot'u nel secolo III il Lutero del suo tempo. apo- XXI). ironicamente. in opposizione alia facile indiilgenzA verso cristiani core alle rotti. nato nel 160 e morto nel 230. cioe loru padri spirituali. agognava di sostituirla alia cliiesa visiCon tutto ci6 non isccmosce che Pietro lu da della Chiesa gli altri Cristo destinato personalitcr. 9). Qui chiama. v. Benedictus Fapa. nol signilicato di titolo supremo giu- risdizionale. 66 robbcdienza ai loro vescovi. In esso scritto chiama vescovo Benedetto. Al pro- il Nuzzi arreca iin De pudicitia^ scritti di Tertulliano. La i testimonianza di Tertulliano. Per tale ragione deride Zefirino clic aspirava ad essa potesta a guisa di Distrete. Episcopu episcopoi'um^ a cagione d'un suo Edictum peremptor ium. Tertulliano do' iiomi ci porge un' altra attcHtazionc dell'uHo i Papa e Papi appresso passu Latini. LABANCA come loro //ajrt. d'allora Nel trattato menzionato pone a capo Cristo. di nome Papa. . clie lia iin si bilo. In sostanza deroso ed animo ardito Tertulliano gli da del Wnn- bambito. [191 B. attribuito al vescovo di Roma.. o del Papasso in senso ironico. Cotesto nome. divenuto gia accanito montanista. mostra cliiaro che al suo tempo davasi a il tutti vescovi nel significato di spirituale paternita. rimproverato per troppa indulgenza. Zefirino ('203-220) Pontifex Maximuvi. tendenzc gerarcliiche il di lionia. e posto in canzonatura da Tertulliano. rimpro(3* verato da san Giovanni Epist. Bonus Pastor. die in riliovo la chiesa invisibile.

66 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [20] Delia primitiva origin e storica del noiiie Papa. Nel suo libro in modo risoluto. De unitate ecclesiae ivi si confermano le pre- Per esempio. II decreto a cui allude Rocca. unitatem in varieiate . Assente da Cartagine al della sua persecuzione. doversi conferire al solo vescovo di Roma nome Papa. Nei rit uale. indirizzata Clems romarms ad Ci/priannm pajmm. e che constitiiit. egli stabilisce Roma. che extra Ecclesiam sains nulla. nel senso di padre Qualclie cattolico ha stimato. as- I confessori di Cartagine scrivono al loro vescovo : sente con questo indirizzo Confessores universi ad Cy- prianum papam. per volere di Gesu Cristo. uia e vero clie il con San Cipriano pig]i6 bensi 1' sopravvento non universale di papato universale. episcopate De unitate ecclesiae. p. ut unitatem manifestaret ^ nnam cathedram dall' Cipriano allude alia cattedra tenuta apo- stolo Pietro. Op. martirizzato alia stessa Cartagine nel 258. cit. die nel III concilio di Cartagine si fosse il decretato. Lo stesso clero di cosi Roma : scrive altra epistola a Cipriano. che deve esservi un episcopatum unum episcoporum multorum. die la Chiesa deve avere la unita nella varieta delle cbiese. senza documentarlo. raccomanda ai ve- . 4). tenuti da spi- Cipriano. creato vescovo di Cartagine nel 248. il il cavallo di battaglia. a cosi dire. il clero di Roma invi6 tempo una let- tera al clero cartaginese (Epistola cleri romani ad clerum cartltaginensem) nella quale Cipriano e detto Papa. uon il esiste. Altri passi late sentenze. c state sem- quale primus inter impares per la giurisdizione (Rocca. Per i cattolici San Cipriano pre. tre concili di Cartagine. abbiaiiio iin altro documento negli scritti di san Cipriano. venne cliiamato Papa.

sarebbero conseguite. Egli era molto impensierito del danno gra- vissimo che veniva al cristianesimo. probabilmente prete napolitauo. XLV). Cistari. oasia la chieta. A San Cipriano premeva assai assai T unita cliiesastica. non per anche dominante solo nol governo della Chiesa. o presentata. Cornelio (2bS-2bb). Di piii aggiunge per Homa: radic et mater ecclesiae cattolicae. si bene per amore della religione cristiana. al progresso della religione. la unita episcopale ' governante o nei potesth di tft/vfrnartt concilii la Vedasi L' episcopoto. JAliANCA 67 scovi la subordinazione al vchcovo di Ht»ma. I'. cosi espriniesi: Petri cathcdram^ atque ecclesiam principalemj sacerdotalis exorta est. a cagione di tanti dissidenti che lo dividevano e frastagliavano. L' opera cattolica e di autore anonimo. tro primuin ot ' Altrove sentcnzia: Nam Pe- Dominus. La santo credeva la unita niamente necessaria per conservare mita della fede cristiana: sidenti ed unitbrsi unita ed unitbrmita oho lui. secondo sottomettendosi de' vescovi i dis- alTubbidionza o all'autoritA all' delle chiese cristiane. undo unitatis originem instituit et ostendit (Eyist. per avere la unita cpiscopale: tU episcopatum quoijna iptum unumj atque indivmim probevnis. XIV. . Parte 1789. super quern Scrivendu unde unitas la chiesa di al editicavit Ecclesiain.1 1 21 n. ai rami svellono pastore. rcputava necessaria. Sifl'atta e la alle pecore che abbandonano cagione del suo quale unita il insistere su la ter- unita della Chiesa. dall'albero. n' e stato scrittore Ueiin. ad ZaOujanuvi). (Epist. auturita de' concilii da essi rap- allora governanti insieme col vescovo di Uonia. non per amore della gerarchia romana. i Paragona che si il dissidenti ai raggi clie dtil sole si distaccano. ai ru- scelli che si dipartono dalla surgente. Insomnia. vescovo di lioma.

alcune lettere. al piii. La quale origine storica ideali di l*a- pienamcnte conl'orme cristianesimo. partori. I. non la iinita papale governante in una unica chiesa. com' c naturale. desiderata era tuttavia oligarcliica. la origine storica del nome Papa. ai due sommi ternita e di Filialita insinuati nel cuore degli uomini dal La Paternita di Dio verso tutti gli uomini. es- sere antichissima. annunziata dal Cristo. nel sense di paternita spirituale. che fanno di Cipriano di un le atleta del primato e del Roma. ed al battesimo amministrato dagli eretici. ed ora di Stet'ano Ne i due vescovi democratica. Ci6 si pote effettiiare assai dopo il sccolo III. lui II che riconterma che la unita chiesastica da o.«J8 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [^^1 o nella chiesa. Importa assai notare che ancbe il il Santo da. dalla quale tutte le altre cliiese dovevano dijiendere.. e monarchica. vanno di la dal si vero pensiero di lui. Siflatti ideali recitarono nelle chiese cristiane di Oriente e di Oc- . la Filialita di tutti gli si uomini verso Dio. Di che e non mai gerarchica prova palmare eziandio il conI tegno tenuto da Cipriano verso Stefano riguardo al giorno della celebrazione della Pasqna. Al tempo rarsi il San Cipriano continuava ad adopenome Papa nel significato di padre spiritualc di e in tale de' fed el i. attraverso innumerevoli contrasti. Gli storici cattolici della Chiesa. significato si conferiva ai vcscovi ed ai sacerdoti semplici delle varie chiese di Oriente e di Occidente. 11 reggevano comunita cristiane tutto fino qui esposto dimostra ad evidenza. Cosi egli nome di Frater o chiama ora Cornelio. vero stato in cui nel secolo III. dal prime secolo cristiano. in di Collega. Roma se ne risentono. non t'u di potesta giurisdizionale.

assuiiiendo i primi il nomo Padri.K 1>1. clic in una loro lettera 1' avevano denominato Frater. CONTROVERSIA SUL NOME PAPA FKA J. Roma. od i secondi quollo di Figli nel Cristo. spesso dolorose scandalose tra lo duo cbiese. Non clie il simigliante pu6 de' sacerdoti e de' vescovi. vitiliae et iitfimae laiini~ Mis. LABAXCA o 60 cidonto ira i ininiHtranti di miniBtrati. * 111. a volte. Ma rarissinia. script. Accanto crobbo il ai due noroi di Patcrnita e di FilialitA terzo nome di Fraternita. tale applicazione dirsi I'u chiamandoli fratelli. tanto clie Gregorio IV (827-844) se ne lament6 co' vescovi di Francia. non Paier. divenI'ratelli. e. 258. di Papi. AeteM 1733. Lascio da parte tante controvorsie. nel chianiai*8i e saluil tarsi tra loro. di EsHendo tutti gli uoraini proclamati figli Die e del suo CriHto. or gerarchici od ora liturgici.K CJ11J<:sE di ORIENTK E di OCCIDENTE. Con r andare de'secoli si smise tale costume. per accorcianientu. Du CuDgOj Qlouarium ad col.|23| 13. Foi-se tor- ' ('. Parisiis. Tom. V. cagionate tia dissensi or dogmatici. tavano j^er qucsto tutti intra loro si Cotesta unii'edeli ai versale I'ratellanza applic6. dai loro saccrdoti ed anco ai vescovi. giacclie a nartiy lui si doveva pater- non frateimani 'reverentiam. du JC//"'« Congrit du OrienialitUM — Tnmn III fj'"- l>*rU») 6 . Abbianio veduto vescovo Cipriano vescovi di appell6 t'ratello Cornelio e Stefano I.

I principal! 1' sono i seguenti: 1" Gesu Cristo. Secondo i primi la lingua i culto 8" I essere volgare. 10** anche i altra di Oriente. secqndo 9° secondi. del non deve lievitato. della Immacolata Concemenzionati alia Per allontanare. Dai primi per i si ammette matrimonio del clero. eccettuato aspirarvi. che anco da vedovi possono il dai secondi e ammesso 6" celibato per tutti i sacerdoti. continui contrast! su la gerarcbia. i secondi 11 la permettono . oltre quella di Occidente. dopo se. mitigare i buon fine di ritornare le due chiese * Vedasi lievtte de iheologic at de philosoph^e di Parigi. dissensi — col o. 7" per secondi deve farsi con la sola specie del pane. larsi Per primi la Comunione deve lievitato. per gli Occidentali e anche il Papa. i vescovi. i Cristo. secondi ha tale potere ancora il Papa ex Cathe- Per i i primi lo spirito Santo precede dal solo i Padre. secondi Indulgenze papal! della Intallibilita papale.7U SECTION MYTHOLOCtIE ET RELIGIONS [241 nera gradita ed utile ai lettori la sola numerazione di siffatti dissensi. . per secondi dal Padre e dal Figlio. cioe. per richiede 1' secondi 5" si appro vazione del Papa o il de' Vescovi. secolo IV. 2° Per i i primi sol tan to Concilii generali riti possono stabilire 3" dogmi. la morale e delle chiese. ^ del Sillabo papale. Settem- bre 1899. latina. Tra primi e i secondi. almeno. 4° Per i primi e libera la lettura della Bibbia. 1' debba delle riconoscersi. Rigetto de' primi contro . primi non permettono nel culto i la musica strumentale. per gli Orientali. secolari e regolari. come i i Vicario di Gesu per dra. e unico capo della Cliiesa. con i le due specie del vino e del pane. zione.

e si imo di trasformazione. cosi come : negli altri t'atti coope- rano due movimenti con to uno di conservazione. Quanto osservazione e specialmente quello della origine storicii. Lascio. Mi I'ermo a quella sul nome Papa. si avver6 porfettamente. Nolle lingue civili. Dclle vole i mie asserzioni sono un dimostrato bastedue numeri precedenti su hi origine etimolo- gica e storica del nome Papa. Un ultimo tentativo 6 t'atto da Leone XIII con la sua Enoiclica PrincipiUis pttpulisfjue univertis. modificazioni . lABANOA latti varii tentivtivi. poi e nimiche. ma dopo parccclii anni 6 aspettato anche invano. da prima amiche. e XVIII il patri- monio storico delle epigrafi allegate e se. a vero dire cssa sostanzialo. cori in apparenza nominale. infine.1 (25 B. ripeto. inoltre. di cia- Hcuna Ic istituzionc. benche pur i implicando vecchi contrasti e ranrivali dclle due cliiese. quello die accade negli tri al- vocabolarii. ^erarcliichc c litur- duo cliiese. Nol vocabolario cristiano. etimologica aggiungiamo una appena accennata. . alia origine . E si in stabilito prima osservo clie se nella ricerca si ibsse il vero punto di veduta storico se. la questione avrebbe raggiunta facile e pronta soluzione. nella discussione non avessero influito le consuete discordie e gelosie. tolta di peso dagli studii linguistici del nostro secolo. Per il movimento di trast'ormaziono lingue subiscono alterazioni fbneticlie. Per quello di conservazione in le tengono lingue classiche di ciascun popolo. re va dovcHHe ottenere felico risultato. fosse posseduto nei secoli XVII . in generale. ina Hi 71 primitiva uiiione — si Bono »emPa- pre invano. da parte queste giolie controversie tra lo dogmaticlic.

Paris. per iscopo di facile propaganda. accorciamenti di paiole. modificazione ed alterazione delle voci classiche di UaTi)Q e di Pater. La (> orientali erudito e nostro. e sg. piii Uno dei controversisti Abramo Echellense nel caso Vedi A. bisogna aggiungere quest' ultima. nel Clironicon * vie des mots etudiee dans leur aigniji- cation. nel diori- non di rado la questione della di gine del verso nome Papa. varono. Darmesteter. altre difficolta accennate. \ . Alia mancanza delle conoscenze ~ringuisticlie. che se guistici gli studii lin- contemporanei si fossero conosciuti ne' secoli precedenti. nelle loro modificazioni subite. Col tempo due chiese gioriti. dogmi affini o tra voci greche o al voca- ma ne di ci6. nel significato pretto saluto una paternita spirituale. Coteste preliminari avver- aprono la via ad esporre ed esaminare controversia delle due chiese sul nome Papa. miitazioni dialetdi neologismi. Egli. per la promulgazione di nuovi anclie della combinazione studiata latine . ci nel significato di titolo verso una potesta tenze ben la giurisdizionale. II che avvenne appunto le sul nome si Papa. intanto. confusero scrittori. conchiudere. adatt6. ne di altre cOse bolario cristiano devo occuparmi. 1887. si sarebbero molto chiarite e diminuite. Gli battito. tali. p. con la questione della origine del nome Papa. le controversie tra gli scrittori oriental i ed occidentali. anche per tale e alle conoscenza. Preme.72 SECTION MYTHOLOGME ET RELIGIONS [26J iinaloi^iclie. ^ compenetrazioni II cristianesimo avendo introdotto fra gli di uomini wi una gran quantita nuove idee e di iiuovi fatti. in sul principio ai vocaboli classici greci e latini.

infatti. not to Patriarca di Eracla XII.sti si maomottan<» Alessandria. si diede. 6 notevole al proposito una differenza daU'Oriento air Occidente. cioc in Oriento. Domini 222. Pater patrum. secondo maronita Echellenso. sdegnato per un decroto di Zefirino. essere stata che proclam6 est. rEchellense.. Ecliolpro1»abilitatiH « Principia aiitem et rationes sunt locus. nomo quel Papa cli' (Ilajrag) si diede la prima volta in Egitto al Pa- triarca di Alessandria. citati. il cap. imperante.[271 B. in senso di Avo.. etc. o piu. e sotto I'lniporatore Roma Alessandro Scvero (222-235). Alexan. Alessandria nominava altri \b. clio popolo. trastorm6 nel il tresi nome Ilajrag nel nome gli llajmog. — clie la l' origine del nome Papa il avver6 in Egitto di circa anno 222. Patriarca aleflsan- (Irino del secolo X. qui est Egyptus. come si h visto. cap. gli diode. ubi nomenclatio Papti> originein iiabuit. il quale vescovo rimbambito. Vllf) Adunque. ». Bo«tie- con le tcHtimoniauzo di Eutichio. ironicament«. qui Patros sunt nostri (7>e oW//. circa drino an. il nome di Avo. Ivi. Qui TertuUiano. parole di A. il Alexandro Severe (Z>e orig. X. Jlajrjrog. di Giorgio Ilomaidio. di AbuUacro cristiann TTabbasides — quegli e que. . sen Episcoporum. quia Patriarca est come « Avus nobis nuncupandus -». oltro al- trastbrm6 il il nome IlarijQ in Ilajrag. tonipus nempe sub Heracla XII. dignitarii. il non solo in segno di filiale rispetto de' tedoli .. Secondo lui. quanto plebs Patriarca Scrive. devoto al Patriarca Eraclo. /)e oinginc nominis Papae. di ciofe di Padre de'padri. Ecco lonse : le testuali . Patriarca. LABANCA 73 orientale o nel no. etc.. po|x)lo.. vorso loro padre spirituale ma eziandio II in cont'cs- sione di eminente dignita chiesastica.

pote influire nell' intendere il nel sen so on ore vole di Pater patrum. ancora come nn la ragione e. Nuovo testamento convcniamo con ai II. Eracla XII siamo al primo quarto del secolo corso di circa Nel un secolo e mezzo pote il nome Papa come elevarsi al titolo di Pater patrum. Discorrendo nel secondo numero della iscrizione a Cerdone. Tertulliano. Patriarca alessandrino I. e signiPadre de' Padri. riferito in ispecie al Patriarca di Alessandria. scoperta del AVesclier nelle catacombe di Alessandria. primo quarto del secolo III cominci6 a darsi il Patriarchi nome Avi non solo come un attestato di paternita spirituale. come titolo assoluto per mente dalla persona a cui si stesso. e. siasi attribuito nome titolo di onore e di giurisdizione. il So ora di concediamo che ad Eracla Papa. Papa date ivi in una affermammo die di affetto filiale conteneva soltanto testimonianza il verso ioro Padre spiritnale. rispettato a preferenza capo d'una chiesa riconosciuta di origine apostolica. alio stesso in ad tempo Oriente essendo in iiso la ficante IfajTJTog voce Patriarca. che al principio del secolo III il abbia acquistato. ne . un se uso antonomastico. VIII. Rifacendoci su lui che. Ne con incorriamo contradizione. indipendente- tributava. Non ciofe per questo crediamo. In tale significato lo attribni Eracla XII circa di anno 222. che con Cerdone. Aggiung^si che cioe. 8). di ma eziandio come nn ci6 titolo di in potesta giurisdizionale. ereditata dagli Ebrei. siamo all' ultimo quarto del secolo mentre che con III. nel Abramo di Ecliellense. cioe. 29 .U di SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [28] us6 lo stesso nome 1' di JTajtjrog nel significato rispettoso Padre de' padri. nome Papa. del nome. Sense con- servato nel Patriarcato anclie dal (Atti. Ne allora.

[29]

B.

LARANCA
in Oriente,
il

75

poi venne

il

nome Papa,

a

Biffatto valorc

assoluto. Vi giuiise, invece,

nome

Patriarca, adottato

per

i

tlignitarii

nello cliieso orientali.
inferirsi

Tntto ben considerate, pu6

die
di

il

nemo

Papa, tributato ad Eracla XII, patriarca
dria,
filialo
t'li

Alcssan-

da un

lato

la

tradizionale testimonianza di

rispetto, dall'altro

un

iniziale

accenno a

rigiiar-

darlo ancora

come un
che
si

titolo

di

«^iurisdizione concesso.
t'atto

a

clii

rei^geva la chiesa alessandrina, del quale
e,

la

spiegazione

le tre

chiese di
in

Roma,

di

Antiochia

e di Alessandria

ebbero
si

grandissima riverenza dai
per mezzo

primi secoli
di

;

percbfe

credevano Ibndate da san Pietro:
e di Antiocbia
;

persona

le

due

di

Roma

del suo discepolo
infatti,

Marco quella

di Alessandria. II

papa,

Gregorio

Magno

'^390-604) scriveva al patriarca
tenet
;

alessandrino Eulogio, cbe Petri cathedram

atteao-

cbo Marcns a
sit

S. Petro Apostolo magistro suo

Alexandrinm

transmissus {Lib. VI, Epist. LX).

La

quale sentenza
litiir-

di

Gregorio

Magno

e

conforme
;

all'

antichissima
scritto
:

gia dolla obiesa
stall et

alessandrina

dove ^

S.

Apo'

Evangelistcp Marci, discipuli S. Petro.

fc

per6 necessario di por mente, cbe in essa antisi

cbissima liturgia
di

trova

il

nome Papa usato
filtre

in

segno

patorna affezione, non di paterna giurisdizione. Inin

fatti,

un luogo

di
:

essa e di

anticbe liturgie
sanctissimi et
ftea-

alessandrine b detto
tissimi nostri

Memento Dnmine,

Ahha, equivalente al
secoli
il

nome

Papa.*

Adunque

nei

due primi

sandria, cosi

come

in

nome Papa, nella cbiesa di Alesquella di Roma, importava hoIl*or-

tanto paternita spirituale, cosi bene espresaa dalle

'

Rennndot,

Collet, liturg. (iritmtale. Parisiis, 171<t.

70

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
epigraficlie di

[30]

mule

iioater delle

Papa mens, di Papa tuus, catacombe romane. Solamente al
a considerarsi
{llajtno^)^
il

di
li

Papa

mi tare

del seoolo III cominci6
{Uajtac,}^

noma Papa
titolo onodi

o,

piuttosto

Avo

come nn

rifico

di

ginrisdizione,

dovuto

al

Patriarca

Ales-

sandria.

Ed

ora volgiamo la nostra attenzione, per la con

troversia sul

nome Papa,

dagli scrittori

orieiitali agli

scrittori occidentali.
il

Tracostoroe da ricordare sopra

tntti

Bollandista Sollerio.
1'

Nella sua citata Dissertatio soil

stenne rontro
anteriore.

Echelense, die

nome Papa

e di data

a quella segnata sotto Eracla XIT, nel 222.

II Sollerio scrive risoluto:

Papa primis
col

Ecclesiae seen lis

fuisse

combine.
1'

Aggiunge

Raynaud

— di

cui

si

e

menzionato
talvolta,
il

Onomasticon pontijicium

— die per
di Pater

evitare

tautologismo di Papa Papa, quando ad un
1'

vescovo s'intendeva porgere
si

omaggio

patrnm,

adoper6

la

sola voce di Papa. Ritiene
il

ancora col
dai

Raynaud, die
Greci
e

nome Papa

usato di buon' ora

dai Latin i, sia transitato

verosimilmente, la

prima

volta, dai Greci ai Latini, fino
sit.

a die

soli

Romano

Pontijici reservatum

Anclie
in

il

minorita Antonio Pagi, die ha emendato
ecclesiastici di J^aroiiio, e

parecdii luoghi gli Annali
i

tra

controversisti sul

nome Papa. Nel

notato suo

scrit-

to: Breviaricum historiciim cronologicum criticum, al pari

del Sollerio e del
del

Raynaud, dimostra antichissimo
invece di Padre, appresso
in
i

1'

uso
i

nome Papa,

Greci e

Latini. Si

oppone

modo

particolare
i

all'

EchellensC;

per avere affermato die appo
gnificasse anche Avo: Vox enim

Greci la voce

Papa

si-

Papa

apitd Graecos

nnm-

quam Avvm

signijicavit^ $ed

Patrem. Conforta la sua sen-

[311

^'

I^ABANCA

77

tenza con rautorita di PeavBonio, scrittoro ocoidentalc;
il

quale

<lii'ende nella

sua Storia cronoloyica

dtd palriar-

cato Alpsx(i7ulrino, la sinoDimia di
di

Papa oon Padro, non

Papa con Avo.
Se
^li scrittori occidontali hi tbssoro attoimti, nella

controvorsia, ai limit i ora indicati, la ragione sarehhe
stata tutta dalla loro parte. Salvo clie
col norao
n'i

voile,

anche

Papa, avvaloraro

il

prima to dolla

cliiesa oc-^

cidentale su la cliiesa orientale.

Ancora

nel libro dol-

r Ecliollenso fa

oapolino tale intenzione;

ma

non

di-

venta cosi accentuata, come negli
del l*agi. Qiiesti, infatti,
o.piacopis

scritti del Sollerio c

afferma:
ct

V<>x Papae...

oinnUms

somper trihhta

ftierit,

privs tpiid^'m Episcnpo

liomanoj

qnam Alexandrine.
potrebbe avero solamente valore
il

II p*2ws, qui,

sto-

rico,

nel

senso che

ncmie

Papa

siasi

attribuito

al

vescovo di Roma, prima che al vescovo Eracla di Alessandria. In tale senso starebbe flno a un certo punto.

Ma

la bisogna sta diversa. Negli scritti del Sollerio c
il

del Pagi

pnua ba
il

piuttosto

un valore dogmatico; jn

quanto die

prius allude al

dogma

della cliiesa ro-

mana

su

tutte le altre thiese cristiane.
si

Ora, dal proil

vato e dal da provare
sorta di

fara manifesto, die

nomo
di

Papa, innanzi del secolo IV, non scrvi a primazia

Roma,

o di Alessandria.
occideiitali, oltrc
al

Altri scrittori

Sollerio

ed al

Pagi,

si

sono giovati del
il

mani, per confbrtare
che
essi dal

nome Papa, dato ai ve.scovi roprimato di Roma. Sappiamo gia
ai

vedere che Ignazio, Tertulliano e Cipriano
il

hanno

attribuito

nome Papa
solo
il

quattro vescovi roI,

mani, Lino, Anaclcto, Zefirino, Cornel io e St^tano

hanno indotto non

fatto storico inncgabilo

che

78

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
tal

[32 J

un
del

nome

era in uso non

meno

in Oriente die in Oc-

cidente,

ma

ancora

il

dogma,
di

allora

non pnnto

stabilito,

primato papale

Roma. Anche
il

storici e

teologi
in-

cattolici,

non partecipanti
storico,
dall'

alia controversia,

hanno

dotto e continuano a indurre

primato romano, senza

fondamento

uso fatto del

nome Papa da
stessi storici e

Ignazio, da Tertulliano e da Cipriano, in contradizione
,de' fatti arrecati nell' altro

numero. Gli

teologi cattolici tirano a pro della loro tesi perfino la

i

romano ai Corinti Epistola rivelante cura paternale, non suprema giurisdizione verso Corinti, I'ra loro dissidenti come al tempo dell' apostolo
Epistola di Clemente
: *

Paolo.

Concludesi che la controversia fra gli scrittori delle

due chiese cristiane
accertati

di Oriente

e di

Occidente dipese

ora dalla mancanza di documenti epigrafici e linguistic!,

dopo

i

secoli

XVII

e

XVIII, ed ora da equivoci
III della

notati a principio di questo
storica. L'

numero
il

mia

ricerca

equivoco piu dominante, per gelosie veccliie
le

e

nuove tra

due

chiese, fu

mescolare nella que-

stione

storica la questione

dogmatica della gerarcliia
si

c primazia

episcopale, pretesa

dagli Orientali
si

e

si

da gli Occidentali. Se nella controversia non

tbssero

insinuaii equivoci, sarebbe quella moi-ta in sul nasccre,
o,

certo,

avrebbe durato meno a lungo.
Epistola di Clemente
si
il

'

La

possedeva incompleta, prima cho
Bryeiiniss

I

nel

1876

la

ritrovasse

completa

insieme

al

ms.

della

AiSayr^ twv Sw^sxa AtcootoXwv.

[33)

B.

LABANCA

IV.

FASI STORICHPJ DEL

NOME PAPA

NELLA CHIESA OCCinP.NTALK.

Per
zioiiario
;

la cbiesa orientale
si

il

nome Papa

riniase sta-

cbe non doljbono se^narsene
quella
il

lasi storiclie.

Tuttora
dre
i

in

nome Papa
i

si^nifica seinplicc pa-

spiritiiale, e in tale significato diconsi

papi

i

preti,

vescovi,

gli
gli

arcivescovi e
arcivescovi,
in
i

metropolitani, o al piu,
i

protopapi
clii.

metropolitani e
i

pntnar-

Valgano

prova storica
i

I'atti

ai

quali accenno.

Nel secolo IV
al loro vescovo cosi

preti d' Alessandria indirizzavano
lettora: Jkato

una
di

papae ipiscnpo Alf-

xandro. L'eresiarca Ario salutava, nel secolo
il

IV

ancora,

vescovo Eusebio

Nicodemia
di

col

nome

di

Papa. Lo

stesso

nomf, sempre nel senso
le

padre spirituale, poril

tavano

lettere indirizzate

ad Atanasio,
smesse

celobre

oppositore di Ario nel Concilio di Nicea (325).

Dopo
sastico sul

il

secolo

IV non

si

il

costnme cbic-

nome Papa.
i

Nella Bolla d' Oro dell' impo-

ratore orientale Isacco
cliiamati papi

Comnieno (10B7-1059) vengono
quelli, cio6,

Lettori,

cbe leggevano e
se-

interpretavano la Bibbia nelle cbiese. Ancora nol
colo
di

Commeno,

ciofe

XI,

si

appellavano

i

sempHci
giusta le

chierici piccoli papi.

Qualunque beneficio
si

cbioHastico, go-

\

duto da preti e da vescovi,
testimonianze
rio,

disse papato,

dell'

Ecbellenso, del Raynaud, del Sollo*

del Dillmann, del Nuzzi.

80

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS

[34]

Dopo
iiazione di
dri

il

secolo

XI

continu6 in Oriente la denomi-

Papa
.

o di Papi, nel senso di padre o di pafatto,
il

spiritual]

Di

ancora

ai

di nostri

si

da

ai

ministri di Cristo

nome

di papi,

nonostante

varie

iiiodilicazioni la introdotte
etica,

nella nomenclatura chiesa-

massime avvenuta
per la invasione di

la fine dell'Impero

Greco-Ro-

mano
(1453).

Maometto
scrive:'
«

11 in Costantinopoli

Ermanno Schmitt
il

Dopo

1'

ordinazionc,

ricevnta dal Vescovo,

prete b riguardato
;

come

il

pa-

dre spirituale della sua comunita
rocchiani viene cliiamato Papas
II

e perci6 dai* suoi par[llajtag).
'

nome Papa,

nella chiesa orientale, non ebbe, in

sostanza, fasi storiche;

non ebbe

la

marcia ascendente,
le

die rinverremo nella chiesa occidentale. Quali
della stazionarieta orientale?

cagioni

Sono molte senza dubbio;
1'

noi non tratteremo,

si

tratfceggeremo

argomento. Sa-

rebbe strano presumere quanto alle

fasi del

nome Papa

una mi nut a

analisi storica.

La
,

chiesa orientale, nei primi quattro secoli, ebbe

fulgori di coscienza e scienza cristiana. Proprio, ex Oriente

vera lux hominum. Tanti splendori s'otfuscarono co' secoli.

Divennero una rara eccezione alcuni raggi
cristiana radiosa.

di coscienza

AI veloce ascendere successe un lento
efi'etto

discendere. Forse n' e stata cagione la fatale trajettoria?

Tale fatalita e piu
cagioni
f'u

che cagione. Una, invece,

delle^

che

al dialettico e

sostanzioso teologare della
sofistica, e, ch' e

Patristica successe

una teologia
perche
si

peggio,
tutti,

ciarliera, petulante;

rese
all'

il

pascolo di

dotti e indotti,

dall' iniperatore

ultimo plebeo. Al

'

IgUiria crUicn della chiesa

greco-moderna

e

doll/t

chiesa

ritssa,

Tom.

I,

129. Tradtizione. Milano, Pirotta, 1842.

4

(351

B.

LAHANCA

81

oho

HI

a^jL^iiiiiHero le

Hccinpia^gini o lo scellcra/i^^ini di

iiiolti

imporatori, clie piopararono la ciitrata do* Turohi

in

CoHtantinopoli.

Vescovi ed arcivescovi, nietropolitnni o patriarclii,
ora protetti ed ora oppressi in

modo

iiidebito, purteoi-

parono

alio

stato di coiruzione e di
11

dissoliizione del

JJasso Inipero.
ditl'usi

simi^liante e a dirsi de' nionaci, molto

in Oriente.

Maometto
politico

II,

entrato in Costantino*
Si condu.Htfe

poli,

si

niostr6

uomo

non coniunc.
la

da principio con priidenza verso
rispottandone
tori,
le istituzioni.

chiesa orientjile,

In seguito iinit6 gl' Impcra-

nel rispettare solo in apparenza V auU)nouiia del

patiiarcato e dell' episcopato.

Lo molte

scissioni della chiesa orientale, e la creaiini-

zione della chiesa nazionale di Russia ridussero la
voisalita del Patriarca di Costantinopoli
noniiiiale

ad essero

piii

die reale.

In Oriente

si

sentirono le prime

tcndenze per un Episcopato uiiinominale e monarcliico;
uia
la restarono

mere tendenze, per Y ambiente che

circond6 la chiesa orientale. L' Inipero
tato

Romano
non

diven-

anche Impero Greco,

in Grecia

ebbe

mai

quella potenza governativa e concentrativa cho avova

Roma. La identica sorte tocc6 alia chiesa di Grecia. La chiesa di Roma, al contrario, cadiito r Inipero Romano, ne eredit6 la energia concentrativa logislativa, elevando il nome Papa ad una meravidimostrato in
gliosa

energia, e quasi ad

Cio non acoadde in
cosi

una possanza vertiginosa. breve tempo; stantecho la gloria,
a gradi.
alia

come

la natura procede

Nolla chiesa
chiesa orientale,
nel sense
si

occidentale,

stessa guisa
il

della

adopera, nel IV secolo,
spirituale.

nonie Papa
vis-

di paternita

San Girolanio,

82
siito

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
in
tal secolo,

[36]

nomina

nella sua

Apolorjia contro

Rufino, vari dottori in questa nianiera:

Papa

Kijiphanius,

Papa
iisa in

Theojjhilus,

Papa

Anastasius.

Lo

stesso Girolamo,

nella sua corrispondenza epistolare

con Sant' Agostino,
in Christo

ciascuna epistola qnesto indiiizzo: Domino, vcre

sancto, et beaiissimo

papa Augustine Hieronymus

salutem.

'

Sant'Agostino scrivendo a Paolino, vescovo
sunt'

di

York,

Ambrogio

appellat papain {Epist.

XXXIV).
«crive
cosi:
sail

Ad

Aurelio,

vescovo

di

Cartagine,

JJomine beatissimo.... papae Aurelio Augustinus in
lutem [Epist.

Domi

LXXVII). Dichiara, quel
significava, allora,

cli'

e piu, clic

nonie

Papa

non altro cbe
in Psalm.

Ecclesiae

Pater, vel Chericorum Pater

[Comm.

XLV).
si

Quest! indirizzi e questo
del

com men to
il

de'Padri latini

IV

secolo dimostrano cliiaro, clie

nome Papa

adoperava, nel IV secolo, a significare solamente paternita
si

spirituale, e clie per

conseguenza non ancora
vescovo
aveva,

riferiva,

come un

titolo di giurisdizione, al
ritiettere, clie

di

Roma.

E

benanche da

non

si

ancora nel IV secolo, una gerarcbia cattolica, a capo
della quale fosse

Si avverta

nome di Papa. cbe Girolamo, cbe adopera il nome Papa
il

vescovo di

Roma,

col

scrivendo a vescovi e dottori, fu segretario diDamaso.

Come, adunque,
II

egli
e,

non
il

lo tributava solo

a

Damaso?

fatto storico

cbe la gerarcbia cattolica era ancora
clic

di la

da venire, e

nome Papa
*

restava ancora

neir originario significato.
'

Migne,
II

Patrol.-lat., T.

XXII,

sgg.
la

^

Duchesne ha creduto atFermare una gerarchia
e diaconi

dove era

appcua un' oligarchia tra episcopi, presbiteri
christiane, p. 329-37, 1889). II

{Orig.

du

cxdte

Marucchi ha rincarito

I'avviso,

ammet-

I

137|

B.

LABANCA
ad

'88

Kol Hecolo V,
il

in Occidento, 8Cguit6

attribiiifHi

iiomo Papa,- uel senso di padre spirituale
infatti, del

do't'edeli.

Al tempo,
si

Concilio ecumenico di Efeso (431)
:

scriveva ai vescovi con questa tbrniola

Domino pa-

pae N. salutcm. Con la stessa formula, o con altre con*
simili

venne dato

il

nome

di

Papa

ai vescovi, dal
il

V

al

X
«

secolo. 11 Mabillon, nello spiegare

tatto, Hcrive:

Papae, seu Papatis nomon tribuitur quidom Cvpriano

in ipsis actis,

ad significandum Patris, non Episcopi

di-

gnitatem
traverao

^

».

Vi ha ancora di piu.
i

II

nome

l*apato

si riferi, at-

secoli

V

e

X, non

solo al vescovato di Roraa,

ma
in

eziandio ad altri vescovati di altre principali citta

d' Italia.

Ad

esempio, Ottone III (983-99G) proclama,

nn suo Diploma,

Fapatvs
'^

il

vescovato

di

Milano,

dctto aljora arcivescovato.

Non

percio se ne risenti
dell'

Grogorio VI (996-999),
Ottone III governava
nazione
di

clie al

tempo

imperatore

la cliiesa di

Roma. La denomi-

Papa

e di

Papato continu6, per

Koma

e per
*

altre citta principali d' Italia, anclie

dopo Gregorio V.

Pu6

atl'ermarsi

che tide denominazione, nel significato

di paternita spiritiiale,

dur6 tino

al secolo

XI, e pro-

babilmente fino

al secolo XII.

Oi6 posto, e non supposto, e ora da vedcre come
i

nomi

di

Papa

e di

Papato

siansi attribuiti, quali

ti-

tcndo

il

Papa a capo
y'eter.

della Cliiesa uel

IV

secolo {Klem. d'archtoi, cArr-

lienne, V. I, p. 85-8(J, 1900.
'

Analect., ecc. T. I, 49. Parisiis, 1725.
Collect. bipartUa, etc.,

*

Ap. Lucam Holsteniun,
1742.

II, p.

21U.

Pa-

ritiiiu,
'

Ap. Muratori, Rer.

iUU, ucript.

Tom. IV, Chrvn, mtma$t.

coMtin.

Lib. II, cap. 79.

il Anastasio il il Bibliotecario. noine Papa. come titolo. assumesse quelle simigliante di Pontefice Massimo. 32). 183. opina suo lion a il Damaso. e di Duchesne si (1886). ]». invece. XVII. dosi della sua grande autorit^. Pontijicalis. ti'ibiiito Altri. persuaderlo di far togliere la hrosii. Ho il po- tato il consultando Liber (1688). de' Rossi. il diversas provincias clie opus. Altri titolo dall' afferma Siricio abbia. per le conseguenze posteriori. solenne titolo. prinio.84 toli SECTION MYTHOLOGIE ET EELICtIONS di [38J onore e ]3. il Ciaconio. scrivendo cosi: (Niizzi. opina clie nome Papa dal a prendere il significato di * titolo tempo clie Daat- maso (366-384). al solo vescovo di Roaffezionato diincoiuincio di siasi ma. Da il queste consultazioni e lecito indurre. assiiuto onorifico di Pontefice Massi- mo. ma al siiccessore Siri- cio (384-398) Siricius cit. G. che ivi risedeva. Di ierina in questo: clie Sant' Ambrogio. . Epist. Roma.XX). Le catacovihe romane. 1 il * Saut' Ambrogio a Milano godeva una grande influeuza su V imtanto che Damaso lo incarico di Dea Vittoria dall' Aula del Senato (AmXVIII. valentitolo peratore Graziano. Ho Platina. E probabile che Ambrogio. il Papa orthodoxus par I. consultato al proposito vari storici autorevoli de' Pontefici. abbandonato ' imperatore cristiano Giaziaiio (367-383). come conf'ermare. secondo le varie cdizioni di Ciampino di Vignolio (1724). in una riconuna sua Epi- * Arinelliui. persuadesse Graziano a deporre religioso di Pontefice Massimo. Damaso o clie prendesse Siricio il nome Papa. 1880. Pagi. di giurisdizione. Nessuno ricorda clie fatto lilevante. 5. il il de Novaes. seguitato dal suo il scepolo Armellini. clie applicasse nel si nomo di Papa a Damaso Pater secondo J e Siricio tuttavia clie significato lia 1' uso invalso.

cioe. adopera.Uttt — Tom* HI . alcuni indizii del graduale elevarsi di esso nome a di ti- tolo eminente. di vosecolo ler tare. cosi venne il Sinodo ricordato Sub Leone Papa habiium est. . Ma a tale pare re con trad ice r altro fatto storico allegato Papa. provante. Trovo. segretario del il Re do' Goti. mentro per gli al' vescovi usa nonii Episcopos. del Papa un come ho titolo esclusivo del vescovo di Roma. Alciini storici della Cliiesa lianno stimato. nello scrivere ai vescovi di tri Roma i i nonii di Papi. dotto. Con tutto ci6 non voglio sconoscere che dal secolo IV al secolo XI mancassero affatto indizii. per tan to. d' essersi arrogato il titolo Ve- ' Variarnm. LABANCA :i)l' 85 stola. ed desiderio cristiano de' vescovi di il Roma che si trastbrmasse in titolo pagano ei di Pontifex Maa-imtts. a il considerare la cristiana scrupolosita di Graziano. deposto da Graziano ma e mo] to probabile. ed appartenente al solo vescovo Ho- ma. il tatto storico che nel Si- nodo di Toledo del tennto sotto I il Grande (440-461j. II celebro Cassiodoro. tutto procedo a gradi. EpiMolae ac Rescript i. assunse il titolo oiiorando di i'ontetice Ma**. Himo. Teodorico Grande (493-526). Nella storia.1^391 B. contbrnic antico sig^ificato padro npiritiiale. du XII"^' Con>jri4 dct OritntmlitUt. che il divenne peculiare secolo V.QP" VmrUc) tf . di semplice padre spirituale de' f'cdeli. proprium dei Pontefici si nome Papa Romani nel Leone : Da loro arreca 447. salvo rari casi di violente rivoluzioni. Patriarca di Co8tantino2)i)li. Gregorio I il Grande di (690-634) rimprovero aspramente Giovanni. a tutto il sul geneiale uso del nome X. dice Siricitts di Papa. Non ho un documentx) a mia clie Siricio dispoHiziono.

Epist. Avvenutanella notte Na- Lib. disse il vescovo di Roma. Conciliorum coUectio. Patriarca Ciriadall' en- die lo aveva respinto. di Papa Cathedrae ' Apostolicae. Ill. alia quale meglio spettava una universalita episcodi pale. 2. ' il rimprovero. Harduino. il • ^ Ambrogio aveva impedito a Teodosio 1' Grande. per la aoa strage di Tessalonica. Epist. e fino perverso. Nel VI si Concilio generale del 680. V. I.86 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS alia [40] scovo Universale. * ingresso al tempio di Milano. ImUti Sant' Christianity. ^ Tom. * Milman. ^ Pochi anni dopo Gregorio I. Gl' imperatori cristiani (408-460) e Valentiniano III (423-455) solevano mare il vescovo romano Papa Urhis Eternae. 11 il Bonifacio III titolo (607-607) ebbe dall' iiiipei-atore Foca di Ve- scovo Univej'sale. 43. I ^ . ^ Gregorio I aveva desi stato scandalo col titolo di Vescovo Universale. Parisiis. Lib. 1715. ibid. XII. T. costantinopolitano III. 1849. novello Ambrogio. cett6 invece volentieri di doversi ac- da Bonifacio III : indizio questo non a Costantinopoli. per vendicarsi contro co. Vi sono ancora che accennano al gra- duale ascendere del vescovo di Roma a papale univerTeodosio II chia- salita e supremazia. nella ^ X Sessione. etc. T. Costantinopoli- tano IV. tato. ben meridi dipendeva dal vedere nel fatto del Patriarca Costantinopoli una usurpazione alia cattedra di san Pietro. V. die reputava contrario In fondo in fbndo umilta episcopale. ai rigiiardi dovuti agli altri episcopi. pro- clam6 esso vescovo nella XVII Sessione Papa Universalis} Nel Concilio generale si dell' 869. 450-52. Harduino. trare nel tempio per le sue nefandezze e per le uccisioni de'figli dell'imperatoreMaurizio. bensi a altri indizii Roma la pri- mazia universale.

Annali d' Italia. • — Ijabanca. il prima X adoperaiidosi ancora nome Papa. terreno. Introd. Timot. e. era ben preparato acciocchc soltanto in quelle di Roma crescesse T albero maestoso. a protbnde radici. tanto che in si stabili. sale. In generale. vol. Roma. 181>1.. in L*ar- civescovo di Salisburgo una letteni. XIX. 098. ecc. II provato h piu che sufficiente a rendcre evidente. per opera di Leone III. 1707.. 174-177. LABANCA la 87 di ttile deir 8CM) in Homa incoronazione si Carlonuigno Leone. Informino due fatti arrecati di di Bonifacio III. sed L' OrOis (Nuzzi. 75.. Trad. quel die e piii. del la di- ' G. alle vile dt »ommi pinittjici. Gregorio V (996-999). o dicansi precedenti 8alut6. Carluinaijno nrll' arf- Muratori.-. ciofe penH6 essersi avvcrata la di prot'ezia a favore del vencovo Roma Ecco di primeggiare da Rex ret/um e da DominuM I" dominant ium (Apoc. altri indizii. p. cit. p. LXXVIII). 16. * Se ne un Condel se- particolare di Pavia 1' che Arnoltb dovesso deporre colo di assunto titolo. GioPonii- vanni VIII (872-882) a questa nianiera: fexj et universalis Summus totius Papa^ non unius Urbis. e si ad altri preti di altre chiese.[All B. que^li tuata la Jienovatio Romani pei^Huase eKserni effet- Imjjerii^ e questi. VI.' storici. . in un senso univerGregorio I e La Chiesa di Roma i presumeva la universalita solo j^er lei. la cliiesa Roma lo rispettava ncl vederlo attribuito ad altri VGHCOvi. 15). il arcivescovo Arnolfo II di Mi- lan© aveva preso risenti assai cilio titolo di Papa Urbis Mediolani. a larghi rami. 11. rfi-/. Roma.. ma non punto rassegnava di vederlo rit'erito ad altri vescovi come titolo onorifico. de Novaes. tra i che il secoli X e XI.

lo sono dello stesso parere cose assodate. documento osservatur in Bibliotheca Vaticana (Marcit. die pur aveva a sua disposizione. cit. documenti della Vaticana. soli Episcopo n. ipsum. Confesso che parecchi del Baronio. 88 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [4:2] gnita ed autorita papale. per la j-agione che nei dieci Sinodi celebrati da Gregorio VII non vestigium si rinviene vestigio di sorta sul nome Papa: die aliqiiod non dare i^eperitur. Martiis indict. il IX fosse bandito in nome Papa. senza arrecare . lui. nel primiero storici. Papae nomen unicum nee che liceret alieni se ». dal secolo IX.. Voghera. essere cio avvenuto sotto Gregorio VII (1073-1085). e cioe il su la grave autorita il Novaes. salvo che. I. Romano iom. anno Cbrivero pontificatus Domino 1076. sexto Kal. (Op. Buzio — negli scritti citati — tengono con non col Pagi. il Egli e di parere invalse 1' uso di nome Papa. vel alium eo nomine ap- pellare il Aggiunge Tillustre annalista della Chiesa. Fino un contemporaneo cattolicq. piu arbitrano. il signifi- ancora ad altri vescovi. sine addito. Alcuni storici e canonist! lian voluto indagare sotto qual vescovo di Roma il nome titolo I Papa acquistasse tanto valore. per le non posso tutto il consentire che nel secolo costume di tribuire cato. e diventasse un proprio ed esclusivo del capo della chiesa romana. sui anno tertio. 13 habuit Romae Synodum ut adversiis schismaticos. tyrologium II Tannuarii 10). ubi statuit inter alia plura. nell' Pagi mostrasi incerto accogliere 1' afferma- zione del liaronio. esset in universo orbe christiano. Sect I. L' oratoriano Cesare Baronio e di questo parere laonde scrive: sto « Gregorius Septimus Papa. del Pagi. 8).

il gia prevaleva pocodopo lo scisma orientale quando costume de' nomi Papa e Papato per — la sola chiesa di Roma chiese — era naturale i che i Greci prele sumessero. Alessandria e di Ant lochia. anche per nomi di il Papa e di Papato. 6 un o compiuto da Michele Costorico riilario nel tatto innegabile. di orientale. ha stimato scorgere d' ossersi genesi storica attribuito il nome Papa p. senza che Gregorio VII emanasse un decreto sinodale. Quod illius solius Quod unicum est nomen in ecclesiis recinomen in mundo >. ma ri- non di o del pari fatto storico innegabile. ad nomi al solo vescovo di Roma. Resta una obiezione. La A'mla al cyclopedic des sciences I'eligienses. Chi > il Papa? V. per inancanza docnmenti. a cui deve rispondersi. attribuito a attribuire essi Gregorio VII. ed a cui lia dato occasione il Dictatus Paptie. Cenni. 10o4. . per costume invalso. Roma. die sia stata cagione del decreto di solo alia chiesa di ferire Roma i nomi di Papa e di Papato. In quelle sono. e che Latini continuassero. clie. Venuto Gregorio VII al governo della chiesa romana nel 1073. Cesare Baron io pone a cagione del decreto di Grcgorio VII la pretesa dcgli scimastici oriontali. in ndinm liomani PraesiUis. .(43] B. solo vescovo di • CI. LABANCA il 80 il docmnento. tra qucste tre : le 27 proposizioni. proclamavano e di i norai di Papa ini- Papato anche per le chicse di ('ostantinopoli. diretta dal protestanto Lichtenberger. 1886. Lo scisma ziato da Fozio nell'SG?. ^< Quod solius Papae pedes omiies principes deosculentur teretur . per reazione contro loro principal! i i Latini. ha orednto daro por autcntico ' decrcto gregoriano.

