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ACTES
DU

^ DOUZIEME CONGRES INTERNATIONAL
DES ORIEXTALISTES

ROME

i899

ACTES
DL'

DOUZIilME

CONliHES

INTERNATIONAL

DES ORIENTALISTES
BOME
1899

TOME TROISIEME
(PREMl^.Rt:

PARTIE)

SECTIONS LANGXJBS S^MITIQUES ET MONDE MUSTJLMAN
:

FLORENCE
Soci^Tfe

Typogbaphiqde Flobektik*
Rue Sam Uallo,
S3

MDOCCCII

i .Zo v.

con la sua gli tu Pentalen. II. le incantevoli bellezze del paesaggio il desiderio della tiotta. Nel veilere il Re Jaime. dove condottii innanzi una veccliia araba. e le il scarse dit'ese di quel luogo ne avrebbero reso facile possesso. du OrimUtlitUi. dimora estiva dei Re degli Hadduga. quando diresse dalla costa catalana verso la maggiore delle Isole Baleari. in vista delle amene alture AV^adi Musa. con la speranza di poter quindi piombare. egli si Giacomo I d'Aragona. col proposito di conquistarla. giorno 10.VOCI 1)1 ORIGINE ARABA NELLA LINGUA DELLE BALEARI Gli svelti minareti edifici. su Palma. e sbarc6 sul detto isolotto. al- r inattesa. doveano accrescere I dalle boscose pendici di Banalbufar. furoDO i primi die attrassero gli avidi sgiiardi del conqnistatore di Malloica. 1 . I'otto settembre 1229. la domenica. Oottffr*9 — Vol. Aetu du Kit'*' 1' impressiono della vecchia tu protbnda. al Giacomo (Jaime giunse. di Seller (Solar « la Concii > . conquista. II porto sicuro di SoUer agevolava V approdo. fatta prigioniera. Mentre di clie le vele della flotta conquistivtrice cor- revano sul mare in tempesta. per via di terra.

ebbe luogo r assalto generale quasi tutti i Cristiani entrarono nella citta. La vecchia. esclani6 II : 6 dnnqiie destinato : Mallorca sara tua». i Presso che ventiniila cadaveri rimasero sul suolo. che si avanz6 per la porta di Babalcafal. Ma poterono spinti. solo il cominciato i assedio il 2 dicembre . dopo la conquista dell' isola. quando. Frattanto. Nuiio Sanz. luogo della un Con- vento di Cisterciensi il die avvenne poco appresso. ed una profezia araba diceva die un uomo dalle Imighe braccia avrebbe conquistato Mallorca. aperta una nuova gran breccia. iiel . aggiungendo vittc»ria. Allora il cari al Re. sera del giorno 11 Nella Re Jaime rec6 a Santa Ponsa. . e per6 dal campo il di Don Jaime venne si cercare piu avanti un miglior punto di sbarco. nella vicinanza del qual luogo fu una prima zuffa favoi revole ai Cristiani. deciso di ricoprivano di Arabi difen- sori. fece a tutti giurare di prenil dere Palraa o morire. nel vedere le braccia poiclie egli sproporzionatamente langlie di Giacomo « I . ma i I'assedio alia piazza fu messo tanto il 16 settembre. pochi Arabi superstiti scapparono. voto. la- .2 SECTION SEMITIQUE aveva lungliissime braccia. Cristiani penetrare nella fortezza ma. oggi Puerta Pintod. di costruire. nella quale perirono tuttavia telli fra- Moncada. o si nascosero. nel caso di vittoria. lo zio del Re. il giorno 31. campo fu trasportato al nord di Palma. per la quale la cavalleria pote penetrare. rene rimasero fuori fino al 27 dicembre. pren- dendo la spada fra denti. In16 settembre. die ac- crebbe non poca baldanza al le alture della stretta valle si Re d'Aragona. sol- all'attuale Real. la difesa degli 1' Arabi fu lunga ed accanita. insieme con Don Jaime. di gran mattino.

tornando. La citta di Palma. modo e decim6 stesso esercito conqui- Degli Arabi scapparono allora in Africa. loro gioielli ai domandando soltanto die tbase loro risparmiata la vita. . di prendeva possesso dell'ultimo recinto cui si vede tuttora una porta. e il puzzo dei cadaveri era tale die conquipiii si Htatore. desiderosi forse di salvaie vita. clii sa con quale schianto nel cuore dei e. die. si portavano via sperauzosi perte. seb- bene sottomessi nelle campagne. rimanendo. un danno la peste grave. i cadaveri lo . la fede dei loro avi! Come gli anche piu della Arabi fnggiaschi le chiavi. dellAndalusia. loro di Alroudaina. che non potevano partire. i soli che avevano mezzi. la loro civilta al vincitore. in alcuni. verso sera. L'eccidio di quclla giori nata fu tremendo. per la pestilenza. Le donne offrivano soldati inferociti. die contava gia a un mucdiio il ottantamila abitanti.^ ed industrie. forse la speranza di un prossimo ri- torno quanta poesia di dolore in quella t'uga. il Non deve dunque »'e- cnr moraviiilia che fondo della popolazic»ne dell'isola . bandi un decreto di morte contro quanti rifiutassero a seppellire . ma venne ad ogni statore. dovettero. con le loro alte vele latine. si discostavano dalla loro isola natia. ria- Ma civili dei i poveri.LUIGI SALVADORE D' AUSTRIA sciando indifeso il 8 quale dovette Re Wali Said Ben el Uakeni. il arrender«i a Don Jaime. dopo aver cliiuso a chiave le loro case. imposero. parve allora ridotta di rovine. in possesso di parecchie arti e. anclie gli Arabi di Mallorcii. ci'istiaua. quando. che essi soli I'avrebbero. a mano a mano. confondersi con la popolazione Piu loro conquistatori. ad inipedire. pill. trovarono presto lavoro proficuo.

I SECTION SEMITIQUE cristianieggiata sia rimasta arabo. ed i frantoi ricordano perfettamente quelli de' vicini coltivatori musulmani 1' dell' Africa. all' modo arabi. gli strumenti agricoli. tuttora in Mallorca. tra i colori. destinano tali nastri a servir un carattere cricome misura della I statua della Vergine o del Santo di alcun Santuario. con vela latina. il altissima il poppa sporgente. di come I'aratro e la zappa ba- Mallorca. prano e cano devoti possano riconoscerla come il i multicolori detti midas o misnge. predomina poi. il il colore sacro del Prof eta Maometto. tutte le 1' sempre artigiani ed moresca si artisti arte tradizionale prosegiiiva in nuove costruzioni aragonesi. che gli alle grate Arabi attacclero major- dei Santuari. in segno di benedizione. per quanto la sigiioria aragonese dell* si stbgasse a distruggere tutti gli eleGli menti antica tradizione e civilta musulmana. per dare a tal costume arabo stiano. religione modo di remare. la albero inclinato. sono ancora conformi uso arabico. I'altezza precisa della stiitua . avendo chino. Cosi 1' i stimenti sciabecclii. forme che usano Cosi le pietruzze tapin degli ac- quedotti. secondo il costume arabico glia il . le stesse e precise trovare nella specialmente nei Monti della Cabilia. perche sabbie del deserto non la rico. Anche la come quelli i ha serbato usi tradizionali di portar pietre e gettarle sulla le tomba nastri I un Santo. verde. del quale dovevano a quelli che erano rimasti a casa. artigiani e gli artisti nelle iiuove costruzioni essendo arabi. La creta continuava a foggiare. ch' e portare. onde anclie oggi pu6 recar meravivicina Algeria. . di di accovacciarsi. sotto le dita esperte le di lavoranti arabi stoviglie domesticlie .

nel Mali di Dega. disse di . tuffandovi la mano. a mano a mano. domand6 che dessero un vaso di terra rossa. lo ne tiii volte colpito e venni. strano. se si non se ne discernessero parole. uso. come. per esempif). di maniera clie sono venuto . lorca. non saperlo. ricliiesto perclie t'acesse codesto. e a loro traccie della lingua dei masti nel linguaggio di mal grado. a un po' per volta. siano. che s' introdussero nel Castigliano altri. cantilene poi che si usano nella hattitura del grano e in altri lavori agresti. che la lingua aragonese accolse. che Arabi del 8ecf>lo XVII . . ne lasci6 Timpronta ad ogni trave. al contrario. senza conoscerne altri raenti si- Perci6 non parra. a comporre il dizionarietto che presento come saggio o che potra da altri venire ampliato. sono pertettaniente arabe le cosi che. richiesto dal ma. il materiale per via ingrossato. aggiungendovi alcuna osservazione. Le . poclii di ceise anticlie la gli portano fatta con terra con V Ilenne. in alcun mode. alcuna impressione mi si ^. II protessore Wahrmiuid (U Vienna ebbe la bonta di rivedere i primi appunti. nell'ascoltarle potrebbe credere di trovarsi trasportati in niolte un paese pienamente arabo. a lore pro- pria insaputa.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRIA si 6 La inano in protettrice degli Arabi di vede scolpita pietra sull' ingresso parecchi fe edificj. «. nella niontagna di Malgli •cole volte. e molte tegole rossa. anche nella lingua imposta dai conquistatori. segnando . rimaste non poche vinti. come usano tVa trave Or »ono anni soltanto. ma die lo aveva visto fare ad altri cosi egli tranianil dava un antico <i:nificato. non furono accettati <lalla castigliana. Molti de' nomi arabi riMallorca sono comuni a quelli . che. un miiratore lacendo niiove pic« e trave.

e mi sostiene la speranza altri possa questa prima raccolta spingere a fare meglio di me.6 SECTION SEMITIQUE Presidente del Dodicesimo Congresso degli Orientalist! mio piccolo contributo agli Atti lo feci coQ tanta maggior fiducia die i cliiarissimi e dotti prot'essori Celestino Schiaparelli e Fans to Lasinio s'iucaridi tornire 11 . . carono clie di rivederne le stampe.

Siippl. (Alcala. e radice bll L> ball a. condottiero di gtterta.: Capitaine de comaire*. Gloss. principt de cor*ar»o»). egout. Si potrebbe pensare dire. Tourbillon d'eau pel quale II) remolinadu de agxui (Alcala). most rare la strada). e cio6 alia forma ACiM ball&'a (con ^^^^JL} balcompiucio. condurre. ouvertnre ronde des latrines. Bocthor ha per I'Egitto: ^^JNj balld. Non 6 dabbio per6 che noi qui dobbiamo ricorrere alia radice %Xi bala*a. forme spagnole. riconosce le forme spagn. lu'a e inghiottire. Tutto questo prova che I'applicazione anzidetta alle sorgenti piovane i probabilmente originale. Suppl. alia albafial. p.LUIGi &Ai. albellon. ({uaiulo cadono pioggie abbundanti. orijizio di cloaca. bagtuire. e dk pnre a r bo 11 on per cloaque. ^dalld . che in mezzo ^>pw balu'a) bodola. albafial e le albai\ar iu ^jV^ ballft'a. ft bo j on. delPelativo L)i a ball) molto inumidito (terreno) come fwA<#^ ramdft terra motto tcottantf.'a Dozy attivo terres absorbantes. v JsjJ^ radic-e dalil (eoll' articolo J»A3>^3i ad-dalil) condottiero dalla jJ.) dll (jS dalla. inumi~ doe dalla forma fjKi balla (femm. Pedro de Alcala: remolina anche ^uLu« muballi* de agwi. sorprente che M-aturisce dalla terra castigl. 65. — le guide et chef de la covalerie leg^re qui court le pnytt ennrtni : — .V ADORE D* AUSTRIA DIZIONARIETTO DI VOCI Dl ORIGINE ARABA NELLA LIXr^T'A DELLE BALEARI A.ball6 (la Abballa abbullua. — Anche Dozy. (partic. — Bocthor: WU»k)V# bH 1 u 'a lunettes. Dozy. alia casa ^ destinato ad inghiottire le acque Inride e che in occasione di grandi acquazzoni o simili le rigetta in parte.

les in spagn. alia forma ^]3^\ ad war il (pi. All' arab. circol^re heduini. (jo«> i)ensi anche al pers. qu'on entendait mal. ital. ronfusione. SECTION SEMITIQUE Anche nel Castigl. Otterra de Granada. 6^ dukau 11 Ci^ji dukan). 24: les guides et chefs de la cavalerie legere qui couraient le pays enneini. &. Esp. La derni^re consonne. 9l*«J nise donne Sta per ad ad-dawwSr dei {j]^di\) da col ad-duwwar nel (^I2<>JI) acrampamenio Gloss. servata la primitiva 1 finale). port. iV. i^dobar 9mJ^ da dab age cmiciare pelli . Si potrebbe alia prima pensare. bestiame centre. pers. 47. e con- Gloss. do nam ^ castigl. stando j)»> alia pronuncia. adoquines. e a alfeuique. duana. adiimm^ dal pers. guide. ad a lid. zucchero candito) les port. ij^^)\ contre- ad-dukkan spagn. Aduar da ad-duar nsato metaforicamente a Minorca come ordi- iiawento. nel senso di pezzo di pietra o di legno ci richiaina lo adoquin morce. jumelle. p.8 pilotn. Si arab. da adalil .. di dar casa di campagna) senza articolo. p. ont fait alfenim. Gloss. s. adalid. ve rsi recitati diventb anexir n e x m in port. «Ainsi s'appellaient p. non ha ado bar. — Ibid. pierre pour paves. fan is.. Dozy . De a 1 -fen id (<yAJUu) al f&nid. 47.» ^^*iU)) an-nesid. est chaagee arbitraireinent. conducteur de ckemin. les p. i . — Dozy.- oj»5«^ diwan nel senso di locale per gli impiegati di (e fnianxa. Voyez Mendoza. castigl. p. a d a 1 i 1 (dove si : . huoim genie. doyana. come in ^^*« J^ nas m'lah ecc. a d a i 1 valenz. dukkan bottega^ greco 6&xavr„ che pero non coi- risponde foneticaniente.duana ai-ab. Cosi pure Dozj^ Gloss. A*aj tab a* a subaltemi. 41. usando plurale invece del singolare.. Dozy. 40 a d a 1 i d. ado bar o l' arabo dabaga cotieiare. frauc. v. ma I'etimologia 6 sicura.

Esso per6 trae la sna origine dal persiano «JV spagn. pooTcXsOpov.LUIGI 8ALVAD0RE A. jij^ w e z 1 r eolui che divide Re carico degli affari. 36 ...cast its) piauta.. d'especes de poissons. Cazwini (II. 1) cDans nne nomme anmi i3jj^j*^ (ar-racroc). car le . alvazlr. g*'ezir o g'^izir prefeito. . alvacir.giitzi. alguacil. 284: haloch val. A.) a cui si puo anche applicare signi- ficato suddetto di mallevadore. D' AUSTRIA eHclwio il 9 fitto agala ^ la affitto. Gloss. Alquacil da alguazil mnlleradore^ castigl. comandante della Gnardia.lacli da yaloch Dozy Valencia. c'est I'anchois. Plinio. castigl. 686). Tberiaca. alp. alvacll. si <\a. 53. haloch. in in de- A lets forma piu usata Minorca. Dozy lo deriva dall'arabo ij^y^^ halftq. 1. Selon Pischer (Gemftlde von (sn questa pianta v. (Dozy. 129. orecchie di lepre) il cni sncco serve a tingere in rosso la Aladrochi Dozy liste da arraeroc accitign non salata. 611 arabi c(alla radice col ^^^ il derivano jj^ \v i z r rarico . Xicander. port. sale). donde deriva la IV forma «l^ i Ik^^ affiUOj bail ferme. adftn el'arnab. in nature. alquacll. Gloss. aladroque.ga. nome che risponde a bn<w*^J/i 0'»3» pleuran e a lingua di cane (KovofXwooov. alvazll. mentro a Maiorca pronun/ia acotcros. forse per6 / per r: tS^ h agr mercede. castigl. Gloss. deriva dall'arabo «j i^i che. 120. Dozy non ha nulla di simile. alvastr. 227) ce mot d^signe le bupUurum Hist. Da \s^' a^^i termine di pagamento. mais je ne sais pas si mot lie se trouve pas dans les dictionnaires >. A. p. {vitex agniis. mure. oltre a ministro. significa pore altri u£5zi pi& bassi. Nat.. arab. (anchoii qui n'est pas 1. si vasil. pelle. Per lo alguacil il si pens6 pure alParabo j^*jo^\ al-wastl il tV me- diatore.tge8 imni. p. confidente (delazione ec. XXII.

se Acad. fine. larga y estrecha. aspero. comandante. allume. castigl. Piu avvicina (anche Dozy. Alayde da alcait. (comnierc. beduino. si la derivazione di detto significato pu6 pensare a harb si ma ancora a harib furente. Gloss. castigl. nat. ^^JjM) AAeirti Si da alarbi (arabo) nonw burbero. liarbi (coll'artic..XAi) al-qaid) condottiero.. ctmtrat. alcaide.. de : albaUi. al-harbi) guerrenon solo sco. ^^A^ A. cedule. Dice. de lana o seda. si fabbrica iu Aleppo.larb feni. guerriero.lapi da halebi tela di lino che ha 1ab1 . alarbe. . lo [Credo che sia spagnolo faja che deriva dal lat.. latino alumen. Ital. V arabo. Dozy. alarve hombre barbaro. I «Chez les Espagnols ce mot a re^u la signification plus Commandant d' una forteresse » (Dozy. E il lama da aljam alhume. albarh. stoff'a.lbard. Alar be. puo pensare a ^^J*^ Per guerra. p.) A-lame. Alafaya E moUo arafaya av. rude. rudo. XXXV. fascia. Dozy. ec. 56) ^imM) I al-'arabi. di ^-J^J sottile. ec. faglia? castigl. s. leggera (stoffa) anche costosa. poMe^port. Gloss. p. A. alvara quittance. •>Jb qaid (coH'ai'tic. p.. harab furore.10 SECTION SEMITIQUE pel val. 79. Gloss. an bar a. 63 dipldme. Gloss. »*^J!J) que P. Alcaide). (Pliniiis. scellerato. al 'arabi. soldato. «Pieza de tela. <y. da 56: alar be. con probability AaOj^ ar-rafi'a fern. 52). p. A. albaran. aleppino. de Alcala traduit par cedula hoja carta. Hist. arabo. »]. con que rodea el cuerpo dando varias vueltas. berbero. restreinte d'un v. port.

67. 4V» .. Gloss. jjJ barazn. ^ ^ <-. *\^ bar&t.y^jf^.. Dozy. libera fuori della d'onde territoire qui t'etend auUntr d'une .LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRU 6mo d 11 Se significa realmente quietama ecc^ che ha detti significati. albarra. baraza harban andare guerra.. Boctbor: bdi retnbourri pour un dne.. bardau^ castigl. campo ville. ''A''^^^^ -O/^ fnrnt ri-<v>«to. co- Abarda. p.bar da* a) sella da asino. italiano. Gloss. (alboroz?) tu^Jtigl. ^3_^o barqftq ^_^-u) al-barqAq) qJMoocai. . al francese laugirata (quindi anche barre nel senBO di barrieroy ba- dotto ad Tino barrean). Dozy. spagnolo e provenxale barra. wcita fettota d*Ua popolazione incontro al principe. Qnesto significato pa6 aver con. 871. quietama. e faubourg e U quale significato All'ara(>o p. albaU da albarut. ^^ji barda'a (col- I'artic.b u r a z).. albarda niuneinente usata dalle si^ore di Minorca. parata di yala. Cf. farsi incontro a qualcuno in duello (fuori della riporta soltanto la derivazione da fila). fr. III forma. derivazione da b u r fl z (coll'art. 63. la derivazione del col pensiero al saddetto significato noi dobbiamo ricorrerd medio latino. p. Albrot La da abbazoz(?). ecc. specie di sella rivestita di tela di lino. al-barra) citth. '•'yR3| al bsr&'a Albard Per merraio castigl. castigl.. (coirartic. Doxy. a 1 . trova nello '" spagn. stanga.>' Hcnmbio coll'arabo iy^ barra (colPart. abarra. solo e veroaiiuiie in quanto venga dalla forma alboroz e conservato tmcire all'uperto. a 1. albari- abric6t. alvara.lbard^ aella di ley no foilerata da bardaah. albarda).dehors^ il banlieue. albara. in Siria pruyna. campo aprrto alLt (in oampam ^ . ulburdan (lag. Albercocli. alborotu yrido. si . une mule.«' . catenaccio. A.. albicocca. in il significato origi- nale di . appena si puu pensare. Gloss. ^ < I* ^ barda'a (anche A£4>^ barda'a) volg. albala. albard. albercoch da al-bercoc foqiie.

alhabega. ^AAtf AJ ) p. -A.lcaria da alcariya. fabregne. pero senza propria di- chiarazione.^*^0*1 p. specie di cardo chiauna forma mo- in Siria ^^y*** cx*^ji^ ardi sauki. Artichaut. 29). franc. alcove. catal. .lfabaga. ted. Commerce de I'Algerie.. j^^*m*^ di • * "^ . Alcoweu. (Prax.12 polvere da SECTION SEMITIQUE canmme e »«X. fattoria. 107-109. — mot cohol par Mahn. Alcoliol Dozy. puleggio. ala<~Aj>^ bega. alcova. Gloss. p. ^»«w mato o / «^ 1' hursflf (coll'art.. alcofol. qdbinetto (coll'art. alfabega Dozy. C'est k tort que plusieurs auteurs ont traduit antimoine*.>** 'a r bade rissa. espece d'herbe. Gloss. non altrimenti che la tedesca artischoke. port. alcaria... escarxofa da aljarxofa. Devic nel Suppl. -» castigl. Cf. da alhabac. r. p. qarye. 86. Dozy. casale. alfabega. 92: alcohol.. fv. ^aJU> al-qubbe) cupola." Ijarsfif. casamento. al-qarye). Essendo strnosa per arabo. . Etymol. alcofoll de al-cohl (al-kohl) «Le cohol est la galene ou sulphure de le plomh. caso camimyna.^. a). AAd qubbe ecc. alqueria. forteresse. Suppl. volta. ferme. mi pare al Littre che possa benissimo essere derivato dall'italiano carciofo. Anche in Dozy.lcagaba Dozy. 62: albahaca. i^lcacliofa. G-loss. anche t^olnta. it. alca^ova ville. Gloss. p. alcachofa. basilic. alcazaba. al-hursuf). A. arag. p. L'arabo ha pure s. 4. A. forteresse de a 1-c a 9 a b a (a 1-q a s a b bourgade. 90. parola di cui il primo elemento 6 sicuramente cardo. (coll'art. JO >*3 qarya. castigl. Unters.lcova da alcoba. A. capUale. de al-habac (al- ^abaq) mentha- pulegium. metairie.

castigl. p. alfa<|ae banco di erba marina presso le custe. alforiz. huri o hori. p. volg. 107: Alfaqae. - la langue arabe. albahaca. grenier. algaravia.. soldati. p. 116: alforja btsact da "^j^ al horj^ Z. stipa tenacissimn. iiX^). banr dn . bruit confits de pltuieurs voix. Doz}'. fabrique) (par transposition) de ^^^ ^ hiisiflr. al-habaq. magazzintt di grano s'intende fSj^ hoinibblico ryun. dell'Acc. Gl. mentha. Nel Sappl. Col suddetto alhari.. 119 algraviOy arabia 1) algarabia. Alforge chiaina (-es) da alsarch (?). galimatias. p. s. npnrU. alfabega. Diz. proviene l>enis8imo da alalfa. granaio. 100 e Suppl. Sp. ^Ifacli. alfali. baragouin. 139: alholi. al-huri magazzino i di grano. le wT^X^l ^vAX^ half& e AAX^ sainfoin epinetur. 62: albahaca. etp^e d'herbe. Dozy. p. Gloss. Wsoccm. Dozy. «En Navarre on disait algorio la et le mot arabe a encore une fois passe dans I'espagnol sous forme algorin ou alguarin ». Dozy.. lo fa derivare da Sono due cose diverse).. a Minorca si comunemente bonctua o bunatus.J^ l)urg sacco da viaggio ecc. canfimmie. Alfa castigl. roseau. Gloss. Alfach come nome corrispondente a tSparto. aggionge: inenthf d' Arable.ptdegium [pulicaria]. aable^ 1ms fond de? (II. basilic al»-> (franc. ble. bega castigl.: LUIGI 8ALVAD0EE D' AUSTRIA IS Alfabrega. port.. alfcrga. noncbe h a 1 fa jonc. de <^^^4^» alhori horrewn. da SjHirto. yerva propria de Espaiia (Dozy. menthe snuvage^ Innrin' ronr. A-lgaravia Dozy. que e^spnrtfj Pedro de Alcala traduit par Gloss. Gloss. arabo AftX^ al-halfa. alfoli. magasin de lat. giuiico niariuo. . Est Aa>^*)» al-'arabiya (al-'arabiyya) la lingwi arabo. v. aussi. coU'art.lfali (la alhaii' Hnufuxxhu) di grano: castigl. albftbega. nonche magazzino di vettovaglie per p. A. Gloss.

.. Gl. A. feu que I' on fait sur la c6te i^our donner quelque avis. algibe. aujup dall'ar. 125. pr. 123: algebra = j^^ al djebr (al-gebr. bijoux. 133: age (bisogno) cosa posseduta alhaja designe en general toute 1. Dozy. p. 8. — Bocthor (Egitto) A-lliaja da haya. lits. algofra grenier. chibo. Glos. gioia (gioiello). fossa? Spagn. a) euphrasia. camara como guiera: (soffitta). est ^^j^\ *l-garbl 3) Algarabia Due piante. ^ubb p. port. ». ^'N^ al-gubb. Algorfa. cenader en sobrado. ou habits.'eZ algorfa (al-^rfe) presso Alcali: chamhre haute solaio y da camara. 141 : alimara. p. al-gabr.y^al lit al gubb. I'or- chose qui a quelque valeur et plus specialment tout ce qui est destine a I'usage ou k nement d'une maison ou d'une personne reaux.1JUP. 4 . algibe. p. avec la «... fem. V. al-ghebr) W^:^ in origine: rimetter a posto forzatamente un osito ratio o slogato. Algebra.: 14 SECTION SEMITIQUE 2) algarabio. bu- Alimares Dozy. de »^wjj) al-imara signal. ital. (coU'art. cisterna. cisterna. Da ^J>»\i^ Gloss.1 (?) . Aljub (arjub. egiz. algarabia en (al-garbi) del regno d'Algarve. 127: algorfa. Gloss. etc. comme tapisseries . sobrado da <X3m%J\ . quindi anche ridmione di equazione {ritolvere tin' equazione). Dozy. anjub) dall' arabo. segnalc. camara donde doi'mimos. utensile.. h) plante du genre centaaree. Gloss. p. . Dozy. Dozy.

A)^** ma 'fine aiuto. almagovares. (Sarebbe per6 molto strana la scomparsa bahr). Gloss. mot un don volontaire destine au mSme usage. raoyen ftge. . fa p.^*«**» al-meis al-mas]. Gloss.lmesli. Gloss. donde lo spagn. a che fare Dozy per6 osserva che arabo... A. una >—^~'"^. Amir pero e arabo. comandante del mare. C'est Tarabe ^_^*il al-ma'ona signait : (al-ma'ilne) qui signifie proprement aide et qui dele une contribution extraordinaii'e. soit soccorso. atwto al Almirall. almiraUun. rpurs./i-- ziaiorc.f^l am!r al-mft comatt" nlis dante delV aequo).. p. si castigl. admiral) e inserta. nlmiraglio. 162 : a 1 mece port.LUIGI SAI. almi^a h Magreb per ^^ki^j al-mais od (.lniogaver Dozy. iVlmogna htito. Dozy. aiimesch da almico. p. (anche ^lAi ^. la desinenza al non ha nalla coll' articolo ma e piattosto la desinenza latina . inoltre la parola in capo coll' mir venne usata qual Comandante aggiunta «t<r mer. D' AU8TEIA 16 p. una scorreria (»^Lc gare). Dall'arab. ted. almiragius dus. aassi almice. ce dont soit le « Dans plasiears documenta da un impot sur les navires marchands produit devait servir h equiper une flotte centre lee Manres. da almauua clcHtosina. Nelle Baleari dice pin alniogtia per Inr- gixione pia. la / (a /mi ran te. port. amiralh.VADORE A. ordinariamente spiegato con f^SJ) J?^} u m i r a 1- bal. 179: almoyna. amiratus. jjOA*) . almirante). o alius (alviiralis. sur — Almirage fonetica di •^ terre. de la mer. On tronve done les ex- pressions dons e almoynes » et « galea de la almoyna*. 164 seg. impos^e par prince quand . amirarius . • cavalerie (a le'gere. $iero.r. ])etU laii. Dozy. Gloss.. di ^^ ^^X a 1 - m oga w i r 1 - m uga w i r) un assalto nemico. signifie. ammiraglio. amiran- almiraje. Dozy. serum lactis. almogna per tri- contribuxione. almirante. almirage. avaiU-amcolui che >"> E plur. ec. 172. almirant.

™" Chimica. ji^XJj*^ marzangils . orccchio di topo.. Ispettore capo.. — Come ^^» uj^ 'aun i'ane. non si usava forma Almoxarif da castigl. A. '/(r^\Llcf. ^^\ a ma. 16 le tresor SECTION SEMITIQUE public etait epuise*.linut. . 1 180. (. Significava in origine la pietra Jilosofale «la p'ierre philosophale » dal greco xojio? Jluidum. almojarife. moradux inayyiormta erba.lquiinia. A. de mesure de moudd (al-mudd) una misura 1 degli aridi (Nell'Irak 2 rati. Spagna jt*^ fin «« m ardadu m urdadus la (secondo Dozy. Un rati = 2566 J«^^ A.. ^^HjkS al-mardaqus) (greco s. Gloss. (da v-J^***** musarrif).^W-i i. delle gabelle erariali. mardaqus (coll'art. (coll'art. «receveur de ville I'impot qui aux portes de et a Pen tree des ports. derivata dalla radice amto. u J (^•w^ musrif. Gloss. aumut Dozy. araba). Dozy. almosarife. almozarife. Gloss. 174. nell'Higaz Yj rati. da almardadux castigl. y\) achiava. Almoradux. xo|iia.. «y4) al p.ina da a ma halia t (Y). a me (rad..L mesarif. almoxarif ricevitore delle gabelle (derechos) reali. intendant. che ha lo stesso ' significato. Gloss. p. almud.. almude nom grammi). •> •> •xoogcot'Ic) maggiorana — in pure . se paie port. ispettore delle finanze. port. p. almoradus ii^ijA dal pers. ^^^hI Dozy. mosrif non pronunciarsi al-musrif) pi. 179: almo- xarif e. dal X sec. de i^j^HtX) al mosrif inspecteur. alquimia alchimie de fLxCvXJ) al-kimiya oggi anche Chemie. serva.

vetement rustique k la fa^on des Irlandais*. mcu^ont. LUIGI 8ALVAD0RE D'ALbTlUA 17 Amburnia. a3\Ci> pi.. allora ^Ui^ ber- n!yye dese). p. . fa «. 73. de A. andaimo. Gloss. piUuiro.'a. Dozy. p. be mi a. da'il'im ^^^^ di*(lme. oltraggiante partic. amohiuat. Anfans ar. port... III. est: echafaud pmtr (L'accentuation andaime) de et aJVC*^» ad-da'&im Us poutrcs. L'araiH) «IaX^ al-halfft (al-half&) aipxi^CA (ill pa tenocissima e mnutda €p^ 1 Aclet XI I"" Congrft det OritnlalitU*.^<^) ^ plur. puntello. 190: andaime. yerva propria de Espaita (Engelmann)]. Gloss. Gloss. (jl*) 'nmman u n) u contadino. chez Alcal& (de Hi)>erDia. poute. al -!'»«. Amoliinarse. Dozy. venire da i>A^ muhin. flttaiolo. capote. albornia grand vote vemittd . forme d'une fictile in (V). castigl. de Aloala traduit par esparto. L'Accad. Esso pu6 maltrattante. analfabeta. significasse — Belot petU vas« tU Urre. deWIrlanda. fittaiolo (propriamente come tr^' u in m i yy mm I nomo rozzo. osservare che qui Engelmann sti e in errore. Andamio les da addaima p. «gro6 drap de laine de dififerentes conleurs dont on faisait des manteaox qui — portaient le meme nom ». attivo della IV forma o\^ • \ (per u^ '• '' ha- w ana) valer jwco. uudaniio. deriverebbe da terrin^. irlan- manteau en robe fourr^e de peau de loop on d'aotre peao velae. f[ui a la icuelle de JUi\jj\ al-barntya (al-barnlyye) : vom quo quid reconduni. usato dai mori. Qaando an veMtito. — Vol. albarnia Dozy. de AiA» al-^alfa que Dozy fa P." ' . ' disonorante di . i^mo da amou affittavolo. 100: alfalfa herhe appeUe OX' le grand trtfie [fi>^ num burgundicum. «l'esp. di ad-di'ma da A(«V<^i ad-di'ama.

s... G. «JX4mA4m1 uspust da torna molto meglio il Oc«mAmi esfist. 195: Ante. loi. dante. Torse pi. les dictionnaiies buffle. en espagnol adaragadan te. Arancel i I iiffkiale i da alasar. [Cfr. dans les deserts africains.18 geios- SECTION SEMITIQUE ma it. ante ital. Engelmann pensa ad p. di il pensiero portato ad ^l^AwjJ) al-as'ar prezzi. alfalez e Trifle (greco {ir^Stxr^. a») . alfalfa. Marmol (Descripcion de AfFrica) qui ecrit « el dante que los Affricaiios quelquefois ante. erha me- dica Ituenie. . 80 che cosa possa essere detto / alasar. p. « On se ser\'^ait de sa peau pour en fabriquer des boucliers excellents et fort estimes. danta mot port. di ^m) ream) il quale come decret. dante. — «Le vient de JS&«J lamt nom que porte. ». dit formellement : Uaman Lamt ». Ante da dante pelle di camoscio coiiciata. — Dozy. qui s'appellaient JA*J J^ji [daraqat lamt]. non ha mai il significato di da osserva invece che risale decret. Dozy. araucel. e propone la derivazione j^\jX\ al-marasin (plurale abbreviate per iracciato prescritto. est une corruption de JiJAA/Aij) e il al-fa^fa^a (Ji^aio^AJi siano fisfise) luzerne. Pronunciando espist esparcette. ordonnance esprime mente tutte le prescrizioni.] lama. medica che per- O^^mJUw) espist. il Non si e (cfr. aussi peait de huffle^. Tariffa le che porta prezzi a cui si devono veudere merci ed diritti die su qucste devouo pagare. castigl. ^UwJ) ar-risela missive (ar-risale missiva). LSa«»*aw) uspist. si castigl. v. qui est moins al alteree. r^-*** si'r prezzo qui Part. A. port. D. Alcala traduce alfalfa per le fapfa^a. ant a. Gloss. aJUmi*^ marasim pi. un animal du genre des antilopes». dargadante antilope o specie di cammello delle Ande. «En effet la forme alfalfez. lo spagn. Suppl. il dargaa dante. 197. alfylfe. mostassa). adarga da ante. Gloss. (selon Dozy. esparcilla ». fr.) lo spagn. di ^^mj^ mars dm o - puo passare anche per propria- pi.

A. e la forma Spagnuola arrayz governante.). catal.rgolla <la alfjoll. ^'>^j^ qirUlle. (I^zy. arre&s (?) Non e in Dozy. sia 1' p. cesto di giunchi ^JUa^ Xon qirt&1e si specialmente eorba da atino per fniHa. goifica pure tutti nicessaires h viezzi per vivere e per mantenimento.rraiz da ar-raiz mitiituto donde fopitaiio di fxistituento niomtro. j^kOJl ar-ra'Is) eapoy capi- fano. 1 198: argolla. Gloss. Gloss. da ral)at solthonjo. col rinvio al in panta) cIm greco xipraXoc xaf/caXXoc (corba che al basso termina occorre nei Settanta ed in Clemente Alessandrino. argola j^atuj anntau dt ftr ^ 4^*«3} a -gull {gofpia^ maiutie). Dozy. capitano di nave ovvero da ^J'^^ ra'is (che significa lo stesso). ^*^^ rli« aijrette de diamants mchAstis dans de Vor ou de Vargmi. il jfcLj^i ary&i «ricoo. i — {J*^^ il ris pfnne pi. dal Siriaco. arrabalde ill conserve ancora 1' antico d come alcalde ^^-«oLaJi al-qadi il giudice (osservazione del Dozy). cjustigl. port. Suppl. Arreus tirrvdo. Te««uto di sparto od altro per bestie pui-tarc le biiM'che d' aequa siille da soma. custigl. fc I'arabo J^^j^ qartal. Gloss. cAoM* rtca- la vie. in Nel portog. trova nel Gloss. A.* T'orA^/. bench^ W"^^ ra'is usata. 198: arrabal [raval] faubourg (anche parroeville. AAbjJ qar^ale. Corrisponderebbero all'accento originale spa^aolo: . ma si nel Sapplem. p. di Dozy. da arroyat struN/ento (?). 6 nonchi abito pi. Preso da (J**^Jj ra'is (coll'art.irruez ovvero arruez? Arraval. quartiere) p. f ft: . quindi ancbe ricchezza. 199 ha proposto Paltima forma.. . maio: la detta parola ovidentemente il aryds. ar^adell. capitano di nav* ppevenga da ra'is. chia. ar^ollu.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRIA IH Arganells da aleartel I. arrabul. Gluss. Dozy. da jjOJ»ii ar-rabad (/m environs d'une si faubourgs). ojistigl. anabal Dozy.

traduit Aliega il par ulex. la E il pers. Les mulets comprennent. yU^ixi j\^ dar sis'an (forma abbreviata uUA«i j\^ d4r <i'4n albero spinoso grosso (crassus Wall. harre) che taluno deriverebbe dair arabo j^ j^ harr harr il (grido del camelliere). {sacco di lana]. Aliega. Alcala traduit aliega par lit djaulac. onde appunto di bestie il Arri II castigliano arricro conduttore da soma. — Ma Dozy.) la cui corteccia simile alia > fe . anlaga. il per co- — nome di un arbusto sul quale vedi Dozy. le I wZecc ewro/Jaew*.. coffre j\^^ guwal (area. mosto cotto^ sciroppo di frutta. Espagn. gaulaq colla.r u b b s-u^o vegetale condensato. V»a3^|^ e inoltre p. Gloss. oppiu-e asinaio. 203 osserva giustamente « Est-ce que nous chercherons k present Torigine de ce mot? Je crois que ce serait de la peine perdue. Arroba peso da arruba castigl. L'Accad.. ^yi^iAkS il Da ^J/* rub' ar-rub' (la qtiarta parte [die\ qintar quintal\ coll'art. la arab ^»ftJ^^ sella.. farine (Bocthor. '^y^ gaulah. gnifica les grains.rrop Da ristrettOf da arrabb i-*^ castigl. f finale araba ha pure nome di a breve).— Nella Spagna JBI anche cox). arrope mosto cotto. si- <~JL)^y^ g a u 1 a q e grand sac pour Egitto). arroba. nome di arriero applicato al conduttore di bestie da soma si puo con certezza derivare dal grido arri (arre. abulaga. esprime pure pannolano ruvido per coprire Ar. A. (Dozy) mais chez Ibn Baitar: il ne faut pas en deriver aliaga. pers. car a mon avis c'est un cri comme le il y en a tant et qui ne signifie absolu- ment rien. 371.20 SECTION SEMITIQUE erido per incitare bestie da soma. car on in gaulaq ispagnolo si chiama yal&ca spino E il pers. et cela suffit ». in Algeria grido : ^/») errih. Gloss. coll' art. Arselaga da al djaiilac. ajonc. a r . L'abbate Barges sentl p..

Questo h D' AUSTRIA si 21 VaspuUUhut che. on lit. esploratore. rcdettn.QUQena. quindi quale cannella iathus (la (a*. s.AQOt da avot frusta. azoth. 228 : azucena lis blanc de A) w^m^W) a s-s o u- siisan pers. port. Quelle qne soit I'origine de ces mota. V^^UaJl at-Ja- sentinelle avamate. plarale snddetto La forma spagnaola gli sorittori atalaya e 11 at-tal&T. Hist. 15!) — ftnriMi- servo ail Aniiuatiz/ari' il vino. certain qu'ils ne sent pas arabes ». az-z&uq A. . est Con ardgilacn e val. yalaga viene aliaga. aliaga ». coll'art. XIV. rVM^AM susan. Dozy. val. azoot. Da qaeeto yul&qa. come trova Hcritto in Most4!nl. Nat. azoque. secondo Dozy. argilaques con- corda sopratutto arjalaga. Dalla proDuucia yaluca. ^^^ talar (pi. <ie Naples du Mosta'in! I. ^iL Ifti') tali'a pi. cortoccia ?) 16 (leg. Spagn. argilaques d' Europa En France aossi ou diaait il au moyen-&ge argilax.. ebraico TW^ susan. mercurittm {merciirio). p. jALtalaga yot Atulugar stare alia vf delta da [castigl. Dozy. Ma « dana le man. in iapagnuolo si scrive pure ^^^J ynl&qa. asoth. deriva lo spagnaolo anlaga donde abalaga. atalayach donde anche talale talayote) come sono chiamate costruzioni meiraliti- che costraite anticamente. 228: azote. . Gloss. a^onte fouet de Jd^^aJi Ati-saut (as-sut) frusta. azote sta pare per azoth = 3^ iVi da v3^J'"^^» az-zaftq universalis medicina. ^SjK:^^\ « jl) A3A^ yoal&ca ou ar^il&ca. XIV.. p. oLntym (di cui 11 precedento e nome d'unit^).LUIGI SALVADOBE <d&rasay8a'Aa. Gloss. ^j .*). greco ooOgov. avanguardia..Socondo Plinio. sen a (as-siisane) de ^ymy^i susan. Dozy. v. en retroave ce mot dans 248) le dialecte Valeucien: FiBcbar (Gemalde von Valencia Ulex Europaeus en £sp. Je de Europa. Gloss.»iiy m sausaii. da atalag^i torrc di t/nardia.

p. si riferisca v.. Tit. dia. atalayer atalaya il significato di e especular stare alia itAjfl.tsebara J^JiO aloe^ da Sab bar a. i as-sabir) Dozy succo sabir (coll'art. II. ecc. wallade partoriente. XXYI. di Va in principio di parola. Per qaesta e (al plnr.atsebura?) sembra a 9ab&ra (con ^ab&yra e <. Dozy. La parola non corrisponde ad altra radice latina. [catal. '5<X)I ^M conda. succo di aloe. A. sposa recente^ che in Catalogua la stessa cosa. si e fatto Sarebbe usata la forma femra. Pedro de Alcala da invece ad (s. perocche la corrispondente voce propria catalana e noy noya. Gloss.) gli arabi usano invece la parola mat la' ata- iuOLw tali'a pi.) Atlot da welled. mirra. guardki (cosi (part. aloe. e castigl. en atalaya*. ed in parte anche in Minorca sono Si ^H i^^^ donna /e- pu6 pensare a '»»>^ e. la de Gfra- 65) : < Lo que aliora llamamos amigos de vocables el estranjeros. arabo come il singolare) Alfonso : pL « et X X como quier que sea muy peligroso nada p. ley. stante plur. (coll'ac- Le forme portoghesi azevre. onde atlota. fcJj**^ tawali\ Per sentinella Alcala usa layador. p. novia. azebre con azevan cento snl prime e) parlano in favore della forma as-sibar. (Secondo cia si bar. ^avilla yerva del acibar) che risponde alia forma magrebina 'i^jk^AjS as-sab- b&ra. 35. Ji^*Aj\ amaro di wm pianta.abira presso Alcala forma che s. .* torre di vedetta). a ilde (per i^j £ w i 1 d e) <aJ_j wa 1 ad figlio. en noche. llamaban nuestros Espafioles. in Ispagua si pronun- as-sibar). (II tutto presso Dozy. specula v. el oficio de las atalayas porque han (^Gruerra a estar todo el dia catando a cada parte ». Gloss.. I La detta atsebara (ma meglio. 209 seg. — Mendoza centinela. guardia.22 SECTION SEMITIQUE il i spagnuoli scrivono la parola nel senso di sentinella. e senza dubbio dovrebbe derivare da welled. escucha.

l'aral»e-per8an azul.. 'iwir. ital. rctti/ia (lu iilfuhia. cliiusa giro. 1' Non trova in Dozy. '221> : Dozy. tAAjO h&l)i'e Ijftbiye (da Aaa> habje) si grande vato per vioo. ^/J^j*^ Idziili. lett. quindi ^JJ^JI* . ^^AJJu badgir. arar/a. e che pnre alia ven- . — alfango = ji^^») voiia p. fr. e derivato dal francese baftouche. mutilation. BadalUCh. ital. Dozy. a dts marchandises da j]y^ defectnosite. p. des niarchandises avarieet. Pers. <'iLstipl. babus.. 4. copri-piedit ed Pers.Ufabi (jtrio ltd t)lio. 13. Averia. p. lAzouwerd tazurino l&zwerd per Aji_^:^y lajicwerd) laj)iA X7C0''>0'. baibouche. (od da babus. insure. 'a war. ndvita. ^ z*)^* awariyye B BabUClia fia. port. al-l>Abiye). con delle feritoie per »er\*e quali il vento pu6 penetrare da ogni parte. avuer.. "uwar ma'awar. trrivt' 217: averia. pugnaU.LUIGI SALVADORE D' AUSTRIA 23 Atzur (la Lii/urd. \y in come in alforjn = ^^ad' al-har^ da viag- bisaccia. I'^iU. rasti^liiuio babucha.m'^ ancho jHtp/tnrrta) fraiu-. foniirlht ihi (f mini in. 251 lo crede posteriore alia domi- nazioue nraba in Ispagna. alfubiu. dii al-hangar. p. dan~ iieggiato. Dosy Gloss. Cambiamento del$ac€o I'arabo T' i/io. PI. ital. avarie^ Dozy. Ce mot semble £tre one altoration da ^pero. bad a I lie eo. ^•Ju papiis pantofola (ietteralmente an- che T^-?w babAg.0V. A. pigliaveiUo esprime in una costruzione da Ic estate elevata sopra la casa. Gloss. e dommage h un caigseau. Gloss. guoftto. olio (coll' art. ^\^^ 0)«3 ^aAam sil'a dtLtawftr merce avariata.

buqse pi. ^UflJ bitana P. Sadana badana paree.''«•' . . G.. bagace.-lat. castigl. — Dozy. Si ^^^.]) peau de mouton predoublure. de balde gratis. balda frivolo. pen de valeur. it. un quarto [II Dizionario dell' Ace. pers.. 4aCVCkj fagotto d'abiti. Balde Dozy. Simile costruzione poteva pure servire come torricella di guardia.. infim. franc. (franc. vain. p. p.. A. lat. moneta vilissima. v. ^vaift. en baldo port. Spagn.. bagage fi'anc. di (.iu badheng che occorre anche colla forma ^jJUft^vj badhilg g che notevolmente (sequale fu sostituita detta forma condo 1' la pronunzia egiz.. ii^AJ buqge e ^wlU pi.24 SECTION SEMITIQUE chiama pure tilazione dei piani inferiori. bagnglio. da battaua pelle di eapra condata. med et. inutile. Gloss. ecc. ecc. badheng nr*>U . Lex Pers. baga baquesX cosa insignificante. Sagatella da bagatel. arab. lo fa derivare tWaUp baw ati pi. badana. Bagage Turco da bacache castigl. bagatelle.^ 4stfVJL3 buqce. ^a^iJU ba- daheng. -' b o g c i a fazzoletto per avviluppare e legare uv ^ V--' .^J0u batil cosa inutile. bagatela. depourvu. 4^1© w batil vano. picdi quattrino. [Cfr. iiiUaJ bitane. 233: balde. de dres. propriamente fodera. tuttavia I'italiano bagattino. de Alcala le traduit par bal- La badana servait a doubler les chaussures et d'autres objets fait de cuir. Manca. D.]. dal qual deriva la detta forma. Gloss. e La forma araba corrisponde a Wiillers. pero con punto interi'ogativo]. Secondo Diez e Littre e diminutivo del neo-latino bagage ciolo. castigl. bedana dans un arret du parlement de [Gfloss. della ^ = [dura] alia la italiana cc e la spagnola ch) corrisponde bada- luch. (sic). 231: Paris cite par Ducange basane. in Dozy.3w s. < T. cosa da niente. bagateUa. en balde chose de ecc.^Aj buqag.. . ^«ktf^\* e rfSU^A. Ital. .

Sedui t hcfluiiio. h. [II Dizionario dell' Ace. Garragan y Cl /f da barracan stoffa. Samus (jtAJjJ^ ielto che (bcrmis) ulbonio^ rnpiimiin soliUt a imrtarxi fini rnfjaxxi. turc-fran^. de port. p. che risponde al tarco Toile d'un Tissv peti 8err4 lyoLc^ bugiis 1' = qui srrt h /aire s.] (Ofr. albernoz. des dmiblures. Diet. M f UD/> barrakan barragan.) cJV^w biz-zef. ital. G.). : 1' articolo bagage). barragan. Diet. Gloss. (del la jir. castigl. . roxxo.LUIGI SALVADORE Metatesi di t D' AUSTRIA per ^. Forse lo stesso die tuivo 43^*^ bogcia (cfr. stoffa. in quantith. Dozy. as paid a per »pculula (Tknty). (anche (JcT^ il cammellotto a mantello donde franc. burn us it (coll' art. bedewi deserio). A. (j*<k3jjJi a 1 -burn us) parte del man' copre capo. bogaci) m. D. hoccaccino o boccatcino tessuto di lino con bambagia. . 237: {jKorte barragana. i^^y^ badawiyun del deserto. v. franc.ci**^'CO boghase. fr. albornoz. portog. Castigl. castigl. Tela de uno u otro color.] Hindoglou. turc-fran^ais it. relativo al deaerto cO"^*? badawi. bedouin. ha: bocaci mas gorda y basta que (?) (C\\M^ y de holandilla Secondo me 6 il bocassin del francese antico. moUo.^J0*3l 95 (d) e 1 come in arrelde ar-rati peso (di 2566 gr. Bocaci 11 da bogacf. (Vedi Barbier de Meynard. bouracan de gro$ camelot) U o^ barracan. burrukan) nioffn fftossnhnia di bouracan. hilo Spagn. rolde dii per rotulus. magrebino (alger. cappuccio. . aprrir di fustagno. ttomo (da^«Nj badw Sezzeff II dii bctsef i>/ (/ran (/ttrn/fifo. da badaicoi heduino ed anche selvatifo. volg. cannrfan.

78: alcadafe. Setteutrionale. d'ou I'on esportait C Caduf (la cad at" od alcaydiis rnso di terra per tirar I'acqua dai pozzi. gr. 243: bugia bougie. da 91 s. cosi pure invece ^ h. alcadef. »j_^U*< sabura (forse dal persiano sabwerd cerchio intorno alia luna (alone)) brouillard. p. franc. Gloss. Dozy.] . albol'era per albohera da s^i^ buhayra. piccolo Spagn. Dozy. Bufera albufeia da albueira pal/ide.) pot de terre en dessus duquel les cabaretiers et les boutiquiers ^_| mesurent les liquides qu'ils qui re^oit I'excedant. castigl. 1' Humbert ha notato JHiOL*^ egiz.26 SECTION SKMITIQUE inhhln »la Boyra chaboura. acadiiz e arcaduz. rivoltarsi e rituffarsi come il caduf. Dizionario dell'Ac. il arcaduz (dal- ^>>i^^^ cadu9). Bugia. chandelle de cire. vulgo Bougie. Bugia Bugia neH'Affrica donde si esportava delhi cera. da ^waBT bigaye de la cire. Gloss. bougie. cadaf sans Particle arabe [come quij. castigl. et (tutti portog. ant. spagn. ^ . Le ca244: cadae. e la derivazione non e credibile. b«gia. xd^o?. Dozy. [11 I'ar. alcadefe vendent. da ^Hj v»5'«^*' al-codaf ou al-codef [al talan avait qudaf va^o di tei'ra\ « p. di di >^ b a h r mare [f invece di h p. ma questo e totalinente smembrato. albufeva. mare (dimin.) designe k Grenade une mesure agraire.]). v. hicchiere] est seule- nom d'une mesure de capacite. fr. quale sinibolo dell' affbndare (luvecchiare). Si dice pure eadufedjar fer cadufos della coiifnsione d' intelktto della recchiaia. p. les lexiques le arabas ^^S cadah [qadah Alcaduz. ha cfr. Esp. ^H cadahe. cadalie. Gloss. Dans ment (pas dans les diet. albohera.

Dozy. Caparrassa Majorca) aUubnisi. 377. forse dal Int. p. Pers.#3 inii ((innciu da eaniix. tunica (lat. p. satin). castip:!. eas-tigl. alcatifa. Toca de mager Dozy.. qahwe caKtigl. qoindi iS^j^ creuxinino [dr. sanscr. 245: kambAs) veto antifa^ de novia. kviwi sauscrito..plntot da nom d'unit^ f^^T^' qu'Alcala donne sous alcaparra. Cambux thnna da eambux. traeva il = venne da nn uenn*. I'article al demontre que les Espagnola alcaparra dn curmi. 86 : alcaparra cappero da jLkii) [al-kabb&r] al-cabb&ra ont tire leur [al-qabbar] alcabbar. zucchero (candito). yj»y^ Kanbfts Dozy Gloss. (kshaumi) si fece ksliaumas <«2a di /tno. p. ou iLoU) p. pure candil et Canfora. Candil Gloss. cuuverhirr da AAaJoaIi al-cat!fa qui se dit dans mdme sens. Gloss. k hand a. G. »»io Kiifur <la canfora. Gloss. 88: alcatifa. . port. e arab. Dozy. D. (pronuncia cambuj. dal sansorito kahup. de cette langiie et non du grec xisrap:?. velo da mnger. Catifa lajtprto (la aU-atifa. 344: re/o <// cafe de i^^ qahwa.LUIGI SAJA'ADORE D' AUSTRIA 27 Cafe. Camisa (jMU. qamts camicUt. Carmesi y^y^ qirmiz qirmizi il (coll'art. bevamdoj vino. o cocciniglia si rosso cermiglio. Bien qne ce mot — arabe soit d'oripne etrangere. p. detto il cocco.] Dozy. alcaparassa (taparera a rajjjM'ro. 185: alquermez. Gloss. Dozy cadde. T^ozy. p. ossia rosso del verme. Oloas. 247 cande. carmes donde carmesi.). candi. Dozy Gl. carminio: A. da dtmna (Alcala: Snppl. cami$ia). «Xa3 qand tucchero dal Sanscr. alquetifa le taput. al-qirmiz) rt/cAwmw. 4Xk^]a3 qatlfe vellnto (velours. Pers.. Karpdra. cambux ^uamise xnasqne on voile e convrir le visage.

fr. Gloss. sanife . zarabotana [leg. secondo vetro. cerbottana]. 251: cebratana.28 SECTION SEJSIITIQUE da Caviar castigl. cerbottana]. zero da j%*0 cifr devenu aussi cifra. frange de AXXaa)) as-sanifa L'accento cenefa si riferirebbe a Ahk^a sanife. v. 253: cero. castigl. Cero. Dozy. zanefa. navaja de harvero — ttifra e sufra anche rasoio.. ciuiom. {sifr). zero. •• •'. chiffre. Caviar. neo ellenico Turco^Vjl^ hawiyar per^y. Le meme mot est Ctiaffarrato *j^*** da chafra. safra e chifra a 1-m ft 8. arab. Gloss. cerbatana. as-sanife) orlo. 224 lit. sanife. can'ale. Alcala: s. (coll'art.. port. Gloss. horde en tapisserie de port. p. qui designe une sarbacane dent on se sert I pour tuer anche ^iJlJflA^ che. franc.. solo 8i*^nifica un tuho di da 8efer. Dozy.. canefa. cifro. A:'ab. Oenefa da a^^euefa (asceuifa). : azanefa. (V. sanefa h&uppe OM ora veMis. ciro. taglio.jl:> hawiyar. filo delln spada ed anche lama. . cerbataua. aceiiet'a. 1^ e ^ anche AlU^ sinfe p. ital. agli uccelli. sarabatana o saravatana. Cliafcrote. fimbria del vestito. zero. azero Dozy. cero). (japapOTava] da ^Ua>j>^ zarbatana les oiseaujr. sarbacane [e sarbatane] [neo-ellen. ital. castigl. castigl. i diz. MA*a sanife (probabilmente stoffa per gner- nizione). canepa. m u8 e rasoio. safra. originali. hawiar nova di stoi-ioue salatc e pressate. zarbatana. da(/a cnrtn e lanja. tirai-e » cenefa » ^XAaaa^ Oerbatana da zabatana canuoue per [ital. p.

Chaleco <» .. » raeioir oQiil de* 253: chifra port. ciL'^ti^l. (JmwXamJ^) al sorte de 96 : alcuzcuz. Cuscusso da al-cuscu8ii. import^ sans doute par lea n&gree africains A Saint Dominique. ciawas. u^4MkX4MJ kuskn- sAd (nel Megrebino). Ch. Supp. esp. e fjDkS^mJ k ask us.. 144 e 145: aljofaina. 11 turco (JM^^^ > cA5L9^*^ ciaus. de couscous. Cfr. (Davie. araldoy Kergenie. p.! LUIGI SALVADORE D'AUSTBU Dozy.. al djufaina est le diminutif arabe de 4aA. Dozy. in Suppl. la semence mondee du mats est appelee coug't couche ou couch ccousse.. chifla relieurs etc. a 1 cose as a. In En Espagne on prononqut chichifarote. Sappl. poor amincir le cuir ecc. au Littrd). chaux iisato in Maiorca nel senso di xchmis persona rozza e stupida. Alcala: Tranchete de t^npaUro. castigl. Dozy. que Arabes ont adopte. naissance a (Muller). aljnt'aina. oU k la desinenzA romanza. giUt semble avoir la wUL^ yelek. — Chez Alcala sont hormigos de ma»$a. p. cibo de' Mori fatto a piccoli graoelli tMiKli. ecc. Ce mot 4 donne mSme origine les sM>. alcuzcnz. . aljafana. Dozy. chaiero: franc. alcuzouzii. utdere. al djo- faina. alcuzcuzu. apparitore.i yelek (jelek) est un mot d'origine torque. Cofayna da alchofaina. one mets tres-nsit^ en Barberie. fra. e cue lie. _%<m»^4mJ kusknsfi p. p.. sen telle. Gloss.auz £ da i-haiix aeryeute. Gloss. E singolare in 6ofayna la sostituzione della 6 a cb. esp.Jalccu da chalecH ijitthlMtto. d j. pure Dozy.&) al-djafna (al-^afna). Gloss. 291: Jileco de le franvais chaleco.

p. alcolla o/\o (1. Gloss. aussi escaveche sorte de sauce pour conserver longtemps poisson. iIaJJ "/ dinar in Oriente moneta d'oro dal lat...m sikbag ou sikbgg. coll' art. arsenal si pronuncia per dar n a 'a. EscabecllU i'l da sic bdc oscabpclie salsa per cousrrrare pesce. Ar. En Ih _ como Mlalioma. dinero. . AX3 qui la. castigl. (Eu ^^ M come <>^#). alia voce tersane (per arsenale). denarius. dresseual da at-taisaiia castigl. p. 205 seg. rezeua. ^UXm< e il pers. U^am o U-^T^*** sirkeba (sirke = acei^o).. composes de vinaigre ou de vin blanc. sena d'onde in oriente si ital. I'arabe p. 92: alcolla grande cntche de ^Xjll) al-coUa. al-qulla groaso vaso di terra. orcio). ata- IDressenet. in : Espressione Dio come Mahometto =:r: con Dio come Maometto easti^l. Derivato da ^fiLufi I il»> dar sina'a o ^^Lm£LJ\ I y)^ dar es- sina'a. Gloss. ca»a del lavoro. 261 escabeche le port. adrasana. castigl. : Dozy. s i Gloss. arsena e dar- derive poi 'i^^Mtji — Dozy. fabbrica.aO SECTION SEMITIQUE D Dinar da diuar. .. (hiiaro. E Sncola da alcolla. de citrons & de ^\jS. Dozy. dal latino. sezione del lavoro. de feuilles de laurier.

e ffsXsxv. p. pag. Ija parola falaca •deni- tortiirftiv uua |K?i-soiia tisiciunciitc o spiritualinonte. asarolla faap^oe da azerolxu. p. Dozy. y servicio de sa casa » de^i^4«J) ach-choa&r (aa-aawir. s. acerola. Glossarii arabi pi& reoenti hanno z eltiiil^. p. exovar. X > • •X ^t-J^i JUUi fiilaqa est ceppo per dare le baatonate. accetia. cMtigl. Tj^ nula i * Stzerola. difalcare. port. Gloss. latino falx.. 264 •..LUIGI SALVADORE D' AU8TBU SI jptr tlitio Eltzaboge (comuneinente per Af^astre) twato u Minorc* Helmtico.v. Falaca ti«a da falai-a stninn'ido da tortnrn. Gloss. Doz}'. exogar da val. BistAni miglior dano. assi de sa persona como dal adorno. (Confroati«i il tuttavia. de meme que ach-chon&r en arabe: supelUx domettUm.. de hija.'265 port. bagngeg. falca a paif. de atavios. da a/ZHbaehe. as-saw&r). Gloss. fruit) da \^-^J^jr azza'rflra metpilu* J neflier. 3j)j»*J aubepine. falce quella che iMglU. faUoa.xeroln. '* '^ . acebiirhe*. boos olivier taufMigt ^^ ^ bangs. ejtoir. La dictionnaire berbdre donne. Belot: it uteiisiles de menage. ~ Bn oogifo falca un morceaa de bois carr^ qu'on % ooopA vtfc ^^ * U du trono d'un arbre. Dozy. scure. Le s^k^^\j ••«•e parola h b«4)era. catamiento doUj as-siwar. port. enxoval < lo qua muger lleva quando se casa. 34: acerola. Gloss. nefle. (iwaiuhi o Itr. aiambojo r"rfr. v. 221: axuar. de ^wftXi il falaca (falaqa) /wdr*. Alcala: doU o catomiemto Mais ordiDaii-ement axuar : signitie ameubUmtrntt mo&ilier. £!xouar la (ajuur). Alcala lo 32: acebache. inmntam. atzerola da az-zarora.rnir^r deriva da '^ks^jjijy\ az-sanbA^a. eixovar. e * grero mnnnaia^ stnimento di aapplisio. Dozy. V V *^ Ty^j zenba^ castigl.

franc. cimm di ley/to (ckuu da niadera). UUli fulk nave. faro (greco mod. Manca in Dozy. A^\y^ . Dozy. Gloss. jyronto. — La parola si r arab.-AA3 falaqa spaccare (identico a (Dozy. ital. filuca. fardello. franc. !Panfarr6 da faujora. e >^i fiim aglio). ( — Enfiu mot est retourae aux Ai^AA fu 1 u ke . ^ Pj^ farig vuoto (vaso). alia O t (s) in arabo Bubentra talvolta <_3 come in ^yi ixxxa. folie. '^avapi). feluca. ozioso. come jJyJ <ar<ar chiacchierare f. castigl. per analogia. da far da frnjoUo di ahbigliamenti domieschi. S^arcli (pereroso) da fa rag a. fanal. f alaco) ^ ^^ Come il pi-ecedente. hrulotto (da v3y^ v. Falea da faluca. Diez crede che sia lo spagn. castigl. falua (halca). Gloss. secondo il il Littre. de boijf difalcare. castigl. fanfarron. ingl. far da. (Cfr. 108 ha: alfarda. female. poi generalinente harca (harraqa-haloque le halca. chiacchierone (in ogni caso . JjSS falqa to defalk). fanfarDii. castigl. dall' farfalhar (colla r) essere danno arabo y^r^ farfara leggero. a . rati. p. ma e parola vecchia e e certainente sconosciuta ai marinai del qua e la usata dai piMedio Evo. Suppl.. haraqa sopra arabes hruciarc).. ancora it. Dozy de- — riva faluca dall'ax'. port.). yarda [ital.32 SECTION SEMITIQUE (la Falca talon catal. alfitra esp^coj da contribution que payaient les Maures(iues qui vivaient sous la Dozy.• Ci^ ^ ^^^ nave incendiaria. faluca). fr. fanfare e quindi fanfaron. Fanal tvJL9 da fanar liime. vanterie. fanfarone. ital.fa loque. fan fa portug. miiioi-c. fanar fanale. eclat da V. fa 1 u k e). La forma spagnuola farfante ed occasione alia derivazione chiacckierone. D'onde. ital. 214: laluca. fardaj fardeau]. che prende per onomatopea. disoccupato. felouque^ derivo dal— « petit navire a voiles et k rames » Jal. p. I da cui ^w3 «^ farfar leggero. libera.

ciisti^M.Ja:> huttuf gant-M. meglio i«>»3 tarda pans parut haitente di porta. (jomii). p. iniuatiou des chretiens — dall'arali. gioiello ecc.m^ Dime) *prae. ovvero a in 5<N^»3 faride groxsa perla. 21'.LUICtI bAI. de ^UuS <!.da. Dozy.\ adore D' AUSTRIA *. connon. In quanto caso pensare a t a tarda per abbiglinmenti dimneschi si pa6 in ogni -^r^ fart moneta npicciola (nel mezzo di parola Jft «<JVl(aJ piiM suonar d cume in Itadiina per »J>'* bitana o batana). j^Ufl^ a 1 liottaf. 2(37: fatexu. GI088. i diu cormnti vguali d^l cnvalUtto da J|*3 paio fard. unifr/rme. per per « come in jLa^'. OV. Dozy.". Pag. an i ma (^. A Ifarda Terrne de charpentier. bAdingftl u^jB'Ju bedin^ftn. come un una cinghia della una la parte della soma A pag. e t e. rapina». petite ancre. 272 : g a 1 i m a petit / vol. li<3»A3i al-farJa (per A40 JUi) taxe. donde anche : lo spa<ru. J)0/A'. uatota iiorrhi-U). 38<): fard a port. hatt&f e a 1 1 e t*... chnrge. }> croc. volg. . iaiuixu. de ^' i'Ult. nltfra I'una parte del statfa (^triviere). - . ^ctM du XH"*' Congrft i/m On<ntali$Ut. p. ecc. 271 . III. Q-alima. livrie^ cui derivazione dall'aralto egli rigetta. a fe t e crochet. G Gafet (a). GI088.iw p. contribution. mail ntn<:iii n inj. — Vol.Htt» rectturbies. melenxana. vetemtnt de ttoldeU.

Belot: coquet. rofiana ecc. che non tiene nulla. meuo la giustizia derrama. fat. pimpant. e. debito. di garbello. Gt-amuza. Sotto ga'rr derrama. port. come vaglio.. attingere. G. G. testa vaiia. (Di qui foi"se I'it. doude auclie franc. . A. — Pem. Garla botti- Garraf glia ' da garuf. Castigl. rtirmhio da Q-arrove Ha rub. si usa quaudo vien lunque imposta. indicano seinplice e la bottiglia grande. X. garrama. sotto algarroba alfarroba. G-andul.. il poeo seimo. rofian. Gloss. allegado en van- do. girbal vaglio. carafe dall'ar. da guiibel castigl. franc. gerbola testa leggiera. carafe. in gerra o charra *jS^ garra. bai'ragan valiente. da ital. (Estesa dissertazione presso Dozy). V-5^/^ liarrul^ carrubio (al sing. come mrafina la bottiglia piccola. Alcala: gan- dour garden que se quiere casar. •M^^L^ gam As e buffalo. GarrOVa rdnnha Hn Harruba. gandoura. A. nel prelevaie " (jiia- Grarraina.r 34 SECTION SE. Gloss. come p. Gloss. ^^1^ garama e imposta.. ((VHoscio.272:de^^^A£ gandour (gandur). faquin. D. arel il e garbillo. p. p. tassa. giara. 274: gar rat' a.B.Gloss. barragana. D. nel piemontese. Doz^-. In Dozy. che diviene percio un balzello. s|)et'ie G-arbell di raylio per moudare il grauo. ImUiyUa. In questo caso ch sta per ^ ij.) Dozy. contribnzione. caraffa.. <^»%* .sarrafa (garrSfa) l3»* garafa.AIITIQUE rastigl.) Jy In »* garbal (garbel). latu (grande: earnfa e carafon. imtlfa. iXj^J^ harruba). In J)ozy. Dozy sotto alvarral. gamuza.

]. de si AIOaC gaita (^aita) che •H Jiute in prestito dagli trova in Ibn-Batouta. Pera. deirAcc. Metatesi. gelttomhto.U'TfiT SALVADORE D' AUSTRIA 85 Oassemi da yasmiu tiilsotnino h«H"e. da pubana. fa derivare gabarra da carabo e qaesto dal greco xapa^oj donde I'arabo «^'»-9 «iarib pi. — de al contrario dice: Suppl.: 4jaxi (^^P- gaita) au Maghrib esp^e^ /lautbois (Alculu gayta). faquinerie ecc. rw/do murmuraudo. sarebbe '». Gloss. Sp. coups df carum. [II gabarra = grossa barca]. castigl. port. \^ J^J^ ^azzftr e canneto • (fruscio del vento?). — Alcala: gaz&ra *\^ pnria. gabilla gavilla n/w/vV i/f gntm*. <>«Jji3 1 al^anlara recherche dans In mise. di cornavtnse. Diz. t-astii^i.) Porcion stielta u atada dc sarin ientos ecc. gabarie. yftsamln.") O-avella [II da (•al)ila. 880: gaita instrument de musiquc.. Dozy. gatzarm o \'ij>y^ gazara] rej(ntis»auceit h cris. Dozy. Speiie IG-avarra di nave. 122: alpazara. Crayte suonatore. Dozy ^ d'opinione che Arabi lo abbiano preM Spagnoli (Ibu Batouta nacque in Taugeri I'aimo 1804) s. bruit. rhlihnUi\ u Maioiva. . dell' Ace. Gloss. ij\^ una can na. roydo con yra. it. algazarra. ha: (del ar.. j><V»v# yftgaman. ^>a^V«V. p. ^Xaji abila has df foi'vaje. (Js. au bruit instruments militaires. G-ayta da guyta rornamujia s|)e<. col significato (Engelmann). gli II. detta auclie xeremia. uW^ y»««- a4mU yAnam Q-atzara. Vedi gandnl. [Ital .** [spagu.Malmeut€* o pirn. iniln. gabarru. ffdzzun-a <tfn p. Diz. 126. mur-~ muHo de gente. wjl^ (|nwarib. gbandar* ma la parola e la cosa non hanno che fare 1' ana con T altra. t'rauc. Spagu. Furiscontratoconalgandar di cui sopra.

presso Cherbonneau (Magreb). so leva portare questo pugnale nell manica.. sotto a 1 j a r a e arr a. A5 )i) 278: /. cio6 di Sumatra Cf. castigl.: gineta fr. . secondo I'opinione del Dozy. p. gengibre. castigl. Littre v. 1 G-Utaperclia pirrn.er- che. giiafa — (jiniffa. u r a f e giraffa. Dozy. D. ginejjro. (1. da cni e pugnale da j^ magreb. punal.. gingemhre. espece de c/- dont la peau s'emploie en fourrure. gengible. |. Gloss. o meglio piiu deiivare dal latino jtaii- Ijerus. vette p. castigl. : getah pertjah gomma di Pertjah. iy^ garra hrocca da acqua. aguniii combe en usage chez il Maures. Q-erra. Gloss. 52: Agengibre. f/inepro. p. orcio.36 SECTION SEMITIQUE Greneta. Grinebro in da Az-ziucliibil. de x^j^ garueit (gar- nait). ageugibre. goinia. Dozy. 282: guinia. genette . giarra. a go les Dozy. girafa de ^^]j3 zarafa ou zerafa^ G^unica. Gloss. .. j Dozy.. Gloss. ^Ajk^Jf zengebil Dozy. Ak<^i kummiyye si mamcu. castigl. ^AA2P\Jl az-zengebil Grirafe. 1 . (Juniia dega. gutapciclia i/ntta- K malese s. 276 e Suppl. AJ 1)^ z a r a fa p. (Xell' italiano tiovasi piu-e.. port. itel.. <la (inta pt-rcha. Lo stesso ripete nel Suppl. adoprato yinehro per (jinepro.) lima. A. Gloss. espece de poiguard. couteau derivato mi a.

Pers. castigl. jaquet diminutif de jaque. On fl'il ignore Porigine de ce tedesco jacke. et dont chaqne couplet se tenninait par refrain: II Dansons la Carmagnole | Vive le son | Da canon. ita\.. (On peut ajouter en 17i>2 Thorrible par analogie: qu'en Piemont et en France. Corrisponde meglio al francese jaquet. JU^ hiyfik) e wmL> hitik. ordinairement blanc. p.LUIOI SALVADOT^F D'AI'STTaA 87 Jacera. trave trasver»aU donde chocen. giaccn. ici. (It. Inn mi. e n a ? J^^^ e ga'iz trave. Ct."in JTaique dii hagg restitOy mnntcUo. fa il pi. Jacena Dozy. hftjik en Afrique grand manteau de laine. on ap- pela Carmagnola la jacque des ultra-revolutionnaires qui avaient chant« chanson intitulee La Carmagnole dirigee centre la le Reine Marie Antouiette. iJ^A»» haik I pi. Dozy. . mot (roman. giaeehetta). paysans revoltes (Jacquerie. Semit ce VjU^ g>>'iz povliy &\f< U terminaison esp. qui sert de v6- tement pendant -e le jour et de couverture pendant la nuit. Vetements 147-153. pouire <fr Irarerte •or la- quelle las solives sont assises. Littre. U|j^*» I^As^n (J)'*a:^ iViz. 289 Jacena toMnau. ou allemand?) Ducange demande les ne vient pas de Jacques. jaeqiie. Snppl. ^<v3 1 i ni u e OyCy 1 » >" »'» d o C}y^ 1 a i m ft n e y^ Jaim A. ital. Xilimona da U\vtn<>nii. A.) parait avoir ete fait dans le XIV* siecle. CtIos8. do i-iu>con. 1358). D. littmur.

. . 4Ad%e ^3 l^ \*< mi ma qad 'araftahu ('arafta) tu gift sai.. com'ei >w-ftij. 147.stigl.«A3D fn e partecipato.se^^ mahazin magazzino (luogo di accumulare.: meqtietrefe (Da]Viii\ lante) \^JiO-^^ mo gat r e£ petu-. p. [Diz. bullicioso y da de poco provecho]. Sarebbe infondato forse: I ^ ! 4Jb fc«A) U< ma ma kata'rifihi cio che e come la sua partecipazione. saptito. almacen. almagacen. Hombre entremetido. ijj\.C) II ^i ^ /' ma qad 'in*ifa cio che h gia noto. fem.Spagn.Acxi. Uj»^ Ijazana ammucchiare v. I gawara Mangara. co- nosciuto. Gloss. Ua ka't-ta'i'if cit/ che come la par-i^ tecipazione. tiaiK'. mequetrat'e. \^y^ j/^ (<JUiij. almacen. s. (JiijJU) v-3>*J' •^* "i«^ qad ta'rifu (ta'rifuhu) cio chi tu hen sai.38 SECTION SEMITIQUE M Macatrafa da majiatiaf. ^ f o *' . ital. almasceu. La cacemn che donde sarebbe ijH/* magara {v J^^ si ^LC g&ra) perche spesso tira dalle Cavita. ntayaxxiiio. J ca. Magatzem. da riporre) da Dozy. niagasiu. Cs. come (fu) partecipato. cib che i^y^ «^^ ^ ^ ma qad 'urrifa cio che gm e stato partecipato."' m. / I <j^a^<* / o I mal)zen pi. castigl.

lit. mat a! at". Matraca <<»n da matiaq.]. en proven^ftl waraboU- pins tard c'est devenu nne monnaie d'ari'ent et luAme de cuivro. halwa) grano m per b e frequente (Dozy.. fa>ti^l. Gloss. 31<»: matraca .. T Ja^ m a lelto. anin. Dozy. matalof. atiirr dalKar. si getta ntnteraMMo. /•»»- . CtIosu. fo«se 011 Ton conserve le bl^ ecc. flie serve di i*ainpHiiu in alciini pui*e ^ioriii della di sottinianai sjuUii. r ah Inoffo dove qualche cosa. 471 '^ p. "Masmorra... p. 151: almadraqne. cat. e) AdJfl^ uiitraqa. imar&l>i(I). it^^tJ^^ ' matmAra tamara caveau. 11 Vocabulista pubblicato dal prof. de Alcala traduit par algibe. maririh. dolce. t valenz. iiiii/iinura <iai niiii I Til fHiijioiir. ed lestino Schiaparelli pag. almatrah. maytio. Snppl. Tossa per carcere. fontr. Matafaluga. 312: mazmurra cnchot. 238: batafalua. EngolmaBn. Gloss. p.iont on se •frt rh Vt^n . Gloss. telas p. (3r«^ mitraq (<auhio. /.. Matiara teitehir (rmjanella) ymoXakW lopuo asto pur di lojjno attorno. mo- de ^ »Ja4) al matrah Si veda anche Dozy. Dozy.bjI»4 iLbi> dinar mortibiti (lu'on appellait mornhUinuM. /i/. marfega 18H = teped e 602 =: tepefion. 20).. significa pure materasso. GI088. rr-:-^n. Dozy. 301: luaravedi petit« monnait de U dyiUMtie Almoravides de ^iOySj^ mor&biti une monnaie d'or. prison de fi^tla^ primon. Dans I'origine an din&r: ^«. (\n IMatalaf matrah. niata halaa. Ce' yA* 'T matrah = Mafalafium. lojjiio Si chiama in (|uei MatrncM si <|UolU» stnimento (invoco (|o| (TaheMa) rhc giorni nsa airaltan' canipanollM). Dozy. mat mora (matmura) cueWj carcfil que P. en el cainpo. de Parabe 5»A^ *V^ Iiabba-halva (habba hulwa. matafalua Dozy. LUIGI 8ALVAD0RK I)' AUSTRIA 89 Maravedis. (leri tnoi-altati./ silo da y^vO riempirp (una fossa). batafalnga volg. p. p.

s. nfesrhino.^ miraje) . ISCingO da nienon. un (^sJd4M piano. mirouer = I'instrument ital.w»^ mi stall. miroer. miroir. almutazafe. (?) a lyiisticll da mi stall specie di ^vld4M>'« i/(in\ castigl. da ma^xi moscaio. ispettore dei prezzi del pane. p. de ii^a-* mitraqa. zamara. . almoli I ace 1 inspecteur des poids mesures. p. de cloches. almotaiMMi. ed mistiro. prov. qu'il faut mestech sorte de navire de ^Ja. <Ot. Pedro de Alcala \j^ mira miraor. miroir. forse da mediits. Maxiganga Pers. mirer. niirabilis). (colui che e attaccato alia Anche Littre deriva mesquin dall'arabo. miroir deriva da mirer. della came. dans la semaine in Bocthor crecelle. torse audie da mi nor il miiiorc Mitg da metih. tillac sorte de navire. Dozy. rufticio aliiii»stacen. Dozy Bon ha questa parola nel Gloss.r h^yj* (Cfr. c Mostassaf colui che sopriuteude pesi e misiu-e. Suppl. ponte.^ mir'aje. Gloss. de «»^Af*A^) a I - mo t as i b ^ .. misero il fr.40 SECTION SEMITIQUE sainte. ai ISCostassa relative. ef^pejo. 'LH>-WL--f p. mirador. meskiu povero. prononcer ^^ja4M»« musattah. coperta) Dozy.. almostahlaf. me wo. ecc. meges Mesqui. inusattah. mir'at (^lii. -T •^' specchio. del vino. Dozy. cita per6 nel Supp. et port. Mostasseria Vw ftVrgV^iwJLi a 1 - m ustah 1 af // giurato. (j**X«* ital. — Littre.. fnmc. 314. mireor = le mireur. mosca. Mirall. Gloss. pent etre un navire qui a un pont. 314: mistico. Mesqui no qaS^***^ in i skin. lat. catal.. 177: t almotacen. gleba). porero. v. marteau. Dozy.. Gloss.

323 s. it. oruga.. nadir. Mussulina liua.Am3i) cioe la direzione verso (V . — Dozy. D' AL'STRIA le 4! I mahta8 i l>) itpettore DanM Fttrro de Ma<Jrid on trouve la forme almutaceb (e <iij<»Mto fa autorita).- Dozy. 451) « Camelut ou moncayer ». da Nadir. ai vti^mi. pi. si U8a pure metaforicamente filainenti. franc inoin-. cajardo.). ^^Xttf^4 mn^ilij-yan da ^^^*^ s. pag. verso Talto -^^w seint i zenit ^ ~ »>AiJ' es-aemt. E^*» C' moire (Boctbor." basso corrispoodeute alia direzione coll' art. trova in Dozy. Gloss. [e tnocajarro cbe avvicina al ital. da inancili tela faltl)ricnia a 3/osiil^ lu^tigl. t*astigl. vewe. ra^tigl. momahay^'ar). 1588. nazir. N Nadir t\JA> il ooutnipposto alio Zenit.UIGI a1- SAL V ADORE del mercato. — Belou ("Lea observationtf de pltuieotit »ingu» : larites" ecc. " — Richarditon a kind of coarse caraelot or bair clotb ». O Oruga Non auche si Uruga da orin-a hmco [ruga]. 1582 lea Raowolf 98^10 : iiomme parmi « etofFes : ** TdrckiHche Macbeyer. Doz^'. mau8 i 1 . { ^^i^ioj <J1a. volg. j^*o ^^ mus i 1 Mossul. nadir. l>ronunciato alia turca a z z m u t). v.: I. quindi non fa meraviglia ulie sia applicato ancbe . Xathr. idetifirn. 3r* per 'irq v5j>r* nW<Ti<. mucajardo. Paris. Gloss. (Mcondo Dt\'\c):Jt^ nnt^lot Kgitt. mutelina. il corrlsjtoudentr .. muse- iHUfisolina. Eigentlicbe Beschreibung der Raisz" ecc^ Laogingen. Gloss. ^^A^c*-* in a ns i 1 i J- yun . v. Snppl. p. muliay}\»r. barbe di radici e siraili. V . piii si luglene mohair. ^uare.

^JjJT^ 'uruq le vulg. percal. t".. p. E pure una specie di vestito di panno grossolano fatto di lino o il di cotone. pers. vcr qui ronge vigne (gusauo que roe los pampanos. Esp. de meme (\\yoruga.. classica eruca). Presso Littre i^ercale. sidicitur. it. a le double sens de roquette (ruta) et de chenille (eruca. ressemblant JJ aus veines de forme de le Du .. parce qu'il peut venir aussi du latin eruca. Percal E il da pergal. Q.. Gloss. quintal peso di 4 anubas. jUu^ mitqali : specie di lino. brico). vestis e bysso vel bombyce crassioris. castigl.-lat. JO»J pergal <OoO per gale anche »JOj-> pergare) genus panni sen milis panni generi quod pers. e stoffa [percalle].uinta <la <juintar. pulgon que roe las ce L'espagnol omga vient peut etre de mot . (iiihiUiU Dozy. en Espagne a le ' nom d'unite J^^Jt "uruqa. je n'ai pas ose I'admettre dans le Gloss. 42 SECTION SEMITIQUE vJ*V^' *^J^ 'irq-el-'ard donne ce nom pare© cer de terre (lomqu'ils Dozy..c -' pi. de yXS^S qintar (q in tar). 327 : quintal poids de cent livres. 3^*^'* (mitqali) — Vullei*s. On seinble leur avoir la terre. custigl. la qu'Alcala donne dans sens chenille. v. ibid. ^^Uai* qintar . gnsano. simile al panno. oruga viflas). Lex. incertain. qui. servi pure alia derivazione di Cnntaro. quale e chiamato mitqali. Gloss.

Gloss. rahal.. rafallo.) n'cretttinn.LL'IGI S.. castitrl.V^J rahala andarsene. terre. . Suppl. rafiill" "/>" fimr! d^llo i J»2^ rahl (come rachl) maison hameau (Dozy . une tcrre. Sappl. un hameau.V- gazione araba: riempimento della mano con qaalche cosa che si prende}.). ijnjai qa^rfln catrame. p. gocciolart. en lengna Arabiga ». A Majorque le mot rafal signifie tine maison hors d'nne ville. maitre den mouton*. 4r ^ ^ Propriamente luogo di fermntOj da .. fit tit. divrriisspment. Gloss. jxni/no. da rubedau. hiugo copertO di sobbia. 186: alqnitran goudron. flafa. du verlje jJ^^ qatara R Habada. : menre. p. (jSJoloS al-qai« Htillavit." . Je crois avec qae le c'est o*^*^* VJ rabb ad -fill an (rabb d-d ft n per dan).\BOBE D' AUSTRIA 43 Q. C'est I'arabe xJ^'^^ rahl I'endroU un Von de~ Dozy. <a- ra(|ueta. Nel hug Glossario nulla v'ha in propoeito. Gloss. Flaqueta ^titrl. ^^»i Ha Cf.1 da lalial. plaiftir (che qui pu6 anche paamre). Dozy.V.Uitr^ ilit <| II it lit II iiilninif. grmuh plains $abloHnft$se (Dozy. ifiintrdrr nlin fxtUn ^h'1«»i«i. unf m/tairie.fill. 6 la nuditHa n hnrlnftn. Rambla • bene da peita di sabbia. 329). Gloss. tran. o lui de las oveja^. palma delUi mam. ^j . coniodithy ricrfOMhnf e (Do»y. 327: rapadan el inaltre berger. lonC'im w •< .. cambiar dimoivt. « el sefior El padre Ouadix dize que vale tanto la como a gran pastor.' partie de. p. da rah a stntiurnto prr it. ratal. 328: rafal. mttairlf.\I. Anche qatir&iL Dozy. hors d'une vUle.. rahal... Dozy. ramleh (sahhia) piu*<seggiata con una strada ooLa ma^gior pai-te dclle oittA di Spagna haiino tnlinariamcnto una rnmbln ombreggiata da piantc. r ^X^j a m 1 a . pure il significato di riposo. ij\yA3 qitran. p. Suppl.

Hecamar. p. ital.. — tisser des raies. la plante des pieds. decorazione. ribete Innga stn'scia di pcnuto. ricamare. D. et on y jouoit seulement avec le plat de la main » (Pasquier [1529-1615] recherches. decorare ricanio.*?.. Dall'arabo it. . rivet. p. reeamar. Xon si cialmttn. ricatno. castigl. scrivere. nastro [foi'se Franc. pure alia voce raquette. Romana. IV. intessere.m 44 SECTION SEMITIQUE Littre. savate. 329 re c a mo. ma in Suppl. s. romaine 335 : romana. et signifie j^aume de main. Glos. Zapa- tcro. et c'est le dimiuutif du bas latin racha qui signifie le carpe. -^ Lorsque les iripots furent introduits France. franc. raqm. zapato. raqam scrithira. mj3j^ m a r c 6 (*^^ s. la rasquete. v. le tarse et qui vient de I'arabe. striscia. rom&a. hrodcrie v. TO mm ana Bocthor.. 335: ribete bord. G. Gloss. clobattino. p.). i>oid8 et romahif. Dozy. o piue da coufrontarsi il li raff no di Dante.] Jow^ ribat hande de striscia. 15). lomfue morceau d'Hoffe. — Dozy. rkamare^ castigl. morcum: morgom (ar. on ne savait que c'estoit que de raquette. trova in Dozy. I S ital. I franc.. Mais le mot il est ancien la dans la Inngue sous la forme de rachctte. 319. Gloss. Rivet <la ribet. (peson instrument dont on se sert pour peser avec un seul poids) de JO^-^i ro in man a (rumman). portog. Jo\^J ribet (ribat) que Bocthor (pour TEgypte) traduit per bande. ripely cbe sta per lirafjHO A. par la la rasqueite du pied. €abata. castigl. [marqum] raye) e p. Anche nome d'unita <SJU«J (rummftne) da (J^J romman melogranato. Gloss. Dozy. leiiibo. *3j raqama jfij disegnare. accenna a la racheite de la main.

D. Saetia. pifio/a nm-r a diiv a Uteri jital. 16). di ••' I Aa^Um ^ . Suppl. Origine incertaine. ^I^U s^ rapulo.b qui toujoun en mouve- iiiiitit (moulin). danseiir. : Egli dichiara voc«- holo come basco (citando Mahn EtymologiBche UotoraaehuD}^ aui dem Gebiete der Roman iscben Spracben berberi. Mab n : apa t a »oulier : chavate. fern. H v^uUts aequante sngitta^ e applicato.(fern. V. zapatain eordom- nicr (basijue). Origine incertaine. ha'dadora. Saetia Eml»arcacion latina d« y una sola cubierta menor y pam *jue el jal»e«iU6 y mayor qoe la galeotn. Si riconli il Virgiliano nel decimo (\e\V Eneide: Dixerat et dextra. ital. po- ^U *" . di rapida come una saetta termine che poteva convenire ad una nave rapida.LUIGI S. per V appunto. iliscedenH. v.sattA. Cependant on ne peat gnere M'emefuiltaU.. pnppim: fugit ilia per undah jncnlo. e rimasto il Say a. z piemon tese aavata. W^IjAm >^iiMuha daneeue* (Alcala hailador.U)ORK JdLmm Siibb&t laisse le D' AUSTRIA talon. (In Sicilia. Xel Mar Rosso ed Indiano . Hand ignara Ocior et mo«li. Picard. Si potrebbo pensare a ^\. Spagna passato nel Magreb.) (de tiatta). .sii'iya e hcUtelUi rapido. s. : magreb. G.sso po. dice che r« cbe guizza e diviene sartta nelT italiano. si trova qaeata spiaga- -on rinvio al . impnlit altaui. suvate. sabot.: t. XIV-XVI rst xrirtita] CK. dancadora). cognome ' **A*W4*( sefine sa'iye luive rapida). dancador. Spagn. pronunciato saiya. 8.V. V jekm dove Jul. qu3 servia para corso mercancia]. et: Soulier 4b pantouflf.jA*m . l^orse e (lui da pensare t-osa al latino si sagitta. Sarebiie dunqoe dalla p. Si •'• veda pern il Dozy Suppl. dell'Acc. A. So**.taU: per J^Ju. ba»-Iatin rnhhatum.taU.U. ad [Diz. Dozy.es palos una nave. jaune tans runge qui il cou-de-pied enti^rement k d^uvert. e qaindi anche introdotto n«i Lumci — Littre cinvatta. pecher de la rattacher au mot savate.

Samareta. et zafariche endroit ou Von buffet). zamarra les bergers chambra qui basque (Diez) et qui signifie vetement de peau de mouton avec h laine. sa- fenoria.no d'altro*". xafferano^ franc. safiau. V. zanahoria. Gloss. rassomiglianza con i\y. p. jmathutca. Samarra. ve^ti'fo xiinana]. 8. Safereig. saluto. p. il che combina I [it.46 SECTION SEMITIQUE da zauahoiia. it. Gloss. p. pi. {Pastinaca). 358: zafareche etang. apafrao da ul •A£\j\ az- za'feran.safra femm. . non e clie accidentale). vasca. Cantaiido (?) si suol tii dii-e: (/niiin mlema has \ il che torna air esp^e^<sione che stia bene (?) da salem. jjjJlC^ za'faran zafferano giallo. rnista di spagnuolo ed arabo cioc : « t^nieii ha (^mi A4^«»M = chi ha la salute non ha bl3oa. Safra.. samra. chamarra. Gloss. vestimentum est peut etre est d'origine I'esp. que portent en hiver. 223: asafran. mjK/m sal am geda la significa pure la l)enedizione con cui le I'imam con. Dozy Suppl. une demi-heure apres minuit con quanto sopra. sefennari Dozy. » Ksprossione. azahanoria. panais. izfernia. 224: azanoria. Yalenz. de JOj\jJbM safnariya. piii'<' xamaiota hj-^Mt volg. chez Alcala (janahoria. cenoria. Dozy. s met des cruches pleines d'ean (par exemple au de ^ij^*a ci- sihrig (anche gtema.%ia . comunita.. (Lane presso Dozy). diinimitivo. da xaniarra fra/^. port.. du mois de ramadhan. azafran. acenoria. safunarija. Dozy. Salema. ^ij^^*a ah a rig) Hang. Safennari. (la castigl. quindi: second cri des moezzins dans les nuits . io oredo. ^ jL^Afl suharig.

aene. (ireua che vu'iu' dairar.tamceno. culottes plissceadix 305: zaraguelles.LUTGr S A LV ADORE D' AUSTRIA 47 Piaiiui [luttUw. Gloss. recvhio (lat. sarqij'yin orlentali (da s3j*'* e qnesta io credo la vera derivazione: oppure da: ' . sarrasin. Lex. 340: sen. coniatura . sarqiyyvin volg. Seca. ital. o sene da «LLm sena hinihthi. u^-5j|j^ l»ezr tiatiina psyllhnn). volg. sarrateuo. franc. ceronlas norte d'ancieHne* ^_^)jj>M sarawil pi. seuis.1%^ I •4*# • • • s a rra (] un . \('trii.-lat. q i n htlri utatricolati.. A^rfte auac |NM«t. dar es-sikke conio. sen^ (volg. anche ^^Miaena). P. ha: w^JAiji^ zerqat&nA Mi bear h tewtt. iiusiipl. sena. sec-a. de Alcala traduit jji od anche ^X{ zargetona per zarcatdna. frauc. Saragatana lHllic(lli<t\. ..!. senet. Si deriva in varia maniera : o da (j^a3*nm# sarcj oi'iente). pers. . herbe y»V basr catftnA (bear 4a* mix pucen ( Boctbor). aense. p. senft. moneta : ^K »i» ) i ^i«> rasa delUi moneta. Sini Sini e lo spagn. AAiUdiJi aa-aAnlya. Sarralii da xar(|iiin. senior). II aemble d'ori- — gine peraane (Vullers. veneziano tecca d'onde ««yAih*».port. Gloss. senes.unatautt. xaragutaiia. 4^4M sikka. Dozy. castigl. sa rr a. p. custio. ttonfo p. zargatona.-. sikke. hriptniti da t3f*** ntbare).lo^ioeto che e quel meccauismo cliiainato in Tosoana /•'"''•»'<' di aim . semble etre une alteration da ^ki^JAd t u n &) plantafjo pttflliwn. ^t * C. Glosti. port. 365 : zaragatona. da /. di J'«»-^ airwftl ntlotU (pantaloDS tres larges). ital. Saraquello saiMifell da sarauil. Dozy.. Sen. Dozy.

Sindria s i (ciudiia) da Sindiya cocowero . usato Siui. s. azenia.w»*»3i as-sa(jiye. as-saniyah. port. 33: aceuia. p. el-Ijittih es sindi. azena. p. specie di melone (cocomero} pour (^y^tt^J) M^ldAJ) (Dozy. canale. zoca. asenha.9L. e questa sostitudeviamento [cioe raddolcimento zione prende di vocale]). Sindhu o fndo). tVanc. Siria ed Egitto. 34: ace quia. da soc. se(iuin. Dozy. Vedi Seca. ^A. r. castigl. condotta d'acqua. e raota su cui girano de' sacchi mossa con ingranaggioI'arabo da uu asino o altro animale) AftfLkJi corrisponde alia noria che e an-na'ur. il nonie <li <WUl iniale 3oca 11 limn f/'af/xro. 4U<yA4M sindiyye (India. la regione del fiume 14/ fern. . re(|iii. espece de machine hydranliquo de . AOW4M sii(|iyii. n d i a.]. sandia). 1 . AaJLmmi i acena. in Spagna. como Dozy.p. Sequi. truiirn castiji'l. : — ma 1 6 — Belot roue hydrnulique . ital. raddolcimento della lunga d in rj que P. 339. Gloss. \('trhino. coll'art. de Alcala traduit par ace/la. CtIoss. e (In arabo occorre sovente luoga per d lunga. af(. di CJ«Xa<m sindi che viene dal Sind. Siiqiye. cn- nale da irrit/are. as-seuiya [as-seniya. acenia.. conduit d'eau da 4a3L4mJ) as-siiquiya ou as-sequiya. aceudria.48 SECTION SEMITIQUE legati a catena. coHihiirc raiijiiii Siquia cjistigl. castigl. il'tiffjero. cequia canal. assania.M|uia nniiilr per |ad usn di irrigazione ec. Gloss. Senia.. ^3^"~*** =*''q 'iniiihit. hete qui la fait totimer.

castigl. Diet. grec (3a7[ia charge d'une bete de somme. ital.. bas-lat. Sitjja. sofa port. s.. sonime^ cfr. Mistral. Esp. v. iM^te 1' Somera (asina?) foi-se italiauu ttomaro. hrMtia (f'n-'*int'. sauma. 34<): Dozy. g^nev : Mume ftneese — du bas-latin saltna qni rient du latin sarjma. qui est le grec odcY'Ji* selle. soffire). et franc. poisson de mer semhIaN* au qi»- pescado. LUIGI SALVABORE D' AU8TBIA 49 Sofa da soffa. sija. salma. ital. da Heniar. ^^^ Aclet t a b 1 tamburo. v. s. n ttomme. faw* e Dio cion. Hi ynb ria anclie derivaie da ttottta. da tabal e atabal o attabal. soumo. tamborni. v. soma sSme. A^JOMtjS as-sattha azotea e Sappl. p. prov. Suppl. catal. Environs de Paris prov. p. saume. 228. d«l s.: garden. (tIoss. d'an mulet. ^trade. •• che cosi pronuncerei in tale "^ ^ " supposizione: e quindi somera sarebbe B^y-ST ''I himftra a$ina. Vedi. du Xir^* Conffrtt du Ori*ntalistt$. somme. Gloss. somma). xiirel.1 significasse conduttore J d'nsini tornerebbe aIl'ara>>o <CjLjr *^ i ma r i (per \JT l. Ill « . «ie : Hoffa) hanco di pietra. Alcala scurel [fr.: ttattmo. (Cfr. banquette. esp. Atahalar (axordai) assordare lol Uiwburo. II Diz. charye. Surell da xuril specie di pesce.i a m m a r). Acad. So 111 er ill da heinerjeli. ratal. — Vol. 8omn. Dozy. Intorno a somme si legge in Littre: somme charge d'nn cheval^ : d'an kne. luof/o j)pr fare it carhone. sauma . Sp. bourriqve. smtme. saurel. jurel. Se comiitttnrf somereh 1. Anche dnesse. Credo che venga da resto. »piauatn. satpna.. dell'Acc.-fran^. la »ett«. cast. Tabal. fa derivnre jurel da saurel e sto dal greco oipSaC?)]. sowo (jrom. J)»w sural el esp. Dozy. — Belot e<yu»»in quf Von Mta ^offa mH tui^ (fnffa. azotea. salma.

) leno..) Tafona da tahona miilmo. horgata. v. comunith. 347 11 : talco talque. Taleca. alle macchiette. che vale sordido. ta- Tafon^ coltii eke attende al molino da olio. (forse colui che nei. sospen- Dozy. Gloss.. molhio da castigl. p. avaro. olio^ G. t a '1 i q a qualche cosa da atiaccare collana. [it. A>y>^Jo t a h u n e hona. altra fonna ^^-aXc p. Sp. Suppl. Taifa (uiunmixa. AXy>JO taifa zione. ecc. Dozy. atahona. Gloss. Supp!. Talco.]. tribh.^V» tahhane molaire. guarda alle piccole tacche. ha {fjni AiV. 'allaqa atiaccare. essei'e forse (jli^VJd tahhan (Miiller. gente. Suppl. corporale Dozy. Ne'Lessici: [bos in ^^j&»U^ t'ahin mout. 6 tapiceria para ador- . ha pure tribunal supreme.. p. : compagnia. tahoiia. — Dozy. qui se tient an centre de I'aire media area bete consistens. lo fa derivare dall'italiano taccagno. xnrco4i tela cmio^ : largo. atafona. ^A^\. cfr. talc. spilorcio. Tacany Puo de II tacano da taeach.. E persiano JlJLj talk.. dell' Ace. Gloss. 2(D9 . ^AaAAj <~aX» 'aliqa dere. s. D. molino Dozy.). port. 64 : al ah ilea colgadura. Dozy. Talcu de pietra traspa rente. sacco 9ce. essere che oL^U© tahhan dent mugnaio (v. pierre speculaire WaAJ^ talq. p. cocu. castigl. Ta- cauyeries meschinerie. Dozy. congregazixme. da i / /J/ aderire. Gloss.. ai Diz. talco. Freyt.\a & moulin. taccagno]. talega. trafiquant dfifmtiche. 347: tahen (tahin) tahine meule de somme qui fait tourner la meule. A. Dozy. il francese tache. sop ra).50 SECTION SEMITIQUE mei<chhio castigl. castigl. franc. Non pu6 Suppl.

tambor. tamr hindl.VADORK D' AUSTRIA 6i nar ted. hour (Engelmann). talquef (Cfr. rindo. volg. anclie V-AaJ WAaJ) ^LMI pi. tamburello. nottrazione ^S^yiO tarha « </i/fa?cato. anche atara. cat. Gloss. (timballo). p.\da cacciare. castigl. ciisti^l.l.. tr(iitj)orto. V. Gloss. Tamarell. Tfad..LUIGI SAI. ta'Hqa 7 per cortine. AAA/Ol al-'ih|a nmuleto. Dozy Gloss. non ^^juh tunbfir. T Jd cw cAe tar ah T'yO defalco. corthta at-ta'ftltq di i^veochio IJmhehancf). TalcnV tar id a. Utm. et prov. Tarida da tar da battel lo do p. it. mais )y*^ tenbur Tara. cacciare o spingeif innanzi a $^ e si- .. p. ^-aXLs talq = i toko. para Uevar cavallos » sjtoH. diffalco. una lunga di tastiera. 374: atambor. taniaiindo (piaiita tawnrindo). ecc. Tambor. Dozy. tamhuro. 813: Merma (ci6 die e detratto) = tara. 350: Terides val « ciertas navecillas siu remos. Gloss. da tonbour (tunbftr) mot arabe qui derive du persan tanerreur.j{%Julo %J>AJ' indica persiano significa un grosso tamburo da gnerra rame — •HH^ tebire un mot o tebir.. <Dozy). (^^JJ^ tama- Dozy. ^/^^juld p. ital. {secondo Pott) emprunte aux Espagnols et que les Mauresqnes de Gre- nade ecrivaient. 347 : tamarindau de yi tamr hindi datte des ludes. — pas C'est (peut'etre d'origine celtique). vr AJiA^ l-. l^^iJb fi tamiun hindiyyan. <i^*ia)» at-tarha). (Spagn. coll' art. Tarcol da talc lalco. tarida (tar!da) vaut«mt de Iron- J)J0 tar. Dozy. las paredes = arab. — C'est une grave il — L'arab. yjS^y^ teburak.

de Alcala traduit par cama de madera. met ordi— marchepied ». nome nj a d'unita (un pezzo) sorte de citron de AsSTjj turuuge. Dozy. dalla oitta omonima dove fu introdotta per la prima volta. p. sapere. p. Tova da tub mattane non cotto. cono-- forma: c3r* ' ar r af a /ar conoscere. ^*»»]o tassa. notijicazione sul prezzo. Dozy. tarima. cji-stigl. '»•>)*» tarrade. Gloss.52 SECTION SEMITIQUE Anche SSJia tarrad e mill.. Dozy. tavolato mobile. E iub**i> t a' rife (altra forma di s—AJ'^^aj ta'rif) il portare a cognizione. 348 tarifa. castigl. arancio. narauja. y w Dozy. ec.. 351 : t oro (turunge).^ AserJi torondje Dozy. castigl. (Tariffa.46:adobe6WywecrMcde<-J>_^W\ at-tob (at-tub) matUme. turung p. tirai«io. Gloss. aussi tarimba) estrade de Jk^jjo tarima (tarima) que P.. Grloss. dallaV scere. (J**» tass. Dozy. « couche ou chalit de bois k la I'on moresque. Tasso . Tarifa da taiifa. Nome d'uniti (un pezzo) ^j^tube e coll'articolo at-tub e^ « .. Tarima datarima p. noin d'un bdtiment^ Dozy. castigl. t a s z e de ^mJO tassa. Suppl. laxxa. adobe. o false). tazza. bicchiere. franc. Taronja j^ j^ da tai-oncha. II c-5^ " ara 1 a . ital. tariffa. iariffa. Suppl. 348: tarima (port. cast. Gloss. 349 : taza. secondo che si aifernia. tribunal eleve de trois ou quatre degres que les dais. Gloss. taza ital. nairement sous J^ y>0 lit de bols.

