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ACTES
DU

^ DOUZIEME CONGRES INTERNATIONAL
DES ORIEXTALISTES

ROME

i899

ACTES
DL'

DOUZIilME

CONliHES

INTERNATIONAL

DES ORIENTALISTES
BOME
1899

TOME TROISIEME
(PREMl^.Rt:

PARTIE)

SECTIONS LANGXJBS S^MITIQUES ET MONDE MUSTJLMAN
:

FLORENCE
Soci^Tfe

Typogbaphiqde Flobektik*
Rue Sam Uallo,
S3

MDOCCCII

i .Zo v.

le incantevoli bellezze del paesaggio il desiderio della tiotta. con la sua gli tu Pentalen. col proposito di conquistarla. quando diresse dalla costa catalana verso la maggiore delle Isole Baleari. su Palma. e sbarc6 sul detto isolotto. dove condottii innanzi una veccliia araba. la domenica. I'otto settembre 1229. 1 . e le il scarse dit'ese di quel luogo ne avrebbero reso facile possesso. Oottffr*9 — Vol. II porto sicuro di SoUer agevolava V approdo. in vista delle amene alture AV^adi Musa. giorno 10. per via di terra. doveano accrescere I dalle boscose pendici di Banalbufar. conquista. egli si Giacomo I d'Aragona. al Giacomo (Jaime giunse. fatta prigioniera. Nel veilere il Re Jaime.VOCI 1)1 ORIGINE ARABA NELLA LINGUA DELLE BALEARI Gli svelti minareti edifici. II. con la speranza di poter quindi piombare. Mentre di clie le vele della flotta conquistivtrice cor- revano sul mare in tempesta. di Seller (Solar « la Concii > . du OrimUtlitUi. al- r inattesa. Aetu du Kit'*' 1' impressiono della vecchia tu protbnda. dimora estiva dei Re degli Hadduga. furoDO i primi die attrassero gli avidi sgiiardi del conqnistatore di Malloica.

la difesa degli 1' Arabi fu lunga ed accanita. Nuiio Sanz. o si nascosero. sol- all'attuale Real. Allora il cari al Re. Cristiani penetrare nella fortezza ma. quando. iiel . campo fu trasportato al nord di Palma. ed una profezia araba diceva die un uomo dalle Imighe braccia avrebbe conquistato Mallorca. solo il cominciato i assedio il 2 dicembre . Frattanto. sera del giorno 11 Nella Re Jaime rec6 a Santa Ponsa. nel vedere le braccia poiclie egli sproporzionatamente langlie di Giacomo « I . pren- dendo la spada fra denti. luogo della un Con- vento di Cisterciensi il die avvenne poco appresso. nella vicinanza del qual luogo fu una prima zuffa favoi revole ai Cristiani. voto. La vecchia. i Presso che ventiniila cadaveri rimasero sul suolo.2 SECTION SEMITIQUE aveva lungliissime braccia. ebbe luogo r assalto generale quasi tutti i Cristiani entrarono nella citta. nel caso di vittoria. il giorno 31. nella quale perirono tuttavia telli fra- Moncada. aggiungendo vittc»ria. Ma poterono spinti. pochi Arabi superstiti scapparono. ma i I'assedio alia piazza fu messo tanto il 16 settembre. esclani6 II : 6 dnnqiie destinato : Mallorca sara tua». la- . deciso di ricoprivano di Arabi difen- sori. die ac- crebbe non poca baldanza al le alture della stretta valle si Re d'Aragona. insieme con Don Jaime. di costruire. di gran mattino. e per6 dal campo il di Don Jaime venne si cercare piu avanti un miglior punto di sbarco. oggi Puerta Pintod. dopo la conquista dell' isola. In16 settembre. rene rimasero fuori fino al 27 dicembre. aperta una nuova gran breccia. fece a tutti giurare di prenil dere Palraa o morire. . lo zio del Re. che si avanz6 per la porta di Babalcafal. per la quale la cavalleria pote penetrare.

modo e decim6 stesso esercito conqui- Degli Arabi scapparono allora in Africa. imposero. pill. ci'istiaua. dellAndalusia. di prendeva possesso dell'ultimo recinto cui si vede tuttora una porta. die contava gia a un mucdiio il ottantamila abitanti. e il puzzo dei cadaveri era tale die conquipiii si Htatore. die. che non potevano partire.LUIGI SALVADORE D' AUSTRIA sciando indifeso il 8 quale dovette Re Wali Said Ben el Uakeni. si portavano via sperauzosi perte. verso sera. a mano a mano. rimanendo. i cadaveri lo . bandi un decreto di morte contro quanti rifiutassero a seppellire . ad inipedire. per la pestilenza. in possesso di parecchie arti e. L'eccidio di quclla giori nata fu tremendo. desiderosi forse di salvaie vita.^ ed industrie. quando. La citta di Palma. che essi soli I'avrebbero. . clii sa con quale schianto nel cuore dei e. la loro civilta al vincitore. parve allora ridotta di rovine. con le loro alte vele latine. il Non deve dunque »'e- cnr moraviiilia che fondo della popolazic»ne dell'isola . ria- Ma civili dei i poveri. seb- bene sottomessi nelle campagne. si discostavano dalla loro isola natia. in alcuni. Le donne offrivano soldati inferociti. il arrender«i a Don Jaime. forse la speranza di un prossimo ri- torno quanta poesia di dolore in quella t'uga. ma venne ad ogni statore. un danno la peste grave. loro gioielli ai domandando soltanto die tbase loro risparmiata la vita. dovettero. la fede dei loro avi! Come gli anche piu della Arabi fnggiaschi le chiavi. i soli che avevano mezzi. anclie gli Arabi di Mallorcii. confondersi con la popolazione Piu loro conquistatori. trovarono presto lavoro proficuo. loro di Alroudaina. dopo aver cliiuso a chiave le loro case. tornando.

avendo chino. secondo il costume arabico glia il . di di accovacciarsi. il il colore sacro del Prof eta Maometto. I'altezza precisa della stiitua . Cosi 1' i stimenti sciabecclii. tra i colori. ch' e portare. artigiani e gli artisti nelle iiuove costruzioni essendo arabi. Anche la come quelli i ha serbato usi tradizionali di portar pietre e gettarle sulla le tomba nastri I un Santo. in segno di benedizione. ed i frantoi ricordano perfettamente quelli de' vicini coltivatori musulmani 1' dell' Africa. che gli alle grate Arabi attacclero major- dei Santuari. la albero inclinato. prano e cano devoti possano riconoscerla come il i multicolori detti midas o misnge. destinano tali nastri a servir un carattere cricome misura della I statua della Vergine o del Santo di alcun Santuario. con vela latina. gli strumenti agricoli. verde. tuttora in Mallorca. le stesse e precise trovare nella specialmente nei Monti della Cabilia. La creta continuava a foggiare. il altissima il poppa sporgente. perche sabbie del deserto non la rico. per dare a tal costume arabo stiano. sotto le dita esperte le di lavoranti arabi stoviglie domesticlie . forme che usano Cosi le pietruzze tapin degli ac- quedotti.I SECTION SEMITIQUE cristianieggiata sia rimasta arabo. religione modo di remare. all' modo arabi. tutte le 1' sempre artigiani ed moresca si artisti arte tradizionale prosegiiiva in nuove costruzioni aragonesi. per quanto la sigiioria aragonese dell* si stbgasse a distruggere tutti gli eleGli menti antica tradizione e civilta musulmana. . del quale dovevano a quelli che erano rimasti a casa. onde anclie oggi pu6 recar meravivicina Algeria. sono ancora conformi uso arabico. predomina poi. di come I'aratro e la zappa ba- Mallorca.

a comporre il dizionarietto che presento come saggio o che potra da altri venire ampliato. a un po' per volta. come. nel Mali di Dega. lo ne tiii volte colpito e venni. anche nella lingua imposta dai conquistatori. che s' introdussero nel Castigliano altri. Le . non saperlo. ricliiesto perclie t'acesse codesto. e molte tegole rossa. cantilene poi che si usano nella hattitura del grano e in altri lavori agresti. aggiungendovi alcuna osservazione. richiesto dal ma. disse di . che Arabi del 8ecf>lo XVII . per esempif). II protessore Wahrmiuid (U Vienna ebbe la bonta di rivedere i primi appunti.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRIA si 6 La inano in protettrice degli Arabi di vede scolpita pietra sull' ingresso parecchi fe edificj. tuffandovi la mano. «. ma die lo aveva visto fare ad altri cosi egli tranianil dava un antico <i:nificato. lorca. a mano a mano. siano. ne lasci6 Timpronta ad ogni trave. segnando . . strano. alcuna impressione mi si ^. non furono accettati <lalla castigliana. in alcun mode. rimaste non poche vinti. e a loro traccie della lingua dei masti nel linguaggio di mal grado. come usano tVa trave Or »ono anni soltanto. che. uso. se si non se ne discernessero parole. a lore pro- pria insaputa. senza conoscerne altri raenti si- Perci6 non parra. nell'ascoltarle potrebbe credere di trovarsi trasportati in niolte un paese pienamente arabo. al contrario. sono pertettaniente arabe le cosi che. un miiratore lacendo niiove pic« e trave. Molti de' nomi arabi riMallorca sono comuni a quelli . domand6 che dessero un vaso di terra rossa. il materiale per via ingrossato. che la lingua aragonese accolse. di maniera clie sono venuto . nella niontagna di Malgli •cole volte. poclii di ceise anticlie la gli portano fatta con terra con V Ilenne.

carono clie di rivederne le stampe. e mi sostiene la speranza altri possa questa prima raccolta spingere a fare meglio di me.6 SECTION SEMITIQUE Presidente del Dodicesimo Congresso degli Orientalist! mio piccolo contributo agli Atti lo feci coQ tanta maggior fiducia die i cliiarissimi e dotti prot'essori Celestino Schiaparelli e Fans to Lasinio s'iucaridi tornire 11 . .

— Bocthor: WU»k)V# bH 1 u 'a lunettes. forme spagnole.) dll (jS dalla. Suppl. 65. — le guide et chef de la covalerie leg^re qui court le pnytt ennrtni : — .: Capitaine de comaire*. ^dalld . e dk pnre a r bo 11 on per cloaque.LUIGi &Ai. principt de cor*ar»o»).V ADORE D* AUSTRIA DIZIONARIETTO DI VOCI Dl ORIGINE ARABA NELLA LIXr^T'A DELLE BALEARI A. orijizio di cloaca. Tutto questo prova che I'applicazione anzidetta alle sorgenti piovane i probabilmente originale. Bocthor ha per I'Egitto: ^^JNj balld. Si potrebbe pensare dire. ouvertnre ronde des latrines. v JsjJ^ radic-e dalil (eoll' articolo J»A3>^3i ad-dalil) condottiero dalla jJ. e radice bll L> ball a. ft bo j on. condottiero di gtterta. (Alcala. condurre. e cio6 alia forma ACiM ball&'a (con ^^^^JL} balcompiucio. albellon. Non 6 dabbio per6 che noi qui dobbiamo ricorrere alia radice %Xi bala*a. che in mezzo ^>pw balu'a) bodola. — Anche Dozy. most rare la strada). Pedro de Alcala: remolina anche ^uLu« muballi* de agwi. Dozy. (partic. albafial e le albai\ar iu ^jV^ ballft'a. alia albafial. inumi~ doe dalla forma fjKi balla (femm. Gloss. riconosce le forme spagn. lu'a e inghiottire. p. Siippl. egout. Tourbillon d'eau pel quale II) remolinadu de agxui (Alcala). sorprente che M-aturisce dalla terra castigl.'a Dozy attivo terres absorbantes. ({uaiulo cadono pioggie abbundanti. bagtuire. alia casa ^ destinato ad inghiottire le acque Inride e che in occasione di grandi acquazzoni o simili le rigetta in parte.ball6 (la Abballa abbullua. delPelativo L)i a ball) molto inumidito (terreno) come fwA<#^ ramdft terra motto tcottantf.

di dar casa di campagna) senza articolo.» ^^*iU)) an-nesid. fan is. adoquines. Si arab. conducteur de ckemin. p. huoim genie. zucchero candito) les port. da adalil . frauc. a d a 1 i 1 (dove si : . usando plurale invece del singolare. guide. «Ainsi s'appellaient p. alia forma ^]3^\ ad war il (pi. dukkan bottega^ greco 6&xavr„ che pero non coi- risponde foneticaniente. adalid. stando j)»> alia pronuncia. ad a lid. non ha ado bar. Dozy . La derni^re consonne. come in ^^*« J^ nas m'lah ecc. Dozy. 47. ital. circol^re heduini. castigl. &.. a d a i 1 valenz. Si potrebbe alia prima pensare. Aduar da ad-duar nsato metaforicamente a Minorca come ordi- iiawento. ij^^)\ contre- ad-dukkan spagn.. pers. nel senso di pezzo di pietra o di legno ci richiaina lo adoquin morce. A*aj tab a* a subaltemi. servata la primitiva 1 finale). e con- Gloss.8 pilotn. 6^ dukau 11 Ci^ji dukan). 9l*«J nise donne Sta per ad ad-dawwSr dei {j]^di\) da col ad-duwwar nel (^I2<>JI) acrampamenio Gloss. s. 41. qu'on entendait mal. p. doyana. do nam ^ castigl.. SECTION SEMITIQUE Anche nel Castigl. port. v. duana. adiimm^ dal pers.- oj»5«^ diwan nel senso di locale per gli impiegati di (e fnianxa. 40 a d a 1 i d. (jo«> i)ensi anche al pers. Gloss. Otterra de Granada. les in spagn. e a alfeuique. bestiame centre. Voyez Mendoza. jumelle. ronfusione. 24: les guides et chefs de la cavalerie legere qui couraient le pays enneini. iV. ve rsi recitati diventb anexir n e x m in port. All' arab. — Ibid.duana ai-ab. 47. — Dozy. pierre pour paves. ont fait alfenim. Esp. Cosi pure Dozj^ Gloss. ma I'etimologia 6 sicura. ado bar o l' arabo dabaga cotieiare. De a 1 -fen id (<yAJUu) al f&nid. les p. i . p. i^dobar 9mJ^ da dab age cmiciare pelli . est chaagee arbitraireinent.

car le . A. alvazlr. port. Esso per6 trae la sna origine dal persiano «JV spagn. mais je ne sais pas si mot lie se trouve pas dans les dictionnaires >. pelle. Gloss. g*'ezir o g'^izir prefeito. in in de- A lets forma piu usata Minorca. Plinio. haloch. jij^ w e z 1 r eolui che divide Re carico degli affari. in nature. (Dozy. nome che risponde a bn<w*^J/i 0'»3» pleuran e a lingua di cane (KovofXwooov. significa pore altri u£5zi pi& bassi. castigl. 129. p. alguacil. 686). p. 120. Gloss. 284: haloch val. comandante della Gnardia. 53. castigl. donde deriva la IV forma «l^ i Ik^^ affiUOj bail ferme. {vitex agniis. mentro a Maiorca pronun/ia acotcros. Dozy lo deriva dall'arabo ij^y^^ halftq. alquacll.lacli da yaloch Dozy Valencia.ga. d'especes de poissons. oltre a ministro. alvacll. pooTcXsOpov. Cazwini (II.cast its) piauta.. A. si <\a. aladroque. c'est I'anchois. alvastr.tge8 imni. D' AUSTRIA eHclwio il 9 fitto agala ^ la affitto. confidente (delazione ec.) a cui si puo anche applicare signi- ficato suddetto di mallevadore. si vasil. 36 . 1) cDans nne nomme anmi i3jj^j*^ (ar-racroc). XXII. arab. mure. 227) ce mot d^signe le bupUurum Hist. . alvazll. orecchie di lepre) il cni sncco serve a tingere in rosso la Aladrochi Dozy liste da arraeroc accitign non salata. Da \s^' a^^i termine di pagamento..LUIGI 8ALVAD0RE A. 1.. forse per6 / per r: tS^ h agr mercede. Per lo alguacil il si pens6 pure alParabo j^*jo^\ al-wastl il tV me- diatore.giitzi.. Gloss. Nat. sale). Alquacil da alguazil mnlleradore^ castigl. deriva dall'arabo «j i^i che. Selon Pischer (Gemftlde von (sn questa pianta v. 611 arabi c(alla radice col ^^^ il derivano jj^ \v i z r rarico . alvacir. alp. adftn el'arnab. Xicander. Dozy non ha nulla di simile. (anchoii qui n'est pas 1. Tberiaca.

Dice. (comnierc. harab furore. scellerato. guerriero. ctmtrat. beduino. an bar a. alvara quittance. allume. cedule. al-harbi) guerrenon solo sco. Gloss. Hist. I «Chez les Espagnols ce mot a re^u la signification plus Commandant d' una forteresse » (Dozy. castigl. albaran. fine. p. (Pliniiis. A. castigl.) A-lame. Piu avvicina (anche Dozy. »*^J!J) que P. de : albaUi. «Pieza de tela. restreinte d'un v. Alayde da alcait. arabo. ^^A^ A. Dozy. ec. Dozy. p. 52). A. port. 56) ^imM) I al-'arabi.. larga y estrecha. Alar be. alarve hombre barbaro.. fascia. de lana o seda. »]. alarbe. al 'arabi. p. leggera (stoffa) anche costosa. da 56: alar be. 63 dipldme. aspero. Alafaya E moUo arafaya av. se Acad. soldato. liarbi (coll'artic. E il lama da aljam alhume. Gloss. puo pensare a ^^J*^ Per guerra.XAi) al-qaid) condottiero. nat. Gloss. •>Jb qaid (coH'ai'tic. de Alcala traduit par cedula hoja carta. latino alumen. XXXV. <y. ^^JjM) AAeirti Si da alarbi (arabo) nonw burbero. si la derivazione di detto significato pu6 pensare a harb si ma ancora a harib furente. rude. V arabo. alcaide. p. berbero..larb feni. si fabbrica iu Aleppo.lbard. poMe^port. Alcaide).10 SECTION SEMITIQUE pel val.. ec. . faglia? castigl. 79. s. con que rodea el cuerpo dando varias vueltas. aleppino.. rudo. Ital. con probability AaOj^ ar-rafi'a fern. di ^-J^J sottile. stoff'a.lapi da halebi tela di lino che ha 1ab1 . Gloss. comandante. lo [Credo che sia spagnolo faja che deriva dal lat. albarh.

albicocca. albarda). ulburdan (lag. alborotu yrido. p. Albrot La da abbazoz(?).«' . e faubourg e U quale significato All'ara(>o p. baraza harban andare guerra. italiano. alvara. trova nello '" spagn.. albard. ^ ^ <-.y^jf^. parata di yala. libera fuori della d'onde territoire qui t'etend auUntr d'une .dehors^ il banlieue.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRU 6mo d 11 Se significa realmente quietama ecc^ che ha detti significati. Doxy. Boctbor: bdi retnbourri pour un dne. albaU da albarut. (coirartic. albarra. a 1.lbard^ aella di ley no foilerata da bardaah. 63. quietama. catenaccio. Gloss. 4V» . une mule.bar da* a) sella da asino. ^ < I* ^ barda'a (anche A£4>^ barda'a) volg. albara. Cf. Albercocli. stanga. Gloss. spagnolo e provenxale barra. specie di sella rivestita di tela di lino. al francese laugirata (quindi anche barre nel senBO di barrieroy ba- dotto ad Tino barrean). albercoch da al-bercoc foqiie. campo aprrto alLt (in oampam ^ . jjJ barazn. campo ville. a 1 . in Siria pruyna. . ''A''^^^^ -O/^ fnrnt ri-<v>«to... ^^ji barda'a (col- I'artic. bardau^ castigl. fr.. solo e veroaiiuiie in quanto venga dalla forma alboroz e conservato tmcire all'uperto. abarra. Dozy. appena si puu pensare. albala. p. 67. in il significato origi- nale di .b u r a z)..>' Hcnmbio coll'arabo iy^ barra (colPart. derivazione da b u r fl z (coll'art. castigl. albarda niuneinente usata dalle si^ore di Minorca. Gloss. ecc. ^3_^o barqftq ^_^-u) al-barqAq) qJMoocai. *\^ bar&t. '•'yR3| al bsr&'a Albard Per merraio castigl. co- Abarda. farsi incontro a qualcuno in duello (fuori della riporta soltanto la derivazione da fila). 871. Dozy. A. (alboroz?) tu^Jtigl. si . la derivazione del col pensiero al saddetto significato noi dobbiamo ricorrerd medio latino.. al-barra) citth. albari- abric6t.. wcita fettota d*Ua popolazione incontro al principe. Qnesto significato pa6 aver con. III forma.

alhabega. al-qarye). 92: alcohol. Artichaut. alca^ova ville. A. ^»«w mato o / «^ 1' hursflf (coll'art. alcova. alfabega. alcove. — mot cohol par Mahn. fabregne.lcagaba Dozy. Gloss. p. escarxofa da aljarxofa. alcachofa. A. Alcoweu. 107-109.lcaria da alcariya. qdbinetto (coll'art. ala<~Aj>^ bega. 86. alcofoll de al-cohl (al-kohl) «Le cohol est la galene ou sulphure de le plomh. pero senza propria di- chiarazione. Anche in Dozy. Essendo strnosa per arabo. Etymol. 90. al-hursuf). capUale.lfabaga.>** 'a r bade rissa." Ijarsfif. alqueria. AAd qubbe ecc. ^AAtf AJ ) p. a).. . r. casale. j^^*m*^ di • * "^ . (Prax.. JO >*3 qarya. -A. puleggio. p. G-loss. Dozy. alfabega Dozy. . port. forteresse de a 1-c a 9 a b a (a 1-q a s a b bourgade. anche t^olnta. forteresse. Alcoliol Dozy. Cf. Devic nel Suppl. qarye. caso camimyna. (coll'art. Suppl.^*^0*1 p. 4..lcova da alcoba. mi pare al Littre che possa benissimo essere derivato dall'italiano carciofo.^. p. Unters. i^lcacliofa. castigl. specie di cardo chiauna forma mo- in Siria ^^y*** cx*^ji^ ardi sauki. ferme. Gloss. fattoria.. volta. casamento. -» castigl. metairie. non altrimenti che la tedesca artischoke. L'arabo ha pure s. Commerce de I'Algerie. it. espece d'herbe. ted. A. alcofol. p. C'est k tort que plusieurs auteurs ont traduit antimoine*. alcazaba. parola di cui il primo elemento 6 sicuramente cardo. franc. fv. Gloss. 29). catal. arag. 62: albahaca.12 polvere da SECTION SEMITIQUE canmme e »«X. alcaria. basilic. ^aJU> al-qubbe) cupola.. de al-habac (al- ^abaq) mentha- pulegium. da alhabac.

que e^spnrtfj Pedro de Alcala traduit par Gloss. etp^e d'herbe. banr dn . p.lfali (la alhaii' Hnufuxxhu) di grano: castigl. proviene l>enis8imo da alalfa. Gloss. npnrU. Col suddetto alhari. grenier. Gl.: LUIGI 8ALVAD0EE D' AUSTRIA IS Alfabrega. Wsoccm. magazzintt di grano s'intende fSj^ hoinibblico ryun. Dozy. lo fa derivare da Sono due cose diverse). granaio. Alfach come nome corrispondente a tSparto. 107: Alfaqae.. Diz. Alforge chiaina (-es) da alsarch (?). Est Aa>^*)» al-'arabiya (al-'arabiyya) la lingwi arabo. Sp. alfa<|ae banco di erba marina presso le custe. . Gloss. le wT^X^l ^vAX^ half& e AAX^ sainfoin epinetur. bruit confits de pltuieurs voix.. alfabega. nonche magazzino di vettovaglie per p. alfcrga. al-huri magazzino i di grano.ptdegium [pulicaria]. ble. mentha. Gloss. aable^ 1ms fond de? (II. al-habaq. iiX^).. algaravia. soldati. magasin de lat. alfoli. Alfa castigl. 62: albahaca. A. v. dell'Acc. basilic al»-> (franc. Dozy. A-lgaravia Dozy. castigl. stipa tenacissimn. bega castigl. aggionge: inenthf d' Arable. baragouin. roseau. s. volg. Gloss. «En Navarre on disait algorio la et le mot arabe a encore une fois passe dans I'espagnol sous forme algorin ou alguarin ». - la langue arabe. p. p. noncbe h a 1 fa jonc. p. galimatias. 100 e Suppl.. giuiico niariuo. Nel Sappl. a Minorca si comunemente bonctua o bunatus. menthe snuvage^ Innrin' ronr. coU'art. albahaca. port. yerva propria de Espaiia (Dozy. alforiz. aussi. arabo AftX^ al-halfa. albftbega. alfali. da SjHirto. p. huri o hori. 116: alforja btsact da "^j^ al horj^ Z. Doz}'. ^Ifacli. 119 algraviOy arabia 1) algarabia. 139: alholi. de <^^^4^» alhori horrewn. fabrique) (par transposition) de ^^^ ^ hiisiflr. canfimmie..J^ l)urg sacco da viaggio ecc. Dozy.

est ^^j^\ *l-garbl 3) Algarabia Due piante. algibe. port. cenader en sobrado. feu que I' on fait sur la c6te i^our donner quelque avis. segnalc. Gloss. bijoux. A. Dozy. 125.. bu- Alimares Dozy. p. Da ^J>»\i^ Gloss. fossa? Spagn.1JUP. camara como guiera: (soffitta).. gioia (gioiello). a) euphrasia. ^ubb p. Gloss. Dozy. I'or- chose qui a quelque valeur et plus specialment tout ce qui est destine a I'usage ou k nement d'une maison ou d'une personne reaux. algarabia en (al-garbi) del regno d'Algarve. Gl. ou habits. ». . al-gabr. Algorfa. cisterna. (coU'art. al-ghebr) W^:^ in origine: rimetter a posto forzatamente un osito ratio o slogato. quindi anche ridmione di equazione {ritolvere tin' equazione). V..1 (?) . Glos. lits. 4 . algibe. avec la «. etc. sobrado da <X3m%J\ .. fem.'eZ algorfa (al-^rfe) presso Alcali: chamhre haute solaio y da camara. p. 123: algebra = j^^ al djebr (al-gebr. de »^wjj) al-imara signal. Aljub (arjub. chibo. Dozy. 8. algofra grenier. aujup dall'ar.: 14 SECTION SEMITIQUE 2) algarabio. p. p. ital. Dozy.. utensile. camara donde doi'mimos. egiz. 127: algorfa. Algebra. 141 : alimara. comme tapisseries . anjub) dall' arabo. — Bocthor (Egitto) A-lliaja da haya. pr.y^al lit al gubb. 133: age (bisogno) cosa posseduta alhaja designe en general toute 1. ^'N^ al-gubb. h) plante du genre centaaree. cisterna.

r. Dozy. di ^^ ^^X a 1 - m oga w i r 1 - m uga w i r) un assalto nemico. 172. o alius (alviiralis. almirante. Gloss. rpurs. almagovares.. A. signifie. admiral) e inserta.. ammiraglio.. ted. ordinariamente spiegato con f^SJ) J?^} u m i r a 1- bal. almirante). mot un don volontaire destine au mSme usage. si castigl. 164 seg. almirant. (Sarebbe per6 molto strana la scomparsa bahr). p.LUIGI SAI. iVlmogna htito. A)^** ma 'fine aiuto.f^l am!r al-mft comatt" nlis dante delV aequo). soit soccorso.^*«**» al-meis al-mas]. Dall'arab./i-- ziaiorc. p. Gloss. aiimesch da almico. una scorreria (»^Lc gare). 162 : a 1 mece port. almi^a h Magreb per ^^ki^j al-mais od (. Dozy. ])etU laii. amiran- almiraje.. port. de la mer. avaiU-amcolui che >"> E plur.VADORE A. almogna per tri- contribuxione. sur — Almirage fonetica di •^ terre. a che fare Dozy per6 osserva che arabo. amiralh. $iero. ce dont soit le « Dans plasiears documenta da un impot sur les navires marchands produit devait servir h equiper une flotte centre lee Manres. almirage. da almauua clcHtosina. inoltre la parola in capo coll' mir venne usata qual Comandante aggiunta «t<r mer. nlmiraglio. • cavalerie (a le'gere.lniogaver Dozy. comandante del mare. la / (a /mi ran te. 179: almoyna. raoyen ftge. almiragius dus. Dozy. Gloss. almiraUun. (anche ^lAi ^.lmesli. atwto al Almirall. impos^e par prince quand . fa p. amiratus. On tronve done les ex- pressions dons e almoynes » et « galea de la almoyna*. Amir pero e arabo. D' AU8TEIA 16 p. C'est Tarabe ^_^*il al-ma'ona signait : (al-ma'ilne) qui signifie proprement aide et qui dele une contribution extraordinaii'e. donde lo spagn. jjOA*) . . ec. una >—^~'"^. la desinenza al non ha nalla coll' articolo ma e piattosto la desinenza latina . Nelle Baleari dice pin alniogtia per Inr- gixione pia. amirarius . aassi almice. serum lactis. Gloss.

mosrif non pronunciarsi al-musrif) pi. de i^j^HtX) al mosrif inspecteur. 179: almo- xarif e. 1 180.. A. — Come ^^» uj^ 'aun i'ane. «y4) al p. Gloss. che ha lo stesso ' significato. almojarife. Gloss. alquimia alchimie de fLxCvXJ) al-kimiya oggi anche Chemie. xo|iia.. A.. p. (coll'art. '/(r^\Llcf. (da v-J^***** musarrif). u J (^•w^ musrif. ™" Chimica. (. dal X sec.ina da a ma halia t (Y). nell'Higaz Yj rati.lquiinia. ^^^hI Dozy. ji^XJj*^ marzangils . almoxarif ricevitore delle gabelle (derechos) reali.L mesarif. a me (rad. almude nom grammi). . port. moradux inayyiormta erba. ^^\ a ma.. se paie port. almoradus ii^ijA dal pers. p. Gloss. «receveur de ville I'impot qui aux portes de et a Pen tree des ports. almud. delle gabelle erariali.. non si usava forma Almoxarif da castigl. mardaqus (coll'art. Un rati = 2566 J«^^ A. araba). aumut Dozy. derivata dalla radice amto. ispettore delle finanze.linut. de mesure de moudd (al-mudd) una misura 1 degli aridi (Nell'Irak 2 rati. Significava in origine la pietra Jilosofale «la p'ierre philosophale » dal greco xojio? Jluidum. serva. 16 le tresor SECTION SEMITIQUE public etait epuise*.^W-i i. Almoradux. orccchio di topo. almozarife. Dozy. intendant. y\) achiava. Gloss. da almardadux castigl. Spagna jt*^ fin «« m ardadu m urdadus la (secondo Dozy. 174. ^^HjkS al-mardaqus) (greco s. almosarife. Ispettore capo.. •> •> •xoogcot'Ic) maggiorana — in pure .

f[ui a la icuelle de JUi\jj\ al-barntya (al-barnlyye) : vom quo quid reconduni.^<^) ^ plur. Amoliinarse. puntello. Gloss. deriverebbe da terrin^. . port. flttaiolo. 73. yerva propria de Espaita (Engelmann)]. L'araiH) «IaX^ al-halfft (al-half&) aipxi^CA (ill pa tenocissima e mnutda €p^ 1 Aclet XI I"" Congrft det OritnlalitU*. i^mo da amou affittavolo. di ad-di'ma da A(«V<^i ad-di'ama. albornia grand vote vemittd . Qaando an veMtito. poute. attivo della IV forma o\^ • \ (per u^ '• '' ha- w ana) valer jwco. 100: alfalfa herhe appeUe OX' le grand trtfie [fi>^ num burgundicum. osservare che qui Engelmann sti e in errore." ' . amohiuat. be mi a. castigl.. significasse — Belot petU vas« tU Urre. da'il'im ^^^^ di*(lme. L'Accad. piUuiro. chez Alcal& (de Hi)>erDia. a3\Ci> pi. LUIGI 8ALVAD0RE D'ALbTlUA 17 Amburnia. Dozy.'a. mcu^ont.. p. — Vol. Dozy. irlan- manteau en robe fourr^e de peau de loop on d'aotre peao velae. III. allora ^Ui^ ber- n!yye dese). fittaiolo (propriamente come tr^' u in m i yy mm I nomo rozzo. «l'esp. de A. ' disonorante di . Gloss. usato dai mori. capote. de AiA» al-^alfa que Dozy fa P. 190: andaime. fa «. de Aloala traduit par esparto. p. andaimo. Gloss. oltraggiante partic. deWIrlanda. (jl*) 'nmman u n) u contadino. venire da i>A^ muhin. est: echafaud pmtr (L'accentuation andaime) de et aJVC*^» ad-da'&im Us poutrcs. uudaniio.. albarnia Dozy. Anfans ar. Esso pu6 maltrattante. forme d'une fictile in (V). vetement rustique k la fa^on des Irlandais*. analfabeta. «gro6 drap de laine de dififerentes conleurs dont on faisait des manteaox qui — portaient le meme nom ». al -!'»«. Andamio les da addaima p.