Pietro de il sono per ' Marca ed il no Natale Alessandro. specie. e dal tempo venno De Novaes. 10. ' 9. citati. debba ritenersi opera di Gregorio VII. secondo le massime allora dominanti nella chiesa di est Roma. Sono per Cenni il . p. vendi- clierebbe. si Cristiano Liipo. T. si che il Cristo. il Dnpin ed pieno assenso a i Lannojo. XIX. IT. Se non clie. lo. ElemenU ecc. minus dominantium (Apoc. Certo la proposizione del doversi Dictatus il e molto esplicitamente lavorevole del nome v' di Papa cioe. a dir vero. questi ultimi scrittori zii. maturo' ad essere scovo di Roma Papa per eccellenza. non pro- mulgato da Gregorio VII. Qnod unicum est nomen dare in Papae. oggimai. AUusione riconfermata da altri r Apocalisse (VI. Papa per antonoPater. aggiusto . da Re e da Signore. detto die allude ad un concetto cioe. per altro. apocalittico. e dis enso tra gli storici cliiesastici quanto al Dictatvs se. non come semplice si o Pastor. al concetto.J 90 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS nella proposizione idest : [44 Roma mundo. ^ . masia. II Roma il in ve- tempo era. nel suo ritorno in terra. de' Re e de' Signori del versetti in cui del- niondo. confessare che il Dictatus. 207-280. essendo piu documentati loro giudi- Devo. ma come Pater patrum o Pastor pastorum. Papae. venne compilato dopo la sua morte. Magari testa papale fosse qui arrestata la marcia ascendente del Do- e invadente del il Papato ! Si pretese applicare alia po- detto biblico del Rex regum e 16). Laonde il pronunziato Quod unicum nomen (Pdpae) in mnndo riconf'erma un fatto riconodi sciuto dal clero di Occidente in genere. non politico. 12-17). il al solo vescovo di Roma.

al pari de' Greci. prima met^ del secolo II {Dot L'l-chrisUnthum. 22). per trasforinazionc della voce figlio greca per cosi dire. tra tante. Per tanto non e Signori del CHiste alcuno tra queste credenze apocalittiche e le esigenzc politicljo dc' Papi 8ui Ro mondo. V. accadde nella chiesa occidentale. il ciofe. Occidente minacciava prossima rovina. di i Latini erano Per la costoro corrnzione. nato IlavijQ. 85. sg. ed Ornzio Marucchi. cit. verso 70. etc. per cagioni accennate. Le probability maggiori sono die la sua compo* il sizione attn6 alia fine dolT inii^ero noroniano. per altre cagioni.. dopo. LABANCA la ' 91 essa scritta. crebbe a grado a in s6 il grado vigoroso e potente. corrotti. fino a concentrare sommo tale. adottato. Nel IV secolo. il Romano Impero latto. CONCLUSIONE SUL NOME PAPA IN RELAZIONE CON OU ALTRl DUE DI VESCOVO E PONTEFICB II nome Papa. 1875). I. .[45] B. Di il dopo la appena^ niorte di Teodosio Grande (4< 396 la 1. le potere interno ed esterno della cliiesa occiden- Quel che non accadde nella chiesa orientale. si Vol. ptirsccuzione di Norone noKSC) de' cristiani. agli ultimi anni del secolo I (Op. trascoi-sero ' Otto Pfleiderer ha creduto stabilire compoeisione deirApoca- lisse alia fine della p. un Quivi fortunato nella cliiesa occidentale. delle quali ora ne dir6 alcune. tra (>8 ed il 70. fu.

nessuno pu6 riore lita disdirgli governare. alia completa rovina. marciava contro Roma. Gregorio. intenzioni e difettava 1' I'arte di di governare. I. Aggiungasi che alcuni per patriarchi orientali. Si di talsificazione storica. i non venne mai meno in corso di secoli appo vescovi romani e fu dessa principalmente che ne . e die ispiravano fiducia furono quelle Leone e di Gregorio. pu6 affermare. Cotesta abi- governativa. con quelle differenze che i comportavano secoli V VI rispetto al secolo di I. Leone riusci a fermare Attila. posseduta a maraviglia. i tanto che in una sua lettera scrive. pure. e dentale giov6 air Episcopate di Roma. per scovi di ambiente Roma. anzi di Eiiropa le due figure piii die piu spiccavano. supe- a parecchi uomini odierni di Stato. In tale stato randp di d' Italia. rese meno spa vente vole ?i07i invasione de' Longobardi. sed Longohardorum episcopus [Epist. che per cati era divenuto suoi pec- Eomanorum. senza tenia che con Leone I e Gregorio I e continu5 1' epoca apostolica. calato in Italia. alia prossima I il Leone rovina dell' I Grande (440-461) si trov6 Impero Romano. 31j. La distruzione dell' Impero Occidente e a successive le in- vasion i barbariche contribuirono esaltaiiei zioni deir Episcopato di Roma. che. se la lenta agonia dell' Impero orientale nooqne al Patriarcato di Costantinopoli. mise- ('690-C04j. Gregorio una grande abilita di fu un monaco -austero. eminenti intuizioni. fino alia superstizione talvolta. la precipitosa moite dell' Impero occi81 anni.92 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS 1' [46] { Impero occidentale rovin6 Ora. sin dai primi veI Roma. . ereditata da Roma dominatrice e le- gislatrice. Ad esempio. la con la sua benefica azione governativa e pacificativa. Gregorio il Grande.

i Al proposito I le dogmatic! ed critici non vanno d'accordo. autorita ispezionale dai primissimi giomi del cristianesiino di olevarsi — abbia dati i indizii a nome proprio ed esclusivo di qualcbo ve- scovo. ne giurisdizionale. detto. ma poco siasi e. nome Papa. e non altrove le Epm-opus episcopornm. no ispezionale. II mitivi tempi cristiani. lo noto Htorico . Servl in entrambe a designare un' autorita ispezionale. significava solo paternita spirituale. si appell6 papale. elevata ad esprimere Come a poco a somma autorita ispeabbiamo gia visto zionale nel solo insieme. non giurisdizionale tra gli altri ministri dclle varie cliiese. nella quello di Vcsco- vo. le dogmatioi uccidentali esigenze di ele- tredono. clie varsi il tendenze. di buon ora ciiiena orientale ed occidentale. capo chiesastico. clie tenesse la sua sede in qualclie grande citta orientale od occidentale. in cui avvenne tale graduale elevarsi e ingrandirsi del a diventare proprio ed esclusivo d' un di quello di il nome Papa. anzi che si nome Episcopua manifestassero in il Roma. cioo Ora. Roma. raddolcito da come lio non cpiHcopalo. per lo provalere nome Papa nome Episcopo. si us6. nei prinon esprimeva. in guisa da diventare in 1 Roma vescovo. numero precedente per fino la chiesa occidentale. ma si tempo. autorita di sorta. II nome Episcopo. Come . rono. rion por ci6 approve o lodo tutto ciii lo invadenzc intransigenze a rita sill () non di rado pervenne onsa anto* del e potosta. LABANCA il 08 fatto accrobbe via via T autorita e potesta. che. importa esaminare so origine non cliiesastica. Ora sembra che col tondenzeed altorain esigenze esordirono nella chiesa orientale. come sappiamo.147] B. nome Episcopo — di si politica. come nel mondo politico. e che servi ad espri- mere. giurisdizionale. nolla cliiosa occidentale.

ed una grande chiesa [suKXipta jneydAi]). in maniera da doversi transitare dall' episcopate plurinominale i all' epi- scopate uninominale? il E qui che critici hanno snodato apostoliea e la le nodo con piu serenita e verita I critici storica. i concilii particolari. istituito dagli Apostoli. forte bisogno della ele- vazione e concentrazione episcopale. cosi il simigliante avvenne rispetto al nome Episcopo. ^ po- tere episcopale lo bandiva e dirigeva. e di formare quale vescovo de' vescovi. accettano la istituzione successione dell' Episcopato. fu naturale che vazione e della concentrazione sul si il bisogno della ele- manifestasse prima Papato si nome Episcopo. * Vedasi K. il E innegabile che I'Episcopato e non acquist6. I due fatti appartengono in comune alle due chiese di Oriente e di Occidente. e da avvertire che il nome Episcopo essendo di origine apostolica. Lipsia. ebbe. non nel cose si modo onde due sostengono dai dogmatici. sto fatto se Accanto a que- ne appales6 un altro nelle due chiese. il Ma quale di esse rivel6.n in des alien Kirche.M qiiella SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [48] nacque da prima elev6 a il nome Papa. nella quale risiedesse un grande vescovo (jusydAi] smoicojrogj. . I vescovi promovevano siedevano. Se non che. Se d' ordinario laici. Schwartz. e poscia sul nome Papa. 1898. anteriore al nome Papa. talvolta indipendenti dai il e da uno di essi vescovi si preil potere conciliare allora decideva. siccome e provato nel qiiesta si nnraero precedente. la prima. Per costoro I'Episcopato. Die Entstehung der Si/node. e col tempo in somma potesta. sopratutto cattolici. ogni di piu^ autorita nelle chiese cristiane di Oriente e si di Occidente dai primi secoli.

vale di e lo stesso. Da principio ebbero piu vescovi a capo delle di- verse comunita cristiane. do«^li varieta nelle altre chicHe. In i mancanza a dire gli anziani. In sostanza. Apo- londata e ministrata da San Pietro. Le epistole di Celestino I (»i< »i< Leone I (^ 461) e di Greg<n*io I essi lecero 604) provano ad esuberanza quanti sforzi desiderata episcopale. a capo presbiteri. LABANCA ili 05 da principio. Chiama tale Consiglio Se- nator habemus senatum nostrum coetum prnsbiteroi'um (Isaia. In cap. ciascuna o. San co' Pietro. raggi nolle altre comunita i cristiane orientali ed occidentali. sarebbe stata la pietra tbndamentalo doUa Chiesa ( Matt. t'atti and6 dalla varieta all' non dall' unita alia va- rieta. continu6 la successions episcopale. a ottenere la unita sola. unita e varieta: unita nolla chiesa Roma. clie ma si si afferma. clie. ben altre conferme. XVI.[49] B. cio^ ispottori. e della concossione fatta dal Cristo a Pietro. con unita. 18). II). Ora Magno Gregorio sostenne . sem- pre col centro a Roma. ed sola anche piu vescovi in una comunita cristiana. cio6 Roma avesso. cli' comunita erano avova o un solo vescovo. o di vescovi piu vescovi. tbndate dagli altri Apo- o dai loro discepoli. si hanno 227j. Con Gregorio siamo il al secolo VI e a principio del VII. I'Epi- clie. Natural mente lici si catto- giovano piu e piu della venuta e della dimora di Pietro a Roma. stoli. ispettore. priiicipe stoli. scopus episcoporum. San Giro- lamo discorrendo alcune chiese. cio6. Dai critici non negasi la unita e chiese cristiane. si Che di procedesse dalla varieta all' unita. dice: Comuni presbi- teroruni consilio r/fibemantur. e subordinate co' loro vghcovI al f^ran vescovo di Roma. Dopo la istitu- zionc apostolica. si la varieta nello positivi.

Nel Concilio particolare di Cartagine fa sapere a Ste- del 258.96 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [50] dispute senza numero co' patriarchi di Oriente. ad Alessandria od siede uguale merito. fano I {>fn che i vescovi. divinita e tutto. bensi dai contengono II pluralita. del ma piu il versetto 18 del capo XVI. ad Eva- grium. nei loro ap- ai vescovi come ad ultimo si ap- pello. nei loro giudizii finali. uguale sacerdozio (Epist. versetto che fece scorrere. ch' fe piii. Non poteva mocratica la Chiesa restare in perpetuo una de- societas. par- ticolarmente con quelli di Milano e di Ravenna. e. 101) ». e fra i si stabili quelle che pelli. oltre a definire la i sostanziale di Oisto. si Nel celebre Concilio generale di Nicanoni fissarono varii canoni. co' ve- scovi di Occidente. Concilii. ugualita episcopale. per la interpretazione. « che accetta San Girolamo con questa sentenza: la chiesa di ferenti. chierici dovessero rivolgersi. dell' inter pares. la prerainenza episcopale di per Roma. altre chiese sia a non sono fra loro dif- Roma o ad Eugubio. prima 2G0). Non cea (325). si bene un primus A tale elc- vazione e concentrazione assoluta poi si Episcopate. di quelle di Nicea. a Coaltrove. ai Concilii. Questi fatti non dipendono da Roma. contribuirono varie cause accennate. locali. che disse di preferenza Papato. Dalle indistinzioni dovevasi pur venire alle distinzioni. gli Vangelo di San Mattee. pos- stantinopoli o a Reggio. in ispecie di Gallia e d' Italia. un fiume di inchiostro e per . nel quale il vescovo di Roma doveva essere non gia un primva inter impares. testo venire si Salvo che in coplurino- arriv6 dal sistema episcopale minale ad un sistema episcopale uninoniinale. Roma e le Un vescovo. aut ecclesia fratrum. e questi.

non allude punto primazia episcopale di Roma. ed 6 che dalla Ritbrnia assai in dubbio vei*setto primo di evangelio. rispetto alia varieta ed ugualita episcopale delle altre comunita II vero iniziatore e promotore della primazia e mo* Nello in narcliia episcopale e Ignazio di Antiochia. La di epistola di Clemente niano ai Corinzi. Su tre non devo trattenernii. passato prossimo essendosi mesea del della Cliiesa. dal la terza ai secoli della Chiesa. la prima riguarda passato doUa ed e che nei primi tre Kecoli non osscndosi anil cora tbrmato canone intorno ai libri del N. Con dente si tutto ci6 e pure che se in Occi- etfettu6 la tendenza Episcopate a divenlu ne'primordii i tare uninominale. gia ricordata. die dopo innegabile. tuttavia. dell' il secolo X si appoll6 primato pa pale. piu forte a conservare la supremazia episcopale rit'erisce Ro- ma. del da plurinominale che si cristianesimo. mostrasi.[51J II. unito alia tradizione della venuta e della dimora di Pietro in il Roma. quella epistola. Testa- mento. elficacia non ebbe si dopo dieci la Riforma. sue diverse epistole autentiche s' insiste. e per esso pale di Roma non pote avere molta influenza snlla primazia Episcoil Ruma : la seconda concerne V autenticita del qucllo. giovo assai ad accreditare e legittimare di primate episcopale Roma. in Oriente manitestarono primi ro- indizii di essa tendenza. che ciasouna . Soltanto mi permetto il considerazioni renioto Htoriche: CliieBa. ed e die in questi secoli quel vei-setto. il versetto di Matteo. In cristiane. LABANCA di VJ clic iniliissi niiileiici uii iiumc sanguc. clie accordava tanta preai suoi successori di cedenza a Pietro. usata a loro favore dai cattolici quanto al primato alia unita e alia Roma. IV al XIV.

Baur. 9). Tubinga. aflFerma che episcopat unilaire non esisteva.. Quest' ultima origine etimoil logica spiega meglio lo scopo a cui era indirizzato Pontificato in Roma. Gesch. Prem. Staatsv. 2° ediz. relazione al ' Poiche abbiamo considerato il nome Episcopo in nome Papa. Kirche in der Zeit der Grundlegumj. I. concentrate Maximns. part. cioe di far pompe religiose. p. Lets origines de I'episcopat. senza data. Onde vedesi che il punto di partenza del monarcato universale fu 1' Oriente. p. ci rimane a considerare in relazione alio stesso nome Papa quelle di Pontefice. der romanisch. 15). Rispetto alia origine etimologica del nome Pontefice. G. . litog. tanto meno universale. Marsella. cap. alcuni lo derivano da Pons facio (Varrone. 1838. De dementia. altri lo ritengono una forma alterata di Pompifex. in chi godeva assunse. o di sacra facere (Gottling. Reville. raonarcato episcopale particolare era. Bonn. dal vescovo di titolo si pro1' Roma Siricio. che lo rifiut6 circa il 382 * Rst. e piu chretiennes. nel la primo secolo. importaute avvertire che 1' E lo stesso scrittore cattolico. a co' secoli sarebbesi un preannunzio che giunto ad un monarcato universale. come istituzione locale. Entstehung der — Dollinger. 10. De lingua lat. il altkatholischen Kirche. cap. non r Occidente. 1861). sotto il ti- tolo di Pontifex Noi sappiamo che cotesto babilmento. Der Ursprung xind des Episkopats.98 cliiesa sia SECTION MYTHOLOCIIE ET RELIGIONS [52] un iin solo vescovo. — J. una jstituzione locale in molte chiese. una istituzione universale {Les origines 2"^ Pa- ediz. Lib. altri da Posse facere (Seneca. IV. 55-03.. cit. Verso meta del secondo secolo diventa tardi rigi. — Ritschl. Parigi. Duchesne. 1857. Ora. 1804.. 18G0. Lib. im- peratore cristiano Graziano. F. etc. 2. Christenlhtan Ratisbona. la esplicita sua insi- stenza per cosi dire.

nel secolo II. che verso la fine del se- colo il IV nome i rettori della chiesa romana assunsero anchc il di Poutefici Massimi. Marclio che ha agitata exprofesso la questione. come razione di Pater ritiiali ^ nel significato di semplici padri del fedeli. e die n P. cho ivi hi tonovnuu aduuunzo accademiche.^ die 2t avgu$ti)\ si ma poi ritratt6. canzon6 il vescovo di Roma Zefirino col titolo di Pontefice Massimo. salvo il caso di Pomponio Leto. L. ad elevarc il vescovo di Jloma sopra gli altri vescovi. LADANCA 09 () DSii. opina Graziano depose legalmente gli altri titolo onofifico.. Comunque pu6 at- piena certezza. col titolo di Pontefice Mas- simo.1 53) IJ. t'ermarsi con Roma sia. Se TertuUiano. oltre tributftTa in alcuu« ad altri titoli ^onorevoli. imporatori cristiani. ed accetW). Come nella Roma pagana il titolo di Pontefice Massimo comprendeva una suprema autorita religiosa. ed nome di Papi. ancor ^nello di Pontefice M«*- . senza dubbio. Jl cardinalo ]$aronio avcva prima aiweritoi averc il Costantino Grando rifiutato il titolo religioso di Pontifex Max'imus (Mariyrol. (Anu. (Op. sella eccles. rassero vederlo attribiiito ai vescovi di specie nelle epigrafi arrecate). D.. rom. 6). del Papa. L' assunzione del titolo di Pontefice Massimo giovo. servi a renderne il vescovo una somma autorita religiosa. CCCXII. trasmesso alia Koma cristiana. suoi predecessori. il n. ci6 che accadde sotto Qi*aziano an. oltre ad avere il nome altespi- primitive di Episcopi. CCCLXXXllI. onorato in alcunc iscrizioni cimiteriali nel secolo per disprezzo ' XV. irraDite. cosi il medesimo titolo. ' Ncllo catucoml)0 di (Jallit$to bi scopri dul 8i Do iCotwi. bench6 tollecit. il simigliante non avvenno piu dopo il secolo IV.

quasi titolo sia rinato mostrando di credere pagan eggianti.". II fatto impressiono assai. o molti archeologi stranieri e nostrani lo studiarono. ri- aimo. c del- Puso Iktto dai vescovi Giusta il di Roma del nome atti. Bollett. si il si- episco^iale per sistema osserva in alia titolo Episcopvs Leo XIII. che i i vescovi di di Episco- Roma hanno pus o di preferito. II. si adopera nei libri di liturgia. 81-94). vili- di Pontefice all' Massimo titolo erasi dato. di storia dei Papi. 234. unito e innalzare I'au- a quei due nomi. Roma il cristiana ha abbandonato papale. I. III. dopo la scoperta delle catacombe. giov6 ad accreditarc torita chiesastica di Roma. B. . 1890. il titolo di Fontifex Maxhmis non In questi fu dai vescovi di Roma i usato nei loro adoperarono sempre titoli o di Ejnscopus. (Eoma sott. Yu a capo di tutti CI. Noi consentiamo col De Rossi. crist. nei denominarne il Patrimonio o lo die il De nome II Rossi. o di Papa. christ. 38. nd mondo cattolico con gli La verita storica imparziale Maximus. e die nome Pontefice si adopero e varia Stato. il ma e mestieri piir consentire che nome il Pontefice. continu6 a vivere in mezzo ad essi. pel [54] fatto nostro. si Non 'badando il vuole conservare primissimo dei caporettori del cattolicismo. de Rossi. Ancor oggi die stema qualdie atto: contradizione. nei loro atti. JrutcrU. Pontefice. tributato ai Papi. 402. an. per pendio al Pjipato. nei loro documenti epigrafici. ger6 il accademico Pomponio Leto. nomi Papa. nei descriverne la possanza. nato fra i che il titolo di Pontifex cattolici alia fine del secolo IV. Do Rossi. piu vctnsti nella religione cristiana. siil esa- punto storico di Pontifcx Maximus che esso umanisti e.100 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS Quel die avanza a dire.

[65] B. e che giov6 non poco. se nome Papa nel Cristo. nel Papato quella potesta sconfinata che nocque tanto alia religione cristiana. Pater patrum. ^|Xg><g>Bj t<>< : -~ Act. ma eziandio. a riconoscere nel rei^gitore della cbiesa romana non solo. risolute.du xn>** CotigrU dM OritntmHtU*. Oh. con I'andare secoli 1' de' secoli. come Epucopfis^ una sovrana autorita ispezionale. o per an- B. — Tom* lU — 9*« Pltftte) . Pontifex Maximus. Episcopus il il divent6 1' Episcopus il episcoporum il il Pontifex. di figli. o per limitarla. padre spirituale de' esso rinati potrebbe an- nome ritornare nel sincero affetto e rispetto clie di liberi credenti e di liberi pensaton! Scemerebbe e sbalorditoia. Labanca. da prin- medio evo. e che eccitd frequenti proteste nullarla. E per conch iudere. Tale h i fatto storico innegabile svol-' tosi sotto tre norai principali tributati al il governatore ripigliasse in il capo del cattolicismo. tutti e tre nomi di Ejnscopus di Pontifex e di Papa concorsero. suo primitive significato. a rendere sconfinata la potesta del capo della cattolica. chiesa Coi . LABANCA 101 spettato ed onorato cipio e nel . cosi dolce e venerando. Papa. come i Pontifex^ una sovrana autorita giurisdizionale.

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public or private. is not always. a surprise to us to discover there. . as fixity or revealed We have long since of purpose between . my I Path To-day should like to draw attention to a Conception which West have been accustomed to regard as peculiarly our own. though a far less extent. God and man. natmal and between man and man. Amongst ourselves.THE ORIENTAL CONCEPTION OF LAW On the last occasion that I had the honor of I addressing the subject " the members of our Congress Oriental view of the took for ". Yet when we to the East it is often. constitutional or canon. alike in the natural and spiritual worlds. the reign of Law. has become so familiar that we find in the it difficult we to realise a time when the thought of things classified this idea was otherwise. that of Law. national t>r turn to international. namely. too. an anticipation of Order in the Constitution of the Kosmos.

. par excellence. and the moral law man must obey. then the order of lastly. the most moral of all the Vedic deities. na minati d'ama ahah-ahah [nih-kritaih a-carant!. It is the wa}'. 9. Of Varuna.): Ri'si even speaks of the d^dma or law of Varu^ia and the d'ama of Rita in the same hymn f^» Sa 'drisih adja sa 'drislh ita uiii iti svah dirg'am [sac ante Varunasja d'ama.: 104 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [2] A — ARYAN. And one 123. 42. in Beginning with our own Aryan ancestors we find the literature of the Hindus two expressions which serve as centres of religious and social order : Bita and D'arma. be they stars or god& men. it is said that he supported the sky in the seat of Rita (iv. where expresses of all the settled movements of the heavenly which or bodies. The former it is found pre-eminently first in the Rig-veda. nature founded by the gods. Anavadjah triiiisataih j6ganani eka-eka kratniii G^nati ahiih prat'amasja Rittisja j68*a nama sukra Kri'snat [agani'sta svitici. 4) s Ahaiii apah apnivaiii uk'samanah d'arajaiii [divaiii sad an e Ritasja^ Ritena putrah Aditeh rita-'va uta tri-d'atu [prat'ajat vi b'uma. 8. [pari janti sadjah. the path which all should follow^.

that which regulates all the re. It is the point where heaven and earth meet. . attempt. These two monuments of ancient Aryan literature thus form the mile-stones or boundary-lines of that epoch of strong . The next by step in the evolution of the idea taken However they may differ in other respects the ISatapat' a. the Mafidb'dratam. There is tlie Rita of the sea and the Rita of the soul. for Rita and Order are one (Var).Brahma nam and the Mahdb'dratam both show a decidedly -encyclopaedic tendency. We have here two phases of one outer and material. in each case. the other inner and formal. whilst at the same time there is an India's great epic. sacrifice is the manifestation of the creating and sup- porting Rita. The whole lore of the Brahmans of is this period centres in the thought of sacrifice.ia-litera- ture this world-principle becomes identified with ja^Aa. sacrifice. At the tinae of the rise of the Brahma. Instead of the purely-sacerdotal thought princi- of duty and law D'arma appears as the ruling ple of lations human of society. in so far as. man both with the seen and the unseen with the visible world by the legal restriction regulate the relations of the individual witli dividual and with the Community. <levelopment our form's circle of ideas borne by (Tarma^ Law'. sible which tlie in- and with the invi- by rites and religious ordinances. according to the ancient view.{8] HERBERT BATNE8 105 Under the influence of Rita ntand alike the elementars forces of nature and the higher powers of spiritual life. wherein tliey rest. mann well observes 'As the world of this so As DahlBrahmapa is moves round ja(jna. to bring the whole treasure ot religious knowledge : to a common centre.

the morals and customs of an Arya. y) prdjascitta duty to society . Then we have D'arma and Ad'arma as the morallj^ right and the morally wrong. for D'arma and Ad'arma In evolved him who knows ! the Bi'hadaranyaka-Upanis'ad we find it in the sense of . whilst d'armyam denotes the unessentials. The- is nothing higher than Law. Budd'i ' . their essential the derivative nature. D'arma expresses the rights and duties. 'He (Brahma) was not yet then he created D'arma as something noblyis formed. 2): 'Speak the truth. In the Taittirlja-Upanis'ad the Guru says 11. Perhaps the ches of duty (ii. 1). neglect it not '. in D'arma and Ad'arma as right and wrong we the Mandukja-Karika (ii. . objectively Law. It is that which supports (vd'ar). As duty d'arma a) dcdra^ is classified as : duty to oneself. too. Law i. p) vjavahdra.. find Spirit he is for the know^ers of Soul. practise d'arma. For knowers of Budd'i. duty to the Atman. culture which binds men together into a society. 14. Subjectively it is Duty. This refore there a ruler of the Ruler. Hence. (i. and not infrequently D'arma is used to express that which adheres to things. is tlie Law.: ' 106 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [4] and social organisation which saw the rise of Buddhism and the development of Castes and dsramds. 4. earliest mention of these three bran- is to be found in tl^e 'Candogya-Upanis'ad 23. 25) For Manas-knowers he is Manas.

tor both are '. D'armal I6kas trayas tata pravrittdh sacar^*arah (xii. tliat part of the great epic known a the B'a- gavad Gita the expression objectively. At'a kasmat pralapo 'yam brahmatianaiii sanatanah. tlie Law -Book. 69. iti Yah In sjad d*&rai. itseli' Na ced Veda vina d'armaiii tratuiii saktd vicaks'a^^a. is as we ' said before. 309. And just as the world ol the His'is was based upon sacrifice. 6\ D'arai:iad d'armam ity ahur d'armepa vid'rit&h pra^fth. the ture of this against the strong man as upon a King.iasainyuktah sa d'arma nisc-ayah.: [5] HERBERT BAYNE8 sets his Iiope l(/7 weak man upon the Law. the na- Law Truth (Satyam). 6) minds '. and when a man speaks rightly said that he speaks the truth. (viii. which not only the basis of physical and moral order. which Goldstucker used rightly. For instance ' in used both subjectiveh' and : Let the Law be thy guide is action and thou wilt tlien do thy Duty'. the Mahab'aratam. war e^ox'/*'. so the visible world was said to be upholden by D'arma. to describe as the creation of various epochs and dif- ferent There we read even the Veda without D'anna cannot save a man (v. it is Accordingly. . The three worlds are said to have proceeded from is D'arma. that said one speaks it is rightly . is And indeed. but also the supporting principle of the universe. when one speaks the tmth. 68). 43. one and the same i^ut.

The root of to be (II. century B. 1. Silam . By Vyavahara all that we mean bj^ jurisprudence is understood. ' '. that there has been we may be quite sure the a corresponding development in the conception of law. — 4. Whether or followed the preceded so-called D'arma-sastras it is by no means easy grounds to determine.108 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [6] There can. The government of a State. but there seem to be good for believing that the oldest parts both of the great epic and of the Code known fifth as Mdnavam Sdstram B'rgu-prdktam belong to the . In the strict sense of the term Manus Sastram is Code for it cannot be said to be 'a systematic arrangement of precepts which existed as actual laws in force throughout one Country'. — 2. ethics and customs. all knowledge. 6. — 3. we pass to one in and economical considerations prevail. That to say. When social from of an exclusively sacerdotal period. by gradual consolidation. not a ' '. Now the Mahab'aratam it is Concrete reflex of such an epoch. both by Veda and Smriti^ to be paramd D'armah. Most of its rules come under the head of Acara. All the observances of private morality and social econom}' are described as acara. supreme religion. C. have assumed the form of Law. . view of I think be no doubt that a nation's its Law is is a Criterion of culture. traditional practice which is said. Smriti . : all law (d'arma-mulam) is stated Veda is 'k'ilah . whetlier spiritual a temporal. highest law. in which the which ^^'ill the priest law. Unlike our Western is law-books the Code of the Manavfis a metrical version of traditions and customs which. Acarah.

therefore seem to be a) : the straight and settled path of the stars. is not only to rule. It is the King who. Jirmvs. down by the wist>st and best of all . : 17] HERBEET BAYNE8 and criminal law. and in the seventh we meet with a decidedly paternal form of government. the tie that binds (W y) that . begin the So in India's Iliad the good King Yud'ist'i'ra is the embodiment of 'many-branched' and 'many-gated' Law (D'armasja mahatO bahusak'asya bahudvarasya). by divine right. Mquu. laid Vd'ar). to us a simple books we have presented state of society in which the custom of the caste is law. The evolution of the Aryan idea of Law would . and the In the first six 108 civil rules of judicature are all discuHsed. (^fT. but himself to administer justice * (vii.. are guardians of the world. P) the support of gods and men. with his body suitably-attired and his mind at ease. having seated himself on the judgment-seat. composed tlie of particles of his protector of nisliment. 'Diritto. to act as the creatures by wielding the rod of pu- Let the King. all own divine essence. 14 and viii. Or do. and having oflfered homage to the trial gods who of causes'. ^/ar). 23) For the use of tlie created in King the great Lord (Isvara) beginning his own son Justice. which has been ages . droit'.

Passing on to the Semitic view of the subject we have first of all the thought of rights and obligations amongst tiie Hebrews. ^/la^g. T6r in the first instance.: 110 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS ^£jui£. (yrm Lex log.) ment. His delight his in the Law of the Lord. In the book of Chronicles we read Vatikt'an fj6t' benek*a El6him vatdaber al bet' abdk'a Imerak'Ck urit'ani ktCr haadam haipa'alah Jhavah ElOhSm. (vojuog. y/d^d. doom. . Law doth he meditate day and night And and for here not only are we are at once Hebrew ^IPl and struck by the fact. doms. but that their conceptual evolution has been almost identical with the Aryan IS ^TT and Vi*{ . that which determines and Controls. lov. tf*'. 6) y/ sad). arrange(xvii. as the relationship existing (ammibetween The man ' Law and his Maker. 1 [8j J Ge—seiz. a settled first movement. rank. B.): Ki ira first bt'6rat' Jhdvah is k'ep*z6. 2. \/nam). and in ». ub Torat'6 jehgeh jomam « valailah. laiv. v8jLi£0ig. that min and Arabic fj^ ^^ *«M diflerent forms of the same Semitic word Law. — SEMITIC. that ' race of the didugga). In the beautiful words of the Psalm (i.

' 'connected'.[9] HERBERT BAYNE8 ' 111 eyes. and so there come wrath over jou and over your brethren: so must ye do. and ye will not incur guilt '. holds together a spiritual brotheras hood. covenant. my nation. for law to the Musalmtin means his whole religion. Here the word Hlikp is peculiarly appropriate to express the legal relationship amongst kinsfolk. And this was yet O God! and thou too small a thing in thine hast spoken concemiog thy servant's house for a distant time. Lord God! ' Then T6rah. come from ^*o\^ 'joined. In Arabic. and man and God: ' Listen unto me my justice people. will. XIX. ye shall tiiily warn them that they incur not guilt against the Lord. forth give ear unto me: for a Law wiU iTorah') shall I go from me. and of the people ' my establish as a light '. bind '. is Law which for Sii'tls. ). 2. the entire revelation contained in the Kuran. And whatsoever controversy may come ( from your brethren that dwell blood ( in their cities. also. like D*arma. as the root is ni^ ' to join. instance. this is the * . between law rnin ) and precept npf^ statutes and ordinances. and. ju^l^ testament. the words ^olj testator. wuo^. you between to and blood. and hast regarded me as though I belonged to the rank of a man of high degree. on the other liand. Chron. is the bond between man and man. the Mystical Moalams known as And indeed throughout the whole world of Islam ' supreme word. such. 10.

. analogy. » « understanding. the Conduct of the prophet. Of these the two former are said to be asl-ul-adj the root of roos. As representative of the Turanian race let us take the Chinese. Their thought of racters $1 Law is expressed by two chais mi silk. and # and means . ut nafsi ma leha va ma All Muhammadans fik: agree that there are four chief sources of this a) the Kuran.112 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [10] For the corpus juris we have the word ^Jii which primarily means « knowledge. or usul-ul-Fik' va furu-ul-Fik\ C. The former from radical 120. so that the combination King-We is ning North and South. — TCFRANIAN. and the two latter furii. p) y) 6) Sunnat. in the first instance the tlireads of a web. unanimous opinion (igma). the warp. » and more especially an appreciation of the way in which one man should act toward another. In medical books it is applied to the veins and to the blood. When joined to we ' woof ' King means the lines run- wliilst ive indicates those going East and West. according to the well-known definition mdrifat aleha. Kijas. branches. for in some respects they are the most interesting people of the East. It also signifies lines or paths. Hence the designation of the four sources as Pj-^j cS^\ root and branch.

in the we find that there a Consensus of opinion East that. thought 'Heaven. Law. 1 19 meaning rice and 120 (mi) silk. and is used first of of a vessel or tripod employed in an act of worship. is * whilst King principles of separate silk-threads means the government and moral instruction.[llj HERBERT BAYNES Then King 118 equivalent to latitude and longitude. of rice all The arrangement of grains silk and of threads of then the seems to be the primary is signification. arose that grand Conception of universal Law whicli makes the whole world Kin. Principle instilled Thus wo have Pin I the moral by I lun the natural relations of husband and wife. for the most part. to One Supreme Being and by the Turanians to Heaven itself. To the Chinese. ot an Order which cannot be changed-Law. literally ' lastly. ascribed by the Aryans to by the Semites. many Herbert Baynks. (ni) The second character contains two radicals. from that orderly sequence of events in nature. especially expres- afterwards a Classic. and. ses the lines of a book. an historical work. King lun meaning * to arrange the threads of silk for tl>o to ' sion now used Ke an expresprinciples of reason and justice. therefore. -»^tXi»^«c«siat^5~- . Law is the order observ- ed in the outer world transferred to the inner and Society. in conclusion. parent and child. is applied to the various institutions of human And so. gods.

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giacdio per i lui la guida mntamenti dei saoni. ad una medesima parola si assegna differente origine. il sempre di pel motivo indicate. II glottologo pu6 bene afferniare o negare Tidentita tonetica di due parole. die significato sia somnia iniportanza come norma direttiva della com- parazione. senza i quali non vale comparazione alcuna. ed e cosa di gran lunga piu grave. massime nella logica e nella sicura e costante devono essere .NOTE SEMASIOLOGICHE Spesso accade di vedere negata una etimologia per cagion del significato troppo diverse. Ma bisogna pur con venire che zioso. se ^ un aiuto pre- una riprova e quasi malleveria di maggior certezza. di per sfe non pu6 esser preso come criterio assoluto. Anzi non dubitiamo d'atTermare die il signicato non rettamente inteso lia spesso tratto altri in eiTore: e appunto di tal pericolo e inconvenient^ intend iamo ora fare alcune brevi osservazioni. ma ne*»suno pu6 stabilire leggi assolute alia libera associazione dei rapporti ideali. e cosa troppo cliiara di per se stessa. il clie avviene piu sovente. il senso. Ora. ov^ero.

lat. appiccare ' che noi sappiamo.=--5. unguis. cajyer ' becco. capro (qui la diJfferenza e tanto piu notevole. (cf. sulla comparazione slavo noga 'piede' (gamba). diirfen) aver bis. fabbro cf. sebbene di significato tanto diverso. XIII nel ' gr. DiflScilmente trovano due parole di cosi perfetta cordi\i(6g rispondenza fonetica e mortblogica. TEQjrofiai vare veruna difiicolta mod. de la Soc. un individuo). . xaTrpo?) : verro » cf. Ling. senso di ' an' nodare cf cal. in partorito': cf. in quanto ^ ri- guarda un essere vivo. VIII 289). stipettaio. onde significati della parola tanto noii spesso e si notevolmente differiscono pure da lin- gua a lingua. trpnomi mi sazio senza pronei due significati. Nessuno. VII 83). accendere. ' negajuog dalla rad. ha trovato nulla da che riguarda lat. altri II rovina. ha ravvicinato got. ' Egli e vero per altro che in greco la forma plena 6 « porco(oO<. durfan ted. nakkd-s 'ungliia' gr. Liddell e Scott Greek-english Lexicon. sogno ' al gr. (propr. texo (per i vari significati della radice tek- Mem. TEicToyv ' reuvov ' figlio ' generatO. labes.: ' 116 SECTION LINGUISTIQUE i [2] fantasia del popolo. . iharf (a. ' de la * Soc. ted. kerdi- kra—: versi Prellwitz in nEga/nai. lordura' non hanno 144) d' identificarli il impedito lat. che quasi si " ' '. BB. L' idea di ' mescolare e cuo- cere ' sta a base di KSQdwvfii cf. ma si anche non di rado nella stessa lavella. a. il guidato soltanto dalle leggi dei soni. contrariano a vicenda. macchia. Ling. Anche in inglese wild boar (verro selvaggio) 6 « cinghiale ». dicasi di ndjtQog ' Lo stesso ' cinghiale ' -^ lat. I due significati ben caduta. quali sono e fumus. ajtro racchiude tanto '. ' quanto quello di accendere appiccicare -^ appiccare. II il ridire. dvv^ De Saussure (Mem. per ci6 dello significato. E-rsn-ov) accanto a ' artefice legno.

diegog. delicata. quando sia ben stabilita in tutto lo r identita fonetica. La diveraitii non ^ mai ragione assoluta per respingere una etimologia.[3] FRANCESCO 8CEBB0 Tali esempi con mille altri. oifAog sIqoj). oflfre ' ottima. zione. Liddell e Scott). allorcli6 questo varia nella stessa parola d'una me- desima lingua. il quale e noto con quanta libertjt e ardire significati delle parole. — To«« HI . fine. che 6 Tacin cezione che dcovog cf. bellissima. coin« PintratU i daro. Soprattutto non bisogna lasciarsi traviare dal senso. Non gia che noi negliiamo che sotto un'apparente omofonia non si possano nascondere due diversi etimi (cf. nel nostro caso. che per diversa alterazione sia riuscita ad fica) una materiale (gra- uguaglianza di suono. qiianto dimostrano come in il significato. per non sia da tenere nella non cale. il Prellwitz attribuisce a due etiraologie vellutato differenti a fine di spiegare il doppio significato. si lo sdoppiamento della forma a causa del significato. Dal senso di ' vello. secondo noi. svolgimento storico della parola. ma in tal caso le leggi si- fonetiche ci permettono quasi sempre di potere con curezza assegnare due o piu origini alia forma. Cosi in italiano ' Fanfani) una e razza vel* cosa di vellnto luta vale sia il ' significa cosa eccellente L' agg.08^ Rutto) 8 . che tacilmente si 117 po- trebbero addurre. quale che ne ' vero o primitivo liquido o * ra- ' Quanto sia 1' arbitrario. A dojTog torto. Aetet du Xir<** Con§rtt iu OrUmtMttt. significato (' razza gentile '. Pindaro (anche in Omero? fcf. die mostra la parola. ' tacilmente si passa all' idea di cosa morbida. tra questa e (inella lingua. che pare da qnesta semplice conndftrmsi idea traslata di ^toto? presenta m un poeta. il '. abbia un* im- portanza ideologica senz' altro secondaria glottologia.

i significati ' vomitare. non pu6 darsi che 1' idea codue voci. sebbene Gidinariamente derivi da una dopsi- pia ladicG. almeno per pare che di ' ci6 II. lebendi(j ital. secondo. ma troviamo al tutto inverosimile che per due significati tanto vicini. ' si capisce ' come ' da dieQoc.^ quali dal Prellwitz sono attribuiti a questo. no einfiigen cliiome (le criniere dei cavalli) non erano composte in bell' ordine.i] ' specie di pecchia ' e a ftoju^vAy vaso dal collo stretto ' (bombola).' 118 SECTION" LINGUISTIQUE ': [4] pido cf. fino a un certo segno. la qual ultima ' forma e stata ravvicinata oi'do). a fine di conciliare la discrepanza dei gnificati. al il senso del di con teste ' ci non convenga le significato reihen '. igi^Qedarai (oHdei /alrai igrjQEdaTai XXIII ': 283-84). urlare j^ossono ben procedere da una medesima idea fonda- mentale. e per6 crediamo che eQevyeodai e sQvysiv siano sostanzialmente la stessa parola. nel primo caso. r om. sia il ronzio dell'insetto /?d^//?og) e il gorgogliare che I'acqua o altro liquido produce nel versarsi da un recipiente simile alia bombola? Per noi. per noi e sempre la stessa si parola. ma al conal trario stavano abbassate al suolo (le meste giubbe suol diffuse). altri Pure. A prima giunta sembra ' ben ragionevole d'assegnare una diversa etimologia a pojn(iv?. appartenga a dlsjuai. che riguarda I'om. Ora. diegq) nodi). fr. che riunisce (cf. liquido (come propone Wharton: 'swift' da die/Liai] 'liquid' da dtaivoj). vif. ma le mune. nel s. vivo^ che racchiudono anche 1' idea (cf. ruttare. possa separare diegog rapido ' della snellezza). come geschtvind. diegoc. .* possa distinguere ' Ne sappiamo come ' si iQsidco ' anlehnen. unterstiitzen da igj^QEdavai sie sind eingefiigt' (PrelL). al jlrd-s ' lebhaft '. alia radice red- reihen ' (lat.

Per6 apponga il il Prellwitz (etym. il Passow con altri lessicografi). ' incendio di guerra': XX 18 icdXtfio. quindi con facile traslato I'originario significato di Si^Yjcv) . non solo perchi di questa radice manca una forma nominale ' nello stato indipendeote ' (come da §ai(o = ^<xF'm accendere * : ' si '. kriegerisch da daio parere dai (tr bat 'nella battaglia*). che h prima parte * di i^at^pcav. quali in- sono dipinti neU'Odissea. il secondo al- rOdissea. dal« cf. che h manife- stamente una forma locativa (esperto. oompoato (assennato. mostri un un po' turale die mutamento d' idee e di costumi. Se ci6 e esatto. ma anche per la stranezza ideologica del ?). d. A vasi- nostro vera. tratta d' un epiteto quasi or- come tanti altri usati da Omero. nei quali si I'ac- cezione originaria facilmente s'attenua o cretliamo che non ben s' perde. gr. battaglia nella sola formola sv ^t. in guerra ' la parola abbia preso ' un gnificato * generico e spirituale. debole quest' ultima derivazione h la di * sembrandoci ovvio che dalF idea speciale bravo pill loroso. il primo significato appartieiie all'Iliade. usata in due momenti prattutto storici diversi. Secondo la comune maniera d'intendere (cf. assennato in guerra). Si noti poi che nel nostro caso nativo. II. ' W5rt. ' Sprache) nel trarre significato di verdi stclndig ' (che egli ' pone per primo) da dtdae] quelle . fiaocola '. non vi sarebbe nulla di strano che la parola. anzi k na- tovati. la Non vediamo come da $^-6a-e. datqjoov alterasse e quasi gentilisse il suo piimitivo senso guerresco: si al cf. ha 6a(^)-'.-> tiuone. so- come col quell i che dividono significato i due poemi summendifferente. il nostro bravo riterito coraggio e si si airintelligenza. iiitelligente'. nel senso di ' bellicose.16J FRAN'CESCO SCERBO II Uif poetico baUfjQov e per noi un' unica parola tanto ' quelle di animo ^ueniero quanto in j)rudente. d' *. perspicHce in intelligenza Ne auche ci pare da aooetUursi la deriva- . possa dorivarsi da das' insegnare ' (sapere).

n. zione da *d&vis cf. intensiv '. Ne surdus (color) e meta- fora piu ardita del nostro cwpo. melodia non ha nulla che fare con II lat. I I . Ling. vivo' (applicato soprattutto a cavalli). che sono : trovano anche in altre lingue schrecklich cf. buono ' (dalla medesima radice di SovaoGat) BB. heftig. stark. estrema- mente in (schrecklich gross). come possiamo che si dire d'lina cosa Tin date cir. ' A torto ' ' ' stato volto a senso musicale. costanze special!) ch' e terribilmente bella espressioni fr. da far mestieri sordes (cf. come pensa Havet (Mem. ' forte. s'ha in dsivog dun que Wharton divide la parola in due articoli. significati scharf. I'ital. paht-s (da ^pcdtu. Un caso assai analogo a yogyog. La comparazione a cui ' del s. ' ' salz (pulverisirtes ' salz. modus jueXog. che rassomiglia di assai a yogyog nel doppio senso ricordato. XVIII. 112). e traslato naturale dall' accezione * terribile. I* col gr. si ma con tutto ci6 forte duche d' bitiamo che non tratti d' altro un : solo e me- desimo jrAarvg nel suo significato ordinario pel nesso ideologico di due idee tanto diverse vedi la spiegazione. 293 e Fick IV 160. 26-26). jr/. feroce '. di ravvicinarlo a BB. de la Soc. cf.arvg nel senso di salm astro (ct. chiaro riferiti tanto alia voce quanto al colore. ted.^pltu-}. dandone una doppia etimologia. ma dall' idea di misura si trae agevolmente il concetto d' armonia. = a dismisura. non altrimenti che numerus e del greco stesso.: 120 SECTION LINGUISTIQUE [6] Se yogyog significa anche Mmpetuoso. VI. quanto alia sua evoluzione ideologica. Fick 21) e davvero seducente. o i il lessico petropolitano attribuisce ' . Jierement. XIV. la corsa sfrenata : fa- cilmente desta terrore o paurosa meraviglia Jiero. giacche I'impeto.