Diet. liacco du malais tombac. tupi.LUIGI 8ALV ADOBE D' AU8TBL4 fr. tupi. ma i certa I'origine della pietra turchese dal paese dei Turcomaoni. Tuxnbago Littre: anello lisch da tonbac-. Q. tumbaye. de I'ancien franyais to up qui vient de I'allem. enn. tombaqne. Prov. qui etait I'adiectif de turc.. cj^y^ Littre: iinchiito da tin«jui. Turqueso. . turques.Si dice pure dei i-a- valli che hauuo nn'imghia Toiifji' deriva dalla stessa radice. nel cinquecento. et asp. turquf. turk ecc. — turque^. turquoise it. tom- Tupi da tepe. — TIamaes la parola stessa h antichiasima aemitica). D.. .43-1713) veritable. 344>).) Jlistral (Diet. cuivre (Diz. ca«tigl. trutHchehiifin ecc. f/rw- O^'j^ targumftn imn. zopf touffe d*- toppo. d» h iiUy montkule (Pavet de Courteille. torcimony dau^i^ geiuiin.-fr. tamh&ga. interpriU-. Turque nwnnu. bourgnignon topo hnut de diminutit rftevuj-. p. Littre: ton pet. val. alta: earott. A. (triichiman) iiUerjmte. Turco orientale ( ciagataico ) : ^^ ^ j» tap6 gommet la tete.): cat. dro^man. pettinato a /to. turquese. esc. castigl. et Les turquoises ont ete trouvees d'abord dans ce que (le voyageur) Chardin (1(. e nomme la Tarquie anci«niM (La turchina o turchese si trova gia ricordatii nelle riom del Berni nelle novelle del Firenzuola. turki. il interpi-etc (da cui derivano: Tantico dunU- tedeaco 6 derivato dal polacco boemo tlumac' Dozy. (Cfr. I ^^ tar- (t1o88. it. port. cimtigk tiimbaga. prov. e »\ tacava derivare dal colore. roui. 60 ital. in-toppo). Ar. turooriental). turchese. tergom&n. Trutximan (/o/ua/aio. turco. torgoman. esp. turquese orginaire de Tnniuia. che allora si chiamava ardttico o turchinv. it. 351 : trujman.

xaloque. Xaloq. chelouc. Dozy.H . con aprikose e con albaricoque. aJberchigo. sahit respectueux de aJ^am ou salem j\4m les ou bien ^de V expi-ession toi.) Pianta castigl. Gloss. in piemontese. D. port. sarqi orientale). Gloss. arabe. bringella solanum me- melongene^aubergineda. 362: salut zalema . beren- geua. ma e falso. reverence. dopo che messa a A. Menage le tire de albus. beringela. iga. esp. G. vent du sud-esf da ^^^ Jm c ha r qu i (s arq i y y u n. albergeua. — Hacer zalameries (oppure zalemes) cajolar. p. port. D. uibeiginia da baianchana tese n/e/ftn\ann {in 'piemonalia niannxanay che parrebbe alludeie si sua amarexxa la quale fn toglie soltauto. canibiandole I'acqua tre volte. hoi cue (saluq. est volgo.54 SECTION SEMITIQUE U XJbergillia. saluk.) primo elemento sia albero Dozy. salut sur et Comme les flatteurs le prodiguent jlatterie. zalama zalameria ont re^u sens de adulation outree. xarouco. 355. anche sci~ Ce xaloque revenu aux Arabes. pronunciato dal xaroco. a cause de la il blancheur du fruit. (Forse e da confrontarsi.. Gr. / / Dozy. ital. arbi-coc. flatter ecc. dato che alber-cocco. aubergine. (j^>'i^i^. Mot douteux. 4 locco. p. c lis I'ont prononce: (J[^JL>w OjXm chalouc. espagn. 239: con albi-cocco. 1 rqu e . bollire.. berengena. bedingen (badingan) On trouve aussi alberengena avec Fart. X volg. Xalec salam (*>»aX* (propriameute fer xalec) far complinientl da salaui aleik. Gloss. p. sorte de peche ecc. alberge.. s a1a m 'aleik ^ salam "aleik a) salamelecs. suluq. longenn. Littre r franc. scirocco. A. aubergine diminutif de auberge.

chebbio. axarope. xarrapar. frantume. nipach. sabbAk le on batiment de guerre en usage dans MMiterrante. ^Kam as-sarab sar&b hevanda da <^y*** sariba Dozy. Xarrupar. col valore di ttcheggia. 66 emirt oriemtf xulAq. Gloss.par to s/Hncalo. ma rimasto viviHsimo nel pieiiionteae aeiapt. port. una hihita d'acqun.V. Ct. 8abeko) (rete di pescatori. chirbecli. caxtigl. / xabeco. I'iul. xarabe {nrop)de v^i*>^) sciloppo. xabega nave (H»ii da xabech specie di tre vele latine. (Cfr. cienlo Xa. (Cfr. uLuM sabbaq barque. Javciiuc. (Cfr. 352 : xabeque. italiano sciroppO e bevanda che n succhia perche dolce). axarave. Dozy. comma Ta prouve m. pttea^ prsca^ giotie) quindi: (JLum sabbak. Vedi jti/xir. 1' Itere surchiatuio da iin sh^ italiano seilopixire).fr. (JL*«m schobbac. (Glossaire nautique •. i^VJl4M s». Suppl.LUIGI SA1.. de prchetir. (juindi anche pecA«n>. D.) Xa. barca. Xarrup. e sciatnbecco bastimento a vele ed a mni.p da \iipa(*h la sjMiet'fUura. xlbech. Gloss. potion. chiappa KchUipim. AXjum chabecha (sabake. . petit A present on en tend sons Uwmm iobbAk..>i^*i« 8a' aba teparant^ Ajk^m [ftMsa] 8i*&b) fmtty creva$te. : h bbec . signitica lo stesso che Beure a xarrups hibita. 218: euvarabe. C%a6ee et enx<il}eque). Gik P. G. 8i dice pure: xarrnp d'aygua. Xebec. C'etait aatrefois one barque Jal. D. xaveque. nchiapparf^ antiqaato nt\ sent^o di fendera. italiano sciabica rete da pesca. p. annalo in corso. c ou selon la pronouciation africaine sabb&k. Pq6 per metatesi derivare da 8a e '1)0 (pi. ch^ / / beck Jilet [da alcuni derivatoj de cacciatori. here.) . de Alcala ha iParaho) y nustro. p. A. (Cfr.\D0RE D'AUSTRU ioluk). Dozy. castigl. Dozy chabbaoh chabbio. A.

2)arty or sect of men. Le reciproche Qongratulazioni ^>— ecc. xalec. a separate or distinct. che era indizio di nobilta e dignita. Xelum. che i xurttdos portaeastigl. 8. Xifra. % .56 SECTION SEMITIQUE una quantita di gente. vano nelle rieehe sepolture in Minorca. zero. zefer ar. iettere misteriose e conveuzionali) xero. ^^AtM essere si 'a. V. donde il turco AX# j^«w se 1 a m 1 i t] sala di ricevimento. accoglienze ecc. Xia f^fwo di domasco rosso con frangia attonio. cero. JUa sifr (cfr. da selim. xelam salam. Lane Puo metonimicamente adoperato il nome del distintivo per la classe distinta]. aeia senso di una parte di vestito. [Ar. uel Da xia. V. Aeciddca Luigi Salvadoee d'Austria. cifra ed i: zpucpiala vpafJ-t'-ata dei Greci. V.

— Tmm III. . al principio della creazione si sostituisce Acttt oon quella una t* du Ztl^ Congrit dm Qrimt m liH-. Le origini di una cosa sono il printahnudici.GLI ANTECEDENT! BELLA ni:li. Al piu rigoroso monoteismo. di una religione. per togliere ognl possibile sospetto che noi volessimo ripor- tare le origini della Cabbala ai tempi biblici o a quelli Le origini di un fatto. di nn sistema. di una tilosofia. E oriiiai con tutta certezza stabilito dagli studi di storia critica che la plena tbrmazione in seno del Giu- daismo del sistema teosofico della Cabbala non e anteriore al secolo decimo terzo. Per6 e difficile clie un importante tatto storico non abbia i suoi anteoedenti. Ci6 crediamo necessario ripetere fino dal principio di questo nostro studio. sono bene da distingucrsi dagli antecedenti. e somiglianza. ma non sono con essa potrebbero stare senza che quella esistesse. nfe se i ne possono staccare anteriori gli antecedenti invece sono in t'atti che con essa stanno qualche relazione di uniti. cipio stesso da cui deriva. e con essa sono : unite. La Cabbala sembra a prima vista in piena oon- traddizione col Giudaismo.a hibbia CABBALA e nella letteratura talmudica I.

Ci6 non sarebbe avvenuto. e fra gli adepti per manteimta segnamento orale mezzo di il un e segreto. Or non percio i cabbalisti giudaici si mostrano in verun mode non solo nei loro principii. Non i vi e per alcuni secoli scissura fra i Talmudisti e i credenti nella Cabbala.58 SECTION SEMITIQUE [2] pluralita di persone nella divinita. la luce ha . e rispettato^ e venerate come un pio ed un santo. fino che giunse tempc . ciofe tradizione. Se pure qualche voce di tratto in tratto sorge per opporsi alle teoriche cabbalistiche. poi.En Sof. anche dotti. come eretici. Lo stesso nome che prese di Cabbala. II che costituisce necessario per la fede giudaica. e la emanazione da una sola sostanza. Questi anzi a tutti riti del Talmud trovano profondo arrivare fino alia seconda significato teosotico. Si deve meta del secolo XVII. non sanno. o partigiani di Sabbatai Zebi. e una setta che combatte il Talmudismo. la Cabbala e considerata invece di ci6 generalmente come qualil che cosa piu tmrio. le dieci Sefiroth. ma nemmeno per luiigo tempo. Hasidim o gli Zohariti formino Cabbala un nuovo credo opposto a quello antico del Giudaismo. se la Cabbala si fosse annunziata come un sistema nuovo. infinita. come origine dell' universe. perche prima della i Sabbatiani. come una rivolu-^|(l zione religiosa. rimane isolata . Sono dati anzi come i veri interpret] dei piu protbndi mister i della Ma religione. non un che di avverso ad essa o di con-^ Cabbalista per lungo tempo e tenuto nel Giu- daismo come chi sa della religione e dei suoi misteri ci6 che gli altri. i nel secolo seguente. ™ mostra le sue pretensioni di essere antioi di in^ quanto tutto essersi il rimanente della religione giudaica.

Questa pretende cbio Testamento alle I'rasi di ritrovarsi tutta intei^ nel Vec- e nel Talmud. che. Ora queste pretensioni della Cabbala non meritano piu nemroeno di essere sul serio confutate. attribuendo un significato mistico a tutte lo parti della religione. II lo sanno. in parte almeno. e soltanto ne da una spiegazione tutta sua. la Cabbala invece vuole per lungo tempo viverc d'accordo col Giudaismo ufficiale. questo nostro studio sa- . ne accetta tutte le pre^ scrizioni e i riti. in cui cominci6 a metterla per Le analogie che degli Gnofltici e quella. tali significati che in nessun modo possono Genesi. tutti in principio. che mentre la Gnosi combatte il Cristianesimo ortodofiso. T Intelligenza. un' altra ipostasi. e la parola Klohim. giustificasse le teoricbe della Cabbala. una delle Sefiroth come essi dicono nel lore segreto Itereshithj linguaggio. E basti a chiarire la coea un solo esempio. ciofe la Hochmh^ la Sapienza. so nel Giudaismo non ci fosse stata qualche cosa. si essa presenta con i varii Bistemi appalosano subito a chi conosce questi nulla di .[3] DAVID CASTELLI si UU iscritto. Se per antecedenti della Cabbala dere qualche si volesse inten cosa di simile. ma dalPaltro lato rimane sempre a spiegarsi come abbia potuto nel GiudaiHmo nascere e mettere radici. Dimodocho piii vero che la C/abbala una Gnosi gindaica con questa differenza per6. dando alle parole ed di questo e di quello avere. comincia con la parola i Cabbalisti questa paOra per rola sta invece a signiticare una delle ipostasi divine. Dio. significii la Binh. Ora ci6 difficilmente avrebbe potuto avvenire.

b spesso non un inviato. sempre create. il messaggeri. gli agiografi lo a sazieta. singolare. e si chiamano Malachim. Ma invece io ho voluto ricercare se in ci5 che realmente risulta dalla piana e letterale interpretazione della Scrittura e del Talmud vi e qualche cosa cbe con present! analogia anche ci6 al lontana. e Uno di ci6. uno come ente rivela. che poi i Cabbalisti lianno insegnato. collega. Non dico die come certo sotto due aspetti. ma 1' angelo in Malach. si in se. Ma ma pure. ma Dio stesso. . non pu6 ripetono dubitarsi. al ma anche buon senso. e da relegarsi fra le fole e i sogni dei Cabbalisti. profeti. E noto che nella Bibbia parla di angeli. Ci6 ha si bisogno di essere spiegato nei suoi particolari. un essere per quanto eccelso. anche piccola. Ora incominciamo dalla Scrittura. in quanto esce da se. la legge. ad osservare piu sottilsi mente. II Dio d' Israel^ : che e ancora il Dio creatore del- r Universe. un mes- saggero di Dio. si rivela agli uomini. : II. I'altro manifesta nel come ente che esce da se e si mondo ed agli uomini.60 SECTION SEMITIQUE ' [4] rcbbe non solo contrario al metodo storico. secondo i il Vecchio Testamento. o in altra maniera opera nel mondo. questo apparisca Dio talvolta due. E in quanto si Talmud e alia vasta letteratura che con esso non vi e dubbio che vi si fa piu d' una volta allusione a una dottrina mistica e segi'eta che non b da divulgarsi ma di questo meglio piii innanzi. sdoppia. inviati.

16. 17. che Iicufgoely I'angelo redeiitore invocato dallo stesso sul letto di morte. e i suoi come quello da cui implora benedizione per nepoti. in si quanto ^ rivelato al patriarca. 11-13) il Al patriarca Jacob dice: io Malach-ha-Elohim sono il Dio di Beth-El. 13 ha parlato non 6 piu dotto Malach. ma una manit'estazione divina. 2* si chiamato nel Malach Jahveh. Anche veh (22. 4° 3).. pure e dato citati e inferire dai passi fin qui il da altri che addurremo. vv. Ma ad uii tratto nel v. il Malach che doveva gui6 detto . 9. clie le I Lo faiiia stesso deve dirsi deir altra iiarrazione a questA parallela nel cap. anzicli6 un angelo.f5] DAVID CA8TELLI I passi biblici 61 dai quali rosulta questo Hdoppiamento della Divinita sono parecchi. Nel il verso 7 dice die la incontro Malach di Jahveli. 21. ma poi nel Jahveh ed Elohim. rivela e V. Dunque il Malach non 6 un angelo nel si^nificato comune clie si da a questa parola. ma Dio stesso. dove la medesima di teo- ad Agar ora e rappresentata nel sacrifizio di si col uome Maiach Elohimj ora con quello solo di Elohlm. ma Jail vol stosso. e cosl fino al termine di questa prima teofania mosaica (4. Jacob (48. 17-19. come quello che lo ha salvato da ogni sciagura. non e un angelo creato. Nella celebre apparizione divina a Mos6 attra verso un pinino (Esodo. 'ki pure da tenersi una manit'estazione di Dio stesso. 1' essere soprannaturale che gli v. (31. e poi ripetutamente ai vv. 10 e 11 die que^to Htesso Malach qiiei di Jaliveh le parla. una appariziono della Divinita. E sebbene non sia chiaMalach ramente spiegato. 11-18) Jsahah Malach Jahveh e Jaliscambiano come siano un essere solo. Nel capitolo 16 del GeneHi si racconta la t'uga di si Agar da Sara sua padnma.

perch e parla della proraessa da lui fatta ai patriarchi e del patto stabilito con gV Israeliti . o in qualche modo si Dimodoche operare sul creato. 23. e quelle manifestatosi ai genitori di Sansone si (ivi 13. confronta con questo passo 8 del cap. da farsi eccezione per il 2. E . 32-23 32. ed esse prendono altra for- ma. 1-5). e la promessa e il patto sappiamo che erano fatti da Dio. V.62 SECTION S^MITIQUE gli [6] dare 23. Ebrei alia conquista della Palestina (Esodo . 1' immaginare sotto il nome di Malach una esteriorita dell'essenza divina. quando Dio voleva rivelarsi. pu6 concludere che era antico nel popolo ebreo il concepire. Textkrvtische Erld'uteriingen. 2). pag. o. La medesima cosa deve dirsi del Malach Jaliveh. Kautzsch. i .* poi che il A gli mano a mano concetto di Dio si va presso Ebrei piu spiritualizzando. 6. 22. ma non ' scomparisce del tutto. E notisi che i passi citati dal Penta- teuco appartengono tutti alle antiche fonti Jahvistiche ed Elohistiche. 11-24). 33. e anche quelli di tra i altri libri storici sono piu antichi frammenti raccolti dai compilatori. se si vuol raeglio. vede che e lo stesso Jahveh. che proba- bilmente nello stato presente del testo ha subito una iuterpolazioue dal redattore ma anche nella forma originale dello scrittore jahvista doveva dare significato uguale a quello che noi gli attribuiamo. Anche nel Deuteropasso dei Giudici 1-6. se si Malach che apparisce a Balaam (Num. il v. il 34 . II Malach che si mostra a Gedeone (ivi 6. 3-23) cont'ondono nelle due nan^azioni con Dio stesso. Die heilige Schrift des Alien Testaments. questo rivelazioni divine si modo di descrivere le dilegna. si Anclie 35. di Giosiie che sarebbe apparso agli Ebrei dopo la morte per rimproverarli del peccato d'idolatria (Giudici 2.

63. Di piu nel libro di Daniel. ai manitesta nel mondo che e lo spirito. Dimodoch^ per di vero la teorica di Max MiiUer che I'uso del lingiiag- gio ha avuto molta influenza suUa tbrmazione dei miti. che ispira. come se fosse gia nelle antiche oredenze stti popolari dell' Ebraismo. e sotto aspetti. e 10. il genere femminile ha fatto del nome Ruak una femminile. ipo- stasi com' e giunto a supporre il Clerdel mont-Ganneau. il significato delle visioni e rivela III. ora creatrice.[71 DAVID CASTELLI durante reailio babiloneHO vediamo clie fe «8 Isaia. 7). 9)/ E in una delle viHioni di Zacharia torna con Jahveh a idcntificarMi (3. 1-4. 6 e seg. ora E prima e da avvertirc spirito in ebraico dicesi liuah (nome usato per la quella parte che ha massima parte la Riiah in geriere femminile) e la RuaJi che crea. Malach della presenza divina Tessere che ha di continuo salvato gli Ebroi ilnaia. anzi questi ne Ibrmano corte. 10 e seg. segiiataniente nei passi 8. . Un' iiltra forma nella quale Dio due ispiratrice. ciofe di potenza. Ma lilno di nelle visioni d' Isaia (6). e. Fatto passo del Genesi la Ruah ci appare come uno sdop- * Revue Critique. di Ezechiel (I) o del ci il Daniel (7) la persona di Die appare dagli seg^uito e la angeli distinta. chiamato. 12 Jauvier 1880.^ perfino nella Ruah del Genesi di si 2° verso e veduta la paredra femminile di Jahveh o per6 che in quesio Elohim. e un angelo inviato da Dio che spiega r avvenire..

fatti gli eserciti e (104. I . della della parola divina. ci6 ripete per Bezalel artefice del Ta30). 3. per Saul (1" (l°Sam. 13) si afferma che con la Ruah Dio ha fatto belli i cieli.). per Micha per Eze- per Zerubbabel (Zacharia profeti (ivi 7. (ivi 6. Anche in altri luoghi della Scrittura si ta allusione alia Ruah creatrice. per David (ivi 16. 2. lui popolo (Numeri 11. 34). e 9. per Elia (3. Nel libro di Job (26.64 SECTION SEMITIQUE [8] piamento femminile di Elohim. e nei Salmi (33. 11). 3. 6) si vede che con la Riiah della bocca divina sono celesti. 25). Elihu dice (ivi 33. 25). e Da Giuseppe che. Nehemia per I'aspet- tato rampollo della famiglia di Jesse (Isaia 9. Elohim con la parola sull' crea. ma la Ruah posa elemento primigenio del 1' create. 13). 8). chiel (2. 10). come nel Genesi e rappresentata acqua. per Eliseo (2" 2). 6. 88). i Re 2. Questi e V autore delr Universe accennato solennemente nel primo verso : < In principio cre6 Elohim il cielo e la terra » Ma nel secondo verso la feth) sulla superficie Buah Elohim e volitante (merahe' deiracqua. Re 18. 1 e seg. 9). di sogni. e per tutte le genti nell'eta messianica senza distinzione stirpe n^ di nk di classe. 4. bernacolo (Esodo 31. 36. chiamato uomo nel quale e si come interprete la Ruah di Elohim settanta anziani (Genesi 41. per Gedeone (ivi per Jefte per Sansone 13. eletti per il i da Mose a governare con per Othiniel (Giud. (ivi 11. 30) die Dio mandando la sua RnaJi fa che siano create tutte le cose. (Joel. non differendo da altre antiche teoriclie cosmogoniche. poi in ge- nerale per 12. 10. 30). 20). 10). 4): la Ruah di El mi ha fatto. E inutile poi dilungarsi sulla Ruah di Dio come sapienza e ispiratrice negli uomini della forza. 17. 12). che pongono r acqua come primo elemento. 6).

come la buona Ruah ispira al bene. lore. Altra manitesti\zione divina e quella detta Chabod. perch^ parla con lui ed apparisce nel medesimo tempo qualche cosa di differente e d'inferiore alia vera e propria Ruah Elohim. iiiHpetto ai 70 anziani si dice che la Rvah po86 sopra 11. E gii uno spirito maligno. siocbe prot'e- tizzarono stesso: « (Num. qual' k quella appunto che s'impo88e886 di Ma Saul per disturbarlo ivi 14 e seg. Qui cei*tamente lo Spirito da Dio. 19-23). Spirito nel si quale profeU dinanzi Michajhu dei gli narra lo presenta a Dio promettendo prot'eti di forsi ispiratore di t'alsita in boooa di Achab per indurlo ad una guerra che sarebbe riuscita t'unesta. vi k 14). che «i come diverse piace di avversare il V)ene e i buoni. Singolarissimo h in questx) rispetto del il note passo il V libro dei Re che (22. . che e con questa parola una reale emanazione gi-azia agli uomioi. quando cadde in disgrazia presso Dio (r Sam. — Tom* 111. ». entr6 in 25 e seg. Ezechiel dice per se me Rnah Dunque si vuule rap- presentare divina. AeUt du XIr** CMtgrtt du OritHtmiittM. la ritira. Dio comunica per sua rendono colpevoli quando essi si cx>me si narra di Saul. * . 16. che real- inente investe persona ispirata e la fa operare e parlare in quella data maniera. si Ma a ci6 si risponde alcuni parla della Ruah come qualche cosa la di og^ettivo.[9] DAVID CASTELLI Si potrebbe torse osservare 6ft da alcuno che luoghi la fraiie « spirito di Dio » pu6 essere che in n. anche una Ruah cattiva die pai*te anclie questa da Dio.sata metatbricameDte. di . e che talvolta seduce gli uomini al male. e sianio a poca distanza dal Satan del libro di Job e di quello di Zacharia.

il 21. il Debar-Jahveh o Elohim. e doveva a v venire. Prende Taspetto ora di nube lEsodo 40. rola di Jaliveli sono stati fatti (SSj 6. ora di fuoco e seg. 28 . scende sul Sinai (ivi 24. 3) per r autore della doxologia del Salmo 72 sia piuttosto la reale presenza di Dio tutto il creato. Ma piu di tutti e notevole il luogo del Deutero-Isaia nel quale la personificazione della pa- maggiormente spiccata. 16 d' Israel. magnificenza. quando questo e distrutto tanto e vero che Ezechiel ne ha la visione presso il fiume Ohebar in Babilonia (1. Anclie la parola di Dio. quando sulla Scrittura si costrui una metafisica e una teologia. 34^ e Tempio . 7). degli trapasso qui al Logos di Filone e Ales- sandrini e facilissimo. e talvolta cosi person ificata che con leggerissimo tra- passo di viene una vera e propria ipostasi. e ot terra ci6 » per cui I'avrb II mandata (65. 40. e il Chebod Jahveh riempia tutta la terra. « La parola che esce dalla mia bocca (dice Iddio) non ritomera a me rola divina 6 a vuoto. 89). 22). ma fara ci6 che io voglio. livi 13. 11) e ne esula. 43. specialmente col suo popolo Israel e coi profeti. 5). II si Chabod e Dio in quanto appalesa nel creato. e i Con il la pa- cieli. guida popolo il riempie il Taberna- colo ivi. in quanto viene in comunica- zione con gli uomini. sebbene per Isaia in (6. maesta. Alia I . Di tutti profeti egli quello » che piu usa 1' dell' espressione « Chebod Jahveh per significare apparizione divina. e la presenza reale di Dio mezzo al suo e popolo Ezechiel. 34). dice Salmista questa stessa parola rimane eternamente in cielo (119. e lo vede ritornare nel tempio che nella rapita fantasia egli i immagina gia e ricostrnito (43.11.«6 SECT:I0N SEMITIQUE [10] gloria. (1° Re 8. in II Chabod (v.)..

I-22j. iVa pregi. Su questo punto non sarebbe necessario perclie e cosa conosciutissima e da tutti aocettata. ma solo Cabbala giudaica.2). 20. spiegano fino ad un certo punto seno del Giudaisino di una teosofia sorgere in ri^oroso die al monoteismo sostituisce una pluralita non iie di essenze. Tutti questi varii aspetti. dove la Sapieiiza e lodata. Ma non 6 inutile vedere brevemente in quali diversi aspetti anciie questi esseri intermedii sono nel Vecchio Testa- mento rappresentati.LI 87 l^ersoniticazione poi della Sapienza come ipostasi diviiia '8. insistere. nei tato il Dio die esce da se stesso e coniuiiica ai il mondo. medii fra Dio e I'uomo e a due i come esseri inter* doe per eseguirne i mandati e per rivelarne i voleri e pensieri. die trovano in tali espres- sioni biblidie la spiegazione della lore origine. dovevano dare luogo i celebri passi dei Proverbi 12-36* del Job ^28. cioe 1' esistenza degli angeli fini. Gli angeti tbrmano ci si in prima la corte di Dio. Dio (Salmi 102. per quello ^li altri altiBHimi suoi ancora che sedeva a lato deirEteriio quali e rappreeeiisi nella creazione dell' Universo. La quale andie per un' altra parte delle sue dottrine ha nella Bibbia suoi antecedella i denti.[llj DAVID (•A8TEJ. Coal (6). le rappresentano 1 . ma nfe di persone divine. 12-28) e del Siraoide /24. 148. le schiere le nel 1" libro Re lodi pii le migliaia e (7. 19). Accompaguano gli uomini . Noi qui non vogliamo occupard del Filonismo della teologia cristiana. i Serafim in Isaia celesti Hajjoth in dei Ezechiel (22. miriadi di esseri e celebrano di soprannale turali in Daniel 10). che nella Bibbia si ammette V esistenza degli angeli.

32. cominciano ad apparire i genii protettori delle diverse nazioni. ed eccoci al Satan. 2. e. come 1' avversario del sacerdote Jehoshua' ripristinatore del culto dopo diavolo il ritorno dall' esilio babilonese ('Zacharia. 19. 8i. 21. 3. si no- mina il principe o genio tutelare della Persia (10. al . i mezzi di farci cadere gli uo- trapasso e facilissimo. 13) (ivi e quello della Grecia 20) e 1). e come < ^ . Tale fare . Da questi a un essere soprannaturale malvagio. r angelo che apporta la mortalita in Gerusalemme. 34. 34). 16) e Miprimo di questi in forma d'uomo parla a lungo con Daniel per rivelargli I'avvenire e le sorti del suo popolo. 15) e a 12. due chael (10. poco come esecutori dei voleri divini divengono anche accusatori delle colpe poilatori di mali. cosa piu notevole. 7). Michael e detto genio a poco a ap- tntelare degli Israeliti ^12. 11. e come pene da Dio. fe umane di (Ecclesiaste inflitte 5. e rivelano la parola divina a Elia Zacliaria gli (1. 2° Re'l. Ma gli angeli o meglio alcuni tra essi. Salmi 91.) ed e chiamato allora angelo di distruttore. 21). al demonio rappresentato nella Scrittura come il maligno nemico di Job. 35. 16 e seg. 26). o cerca con tutti mini. 3. 15 e seg. il per peccato commesso da del popolo (2° David di il censi- mento Sam 24.68 SECTION SEMITIQUE [12] per proteggerli e difenderli (Gen. tali e allora gli angeli. Nel libro di Daniel poi angeli prendono contorni pin determinati. 9. 12. il . 1" Cron. 5. 19. che si compiace del male. Tale e I'angelo che fa perire I'esercito (2» Sennacherib 5j. (1" Re. di loro si il chiamano Gabriel (8. 5-7. 21. Salmi 35. lianno un nome. 2. Re . 2" Cron. 24. quando esercitano missioni sono chia- mati addirittura cattivi fSalmi 78. 28. consigliano al bene (Isaia 44.

Attribuisce a Dio. 40-46. specie nelle lorme popolari e come si dice folkluriste nella Cabbala per6 ebbero maggiore importanza. Per questo la Scrittura condescende A vostra facilitate. letterale del testo. 6 vero. come di dicesi. e piedi e mauo . ParadUo. 2> Questi pochi tratti biblici bast<ivano. e non come dice Se osserviamo bene la Scrittura. ma : di tiitta la gione sia giudaica sia cristiana. II passaggio fra questi antecedenti biblici della Cab- bala e quelli talmudici 6 nelle versioni aramaiche del Vecchio Testamento. i o sventura danna- ecco gli angeli e deraoni. . percli6 la teoiii- logia posteriore popolasse 1' Uni verso di uii nuraero finito di esseri benefici e inalefici fligliarlo al all' uomo. o. David per farlo cadere in peccato 2*Cron. nei Targumim^ dal clie ebbero talvolta motivo allontanarsi significato massime nelle sue parti piu antiche e nel medesimo tempo piu popolari. 4. e per recar^H quindi o zione . t'elicita beatitudine. il poeta : « Cosi parlar conviensi al vostro ingegno Perocche solo da sensato apprende Cio che fa poscia d' intelletto degno. per cone bene o per sedurlo e al male. IV.' (13) DA\'n) CA8TEI.LI 69 setluttore di 21. ^ veraniente piena di antropomorfismi. non reli- fiirono solo parte della Cabbala. ed altro intende » * Divina Commedia. Questi.

2. per il quale si vuole spogiiare forma sensibile e materiale e una concezione filosofica clie molto piu tardi e penetrata la Divinita di ogni nella religione. Anche i profeti piu elevati di vedere Dio sotto questa forma. Per le antiche credenze ebraiche la forma piu nobile nella quale puo immaginarsi Dio e quella umana. Isaia vede etl il e idealisti dicono Signore seduto sopra un trono alto eccelso. si al- meno quanto manifestava agli uomini. stessa ma da altri non poclii resulterebbe la conse- guenza. e necessario che corra il . vede un colore di zaffiro. 26). 29) ci6 significa soltanto che in Dio non accadono tali debolezze nmane. 9). o gli Dei. Tutte le religioni antiche popolari hanno immaginato Dio. e vestito di il un manto i cui lembi riem- piono tempio (6. di sopra al firmamento. sotto una forma materiale e tangibile. e detto che Dio E se in alcun luogo non e uomo che possa mentire ne figlio d'uomo che si penta (Num. se non come qualche sensibile. vestito di r Antico dei giorni seduto lore candido come la neve. 1). e coi capelli bianchi come lana (7. immaginazione di vi con- perche la mente dell' uomo non puo cosa concepire reale. Daniel rappresenta Dio come trono. Ci6 clie e assolutamente spogliato di ogni parte di sensi- . che si stende sul capo delle Hajjoth. Abbiamo citati questi passi come i piu esprimenti. E infatti.70 SECTION SEMITIQUE perche. Ma lo spiritiialismo. Dio. una figura di un trono. 3. 19. rappre- sentava veramente come nn uomo. se si vuole rappresentare Dio sotto 1' qualche forma. alia in [14] ma mente si degli antichi Ebrei. sul e sopra questo un co- aspetto d' uomo (1. Ezechiel. V Sam 16.

e si credeva cosl di evitare rantropomorfismo e Tantropopatismo. Si terae che quelle lato. qual- non asfiolutamente la privazione di ogni materialita.\8TKLLI 71 bile o la ma appunto perche idea non pu6 essere reale. IV. quando nelle credenze ebraiche penetr6 la le filosofia el- lenica ed anclie scuole palestinesi e bahilonesi ne risentirono 1' influenza. llti. tenevansi piu Per oi6 che concerne di il nostro argomento la t'rase piu importante delle paratrasi iletto aramaiche e quella di al semplice Dio (Memrii). ma Ma dall'altro lato possianio dire che rantropomorfismo delle frasi bibliche cominci6 a tbrmare una difficolta. Per ci6 che concerae rantico Ebraismo il Luzzatto riconosce che non eecludeva che solo dal Maimonide in poi rassoluta immaterialita di Dio divennc un dogma ^ la corporeita divina. e imponderabile. . piii sottile. Nei framnienti della paratrasi aramaica gerosolimitana in tutto il cosi delta racconto della cretizione al ' Ozar Xechmad. diHii^nifi- cendo che Dio e Taniina sono che cosa come d* Hpirito. vollero care soltanto una materia piu tenue. . da un rappresentare la religione giu- daica come troppo grossolana. espressioni potessero. (:. quando sembrava che si attribuisse a Dio un'azione o una passione troppo umana. pag. che erano destinate a rendere popolare cognizione della Bibbia. Si sa clie anche molti dei piu aiiticlii teologi.[15] DAVID pura idea. le frasi antroporaorfiohe rono corrette e sostituite da altre che spirituali. sostituita nome divine. dall'altro che potessero generare errori e perci6 giust'appunto nelle paratrasi la tii- aramaiche.

corrisponde al e al Logos degli Alessandrini Verbo ddla teologia « cristiana. in quanto parla agli uomini. Un Memra. sotto certo rispetto. dove il Memrct apparisce non solo come I'estrinsecazione di Dio. 8) si dice die i Proto- dopo il peccato udirono la voce di Jaliveh nel giardino. die camminava « daiche sostituiscono Eloliim e il la il voce del detto di Jahveh ». II die riconduce concetto sopra accennato della parola di Dio considerata come forza creatrice. 8) alle parole del testo « Jahveh vostro Dio Egli combatte per voi » al pronome Egli la parafrasi sostituisce il suo detto Memreh. il E se pure in questo in- passo I'avere aggiunto tendersi solo detto » Memrb. e que- pu6 essere una interpretazione nazionaie. Memra delle scuole babilonesi e palestinesi. le versioni cal- Eloliim. potrebbe come una amplificazione della trase originale. % . 14. 25) nella parafrasi detta di Onkelos sta si legge inveco « la potenza di Jahveh » . 29) i Jah» tutti priniogeniti nella terra d' Egitto Pseudo-Jonathan ha invece « il Memrct Jahveh uccise ». un Verbo. Ecco dunque detto di Dio personificato. abbiamo altri luoghi. ma il anche in quanto opera. [16] semplice «. Parimente dove si narra che Jahveh combatte conla parafrasi dello di • tro gli Egiziani (Esodo. Cosi anche in Giosue (23. 12. subito poi nel Genesi (3. ma nello Pseudo-Jonathan abbiamo anche qui il Memrct di Dio che combatte.di8se Iddio o « « Dio creo il » del testo ebraico » b sostituita I'espressione disse ci verbo di Dio al o « il verbo di Dio cre6 ». Quando plasti. 72 SECTION S^MITIQUE ». una ipostasi. un Logos che uccide non si pu6 immaginare die come una energia divina.. « Laddove veh percosse testo ebraico dice (Esodo.

[17] DAVID CASTELLI Oltre la 78 Memra. ed 6 presente in mezzo al suo il popolo. uno come ageote e r altra come paziente. aramaiche dicono « Jahveh della Shechina di Ma le altre due versioni fece passare la sua She- china davanti a lui ». in quanto si rivela agli uo- mini. ha secondo me importanza somma. aramaiche passo deir Esodo 34. Ma come la reale presenza della Shechinti 6 gl'Israeliti. due forme neU'essenza stessii della Divinita. profeti e i cono con frase antropomorfica che Egli nasoonde . e sta a rappresentare la Maesta di Dio in quanto sogio- giorna tra gli uomini. die veramente si^nifica abitazione. Le parole vanti a lui » del testo suonano: « e passb Jahveh da- (a Mose). Questa era la somma grazia che Dio concedeva a Mose. 16). opera del create. e in quella nui libri prot'etici si trova talvolta un' altra parola sostituita al nome di Dio. nella paratVasi dello PseudonJona- tlian sul Pentateuco. 21). In un framn\ento della versione si cosi detta gerosoliraitana traduce « pass6 la maesta Jahveh ». fe la Skechinh che cammina nanzi agli Ebrei per guidarli. a' abar. ma per noi importa fermarci sul verso citato. oosl i massimo tavore divino presso quando poeti dila sua per significare lo sdegno di Dio. perche abbiamo Jahveh e la Shechifitl.)> ^ la Shechinci compiace tare in Gerusalemme e nel Tempio (1° Re 8. quando escono dairE^itto (Esodo (ivi IB. oioe Shechinh. 34 e seg. h la Sfiechinh che riempie che si il Tabernacoio di abi- 40. ma ceiio due persone. non sono due Dei. Ma il piu di tutti e note vole nelle version 6. In questa teot'ania a Mos^ le frasi del testo ebraico sono tutte antroponiorfiche. cio6 fargli oonoscere la propria maesta. i 12. II verbo nella torma causativa fece passare. come al massimo dei profeti.

tano in questo passo che per misteri della legge debba si intendersi ci6 che altrove chiama I'opera Maase Merchabci. credendo di usare iin modo spirituale. 119*. nipote Shemuel ben L' Isaacita e suo Meir commendel carro. e il 1' opera della creazione Maase Be- reshith. o dalla citta di Ge6. e cosi devono essere lasciate da ogni studioso timorato. e piu Salmi 44. Jeremia 33. Vi parla * Pesnhim .74 SECTION SEMITIQUE la pill [18] faccia. e Tarnsi Mishna nel secondo capitolo di pliazione della Ghemara che I'accompagna. che era in origine segretamente o almeno con molte precauzioni inair esistenza di segnata. e secondo aggiunge anche la spiegazione del nome divino. lo 25). riisalemme (Isaia 67. e in tutta la letteratura Ma prima di scendere ai particolari si vediamo ci6 che in generale dal Talmud pu6 rilevare intorno una dottrina teosofica. nelle paratrasi aramaiche. . 17. si E sono questi infatti a questo proposito i tre punti princi- pali a cui accenna ripetutamente nel Talmud. quale vediamo questo si ampiamente che con svolto nel Talmud coYinette. Sitre I'orh. si allude in un luogo del Talmud ^ a quelle parti della dottrina religiosa che Dio ha voluto lasciare nel mistero. Questo concetto della Shechinh. paratrasi aramaica. Sotto il nome di misteri della legge. dice che Dio fa dipartire la sua Shechinh di mez^o il suo popolo. V. il E della classico primo paragi'afo Haghiga.

per Maas^ del Bereshith ' «i deve intendere primo capitolo Genesi. o morali. ci6 che h stato prima. n6 ci6 ohe « Secondo Rabbenu Tam per Ma'ase Bepeshith di ai dovrebbe intra- fdere la spiegazione del nome divino 11'). si riterisce certamente alia commento di qnalclie passo hibiico. o rituali. (Vedi i Tosafisti. 8i sa che era costume degli antichi Dottori ebrei di pren- dere a testo i passi biblici per fondarci sopra le loro ampie darash.im DAVID C. o dottrinarie. Difatti nello stesso paragratb della Mishna si legge vano quei problemi che la che « e bene non cercare nfe ci6 che e di sopra n6 ci6 che 6 disotto. Haghig& . ma nel medesimo tempo determinavano dei limiti. Era questo Ora Mevchabh currOf ci6 che essi chiamavano spiegarc in questo il il passo.\8TELLI 75 del Ma'as^ Bereshith e del Maas^ Meicfuibh come di ar- gomenti dei quali non k permesso dare spiegazione. dalla diversa combinazione delle lettere nei quaranUdatt lettere re«alUBt« doe primi verai del Gene*. al En doreshin. spiegazioni. di la dai quali imponevano di nou oltrepassare. e si pone- mente umana si b sempre proposta. detto Merchabh^ si perche nella vision e narrata da quel proteta il rappresenta la carro. sul quale si immagina muoversi maesta divina. la legge. spiegazione. La traHe della MiHhna: non apiegano. per Matisi primo capitolo di Ezeeliiel. non commentavo. se non a pochissimi. da questo passo desumere che i Dottori del Talmud nella spiegazione del primo capitolo del Genesi esponevano tutta una dottrina della di potersi Sembra creazione dell' Universo pju estesa e piii particolareg- giata di quella contenuta nel testo biblicx).

» de R. Shemoth Mabbh. Pesikth 15. Ma pri- quanto a tutte le altre parti deir Universe la mitiva dottrina talmudica nienza dall' essenza divina. 31 Shoher Tob. (Ved. Questo per ci6 che la creazione. Ma non perci6 si astenevano i Dottori ebrei dal fare delle ricerche sul modo '^ di formazione della terra. 16'. vede che la spiegazione da seguxta e da preferirsi. e corre rischio ancora di cadere in eresia. primi. ci6 che noi intendiamo relative dal al tempo. Kahanh . « Joinh 54'. 1' Secondo Isaacita. ' * Haghigh 12*'. secondo e dal si circonferenza domandare su die cosa regge. se vnole troppo approtbndarle. della materia nale Urstoff (direbbero tale i i origi- Tedeschi) e ammisero come * tre elementi acqna. Tosafisti). Vaikrh Sabbh. bi ivi i Ma noi Talmud stesso piu innanzi. 3 . ^ e fondata e sopra che cosa Come pure si occupano degli elementi primitivi. '^ In alcuni passi dei al Midrashim alquanto posteriori Talmud pare che si ammetta addirittura 1' emana- zione in luogo della creazione dal nulla. ed e da uno all' altro Dottore in se- come se si trattasse di dottrina riposta. di non non iie si ammette la provepu6 dire insomnia che ammetta I'unita concerne * sostanza. in cui la mente umana perde. Si voleva cosi consigliare a non absi baiidonarsi a ricerche.76 SECTION SEMITIQUE » ^ [20] sara alia fine. I . . Sal mo 104. aria e fuoco. die. 50. almeiio per il parte degli elementi La luce che rischiara ° mondo sarebbe un raggio notare che ci6 e detto gretezza. secondo alcuni. altri dalla ebbe principio dal centro. 145' . Shemoth Rabbh. BereshUfi Jfabbh. sarebbe invece relative alio spazio. in dall' della luce divina.

' Si cliiama poi Fardes. terrore alcuno voleva occuparsene. La parola hashmal nel significato letterala vaol dire soltanto metallo o bronxo rilucente. di un ordine d'aogeli. " Erano pochi dunsi quelli che volevano esporsi a gravi pericoli quelli poi j)er istudiare queste dottrine segrete. Tanto piu che ispirando quasi si voleva se dallo studio. giardino. Haghigh 14\ . Pure qua e la. nulla o poco ne lasciavano trapelare ai prot'ani. e si racconta che di Ben 'Azzai ne mori. il 77 Maati Merchaha riguardava certo la natura di Dio e deUa corte celeste. Haghigh. cui si riconnettevano i misteri contenuti nei nomi divini e in quelli degli angeli.divenne eretico e quindi dannato. ma solo alcune spai^ne e iso- ' 13<^. e il solo 'Akiba ri- mase que illeso e in tranquilla pace. rimase bruciato dal tiioco che ne uscl fuori. il ma se n' i latto nel miatioiamo nome d'un • angelo. cercando nel Talmud e nei di Midrashim qualche cosa ^ dato raccogliere. Nulla ordinato e di sistematico. e poi. Si racconta die un giovanetto. Ma 6 impoesi- linguaggio sirabolico e tutto inetaforico e allegorico col quale si parla nel Talmud e nei Midrasiiiin bile dal intorno al Ma'as^ Merchaba desumerne una qualciie notizia precisa e ordinata della dottrina rabbinica in- torno alia natura di distoglierne Dio. mentre leggeva la visione di Ezechiel. Ben Zonia ne impazz6. paradiso. nel plnrale. late notizie. le Anche che studiavano. . Elisha Ben Abujja ne quattro Dottori che se ne occuparono.I f211 DAVID CA8TELLI L'altra parte poi della dottrina segreta. tutto I'in- sieme di queste dottrine segrete. essendosi I ferniato sulla parola hashmal per ispiegarne il niiste- rioso significato.

dove dice invece Din e Zedaka. si Le qualita di- vine sono dette Middoth. Dio sdoppia. ma come i esseri due principali attributi divini ed il piu impor- tanti per governo provvidenziale e la Pieta. : Middath haddin e Middath harahamim \ E fino di che se ne discorresse come di due attributi. Questi due attributi sono chiamati dai Rabbini strano. • Pesahim 119*. si se nelle parafrasi aramaiclie il al Dio trascendente si unisce Verbo. come nella filosofia di Filone. pu6 dire che divengono energie divine. a si tratti col lo meriterebbe si e ' Sifrh. in da Dio ^. I di attributi inerenti ad un essere. ne sono angeli. distinti ipo- stasiati. Ilaghiga 14". questi. cioe ma superiori e anteriori La Middath trodotta nel si haddin. quanto persone. e ipostasi. la Giustizia. esseri creati. che dell' Universe sono fra la Giustizia talvolta non possono loro accordarsi. delle quali parla non solo come reali.78 SECTION SEMITIQUE [22] VI. 27 cfr. Sanhedr'm 94". come abbiamo veduto. Shabbjth 56». esigere che ^ . e. nulla ma li vediamo propriamente impersonati. la Shechina^ nel nei Talmud e gli attri- Midrasbim si si oggettivano e s' impersonano buti divini. II. e alcune volte i Talmud a parlare con Dio per dovuto rigore chi . si Se gia nella Scrittura. in quanto ora e Dio in se. il Memra^ e la sua apparenza nel niondo. ora Dio in quanto manif'esta agli uomini . • 1 .

. sono pid che altro figure di personificazione zioni sono pericolose. 3 Pesikth de Rah Kahanh. sa se debba intendersi : o discorsi. potenza. 1. e si deve intendere in senso proprio. 30. tanto nel mondo orientale quanto in quelle greco-romano ? Non e certo per6 espressione metatb* prese aUa lettera. * * Shemoth Jfobhh. Btre$hUh Haftbh. grido. *. tbrza. pecoatori L' osfigesi rabbinica ha dato ai norai di Dio Jahveh ed Eiohim il diverse Hignificato il che il '. 13. Giustizia. pieta e misericordia Ecco I'antecedente talmudico di queste frasi del delle dieci Sefiroth della Cabbala. V.(23] DAVID CASTELLI i TO giunge perfino a dire che Dio salva da essa penitenti. 12'. rica. Perche molte Talmud e dei Midrashim devono e intendersi come un linguaggio e si allegorico. 1G4*. sebbene non siano la stessa cosa. carita. ma le personifica- corre rischio che vengano Non sono nate forse cosi molte delle divinita. . intelligenza. =» Ahoth. cioe con la Middath haddin D' altra parte si dice al trove che il mondo fbrzii «? stato creato con dieci detti ^ attribnendo cosl alia parola. ne conclude che mondo e stato creato con la '. secondo la giustizia Que»ta zione di nomi e applicata anche alia creazione del- rUniverao. Sh>-moth Bahhh. e in altro si creativa luogo con dieci cose. * Ilaghujh. giustizia. priino rappredlKtin* senti la pieta. la Sheekinik^ dove se ne parla come della reale presenza di Dio nel mondo. . o e queate sono sapienza. e siccome nel Genesi e usato nei Bettegiomi della creazione cosi se il Dorae Elohinij e non il il tctragramma. flefjarim^ che non idee. conoscenza.

La Shechinci ci appare sotto due aspetti 1° come la reale presenza di Dio . colonna di nube per guidare Israel nel deserto. 2" come quella che posa spe- cialmente sugli uomini piu meritevoli per ispirarli tanto ad operare il bene. ' Mechilth. perche in certe question i liberta . 93. G-li stessi Talmud : Midi'ashim piu chiaramente e ripetutamente enumerati. nove discese sa. 3* per punire gli Sodoma. versi. Secondo ci6 che troviamo accennato in due dei piu antichi Midrashim \ la Shechina non sarebbe stata sempre tra gli uomini. Queste discese della Shechina in mezzo agli uomini sono fissate in numero di dieci ma per determinare quali siano si deve ricorrere a piu recenti compilazioni le quali non sono tra loro concordi. 5* nel Mar Rosso per punire gli Egiziani. . « Bahodesh § 3 Sifre I. quanto a predicare il vero. dogmatiche era lasciata i la piu grande e variavano pensieri da luogo a luogo. 14. 6* nel 7* nella Sinai per dare la legge. Le varie opi- nioni souo anzi registrate senza curarsi molte volte di stabilire quale debba avere la prevalenza . Non si pu6 sperare di trovare negli insegnamenti rabbinici unita e coerenza di dottrina. Aboih de' Rahh\ Nathan. da tempo a tempo e da persona a persona. .80 SECTION S^MITIQUE [24] Riprendiamo ora dell a Shechinh nelle ci6 che sopra abbiamo accennato del parafrasi aramaiche concetti sono nel Vecchio e nei Testaniento. ^. 34 Pirke de' Unbfn Eliezer. i . ma vi sarebbe scesa a tempi di- quando I'occasione lo ricliiedeva. 4* in Egitto per liberarne gl' Israeliti. Secondo I'una. rebbero avvenute nel terrestre per punire modo seguente abitanti : 1* nel paradise Adamo ed Eva. 2* nella torre di di Babele.

t'ermativa. L'altra compilazione Bostituisce alia discesa in Egitto quella nel roveto nel- I'apparizione a Mosfe. 20. du Xll"** VongrU Aete* du OrUMuUtU: — Vmw III. porre la duo compilazioni nel decima discesa delta Shechina nell'eta raec* le il Sono d'accordo sianica. terzo della genera- zione del diluvio. quelle di Caino. battahtonim fino dalla I creazione lire al '. al sesto. (a lettera nelle regioni inferiori. vi questo altri punto passi. dei Sodomiti. • . II peccato di Adamo al la t'ece dipartire e sa- primo cielo. » BereshUh Iiabb<\ 19. e soltanto per peccatori di quelli e di questo sarebbe stato interrotto. degli Egiziani contem- poranei di Abramo. e due nel tabernacolo. Jacob. e poi ne pone due nelle duo volte che si fende la rupe per tare scaturire Tacqua '. fi . al settimo. 'Annam Secondo un altro passo del il Midi^ash. 17. dei contemporanei Enosh. Kehath. quello . e Mos6. 9* nel tempio. al quarto. Sebbene posteriore alia compilazione del Talmud ve- diamo prima iin passo del Commento Magno al Genesi. cioe: Abramo. al quinto. D'allora in poi gli soggiorno della Shechina tra ? Sii uomini sarebbe continuo tacciono. al di secondo.(25J DAVID CA8TELLI iiel 81 8* tabernacolo. Isacco. Xumeri. Ma sette giusti la fe- cero successivamente riavvicinare o quindi abitare tni gli uomini. della ton*e di Babele. 11. Levi. sarebl)e da rispondere per V Altra e la dottrina secondo la quale della il soggiorno Shechina sarebbe stato continuo o in mezzo agli i uomirii o almeno in mezzo ad Israel. le ci- tate tonti ma secondo che in at- breve riporteremo. Secondo questo la Shechina risiedeva nel mondo. dipartita la Shechina dagli uomini do]>o peccato di ' Esodo.

» * JomK 9^ Mechilth Bo. 29». Histoire critique du Gnoaticisme. 1. e ha bisogno una ristorazione. la Sliechina non avrebbe soggiornato in questo secondo tempio. in ^ Roma. CI". riunirvisi all' era messianica. * •* MegJnlla. ' Matter. anche nella dispersione e li in Babele. Dottrina questa confermata nel Talmud gerosolimitano ^ la disper- che fra la Persia e Roma aggiunge ancora sione nei paesi greci. in Persia. * non fu eietto il tabei- L'opinione poi prevalerrte e clie discesa la Sliechina. perclie I'armonia sia ristabilita. tra si gV Israeliti nel taber- nacolo fino dai tempi mosaic! poso suU'arca e non se poi. ma che aspetta di E 1' la Sofia dello gnostici- smo di Valentino che turba di armonia ' in seno al Ple- roma. 14. 67-76. ^ dove si vuole clie sempre la Shechina abbia accompagnato Israel aiiche uel- r esiliO. pag. come presenza reale di Dio. * Mechilta Bo. * Bamidbar liabba. 12. accompagnera nella redenzione messialiica. Questo e deir esilio 1' antecedente della dottrina cabbalistica della Shechina [galuth haslisliechina) ultima delle ipostasi divine. Ta'anjoth. II. ^ . staccata dall' unita delle ipostasi superior! e decaduta dai suo grado. di una reden- zione.82 SECTION SEMITIQUE vi ritorn6 fino clie [26] Adamo non nacolo. Ma dall' altra parte abbiamo un luogo deJl'antico Midrash sull'Esodo. 64*. ^ Ritorn6 dopo I'esilio di Babilonia a soggiornare nel tempio ficato dai reduci? ^ Secondo un passo del Talmud babilonese. edi- ne diparti fino alia distruzione del tempio. vol.

^^ ] Hanhedrin. La quale comunicazione fra Dio e suo popolo. il * Dio chiaserve di mata figlia della voce. 66'. i)^'. maesta. come abbiamo avvertito. la Shechina. come Scrittura. che * si trova parallelo con poche ditferenze di lezione. Jiogh Jleuhshanh. Israeliti si pentissero. dopo che la Shechina o uomini * lo Spirito Santo non posa piu nemmeno sugli piii meritevoli. 48'.127J DAVID CASTELLI *Ma fino chfc restiamo nol <• Bft Talmud e nei Midrashim I'errore della Sliecliina presentato piuttosto come sim- bolo poetico del concetto die Dio noii abbandona mai il 8U0 popolo e lo accompagna anche nelle sciagure. 11\ . del pari che nella Cliabod. e indugiando da una parte aH'altra. Zacharia e il comunicai*si airuomo ^ delio nei della Ruah si Hakkodesii. che sarebbe in cielo. libri Haggai. dopo Malachi. gloria. supplisce in parte. VII. e allora saiebbe ritornata fra si essi. 8(4ii. pure questa vien detta. che aveva femio il soggionio nel ' Talmud lo e nel Midrasli abbandon6 con molta reluttanza. Ta'aujoth. 31\ * Evhh Joma. la Giacche talmudici questa contbude con Shechina. Perche. * * Jer. cioe Ma altra emanazione divina di una eco della voce Bath-Kol. Spirito Santo. ritir6 nel sue primiero soggiorno. ma vedutili induriti nel peccare. Sebbene secondo un nel altio passo. Una conseguenza dell' i allontananiento della Sheprofeti china e che cess6. neir aspettativa che gli tempio. Jiabhati. la vera profezia.

e la stessa Bath-Kol mistero. i secondo un altro passo. Sota. 19». I. 56". Jer. Beracltoth. 73**. Meghilla. Soth. 86.84 SECTION SEMITIQUE Shechina. possono aspirare i teosofismo piu meritevoli dei suoi adepti. 24» . Aveva accompagnato Giuseppe. I . 8V. supplisce alia pre- senza dello Spirito Santo. Ivi. ^ misticismo qui e palese. e da veri e propri responsi come oracolo II divino. Comunicazione. secondo cabbalistico. Se- condo alcuni passi sarebbero il stati Hillel. « 6^ 13''. Mose. ^ ispirato tutti i profeti e sommi sacerdoti quando quedavano i sti responsi. 3**. sotto aspetto piu antropo- morfico. 42'. secondo Talmud. 32*. Sota. 'Irnbin. Midrashim attribuiscono ad alcuni uomini sommi. ' Shabbath. che. David. nel recesso san- Bereshith Rabbh. » * • Joma. era iinita con gli uoniini piu grandi per - rarli. e si accorda con la coil municazione divina. e che la liakkudesh gl'ispirasse. questa Bath- Kol. 48". Jer. Si vuole che a Simone il Giusto Dio il Talmud e i apparisse nel giorno ' dell' espiazione. 28*. stati "* Vi sono anche nei tempi posteriori uomini degni die posasse su loro ]a Shechina. Sanhedrin. oltre al risiedere nel [28) la Tempio ^ e in mezzo ispi- ad e Israel. " Sliemuel detto " piccolo " ed Eliezer ben Hirkanos. Jebamoth. 48''. * ' Abodh Zarh. 7. inleriore manitestazione di Dio. alia quale. Ruah ma i tempi sventurati piu uon rivela questo alto lo consentivano. Ihrajoth. e fa intendere quali questi uomini fossero. Succhh. anche trenta piu meritevoli discepoli d'Hillel. 11*. il Ma fatto sta che.

' * * • ' Pesahim. 36*. 40''. Jomh. VIII. 3. alcuni dei quali hanno significato metaficato segreto • Jer. Shemoth JiaMt. tCIohim. clie. {K)^ Jer. Vaikrh RablnX 21.LI forma di vecchio vestito e 86 tissimo. « Shevwth Jtahbh. Jom?t. che il Talmud determina in numero di otto. E questo si accorda relativa* con quello sopra abbiamo detto anoiie mente alia Scrittura. ' ma Bempre umana. 42*. Snnhedi'in. tenersi santi e venerabili. Ma a questi nomi Ijiblici altri ne aggiunsero i Talnmdisti. fCiddnshin. Elolia. 71'. 96. uomo. lare dei nomi divini siamo oondotti a parche formano una delle parti piu ci^ poi Da important! delle dottrine segrete. Shebtioth. ' Secondo un altro passo del Midrasli.(29] DAVID CASTFJ. questi * Tra nomi in " il tetragramma ^ fti tenuto da un il certo tempo ziarlo. e cbiamato hh. da Ehj6 asher Ehj6. Zebaoth. il rebbe apparso agli Ebrei preseo ^lar Roeso in si ooine un giovane bello e aitante. . poi ineffabile e peccato mortale fu pronunsigni* ' Dimodoche che i' in tal norae riposto un non adepti non conoscevano. Alia quale rappresentazione divina giunge i fomia ricon- il nome clie di uomo attribuito a Dio. cioe: El. Adonai. a cui si accenna nel Talmud e hei Midrashim. in ammantato Dio di sa- bianco. secondo * Rabbini. Jahveh. 60' . 23. Gia nolla Scrittura vediamo una pluralita di nomi divini. Sanhedrin. Shaddai.

e meglio hammakom con Makom nome nel linguaggio biblico significa luogo. I . rasenta il siamo a un passo di emanatismo dei Cabbalisti. il parola Makom. * Bereshith Bnbba. intendevano solo I'appreseptare Tonnipotenza divina. 41 e seg. C. In stessa opera. Ma pin antichi rabbini . Con questa spiegazione. Nel Midrash poi e detto. parlando con Honi. non avevano quest' idea metafisica e. pag. 68. certo e molto note vole clie nella lettera- tura rabbinica sia divenuto nome freqnentissimo di Dio I'articolo. e mondo. 21. Secondo i il Landau^ I'uso di questo i nome presso rabbini sarebbe derivato dai Persiani. tentato di dare spiegazione dell'uso di questo nome. data una lista assai estesa dei sinonimi Dio. S. ' Die dem Raume entnommene Synonlma fi'ir Gott in qiiesta der nen-hebrdipag. e non mondo dall' luogo si di lui. e altri sono cV indole cosi mistica clie rimangono impenetrabili.86 fisico. altri SECTION SKMITIQUE [30] significato morale. senza darne spiepianamente si dovesse intendere che I'uso rimonta per lo meno si al nella Mishna* I'usa Schim'on e si ben Shatah. 8. il perche egli e il il * luogo del panteismo. e commentando e il passo biblico dell'Esodo 33. hammakom. anzi il luogo per eccellenza. importantissima. Ora che luogo. forse i dair unita sostanza. quali adora- • Ta'anith. Nei passi piu anticbi del e cliiamato semplicemente Talmud Dio come se e uno dei nomi divini. come da altri fu gia osservato. 6-10. che Dio e cosi cliiamato. Tra qnelli della prima la specie. perch^ gazione. e inutile negarlo. e di grhen Liieratur. rabbinici nel il significato ma i piii non sono da prendersi in esame per nostro assunto. E primo secolo a. stia a signi- ficare la divinita. chiamando Dio hammakom. e cosa.

stessa Into si annuncia s' e si che individua e come quella che da 86 aifernia come lo. 87*.' [31] DAVID CASTEUJ il g7 vano Dio Hotto duplice aspetto dell' infinito tempo e deirinfinito spazio. e certo dei piu significant!. date le relazioni alciini ti. " qnando minaccia di punizione sno popolo. di E ci6 e probabile./er. ma perche i rabbini. I. Ma i anche piu di significativi dal lato metafisico 8ono pronomi intesi prima persona An^. A noi basta di avere accennato I'uho di que«to nome stemo come uno talmudici della Cabbala. pensavano Dio come infinito che contiene TUniverso. * ififri. b in poi.ra\H\i Shim'on ben Sliatah con degli antecedent! persinni. che pn6 avere significato me- qnello di potenzaj forza. ora come 6 che lo tale riconosciuto dagli • uomini. Maeehoth. cosi nel Talmud Dio e non di il rado cbianiato Ghetmra die anche nel la Cabnorae di una delle Sefiroth. 6. ciofe di quella ipo- bala h stasi che rappresenta la Giustizia. non solo perchfe lo nome e usato dai CabbaliHti per indicare ofa la prima. 2. 112. almeno da un certo tempo nno spazio Altro tafisico. si chiamano o. ora la sesta delle divine ipostasi. lao*. Gheburh e chiamato riil Dio principalniente qiiando apparisce sul Sinai per velare il decalogo. se sara ribelle alia legge. ' * Meffhillh. nome divino. Berachoth VII. 8». Awi. liorojcth. il [uegli di cui veramente pu6 dire che giacch^ * . Tessere assoafferma se stesso. Shaftbath. 24». . PetikUt iU 31^ Rab Kalianii. Naxir. quasi oi*a e quello di si terza Hu volesse indicare la personalita per eccellenza.' e quando ispira i piu alti proteti *. V. come nomi divini.

il citato lessico danno i<in con 1' alef Mishna di Napoli e di talmudico ^ e il Machzor Vitry * come generalmente si scrive il * * SuccMi.^. le edizioni antiche. Ozar Nechmad. critica Non e da tacersi per6 '^ che la moderna. che sarebbe la piu antica fonte talmudica cbe di nomi divini. nota 6. * Pag. e anche quello di terza per- sona femminile. 46». e allora. e invece di: Anl va^Hu. se questa congettura tbsse I'uso di questi da accettarsi. Ill. 447 e seg. passo della Mishna. gli antichi commentatori. im ^3i5. 1. vol. % . Ma noi fermiamoci ai due pronomi di trova cenno ncl Talmud. ]'ariae Lectiones in MiscJmam Talmud haby' lonicum. fatto che i Ma contro la congettura del manoscritti. pag. con la sola differenza che tano. et in ' Rabbinovicz. pronomi come nomi Geiger sta il divini mancherebbe nel Talmud della sua primitiva sorgente. due/Se^ro/A. ha voluto correggere la lezione del passo citato. I'antico lessico talmudico di Natan di Eoma hanno il i due pro- nomi. III. le due antiche edizioni della Talmud gerosolimir Pesaro. I due pronomi sono passati poi nella Cabbala a rappresentare due per essa ^ divenuto ipostasi. 119.38 SECTION SEMITIQUE di t-erza [32] pronome II persona in ebraico significa anclie e. la terza persona del verbo essere. leggere. anzi nome di altra Sefira anche il pro- nome cui si di seconda persona. pag. niiT i<3t< Anna Jahveh. nella testa delle Avvi da a quest! pronomi il significato e quello dove Rabbi Jehuda vuole che capanne s' invochi Dio in questa forma: ^ va-Hu osanna che e rimasto sacramentale nelle preghiere ebraiche. rappresentata qui dal Geiger.

ma Di questa e una differenza soltanto piu. abbiamo come il prova interna della correttezza della lezione vulgata contesto della Mishna ntessa. siano fondati sul : passo biblico del Deuteronoinio 32. Nomi di significato morale sono 'fob. e 10 pronome THl.39 che suona . in si dove »i parla dice die la combinazione si forma un nome divino. ^ Per lo che teniamo die tino dai tempi della Mishna si sia dato ai rammentati pronomi tale mistioo significato. verso la fine. e la lezione accorda in ci6 pert'et- tameute con pare molto vulgata della Mishna. ' Jer. '. Per ultimo un accenno die due pronomi Ilu e An^ rappresentino nomi divini lo abbiamo anclie nel Midrash. E per ispiegare la maniera per la quale i facile die gia fosse introdotta i rabbini vi siano giunti. Rabbi Jehuda viiole espri- mere in quanto alia forma della i>rogliiera una diver- sita di opinione da quella antecedentemente euunciata.[38] DAVID CA6TEUJ di terza pei>^ona. Ora non si una gua. 104'. arrischiamo la si congettura che. . queeta dif- ferenza non sarebbe piu. senza averlo detto esplicitamente. buono^' * Shahhnth. Bert»hith Rabbh. le quali parole certo lett^ralniente non signi- ficano altro se non: lo. Hu. 77^' . 4. to sono quello. non la scrittura deficiente ^^ruficii. si Ora se leggesse vi come vorrebbe il Geiger. * Echu liabhati.471^ i4n). intio<iuzKine. In un altro passo poi del Talmud del significato delle lettere. oltre questa prova estertia. Ifatjhitja. ma non ^ da maravigliarsi che i rnbbini vi abbiano veihito due Ztid" nomi della Divini ta.<«ta lezione.

citato. non si ha cenno nel Talmud. PesaJiim 39'. ^ nsato molto comunemeiite nelle e passati poi listica. 1. ma solo nel Midrash" dove si dice che tal nome era contenuto in una parte delle lettere 4" del i comprese nel verso 34 del capitolo I Cabbalisti invece Deuteronomio. ^ [34} Rahamanh o Rahman. pace. CoRDOVERO. commento a questo passo ma il suo nipote Rabbenu avvertito. confessa di Tarn.' 90 dikf giusto. composto di settantadue lettere. di come sopra abbiamo mostra conoscere lo spieghi.* L' Isaacita nel non gia conoscerli. 3': Chethuboth. * T. 8^: Babh Mezi'a. 42. Shekalim. ma egualmente misteriosissimo. * CoRPOvEuo. Solo si Talmud rimancome composti lettere. e 1' altro di quarantadne senza dirci qnali queste pronunzia. Sefer Pardes Rimmonim. Beresfhith Rahha. quelle di quarantadue lettere. Ghittin. sebbene I Cabbalisti posteriori poi '" non non hanno esitato a darne ampia spiegazione. Sha'ar Perath hashshemoth. 17*. Cherithoth. 44. ^ SECTION SEMITIQUE Shalom. Bereithith * ' Rnhbh. 21'. ma siano e quale ne sarebbe la accenna che questi nomi segretissimi s' ed efficacissimi non insegnavano ormai se non a quelli che per la santita della vita se ne mostrassero degni. 23. piepregliiere. I. * ^ Sifrl. 45*. luogo I . Vaikrh Rabbh. toso. anche tiitti questi nella terniinologia cabba- Finalmeiite i iiomi divini die nel gono non spiegati sono quelli indicati r lino di dodici. 20 e 21 del capitolo 14 ' Esodo. hanno formato settantadue nomi let- segretissimi di Dio dalla varia combinazione delle dell' tere dei versi 19. hidduithin. Deir altro nome piu complicato.

pag. clie alcuni * Fra le proposte etimologie vedervi il rammenteremo ^ vogliono Mitra persiano. KoHUT A. * pag. Si sul disputa significato e la derivazione di questa pa- rola certo non di origine ebraica ne semitica. 1»>4. r Isaacita Altro Tosafisti. * ' * ' Jierachoth. altri un vietathronon o un ' Vedi i coinmenti a Succhh. 260 e aeg. piu ec- celso degli esseri creati. Judm.. Ueher die jilditche AngelolfMur und Do^momolotue %n hrer Abfu'ivfjigkeii vom Parxisviux. pag. Vedi Krai'88 S. gli si riconnette essere iiitermedio fra la Diviniti e nomini. perchfe ora il appare soltanto come primo degli angeli.* fc evidento che di qui i Cabbalisti lianno preso il nome di Cheter.. mud. per indicare la prima delle ipostan divine. 36-42. ma di natn7*a il non bene si definita. Die finttfigdieustUchen Vortriigr der I. e piuttosto da questa emanato. Orieehiache und lairiniMche IjehmtrtirUr im TalI. IX. not* t. Ma ragionevolmente lo Znnz ' e il Bacher* sospettano che qnesto passo talnnulico Bia nna recente interpolazioiie. 2i»8. Die Agadn der Tannaiten. p«g. Midratth und Targvm. fe nome quale divino il qnello di Arhetriei Die col sacerdnte Rabbi Ishmael di Elisha cbiama Dio apparso^li nel recesso del Santuario. . Alia teorica dei nomi e delle ipostasi qiiella del Mctntron.[35] UA\ ID CASTELLI mostrano cogniti e i i * 91 E di ci6 si commentatori del Talcorona di fij^lio mud. ora di rappresenta quasi come natura divina. 45». corona. 7*.

imperocche lui ». il ^ Bamidbar Jiabbh. perche a applica « passo io turale. Secondo Talmud il sacerdote celeste sa- rebbe Michael. 338 . 6. non gli essere ribelle. qui non * sa bene se un an- Si/re. 110^ Sanhedrin. * ' Menahoih. cf. Ma altri j^assi fan no del r officio del Metatron un essere bene identificato col principe del altramente importante. ' Tanhumh. E detto ancora principe della divina precolui clie dinanzi a quella senza. Bereshith Habbh. mio nome e dentro si di Come si sopra abbiamo parla di accennato. 23. Echo. in clie offre ^ anime dei giusti espiazione d' Israel. E chiamato il grande scrivanOj Safrcb Babbh* come il maggiore ministro della oorte celeste. i * Jehamoth. Sar happanim^ come '' pu6 preseu tarsi senza velo. * 1. Holin. Sar come se ^a Dio avesse avuto il 1' incarico di goveraare tutto il create. 20 e seg. Riguardati dalla sua presenza e obbedisci la sua voce. 23. e altri la parola latin a metaior. Genesi. 5. e la nota del Buber . OQa e Tosafisti in questi luoghi. Rabbati. Eaodo. 12. I . Na'ar. 10*. Introduzioae sopra Isaia 22. le E il giovane sacerdote. e lui si porta il nome scrit- stesso di Dio ^ . Ethhannan 6. Se 11 oi stessiino a due jiassi del Midrash * dove Metatron e soltanto di misiirare i confini della terra proraessa. 38''. II. clie Ma il ci6 che lo ta quasi di natura divina. ^ E mondo. la sua identificazione col latino metaior sarebbe da accettarsi. ha'olam. perche non perdonera il le vostre mancanze. derivaiidolo cosi dal greco. Pseudo Jonathan. 12''." nel quale Jahveh dice a Mose: Ecco mando r angelo dinanzi a te per guardarti nella via e per condurti al luogo che ho preparato. Haghigh.92 SECTION SEMITIQUE [30] metaiyrannon.

Si sa che dice. il E cosa singolarissima poi che Metatron secoudo la altra tradizione e identificato con frase usata nel Enoch. fusa. t'u appuiito questa di credere che Metatron fosse una persona divina. ma : « non era piii. opera citata. Per6 la stessa incertezza a cui avevano dato luogo le non bene definite espressioni del 'J'almud e dei Misi drashim sulla natura del Metatron. era facile che alcuno tenesse quento quasi un secondo Dio. « mori ci6 ». come essere da lei distinto ed a inferiore. quando qiietfto Scrittura divenne iiella tcosofia taliiiudica Metatron. Genesi rispetto a questo patriarca 6 si diversa da quella comune. nella il quale cadde si ^\k nomiiiato Elisha ben Abujj&. secondo una tradizione poi molto e Metatron. 15'. Ditatti si asHeriHCO che 1' erenia. * CoRDOVEUO. . Sha'ar 'Atxhh harhektHnujiM. CASTFJ.LI con8idei*ato Oft gelo o del Malach come uiio sdoppiamento Miiliicli (lella jl dell' essere divhio. ' : Penti- o figli ribelli. Imperocchfe ora viene identificato con Shechina ultima delle il dieci ipostasi divine. Ebbene dif1' quest' angelo. eccetto Cosi egli sarebbe Htato escluso dal poter fare penitenza del suo peccato. tanto che lo stesso Elisha diceva di avere tevi. lei il suo angelo. la ritrova nella Cal>- bala posteriore. e ci6 non pu6 accordarsi con al- ' Ilagliigh. Difii nanzi al rigido monoteismo giudaico tale errore giu- dicato peccato irremlMsibik. Ma." [37] DAVm creato . perche Dio prese Da nacque la leggenda die Enoch lito vivo in cielo fosse trasformato in angelo. ({uaiido i dette a studiare misteri religiosi. giacche non : come sa- per gli 1(1 altri ». udito da una voce misteriosa Elisha. ora ^ te- nuto messo di lei.

Anche il Malach Elohim o Malach Jahveh. Da si questo essere di natura non bene definita. e secondo il Midrash da questa di- ' Vedi i Tosafisti ia Jebamoth lO". quali nel Tale nei piu antichi mud Midrashim sono siano rabbini. il iu greco. passa facilmente a dire degli angeli. puer in latino. X. E naturale che gli angeli dei ammessi nelle credenze religiose dacche cosi esplicita- mente. e sull' origine degli angeli e sulla loro natura. dopo trono. nella Scrittura si coptbnde spesso con la Divinita. ci6 induce a credere clie sia dal etimologia di questo il nome greco fiera dgovov . fanciullo. giovanetto. il prinio luogo.d4 SECTION SEMITIQUE principe del [38] tra opinione che lo fa creazione. clie. Ma questa credenza fu molto svolta ed La Scrittura non aveva detto nulla sono creati. estesa. significato di servo. . dell' ma che pure ha piu angelo che della ipostasi divina. se ne parla nel Vecchio Testamento. ^ mondo si fino dalla Abbiamo veduto che in ebraico il Metatron cliiama anche Na'ar. come abbiamo veduto. cioe colui che clie immediatamente sotto il trono celeste. 1 rabbini determina- rono in prima cte gli angeli li distinsero da Dio. concepiti. e in Ilolin 60». sta occnpa. garzone in italiano. sta a rappreTutto sentare il primo ministro della corte 1' celeste. come abbiamo veduto. e siccome questa parola ha come anche Jialo. dopo la Maesta divina.

' * Sifrh. ed o«. come nella visione di Eze- Serajim come in quella d'Isaia. che avrebbero un* eaiatenzsL Per6 luogo riconosce che soiio immortali. 2. 4a'': ^f-rhiUhj Bahodf^. cap. 78. che da nome dei generale divenne speciale di nn ordine. Ofannim ruote. sono in numero grandissinio. 24''.' nebbene in altro si parla di angeli teinporanea. Sif. Malaclie hashshareth. sono detti angeli del servizio. * BereahUh Babbh. L'oiih ^ llashxhamt. Aln^da Zarh. * In generale questi angeli. Questi ordini angelici turono poi portati a dieci non solo dalla Cabbala.139] DAVID CASTELLI * » gli augeli verso. pero con nomi diversi. . 10. e gli dissero Hajjoth santi animali. e poi ne sarebbero di nuovo assorbiti per iiscirne di iiuovo la mattina appresso e cosi di seguito airinfinito. Cherubim come nel Genesi e poi in Ezechiel. tbndandosi su quelli che qua e la trovansi nella Scrittura ' Shemolli JiahhU. come quelli che torniano la corte divina. ® II. Maimonide. 1. e Malachim. . 8i disputa fra due dottori »e turono • creati nel secondo o nel quiiito giorno della creazione ina nessuno sostieiie si die a questa tbssero anterioii.10. Vaikrh. 2.ni giorno uscirebbero da un fiume ardente. Jettode Hattorh. • Fnrono poi e i divisi in diversi ordini ma il Talmud o piu anticbi Midrasliim non andarono di la dai nomi si che trovano nella Scrittura. 2. e co- stituiscono la famiglia superiore n'rptt Sc K*'?^ . anche dai (ilosofi teologi. 14. Jlnyhiya.'}-. chiel. ma ".30G. '" come accadde celeste I per il nome angeli anche nella gerarchia padri e dei dottori cristiani. Berejt/iith Jlnbtni.

Alpuni ne da quale libro di Enoch. come Dio?. 43. E (4. Michael e Gabriel.: 96 SECTION SEMITIQUE [40] non solo ai varii ordini furono assegnati varii nonii. 1 ) e questi quattro nomi furono i adottati dai rab- bini come quelli di quattro fra principali angeli. 51*. * Vedi Jellinek. o forza di Dio . quale e Talmud. parrebbe che qui Talmud attribuisce a quest'anil Kohut fosse nel vero. Ra- Uriel.2b 12. fuoco o luce di Dio. Gia in Daniel si trovano. pag. II.^ e carro portatore del trono divino. di ^ piu de- ovicide^icpoc.. fosse non si sa bene in redazione. * Un lavoro speciale molto utile per questa parte del misticismo les 6 stato fatto da MoYse Schwab: Vocahulaire de I'Angelogie d'apres Manmcrits hihreux de la Bibliotheque nationale. Gabriel. 192. pagina e seg. si Come uno rammen- degli angeli die presentano dinanzi alia Divinita e il nominate tato nel allontana. che pare. ma anche ai singoli angeli. perche dette prudenti consigli a Rabbi ^ Ishma'el. uomo. ib) Rafael. che secondo confratello. XXX e seg. riva dal greco del Kohut. come abbiamo veduto. nel libro di Tobia (3. nel 4" di Ezra Uriel . cOnosciuto dell' opera dagli antichi rabbini. 203. ma. e i Strano nome. 1897. Angelo poi il ^ di straordinaria grandezza. Paris. Dio risana Suriel. XLI . o Dio. . Michael significa chi e fael. Beth JImnmidrash.. 13"^. Ilaghiga. die starebbe dietro detto Sandalfon. pag. ad opinione di lingua un composto il due sostantivi pehlvi e significa signore dell' altezza. opera citata. * ' * Krauss Opera S. Dalle straordi- narie dimensioni che gelo. il Ma molti a questi nomi ne furono dai mistici aggiunti ° altri.. V." e ' non sarebbe prezza Berachot. citata. II significato di questi nomi e certo. pag.

» traduce Kara doiil/uijv dyyEAov dEOi) che suppose un teste 't'S "2 invece di : " : I rabbin i su questo stesso passo biblico immiigila narono leggenda che. in forma di orso in ebraico Dob ^ i-ap- presenta la biiii monarchia persiana. altrettanti sarebbero protettori.[41] DAVID CASTKUA fermiamoci creilenza varie »7 ag^li riferire qui tutti quest! noini. 2. M. II gia veduto ci6 che ne ne dice nel libro di Talmud da nn iiome e 1<> al ' . * Detiteronomio. accor- J&inh n. 32.. Ma ci6 e in contradizione col libro di come Mi- I abbiamo gia gl' Israeliti. stiindo airotno- grafia rabbinica fondata sul capitolo X il del Genesi. . 8. genio protettore della Persia chiama Dobiel del quale e facile vedere 1' origine nella secondii clie fiera . ' Pseudo Jonathan 32. fa altri Michael passi 1' angelo tutelare de- e con del Talmud e del si drash che con questo * luogo della Scrittura Talmud. dove il teste « stabili i confini dei popoli secondo il ebraico ha mimero dei figli d'Isi'ael. TV. Qiiesta credenza lore angeli ha forse sue prime fon- damento nella versione alesnandrina che. Pinttosto offioi attribuiti ad alcuni augeli. •opera citata. il suo Sar^ 8U0 genio tutelare. nelle edizioni integre del 2iJi*. le i genti sono settanta. b du XII'** Comfri* dm e seg. gettate le sorti fra Dio e gli angeli a chi toccasse la tutela dei vari popoli. E siccome. della visione di Daniel. Kajhukovics. cf. a ogni angelo tocc6 una gente e a Dio il popolo ebreo \ Daniel. — Tom* III. Pirkh di Ji. il Ma secondo i rab- ogni nazione ha in cielo il 8Uo principe. Etitegtr. 7 Aettt OrUnlmlitt**. che. detto. Abbiamo Daniel. pajr. di In prima e origine biblica )a che molti di essi presiedono e tutelano le uazioni.

" Finalmente telari. E il anche in questo punto e da uotarsi un citato passo del Jalkut. Jallait Shim'oni. . ** Berachoth. 25*. ammettono due geni che Joma accompagnano sempre ogni uomo 77*. essendo il daDO. Pesahim. . 86. il disaccordo. {Peaahim. 118*). imo della concupiscenza. '^ Fra gli atigeli poi. vedi il commento 118''. 21". perche. Perche. 12. ' Bamidbar JRabbh. ® Le due leggende per6 provengono da due della terra. II genio del mare. secondo fuoco sarebbe il Michael. il che presiedono a diversi gia nominato Metatron offici. 1(!''. 118\ Xiddh. Ta'anith. il secondo neve. * genio dei Sat) hedrin 94:^. al quale e jam chiamato Rahah in torn o notai*si una non piccola contradizione.^^ si un altro tu^^ della coUera. " *^ '* Bere»hith Rabbh. Altri geni piu particolari sono Ridja per Tirrigazione ' Jorkamt per la grandine " ®. * * ' * Baba Bathra. I. Genesi 18. Est^-r Rnlibh. Laila per i con- cepimenti umani. 15» 74**. sebbeiie si dica altrove che hanno natnva contraria. 'Arachin. . diversi dottori.'^ in un altro luogo lo vediamo ricomparire nel il passaggio degli Ebrei a traverse Mar Rosso. e lo * § 132. Pemhim. * Shemoth Babbh. <I0'': vedi il commento dell* Isaacita. rammentiamo prima Sar skel come da principe e governatore del mondo ^. 10. Jomh. dell' Isaacita.96 SECTION SEMITIQUE [42] una terza tradizione^ Michael e Gabriel sarebbero ambedue i custodi d'Israele. mentre e chiarissimo nel Talmud che Gabriel e fuoco. mentre in un luogo del Talmud si fa che quest o principe del mare sia annichilato da Dio fine dalla creazione del mondo.^ Seoondo poi prinio fuoco.

18. ^ ' avversario Sliabbath. lllV'. * Itnbh Jlathrh. Berachoth. *.[43] DAVID CA8TEU. si certo . ^ natura queftti divei-Ha. An- ohe qiiesta credenza ria la sua lia nel Satan di e Job e di Zacha- prima origine. I'angelo della morte la considerata nella teologia gli come posti. .I ogiii sera di sabato. gli malvagio tentatore. T uno bnono e riconoscore la E e facile personificazioiie delle tendenze deiraiiirao timano. * Shemoffi Unbhii. fe dopo peccato d'Adamo. * ' Ibidem. per cui tutto quanto di uomini opeiimo Egli (• male. \^ la benedicono quaiido altra festa i* 68- k servata al a dovere '. Soth. I'altra al male^ XI I Air esisteiiza degli angeli e dei geni benefioi »i riconnette quella dei demoni e dei geni nialefioi. * ma come quella degli angeli benetici fe poi niolto ampliata. e sotto quests nome 1' nemico dei buoni angeli Gabriel" e Michael". I'operano per sua istigazione. 10'*. (>1«.mclie nel serpente tentatore del paradiso terrestre. Egli o detto Sammael* o che significa veleno di IHo^ il come altri piu potente veleno . punizione a cui tutti il uomini sono sottointerpreta. Secondo un' di in opinione quenti due geni sarebbero I'altro cattivo. 16*. I'liiia bene. * ' Ibidem. il Satan Egli e e divenuto proprio genio del male : 6 lui Tautore di tutto qnanto il di cattivo avviene nel mondo.

E tenuti gli non per un corrompimento di anche i due demoni 'Azzh e 'Azzael. . si Nella teologia talmudica per6 non la loro natura. Satan e suoi sottoposti siano immaginati cattivi e nialefici per loro originale natura. 49) . ^ Perin che presso gra. * Un Midrasli posteriore fossero il vuble al contrario origine che ^ Shamazai e 'Azael in angeli buonr e decaduti solo dopo peccato c6n ' ' le figlie dell' liotno. 11.' 6 Talmud questa seconda oj)ii da tenersi che. 21. nella teologia eristiana.' esistenza di dei angeli mal^fipi si vede (78. 104«. Sono cliiamati angeli la MalacM hah- e sotto guida e il coraando del loro capo definisce portano nel mondo ogni Sono come specie di guai. Jalkut Shim'onL Q«nesi. ^ * ' Chethuboth. e Debarim Babba. questa. . Sono detti * spiriti. s^ll. * Shemoth Babbh. 67*. mentati. creduti j esistere pi\a . A questi angeli cattivi le credenze talmudiche agaltri giungono esseri intermedl Jitthin. Un cenn o . sono an- decaduti dal loro primitivo di i ? Tacetidosi affatto nel hione.2) di loro sono rapdi- presentati. essi cattivi bene e malvagi fino dalla splendore loro origine. numerp^ . fra i demoni e gli uomini. § 44. geli ribelli e o. c. bald^ .n Eabbini questi . secondo rabbini. come gia malvagi il natura e non venuti tali dopo peccato. dan- Shemoth liabhh Hhabbath 65^ 1. cbe sono spiriti che ebbero commercio con le figlie di cui si parla deir ubmo nel Genesi (6. vedi ivi cominento dell' Isaacita.100 SECTION SlfcMITIQUE ^ [44] d'Israel e tenuto i il principe di tutti sofxo i demoni. anche in uno piu recenti ^almi aja- ma nell' aRgelogia rabbinica sono molto^ daiinosi. potenti Shedin. il Jomh.

tremito alle gambe. La loro natura e cosi definita: in tre cose gli Shesimili agli angeli. 5. Ma la loro maligna indole ha nel medesimo tempo qualche cosa di iimoristico. 37 di i. sioch^ se alcuno Si affollaiio li potesse vedere. ne rimarrebbe atterrit«i. e di dei pill recenti uno Salmi '106. . Pennhim Jrubin. come gli * uomini mangiano e bevono.' ora si dice che nacquero dal connubio di spirito Adamo oon un malefico femminile detto Lilit. Oi'a si questi esseri e spiegata ." che vediam6 gia nella Bibbia (fsaia. in doppio dice che rimasero imperfetti . • • • Berachoth. le religiose. Haghigi\ 16*. e al diabolic© aggiungono il coraioo. 14) Inoglii incolti e deserti. si riproducono e muoiono. 18''. H". volano da un estremo alTaliro del mondo. 7. 6. hanno ale. }>drch^ si tiene che la loro inaleficenza di notte. Come gli angeli • Aboth.[45] DAVID OASTEJJJ Mazzikin. Sono in numero grandissimo. e conoscono I'avvenire. percli^ creati fii nel crepuscolo del sesto giorno e non oi tempo di oompirli che incominci6 intanto la sera del sabato. L'ongine niodo. e oon- sunio degli abiti. e in tre cose agli din sono uomini. r>4*: Berethith Rabbik. 34. e 101 iiGg^iatori nofturni si LUin. ad ascoltare producono agli ^ prediche e le conferenze loro attrito altri uditori col stancliezza alle ginocchia. estrinseclii principalmento loro antecedente Ed anche qiiesti lianDo il biblico nei SItedim del Deuteronoinio (32. quindi rorigine di uno dei loro nomi test^ aocennati. 17. C^uesti come cattivo genio dei esseri recano agli uomini piii generi di danni.

68. da quella deH'azione. I'intendere il come da certe cose credute ^ di pericolo a cagione ^ degli altri Shedin. Opera Ufher die Manatsnamen emiger aUen Volker. cosi si credeva che non fosse negato merito e di piu santa vita co' ai dottori di piu alto municare con gli angeli. che era in relae diceva loro zione con liberarsi Rab Josef e Rab Pappa. come piu tardi la distinse Cabbala del pensiero. . pag. pag. il demone della concupiscenza. citata. altri si dice trovarsi ^ in relazione con 110'. e per loro si mezzo predire passa dal mistisi I'avvenire e operare miracoli. dando ancora buoni consigli. .J02 II SECTION S^MITIQUE [46] capo di quest! geui inleriori e detto Ashmadai^ che ^ I'Asmodaeus di Tobia (3. Cabbala L'angelo che piu spesso degli 'ijjunith. I GhMin. Berachoth 3* : Chethuboth 106** : Sanhedrin 98. 10". i dottori e Elia. Come spiriti si poteva entrare in relazione con questi inleriori. Si rammenta un Shed per nome Josef. danneggiatore dalla radice Shamad con I'alef prostetica e la il desinenza nominale. 8). Di questo malefico genio si favoleggia die cacciasse Salomoiie per un * oerto tempo dal trono e in persona di lui regnasse. 2(>1. Pesahim. Cabbala ma^asith. Babh Bathra « 134'. E ci6 si spiega fa- Pemhim. Cosi cismo teorico a quelle pratico. Questa parola forse significa distruttore. II Benfey ^ e Kohut^ vogliono invece vederci VEshma-deva persiano. Talvolta poi tori e questi Shedin si mostravano ai dot- con loro parlavano. E loro linguaggio e annoverato fra i piu alti gradi della scienza. 72 e seg. Succhh 128° Ibidem.

Questo connmic. catrice dell'ombra di Samuel. e anclie Tavvenire. e antioo negli uomini. Si sta- lierachoth. con contabulasse con loro.f«rj DAVID CASTELU si KM cilmente se nonio. * dairaltro »e dimodoche e ne ammette come }M>9sibile 1' etiicacia rimasta celebre la negromantessa di 'En-Dor come evo. * Levitico 20. che insegnasse i pifi arcani misteri delle teosofiche dottrine. 51*. desse anche buoni connigli. Agli angeli.7-25. 1" » * Samuel 38. ai demoni. 18'': Satihedrin. e quiiidi 6 pill Ma 6 Htrano che altri uomini comunioaMe. anche I'angelo della niorte talvolta e. oonsidera die queeti in origine fu un prima di essere assuiito alia facile clie natura angelica. e parte del piii culto dei morti. Beraehoth. e in genere cose segjete e agli altri uomini ignote. ma ammette che scono I'avvenire e * lo comunicano agli uomini. dei si ^ Si discut^ quindi *nel Talmud se gli spiriti morti sanno o no oi6 che talvolta cono* avviene nel mondo. 5fi. Sarebbe strano che non si trovasse nel Talmud.11.6. Ma^j^hvl. del quale tauto parla e t*a scrive ai giorni nostri. che h certo una delle torme anti- che della religione popolare. DetUerononno 18. cio^ che piti con j^li angeli e certo i i degni di loro avessero un angelo rivelatore.ire un antecedente talmudico di qnello che poi ammisero CabbaliKti. si Lo si Spi- ritismo insomma. agli Shedin gli si riconnetUino attri- spiriti dei morti. anche ai quali il T. dimenticafido la ' Miia maligna natura. tanto piii che nella Bibbia se da un lato si proibisce la negromanzia. .almud 1' bnisce di in alcuni in casi di poter conosoere avvenire e comunicarlo qualche modo agli uomini.

* * Shahhath. cosi I'anima e unica nel corpo. Ma na non clie del resto iiella dottrina intorno all'anima uma- bisogna ammettere di natura diversa dal corpo si mortale. diletto. 5 e seg.104 SECTION S^MITIQUE [48] bilisoe i che Iianno una diversa sorte secondo le colpe o meriti della loro vita. . Sanhedrin. 4. come un sentimento di religioso che i pii provano nel giorno consacrato al Signore. e si dice che staniio sotto il di comando silenzio. jeterh) . Ta'anUh. il Talmud accorda con la Cabbala nei due punti che que- sta ha di diverse dalle la pluralita delle comuni credenze. come Dio ^ e unico nel« rUniverso. Hajja vivente. 14. Ruah spirito. e primo punto non deve indurre trova nel Midrash ^ la metempsicosi. 27^. che esisteneiruomo a seconda dei suoi meriti.. 126'*. 16». e contro quelle error che crede. ' Divina Commedia. un genio chiamato Dumd. Bereshith Rabbh. » * Vaikra Eahbh. dacche si parla di spiriti di morti.* Solo si parla di un 'anima di piu che gli Ebrei avrebbero nel Sabato ^ [Neihamd. Jehida unica. nomi Neshamh anima. Beeh. ^ che significa nome conveniente a chi presiede ai morti. ma probabilmente ci6 deve intendersi in significato allegorico. Questi sono: rebbero o no. In altro luogo poi dice che. 94». anime di diverso grade. come dice il Poeta. che un'anima sovr'altra in noi s'accenda ». forza vitale. Purgatorio^ IV. E questo. Intorno il al si in errore cenno che dei cinque dell'anima Nefesh. che corrispondono alle si cinque anime dei cabbalisti: perch^ in questo passo dice che V anima h unica significare si e i con i cinque nomi si vogliono soltanto suoi diversi attributi.

Nonostante. altro che trasnii^rino da uno in di- verse corpo. almeno di quattro secoli non fe spiega* dicono i Cabbalisti. alcuni Cabbalisti hanno voluto nell' tro- vare un accenno alia metempsicosi si opinione che (3" sec. 15. 144: Jebamoth. Nameri 35. se vi avessero creduto.[49] DAMD hi CASTIiL14 106 in altri ourpi in Delia trasmi^azione delle anime tiitta talmudica non hi paria mai. se gli antichi dottori non avessero ammesso i la trasmigrazione delle anime. * Abodhsarh^h^- mUk. vedi il ma il Nei passi talmadici la parok rp3 non rigwifi luogo dove lo anime preeeiatonti son depoaiteti^: m commento dell' Isaacita. rameiite preesistenza dell'anime * ma ohe non si . sistano ai corpi. Tanto piu che non Di piii e certo que- sta la parte piu peri col osa delle dottrine cabbalistiche da dovere tenerla segreta. attribuisce a Rabbi Shim'on ben Lakish lo stesso di di C. «2*. ' Nel Talmud . corpo amano. I'identita fra Elia e e da dubitarsi se Pinehas e verament^ un* opinione ' Jiosh-/iashshanh. o letteratura in luogo di beiititiidine.) die Elia profeta era ^ die il sacerdote Pivis- nehas. m* Bempre si tratta del huo dipartirsi dojKj la morte del corpo. 11. e in tante forme. si animette chiatutti nanno deve contbndere quest' opinione con quella della metempsicosi perche altro e che le anime preela. Ma al- h tanto ci6 che Talmudisti hanno detto intomo ranimn. che non vi e ragione per supporre che solo con questo indiretto ed oscuro ac- cenno avessero alluso alia dottrina della trasmigrazione. !»•: Vaikrh Rabbd. Questa identita persona IVa due uomini suti a distaiiza bile. II. tiS". ' Jalkut Shim'<m\. Ki^ e seg. . Sifre. o in uii luogo di pena temporanea o etema.

non sembra questo sufficiente indizio per porre tra gli antecedenti talmiidici della Cabbala anche la credenza nella metempsicosi. spieghisi come questa. La diversa combinazione delle lettere e detta Zi- ruj\ e si crede che mediante questa il mondo sia state creato. Questa supersti- zione trov<S poi ampio svulgimento anche nel primissimo formarsi della Cabbala alcuni secoli prima che ordinatamente costituita Si sa in fosse compiuto sistema. 20''. [50] di Sliim'on oppure gli fu erroneamente vuolsi piu tardi attribuita. pretesa identita tra le oi due indicate persone. sia per si il significato esegetico clie ad esse attribuisce. e si possano operare miracoli. Piuttosto e da mettersi si tra questi ci6 die nel Talmud e nei Midrashim si dice piu volte intorno alle il letter e dell' alfabeto. dell' Un appo- Midrash suUe lettere il alfabeto e quello cono- sciuto sotto nome di Othijoth de Rabhl 'Akibd.. Xll. combinazione delle su di quanta parte la diversa lettere abbia nel libro Jezirh. a per loro pot ere miracoloso e creativo.106 SECTION S^MITIQUE ben Lakisb. Dimodoche. Ma tutto ci6 ha i suoi antecedenti nel Talmud. ^ Rab diceva che * Menohoth. Dio avrebbe creato tutti i mondi con la forza delle prime due lettere del tetragramma. Ripetu- tamente poi di questo soggetto si discorre nello Zohar e nei Tikkunim. i e come essa si estendano anche sito piu antichi commentatori. .

i (61] DAVID CA6TELLI il lOT Bezalel. liberarsi. 13*. . Dell' uno e compongono per tormarne altre dellaltro metodo di esegesi. e la scomposizione di una o piu pa- role nelle lettere che le parole. porzioTii Nella Cabbala presero poi pro- troppo superstiziose o troppo tuneste alia buoreligione. di si nel della ofz^ni Legge pu6 limite del* E oltrepansando r imniaginativa. memote e vita diante la combinazione delle lettere. * e in ci6 consisteva \o spirito di sapienza di Dio Paveva dotato.Soth. o almeno esseri animati. e dar loro uii per certo tempo. libri di Rabbi Meir. ' Aberrazioni queste. costruttore del tabernacolo. 55». il ' Snnhedrin. dalle quali la Diente umana assetata del maraviglioso non ha mai potuto intiora- mente liigaci. Habbi trascrivere Islima'el avvertiva fesHione era i amanuense. percbe la deficienza o lettera '^ r Hj^giunta rovinare il una mondo. 20. oono- * Brrac/iOt/i. creiire dei mondi. » 'Irubin. . che di pro> usare molta diligeiiza nel libro della Bibbia. nella Baraita di Rabbi quelli Eliezei. perfettissirai esenti ammette che se vi fossero ^usti da ogni peccato. un folklore. iM)^: vedi comiueoto dell' iMtaeiU. na ed elevata parte della dei mezzi di Rispetto poi al significato delle lettere come uno fra esegesi della Scrittm-a. potrebbero. Nel Talmud restavano cenni inolati e di che Ibrmavano soltanto una specie mitologia popolare.figlio di il Jose il Galileo si annuvera valore iiumerico delle lettere considerate oome citre aritmetiche. sapeva' fvimbi- nare le lettere con le qnali tu create rUn ciii verso.

\0^ . scomposta nei suoi elementi Rack e Mel e il leggendo invece Mai per trovarci quando ^ tenero. con quali Abramo iden- i re conquistatori della si pentapoli pale- Questa chiama Ghematrja che alcuni tificano al greco yQajUjuarela. nome di di Eliezer servo di Abramo da lettere considerate 318. 8" . Shabhath . » Ntdo. Esempio grano tdgliato del Notarikon (voraQimv) sarebbe la spie- gazione della parola biblica Charmel che significa orzo o fresco. 1 .rim. Questi metodi falsi d'interpretazione. ' 318 uomini. ' Berachoth . secondo nessuno sapeva leggere. e a fame conoscere nelle sue . 43. Jomh .108 soiuti SECTION SEMITIQUE dai [52] Talmudisfci il sotto e i il nonie di Ghsmatrjh q Notarikon. vfarsin di Daniel. prendendo invece delle corrispondenti nella di versa di- sposizione alfabetica. rosi Talmud Midrasliim foruiscono numele lefctere dell'ali esempi ^ Come pure di disporre fabeto in ordine diverse dal consueto e variare degli oggetti e delle lettere proprie quelle nomi persone. come cifre aritmetiche. perche scritto non con prie lettere. senso tagliato tenero. 32' . Un nel esempio di ognuno 1' di questi tre mezzi inter- pretativi varra a meglio chiarirli. MachchoU 23'' e molti altri luoghi. altri a ysco/usTQla. che renderebr bero la Bibbia poco meglio che un sistema di logogrifi. che. prendendo ralfa' beto alia rovescia e incominciando dall'ultima lettera. le pro- ma con le corrispondenti. sostitu- zione di lettere e la bre Men^ mene teJcel Esempio finalmente di spiegazione che dava Rab al celelui. medesimo tempo II irragionevole stranezza. 20* . iTp^'^t^ la somma E cosi significa die egli solo rapprei senta la schiera di assail e vinse stinese. Bereshith Rabba.

Ma Bolo e fitoria e un t'atto che. come le piu grandi e piu utili scoperte della scienza non sono state tatte d'un tratto ban no i loro antecedenti che per la vent4 della giova rintracciare e scoprire. Ma si in tutte le questioni che toccano la religione. che non sono per6 altri si voli delle ftineste consegiienze che poi ne vollero trovano E cosi. non ^ da credersi potessero che gli scrittori ne sospettaie quale sistenia di tantastici errori vi avreb- bero sopra edificato. David Cast£LU . se nella Bibbia e nel Talmud quella ne di questo alcuni antecedenti della di Cabbala. o alsfe meno di averlo senz'altra preoccupazione per stesso ricercato.[681 DAVID CA8TELLI 100 iiirono portati a^li iiltimi eccessi dai Cabbalisti. Sospettiamo noi per6 di riuscire con questo nostro scritto spiacenti tanto agli ainici della ai suoi avversarl. obe avevano bisogno per trovare nella Scrittura tutte ne le aberrazioni della loro fantasia. a questi perche abbiamo tentato di mostrare che hanno qualche antico antecedente. Ago$to 1899. quanto A quelli perche non ammettiaiuo I'antichita delle loro dottrine. i loro antecedenti. Fireme. Cabbala. quando titi riesce a scontentare 1' uno e I'altro dei par- estremi guidati sempre da passioni e da preconoetti. cosi avvieDe ancbe degli error! in cui la mente umana costriiiti e c^uta. il h (juesta per noi la prova di aver colto vero. Prima^ ohe fossero an che questi ed elevati a sisteuia colpe- avevano trarre.