— «Le vient de JS&«J lamt nom que porte. LSa«»*aw) uspist. ». «JX4mA4m1 uspust da torna molto meglio il Oc«mAmi esfist. est une corruption de JiJAA/Aij) e il al-fa^fa^a (Ji^aio^AJi siano fisfise) luzerne. di ^m) ream) il quale come decret. v. A. danta mot port. r^-*** si'r prezzo qui Part. 195: Ante. alfylfe. aussi peait de huffle^. castigl. «En effet la forme alfalfez. Tariffa le che porta prezzi a cui si devono veudere merci ed diritti die su qucste devouo pagare. il Non si e (cfr. port. fr. Arancel i I iiffkiale i da alasar. qui s'appellaient JA*J J^ji [daraqat lamt]. dargadante antilope o specie di cammello delle Ande. G. di ^^mj^ mars dm o - puo passare anche per propria- pi. ^UwJ) ar-risela missive (ar-risale missiva). Gloss. alfalez e Trifle (greco {ir^Stxr^. dit formellement : Uaman Lamt ». adarga da ante. [Cfr. di il pensiero portato ad ^l^AwjJ) al-as'ar prezzi. ante ital. Pronunciando espist esparcette. Alcala traduce alfalfa per le fapfa^a. a») . dans les deserts africains. les dictionnaiies buffle. « On se ser\'^ait de sa peau pour en fabriquer des boucliers excellents et fort estimes.18 geios- SECTION SEMITIQUE ma it. alfalfa. en espagnol adaragadan te. e propone la derivazione j^\jX\ al-marasin (plurale abbreviate per iracciato prescritto. Engelmann pensa ad p. dante. — Dozy. qui est moins al alteree. 80 che cosa possa essere detto / alasar.. Gloss. si castigl. (selon Dozy. s. dante.. mostassa). erha me- dica Ituenie. araucel. 197. Torse pi. Marmol (Descripcion de AfFrica) qui ecrit « el dante que los Affricaiios quelquefois ante. Suppl. lo spagn.) lo spagn. Dozy. . p. il dargaa dante. ordonnance esprime mente tutte le prescrizioni. esparcilla ». ant a. Ante da dante pelle di camoscio coiiciata. D. un animal du genre des antilopes». aJUmi*^ marasim pi. loi. medica che per- O^^mJUw) espist. non ha mai il significato di da osserva invece che risale decret.] lama.

^'>^j^ qirUlle. chia. col rinvio al in panta) cIm greco xipraXoc xaf/caXXoc (corba che al basso termina occorre nei Settanta ed in Clemente Alessandrino. ma si nel Sapplem. i — {J*^^ il ris pfnne pi. anabal Dozy.). catal. ar^adell. dal Siriaco.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRIA IH Arganells da aleartel I. Dozy. cesto di giunchi ^JUa^ Xon qirt&1e si specialmente eorba da atino per fniHa. Gloss. j^kOJl ar-ra'Is) eapoy capi- fano. A. 198: arrabal [raval] faubourg (anche parroeville. arrabalde ill conserve ancora 1' antico d come alcalde ^^-«oLaJi al-qadi il giudice (osservazione del Dozy).irruez ovvero arruez? Arraval. da ral)at solthonjo. argola j^atuj anntau dt ftr ^ 4^*«3} a -gull {gofpia^ maiutie). ar^ollu. arre&s (?) Non e in Dozy. p. da jjOJ»ii ar-rabad (/m environs d'une si faubourgs). 6 nonchi abito pi. 1 198: argolla. di Dozy. AAbjJ qar^ale. trova nel Gloss. il jfcLj^i ary&i «ricoo. (I^zy. capitano di nave ovvero da ^J'^^ ra'is (che significa lo stesso). in Nel portog. capitano di nav* ppevenga da ra'is. cjustigl. fc I'arabo J^^j^ qartal. Dozy. da arroyat struN/ento (?). quartiere) p. Gloss. Corrisponderebbero all'accento originale spa^aolo: . Te««uto di sparto od altro per bestie pui-tarc le biiM'che d' aequa siille da soma.rraiz da ar-raiz mitiituto donde fopitaiio di fxistituento niomtro. sia 1' p.rgolla <la alfjoll. e la forma Spagnuola arrayz governante. goifica pure tutti nicessaires h viezzi per vivere e per mantenimento. Gloss. quindi ancbe ricchezza. f ft: . A. Suppl. . bench^ W"^^ ra'is usata. port.* T'orA^/. Gluss. Preso da (J**^Jj ra'is (coll'art. Arreus tirrvdo.. ojistigl. arrabul. 199 ha proposto Paltima forma. custigl. ^*^^ rli« aijrette de diamants mchAstis dans de Vor ou de Vargmi. maio: la detta parola ovidentemente il aryds. cAoM* rtca- la vie.

car a mon avis c'est un cri comme le il y en a tant et qui ne signifie absolu- ment rien. mosto cotto^ sciroppo di frutta. Aliega. Gloss.. Alcala traduit aliega par lit djaulac. arrope mosto cotto. Arroba peso da arruba castigl. Arselaga da al djaiilac.— Nella Spagna JBI anche cox).20 SECTION SEMITIQUE erido per incitare bestie da soma.rrop Da ristrettOf da arrabb i-*^ castigl. a r . Les mulets comprennent. — Ma Dozy. ^yi^iAkS il Da ^J/* rub' ar-rub' (la qtiarta parte [die\ qintar quintal\ coll'art. A. la E il pers. in Algeria grido : ^/») errih. yU^ixi j\^ dar sis'an (forma abbreviata uUA«i j\^ d4r <i'4n albero spinoso grosso (crassus Wall. onde appunto di bestie il Arri II castigliano arricro conduttore da soma. il per co- — nome di un arbusto sul quale vedi Dozy. pers. anlaga. abulaga. V»a3^|^ e inoltre p. (Dozy) mais chez Ibn Baitar: il ne faut pas en deriver aliaga.r u b b s-u^o vegetale condensato.. la arab ^»ftJ^^ sella. harre) che taluno deriverebbe dair arabo j^ j^ harr harr il (grido del camelliere). oppiu-e asinaio. et cela suffit ». nome di arriero applicato al conduttore di bestie da soma si puo con certezza derivare dal grido arri (arre. coffre j\^^ guwal (area. 203 osserva giustamente « Est-ce que nous chercherons k present Torigine de ce mot? Je crois que ce serait de la peine perdue. si- <~JL)^y^ g a u 1 a q e grand sac pour Egitto). Gloss. coll' art. f finale araba ha pure nome di a breve). ajonc. esprime pure pannolano ruvido per coprire Ar. L'Accad. arroba. 371. Espagn. farine (Bocthor.. gaulaq colla. gnifica les grains.) la cui corteccia simile alia > fe . L'abbate Barges sentl p. '^y^ gaulah. {sacco di lana]. le I wZecc ewro/Jaew*. traduit Aliega il par ulex.. car on in gaulaq ispagnolo si chiama yal&ca spino E il pers.

Spagn. port. ^SjK:^^\ « jl) A3A^ yoal&ca ou ar^il&ca.QUQena. azoot. jALtalaga yot Atulugar stare alia vf delta da [castigl. certain qu'ils ne sent pas arabes ». asoth. . azote sta pare per azoth = 3^ iVi da v3^J'"^^» az-zaftq universalis medicina. . V^^UaJl at-Ja- sentinelle avamate. p. Nat. Gloss. argilaques con- corda sopratutto arjalaga. Da qaeeto yul&qa. az-z&uq A. atalayach donde anche talale talayote) come sono chiamate costruzioni meiraliti- che costraite anticamente. Gloss. on lit. 15!) — ftnriMi- servo ail Aniiuatiz/ari' il vino. est Con ardgilacn e val. da atalag^i torrc di t/nardia. rVM^AM susan. Dozy. s. Je de Europa. secondo Dozy. XIV. avanguardia. cortoccia ?) 16 (leg. Dalla proDuucia yaluca. en retroave ce mot dans 248) le dialecte Valeucien: FiBcbar (Gemalde von Valencia Ulex Europaeus en £sp. yalaga viene aliaga. rcdettn..LUIGI SALVADOBE <d&rasay8a'Aa. quindi quale cannella iathus (la (a*. v. Quelle qne soit I'origine de ces mota. <ie Naples du Mosta'in! I. argilaques d' Europa En France aossi ou diaait il au moyen-&ge argilax. XIV. Dozy. in iapagnuolo si scrive pure ^^^J ynl&qa.Socondo Plinio.*). val. Gloss. Questo h D' AUSTRIA si 21 VaspuUUhut che. aliaga ».AQOt da avot frusta. come trova Hcritto in Most4!nl. esploratore. plarale snddetto La forma spagnaola gli sorittori atalaya e 11 at-tal&T. a^onte fouet de Jd^^aJi Ati-saut (as-sut) frusta. azoque. Ma « dana le man. sen a (as-siisane) de ^ymy^i susan. ^j . mercurittm {merciirio). oLntym (di cui 11 precedento e nome d'unit^).»iiy m sausaii. ^^^ talar (pi. greco ooOgov.. p. Hist. ^iL Ifti') tali'a pi. coll'art.. 228 : azucena lis blanc de A) w^m^W) a s-s o u- siisan pers. 228: azote. azoth. ebraico TW^ susan. deriva lo spagnaolo anlaga donde abalaga. Dozy.

Tit. ^avilla yerva del acibar) che risponde alia forma magrebina 'i^jk^AjS as-sab- b&ra.. novia. aloe. Gloss. i as-sabir) Dozy succo sabir (coll'art. el oficio de las atalayas porque han (^Gruerra a estar todo el dia catando a cada parte ». La parola non corrisponde ad altra radice latina. p. 35.. Per qaesta e (al plnr. e castigl. 209 seg. wallade partoriente. guardia. specula v. la de Gfra- 65) : < Lo que aliora llamamos amigos de vocables el estranjeros. Pedro de Alcala da invece ad (s. llamaban nuestros Espafioles. '5<X)I ^M conda. Ji^*Aj\ amaro di wm pianta. I La detta atsebara (ma meglio. stante plur.tsebara J^JiO aloe^ da Sab bar a. (coll'ac- Le forme portoghesi azevre. ecc. fcJj**^ tawali\ Per sentinella Alcala usa layador. en atalaya*. azebre con azevan cento snl prime e) parlano in favore della forma as-sibar.* torre di vedetta). Dozy. (Secondo cia si bar. (II tutto presso Dozy.atsebura?) sembra a 9ab&ra (con ^ab&yra e <. di Va in principio di parola. a ilde (per i^j £ w i 1 d e) <aJ_j wa 1 ad figlio. .) gli arabi usano invece la parola mat la' ata- iuOLw tali'a pi.) Atlot da welled. si riferisca v. escucha. — Mendoza centinela. XXYI.22 SECTION SEMITIQUE il i spagnuoli scrivono la parola nel senso di sentinella. sposa recente^ che in Catalogua la stessa cosa. arabo come il singolare) Alfonso : pL « et X X como quier que sea muy peligroso nada p. mirra. A. atalayer atalaya il significato di e especular stare alia itAjfl. si e fatto Sarebbe usata la forma femra. Gloss. in Ispagua si pronun- as-sibar). onde atlota. en noche. succo di aloe. II. ed in parte anche in Minorca sono Si ^H i^^^ donna /e- pu6 pensare a '»»>^ e. guardki (cosi (part. dia. ley.abira presso Alcala forma che s. e senza dubbio dovrebbe derivare da welled. perocche la corrispondente voce propria catalana e noy noya. p. [catal.

tAAjO h&l)i'e Ijftbiye (da Aaa> habje) si grande vato per vioo. olio (coll' art. 251 lo crede posteriore alia domi- nazioue nraba in Ispagna. lAzouwerd tazurino l&zwerd per Aji_^:^y lajicwerd) laj)iA X7C0''>0'. Gloss.m'^ ancho jHtp/tnrrta) fraiu-. ^^AJJu badgir. copri-piedit ed Pers. des niarchandises avarieet. p. A. arar/a. 4. bad a I lie eo. (od da babus. ^•Ju papiis pantofola (ietteralmente an- che T^-?w babAg. babus. 'iwir. ndvita. Dosy Gloss. foniirlht ihi (f mini in.. '221> : Dozy.Ufabi (jtrio ltd t)lio. lett. <'iLstipl. ital. pigliaveiUo esprime in una costruzione da Ic estate elevata sopra la casa. p. PI. e che pnre alia ven- . a dts marchandises da j]y^ defectnosite. 1' Non trova in Dozy. ital. BadalUCh. Cambiamento del$ac€o I'arabo T' i/io. ^/J^j*^ Idziili. cliiusa giro.LUIGI SALVADORE D' AUSTRIA 23 Atzur (la Lii/urd. Gloss. ital. Ce mot semble £tre one altoration da ^pero. Dozy. 13. port. insure. fr. e derivato dal francese baftouche.0V. 'a war. l'aral»e-per8an azul. I'^iU. Averia. \y in come in alforjn = ^^ad' al-har^ da viag- bisaccia. avarie^ Dozy.. p. avuer. Pers. baibouche. mutilation. "uwar ma'awar. al-l>Abiye). alfubiu. dan~ iieggiato. ^\^^ 0)«3 ^aAam sil'a dtLtawftr merce avariata. quindi ^JJ^JI* . — alfango = ji^^») voiia p. rasti^liiuio babucha. e dommage h un caigseau. trrivt' 217: averia. rctti/ia (lu iilfuhia. dii al-hangar.. con delle feritoie per »er\*e quali il vento pu6 penetrare da ogni parte. ^ z*)^* awariyye B BabUClia fia. pugnaU. guoftto.

en balde chose de ecc. Sadana badana paree. 233: balde. arab.. vain. baga baquesX cosa insignificante. Bagage Turco da bacache castigl. D. lat. (sic).. v. infim. Sagatella da bagatel. bagage fi'anc. tuttavia I'italiano bagattino. med et. bagatela. de Alcala le traduit par bal- La badana servait a doubler les chaussures et d'autres objets fait de cuir. it. Ital. inutile. . dal qual deriva la detta forma.3w s. ^«ktf^\* e rfSU^A.^Aj buqag.. pen de valeur. badana. pero con punto interi'ogativo]. bedana dans un arret du parlement de [Gfloss. de balde gratis. . 231: Paris cite par Ducange basane. Gloss. Lex Pers.24 SECTION SEMITIQUE chiama pure tilazione dei piani inferiori. moneta vilissima. un quarto [II Dizionario dell' Ace. de dres. Si ^^^. p. franc. 4aCVCkj fagotto d'abiti. ecc. Secondo Diez e Littre e diminutivo del neo-latino bagage ciolo. e La forma araba corrisponde a Wiillers. Manca. ii^AJ buqge e ^wlU pi.. G. (franc. [Cfr. di (.^ 4stfVJL3 buqce. bagnglio. Gloss. ^vaift. Simile costruzione poteva pure servire come torricella di guardia.. Balde Dozy. — Dozy. Spagn. lo fa derivare tWaUp baw ati pi. della ^ = [dura] alia la italiana cc e la spagnola ch) corrisponde bada- luch. ^a^iJU ba- daheng. propriamente fodera. < T. -' b o g c i a fazzoletto per avviluppare e legare uv ^ V--' . .]. p. iiiUaJ bitane. castigl. castigl.-lat. da battaua pelle di eapra condata.. 4^1© w batil vano. ^UflJ bitana P. bagateUa.^J0u batil cosa inutile. depourvu. balda frivolo.iu badheng che occorre anche colla forma ^jJUft^vj badhilg g che notevolmente (sequale fu sostituita detta forma condo 1' la pronunzia egiz. cosa da niente.''«•' . bagatelle. picdi quattrino.]) peau de mouton predoublure. in Dozy.. badheng nr*>U . buqse pi. en baldo port. A. ecc. pers. bagace.

Garragan y Cl /f da barracan stoffa. albornoz. stoffa. A. albernoz. as paid a per »pculula (Tknty). in quantith. (anche (JcT^ il cammellotto a mantello donde franc. turc-fran^ais it. . fr. rolde dii per rotulus. de port. .) cJV^w biz-zef. : 1' articolo bagage). i^^y^ badawiyun del deserto. des dmiblures.] Hindoglou. cannrfan. Castigl. . 237: {jKorte barragana. (Vedi Barbier de Meynard.). p. ttomo (da^«Nj badw Sezzeff II dii bctsef i>/ (/ran (/ttrn/fifo. hoccaccino o boccatcino tessuto di lino con bambagia. aprrir di fustagno. [II Dizionario dell' Ace. M f UD/> barrakan barragan. Sedui t hcfluiiio. ha: bocaci mas gorda y basta que (?) (C\\M^ y de holandilla Secondo me 6 il bocassin del francese antico. G.^J0*3l 95 (d) e 1 come in arrelde ar-rati peso (di 2566 gr. Gloss. (j*<k3jjJi a 1 -burn us) parte del man' copre capo. roxxo.] (Ofr. moUo. bedewi deserio). volg. Dozy. (del la jir. h. Tela de uno u otro color. bogaci) m. Diet. da badaicoi heduino ed anche selvatifo. franc. cappuccio. Samus (jtAJjJ^ ielto che (bcrmis) ulbonio^ rnpiimiin soliUt a imrtarxi fini rnfjaxxi. D. castigl. bedouin. barragan. che risponde al tarco Toile d'un Tissv peti 8err4 lyoLc^ bugiis 1' = qui srrt h /aire s. ital. castigl. relativo al deaerto cO"^*? badawi. v. Forse lo stesso die tuivo 43^*^ bogcia (cfr. turc-fran^. burn us it (coll' art. Bocaci 11 da bogacf.ci**^'CO boghase.LUIGI SALVADORE Metatesi di t D' AUSTRIA per ^. bouracan de gro$ camelot) U o^ barracan. portog. hilo Spagn. burrukan) nioffn fftossnhnia di bouracan. magrebino (alger. Diet.

ma questo e totalinente smembrato. castigl. Gloss. spagn. Dozy. il arcaduz (dal- ^>>i^^^ cadu9). acadiiz e arcaduz. Dozy. ha cfr. p. Dozy. b«gia. les lexiques le arabas ^^S cadah [qadah Alcaduz. xd^o?. 1' Humbert ha notato JHiOL*^ egiz. cadalie. Setteutrionale. hicchiere] est seule- nom d'une mesure de capacite. »j_^U*< sabura (forse dal persiano sabwerd cerchio intorno alia luna (alone)) brouillard. Bugia Bugia neH'Affrica donde si esportava delhi cera. v. ^ . piccolo Spagn. Dizionario dell'Ac. d'ou I'on esportait C Caduf (la cad at" od alcaydiis rnso di terra per tirar I'acqua dai pozzi. 78: alcadafe.) designe k Grenade une mesure agraire. franc. [11 I'ar. et (tutti portog.26 SECTION SKMITIQUE inhhln »la Boyra chaboura. alcadef. 243: bugia bougie. gr. cosi pure invece ^ h. albol'era per albohera da s^i^ buhayra. mare (dimin. da ^Hj v»5'«^*' al-codaf ou al-codef [al talan avait qudaf va^o di tei'ra\ « p. da 91 s. Gloss. di di >^ b a h r mare [f invece di h p. castigl.] . fr. vulgo Bougie. alcadefe vendent. rivoltarsi e rituffarsi come il caduf. Si dice pure eadufedjar fer cadufos della coiifnsione d' intelktto della recchiaia. albohera. Esp. Bufera albufeia da albueira pal/ide. ant. ^H cadahe. Dans ment (pas dans les diet. da ^waBT bigaye de la cire.]). Bugia. quale sinibolo dell' affbndare (luvecchiare). p.) pot de terre en dessus duquel les cabaretiers et les boutiquiers ^_| mesurent les liquides qu'ils qui re^oit I'excedant. Le ca244: cadae. Gloss. cadaf sans Particle arabe [come quij. chandelle de cire. e la derivazione non e credibile. bougie. albufeva.

castip:!. Pers. . Camisa (jMU. 377. Gloss. 185: alquermez.. »»io Kiifur <la canfora. p. alquetifa le taput. Pers. p. cami$ia). alcatifa. T^ozy. Bien qne ce mot — arabe soit d'oripne etrangere. Dozy cadde. carmes donde carmesi. Oloas. 4Xk^]a3 qatlfe vellnto (velours. Gloss. 245: kambAs) veto antifa^ de novia. Catifa lajtprto (la aU-atifa. ossia rosso del verme. de cette langiie et non du grec xisrap:?. forse dal Int. «Xa3 qand tucchero dal Sanscr. D. 247 cande.#3 inii ((innciu da eaniix. e arab. k hand a. I'article al demontre que les Espagnola alcaparra dn curmi.plntot da nom d'unit^ f^^T^' qu'Alcala donne sous alcaparra.] Dozy. G. Cambux thnna da eambux. p. Dozy Gl. Dozy. qoindi iS^j^ creuxinino [dr. kviwi sauscrito. Karpdra. (kshaumi) si fece ksliaumas <«2a di /tno. Carmesi y^y^ qirmiz qirmizi il (coll'art.. Candil Gloss.. cuuverhirr da AAaJoaIi al-cat!fa qui se dit dans mdme sens. o cocciniglia si rosso cermiglio. tunica (lat. p. da dtmna (Alcala: Snppl. Toca de mager Dozy. pure candil et Canfora. eas-tigl. zucchero (candito). traeva il = venne da nn uenn*. sanscr. dal sansorito kahup. 344: re/o <// cafe de i^^ qahwa.LUIGI SAJA'ADORE D' AUSTRIA 27 Cafe.). carminio: A. alcaparassa (taparera a rajjjM'ro. Gloss. qahwe caKtigl. candi. 88: alcatifa. Dozy. Caparrassa Majorca) aUubnisi. cambux ^uamise xnasqne on voile e convrir le visage. 86 : alcaparra cappero da jLkii) [al-kabb&r] al-cabb&ra ont tire leur [al-qabbar] alcabbar. satin). detto il cocco. al-qirmiz) rt/cAwmw. p. velo da mnger. yj»y^ Kanbfts Dozy Gloss. bevamdoj vino. port. ou iLoU) p. qamts camicUt. (pronuncia cambuj.

zarbatana. sarabatana o saravatana. azero Dozy. solo 8i*^nifica un tuho di da 8efer. zero. cero). neo ellenico Turco^Vjl^ hawiyar per^y. navaja de harvero — ttifra e sufra anche rasoio. 1^ e ^ anche AlU^ sinfe p. filo delln spada ed anche lama. aceiiet'a. 251: cebratana. safra. . MA*a sanife (probabilmente stoffa per gner- nizione). as-sanife) orlo. castigl. Gloss. fimbria del vestito. secondo vetro. Alcala: s. castigl. Le meme mot est Ctiaffarrato *j^*** da chafra. castigl. Oenefa da a^^euefa (asceuifa). m u8 e rasoio. : azanefa. port. can'ale. zero. cerbottana]. ital. 253: cero. horde en tapisserie de port. ciro. frange de AXXaa)) as-sanifa L'accento cenefa si riferirebbe a Ahk^a sanife. arab. •• •'. 224 lit. sanefa h&uppe OM ora veMis. v. cerbataua. zero da j%*0 cifr devenu aussi cifra. Gloss. (japapOTava] da ^Ua>j>^ zarbatana les oiseaujr. cifro. {sifr). tirai-e » cenefa » ^XAaaa^ Oerbatana da zabatana canuoue per [ital. A:'ab.. sarbacane [e sarbatane] [neo-ellen.. Dozy. safra e chifra a 1-m ft 8.jl:> hawiyar. Cliafcrote.. Gloss. franc. (V. taglio. ital. originali. qui designe une sarbacane dent on se sert I pour tuer anche ^iJlJflA^ che. canepa. zarabotana [leg. i diz. da(/a cnrtn e lanja. p. (coll'art. cerbatana. sanife. cerbottana].. Dozy. hawiar nova di stoi-ioue salatc e pressate. Caviar. ciuiom. canefa. sanife .28 SECTION SEJSIITIQUE da Caviar castigl. fr. p. Cero. agli uccelli. chiffre. zanefa.

alcuzcuzu. p. chaux iisato in Maiorca nel senso di xchmis persona rozza e stupida. Chaleco <» . a 1 cose as a. Cuscusso da al-cuscu8ii. Cfr. oU k la desinenzA romanza. cibo de' Mori fatto a piccoli graoelli tMiKli. esp. alcuzcnz. ciawas.! LUIGI SALVADORE D'AUSTBU Dozy.&) al-djafna (al-^afna). Dozy. la semence mondee du mats est appelee coug't couche ou couch ccousse. e fjDkS^mJ k ask us. d j. import^ sans doute par lea n&gree africains A Saint Dominique. p. 291: Jileco de le franvais chaleco. Ce mot 4 donne mSme origine les sM>.i yelek (jelek) est un mot d'origine torque. In En Espagne on prononqut chichifarote. sen telle. naissance a (Muller). poor amincir le cuir ecc. Cofayna da alchofaina.. e cue lie. que Arabes ont adopte. araldoy Kergenie. u^4MkX4MJ kuskn- sAd (nel Megrebino). Sappl. Gloss. al djufaina est le diminutif arabe de 4aA.auz £ da i-haiix aeryeute. _%<m»^4mJ kusknsfi p.. aljafana. chaiero: franc. p. — Chez Alcala sont hormigos de ma»$a. Dozy. aljnt'aina. de couscous. one mets tres-nsit^ en Barberie. ecc. (JmwXamJ^) al sorte de 96 : alcuzcuz.. Gloss.. giUt semble avoir la wUL^ yelek. pure Dozy. Alcala: Tranchete de t^npaUro. 144 e 145: aljofaina. fra. chifla relieurs etc. 11 turco (JM^^^ > cA5L9^*^ ciaus. Gloss.. in Suppl. (Davie. au Littrd). alcuzouzii. al djo- faina. apparitore. esp. Supp. castigl. Dozy. ciL'^ti^l. » raeioir oQiil de* 253: chifra port. Ch. utdere. . E singolare in 6ofayna la sostituzione della 6 a cb.Jalccu da chalecH ijitthlMtto.

al-qulla groaso vaso di terra. castigl. denarius. EscabecllU i'l da sic bdc oscabpclie salsa per cousrrrare pesce. alcolla o/\o (1. ca»a del lavoro.. s i Gloss. dal latino. U^am o U-^T^*** sirkeba (sirke = acei^o). de citrons & de ^\jS. 205 seg. composes de vinaigre ou de vin blanc. 92: alcolla grande cntche de ^Xjll) al-coUa. . in : Espressione Dio come Mahometto =:r: con Dio come Maometto easti^l. dinero. ^UXm< e il pers. adrasana. E Sncola da alcolla. Ar.m sikbag ou sikbgg.aO SECTION SEMITIQUE D Dinar da diuar. sena d'onde in oriente si ital. (hiiaro. Gloss. ata- IDressenet... 261 escabeche le port. arsena e dar- derive poi 'i^^Mtji — Dozy. Derivato da ^fiLufi I il»> dar sina'a o ^^Lm£LJ\ I y)^ dar es- sina'a. p. . iIaJJ "/ dinar in Oriente moneta d'oro dal lat. fabbrica. p. (Eu ^^ M come <>^#). I'arabe p.. En Ih _ como Mlalioma. Dozy. de feuilles de laurier. castigl. arsenal si pronuncia per dar n a 'a. dresseual da at-taisaiia castigl. sezione del lavoro. coll' art. AX3 qui la. orcio). rezeua. : Dozy. aussi escaveche sorte de sauce pour conserver longtemps poisson. Gloss. alia voce tersane (per arsenale).

. (iwaiuhi o Itr. falce quella che iMglU. bagngeg. nefle. '* '^ .xeroln. e * grero mnnnaia^ stnimento di aapplisio. p. p. aiambojo r"rfr. inmntam. V V *^ Ty^j zenba^ castigl. assi de sa persona como dal adorno. Ija parola falaca •deni- tortiirftiv uua |K?i-soiia tisiciunciitc o spiritualinonte. (Confroati«i il tuttavia. 221: axuar. difalcare. de meme que ach-chon&r en arabe: supelUx domettUm. enxoval < lo qua muger lleva quando se casa. 34: acerola. Dozy. pag. Dozy. catamiento doUj as-siwar. scure. s. de atavios. boos olivier taufMigt ^^ ^ bangs. cMtigl. Doz}'. p. Belot: it uteiisiles de menage.v. BistAni miglior dano. da a/ZHbaehe.'265 port. Le s^k^^\j ••«•e parola h b«4)era. Gloss. acebiirhe*. Tj^ nula i * Stzerola. Alcala: doU o catomiemto Mais ordiDaii-ement axuar : signitie ameubUmtrntt mo&ilier. v. as-saw&r). Falaca ti«a da falai-a stninn'ido da tortnrn. £!xouar la (ajuur). de ^wftXi il falaca (falaqa) /wdr*. 264 •.. eixovar. Glossarii arabi pi& reoenti hanno z eltiiil^. latino falx. La dictionnaire berbdre donne. port. falca a paif. Gloss. accetia. X > • •X ^t-J^i JUUi fiilaqa est ceppo per dare le baatonate. acerola. 3j)j»*J aubepine. de hija. fruit) da \^-^J^jr azza'rflra metpilu* J neflier.rnir^r deriva da '^ks^jjijy\ az-sanbA^a. e ffsXsxv. ~ Bn oogifo falca un morceaa de bois carr^ qu'on % ooopA vtfc ^^ * U du trono d'un arbre. exogar da val. Gloss. Dozy. y servicio de sa casa » de^i^4«J) ach-choa&r (aa-aawir. port. ejtoir. Gloss. Alcala lo 32: acebache. exovar.. faUoa.LUIGI SALVADORE D' AU8TBU SI jptr tlitio Eltzaboge (comuneinente per Af^astre) twato u Minorc* Helmtico. asarolla faap^oe da azerolxu. atzerola da az-zarora.

f alaco) ^ ^^ Come il pi-ecedente. secondo il il Littre. fardello. fan fa portug.. Falea da faluca. 108 ha: alfarda.-AA3 falaqa spaccare (identico a (Dozy. miiioi-c. p. ital. Gloss. castigl. disoccupato. felouque^ derivo dal— « petit navire a voiles et k rames » Jal. filuca. faro (greco mod. — La parola si r arab. come jJyJ <ar<ar chiacchierare f. Diez crede che sia lo spagn. ingl. franc. (Cfr. I da cui ^w3 «^ farfar leggero. haraqa sopra arabes hruciarc). a . folie. poi generalinente harca (harraqa-haloque le halca. castigl. p. ancora it. D'onde. Gloss. hrulotto (da v3y^ v. fanfare e quindi fanfaron.. vanterie. fanal. Manca in Dozy. rati.32 SECTION SEMITIQUE (la Falca talon catal. ^ Pj^ farig vuoto (vaso). per analogia. female. fa 1 u k e). falua (halca). castigl. ital. '^avapi). franc. castigl. Dozy. ozioso. ( — Enfiu mot est retourae aux Ai^AA fu 1 u ke . JjSS falqa to defalk). alfitra esp^coj da contribution que payaient les Maures(iues qui vivaient sous la Dozy. e >^i fiim aglio). da far da frnjoUo di ahbigliamenti domieschi. !Panfarr6 da faujora. de boijf difalcare. ital. cimm di ley/to (ckuu da niadera). che prende per onomatopea. fanfarron. 214: laluca. fanfarone. far da. ma e parola vecchia e e certainente sconosciuta ai marinai del qua e la usata dai piMedio Evo. fardaj fardeau]. Dozy de- — riva faluca dall'ax'. chiacchierone (in ogni caso . dall' farfalhar (colla r) essere danno arabo y^r^ farfara leggero. Fanal tvJL9 da fanar liime. fr. yarda [ital. Suppl.• Ci^ ^ ^^^ nave incendiaria.fa loque. A^\y^ . S^arcli (pereroso) da fa rag a. port. UUli fulk nave. alia O t (s) in arabo Bubentra talvolta <_3 come in ^yi ixxxa. jyronto. eclat da V. fanar fanale. La forma spagnuola farfante ed occasione alia derivazione chiacckierone. fanfarDii. faluca).). libera. feluca.

e t e. ovvero a in 5<N^»3 faride groxsa perla.LUICtI bAI. ^ctM du XH"*' Congrft i/m On<ntali$Ut. iaiuixu. nltfra I'una parte del statfa (^triviere). per per « come in jLa^'. GI088. GI088.. rapina».iw p. mail ntn<:iii n inj. contribution. — Vol. uatota iiorrhi-U). petite ancre. gioiello ecc. 272 : g a 1 i m a petit / vol. i diu cormnti vguali d^l cnvalUtto da J|*3 paio fard.Ja:> huttuf gant-M. In quanto caso pensare a t a tarda per abbiglinmenti dimneschi si pa6 in ogni -^r^ fart moneta npicciola (nel mezzo di parola Jft «<JVl(aJ piiM suonar d cume in Itadiina per »J>'* bitana o batana). . p.da.m^ Dime) *prae. li<3»A3i al-farJa (per A40 JUi) taxe. 21'. Dozy. an i ma (^. iniuatiou des chretiens — dall'arali. OV. de ^UuS <!. chnrge.. vetemtnt de ttoldeU. }> croc. 2(37: fatexu. ecc. Q-alima. bAdingftl u^jB'Ju bedin^ftn. hatt&f e a 1 1 e t*. livrie^ cui derivazione dall'aralto egli rigetta. de ^' i'Ult. connon. 271 . p. melenxana. J)0/A'. ciisti^M. Dozy. unifr/rme. donde anche : lo spa<ru.".Htt» rectturbies. III. G Gafet (a). A Ifarda Terrne de charpentier. meglio i«>»3 tarda pans parut haitente di porta. - . a fe t e crochet. Pag. come un una cinghia della una la parte della soma A pag. j^Ufl^ a 1 liottaf. 38<): fard a port. volg.\ adore D' AUSTRIA *. (jomii).