Wharton ed noi coniprendiamo due che la parola ha in greco. stringere '. Prellwitz sotto ' e m)Xoyv). nostro afietto). e M')dog. il doppio senso dell'italiano verf/a). strappare. traslati): cf.ov ' r altro II (ma s. jartu-s vulva . amicizia. la stringono folia^ frondes stringere (la feriscono leggermente) con .. del per6 sotto un solo altri.) BB. elefante cf. col greco dtv. a differenza i di Prellwitz. miMd- : //Dg lat. sensi. bisogno (ne- cessiias. cf. di freccia: ct. e stato paragonato grieck. anche * Se in latino con Tidea di si ' necessita. apparentemente pote associare con tanto lontana. la non la penetrano.ra (da '^de/. 121 die ne danno Pape e Passow nei loro dizionari Liddel e Scott). stringere. necessitudo) connette V altra. Stallone (che pu6 intendersi come il fomito di ' * verga. che noi invece identifichiamo con b^kxa dell' alfabeto. itwaxog^ to dvdgetov ual ynrvaiKEtov ftogoy (Esi- chio) = 8. di parentela. ma . svol- r altra di strappare. che sfiorano la pelle. con maggior ve- rosimiglianza quello di il rapporto d'affinita si cura (come oggetto del nostro pensiero. ' ' Dair idea generale di treccia (KfjXov) si poterono facilmente svolgere i due significati di ki^Aojv mazzacavallo. togliere rasentare. ' sfiorare Oguun vede * quanto gersi sia facile dall' idea di ' serrare. sfiorare i I tela siringeniia corpus di Virgilio sono oio6 dardi. XXI ' "Wharton (Etyma logie differenti assegna a che vale stringo tre etimo- secondo . e cosi r etimologia del primo significato vale anche per nij^.rfa: Lautgeschichia 119) Lagercrantz Zur = aldolov yvvaiKStov. serrai*e '. premono. [71 FRANCESCO SCERBO (cf. mediante una di simili metafora simile a tante altre appellazioni delle pudenda della donna (nel gergo italiano v' ha pareccbi 326.

non altrimenti che il nostro gridare dice ugualmente 'preclamare. biasime. il trar spada. xa^. significati 'heap up'. ferrum stringere dice : lere. logo inglese divide rush'. 4 articoli. II evijirco vale ' annunzio. altra Ma i due che primi il non presentano difficolta passaggio dal senso intransitive a quelle tranil sitive. come XaAETTOtoiv oveldeoi. 'dig up'. cioe : 'fall. guaina e V impugnare coltello. si li pre- Quanto agli altri due significati. peto. Con minor ragione stringere la lo stesso glotto1. come di il ad un tempo ital. Etyma graeca e Cu. anzi in- secondo alcuni glottologi ogni verbo in origin e fu transitive : ^ cf. proclamo '. -- calare: scendi bambino '. non altrimenti si che il il nostro scendere usa anche trans. 2. vitupero e secondo una doppia etimelogia (cf. 'demolish'. 4. dalla sedia. cf. il IV 201). lat. il Wh.AVh. eriw e simili). cadere'. che nei cerrispondenti del san- scrito e del greco vale 'velare. * Questa tesi e soprattutto sostenuta dal Br]<:al nel suo Essai de Simantique. die e la cosa piu comune nelle lingue .£7r^ (waK6>) juddo).122 SECTION LINGUISTIQUE 1' [81 s' indica atto dell' afferrare fortemente e quindi svelensem. non gia a differenza originaria del verbo semplice. ruo in 3. e cui diverse valore da ascrivere verbo alia forza del prefisse. P. Cosi Virgilio (En. DasVerbum I 234). . bandire. garrire. I 83-86) ado: pera ruunt nella doppia accezione cipitano 'sconvolgono. aigo/gotg ejtesooi. Si neti che nel senso di ' biasimare ' il verbo e ordinariamente accempagnate da alcuni aggiunti. come in mille altri casi. rimprovediverse significato vien differenziato con rare '. trae dai composti (obruo. {ivijircov e^Ttldag Pind. Ma le due accezioni si pessone ben conciliare nella stessa parola.

nietafora ' fbrma. da non e^ser punto Jingo (ct*. o * del sanscrito. che riunisce i vari signi- ficati di veAog. (si ciofe s. XVII. h accompagnato da alcuni par si aggettivi. hn>£3T0i). Le idee di * desiderio ' e. quanto alia commozione e al furore di chi e adirato. tv. indicante agitazione d'animo. XVI. ' branco. di 'adegno* non sono forse espresse da una medesima parola origi- greca. si la quale di chi pote applicare tanto alio stato irrequieto fortemente brama. (cf. 3. Tacce- zione originaria e sensibilmente modificata. salario ' TtAog tassa. dheir/h BB. figura ' <la jilum * h\o ' e al- trettaiito naturale. fine'.wmf cf. famiglia. . quanto quella di Uneamenti figiira tratti nel seiiso figurato). dalla rad. gridare. ital. oiide {ejtog) o seq- con la prep. La (cfr. donde deriva anche clie fifjura.f9] FRANCESCO 8CERB0 il 123 nirix()0)c. questi non presentano maggiore inconsi gi'uenza logica di tanti altii traslati. Si badi poi questo sostantivo. annunziare *.: qiianto e detto relativamente a h'imro. r^. 320) la ragione e da cercaie altrove che nel significato. etimologie.. (esse pari Jilo Lucr. evIjttc) Bignifica propriamente fejr- pari are. che infinite parole presso tutte le lingue.. riJ-oci scopo. necessario di pensare alia rad. 202-214). gregge'. schiera 2. truppa {knlmiirl..rp'at^. uberins (nbenorejilo)^ cras. Quale che sia il legame.adirarsi (BB. cor- . ' * Se ciqno si deve separare dal s. faile kdla-m ' noti il divei*so tenia del gr. ligiiaggio ' niandria. trovano in si ' Invece rtxoc proponschiera. kitp. come te- nue. quale dvfwg? L'accezione di cvpio e di kup-yn-mi non sono altro che svolgimento di un significato nario piii lato e generale. gono tre ' diverse -8. tribute ' * — ' (gr. ' che prova che dire. nel significato speciale di tbnnay figura.

fine. comecch^ non ci appaia ben paaltri lese e chiaro. . della luna (cf. e applica a cosa svaria- tissirae e in yajLioio. che secondo noi in nessuna maniera si pu6 * Occorre appena notare come ' il vero '. simile s. [10] rispondente del la parola caramd- ha iin sigiiificato Ora molto generico. il cui deriveri da forme quali ^-ttXso (eTcXeu) STrXsxo zspt- zXijjLSVo? ai-^coXoi. Del con resto. s. interr. Ill 291) . onde altri ha creduto di dover staccare EQi^QEdarai da EQEidoj. Ti}^. quale com(gr. a quella contenuta nel cari ' muoversi qel- ' (che per noi jreio/zaf e la radice di veXog in tutti ejtAETOf dalla suoi significati) (cf. si accanto a tsAAco vekedo loro intimo nesso * {uekofxai: cf. a non teuer conto degli couciliare i] usi di detta parola. i: spun tare ' detto del sole. (accanto a poo-x(5Xo?) a{jL'f i-. terraine ' . a cui poi riferiscono una non meno speciosa etimologia.) nei quali casi e difficile una precisa traduzione di TsAog.og Ki/eioj voOToio. dove si i glottologi talvolta passano ogni giusta alle e quando attribuiscono arbitrariamente parole questo o quel significato. TeA. corrispondente di ava-teXXo) qel- (8. jroAeftoio {dog ue vEAog {iS^q)vyov jtoXsjuoio n.£). car' cal-) in gr.og davdrov davdrov veAog Arch. non izik-. forma fondamentale i cal. e una pretesa difierenza di significato.del pron. ava-roXf^). zi.124 SECTION LINGUISTIQUE s. assai indeterminato. pov—u6/^og). ' T ultimo' s' pimento. * come senso di rd te/m ? I i magistrati ' le accezioni gia in nessuno e venuto mente di Eppure a suggerire una speciale notate derivazione adattata a quest' ultimo significato.affine di car-). come T£^. Ma misura.c6Xo?.og. un senso .e zo. Per I'altemamento tra T (avanti vocali dolci) e % cf. Da questa idea vaga e lata di tal voce. sia tsX' muoversi onde (TeX-Xa> = •zeX-jui ?) levarsi. Abbiamo gia accennato come la ragione. poterono di leggieri svolgere il vari significati di TE?.

denso sost. * il mod. In quanto al genitive afjuarog. giaoch^ si costrutto. esso 6 in verita un po' irregolare. ' che hanno divorato.Lllj FRANCEBCO 8CERB0 125 giustificare. ' secondo (s. guinosa strage sangue). da Pindaro in II. ^-^svoCt ^^^' f***tu. piu vera. fa tutt'uno di ghande di ' ers- chlagend. spiegato per ' massa * . e bella. mncchio q)6vo^ ' (Fick con altri '. il perchfe vien Heparato da uccisione. ma non certo piu insolito e sti*ano di tanti altri costrutti propri del linguaggio il poetico. misti a sangue (letteralmente '). noi. duro. Fassung. (p&vog h da intendere in senso concrete. * Da ultimo t'acciamo osservare che in kiirzerer ' Btthtlingk (Sanskrit * W5rt. giacchfe dall' idea di battere. delvo ijrefpyov) si pu6 ben derivare ^^voc vengono con- Con qnesto naovo Ardito e significato attribuito a frontati gr. e connesBO * col 8. Poi bisogna notare che nel nostro caso parla d'un cervo di necessita ucciso. strage ' Ora. hart. deve parer strano che in tutta la letteratura greca una parola tanto usata come (pm'og in un sol passo mostrasse un significato affatto speciale. s' onde alia mente pezzi di leggeri e quasi offre V idea di q)6vog nel i sue ordinario si- gnificato. che non traducendo massa * ^d\ Una : illustrazione del passo omerico ci 6 data (cf. ghand-s ' corapatto. in primo luogo. (. lest. masea. Un ' altro caso ancora piu singolare ^ (fHiyog (aJf^arog) di II. che forse e stato la causa principale dell' anzidetta interpretazione. tOdter compact.0 ' : esser steso sulla strage ' (kv q)6v(^). come XXIV 6J. che e imagine ben piu viva e bella ' secondo noi. cioe derivassc da origine si diversa. . ted. altri termini. 162. XVI. /ue^Mvi q)6v(^ 'Qalvcjv neblov Pape In . gan~*. klumpen*: n^ ' a torto. uc- cidere ' han- gr. I lupi vomitano dell'animale. '. la sane. vogliono indicare pezzi di ma 1' idea e pittoresca came ancora sauguinanti.

Anche da questo di (povog. Dr. condotto con intenscientifici. abbiamo avuto la fortuna di trovare al compimento opera il un valente col labora tore. quale anche in questo volume d^ chiara prova del suo ingegno e sapere. lato massa compatta. S. cio6 di semplice volgarizzamento. lo stato dimenti seriamente preeente della glottolo- gia. — il All' ultimo memento. • Queste note sono tratte da una nostra prefazione ad un lessico lavoro potra venire mai alia si comparativo del greco e del latino.. abbiamo voluto dame sopra questo piccolo saggio.. sebbene lo scopo ne sia modesto. Francesco Scerbo. . che abbiamo condotto molto innanzi ma siccome non sappiamo se e quando il luce. r. a fin di giovare alia coltura generale. giovane glottologo delle migliori speranze. ^ dunque la doppia etimologia secondo e stato notato. 126 SECTION LINGUISTIQUE tl2J quella di densitA. non ha ragion d' essere. onde veda todo che razioue. seguiamo un punto assai importante della mecompail Postscriptum. quando queste pagine erano dell' stampate. Ciardi-Dupr6 . E da sperare dunque che secondo 1' Italia presto avr^ un lessico comparativo delle due lingue classiche. senza pretese di novita.

riaponde in esse per lo piu un r. ma non di rado anche un /. aXfi^elv ' giiadagnai*e . /^. per ricordare qualche ci osempio. bhdrati ' egli porta (gr. svolgessero suoiii r.SUL TRATTAMENTO DELLE LIPIDE INDOGERMANICHE NELi. q)eQo) lat. V indiano e r iranico confondono le due liquide.Nt^ In qiial modo i le lingiie arie. TQCtg (lat. ereditati dalla lingua primitiva indogermanica non b ancora ben dilucidato. ri- giunta deir armeno. Cosi. nel distingnere i si accordano pienamente tra loro / casi di da quelli di al contrario dei glottologi meno recenti. coU' agr (sicche noi. fero got. . INDOIKANICO E SPECIALS ENTB NELL'ANTIOO ENDlA.) in ' cui r e originario ' vocaboli * come rucate splende ' (gr. d' Infatti. nientre le lingue indogermaniclie Europa. ' r^-5). senza che appaia la ragione del diverso trattamento del fo nema ' primitivo. /£vh6^ 'bianco' ' lat. r antico indiano possesBo ' presenta dei vocaboli trdy-as ' come m-s gr. ' tre ' (lat. arghd-8 valore...r Inceo ecc). pregio (gr. bairan e dei portare * ecc. facciamo salire tale distinzione alia lingua madre). tr^i^ ecc. in guisa che tanto ad un r quanto ad un / delle altie lingue. ossia I indo-iraniche.

128
lit.

SECTION LINGUISTIQUE
algh
/.
'
'

[2]

mercede

')

dove r invece risponde
ci offre
'

a un pri/,
'

niitivo
lilbhyati

Viceversa
egli

esempi di

/

=

idg.
'

come
ecc.)

brama
'

(lat. luhet libet,

got. liufs

caro
di
I

e kdlorr, qiiali
*

'

nero

(lat.

callgo ecc.)
(lit.

;

ed esempi

=-- idg.

kloga-s 'grido'

kraukti 'gracchiare'j e Zw>7ca<i

svelle,

strappa

'

(lat.

runco).

E
es.

lo stesso

avviene in
persiano,
dell' in-

certi

linguaggi neo-iranici, p.
si
:

nel

moderno
casi

in

cui

verificano

i

medesimi quattro
es.
'

diano

1.

r

=
'

idg.

r,
'

p.

burdan 'portare'
'

(gr.

(peQO

ecc.),

mard
2.

uomo

cioe
p.

mortale
aran

(gr. figorog id.).

r =- idg.

/,

es.

'

braccio

'

(gr.

ojZsvtj

'

gomito, braccio'
'

lat.

ulna ant.

isl.

din 'braccio' ecc),

roz

giorno
S.
1

'

(lat.

lax ecc).
I,

=
'

idg.
'

p. es. lab 'labbro' (lat.

labium ecc),
ecc).
'

likan

'

leccare
4.
/

(arm. lizum 'io lecco' gr.
r,
'

A£l;^oj id.
'

idg.

p.

es.

kaldy kulay

cornacchia

(gr.

uoQa^

corvo

lat.

corvus comix).

Varie ipotesi sono state fatte per mettere in chiaro

come realmente and6

la cosa,

ma
lo

finora nessuna, al-

meno

nella

forma

in cui e stata presentata,
altre.

ha potuto
i

imporsi e trionfare sulle

che mi accingo a

studiare tale questione dopo che se ne sono occupati

piu valorosi e benemeriti illustratori della parola indo-

germanica, non m'aspetto d'essere piu fortunate

di loro,

non presume cioe

di ottenere pei resultati delle

mie

in-

I

dagini quell' assenso unanime degli studiosi che essi non

hanno ottenuto. Sar6 pago se potr6 almeno dimostrare qual e la via buona per cui dovra mettersi chi vorra di nuovo tentare la soluzione del problema.

La

disparita delle opinioni, in qualunque ordine di
fatti,

idee e di

^ indizio certo della

mancanza

di argo-

[3]

G.

CIAEDI-DUPEfe

129
al-

nienti decisivi a favore dell*

una piuttosto die deir

tra

:

e ci6 tanto piu e vero nelle question! severamente

scientificlie,

in quanto die in esse non ci sono (o alnon dovrebbero esserd) quelle passion die in meno altri campi possono turbare 1' imparzialita dei giudizt
i

e la serenita delle discussioni.

Nel case nostro la roan-

caiiza d'

argomenti

decisivi 6 in

gran parte iraputabile

alia scarsita dei materiali su cui

siamo

costretti

a

fon-

dare

le

nostre ricerche. Tale scarsita appare manitesta
iranico.

spedalmente nel canipo

Per cib che riguarda
dialetti pra-

r indiano, senza dubbio vorremmo die tbssero meglio
studiati col criterio storico-comparativo
critici
*

i

e gli idiomi viventi dell' India ariana, giacch^
pert'etta di essi

da una conoscenza piu
lo studio dolle lingue

trarremmo nuova

luce per la cognizione del sanscrito, a quel

modo che
e in-

romanze serve a illuminare
il

tegrare quelle del latino. Tuttavia qualche cosa in questo

campo

si

e pur fatto, e d' altra parte

materiale

che possediamo per
k cosi vasto, ed
cosi
i

lo studio diretto dell'antico

indiano

sussidi di cui
farci

possiamo valerci sono
la

numerosi da
che
ci

sentir

me no

mancanza

di

quelli

verrebbero dall'indagine dei dialetti
spetta
all'

seriori.

Invece per ci6 che

iranico

bon altrimenti

vanno

le cose.

Dei linguaggi
1'

di questo

gruppo

dell' eta

piu antica due soli
cio6 r avestico e

pervennero

a

nostra

cognizione,

antico persiano, del quale poi non

possediamo che scarsissimi documenti, cioe le iscrizioni degli Achemenidi. Sul paese nel quale ebbe origine
'

Durante

la

stampa

di quest!

« Atti »

6 uscita

1'

open magiOrumdr. d,

etrale di

R. Pisciibl, Grammatik der Prakrit-Sprachen
I,

(=

indo-ar. Philol. u. Altert.
bozzel.

8; Strassburg, 1900) [Not* aggit^nta sulle

130

SECTION LINGUISTIQUE

[4]

I'A vesta,

come
si

sull'

eta a cui risale, molto

si

e dispu-

tato sin qui e

continuera probabilmente a disputare,

poiche
Geiger,

le
^

opinioni

sono ancora

discordi,

sebbene

il

a parer mio con buoni argomenti, abbia

cer-

cato di mettere in sodo che la patria di quel codice
religioso e
1'

Iran orientale, e sia vana d' altra parte la

speranza di poterla determinare con maggiore approssimazione.

Ad

ogni

modo
si

Tavestico non

ci

rappresenta

che

il

parlare d' una regione, o al piu di due regioni

deir antico Iran, se
caica di esso, quella

ammette che
in

la

forma piu
le
all' antico
il

ar-

cui

sono composte
^

Gatha
per-

risponda a una varieta locale.
siano,

Quanto

dobbiamo
nel

ritenere che

ci

rappresenti

dialetto

proprio della Perside, adoperato soltanto
gio
ufficiale

come linguagtradizione

resto

dell'

impero. Dalla

classica

sappiamo che
i

le varie

popolazioni iraniche par:

lavano idiomi
p. es.

quali difl'erivano pochissimo tra loro
(15, 2, 8)

Strabone

afferma che Medi, Persia ni,

Battriani e Sogdiani erano o^oykcoxxoi naQci jtanQov.
in

Ma
piu

manc^nza

di dati precisi nulla

possiamo dire intorno

ai singoli dialetti.

Quindi per ricostruire nel

modo

complete che

ci

sia concesso la storia delle lingue ira-

niche bisogna ricorrere al sussidio dei dialetti viventi.

Ma

pur troppo, se

si

eccettua

il

persiano, che in grazia
e stato largalessico

della sua ricca e

attraente letteratura

mente

studiato, e di cui pc»ssediamo

un

copio-

sissimo, gli idiomi neo-iranici sono ancora assai poco
'

In Abhandl.
8gg,,

d. k. baxjr.

Akad.

d. Wiss. {Philos.-PhiM. CI.) 1884.
d. iran. Philol.' II,

II, p.

315
'

ed ultimamente in Ord.
per

387

sg.

Si e creduto

qualche tempo
si

di

potere assegnare cotesta
1'

variety alia Sogdiana,

come
si

attribuisce alia Battriana

altro tipo

dell'idioma avestico:

ma

tratta di pure ipotesi.

[5J

G.

CIABDI-DUPBE
anche
in

131

conosciuti. Esistono bensi

questo

campo
che

dei

lavori eccellenti di operosi e dotti iraniHti, quali Justi,

Hiibschmann, Geiger, Salemann
poi*tato

ed

altri,

lianno

preziosi
:

coiitributi

alia

storia

di

questi linulte-

guaggi

ma

dobbianio aspettarci molto di piu da

riori riceiche.

Per queste

8ui materiali indiani, e

il mio studio quando sar6 giunto a tbnnulare

ragioiii io ba.ser6

qualche conclusione, indaglier6 se e qiianto sia applicabile anche alle linguo iraniclie.

La tesi che io dit'endo non meno nella sostanza, come non
cennato da
varla.
altri,
'

b

nuova per

veritA, al-

e nuovo, jjerchd gia accol quale cerco di proinutile Io svolgerlo,

Y argomento

Ma

nondimeno ritengo non

percho non vedo che

ci6 sia stato fatto sin qui.

Intanto

credo opportune di premettere una breve esposizione
delle ipotesi

coUe quali

si

tent6 di risolvere

il

problema

in questione.

L' opinione che le due liquide primitive siansi conliise in

una, cioe in

r,

nel periodo unitario indoiranico,

e che soltanto piu tardi, nelle singole lingue indipen-

dentemente

si

sia svolto

un nuovo

/

da r (=

idg.

r,

/),

sembra avvalorata dal fatto che nell' indiano il suono I, raro nei documenti piii antichi, diventa mano a mano e che ai due anpill frequente in quelli piu moderni
'
*

E.
V.

W. Arnoui
i

nell'articolo «

L

in the Ki-rveda

in Fejiigrtus

an

Ji.
*

Both (Stuttgart 1893) pag. 145-148.
calcoli

Secondo

del

Whitney

(cfr.

Wacksrxaoel, AUind.
la t'requenza di
/

Oramm.

I 215), nelle parti piu recenti del

RV.
il

sarebbe

otto volte maggiore che nelle parti piu antiche. NelT Ath. V. poi

esM

sarebbe sette volte maggiore
plesso.

cite
/

in tutto

RV.

considerato in com-

£

infihe la frequenza di

nella letteratura vedica, in generale,

starebbe n quella nella letteratura seriore (epica e classicn) nel rapporto
di 17 a 52. Si

vegga del

n'st<>

il

aW

citato artii-ulo delK Arnold.

182

SECTION LINGUISTIQUE
a noi noti esso e sconosciuto.
*

[6]

tichi dialetti iranici

Tale

ha un deciso sostenitore nel Beugmann, il « Die uridg. r und / scheiDen.... quale cosi si esprime in urarischer Zeit in v zusammengefallen zu sein. Diebei ses r blieb im Altiranischen. Diesem ist / fremd
opinione
:
;

der Wiedergabe von frenidsprach lichen
enthalten, tritt r dafur ein
:

Namen,
'

die

I

apers. babiru-l
ist
/

Babylon

'.

Id den jiingeren iran. Sprachen
es hat sich jedoch,

zwar vorhanden,
se-

nach Hiibschmann, allenthalben

cundar entwickelt, so dass von hier aus die von
I

Annahme
hat (Pers.

fiir

die nriran.
ff.).

Sprache keine

Stiitze

Stud. 262

Im

Indischen hielt sich r in einem Teil

des Sprachgebietes,
storisch zu
/

wahrend es anderwarts schon vorhiwurde. Das Nebeneinander von r und / in

den

ai.

Literatursprachen
I

— in den jiingeren ved. Texten
in der
in

begegnet
schen,

5i'ter als in

den alteren und

nachweder vedi-

dischen Literatur

ist

/

wieder haufiger als

und es gibt wenige Wurzel mit /, die nicht auch mit r vorkamen beruht wohl auf Dialektmischung, es Zufall ist, wenn einem arm.-europ. I im Ar. so dass / gegeniibersteht » [Grundr. d. vergL Gramm. V 427). Conviene per altro notare che lo stesso Brugniann di-

chiara

«

notevoli

»

(beachtenswert) le ipotesi del Bardi cui sto per parlare.

tholomae e del Wackernagel
II

Bartholomae

altresi crede

alia confusione di

I

con

r nel proto-indoiranico,

ma

suppone
I.

che

in

un

*

L'avestico non presenta alcuna traccia di
il

L' antico persiano
in

possiede tm segno speciale per

suono

Z,

ma

se ne serve soltanto

vocaboli d' origine straniera {Haldita-, Dtibdla-),
luogo.
(p. es.

come vedremo a suo
stranieri
I 1'

Nei vocaboli prettamente
in

arii,

ed
'

anche in alcuni
')

Bahiru-i
r.

'

Babilonia

',

Tigrd-

Tigri

originario

e reso

per mezzo di

[7]

G.

CIABDI-DUPBfc
/

18S in r, quel Kant ichis/

tempo posteriore

al

passaggio di

simo idioma venisse ad acquistare un miovo
fetto deir imprestito di voci straniere ciie

per

et-

contenevano
»

quel suono.
si

«
«

In der arischen Grundsprache
sind r und
/

coal egli

esprime

lautgesetzlicli in r

zusam*

mengetallen. In Folge von Entlelinungen aus nichtarischen idg. Dialekten liat
sicli

aber

/

bereits
r

im Ari-

schen

neuerdings
/,

festgesetzt.

Arisclies
idg.
/.

entspricht

somit idg. r und
r

arisches
ist

I

Das Indische bat
zu
/

und

/.

Das
/

arische r

dialektisch
ar.
/

geworden.
>

Indisches

steht also ar. r

und

gegeniiber.

{Grurulr.

d. Iran. Philol. I, 1

pag. 23). Questa ipotesi serve a spie/

gare quei casi in cui
case

e

comune allMndiano
:

e alia

magil
*

gior parte dei dialetti neo-iranici

p.

es.

{k
'

appunto
le

citato dal B.) dalla radice * lei/jh-

leccare

gr.

Xeizoj, lat. lingi^ ant. irl. ligim. ecc.)

derivano
',

seguenti

voci arie: ant. ind. lihanti

'

essi

leccano

pehl. neo-pers.
il

lUtan

'

leccare

*,

curdo

listin id.

Orbene, secondo

B.,

queste voci risalirebbero ad antichissimi imprestiti da
lingue non arie, laddove
1'

ant.

ind.

rihdnti ci mostre-

rebbe la schietta forma aria conservatasi per caso accanto a
lihanti.

Mi

resta ora

da accennare
*

alle teorie

del

Fortu-

natov e del Wackeniagel.

In

sost«inza

io

mi trovo

d'accordo con questi due glottologi, in quanto ammetto

'

Non ho

potato consultare

il

volume del Dakuihiiirk ^RtUiquUu
Se mi 6 lecito
Streitberg in

Philologicae or Easaya in Companitive Philology, edited by R. S. Con-

way

» nel quale

si

tratta la questione dell' indinno

r,

/.

giudicare la teoria del D. dal riassunto die ne fa

W.

IF. Anz. YI, 172-3, dir6 ch'essa mi pare troppo artificiosa e peroid

poco probabile. Anche
esserne persuaso.
Aetet

il

Bruomamn {Orundr.
Ori«ntulittt$.

I,

428) dichiara di non

du X/P"' Con^rte d-

-

Toiim III

- (9"*

PuciUi

6

134

SECTION LINGUISTIQUE

[8]

una parte del territorio indiano si ma non credo fondati gli mantenesse inalterato I'idg.
al pari di loro die in
/,

argomenti

sui quali

essi

credono

di poter

basare quel-

r opinione. II FoETUNATOv KZ. XXXVI, 1 sgg., distingue nelr indogermanico due varieta di I, che indica rispettivamente con k, I. Quello die il Brugmann ed il Bartliolomae
dicoiio
di
/

in

genere, cioe
di
;i.

il

mutarsi in

r,
?.

dovrebbe intendersi soltanto
al contrario

La

confusione di

con r sarebbe avvenuta in tutto
/

il

dominio

ario. L'idg.

sarebbe stato diversamente trattato nei
:

diversi dialetti
si

nei linguaggi iranici e in quello su cui

fondano

le

parti piu antiche del

Rigveda esso avrebbe
r:

subito la sorte di A, cioe sarebbe passato in
scrito invece, e in parte nei vedico,
il

nei san-

avrebbe conservato
posta

suo valore primitivo.

Non mi

tratterr6 a ricercare
/

quanto fondamento abbia la distinzione dei due
e giustificata

dal Fortunatov, bastandomi di far notare die essa non

da alcun dato

di fatto

:

giacclie se e vero
1'

che da un lato abbiamo una serie di esempi in cui
diano risponde solo con r all'idg.
nulla
ritenere che
/,

in-

e dall'altro un'altra

serie in cui esso gli risponde tanto
ci vieta di
iiel

con r quanto con

/,

primo caso siano an/,

date perdu te

ibrme parallele con nerale qualunque / indogermanico
le

e che in tesi gefosse
/

suscettibile

d'essere riflesso dall' indiano con r o con varl dialetti.
Prima
e
'

a seconda dei
di osservare

Coinunque
un

sia di ci6,

importa
Noreen
I

*

del F.
p.

altro glottologo,

il

(Abriss der urgenell'

man. Lautlehre
nico:
l^

2 e 104) distinse due variety di
poiche egli dice che tutte
i

indogerma1'

i,.

Ma

le lingue,

fuorche

indiano,

banno confuso

in tutti
1'

casi cotesti
il

due fonemi e che poi
li

finisce
?•

per
/

confonderli anche

indiano

quale

riproduce ambedue con

e con

[91

G.

CURDI-DUPBfe
/

136

che ad ammettere la parziale conservazione del
Tindiano,
il

nel-

Fortunatov
articolo

fe

indotto dalla necessity di tro-

var posto per la le^ge che egli suppone d*aver dimostrato nel note
in

BB.

vi.

215-220, e clie pu6
il

esser formulata cosi: neH'antico indiano
deiitale perde
/,

gruppo

/-f-

e la dentale passa nella cerebrale cor-

rispondente. Questa teoria e stata accettata da
clii

non po-

glottologi,
esito

ma

anche combattuta da molti,*
io.

coi qnali

non

a schierarmi anch'

Un

esaine di tale qiiedi dichiarare

stione sarebbe qui superfluo:

mi basta

die

aderisco, in massima, agli argomenti del

Wackernagel

e del Bartholomae contro la legge del Fortunatov.

< scheinbar ohne feste Kegel
saa ipotesi non
si

>,

in

realty

non distingae nnlla, e dalia
Piii giusta e
1'

pu6 trarre alcuna deduzione.
I.

osservasg.),
il

zione del Meillet (Mem. d.

Societe de Linguistique
si

VTII 299

quale dice che

nell' idg. si

dovettero avere, come
I

ebbero in alcone

lingue da esso derivate, dne saoni di

determinati dal

fonema che
a, o,

veniva di poi: cioe un suono cacuminale davanti consonante ed
u, ed

un suono dentale davanti
piii

?,

i.

I casi

di

/

cacuminale sarebbero
le altre, in se-

diventati

numerosi nelle lingue arie che in tutte
e

guito alia mutazione di

in a

da esse operata. Non possiamo tattavia
:

accettare la seguente conclusione del Meillet

dipendere dalla prononzia
/
i

cacuminale di

/

il

suo passaggio in

r,

quindi essere normale

dinanzi
casi in

ad

/,

e r in ogni altro caso e doversi spiegare analogicamente

cui cio non avviene. Basta infatti dare uno sguardo al materiale relativo per convincersi che tale conclusione 6 assolutamente ingiustificata.
*

Aderiscono alia teoria del F.
1'

il

Beciitel

[Hauptprobleme

d.

indogerm. LautUhre p. 382 sgg.),
Itlankleer in

Uhucnbeck (Handboek der induce
indogermaatische Hamtaal pp. 46

vergelijking met die der
sg.), il

sgg.,
V. d.

73 sgg., 78

Pkrssok (KZ.

XXXin
il

288

sg..

Stud,

«.

LeAre

Wurzelertc. u. Wurzehar. 36, 37, 54),

Wwdisch (KZ. XXVII
Schmidt {PlurcdbiUI. 179,
il

168) ed altri.

La combattono specialmente
sg.), il II

lo

Krit. d. Sonant. 1

Barthoix)mae (IF. Ill 167 sgg.) e

Wackkhconsidera

NAOEL {Ai. Or. I 171). come ormai demolita.

BRUOMAKif

{Ort^iidr.

I*

427)

la

136
II

SECTION LINGUISTIQUE

[10]

Wackeenagel
testi
r,

(Ai. Gr. I, 217)
le

nota
I

il

fatto die

gia nei
lele

piu antichi

forme con

appaiono paralrotacistico,

a quelle con

e ne inferisce clie accanto al dia-

letto

fondamentale del RV, senza dubbio

esistessero altri dialetti che serbavaiio la distinzione ori-

ginaria delle due liquide, e che da essi le forme con
penetrassero, in
letteraria.

I

misura sempre crescente, nella lingua

Ora a

me sembra

clie la

conclusione non sia
/,

logicaraente dedotta. Invero la presenza di forme con

evidentemente
furono

infiltrate

da un

altro

dialetto, nei

piu

antichi inni vedici, prova soltanto cli^ nell'epoca in cui
essi
I

redatti, esistevano
:

dei

dialetti

ai

quali
il

il

suono
tivo
I

non era estraneo

ma

che questo fosse

primi-

conservatosi in quel dialetti, e non piuttosto

un

I

svoltosi
al

secondariamente da r
di per se

(-=^

idg.

r,

I)

come piace

Brugmann,

non

risulta chiaro,

ma

bisogna

dimostrarlo per altra via.

Per ottenere una prova del fatto asserito dal AVackernagel giova vedere
i

in

qual rapporto numerico stanno
I

casi in cui

1'

indiano risponde con
(idg.)
I

(oppure con
il

/

e

con r insieme) all'europeo
/

a quelli in cui

suo

risponde all'eur.

(idg.) r.
(1.

Se

i

pi'imi,

come ebbe gia ad

affermare I'Arnold

c), prevalgono sui secondi, e se la

sproporzione e cosi grande da non potersi imputare al
caso, la questione

pu6

dirsi risoluta. Infatti se,

stando

le cose in questi termini, si volesse

credere che tutte le
in cui
/

voci indiane con

/

proven issero da dialetti
Z),

si

era

svolto

da

r

T—

r,

ne verrebbe

la strana

conseguenza

che la fortuna d'essere accolte nella letteratura sarebbe
toccata,

non sapremmo
Z

in virtu di qual misteriosa legge
/

di selezione,

precisamente a quelle parole in cui
originario, e solo

risponin cui

deva a un

poche volte a quelle

e dall' ultra si / un altro die la / mutava r. gomito' ' alaka—s alaka—m 'ricciolo. I. le alcuui vocaboli curdi ossetici noto con un suono che i gram- matiche di quei linguaggi sogliono rappresentare con chio al di sotto. . 217 ed ho procurato di arricchirlo piu che mi e state possibile col frutto delle d' esser riuscito mie I. CIABDI-DUPBfe r.[11] G. * : gr. Nolle parole espresso per mezzo di con an cerdentali sono germaniche lo * le spiranti ^ e §.). ulna ant. 137 esso rispondeva a un Invece ammettendo da una parte un dialetto. Nolle citazioni slave indico con a^ il f. Wackernagel letture. mi riniane soltanto da provare che sussiste il fatto su cui essi poggiano. o un gruppo di dialetti. capello ricciuto ciXevr^ 'braccio. idg. ma la letter* i an coi cade ^ scritta in carattere tondo anziohS in corsivo. lat. r in I secondariamente. dal sistema di trascrizione comunemente usato. sonante e distinto per mezzo del carattere la Nell'indiano klpta ^ trascurata e notazione di t I vocale. At.' ma non mi lusingo completo. cioe la spro- porzione numerica di cui teste ho parlato. significnto di ^ e chiaro da s^. Ind. Nel compilare questo doppio elenco mi sono giovato principalniente del materiale raccolto dal sgg. l^idg. A. per ragioni tipografiche. Nel litnano I Schleifton ' . seguita da quella degli esempi di idg. le vocali nasilizzate. aleina ' ' braccio ecc. Ecco le principali divergenze. signiticato ibndamentale Nella citazione di molti vocaboli che occorreranno in questo la- voro doyr6 scostarmi. II irl. spiega benisaiinci / prevalenza nu- merica dei casi di su quelli di Siocome la ragionevolezza di queste deduzioni mi pare che non possa mettersi in dubbio. Xelle forme iudogermaniche toDdo. che mante- neva / intatto. Ecco dunque senz' altro la listiv degli esempt di / / ?•.qoando cade sopra una delle lettere e e y r m non h segnato. /. Scrivo « invece di con un punto sopra. Gr. uHen 'gomito* got. ricostruite indico con v V u semivocale e col I semIn plice k la palatale sorda.

falso '. GrT.Xoc. eilen mento ' [irati va ' irte si muove 'J ' (Wac- KEENAGEL in Ai. 219). 106 sg. tenue. dlpa. ala lesina '. ulach grfdo lit. irl.138 SECTION LINGUISTIQUE [12] della radice (*e/o-. III. civetta ' : uluka-yatu-s * ' un demone ' forma * di civetta ' gr. ' vAda ecc. sgradevolezza. uccello ' not- turno ulidare ant. tdula ' abbaio * vXatii) vXayjuog dAay/ua latrato irl. alius a'/e altro '. (Uhlenbeck. ' non rettamente Spr.' '. ildii ' egli va. Sprachkunde (Upsala 1891) pag. lat. 141 sg. raro ' ' : lit. ' piegarsi. 245 sgg. ' '. come un composto lautologico dalla cui la prima parte sarebbe formata o/ievij. perte di peli * puhgenti) [dra ' lesina '] ^ : a. falsita got. ' altiiid. debole ' dlpti perdere le forze 'id. Johansson Beitr. ' ala-vdla-m un solco praticato intorno alia base d' un albero per raccogliere le acque che servono ad innaffiarlo ' e spiegato dal medesimo Johansson di IF. lat. futile. aU-s 'scorpione. ' grido. si confronti anydtha che vuol dire al ' tempo stesso ' al- trimenti etym. a.) (una pianta le cui foglie sono cot. ' : allkd—m ant. ' Aggiungo entro parentesi quadra ha 11 le voci identiche o affini iu cai si passaggio di I in r. * I. ulUHi giudare'. aljis ' gr. 15).alpakdalpnas piccolo. Wb. uluka-s gutb. ape' alininvolucrata ' aliparnl 'Tragia (Linn. *ole-) comune a '. d?. ripugnante. Per lo svolgimento del significato. . tutti questi vocaboli e quelle di z.che vedremo a base * di parecchi vocaboli. e d. La seconda allkd— " parte conterrebbe la radice *vel. * lancia ' ' llayati : " mette in movited. Kurzgef. griech. sgradevole. esser curvo Cfr. radice stessa di alaka-.

vlvna id. si Urgesch. II significato fondamentale e che si pu6 applicare quelle di movimento voi-ticoso ugualmente bene a una fiamma e ad una massa liquida in ribollimento. cavita' lat. Olcdn ant. CIABDI-DUPEfc 189 Trattandosi di voci onomatopeiche lo Schbadeb Sprachvergl. meteora.varcaid-m fuoco. gallo ' il gridante all' aurora caiUch ' ecc. p. muoversi in giro ' quindi ' avvolgere (cfr. * ondeggiamento lit. esser flessibile. KaJiEO} ' chiamo lat. strepito ' knkaii-s un suono) un suono ' knkali ' uno strumento dal suono delicato cio^ * ' * um-kala-s gi'. Sprachsch. calare ant. simo gruppo appartengODO uhilatus *. 11 sg. * lume a. Al medeululabilis. irl. ' [urm{-x ' *onda*j: * cimbr. : Ci6 d possibile ma la testimonianza di altre tre lingue rende piii probabile I'altra ipotesi. kdlate risuona sottile * hdllate ' emette un suono tenue d' * kola- ' tenue. onda ant. si. La radice fe sempre *vel. \^ Fick Wb. bret. : ululf- ulftlu- * ulkd ulkmi ' fen omen o igneo. * (una apparizione ']: luminosa lat. che questo gruppo di vocaboli risalga al periodo indogermanico. ulba-m ' 55 sg. vilfiis iceallan id. incendio di spettro '' * ulkn-mvkha-s ' una specie irl. (ctr. splendore Volcamis ant. a. Ulcagnus Ulcagni I1*J 1' Stokes Urk. ulmukor-m gicawl ' ' 'incendio' t. ' ' ' piegarsi ' quindi ' ' muoversi a vortico ' *. bollore. ondeggiamento uylm ' irallan boUire nalm ' ribolli' ant. ?) [vdrcas. vulva {=*volba). u. la membrana che avvolge : erabrione pellicola dell' novo. nallan bollire * ags.: .'piegare. mento. e valati). luce. ' gallo * . [13] G. La ra* dice k *vel- ' piegare. 194 suppoiie che ulucut ed uloka^* siano formati nelle due lingue indipendentemente.). sass. ' (detto a proposito ' kalakala-s delicato ' giido confuso.

^ halon 'gridare' ' Mian * risonare ' ' m. giova * ' kalpdyaii mette in oidine. gemma*: gr. apregola ' propriate. ^ kalagd-s calix. esser conforme tano dar forma '. callere callidus cimbr. 218 /. il 608. Wb. Se si accetta questa etimori- bisogna cancellare kalp^ da questo elenco e ll significato di hell. e decoroso e col lat. parvenza ' '. 'astute' corn. ' kalu^t ciarlare kaldyati scorge. forma. chiaro '. con un punto d'interrogazioue. a. t.140 SECTION LINGUISTIQUE ceiliog id. jtQSJiei conviene. kaldyaii e ac- cennata. 616. kdr^fl (gen. * [14] cimbr. la connessione di kaldyati con cara{ka). hal suono ' hellen risonare lett. figura. Viceversa a pag. Fick 35. reciso ' (Persson KZ. kalpana-m formazione. ' I* 34. brocca ' : gr. kvAi§ ' bicchiere ' lat. kdhrpo) corpo ' hii-kdr^pta' ben for- mate logia. lo stesso W. col gr. taglia capace ' ' kalpa' " conforme. i glottologi non sono Gr. immagine ' e confron- kalp'' col ved. chelioc id. kdlpate * ' e conforme. riferendosi all' opinione del Kluge. concordi. e * ' luminoso. krpd (strum. V 186. * vaso. a. kald " particella ' : gr. Alcuni Brugmann Grundr. cita kalpdyati fra gli esempi di Z = idg. osserva ' [cards cdraka-s call * esplo- ratore cal id. invenzione' ecc. I. 589. ' dispone '. ndlv^id. me. . corn. '] : lat. uoXo^ ' mutilato. hel 'sonoro' '. che e proprio del moderno ignoto all' antico e al medio tedesco. corpus. dallo Stokes presso Fick II* 73. Circa I'etimo- logia di questa numerosa serie di vocaboli (p.). kalpa(ka)-s ordinamento. ' xrapaHl '. ^ '. a. Wackernagel ' Ai. La parentela delle voci latine e celtiche coll'ai.) * figura. 288 kalis kail kalikd 'gernioglio. prendono come base * significato di '.viene supposta da' ' Wb. es. ' t. sg. si adatta. coU'av. XXXIII.

della radice {8)kel' che ricorre nel gr. a. a. sami~ 'mezzo' gr. half agn. se da la pret'orenza al- r etimologia del Kluge (Etyni. Wh^. 167). ags. ' oxaXi? ' vanga ' ' xsXst? ' ascia xdXo. Forse in kalp" si sono confuse delle forme di ditierente origine. tabulatum I'a. pensano alia radice *kelp. si II significato di (il mezzo che ha soltanto nelle lingue geraA. Cosi il composto klpta-ke(. t. siliqiia.' [16J G. \Vb. fondandi tagliare'. ecc.'mezzo* halfr ant. e ' dalaii ' spezza ' e dimezza'. a. vango ant. putamen (quest' ultimo esempio manca ' presso r Uhlenbeck) ed altre voci la cui connessione con queste non mi sembra sicura.t. ' " reciso. traduce ' dessen Haupthaare. ktlftn . '). per mezzo del determinatore -p-. dizionario i.ar'iiakha-^ma^rw che ' stesso d. * II dizionario di Pietrobtirgo (II. Invece sta bene esemp! di idg. Le stesso ' Kluok Etym. separare lit. halha. tialb\.o meglio *{s)kelp-* che sta ant. 169) spiega qaesto significato di espressioni quale sarebbe khanda^ah kalpay" 6 come un fraintendimento ' ridarre in pezzi ' . 48. a base del germ. t. skjalf '. halbt t. seguito dall' Uhlenbeck Et. confacente a qnalcosa ool t«d. mutilate ' ' skilja divi- dere. sk^lti ' fendere '. si r.* Tatto |got. scalpo sculpo.' sg. xxxiii 289 dosi 8U kalpdyati 'taglia' kalpana-m d. lat. isl. Cfr. ' di- vise in parti'. NUgel. f'ra CIARDI-DUPRfe di / / > 141 niandarlo lia gli gli enemp! / idg. deuUchen i Spr. quali.nel sense di tagliato'. tagliato. Hi spiega assai meglio intendendo klpta. sfmi-vifDus semivivo una specificazione di qnello generiuo di ai. e T^jti-^to. daia-m peoo di metk * '. Sarebbe una forma ampliata. il Wb. isl.ssa radice il Persson. 158) e del Persson (KZ. sdmi-quek ' maniche * semi-: ' vocabolo idg. healf a. sass. and Bart in Ordnung beschnitten sind ' (II. isl. e in ogni case si dovra concedere che * la radice *(8)kelp- vi abbia la sua parte. 171 accenna alia ' poesibilitii connettere kalp- essere adatto. I'ant. ma una spiegazione un lo po' artificiosa. sceliva m. oxiXXw ' ' zappo. $celfe ' scamnum.). che serviva ad esprimera qnesto oonoetto era ai. riconduce scylfe scAe//' ' lat. ' Alia ste.