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* ' Coati Rossini.'i6») La grande quelle di storia fe del Re Malak Sagad di o San^a Dengel (1563-1696) preceduta. IWfti. e nodi minatamente mescolanza parole arabe. p. Cf. piu estesa quella del stile Re clie Claudio. Settembre 1894). Vin. il « La re- daction de cette chroiiique. par \V. U) *. (dice Conzelman) parntt d6noter chez son autenr une certaine connaissance de la langue arabe. siccome e noto. Claudio la - e di MinAs. Couxeluian. la quale offre alcune particolarit^ di non sono stuggite la al dotto editore di essa. les empruntes a cette langue. Pereira.. da ^ Lebna Dfengel. . * Chnmiqne de GaldirdPirott i< 'laudhin > Hot d'tkhtitpt* Uji* rikmf piai traduit ecc. ' Di queste tre e di gran lunfi:a. sont des formules arabes>. (R. Di aicune retenti puhhtieasiomt »mi- VEtinpifi {Orifvf. paix soit sin* expressions : que la lui . Paris 189r». Ilintoria dr Mina».. Lisboua. Acc««l. le Dieu glorieux ot tr^s haut. Rendic. ("onti Rossini. Storia <li fjehna Dengfl.. ' * E.LA CRONACA 1)1 GALAWDlWOS 1)1 CLAUDIO RE ABISSINIA (1640-l. car plusieui*s mots sembleiit avoir 6t6 . dti I«inoM.

. 6 il significato e le vai'ianti dei codici lo con- 7_is.. liaM'atto nascei-6 riel niio animo il dubbio che questa croiiaca. al-hebnl ' gli abissini '. lama yetbaraku en demandant k Dieu lui glorieux et tr6s liaut de b^nir tout le peuple clir^tien de r^lever (au dessus des autres) et d'^loigner de la dure oppression '.. trovare in non solo delle parole arabe iiiserite ma tutto i€li6' uno stile spesso diyerso da quello di simili -f^stf. 5 10. sono dovute 1' al- influenza generale dell'arabo sul ge'ez. questa parola par semplicemente trascritta perche non se ne inten- deva bene fermano... non e certo facile trovare indizt affatto sicuri di quanto ho sospettat-o. Ad ogni modo porr6 qui appresso alcuni passi della cronaca che mi sembrano aver maggioi- peso per la questione. ma non gia per pubblicarla in ge'ez. e non a causa diretta e speciale. leggendo attentamente questa storia sembra essa. ''enza yese'elo la^egzi'abeher. tamiliare. sia almeiio dott^ iair arabol Voglio dire tori ' in parte.112 SECTION SlfcMITIQUE f2] Ma qua e 14. e molte frasi che fatto che la potrebbero credersi di origine arabica. tra- cjiiesto chfe I'aiitore la stese dapprima piii in lingua araba. che gli era per av- ventura arabo. La frase jL^j^ ^j^*^ © tutta pro- . wayetla' 'alu wayekld' 'emnehomu. 6 10 . si bene per esser tradotta subito in la Per il grande affinita fra il ge'ez e 1' arabo e per maggior parte della letteratura ge'ez ^ tradotta dall' arabo.. bagize zayessanatr wasene baegziahelier 'Dieu ast le maitre de I'opportunite \ Questa frase divien piu di : chiara se si suppone traduzione inesatta vs^iJI j 12 11 .

. quale. 12) alludendoei il alia mitezza di Claudio.'. Ixizeyani 36 iiestita 14 .. confondendo V (fi^ tinale ^^E^) col semplice Act0* ^n- per designare un limite di tempo.. : in mode da tornare) ad annunziare. Ill. MmUnat maslem sembra un essere trascrizione Ji^m. II neirdya spie^a bene sol con come notato il Conzelman.. Comm. us6 poi clenienza verso coloro che non appartenevano. parla gier aupres de lui arabe — ' di deserto o di pecorelle arabe. vale C9itgri» du X//"" dM Ofitmt^iM*: — Tome III.. Ludolf. e solo per errore Marebbe qui il riferita al popolo di Abissinia. ^1 JUhJ 31 u 8 .. Questo dovrebbe intendersi: 'qui dobbiamo dire un poco 'embezehta weddosohn delle molte sue lodi. ' \irabfln'i..^ Jco4>^4 creduto torse altro nome di ZibHi. lamarf'ihi t/(l'qohfln'U 'en/a tanad/ai trasAkua- yat ivesta gadcim ^arabntri... 'agabbaratana J'aqnd luima nenbeb kama netmayat haba z^netco. lazdni mase*a (lab^hu *emmar'it br^'bis Jacobites \l cliercha aussi \e» et qui avaient ^tA bless^es qui en-aient dans le ddsert quant aux brebis arabes qui vinrent se r^tiiQui naturalmente non si..... premuroso di rioon1' diuTe alia fede alessandrina coloro che avevano abvi bandonata. 'i)yi 36 lia »j. II senso non corre bene. suppone traduij\ mentre sarobbe regolare se il kama si zione di ^^-i^. Probabilmente di ' ""arabfivi h qui nel sense sia occidentale ' ma non e impossibile che nato da equivoco fra ^^^^O^ e ^ si **3I 34 di 1 (J. [3] lONAZIO GUIDI 113 pria del nome di Dio.. ma di deserto e peco- relle occidentali (ci'... • .. Sospetto che : testo ge'ez Hia traduzione di S^^ ^\ (fi^ . affinclie torniamo ovv.

mJ . altre tracce di un'origine araba di questo testo.^hafa hoht negumici forse : il libro della real corte. I'auteur ne se contente pas seulement d'expri- I . tanabbala 44 11 . II sehesiyas . 68 17 . 42 e Juwu . lelnasara e f^j^uAiJ^ come 59 12.wr Un esame attento e minuzioso mostrerebbe. fedlatat 'Ji)^h che non esiste in .114 SECTION SEMITIQUE clie [4] a dire prima di tornare al racconto. 63 10. si pongono le lodi di Claudio. E il d' altra parte pensando al fatto die appunto sotto regno di Claudio una vita di Takla Haymanot fu scritta in arabo e poi tradotta in etiopico.^JUi (fdi\ (jlf "^^ 64 10 . (i . II Conzelman vm : « pour montrer son ^mdition. io credo. fallahin QV^^^ > gia notato dal Con- 77 ftisione 5 . forse tafan- nava cioe : e traduzione errata di o^Jiail contuse con oJui • 'Jo^!yjSimV\ ^^ Am^< miLL. posizione non parra troppo strana. ge'ez. -^<^LJ\. V ^- . con 1^. 'askar sembra parola introdotta per con. 15 . ma. 49 cliiaro. cioe gli annali ufficiali del regDO. mnnay "engelgdliu che non da un senso avere confiiso ym>%^ con potrebbe nascere dall' 'iym\A^ nel testo arabo. 11). potrebbe derivare da ^Llawj Anastasio ('491-618) che qui ji^Mfcj conviene benissimo. e certo trascrizione di 76 zelman. haymnnot rete'et zatafannawat Htyopya il "ewbcs- kenderya la frase non sembra corretta. la mia supscrive a p.

potrebbe dare la ^piegazione di alcuni strani iiomi die occorrono nella cronaca sifariyon. . come taanim. Forse hi paite storica deirAbn-SAk^'ir. sia di Claudio. le ^abro- Potrebbe anclie supporsi die EmbAqom difficolta r autore della Cronaca. pensiero corre natui ralmente ad un libro dal quale dotti cristiani trae- vano uotizie e osservazioni cronologiche. della quale opera non abbianu) in Italia.(oj IGXAZIO GUIDI d'apres le 116 raer les dates calcndrier ^thiopen. opera die tu tradotta in ge'ez press'a puco da Embaqom. ecc. si ma riconosco die oppongono a questa congettura. di quando tu scritta la stoiia Claudio. per quanto so. cioe I'AbnSftk^r. Ignazio GuiDi. et les calendriers met so- eucore a contribution tons connus des Abyssins et leil les determine meme » il . par la position du dans les signes du zodiaque Riflettendo a questa particolarita del nostro testo. alcun esemplare.

.

vert'asst gegen Ende fUllt. des siebenten Jahrhunderts in oder bei Nisibis. Es ist dies das K^Jhnbhd dMresch melU dM thascJCltha dM'rUvia dhA- zabnn des lochannnn bar Penhijp. Nachdem mit einer Vor- tragende eine Inhaltsangabe der 15 Biicher des Werkes gegeben schliesst Quelleii. von dem er eine Abschritt erworben hat. dem Jiidisclien Krieg " des Flavins Josephus und einem chronograph ischen Compendium komnien unter diesen Skizzieriing ^' seiner vor allem zwei in Betracht. er fluchtigen Neben der Bibel.EINE SYRISCHE WELTGESCHICHTE DES SIEBENTEN YAHRHUNDERTS Der vortragende macht erstmals mit einem bisher verschollenen nestorianischen Geschichtswerke bekannt. die als Gescbichtsquelle nicht ins Gewiclit ist als aber von Interesse fluch altester zii uns erhaltener Verschreiben. aus nennen liat. eine Arbeit. eines — die verlorene Schrilt unbekannten griechischen Apologeten. in syrischen Sprache das was wir der vom Standpunkte Weltgescliichte der mittelalterlichen VVissenschaft. kOnnten. vielleicht .

Dr.118 SECTION SEMITIQUE (?) [2] des Qnadratus nnd ein exegetisches AVerk im Geiste ziir des Theodorus von Mops\iestia{?) Als weitere Quelle kenntnis antiochenischer Schrifterklarung vor allem Miir^e denn audi die neue syrische Uni versa Igeschichte ein eingehenderes Studinm verdienen. Baumstark Privatdocent an den UniversiMt Heidelberg -^:'^^f''is%7^<S:ff9it^^ % . a.

NOTE ON' THK EVANGELIARIIJM IIIEROSOLYMITANUM YATICANUM AND TMK onir. Assefull Catalogue) has been published in by Mi- by Lagarde. valuable as they are for Biblical and tor Philology. the only source which gives us any information as to where the surviving MSS jmper were written. to or where the Communities that used the dialect were situated.lN OF THK PALKSTINIAN SYIUAC LITEUVTI HK. They niscalchi-Erizzo. which helps to identify some of the places mentioned. with trifling exceptions. The Criticism recent discoveries of documents in tlie Pale- stinian Syriac dialect. (N". ori^i^in of this curious by-way ot Christian The colophons of the Vatican Lectionary [Evangeliarium Hierosolymitanum Vaticanum) remain. and lately again by M'* Lewis. At the end three notes in Car^huni. liave thrown little light upon the literature. The Vatican Lectionary niani's XIX in S. . The main object ot this is bring forward some hitherto unnoticed evidence. have been so often printed that sary to give it will not be necesfor them liere in full: it vnW be enough our purpose to state their contents. E.

i 379. nasteries of the Star ol^ ij^^ L-JUi^ j*u-i*<Ji)^) Thus the two places with which the MS is connected are 'Abud and Antioch. and Surur the deacon. ^ It is a large village (spelt . Probably it was the occasion of the sale of the booty brought from Palestine by Sultan Bibars. III. E. SECTION SEMITIQUE [2] The first note tells us that the Lectionary was written in 1029 AD by the priest Elias of 'Abud in the monastery of Amba Musa in the city of Antioch in the district of the II. ' CBM . Dqus ^ytyidiS Ju^U). The tioch real diflaculty lies in the identification of and the meaning of the word ed-Dqus. Elias known as the mosame Elias. who is recorded to have bought sevei-al books at Minyat Zifta near Cairo. S. The third note records the donation of certo the convent of the Star tain fields in *Abud through the instrumentality of the who now describes himself as " the priest Amba Elias who presides over the convent of St. 'Abtid occurs again in other Palestinian Syriac documents one of M""^ Lewis's Lection aries from Sinai was written by an 'Abudl. As- Wright. and is said still to contain some ancient An- Christian churches. Elias in the convent of the Star. was descended : from a native of 'Abud. In the second note the Musa states same Elias of Amba that he 'has brought this book and others from Antioch of the Arabs (v r*^l iu^Lil) as a perpetual gift to the sanctuaiy of St.120 I.j^U in Yaqut III 583) half-way between Jafi*a and it Caesarea.

M. 14489. In a colophon at the end of this book we read that Cloister * it was copied certfiin priest in the Convent or of Mar Elia on the Black Mountain by Jo- hanan Duqsdya for a from the town of Duqsa. MS. anllth other Melkite Lectionary of the century. This in name is found again B. Asseniani's conjecture is the sole reason of the name Evangeliarifim ** Hierosolymitanum for the for the dialect. of Cambridge Philological So19. e. Nov. Add. The Syriac word here translated Cloister is »hfQqa^ correspondi. In fact. Laura (Proo. " in wholly improbable. The identity of this name is with that called edobvious: they are in Dqus * in the Arabic colophon ing to the Arabic. Elias on the Black excellence^ Mountain (Turd ^Ukkdmd). . also written at the Convent of St. 1896). the llth cen- Let us look at the matter from a more general The MS " : was written Elias. moreover thois roughly Orthodox Kalendar that of the place Greeks communion with Constantinople.(8] F. and is " Jerusalem Syriac But a scribe's blunder in the familiar Arabic name of Jerusalem point of view. What satisfies these conditions ? Put answer. C. in this viz way the question admits of but one the great Convent of St. But Antioch of Syria strange is Antioch of ed-lJqus. BURKITT unfortunate 131 semani tliat it 18 responsible for the conjecture was a corruption of mXaI^. ciety. Elias but in the ordinary Edessene Syriac. near Antioch par the Antioch of Syria. It its in is tury at a convent of St. and succeeding '* scholars have accordingly sought for this " Antioch in tlie neighbourliood of Jerusalem.

pp. Antioch was the Greeks in the captured from the Mahommedans by year 969 " it AD. which to judge from th surviving documents had two flourishing periods. . not Hiefalls to rosolymitanum: in fact. we may ask.122 SECTION SEMITIQUE [4] fact tlie same name in forms adapted to Syriac and Arabic respectively. the whole connexion of Palesti-^ nian Syiiac literature the ground. but the exact date depends on palaeographical evidence alone. 102-10r>. to give an explanation how to the words Duqsa and ed^Dqns come e. It onh' remains. first Th be placed about the 7th century. Antioch of the Dux must be that part of the district which was governed by the Greeks Antioch of the Arabs would then be the part still under the Mahommedan dominion. is 91 ? What then. and ' it became from that time the centre of Orthodox influence in the lands of Islam. 1896]. then. It appears to are mere transliterations of dov^^ i. In any case the Vatican : Lectionaiy is an Evangeliarium Aniiochianum. Or the terms may refer to the Greek quarters of the city itself. Oxford. ^ may I To this period belong the palimpsests from the Cairo- See especially the Note on •* Palestinian Handwriting " by (rwilliam and Stenning in Anecdotn Oxoniensia [Relics the Pal. me that they Dux. Politically was governed by a Dux^ while its ecclesiastical organisation was cared for by the appointment of an Orthodox Patriarch and by the foundation of these very monasteries of which we have been speaking. Syrinc ' I *"' of Literature. be used in connexion with Antioch. the origin and signiIt is ficance of the Palestinian Syriac literature a literature wholly ecclesiastical.

64.roniensia. 118. . These were brouglit by TiBcliendorf from the EaHt: there can be little doubt that they also came from the (invent of St.' The cont/cnt^ of these Oeniza. 8 with Belie*. distinction between the two periods is the appearance of the Greek Gospel Lectionaiy in the The three surviving Gospel fragments of the older period (Land's two codd.. Catalogue of Syriac MSS . {Appendix Both portions have been nsed uncial for books written in the language known as Georgian or Iberian. Besides these there are two isolated document probably of a still later date which appear to have been written in Egypt. 12S and the St. MS from which were taken the leaves trans- in M" Lewis's 54). described by D' Rendel Harri» in M'' Lewis's Catalogue {Appendix I now feel confident that these belonged to the same MS from the evidence" of the colophons (c/. -' M" Ben- The other period from which "Palestinian Syriac'* is MSS the have come down to us the 11th century*. a). Petropolitani and the isolated leaf in BM 14740) all formed part of MSS * Lind's Petropolitanus Junior has every appearance of having l^en part of the same cribed p.. partly by sly in Anecdota O. col. p. London fragments but and cei*tain other trag- ments at Sinai. one. BURKITT Sinai. The great later period..on Mount Sinai. To all this period belong the three Gospel Lectionaries. Petersburg trngnients published by Land. Caterine on Mount Sinai.(6) F. Similarly the Graeco-Arabic «'' MS of the Gospels called by Tischendorf belonged * to the MS 9i. ot* many the tragnients from earlier MSS are all biblical with the exception of the Homilies published partly by Land. C. of M" The greater irregularity of writing in the published photograph Bensly's HomiliM comes from the fact that the vellum of the is Sinai fragments no longer flat. Land Fr.

This one consists of certain leaves of MSS BM 14664. but it seems to have been but used in later times. that are to be carefully distin- guished from other leaves now bound up * with them whicli formed part of a lectionarv. 1. out of the six Gospel from the later period which have come down to us whole or in part. In conclusion. * For Heraclius see Dalman's Orammatik Jihiisrh PnUisfini- schen Aramdti«c7i. . (lpf< own tongue. The onh* place where this literature of the seems to have been the ecclesiastical language people is 'Abud. All this points to the age of Justinian and Heraclius and their determined efforts to extirpate Judaism and other ancient faiths from Christian territory. but they are not Evangelistaria. Our oldest MSS are is not earlier than the 6th century. 3. think it possible without drawing unduly upon the historical imagination to reconstruct the literary history of the dialect. 8. 7. The Gospel leaves are foil. ^ Some measure of success no doubt attended these efforts. Thus the little Palesti- nian Syriac literature included a continuous text of the Gospels. their character strictly '^ Orthodox ". On the other hand. 32. only one contained the four Gospels in order. The converts and their descendants needed Christian instruction ' in their 11-17. It is MSS worthy of notice that these ancient of the continuous text of the Gospels agree more I closely with the Peshitta than the Lectionaries. p. a place not far from the frontier bet- ween Judaea and Samaria. and there is a painful effort al- ways apparent to follow the Greek even in the spelling of Semitic names.J 24 SECTION &EM1TIQUE • |61 containing the complete continuous text Gospels : of the four they contain lectionarv notices.

together witli certain Homilies and other eocleBiastical works which have almost entirely perished. M" Lewis's Lectiouan' of the Old Testament and Praxapostolos may have belonged to the same comnumitv. Elias is was done. In the lUtli and 11th centuries the success of tho Greeks at Antioch created another centre for the struggling Community. tlie Lectionary. BUUKITT 125 and aocordingly the Bible or great parts of it) was tranHlated. Elias near Antioch seems to have become for a considerable period tlie headquarters of what literary work style of writing at St. the monasteries on the Black Mountain were destroyed. But there is little proof that the ancient fragments from the Cairo Geniza were Egyptian in origin : they ^ay very well have been bought by the Synagogue authorities for waste vellum at the sale of the booty from plundered monasteries. Much paragraplis I of is what I have written in the concluding necessarily imaginative and hypothetical. MSS. The Palestinian Christians must even is- have established a kind of settlement there. in chiefly iiave wished to point out that dealing . even Tlie gi-eat catastrophe came in the 13th centur\*.17] ¥. but the Vatican rules much ruder of grammar is one MS. as ed by the Liturg\' of the Nile prov- now in the British Museum. C. The only literary centre of whose existence we are aware during liis early period is the great Convent founded by Justinian on Mount Sinai. and off to tlie plunder of Palestine taken Egypt. and the Convent of St. Antioch was recaptured for Islam by Bibars the Mam- luk Sultan. The : than that of the early are kept pointed.

We can trace its existence almost to the time of Justinian. F. but an earlier date is not required either by the general course of history or by the character of the surviving documents.12U SECTION SEMITIQUE [8] with the Christian Palestinian Literature there is no need to postulate for it a high antiquity or any special connexion with the more ancient forms of Chri- stianity. BUEKITT. '-i<if>yjf^t:m»^^.^-- J . C.

.interpretation. The ordinary meaning of the tlie stem ask » does not solve problem involved and moreover by assuming this meaning alone. while the proposed textual emendation too fails to re- move the diflficulties. 1.» THE NAME OF SAMOEL AND THE STEM SHA'AL ^F a^i Atler some introductory remarks upon the sigoificance of plays upon proper names so frequently it in- troduced in the narratives of the old Testament. the ordinary meaning. Beside. I Sam.20 do not admit of a satisfactor}. however.28 and 2. sliown tliat in was the case of name the in connection witli Samuel the play upon that th« verb Sha'al was so fre- quent as to point to some special relationship between name and < the stem. the for priest in Hebrew as the ' asker ' of oracles. noun formed from the stem is also used in this sense and the thesis was then advanced tliat tlie participle sh/i'el was one of the names But not only the verb. A large were discussed with a view to their further elucidation. Shaal in various forms is^used in the religions sense of asking number of illustrations were adduced and incidentally some of tlie passages adduced for an oracle.

D. the element to the Assyrian shumu so frequent in Babylonian-Assyrian proper names and signifsing son': Shemti-el therefore means 'offspring ' of El ' — an appropriate name for one asked for ' from Jahve. y . 1. 128 SECTION SEMITIQUE Trace& of tliis [2] usage were pointed out in Deut.28 brew shd-el and is as a denomination of Shd-el « and to render. given by Jahve and belonging to Jahve. Prof. MoEEis Jasteow J. to the name itself.3 and is in justification for assuming this use of the participle. The play between Samuel and rests the stem sha-al upon assonance brought in about by the indefinite and vague pronunciation of the consequent ??i. e. 2.. 18. Therefore I have ». i. Coming finally Shemu was compared 'offspring. on of the names for priest It was then proposed to regard Hebrew^ sha-al in I Sam. have devoted him to Jalive Sam.11 and Micha 7. attention was ' called to the Assyrian sha-i-lu which the perfect equivalent of He'.28 is to be rendered « devoted to » In I Sam. so that Shemuel in colloquial parlance sounded as tliough it were Shewu-el and then by contraction Shuul. University of Pennsijlvania.20 we should read again the past participle instead of Sha-al and translate « devoted to Jahve » Similarly the past participle . 1. Ph. made him I a shO'e].

1877.DES PREMIERES ORIGINES M PEOPLE FISRAIL D'ou pris les Israelites sont-ils originaires? Ce pro- bleme. I. malgre les travaiix que les savants ont entre- pour le r^soudre. n'a point encore repu de reponse definitive. 9 88. ' T. » . dans son I'an 2000 avant liistoire du peuple Vers C. selon d'anciennes traditions. Paris. la solution en ait ete indique par d' Israel :^ < Renan. que nous avons posee il Nous ne le croyons pas. bien que J. AeU* du J//"" Conffris rfM On>N(a(i««t. p. C'est fit d'Arabie que semble etre partie la conquete qui de la Jiabvlonie une teiTe la semitique. c'est aussi d'Arabie de M^diterranee peuples qui se designaient euxet momes du nom de Kanaani rent Pli^niciens ». que les Grecs nomme- L'Ancien Testament. — Tora« III. tion de la question le document tbndamental des nous donne-t-il la solu? origines de la race d'lsraiil. le coeur de la race semitique parut etre I'Arabie. Enfin. Les Arameens suivirent probableinent que seraient venus dans les les bassins meme la voie. Mais nous fournit quelques indices im- portants a recueillir.

et parmi que les eux quelques uns des plus recents historiens d'Israel. du renseignement qui nous est donn^ Deuter. puis en Pa- lestine. XXVI. selon nous. Mais cette expres- sion peut etre prise dans dis deux sens fort difierents. celui qui vient de la rive opposee ("135? ).. elle indique lites simplement des tribus israe- avant leur etablissement en Egypte. mais il nous fournit le premier element de sa solution. ^1 fait Un beaucoup plus important a ete consign II dans I'Ancien Testament. comme Ton sait. de V autre c6te du Jleuve. sans remonter aux premieres origines de la nation isra^lite. car les Israelites n'etaient pas a proprement parler des Arameens. Cette expression.. e 130 SECTION SEMITIQUE [2] Tout d'abord. le D'apres la premiere interpreta- nom caracteristique d'Hebreu nous reporterait aux plus anciennes origines historiquement connues des migrations israelites d'apres la seconde. . : prise a la lettre. ne nous donne pas la clef du probl^me enonc^. La Bible hebraique. est inexacte. Entendue dans Tacception vague et generale qu'ello a le siege dans le con- texte. Tan- uns y voient une allusion a la venue des Israelites d'au dela de I'Euphrate. tion. par consequent. Rien de concluant. ne saurait etre deduit du nom "IDi? II en est de meme. dans le migrations successives qui devaient conduire au . » ( IDIN ''^"IS). n'y trouvent qu'une mention de I'arrivee des Israelites des plaines de Moab. nous devoiis ecarter resolument les couclusioDS que Ton peut tirer du nom meme d'Hebreu *"05? signifie. note avec soin les le point de depart des Bene-Israel. les autres. 5 « Men pere etait un arameen nomade. aux evenements qui presiderent a la premiere conquete da pays cananeen.

7. . historien juif du second siecle avant J. « * Les documents bibliques ne nous permettent pas de retrouver au dela de 'Our Kasdim premieres tribus isra^lites. 28. 'Our ^tait situe sur rive droite de I'Euphrate. le patriarclie par avec excellence. 'Our des Chald^ens. de ral- territoires confinant a I'Arabie.[3] EDOUARD MONTET 181 pays de Canaan. C. si^ge du culte lunaire du Dieu Sin. . du texte h^breu a et^ sur identifi^ Ourou des inscriptions cun^iformes cit6 s'eleve remplacement de cette antique aujourd'hui le village de El Moukair-Ouron. et que ce point de liement et de depart des israelite n'est Semites nomades de race soit pas leur lieu d'origine. II r^sulte de ces faits « que » les premieres tribus des la Bene-Israel sont sorties du sud de Chaldee . Eupoleme lui donne le nom du OiW// ou la Ka/Ltagivj] (de I'arabe ^ lune). mais seuleraent I'etape le plus anciennement connue qui leur as- signee par les documents authentiques. le pere 'Our. Nth. a proximity des regions limitrophes de I'Arabie. Praepar. 'OOr. 17. du peuple d'Israel. en qu'est sorti » Abraham biblique. Our est designe par Eupoleme. naquit Abraham. ^ comme la ville babylonienne ou . le les traces des Nous est-il possible de ? re- monter plus haut dans ' cours de leur histoire Comp. ' Eusebe. XI. evangel.. . entre Babilone et le golfe persique. « * C'est de . Ce point de depart est 'Our-Kasdim (CT'WS Chaldee -I1K). IV. IX. 7. 31. Nous Gen. XV.

(3 Ibid. siir I'hintoire s. partagent en deux la tige de la premiere est Calitan. qui toutes deux aboutissent a cette affirmation. La plupart On est des auteurs arabes divisent leurs na- tion en races eteintes. et a la lu- miere beaucoup plus puissante de I'etude comparee des langues semitiques. Baida. par Abir. fils que Ton confond assez generalement avec Jectan. patriarche appele dans la Bible Heaussi le pere des ber il Hebreux auxquels se il a donne son nom. ' Caussin de Perceval. t. Essai etc. la souche de la seconde est Adnan. La posterite d'Adnan a eu pour berceau le Hidjaz elle a peuple une grande partie de cette contree et s'est ramifiee dans le Nadjd et les desert de I'lrak. a savoir que le berceau de la race Israelite doit etre cherch^ en Arabic. d'Heber . Mouteahkhara. Parmi ces races primitives les principales sont . Les Mouteakkhara grandes families . les Les traditions arabes sont unanimes a considerer diverses branches de la famille de Sem comme issues d'une « meme patrie originelle. et subsistantes.' Les Cahtanides ou Jectanides s'etablirent d'abord dans le se repandirent Jemen « . Nous ne ferons qu'indiquer sonimairement ces deux sources de rcnseigne- ments. les plus antiques habitants de I'Arabie. . Paris. 1847.. * I. 9. p. I . de la Mesopotamie et de la Syrie » ^ « Le nom d'Arabes Ariha designe les premiers. . p. descen- dant d'Heber par Ismael».. s'accorde a faire descendre les Mouteakkhara de Sem .. d'autre part. des Arabes avant I'lsla- mUme. et plus tard dans toute la peninsule.: 132 SECTION SE3IITIQUE [4] estimons que cette investigation peut etre poursuivie a la clarte des traditions arabes d'une part.

au dire de la majo rite des historiens arabes*. ^ Les traditions antiques conserv^es par les liistoriens arabes temoignent done de I'etroite unite migrations. de Djadts. rente. Euting. Halevv. Aram^ens. On ne saurait affir- mer c'est plus peremptoireraent I'origine unique de la race semitique et le siege unique de sa residence primitive. quelque nom sous lequel ces tribus lussent designees etc. fils de Sem.. que nous venons d'enla EUe et. Hebreux. de Tasm. L'histoire des langues semitiques confirme d'une les traditions maniere ^clatante registrer. au la meme temps. aramaisant et meme assyriologue. I . 7. Oeji. hebraique et arabe du langage semitique. les Thamoud. ^tablit tout d'abord haute antiquity des branches aran\^enne. par r etude des inscriptions rapportees d'Arabie par Doughty. ces inscriptions venant du nord. tous issus d'Aram et de Lud. le peuple d'Ad ou Adites.: (5J EDOUABD MONTET peuple cVAmlik ou les t» le Araalica (Amalecites de I'Anles cien Testament. ne saurait etre aujourd'hui h^braisant. du centre et du sud de la presqu'ile. * X. L'epigraphie semitique a montre. 22.* Or. etc. ' Ibid. dans leurs premieres expansions soit le et tribus semitiques. meme coup dans I'intimite des autres. des d'origine et de vicissitudes. Arabes. p. est la personification des Semites ara- I m^ens. Aram. arabisant. Huber. sans dans une certaine mesure. d'aprte TAnpeupleH de cien Testament. leur tres etroite pa- La relation qui les unit est telle qu'il est impos- sible d'acquerir connaissance approtbndie de Tune sans pen^trer du et qu'on etre.. a dire I'Arabie.

d'Aram qui eut plusieurs Et ». 16. » fait d'inscriptions. au leda. I'historien arabe Aboul- lorsque. Cette quasi-identiti cation est telle que dire Renan ^ a pu que tout ce qui vient d'Arabie. Edouard Montet. p. ecrivait « au point de vue de la langue Des fils de Sem. cd. t. * Historia anteislamica. Lipsiae 1831. se plapant il arabe. il y eut ensuite fils. I. "~~^0^.^^y3x*^^?v^ I . ^ XIV^ : siecle. Dr.134 SECTION SEMITIQUE [6] que Tantiqiie arameen et I'arabe arcliaique se melangent et fusionuent au point de ne pouvoir etre distingues. est C'est la meme conviction qu'exprimait. parmi lesquels se trouvaient les Bene-Israel. 10. Aram. d'ou sont parties les emigrations successives des peuples de cette race. en arameen. * Jlisioire du peuple d'Israel. la langue des fils etait la langue arabe II resulte de I'ensemble des considerations que nous le venons de presenter que T Arabic a ete grand centre semitique. p. Fleischer.

In delle loro Europa abbiamo risentito la scossa piu forti emozioni solamente quando han India non mancano 1' preso una forma reazionaria attiva in opposizione alia coltura europea . e la loro influenza abbia gia scosso profondamente la mente musulmana. MOVIMENTO KELIGIOSO DEL GIORNO TRA I MUSULMANI DEL NORD DELL' INDIA E Datiirale che. ma almeno in segni che dimostrano apertamente attitudine che di- . Eppure questa nostra antica civilta non finira col distruggere il Maomettanismo. Finora segni piu apparent! sono superficiali nelT adottare che il fanno gli orientali nostro modo di vestire.delle Indie. la facilita di comuni- cazione tra noi e scienze ed i nostra letteratui*a. d' idee e No. come ha distrutto tante idee ed istituzioni religiose del popoli selvaggi. le nostre abitudini sociali.POCHE PAROLE SUI. 1' a causa della Oriente. questo torrente sul coltura europea che si e sparso popolo musulmano produrra solo probabilniente un al movimento analog© di questo contatto Rinascimento i nell' Europa. le nostri metodi di educazione si siano insi- nuate tra i popoli . dal lato intellettuale e religiose.

si fara movimento Musulmani di in- probabilmente sentire nelle altre parti del sotto 1' mondo musulmano die stanno lita di influenza o sotto governo europeo. Pel momento.136 SECTION DU MONDE MUSULMAN il [2^ viene sempre piu tollerante verso e la sua coltura. e con la civilta cristiana. a dare nuova forma siero moderno scuola 'All. e fino air eta di quarant' anni fu membro si zelante della setta Wahhabl. colle nuove condizioni. sue opere sono conosciute meglio in Europa che tra Mu- sulmani indiani. la di cui morte priv6 di anno scorso si Musulmani del loro la capo per riforme politiclie e religiose. nel in arin(mia col pen- fatto. II primo le di questi e Sir 1' Sayyid i Ahmad Khan. Come Wahhabi era gia liberate delle dot- trine ordinarie ortodosse delle antiche scuole. a poco a poco. Dall' infanzia volse alia mente Sayyid Al. che osserviamo tra diani. e per6 infiuiscono tan to piu sui pensieri dei loro correligionisti. ma fti il 1 . e dopo aver perduto ogni speranza di ristabilire la dinastia dei si Mu- Miisulmani indiani . tosto che avran compreso I'inevitabiquesta supremazia.imad teologia. continente cristiano Dopo gh&lf i i disastri della ribellione del 1867. all' islam Tale movimento tende. L'apologista di questa piu conosciuto nell' Europa e Saj^yid le i Amir ma siccome egii scrive in inglese. rassegnarono ad accettare 1' la situazione tersi in avendo compreso impossibilita di met- opposizione col governo inglese. comiiiciarono a trovare e mettere in prominenza quegli articoli della loro religione clie e. voglio attirare la vostra attenzione sui due teologi che scrivono in volgare. abbandonarono della le idee belligere e in- tolleranti teologia Questo i pensiero religiose. armonizzano loro. ossia nella lingua hindostanica.

e suoi tentativi di ricostruzione sono deboli ed imper- fetti. e rigett6 come non operati autentici miracoli. Per cui di egli nega altro i miracoli attribuiti a profeta dell' Mubammad tu o a qualsiasi In conseguenza questo suo rigetto de' miracoli egli costretto a dare una allu- spiegazione razionale di quei versi del Corano che sono interpretati dai commentatori mnsulmani come denti a tutti i f'atti miracolosi. I'uno spiegarsi armonia con Islam. e I'altro. Ksidlth che affermano essersi In tal guisa la vita di stita dal Muhammad . di soprannome (fj^i cioe discepolo di natura. indica uno dei tratti ca1' ratteristici delle sue dottrine: quali uni verso e diretto da e eccezione e leggi naturali alle non v' corso di natura fe es unitbrme. ARNOIJ) 1* 137 desiderio di presentare pel dl d' affatto Islam in una forma possibile oggi che e lo spinse a lanciarsi sur una via nuova a prendere un corso proprio che ren- desse T Islam piu sisti immune dagli attacclii dei controverla cristiani e piu attrattivo per dell' India. mi prover6 a indicare alcuni punti prin- cipali della II sua teologia. viaggio di notte) sono rappresen- Lo spaccarsi della luna nelle parole .f3] T. Tuttavia. II contro la scienza di natura. non pub la parola di Dio: 6 il Corano e lavoro di Dio. dato a lui e ai suoi seguaci. — — che la il qualsiasi dottrina teologica che essere vera. I giovane genera- zione dei Musulmani suoi lavori teologici sono dunque principalmente i di carattere apologetico. in — natura —e devono essere all'unisono. W. e interamente sve- suo lato miracolo'so (il j«>v>Jl s„im (lo spaccare del petto) e rljJI tati esser visioni.

Non cessava mai di ripetere ai suoi correligionari il verso < E troverete serapre colore che dicono '. per e una profezia del futuro. tacendolo divenire iiglio di Giuseppe e di Maria. mentre dice die la traversata del Mar Rosso fu fatta in luogo guadabile a marea bassa. Cosi continua col rappresentare Hudhud in come uno veccliia di dei cortigiani del re Salomon e. e die r armata di Faraone fu sorpresa e distrutta dal ritornar della marea. attribuiti A questo modo egli spiega eventi e fatti mira- colosi nel Corano. una grande parte ispirati degli scritti di Sayyid Alimad furono pill dal desiderio di rendere accettabile ai giovani dell' Musulmani indiani. \ . Come r Islam e detto. La nasdta miracolosa di Gesu e negata. I miracoli di Mose sono a influenza magnetica. iiJUui J^)\ ijjm e ii\^ una la cui esi- una si tribu chiamata ^^31 stenza e inventata a quelle scopo.138 SECTION DU MONDE MUSULMAN tlei [4] 1' b detto lino segni die precederanno ciii avvicinarsi del di del giudizio. e non si riferisce in alcun modo alia vita di altri Muhammad. cristiani esser di Noi siamo cuore piu presso a quei die han ' lede ». Europa mo- Alio stesso tempo. e di mostrare la loro religione in dell' accordo coi principi piu umanitarii derna. che sotto r influenza rivolta contro la educazione inglese erano in il strettezza e bigottismo della teo- logia dei loro padri. egli cerc6 titudine di d' incoraggiare un'at- mente amidievole verso i governanti cristiani che avevan preso il posto della dinastia Mii^^al.

Ci6 nonostante. AKXOLD 189 In questo stesso spirito tollerante e nello stesso proposito di riconciliare i suoi correligionari col dorainio cristiano. accettate dai suoi t*ond6 Sayyid Abmad non proseliti. i cui efl*etti si manifestano con piii e piu forza nella letteratura di quel paese. specialmente tra i Musulraani della nuova scuola che hanno ricevuto educazione inglese. e tra quel Musulmani della vec^ihia scuola che conibattono le credenze di fede della influenza rivali. e la direzione che egli ha dato alle speculazioni teologiche e all'esegesi in India. W. general- mente conosciuto sotto il nome di MirzA QildiAnl ^dal villaggio di Qadian nel PanjAb dove risiede). spie^ando clie non giustifica guerra senza provocazione. Dice di essere . una setta speciale nfe cerc6 di fare agli attacchi e non rispose mai numerosi fatti alle sue si opinioni teologiche. India e aV-ia*^! al ^b e non vr^^ y^^ — ^ nega — mantiene che il diritto Sultano di Turchia e di essere Khallfah. E quello che 6 piu imi suoi scritti immediata che esercitano sulle menti dei Musulmani in questo momento. fe il tbndatore di una nuova scuola con tendenze proselitistiche ed attiva propaganda. in opposizione a Sayyid Ahmad A'Ai\n. Ma questo ri- lato delle sue dottrine appartiene al suo lavoro di forme studio. espose la dottrina del Giliad. la sua influenza e allargata molto. L'altro teologo indiano di cui desidero parlare o interamente differente. Mirza (rViulAm Ahmad.{o\ T. piu clie a questo presente fe difficile dire fino a che punto le sue idee siano correligionarl. sociali politiclie. animandole di portante un nuovo impulse. Tuttavia anche lui presenta I'lslam come religione preminente di pace e di pieta.

che fu principe e profeta. Egli dice la parola Messia significare persona collo stesso spirito e lo stesso carattere di Cristo. sono elevato comando divino a predicare si umilta e mansuetudine al popolo che dalle leggi morali e e allontanato » dalF eccellenza spirituale. Ho mostrato die il Malidi ed Messia sono due nomi differenti per la . come di Gesii si manifesto decimoquarto dopo Mosc. la lieta novella della cui venuta si nel Vecchio Testamento e nel Corano. Afferma Messia aver ricevuto la certezza della sua missione da rivelazione divina. e a rintbrzare le sue pretese si paragona a Gesu in queste parole: « Come Gesu Cristo. essendo decimoquarto dopo il Muhammad. ripudia completamente la dottrina mao- mettana battere i di un Messia. Ei rigetta la mag- gior parte delle tradizioni sul Mahdi come falsificate. io che sono di sangue reale e anclie in questo stato rispetto somiglio dal a quel principe-profeta.140 il SECTION DU MONDE MUSULMAN si [6] Messia promesso. e probabilmente fabbricate al tempo degli Abbasidi e mantiene che lo protezie autentiche relative al Mahdi ed al Messia si riferiscono ad una medesima persona. In conseguenza. Cosi dice: « Iddio mi ha rivelato che io sono il Mestrova il sia promesso. e che io sono Mahdi di cui il parlau le tradizioni. come Gesu dichiar6 Elia essere rincarnato in persona di Giovanni Battista. cosi all' il secondo avvento di Cristo e stato compito apparire di Mlrza 6^Aulam Ahmad. Egli spiega che. men6 vita umile e mansueta e diede al mondo il magnifico esempio di mansuetudine di cuore. che fedeli si unisca al Mahdi per comterra il miscredenti e ristabilire su questa regno dei a forza d' armi. che il e manifestato in questo se- colo. essendo interamente in opposizione al carattere di Gesu.

Egli ^ continuamente occupato in dispute con Hindu e Cristiani. questa ma spirituale. noma scaptiiggi ])ato in j^^j^ o Oft^I^ Z^-^r*. La mia missione non e qiiella della spada. ed ha scritto una quan- tita di libri in dit'esa dell' Islam e sulla preeccellenza del Corano. ed terra. mantiene opposizione comune opi- nione maomettanai sulla croce. Mori all' eta 120 anni e fu seppellito nella citta di Srinagar. tomba h ancora vi- Questa tomba 6 detta dalla tradizione esser la . Meno che per una eccezione importante. In questi io lume che conduce gli uomini in salvo da demonic. dove predic6 si discendenti degli Ebrei. W. dove la sua sibile.a£. I che di erano stabiliti in quel di paese dopo la cattivitli Babilonia. trine e in resto delle sue dot- armonia con le dottrine musulniane comu- nemente accettate. Egli ha accordato all' Islam a mezzo mio un nuovo periodo di vita nel suo aspetto morale e spisono il rituale. » Nello spii'ito Mlrzjl QadiAnl attacca con vio- lenza la interpretazione popolare di Gihad nel senso di battersi colla spada contro gli il infedeli. Ma nella sua Cristologia prende Tin una alia via unica e propria. mio regno non Iddio mi ha coil mandato tenebre I di cliiamare gli uomini sulla sua via con doltempi di cezza e mansuetudine ed umilta. un unguento preparato si un unguento che trova menzio- nato I'requentemente in lavori medici arabici col di ^^jMh.I^opo esser dalla tomba con I'aiuto di Ponzio Pilato.[7] T. e di ma quella dei segni celesti. ai Kashmir. che Gesu di tu egli stesso crocifisso le ma che ne fu tolto vivo e sue ferite tii- rono chiuso. ARNOLD Ul 8tessa j)er80ua o clie si rit'eriscono alle due principali lunzioni deve ese/^uire. curate a mezzo dai snoi discepoli.

« (i Giudei) non lo uccisero.U2 tomba di SECTION DU MOXDE MUSULMAN * [8] un certo Ynz Asaf. cui scopo e soltanto di mostrare si alcune delle linee principali tra le quali le muovono speculazioni teologiche tra i Musulmani T. e da argoinenti presi dal Corano e dai Hadl/A. Mirza Qadianl e il fondatore di una nuova setta. egli interpreta il verso jUm^ Xkt*t ^N^ Essi s^ALtd U^ s^\xi u^ come su di sigiiificante. ne finirono di ucciderlo sulla croce ed essi erano in dubbio lui. L'asserzione che Gesu non mori suUa croce e sostenuta da uno studio elaborate della narrazione dei vangeli sulla crocifissione e la se- poltura di Cristo. le Attrae molti coi saoi miracoli di guarigione e profezie. nelle Indie. i Giu- dei lasciarono Gesu sulla croce senza essersi potuti as- sicurare se fosse morto. nella confusione causata dal terreal moto e r oscurita momento della crocifissione. ed ha molti seguaci che considerabilmente. » ossia. Ma il ricordarle e fuori luogo in questo discorso. Come aunientauo si e detto piu indietro. in ispecie nel Panjab. Per eseinpio. un principe e profeta che venne da una lontana contrada circa 18 o 19 secoli fa. alle quali sue ha ricorso in sostegno alle sue preil tese messianiche. Questa identificazione Mirza Qadianl dice aver ricevuto da rivelazione divina. Aenold. W. I .

la somme immense de labour et de talent que les Arabes . t'urent le lien fecond et lumineux qui rattache la civilisation antique a la civilisation moderne. les profondes recherclies. de produArabes. en quelques notes rapides. d'idees. donuer un aper9u do I'activite litt^'raire des les Arabes. un tableau de diose de ce vaste et gran- mouvement de connaissances. nombrables et splendides teraoignages riclie de la culture su- perieure de ce peuple et de sa Ceux qui out ques d'Europe fait de cette litterature I'objet d\ine attention serieuse. Je voudrais seulement. Mon but est plus modeste.mmi immm chez les arabes II n'entre point dans le cadre de ces pages de tracer la litterature arabe. ni de montrer comment les maine de la science grecque. qui s'est exercee d'in- dans toutes branches du savoir et qui a laisse imagination.DE \. ceux qui — sans parler des bibliothede se rendre — ont eu la rare occasion compte de I'enorme quantites d'ouvrages iu^dits conserves dans les grandes bibliotheques d'Orient peuvent apprecier Tinfatigable ardeur. ^largissant le do- ctions intellectuelles qui lionorent la pensee humaine.

Fez et autres. Cordoue. les les capitales Khalifes et les lettres. qu'il de I'emir. de tels le monceaux de livres dans le Tigre. L'historien Ibn-as-Sai raconte que quand sporter deux cent-quatre le Khalife abasside Moil stanse fonda I'ecole qui portait son nom. protecteurs et amateurs des souvent poetes et ecrivains eux-memes. ne pouvait se separer de sa bibliotlieque dont le quatre cents transport exigeait chameaux ! Et c'^tait ^ .144 SECTION DU MONDE MUSULMAN [2] ont apportee a I'etude des sciences et des lettres. absorbant des milliers d'existences vou^es au travail. Lorsque I'emir Samanide Neub-ibn-Mansour. le Caire. et dont I'ensemble cona exalter les fond jnsqu'aux esprits rites des les plus portes me- Arabes. d'une infinie variete de sujets. Damas. entre autres excuses. Lors- que les — et Mongols entrerent a l^agdad en conquerants ils jeterent. princes. Ce lilt pendant de longs siecles nne production incessante. pourtant si flatteuse. au dire des chronien barbares — queurs. en alleguant. Sa markand. Et que d'ouvrages detruits par I'eau ou par dont le feu parmi lesquels des oeuvres remarquables dont il a divers titres ne reste plus trace nulle part et I'histoire et la les lettres arabes aussi bien que litterature generale deploreront toujours la perte. que cours du fleuve en fut obstru^ et qu'une espece de pent se forma sur lequel on passait d'une rive al'autre! Dans du monde musulman. manda aupres de lui As-Sahib-ibn Abbad pour lui confier le vizirat. cet homme illustre declina I'oflfre. Bagdad. y fit tran- vingt-dix charges de livres rares et precieux sans compter d'autres livres de moin- dre valeur. avaieht reuni des coUections de manuscrits dont quelques unes contenaient des centaines de mille volumes.

des vizirs. Bien des ne representent qu'une faible partie de celles. encore inedites. des d^pdts. devait leur etre peu familier ou meme etranger. philosophie speculative et experimentale. des Euiii's. Et j'etais 6merveill6 d'y dOcouvrir une foule de livres. gOograpbie et rOcits de voyage. les Arabes tnrent les plus grands ouvriers de la plume.! [8] RMIR CHEKIB AR8LAN telle 146 un simple personnage qui possedait une que ! biblioth^ Que penser. des Sultans.<* III 10 . plus ou moins volumineux. des savants. de grace et de couleur. merveilles d'esprit. un des plus magnifilittOratui*e. ques chefs-d'oeuvre de cette opulente Quand on que les consulte aujourd'hui les catalogues des bibliotli^ques de Constantinople on est surpris de voir si productions arabes connues jusqu'a present. pensais-je. lis ont marque au coin du genie nombre d'oeuvres sup^rieures. leur langue — une veritable science — I'^ru- dition. et leur intelligence. pour chercher un ordre de conception qui. la critique et I'histoire. je laissais les si themes plus ou moin classiques. la poesie. leurs aptitudes se sont males nifestoes avec une tecouditO incroyable dans tous : genres scientifiques et litteraires thOologie et jurispru- dence. ou je mettais en doute leurs facultOs et leurs conAeU* du XI r*' CongriM dtm OritmUUi^lu. nombreuses qu'elles gnees. par suite. naissances 1 uii. I'epopee et ces contes populaires. d'auteurs iliflH^rents sur ces mati^ res. temps a epar- dans ces riclies depots de manu- scrits. sciences piiysiques et mathematiques. la nation la plus intellectuelle de la terre. des niosquees et autres collections piiblique»! Pendant tout le moyen-age et menie longtemps apr^s. de cellen des Khalit'es. que le lois. soient. universellement celebres. frequemment traites par les ecrivains arabes.

lorsqu'il quittera Et lorsque Tenfaut granil son horizon. qui leur doit. trente pour le « le Tasliil d'Ibn-Malik. pretendus connaisseurs. de recueils de n'est pas d'ouvrages importants. autant pour Kitab > I .N [4] Qnand on s'y veut parler de cefcte litterature. des plaines. et tant de travaux et d'interpretations remarquables. Les savants d'Europe. M. qui accusent la litterature arabe de pauvrete. Mais a vains et des poetes 11 la suite des savants. Derriere cet hoy a encore des montagnes et des vallees. ont rendu justice au role utile et fecond de la littera- du reste. ils changeraient sans doute de Ian- gage. historiens ture arabe. et leur admiration proclamerait que ce peuple a bien merite de la civilisation. juges de ce qu'ils ignorent. en effet. s'apercevra que le point spectacle qui frappait ses regards n'etait qu'un imperceptible du vaste univers et que son imagination le trompait d'une etrange maniere. dans son excellente des Arabes ». Sedillot.14«J SECTION DU MONDE MUSULMA. » On en compte quarante pour I'illustre le Divan € de Motenabbi % pofete . S'ils les titres intelle- se donnaient la peine de rechercher ctuels des Arabes. on doit entendre et ne point ressembler a I'enfant qui piend riiorizon pour les bornes du rizon il monde. pas verses sieurs « celebres qui n'aient ete I'objet d'un on de plu- conimentaires. en parlent avec dedain. des ecri- vient le flot des commentateurs. des fleuves^ des mers. une grande partie « de sa diffusion. et se font. fait remar- quer que cet ecrivain composa plus de livres que beau- coup de personnes n'en ont vie. lu dans le cours de leur Le nonibre de ces ecrits s'eleve. Tel est le cas de bien des gens. Histoire citant le c^lebre As-Syouthi. dira. et orientalistes. a plus de quatre cents. en somme.

On doit aussi a cet infatigable auteur un Commentaire du Coran.(5] EMIR CH^KIIJ ARSLAX grammatical de Sibaoueili. II repondit lui firent alors trente mille teuillets. L' « Hipar Ibn-al-Adim est en quarante « volumes. dii se Damas » d*IbnOn se disait entre qu'Ibn Assakir avait mettre a la conqx)- de cette chronique des I'age de raison. une exisut'fisant stence entiere a peine a ce travail colossal. » Ses amis observer que leurs existences seraient consumees avant I'ach^vement d'une telle entreprise. Combien de leurs productions d(3pa8sent quarante volumes! Le « Kitab-al-Idah > d'Abou-Ali-al-Farisi a et6 amplifie et complete en trente volumes par Djorjani. des collaborateurs : « Que pensez vous d'une jusqu'a nos joure < Histoii*e < du monde depuis quelle Adam De ? > De envergure « serait-elle ? demand^rent-ils a leur tour. raconte que ce dernier dit un jour a ses amis. de il 147 le ^raiid traito se- rait long et Beaucoup d'ouvrages arabes egalent en otendue les plus volumineuses publications noire epoque. Tabari soupira Nous sommes k Dieu et nous retournerons a Lui! Les energies sont mortes » Et il abr^: ! gea son Histoire. et en quarante trois par stoire le Cheikh d'Alep » Ibn-Dahan. qu'il dut raccourcir de meme pour en t'aciliter I'etude aux tolbas qui frequent a ient ses cours. Dans et les cette le livre c^tegorie de compilations on pent encore citer Ma'arri intitule « d'Aboul-Ola > Le tronc rameaux en douze cents caliiers. Tsition volumes. tr^s volumineux. Mais fastidieux de s'^tendre sur ce Hujet. Quelqu'un rapporte en avoir vu le cent- . parlant dans ses Tabakat » de la compilation historique non moins celebre d'Ibn Djarir Tabari. et la celebre flistoire de Assakir en quatre-vingt lettr^s. « Ibn-as-Sabaki.

C'est. teur d'une c^lebre Histoire de Bagdad et a compose plus soixante ouvrages. loin. le biographic d'Ibn Soraidj que cet ecrivain a produit environ quatre- cent ouvrages. disciple de rimam Ibn Taimiali. Au incite reste. que j'ai faite en dernier lieu a la bibliotheque dite de Malik-Daher a Damas. « L'imam Al-liaihaki a compile cahiers. Ibn Khallican raconte egalement qu'on doit a ce personnage une Histoire generale en treize mille feuillets. Aboul-Houssaifn I'illustre Ar-Rasavant wandi en a ecrit cent quatorze la Ibn-Sina pres de cent. dans la shateite. II cite egale- une douzaine de compilations de mille ou deux mille feuillets chacune. cette nomenclature nous entrainerait trop les dictionnaires Les bibliotheques.148 SECTION DU MONDE MU8ULMAN [6J nnieme volume. Abou-Bekr Kazi a Ibn Khallikan. Gazzali. Zalui ment de makchari. dit ecrit plus de cent ouvrages. II traite de toutes les connais» (les I . Fakhr-ed-Din Razi. Dans biographic de I'Emir Jzz et-Molk-al-Masbahi I'egyptien. forme parcouru un tres important recueil intitule il y a quelai ques ann^es seulement et peu explore jusqu'ici. qui biographiques fournissent a les plus voudrait les consulter a cet egard les plus amples et surprenantes revelations. ce qui a reveille mes souvenirs et m'a c'est la visite a tracer ces pages. riche dep6t de manuscrits. « sur le Hadith de » plus de mille Ibn-al-Khatib. il semblebien^ le plus vaste recueil de la litterature arabe. Enfin Ibn-Akil Al-Hanbali a compose un onvrage en huit cents volumes. « J'}'^ Al-Kawa- kib-ad-Deurriah Astres etincelantsi d'AboulHassan-Ali.Ibn al-Houssain-al Hanbali. au» . S'il f'allait enumerer ici les ouvrages des illustres ecrivains musulmans tels que Abou-Nasr Farabi.

{7]

EMIB CHEKIB AE8LAN
et,

14»

nances
part a
fiont
«

pour T^tendue

(Igh

matiercs, peut-etre com-

line

encyclop^die moderne.

Mais

le« Hujeto n'v

pas ranges par ordre alpliab^tique.
>

La biblioth^ue
II

Malik-Dalier

n'en contient que quarante tomes.

^norme compilation en comptait cent vingt ou meme davantage, car on en a r^trouve le cent-vingtieme. Elle date de I'ann^e 830 de Th^gire,
paralt que cetto
€t plusieurs ecrivains

y ont
si

collabor^. Enfin cliaque vo-

lume

est

de 35 cahiers environ, soit 700 pages, grand
considerable n'est cependant pas
le recueil

tormat. Cetouvrage

mentionn^ dans

bibliographique

«

Kascbt-az-

Zonoun
oonnu
sien

»

de Hadji-Klialfa. Mais cette omission, entre

tant d'autres, n'est pas pour ^tonner. Hadji-Khalta n'a
et n'a cite qu'une faible partie des richesses
lit-

teraires arabes,

que plusieurs recueils de I'^tendue du
pas a enumerer
simplenient.

ne

suffiraient

Le

temps

et la

main des hommes ont an^anti une notanon
la

ble traction,

moins pr^cieuse, nous
1

le

r^p^tons,

des productions de

'esprit

arabe.

de ce

qui

reste est dispers^e

Une grande partie ou inaccessible aux cher1'

cheurs et

aux savants. Seule

imagination pourrait
la
les

^voquer I'ensemble grandiose, infiniment vaste de
litterature dont les

Musulmans arabes revendiquent

m^rites et la gloire.

Je voudrais terminer par un vcbu
la liberty

,

que je prends

de soumettre a la bienveillante attention de assembl^e
la

cette illustre

qui

repr^sente Torientiilisme

dans sa science

plus haute et la plus comp^tente.
les

Les biblioth^ques de Constantinople renferment

mo-

numents

les plus

precieux de la langue arabe, car les

Sultans ottomans, qui ont conquis la plupart des pays

musulmans, prenaient soin de

faire transporter

dans

160

SECTION DU MONDE MUSULIHAN

[8]

leur capitale les nianuscrits trouves dans les villes qui
se soumettaient a leurs armes.

Je pense que ce serait

grand service a la litterature arabe et a roneiitalisme en general que de rendre a la lumiere les oeuvres inedites les plus remarquables conservees
rendre un

dans

les bibliotheques

de Constantinople. Ces collections

sent au

nombre de quarante-trois environ, contenant

plus de quatre-vingt mille volumes. Si la liberality de

quelques protecteurs des lettres en Europe s'interessait

a ce

projet,

pour

les

capitaux necessaires, un comity de
autres,
serait constitue

savants

orientalistes et

avec

mission de consulter les manuscrits en question et d'en
publier ce qui offrirait le plus de nouveaute et d'utilite^
aussi bien sous le rapport des connaissances generales^

qu'au point de vue de la langue et de la litterature
arabes.
II

y a

la

des manifestations insoupponnees du
le

genie oriental dont

succes aupres du public lettre

europeen semble assure. L'accueil que ces publications
trouveront dans
favorable.
le

monde musulman

sera

non moins

Avec

le resultat

moral, ce succes garanti-

rait le resultat materiel

de I'entreprise.

Septembre 1899.

E:mir Chekib Arslan.

1

SUL CULTO DEI SANTI NEL MAROCCO

Nel Marocco
ditaria fino

i

santi

si

chiamano
o
sale//.

neli

o haraka; un
ere-

sank) morto e chiamato

s^ijid

La

santi ta e

ad un certo punto nelle famiglie degli shur/a
Gli shurfa
(sceriffi)

e dei mrabtin.

sono discendenti di
dei Berberi,

Maometto; i mrablin, la nobilta non hanno grande importanza.
s/mrfa.

religiosa
nelle

parti

arabe del

Marocco, ove sono considerati come

gli schiavi degli

Non

si

deve mica credere per6 die ogni
iin

sceriffo

od ogni mrabuf sia
e

santo.

tl

vero che uno sceriffo
rivol>

sempre considerate con una certa riverenza;
si

gendogli la parola,
tutto da
c'

dice sidi o mtdaij

«

mio

padi'one.

Pu6 viaggiare dovunque
e caso che lo
si

gli piaccia, e riceve

dapper-

mangiare per niente. Va sempre
lasci soffrir la

sicuro, e
1'

non

fame.

Gode
uno

immii-

nita di

esser

maledetto nella maniera ordinai'ia dei
il

Mori, perchfe

maledire gli antenati
contro
il

d'

sceriffo si

considera un affronto

profeta

stesso.

Batti
lo tai,

imo
ti

sceriffo,

dicono

i

Mori,

ma
un

non maledirlo; se
sceriffo

sar4 tagliata la lingua.

Uno

^ liberato dal

castigo in molti casi, in cui

altr'

uomo

sarebbe messo

162

SECTION DU

MONDE MUSULMAN

[2]

in prigioDe o

severameDte bastonatO; e se e punito,
gii fa

la

sua qualita di sceriflo
ohfe 6

mitigare

la

punizione, per-

sempre probabile die uno
rispetto clie
si

sceriffo

abbia fra

i

propri antenati qnalche potente santo rivendicatore. Infatti,
il

porta ad uno sceriffo dipende

grandemente dalla fama del suoi antenati. Con tutto ci6 non sempre i discendenti dei santi, per famosi clie questi siano, sono santi essi pure. Per dare un esempio

mio compagno, Sceriffo 'Abd esSalam el-Bakali e senza dubbio un oggetto di grande venerazione nel suo villaggio nativo, Beni Hlu in Ana
piu familiare,
il

me

gora. Alia

mia
i

visita,

che

feci

li

insieme con

lui,

il

po-

polo gli baci6

vestimenti, chiedendogli la benedizione.
la e considerate santo nel senso proprio

Per6 neppure

della parola, n^ era considerato tale suo padre.

Ma

il

nonno

Sidi el-Husni e venerato

La

casa in Tangeri ove questi e

come un gran sepolto, e una
vi abiti

santo.
zawia,

casa di santo, nella quale non mi k stato mai permesso
di entrare,

sebbene

il
i

mio amico

con la madre.
uomini,

Si pu6 dire per6 che

discendenti dei santi lianno sem-

pre una maggior forza spirituale degli altri
perclie
i
li

hanno piu grande speranza
i

di vedere

adempiti
ci6

desideri invocando
fa santi.

proprt santi antenati.

Ma

non

uno che pu6 fare da intercessore presso Dio o che ha il potere di far miracoli. Sono reweli e

Un

lativamente pochi
tale distinzione.

gli shurfa

che possono pretendere una

Ci sono santi che non sono

ne

shttrfa

ne mrahtin.

Una

devozione straordinaria pu6 elevare un
il

uomo

alia di

dignita di santo. Quelli che oltrepassano

numero

preghiere e digiuni prescritti dalla religioue maomettana, sono general mente considerati piu o

meno

santi.

I

1

31

EDWARD WF^TERMARK
i

163

Fra

santi
clie,
i

si si

contano anche
dice,

qiiei

ciimpioni dell' Islai

mismo
paese,

hanno scacciato
ove

CriRtiani

dal

cosiddetti Mw/a/iedin, le cui sante
la coHta, nei luoghi
i

vano lungo
D' altra
sail to

tombe si ta*oMori hanno comnon tanno un santo.
o

battuto coi Portoghesi.
pai'te,

le alte

qualita

monili

un uomo,

e neppure soiio necessarie in
d'

Anzi, la condotta

un santo pu6

esser cattivissima,
piii

qualche volta proprio licenziosa. Si trova
suoi vizt possono

meno
i

fuori dei limiti ordinari degli obblighi morali, e fino

aumentare

la

sua santita, magari an-

che esserne la causa.
della fainiglia di
il

Ho

sentito parlare d'

uno

scerifiTo

Mulai 'Abd es-Salam, tuttora vivente,
vien

quale e stato un gran bandito ed e ancora un bria-

cone,
santo.

ma Ha

che nondimeno
la facolta

considerato
il

come un
tuturo e

miracolosa di predire

guarire malati, ed e quasi sempre ubriaco.
dei santi moreschi e reclutata tra
I pazzi pericolosi
i

Una

parte

pazzi e gl' idiot i.

pev

la

sicurezza
prigioiie

generale vengono
per
i

rinchiusi in el-morsfan,
biosi,

una

matti rabbaraka.

mentre

gl'

innocui sono riveriti

come
vi

Non

sono tenuti responsabili delle assurdita che commettono.

Durante

il

mio soggiorno a Fez
le

era una donna

che soleva passeggiare per

strade qunsi perfettamente

nuda, ed a Tetuan vidi un pazzo mangiar pane pubbli-

camente nel mese
cato per
il

di

Ramadan,
all'

in

pieno giorno, pec-

quale ciascuno

infuori d'

un santo

sa-

rebbe stato punito severissimamente.

La

caratteristica

d'

un

?/;eit

e la tbrza miracolosa
si

conferitagli
nitesta sotto

come un tavore da

Dio. Questa tbrza

lua-

torme varie e diverse. Ci sono santi che

possono muovei*si da un luogo ad un altro in

modo

con-

;

154

SECTION DU MONDE MUSULMAN
Si

[4]

trario alle leggi ordinarie della natura.

dice

clie

il

detunto sceriffo di

Wazan and6 una
lo stretto

volta

a Tangeri passando
Kader,
il

a cavallo.

da Gibilterra Mulai 'Abd elil

I

gran santo, aveva volato per tutto
coll'

mondo

Mulai Ibrahim,

epiteto et-tair eg-ghel, V uccello della
egli la facolta di volare.
si

montagna, aveva anch'
'Allah el-Hag, la cui
e
il

E

Sidi

tomba

trova presso esh-Shawen

quale e tenuto in grande riverenza dal popolo delle

vicinanze, vol6
eserapi di

una volta alia Mecca. Oltre a ci6 ci sono santi clie hanno trast'erito altri uomini a quel
con in
della

luogo santo. Mulai 'Abd el-Kader, zoppo e vestito di

panni

sudici,

mano un
citta
di

fuori le
clie

mura
triste.

una volta Fez. Vide quivi un uomo
bastone, and6
gli
il

sedeva in terra e piangeva, e

domand6 perche
Basha, cioe
il

era cosi

L'uomo
1'

rispose che

go-

vernatore, Faveva punito, perche
di rapirgli la moglie,

un

cattivo, desideroso
di-

aveva accusato falsamente

cendo

al
in

Basha che
dei

si

era vantato di poter andare alia
All' udire ci6

Mecca
air

un giorno.

'Abd el-Kader dette

uomo

denari per comprare a Fez un pane an-

cora caldo. Questi ando in citta e ritorn6 portando seco

un pane boUente. Allora Mulai 'Abd el-Kader gli disse di .metterglisi a cavalcioni sulla nuca e di chiudere gli
occhi; r
si

uomo

obbedi, e poco dopo, aprendo gli occhi,

accorse di essere alia

Mecca

col

pane sempre caldo.
caldo. Queste al-

II

santo lo preg6 di andare a trovare delle persone di
di

Fez e
lora

mostrar loro

il

pane anoora

crederono quel che egli raccontava del proprio

viaggio miracoloso e ne scrissero lettere ai loro araici a
Fez. L'

uomo
il

le

prese
t'u

e,

messosi un' altra volta sulla

nuca del santo,
citta,

ricondotto subitamente alia propria

ove

popolo, dopo aver letto le lettere, fu persuaso

[6]

EDWARD WESTKRMARK
il

1.%

del miracolo, e

mentitore venne punito Heverainente

dal Basha.
Si raccontano tante storie della trastbrmazione dei
Hanti. L'

ultimo scoriffo di Wazan, die mori Holamente
ta,

pochi anni
Parigi.

era una
i

volta a praiizo in

una ca»a

di

commensali cominciavano a tare cattive osservazioni su di lui, ad un tratto si tra8t'urm6
Mentre
suoi

un leone. Quando Sidi el-Husni el-Babali and6 a fare una visita al Sultano e gli dette la mano, questa
in
in

trastbrmata nella

zampa

d'

una connessione
es-sb'a,

intrinseca

tVa

un leone. Serabra siavi un santo e questo ani-

male, perclie un santo e anche qualclie volta cliiamato

die vuol dire leone.
altri

Molti

miracoli sono attribuiti a certi

santi.

Un

santo pub vedere dietro a se senza voltarsi, pub
i

vedere ogni cosa:
mari. Podii anni

sette deli, le sette terre

ed

i

sette

ta,

quando Tangeri
il

fu invaso

da una
indigeni

moltitudine di locuste,
riffo di

popolo ne portb una alio scegl'

Wazan. Egli

le

sputb in bocca, e

crederono che cib dovesse scacdare tutto quel dagello.
I

Mori dicono che Mulai 'Abd el-Kader
anni,

si

resse su di

una gamba per quarant'
e die, dicevano,

pregando Dio.

Du

1-Kur-

najen die era considerato un profet^i avanti Maometto

aveva vissuto duecento anni, tende
il

la

montiigna die una volta univa
gna.

Marocco con

la

Spa-

Un

santo che apparteneva alia t'amiglia Hal^ali

poteva trarre acqua dalla terra, semplicemente scavandovi un buco con la mano. L' idea di poter trarre acqua
dalla terra col
tar

entrare una cauua nel suolo e la

base del racconto seguente.

Due uomini andarono una

volta a

ciandosi per santi della famiglia di

Sahara specMulai 'Abd el-Kader.

166

SECTION DU MONDE MUSULMAN

[6]

Per gnadagnare denari s' ingegna vano a curare i inalati, ma non avevano buon successo ed il popolo prese in sospetto la loro santita. Allora uno di questi falsi
santi trov6

r empi

di

una maniera di scampo. Prese un otre, acqua e lo nascose sotto terra; poi tutti e

due gli uomini si misero a ballare li sopra per attrarre r attenzione della gente. Quando si videro circondati da una gran folia, uno
di essi con
si

un bastone fece un buco nella terra; Totre
1'

ruppe,

e

acqua schizz6
erano
santi.

fuori.

Allora

il

popolo

si

convinse
soe qui.

che

La

storia

pero

non

fini-

La nuova

sorgente e rimasta per sempre in
gl' in-

quel luogo, perche Mulai 'Abd el-Kader aiut6
gannatori. Esso aiuta tutti quelli die
1'

invocauo, an-

che
il

quelli

che dicono una bugia.

E

esh-sheh el-kiddabin,

santo protettore dei bugiardi.

Un

altro miracolo, die voglio raccontare,

si

fa an-

cora continuatamente. Nella tribu Beni 'Arus c'e una

casa santa, a cui e annesso un gran pezzo di terra, e

questa appartiene a Sidi Heddi. I suoi
li,

clieuti

vivono
II

e la casa santa e visitata

da moltissime persone.

mkaddam o soprintendente della casa santa e un santo anch'egli. Con un piatto di suhsu pu6 dare da niangiare ad un gran numero di persone. Porta il piatto in una stanza piccina, e, quando lo riporta, il suksu per un miracolo s'fe aumentato fiiio alia quantita necessaria per soddisfare tutti.
I santi

possono predire
Sidi

il

futuro e sanno quel che
el

accade
cielo, e

in altri luoghi.

'Abd er-Rahman
le altre cose,

Mig-

dub sapeva tutto
rocco

ci6

che

avveniva sulla terra e nel
che
il

prediceva anche, fra

Ma-

un giorno sarebbe

cristiano,

benchfe ai tempi

I

[7]

EDWARD WE8TERMABK
non non
ci t'ossero oristiani

167

suoi
t'eziti

nel suo paese.

La sua pro

s'^ ancora avveratu,
in

ma

i

Mori non dubitaoo
quale

clic

s'adempira

av venire.
il

Una
turo,

cosa

comunissima ^ che un Moro,

desidera di sapere qualclie cosa in riguardo al suo fu-

va da un idiota o da un pazzo,
persone nientre
^I'idioti

perche

i

Mori

credoiio che Die abbia ritenuto nel cielo la ragione di
simili
clie
i

loro
i

corpi sono sulla terra, e

quando
si

o

pazzi parhino, Dio abbia perpo'.

messo che
Quindi

la

loro

ragione ritorni a loro per un
le

debbono tesoreggiare
ispirate.

loro
il

parole

come

quelle di persone

Quando

mio conipagno

una

volta aveva qualche dispiacere a Tetuan, suo tra-

tello in

Tangeri, che e considerato baraka o santo, mo-

8tr6 nella sua condotta di saperne qualche cosa, benchfe

non ne parlasse a nessuno. Cosi mi racoon tarono amici

Mori a Tangeri.
11

miracolo

piu
i

comune ed auche
i

piu

lucrativo

che possano tare
ilmrfa
(sceriffi)

santi e di curare
di

raalati. I santi

sono prima

tutto dottori. II santo

preme con

la

mano

la fronte del malato,

prega per la
gli

sua salute, e poi, dopo aver levato la mano,
tre volte in fronte.

sputa

per6

il

Prima che tutto questo sia tatto malato deve pagare un derham, cio6 quattro
il

centesimi,
pill

solito

onorario,

il

quale

anche

la

gente

povera e obbligata a pagare. Si coiisidera questo
atto

pagamento quasi come un
ziale per la cura.

d^incantesirao essen-

Molte persone danno
risce

di

piu, e se

il

malato guatanno spesso

ed egli e la sua t'amiglia son

ricchi,

un

bel regalo al santo.
LJn

santo pu6 operare miraooli,

perche Iddio gli

die il e Iddio I'esaudi. un Nel monte di Mulai 'Abd . Tangeri. 158 lia SECTION DU MONDE MUSULMAN farli. raccolta o il Quando egli benedice la in cibo. d'intercedere presso Dio casi di carestia. della famiglia di Mulai 'Abd es-Salam.. e ogni volta die entra in una bottega dendo qualche cosa gliela regalano subito. dopo. II perclie bruciasse tutto mercato. [8] dato un potere speciale per sue molti in E un prediletto per loro di Dio. La casa cui vive un santo e un rifugio sicuro. ed essa prego Dio alia manresuldi dargli una grave malattia. II contatto con un santo o con qualche cosa aplui partenente a di produri-e o anche la sola sua presenza e capace niiracolo. e subito Iddio esaudi la sua santo vive chie- preghiera. Questo accadde poclii anni ancora. Lalla 'Awisli. crede Una storia simile si racconta di Sidi el- *Azri. bisogna aver cura di non desherifa a stare il dispiacere d'un santo. ch'egli. per la qnal cosa pregano ecc. ancora vivente. di siccita o pel desiderio di prole. Avendo avuto una risposta neil gativa. di malattie. e le preghiere sono lo efficacissime. D'altra parte. fu califfo dove andare sorgente Mulai Ja'kub per guarire. Questo santo un giorno and6 al mercato delle frutta a Tangeri e largli domand6 ad uno dei venditor! se voleva regaun po' di frutta. e nessuno osava toccarli in quel luogo. aveva uno schiavo die fu messo califfo in prigione dairautorita. In tempi guerra il popolo di Beni H'lu in Angora era solito portare i in di di propri oggetti di valore alia casa di Sidi el- Husni. si pu6 sempre sperare nn buon resultato. di La santa and6 dal di II pregandolo render la allora liberta alio schiavo ma tato quegli rifiut6. Si dice nella santa. santo il se n' and5 implorando Dio fa.

[9)

EDWARD WESTKRMARK
si

160

es-Salam

vede

Torma

del piede del santo.

8e

Sidi

*Abd el-Hadi

premeva la mano contio un sasso, vi lasciava Timpronta delle sue cinque dita e quando UDO scerifTo beve del vino, questo si cambia in latte od in miele appena gli tocca le labbra. Ed una volta
;

che

alciini

cristiani
il

per provare

la

sua santita cerca-

vano d'indune

det'unto sceriifo di

Wazan

a mangiare

un

po' di

mniale, ogni pezzettino di maiale die aveoffertogli
si

vano niescolato col suksn

trasformava
il

in

un
clie

maialino, quando lo sceriffo scopriva
alia cAsa santa di Sidi 'Allah

vassoio. Vicino

el-Ha^ e un albero
(sceriffi)

comincia a ballare
degli uomini.

;

quindi gli shurfa
i

ballano
quelli

intorno ad esso, ed

suoi

movimenti somigliano

Non
dalla
fico.

si

deve credere che
del

il

contatto con nn santo

o con qualche cosa appartenente a lui dipenda sempre

volonta

santo,

desiderando
bevere
il

di

essere benesi

E

buono per
il

la salute

I'acqua in cui
vestito

lava, ed

baciargli la
;

mano od

ha

un' in-

fluenza benefica

e

un pezzo

del suo abito o del legno

tomba e molto ricercato. II legno e baraka, e col bruciarne un pezzettino uno che abbia il nial di testa pu6 scacciare il dolore. (11 podella cassa in cui lo portano alia

polo bacia perfino

il

cavallo su cui
t'

il

Sultano e andato,

perche

il

Sultano del Marocco

sempre venerato come

un

santo).

Ci

si

rivolge ai santi anclie per ottenere che piova,

ina le loro preghiere non sono sempre considerate ab»

bastanza

efficaci.

In tempi di gran siccita gli
al

sceritji

od

altri

uomini sacri son condotti
le

r acqua, e se fanno resistenza,
legate loro sul dorso. Poi
si

mare e messi nelmani sono senz'altro

riportano in citt^, ove an-

160

SECTION DU MONDE MUSULMAN

[10]

cora una volta per la strada vengono bagnati d'acqua. di suo zio II mio amico un giorno ando al villaggio

insieme con sua madre e sua sorella, la quale e considerata

come

baraka.

Siccome allora era molto
alia

desi-

derabile per la raccolta che piovesse, gli abitanti del
villaggio versarono
e

acqua addosso

giovane donna,

poco dopo cominci6 a piovere.

La

forza miracolosa d'un santo non cessa con la
II

sua morte, anzi aumenta.

popolo dice che un santo,

muore mai. Dorrae soltanto, e la sua tomba o il luogo ove dorme diviene un posto santo tjhe si chiama sijid. Molte di queste tombe lianno una specie di cupola a cui si da il nome di kobba. Non sol amen te la tomba d' un santo per6,
propriamente parlando,

non

ma

anche

i

posti visitati
si

da

lui

si

venerano, e sopra
le

di essi

molte volte

erigono case sante o zawiats,

cui dimensioni possono variare infinitamente.
zmriats troppo piccole per contenere

Ci sono

uomo, ce ne sono altre che s'adoprano come moschee. Molto spesso nient'altro che un mucchio di sassi dimostra il luogo ove un santo e stato seduto, e quelle si chiama ravda^

un

nome che

si

da pure

al
il

mucchio

di sassi

che indica

il

primo posto da dove
casa santa.

viaggiatore

pu6
ove

vedere una

Si deve osservare che

il

luogo

hanno

eretto

una casa santa
Quasi tutte

si

crede sempre debba essere stato in

contatto materiale col santo. Ci6 pub sembrare strano.
le citta del

Marocco hanno
'Aisa,

zaiviats

che sono

dedicate ai diversi santi protettori delle congregazioni
religiose
:

Sidi

Mhammed Ben
;

il

santo degli

'Aisawa, sepolto in Meknes

Sidi 'Ali

santo dei Hamadsha, sepolto a ZOrhun

Ben Hamdush, il Mulai Themi
;

^

[11]

EDWARD WESTERMARK
;

1®^

il

santo dei Tliuliama, sepolto a Waz«in
il

Mulai 'Abd
;

el-Kader,

santo dei Gillala, sepolto a Bagdad
il

Muscri-

lai el-'Asbi,

santo dei DerVawa, sepolto a Mogador;

Sidi

Abmed Ben

Nasar,

il

santo protettore degli

vani, sepolto nel Dra. Si crede davvero ohe questi santi

abbianu visitato

tutte le citta e che
si

abbiano seduto

nei posti ove le loro zavjai

trovano.

Un

sijid

od una zavia sono luoghi sacri a cui ne»senza

suno pu6 avvicinarsi

avere certe qnalificazioni.
il

Nel Marocco e proibito

ai Cristiani

visitarli,

e a Fez
di

intere strade, a causa della loro vicinanza alia

tomba

qualche santo grande, sono chiuse
racconta che un
se alle zairia di

ai

miscredenti. Si

Moro nna

volta port6

un cristiano con
il

Mulai 'Abd es-Salam. Dopo
le

suo

ri-

torno la casa gli fu bruciata nella notte, ed egli e la

sua famiglia perirono fra
stiano. Vicino a Tetuan,
tow'isies

fiamme. Questo incendio
cri-

era la vendetta del santo. Niente per6 accadde al

poco tempo

alzarono

le

loro

Mugahedin, bench^ tbssero
Nella notte
si

una comitiva di tende presso le tombe di stati avvertiti di non farlo.
fa,

a]z6

una tompesta che

lece

gran guasto
si

fra le tende. Sulla costa atlantica del

Marocco
i

trovi

vano

sadats

i

quali

son pericolosi per

vapor i che

passano davanti. Sidi Kasem, la cui toniba non e Iontana dal Capo Spartel, fa naufragare un
tutti gli anni.
si

bastimento
la cui tonaba
si

Mulai Buselham, parimente,

trova sulla costa meridionale di Laraiche,

an*abbia
sijid.

(]uando

un bastimento

si
il

avvicina troppo al suo

Ma
il

in certe circos'tanze

santo e pericoloso anche per

maomettano. Quello che visita un sijid od una zawia in istato d' immondezza sessuale, sara jiunito con una malattia venerea. Soltanto il mkaddam pu6 avvicinarsi
Aetu
(ill

XII'"* CongriM

du

Orientmlitltt.

— 'lioiM

HI.

It

162

SECTIOX

DU MONDE MUSULMAN

[12]

alia

tomba

di Sidi

Heddi,

ma neppur
di

egli

pu6 entiare
la

nel i-ecinto

della

tomba

Mulai 'Abd es-Salam,

quale noii ha una porta, poiclie dispiacerebbe al santo,
se qualcuno
tin
si

avvicinasse alia sua tomba.
la

Una

volta

uomo

salt6 di la del rauro e baci5

tomba,

ma

quest' atto fu per lui funesto; nel lasciare la tomba, egli
fu ucciso

da una palla sparata non
1'

si

sa da chi, sebil

bene

si

creda die

uccisore sia stato
il
il

santo stesso.
il

Andando una
distanza di
la,

volta

Sultano a visitare
suo cavallo
c' si

sijid del nie-

desinio gran santo,
e

ferm6 a qualche
piedi.

siccome non

era verso di spingerlo

piu oltre,

il

Sultano dove continuare a
i

E

anche
tempo.

inecessario die

visitatori si levino le scarpe in

Gerti atti
in

si

considerano abominevoli se commessi
sijid,

una zmvia o presso un
posti,
1'

come, per esempio,
di

1' iii-

eudidare questi

impossessarsi

qualche cosa
vi si

appartenente al luogo, o Tarrestare persone die
tbssero.. rifugiate.

La

casa

di

Sidi

el-Husni in Beni

^lu, che^e ancora considerata
tutta ini.iDvine, fu

come una zawia sebbene
assalita

una volta

dai

nemici

di

un' altra tribu,

i

quali,

dopo.aver bruciato
fuoco.

le altre

case

del villaggio, tentarond di bi^uciare aiiche questa;

ma

i

fiammiferi

non

presero

AUora sfondarono
per6
nell' aprire

la

porta

ed.

entrarono nella casa;

una
sijid

cassetta, la
li
ill

trovarono piena di api die ne uscirono e

punsero.

Quasi sempre nelle vicinanze
alberi,
si

di
si

ogni

campagna crescono

ed ovunque
press" a

vede un
sicuri

boschetto nel Marocco,

pu5 esser

poco

che ricinge la tomba

d'

un santo. Quegli
d'

alberi sono

considerati sacrl, e nessuno potrebbe danneggiarli im-

punemente. Mi hanno raccontato

un uomo

il

quale,

per aver tagliato un bastone d'un albero simile, fu ad

I

|18]

EDWARD WE8TKRMARK
tratto

JM8
Sidii

1111

paralizzato.

Presso
c'

la

ca»a antica di

«1-I5u8ni in Beiii

yiu

e

un grande
al

ulivo, sotto cui

U

dBanto soleva sedere.

Una

volta qualcuno ne 8tacc6 un

rauio clie diede a mangiare

suo bue,

ma

Taniniale

oe mori. lo stesso sono stato seduto sotto queir albero, invitato a farlo dal rnio amico, nipote del gran saoto, ma gli abitanti del villaggio, sebbene non vogliano niifjcbiarsi
in

quel

die

fa

il

loro

prediletto^

trovarono

ficonsiderato accordare

un

tale privilegio

ad un miscre-

dente. Perfino le pietre della casa rovinata sono talm,

e se quakheduno

le

usasse per la t'abbricazione d'una
vil-

casa, questa cascherebbe senza dubbio. Nello stesso

laggio h un altro albero cbe non appartiene
del santo,

al recinto

ma

sotto

il

quale egli soleva sedere; ed anclie

quello e sacro.

Cresce suU' orlo della strada ed e un
i

non e permesso tagliarne rami, i quali pendono molto in basso. Fra Laraiche ed il villaggio el-Ijlamis, presso la Kobba di -Sidi el-I^iairi si trova un sacro sughero che il popolo suole baciare e su cui appendono strisce di panno. II tagliarne un lamoscello sarebbe un abominio. un I sadats e le zauiais del Marocco sono asili
grand' impiceio per
i

cavalcatori, poiclie

;

uomo die
qualunque

vi

si

rifugia sta sotto la protezione del sant<»,

sia

il

yuo

delitto.

Certe

case
il

sante

sono

consideiate cosi invioJabili cbe perfino
linquente e sicuro mentre
portarlo via, perclie
piuttosto

peg^iore de-

vi

rimane.

fc

pericolosissimo

il

santo

aam

il

suo vendicatore, o

si

sdegnera per la violaziono del santuario.

Ud uomo

cbe, contro la legge del paese,
si rit'ugi6

aveva impordi Lalla

tato uno scbioppo,

nella

tomba
il

Min-

nana a Laraiche. Ci6 nonostante
trasse tiiori e lo mise in prigione;

busha della citta lo
il

ma

colperole non

164
vi

SECTION

DU MONDE MUSULMAN
il

[14]

rimase raolto tempo, perche

santo, arrabbiato, lo

aiut6.

Tre giorni dopo, quando
il

il

custode gli dette la
e, mentre V opportunita di

minestra,
il

prigioniero gliela butt6 in faccia
pulivasi
il

carceriere

viso,

ti'0v6

scappare insieme con alcuni
ci6
il

altri delinquents.

Oltre a

basha fu cacciato via dalla citta poco dopo, nadi

turalmente ad istigazione
il

Lalla Minnana. Soltanto
ri-

capo della famiglia del santo pu6 allontanare un
e

fugiato dal luogo sacro,
violenza.

neppur

egli

pu6
il

farlo

con

A

richiesta del basha persuade
1'

delinquente

di lasciare

asilo,

promettendogli

il

suo aiuto perche

non sia troppo severa. Questo genere di protezione, mentre senza dubbio serve a fini umanitarj^ d' altra parte da origine a molti abusi. E specialraente
la punizionc

una causa
un mezzo

d' infinite

fastidio ai

mercanti

nazareni,

i

cui debitori, col ritirarsi alia zawia piu vicina, trovano
di differire
il

pagamento per qualunque duo d'

ra ta di tempo.

La
mente

santita

d'

un

sijid

una zawia non

e solaI'aiuto

del genere tabu. S' invoca iu
si

sommo grado

dei santi morti, la cui assistenza
differenti.

chiede in molti casi
santuari perche

Si portano malati
;

ai

loro

donne che desiderano un bambino vanno li per diventare incinte; e in tempo di siccita lunghe processioni di gente scalza e con la testa nuda ci vanno
siano guariti

per implorare
vere.

il

santo di pregare Iddio che faccia piole

Molte donne visitano
ci

case sanle per avere un

marito, e gli uomini

loro ricerche di tesori

che non ara bene,
dargli

lo

vanno per chiedere aiuto nelle nascosti. Se qualcuno ha un hue mena li promettendo al santo di

un mud

di orzo o di frumento, se vuol miglio-

rare la bestia.

[15]

EDWARD WK8TEBAIARK
mani vuote; candele od
i

!«&

Colui che ha qiialclie cosa da cliiedere non visita
il

santuario con

le

olio,

incenso

ed anche denari sono
tre

regali o va'da piu comuDi. 01al santo, se vuol esau-

a questo

si

ta la

promessa

dire l*invo(;azione, di sacrificargli

uq animale presso
II

il

santuario.

II

supplicante bacia

la porta e le pareti e

spesso la soglia dell a casa santa.

baciare la soglia
il

e d'obbligo in certi santuari. Queato e
tuiirio di
vi

caso del san-

Mulai

Idris perche,

come

si dice, il

suo schiavo

giace sotterra,
il

e

del

santuario di Mulai Ismain a
vi h

Meknes, perche
supplicante

suo cavallo

sepolto

sotto.

Nel
il
i

santuario di Mulai
bacia

Abd
la

es-Salam, che non ha porta,
Dappertutto, eccetto
stessa

finestra.

^ari casi in cui la

tomba

non e

accessibile,

si

baciano
la testa

le parti di essa sotto le quali si

suppone siano
co-

ed

i

piedi del santo; o, se la

tomba ha un

perchio, se ne baciano le parti correspondenti.

L' ani-

male, sia un bue, sia una pecora, sia una capra o an-

che un gallo,
c'

si

macella sulla soglia del santuario.

Non
of-

e nessun banchetto di sacrifizio, perche tutte

le

t'erte

sono prese dal mladdam del santuario, che cole distribuisce nella faraiglia del santo,

scienziosamente

e ottiene per se stesso una parte uguale a quella di

ogni

membro
ci

della famiglia.

Dico coscienziosamente,
piu che

perche
<»sar di

vorrebbe un
le

coiaggio
offerte

amrainistrar

d'un santo

umano per in modo disi
i

sonesto.
polli

Al santuario

di

Mulai Abd-el-Kader

portano
suoi ani-

bianchi ancora viventi, essendo questi

mali prediletti.

Le suppliche
giovedi,
il

ai

santi
il

si

fanno principalmente
il

il

venerdi ed

lunedi,
II

ventisei di

Ramadan

e neir aimiversario del santo.

venerdi alcuni musi-

186

SECTIOX DU

MONDE MUSULMAX
alia porta di ogni

[16]

ranti

vanno a suonare dinanzi
I

sijid

e zavia della citta.

santi principali e quelli le cui fa^

hanno tutti le loro feste annuel La mag'gior parte hanno la loro festa nel Muiud, ma non tutti. Cosi Sidi Ahmed el-Bernusi, la cni tomba si trova tuori di Fez, ha la sua festa cinque giorni prima di Ramadan, e Mulai Idris tre giorni avanti quel mese. Sidi Hsain, che e sepolto poche ore distante da Tangeri, ha la sua festa il giorno dopo quello in
miglie vivono ancora,
cui le pecore sono uccise
all' 'Id

el-Kebir.

II

santo pro^

tettore di Tangeri, Sidi
festa nel settimo giorno

Muhammed
dopo
i

el-Hag, ha la sua

il

natalizio del Profeta.
alia citta

AUora

gli abitanti di tutti

villaggi vicini

poi*tano un bove alia sua Kobba, e fanno musica e giuor

chi di polvere, e altrettanto fanno
quartiere. Gli animali
di che
il

i

cittadini

di

ogni

vengono

uccisi sulla soglia,

dopo

popolo entra nel santuario, bacia la tomba, e

recita versi del Corano.

Quando

tutti gli estranei

hanno
loro,

lasciato

il

luogo, la famiglia del santo prende gli anili

mali macellati e

distribuisce

fra ciascuno

di

D'un carattere piu privato
Sidi el-Husni el-Bakali,
II sette
il

e la festa

come

quella di

nonno
in

del niio

compagno,

del Mulud, parenti ed amici del santo e della
si

sua famiglia
loro buoi

radunano

casa sua, portando con
soglia della casa, e la

che uccidono

sulla

sera ne prendon la loro parte

Baciano anche la sono chiamati quaranta scrivani perche recitino il Corano a'mente, e lo leggono intero, ognuno recitandone
a vicenda un
sura.

mangiando tutti insieme, tomba come al solito. Nella notte

Ci6 dura

tin

verso le quattro di

mattina, quando ogni scrivano ottiene un onorario di

cinquanta centesimi, dopo

di

che

tutti se

ne vanno, e

(17)

EDWARD WESTER3IARK
<'

167

la testa
siinto,
t'atte
II

finiUi.

Le suppliche che
la

il

popolo rivolge al

mentre ne bacia

tomba. devono tutte easer

impercettibilmente, soltanto
si

movendo

le

labbra.
I

Corano invece

recita

sempre ad alta voce.
il

sup-

plicanti haiino la speranza che

santo voglia prepare
le pre-

Iddio di aiutarli, perchfe quando Dio ascolta
ghiere d'un santo vivente,

esaudira anche quelle di

una vhe
1

lia lasciato

la terra.
resultati benefici sola^

Mori per6 non traggono

anente dalle preghiere ai Sadats; anche W contatto ihateriale con

qualche cosa appart-enente
In ogni
ii/i</

al santwario

pu6

avere un

eflfetto salutare.
i

o zatWa

c*

efuiia

palla di ferro che

inalati
il

premono contro
doloi-e.

-quella parte

del corpb ove sent one

Si
si

prende un pb^ di

terra dalla

tomba
si

del santo e la

mette

in

un

sac»-

<5hettino che poi
'lata.

appende

al collo della

persoaa ma*dibaciare

Ci6

si

chisima. el-bar aka des-sijid; UsLtlo
la

la

tomba o

casa santa ritrae senza dubbio la sua

efficacia dal contatto delle labbra
cro.

con quel luogo sasi

L'acqua delle

fonti,

che generalmente

trovano

ad una casa santa, e sempre considerata piii o meno salubre. XjQ, s^^rgente del Marocco piii tamosa di tutte e quella di Mulai Ya'l^ub non lontano da Fez, la Gui acqua contiene dello zoltb, e che viene "usata per quali bagni da un gran numero di malati di sifilide,
vicino
i

i

varnio a quel santuario e riniangono

li

per qualche

tempo fincho
via.

il

santo non dica loro in sogno d' andar

Vicino alia casa santa di Mulai 'Abd es-Salam

sono due sorgenti, la cui acqua e calda neirinverno e
fredda
nell' estate.

Le donne che non hanno
e gli

tigli "di*

•ventano incinte se ne bevono,
-frono di sitilide

uomini che so^
di

possono liberarsi dalla malattia, se
'

-'/r

Presso la tomba di Mulai 'Abd es-Salam cresce un sono anclie alberi cui legno grande albero dal quale nessuno oserebbe staccare neppure una foglia . si non ha che a bevere di quell' acqua e sentira bene. e queste sono messe li da uomini e donne che hanno qualche desiderio. secondu il principio della magia simpatica. ma un cespuglio da cui chiun- que passa scello per andare alia fiera toglie un ramo- e lo mette nel suo sacco. convinto che quello gli portera fortuna negli afTari. Ogni scolaro desidera di avere da uno degli alberi di Mulai Abd. ma r acqua non and6 piii oltre di Busemlal. si trova qualche volta nella vicinanza i sijid o d' una zairia un albero effetto benefico. ci E interessante i notare come. Se uno nop ha appetite o se soffre di costipazione.168 SECTION DU MOXDE MUSULMAN [18] lavano con quell' acqua. nel distrettx) di Beni Hozmar. Gli 1' 'afarats (demoni) una volta provarono a condurre acqua di li ai cristiani. se son rotti. cui rami. presso Tetuan. e mi fu detto che quell' acqua veniva dalla montagna di Mulai 'Abd es-Salam distante un giorno si di cammino. cioe una bacchettina di cui i bambini si servono per cancellare difficili sulle loro tavolette le parole che trovano sele nella a ricordarsi per cosi ficcarcio gli alberi tabti memoria. Si vedono spesso pendenti dai rami di quegli alberi strisce di panno. specialmente da malati che cosi spe- I . Oltre a possono esercitare un effetto benefico per mezzo del contatto. hanno un il Cosi suUa terra che c' apparteneva a Sidi el-Husni non sacro e solamente I'ulivo quale e di la tahii. Nel villaggio Busemlal. vidi una sorgente in una cava. al tempo stesso che sono alberi quali non d'un si tagliano. esSalam un hannasha. ma ci il ha un potere benefico miracoloso.

il quale ha un santuario. in prende un po' di terra da quel mette un sacchettino che porta intorno al coUo. zav'ia. prega la hamma perche cosa fanno le le faccia trovare uno sposo e la stessa donne e anche gli uomini che desiderano figliuoli. il Se una donna il mal si il pulisce il capo e mette il sudiciume sotto la teb- sasso. II popolo anche vi uccide pecore o capre o galli. Se uno ha liiogo. il che impedira al resto Iia il della capigliatura di cadere. di candele. Le donne che perdono i cjipelli vanno la e mettono alcuni dei capelli caduti sotto il sasso. come sacrifizt al santo Sidi Ben 'Abdullah. Ogni casa santa cam- pagna ha t)d la sua hamma^ cioe una cava fra in una roccia le uno spazio aperto due o tre sassi o qualche volta offerte: una stanzina fatta di pietre. Busemlal vidi al villaggio. le 169 rano ora Ora portano le strisce con se da casa. staccano dai vestimenti che haniio addosso. d'incenso o di poUi che 8*ucci- dono nella hamma mentre si chiede qualche favore. e quelle e visitato da persone malate. . va lava le mani ed piedi. si Se una ragazza desidera i maritarsi. padre di Lalla Minnana. Qui si fanno di denari. di testa. madalle niera usata generalmente donne. si Se nou Hono alberi si vicino al lega la striscia ad una canna che in mette nella hamma d'un santo. e con- due sfcanze senza tetto e separate V una dalla ruscello. vicino siste in E fatto di pietra. altra per il mezzo d'un soleva li. a Tetunn. A Laraiche c' e un sasso. e . A Sidi una hamma che apparteneva a 'Abdullah el-ya^.{19J EDWARD WESTEHMARK di guarire. sijid. e la bre. raa anche gVi per aver dato ci nomini il si vedono spesso con tjelaleb rotti loro tribute agli alberi sacri. sul quale il santo era solito sedere. ^ eretto sul post» ove di santo riposare. che le togliera dolore.

sasso di quelli clie maledicono le loro madri. ritornando al san- tuario. vi porta poi queste provvisioni con se. Le person© buone posflono passare per buco nel si sasso. Sidi el-Hairi e Sidi Heddi. I qiiando apre. II mkaddam di Sidi elI^lairi guarisce malati. I haddair or Iv cihdpo co gli ^Sa . II mkaddam di Sidi Heddi Questo e caso dei santuari di grandi santi i lia anclie la reputazione di poter predire avvenimenti si futuri. ma i cattivi caseano Non sono teuenti per6 soltanto le cose inanimate appar- ad un santuario che posseggono il questa forza di fare miracoli. e il popolo em- pie di pane e cavallo.. Egli solo pu6 visitare la tomba. e crede che parli col santo. di Sidi il questi guarisce malato muore. e le buoni vi riescono senza toccare la pietra. Nel fiume appartenente al reeinto di Sidi Heddi si ti*ova pure una specie di pesci chei son sacri. lo fanno riaprire. dopo aver chiuso Se benedice e tocca un malato. e pu6 predire se un liomo ricuperera la salute o se morra. quattr' occhi con lui. giti sul sasso.iange donne dicono: « AUak unualli \ileika ja irisul UUah»i G' e un altro sasso attraverso il quale la gente si prova a spiccare un salto. quale e baraka. Al santuario il Heddi c'e anche un cavallo. II mkacklu7n di molte case sante e barakd: come Mulai Idris. 9i>9So p. baciare. se egli rifiuta di farlo. si il e che il popolo suole Queato manda nei villaggi vicini con addosso una cesta che di grano. il ha maledetto sua madre SH984> si prova a passare firrche chiude ed egli i vi rimane gli scrivani. quando rimane a la porta. ma se uno che di la. 170 SEl^TION DU MONDE MUSULMAN f2(J] Vicino alia casa siinta di Mulai iin Abd e8-Salam il si trova sasso die si chiama il /jat/ara del jnsa/jaf. II col leggere versi del si Corano.

Sidi 'Abd Ullah Ben Hasain. come.iman Ben Jitu. e hi" vocato per un certo scopo e da una cei*ta clasHe di gente> Ci 8ono santi special i per scacciare esempio. Quando il mare e aiuta pellegrini die vanuo alia Mecca buttano moagitato. Quando i il tVumeuto il o r orzo e maturo. vicino ad Azeila. Sidi iiella i i yinfm. Lo stesso santo benedice anche il cibo. e la fanno anche macellari. popolo deve dame un mud a i Sidi Bel 'Abbas per poveri. ventar padri i i nete d' argento nel mare. e nessuno penserebbe mai di prendere o di far male a quei pesci. vicino a Laraiche la t'ebbre tribii del Sa). invocando Sidi e si crede che i Bel 'Abbas. prima di portarlo a casa. e Sidi 'Abd er-Ral. e perche lo taccia vender bene. nella tribii del Fab*?. o si pe» scatori ed danno denari invece al santo di peace il e carne. per Mbarak Ben 'Omrau . Mulai 'Abd el-Kader e il santodei viaggiatori come pure dei ciechi che lo invocana quando chiedono I'elemosina. Quei stti offei*ta si cliiama el-abbasia. Ceiii santi guariHCono V insania come Sidi 'Ali Ben ^arazam. Altri ban no una grande reputazione per poter muffahedin o la sifilide aiutare le donne ad avere figliuoli. mentre ci si rivolge a Sidi Hammed Musa e Sidi Ali Ben Nasar quando si va a caccia o a fare alle fucilate. la cui tomba non e lontana da Marake:>b maghi col dar loro hekma. denari vadano nella sua oassetta. in Angora.(21) EDWARD WE8TERMABK 171 avanzi dei loro pasti. e gli uomini a di- come Mulai 'Abd es-Salam. Sidi Bel 'Abbas e il santo dei commercianti. Sidi el-'Arbi.iel ultri medicanu come come Mulai Y'akub. vicinc* a Tan^eri. Un santo generahnente ha la sua specialita. El-cdjbasia da perclie benedica una parte. Mulai Abd es-Salam cibo di cui ottiene . Generalmente parlando.

ha il suo santo. i quali. quale citta si celebra il 1' anniversario con una Ogni si ha suo santo protettore. dopo il qual tempo i loro parenti ed amici presto. clie sono tante nel Marocco. e gli e si dice clie fa lo stesso un toro quando vuole abbandonare ofifre quella sua professione. con il speranza clie quest' atto fara arrivare vapore piu quando ritornano dalla Mecca vanno al giardino appartenente al sijid e vi rimangono tre giorni e tre notti. ma non esclusii vamente e. nei santuari di Mulai i 'Abd el-Kader. Sidi tomba di Sidi Muhammed il el- Hag. 172 SECTION DU MONDE MUSULMAN santo dei lettori del Corano. santo protettore di Tangeri. La circoncisione si fa quasi sempre. Qualche volta alcuni villaggi I m . i [22] h il venditori di dolci invocano sempre Mulai gallo Idris. uni- e ogni villaggio. e quelli die vorrebbero iin essere giocatori di gimberi alia il menano una capra od Habib. € se il portera alia Mecca il e in litardo. Mulai 'Abd el-Kader . come abbiamo lui nel santo dei mentitori i ascolta chiunque lo invoca. fa un viaggio alia casa santa di Mulai 'Abd es-Salam. E vanno a prenderli. comprano un bue la e I'uccidono presso santuario. prima di vanno vapore al siio sijid clie a chiedere la sua assistenza. il i santi. quindi ladri spesso si rivolgono a momento stesso del loro delitto. Pure raalfattori ed rei invocano visto. colla bandiera e con la musica. e santo anche dei pellegrini clie partire. Divide per6 quest' ultimo onore con Mulai 'Abd es-Salam.. del festa. il gran santo clie aiuta perfino i banditi di protessione. cosi anche ogni tribu. Se uno desidera di darsi a questo mestiere. vanno li alia Mecca. Ciascuna delle congregazioni religiose o semireligiose. e li portano alle loro case ove prima non possono entrare.