<^»%* . arel il e garbillo. GarrOVa rdnnha Hn Harruba. — Pem. che non tiene nulla. ((VHoscio. .. attingere. e. gandoura. ImUiyUa. port.. franc. Gloss.272:de^^^A£ gandour (gandur). contribnzione.Gloss. carafe dall'ar. 274: gar rat' a. G. girbal vaglio. •M^^L^ gam As e buffalo. bai'ragan valiente. V-5^/^ liarrul^ carrubio (al sing.AIITIQUE rastigl. (Di qui foi"se I'it. D. come vaglio. p... allegado en van- do. testa vaiia. iXj^J^ harruba). rtirmhio da Q-arrove Ha rub. rofian. tassa. garrama. il poeo seimo. che diviene percio un balzello. come p. s|)et'ie G-arbell di raylio per moudare il grauo. Castigl. fat. come mrafina la bottiglia piccola. ^^1^ garama e imposta. Dozy sotto alvarral. debito. Alcala: gan- dour garden que se quiere casar. rofiana ecc. caraffa. Garla botti- Garraf glia ' da garuf.r 34 SECTION SE. giara. meuo la giustizia derrama. sotto algarroba alfarroba. p. Gloss.) Jy In »* garbal (garbel).) Dozy. Gt-amuza. X. In Dozy. Gloss. di garbello.sarrafa (garrSfa) l3»* garafa. doude auclie franc. G-andul. latu (grande: earnfa e carafon. A. barragana. carafe. A. da ital. D.B. nel piemontese. Belot: coquet. si usa quaudo vien lunque imposta. gamuza. In questo caso ch sta per ^ ij. faquin. (Estesa dissertazione presso Dozy). indicano seinplice e la bottiglia grande. da guiibel castigl. nel prelevaie " (jiia- Grarraina. G. Doz^-. imtlfa. in gerra o charra *jS^ garra. gerbola testa leggiera. Sotto ga'rr derrama. In J)ozy. pimpant.

. Gloss. t'rauc. faquinerie ecc. Crayte suonatore. Diz. fa derivare gabarra da carabo e qaesto dal greco xapa^oj donde I'arabo «^'»-9 «iarib pi.U'TfiT SALVADORE D' AUSTRIA 85 Oassemi da yasmiu tiilsotnino h«H"e. Metatesi. . Dozy ^ d'opinione che Arabi lo abbiano preM Spagnoli (Ibu Batouta nacque in Taugeri I'aimo 1804) s. castigl. de si AIOaC gaita (^aita) che •H Jiute in prestito dagli trova in Ibn-Batouta. (Js. gelttomhto. da pubana. <>«Jji3 1 al^anlara recherche dans In mise. gabarru. di cornavtnse.: 4jaxi (^^P- gaita) au Maghrib esp^e^ /lautbois (Alculu gayta).) Porcion stielta u atada dc sarin ientos ecc. [Ital . sarebbe '». Diz. mur-~ muHo de gente. algazarra. gabilla gavilla n/w/vV i/f gntm*. iniln. roydo con yra. rw/do murmuraudo. t-astii^i. detta auclie xeremia. wjl^ (|nwarib. au bruit instruments militaires. Pera. Dozy. bruit. Dozy. \^ J^J^ ^azzftr e canneto • (fruscio del vento?). ij\^ una can na. col significato (Engelmann). ffdzzun-a <tfn p. — de al contrario dice: Suppl. gbandar* ma la parola e la cosa non hanno che fare 1' ana con T altra. ha: (del ar.** [spagu. Sp.Malmeut€* o pirn. dell' Ace. 126. — Alcala: gaz&ra *\^ pnria. G-ayta da guyta rornamujia s|)e<. rhlihnUi\ u Maioiva. Gloss. [II gabarra = grossa barca].]. coups df carum. deirAcc. port.. gli II. gabarie. gatzarm o \'ij>y^ gazara] rej(ntis»auceit h cris. Furiscontratoconalgandar di cui sopra.") O-avella [II da (•al)ila. p. it. 880: gaita instrument de musiquc. Speiie IG-avarra di nave. ^>a^V«V. 122: alpazara. Vedi gandnl. j><V»v# yftgaman. uW^ y»««- a4mU yAnam Q-atzara. ^Xaji abila has df foi'vaje. yftsamln. Spagu.

goinia. ginejjro.. Littre v. Gloss. : getah pertjah gomma di Pertjah. (1. 52: Agengibre.. p. gengibre. couteau derivato mi a.: gineta fr. sotto a 1 j a r a e arr a. Gloss.. Dozy. Ak<^i kummiyye si mamcu. orcio. punal. f/inepro. itel. p. Gloss. gengible. de x^j^ garueit (gar- nait). Q-erra.. D. Gloss. j Dozy. . giiafa — (jiniffa. 1 G-Utaperclia pirrn. o meglio piiu deiivare dal latino jtaii- Ijerus. Grinebro in da Az-ziucliibil. Dozy. port. aguniii combe en usage chez il Maures. so leva portare questo pugnale nell manica. gutapciclia i/ntta- K malese s. 1 . secondo I'opinione del Dozy. Gloss. ageugibre. adoprato yinehro per (jinepro. cio6 di Sumatra Cf. castigl. ^AA2P\Jl az-zengebil Grirafe. u r a f e giraffa. genette . castigl. (Xell' italiano tiovasi piu-e. castigl. giarra. 282: guinia. A. <la (inta pt-rcha.36 SECTION SEMITIQUE Greneta. 276 e Suppl. vette p. espece de poiguard. (Juniia dega.) lima. girafa de ^^]j3 zarafa ou zerafa^ G^unica. gingemhre. da cni e pugnale da j^ magreb. iy^ garra hrocca da acqua. . |. espece de c/- dont la peau s'emploie en fourrure. a go les Dozy..er- che. presso Cherbonneau (Magreb).. ^Ajk^Jf zengebil Dozy. Lo stesso ripete nel Suppl. castigl. A5 )i) 278: /. AJ 1)^ z a r a fa p.

et dont chaqne couplet se tenninait par refrain: II Dansons la Carmagnole | Vive le son | Da canon. giaeehetta). Xilimona da U\vtn<>nii. ici. Littre. qui sert de v6- tement pendant -e le jour et de couverture pendant la nuit. CtIos8. castigl.LUIOI SALVADOT^F D'AI'STTaA 87 Jacera. Semit ce VjU^ g>>'iz povliy &\f< U terminaison esp. Ct. ou allemand?) Ducange demande les ne vient pas de Jacques. mot (roman. Pers. Corrisponde meglio al francese jaquet."in JTaique dii hagg restitOy mnntcUo. jaquet diminutif de jaque. U|j^*» I^As^n (J)'*a:^ iViz. paysans revoltes (Jacquerie. Dozy. do i-iu>con. A. fa il pi. giaccn. (On peut ajouter en 17i>2 Thorrible par analogie: qu'en Piemont et en France. iJ^A»» haik I pi. ital. 1358). JU^ hiyfik) e wmL> hitik. trave trasver»aU donde chocen. littmur.) parait avoir ete fait dans le XIV* siecle. On fl'il ignore Porigine de ce tedesco jacke. 289 Jacena toMnau.. ordinairement blanc. . Vetements 147-153. jaeqiie. hftjik en Afrique grand manteau de laine. on ap- pela Carmagnola la jacque des ultra-revolutionnaires qui avaient chant« chanson intitulee La Carmagnole dirigee centre la le Reine Marie Antouiette. ^<v3 1 i ni u e OyCy 1 » >" »'» d o C}y^ 1 a i m ft n e y^ Jaim A. Inn mi. e n a ? J^^^ e ga'iz trave. p. (It. Snppl. ita\. D. Jacena Dozy. pouire <fr Irarerte •or la- quelle las solives sont assises.

4Ad%e ^3 l^ \*< mi ma qad 'araftahu ('arafta) tu gift sai. \^y^ j/^ (<JUiij. co- nosciuto. com'ei >w-ftij. 147. (JiijJU) v-3>*J' •^* "i«^ qad ta'rifu (ta'rifuhu) cio chi tu hen sai."' m. mequetrat'e. / I <j^a^<* / o I mal)zen pi. J ca.stigl. Ua ka't-ta'i'if cit/ che come la par-i^ tecipazione.«A3D fn e partecipato. s. I gawara Mangara. Sarebbe infondato forse: I ^ ! 4Jb fc«A) U< ma ma kata'rifihi cio che e come la sua partecipazione. Gloss. Uj»^ Ijazana ammucchiare v. saptito. almacen.Spagn. almasceu. cib che i^y^ «^^ ^ ^ ma qad 'urrifa cio che gm e stato partecipato. ijj\.Acxi. come (fu) partecipato. La cacemn che donde sarebbe ijH/* magara {v J^^ si ^LC g&ra) perche spesso tira dalle Cavita. Cs. . ntayaxxiiio. da riporre) da Dozy. almagacen.38 SECTION SEMITIQUE M Macatrafa da majiatiaf. almacen. castigl. p. tiaiK'. Magatzem. bullicioso y da de poco provecho]. ital. fem. ^ f o *' . . Hombre entremetido. niagasiu.se^^ mahazin magazzino (luogo di accumulare..C) II ^i ^ /' ma qad 'in*ifa cio che h gia noto. [Diz.: meqtietrefe (Da]Viii\ lante) \^JiO-^^ mo gat r e£ petu-.

iont on se •frt rh Vt^n . fontr. Matafaluga. Dozy. GI088. lojjiio Si chiama in (|uei MatrncM si <|UolU» stnimento (invoco (|o| (TaheMa) rhc giorni nsa airaltan' canipanollM). matalof. mo- de ^ »Ja4) al matrah Si veda anche Dozy. e) AdJfl^ uiitraqa. Snppl. CtIosu. almatrah. 301: luaravedi petit« monnait de U dyiUMtie Almoravides de ^iOySj^ mor&biti une monnaie d'or. (leri tnoi-altati. LUIGI 8ALVAD0RK I)' AUSTRIA 89 Maravedis. p. marfega 18H = teped e 602 =: tepefion. 471 '^ p. en proven^ftl waraboU- pins tard c'est devenu nne monnaie d'ari'ent et luAme de cuivro. 11 Vocabulista pubblicato dal prof.. flie serve di i*ainpHiiu in alciini pui*e ^ioriii della di sottinianai sjuUii. fa>ti^l. cat. imar&l>i(I). mat a! at". 20).. Matraca <<»n da matiaq. p. maytio. Dozy. halwa) grano m per b e frequente (Dozy. en el cainpo. rr-:-^n. it^^tJ^^ ' matmAra tamara caveau. anin. (\n IMatalaf matrah. Ce' yA* 'T matrah = Mafalafium. Gloss. ed lestino Schiaparelli pag. /i/. 151: almadraqne. atiirr dalKar. de Parabe 5»A^ *V^ Iiabba-halva (habba hulwa.].. 31<»: matraca . EngolmaBn. de Alcala traduit par algibe. "Masmorra.. iiiii/iinura <iai niiii I Til fHiijioiir.. Dozy. si getta ntnteraMMo. p. lit. t valenz. /•»»- . Dozy.. niata halaa. batafalnga volg. prison de fi^tla^ primon. Dans I'origine an din&r: ^«. T Ja^ m a lelto. r ah Inoffo dove qualche cosa. maririh. telas p. mat mora (matmura) cueWj carcfil que P. Gloss. Tossa per carcere. dolce. 238: batafalua. p. fo«se 011 Ton conserve le bl^ ecc. significa pure materasso. matafalua Dozy. /. 312: mazmurra cnchot. (3r«^ mitraq (<auhio. Gloss./ silo da y^vO riempirp (una fossa).bjI»4 iLbi> dinar mortibiti (lu'on appellait mornhUinuM. Matiara teitehir (rmjanella) ymoXakW lopuo asto pur di lojjno attorno.

almostahlaf. Suppl. ponte... marteau. Dozy. ed mistiro. miroir deriva da mirer. Dozy. qu'il faut mestech sorte de navire de ^Ja.. catal. fnmc. almoli I ace 1 inspecteur des poids mesures. rufticio aliiii»stacen. Dozy. Pedro de Alcala \j^ mira miraor. zamara. miroir. mirador. de cloches. s. Mirall.40 SECTION SEMITIQUE sainte. ecc. meges Mesqui. et port. 177: t almotacen. Gloss. gleba). 314: mistico. (j**X«* ital. Maxiganga Pers. miroir. niirabilis). almutazafe. p. prononcer ^^ja4M»« musattah. mir'at (^lii.w»^ mi stall. della came. de «»^Af*A^) a I - mo t as i b ^ . — Littre.^ miraje) . un (^sJd4M piano.^ mir'aje. misero il fr.. pent etre un navire qui a un pont. mirer. almotaiMMi. dans la semaine in Bocthor crecelle. inusattah. lat. <Ot.r h^yj* (Cfr. ai ISCostassa relative. -T •^' specchio. mirouer = I'instrument ital. cita per6 nel Supp. Mostasseria Vw ftVrgV^iwJLi a 1 - m ustah 1 af // giurato. tillac sorte de navire. . mosca. 314. porero. prov. ISCingO da nienon. coperta) Dozy. de ii^a-* mitraqa. meskiu povero. mireor = le mireur. ispettore dei prezzi del pane. miroer. da ma^xi moscaio. (?) a lyiisticll da mi stall specie di ^vld4M>'« i/(in\ castigl. nfesrhino. 'LH>-WL--f p. (colui che e attaccato alia Anche Littre deriva mesquin dall'arabo. torse audie da mi nor il miiiorc Mitg da metih. forse da mediits. del vino. v. Mesqui no qaS^***^ in i skin. ef^pejo. p. me wo. Dozy Bon ha questa parola nel Gloss. Gloss.. c Mostassaf colui che sopriuteude pesi e misiu-e. Gloss.

UIGI a1- SAL V ADORE del mercato. trova in Dozy. ai vti^mi. Doz^'. ^^A^c*-* in a ns i 1 i J- yun . l>ronunciato alia turca a z z m u t). Gloss. — Dozy. quindi non fa meraviglia ulie sia applicato ancbe . E^*» C' moire (Boctbor. Xathr." basso corrispoodeute alia direzione coll' art.). mutelina. it. { ^^i^ioj <J1a. V . 1582 lea Raowolf 98^10 : iiomme parmi « etofFes : ** TdrckiHche Macbeyer. muse- iHUfisolina. barbe di radici e siraili. momahay^'ar).- Dozy. da Nadir. nadir. Snppl. nazir. da inancili tela faltl)ricnia a 3/osiil^ lu^tigl. t*astigl. nadir. si U8a pure metaforicamente filainenti. Gloss. " — Richarditon a kind of coarse caraelot or bair clotb ». pi. O Oruga Non auche si Uruga da orin-a hmco [ruga]. vewe.Am3i) cioe la direzione verso (V . mucajardo. Eigentlicbe Beschreibung der Raisz" ecc^ Laogingen. D' AL'STRIA le 4! I mahta8 i l>) itpettore DanM Fttrro de Ma<Jrid on trouve la forme almutaceb (e <iij<»Mto fa autorita). (Mcondo Dt\'\c):Jt^ nnt^lot Kgitt. 451) « Camelut ou moncayer ». v. pag. piii si luglene mohair. idetifirn. 3r* per 'irq v5j>r* nW<Ti<. muliay}\»r. verso Talto -^^w seint i zenit ^ ~ »>AiJ' es-aemt. p. Paris. — Belou ("Lea observationtf de pltuieotit »ingu» : larites" ecc. cajardo. N Nadir t\JA> il ooutnipposto alio Zenit.. il corrlsjtoudentr . 1588. j^*o ^^ mus i 1 Mossul. mau8 i 1 . volg. franc inoin-. 323 s. Gloss. ^^Xttf^4 mn^ilij-yan da ^^^*^ s. Mussulina liua.: I. [e tnocajarro cbe avvicina al ital. oruga. ^uare.. ra^tigl. v.

castigl. (iiihiUiU Dozy. en Espagne a le ' nom d'unite J^^Jt "uruqa. ressemblant JJ aus veines de forme de le Du . gnsano. pulgon que roe las ce L'espagnol omga vient peut etre de mot .c -' pi. Percal E il da pergal.. jUu^ mitqali : specie di lino. vcr qui ronge vigne (gusauo que roe los pampanos. Presso Littre i^ercale. vestis e bysso vel bombyce crassioris. classica eruca). Esp. pers. Lex. it. ibid. p. t". JO»J pergal <OoO per gale anche »JOj-> pergare) genus panni sen milis panni generi quod pers. simile al panno. e stoffa [percalle]. quale e chiamato mitqali. Q. On seinble leur avoir la terre.. Gloss. quintal peso di 4 anubas.-lat.. brico). je n'ai pas ose I'admettre dans le Gloss. a le double sens de roquette (ruta) et de chenille (eruca. oruga viflas). E pure una specie di vestito di panno grossolano fatto di lino o il di cotone.. parce qu'il peut venir aussi du latin eruca.uinta <la <juintar. incertain. sidicitur. 327 : quintal poids de cent livres. de meme (\\yoruga. v. qui. de yXS^S qintar (q in tar). Gloss. 3^*^'* (mitqali) — Vullei*s. la qu'Alcala donne dans sens chenille.. custigl. ^^Uai* qintar . servi pure alia derivazione di Cnntaro. 42 SECTION SEMITIQUE vJ*V^' *^J^ 'irq-el-'ard donne ce nom pare© cer de terre (lomqu'ils Dozy. ^JjJT^ 'uruq le vulg. percal.

. Suppl. Gloss. Flaqueta ^titrl. grmuh plains $abloHnft$se (Dozy. maitre den mouton*. p. ijnjai qa^rfln catrame. 186: alqnitran goudron. Je crois avec qae le c'est o*^*^* VJ rabb ad -fill an (rabb d-d ft n per dan). Sappl..\BOBE D' AUSTRIA 43 Q. hors d'une vUle. ^j . (jSJoloS al-qai« Htillavit.. o lui de las oveja^. Rambla • bene da peita di sabbia. da rah a stntiurnto prr it.V^J rahala andarsene. <a- ra(|ueta. p. castitrl. jxni/no. hiugo copertO di sobbia. Anche qatir&iL Dozy. unf m/tairie. rafiill" "/>" fimr! d^llo i J»2^ rahl (come rachl) maison hameau (Dozy .1 da lalial. 6 la nuditHa n hnrlnftn. da rubedau. .Uitr^ ilit <| II it lit II iiilninif. plaiftir (che qui pu6 anche paamre)." . lonC'im w •< . A Majorque le mot rafal signifie tine maison hors d'nne ville. terre. ifiintrdrr nlin fxtUn ^h'1«»i«i.\I. Gloss.. ^^»i Ha Cf. fit tit. Gloss. r ^X^j a m 1 a . en lengna Arabiga ». cambiar dimoivt.V- gazione araba: riempimento della mano con qaalche cosa che si prende}. un hameau.). palma delUi mam. : menre. C'est I'arabe xJ^'^^ rahl I'endroU un Von de~ Dozy. 329). rafallo. Dozy. une tcrre. coniodithy ricrfOMhnf e (Do»y. gocciolart.. ij\yA3 qitran. Nel hug Glossario nulla v'ha in propoeito. Suppl.fill. p. Gloss.V. 328: rafal. « el sefior El padre Ouadix dize que vale tanto la como a gran pastor. mttairlf.. p. pure il significato di riposo. Dozy.) n'cretttinn.. 4r ^ ^ Propriamente luogo di fermntOj da . divrriisspment.LL'IGI S. ramleh (sahhia) piu*<seggiata con una strada ooLa ma^gior pai-te dclle oittA di Spagna haiino tnlinariamcnto una rnmbln ombreggiata da piantc. du verlje jJ^^ qatara R Habada. flafa.' partie de. rahal. tran. ratal. rahal. 327: rapadan el inaltre berger.

leiiibo. -^ Lorsque les iripots furent introduits France. ricamare. I franc. — tisser des raies. castigl. ripely cbe sta per lirafjHO A. Gloss. p. rivet. hrodcrie v. decorare ricanio. Rivet <la ribet. Gloss. ricatno. rom&a. (peson instrument dont on se sert pour peser avec un seul poids) de JO^-^i ro in man a (rumman). — Dozy. *3j raqama jfij disegnare. Dozy. morcum: morgom (ar.m 44 SECTION SEMITIQUE Littre. €abata. o piue da coufrontarsi il li raff no di Dante. striscia. accenna a la racheite de la main. intessere. ital. et c'est le dimiuutif du bas latin racha qui signifie le carpe. Mais le mot il est ancien la dans la Inngue sous la forme de rachctte. Anche nome d'unita <SJU«J (rummftne) da (J^J romman melogranato. 329 re c a mo.. D..*?. pure alia voce raquette. ma in Suppl. franc. p. raqam scrithira. Hecamar. [marqum] raye) e p. clobattino. mj3j^ m a r c 6 (*^^ s. et signifie j^aume de main. Jo\^J ribet (ribat) que Bocthor (pour TEgypte) traduit per bande. 319. s. la plante des pieds. savate.). scrivere. nastro [foi'se Franc. decorazione. Dall'arabo it. p. raqm. zapato. i>oid8 et romahif. I S ital. TO mm ana Bocthor.. castigl. le tarse et qui vient de I'arabe. Glos. Dozy. 335: ribete bord. on ne savait que c'estoit que de raquette. trova in Dozy. G. 15). Xon si cialmttn. ribete Innga stn'scia di pcnuto. Gloss. v. . lomfue morceau d'Hoffe. reeamar. et on y jouoit seulement avec le plat de la main » (Pasquier [1529-1615] recherches. portog. rkamare^ castigl.] Jow^ ribat hande de striscia. IV. Zapa- tcro. Romana. la rasquete. romaine 335 : romana.. par la la rasqueite du pied.

zapatain eordom- nicr (basijue).. Spagna passato nel Magreb. iliscedenH.sattA. l^orse e (lui da pensare t-osa al latino si sagitta. dell'Acc. Saetia. A. So**. e rimasto il Say a. W^IjAm >^iiMuha daneeue* (Alcala hailador. ital.sii'iya e hcUtelUi rapido. Mab n : apa t a »oulier : chavate. Origine incertaine. ha'dadora. : Egli dichiara voc«- holo come basco (citando Mahn EtymologiBche UotoraaehuD}^ aui dem Gebiete der Roman iscben Spracben berberi. e qaindi anche introdotto n«i Lumci — Littre cinvatta. Xel Mar Rosso ed Indiano . po- ^U *" . jaune tans runge qui il cou-de-pied enti^rement k d^uvert. fern. Si potrebbo pensare a ^\.b qui toujoun en mouve- iiiiitit (moulin). H v^uUts aequante sngitta^ e applicato. qu3 servia para corso mercancia].taU: per J^Ju. impnlit altaui. V.: t. pecher de la rattacher au mot savate.V. . s.es palos una nave. V jekm dove Jul.jA*m .sso po. dancador. Si •'• veda pern il Dozy Suppl. di ••' I Aa^Um ^ . z piemon tese aavata. pnppim: fugit ilia per undah jncnlo. si trova qaeata spiaga- -on rinvio al .taU. Cependant on ne peat gnere M'emefuiltaU.U)ORK JdLmm Siibb&t laisse le D' AUSTRIA talon. 8. di rapida come una saetta termine che poteva convenire ad una nave rapida.(fern. dice che r« cbe guizza e diviene sartta nelT italiano. Suppl. danseiir. Dozy.LUIGI S. pronunciato saiya. G. dancadora). Si riconli il Virgiliano nel decimo (\e\V Eneide: Dixerat et dextra. XIV-XVI rst xrirtita] CK. Sarebiie dunqoe dalla p. : magreb. et: Soulier 4b pantouflf. Saetia Eml»arcacion latina d« y una sola cubierta menor y pam *jue el jal»e«iU6 y mayor qoe la galeotn. suvate. (In Sicilia. v. sabot. per V appunto. pifio/a nm-r a diiv a Uteri jital. ba»-Iatin rnhhatum. ^I^U s^ rapulo. 16). Picard. ad [Diz. Spagn. Origine incertaine.) (de tiatta). Hand ignara Ocior et mo«li. cognome ' **A*W4*( sefine sa'iye luive rapida).U. D.

izfernia. » Ksprossione. xafferano^ franc. vasca. non e clie accidentale). port.no d'altro*".. Dozy.safra femm. acenoria. panais. (la castigl. (Lane presso Dozy). da xaniarra fra/^. saluto. zanahoria.. Dozy Suppl.. de JOj\jJbM safnariya. Gloss. V. rassomiglianza con i\y. Cantaiido (?) si suol tii dii-e: (/niiin mlema has \ il che torna air esp^e^<sione che stia bene (?) da salem. sa- fenoria. it. diinimitivo. apafrao da ul •A£\j\ az- za'feran. 224: azanoria. Salema. {Pastinaca). Safennari. azahanoria. du mois de ramadhan. Safra. jjjJlC^ za'faran zafferano giallo. samra. . Samareta. mjK/m sal am geda la significa pure la l)enedizione con cui le I'imam con. chamarra. il che combina I [it. s met des cruches pleines d'ean (par exemple au de ^ij^*a ci- sihrig (anche gtema. ve^ti'fo xiinana].46 SECTION SEMITIQUE da zauahoiia. io oredo. 223: asafran. une demi-heure apres minuit con quanto sopra. que portent en hiver. Gloss. comunita. safiau. safunarija. p. vestimentum est peut etre est d'origine I'esp. rnista di spagnuolo ed arabo cioc : « t^nieii ha (^mi A4^«»M = chi ha la salute non ha bl3oa. 8. Dozy. et zafariche endroit ou Von buffet). cenoria. quindi: second cri des moezzins dans les nuits . ^ij^^*a ah a rig) Hang. Safereig. ^ jL^Afl suharig. Gloss. Yalenz. p. 358: zafareche etang.%ia . zamarra les bergers chambra qui basque (Diez) et qui signifie vetement de peau de mouton avec h laine. azafran. p. pi. chez Alcala (janahoria. piii'<' xamaiota hj-^Mt volg. Samarra. sefennari Dozy. jmathutca.

hriptniti da t3f*** ntbare). . castigl. da /. anche ^^Miaena). p. sarrateuo. \('trii.!. franc.unatautt. aense.tamceno. sarqiyyvin volg. pers. Glosti. ital. di J'«»-^ airwftl ntlotU (pantaloDS tres larges). II aemble d'ori- — gine peraane (Vullers. frauc. Sini Sini e lo spagn. Saragatana lHllic(lli<t\. AAiUdiJi aa-aAnlya. Gloss. zargatona. sen^ (volg. (ireua che vu'iu' dairar. custio. semble etre une alteration da ^ki^JAd t u n &) plantafjo pttflliwn. recvhio (lat. senet. sarrasin.lo^ioeto che e quel meccauismo cliiainato in Tosoana /•'"''•»'<' di aim .. xaragutaiia. p. veneziano tecca d'onde ««yAih*». herbe y»V basr catftnA (bear 4a* mix pucen ( Boctbor). u^-5j|j^ l»ezr tiatiina psyllhnn).-lat. ttonfo p. senft. dar es-sikke conio.-. Dozy. sena. . senior). ^t * C. Dozy. culottes plissceadix 305: zaraguelles. Sarralii da xar(|iiin.LUTGr S A LV ADORE D' AUSTRIA 47 Piaiiui [luttUw. ital. iiusiipl. o sene da «LLm sena hinihthi. Saraquello saiMifell da sarauil. senes. P. A^rfte auac |NM«t. Sen. sikke. de Alcala traduit jji od anche ^X{ zargetona per zarcatdna.. Si deriva in varia maniera : o da (j^a3*nm# sarcj oi'iente). 340: sen. sec-a.. aene. 365 : zaragatona. port. Dozy. volg. Lex.port. sa rr a. ceronlas norte d'ancieHne* ^_^)jj>M sarawil pi. seuis. ha: w^JAiji^ zerqat&nA Mi bear h tewtt. q i n htlri utatricolati. 4^4M sikka. Gloss. coniatura .1%^ I •4*# • • • s a rra (] un . Seca. moneta : ^K »i» ) i ^i«> rasa delUi moneta. sarqij'yin orlentali (da s3j*'* e qnesta io credo la vera derivazione: oppure da: ' .

33: aceuia. AaJLmmi i acena. Sindhu o fndo). el-Ijittih es sindi. ^A. 339. coll'art. asenha. ^3^"~*** =*''q 'iniiihit. e raota su cui girano de' sacchi mossa con ingranaggioI'arabo da uu asino o altro animale) AftfLkJi corrisponde alia noria che e an-na'ur. de Alcala traduit par ace/la. castigl. ital. cequia canal. as-seuiya [as-seniya. Sindria s i (ciudiia) da Sindiya cocowero . Gloss. sandia). port. as-saniyah. Siiqiye.w»*»3i as-sa(jiye. . p. la regione del fiume 14/ fern. 4U<yA4M sindiyye (India.].M|uia nniiilr per |ad usn di irrigazione ec. \('trhino. re(|iii. : — ma 1 6 — Belot roue hydrnulique .. usato Siui. r. Sequi. azena. zoca. hete qui la fait totimer. CtIoss. se(iuin. coHihiirc raiijiiii Siquia cjistigl. AOW4M sii(|iyii. assania. il'tiffjero. Siria ed Egitto. castigl. como Dozy. di CJ«Xa<m sindi che viene dal Sind. canale. 1 . af(.9L.p. Gloss. truiirn castiji'l. cn- nale da irrit/are.. espece de machine hydranliquo de . in Spagna. acenia. Senia. condotta d'acqua. raddolcimento della lunga d in rj que P. tVanc. e (In arabo occorre sovente luoga per d lunga.48 SECTION SEMITIQUE legati a catena. p. specie di melone (cocomero} pour (^y^tt^J) M^ldAJ) (Dozy. Vedi Seca. e questa sostitudeviamento [cioe raddolcimento zione prende di vocale]). Dozy. n d i a. aceudria. s. il nonie <li <WUl iniale 3oca 11 limn f/'af/xro. conduit d'eau da 4a3L4mJ) as-siiquiya ou as-sequiya. da soc. azenia. 34: ace quia.

. »piauatn. II Diz. saurel. p. s. v. catal.: ttattmo. sowo (jrom. sija. s. la »ett«. sauma . qui est le grec odcY'Ji* selle. — Vol. sonime^ cfr. Hi ynb ria anclie derivaie da ttottta. soumo. cast. Intorno a somme si legge in Littre: somme charge d'nn cheval^ : d'an kne.: garden. ratal. xiirel. sauma. (Cfr. •• che cosi pronuncerei in tale "^ ^ " supposizione: e quindi somera sarebbe B^y-ST ''I himftra a$ina. bourriqve.-fran^. — Belot e<yu»»in quf Von Mta ^offa mH tui^ (fnffa. d«l s. Anche dnesse. A^JOMtjS as-sattha azotea e Sappl. Environs de Paris prov. dell'Acc. soffire). Se comiitttnrf somereh 1.. 8omn. sofa port. n ttomme. Sp. tamborni. salma. saume. Alcala scurel [fr. iM^te 1' Somera (asina?) foi-se italiauu ttomaro. Diet.1 significasse conduttore J d'nsini tornerebbe aIl'ara>>o <CjLjr *^ i ma r i (per \JT l. Gloss. faw* e Dio cion. charye. Credo che venga da resto. Ill « . 34<): Dozy. Atahalar (axordai) assordare lol Uiwburo. poisson de mer semhIaN* au qi»- pescado.i a m m a r). satpna. castigl. banquette. Mistral. (tIoss. somma). bas-lat. soma sSme. ^trade. J)»w sural el esp. ^^^ Aclet t a b 1 tamburo. somme. d'an mulet. luof/o j)pr fare it carhone. «ie : Hoffa) hanco di pietra. prov. So 111 er ill da heinerjeli. v. da tabal e atabal o attabal. Suppl. grec (3a7[ia charge d'une bete de somme. smtme. salma. Sitjja. fa derivnre jurel da saurel e sto dal greco oipSaC?)]. Vedi.. Esp. Dozy. esp. Surell da xuril specie di pesce. v. du Xir^* Conffrtt du Ori*ntalistt$. ital. 228. LUIGI SALVABORE D' AU8TBIA 49 Sofa da soffa. da Heniar. Tabal. azotea. hrMtia (f'n-'*int'. et franc. g^nev : Mume ftneese — du bas-latin saltna qni rient du latin sarjma. Acad. Dozy. jurel. ital. p.

^A^\. Freyt. — Dozy. talc. Dozy. molino Dozy. qui se tient an centre de I'aire media area bete consistens. franc. talega. castigl. t a '1 i q a qualche cosa da atiaccare collana. p. Gloss. sacco 9ce. ^AaAAj <~aX» 'aliqa dere. [it. Suppl. A. Taleca. 347: tahen (tahin) tahine meule de somme qui fait tourner la meule. essei'e forse (jli^VJd tahhan (Miiller.^V» tahhane molaire. tribh. spilorcio. trafiquant dfifmtiche. ai Diz. ha pure tribunal supreme.). avaro. Supp!. D. 6 tapiceria para ador- . Dozy.50 SECTION SEMITIQUE mei<chhio castigl. da i / /J/ aderire. molhio da castigl. 'allaqa atiaccare. Gloss. che vale sordido. castigl. : compagnia. xnrco4i tela cmio^ : largo. 64 : al ah ilea colgadura. Gloss. (forse colui che nei. ecc. essere che oL^U© tahhan dent mugnaio (v. comunith. A>y>^Jo t a h u n e hona. 2(D9 . cfr. corporale Dozy. E persiano JlJLj talk. v. gente. guarda alle piccole tacche. sospen- Dozy. Ne'Lessici: [bos in ^^j&»U^ t'ahin mout. horgata. congregazixme.. sop ra). dell' Ace. Tacany Puo de II tacano da taeach. AXy>JO taifa zione. Talco. atafona. Ta- cauyeries meschinerie. Taifa (uiunmixa. pierre speculaire WaAJ^ talq. taccagno].) leno.. port. tahoiia. Talcu de pietra traspa rente. Sp. atahona. p. lo fa derivare dall'italiano taccagno. Non pu6 Suppl.. p.]. ta- Tafon^ coltii eke attende al molino da olio.) Tafona da tahona miilmo... Dozy.\a & moulin. talco. ha {fjni AiV. alle macchiette. il francese tache. cocu. altra fonna ^^-aXc p. 347 11 : talco talque. Suppl. s. olio^ G. Gloss. Dozy..