Siccome forme a gerinaniche da un lato e quelle dell' altro risalgono due distinte varieti radicali (* qelb [oppure nell' ind. si avrebbe kalp. '. qnello il bianchezza isl. hjalpa ags. 50. chiazzato ' caltgo ^ kaleduf si. helpan ecc. a. '.. abilita che dk * medesima forma radicale delle voci ' lituane sopra citate. ' kalydna- ' bello. a. t. XXII [Hes. 54 ci propone di ricondurre qui anclie la ai. ant. di questo vocabolo sarebbe. " (Beitr.. L' Ascoli (Lezioni 1' compar. isl. ' ' nero. hahala-m 'gioiello da portare al ' collo' kakalaka-s laringe.) gambo hah ' coUum got. azzurro scuro' kcdiman. onta lat. ' macchia.[alb. aiutare szelpti ' (got.'nero. e forse anche col pietra (bianca gliiaia. hagel id.'nerezza* kalana-s kalahka-s ' macchia. ant.) le e col lit. hagl grandine haf-gel id.) sg. si. ' grigio ') ' e col got. dufe irl. promuovere ' paszalpa lituane ' aiuto '. to^Xdf oscuro ' quindi cieco ' ant. I 110 n. z. ' a.). L' idea di connettere tra loro tutti qaesti vocaboli era stata gik espressa dallo vergl. onta': gr.una terza variety (* qelp-). *qolso. abile ' : ' kalya-m * ' I'alba '. !fc con raddoppiamento dalla radice *qel-. t. a. ' n£?. sabbia'[?]. giljja-m arte. a. secondo -di ' TUh- Wb. ' cioe ' maccliiato di bianco. aiutare.di. * kelb-] e * kelp-). kaA isl. heals id.rdX£ia ( : BB. ' e ci6 per- metterebbe ags. hagol gr. calersu (ace. '). Kdx^V^ raflronto coll' ant. a. kdklas ^collo'. calidus dalla fronte ' bianca u. ' tema (ant. Forse anche columba (= * kolon-bhd) ' quella daH'oscuix) aspetto 102. tiroidea': lit. grazioso. Sprachforach. ' kalii 'lordura'. t. . ' fusto. dub ' nero du*be nerezza . klasn spiga ']. oscuro ' Kt]Uc. Schleicher di fonol. ' sass. kala(ka). II concetto tbndamentale LENBECK Et.] ' tt^Xsio? ( : TreX'. p.' ' 142 SECTION LINGUISTIQUE kalya* [16] sano. naAog bello hahlara-m ' giglio bianco aquatico '. ' tuba ' gr.aiv6c.. giustificata dal secondo una bella ipotesi del Prellwitz raffronto col gr. ' una formazione da cui deriva il Jat. ' giovare. collo ags.) fronte m albam habentes' ant. dubo ags. ?). hilpan ant. pi. fausto gr.

klla{ka)-8 kllaka * legno. progenie ant. abitazione d'una kuldyam ' ' nido. citti kidikdya-s ' animale aquatico ' ' una specie ' <V uccello ' : ru. xviu 163 ^- quale dovendo risalire d' a ^quo-quelo-s o piuttosto a *quo-quolo-s sarebbe e origine dialettale ( come bo$^ lupus simili- e forse anche concilium J^B. caviccliio * ' khila-s palo * gr. dazione apofonica smfihi ' gr. famiglia. riconnetto coll' '. hulikn ' beccaccia ' ' p. (o)/uIkq6£ 'piccolo': a. parvuli stirpe celjadl famiglia lat. si. sopra). a. calvizie khild-s khilyd-s ' paese deserto . il ma ttomc. mescliino '. patria*: dor. non (come ' xviii 134) '. (Hes. Probabilmente sono derivati dalla medesima radice ' *q{h)el- anche i seguenti ' : khalatf* kalvftta- calvo ' khdlatya-m khalitya-m '. hUens chiurlo * (Beb- NEKEB IF. VIII 286). co- munita dei che io. gi*. calvut osco Halaviis 'Calvius'. citta. puram purl pdrkuUkn iii. ' ' jtreXiov ' TO ovX}. lit. kuly'k alba- strella ' pol. epoca. E connesso con kald particella * fv. ' dti-kidva- affatto calvo ' : lat. kdla-m 'sciame. '. plant ' liberi. asta di legno ctr. giaciglio. ' tribili. *con-coliom *con-queliomj vorrebbe il FeOhdp Fick BB. HdAov KTj^ov ' legno. kcddr-s ' CIABDI-DUPBE 14» ' tempo * '. ' rt>iog schiera ' d-jti'^Aa ' radunanza ant. ' cimbr. A questo stipite appartiene probabilmente il il popidus (Hoffman JiB. alia piu comune ' opinione. era): quindi 'tempo. stagione.: ' (17J G.) adunarsi ' irl. eland kilth ' tribu. sezione* e in particolare divisione del tempo' (ora. (?j Per la grat. abitazione. famiglia gr. cittadini xvii 317). e significa propriamente 'divisione. momento' nella piu larga accezione. attenendomi ai.£yEodai. * ' luogo munito. kulik gabbiano {-ki'dva-i lett.

per lo scanibio fra la velare e la palatale Brugmann I Grundr. debole' ant. ^ pol- mone '. aia : arm. gnla ags. galayati gronda rende liquido' galana. uavKaAlag' OQvig jroiog (Hes. ruggisce ' ' klandd- ' rumoroso ' ' \krdndati * grida. bret. si kldmati klamyati 'illanguidisce. Wackernagel Ai. Gr. ': Sabler KZ. Meka " tanaglia ' kldman- il polmone destro ' gr. galas ' ' gola' galaka—s : ' gola. animale maschio grida. * * ' . ' uekadoc. klandati ' gfd cinghiale. il ' SECTION LINGUISTIQUE [18] cuculo': gr. ruggisce '] : krdnda—s krandana—m krdn' das* ' grido gr. Sulle difficolta che offre v. cuculus e da vedere quel che dice G. clam 'lebbroso' m. a. lat.. a. irl. t.'' : 144 koki/dr-s lit. ecc. cimbr. ' khcnati kligyali tornienta. affligge ' ' kleca-s ' ' tor- mento. kal ' aia '. bocca. '. khdla-s ' capanna. P 545 sgg. kaukcUe nome d'un sg. nAajuagog *languido. .] gr. ' lit. * kiaule ' porco ' e probabil- mente anche a. t. (Bernekeb if. (Stokes in Fick Wb.). klanv id.che in kdlate " vedemmo kldnti-s * risuona ' ecc). grido ecc. stanca' klama-s ' stanchezza. : II* 100). X 159). klisze branca ' : di gambero tt/xviliojv ant. muso' lat. XXXI 274 kold^s ' cinghiale lit. ' 228 sg. bret. rumore. collo ' gala—dvara-m a.) claf * malato n. (corn.'gocciolante' golana-m efflusso' galda-s galati 'cade giu. ceolu ceolor *gola' kela id. (E probabile che *qle-n-d e ^qeb-d- non siano altro che anipliamenti della radice qel. spossaniento ' ' klamin— spossante ' [grdmyati si stanca ' crdma—s ' spossamento cfr. uccello. grido uEXadeo strepito. dolore si.

palla. dado • . gilti ' a. gelph id. Phil. 81). ricollego al lat. ' gula-s *glans penis' gvll gulikd globo. isl kjull 'nave' ags. t. per ragione di pdXo? piXsjivov dardo t. (/ielp ' tracotanza ' a. t. tumore id. ant. kiblr id. ctol 'una da lunga nave a. kaXin A:?</a ' ' gliianda * gr. Seil condo quale lo ZuBATY (Arch. zela^dl (Cf'r. giuo- co . Nir. f. * glahate ' giuoca ' : ai dadi gldha-s ' ' giocatore * . 42 sg. non confbndere con Kiel cfr. cerchio golaka-s gold yavXoc. ' * pal. t. 6.). II Bruomann Grundr. Una gradazione 1' di significato " non dissimile ' scorge confrontando ai.[19] G. : ' chiglia ' il quale va coll' ant. disco. giie id. altri si. qui anche le voci indiane seguenti gildyu-f 'grave enfiagione basso ventre '. zati ' dolore . ricorda esempi slavi di questa t'amiglia. CIARDI-DUPBfe . ' ' ^sXovr^ ' ago ' coi * quali 6 connesso. quelan aver dolore ' bucare. lat. V 590 riconduce qui anche ' il gr. Johansson IF. Th. stinco coll' av. * kelta ^ '. ^sXXot ' che io invece. id. Mol nave (ted. a. glans ant. Wb. dolere '. 79). * fonte ' af>:8. ' gilh ' dolore ' gelonXs pungiglione ant. Et. jtaXaxi] sorts ('Hes. Kiel nave ' ' ' ' '. (Uhlexbeck palla*: isl. zanga 'nocca' (Uhlenbeck Et. Et. WO. a. ' ' palla. fidAarog id. 423 sg. Kluoe isl. secchia nave mercantile' ant. Nic. 146 (jdldd gdldn [--^galana—m. kalfe ' polsi paccio '.. ' gUe ' gliianda ' pi*u88. ' : ant.). quellan s<<orgare pra-gdlbhate 'e risoluto* pra-r/albhd-s *animo8o': ags. arm. a. recipiente di forma sferica ' : gr. volntu a. gola-s la . ii.24] isl. xiv. : rientrano. collen ' gonfio a. lit. si. alle I'auci ' giilma-s ' enfiagione al gulphd-s ' nocc del piede jdhgha Wb. si. isl. premio gr.'' 206). lit. jald^m 'acqua*: ' ant.

lamento gr. neXofiou * jtoAog " asse ' colus * Molti editor! d' Omero adottano 1' la lezione irsTraXaoO'S il . t. I* 39. tremito ecc* bile' cdrana^s si muove. ammessa dal Fick. Cosi p. [Upsala 1898] coll' ags. spossamento ' ' glanya-m " perdita di forze. Br. yAovrog 'natiche' '. Del resto un I origin ario si avrebbe germ.^ *globo. -oO-at o£ferta da alcuni codici. col ^clVm gldii ant.' 146 SECTION LIXGUISTIQUE . ai. g anche nell' ipotesi del Fick e del Bechtel. B. ne e impossibile la parentela. collo ZupiTZA. dallo stesso. riconduce lo a. rapporto di ydti 'egli va': dice debole ampliata con ossia mostrerebbe la ra(=== celt. questa ipotesi 1' (idg. Rh. In lit. prova ripugnanza perde le forze. Laulgesch. * ' calati * si muove. maniera versor ' di diportarsi' ecc]: colere gr. gldu—. a. spielen'. ^ — e— germ. xxiii 307).ax- *(pakay-. come lit. Germ. [20] 448) n£JTd?Mxde (h 171 Ap. pensa Hirt si. a). perch^ ritiene. hlin 142). 67. ecc. veggasi p. Hauptpr. moin- 'movimento. 343 m. *g^le-ti) stafebbe al gelti (idg. il 358) e 7t£na?. !. 1. lassus. gluere a. etij g"el-) nel medesimo occ.. griech. 412 e dal Bechtel. — si ' consuma ' gldni-^ 'dispiacere. (P. a. lat. grido. escrescenza': gr. kldz ' massa. p. Gutt. ' calaina)- * mobile * * cala-s calana-m oscillazione [cdrati ' cdla-s calana-m scoti' mento. defessus (Stokes BB. apparato critico presso Lager- crantz . gelti ammessa tall. impossibile 1' uguaglianza : ai. ecc' cardlat. glati gldyaii ' . Wb.aydai U 331) * da 7ta?. t. Lagercrantz {Zur 68) il quale nega la ' parentela di glah" plegean sich schnell fort- bewegen. palla oscilla. si xvii. ' fatigatus. 25. 1' Alia stessa chlaga ' facilmente '. illanguidimento ' : glapana-m radice sottra- zione di forze cimbr.

col id. tala-m teXi ' suolo. astuzia' chalayati 'inganna* chalaka. giial febbre jnrnf-s 'vampa'/z'/r/a-. lit. huel ruota * ant. ' lat. XXIV scio ru. GrJ* 33. 298). vrii 285 sg. dUi le assicolle ' che stanno nel fondo pruss. a. \ciri\ gr. torto. 'grillo': Et. ecc. ' I* ' 572 riconnette coreiero * invece col gr. febbre 'J: ant. kUAoc.- Come * cauHativo di calati io considero k^dayati ' spinge ciofe t'a muovere celer. Hirt scala * BE. tllfs asse. gu- skala ' scorza ' skalina ' scorza di betulla stacaflSni cata dair albero (altre parole slave il a queste si possono vedere presso jvdlati de.) ci- cala * (? Uhlenbeck Wb. obliquo * Meyer Gr. ' lume ' ecc.s ant. si. una specie albero ' tald{a id. isl. pelle ' ' : a. * snperficie. : lat. dilja dilla ' banco dei rematori ags. talea ant. a. isl. splende ' jvalayati jvalayatt ' accen' jvala-s jvdla-s jvala ' fianinia. ant.' rFtrt^ (Hes. scelus a. a. chala{nay-m *inganno.[21] G. a. irl. isl. malvagio (G. a. quilinus ant. 92). pavimento ' * asse a.'ingannata': gr. '. spingo * K^h)c^ e col cald-s di ' ghiandaia ' ' priiss. t. koh ' id. t. ha febbre jvara-s ' ardore. * \jvaraii ' h caldo.*: * ai-ni. t. 261). t. tellus pianura. luogo ' ' lat. k^XXoj lat. ' arde. iWwmmdi. clie il Bbdomann Grd. Prellwitz Et. irl. sleale. v. ' challi-s challl ' scorza. ags. . 29U. i. Wh. d' talus ' una barca pn-talas armatura d'un letto* lett. OKoAiog 'curve. tUo ' suolo '. CIAEDI-DUPRfc ' U7 si. cfirbone' kol id. pavimento * ' ' ' spianare ant.* si. iiMt tilindt allargare. colwamig * una specie * cornacchia cilll (^Berneker IF. tala-s tall ' 'palma vinifera' Mla-m *trutto della d' p. talam del ' ' terra * ant. scelah * torto. ' kolo id. * * Miklosich Et. Wb.

xi 389. sezione. got. Et. letto (Uhlenbeck ' Ef. ant. 6dXXa) 'fiorisco' (OaXXd? 'ramoscello. ' raspo d' uva ' toldo ' chioma corona 80). '. dolerij id. am \Vb. mazza e coll' a. ' : vacillante ' tealtrian ' lare basso ' ted. 60. slav. letto : ' lit. ' corn. KozLOwsKiJ Arch. '. f. isl. Wb^.) non rientra ' qui.). si connette coll' alb. dehti didineti andare a zonzo 69. I I . TAf)vai sostenere rd^avrov 'bilancia. darn tram men to . peso'. brandire ags. a. . '. ecc. pruss.. dsQCd '. dola 'parte' 'rompe'. irl. dulan ^ sopportare ags. t. : gr. II 149 sg. Phil. dimezza dalls dala-m daly'ti 'trammento. d' albero ' (Stokes presso Fick. si rompe lit. parte got. bacchetta. * II gr. Cfr. ' lat. 1' analoga gradazione " significato nel- r ant. dolayati ' ' vibrare. Et. ecc. tula ' bilancia ecc. a. rum spazio. levamento taHe a. Grdr. tulayati tolayati ' solleva. deH o Brugmann. Wb. 456). sostiene '. tulana—m ' ' sol*. Wb. scortico cimbr. fare oscillare. Kleide I* lit. taliern ' die flatternden '. ma . Kluoe. ' 366) e forse anche tola ' coll' ant. ii\pti avere spazio ' ' talph ' luogo per ricoverare persone o di ' cose. " dalati scoppia . vengo fuori . V. Cfr. Mian ' . sedile.148 talu SECTION LINGUISTIQUE ' ' [22] *ramo vivente ru. tealt ' ' ' duld vacil- la vacillante ' . Wb. ' *spartire'. germoglio (G. possono ' risalire a una radice con r ' gr. darana—m : ' scoppio ' ecc. tollo {te)Udl ant. Meyer irl. Qui possono rientrare anche taluna. dat ' spunto. tal salix arenaria (dial. delliein 'parti' ant. 110). meta': [ddrti drndti 'parte' si. germoglio' OaXspo? I 'fiorente' ecc.giovane cioe fiorente e talli giovane donna/ ' ^ ' ' ' ' * tdlpa-s iaJpa-m tdlpa * " giaciglio. solarium t. Fetzen (Fick. ga-tairan strap- pare'. id.].

palUdus ' t. V. jToAiog 'grigio. * fulvo ' . feccia di pal fis. drdis dfdys '. Wb. pdln'.f28] G. mjAog argilla. profiimi ' dfJh'n *• polveri dulkinti impolverare ' dulkHi puzzare paldva-s giisci. pruss. mXavoc. a pen' sare che qnesta abbia per base la radice *pel. * t'ronda {pcUoqa-s Butea frondosa '. *. palvas gialliccio pdlszas * fulvo peli' * topo'. pdliknf) grigio ' : gr. XIX 2(X) propone un' altra etimologi* che mi ' sembra meno ActM du £gli considera pnla9~ti' schlichtes Haupthaar !• XW^ Congrit d— OritntaHH**. ant. tbglia. ' palude ' : gr. lit. si. '. bianchiccio ' lat. lett. palnlt ' stelo. '. ant. flnido denso.) si. op. il II Lagercrantz. * irl. plfiva *pula*. ant. polkas 'grigio'.*riempire*. ' cit. polline ' ' 149 dhfdi ' ' dhfdayati ant. Sk. * : lat. ' * impol- vera ' * dhfdikn ' nebbia ecc. Ap- partengono la-s. pelaJ fp\. jTvXi}')'€g 'ric- ' II Fkrsson BB. '. pelexii grigio'. piente nk^ka * ' vaso per mungere attingere '. '. -m ger- moglio. al ' raedesimo stipite: pahl-» *paglia*. palvala-m vino'. pldne ' focaccia pulaka-s ' un insetto nocivo': * lat. \a. ' pulaka-s pello ' V arricciarsi dei peli ': ' pnlas-ii-s ' ca- pulas-U- ' avente capelli lisci gr. ' : 2S9) ? '' palla-s pallika recilat. grosso e il lit. — Tom* III - (S"* Parti*) . ricondnce ' qui anche gr. '.. elemento ' lit. pfdex. pelus. pelwo. plavv I'ai. lit. felice. ' palas-ti— * (Brugmann Grvndr. jrlXetog a. ' paglia palncd-m *). 65. pelvis. palea. ' paHava-t. jreXifk. dfH '.t. palya-m sacco per biade per biade si. * petalo. dhfilir-s CIARDI-DrPRfe polvere. ant. ramoscello palild* (f. 83. pula * : lat. bianchiccio altersgrau ' — Rientra ' in qnesta serie II. poh"/ secchio per ' Probabil- raente anche pnlavl glia. ffdigr. e vaso ' appartiene a qnesta tamiil non ha torse torto Fick. grigio falo ' *.

insett • : arm. * numeroso ' ' puldti pdlati poldyati e grande moltitudine [pui^.' ' ' 160 cioli ' SECTION LINGUISTIQUE [24] rWACKERNAGEL. plova^ ' navigo ' : '. jroXi)^ id. gr. irl. ' nackt (dicesi jien-skallig d* kahlkopfig ecc. ^j/m calvitium '. t. naviga ' ' plavd— ' * nuo- tante * * plavd-s ' barchetta ' plvti-s : ' flusso ecc. Se e giusta. frei. ply'nas ' eben.pllhdn— pliha ant. plhkti ' battere si. a. ojtXyv lat.) flein ' " kahl. Rigv. plango pldga got. [prdvate ' scorre * prumoti ' bagna ' ' ecc] arm. 1 . jiA. z. feolu a. ' fluoh ' maledizione '. come sembra. pHn-s nome d'un pVek id. lamento ' pldvati nuota. (in puln— 'molto' piihi-kdma— *molto ' SiWidiO^ * puJv- niolto nialvagio e simili) vi-pzda- anipio. lat. ul ^bar- ba id. si. t.un derivato della lapercuotere ' : *plak. barbuto ulchach (nel ' [= FicK adhdpold' Wb. fazfloknn skotttovto* ' a. bloss. '^ jtM^o ant. v. als die von der Peitsche \kdca-s oppure kdcn] geschlagene dice '. 218) ant. felch lit. t. wUste. ' lit. phis ant. navigo " lat. ' Ai. abbiamo * in plaka. kahl ' un campo piano e spogliato ' d'alberi) ply'ne jJletne '. kaca-plakd-s. luanam floimen fieiren ' lavo ' * gr. s. placa„ piango. filu ags. Stokes Urkelt. * I. I'inter- petrazione del Gtrassmann (Wb. J tragend ' e lo ' connette collo sved. bagnare pldti bagnare ant. pluit a. il ' gr. ' composto ul-fota che ha lunga barba') ulclia (cfr. * brit.ijOOO} 'batto' lat. unfrucht' bare ebene. plihan. col lit. ' si bagna. con' siderevole. molto ' got.'molto']: arm. bhisne ant. si.(*plag-) battere. nX^oi lit. yolov 'molto' irl. irl. slezena milza '.. milza gr. a. Gr.) 'die Hin- terbacke. selg si. a. heide pUkas ' kahl e coll' ant. (dial. filu id. IP] 55). bluzne bluznh pruss. lien m. Sprachsch. lu ' pulce ' alb.

a. atilita ' che appartiene a phdla-fm * ed ai siioi ' affini e derivati (jthalati phalate ' ha buon esito ' phalaka' phalikd guadagno.nd.]. o^iWui promuovo ' aumento. Wh.? ' scin till ante di luce rossastra ' ' sphulih' scintilla sphulita- ' apparso ' \sphnrdti brilln. o]a. * spilda 'ta volet ta per ecrivere t. Cfr. In questa significato di guadagno.i]Q£l ' (Hes. vantaggio 8arebl)eBi svolto per metafora. [La forma con «. * apparizione' ecc. . sphurana-m 'scintillio.phalgvh. spaccare.J arm. II 314 n. Studi ' Crilici.ra-m\] ecc. ' e Prellwitz Et. ferire. avente bnon eeito ttaphalya-in utiliti. allarga. (26] G. II 43 sg. ant.). apre ' ' sphu- erompe. destro lett. sboccia sphola^s * scoppio. ^X- ' L' AscoLi. /. isl. : gr. sgabello ' * (in quanto forniato a. utiliUt e cosl '.. ' gliare *. successo ' saphala'} " lucroso. ' phalgit. Jiink agile. XVIII 156 raflFronto col gr.balin- forte ecc. di assi di legno) ' faut tessura ' * got.'debole. * bdla-m forza ' bala. spiega da questa radic« anche ' phnUi-m ipotosi 11 frutto ' che significherebbe quindi ' lo sbocciato '. CIAKDI-DUPBfc ' 161 phllati phullor' ' scoppia ^ phullati ' ' sboccia * phttUor- tit- shoQC\Q. mescliino' phalguta me- schinita ' : gr. Johansson IF. splendore.. luccichio ' ted. spvHgans ' brillante *. utility E difficile pronunziaisi fra queste due opinioni: forse ^ migliore la prima. rinvigoiisco o>^iXtta ' 6rfs\o^ ' ' vanUggio ' aiuto. il Inrece ' 0. pala derivano tii- tutti dalla radice *(s)phel- * fendere. 234 propongouo ' u)'fsXs(o aiuto. Jiinken Jitinkem 'brillare' ' ted. es.e attestata ' neir indiano da sphirayati lati sphuiati ' squarcia. scoppia. : appare p^ail ' '. punta iin di freccia* phalaka-m scudo * ' asse. ' phalgd/yarAja)-. crepatura ' ecc. otpiAag hr'it. spjald assi eel la spall an ' f'endere '. vengono a stabilire una uuova radice phel- ' portar frutto. (peAyvvei ' • dam'srel. tavola (cioe ' segmento * di legno '. punta di freccia phnla-s vomere.to* ' plulla-m vomere. [in quest' ultimo ' significato * anche pha. in gr. die si ha p. il Hoffmann BB.

(Jo: hansson ich c. zermal- men. (dial. Osthoff IF. . lat.. t. ingl.162 SECTION LINGUISTIQUE ' [26] regog migliore ' ' lat. es. e adbol lo Stokes. che in Urk.e bala{ka)-s sia 1 fanciullo ' bala{ka)').{blo-k-. ' giovanile bala-s il ' (os- ropriamente ' ' vegeto.* 247. Uhlenbeck P Br. bl-k—) ' stossen. 1 sgg. de-hilis ' ^ ant. jplugg ' caviglia. ted. II<) 262 lo aveva ricondotto alia ra- bdla-m) dk ora una differente etimoiogia in BB. (= Tick. caviglia ' ecc. vrjmog. vigoroso ' Da ' fan- ciullo a balail ' stolto e poi facile a spiegarsi passag- gio: eft-.. senium di-blide id. VI. 1. Wb. XXIII . (ai.. Etimologicamente affine ' a bala. d. 1^ 607. nonche plokka il ted. sclilagen. Kluge " Wb. Korting Lat.) pezzo a. ' pelare uc- che altri (p. isl. gr. irl. pjiock m. bulbus patata lit. si. abstumpfen ' ' da ' cui derivano lo sved. ant. Wb... debilis si potrebbe anche spiegare poi contrazione di *dedell' art. jplvg ted. cogliere ' ant. 4 habilis (cfr. 562. 236). xxxvi 387) come un derivato della radice *ble-k. B. bzdbe id. norv. ad-hol ' ' potente * aid-bligod (Cir. sv. ingl. pfioc pflocke (in. ' bdlkasa-m fiocco ' e stato recentemente spiegata dal Johansson (KZ. plnkken ags. pluck celli ').^ 297) vogliono d'origine romanza. Diez Et. Spr. 344 spiega bdlba-ja-s nel modo seguente nacli vermute dass das gras so benannt war stelle *balba balballtl ' den bei gewissen gramineen vorkommenden wurzelknoUen zu /?oAy5dg. ^oAftog ' ' tubero. Et. rom. plicchen ing. ') ' und si *. muove in giro bulvd- ' obliquo ' : gr (ia^Jltfii ' danzo II lat. d^beo da di-habed). dice * 6e^• 54. bulbes ' ' : gr. irl. cliiodo. SpracJisch. bdlba-ja-s cipolla ' Eleusine indica lett. pflll- cken pjlocken olamd. pluccian ' m. xviii. Wb. d. holifl maggiore * Beugmann Grimdr.

. 193). I'ai. bulh sg. 97. irl. Jlesc ' ver- ga' (Uhlenbeck bhalla-s * Wb. una depressione * : del suolo ' e al- lora capirebbe anche meglio la sua formazioi buli-. fiamma ags. rildna-bdra-j 'rpertura*. e an amplia- mento di *vel. melma '. CIARDI-DUPRE 16A jam-bala-s ' palude. p6l a. 282) celata dell' elm o' pruss. balll ' palude ' coi qiiali fe poi conil nesso Tant. lit. Jo- hansson foce 385 sono da conneltere con pdl ' ecc. ' si. -bdra- (soltanto in composizione p. [Nota aggianta sulle boue]. ' lit. Secondo c. soltanto gen. bhfila-m splendore ' ' ni-bhalayati 'guarda. 'per altri esempi ble^ka-s ' Johansson ' 1. mira*: ' gr. valati) : Liden ivi e Studim cur aUind. jmas e lo strum. ' 25 sgg. 93. und vergL Sprachgesch. baltrjan alb. apertura. ' natiche Cfr. pfttol si. c. .s ' e.* * una specie ' ' : di freccia ' bkal/a-m punta di freccia bhala-m ' got. buco. uvodog lit. 48. oonfronta anche ant. Wb. Vi-bnli noi/. natiche. es. (pdAog (non * (pa^og come ' scrive Berneker Die pr. 363 : corda Et. bhalll ' : (per *vle?ka-s) ant.(27J G. IV. Ein ' balt. La ra- dice *vl-ei-8~.(ai. Qui rientra anche 6Aa/a*cer- * LiD^N. II primo membro sarebbe tema il jam- ' terra il 1. blato id. di cui si conosce. anche queste altre voci indiane: hila-m '. teskovii e styrace confectus il serbo lijeska nocciaolo ' eoc.*vlis-q''o~. tormentare * '. Sicche jam-bala-s verrebbe a significare propriamente ' una buca nel si terreno. btiltas beln 'bianco'. a. t. ballo 'fronte'. tiiori di composizione. 12. isl. Spr. il secondo niembro di qiiesto composto sarebbe identico all' ag^.e d'uu fiume in RV. Secondo un' inge- gnosa ipotesi dell' Uhlenbeck Et. da cui deriva tema *t"/o«-^''o. ba'l id. (paXog ' lucente ' q)dMog bdl ' chiaro ' ' na/iKpaXdcj ' guardo air intorno ant. '. fronte baAs fronte * gr. 30. jmd.InlatUyeseUs. caviti. si.-ftUiv. ant.

mulve fango^ pan tan o mslynas azznrro II Grassmann ( Wb. ' : mila ' veste rozza pruss. Gr. certo '. Wascher in questo caso avrebbe in mdla-m un parente mdla-m lit.). ' nero a. ' '. juaAAog ' ' lana.) veste. del fiaAsQog 'forte. Verisimilmente veste ' ' e connesso col gr. ein- Uuchtend evidente '). jusAac. e il ted. v. " mdla-s nero ' mdla-m ' lordura ' ' malina' ' inacchiato^ ' ' ecc.'durch Gerben weich geworden'). z. assai. * n-mld-s) (cfr. II dizionario Pietroburgo (V. milns ' permul- turn' inoltre Osthoff. milan (ace. ' ana-mali ' cicatrice ' (ted. juaAauog ammollito^ dirsi pro- I languido. 596) traduce gegerbte& ' Leder. s. mldtd. Mai segno malen mdlon colorire lit. stofia che tutti questi vocaboli de' rivino poi dalla radice di mldyati. got. ma ' non pu6 forte malla-s ' lottatore : ' ciofe ' il ' come spie- gano tutto ( ' i glossatori ^ gr. melior mulius pruss. * {vnalla- — class. 218. stoffa ' lett. mail macchia ' meljan ' scrivere. morbido babile. * malya— . Gesch. I. fiacco* lat. Ai. t. : gr. vello ' ' mllas panno. d.)^ mdla-^m veste e dietro a Ini il Wackernagel. I'ital^ tamente' (per * svolgimento del significato ' chiaro ' nel senso di ' maaifesto.154 SECTION LINGUISTIQUE lo [28] ctr. traduce ') ' ' '. Questa etimologia deve al Jacobi clie la comunic6 privata- II doppio 2 indica un influsso pracritico oppure * malvar-). ledernes Gewand ' : ' e raffronta si malagd-s etwa Walker. violento' djufi^vg 'languido. disegnare ' a. ' fe possibile. ' di mldyati mldti 'appassisce. avvizzisce' (part. Jticjv. si 450 n. judAa fortemente. ' schmutziges Gewand ' e considera quindi cotesto voca- bolo come identico formalmente a di mdla-m ' lordura ' '. Perf.

y crede che dalla stessa radice derivi anche bdla-m forza ^acch^ pensa clie il b sviluppatx^si normalmente nelle forme I. citata). ofPerta rituale e il ' gr.[29] G. es.Xt'/io. deboli (w6/. v. btittt-m. . in- cantesimo fatto per mezzo di radici mfirdstolto. btdi-f ' dono. da cui vien riterita in Ai. Id mente * : gr. (confr. E il seducente.]. ti (uiXio. Kretschmeb omer. ^tO/iv * KZ. XXXI 386 ' tra questo vocabolo e ' erba dotata di virtu magica (cfr. forme forti sosi Ma \ * poicli^ di tal tiiori lenomeno nou di bdla-^m. ed a me par giusto. doni. 218 e KZ. milati si riunisce ' mela{kai—s * melana—m meld concursus ' riu* nione ' : gr. 183. specialmente Per lo meno il greco e I'antico slavo : cfr.a lotta ' (cfr. Johansson. priamente cose piacevoli julXr/oc {i. IF. u. ' Non ' h ammissibile la parentela sappo^ta dal ' W. il * ultimo e forse da connettere ' Con queverbo mdliate maUU * yati tiene ' (cio^ * ' regge. il raffronto istituito dal gr.i'. fa forza ?). lat. giaccli6 questo significa pro(cfr. Gr. jtuogog fitogo^ id. Questi poi (ivi * *. ottuso di La si radice pre- senta la stessa gradazione n: o{u) che * ha p. ' riesce a trovare altro esempio parte * bel- e poidarci io chfe d' altra arie lingue * concordano ^ nel * una radice le forte.per ml-j sia passato alle stitiiendosi al m. {UtXioou)) e soltanto * per una particolare specificazione passa a voler dire nuziali ' '. forza distinta da me^-. Se con milati sia da connettere la il miles e question e molto discussa e tuttora aperta n. zufTa per lat. e considero come distinte anche nell' indiano. sopra s. d-iuU^. xxx 301 sg. 34 e letteratura ivi mftla-m 'radice' [mf'tra-m id. il significato). mfila-karman'j. alia prima riconduco bdla-m^ st' alia seconda mallor-s. tra I'ai. CIARDI-DUPRfe 165 meiite al Wackernaoel.

Molto si disput6 suU' etimologia di questi vocaboli. fjiaXdauoc. si. esau- ant.) die abbiamo veduta. il osserva ' laksana-m ii. / altre etimologie. auipliata con -e-. ' ecc. I'ai. marcato contrassegno ' lahchita— 'se- Lagati lagyati ^ojucu * ' aderisce. irl. sparisce ' ' mlana-m ' mla- nata mlani-s sto ' appassimento mla'th blaHh ' ' gr. questa famiglia probabilmente appar' tengono anche Idncfiana-m guato. languid©. La ' radice * mel{e)dh" sarebbe un ampliamento di cinare. mlecchati parla male una lingua mlecchd-s ' stra- niero. placido ' '. ' cosa flessibile lacilmente si Dal significato passa da una parte a I I . raggiro. n. molle. mamold ant. * curvare ' llnkfi ' ' piegarsi ant. fi^ijzQog debole. e le varie opinioni emesse in proposito furouo raccolte e discusse dal Johansson IF. '. clie tutte le rigetta per proporne una nuova. molle. in mlati ^^tj/Qog. spiare.156 nilati SECTION LIXGUISTIQUE mhiyati ' [30] ' appassisce. lejca^ io pi ego ' : lajka piegatura (per lo piu in sen so figurato di ' malizia. ' mrdhrd-m ingiuria ' e al gr.oppure logh—sa. verga ' * : lat. Del resto anche le cioe quelle rigettate dal Johansson. ' con- trassegno ' ecc.(con analogico invece di a un idg. e a) risalirebbe mlecch. lagh-s. guardare —A *. afferro lagnda-s laknda-s lit. *mled-sqh-. 37 sgg. irl. t. '. codardo ' ecc. laksate ' vede. * 10 si parte da una base coll'ant. itivXkof macino e lat. barbaro' ecc. pende ' : gr. debole. ' randello. melim ecc. lacertus ' l^nkti ' ' piegare. Aa/u/^dvo M- prendo. * Secondo ' Johansson IF. spezzare ' * melie)- consumare. inganno*). da connettere luogfn ' lagat occhio ' e coll' a. (gr. abbandona. Secondo ' lui mlecch" sarebbe affine a mdrdhati ' lascia. irl.. partivano da radici con lak^ati originario.

isl. lace ' languido. |. etc. BB. ' kXaxvg Uivis * ' leggiero. 172 sg..): gr. '. slali languido sg. lun<jar * celere ags. linguti ' essere incerto cullarsi Xa)'}'(iljio io esito. lunr/or id. titubanza di ' * * r ital. II * significato tbndamentale e quello vede ' di 'agile laiigliati * a niuoversi ' come la. a. rilassato ant. '^leg-nfi a *leg-sna piuttosto che a Et. fusto d'albero si onde poi bastone *. damentale seguenti u quello di vacillare. V. acquisto ' * lambha-s lambhana-m ' consegui: men to fpvQov [rdbhate rubhatl prende. langueo ant. ampio cio6 che abbraocia buono hVns possesso ' * * ' *. ' Fick Wb. scorge un influ. 164 8gg. Wb. tonue. afferra ' * ecc. Gutt. come vuole * Prellwitz Wb. se rientra qui. ' lingv/'ti ' di men are ' capo II significato fon'. piccolo' [ratjhd' id. .) ^. librarsi. Ungvas leggiero'. ') ' tentennare nel senso esitare.] gr. oscillare E per me incerto se a questa famiglia di vocaboli spettino anche i : gr.) lat. ' CIABDI-DUPRE ' 157 quello di braccio ' ' e da un' altra a quello di ' ramo. ' si cliiaramente lahghana-^m ' ' da ' salta al di rat'uhate oltrepassa si transgressio ecc. i^lakr fiacco cim. ?.a)')'cjv indugio. zoppo ' gr. IP 238.[31] G..sso pracritico: ctr. V ' 577. lainbhate ' ' Idbhate Idbhati * prende. piccolo a. ant. II lat. (ctV. laijhu' leggiero. no- (Hes. lat.co/}'dg' ' 172 Prellwitz Et. afferra ' l^bha~» guadagno. I rainhati ' affretta ' : i^ui'nhaa' * fretta lahga(ctr. ^Myagog ' molle. t. Zupitza lahja 'adultera': Xdyn'og QVij voluttuoso f'r. ' ?. 173. In lagutjur-M lahnja-t viir. Johansson IF. llacc * ' stanco. kXa(fQ<)^ ' ' pronto. snello lit. languido irl. Ad- proda ' ' djn(pUaq)ijg l<)bas ' air intorno lit.eyai 'dissolute' (Archiloco 179). U'na. 166). ' ' Xaydnoai • dq)£l' * vai (Hes. indugio il lit. In laiijn abbiamo una nasale risalira il inserta.

) laun ags. Upti ' restare adeso * . llh corpo a. ' (Fick Wb. gilfk ags. privo di forze ' a. gelic ' a. Schmidt Z. Gesch. la ' sass. t. Ai]tij dor. ant. a. ' ' ecc. ant. Prellwitz BB. Wb. t.' ' 158 SECTION LINGUISTIQUE lambate lambati ' [32] pende. lusinga laskati * lu- singare'.) ' \rdmbate ant. leik ' corpo. xix limpdti 'tinge. IjeUfan a. luag ' mercede sL got. slaf id. ^rjt^ [-^^Xafid-) *pren' de ' ' djTo Aavoj ' fruisco ' Asia (ion. cadaisl. isL pende']: ' Ml ' got. lasclvvs gr. [riptd' tinto lordura ' pinguedine hnaQo^ lat. a. got. idg. . germanici. ' diletta ' danza Idlasa- avido^ ciipido ( ' Insya-m danza ' ecc. ' attaccarsi ags. galeiks ant.^ 340. ' perdere e proprio dei il linguaggi eacluso per altro Idsati * nordico si : Kluge ' Et. Xcila ^^^Fi^i preda lat. g. lucrum ant. branio si. si. gode. billban id. untuoso bileiban ' Myrag^g attaccato. a. 177). irl. Idsati 'irradia. lustvs laska ' piacere. V 305. log luach a. 307). lean Ion id. '] macchia Mnoc. A^Aaiofiai ' *Ai-Aao-io-juai) a. 'ant. macchia gr. isl. Xda 'guardo* (Prellwitz Et. ' (propriamente lit. ' ' pen- dente * * lambana-m lat. If'iti 'afferra. labare ' pendaglio (Less. a. t. splende. t. prende': gr. gilth ' ' gltkr ant. lihga-m vere ' ' contrassegno ' ' : got. lipti-. tenace ' pus got. lip') pingue. abbandonarsi. rimanere t. 89. cade giu ' ' lambaecc. ' d. avente ' stessa forma gliare I ' quindi uguale ') ly'gus uguale Ig'gti somiVac. ' : lat. lust id. appare': gr. t.^ ' ' unguento ' ' le- pana-m riprd-m ' lepa-s ' ' tintura. ant. slepan ' dormire sidpr ' languido. lovlja 'caccia' lovn 'frutto della caccia' loviti 'prendere'. lit. voglia ' * a. slaf{f)an '. slabft fiacco II significato di di ' ' dor- mire svoltosi facilmente le forze '. dormire '. ' (cfr. Wb. da quello cfr. a.

' germanici inquieto ecc. ' accosta. llpnaJLi * re- stare adeso llyate Upn llyati * colla ' ecc. calce ' * ags. * t. dyfsa Xdoai) got. * trema * leldyn (strum. cfr. (fe cfr. Inns ' mezzo libero * di liberazione. con movimento in- II FiOK Wb. ' Kluge serbo Et. BERNliKER IF. liyate * liyati ' nderisce. * ghiotto * cacciatore lat. miete. ondeggiante ' lola- ' mobile.? cfr.atov ' falce ' messe. : Ijnljati cuUare ' ru. II . appetisce ' : lubdkalufjido t. (pro- priamente riscatto ronipo cfr. Um). coglie' lavas ' 'taglio. sass. Nr. adesione argilla ' ': gr. liufs caro ' ant. liufr ant. ' CIARDI-DUPRfc I'qnys ' 16» si. fame (propriamente consunzione l^tum ( ' peste Se rientri qui anche il lat. lipnhs vischioso ' ' lett. si. V 115 e il Bruomann Grd. biada (prohetri priamente houiri ecc. lunnti Ivnoti 'taglia. * ant. ado})erata avverbialmente) quieto '. hatvi a. los libero. sciolto (per altii esempt vv. •/rf- [i]tomf) 6 incerto: lo nega lo Stokes si in Academy 1891 ecc. niietitura' lavitra-m ' tagliente ' : lavaka-s ' ' mietitore Arjl'ov ' ' Ifcni-s recisione.) llncir-m t. ant. ' il da falciare ' '. ^ifioc. los losen). a. sfracellato a.). leimo * llm argilla. * Idbhyati lu}xlka{ka)-s * ' brama. liof a. isl. fiMvo ' tiiigo ' lat. X 152 klrtydti ' oscilla. ' strappo gr. ' le espressioni yoiyvara. hdita' oscillante. Ijuba id. ' fieno * *zu hauendes') Xvco *. *) morte Xoiiiioc. ' id. ' si consuma ' Idya-t ' * sparizione. 998. ?. a. ' Iddr * spezzato.[83] G. t. ' ecc. a. got. Ijullka cuUa ' forse connesso in Sg. a. isl. ' : gr. sciolgo )n)ta. prezzo di lans ' ' sciolto. liu't ( limns a. lubet got. qualche modo col sg. licb ant. *falce* sezione lava' ' lavana-m 'recisione. con oscillazioni. '. WbJ^ 252 s.

aXues volpe \ II gr. reiran sere scosso di I '. pol. lelejatl lilejatl se ' ' agitari. atque sgg. un gruppo di vocaboli slavi (p. ripiegatura * 'trave. XsvKog lUceC) bianco irl. aperto' pruss. ' volpe ' : arm. lopnka-s lopaqd-s * sciacallo. Ma recentemente il Rozwadowski lelaydti gramm. ' ant. laukas ' campo cfr. fulgido ' got.vyQoo. 58. dXc'ojn]^ ?) ' volpe sarebbe un prestito 'da il un 294 dialetto e il iranico secondo Ai. rovinoso. idg. ru. series altera [Cracoviae 1899] pag.^ 248) ant. 160 SECTION LINCIUISTIQUE " [34] 849. r. Ihihad luce ags. 11 ha segnalato la parentela di leldya con ecc. Wb. volge vald-s ' cavita ' (cioe *insenatura. Gr. aXwiTo-Jtedr) ' vincolo che non * ' spezza ^. considero ' lat. bulg. Gr. '. leleju / agitor. lua^chtide t. tremare.) che attestano un ori- gin ario.. funesto ' XsvyaXeog lat. leoht a. ' Asvooco " guardo. si ') . es. ' lux ' ant. Wackernagel ' i ' valati si piega. hica raggio Qui e pure da registrare lokd-s spazio libero '.) etymol. campo logd-s Per la forma ulokd-s Wackernagel ' Ai. : hicus lit. I pag. Bartholomae BB. dial. fusto d' albero ' in quanto flessibile) ralana-m . Idkati * guarda ' ' locate locayati " (+ ' a) ' considera " * locana— rdcas* ' * chiaro locana—m ' occliio " ' [rocate splende ' splendore * rocand— chiaro * ecc] : arm. lit. oscillari n. es- e in questa ipotesi si avrebbe un esempio [Quaesf. lioht ' chiaro (altre voci ger' maniche presso Kluge Et. lugeO Wzti ' rompere '. lat. x 40. 939 lo confrontano col got. leleyenya ' leleiana 'fluctuandi' leleyal szya titubabat pedibus '. asta' (cio^ in origine ramo. ' niondo lauks ' ' cfr. ' zoUa ' ' cioe ' ' trammento : di terra ' [r?tjdti * rompe misero ' ruja si rottura ' ecc] " gr. lois ' luce ' gr. a. si. oscillor [cunis] ecc.