Tutte ai santi. Una cosa caratteristica per lui fe che non si sia mai ammogliato. Dio delil r Islamismo e troppo lontano daH'uomo ordinario. La riverenza che Mori hanno per loro santi e estrema. quello di ^logador. montagne e fiumi die banno loro santi protettori. Un suo santo per6 e riconosciuto per titolo e el-Kutb. e superiore agli altri. Sidi i^ePAbbas. bendie la reputazione in cui sono tenuti possa va- riare indefinitamente. Sidi . Mnlai Idris. II siinto tettore di Tangeri e Sidi Mubamnied el-Ha^. quello di Laraiche. quello di Fez. qtiello di Alcazar. e questo pro- pu6 essere di il Ciiso anche di molte tribii. e percib rivolge ad un santo. ed il posto die occupano nella coscienza di gnita si attribuisce nel i i questo popolo ligione ci maraviglia.(23] EDWAUD WESTERJURK d' 173 scono nella venerazione uno stesso santo. L' intero i paese e pieno di sadats e lor(i e il popolo invoca II santi in tutte le situazioni della vita. S'eidi . Sidi MOgdur. il questa di- Marocco a Mulai 'Abd el-Kader. le invocazioni speciali sono tatte mentre ci si avvicina a Bio soltanto con atti di devozione regolati e con versi del Corano. ecc. zatriats. Sidi 'Ali Hu- Minnana. protettore il ha sempre la sua tomba dentro i il distretto quale si crede die egli protegga. Sidi Ben 'Aisa. quello Tetuan. se consideriamo che la ree protessata sopratutto monoteista. quello di Meknes. Ma non d sono relazioni stabilite fra un santo ed un altro. Lalla 11 ^anam santo protettore di tntto il Marocco e 11 Mulai santo Idris die introdusse V Islamismo nel paese. Ci sono piazze. Ci sono intatti molti Mori che piuttosto si farebbero spergiuri . quello di Marakesh. si quale ha bisogno d'un intercessore.

Rabbi 'Omraii che guarisce specialmente le tomba sto e e a Tangeri. Questi ebbe un sogno e fu guarito. per esemgli Mori dicono che era un Moro. i Mhammed Sherif in Laraicbe. si rivolgono il anche i Mori. E dopo i Mori credevano sempre nei sette fratelli ebrei. que- caso anche del Rabbi Diuan che fu sepolto a In Saffi si tombe di sette santi -ebrei.174 SECTION DU MONDE MUSULMAX [24] davanti a Dio cbe davanti al santo Sidi Nasar. e Ebrei che era Ebreo. Al santo ebreo. Alcuni Mori allora pOrtarono candele ed olio alle tombe per rabbonire i santi adirati e promisero di farlo il an- che per I'avvenire se la terza notte malato guariva. e tanto questi quanti quelli visitano la sua ti>mba. Ci sono an-che dei santi su cui se la pretendono e gli Ebrei e i Mori. offrono volentieri ai santi candele od oHo. culto dei santi otfre nei Marocco. Di Sidi pio. Hammed Ben La fede nei sauti e tanto grande che alcnni sono invocati anche da quelli che aderiscono ad una confesmalattie di petto. che si chiamano Ulad Ben Shmerru sewa e che sono rinchiusi in uno stesso santuario. negli resti paesi maomettani. e la cni sione diversa dalla loro. La causa il di le questa fede e che un Moro una notte dormi presso e insudici6 lo si tombe la dei sette santi ebrei oriua. I Mori dicono che a loro non importa suo sijid se gli Ebrei I'invocano e frequentano al santo stesso il — pare die come i non importi rivolgono a — e credono che aiuti gli ^brei se II iiltri essi si lui. e in caso di maTetiian. tutti fratelli. un interesse speciale per . posto li con sua La mattina seguente trovo paralizzato. Quando i Mori pEissano davanti a quel hiogo. trovan le lattia visitano le loro tombe.

del quale anoora HI tracce nell' adorazione dei santi siissi niorti. abbiamo un bel^ . Cosi puo aocadere olie uno pmesso la -stesso santo sia sepolto in due luoghi. Sidi 'Abd er-Ral. Si schetti intorno alle tombe dei santi esistenza continua alia pu6 anche pensare che bodebbano la loro paura superstiziosa che il poquale e o si polo sente li. ma piuttosto uirantico culto della natura.1 1 25 EDWAHI) WiiHTKH3IAKK lib dolia religione premaomettana die tatto ivi si nascoudono. Abbiamo veduto come specialmeiite in il sorgenti. del santo.i- man Ben 'A^iba che un'altra nella tribii ha una tomba in Aurora ed Agmara. esempio. il che e consi- derate teto . » di come un miracolo del jsanto e gli dk TepiMula Kabrain. cioe « padrone di due tom}>er Santi simili sono. santo ha trasferito la sua santita su ma 6 probabilissimo che la cosa in i molti casi sia diversa. campagna. e che la fantasia popolare abbia poi tra- tomba d' un santo. anticlii Penso qui non tanto al che di gli Arabi credevano certe persone capaci possono vedere le tare niiracoli. albori e sacri boiio fenomeni ordinari nella vicinanza delle tombe dei santi. Una gran parte dei santi aiiorti del Marocco sono persone piu o meno mitiche.be. Della tendcnza che ha il la fantasia popolare di connettere ricordo di pei*8one sante n certi oggetti della natura. 8econdo la cre- denza popolare quegli oggetti . il suppone essere di sepolto come spiegare 1' appaiire costante sorgenti presso le tombe dei santi? I fatti che ho raccolti nel Marocco aumentano verosimiglianza il Ma la dell'opinione del professore Goldziher in che luogo — alnieno molti casi — sia state sacro vi in origin^. le oui tombe facilmente possono essere trasmesse da un posto ad un altro.

ecc. a Bagdad. Quasi tutte le sorgenti del Marocco sono miskunin. essendo queste mishinin. Lalla Mai- muna.176 SECTION DU MONDE MUSULMAN in [26] r esempio gia un sasso piatto e quadrilungo Tangeri. I . Sidi Maimun. incenso ed altri piccoli doni. tomba trova Marocco esistono alberi miracolosi i quali non crescono vicino alle tombe dei santi. Lalla Rkeja. questa credenza e d'un'im- portanza grandissima nella vita dei Marocchini. e ogni luogo che per il suo aspetto straordinario mette in movimento facilmente un rifugio di jjinun. se non che santo forse ha apparte- dato a certi oggetti come alberi. Sidi Musa. Shum Harush e suo figlio es-Sultan el-Khal. il la fantasia. Lalla Mira. sersi vono di rifugio ad un potente sultano di jjinun che lascia placare di fjinun da preghiere e da oflerte. Siffatti sultani sono numerosi. e un resto e paganesimo arabo. curo di quest' ultima trasformazione. e posso nominare Sidi Hammu e suo figlio Sidi Hammuda. per dare alia parola del il plurale marocchino. diventa Pare che sore del tjin il santo in molti casi sia stato succesil e il luogo rimane tabu anche dopo che il santo se n'e impadronito. Sappiamo che la credenza in /jinun. Non sono per6 perfettamente sinenti al posto. sotto di il siilla spiag- tiiori di quale si dice esser sepolto stesso uno dei figli Noe e che al tempo la cui serve di si hamma a Mulai 'Abd el-Kader. sacri. una forza miracolosa che prima non sempre possedevano. Sidi Boknadel. Oggidi esistono ed quali ancora molti luoglii a cui i Marocchini portano i candele. cioe frequentate da jjinun. sassi ecc. Sidi Busebba. e tombe di sapti a cui e pericoloso accostarsi poi da notare che nel Ce dopo I'imbrunire.

come pure di scoriguardo alia religione ordinaria della razza berbera. — 'Tamt HI. •Edward Westermark. santi. In avvenire. qiiesto oggetto sempre le la cosa piii importante. coinpletare prire qualche cosa miei studi sui resti della gione premaomettana del Marocco. e prossimamente.1 [27 EDWARD WESTERMABK Le opinion! Rono per6 di questi 177 divise riguardo alia vera di loro natura di enti mitici. finora quasi perfettamente sconosciuta. AeUt du XW** Oongrit 4— OrinUmH$t**. M . Cosi tanto nel culto dei santi quanto nella t'ede in f/inun si possono tro- vare orme d'un antico viaggi continuati i culto della natura. spero di potere. mediante insienie collo sceriffo 'Abd reli- es-Salam. Alcuni sono non rado tenuti per f/intin fe Una tale contusione tra santi la veroBimi- e di grande interesse e aumeiita gliaiiza deiripotesi delJa connessione tra di loro. Que- sta connessione e principalmente di qualitit locale. Sia clie si creda nn saiito o iin f/inn colui cbe ha dato il carattere soprannaturale ad o un o^getto.

.

) : € Dag«gen A MUhe (Leggi G. mit Uiehter Sprachen der nordweatlich und westUch von Oolfe eon Gui- nea toohnenden Wiflker unverkennbare Spuren einer bantuitehem Verwandttchaft nac?ig«wie»en. 277 etc. ihre AufgeU>en." SULLA STRUTTURA DELLA LINGUA IN BASE '^ EVfi A DIRETTE 0S8EHVAZI0NI A) NOZIONI GENERALI B 8T0BIC0-C0MPARAT1VE * § 1. Leipzig. studiando rorganismo e lessico delle lingue di il a nord-ovest e a ovest del Golfo affiDita Guinea. . ' Die Sprachwiatentchaft. 1889. 0. » . 1891 p. Loesoher. Bibliografia. il Compilatore ad accoglieme ' la sola G. F. costrinse parte generale. hat Weigel Nachfolger. Ragione del nostra studio. Torino. Methoden und bitherif«n Ergebnisse. e ' La lunghezza il del lavoro e la necesbit^ di aver pronto il pr»- sente volume per Congresso di Amburgo. Cenni di glottologia bantu. Parecchi amii addietro. De Gregorio. vi i riscontrammo delle coUe lingue bantu * e nostri risultati furono bene aocolti anclie spinti da Georg von der Gabelentz. ^ Naturale dunque che fossimo nostre a estendere le indagini ad altre lingue di quella regione.) in den De Gregorio {Cenni di gloHologia bantu.

\ . Zur Litteratur der Sprachenkunde Africas in Intei-n. Ill. nota lascia che. ' Nubische Grammatik Berlin. Lo citiamo con « Bleck ». J. in una molto nota opera/ ascriveva 1' Eve ginal or South African languages. e che queste lingue ormai ven- gono considerate come costituenti uno speciale gruppo. I. Trubner. Wien. 1' benche in altra In quest' ultima sembra bene avere rigettato della lingua idea della connessione Eve colla famiglia bantu.). p. Christaller. London. Holder 1876-77.African Languages. 1880 (Cfr. f. 249 segg. uher die Volker und Sprachen Afrikas. posteriore ^ (Ife) » tra le « Ori- venisse a risultati diversi. Bd. Pott. Miiller* riuniva e il Yoruba. f. Pongue. London. che dalla im- paralleli con una lingua poco dottamente I'Eve nota aH'autore. 1803. 161-188. ci ci r 8° grado di latitudine sulla al- quanto incerti possibilita sua opinione e fa supporre che la esclusione non provenga da d' istituire altro. 126-134. Suaheli. '^ I pp. Bleck. p. questo dominio giunge sino settentrionale. p. Bleck i ^ non considera della Ma quando. B. 2. per es. 1862. tracciandone un disegno linguistico magistrale. GuI'Eve. dalla parte dell' interne. col Vero e che Ga. afrikan. Sprachic. unit einl. * Grundriss der Sprachwissenschaft. Fer- nando. pp. allg. Nella sua classica glielrao Grammatica comparativa.18<) SECTION LANGUES DE L'APRIQUE [2] principalmente all'Ev^. Sprachen ». A comparative Grammar of South. ^ * Standart Alphabet. ' W. tanto piu die Lepsius. Ciccana. nel tracciare limiti famiglia bantu. V. Caffro. Die VoUa-Sprachengruppe in «Butt- ner's ZeiUchr. 307. Zeitschr. rOdschi Fr. C. considerandola come una bantu solo delle Mischernegersprachen^ e lasciando tra le le sei lingue seguenti: Herero.

[3] M. di Sierra Leone e persino colle Senegambia presentino qualche relazione Fra queste. special* mente ' stabilite all'ovest. bilita. Robert Needham Cust. on the Niger. op. « che per6 rientra nella grande categoria negro » Tuttavia Fr. J. op.. E per parecchie altre lingua nord-occidentali ^ stata riconosciuta questa possibility oltre che dal precitato von der Gabelentz. anche da J. 1891. pill cio6 a nord del del 5° parallel o settentrionale. London. London. 8. Sketch of the modem language of the Africa. autore della ipiii completa e recente Grammatica sud-africana.T. 1883. Dal lato di nord-ovest essi non si spingerebbero piu a nord della foce del fiume Old Kalabar. additati da costui. p. . 245. tanto che le designa col norne di semibantv. A comparative Grammar of South-African Bantu languages. Torrend. Kegan Trench. I'Avatime e 1' il Wolol) senza per6 far figurare queste lingue. Torrend A I. da lui sta- afferma che la scienza filologica non sia la esatta ha ancora deterniinato quale colle relsizione bantu di parecchie lingue di tribii negre. p. NN. Pure. Infine egli Ev6. : Torrend. 698. the other black tribes in the north west to Bantu . GIACOMO DE GRE(*ORIO » ^ . di Porrend ammette" che parecchie lingue della costa Guinea. non in tutti i punti corrispondono con quelli dati da Bleck. egli lingue bantu. ' 203 segg. cit. Philological soienoe has not yet determined what is the exact relation of the languages of ». della Basso Niger. » * Trtibner. Trtibner. 181 dettc) « gruppo del Volta. Torrend. xvii « There are some Banta enolaves in the Soudan.* I limiti settentrionali del dominio bantu. menziona I'lbo. Miiller non sembra avere esclufto che possano rintracciarsi dei caratteri di bantuismo anche neirEve. 830. cU. xvii. e nella classificazione provvisoria delle bantu. and further to the west.

che per fortuna conosce abbastanza d'inglese. un moro molto intelligente. 1897 tions. anche per questo rispetto. da Rene Basset. che * Rapport 8ur les langues africaines. fermatasi a Pa- lermo nel febbraio e marzo del 1899. e sara riconosciuta da tutti. Si chiama con digene. 63 e sqq. Noi vivi ci siamo esclusivamente fondati sopra materiali che abbiamo potuto raccogliere direttamente dagli indigeni del Togo facienti parte di una carovana di un 60 persone. i fatti riguardanti la grammatica e il lessico. II nostro indicatore principale e stato il capo di quegl' indigeni. p. Ma. Abbiamo ripetergli le poi controUato le sue indicazioni. Klein Popo. C. famiglia sud-africana. diretta da Albert Urbach. * Lo citiamo con « Br. Paris. in Parigi. con nome ^ in- nome inglese J. II lavoro poi si propone anche di rivagliare qua e la. die altri trae da fonti aliene. Bruce ed 6 native del Piccolo Popo ('Little Popo. Hoffi Nayu. la sua importanza diverrebbe poco discutibile. ove accada. la opportunita della nostra ricerca rimane dimostrata. d'altro lato. in « Actes du onzi^me Con(5'°% 6"°" et 7"-' sec- gr68 international des orientalistes. * Anexo). Che se lo stesso riuscisse a determinare di un modo sicuro qualche affinita tra I'Eve e Ola. sia con stesse domande dopo molti giorni. ». vare I'Eve escluso dalla rassegne sulle lingne africane.. come per preziosa ^ in qnella presentata nell'XI congresso internazionale degli Orientalist!.182 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE [4] Dopo ci6 non ci reca nessuna maraviglia di trofamiglia bantu nelle recenti es.). perche le nostre indagini sieno state possibili. I .

luogo marittimo a est della foce dell'Amu (Volta). f. per una missione evangelica. senza aiuto nessuna opera a stampa sul soggetto. /. modestamente avverte. 1891. Beitrdge zur Erforschung von Sprache Mnd Vofk*^ der Togo KoUmie (Separat. Ernst Henrici Dr. fabeln der Eingebomen (Stuttgart. da Keta. ». Forma il VI vol. Stuttgart libri scolastici del & Berlin. ritardo nel consultare queste opere perclife il non fe stato dannoso. Anecho. mit Wortertamtn.Mundart mit Olossar und finer Karte der Sklavenkilste. geiat in « n. Lo citiamo oon « Henr. ». perch^ 8ul soggetto. Neurici. dtti Seminario dei Missionari evangelioi. nostro lavoro si ^ cosi potuto corn- piere senza preconcetti di sorta. Spemann. cu- rammo II di procurarci le opere speciali ^ suU'Ev^. sia della stessa region e del Togo. 1-2 Ij. ^ Prietze. comm. oceanische 47~64. e cio6 "* quelle di Schlegel... 148-160). sebbene la parte dedicata alia grammatica vi sia considerevole (pp. di nella Corte degli Schiavi. IfI Jahrg. Valelt & Co). e primo perche fondato sopra materiali raccolti in Africa. . e Ewe un * J. e senza il veicolo intellettuale di una lingua europea conosciuta dagl' indigeni. La prefazione e datata.. W. ma 1' opera fti compilata circa due anni prima di quest' epoca. GIACOMO DE GBEGORIO con interrogare 188 altri indigeni gliele avevamo fatte. ' ». 1866.. citiamo con < Pr. Lehrbuch der Ephe'Spraehe (ewe) Anlo-. merita ogni oonsiderazione. Schl. B. 1867. Kudolf Prietze.(5] M. Schlegel. il 26 agosto. Bremen ' bei W. Schliisiiel zur Sprache. afrik. Lo Znttehr. che « das Biichlein will und kann keine gramraatik sein ».^ H. Solo dope che la carovana laHciava Palermo.und Dahome.Abdruck aux Sprachen. Lo oitiamo con « Schl. in nebst 8prichwH\ a. Vi si trova una interessante raccolta di proverbi (pastesso gine 121-148) e di fa vole popolari (pp. II 11 libro di Schl. Phil.

o possano essere stati apprez- diversamente di di come a noi il e accaduto di fare. a causa della sua data piu metodo piu semplice di e sicuro. IX) all'esercizio della lingua. delle parabola e ben 117 proverbi. e infine anche a causa del cor- una minuta carta geografica. Neppure memoria di mira ad illustrare rEv6 dal lato glottologico. Degno nota e anche ci6 che fonts precipuo a cui « attinge Henr. accompagnati dalla traduzione letAnche questa memoria. noi genannt servito J. Mentre 1' « Abriss der Grammatik » occupa ben poche pagine (99) 1' « Uebungsbuch » (pagine 41-176). che ha annessa una abbondante raccolta redo. che certi fatti possano essere sfuggiti ad Henr. quali quelle. che facilmente occorrono nel il discorso parlato.. Bruce la » (Henr. del e pratica per le scuole missio- Darie riesce T opera di Henr. Essa mira. che offrono Henrici 1 . ha come tale. che ha. zati Ed e poi ben naturale. sia appunto lo stesso Hauptlich. XIX) che pure a BL. come dichiara I'autore medesimo (p. terale e libera. L' indole stessa del libro esplude dunque le indagini comparative. 177-268) assorbe grosso del volume. che abbiamo cortesia dell' autore.184 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE [6] glossario del dialetto Aiilo. che coll'indice delle voci tedesche costituisce la parte principale (pp. di frasi e proposizioni. Nayo. che noi ci propo- nevamo. bensi da quelle del folklore. II ricco materiale sintattico. (pp. del capo della fonda sulla lingua costitui- carovana del Togo. Contiene infatti degli squarci mitologici. della esattezza e nitidezza dell' edizione. che pure sce la nostra fonte precipua. si potuto avere dalla dopo che il nostro lavoro era quasi ultimate. C. Anche piu comoda recente. 161-328).

cioe con / labio-labiale. non a-w'u-nu. viene profferita coUa iniziale sorda dai nativi. utilizzare lavoro di Schl. Miiller. e es. Lo niente. die iiivece figustati intro> si rano nel detto sdiizzo. tale anche in a-f^u-nu spiaggia '. una piccola inesattezza. oltre « che » iiyide anclie si assideke.. frasi e proposizioiii . ci obblighera a ridurre la nostra piccola rao- colta di di ofiTrire. tale 5 in a-/e-to 'pro- prietario. necessariail pu6 solo die sia. die forse provengono da cib che egli a ionda sul riscon- dialetto di Het'a.. tire. e noi suirAnedio. in esse la concordanza rispetto dei caratteri della famiglia bantu. ossia ' Tale 6 pure il suono die e in a-/e casa '. Cosl noi non triamo nessun suond simile a . poiche trovianio co- . che funge da particella di ge' ' che vale suo di lui '. Per es. non ar-w*e-to'. landslord ' '. alle Riguardo per es. che noi abbiamo consultato. « nove dice Ev6 . eseguite diret- tamente nella lingua parlata. la tc'e. ai lettori alcuni piCi esempi di costni* che e uno poi avver- zioni.s nfe z. non per6 mai Parimenti il asieke mano dice assi non mai asi. Esso rappresenta un suono molto piu raro di quanto parrebbe dasegno ir' tradisce gli esempi. GflACOMO DE GRBGORIO 186 e Prietze. esfttto schizzo glottologico di Fr. t\ . non a-u'e. E giovi die il inateriale sul quale soltanto ubbiamo tbndato le indagini. sebbene non c' impedira un giorno. proviene da nostre raccolte. forme grammaticali non ci risultaj i*a- che il rEv6 non distingua nei nomi se non ramente plurale dal singolare.[7] M. e che forse saranno dotti per contusione in con c. che qua e la son voce ' citati dal Miiller. Ad nitive. atte a far rilevare particolamiente se esista ai prefissi. die per presenta in qualclie punto delle incersi tezze. J.

non e e dipende dal criterio cLe adotta per denominare le lingue oriental] Dato anche che neir uso di resta se i tutti gli autori si (il accordassero unico alfabeto fonologico che tuttavia un desideratum per della scienza). ci siamo attennti alle osservazioni diretta- mente Togo. ocean. pp. Ma noi. Ma ogni lingua Op. * libri di let- dobbiamo rimandare ai cenni datine da Basset nella memoria ^ precitata da Henr. Considerazioni sul nome della lingua.. tura. clie del resto e fondato sui dati di Schlegel. e alle pubblica- zioni o opere manoscritte in Eve (favole. I .. resterebbe a vedere dialetti della nostra lingua impieghino proprio lo questa . La scelta del nome da dare facile. nel caso ne- gativo. * ' Die Sprachen des I. certamente. 186 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE la [8] munissima formazione mediante il suffisso o. ^ e principalmente da Christaller. u. p. 8. Togogebiets. di cui ci si occupiamo. 7. 7. p. europea traduce le denominazioni ' cit. traduzioni della § 2. ad e infirmare I'ottimo schizzo lingaistico di Miiller. 56. Qualche altra diversita nei risultati non viene. come naturale. 6.. afr. Bibbia). I Jahrg. dizionari. Sprachen. stesso vocabolo designar e. 65. d' indole semplicemente filologica. Op. istituite sulla lingua attuale degli indigeni del Qiianto alle pubblicazioni. suir Eve e i suoi dialetti. alia lingua. cit. H. resterebbe a fare la scelta tra le varie forme. in Zeitschr. f.

203. Coai ' Op. che riesce il ai loro alfabeti nazionali. e necessario i noi italiani potremo scegliere tra ev6 ed eM^. una grafia che riPur troppo per6 per incontra lo scoglio della varieta degli al- fabeti scientifici e dei var! critert di trascrizione.t9] M. oscilla tra ma Oust volendola ew^. non riproduce esatta- denominazione indigena. coi segni che possano rappre- sentarli quasi approssimativamente. Schlegel stabilisce la denominazione ev-'e^ procurando stessa rappresentare coU' alt'abeto di Lepsius la Fi*. e anzi stabilire ev4. pronunziato come fanno piu degl' Italiani. seppure qualclie italiano ha prima di noi menzionato questa lingua. inglese. Tale qnestione. costretti di cui Appunto per ci6 gli autori francesi sono amraettere una duplice forma. che resta poco giusti- Con form emente. nei raoderni libri tedeschi. perche. trascurando lo spirito aspro sul to impiegano semplicemente consona iieir alfabeto la formula diverse etoe. eoue ed er^. specie in quelli destinati alle Missioni. che. e si quando tratti di 8uoni special!. che ev^. per quanto paia di poco conto. eiM e azighS. ne«suno ne ha parlato di proposito. . Cosl * tradurre in altri autori. cit. denominazione indigena. B. e I'altra alia tedesca. non pu6 punto tralasciare. si J. p.. si e adottata produce questa questa via s' denominazione. GIACOMO DE OBEOOBIO 187 delle lingiie noii lett^rarie colla propria grafia. sebbene che w abbia inglese valore nel tedesco. inglesi e tedeschi. Ed e pur necessario far noto. Ma mente la dichiarare. forma 6ghe. Lepsius e Mttller adottano tale forma. si ad Tuna accosta alia pronunzia inglese. fatta astrazione dalla ficata.

concordi con quelli degli altri autori.. [10] avviene che Schl. mentre Henr. Circa la vibrazione delle corde vocali. * Die Sprachen des Togog. che stabilisce per ogni singolo suono unico segno. eue con ?/ semivocale. p. nell' atto di produrre il suono. siano. notava. cioe che si tratti di esatto. Tutte le altre volte per6 proffer! il suono sonoro.188 SECTION LANGUES DE L'AERIQUE ew'e. ma si che questa differenza non dipende da abbia un suono sordo. si storla produsse . renza tra ewS (pron. Noi abbiamo fatto ripetere al nostro indicatore Br.. non pu6 convenire la grafia ephe.. n. e riuscito di oonstatare. Ma e « un « reine Hauch scliweigend ». sia poco anche Henr. che in ew'e Certo e poi. in cui ne i denti. Christaller ephe. i Ma noi ab- biamo r obbligo di far noti nostri risultati. ci6. che col sistema di Lepsius. cit. 1 . p. ne la lingua hanno punto gioco. ed eve {v labio-dentale). zava a mostrarci la disposizione degli organi della bocca. 2. qualifica p^ come una tenuis^ aspirata. 4. biamo trovato che ew'e i Ora noi abnativi del I^ein Popo fanno difleit. cbe per fenomeno mediano tratta di una continua esclusivamente labiale. ew'e. 6. 'due'. che ci6 che Schl. Cosi a noi e venuto il sospetto. Christaller ist ^ espressamente afferma. un sol giorno il nostro indicatore non e fu per6 quando. da noi richiesto. 5. che ». adopera Pr. molte volte in diversi giorni il nome della sua lingua e ci . adoperi ephe ed ep'e. 'sole\ nome della loro lingua. il ci6 che del resto anche si Schl. pur patrocinata da Christaller (senza poi dire di eohe). mentre * Op. afferma circa questo punto. il fonemeno nicht stimmhaft Si trattera dunque di varieta dialettali. o no.

che per i nomi di tutte le lin- gue senza proprio alfabeto e senza per plorevole miscela. vige tuttora una de- Accanto ropei. da questo pnnto di vista pare piu conveniente. nel corso deiropera. letteratura. serie bero / e Tali letterario. nella denominazione della lingua. cio^ « also p oollo spirito aspro sovrapposto.. Se esistesse un alt'abeto sale. Ma pur troppo linguistiche. nel caso nostro. destinata accor- a rappresentare una esplosiva mentre tutti ci diamo nello stabilire. Ha per6 r inconveniente basarsi sopra la lettfera . di questa V. per quanto libri di i*i- levasi dai titoli datine da Henr. segni per6 non esistono in nessun i alfabeto dato pure die suoni da essi rappresentati possano sporadicamente esistere nelle lingue nostre. Inoltre osserviamo. possa rappresentare der Pvstelant Hchlechtin ». di un tnero 8oifio. di scientifico di uso univer- sarebbe il caso di appigliarvisi. ed lia il vantaggio di essere anclie adottatu. sareb- di studi glottologici. GIACOMO DE GBI-XiORIO 189 si tratta di iinico suono. specie quelli delle lingue africane. . o per date famiglie Secondo qnello sorda e di Techmer.J [11 M. II segno p' adottato da Henr. ai nonii indigeni. p. tutti gli alfabeti scientifici servono per un date ramo segni per le fricative e labio-labiale. i sonora. |?. tratta. che si una fricativa. nei traduzione della Bibbia ad uso dei Missionarl di di Brema. clie noi per6 abbiamo udito Honorizzato. 15 atierma solo ohe il suo segno speciale. e anzi ' diciamo. ha creato dei nomi * Henr. ciascuno dei popoli eu- dominatori o colonizzatori.

mentre lata Cui il nome indigeno . Chwee) dai nativi VAkra viene abusivo la al appellata Ga. anche per la preferenza. 511).ci decidiamo per evS. es. noi italiani possiamo bene adottare deno- minazione sordo di eve. II. Gott. Henr. Ya- a nord da confini non bene determinati. e in dipendenza di circostanze di varia si natura. p. Uno gguardo alia tei-ra. 1886. ad est dal territorio del Yoruba riba). Hoepli. Vallardi. I'Eve occupa una non grande regione della Guinea Settentrionale. eice. se a chi crede suono ef^. e di accostarsi all' grandemente. ewe. Milano. ^ la quale. vantaggio di rappresentare a capello eve e il ted. . a cui fa capo anche Cust. limitata a sud dall'Atlantico. Lingae del Togo. p. il della il fricativa pu6 sembrare da posporsi ad ha sempre tr. a ovest dal fiume (o Volta (Amu). ora .. Invalso ormai questo dritto. ohe ha annesso alia sua opera una dettagliata mappa. ingl. vol. Cosi la lingua parlata nel Yoruha o Yariba chiama appunto e Oku. Regione delVEve.190 speciali. viene appel(it. per quanto sembri. Secondo lui. Secondo Schl. I'Eve stende dalla foce dell' Amu Ma sine a Kpandu in- ' In altra opera (De Gregorio. (Cfr. § 3. 248) avevamo adottato la forma eue. che a tale forma cominciano a dare Garollo. in SECTION LANGUES DE L'AFEIQUE conlbrmita all' [12] indole della propria lingua.. Ciui^ ingl. i nostri geografi. Glottologia. p. oltre che per le ragioni addotte qui nel teste. specie poi per la grafia. indica confini piu si precisi. con questi due nomi. la lingTia detta Tshi o Odschi in Europa. Milano.

cit. p. nel Gruppo del Volta. che e la settentrionale. . I. cit. di segue verso nord-est la oatena dei Akposo sino a incontrare VS" parallelo. GIACOMO DE GB|XX)RIO li. 16-33. Ivi esistono delle lingue sorelle dell' Eve e delle lingue. 5 86f»::. la quale da parecclii anni e sotto il protettorato della Oermania. a quanto pare. fiiime.[13] M. ma a p. 2 Adele. 191 clusivamente. ^ Christaller ha scritto una memoria speciale. spiaggia). " Die Adelespvache im Togogebiet in Zeiischr. a oriente s'incontra col Yoruba. pp. 2) della regione dell' Eve. in modo da comprendere il Dahome. ad es. Die Sprachen dea Togoij. una certa indipendenza. Le relazioni tra queste lingue meritano ulteriori studi. perche noi troviamo.. L'Ev6 e la principale delle lingue parlate nella regione del Togo ^ (da to. e go. e poi monti e ascritto tra' cosidetti Agome isolotti linguistici Henr. p.. Notiamo di passaggio poche consonanze da noi av- vertite in alcuni nonii numerali. che presentano. * Christaller. ler. TAvatime messo prima da Henr. in Zeitgchr. spingendosi verso est. NelU carta di Henr. Ev6 4 6 Adele ena id e—ne Or-to 8 9 e-ili nye iijieki fii—de Quest' ultima forma presenta nel secondo element© una consonanza nyeki e di ordine ideologico. come e messo pure da piii Cliristal- Sulla lingua Adele. si trova segnato invece Adeli. L' Eve ni-de h letteralmente otto (e-h%) uno {e-dde)\ parimente I'Adele : otto (nye) uno {eki).

).. 192 SECTION I^ANGUES DE L'AERIQUE [14] § 4. etc.) Nel 2° sottogruppo la lingua piu importante per la scienza. Per ispiegare Ciui e la prima. Le nostre indagini su questo punto ci conducono alle stesse conclusion! di della Henr. quelle del Volta {Tschi. {Wolof^ Man- dingo. quelle della Seneganibia occid. dell' ' e che I'Acu si mostra il piu lontano parente Eve. che rasenta la identita. A. Christaller. si . e I'assoluto distacco in altre. portiino avvertire. che al gruppo linguistico. in certe parole. a causa della sua fedelta lo al tipo originario.: .. quello del Niger (Yoruba. etc. 1874. Dictionary engllsh Tshl-Akr^i. potrebbero vi e supporre delle 1' vere infiltrazioni il ma non dubbio che Eve. etc. Parentela col Ga (Akra) e col Ciui (Tshi. Ibo. come bene osserva anche Ciui coi Mtiller dialetti nulla importando che ec. sia parlato da circa 4 milioni uomini. Rispetto al lessico ci6 che a noi ha recato molta maraviglia e il contrasto tra I'affinita. 2. Basel. relazioni colVAcd (Yoruba). lo Ga sieno lingue affini. ' Cfr. ascrive 3 sottogruppi 1. per es. G. pure crediamo op-. il h certo I'Ev^.) vart suoi di (Asanto. J.) 3. Miiller abbia stabilito un gruppo delle lingue sopra nominate e dell' Eve. I . Odschi). Ga. Sebbene Fr. Ephe. che le diversita lessicali tra queste lingue sono notevolissime. detto Guinea Settentrionale.

che adotta u^o maomettano. Per TAcii f^Yoruba) i e 10 presentano forme attini. per queste 6 mirabile tra lo Ciul e I'Eve. A oil 1 Evt e-dde e-ve e-to e-7ie CiDi e ko Ga eko eici V 2 3 eji e nu enu ete eta e 5^ 4 6 6 7 e/ri a ndh edfe anu efa dje V a-to Or-de anum asia entniw ekpa da-dre e-ni ni-de t. mentre dello il Ga in genere sembra pociii avvicinarsi all' Eve piii Oini. la Invece.sso akrun 10 eua edu nyorima . Eccu alcuni III. GIACOMO DE GBEGOBIO le indugiiii 198 da noi tatte in base alhi lingua parlata dall' indigene Thomas.—iio as6n aiyo kpa no 8 9 ejo kpanyo nalin (i. tratti dai nostri spogli. Solo numeri 3 . Dui giorni della ci 1' sL'ttiiiiauii secondo il nostro in- dicutore avverte\ niancano le denominaziuni nel Yocorrispondenza ruba. - Tuw« U . Actu t/M XH<** Congris lits OritiUmlutt*.[15] M. nativo di Lagos. oscnipi. ci Hono riuscite negative e anche poco noddisfacente ci ^ riuscito il confronto tra' nomi numerali. sebbene anche il Miiller lo istituiBca.

4d4 SECTION LANGUES DE L'AFKIQUE 1101 Eve Domenica Lunedi Martcdi Mercoledi kvasi-da V Ga Jtoijba Ciui kirasida jo-da hla-da dm dmfo •so daoda bendda trnkuda iku—da Giovedi yawa—da ji-da so yawda efida Venerdi solid Sabato me mle-da ho memeneda cipuUa sacco Hole sa-bu—le sabola sopradd kotoku V ko-to-ku m kotoka m e-tve hulu owia Dio oro battaglia Mau sl-kd Maaa Uka. ta Onyama sika a-hua e-kjjlo oku tavola okplo able opon ab-urow frumento leone anello e-bli V ja-nta ple-iigo dmta bleko gyata preko sd sega sa-ka sao I .

il numero dei dialetti clie I'occidentale. per quanto ci risulta. il rAnfue ad ovest. 11 nostro indicatore. siid-eat. suddiviso in b) a) dialetto c) tanino a nord-ovest. I'Anlo gode ormai una certa nobilta. comprende I'Anlo. e perchS comoda anche per U . 3. Keta. ri- duce a tre 1. Difjp. ' ed i perci6 preferibile che ^ ancbe di uso pid coinnne presso ' gli antori tedeschi. la * Siccome pronunzia Indiana di questx) uomo i"oca una nasals guttnrale. ^ nella laguim di 2. l£a qnesta verrebbe a confondersi con anglo anio^ ' ingloBe . ci avverte die ogni cen- tro di abitazione presenta delle piccole particolarita di proniinzia. il dialetti: il Ma/i ' Mahec delle carte) a Weta fWliydah) da Gust. Br. Pheda-Pla (Whydati-Grand Popo). I'adotta. perch6 Henr. Dahume. v-vji) distin^eva cinque nord est.. M.: rn. la forma italiana anglo la rappresenterebbo lueglio. esso non presenta poi delle grandi la differenze coll'Anecho. varieta da noi principal- ' Op. come tutti i del resto e naturalissimo. e rAntuii.iti (kW Kvfi. Schl. Tale distinzione e se^uita che aggiunge qualclie dettaglio sulla denostessi. pp. * nella costa orieiitale. il mediterraneo. Adottiamo qnesta forma per la denominazione del dialetto del e Klein Popo. riputazione di maggiore purezza e '* sebbene. 203-205. (ilACOMO DKtJRBiiORlO 195 J i^ 5. pp. specie in Africa. c) eplie nel centro. I'AtjIo nella costii occidentiile. monanecho a I'orientale distinto in a) Mechi. Fra dialetti. cit. minazione de^li Oppurtunaniente pero Henr. b) Dahome.

. GiAcoMO De Gregorio. Henr. che e nell'tiltiiua sillaba di questa voce. il Dictionnaire abrege Francais Dahomeen (Paris. detta anche Fo.19fi SECTION LANC^UES BE L'APRIQUE [18] raente studiata. o Fogbe. 91-92. Anlo sono molte pubblidel Mission ari esercitata si ad uso ^ della societa Ma 1' opera di costoro e anche sulla lingua del Daliome. M. per es. tedeschi. in cazioni a stampa. stampa italiana. * V. Soltanto. sulle particolarita dell'Anecho cfr. sebbene solo il ch tedesco abbia un valore presso che uguale alia fricativa sorda gutturale. 1879) del missionario francese Coardioux. Del resto.

(Dr. 143 151 Sul culto dei santi nel Marocco. Burkitt) 119 Sha'al. Giacomo De Gregorio) 179 . . (T. Section Langlks dk Sulla Btruttura della lingua « zioni. Eve » in base a dirett*' osserva- (M. Arnold) De I'activite litteraire chez les Arabes. TArciduca Luigi Salvadore Crli d' Austria) 1 antecedenti della Cabbala nella Bibbia e nella lettei-atura talmudica. Morris Ja127 Ph. W. Baumstark) 117 Note on the Evangel iarum Hierosolymitanum Vaticanum and the origin of the Palestinian Syriac literature. (F. (Dr. (Edward Westermark) . (Emir Chekib Arslan). (Ignazio Guidi) Eine Tyrische Weltgeschichte des siebenten yahrhunderts. (Prof.INDEX Section Si^viitique Voci di origine araba nella lingua delle Baleari. C. 129 Srction du Monde Musulsiax i ^ Poche parole sul movimento reli^ioso del giorno tra Musul135 maui del nord dell' India. (David Castelli) 57 La cronaca di Galawdewos o Claudio re di Abissinia (1540Ill 1559).) d' Israel. D. . The name of Samuel and the stem strow J. l' Afkique. Des premieres origines du peuple Edouard Montet). A.

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ACTES DU DOUZIEME CONGRES INTERNATIONAL DES ORIENT A LISTES ROME d899 .

I .

LrNGUISTIQUB GRfiCE ET ORIENTE ^^r FLORENCE SooiiTE Typogbaphiqde Florentike Rus San Uallo.ACTES DU UOUZllME CONGDflS INTERNATIONAL DES ORIENTALISTES BOME 1899 TOME TROISIEME (deuxi^he partie) SECTIONS: MYTHOLOGIE ET RELIGIONS. 3S MDCCCCII .

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im'l<5. I .. pp.(ki. Besides its there brilliant set of historical and geographical MSS. great value During the last thirty years importance have been added.. 416 seq. Catal. thougli one of the youngest. 003 seq. ' "^ In this respect tlie Collection.. SuppK. pp.).. 440 seq. liolds a conspicuous place among European libraries of Arabic literature and has some distinctive features of its own. Rhetoric and allied and importance lies in subjects.. 227 and Rieu. See Rieu.8 quoted as Rieu.ment a l\ kfx'tiox nr moxdk mthulman) ALi IBN HAMZA AND HIS CRITICISMS ON FAMOUS ARABIC PHILOLOGISTS. 689 seq. Lexicography. 679 seq. — Tnme III iJ ' I'm . that have reference to Arabic Philology in general and to its ditferent branches. many works of and now its main * two distinct directions. ' seq. Catal. 754 seq. is an abundance of rich and rare MSS. 440 seq. ActtM du XII'"* Congrit dM OrUnlmHat»»...) qui in pp. Suppl.. pp. Grammar... 692. in tlie British Museum London. in particular. The Collection of Arabic MSS.... Catalogus Codicum Mnnuscriptorum Orientaliuin Museo Britaunico asservantur (aft6rward. of Compare Rieu. 565~629. 467 seq. 739 and Rieu. Supplement to the Catalogue of the Arabic Manuscripts in the British Museum (afterwards quoted as: Rieu. 181 seq.. 466 seq. . 544 seq. 266 seq.

has gained fresh strength by the addition of the very valuable and interesting collections of two of the greatest Arabic scholars of the nineteenth century. ^ branches that yet the MSS. bear upon philological questions are particularly noteworthy. viz. the libraries of Alfred Freiherr von Kremer ^ in 1886 and Ed. Ibn Khallikau no. 390 al-SuyutI. The properly called <wAa^\. 573. p.j*^)\ i-jlxT. See also It is also very rich in Preface. * an eminent philologist of the ' * See Eieu. no. which have been incorporated in the original Library". viz. 8084) p. II. p. my 'Ali spe- the Kitab al-ta^hif by al 'Askari and "ala aghallt the Kitah al tanbihdt al—ruwat hy Ibn is Hamza. Comp. p. which formerly all belonged to Freilierr von Kremer. which very poorl}. vol. 4154-4219 and 4618-4657. Both belong to the as a whole libraries. G^schichte der Arabischen Literatur. 254. fol. Ansab al-Sam'ani. 3004-3201. b. Suppl. Suppl. Haji Khalifa vol. 177. p. called al-Askarl. II.represented in the different both in Europe and in the East. though of Arabic literature are represented. Or. first. Grammatische Schulen der Araber. Suppl. Slane's translation. See also Preface. Ta'rikh Al-Islam b. repre- committed by the learned in the spelling and pronunciation of rare words and proper sents a treatise on errors names by Abn Ahmad al-Hasan Ibn 'Abdallah Ibn Sa'ld. YII. * The main references are given by Rieu. * MSS. Or. I. Bughyat alwu*at fol. 415 . Rieu. II. Rieu has given a full and graphic description. 302. viz. iashlfdt-literature. 842 (Or. p. William Lane in 1891 and 1893. 166 48. Or.6 SECTION DU MONDE MUSULMAN [2] which Dr. Preface. relating to the origin and early period of Islamism. p. 382. Brockelmann.^ In the series of important MSS. FlOgel. pag. = de fol. There are two that have attracted cial attention. I. vol. 126. Suppl. see Rieu.

. voL VI. 578. p. f**. where mo«t of Comp. 382). Annales Muslemici. 7 was born A. WUstenfeld. and 136. Eichhom. p. 101. Dizionario Storico. Repertorinm. p. de Sacy. a pupil of * rious instances of the trouble the ancients took in ascertaining the correct form of doubtful names. p. p. vol. Ill. p. Escurialensis. in two separate works. Arabico-Hispana I. The most important of them are: Haji Khalifa. XXI. p. what concerned the students of TraTasl. H. Contributions towards Arabic Philology. 261 seq.) p. vol. Anbari Tabakat al-udaba p. 258. 313 and SchafOten. p. Casiri. Pertsch. d. fol. Part these references are given. Anthologie grammaticale. Gesch. Joardain. Ibn Khallikan. Ehizanat al-adab. Muriij al-dahab vol. p.. 149. PAUL BR6*NNLE . 33 seq. Hdschr. p. Abu'l-Mahasin. Grammatische Schulen. Mas'udi. Fliigel. Specimen. f*»p|J seq. 64. der Arabischen Literatar. p. Hamaker. Biographie Universelle. Mas. and 241. 25<)4. Rieu in his scholarly and concise manner. VIII. arab. vol. 192. 842. 139. I. Catal. Al-Zubaidi. 19 b. p. Gfenealogische Tabellen. II. vol.. 322. p. vol. II. Arabische Literaturgeschichte. 648 =: de Slane's translation. ^^ . pp. 25 and BrGnnle. Compare also Boisen in the preface to his edition of Ibn Dnraid's Maksura. in Gotha. p. I.. vol. Suppl. 20. no. I. Tabakat al-nuhat (MS. The substance of his work has been given by Dr.[3] DE. 293 and Abn Bekr Muhammad Ibn al-Hasan Ibn Duraid. p. no. H. ^\. I. Brockelmann. p. vol. Hammer-Purgstall. 307. Rieu.^. 385. vol. 87. Brit. De Bossi. Fihrist p. * II. p. He says: ^ The author starts by giving some cufourth century of the Hijra (he died A. p. vol.iif work on dition and what was required by men of letters. p. no. V. 365. 111. Abulfeda. vol. The * The references for this excellent philologist and poet are very numerous. VI. Rieu. Bibl. 131 p. Wf*>t** . the autlior also states that he has compiled a sive comprehen- and has been requested by learned men in Isfahan and Rai to extract from it. 376 and note p.

: Difficult passages of the Hamasa and their con-ections. fol. ot tlie poems of Imrulkais. in which the au- thor treats separately. 96^-158^: Difficult passages of the ancient poets and their corrections.s have therefore decided. 95^-159^. Equally great value attaches to the second Tashlf' workj to which I have already alluded pose to publish in full and which I prowith a running Commentary. Al-Nabighah. di- vided in Babs.-57b: The doubts of the Basris. . 29i. fol. which is is [4] latter is the Kitab al-tashif. cannot claim I in all its different parts the . work is con- cerned. 58^-87^: The doubts of the Kufis and their corrections.£|. a table of which given in the preface. 159^-1691. to more interesting portions. a? far publish only the this same interest. namely fol. Zahair. Tarafah and other ancient poets and these together furnish ample material for the criticism of the context of their respective Dlwans. fol. 4A*i^l ^IaT ^y^ v^:tfVjwaj_5 J^S^jit-i U^V itself The main interest of the work concentrates in the extensive section fol. and at considerable length.8 SECTION DU MONDE MUSULM AN The work.

the 'i\jj}\ PAUL BRONNLE iS- » viz. an eminent philologist of the fourth century of the Hijrah (he died A. The author starts by relating various anecdotes in connection with philologists with whom it was a constant practice mutually to point out and correct each other's mistakes and then separately mentioned he proceeds to criticize the following eight works. and its various branches are touched upon in the course of difluse criticisms. 166. also called ijiij refutations. 486 ft. by 'All Ihn Ifaviza al-Baxri. Or. The main the famous * work of 'All Ibn Jfamz(t. more particularly as regards Arabic Philology. fol. V. Supplement. a good deal of which is not found quoted in other works of similar character. p. like al-'Askarl. 375) and belonged to the famous circle He was a great friend of the renowned poet al-Mutanabbl. 333. the Kitah al-ianhlhnt. IV. Bu172. Tliis author. Supplement. 162. which however have not been preserved. Rieu. when he repaired to BaghdAd. 144 h. Hajl Khal. 868 and Rieu. H. with his full name Abftl- KAsim (or. Arabic Catalogue. * Ta'rikh al-Islam. Mus. Comp. pp. • p. VI. is by al-Suydtl. was. I. Rieu. the single . Abn Nu'aim Hamzah Ibn 'All al-BasrI. 572. whom he received in his house. On Dlwan of al-Mutanabbi he wrote glosses. fol. I . LaJUI oL^C^^' .^IaT critical observ' ations on the mistakes of philologists as he called *. 48. * is a rich storehouse of information.parts of which are by Htlji Khalifa. 328. 572. ghyat al-Wn*at. of the Brit. 446.(5) DR. This work is also valuable for its abundant quotations ot ancient Arabic poetr}'. that gatliered round Saif Al-Daulah. 781ft and MS.

[6] 65: The Nawadir of Abn-Ziyad al-Kilabi of al A'rabl. wo died A.. 46. p. whilst three are extant in good 4. 116. Mas'udi. = de Slane's translation. 572. 210. H. pp. 210. 213.* The Kamil of al-Mubarrad.10 SECTION DU MONDE MUSULMAN 1. by Fliigel in vol. V. Lit. ^ 317. 6 . fol. 182. Ibn Khallikan no. viz. 95. Abu'l-Mahasin (Ed. al-nabat by ^ The Kitah Ahmad Ibn Da'ud al Dlnawan. Fihrist. H. p. vol. \ vol. vol. 31. vol. Anbari. 2. 30. p. Yuynboll and Matthes). I. William Wright made an excellent edition of this See on him Fihrist d. MSS. p. vol. vol. 206 and 205). Baghyat al-wu'at fol. |«'V*1 p. Ill. 85 = de Slane's translation. p. »^. Grammati- Bche Schulen * Araber. * Ill. Ill. 40. See on 'Amr Abu al-Shaibani : Fihrist p. Lit. v. 285. and notes 243. . p. Ibn Khallikan no.. 3. ^Y^p . notes p. Comp. Reiske). Hammer-Purgstall. Abulfeda. II. Arab. Fliigel. Abhandl. Fltigel. For al-Mubarrad Comp. Abulfeda. Arab. which of course greatly adds to the value of 'All Ibn Hamza's work. * Y^^ and notes p. Ibn Kutlubugha (ed. 139-142. vol. V. 28 37 . 166. l|J«— l|Jfl. p. p.. 282. ' The Nawadir Abn 'Amr ' Isliak Ibn Mirar al Shaibani. p. 647 p. H. \y^' p. who died A. (there are different records about the date of his death. Fihrist. These three works afore mentioned are non-extant or at least have not been found yet. . Grammatische Schulen. VA and p. VV- . Annales muslemici (ed. II. p. Brockelmann.fl . vol. fur die Eunde des Morgenlandes. who died A. vol. I. 71 Rieu Supplement. insomuch as lost it gives in the criticisms fragments of the works. p. Ill. Ibn Kuteiba p. p. *1 'I and notes pp. Annales musle- mici. Of the following five works two have been accessible made by good editions. Tabakat al-udaba pp. fl Haji Khalifa.

Lit. Gram- matische Schulen p. vol. FlUgel. Al-Zubaidi. Abu'l-Mahasin. II. 96. 42. p. Contributions towards Arabic Philology. 538 fol. . Annales Muslemici. Part ' II. Joordain. Brockelmann. p. vol. p. 20 6. 443. who died A. H. vol. Schafiiten. no. p. f**t**f. no. pp. no. vol.. . fol. Bronnle. 244. Ill. FlUgel. p. pp. fJf^V— p^t. and Bronnle. 1260. Gharlb al-Mumnnaf b}' AbO TTbaid al-Kflsim Ibn Salhlm. Arab. according to 291/ the MS8. 85. 108: II. I.. II. II. Abmad Ibn Yabya Tha'Iab. and Rome. v. al-Muzhir. vol. 167. \*^t** — h"'^. vol. no. Leiden 6. Anbari. p. Biographie universelle. Part * Comp. 172 ande note 159. Arab. vol. Hamaker. 224. VI. Hamaker. Geschichtsschreiber. p. Ibn Khallikto p. p. by Abn'l-'Abbas H. Haji Khalifa. p. vol. Anbari Tabakat al-ndaba |jVV. Anbari.11. Specimen. who died A. Lit. WUstenfeld. who died a. See Anbari. V^^ . p. Abnlfeda. p. II. 80. vol. Contributions towards Arabic Philology. Fihrist. 93. Specimen. 302 'Abd al-Latif 481 . 798 = de Slane's translation. . and on the foundation of this edition there has more recently another one been brou^^ht out 5. vol. of Berlin. p. p. edited by F. 18. Fihrist p. p. Mir'at al-Zam&n. II. lV«i . 107. Grammatische Schulen. Ibn Khallikan. 27. Abulfeda. pag. at Bolal^. vol. pp. Ibn Khallikan m. Tabakat al-udaba. Flugel. Tabakat al-ndaba pp. 486. 7. p. 325. Arab. Annales muslemici. Wtistenfeld. 164 j Brockelmann.. Grammatische Schulen. tAA— t<!A .. Comp. p. p. 2. |JY^ . Tabak&t al-udaba. I.. Hammer. flAA and WB . Al-Suyuti in vol. 118. IV. at Cairo and Constantinople and in the private library of Count Kitnb Landberg. p. p. * Of this most important work there are MSS. 'Abd al-Latif p. H. Brockelmann. * Lit. vol. 14. Berlin 1876. \\J^ p. 345 Al-Zubaidi. Barth. 10 6 . The Idah « al-Maiiiik by Ibn al-Sikklt. PAUL BROXNLE 11 work. = de Slane's translation. I. I. I. 282 and notes 248. Arab. [7] DB. Lit. 293. IkJdiyar Faslh al-KaUim .

Brockelmann. 5. Contributions towards Arabic Philology. Lit. * For Ibn Wallad comp. vol. Specimen. 2041). Al-Zubaidi. 202. 22 b: Grammatische Schulen. the Arabic part of which is ah'eady printed and which will appear 8. p. work. 155. furnished with duction. p. 89 6. Or. fol. f^-^. Part II. The best and MS. p. 365. vol. Bughyat al-wu'at (MS. no.. who died a H. p. p. vol. Annales Muslemici. Or. 229: de Sacy. I. 17. Kamil. vol. vol. " . no. pp. Brock. Bronnle. Flttgel. of which there are extant is niaDy and good MSS.. fol. V|J . Intro- Indices. fol. of Berlin.Library has caused to be recopied.. Paris and London. p. See Fihrist al-kntub al-'arabiyqa al-mahfuza bi'1-kutubkhane al-khidiwiyya al-misriyya. Or. Part I . From criticised this short list of the eight 'All B. 23 and 47 seq. Arab. For all the details as to this author and his work see Bronnle. 221. Husn al-muhadara.^vr teal Mamdud by Ibn AVaUad. Suppl. Suppl. Other MSS. Rieu. vol. Arab. vol. IV. Mus. B^. 3006). which are it is by our author preserved is Hamza. 827. p. no. Muntaka al-'ibar (MS. edition of this work. I. and Part II. are in the British Museum fol. 831. Brit. Lit. pp. 233. Abulfeda. vol. I. ^ preserved in the Viceregal Library in which the Director of the.. 446. Grammatische Schuleu. 100. 158-161. Commentary and critical Notes. Bughyat al-wu'at. Of this work I am preparing an edition according to the MSS. 332. pp. 20 6. p. BritMus. is in different MSS. 122. VII. Anthologie grammaticale. 1308. Hamaker. p. 167. fol. 215. ^ early next year. pp.12 SECTION DU MONDE MUSULMAN [8] An Cheikho. 126. X. 3042). II. 131. p. Haji Khalifa p. I. Fihrist p. 117. Mus. Contributions towards Arabic Philologj^. p. fol. 10518. prepared in Bey rut by Pater The Kitah al-Mak... Al-Zubaidi (MS. Brit. Rieu. easy to infer the far-reaching importance of his Kitab al-tanblhai^ which oldest Cairo. 137: Fliigel.

a rather dilapidated condition. in the Pi'ivate Library of Count Landberg. for a satisfactory critical edition lies in the fact. Spitta. vol. PAUL BRONXLE to 13 in London. A fairly safe foundation and base is given in those parts of the work. that they have all emanated from the old and greatly mutilated MS. and it is manner and method. . formerly belonging ' Freilierr vou Krepre- nier. in which they deal with their subject. But. was consequently rendered most very interesting to follow up the As a matter of course. Suppl. 313 (1886). but a clone and careful examination of tliem has shown me. whilst others have been so frequently altered b}' different hands that it is utterly impossible to A make out with certainty the original readings. as the skilled trans- matter stands. which are compiled by conscientious and cribers. The task of the copyists trying. ' Neldeke in *' Zeitschrift der Deutschen Morgenlandischen (*e- eellsch. of the Viceregal Library in Cairo. p.(9) DR. 672 no. They very seldom harmonise and frequently stand in diametrical opposition to one another. There i» therefore no lack of MSS. and the great difficulty viously belonging to Dr. in the University-Libraiy " at Strassburg and another MS. it is rather difficult to give a good and accurate text all the more so. good many passages are party obliterated and scarcely legible. 841. that is in this original MS.. is in which the original critical text is preserved as the case with the last five criticised books. so that * See Rieu. XL. as the work is teaming with poetical quotations. for the critical edition only those copies are worthy to be taken into consideration. ".

Arab. Brockelmann. the Director of the University-library in Strass- burg sent ot me for my use in the India Office the '^ Dlwan Ru'bah Ibn al-'Ajjaj and some philological work and the MSS. Mtiller in " Sitzungsberichte der Wiener Academie der Wissenschaften " 1878. H. MilUer in Vienna kindly lent me the Dlwan of al-'Ajjaj. Arab.. Kairo und p. In this respect I made a special point of going to the sources as far as the unpublished Dlwans of poets are concerned. p. XI. yet there still remain so many riddles to be solved. 335-342. vol. Brockelmann. is which nonun- extant or at least not found yet. H. Prof. Leiden hersg. underlying the criticisms. al-'Ajjaj and Ru'bah Ibn al-'Ajjaj. of the Hamasa of al-Bul. D. Bittner. * Wien 1896.. vol. 313. Das erste Gedicht aus dem Dlwan des arabischen Dichters al-'A^^ag. The criticisms derlying the text olten give valuable hints for the right method of reading the criticised work . of the * See D. Through the kindness of different Arabic scholars I have been enabled to use a good many MSS. 60. Gesellschaft " vol. But there remain other sections. in the original text. w^hich are generally not so easily accessible. 60. regardless of trouble and loss of time. I.ituri.U we SECTION DU MONDE MUSULMAN are able to restore [10] many parts of the Manuscript with tolerable safety. . Lit. pp. to try to bring within his reach every source of inform- ation which possibly might throw light on the text. that the editor's task must be. namely the criticisms on the first three works. p. particularly those of Dhu-1-rumma. Lit.. some in the British Museum and the India Office in London and some in the University-library in Leiden. See Noldeke in " Zeitschrift der Deutschen Morgenlandischen I. which is in his private possession ^ . Nach den Handschriften von Constantinopel.

and place an almost absolute stands our author. PAUL BBONNLE 15 Diwans of Dliu-l-i*umma. 673. to these I had accefts in the Bi-iti^h Museum and in tlie University-Librarj' in Leiden respectively. although belonging to the school of al-Ba5jrah made it a rule to be fair and impartial. one exception to this Comp. however. 'All Ibn belief in the authority of those old linguists. In striking contrast to this Qamza. al Ferazdal^ and al-Shammakh. Rieu.. The very first critical passage with. The Arabs are as a whole of a rather uncritical disposition.* There is. in its pronozmced critical character. and to point out the errors of the Barjris as unsparingly as those of the adversary school of the Philologists of Kttfah. So I liave done everything in my power to prepare an edition as good as possible with the materials to hand. and enough for it must be said that as a whole he exhibits himself as and him to venture a greatest of the Lughawl's are good rather an Bassrls. I have already dwelt on the great value which attaches to this work of *All Ibn I^Iamza with respect to both the various branches of Philologj' and the ancient Poetry. unjudicious exponent of the school of the In fact one cannot help realising that 'All Ibn Hamza. Suppl. no. For the philological side of the work I had the rich treasures of the British Museum at m}' disposal. lies. namely in his » . Yet there remains still the question to decide wherein this particular value First of all. p. they receive the old traditions and accounts without much critical raisonnement. and pointed out that indeed it ftirnishes some of the most systematic and effective documents of the ancient Arabic Philology.[11] DR. 842. rule.

as it is preserved in the Libraries at Leiden. 'Ali Ibn Hamza. 11. to on which side the right really gain a bari lies. pp. For this purpose. that MONDE MUSULMAN [12] eopiouy on the Kamil of Mubarrad. 39 seq. 34. as is possible. amount ical. grammatical. probably emanating from a certain jealousy of Mubarrad's high scientific reputation dragged liim too far and made him unjust. although even in this case we cannot refuse to him the possession of an exceptionally critical spirit. Arab. and as tar attempt a final decision. with which ster in philolog}^ I propose to furnish the critical edition. I shall have to knowledge of the Kitab al-inmf by al-Anon the controversies between the schools of Basra full and Kufa. historical all in fact. 115. which are not known * Comp. I. . lexical. Brockelmann. of rich material.. where a specimen of the work is given. Bronnle. ^ the Escurial his criticisms and Constantinople. to balance the views of the criticised authors and of their difi'erent critic. Part II. Contributions towards Arabic Philolog}'. In putting forward our author piles up a remarkably large and geographical abundantly rich. poetical. a masterpiece of deep and well-founded philological knoAvledge. one against the other. he touches upon almost the intricate problems in which Arabic literature is so Specially noteworth}^ in this respect are the nume- rous references of 'All Ibn Hamza to the observations and remarks of other authors. that we are bound to admit that his pronounced dislike..16 SECTION DU criticism. It will indeed be a most interesting. Lit. though rather difficult task for the commentar}'. From the very outset he indulges in such scath- ing and sharp invectives against this consummate ma- and aesthetics. as Mubarrad. graph.

the al-AW(\hi two Nauadir-\\ ork^ and of Abu 'Amr (d-Shaibani moment lost. al-farld. PAUL BRONNLE 17 to lis through other sources. are preserved neither great Arabic Dictionaries. The main which I have already contains criticisms on three prominent works.. lies in the fact. as Ibn al-A'rabi and aKShaibanI. a careful in examination has shown me. afford a certain guarantee that the Naufidir-hooks^ composed by the same. however.[13] DR. which. At the same time there are to be found many poetical fragments.«r/iV-literature. etc. nor in the great Adafj works 'Jkcl as the Khizdnat al-Adab. Saftifij the alr- the Tnj the Lisfni al-Arab. to briefly alluded. Although one of the best specimens of the rich Naimdir-\\iQYQ. the Nawndir of Abn Zaid. The names of such accomplished masters in philological matters. which are non- extant or at least are at the say. that it Arabic Poetry. w*ill open up and enlarge a new field in Arabic Philology. neither are they to be found I have turned in well-known sources to which the hope to find out the parallels. other hand. the Kitab al-nabat by Ahmad Da'nd cU- Dinawari. on the b. the Kitrib al-tanblhnt most valuable contribution towards ancient strength. Tliat this is indeed the case.t\xYQ has been made accessible by a good edition (viz. is abundantly and conclusively shown by the remains of tlieir works as pre- . that is to of Aba Ziyad al-KilabI ^ and. which appeared Beirut 1895) j'^et the overwhelming richness it of the Arabic language renders ducts of this most desirable to bring witliin the reacli of the oriental student still other proiV^rtw. in less And from exhibits a this point of view. as the '^Arns.

in order to give some idea of the character and aim of the critic 'All Ibn Hamza. to reconstruct these by disentangling their underlying clauses from the complicated and intricate passages of the criticism and detaching them from the context. ''the book of the Plants'. as the custom with these old Lughawl's. I have endeavoured by reconstructing the two first works to point out in each single passage which way the criticism sets in and show the point of view taken by the critic. we are justified in concluding. Although that author in his critical reviews has availed himself ot a rather eclectical method. power and of his reviews we are enabled to reconstruct many valuable fragments of these lost works. . At the same time. be said. however. Akademie d. that al-Dlnawarl deals with his subject much more from the philological is point of view than from that of natural history. It must. no means richly represented either in printed books or in MSS. as substrata for his philological critical sagacity. and to link together these disjecta membra. by three lost al-Dlnaicari^ I scarcely need to point out at greater length. As to the Kiiab al-nabat. how much importance which is bj^ is to be attached to this conspicuous specimen of the ancient x^rabian botanical literature.18 SECTION DU MONDE MUSULMAN [14] served in the criticisms of 'All Ibn Hamza. Wissenschaften zu Berlin iiber meine arabischen Studien am British Museum zu Lon- don » I made a humble attempt works . that from -the general drift of thought and language observable in the preserved passages of the work. in as selected those parts to much as he has only which appeared to him particularly jet by the yery character need correction. In my « Bericht an die Kgl.

the is in the possession of Count Landberg of ratlier an old date and must. according to the letters I have received on this subject from Prof. Sofia private library and the third in the of Count Landberg. the pupil of al-Kisa'i and al-FarrA.). one in Cairo. Escurial. London staiitinople. for a forthcoming edition. the Gharlb al-MiLmnnaf by Abu 'Obaid. Til us PAUL BROXXLE given in 19 after liaving short outlines the and most striking features of the relation which exists between the critic 'All Ibn l^&mzB. the GharJb al—Mti^aJinaf b}' Abf* and the Kitnb al-mahfir nal-mamdnd by Ibn Wallad. It is preserved in i three MSS. and in my ) opinion it should be edited. Dr. The best of these I MSS. Whereas the first two MSS. the Mah ai-mantik^ the main work of the great philologist Abn Ynsuf Ya'knb Ibn Isl^alj: Ibn al'Sikklt. Moritz. The first of these. The second work. and the authors criticised by him. and from Dr. as is tlie case with the Kitt^j IMi al characteristics main mantih by Ibn 'Obaidj al—Sih'kit. I have. Cheikho according to the MSS. will be edited in the course of the next years by Pater in Beirut... Cairo and Conis in Leiden. in the first place be taken into due considera- . of Berlin.[16] DR. to the German Embassy it in Con- stantinople.. Dragoman MS. namely those which are extant only in MSS. one in Constantinople Aja. Director of the Viceregal Libraiy in Cairo. to add still some words about the last category of criticised works. is one of the most noteworthy and complete systematic Dictionaries. in conclusion. are quite modern. Mus. Gierz. and have thoroughly it for purposes of comparison with its criticism. undoubtedly studied the Brit. Mus. (Brit.

no. respectively in Berlin. London. But a close examinHandlist fnot printed * towards Arabic Philology". London and Wetzstein. Brill Leiden. in his short ^ and Ahlvvardt in the great Berlin Catalogue. of the book. as the original work of Ibn Wallad. vol. F. VI. both on account of other its age and its correctness. I have that myself undertaken an of the Tanbihat. 6940. * ci- is already in an advanced stion The treatment of the maksttr-icd'l—mamdiid quewas quite a favourite one with the old Lufull ghawis. * The book has now appeared uuder the title: "Contributions I. and I edition. to By for the best is that in the British Museum. and the Librairie devant E. for purposes of comparative criticism. 1720. I have been compelled to form an opinion about them which is rather contrary to that of their chroniclers in their various catalogues. as a forerunner to am glad to add. Berlin. Kg). what has been There are three MSS. previously belonged. Handlist II. I sliall [16] have to study thoroughly — of the whole section — the Kitab alsame time the makmr waH-^namdfid by Ibn Wallad — who belonged to last this work. Wetzstein. ' Ahlwardt. which will be published by Messrs. . Arabische Handschrilten d.^ are looking upon this Berlin MS. As the MSS. that the print et Imprimerie. 1900.20 tion. and in the Introduction to the edition I have endeavoured to give a written upon this question. SECTION DU MONDE MUSULMAN In any case. Bibliothek. state. Part I^iden. and at the As to the third work of this category the Egyptian school of Arabic Philologists. Luzac and Co. of this of summary woi^k. to whom the MS. Both. in Paris and in London. Paul Bronnle. by Dr.

and a rather poor one too. are almost entirely omitted. written lexicographical purposes. PAUL BRONNLE 31 and careful comparison witli the two other M8S. convincingly shows that the Berlin MS.^^ edition of this series » work by Ibn Vallad forms the title « Contributions totrards part of a under the in Arabic Philologyy which I propose to publish some * For the details CSomp. the Paris MS.. dhakkar ira't-Mu'annath. — ToiM III — C8*« Parti*) % . but only an extract. although written by the same hand and with the same ink as the former part. is in fact not the original work of Ibn WallAd. but also the ahawnhidf the loca probanda which form. has led me for to the conclusion that the Berlin MS. Coutributions towards Arabic Philology. is described by Baron de Slane as containing whole tlie work of Ibn Wallad.. as it were.[17 J DR. It not only greatly differs from the other two in the prosaical sections. in reality contains the fragments of quite another work which I have not been able as yet But from its contents I think myself justified in drawing the conclusion that it belonged to one of the numerous works on tlie 'Masculine and Feminine'. the backbone of a standard work of Arabic Pliilology. BrOnnle. the merely grammatical portion of the work. a Kitnb al-Mufiilly to identify. On the other hand. that agrees in the whole with that of the otlier two MSS. and this in connection with the fact that the second and shorter. is tlie Introduction. Aetti dxi XII"'' CQttgrii dtt OritMmUtU*. The ^V. exliibits merely an extract of the original work. is totally left ation out. But he has overlooked the fact that the latter part of this MS. particularly The only * portion of this MS. Part II.

especially on the poems. of the Royal Library in Berlin. critical it In order to convey an idea of the character of 'All Ibn Hamza's literary style and of the he has adopted in his reviews. and. the criticisms of All Ibn Hamza. will round which form the edition in two in the of the Kitab al—tanblhat. and of which I have had great pleasure striking features in giving in brief outlines the most characteristics to the and main Mu- hammedan gress in Section of the International Oriental Con- Home.Init is troductions. according to MS. The main part. and the Kiidb al— adddd. which forms such a notable landmark wide realm of Arabic Philology. Mus. grouped. all the others are vols.. now short aphorisms. however. but always .. according to the MSS. The lished series will besides comprise the two unpub- works of Kulruh both according to unique MSS. as far as Commentaries in extenso deemed necessarj^ with deahng with the different points in question. contained therein. the Kitab al-azmine. the main source of Kitab al-addad by al-Anbari (edited by Houtsma) according to the unique MS. furthermore the Commentary Abu Dharr on the Biography of Muhammad by Ibn the unique Hisham. As I have pointed out above. I methods think appropriate to annex a few examples.. of the Brit. Constantinople and of the Escurial. and some other valuable treatise on Arabic Philology. now complete on subjects which attract the critic's particular interest. treatises the criticisms are generally of very different length.22 SECTION DU MONDE MUSUL]\IAN [18] of the most interesting documents of the oldest Arabic Pliilology and to furnish the editions witli literary. of Berlin. 'book of the Times'.

(formerly belonging Freiherr von Kremer). \>\'B . ^'t^f*'. 8 . J^^^J *°^ *8 ***** quoted in al-Sahah rflt and XI. 1. by to K the MS. ^A. ftAi . Lisan aU'Arab. read f>^' • * The verse is attributed to t^Uoj\ iji O^. PAUL BEONNLE 9B supported by a most liberal display of poetical quotations.. * cU^I * "Ji^ -i^^^UVj ^M«=^5\ Ju:iJ\ l-Jl 4*5 IjU li^iftj By C. II. 1. in the notes is meant the Cairo MS. by S the Strassburg MS. . Mus.[19] DB. Taj al-'Arus vt. whereas in the second the critical zeal seems to be somewhat lacking. * See Kamil (ed. Of all these eight criticized works there is none which has been so closely scrutinised by our author as that famous work of al-Mubarrad. The first of the two examples which I ap- pend to the foregoing essa}*. of the Brit. Wright) VYfl . = Cairo edit. 1. IV. particulary in its first part. is taken from 'All Ibii yamza's criticism upon the Kamil of al-Mubarrad (edited by William Wriglit). 18. ' * The Kamil reads «JJ«3 ^LRJu**)^ Most of the MSS.

. verse 6. K and S read ^yA^ X f*'A^ ' MSS. Kojan. SECTION . tl "i ySj JUj aUU ^^^5al1 J^J^^ L^^iXo s>^^ ii^t ^^. Koran.24 ^ W f . DU MONDE MUSULMAN . jJ^I (Ijet <^j*C^ as Active).1 [20] _ . verse 78. % . . )f^A with the second hemistich running as follows * ' MSS.^^cut^ The whole verse is mentioned in Lisan al-'Arab XIII. Sura XIX. ... C and K yS^j^\ and Lisan vocalizes * This verse in also cited in Taj al-'Aius al-*Arab * * XX. Sura XVIII.

. p.^mJuJI «-^^ J^\ ^Ij Utfltf ^UV ^UM ^j •3)>>^^) ^^-« ''/t>^' U^J y^i^*o %\m ^y ^J^mij (»^^^ (^j]jj U A^ji\ t^a^ L«c!^ ijiAil Juft\ =* ^jojv J\j" . PAUL BE6'NNLE i^\ *^ 95 jL-d IS^^ cfiy^. Ahlwardt. O^ ^ 4 ^ dT ^ O f\./ Jyb UC^ Jui>U3l O^ ^ jjjujj Sjs. verae Comp. where the second hemistich reads * Koran. verse 27. Sura LXX.t . f*» . « ' Koran. Sura XIV. verse 20. Lisan al-'Arab XIV.[21] DE. 19.^^ * I^aJLc vjISx **oI^j ^j • Koran.j^L-A>»lj cJj >JM cr <.^i'> U^^. ^A6. fl. Sura XIV. Six Divans. ^y jlj*** f^\jj }j* i\^^ v-=.

Kamil Wright is p. (ed.36 SECTION DU MONDE MUSULMAN [22] Jf\y«j J^ao yJKi Sj^ ^j\^^ ^'^ SJ^^ Uj [fol. * The verse not contained in the Diwan of al-Shammakh (MS. t^^. with 4^' . Leiden).\> 1.. S^b^i 0^^ 6] ' 59 :y^\j fcjLoV^ U^aJ^ Jv«L L>fi^3\ j^jP 3 . * K and C read J?^mJKld\ I . Ui. B. for 3.3\ _J^^ 4>>t\9* <^^> /r* S«^<^U^ ^ ^LJkJ\ * JUJ JU* UT u\^^3j v^3\ Ui»U ^^UlU The verse is by Labid and quoted Taj al-'Arus X. f*'A^ |J*i^ and Lis&n al-'Arab » XX.

PAUL BR5nNLE 27 * [aj\JLii\ ^—-t*. Sura XXV'I. XVIII. t6^ reads A*Ufi:^^»fl-«.il 'l-i^^ >W * jt\^i^S jj<^^ u^wkA3\ ^umJI^ ^4^1 _^«Jt^ ju^L. t^ -Aa)! Joo^ )ij Jl JUO Lf al-Arab .[23] DE. verse 44.4mJI J^A l<^ ^^a^jXj * ' J^_^ J^ JJ^\ JU' s^^aTj C^ ^ * m ]^j ' s^7^ AaU 4 Lisan f 6^ ^ f a. The vera© 18 by V * I 0_8»> ^J' Kdmil reads ^-»ib ' K reads L^)^^\ * Koran. .

a:^L^ 4 O^ X> * A ^ o-?^ v«:^-^j\j ^X V/ # t*^ o ^< . %-«<>J\j ^Wj \*f.28 SECTION DU MONDE MUSULMAN «' [24] ^of fti>^ v.^ ^j '^^\ [fol.^lAj^j<i4^i liXtfi JUi Lu4M <^Ljt^ JL« s«>v. ^ ^ X . . 60a] »«>^^ (3 • J^y^ ^y^ *^^ o-* ^ ^^M-5 X -» -^ ^ \^ C T^ y ^9 I-^jJl^u i/^«>^^..

from the point of view of natural history. y^^y^ ^)} ^ikjJ^ ^\ ifj^j [fol. \Y>^ and XIII. As the second example I short passage of 'All have selected a Ibn Hamza's critical review on Tliis the Kitnb al~nabat by al-Dlnanarl. but from a tific philological standpoint. VII. yst . VII. . But all the same the scien- result for this rather neglected branch of Arabic science remains a considerable one. PAUL BRONNLE » 2. Lisan al-Ar«b III. ^|J«1 . as Arabic works relating to botanical studies are exceedingly scant}'. with diflferent variants. as one miglit expect. this part of 'All and the edition of worth will largely tend Ibn Hamza's to throw light on many difficult questions relating to botanical matters. «v^y»&) fore v^w «^i id Ttij al-Arus \^^ '. ^16. is also quoted with j^^^Y . 28J * The verse IT.[26] DR. work is the more important. XIII. It must however be borne in mind that it is written not.

^>-^ ^Vl?.^'^ ^' 4^j a^ss^jc* flail '. p6^*' . Taj al-'Arus VII.Arab VIII. »Lmm (T. 'ilkm \jj^). f^t^^l and XII. See also Lisan al. f^t*"' ^^® hemistich running as follows f . ^-' -* > i *^ '^^'^^^ (JO A . is ^*i^ where a similar verse by Ibn al-Rika' quoted ^V^U* ^ ol nii\ S'^^^ . like Lisan and VII.30 SECTION DU MONDE MUSULMAN [26] J-f^^^l^ J-H^l^ Ja^A**\5 >^4!^ ' ''-^i^ *^^\ o\i. U^ ^o. read j»VC In . f*»|J. ' Comp. * K transponed fLi\j ^Ui\.J^ Joi^ o^^-^ i^ f^^. but the reading of the Dictionaries >»>* is preferable.Jjij j^sswU Jyill^ Li». 1.|i' fL^\ A^ 0[^^ L^iL-^. where the whole fi^'^*' verse is al-'Arab XIII. j^k^*«\^ aiuo» ^\ Jj^^j t^**^4 *v^^ j^-^j >r>^ J^^^ ^ ^ " X "^ • ^ *• * The MSS. quoted. c.

PAUL BR6'NNLE 81 »\j^j::>l U 4SW jj^^S J^^Ui 4.».>^^W3\9 J"^^ s^>S^ AiyU« ' This verse is also cited in TSj al-'Arns IX. \\^ and IV. t^t * Also quoted in Taj al-'Arus I.^ <S^*^ Lm^\ ^_^ju^ jj_^) ^'jjjyj -^j^ Jh^^ jUa^l J%a3\ iilul:*.[27] DB.^vji4 »UI\ Z'^*^^^ (>^^ ^ - — ^t^lj ^3 i^ft . VV^*. JUUi3t^ ^X^ '5. Md and XI. Lisin tor al). a* and Lisan al-'Arab XVI. *^\ (everywhere with 0(V^^ QV*^/* . 'Aiab in. ^\ Jlj-_5 'J^^t ^4^ 1>^Lj ^>^ 6oJ^ i. ^iY^V and III.lj^\ L?5 ul^^-« wTU^ U^AmJ\9 A^m.

* The second hemistich runs in Lisan al-*Arab XIII. ^>«<»>jar>«C1KMci>'Sr- .32 SECTION DU MONDE MUSULMAN [28] Jbl^l li\j ijjt^ ^^yf^ »>^ * Lisan al-Arab XIII. )f\^^ as follows De.Y notes onl}^ this version of the verse. ^. Paul Bkonnle.

Session de G^enSve. IV. p. est figure portant une momie * On pent Pour les deux pi-einidra de ces articles. reconnue de mfik. lit qui. p. . dans la plupart des cas. on serait peut-etre tent^ d'y voir le lit si frequent aux representations tuneraires. j'ai eu I'occasion d'etablir. page 246 (Mars 1891). Proe€9ding» XIII. ce dernier (5t^ trace sans Voiseau couch4. m'a ete permis de constater. bien juste des la partiaite exactitude de la lecture mnk attribute il par moi a ce signe. Dans un 8 ans. avait est de reconsigne naitre que. il meme lecture. article paini dans les Proceedings. pour la la valeur y a premiere ' il Tequation de deux signes. 123-188 et * Sphinx II. voir AcU* du X* Congr^ des OrientalUtet. Le second signe ayant Plus Ibis. 1-10. j'avais cru attribuer a Tautre signe cette tard.NOTES DE LEXICO&RAPHIE EGYPTIENNE TROisifeME Article ^ UN SifiGE ET SON NOM. le plus souvent. Toutefois. tbis. se demander: Que represente ici le signe simple? De prime abord.

Db Rochemonteix. IjdH s'est joint ^ « Ton a son siege. les coeurs du cycle divin a leurs trOnes mak le II serait facile de multiplier nombre des preuves de p. tinction absolae entre ce signe avec la momie le couchee. 1. une le second est sans doute a rdgarder comme il sorte de siege. cet ordre. Mais I'^spece de sopha qu'on a cru devoir construire h c«t effet est. derniere explication par suite de differentes raisons. y a un mot egyptien maket qui « a I'aide de notre signe et qui se traduit coeur ab sur son siege. ex. Puis. » . 177. page 50. Cfr. signe ne s'emploie nuUe faut done etablir une dis. Le Temple d' Edfon I. Mais quiconque examine le II les textes des basses ^poques trouvera vite que part dans la A^aleur mnh. k * mon sens. • De Rochemosteix. Un exemple d'alleguer se traduit de la maniere suivante coeur db. un siege en miniature qui semble reproduire sous forme plastique le signe qui se transcrirait mak. Je conclus a cette s'ecrit ». Le Temple d' Edfon I. ». siege : p. il y a au Musee egiptien du Caire. p. inadmissible.. qui se lit sfer^ et celui qui se lit lit mak. 796. 114. decrit par Le dit siege est Maspero ^ en ces tennes-ci: « 2364 — Bronze • Au mu86e de Florence il y a une reconstitution moderne du sigue hi^roglyphique mak. ex. Si premier repr^sente un a momie. p. corame dans Texemple qui ton se traduit ainsi ^ « Je place ton coeur hdti sur son tr6ne onak tre ou le parallelisme des membres mon- que les deux signes representent des notions synoanalogue a celui que nous venons : nymes. nos annotations lexicographiques en fournissant en quantite. p. ^ . D'abord. Guide du visiteur au Musee de Boulaq. note * Maspero. Sphinx II. o Horus.84 SECTION EGYPTOLOGIE * (2] couchee.

un tabouret pour » C'^tait probablem6nt un Harpochrate qui siegeait sur ce tr6ne. L'^pervier sur le haut du dossier du tr6ne royal correspond blement au vautour dont Maspero sa description deja citee. Devant le fauteuil. ' Voir ZeUschrift Voir le XXXVI. un bas-relief d'epo- fait voir un roi assis sur Cette derniere forme de notre signe nous ser a la description qu'en pen- de r ouvrage intitule cet ouvrage. N. pour quelquefois commodite. on la pouvait supprimer en dessinant torme conventionnelle pour le mcik. ainsi Le meuble decrit le par Maspero a sans doute son equivalent qui est debout visi- dans trOne sur lequel le roi Chafra. : en bas de la page. Pag. Berlin 1899. Fauteuil de divinite. au Musee du ^ Caire. la note « Jl que voici faut substituer lit > .sous que recent qui nous (mtlk).[8] £ARL PIEHL 0"* 85 H. un petit trian- gle J a la momie que « plac^e sur le En » consultant la representation citee d'apr^s le catalogue de Berlin. 496 de recti- y a. on voit de suite « le petit triangle » A montionne par le dos- r^diteur du sier Temple d'Edfou est simplement la de notre siege. page 3. * dessin k la page 405 de Ausfilbrlicht$ Verteiekniu dtr gg. . dossier que. larg. fait mention dans qu'il En troisieme lieu.. 0"" 078. 105 . au un trOne fait Mus^e de Berlin. est represente assis. 2261. AUertilmer nnd OipsabgilMe. qui deploie ses ailes afin de prot^^er le assis. Ep. saite. Lee deux : bras supportes par deux lions passants le dossier est un vautour personnage les pieds. je le rappellerai y a. Seraptium. ficative il donne quelque part Tediteur Le Temple (TEdfou.

I . a la forme d'un epervier couche. Karl Piehl. monument dont « le dossier est un » oiseau « qui deploie ses ailes afin de proteger le personnage assis » Toiseau.36 SECTION EGYPTOLOGIE [4] Des observations qui precedent il resiilte qu'il y a eu en Egypte nn siege ou tr6ne appele mdJcet. La forme avec un oiseau couche que nous en avons citee. rappelle la description. au debut de cette note. d'un monument de cet ordre conserve au mus^e do Ghizeh. mentionnee d'apres Maspero. qu'il faut bien distinguer d'avec le lit. . sur la statue de Chefreu.

DI UN BASSORILIEYO DEL MUSEO DI PERUGIA La meiite rappresentazioiie del basso rilievo e evidentefacile assai a essere spiegata: trattasi di un Fauno che mentre suona la sua fistula h in stato di / J Maui* priapismo. proclivi abbandonas* sero alio piu diverse du tbraio orgiastiche: le indefinite Tome III AetM du XII"** Conffrti OritntmlittM. si Sappiamo Faiini. alia hissuria. e qiianto i nell' atteggiamento di saltare. — — (V* Partta) .

o piuttosto opera addirittura di artisti non etruschi. I ricordi che la gente etrusca aveva porta ti seco si nelle sue peregrinazioni. 1' greco-romano. lo svolgimento della con- cezione artistica e evidentemente improntato alle me- morie de'culti dell'Asia. che arte etrusca. credo lo ripeto. non poteva non esser tee percio. 38 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS che ne conosciamo per opera [2] rappresentazioni degli ci scrittori e degli artisti nelle arti figurative non con- sentono pertanto se d' illustrare un argomento notissimo. alia loro Ion- non avessero subito influenza di un piu I . che sia impossibile definire di con precisione quali molte memorie lasciateci dagli dell' Etruschi sieno prodotti arte nazionale con influenza della raffinatezza estetica importata. 1' pu6 dirsi die. Ed memorie. arte. non sara. avanti tutto. pro- priamente detta. abbia avuto una vita sua propria e originale assai ristretta: 1' influenza roniana cli'era per elleniche . alquanto di verso: non per un punto di vista qualche osservazione sul bassorilievo perugino. credo.. (/aria ecc. della volta. della Misia. Ma le popolazioni della Frigia. riverbero V esplicazione delle concezioni si nianifestava in Etruria anche prima che la popolazione etrusca fosse politicamente assorbita dall' elemento invasore. e che alle riconnettono quasi della esclusivamente antiche tradizioni Grecia i trovarono modo di meglio affermarsi quando Greci meri- poterono espandere la loro influenza nell' Italia dionale: e cosi quel contatto piu diretto con chi ricor- dava agli Etruschi le glorie di le un mondo del quale si erano assimilate condo. per dir piu esattamente. evidentemente inutile. II nostro bassori1' lievo elegantissimo appartiene al periodo in cui o.

delle Basterebbe non dire da di varie fomie del culto immortalati cibelico.[3] G. accessibile alia fantasia gia corrotta popolazioni conquistate. di concetti atavici. a tire apparentemente. fatto vivo con stero d' arte. Non 6 un satiro come un altro: c* fe qualclie cosa di accessorio vece. L' aggruppamento ricordati. viva in ricordi vizio. ^ Toriginalit^ della concezione in questa mirabile scultura. che unite insieme costituiscono la mitologia comparata. trionfa mirabilmente agli occhi deirinvestigatore nel bassorilievo peinagino. e dei tra- viamenti passionali. nostro soggetto da tutti gli cosi parmi. anche Catullo neir Atya. mente la trasmissione ereditaria di certe idee che nel mondo greco-roniano e per coniei*atici anche nei popoli soggiogati fanche trovarono ampia come gli Etruschi) maniera di svol- gimento. e che in- mio modo di vedere. anche nelle magidi sue espansioni piu abonninevoli. DONATI ricordarsi. lia Ma chi non al- visto de' satiri nelle gallerie e nei il musei? Quel che veramente distingue tri. Sarebbe trovarono o inutile citare s' i nomi degli scienziati che il ingegnarono di trovare bandolo della matassa in quella congerie di rappresentazioni ideolo- giche e tradizionali. completa la scena: illustrate il Sa- cosi vivacemente scolpito e da quanto prodigiosa. Era una pletora di lussuria che finiva per soggiogare i vinti Etruschi col tascino della brutalit4 lontani: il elegante. per 89 tano Oriente? altro. sempre sin- ceramente anche se apparentemente discor- . ri- e figurato nella clie prima base prospettiva: quel serpen te culti orgiastic! esce da 11a cesta al suono della fistula oltre che ricordarci i non pu6 non chiamare seguenza alia nostra.

— It is thus that mythology arose. nen facevano che rendersi eco ledele concepimenti de' nostri della per conoscer la quale conviene risalire alle sorpro-avi. Dio e Lucifero. Dagl' ingenui dalle piu eleganti manifestazioni tine delle civilta antiche. Ora se consider] amo certe piche. it II. IGO. Auramazda ed Angra Mainyu.40 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS e la [i] danti. ^ Del resto e troppo note: raale e contrasto nelF ordine di certi concetti principio della lotta fra alle il bene e il comune si razze t'ra superiori e alle inferiori. la luce e le tenebre ecc. and thus that to be must be interpreted if it is more than a mere conglomeration of meaningless or absurd stories. lotta che manifesta Indra a Ahi. noi possiamo trevare assai spesso nelle piu antiche memorie. Chips from a German vorkshop. tante die arte indiana ha ta- dovute per rappresentarcelo materialmente gliato per lunge a due coleri diversi (fatto del resto che ritreviamo anche in altre rappresentazioni vislinuitiche nen possiamo nen ricordarci delle antinomie che pre- ' Max MtiLLER. I . nota per la quale torna in mente quelle felice scrisse il il che con sintesi un grande maestro. dove i due principi sono anche uniti per volonta di i artisti (canteri e rappresentatori delF arti figurative) quali altro corrente. genti. il a quelli infantili de' selvaggi concetto della condi principi trapposizione e del ravvicinamento eteroti- genei e cestante. e lo svelgimento di tale parallelismo. che giunge talora alia unificazione. Ma il contrasto piu curioso e perci6 degno di essere richiamato e quelle che nelle tradizioni anche piu vetuste pote infiltrarsi nel parallelismo del concetto della vita con quelle della morte. figure come per finire es: il Die Krishna nella sua duplice 1' qualita di chiaro e di scuro.

per e d'altro. anche etici. per le quali il dio beatOy e felice^ il huono h pure mostruoso.-iva: io credo che non sarebbe cosa agevole senza il sussidio della mitologia comparata risalire alle sorgenti. conosciamo sono prova evidente che (' beato^ WfelicBj il spostato: diventa addirittura il maligno. la quale alia sua volta aveva rioevuto le tradizioni dall'Asia orientals ie in- * Big-Veda. fra altri. ancora. non solo disprezzato. colpe. 9.. cattivo. il i testi che noi ecc. ucciso da Indra al quale inoltre aveva impartito certi insegnamenti: dunque ritroviamo che quel buono. e ciso.. anzi. nella personalita del dio (.. DONATI arii.(6] G.. Ne abbiamo un esempio. bravo e desiderato Tvashtar. ». principi.. il Rig-Veda ne una prova luminosa. eppure troviamo questa stessa figura Tvashtar. . se ripensiamo alle mistiche sue nozze con Durga. quel che piii importa. « aAgirasAm abhava^ sacabhuh sa dev&Qt\in pathah upapravidvun.Veda sullo scambio della personificazione mitica: noi troviamo e Tvashtar che * non solo amico ma anche sostenitore degli Afigiras e tipica. una confunione non dire i sugli stessi attributi delle divinity 6 evidente nelle piw antiche memorie quelle popolazioni. tratto dal Rig. Un altro esempio. la quale ritroviamo sotto altre forme e con nomi diversi. 79. e prcparatore della via agli Dei. Io sono ma uc- e senza aver commesso convinto diversi re- pertanto che la unificaziono tipica in rapporti <ia indiscutibile: altrimenti le antinomic apparenti ^terebbero lettera morta. X. II tipo di provenienza diretta dai culti delT Asia occidentale. deva ivuslitah ecc. come Uma e Parvati. 41 senta il pantlieon venerato dai nostri padri Una di perplessita. sono talora impersonati in una sola figura che assume le quanta varie.

Ovidio. Mytholo- logie des Plantes. siero il il coll' idea del ci- come al tempo stesso il liuga ci richiama al pen- mistico pino: ed invero la testa di quel serpente vita. — Per la trasfor- mazione di Atys cf. di come e clie saghe primitive. serpentina e qui viene in mente un riscontro: la connessione ideologica della perpetuita dell' esistenza presso. e quel naga b alia sua volta salutato dal satiro che trionfalmente * Of. alia parola cypres. Met. che sporadicamente possiamo rilevare dal materiale possediamo. zione di pente. ha un significato: la procacita rappresentata nel protagoil nista. I . il Nulla di piu comune della rappresentasatiro: il un ma quella cesta da cui esce il ser- naga^ simbolo della vita e della morte. quale e simbolo di come i il pesce. e che d'altra parte e mito fallico) rappre- sentano una combinazione mitologica interessante. del protagonista : a fiamma. ap- come not6 anche Wilson (senza per6 occuparsi i della connessione mitologica) troviamo rapporti col Matsya o pesce. e al tempo in- stesso di si morte ^ del serpente che esce dalla cesta e che cobi'a dei fachiri drizza come incantato (come 1' diani al suono del loro flauto) quasi a contemplare e salutare arrive del protagonista protervo. di quel naga o fece e fa ci naja tripiidians (che tante vittime tutt' ora neir India. Vedi pure. e poco presso. De Gubernatis. e rapido sorgere. mentre una conferma e nel linga anch' essa. artisticamente superbo. del serpente. X. nel Vishnu Purdna il ricordo della Nagapan6ami o quinta lu- nazione consacrata ai serpenti considei*ati come diviniti. e notevole il Ed fatto che delle tradizioni dei culti orgia- stici si riscontri nella testa del una prova nel nostro bassorilievo anche naga.42 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS riferirmi [6] tendo specialmente alle tradizioni indo-ira- niche) possiamo ritrovarlo nel nostro bassorilievo ricordo.

pure inconscia- mente prevenivano Cijjele e la morte afrodisiaca. pensiero antichissimi ricordi mitici ai piu di il quasi senza dubbio. VI. . accenna pure al concetto fallico: mi limiter5 a citare Marziale. * • Lib. e specialmente du- plice simbolo della vita e della morte: questa pianta che rappresenta per la morte di Apollo di essere prese il Coo un cervo e per la quale ottenne da trasformato nell'albero che da lui il dolore perpetuo di Ciparisso da nome: il quale alia sua volta se nella forma di fiamma accenna al rogo e quindi al concetto di distruzione. clie su queste raaterie piuttosto sca- brose raccolse discreta messe di tradizioni clie lo ave- vano di gran tempo preceduto. di tradizioni.(71 G. mentre come simbolo fallico troviamo parallelo il cipresso nella forma di lihtja a 6amma. 49. DONATI 45 si reca 1' altro ?ia//a. insomma clie uno scambio tiitte abbia inconsciamente alimentato ci le generazioni che mentre da gran tempo precedevano. lo sono sempre di opinione che V arrivo fra noi e torse il ritorno avveiiuto tardi presso gli orientali d' idee. . con de- sideri indecorosi: e quella testa ci ricorda le tradizioni prime che anclie la Grecia e Roma piCi ereditarono dairOriente. ignorati. Chi non ricorda di Atys? ma i frutti dellu pianta una sola citazione. non snm de fragili dolatns ulnio colunma est Sed viva generata de oupreeso. quel cipresso cantato da tanti poeti che richiamano al nostro essi. credo di origine ^ivaitica. sono ricordati anche da Marziale quando parlando di essi dice: poma sumus Cybelae ecc. per fare le nostre ricerche.

che come gli obelischi ricordano culti fallici credo riondimeno opportune ricordare la memoria del Prof. cfr. fino alle celebrazioni degU Ofiti^ del loro nesso cogli gnostici. per6 sarebbe inutile ricordare le stele sepolcrali. che dall'Asia Greci e si i Romani che accolsero 1' senza renders! ragione. Non sara poi inutile ricordare die 1' alci- bero e il serpente mentre figurano vivamente in un lindro assiro e piu ancora in una moneta di Adramittio. in via secondaria e derivaia. che ogni studioso potesse svolgere a suo talento ormai del culto antico dei serpenti. ho voluto fare sol tan to dei richiami. Fergusson.. inti- • Nell' Orient 546 tolato • Und wenn der Cf. ecc. Mythology di Angelo De Gubematis (London Trubner I . ove ci rifletta associazione di tali concepimenti insignificante. in modo apparentemente clie ci . e stato gia detto molto.). ^ dove il serpente vien fuori dalla cesta rabbiosamente: e tralasciando cose troppo note ai cultori di riferisce ai rapporti qnanto 1' si antichissimi fra 1' Oriente e Oc- cidente. Vol. Dove chiaramente e dimostrato che la piramide rappresenta il sole raggiante : e. . il e presentata. da quanto nell' art. di presentare ai suoi lettori una multiforme formula il poetica ^ ecc. pure il capitolo The Serpent nella Zoological 1872. II vol. nella claasica opera Tree and serpent worship: dove molto a proposito 6 ricordato Epifanio: ed essi tengono un serpente vivo in una cista ecc.44 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [8] E i tan to piu e da convincersi della derivazione orientale di certe tradizioni antichissime. poigono filo per rintracciare la via del labirinto e opportunamente scriveva Reinhold Rost. Schiaparelli: 11 significato simbolico delle piramidi egiziane. . II. E. : del sole jiascente dunque siamo ancora nel tenia und Occident del Benfey. parlando di altro argomento. Himmel tcdr' Papier. da moltissime rappresentanze.

. forse parallela a quella del fuoco die distrugge? Con- cludendo dir6 che ho creduto opportune di limitanni ad alcune congetture su rievocazioni tradizionali concepite. La dotta memoria fa pabblicata dalla B. dei Liacei. G. feci apporre un bel rilievo vaso cinerario che rappresenta una elegante : figura di Venere ipotimbia il la dea sorge splendida. certo 6 non frequentemente potrebbe trovarsi un documento nel quale 1' arte figurativa abbia rappresentato meglio che nel nostro V antinomia e simpatia della che vita e della morte.[9] G. 1884. e quindi del rinascimento perpetuo: ed ^ perci6 che nel Museo di Perugia nella parete opposta a quella dove collocai il nostro soggetto. che viene dal calore. DONATI dedurre : 46 il espone I'insigne egittologo possiamo sarebbe con- cetto della vivificazione e della produzione si ma poich6 il tratta di fasci solari audacia ? sovercbia riconnettere questi col linga piromorfo — In Hostanza non 6 * r idea della produzione. DONATI. * -—*:??8JW!W?t. e le e vicino. Ace. dai nostri padri. forse inconsciamente.

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1672. Parigi. untverti I. Bomae. — San Cipriano. Epittt. Abramo Chronicon orientate. — D. Do Novaes. Boma.. Ad Maunitaie riamqtuie estCassob. ad Ciprianum papam. 1724. Mariyrol. etc. A7inales de' ecclesiast. . Solierio. — DielWittemberga. De ecclesiae. Bomae. Platina. dam. Elememti dsUa sioria . Bomae. Bomae. — Bracci. 1715. 1677. 1630. Bomae. etc. massimo non mai assunto dagV imperatori al — A. Ducheffiae. Cfenova. — Baronio. patria Echellensis. Epist. De pudicitia. nee non de illiu* romano pontijice. B. Maronita. De roman. — Anaat. 1622. — Ciampino. sg. Ad Ephes. Lett. 1718. Vignolio. — — Vitae et res gesias patUtf. il — G. Jicato pontif. Patriarcha Alexandrinus. — donatwn. Bomae. Padova. Le liber pontijicalis. etc. Contest. Dissertatio. — Ang. 1661. Letters erudite : Ditertatio funBomae. — S. Parisiis. — Ciaconio. Trad. cronol. 1568-1607. etc. Stefano Borgia sulV origine ed uso del name CI. Biblioth. nunc primum latinitaii latina. Bomae. romanum. 1886. Examen libri pontificalis. — T. Boma. De vocibus Papae. ad Smym. Bocca. Se Ennodio diacono di Pavia fogxe primo che appro- priasse al rom. 1719. roman. 1641. Bomae. — Raynaad^ Onomasticon pontificium. Bomae. — Tertulliano. La etimologia de' nami Papa e Pontifex. proprietate in De origine nominis Papae. 178l>. Historia dslla vUa »ommi pontefici. 1688. Maisella. Nuzzi. mann. Papa. ad hist. 1647. 1798. la prerogativa di Papa. Trad. Liber pontificalis. // poniicristiani. Roma. 1662. Clerns romanus ad Cyprian.DEL NOME PAPA NELLE i>i CIIIESE CRISTIANE ORIENTE ED OCOIDENTE BIBLIOGRAFIA Sant' Ignazio di Antiochia. inautentica. nomenclaiura. etc. — L. De Amato. pont. pontijicum. etc. papain. Venezia. etc. . Card. De viiit r&man. 1690. 1596.

ri- sposta. Roma. ma se ne terra meritato conto nel mio scritto. alle vite de' sommi pontesott. B. ma come un eccitamento ai vivi per fatti de' morti da ammirare e imitare. amata e molto. Turin. collect. venne me comunicata. Builatin. ho amata la erudizione quale . Inscript. tese giudizio Accompagn6 il con una notevole osservazione su la origine Alia quale osservazione detti breve il del nome Papa. L'illustre professore Giovanni Reville. am- pliss. seno della Sezione di storia comparata delle Forse alcuni. Roma. o come un riBveglio di dottrina sopra istorie ingiustamente alterate o dimenticate. Trad. Introd. giudic6 Tannunziata mia ricerca rica importante ed origin ale. 1865. di archeol. lett. 1821 1797. Romae. a leggere scritte il titolo della io Memoria. christ. crederanno ch' intenda scrivere un lavoro di pretta erudizione. . mia comunicazioDe uno dei accolse con benevolenza dai La memsto- bri della Sezione. Confesso che non ho mai amata la erudizione per la erudizione. suo cor- membri. si. L' ho. e le mie parole. 1828-1856.. INTRODUZIONE La Memoria da sul nome Papa che ora pubblico negli Atti del Congresso internazionale degli orientalisti. La Roma Roma. delle religioni il di si nella Sezione di storia comfarata 5 ottobre 1899. An. ci-ist. — G. — Orelli-Henzen. crist. De Rossi. fici. Insomma. urbis Romae. [2J pontefici. 1864-1877. Trad. Inscript. 1861-1888.48 de* SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS sammi etc. in poche parole. Spero clie esse voglia corrispondere alia buona acco- glienza che ebbe la fuggevole comunicazione in fattane religioni.

Flechia. alle civilta. del Breal. finclie stinHiiono le loro indagini fine a se Htesse. che avevano conseguite soltanto arbitrarie connessioni verbalistiche. Guidi. Per6. altri. . nessuno oserebbe. oggi. gli orientalisti. II simigliante pub afi'ermarsi degli studii Kuhn. Pizzi e di altri italiani. i loro pazienti studii quali niezzi e dopo che. Puini. messisi risultati per tale via. del linguistici dei nostri nazionali. Lo stesso disprezzo tocc6 agli archeologi. Siccome T occasioue a scriveria 6 stata Tadunanza degli orientalisti in Koma. Kerbaker. che annaspavano . sono pervenuti a mirabili nelle antiche istorie della religione. burlarsi degli uni e degli altri. del Maury. Con lo stesso iotendimeDto. LABANCA 40 mezzo a buon fine. civilta. del Maspero. Lasciando da parte si gli archeologi le loro — de 'quali non pongono piu in dubbio importanti scoperte nel giro del passato remoto — sono innegabili e stupe- facenti le scoperte ottenute dagli orientalisti in ordine alle religioni. dell' Hang. alia filosofia e all' arte degli antichi popoli. della file- deir arte. cosl cade acconcio ricordare che essi vennero pcico apprezzati. del Weber. Per disprezzo. della Sofia. dello Schiefner. del Lassen e di altri stranieri. Ascoli. pure sato.Id] B. quasi per passatempo altri. Lasinio. Pulle. parole e radici di parole. »crivo la presente Memoria. Schiaparelli. Amari. essi. alcuni dissero che sprecavano ingegno a sa- pere quel cli' h inutile a sapere . cosi come indagatori del pas- finche credettero le loro ricerche un fine a se stesso. Teza. e befleggiati talvolta. Gorresio. iiasta al proposito volgere uno sguardo ai molti e proficui lavori del Mi'iller. del Kern. De Gubernatis. dopo che hanno coordinati ad altissimi fini. del Muir.