374: atambor. AAA/Ol al-'ih|a nmuleto. yjS^y^ teburak. Gloss. Utm. tambor. l^^iJb fi tamiun hindiyyan. <Dozy). (timballo). ciisti^l. cat. castigl. Gloss. Tambor.VADORK D' AUSTRIA 6i nar ted. Dozy. p.LUIGI SAI. hour (Engelmann). (^^JJ^ tama- Dozy. vr AJiA^ l-. mais )y*^ tenbur Tara. — pas C'est (peut'etre d'origine celtique). — C'est une grave il — L'arab. tamburello. ital. Tarcol da talc lalco. Tfad. Gloss. da tonbour (tunbftr) mot arabe qui derive du persan tanerreur. anclie V-AaJ WAaJ) ^LMI pi. para Uevar cavallos » sjtoH. cacciare o spingeif innanzi a $^ e si- .\da cacciare. una lunga di tastiera. TalcnV tar id a. (Spagn. ecc.. ^/^^juld p. ^-aXLs talq = i toko. Tamarell. corthta at-ta'ftltq di i^veochio IJmhehancf). rindo. Tarida da tar da battel lo do p. tarida (tar!da) vaut«mt de Iron- J)J0 tar. <i^*ia)» at-tarha). non ^^juh tunbfir. 350: Terides val « ciertas navecillas siu remos. 347 : tamarindau de yi tamr hindi datte des ludes. T Jd cw cAe tar ah T'yO defalco. nottrazione ^S^yiO tarha « </i/fa?cato.. V. tr(iitj)orto. it. talquef (Cfr. p. diffalco. las paredes = arab..j{%Julo %J>AJ' indica persiano significa un grosso tamburo da gnerra rame — •HH^ tebire un mot o tebir. Dozy. {secondo Pott) emprunte aux Espagnols et que les Mauresqnes de Gre- nade ecrivaient. tamr hindl. tamhuro. 813: Merma (ci6 die e detratto) = tara. taniaiindo (piaiita tawnrindo). Dozy Gloss. et prov. ta'Hqa 7 per cortine. anche atara.l.. coll' art. volg.

adobe. '»•>)*» tarrade. cast. Dozy. notijicazione sul prezzo. franc.^ AserJi torondje Dozy. p. sapere. cji-stigl. iariffa. ^*»»]o tassa.46:adobe6WywecrMcde<-J>_^W\ at-tob (at-tub) matUme. II c-5^ " ara 1 a . castigl. castigl.. dalla oitta omonima dove fu introdotta per la prima volta. Gloss. Suppl. y w Dozy. Tasso . narauja. 351 : t oro (turunge). 348 tarifa. Gloss. Grloss. tarima. « couche ou chalit de bois k la I'on moresque. (J**» tass. Gloss. Dozy. tazza. 348: tarima (port. o false). dallaV scere. nairement sous J^ y>0 lit de bols. secondo che si aifernia. tirai«io. turung p. tariffa. laxxa. tribunal eleve de trois ou quatre degres que les dais. de Alcala traduit par cama de madera. p. nome nj a d'unita (un pezzo) sorte de citron de AsSTjj turuuge. Taronja j^ j^ da tai-oncha. Tarifa da taiifa. Tarima datarima p. Tova da tub mattane non cotto. cono-- forma: c3r* ' ar r af a /ar conoscere. met ordi— marchepied ». Nome d'uniti (un pezzo) ^j^tube e coll'articolo at-tub e^ « .. tavolato mobile. aussi tarimba) estrade de Jk^jjo tarima (tarima) que P. taza ital. Suppl. Gloss. E iub**i> t a' rife (altra forma di s—AJ'^^aj ta'rif) il portare a cognizione. Dozy. (Tariffa. ital. castigl... noin d'un bdtiment^ Dozy. 349 : taza. bicchiere. Dozy. t a s z e de ^mJO tassa.52 SECTION SEMITIQUE Anche SSJia tarrad e mill. arancio. ec.

Si dice pure dei i-a- valli che hauuo nn'imghia Toiifji' deriva dalla stessa radice. Trutximan (/o/ua/aio. qui etait I'adiectif de turc. cimtigk tiimbaga. tupi. e »\ tacava derivare dal colore. Littre: ton pet. f/rw- O^'j^ targumftn imn. che allora si chiamava ardttico o turchinv. 344>). liacco du malais tombac. 60 ital. turk ecc. torgoman. turques. — TIamaes la parola stessa h antichiasima aemitica). esp. 351 : trujman. dro^man. Turque nwnnu. (triichiman) iiUerjmte. enn. tombaqne. D.) Jlistral (Diet. ma i certa I'origine della pietra turchese dal paese dei Turcomaoni. et Les turquoises ont ete trouvees d'abord dans ce que (le voyageur) Chardin (1(. I ^^ tar- (t1o88. pettinato a /to. torcimony dau^i^ geiuiin.LUIGI 8ALV ADOBE D' AU8TBL4 fr. it. de I'ancien franyais to up qui vient de I'allem. tupi. trutHchehiifin ecc. Turqueso. turchese.-fr. d» h iiUy montkule (Pavet de Courteille.43-1713) veritable. . zopf touffe d*- toppo. turquf. in-toppo). val. (Cfr. tumbaye. turquese orginaire de Tnniuia... Ar. it. Q. tom- Tupi da tepe. Diet. castigl. alta: earott. Prov. A. turquoise it. — turque^. tergom&n. et asp. turco. p. interpriU-. turquese. Tuxnbago Littre: anello lisch da tonbac-. nel cinquecento. roui. il interpi-etc (da cui derivano: Tantico dunU- tedeaco 6 derivato dal polacco boemo tlumac' Dozy. bourgnignon topo hnut de diminutit rftevuj-. esc. turki. tamh&ga. e nomme la Tarquie anci«niM (La turchina o turchese si trova gia ricordatii nelle riom del Berni nelle novelle del Firenzuola. turooriental). cj^y^ Littre: iinchiito da tin«jui. Turco orientale ( ciagataico ) : ^^ ^ j» tap6 gommet la tete. . ca«tigl. port. cuivre (Diz.): cat. prov.

port. (Forse e da confrontarsi.54 SECTION SEMITIQUE U XJbergillia. Littre r franc. pronunciato dal xaroco. Xalec salam (*>»aX* (propriameute fer xalec) far complinientl da salaui aleik. beren- geua. hoi cue (saluq. sorte de peche ecc. Gloss. iga. xarouco.) Pianta castigl. X volg.. flatter ecc. p.. c lis I'ont prononce: (J[^JL>w OjXm chalouc. 1 rqu e . Gloss. D. scirocco. Xaloq. p. longenn. ma e falso. D. albergeua. 239: con albi-cocco. aubergine diminutif de auberge. bringella solanum me- melongene^aubergineda. salut sur et Comme les flatteurs le prodiguent jlatterie. xaloque. espagn. / / Dozy. reverence. zalama zalameria ont re^u sens de adulation outree. dopo che messa a A. G. (j^>'i^i^. suluq. s a1a m 'aleik ^ salam "aleik a) salamelecs. sahit respectueux de aJ^am ou salem j\4m les ou bien ^de V expi-ession toi. Menage le tire de albus. port. Gr. 362: salut zalema . A. canibiandole I'acqua tre volte. beringela. ital. uibeiginia da baianchana tese n/e/ftn\ann {in 'piemonalia niannxanay che parrebbe alludeie si sua amarexxa la quale fn toglie soltauto. Mot douteux. con aprikose e con albaricoque. aubergine. chelouc.) primo elemento sia albero Dozy. alberge. bollire.H . Gloss. a cause de la il blancheur du fruit. bedingen (badingan) On trouve aussi alberengena avec Fart. saluk. est volgo. dato che alber-cocco. p. arabe. 355.. Dozy. aJberchigo. sarqi orientale). 4 locco. esp. in piemontese. anche sci~ Ce xaloque revenu aux Arabes. berengena. arbi-coc. vent du sud-esf da ^^^ Jm c ha r qu i (s arq i y y u n. — Hacer zalameries (oppure zalemes) cajolar.

castigl. chebbio. e sciatnbecco bastimento a vele ed a mni. p.. signitica lo stesso che Beure a xarrups hibita. xarabe {nrop)de v^i*>^) sciloppo. AXjum chabecha (sabake.LUIGI SA1. Dozy. (Cfr. Gik P. barca. ma rimasto viviHsimo nel pieiiionteae aeiapt. D.V. ^Kam as-sarab sar&b hevanda da <^y*** sariba Dozy..) Xa. / xabeco. (juindi anche pecA«n>. italiano sciabica rete da pesca. 1' Itere surchiatuio da iin sh^ italiano seilopixire). cienlo Xa. (Cfr. 66 emirt oriemtf xulAq. nchiapparf^ antiqaato nt\ sent^o di fendera. annalo in corso. 8abeko) (rete di pescatori. p. col valore di ttcheggia. petit A present on en tend sons Uwmm iobbAk. comma Ta prouve m. I'iul. uLuM sabbaq barque. C'etait aatrefois one barque Jal. here.par to s/Hncalo. xabega nave (H»ii da xabech specie di tre vele latine. chiappa KchUipim.fr. una hihita d'acqun. Gloss.p da \iipa(*h la sjMiet'fUura. Xarrup. D. (Cfr. italiano sciroppO e bevanda che n succhia perche dolce). (Cfr. A. A.) .>i^*i« 8a' aba teparant^ Ajk^m [ftMsa] 8i*&b) fmtty creva$te. xaveque. Vedi jti/xir. c ou selon la pronouciation africaine sabb&k. potion. Ct. sabbAk le on batiment de guerre en usage dans MMiterrante. port. 8i dice pure: xarrnp d'aygua. Gloss. Xebec. 352 : xabeque. : h bbec . Javciiuc. Pq6 per metatesi derivare da 8a e '1)0 (pi. frantume. axarave. Suppl. xarrapar. . i^VJl4M s».\D0RE D'AUSTRU ioluk). G. chirbecli. Dozy. caxtigl. (Glossaire nautique •. ch^ / / beck Jilet [da alcuni derivatoj de cacciatori. de Alcala ha iParaho) y nustro. C%a6ee et enx<il}eque). Dozy chabbaoh chabbio. nipach. (JL*«m schobbac. pttea^ prsca^ giotie) quindi: (JLum sabbak. 218: euvarabe. de prchetir. axarope. Xarrupar. xlbech.

cero. [Ar. zefer ar. 8. accoglienze ecc. aeia senso di una parte di vestito. che i xurttdos portaeastigl. JUa sifr (cfr. vano nelle rieehe sepolture in Minorca. a separate or distinct. 2)arty or sect of men. xalec. iettere misteriose e conveuzionali) xero. % . V. da selim. uel Da xia. cifra ed i: zpucpiala vpafJ-t'-ata dei Greci. Xifra. Aeciddca Luigi Salvadoee d'Austria. xelam salam. Xelum. che era indizio di nobilta e dignita. Le reciproche Qongratulazioni ^>— ecc. V. donde il turco AX# j^«w se 1 a m 1 i t] sala di ricevimento. Lane Puo metonimicamente adoperato il nome del distintivo per la classe distinta]. V. zero. Xia f^fwo di domasco rosso con frangia attonio. ^^AtM essere si 'a.56 SECTION SEMITIQUE una quantita di gente.

di una tilosofia. di nn sistema. La Cabbala sembra a prima vista in piena oon- traddizione col Giudaismo. nfe se i ne possono staccare anteriori gli antecedenti invece sono in t'atti che con essa stanno qualche relazione di uniti. di una religione. e somiglianza. — Tmm III. cipio stesso da cui deriva.a hibbia CABBALA e nella letteratura talmudica I. Per6 e difficile clie un importante tatto storico non abbia i suoi anteoedenti. E oriiiai con tutta certezza stabilito dagli studi di storia critica che la plena tbrmazione in seno del Giu- daismo del sistema teosofico della Cabbala non e anteriore al secolo decimo terzo. Al piu rigoroso monoteismo. per togliere ognl possibile sospetto che noi volessimo ripor- tare le origini della Cabbala ai tempi biblici o a quelli Le origini di un fatto. Le origini di una cosa sono il printahnudici. . al principio della creazione si sostituisce Acttt oon quella una t* du Ztl^ Congrit dm Qrimt m liH-. Ci6 crediamo necessario ripetere fino dal principio di questo nostro studio. e con essa sono : unite. ma non sono con essa potrebbero stare senza che quella esistesse.GLI ANTECEDENT! BELLA ni:li. sono bene da distingucrsi dagli antecedenti.

Or non percio i cabbalisti giudaici si mostrano in verun mode non solo nei loro principii. II che costituisce necessario per la fede giudaica. poi. o partigiani di Sabbatai Zebi. Hasidim o gli Zohariti formino Cabbala un nuovo credo opposto a quello antico del Giudaismo. come origine dell' universe. ciofe tradizione. anche dotti. e rispettato^ e venerate come un pio ed un santo.En Sof. i nel secolo seguente. Non i vi e per alcuni secoli scissura fra i Talmudisti e i credenti nella Cabbala. Si deve meta del secolo XVII.58 SECTION SEMITIQUE [2] pluralita di persone nella divinita. e la emanazione da una sola sostanza. come eretici. rimane isolata . perche prima della i Sabbatiani. infinita. Questi anzi a tutti riti del Talmud trovano profondo arrivare fino alia seconda significato teosotico. Lo stesso nome che prese di Cabbala. fino che giunse tempc . non un che di avverso ad essa o di con-^ Cabbalista per lungo tempo e tenuto nel Giu- daismo come chi sa della religione e dei suoi misteri ci6 che gli altri. la luce ha . come una rivolu-^|(l zione religiosa. e una setta che combatte il Talmudismo. Ci6 non sarebbe avvenuto. le dieci Sefiroth. Se pure qualche voce di tratto in tratto sorge per opporsi alle teoriche cabbalistiche. non sanno. Sono dati anzi come i veri interpret] dei piu protbndi mister i della Ma religione. e fra gli adepti per manteimta segnamento orale mezzo di il un e segreto. la Cabbala e considerata invece di ci6 generalmente come qualil che cosa piu tmrio. se la Cabbala si fosse annunziata come un sistema nuovo. ™ mostra le sue pretensioni di essere antioi di in^ quanto tutto essersi il rimanente della religione giudaica. ma nemmeno per luiigo tempo.

ma dalPaltro lato rimane sempre a spiegarsi come abbia potuto nel GiudaiHmo nascere e mettere radici. significii la Binh. E basti a chiarire la coea un solo esempio. tutti in principio. T Intelligenza. II lo sanno. Se per antecedenti della Cabbala dere qualche si volesse inten cosa di simile. e la parola Klohim. e soltanto ne da una spiegazione tutta sua. attribuendo un significato mistico a tutte lo parti della religione. in parte almeno. la Cabbala invece vuole per lungo tempo viverc d'accordo col Giudaismo ufficiale. in cui cominci6 a metterla per Le analogie che degli Gnofltici e quella. questo nostro studio sa- . Dio. Ora queste pretensioni della Cabbala non meritano piu nemroeno di essere sul serio confutate. che.[3] DAVID CASTELLI si UU iscritto. ciofe la Hochmh^ la Sapienza. Ora ci6 difficilmente avrebbe potuto avvenire. Dimodocho piii vero che la C/abbala una Gnosi gindaica con questa differenza per6. ne accetta tutte le pre^ scrizioni e i riti. comincia con la parola i Cabbalisti questa paOra per rola sta invece a signiticare una delle ipostasi divine. un' altra ipostasi. Questa pretende cbio Testamento alle I'rasi di ritrovarsi tutta intei^ nel Vec- e nel Talmud. giustificasse le teoricbe della Cabbala. dando alle parole ed di questo e di quello avere. tali significati che in nessun modo possono Genesi. che mentre la Gnosi combatte il Cristianesimo ortodofiso. una delle Sefiroth come essi dicono nel lore segreto Itereshithj linguaggio. si essa presenta con i varii Bistemi appalosano subito a chi conosce questi nulla di . so nel Giudaismo non ci fosse stata qualche cosa.

secondo i il Vecchio Testamento. ma Dio stesso. e da relegarsi fra le fole e i sogni dei Cabbalisti. singolare. : II. si in se. non pu6 ripetono dubitarsi. in quanto esce da se. Ma invece io ho voluto ricercare se in ci5 che realmente risulta dalla piana e letterale interpretazione della Scrittura e del Talmud vi e qualche cosa cbe con present! analogia anche ci6 al lontana. . profeti. E noto che nella Bibbia parla di angeli. questo apparisca Dio talvolta due. Ma ma pure. uno come ente rivela. un mes- saggero di Dio. al ma anche buon senso. il messaggeri. sdoppia. ma 1' angelo in Malach. sempre create. E in quanto si Talmud e alia vasta letteratura che con esso non vi e dubbio che vi si fa piu d' una volta allusione a una dottrina mistica e segi'eta che non b da divulgarsi ma di questo meglio piii innanzi. II Dio d' Israel^ : che e ancora il Dio creatore del- r Universe. collega. anche piccola. la legge. ad osservare piu sottilsi mente. si rivela agli uomini. che poi i Cabbalisti lianno insegnato.60 SECTION SEMITIQUE ' [4] rcbbe non solo contrario al metodo storico. e si chiamano Malachim. I'altro manifesta nel come ente che esce da se e si mondo ed agli uomini. o in altra maniera opera nel mondo. gli agiografi lo a sazieta. inviati. Non dico die come certo sotto due aspetti. un essere per quanto eccelso. e Uno di ci6. Ci6 ha si bisogno di essere spiegato nei suoi particolari. Ora incominciamo dalla Scrittura. b spesso non un inviato.

f5] DAVID CA8TELLI I passi biblici 61 dai quali rosulta questo Hdoppiamento della Divinita sono parecchi. clie le I Lo faiiia stesso deve dirsi deir altra iiarrazione a questA parallela nel cap. 1' essere soprannaturale che gli v. e cosl fino al termine di questa prima teofania mosaica (4. Dunque il Malach non 6 un angelo nel si^nificato comune clie si da a questa parola. e i suoi come quello da cui implora benedizione per nepoti. come quello che lo ha salvato da ogni sciagura. 16. non e un angelo creato. 21. rivela e V. 'ki pure da tenersi una manit'estazione di Dio stesso. 13 ha parlato non 6 piu dotto Malach. Nel il verso 7 dice die la incontro Malach di Jahveli. ma poi nel Jahveh ed Elohim. Jacob (48. 17. Anche veh (22. ma Jail vol stosso. una appariziono della Divinita.. (31. che Iicufgoely I'angelo redeiitore invocato dallo stesso sul letto di morte. pure e dato citati e inferire dai passi fin qui il da altri che addurremo. Nella celebre apparizione divina a Mos6 attra verso un pinino (Esodo. 2* si chiamato nel Malach Jahveh. Nel capitolo 16 del GeneHi si racconta la t'uga di si Agar da Sara sua padnma. 17-19. 9. 4° 3). in si quanto ^ rivelato al patriarca. Ma ad uii tratto nel v. 11-18) Jsahah Malach Jahveh e Jaliscambiano come siano un essere solo. E sebbene non sia chiaMalach ramente spiegato. 10 e 11 die que^to Htesso Malach qiiei di Jaliveh le parla. ma una manit'estazione divina. 11-13) il Al patriarca Jacob dice: io Malach-ha-Elohim sono il Dio di Beth-El. il Malach che doveva gui6 detto . dove la medesima di teo- ad Agar ora e rappresentata nel sacrifizio di si col uome Maiach Elohimj ora con quello solo di Elohlm. e poi ripetutamente ai vv. vv. anzicli6 un angelo. ma Dio stesso.

da farsi eccezione per il 2. Die heilige Schrift des Alien Testaments. 6. Anche nel Deuteropasso dei Giudici 1-6. pag. Kautzsch. II Malach che si mostra a Gedeone (ivi 6.* poi che il A gli mano a mano concetto di Dio si va presso Ebrei piu spiritualizzando. perch e parla della proraessa da lui fatta ai patriarchi e del patto stabilito con gV Israeliti . di Giosiie che sarebbe apparso agli Ebrei dopo la morte per rimproverarli del peccato d'idolatria (Giudici 2. se si vuol raeglio. La medesima cosa deve dirsi del Malach Jaliveh. quando Dio voleva rivelarsi. Ebrei alia conquista della Palestina (Esodo . il v. il 34 .62 SECTION S^MITIQUE gli [6] dare 23. 1-5). o. 32-23 32. che proba- bilmente nello stato presente del testo ha subito una iuterpolazioue dal redattore ma anche nella forma originale dello scrittore jahvista doveva dare significato uguale a quello che noi gli attribuiamo. 33. pu6 concludere che era antico nel popolo ebreo il concepire. e la promessa e il patto sappiamo che erano fatti da Dio. 3-23) cont'ondono nelle due nan^azioni con Dio stesso. E notisi che i passi citati dal Penta- teuco appartengono tutti alle antiche fonti Jahvistiche ed Elohistiche. se si Malach che apparisce a Balaam (Num. Textkrvtische Erld'uteriingen. ma non ' scomparisce del tutto. si Anclie 35. ed esse prendono altra for- ma. e quelle manifestatosi ai genitori di Sansone si (ivi 13. confronta con questo passo 8 del cap. 11-24). questo rivelazioni divine si modo di descrivere le dilegna. e anche quelli di tra i altri libri storici sono piu antichi frammenti raccolti dai compilatori. V. vede che e lo stesso Jahveh. 2). o in qualche modo si Dimodoche operare sul creato. 23. i . E . 1' immaginare sotto il nome di Malach una esteriorita dell'essenza divina. 22.

e 10. . ora E prima e da avvertirc spirito in ebraico dicesi liuah (nome usato per la quella parte che ha massima parte la Riiah in geriere femminile) e la RuaJi che crea. ora creatrice. il significato delle visioni e rivela III. che ispira. segiiataniente nei passi 8. Dimodoch^ per di vero la teorica di Max MiiUer che I'uso del lingiiag- gio ha avuto molta influenza suUa tbrmazione dei miti.. 6 e seg. e sotto aspetti. 7).^ perfino nella Ruah del Genesi di si 2° verso e veduta la paredra femminile di Jahveh o per6 che in quesio Elohim. 12 Jauvier 1880. di Ezechiel (I) o del ci il Daniel (7) la persona di Die appare dagli seg^uito e la angeli distinta.[71 DAVID CASTELLI durante reailio babiloneHO vediamo clie fe «8 Isaia. ipo- stasi com' e giunto a supporre il Clerdel mont-Ganneau. Di piu nel libro di Daniel. 9)/ E in una delle viHioni di Zacharia torna con Jahveh a idcntificarMi (3. Fatto passo del Genesi la Ruah ci appare come uno sdop- * Revue Critique. il genere femminile ha fatto del nome Ruak una femminile. Un' iiltra forma nella quale Dio due ispiratrice. ai manitesta nel mondo che e lo spirito. ciofe di potenza. chiamato. come se fosse gia nelle antiche oredenze stti popolari dell' Ebraismo. anzi questi ne Ibrmano corte. 1-4. 10 e seg. Ma lilno di nelle visioni d' Isaia (6). Malach della presenza divina Tessere che ha di continuo salvato gli Ebroi ilnaia. e un angelo inviato da Dio che spiega r avvenire. 63. e.

Re 18. che pongono r acqua come primo elemento. 2. 6. lui popolo (Numeri 11. 13) si afferma che con la Ruah Dio ha fatto belli i cieli. 11). eletti per il i da Mose a governare con per Othiniel (Giud. 20). Anche in altri luoghi della Scrittura si ta allusione alia Ruah creatrice. e nei Salmi (33. Questi e V autore delr Universe accennato solennemente nel primo verso : < In principio cre6 Elohim il cielo e la terra » Ma nel secondo verso la feth) sulla superficie Buah Elohim e volitante (merahe' deiracqua. poi in ge- nerale per 12. della della parola divina. per Eliseo (2" 2). 8). chiel (2. Nehemia per I'aspet- tato rampollo della famiglia di Jesse (Isaia 9. 6). chiamato uomo nel quale e si come interprete la Ruah di Elohim settanta anziani (Genesi 41. e Da Giuseppe che. I . per Micha per Eze- per Zerubbabel (Zacharia profeti (ivi 7. e per tutte le genti nell'eta messianica senza distinzione stirpe n^ di nk di classe. 12). 3. 36. 6) si vede che con la Riiah della bocca divina sono celesti. Nel libro di Job (26. i Re 2. 13). come nel Genesi e rappresentata acqua. (ivi 6. e 9. bernacolo (Esodo 31. fatti gli eserciti e (104. ma la Ruah posa elemento primigenio del 1' create. E inutile poi dilungarsi sulla Ruah di Dio come sapienza e ispiratrice negli uomini della forza. 10. per David (ivi 16. per Gedeone (ivi per Jefte per Sansone 13. 10). 88). 25). 34). 3. per Elia (3.64 SECTION SEMITIQUE [8] piamento femminile di Elohim. 30) die Dio mandando la sua RnaJi fa che siano create tutte le cose. 10). 9). 25). Elohim con la parola sull' crea. (Joel. per Saul (1" (l°Sam. 4): la Ruah di El mi ha fatto.). non differendo da altre antiche teoriclie cosmogoniche. 4. Elihu dice (ivi 33. 30). 17. ci6 ripete per Bezalel artefice del Ta30). di sogni. 1 e seg. (ivi 11.

e sianio a poca distanza dal Satan del libro di Job e di quello di Zacharia. vi k 14). * . AeUt du XIr** CMtgrtt du OritHtmiittM. Qui cei*tamente lo Spirito da Dio. anche una Ruah cattiva die pai*te anclie questa da Dio. che real- inente investe persona ispirata e la fa operare e parlare in quella data maniera. lore. che «i come diverse piace di avversare il V)ene e i buoni. E gii uno spirito maligno. 16. Singolarissimo h in questx) rispetto del il note passo il V libro dei Re che (22. 19-23). qual' k quella appunto che s'impo88e886 di Ma Saul per disturbarlo ivi 14 e seg. si Ma a ci6 si risponde alcuni parla della Ruah come qualche cosa la di og^ettivo. di . ».sata metatbricameDte. Ezechiel dice per se me Rnah Dunque si vuule rap- presentare divina. Spirito nel si quale profeU dinanzi Michajhu dei gli narra lo presenta a Dio promettendo prot'eti di forsi ispiratore di t'alsita in boooa di Achab per indurlo ad una guerra che sarebbe riuscita t'unesta. Dio comunica per sua rendono colpevoli quando essi si cx>me si narra di Saul. come la buona Ruah ispira al bene. la ritira. Altra manitesti\zione divina e quella detta Chabod. entr6 in 25 e seg. — Tom* 111. perch^ parla con lui ed apparisce nel medesimo tempo qualche cosa di differente e d'inferiore alia vera e propria Ruah Elohim.[9] DAVID CASTELLI Si potrebbe torse osservare 6ft da alcuno che luoghi la fraiie « spirito di Dio » pu6 essere che in n. iiiHpetto ai 70 anziani si dice che la Rvah po86 sopra 11. quando cadde in disgrazia presso Dio (r Sam. siocbe prot'e- tizzarono stesso: « (Num. . e che talvolta seduce gli uomini al male. che e con questa parola una reale emanazione gi-azia agli uomioi.

Anclie la parola di Dio. quando sulla Scrittura si costrui una metafisica e una teologia. specialmente col suo popolo Israel e coi profeti. 34). 28 . il Debar-Jahveh o Elohim. 16 d' Israel. Di tutti profeti egli quello » che piu usa 1' dell' espressione « Chebod Jahveh per significare apparizione divina. 34^ e Tempio . 3) per r autore della doxologia del Salmo 72 sia piuttosto la reale presenza di Dio tutto il creato. 89). guida popolo il riempie il Taberna- colo ivi. 5).. dice Salmista questa stessa parola rimane eternamente in cielo (119. in II Chabod (v. e lo vede ritornare nel tempio che nella rapita fantasia egli i immagina gia e ricostrnito (43. degli trapasso qui al Logos di Filone e Ales- sandrini e facilissimo. e la presenza reale di Dio mezzo al suo e popolo Ezechiel. 22). 40. rola di Jaliveli sono stati fatti (SSj 6. scende sul Sinai (ivi 24. e ot terra ci6 » per cui I'avrb II mandata (65. Prende Taspetto ora di nube lEsodo 40. 11) e ne esula. in quanto viene in comunica- zione con gli uomini.«6 SECT:I0N SEMITIQUE [10] gloria. 43. e i Con il la pa- cieli. e doveva a v venire. livi 13. « La parola che esce dalla mia bocca (dice Iddio) non ritomera a me rola divina 6 a vuoto. e il Chebod Jahveh riempia tutta la terra. sebbene per Isaia in (6. ora di fuoco e seg. il 21. ma fara ci6 che io voglio. quando questo e distrutto tanto e vero che Ezechiel ne ha la visione presso il fiume Ohebar in Babilonia (1.11. 7). Ma piu di tutti e notevole il luogo del Deutero-Isaia nel quale la personificazione della pa- maggiormente spiccata. Alia I . e talvolta cosi person ificata che con leggerissimo tra- passo di viene una vera e propria ipostasi.). (1° Re 8. maesta. magnificenza. II si Chabod e Dio in quanto appalesa nel creato.

dove la Sapieiiza e lodata. le rappresentano 1 . Ma non 6 inutile vedere brevemente in quali diversi aspetti anciie questi esseri intermedii sono nel Vecchio Testa- mento rappresentati. ma nfe di persone divine. 12-28) e del Siraoide /24. insistere. I-22j. 148. i Serafim in Isaia celesti Hajjoth in dei Ezechiel (22. cioe 1' esistenza degli angeli fini. 20. miriadi di esseri e celebrano di soprannale turali in Daniel 10). le schiere le nel 1" libro Re lodi pii le migliaia e (7. spiegano fino ad un certo punto seno del Giudaisino di una teosofia sorgere in ri^oroso die al monoteismo sostituisce una pluralita non iie di essenze. Dio (Salmi 102. per quello ^li altri altiBHimi suoi ancora che sedeva a lato deirEteriio quali e rappreeeiisi nella creazione dell' Universo. dovevano dare luogo i celebri passi dei Proverbi 12-36* del Job ^28. ma solo Cabbala giudaica.[llj DAVID (•A8TEJ. 19).LI 87 l^ersoniticazione poi della Sapienza come ipostasi diviiia '8. Su questo punto non sarebbe necessario perclie e cosa conosciutissima e da tutti aocettata.2). La quale andie per un' altra parte delle sue dottrine ha nella Bibbia suoi antecedella i denti. iVa pregi. Accompaguano gli uomini . die trovano in tali espres- sioni biblidie la spiegazione della lore origine. Tutti questi varii aspetti. Coal (6). Gli angeti tbrmano ci si in prima la corte di Dio. medii fra Dio e I'uomo e a due i come esseri inter* doe per eseguirne i mandati e per rivelarne i voleri e pensieri. Noi qui non vogliamo occupard del Filonismo della teologia cristiana. nei tato il Dio die esce da se stesso e coniuiiica ai il mondo. che nella Bibbia si ammette V esistenza degli angeli.

26).) ed e chiamato allora angelo di distruttore. si no- mina il principe o genio tutelare della Persia (10. e come pene da Dio. tali e allora gli angeli. Michael e detto genio a poco a ap- tntelare degli Israeliti ^12.68 SECTION SEMITIQUE [12] per proteggerli e difenderli (Gen. 35. 3. il per peccato commesso da del popolo (2° David di il censi- mento Sam 24. 34). 16) e Miprimo di questi in forma d'uomo parla a lungo con Daniel per rivelargli I'avvenire e le sorti del suo popolo. Salmi 91. al demonio rappresentato nella Scrittura come il maligno nemico di Job. 1" Cron. quando esercitano missioni sono chia- mati addirittura cattivi fSalmi 78. lianno un nome. 5. o cerca con tutti mini. 16 e seg. Salmi 35. ed eccoci al Satan. 2. 21. 24. fe umane di (Ecclesiaste inflitte 5. 2° Re'l. 12. 2" Cron. cominciano ad apparire i genii protettori delle diverse nazioni. poco come esecutori dei voleri divini divengono anche accusatori delle colpe poilatori di mali. Ma gli angeli o meglio alcuni tra essi. Re . i mezzi di farci cadere gli uo- trapasso e facilissimo. due chael (10. e rivelano la parola divina a Elia Zacliaria gli (1. come 1' avversario del sacerdote Jehoshua' ripristinatore del culto dopo diavolo il ritorno dall' esilio babilonese ('Zacharia. 15) e a 12. 7). 28. 8i. cosa piu notevole. Tale e I'angelo che fa perire I'esercito (2» Sennacherib 5j. e. 19. Da questi a un essere soprannaturale malvagio. 19. il . 34. 3. 21. al . 32. 21). 13) (ivi e quello della Grecia 20) e 1). Nel libro di Daniel poi angeli prendono contorni pin determinati. 11. 5-7. 2. Tale fare . 9. 15 e seg. consigliano al bene (Isaia 44. e come < ^ . che si compiace del male. di loro si il chiamano Gabriel (8. r angelo che apporta la mortalita in Gerusalemme. (1" Re.