'avvolge* corda 'circuito' ecc.: IXXc) ' eiXvco *volgo. trUge) oland. iirdito Foi-se appartengono : a questo ' stipite (cfr. . occasione. veste o tessuto fatto di scorza': ant. t. fibra frangia' (Uhlenbeck vdlgati * ' Eu Wb. uealcan ' rotolare nlonc vivace. xxxvi 65) valgnll * vaigd- grazioso valgu-s ' ornamento *. b. ' CIAKDI-DUPRfc ' 161 ' piega valayor-m valaya-s ' biaccialetto. corda * (Bezzenbeegeb BB. da raettere a riscontro vcdkd-s ' walgs ' fune. \t\. risale alia ' medesima radice * piegare. ' vellana-m il rotovtir<i-» larsi ecc. wilgia (in. '). lat. ' wUg ant. ' torco. t. vlakno * ' fibra. ' Zcpitza KZ.oppure *vol-kosi. . saltatore ' ' valgawi-in salto. volokno * id. xii 241). ravvicina fiis.' [35] G. vdka-t ' ramo. walwjan rotolare * ap-valhs ' sferico ' ecc. ' filamento nidh ' ' ni. salto ' ags. oltryn ' rotii ' got. B. ' id. galoppo ' ant. * vlasiL ' capello ' 'J. xxi 106 sg. che TUhlenbeck PJir. valds asta valli-» valll * tronco got. redine' col quale lett. ivalus bastone — Qui il pure. volvo volfimen ant. ' leblaing '. ' ecc. germoglio all' a. . torcere ' (cfr. formato con un al- tro suflSsso. involgo. * salta ' : valgaka—s irl. si vidi-^ vail ruga * ' valU-s vaMi troHco che si attortiglia * vdla-8 * ' coda (in quanto si agita o vacilla ' avvinghia) * vellati si muove tortuosamente. ' una specie ant. rientra h I'ai. * d' uccello (saltatore ?) v^ln * ' tempo. ' 277). b. . copro' ' ' rivolto * §Xi^ toituoso ' ' l/JAc. valga 'briglia. — * L' ai.willow) salcio e che - presuppone un tema *vel-ko. \vdrati vtirate vrnoti firndti gi*. tue/ij wilii^ '^^8^. ' cerchio ecc. niomento si ' : fSU testa religiosa che celebra in un giorno fisso cim. *velr* wilich ags. ' scorza valkala-m si. fillivi ' flecto hi-ru-fiU 'iniplicuit* ' folumain * ' volubrlis lit cimbr. aiokno refe ags. tilo ' pol. irl.

z. lat. capanna. fama ' crdti-s audizione. anche ' z. Wiss. szuHys galoppo e ' 'passo' incedere il Hirt BB. d. ' * nascondere t. Ber. d. ' cantina) cimb. collega. Rigv. d.-hist. sal 'incudine. sacks. grido. . 242). helan 'nascondere' hoi il cavo helm s. Ka?dd lat. d' v. '. Wurzlerw. angolo ' n. cloen ' bieco. casa rit'ugio '] : [cdrmaoi. cild pietra. ' edict capanna. a. irl. es. Mains hlaiw ant. t. cein ant. tradizione. Wurzelvar. * gr. 20. abitazione' ecc. legaccio' ecc.m°lu°t ' rana ' lit. luogo sicuro. hldw hlid ' colla lit. irl. hlin^an hleonian a. chvos incllno ant. kMvco ' appoggio. ' ags. pietra '.' ' 1G2 SECTION LINGUISTIQUE [36] giryl ^^INDISCH. ' ce- lim * nascondo * cuH ' nascondiglio. Ges. 1886 p. capanna. Secondo * Grassmann (Wb. ' got. Persson Lehre v. unisce '] risalgono a una forma am- pliata per St. Phil. ' cella celnre ant. CI. cdlati * (Dhat. xxiv 234 ascrive a questa ' famiglia gr. isl. ' cldkor-s suono. 13) ') ' va ' calahhd-s ' grillo * ' cioe il saltellante ' calitna-s : ' una specie ' d' insetto lett. mezzo del determinatore -s. KsAyg * corsiere ' ' il lat. su'^lis calu-s ^alfira-s . 2) ' della radice *kleipi ego ' appoggiare ' : gr. fama.]: arm. irl. orecchio. testo vedico' ecc. rupe ' : arm. nido ' ua^ddc. [h]linen appoggiarsi ' szlaiias declivio ' ecc. Imlundi ' caverna ' isl.carand—m ' dil'esa. a. cWyati cU^yaie 'si attiene. ' abbraccia ^lem—s Tattaccarsi' cle?mdn— [^resati ' vischiosita. elmo ' ecc. verso epico ' ' \crn6ti ' ' egli ode ' crdvana-m crdvassuouo. cuHe luogo per riporre qualcosa (p. * holr 'cavo' a. u. * hUi9 ags.) appartiene a questa famiglia il nome albero calmali-s Salmasia malabarica » « als der ein Schutzdach bie- tende ma non ' e un' etimologia sicura. 89 n. celer. k. si attacca. cattivo '' got.(cfr.

snHi(f ' : buono. t. CIARDI-DL'PRfc ' 163 * lu udibile ' lur ' ' notizia ' ' gr. ucchanna8gg. inclutm ant.(qaUibh4i-s. giacch6 cch pu6 rappresentare Unto Si svolgimento normale di (cfr. a ' ' ' * ' voce alta ' ant. sollevato una amlo messo ctie (^lati sdlati siano due verbi distinti. sxalem * erro. 15. salilo' fluente. '. rird-m flutto (jeI ' ' stanno invece col gr. apa-salavi apa-salau * verso sinistra pra-scUavf verso destra '. 40) " va " puo essere un' alterasione ' pracritica di ^lati cho viene spiegato (ivi 20. cloth famo80 a. felice ' mite a. scls Wb. salio : salto. 47 ' dulcis aquae saliente ' sitini restinguere rivo) mleti ' insinuarsi sula ' * sulci ' succo sgor- gante da un albero Fliissigkeit ' lett. a. dAAo/ttai ' ' zam* d/l//a salto lat. ' 9 propone di spie- garlo in relazione rol got. leg- genda epica kXvo odo. pillo (p. pecco gr. errore': arm. *««/-. hlhnnunt t'ama (k)lftt sonoro. ' srdvati gr.ucchalita- salito sopra. ' fluisce ' ' ecc. in Verg. lit. e difficile detenninare se risulti dall' uno o dall' altro. 5. ^Mig egli telice. s(i'U ' telice ' ags. — Quanto voltit composto ucchalant. vacillo. ecc). si. snlati ' inviare shJialate skhalaii * inciampa. is]. stu''lys laddove ^lati risale a * kel. irl. eel. erra ' skhala-s ' vacil- lamento sxalim ' ' skhalana-m incertezza. gloria. scoiTe. ' benevolo. vegga Zacbakiak KZ. ' rovinato = utifanna-) . ' ant. t. balzo zampillo es.ecc. ' salild-m acqiia. si. eine sich absondernde ' ^ ant. riutto * ' prd-sulati spinge dentro ' \sarati ' sarate ' sharti ' corre. L' Uhlenbek ' Et.13) ugualmente con ^al tau '. t{d) + 5 ' quanto quello dialettale di t(d) -+- p. ' ' irapeto salto . es. XXXIII. a.« [37] G. slovo ' parola ' ' sif/tije ' i'ama * * ecc. lit. oq)dAAofiai ' inciampo * ' II verbo sdlati (Dhat. ma pu6 anche connettersi con ' saliUi.J : gr. fluisce ' sard- * fluido sard dgfu) ruscello snctr. salutaro ma e una semplice ondeggiante ' ' ipotesi. k?a:o^ * tama. apprendo lat. come ' stesso riconosce. e risalire all'idg. . 444 .

te- . XXIV. Wb. ' trova refrigerio : hlada-s hla- dana-m cfr. (KozLOwsKiJ Arch. a. nella sua forma piu ' sem' *dheu^ *dhu. 164 oq)a/ieg6g SECTION LINGUISTIQUE [38] *mal sicuro. ordhc. ^ un I che risponde ad un Ora diremo brevemente di / * A si proposito di taluni fra tratti di I i vocaboli fin qui citati si pu6 dubi' tare se radicals o suffissale. e quindi -Id' acuire (ai giqdti lat. hvdlati ' va torto. ant. tortuosita. 6oX(5c ' 59 sgg. choloduJ\di. refrigerio ecc. ' altura. si. si. luogo.). pa-zulmis obli- quo ' zvlv 'cattivo'. 6ojji(5<. fangoso. raggiro lit. suffissale. sella \ ' si ristora. 235 che venga da una radice I* " * kel-. evaporare ' (ai. — Anche gola-m ' recipiente sferico e considerato dal Brugmann Qriindr. es. ' fumo ' gr. rupe ' ammettendo mentre il il col Hirt BB.(*dha-l-) ' faugo. f. hvdrasant. (gr. ' palo ' ' oreXexog " saldo.. af- come fila ' ' grade debole della radice * kocds catus ecc). sa-) aguzza. II. suffissale. chladv si. cioe * dhv-el. " viamento cade ' . coraggio. ^ild pietra. inchiostro di seppia OoXsfd? ' torbido. Phil. xi 386 sg. natore -{e)l. 188. 88 V.) gli altri vocaboli citati dal Miklosich Et. terra ferma' sthnld-m recipiente ' ' : gr. fumus ant. e I in -lo-. 173 considera ' gi' (arm. travacilla.(*dhu-) fumare. ' fermo ' OTi)Xi] colonna . — Anche " dhuli-s polvere. t. Ho citato p. potrebbe Infatti la radice. dhumd-s si. Beugmann Gnmdr. Cosi abbiamo passato in indiani la cui radice contiene / rassegna quel vocaboli primitive indogerraanico. ' 'alito. choklu. thronus. op. s.) ma accanto a questa esiste la forma ampliata col determicit. come ' suffisso. passione . 198 polline come un tema contenere un plice.(Persson. nial fernio' oq)dAjua 'traviamento* *{s)qViel' ' ecc.* dhu-l. inciampa il ' kvald ' ' errore. palo si. a. pasta- las ' armatura Uddate ' ossatura ' ant. stoli't ' lit. duna^ti ali- tare eoc. lat. Alia medesima radice ' essere incerto ' ' e da I'icondurre khallaie sthdla-m * ' vacilla khallita- languido '. stollv ' sostegno. il fallire ' colpo ' [hvdrati *]: va torto. ' frescura ' ru.

o si almeno fanno origi- ritenere con molta probability. fyubis ' legvbis^ a. porculos: porous.oppure un tema ' in -li. cioe : sono tutti suffissi -lo. col ' suffisso -ro- : V ' nomi ossia d'agente attore '. una parallela con r in luogo di quindi: -rrj. Orbene.ecc. r ? Un criterio generale ticolari non c' e. -<lhU>-^ serie ce n' 6 -li. oppure dobbiamo restare in quel -la. nebroso [afip]. dulys) sia an tema in -i. ' doll ' cieco ' got. Qos\ per suflSsso -lo.ecc.. putil ' ' usciere propriamente intimatore ' lit.(-\U*-\ -tlu-. AetM du Xir^ Oongrtt 4ta OrUnlmliMtt. a. e il lit. ? In altre parole. risalga a un -ro. ttcalvi stordimento 1' ' tol stolto ecc.-rroi. c* k suflfissi i un / criterio per distinguere idg.serve alia formazione delle seguenti classi di temi. lat. 1' ant.) Si resta dunqne incerti se *dhiiU- (Glide ind. tratta di non possiamo afifermar nulla Vi sono certi suffissi ai quali e inerente es. irl.dalla ' radice semplice *dhu'. -ru-. a. aQHTvAog orsacchio aQKrog 'orso'.ecc. il una de- terminata funzione tematologica. -tro-. dtil~kfs polvere sarebbe da prima i]K)te8i. risale che essa a una formazione indc- germanioa dubbio se in -lo- ecc. gr. tekHas ruota che serve ad affilare ' ' ossia il ': girante ') 2* diminutivi Cp.(-l/i-). duU. ' irl. dEiKijAog colui che offre t. Accanto a questa /. -lii~. gr. / anche nei casi di da quelli vi di / idg. clie non sono mai formate (p. dhuli-?. quando consideriamo pcssiamo senz^al- una formazione Indiana tro afTermare in -la. '. es. che nario. -dhro-f -TV- i—rri). dvoLt ' ' stolto a.[39] G. da vedere. preferire la A motivo del Del reoto e lit. es. In tutti gli altri casi di preciso. .dalla radice ampliiita "^dhul. — Tone III — (9">« Partta) II . t. ' confuso [Xd^o?] ' ant. ma sono due criteri parci / che in certi casi ci assicurano. I suffissi CIABDI-DUPRfc la liquida / 166 indogermanici contenenti nominali. lat. difficile ntabilire una distintione netta tra elemento sufiissale e determinatore di radice.

risalga la forma indiana con —la—. got. p. magus ragazzo lit. got. '. rogii 'corno'j: forme vezzeggiative di nomi personali (p. Bhamda—s Person. Gundilo Wolfilo. e come sostant. dolce In origine nere ' tenia *am-lo. stelo ' : ' stanga ' ' asta. vocaboli in cni ci6 pald-s ' guardiano. salt ' ant. esempi presso Fiok. a. ' acre '. di ' Tuno il quelle di lit. dmbeVe il (dial. Wulfila. Proculus Bibuhs. gall. Poi 1' indiano e I'albanese svolsero da cotesto ' significato astratto. ' acetosella tosc. Se queste a un tenia in -lo-. ^Ovt]oi2og ZcotAog Ta^Uog. [40] stem/il " ' fusto.dovette significare in gedi dotato un 1' certo sapore '. I % . l). altro quelle dolce '. anziche al suo parallelo in -ro-. difende ' diminutivi vrsald-s ' ometto vr?an— ' uomo '. amiddviel's ' acre '. possiamo ri- tenere che a questo. questo criterio. t. : Drumasena^-s Pitr'la—s : Pitrdalta—s. ^aldkald * piccola scheggia : ' : galdkd 'scheggia'. saldhs ant. alb.. es. 3' Caimdus Teutalus. SECTION LINGUISTIQUE rotula: rota. t. Butil Dargeloj serbo Brajilo Bratilo).) emU'e (dial. Gr. si.indogermanico. : 166 vlculiis: vlcus. lat. cicula-s ' fanciullino' certi cfcu-s ' fanciullo nomi propri come Bhdnudatta—s (altri Dattila-s Dcvila-s . macula ' ragazzino si. ragelis cornetto ' : ant. pruss. sale '. a. sbarra '. *. pastore ' ' nome ' : d' agente del verbo pdti i ' custodisce. gr. Possiamo dun- que tenere per certo che il suffisso -la— del di nomi indiani si che appartengono a una queste tre classi risalga a i un -lo. sladvkv dolce ': got. ^Qg. Ecco verifica. a.. BadvAoc. Quando non possiamo concordano nel risalire servirci di ricorriamo al confronto colle altre lingue. a.) ' ' . Confr. : Deva- datta-Sj Drumila—s'.

. tazza % K6Tv^. amaro '. quelle di ' Wb. *cai[v\ele-bhu-s. lat. giacche amdrus. *. jroiKiXog va- bahfdd- ' felto. cosi niinieroso (propriamente niassa II. ' quetit' ultimo una di versa etimologia (cfr. forte*: gr. ' dollfuss piede gon' lit. amdrus. Di'. amaro. pannocchia *. si. apr acato Iriferito per lo piu al fredamper 'acre.. /m- ifda-m tone': gr. solo *: latino sg. ' isl. Wfj. unico. Ora questa non e una ragione per me suiKciente. irl. isl. fine. cdtvnla-s * Solmsen KZ. r a motivo dal lat. Gr. umbilicus ant. e di fatto ne nel soffisix).' (41J ' G.nella forma della differisce. oland. radice. xxxiv. che ammette il una gradaxione di coll' ai. Mved. tula * albero del codollr 'albero. Grundr. II concetto f'ondamentale e '. caelebs complete. ' ciuffo. t. colloca amld~ fra gli esemp! di I = idg. P/u- raUnld. KorvJit) .og ' padella * (Prellwitz Et. jrajja'^og 'grosso*. amper acuto. salato ' (altri esempi presso lo Schmidt. P.. iulas iylv M ' TvAog 'enfiagione* ant.). 182). ' Un tema *amro. a. 220.y 116. 35 cdtvnla-^i cavita bucu ' . 'nuca' I'j. fitto. ' Tv/. cavitii. iumala. ant.. ampfaro id. 24C>. acuto *). ' ' ted. 'o//^axog lat. 160. e propone ra£fronto dmbha*- vee- menza. grazieso. ' quantunque Johansson ' si possa dare di Ill. cosi pu6 dififerirne. terribilit& . ornate': gr. come differisce da amid. * pecaldriepinte '. Bedgmajsts*. * Wackkknagel Ai. I. acerbo '). cranio*: ags. Ampfer acetoeella do]. violento. Uhlenbeck. nabolo id.saik piuttosto da vedere nel (a. /tt//o/a ' testa'.tumula— [tumura—\ *nimoro8o': multus. 186. significato ' forte.^ kapdla-m kSvala( ' ' giiscio. * : gr. salti' CIARDI-DUPRfc 167 isl. ivibl'u ' a. ant. ceppo ' ted. 434.t] ceppo fio ' * ags. (dial. a. gressezza ndbhlla-^m *embelice': gr. t.

mdrgis 'bove macchiato*: mdryas 'screziato'): ru. meoicla id. giacche la *szabala. fonda' mento ' pdtra-m la ' coppa '. sila ' forza '. pezzato. seilin 'serieta'. frammento lit. paragonato a mawilo. meylttj ags. * un ampliamento 2)utrd-s ' di Potrebbe derivare da un tema in sicuro ' -tlo- V " ai. come II. screziato il caball 'la vacca pro- digiosa * che ha preso nome dal colore della pelle. ' scheggia '. come * si vede dal got. 112. iv 101). '. dhdrtra-m ' sostegno. puklum puerorum pel. Del suffisso -dhlo- nemmeno * occorreva far menzione. Wh. esprime 1' opinione che -tlo- si a un' alterazione avvenuta. * liglio ' se fosse ' il raffronto coll' ' osco '. giacche esso. il lit. II sabala e preso da qualche dialetto slavo. Miklosich. 312). (Sutteklin. -tr-). isl. come lit. '. -tro. (quali hanno invece numerosi esempi '. ' cdkala-s cdkala-m layati * scheggia. seilisku ' devozione lit. puclois pueris e marso pucle[-8] pueris I . II s syld. braccio ' cioe ecc). mediante mutazione di I in r. onesta': diligente si. per un processo di assimilazione o quei vocaboli che contenevano un' altra liquida nella radice. soboU 'zibellino' (cfr. ant. bharitra-m '. '.{-tor-. noseilin ' ' spi- ritum ' ant. mauilo ' fanciuUa '. maui caka- fanciuUa '. r organo che serve a portare hotra ^ ' libazione '. manda qahdla* in pezzi ' : szakalys '. di -tro-. IF. pruss.sarebbe invece antichissimo e consisterebbe in -ter. forza ' e un prestito slavo. o nell' indogermanico o nelle varie dissimilazione in II suffisso lingue derivate. II Brugmann Grundr. signoria '.: 168 SECTION LINGUISTIQUE viahild * |42] donna ' : got. Si noti che trattasi d'un diminutivo. Et. a cagione del iniziale. 1' Del suffisso -tlo- non conserva esempi ^ indiano : o non lo conobbe mai del quale si o lo conl'use sempre con -tro-. forma genuina sarebbe seileuings ' glla-m 'indole. km- trd-m ' dominio.

rtit-^ ' 'regola.(431 «.«). ' ' r Se il -li' di tfili-it * pennello ivll cotone. CIABDI-DUPBfc 189 al*. italico G alio slavo. lilam I ' idg. -lo. : Un esempio sicuro di / idg.f ' esemp! di dicasi al altre lingue da metteie a angtUi-. convenientemente. dram * : abbastanza. caput isl. '. : ' * : bailus id. rtd. stesso a propvsito di quale non possianio nemin meno mettere a lato un tenia tfUi-. lucignolo. Gramm} § 1192 e 1227).'retto. dgdQov * giuntura ' lat. polline'. di uno solo si pu6 affermare che risalga air indogeimanico. il suo corrispondente -dhro-^ h limitato al greco.i^ala-. *kaput (ct'r. in. ahffuri-. come / avemmo occasione mostrare. ' ' comnietto.che ci mostra I'indiano (veggasi Whitney. kapitcchnla- zazzera *) * 'anche il * la concavita del cucchiaio sacriticale secondo : Johansson. * . e probabile die ai spetti alia ra- dice.bhlrvka.id. sarebbe un composto -f. ami. prescrizione gr. — Quanto non pochi temi formati col suffisso -lu. precise./'come ifila-m /. pannocchia di * nnn pu6 asserirsi per mancanza riftcontro. IF. 236 lat.f Lo dito '. di ma. de' corosamente abile * rndti con segue *. B. ecc. pennello tfila-m ' (due vooaboli connesei Kia originario con ciuflfo. Ind. . lo abbiamo in dhrdi-^ 'polvere. hAfud) II secondo niembro sarebbe da connettere col t De^li altri gruppi lingnistici soltant^ il cr«nnanico piio eiMere che ne serhi qualche traccia. r. perclife dichia- rato dalla testimonianza concorde di varie lingue. giacch^ per gli altri non troviamo termini di contronto in altre lingiie \bhlrd.] bhllukati morose lit. arnem adatto ' io faccio dQagiOKo artus.

lett. si 20. * hiruz 'cervo' ecc. paid-. * 16. menti giudica Haar il Kluge. - fjlapsa- grapsa. 21). glasate (Dhdt. liquida aestas. ' dia-cpi^eigco lat. f. sesso ' ' ecc. grabas ' ^ grdsati 'divora. es. prende. kmldyati '. gr. dalla radice di cerebrum comu Ksgag a. kro- qanti-m ' grido krankti ' gracchiare ksdlati piirifica * scorre ' (Dhdt. mazzetto': grbhndti ^ grhndii ecc. 59. t. son. yQdortc. grlfan lit. liquida nox.'fascetto. ecc. scioglie. inghiotte* gUbslOrgrasia— mangiato grasaiia-m grasti—. * grida '.^ inghiottimento greco ygdo mangio. paldyate ' fugge ' ' palyayate ' gira intorno ' palyahka-s '. logia non e sicura. le espressioni liquidus ib. Geo. 404. greipan afferrare ant. ' ' lava. garba ' covone ' (propria- mente 'manciata'). rammassate (part. grlpan * ' ags. (AltriEt.invece di pdrd-. 4. a. lettic- ciuolo * pldquka- ' che cresce presto si La radice *grehh-. XXX. 349. t. 9 6 un ampliamento di *ger' torcere. Aen. consu- mo a^r. prd. a. e quindi deriverebbe secondo lo stesso Johans*Tcer' KZ.170 ted. 272). * grepti 'afferrare'. Stttd. ov/Li-<piJ£lQCo ' sciolgo (colori) ' sertim ' la parte acquosa del latte Verg.^ 165). SECTION LINGUISTIQUE [44] Haar. gripan a. sass. id. rete. pali-y pla. SO) ' : ' ' ' * strame * '. . afferra \ grabhd-s presa di posgot. treccia [Nota aggiunta . intrecciare ecc. ': kfidrati ' scorre. kmrct- labile '.. secondo * il JuiD'ks. Jfldca-s prominenza. L' etimo- — ' * krSga-s lit. da cui forma il tema *grebh-80-. 10. dileguasi . ' da cui deriverebbe jala-m jdlaka-jn sulle bozze]. serenus (cfr. Wb. 1. divoro '. ' kmrd-m acqua ' ecc. '. ). pdri. ' grido ' ' : krdcati '. in composizione con nomi e con verbi: * p.

(cfr. fr^tan a. ^f<?« color isco ' ^ij}'£vg 'tin tore' Qfiyog ' tappeto '. jrdmntvld-s mntfilaka-s * zio '. ' * comfruh prnri't t.fxiUiruhiisl. pag.arso proms vampa. gr. q)QfOvog t. frjosa ags. ' la 8pi<H (!. ' prus ' prmfa. * ' TQOjg 'zio patemo 305 ' ' lat. si rallegra. brunn ags. tan ' gel are habhlucd. ^ ant. /nijrgcjg zio materno (cfr. (pQvvij ' * rospo * ant. lajjaie si vergogna ' * lajja lajjitor-m ' ' vergogna ' ' * rajyati ' si colora ' ranjayati ' colorisce * raUga-s 'colore ecc. scherno. Gr. sigoiticato di all' ge- lare ' nelle basta riflettere nso che facciamo V azione ' anche noi in italiano di verbi come bruciare e simili per eeprimere il freddo ha brnd' un freddo intonso. babhni. si prova sia svolto piacere il ' : got ' rimis gelo. da cui deriva con un altro siiffisso il gr. a. oltraggio e risalirebbe a un idg. id. In mdiuld'S dello si avrebbe nn / indogermanico ammettendo u. per cui lajjii per altro non credo im}Vb. quando diciamo ' ciato tutte le piante '. carbone acceso Jat. brfm bruno *. XXXII. patimos: jrartjg. avvampa * : plo^ta-s ' incendio ' ' plo* mnor. pater: Leu^iann KZ. ' macchia. *lozg^a. Sprachvergl. tdta~ttdya-$ paragonahile al padre ' quindi zio patemo ma tale apiegazione mi sembra meno verisimile. a.azione S<'urader. got. frius gelo *. brun a. 8g. gr. 12072) prf.derivato da *mn-ter-. 538 che lo fa derivai-e ' da *mdta'tulya'). lalnma (Harivr.« : [451 G- CIARDI-DUPRfc ' 171 ' pldsati * arde. Per comprendere come lingae germaniche. Urgesch*. colorato ' /gvnogaysg xQ^oofiatpig (Hes. isl.). es. materno Si risale a %intvr-o. . di rdmate rdmati ramnnti ' ' riposa.'rosso bruno': gr.) dorato se h vera 1' ingegnosa congettura del Leumann (vedi I 220).plomibustione * ' ardente * alb. p. possibile I'antica etimologia (Fick V 540 Aoipi] ' ed sarebbe identico al gr. lo Waaltri) CKERNAGEL Ai.

si. ruad rot rosso got. raudr ags. 103 n. * rost " ruggine " ' lit. ' ecc. ' ruber ant. ' isl.). rost ags. isl. Proba- bilmente e da collocare qui lodhra-s Sjmiplocos racesi mosa '. irrita I . gr. rimti ' trovar ' pace. randas ant. rlhan met' rekti ' solcare. strappa. rosso ' rudkird— rdhita— gr. a. ' zolla ' : ricdti rompe leqa-s frammento rompe ecc. sass. losfa-m ' IV ( 234). scrittura * ecc. ricinus ' zecca. ' : Peesson BB. t. ' ' ' ten do '. " : ant. a. runco. rusta ruste colore bruno (Johansson IF. cit. igsimo spezzo. disegno lit. ' rikhati a. graffia ecc. ruggine * *reudh-s—to~. pi- docchio del bestiame likhdti graffia.' ' 172 * SECTION LINGUJSTIQUE ' [46] quiete lit. ygijua liksa * placidamente di pidocchio '. *roudh-s-to—) t.) ant. nome d' una pianta dalla cui scorza ricava ' Ingegnosa ma non e il '. disegna. EQvdQOQ. luncana-m scia ' : * strappo ' luhcati ' svelle.^(u-s * strappa. lat. sicura h I'ipotesi del Pbrsson. irl. rndrv. ' scrive : ' likhana-m * lik- hita-m * graffito. rust a. rdmas ' id. op. * loman(romacd- pelo ' (lomacd— * peloso pelo ' ' ecc): rdman- id. rustas bruniccio ' lett. '. ruainne ' vnamnae [gl. rawOs ant. lodix\ Stokes presso Fick Wb. lit. *roud—s-to—): rfidera ant. ( lo?1d-s lo?td-m 'zolla' lat. r^ad a.lohitalat. rust (== *rnd-s-ti1. vm 162 sgg. xix 268) ruderi ' (Johansson ' c). *reud—s-to-. sgu- lat. isl. tagliare ' vi-licdte le. t. a. che riconduce ' likfd rixa a un medesimo tema *reik-(e)8-a cosa che affligge. ecc. lohd. * ?). calmarsi (anclie gr. uovo ' ' : lat. ' rekha-s rekha tere in linea ' linea.

hredfUi retten id. (fiVQfii^^ ' per assimilazione) ant. xxxvi. Zdpitza della Gutt. CIAEDI-DUPRK ' ' 178 * lohd-m roetallo 8pecialmente una polvere rosea. cfr. Geldner. Sprachv. idg. t.' ' [47] O. a. scioglie a. z. * E vero che molti altri esempi di citati. ' * Si. ' 140^: vrjdna-m 'recinto. gr. Urij. circondario. rehgti-s pie- (ZupiTZA KZ. horh ' lordura irl. Per il lat. territorio * vrajd-s ' siepe ecc. ' wrencan * * tort. 48 sg. a. . ScHEADEE Forsch.^ 316. 18 sgg. irl. Wartink. Ved. si. 121 ' ' — e 127. i. a. lordnra.^ 276. FoQfia^ si. mravija for- mica '. Ma Lid6n riconosce obe derivati di questa radioe si distingaono da qaelli di *qel' (lat. ^^ifioftm mi aggiro ' ^o/ufiog ' * trottola ags. xxni 366). ' r si avrebbe secondo ' il LidAk. t. pasta. v. oltre ai suddetti. rame rientra qui e significa propriamente il rosso fcfr. '- (Kluge Wb. horo ' ' fango ' ecc. crathdyati ' * ' ags. 303 e 307)? (altrimenti di *malv-) Uhlenbeck PBB. Stud. scioglie lenta. abhi-vlaui/d-s 'rete' abhi-vlaij. fris. coirbim macchio i ecc. *gor-qo-) kUbiftk-m pecoato lo stoaso (ant. syaid^s fratello moglie * : antico iurl mra id. / == idg. KZ. crntkati. foifnica Solmsen.'prendere. * renken garsi ' drehend bin. r si tro- vano spesso ma si fondano sopra ' Un ' altrc eseinpio di / ^ idg. languido ' clathayati ' oXa}- ' (-raifmnH. cere wrenc ' raggiro. valmika-s ' XVII 35 e Hibt PBB. peccalo * (ags. astuzia * vrincle ' grinza a.und herzielien lit. * rilassato. a. ecc: B6j. in kalkd-s 'stereo. ' ecc.. xxxiv. mo*rb ant. hreddan liberare ' ant. acchiap- pare' fcfr. u. 186 . cdtiffo ecc). HamleUtjetch. [Nota aggiunta snlle bosu]. lento. daihdlenta. * forniicaio * (per metatesi : vamrd-s vamri ' formica da ^varrn-) gr.) da una radice *q«r-.

e spiegato Essi den obern Miihlstein anlugend dal Grassmann dnnque mettono in relazione upala. e che senso particolare di '. il La kalmallkinlit. cremdre e col kdrsztas 'ardente'. ne e cosi palpabile XVI 246. irl. -ro. e deriva Ai. BB. vjrtQy lat. connessione di kalmali—? ' " splendore ' (onde ardente. soste- nere ' dal ' Wackeunagel. Esiste bensi un aggettivo upara-. ' ubikhala-m moitaio ' (uliikhalaka-m * piccolo m. specifica di quel significato generico.oppure -lo-). v. Z. che abbiamo connesso con laksati. r sono idg. secondo garsi ipotesi ' Grassmann (s. accennata dal Bezzenberger. (gr. e messo in relazione con ramndti ' ' e col lit. pietra preziosa non sia macina come quello che una determinazione ' '. potrebbe credersi composto da *vlu— = '. dimostrata. ufar) e lo pren" dono per una forma alterata Invece tra di * di *upara- superiore '. leldydti leldyd. pill In ogni caso e prudente dire che la vera etimologia di itpala-s ci upala sfugge. non e da lui da dover essere senz'altro riconosciuta per vera. for. ' ^ io credo che upala-s significasse dapprima il pie- '. — Pu- * Alcuni vocaboli che altri cita fra gli esempi di i^= idg. I. alcnni : Eicordiamone der obere klei- dpala ^ tradotto dal BOthlingk ' composto upala-prakdn.'largo' e da khdla-s 'aia'.con updri 'sopra* nere Miihlstein ' ed ' il '. I Cosi Idnchana-m. consolida Z= p. remti ' appoggiare. fiammante ') col lat. 220. got. ') urit. s-uper. stati gi& da noi ricordati fra quelli di ferma.lU SECTION LINGUISTIQUE ^ [48] etimologie sbagliate o poco verisimili.) e spieweiten StampFboden habend Ma e una pura e come tale egli la da. Gr. po- steriore da upa ' sotto ' (idg. ant. es. ' ma significa ' inferiore . 4 . * apo) per mezzo del suffisso -ro- (= idg.

col gr. und. 1. cimbr. animet^sa dal Lrumann. nuo- tare. 21 * pippali bezw. pair ant. pluo ant. lavare di quella radice ciofe di cui (ai. si pliamento in *pl-eu- pluvate ' nuota. lavo * gr. ist mit dem Gewurz chen etwa im IV vorchristlichen Jahrhnndert. ic^cpi)* ^^"^ dieeen zu den R^^mem (lat. c..'. isl. hverr ags. fluire. ' Gr. * per importazione dal dell' La ' pianta del pepe e originaria mondo India. . alia ' sua volta connesso col gr. . irl.> [49] G. jrOg '. tt^jteqi del pepe '. Jahrhunderte spUter. Wh. por* 220 come fornialmente identico a dauv^rikd-n ': tiere anche questa e una semplice congettura. /. ritenuto dal Wackernaobl At. Germaneu (ags. (lauvfilika- nome di un popolo menzionato in Malulbh. gr. piper} selbst. Gesch. st^g. Ora se ' come acntamente o83erv6 fe Skutsch BB. tra tdlnla^s vasellaio e caru^^ bacino ' * * (ant. jzXeo} *navigo' lat. in d.}. fuoco * e vuol dire purificato per il mezzo del fuoco conic hi pu6 conciliare delle suo primitive significato con quello in voci indiane? lo piuttosto incline a vedere dalla radice *pel' palpTil- una tbrmazione '. 88. sn den Qtri^gewandert (gr. Se questa mia di piu ipotesi e vera. e a ERsrsc'aMUt^ « Die indische Bezeichnung des Pfeffers » dic« il Einl. zu den plprii). Slaven (asl. noi avremmo un esempio / da aggiungere pippala-m ' alia lista di quelli di ' idg. Spr. d. pfirus. bacca e considerate dal ' Wackerna* gel 1. luanam ' ecc. co^re n. pip\rai) ». palpfdai/ati lava e pdlpfdana-m lisciva sareb' * ' ma * bero (^VACKEENAGEL questo. d' Europa. htrer id. 1874. CIABDI-DUPRfe 175 ramente ipotetica ^ la relazione. come ' urverwandt t'also. 99. irl. pipor). Ci6 e assolutamento II -nome pepe entr6 nella in- lingua greca. I 2. xxi. ^pipparl. si ha un ambagna ecc. c. * Et. und Litanern (lit.) paicnti del lo lat. die poi la trasmise alle altre lingue dogermaniche ario.

il la paiola ^tiper importata dalia forse per la Persia. 0'3. chala * kuerk gola. si. Hra„ inghiotto 326 Cfr. come d' altra parte non possiamo affermare il contrario per le forme indiane con r. ant. Qiiesto nome (forse originario di qnalche dialetto dravidico parlato in quella contrada?) avra suonato pippala. uap?. XXIII. fitftgojOKCo isl. cioe per via del rotacisrao. Vi sono infine dei casi gia nel tempo indor e germanico si avevano forme con forme con / le non siamo autorizzati a dire che / indiano siasi svolto da r indogermanico. 1. — gr. ' ' pasto lat. In casi siffatti due tipi indiani rispondano rispettivamente i ai due tipi indogermanici.176 SECTION LINGUISTIQUE [50] quanto pare precisamente del Malabar. * II Franke BB. gelim ' divoro. ^ ed e quindi verisimile che di la derivi anche il suo noma. yili-. t. al pari di puJpoXXo?. ^ greco lo tolse in prestito da uno in cni di questi ultinii. guaggi D' altra parte si noti che il nome persiano I del pepe in r nel- (pUpil) ^ d'importazione indiana posteriore al passaggio di 1' iranico. ma e anche possibile che i une accanto alle altre.) 'trangugia' deXsaQ dsAevQov dsAog 'esca' eol. ' inghiottimento ' ecc. Ma questo argomento non ha valore. I* sg. Lassen. e la lettera- tura ivi citata. id. ' est gr.y. voro ant. Indiscke Alter thumskunde. gerti \ bare ant.££L navamvEi fih'jQ (Hes. gozzo ' a.f ' casi in questione.pippali nei dialetti che serbarono inalterato il suono / /. ' : irl. 174 crede Xaxxoc.yrf. ' 15. lit. E possibile tanto r mia quanto 1' altra cosa. ' consume consumo ' ' ro-gelt " depastus ' ' fiogd a. Ecco gdlati (t)hat. 1 I . ' : girdti girati inghiotte ' ga- rana-m id. 39) gilati ' inghiotte ' ' gilana—w. inghiottimento ecc. e II *pippara~ *pippari in quelli che mutavano in r. medesima ra^one per cni credeva cio Lassen c. divoro. esistendo anche nell' India linrotacistici. quercha qver'.{j.

sthffla. cimbr. deriverebbe *ger ' Grundr. lit. pr. ' saldo stfirs ' — OTdAog ostinato jdlpati ' ' colonna grosso ' lett.) balbettante ' Bxbu-s Brbtid-ukthor-g (sopran* nonie d'lndra) niero ' — * lat. gaicl 'chiamare' ant. In qiiesta ipotesi jdlpati dalla forma ampliata *ger-p- deUa radice far rual- more. gaidys gallo isl. glasu 'suono' glagolati 'parlare. secondo il Benfey ' ' ' Die ' Hymnen ' des Samaveda ') gloss. anche al stri- gr. 6 dunque chiaro ohe da esempt di queeto . garm dere ' * clamor I" cherran gavsas ' gridare. Hahn e il gallo ' : lat. p.. sacclieggia * lopor-s lopa- na-m dolori eoc. a. I'iufa ags.[61] G. e nulla ci vieta di riportare jdlpati a ^gel-p. buco ropi-x dolore straziante ' : — ' lupti ' sgusciare. rtofan rompe re ' '. J^ruomann. parlare '. lit. I'oro. a. * : quanto al suono cfi*. il got.d' iigual significato o simile gallus propriamente hana irl. bulbus balbitiio: gr. jar any A 'gridante ad alta voce* jard strepito. kaiia a. a.): bar(n. stride' {dr. t. kallon id. ' ' guasto. can't ' ant.'grosso. ant. ' t. scorticare ' lat. atiini a jdrate cigola. si. t. pr. ga*r ' grido * ' n. massiccio': sthuruant. sved. CUBDI-DUPBfc 177 baWaln-karot i bara * ' heilheitii' Balbiithd-s (n. sussurrare lumpati rompe. a. '. tra radice *gel. garrio (quindi irl. hano ted. geddti canim io canto '. ' parlante in niodo inintelli^ibile *^ lit. isl. gatrr nitrire.anzich^ a ^ger-p-. yiiQvg voce ' ' ant. danno ' ' loptra-m * ' preda ' ' : nipyati * ha * ropa-m lit. guasta. cimbr. scorso * jaljA-s ' mormora. 786). stfir ' spesso. forte. a. parla jdlpa-s jalpana-m dimormorio sarebbero. ' gridante ' o ' il ' ciintiinte ' [cfr. Ma il accanto a questa esisteva un' (lat. 60. * : 'cantare'] m. /iaQfiagog strabivbti ' (cioe *. gridio ' e al lat. rumpf/ ant.

Per riepilogare quanto parte in e detto fin qui. Concediamo pure clie degli esenipi die figurano nella cei*ti : prima i lista alcuni siano in- abbiamo gia notato di casi di il dubbia etimologia vocabolo sanscrito {lakurja—s (come apasalavi e sospetto ecc). laddove secondi superano poco la ventina. D' altra parte non pu6 mettersi in dubbio che iiel- r indiano avvenisse. cards ' . Z da noi passati troviamo i rassegna e i dall' altra quelli di idg.178 SECTION LINGUISTIQUE si [52] genere non modo in cui 1' pu6 trarre alcuna conclusioiie circa il indiano rispecchia le due liquide orisi ginarie. accanto accanto ad llnti '' egli va ' ' . atferra'. il naturalmente in altre condizioni. Cost serv6. dore * niaccliia* cliiaro ' rocate splende* rocaslokati ' ' splen- rocand' . e quindi non e provato die la 1' pu6 essere casuale. la sproporzione dei casi il numero idg.) e quelli in cui alterazioni dialettali laguda-s Ad ogni mode. siccome questi esempi dubbi non rappresentano fra di / che una minoranza / . rdmbate accanto a lambate lam* . ' riprd-m ' ' lordura ' accanto ' a limpdti' tinge. die primi non sono di meno di 130. Inf'atti nelF enumerare gli esempi delle es. — Vi sono degli esempi di r idg. esploratore a kaldyaii /<^6/«a<e ' osserva rdbhati r^dbhate accanto a Idbhati prende. passaggio di I I in r. ' accanto a ' guarda locana' chiaro ' vdrati vdrate avvolge accanto a vdlati ' si volge ecc. se I I da una numeriamo gli esempi di idg. dei casi di idg. I e quello r rimane sempre enorme. ecc. in indiano con- certe condizioni. / abbiamo spesso trovato /•• forme con r irati ' parallele a quelle con ricordiamo cdi^aka-s ' p. r. / ai . bati ' pende ' riptd- ' tin to . distinzione tra le due liquide primitive. di idg.

flahta * treccia di capelli * * a. ' linquo got. Dei si indiani die da essa poi svolsero. iiiazzetto kfircak(i-$ * ciuffo. flehtan * intrecciare *) rdyati ' ' abbaia alb. salba id. sego srprd- grasso * i?^OQ. lascio ' ' gr. per Hemplice case. Ik^anem ican a. conservate.' ' ^^Miov. seal/ unguento ' ' a. le ma vuol dire soltanto che i docnmenti a noi pervenuti non oe hanno. solco il hi'. t. pracna^s * cesta. lascia libero* '' (arm. ovXo^ ' ' lat. lihan prestare sarpis' lit. ' reXoav solco che segna confine kariiarcir-s tazza ^r. salUm ' ungere ags. Questi esempt uono parecclii e ben conosciuti. geolo si. kfirc^f-s * * ciuflb. / non pu6 La lingua proto- aria dovette possedere ambedue dialetti le liquide ereditate dal- r indogerniaiiico.haritirl. a. hdri. calpar). tutto salvus)y (gr. rete * jrAouog jrAoKa/nog treccia di capelli ' lat. grasso* got. ' Ci6 non significa gi& che fomie con I in queuti casi non siano esistite. cosl che bastera ricordarne * alcuni : arfffui-s ' * valore alg^ ' . t.harimi. acquistare ' lit. completo. ' ' residue *). got. burro. zCiUa-s ant. 5Xo^ ion. ingiurio*). gialliccio (flat. lojit abbaio ant. intreccio ' jrAsKzij ' iiine. laja^ 'abbaio. Veh ' * io ' abbaio * lat. innakti 'lascia. a. culcitn). a.<<Ui 'j. Asmcj id. a. sarvaintero * ' intero. I'ulvo. urna* * lat. solca * ' (gr. * leih' si. helvos holus ant. ttIeko intesso. zelenn ' verde '). * pennello ' flat. lailoun ingiuriavano lit. a. plecto im- plico explicO got. ' brocca. t. Hkti lasciare ' ant. t. ' intreccio (gr. fjeh giallo * lit.] 'olio. Questo diverso trattamento del primitive spiegarsi che per diversita di dialetti. mercede * * *). Kdxjrtj. dAipElv kar-ffi ' meritaie. alcuni le conservarono senipre distinte. . pregio * fgr. ' gel 'bianco* ags. ' ara. . lati\> h1. CLARDI-DUPEfe 179 * quail lion corrisponde alcuna tbrma parallela con /.' [53] G.ovEUQ [Hes. ' otu-leku (gr. spazzola. * lat.

Franke BB.. e non ho bisogno ci di tornarci sopra. ri- guardo guaggi al trattamento di si tutti i linguaggi ari delin r India antica possono dividere due gruppi: lin- rotacistici e linguaggi non clie il rotacistici. 1. xvn.180 altri SECTION LINGUISTIQUE invece le [54] confusero mutando I. e (jotesti due rami antica teratura indiana fiorirono non solo in tempi ma an che lin- che le corrispondenti forme di fasi * guaggio rispondono a due verse di due distinti dialetti. Pischel GGA. xxi. si scorge dal fatto che in esso le forme con r sono di gran lunga piu numerose che nel sanscrito. ^ infatti dell' generallet- mente ammesso cbe in luoghi diversi. Wackernagel Ai. 1891 pag. 512. I limiti si geografici di questi due gruppi non possono nettaall' in- mente traeciare. Oluenbbro Die Religion des Veda pag. classica si mentre nella la letteratura epica e svolse presso le genti die abitavano le parti ossia orientali dell' India. 976 sg. dialetto domandiamo come mai anche * Cfr. cronologicamente di- Quella parte del popolo indiano che cre6 la poesia vedica dimorava nel Panjab e nel bacino dell' Indo. 73 e GGA. pag. Sicche dentale. il il vedico e un dialetto dell' India occi- sanscrito dell' India orientale.. 1884 R. . Invece e opportune che nel vedico. Che il in quel gruppo di dialetti al il quale appartiene I vedico fosse normale passaggio di in r. ma pub dirsi coincidano grosso con quelli che separano e letteratura vedica dominio della lingua lettera- da quello della lingua e tura sanscrita propriamente detta. 982 sg. sione di riferire di / i Ho avuto gia occasulla frequenza calcoli del Whitney nei vari periodi della letteratura indiana. I. Gr. pag. 0. regione bagnata dal Gange. / in r. Sicche.

molto ' ' accanto a puru' class. 19. I il mescolato accanto a muprd(ct'r. razioni secoli. clie si ritrovano poi nel sanin piii ma ne possiede anche Uiluni die non ricorrono: pnlusol tan to (class. e questi rap- porti avranno esercitato un* azione anche Piu facile 6 la ordine linguistico. regioni in cui si non rotacistici. L' India ve- dica dovette mantenere rapporti colle parti piu orientali del continente. soltanto mu^rd-jf e pochissimi altri 216j. 62. Ai. compaiano non die il di tbrme con — Si ' rado noti / vedico non «olo questo possiede del vocaboli con scrito. Ora si sa bene che dovunque esiste una lingua consacrata all' uso letterario (e tale era appunto il vedico. benche in minima parte. — Tom* III .[66] G. vu. i che esso ci mepresenta. 6). dalla meuzione del nel come si pu6 del resto argomentare Gauge e della Yamuna che occorre nell' RV (v. spiegazione del fenomeno invereo. — Lasciando Wackerle NAGEL. D' altra parte all' pu6 e deve anche pensare infiltrazione di elementi deri- vanti da dialetti parlati in altre regioni. Anche C9mgrt» qui XIP^ dM potrebbe pensare alia parte li Ori*nt9li*Us. essa non pu6 non parlavano dialetti subire 1' influsso della lingua viva del paese si in cui si viene ad essere adoperata. cio6 del trovarsi. x. 75. abbastanza spesso. nel sanscrito for- me con AdM dtt r. puru-) J viu^laGr. ClARDI-DLTItK 181 etninenteinente delle rotacistico. /. due la sono da In primo luogo non e necesdella sario credere limiti geografici letteratura vedica coincidessero rigorosamente con quelli del rotacismo. da pai'te alte- che testo vedico ha subito nel corso dei ma alle quali sarebbe errore I'attribuire sColanza riflessioni di forme che dialettali f'arsi. potendo darsi che alia creazione di essa abbiano contribuito.. 18.^"'* FarU«) si . 17.

8. nella tradizione di quelle voci ' letteraria e religiosa si arricchirono dotte ' che oggi il glottologo riesce a discernere da quelle di tradizione i popolare . e dall' aifermare che il par la ma- dont s'est constitue et fixe. (ivi ha per fondamento una forma di linguaggio vivo: del Fbanke in BB. II sanscrito cfr. e come neir India medesima quelli dialetti pracritici. i citati ax'ticoli . al contatto col latino che continuava a vivere . Come nel mondo occidentale le lingue ro- manze. p. specialmente i che ebbero un uso letterario. il Asiat. tolsero dal sanscrito. e poi iiioderni. Ma specialmente convien riflettere che v' la letteratura vedica. e normale invece nel magadhi delle iscriesso e * lo son ben lontano con ci6 dal ritenere.182 SECTION LINGUISTIQUE [56] die avrebbero preso alio svolgimento della letteratnra classica terrifcori in cui si parlavano dialetti rotacistici. viii. anche nel- I'ordine del linguaggio. quelle voci che nel i grammatici chiamano nel primo caso ' tadbhava'. Nel medio-indiano avviene. " come fa il Senakt. 1891. il secondo 'tatsama'. r influsso del sacro idioma della Ma liquide. che coli si svulse parecclii se- dopo. p. piu o meno / di frequente : secondo i dialetti. est une langue scolastique. che il sanscrito sia una lingua ' materiellement fondee sur la langue ve' dique niei:e {Joum. 404). nee. xvn e in GGA. talora serbandole nella lor forma genuina. dovette. si per ci6 che spetta alle non arrest6 qui. il processo fonetico. ' elaboree dans un milieu restreint et exclusif. il passag- gio di r in un fatto sporadico nel pali e nel maharajstrl. cosi e da credere che ^ san- scrito della letteratura epica e classica abbia sentito pruti. esercitare un' influenza notevole sulla letteratura SL^anscrita. la quale racchiudeva quanto era di piu sacro e venerando per 11 popolo indiano. talora leggermente modificandole. 335).

' Bradke ZDMG. 657-690. c. . al secondo spetta quelle del sanscrito. si i possono spiegare per via di condialettali e per Tinflusso taminazioni tra dei due gruppi Veda sulla letteratura sanscrita. Al prime gruppo appartiene substrato principale del linguaggio vedico. fin ma '^ risalgono a tipi di linguaggio che esistevano da antico accanto a quelli e indipendentemente da quelli. eredita daH'indogermanico le liquide distinte. Le forme con I occorrono in quelle e le forme con r — idg. V. letti r.t67] G. mentre un altro serba la il distinzione primitiva. ' Questi dialetti non rappresentano una cornizione o uno svolgimento del sanscrito o del vedico. the modem queste linee]. / I che che oc- corrono in questo. Cfr. e le conserva di dia- Un gruppo deir India muta / in ?-. = idg. In eta posteriore alia separazione dei dialetti ' che conservarono il 1' le due In altri dialetti serabi*a invece che avvenisse / contrario. <)77 sgg. Qnesta confasione h preenppoeta da dell' moderni India: cfr. r ta nto nel vedico quanto nel sanscrito. /. Beambs. [Si noti del Fischel non era ancora uacita qnando io scriveva Gramm. modo io credo di poli- approssimativamente. e la letteratara ivi oiUUi. II la storia delle quide nelT indiano. ossia indo-iranico. L' analisi linguistica ha messo in luce non po1' chi fatti che dimostrano testi influenza esercitata da codell' dialetti : sulla lingua antica letteratura In- diana ^ come un la fatto di questo di genere potr^ dunque / spiegarsi presenza forme con idg. 260 ag. Brapke 1. xl. V. CIARDI-DUPEfc 188 zioni di A9oka. cio^ V ulteriore confusione di le con r anche nei casi in cui antico indiano serbava distinte certi linguaggi due liqnide. A eomparaHvt gram" mar of che la nryan language of India I 247 sg. P. e le trasmette aU'indiano. « Cfr. In conclusione ecco in qual ter tracciare. P. proto-ario.