Non devono di semplici se ammassatori e aflastellatori anticlii non vogliano diventare quasi fossili prediluil viani. Si « e compiuto sapere. Ascoli. e de' loro. spiati ed applicati per bene. di condursi alia stessa fratelli es- guisa degli orientalisti. recchiate dalle sue indagini linguistiche. die la sola ricerca logica non basta a dare positivo prepara soltanto. 1' antropologo e I'etno- vari tipi di una spiegazione razionale favella primamente si Ibrmino « del come maBui- e si turino leitins. sere fatti. o grottesche stalattiti. il Essa lo liniita glottologo. resta come un ardito avviamento del genere della linguistica verso delle la novella cognie zione e spiegazione preterite gesta credenze appa- umano. eruditi hanno 1' obbligo 12. dico clie il ce- lebre indianista linguistica alio studio Max ei'a capi di buon' ora die : la hod scopo a se stessa 1' applic6 subito delle religion! e dei miti religiosi. Restano ancora del Miillei-. su la filosofia del lin- guaggio e su altri soggetti congeneri. die di glottologo lia Anche il nostro acquistata fama europea/ glotto- confessb nel suo discorso del Congresso internazionale degli orientalisti di E-oma. Sono grafo die danno disse alia i descrizione delle diverse famiglie il filosofo. egli lin- mera guistiche ». 1899). a cosi dire. nelle divinazioni dell' occulto passato. su lo svolgimento delle religioni. Gli Rome. La erudizione ha do- vere di assurgere all' alto scopo di aprire nuovi oriz- zonti storici. giovino . Se la sua interpretazione verbalistica de' miti non piu regge davanti alia critica antropologica. che. Xir"" Congres international des n. le opere geniali di lui su la scienza e la storia della religione. orientalistes.50 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [4] E per arrecare qualche Mtiller esempio.

Certo. per odio. ormai non piu fedeli. alcuni. Da servo de' servi di agogn6 —e il vi riusci in alcuni tempi — ad es- sere il signore de' signori del mondo. di Con il andare de' secoli il nome il Papa significb non tan to monarca spirituale. Come signore mon- dano. ad tuttavia devoti fedeli: . preuenti future altre parole. vita religiosa e cimio e vile de' popoli cristiani. in Ma per oita chi pub rivocare dubbio che pervade tale raccolta di fatti o d' indizii di fatti i un altissimo interesse morale. quanto ^^. significato. che il un lavoro non di sola erudizione. con V intento d'istruire o d' animonirc i contemporanei ed i ricavarlo II po8teri. o gl'indizii de'fatti. dicevano.[5] B. temporale. discende nome Papa i dal suo primitive ed affet- tuoso significato appresso (>i< fedeli. le LABANCA e le M generazioni. presumente a smisurata autorita e possanza. in essa storia la condizione die fermasi a raccogliere i fatti. altri. benefici o rualefici influssi che esercit6 e che eserdi credenti nel Cristo il appo milioni Cotesto nome di Papa? padre nome ebbe nella primitiva chiesa cristiana il 1' un significato assai gradito. ch' Cristo. le conti'oversie che eccit6 fra I . In a illuminarc nascosto. padre spirituale. spirituale de' credenti. la quale ha il sno cominciamento nella priraissinia eta cristiana. cioe.piu. e. Tuttora il nome del Papa s' impono e s' infiltra nella. « Guar- datene bene papi ». le ossa preziose essendo 1' ultimo dei vostri I rapidi accenni esposti dicono chiaramente. tiene non piccola parte. II ricercare per sorami capi le origini di siliatto nome. Alia morte di Pio VI 1799) in terra straniera. nome Papa abbraccia una luiiga 8toria. Tantico bisogna rintracciare dove che stia onde che possa venire.

i origine del nome Papa o. di llQCiTOTiajtaooo si ha un esempio ancor oggi in propriamente in Messina. varieta appena accidenil Propagatosi cola il Cristianesimo. meglio. llaryQ. al metodo. Quivi. rando noi ad una massima imparzialita. trasform6. tale. JlQcoTOJiajtaooo. nel nome Papa. per abbreviadi zione ed alterazione. nel trattare r argomento. Si disse Priiiio- papa Primopasso. Delia denominazione in Italia. Ilaita^. 1' Invece. . una chiesa. storico e quello polemico ed apologetico. nome di Primopapa.52 le SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [6] due chiese di Oriente si e di Oocidente .. godeva Tonanqc. aspi- morale e sociale. ORIGINE ETIMOLOGICA DEL NOME PAPA. specialmente nella chiesa occidentale. sopratutto Delia chiesa ocdi cidentale. si diede a tutti ministri del culto nome di Padri. chiesastico e politico. nella chiesa orientale subi piccola varieta. 11 ministro. Uqcoancora il o JlQOjrojrajiaaoo. e argomento ancor oggi grande interesse In tan to. ci atterremo al metodo die meglio possa raggiungerla. prima dignity Protopapasso nel tempo che la Sicilia fu sotto Oriente. poi die otteneva qualche il grado superiore. in si e affermata modo vario. non a I. cioe. anche llajrjrag. le principali fasi storiohe in cui svolse. dicesi la costumanza la adottata il domiuio imperiale di I . Nell' uso si comune od il nome di Padre. come spesso accade. critico. Questa origine.

Delle due interprotazioni il lettore pu6 accettaro Tuna o I'altra. si Potrobbe darsi doppio JI Ibsso uno sbail glio causale. medesinio signilicato. : Giova un' ultima avvertenza. ed eziandio Ja del Vaticano si g in line di parola. clie dop- un valore significativo. cioe di Jlocjro e di liana. In una stele copta si il e verificato //. attesoclio presbitcro. ed c questa Greci cliiamarono riori i ministri di Cliiesa a gradi supe- ancora //QcovonQEO/iiTtQi . non il llajra. E dubbio die si la voce Papa. Per si semplico accorcianiento elide a principio di parola il JJ. LABANCA &8 Qiianto alia cliiona orientale it.dt^ Futla) . ma potrebbe ancora indursi. non raccorciamento. Le gica del notizie arrecate bastano per la origiiie etimolo- nome Papa. o di IlajTjtag.Tqum lU . In alcuno scrittui'e iscrizioni leggOHi nonie di Uajrug. si cbe il il Pro- topresbitero cquivalga. bensi quelle "Anag.<giiin^o pochc altre avvertenze die diniostrano la varicta appena accidcntale avvcnuta od in quella sul nomo Papa. ed anclie di 'Ana. di versa non J/ijoronam ^ o l/tK'>- Tonanaoot. vale anziano. in raddoppianiento del llmiTva. non alterando Tuna pio 7/ avesse o I'altra intorpretazione la origine etimologica del nome cbe i Papa nolle cbiese orientali. Leggesi clie il essa non //ojra. cosi come il I*rotopapa. in guisa da dovere scorgere nel vocabolo //nana il //goronana. o. ed anche Per per i suoi derivati rispetto alia cliiesa di Orionte.|7| B. nel significato di Padre Zn^ us6 di buon'ora ancora nella chiesa occi« Congrit 4u 0ri4ntmlUl*$. ncH'uso originario. di La appellaziono di Protopresbiteri e il Protopapi o di Protopapassi raggiunge ch'e lo stesso. la ste^sa origine domina una grandc varieta fuori spirituale. padre spirituale. . Priiuo- padrc. ActM du di opinioni nella cliiesa di Occidente.

a guisa di tante altre importazioni greche. Sembra comprovato simile uso appresso Giovenale (Sa- . i Continuando ora nella origine etimologica. o Pappa. nel senso di sola paternita spirituale. Al propoi avvertono die i fanciulli. di- per le vecchie e nuove gelosie. Avendo la cliiesa di Oriente ritenuta la trastbrmazione JlazijQ in dialettale del nome quello di Jlajiag. bench e non siasi abbiano che siffatta trastbrmazione attuata in modo spontaneo nella lingua latina. che ancora sito nell' idioma latino rinvcni- vasi r uso della parola greca llaTrac. ma piuttosto un primo derivato delI'idioma latino. in altre iscrizioni. secoli cristiani. ritenne il anclie la chiesa di Occidente nome Papa quale si train- stbrmazione del dizii nome Pater. ma di affetto paterno. allorche dir6 della origine storica del nome Papa. gica di quel vocabolo riusci facile insieme.1 64 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS parecchie epigrafi delle catacombe il 18 dentcile. JlajTjrag. In si di lioiiia rinviene nome Papa. sicnra. All' uopo arreclier^ in seguito altre conferme. o. sono adoperati a mostrare die non un primo derivato dell'idioma greco. osservo che coloro quali accettarono in Occidente il vocabolo Papa siccome una importazione avvenute nei primi greca. nelle cain tacombe di (yallisto diacono Severo ricorda. la origine etimoloe. Marcellino come Papa Papa suus. gli si scrittori occidentali. un portato ebraico. nel carezzare genitori. Ad esempio. Alcuni hanno opinato. il nel significato_ non di titolo pontificale. almeno. una iscrizione. noster.. cosi come nella lingua greca. Toccliiamo sia nome Papa dei varii tentativi tatti dagli scrittori occidentali. Mancando il tali indizii. dicono Papa. o nel domandare a loro il pane. Papa mens. Nello stesso senso leggesi. nella dottrina e nella lingua.

scoperto dal l{i)ldetti. 7. . Miyne Pat. interprc- tata dal cardiiuilc Jiaronio quale Vatcr [AIartyroioy turn. dovo trovasi la parola Pappa$.). IhiUcUino. di latto. VI. vocabolo Papa. Altri lat. illustrate da Ini prima. o talvolta belle I'uno airaltro. etuvi Peln la Patdi. Ci6 posU). LABANCA 65 I lyr. o dalPaltio pontefice e Direttore e Custode delle III. lXt2. Owfrvaziuni aojtra i cimiUri. Derivazione questa slbrzata in ma i iuiportante la notizia dei decreti portanti di cima nomi il Pietro e di Paolo : notizia dataci dal Bracci nel libro citato. ecc. . il In qucsto esiste. ' ' Ik)ldetti. p. HJgnificanto si Direttore o Custodo. ITra lo ima<.: [91 «. <)32.. ejjist. X. anime. non la voce Papa. Paolo a dcstra cpielle di Pietro. Nolle catacombe di Roma si sono scoperte diverse acc-iinto imat^ini di l*ietro e di Paolo. dorivi dalle due i Paulus e A in loro cosi us<i avviso. 86 e «g. Roma. III. — De Ri>8si. ap. decreti papal i. Inno- ccnzo per citare un solo esempio. 1867. iJi piu. V. il hanno arbitrate cho sillabe iniziali di nome Papa di Peti-us. a principio fu voce Papo. non potersi dubitare influito nol 11 clie il latino antiquato italico ha clie sopravvenuto latino romano. osserva da un lato. I. ^iova piezioso contribute dclla primitiva arte ciistiaiia. poscia dal Do Rossi. 17A>. Vol. Die X januani). <^ui senza per6 documentarla.ini piii sono rapprcsentate dal meda^lione di bron- ze. conchiude una est sua epistola: Papa ergo Gustos animae [Lib. anticamento esordivano et Dec. Au. si Altri sono storzati a rintracciare la online eti- nioloi^ica del nonie Papa nel lin^ua^gio arciiico iUilico.

che bene pub rivolgersi al II sommo gerarca chiesastico. 105). Ma il siccome la terribile. Taluno ha creduto che il nome alia Papa sia proceduto dal fiori. . dell' altro > verso {Inf. sono nel case. . XVIII. gli scrittbri occidentali non avvalsi. Ha quindi creduto. attesoche sono papi d'or- hanno poca durata come 11 Pappo. per la loro eta. bambini in quanto che il capo della cri. cap. nelle loro indagini etimologiche. riferentesi lauuggine di alcuni Essendo il Pappo eletti del fiori di tra- poca durata. dantesco: VII. corrispondere nome Papa alia interjezione la- tina Pope. gli etimologitsti d'Occidente di faro di non greca la denominazione Papa. pape Satan aleppe le Si conviene dagl' interpreti die due parole Pape conche si rite- tengono una esclamazione riscono alia di maraviglia. nome Pappo. dinario si e applicato al capo della Chiesa. piuttosto curiose. 1 qiiali. Jiramando tina. quale persona admirabilis. sell. clie probabili. II. Pape Satan. hanno so- ' Z)e vita solitaria. bensi dal Pappo. esclamazione di maraviglia e per un essere non ammirabile medio evo cosi — secondo che credevasi gli scrittori occidentali diavolo nel — si sono gio- vati.56 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIC4I0NS [lUj Ricordo altre derivazioni etimologiche. stianita ne sia il pane il spirituale. Qualche altro ha di- visato. Tale altro ha messo a profitlo « Innanzi che lasciassi il pappo e il verso dantesco vecchi. XI. XIII. : il dindi » {Purg. voce di maraviglia. Petrarca fa buon viso a tale origin e del nome Papa. sforraandolo in i Papa. dell' altro e non la- di questo verso dell'Alighieri. e interjezione latina Papae. lib. ^ A si « quel ch' io sappia. 1). il nome Papa cioe esser nato pane de' non dal Pappo de' fiori.

Qnesto second o titolo infino alia papessa diede. o di quest'altre duo Pater patrunij o Pater patriae. * Dr)llinfrer. con un occbio alia etimoloil gia e con nn altro alia storia. . si Ai papi lici. Tau per Taurus. della quale al la tradizione conservava questo verso. zicli6 Di tal giiisa i Greci ban ricevuto.ilo la prova ? Eccola in breve gli antichi sillal)a mento. dairantiquata lin/?ua roihana. — tra Bianchi-Cliovini. cbe giusta. Berlino. latini scrittori. ' Corpus inscription. Pastor pastorum^ o Pater patrum. latinantm. Die papstsabdn des Mittelalters. per accorciaPa per Papa. Hta iscrizione Papa patrr patrum Vonno di- strutta per ordino di Sisto V. ISTtS. Qu. eccezionalmente ai papi. ag. conforme ai dettati evange- titolo onorifico o di Pastor pastorum o si di Pater evo. per il vescovo di "Roma. una stntun della favolosa papessa. si Veramente il ti- tolo onorifico di Pater patriae e dato in Roma agli imperatori. — In Roma esisteva nella Clemente ed : il Colossoo. 8. il e dato spesso. 18<»3. Esnme critico degli atti e dociim.: fill B. allusivo suo parto tavoloso ' Papa pater patrum papissae pandito partum. reiativi alia fnvoia di via Pnpesna Oiovanna. LABANCA 57 Htenuto die la parola Ilami^ sia vemita. 1845. Monaco. la labe romani pronunziavano. nel medio Giovanna. ratrici Ancora alle irape* davasi quel titolo cosi modificato: Mater patriae. Congbiettura questa piu ingegiiosa. Milano. banno escogitato cbe nome Papa parole : sia risiiltato delle due prime sillabe o di quosto due parole: Pastor pastorum. quo storici i Sono adundi denominativi. cosl come le altre nil- Po per Alcuni Populos. molto incerta la derivazione del una induzione nome Papa dalle duo di ma prime sillabe dollo due denominazioni. patrum. an- date : il nome Papa. oon quepeprrit papissn papfltum.

68 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [12] Mi resta a dire di un ultimo tentative degli Oc- cideutali. Die Pater noster qui es Piu volte nello stesso capo VI di Matteo di Pater o di occorre 9. forma caldaica della 'J\ voce Pater. Rom. T. chiamati: Principes pairtim (Esdra. Gal IV. nel modo onde si coltiv(^ prima del il nostro secolo.. Ancora. lib. IV. in coelia Gesu Cristo eccellenza [Matt. al vedere trasporcavalli di fuoco. di poi. primieramente tutti i monaci Abbati. e dal N. III. VI. V'ha i di piu. non poteva risolvere a perfezione pro- . 8. II. 12. e bene avvertire die in un In no e che appresso tuale. pater mi (Re. Nel N. ci insegnc) a cominciare la preghiera per cosi: a 9). 3). nome die col tempo si attribui 9. tato in cielo Elia da un cario. 26. 1. Giove e chiamato Appa. XTV. VIII. Gli scrittori occidentali. 12). 15. 6. -La voce Abba. Abba. T. bensi Appa. 6). tirato da esclam5: Pater mi.1 solo capo di qualdie monastica abbazia La etimologia. clie Eliseo. eruditi da sifiatto uso non raro della voce Pater. II. 5. 11. di cavarne la origine etimologica dall' elo- qnio ebvaico. 18. il nome Patrum [Vers. per una trasposizione di lettere. documentato dall' A. dal vocabolo caldeo-ebraico a questa maniera: da principio accadde la trasformazione del pronun- ziando non Abba. T. non Abba. alia cristiani copti e detto Callimaco a Diana. nacque il nome Papa da quello di di Appa. osservanome Papa sia avvenuta b in p. in vario rono die la derivazione del mode espressa. erano I. i il padre spiri- maniera caldeo-ebraica. 4. Testamento. Per una prolungazione della voce Abba. Ci6 posto. Si racconta nell'A. 36. Paolo. i principali leviti nell'A. cattolici appellarono. cap. 32). 15. viene spesso adoperata nel N. {Marc.

clie le si e due cbiese cristiane di di Oriente e di di Occidente Ilarijo in accettarono llajrao. aversi pinttosto le 8ono da ben fondate come ingegnose. forma caldeo-ebraica non lontana. per cliiarire t'atto del tutto indipendente da quello accadiito nella cbiesa orientalo. nel- r nso comune. volentieri la trast'ormazione Pater Papa. alia origine storica. per le cose esposte. LABANCA 6ft blema della origine il efciinolofjica del nome Papa. al fatto innegabile che nome Papa fii. . Non trattando ora il tale qiie- stione molto complessa. che come il varie derivazioni etimologiche tentate (lagli scrittori occidentali. secondo 6 detto. doppio aviito moto dalle di conservazione e di mazione lin^ue.. Era considetrasforlin- necessario rati nel 8U8sidio degli studii lin^ni«tici. un' acconciata trast'ormazione del nome llarijQ appo : gli Oriental!. avendo Gesu Cristo. anche dalle vario gue cristiane di Oriente e di Occidente. almeno. molte incertezze della origine etimolodissipano. Quel cbe pu6 aflermarsi con massima probabilita. intanto. si diradano. dal nome gica si di Ilamig o di Papa. Cos! solo poteva raggiungeisi una niologica del perfetta sciliizione su la origine eti- nome Papa. o. del nome Pater appo gli Ocin cidentali (^lie trast'ormazione noveratasi prima Oriente in Occidente. adoperata voce Aftba.1 1 13 B. Volgendoci. possiamo attenerci. nell' invola care Dio come suo Padre.

Del resto. inoltre. . do Rossi. in luogo del nome Hamig: si semplice clisione la parola Ami drino. .' E sembrato. che siansi. cio6. in guisa che la iscriil zione. espri- messo non semplice paternita ' spirituale. giu- dic6 che nella iscrizione erano probabilmente perite due lettere. terzo vescovo di Alessandria. I'avviso del de Rossi. criaL. neir interpretare vocabolo "Ajra. An. d' archeM. e non disprezzabile per cimiteriale convenisse una epigrafe adoperarsi la maniera di scrivere piu accettata. Nel 1865 C. B. terzo successore dell'apoivi Marco — si creduto fondatore della chiesa Alesin sandrina — dava una iscrizione clie il il nome di "Ajra. si giava questa stolo : che a Cerdone. doveva avere nome di lla- mig. p. si BuU. I due archeologi convennero nome il "Ami alludeva al nome II Ilajrag. de Rossi die il nome Papa bene un ti- attribuito a Cerdone. GO-64. de Rossi in Roma intorno ad esse cafcacombe.. una innanzi ed una dopo 'Ajva.[?ioso i in Oriente di cliiamarsi papi ha un indizio storico innegabile perfino nelle catacombe di Alessandria. o raltra di Anac. 18G5. Wescher invi6 una relazione a G. Del costume c lion padri tutti reli. Era le varie notizie primegpreti. ORIGINS STORICA DEL NOME PAPA.GO SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [14] II. distrutte le la ragione due che lettere in H ed al 2. nella sua integrita. non quelle di Noi abbiamo gia avvertito che che possa aversi per una dell' epitaffio alessan- in Orient^ era in uso la parola Ajra.

cosi il niedesinio trapasso storico ebbe luogo : ri- spetto al nome Episcopo Emnicojjrog. h\ episcopate abbia dimostrato. e apparno la prima volta ohiesa di Alessandria. nei primi secoli.[15] B. perfetta nnionc. : non latin a. di origine primieramente greca. che per I'origine e per I'uso teneva veci di sempre Padre spirituale appo grave problema le comunita b di esa- cristiane. stiana. Di tal guisa avvenne che come il nome Papa. Cotesto par cliiaro dallo cose si neir altro numero ma piu e me^lio rendera cliiaro U86 come di dalle cose che dir6 in seguito. che nei si- gnilicato originario importava ispettore. . testimonianza di paterna dettc* affezione spirituale. nati ed nsati in Oriente. Di qui interisce die il nomo Papa.i si lente nelle chiese di Oriente e di Occidente. 11 i due nomi di Papa e di Episi scopo. nome questo non di conio cliiesastic>o. Nei piimi secoli del cristianesimo il si ti- tolo di onore e di giurisdizione si nome non Papa. e in uso appo le chiese ma politico. di turgia. LABANCA 61 tolo di autorita giiirisdizionalo. salvo poche questioni. 6 di adopc- rare il nome Papa. di Episcopo . sia in Oriente. prima che in . Fra le due cbiese orientalc ed occidentale fu. subito composte. ma greca EmokojTog. corne titolo onorifico o di giuri^dizione. si adattava bene come titolo di onorificenza o di vigi- lanza accordato ad alcuni sacerdoti. propriainento nolla Siamo al secolo I dell' 6ra criIn questo tempo il costume generale e provaquale sol. meglio che non il nome di le Papa. soprintendente. e di origin e greclie. pass6 di poi nell'uso tiella lingua e della cliiesa latina . Al proposito minare se 1' il storicx). subito rinacquero o usarono nome di Episcopo. li- Per coiiseguenza in Occidente.

in Jussu papae Marcellini^ Filooolo dichiadi Dailiaso. sempre in segno di spiri- tnale paternita a Zosimo. n. 11. le denoniinazioni diverse di Papa mens. da esistente ngnalcliiese cristiane. nella chiesa ' De Rossi. doeu- mentandola per per r Oriente. 182-185(). vescovo di Roma (417-418). . per le catacombe di Eoma. LVI. dove cadra piu acconcio." In nn' altra si epigraf'e da il nome di Papa. Prolop. Jnscript. • o. lat. Tale pro- blema storico difficile verra trattato e risoluto in altro nuniero. ' * Muratori. n. ch' e lo stesso. in Oriente tendenze a diventare da democratico monarchico. (J025. dopo averla documentata Abbiamo ricordato nell' altro niimero. p. amico vescovo di Roma (366-384. Vittore I (193-203). per la generale giurisdizione. Apprendesi. etc. Novm themtir. Inscrip. amplisshna coHcetio. die contiene pel vescovo il Roma. Orelli-Henzen. di Papa noster. tutte significanti rispetto de' cristiani verso i ministri di Chiesa. CXV. come loro padri spiritnali. vet. equiva- lente ancor oggi appresso nostri contadini al nome di Papa. in o. inscript. di Papa tuvs. desume che il nome Papa risale. Prolog. intatti.63 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [IG] Occidente. che appella Papa suus. * Jhidem. 1' Occidente. tanto preziosi per si la storia. che diacono Severe chiania ve- scovo di Roma : Marcellino (296-804) Papa suus con qnesui^ ste parole rasi. altra iscrizione. da un capo. ch' e lo stesso. di Pajm optime. di Padre/ Da questi documenti epigrafici. il da una il iscrizione funeraria. riconoseiuto come 1' Episcopus episcopoi*7im. 1739-1712.. i nome di Tata. p. di- mente plu niinistri delle varie pcndenti. Al presente dobbiamo continuare nella origine storica del nome Papa.^ Ricordo up' ultima di iscrizione.

di come nella cliiesa orientale. san diversi Damaso. i di Roma. In questo cer- chercbbe invano cliiesastica. si ii86 nella cliiesa il occidcntale. 1' Pict. 2. 28. Ne ricordo uno solo di Caio. posti a co' capo delle chiese. shiqiUi ' JioiiM goUermn. V. ma eziandio rammentano la morte di miiiistri. il nome Episcopus^ nel greco eloquio Tit. de Rossi. designato come autorita trova. Quanto alia chiesa occidentale ecco le dall' epigrafia. il si rin- viene per il dignitari in generale. Ill. Essendo IV del Vescovo di Homa. non papali: una prima serie ci porge dalla . G. e nioniare affetto paternale. dizionalo catacombe dell' apostolo Pietro dalle celebri il una scconda catacombe di Callisto. In prove storiche. II nomi di Episcopi. il Vi si nomo Papa. Per quaste cata- combe suo scopritore. forniteci anche Roma tra- due serie di sepolcri cimiteriali conten^ono si cpitaffii epi- soopali. invece. col ill nome di Episcopus. si del tutto cont'orme al dettato biblico. Filip. nome di Episcopi. 7 la . di In riconlerma ab- biamo grave testimonianza state segretario nel secolo San Girolamo. ai prinii secoli. I.: [17) B. XX. di EmnK(mo^{Atti. alcuni dittici Non solo cimitcrii. 2). dominanto nei come onore e di giurisdizione primi tre ei*a secoli. A si- ^niCcare cotesto coHi si fli titolo. 1 . 1" Tisn. 1804-1877. morto nol 290. . LABAXCA die venne adoprato a 68 testi- occideiitalfi. I. B. raccolse cinque epitaffii episcopali. nome non Papa. Episcopiis. non titolo auU»rovole. cruitiana. a tutto i secolo III. e con qualclie eccezione anclie nel secolo IV. classifica cosl i gradi delle chiese Singiili ecclcsiaintm Episcopi^ sintfuli archiprcshyteri. non f'uori di Papa} Anoora altri epitaffii di altro cliiesc. sistema episcopale titolo di e non papale.

col nome di Papa. desunte forniteci dall' epigrafia. Se ne ha un docu- mento incontrastabile forse la nella sua epistola agli Smirnesi. OXXV). per una ipotesi infondata. ad Busticum. nella quale Ignazio. come sinonimo di Padre. successore di san Pietro. e poscia venivano le tre dignita arcipresbiterali ed arcidiaconali Alle prove storiclie su la origin e del nome Papa. mettendo critici. 64 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [18] archidiaconi {Epist. Anacleto (100-102).. tutti e tre Padri chiesastici de' primi secoli stiani. Da ci6 tal non 6 concesso lo tributa di indurre. avesse Papa. rammenta la epistola a Maria Cassobula. Affermo ben volentieri che il grande eroe a il cristiano martirizzato ^potuto dare Roma nome di sotto Traiano (98-117). e riconosciuta da tutti autentica. 11 Nuzzi ritiene. prima da lui scritta. in ossa raccomanda ai cristiani . II Bracci gia da noi citato e pure I'avorevole all' autenticita della epistola ignaziana alia Cassobula . Rispetto tato nelle a sant' Ignazio lo scritto del Nnzzi di lui ci- Sorgenti. Di fatto. perclie egli ancora ad altri vescovi. da Tertulliano e da san Cicri- priano. il che sant' Ignazio usasse nome solamente vescovo di Roma. piu probabilmente ad per Anacleto. che a Lino. Noi am- la inautenticita di essa epistola co' migliori non ne facciamo nessun conto. come apocrifa^ ma autentica la epistola a Maria Cassobula. Per ragioni irrefragabili la critica I'lia allogata fra le epistole inautenticlie. che nel IV secolo dava il primo al- posto alia dignita episcopale. Qiiesto luogo si prova ad evidenza. per6 afiferma che si il santo Padre nomin6 come Papa non Lino. vescovo tire e mar- chiama Lino. da sant' aggiungiamo altre prove storiclie Ignazio.

attribuito al vescovo di Roma. nello stesso trattato De pudicitia. . ironicamente. nol signilicato di titolo supremo giu- risdizionale. Zefirino ('203-220) Pontifex Maximuvi. cobi come apuno degli presso poHito i Greci dai primordi del cristianesimo. Benedictus Fapa. Qui chiama. divenuto gia accanito montanista. mostra cliiaro che al suo tempo davasi a il tutti vescovi nel significato di spirituale paternita.. Per tale ragione deride Zefirino clic aspirava ad essa potesta a guisa di Distrete. Episcopu episcopoi'um^ a cagione d'un suo Edictum peremptor ium. die in riliovo la chiesa invisibile. LABANCA come loro //ajrt. o del Papasso in senso ironico. In esso scritto chiama vescovo Benedetto. tendenzc gerarcliiche il di lionia. in opposizione alia facile indiilgenzA verso cristiani core alle rotti. La i testimonianza di Tertulliano. Al pro- il Nuzzi arreca iin De pudicitia^ scritti di Tertulliano. d'allora Nel trattato menzionato pone a capo Cristo. rimpro(3* verato da san Giovanni Epist. 66 robbcdienza ai loro vescovi. Cotesto nome. di nome Papa. clie lia iin si bilo. In sostanza deroso ed animo ardito Tertulliano gli da del Wnn- bambito. nato nel 160 e morto nel 230. cioe loru padri spirituali. agognava di sostituirla alia cliiesa visiCon tutto ci6 non isccmosce che Pietro lu da della Chiesa gli altri Cristo destinato personalitcr. Ingegno pot'u nel secolo III il Lutero del suo tempo. Tertulliano do' iiomi ci porge un' altra attcHtazionc dell'uHo i Papa e Papi appresso passu Latini. [191 B. v. Bonus Pastor. rimproverato per troppa indulgenza. al governo non per6 con potesta sovraneggiante su stoli (cap. 9). e posto in canzonatura da Tertulliano. apo- XXI).

Assente da Cartagine al della sua persecuzione. die la Chiesa deve avere la unita nella varieta delle cbiese. cit. die nel III concilio di Cartagine si fosse il decretato. Nel suo libro in modo risoluto. creato vescovo di Cartagine nel 248. tre concili di Cartagine. senza documentarlo. martirizzato alia stessa Cartagine nel 258. nel senso di padre Qualclie cattolico ha stimato. raccomanda ai ve- . Nei rit uale. Op. Lo stesso clero di cosi Roma : scrive altra epistola a Cipriano. per volere di Gesu Cristo. tenuti da spi- Cipriano. il clero di Roma invi6 tempo una let- tera al clero cartaginese (Epistola cleri romani ad clerum cartltaginensem) nella quale Cipriano e detto Papa. De unitate ecclesiae ivi si confermano le pre- Per esempio. II decreto a cui allude Rocca. Per i cattolici San Cipriano pre. ut unitatem manifestaret ^ nnam cathedram dall' Cipriano allude alia cattedra tenuta apo- stolo Pietro. a cosi dire.66 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [20] Delia primitiva origin e storica del noiiie Papa. indirizzata Clems romarms ad Ci/priannm pajmm. abbiaiiio iin altro documento negli scritti di san Cipriano. doversi conferire al solo vescovo di Roma nome Papa. Altri passi late sentenze. venne cliiamato Papa. p. uia e vero clie il con San Cipriano pig]i6 bensi 1' sopravvento non universale di papato universale. il il cavallo di battaglia. episcopate De unitate ecclesiae. as- I confessori di Cartagine scrivono al loro vescovo : sente con questo indirizzo Confessores universi ad Cy- prianum papam. che deve esservi un episcopatum unum episcoporum multorum. uon il esiste. e che constitiiit. che extra Ecclesiam sains nulla. unitatem in varieiate . 4). egli stabilisce Roma. c state sem- quale primus inter impares per la giurisdizione (Rocca.

si bene per amore della religione cristiana. secondo sottomettendosi de' vescovi i dis- alTubbidionza o all'autoritA all' delle chiese cristiane. la unita episcopale ' governante o nei potesth di tft/vfrnartt concilii la Vedasi L' episcopoto. A San Cipriano premeva assai assai T unita cliiesastica. i Paragona che si il dissidenti ai raggi clie dtil sole si distaccano. n' e stato scrittore Ueiin. Parte 1789. oasia la chieta. Sifl'atta e la alle pecore che abbandonano cagione del suo quale unita il insistere su la ter- unita della Chiesa. vescovo di lioma. dall'albero. cosi espriniesi: Petri cathcdram^ atque ecclesiam principalemj sacerdotalis exorta est. rcputava necessaria. Cornelio (2bS-2bb). XIV. tro primuin ot ' Altrove sentcnzia: Nam Pe- Dominus. per avere la unita cpiscopale: tU episcopatum quoijna iptum unumj atque indivmim probevnis. ad ZaOujanuvi). Egli era molto impensierito del danno gra- vissimo che veniva al cristianesimo. non per amore della gerarchia romana. super quern Scrivendu unde unitas la chiesa di al editicavit Ecclesiain. Insomnia. o presentata. al progresso della religione.1 1 21 n. Cistari. I'. probabilmente prete napolitauo. La santo credeva la unita niamente necessaria per conservare mita della fede cristiana: sidenti ed unitbrsi unita ed unitbrmita oho lui. auturita de' concilii da essi rap- allora governanti insieme col vescovo di Uonia. (Epist. undo unitatis originem instituit et ostendit (Eyist. ai rami svellono pastore. JAliANCA 67 scovi la subordinazione al vchcovo di Ht»ma. XLV). non per anche dominante solo nol governo della Chiesa. ai ru- scelli che si dipartono dalla surgente. sarebbero conseguite. a cagione di tanti dissidenti che lo dividevano e frastagliavano. . Di piii aggiunge per Homa: radic et mater ecclesiae cattolicae. L' opera cattolica e di autore anonimo.

nel sense di paternita spirituale. non la iinita papale governante in una unica chiesa. Roma se ne risentono. che fanno di Cipriano di un le atleta del primato e del Roma. la origine storica del nome Papa. lui II che riconterma che la unita chiesastica da o. La quale origine storica ideali di l*a- pienamcnte conl'orme cristianesimo. al piii. com' c naturale. non t'u di potesta giurisdizionale. partori. desiderata era tuttavia oligarcliica. Al tempo rarsi il San Cipriano continuava ad adopenome Papa nel significato di padre spiritualc di e in tale de' fed el i. in di Collega. Ci6 si pote effettiiare assai dopo il sccolo III. ai due sommi ternita e di Filialita insinuati nel cuore degli uomini dal La Paternita di Dio verso tutti gli uomini. Di che e non mai gerarchica prova palmare eziandio il conI tegno tenuto da Cipriano verso Stefano riguardo al giorno della celebrazione della Pasqna. Gli storici cattolici della Chiesa. 11 reggevano comunita cristiane tutto fino qui esposto dimostra ad evidenza. I. alcune lettere. annunziata dal Cristo. Importa assai notare che ancbe il il Santo da. ed ora di Stet'ano Ne i due vescovi democratica. Siflatti ideali recitarono nelle chiese cristiane di Oriente e di Oc- .«J8 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [^^1 o nella chiesa.. la Filialita di tutti gli si uomini verso Dio. Cosi egli nome di Frater o chiama ora Cornelio. attraverso innumerevoli contrasti. vanno di la dal si vero pensiero di lui. dalla quale tutte le altre cliiese dovevano dijiendere. dal prime secolo cristiano. e monarchica. vero stato in cui nel secolo III. ed al battesimo amministrato dagli eretici. es- sere antichissima. significato si conferiva ai vcscovi ed ai sacerdoti semplici delle varie chiese di Oriente e di Occidente.

K CJ11J<:sE di ORIENTK E di OCCIDENTE. Foi-se tor- ' ('. giacclie a nartiy lui si doveva pater- non frateimani 'reverentiam. LABAXCA o 60 cidonto ira i ininiHtranti di miniBtrati. Non clie il simigliante pu6 de' sacerdoti e de' vescovi. * 111. Ma rarissinia. spesso dolorose scandalose tra lo duo cbiese. 258. divenI'ratelli. cagionate tia dissensi or dogmatici. per accorcianientu. dai loro saccrdoti ed anco ai vescovi.|23| 13. tavano j^er qucsto tutti intra loro si Cotesta unii'edeli ai versale I'ratellanza applic6. Parisiis. AeteM 1733. Tom. e. Con r andare de'secoli si smise tale costume. a volte. script.K 1>1. or gerarchici od ora liturgici. Lascio da parte tante controvorsie. V. Accanto crobbo il ai due noroi di Patcrnita e di FilialitA terzo nome di Fraternita. od i secondi quollo di Figli nel Cristo. di EsHendo tutti gli uoraini proclamati figli Die e del suo CriHto. Du CuDgOj Qlouarium ad col. vitiliae et iitfimae laiini~ Mis. tale applicazione dirsi I'u chiamandoli fratelli. clic in una loro lettera 1' avevano denominato Frater. CONTROVERSIA SUL NOME PAPA FKA J. nel chianiai*8i e saluil tarsi tra loro. di Papi. Abbianio veduto vescovo Cipriano vescovi di appell6 t'ratello Cornelio e Stefano I. du JC//"'« Congrit du OrienialitUM — Tnmn III fj'"- l>*rU») 6 . tanto clie Gregorio IV (827-844) se ne lament6 co' vescovi di Francia. assuiiiendo i primi il nomo Padri. non Paier. Roma.

1' debba delle riconoscersi. dissensi — col o. primi non permettono nel culto i la musica strumentale. latina. e unico capo della Cliiesa. oltre quella di Occidente. del non deve lievitato. secondi ha tale potere ancora il Papa ex Cathe- Per i i primi lo spirito Santo precede dal solo i Padre. Settem- bre 1899. Tra primi e i secondi. almeno. Secondo i primi la lingua i culto 8" I essere volgare. per secondi dal Padre e dal Figlio. per gli Occidentali e anche il Papa. larsi Per primi la Comunione deve lievitato. cioe. dopo se. Rigetto de' primi contro . con i le due specie del vino e del pane. 10** anche i altra di Oriente. per gli Orientali. continui contrast! su la gerarcbia. 2° Per i i primi sol tan to Concilii generali riti possono stabilire 3" dogmi. secondi Indulgenze papal! della Intallibilita papale. per richiede 1' secondi 5" si appro vazione del Papa o il de' Vescovi. secolo IV. i vescovi. I principal! 1' sono i seguenti: 1" Gesu Cristo. Dai primi per i si ammette matrimonio del clero. i secondi 11 la permettono . che anco da vedovi possono il dai secondi e ammesso 6" celibato per tutti i sacerdoti. 7" per secondi deve farsi con la sola specie del pane. secqndo 9° secondi. come i i Vicario di Gesu per dra. 4° Per i primi e libera la lettura della Bibbia. mitigare i buon fine di ritornare le due chiese * Vedasi lievtte de iheologic at de philosoph^e di Parigi. zione. . eccettuato aspirarvi. della Immacolata Concemenzionati alia Per allontanare.7U SECTION MYTHOLOCtIE ET RELIGIONS [241 nera gradita ed utile ai lettori la sola numerazione di siffatti dissensi. ^ del Sillabo papale. i Cristo. la morale e delle chiese. secolari e regolari.

. di cia- Hcuna Ic istituzionc. Mi I'ermo a quella sul nome Papa. Dclle vole i mie asserzioni sono un dimostrato bastedue numeri precedenti su hi origine etimolo- gica e storica del nome Papa. da parte queste giolie controversie tra lo dogmaticlic. e si imo di trasformazione. inoltre. ^erarcliichc c litur- duo cliiese. cosi come : negli altri t'atti coope- rano due movimenti con to uno di conservazione. ina Hi 71 primitiva uiiione — si Bono »emPa- pre invano. lABANOA latti varii tentivtivi. Per il movimento di trast'ormaziono lingue subiscono alterazioni fbneticlie. a vero dire cssa sostanzialo. la questione avrebbe raggiunta facile e pronta soluzione. Nol vocabolario cristiano. ripeto. benche pur i implicando vecchi contrasti e ranrivali dclle due cliiese. Lascio. da prima amiche. alia origine . Quanto osservazione e specialmente quello della origine storicii. Nolle lingue civili. poi e nimiche. tolta di peso dagli studii linguistici del nostro secolo. E si in stabilito prima osservo clie se nella ricerca si ibsse il vero punto di veduta storico se. nella discussione non avessero influito le consuete discordie e gelosie. ma dopo parccclii anni 6 aspettato anche invano.1 (25 B. cori in apparenza nominale. Per quello di conservazione in le tengono lingue classiche di ciascun popolo. e XVIII il patri- monio storico delle epigrafi allegate e se. infine. fosse posseduto nei secoli XVII . in generale. quello die accade negli tri al- vocabolarii. modificazioni . Un ultimo tentativo 6 t'atto da Leone XIII con la sua Enoiclica PrincipiUis pttpulisfjue univertis. etimologica aggiungiamo una appena accennata. si avver6 porfettamente. re va dovcHHe ottenere felico risultato.

ci nel significato di titolo verso una potesta tenze ben la giurisdizionale. Coteste preliminari avver- aprono la via ad esporre ed esaminare controversia delle due chiese sul nome Papa. nel Clironicon * vie des mots etudiee dans leur aigniji- cation. adatt6. nel significato pretto saluto una paternita spirituale. modificazione ed alterazione delle voci classiche di UaTi)Q e di Pater. nel diori- non di rado la questione della di gine del verso nome Papa. si sarebbero molto chiarite e diminuite. 1887. per iscopo di facile propaganda. e sg. La (> orientali erudito e nostro. anche per tale e alle conoscenza. tali. Col tempo due chiese gioriti. Preme. ne di altre cOse bolario cristiano devo occuparmi. con la questione della origine del nome Papa. \ . confusero scrittori. intanto. accorciamenti di paiole. p. Darmesteter. Egli.72 SECTION MYTHOLOGME ET RELIGIONS [26J iinaloi^iclie. piii Uno dei controversisti Abramo Echellense nel caso Vedi A. II che avvenne appunto le sul nome si Papa. miitazioni dialetdi neologismi. altre difficolta accennate. conchiudere. le controversie tra gli scrittori oriental i ed occidentali. per la promulgazione di nuovi anclie della combinazione studiata latine . Paris. bisogna aggiungere quest' ultima. ^ compenetrazioni II cristianesimo avendo introdotto fra gli di uomini wi una gran quantita nuove idee e di iiuovi fatti. nelle loro modificazioni subite. dogmi affini o tra voci greche o al voca- ma ne di ci6. Gli battito. che se guistici gli studii lin- contemporanei si fossero conosciuti ne' secoli precedenti. Alia mancanza delle conoscenze ~ringuisticlie. varono. in sul principio ai vocaboli classici greci e latini.

cioc in Oriento.[271 B. po|x)lo. il non solo in segno di filiale rispetto de' tedoli . clio popolo. Patriarca aleflsan- (Irino del secolo X. parole di A. Bo«tie- con le tcHtimoniauzo di Eutichio. Alexan. vorso loro padre spirituale ma eziandio II in cont'cs- sione di eminente dignita chiesastica. qui est Egyptus. Domini 222. quanto plebs Patriarca Scrive. ». circa drino an. di AbuUacro cristiann TTabbasides — quegli e que. Qui TertuUiano. Ivi. trastorm6 nel il tresi nome Ilajrag nel nome gli llajmog. /)e oinginc nominis Papae. di Giorgio Ilomaidio.. cap. rEchellense. ironicament«. oltro al- trastbrm6 il il nome IlarijQ in Ilajrag. Ecliolpro1»abilitatiH « Principia aiitem et rationes sunt locus. Alessandria nominava altri \b. qui Patros sunt nostri (7>e oW//. e sotto I'lniporatore Roma Alessandro Scvero (222-235). imperante.. il nome di Avo. quia Patriarca est come « Avus nobis nuncupandus -». sen Episcoporum. etc. si diede. tonipus nempe sub Heracla XII. Pater patrum. Vllf) Adunque.sti si maomottan<» Alessandria. sdegnato per un decroto di Zefirino. di ciofe di Padre de'padri. devoto al Patriarca Eraclo. LABANCA 73 orientale o nel no... come si h visto. il Alexandro Severe (Z>e orig. . Jlajrjrog. in senso di Avo. secondo maronita Echellenso. — clie la l' origine del nome Papa il avver6 in Egitto di circa anno 222. ubi nomenclatio Papti> originein iiabuit. citati. il cap. 6 notevole al proposito una differenza daU'Oriento air Occidente. Secondo lui. o piu. not to Patriarca di Eracla XII. Patriarca. gli diode. infatti. essere stata che proclam6 est. X.. Ecco lonse : le testuali . etc. il quale vescovo rimbambito. dignitarii. nomo quel Papa cli' (Ilajrag) si diede la prima volta in Egitto al Pa- triarca di Alessandria.

nome Papa. Eracla XII siamo al primo quarto del secolo corso di circa Nel un secolo e mezzo pote il nome Papa come elevarsi al titolo di Pater patrum. ne . Non ciofe per questo crediamo. di ma eziandio come nn ci6 titolo di in potesta giurisdizionale. ancora come nn la ragione e.U di SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [28] us6 lo stesso nome 1' di JTajtjrog nel significato rispettoso Padre de' padri. ereditata dagli Ebrei. e. In tale significato lo attribni Eracla XII circa di anno 222. scoperta del AVesclier nelle catacombe di Alessandria. pote influire nell' intendere il nel sen so on ore vole di Pater patrum. come titolo assoluto per mente dalla persona a cui si stesso. del nome. il So ora di concediamo che ad Eracla Papa. Sense con- servato nel Patriarcato anclie dal (Atti. 29 . che al principio del secolo III il abbia acquistato. cioe. 8). Rifacendoci su lui che. un se uso antonomastico. Discorrendo nel secondo numero della iscrizione a Cerdone. che con Cerdone. Aggiung^si che cioe. siamo all' ultimo quarto del secolo mentre che con III. Ne con incorriamo contradizione. alio stesso in ad tempo Oriente essendo in iiso la ficante IfajTJTog voce Patriarca. Nuovo testamento convcniamo con ai II. Tertulliano. riferito in ispecie al Patriarca di Alessandria. siasi attribuito nome titolo di onore e di giurisdizione. indipendente- tributava. Patriarca alessandrino I. e signiPadre de' Padri. nel Abramo di Ecliellense. Ne allora. rispettato a preferenza capo d'una chiesa riconosciuta di origine apostolica. primo quarto del secolo III cominci6 a darsi il Patriarchi nome Avi non solo come un attestato di paternita spirituale. Papa date ivi in una affermammo die di affetto filiale conteneva soltanto testimonianza il verso ioro Padre spiritnale. VIII.

[29]

B.

LARANCA
in Oriente,
il

75

poi venne

il

nome Papa,

a

Biffatto valorc

assoluto. Vi giuiise, invece,

nome

Patriarca, adottato

per

i

tlignitarii

nello cliieso orientali.
inferirsi

Tntto ben considerate, pu6

die
di

il

nemo

Papa, tributato ad Eracla XII, patriarca
dria,
filialo
t'li

Alcssan-

da un

lato

la

tradizionale testimonianza di

rispetto, dall'altro

un

iniziale

accenno a

rigiiar-

darlo ancora

come un
che
si

titolo

di

«^iurisdizione concesso.
t'atto

a

clii

rei^geva la chiesa alessandrina, del quale
e,

la

spiegazione

le tre

chiese di
in

Roma,

di

Antiochia

e di Alessandria

ebbero
si

grandissima riverenza dai
per mezzo

primi secoli
di

;

percbfe

credevano Ibndate da san Pietro:
e di Antiocbia
;

persona

le

due

di

Roma

del suo discepolo
infatti,

Marco quella

di Alessandria. II

papa,

Gregorio

Magno

'^390-604) scriveva al patriarca
tenet
;

alessandrino Eulogio, cbe Petri cathedram

atteao-

cbo Marcns a
sit

S. Petro Apostolo magistro suo

Alexandrinm

transmissus {Lib. VI, Epist. LX).

La

quale sentenza
litiir-

di

Gregorio

Magno

e

conforme
;

all'

antichissima
scritto
:

gia dolla obiesa
stall et

alessandrina

dove ^

S.

Apo'

Evangelistcp Marci, discipuli S. Petro.

fc

per6 necessario di por mente, cbe in essa antisi

cbissima liturgia
di

trova

il

nome Papa usato
filtre

in

segno

patorna affezione, non di paterna giurisdizione. Inin

fatti,

un luogo

di
:

essa e di

anticbe liturgie
sanctissimi et
ftea-

alessandrine b detto
tissimi nostri

Memento Dnmine,

Ahha, equivalente al
secoli
il

nome

Papa.*

Adunque

nei

due primi

sandria, cosi

come

in

nome Papa, nella cbiesa di Alesquella di Roma, importava hoIl*or-

tanto paternita spirituale, cosi bene espresaa dalle

'

Rennndot,

Collet, liturg. (iritmtale. Parisiis, 171<t.

70

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
epigraficlie di

[30]

mule

iioater delle

Papa mens, di Papa tuus, catacombe romane. Solamente al
a considerarsi
{llajtno^)^
il

di
li

Papa

mi tare

del seoolo III cominci6
{Uajtac,}^

noma Papa
titolo onodi

o,

piuttosto

Avo

come nn

rifico

di

ginrisdizione,

dovuto

al

Patriarca

Ales-

sandria.

Ed

ora volgiamo la nostra attenzione, per la con

troversia sul

nome Papa,

dagli scrittori

orieiitali agli

scrittori occidentali.
il

Tracostoroe da ricordare sopra

tntti

Bollandista Sollerio.
1'

Nella sua citata Dissertatio soil

stenne rontro
anteriore.

Echelense, die

nome Papa

e di data

a quella segnata sotto Eracla XIT, nel 222.

II Sollerio scrive risoluto:

Papa primis
col

Ecclesiae seen lis

fuisse

combine.
1'

Aggiunge

Raynaud

— di

cui

si

e

menzionato
talvolta,
il

Onomasticon pontijicium

— die per
di Pater

evitare

tautologismo di Papa Papa, quando ad un
1'

vescovo s'intendeva porgere
si

omaggio

patrnm,

adoper6

la

sola voce di Papa. Ritiene
il

ancora col
dai

Raynaud, die
Greci
e

nome Papa

usato di buon' ora

dai Latin i, sia transitato

verosimilmente, la

prima

volta, dai Greci ai Latini, fino
sit.

a die

soli

Romano

Pontijici reservatum

Anclie
in

il

minorita Antonio Pagi, die ha emendato
ecclesiastici di J^aroiiio, e

parecdii luoghi gli Annali
i

tra

controversisti sul

nome Papa. Nel

notato suo

scrit-

to: Breviaricum historiciim cronologicum criticum, al pari

del Sollerio e del
del

Raynaud, dimostra antichissimo
invece di Padre, appresso
in
i

1'

uso
i

nome Papa,

Greci e

Latini. Si

oppone

modo

particolare
i

all'

EchellensC;

per avere affermato die appo
gnificasse anche Avo: Vox enim

Greci la voce

Papa

si-

Papa

apitd Graecos

nnm-

quam Avvm

signijicavit^ $ed

Patrem. Conforta la sua sen-

[311

^'

I^ABANCA

77

tenza con rautorita di PeavBonio, scrittoro ocoidentalc;
il

quale

<lii'ende nella

sua Storia cronoloyica

dtd palriar-

cato Alpsx(i7ulrino, la sinoDimia di
di

Papa oon Padro, non

Papa con Avo.
Se
^li scrittori occidontali hi tbssoro attoimti, nella

controvorsia, ai limit i ora indicati, la ragione sarehhe
stata tutta dalla loro parte. Salvo clie
col norao
n'i

voile,

anche

Papa, avvaloraro

il

prima to dolla

cliiesa oc-^

cidentale su la cliiesa orientale.

Ancora

nel libro dol-

r Ecliollenso fa

oapolino tale intenzione;

ma

non

di-

venta cosi accentuata, come negli
del l*agi. Qiiesti, infatti,
o.piacopis

scritti del Sollerio c

afferma:
ct

V<>x Papae...

oinnUms

somper trihhta

ftierit,

privs tpiid^'m Episcnpo

liomanoj

qnam Alexandrine.
potrebbe avero solamente valore
il

II p*2ws, qui,

sto-

rico,

nel

senso che

ncmie

Papa

siasi

attribuito

al

vescovo di Roma, prima che al vescovo Eracla di Alessandria. In tale senso starebbe flno a un certo punto.

Ma

la bisogna sta diversa. Negli scritti del Sollerio c
il

del Pagi

pnua ba
il

piuttosto

un valore dogmatico; jn

quanto die

prius allude al

dogma

della cliiesa ro-

mana

su

tutte le altre thiese cristiane.
si

Ora, dal proil

vato e dal da provare
sorta di

fara manifesto, die

nomo
di

Papa, innanzi del secolo IV, non scrvi a primazia

Roma,

o di Alessandria.
occideiitali, oltrc
al

Altri scrittori

Sollerio

ed al

Pagi,

si

sono giovati del
il

mani, per confbrtare
che
essi dal

nome Papa, dato ai ve.scovi roprimato di Roma. Sappiamo gia
ai

vedere che Ignazio, Tertulliano e Cipriano
il

hanno

attribuito

nome Papa
solo
il

quattro vescovi roI,

mani, Lino, Anaclcto, Zefirino, Cornel io e St^tano

hanno indotto non

fatto storico inncgabilo

che

78

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
tal

[32 J

un
del

nome

era in uso non

meno

in Oriente die in Oc-

cidente,

ma

ancora

il

dogma,
di

allora

non pnnto

stabilito,

primato papale

Roma. Anche
il

storici e

teologi
in-

cattolici,

non partecipanti
storico,
dall'

alia controversia,

hanno

dotto e continuano a indurre

primato romano, senza

fondamento

uso fatto del

nome Papa da
stessi storici e

Ignazio, da Tertulliano e da Cipriano, in contradizione
,de' fatti arrecati nell' altro

numero. Gli

teologi cattolici tirano a pro della loro tesi perfino la

i

romano ai Corinti Epistola rivelante cura paternale, non suprema giurisdizione verso Corinti, I'ra loro dissidenti come al tempo dell' apostolo
Epistola di Clemente
: *

Paolo.

Concludesi che la controversia fra gli scrittori delle

due chiese cristiane
accertati

di Oriente

e di

Occidente dipese

ora dalla mancanza di documenti epigrafici e linguistic!,

dopo

i

secoli

XVII

e

XVIII, ed ora da equivoci
III della

notati a principio di questo
storica. L'

numero
il

mia

ricerca

equivoco piu dominante, per gelosie veccliie
le

e

nuove tra

due

chiese, fu

mescolare nella que-

stione

storica la questione

dogmatica della gerarcliia
si

c primazia

episcopale, pretesa

dagli Orientali
si

e

si

da gli Occidentali. Se nella controversia non

tbssero

insinuaii equivoci, sarebbe quella moi-ta in sul nasccre,
o,

certo,

avrebbe durato meno a lungo.
Epistola di Clemente
si
il

'

La

possedeva incompleta, prima cho
Bryeiiniss

I

nel

1876

la

ritrovasse

completa

insieme

al

ms.

della

AiSayr^ twv Sw^sxa AtcootoXwv.

[33)

B.

LABANCA

IV.

FASI STORICHPJ DEL

NOME PAPA

NELLA CHIESA OCCinP.NTALK.

Per
zioiiario
;

la cbiesa orientale
si

il

nome Papa

riniase sta-

cbe non doljbono se^narsene
quella
il

lasi storiclie.

Tuttora
dre
i

in

nome Papa
i

si^nifica seinplicc pa-

spiritiiale, e in tale significato diconsi

papi

i

preti,

vescovi,

gli
gli

arcivescovi e
arcivescovi,
in
i

metropolitani, o al piu,
i

protopapi
clii.

metropolitani e
i

pntnar-

Valgano

prova storica
i

I'atti

ai

quali accenno.

Nel secolo IV
al loro vescovo cosi

preti d' Alessandria indirizzavano
lettora: Jkato

una
di

papae ipiscnpo Alf-

xandro. L'eresiarca Ario salutava, nel secolo
il

IV

ancora,

vescovo Eusebio

Nicodemia
di

col

nome

di

Papa. Lo

stesso

nomf, sempre nel senso
le

padre spirituale, poril

tavano

lettere indirizzate

ad Atanasio,
smesse

celobre

oppositore di Ario nel Concilio di Nicea (325).

Dopo
sastico sul

il

secolo

IV non

si

il

costnme cbic-

nome Papa.
i

Nella Bolla d' Oro dell' impo-

ratore orientale Isacco
cliiamati papi

Comnieno (10B7-1059) vengono
quelli, cio6,

Lettori,

cbe leggevano e
se-

interpretavano la Bibbia nelle cbiese. Ancora nol
colo
di

Commeno,

ciofe

XI,

si

appellavano

i

sempHci
giusta le

chierici piccoli papi.

Qualunque beneficio
si

cbioHastico, go-

\

duto da preti e da vescovi,
testimonianze
rio,

disse papato,

dell'

Ecbellenso, del Raynaud, del Sollo*

del Dillmann, del Nuzzi.

80

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS

[34]

Dopo
iiazione di
dri

il

secolo

XI

continu6 in Oriente la denomi-

Papa
.

o di Papi, nel senso di padre o di pafatto,
il

spiritual]

Di

ancora

ai

di nostri

si

da

ai

ministri di Cristo

nome

di papi,

nonostante

varie

iiiodilicazioni la introdotte
etica,

nella nomenclatura chiesa-

massime avvenuta
per la invasione di

la fine dell'Impero

Greco-Ro-

mano
(1453).

Maometto
scrive:'
«

11 in Costantinopoli

Ermanno Schmitt
il

Dopo

1'

ordinazionc,

ricevnta dal Vescovo,

prete b riguardato
;

come

il

pa-

dre spirituale della sua comunita
rocchiani viene cliiamato Papas
II

e perci6 dai* suoi par[llajtag).
'

nome Papa,

nella chiesa orientale, non ebbe, in

sostanza, fasi storiche;

non ebbe

la

marcia ascendente,
le

die rinverremo nella chiesa occidentale. Quali
della stazionarieta orientale?

cagioni

Sono molte senza dubbio;
1'

noi non tratteremo,

si

tratfceggeremo

argomento. Sa-

rebbe strano presumere quanto alle

fasi del

nome Papa

una mi nut a

analisi storica.

La
,

chiesa orientale, nei primi quattro secoli, ebbe

fulgori di coscienza e scienza cristiana. Proprio, ex Oriente

vera lux hominum. Tanti splendori s'otfuscarono co' secoli.

Divennero una rara eccezione alcuni raggi
cristiana radiosa.

di coscienza

AI veloce ascendere successe un lento
efi'etto

discendere. Forse n' e stata cagione la fatale trajettoria?

Tale fatalita e piu
cagioni
f'u

che cagione. Una, invece,

delle^

che

al dialettico e

sostanzioso teologare della
sofistica, e, ch' e

Patristica successe

una teologia
perche
si

peggio,
tutti,

ciarliera, petulante;

rese
all'

il

pascolo di

dotti e indotti,

dall' iniperatore

ultimo plebeo. Al

'

IgUiria crUicn della chiesa

greco-moderna

e

doll/t

chiesa

ritssa,

Tom.

I,

129. Tradtizione. Milano, Pirotta, 1842.

4

(351

B.

LAHANCA

81

oho

HI

a^jL^iiiiiHero le

Hccinpia^gini o lo scellcra/i^^ini di

iiiolti

imporatori, clie piopararono la ciitrata do* Turohi

in

CoHtantinopoli.

Vescovi ed arcivescovi, nietropolitnni o patriarclii,
ora protetti ed ora oppressi in

modo

iiidebito, purteoi-

parono

alio

stato di coiruzione e di
11

dissoliizione del

JJasso Inipero.
ditl'usi

simi^liante e a dirsi de' nionaci, molto

in Oriente.

Maometto
politico

II,

entrato in Costantino*
Si condu.Htfe

poli,

si

niostr6

uomo

non coniunc.
la

da principio con priidenza verso
rispottandone
tori,
le istituzioni.

chiesa orientjile,

In seguito iinit6 gl' Impcra-

nel rispettare solo in apparenza V auU)nouiia del

patiiarcato e dell' episcopato.

Lo molte

scissioni della chiesa orientale, e la creaiini-

zione della chiesa nazionale di Russia ridussero la
voisalita del Patriarca di Costantinopoli
noniiiiale

ad essero

piii

die reale.

In Oriente

si

sentirono le prime

tcndenze per un Episcopato uiiinominale e monarcliico;
uia
la restarono

mere tendenze, per Y ambiente che

circond6 la chiesa orientale. L' Inipero
tato

Romano
non

diven-

anche Impero Greco,

in Grecia

ebbe

mai

quella potenza governativa e concentrativa cho avova

Roma. La identica sorte tocc6 alia chiesa di Grecia. La chiesa di Roma, al contrario, cadiito r Inipero Romano, ne eredit6 la energia concentrativa logislativa, elevando il nome Papa ad una meravidimostrato in
gliosa

energia, e quasi ad

Cio non acoadde in
cosi

una possanza vertiginosa. breve tempo; stantecho la gloria,
a gradi.
alia

come

la natura procede

Nolla chiesa
chiesa orientale,
nel sense
si

occidentale,

stessa guisa
il

della

adopera, nel IV secolo,
spirituale.

nonie Papa
vis-

di paternita

San Girolanio,

82
siito

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
in
tal secolo,

[36]

nomina

nella sua

Apolorjia contro

Rufino, vari dottori in questa nianiera:

Papa

Kijiphanius,

Papa
iisa in

Theojjhilus,

Papa

Anastasius.

Lo

stesso Girolamo,

nella sua corrispondenza epistolare

con Sant' Agostino,
in Christo

ciascuna epistola qnesto indiiizzo: Domino, vcre

sancto, et beaiissimo

papa Augustine Hieronymus

salutem.

'

Sant'Agostino scrivendo a Paolino, vescovo
sunt'

di

York,

Ambrogio

appellat papain {Epist.

XXXIV).
«crive
cosi:
sail

Ad

Aurelio,

vescovo

di

Cartagine,

JJomine beatissimo.... papae Aurelio Augustinus in
lutem [Epist.

Domi

LXXVII). Dichiara, quel
significava, allora,

cli'

e piu, clic

nonie

Papa

non altro cbe
in Psalm.

Ecclesiae

Pater, vel Chericorum Pater

[Comm.

XLV).
si

Quest! indirizzi e questo
del

com men to
il

de'Padri latini

IV

secolo dimostrano cliiaro, clie

nome Papa

adoperava, nel IV secolo, a significare solamente paternita
si

spirituale, e clie per

conseguenza non ancora
vescovo
aveva,

riferiva,

come un

titolo di giurisdizione, al
ritiettere, clie

di

Roma.

E

benanche da

non

si

ancora nel IV secolo, una gerarcbia cattolica, a capo
della quale fosse

Si avverta

nome di Papa. cbe Girolamo, cbe adopera il nome Papa
il

vescovo di

Roma,

col

scrivendo a vescovi e dottori, fu segretario diDamaso.

Come, adunque,
II

egli
e,

non
il

lo tributava solo

a

Damaso?

fatto storico

cbe la gerarcbia cattolica era ancora
clic

di la

da venire, e

nome Papa
*

restava ancora

neir originario significato.
'

Migne,
II

Patrol.-lat., T.

XXII,

sgg.
la

^

Duchesne ha creduto atFermare una gerarchia
e diaconi

dove era

appcua un' oligarchia tra episcopi, presbiteri
christiane, p. 329-37, 1889). II

{Orig.

du

cxdte

Marucchi ha rincarito

I'avviso,

ammet-

I

137|

B.

LABANCA
ad

'88

Kol Hecolo V,
il

in Occidento, 8Cguit6

attribiiifHi

iiomo Papa,- uel senso di padre spirituale
infatti, del

do't'edeli.

Al tempo,
si

Concilio ecumenico di Efeso (431)
:

scriveva ai vescovi con questa tbrniola

Domino pa-

pae N. salutcm. Con la stessa formula, o con altre con*
simili

venne dato

il

nome

di

Papa

ai vescovi, dal
il

V

al

X
«

secolo. 11 Mabillon, nello spiegare

tatto, Hcrive:

Papae, seu Papatis nomon tribuitur quidom Cvpriano

in ipsis actis,

ad significandum Patris, non Episcopi

di-

gnitatem
traverao

^

».

Vi ha ancora di piu.
i

II

nome

l*apato

si riferi, at-

secoli

V

e

X, non

solo al vescovato di Roraa,

ma
in

eziandio ad altri vescovati di altre principali citta

d' Italia.

Ad

esempio, Ottone III (983-99G) proclama,

nn suo Diploma,

Fapatvs
'^

il

vescovato

di

Milano,

dctto aljora arcivescovato.

Non

percio se ne risenti
dell'

Grogorio VI (996-999),
Ottone III governava
nazione
di

clie al

tempo

imperatore

la cliiesa di

Roma. La denomi-

Papa

e di

Papato continu6, per

Koma

e per
*

altre citta principali d' Italia, anclie

dopo Gregorio V.

Pu6

atl'ermarsi

che tide denominazione, nel significato

di paternita spiritiiale,

dur6 tino

al secolo

XI, e pro-

babilmente fino

al secolo XII.

Oi6 posto, e non supposto, e ora da vedcre come
i

nomi

di

Papa

e di

Papato

siansi attribuiti, quali

ti-

tcndo

il

Papa a capo
y'eter.

della Cliiesa uel

IV

secolo {Klem. d'archtoi, cArr-

lienne, V. I, p. 85-8(J, 1900.
'

Analect., ecc. T. I, 49. Parisiis, 1725.
Collect. bipartUa, etc.,

*

Ap. Lucam Holsteniun,
1742.

II, p.

21U.

Pa-

ritiiiu,
'

Ap. Muratori, Rer.

iUU, ucript.

Tom. IV, Chrvn, mtma$t.

coMtin.

Lib. II, cap. 79.

abbandonato ' imperatore cristiano Giaziaiio (367-383). ma al siiccessore Siri- cio (384-398) Siricius cit. Roma. prinio. . XVII. il Ciaconio.XX). clie applicasse nel si nomo di Papa a Damaso Pater secondo J e Siricio tuttavia clie significato lia 1' uso invalso. Ho il po- tato il consultando Liber (1688). persuadesse Graziano a deporre religioso di Pontefice Massimo. e di Duchesne si (1886). scrivendo cosi: (Niizzi. noine Papa. opina clie nome Papa dal a prendere il significato di * titolo tempo clie Daat- maso (366-384). invece. de' Rossi. E probabile che Ambrogio. opina suo lion a il Damaso. G. Ho Platina. consultato al proposito vari storici autorevoli de' Pontefici. solenne titolo. Pontijicalis. 32). dosi della sua grande autorit^. per le conseguenze posteriori. come conf'ermare. di giurisdizione. Pagi. Damaso o clie prendesse Siricio il nome Papa. ]». seguitato dal suo il scepolo Armellini. al solo vescovo di Roaffezionato diincoiuincio di siasi ma. come titolo. assiiuto onorifico di Pontefice Massi- mo. secondo le varie cdizioni di Ciampino di Vignolio (1724). il Anastasio il il Bibliotecario. il il de Novaes. che ivi risedeva. assumesse quelle simigliante di Pontefice Massimo.84 toli SECTION MYTHOLOGIE ET EELICtIONS di [38J onore e ]3. 1880. Da il queste consultazioni e lecito indurre. Epist. 5. Nessuno ricorda clie fatto lilevante. Di ierina in questo: clie Sant' Ambrogio. valentitolo peratore Graziano. il diversas provincias clie opus. Altri titolo dall' afferma Siricio abbia. il Papa orthodoxus par I. 183. ti'ibiiito Altri. Le catacovihe romane. 1 il * Saut' Ambrogio a Milano godeva una grande influeuza su V imtanto che Damaso lo incarico di Dea Vittoria dall' Aula del Senato (AmXVIII. in una riconuna sua Epi- * Arinelliui. persuaderlo di far togliere la hrosii.

d' essersi arrogato il titolo Ve- ' Variarnm. contbrnic antico sig^ificato padro npiritiiale. provante. Alciini storici della Cliiesa lianno stimato. Trovo. mentro per gli al' vescovi usa nonii Episcopos. deposto da Graziano ma e mo] to probabile. proprium dei Pontefici si nome Papa Romani nel Leone : Da loro arreca 447. dice Siricitts di Papa.QP" VmrUc) tf . Teodorico Grande (493-526). Con tutto ci6 non voglio sconoscere che dal secolo IV al secolo XI mancassero affatto indizii. che il divenne peculiare secolo V. a tutto il sul geneiale uso del nome X. di vosecolo ler tare. nello scrivere ai vescovi di tri Roma i i nonii di Papi. Patriarca di Co8tantino2)i)li. ed appartenente al solo vescovo Ho- ma. EpiMolae ac Rescript i. alcuni indizii del graduale elevarsi di esso nome a di ti- tolo eminente. Gregorio I il Grande di (690-634) rimprovero aspramente Giovanni. a il considerare la cristiana scrupolosita di Graziano. di semplice padre spirituale de' f'cdeli. Himo. salvo rari casi di violente rivoluzioni. ed desiderio cristiano de' vescovi di il Roma che si trastbrmasse in titolo pagano ei di Pontifex Maa-imtts. LABANCA :i)l' 85 stola. il tatto storico che nel Si- nodo di Toledo del tennto sotto I il Grande (440-461j. II celebro Cassiodoro. adopera. del Papa un come ho titolo esclusivo del vescovo di Roma. dotto. du XII"^' Con>jri4 dct OritntmlitUt. cioe. assunse il titolo oiiorando di i'ontetice Ma**. segretario del il Re do' Goti. per tan to. Nella storia.1^391 B. tutto procedo a gradi. .Uttt — Tom* HI . Non ho un documentx) a mia clie Siricio dispoHiziono. cosi venne il Sinodo ricordato Sub Leone Papa habiium est. Ma a tale pare re con trad ice r altro fatto storico allegato Papa.

alia quale meglio spettava una universalita episcodi pale. Lib. T. ben meridi dipendeva dal vedere nel fatto del Patriarca Costantinopoli una usurpazione alia cattedra di san Pietro. 1849. ai rigiiardi dovuti agli altri episcopi. Harduino. Ill. T. V. I. il • ^ Ambrogio aveva impedito a Teodosio 1' Grande. * ingresso al tempio di Milano. Parisiis. 1715. Nel VI si Concilio generale del 680. Harduino. disse il vescovo di Roma. V. * Milman. ^ Tom. bensi a altri indizii Roma la pri- mazia universale. trare nel tempio per le sue nefandezze e per le uccisioni de'figli dell'imperatoreMaurizio. e fino perverso. Costantinopoli- tano IV. Avvenutanella notte Na- Lib. etc. tato. 450-52. die reputava contrario In fondo in fbndo umilta episcopale.86 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS alia [40] scovo Universale. ^ Gregorio I aveva desi stato scandalo col titolo di Vescovo Universale. per la aoa strage di Tessalonica. I ^ . 11 il Bonifacio III titolo (607-607) ebbe dall' iiiipei-atore Foca di Ve- scovo Univej'sale. 2. nella ^ X Sessione. Epist. XII. costantinopolitano III. novello Ambrogio. Epist. ImUti Sant' Christianity. ^ Pochi anni dopo Gregorio I. 43. cett6 invece volentieri di doversi ac- da Bonifacio III : indizio questo non a Costantinopoli. di Papa Cathedrae ' Apostolicae. Vi sono ancora che accennano al gra- duale ascendere del vescovo di Roma a papale univerTeodosio II chia- salita e supremazia. Conciliorum coUectio. pro- clam6 esso vescovo nella XVII Sessione Papa Universalis} Nel Concilio generale si dell' 869. per vendicarsi contro co. Gl' imperatori cristiani (408-460) e Valentiniano III (423-455) solevano mare il vescovo romano Papa Urhis Eternae. ibid. Patriarca Ciriadall' en- die lo aveva respinto. ' il rimprovero.

ciofe penH6 essersi avvcrata la di prot'ezia a favore del vencovo Roma Ecco di primeggiare da Rex ret/um e da DominuM I" dominant ium (Apoc. in un senso univerGregorio I e La Chiesa di Roma i presumeva la universalita solo j^er lei. 16. • — Ijabanca. per opera di Leone III.. Introd.-. * Se ne un Condel se- particolare di Pavia 1' che Arnoltb dovesso deporre colo di assunto titolo. Annali d' Italia. 11. sale.' storici. Timot. LXXVIII). a protbnde radici. LABANCA la 87 di ttile deir 8CM) in Homa incoronazione si Carlonuigno Leone.[All B. Carluinaijno nrll' arf- Muratori.. p.. e si ad altri preti di altre chiese.. tra i che il secoli X e XI. sed L' OrOis (Nuzzi. 181>1. in L*ar- civescovo di Salisburgo una letteni. XIX. ecc. p. quel die e piii. Trad. Roma. del la di- ' G. rfi-/. VI. 15). 174-177. terreno. Gregorio V (996-999). 098. e. cit. In generale. altri indizii. . il prima X adoperaiidosi ancora nome Papa. vol. tanto che in si stabili. 75. Roma. 1707. II provato h piu che sufficiente a rendcre evidente. Informino due fatti arrecati di di Bonifacio III. il arcivescovo Arnolfo II di Mi- lan© aveva preso risenti assai cilio titolo di Papa Urbis Mediolani. de Novaes. o dicansi precedenti 8alut6. a larghi rami. era ben preparato acciocchc soltanto in quelle di Roma crescesse T albero maestoso. alle vile dt »ommi pinittjici. la cliiesa Roma lo rispettava ncl vederlo attribuito ad altri VGHCOvi. GioPonii- vanni VIII (872-882) a questa nianiera: fexj et universalis Summus totius Papa^ non unius Urbis. que^li tuata la Jienovatio Romani pei^Huase eKserni effet- Imjjerii^ e questi. ma non punto rassegnava di vederlo rit'erito ad altri vescovi come titolo onorifico.

Confesso che parecchi del Baronio. documento osservatur in Bibliotheca Vaticana (Marcit. documenti della Vaticana. tyrologium II Tannuarii 10). sexto Kal. Voghera. e cioe il su la grave autorita il Novaes. (Op. nel primiero storici. lui. Sect I. Fino un contemporaneo cattolicq. Buzio — negli scritti citati — tengono con non col Pagi. e diventasse un proprio ed esclusivo del capo della chiesa romana. 13 habuit Romae Synodum ut adversiis schismaticos. del Pagi. per la j-agione che nei dieci Sinodi celebrati da Gregorio VII non vestigium si rinviene vestigio di sorta sul nome Papa: die aliqiiod non dare i^eperitur. L' oratoriano Cesare Baronio e di questo parere laonde scrive: sto « Gregorius Septimus Papa. Romano iom. il signifi- ancora ad altri vescovi. sine addito. dal secolo IX. 88 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [4:2] gnita ed autorita papale. sui anno tertio. ipsum. soli Episcopo n. vel alium eo nomine ap- pellare il Aggiunge Tillustre annalista della Chiesa. ubi statuit inter alia plura. esset in universo orbe christiano. piu arbitrano. cit. lo sono dello stesso parere cose assodate. Martiis indict. nell' Pagi mostrasi incerto accogliere 1' afferma- zione del liaronio. die pur aveva a sua disposizione. per le non posso tutto il consentire che nel secolo costume di tribuire cato. essere cio avvenuto sotto Gregorio VII (1073-1085). anno Cbrivero pontificatus Domino 1076. salvo che. senza arrecare . il Egli e di parere invalse 1' uso di nome Papa. I.. Papae nomen unicum nee che liceret alieni se ». Alcuni storici e canonist! lian voluto indagare sotto qual vescovo di Roma il nome titolo I Papa acquistasse tanto valore. il IX fosse bandito in nome Papa. 8).

e che Latini continuassero. 6 un o compiuto da Michele Costorico riilario nel tatto innegabile. La A'mla al cyclopedic des sciences I'eligienses. per costume invalso. LABANCA il 80 il docmnento. Cesare Baron io pone a cagione del decreto di Grcgorio VII la pretesa dcgli scimastici oriontali. . tra qucste tre : le 27 proposizioni. Roma. In quelle sono. ad nomi al solo vescovo di Roma. in ndinm liomani PraesiUis. Alessandria e di Ant lochia. a cui deve rispondersi. di orientale. ma ri- non di o del pari fatto storico innegabile. proclamavano e di i norai di Papa ini- Papato anche per le chicse di ('ostantinopoli. per reazione contro loro principal! i i Latini. anche per nomi di il Papa e di Papato. . clie. il gia prevaleva pocodopo lo scisma orientale quando costume de' nomi Papa e Papato per — la sola chiesa di Roma chiese — era naturale i che i Greci prele sumessero. Venuto Gregorio VII al governo della chiesa romana nel 1073. Resta una obiezione. senza che Gregorio VII emanasse un decreto sinodale. 1886. solo vescovo di • CI. ^< Quod solius Papae pedes omiies principes deosculentur teretur . ha stimato scorgere d' ossersi genesi storica attribuito il nome Papa p. Cenni. Quod illius solius Quod unicum est nomen in ecclesiis recinomen in mundo >. die sia stata cagione del decreto di solo alia chiesa di ferire Roma i nomi di Papa e di Papato. Chi > il Papa? V. ha orednto daro por autcntico ' decrcto gregoriano. diretta dal protestanto Lichtenberger. per inancanza docnmenti.(43] B. ed a cui lia dato occasione il Dictatus Paptie. attribuito a attribuire essi Gregorio VII. Lo scisma ziato da Fozio nell'SG?. 10o4.

ma come Pater patrum o Pastor pastorum. Se non clie. ' 9. XIX. aggiusto . Papa per antonoPater. de' Re e de' Signori del versetti in cui del- niondo. maturo' ad essere scovo di Roma Papa per eccellenza. minus dominantium (Apoc. lo. a dir vero.J 90 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS nella proposizione idest : [44 Roma mundo. e dal tempo venno De Novaes. vendi- clierebbe. questi ultimi scrittori zii. si che il Cristo. 10. specie. non come semplice si o Pastor. venne compilato dopo la sua morte. da Re e da Signore. 207-280. e dis enso tra gli storici cliiesastici quanto al Dictatvs se. Laonde il pronunziato Quod unicum nomen (Pdpae) in mnndo riconf'erma un fatto riconodi sciuto dal clero di Occidente in genere. p. Certo la proposizione del doversi Dictatus il e molto esplicitamente lavorevole del nome v' di Papa cioe. essendo piu documentati loro giudi- Devo. debba ritenersi opera di Gregorio VII. Papae. al concetto. T. citati. per altro. ^ . AUusione riconfermata da altri r Apocalisse (VI. nel suo ritorno in terra. masia. apocalittico. Pietro de il sono per ' Marca ed il no Natale Alessandro. Magari testa papale fosse qui arrestata la marcia ascendente del Do- e invadente del il Papato ! Si pretese applicare alia po- detto biblico del Rex regum e 16). confessare che il Dictatus. II Roma il in ve- tempo era. ElemenU ecc. il al solo vescovo di Roma. il Dnpin ed pieno assenso a i Lannojo. IT. non pro- mulgato da Gregorio VII. secondo le massime allora dominanti nella chiesa di est Roma. si Cristiano Liipo. Qnod unicum est nomen dare in Papae. 12-17). Sono per Cenni il . non politico. oggimai. detto die allude ad un concetto cioe.

tra (>8 ed il 70. accadde nella chiesa occidentale. corrotti. nato IlavijQ. adottato. delle quali ora ne dir6 alcune. si Vol. I. CONCLUSIONE SUL NOME PAPA IN RELAZIONE CON OU ALTRl DUE DI VESCOVO E PONTEFICB II nome Papa. Occidente minacciava prossima rovina. Di il dopo la appena^ niorte di Teodosio Grande (4< 396 la 1. Per tanto non e Signori del CHiste alcuno tra queste credenze apocalittiche e le esigenzc politicljo dc' Papi 8ui Ro mondo. di i Latini erano Per la costoro corrnzione. . 22). LABANCA la ' 91 essa scritta. sg. crebbe a grado a in s6 il grado vigoroso e potente. 1875). Le probability maggiori sono die la sua compo* il sizione attn6 alia fine dolT inii^ero noroniano. per altre cagioni. un Quivi fortunato nella cliiesa occidentale. ptirsccuzione di Norone noKSC) de' cristiani. il Romano Impero latto. dopo. 85. il ciofe. fu. le potere interno ed esterno della cliiesa occiden- Quel che non accadde nella chiesa orientale. Nel IV secolo. prima met^ del secolo II {Dot L'l-chrisUnthum.[45] B. al pari de' Greci. ed Ornzio Marucchi. per trasforinazionc della voce figlio greca per cosi dire. V. etc. agli ultimi anni del secolo I (Op. cit.. per cagioni accennate. trascoi-sero ' Otto Pfleiderer ha creduto stabilire compoeisione deirApoca- lisse alia fine della p. tra tante. fino a concentrare sommo tale. verso 70.

posseduta a maraviglia. ereditata da Roma dominatrice e le- gislatrice. sin dai primi veI Roma. la con la sua benefica azione governativa e pacificativa. Ad esempio. 31j. marciava contro Roma. e die ispiravano fiducia furono quelle Leone e di Gregorio. Si di talsificazione storica. pure. I. Leone riusci a fermare Attila. In tale stato randp di d' Italia. alia prossima I il Leone rovina dell' I Grande (440-461) si trov6 Impero Romano. intenzioni e difettava 1' I'arte di di governare. pu6 affermare. calato in Italia. per scovi di ambiente Roma. La distruzione dell' Impero Occidente e a successive le in- vasion i barbariche contribuirono esaltaiiei zioni deir Episcopato di Roma. fino alia superstizione talvolta. Gregorio. alia completa rovina. la precipitosa moite dell' Impero occi81 anni. i tanto che in una sua lettera scrive. senza tenia che con Leone I e Gregorio I e continu5 1' epoca apostolica. Gregorio una grande abilita di fu un monaco -austero. Cotesta abi- governativa. se la lenta agonia dell' Impero orientale nooqne al Patriarcato di Costantinopoli. rese meno spa vente vole ?i07i invasione de' Longobardi. che. sed Longohardorum episcopus [Epist. Gregorio il Grande. con quelle differenze che i comportavano secoli V VI rispetto al secolo di I. mise- ('690-C04j. e dentale giov6 air Episcopate di Roma. Aggiungasi che alcuni per patriarchi orientali. . i non venne mai meno in corso di secoli appo vescovi romani e fu dessa principalmente che ne .92 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS 1' [46] { Impero occidentale rovin6 Ora. supe- a parecchi uomini odierni di Stato. nessuno pu6 riore lita disdirgli governare. eminenti intuizioni. che per cati era divenuto suoi pec- Eomanorum. anzi di Eiiropa le due figure piii die piu spiccavano.

detto. clie tenesse la sua sede in qualclie grande citta orientale od occidentale. no ispezionale. le dogmatioi uccidentali esigenze di ele- tredono. si us6. nolla cliiosa occidentale. Come . II mitivi tempi cristiani. in guisa da diventare in 1 Roma vescovo. che. di buon ora ciiiena orientale ed occidentale. lo noto Htorico . e che servi ad espri- mere. nella quello di Vcsco- vo. e non altrove le Epm-opus episcopornm. ne giurisdizionale. Ora sembra che col tondenzeed altorain esigenze esordirono nella chiesa orientale. Roma.147] B. i Al proposito I le dogmatic! ed critici non vanno d'accordo. elevata ad esprimere Come a poco a somma autorita ispeabbiamo gia visto zionale nel solo insieme. nome Papa. rono. clie varsi il tendenze. cioo Ora. importa esaminare so origine non cliiesastica. autorita ispezionale dai primissimi giomi del cristianesiino di olevarsi — abbia dati i indizii a nome proprio ed esclusivo di qualcbo ve- scovo. in cui avvenne tale graduale elevarsi e ingrandirsi del a diventare proprio ed esclusivo d' un di quello di il nome Papa. rion por ci6 approve o lodo tutto ciii lo invadenzc intransigenze a rita sill () non di rado pervenne onsa anto* del e potosta. nei prinon esprimeva. giurisdizionale. LABANCA il 08 fatto accrobbe via via T autorita e potesta. non giurisdizionale tra gli altri ministri dclle varie cliiese. anzi che si nome Episcopua manifestassero in il Roma. numero precedente per fino la chiesa occidentale. capo chiesastico. significava solo paternita spirituale. II nome Episcopo. nome Episcopo — di si politica. si appell6 papale. come sappiamo. ma si tempo. ma poco siasi e. raddolcito da come lio non cpiHcopalo. autorita di sorta. per lo provalere nome Papa nome Episcopo. come nel mondo politico. Servl in entrambe a designare un' autorita ispezionale.

il E innegabile che I'Episcopato e non acquist6. sopratutto cattolici. e poscia sul nome Papa.M qiiella SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [48] nacque da prima elev6 a il nome Papa. cosi il simigliante avvenne rispetto al nome Episcopo. talvolta indipendenti dai il e da uno di essi vescovi si preil potere conciliare allora decideva. sto fatto se Accanto a que- ne appales6 un altro nelle due chiese. non nel cose si modo onde due sostengono dai dogmatici. fu naturale che vazione e della concentrazione sul si il bisogno della ele- manifestasse prima Papato si nome Episcopo. ogni di piu^ autorita nelle chiese cristiane di Oriente e si di Occidente dai primi secoli. Die Entstehung der Si/node. ed una grande chiesa [suKXipta jneydAi]). il Ma quale di esse rivel6. I vescovi promovevano siedevano. in maniera da doversi transitare dall' episcopate plurinominale i all' epi- scopate uninominale? il E qui che critici hanno snodato apostoliea e la le nodo con piu serenita e verita I critici storica. anteriore al nome Papa. Se non che. Se d' ordinario laici. forte bisogno della ele- vazione e concentrazione episcopale. i concilii particolari. e di formare quale vescovo de' vescovi. Schwartz.n in des alien Kirche. I due fatti appartengono in comune alle due chiese di Oriente e di Occidente. ^ po- tere episcopale lo bandiva e dirigeva. . siccome e provato nel qiiesta si nnraero precedente. nella quale risiedesse un grande vescovo (jusydAi] smoicojrogj. istituito dagli Apostoli. e da avvertire che il nome Episcopo essendo di origine apostolica. e col tempo in somma potesta. la prima. accettano la istituzione successione dell' Episcopato. * Vedasi K. 1898. Per costoro I'Episcopato. ebbe. Lipsia.

con unita. Con Gregorio siamo il al secolo VI e a principio del VII. XVI. 18). scopus episcoporum. ben altre conferme. cio6. vale di e lo stesso. I'Epi- clie. In sostanza. si Che di procedesse dalla varieta all' unita. Apo- londata e ministrata da San Pietro. sarebbe stata la pietra tbndamentalo doUa Chiesa ( Matt. si hanno 227j. clie ma si si afferma. LABANCA ili 05 da principio. o di vescovi piu vescovi. e subordinate co' loro vghcovI al f^ran vescovo di Roma. ed sola anche piu vescovi in una comunita cristiana. ispettore. t'atti and6 dalla varieta all' non dall' unita alia va- rieta. ciascuna o. Ora Magno Gregorio sostenne . Dai critici non negasi la unita e chiese cristiane. unita e varieta: unita nolla chiesa Roma. continu6 la successions episcopale. raggi nolle altre comunita i cristiane orientali ed occidentali. Le epistole di Celestino I (»i< »i< Leone I (^ 461) e di Greg<n*io I essi lecero 604) provano ad esuberanza quanti sforzi desiderata episcopale. cli' comunita erano avova o un solo vescovo. e della concossione fatta dal Cristo a Pietro. In i mancanza a dire gli anziani. San co' Pietro. Chiama tale Consiglio Se- nator habemus senatum nostrum coetum prnsbiteroi'um (Isaia. si la varieta nello positivi. sem- pre col centro a Roma. dice: Comuni presbi- teroruni consilio r/fibemantur. Da principio ebbero piu vescovi a capo delle di- verse comunita cristiane. do«^li varieta nelle altre chicHe. priiicipe stoli. tbndate dagli altri Apo- o dai loro discepoli. Dopo la istitu- zionc apostolica.[49] B. a ottenere la unita sola. cio^ ispottori. a capo presbiteri. stoli. San Giro- lamo discorrendo alcune chiese. clie. cio6 Roma avesso. In cap. II). Natural mente lici si catto- giovano piu e piu della venuta e della dimora di Pietro a Roma.

ad Alessandria od siede uguale merito. Non poteva mocratica la Chiesa restare in perpetuo una de- societas. Concilii. ugualita episcopale. ai Concilii. e questi. Nel Concilio particolare di Cartagine fa sapere a Ste- del 258. Roma e le Un vescovo. testo venire si Salvo che in coplurino- arriv6 dal sistema episcopale minale ad un sistema episcopale uninoniinale. « che accetta San Girolamo con questa sentenza: la chiesa di ferenti. pos- stantinopoli o a Reggio. per la interpretazione. par- ticolarmente con quelli di Milano e di Ravenna. contribuirono varie cause accennate.96 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [50] dispute senza numero co' patriarchi di Oriente. nei loro ap- ai vescovi come ad ultimo si ap- pello. di quelle di Nicea. altre chiese sia a non sono fra loro dif- Roma o ad Eugubio. in ispecie di Gallia e d' Italia. dell' inter pares. divinita e tutto. e. uguale sacerdozio (Epist. ch' fe piii. Dalle indistinzioni dovevasi pur venire alle distinzioni. aut ecclesia fratrum. Non cea (325). nel quale il vescovo di Roma doveva essere non gia un primva inter impares. ad Eva- grium. Questi fatti non dipendono da Roma. nei loro giudizii finali. gli Vangelo di San Mattee. fano I {>fn che i vescovi. oltre a definire la i sostanziale di Oisto. un fiume di inchiostro e per . la prerainenza episcopale di per Roma. locali. si bene un primus A tale elc- vazione e concentrazione assoluta poi si Episcopate. e fra i si stabili quelle che pelli. 101) ». chierici dovessero rivolgersi. bensi dai contengono II pluralita. co' ve- scovi di Occidente. si Nel celebre Concilio generale di Nicanoni fissarono varii canoni. versetto che fece scorrere. del ma piu il versetto 18 del capo XVI. che disse di preferenza Papato. prima 2G0). a Coaltrove.

Con dente si tutto ci6 e pure che se in Occi- etfettu6 la tendenza Episcopate a divenlu ne'primordii i tare uninominale. piu forte a conservare la supremazia episcopale rit'erisce Ro- ma. LABANCA di VJ clic iniliissi niiileiici uii iiumc sanguc. unito alia tradizione della venuta e della dimora di Pietro in il Roma. e per esso pale di Roma non pote avere molta influenza snlla primazia Episcoil Ruma : la seconda concerne V autenticita del qucllo. IV al XIV. non allude punto primazia episcopale di Roma. il versetto di Matteo. In cristiane. passato prossimo essendosi mesea del della Cliiesa. La di epistola di Clemente niano ai Corinzi. sue diverse epistole autentiche s' insiste. quella epistola. Soltanto mi permetto il considerazioni renioto Htoriche: CliieBa. dal la terza ai secoli della Chiesa. ed 6 che dalla Ritbrnia assai in dubbio vei*setto primo di evangelio. che ciasouna . ed e die in questi secoli quel vei-setto.[51J II. Testa- mento. mostrasi. la prima riguarda passato doUa ed e che nei primi tre Kecoli non osscndosi anil cora tbrmato canone intorno ai libri del N. giovo assai ad accreditare e legittimare di primate episcopale Roma. die dopo innegabile. usata a loro favore dai cattolici quanto al primato alia unita e alia Roma. gia ricordata. rispetto alia varieta ed ugualita episcopale delle altre comunita II vero iniziatore e promotore della primazia e mo* Nello in narcliia episcopale e Ignazio di Antiochia. del da plurinominale che si cristianesimo. Su tre non devo trattenernii. elficacia non ebbe si dopo dieci la Riforma. dell' il secolo X si appoll6 primato pa pale. in Oriente manitestarono primi ro- indizii di essa tendenza. tuttavia. clie accordava tanta preai suoi successori di cedenza a Pietro.

G. 15). raonarcato episcopale particolare era. 10. Lib. a co' secoli sarebbesi un preannunzio che giunto ad un monarcato universale. sotto il ti- tolo di Pontifex Noi sappiamo che cotesto babilmento. Reville. una istituzione universale {Les origines 2"^ Pa- ediz. IV. 2° ediz. Rispetto alia origine etimologica del nome Pontefice. Gesch. Ora. p. in chi godeva assunse. De lingua lat. cap. Bonn. 1838. aflFerma che episcopat unilaire non esisteva. De dementia. 1861). Quest' ultima origine etimoil logica spiega meglio lo scopo a cui era indirizzato Pontificato in Roma. Marsella. che lo rifiut6 circa il 382 * Rst. il altkatholischen Kirche. . 1804... concentrate Maximns. senza data. non r Occidente. la esplicita sua insi- stenza per cosi dire. 9). Duchesne. 1857. litog. etc. Prem. ci rimane a considerare in relazione alio stesso nome Papa quelle di Pontefice. altri lo ritengono una forma alterata di Pompifex. alcuni lo derivano da Pons facio (Varrone. importaute avvertire che 1' E lo stesso scrittore cattolico. come istituzione locale. o di sacra facere (Gottling. Onde vedesi che il punto di partenza del monarcato universale fu 1' Oriente. Der Ursprung xind des Episkopats. Verso meta del secondo secolo diventa tardi rigi. Lets origines de I'episcopat. 18G0. Tubinga. una jstituzione locale in molte chiese. cioe di far pompe religiose.98 cliiesa sia SECTION MYTHOLOCIIE ET RELIGIONS [52] un iin solo vescovo. part. 2. relazione al ' Poiche abbiamo considerato il nome Episcopo in nome Papa. dal vescovo di titolo si pro1' Roma Siricio. Christenlhtan Ratisbona. e piu chretiennes.. p. Baur. — Ritschl. cit. Lib. altri da Posse facere (Seneca. — J. F. Parigi. nel la primo secolo. 55-03. cap. tanto meno universale. im- peratore cristiano Graziano. I. Kirche in der Zeit der Grundlegumj. der romanisch. Staatsv. Entstehung der — Dollinger.

onorato in alcunc iscrizioni cimiteriali nel secolo per disprezzo ' XV. irraDite. suoi predecessori. cho ivi hi tonovnuu aduuunzo accademiche. servi a renderne il vescovo una somma autorita religiosa. il simigliante non avvenno piu dopo il secolo IV. D. e die n P. del Papa.. CCCXII.. (Anu. rom. ' Ncllo catucoml)0 di (Jallit$to bi scopri dul 8i Do iCotwi. ed nome di Papi. salvo il caso di Pomponio Leto. oltre tributftTa in alcuu« ad altri titoli ^onorevoli. come razione di Pater ritiiali ^ nel significato di semplici padri del fedeli. ad elevarc il vescovo di Jloma sopra gli altri vescovi. canzon6 il vescovo di Roma Zefirino col titolo di Pontefice Massimo. (Op. rassero vederlo attribiiito ai vescovi di specie nelle epigrafi arrecate). il n. ci6 che accadde sotto Qi*aziano an. opina Graziano depose legalmente gli altri titolo onofifico.1 53) IJ. t'ermarsi con Roma sia. Marclio che ha agitata exprofesso la questione. Comunque pu6 at- piena certezza. 6). ancor ^nello di Pontefice M«*- . nel secolo II. L' assunzione del titolo di Pontefice Massimo giovo. trasmesso alia Koma cristiana. cosi il medesimo titolo. imporatori cristiani. Se TertuUiano. col titolo di Pontefice Mas- simo. CCCLXXXllI. bench6 tollecit. LADANCA 09 () DSii. che verso la fine del se- colo il IV nome i rettori della chiesa romana assunsero anchc il di Poutefici Massimi. Come nella Roma pagana il titolo di Pontefice Massimo comprendeva una suprema autorita religiosa. sella eccles. L. oltre ad avere il nome altespi- primitive di Episcopi. Jl cardinalo ]$aronio avcva prima aiweritoi averc il Costantino Grando rifiutato il titolo religioso di Pontifex Max'imus (Mariyrol.^ die 2t avgu$ti)\ si ma poi ritratt6. senza dubbio. ed accetW).

giov6 ad accreditarc torita chiesastica di Roma. il ma e mestieri piir consentire che nome il Pontefice. 38. Roma il cristiana ha abbandonato papale. nomi Papa. per pendio al Pjipato. 1890. Ancor oggi die stema qualdie atto: contradizione. 81-94). quasi titolo sia rinato mostrando di credere pagan eggianti. II. siil esa- punto storico di Pontifcx Maximus che esso umanisti e. Bollett. B. nei loro atti. ger6 il accademico Pomponio Leto. I.". JrutcrU. piu vctnsti nella religione cristiana. il titolo di Fontifex Maxhmis non In questi fu dai vescovi di Roma i usato nei loro adoperarono sempre titoli o di Ejnscopus. .100 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS Quel die avanza a dire. di storia dei Papi. o di Papa. ri- aimo. christ. de Rossi. 234. vili- di Pontefice all' Massimo titolo erasi dato. 402. si il si- episco^iale per sistema osserva in alia titolo Episcopvs Leo XIII. tributato ai Papi. nei denominarne il Patrimonio o lo die il De nome II Rossi. Yu a capo di tutti CI. nei loro documenti epigrafici. c del- Puso Iktto dai vescovi Giusta il di Roma del nome atti. o molti archeologi stranieri e nostrani lo studiarono. si Non 'badando il vuole conservare primissimo dei caporettori del cattolicismo. nato fra i che il titolo di Pontifex cattolici alia fine del secolo IV. (Eoma sott. che i i vescovi di di Episco- Roma hanno pus o di preferito. pel [54] fatto nostro. Noi consentiamo col De Rossi. an. nd mondo cattolico con gli La verita storica imparziale Maximus. dopo la scoperta delle catacombe. Do Rossi. unito e innalzare I'au- a quei due nomi. e die nome Pontefice si adopero e varia Stato. continu6 a vivere in mezzo ad essi. II fatto impressiono assai. si adopera nei libri di liturgia. crist. Pontefice. nei descriverne la possanza. III.

— Tom* lU — 9*« Pltftte) . cosi dolce e venerando. E per conch iudere. come i Pontifex^ una sovrana autorita giurisdizionale. Oh. e che eccitd frequenti proteste nullarla. da prin- medio evo. o per limitarla. tutti e tre nomi di Ejnscopus di Pontifex e di Papa concorsero. Papa. a rendere sconfinata la potesta del capo della cattolica. Tale h i fatto storico innegabile svol-' tosi sotto tre norai principali tributati al il governatore ripigliasse in il capo del cattolicismo. ^|Xg><g>Bj t<>< : -~ Act. con I'andare secoli 1' de' secoli.du xn>** CotigrU dM OritntmHtU*. nel Papato quella potesta sconfinata che nocque tanto alia religione cristiana. ma eziandio. chiesa Coi . di figli. Labanca. come Epucopfis^ una sovrana autorita ispezionale. e che giov6 non poco. se nome Papa nel Cristo. a riconoscere nel rei^gitore della cbiesa romana non solo. suo primitive significato. padre spirituale de' esso rinati potrebbe an- nome ritornare nel sincero affetto e rispetto clie di liberi credenti e di liberi pensaton! Scemerebbe e sbalorditoia. Episcopus il il divent6 1' Episcopus il episcoporum il il Pontifex. o per an- B. Pontifex Maximus. Pater patrum. risolute. LABANCA 101 spettato ed onorato cipio e nel .[65] B.

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alike in the natural and spiritual worlds. public or private. has become so familiar that we find in the it difficult we to realise a time when the thought of things classified this idea was otherwise. an anticipation of Order in the Constitution of the Kosmos. that of Law. national t>r turn to international. is not always. my I Path To-day should like to draw attention to a Conception which West have been accustomed to regard as peculiarly our own. constitutional or canon. Yet when we to the East it is often. as fixity or revealed We have long since of purpose between . . a surprise to us to discover there. though a far less extent.THE ORIENTAL CONCEPTION OF LAW On the last occasion that I had the honor of I addressing the subject " the members of our Congress Oriental view of the took for ". Amongst ourselves. God and man. namely. natmal and between man and man. the reign of Law. too.

And one 123. par excellence. 4) s Ahaiii apah apnivaiii uk'samanah d'arajaiii [divaiii sad an e Ritasja^ Ritena putrah Aditeh rita-'va uta tri-d'atu [prat'ajat vi b'uma. be they stars or god& men. Of Varuna. [pari janti sadjah. . 42. The former it is found pre-eminently first in the Rig-veda. the most moral of all the Vedic deities. nature founded by the gods. and the moral law man must obey. 9. where expresses of all the settled movements of the heavenly which or bodies. Anavadjah triiiisataih j6ganani eka-eka kratniii G^nati ahiih prat'amasja Rittisja j68*a nama sukra Kri'snat [agani'sta svitici. It is the wa}'. in Beginning with our own Aryan ancestors we find the literature of the Hindus two expressions which serve as centres of religious and social order : Bita and D'arma. the path which all should follow^.): Ri'si even speaks of the d^dma or law of Varu^ia and the d'ama of Rita in the same hymn f^» Sa 'drisih adja sa 'drislh ita uiii iti svah dirg'am [sac ante Varunasja d'ama. na minati d'ama ahah-ahah [nih-kritaih a-carant!. it is said that he supported the sky in the seat of Rita (iv. 8.: 104 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [2] A — ARYAN. then the order of lastly.

for Rita and Order are one (Var). The whole lore of the Brahmans of is this period centres in the thought of sacrifice. attempt. There is tlie Rita of the sea and the Rita of the soul. man both with the seen and the unseen with the visible world by the legal restriction regulate the relations of the individual witli dividual and with the Community. that which regulates all the re. sacrifice. At the tinae of the rise of the Brahma.Brahma nam and the Mahdb'dratam both show a decidedly -encyclopaedic tendency. according to the ancient view. in each case. We have here two phases of one outer and material. in so far as. to bring the whole treasure ot religious knowledge : to a common centre. The next by step in the evolution of the idea taken However they may differ in other respects the ISatapat' a. sacrifice is the manifestation of the creating and sup- porting Rita.ia-litera- ture this world-principle becomes identified with ja^Aa. the other inner and formal.{8] HERBERT BATNE8 105 Under the influence of Rita ntand alike the elementars forces of nature and the higher powers of spiritual life. These two monuments of ancient Aryan literature thus form the mile-stones or boundary-lines of that epoch of strong . whilst at the same time there is an India's great epic. the Mafidb'dratam. It is the point where heaven and earth meet. wherein tliey rest. Instead of the purely-sacerdotal thought princi- of duty and law D'arma appears as the ruling ple of lations human of society. sible which tlie in- and with the invi- by rites and religious ordinances. mann well observes 'As the world of this so As DahlBrahmapa is moves round ja(jna. <levelopment our form's circle of ideas borne by (Tarma^ Law'. .