' (13) DA\'n) CA8TEI. IV. David per farlo cadere in peccato 2*Cron. II passaggio fra questi antecedenti biblici della Cab- bala e quelli talmudici 6 nelle versioni aramaiche del Vecchio Testamento. per cone bene o per sedurlo e al male. come di dicesi. ParadUo. o. e non come dice Se osserviamo bene la Scrittura. Questi. Attribuisce a Dio. non reli- fiirono solo parte della Cabbala. percli6 la teoiii- logia posteriore popolasse 1' Uni verso di uii nuraero finito di esseri benefici e inalefici fligliarlo al all' uomo. Per questo la Scrittura condescende A vostra facilitate. il poeta : « Cosi parlar conviensi al vostro ingegno Perocche solo da sensato apprende Cio che fa poscia d' intelletto degno. ^ veraniente piena di antropomorfismi. i o sventura danna- ecco gli angeli e deraoni. letterale del testo. t'elicita beatitudine. nei Targumim^ dal clie ebbero talvolta motivo allontanarsi significato massime nelle sue parti piu antiche e nel medesimo tempo piu popolari.LI 69 setluttore di 21. specie nelle lorme popolari e come si dice folkluriste nella Cabbala per6 ebbero maggiore importanza. e piedi e mauo . e per recar^H quindi o zione . 6 vero. 40-46. ed altro intende » * Divina Commedia. . 2> Questi pochi tratti biblici bast<ivano. 4. ma : di tiitta la gione sia giudaica sia cristiana.

sotto una forma materiale e tangibile. Ci6 clie e assolutamente spogliato di ogni parte di sensi- . 26). 19. alia in [14] ma mente si degli antichi Ebrei. E infatti. V Sam 16.70 SECTION SEMITIQUE perche. Isaia vede etl il e idealisti dicono Signore seduto sopra un trono alto eccelso. o gli Dei. 3. Ma lo spiritiialismo. per il quale si vuole spogiiare forma sensibile e materiale e una concezione filosofica clie molto piu tardi e penetrata la Divinita di ogni nella religione. rappre- sentava veramente come nn uomo. Dio. che si stende sul capo delle Hajjoth. sul e sopra questo un co- aspetto d' uomo (1. e vestito di il un manto i cui lembi riem- piono tempio (6. una figura di un trono. 9). vestito di r Antico dei giorni seduto lore candido come la neve. vede un colore di zaffiro. se si vuole rappresentare Dio sotto 1' qualche forma. di sopra al firmamento. se non come qualche sensibile. 2. 1). Ezechiel. e coi capelli bianchi come lana (7. Abbiamo citati questi passi come i piu esprimenti. e necessario che corra il . Daniel rappresenta Dio come trono. si al- meno quanto manifestava agli uomini. immaginazione di vi con- perche la mente dell' uomo non puo cosa concepire reale. e detto che Dio E se in alcun luogo non e uomo che possa mentire ne figlio d'uomo che si penta (Num. Anche i profeti piu elevati di vedere Dio sotto questa forma. 29) ci6 significa soltanto che in Dio non accadono tali debolezze nmane. Tutte le religioni antiche popolari hanno immaginato Dio. stessa ma da altri non poclii resulterebbe la conse- guenza. Per le antiche credenze ebraiche la forma piu nobile nella quale puo immaginarsi Dio e quella umana.

[15] DAVID pura idea. pag. dall'altro che potessero generare errori e perci6 giust'appunto nelle paratrasi la tii- aramaiche. sostituita nome divine. e si credeva cosl di evitare rantropomorfismo e Tantropopatismo. e imponderabile. . le frasi antroporaorfiohe rono corrette e sostituite da altre che spirituali. (:. . vollero care soltanto una materia piu tenue.\8TKLLI 71 bile o la ma appunto perche idea non pu6 essere reale. llti. tenevansi piu Per oi6 che concerne di il nostro argomento la t'rase piu importante delle paratrasi iletto aramaiche e quella di al semplice Dio (Memrii). da un rappresentare la religione giu- daica come troppo grossolana. qual- non asfiolutamente la privazione di ogni materialita. Si terae che quelle lato. IV. quando sembrava che si attribuisse a Dio un'azione o una passione troppo umana. Per ci6 che concerae rantico Ebraismo il Luzzatto riconosce che non eecludeva che solo dal Maimonide in poi rassoluta immaterialita di Dio divennc un dogma ^ la corporeita divina. che erano destinate a rendere popolare cognizione della Bibbia. Nei framnienti della paratrasi aramaica gerosolimitana in tutto il cosi delta racconto della cretizione al ' Ozar Xechmad. Si sa clie anche molti dei piu aiiticlii teologi. ma Ma dall'altro lato possianio dire che rantropomorfismo delle frasi bibliche cominci6 a tbrmare una difficolta. piii sottile. diHii^nifi- cendo che Dio e Taniina sono che cosa come d* Hpirito. quando nelle credenze ebraiche penetr6 la le filosofia el- lenica ed anclie scuole palestinesi e bahilonesi ne risentirono 1' influenza. espressioni potessero.

di8se Iddio o « « Dio creo il » del testo ebraico » b sostituita I'espressione disse ci verbo di Dio al o « il verbo di Dio cre6 ». % . ma il anche in quanto opera. Cosi anche in Giosue (23. 14. [16] semplice «. un Logos che uccide non si pu6 immaginare die come una energia divina. Parimente dove si narra che Jahveh combatte conla parafrasi dello di • tro gli Egiziani (Esodo. Memra delle scuole babilonesi e palestinesi. sotto certo rispetto. 72 SECTION S^MITIQUE ». le versioni cal- Eloliim. 25) nella parafrasi detta di Onkelos sta si legge inveco « la potenza di Jahveh » . Quando plasti. subito poi nel Genesi (3. un Verbo. « Laddove veh percosse testo ebraico dice (Esodo. 12. II die riconduce concetto sopra accennato della parola di Dio considerata come forza creatrice. 8) alle parole del testo « Jahveh vostro Dio Egli combatte per voi » al pronome Egli la parafrasi sostituisce il suo detto Memreh. in quanto parla agli uomini. abbiamo altri luoghi. e que- pu6 essere una interpretazione nazionaie. corrisponde al e al Logos degli Alessandrini Verbo ddla teologia « cristiana. dove il Memrct apparisce non solo come I'estrinsecazione di Dio. una ipostasi. 8) si dice die i Proto- dopo il peccato udirono la voce di Jaliveh nel giardino. ma nello Pseudo-Jonathan abbiamo anche qui il Memrct di Dio che combatte. il E se pure in questo in- passo I'avere aggiunto tendersi solo detto » Memrb. Ecco dunque detto di Dio personificato.. 29) i Jah» tutti priniogeniti nella terra d' Egitto Pseudo-Jonathan ha invece « il Memrct Jahveh uccise ». Un Memra. potrebbe come una amplificazione della trase originale. die camminava « daiche sostituiscono Eloliim e il la il voce del detto di Jahveh ».

ed 6 presente in mezzo al suo il popolo. e in quella nui libri prot'etici si trova talvolta un' altra parola sostituita al nome di Dio. Le parole vanti a lui » del testo suonano: « e passb Jahveh da- (a Mose). ha secondo me importanza somma. quando escono dairE^itto (Esodo (ivi IB. 21). Ma il piu di tutti e note vole nelle version 6. oosl i massimo tavore divino presso quando poeti dila sua per significare lo sdegno di Dio. in quanto si rivela agli uo- mini. due forme neU'essenza stessii della Divinita. aramaiche passo deir Esodo 34. Ma come la reale presenza della Shechinti 6 gl'Israeliti. die veramente si^nifica abitazione. oioe Shechinh. opera del create. 34 e seg. a' abar. h la Sfiechinh che riempie che si il Tabernacoio di abi- 40. i 12. aramaiche dicono « Jahveh della Shechina di Ma le altre due versioni fece passare la sua She- china davanti a lui ». fe la Skechinh che cammina nanzi agli Ebrei per guidarli. In questa teot'ania a Mos^ le frasi del testo ebraico sono tutte antroponiorfiche.)> ^ la Shechinci compiace tare in Gerusalemme e nel Tempio (1° Re 8. ma per noi importa fermarci sul verso citato. perche abbiamo Jahveh e la Shechifitl. In un framn\ento della versione si cosi detta gerosoliraitana traduce « pass6 la maesta Jahveh ». profeti e i cono con frase antropomorfica che Egli nasoonde . ma ceiio due persone. 16). e sta a rappresentare la Maesta di Dio in quanto sogio- giorna tra gli uomini.[17] DAVID CASTELLI Oltre la 78 Memra. Questa era la somma grazia che Dio concedeva a Mose. cio6 fargli oonoscere la propria maesta. II verbo nella torma causativa fece passare. non sono due Dei. come al massimo dei profeti. nella paratVasi dello PseudonJona- tlian sul Pentateuco. uno come ageote e r altra come paziente.

credendo di usare iin modo spirituale.74 SECTION SEMITIQUE la pill [18] faccia. nipote Shemuel ben L' Isaacita e suo Meir commendel carro. Questo concetto della Shechinh. o dalla citta di Ge6. Jeremia 33. e cosi devono essere lasciate da ogni studioso timorato. Vi parla * Pesnhim . 17. Sotto il nome di misteri della legge. il E della classico primo paragi'afo Haghiga. paratrasi aramaica. si E sono questi infatti a questo proposito i tre punti princi- pali a cui accenna ripetutamente nel Talmud. 119*. dice che Dio fa dipartire la sua Shechinh di mez^o il suo popolo. tano in questo passo che per misteri della legge debba si intendersi ci6 che altrove chiama I'opera Maase Merchabci. e in tutta la letteratura Ma prima di scendere ai particolari si vediamo ci6 che in generale dal Talmud pu6 rilevare intorno una dottrina teosofica. e piu Salmi 44. nelle paratrasi aramaiche. lo 25). V. Sitre I'orh. e Tarnsi Mishna nel secondo capitolo di pliazione della Ghemara che I'accompagna. e il 1' opera della creazione Maase Be- reshith. si allude in un luogo del Talmud ^ a quelle parti della dottrina religiosa che Dio ha voluto lasciare nel mistero. che era in origine segretamente o almeno con molte precauzioni inair esistenza di segnata. riisalemme (Isaia 67. e secondo aggiunge anche la spiegazione del nome divino. . quale vediamo questo si ampiamente che con svolto nel Talmud coYinette.

da questo passo desumere che i Dottori del Talmud nella spiegazione del primo capitolo del Genesi esponevano tutta una dottrina della di potersi Sembra creazione dell' Universo pju estesa e piii particolareg- giata di quella contenuta nel testo biblicx). sul quale si immagina muoversi maesta divina. o morali. detto Merchabh^ si perche nella vision e narrata da quel proteta il rappresenta la carro. o rituali. se non a pochissimi. spiegazioni. la legge. Haghig& . 8i sa che era costume degli antichi Dottori ebrei di pren- dere a testo i passi biblici per fondarci sopra le loro ampie darash. n6 ci6 ohe « Secondo Rabbenu Tam per Ma'ase Bepeshith di ai dovrebbe intra- fdere la spiegazione del nome divino 11').im DAVID C. per Maas^ del Bereshith ' «i deve intendere primo capitolo Genesi. ci6 che h stato prima. non commentavo. (Vedi i Tosafisti. al En doreshin. ma nel medesimo tempo determinavano dei limiti. Difatti nello stesso paragratb della Mishna si legge vano quei problemi che la che « e bene non cercare nfe ci6 che e di sopra n6 ci6 che 6 disotto.\8TELLI 75 del Ma'as^ Bereshith e del Maas^ Meicfuibh come di ar- gomenti dei quali non k permesso dare spiegazione. spiegazione. per Matisi primo capitolo di Ezeeliiel. di la dai quali imponevano di nou oltrepassare. si riterisce certamente alia commento di qnalclie passo hibiico. e si pone- mente umana si b sempre proposta. La traHe della MiHhna: non apiegano. o dottrinarie. dalla diversa combinazione delle lettere nei quaranUdatt lettere re«alUBt« doe primi verai del Gene*. Era questo Ora Mevchabh currOf ci6 che essi chiamavano spiegarc in questo il il passo.

ci6 che noi intendiamo relative dal al tempo. in cui la mente umana perde. sarebbe invece relative alio spazio. die. vede che la spiegazione da seguxta e da preferirsi. '^ In alcuni passi dei al Midrashim alquanto posteriori Talmud pare che si ammetta addirittura 1' emana- zione in luogo della creazione dal nulla. e corre rischio ancora di cadere in eresia. Shemoth Mabbh. Si voleva cosi consigliare a non absi baiidonarsi a ricerche. Pesikth 15. Questo per ci6 che la creazione. secondo e dal si circonferenza domandare su die cosa regge. Sal mo 104. se vnole troppo approtbndarle. secondo alcuni. aria e fuoco. 145' . bi ivi i Ma noi Talmud stesso piu innanzi. Vaikrh Sabbh. Ma non perci6 si astenevano i Dottori ebrei dal fare delle ricerche sul modo '^ di formazione della terra. altri dalla ebbe principio dal centro.76 SECTION SEMITIQUE » ^ [20] sara alia fine. della materia nale Urstoff (direbbero tale i i origi- Tedeschi) e ammisero come * tre elementi acqna. di non non iie si ammette la provepu6 dire insomnia che ammetta I'unita concerne * sostanza. 1' Secondo Isaacita. 16'. ^ e fondata e sopra che cosa Come pure si occupano degli elementi primitivi. primi. in dall' della luce divina. 3 . ' * Haghigh 12*'. (Ved. . BereshUfi Jfabbh. Shemoth Rabbh. Tosafisti). 50. I . almeiio per il parte degli elementi La luce che rischiara ° mondo sarebbe un raggio notare che ci6 e detto gretezza. Kahanh . Ma pri- quanto a tutte le altre parti deir Universe la mitiva dottrina talmudica nienza dall' essenza divina. » de R. ed e da uno all' altro Dottore in se- come se si trattasse di dottrina riposta. « Joinh 54'. 31 Shoher Tob.

essendosi I ferniato sulla parola hashmal per ispiegarne il niiste- rioso significato. cercando nel Talmud e nei di Midrashim qualche cosa ^ dato raccogliere. Pure qua e la. Tanto piu che ispirando quasi si voleva se dallo studio. giardino. mentre leggeva la visione di Ezechiel. il ma se n' i latto nel miatioiamo nome d'un • angelo. rimase bruciato dal tiioco che ne uscl fuori. Ma 6 impoesi- linguaggio sirabolico e tutto inetaforico e allegorico col quale si parla nel Talmud e nei Midrasiiiin bile dal intorno al Ma'as^ Merchaba desumerne una qualciie notizia precisa e ordinata della dottrina rabbinica in- torno alia natura di distoglierne Dio. e il solo 'Akiba ri- mase que illeso e in tranquilla pace. ma solo alcune spai^ne e iso- ' 13<^. le Anche che studiavano. e poi. Haghigh. late notizie. Si racconta die un giovanetto. e si racconta che di Ben 'Azzai ne mori. nel plnrale. il 77 Maati Merchaha riguardava certo la natura di Dio e deUa corte celeste. ' Si cliiama poi Fardes.divenne eretico e quindi dannato. . terrore alcuno voleva occuparsene. tutto I'in- sieme di queste dottrine segrete. nulla o poco ne lasciavano trapelare ai prot'ani.I f211 DAVID CA8TELLI L'altra parte poi della dottrina segreta. La parola hashmal nel significato letterala vaol dire soltanto metallo o bronxo rilucente. paradiso. Elisha Ben Abujja ne quattro Dottori che se ne occuparono. Nulla ordinato e di sistematico. Ben Zonia ne impazz6. " Erano pochi dunsi quelli che volevano esporsi a gravi pericoli quelli poi j)er istudiare queste dottrine segrete. Haghigh 14\ . cui si riconnettevano i misteri contenuti nei nomi divini e in quelli degli angeli. di un ordine d'aogeli.

ma come i esseri due principali attributi divini ed il piu impor- tanti per governo provvidenziale e la Pieta. e. la Giustizia. come abbiamo veduto. in da Dio ^. • 1 . quanto persone. si Se gia nella Scrittura. dove dice invece Din e Zedaka. • Pesahim 119*. si Le qualita di- vine sono dette Middoth. in quanto ora e Dio in se. Sanhedr'm 94". Shabbjth 56». che dell' Universe sono fra la Giustizia talvolta non possono loro accordarsi. distinti ipo- stasiati. Ilaghiga 14". delle quali parla non solo come reali. e ipostasi. esigere che ^ . nulla ma li vediamo propriamente impersonati. ora Dio in quanto manif'esta agli uomini . I di attributi inerenti ad un essere. : Middath haddin e Middath harahamim \ E fino di che se ne discorresse come di due attributi.78 SECTION SEMITIQUE [22] VI. si se nelle parafrasi aramaiclie il al Dio trascendente si unisce Verbo. questi. e alcune volte i Talmud a parlare con Dio per dovuto rigore chi . a si tratti col lo meriterebbe si e ' Sifrh. Questi due attributi sono chiamati dai Rabbini strano. la Shechina^ nel nei Talmud e gli attri- Midrasbim si si oggettivano e s' impersonano buti divini. ne sono angeli. pu6 dire che divengono energie divine. II. cioe ma superiori e anteriori La Middath trodotta nel si haddin. il Memra^ e la sua apparenza nel niondo. Dio sdoppia. come nella filosofia di Filone. esseri creati. 27 cfr.

potenza. tbrza. rica. pecoatori L' osfigesi rabbinica ha dato ai norai di Dio Jahveh ed Eiohim il diverse Hignificato il che il '. 13. conoscenza. sebbene non siano la stessa cosa. Btre$hUh Haftbh. Giustizia.(23] DAVID CASTELLI i TO giunge perfino a dire che Dio salva da essa penitenti. sono pid che altro figure di personificazione zioni sono pericolose. 3 Pesikth de Rah Kahanh. pieta e misericordia Ecco I'antecedente talmudico di queste frasi del delle dieci Sefiroth della Cabbala. . Perche molte Talmud e dei Midrashim devono e intendersi come un linguaggio e si allegorico. ne conclude che mondo e stato creato con la '. . giustizia. e in altro si creativa luogo con dieci cose. tanto nel mondo orientale quanto in quelle greco-romano ? Non e certo per6 espressione metatb* prese aUa lettera. o e queate sono sapienza. intelligenza. cioe con la Middath haddin D' altra parte si dice al trove che il mondo fbrzii «? stato creato con dieci detti ^ attribnendo cosl alia parola. . secondo la giustizia Que»ta zione di nomi e applicata anche alia creazione del- rUniverao. grido. 1. e si deve intendere in senso proprio. e siccome nel Genesi e usato nei Bettegiomi della creazione cosi se il Dorae Elohinij e non il il tctragramma. =» Ahoth. sa se debba intendersi : o discorsi. 1G4*. * Ilaghujh. flefjarim^ che non idee. 12'. la Sheekinik^ dove se ne parla come della reale presenza di Dio nel mondo. carita. V. * * Shemoth Jfobhh. 30. Sh>-moth Bahhh. priino rappredlKtin* senti la pieta. ma le personifica- corre rischio che vengano Non sono nate forse cosi molte delle divinita. *.

nove discese sa. Secondo I'una. 4* in Egitto per liberarne gl' Israeliti. perche in certe question i liberta . 34 Pirke de' Unbfn Eliezer. « Bahodesh § 3 Sifre I. 3* per punire gli Sodoma. da tempo a tempo e da persona a persona. 14. versi. 2" come quella che posa spe- cialmente sugli uomini piu meritevoli per ispirarli tanto ad operare il bene. Queste discese della Shechina in mezzo agli uomini sono fissate in numero di dieci ma per determinare quali siano si deve ricorrere a piu recenti compilazioni le quali non sono tra loro concordi. La Shechinci ci appare sotto due aspetti 1° come la reale presenza di Dio . G-li stessi Talmud : Midi'ashim piu chiaramente e ripetutamente enumerati. ' Mechilth. 5* nel Mar Rosso per punire gli Egiziani. . ma vi sarebbe scesa a tempi di- quando I'occasione lo ricliiedeva. 93. 6* nel 7* nella Sinai per dare la legge. . quanto a predicare il vero. 2* nella torre di di Babele. i . ^. Non si pu6 sperare di trovare negli insegnamenti rabbinici unita e coerenza di dottrina. rebbero avvenute nel terrestre per punire modo seguente abitanti : 1* nel paradise Adamo ed Eva. Le varie opi- nioni souo anzi registrate senza curarsi molte volte di stabilire quale debba avere la prevalenza . colonna di nube per guidare Israel nel deserto. Aboih de' Rahh\ Nathan. dogmatiche era lasciata i la piu grande e variavano pensieri da luogo a luogo.80 SECTION S^MITIQUE [24] Riprendiamo ora dell a Shechinh nelle ci6 che sopra abbiamo accennato del parafrasi aramaiche concetti sono nel Vecchio e nei Testaniento. Secondo ci6 che troviamo accennato in due dei piu antichi Midrashim \ la Shechina non sarebbe stata sempre tra gli uomini.

Jacob. dei Sodomiti. du Xll"** VongrU Aete* du OrUMuUtU: — Vmw III. quello . terzo della genera- zione del diluvio. » BereshUh Iiabb<\ 19. Secondo questo la Shechina risiedeva nel mondo. (a lettera nelle regioni inferiori. Sebbene posteriore alia compilazione del Talmud ve- diamo prima iin passo del Commento Magno al Genesi. 11. battahtonim fino dalla I creazione lire al '. Xumeri. dipartita la Shechina dagli uomini do]>o peccato di ' Esodo. • . al quinto. della ton*e di Babele. degli Egiziani contem- poranei di Abramo. al quarto. e soltanto per peccatori di quelli e di questo sarebbe stato interrotto. al di secondo. L'altra compilazione Bostituisce alia discesa in Egitto quella nel roveto nel- I'apparizione a Mosfe. Ma sette giusti la fe- cero successivamente riavvicinare o quindi abitare tni gli uomini. le ci- tate tonti ma secondo che in at- breve riporteremo. porre la duo compilazioni nel decima discesa delta Shechina nell'eta raec* le il Sono d'accordo sianica. sarebl)e da rispondere per V Altra e la dottrina secondo la quale della il soggiorno Shechina sarebbe stato continuo o in mezzo agli i uomirii o almeno in mezzo ad Israel. Levi. vi questo altri punto passi. II peccato di Adamo al la t'ece dipartire e sa- primo cielo. Kehath. fi . quelle di Caino. e due nel tabernacolo. 9* nel tempio. e Mos6. Isacco. e poi ne pone due nelle duo volte che si fende la rupe per tare scaturire Tacqua '. 20. D'allora in poi gli soggiorno della Shechina tra ? Sii uomini sarebbe continuo tacciono. t'ermativa. al settimo.(25J DAVID CA8TELLI iiel 81 8* tabernacolo. al sesto. 17. 'Annam Secondo un altro passo del il Midi^ash. cioe: Abramo. dei contemporanei Enosh.

Histoire critique du Gnoaticisme. » * JomK 9^ Mechilth Bo. Dottrina questa confermata nel Talmud gerosolimitano ^ la disper- che fra la Persia e Roma aggiunge ancora sione nei paesi greci. 12. edi- ne diparti fino alia distruzione del tempio. Ma dall' altra parte abbiamo un luogo deJl'antico Midrash sull'Esodo. staccata dall' unita delle ipostasi superior! e decaduta dai suo grado.82 SECTION SEMITIQUE vi ritorn6 fino clie [26] Adamo non nacolo. in ^ Roma. tra si gV Israeliti nel taber- nacolo fino dai tempi mosaic! poso suU'arca e non se poi. Ta'anjoth. riunirvisi all' era messianica. 14. come presenza reale di Dio. 29». perclie I'armonia sia ristabilita. ma che aspetta di E 1' la Sofia dello gnostici- smo di Valentino che turba di armonia ' in seno al Ple- roma. anche nella dispersione e li in Babele. * non fu eietto il tabei- L'opinione poi prevalerrte e clie discesa la Sliechina. 67-76. vol. ^ . ^ dove si vuole clie sempre la Shechina abbia accompagnato Israel aiiche uel- r esiliO. di una reden- zione. in Persia. e ha bisogno una ristorazione. CI". * Bamidbar liabba. II. ^ Ritorn6 dopo I'esilio di Babilonia a soggiornare nel tempio ficato dai reduci? ^ Secondo un passo del Talmud babilonese. pag. ' Matter. Questo e deir esilio 1' antecedente della dottrina cabbalistica della Shechina [galuth haslisliechina) ultima delle ipostasi divine. 1. accompagnera nella redenzione messialiica. la Sliechina non avrebbe soggiornato in questo secondo tempio. * Mechilta Bo. 64*. * •* MegJnlla.

Zacharia e il comunicai*si airuomo ^ delio nei della Ruah si Hakkodesii. 11\ . la Shechina. come Scrittura. come abbiamo avvertito. 48'. del pari che nella Cliabod. Sebbene secondo un nel altio passo. la vera profezia. cioe Ma altra emanazione divina di una eco della voce Bath-Kol. 31\ * Evhh Joma. che aveva femio il soggionio nel ' Talmud lo e nel Midrasli abbandon6 con molta reluttanza. e allora saiebbe ritornata fra si essi. maesta. il * Dio chiaserve di mata figlia della voce. Spirito Santo. la Giacche talmudici questa contbude con Shechina. Perche. che * si trova parallelo con poche ditferenze di lezione. 66'. Una conseguenza dell' i allontananiento della Sheprofeti china e che cess6. e indugiando da una parte aH'altra. dopo Malachi. Ta'aujoth. 8(4ii. i)^'. che sarebbe in cielo. VII. * * Jer. Jiogh Jleuhshanh. La quale comunicazione fra Dio e suo popolo. gloria. Israeliti si pentissero. ^^ ] Hanhedrin. pure questa vien detta.127J DAVID CASTELLI *Ma fino chfc restiamo nol <• Bft Talmud e nei Midrashim I'errore della Sliecliina presentato piuttosto come sim- bolo poetico del concetto die Dio noii abbandona mai il 8U0 popolo e lo accompagna anche nelle sciagure. neir aspettativa che gli tempio. ritir6 nel sue primiero soggiorno. ma vedutili induriti nel peccare. Jiabhati. dopo che la Shechina o uomini * lo Spirito Santo non posa piu nemmeno sugli piii meritevoli. supplisce in parte. libri Haggai.

84 SECTION SEMITIQUE Shechina. Soth. oltre al risiedere nel [28) la Tempio ^ e in mezzo ispi- ad e Israel. e da veri e propri responsi come oracolo II divino. 48". ^ misticismo qui e palese. Jebamoth. Sota. che. secondo Talmud. e fa intendere quali questi uomini fossero. Midrashim attribuiscono ad alcuni uomini sommi. Aveva accompagnato Giuseppe. anche trenta piu meritevoli discepoli d'Hillel. inleriore manitestazione di Dio. questa Bath- Kol. 73**. 32*. » * • Joma. I . 'Irnbin. Succhh. supplisce alia pre- senza dello Spirito Santo. il Ma fatto sta che. Beracltoth. Comunicazione. Sanhedrin. Ruah ma i tempi sventurati piu uon rivela questo alto lo consentivano. nel recesso san- Bereshith Rabbh. e la stessa Bath-Kol mistero. 19». Mose. Jer. Ihrajoth. Jer. ^ ispirato tutti i profeti e sommi sacerdoti quando quedavano i sti responsi. 8V. 48''. 7. i secondo un altro passo. 11*. 86. e che la liakkudesh gl'ispirasse. e si accorda con la coil municazione divina. 56". David. « 6^ 13''. era iinita con gli uoniini piu grandi per - rarli. * ' Abodh Zarh. Si vuole che a Simone il Giusto Dio il Talmud e i apparisse nel giorno ' dell' espiazione. Ivi. 24» . 28*. Sota. stati "* Vi sono anche nei tempi posteriori uomini degni die posasse su loro ]a Shechina. " Sliemuel detto " piccolo " ed Eliezer ben Hirkanos. Meghilla. 42'. ' Shabbath. sotto aspetto piu antropo- morfico. I. alia quale. secondo cabbalistico. Se- condo alcuni passi sarebbero il stati Hillel. possono aspirare i teosofismo piu meritevoli dei suoi adepti. 3**.

tenersi santi e venerabili. 36*. Shaddai. lare dei nomi divini siamo oondotti a parche formano una delle parti piu ci^ poi Da important! delle dottrine segrete. Snnhedi'in.(29] DAVID CASTFJ. a cui si accenna nel Talmud e hei Midrashim. Vaikrh RablnX 21. Jahveh. Jom?t. e cbiamato hh. 23. 96. 40''. questi * Tra nomi in " il tetragramma ^ fti tenuto da un il certo tempo ziarlo. 3. 42*. da Ehj6 asher Ehj6.LI forma di vecchio vestito e 86 tissimo. che il Talmud determina in numero di otto. Alia quale rappresentazione divina giunge i fomia ricon- il nome clie di uomo attribuito a Dio. Adonai. fCiddnshin. Shebtioth. ' Secondo un altro passo del Midrasli. tCIohim. VIII. uomo. poi ineffabile e peccato mortale fu pronunsigni* ' Dimodoche che i' in tal norae riposto un non adepti non conoscevano. Jomh. 71'. Gia nolla Scrittura vediamo una pluralita di nomi divini. 60' . Shemoth JiaMt. ' * * • ' Pesahim. « Shevwth Jtahbh. {K)^ Jer. . Zebaoth. alcuni dei quali hanno significato metaficato segreto • Jer. Elolia. Ma a questi nomi Ijiblici altri ne aggiunsero i Talnmdisti. clie. Sanhedrin. il rebbe apparso agli Ebrei preseo ^lar Roeso in si ooine un giovane bello e aitante. in ammantato Dio di sa- bianco. secondo * Rabbini. ' ma Bempre umana. E questo si accorda relativa* con quello sopra abbiamo detto anoiie mente alia Scrittura. cioe: El.

e meglio hammakom con Makom nome nel linguaggio biblico significa luogo. e non mondo dall' luogo si di lui. 21. e mondo. Ora che luogo.86 fisico. non avevano quest' idea metafisica e. In stessa opera. il parola Makom. Ma pin antichi rabbini . Nei passi piu anticbi del e cliiamato semplicemente Talmud Dio come se e uno dei nomi divini. perch^ gazione. e altri sono cV indole cosi mistica clie rimangono impenetrabili. S. e di grhen Liieratur. pag. senza darne spiepianamente si dovesse intendere che I'uso rimonta per lo meno si al nella Mishna* I'usa Schim'on e si ben Shatah. stia a signi- ficare la divinita. come da altri fu gia osservato. e cosa. anzi il luogo per eccellenza. Secondo i il Landau^ I'uso di questo i nome presso rabbini sarebbe derivato dai Persiani. rabbinici nel il significato ma i piii non sono da prendersi in esame per nostro assunto. certo e molto note vole clie nella lettera- tura rabbinica sia divenuto nome freqnentissimo di Dio I'articolo. 68. chiamando Dio hammakom. forse i dair unita sostanza. * Bereshith Bnbba. data una lista assai estesa dei sinonimi Dio. che Dio e cosi cliiamato. 8. intendevano solo I'appreseptare Tonnipotenza divina. Nel Midrash poi e detto. ' Die dem Raume entnommene Synonlma fi'ir Gott in qiiesta der nen-hebrdipag. hammakom. tentato di dare spiegazione dell'uso di questo nome. il perche egli e il il * luogo del panteismo. E primo secolo a. e inutile negarlo. Con questa spiegazione. e commentando e il passo biblico dell'Esodo 33. Tra qnelli della prima la specie. altri SECTION SKMITIQUE [30] significato morale. 41 e seg. rasenta il siamo a un passo di emanatismo dei Cabbalisti. parlando con Honi. importantissima. I . C. 6-10. quali adora- • Ta'anith.