' var^mi-^ flutto (alb. ^. tutto' (gr. il quale il suo alfabeto non ha alcun segno. cioe I'avestico e tacistici. mi riemvaVs ' eccj. antico persiano sOno roil L'avestico igiiora del tutto suono I. ' dAq)£lv meritare. rdnja'ti 'si afagile. * rinomanza oro ' ecc). E poi suo rotacismo e direttamente attestato dai numerosi vocaboli in cui esso risponde con r ' all' idg. doAi/og lat. iAacpgog ' ' 8/. preghiera ' (gr. longus " acquistare ecc). * ebullizione ye'ti ]a. ma due antichi linguaggi iranici di cui 1' documenti. ' giallo (lat. wielm irylm ' ribollimento ' ecc). ' lungo paravo (gr. ma non postepriicriti riore alia composizione delle parti piu antiche del Rig- veda. come ho avvertito fin da principiO. cambiarono r in /. r penetrarono nel vedico e nel sanscrito. zrayah— ' mare ' ' (lat. raoca' illumina raoxma' ' lucente ' (gr. " flutto. '' ags. possediamo per il die rispetto all'indiano. Ora passiamo a dire qnalcosa intorno alle lingue iraniche. giacche dell'iranico antico co- nosciamo due I soli dialetti. e degno ' (gr.evudg ' bianco hi ceo Ifix ' pruss. se- L'alfabeto cuneiforme persiano possiede invece un I . /. laggs ant. dAog Mntero' ecc). lavxnos ' stelle ecc). zaranim t. rispetto alle quali. molti ' pd^rutds pie- nezza pio ' ' 'gr.184 SECTION LINGUISTIQUE [58] liquide da qiielli clie mntarono (di / in r. dlvgv).t. Eccone ' al- cuni : ar^jaf ' ' merita. * zaWi- aureo. ci troviamo in una condizione meno fortunata moderni abbiamo bensi ancora troppo imperfetta. ' got. sravah' parola. jroAvg molto ' ' nXfjdco ' ' sono pieno. e del una cognizione piu estesa. gelo 'giallo'). gllsco). snello ' ' fretta ' rdvU ' snelle Tgr. dar^ga— si. ' onda. ha^rva- intero. helvos a. e da essi i vocaboli con / idg. alcuni dialetti popolari cui il pali e i j'appresentano uno svolgimento seriore).a/vg ii?xog leggiero ecc). a.

come h Dnbala'*^ naturale.). * scudo * (ai*.) ii\. € Halditahyfi (gen. TigrOvi (acc.). obliquo. parvlots ' ' molto ' rauca^ ' giorno * (a v. zuru^-karapa'zulnus ' operante rag* ingannatore (lit. straniere : in due parole ncme d' un paese della Babilonide. Noi Italiani sogliamo dire .). haruva.j: babil. data la scaraita dei testi a noi giunti. Gli esempi di r idg. Babuhi^ Ora Tavestico e I'antico persiano non rappresentano die una parte ' La diversity di trattamentu del / in qnesti vocaholi e nei doe sopra citati {Duhnla'\ Haldiia-) deve spiegarsi nei modo segaente. Gli uni dovettero ensere accolti in etk molto antica nei lessico iranico. drayahyA ' * in mare' giri.) : babil. document a noi perveniiti. (id. (id. GH altri invece erano sentiti veramenta come vo- caboli strauieri e come tali nerbavano ana forma simile a quella oriall' ginaria. ziilti 'cattivo'. A questi esenip! ricavati direttamente dai si testi persiani ' pu6 aggiungere spara'. phdla-m asse. tutto* ecc. ma ba- stano per dimostrare die rotacistico : il persiano era un linguaggio * darya- ' lungo * (v. Nidin- Bdbiruviya^ : babil. tavola phUaka-m nella ' asse. raocah arm. sopra i. ripido (- ant. nome d' un personaggio armeuo.ha''rva- gr. ma qiiesto segno. s' da Esichio r glossa Anche per in alcune parole d'origine straniera / : incontra Arbairfiyd (loc. Si pensi nso delle lingue modeme noti di tradnrre quei nomi stranien (per lo piu geografici) che appart«ngono al patri- monio della coltura generate.OC. quelli meno o entrati p. ma non tanto da poco tempo nella storia. Diglfit) Nadi^tabaira!* tabel.'intero. si. non ricorre clie in un i nei sol passo della grande iscrizione di Dario. Bfibiru-^ babil. luce ' ecc). tavola.(69] G. 6/. se non ngnale. scudo') ojraQafiaQai' oi conservatoci )'£QQO(p6goi. / sonu poco numerosi. : ArbaHtu . mI••. CIAEDI-DUPBfe lb6 ^lo particolare per il suono /. 6 quindi ebbero tempo di alterarsi e adattarsi alle condizioni della lingua in cui erano entrati.

). ' ondeggiamento. astraendo dai Hatishona. ') ovAog [^= *foAvog] " ricciuto lat. rvaj lat.). ' spara ' ' vomere ' (ai. gvarm ' ' incendio bal.) ecc. rappresenta un suono che e lo svolgimento di ' r -h den tale: mar morto ' (= av. runag ?. rayl " egli grida latrare ecc). lit. a. art afgh. t. ora (gr. (ai. ' id. 1 1 . id. jtoptdc* Sv6pcD.. Florem. quaglia gr. ' mortale '. lunati lunoti ' ' miete. Francoforte. loielm * nl'k ' lit. sara in- verno szdlias ' freddo ' ecc). burd w^pw ecc. ' locana— (lat. Mailand ma Livomo. bal. ai. II baluci e V afghano. Nell'afghano. nvaraz id. ' phdla-s ' id. sor bal. si. dAso) ' '). freddo ' afgh. ' spaltan fendere ecc). gvark ' lupo ' {gr. mar'ta' ' uorno. ' il appaiono manifestamente macino. sard (lit. la Saale. e iiieno che mai ad afiferniare che risalga a un' eta proto-iranica. varal ' lana varlna lanoso ' varan * * avente lunghi peli Idna hi. vraza pulce ' (gr. alb. afgh. e reso specialmente benenierito rotacistici. e possibile fondare sopra di esse qualche solida deduzione. ' afgh. ' coglie gr.:o<. lana afgh. a. ' nord) roc (dial. \pv?JM blucha id. ros (dial. bal.' 186 SECTION LINGUISTIQUE [60] deirantico iranico: quindi la loro testimonianza non autorizza a concludere che teristica il ci rotacismo sia una carat- generale delle lingue iraniche. chiaro lux ecc). Weimar. ma Halle. ' messe ' ' ecc). giorno (ai. mdrtafif»T»iS gr. vdrtikd gr. stritolo vilkas Ecco in farina '^ prova di ci6 alcuni esempi: bal.r)iiov ' niietere (ai. nello stato presente delle nostie cognizioDi. se pure. Parma * Col segno f cfr.. vuf ' egli port6 ' (= np. bal. la il Danubio. Vediamo allora che cosa ci dicono in proposito le lingue neo-iraniche.). sudj afgh. ribollimento ' ecc). si Tedeschi dicono R-m. Hes. due linguaggi della cui insi dagine scientifica Geiger. ' (gr. i il Meno. vUna blush ant. ecc). Jim: e a analogamente ecc. ' AvKog (ags.

mo.). sard 'freddo' [agg. law phi. ' ' braccio ' ' cokhvi) lat. u. xx. « Akad. dalle . Gbiger Etym. Wisn. r aU'originario ma non mancano dei di / casi in cui gli risponde con l. passato in r aran (g. Afghini$chen (Estr. d. Incerti sono lau ' * raccolta ' dire. zufr av.: [61] O. filtrare xliv. . kaJk ' villaggio. aAttes id. t. in determinate combinazioni tbneticlie ^nel svoltosi gruppo col da fr : juhl juhul id. CiBUJER LautUhre des BaluH (Estr. CIABDI-DUPBK il 187 / vocaboli d'origine straniera. XIX. 2) p.). roz 'giorno' (arm. ard ' farina * dAeco ' macino ^. malay '. ' t'endere ' ' ecc). xxiii. Gli esempi di ' idg. robah volpe (arm. (p. pahli co cfr. 19-20. da unire pers. s^'pAr ' ' vomere * (ai.. dug^dn ai. colare. spalian lab (lat.' siiono rappresenta una dd(^ dentale ori^inaria: ai. l(t)»tan ltistan\ lec- ' Come prestiti dall' indiano saranno da considerare.). consideraudoli come parte del patrimonio lessicale indigene.] a. garg lupo (gr. dalle Abh. 1) pagg. iQrya ' 'dilazione' (av. ' do/uxog ecc). si figlia / ' (av. b. d. mette a e tavdaj riscontro coi corrispondenti sindhi per confermare la sua tesi dell'ori* gine indiana del genuino afghano. 664 sgg. dar'f/a(av. consnmare stola * : codardo pnUiyag Hag ' ' lasciare '. ulna ' ecc. 32 e 45. Hubschmann ZDMG. jafra Anclie il neo-persiano risponde quasi sempre con Z. \V. : flit. giosso lab' labium ecc). dlrghd* ' Iniigo V. lois Muce' lat. a. Iftx ecc). almeno nella il massima parte.).16*. 130-133). es. duhitdr. Cfr.-phil. Cl. lap] lafca liitan fplil.. Phil. I sono bro ' labbro [paz. LmuU. ' fre' '. k. W. ecc). ').). NeJ baluci trova in parole tolte ' da '.'** ' profondo '.imog der ' lungo ' (gi*. d. Iftr p.) piu di *). altre lingue. las dieci * da$a ai. parlare ' : cfr. phila-s / id. ecc. casale oppure hi n. Ecco alcuni esempi (gr. quei vocaboli cbe Trimfp (ZDMCt.ecc). rado dall'arabo es. szdlta^ id. per lo piu dal persiano {gvadil gare.

' I. . kliuwa chliira 'palla. poiche gli studi granimaticali ed etimologici intorno a questa lingua non sono approfonditi si cosi come il quelli relativi all' indiano. ousAog I Abbiamo in qiiesti casi la / oontinuazione del primitivo. 2.^ curvo (gr.). d. ' HouN i Gr. tisi si dichiara Hubschmann Quanto a zalla zilla. kal 'calvo' ' dti-kulvakul ' \oi^i^\xvq -kfilva-] ' affatto calvo ' ' lat. Per idg. * id. lutum danzare saltare laikan ' ' ags. calvzis). t. indogermanica. Idigyti a. anche KZ. Stud. ' Xvdgov ' lordnra. ' kela palla '] (gr. ' rdexian saltare lit. non pu6 osservare che. a. (ai. kdtioan scavare id. .'' 188 SECTION LINGUISTIQUE ' [62] care (gr. grillo ' jhillikd jhilti Contro questa etimologie di kuldh e koltdan Pers. a. gHiila ' ' '). vuoto. Ph. gomitolo' ecc). t. P. hohl " : cfr. t.) risalirebbe medesimo problema conservazione di prcsentava per 1' in- diano. copertura " del capo. ' pag. 263. calldan 'andare' (ai. correre in torn o ecc). galfi ' guhl " gola ' gula a.o) 'versor' ecc). id./>iovrdj. (gr. inalterato nel caso di r --- neo-persiano.). . : iran.). mantello (ted. 55 aggiunge a questa (a.s-a/ coscia ' (gr. uvXXog id. Per quelle idg.). anche ammessane pu6 precisare il 1' origine si valore della liquida originaria per mancanza di corrispondenti esempi europei o armeni. E certo che un r mantiene. fer. cavo '). che questi lascia incerto se trat- d' imprestito dall' indiano o di voci onomatopeiche sorte qua e la si indipendentemente. nhidan ' ' imbrattare ecc). natiche [propriamente rotondita a. >l£//w /. il quale alia sua volta (come in aran a un idg. Utcan (lat. jte^. {got. del Per il persiano bisogna contentarsi giungere soltaiito a un certo grado di probabilita nelle conclusioni. I bastano a dimodi r strar ci6 gli esempi sopra citati. oppure un svoltosi da un anteriore drd al r. I? Ci troviamo di fronte clie ci d' si ecc. generalmente. xxxii. maccbia lat. ' lingo ecc). 582 zalla zilla ' sg. e che crediamo parziale aver risolto ammettendo la /.t/na ' lat. lista anche seguenti ' kuldh berretto hulla ' velo.

). naturalmente. * cimbr.. Koga^ * corvo * lat. e kalily kvldy [accanto a karnkar k'urokar] ' ' cornacchia ' (gr. fra quelli clie hanno concorso * ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' .. t'ormare re?. il / persiano letterario. i seguenti ' : haram * io porto * (gr. Nulla impedisce di suppoire che in qualavesse il che altro dialetto passaggio in di r in / anche in altre posizioni. dil 'cuore' (a v. t. fortkf'/n ecc. in questa categoria -f~ i caai in coi la conservazione di r dentale pu6 spiegarsi per eatensioue analogica. lit. corvus comix). p^%i^ guado hu-pdr'diri provveduta d' un buon guado a. ' margo si got. Come esempl di questo / si citano invero fduh a. \ kr'mi-f kinnfiU' ecc. a.). non spiegbedi rebbero ard paese fine ' farina sard * treddo ' '. '). (joi'^za'te 'si lamenta tuttavia qualche dialetto. lit. ^vyarijQ lit. rnm ' 'qiiiete* (got. es. . soror ecc. ecc. e li^ttniy che a e tale dialetto spettino lab^ nlfixtan ecc: ma una pura supposizione. ). Bisognerebbe provare che si ha / da r anche nel caso di r originario. * kirm ' ' verme \\iit. ecc. marz tratto ' (lat. t.. in cni il passaggio di si ' rz in non ' si verifica: altrimenti '. non corroborata da nessun argomento solido. si yegcov ecc. ecc. zdr^dn 'col cuore' a. V'e uva'). dgvio. erHis ant. a. marka confine. ara * t. 68.. cioe da r/.j. * aquila aro ' (gr. * ' '. ma Non rientrano. svdmr- lat. tutti i P.. purtam j^flhar * doraando sorella poxco *porcMco] a. a W. zar vecchio (gr. rimis ' rimti ' calmarsi * 'ar. CIABDI-DL'PBfc 189 r 81 possono ricordare tp^QO ecc. Soltanto in certe combinazioDi fonetiche * * : ha /. il tenia di perfetto bitrd. orlM aquila ' ecc). (ai. rz p. j?t// ponte ''av.). n/. vurt guado lit szirdh cuore mvl vitio (ai. f/ilah lagnanza (av. duxtar ' ' figlia (arm. mrdvikfi vite. paese di con- ecc. luttr gr.).(e lo stesso dicasi di veibi la ooi ' rndice esce in r jiote rifotrpiarsi sul tenia di prt'gcnte Itar portare '. ' uccello si. id. e magari qualunque posizione.(68] G. eryr got.

c. ruxs luce id. liv 'labbro' ' labium ecc). Alio stesso gio. Gramm. }£qo>v ecc. aAues di fronte a 1 . zer ' ' oro fru. normale la conservazione del Alia medesima conclusione sembra portarci I'esame del curdo e deH'ossetico — i due linguaggi deU'estremo il occidente iranico piu scarso e — ma / qui materiale etimologico e il meno p. E dunque possibile. o. II un tema r iranico e attestata dall'atgh. a. denj lungo '. neo-persiano h una lingua elementi assai mescolata: in sostanza rappresenta lo svolgimenio del persiano degli Achemenidi. presuppongono una base c. pugno ' kulaku JusTi Ktird. sopra). ' farina '. ' . XXXVI.(HIibschmann 170). gola (lat. I e rientra quindi tra gli esempi di improbabile r + dentale e per Ualay kulay non ' e una spiegazione simile (basta minciante per dentale).). rjeru ' sicuro. se non pro- babile. '. flache Hand ' ' lett. 74). ' lungo qfir * (v. versare ' : Il kim 'verso' citato ' piovere ru. lofa lapa zampa Justi ' ' . riibas volpe' ^arm. Iftx ecc). ly'ti iv). ' gula ecc).190 SECTION LINGUISTIQUE si [64] aluh spiega facilmente da *ardu-fya. ma contiene (cfr. a kurmik] 73). connette col gr. ' e dal- I'altra kdlmek [accanto id. che 1. e *zarta. '. ' d/. corre accanto a zar e certo che risale a si ammettere un suffisso coQuanto a zal vecchio che ri'. (arm. : KZ. diversa HubschmAnn 168). (lit. lift Pott da pre- Jdsti pag. t. pag. * zampa (got.la cui esistenza nelzor. che in una parte dei fosse dialetti rappresenta ti dal moderno persiano primitivo I. flary modo ' nell'ossetico: ary valore ' ' (gr. ant. guadagnare ' ecc). lepa lapk sl. 'j. (lat. ' felawa ' salots lice lat.cpEtv ' meritare. Anche curdo e I'ossetico r V rispecchiauo tanto con /. quanto con yur lupo ' indogermanico ' Nel curdo ' abbiamo da una parte ar gola '. fariv ' alno (a. es.

e modernamente il baluci e Tafgbano. * zaza fv) n. esser successo in come vedemmo rio indiano. nia piuttosto sembra avvalorare. ma non mancano le indizt per supporre die in certi dialetti due liquide siano rimaste distinte fino da antico.]. a. il vedico. glasft suono ecc. Di * / idg. dan^ got. qiiUis voce pii6 esser connesso tanto col j9er peVriJ ' ' gr. CIARDI-DUPRK ' 191 ecc. L'oss. ne pu6 tiirsi risalire a un periodo proto-indoiranico. il quale pu6 prendersi per tipo dei liuguaggi die mutano / in r. per8. anzi uu' ipotesi di tal il un nesso acconcia a spiegare tatto della continuita geografica il dei territori indiani ed iranici in cui rifica. L' una parte del territo- indagine adunque delle lingue iranicbe passaggio di in r non infirma. * (gr. tra il Con ci6 tuttavia non e escluso cbo genere sembra rotacismo indiano e quelle iranico possa esistere storico. come nell' Iran Tavestico. quanto col lat. gallus ant. stab Stella* (ai. che stica. hohs) ecc. lljtn Muggire (lit.. regione contigua all' Iran. r ' si banno hit- RcarRissimi esenip! : curdo fer kaln cornaccbia e dial. /ra gr. il Insomnia nelT iranico predomina rotacismo.gr. ' f/n'r ' gndo ' ' ecc.) p^/ 'ponte* [accanto a deve essere tolto da qualcbe dialetto persiano. ' Aeljrcj lascio * Mid *treddo* ' fsost. Si tratta senza dubbio di divergenze dialet* tali. irl. yfjQvg ' voce ' ant. or. si. z/iM erba * (lat.. tenomeno si ve- Neirindia invero abbiamo veduto che spetta alia occidentale.] KtUta* freddo ' |agg. la nostra sentenza secondo la quale il / Don deve considerarsi come una caratteristica gene- rale delle linguo arie. jtqo] oss.: [65] G. stairrni ecc). banno la medesima caratteri- spettano alle regioni limitrote nir India vcdica si cosi die pu6 parlare d'una zona rotacistica abbrac- . »tffr. II curdo (dial.. pen*.

Quanto si poi alia maniera di spiegare questo nesso.192 SECTION LINOUISTIQUE [66] ciante da una parte il baciuo dell'Indo. non potrebbe anche dipendere in qualche modo da una diversity del snbstrato etnico ? . Altertums I 513. e dalPaltra il Balucistan. inclusavi Tantica Perside. che il cambiamento di I in differente origine : r sia avvenuto di * in seguito all' adozione della lingua aria la da parte suono fiche /. e indi siasi diffuso sempre piu largamente. Si pu6 supil porre che fen omen o del rotacismo abbia avuto gine in un determinato punto di quel territorio. deir ambiente Ed. non siano puramente congetturali. Meyer Gesch. che in parte deve attribuire alia diflferenza d. come una particolarita dialettale. Ovvero si pu6 ritenere che di fenomeno dipenda da mescolanza di linguaggi cioe. possono fare che delle semplici ipotesi. nella diversita di costumi che osserva fatti gli abitanti dell' Iran orientale e quelli del nord-ovest. TAfghanistan e una porzione notevolissima non ori- deirattuale regno di Persia. fisico (cfr. Giuseppe Ciaedi-Ddpre. in un' epoca nella quale la differenziazione delle varie lingue non era ancora progredita la come troviamo nei tempi il storici. Insi cotesta diversity. 517). un popolo cui ripugnava dell' pronunzia del Iran L'oscurita che avvolge le condizioni etnogra- pre-ariane India settentrionale e dell' non ci permette di formulare conclusioni che. Una conferma ti-a ' di questa supposizione si potrebbe forse vedere si per ci6 che concerne la parte iranica.

Neir aprile del 1893 Letourneau comiinicava alia Societa antropologica di Parigi alcune sue osservazioni sopra i segni alf'abetiformi incisi nelle pietre dei monu- menti megalitici della Francia e mostrava come molti di quel segni avessero somiglianze coi caratteri detti fenici . lati. I caratteri alfabetiformi dei megaliti e delle roccie sono ancora rozzi. se ne trovano al- cuni che lianno una somiglianza innegabile con parecchie lettere degli alfabeti antichi piu noti e d' origine africana. valore reale ha potuto attri- buirsi in a questi caratteri ma sembra die noi siamo presenza d' un alt'abeto in via di formazionef antei riore agli alfabeti antichi piu conosciuti. e coucludeva il suo discorso cosi : « Dei segni in- feriori sopra i megaliti e sopra le roccie dei paesi celtici nella Spagna. < Non sappiamo qual .INTORNO ALLE ORIGINI DELIA SCRITTUBA LINEARE. in Africa. quali proven- gono tutti da popoli gia storici. alle Canarie. Infino questi segni sem- . mal disposti in iscrizioni di o iso- qualche vulta impiegati come motivi ornamen- tazione.

in una grotta da lui esplorata molti ciottoli colorati con perossido di ferro e con segni alfabetitormi. la nomenclatura dei tempi cioe. secondo la divisione e preistorici francesi. » ^ Di cotesti segni alfabetiformi presi da dolmens della Francia. egei.194 SECTION LINGUISTIQUE i ' [2] braDO indicare che costruttori dei nostri monumenti megalitici siano venuti da mezzodi e siano apparentati con le razze del uord d' Africa. si. sa. Lo un fatto studio e la esposizione di questa scoperta fatti dallo stesso scopritore sono assai importanti e rivelano degno della maggiore attenzione. nientre e di gran liinga maggiore a quella attribuita ai caratteri detti fenici. verso la epoca della Maddalena. lo. e sono stati adoperati fino air introdnzione dei metalli in Europa. 1' antichita non e contrastata. ta. scopriva. Otto Bulletins de la Societ4 d'Anthropologie de Paris. mo. al sud est della Francia. analoghi a quelli trovati scolpiti sui dolmens. ve. gia in uso nel Mediterraneo prima della cosi detta : scoperta fenicia. e conclude « Dallo studio comparative risulta che nove segni grafici del Mas-d'-Azil sono identici coi caratteri del : sillabario cipriotto Ae. 1 1 . cioe in epoca cor- rispondente ad un secondo periodo mediano o di transizione fra fine deir il paleolitico e il neolitico europeo. e piu sorprendente Ma nna scoperta piu curiosa faceva Piette in un' epoca an cor piu remota di quella dei dolmens e anteriore al neolitico. ti. pa. a Mas-d'-Azil. perclie i dolmens hanno avuto origine nei tempi neolitici. Piette medesecondo una comparazione dei segni della gi'otta di Mas-d'-Azil coi caratteri cipriotti ed simo lo segnala. Paris 1893. come sepolcri.

Journal of Hellenic Studieu XIV. Alcuni de' segni trovati incisi su vasi di creta e raccolti da Morgan. Ritrovando negli alt'abeti cipriotto ed egeo o nella Minore prima della guen-a troiana dei caratteri asiliani. Pag. (^fr. ( >re/«. VII. pa- trimonio comune del littorale del Mediterraneo e delle rive deir Arcipelago. specialmente caratteri eguali a quelli della Troade. solo la scrittura nidimenil tale del Mas-d'-Azil e ^ stata. nno studio importante ^ Evans aveva dimostrato 1' esistenza di una scrittura con caratteri lineari nel Mediterraneo. * Rechtrche» tur Vorifjint de VEgypU. d'-Azil. la scrittura in nso nei paesi dei Pirinei. fanno parte deir alfabeU) egeo. importante e anche a mostrare come molti di siffatti segni siano recentemente rinvenuti nel neolitico egiziano. sulle quali ritorner6. In L'Anthropologie. Ibimdkku Petric. le ipotesi espresse da Piette intorno aH'origine dei segni alfabetiformi.[8] O. ai tempi preistorici. 195 segni di cui alcuni sono cipriotti. ' Primitive Pictogiaphs aud Prae-FhaeHicima Script jrom vol. BEIUil asiliari. fig. Nagadu and Iiaka$. Paris 18H7. con orientale quegli altri scoperti Mediterraneo da A. prenentano pietre di delle Mas-d'-Azil. e prima a Creta e poi in altre localita deir Egeo. Infine molte anticlic iscrizioni del- r Asia Minore. si lia fondamento di pen* sare alle invasioni da occidente ad oriente banno porBcrittura in uso deir Asia tato in queste regioni. 18i>4. 538-48. ' Etudes d'ethnographif prrhisioriquf. 106. anteriore alia nota scrittura I'enicia o co- jiosciuta come fenicia. in epoca anticliissima. London. per ora. » Lasciando f'uori. .' nel e si confrontano poi. Lt» OaUUt colorih du Maih18B6 con atlante separate. Jjondon 189(J. Evans come micenei o egei Di fatti in naturalmente prefenici.

o egitto-libica. protoegiziana con questa oggi riconosciuta nelle iscrizioni libiche nome di tifinagh. 167. a Nagada. ritiene appunto piu Ma di noi possiamo estendere la si coniparazione quanto ha fatto Evans. ad Abydos. quelli dei '"* trovansi segni pert'ettamente di identici a dolmens e ad alcuni che Mas-d'-Azil. Analoga convergenza si e evi- dente neH'alfabeto delle Canarie. compreso Sahara. * XVII. che libico. aU'Egitto preistorico o libico Libia. Ma e neppur qui di si ferma Evans nella sua comparastirpe zione: convinto che gli Egiziani preistorici Ibssero Libii perci6 quella medesima che ha popolato il r Africa ad occidente dell'Egitto. 1897. Journal ut. come da lui e denominata.' 196 SECTION LINGUISTIQUE [4] In altro scritto piu recente lo stesso ingegnoso autore ha diniostrato la convergenza della scrittura cre- tese ed egea con la egiziana preistorica neolitica. 550-55. Op. mostra anche la conseguenza della scrittura cretese ed col egea. cioe ai segni alfabetiformi di od alia stessa e del Mas-d'-Azil dolmens europei. fig. pag. Dk Morgan. a Kahun e altrove. la quale coni- prende 1' alfabeto libico. con la cana- riense. che e limit ato al Medi- terraneo. segni sono come iden- anche e tici facile di avvertire altri alia scrittura cretese. dove si sono vedute stazioni preistoriche del suolo egiziano.. Difatti nelle piccole tavolette di avorio deil'Egitto preistorico. cit. 1897. I i . quarta citta * Further discovries of Cretan and Aegean Script with Libyan and Proto-eyyptian Comparisons. Siflatti segni si trovano egualmente nella in certi tu- betti di terra o argilla. egea e scoperti libica. e scoperta a Bakas.

cipriotti. incisi sulla si vogliano comparare gli caratteri. e oosi ripetuti come ' nelle tavolette di avorio egiziane sopra noUite. Paris 1872. lo ho raccolto e riunito cotesti segni. monete se Cartagine ' e oosi via. Chi voglia. ed ho espresso nione che mi pareva essere forme di scrittura. e Jtalici. e la memoria speciale fig. che sono piu remoti. 1898. ma identita di forma. * Arii Cfr. da lui detti sigle e creduti puri segni di fabbrica. ' Lbnormamt. Torino. Gozzadini incisi tra- segni da lui trovati nei vasi di terra cotta del sepolcreto di Villanova e altrove nei liolo- gnese. o i medesimamente. iscrizioni di Mesa. Ilios di Schliemann. 8ERGI 197 troiana. di scrittura. secondo la e la forma I'opi- composizione piu complessa. fenici. come scrisse in i altro luogo ho mostrato. di scrittura appariscono piu tar- cio^ ' nella prima etii del t'erro. per la somiglianza che hanno con la scrittura in seguito deno- minata fenicia e chiamata difatti. Analoghe forme divamente in Italia. scrittura cipriotta ed Del resto contemporaDea alia trovasi egea quella sjiarsa nei segni di vasi ed altri oggetti di argilla nella Troade e in molte delle tante citta troiane. 18 dang Cancien monde. Essai sur propagation de I'alphabtt ph/nicien le t«vole. come Etruschi e quelli trovati misteriosa stela scoperta si ultimamente al i Poro romano. la 47. — Tom* III - (8^ Putto) . Pag. avra a confermare nei concetto che caratteri detti fenici non siano che una derivaziono fin di quei segni alfabetiformi apparsi * dall'epoca preistoSatcb salU Cfr. arcaici. 216. trovera non dir6 somiglianza. comparare questi segni con di quelli dei caratteri piu antichi.[5] 6. Vedere specialmente AetM du Xir^ Congrit Um OrUMmliMet. univei*8ale nei Mediterraneo e altrove.

mentre in altre iscrizioni sono rappresentati animali e uomini in vari atteggiamenti. Picture -tvriting of the American Washington 1793. la quale facilmente pub si intra- vedere nelle pittografie e nei in siniboli. debbano ritrovare le origini pittografiche e simboliche. I Fenici. la bella opera Indians. Atti 1899 — — IssEL. Rupe AW acquasanta nel ligure). non lecero che sistemare facili e il segni conosciuti e gia indicanti caratteri fonetici.198 SECTION LINGUISTIQUE [6] rica in Africa. naturali. Cfr. Ita- liano. Chi osserva bene. forme di ascie primitive. 10th Report of the Bureau of Ethnology. Atti cit. Ma dei caratteri alfabetiformi bisogna ricercare si un' origine piu antica. Paletnol. Le di incisioni preistoriche sulle roccie di Fontanalha. dove spesso vedono invece fabetiformi. Soc. . e cosi da rendeiii piu polo che accett6 piu comunicabili : ciassun po- tatto trovato utile. 1898. modified probale bilmente a suo modo forme della scrittura. Ne differenti sono iscrizioni * Cfr. di cui 1' origine e 1' epoca sono ignote. se iurono tenici colore cbe diffusero Talfai beto. BuHUNiLL. ^ Ne diverso e il significato di si alcune iscrizioni di segni al- dei dolmens. ' Makeuy. le quali oggi appariscono ditierenti d'origine. linguistica scienze incisa Uenova 1897 (Apennino Bull. — Id. sono apparsi i Cosi mi pare che nelle regioni dove si segni alfabetiformi di cui ho parlato. e ridurli di nuinero. nel Mediterraneo e nell'Europa occidentale. 1899 Iscrizioni scoperte Finalese. Id. come hanno nei ogni parte del * mondo e nei popoli anticbi e moderni primitivi. Atti cit. in differente disposizione mani e e piedi umani ed altre figure di significazione le sculture le ignota. e parmi sieno sufficiente indizio le iscrizioni rupestri della Liguria. utensili. G. si avvede subito che quivi sono rap- presentati strumenti.

Archiv Anthrop. XXIV. 135 op.(7J G. 375-77. pag. Vorhistorische Sculpturandruch in Canton iValiis (Schweiz).. col passaggio air alfabeto tbnetico . G. turono lentamente eliminati. e cosi antico ehe gia forme determinate lineari. . pag. 279-l»4. altri. 91-45. qnindi. Alcuni di questi segni. XXI. ma invece erano £ antichissimo. oltre banno le pittografiche fin dall'epoca doUa Maddalena. A. XV. e tormarono I'alfabeto da cui discesero tutti gli altri altabeti europei e alcuni asiatici. f. SER6I m Iia trovate 8opra roccie della Svizzera. adoperati nello stesso tempo. pag. la cui epooa non e deterniinata ne lacilo a determinare. clie probabilmente avevano carattere pittografico alcuni per6. quando erano in uso i segni linear! della scrittura pref'enicia. sopray- e poi sinibolico. EvanH mostrato come anclie neU'epoca niicenea. troppo nnmerosi da prin- cipio.. ' Cfr. Sergi. cit. vol. Bauer. i se^^ni simbolici e pittografici non erano corapletamente eliminati. vissero lino alia sistemazione definiva avvenuta nel Me- diterraneo. I'uso * dei segni di scritsi tura neirAtVica e nell'Europa. epoca cio6 anteriore al neo* litici).

« .

e.THE INFLEXION OF THE SUBSTANTIVE IK THB ALGONQUIN LANGUAGES Comparatively little is now left of the once widely six- extended Algonquin family of languages. In the teenth centnrv of this era. * For a general p. of course sharing the territory in most places with many other generally hostile races. — It is not possible in the present state of our knowledge to attempt to trace the origin of the Algic peoples. man}' tribes speaking dialects of this stock ranged from Newfoundland and Labrador on the north to the Savannah river on the south. the vast region about Hudson's Bay.11. see BriDton. for the purpose of the present paper to mention the chief tribes which are yet in existence. . g. Sen&pe and their Le- gends.' Beginning at The Crees or K^nishteno who occupy to-day nearly the same territory as they did the north these are : two hundred years ago. clasfliAcation. It is necessary. however. In the middle north-west and west. Chief extant tribes. . when the Algic racies were at the summit of their prosperity.

op. It differs considerably from the Abenaki-Penobscot language which the Passamaquoddies do not understand. New Jersey and Delaware. Que. a few remnants. 36 ff.202 still SECTION LINGUISTIQUE in their ancient seats. Unamis and Unalakhiigos. There are also in Indian Territory. at rate. are linguistically very closely allied. and in Ontario. all of whom or. Me. The same Penobscots. of the Delaware nation or Lenni Lendpe whose three chief sub-tribes. the Minsis. pp. ' now This tribe is called by the whiles by the name appropi'iate to the entire race. The Passamaquoddy-Milicete idiom is still spoken by some eight hundred souls in Eastern Maine and New Brunswick. Omamiicissis- niniwak and Olishioagamik. .. In eastern Quebec. The diflerences between Abenaki and Penobscot are chiefly language. cit. Nova Scotia and Newfoundland speak resides at Pierreville. A. Maine and New Brunswick. To avoid confusion in the present article the name « Algonquin » will always appear in quotation points when it refers to this * clan especially. Passama-quodchies fMilicetes) and Micmacs. See Brinton.^ and the Montagnais of Labrador. " were former!}' so powerful These people and kindred clans were at one time the dominant race in what is now Pennsylvania. S. The nucleus of the former clan and most of the latter at Oldtown. The Micmacs of Eastern Quebec. Abenakis and Penobscots speak practically the two scarcely diflerentiated dialects of the old Abenaki language preserved to us in Rale's famous Dictionnary (1689-1723). on the Delaware river. are the [2] Ojibwes with » whom of Lac must be des classified the so-called « Algonquins deux Montagnes. Que. any those of pronunciation. U. These Indians term themselves Otanak. we find the Abenakis.

are the Blackfeet. divided into tliree bands. L Historical . It is of course not possible to show that the tribes were all of purely Algic blood. Indeed. a great admixture of blood must have taken place. 1643 (reprinted Providence. in the far west. however. Finally. while the original nucleus of each tribe was probrelationship. Chiefly from the works of Eliot (Indian cf. the Peigans and the Bloods. ' and vocabulary of the dialects among themselves. Origin of the Algic Races. viz. by the R. even of those tribes which were geographically most remote from each other. as the various nations developed their into contact strength in different territories and came by conquest with alien races. the Pequot« Mohicans) Conn. demonstrates this beyond question. I. g. the latter's « Key into the don. DYNELEY all 906 a dialect different to those of their neighbours.(31 J. I. Lon1827. Blackfeet proper. that the was more thickly populated with in the Algonquin farthest ' tribes than the central west and that west we find practically only one represenQrammar) and WilLanguage of America ». liams. Society). to — We are in a position all know a great extinct deal of the languages of these peoples and also something of the tongue of three of now races. & R. botli as to structure ably Algic. so-called Irom the colour of their mocassins. e.. Eastern Origin. — eastern atlantic coast The fact. R. The evident of Mass. observations of similar ramifications and emigrations of savage peoples elsewhere go to show that. and the Massachusetts and Narragansett peoples There can be little doubt that all tlie Algic idioms branched oft' at some ver>' remote period from one common central language.

dialects chosen to illustrate the treatment of the substantive are.204 SECTION LINGUJSTIQUE [4] tative of the clans. of course. first. The traditions of the more western tribes seem to point to this also. Passamaquoddy with occasional references to the Micmac and extinct Massachusetts and Narragansett classified all of which may be the dif- as forming a distinct sub-group. liave been constantly working westward. the Blackfeet seems to indicate that the prehistoric nucleus of the race came from the east. — The ». Aim of the is Work. driving both Blackfeet and Dacotahs before came from the east arid the Ojibwes them. fers owing long geographical isolation. we take all into consideration also the common designation Wapanakhki 'land of the east' which was the eastern Algic tribes to denote them- we find an additional confirmation of the theory that the primaeval geographic centre was somewhere in the north-east or east. Abenaki Penobscot and. — « Algonquin because. the Cree and Ojibwe. the Delaware. according to their ownlore. the Blackfeet know that they and Crees. — The chief object of the following paper to set forth as concisely as possible the peculiarities of the inflexion of the substantive in . the itself name would not be a conclusive chosen for proof. its considerably it from fellow dialects. and secondly. Dialects Illustration. although. examples from are cited only where the points of contact are especially striking. common linguistic stock. as will be readily seen from subsequent examples. these are a sub-group by themselves presenting the most archaic forms of modern Algic speech. Thus. If used by selves. As to Blackfoot.

Wilson. In connexion with any errors which trate the wonderfully close relationship between all the may appear. Sebastian Basles (R&le). Caoq. Delaware and Blackfeet idioms. Tlie ones used here are the most known and the most characteristic Notation. < Algonquin ». — In paper long <?. Canada. Amer. ciety. Soo. 1886. Cincinnati. the Sen&pe & their Language. Grammaire de la langae algonquine. Philoe. a. pp. and short. 8ci. So- Abnaki Language by Fr. o. Duponceau Trans. Zeisberger's Delaware langue algonquine. R. Baraga. Abenaki « third chief » resident at Pierreville. it remembered that this is an attempt in a comparatively untried philological field where the student must depend very largely on data supplied by should be other observers gical training. Acad. but rarely grammatically from each other. P. 18&3. pp. (S. the Ojebway Language. Que.Penobscot dialects of each of these last named languages widely differing phonetically. Abenakis and English Dialogues. Grammar and Dictionary of the Blackfoot Lan1827. Memories S. transl. Laurent.' The student must not forget that there are many the Abenaki. the notation of the various Indian I €. 1889). Amer. Ojibw^. «2. London. this g. q. 1891). J. who too often are men of no phi loinThe material for this treatise has been writer's personal oral investigations in drawn from the and Passamaquoddy dialects and from the standard works on the Cree. Tims. 1884. by P. A. Philos. Dictionary of the guage Trans. Grammar. S. * in e. words vowels. . xi. DYXELEY 906 illus- the chief living Algic languages and by so doing to idioms. Lexiqne de la Montreal. e. Diet. Italian i. XXXVI. House and Horden. 479-4i»5 Annals N. Prince. connexion. 8e»-877. of the Otchipwe Language. C. r>. Toronto 1874^. «. (Pichering's £dition) and Jos. firinton. . D..! [5] J. on Passamaquoddy Literature. Grammars of Cree. also in this Cf. 1885. have made use of the l. Quebec.

nh . « To illustrate this. ' bfit ' . let us ' take for ex. in the cut '. /.206 SECTION LINGUISTIQUE [6] ' The character a should be pronounced aw as in Eng\ I employ to indicate a very The apostrophe law '. Kh is Germ. t in Czech and j is usually a somewhat sharper sound. kishkikwe 'he cuts his head and such nouns as kishkakwanjigan ' 4 4 . ' represents a soft guttural or voice-stop. sound followed by an almost imperceptible It is a peculiarly Algic combination. Kw represents the hard kivu syllable. -1 in all modern idioms except Montagnais and one dir The consonant existed in old alect of Cree. to be learned only from mouth of a g is native. adjectives or verbs. t are voiceless tennes like the sharp Pj k. — Generally speaking distinctively nominal or verbal roots do not exist in Algic speech. and s as in hiss the French nasal n z get ' ' ' . verging more towards ch than Eng. agma- agrtma. The initial w represents a peculiar whisthing voweld eii-efi found only in some dialects. not Abenaki and some dialects of Delaware. '. j.. Indeterminates. shorter than in the Eng. thus. It has been replaced by -n. short fi. something like German ch in Ich. » language. The consonants should be ' pro- nounced exactly as in English with the following exception is : hard as in like to be pronounced in 'jour' . like French j p. ch in ach. The Greek rough breathing in ach. Alg. The combination the has a very peculiar sound. All the original stems are really « indeterminates » which may be treated indifferentl}^ as nouns. the root kishki ' From this we have such verbs as kishki-nlke he cuts his arm'.

= Ojib\ve. -igan pAshkiz—igan ' pashkizig-e ' OjiBWE -uin : lapu-n-tvin 'truth'. —igun pnshkiz-igun 'gun'.. — Penobscot. -ikun paskiz-ikun « gun > : cf. Mi. Algonquin ' —win izinikazo-ivin name gun '. —hikan paia'k-hikan ' gun '. lapvii-o '. =: Passamaquoddy. kishkashkizikan 'grasK-cut prairie* On the other hand. izinikazo ' he has a name he shoots '. Be. Delaware: —dgaTij —icdgan wnlamoe-ivfigan 'truth'.A. 0. paxkizik-^o he shoots. The following table comparatively by means of two of the most important terminations the abstract and instrumental. ' . Cbee: -^cin laptr^-trin ' truth ' ' . Pass. notably the nouns of relationship.' ^ [7] J. pask-ha! ' fire! Cr. A. = old Abenaki. The following abbreviations should be noted. M.=: modern Abenaki. » = « Algonquin. pain'k-ammen ' he shoots '. Abenaki: —onhgan-uonhgaii sasaginno—ironhgan 'justice'. son ' ningwisis * my son'. = Blackfoot. {apire 'he speaks truly'. ' he speaks truly '. DYNELEY 207 *wood cut by moo8e\ etx. *os and n-os will illustrate 'my father'. *. = Micmac. sataginno ' he is just '. there are a few wordfl. which seem to depend on *kuis * purely nominal stems . of. wulamoei'l 'truly'. « Alg. = Delaware. Pen. . how nouns of different kinds are formed from indeterminate stems in the various idioms. Del. -higan pask-higan 'gun * ' . » Oj. paxhkizig-e 'he shoots'. = Cree.

kinchemustmltim thy king- dom '. » as he was the first king with * whom the Abenakis had close relations. Cf. depends on the Indians' habit life. — As in Asiatic and Eu- ropean agglutinative languages. of the plural of nouns. sufiixing ^ ' done by simply prefixing word. ' Thus MA. kinjames some determining kinjames-iskiva King ' . Even in the verbs. their influence extends also to is all really the fundamental principle The that as if irregularity which at once confronts us here. as will be seen subsequently. g. many names of really inanimate objects are treated they were animates. . '.208 SECTION LINGUISTIQUE [8J Passamaquoddy -vdg'n kHus-v'cig'n -Jng'n pask-hgign ' ' : vkHos. however. it is < impossible to distinguish ». Pass. in the differ- ent idioms and can be mastered onlj^ by practice. — All Algic substantives called. ' . Queen Animates and Inanimates. e. Lack of sexual gender. of personifv^ng certain things without ity a peculiar- which varies considerably. In general we may state that the following classes of * Eeally «King James. ' I fire '. but. are distinguished primarily by the termination other inflexion and in these languages. These classes sometimes and ignoble.to this is differentiate between a male and female. word nbesk-ha gun ' . gender based on sex has no place in the scheme of Algic grammar. between he » and « she AVhen or it becomes necessar}. noble are classified into two divisions which were originally based in the animate or inanimate character of the noun in question.

or inan. viokdsmk) 'eiirs'. ancient use and ornaments utensils ct*. 4. trhittairak M. but in M. the ending is --». aftdmj inanimate. Some ct'. A few members of the human . moccasins < but alter nouns ending in -k. chietiy in M. .A. MA. Pass. konhjoicak 'veins./ M. A. inan. the dialects termination -k {-g. mfit/ziynk (Mass.A. Animates may by the pi. Cr.. the excellent and exhaustive article by the Very Rev.A. In Cr. body. Some vegetables. Besides these tive general classes there are cases . in O. Or.A.A. and Mi. usam^ Oj.. — ' Cf.' etc. Certain domeetio Cr.) kisona ' we In find -a. wart' are of the animate gender or class. iu Maine Hist. 201-294. nuj*). moon. Del. 5. cancer. be an. • ' ix. stars and months articles of dress in in all tlie lan- guages.A. /. onhfjem snowshoe but BI. and Pass. wlnos-ak onions '. if generally an. berries and articles of* food. Thus. In Del. Alg. minish-a 'berries* (Mass. ' Oj. has -ica. But cf. . DYNELEY aoe actually inanimate objects are treated as animates in some dialects. has-to TNarr. they are inan. Pass. In Bl.A. Cr. Soc Pubblications. ' aples-akj Bl. truitn. names of edible ' particular berries may nuk. and some materials tor tlie viffiram and canoe. Mi- chael Charles 0' Brieu on the substantive in O. pp. ' 1. nails.[9] J. but the ending ot in- animates shows some differentiation. sata whortle-berry. the names of a few diseases sucli as 'boil. but in Del. aym. -or). while Bl. sun. ' M. in Cree (and old Mss. The 2. » and Oj. the berry is : cf. both -1 and -a. apus tuminumic apples M. inikU ' bend \ 3. easily be known in all pi. ' cf. many apparently sporadic thus. ' '. mishi-mt' M.A m'kiizak.

ing in pure ' mukuk-un box '. « Alg. simply ever. nouns ending in p. In « children » -a vowel. -j^' In examining both the an. — e. cf. « Alg. mitikwab-in 'bow'. and after an and M. or mugdlip^ caribon \ . ' ' . Oj. M. -t and —ic take —ak. minisino-k 'warrior'.A. e) Nouns in -sh. « Alg. '. » Kinebik-ok 'snake'. owashish-uk -k.A. ski- dapyik 'men' •-xouk.g. the an. -k. tcttk ' pi. the Alg.A. M. Pequot. ^ d) ' ' In 0. cf. peskfittim-took ' pol- lock-iish ' Pass. ab'miji-yuk 'child'. Oj. ending is most commonly -wuk. -/. cf. -n (-r). « Alg. -sh cf*. mitig-uk pabadegw-ok 'hail'. Nouns in M. end' tree -A:. cf. imdup-in in'dup-al M.A. -ash. —an. take —k and —n respectively for chief. anibish-an 'leaf. —il. * we note that the connecting vowel. Thus. » ikiwenzih-iak 'old man'. aplcs-ak apPass. epijk (^/=:j). chalgus-yil 'ears'. sobagw-ol 'sea*. or -g take —ik. as follows: a) Nouns ending in —a. pikwaih-ian 'skin of an animal'. usawonhgamak-il —ik. Tliej^ may be stated for both an. » okima—k silver Oj. bj p take Alg. hkl-n 'earth'. Oj. -on. » uagosh-ak 'fox'. ' kizik-on day . —in. and inan. p'hanem-ok ' woman t. —s. « strait » '. e.. how- more complicated. (-g^ -X) and the inan. Pass. skidap-yik ' man '. head but Nouns in -It take -iak^ -ian. A. . ' in 2. iu V -</. ep\l b. -z^ take -ok. '. or S may tabe -yil. not knaag -{j)ik ' clerk '. mistik-wuk " ' trees ' ' but after we find -uk. shingub-ik 'fir-tree'. -yik.A. M. sata-l whortle-berry rules are * * '. and inan. in Cr. cf. -VI.A. -o. ' Also in -m. Oj.ik 'elm'. 'woman'. depends entirely on the character of the noun termination. -ass). -r. anib.210 SECTION LINGUISTIQUE [10] -dsh.. c) Nouns ending 'alder'. —n. '. % presents an exception here cf. shonia-n an. b) Nouns ending pata-k 'tart'. -i.

' find here -uk. of. okewis-nk'. lodge This peculiar sibilant ending of the inan. 1) erring '. adbimen-al cherry. or was this vowel connected with a consonant -ts (sh). totally distinct de- velopement. pi. save the pei'son addressed . pis. as in all -m. 'ball'. The sibilant elements in Black- and Narragansett are clearly a Pronominal Prefixes. houfie *. So tar am aware. un- doubtedly the most important feature of substantives is in the inflexion their combination with the pronouns to denote the possessive relations. First person plural. — After the pi. pokun-ix moifU-t$ The '. DYNBLEY we ' 211 pie*. -un. From c which we may this conclude resembled the final -w first in French. g. as I -a«A. came probably pure -?» as in Alg. endings. The exclusive include everyone. appears in no living dialect save the Blacktbot. and from branched forth -r and -/ respect- ively in other dialects. pi. inan. In Oj. ending is -i»^ -sts or utt.J [11 J. ' glove *. to discord. — It will be observed at once first that all the languages have two p. now in arises as to the primitive form of the inan. Algic speech. may the e. in the extinct class seems to have a parallel pi. i. wikhmvi-un is ct'.. The very interesting question pi. e. the other dialects of which is we know? The probability that it was primitively so nasal consothis coupled with a distinctively inanimate fit nant which some dialects saw nasal. the an. it Narra- gansett inan. winomini-ash 'grapes*. always -x after a vowel and ats(tt*i-x ' -iv after a consonant. In Bl. Was -r or it originally simply a final vowel as in Cree -a -/. . > and foot Oj. an exclusive and an inclusive.

in' cludes or may I include the person addressed. Narr. As will appear from the following table the pronouns are essentially tlie same in all the Algic diand thou. I . ' he.'' ' ' 212 SECTION LINGUISTIQUE [12] speaker and a third person or several third persons. kilwauonhk w^ira. I and they '. she. nlla^ kila « Alg. while the inclusive pi. auc. it' ' win excl. kiluwd nekamaica affmovonhk * Dialectically nina^ niya. niod. by the ancient grammarians in Mass. Cree Gr. e. ni ki 7iia kia nika (nikama). nllanan kllanau kllaicau ' we we jou they mnauint kinaivint " kinmcd mlawafi * wlnawa Abenaki. Delaware. nira (Hofden. [ and you'. pp. ua niluna kiluna a(fma niuna kiuna kirna.. * I and he.. Cree.Oj. nitha. or at any rate ignored. nln » . 'I\ ' thou ' kin mla incl. g. alects. and Del. 2-3). Curiously enough this perfectly patent fact was overlooked.