(i. 4. The- is nothing higher than Law. earliest mention of these three bran- is to be found in tl^e 'Candogya-Upanis'ad 23. For knowers of Budd'i. for D'arma and Ad'arma In evolved him who knows ! the Bi'hadaranyaka-Upanis'ad we find it in the sense of . Hence. duty to the Atman. objectively Law. y) prdjascitta duty to society . 1). culture which binds men together into a society. whilst d'armyam denotes the unessentials. in D'arma and Ad'arma as right and wrong we the Mandukja-Karika (ii. . It is that which supports (vd'ar). practise d'arma. p) vjavahdra. In the Taittirlja-Upanis'ad the Guru says 11. 'He (Brahma) was not yet then he created D'arma as something noblyis formed. 2): 'Speak the truth. Then we have D'arma and Ad'arma as the morallj^ right and the morally wrong. As duty d'arma a) dcdra^ is classified as : duty to oneself. Perhaps the ches of duty (ii. and not infrequently D'arma is used to express that which adheres to things. is tlie Law. Budd'i ' . the morals and customs of an Arya. neglect it not '. This refore there a ruler of the Ruler. Law i.: ' 106 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [4] and social organisation which saw the rise of Buddhism and the development of Castes and dsramds. 25) For Manas-knowers he is Manas. too.. 14. their essential the derivative nature. find Spirit he is for the know^ers of Soul. D'arma expresses the rights and duties. Subjectively it is Duty.

43. when one speaks the tmth. which not only the basis of physical and moral order. (viii. For instance ' in used both subjectiveh' and : Let the Law be thy guide is action and thou wilt tlien do thy Duty'. itseli' Na ced Veda vina d'armaiii tratuiii saktd vicaks'a^^a. one and the same i^ut. it is Accordingly. the Mahab'aratam. to describe as the creation of various epochs and dif- ferent There we read even the Veda without D'anna cannot save a man (v. 6) minds '. which Goldstucker used rightly. The three worlds are said to have proceeded from is D'arma. 69. tor both are '. that said one speaks it is rightly .: [5] HERBERT BAYNE8 sets his Iiope l(/7 weak man upon the Law.iasainyuktah sa d'arma nisc-ayah. 309. At'a kasmat pralapo 'yam brahmatianaiii sanatanah. is as we ' said before. And just as the world ol the His'is was based upon sacrifice. but also the supporting principle of the universe. and when a man speaks rightly said that he speaks the truth. tliat part of the great epic known a the B'a- gavad Gita the expression objectively. so the visible world was said to be upholden by D'arma. is And indeed. the ture of this against the strong man as upon a King. . D'armal I6kas trayas tata pravrittdh sacar^*arah (xii. 6\ D'arai:iad d'armam ity ahur d'armepa vid'rit&h pra^fth. war e^ox'/*'. tlie Law -Book. iti Yah In sjad d*&rai. 68). the na- Law Truth (Satyam).

— 3. By Vyavahara all that we mean bj^ jurisprudence is understood. view of I think be no doubt that a nation's its Law is is a Criterion of culture. we pass to one in and economical considerations prevail. . both by Veda and Smriti^ to be paramd D'armah. C. traditional practice which is said. Unlike our Western is law-books the Code of the Manavfis a metrical version of traditions and customs which. In the strict sense of the term Manus Sastram is Code for it cannot be said to be 'a systematic arrangement of precepts which existed as actual laws in force throughout one Country'. all knowledge. That to say. Silam . The government of a State. not a ' '. in which the which ^^'ill the priest law. — 2. — 4. Now the Mahab'aratam it is Concrete reflex of such an epoch. Smriti . by gradual consolidation. that there has been we may be quite sure the a corresponding development in the conception of law. 6. : all law (d'arma-mulam) is stated Veda is 'k'ilah . ' '. whetlier spiritual a temporal. highest law. ethics and customs. century B. When social from of an exclusively sacerdotal period. Whether or followed the preceded so-called D'arma-sastras it is by no means easy grounds to determine. supreme religion. 1. have assumed the form of Law. All the observances of private morality and social econom}' are described as acara. Most of its rules come under the head of Acara. The root of to be (II. but there seem to be good for believing that the oldest parts both of the great epic and of the Code known fifth as Mdnavam Sdstram B'rgu-prdktam belong to the .108 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [6] There can. Acarah.

The evolution of the Aryan idea of Law would . Jirmvs. (^fT. 'Diritto. and the In the first six 108 civil rules of judicature are all discuHsed. the tie that binds (W y) that .. which has been ages . is not only to rule. down by the wist>st and best of all . with his body suitably-attired and his mind at ease. begin the So in India's Iliad the good King Yud'ist'i'ra is the embodiment of 'many-branched' and 'many-gated' Law (D'armasja mahatO bahusak'asya bahudvarasya). ^/ar). are guardians of the world. It is the King who. composed tlie of particles of his protector of nisliment. 14 and viii. by divine right. therefore seem to be a) : the straight and settled path of the stars. to us a simple books we have presented state of society in which the custom of the caste is law. droit'. having seated himself on the judgment-seat. all own divine essence. but himself to administer justice * (vii. to act as the creatures by wielding the rod of pu- Let the King. : 17] HERBEET BAYNE8 and criminal law. P) the support of gods and men. 23) For the use of tlie created in King the great Lord (Isvara) beginning his own son Justice. Mquu. and having oflfered homage to the trial gods who of causes'. laid Vd'ar). and in the seventh we meet with a decidedly paternal form of government. Or do.

Passing on to the Semitic view of the subject we have first of all the thought of rights and obligations amongst tiie Hebrews. tf*'. that which determines and Controls. 1 [8j J Ge—seiz. In the beautiful words of the Psalm (i. . laiv. T6r in the first instance.): Ki ira first bt'6rat' Jhdvah is k'ep*z6. ub Torat'6 jehgeh jomam « valailah. — SEMITIC. a settled first movement. and in ». (yrm Lex log. as the relationship existing (ammibetween The man ' Law and his Maker.: 110 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS ^£jui£. \/nam). y/d^d. but that their conceptual evolution has been almost identical with the Aryan IS ^TT and Vi*{ . B. 2.) ment. lov. ^/la^g. that min and Arabic fj^ ^^ *«M diflerent forms of the same Semitic word Law. rank. that ' race of the didugga). doms. (vojuog. His delight his in the Law of the Lord. arrange(xvii. doom. In the book of Chronicles we read Vatikt'an fj6t' benek*a El6him vatdaber al bet' abdk'a Imerak'Ck urit'ani ktCr haadam haipa'alah Jhavah ElOhSm. v8jLi£0ig. 6) y/ sad). Law doth he meditate day and night And and for here not only are we are at once Hebrew ^IPl and struck by the fact.

and man and God: ' Listen unto me my justice people. covenant. ju^l^ testament. between law rnin ) and precept npf^ statutes and ordinances. like D*arma. And whatsoever controversy may come ( from your brethren that dwell blood ( in their cities. 2. is the bond between man and man. the Mystical Moalams known as And indeed throughout the whole world of Islam ' supreme word. my nation. this is the * . as the root is ni^ ' to join. In Arabic. also. forth give ear unto me: for a Law wiU iTorah') shall I go from me. 10. instance. bind '. and so there come wrath over jou and over your brethren: so must ye do. come from ^*o\^ 'joined. is Law which for Sii'tls. And this was yet O God! and thou too small a thing in thine hast spoken concemiog thy servant's house for a distant time. such. on the other liand. wuo^. the words ^olj testator. ). holds together a spiritual brotheras hood. and ye will not incur guilt '. XIX. you between to and blood. Chron. and of the people ' my establish as a light '. and hast regarded me as though I belonged to the rank of a man of high degree.[9] HERBERT BAYNE8 ' 111 eyes. and.' 'connected'. Lord God! ' Then T6rah. Here the word Hlikp is peculiarly appropriate to express the legal relationship amongst kinsfolk. ye shall tiiily warn them that they incur not guilt against the Lord. will. for law to the Musalmtin means his whole religion. the entire revelation contained in the Kuran.

Of these the two former are said to be asl-ul-adj the root of roos. in the first instance the tlireads of a web. Their thought of racters $1 Law is expressed by two chais mi silk. It also signifies lines or paths. When joined to we ' woof ' King means the lines run- wliilst ive indicates those going East and West. The former from radical 120. As representative of the Turanian race let us take the Chinese. ut nafsi ma leha va ma All Muhammadans fik: agree that there are four chief sources of this a) the Kuran. branches. » « understanding. Kijas. analogy. In medical books it is applied to the veins and to the blood. unanimous opinion (igma). or usul-ul-Fik' va furu-ul-Fik\ C. . — TCFRANIAN. and # and means . Hence the designation of the four sources as Pj-^j cS^\ root and branch. so that the combination King-We is ning North and South. and the two latter furii. for in some respects they are the most interesting people of the East. » and more especially an appreciation of the way in which one man should act toward another. p) y) 6) Sunnat. according to the well-known definition mdrifat aleha. the warp. the Conduct of the prophet.112 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [10] For the corpus juris we have the word ^Jii which primarily means « knowledge.

of rice all The arrangement of grains silk and of threads of then the seems to be the primary is signification. Law is the order observ- ed in the outer world transferred to the inner and Society. is applied to the various institutions of human And so. especially expres- afterwards a Classic. To the Chinese. ascribed by the Aryans to by the Semites. ses the lines of a book. gods. ot an Order which cannot be changed-Law. arose that grand Conception of universal Law whicli makes the whole world Kin. literally ' lastly. parent and child. to One Supreme Being and by the Turanians to Heaven itself. (ni) The second character contains two radicals. -»^tXi»^«c«siat^5~- . Law. many Herbert Baynks. in conclusion. and is used first of of a vessel or tripod employed in an act of worship. from that orderly sequence of events in nature. therefore. thought 'Heaven. 1 19 meaning rice and 120 (mi) silk. for the most part. in the we find that there a Consensus of opinion East that.[llj HERBERT BAYNES Then King 118 equivalent to latitude and longitude. is * whilst King principles of separate silk-threads means the government and moral instruction. Principle instilled Thus wo have Pin I the moral by I lun the natural relations of husband and wife. and. an historical work. King lun meaning * to arrange the threads of silk for tl>o to ' sion now used Ke an expresprinciples of reason and justice.

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Ma bisogna pur con venire che zioso. senza i quali non vale comparazione alcuna. ov^ero. il senso. massime nella logica e nella sicura e costante devono essere . il sempre di pel motivo indicate. ed e cosa di gran lunga piu grave. II glottologo pu6 bene afferniare o negare Tidentita tonetica di due parole.NOTE SEMASIOLOGICHE Spesso accade di vedere negata una etimologia per cagion del significato troppo diverse. se ^ un aiuto pre- una riprova e quasi malleveria di maggior certezza. die significato sia somnia iniportanza come norma direttiva della com- parazione. ma ne*»suno pu6 stabilire leggi assolute alia libera associazione dei rapporti ideali. Anzi non dubitiamo d'atTermare die il signicato non rettamente inteso lia spesso tratto altri in eiTore: e appunto di tal pericolo e inconvenient^ intend iamo ora fare alcune brevi osservazioni. di per sfe non pu6 esser preso come criterio assoluto. giacdio per i lui la guida mntamenti dei saoni. ad una medesima parola si assegna differente origine. e cosa troppo cliiara di per se stessa. il clie avviene piu sovente. Ora.

(propr. sulla comparazione slavo noga 'piede' (gamba). DiflScilmente trovano due parole di cosi perfetta cordi\i(6g rispondenza fonetica e mortblogica. Anche in inglese wild boar (verro selvaggio) 6 « cinghiale ». Ling. nakkd-s 'ungliia' gr. unguis. iharf (a. ' negajuog dalla rad. quali sono e fumus. capro (qui la diJfferenza e tanto piu notevole. VIII 289). in partorito': cf. kerdi- kra—: versi Prellwitz in nEga/nai. . XIII nel ' gr. labes. I due significati ben caduta. TEicToyv ' reuvov ' figlio ' generatO. ma si anche non di rado nella stessa lavella. Ling. dvv^ De Saussure (Mem. accendere. macchia. (cf. trpnomi mi sazio senza pronei due significati. dicasi di ndjtQog ' Lo stesso ' cinghiale ' -^ lat. sebbene di significato tanto diverso.=--5. II il ridire. TEQjrofiai vare veruna difiicolta mod. ' quanto quello di accendere appiccicare -^ appiccare. Nessuno. lat. ' Egli e vero per altro che in greco la forma plena 6 « porco(oO<. per ci6 dello significato. appiccare ' che noi sappiamo. xaTrpo?) : verro » cf. in quanto ^ ri- guarda un essere vivo. sogno ' al gr. de la Soc. onde significati della parola tanto noii spesso e si notevolmente differiscono pure da lin- gua a lingua. il guidato soltanto dalle leggi dei soni. . E-rsn-ov) accanto a ' artefice legno. fabbro cf. lordura' non hanno 144) d' identificarli il impedito lat. a. ha ravvicinato got. durfan ted. texo (per i vari significati della radice tek- Mem. diirfen) aver bis. contrariano a vicenda.: ' 116 SECTION LINGUISTIQUE i [2] fantasia del popolo. L' idea di ' mescolare e cuo- cere ' sta a base di KSQdwvfii cf. senso di ' an' nodare cf cal. ha trovato nulla da che riguarda lat. Liddell e Scott Greek-english Lexicon. ted. cajyer ' becco. ajtro racchiude tanto '. ' de la * Soc. BB. VII 83). altri II rovina. stipettaio. che quasi si " ' '. un individuo).

il '. Non gia che noi negliiamo che sotto un'apparente omofonia non si possano nascondere due diversi etimi (cf. per non sia da tenere nella non cale. che tacilmente si 117 po- trebbero addurre.[3] FRANCESCO 8CEBB0 Tali esempi con mille altri. Cosi in italiano ' Fanfani) una e razza vel* cosa di vellnto luta vale sia il ' significa cosa eccellente L' agg. il quale e noto con quanta libertjt e ardire significati delle parole. quale che ne ' vero o primitivo liquido o * ra- ' Quanto sia 1' arbitrario. ma in tal caso le leggi si- fonetiche ci permettono quasi sempre di potere con curezza assegnare due o piu origini alia forma. Soprattutto non bisogna lasciarsi traviare dal senso. nel nostro caso. ' tacilmente si passa all' idea di cosa morbida. il Prellwitz attribuisce a due etiraologie vellutato differenti a fine di spiegare il doppio significato. La diveraitii non ^ mai ragione assoluta per respingere una etimologia. qiianto dimostrano come in il significato. quando sia ben stabilita in tutto lo r identita fonetica. oflfre ' ottima. che 6 Tacin cezione che dcovog cf. A dojTog torto. che pare da qnesta semplice conndftrmsi idea traslata di ^toto? presenta m un poeta. oifAog sIqoj). tra questa e (inella lingua. svolgimento storico della parola. che per diversa alterazione sia riuscita ad fica) una materiale (gra- uguaglianza di suono. Dal senso di ' vello. allorcli6 questo varia nella stessa parola d'una me- desima lingua.08^ Rutto) 8 . si lo sdoppiamento della forma a causa del significato. abbia un* im- portanza ideologica senz' altro secondaria glottologia. diegog. coin« PintratU i daro. Liddell e Scott). Aetet du Xir<** Con§rtt iu OrUmtMttt. Pindaro (anche in Omero? fcf. zione. delicata. die mostra la parola. — To«« HI . fine. secondo noi. significato (' razza gentile '. bellissima.

ma troviamo al tutto inverosimile che per due significati tanto vicini. ma al conal trario stavano abbassate al suolo (le meste giubbe suol diffuse). unterstiitzen da igj^QEdavai sie sind eingefiigt' (PrelL). A prima giunta sembra ' ben ragionevole d'assegnare una diversa etimologia a pojn(iv?. nel s. al jlrd-s ' lebhaft '. sia il ronzio dell'insetto /?d^//?og) e il gorgogliare che I'acqua o altro liquido produce nel versarsi da un recipiente simile alia bombola? Per noi. vivo^ che racchiudono anche 1' idea (cf. possa separare diegog rapido ' della snellezza). ' si capisce ' come ' da dieQoc. ma le mune. diegoc. sebbene Gidinariamente derivi da una dopsi- pia ladicG. ruttare. che riunisce (cf. fr. almeno per pare che di ' ci6 II. nel primo caso. non pu6 darsi che 1' idea codue voci. lebendi(j ital.' 118 SECTION" LINGUISTIQUE ': [4] pido cf. liquido (come propone Wharton: 'swift' da die/Liai] 'liquid' da dtaivoj). la qual ultima ' forma e stata ravvicinata oi'do). come geschtvind. igi^Qedarai (oHdei /alrai igrjQEdaTai XXIII ': 283-84). e per6 crediamo che eQevyeodai e sQvysiv siano sostanzialmente la stessa parola. a fine di conciliare la discrepanza dei gnificati. che riguarda I'om. vif.^ quali dal Prellwitz sono attribuiti a questo. per noi e sempre la stessa si parola. r om. diegq) nodi). . secondo. i significati ' vomitare. urlare j^ossono ben procedere da una medesima idea fonda- mentale.* possa distinguere ' Ne sappiamo come ' si iQsidco ' anlehnen. appartenga a dlsjuai. Ora. no einfiigen cliiome (le criniere dei cavalli) non erano composte in bell' ordine. al il senso del di con teste ' ci non convenga le significato reihen '. altri Pure.i] ' specie di pecchia ' e a ftoju^vAy vaso dal collo stretto ' (bombola). alia radice red- reihen ' (lat. fino a un certo segno.

d' *. ' incendio di guerra': XX 18 icdXtfio. assennato in guerra). il secondo al- rOdissea. II. fiaocola '. anzi k na- tovati.16J FRAN'CESCO SCERBO II Uif poetico baUfjQov e per noi un' unica parola tanto ' quelle di animo ^ueniero quanto in j)rudente. nel senso di ' bellicose. debole quest' ultima derivazione h la di * sembrandoci ovvio che dalF idea speciale bravo pill loroso. mostri un un po' turale die mutamento d' idee e di costumi. Si noti poi che nel nostro caso nativo. kriegerisch da daio parere dai (tr bat 'nella battaglia*). perspicHce in intelligenza Ne auche ci pare da aooetUursi la deriva- . d. gr. non vi sarebbe nulla di strano che la parola. Per6 apponga il il Prellwitz (etym. ' W5rt. che h manife- stamente una forma locativa (esperto. quali in- sono dipinti neU'Odissea. il nostro bravo riterito coraggio e si si airintelligenza. tratta d' un epiteto quasi or- come tanti altri usati da Omero. quindi con facile traslato I'originario significato di Si^Yjcv) . che h prima parte * di i^at^pcav. il Passow con altri lessicografi). dal« cf. ha 6a(^)-'. oompoato (assennato. nei quali si I'ac- cezione originaria facilmente s'attenua o cretliamo che non ben s' perde.-> tiuone. la Non vediamo come da $^-6a-e. ma anche per la stranezza ideologica del ?). datqjoov alterasse e quasi gentilisse il suo piimitivo senso guerresco: si al cf. Secondo la comune maniera d'intendere (cf. iiitelligente'. non solo perchi di questa radice manca una forma nominale ' nello stato indipendeote ' (come da §ai(o = ^<xF'm accendere * : ' si '. il primo significato appartieiie all'Iliade. in guerra ' la parola abbia preso ' un gnificato * generico e spirituale. possa dorivarsi da das' insegnare ' (sapere). battaglia nella sola formola sv ^t. ' Sprache) nel trarre significato di verdi stclndig ' (che egli ' pone per primo) da dtdae] quelle . usata in due momenti prattutto storici diversi. A vasi- nostro vera. so- come col quell i che dividono significato i due poemi summendifferente. Se ci6 e esatto.

ma dall' idea di misura si trae agevolmente il concetto d' armonia. vivo' (applicato soprattutto a cavalli). melodia non ha nulla che fare con II lat. = a dismisura. 293 e Fick IV 160. ted. I I . paht-s (da ^pcdtu. si ma con tutto ci6 forte duche d' bitiamo che non tratti d' altro un : solo e me- desimo jrAarvg nel suo significato ordinario pel nesso ideologico di due idee tanto diverse vedi la spiegazione. feroce '. modus jueXog. Ling. zione da *d&vis cf. ' forte. de la Soc. dandone una doppia etimologia. s'ha in dsivog dun que Wharton divide la parola in due articoli. come possiamo che si dire d'lina cosa Tin date cir. La comparazione a cui ' del s. XVIII. jr/. I* col gr. non altrimenti che numerus e del greco stesso. quanto alia sua evoluzione ideologica. significati scharf. o i il lessico petropolitano attribuisce ' . n.: 120 SECTION LINGUISTIQUE [6] Se yogyog significa anche Mmpetuoso. chiaro riferiti tanto alia voce quanto al colore. di ravvicinarlo a BB. ' ' salz (pulverisirtes ' salz. VI. Fick 21) e davvero seducente. Un caso assai analogo a yogyog. heftig.^pltu-}. cf. ' A torto ' ' ' stato volto a senso musicale. che rassomiglia di assai a yogyog nel doppio senso ricordato. stark. buono ' (dalla medesima radice di SovaoGat) BB. 112). 26-26). e traslato naturale dall' accezione * terribile. costanze special!) ch' e terribilmente bella espressioni fr. I'ital.arvg nel senso di salm astro (ct. Ne surdus (color) e meta- fora piu ardita del nostro cwpo. come pensa Havet (Mem. intensiv '. che sono : trovano anche in altre lingue schrecklich cf. XIV. estrema- mente in (schrecklich gross). Jierement. la corsa sfrenata : fa- cilmente desta terrore o paurosa meraviglia Jiero. da far mestieri sordes (cf. giacche I'impeto.

amicizia. cf. stringere. jartu-s vulva . sfiorare i I tela siringeniia corpus di Virgilio sono oio6 dardi..ov ' r altro II (ma s. ma . bisogno (ne- cessiias. e M')dog. del per6 sotto un solo altri. col greco dtv. 121 die ne danno Pape e Passow nei loro dizionari Liddel e Scott). con maggior ve- rosimiglianza quello di il rapporto d'affinita si cura (come oggetto del nostro pensiero.rfa: Lautgeschichia 119) Lagercrantz Zur = aldolov yvvaiKStov. e stato paragonato grieck. Wharton ed noi coniprendiamo due che la parola ha in greco. apparentemente pote associare con tanto lontana. ' ' Dair idea generale di treccia (KfjXov) si poterono facilmente svolgere i due significati di ki^Aojv mazzacavallo. ' sfiorare Oguun vede * quanto gersi sia facile dall' idea di ' serrare. serrai*e '. itwaxog^ to dvdgetov ual ynrvaiKEtov ftogoy (Esi- chio) = 8.) BB. e cosi r etimologia del primo significato vale anche per nij^. togliere rasentare. strappare. che noi invece identifichiamo con b^kxa dell' alfabeto. Stallone (che pu6 intendersi come il fomito di ' * verga. il doppio senso dell'italiano verf/a). stringere '. Prellwitz sotto ' e m)Xoyv). [71 FRANCESCO SCERBO (cf. traslati): cf. nostro afietto). che sfiorano la pelle. anche * Se in latino con Tidea di si ' necessita. di freccia: ct. XXI ' "Wharton (Etyma logie differenti assegna a che vale stringo tre etimo- secondo . miMd- : //Dg lat. mediante una di simili metafora simile a tante altre appellazioni delle pudenda della donna (nel gergo italiano v' ha pareccbi 326.ra (da '^de/. necessitudo) connette V altra. premono. la stringono folia^ frondes stringere (la feriscono leggermente) con . elefante cf. di parentela. sensi. la non la penetrano. svol- r altra di strappare. a differenza i di Prellwitz.

Cosi Virgilio (En. Si neti che nel senso di ' biasimare ' il verbo e ordinariamente accempagnate da alcuni aggiunti. rimprovediverse significato vien differenziato con rare '. * Questa tesi e soprattutto sostenuta dal Br]<:al nel suo Essai de Simantique. die e la cosa piu comune nelle lingue . lat. bandire. che nei cerrispondenti del san- scrito e del greco vale 'velare. 4 articoli. e cui diverse valore da ascrivere verbo alia forza del prefisse. xa^. il IV 201).AVh. {ivijircov e^Ttldag Pind. non altrimenti che il nostro gridare dice ugualmente 'preclamare. II evijirco vale ' annunzio.122 SECTION LINGUISTIQUE 1' [81 s' indica atto dell' afferrare fortemente e quindi svelensem. cf.£7r^ (waK6>) juddo). proclamo '. cioe : 'fall. ruo in 3. . garrire. -- calare: scendi bambino '. I 83-86) ado: pera ruunt nella doppia accezione cipitano 'sconvolgono. dalla sedia. P. DasVerbum I 234). altra Ma i due che primi il non presentano difficolta passaggio dal senso intransitive a quelle tranil sitive. logo inglese divide rush'. Ma le due accezioni si pessone ben conciliare nella stessa parola. 'demolish'. ferrum stringere dice : lere. il trar spada. guaina e V impugnare coltello. come in mille altri casi. cadere'. significati 'heap up'. 4. biasime. si li pre- Quanto agli altri due significati. eriw e simili). trae dai composti (obruo. come di il ad un tempo ital. peto. non gia a differenza originaria del verbo semplice. anzi in- secondo alcuni glottologi ogni verbo in origin e fu transitive : ^ cf. 'dig up'. aigo/gotg ejtesooi. vitupero e secondo una doppia etimelogia (cf. come XaAETTOtoiv oveldeoi. Etyma graeca e Cu. non altrimenti si che il il nostro scendere usa anche trans. il Wh. Con minor ragione stringere la lo stesso glotto1. 2.

Quale che sia il legame. ' che prova che dire. XVI. nietafora ' fbrma.f9] FRANCESCO 8CERB0 il 123 nirix()0)c.wmf cf. quanto alia commozione e al furore di chi e adirato. truppa {knlmiirl. trovano in si ' Invece rtxoc proponschiera.: qiianto e detto relativamente a h'imro. tribute ' * — ' (gr.. oiide {ejtog) o seq- con la prep. da non e^ser punto Jingo (ct*. XVII. 320) la ragione e da cercaie altrove che nel significato. gono tre ' diverse -8. ligiiaggio ' niandria. ' branco. che infinite parole presso tutte le lingue. Le idee di * desiderio ' e. evIjttc) Bignifica propriamente fejr- pari are. annunziare *. riJ-oci scopo. fine'. cor- . dalla rad.rp'at^. salario ' TtAog tassa. indicante agitazione d'animo. (si ciofe s. nel significato speciale di tbnnay figura. (cf. h accompagnato da alcuni par si aggettivi. necessario di pensare alia rad. hn>£3T0i). La (cfr. o * del sanscrito. faile kdla-m ' noti il divei*so tenia del gr. ital. gregge'. Tacce- zione originaria e sensibilmente modificata. r^. kitp. di 'adegno* non sono forse espresse da una medesima parola origi- greca. 202-214). famiglia. (esse pari Jilo Lucr. . questi non presentano maggiore inconsi gi'uenza logica di tanti altii traslati. figura ' <la jilum * h\o ' e al- trettaiito naturale.adirarsi (BB. quanto quella di Uneamenti figiira tratti nel seiiso figurato). donde deriva anche clie fifjura. uberins (nbenorejilo)^ cras. gridare. 3. come te- nue. si la quale di chi pote applicare tanto alio stato irrequieto fortemente brama. tv. Si badi poi questo sostantivo. che riunisce i vari signi- ficati di veAog. dheir/h BB. ' * Se ciqno si deve separare dal s.. etimologie. quale dvfwg? L'accezione di cvpio e di kup-yn-mi non sono altro che svolgimento di un significato nario piii lato e generale. schiera 2..

interr. zi. Ill 291) .affine di car-). car' cal-) in gr.e zo. corrispondente di ava-teXXo) qel- (8. quale com(gr.124 SECTION LINGUISTIQUE s.) nei quali casi e difficile una precisa traduzione di TsAog. i: spun tare ' detto del sole. della luna (cf. Del con resto. come T£^. forma fondamentale i cal. Abbiamo gia accennato come la ragione.og Ki/eioj voOToio.c6Xo?. non izik-. comecch^ non ci appaia ben paaltri lese e chiaro. a quella contenuta nel cari ' muoversi qel- ' (che per noi jreio/zaf e la radice di veXog in tutti ejtAETOf dalla suoi significati) (cf. ava-roXf^). Ma misura. onde altri ha creduto di dover staccare EQi^QEdarai da EQEidoj. e applica a cosa svaria- tissirae e in yajLioio. fine. TeA. poterono di leggieri svolgere il vari significati di TE?. * come senso di rd te/m ? I i magistrati ' le accezioni gia in nessuno e venuto mente di Eppure a suggerire una speciale notate derivazione adattata a quest' ultimo significato. pov—u6/^og). Da questa idea vaga e lata di tal voce.del pron. si accanto a tsAAco vekedo loro intimo nesso * {uekofxai: cf. un senso .£). (accanto a poo-x(5Xo?) a{jL'f i-.og. ' T ultimo' s' pimento. [10] rispondente del la parola caramd- ha iin sigiiificato Ora molto generico. che secondo noi in nessuna maniera si pu6 * Occorre appena notare come ' il vero '. s. dove si i glottologi talvolta passano ogni giusta alle e quando attribuiscono arbitrariamente parole questo o quel significato. . a cui poi riferiscono una non meno speciosa etimologia. terraine ' . assai indeterminato. Per I'altemamento tra T (avanti vocali dolci) e % cf. sia tsX' muoversi onde (TeX-Xa> = •zeX-jui ?) levarsi. a non teuer conto degli couciliare i] usi di detta parola. e una pretesa difierenza di significato. simile s. Ti}^. il cui deriveri da forme quali ^-ttXso (eTcXeu) STrXsxo zspt- zXijjLSVo? ai-^coXoi.og davdrov davdrov veAog Arch. jroAeftoio {dog ue vEAog {iS^q)vyov jtoXsjuoio n.

denso sost. misti a sangue (letteralmente '). deve parer strano che in tutta la letteratura greca una parola tanto usata come (pm'og in un sol passo mostrasse un significato affatto speciale. s' onde alia mente pezzi di leggeri e quasi offre V idea di q)6vog nel i sue ordinario si- gnificato. in primo luogo. il perchfe vien Heparato da uccisione. mncchio q)6vo^ ' (Fick con altri '. * Da ultimo t'acciamo osservare che in kiirzerer ' Btthtlingk (Sanskrit * W5rt. fa tutt'uno di ghande di ' ers- chlagend. e bella. ted. altri termini. ' secondo (s. esso 6 in verita un po' irregolare. duro. piu vera. (p&vog h da intendere in senso concrete. vogliono indicare pezzi di ma 1' idea e pittoresca came ancora sauguinanti. che forse e stato la causa principale dell' anzidetta interpretazione. ghand-s ' corapatto. giaoch^ si costrutto. gan~*. .Lllj FRANCEBCO 8CERB0 125 giustificare. ^-^svoCt ^^^' f***tu. I lupi vomitano dell'animale. che non traducendo massa * ^d\ Una : illustrazione del passo omerico ci 6 data (cf. 162. hart. delvo ijrefpyov) si pu6 ben derivare ^^voc vengono con- Con qnesto naovo Ardito e significato attribuito a frontati gr. la sane. giacchfe dall' idea di battere. tOdter compact. cioe derivassc da origine si diversa.0 ' : esser steso sulla strage ' (kv q)6v(^). Fassung. /ue^Mvi q)6v(^ 'Qalvcjv neblov Pape In . guinosa strage sangue). ma non certo piu insolito e sti*ano di tanti altri costrutti propri del linguaggio il poetico. strage ' Ora. * il mod. '. spiegato per ' massa * . e connesBO * col 8. noi. Un ' altro caso ancora piu singolare ^ (fHiyog (aJf^arog) di II. (. come XXIV 6J. che e imagine ben piu viva e bella ' secondo noi. ' che hanno divorato. In quanto al genitive afjuarog. masea. da Pindaro in II. lest. klumpen*: n^ ' a torto. Poi bisogna notare che nel nostro caso parla d'un cervo di necessita ucciso. uc- cidere ' han- gr. XVI.

quale anche in questo volume d^ chiara prova del suo ingegno e sapere. onde veda todo che razioue. quando queste pagine erano dell' stampate. S. ^ dunque la doppia etimologia secondo e stato notato. lo stato dimenti seriamente preeente della glottolo- gia. Anche da questo di (povog. Dr. a fin di giovare alia coltura generale. sebbene lo scopo ne sia modesto.. cio6 di semplice volgarizzamento. non ha ragion d' essere. seguiamo un punto assai importante della mecompail Postscriptum. abbiamo avuto la fortuna di trovare al compimento opera il un valente col labora tore. E da sperare dunque che secondo 1' Italia presto avr^ un lessico comparativo delle due lingue classiche. condotto con intenscientifici. r. 126 SECTION LINGUISTIQUE tl2J quella di densitA. Francesco Scerbo. — il All' ultimo memento. . senza pretese di novita. giovane glottologo delle migliori speranze. lato massa compatta. • Queste note sono tratte da una nostra prefazione ad un lessico lavoro potra venire mai alia si comparativo del greco e del latino. abbiamo voluto dame sopra questo piccolo saggio. Ciardi-Dupr6 .. che abbiamo condotto molto innanzi ma siccome non sappiamo se e quando il luce.

) in ' cui r e originario ' vocaboli * come rucate splende ' (gr. coU' agr (sicche noi. q)eQo) lat. pregio (gr. fero got.SUL TRATTAMENTO DELLE LIPIDE INDOGERMANICHE NELi. aXfi^elv ' giiadagnai*e . riaponde in esse per lo piu un r. in guisa che tanto ad un r quanto ad un / delle altie lingue.. INDOIKANICO E SPECIALS ENTB NELL'ANTIOO ENDlA. bhdrati ' egli porta (gr. d' Infatti.r Inceo ecc).Nt^ In qiial modo i le lingiie arie. Cosi. per ricordare qualche ci osempio. ' tre ' (lat. svolgessero suoiii r.. ma non di rado anche un /. ossia I indo-iraniche. /£vh6^ 'bianco' ' lat. bairan e dei portare * ecc. r antico indiano possesBo ' presenta dei vocaboli trdy-as ' come m-s gr. ereditati dalla lingua primitiva indogermanica non b ancora ben dilucidato. . arghd-8 valore. facciamo salire tale distinzione alia lingua madre). nientre le lingue indogermaniclie Europa. senza che appaia la ragione del diverso trattamento del fo nema ' primitivo. /^. nel distingnere i si accordano pienamente tra loro / casi di da quelli di al contrario dei glottologi meno recenti. V indiano e r iranico confondono le due liquide. ri- giunta deir armeno. ' r^-5). tr^i^ ecc. TQCtg (lat.

128
lit.

SECTION LINGUISTIQUE
algh
/.
'
'

[2]

mercede

')

dove r invece risponde
ci offre
'

a un pri/,
'

niitivo
lilbhyati

Viceversa
egli

esempi di

/

=

idg.
'

come
ecc.)

brama
'

(lat. luhet libet,

got. liufs

caro
di
I

e kdlorr, qiiali
*

'

nero

(lat.

callgo ecc.)
(lit.

;

ed esempi

=-- idg.

kloga-s 'grido'

kraukti 'gracchiare'j e Zw>7ca<i

svelle,

strappa

'

(lat.

runco).

E
es.

lo stesso

avviene in
persiano,
dell' in-

certi

linguaggi neo-iranici, p.
si
:

nel

moderno
casi

in

cui

verificano

i

medesimi quattro
es.
'

diano

1.

r

=
'

idg.

r,
'

p.

burdan 'portare'
'

(gr.

(peQO

ecc.),

mard
2.

uomo

cioe
p.

mortale
aran

(gr. figorog id.).

r =- idg.

/,

es.

'

braccio

'

(gr.

ojZsvtj

'

gomito, braccio'
'

lat.

ulna ant.

isl.

din 'braccio' ecc),

roz

giorno
S.
1

'

(lat.

lax ecc).
I,

=
'

idg.
'

p. es. lab 'labbro' (lat.

labium ecc),
ecc).
'

likan

'

leccare
4.
/

(arm. lizum 'io lecco' gr.
r,
'

A£l;^oj id.
'

idg.

p.

es.

kaldy kulay

cornacchia

(gr.

uoQa^

corvo

lat.

corvus comix).

Varie ipotesi sono state fatte per mettere in chiaro

come realmente and6

la cosa,

ma
lo

finora nessuna, al-

meno

nella

forma

in cui e stata presentata,
altre.

ha potuto
i

imporsi e trionfare sulle

che mi accingo a

studiare tale questione dopo che se ne sono occupati

piu valorosi e benemeriti illustratori della parola indo-

germanica, non m'aspetto d'essere piu fortunate

di loro,

non presume cioe

di ottenere pei resultati delle

mie

in-

I

dagini quell' assenso unanime degli studiosi che essi non

hanno ottenuto. Sar6 pago se potr6 almeno dimostrare qual e la via buona per cui dovra mettersi chi vorra di nuovo tentare la soluzione del problema.

La

disparita delle opinioni, in qualunque ordine di
fatti,

idee e di

^ indizio certo della

mancanza

di argo-

[3]

G.

CIAEDI-DUPEfe

129
al-

nienti decisivi a favore dell*

una piuttosto die deir

tra

:

e ci6 tanto piu e vero nelle question! severamente

scientificlie,

in quanto die in esse non ci sono (o alnon dovrebbero esserd) quelle passion die in meno altri campi possono turbare 1' imparzialita dei giudizt
i

e la serenita delle discussioni.

Nel case nostro la roan-

caiiza d'

argomenti

decisivi 6 in

gran parte iraputabile

alia scarsita dei materiali su cui

siamo

costretti

a

fon-

dare

le

nostre ricerche. Tale scarsita appare manitesta
iranico.

spedalmente nel canipo

Per cib che riguarda
dialetti pra-

r indiano, senza dubbio vorremmo die tbssero meglio
studiati col criterio storico-comparativo
critici
*

i

e gli idiomi viventi dell' India ariana, giacch^
pert'etta di essi

da una conoscenza piu
lo studio dolle lingue

trarremmo nuova

luce per la cognizione del sanscrito, a quel

modo che
e in-

romanze serve a illuminare
il

tegrare quelle del latino. Tuttavia qualche cosa in questo

campo

si

e pur fatto, e d' altra parte

materiale

che possediamo per
k cosi vasto, ed
cosi
i

lo studio diretto dell'antico

indiano

sussidi di cui
farci

possiamo valerci sono
la

numerosi da
che
ci

sentir

me no

mancanza

di

quelli

verrebbero dall'indagine dei dialetti
spetta
all'

seriori.

Invece per ci6 che

iranico

bon altrimenti

vanno

le cose.

Dei linguaggi
1'

di questo

gruppo

dell' eta

piu antica due soli
cio6 r avestico e

pervennero

a

nostra

cognizione,

antico persiano, del quale poi non

possediamo che scarsissimi documenti, cioe le iscrizioni degli Achemenidi. Sul paese nel quale ebbe origine
'

Durante

la

stampa

di quest!

« Atti »

6 uscita

1'

open magiOrumdr. d,

etrale di

R. Pisciibl, Grammatik der Prakrit-Sprachen
I,

(=

indo-ar. Philol. u. Altert.
bozzel.

8; Strassburg, 1900) [Not* aggit^nta sulle

130

SECTION LINGUISTIQUE

[4]

I'A vesta,

come
si

sull'

eta a cui risale, molto

si

e dispu-

tato sin qui e

continuera probabilmente a disputare,

poiche
Geiger,

le
^

opinioni

sono ancora

discordi,

sebbene

il

a parer mio con buoni argomenti, abbia

cer-

cato di mettere in sodo che la patria di quel codice
religioso e
1'

Iran orientale, e sia vana d' altra parte la

speranza di poterla determinare con maggiore approssimazione.

Ad

ogni

modo
si

Tavestico non

ci

rappresenta

che

il

parlare d' una regione, o al piu di due regioni

deir antico Iran, se
caica di esso, quella

ammette che
in

la

forma piu
le
all' antico
il

ar-

cui

sono composte
^

Gatha
per-

risponda a una varieta locale.
siano,

Quanto

dobbiamo
nel

ritenere che

ci

rappresenti

dialetto

proprio della Perside, adoperato soltanto
gio
ufficiale

come linguagtradizione

resto

dell'

impero. Dalla

classica

sappiamo che
i

le varie

popolazioni iraniche par:

lavano idiomi
p. es.

quali difl'erivano pochissimo tra loro
(15, 2, 8)

Strabone

afferma che Medi, Persia ni,

Battriani e Sogdiani erano o^oykcoxxoi naQci jtanQov.
in

Ma
piu

manc^nza

di dati precisi nulla

possiamo dire intorno

ai singoli dialetti.

Quindi per ricostruire nel

modo

complete che

ci

sia concesso la storia delle lingue ira-

niche bisogna ricorrere al sussidio dei dialetti viventi.

Ma

pur troppo, se

si

eccettua

il

persiano, che in grazia
e stato largalessico

della sua ricca e

attraente letteratura

mente

studiato, e di cui pc»ssediamo

un

copio-

sissimo, gli idiomi neo-iranici sono ancora assai poco
'

In Abhandl.
8gg,,

d. k. baxjr.

Akad.

d. Wiss. {Philos.-PhiM. CI.) 1884.
d. iran. Philol.' II,

II, p.

315
'

ed ultimamente in Ord.
per

387

sg.

Si e creduto

qualche tempo
si

di

potere assegnare cotesta
1'

variety alia Sogdiana,

come
si

attribuisce alia Battriana

altro tipo

dell'idioma avestico:

ma

tratta di pure ipotesi.

[5J

G.

CIABDI-DUPBE
anche
in

131

conosciuti. Esistono bensi

questo

campo
che

dei

lavori eccellenti di operosi e dotti iraniHti, quali Justi,

Hiibschmann, Geiger, Salemann
poi*tato

ed

altri,

lianno

preziosi
:

coiitributi

alia

storia

di

questi linulte-

guaggi

ma

dobbianio aspettarci molto di piu da

riori riceiche.

Per queste

8ui materiali indiani, e

il mio studio quando sar6 giunto a tbnnulare

ragioiii io ba.ser6

qualche conclusione, indaglier6 se e qiianto sia applicabile anche alle linguo iraniclie.

La tesi che io dit'endo non meno nella sostanza, come non
cennato da
varla.
altri,
'

b

nuova per

veritA, al-

e nuovo, jjerchd gia accol quale cerco di proinutile Io svolgerlo,

Y argomento

Ma

nondimeno ritengo non

percho non vedo che

ci6 sia stato fatto sin qui.

Intanto

credo opportune di premettere una breve esposizione
delle ipotesi

coUe quali

si

tent6 di risolvere

il

problema

in questione.

L' opinione che le due liquide primitive siansi conliise in

una, cioe in

r,

nel periodo unitario indoiranico,

e che soltanto piu tardi, nelle singole lingue indipen-

dentemente

si

sia svolto

un nuovo

/

da r (=

idg.

r,

/),

sembra avvalorata dal fatto che nell' indiano il suono I, raro nei documenti piii antichi, diventa mano a mano e che ai due anpill frequente in quelli piu moderni
'
*

E.
V.

W. Arnoui
i

nell'articolo «

L

in the Ki-rveda

in Fejiigrtus

an

Ji.
*

Both (Stuttgart 1893) pag. 145-148.
calcoli

Secondo

del

Whitney

(cfr.

Wacksrxaoel, AUind.
la t'requenza di
/

Oramm.

I 215), nelle parti piu recenti del

RV.
il

sarebbe

otto volte maggiore che nelle parti piu antiche. NelT Ath. V. poi

esM

sarebbe sette volte maggiore
plesso.

cite
/

in tutto

RV.

considerato in com-

£

infihe la frequenza di

nella letteratura vedica, in generale,

starebbe n quella nella letteratura seriore (epica e classicn) nel rapporto
di 17 a 52. Si

vegga del

n'st<>

il

aW

citato artii-ulo delK Arnold.

182

SECTION LINGUISTIQUE
a noi noti esso e sconosciuto.
*

[6]

tichi dialetti iranici

Tale

ha un deciso sostenitore nel Beugmann, il « Die uridg. r und / scheiDen.... quale cosi si esprime in urarischer Zeit in v zusammengefallen zu sein. Diebei ses r blieb im Altiranischen. Diesem ist / fremd
opinione
:
;

der Wiedergabe von frenidsprach lichen
enthalten, tritt r dafur ein
:

Namen,
'

die

I

apers. babiru-l
ist
/

Babylon

'.

Id den jiingeren iran. Sprachen
es hat sich jedoch,

zwar vorhanden,
se-

nach Hiibschmann, allenthalben

cundar entwickelt, so dass von hier aus die von
I

Annahme
hat (Pers.

fiir

die nriran.
ff.).

Sprache keine

Stiitze

Stud. 262

Im

Indischen hielt sich r in einem Teil

des Sprachgebietes,
storisch zu
/

wahrend es anderwarts schon vorhiwurde. Das Nebeneinander von r und / in

den

ai.

Literatursprachen
I

— in den jiingeren ved. Texten
in der
in

begegnet
schen,

5i'ter als in

den alteren und

nachweder vedi-

dischen Literatur

ist

/

wieder haufiger als

und es gibt wenige Wurzel mit /, die nicht auch mit r vorkamen beruht wohl auf Dialektmischung, es Zufall ist, wenn einem arm.-europ. I im Ar. so dass / gegeniibersteht » [Grundr. d. vergL Gramm. V 427). Conviene per altro notare che lo stesso Brugniann di-

chiara

«

notevoli

»

(beachtenswert) le ipotesi del Bardi cui sto per parlare.

tholomae e del Wackernagel
II

Bartholomae

altresi crede

alia confusione di

I

con

r nel proto-indoiranico,

ma

suppone
I.

che

in

un

*

L'avestico non presenta alcuna traccia di
il

L' antico persiano
in

possiede tm segno speciale per

suono

Z,

ma

se ne serve soltanto

vocaboli d' origine straniera {Haldita-, Dtibdla-),
luogo.
(p. es.

come vedremo a suo
stranieri
I 1'

Nei vocaboli prettamente
in

arii,

ed
'

anche in alcuni
')

Bahiru-i
r.

'

Babilonia

',

Tigrd-

Tigri

originario

e reso

per mezzo di

[7]

G.

CIABDI-DUPBfc
/

18S in r, quel Kant ichis/

tempo posteriore

al

passaggio di

simo idioma venisse ad acquistare un miovo
fetto deir imprestito di voci straniere ciie

per

et-

contenevano
»

quel suono.
si

«
«

In der arischen Grundsprache
sind r und
/

coal egli

esprime

lautgesetzlicli in r

zusam*

mengetallen. In Folge von Entlelinungen aus nichtarischen idg. Dialekten liat
sicli

aber

/

bereits
r

im Ari-

schen

neuerdings
/,

festgesetzt.

Arisclies
idg.
/.

entspricht

somit idg. r und
r

arisches
ist

I

Das Indische bat
zu
/

und

/.

Das
/

arische r

dialektisch
ar.
/

geworden.
>

Indisches

steht also ar. r

und

gegeniiber.

{Grurulr.

d. Iran. Philol. I, 1

pag. 23). Questa ipotesi serve a spie/

gare quei casi in cui
case

e

comune allMndiano
:

e alia

magil
*

gior parte dei dialetti neo-iranici

p.

es.

{k
'

appunto
le

citato dal B.) dalla radice * lei/jh-

leccare

gr.

Xeizoj, lat. lingi^ ant. irl. ligim. ecc.)

derivano
',

seguenti

voci arie: ant. ind. lihanti

'

essi

leccano

pehl. neo-pers.
il

lUtan

'

leccare

*,

curdo

listin id.

Orbene, secondo

B.,

queste voci risalirebbero ad antichissimi imprestiti da
lingue non arie, laddove
1'

ant.

ind.

rihdnti ci mostre-

rebbe la schietta forma aria conservatasi per caso accanto a
lihanti.

Mi

resta ora

da accennare
*

alle teorie

del

Fortu-

natov e del Wackeniagel.

In

sost«inza

io

mi trovo

d'accordo con questi due glottologi, in quanto ammetto

'

Non ho

potato consultare

il

volume del Dakuihiiirk ^RtUiquUu
Se mi 6 lecito
Streitberg in

Philologicae or Easaya in Companitive Philology, edited by R. S. Con-

way

» nel quale

si

tratta la questione dell' indinno

r,

/.

giudicare la teoria del D. dal riassunto die ne fa

W.

IF. Anz. YI, 172-3, dir6 ch'essa mi pare troppo artificiosa e peroid

poco probabile. Anche
esserne persuaso.
Aetet

il

Bruomamn {Orundr.
Ori«ntulittt$.

I,

428) dichiara di non

du X/P"' Con^rte d-

-

Toiim III

- (9"*

PuciUi

6

134

SECTION LINGUISTIQUE

[8]

una parte del territorio indiano si ma non credo fondati gli mantenesse inalterato I'idg.
al pari di loro die in
/,

argomenti

sui quali

essi

credono

di poter

basare quel-

r opinione. II FoETUNATOv KZ. XXXVI, 1 sgg., distingue nelr indogermanico due varieta di I, che indica rispettivamente con k, I. Quello die il Brugmann ed il Bartliolomae
dicoiio
di
/

in

genere, cioe
di
;i.

il

mutarsi in

r,
?.

dovrebbe intendersi soltanto
al contrario

La

confusione di

con r sarebbe avvenuta in tutto
/

il

dominio

ario. L'idg.

sarebbe stato diversamente trattato nei
:

diversi dialetti
si

nei linguaggi iranici e in quello su cui

fondano

le

parti piu antiche del

Rigveda esso avrebbe
r:

subito la sorte di A, cioe sarebbe passato in
scrito invece, e in parte nei vedico,
il

nei san-

avrebbe conservato
posta

suo valore primitivo.

Non mi

tratterr6 a ricercare
/

quanto fondamento abbia la distinzione dei due
e giustificata

dal Fortunatov, bastandomi di far notare die essa non

da alcun dato

di fatto

:

giacclie se e vero
1'

che da un lato abbiamo una serie di esempi in cui
diano risponde solo con r all'idg.
nulla
ritenere che
/,

in-

e dall'altro un'altra

serie in cui esso gli risponde tanto
ci vieta di
iiel

con r quanto con

/,

primo caso siano an/,

date perdu te

ibrme parallele con nerale qualunque / indogermanico
le

e che in tesi gefosse
/

suscettibile

d'essere riflesso dall' indiano con r o con varl dialetti.
Prima
e
'

a seconda dei
di osservare

Coinunque
un

sia di ci6,

importa
Noreen
I

*

del F.
p.

altro glottologo,

il

(Abriss der urgenell'

man. Lautlehre
nico:
l^

2 e 104) distinse due variety di
poiche egli dice che tutte
i

indogerma1'

i,.

Ma

le lingue,

fuorche

indiano,

banno confuso

in tutti
1'

casi cotesti
il

due fonemi e che poi
li

finisce
?•

per
/

confonderli anche

indiano

quale

riproduce ambedue con

e con

[91

G.

CURDI-DUPBfe
/

136

che ad ammettere la parziale conservazione del
Tindiano,
il

nel-

Fortunatov
articolo

fe

indotto dalla necessity di tro-

var posto per la le^ge che egli suppone d*aver dimostrato nel note
in

BB.

vi.

215-220, e clie pu6
il

esser formulata cosi: neH'antico indiano
deiitale perde
/,

gruppo

/-f-

e la dentale passa nella cerebrale cor-

rispondente. Questa teoria e stata accettata da
clii

non po-

glottologi,
esito

ma

anche combattuta da molti,*
io.

coi qnali

non

a schierarmi anch'

Un

esaine di tale qiiedi dichiarare

stione sarebbe qui superfluo:

mi basta

die

aderisco, in massima, agli argomenti del

Wackernagel

e del Bartholomae contro la legge del Fortunatov.

< scheinbar ohne feste Kegel
saa ipotesi non
si

>,

in

realty

non distingae nnlla, e dalia
Piii giusta e
1'

pu6 trarre alcuna deduzione.
I.

osservasg.),
il

zione del Meillet (Mem. d.

Societe de Linguistique
si

VTII 299

quale dice che

nell' idg. si

dovettero avere, come
I

ebbero in alcone

lingue da esso derivate, dne saoni di

determinati dal

fonema che
a, o,

veniva di poi: cioe un suono cacuminale davanti consonante ed
u, ed

un suono dentale davanti
piii

?,

i.

I casi

di

/

cacuminale sarebbero
le altre, in se-

diventati

numerosi nelle lingue arie che in tutte
e

guito alia mutazione di

in a

da esse operata. Non possiamo tattavia
:

accettare la seguente conclusione del Meillet

dipendere dalla prononzia
/
i

cacuminale di

/

il

suo passaggio in

r,

quindi essere normale

dinanzi
casi in

ad

/,

e r in ogni altro caso e doversi spiegare analogicamente

cui cio non avviene. Basta infatti dare uno sguardo al materiale relativo per convincersi che tale conclusione 6 assolutamente ingiustificata.
*

Aderiscono alia teoria del F.
1'

il

Beciitel

[Hauptprobleme

d.

indogerm. LautUhre p. 382 sgg.),
Itlankleer in

Uhucnbeck (Handboek der induce
indogermaatische Hamtaal pp. 46

vergelijking met die der
sg.), il

sgg.,
V. d.

73 sgg., 78

Pkrssok (KZ.

XXXin
il

288

sg..

Stud,

«.

LeAre

Wurzelertc. u. Wurzehar. 36, 37, 54),

Wwdisch (KZ. XXVII
Schmidt {PlurcdbiUI. 179,
il

168) ed altri.

La combattono specialmente
sg.), il II

lo

Krit. d. Sonant. 1

Barthoix)mae (IF. Ill 167 sgg.) e

Wackkhconsidera

NAOEL {Ai. Or. I 171). come ormai demolita.

BRUOMAKif

{Ort^iidr.

I*

427)

la

136
II

SECTION LINGUISTIQUE

[10]

Wackeenagel
testi
r,

(Ai. Gr. I, 217)
le

nota
I

il

fatto die

gia nei
lele

piu antichi

forme con

appaiono paralrotacistico,

a quelle con

e ne inferisce clie accanto al dia-

letto

fondamentale del RV, senza dubbio

esistessero altri dialetti che serbavaiio la distinzione ori-

ginaria delle due liquide, e che da essi le forme con
penetrassero, in
letteraria.

I

misura sempre crescente, nella lingua

Ora a

me sembra

clie la

conclusione non sia
/,

logicaraente dedotta. Invero la presenza di forme con

evidentemente
furono

infiltrate

da un

altro

dialetto, nei

piu

antichi inni vedici, prova soltanto cli^ nell'epoca in cui
essi
I

redatti, esistevano
:

dei

dialetti

ai

quali
il

il

suono
tivo
I

non era estraneo

ma

che questo fosse

primi-

conservatosi in quel dialetti, e non piuttosto

un

I

svoltosi
al

secondariamente da r
di per se

(-=^

idg.

r,

I)

come piace

Brugmann,

non

risulta chiaro,

ma

bisogna

dimostrarlo per altra via.

Per ottenere una prova del fatto asserito dal AVackernagel giova vedere
i

in

qual rapporto numerico stanno
I

casi in cui

1'

indiano risponde con
(idg.)
I

(oppure con
il

/

e

con r insieme) all'europeo
/

a quelli in cui

suo

risponde all'eur.

(idg.) r.
(1.

Se

i

pi'imi,

come ebbe gia ad

affermare I'Arnold

c), prevalgono sui secondi, e se la

sproporzione e cosi grande da non potersi imputare al
caso, la questione

pu6

dirsi risoluta. Infatti se,

stando

le cose in questi termini, si volesse

credere che tutte le
in cui
/

voci indiane con

/

proven issero da dialetti
Z),

si

era

svolto

da

r

T—

r,

ne verrebbe

la strana

conseguenza

che la fortuna d'essere accolte nella letteratura sarebbe
toccata,

non sapremmo
Z

in virtu di qual misteriosa legge
/

di selezione,

precisamente a quelle parole in cui
originario, e solo

risponin cui

deva a un

poche volte a quelle

Gr. ma la letter* i an coi cade ^ scritta in carattere tondo anziohS in corsivo. o un gruppo di dialetti.[11] G. mi riniane soltanto da provare che sussiste il fatto su cui essi poggiano. e dall' ultra si / un altro die la / mutava r. spiega benisaiinci / prevalenza nu- merica dei casi di su quelli di Siocome la ragionevolezza di queste deduzioni mi pare che non possa mettersi in dubbio. Nel litnano I Schleifton ' . 137 esso rispondeva a un Invece ammettendo da una parte un dialetto. .qoando cade sopra una delle lettere e e y r m non h segnato. per ragioni tipografiche. CIABDI-DUPBfe r. 217 ed ho procurato di arricchirlo piu che mi e state possibile col frutto delle d' esser riuscito mie I. II irl. Ind. At. r in I secondariamente. le vocali nasilizzate. dal sistema di trascrizione comunemente usato. idg. seguita da quella degli esempi di idg. I. che mante- neva / intatto. le alcuui vocaboli curdi ossetici noto con un suono che i gram- matiche di quei linguaggi sogliono rappresentare con chio al di sotto. l^idg. capello ricciuto ciXevr^ 'braccio. cioe la spro- porzione numerica di cui teste ho parlato.). signiticato ibndamentale Nella citazione di molti vocaboli che occorreranno in questo la- voro doyr6 scostarmi.' ma non mi lusingo completo. Ecco dunque senz' altro la listiv degli esempt di / / ?•. lat. Xelle forme iudogermaniche toDdo. gomito' ' alaka—s alaka—m 'ricciolo. * : gr. significnto di ^ e chiaro da s^. Nel compilare questo doppio elenco mi sono giovato principalniente del materiale raccolto dal sgg. aleina ' ' braccio ecc. A. uHen 'gomito* got. Ecco le principali divergenze. Wackernagel letture. Nolle parole espresso per mezzo di con an cerdentali sono germaniche lo * le spiranti ^ e §. Nolle citazioni slave indico con a^ il f. Scrivo « invece di con un punto sopra. /. sonante e distinto per mezzo del carattere la Nell'indiano klpta ^ trascurata e notazione di t I vocale. ricostruite indico con v V u semivocale e col I semIn plice k la palatale sorda. ulna ant.

GrT. 245 sgg. griech. sgradevolezza. Sprachkunde (Upsala 1891) pag. dlpa. * lancia ' ' llayati : " mette in movited. ' non rettamente Spr. uluka-s gutb. . lat. La seconda allkd— " parte conterrebbe la radice *vel. tenue. lat. ' '. ildii ' egli va.' '.alpakdalpnas piccolo. falsita got. civetta ' : uluka-yatu-s * ' un demone ' forma * di civetta ' gr.che vedremo a base * di parecchi vocaboli. esser curvo Cfr.138 SECTION LINGUISTIQUE [12] della radice (*e/o-. ' Aggiungo entro parentesi quadra ha 11 le voci identiche o affini iu cai si passaggio di I in r. radice stessa di alaka-. aljis ' gr. III. raro ' ' : lit. ' piegarsi. falso '. si confronti anydtha che vuol dire al ' tempo stesso ' al- trimenti etym.Xoc. alius a'/e altro '. 15). 219). ' : allkd—m ant. e d. tdula ' abbaio * vXatii) vXayjuog dAay/ua latrato irl. eilen mento ' [irati va ' irte si muove 'J ' (Wac- KEENAGEL in Ai. 141 sg.) (una pianta le cui foglie sono cot. d?. a. Wb. *ole-) comune a '. perte di peli * puhgenti) [dra ' lesina '] ^ : a. ripugnante. aU-s 'scorpione. Per lo svolgimento del significato. uccello ' not- turno ulidare ant. tutti questi vocaboli e quelle di z. Johansson Beitr. 106 sg. irl. ' altiiid. Kurzgef. ulUHi giudare'. ' ala-vdla-m un solco praticato intorno alia base d' un albero per raccogliere le acque che servono ad innaffiarlo ' e spiegato dal medesimo Johansson di IF. * I. come un composto lautologico dalla cui la prima parte sarebbe formata o/ievij. (Uhlenbeck. debole ' dlpti perdere le forze 'id. ape' alininvolucrata ' aliparnl 'Tragia (Linn. ' grido. ala lesina '. futile. ' vAda ecc. sgradevole. ulach grfdo lit.

ulba-m ' 55 sg. u. * ondeggiamento lit. la membrana che avvolge : erabrione pellicola dell' novo. incendio di spettro '' * ulkn-mvkha-s ' una specie irl. si. mento.'piegare. * (una apparizione ']: luminosa lat. onda ant. simo gruppo appartengODO uhilatus *.: . ulmukor-m gicawl ' ' 'incendio' t. kdlate risuona sottile * hdllate ' emette un suono tenue d' * kola- ' tenue. (ctr. : Ci6 d possibile ma la testimonianza di altre tre lingue rende piii probabile I'altra ipotesi. ' gallo * . [13] G. ' (detto a proposito ' kalakala-s delicato ' giido confuso. esser flessibile. * lume a. Sprachsch. bret. gallo ' il gridante all' aurora caiUch ' ecc. p. \^ Fick Wb. strepito ' knkaii-s un suono) un suono ' knkali ' uno strumento dal suono delicato cio^ * ' * um-kala-s gi'. cavita' lat. ' [urm{-x ' *onda*j: * cimbr. 194 suppoiie che ulucut ed uloka^* siano formati nelle due lingue indipendentemente. II significato fondamentale e che si pu6 applicare quelle di movimento voi-ticoso ugualmente bene a una fiamma e ad una massa liquida in ribollimento. calare ant. muoversi in giro ' quindi ' avvolgere (cfr. ?) [vdrcas. e valati). bollore. si Urgesch. ' ' ' piegarsi ' quindi ' ' muoversi a vortico ' *. irl. Al medeululabilis. splendore Volcamis ant. a. La ra* dice k *vel- ' piegare. KaJiEO} ' chiamo lat. vlvna id. ondeggiamento uylm ' irallan boUire nalm ' ribolli' ant.). meteora. CIABDI-DUPEfc 189 Trattandosi di voci onomatopeiche lo Schbadeb Sprachvergl. vilfiis iceallan id. luce. La radice fe sempre *vel. sass. Olcdn ant. vulva {=*volba). che questo gruppo di vocaboli risalga al periodo indogermanico. Ulcagnus Ulcagni I1*J 1' Stokes Urk. 11 sg. nallan bollire * ags. : ululf- ulftlu- * ulkd ulkmi ' fen omen o igneo.varcaid-m fuoco.

i glottologi non sono Gr. cita kalpdyati fra gli esempi di Z = idg. Wackernagel ' Ai. '] : lat. corn. hel 'sonoro' '. reciso ' (Persson KZ. kdlpate * ' e conforme. figura. ^ halon 'gridare' ' Mian * risonare ' ' m. lo stesso W. ' kalu^t ciarlare kaldyati scorge. kalpa(ka)-s ordinamento. parvenza ' '. Circa I'etimo- logia di questa numerosa serie di vocaboli (p. Viceversa a pag. ' xrapaHl '. apregola ' propriate. riferendosi all' opinione del Kluge. concordi. 288 kalis kail kalikd 'gernioglio. a. La parentela delle voci latine e celtiche coll'ai. kdhrpo) corpo ' hii-kdr^pta' ben for- mate logia. prendono come base * significato di '. si adatta. che e proprio del moderno ignoto all' antico e al medio tedesco. V 186. krpd (strum. * [14] cimbr. a.viene supposta da' ' Wb. giova * ' kalpdyaii mette in oidine. ' t. sg. I. uoXo^ ' mutilato.) * figura. invenzione' ecc. chelioc id. kdr^fl (gen. callere callidus cimbr. ^ kalagd-s calix. ' I* 34. osserva ' [cards cdraka-s call * esplo- ratore cal id. 'astute' corn. 589. ^ '. jtQSJiei conviene. dallo Stokes presso Fick II* 73. con un punto d'interrogazioue. me. brocca ' : gr.). . 616. a. ' dispone '. kaldyaii e ac- cennata. XXXIII. immagine ' e confron- kalp'' col ved. hal suono ' hellen risonare lett. col gr. Se si accetta questa etimori- bisogna cancellare kalp^ da questo elenco e ll significato di hell. ndlv^id. Fick 35. taglia capace ' ' kalpa' " conforme. e * ' luminoso. Alcuni Brugmann Grundr. coU'av. esser conforme tano dar forma '.140 SECTION LINGUISTIQUE ceiliog id. gemma*: gr. chiaro '. corpus. e decoroso e col lat. 218 /. kvAi§ ' bicchiere ' lat. t. la connessione di kaldyati con cara{ka). kald " particella ' : gr. il 608. forma. es. * vaso. kalpana-m formazione. Wb.

sfmi-vifDus semivivo una specificazione di qnello generiuo di ai. \Vb. separare lit. halbt t.'mezzo* halfr ant. dizionario i. ecc. ktlftn . che serviva ad esprimera qnesto oonoetto era ai. deuUchen i Spr. halha. sami~ 'mezzo' gr. e in ogni case si dovra concedere che * la radice *(8)kelp- vi abbia la sua parte. sass. ma una spiegazione un lo po' artificiosa. per mezzo del determinatore -p-. tagliato. Le stesso ' Kluok Etym. 169) spiega qaesto significato di espressioni quale sarebbe khanda^ah kalpay" 6 come un fraintendimento ' ridarre in pezzi ' . confacente a qnalcosa ool t«d. a.' [16J G. il Wb. traduce ' dessen Haupthaare.' sg. e ' dalaii ' spezza ' e dimezza'. Hi spiega assai meglio intendendo klpta. oxiXXw ' ' zappo. Sarebbe una forma ampliata. $celfe ' scamnum. a.ssa radice il Persson. seguito dall' Uhlenbeck Et. 171 accenna alia ' poesibilitii connettere kalp- essere adatto. daia-m peoo di metk * '. sk^lti ' fendere '.). Wh^. e T^jti-^to. pensano alia radice *kelp. putamen (quest' ultimo esempio manca ' presso r Uhlenbeck) ed altre voci la cui connessione con queste non mi sembra sicura. '). a base del germ. se da la pret'orenza al- r etimologia del Kluge (Etyni. siliqiia. ' " reciso. lat. a. 48. Cosi il composto klpta-ke(. healf a. and Bart in Ordnung beschnitten sind ' (II. isl. t. vango ant. 167). t. mutilate ' ' skilja divi- dere. ags. scalpo sculpo.* Tatto |got. Invece sta bene esemp! di idg. isl.o meglio *{s)kelp-* che sta ant. quali. Cfr. riconduce scylfe scAe//' ' lat. ' Alia ste. tabulatum I'a. fondandi tagliare'.t. skjalf '. Forse in kalp" si sono confuse delle forme di ditierente origine. della radice {8)kel' che ricorre nel gr. I'ant. 158) e del Persson (KZ. tialb\. sdmi-quek ' maniche * semi-: ' vocabolo idg.ar'iiakha-^ma^rw che ' stesso d. sceliva m.nel sense di tagliato'. ' oxaXi? ' vanga ' ' xsXst? ' ascia xdXo. si II significato di (il mezzo che ha soltanto nelle lingue geraA. ' di- vise in parti'. NUgel. si r. isl. xxxiii 289 dosi 8U kalpdyati 'taglia' kalpana-m d. * II dizionario di Pietrobtirgo (II. f'ra CIARDI-DUPRfe di / / > 141 niandarlo lia gli gli enemp! / idg. half agn.

' ' 142 SECTION LINGUISTIQUE kalya* [16] sano. di questo vocabolo sarebbe. abilita che dk * medesima forma radicale delle voci ' lituane sopra citate. azzurro scuro' kcdiman.) sg. fausto gr. hagol gr.aiv6c.) gambo hah ' coUum got. L' Ascoli (Lezioni 1' compar. Schleicher di fonol. ' grigio ') ' e col got. ant. 50. '. ' tema (ant. ' e ci6 per- metterebbe ags. hahala-m 'gioiello da portare al ' collo' kakalaka-s laringe. " (Beitr. klasn spiga '].rdX£ia ( : BB. t. t. ' fusto. hjalpa ags. aiutare. dub ' nero du*be nerezza . *qolso. Forse anche columba (= * kolon-bhd) ' quella daH'oscuix) aspetto 102.una terza variety (* qelp-). t.) le e col lit. Siccome forme a gerinaniche da un lato e quelle dell' altro risalgono due distinte varieti radicali (* qelb [oppure nell' ind. ?).) fronte m albam habentes' ant.. p. ' kalydna- ' bello. '). oscuro ' Kt]Uc. a.). kala(ka). ' sass. calidus dalla fronte ' bianca u. II concetto tbndamentale LENBECK Et. ' ' nero.di. ant. I 110 n. ' una formazione da cui deriva il Jat.'nero. a. Kdx^V^ raflronto coll' ant. hagl grandine haf-gel id. dufe irl. isl. hagel id. aiutare szelpti ' (got. kaA isl. ' macchia. ' n£?. pi. 54 ci propone di ricondurre qui anclie la ai. L' idea di connettere tra loro tutti qaesti vocaboli era stata gik espressa dallo vergl. promuovere ' paszalpa lituane ' aiuto '. !fc con raddoppiamento dalla radice *qel-. giustificata dal secondo una bella ipotesi del Prellwitz raffronto col gr. naAog bello hahlara-m ' giglio bianco aquatico '. collo ags. si. sabbia'[?]. ' a. z. si avrebbe kalp. dubo ags. chiazzato ' caltgo ^ kaleduf si. ' kalii 'lordura'. giljja-m arte.[alb. calersu (ace. '. qnello il bianchezza isl. * kelb-] e * kelp-). Sprachforach. ' cioe ' maccliiato di bianco. a. a. to^Xdf oscuro ' quindi cieco ' ant. ' tuba ' gr.. ' giovare. grazioso. a. onta lat. helpan ecc. tiroidea': lit. kdklas ^collo'. hilpan ant. heals id. XXII [Hes.'nerezza* kalana-s kalahka-s ' macchia. onta': gr. . secondo -di ' TUh- Wb..] ' tt^Xsio? ( : TreX'. abile ' : ' kalya-m * ' I'alba '. e forse anche col pietra (bianca gliiaia.

calvizie khild-s khilyd-s ' paese deserto . klla{ka)-8 kllaka * legno.: ' (17J G. a. caviccliio * ' khila-s palo * gr. riconnetto coll' '. ' dti-kidva- affatto calvo ' : lat. Probabilmente sono derivati dalla medesima radice ' *q{h)el- anche i seguenti ' : khalatf* kalvftta- calvo ' khdlatya-m khalitya-m '. citti kidikdya-s ' animale aquatico ' ' una specie ' <V uccello ' : ru. ' tribili. (?j Per la grat. hUens chiurlo * (Beb- NEKEB IF. calvut osco Halaviis 'Calvius'. kcddr-s ' CIABDI-DUPBE 14» ' tempo * '. puram purl pdrkuUkn iii. plant ' liberi. famiglia gr. e significa propriamente 'divisione. cittadini xvii 317).) adunarsi ' irl. E connesso con kald particella * fv. famiglia. era): quindi 'tempo. A questo stipite appartiene probabilmente il il popidus (Hoffman JiB. dazione apofonica smfihi ' gr. citta. VIII 286). stagione. progenie ant. momento' nella piu larga accezione. ' ' jtreXiov ' TO ovX}. giaciglio. ' cimbr. asta di legno ctr. non (come ' xviii 134) '. *con-coliom *con-queliomj vorrebbe il FeOhdp Fick BB. abitazione. parvuli stirpe celjadl famiglia lat. ' rt>iog schiera ' d-jti'^Aa ' radunanza ant. hulikn ' beccaccia ' ' p. alia piu comune ' opinione. mescliino '. epoca. xviu 163 ^- quale dovendo risalire d' a ^quo-quelo-s o piuttosto a *quo-quolo-s sarebbe e origine dialettale ( come bo$^ lupus simili- e forse anche concilium J^B. attenendomi ai. eland kilth ' tribu. '. si. kdla-m 'sciame. sopra).£yEodai. il ma ttomc. kulik gabbiano {-ki'dva-i lett. (o)/uIkq6£ 'piccolo': a. * ' luogo munito. sezione* e in particolare divisione del tempo' (ora. gi*. abitazione d'una kuldyam ' ' nido. kuly'k alba- strella ' pol. lit. co- munita dei che io. HdAov KTj^ov ' legno. patria*: dor. (Hes.

'' : 144 koki/dr-s lit. (corn. Meka " tanaglia ' kldman- il polmone destro ' gr.'gocciolante' golana-m efflusso' galda-s galati 'cade giu. t. (E probabile che *qle-n-d e ^qeb-d- non siano altro che anipliamenti della radice qel. Gr. * * ' . a. stanca' klama-s ' stanchezza. ' khcnati kligyali tornienta. dolore si. bret. nAajuagog *languido. collo ' gala—dvara-m a. (Stokes in Fick Wb. galayati gronda rende liquido' galana. uavKaAlag' OQvig jroiog (Hes. Sulle difficolta che offre v. t.] gr. uccello. klanv id. ' lit. affligge ' ' kleca-s ' ' tor- mento. cimbr. grido uEXadeo strepito.che in kdlate " vedemmo kldnti-s * risuona ' ecc). '. ^ pol- mone '. debole' ant.). khdla-s ' capanna. aia : arm. Wackernagel Ai. cuculus e da vedere quel che dice G. . ruggisce ' ' klandd- ' rumoroso ' ' \krdndati * grida. * kiaule ' porco ' e probabil- mente anche a. irl. si kldmati klamyati 'illanguidisce. P 545 sgg. galas ' ' gola' galaka—s : ' gola. ' uekadoc. ruggisce '] : krdnda—s krandana—m krdn' das* ' grido gr. animale maschio grida. kal ' aia '. a. ecc. per lo scanibio fra la velare e la palatale Brugmann I Grundr. ' 228 sg. lat. rumore. kaukcUe nome d'un sg. il ' SECTION LINGUISTIQUE [18] cuculo': gr. XXXI 274 kold^s ' cinghiale lit. ': Sabler KZ. bret. (Bernekeb if. spossaniento ' ' klamin— spossante ' [grdmyati si stanca ' crdma—s ' spossamento cfr. : II* 100). X 159). ceolu ceolor *gola' kela id.) claf * malato n. bocca. muso' lat. gnla ags. klisze branca ' : di gambero tt/xviliojv ant.. grido ecc. clam 'lebbroso' m. klandati ' gfd cinghiale.

disco. lat. premio gr. fidAarog id. ' ' ^sXovr^ ' ago ' coi * quali 6 connesso. a.'' 206). ctol 'una da lunga nave a. 42 sg. gilti ' a. Wb.24] isl. non confbndere con Kiel cfr. dado • . * fonte ' af>:8. stinco coll' av. a. zanga 'nocca' (Uhlenbeck Et. per ragione di pdXo? piXsjivov dardo t. giie id. quelan aver dolore ' bucare. Th.). Mol nave (ted. id. xiv. Phil. kiblr id. ant. lit. qui anche le voci indiane seguenti gildyu-f 'grave enfiagione basso ventre '. ' ' palla. f. quellan s<<orgare pra-gdlbhate 'e risoluto* pra-r/albhd-s *animo8o': ags.. 6. : ' chiglia ' il quale va coll' ant. ' * pal. t. kaXin A:?</a ' ' gliianda * gr. glans ant. ' gilh ' dolore ' gelonXs pungiglione ant. arm. ricorda esempi slavi di questa t'amiglia. WO. Seil condo quale lo ZuBATY (Arch. Kiel nave ' ' ' ' '. 146 (jdldd gdldn [--^galana—m. (/ielp ' tracotanza ' a. Nic. giuo- co . 423 sg. kalfe ' polsi paccio '. a. Kluoe isl. t. Johansson IF. volntu a. altri si. gelph id. t. ricollego al lat. Et. tumore id. lit. : rientrano.). dolere '. collen ' gonfio a. CIARDI-DUPBfe . (Uhlexbeck palla*: isl. ii. recipiente di forma sferica ' : gr. 81). ^sXXot ' che io invece. * kelta ^ '. secchia nave mercantile' ant. V 590 riconduce qui anche ' il gr. si. Una gradazione 1' di significato " non dissimile ' scorge confrontando ai. si. alle I'auci ' giilma-s ' enfiagione al gulphd-s ' nocc del piede jdhgha Wb. isl kjull 'nave' ags. ' gula-s *glans penis' gvll gulikd globo. * glahate ' giuoca ' : ai dadi gldha-s ' ' giocatore * . jtaXaxi] sorts ('Hes. ' gUe ' gliianda ' pi*u88. cerchio golaka-s gold yavXoc.[19] G. isl. 79). ' : ant. Nir. zela^dl (Cf'r. Et. jald^m 'acqua*: ' ant. gola-s la . palla. II Bruomann Grundr. zati ' dolore .

yAovrog 'natiche' '. Del resto un I origin ario si avrebbe germ. tremito ecc* bile' cdrana^s si muove. a. ecc' cardlat. gelti ammessa tall. !. 1' Alia stessa chlaga ' facilmente '. lat. In lit. 412 e dal Bechtel. ^ — e— germ. questa ipotesi 1' (idg.aydai U 331) * da 7ta?. Wb. gluere a. grido. ammessa dal Fick. Cosi p. illanguidimento ' : glapana-m radice sottra- zione di forze cimbr. xxiii 307). 343 m. a. rapporto di ydti 'egli va': dice debole ampliata con ossia mostrerebbe la ra(=== celt. griech. escrescenza': gr. 25. 1. Lagercrantz {Zur 68) il quale nega la ' parentela di glah" plegean sich schnell fort- bewegen. B. [20] 448) n£JTd?Mxde (h 171 Ap. moin- 'movimento. *g^le-ti) stafebbe al gelti (idg. apparato critico presso Lager- crantz . I* 39. prova ripugnanza perde le forze. ai. g anche nell' ipotesi del Fick e del Bechtel. pensa Hirt si. come lit.' 146 SECTION LIXGUISTIQUE .. * ' calati * si muove. col ^clVm gldii ant. kldz ' massa. p. ' fatigatus. lassus. a). gldu—. ne e impossibile la parentela. spossamento ' ' glanya-m " perdita di forze. Laulgesch. impossibile 1' uguaglianza : ai. ecc. perch^ ritiene.^ *globo. 67. spielen'. maniera versor ' di diportarsi' ecc]: colere gr. Germ. (P. [Upsala 1898] coll' ags. t. — si ' consuma ' gldni-^ 'dispiacere. ' calaina)- * mobile * * cala-s calana-m oscillazione [cdrati ' cdla-s calana-m scoti' mento. veggasi p. -oO-at o£ferta da alcuni codici.ax- *(pakay-. palla oscilla. Rh. Br. collo ZupiTZA. defessus (Stokes BB. etij g"el-) nel medesimo occ. lamento gr. glati gldyaii ' . neXofiou * jtoAog " asse ' colus * Molti editor! d' Omero adottano 1' la lezione irsTraXaoO'S il . t. hlin 142). Gutt. Hauptpr. il 358) e 7t£na?. riconduce lo a. dallo stesso. si xvii.

isl. a. scelus a. \ciri\ gr. : lat. ' challi-s challl ' scorza. Wh. clie il Bbdomann Grd. kUAoc. Prellwitz Et. iiMt tilindt allargare. d' talus ' una barca pn-talas armatura d'un letto* lett. ha febbre jvara-s ' ardore. irl. dUi le assicolle ' che stanno nel fondo pruss. * \jvaraii ' h caldo. a. una specie albero ' tald{a id. luogo ' ' lat. ' I* ' 572 riconnette coreiero * invece col gr. iWwmmdi. * * Miklosich Et. isl. t.) ci- cala * (? Uhlenbeck Wb. k^XXoj lat. tala-m teXi ' suolo. col id. t. chala{nay-m *inganno. huel ruota * ant. 261). scelah * torto. malvagio (G. spingo * K^h)c^ e col cald-s di ' ghiandaia ' ' priiss. Wb. colwamig * una specie * cornacchia cilll (^Berneker IF. ' arde. isl. koh ' id. 'grillo': Et. ' lume ' ecc. OKoAiog 'curve. a. GrJ* 33. pavimento ' * asse a. ags. tala-s tall ' 'palma vinifera' Mla-m *trutto della d' p. vrii 285 sg. sleale. 92).'ingannata': gr. irl.s ant. quilinus ant. a. t. tllfs asse. * snperficie. splende ' jvalayati jvalayatt ' accen' jvala-s jvdla-s jvala ' fianinia. talam del ' ' terra * ant. . dilja dilla ' banco dei rematori ags.*: * ai-ni. XXIV scio ru. ant.* si. t. CIAEDI-DUPRfc ' U7 si. giial febbre jnrnf-s 'vampa'/z'/r/a-. 298). si. '.' rFtrt^ (Hes. ecc. a. febbre 'J: ant. cfirbone' kol id. tUo ' suolo '. astuzia' chalayati 'inganna* chalaka. tellus pianura. Hirt scala * BE. obliquo * Meyer Gr.[21] G. pavimento * ' ' ' spianare ant. talea ant. ' lat. 29U. lit. i. gu- skala ' scorza ' skalina ' scorza di betulla stacaflSni cata dair albero (altre parole slave il a queste si possono vedere presso jvdlati de.- Come * cauHativo di calati io considero k^dayati ' spinge ciofe t'a muovere celer. v. torto. ' kolo id. pelle ' ' : a.

60. . Et. si rompe lit. Kleide I* lit. a.148 talu SECTION LINGUISTIQUE ' ' [22] *ramo vivente ru.. f. bacchetta. peso'. scortico cimbr. tal salix arenaria (dial. dimezza dalls dala-m daly'ti 'trammento. ma . germoglio (G. ' : vacillante ' tealtrian ' lare basso ' ted. Cfr. " dalati scoppia . tollo {te)Udl ant. letto : ' lit. sezione.). darana—m : ' scoppio ' ecc. pruss. ecc. '. tula ' bilancia ecc. II 149 sg.giovane cioe fiorente e talli giovane donna/ ' ^ ' ' ' ' * tdlpa-s iaJpa-m tdlpa * " giaciglio. dulan ^ sopportare ags. d' albero ' (Stokes presso Fick. Kluoe. sostiene '. 456). Meyer irl. ' raspo d' uva ' toldo ' chioma corona 80). possono ' risalire a una radice con r ' gr. brandire ags. Phil. KozLOwsKiJ Arch. dola 'parte' 'rompe'. Fetzen (Fick. dolayati ' ' vibrare. fare oscillare. Wb. 1' analoga gradazione " significato nel- r ant. '. tulayati tolayati ' solleva. Wb. ii\pti avere spazio ' ' talph ' luogo per ricoverare persone o di ' cose. Wb^. a. ant. levamento taHe a. t. : gr. 110). vengo fuori . dolerij id. ' 366) e forse anche tola ' coll' ant. ga-tairan strap- pare'. TAf)vai sostenere rd^avrov 'bilancia. Cfr. solarium t. irl. ' corn. ecc. darn tram men to . Qui possono rientrare anche taluna. Et. taliern ' die flatternden '. 6dXXa) 'fiorisco' (OaXXd? 'ramoscello. si connette coll' alb. Mian ' . mazza e coll' a. sedile. '. Wb. parte got. letto (Uhlenbeck ' Ef. tealt ' ' ' duld vacil- la vacillante ' . * II gr. delliein 'parti' ant. dehti didineti andare a zonzo 69. am \Vb. V. deH o Brugmann. meta': [ddrti drndti 'parte' si. ' *spartire'. ' lat.].) non rientra ' qui. got. isl. I I . Grdr. dsQCd '. tulana—m ' ' sol*. xi 389. rum spazio. dat ' spunto. germoglio' OaXspo? I 'fiorente' ecc. slav. id.

pruss. XIX 2(X) propone un' altra etimologi* che mi ' sembra meno ActM du £gli considera pnla9~ti' schlichtes Haupthaar !• XW^ Congrit d— OritntaHH**. ant. plavv I'ai. mjAog argilla. ' palas-ti— * (Brugmann Grvndr. op. pelaJ fp\. ffdigr. bianchiccio ' lat. ' * impol- vera ' * dhfdikn ' nebbia ecc. felice. — Tom* III - (S"* Parti*) . pdln'. pelvis. 65. a pen' sare che qnesta abbia per base la radice *pel. e vaso ' appartiene a qnesta tamiil non ha torse torto Fick. \a. pula * : lat. ant. ' paHava-t. pfdex. '. -m ger- moglio. * : lat. il II Lagercrantz. ' palude ' : gr. profiimi ' dfJh'n *• polveri dulkinti impolverare ' dulkHi puzzare paldva-s giisci. jToAiog 'grigio. '. * t'ronda {pcUoqa-s Butea frondosa '. plfiva *pula*. palvas gialliccio pdlszas * fulvo peli' * topo'. si. V. ' : 2S9) ? '' palla-s pallika recilat. grigio falo ' *. Sk. palya-m sacco per biade per biade si.) si. Wb. Ap- partengono la-s. dhfilir-s CIARDI-DrPRfe polvere. pelus. poh"/ secchio per ' Probabil- raente anche pnlavl glia.*riempire*. flnido denso. palvala-m vino'. bianchiccio altersgrau ' — Rientra ' in qnesta serie II. jTvXi}')'€g 'ric- ' II Fkrsson BB. feccia di pal fis. palnlt ' stelo. mXavoc. '. lett. '. pldne ' focaccia pulaka-s ' un insetto nocivo': * lat. polkas 'grigio'. pdliknf) grigio ' : gr. ' cit. 83.t. lit. dfH '. * fulvo ' . '. palUdus ' t. ant. jrlXetog a. polline ' ' 149 dhfdi ' ' dhfdayati ant. elemento ' lit. ' pulaka-s pello ' V arricciarsi dei peli ': ' pnlas-ii-s ' ca- pulas-U- ' avente capelli lisci gr. ramoscello palild* (f. * petalo. ant. *. ' paglia palncd-m *). grosso e il lit. tbglia. drdis dfdys '. * irl. palea. piente nk^ka * ' vaso per mungere attingere '.f28] G. lit. pelwo. pelexii grigio'.. jreXifk. al ' raedesimo stipite: pahl-» *paglia*. ricondnce ' qui anche gr.

filu id. barbuto ulchach (nel ' [= FicK adhdpold' Wb. Stokes Urkelt. slezena milza '. s. jiA. nX^oi lit. ' fluoh ' maledizione '. ^j/m calvitium '.pllhdn— pliha ant. naviga ' ' plavd— ' * nuo- tante * * plavd-s ' barchetta ' plvti-s : ' flusso ecc. irl. '^ jtM^o ant. con' siderevole. plova^ ' navigo ' : '. si. t. ' nackt (dicesi jien-skallig d* kahlkopfig ecc. col lit. placa„ piango. v. lat.. J tragend ' e lo ' connette collo sved. gr. ' Ai. lamento ' pldvati nuota. bhisne ant. plihan. unfrucht' bare ebene. kahl ' un campo piano e spogliato ' d'alberi) ply'ne jJletne '. irl. il ' gr. heide pUkas ' kahl e coll' ant. ul ^bar- ba id. lien m. 1 . a. feolu a. Sprachsch. navigo " lat. t. molto ' got. plhkti ' battere si. bluzne bluznh pruss. a. 218) ant. ' si bagna.) 'die Hin- terbacke. filu ags. pluit a. wUste. lu ' pulce ' alb.'molto']: arm. ' lit. t. z. plango pldga got. pHn-s nome d'un pVek id. [prdvate ' scorre * prumoti ' bagna ' ' ecc] arm. selg si.un derivato della lapercuotere ' : *plak. a. ojtXyv lat. * numeroso ' ' puldti pdlati poldyati e grande moltitudine [pui^. * I. (in puln— 'molto' piihi-kdma— *molto ' SiWidiO^ * puJv- niolto nialvagio e simili) vi-pzda- anipio. felch lit. fazfloknn skotttovto* ' a. * brit. come sembra.' ' ' 160 cioli ' SECTION LINGUISTIQUE [24] rWACKERNAGEL. phis ant. kaca-plakd-s. Se e giusta. bloss. milza gr. als die von der Peitsche \kdca-s oppure kdcn] geschlagene dice '. ply'nas ' eben. si. (dial. abbiamo * in plaka. luanam floimen fieiren ' lavo ' * gr. bagnare pldti bagnare ant. yolov 'molto' irl.) flein ' " kahl. insett • : arm. I'inter- petrazione del Gtrassmann (Wb. frei.(*plag-) battere. Rigv. Gr. IP] 55).ijOOO} 'batto' lat. jroXi)^ id. ' composto ul-fota che ha lunga barba') ulclia (cfr.

234 propongouo ' u)'fsXs(o aiuto. tavola (cioe ' segmento * di legno '.ra-m\] ecc.. mescliino' phalguta me- schinita ' : gr. a. rinvigoiisco o>^iXtta ' 6rfs\o^ ' ' vanUggio ' aiuto. il Hoffmann BB. . scoppia. [La forma con «. destro lett. utiliUt e cosl '. ' phalgit.phalgvh.to* ' plulla-m vomere. : appare p^ail ' '. ' phalgd/yarAja)-. In questa significato di guadagno. punta di freccia phnla-s vomere. spjald assi eel la spall an ' f'endere '. Jiinken Jitinkem 'brillare' ' ted. ^X- ' L' AscoLi. otpiAag hr'it. Cfr. [in quest' ultimo ' significato * anche pha. splendore. vantaggio 8arebl)eBi svolto per metafora. (26] G. CIAKDI-DUPBfc ' 161 phllati phullor' ' scoppia ^ phullati ' ' sboccia * phttUor- tit- shoQC\Q. die si ha p. Johansson IF. punta iin di freccia* phalaka-m scudo * ' asse. Studi ' Crilici. ant. crepatura ' ecc. in gr. II 43 sg. utility E difficile pronunziaisi fra queste due opinioni: forse ^ migliore la prima. spiega da questa radic« anche ' phnUi-m ipotosi 11 frutto ' che significherebbe quindi ' lo sbocciato '.J arm. ' e Prellwitz Et. es. * bdla-m forza ' bala. XVIII 156 raflFronto col gr. spvHgans ' brillante *. sphurana-m 'scintillio.balin- forte ecc.). /. Jiink agile. sgabello ' * (in quanto forniato a. sboccia sphola^s * scoppio. il Inrece ' 0. successo ' saphala'} " lucroso.]. : gr.i]Q£l ' (Hes..e attestata ' neir indiano da sphirayati lati sphuiati ' squarcia. ' gliare *. (peAyvvei ' • dam'srel. apre ' ' sphu- erompe. Wh. ferire. isl.'debole. * apparizione' ecc. o^iWui promuovo ' aumento. spaccare. di assi di legno) ' faut tessura ' * got.? ' scin till ante di luce rossastra ' ' sphulih' scintilla sphulita- ' apparso ' \sphnrdti brilln. atilita ' che appartiene a phdla-fm * ed ai siioi ' affini e derivati (jthalati phalate ' ha buon esito ' phalaka' phalikd guadagno.nd. II 314 n. pala derivano tii- tutti dalla radice *(s)phel- * fendere. allarga. avente bnon eeito ttaphalya-in utiliti. vengono a stabilire una uuova radice phel- ' portar frutto. luccichio ' ted. * spilda 'ta volet ta per ecrivere t. o]a.

Korting Lat. jplugg ' caviglia. ') ' und si *.. 1. lat. Diez Et. 562. 1 sgg. ted. muove in giro bulvd- ' obliquo ' : gr (ia^Jltfii ' danzo II lat. XXIII . bdlba-ja-s cipolla ' Eleusine indica lett. ant. plicchen ing. che in Urk.162 SECTION LINGUISTIQUE ' [26] regog migliore ' ' lat. es.) pezzo a. VI. pluccian ' m.* 247. holifl maggiore * Beugmann Grimdr. pflll- cken pjlocken olamd. Wb. (Jo: hansson ich c. vrjmog. Osthoff IF.{blo-k-. ad-hol ' ' potente * aid-bligod (Cir. zermal- men. Etimologicamente affine ' a bala. 236). debilis si potrebbe anche spiegare poi contrazione di *dedell' art. pjiock m. vigoroso ' Da ' fan- ciullo a balail ' stolto e poi facile a spiegarsi passag- gio: eft-. norv. ' bdlkasa-m fiocco ' e stato recentemente spiegata dal Johansson (KZ. gr. Wb. Wb. d. xxxvi 387) come un derivato della radice *ble-k. isl..^ 297) vogliono d'origine romanza. pluck celli '). Uhlenbeck P Br. B. d^beo da di-habed). bzdbe id.e bala{ka)-s sia 1 fanciullo ' bala{ka)'). e adbol lo Stokes. bulbes ' ' : gr. 1^ 607. dice * 6e^• 54. rom. (dial. ' pelare uc- che altri (p. de-hilis ' ^ ant. si. sclilagen. (ai. ^oAftog ' ' tubero. plnkken ags. bulbus patata lit. ' giovanile bala-s il ' (os- ropriamente ' ' vegeto. Spr. 4 habilis (cfr. pfioc pflocke (in. irl. irl. Kluge " Wb. cliiodo. senium di-blide id. ingl.. sv. t. 344 spiega bdlba-ja-s nel modo seguente nacli vermute dass das gras so benannt war stelle *balba balballtl ' den bei gewissen gramineen vorkommenden wurzelknoUen zu /?oAy5dg. bl-k—) ' stossen. jplvg ted. SpracJisch. nonche plokka il ted. d. xviii. ingl... cogliere ' ant. Et. II<) 262 lo aveva ricondotto alia ra- bdla-m) dk ora una differente etimoiogia in BB. (= Tick. . caviglia ' ecc. abstumpfen ' ' da ' cui derivano lo sved.

ant. Ein ' balt. II primo membro sarebbe tema il jam- ' terra il 1.s ' e. isl.(ai. bhfila-m splendore ' ' ni-bhalayati 'guarda. lit. jmd.(27J G. ' natiche Cfr. fronte baAs fronte * gr.-ftUiv. buco. t. 'per altri esempi ble^ka-s ' Johansson ' 1. baltrjan alb. Jo- hansson foce 385 sono da conneltere con pdl ' ecc. si. btiltas beln 'bianco'. blato id. teskovii e styrace confectus il serbo lijeska nocciaolo ' eoc. fiamma ags. 193). La ra- dice *vl-ei-8~. natiche. Qui rientra anche 6Aa/a*cer- * LiD^N. es. 97.InlatUyeseUs.* * una specie ' ' : di freccia ' bkal/a-m punta di freccia bhala-m ' got. -bdra- (soltanto in composizione p. ballo 'fronte'. 363 : corda Et. irl. Vi-bnli noi/. Spr. I'ai. di cui si conosce. rildna-bdra-j 'rpertura*. mira*: ' gr. valati) : Liden ivi e Studim cur aUind. 93. p6l a. 48. und vergL Sprachgesch. . ' 25 sgg. [Nota aggianta sulle boue]. a. apertura. oonfronta anche ant.*vlis-q''o~. balll ' palude ' coi qiiali fe poi conil nesso Tant. jmas e lo strum. ba'l id. c. tormentare * '. tiiori di composizione. uvodog lit. bulh sg. Wb. IV. ' si. Sicche jam-bala-s verrebbe a significare propriamente ' una buca nel si terreno. Jlesc ' ver- ga' (Uhlenbeck bhalla-s * Wb. 12. anche queste altre voci indiane: hila-m '. (pdAog (non * (pa^og come ' scrive Berneker Die pr. soltanto gen. caviti. '. (paXog ' lucente ' q)dMog bdl ' chiaro ' ' na/iKpaXdcj ' guardo air intorno ant. 282) celata dell' elm o' pruss. bhalll ' : (per *vle?ka-s) ant. . 30. una depressione * : del suolo ' e al- lora capirebbe anche meglio la sua formazioi buli-. melma '. da cui deriva tema *t"/o«-^''o. pfttol si.e d'uu fiume in RV. Secondo un' inge- gnosa ipotesi dell' Uhlenbeck Et. ' lit. e an amplia- mento di *vel. CIARDI-DUPRE 16A jam-bala-s ' palude. il secondo niembro di qiiesto composto sarebbe identico all' ag^. Secondo c.

'durch Gerben weich geworden'). got. Jticjv. II dizionario Pietroburgo (V. z. jusAac. : gr. ' schmutziges Gewand ' e considera quindi cotesto voca- bolo come identico formalmente a di mdla-m ' lordura ' '. Perf. mulve fango^ pan tan o mslynas azznrro II Grassmann ( Wb. stofia che tutti questi vocaboli de' rivino poi dalla radice di mldyati. ma ' non pu6 forte malla-s ' lottatore : ' ciofe ' il ' come spie- gano tutto ( ' i glossatori ^ gr. * n-mld-s) (cfr. Mai segno malen mdlon colorire lit. Verisimilmente veste ' ' e connesso col gr. I'ital^ tamente' (per * svolgimento del significato ' chiaro ' nel senso di ' maaifesto. e il ted. violento' djufi^vg 'languido. assai. melior mulius pruss. stoffa ' lett.154 SECTION LINGUISTIQUE lo [28] ctr. morbido babile. 596) traduce gegerbte& ' Leder. certo '. ' : mila ' veste rozza pruss. juaAAog ' ' lana. judAa fortemente. disegnare ' a. ' ana-mali ' cicatrice ' (ted. t. vello ' ' mllas panno. milan (ace. milns ' permul- turn' inoltre Osthoff. Gr. mail macchia ' meljan ' scrivere. mldtd. ' di mldyati mldti 'appassisce.). si 450 n. * {vnalla- — class. v. traduce ') ' ' '. avvizzisce' (part.)^ mdla-^m veste e dietro a Ini il Wackernagel. Ai. del fiaAsQog 'forte. * malya— . juaAauog ammollito^ dirsi pro- I languido. Wascher in questo caso avrebbe in mdla-m un parente mdla-m lit. ' '. I. ledernes Gewand ' : ' e raffronta si malagd-s etwa Walker. ' nero a.) veste. Questa etimologia deve al Jacobi clie la comunic6 privata- II doppio 2 indica un influsso pracritico oppure * malvar-). ' fe possibile. 218. " mdla-s nero ' mdla-m ' lordura ' ' malina' ' inacchiato^ ' ' ecc. Gesch. d. fiacco* lat. s. ein- Uuchtend evidente ').

zufTa per lat. il * ultimo e forse da connettere ' Con queverbo mdliate maUU * yati tiene ' (cio^ * ' regge. es. in- cantesimo fatto per mezzo di radici mfirdstolto. ' riesce a trovare altro esempio parte * bel- e poidarci io chfe d' altra arie lingue * concordano ^ nel * una radice le forte. 34 e letteratura ivi mftla-m 'radice' [mf'tra-m id. sopra s. Kretschmeb omer. Johansson. (confr.i'. ed a me par giusto. d-iuU^. ti (uiXio. lat. u. {UtXioou)) e soltanto * per una particolare specificazione passa a voler dire nuziali ' '. CIARDI-DUPRfe 165 meiite al Wackernaoel. milati si riunisce ' mela{kai—s * melana—m meld concursus ' riu* nione ' : gr. da cui vien riterita in Ai.]. btdi-f ' dono. v. IF. E il seducente. 218 e KZ. btittt-m. citata). Questi poi (ivi * *. xxx 301 sg. Se con milati sia da connettere la il miles e question e molto discussa e tuttora aperta n. XXXI 386 ' tra questo vocabolo e ' erba dotata di virtu magica (cfr. ottuso di La si radice pre- senta la stessa gradazione n: o{u) che * ha p.per ml-j sia passato alle stitiiendosi al m. Id mente * : gr. doni. 183. fa forza ?). mfila-karman'j.y crede che dalla stessa radice derivi anche bdla-m forza ^acch^ pensa clie il b sviluppatx^si normalmente nelle forme I. specialmente Per lo meno il greco e I'antico slavo : cfr. priamente cose piacevoli julXr/oc {i.Xt'/io. e considero come distinte anche nell' indiano. tra I'ai. Gr. il raffronto istituito dal gr. il significato). ^tO/iv * KZ. ' Non ' h ammissibile la parentela sappo^ta dal ' W. giaccli6 questo significa pro(cfr.a lotta ' (cfr. alia prima riconduco bdla-m^ st' alia seconda mallor-s.[29] G. . ofPerta rituale e il ' gr. forza distinta da me^-. forme forti sosi Ma \ * poicli^ di tal tiiori lenomeno nou di bdla-^m. jtuogog fitogo^ id. deboli (w6/.

I'ai. auipliata con -e-. '. languid©. lacertus ' l^nkti ' ' piegare. melim ecc. Secondo ' lui mlecch" sarebbe affine a mdrdhati ' lascia. lagh-s. spezzare ' * melie)- consumare. e le varie opinioni emesse in proposito furouo raccolte e discusse dal Johansson IF.oppure logh—sa. * curvare ' llnkfi ' ' piegarsi ant. marcato contrassegno ' lahchita— 'se- Lagati lagyati ^ojucu * ' aderisce. fjiaXdauoc. ' mrdhrd-m ingiuria ' e al gr. ' con- trassegno ' ecc.) die abbiamo veduta. codardo ' ecc. 37 sgg. La ' radice * mel{e)dh" sarebbe un ampliamento di cinare. da connettere luogfn ' lagat occhio ' e coll' a. verga ' * : lat. mlecchati parla male una lingua mlecchd-s ' stra- niero. *mled-sqh-. laksate ' vede. debole. * 10 si parte da una base coll'ant. mamold ant. inganno*). irl. * Secondo ' Johansson IF. clie tutte le rigetta per proporne una nuova. afferro lagnda-s laknda-s lit. itivXkof macino e lat. Molto si disput6 suU' etimologia di questi vocaboli. guardare —A *. raggiro.156 nilati SECTION LIXGUISTIQUE mhiyati ' [30] ' appassisce. esau- ant. questa famiglia probabilmente appar' tengono anche Idncfiana-m guato. ' ecc. ' cosa flessibile lacilmente si Dal significato passa da una parte a I I . Aa/u/^dvo M- prendo. in mlati ^^tj/Qog.(con analogico invece di a un idg. barbaro' ecc. pende ' : gr. fi^ijzQog debole. irl. Del resto anche le cioe quelle rigettate dal Johansson. molle. abbandona. ' randello. t. il osserva ' laksana-m ii. n. (gr. '.. si. / altre etimologie. molle. lejca^ io pi ego ' : lajka piegatura (per lo piu in sen so figurato di ' malizia. irl. spiare. partivano da radici con lak^ati originario. placido ' '. sparisce ' ' mlana-m ' mla- nata mlani-s sto ' appassimento mla'th blaHh ' ' gr. e a) risalirebbe mlecch.

ampio cio6 che abbraocia buono hVns possesso ' * * ' *. U'na. ant.. 173.) lat. ^Myagog ' molle.sso pracritico: ctr. 166). Gutt. II * significato tbndamentale e quello vede ' di 'agile laiigliati * a niuoversi ' come la. scorge un influ. afferra ' l^bha~» guadagno..a)')'cjv indugio. IP 238. '. isl. piccolo a. In laiijn abbiamo una nasale risalira il inserta. ' ' Xaydnoai • dq)£l' * vai (Hes. zoppo ' gr. ' si cliiaramente lahghana-^m ' ' da ' salta al di rat'uhate oltrepassa si transgressio ecc. se rientra qui. ') ' tentennare nel senso esitare. lainbhate ' ' Idbhate Idbhati * prende. lat. i^lakr fiacco cim. acquisto ' * lambha-s lambhana-m ' consegui: men to fpvQov [rdbhate rubhatl prende. Wb. lunr/or id. ' kXaxvg Uivis * ' leggiero. no- (Hes. lun<jar * celere ags. laijhu' leggiero. II lat. piccolo' [ratjhd' id. ' lingv/'ti ' di men are ' capo II significato fon'. '^leg-nfi a *leg-sna piuttosto che a Et. come vuole * Prellwitz Wb. V. etc. linguti ' essere incerto cullarsi Xa)'}'(iljio io esito. (ctV. |. BB.] gr. tonue. I rainhati ' affretta ' : i^ui'nhaa' * fretta lahga(ctr. oscillare E per me incerto se a questa famiglia di vocaboli spettino anche i : gr. ' Fick Wb. lace ' languido. Zupitza lahja 'adultera': Xdyn'og QVij voluttuoso f'r.[31] G. afferra ' * ecc. Johansson IF. slali languido sg. snello lit. rilassato ant. In lagutjur-M lahnja-t viir. ' ?.): gr. llacc * ' stanco. damentale seguenti u quello di vacillare. fusto d'albero si onde poi bastone *. titubanza di ' * * r ital. ' CIABDI-DUPRE ' 157 quello di braccio ' ' e da un' altra a quello di ' ramo. 164 8gg.eyai 'dissolute' (Archiloco 179). Ad- proda ' ' djn(pUaq)ijg l<)bas ' air intorno lit. indugio il lit. ?. Ungvas leggiero'. 172 sg. librarsi. languido irl. . kXa(fQ<)^ ' ' pronto. V ' 577. a.) ^.co/}'dg' ' 172 Prellwitz Et. t. langueo ant.