Tessere assoafferma se stesso. stessa Into si annuncia s' e si che individua e come quella che da 86 aifernia come lo.' e quando ispira i piu alti proteti *. cosi nel Talmud Dio e non di il rado cbianiato Ghetmra die anche nel la Cabnorae di una delle Sefiroth. * ififri. Maeehoth. ciofe di quella ipo- bala h stasi che rappresenta la Giustizia. 6. V. almeno da un certo tempo nno spazio Altro tafisico. . 24». pensavano Dio come infinito che contiene TUniverso. se sara ribelle alia legge. A noi basta di avere accennato I'uho di que«to nome stemo come uno talmudici della Cabbala. si chiamano o. ora la sesta delle divine ipostasi. 2. e certo dei piu significant!. ma perche i rabbini. PetikUt iU 31^ Rab Kalianii. liorojcth. come nomi divini. 87*.ra\H\i Shim'on ben Sliatah con degli antecedent! persinni. 112. il [uegli di cui veramente pu6 dire che giacch^ * . che pn6 avere significato me- qnello di potenzaj forza.' [31] DAVID CASTEUJ il g7 vano Dio Hotto duplice aspetto dell' infinito tempo e deirinfinito spazio. nome divino./er. Ma i anche piu di significativi dal lato metafisico 8ono pronomi intesi prima persona An^. Berachoth VII. Shaftbath. date le relazioni alciini ti. I. 8». b in poi. ' * Meffhillh. non solo perchfe lo nome e usato dai CabbaliHti per indicare ofa la prima. Gheburh e chiamato riil Dio principalniente qiiando apparisce sul Sinai per velare il decalogo. ora come 6 che lo tale riconosciuto dagli • uomini. di E ci6 e probabile. Awi. Naxir. " qnando minaccia di punizione sno popolo. lao*. quasi oi*a e quello di si terza Hu volesse indicare la personalita per eccellenza.

due/Se^ro/A. et in ' Rabbinovicz. * Pag. le edizioni antiche. 1. ]'ariae Lectiones in MiscJmam Talmud haby' lonicum. passo della Mishna. ha voluto correggere la lezione del passo citato. 447 e seg. rappresentata qui dal Geiger. e allora. pag. Ill. nota 6. I'antico lessico talmudico di Natan di Eoma hanno il i due pro- nomi. il citato lessico danno i<in con 1' alef Mishna di Napoli e di talmudico ^ e il Machzor Vitry * come generalmente si scrive il * * SuccMi. le due antiche edizioni della Talmud gerosolimir Pesaro. niiT i<3t< Anna Jahveh. critica Non e da tacersi per6 '^ che la moderna. nella testa delle Avvi da a quest! pronomi il significato e quello dove Rabbi Jehuda vuole che capanne s' invochi Dio in questa forma: ^ va-Hu osanna che e rimasto sacramentale nelle preghiere ebraiche. Ozar Nechmad. con la sola differenza che tano. III. che sarebbe la piu antica fonte talmudica cbe di nomi divini. im ^3i5. se questa congettura tbsse I'uso di questi da accettarsi. pag. fatto che i Ma contro la congettura del manoscritti. e invece di: Anl va^Hu. anzi nome di altra Sefira anche il pro- nome cui si di seconda persona. leggere. la terza persona del verbo essere. gli antichi commentatori. % . 46».38 SECTION SEMITIQUE di t-erza [32] pronome II persona in ebraico significa anclie e. 119. pronomi come nomi Geiger sta il divini mancherebbe nel Talmud della sua primitiva sorgente. vol.^. e anche quello di terza per- sona femminile. Ma noi fermiamoci ai due pronomi di trova cenno ncl Talmud. I due pronomi sono passati poi nella Cabbala a rappresentare due per essa ^ divenuto ipostasi.

ma Di questa e una differenza soltanto piu. ^ Per lo che teniamo die tino dai tempi della Mishna si sia dato ai rammentati pronomi tale mistioo significato. intio<iuzKine. Nomi di significato morale sono 'fob. 77^' . e 10 pronome THl. 4. verso la fine. buono^' * Shahhnth. 104'. * Echu liabhati. non la scrittura deficiente ^^ruficii. e la lezione accorda in ci6 pert'et- tameute con pare molto vulgata della Mishna. queeta dif- ferenza non sarebbe piu. arrischiamo la si congettura che. . to sono quello. siano fondati sul : passo biblico del Deuteronoinio 32. Per ultimo un accenno die due pronomi Ilu e An^ rappresentino nomi divini lo abbiamo anclie nel Midrash. E per ispiegare la maniera per la quale i facile die gia fosse introdotta i rabbini vi siano giunti. Ora non si una gua. si Ora se leggesse vi come vorrebbe il Geiger. senza averlo detto esplicitamente. Hu.39 che suona .471^ i4n). In un altro passo poi del Talmud del significato delle lettere. le quali parole certo lett^ralniente non signi- ficano altro se non: lo. in si dove »i parla dice die la combinazione si forma un nome divino. oltre questa prova estertia. ' Jer.<«ta lezione. Rabbi Jehuda viiole espri- mere in quanto alia forma della i>rogliiera una diver- sita di opinione da quella antecedentemente euunciata. ma non ^ da maravigliarsi che i rnbbini vi abbiano veihito due Ztid" nomi della Divini ta.[38] DAVID CA6TEUJ di terza pei>^ona. Bert»hith Rabbh. Ifatjhitja. abbiamo come il prova interna della correttezza della lezione vulgata contesto della Mishna ntessa. '.

Sefer Pardes Rimmonim. piepregliiere. 1. * T. di come sopra abbiamo mostra conoscere lo spieghi. Solo si Talmud rimancome composti lettere.' 90 dikf giusto. hanno formato settantadue nomi let- segretissimi di Dio dalla varia combinazione delle dell' tere dei versi 19. Bereithith * ' Rnhbh. non si ha cenno nel Talmud. ^ nsato molto comunemeiite nelle e passati poi listica. * CoRPOvEuo. ma solo nel Midrash" dove si dice che tal nome era contenuto in una parte delle lettere 4" del i comprese nel verso 34 del capitolo I Cabbalisti invece Deuteronomio. 8^: Babh Mezi'a. Cherithoth. ma siano e quale ne sarebbe la accenna che questi nomi segretissimi s' ed efficacissimi non insegnavano ormai se non a quelli che per la santita della vita se ne mostrassero degni. * ^ Sifrl. hidduithin. I. toso. Shekalim. citato.* L' Isaacita nel non gia conoscerli. ma egualmente misteriosissimo. Sha'ar Perath hashshemoth. ^ [34} Rahamanh o Rahman. confessa di Tarn. sebbene I Cabbalisti posteriori poi '" non non hanno esitato a darne ampia spiegazione. Ghittin. 45*. e 1' altro di quarantadne senza dirci qnali queste pronunzia. 17*. 21'. Beresfhith Rahha. composto di settantadue lettere. 3': Chethuboth. anche tiitti questi nella terniinologia cabba- Finalmeiite i iiomi divini die nel gono non spiegati sono quelli indicati r lino di dodici. Vaikrh Rabbh. commento a questo passo ma il suo nipote Rabbenu avvertito. Deir altro nome piu complicato. 44. luogo I . 42. pace. 20 e 21 del capitolo 14 ' Esodo. 23. ^ SECTION SEMITIQUE Shalom. PesaJiim 39'. quelle di quarantadue lettere. CoRDOVERO.

Ueher die jilditche AngelolfMur und Do^momolotue %n hrer Abfu'ivfjigkeii vom Parxisviux. Judm. fe nome quale divino il qnello di Arhetriei Die col sacerdnte Rabbi Ishmael di Elisha cbiama Dio apparso^li nel recesso del Santuario. Si sul disputa significato e la derivazione di questa pa- rola certo non di origine ebraica ne semitica. 7*. Die Agadn der Tannaiten. ma di natn7*a il non bene si definita. altri un vietathronon o un ' Vedi i coinmenti a Succhh. gli si riconnette essere iiitermedio fra la Diviniti e nomini. piu ec- celso degli esseri creati. corona. Die finttfigdieustUchen Vortriigr der I. per indicare la prima delle ipostan divine.* fc evidento che di qui i Cabbalisti lianno preso il nome di Cheter. not* t. 2i»8. ora di rappresenta quasi come natura divina. r Isaacita Altro Tosafisti. perchfe ora il appare soltanto come primo degli angeli. 45». 36-42... KoHUT A. pag. clie alcuni * Fra le proposte etimologie vedervi il rammenteremo ^ vogliono Mitra persiano. Ma ragionevolmente lo Znnz ' e il Bacher* sospettano che qnesto passo talnnulico Bia nna recente interpolazioiie. . IX. 1»>4. mud.[35] UA\ ID CASTELLI mostrano cogniti e i i * 91 E di ci6 si commentatori del Talcorona di fij^lio mud. e piuttosto da questa emanato. Midratth und Targvm. 260 e aeg. Orieehiache und lairiniMche IjehmtrtirUr im TalI. * pag. * ' * ' Jierachoth. Alia teorica dei nomi e delle ipostasi qiiella del Mctntron. p«g. pag. Vedi Krai'88 S.

Ethhannan 6. Se 11 oi stessiino a due jiassi del Midrash * dove Metatron e soltanto di misiirare i confini della terra proraessa. mio nome e dentro si di Come si sopra abbiamo parla di accennato. Introduzioae sopra Isaia 22. E chiamato il grande scrivanOj Safrcb Babbh* come il maggiore ministro della oorte celeste. ^ E mondo. Eaodo. OQa e Tosafisti in questi luoghi. Haghigh. Na'ar. II. i * Jehamoth. cf. 38''. Echo. 23. 338 . in clie offre ^ anime dei giusti espiazione d' Israel. ' Tanhumh. 10*. 6. Bereshith Habbh. il ^ Bamidbar Jiabbh. Sar happanim^ come '' pu6 preseu tarsi senza velo. perche non perdonera il le vostre mancanze. Secondo Talmud il sacerdote celeste sa- rebbe Michael. 12''. la sua identificazione col latino metaior sarebbe da accettarsi." nel quale Jahveh dice a Mose: Ecco mando r angelo dinanzi a te per guardarti nella via e per condurti al luogo che ho preparato. * 1. e altri la parola latin a metaior. * ' Menahoih.92 SECTION SEMITIQUE [30] metaiyrannon. perche a applica « passo io turale. Pseudo Jonathan. 20 e seg. Genesi. clie Ma il ci6 che lo ta quasi di natura divina. le E il giovane sacerdote. Rabbati. 5. I . 12. E detto ancora principe della divina precolui clie dinanzi a quella senza. derivaiidolo cosi dal greco. qui non * sa bene se un an- Si/re. non gli essere ribelle. e la nota del Buber . Sar come se ^a Dio avesse avuto il 1' incarico di goveraare tutto il create. 110^ Sanhedrin. Holin. ha'olam. imperocche lui ». 23. e lui si porta il nome scrit- stesso di Dio ^ . Ma altri j^assi fan no del r officio del Metatron un essere bene identificato col principe del altramente importante. Riguardati dalla sua presenza e obbedisci la sua voce.

perche Dio prese Da nacque la leggenda die Enoch lito vivo in cielo fosse trasformato in angelo. ' : Penti- o figli ribelli. 15'." [37] DAVm creato . Difii nanzi al rigido monoteismo giudaico tale errore giu- dicato peccato irremlMsibik. la ritrova nella Cal>- bala posteriore. udito da una voce misteriosa Elisha.LI con8idei*ato Oft gelo o del Malach come uiio sdoppiamento Miiliicli (lella jl dell' essere divhio. secondo una tradizione poi molto e Metatron. Ebbene dif1' quest' angelo. giacche non : come sa- per gli 1(1 altri ». CASTFJ. Genesi rispetto a questo patriarca 6 si diversa da quella comune. Ditatti si asHeriHCO che 1' erenia. opera citata. tanto che lo stesso Elisha diceva di avere tevi. Imperocchfe ora viene identificato con Shechina ultima delle il dieci ipostasi divine. lei il suo angelo. Per6 la stessa incertezza a cui avevano dato luogo le non bene definite espressioni del 'J'almud e dei Misi drashim sulla natura del Metatron. fusa. t'u appuiito questa di credere che Metatron fosse una persona divina. ora ^ te- nuto messo di lei. Sha'ar 'Atxhh harhektHnujiM. eccetto Cosi egli sarebbe Htato escluso dal poter fare penitenza del suo peccato. e ci6 non pu6 accordarsi con al- ' Ilagliigh. Ma. quando qiietfto Scrittura divenne iiella tcosofia taliiiudica Metatron. . ma : « non era piii. « mori ci6 ». ({uaiido i dette a studiare misteri religiosi. il E cosa singolarissima poi che Metatron secoudo la altra tradizione e identificato con frase usata nel Enoch. come essere da lei distinto ed a inferiore. Si sa che dice. era facile che alcuno tenesse quento quasi un secondo Dio. * CoRDOVEUO. nella il quale cadde si ^\k nomiiiato Elisha ben Abujj&.

. giovanetto. dell' ma che pure ha piu angelo che della ipostasi divina. fanciullo. il prinio luogo. garzone in italiano. e in Ilolin 60». sta occnpa. il iu greco. passa facilmente a dire degli angeli. clie. e siccome questa parola ha come anche Jialo. E naturale che gli angeli dei ammessi nelle credenze religiose dacche cosi esplicita- mente. ^ mondo si fino dalla Abbiamo veduto che in ebraico il Metatron cliiama anche Na'ar. significato di servo. Ma questa credenza fu molto svolta ed La Scrittura non aveva detto nulla sono creati. sta a rappreTutto sentare il primo ministro della corte 1' celeste. concepiti. come abbiamo veduto. cioe colui che clie immediatamente sotto il trono celeste. Anche il Malach Elohim o Malach Jahveh. estesa. quali nel Tale nei piu antichi mud Midrashim sono siano rabbini. e sull' origine degli angeli e sulla loro natura. nella Scrittura si coptbnde spesso con la Divinita. ci6 induce a credere clie sia dal etimologia di questo il nome greco fiera dgovov . e secondo il Midrash da questa di- ' Vedi i Tosafisti ia Jebamoth lO".d4 SECTION SEMITIQUE principe del [38] tra opinione che lo fa creazione. come abbiamo veduto. se ne parla nel Vecchio Testamento. 1 rabbini determina- rono in prima cte gli angeli li distinsero da Dio. dopo trono. X. Da si questo essere di natura non bene definita. dopo la Maesta divina. puer in latino.

. 14. Cherubim come nel Genesi e poi in Ezechiel. Questi ordini angelici turono poi portati a dieci non solo dalla Cabbala. tbndandosi su quelli che qua e la trovansi nella Scrittura ' Shemolli JiahhU. Malaclie hashshareth.' nebbene in altro si parla di angeli teinporanea. 4a'': ^f-rhiUhj Bahodf^. ed o«. 2. anche dai (ilosofi teologi. ' * Sifrh. 78. e poi ne sarebbero di nuovo assorbiti per iiscirne di iiuovo la mattina appresso e cosi di seguito airinfinito. e co- stituiscono la famiglia superiore n'rptt Sc K*'?^ . sono detti angeli del servizio.10.'}-. Aln^da Zarh. '" come accadde celeste I per il nome angeli anche nella gerarchia padri e dei dottori cristiani. cap. Jettode Hattorh. ® II. 2. Jlnyhiya.30G. Maimonide. come nella visione di Eze- Serajim come in quella d'Isaia. che avrebbero un* eaiatenzsL Per6 luogo riconosce che soiio immortali. Berejt/iith Jlnbtni. L'oiih ^ llashxhamt. ma ". 10. sono in numero grandissinio. chiel. 2. e gli dissero Hajjoth santi animali. pero con nomi diversi. * BereahUh Babbh. 1. come quelli che torniano la corte divina. • Fnrono poi e i divisi in diversi ordini ma il Talmud o piu anticbi Midrasliim non andarono di la dai nomi si che trovano nella Scrittura. * In generale questi angeli. 24''.ni giorno uscirebbero da un fiume ardente. 8i disputa fra due dottori »e turono • creati nel secondo o nel quiiito giorno della creazione ina nessuno sostieiie si die a questa tbssero anterioii. e Malachim.139] DAVID CASTELLI * » gli augeli verso. Vaikrh. . Ofannim ruote. Sif. che da nome dei generale divenne speciale di nn ordine.

Gabriel. pag. 1 ) e questi quattro nomi furono i adottati dai rab- bini come quelli di quattro fra principali angeli. E (4. II. * Vedi Jellinek. . Angelo poi il ^ di straordinaria grandezza. 1897. Beth JImnmidrash. ma. come abbiamo veduto. uomo. che secondo confratello.2b 12. perche dette prudenti consigli a Rabbi ^ Ishma'el. quale e Talmud. V. il Ma molti a questi nomi ne furono dai mistici aggiunti ° altri.. * ' * Krauss Opera S. XXX e seg. Michael significa chi e fael. riva dal greco del Kohut. 192. Michael e Gabriel. nel 4" di Ezra Uriel . Ra- Uriel. pag.. opera citata. II significato di questi nomi e certo." e ' non sarebbe prezza Berachot. come Dio?. citata. Dio risana Suriel. o forza di Dio . ad opinione di lingua un composto il due sostantivi pehlvi e significa signore dell' altezza. Gia in Daniel si trovano. pagina e seg. ma anche ai singoli angeli. nel libro di Tobia (3. die starebbe dietro detto Sandalfon. Dalle straordi- narie dimensioni che gelo. * Un lavoro speciale molto utile per questa parte del misticismo les 6 stato fatto da MoYse Schwab: Vocahulaire de I'Angelogie d'apres Manmcrits hihreux de la Bibliotheque nationale. ib) Rafael. pag. o Dio. parrebbe che qui Talmud attribuisce a quest'anil Kohut fosse nel vero. XLI . 51*.^ e carro portatore del trono divino. Alpuni ne da quale libro di Enoch.. che pare. 13"^. fuoco o luce di Dio. di ^ piu de- ovicide^icpoc. si Come uno rammen- degli angeli die presentano dinanzi alia Divinita e il nominate tato nel allontana. e i Strano nome. 43. Paris. fosse non si sa bene in redazione. Ilaghiga. cOnosciuto dell' opera dagli antichi rabbini.: 96 SECTION SEMITIQUE [40] non solo ai varii ordini furono assegnati varii nonii. 203.

Etitegtr. nelle edizioni integre del 2iJi*. Abbiamo Daniel. che. pajr. stiindo airotno- grafia rabbinica fondata sul capitolo X il del Genesi. II gia veduto ci6 che ne ne dice nel libro di Talmud da nn iiome e 1<> al ' . 2. » traduce Kara doiil/uijv dyyEAov dEOi) che suppose un teste 't'S "2 invece di : " : I rabbin i su questo stesso passo biblico immiigila narono leggenda che. in forma di orso in ebraico Dob ^ i-ap- presenta la biiii monarchia persiana. le i genti sono settanta. Kajhukovics. il suo Sar^ 8U0 genio tutelare. il Ma secondo i rab- ogni nazione ha in cielo il 8Uo principe. cf. dove il teste « stabili i confini dei popoli secondo il ebraico ha mimero dei figli d'Isi'ael. Qiiesta credenza lore angeli ha forse sue prime fon- damento nella versione alesnandrina che. fa altri Michael passi 1' angelo tutelare de- e con del Talmud e del si drash che con questo * luogo della Scrittura Talmud. accor- J&inh n. . 32. gettate le sorti fra Dio e gli angeli a chi toccasse la tutela dei vari popoli. della visione di Daniel. M. •opera citata. altrettanti sarebbero protettori. E siccome. TV. * Detiteronomio. a ogni angelo tocc6 una gente e a Dio il popolo ebreo \ Daniel. 8. — Tom* III. ' Pseudo Jonathan 32. di In prima e origine biblica )a che molti di essi presiedono e tutelano le uazioni. 7 Aettt OrUnlmlitt**.[41] DAVID CASTKUA fermiamoci creilenza varie »7 ag^li riferire qui tutti quest! noini. genio protettore della Persia chiama Dobiel del quale e facile vedere 1' origine nella secondii clie fiera .. Ma ci6 e in contradizione col libro di come Mi- I abbiamo gia gl' Israeliti. Pinttosto offioi attribuiti ad alcuni augeli. b du XII'** Comfri* dm e seg. Pirkh di Ji. detto.

Pemhim. '^ Fra gli atigeli poi. <I0'': vedi il commento dell* Isaacita. mentre in un luogo del Talmud si fa che quest o principe del mare sia annichilato da Dio fine dalla creazione del mondo.96 SECTION SEMITIQUE [42] una terza tradizione^ Michael e Gabriel sarebbero ambedue i custodi d'Israele. essendo il daDO. imo della concupiscenza. . mentre e chiarissimo nel Talmud che Gabriel e fuoco. perche. dell' Isaacita. ammettono due geni che Joma accompagnano sempre ogni uomo 77*. . vedi il commento 118''. 1(!''. Jomh. 15» 74**. al quale e jam chiamato Rahah in torn o notai*si una non piccola contradizione. Genesi 18. Ta'anith. il secondo neve. 21". Pesahim." Finalmente telari. Altri geni piu particolari sono Ridja per Tirrigazione ' Jorkamt per la grandine " ®. sebbeiie si dica altrove che hanno natnva contraria. {Peaahim. secondo fuoco sarebbe il Michael. Laila per i con- cepimenti umani. . * Shemoth Babbh. ** Berachoth. ' Bamidbar JRabbh.^^ si un altro tu^^ della coUera. II genio del mare. 'Arachin. Jallait Shim'oni. I. diversi dottori. E il anche in questo punto e da uotarsi un citato passo del Jalkut. * * ' * Baba Bathra. il disaccordo. il che presiedono a diversi gia nominato Metatron offici. " *^ '* Bere»hith Rabbh. ® Le due leggende per6 provengono da due della terra. rammentiamo prima Sar skel come da principe e governatore del mondo ^. 10.^ Seoondo poi prinio fuoco. 86. 118\ Xiddh.'^ in un altro luogo lo vediamo ricomparire nel il passaggio degli Ebrei a traverse Mar Rosso. Est^-r Rnlibh. 118*). 12. 25*. e lo * § 132. Perche. * genio dei Sat) hedrin 94:^.

[43] DAVID CA8TEU. ^ ' avversario Sliabbath. * ma come quella degli angeli benetici fe poi niolto ampliata.I ogiii sera di sabato. 10'*. 16*. * ' Ibidem. * ' Ibidem. (>1«. An- ohe qiiesta credenza ria la sua lia nel Satan di e Job e di Zacha- prima origine. fe dopo peccato d'Adamo. \^ la benedicono quaiido altra festa i* 68- k servata al a dovere '. I'altra al male^ XI I Air esisteiiza degli angeli e dei geni benefioi »i riconnette quella dei demoni e dei geni nialefioi. Berachoth. I'operano per sua istigazione. * Itnbh Jlathrh. Soth. T uno bnono e riconoscore la E e facile personificazioiie delle tendenze deiraiiirao timano. il Satan Egli e e divenuto proprio genio del male : 6 lui Tautore di tutto qnanto il di cattivo avviene nel mondo. si certo . per cui tutto quanto di uomini opeiimo Egli (• male.mclie nel serpente tentatore del paradiso terrestre. I'liiia bene. lllV'. e sotto quests nome 1' nemico dei buoni angeli Gabriel" e Michael". Egli o detto Sammael* o che significa veleno di IHo^ il come altri piu potente veleno . *. punizione a cui tutti il uomini sono sottointerpreta. ^ natura queftti divei-Ha. I'angelo della morte la considerata nella teologia gli come posti. Secondo un' di in opinione quenti due geni sarebbero I'altro cattivo. . gli malvagio tentatore. 18. * Shemoffi Unbhii.

^ Perin che presso gra. A questi angeli cattivi le credenze talmudiche agaltri giungono esseri intermedl Jitthin. secondo rabbini. bald^ . fra i demoni e gli uomini. . cbe sono spiriti che ebbero commercio con le figlie di cui si parla deir ubmo nel Genesi (6. anche in uno piu recenti ^almi aja- ma nell' aRgelogia rabbinica sono molto^ daiinosi. nella teologia eristiana. * Un Midrasli posteriore fossero il vuble al contrario origine che ^ Shamazai e 'Azael in angeli buonr e decaduti solo dopo peccato c6n ' ' le figlie dell' liotno.' esistenza di dei angeli mal^fipi si vede (78.n Eabbini questi . dan- Shemoth liabhh Hhabbath 65^ 1. Un cenn o . il Jomh. creduti j esistere pi\a . E tenuti gli non per un corrompimento di anche i due demoni 'Azzh e 'Azzael. si Nella teologia talmudica per6 non la loro natura. 67*. e Debarim Babba. * Shemoth Babbh.' 6 Talmud questa seconda oj)ii da tenersi che. questa. Jalkut Shim'onL Q«nesi. mentati. 104«. sono an- decaduti dal loro primitivo di i ? Tacetidosi affatto nel hione. Sono detti * spiriti. vedi ivi cominento dell' Isaacita. § 44. 21. potenti Shedin. 11. 49) . geli ribelli e o. c. essi cattivi bene e malvagi fino dalla splendore loro origine. come gia malvagi il natura e non venuti tali dopo peccato. Satan e suoi sottoposti siano immaginati cattivi e nialefici per loro originale natura.2) di loro sono rapdi- presentati. numerp^ . .100 SECTION SlfcMITIQUE ^ [44] d'Israel e tenuto i il principe di tutti sofxo i demoni. ^ * ' Chethuboth. s^ll. Sono cliiamati angeli la MalacM hah- e sotto guida e il coraando del loro capo definisce portano nel mondo ogni Sono come specie di guai.

7. }>drch^ si tiene che la loro inaleficenza di notte. Pennhim Jrubin. e conoscono I'avvenire. ne rimarrebbe atterrit«i. quindi rorigine di uno dei loro nomi test^ aocennati. Oi'a si questi esseri e spiegata . 37 di i. sioch^ se alcuno Si affollaiio li potesse vedere. percli^ creati fii nel crepuscolo del sesto giorno e non oi tempo di oompirli che incominci6 intanto la sera del sabato. • • • Berachoth. 6. e in tre cose agli din sono uomini. e 101 iiGg^iatori nofturni si LUin. C^uesti come cattivo genio dei esseri recano agli uomini piii generi di danni. 17. 34. ad ascoltare producono agli ^ prediche e le conferenze loro attrito altri uditori col stancliezza alle ginocchia. volano da un estremo alTaliro del mondo. estrinseclii principalmento loro antecedente Ed anche qiiesti lianDo il biblico nei SItedim del Deuteronoinio (32. Sono in numero grandissimo. 14) Inoglii incolti e deserti. La loro natura e cosi definita: in tre cose gli Shesimili agli angeli." che vediam6 gia nella Bibbia (fsaia. r>4*: Berethith Rabbik.[45] DAVID OASTEJJJ Mazzikin.' ora si dice che nacquero dal connubio di spirito Adamo oon un malefico femminile detto Lilit. Ma la loro maligna indole ha nel medesimo tempo qualche cosa di iimoristico. come gli * uomini mangiano e bevono. e di dei pill recenti uno Salmi '106. Come gli angeli • Aboth. H". tremito alle gambe. 18''. . L'ongine niodo. e oon- sunio degli abiti. hanno ale. si riproducono e muoiono. 5. le religiose. in doppio dice che rimasero imperfetti . e al diabolic© aggiungono il coraioo. Haghigi\ 16*.

72 e seg. i dottori e Elia. Succhh 128° Ibidem. 2(>1. Opera Ufher die Manatsnamen emiger aUen Volker. 68. Si rammenta un Shed per nome Josef. E ci6 si spiega fa- Pemhim. . come piu tardi la distinse Cabbala del pensiero. dando ancora buoni consigli. Di questo malefico genio si favoleggia die cacciasse Salomoiie per un * oerto tempo dal trono e in persona di lui regnasse.J02 II SECTION S^MITIQUE [46] capo di quest! geui inleriori e detto Ashmadai^ che ^ I'Asmodaeus di Tobia (3. E loro linguaggio e annoverato fra i piu alti gradi della scienza. che era in relae diceva loro zione con liberarsi Rab Josef e Rab Pappa. cosi si credeva che non fosse negato merito e di piu santa vita co' ai dottori di piu alto municare con gli angeli. pag. Babh Bathra « 134'. Cabbala L'angelo che piu spesso degli 'ijjunith. . 10". Pesahim. Cabbala ma^asith. il demone della concupiscenza. Questa parola forse significa distruttore. I'intendere il come da certe cose credute ^ di pericolo a cagione ^ degli altri Shedin. danneggiatore dalla radice Shamad con I'alef prostetica e la il desinenza nominale. 8). II Benfey ^ e Kohut^ vogliono invece vederci VEshma-deva persiano. e per loro si mezzo predire passa dal mistisi I'avvenire e operare miracoli. pag. citata. I GhMin. da quella deH'azione. Berachoth 3* : Chethuboth 106** : Sanhedrin 98. Cosi cismo teorico a quelle pratico. Talvolta poi tori e questi Shedin si mostravano ai dot- con loro parlavano. Come spiriti si poteva entrare in relazione con questi inleriori. altri si dice trovarsi ^ in relazione con 110'.

che insegnasse i pifi arcani misteri delle teosofiche dottrine.7-25. dei si ^ Si discut^ quindi *nel Talmud se gli spiriti morti sanno o no oi6 che talvolta cono* avviene nel mondo. Beraehoth. Si sta- lierachoth. si Lo si Spi- ritismo insomma.ire un antecedente talmudico di qnello che poi ammisero CabbaliKti.11. e in genere cose segjete e agli altri uomini ignote. ai demoni.6. DetUerononno 18. e quiiidi 6 pill Ma 6 Htrano che altri uomini comunioaMe. 51*. tanto piii che nella Bibbia se da un lato si proibisce la negromanzia. e antioo negli uomini. cio^ che piti con j^li angeli e certo i i degni di loro avessero un angelo rivelatore. anche I'angelo della niorte talvolta e. con contabulasse con loro. 18'': Satihedrin. dimenticafido la ' Miia maligna natura. desse anche buoni connigli. catrice dell'ombra di Samuel. che h certo una delle torme anti- che della religione popolare. agli Shedin gli si riconnetUino attri- spiriti dei morti. 5fi.f«rj DAVID CASTELU si KM cilmente se nonio. Questo connmic. . 1" » * Samuel 38. e parte del piii culto dei morti.almud 1' bnisce di in alcuni in casi di poter conosoere avvenire e comunicarlo qualche modo agli uomini. * dairaltro »e dimodoche e ne ammette come }M>9sibile 1' etiicacia rimasta celebre la negromantessa di 'En-Dor come evo. ma ammette che scono I'avvenire e * lo comunicano agli uomini. * Levitico 20. oonsidera die queeti in origine fu un prima di essere assuiito alia facile clie natura angelica. anche ai quali il T. e anclie Tavvenire. Sarebbe strano che non si trovasse nel Talmud. Ma^j^hvl. del quale tauto parla e t*a scrive ai giorni nostri. Agli angeli.

Bereshith Rabbh. E questo. Jehida unica. 16». 14.* Solo si parla di un 'anima di piu che gli Ebrei avrebbero nel Sabato ^ [Neihamd. che esisteneiruomo a seconda dei suoi meriti. come un sentimento di religioso che i pii provano nel giorno consacrato al Signore. Sanhedrin. . ' Divina Commedia. In altro luogo poi dice che. come dice il Poeta. 126'*. 27^. Ta'anUh. dacche si parla di spiriti di morti. ma probabilmente ci6 deve intendersi in significato allegorico. 94». Hajja vivente. Intorno il al si in errore cenno che dei cinque dell'anima Nefesh. * * Shahhath. come Dio ^ e unico nel« rUniverso. che un'anima sovr'altra in noi s'accenda ». diletto. Ma na non clie del resto iiella dottrina intorno all'anima uma- bisogna ammettere di natura diversa dal corpo si mortale. che corrispondono alle si cinque anime dei cabbalisti: perch^ in questo passo dice che V anima h unica significare si e i con i cinque nomi si vogliono soltanto suoi diversi attributi. Beeh. e contro quelle error che crede. il Talmud accorda con la Cabbala nei due punti che que- sta ha di diverse dalle la pluralita delle comuni credenze. » * Vaikra Eahbh. un genio chiamato Dumd. e primo punto non deve indurre trova nel Midrash ^ la metempsicosi. anime di diverso grade.104 SECTION S^MITIQUE [48] bilisoe i che Iianno una diversa sorte secondo le colpe o meriti della loro vita. ^ che significa nome conveniente a chi presiede ai morti. 4. forza vitale. Purgatorio^ IV. Questi sono: rebbero o no.. 5 e seg. nomi Neshamh anima. jeterh) . e si dice che staniio sotto il di comando silenzio. Ruah spirito. cosi I'anima e unica nel corpo.

e in tante forme. corpo amano. !»•: Vaikrh Rabbd. se vi avessero creduto. rameiite preesistenza dell'anime * ma ohe non si . 11. Ki^ e seg. tiS". «2*.) die Elia profeta era ^ die il sacerdote Pivis- nehas. II. Nameri 35. ' Jalkut Shim'<m\. 144: Jebamoth. altro che trasnii^rino da uno in di- verse corpo. Tanto piu che non Di piii e certo que- sta la parte piu peri col osa delle dottrine cabbalistiche da dovere tenerla segreta. o letteratura in luogo di beiititiidine. Sifre. vedi il ma il Nei passi talmadici la parok rp3 non rigwifi luogo dove lo anime preeeiatonti son depoaiteti^: m commento dell' Isaacita. almeno di quattro secoli non fe spiega* dicono i Cabbalisti. m* Bempre si tratta del huo dipartirsi dojKj la morte del corpo. 15.[49] DAMD hi CASTIiL14 106 in altri ourpi in Delia trasmi^azione delle anime tiitta talmudica non hi paria mai. che non vi e ragione per supporre che solo con questo indiretto ed oscuro ac- cenno avessero alluso alia dottrina della trasmigrazione. alcuni Cabbalisti hanno voluto nell' tro- vare un accenno alia metempsicosi si opinione che (3" sec. se gli antichi dottori non avessero ammesso i la trasmigrazione delle anime. ' Nel Talmud . * Abodhsarh^h^- mUk. si animette chiatutti nanno deve contbndere quest' opinione con quella della metempsicosi perche altro e che le anime preela. Nonostante. Questa identita persona IVa due uomini suti a distaiiza bile. o in uii luogo di pena temporanea o etema. attribuisce a Rabbi Shim'on ben Lakish lo stesso di di C. Ma al- h tanto ci6 che Talmudisti hanno detto intomo ranimn. . I'identita fra Elia e e da dubitarsi se Pinehas e verament^ un* opinione ' Jiosh-/iashshanh. sistano ai corpi.