DYNKLBY DYNELBY Ml. kckw-se. 'something'. ' appears in the possessive inflexion of the noun. * which is a combination of kagiri etc. Mi. force (seen in represented by a demonstrative noun (nikama. (atna 'where' and in 'this one'. ne*tunan kettunan kestdan ostdauai ro(>t« klluau neg'mmb Tliere can be n^g'mafi no doubt that the primitive of the w. and the in -ma which probably appears < Alg. ending -m. tlie In these four idioms. wliich appear demonstrative elements which are practically identical in all the languages. p. ml kil nin kin 7il'gum n^gfim nib in kllnn nlnen klnen kllaii. Pass. See below Acua tfM p. Abn. the Pass. Abu. that ill will be noticed Del. M. tondaka 'where*. that ' ' nit ' that ' pi. na he lovea his 214. ne.. are equally capable of being prefixed to substantives to denote the possessive and It to verbs to express conjugational modifications.' 113] J. ntUL Vtum. nhguwi) na. ni. (o) These inseparable prefix relations. ni ' tliat '. the o element of 3d p. nel. koekuj demonstr. is and Mi. ?i.) ne^ an element -ka of similar 'what'. nikt. ' the ' his ' hetng expressed by the infix ~im. ' Del. nek. 2 and 3d pp. nWl. Abenaki.A. A-. mt/ik. i-ivi inanimate). Pass. respectively are the or o. f'-. i^LACK FOOT nett6a kestda ostdi 319 Pask.) ia-am ' tliat one ' . - 'low* III - Ql^* YmtMm) U . liowever. inseparable above to espress the »e» parate personal noun or pronoun prefixed to certain tr. Del. ag'ma. kj 1. o-om. rr. » a-am (anim. Del. the separate pro- noun of the 3d the demonstr. Z//"*« Confrt* Am OrUnMUlM. pi.

ni-sakih—aii—wuk ki—saklh—au—icn k nit—iJbski'k—wuk kit-uski'k-u'uk sakih-im-eo ot—uskVk—ua nit-uskik-onan—uk kit-uskik -onau—uk kit—uski'k—ou'au—uk ni-sakih—anan—uk ki-sakih—anan-an—n k ki-sakih-owau—uk sakih—im—eicu k ot-uski'^k-ouau-a ' Algonquin '-0 jib we. ni—nijanis ki-nijanis o-^iijanis—an o-saki—an ni-saki—anan ki-saki-anan ni—nijanis—inan ki-nijanis-ina n ki-sahi-awa ki—nijanis-iua o-saki-awan o-nijanis—iuan 1 . ni-sakih—au ki—sakih—au I love my father ' etc.214 SECTION LINGUISTIQUE [14] The following diagram verbs will illustrate the use of the pronominal prefixes in seven languages with both and nouns showing the close affinity in the treat- ment of both in Algic speech. Cbbe. ' I love my kettles ' etc. ni-saki—a ki-saki—a ' I love my child ' etc. n—otawi k—otawi sakih-im-eo otawi—a ni-sakih—anan ki—sakih—ananau ki-sakih-owau sakih—im—eu'uk n-otawi—nan k-otaivi—nau k-otaivi—wa^i . oiaivi—ivau—a pi.

' I love my fatlioi-s ' etc.1151 J. Oj. DYNfiLEY ' 215 pi. In the ' ' same way -iwa becomes -iwan o-kukush-an in Oj. n*d—aho(jdanik k'd—aJioalanik n-6kh-ak k-6kli-ak ir*d-ahoalawatraU 6kh—ihrairaU n^d—ahoalaninatrak k'd-alioala—nin auak u'd-ahoala—d'airall n-6kJi-cnaua k-vkh-enana 6kh-ii ivaivatrail * Note that in some dialectn of « Alg. ii-6k/i Wd-ahoalan w*d-ahoala)rall k-6kh dkh-vall n'd-ahoalanin a nCkh-ena k-okJir-ena k*d—ahoalanina k^d-ahoalaneiro }r*d-ahoalau'aualL k-6kh-uira 6kh-iiwau'aU or ic'd-ahoalairak pi. » we find the 3d p. noun. his pig or ' their pig their pig' o-ktUcush-iwan. it is ' always -an. ag. L lovo my children ' etc. . ni-8dki-ak ki-sakl-ak ni—nijanis-ak kj-nijan i*-ak o—saki—a v-nijanis-a ni-saki—anan-ik ki-saki-ananki-saki—aicak ik ni-nijnnU-inanik ki-n ijanis-inanik ki-nijani»-iu'ak o-saki—atra ' o-nijanU-Ura Delavvake. as -a when used with a ' pi. sfx. In Oj. Thus. iCd-ahoalan • I love my lather * etc.

ke-^namiha ti—namihanhz ud—anhgem—az 7ied—anhgem-ena ne-namihanna ke—namihanna ked—anhgem— ena ke—namihawanh u-namihatcaz pi. ud-onhgem-oiconh n^namihonhk li*namihonhk n'd-onhgem—ak k'd-onhgem-ak u'namihonhk u'namihonnaicak ud—onhgem—a n'd-onhgem-enawak k'd-onhgem-enatcak k'd-onhgem-ou'onhk k'namihonnawak k'namihoiconhk unamifioironhk ud-onhgem-oiconh % . 7ie-^iamiha * I see snow-shoe ned-anhgem ked—anhgem my ' etc. n'namihon k'namihon iinamilion n'd-onhgem k'd-onhgem ud-onhgem—a n'd—onhgem—ena k'd-onhgem—ena k'd-onhgem-o uonh n'namihonna k^namihonna k'namihovonh u'namihoircynh pi. ' ked-anhgem-ewanh ud-anhgem—ewar I see my snow-shoes ' etc. ne—namihanhk ke-namihanhk ned-anhgem— ak ked-anhgem—ak u—namiha ne-namihannatrak ke-namihannairak ke—n am ihuicankk ud-anhgem—a ned—anhgemennawak ked-anhgemennairak ked—anhgemevanhk ud-anhgemeu'a u—namihawa MA.216 SECTION LINGUISTIQUE [16] OA.

noiseisi kdtsetsi otseisi „. k. .. Ao.d«iMrh»»' kit-v kom immafi V komimmi-u-aie nit—vJcoviimmu-na7i kit—n komimmti-nan n-otsetsi-nan k-otsetsi-nfm kit-ukomimmafi—aii k-otseUi-oau otseUi-oaiau ukomimmi—au-aie ' Atsetgi * ^love \ In Bl. n*niin(ha * I see my father * etc. o<*. ^y . rCmitaukv'i k*miiankits v'*mitauhrs*l h'nimiha ir*nimihal n'nimihdnna k*nimih(hina n*mitanhr-^n k*fntfauhr-8*n k'nimihdna fmimihdu'dl pi.A. and M.A. ki. DYNELEY 217 The above paradi^i is ^iven in both O. to illustrate bow very slightly the modem language has deviated from the ancient form. kits. the contracted prefixes are niis^ no. o. ' l^mitauhii-fi w/i n'*mitan ktrg-ii iral I see my fathers * etc. n*nimfhnk k*nim(hak n'mitaukirs-uk k'mita?iku's-uk v'*mituka7is unimihak n'nimihanna truk rCmitatikirs—finnw k k'miiaukws-finfiv'uk k'nimihannanuk k'nimihauak k'mitaukirs-'dvok iifmiiauhrs—ftwcU nnimihawa Black foot nii-fi komimmafi 'I love my glove * etc. PA8H. nij «-.^^.[17] J.

218 pi. . Cr. Certain nouns of relationship. Mi my father '. ' usually inserted Or. initial vowel. after the ' pronominal « Thus. nfich. Thus. int-uski'k ' my kettle ' » ' nind-abwi m}^ paddle ' Del. but beginning with . Thus. » n-os. m'haga. my bread. nt-dgweden my canoe This peculiarity applies also in Abenaki with cf. nd-alemos '.A. prefix. etc. KH' ladivewdg'n thy language '. nit-vkom immai-an kil-uhomimmai-ai'i n-opunix k-opunix opunix nkomimmi-u-aie nit-fdxomimftvanian n-opv n-inanix k-opun—innnix kit-ukomimnnanian kit—v komimmaft —ax—au k-opun-oau—ix opun—oai—au—ix ukomimmi—au—ax It will be observed from the above that the verb its agrees witli object is and number. Alg. see my books'. take the pron. to ' nouns beginning '. or d (Bl. '. ' Abn. the ending of the verb must object in class « If the also be inanimate. even though they may begin with a vowel. » ni—sakiton—an ni—masinaigann' namiton—al nd~an-ikhigan—al an 'I 'I love my books'. my dog / Pass. * « Alg. but n'haga my body Pass. prefix directly. Abn. It should be noted also that in some idioms nouns denoting a part of the body and ' ' m drop the m after the prefix. t When ts) the noun begins witli a vowel. is a dental Alg. K'd^—lonhdira-onhgan ' thy language / Pass. inanimate. SECTION LINGUISTIQUE ' [18] I love my balls ' etc. n-otawi. m'huk. rules should The following phonetic all tlie be noted in dialects. The here clearly presupposes an inherent however. M. Thus. nd-a'poanum '.

3.' but natsikin 'my moccasin'. Besides these there are B) six other modification of a different character which may b^ termed accidents. uigwuns.A. A) those which 1. 0. These are : 6. some of which casetabulate are similar to.Ui^J J. The • M. '. modification in languages. them as follows g. Cf. M. Vocative.A. and Pass. vigutistl mo- The inflexion of inanimates diflei*s in the 3dp. omits the ther '. of the Hd p. o or words beginning witli w.A. as -ar. nouns beginning with « tt drop inini. as '. in -/. from that of prefix. In most of the dialects.in ' atrigirnm his * house his *. in Cr. cases are five in number. ' . o' his sin ' « Alg. > ttyich- but nich-inini * my ' : fellow * man ?/*. but not precisely identical with other e. trW-avighig'ji his In all the Algic idioms. 219 k'kukek ' in thy body '. '. n'wigwAmt l^mtyvSm^ iitoigwum my. book fifi-anikJiigan '. Nominative. his book *. while Pass. . as -o. prefixes a. Thus. other ' nouns be^inninf? with m follow this rule: matsikfn moocamn. thy. 4. Del w^dAppoanum his bread ' M. this consonant atler the ' prefix. my O. m- ' entirely.A. third 3d p. in animates only which has the o V) but does not take the ending which appears sing. Alg. Pass. in O. be termeti Obviative. A. ttigufimy but nigtcam ' my house Pass. » ot-abni his paddle ' '. We may may 2. Cr. DYNELEY In BL.A. hiH hoase \ . Sur-obviative. retains the w ' after the prefixes. or the so-ealled 6. however. the substantive is capable of undergoing certain changes of form. in « the Alg.thus. Locative. but nigtruu mother For the 3dp. as -a and muchilohimou'in ' in Del. » as-aw. or accus.

pi. v'nimihal he see the horse w^ nimihak ha-aso pi. Thus. 3d p. unamihon alemos-a and ginchinnap enchel-all v'Uahol-awak ha-as-v'ul * ' ' ' unamihaira ' alemos-a. sing. 9. this will be readily seen in the alles given above of the subst. OA. osaki—an nbenujiyun. sakihewuk otvashisha Cf. » osaki—an nijanis-an. ' they see the horses '. Del. 8. The Obviative is a form of accusative which appears only when the noun is in connexion. pron.. a usage which does not appear in Abenaki. noun. The Future. and Del. [20] The Diminutive-Derogatory. aivan nbenujiyun. with the 2. Pass. 10. '. Bl. as a definite article. pi. for house'. The Obviative appears when noun is con- nected with the 3d p. Alg. is the simplest tbrni of the simple possessive suffix-m. '. state that Cr. prefix o {v^\ sing. ' nan-nu-yi-u-ai e ponokomi' tai—i (from ponokomita 6) horse ') he sees the horse tlje '. Cr. and Mi. as in the following three instances a) : AVhen it is the object of a transitive verb in ' the 3d p. The Past. or pi. » Oj. ot-owashish-a . osaki— osaki—awa nijanis—a. Cr. they all say 'the Indian his house' cf. Sakiheo owashisha ' . A. Oj. Bl. or children pi. from wliicli all tlie other modifications are made. I may Alg. The nom. anamihanhr aremvs—ar aremus-a pi. « In this connexion. The genitive relation is expressed in all tlie the Indian's dialects by simple position. love a child. M.220 SECTION LINGUISTIQUE 7. The Dabitative or Suppositive and 11. Pass. with the pronominal prefixes. nnamihaiva they see dogs. " Alnoba mcigwom. Thus.A. The Interrogative. 1. he loves a '^ child or children pi. « They pi. he" sent the angel amemensall he loved the children '. use the demostr. MA. Thus. " * he sees a ' dog.

It has otlen al- most a dative force Tlius. the consonantal in is termination < was simply omitted. termination identical with that pre- ceding the ending. obv. In O. the ending -r which would naturally have become-/ has disappeared entirely. M. nitftnna c) '' -u inv dau^liter ' but otfnmi' his daughter*.(211 J. In M. and pi. case for animate 8ul>- may -a then be formulated as follows: In Cr. -in. Pas. noxhrir- the angel came a virgin The stantives rule to form the obv. > and O. The Obviative frequently denotes the indirect obiect or the subject of a passive verb. Azi ninilan ha-as-trul skidap-gil John gives the horse to the ilijil ' man to Asel puhuchigil *. (either dat. -on. leaving the simple vowel -a in both sing. In « Alg. before the sing. pL. i. and pi. The vowel used pi. > the ending is -w. -vr and ». the obv. » o-nijanis-an ' his child Not© that ends in Bl. pi. iiUiiruk commodi or incotnmndi). the n. the ending is for both sing.A. o is lengthened in tone. ' Kulzincw ' Kutta-vtinhkaniJia afi-tvuk Jesus-a All people shall stand before Jesus ogenibotmviln ' Oj.A. ian and iran according to the character of the final syllable of the noun.consonant is To form dropped and the prein the obv. DYNELEY *. Alg. in the obv. -i appears only when the noun thus. pi. Or. of'. « Al^. -an. -ar. a. the ending was « -?•. ahrizdananhr sawangan nn- mesar ' the eagle swoops down upon a '' fish '. they \ . as in ceding vowel Alg. died for the Indian. In of.A. gives tlie Indian a book *.A. ' kapo 'stand'.A. 391 etc. C. poireMt'.. O. * Otishkau in front p. Au-sfi Jesus Christ anishinfiben ' J. * frnii- lonhn alnonhba-a awikhigaa He *. ata& 'in front 'V)uk termination 3<1.

one direct and the second indirect. Ti'milonhn awossis 3) give him a child The Sur-obviative. sonantal ending Pass. while in shiddp- it is-/ (gil-^vul after -s. the original -r appears as -/ in the sing. even if the verb TIius. not in the 3d ^ Cr. all retained. an. skicMpi\ ha- as-o'. and the characterIt vowel of the obv. (cf. if it is an inan. istic The -/ is simply dropped liere is. obv. nouns do not take the Obv. and. inanimates have no distinctive form. sing. but the context of the sentences prevents any in confusion meaning. in Cr. pesekui unemauinal is ' liis only son '. tive ending -iliu pi. pi. is is usually in the p. In the : pi. It should the verb has two objects. ihiva about to be discussed. tlie cliaracteristic termin- ation indicating the third 3d p. cf. nouns generally take —lii't [—ilin) when governed by a transitive verb in the 3d p. book *. In Cr however. -o' fort the pi. in sentence. Like animates they take this mark only when connected with a verb in the 3d p. he '.222 SECTION LINGUISTIQUE [22] Pass. ending is these dialects save Bl. termination. the sing. inan. the direct object. practically identical with the inan. q. In every dialect save Cr. ha-as-icul) and-z'. ki- oshi'tafi nisho wunihikkana be noted in this made two traps connexion that when in Cr. sur-obviatinguishing ' '. ' cf. or. after a verb.. Sing. e. ending. gil^ -I for both sing. will be noted that in obv. Thus kirapahum nipiliu he dips up water This termination must by no means be confused with the inan. This not the case. In Del. the conpi. ' however. -p) for the sing. dis- case for inanimates. is sometimes called tlie double possessive case. Ni-milan is masinaikun-iliu. more % . in I the other dialects. cf. we note a distinct obv. noun. I give him a '.. liowever.

' It will loves his (another be noticed verb affected by the. » and Oj of inanimates as sing.' but o-sakihani ohrsis-ini 'he person's. > - Qj. and pi.Peter's sister. Mary ki otine. e. * Oj.Ivra Jam-a imhh-ilina 'Mary has taken Jane's child. Alg. « follows an Obv. used well. we find the Sur-obv. pi Kutta-kiskinhe « ohilmiiwCo will teach ot-owashishinush-iliera * children's children. cf. While in Cr. Thus. at presupposes » a preceding Obv. understood his . the second direct object of a verb in the 3d p. It exists only in Cr. in using a different ending for the Sur-obv. condition just as it is ' by the is Obv. ending Cree is -liva (i liva) for both sing. Alg. or. and has been it quite lost in the otiier idioms. we in may assert tliat as long as the Sur-obv. son. Pon osiikihan okirisis-au 'Paul loves that the owni is son. It will be observed that the anim.128J J. «7/V' (not to be contused but pi. the following oi-owash- combinations. Mnry ki otiminfo Jane-avtvashimish-iliira or simply Mary ki oiinfio Jane-a ot-onashimish-ilina. lif/ alone here also however.. nouns. We * find in such Ben- t^ncos as the following: Cr. however. Sur-obv. for the above sentence.* In genera). « in all the languages save Cree the Obv. and < Al^. nwap^mnn o- intiLimfigun-ini 'he sees the man's wife'. Sur obv. Cf. in Cree in such sentences as his son dead * we find ot-anis-a o-kods -a -nipi- liva. mentionod aboveX . The Sur-obviative always least. q. '' > Mishen osaiensan owi-viti-kemani Pien ot-awfima-ni Micliners grandson will marrj. Cr. of. with the inan. this will will suffice. stands Alg. is any part or clause of a sentence. DYXELEY properly. Sakih-im-fo ot-ant$a iliva * okon^ * he loves his daughter's son ot-ouashinush-a his . Cr. exists only with an. obv.

was either never developed in these some prehistoric date. used instead. 224 SECTION LINGUISTIQUE [24] -ihiva. exist at all. Those invited icigtv6m-uk. • nd-elosanji molian '1 shall go to Montreal'. and Pass.' ic^nimi'ha okivisH ' he sees the man's It is e:^tremely where the Obv. Thus. as follows. unamihon alnoba—a vmamon—a skidap—gil is Pass. nouns -oni and in Oj. * Pass. -niy —ini. ' I am '. M. fUnami) Elend-pannik wifa ' pungeirinulatpvd gannUng. 4) The Locative occurs in all the dialects and denotes the place where. omasinaihan « -ihiva ' liis son's book (books) '. cit. he said to (Unami) vtellawall c) trtallocacanung In his servants MA. n . able to go to the * trading-post sliall ' . be deduced from the -iliira for an. Cr. pi. going to Locality my * house*. on. in Alg. the place shall be loc. In for -ini^ add ili?i. to. Thus. A. under and through. with the meanings to. in. is may Cr. son. Mummcila nikagi ' itotan utmci-ivikumik-ok. lost at probable that the Sur-obv. Sur-obv. . loc. away his The rule for forming the Sur-obv. at. * « Alg. into. inan. A. 'I to the weddto the ind feast'. Brinton. 82. and add -m. > Pon. as the an. most from. out of. In Del. Cf. I shall » not be -Oj. rCmajehap'n negnnk Del. some verbs of going do not require that the name of cf. rCpaion b) ' came house ' . a. okosisa pi.' with verbs of motion. does not Cf. sing. omdkamani ot-osan ot-akik-oni 'Paul takes father's kettle '.. the Sur-obv. Al^. Abn. as above. I go to Toronto ' Del. As Dative. Cr. pi. M.. " languages or was ' of which * are expressed in the verb itself. « and » -iliva . p. as the more ancient forms of them show no traces of it. Toronto— ing niwiiza. tlie same ilift.

' be i» in town.(251 . Bastonenang In < in the U. vigvavik 'at the liouse*. . like Kakaking inicej 'he cries a crow* .' out of * Pass. mikiiramik ' in the tent If the is noun already ends ' . * from ' is really exprciuied by tho verbal particle waji'. ' lu these two phrases the idea woji/-.1. ikireng izilio *lie is dressed like ' a woman*. d) 'from. Del. (Unamij Sasktrilumang ' Sakimanep oten-ink * ' he in was chief at Susquehanna the town M. -ok added » in the kettle*. A. according to the termination of the noun. « Alg. Thus. '. » sucli a» '. the guise of. . n-otatri o-clilmanU-ik my father is ia liis canoe (anotlier persona '. it is -k with essentially the same vowel as the plural. ftdnin odanak * . MinHi . it is found by adding uski'kok -ik. : rules for the formation of the Locative — ' In Cree. in -k as uski'k kettle '. A. Sibaige 'at Pleasant Point but in tlie modern A. in . the and Del. the termina- modern Pen. > and tion connecting vowel is practically identical with that of the plural ending. S. and Micmae. nojinodaha irigwdnik ' come out of the house ' *. is -ng^ -ing^ ong. The general are as follows cf. Mi. presege ergirfik as large as a pigeon '. Oj. In U. -A' -ge (cf. . Cr. the sfx. » Andi irejipaietj f Moniang ' ^ Pass. naftdosa HgwOmuk. Ki « chikumek in the sea*.* In Oj. except where it is necessary to differentiate the Lowas '). ' an 'in meaning Alg. where do you come from? Montreal? M. A. and -k only * if the noun ends in a vowel. A. In Alg. it is -ng -^ik) Alg. Pass. U. DYXELKY ' 235 at. Names * of places especially take -nang cf. Tondaka najiKUmtf Odonak where is he from? The city*. * The Locative ending can adverbial relationship < also serve to express like '. -nang.

ndene -ikvk 'in the towns'. pe'nem-inek 'among women' is seen also in modern Pen. Locative -nk) in essentially » becoming nasalized Alg. will is « then that the sign of the {-ng. » nibin-ong ' last summer ' ' ' . '. is. Cf. and . next autumn Mi. and Del. A. In U. [20] cative from the an. M. A. 'yesterday ' . M. A. morning It ' Eskitpfikek ' M. Pass. A^ onhbaksi- (jam-ikok 'in the tents' Pass. winter '. we may compare the following pain the Itail radigms : 0. pe^mo—inek and mechinangan—inek 'among the dead'. Tagiiongni-ga to-morrow morning be observed -k. nzasis -ak 'my uncles'. Pass. the plural termination -inek which I find only Mary. As an example of the method of affixing the Locative case ending to a noun with pronominal possessive suffixes. pipon-ong 'last winter'. PASS. A. -ikok {-ikfik) : U. appus-ikenk 'on the trees'. -Oj. plural. A. A. but nzasis-ek It ' cU my uncle's should be noted here that U. ' nigwam—ek kigwam-ek in my house ' ntol—uk ' in my canoe ' Utol—uk loHol—nk ntolnok k'tolnok a-ivigu'dm-ek nigu'dmni(k kigudmnitk kigivdmwanhk a-wigwdmiianlik k'tokrak id'tolwak There « is also a locative usage employed pipon to denote past or present time in such words as nibin 'summer' Alg. have a Locative plural termination cf.22fi SECTION LINGUISTIQUE cf. uesp/kiciicik . This nasalization in I . '.

is original I find no trace of a Locative. tlio iiible) Loc. In Cr. A. trasis-tok *o children!' and in o children Oj. however. nigatves) is ' -/. -euk are not confined nouns of relationship. and we find it denoted by the o trash ish-itok. nidomUik or my friends . ningtris-e ' *my son '. abenfiji-iritok In Del. n-6kh-a 'my father*. pi. mok'iistsis *. M. from musemis.» -Oj. -enk. DYNELEY 297 all probability. From ' mitanhgues. 0. A. Del. This relation itok/t-itanpiu ' expressed by prepositional particles prefixed to the verb. generally however. by. -an. a later modification. and Bl. occurs in some of the languages. Alg. -tuk^ < Thus.. 0. in cf. the cognate -iritnk. n-iga my mother ter of ' from which and Del. nominal prefix to our In Del. mitankgwi father '. pi. Del. we find. the latused only when coupled with the pro'. In Bl. In Old Momh... Kilutca Kisgumonigck nidombamtok ' ye vipers and '. ending -/. mistsis itvkh he sits upon the ni-mdt-oto wood ' where etc. M. of « Alg. A. (-utnk). » n-os-e'my father'. in only a few nouns of relationship. musemi 'grand father'. 6) means ' on * . A. auanhsis-tokf Pass. 0. '. A. -c. The Voc. I have come from Elbon River ' where mut means ' from A form ot Vocative sing. of. ple pi.. > nijanis-itokf M. A.. Thus.. ». nihillul-an ' Lord « '. -toky -itok.[27) J. -a (cf. Pass. as it often ' is to-day ' in M. is expressed in « all the di- alects except Del. Alg. Cr. the voc. however. sfx. was denoted by the sim' '. A. nihillal-ienk our Lord '! The ' endings are Alg. -an. mkqut 'in iieaven* (Eliot*^ but Mohican Pequot Svkkuck with -k oi* which would appear to be rather a modification -k than of -uk^ -ug. -a.

nidombam-tok really means of you as my tiiends. '. *. Its usage differs in the various cf. A. ' my horse nd-a-as-om'n 7) our horse The diminutive ' exists in all the Algic tongues. pi. pronoun Del. ' bread nd-a 'poanum '. All the modifications just discussed partake of the nature of case inflexion in other languages. ishrfi woman '. It was probably originally identical with the demonstr. ned-aremns-em my dog cow'. Pass. in Cr. nkaoz-em 'my rikaoztm-na ' our cow ' *. in the ending -m (-^na) as 3d p. nind-okimaminan 'our chief. Ni-mistik-om my stich nit—oicash—im—ish my ter- child In the former case the plural pronominal minations follow the particle: Cree ni-ivaskahikimiminon 'our house'. 'my chief*. cf. dialects and ' must be ' learned by practice ' Cr. Pass. In the other languages the form practically the is same as in Cr. however. f as many may probably exist*). cannot thus be classified and must be treaded of separately as accidents peculiar to the Algic substantives. Del. 6) The possessive suffix -m. itok. B. and nouns in ' « Alg.' 338 SECTION LINGUISTIQUE I [28] am « inclined to identity the Voc. -im. ' Cr. nekama. a. negum menp. » Oj. The true Du- bitative force of -tok has been lost in the other idioms. ' the Dubitative -tok. A. tioned above 213. ' my bread ' n' a'poa- num-ene our bread U. Its force is simply that of a strengthen er of the posses. -atok which appears in verbs in Alg. The fol- lowing endings. ending with Thus. Nin ku- knsh-im achpoan 'my ' ' pig* nin-kukush-iminan 'our pig'. With tliis termin- 1 . M. -om occurs seen in all the dialects save Bl. » nind-okimam Oj.. » m. ned-aremfts-ene 'our dog'. nd-a-as-om. « Alg.-ive. *. isktrashish girl '.

-u tor nouns * ending axe'. ' also M. X//"** Congrit du OrinOmtUlm. okhke^tii < 'girl'. > okima-ns 'chief. ptiss okos kitten '. Oj. manito God ' manitosh. shishib it is duck shishib islu In most of the dialects possible to double the diminutive ending to denote either a greater dimi- nutive sense or a double derogatory meaning. tind In Bl. Pass sis. A.and diminutive. as may be seen from sucli words as puss oat '. -s. except tliat in -aw. - Toom 111 — {V ParOt) Ift . t » Oj. a vowel. I no ending cognate with ' -is. < Alg. however. ' -tit. cat ' from pzo Del. tlie vowel is almost the same in Alg. always has the vowel of the The after ending tisually -is/t. » and Oj. etc. mitiknab-ins 'bow'. (/. The ending is also -s but combined with a vowel and the nasal -w according to the termination of the noun: « Alg. sis. osh after » and k. '. fi^ as temahigan-i*^ is uk-firy little fisisy nouns whose plural -sis tor aguitC nfins little cause nouns in a consonant mtnaftbe- 818 'little ' man'. are often both derogatory. -v take ens and nouns di- in -^ns take -ish. etc. * in a consonant or for '. anasis 'child' aicasis shish ' cf. ' dear little child': < Alg. A.. the plural. etc. DYXELKY ation shish should be coinparud U. nouns ending minutive -715 -m. has * in Alg. sometimes -if as p'2o-A$ wild-cat * . and always ' a derogatory' ' sense. noxkitAM^ pit- 8hv6-8i8 * but in Pass. -sis. -sis. wagosk-ens « ' fox '. which « » in « Alg. The Actf dtt partake more of the na- ture of verbal inflexion than of nominal moditication. ak4-kn-un last three accidents 'girl*. or okhks-chich from nkhken woman In Alg. ashj isk. » as that of the plural termination. on the other hand.. becames -wish osh after in Oj.[29] J. Pass. In Oj. In the other languages also -is. ' There are diminutive terminations. girl '. —/tl. etc. -chick. » ctbiru nice little paddle'. -sh. ake 'woman'. 2.

—oban) . may be made a verb and many verbal parts may become substantives. -Oj.igoban '. The noun and verb have the same pro-^ nominal prefixes and suffixes and are subject to the It same and place. 230 SECTION LINGUISTIQUE [SOJ must be remembered. Any noun. the difference between a living and deceased person is frequently expressed by a curious variation of tone. n'namito-b saw'. It will tlieretbre not appear surprising that nouns are otten looked upon as being in the past. but above when in an exclamation. This distinction only as when the noun stands in consecution. but ni—mishomis—iban I my . ' I ntmap^n of had [sd. and Pass. ') who whom knew onlj' ' '. In the « Alg. » dialect state. In Pass. -opun nfiira cf. This ending used when a deceased person ItJ spoken of whon? the is speaker had known. -bim form appears with verbs ' pipoon . cf. ' mj' grand father (living)' ' is while 'my not dead grand father observed would be expressed by saising is the tone of the last syllable. cf. rules of time future and dubitative or suppositive states. however. grand father Cr. the -ban. 'my grand ' father whom never is knew dead. In Cr. [pipoon it is winter ha-as ' Pass. find ni-mishomis. The form for Marl— ban Mary " who is is dead'. J .. * ' it was winter have ' . that in Algic speech there is no real distinction between nominal and verbal treatment. A. 8) The past of nonus appears most prominently » in « Alg. -ogoban\ I cf.. however. M Thus.. person long dead bly have known. a horse M. nos-iban 'my dead is father'. particularly we find a near and remote past is the former —ban [-iban. allusion the form made to a whom we the speaker could not possi-goban^ -i(/oban. therefore.

Main Sospp-iskul'-pan 'Mary tlie who was wife of Josepli '. inan. M. -e changed to M. NaranhUiani-ga In one of the old Norrid^ewalks*. A. as mokhumsum-ga ancestoi*s 9) In Del. will as K'iuikhumtd-ch sepaunu ' I write to ' apch I will you to-morrow or K'fuikhumul sepaunu In Cr. more correctly I the Suppositive stat« which. the write you to-morrow again *. ' ending -ga to nouns to denote ' g. relative particle kr- is used invariably with the ' tiiture verb. nouns and in -e for inan. cf. nan-ch rCdelUin I shall be is ' or simply u'dellsin-ch. nviitonhgves-ga '. appears only in « Alg. cow I had etc. fatlier * niben-e last summer g. same phenomenon also observed in Pass. a past state 'n' affixes the e. * my dead -^a. nmitonhgwe$-a '.. » with nouns. nib' na 'last summer* . ' my dead father *. A. the sign ot the future -ji chi) is moveable and may be appended (0. {81] J. The pi. the endings for which are -a. we find the original -a. has a)so a distinctive past stat« for noans. nibfm 'last summer^ * The M. or. with both animates and ' inanimates. suffixes -jmn are used in both sing. yfma it ililin ka tnkoshik the Indian (ch) who will is come but has not the force of -ji which purely a sign of the future. DYNELEY 381 0. so far as can judge. pbona 'last winter*. and M. This -ga appcare also in Del. and e. the of. exclusively for an. This . both of wliich are used sing. Its charaoteristio . A. ' . A. (but Pass. I sliall go to Montreal* or ' Del. Molian-ji nd-elosan Mnlian nd-elosan-ji thus * . '. cf. 10) Perhaps the all is variation of the most interesting substantival Dubitative. -tsi kci-i)zem—ga the to the noun or particle instead ' of to the verb . cf. nouns only. A. A.

-atok which I identify with the voc. cf. 232 SECTION LINGUISTIQUE is [32] 81^ Avill the suffix plur. ve- konen nipi-nen what in sort of water '. was he your chief ? ending in M. masinaikun. I . with the term This. M. A. The characteristic sign of this is -oxka-. The following examples » illustrate its * use. which may be cognate with the Subj. 11) Finally. interr. I should mention the existence of in is an « interr. -itok. A. D. -essa. -assa. however. -issa. sign is not cognate with ' -nen ending ct. j6n6n-aza is that I might have Dubitative not a cognate with the above forms ' cf. such It is as ke sanhgemanhica-assa f the regular * Imperf. '. the characteristic ending of which -nen cf. sign is -ats The J Dyneley Prince Ph. Kagni Bl. noxkakumo- meiukki perhaps I love '. Alg. subj. A. 287) believes past in O. kit-ai-tappo-ats f did you go there'. the ending seems Oj imla'. M. n'traIn Bl. past sign in 0. my Oj. ? ' . they * are probably awake by now (so (loc. Cr. cit. -aza. ashai koskosito'. nouns.' . the . mrenen anishinabe—nen * which man cf. (p. in RS-le except in distinctively ' verbal combinations. confined exclusively to the verb. -ussa. A. '. whom ' I see ' inan. does not occur -assa. and Bl. Keko etc. A. « 227). airikhigan wiiat book the inteiTogative . seem to be used In this the other idioms ' Cr. . This form does not . nind-avemar-tok ni-vasister bama-tok it is probably In Cr. -toli. s'miise^tuk they are coming along a dubitative they say) I should mention that O'Brien there was p. ni—chimdr—itok ni—vahandan —atok it is probably my canoe which kenuk ' I see'. » state which appears most prominently ? ? * Alg.

les peintures represen- Les vases du Di pylon dont du cadavre et le cortege tnn^bre. b.LE FKEMIHR REGIT DE L\ MOKT DES PIIETENHANTS ET SES TRACES DANS L'ODYSSEE (Od. les Sitzungberichte de I'Acad^mie de Munich une etude d^taillee sur cet usage En attendant. XVI 218-298 xix 9-13y Thucvdide ' et Aristote '^ ra con tent tons deux que dans les temps anciens les Hellenes portaient leur ar- mes meme en temps de abandonuer dans la ville. prouvent que vers la fin du 9°"* si^le. et rhistoriographe ath^ ni^n ajoute que ses concitoyens f'urent les premiers & cette habitude et ik circuler sans amies Je publierai bientOt dans primitif et sur sa duree. II 8. • 11 rt^sulte d'autres indices I. paix. p. 40. qui j'ai sont en relation avec le sujet de la note que I'illustre Thon- compagnie. * Polit. 12G8. au plus tard. permettez moi de Vous indiquer deux des neur de presenter a tent I'exposition resultats de cette ^tude. . arines tombait riiabitude de porter toujours les d6jk en d^su^tude a Athenes.

234 SECTION GRfeCE ET ORIENTE les Corinthiens. le discours Un de ces passages est fils dans lequel Ulysse des les recommande a son ch^es aux parois du d'eloigner armes atta- megaron^ pour mettre hors de la portee des pretendants a I'heure de la vengeance. 127. nous pouvons en confa9on conventionnolle clure qu'ils le decrivaient d'une d'aprfes les anciennes donnees. il en est question dans ses parties les plus anciennes ^ comme dans les plus re- cents. II 10: XVII 62. Od. le homerique commenpait a port des armes etait generalement r^pandu chez les Grecs de I'Asie Mineure. Pour cela on consi- d^rait la lance et I'epee ou au moins I'epee indispensables k I'appareil des hommes. XX 126. 698. car. 210. \es Messeniens et Chalcidiehs d'Eubee abandonnerent cette coutume pendant la premiere moitie du 8"® siecle au plus tard. ' La plus ancienne mention de I'usage primitif se trowve //. 219. ' * OJ. les * I'epee ne les quitte guere. IV308. et le plus les souvent dans ces dernieres. Outre cela nous le rencontrons dans la meme epopee II 46. n .vfiovAog ivl (pQSol drpei lidtp>rj. Bien peu de passages trahissent la coutume ftouvelle de se presenter desarme. I 190. 697. On pent prouver que poetes de I'epo- p6e plus recente vivaient a une epoque ou cet usage primitif etait deja abandonne. 145. • XVIII 3. 79. 194. oh d'ivl (pQsol dAAo de ojTjroTS ^dAleo ofjOiv uev jto^. [2] que les les Me^ariens. XXI 119. En public^ heros sont armes de la lance et de I'epee. A I'epoque ou I'^popee se developper. Od. lorsque le r^cit est quelque peu d^taille. XXII 74.^ chez ® eux et dans les maisons de leurs amis. XVI 281-298): Toi eQEco. 101. 431. (Od.

dAAd HaTijKiOTai.m vEvoc) ffCioa jiiiv HKLBIO vol kyio K£(pa/. discours est repet^ dans le XIX livre de rOdyssee (4-13) avec une legere modification du vers XVI (Od. Partout ailleurs les * pretendants sont r^pr^sent^s eiit arm^s dans * la salle. Apres qu'Ulys.^Ei llaX?MC. > Xojfv d^olotoiv dvo qjdoyava nai dvo <^otV>f uaAMJTEEiv ual doid jiodyQia d>g /e^n' i/^odai.Mboiy noOeovrec. ^Adijyauj ual /iijuEva Zevg. ydg t'(pt/. Puis vient le r^it ar- indiquant que Ulysse et T^lemaque emportent les mea dans le thalamos.(j. XXII . jrcog otvcji^hnrsg. dans le cas ou ils Tinterrogeraient sur I'absence des amies. Toi ev intyaQoioiv Ugt'/fa reu/to nelrm. 291)^ et I'omission des quatres der- XVI 294-298). ore Ktv oe jutTa/.ovg TQ0J0i)Te. dv ^mdvoavTEc. fia?. Jlgog d'iTi Kui rode jtiij /ttet^ov ivl <pQ€oi Of/ice K(/oyic^y. 385 nb dV^«ra voffia^.' < hi uaTtvoO lutredriK. 285 eg uv)^6y oyn/AOO da?Afiov Karadiivm df:ioag Jidvra iLuOSavTUij ftytjorf/oac. Ulysse sugjj^ere a son fils de dire aux pretendants. Le meme 10 (Odyssee niers vers. igtv OTi'/OftiTeg ev vjulv. Kuraioji^m'i^TE re dfxlra uat fnvijavvv 29:> ' avrui. qu'elles avaient ete eloign^es pour les soustraire a raction de la tumee et aussi pour eviter qu'ils se blessassent avec elles les uns les autres dans une querelle apres boire. ^f^otv hx^t ^i{U»v.KeTai dvdoa Gidtjoog. XIX 10: jtpbz o'stt x«l to^s juiCov 74.se rvi refuse^ la Od.aKoig ineeooiv jTa(}qmGd(M. dXkij^. old JTOTE 2«J0 Tgobjvde kicov uareMurtv '(Jdvonevg. inel ovketi toKhv iqtnet. nooov jTVQttg 11k€t dfirfiij . 71). » Od. iAoijueda'Tovg de KEjrEira ift/.

L'Odyssee pil^e telle que nous la possedons a ete comde plusieurs Epopees differentes. telle qu'elle nous est parvenue. les livres Pour ' qui traitent des ^venements survenus Od. et que cbaque ^rudit impartial doit trouver justes dans les lignes principales. Ulysse recommande a Tel^maque de garder deux epees pour leur usage personnel dans la saires. lutte contre leurs adver- Cela s'entend qu'Ulysse.236 SECTION GRECE ET ORIENTE [4] reconciliation proposee par Euiymaque. ^ Tout ceci prouve que le poete qui raconta I'enlevement des armes. XXI 119. il faut nous rendre compte de la maniere dont est nee I'Odyssee. ils tirent leurs epees du fourreau et se servent des tables en guise de boiicliers. . depose son ^pee et qu'il la reprend des que commence le combat contre les pretendants. ses de Wilamowitz-Moellendorff a d^veloppees «Homefisclie Untersuclmngen». contrairement a ce que nous voyons dans les autres parties de I'epopee. mais le pofete refere expres- sement que Telemaque. deguise en mendiant dans n'avait pas d'armes sur lui. Si le poete qui composa le discours d'Ulysse epees. avant de creuser le sol le sillon de la salle pour y fixer les Laches. La du discours contient une autre contradiction. le les croyait armes de leurs second pretexte n'aurait sugg^re a T6l6maque rient eu qu'a se servir par son pere aucune fin raison d'etre: en cas de querelle les pretendants n'au- de leurs propres ep^es. Je partage les opinions que dans M. se figurait les pretendants sans armes propres dans la salle du festin. Pour comprendre ces contradictions.431.

se servit pour L'^sprit si different qui regne dans cliacun de ce» poemes nous donne lieu de croire que les descriptions du meurtre des pretendants devaient diverger consid^ rablement de I'une a Tautre. provient de cette dernifere 4pop<^e. Le comdes pretendants autrement que dans le livre pilateur aura bien senti la ditTiculte d'insc^rer ce motif . nomm^e en second Elle contenait. elle aussi. D'un autre cotd nous savons que le compilateur puisa dans une 6pop^e qui r^latait le meurtre XXII. un r6cit du meurtre des il pr^tendants. le «7 iiervi a compilateur s'est Hiirtout de troi»» ^pop^es. Des vestiges de ce dernier poeme se sont conserves dans le Hvre il XX de notre livres. oO ceux-ci se pr^sentent arrows et la plus po^tique trois La plus ancienne epopees est bien celle que nous avons lieu. mais le n'est pas arrive a celui nous parceque les derniers compilateur I'a remplac^ par il de IVpop^e plus recente et plus faible dont livres. II ne serait done pas trop tem^raire de supposer quo la version d'apres laquelle Ulysse et Telomaque ^loignent les armes. pr<^- Odyss^e. traitent de Les deux passages qui Tenlevement des armes reposent sur one relation qui diff«6rait du XXII livre par un trait essentiel: les pr^tendant dans le Megaron y sont representes sans armes. d'uu potoe qui racontait se comment Ulysse et l^ni^lope reconnurent et dans lequel Ulysse exterminait les pr^tendants aprte 0*dtre entendn avec son eponse.[5] HKLBIG Itliaque. ou Ulysse tuait les pr(^tendant8 avant de s'Mre fait reconnaltre de Penelope. XXII livre. de la T^l^machie. et en6n d'une troisi^me ^po* p^e. et a servi de base aux quatre derni^rs r^cit C'est de lui que provient le du nieurtre dea de ces tendants du d'ep^e.

II en est de meme des vers 139-141. * irjv. i . dants se levent furieux et s'elancent a travers la Puis viennent les vers (23. c'est qu'il s'agissait d'un episode qui ^tajt grave dans la memoire la- du peuple et II qu'il etait impossible de I'eliminer.n']Tovg jtotI roij^ovg ovde TTYj dome. . sous ses guenilles de mendiant. est abso- lument inconcevable.' 238 SECTION GRECE ET ORIENTE S'il I'a fait [6] dans son Odyssee. a tue Antinoos par megarde. Die homerische Odyssee. Kirchlioff a justement reconnu que la con- duit e attribuee par ces vers aux pretendants. p. le a done essaye de mettre en rapport avec situation d^crite dans le livre XXII. Mais s'il s'agissait seulement de punir un mendiant arme simplement d'un arc. ou Melanthios se refere a I'eloignement des amies: [d^.A" 140 dy£d\ ' vjlUv tevxe' kveiuoi i9coQrj/dFjvai otojuai. 581 et suiv. XXII. M. 24): jrdvTooe TtaTTualvovre^ evdf. iK daXdjuov ivdov ydg. quelle necessite y avait-il de chercher sur les murs de les la salle des les pre- lances ou des boucliers. quand epees dont tendants etaient ceints eussent ei6 plus que sul'fisantes? il est clair que le compilateur a intercale ces vers les pour mettre a peu pres a I'unisson le livre deux passages avec precedents. Les pretendants croient qu'Ulysse. ovd' dXm/uov sy/og ^Xsoi&ai. sur quoi les pretensalle. 189 et suiv. Au commencement Ulysse tue Antinoos d'un trait de Heche. Mais de ce cet essai lui livre.. a bien mal reussi. qui relatent I'enl^veraent des amies. tout de meme. ovde m] aXXr} cpaidijuiog Tsv/ea uarModrjv Vdvoevg koI * vlog Die Composition der Odyssee. p.

alors devient tout naturel que I'auteur du XXII * livre ait traits Targument d'une Die Comp. .^ . si ce paHsage dans sa conle vers 139.[7] HELBIO M. «wt u rvj^vtr Od.€/[t£(og Hveivowo. Si I'epopoe plus ancienne il representait ainsi le meurtre des pretendants. * Le vers 711.tth'oio €Qdv(^ ij fuajrivy rt«5^axi«/y. Odyaee p. pag. IV 636. lis auraient ete massacres par Ulysse pendant le t'estin.. doit avoir ioit une grande impreMion. c'est-&-dire si transport fait par le recit de Tenlc^vement de armes provient de repop(!^e plus ancienne. ception originale linissait avec ou H*il con* tenait une autre donnee. oveg ojg dyoK'tdniTEg. og rig re uathKravE fhOf em qdn'y. Kirclflioff * a8f» remarque que Tadverbe A«dcw y ent employ^ d'une fa^on contraire A la logique et reconjiait avec raison auHsi dans cen vevA une interpolation mill r^ussie. Dit hom. Ody. ol Tj ^d vkv ydfi(^ i} dqjveioO dvdQ(}g jueya dvva. nous aurions par la une id^e de la maniere dont cette ^^poj^ee repr^sentait le nieurtre des prc^tondants. La description en corresponderait avec Agamemnon fait dans la premiere Nekyia sassinat et de et suiv. ou Ulysse tue les pr^tendants avec la connivence de son (Spouse. 1J>2 et suiv. * i'0)/. d.: celui celle que as- de son de ses camarades (Od. XI 411 deiTrviooa. qui fut substitute par les vers interpol^s.. Si le mon hypothese est junte. 684 et suiv. Je n'oserais decider.

tandis poete plus recent les fait revenir a d'etre I'lialjitude fait ancienne toujours armes. On trouvera etrange que le poete plus ancien tribue aux pretendants la coutume plus recente et que le atles represente non armes dans la maison d'Ulysse. de Wilamowitz interpolee par un poete posterieur. Les Grecs des temps plus avec les id^es apres de justice qui leur etaient propres.240 SECTION GRECE ET ORIENTE le [8] autre maniere et que ference au recules. dans son developpement anterieur L'epopee ionienne qui contenait le recit perdu du meurtre des pretendants. surgit selon toute probabilite dans une periode tres reculee du 8™'' siecle. comme un ^ trait • caract^ristique I'auteur du vrai livre C'est pourquoi du XXII arme les pretendants d'epee et qu'ensuite chez lui Melanthius leur donne des casques. Mais ce trouve les une explication diflferentes parfaitement qui vraisemblable dans influencerent la et circonstances poesie poste- epique rieur. regardaient le massacre des jeunes gens sans armes comme une juste punition pour leur conduite criminelle. comme I . compilateur ait donne la pre- po^me plus recent. mais on ne * Un exemple evident de cette tendance est fourni par les vers Od. des boucliers. Outre cela les poetes le plus r^cents consideraient plus de cliquitis d'armes possible recit epique. Cela lui fournissait I'occasion de depeindre une tout temps serie de scenes de combat qui de les appartenaient aux sujets plus goutes de la poesie epique. II est bien probable que les generations posterieures furent clioquees par la brutalite de ce procede. des lances. considere avec raison XVIII 376-379 que M.

apr^ quo les Clial- cidiens et les Corintbiens eurent etendu le ooui'S de . nous pouvons supposer que ce tot en lonie. k Corinthe. lis avaient re^u de leurs predecesseurs un riche appareil de formes sociales tradition nelles. II est done tout k vraisemblable que po6te crea cette epopee apres que eurent abandonn^ la coutume primitive. L'auteur de Tepop^e que le compilateur employa pour les quatre derniers livres. il chantait au moment ou activite et la source de la poesie epique etait en pleine il ponvait puiser a pleines mains pour son poeme dans son entourage meme.[9] HELBIG le 341 peut croire qu'elle pAt avoir 6t6 or^*e avant commen- cement de ce siecle. fait se produisit un peu plus plus rapidefait ou la civilisation avanyait ment que dans les loniens la mere le patrie. k M^gare et en Messc^nie elle tut definitivement abandonnde dans la premiere moiti^ du 8*** siecle au plus tard. Cette circonstiince devait ment entraver leur fantaisie et introduire dans leur production un element moins poetique. il celui du perdu du trahit une connaissanoe des pays occidentaux qui n'etait gu6re possible que depuis la deuxi^me moitiee du 8"" siecle. II vivait. qui 6tait reconnu comme typique et dont ils ne pouvaient s'emanciper ncSc^ssaire- que difficilement. vivait dans une epoque recit beaucoup plus recente que meurtre des pretendants. son 6poque il se couformait a i'usa^e qui re^nait dans et dans son pays. de phrases toutes faites. et les qu'en representant pretendants dans la salle d'Ulysse non armes. Si la coutume de port«r toujoura les amies tombait en df^suetude k A thanes vers la fin dn 9"" siecle et si a Ohalkis. Les poetes post^rieurs ne se trouvaient plus dans une position aussi favorable.