' (Fick Wb. V 305. ^rjt^ [-^^Xafid-) *pren' de ' ' djTo Aavoj ' fruisco ' Asia (ion. t. ' attaccarsi ags. slepan ' dormire sidpr ' languido. xix limpdti 'tinge. IjeUfan a.) laun ags. 307). Xda 'guardo* (Prellwitz Et. idg. ' diletta ' danza Idlasa- avido^ ciipido ( ' Insya-m danza ' ecc.^ ' ' unguento ' ' le- pana-m riprd-m ' lepa-s ' ' tintura. t. ant. gilfk ags. g. Wb. lipti-. ' perdere e proprio dei il linguaggi eacluso per altro Idsati * nordico si : Kluge ' Et. slaf{f)an '. cade giu ' ' lambaecc. abbandonarsi. da quello cfr. ' (cfr. a. t. isL pende']: ' Ml ' got. t. '] macchia Mnoc. a. splende. branio si. log luach a. 'ant. Gesch. a. lean Ion id. ' ' pen- dente * * lambana-m lat. billban id. appare': gr. lihga-m vere ' ' contrassegno ' ' : got. rimanere t. A^Aaiofiai ' *Ai-Aao-io-juai) a. [riptd' tinto lordura ' pinguedine hnaQo^ lat. isl. slabft fiacco II significato di di ' ' dor- mire svoltosi facilmente le forze '. lit. llh corpo a. voglia ' * a. ' : lat. gilth ' ' gltkr ant. Ai]tij dor. slaf id. Wb. ' ' ecc. Schmidt Z. lust id. a. tenace ' pus got. cadaisl. germanici. galeiks ant. ' d. leik ' corpo. dormire '. untuoso bileiban ' Myrag^g attaccato. lustvs laska ' piacere. labare ' pendaglio (Less. ant. ' (propriamente lit. lucrum ant.) ' \rdmbate ant. si. Xcila ^^^Fi^i preda lat. luag ' mercede sL got. irl. lusinga laskati * lu- singare'. got.' ' 158 SECTION LINGUISTIQUE lambate lambati ' [32] pende. avente ' stessa forma gliare I ' quindi uguale ') ly'gus uguale Ig'gti somiVac. Prellwitz BB. lovlja 'caccia' lovn 'frutto della caccia' loviti 'prendere'. gelic ' a. a.^ 340. t. macchia gr. Upti ' restare adeso * . lasclvvs gr. 89. Idsati 'irradia. prende': gr. privo di forze ' a. gode. 177). . If'iti 'afferra. lip') pingue. la ' sass. ant.

liufs caro ' ant. : Ijnljati cuUare ' ru. X 152 klrtydti ' oscilla. llpnaJLi * re- stare adeso llyate Upn llyati * colla ' ecc. ' accosta. ' Iddr * spezzato. V 115 e il Bruomann Grd. * t. *) morte Xoiiiioc. ' si consuma ' Idya-t ' * sparizione. (pro- priamente riscatto ronipo cfr. got. liufr ant. ' fieno * *zu hauendes') Xvco *. a. ' Kluge serbo Et. isl. los libero. con oscillazioni. ant. niietitura' lavitra-m ' tagliente ' : lavaka-s ' ' mietitore Arjl'ov ' ' Ifcni-s recisione.? cfr. * ghiotto * cacciatore lat. ondeggiante ' lola- ' mobile. con movimento in- II FiOK Wb. dyfsa Xdoai) got. coglie' lavas ' 'taglio. isl. ' : gr. liof a. * Idbhyati lu}xlka{ka)-s * ' brama. •/rf- [i]tomf) 6 incerto: lo nega lo Stokes si in Academy 1891 ecc. si. '. (fe cfr. Ijuba id.atov ' falce ' messe. cfr. Um). miete.[83] G. liu't ( limns a. ' il da falciare ' '. II . adesione argilla ' ': gr.) llncir-m t. BERNliKER IF. los losen). fame (propriamente consunzione l^tum ( ' peste Se rientri qui anche il lat. sciolto (per altii esempt vv. ' le espressioni yoiyvara. ado})erata avverbialmente) quieto '. hatvi a. fiMvo ' tiiigo ' lat. qualche modo col sg. hdita' oscillante. ' strappo gr. ' CIARDI-DUPRfc I'qnys ' 16» si. licb ant. appetisce ' : lubdkalufjido t. * ant. ?. a. sass. sfracellato a. liyate * liyati ' nderisce. * trema * leldyn (strum. Nr. *falce* sezione lava' ' lavana-m 'recisione. ^ifioc. lipnhs vischioso ' ' lett. a. lunnti Ivnoti 'taglia. sciolgo )n)ta. a. 998. biada (prohetri priamente houiri ecc. ' id. ' germanici inquieto ecc. ' ecc. calce ' * ags. t. Ijullka cuUa ' forse connesso in Sg. Inns ' mezzo libero * di liberazione. leimo * llm argilla. lubet got. prezzo di lans ' ' sciolto.). WbJ^ 252 s.

Ihihad luce ags.. ' zoUa ' ' cioe ' ' trammento : di terra ' [r?tjdti * rompe misero ' ruja si rottura ' ecc] " gr. pol. Ma recentemente il Rozwadowski lelaydti gramm. bulg. reiran sere scosso di I '.) che attestano un ori- gin ario. si ') . series altera [Cracoviae 1899] pag. Gr. hica raggio Qui e pure da registrare lokd-s spazio libero '. leoht a. XsvKog lUceC) bianco irl.) etymol. 939 lo confrontano col got. Idkati * guarda ' ' locate locayati " (+ ' a) ' considera " * locana— rdcas* ' * chiaro locana—m ' occliio " ' [rocate splende ' splendore * rocand— chiaro * ecc] : arm. 58. Gr. es. lat. un gruppo di vocaboli slavi (p. ' Asvooco " guardo. idg. 11 ha segnalato la parentela di leldya con ecc. dXc'ojn]^ ?) ' volpe sarebbe un prestito 'da il un 294 dialetto e il iranico secondo Ai. r. oscillari n. : hicus lit. ' ant. atque sgg. leleju / agitor. Wackernagel ' i ' valati si piega. laukas ' campo cfr. ru. lopnka-s lopaqd-s * sciacallo. volge vald-s ' cavita ' (cioe *insenatura. lit. funesto ' XsvyaXeog lat. tremare. Wb. campo logd-s Per la forma ulokd-s Wackernagel ' Ai. oscillor [cunis] ecc.vyQoo. fusto d' albero ' in quanto flessibile) ralana-m . '. ' lux ' ant. aXwiTo-Jtedr) ' vincolo che non * ' spezza ^. lelejatl lilejatl se ' ' agitari. ripiegatura * 'trave. lugeO Wzti ' rompere '. 160 SECTION LINCIUISTIQUE " [34] 849. es- e in questa ipotesi si avrebbe un esempio [Quaesf. aperto' pruss. rovinoso. considero ' lat. x 40. aXues volpe \ II gr. dial. lois ' luce ' gr. asta' (cio^ in origine ramo. I pag. Bartholomae BB.^ 248) ant. leleyenya ' leleiana 'fluctuandi' leleyal szya titubabat pedibus '. lioht ' chiaro (altre voci ger' maniche presso Kluge Et. ' niondo lauks ' ' cfr. fulgido ' got. a. lua^chtide t. si. ' volpe ' : arm.

' [35] G. xii 241). ' leblaing '. salto ' ags. *velr* wilich ags. b. \t\. uealcan ' rotolare nlonc vivace. * vlasiL ' capello ' 'J. valds asta valli-» valll * tronco got. aiokno refe ags. saltatore ' ' valgawi-in salto. lat. wilgia (in. involgo. fillivi ' flecto hi-ru-fiU 'iniplicuit* ' folumain * ' volubrlis lit cimbr. ' filamento nidh ' ' ni. tilo ' pol. walwjan rotolare * ap-valhs ' sferico ' ecc. niomento si ' : fSU testa religiosa che celebra in un giorno fisso cim. ' torco. fibra frangia' (Uhlenbeck vdlgati * ' Eu Wb. . ' wUg ant. che TUhlenbeck PJir. ' id. redine' col quale lett. formato con un al- tro suflSsso. ivalus bastone — Qui il pure. ravvicina fiis. '). galoppo ' ant. \vdrati vtirate vrnoti firndti gi*. si vidi-^ vail ruga * ' valU-s vaMi troHco che si attortiglia * vdla-8 * ' coda (in quanto si agita o vacilla ' avvinghia) * vellati si muove tortuosamente. b. rientra h I'ai. ' scorza valkala-m si. corda * (Bezzenbeegeb BB. xxxvi 65) valgnll * vaigd- grazioso valgu-s ' ornamento *. tue/ij wilii^ '^^8^. vlakno * ' fibra. risale alia ' medesima radice * piegare. germoglio all' a.: IXXc) ' eiXvco *volgo. B. iirdito Foi-se appartengono : a questo ' stipite (cfr. ' vellana-m il rotovtir<i-» larsi ecc. ' 277).oppure *vol-kosi. copro' ' ' rivolto * §Xi^ toituoso ' ' l/JAc. ' CIAKDI-DUPRfc ' 161 ' piega valayor-m valaya-s ' biaccialetto. occasione. . valga 'briglia. * salta ' : valgaka—s irl. irl. * d' uccello (saltatore ?) v^ln * ' tempo. — * L' ai. vdka-t ' ramo.willow) salcio e che - presuppone un tema *vel-ko. veste o tessuto fatto di scorza': ant. torcere ' (cfr. ' Zcpitza KZ. ' una specie ant. volokno * id. . 'avvolge* corda 'circuito' ecc. trUge) oland. da raettere a riscontro vcdkd-s ' walgs ' fune. t. xxi 106 sg. volvo volfimen ant. oltryn ' rotii ' got. ' ecc. ' cerchio ecc. t. .

]: arm. cloen ' bieco. ' abbraccia ^lem—s Tattaccarsi' cle?mdn— [^resati ' vischiosita.' ' 1G2 SECTION LINGUISTIQUE [36] giryl ^^INDISCH. irl. orecchio. '. ' edict capanna. 242). fama. kMvco ' appoggio. capanna. cild pietra. xxiv 234 ascrive a questa ' famiglia gr. hlin^an hleonian a. d' v. Ges. es. chvos incllno ant. isl. elmo ' ecc. Phil. a. rupe ' : arm. Wurzelvar. grido. a. Persson Lehre v. cdlati * (Dhat. cein ant. d.) appartiene a questa famiglia il nome albero calmali-s Salmasia malabarica » « als der ein Schutzdach bie- tende ma non ' e un' etimologia sicura. cuHe luogo per riporre qualcosa (p. ' cella celnre ant. pietra '. luogo sicuro. fama ' crdti-s audizione. 13) ') ' va ' calahhd-s ' grillo * ' cioe il saltellante ' calitna-s : ' una specie ' d' insetto lett.-hist.carand—m ' dil'esa. d. CI. verso epico ' ' \crn6ti ' ' egli ode ' crdvana-m crdvassuouo. su'^lis calu-s ^alfira-s . nido ' ua^ddc. unisce '] risalgono a una forma am- pliata per St. si attacca. KsAyg * corsiere ' ' il lat. ' * nascondere t. Ka?dd lat. 89 n. d.(cfr. ' ce- lim * nascondo * cuH ' nascondiglio. mezzo del determinatore -s. u. lat. angolo ' n. irl. k. anche ' z. casa rit'ugio '] : [cdrmaoi. 2) ' della radice *kleipi ego ' appoggiare ' : gr. sacks. ' got. t. Ber. ' cldkor-s suono. Rigv. [h]linen appoggiarsi ' szlaiias declivio ' ecc. * hUi9 ags. abitazione' ecc.m°lu°t ' rana ' lit. 1886 p. Wurzlerw. tradizione. irl. * gr. 20. . celer. cattivo '' got. Imlundi ' caverna ' isl. helan 'nascondere' hoi il cavo helm s. Secondo * Grassmann (Wb. legaccio' ecc. hldw hlid ' colla lit. ' ags. sal 'incudine. testo vedico' ecc. z. Wiss. ' cantina) cimb. Mains hlaiw ant. collega. szuHys galoppo e ' 'passo' incedere il Hirt BB. * holr 'cavo' a. capanna. cWyati cU^yaie 'si attiene.

hlhnnunt t'ama (k)lftt sonoro. e risalire all'idg. k?a:o^ * tama. erra ' skhala-s ' vacil- lamento sxalim ' ' skhalana-m incertezza. — Quanto voltit composto ucchalant. t{d) + 5 ' quanto quello dialettale di t(d) -+- p. ' 9 propone di spie- garlo in relazione rol got. L' Uhlenbek ' Et. gloria. ecc). a. ucchanna8gg. 47 ' dulcis aquae saliente ' sitini restinguere rivo) mleti ' insinuarsi sula ' * sulci ' succo sgor- gante da un albero Fliissigkeit ' lett. in Verg. pillo (p. ' benevolo.J : gr. a. cloth famo80 a. felice ' mite a. balzo zampillo es. eel. riutto * ' prd-sulati spinge dentro ' \sarati ' sarate ' sharti ' corre. scoiTe. 40) " va " puo essere un' alterasione ' pracritica di ^lati cho viene spiegato (ivi 20. oq)dAAofiai ' inciampo * ' II verbo sdlati (Dhat. ' salild-m acqiia. 15. t. irl.« [37] G. sxalem * erro. *««/-. . ' srdvati gr. stu''lys laddove ^lati risale a * kel.13) ugualmente con ^al tau '. pecco gr.ecc. lit. XXXIII. t. giacch6 cch pu6 rappresentare Unto Si svolgimento normale di (cfr. dAAo/ttai ' ' zam* d/l//a salto lat. fluisce ' sard- * fluido sard dgfu) ruscello snctr. come ' stesso riconosce. ' rovinato = utifanna-) .ucchalita- salito sopra. ' fluisce ' ' ecc. is]. snHi(f ' : buono. salilo' fluente. scls Wb. lit. '. s(i'U ' telice ' ags. es. rird-m flutto (jeI ' ' stanno invece col gr. snlati ' inviare shJialate skhalaii * inciampa. salutaro ma e una semplice ondeggiante ' ' ipotesi. si. leg- genda epica kXvo odo. vegga Zacbakiak KZ. e difficile detenninare se risulti dall' uno o dall' altro. ^Mig egli telice. inclutm ant. slovo ' parola ' ' sif/tije ' i'ama * * ecc. ma pu6 anche connettersi con ' saliUi. vacillo. ' ant. CIARDI-DL'PRfc ' 163 * lu udibile ' lur ' ' notizia ' ' gr. apa-salavi apa-salau * verso sinistra pra-scUavf verso destra '. apprendo lat. 5. errore': arm. si. 444 . eine sich absondernde ' ^ ant.(qaUibh4i-s. a ' ' ' * ' voce alta ' ant. salio : salto. ' ' irapeto salto . sollevato una amlo messo ctie (^lati sdlati siano due verbi distinti.

* dhu-l. choklu. a. t. duna^ti ali- tare eoc. nial fernio' oq)dAjua 'traviamento* *{s)qViel' ' ecc. 235 che venga da una radice I* " * kel-. " viamento cade ' . hvdlati ' va torto. — Anche " dhuli-s polvere. suffissale. 6oX(5c ' 59 sgg. ' trova refrigerio : hlada-s hla- dana-m cfr. ordhc. 173 considera ' gi' (arm.(Persson. s. stoli't ' lit. Cosi abbiamo passato in indiani la cui radice contiene / rassegna quel vocaboli primitive indogerraanico. suffissale. come ' suffisso.) ma accanto a questa esiste la forma ampliata col determicit. xi 386 sg. lat. evaporare ' (ai. (gr. 88 V. thronus. Alia medesima radice ' essere incerto ' ' e da I'icondurre khallaie sthdla-m * ' vacilla khallita- languido '. dhumd-s si. af- come fila ' ' grade debole della radice * kocds catus ecc). op. raggiro lit. pa-zulmis obli- quo ' zvlv 'cattivo'. pasta- las ' armatura Uddate ' ossatura ' ant. luogo. hvdrasant. palo si. te- . il fallire ' colpo ' [hvdrati *]: va torto.). rupe ' ammettendo mentre il il col Hirt BB. passione .) gli altri vocaboli citati dal Miklosich Et. e I in -lo-. a. inciampa il ' kvald ' ' errore. sa-) aguzza. es. chladv si. II. ' palo ' ' oreXexog " saldo.(*dhu-) fumare.. Wb. potrebbe Infatti la radice. fangoso. coraggio. (KozLOwsKiJ Arch. e quindi -Id' acuire (ai giqdti lat. XXIV. Phil. inchiostro di seppia OoXsfd? ' torbido. — Anche gola-m ' recipiente sferico e considerato dal Brugmann Qriindr. f. ^ild pietra. Ho citato p. natore -{e)l. ^ un I che risponde ad un Ora diremo brevemente di / * A si proposito di taluni fra tratti di I i vocaboli fin qui citati si pu6 dubi' tare se radicals o suffissale. ' fermo ' OTi)Xi] colonna . Beugmann Gnmdr. sella \ ' si ristora. si. terra ferma' sthnld-m recipiente ' ' : gr. choloduJ\di. 164 oq)a/ieg6g SECTION LINGUISTIQUE [38] *mal sicuro. ' 'alito. refrigerio ecc. 198 polline come un tema contenere un plice. tortuosita. si. 188.(*dha-l-) ' faugo. fumus ant. ' altura. stollv ' sostegno. ' fumo ' gr. cioe * dhv-el. ant. ' frescura ' ru. 6ojji(5<. travacilla. nella sua forma piu ' sem' *dheu^ *dhu.

il una de- terminata funzione tematologica. . Orbene.-rroi.ecc. tratta di non possiamo afifermar nulla Vi sono certi suffissi ai quali e inerente es. dvoLt ' ' stolto a. oppure dobbiamo restare in quel -la. Qos\ per suflSsso -lo.(-\U*-\ -tlu-. I suffissi CIABDI-DUPRfc la liquida / 166 indogermanici contenenti nominali. c* k suflfissi i un / criterio per distinguere idg. AetM du Xir^ Oongrtt 4ta OrUnlmliMtt.) Si resta dunqne incerti se *dhiiU- (Glide ind. e il lit. una parallela con r in luogo di quindi: -rrj. col ' suffisso -ro- : V ' nomi ossia d'agente attore '. -ru-. gr.dalla radice ampliiita "^dhul. lat. clie non sono mai formate (p. dhuli-?. dEiKijAog colui che offre t. ma sono due criteri parci / che in certi casi ci assicurano. -lii~. porculos: porous. da vedere. cioe : sono tutti suffissi -lo. che nario. Accanto a questa /. ? In altre parole.ecc. duU. dtil~kfs polvere sarebbe da prima i]K)te8i. nebroso [afip]. es. o si almeno fanno origi- ritenere con molta probability. a. ' irl. difficile ntabilire una distintione netta tra elemento sufiissale e determinatore di radice. — Tone III — (9">« Partta) II . preferire la A motivo del Del reoto e lit. aQHTvAog orsacchio aQKrog 'orso'. -tro-. '.dalla ' radice semplice *dhu'. putil ' ' usciere propriamente intimatore ' lit. In tutti gli altri casi di preciso. fyubis ' legvbis^ a. dulys) sia an tema in -i.[39] G.oppure un tema ' in -li.serve alia formazione delle seguenti classi di temi. / anche nei casi di da quelli vi di / idg. ' doll ' cieco ' got. es. ttcalvi stordimento 1' ' tol stolto ecc. tekHas ruota che serve ad affilare ' ' ossia il ': girante ') 2* diminutivi Cp. irl. -dhro-f -TV- i—rri).ecc. t. a. r ? Un criterio generale ticolari non c' e. -<lhU>-^ serie ce n' 6 -li. quando consideriamo pcssiamo senz^al- una formazione Indiana tro afTermare in -la. risale che essa a una formazione indc- germanioa dubbio se in -lo- ecc. gr.(-l/i-). ' confuso [Xd^o?] ' ant. lat. risalga a un -ro. 1' ant..

Butil Dargeloj serbo Brajilo Bratilo). altro quelle dolce '. stelo ' : ' stanga ' ' asta. : Deva- datta-Sj Drumila—s'. Se queste a un tenia in -lo-. rogii 'corno'j: forme vezzeggiative di nomi personali (p. gall. Proculus Bibuhs.) emU'e (dial. got. Gundilo Wolfilo. a. Poi 1' indiano e I'albanese svolsero da cotesto ' significato astratto. l). saldhs ant. ragelis cornetto ' : ant. 3' Caimdus Teutalus. Quando non possiamo concordano nel risalire servirci di ricorriamo al confronto colle altre lingue. Wulfila. pastore ' ' nome ' : d' agente del verbo pdti i ' custodisce. dolce In origine nere ' tenia *am-lo.indogermanico.. pruss. BadvAoc. a. t. [40] stem/il " ' fusto. si. Ecco verifica. magus ragazzo lit. I % . lat. Bhamda—s Person.) ' ' . vocaboli in cni ci6 pald-s ' guardiano. difende ' diminutivi vrsald-s ' ometto vr?an— ' uomo '. cicula-s ' fanciullino' certi cfcu-s ' fanciullo nomi propri come Bhdnudatta—s (altri Dattila-s Dcvila-s . esempi presso Fiok. risalga la forma indiana con —la—. t. ' acre '. sale '. gr. di ' Tuno il quelle di lit. a. amiddviel's ' acre '. Confr. ^Qg. anziche al suo parallelo in -ro-. salt ' ant. : 166 vlculiis: vlcus. dmbeVe il (dial. Possiamo dun- que tenere per certo che il suffisso -la— del di nomi indiani si che appartengono a una queste tre classi risalga a i un -lo. es. '. possiamo ri- tenere che a questo. *. ' acetosella tosc. got. sladvkv dolce ': got. ^aldkald * piccola scheggia : ' : galdkd 'scheggia'.dovette significare in gedi dotato un 1' certo sapore '. macula ' ragazzino si. p. : Drumasena^-s Pitr'la—s : Pitrdalta—s. a. e come sostant.. ^Ovt]oi2og ZcotAog Ta^Uog. SECTION LINGUISTIQUE rotula: rota. sbarra '. Gr. alb. questo criterio.

che ammette il una gradaxione di coll' ai. terribilit& . amaro. t. irl. ' ciuffo. jrajja'^og 'grosso*. significato ' forte. forte*: gr. gressezza ndbhlla-^m *embelice': gr. t. * pecaldriepinte '. nabolo id. radice. lat. ant.^ kapdla-m kSvala( ' ' giiscio. Ora questa non e una ragione per me suiKciente. 186. Gr. 35 cdtvnla-^i cavita bucu ' . * : gr. ' Tv/. 434. /tt//o/a ' testa'. grazieso. ivibl'u ' a. salato ' (altri esempi presso lo Schmidt. 24C>. ' isl. xxxiv. ampfaro id. Bedgmajsts*. ' quetit' ultimo una di versa etimologia (cfr.. quelle di ' Wb. ornate': gr. a. umbilicus ant. 'o//^axog lat. r a motivo dal lat. violento. amdrus. /m- ifda-m tone': gr. Mved. P/u- raUnld. P. cavitii. cdtvnla-s * Solmsen KZ. tula * albero del codollr 'albero. salti' CIARDI-DUPRfc 167 isl. cosi pu6 dififerirne. I. *cai[v\ele-bhu-s. Ampfer acetoeella do]. 220. iulas iylv M ' TvAog 'enfiagione* ant. ant. II concetto f'ondamentale e '. a. KorvJit) . 160. ' ' ted.' (41J ' G.. ' quantunque Johansson ' si possa dare di Ill.y 116. pannocchia *. ' Un tema *amro. Uhlenbeck. e di fatto ne nel soffisix). apr acato Iriferito per lo piu al fredamper 'acre. iumala.og ' padella * (Prellwitz Et. 'nuca' I'j. fine. e propone ra£fronto dmbha*- vee- menza.nella forma della differisce. oland.). 182). Di'.tumula— [tumura—\ *nimoro8o': multus. isl. cosi niinieroso (propriamente niassa II. fitto. acuto *).t] ceppo fio ' * ags. giacche amdrus.saik piuttosto da vedere nel (a. amper acuto. come differisce da amid. * Wackkknagel Ai. Grundr. ceppo ' ted. tazza % K6Tv^. Wfj.. caelebs complete. cranio*: ags. unico. solo *: latino sg.. ' dollfuss piede gon' lit. (dial. acerbo '). si. colloca amld~ fra gli esemp! di I = idg. jroiKiXog va- bahfdd- ' felto. *. amaro '.

signoria '. Wh. ' cdkala-s cdkala-m layati * scheggia.: 168 SECTION LINGUISTIQUE viahild * |42] donna ' : got. 1' Del suffisso -tlo- non conserva esempi ^ indiano : o non lo conobbe mai del quale si o lo conl'use sempre con -tro-. isl. giacche esso. come II. ant. il lit. screziato il caball 'la vacca pro- digiosa * che ha preso nome dal colore della pelle. manda qahdla* in pezzi ' : szakalys '. mauilo ' fanciuUa '. di -tro-. dhdrtra-m ' sostegno. pezzato. come * si vede dal got. forza ' e un prestito slavo. (quali hanno invece numerosi esempi '. noseilin ' ' spi- ritum ' ant. '. Miklosich. * liglio ' se fosse ' il raffronto coll' ' osco '. fonda' mento ' pdtra-m la ' coppa '. Si noti che trattasi d'un diminutivo. -tro. maui caka- fanciuUa '. paragonato a mawilo. (Sutteklin. IF. braccio ' cioe ecc). forma genuina sarebbe seileuings ' glla-m 'indole. giacche la *szabala. Del suffisso -dhlo- nemmeno * occorreva far menzione. ' scheggia '. sila ' forza '. a cagione del iniziale. pruss. km- trd-m ' dominio. puclois pueris e marso pucle[-8] pueris I . -tr-). * un ampliamento 2)utrd-s ' di Potrebbe derivare da un tema in sicuro ' -tlo- V " ai. r organo che serve a portare hotra ^ ' libazione '. come lit. per un processo di assimilazione o quei vocaboli che contenevano un' altra liquida nella radice. meylttj ags. 112. mdrgis 'bove macchiato*: mdryas 'screziato'): ru. mediante mutazione di I in r. 312). bharitra-m '. Et. seilisku ' devozione lit. II sabala e preso da qualche dialetto slavo. '. iv 101). o nell' indogermanico o nelle varie dissimilazione in II suffisso lingue derivate. II s syld. II Brugmann Grundr. meoicla id. soboU 'zibellino' (cfr. '. puklum puerorum pel. esprime 1' opinione che -tlo- si a un' alterazione avvenuta.sarebbe invece antichissimo e consisterebbe in -ter.{-tor-. onesta': diligente si. seilin 'serieta'. frammento lit.

che ci mostra I'indiano (veggasi Whitney.(431 «. ahffuri-. arnem adatto ' io faccio dQagiOKo artus. : ' * : bailus id. caput isl. convenientemente.f Lo dito '. prescrizione gr. dgdQov * giuntura ' lat. precise. Gramm} § 1192 e 1227). rtit-^ ' 'regola.] bhllukati morose lit. e probabile die ai spetti alia ra- dice. di uno solo si pu6 affermare che risalga air indogeimanico. 236 lat. dram * : abbastanza. italico G alio slavo. sarebbe un composto -f. polline'. kapitcchnla- zazzera *) * 'anche il * la concavita del cucchiaio sacriticale secondo : Johansson. ' ' r Se il -li' di tfili-it * pennello ivll cotone. come / avemmo occasione mostrare. *kaput (ct'r. Ind. CIABDI-DUPBfc 189 al*. stesso a propvsito di quale non possianio nemin meno mettere a lato un tenia tfUi-. ami. ' ' comnietto. hAfud) II secondo niembro sarebbe da connettere col t De^li altri gruppi lingnistici soltant^ il cr«nnanico piio eiMere che ne serhi qualche traccia. pennello tfila-m ' (due vooaboli connesei Kia originario con ciuflfo.f ' esemp! di dicasi al altre lingue da metteie a angtUi-.'retto. lucignolo. lo abbiamo in dhrdi-^ 'polvere. '. r. : Un esempio sicuro di / idg. ecc. in./'come ifila-m /. giacch^ per gli altri non troviamo termini di contronto in altre lingiie \bhlrd. pannocchia di * nnn pu6 asserirsi per mancanza riftcontro. il suo corrispondente -dhro-^ h limitato al greco.bhlrvka. -lo. — Quanto non pochi temi formati col suffisso -lu. IF.i^ala-.id. . perclife dichia- rato dalla testimonianza concorde di varie lingue. di ma. rtd. B. lilam I ' idg. de' corosamente abile * rndti con segue *. * .«).

pdri. grabas ' ^ grdsati 'divora. divoro '. e quindi deriverebbe secondo lo stesso Johans*Tcer' KZ. SECTION LINGUISTIQUE [44] Haar. ov/Li-<piJ£lQCo ' sciolgo (colori) ' sertim ' la parte acquosa del latte Verg. Aen. secondo * il JuiD'ks. ). logia non e sicura. paldyate ' fugge ' ' palyayate ' gira intorno ' palyahka-s '. ' da cui deriverebbe jala-m jdlaka-jn sulle bozze]. ' dia-cpi^eigco lat. kmldyati '. es. intrecciare ecc.^ 165). son. 9 6 un ampliamento di *ger' torcere. a.. ': kfidrati ' scorre. 272). * grepti 'afferrare'. dalla radice di cerebrum comu Ksgag a. sesso ' ' ecc. liquida nox. in composizione con nomi e con verbi: * p. mazzetto': grbhndti ^ grhndii ecc. treccia [Nota aggiunta . kro- qanti-m ' grido krankti ' gracchiare ksdlati piirifica * scorre ' (Dhdt. grlpan * ' ags. Stttd. scioglie. ' kmrd-m acqua ' ecc. 59. 349. . f. t. 404. 4. id.invece di pdrd-.'fascetto. menti giudica Haar il Kluge. prende. ecc. '. gripan a. pali-y pla. consu- mo a^r. - fjlapsa- grapsa. prd. a. rete. serenus (cfr. SO) ' : ' ' ' * strame * '. XXX.^ inghiottimento greco ygdo mangio. garba ' covone ' (propria- mente 'manciata'). sass. (AltriEt. liquida aestas. 21).170 ted. gr. kmrct- labile '. afferra \ grabhd-s presa di posgot. * grida '. ' grido ' ' : krdcati '. Jfldca-s prominenza. Geo. paid-. L' etimo- — ' * krSga-s lit. greipan afferrare ant. da cui forma il tema *grebh-80-. dileguasi . 10. t. inghiotte* gUbslOrgrasia— mangiato grasaiia-m grasti—. Wb. grlfan lit. lett. glasate (Dhdt. * 16. ' ' lava. si 20. lettic- ciuolo * pldquka- ' che cresce presto si La radice *grehh-. * hiruz 'cervo' ecc. rammassate (part. yQdortc. 1. le espressioni liquidus ib.

si prova sia svolto piacere il ' : got ' rimis gelo. ^f<?« color isco ' ^ij}'£vg 'tin tore' Qfiyog ' tappeto '. isl.arso proms vampa. materno Si risale a %intvr-o. es. /nijrgcjg zio materno (cfr. tdta~ttdya-$ paragonahile al padre ' quindi zio patemo ma tale apiegazione mi sembra meno verisimile. frjosa ags. .« : [451 G- CIARDI-DUPRfc ' 171 ' pldsati * arde. got. frius gelo *. *lozg^a. quando diciamo ' ciato tutte le piante '. * ' TQOjg 'zio patemo 305 ' ' lat. pater: Leu^iann KZ. gr. brfm bruno *. scherno. lalnma (Harivr. oltraggio e risalirebbe a un idg. (cfr. lo Waaltri) CKERNAGEL Ai. patimos: jrartjg. a.derivato da *mn-ter-.fxiUiruhiisl. XXXII. 12072) prf. possibile I'antica etimologia (Fick V 540 Aoipi] ' ed sarebbe identico al gr. 8g. ' prus ' prmfa. gr. In mdiuld'S dello si avrebbe nn / indogermanico ammettendo u. Urgesch*. avvampa * : plo^ta-s ' incendio ' ' plo* mnor.'rosso bruno': gr. lajjaie si vergogna ' * lajja lajjitor-m ' ' vergogna ' ' * rajyati ' si colora ' ranjayati ' colorisce * raUga-s 'colore ecc.) dorato se h vera 1' ingegnosa congettura del Leumann (vedi I 220). a. p. tan ' gel are habhlucd. ^ ant. sigoiticato di all' ge- lare ' nelle basta riflettere nso che facciamo V azione ' anche noi in italiano di verbi come bruciare e simili per eeprimere il freddo ha brnd' un freddo intonso. Gr. Sprachvergl. di rdmate rdmati ramnnti ' ' riposa. id. ' macchia. Per comprendere come lingae germaniche. per cui lajjii per altro non credo im}Vb. ' * comfruh prnri't t. 538 che lo fa derivai-e ' da *mdta'tulya').azione S<'urader. fr^tan a. colorato ' /gvnogaysg xQ^oofiatpig (Hes. brun a. brunn ags. babhni. jrdmntvld-s mntfilaka-s * zio '. carbone acceso Jat.plomibustione * ' ardente * alb. si rallegra. ' la 8pi<H (!.). da cui deriva con un altro siiffisso il gr. pag. q)QfOvog t. (pQvvij ' * rospo * ant.

' : Peesson BB. ' rikhati a. vm 162 sgg.). rndrv. isl. ' rekha-s rekha tere in linea ' linea. lodix\ Stokes presso Fick Wb. sgu- lat. op. gr. luncana-m scia ' : * strappo ' luhcati ' svelle. lat. tagliare ' vi-licdte le.^(u-s * strappa. t. raudr ags. ruainne ' vnamnae [gl. ruggine * *reudh-s—to~. rustas bruniccio ' lett. r^ad a. disegna. rdmas ' id. Proba- bilmente e da collocare qui lodhra-s Sjmiplocos racesi mosa '. ' zolla ' : ricdti rompe leqa-s frammento rompe ecc. * rost " ruggine " ' lit. irrita I . rust (== *rnd-s-ti1. '. xix 268) ruderi ' (Johansson ' c). rosso ' rudkird— rdhita— gr. strappa. ' isl. rust a. *reud—s-to-. calmarsi (anclie gr. ' ruber ant. disegno lit. a. rost ags. rawOs ant. isl.) ant. lohd. t. * ?). rimti ' trovar ' pace.lohitalat. ' ' ' ten do '. sicura h I'ipotesi del Pbrsson. ' ecc. irl. scrittura * ecc. * loman(romacd- pelo ' (lomacd— * peloso pelo ' ' ecc): rdman- id. a. " : ant. ecc. losfa-m ' IV ( 234).' ' 172 * SECTION LINGUJSTIQUE ' [46] quiete lit. ygijua liksa * placidamente di pidocchio '. sass. igsimo spezzo. randas ant. pi- docchio del bestiame likhdti graffia. graffia ecc. 103 n. nome d' una pianta dalla cui scorza ricava ' Ingegnosa ma non e il '. uovo ' ' : lat. ruad rot rosso got. rlhan met' rekti ' solcare. *roud—s-to—): rfidera ant. lit. ' scrive : ' likhana-m * lik- hita-m * graffito. a. EQvdQOQ. ( lo?1d-s lo?td-m 'zolla' lat. runco. cit. *roudh-s-to—) t. rusta ruste colore bruno (Johansson IF. si. che riconduce ' likfd rixa a un medesimo tema *reik-(e)8-a cosa che affligge. ricinus ' zecca.

t. abhi-vlaui/d-s 'rete' abhi-vlaij. scioglie lenta. ' r si avrebbe secondo ' il LidAk. 303 e 307)? (altrimenti di *malv-) Uhlenbeck PBB. cere wrenc ' raggiro. Ma Lid6n riconosce obe derivati di questa radioe si distingaono da qaelli di *qel' (lat. peccalo * (ags. CIAEDI-DUPRK ' ' 178 * lohd-m roetallo 8pecialmente una polvere rosea. xxni 366). u. syaid^s fratello moglie * : antico iurl mra id. a. z.und herzielien lit.^ 276. *gor-qo-) kUbiftk-m pecoato lo stoaso (ant. in kalkd-s 'stereo. a. . xxxiv. valmika-s ' XVII 35 e Hibt PBB. Stud. ' wrencan * * tort. ScHEADEE Forsch.^ 316. rehgti-s pie- (ZupiTZA KZ.. crathdyati ' * ' ags. coirbim macchio i ecc. languido ' clathayati ' oXa}- ' (-raifmnH. 18 sgg. '- (Kluge Wb.' ' [47] O. v. (fiVQfii^^ ' per assimilazione) ant. mo*rb ant. lento. Sprachv. 186 . pasta. circondario. 121 ' ' — e 127. si. mravija for- mica '. a. [Nota aggiunta snlle bosu]. Urij. ' * Si. crntkati. astuzia * vrincle ' grinza a. hredfUi retten id.'prendere. scioglie a. fris. cdtiffo ecc). horh ' lordura irl. ' ecc. oltre ai suddetti. Zdpitza della Gutt. horo ' ' fango ' ecc.) da una radice *q«r-. territorio * vrajd-s ' siepe ecc. ^^ifioftm mi aggiro ' ^o/ufiog ' * trottola ags. / == idg. ecc: B6j. Geldner. i. cfr. foifnica Solmsen. lordnra. * renken garsi ' drehend bin. a. t. 48 sg. HamleUtjetch. ' 140^: vrjdna-m 'recinto. irl. r si tro- vano spesso ma si fondano sopra ' Un ' altrc eseinpio di / ^ idg. rame rientra qui e significa propriamente il rosso fcfr. gr. Wartink. * forniicaio * (per metatesi : vamrd-s vamri ' formica da ^varrn-) gr. idg. daihdlenta. acchiap- pare' fcfr. FoQfia^ si. hreddan liberare ' ant. * E vero che molti altri esempi di citati. * rilassato. KZ. xxxvi. Ved. Per il lat.

che abbiamo connesso con laksati.con updri 'sopra* nere Miihlstein ' ed ' il '. accennata dal Bezzenberger. e messo in relazione con ramndti ' ' e col lit. non e da lui da dover essere senz'altro riconosciuta per vera. es. leldydti leldyd. I Cosi Idnchana-m. Gr. (gr. pill In ogni caso e prudente dire che la vera etimologia di itpala-s ci upala sfugge. 220. ant. * apo) per mezzo del suffisso -ro- (= idg. -ro.e spiegato Essi den obern Miihlstein anlugend dal Grassmann dnnque mettono in relazione upala. r sono idg. specifica di quel significato generico. v. dimostrata. vjrtQy lat.lU SECTION LINGUISTIQUE ^ [48] etimologie sbagliate o poco verisimili. ' ubikhala-m moitaio ' (uliikhalaka-m * piccolo m. ufar) e lo pren" dono per una forma alterata Invece tra di * di *upara- superiore '. BB. Esiste bensi un aggettivo upara-. for. e deriva Ai. ' ma significa ' inferiore . I. ') urit. ' ^ io credo che upala-s significasse dapprima il pie- '. il La kalmallkinlit.'largo' e da khdla-s 'aia'.) e spieweiten StampFboden habend Ma e una pura e come tale egli la da. consolida Z= p. irl. ne e cosi palpabile XVI 246. cremdre e col kdrsztas 'ardente'. connessione di kalmali—? ' " splendore ' (onde ardente. 4 . potrebbe credersi composto da *vlu— = '. got. soste- nere ' dal ' Wackeunagel. Z. e che senso particolare di '. pietra preziosa non sia macina come quello che una determinazione ' '. alcnni : Eicordiamone der obere klei- dpala ^ tradotto dal BOthlingk ' composto upala-prakdn. remti ' appoggiare. stati gi& da noi ricordati fra quelli di ferma.oppure -lo-). secondo garsi ipotesi ' Grassmann (s. s-uper. po- steriore da upa ' sotto ' (idg. fiammante ') col lat. — Pu- * Alcuni vocaboli che altri cita fra gli esempi di i^= idg.

fuoco * e vuol dire purificato per il mezzo del fuoco conic hi pu6 conciliare delle suo primitive significato con quello in voci indiane? lo piuttosto incline a vedere dalla radice *pel' palpTil- una tbrmazione '. 99. jzXeo} *navigo' lat. Slaven (asl. Wh. isl. CIABDI-DUPRfe 175 ramente ipotetica ^ la relazione. c. si ha un ambagna ecc. jrOg '. st^g. col gr. gr. ic^cpi)* ^^"^ dieeen zu den R^^mem (lat. in d. I 2.) paicnti del lo lat. pip\rai) ». Germaneu (ags. luanam ' ecc. d' Europa. si pliamento in *pl-eu- pluvate ' nuota.> [49] G. 21 * pippali bezw. noi avremmo un esempio / da aggiungere pippala-m ' alia lista di quelli di ' idg. 1874. ^pipparl. tt^jteqi del pepe '. por* 220 come fornialmente identico a dauv^rikd-n ': tiere anche questa e una semplice congettura.. und Litanern (lit. . Ora se ' come acntamente o83erv6 fe Skutsch BB. Ci6 e assolutamento II -nome pepe entr6 nella in- lingua greca. 1. lavo * gr. Gesch. pluo ant. * per importazione dal dell' La ' pianta del pepe e originaria mondo India. htrer id. /. * Et. pfirus. sn den Qtri^gewandert (gr. . piper} selbst. alia ' sua volta connesso col gr. hverr ags. co^re n. d. nuo- tare. 88. xxi. irl. (lauvfilika- nome di un popolo menzionato in Malulbh. pair ant. irl. Se questa mia di piu ipotesi e vera. lavare di quella radice ciofe di cui (ai. c. ' Gr. fluire. und. die poi la trasmise alle altre lingue dogermaniche ario. come ' urverwandt t'also. Jahrhunderte spUter. zu den plprii). pipor). ist mit dem Gewurz chen etwa im IV vorchristlichen Jahrhnndert. e a ERsrsc'aMUt^ « Die indische Bezeichnung des Pfeffers » dic« il Einl. ritenuto dal Wackernaobl At. animet^sa dal Lrumann. bacca e considerate dal ' Wackerna* gel 1.'. cimbr. palpfdai/ati lava e pdlpfdana-m lisciva sareb' * ' ma * bero (^VACKEENAGEL questo. Spr.}. tra tdlnla^s vasellaio e caru^^ bacino ' * * (ant.

Ecco gdlati (t)hat. cioe per via del rotacisrao. guaggi D' altra parte si noti che il nome persiano I del pepe in r nel- (pUpil) ^ d'importazione indiana posteriore al passaggio di 1' iranico. divoro. 1. quercha qver'. ' ' pasto lat. Qiiesto nome (forse originario di qnalche dialetto dravidico parlato in quella contrada?) avra suonato pippala. lit.y.pippali nei dialetti che serbarono inalterato il suono / /. voro ant.176 SECTION LINGUISTIQUE [50] quanto pare precisamente del Malabar. E possibile tanto r mia quanto 1' altra cosa. 1 I . inghiottimento ecc. — gr. ' : irl. gelim ' divoro. ^ greco lo tolse in prestito da uno in cni di questi ultinii. I* sg.) 'trangugia' deXsaQ dsAevQov dsAog 'esca' eol. ' : girdti girati inghiotte ' ga- rana-m id. e la lettera- tura ivi citata. yili-. Hra„ inghiotto 326 Cfr. 174 crede Xaxxoc. e II *pippara~ *pippari in quelli che mutavano in r. come d' altra parte non possiamo affermare il contrario per le forme indiane con r. chala * kuerk gola. gerti \ bare ant.yrf. In casi siffatti due tipi indiani rispondano rispettivamente i ai due tipi indogermanici. * II Franke BB. id. ' est gr. ma e anche possibile che i une accanto alle altre. gozzo ' a. esistendo anche nell' India linrotacistici. ant.f ' casi in questione. fitftgojOKCo isl. Vi sono infine dei casi gia nel tempo indor e germanico si avevano forme con forme con / le non siamo autorizzati a dire che / indiano siasi svolto da r indogermanico. il la paiola ^tiper importata dalia forse per la Persia. ' consume consumo ' ' ro-gelt " depastus ' ' fiogd a. 0'3. 39) gilati ' inghiotte ' ' gilana—w. Ma questo argomento non ha valore. al pari di puJpoXXo?. medesima ra^one per cni credeva cio Lassen c. Lassen.{j. t. si. uap?. ' inghiottimento ' ecc. ^ ed e quindi verisimile che di la derivi anche il suo noma. XXIII. ' 15.££L navamvEi fih'jQ (Hes. Indiscke Alter thumskunde.

gaidys gallo isl.d' iigual significato o simile gallus propriamente hana irl. atiini a jdrate cigola. pr. p. ga*r ' grido * ' n.anzich^ a ^ger-p-. 786). a.[61] G. can't ' ant. sved. hano ted. I'iufa ags. cimbr. * : 'cantare'] m. geddti canim io canto '. kallon id. bulbus balbitiio: gr. rumpf/ ant. ' gridante ' o ' il ' ciintiinte ' [cfr. '. Ma il accanto a questa esisteva un' (lat. Hahn e il gallo ' : lat. stfir ' spesso. J^ruomann. anche al stri- gr. garm dere ' * clamor I" cherran gavsas ' gridare. sthffla. garrio (quindi irl. e nulla ci vieta di riportare jdlpati a ^gel-p. ' t. CUBDI-DUPBfc 177 baWaln-karot i bara * ' heilheitii' Balbiithd-s (n. parlare '.): bar(n. forte. glasu 'suono' glagolati 'parlare. lit. a. buco ropi-x dolore straziante ' : — ' lupti ' sgusciare. stride' {dr. /iaQfiagog strabivbti ' (cioe *. ' saldo stfirs ' — OTdAog ostinato jdlpati ' ' colonna grosso ' lett. yiiQvg voce ' ' ant. rtofan rompe re ' '. sacclieggia * lopor-s lopa- na-m dolori eoc. si. a. gatrr nitrire. scorso * jaljA-s ' mormora. 60. danno ' ' loptra-m * ' preda ' ' : nipyati * ha * ropa-m lit. ant. lit. deriverebbe *ger ' Grundr. * : quanto al suono cfi*. I'oro. gridio ' e al lat. guasta. pr. a. scorticare ' lat. kaiia a. gaicl 'chiamare' ant. il got. sussurrare lumpati rompe.) balbettante ' Bxbu-s Brbtid-ukthor-g (sopran* nonie d'lndra) niero ' — * lat. tra radice *gel. t. jar any A 'gridante ad alta voce* jard strepito. secondo il Benfey ' ' ' Die ' Hymnen ' des Samaveda ') gloss. ' parlante in niodo inintelli^ibile *^ lit. cimbr. t. parla jdlpa-s jalpana-m dimormorio sarebbero. ' ' guasto. In qiiesta ipotesi jdlpati dalla forma ampliata *ger-p- deUa radice far rual- more. massiccio': sthuruant. a.'grosso. 6 dunque chiaro ohe da esempt di queeto .. isl.

D' altra parte non pu6 mettersi in dubbio che iiel- r indiano avvenisse. ecc. in indiano con- certe condizioni. esploratore a kaldyaii /<^6/«a<e ' osserva rdbhati r^dbhate accanto a Idbhati prende. se I I da una numeriamo gli esempi di idg. — Vi sono degli esempi di r idg. atferra'.178 SECTION LINGUISTIQUE si [52] genere non modo in cui 1' pu6 trarre alcuna conclusioiie circa il indiano rispecchia le due liquide orisi ginarie. ' accanto a ' guarda locana' chiaro ' vdrati vdrate avvolge accanto a vdlati ' si volge ecc. la sproporzione dei casi il numero idg. Cost serv6. distinzione tra le due liquide primitive. accanto accanto ad llnti '' egli va ' ' . il naturalmente in altre condizioni. die primi non sono di meno di 130.) e quelli in cui alterazioni dialettali laguda-s Ad ogni mode. e quindi non e provato die la 1' pu6 essere casuale. r. rdmbate accanto a lambate lam* . laddove secondi superano poco la ventina. passaggio di I I in r. dei casi di idg. Concediamo pure clie degli esenipi die figurano nella cei*ti : prima i lista alcuni siano in- abbiamo gia notato di casi di il dubbia etimologia vocabolo sanscrito {lakurja—s (come apasalavi e sospetto ecc). I e quello r rimane sempre enorme. di idg. / abbiamo spesso trovato /•• forme con r irati ' parallele a quelle con ricordiamo cdi^aka-s ' p. cards ' . bati ' pende ' riptd- ' tin to . siccome questi esempi dubbi non rappresentano fra di / che una minoranza / . Per riepilogare quanto parte in e detto fin qui. ' riprd-m ' ' lordura ' accanto ' a limpdti' tinge. / ai . Z da noi passati troviamo i rassegna e i dall' altra quelli di idg. Inf'atti nelF enumerare gli esempi delle es. dore * niaccliia* cliiaro ' rocate splende* rocaslokati ' ' splen- rocand' .

' ' residue *). conservate. fjeh giallo * lit. le ma vuol dire soltanto che i docnmenti a noi pervenuti non oe hanno. t.' ' ^^Miov. lascia libero* '' (arm. geolo si. ' intreccio (gr.ovEUQ [Hes. . urna* * lat. seal/ unguento ' ' a. ' otu-leku (gr. sego srprd- grasso * i?^OQ. * pennello ' flat. ' reXoav solco che segna confine kariiarcir-s tazza ^r. t. * lat. CLARDI-DUPEfe 179 * quail lion corrisponde alcuna tbrma parallela con /. ' gel 'bianco* ags. * leih' si. intreccio ' jrAsKzij ' iiine. culcitn). per Hemplice case. dAipElv kar-ffi ' meritaie. Kdxjrtj.harimi. iiiazzetto kfircak(i-$ * ciuffo. innakti 'lascia. mercede * * *). . ingiurio*). I'ulvo. Asmcj id. Questo diverso trattamento del primitive spiegarsi che per diversita di dialetti. burro. / non pu6 La lingua proto- aria dovette possedere ambedue dialetti le liquide ereditate dal- r indogerniaiiico. sarvaintero * ' intero. 5Xo^ ion. pracna^s * cesta. lascio ' ' gr. Dei si indiani die da essa poi svolsero. salUm ' ungere ags. gialliccio (flat. lailoun ingiuriavano lit. ' linquo got. kfirc^f-s * * ciuflb. solco il hi'. Ik^anem ican a. laja^ 'abbaio.haritirl. tutto salvus)y (gr. ovXo^ ' ' lat. grasso* got. acquistare ' lit. a. a. ' Ci6 non significa gi& che fomie con I in queuti casi non siano esistite. solca * ' (gr. t. completo. Hkti lasciare ' ant. a. plecto im- plico explicO got. zelenn ' verde '). pregio * fgr.' [53] G.<<Ui 'j. salba id. flahta * treccia di capelli * * a. cosl che bastera ricordarne * alcuni : arfffui-s ' * valore alg^ ' . lati\> h1. ' ara. Veh ' * io ' abbaio * lat. t. spazzola. alcuni le conservarono senipre distinte.] 'olio. lojit abbaio ant. got. rete * jrAouog jrAoKa/nog treccia di capelli ' lat. Questi esempt uono parecclii e ben conosciuti. a. lihan prestare sarpis' lit. a. hdri. ' brocca. flehtan * intrecciare *) rdyati ' ' abbaia alb. zCiUa-s ant. calpar). ttIeko intesso. helvos holus ant.

dialetto domandiamo come mai anche * Cfr. 982 sg.. pag. 976 sg. sione di riferire di / i Ho avuto gia occasulla frequenza calcoli del Whitney nei vari periodi della letteratura indiana. 1891 pag. ri- guardo guaggi al trattamento di si tutti i linguaggi ari delin r India antica possono dividere due gruppi: lin- rotacistici e linguaggi non clie il rotacistici. Gr. I. e non ho bisogno ci di tornarci sopra. cronologicamente di- Quella parte del popolo indiano che cre6 la poesia vedica dimorava nel Panjab e nel bacino dell' Indo. 512. xxi. 1. Franke BB. ^ infatti dell' generallet- mente ammesso cbe in luoghi diversi. si scorge dal fatto che in esso le forme con r sono di gran lunga piu numerose che nel sanscrito. Che il in quel gruppo di dialetti al il quale appartiene I vedico fosse normale passaggio di in r. Sicche dentale.. e (jotesti due rami antica teratura indiana fiorirono non solo in tempi ma an che lin- che le corrispondenti forme di fasi * guaggio rispondono a due verse di due distinti dialetti. 73 e GGA. / in r. . il il vedico e un dialetto dell' India occi- sanscrito dell' India orientale. xvn. I limiti si geografici di questi due gruppi non possono nettaall' in- mente traeciare. Invece e opportune che nel vedico. Pischel GGA. Wackernagel Ai. 0. 1884 R. ma pub dirsi coincidano grosso con quelli che separano e letteratura vedica dominio della lingua lettera- da quello della lingua e tura sanscrita propriamente detta. pag. classica si mentre nella la letteratura epica e svolse presso le genti die abitavano le parti ossia orientali dell' India. regione bagnata dal Gange. Oluenbbro Die Religion des Veda pag.180 altri SECTION LINGUISTIQUE invece le [54] confusero mutando I. Sicche.

Ora si sa bene che dovunque esiste una lingua consacrata all' uso letterario (e tale era appunto il vedico. I il mescolato accanto a muprd(ct'r. spiegazione del fenomeno invereo. 62. e questi rap- porti avranno esercitato un* azione anche Piu facile 6 la ordine linguistico. razioni secoli. regioni in cui si non rotacistici. L' India ve- dica dovette mantenere rapporti colle parti piu orientali del continente. 18. ClARDI-DLTItK 181 etninenteinente delle rotacistico. — Lasciando Wackerle NAGEL. i che esso ci mepresenta. molto ' ' accanto a puru' class. Anche C9mgrt» qui XIP^ dM potrebbe pensare alia parte li Ori*nt9li*Us.[66] G.. 6). soltanto mu^rd-jf e pochissimi altri 216j. da pai'te alte- che testo vedico ha subito nel corso dei ma alle quali sarebbe errore I'attribuire sColanza riflessioni di forme che dialettali f'arsi. clie si ritrovano poi nel sanin piii ma ne possiede anche Uiluni die non ricorrono: pnlusol tan to (class. D' altra parte all' pu6 e deve anche pensare infiltrazione di elementi deri- vanti da dialetti parlati in altre regioni. Ai. x. 17. — Tom* III . essa non pu6 non parlavano dialetti subire 1' influsso della lingua viva del paese si in cui si viene ad essere adoperata. puru-) J viu^laGr. due la sono da In primo luogo non e necesdella sario credere limiti geografici letteratura vedica coincidessero rigorosamente con quelli del rotacismo.^"'* FarU«) si . vu. nel sanscrito for- me con AdM dtt r. compaiano non die il di tbrme con — Si ' rado noti / vedico non «olo questo possiede del vocaboli con scrito. 19. benche in minima parte. cio6 del trovarsi. 75. /. abbastanza spesso. potendo darsi che alia creazione di essa abbiano contribuito. dalla meuzione del nel come si pu6 del resto argomentare Gauge e della Yamuna che occorre nell' RV (v.

si per ci6 che spetta alle non arrest6 qui. il secondo 'tatsama'. specialmente i che ebbero un uso letterario. e come neir India medesima quelli dialetti pracritici. al contatto col latino che continuava a vivere . viii. i citati ax'ticoli . e normale invece nel magadhi delle iscriesso e * lo son ben lontano con ci6 dal ritenere. p. talora serbandole nella lor forma genuina. che coli si svulse parecclii se- dopo. 8. tolsero dal sanscrito. la quale racchiudeva quanto era di piu sacro e venerando per 11 popolo indiano. e poi iiioderni. dovette. " come fa il Senakt. II sanscrito cfr. esercitare un' influenza notevole sulla letteratura SL^anscrita. (ivi ha per fondamento una forma di linguaggio vivo: del Fbanke in BB. Nel medio-indiano avviene. anche nel- I'ordine del linguaggio. il processo fonetico.182 SECTION LINGUISTIQUE [56] die avrebbero preso alio svolgimento della letteratnra classica terrifcori in cui si parlavano dialetti rotacistici. 1891. il Asiat. cosi e da credere che ^ san- scrito della letteratura epica e classica abbia sentito pruti. quelle voci che nel i grammatici chiamano nel primo caso ' tadbhava'. nee. Come nel mondo occidentale le lingue ro- manze. 404). Ma specialmente convien riflettere che v' la letteratura vedica. e dall' aifermare che il par la ma- dont s'est constitue et fixe. 335). che il sanscrito sia una lingua ' materiellement fondee sur la langue ve' dique niei:e {Joum. nella tradizione di quelle voci ' letteraria e religiosa si arricchirono dotte ' che oggi il glottologo riesce a discernere da quelle di tradizione i popolare . r influsso del sacro idioma della Ma liquide. est une langue scolastique. piu o meno / di frequente : secondo i dialetti. ' elaboree dans un milieu restreint et exclusif. p. il passag- gio di r in un fatto sporadico nel pali e nel maharajstrl. xvn e in GGA. talora leggermente modificandole.

In conclusione ecco in qual ter tracciare. Beambs. P. 260 ag. r ta nto nel vedico quanto nel sanscrito. proto-ario. / I che che oc- corrono in questo. ' Bradke ZDMG. A eomparaHvt gram" mar of che la nryan language of India I 247 sg. xl. Brapke 1. Qnesta confasione h preenppoeta da dell' moderni India: cfr. II la storia delle quide nelT indiano. modo io credo di poli- approssimativamente. c. al secondo spetta quelle del sanscrito. ' Questi dialetti non rappresentano una cornizione o uno svolgimento del sanscrito o del vedico. Cfr. V. si i possono spiegare per via di condialettali e per Tinflusso taminazioni tra dei due gruppi Veda sulla letteratura sanscrita. 657-690. [Si noti del Fischel non era ancora uacita qnando io scriveva Gramm. e le trasmette aU'indiano. letti r. V. e la letteratara ivi oiUUi. CIARDI-DUPEfc 188 zioni di A9oka. /. In eta posteriore alia separazione dei dialetti ' che conservarono il 1' le due In altri dialetti serabi*a invece che avvenisse / contrario. Le forme con I occorrono in quelle e le forme con r — idg. ossia indo-iranico. P. fin ma '^ risalgono a tipi di linguaggio che esistevano da antico accanto a quelli e indipendentemente da quelli.t67] G. « Cfr. the modem queste linee]. = idg. mentre un altro serba la il distinzione primitiva. <)77 sgg. Al prime gruppo appartiene substrato principale del linguaggio vedico. cio^ V ulteriore confusione di le con r anche nei casi in cui antico indiano serbava distinte certi linguaggi due liqnide. . eredita daH'indogermanico le liquide distinte. L' analisi linguistica ha messo in luce non po1' chi fatti che dimostrano testi influenza esercitata da codell' dialetti : sulla lingua antica letteratura In- diana ^ come un la fatto di questo di genere potr^ dunque / spiegarsi presenza forme con idg. e le conserva di dia- Un gruppo deir India muta / in ?-.

sravah' parola. antico persiano sOno roil L'avestico igiiora del tutto suono I. ma non postepriicriti riore alia composizione delle parti piu antiche del Rig- veda. rispetto alle quali. " flutto. zaranim t. wielm irylm ' ribollimento ' ecc). cioe I'avestico e tacistici. '' ags. come ho avvertito fin da principiO. e del una cognizione piu estesa. rdnja'ti 'si afagile. doAi/og lat. helvos a. /. longus " acquistare ecc). ' dAq)£lv meritare. preghiera ' (gr. e degno ' (gr. a. mi riemvaVs ' eccj. E poi suo rotacismo e direttamente attestato dai numerosi vocaboli in cui esso risponde con r ' all' idg. * rinomanza oro ' ecc). dlvgv). ci troviamo in una condizione meno fortunata moderni abbiamo bensi ancora troppo imperfetta. dar^ga— si. snello ' ' fretta ' rdvU ' snelle Tgr. dAog Mntero' ecc). giacche dell'iranico antico co- nosciamo due I soli dialetti. iAacpgog ' ' 8/. jroAvg molto ' ' nXfjdco ' ' sono pieno. Ora passiamo a dire qnalcosa intorno alle lingue iraniche.evudg ' bianco hi ceo Ifix ' pruss. ha^rva- intero. zrayah— ' mare ' ' (lat. possediamo per il die rispetto all'indiano. ' giallo (lat.a/vg ii?xog leggiero ecc). ma due antichi linguaggi iranici di cui 1' documenti.184 SECTION LINGUISTIQUE [58] liquide da qiielli clie mntarono (di / in r. molti ' pd^rutds pie- nezza pio ' ' 'gr. ' lungo paravo (gr. e da essi i vocaboli con / idg. lavxnos ' stelle ecc). Eccone ' al- cuni : ar^jaf ' ' merita. ' got. gelo 'giallo'). * zaWi- aureo. il quale il suo alfabeto non ha alcun segno. r penetrarono nel vedico e nel sanscrito. tutto' (gr. alcuni dialetti popolari cui il pali e i j'appresentano uno svolgimento seriore). ' onda. * ebullizione ye'ti ]a. se- L'alfabeto cuneiforme persiano possiede invece un I . raoca' illumina raoxma' ' lucente ' (gr. laggs ant. cambiarono r in /.t. gllsco). ' var^mi-^ flutto (alb. ^.

/ sonu poco numerosi. tutto* ecc. data la scaraita dei testi a noi giunti. document a noi perveniiti. s' da Esichio r glossa Anche per in alcune parole d'origine straniera / : incontra Arbairfiyd (loc. scudo') ojraQafiaQai' oi conservatoci )'£QQO(p6goi. se non ngnale. * scudo * (ai*. Babuhi^ Ora Tavestico e I'antico persiano non rappresentano die una parte ' La diversity di trattamentu del / in qnesti vocaholi e nei doe sopra citati {Duhnla'\ Haldiia-) deve spiegarsi nei modo segaente. Gli uni dovettero ensere accolti in etk molto antica nei lessico iranico.j: babil. Bfibiru-^ babil.) : babil. ziilti 'cattivo'. quelli meno o entrati p. obliquo. Noi Italiani sogliamo dire . A questi esenip! ricavati direttamente dai si testi persiani ' pu6 aggiungere spara'. (id. luce ' ecc). mI••.OC. 6/. ma non tanto da poco tempo nella storia. TigrOvi (acc. (id.(69] G. GH altri invece erano sentiti veramenta come vo- caboli strauieri e come tali nerbavano ana forma simile a quella oriall' ginaria. si. CIAEDI-DUPBfe lb6 ^lo particolare per il suono /.'intero. tavola phUaka-m nella ' asse.). phdla-m asse. raocah arm. ripido (- ant.) ii\. nome d' un personaggio armeuo.).ha''rva- gr. € Halditahyfi (gen. come h Dnbala'*^ naturale. Gli esempi di r idg. ma qiiesto segno.). non ricorre clie in un i nei sol passo della grande iscrizione di Dario. parvlots ' ' molto ' rauca^ ' giorno * (a v. tavola. drayahyA ' * in mare' giri. straniere : in due parole ncme d' un paese della Babilonide. haruva. : ArbaHtu . ma ba- stano per dimostrare die rotacistico : il persiano era un linguaggio * darya- ' lungo * (v. Si pensi nso delle lingue modeme noti di tradnrre quei nomi stranien (per lo piu geografici) che appart«ngono al patri- monio della coltura generate. zuru^-karapa'zulnus ' operante rag* ingannatore (lit. sopra i. Diglfit) Nadi^tabaira!* tabel. 6 quindi ebbero tempo di alterarsi e adattarsi alle condizioni della lingua in cui erano entrati. Nidin- Bdbiruviya^ : babil.

Florem. Jim: e a analogamente ecc. se pure.). ' il appaiono manifestamente macino. ') ovAog [^= *foAvog] " ricciuto lat.. ' messe ' ' ecc). lana afgh. astraendo dai Hatishona. nvaraz id. la il Danubio. vdrtikd gr. ' locana— (lat. si. ros (dial. gvark ' lupo ' {gr. chiaro lux ecc). ora (gr. dAso) ' '). rvaj lat.). rappresenta un suono che e lo svolgimento di ' r -h den tale: mar morto ' (= av. Hes. a. ecc). Parma * Col segno f cfr. bal. II baluci e V afghano. giorno (ai. lit.r)iiov ' niietere (ai. varal ' lana varlna lanoso ' varan * * avente lunghi peli Idna hi. ' phdla-s ' id. vuf ' egli port6 ' (= np. ribollimento ' ecc). t. gvarm ' ' incendio bal. sor bal. art afgh. stritolo vilkas Ecco in farina '^ prova di ci6 alcuni esempi: bal. ' spara ' ' vomere ' (ai. lunati lunoti ' ' miete. ' ondeggiamento. e possibile fondare sopra di esse qualche solida deduzione. afgh. alb. ' AvKog (ags.' 186 SECTION LINGUISTIQUE [60] deirantico iranico: quindi la loro testimonianza non autorizza a concludere che teristica il ci rotacismo sia una carat- generale delle lingue iraniche. jtoptdc* Sv6pcD. sudj afgh. freddo ' afgh. ' mortale '. ' coglie gr.. burd w^pw ecc. sard (lit. la Saale. a. due linguaggi della cui insi dagine scientifica Geiger. (ai. vraza pulce ' (gr. mdrtafif»T»iS gr. quaglia gr. Francoforte. i il Meno. ma Halle. id. ' afgh. si Tedeschi dicono R-m. 1 1 . ' id. ' (gr. ' nord) roc (dial. bal. sara in- verno szdlias ' freddo ' ecc). \pv?JM blucha id. ' spaltan fendere ecc). Mailand ma Livomo.) ecc. bal. e iiieno che mai ad afiferniare che risalga a un' eta proto-iranica. Nell'afghano. e reso specialmente benenierito rotacistici. ai. rayl " egli grida latrare ecc). mar'ta' ' uorno.:o<. Weimar.). Vediamo allora che cosa ci dicono in proposito le lingue neo-iraniche. nello stato presente delle nostie cognizioDi. vUna blush ant. loielm * nl'k ' lit. runag ?.

Incerti sono lau ' * raccolta ' dire. colare.16*. 32 e 45. Iftr p. Iftx ecc). xxiii. LmuU. jafra Anclie il neo-persiano risponde quasi sempre con Z. in determinate combinazioni tbneticlie ^nel svoltosi gruppo col da fr : juhl juhul id.. 130-133). ' do/uxog ecc). szdlta^ id. W.: [61] O. ' ' braccio ' ' cokhvi) lat. Wisn.) piu di *). ' fre' '.-phil. Cfr. 664 sgg. consideraudoli come parte del patrimonio lessicale indigene. CIABDI-DUPBK il 187 / vocaboli d'origine straniera.'** ' profondo '.). almeno nella il massima parte. b. consnmare stola * : codardo pnUiyag Hag ' ' lasciare '. lois Muce' lat. ecc). parlare ' : cfr. 2) p. Phil. '). dar'f/a(av. mette a e tavdaj riscontro coi corrispondenti sindhi per confermare la sua tesi dell'ori* gine indiana del genuino afghano. (p. u. t. d. robah volpe (arm. lap] lafca liitan fplil.. per lo piu dal persiano {gvadil gare. . Ecco alcuni esempi (gr. pahli co cfr. Gli esempi di ' idg. Afghini$chen (Estr. dug^dn ai. Hubschmann ZDMG. « Akad. dalle .ecc). zufr av. ' t'endere ' ' ecc). passato in r aran (g. dlrghd* ' Iniigo V.] a. ecc. law phi. d. roz 'giorno' (arm.' siiono rappresenta una dd(^ dentale ori^inaria: ai. a. xx. altre lingue. es. rado dall'arabo es. \V. d. CiBUJER LautUhre des BaluH (Estr. mo. las dieci * da$a ai. XIX. Gbiger Etym.). k. 1) pagg. filtrare xliv. s^'pAr ' ' vomere * (ai. giosso lab' labium ecc). 19-20. l(t)»tan ltistan\ lec- ' Come prestiti dall' indiano saranno da considerare. r aU'originario ma non mancano dei di / casi in cui gli risponde con l. garg lupo (gr. phila-s / id. : flit. duhitdr. quei vocaboli cbe Trimfp (ZDMCt. aAttes id. ard ' farina * dAeco ' macino ^. malay '.). sard 'freddo' [agg. casale oppure hi n. si figlia / ' (av. NeJ baluci trova in parole tolte ' da '. kaJk ' villaggio.). iQrya ' 'dilazione' (av. da unire pers. ulna ' ecc. I sono bro ' labbro [paz. spalian lab (lat. Cl.). dalle Abh.imog der ' lungo ' (gi*.

lutum danzare saltare laikan ' ' ags. copertura " del capo.'' 188 SECTION LINGUISTIQUE ' [62] care (gr. P. {got. poiche gli studi granimaticali ed etimologici intorno a questa lingua non sono approfonditi si cosi come il quelli relativi all' indiano. a. Per idg. Idigyti a. ' HouN i Gr. t. E certo che un r mantiene. id. kal 'calvo' ' dti-kulvakul ' \oi^i^\xvq -kfilva-] ' affatto calvo ' ' lat.). a. (ai.). ' pag. jte^. il quale alia sua volta (come in aran a un idg. 263. ' kela palla '] (gr. . ousAog I Abbiamo in qiiesti casi la / oontinuazione del primitivo. Ph. generalmente. t. kdtioan scavare id.) risalirebbe medesimo problema conservazione di prcsentava per 1' in- diano. d.). grillo ' jhillikd jhilti Contro questa etimologie di kuldh e koltdan Pers. >l£//w /. fer. natiche [propriamente rotondita a. del Per il persiano bisogna contentarsi giungere soltaiito a un certo grado di probabilita nelle conclusioni. (gr.t/na ' lat.o) 'versor' ecc). kliuwa chliira 'palla. correre in torn o ecc). indogermanica. anche ammessane pu6 precisare il 1' origine si valore della liquida originaria per mancanza di corrispondenti esempi europei o armeni. I bastano a dimodi r strar ci6 gli esempi sopra citati. 2.s-a/ coscia ' (gr. gomitolo' ecc). cavo ').). ' lingo ecc). e che crediamo parziale aver risolto ammettendo la /. che questi lascia incerto se trat- d' imprestito dall' indiano o di voci onomatopeiche sorte qua e la si indipendentemente. t. ' I. maccbia lat. : iran. anche KZ. ' rdexian saltare lit. 55 aggiunge a questa (a. tisi si dichiara Hubschmann Quanto a zalla zilla. uvXXog id. nhidan ' ' imbrattare ecc)./>iovrdj. lista anche seguenti ' kuldh berretto hulla ' velo. galfi ' guhl " gola ' gula a. I? Ci troviamo di fronte clie ci d' si ecc. inalterato nel caso di r --- neo-persiano. xxxii. ' Xvdgov ' lordnra. Stud. vuoto. calldan 'andare' (ai. oppure un svoltosi da un anteriore drd al r. gHiila ' ' ').^ curvo (gr. . 582 zalla zilla ' sg. non pu6 osservare che. . Utcan (lat. mantello (ted. * id. hohl " : cfr. calvzis). Per quelle idg.

j. t'ormare re?.). Bisognerebbe provare che si ha / da r anche nel caso di r originario. e kalily kvldy [accanto a karnkar k'urokar] ' ' cornacchia ' (gr. es.. ecc. marka confine. n/. rnm ' 'qiiiete* (got. cioe da r/. Soltanto in certe combinazioDi fonetiche * * : ha /. marz tratto ' (lat. zar vecchio (gr. fortkf'/n ecc. vurt guado lit szirdh cuore mvl vitio (ai. j?t// ponte ''av. . si yegcov ecc. paese di con- ecc. dgvio. f/ilah lagnanza (av. Koga^ * corvo * lat.). il tenia di perfetto bitrd. duxtar ' ' figlia (arm. e li^ttniy che a e tale dialetto spettino lab^ nlfixtan ecc: ma una pura supposizione. a. tutti i P. * aquila aro ' (gr. dil 'cuore' (a v.(68] G. a. corvus comix). ^vyarijQ lit. a W. ecc. '). non corroborata da nessun argomento solido.(e lo stesso dicasi di veibi la ooi ' rndice esce in r jiote rifotrpiarsi sul tenia di prt'gcnte Itar portare '. erHis ant. id. lit. soror ecc. CIABDI-DL'PBfc 189 r 81 possono ricordare tp^QO ecc. p^%i^ guado hu-pdr'diri provveduta d' un buon guado a. ma Non rientrano. Nulla impedisce di suppoire che in qualavesse il che altro dialetto passaggio in di r in / anche in altre posizioni. mrdvikfi vite. 68. t. rz p.. eryr got. V'e uva'). * ' '. luttr gr.. ecc. t. lit. in cni il passaggio di si ' rz in non ' si verifica: altrimenti '.). purtam j^flhar * doraando sorella poxco *porcMco] a.. ' uccello si.). \ kr'mi-f kinnfiU' ecc. in questa categoria -f~ i caai in coi la conservazione di r dentale pu6 spiegarsi per eatensioue analogica. * cimbr. ara * t. orlM aquila ' ecc). il / persiano letterario. ). non spiegbedi rebbero ard paese fine ' farina sard * treddo ' '. fra quelli clie hanno concorso * ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' . (joi'^za'te 'si lamenta tuttavia qualche dialetto. i seguenti ' : haram * io porto * (gr. zdr^dn 'col cuore' a. e magari qualunque posizione. * kirm ' ' verme \\iit.. Come esempl di questo / si citano invero fduh a. ' margo si got. rimis ' rimti ' calmarsi * 'ar. (ai. svdmr- lat. naturalmente.

a. ' d/. fariv ' alno (a. Iftx ecc). II un tema r iranico e attestata dall'atgh. connette col gr. corre accanto a zar e certo che risale a si ammettere un suffisso coQuanto a zal vecchio che ri'. Anche curdo e I'ossetico r V rispecchiauo tanto con /. : KZ. liv 'labbro' ' labium ecc). lift Pott da pre- Jdsti pag. * zampa (got. riibas volpe' ^arm. t. c. a kurmik] 73). e *zarta. zer ' ' oro fru. (arm. es. }£qo>v ecc. XXXVI. denj lungo '. quanto con yur lupo ' indogermanico ' Nel curdo ' abbiamo da una parte ar gola '. 74). neo-persiano h una lingua elementi assai mescolata: in sostanza rappresenta lo svolgimenio del persiano degli Achemenidi. ruxs luce id. ' . flary modo ' nell'ossetico: ary valore ' ' (gr. ' farina '. che 1. normale la conservazione del Alia medesima conclusione sembra portarci I'esame del curdo e deH'ossetico — i due linguaggi deU'estremo il occidente iranico piu scarso e — ma / qui materiale etimologico e il meno p. sopra). ma contiene (cfr. che in una parte dei fosse dialetti rappresenta ti dal moderno persiano primitivo I. pugno ' kulaku JusTi Ktird. (lat. E dunque possibile. versare ' : Il kim 'verso' citato ' piovere ru. I e rientra quindi tra gli esempi di improbabile r + dentale e per Ualay kulay non ' e una spiegazione simile (basta minciante per dentale). pag.190 SECTION LINGUISTIQUE si [64] aluh spiega facilmente da *ardu-fya. ' gula ecc). diversa HubschmAnn 168). o.(HIibschmann 170). rjeru ' sicuro. gola (lat.la cui esistenza nelzor.). lepa lapk sl.cpEtv ' meritare. Alio stesso gio. ' e dal- I'altra kdlmek [accanto id. guadagnare ' ecc). '. ant. ' lungo qfir * (v. aAues di fronte a 1 . Gramm. ' felawa ' salots lice lat. ly'ti iv). flache Hand ' ' lett. (lit. presuppongono una base c. '. 'j. se non pro- babile. lofa lapa zampa Justi ' ' .

il quale pu6 prendersi per tipo dei liuguaggi die mutano / in r. z/iM erba * (lat. dan^ got. L'oss. »tffr. banno la medesima caratteri- spettano alle regioni limitrote nir India vcdica si cosi die pu6 parlare d'una zona rotacistica abbrac- . yfjQvg ' voce ' ant. anzi uu' ipotesi di tal il un nesso acconcia a spiegare tatto della continuita geografica il dei territori indiani ed iranici in cui rifica. regione contigua all' Iran.. pen*.) p^/ 'ponte* [accanto a deve essere tolto da qualcbe dialetto persiano. * (gr. Si tratta senza dubbio di divergenze dialet* tali. stab Stella* (ai. jtqo] oss. ' Aeljrcj lascio * Mid *treddo* ' fsost. irl. * zaza fv) n. tenomeno si ve- Neirindia invero abbiamo veduto che spetta alia occidentale. stairrni ecc). ne pu6 tiirsi risalire a un periodo proto-indoiranico.. il Insomnia nelT iranico predomina rotacismo. per8.. e modernamente il baluci e Tafgbano. il vedico. nia piuttosto sembra avvalorare. CIARDI-DUPRK ' 191 ecc. esser successo in come vedemmo rio indiano.] KtUta* freddo ' |agg.]. Di * / idg. tra il Con ci6 tuttavia non e escluso cbo genere sembra rotacismo indiano e quelle iranico possa esistere storico. r ' si banno hit- RcarRissimi esenip! : curdo fer kaln cornaccbia e dial. /ra gr. ma non mancano le indizt per supporre die in certi dialetti due liquide siano rimaste distinte fino da antico. a.: [65] G.gr. lljtn Muggire (lit. or. II curdo (dial. L' una parte del territo- indagine adunque delle lingue iranicbe passaggio di in r non infirma. che stica. gallus ant. la nostra sentenza secondo la quale il / Don deve considerarsi come una caratteristica gene- rale delle linguo arie. glasft suono ecc. si. ' f/n'r ' gndo ' ' ecc. come nell' Iran Tavestico. quanto col lat. hohs) ecc. qiiUis voce pii6 esser connesso tanto col j9er peVriJ ' ' gr.

TAfghanistan e una porzione notevolissima non ori- deirattuale regno di Persia. nella diversita di costumi che osserva fatti gli abitanti dell' Iran orientale e quelli del nord-ovest. Altertums I 513. 517). in un' epoca nella quale la differenziazione delle varie lingue non era ancora progredita la come troviamo nei tempi il storici. e dalPaltra il Balucistan. che in parte deve attribuire alia diflferenza d. deir ambiente Ed. non siano puramente congetturali. Si pu6 supil porre che fen omen o del rotacismo abbia avuto gine in un determinato punto di quel territorio. non potrebbe anche dipendere in qualche modo da una diversity del snbstrato etnico ? . come una particolarita dialettale. un popolo cui ripugnava dell' pronunzia del Iran L'oscurita che avvolge le condizioni etnogra- pre-ariane India settentrionale e dell' non ci permette di formulare conclusioni che. Insi cotesta diversity. possono fare che delle semplici ipotesi. Meyer Gesch.192 SECTION LINOUISTIQUE [66] ciante da una parte il baciuo dell'Indo. Una conferma ti-a ' di questa supposizione si potrebbe forse vedere si per ci6 che concerne la parte iranica. Ovvero si pu6 ritenere che di fenomeno dipenda da mescolanza di linguaggi cioe. Giuseppe Ciaedi-Ddpre. inclusavi Tantica Perside. che il cambiamento di I in differente origine : r sia avvenuto di * in seguito all' adozione della lingua aria la da parte suono fiche /. Quanto si poi alia maniera di spiegare questo nesso. fisico (cfr. e indi siasi diffuso sempre piu largamente.

Infino questi segni sem- . se ne trovano al- cuni che lianno una somiglianza innegabile con parecchie lettere degli alfabeti antichi piu noti e d' origine africana. quali proven- gono tutti da popoli gia storici. lati. e coucludeva il suo discorso cosi : « Dei segni in- feriori sopra i megaliti e sopra le roccie dei paesi celtici nella Spagna. mal disposti in iscrizioni di o iso- qualche vulta impiegati come motivi ornamen- tazione. valore reale ha potuto attri- buirsi in a questi caratteri ma sembra die noi siamo presenza d' un alt'abeto in via di formazionef antei riore agli alfabeti antichi piu conosciuti. < Non sappiamo qual . alle Canarie. in Africa.INTORNO ALLE ORIGINI DELIA SCRITTUBA LINEARE. I caratteri alfabetiformi dei megaliti e delle roccie sono ancora rozzi. Neir aprile del 1893 Letourneau comiinicava alia Societa antropologica di Parigi alcune sue osservazioni sopra i segni alf'abetiformi incisi nelle pietre dei monu- menti megalitici della Francia e mostrava come molti di quel segni avessero somiglianze coi caratteri detti fenici .

egei. come sepolcri. lo. verso la epoca della Maddalena. sa. in una grotta da lui esplorata molti ciottoli colorati con perossido di ferro e con segni alfabetitormi. scopriva. e sono stati adoperati fino air introdnzione dei metalli in Europa. ve. e conclude « Dallo studio comparative risulta che nove segni grafici del Mas-d'-Azil sono identici coi caratteri del : sillabario cipriotto Ae. Otto Bulletins de la Societ4 d'Anthropologie de Paris. Lo un fatto studio e la esposizione di questa scoperta fatti dallo stesso scopritore sono assai importanti e rivelano degno della maggiore attenzione. ta. pa.194 SECTION LINGUISTIQUE i ' [2] braDO indicare che costruttori dei nostri monumenti megalitici siano venuti da mezzodi e siano apparentati con le razze del uord d' Africa. cioe in epoca cor- rispondente ad un secondo periodo mediano o di transizione fra fine deir il paleolitico e il neolitico europeo. perclie i dolmens hanno avuto origine nei tempi neolitici. » ^ Di cotesti segni alfabetiformi presi da dolmens della Francia. nientre e di gran liinga maggiore a quella attribuita ai caratteri detti fenici. la nomenclatura dei tempi cioe. 1' antichita non e contrastata. e piu sorprendente Ma nna scoperta piu curiosa faceva Piette in un' epoca an cor piu remota di quella dei dolmens e anteriore al neolitico. al sud est della Francia. analoghi a quelli trovati scolpiti sui dolmens. ti. si. a Mas-d'-Azil. secondo la divisione e preistorici francesi. gia in uso nel Mediterraneo prima della cosi detta : scoperta fenicia. Piette medesecondo una comparazione dei segni della gi'otta di Mas-d'-Azil coi caratteri cipriotti ed simo lo segnala. 1 1 . Paris 1893. mo.

' Etudes d'ethnographif prrhisioriquf. e prima a Creta e poi in altre localita deir Egeo. (^fr. Ritrovando negli alt'abeti cipriotto ed egeo o nella Minore prima della guen-a troiana dei caratteri asiliani. London. Journal of Hellenic Studieu XIV. 106. fig.' nel e si confrontano poi. Evans come micenei o egei Di fatti in naturalmente prefenici. Paris 18H7. la scrittura in nso nei paesi dei Pirinei. le ipotesi espresse da Piette intorno aH'origine dei segni alfabetiformi. per ora. Ibimdkku Petric. Jjondon 189(J. anteriore alia nota scrittura I'enicia o co- jiosciuta come fenicia. Lt» OaUUt colorih du Maih18B6 con atlante separate. » Lasciando f'uori. Alcuni de' segni trovati incisi su vasi di creta e raccolti da Morgan. solo la scrittura nidimenil tale del Mas-d'-Azil e ^ stata. con orientale quegli altri scoperti Mediterraneo da A. 195 segni di cui alcuni sono cipriotti.[8] O. BEIUil asiliari. importante e anche a mostrare come molti di siffatti segni siano recentemente rinvenuti nel neolitico egiziano. d'-Azil. prenentano pietre di delle Mas-d'-Azil. nno studio importante ^ Evans aveva dimostrato 1' esistenza di una scrittura con caratteri lineari nel Mediterraneo. ' Primitive Pictogiaphs aud Prae-FhaeHicima Script jrom vol. Infine molte anticlic iscrizioni del- r Asia Minore. 538-48. Nagadu and Iiaka$. si lia fondamento di pen* sare alle invasioni da occidente ad oriente banno porBcrittura in uso deir Asia tato in queste regioni. ( >re/«. Pag. pa- trimonio comune del littorale del Mediterraneo e delle rive deir Arcipelago. * Rechtrche» tur Vorifjint de VEgypU. specialmente caratteri eguali a quelli della Troade. VII. In L'Anthropologie. 18i>4. . in epoca anticliissima. sulle quali ritorner6. ai tempi preistorici. fanno parte deir alfabeU) egeo.

aU'Egitto preistorico o libico Libia. ritiene appunto piu Ma di noi possiamo estendere la si coniparazione quanto ha fatto Evans. che libico.. Difatti nelle piccole tavolette di avorio deil'Egitto preistorico. I i . egea e scoperti libica. fig. 1897. quelli dei '"* trovansi segni pert'ettamente di identici a dolmens e ad alcuni che Mas-d'-Azil. Analoga convergenza si e evi- dente neH'alfabeto delle Canarie. * XVII.' 196 SECTION LINGUISTIQUE [4] In altro scritto piu recente lo stesso ingegnoso autore ha diniostrato la convergenza della scrittura cre- tese ed egea con la egiziana preistorica neolitica. cioe ai segni alfabetiformi di od alia stessa e del Mas-d'-Azil dolmens europei. e scoperta a Bakas. 167. pag. come da lui e denominata. Dk Morgan. la quale coni- prende 1' alfabeto libico. Siflatti segni si trovano egualmente nella in certi tu- betti di terra o argilla. 550-55. 1897. mostra anche la conseguenza della scrittura cretese ed col egea. a Kahun e altrove. quarta citta * Further discovries of Cretan and Aegean Script with Libyan and Proto-eyyptian Comparisons. o egitto-libica. Ma e neppur qui di si ferma Evans nella sua comparastirpe zione: convinto che gli Egiziani preistorici Ibssero Libii perci6 quella medesima che ha popolato il r Africa ad occidente dell'Egitto. segni sono come iden- anche e tici facile di avvertire altri alia scrittura cretese. protoegiziana con questa oggi riconosciuta nelle iscrizioni libiche nome di tifinagh. che e limit ato al Medi- terraneo. dove si sono vedute stazioni preistoriche del suolo egiziano. ad Abydos. Op. con la cana- riense. cit. compreso Sahara. Journal ut. a Nagada.

Analoghe forme divamente in Italia. di scrittura. comparare questi segni con di quelli dei caratteri piu antichi. monete se Cartagine ' e oosi via. da lui detti sigle e creduti puri segni di fabbrica. che sono piu remoti. * Arii Cfr. univei*8ale nei Mediterraneo e altrove. 1898. 216. ed ho espresso nione che mi pareva essere forme di scrittura. come Etruschi e quelli trovati misteriosa stela scoperta si ultimamente al i Poro romano. 18 dang Cancien monde. Chi voglia. la 47. lo ho raccolto e riunito cotesti segni. Pag. Vedere specialmente AetM du Xir^ Congrit Um OrUMmliMet. e Jtalici. incisi sulla si vogliano comparare gli caratteri. Gozzadini incisi tra- segni da lui trovati nei vasi di terra cotta del sepolcreto di Villanova e altrove nei liolo- gnese. Essai sur propagation de I'alphabtt ph/nicien le t«vole. e la memoria speciale fig.[5] 6. e oosi ripetuti come ' nelle tavolette di avorio egiziane sopra noUite. Ilios di Schliemann. Paris 1872. iscrizioni di Mesa. come scrisse in i altro luogo ho mostrato. Torino. avra a confermare nei concetto che caratteri detti fenici non siano che una derivaziono fin di quei segni alfabetiformi apparsi * dall'epoca preistoSatcb salU Cfr. per la somiglianza che hanno con la scrittura in seguito deno- minata fenicia e chiamata difatti. trovera non dir6 somiglianza. scrittura cipriotta ed Del resto contemporaDea alia trovasi egea quella sjiarsa nei segni di vasi ed altri oggetti di argilla nella Troade e in molte delle tante citta troiane. ma identita di forma. ' Lbnormamt. arcaici. secondo la e la forma I'opi- composizione piu complessa. — Tom* III - (8^ Putto) . cipriotti. 8ERGI 197 troiana. di scrittura appariscono piu tar- cio^ ' nella prima etii del t'erro. o i medesimamente. fenici.

BuHUNiLL. e parmi sieno sufficiente indizio le iscrizioni rupestri della Liguria. Atti cit. debbano ritrovare le origini pittografiche e simboliche. Ita- liano. come hanno nei ogni parte del * mondo e nei popoli anticbi e moderni primitivi. Le di incisioni preistoriche sulle roccie di Fontanalha. Rupe AW acquasanta nel ligure). Cfr. Picture -tvriting of the American Washington 1793. Ne differenti sono iscrizioni * Cfr. 1898. Id.198 SECTION LINGUISTIQUE [6] rica in Africa. e cosi da rendeiii piu polo che accett6 piu comunicabili : ciassun po- tatto trovato utile. modified probale bilmente a suo modo forme della scrittura. naturali. Atti cit. le quali oggi appariscono ditierenti d'origine. . Paletnol. G. la bella opera Indians. 10th Report of the Bureau of Ethnology. I Fenici. utensili. ' Makeuy. 1899 Iscrizioni scoperte Finalese. la quale facilmente pub si intra- vedere nelle pittografie e nei in siniboli. non lecero che sistemare facili e il segni conosciuti e gia indicanti caratteri fonetici. di cui 1' origine e 1' epoca sono ignote. si avvede subito che quivi sono rap- presentati strumenti. ^ Ne diverso e il significato di si alcune iscrizioni di segni al- dei dolmens. Atti 1899 — — IssEL. — Id. Chi osserva bene. e ridurli di nuinero. mentre in altre iscrizioni sono rappresentati animali e uomini in vari atteggiamenti. in differente disposizione mani e e piedi umani ed altre figure di significazione le sculture le ignota. dove spesso vedono invece fabetiformi. se iurono tenici colore cbe diffusero Talfai beto. forme di ascie primitive. nel Mediterraneo e nell'Europa occidentale. Ma dei caratteri alfabetiformi bisogna ricercare si un' origine piu antica. sono apparsi i Cosi mi pare che nelle regioni dove si segni alfabetiformi di cui ho parlato. Soc. linguistica scienze incisa Uenova 1897 (Apennino Bull.

cit. epoca cio6 anteriore al neo* litici). XV. e tormarono I'alfabeto da cui discesero tutti gli altri altabeti europei e alcuni asiatici. qnindi. I'uso * dei segni di scritsi tura neirAtVica e nell'Europa. sopray- e poi sinibolico. e cosi antico ehe gia forme determinate lineari. ' Cfr. SER6I m Iia trovate 8opra roccie della Svizzera. XXI. vissero lino alia sistemazione definiva avvenuta nel Me- diterraneo. oltre banno le pittografiche fin dall'epoca doUa Maddalena. la cui epooa non e deterniinata ne lacilo a determinare. Sergi. vol. f. Vorhistorische Sculpturandruch in Canton iValiis (Schweiz). 279-l»4.(7J G. pag. EvanH mostrato come anclie neU'epoca niicenea. troppo nnmerosi da prin- cipio. Alcuni di questi segni. XXIV. ma invece erano £ antichissimo. i se^^ni simbolici e pittografici non erano corapletamente eliminati. pag.. clie probabilmente avevano carattere pittografico alcuni per6. quando erano in uso i segni linear! della scrittura pref'enicia. Bauer. 135 op. A. turono lentamente eliminati. col passaggio air alfabeto tbnetico . Archiv Anthrop. 91-45.. altri. pag. G. . adoperati nello stesso tempo. 375-77.

« .

Sen&pe and their Le- gends. Chief extant tribes. of course sharing the territory in most places with many other generally hostile races. * For a general p. for the purpose of the present paper to mention the chief tribes which are yet in existence. It is necessary.' Beginning at The Crees or K^nishteno who occupy to-day nearly the same territory as they did the north these are : two hundred years ago. . e. clasfliAcation. In the middle north-west and west. — It is not possible in the present state of our knowledge to attempt to trace the origin of the Algic peoples. g. see BriDton. In the teenth centnrv of this era. the vast region about Hudson's Bay. man}' tribes speaking dialects of this stock ranged from Newfoundland and Labrador on the north to the Savannah river on the south. . however. when the Algic racies were at the summit of their prosperity.11.THE INFLEXION OF THE SUBSTANTIVE IK THB ALGONQUIN LANGUAGES Comparatively little is now left of the once widely six- extended Algonquin family of languages.

. of the Delaware nation or Lenni Lendpe whose three chief sub-tribes. any those of pronunciation. See Brinton. at rate. pp. Me. Que. Omamiicissis- niniwak and Olishioagamik.^ and the Montagnais of Labrador. The same Penobscots. and in Ontario. Abenakis and Penobscots speak practically the two scarcely diflerentiated dialects of the old Abenaki language preserved to us in Rale's famous Dictionnary (1689-1723). In eastern Quebec. Unamis and Unalakhiigos. S. The nucleus of the former clan and most of the latter at Oldtown. There are also in Indian Territory. A. are the [2] Ojibwes with » whom of Lac must be des classified the so-called « Algonquins deux Montagnes. New Jersey and Delaware. a few remnants. cit. ' now This tribe is called by the whiles by the name appropi'iate to the entire race. It differs considerably from the Abenaki-Penobscot language which the Passamaquoddies do not understand. The Micmacs of Eastern Quebec. on the Delaware river. These Indians term themselves Otanak. The diflerences between Abenaki and Penobscot are chiefly language. we find the Abenakis.202 still SECTION LINGUISTIQUE in their ancient seats. Passama-quodchies fMilicetes) and Micmacs. all of whom or. the Minsis. The Passamaquoddy-Milicete idiom is still spoken by some eight hundred souls in Eastern Maine and New Brunswick. Nova Scotia and Newfoundland speak resides at Pierreville. To avoid confusion in the present article the name « Algonquin » will always appear in quotation points when it refers to this * clan especially.. Que. Maine and New Brunswick. " were former!}' so powerful These people and kindred clans were at one time the dominant race in what is now Pennsylvania. 36 ff. op. are linguistically very closely allied. U.

the Peigans and the Bloods. liams. by the R. Chiefly from the works of Eliot (Indian cf. that the was more thickly populated with in the Algonquin farthest ' tribes than the central west and that west we find practically only one represenQrammar) and WilLanguage of America ». are the Blackfeet. Eastern Origin.(31 J. while the original nucleus of each tribe was probrelationship. — eastern atlantic coast The fact. g. however. observations of similar ramifications and emigrations of savage peoples elsewhere go to show that. divided into tliree bands. & R. It is of course not possible to show that the tribes were all of purely Algic blood. Origin of the Algic Races. Finally. the latter's « Key into the don. demonstrates this beyond question. 1643 (reprinted Providence. ' and vocabulary of the dialects among themselves. botli as to structure ably Algic. DYNELEY all 906 a dialect different to those of their neighbours. so-called Irom the colour of their mocassins. as the various nations developed their into contact strength in different territories and came by conquest with alien races. Lon1827. to — We are in a position all know a great extinct deal of the languages of these peoples and also something of the tongue of three of now races. viz. L Historical . I.. R. I. Society). in the far west. the Pequot« Mohicans) Conn. a great admixture of blood must have taken place. The evident of Mass. and the Massachusetts and Narragansett peoples There can be little doubt that all tlie Algic idioms branched oft' at some ver>' remote period from one common central language. e. even of those tribes which were geographically most remote from each other. Blackfeet proper. Indeed.

common linguistic stock. dialects chosen to illustrate the treatment of the substantive are. If used by selves. although. liave been constantly working westward. driving both Blackfeet and Dacotahs before came from the east arid the Ojibwes them. the Blackfeet know that they and Crees. and secondly. the Delaware. fers owing long geographical isolation. as will be readily seen from subsequent examples. we take all into consideration also the common designation Wapanakhki 'land of the east' which was the eastern Algic tribes to denote them- we find an additional confirmation of the theory that the primaeval geographic centre was somewhere in the north-east or east. The traditions of the more western tribes seem to point to this also. — « Algonquin because. the Cree and Ojibwe. — The ». — The chief object of the following paper to set forth as concisely as possible the peculiarities of the inflexion of the substantive in . the itself name would not be a conclusive chosen for proof.204 SECTION LINGUJSTIQUE [4] tative of the clans. examples from are cited only where the points of contact are especially striking. according to their ownlore. Dialects Illustration. Abenaki Penobscot and. Aim of the is Work. the Blackfeet seems to indicate that the prehistoric nucleus of the race came from the east. Thus. its considerably it from fellow dialects. first. Passamaquoddy with occasional references to the Micmac and extinct Massachusetts and Narragansett classified all of which may be the dif- as forming a distinct sub-group. As to Blackfoot. of course. these are a sub-group by themselves presenting the most archaic forms of modern Algic speech.

A. 8ci. Grammaire de la langae algonquine. Que. D. Wilson. 8e»-877. Lexiqne de la Montreal. Cincinnati. the Sen&pe & their Language. House and Horden. transl. q. this g. pp. connexion. Grammar. xi. Soo.' The student must not forget that there are many the Abenaki. (S. have made use of the l. Grammar and Dictionary of the Blackfoot Lan1827. Grammars of Cree. but rarely grammatically from each other. Diet. Ojibw^. r>. . S. «2. In connexion with any errors which trate the wonderfully close relationship between all the may appear. who too often are men of no phi loinThe material for this treatise has been writer's personal oral investigations in drawn from the and Passamaquoddy dialects and from the standard works on the Cree.. Zeisberger's Delaware langue algonquine. Caoq. Sebastian Basles (R&le). «. Abenaki « third chief » resident at Pierreville. ciety. Duponceau Trans. Philoe. of the Otchipwe Language.Penobscot dialects of each of these last named languages widely differing phonetically. the notation of the various Indian I €. and short. by P. Tims. the Ojebway Language. R.! [5] J. Laurent. a. Canada. 1889). Amer. Italian i. So- Abnaki Language by Fr. DYXELEY 906 illus- the chief living Algic languages and by so doing to idioms. 1886. J. 18&3. Toronto 1874^. pp. 1884. * in e. Baraga. London. on Passamaquoddy Literature. Memories S. 1885. Philos. C. Amer. Abenakis and English Dialogues. P. o. words vowels. Quebec. Delaware and Blackfeet idioms. e. also in this Cf. 479-4i»5 Annals N. Tlie ones used here are the most known and the most characteristic Notation. Dictionary of the guage Trans. firinton. < Algonquin ». 1891). . Acad. — In paper long <?. XXXVI. it remembered that this is an attempt in a comparatively untried philological field where the student must depend very largely on data supplied by should be other observers gical training. Prince. (Pichering's £dition) and Jos.

something like German ch in Ich. thus. short fi. Alg. It has been replaced by -n. t in Czech and j is usually a somewhat sharper sound. like French j p. agma- agrtma. verging more towards ch than Eng. The consonants should be ' pro- nounced exactly as in English with the following exception is : hard as in like to be pronounced in 'jour' . Indeterminates. /. t are voiceless tennes like the sharp Pj k. The combination the has a very peculiar sound. ' bfit ' . Kh is Germ. adjectives or verbs. nh . '.206 SECTION LINGUISTIQUE [6] ' The character a should be pronounced aw as in Eng\ I employ to indicate a very The apostrophe law '. ch in ach. the root kishki ' From this we have such verbs as kishki-nlke he cuts his arm'. in the cut '. Kw represents the hard kivu syllable. j. to be learned only from mouth of a g is native. sound followed by an almost imperceptible It is a peculiarly Algic combination. — Generally speaking distinctively nominal or verbal roots do not exist in Algic speech. The Greek rough breathing in ach. -1 in all modern idioms except Montagnais and one dir The consonant existed in old alect of Cree. « To illustrate this. not Abenaki and some dialects of Delaware. and s as in hiss the French nasal n z get ' ' ' . The initial w represents a peculiar whisthing voweld eii-efi found only in some dialects.. shorter than in the Eng. » language. ' represents a soft guttural or voice-stop. let us ' take for ex. All the original stems are really « indeterminates » which may be treated indifferentl}^ as nouns. kishkikwe 'he cuts his head and such nouns as kishkakwanjigan ' 4 4 .

son ' ningwisis * my son'. —hikan paia'k-hikan ' gun '. -igan pAshkiz—igan ' pashkizig-e ' OjiBWE -uin : lapu-n-tvin 'truth'. Pass. — Penobscot. paxhkizig-e 'he shoots'. = Micmac. —igun pnshkiz-igun 'gun'. izinikazo ' he has a name he shoots '. how nouns of different kinds are formed from indeterminate stems in the various idioms. kishkashkizikan 'grasK-cut prairie* On the other hand. sataginno ' he is just '. = Cree.' ^ [7] J. Mi. Del. The following abbreviations should be noted.=: modern Abenaki. = Delaware. pain'k-ammen ' he shoots '. Cbee: -^cin laptr^-trin ' truth ' ' . which seem to depend on *kuis * purely nominal stems . {apire 'he speaks truly'. . =: Passamaquoddy. Pen. -higan pask-higan 'gun * ' . Abenaki: —onhgan-uonhgaii sasaginno—ironhgan 'justice'. » Oj. The following table comparatively by means of two of the most important terminations the abstract and instrumental. *. lapvii-o '. 0. = Blackfoot. Delaware: —dgaTij —icdgan wnlamoe-ivfigan 'truth'. pask-ha! ' fire! Cr. -ikun paskiz-ikun « gun > : cf. = old Abenaki.. ' he speaks truly '. *os and n-os will illustrate 'my father'. wulamoei'l 'truly'. » = « Algonquin. Be. ' .A. A. = Ojib\ve. DYNELEY 207 *wood cut by moo8e\ etx. Algonquin ' —win izinikazo-ivin name gun '. « Alg. notably the nouns of relationship. paxkizik-^o he shoots. there are a few wordfl. of. M.