^ Rab diceva che * Menohoth. non sembra questo sufficiente indizio per porre tra gli antecedenti talmiidici della Cabbala anche la credenza nella metempsicosi. . e si possano operare miracoli. a per loro pot ere miracoloso e creativo. Ripetu- tamente poi di questo soggetto si discorre nello Zohar e nei Tikkunim. dell' Un appo- Midrash suUe lettere il alfabeto e quello cono- sciuto sotto nome di Othijoth de Rabhl 'Akibd. spieghisi come questa. La diversa combinazione delle lettere e detta Zi- ruj\ e si crede che mediante questa il mondo sia state creato. Ma tutto ci6 ha i suoi antecedenti nel Talmud. Dio avrebbe creato tutti i mondi con la forza delle prime due lettere del tetragramma. Questa supersti- zione trov<S poi ampio svulgimento anche nel primissimo formarsi della Cabbala alcuni secoli prima che ordinatamente costituita Si sa in fosse compiuto sistema. combinazione delle su di quanta parte la diversa lettere abbia nel libro Jezirh. [50] di Sliim'on oppure gli fu erroneamente vuolsi piu tardi attribuita.. Piuttosto e da mettersi si tra questi ci6 die nel Talmud e nei Midrashim si dice piu volte intorno alle il letter e dell' alfabeto. 20''.106 SECTION S^MITIQUE ben Lakisb. sia per si il significato esegetico clie ad esse attribuisce. pretesa identita tra le oi due indicate persone. Dimodoche. Xll. i e come essa si estendano anche sito piu antichi commentatori.

memote e vita diante la combinazione delle lettere. creiire dei mondi. un folklore. e la scomposizione di una o piu pa- role nelle lettere che le parole. sapeva' fvimbi- nare le lettere con le qnali tu create rUn ciii verso. nella Baraita di Rabbi quelli Eliezei. 20. e dar loro uii per certo tempo. Dell' uno e compongono per tormarne altre dellaltro metodo di esegesi. il ' Snnhedrin. potrebbero. Nel Talmud restavano cenni inolati e di che Ibrmavano soltanto una specie mitologia popolare. iM)^: vedi comiueoto dell' iMtaeiU. na ed elevata parte della dei mezzi di Rispetto poi al significato delle lettere come uno fra esegesi della Scrittm-a.Soth. ' Aberrazioni queste.i (61] DAVID CA6TELLI il lOT Bezalel. costruttore del tabernacolo. » 'Irubin. 13*. * e in ci6 consisteva \o spirito di sapienza di Dio Paveva dotato. di si nel della ofz^ni Legge pu6 limite del* E oltrepansando r imniaginativa. 55». . dalle quali la Diente umana assetata del maraviglioso non ha mai potuto intiora- mente liigaci. perfettissirai esenti ammette che se vi fossero ^usti da ogni peccato. o almeno esseri animati. Habbi trascrivere Islima'el avvertiva fesHione era i amanuense. porzioTii Nella Cabbala presero poi pro- troppo superstiziose o troppo tuneste alia buoreligione.figlio di il Jose il Galileo si annuvera valore iiumerico delle lettere considerate oome citre aritmetiche. percbe la deficienza o lettera '^ r Hj^giunta rovinare il una mondo. . libri di Rabbi Meir. liberarsi. che di pro> usare molta diligeiiza nel libro della Bibbia. oono- * Brrac/iOt/i.

come cifre aritmetiche.108 soiuti SECTION SEMITIQUE dai [52] Talmudisfci il sotto e i il nonie di Ghsmatrjh q Notarikon. MachchoU 23'' e molti altri luoghi. 1 . medesimo tempo II irragionevole stranezza. Bereshith Rabba. Jomh . vfarsin di Daniel. scomposta nei suoi elementi Rack e Mel e il leggendo invece Mai per trovarci quando ^ tenero. Un nel esempio di ognuno 1' di questi tre mezzi inter- pretativi varra a meglio chiarirli. Esempio grano tdgliato del Notarikon (voraQimv) sarebbe la spie- gazione della parola biblica Charmel che significa orzo o fresco. 20* . 32' . Questi metodi falsi d'interpretazione. e a fame conoscere nelle sue . prendendo ralfa' beto alia rovescia e incominciando dall'ultima lettera. che. con quali Abramo iden- i re conquistatori della si pentapoli pale- Questa chiama Ghematrja che alcuni tificano al greco yQajUjuarela. ' 318 uomini. iTp^'^t^ la somma E cosi significa die egli solo rapprei senta la schiera di assail e vinse stinese. 8" . \0^ . perche scritto non con prie lettere. Shabhath . rosi Talmud Midrasliim foruiscono numele lefctere dell'ali esempi ^ Come pure di disporre fabeto in ordine diverse dal consueto e variare degli oggetti e delle lettere proprie quelle nomi persone. » Ntdo. secondo nessuno sapeva leggere. prendendo invece delle corrispondenti nella di versa di- sposizione alfabetica. nome di di Eliezer servo di Abramo da lettere considerate 318. senso tagliato tenero. altri a ysco/usTQla. le pro- ma con le corrispondenti. 43. che renderebr bero la Bibbia poco meglio che un sistema di logogrifi. ' Berachoth .rim. sostitu- zione di lettere e la bre Men^ mene teJcel Esempio finalmente di spiegazione che dava Rab al celelui.

Prima^ ohe fossero an che questi ed elevati a sisteuia colpe- avevano trarre. Sospettiamo noi per6 di riuscire con questo nostro scritto spiacenti tanto agli ainici della ai suoi avversarl. quanto A quelli perche non ammettiaiuo I'antichita delle loro dottrine. Cabbala. David Cast£LU . i loro antecedenti. o alsfe meno di averlo senz'altra preoccupazione per stesso ricercato. a questi perche abbiamo tentato di mostrare che hanno qualche antico antecedente. non ^ da credersi potessero che gli scrittori ne sospettaie quale sistenia di tantastici errori vi avreb- bero sopra edificato. obe avevano bisogno per trovare nella Scrittura tutte ne le aberrazioni della loro fantasia. cosi avvieDe ancbe degli error! in cui la mente umana costriiiti e c^uta. come le piu grandi e piu utili scoperte della scienza non sono state tatte d'un tratto ban no i loro antecedenti che per la vent4 della giova rintracciare e scoprire. se nella Bibbia e nel Talmud quella ne di questo alcuni antecedenti della di Cabbala.[681 DAVID CA8TELLI 100 iiirono portati a^li iiltimi eccessi dai Cabbalisti. Ma si in tutte le questioni che toccano la religione. Ago$to 1899. quando titi riesce a scontentare 1' uno e I'altro dei par- estremi guidati sempre da passioni e da preconoetti. Fireme. Ma Bolo e fitoria e un t'atto che. il h (juesta per noi la prova di aver colto vero. che non sono per6 altri si voli delle ftineste consegiienze che poi ne vollero trovano E cosi.

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la quale offre alcune particolarit^ di non sono stuggite la al dotto editore di essa. le Dieu glorieux ot tr^s haut.* ' Coati Rossini. Couxeluian. Rendic.'i6») La grande quelle di storia fe del Re Malak Sagad di o San^a Dengel (1563-1696) preceduta. (R. U) *. Cf. paix soit sin* expressions : que la lui . par \V. les empruntes a cette langue.. p. siccome e noto. IWfti. Settembre 1894).. sont des formules arabes>. ' * E. Vin. ' Di queste tre e di gran lunfi:a. Claudio la - e di MinAs. Lisboua. car plusieui*s mots sembleiit avoir 6t6 . . ("onti Rossini. * Chnmiqne de GaldirdPirott i< 'laudhin > Hot d'tkhtitpt* Uji* rikmf piai traduit ecc. da ^ Lebna Dfengel. Di aicune retenti puhhtieasiomt »mi- VEtinpifi {Orifvf. Storia <li fjehna Dengfl.LA CRONACA 1)1 GALAWDlWOS 1)1 CLAUDIO RE ABISSINIA (1640-l. Pereira. (dice Conzelman) parntt d6noter chez son autenr une certaine connaissance de la langue arabe. dti I«inoM. il « La re- daction de cette chroiiique.. Ilintoria dr Mina». e nodi minatamente mescolanza parole arabe. piu estesa quella del stile Re clie Claudio. Paris 189r». Acc««l.

. 6 10 .. bagize zayessanatr wasene baegziahelier 'Dieu ast le maitre de I'opportunite \ Questa frase divien piu di : chiara se si suppone traduzione inesatta vs^iJI j 12 11 .. questa parola par semplicemente trascritta perche non se ne inten- deva bene fermano.. sono dovute 1' al- influenza generale dell'arabo sul ge'ez. wayetla' 'alu wayekld' 'emnehomu. si bene per esser tradotta subito in la Per il grande affinita fra il ge'ez e 1' arabo e per maggior parte della letteratura ge'ez ^ tradotta dall' arabo. 6 il significato e le vai'ianti dei codici lo con- 7_is. Ad ogni modo porr6 qui appresso alcuni passi della cronaca che mi sembrano aver maggioi- peso per la questione.112 SECTION SlfcMITIQUE f2] Ma qua e 14. sia almeiio dott^ iair arabol Voglio dire tori ' in parte. non e certo facile trovare indizt affatto sicuri di quanto ho sospettat-o. e molte frasi che fatto che la potrebbero credersi di origine arabica. e non a causa diretta e speciale. liaM'atto nascei-6 riel niio animo il dubbio che questa croiiaca.. ma non gia per pubblicarla in ge'ez. leggendo attentamente questa storia sembra essa. trovare in non solo delle parole arabe iiiserite ma tutto i€li6' uno stile spesso diyerso da quello di simili -f^stf. che gli era per av- ventura arabo. al-hebnl ' gli abissini '. tamiliare. La frase jL^j^ ^j^*^ © tutta pro- . 5 10.. ''enza yese'elo la^egzi'abeher. lama yetbaraku en demandant k Dieu lui glorieux et tr6s liaut de b^nir tout le peuple clir^tien de r^lever (au dessus des autres) et d'^loigner de la dure oppression '. tra- cjiiesto chfe I'aiitore la stese dapprima piii in lingua araba.

Questo dovrebbe intendersi: 'qui dobbiamo dire un poco 'embezehta weddosohn delle molte sue lodi. affinclie torniamo ovv. 'i)yi 36 lia »j. II neirdya spie^a bene sol con come notato il Conzelman. lazdni mase*a (lab^hu *emmar'it br^'bis Jacobites \l cliercha aussi \e» et qui avaient ^tA bless^es qui en-aient dans le ddsert quant aux brebis arabes qui vinrent se r^tiiQui naturalmente non si. Sospetto che : testo ge'ez Hia traduzione di S^^ ^\ (fi^ . vale C9itgri» du X//"" dM Ofitmt^iM*: — Tome III. [3] lONAZIO GUIDI 113 pria del nome di Dio. • ... lamarf'ihi t/(l'qohfln'U 'en/a tanad/ai trasAkua- yat ivesta gadcim ^arabntri. ma di deserto e peco- relle occidentali (ci'.. 'agabbaratana J'aqnd luima nenbeb kama netmayat haba z^netco.^ Jco4>^4 creduto torse altro nome di ZibHi.'... 12) alludendoei il alia mitezza di Claudio. Comm.. suppone traduij\ mentre sarobbe regolare se il kama si zione di ^^-i^. confondendo V (fi^ tinale ^^E^) col semplice Act0* ^n- per designare un limite di tempo. quale. II senso non corre bene.. MmUnat maslem sembra un essere trascrizione Ji^m.. Ludolf... ' \irabfln'i. : in mode da tornare) ad annunziare. parla gier aupres de lui arabe — ' di deserto o di pecorelle arabe.. premuroso di rioon1' diuTe alia fede alessandrina coloro che avevano abvi bandonata... Ixizeyani 36 iiestita 14 . us6 poi clenienza verso coloro che non appartenevano. Ill.. Probabilmente di ' ""arabfivi h qui nel sense sia occidentale ' ma non e impossibile che nato da equivoco fra ^^^^O^ e ^ si **3I 34 di 1 (J. ^1 JUhJ 31 u 8 . e solo per errore Marebbe qui il riferita al popolo di Abissinia....

forse tafan- nava cioe : e traduzione errata di o^Jiail contuse con oJui • 'Jo^!yjSimV\ ^^ Am^< miLL. 42 e Juwu . II Conzelman vm : « pour montrer son ^mdition. lelnasara e f^j^uAiJ^ come 59 12. e certo trascrizione di 76 zelman. la mia supscrive a p. 63 10. I'auteur ne se contente pas seulement d'expri- I . (i . posizione non parra troppo strana.^hafa hoht negumici forse : il libro della real corte. haymnnot rete'et zatafannawat Htyopya il "ewbcs- kenderya la frase non sembra corretta. 68 17 .wr Un esame attento e minuzioso mostrerebbe. si pongono le lodi di Claudio.114 SECTION SEMITIQUE clie [4] a dire prima di tornare al racconto. ma.^JUi (fdi\ (jlf "^^ 64 10 . 'askar sembra parola introdotta per con. 49 cliiaro. tanabbala 44 11 . -^<^LJ\. E il d' altra parte pensando al fatto die appunto sotto regno di Claudio una vita di Takla Haymanot fu scritta in arabo e poi tradotta in etiopico. II sehesiyas . 15 . V ^- . con 1^. 11).mJ . potrebbe derivare da ^Llawj Anastasio ('491-618) che qui ji^Mfcj conviene benissimo. fedlatat 'Ji)^h che non esiste in . cioe gli annali ufficiali del regDO. io credo. altre tracce di un'origine araba di questo testo. ge'ez. mnnay "engelgdliu che non da un senso avere confiiso ym>%^ con potrebbe nascere dall' 'iym\A^ nel testo arabo. fallahin QV^^^ > gia notato dal Con- 77 ftisione 5 .

si ma riconosco die oppongono a questa congettura. alcun esemplare. per quanto so. ecc. opera die tu tradotta in ge'ez press'a puco da Embaqom. sia di Claudio. Ignazio GuiDi. di quando tu scritta la stoiia Claudio. par la position du dans les signes du zodiaque Riflettendo a questa particolarita del nostro testo. cioe I'AbnSftk^r. come taanim. potrebbe dare la ^piegazione di alcuni strani iiomi die occorrono nella cronaca sifariyon. le ^abro- Potrebbe anclie supporsi die EmbAqom difficolta r autore della Cronaca. pensiero corre natui ralmente ad un libro dal quale dotti cristiani trae- vano uotizie e osservazioni cronologiche.(oj IGXAZIO GUIDI d'apres le 116 raer les dates calcndrier ^thiopen. della quale opera non abbianu) in Italia. Forse hi paite storica deirAbn-SAk^'ir. . et les calendriers met so- eucore a contribution tons connus des Abyssins et leil les determine meme » il .

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aus nennen liat. kOnnten. von dem er eine Abschritt erworben hat. eine Arbeit. eines — die verlorene Schrilt unbekannten griechischen Apologeten. vert'asst gegen Ende fUllt. vielleicht . dem Jiidisclien Krieg " des Flavins Josephus und einem chronograph ischen Compendium komnien unter diesen Skizzieriing ^' seiner vor allem zwei in Betracht. Es ist dies das K^Jhnbhd dMresch melU dM thascJCltha dM'rUvia dhA- zabnn des lochannnn bar Penhijp. Nachdem mit einer Vor- tragende eine Inhaltsangabe der 15 Biicher des Werkes gegeben schliesst Quelleii. des siebenten Jahrhunderts in oder bei Nisibis. die als Gescbichtsquelle nicht ins Gewiclit ist als aber von Interesse fluch altester zii uns erhaltener Verschreiben. in syrischen Sprache das was wir der vom Standpunkte Weltgescliichte der mittelalterlichen VVissenschaft.EINE SYRISCHE WELTGESCHICHTE DES SIEBENTEN YAHRHUNDERTS Der vortragende macht erstmals mit einem bisher verschollenen nestorianischen Geschichtswerke bekannt. er fluchtigen Neben der Bibel.

118 SECTION SEMITIQUE (?) [2] des Qnadratus nnd ein exegetisches AVerk im Geiste ziir des Theodorus von Mops\iestia{?) Als weitere Quelle kenntnis antiochenischer Schrifterklarung vor allem Miir^e denn audi die neue syrische Uni versa Igeschichte ein eingehenderes Studinm verdienen. Baumstark Privatdocent an den UniversiMt Heidelberg -^:'^^f''is%7^<S:ff9it^^ % . a. Dr.

NOTE ON' THK EVANGELIARIIJM IIIEROSOLYMITANUM YATICANUM AND TMK onir. They niscalchi-Erizzo. valuable as they are for Biblical and tor Philology.lN OF THK PALKSTINIAN SYIUAC LITEUVTI HK. The Vatican Lectionary niani's XIX in S. At the end three notes in Car^huni. with trifling exceptions. liave thrown little light upon the literature. which helps to identify some of the places mentioned. have been so often printed that sary to give it will not be necesfor them liere in full: it vnW be enough our purpose to state their contents. Assefull Catalogue) has been published in by Mi- by Lagarde. to or where the Communities that used the dialect were situated. . the only source which gives us any information as to where the surviving MSS jmper were written. E. (N". and lately again by M'* Lewis. The main object ot this is bring forward some hitherto unnoticed evidence. ori^i^in of this curious by-way ot Christian The colophons of the Vatican Lectionary [Evangeliarium Hierosolymitanum Vaticanum) remain. The Criticism recent discoveries of documents in tlie Pale- stinian Syriac dialect.

SECTION SEMITIQUE [2] The first note tells us that the Lectionary was written in 1029 AD by the priest Elias of 'Abud in the monastery of Amba Musa in the city of Antioch in the district of the II. III. ^ It is a large village (spelt . nasteries of the Star ol^ ij^^ L-JUi^ j*u-i*<Ji)^) Thus the two places with which the MS is connected are 'Abud and Antioch.j^U in Yaqut III 583) half-way between Jafi*a and it Caesarea. was descended : from a native of 'Abud. S.120 I. ' CBM . The third note records the donation of certo the convent of the Star tain fields in *Abud through the instrumentality of the who now describes himself as " the priest Amba Elias who presides over the convent of St. and is said still to contain some ancient An- Christian churches. E. The tioch real diflaculty lies in the identification of and the meaning of the word ed-Dqus. As- Wright. i 379. In the second note the Musa states same Elias of Amba that he 'has brought this book and others from Antioch of the Arabs (v r*^l iu^Lil) as a perpetual gift to the sanctuaiy of St. Elias known as the mosame Elias. 'Abtid occurs again in other Palestinian Syriac documents one of M""^ Lewis's Lection aries from Sinai was written by an 'Abudl. who is recorded to have bought sevei-al books at Minyat Zifta near Cairo. Dqus ^ytyidiS Ju^U). and Surur the deacon. Elias in the convent of the Star. Probably it was the occasion of the sale of the booty brought from Palestine by Sultan Bibars.

e. The identity of this name is with that called edobvious: they are in Dqus * in the Arabic colophon ing to the Arabic. ciety. moreover thois roughly Orthodox Kalendar that of the place Greeks communion with Constantinople. of Cambridge Philological So19. Add.M. In a colophon at the end of this book we read that Cloister * it was copied certfiin priest in the Convent or of Mar Elia on the Black Mountain by Jo- hanan Duqsdya for a from the town of Duqsa. In fact. MS. This in name is found again B. Laura (Proo. What satisfies these conditions ? Put answer. Elias but in the ordinary Edessene Syriac. BURKITT unfortunate 131 semani tliat it 18 responsible for the conjecture was a corruption of mXaI^. the llth cen- Let us look at the matter from a more general The MS " : was written Elias. The Syriac word here translated Cloister is »hfQqa^ correspondi. Asseniani's conjecture is the sole reason of the name Evangeliarifim ** Hierosolymitanum for the for the dialect. " in wholly improbable. and succeeding '* scholars have accordingly sought for this " Antioch in tlie neighbourliood of Jerusalem.(8] F. 14489. anllth other Melkite Lectionary of the century. near Antioch par the Antioch of Syria. and is " Jerusalem Syriac But a scribe's blunder in the familiar Arabic name of Jerusalem point of view. 1896). also written at the Convent of St. It its in is tury at a convent of St. But Antioch of Syria strange is Antioch of ed-lJqus. Nov. C. . in this viz way the question admits of but one the great Convent of St. Elias on the Black excellence^ Mountain (Turd ^Ukkdmd).

Antioch of the Dux must be that part of the district which was governed by the Greeks Antioch of the Arabs would then be the part still under the Mahommedan dominion. 102-10r>. In any case the Vatican : Lectionaiy is an Evangeliarium Aniiochianum. and ' it became from that time the centre of Orthodox influence in the lands of Islam. Antioch was the Greeks in the captured from the Mahommedans by year 969 " it AD. we may ask. then. but the exact date depends on palaeographical evidence alone. ^ may I To this period belong the palimpsests from the Cairo- See especially the Note on •* Palestinian Handwriting " by (rwilliam and Stenning in Anecdotn Oxoniensia [Relics the Pal. is 91 ? What then. 1896].122 SECTION SEMITIQUE [4] fact tlie same name in forms adapted to Syriac and Arabic respectively. not Hiefalls to rosolymitanum: in fact. Syrinc ' I *"' of Literature. to give an explanation how to the words Duqsa and ed^Dqns come e. me that they Dux. the whole connexion of Palesti-^ nian Syiiac literature the ground. It appears to are mere transliterations of dov^^ i. Politically was governed by a Dux^ while its ecclesiastical organisation was cared for by the appointment of an Orthodox Patriarch and by the foundation of these very monasteries of which we have been speaking. Or the terms may refer to the Greek quarters of the city itself. the origin and signiIt is ficance of the Palestinian Syriac literature a literature wholly ecclesiastical. Oxford. . pp. It onh' remains. which to judge from th surviving documents had two flourishing periods. be used in connexion with Antioch. first Th be placed about the 7th century.

-' M" Ben- The other period from which "Palestinian Syriac'* is MSS the have come down to us the 11th century*. MS from which were taken the leaves trans- in M" Lewis's 54).on Mount Sinai.' The cont/cnt^ of these Oeniza.roniensia. a). partly by sly in Anecdota O. described by D' Rendel Harri» in M'' Lewis's Catalogue {Appendix I now feel confident that these belonged to the same MS from the evidence" of the colophons (c/.. 8 with Belie*. 12S and the St. The great later period. Similarly the Graeco-Arabic «'' MS of the Gospels called by Tischendorf belonged * to the MS 9i. . p. distinction between the two periods is the appearance of the Greek Gospel Lectionaiy in the The three surviving Gospel fragments of the older period (Land's two codd. London fragments but and cei*tain other trag- ments at Sinai. 64. Petersburg trngnients published by Land. Caterine on Mount Sinai..(6) F. BURKITT Sinai. of M" The greater irregularity of writing in the published photograph Bensly's HomiliM comes from the fact that the vellum of the is Sinai fragments no longer flat. 118. one. To all this period belong the three Gospel Lectionaries. col. ot* many the tragnients from earlier MSS are all biblical with the exception of the Homilies published partly by Land. {Appendix Both portions have been nsed uncial for books written in the language known as Georgian or Iberian. C. Land Fr. These were brouglit by TiBcliendorf from the EaHt: there can be little doubt that they also came from the (invent of St. Besides these there are two isolated document probably of a still later date which appear to have been written in Egypt. Catalogue of Syriac MSS . Petropolitani and the isolated leaf in BM 14740) all formed part of MSS * Lind's Petropolitanus Junior has every appearance of having l^en part of the same cribed p..

* For Heraclius see Dalman's Orammatik Jihiisrh PnUisfini- schen Aramdti«c7i. p. only one contained the four Gospels in order.J 24 SECTION &EM1TIQUE • |61 containing the complete continuous text Gospels : of the four they contain lectionarv notices. 1. out of the six Gospel from the later period which have come down to us whole or in part. 7. The onh* place where this literature of the seems to have been the ecclesiastical language people is 'Abud. and there is a painful effort al- ways apparent to follow the Greek even in the spelling of Semitic names. but they are not Evangelistaria. (lpf< own tongue. 3. All this points to the age of Justinian and Heraclius and their determined efforts to extirpate Judaism and other ancient faiths from Christian territory. ^ Some measure of success no doubt attended these efforts. . The Gospel leaves are foil. think it possible without drawing unduly upon the historical imagination to reconstruct the literary history of the dialect. Thus the little Palesti- nian Syriac literature included a continuous text of the Gospels. On the other hand. Our oldest MSS are is not earlier than the 6th century. The converts and their descendants needed Christian instruction ' in their 11-17. their character strictly '^ Orthodox ". It is MSS worthy of notice that these ancient of the continuous text of the Gospels agree more I closely with the Peshitta than the Lectionaries. a place not far from the frontier bet- ween Judaea and Samaria. 8. 32. that are to be carefully distin- guished from other leaves now bound up * with them whicli formed part of a lectionarv. This one consists of certain leaves of MSS BM 14664. In conclusion. but it seems to have been but used in later times.

C. Elias near Antioch seems to have become for a considerable period tlie headquarters of what literary work style of writing at St. Elias is was done.17] ¥. the monasteries on the Black Mountain were destroyed. even Tlie gi-eat catastrophe came in the 13th centur\*. The Palestinian Christians must even is- have established a kind of settlement there. in chiefly iiave wished to point out that dealing . M" Lewis's Lectiouan' of the Old Testament and Praxapostolos may have belonged to the same comnumitv. Much paragraplis I of is what I have written in the concluding necessarily imaginative and hypothetical. and the Convent of St. tlie Lectionary. and off to tlie plunder of Palestine taken Egypt. but the Vatican rules much ruder of grammar is one MS. as ed by the Liturg\' of the Nile prov- now in the British Museum. BUUKITT 125 and aocordingly the Bible or great parts of it) was tranHlated. together witli certain Homilies and other eocleBiastical works which have almost entirely perished. MSS. The only literary centre of whose existence we are aware during liis early period is the great Convent founded by Justinian on Mount Sinai. In the lUtli and 11th centuries the success of tho Greeks at Antioch created another centre for the struggling Community. But there is little proof that the ancient fragments from the Cairo Geniza were Egyptian in origin : they ^ay very well have been bought by the Synagogue authorities for waste vellum at the sale of the booty from plundered monasteries. Antioch was recaptured for Islam by Bibars the Mam- luk Sultan. The : than that of the early are kept pointed.

'-i<if>yjf^t:m»^^. BUEKITT. We can trace its existence almost to the time of Justinian.12U SECTION SEMITIQUE [8] with the Christian Palestinian Literature there is no need to postulate for it a high antiquity or any special connexion with the more ancient forms of Chri- stianity. F. C. but an earlier date is not required either by the general course of history or by the character of the surviving documents.^-- J .

however.20 do not admit of a satisfactor}. 1.28 and 2.interpretation. The ordinary meaning of the tlie stem ask » does not solve problem involved and moreover by assuming this meaning alone. . the for priest in Hebrew as the ' asker ' of oracles. sliown tliat in was the case of name the in connection witli Samuel the play upon that th« verb Sha'al was so fre- quent as to point to some special relationship between name and < the stem. A large were discussed with a view to their further elucidation. noun formed from the stem is also used in this sense and the thesis was then advanced tliat tlie participle sh/i'el was one of the names But not only the verb. while the proposed textual emendation too fails to re- move the diflficulties. I Sam. Beside. Shaal in various forms is^used in the religions sense of asking number of illustrations were adduced and incidentally some of tlie passages adduced for an oracle.» THE NAME OF SAMOEL AND THE STEM SHA'AL ^F a^i Atler some introductory remarks upon the sigoificance of plays upon proper names so frequently it in- troduced in the narratives of the old Testament. the ordinary meaning.

. e. to the name itself. The play between Samuel and rests the stem sha-al upon assonance brought in about by the indefinite and vague pronunciation of the consequent ??i. made him I a shO'e].11 and Micha 7. 128 SECTION SEMITIQUE Trace& of tliis [2] usage were pointed out in Deut. University of Pennsijlvania. 18. Prof. have devoted him to Jalive Sam. i. 1. Coming finally Shemu was compared 'offspring. given by Jahve and belonging to Jahve. y . D. MoEEis Jasteow J. 1. 2. Ph.3 and is in justification for assuming this use of the participle. the element to the Assyrian shumu so frequent in Babylonian-Assyrian proper names and signifsing son': Shemti-el therefore means 'offspring ' of El ' — an appropriate name for one asked for ' from Jahve. on of the names for priest It was then proposed to regard Hebrew^ sha-al in I Sam.28 is to be rendered « devoted to » In I Sam. attention was ' called to the Assyrian sha-i-lu which the perfect equivalent of He'.28 brew shd-el and is as a denomination of Shd-el « and to render.20 we should read again the past participle instead of Sha-al and translate « devoted to Jahve » Similarly the past participle . Therefore I have ». so that Shemuel in colloquial parlance sounded as tliough it were Shewu-el and then by contraction Shuul.

le coeur de la race semitique parut etre I'Arabie. bien que J. Les Arameens suivirent probableinent que seraient venus dans les les bassins meme la voie. n'a point encore repu de reponse definitive. AeU* du J//"" Conffris rfM On>N(a(i««t. C'est fit d'Arabie que semble etre partie la conquete qui de la Jiabvlonie une teiTe la semitique. 9 88. malgre les travaiix que les savants ont entre- pour le r^soudre. Paris. dans son I'an 2000 avant liistoire du peuple Vers C.DES PREMIERES ORIGINES M PEOPLE FISRAIL D'ou pris les Israelites sont-ils originaires? Ce pro- bleme. Mais nous fournit quelques indices im- portants a recueillir. tion de la question le document tbndamental des nous donne-t-il la solu? origines de la race d'lsraiil. I. selon d'anciennes traditions. 1877. c'est aussi d'Arabie de M^diterranee peuples qui se designaient euxet momes du nom de Kanaani rent Pli^niciens ». » . Enfin. ' T. que nous avons posee il Nous ne le croyons pas. — Tora« III. la solution en ait ete indique par d' Israel :^ < Renan. que les Grecs nomme- L'Ancien Testament. p.

et parmi que les eux quelques uns des plus recents historiens d'Israel. Rien de concluant. mais il nous fournit le premier element de sa solution. puis en Pa- lestine.. ne saurait etre deduit du nom "IDi? II en est de meme. 5 « Men pere etait un arameen nomade. e 130 SECTION SEMITIQUE [2] Tout d'abord. aux evenements qui presiderent a la premiere conquete da pays cananeen. ^1 fait Un beaucoup plus important a ete consign II dans I'Ancien Testament. Mais cette expres- sion peut etre prise dans dis deux sens fort difierents. selon nous. Tan- uns y voient une allusion a la venue des Israelites d'au dela de I'Euphrate. le D'apres la premiere interpreta- nom caracteristique d'Hebreu nous reporterait aux plus anciennes origines historiquement connues des migrations israelites d'apres la seconde. celui qui vient de la rive opposee ("135? ). du renseignement qui nous est donn^ Deuter. XXVI. n'y trouvent qu'une mention de I'arrivee des Israelites des plaines de Moab. Entendue dans Tacception vague et generale qu'ello a le siege dans le con- texte. note avec soin les le point de depart des Bene-Israel. de V autre c6te du Jleuve. elle indique lites simplement des tribus israe- avant leur etablissement en Egypte. dans le migrations successives qui devaient conduire au . La Bible hebraique. tion. : prise a la lettre.. . » ( IDIN ''^"IS). ne nous donne pas la clef du probl^me enonc^. est inexacte. car les Israelites n'etaient pas a proprement parler des Arameens. les autres. comme Ton sait. Cette expression. par consequent. nous devoiis ecarter resolument les couclusioDS que Ton peut tirer du nom meme d'Hebreu *"05? signifie. sans remonter aux premieres origines de la nation isra^lite.

naquit Abraham. . Ce point de depart est 'Our-Kasdim (CT'WS Chaldee -I1K). si^ge du culte lunaire du Dieu Sin. de ral- territoires confinant a I'Arabie. Nous Gen. 17. 7. Eupoleme lui donne le nom du OiW// ou la Ka/Ltagivj] (de I'arabe ^ lune). II r^sulte de ces faits « que » les premieres tribus des la Bene-Israel sont sorties du sud de Chaldee . du peuple d'Israel. IV. ' Eusebe.[3] EDOUARD MONTET 181 pays de Canaan. IX. 'OOr. evangel. ^ comme la ville babylonienne ou . XI. du texte h^breu a et^ sur identifi^ Ourou des inscriptions cun^iformes cit6 s'eleve remplacement de cette antique aujourd'hui le village de El Moukair-Ouron. « * C'est de . . 'Our des Chald^ens. 28. en qu'est sorti » Abraham biblique. « * Les documents bibliques ne nous permettent pas de retrouver au dela de 'Our Kasdim premieres tribus isra^lites. Nth. XV. C. Praepar. le pere 'Our. le les traces des Nous est-il possible de ? re- monter plus haut dans ' cours de leur histoire Comp. 7. Our est designe par Eupoleme. 31. a proximity des regions limitrophes de I'Arabie. et que ce point de liement et de depart des israelite n'est Semites nomades de race soit pas leur lieu d'origine. mais seuleraent I'etape le plus anciennement connue qui leur as- signee par les documents authentiques. historien juif du second siecle avant J. .. 'Our ^tait situe sur rive droite de I'Euphrate. le patriarclie par avec excellence. entre Babilone et le golfe persique.

p.. Baida. (3 Ibid. Essai etc. 9.. la souche de la seconde est Adnan. fils que Ton confond assez generalement avec Jectan. par Abir. d'autre part. . * I. Nous ne ferons qu'indiquer sonimairement ces deux sources de rcnseigne- ments. La posterite d'Adnan a eu pour berceau le Hidjaz elle a peuple une grande partie de cette contree et s'est ramifiee dans le Nadjd et les desert de I'lrak. les plus antiques habitants de I'Arabie. 1847. s'accorde a faire descendre les Mouteakkhara de Sem . . La plupart On est des auteurs arabes divisent leurs na- tion en races eteintes. siir I'hintoire s. d'Heber . p. I .: 132 SECTION SE3IITIQUE [4] estimons que cette investigation peut etre poursuivie a la clarte des traditions arabes d'une part. a savoir que le berceau de la race Israelite doit etre cherch^ en Arabic. et subsistantes.. les Les traditions arabes sont unanimes a considerer diverses branches de la famille de Sem comme issues d'une « meme patrie originelle. t. Mouteahkhara. descen- dant d'Heber par Ismael». Parmi ces races primitives les principales sont . et a la lu- miere beaucoup plus puissante de I'etude comparee des langues semitiques. et plus tard dans toute la peninsule. Paris. qui toutes deux aboutissent a cette affirmation.' Les Cahtanides ou Jectanides s'etablirent d'abord dans le se repandirent Jemen « . Les Mouteakkhara grandes families . patriarche appele dans la Bible Heaussi le pere des ber il Hebreux auxquels se il a donne son nom. partagent en deux la tige de la premiere est Calitan. ' Caussin de Perceval. des Arabes avant I'lsla- mUme. de la Mesopotamie et de la Syrie » ^ « Le nom d'Arabes Ariha designe les premiers.