Tous deux appartenaient a citoyens de tous les etats I'epoque ou les C-lialcidiens. I 121. * ' * Homerische Untersuchungen. les Corinthiens.at2 SECTION GRECE ET OEIENTE [10] leur navigation jusqu'aux difficile mers occidentales. 4 * p. 228. soit corinthienne. Wilamowitz. Homer ische Untersuchungen. 145. 70. de Wilade la deuxieme moitie du mowitz ^ a suppose avec raison que le poete de cette de reculer I'oeuvre epopee et le compilateur vivaient tous deux dans la et mere patrie dans uu centre de civilisation soit chal- cidienne. XX 125. 27. Od. 24-27. 7™* ^ II serait du compilateur au de la siecle. et autant que nous porter le sachions. 70. Si * done les poetes les plus recents decrivent avec c'est predilection un usage abandonne depuis longtemps. 127. ^ M. XVII 62. Helbig. p. les grecs avaient abandonne depuis longtemps I'usage de toujours les armes. Malgre cela le poete de livres I'epopee sur laquelle sont bases les 4 derniers Telemaque et les preteudants armes d'^pees dans le Megaron d'Ulysse et le compilateur revient tVequemnient et avec une certaine de rOd5'ssee nous decrit pedanterie a I'usage primitif. qu'ils le faisaient certainement avec I'intention de don- ner a leur poesie un caractere arcliaique et propre a la grande Epopee. p. WilamoAvitz. . p.

sind verschiedene Versuche von mehreron Fachraftnnern gemacht worden. Ramsay und Kretsch- mer leiden an den genieinsamen Grundfehler. Inschrii- ten oder phrygische AVorte (Verfiuchungs-Forrael die en- vor oinigen Jahrzehnten von Texier und neuerdings von Ramsay in verschiedenen Gegenden des alten Plirvgiens ent- deckt worden. So dass fiir jeden ernstlichen Erklttmngfsvereuch der genannten phrygischen Insrlirirten eine Vergleich- .DIE PIIRYGISCIIEN INSCIIHIFTEN. Aber alle diese Versu- che von Lassen und spilter Fick. von alten zuverliissigon sein zeitgenoss wie Herodot und Eudoxus ausdriicklich bezeugt und von den jetzigen t'eststeliend linguistisclien Ansichten als a priori angenomraen werden muss. Die Verwandtschatl der phr5'gisclien ist Spraclie mit der alton armenischen Scliriflstellern. dass die in genannten Gelehrten schon uns keiner Weise den von Alten vorgezeigten Factor zur HGlte nelimen. '-t-*t^J^<CfS»m»f^-~ Zur Erklarun^ der phrygisch abgefassten thaltenden griecliischen Inscliritten. niimlich die armenische Sprache.

ist. Ich beginne mit der aufgefundenen alteren. w. Indogermanischen u. den Kretschmer ^ als kann der Personeneinfachen Lallnamen betrachtet mit dem bekannten karisch-kleinasiatischen und armenischen Personenname Addag (armenisch Aad Oder Tad). Diese Vergleichungsmethode vvende ich im vorliegenden Versuche zur Erklarung der plnygischen Erklarung der von Ramsay entdeckten phrygischen Inschriften der romischeu Zeit und korame dann auf die zuerst von Texier Inschriften an.) Sprachen (Band XXVIII. J . 381 von Ramsay selbst verotfentlicht a) Pheygische Inscheiften der eomischen Zeit N. Einleitung in die Geschichte der griech. Vrgl. karischen Addag) der Vater von OEjuiooog verglichen werden. 1 TdvEig irijiupe rov "Anjcovv rov iavr^g dvdga eti t/boa ual xa TEKva juvrj/ui]g x^Qiv nal iamr][v. Tig de Tavrr] dakd. Sprache 348.244 SECTION GRECE ET ORIENTE in diesen [2] ung des enthaltenen Sprachmaterials mit der armenischen Spracbe niir als unbedingt nothwendig erscheint. In dieser Inschrift name TdxEig. 1) TdxEig. HEiv uauov 7tQ007ton)oei icaTt]QajLiEvog ijvcj avrog nal xd XEMva avxov ual iu xekvojv xEuva. Den Text Zeitschrift der ersteren fiihre ich an fiir wie er in Kulm's auf > « Vergleichende Sprachder forschung dem Gebiete s. der Hellenischen Zeit angehorigen Inschriften. den (den triigt. audi die au8 den phrygischen Inschriften * bekannten Personens.

ein parety- mologisch mit deni griecb. 1 tcuUudun den kleinasiatisclien 2) Gericlit). T b aland i>/Mj)>'j lass* icb dab ingestel It. Tarag and arladono/jg und den kappadokischen Monatsnamen . Daa in zu vermutbende pbrygiscbe Wort lautete wabrscheinlicli etwa ihalam oder thalumn. Thai stelit. Itry Aetu oder 'Aotardtt/ov ijwitfwv t) 7ttvilEQ<}j Tdra {Tdra ov/i/Ao^ ai>roO). OABOLIDES Adda 916 namen idiffi Jdd/yg (Ja^tatjdy^v). (so aucb armen. da/. wrzl. den arm. graben. OTEyew hat (Vgl.(V^ PnHt*) . aber in der armen. sorgen. in der pers. audi die kleinahiatittche meniaclio Stadtnaineii Aa^nrava. so wie anderes bedeutet als ricliten. ist Sa^d/neiv (« raj>r. du XW^ Cvngrtt d«» Die gewObnlicbc Endung aber M «MtntmUHft.dfU'iv >) fia- aller Wabrscheinlicbkeit dd/. Der Name des angeblichen Sohnet* de» karischen mythischen Heldens setzung des Oejitig Aai^a^ des defitondg n&mlich. das arm. Tlial Thalem griibniss. jus. — Ton* III . Feminin) KavKd(tov. Tdva^ MiKVAov). Die Endung am niscben Verbalien (so hnayein den armeserge. httam zk-em t'iible. aus eigentlicb Grab bedeutet. der verwecliseltes und das der Be- Form nacb liellenisirtes phrygiscbes scbliess' Wort. die aucb den allgemeinen Sinn von deckeu.iddouoa oder Tedovoia. niclits c^tyi/g.[a] p. Spraclie. ildXafioc.. Stadtnamen Chram) ist asiatisclien nicbt Aetet ungewObnlicb. Dies icb armen. Dad vgl. Thalag kopldecke. Vgl. AadfJiM ora. Vgl. wie in den klein- und armen iscbon Lociilnamen Iley^'auov Lygdamum. an-zk-am dyaiodijroi. scheint nichts anderes zu sein als die griechische Uber- Namens Tcul Adda^. Tlialumu Ob das griecb. Jer/y [MEvavbQoc. in irgendeiner BeziehuDg zu der armen w.ajiiog nacl). tadem SaXdfUEiv. defnoGog ist freilich aus hergeleitet. Stadtnamen Aadt'inrava Das einzige interessante Wort in der Inscbrift XdfiEiv ist.

= TovT^ r^ /nvrjjLiaTi (s. sermn liclies OTtEQjua. jat. 2 'AvvlnaTQOc. Dieses von Ramsay als Scbade (harm ' erklarte phrygische Wort ist offenbar der Dativ eines dem armen. N. nemin.) Aelin- komrat auch in einigen sowohl armenischen als phrygiscben antonymischen dieser. in Dativ. wie das griechische 5g jas. So Dativ semin. das pbryg. Thahnnn bedeutet gische Begmbniss. Ebenso noin -^ dieser. aus derselben wrzl. ual F/vkcov X^Qiv. Was den Anslaut n {da?Min£i[v]) in der phrygisclien Dativsuffix anbetrifft.240 SECTION GEECE ET ORIENTE Verbalien [4] der im armenisclien niir ist amn. STiTvevm^evog eivov. In der phrygisch abgefasstcn Verfluchist imgsformel dieser Inscbrift das erste Wort log fenbar ein of- phrygisches unbestimmtes Relativpronom {pi at). osjuovv nvovjudV&. hingegen das phry- daXdueiv bedeutet die Begriibnissstatte. . und ioin entsprechenden phrygiscben Demonstrativpronomens des armenischen da oder ta =^ ta * Nach der Erkliirung von Ramsay muss der gauze Yorsatz der C^jt^-^av Veriluchtungsformel so erkliirt werden: o? av xal y. serman.axov Trotr^OTQ (*AXXd T'vi K(>a7|i. Der Begriif von Grab bleibt so ganz aus. ddskq)^ juvi'iitrjg ual ji(plfi ywaiKi avvov. Das arm. Snort. 1) Jog. 2) Ta/itav. so kann man ihn auch in dem armenischen Dativsuffix der auf mn endigenden Verbalien finden (So vgl. in das arm. w. unten). ual Bafiovg ldic> JIaoicovog A£ovT[la>) yafi^pjQoc. log rajuav uai uauovv addaKevrt.aTi CT^'xtav xal xax6v av TtotTfjoiQ . Dativ. 5om Dativendungen vor.). Vrgl.

). dem Wio kann phr}-. dadliAmi <Vi. so Was dem das Etymuin des Wortes karischen noOa uavJi(t£. und sein Etymum die wrzl. Etjmum dada 5) von P. wxh (koiJU^fiara Hesycli). That. lat. sowolil tmane identiscli mit Kai.[5] P. und TeOovaia Monatsnamen dessen Wurzel und ('s. 4) AddauETTi. so STiKjuei'oi muss man rait EiTov als evrv/otro WOrter £rir(r)passiver Bedeutung. muss moi erkltirt werden. den alten kappadokischen Jddovoa oder ladovoia. Ich bemerke nur das audi in vielen griccliiscben Dialecten von Kappada^a> dokien. tha ^di)K£ ^jtoitpe (Sncrt. anbetritft. de Lagarde auf das baktrische Dmltmsi^ ScliatTer zuriickgefdhrt ^\^rd oben s. Dieses so ist plirygisclie Wort bedeutet entweder aut* otlenbar jroii'/O)]. ist Vrgl. dem griech. da [fiaijvai. I ad) der Doin oder Toin oiWog tmin (timioj. /g xe ae/uov lO'ov/iiKog a(d)ateev chen //£ abgetasst zu dicog ^[£\u[e]Aoj ^tTertKftevog «ro(v).^i»chen rafiev — zu sein. a\n tmin sclieinen roOrtff Beide armenischo WOrter. K(7jg koUo^. oder auf die w. 3 als ^iyi)jua die Folge der WOrter zeigt. ETiTTSTDiuevog. jToto).og) zuruckzutuliren. V Ramsay) dieselbe Verflucbti*t'orrael in beiden Sprasein. dhuy da. Wenn man den die pbrvgisch ab- gefassten Verfluchtungs-t'ormeln der Insclnitten rait griechisch-phn*- gischen griechisch abgetassten ahnliclien Fornieln der griecbischen Inschriflen von Plirygien vorgleicht. So scheint in N. die also (bei gegritibn werden erklilren. Td<pog. cavus verglichen werden. oder fakshtlmif dentsch TImn. Dieser plitygiaoh abgetassten Verfluchtstbrmol tblgt bald eine grieohiaoh . CAROLIDEg imane "i 947 ooTog der dativ ist hna unci fmane mit der praepos. daida/. es mit eiquti). 3. in denen nicht wenige alte kleinasiatisch-anne- nische Wurzel bis heute sich erhalten haben.

1) und « G. so betrachte ich es als ein zusam- und latein. wie da& nun die grammatische Form und das Etymum von eriTeriKjUEvog oder eriTETiy/iievog betrifft. Ten7i{y)/i(evog Spiess.evo? aber ent- und muss die in den Inschriften dieser Verbumsform gegebene passive Bedeutung (svi'V/o'. namlich eri^ ^ Der erste Theil ist wahrscheinlicli eine . eotco. tungssatz lautet auch goto) » X. Pers. Uber ist tog ist schon oben gesprochen eine worden. re/. tlich = werfen). . tik Verbindung brinmit der oben erwahnteu ist. schwer getroffen. etittetik^iE' VOg EITOV. evTv[xoiTo]. vvy/dvEiv treffen «.dvrl. ius. armen. 3 log VI OEjLiovv KvovjuavEi nauov a[d auEv . tek nicht dieselbe ETtT£Tfy[ic)juE- vog also -. tik.x(7){i. spricht besser evto/oiTO dem = . Kiclitiger aber mass man ( das STiT£Tiy[u)n£vog mit teueIv (eigenoi»d' der griech. esto.f>a|jivo? r^tw (s. 1) log VI. Vrgl.TST'. tIuteiv. lere. N. oder ent kann freilich mit dem armen. »). W. also -= getrofi'en. AVrzl. Kara. oo{j. Vg dv de k an cog eine [jT]vi'joe[i]. irv/Eg TVKTog. tek. imjjedispel- tekiden cito tekaniden amovere. des Compositums. Was mengesetztes Participium passivum.to ivTST'rmsvo? sir.248 SECTION GRECE ET ORIENTE « (6J abgefasste F.) nur in solchem Sinne aufgefasst werden. xv/. =-- Tika-hatz - -- doQiJihjKvog. ist offenbar Impeiativform. ' Xi aber wahrscheinlich mit dem I In den griechisch abgefaasten Verfluchtsformeln der Verfluch« xan. falls diese griech. fj/i/jgovEg. JTQog^ tik Praeposition wie das arm. zeuva dojga EiTov griech. vvuog ( Meissol) in gen. und pers. end.oaTO^ und € awpot? Tcepuc^ooixo £T'.'f opal? ». . tik currere.:oxaTa.EvrEvvyjuEvog in der urspriinglichen Bedeu- tung von Tvy/dvco.

statt in den slavischen Spracben etwa gezwungener weise zu sucben. den kann man. da es doch ganz eint'ach aus deni arraenischen qounem {qoun-ewi} scblat'en crkliirt werden muss. . Unga-^man Vrgl. |>er8. drjdiog ^f/hfAo) \FrirFr\ticmr(>g ctruv. audi die kleinasiat. donnis. uvov^tav also bedeutet Koijuiin'iQiov. 2. CAROLIDES og dv) ^leichbedeutende 3«f» griecliiscli. Demonstrativpronomensdieser oder dativ s(e)min fDativ des Pronomens soiii dieser) s(ema und rs)emane (Dativ des Pronomens m erkliiren. RauobgefUss IToviifi Haucb. aMaKFm N. Es merkwOnlig. im armenischen nicht vorkominende phnj^inchc Partikel. 80 kerez-wan Grab. dvfUaitn). dan oflenbar Gnib bedouwaiirlich tende W. li^iaya. {log vt dv 2) Kvovfiavei. Beide armeniscbe Formen s(e)min und iemm oder s[e)mano sind beinabe ganz dieselbe mit dem aeftow. 4 idiu jTE\'0£O(}. man namen Koftava.t7| P. Spraclie ein locatives. ganz einfach aus dem armen. Vr^l. Das Suffix man ist in der arm. log VI nefiov naKOvv at^tfyr aivim &aAajin. mansio. wie Ramsay. wie Fick gemacbt bat. 4) a{6)auET s. N. Ao^iava. Kretschmer iind andero sich in der etymologischen Erklarung dieses Wortes geirrt haben. kine-man {kine W'ein). stimli-man Oegeniiber (sandi-fjeqen). Fa/Mava. 3) I'ejtioin' ist ein Stadt- Demonstrativpronomensdativ. Das iHt ist interessanteste phn-gische Wort in dieser Inschrit't Kvovuavtri.

8g dv d£ uauQg 1) {jT)vfjOE{i) . pronomina 3) d(t)ia und ZefxeXo). Dieses Wort ist scbon von Sayce mit dem aus Hesycbius bekannten pbrygiscben AVorte dvdgdjtodov. gemelbis bezieben. Aus dem Zu- sammenhange der Worter entnehme ich dass wir bier ein neues Demonstrativpronomen haben und zwar in Dativ. 0£fio{y)v^ adauET. In dieser Inschrift findet sich ausser den schon erklarten phryg. als dem armeniscben.250 1) SECTION GRifeCE ET ORIENTE [8] Aiviot. und wabrscbeinlicb in Genitivform.o)-=TovTov 2) ol jraidsg. yev. erwilbnte armeniscbe Demonstrativd(t)oin. Das Wort scbeint ebenfalls Demon. WOrtern Uog. In diesem Falle muss man das Etymum des Wortes auf die Wrzl. geminus. Hier aber das Dativsuffix des Pronomens nabert sicb mebr dem griecbiscben. den. Lat. Die eigentlicbe N. ainmiff j-ain. strativpronomen zu sein. gen und gem. ^gvyeg) verglicben wor- ^EjuieXev (fidg^agov Bedeutung des Wortes scbeint Kind oder Sohn zu sein. Demonstrativpronomen ain mit dem Dativ ainm. armen. Vrgl. lauE scbeint gleicbbedeutend mit 6g dv zu log vi (N. d)]diog ^ejue^. vi. also loke = 6g nE(y) quisque (in den . 6 y^vKwdvcxt Z(oti(k)C> juvyjurjg /dgiv. 2) sein. die schon oben (N. Ioke osjliov K(v)ovjiuvog [kukov] a(6)aK£v /usdiog ^ejusAco EureuKfievog £ito(v). xeuva doga hTv[xoiTo). Und gerade dieses Demonstrativproatvioi da^^ajusi nomen findet sicb in dem armen. (jnan. daAajusi) das neue Wort aivioi. 2) Afjdiog.

961 griech. N. kappadok. ffriTETtKjuevog eirov. loc. dart* niclit als Macedon. walirsclieinlich eine Genitivtbrm des oben (N. 4) erwalinten Demonstrativpronomens aivi-oi. 6). Dieses neue plirygi»clie Wort ist offenbar h'tyKfj zu erklaren. dar^i oiVw dor^rwo dmijs dv. die griecii. 18 KaKovv abdaKET. pers. CAROLIDBB tdtita:]. . . Ke {6. arm. ci^i)vov .. . aiviKOC. Das Wort mit einer Praeposition ab ad in zivsammengesetzt betraclitet werden. ist oflenbar dasHdbe mit ksv K€<paX^ xaraveixiCi). dem hoinerischen ue. Das a oder ab a(p)p£QET scheint. 6 loQ.. kev n N. wie 3) A{t)vov iat in afdidaKET^ ein Prae6x su sein. ff'ro (pEotj lat.. also Vrgl. das griech. 3 u. N. t^ ks (». tttrem. VI oe/novy Kvoviidvei [KaKovv\ aflfiegtr. kappadokischen Dialecten /g scheint also wie cog ein Demonstrativ und ziigleicli auch Relativ' pronomen zu sein. 1) AiviKog. Vrgl.[9] P. /?eo (liegevikij). lyerem. AiviKog OEfxovv uvovfidvEi cuvi fia*^ nupEo . 2 Aft/iegET. wodurch das Demonstrativum in ein unbestimmtes Relativpronomen ftberzugelien scheint. Hier finden wir das aus anderen Inschritten bekannte Demonstrativpronomen aivt mit einem Suffix oder Partikel K05. vi. .

Demonstrativpron. Hier ist interessant das Wort //av- «ar«. Grriecli. 1) Mavnavi). ovjii^iog Avq. sor =. mit sain diesem sa Deutsch. Jedenfalls kann man aber das W. 26 unten) zu sein. sa. rod Tcai KvqUJm MvQcovog ^(i)JT£i. oy/Liegov. i) ovjufiiog uarEOuevaoav //£ jurjrgl r>)v log oa oogov EITOV. a-ucli arm.TgojyArj vergleiclien fVergl. sa -— dieser Avie ta und toinj na und noin) Vrgl. so. ^ejusAo) erireTiujttevog 2Ja) ist offenbar = ein rfj Demonstrativpronomen — ovTog dem [oa oogov ravrt] oogq)) gaDZ dasselbe mit - ovrog (vrgl.252 2) SECTION GRECE ET ORIENTE MavKafiso. N. sclieint dasselbe s. audi mit dem armen. das Kind oder Kinder. N. auch das pers. 26 log VI osfiov wovftavi uauov dauer. N. Also aivi jitavKaTi ETiTTEvminEvog eitov Ovv iraiolv evtv- I . mit dem juavuari des N. zu bedeuten oirrog sclieint. 2) das Snort. sa—s - er. sie. [10] Das Wort (s. honr ~ Grab). aivi ftavnari trir- TSTlKJiievOg ELTOV. JIdoa Miv(y)£ov Kvglovog ual avToO 'Ajrjtag yafifigog avrfjg nai vf) Tdra aogdv. oogog Lehnwort aus betraclitet werden. als Zogov) kann gewiss ein sorem -= eindringen. 1) nans adauev . 26. 21 AvQ. obwohl oogog im Griechischen nicht eigentlich das Grab bedeuteth. dem griech.

Das armenische Wort [mang(k)] liat im Pliiniliiominativ. m Verhinclnn<^ hringen. ausser der gewOhnlichen Endung h (manong k} audi die Eadung /i. erkliirt aivi ftarnaviel- er mit den Kindern. < rhn^i diOQa ^o-i'l/fxro]. . obwobl Nominativtbrm btui). nivi /uavKari so Dann aber muss werden und i»t. Diese zweite Form iHt beinabe ganz dieselbe mit dem pbrvgisclien MavKnrt. suffix bhyas. 18 oivt ganz dasselbe zu sein. manfi(k). phrvgiscb abgefassten Inscbritlcn indem wir diese nacb der von Texier und neuerdings von Ramsay abgescliriebenen Texten geben. Jetzt gelien wir zura Erkhlningsversuche der archaischen. . 5. V^rgl. u. Wirklicli. fie ^fieAtit kann man fiavKart mit der arnion. «og TO. — also manrjii Ttaideg. . manong(k. lat. 21. jruiVinior. In dieser Aut'gabe will icb nicht alle die bis jetzt von . rnangfkti im Armenischen 'Cfr. Zu bemerken ist aber iHt dass die talis < ft Form mankab im Armenischen das als » instrumen' > (kortzacjun). suffix So viel iiber die phrygisch abgetassten Inschritlen der rOmischen Period. « durch die Kindorn oder mit den Kindern so also erkliirt werden muss. nftmlich der griecbiscben Zeit liber. leiclit aiich /lay- Kan als Instrumentalis angenommen werden. N.. . skrt. roang(k)»-ig(k. roirrov . MavKatiiM (S. N. Wrzl. CABOLIDES iV3 XoiTo. (a)ti vkuva. gehOrenden. 18^ Mit dem Mavnau scheint fiavHapeoi MavKaftEo TN.[Ill p. fte ^efit'Aoj erirvrtKuevo^ eirov.ra/j.

Midat ist gewiss Dativ von Mida(g). das Grab?) Ramsay aber als einen Eigennamen Dorula-fog_. mit Dorulas. AK£vavoy[X)aFog. aQKiaipog nach T.) ai££vavoy{X)a^og Midai ^[yaTtgoira^og: u(pi' FaMy)€ai FavauTEi sdasg. muss vielleicht aut' jtegitpavi/g. arhoy 3. dgx^g) oder aus dem armen. AQKiaipog oder aQuiepaig kann Konig (griech. . agna-zon = Aoqvagn. argay 1. Wrzl. armen. das Lassen betrachten wollte (also das als Object des Satzes Monu ment. die armen. evoe(ii)g (oder evoe/^cog). in Genitiv (analog Aaog). b) Inscheiften des grossen Midamondments I. agnouist viel- zem = Verehren bezogen werden: aK£vavoy(X)aFog 4. Arsg (nacli Ramsay. aus dem 2. Dieses Wort. agen.264 SECTION GREC£ ET ORIENTE [12] verscliieden Gelehrten gemachten EU'klarungsversuche der gesagten Inschriiten ausfiilirlich besprecheii. Ba/ia /LiEjueFaig: K(pr y{QavaFoQ[Qog (nacli T. nach Ramsa}^ 'javaFs^ogj sdasg. II. Ehrwtirdig erkliirt werden. Aug nacli Texier) aQuiepaig (nacli R. leicht eine Adjectiv oder Adverbialtbrm und bedeutet achtungsvoll. evXapfjg (oder evAaficog). In der Inschrift 1 Areg oder Arig ist gewiss der bekannte Lydisch-phrygisclie Eigenname. agna-icor -= = Ehrenvoll. sonderii ganz einfach meine eigene Erklarung-^versuche ziir Kenntniss bringen.

Setzon wir die Wrzl. Verbaliensutfix werden. niichst Kq)i-^avaFogog a(p(^ yEvvt)ToQt.und Personen-name. In der Inschriit 2 1. lat. f'alls dvaKZi. oder Kq)t. 2. oq)<')£ suns. Vr>^. das folgeiide K(pi' ^avaFoQ{Qog. 'Ium aA- {djuKET der plirygisch. zu vergleichen. ynew gebiiren sein. was Lassen mit der willktirlichen holi'te. /uejuac'o^ vergliclien worden ^Also bereitwillig. ist es sclieint eben- Dativ zu 7. r(X)aFay{X)Tai. (gnitz yeyytfTijg) Kqn ist wahrscheinlich tjtra mit dem TVm- griech. Zeit. als parallel IlgoiraFog von auEvavoy A)aFog ist vielleicht eine Adjectiv- oder Adverbiallbrm. Edaeg otfenbar inoupE. . bactr. des Wortes als ^an (^na. Unerklftrlich sein. ZavaFogog oder ravaFogy{^)og oder ZavaFs^oi kann aus dem armen. zen. 3. zen-iden geb&ren). FavaKvei 0. das pers. . Eh von Lassen mit ftefie- dem fiaig griech. Veranderung der Worttblge zu erreichen indem er die in dem Texte von Texier vorhandene Kqji' ^avaFoQog in utpi^av: aFoQog verwandelt. Bapa ist der bekannte phrygisch-kleioasiati- sche Gotter. Was 4. yav. CAEOUDES •>:.& 6. Mejue/iai^ ein als parallel von ist aQKEtpat^ ist wahrscheinlich Adjectiv.[18 J P. ^avaFo^og bo- so kanii ich nicht begieit'en. Vgl. Auch das Suttix aFs^og itz kann mit dem arm. ergeben ?). trifft. Inschrill der rOra. zen -= yvvrj. so ist das BufHx aFoQ also vergliclien aioor ganz armenisch.

SECTIOX GBi^CE ET OEIEXTE [U] Ziueuav oder I!iK€v(e)/nav.Schlaf^ ganz einfach knn-em kunaran iioi^ui]TyQiov.266 5. muss Zuisve^iav. wie die ganze Heihe der Worter zeigt und wie die Erklarer es annehmen. Dieses Wort ist {It- K£. Das AVort Uiice(v£)juav bedeutet. fuliren. J . namlich d(t)intzazu = GsoYsvVj? wnd Katz = tapfer entspre- chen nicht genau dom Siune des griechischen Wortes. also die Bedentung des ausserordentlich starken. fin den. durch die man das griech y^pto? Qbereetzt. ^ ' Die zwei arinenische Worter. ein in dem wir ebenfalls das Suffix //«i' Ort fur Iiueiys) bedenten. Weil wiihrend das Etymum und und schlafen. 2!iKs(v£)jLiav in der liedeutnng Grab kann von Gesiclitspunkte dieser Bedentung und des Locativsutfixes jLiav mit Kvov/udvfei) der phrygischen Inschrif'ten vergliclien der r5m. Und diese Bedeutung kann nns zum richtigen Etymnm des W.uav bei Texier. So in der armenS{i)gai fdas isclien Sprache findet sich das Wort armen- isch o(tjKai ausgesprochen wird). Zeit werden. Verbindung versucht hat. Das Etymum des armenischen Wortes griech. Grab. des Helden. des machtigen. Dies kann aber nicht die genaue Bedentung des Wortes soiii. mit dem klein- asiatisch-armenischen Locativsuffix onan erklart wird. Das Wort entspricht in der armenischen Uebersetzung des alten Testaments dem und wird audi in den armenisclien Lcxica so erklart. Ursjiriinglich muss das Wort eine allgemeinere Bedentung gehabt liaben. Eine etymologische beiden. yiyag. luisvsfiav als bei Ramsay) sowolil von linguistischem von myfchologisch-ethnoloaller liier giscliera Gesiclitspunkte an das wichtigste erorterten phiygischen Worter. aber ist zwischen wie Ramsay es ganz verfehlt. die Bedentung von ---^ uvov/Liav ^•^/n leicht aus dem armenischen .

und zwar i^fju^v oder KOnigsgrmb aein. ^ . Segobriga. sie- ^en (altdeutsch Heldennainen abliangig Si«^i Vr^l. zweiteus weil das pbrygiscbe Demonstrativ ist »a nicht si (Olen. So beisst einer der niytliischen sein sollen (Moses Cbor. Un- von der etymologiscben Frai^e i»t es gewiss dass S(i)gai im Annen. nicbt anderes als das Grab eincs Helden oder eines Konigs bedeutet. 282) daw m sicb bier nm zwei WOrter handele. N. ot. bei dem beide Sobne dieses KOnigs nacb der Ermordung ibrer Vatei*s sicb geflucbtet S(i)gai zu babeu.. 19. den Held. also ein Demonstrattv pro- und das zweite xsytfjiav aU Grab (aus dem Sncrt. I. deren das erate noraen. Gescb. also ist entweder dem griechiscben I'l^Coov gleicbbedeutend oder wabrscbeinlicb bedeutet (iaoiXiKov ein /nvi)fta. CAEOLIDES 257 muss auf oino arische Wurzel bezo^en werden. Sifjaiurii beisst aucb ein armeniscber KOnig zeitgenoss von Senacbarib. von Armeoien I. Inschrif. wenn es in Verbindung mit dem armeniscben Namen stebt. KOnige von Armenian (Moses Cliorinatz. Dieso W. Und diese liedeutung scheint auch der armenisclie KOnigsnanie S{i)ffai-orti Kind. Solin von aiich ischen. aber den miichtigen.[15] P. kktm grahen zu erklHren sei. Di«M Erklilrung wird ol)en violt'ach heirrtlndot. Aus einer dieser Combination der Namen geht deutlicli bervor dass das pbrygiscbe XtKe{ve)iuiav .. s. 31). 23). den gigantaber den KOnig zu bedeuten sche. knnn nicht richtig sein. mid keltischen S«*gove8ua. eint'acb S{i gcd Konigs-Grab oder S(i]kai ' Dass aber bedeutendes wirklicb Held ' Die Annahiue von Krettfckmei- im. Die ricbtige KrkLlniDf des Wortes scheint Grah. erst«ns weil 9nu(vt}uav i^t ottonbar nur ein Wort. die wir waJirscheinlich in deii nordeuropUisclien Spraclien fin- den. die deutechen Siegbert.nt. iat die des deutschen Wortes Siet/.

596 jrQog « rod jtiev ovv !4/<A>i£6>g nal isgov ian juvijjua an demselben Orte die r^ Ziyelco »). Elaeus gegeniiber der europaiscben Ufer).^. Zlyeiov hiess. Heiligtbnm irad ein Orab des Acbilleus. Ziysiov war also ein mit drei beriibmten Heldengrabern und einem Tempel von Acbilleus gebeiligter Ort. niimlich ans der Verbindung des phrvgischen 2iKe(v£)fiav mit anderen altkleinasiat- ischen Ortsnamen. wo die Einwohner von Ilion den Helden Opfergabe (ivayiojuovg) darbracbten. Grab des Helden Protesilaos ein Auf Ziyeiov aber befunden sicb tumuli (rwjf/^ot). das so lA. wo das JlQ(OTEOi/. Ziysiov. nal XIII.^lA. Zlyeiov also scbeint ganz dasselbe mit dem ZiKE/uav der pbrygischen Inscbrift zu sein. mit Unterscbiede. ein VorSeite gebirge auf der asiatiscben (in des Hellespontus. dass in asiatiscben dem einzigen dem gracisirten pbrygisch-klein- Namen Zlyeiov das kleinasiatiscb-armenische . also das lag. a. wie bekannt. Der Name Zlyeiov ist nicht griecliiscb. Man Graber der Helden Pa- und Antilocbos (IlargduAov de ual "AvriXoxov juvi]juara).d£iov.268 SECTION GE^CE ET ORIEXTE [16] phrygisch-kleinasiatisches ancli aiis einer Wort ist.£iov genannte zeigte troclos (Strab. Es isb aber sebr wabrscheinlicb dass die Verehrung der Graber auf Zlyeiov von Seiten der griechiscben Colonisten des Hellespontus iliren ei- gentlichen Ursprung bei kleinasiatisclien Volkern bat und von den Griechen auf Helden des trojanischen Krieges iibertragen word en ist. das kann man andeien Combination der Namen mit Sicherheit scliliessen. sondern kleinasiatiscb und kann sebr gut mit oben erorterten armenisch-germanischen Wurzel Sigi S(iy/ai in Verbindung gebracbt die griechiscbe I warden.

go. go) der Trojanischen Inschrift anch mit dem aus Bibel (Num. die Wdrter Ta. Uebrigens scbeint die von Alfred Raach To rg asc hla- gene Zusammenstellung des trojanischen Sigtt mit « dem phftnikiachen Gottesnamen Ittwv (Euseb. 21. Also betrachteten Beide (Hang and Resch) diis Sigo der Inscbnft and mit ihm auch das Xi^stov. go oder o gelesen und Si. Ist diese meine Erklftrung njimlich die Namen luufidvdQtftci und l\f'if4avAoo^ nnd l^Kaiai jrvXai. wahrend Alfred Eesch (Allg. tischer Abkunfr. 1. Ev.ov. Ebenso scbeint die Meinong daas darch den Namen der Hafenstadt Sigo der obigen Inschrift. Haog i. . go »1m> Sign mit Siifetov. 14(>) denselben Namen (Si. so ist das in dieser gelesene Wort Sigo gaiu ideatisch mit I'ys'. 4) bekanntem araoritiscben K^nigsnamen Xi/(ov und mit dem hebraischen Stadtnamen Siehem verglicben bat. Praep. Und 80 rauHs selir wahtvcheinlich aiich das Sign der von Schliemann entdeckten niclitgnecbifKilien Inschril't von Troja ' rait liyetov in Verbindung: ^ebracht werden. lxi{j. Die ariache Abkanft aller dieser Namen wii*d durch diese C'ombiDation gant klar geatallt. ferner Sigon (einem Ortsnamen aaf der phfinikischen Festlande) in Verbindung gebracht (Beilage znr AlIjL'emeinen Zeitung 1874 N. i. i!xaixav$f»o?. o. Muller wollte. * In der von Schlieman in Troj \ 1873 gefandeoMi nicht griecht- schen Inschrift (in deren SchnftzUgen chinesischen Inschrift. 32). Deuteron. verfeblt sa sein. Ittwv » nicht treffond zu sein. Sign. XXI. IV. i. und Ixatai roXat aU WOrter semi>««. ich zwei nische richtig. »o kOmite andere kleinasiati8cb-pbn'gi8che oder trojaAV^Orter in diese combination einscbliessen. pb<">niki8che erkennen bat i. Diese Meinungal)er ist gegenttber der oben dargestelltan Combination der phrygischen lixsjiav rait l^^itov £xdi|UCy9poc* XxaiaC icoXat und dem armen. Und wenn die von Huug gemachte Entaifferung der trojaniaelMii Inschrift richtig ist. Ixa-a* roXat lr/a?o? (dem Xamen des Gemahls der Dido). Zeit. i. slich hethitische Burnouf di« GnindtticlMn der Bacluitaben.Sutfix man (lurch das griechiHche Localmiffix nw oder utv er. 8chH«»professor Max Si. 1874 N. ttt. £{7itov ab Mat pli^ 26 nikidche Niederlage erwiesen sei.av5f»o. ^^mov.10 p. i)gCtw). Si.fl7| p.setzt worden ist (Vrgl. S(i)geu widerlegt. ArfMV Zi wr. i. CAR0LIDE8 9M .

Zudinavdgog namlidi war nadi Nicolaus von Damascus der erste Konig von Troja. son- dern selbe « Konig s-stadt » bedeuten. 36 Pa-i'.T(0(i xaXssaxe Xxajj-avopiov. d. TTjV fovaixa a»>To6 Adidav. oe -7.Xso?.Ttofi. a7:oi)-av6vTo. gorod. v. /jjypy.Burg aus Una (sgai) ein mit einem Zaun umgebener Ort. Diese Zusarnmenstellung aber kann uns die Zusammensetzung des Wortes ZKa/udvdgiog Held. » XXII 500 u. also (. jto/ug) 'Aorboxrj Jlo/Jrrjg Fogdiov (negra glierda.). Konig. Dass Name eiiier Zndfiavdgog in diesem Sinne in allgemeinerem bei troischen Gebrauche aus Volkern stand.'AoTvdva^ = Stadtkonig. (Vgl. dem Dada verbunden wird. Malkart Yi'g. Xatj-cov.^ Es mag nun dass Zndjuavdgog grammatisdi nicht genau doTvdva^ erklart wird. Steph. aotap Vrgl. VI 402-3 • « xovp' "lv/. judvdga stabulum)" erkladomus.a/r^v.^xv^o^ oov- Tov h Tf/(j)aot svixYjoev. oi aXXo: 'AoToavaxra 010? eposTO ov '^Ex. Tpwe? * c7:{x>/rj(3'. mandira — — = ren. von der dem audi der trojanisclie oder Flussgott Indjuavbgog seinen Namen erhalten hat. ZTcajudvdgtog oder urspriinglich Ikd/uavdgog (?) .260 SECTION GEfcCE ET ORIENTE luajudvdgtog wird bei ^ [18] Homer selbst mit 'Aorvdva^ eng zusammengestellt. ». B. dessen Name mit einem der altesten kleinasiatischen mythisdien Namen. es mag in nidit « Stadtkonig ». W. (ein Krlojiia Sohn von Priamos) Urbamts als Personenname) war ein troisch-phrygisoh-kle'inasiatischer Helden-oder KoFluss nigsname. erhellt audi alter Ueberlieferung. « i!xa|j. Vrgl. Indessen finden wir die- grammatische Bildung ' dem ivarischen 2Jovdy£/.avo(iO? 6 ep7(j) zpwTO? tcov Tpcoojv. mandura Sncrt. (u. {iTjtdpa twv veavtoxwv ei? t6 ITdXeiov i^eJCsiJ^s 5ia xV^poxo. Orelli p. I 1 . 506 «'A(3Toava^.v |i.a II. ' Nicolai Damasceni Excerpta et Fragraenta Ed. dvag und mandra -^.v xaXsoyaiv »• In dem phrygibchen MavSpaTTOAi? scheint zoXi? eine Uebersetzung des plirygisch-kleinasiatischen lAavopa zu sein.{xcdvo? xara ty.

in denen die obij^e fiuvdijo^ iStadtkonig ihre Analo^io findet.Kuidii»tjialj. Das nir^rnds von dem Dichter als okqioI also link erklart wild. Al>er weon ancli lHUfiay<ioog als Ivonit/stadt crklftrt werden uiUfM. oben S. Uiosos Wort audi iuuhs wuitlicli Orabtn kuiii^ orkliU'L werden). VI. d«r • erste Kouig von Troja AcUt (tM (8. 18.Tom* 111. oder nur recbtseitigen (Ae^ai nv/ju sagt. 80 hindert uns dies niclit die urspri'ingliche Hedoutun^ des Namens aut* die Stadt selbnt von Troja zu bezielien und die beide andere. sowoh^ den dos den des Helden oder KOni^ heisnt bei Inaiai mum (audi Uiodfii'iat) Homer das der Grie- zu dem ist Felde von Troja und zu Ilios (II. «r>^//<a»'d(>/ri. so ist dies eine willkiir- liche Erkliirung. von HosMr HoKlen oder Kf»nig» ilxi. div* mdioyde t'iibrcnde audi genannte oigentlicbo /uin fntemchiede des Die Form Ixajiivof^to. Anmerkung . Son»t j^ibt en sell on audi im UrioohiErklilnin^ Iku- Compositii. «^ 3). dem La^er chen liihrende Thor von Ill. aus diesem Namen ' Flnsses I'kdftardiiog als Dia/uivdotog. kliirer Wenn aber die alten und die neuen Er- des Dichters den nuaiog. U. AoQodEog V^l. 393. Se()d(oo(t^ 80 z. Namen mit dem ffriecbischon als Adjectiv link als identiscli annebmen und ganz westlidies Tbor erklilren. zumal weil Homer nichts von ande* rem also ostlicbem. 146. Xtf** Onm** 4m OrinkMMf*. SuUbt IxijLXV^f^C bi«««. r*«l»» It .^.ai bleibsal muss man das Uebereines kleinasiatiscb-armeniscben Wortes annebdas luaial jrvXai (die men und sclieinlidi Pluraltbrm wii-d walir- um das grossartige daizustellen gebraudit) von also das einzig dem Didder Ut()ddvim otl erwalinto.v#c von dem gleiebmwuigen Fluss oder Flussgote gebrftucb. ist g«wis9 nor grieohiwh.i«v5. Jell glaube in l^nmai nv?.

so soil be- uiorkeu dasa das armen. wie Ramsay glaubt. 'Aka- ralasoum 2j hdoumovoc. westlicli verstanden bat. — sein. gestiitzt 295). Sonst sclieint das Wort aus zvvei Tbeilen zusammengesetzt zu dem ersten armeniscbe W. auf dass <ii InajiidvdQiog. Itn8juav ^ Selbst Ill. » ouaiov ^iov » (Odys. li. Ziyetov.''^ Ueber die anderen pbrygisch abget'assten der hellenischen Zeit gelie icb hinweg. * Mit Ixaial :r6Xat uud den anderen verwandten kleinasiatischen Namen wie audi init dem armen. oder. e^etsAeoe. Vergl. e^eriAsos. icli Ixata-l in Btzug auf den Uebergang von /j 7 in x betrifft. wio das griechische % ausgesprochen wild. avarden EKTEAElv. 1) AuaQaXaoow scheint ebenfalls Grab zu bedeu- ten. also [2U] Thor von das konigliche Thor (Porta reale.2G2 SECTION GRECE ET OEIENTE Ilios. Bemerkenswertli sind docb die Iblgenden AVorter. Vo^Qi. das arm. awardeag ' Was das Lautveihilltniss von XiYS'-ov and Xixsaav . S(i)gain konnten wir audi dus phry(g) M-?jV gische 'Aoxaioc in Verbindung bringen. wo die Felsenmonuments der Stadt gesammelt waren. ?). « Homer nnter onaiov wirklich links » d. jtvArj) Vrgl. AFart. das Byzantiiiisclie /qvot) erkliiren und so muss man das Wort mit in Verbindung bringen. ch'^^ir Stein. ist offenbar ein Zeitwort bedeutend vielleiclit tjTobpev.. i . annehmen sollte. « wenn man. bedeutet den Ort. so liegt in diesem Falle eine subjective Auflassung des Dicliters vor. In Tlieile finden vvir vielleiclit das -- Stein pers. wenn dieser Name nicht eher an 'AoxTjVOV und 'AoxTjvd? erinnerte. Ixaaavo^ooc. kar. Inscriften v^eil in diesen kann icb iiicbt viel erkliirlicben finden. der das als ein grjecbisches betrachtete: hindurcli Wort wird also kei- neswegs die wirkliche objective Bedeutung des phrygiscli-kleinasiatisclien Wortes « koniglich » widerlegt.

kory ^'l>yaoTijQiov. d. Vrgl. da*« Mrm.|21] P. Dienst. Kiinstler. nreza Ehre. --t-ii^M^^^m&nsfi^F^ .(ivtZ. Vrj(l. CAROLIDJ-^i .ov klin^t . (Vgl. audi den Inschritten bekaniiten ? kilikiftchen PorRO* neniijunen AQ^av)\ uaTFo*tv aotZnnnv also digste Mutter die ohnvflr- 4) KovQC. nrz'aan den aiis Hactr. ArbeitstAtto tier arm. Carolidks. Koi'tjanitz kon/nnai/on der die Arbeit hihronde. Arbeit. P.^anz anneniHoh. U»i» 3) AtjelfiOTiv (/ifiTfOfiv aQetftarivj leicljt aije^mtv a(*£^ int viel- diis Superlativ einen AdjcctivB \viirdi«i.

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M. SERBIE Popov ITCH Comm. S. Rappuport. rep rim ntaii Gonvemement de Danomark. de rUoivorniii tie CJiri«tiani«- HOLLANDE Heeok.kix Prof. Galadin. Gkorgks Sauior. Pierre Droum. Au le nomltre des dSligtiSs officieU du XII qtii Conffr^* U faiii ajouter CUiustre Professetir T0M8RN. Edo^nr. Froidkval'X.xso y Tboncoso. Prof. H. PRANCE Mr Israel L£vi. P. M. M. Dk Poltorazky Mile Heiimine S. Paul Boeli. Dk Kkoupensky Akatolk. Senior G.. E.A la listfi des adh^euts an Congr^ de Romtt U faui let ajotiter ceiix dont gttivent nom*: NORVfcOE Jans Likbi. HUSSIE MoHK nde VON Radlow Mme Nika. Mme HoDGK. M. Jdn<uro TAKAKDsn Dr. Mme Israel L^vi. MKXIQUE Francisco Dki. Mme. Mile HuDas. M.lAflnw. M. J08EPI1 SciivAB. le G6n6ral von Sciiwkdow G. J A PON KuRARiCHi Ohiratoki Prof. dk . E. .

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Carolides) . Donati) cliicse cristiane di oriente ed occidente. (G. Di uu bnssorilievo del museo Del Domo Papa nello (B. Paul BrOnnle) . The inflexion of the Substantive in the (J. Ciardi-Dopri). Sergi). Notu semasiologiche. (Helbig) Die phrygischen Inschriften (P. (G. Algonquin Laognagott. 115 127 193 Intorno alle origini della scrittura lineare. 'Ali Ibn Hnitiza aud his criticism on fnmoas Arabic Philologists. Page 5 83 87 Notes do lexicographic egyptienne. AJl Dyueley) SacTioK Ofttai ST OiUDmL Le premier r^it do la mort des preteudanti} et 0M ir»0M daat 388 9A8 rOdysseo.. (Herbert Baynes) 1U8 SkCTION LlNCit'lSTlljUiC. 17 Labanca) of The Oriental conception Law. di Perugia. (Karl Piebl). (Francesco Scerbo) Sul trattainonto delle liquide indogerraaniche nell' indoirauico e specialmente nell' antico indiano.. (Dr.INDEX Skci'Uw Mviu(iu>uib rr Rkuuioxh. (Cr.

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BINDING SECT. JUN 1 2 667 International Coogress of Orientalists Proceedings PLEASE DO NOT REMOVE FROM THIS CARDS OR SLIPS POCKET UNIVERSITY OF TORONTO LIBRARY .

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