In general we may state that the following classes of * Eeally «King James. sufiixing ^ ' done by simply prefixing word. word nbesk-ha gun ' . depends on the Indians' habit life. in the differ- ent idioms and can be mastered onlj^ by practice. of the plural of nouns. Even in the verbs. Pass. are distinguished primarily by the termination other inflexion and in these languages. — As in Asiatic and Eu- ropean agglutinative languages. kinchemustmltim thy king- dom '. gender based on sex has no place in the scheme of Algic grammar. many names of really inanimate objects are treated they were animates. their influence extends also to is all really the fundamental principle The that as if irregularity which at once confronts us here. Cf. ' . however. Queen Animates and Inanimates.to this is differentiate between a male and female. it is < impossible to distinguish ». '. as will be seen subsequently. g. noble are classified into two divisions which were originally based in the animate or inanimate character of the noun in question. ' Thus MA. e. between he » and « she AVhen or it becomes necessar}. ' I fire '. but.208 SECTION LINGUISTIQUE [8J Passamaquoddy -vdg'n kHus-v'cig'n -Jng'n pask-hgign ' ' : vkHos. . — All Algic substantives called. of personifv^ng certain things without ity a peculiar- which varies considerably. Lack of sexual gender. kinjames some determining kinjames-iskiva King ' . » as he was the first king with * whom the Abenakis had close relations. These classes sometimes and ignoble.

cancer. viokdsmk) 'eiirs'. ancient use and ornaments utensils ct*. ' 1. names of edible ' particular berries may nuk. onhfjem snowshoe but BI. they are inan. moon. Pass. but the ending ot in- animates shows some differentiation. » and Oj. But cf. 5. Or.[9] J. DYNELEY aoe actually inanimate objects are treated as animates in some dialects. and Mi. In Bl. ' aples-akj Bl. but in Del.A. nails.A. • ' ix. pp. both -1 and -a. Besides these tive general classes there are cases . Cr. Some ct'. Some vegetables. /.' etc. A few members of the human . has -ica. aftdmj inanimate. Thus. while Bl. ' M. easily be known in all pi. aym. but in M. Mi- chael Charles 0' Brieu on the substantive in O. trhittairak M. moccasins < but alter nouns ending in -k.A. inikU ' bend \ 3. or inan. the names of a few diseases sucli as 'boil.A. ' Oj. be an. berries and articles of* food. body.A. A. iu Maine Hist. The 2. Alg.) kisona ' we In find -a. usam^ Oj. many apparently sporadic thus. ' cf. Animates may by the pi. the excellent and exhaustive article by the Very Rev. inan.. and some materials tor tlie viffiram and canoe. chietiy in M. konhjoicak 'veins.A m'kiizak. if generally an. stars and months articles of dress in in all tlie lan- guages. mfit/ziynk (Mass. 4. MA. has-to TNarr. . sata whortle-berry. the ending is --». Del. minish-a 'berries* (Mass. wart' are of the animate gender or class. In Del.. sun. Cr. Certain domeetio Cr. nuj*). in Cree (and old Mss. Soc Pubblications. the berry is : cf. ./ M.A. truitn. in O. 201-294. ' '. mishi-mt' M. the dialects termination -k {-g. — ' Cf. apus tuminumic apples M. wlnos-ak onions '. and Pass. Pass. -or).A. In Cr.

ing in pure ' mukuk-un box '. hkl-n 'earth'. tcttk ' pi. ending is most commonly -wuk. e) Nouns in -sh. shonia-n an. » okima—k silver Oj.A. A. -t and —ic take —ak. M. ep\l b. M. — e. imdup-in in'dup-al M. -n (-r). ' Also in -m. -r. —n. » Kinebik-ok 'snake'. how- more complicated. ab'miji-yuk 'child'. . Tliej^ may be stated for both an. -k. the an. and inan. sata-l whortle-berry rules are * * '. pikwaih-ian 'skin of an animal'.210 SECTION LINGUISTIQUE [10] -dsh.A. iu V -</. ski- dapyik 'men' •-xouk. head but Nouns in -It take -iak^ -ian. -o. or -g take —ik. simply ever. -VI. -/. -i. mistik-wuk " ' trees ' ' but after we find -uk. shingub-ik 'fir-tree'. skidap-yik ' man '. '.A. ' kizik-on day . « Alg.A. Oj. peskfittim-took ' pol- lock-iish ' Pass. cf. —il. epijk (^/=:j). M. « Alg. in Cr. * we note that the connecting vowel. chalgus-yil 'ears'. aplcs-ak apPass. Oj. Pass. end' tree -A:. Nouns in M. —in. « Alg. or mugdlip^ caribon \ . » uagosh-ak 'fox'. bj p take Alg. cf. anibish-an 'leaf. Thus.A. or S may tabe -yil. -ash. not knaag -{j)ik ' clerk '. as follows: a) Nouns ending in —a. -ass). mitig-uk pabadegw-ok 'hail'. depends entirely on the character of the noun termination. -j^' In examining both the an.. '. minisino-k 'warrior'. usawonhgamak-il —ik. p'hanem-ok ' woman t.. and inan. the Alg. ^ d) ' ' In 0. —an. cf.A. and after an and M. c) Nouns ending 'alder'. ' in 2. » ikiwenzih-iak 'old man'. e. Oj. In « children » -a vowel. owashish-uk -k.ik 'elm'. « strait » '. « Alg. Pequot. mitikwab-in 'bow'. cf. 'woman'. ' ' . cf. -yik. -on.g. (-g^ -X) and the inan. sobagw-ol 'sea*. -z^ take -ok. nouns ending in p. take —k and —n respectively for chief. % presents an exception here cf. '. b) Nouns ending pata-k 'tart'. anib. -sh cf*. —s. Oj.

as in all -m. g. always -x after a vowel and ats(tt*i-x ' -iv after a consonant. In Bl. The sibilant elements in Black- and Narragansett are clearly a Pronominal Prefixes. The exclusive include everyone. So tar am aware. -un.J [11 J. endings. Was -r or it originally simply a final vowel as in Cree -a -/. winomini-ash 'grapes*. as I -a«A. . pis. 1) erring '. un- doubtedly the most important feature of substantives is in the inflexion their combination with the pronouns to denote the possessive relations. okewis-nk'. may the e. or was this vowel connected with a consonant -ts (sh). in the extinct class seems to have a parallel pi. it Narra- gansett inan. wikhmvi-un is ct'. now in arises as to the primitive form of the inan. > and foot Oj. adbimen-al cherry. e. From c which we may this conclude resembled the final -w first in French. and from branched forth -r and -/ respect- ively in other dialects. houfie *. to discord. ' glove *.. the other dialects of which is we know? The probability that it was primitively so nasal consothis coupled with a distinctively inanimate fit nant which some dialects saw nasal. lodge This peculiar sibilant ending of the inan. of. ' find here -uk. inan. The very interesting question pi. Algic speech. the an. — After the pi. In Oj. i. totally distinct de- velopement. save the pei'son addressed . pi. came probably pure -?» as in Alg. — It will be observed at once first that all the languages have two p. DYNBLEY we ' 211 pie*. pi. 'ball'. First person plural. ending is -i»^ -sts or utt. pokun-ix moifU-t$ The '. an exclusive and an inclusive. appears in no living dialect save the Blacktbot.

'' ' ' 212 SECTION LINGUISTIQUE [12] speaker and a third person or several third persons. Cree Gr. As will appear from the following table the pronouns are essentially tlie same in all the Algic diand thou. and Del. nlla^ kila « Alg. ' he. 2-3). Narr.. nllanan kllanau kllaicau ' we we jou they mnauint kinaivint " kinmcd mlawafi * wlnawa Abenaki. or at any rate ignored. she. * I and he. [ and you'. I and they '. Cree.. nitha. e. in' cludes or may I include the person addressed. kilwauonhk w^ira. by the ancient grammarians in Mass. auc. 'I\ ' thou ' kin mla incl. g. pp.Oj. Curiously enough this perfectly patent fact was overlooked. ua niluna kiluna a(fma niuna kiuna kirna. I . it' ' win excl. niod. while the inclusive pi. ni ki 7iia kia nika (nikama). nln » . Delaware. kiluwd nekamaica affmovonhk * Dialectically nina^ niya. alects. nira (Hofden.

) ia-am ' tliat one ' . respectively are the or o. ' appears in the possessive inflexion of the noun. - 'low* III - Ql^* YmtMm) U . tondaka 'where*.' 113] J. the Pass. Del. koekuj demonstr. are equally capable of being prefixed to substantives to denote the possessive and It to verbs to express conjugational modifications. 2 and 3d pp. Abn.A. the o element of 3d p. 'something'. force (seen in represented by a demonstrative noun (nikama. ' the ' his ' hetng expressed by the infix ~im. wliich appear demonstrative elements which are practically identical in all the languages. ' Del. rr. See below Acua tfM p. ne*tunan kettunan kestdan ostdauai ro(>t« klluau neg'mmb Tliere can be n^g'mafi no doubt that the primitive of the w. inseparable above to espress the »e» parate personal noun or pronoun prefixed to certain tr. DYNKLBY DYNELBY Ml. Pass. (o) These inseparable prefix relations. M. ending -m. ag'ma. Z//"*« Confrt* Am OrUnMUlM. Abenaki.. ni. and the in -ma which probably appears < Alg. ntUL Vtum. p. nel. * which is a combination of kagiri etc. is and Mi. i-ivi inanimate). nek. i^LACK FOOT nett6a kestda ostdi 319 Pask. tlie In these four idioms. (atna 'where' and in 'this one'. o-om. liowever. pi. ?i. na he lovea his 214. f'-. ni ' tliat '. Del. » a-am (anim. that ' ' nit ' that ' pi. ne.) ne^ an element -ka of similar 'what'. the separate pro- noun of the 3d the demonstr. Mi. kckw-se. mt/ik. kj 1. nikt. nWl. A-. Pass. nhguwi) na. Abu. ml kil nin kin 7il'gum n^gfim nib in kllnn nlnen klnen kllaii. that ill will be noticed Del.

ni-sakih—aii—wuk ki—saklh—au—icn k nit—iJbski'k—wuk kit-uski'k-u'uk sakih-im-eo ot—uskVk—ua nit-uskik-onan—uk kit-uskik -onau—uk kit—uski'k—ou'au—uk ni-sakih—anan—uk ki-sakih—anan-an—n k ki-sakih-owau—uk sakih—im—eicu k ot-uski'^k-ouau-a ' Algonquin '-0 jib we. ni—nijanis ki-nijanis o-^iijanis—an o-saki—an ni-saki—anan ki-saki-anan ni—nijanis—inan ki-nijanis-ina n ki-sahi-awa ki—nijanis-iua o-saki-awan o-nijanis—iuan 1 .214 SECTION LINGUISTIQUE [14] The following diagram verbs will illustrate the use of the pronominal prefixes in seven languages with both and nouns showing the close affinity in the treat- ment of both in Algic speech. ' I love my kettles ' etc. Cbbe. ni-sakih—au ki—sakih—au I love my father ' etc. oiaivi—ivau—a pi. ni-saki—a ki-saki—a ' I love my child ' etc. n—otawi k—otawi sakih-im-eo otawi—a ni-sakih—anan ki—sakih—ananau ki-sakih-owau sakih—im—eu'uk n-otawi—nan k-otaivi—nau k-otaivi—wa^i .

his pig or ' their pig their pig' o-ktUcush-iwan. L lovo my children ' etc. Oj. it is ' always -an. ni-8dki-ak ki-sakl-ak ni—nijanis-ak kj-nijan i*-ak o—saki—a v-nijanis-a ni-saki—anan-ik ki-saki-ananki-saki—aicak ik ni-nijnnU-inanik ki-n ijanis-inanik ki-nijani»-iu'ak o-saki—atra ' o-nijanU-Ura Delavvake. . noun. In the ' ' same way -iwa becomes -iwan o-kukush-an in Oj. In Oj. ' I love my fatlioi-s ' etc. Thus. as -a when used with a ' pi. sfx. ii-6k/i Wd-ahoalan w*d-ahoala)rall k-6kh dkh-vall n'd-ahoalanin a nCkh-ena k-okJir-ena k*d—ahoalanina k^d-ahoalaneiro }r*d-ahoalau'aualL k-6kh-uira 6kh-iiwau'aU or ic'd-ahoalairak pi. » we find the 3d p. DYNfiLEY ' 215 pi. ag.1151 J. n*d—aho(jdanik k'd—aJioalanik n-6kh-ak k-6kli-ak ir*d-ahoalawatraU 6kh—ihrairaU n^d—ahoalaninatrak k'd-alioala—nin auak u'd-ahoala—d'airall n-6kJi-cnaua k-vkh-enana 6kh-ii ivaivatrail * Note that in some dialectn of « Alg. iCd-ahoalan • I love my lather * etc.

7ie-^iamiha * I see snow-shoe ned-anhgem ked—anhgem my ' etc. ud-onhgem-oiconh n^namihonhk li*namihonhk n'd-onhgem—ak k'd-onhgem-ak u'namihonhk u'namihonnaicak ud—onhgem—a n'd-onhgem-enawak k'd-onhgem-enatcak k'd-onhgem-ou'onhk k'namihonnawak k'namihoiconhk unamifioironhk ud-onhgem-oiconh % . ' ked-anhgem-ewanh ud-anhgem—ewar I see my snow-shoes ' etc. n'namihon k'namihon iinamilion n'd-onhgem k'd-onhgem ud-onhgem—a n'd—onhgem—ena k'd-onhgem—ena k'd-onhgem-o uonh n'namihonna k^namihonna k'namihovonh u'namihoircynh pi. ke-^namiha ti—namihanhz ud—anhgem—az 7ied—anhgem-ena ne-namihanna ke—namihanna ked—anhgem— ena ke—namihawanh u-namihatcaz pi.216 SECTION LINGUISTIQUE [16] OA. ne—namihanhk ke-namihanhk ned-anhgem— ak ked-anhgem—ak u—namiha ne-namihannatrak ke-namihannairak ke—n am ihuicankk ud-anhgem—a ned—anhgemennawak ked-anhgemennairak ked—anhgemevanhk ud-anhgemeu'a u—namihawa MA.

the contracted prefixes are niis^ no. PA8H.^^. o. n*nimfhnk k*nim(hak n'mitaukirs-uk k'mita?iku's-uk v'*mituka7is unimihak n'nimihanna truk rCmitatikirs—finnw k k'miiaukws-finfiv'uk k'nimihannanuk k'nimihauak k'mitaukirs-'dvok iifmiiauhrs—ftwcU nnimihawa Black foot nii-fi komimmafi 'I love my glove * etc. o<*. kits. ' l^mitauhii-fi w/i n'*mitan ktrg-ii iral I see my fathers * etc. . ^y . rCmitaukv'i k*miiankits v'*mitauhrs*l h'nimiha ir*nimihal n'nimihdnna k*nimih(hina n*mitanhr-^n k*fntfauhr-8*n k'nimihdna fmimihdu'dl pi. and M.[17] J. to illustrate bow very slightly the modem language has deviated from the ancient form. ki. DYNELEY 217 The above paradi^i is ^iven in both O. nij «-.d«iMrh»»' kit-v kom immafi V komimmi-u-aie nit—vJcoviimmu-na7i kit—n komimmti-nan n-otsetsi-nan k-otsetsi-nfm kit-ukomimmafi—aii k-otseUi-oau otseUi-oaiau ukomimmi—au-aie ' Atsetgi * ^love \ In Bl.A.. n*niin(ha * I see my father * etc.A. noiseisi kdtsetsi otseisi „. Ao. k.

rules should The following phonetic all tlie be noted in dialects. int-uski'k ' my kettle ' » ' nind-abwi m}^ paddle ' Del. Thus. m'huk. take the pron. inanimate. » ni—sakiton—an ni—masinaigann' namiton—al nd~an-ikhigan—al an 'I 'I love my books'. The here clearly presupposes an inherent however. SECTION LINGUISTIQUE ' [18] I love my balls ' etc. my dog / Pass. ' Abn. Abn. n-otawi.A. nt-dgweden my canoe This peculiarity applies also in Abenaki with cf. nd-a'poanum '. It should be noted also that in some idioms nouns denoting a part of the body and ' ' m drop the m after the prefix. nfich. Thus. after the ' pronominal « Thus. K'd^—lonhdira-onhgan ' thy language / Pass. M. nd-alemos '. '. my bread. prefix. etc. Alg. but n'haga my body Pass. nit-vkom immai-an kil-uhomimmai-ai'i n-opunix k-opunix opunix nkomimmi-u-aie nit-fdxomimftvanian n-opv n-inanix k-opun—innnix kit-ukomimnnanian kit—v komimmaft —ax—au k-opun-oau—ix opun—oai—au—ix ukomimmi—au—ax It will be observed from the above that the verb its agrees witli object is and number. the ending of the verb must object in class « If the also be inanimate. Mi my father '. Certain nouns of relationship. Thus. m'haga. * « Alg. but beginning with . or d (Bl. » n-os. ' usually inserted Or. KH' ladivewdg'n thy language '. see my books'. even though they may begin with a vowel. t When ts) the noun begins witli a vowel. prefix directly. is a dental Alg. Cr. initial vowel. to ' nouns beginning '.218 pi. .

o' his sin ' « Alg. as -ar. them as follows g. We may may 2. thy. his book *. Del w^dAppoanum his bread ' M. Cf. omits the ther '. » as-aw. m- ' entirely. in Cr. DYNELEY In BL.thus. » ot-abni his paddle ' '. hiH hoase \ . Nominative. while Pass. 0. 4. '. trW-avighig'ji his In all the Algic idioms. The • M. as '. from that of prefix. but nigtruu mother For the 3dp. These are : 6. third 3d p. n'wigwAmt l^mtyvSm^ iitoigwum my. ttigufimy but nigtcam ' my house Pass.A. ' . of the Hd p. M. as -o. uigwuns. however. in -/. Cr.A. some of which casetabulate are similar to. A) those which 1. prefixes a. Vocative. Sur-obviative. my O. or accus.A. Alg. Thus. > ttyich- but nich-inini * my ' : fellow * man ?/*. Besides these there are B) six other modification of a different character which may b^ termed accidents. nouns beginning with « tt drop inini. 219 k'kukek ' in thy body '.' but natsikin 'my moccasin'. book fifi-anikJiigan '. be termeti Obviative. this consonant atler the ' prefix. In most of the dialects. o or words beginning witli w. other ' nouns be^inninf? with m follow this rule: matsikfn moocamn. A. and Pass. '.in ' atrigirnm his * house his *. in O. retains the w ' after the prefixes. in animates only which has the o V) but does not take the ending which appears sing.A. in « the Alg. cases are five in number. . 3. Locative. as -a and muchilohimou'in ' in Del. vigutistl mo- The inflexion of inanimates diflei*s in the 3dp. modification in languages. the substantive is capable of undergoing certain changes of form. but not precisely identical with other e.Ui^J J. or the so-ealled 6. Pass.A.

The Obviative is a form of accusative which appears only when the noun is in connexion.220 SECTION LINGUISTIQUE 7. pron. they all say 'the Indian his house' cf. he loves a '^ child or children pi. '. anamihanhr aremvs—ar aremus-a pi. osaki—an nbenujiyun. Pass. 1. with the 2. v'nimihal he see the horse w^ nimihak ha-aso pi. and Mi. Sakiheo owashisha ' . love a child. a usage which does not appear in Abenaki. Pass. ' they see the horses '. noun. use the demostr. Del.A. 10. M. with the pronominal prefixes. pi. 9. I may Alg. Oj. from wliicli all tlie other modifications are made. as in the following three instances a) : AVhen it is the object of a transitive verb in ' the 3d p. osaki— osaki—awa nijanis—a. he" sent the angel amemensall he loved the children '. The nom. A. pi. The Obviative appears when noun is con- nected with the 3d p. unamihon alemos-a and ginchinnap enchel-all v'Uahol-awak ha-as-v'ul * ' ' ' unamihaira ' alemos-a. Bl. » osaki—an nijanis-an. " * he sees a ' dog. The genitive relation is expressed in all tlie the Indian's dialects by simple position. ot-owashish-a . state that Cr. The Dabitative or Suppositive and 11. Cr. is the simplest tbrni of the simple possessive suffix-m. Thus. The Past. OA. or children pi.. '. MA. this will be readily seen in the alles given above of the subst. 8. ' nan-nu-yi-u-ai e ponokomi' tai—i (from ponokomita 6) horse ') he sees the horse tlje '. » Oj. « In this connexion. aivan nbenujiyun. nnamihaiva they see dogs. Bl. [20] The Diminutive-Derogatory. or pi. Alg. for house'. The Future. and Del. as a definite article. The Interrogative. " Alnoba mcigwom. sing. Cr. prefix o {v^\ sing. Thus. Thus. « They pi. sakihewuk otvashisha Cf. 3d p.

-an. died for the Indian. the n. O. * Otishkau in front p. > the ending is -w. The vowel used pi. * frnii- lonhn alnonhba-a awikhigaa He *. C. -vr and ». Azi ninilan ha-as-trul skidap-gil John gives the horse to the ilijil ' man to Asel puhuchigil *. nitftnna c) '' -u inv dau^liter ' but otfnmi' his daughter*. ata& 'in front 'V)uk termination 3<1. -in. In M. ian and iran according to the character of the final syllable of the noun. iiUiiruk commodi or incotnmndi). Alg. o is lengthened in tone. It has otlen al- most a dative force Tlius. » o-nijanis-an ' his child Not© that ends in Bl. In O. of'. and pi. leaving the simple vowel -a in both sing. case for animate 8ul>- may -a then be formulated as follows: In Cr. (either dat. the consonantal in is termination < was simply omitted. in the obv. The Obviative frequently denotes the indirect obiect or the subject of a passive verb. pi. -ar. DYNELEY *. i. M. pL. the ending -r which would naturally have become-/ has disappeared entirely. ' Kulzincw ' Kutta-vtinhkaniJia afi-tvuk Jesus-a All people shall stand before Jesus ogenibotmviln ' Oj.(211 J. « Al^. -i appears only when the noun thus.A. they \ . 391 etc. termination identical with that pre- ceding the ending. noxhrir- the angel came a virgin The stantives rule to form the obv. and pi. as in ceding vowel Alg. -on. the ending was « -?•. a. gives tlie Indian a book *. Or.A. In of. the ending is for both sing.A. obv. pi.A. > and O.A.. before the sing. Pas. Au-sfi Jesus Christ anishinfiben ' J. ' kapo 'stand'. poireMt'. In « Alg. the obv. ahrizdananhr sawangan nn- mesar ' the eagle swoops down upon a '' fish '.consonant is To form dropped and the prein the obv.

ihiva about to be discussed. even if the verb TIius. cf. book *. Ni-milan is masinaikun-iliu. -o' fort the pi. while in shiddp- it is-/ (gil-^vul after -s. and.. inanimates have no distinctive form. we note a distinct obv. not in the 3d ^ Cr. Thus kirapahum nipiliu he dips up water This termination must by no means be confused with the inan. and the characterIt vowel of the obv. sing. Sing. -p) for the sing. will be noted that in obv. I give him a '. e. the direct object. ha-as-icul) and-z'. Like animates they take this mark only when connected with a verb in the 3d p. obv. more % . one direct and the second indirect. liowever. dis- case for inanimates. tlie cliaracteristic termin- ation indicating the third 3d p. pesekui unemauinal is ' liis only son '.. in sentence. the original -r appears as -/ in the sing. In every dialect save Cr. cf. or. This not the case. sur-obviatinguishing ' '. if it is an inan. but the context of the sentences prevents any in confusion meaning. istic The -/ is simply dropped liere is. inan. is is usually in the p. q. ending. In the : pi. termination. skicMpi\ ha- as-o'. ' cf. (cf. is sometimes called tlie double possessive case. nouns generally take —lii't [—ilin) when governed by a transitive verb in the 3d p. tive ending -iliu pi. In Del. in I the other dialects. ' however. In Cr however. ending is these dialects save Bl. Ti'milonhn awossis 3) give him a child The Sur-obviative. after a verb. ki- oshi'tafi nisho wunihikkana be noted in this made two traps connexion that when in Cr.222 SECTION LINGUISTIQUE [22] Pass. gil^ -I for both sing. the sing. the conpi. pi. an. he '. in Cr. noun. practically identical with the inan. all retained. It should the verb has two objects. nouns do not take the Obv. sonantal ending Pass.

and < Al^. Alg. we in may assert tliat as long as the Sur-obv.Ivra Jam-a imhh-ilina 'Mary has taken Jane's child. for the above sentence. Cr. It exists only in Cr.' but o-sakihani ohrsis-ini 'he person's. or. Pon osiikihan okirisis-au 'Paul loves that the owni is son. cf. e. son. mentionod aboveX . DYXELEY properly. q. lif/ alone here also however. Mary ki otine.. obv. of. Alg. «7/V' (not to be contused but pi. > - Qj. however. used well. ending Cree is -liva (i liva) for both sing. exists only with an. the following oi-owash- combinations. understood his . « in all the languages save Cree the Obv.' It will loves his (another be noticed verb affected by the. * Oj. Cr. Mnry ki otiminfo Jane-avtvashimish-iliira or simply Mary ki oiinfio Jane-a ot-onashimish-ilina. in using a different ending for the Sur-obv. While in Cr. in Cree in such sentences as his son dead * we find ot-anis-a o-kods -a -nipi- liva. pi Kutta-kiskinhe « ohilmiiwCo will teach ot-owashishinush-iliera * children's children. It will be observed that the anim. the second direct object of a verb in the 3d p. and pi. is any part or clause of a sentence. condition just as it is ' by the is Obv.128J J.Peter's sister. '' > Mishen osaiensan owi-viti-kemani Pien ot-awfima-ni Micliners grandson will marrj. » and Oj of inanimates as sing. Sur obv. nouns. We * find in such Ben- t^ncos as the following: Cr.* In genera). and has been it quite lost in the otiier idioms. The Sur-obviative always least. we find the Sur-obv. Sakih-im-fo ot-ant$a iliva * okon^ * he loves his daughter's son ot-ouashinush-a his . this will will suffice. at presupposes » a preceding Obv. « follows an Obv. with the inan. stands Alg. nwap^mnn o- intiLimfigun-ini 'he sees the man's wife'. Cf. Sur-obv. Thus.

going to Locality my * house*. Cr. a. ' I am '. into. n . inan. M. used instead. to. Mummcila nikagi ' itotan utmci-ivikumik-ok. lost at probable that the Sur-obv. was either never developed in these some prehistoric date. as the more ancient forms of them show no traces of it. • nd-elosanji molian '1 shall go to Montreal'. cit. Brinton.' ic^nimi'ha okivisH ' he sees the man's It is e:^tremely where the Obv. exist at all. rCmajehap'n negnnk Del. and add -m. as above. * « Alg. Those invited icigtv6m-uk. A. in. is may Cr. 'I to the weddto the ind feast'. As Dative. okosisa pi. " languages or was ' of which * are expressed in the verb itself. 4) The Locative occurs in all the dialects and denotes the place where. p. in Alg. I go to Toronto ' Del. out of.. Sur-obv. M. pi. Cf. able to go to the * trading-post sliall ' . the Sur-obv. under and through. be deduced from the -iliira for an. In for -ini^ add ili?i. Thus. rCpaion b) ' came house ' . . unamihon alnoba—a vmamon—a skidap—gil is Pass. away his The rule for forming the Sur-obv. on. Abn.' with verbs of motion. most from. 224 SECTION LINGUISTIQUE [24] -ihiva. fUnami) Elend-pannik wifa ' pungeirinulatpvd gannUng. « and » -iliva . does not Cf. Thus. some verbs of going do not require that the name of cf. Al^. and Pass. * Pass. as the an. with the meanings to. Toronto— ing niwiiza. In Del. omasinaihan « -ihiva ' liis son's book (books) '. nouns -oni and in Oj.. at. loc. -niy —ini. son. the place shall be loc. I shall » not be -Oj. he said to (Unami) vtellawall c) trtallocacanung In his servants MA. pi. > Pon. Cr. sing. 82. omdkamani ot-osan ot-akik-oni 'Paul takes father's kettle '. A. as follows. tlie same ilift.

'. A. like Kakaking inicej 'he cries a crow* . Tondaka najiKUmtf Odonak where is he from? The city*. according to the termination of the noun. d) 'from. n-otatri o-clilmanU-ik my father is ia liis canoe (anotlier persona '. . presege ergirfik as large as a pigeon '. mikiiramik ' in the tent If the is noun already ends ' . . (Unamij Sasktrilumang ' Sakimanep oten-ink * ' he in was chief at Susquehanna the town M. : rules for the formation of the Locative — ' In Cree. A.1. ikireng izilio *lie is dressed like ' a woman*. Oj. Cr. the sfx. U. where do you come from? Montreal? M. In U. ' be i» in town. naftdosa HgwOmuk. it is -k with essentially the same vowel as the plural. ' lu these two phrases the idea woji/-. The general are as follows cf. Pass. A. In Alg. ' an 'in meaning Alg. the termina- modern Pen. A.(251 . DYXELKY ' 235 at. MinHi . the guise of. ftdnin odanak * . and Micmae.* In Oj. in . it is found by adding uski'kok -ik. Mi. » sucli a» '. Sibaige 'at Pleasant Point but in tlie modern A. it is -ng -^ik) Alg. except where it is necessary to differentiate the Lowas '). Ki « chikumek in the sea*. is -ng^ -ing^ ong. S. nojinodaha irigwdnik ' come out of the house ' *. Bastonenang In < in the U. -A' -ge (cf. > and tion connecting vowel is practically identical with that of the plural ending.' out of * Pass. « Alg. . * The Locative ending can adverbial relationship < also serve to express like '. in -k as uski'k kettle '. -nang. -ok added » in the kettle*. vigvavik 'at the liouse*. and -k only * if the noun ends in a vowel. * from ' is really exprciuied by tho verbal particle waji'. Del. the and Del. » Andi irejipaietj f Moniang ' ^ Pass. Names * of places especially take -nang cf. Thus.

will is « then that the sign of the {-ng. As an example of the method of affixing the Locative case ending to a noun with pronominal possessive suffixes. pipon-ong 'last winter'. '. M. morning It ' Eskitpfikek ' M. but nzasis-ek It ' cU my uncle's should be noted here that U. Tagiiongni-ga to-morrow morning be observed -k. Pass. pe'nem-inek 'among women' is seen also in modern Pen. uesp/kiciicik . and Del. appus-ikenk 'on the trees'. plural. Pass. PASS. the plural termination -inek which I find only Mary. Cf. A^ onhbaksi- (jam-ikok 'in the tents' Pass. is. [20] cative from the an. have a Locative plural termination cf. M. nzasis -ak 'my uncles'. pe^mo—inek and mechinangan—inek 'among the dead'. winter '. 'yesterday ' . next autumn Mi. '. and . Locative -nk) in essentially » becoming nasalized Alg. A. In U. This nasalization in I . ndene -ikvk 'in the towns'. A. A. A. A. -Oj. ' nigwam—ek kigwam-ek in my house ' ntol—uk ' in my canoe ' Utol—uk loHol—nk ntolnok k'tolnok a-ivigu'dm-ek nigu'dmni(k kigudmnitk kigivdmwanhk a-wigwdmiianlik k'tokrak id'tolwak There « is also a locative usage employed pipon to denote past or present time in such words as nibin 'summer' Alg.22fi SECTION LINGUISTIQUE cf. » nibin-ong ' last summer ' ' ' . A. we may compare the following pain the Itail radigms : 0. -ikok {-ikfik) : U.

M. and Bl. Cr. Del. as it often ' is to-day ' in M. -enk. Kilutca Kisgumonigck nidombamtok ' ye vipers and '. auanhsis-tokf Pass. sfx. 0. -a. 0. I have come from Elbon River ' where mut means ' from A form ot Vocative sing. nihillal-ienk our Lord '! The ' endings are Alg. musemi 'grand father'. pi. M. mkqut 'in iieaven* (Eliot*^ but Mohican Pequot Svkkuck with -k oi* which would appear to be rather a modification -k than of -uk^ -ug.» -Oj. » n-os-e'my father'. -c. Alg. generally however. Pass. A. is original I find no trace of a Locative. abenfiji-iritok In Del. The Voc.. and we find it denoted by the o trash ish-itok. This relation itok/t-itanpiu ' expressed by prepositional particles prefixed to the verb. -a (cf..[27) J. of. > nijanis-itokf M. (-utnk). the voc. pi. tlio iiible) Loc. mitankgwi father '. we find. a later modification. occurs in some of the languages. In Cr. ple pi. 0. ningtris-e ' *my son '. the cognate -iritnk. -toky -itok. A. n-iga my mother ter of ' from which and Del. the latused only when coupled with the pro'. mistsis itvkh he sits upon the ni-mdt-oto wood ' where etc. however. mok'iistsis *. in only a few nouns of relationship. in cf. In Bl. from musemis. A. by. is expressed in « all the di- alects except Del. 6) means ' on * . nigatves) is ' -/. A. '. however. -an. n-6kh-a 'my father*. From ' mitanhgues.. Del. ». In Old Momh. nihillul-an ' Lord « '.. nidomUik or my friends . -euk are not confined nouns of relationship. trasis-tok *o children!' and in o children Oj. nominal prefix to our In Del. A.. Alg. -tuk^ < Thus. of « Alg. DYNELEY 297 all probability. Thus. was denoted by the sim' '. ending -/. A. -an.. A.

B. cf. nekama. isktrashish girl '. f as many may probably exist*). -om occurs seen in all the dialects save Bl. » m. and nouns in ' « Alg. nd-a-as-om. in the ending -m (-^na) as 3d p. ned-aremns-em my dog cow'. With tliis termin- 1 . Its usage differs in the various cf. The true Du- bitative force of -tok has been lost in the other idioms. Nin ku- knsh-im achpoan 'my ' ' pig* nin-kukush-iminan 'our pig'. '. M. negum menp. *. ' Cr. itok. ishrfi woman '. in Cr. Ni-mistik-om my stich nit—oicash—im—ish my ter- child In the former case the plural pronominal minations follow the particle: Cree ni-ivaskahikimiminon 'our house'. Del. ' my horse nd-a-as-om'n 7) our horse The diminutive ' exists in all the Algic tongues. It was probably originally identical with the demonstr.' 338 SECTION LINGUISTIQUE I [28] am « inclined to identity the Voc. however. pronoun Del. nkaoz-em 'my rikaoztm-na ' our cow ' *. ned-aremfts-ene 'our dog'. ending with Thus. dialects and ' must be ' learned by practice ' Cr. *. A. « Alg. Pass. -atok which appears in verbs in Alg.-ive. Its force is simply that of a strengthen er of the posses. In the other languages the form practically the is same as in Cr. ' bread nd-a 'poanum '. » Oj. All the modifications just discussed partake of the nature of case inflexion in other languages. tioned above 213. nidombam-tok really means of you as my tiiends. The fol- lowing endings.. Pass. 6) The possessive suffix -m. cannot thus be classified and must be treaded of separately as accidents peculiar to the Algic substantives. a. pi. ' my bread ' n' a'poa- num-ene our bread U. 'my chief*. A. nind-okimaminan 'our chief. » nind-okimam Oj. -im. ' the Dubitative -tok.

< Alg. etc. and always ' a derogatory' ' sense. etc. wagosk-ens « ' fox '. 2. nouns ending minutive -715 -m. -sh. except tliat in -aw. (/. however. shishib it is duck shishib islu In most of the dialects possible to double the diminutive ending to denote either a greater dimi- nutive sense or a double derogatory meaning. ptiss okos kitten '. mitiknab-ins 'bow'. '. Oj. tlie vowel is almost the same in Alg.and diminutive. -sis. The ending is also -s but combined with a vowel and the nasal -w according to the termination of the noun: « Alg. which « » in « Alg. cat ' from pzo Del. okhke^tii < 'girl'. -sis. -chick. Pass sis. ak4-kn-un last three accidents 'girl*. > okima-ns 'chief. or okhks-chich from nkhken woman In Alg. ' There are diminutive terminations. A. becames -wish osh after in Oj. -u tor nouns * ending axe'. ake 'woman'. has * in Alg. sis. DYXELKY ation shish should be coinparud U. fi^ as temahigan-i*^ is uk-firy little fisisy nouns whose plural -sis tor aguitC nfins little cause nouns in a consonant mtnaftbe- 818 'little ' man'.. » and Oj. the plural. a vowel. ' dear little child': < Alg. —/tl. ' -tit. are often both derogatory. X//"** Congrit du OrinOmtUlm. etc. t » Oj. -v take ens and nouns di- in -^ns take -ish. etc. - Toom 111 — {V ParOt) Ift . The Actf dtt partake more of the na- ture of verbal inflexion than of nominal moditication. always has the vowel of the The after ending tisually -is/t. Pass. In Oj. girl '. * in a consonant or for '. ' also M. » ctbiru nice little paddle'. I no ending cognate with ' -is.. In the other languages also -is. ashj isk. tind In Bl. on the other hand. » as that of the plural termination. A. manito God ' manitosh. anasis 'child' aicasis shish ' cf.[29] J. as may be seen from sucli words as puss oat '. noxkitAM^ pit- 8hv6-8i8 * but in Pass. -s. osh after » and k. sometimes -if as p'2o-A$ wild-cat * .

nos-iban 'my dead is father'. -opun nfiira cf. that in Algic speech there is no real distinction between nominal and verbal treatment. but above when in an exclamation. M Thus. A. In Pass. This ending used when a deceased person ItJ spoken of whon? the is speaker had known.. may be made a verb and many verbal parts may become substantives. This distinction only as when the noun stands in consecution. ' I ntmap^n of had [sd. In the « Alg. -bim form appears with verbs ' pipoon . the -ban. n'namito-b saw'. person long dead bly have known. but ni—mishomis—iban I my . find ni-mishomis. -Oj. It will tlieretbre not appear surprising that nouns are otten looked upon as being in the past. the difference between a living and deceased person is frequently expressed by a curious variation of tone. [pipoon it is winter ha-as ' Pass. The noun and verb have the same pro-^ nominal prefixes and suffixes and are subject to the It same and place.igoban '. however. Any noun. cf. -ogoban\ I cf. particularly we find a near and remote past is the former —ban [-iban. grand father Cr.. ') who whom knew onlj' ' '. J . 8) The past of nonus appears most prominently » in « Alg.. » dialect state. and Pass. rules of time future and dubitative or suppositive states. therefore. allusion the form made to a whom we the speaker could not possi-goban^ -i(/oban. The form for Marl— ban Mary " who is is dead'. * ' it was winter have ' . 'my grand ' father whom never is knew dead. ' mj' grand father (living)' ' is while 'my not dead grand father observed would be expressed by saising is the tone of the last syllable. however. In Cr. a horse M. —oban) . 230 SECTION LINGUISTIQUE [SOJ must be remembered. cf.

will as K'iuikhumtd-ch sepaunu ' I write to ' apch I will you to-morrow or K'fuikhumul sepaunu In Cr. ' my dead father *. appears only in « Alg. same phenomenon also observed in Pass. * my dead -^a. the write you to-morrow again *. as mokhumsum-ga ancestoi*s 9) In Del. has a)so a distinctive past stat« for noans. more correctly I the Suppositive stat« which. inan. fatlier * niben-e last summer g. A. both of wliich are used sing. {81] J.. -tsi kci-i)zem—ga the to the noun or particle instead ' of to the verb . cf. A. Its charaoteristio . DYNELEY 381 0. The pi. cow I had etc. with both animates and ' inanimates. we find the original -a. a past state 'n' affixes the e. cf. M. ' . This . nouns and in -e for inan. This -ga appcare also in Del. and M. nib' na 'last summer* . nouns only. ' ending -ga to nouns to denote ' g. A. -e changed to M. the of. or. » with nouns. NaranhUiani-ga In one of the old Norrid^ewalks*. so far as can judge. Molian-ji nd-elosan Mnlian nd-elosan-ji thus * . yfma it ililin ka tnkoshik the Indian (ch) who will is come but has not the force of -ji which purely a sign of the future. nibfm 'last summer^ * The M. and e. (but Pass. cf. the sign ot the future -ji chi) is moveable and may be appended (0. suffixes -jmn are used in both sing. nviitonhgves-ga '. relative particle kr- is used invariably with the ' tiiture verb. A. nan-ch rCdelUin I shall be is ' or simply u'dellsin-ch. A. exclusively for an. '. 10) Perhaps the all is variation of the most interesting substantival Dubitative. nmitonhgwe$-a '. Main Sospp-iskul'-pan 'Mary tlie who was wife of Josepli '. A. pbona 'last winter*. the endings for which are -a. I sliall go to Montreal* or ' Del.

'. -essa. . nind-avemar-tok ni-vasister bama-tok it is probably In Cr. 232 SECTION LINGUISTIQUE is [32] 81^ Avill the suffix plur. ashai koskosito'. nouns. -assa. cf. I . -ussa. '. the ending seems Oj imla'. n'traIn Bl. A. « 227). » state which appears most prominently ? ? * Alg. does not occur -assa. A. masinaikun. and Bl. -itok. was he your chief ? ending in M. The characteristic sign of this is -oxka-. confined exclusively to the verb. Cr. airikhigan wiiat book the inteiTogative . A. -toli. M. mrenen anishinabe—nen * which man cf. A. however. such It is as ke sanhgemanhica-assa f the regular * Imperf. sign is -ats The J Dyneley Prince Ph. s'miise^tuk they are coming along a dubitative they say) I should mention that O'Brien there was p. noxkakumo- meiukki perhaps I love '. my Oj. D. 11) Finally. Keko etc. Kagni Bl. -atok which I identify with the voc. which may be cognate with the Subj. The following examples » illustrate its * use. in RS-le except in distinctively ' verbal combinations. -issa. This form does not . M. A. past sign in 0. the characteristic ending of which -nen cf. (p. whom ' I see ' inan.' . ? ' . ni—chimdr—itok ni—vahandan —atok it is probably my canoe which kenuk ' I see'. cit. kit-ai-tappo-ats f did you go there'. Alg. j6n6n-aza is that I might have Dubitative not a cognate with the above forms ' cf. sign is not cognate with ' -nen ending ct. -aza. interr. ve- konen nipi-nen what in sort of water '. the . they * are probably awake by now (so (loc. subj. I should mention the existence of in is an « interr. 287) believes past in O. seem to be used In this the other idioms ' Cr. with the term This.

les peintures represen- Les vases du Di pylon dont du cadavre et le cortege tnn^bre. paix.LE FKEMIHR REGIT DE L\ MOKT DES PIIETENHANTS ET SES TRACES DANS L'ODYSSEE (Od. 12G8. qui j'ai sont en relation avec le sujet de la note que I'illustre Thon- compagnie. et rhistoriographe ath^ ni^n ajoute que ses concitoyens f'urent les premiers & cette habitude et ik circuler sans amies Je publierai bientOt dans primitif et sur sa duree. p. * Polit. II 8. XVI 218-298 xix 9-13y Thucvdide ' et Aristote '^ ra con tent tons deux que dans les temps anciens les Hellenes portaient leur ar- mes meme en temps de abandonuer dans la ville. permettez moi de Vous indiquer deux des neur de presenter a tent I'exposition resultats de cette ^tude. les Sitzungberichte de I'Acad^mie de Munich une etude d^taillee sur cet usage En attendant. au plus tard. prouvent que vers la fin du 9°"* si^le. arines tombait riiabitude de porter toujours les d6jk en d^su^tude a Athenes. • 11 rt^sulte d'autres indices I. 40. . b.

nous pouvons en confa9on conventionnolle clure qu'ils le decrivaient d'une d'aprfes les anciennes donnees. les * I'epee ne les quitte guere. 145. le homerique commenpait a port des armes etait generalement r^pandu chez les Grecs de I'Asie Mineure. A I'epoque ou I'^popee se developper. Od. 697.234 SECTION GRfeCE ET ORIENTE les Corinthiens. [2] que les les Me^ariens. (Od. Od. \es Messeniens et Chalcidiehs d'Eubee abandonnerent cette coutume pendant la premiere moitie du 8"® siecle au plus tard. ' * OJ. I 190. Pour cela on consi- d^rait la lance et I'epee ou au moins I'epee indispensables k I'appareil des hommes. car. n . XVI 281-298): Toi eQEco. On pent prouver que poetes de I'epo- p6e plus recente vivaient a une epoque ou cet usage primitif etait deja abandonne.^ chez ® eux et dans les maisons de leurs amis. 127. XXII 74. II 10: XVII 62. ' La plus ancienne mention de I'usage primitif se trowve //. En public^ heros sont armes de la lance et de I'epee. oh d'ivl (pQsol dAAo de ojTjroTS ^dAleo ofjOiv uev jto^. XX 126. 79. • XVIII 3. 698. 219.vfiovAog ivl (pQSol drpei lidtp>rj. lorsque le r^cit est quelque peu d^taille. Outre cela nous le rencontrons dans la meme epopee II 46. Bien peu de passages trahissent la coutume ftouvelle de se presenter desarme. et le plus les souvent dans ces dernieres. XXI 119. le discours Un de ces passages est fils dans lequel Ulysse des les recommande a son ch^es aux parois du d'eloigner armes atta- megaron^ pour mettre hors de la portee des pretendants a I'heure de la vengeance. 101. 210. 194. IV308. il en est question dans ses parties les plus anciennes ^ comme dans les plus re- cents. 431.

Jlgog d'iTi Kui rode jtiij /ttet^ov ivl <pQ€oi Of/ice K(/oyic^y. XIX 10: jtpbz o'stt x«l to^s juiCov 74. nooov jTVQttg 11k€t dfirfiij . ore Ktv oe jutTa/. discours est repet^ dans le XIX livre de rOdyssee (4-13) avec une legere modification du vers XVI (Od. Ulysse sugjj^ere a son fils de dire aux pretendants.KeTai dvdoa Gidtjoog. jrcog otvcji^hnrsg.aKoig ineeooiv jTa(}qmGd(M. igtv OTi'/OftiTeg ev vjulv.ovg TQ0J0i)Te. > Xojfv d^olotoiv dvo qjdoyava nai dvo <^otV>f uaAMJTEEiv ual doid jiodyQia d>g /e^n' i/^odai. Puis vient le r^it ar- indiquant que Ulysse et T^lemaque emportent les mea dans le thalamos. dXkij^. XXII . Partout ailleurs les * pretendants sont r^pr^sent^s eiit arm^s dans * la salle. fia?. Kuraioji^m'i^TE re dfxlra uat fnvijavvv 29:> ' avrui. old JTOTE 2«J0 Tgobjvde kicov uareMurtv '(Jdvonevg. ^Adijyauj ual /iijuEva Zevg. qu'elles avaient ete eloign^es pour les soustraire a raction de la tumee et aussi pour eviter qu'ils se blessassent avec elles les uns les autres dans une querelle apres boire. 291)^ et I'omission des quatres der- XVI 294-298).(j. ydg t'(pt/. 71). » Od.Mboiy noOeovrec. dans le cas ou ils Tinterrogeraient sur I'absence des amies.^Ei llaX?MC. dv ^mdvoavTEc.se rvi refuse^ la Od. 385 nb dV^«ra voffia^. Apres qu'Ulys. ^f^otv hx^t ^i{U»v. Le meme 10 (Odyssee niers vers.m vEvoc) ffCioa jiiiv HKLBIO vol kyio K£(pa/. dAAd HaTijKiOTai.' < hi uaTtvoO lutredriK. inel ovketi toKhv iqtnet. 285 eg uv)^6y oyn/AOO da?Afiov Karadiivm df:ioag Jidvra iLuOSavTUij ftytjorf/oac. Toi ev intyaQoioiv Ugt'/fa reu/to nelrm. iAoijueda'Tovg de KEjrEira ift/.

avant de creuser le sol le sillon de la salle pour y fixer les Laches. Pour comprendre ces contradictions. ils tirent leurs epees du fourreau et se servent des tables en guise de boiicliers. le les croyait armes de leurs second pretexte n'aurait sugg^re a T6l6maque rient eu qu'a se servir par son pere aucune fin raison d'etre: en cas de querelle les pretendants n'au- de leurs propres ep^es. se figurait les pretendants sans armes propres dans la salle du festin. et que cbaque ^rudit impartial doit trouver justes dans les lignes principales. contrairement a ce que nous voyons dans les autres parties de I'epopee. XXI 119.236 SECTION GRECE ET ORIENTE [4] reconciliation proposee par Euiymaque. lutte contre leurs adver- Cela s'entend qu'Ulysse. il faut nous rendre compte de la maniere dont est nee I'Odyssee. Je partage les opinions que dans M. Si le poete qui composa le discours d'Ulysse epees. mais le pofete refere expres- sement que Telemaque. ses de Wilamowitz-Moellendorff a d^veloppees «Homefisclie Untersuclmngen». La du discours contient une autre contradiction. ^ Tout ceci prouve que le poete qui raconta I'enlevement des armes. . telle qu'elle nous est parvenue. depose son ^pee et qu'il la reprend des que commence le combat contre les pretendants. les livres Pour ' qui traitent des ^venements survenus Od. L'Odyssee pil^e telle que nous la possedons a ete comde plusieurs Epopees differentes.431. deguise en mendiant dans n'avait pas d'armes sur lui. Ulysse recommande a Tel^maque de garder deux epees pour leur usage personnel dans la saires.

de la T^l^machie. D'un autre cotd nous savons que le compilateur puisa dans une 6pop^e qui r^latait le meurtre XXII. elle aussi. II ne serait done pas trop tem^raire de supposer quo la version d'apres laquelle Ulysse et Telomaque ^loignent les armes. et a servi de base aux quatre derni^rs r^cit C'est de lui que provient le du nieurtre dea de ces tendants du d'ep^e. et en6n d'une troisi^me ^po* p^e. traitent de Les deux passages qui Tenlevement des armes reposent sur one relation qui diff«6rait du XXII livre par un trait essentiel: les pr^tendant dans le Megaron y sont representes sans armes. pr<^- Odyss^e. mais le n'est pas arrive a celui nous parceque les derniers compilateur I'a remplac^ par il de IVpop^e plus recente et plus faible dont livres.[5] HKLBIG Itliaque. un r6cit du meurtre des il pr^tendants. d'uu potoe qui racontait se comment Ulysse et l^ni^lope reconnurent et dans lequel Ulysse exterminait les pr^tendants aprte 0*dtre entendn avec son eponse. ou Ulysse tuait les pr(^tendant8 avant de s'Mre fait reconnaltre de Penelope. Des vestiges de ce dernier poeme se sont conserves dans le Hvre il XX de notre livres. le «7 iiervi a compilateur s'est Hiirtout de troi»» ^pop^es. nomm^e en second Elle contenait. XXII livre. oO ceux-ci se pr^sentent arrows et la plus po^tique trois La plus ancienne epopees est bien celle que nous avons lieu. provient de cette dernifere 4pop<^e. Le comdes pretendants autrement que dans le livre pilateur aura bien senti la ditTiculte d'insc^rer ce motif . se servit pour L'^sprit si different qui regne dans cliacun de ce» poemes nous donne lieu de croire que les descriptions du meurtre des pretendants devaient diverger consid^ rablement de I'une a Tautre.

Die homerische Odyssee. * irjv. 189 et suiv. qui relatent I'enl^veraent des amies.. est abso- lument inconcevable. p. le a done essaye de mettre en rapport avec situation d^crite dans le livre XXII.n']Tovg jtotI roij^ovg ovde TTYj dome.A" 140 dy£d\ ' vjlUv tevxe' kveiuoi i9coQrj/dFjvai otojuai. ovd' dXm/uov sy/og ^Xsoi&ai. c'est qu'il s'agissait d'un episode qui ^tajt grave dans la memoire la- du peuple et II qu'il etait impossible de I'eliminer.' 238 SECTION GRECE ET ORIENTE S'il I'a fait [6] dans son Odyssee. Kirchlioff a justement reconnu que la con- duit e attribuee par ces vers aux pretendants. ou Melanthios se refere a I'eloignement des amies: [d^. Au commencement Ulysse tue Antinoos d'un trait de Heche. sur quoi les pretensalle. 581 et suiv. iK daXdjuov ivdov ydg. M. Les pretendants croient qu'Ulysse. p. quand epees dont tendants etaient ceints eussent ei6 plus que sul'fisantes? il est clair que le compilateur a intercale ces vers les pour mettre a peu pres a I'unisson le livre deux passages avec precedents. a bien mal reussi. Mais de ce cet essai lui livre. . i . II en est de meme des vers 139-141. Mais s'il s'agissait seulement de punir un mendiant arme simplement d'un arc. 24): jrdvTooe TtaTTualvovre^ evdf. sous ses guenilles de mendiant. XXII. a tue Antinoos par megarde. ovde m] aXXr} cpaidijuiog Tsv/ea uarModrjv Vdvoevg koI * vlog Die Composition der Odyssee. quelle necessite y avait-il de chercher sur les murs de les la salle des les pre- lances ou des boucliers. dants se levent furieux et s'elancent a travers la Puis viennent les vers (23. tout de meme.

^ . Dit hom.[7] HELBIO M. Kirclflioff * a8f» remarque que Tadverbe A«dcw y ent employ^ d'une fa^on contraire A la logique et reconjiait avec raison auHsi dans cen vevA une interpolation mill r^ussie. ol Tj ^d vkv ydfi(^ i} dqjveioO dvdQ(}g jueya dvva. lis auraient ete massacres par Ulysse pendant le t'estin.tth'oio €Qdv(^ ij fuajrivy rt«5^axi«/y. pag. og rig re uathKravE fhOf em qdn'y. XI 411 deiTrviooa.. ou Ulysse tue les pr^tendants avec la connivence de son (Spouse. Si I'epopoe plus ancienne il representait ainsi le meurtre des pretendants.€/[t£(og Hveivowo. qui fut substitute par les vers interpol^s. alors devient tout naturel que I'auteur du XXII * livre ait traits Targument d'une Die Comp. doit avoir ioit une grande impreMion. Je n'oserais decider.. Odyaee p. . La description en corresponderait avec Agamemnon fait dans la premiere Nekyia sassinat et de et suiv. oveg ojg dyoK'tdniTEg. ception originale linissait avec ou H*il con* tenait une autre donnee. Ody. * i'0)/.: celui celle que as- de son de ses camarades (Od. IV 636. Si le mon hypothese est junte. nous aurions par la une id^e de la maniere dont cette ^^poj^ee repr^sentait le nieurtre des prc^tondants. «wt u rvj^vtr Od. * Le vers 711. c'est-&-dire si transport fait par le recit de Tenlc^vement de armes provient de repop(!^e plus ancienne. d. 684 et suiv. 1J>2 et suiv. si ce paHsage dans sa conle vers 139.

Mais ce trouve les une explication diflferentes parfaitement qui vraisemblable dans influencerent la et circonstances poesie poste- epique rieur.240 SECTION GRECE ET ORIENTE le [8] autre maniere et que ference au recules. II est bien probable que les generations posterieures furent clioquees par la brutalite de ce procede. des boucliers. des lances. Outre cela les poetes le plus r^cents consideraient plus de cliquitis d'armes possible recit epique. Cela lui fournissait I'occasion de depeindre une tout temps serie de scenes de combat qui de les appartenaient aux sujets plus goutes de la poesie epique. comme I . regardaient le massacre des jeunes gens sans armes comme une juste punition pour leur conduite criminelle. considere avec raison XVIII 376-379 que M. tandis poete plus recent les fait revenir a d'etre I'lialjitude fait ancienne toujours armes. mais on ne * Un exemple evident de cette tendance est fourni par les vers Od. compilateur ait donne la pre- po^me plus recent. On trouvera etrange que le poete plus ancien tribue aux pretendants la coutume plus recente et que le atles represente non armes dans la maison d'Ulysse. surgit selon toute probabilite dans une periode tres reculee du 8™'' siecle. comme un ^ trait • caract^ristique I'auteur du vrai livre C'est pourquoi du XXII arme les pretendants d'epee et qu'ensuite chez lui Melanthius leur donne des casques. de Wilamowitz interpolee par un poete posterieur. Les Grecs des temps plus avec les id^es apres de justice qui leur etaient propres. dans son developpement anterieur L'epopee ionienne qui contenait le recit perdu du meurtre des pretendants.

lis avaient re^u de leurs predecesseurs un riche appareil de formes sociales tradition nelles. qui 6tait reconnu comme typique et dont ils ne pouvaient s'emanciper ncSc^ssaire- que difficilement. k Corinthe. nous pouvons supposer que ce tot en lonie. vivait dans une epoque recit beaucoup plus recente que meurtre des pretendants. de phrases toutes faites. apr^ quo les Clial- cidiens et les Corintbiens eurent etendu le ooui'S de .[9] HELBIG le 341 peut croire qu'elle pAt avoir 6t6 or^*e avant commen- cement de ce siecle. L'auteur de Tepop^e que le compilateur employa pour les quatre derniers livres. et les qu'en representant pretendants dans la salle d'Ulysse non armes. fait se produisit un peu plus plus rapidefait ou la civilisation avanyait ment que dans les loniens la mere le patrie. k M^gare et en Messc^nie elle tut definitivement abandonnde dans la premiere moiti^ du 8*** siecle au plus tard. il chantait au moment ou activite et la source de la poesie epique etait en pleine il ponvait puiser a pleines mains pour son poeme dans son entourage meme. Cette circonstiince devait ment entraver leur fantaisie et introduire dans leur production un element moins poetique. Si la coutume de port«r toujoura les amies tombait en df^suetude k A thanes vers la fin dn 9"" siecle et si a Ohalkis. Les poetes post^rieurs ne se trouvaient plus dans une position aussi favorable. II vivait. il celui du perdu du trahit une connaissanoe des pays occidentaux qui n'etait gu6re possible que depuis la deuxi^me moitiee du 8"" siecle. son 6poque il se couformait a i'usa^e qui re^nait dans et dans son pays. II est done tout k vraisemblable que po6te crea cette epopee apres que eurent abandonn^ la coutume primitive.

at2 SECTION GRECE ET OEIENTE [10] leur navigation jusqu'aux difficile mers occidentales. de Wilade la deuxieme moitie du mowitz ^ a suppose avec raison que le poete de cette de reculer I'oeuvre epopee et le compilateur vivaient tous deux dans la et mere patrie dans uu centre de civilisation soit chal- cidienne. les grecs avaient abandonne depuis longtemps I'usage de toujours les armes. Od. Wilamowitz. 24-27. 127. . soit corinthienne. Homer ische Untersuchungen. les Corinthiens. 228. I 121. 27. et autant que nous porter le sachions. 70. Tous deux appartenaient a citoyens de tous les etats I'epoque ou les C-lialcidiens. qu'ils le faisaient certainement avec I'intention de don- ner a leur poesie un caractere arcliaique et propre a la grande Epopee. 7™* ^ II serait du compilateur au de la siecle. p. 70. p. ^ M. WilamoAvitz. 4 * p. XX 125. Si * done les poetes les plus recents decrivent avec c'est predilection un usage abandonne depuis longtemps. 145. Malgre cela le poete de livres I'epopee sur laquelle sont bases les 4 derniers Telemaque et les preteudants armes d'^pees dans le Megaron d'Ulysse et le compilateur revient tVequemnient et avec une certaine de rOd5'ssee nous decrit pedanterie a I'usage primitif. Helbig. XVII 62. * ' * Homerische Untersuchungen. p.

dass die in genannten Gelehrten schon uns keiner Weise den von Alten vorgezeigten Factor zur HGlte nelimen. Ramsay und Kretsch- mer leiden an den genieinsamen Grundfehler. von alten zuverliissigon sein zeitgenoss wie Herodot und Eudoxus ausdriicklich bezeugt und von den jetzigen t'eststeliend linguistisclien Ansichten als a priori angenomraen werden muss. niimlich die armenische Sprache.DIE PIIRYGISCIIEN INSCIIHIFTEN. Inschrii- ten oder phrygische AVorte (Verfiuchungs-Forrael die en- vor oinigen Jahrzehnten von Texier und neuerdings von Ramsay in verschiedenen Gegenden des alten Plirvgiens ent- deckt worden. Aber alle diese Versu- che von Lassen und spilter Fick. So dass fiir jeden ernstlichen Erklttmngfsvereuch der genannten phrygischen Insrlirirten eine Vergleich- . '-t-*t^J^<CfS»m»f^-~ Zur Erklarun^ der phrygisch abgefassten thaltenden griecliischen Inscliritten. sind verschiedene Versuche von mehreron Fachraftnnern gemacht worden. Die Verwandtschatl der phr5'gisclien ist Spraclie mit der alton armenischen Scliriflstellern.

karischen Addag) der Vater von OEjuiooog verglichen werden. Sprache 348.244 SECTION GRECE ET ORIENTE in diesen [2] ung des enthaltenen Sprachmaterials mit der armenischen Spracbe niir als unbedingt nothwendig erscheint. ist. Den Text Zeitschrift der ersteren fiihre ich an fiir wie er in Kulm's auf > « Vergleichende Sprachder forschung dem Gebiete s. J . 1) TdxEig. audi die au8 den phrygischen Inschriften * bekannten Personens. der Hellenischen Zeit angehorigen Inschriften. den Kretschmer ^ als kann der Personeneinfachen Lallnamen betrachtet mit dem bekannten karisch-kleinasiatischen und armenischen Personenname Addag (armenisch Aad Oder Tad). Ich beginne mit der aufgefundenen alteren. w. Einleitung in die Geschichte der griech. Vrgl. Diese Vergleichungsmethode vvende ich im vorliegenden Versuche zur Erklarung der plnygischen Erklarung der von Ramsay entdeckten phrygischen Inschriften der romischeu Zeit und korame dann auf die zuerst von Texier Inschriften an. den (den triigt.) Sprachen (Band XXVIII. Tig de Tavrr] dakd. 1 TdvEig irijiupe rov "Anjcovv rov iavr^g dvdga eti t/boa ual xa TEKva juvrj/ui]g x^Qiv nal iamr][v. Indogermanischen u. HEiv uauov 7tQ007ton)oei icaTt]QajLiEvog ijvcj avrog nal xd XEMva avxov ual iu xekvojv xEuva. 381 von Ramsay selbst verotfentlicht a) Pheygische Inscheiften der eomischen Zeit N. In dieser Inschrift name TdxEig.

scheint nichts anderes zu sein als die griechische Uber- Namens Tcul Adda^. in der pers. AadfJiM ora. jus. T b aland i>/Mj)>'j lass* icb dab ingestel It.. ist Sa^d/neiv (« raj>r. Vgl. der verwecliseltes und das der Be- Form nacb liellenisirtes phrygiscbes scbliess' Wort.(V^ PnHt*) . das arm. OABOLIDES Adda 916 namen idiffi Jdd/yg (Ja^tatjdy^v). aus eigentlicb Grab bedeutet. ildXafioc. audi die kleinahiatittche meniaclio Stadtnaineii Aa^nrava. so wie anderes bedeutet als ricliten. Itry Aetu oder 'Aotardtt/ov ijwitfwv t) 7ttvilEQ<}j Tdra {Tdra ov/i/Ao^ ai>roO). da/. Vgl. defnoGog ist freilich aus hergeleitet. OTEyew hat (Vgl.dfU'iv >) fia- aller Wabrscheinlicbkeit dd/. (so aucb armen.[a] p. ein parety- mologisch mit deni griecb. Die Endung am niscben Verbalien (so hnayein den armeserge. an-zk-am dyaiodijroi. die aucb den allgemeinen Sinn von deckeu. tadem SaXdfUEiv. httam zk-em t'iible. aber in der armen. den arm. Stadtnamen Aadt'inrava Das einzige interessante Wort in der Inscbrift XdfiEiv ist.iddouoa oder Tedovoia. Daa in zu vermutbende pbrygiscbe Wort lautete wabrscheinlicli etwa ihalam oder thalumn. Tarag and arladono/jg und den kappadokischen Monatsnamen . wie in den klein- und armen iscbon Lociilnamen Iley^'auov Lygdamum. niclits c^tyi/g. Dad vgl. Thai stelit. Jer/y [MEvavbQoc. Der Name des angeblichen Sohnet* de» karischen mythischen Heldens setzung des Oejitig Aai^a^ des defitondg n&mlich. graben. Tlialumu Ob das griecb.ajiiog nacl). wrzl. Tdva^ MiKVAov). Stadtnamen Chram) ist asiatisclien nicbt Aetet ungewObnlicb. Tlial Thalem griibniss. Spraclie. Feminin) KavKd(tov. du XW^ Cvngrtt d«» Die gewObnlicbc Endung aber M «MtntmUHft. in irgendeiner BeziehuDg zu der armen w. Thalag kopldecke. 1 tcuUudun den kleinasiatisclien 2) Gericlit). sorgen. — Ton* III . Dies icb armen.

1) Jog. Vrgl. wie das griechische 5g jas. in das arm. unten). 2 'AvvlnaTQOc. in Dativ.aTi CT^'xtav xal xax6v av TtotTfjoiQ . 2) Ta/itav. hingegen das phry- daXdueiv bedeutet die Begriibnissstatte. N.240 SECTION GEECE ET ORIENTE Verbalien [4] der im armenisclien niir ist amn. Thahnnn bedeutet gische Begmbniss. Das arm. Dieses von Ramsay als Scbade (harm ' erklarte phrygische Wort ist offenbar der Dativ eines dem armen.). STiTvevm^evog eivov.) Aelin- komrat auch in einigen sowohl armenischen als phrygiscben antonymischen dieser. . log rajuav uai uauovv addaKevrt.axov Trotr^OTQ (*AXXd T'vi K(>a7|i. nemin. Snort. und ioin entsprechenden phrygiscben Demonstrativpronomens des armenischen da oder ta =^ ta * Nach der Erkliirung von Ramsay muss der gauze Yorsatz der C^jt^-^av Veriluchtungsformel so erkliirt werden: o? av xal y. osjuovv nvovjudV&. serman. Was den Anslaut n {da?Min£i[v]) in der phrygisclien Dativsuffix anbetrifft. w. ddskq)^ juvi'iitrjg ual ji(plfi ywaiKi avvov. 5om Dativendungen vor. jat. Dativ. aus derselben wrzl. Der Begriif von Grab bleibt so ganz aus. sermn liclies OTtEQjua. = TovT^ r^ /nvrjjLiaTi (s. ual F/vkcov X^Qiv. so kann man ihn auch in dem armenischen Dativsuffix der auf mn endigenden Verbalien finden (So vgl. Ebenso noin -^ dieser. das pbryg. In der phrygisch abgefasstcn Verfluchist imgsformel dieser Inscbrift das erste Wort log fenbar ein of- phrygisches unbestimmtes Relativpronom {pi at). ual Bafiovg ldic> JIaoicovog A£ovT[la>) yafi^pjQoc. So Dativ semin.

dem Wio kann phr}-. jToto). I ad) der Doin oder Toin oiWog tmin (timioj. anbetritft. /g xe ae/uov lO'ov/iiKog a(d)ateev chen //£ abgetasst zu dicog ^[£\u[e]Aoj ^tTertKftevog «ro(v). daida/. Ich bemerke nur das audi in vielen griccliiscben Dialecten von Kappada^a> dokien. ist Vrgl. CAROLIDEg imane "i 947 ooTog der dativ ist hna unci fmane mit der praepos.^i»chen rafiev — zu sein. oder auf die w. so STiKjuei'oi muss man rait EiTov als evrv/otro WOrter £rir(r)passiver Bedeutung. und TeOovaia Monatsnamen dessen Wurzel und ('s. und sein Etymum die wrzl. Td<pog. a\n tmin sclieinen roOrtff Beide armenischo WOrter. 3 als ^iyi)jua die Folge der WOrter zeigt. da [fiaijvai. So scheint in N. Wenn man den die pbrvgisch ab- gefassten Verfluchtungs-t'ormeln der Insclnitten rait griechisch-phn*- gischen griechisch abgetassten ahnliclien Fornieln der griecbischen Inschriflen von Plirygien vorgleicht. oder fakshtlmif dentsch TImn. Dieses so ist plirygisclie Wort bedeutet entweder aut* otlenbar jroii'/O)].og) zuruckzutuliren. Dieser plitygiaoh abgetassten Verfluchtstbrmol tblgt bald eine grieohiaoh . in denen nicht wenige alte kleinasiatisch-anne- nische Wurzel bis heute sich erhalten haben. ETiTTSTDiuevog.). lat. V Ramsay) dieselbe Verflucbti*t'orrael in beiden Sprasein. dhuy da. dadliAmi <Vi. den alten kappadokischen Jddovoa oder ladovoia. es mit eiquti). That.[5] P. tha ^di)K£ ^jtoitpe (Sncrt. 4) AddauETTi. so Was dem das Etymuin des Wortes karischen noOa uavJi(t£. die also (bei gegritibn werden erklilren. wxh (koiJU^fiara Hesycli). de Lagarde auf das baktrische Dmltmsi^ ScliatTer zuriickgefdhrt ^\^rd oben s. Etjmum dada 5) von P. dem griech. 3. cavus verglichen werden. K(7jg koUo^. muss moi erkltirt werden. sowolil tmane identiscli mit Kai.

eotco.248 SECTION GRECE ET ORIENTE « (6J abgefasste F. zeuva dojga EiTov griech. esto. tungssatz lautet auch goto) » X. namlich eri^ ^ Der erste Theil ist wahrscheinlicli eine .:oxaTa. 1) und « G. tik Verbindung brinmit der oben erwahnteu ist. tIuteiv. und pers. Kara. Kiclitiger aber mass man ( das STiT£Tiy[u)n£vog mit teueIv (eigenoi»d' der griech. fj/i/jgovEg. falls diese griech. tik.'f opal? ». Vg dv de k an cog eine [jT]vi'joe[i]. xv/. wie da& nun die grammatische Form und das Etymum von eriTeriKjUEvog oder eriTETiy/iievog betrifft. end. tek. Uber ist tog ist schon oben gesprochen eine worden. des Compositums. ius. vvuog ( Meissol) in gen. imjjedispel- tekiden cito tekaniden amovere.) nur in solchem Sinne aufgefasst werden.f>a|jivo? r^tw (s. vvy/dvEiv treffen «. .TST'. 1) log VI.dvrl. AVrzl. evTv[xoiTo]. »). irv/Eg TVKTog.EvrEvvyjuEvog in der urspriinglichen Bedeu- tung von Tvy/dvco. oo{j.oaTO^ und € awpot? Tcepuc^ooixo £T'. lere. =-- Tika-hatz - -- doQiJihjKvog. ' Xi aber wahrscheinlich mit dem I In den griechisch abgefaasten Verfluchtsformeln der Verfluch« xan. tik currere. N.evo? aber ent- und muss die in den Inschriften dieser Verbumsform gegebene passive Bedeutung (svi'V/o'. ist offenbar Impeiativform.to ivTST'rmsvo? sir. so betrachte ich es als ein zusam- und latein. also -= getrofi'en. Ten7i{y)/i(evog Spiess. etittetik^iE' VOg EITOV. tek nicht dieselbe ETtT£Tfy[ic)juE- vog also -. tlich = werfen). JTQog^ tik Praeposition wie das arm. Was mengesetztes Participium passivum. Pers.x(7){i. spricht besser evto/oiTO dem = . schwer getroffen. 3 log VI OEjLiovv KvovjuavEi nauov a[d auEv . . W. re/. Vrgl. oder ent kann freilich mit dem armen. armen.

Spraclie ein locatives. li^iaya. Vr^l. Das Suffix man ist in der arm. 3) I'ejtioin' ist ein Stadt- Demonstrativpronomensdativ. da es doch ganz eint'ach aus deni arraenischen qounem {qoun-ewi} scblat'en crkliirt werden muss. im armenischen nicht vorkominende phnj^inchc Partikel. drjdiog ^f/hfAo) \FrirFr\ticmr(>g ctruv. {log vt dv 2) Kvovfiavei. RauobgefUss IToviifi Haucb. stimli-man Oegeniiber (sandi-fjeqen). ganz einfach aus dem armen. man namen Koftava. Fa/Mava. 4) a{6)auET s.t7| P. N. Es merkwOnlig. aMaKFm N. den kann man. wie Ramsay. 80 kerez-wan Grab. audi die kleinasiat. donnis. Kretschmer iind andero sich in der etymologischen Erklarung dieses Wortes geirrt haben. 4 idiu jTE\'0£O(}. uvov^tav also bedeutet Koijuiin'iQiov. Beide armeniscbe Formen s(e)min und iemm oder s[e)mano sind beinabe ganz dieselbe mit dem aeftow. . dan oflenbar Gnib bedouwaiirlich tende W. Ao^iava. Das iHt ist interessanteste phn-gische Wort in dieser Inschrit't Kvovuavtri. Unga-^man Vrgl. dvfUaitn). CAROLIDES og dv) ^leichbedeutende 3«f» griecliiscli. log VI nefiov naKOvv at^tfyr aivim &aAajin. mansio. |>er8. wie Fick gemacbt bat. statt in den slavischen Spracben etwa gezwungener weise zu sucben. kine-man {kine W'ein). 2. Demonstrativpronomensdieser oder dativ s(e)min fDativ des Pronomens soiii dieser) s(ema und rs)emane (Dativ des Pronomens m erkliiren.

Vrgl. ^gvyeg) verglicben wor- ^EjuieXev (fidg^agov Bedeutung des Wortes scbeint Kind oder Sohn zu sein. Ioke osjliov K(v)ovjiuvog [kukov] a(6)aK£v /usdiog ^ejusAco EureuKfievog £ito(v). armen. d)]diog ^ejue^. pronomina 3) d(t)ia und ZefxeXo). lauE scbeint gleicbbedeutend mit 6g dv zu log vi (N. vi. als dem armeniscben. Das Wort scbeint ebenfalls Demon. die schon oben (N. den. 0£fio{y)v^ adauET. und wabrscbeinlicb in Genitivform. ainmiff j-ain. 8g dv d£ uauQg 1) {jT)vfjOE{i) . Und gerade dieses Demonstrativproatvioi da^^ajusi nomen findet sicb in dem armen.250 1) SECTION GRifeCE ET ORIENTE [8] Aiviot. daAajusi) das neue Wort aivioi. In dieser Inschrift findet sich ausser den schon erklarten phryg. xeuva doga hTv[xoiTo). Die eigentlicbe N. (jnan. Aus dem Zu- sammenhange der Worter entnehme ich dass wir bier ein neues Demonstrativpronomen haben und zwar in Dativ. Dieses Wort ist scbon von Sayce mit dem aus Hesycbius bekannten pbrygiscben AVorte dvdgdjtodov. Hier aber das Dativsuffix des Pronomens nabert sicb mebr dem griecbiscben. erwilbnte armeniscbe Demonstrativd(t)oin. Lat.o)-=TovTov 2) ol jraidsg. In diesem Falle muss man das Etymum des Wortes auf die Wrzl. yev. also loke = 6g nE(y) quisque (in den . 6 y^vKwdvcxt Z(oti(k)C> juvyjurjg /dgiv. geminus. gen und gem. WOrtern Uog. 2) sein. strativpronomen zu sein. Demonstrativpronomen ain mit dem Dativ ainm. 2) Afjdiog. gemelbis bezieben.

1) AiviKog. Das a oder ab a(p)p£QET scheint. Das Wort mit einer Praeposition ab ad in zivsammengesetzt betraclitet werden. 6).. 2 Aft/iegET. kev n N.. Vrgl. vi. also Vrgl. kappadokischen Dialecten /g scheint also wie cog ein Demonstrativ und ziigleicli auch Relativ' pronomen zu sein. CAROLIDBB tdtita:]. Hier finden wir das aus anderen Inschritten bekannte Demonstrativpronomen aivt mit einem Suffix oder Partikel K05. pers. AiviKog OEfxovv uvovfidvEi cuvi fia*^ nupEo . walirsclieinlich eine Genitivtbrm des oben (N. tttrem. t^ ks (». .. dar^i oiVw dor^rwo dmijs dv. arm. . wodurch das Demonstrativum in ein unbestimmtes Relativpronomen ftberzugelien scheint. /?eo (liegevikij). 6 loQ. wie 3) A{t)vov iat in afdidaKET^ ein Prae6x su sein. ffriTETtKjuevog eirov. 961 griech. loc. kappadok. ff'ro (pEotj lat. . N. Ke {6. 3 u. VI oe/novy Kvoviidvei [KaKovv\ aflfiegtr. die griecii. . ci^i)vov . Dieses neue plirygi»clie Wort ist offenbar h'tyKfj zu erklaren. 18 KaKovv abdaKET. lyerem.[9] P. dart* niclit als Macedon. aiviKOC. 4) erwalinten Demonstrativpronomens aivi-oi. N. dem hoinerischen ue. ist oflenbar dasHdbe mit ksv K€<paX^ xaraveixiCi). das griech.

sor =. Hier ist interessant das Wort //av- «ar«. i) ovjufiiog uarEOuevaoav //£ jurjrgl r>)v log oa oogov EITOV. N. sa—s - er. [10] Das Wort (s. N. obwohl oogog im Griechischen nicht eigentlich das Grab bedeuteth. ^ejusAo) erireTiujttevog 2Ja) ist offenbar = ein rfj Demonstrativpronomen — ovTog dem [oa oogov ravrt] oogq)) gaDZ dasselbe mit - ovrog (vrgl. zu bedeuten oirrog sclieint. Demonstrativpron. ovjii^iog Avq.252 2) SECTION GRECE ET ORIENTE MavKafiso. 1) nans adauev . audi mit dem armen. so. oy/Liegov. mit dem juavuari des N. mit sain diesem sa Deutsch. 1) Mavnavi). oogog Lehnwort aus betraclitet werden. JIdoa Miv(y)£ov Kvglovog ual avToO 'Ajrjtag yafifigog avrfjg nai vf) Tdra aogdv. rod Tcai KvqUJm MvQcovog ^(i)JT£i. 26 log VI osfiov wovftavi uauov dauer. auch das pers. a-ucli arm.TgojyArj vergleiclien fVergl. Jedenfalls kann man aber das W. 21 AvQ. Grriecli. honr ~ Grab). 26 unten) zu sein. aivi ftavnari trir- TSTlKJiievOg ELTOV. 26. als Zogov) kann gewiss ein sorem -= eindringen. dem griech. N. das Kind oder Kinder. Also aivi jitavKaTi ETiTTEvminEvog eitov Ovv iraiolv evtv- I . sa -— dieser Avie ta und toinj na und noin) Vrgl. sa. sie. 2) das Snort. sclieint dasselbe s.

18^ Mit dem Mavnau scheint fiavHapeoi MavKaftEo TN. nftmlich der griecbiscben Zeit liber. nivi /uavKari so Dann aber muss werden und i»t. Wrzl. ausser der gewOhnlichen Endung h (manong k} audi die Eadung /i. Das armenische Wort [mang(k)] liat im Pliiniliiominativ. — also manrjii Ttaideg.ra/j. manong(k. . Diese zweite Form iHt beinabe ganz dieselbe mit dem pbrvgisclien MavKnrt. . (a)ti vkuva. rnangfkti im Armenischen 'Cfr. suffix bhyas. .. Jetzt gelien wir zura Erkhlningsversuche der archaischen. manfi(k). CABOLIDES iV3 XoiTo. skrt. 5. . MavKatiiM (S. 21. fie ^fieAtit kann man fiavKart mit der arnion. jruiVinior. N. roang(k)»-ig(k. fte ^efit'Aoj erirvrtKuevo^ eirov. leiclit aiich /lay- Kan als Instrumentalis angenommen werden. «og TO. N. V^rgl. u. Zu bemerken ist aber iHt dass die talis < ft Form mankab im Armenischen das als » instrumen' > (kortzacjun). m Verhinclnn<^ hringen.[Ill p. suffix So viel iiber die phrygisch abgetassten Inschritlen der rOmischen Period. gehOrenden. In dieser Aut'gabe will icb nicht alle die bis jetzt von . phrvgiscb abgefassten Inscbritlcn indem wir diese nacb der von Texier und neuerdings von Ramsay abgescliriebenen Texten geben. Wirklicli. roirrov . erkliirt aivi ftarnaviel- er mit den Kindern. 18 oivt ganz dasselbe zu sein. lat. obwobl Nominativtbrm btui). « durch die Kindorn oder mit den Kindern so also erkliirt werden muss. < rhn^i diOQa ^o-i'l/fxro].

in Genitiv (analog Aaog). sonderii ganz einfach meine eigene Erklarung-^versuche ziir Kenntniss bringen. mit Dorulas. In der Inschrift 1 Areg oder Arig ist gewiss der bekannte Lydisch-phrygisclie Eigenname. Ehrwtirdig erkliirt werden. Wrzl. armen. Midat ist gewiss Dativ von Mida(g). Dieses Wort. Arsg (nacli Ramsay. evoe(ii)g (oder evoe/^cog). agna-zon = Aoqvagn. nach Ramsa}^ 'javaFs^ogj sdasg. b) Inscheiften des grossen Midamondments I. aQKiaipog nach T. dgx^g) oder aus dem armen. das Grab?) Ramsay aber als einen Eigennamen Dorula-fog_. . Aug nacli Texier) aQuiepaig (nacli R. aus dem 2. agna-icor -= = Ehrenvoll. muss vielleicht aut' jtegitpavi/g. II. das Lassen betrachten wollte (also das als Object des Satzes Monu ment. AQKiaipog oder aQuiepaig kann Konig (griech. AK£vavoy[X)aFog. arhoy 3. argay 1. Ba/ia /LiEjueFaig: K(pr y{QavaFoQ[Qog (nacli T. agnouist viel- zem = Verehren bezogen werden: aK£vavoy(X)aFog 4. evXapfjg (oder evAaficog). agen. leicht eine Adjectiv oder Adverbialtbrm und bedeutet achtungsvoll.264 SECTION GREC£ ET ORIENTE [12] verscliieden Gelehrten gemachten EU'klarungsversuche der gesagten Inschriiten ausfiilirlich besprecheii.) ai££vavoy{X)a^og Midai ^[yaTtgoira^og: u(pi' FaMy)€ai FavauTEi sdasg. die armen.

[18 J P. 3. oq)<')£ suns. .& 6. Auch das Suttix aFs^og itz kann mit dem arm. das pers. r(X)aFay{X)Tai. ^avaFo^og bo- so kanii ich nicht begieit'en. so ist das BufHx aFoQ also vergliclien aioor ganz armenisch.und Personen-name. das folgeiide K(pi' ^avaFoQ{Qog. 'Ium aA- {djuKET der plirygisch. Mejue/iai^ ein als parallel von ist aQKEtpat^ ist wahrscheinlich Adjectiv. ynew gebiiren sein. Bapa ist der bekannte phrygisch-kleioasiati- sche Gotter. oder Kq)t. Zeit. Inschrill der rOra. CAEOUDES •>:. was Lassen mit der willktirlichen holi'te. zen. . Vr>^. trifft. ergeben ?). Verbaliensutfix werden. f'alls dvaKZi. 2. des Wortes als ^an (^na. In der Inschriit 2 1. zen-iden geb&ren). Was 4. niichst Kq)i-^avaFogog a(p(^ yEvvt)ToQt. yav. Unerklftrlich sein. als parallel IlgoiraFog von auEvavoy A)aFog ist vielleicht eine Adjectiv- oder Adverbiallbrm. lat. zu vergleichen. /uejuac'o^ vergliclien worden ^Also bereitwillig. Vgl. bactr. Eh von Lassen mit ftefie- dem fiaig griech. ZavaFogog oder ravaFogy{^)og oder ZavaFs^oi kann aus dem armen. Veranderung der Worttblge zu erreichen indem er die in dem Texte von Texier vorhandene Kqji' ^avaFoQog in utpi^av: aFoQog verwandelt. Edaeg otfenbar inoupE. Setzon wir die Wrzl. zen -= yvvrj. FavaKvei 0. (gnitz yeyytfTijg) Kqn ist wahrscheinlich tjtra mit dem TVm- griech. ist es sclieint eben- Dativ zu 7.

yiyag. Zeit werden. fuliren.266 5. des Helden. Dieses Wort ist {It- K£. Verbindung versucht hat. So in der armenS{i)gai fdas isclien Sprache findet sich das Wort armen- isch o(tjKai ausgesprochen wird). mit dem klein- asiatisch-armenischen Locativsuffix onan erklart wird. ein in dem wir ebenfalls das Suffix //«i' Ort fur Iiueiys) bedenten. Ursjiriinglich muss das Wort eine allgemeinere Bedentung gehabt liaben. Dies kann aber nicht die genaue Bedentung des Wortes soiii. SECTIOX GBi^CE ET OEIEXTE [U] Ziueuav oder I!iK€v(e)/nav.uav bei Texier. 2!iKs(v£)jLiav in der liedeutnng Grab kann von Gesiclitspunkte dieser Bedentung und des Locativsutfixes jLiav mit Kvov/udvfei) der phrygischen Inschrif'ten vergliclien der r5m. luisvsfiav als bei Ramsay) sowolil von linguistischem von myfchologisch-ethnoloaller liier giscliera Gesiclitspunkte an das wichtigste erorterten phiygischen Worter. wie die ganze Heihe der Worter zeigt und wie die Erklarer es annehmen. Das AVort Uiice(v£)juav bedeutet.Schlaf^ ganz einfach knn-em kunaran iioi^ui]TyQiov. die Bedentung von ---^ uvov/Liav ^•^/n leicht aus dem armenischen . J . des machtigen. aber ist zwischen wie Ramsay es ganz verfehlt. Und diese Bedeutung kann nns zum richtigen Etymnm des W. muss Zuisve^iav. durch die man das griech y^pto? Qbereetzt. Weil wiihrend das Etymum und und schlafen. Das Wort entspricht in der armenischen Uebersetzung des alten Testaments dem und wird audi in den armenisclien Lcxica so erklart. Eine etymologische beiden. namlich d(t)intzazu = GsoYsvVj? wnd Katz = tapfer entspre- chen nicht genau dom Siune des griechischen Wortes. fin den. Das Etymum des armenischen Wortes griech. Grab. also die Bedentung des ausserordentlich starken. ^ ' Die zwei arinenische Worter.

282) daw m sicb bier nm zwei WOrter handele. Di«M Erklilrung wird ol)en violt'ach heirrtlndot. N. also ein Demonstrattv pro- und das zweite xsytfjiav aU Grab (aus dem Sncrt. Aus einer dieser Combination der Namen geht deutlicli bervor dass das pbrygiscbe XtKe{ve)iuiav . Solin von aiich ischen. kktm grahen zu erklHren sei.. den gigantaber den KOnig zu bedeuten sche. 31). s. Dieso W. Und diese liedeutung scheint auch der armenisclie KOnigsnanie S{i)ffai-orti Kind. Sifjaiurii beisst aucb ein armeniscber KOnig zeitgenoss von Senacbarib. I. eint'acb S{i gcd Konigs-Grab oder S(i]kai ' Dass aber bedeutendes wirklicb Held ' Die Annahiue von Krettfckmei- im. Gescb. bei dem beide Sobne dieses KOnigs nacb der Ermordung ibrer Vatei*s sicb geflucbtet S(i)gai zu babeu. erst«ns weil 9nu(vt}uav i^t ottonbar nur ein Wort. aber den miichtigen. deren das erate noraen. zweiteus weil das pbrygiscbe Demonstrativ ist »a nicht si (Olen. Inschrif. Die ricbtige KrkLlniDf des Wortes scheint Grah. nicbt anderes als das Grab eincs Helden oder eines Konigs bedeutet. So beisst einer der niytliischen sein sollen (Moses Cbor. den Held. die deutechen Siegbert. iat die des deutschen Wortes Siet/. Un- von der etymologiscben Frai^e i»t es gewiss dass S(i)gai im Annen. also ist entweder dem griechiscben I'l^Coov gleicbbedeutend oder wabrscbeinlicb bedeutet (iaoiXiKov ein /nvi)fta.nt.. Segobriga. CAEOLIDES 257 muss auf oino arische Wurzel bezo^en werden. wenn es in Verbindung mit dem armeniscben Namen stebt. sie- ^en (altdeutsch Heldennainen abliangig Si«^i Vr^l.[15] P. ot. KOnige von Armenian (Moses Cliorinatz. von Armeoien I. 23). und zwar i^fju^v oder KOnigsgrmb aein. 19. mid keltischen S«*gove8ua. knnn nicht richtig sein. die wir waJirscheinlich in deii nordeuropUisclien Spraclien fin- den. ^ .

dass in asiatiscben dem einzigen dem gracisirten pbrygisch-klein- Namen Zlyeiov das kleinasiatiscb-armenische . nal XIII. ein VorSeite gebirge auf der asiatiscben (in des Hellespontus.^lA. Der Name Zlyeiov ist nicht griecliiscb. Es isb aber sebr wabrscheinlicb dass die Verehrung der Graber auf Zlyeiov von Seiten der griechiscben Colonisten des Hellespontus iliren ei- gentlichen Ursprung bei kleinasiatisclien Volkern bat und von den Griechen auf Helden des trojanischen Krieges iibertragen word en ist.^. Man Graber der Helden Pa- und Antilocbos (IlargduAov de ual "AvriXoxov juvi]juara). wie bekannt.d£iov. Zlyeiov also scbeint ganz dasselbe mit dem ZiKE/uav der pbrygischen Inscbrift zu sein. mit Unterscbiede. wo die Einwohner von Ilion den Helden Opfergabe (ivayiojuovg) darbracbten. Grab des Helden Protesilaos ein Auf Ziyeiov aber befunden sicb tumuli (rwjf/^ot). also das lag. a. Elaeus gegeniiber der europaiscben Ufer). Ziysiov.268 SECTION GE^CE ET ORIEXTE [16] phrygisch-kleinasiatisches ancli aiis einer Wort ist. das so lA.£iov genannte zeigte troclos (Strab. Zlyeiov hiess. sondern kleinasiatiscb und kann sebr gut mit oben erorterten armenisch-germanischen Wurzel Sigi S(iy/ai in Verbindung gebracbt die griechiscbe I warden. 596 jrQog « rod jtiev ovv !4/<A>i£6>g nal isgov ian juvijjua an demselben Orte die r^ Ziyelco »). das kann man andeien Combination der Namen mit Sicherheit scliliessen. wo das JlQ(OTEOi/. Ziysiov war also ein mit drei beriibmten Heldengrabern und einem Tempel von Acbilleus gebeiligter Ort. niimlich ans der Verbindung des phrvgischen 2iKe(v£)fiav mit anderen altkleinasiat- ischen Ortsnamen. Heiligtbnm irad ein Orab des Acbilleus.

lxi{j. so ist das in dieser gelesene Wort Sigo gaiu ideatisch mit I'ys'. i. i. i. Ixa-a* roXat lr/a?o? (dem Xamen des Gemahls der Dido). Und 80 rauHs selir wahtvcheinlich aiich das Sign der von Schliemann entdeckten niclitgnecbifKilien Inschril't von Troja ' rait liyetov in Verbindung: ^ebracht werden. Sign. Also betrachteten Beide (Hang and Resch) diis Sigo der Inscbnft and mit ihm auch das Xi^stov. Die ariache Abkanft aller dieser Namen wii*d durch diese C'ombiDation gant klar geatallt. pb<">niki8che erkennen bat i. Haog i. 32). IV. ich zwei nische richtig. 14(>) denselben Namen (Si. tischer Abkunfr. wahrend Alfred Eesch (Allg. Ev. Uebrigens scbeint die von Alfred Raach To rg asc hla- gene Zusammenstellung des trojanischen Sigtt mit « dem phftnikiachen Gottesnamen Ittwv (Euseb.av5f»o. XXI. go oder o gelesen und Si.fl7| p. 8chH«»professor Max Si. £{7itov ab Mat pli^ 26 nikidche Niederlage erwiesen sei. i. Ist diese meine Erklftrung njimlich die Namen luufidvdQtftci und l\f'if4avAoo^ nnd l^Kaiai jrvXai.ov. * In der von Schlieman in Troj \ 1873 gefandeoMi nicht griecht- schen Inschrift (in deren SchnftzUgen chinesischen Inschrift. ferner Sigon (einem Ortsnamen aaf der phfinikischen Festlande) in Verbindung gebracht (Beilage znr AlIjL'emeinen Zeitung 1874 N. Und wenn die von Huug gemachte Entaifferung der trojaniaelMii Inschrift richtig ist.Sutfix man (lurch das griechiHche Localmiffix nw oder utv er. ArfMV Zi wr. die Wdrter Ta. Ittwv » nicht treffond zu sein. go) der Trojanischen Inschrift anch mit dem aus Bibel (Num. go »1m> Sign mit Siifetov. go. Si. 4) bekanntem araoritiscben K^nigsnamen Xi/(ov und mit dem hebraischen Stadtnamen Siehem verglicben bat. Deuteron. slich hethitische Burnouf di« GnindtticlMn der Bacluitaben. i!xaixav$f»o?. CAR0LIDE8 9M . i)gCtw). . Ebenso scbeint die Meinong daas darch den Namen der Hafenstadt Sigo der obigen Inschrift. ttt.setzt worden ist (Vrgl. und Ixatai roXat aU WOrter semi>««. Diese Meinungal)er ist gegenttber der oben dargestelltan Combination der phrygischen lixsjiav rait l^^itov £xdi|UCy9poc* XxaiaC icoXat und dem armen.10 p. S(i)geu widerlegt. »o kOmite andere kleinasiati8cb-pbn'gi8che oder trojaAV^Orter in diese combination einscbliessen. o. 1. Zeit. verfeblt sa sein. 21. Muller wollte. Praep. 1874 N. ^^mov.

/jjypy. jto/ug) 'Aorboxrj Jlo/Jrrjg Fogdiov (negra glierda. a7:oi)-av6vTo.v xaXsoyaiv »• In dem phrygibchen MavSpaTTOAi? scheint zoXi? eine Uebersetzung des plirygisch-kleinasiatischen lAavopa zu sein. 36 Pa-i'. {iTjtdpa twv veavtoxwv ei? t6 ITdXeiov i^eJCsiJ^s 5ia xV^poxo. W. v. also (. mandira — — = ren. Diese Zusarnmenstellung aber kann uns die Zusammensetzung des Wortes ZKa/udvdgiog Held. oi aXXo: 'AoToavaxra 010? eposTO ov '^Ex. Orelli p. 506 «'A(3Toava^.Burg aus Una (sgai) ein mit einem Zaun umgebener Ort. Xatj-cov. erhellt audi alter Ueberlieferung. (ein Krlojiia Sohn von Priamos) Urbamts als Personenname) war ein troisch-phrygisoh-kle'inasiatischer Helden-oder KoFluss nigsname. Malkart Yi'g. ZTcajudvdgtog oder urspriinglich Ikd/uavdgog (?) . » XXII 500 u. ' Nicolai Damasceni Excerpta et Fragraenta Ed.). judvdga stabulum)" erkladomus.{xcdvo? xara ty. von der dem audi der trojanisclie oder Flussgott Indjuavbgog seinen Namen erhalten hat.a II. B. Zudinavdgog namlidi war nadi Nicolaus von Damascus der erste Konig von Troja. d. son- dern selbe « Konig s-stadt » bedeuten. VI 402-3 • « xovp' "lv/. TTjV fovaixa a»>To6 Adidav. es mag in nidit « Stadtkonig ».'AoTvdva^ = Stadtkonig. dessen Name mit einem der altesten kleinasiatischen mythisdien Namen.v |i. oe -7. Vrgl.Xso?. Tpwe? * c7:{x>/rj(3'. mandura Sncrt. « i!xa|j.^xv^o^ oov- Tov h Tf/(j)aot svixYjoev. Steph. (Vgl.Ttofi.T(0(i xaXssaxe Xxajj-avopiov. Konig. Dass Name eiiier Zndfiavdgog in diesem Sinne in allgemeinerem bei troischen Gebrauche aus Volkern stand. (u. dvag und mandra -^. aotap Vrgl.260 SECTION GEfcCE ET ORIENTE luajudvdgtog wird bei ^ [18] Homer selbst mit 'Aorvdva^ eng zusammengestellt.avo(iO? 6 ep7(j) zpwTO? tcov Tpcoojv. gorod. Indessen finden wir die- grammatische Bildung ' dem ivarischen 2Jovdy£/. I 1 . dem Dada verbunden wird.^ Es mag nun dass Zndjuavdgog grammatisdi nicht genau doTvdva^ erklart wird.a/r^v. ».

«^ 3).Kuidii»tjialj. Namen mit dem ffriecbischon als Adjectiv link als identiscli annebmen und ganz westlidies Tbor erklilren. VI.i«v5. aus diesem Namen ' Flnsses I'kdftardiiog als Dia/uivdotog. kliirer Wenn aber die alten und die neuen Er- des Dichters den nuaiog. Son»t j^ibt en sell on audi im UrioohiErklilnin^ Iku- Compositii. 146. Das nir^rnds von dem Dichter als okqioI also link erklart wild. so ist dies eine willkiir- liche Erkliirung. Se()d(oo(t^ 80 z. r*«l»» It . in denen die obij^e fiuvdijo^ iStadtkonig ihre Analo^io findet. von HosMr HoKlen oder Kf»nig» ilxi. AoQodEog V^l. 393. Xtf** Onm** 4m OrinkMMf*. Uiosos Wort audi iuuhs wuitlicli Orabtn kuiii^ orkliU'L werden). 18.Tom* 111. d«r • erste Kouig von Troja AcUt (tM (8. oben S. U. «r>^//<a»'d(>/ri. dem La^er chen liihrende Thor von Ill. div* mdioyde t'iibrcnde audi genannte oigentlicbo /uin fntemchiede des Die Form Ixajiivof^to.v#c von dem gleiebmwuigen Fluss oder Flussgote gebrftucb.ai bleibsal muss man das Uebereines kleinasiatiscb-armeniscben Wortes annebdas luaial jrvXai (die men und sclieinlidi Pluraltbrm wii-d walir- um das grossartige daizustellen gebraudit) von also das einzig dem Didder Ut()ddvim otl erwalinto. zumal weil Homer nichts von ande* rem also ostlicbem. oder nur recbtseitigen (Ae^ai nv/ju sagt. Jell glaube in l^nmai nv?. ist g«wis9 nor grieohiwh. 80 hindert uns dies niclit die urspri'ingliche Hedoutun^ des Namens aut* die Stadt selbnt von Troja zu bezielien und die beide andere.^. Anmerkung . Al>er weon ancli lHUfiay<ioog als Ivonit/stadt crklftrt werden uiUfM. sowoh^ den dos den des Helden oder KOni^ heisnt bei Inaiai mum (audi Uiodfii'iat) Homer das der Grie- zu dem ist Felde von Troja und zu Ilios (II. SuUbt IxijLXV^f^C bi«««.

S(i)gain konnten wir audi dus phry(g) M-?jV gische 'Aoxaioc in Verbindung bringen. das arm. kar. 'Aka- ralasoum 2j hdoumovoc. — sein. Bemerkenswertli sind docb die Iblgenden AVorter. « wenn man. wo die Felsenmonuments der Stadt gesammelt waren. « Homer nnter onaiov wirklich links » d. so liegt in diesem Falle eine subjective Auflassung des Dicliters vor.''^ Ueber die anderen pbrygisch abget'assten der hellenischen Zeit gelie icb hinweg. e^etsAeoe. der das als ein grjecbisches betrachtete: hindurcli Wort wird also kei- neswegs die wirkliche objective Bedeutung des phrygiscli-kleinasiatisclien Wortes « koniglich » widerlegt. awardeag ' Was das Lautveihilltniss von XiYS'-ov and Xixsaav . In Tlieile finden vvir vielleiclit das -- Stein pers. das Byzantiiiisclie /qvot) erkliiren und so muss man das Wort mit in Verbindung bringen. » ouaiov ^iov » (Odys. bedeutet den Ort. Ziyetov. westlicli verstanden bat. Inscriften v^eil in diesen kann icb iiicbt viel erkliirlicben finden. i . gestiitzt 295). icli Ixata-l in Btzug auf den Uebergang von /j 7 in x betrifft. ?).2G2 SECTION GRECE ET OEIENTE Ilios. li. wio das griechische % ausgesprochen wild. auf dass <ii InajiidvdQiog. wenn dieser Name nicht eher an 'AoxTjVOV und 'AoxTjvd? erinnerte. also [2U] Thor von das konigliche Thor (Porta reale. jtvArj) Vrgl. 1) AuaQaXaoow scheint ebenfalls Grab zu bedeu- ten. Vo^Qi. wie Ramsay glaubt. avarden EKTEAElv. AFart.. e^eriAsos. Sonst sclieint das Wort aus zvvei Tbeilen zusammengesetzt zu dem ersten armeniscbe W. oder. Ixaaavo^ooc. Vergl. ist offenbar ein Zeitwort bedeutend vielleiclit tjTobpev. annehmen sollte. ch'^^ir Stein. so soil be- uiorkeu dasa das armen. Itn8juav ^ Selbst Ill. * Mit Ixaial :r6Xat uud den anderen verwandten kleinasiatischen Namen wie audi init dem armen.

Carolidks. Arbeit.^anz anneniHoh. ArbeitstAtto tier arm. Vrj(l. Kiinstler. kory ^'l>yaoTijQiov.|21] P.(ivtZ. nrz'aan den aiis Hactr. CAROLIDJ-^i . P. da*« Mrm. d. U»i» 3) AtjelfiOTiv (/ifiTfOfiv aQetftarivj leicljt aije^mtv a(*£^ int viel- diis Superlativ einen AdjcctivB \viirdi«i. (Vgl. --t-ii^M^^^m&nsfi^F^ . Koi'tjanitz kon/nnai/on der die Arbeit hihronde. nreza Ehre. Dienst.ov klin^t . audi den Inschritten bekaniiten ? kilikiftchen PorRO* neniijunen AQ^av)\ uaTFo*tv aotZnnnv also digste Mutter die ohnvflr- 4) KovQC. Vrgl.

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Mme HoDGK. HUSSIE MoHK nde VON Radlow Mme Nika. Rappuport. Edo^nr. Dk Kkoupensky Akatolk. Froidkval'X. Mme. Pierre Droum. M. dk .kix Prof. SERBIE Popov ITCH Comm. Dk Poltorazky Mile Heiimine S. PRANCE Mr Israel L£vi. Senior G.. le G6n6ral von Sciiwkdow G. Jdn<uro TAKAKDsn Dr. Au le nomltre des dSligtiSs officieU du XII qtii Conffr^* U faiii ajouter CUiustre Professetir T0M8RN. J08EPI1 SciivAB. M. P. Prof. de rUoivorniii tie CJiri«tiani«- HOLLANDE Heeok. MKXIQUE Francisco Dki.lAflnw. . H. E. Gkorgks Sauior. E. rep rim ntaii Gonvemement de Danomark. S. Mme Israel L^vi. Mile HuDas. M. M. M. Galadin. Paul Boeli.A la listfi des adh^euts an Congr^ de Romtt U faui let ajotiter ceiix dont gttivent nom*: NORVfcOE Jans Likbi.xso y Tboncoso. M. J A PON KuRARiCHi Ohiratoki Prof.

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(G. Donati) cliicse cristiane di oriente ed occidente.. Paul BrOnnle) . Di uu bnssorilievo del museo Del Domo Papa nello (B. di Perugia. Notu semasiologiche. (G. (Dr. 17 Labanca) of The Oriental conception Law. Algonquin Laognagott. (Cr. AJl Dyueley) SacTioK Ofttai ST OiUDmL Le premier r^it do la mort des preteudanti} et 0M ir»0M daat 388 9A8 rOdysseo. (Karl Piebl). Page 5 83 87 Notes do lexicographic egyptienne. (Herbert Baynes) 1U8 SkCTION LlNCit'lSTlljUiC. The inflexion of the Substantive in the (J. 'Ali Ibn Hnitiza aud his criticism on fnmoas Arabic Philologists. Ciardi-Dopri).. Carolides) .INDEX Skci'Uw Mviu(iu>uib rr Rkuuioxh. 115 127 193 Intorno alle origini della scrittura lineare. (Francesco Scerbo) Sul trattainonto delle liquide indogerraaniche nell' indoirauico e specialmente nell' antico indiano. Sergi). (Helbig) Die phrygischen Inschriften (P.

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JUN 1 2 667 International Coogress of Orientalists Proceedings PLEASE DO NOT REMOVE FROM THIS CARDS OR SLIPS POCKET UNIVERSITY OF TORONTO LIBRARY .BINDING SECT.

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