On ne saurait affir- mer c'est plus peremptoireraent I'origine unique de la race semitique et le siege unique de sa residence primitive. Euting. d'aprte TAnpeupleH de cien Testament. meme coup dans I'intimite des autres. du centre et du sud de la presqu'ile.: (5J EDOUABD MONTET peuple cVAmlik ou les t» le Araalica (Amalecites de I'Anles cien Testament. rente.. tous issus d'Aram et de Lud. Huber. ^ Les traditions antiques conserv^es par les liistoriens arabes temoignent done de I'etroite unite migrations. ' Ibid. hebraique et arabe du langage semitique. de Djadts. a dire I'Arabie.. fils de Sem. * X. I . des d'origine et de vicissitudes. le peuple d'Ad ou Adites. ne saurait etre aujourd'hui h^braisant. L'histoire des langues semitiques confirme d'une les traditions maniere ^clatante registrer. L'epigraphie semitique a montre. que nous venons d'enla EUe et. etc. au la meme temps. Oeji. au dire de la majo rite des historiens arabes*. de Tasm. par r etude des inscriptions rapportees d'Arabie par Doughty. ^tablit tout d'abord haute antiquity des branches aran\^enne. est la personification des Semites ara- I m^ens. aramaisant et meme assyriologue. p. Halevv. arabisant. 7. ces inscriptions venant du nord.* Or. 22. sans dans une certaine mesure. Aram. Arabes. Hebreux. Aram^ens. quelque nom sous lequel ces tribus lussent designees etc. leur tres etroite pa- La relation qui les unit est telle qu'il est impos- sible d'acquerir connaissance approtbndie de Tune sans pen^trer du et qu'on etre. les Thamoud. dans leurs premieres expansions soit le et tribus semitiques.

Fleischer. d'ou sont parties les emigrations successives des peuples de cette race. Aram. ecrivait « au point de vue de la langue Des fils de Sem. en arameen. "~~^0^. d'Aram qui eut plusieurs Et ». * Historia anteislamica.134 SECTION SEMITIQUE [6] que Tantiqiie arameen et I'arabe arcliaique se melangent et fusionuent au point de ne pouvoir etre distingues. Edouard Montet. I. Lipsiae 1831. 10. au leda. * Jlisioire du peuple d'Israel. p. Dr. se plapant il arabe.^^y3x*^^?v^ I . il y eut ensuite fils. I'historien arabe Aboul- lorsque. p. la langue des fils etait la langue arabe II resulte de I'ensemble des considerations que nous le venons de presenter que T Arabic a ete grand centre semitique. 16. parmi lesquels se trouvaient les Bene-Israel. ^ XIV^ : siecle. est C'est la meme conviction qu'exprimait. » fait d'inscriptions. t. cd. Cette quasi-identiti cation est telle que dire Renan ^ a pu que tout ce qui vient d'Arabie.

dal lato intellettuale e religiose. le nostri metodi di educazione si siano insi- nuate tra i popoli . 1' a causa della Oriente. questo torrente sul coltura europea che si e sparso popolo musulmano produrra solo probabilniente un al movimento analog© di questo contatto Rinascimento i nell' Europa. come ha distrutto tante idee ed istituzioni religiose del popoli selvaggi. Eppure questa nostra antica civilta non finira col distruggere il Maomettanismo. MOVIMENTO KELIGIOSO DEL GIORNO TRA I MUSULMANI DEL NORD DELL' INDIA E Datiirale che.POCHE PAROLE SUI.delle Indie. le nostre abitudini sociali. la facilita di comuni- cazione tra noi e scienze ed i nostra letteratui*a. ma almeno in segni che dimostrano apertamente attitudine che di- . In delle loro Europa abbiamo risentito la scossa piu forti emozioni solamente quando han India non mancano 1' preso una forma reazionaria attiva in opposizione alia coltura europea . d' idee e No. Finora segni piu apparent! sono superficiali nelT adottare che il fanno gli orientali nostro modo di vestire. e la loro influenza abbia gia scosso profondamente la mente musulmana.

colle nuove condizioni. che osserviamo tra diani. si fara movimento Musulmani di in- probabilmente sentire nelle altre parti del sotto 1' mondo musulmano die stanno lita di influenza o sotto governo europeo. sue opere sono conosciute meglio in Europa che tra Mu- sulmani indiani. e per6 infiuiscono tan to piu sui pensieri dei loro correligionisti. all' islam Tale movimento tende. ma fti il 1 .imad teologia. voglio attirare la vostra attenzione sui due teologi che scrivono in volgare. L'apologista di questa piu conosciuto nell' Europa e Saj^yid le i Amir ma siccome egii scrive in inglese. la di cui morte priv6 di anno scorso si Musulmani del loro la capo per riforme politiclie e religiose. nel in arin(mia col pen- fatto. Dall' infanzia volse alia mente Sayyid Al. continente cristiano Dopo gh&lf i i disastri della ribellione del 1867. II primo le di questi e Sir 1' Sayyid i Ahmad Khan. rassegnarono ad accettare 1' la situazione tersi in avendo compreso impossibilita di met- opposizione col governo inglese. e dopo aver perduto ogni speranza di ristabilire la dinastia dei si Mu- Miisulmani indiani . abbandonarono della le idee belligere e in- tolleranti teologia Questo i pensiero religiose. a dare nuova forma siero moderno scuola 'All. e fino air eta di quarant' anni fu membro si zelante della setta Wahhabl. e con la civilta cristiana. Pel momento. armonizzano loro. a poco a poco. comiiiciarono a trovare e mettere in prominenza quegli articoli della loro religione clie e. ossia nella lingua hindostanica. Come Wahhabi era gia liberate delle dot- trine ordinarie ortodosse delle antiche scuole.136 SECTION DU MONDE MUSULMAN il [2^ viene sempre piu tollerante verso e la sua coltura. tosto che avran compreso I'inevitabiquesta supremazia.

Ksidlth che affermano essersi In tal guisa la vita di stita dal Muhammad . Per cui di egli nega altro i miracoli attribuiti a profeta dell' Mubammad tu o a qualsiasi In conseguenza questo suo rigetto de' miracoli egli costretto a dare una allu- spiegazione razionale di quei versi del Corano che sono interpretati dai commentatori mnsulmani come denti a tutti i f'atti miracolosi. viaggio di notte) sono rappresen- Lo spaccarsi della luna nelle parole . ARNOIJ) 1* 137 desiderio di presentare pel dl d' affatto Islam in una forma possibile oggi che e lo spinse a lanciarsi sur una via nuova a prendere un corso proprio che ren- desse T Islam piu sisti immune dagli attacclii dei controverla cristiani e piu attrattivo per dell' India.f3] T. e suoi tentativi di ricostruzione sono deboli ed imper- fetti. W. non pub la parola di Dio: 6 il Corano e lavoro di Dio. — — che la il qualsiasi dottrina teologica che essere vera. dato a lui e ai suoi seguaci. Tuttavia. e rigett6 come non operati autentici miracoli. e I'altro. indica uno dei tratti ca1' ratteristici delle sue dottrine: quali uni verso e diretto da e eccezione e leggi naturali alle non v' corso di natura fe es unitbrme. I'uno spiegarsi armonia con Islam. I giovane genera- zione dei Musulmani suoi lavori teologici sono dunque principalmente i di carattere apologetico. di soprannome (fj^i cioe discepolo di natura. mi prover6 a indicare alcuni punti prin- cipali della II sua teologia. in — natura —e devono essere all'unisono. II contro la scienza di natura. e interamente sve- suo lato miracolo'so (il j«>v>Jl s„im (lo spaccare del petto) e rljJI tati esser visioni.

I miracoli di Mose sono a influenza magnetica. \ . La nasdta miracolosa di Gesu e negata. una grande parte ispirati degli scritti di Sayyid Alimad furono pill dal desiderio di rendere accettabile ai giovani dell' Musulmani indiani. attribuiti A questo modo egli spiega eventi e fatti mira- colosi nel Corano. per e una profezia del futuro. Come r Islam e detto. tacendolo divenire iiglio di Giuseppe e di Maria. e non si riferisce in alcun modo alia vita di altri Muhammad. che sotto r influenza rivolta contro la educazione inglese erano in il strettezza e bigottismo della teo- logia dei loro padri. Europa mo- Alio stesso tempo. e di mostrare la loro religione in dell' accordo coi principi piu umanitarii derna. Non cessava mai di ripetere ai suoi correligionari il verso < E troverete serapre colore che dicono '. mentre dice die la traversata del Mar Rosso fu fatta in luogo guadabile a marea bassa. iiJUui J^)\ ijjm e ii\^ una la cui esi- una si tribu chiamata ^^31 stenza e inventata a quelle scopo. egli cerc6 titudine di d' incoraggiare un'at- mente amidievole verso i governanti cristiani che avevan preso il posto della dinastia Mii^^al. cristiani esser di Noi siamo cuore piu presso a quei die han ' lede ». Cosi continua col rappresentare Hudhud in come uno veccliia di dei cortigiani del re Salomon e. e die r armata di Faraone fu sorpresa e distrutta dal ritornar della marea.138 SECTION DU MONDE MUSULMAN tlei [4] 1' b detto lino segni die precederanno ciii avvicinarsi del di del giudizio.

in opposizione a Sayyid Ahmad A'Ai\n. espose la dottrina del Giliad. e tra quel Musulmani della vec^ihia scuola che conibattono le credenze di fede della influenza rivali. E quello che 6 piu imi suoi scritti immediata che esercitano sulle menti dei Musulmani in questo momento. India e aV-ia*^! al ^b e non vr^^ y^^ — ^ nega — mantiene che il diritto Sultano di Turchia e di essere Khallfah.{o\ T. e la direzione che egli ha dato alle speculazioni teologiche e all'esegesi in India. una setta speciale nfe cerc6 di fare agli attacchi e non rispose mai numerosi fatti alle sue si opinioni teologiche. Mirza (rViulAm Ahmad. L'altro teologo indiano di cui desidero parlare o interamente differente. la sua influenza e allargata molto. piu clie a questo presente fe difficile dire fino a che punto le sue idee siano correligionarl. Tuttavia anche lui presenta I'lslam come religione preminente di pace e di pieta. Ci6 nonostante. Ma questo ri- lato delle sue dottrine appartiene al suo lavoro di forme studio. sociali politiclie. fe il tbndatore di una nuova scuola con tendenze proselitistiche ed attiva propaganda. i cui efl*etti si manifestano con piii e piu forza nella letteratura di quel paese. specialmente tra i Musulraani della nuova scuola che hanno ricevuto educazione inglese. general- mente conosciuto sotto il nome di MirzA QildiAnl ^dal villaggio di Qadian nel PanjAb dove risiede). Dice di essere . spie^ando clie non giustifica guerra senza provocazione. W. AKXOLD 189 In questo stesso spirito tollerante e nello stesso proposito di riconciliare i suoi correligionari col dorainio cristiano. animandole di portante un nuovo impulse. accettate dai suoi t*ond6 Sayyid Abmad non proseliti.

come di Gesii si manifesto decimoquarto dopo Mosc. cosi all' il secondo avvento di Cristo e stato compito apparire di Mlrza 6^Aulam Ahmad. Afferma Messia aver ricevuto la certezza della sua missione da rivelazione divina. essendo interamente in opposizione al carattere di Gesu. e a rintbrzare le sue pretese si paragona a Gesu in queste parole: « Come Gesu Cristo. Cosi dice: « Iddio mi ha rivelato che io sono il Mestrova il sia promesso. e che io sono Mahdi di cui il parlau le tradizioni. ripudia completamente la dottrina mao- mettana battere i di un Messia. sono elevato comando divino a predicare si umilta e mansuetudine al popolo che dalle leggi morali e e allontanato » dalF eccellenza spirituale. che fedeli si unisca al Mahdi per comterra il miscredenti e ristabilire su questa regno dei a forza d' armi. men6 vita umile e mansueta e diede al mondo il magnifico esempio di mansuetudine di cuore. essendo decimoquarto dopo il Muhammad. Egli spiega che. Ei rigetta la mag- gior parte delle tradizioni sul Mahdi come falsificate. come Gesu dichiar6 Elia essere rincarnato in persona di Giovanni Battista. e probabilmente fabbricate al tempo degli Abbasidi e mantiene che lo protezie autentiche relative al Mahdi ed al Messia si riferiscono ad una medesima persona. la lieta novella della cui venuta si nel Vecchio Testamento e nel Corano.140 il SECTION DU MONDE MUSULMAN si [6] Messia promesso. che il e manifestato in questo se- colo. che fu principe e profeta. In conseguenza. io che sono di sangue reale e anclie in questo stato rispetto somiglio dal a quel principe-profeta. Ho mostrato die il Malidi ed Messia sono due nomi differenti per la . Egli dice la parola Messia significare persona collo stesso spirito e lo stesso carattere di Cristo.

noma scaptiiggi ])ato in j^^j^ o Oft^I^ Z^-^r*.I^opo esser dalla tomba con I'aiuto di Ponzio Pilato. In questi io lume che conduce gli uomini in salvo da demonic. Meno che per una eccezione importante. che Gesu di tu egli stesso crocifisso le ma che ne fu tolto vivo e sue ferite tii- rono chiuso. dove predic6 si discendenti degli Ebrei. mantiene opposizione comune opi- nione maomettanai sulla croce. » Nello spii'ito Mlrzjl QadiAnl attacca con vio- lenza la interpretazione popolare di Gihad nel senso di battersi colla spada contro gli il infedeli. ed ha scritto una quan- tita di libri in dit'esa dell' Islam e sulla preeccellenza del Corano. ed terra. un unguento preparato si un unguento che trova menzio- nato I'requentemente in lavori medici arabici col di ^^jMh. Egli ^ continuamente occupato in dispute con Hindu e Cristiani. trine e in resto delle sue dot- armonia con le dottrine musulniane comu- nemente accettate. curate a mezzo dai snoi discepoli.[7] T. W. Ma nella sua Cristologia prende Tin una alia via unica e propria. ai Kashmir. Mori all' eta 120 anni e fu seppellito nella citta di Srinagar. Egli ha accordato all' Islam a mezzo mio un nuovo periodo di vita nel suo aspetto morale e spisono il rituale. ARNOLD Ul 8tessa j)er80ua o clie si rit'eriscono alle due principali lunzioni deve ese/^uire. I che di erano stabiliti in quel di paese dopo la cattivitli Babilonia. La mia missione non e qiiella della spada.a£. questa ma spirituale. tomba h ancora vi- Questa tomba 6 detta dalla tradizione esser la . dove la sua sibile. e di ma quella dei segni celesti. mio regno non Iddio mi ha coil mandato tenebre I di cliiamare gli uomini sulla sua via con doltempi di cezza e mansuetudine ed umilta.

Come aunientauo si e detto piu indietro. in ispecie nel Panjab. le Attrae molti coi saoi miracoli di guarigione e profezie. Questa identificazione Mirza Qadianl dice aver ricevuto da rivelazione divina. nelle Indie. » ossia. ed ha molti seguaci che considerabilmente. i Giu- dei lasciarono Gesu sulla croce senza essersi potuti as- sicurare se fosse morto. un principe e profeta che venne da una lontana contrada circa 18 o 19 secoli fa. Ma il ricordarle e fuori luogo in questo discorso.U2 tomba di SECTION DU MOXDE MUSULMAN * [8] un certo Ynz Asaf. L'asserzione che Gesu non mori suUa croce e sostenuta da uno studio elaborate della narrazione dei vangeli sulla crocifissione e la se- poltura di Cristo. Mirza Qadianl e il fondatore di una nuova setta. Aenold. W. Per eseinpio. ne finirono di ucciderlo sulla croce ed essi erano in dubbio lui. nella confusione causata dal terreal moto e r oscurita momento della crocifissione. egli interpreta il verso jUm^ Xkt*t ^N^ Essi s^ALtd U^ s^\xi u^ come su di sigiiificante. e da argoinenti presi dal Corano e dai Hadl/A. « (i Giudei) non lo uccisero. I . alle quali sue ha ricorso in sostegno alle sue preil tese messianiche. cui scopo e soltanto di mostrare si alcune delle linee principali tra le quali le muovono speculazioni teologiche tra i Musulmani T.

la somme immense de labour et de talent que les Arabes .DE \. ni de montrer comment les maine de la science grecque. d'idees.mmi immm chez les arabes II n'entre point dans le cadre de ces pages de tracer la litterature arabe. donuer un aper9u do I'activite litt^'raire des les Arabes. nombrables et splendides teraoignages riclie de la culture su- perieure de ce peuple et de sa Ceux qui out ques d'Europe fait de cette litterature I'objet d\ine attention serieuse. les profondes recherclies. ^largissant le do- ctions intellectuelles qui lionorent la pensee humaine. t'urent le lien fecond et lumineux qui rattache la civilisation antique a la civilisation moderne. Je voudrais seulement. de produArabes. qui s'est exercee d'in- dans toutes branches du savoir et qui a laisse imagination. en quelques notes rapides. un tableau de diose de ce vaste et gran- mouvement de connaissances. ceux qui — sans parler des bibliothede se rendre — ont eu la rare occasion compte de I'enorme quantites d'ouvrages iu^dits conserves dans les grandes bibliotheques d'Orient peuvent apprecier Tinfatigable ardeur. Mon but est plus modeste.

en alleguant. protecteurs et amateurs des souvent poetes et ecrivains eux-memes. Ce lilt pendant de longs siecles nne production incessante. Lors- que les — et Mongols entrerent a l^agdad en conquerants ils jeterent. Bagdad. Cordoue. entre autres excuses. au dire des chronien barbares — queurs.144 SECTION DU MONDE MUSULMAN [2] ont apportee a I'etude des sciences et des lettres. absorbant des milliers d'existences vou^es au travail. Damas. manda aupres de lui As-Sahib-ibn Abbad pour lui confier le vizirat. le Caire. L'historien Ibn-as-Sai raconte que quand sporter deux cent-quatre le Khalife abasside Moil stanse fonda I'ecole qui portait son nom. d'une infinie variete de sujets. de tels le monceaux de livres dans le Tigre. pourtant si flatteuse. que cours du fleuve en fut obstru^ et qu'une espece de pent se forma sur lequel on passait d'une rive al'autre! Dans du monde musulman. les les capitales Khalifes et les lettres. Fez et autres. ne pouvait se separer de sa bibliotlieque dont le quatre cents transport exigeait chameaux ! Et c'^tait ^ . cet homme illustre declina I'oflfre. princes. y fit tran- vingt-dix charges de livres rares et precieux sans compter d'autres livres de moin- dre valeur. qu'il de I'emir. avaieht reuni des coUections de manuscrits dont quelques unes contenaient des centaines de mille volumes. Et que d'ouvrages detruits par I'eau ou par dont le feu parmi lesquels des oeuvres remarquables dont il a divers titres ne reste plus trace nulle part et I'histoire et la les lettres arabes aussi bien que litterature generale deploreront toujours la perte. Sa markand. Lorsque I'emir Samanide Neub-ibn-Mansour. et dont I'ensemble cona exalter les fond jnsqu'aux esprits rites des les plus portes me- Arabes.

Bien des ne representent qu'une faible partie de celles. des Euiii's. encore inedites. des niosquees et autres collections piiblique»! Pendant tout le moyen-age et menie longtemps apr^s. ques chefs-d'oeuvre de cette opulente Quand on que les consulte aujourd'hui les catalogues des bibliotli^ques de Constantinople on est surpris de voir si productions arabes connues jusqu'a present. que le lois.<* III 10 . la poesie.! [8] RMIR CHEKIB AR8LAN telle 146 un simple personnage qui possedait une que ! biblioth^ Que penser. des d^pdts. I'epopee et ces contes populaires. par suite. sciences piiysiques et mathematiques. la critique et I'histoire. merveilles d'esprit. frequemment traites par les ecrivains arabes. Et j'etais 6merveill6 d'y dOcouvrir une foule de livres. gOograpbie et rOcits de voyage. des savants. leur langue — une veritable science — I'^ru- dition. de grace et de couleur. temps a epar- dans ces riclies depots de manu- scrits. pensais-je. leurs aptitudes se sont males nifestoes avec une tecouditO incroyable dans tous : genres scientifiques et litteraires thOologie et jurispru- dence. je laissais les si themes plus ou moin classiques. naissances 1 uii. lis ont marque au coin du genie nombre d'oeuvres sup^rieures. soient. des Sultans. la nation la plus intellectuelle de la terre. d'auteurs iliflH^rents sur ces mati^ res. universellement celebres. des vizirs. ou je mettais en doute leurs facultOs et leurs conAeU* du XI r*' CongriM dtm OritmUUi^lu. devait leur etre peu familier ou meme etranger. philosophie speculative et experimentale. pour chercher un ordre de conception qui. nombreuses qu'elles gnees. et leur intelligence. de cellen des Khalit'es. les Arabes tnrent les plus grands ouvriers de la plume. plus ou moins volumineux. un des plus magnifilittOratui*e.

pretendus connaisseurs. en effet. et tant de travaux et d'interpretations remarquables. qui leur doit. et se font. lu dans le cours de leur Le nonibre de ces ecrits s'eleve. Histoire citant le c^lebre As-Syouthi. ont rendu justice au role utile et fecond de la littera- du reste. et orientalistes. Sedillot.14«J SECTION DU MONDE MUSULMA. ils changeraient sans doute de Ian- gage. s'apercevra que le point spectacle qui frappait ses regards n'etait qu'un imperceptible du vaste univers et que son imagination le trompait d'une etrange maniere. en parlent avec dedain. des fleuves^ des mers. fait remar- quer que cet ecrivain composa plus de livres que beau- coup de personnes n'en ont vie. a plus de quatre cents. S'ils les titres intelle- se donnaient la peine de rechercher ctuels des Arabes. dira. » On en compte quarante pour I'illustre le Divan € de Motenabbi % pofete . dans son excellente des Arabes ». une grande partie « de sa diffusion. Derriere cet hoy a encore des montagnes et des vallees. M. historiens ture arabe. pas verses sieurs « celebres qui n'aient ete I'objet d'un on de plu- conimentaires. lorsqu'il quittera Et lorsque Tenfaut granil son horizon. et leur admiration proclamerait que ce peuple a bien merite de la civilisation. juges de ce qu'ils ignorent. des ecri- vient le flot des commentateurs. Les savants d'Europe. trente pour le « le Tasliil d'Ibn-Malik. des plaines. en somme. Tel est le cas de bien des gens.N [4] Qnand on s'y veut parler de cefcte litterature. de recueils de n'est pas d'ouvrages importants. qui accusent la litterature arabe de pauvrete. autant pour Kitab > I . Mais a vains et des poetes 11 la suite des savants. on doit entendre et ne point ressembler a I'enfant qui piend riiorizon pour les bornes du rizon il monde.

dii se Damas » d*IbnOn se disait entre qu'Ibn Assakir avait mettre a la conqx)- de cette chronique des I'age de raison. L' « Hipar Ibn-al-Adim est en quarante « volumes. Dans et les cette le livre c^tegorie de compilations on pent encore citer Ma'arri intitule « d'Aboul-Ola > Le tronc rameaux en douze cents caliiers. des collaborateurs : « Que pensez vous d'une jusqu'a nos joure < Histoii*e < du monde depuis quelle Adam De ? > De envergure « serait-elle ? demand^rent-ils a leur tour. Tsition volumes. de il 147 le ^raiid traito se- rait long et Beaucoup d'ouvrages arabes egalent en otendue les plus volumineuses publications noire epoque. parlant dans ses Tabakat » de la compilation historique non moins celebre d'Ibn Djarir Tabari. On doit aussi a cet infatigable auteur un Commentaire du Coran. Combien de leurs productions d(3pa8sent quarante volumes! Le « Kitab-al-Idah > d'Abou-Ali-al-Farisi a et6 amplifie et complete en trente volumes par Djorjani. une exisut'fisant stence entiere a peine a ce travail colossal. qu'il dut raccourcir de meme pour en t'aciliter I'etude aux tolbas qui frequent a ient ses cours. Mais fastidieux de s'^tendre sur ce Hujet. « Ibn-as-Sabaki.(5] EMIR CH^KIIJ ARSLAX grammatical de Sibaoueili. et en quarante trois par stoire le Cheikh d'Alep » Ibn-Dahan. raconte que ce dernier dit un jour a ses amis. II repondit lui firent alors trente mille teuillets. Tabari soupira Nous sommes k Dieu et nous retournerons a Lui! Les energies sont mortes » Et il abr^: ! gea son Histoire. tr^s volumineux. et la celebre flistoire de Assakir en quatre-vingt lettr^s. » Ses amis observer que leurs existences seraient consumees avant I'ach^vement d'une telle entreprise. Quelqu'un rapporte en avoir vu le cent- .

II traite de toutes les connais» (les I .148 SECTION DU MONDE MU8ULMAN [6J nnieme volume. dans la shateite. cette nomenclature nous entrainerait trop les dictionnaires Les bibliotheques. Abou-Bekr Kazi a Ibn Khallikan. teur d'une c^lebre Histoire de Bagdad et a compose plus soixante ouvrages. forme parcouru un tres important recueil intitule il y a quelai ques ann^es seulement et peu explore jusqu'ici. loin. ce qui a reveille mes souvenirs et m'a c'est la visite a tracer ces pages. Enfin Ibn-Akil Al-Hanbali a compose un onvrage en huit cents volumes. que j'ai faite en dernier lieu a la bibliotheque dite de Malik-Daher a Damas. il semblebien^ le plus vaste recueil de la litterature arabe. qui biographiques fournissent a les plus voudrait les consulter a cet egard les plus amples et surprenantes revelations. Ibn Khallican raconte egalement qu'on doit a ce personnage une Histoire generale en treize mille feuillets. « L'imam Al-liaihaki a compile cahiers. Aboul-Houssaifn I'illustre Ar-Rasavant wandi en a ecrit cent quatorze la Ibn-Sina pres de cent. dit ecrit plus de cent ouvrages. S'il f'allait enumerer ici les ouvrages des illustres ecrivains musulmans tels que Abou-Nasr Farabi. disciple de rimam Ibn Taimiali. « sur le Hadith de » plus de mille Ibn-al-Khatib. au» . Zalui ment de makchari.Ibn al-Houssain-al Hanbali. riche dep6t de manuscrits. le biographic d'Ibn Soraidj que cet ecrivain a produit environ quatre- cent ouvrages. Au incite reste. II cite egale- une douzaine de compilations de mille ou deux mille feuillets chacune. C'est. « J'}'^ Al-Kawa- kib-ad-Deurriah Astres etincelantsi d'AboulHassan-Ali. Dans biographic de I'Emir Jzz et-Molk-al-Masbahi I'egyptien. Gazzali. Fakhr-ed-Din Razi.

{7]

EMIB CHEKIB AE8LAN
et,

14»

nances
part a
fiont
«

pour T^tendue

(Igh

matiercs, peut-etre com-

line

encyclop^die moderne.

Mais

le« Hujeto n'v

pas ranges par ordre alpliab^tique.
>

La biblioth^ue
II

Malik-Dalier

n'en contient que quarante tomes.

^norme compilation en comptait cent vingt ou meme davantage, car on en a r^trouve le cent-vingtieme. Elle date de I'ann^e 830 de Th^gire,
paralt que cetto
€t plusieurs ecrivains

y ont
si

collabor^. Enfin cliaque vo-

lume

est

de 35 cahiers environ, soit 700 pages, grand
considerable n'est cependant pas
le recueil

tormat. Cetouvrage

mentionn^ dans

bibliographique

«

Kascbt-az-

Zonoun
oonnu
sien

»

de Hadji-Klialfa. Mais cette omission, entre

tant d'autres, n'est pas pour ^tonner. Hadji-Khalta n'a
et n'a cite qu'une faible partie des richesses
lit-

teraires arabes,

que plusieurs recueils de I'^tendue du
pas a enumerer
simplenient.

ne

suffiraient

Le

temps

et la

main des hommes ont an^anti une notanon
la

ble traction,

moins pr^cieuse, nous
1

le

r^p^tons,

des productions de

'esprit

arabe.

de ce

qui

reste est dispers^e

Une grande partie ou inaccessible aux cher1'

cheurs et

aux savants. Seule

imagination pourrait
la
les

^voquer I'ensemble grandiose, infiniment vaste de
litterature dont les

Musulmans arabes revendiquent

m^rites et la gloire.

Je voudrais terminer par un vcbu
la liberty

,

que je prends

de soumettre a la bienveillante attention de assembl^e
la

cette illustre

qui

repr^sente Torientiilisme

dans sa science

plus haute et la plus comp^tente.
les

Les biblioth^ques de Constantinople renferment

mo-

numents

les plus

precieux de la langue arabe, car les

Sultans ottomans, qui ont conquis la plupart des pays

musulmans, prenaient soin de

faire transporter

dans

160

SECTION DU MONDE MUSULIHAN

[8]

leur capitale les nianuscrits trouves dans les villes qui
se soumettaient a leurs armes.

Je pense que ce serait

grand service a la litterature arabe et a roneiitalisme en general que de rendre a la lumiere les oeuvres inedites les plus remarquables conservees
rendre un

dans

les bibliotheques

de Constantinople. Ces collections

sent au

nombre de quarante-trois environ, contenant

plus de quatre-vingt mille volumes. Si la liberality de

quelques protecteurs des lettres en Europe s'interessait

a ce

projet,

pour

les

capitaux necessaires, un comity de
autres,
serait constitue

savants

orientalistes et

avec

mission de consulter les manuscrits en question et d'en
publier ce qui offrirait le plus de nouveaute et d'utilite^
aussi bien sous le rapport des connaissances generales^

qu'au point de vue de la langue et de la litterature
arabes.
II

y a

la

des manifestations insoupponnees du
le

genie oriental dont

succes aupres du public lettre

europeen semble assure. L'accueil que ces publications
trouveront dans
favorable.
le

monde musulman

sera

non moins

Avec

le resultat

moral, ce succes garanti-

rait le resultat materiel

de I'entreprise.

Septembre 1899.

E:mir Chekib Arslan.

1

SUL CULTO DEI SANTI NEL MAROCCO

Nel Marocco
ditaria fino

i

santi

si

chiamano
o
sale//.

neli

o haraka; un
ere-

sank) morto e chiamato

s^ijid

La

santi ta e

ad un certo punto nelle famiglie degli shur/a
Gli shurfa
(sceriffi)

e dei mrabtin.

sono discendenti di
dei Berberi,

Maometto; i mrablin, la nobilta non hanno grande importanza.
s/mrfa.

religiosa
nelle

parti

arabe del

Marocco, ove sono considerati come

gli schiavi degli

Non

si

deve mica credere per6 die ogni
iin

sceriffo

od ogni mrabuf sia
e

santo.

tl

vero che uno sceriffo
rivol>

sempre considerate con una certa riverenza;
si

gendogli la parola,
tutto da
c'

dice sidi o mtdaij

«

mio

padi'one.

Pu6 viaggiare dovunque
e caso che lo
si

gli piaccia, e riceve

dapper-

mangiare per niente. Va sempre
lasci soffrir la

sicuro, e
1'

non

fame.

Gode
uno

immii-

nita di

esser

maledetto nella maniera ordinai'ia dei
il

Mori, perchfe

maledire gli antenati
contro
il

d'

sceriffo si

considera un affronto

profeta

stesso.

Batti
lo tai,

imo
ti

sceriffo,

dicono

i

Mori,

ma
un

non maledirlo; se
sceriffo

sar4 tagliata la lingua.

Uno

^ liberato dal

castigo in molti casi, in cui

altr'

uomo

sarebbe messo

162

SECTION DU

MONDE MUSULMAN

[2]

in prigioDe o

severameDte bastonatO; e se e punito,
gii fa

la

sua qualita di sceriflo
ohfe 6

mitigare

la

punizione, per-

sempre probabile die uno
rispetto clie
si

sceriffo

abbia fra

i

propri antenati qnalche potente santo rivendicatore. Infatti,
il

porta ad uno sceriffo dipende

grandemente dalla fama del suoi antenati. Con tutto ci6 non sempre i discendenti dei santi, per famosi clie questi siano, sono santi essi pure. Per dare un esempio

mio compagno, Sceriffo 'Abd esSalam el-Bakali e senza dubbio un oggetto di grande venerazione nel suo villaggio nativo, Beni Hlu in Ana
piu familiare,
il

me

gora. Alia

mia
i

visita,

che

feci

li

insieme con

lui,

il

po-

polo gli baci6

vestimenti, chiedendogli la benedizione.
la e considerate santo nel senso proprio

Per6 neppure

della parola, n^ era considerato tale suo padre.

Ma

il

nonno

Sidi el-Husni e venerato

La

casa in Tangeri ove questi e

come un gran sepolto, e una
vi abiti

santo.
zawia,

casa di santo, nella quale non mi k stato mai permesso
di entrare,

sebbene

il
i

mio amico

con la madre.
uomini,

Si pu6 dire per6 che

discendenti dei santi lianno sem-

pre una maggior forza spirituale degli altri
perclie
i
li

hanno piu grande speranza
i

di vedere

adempiti
ci6

desideri invocando
fa santi.

proprt santi antenati.

Ma

non

uno che pu6 fare da intercessore presso Dio o che ha il potere di far miracoli. Sono reweli e

Un

lativamente pochi
tale distinzione.

gli shurfa

che possono pretendere una

Ci sono santi che non sono

ne

shttrfa

ne mrahtin.

Una

devozione straordinaria pu6 elevare un
il

uomo

alia di

dignita di santo. Quelli che oltrepassano

numero

preghiere e digiuni prescritti dalla religioue maomettana, sono general mente considerati piu o

meno

santi.

I

1

31

EDWARD WF^TERMARK
i

163

Fra

santi
clie,
i

si si

contano anche
dice,

qiiei

ciimpioni dell' Islai

mismo
paese,

hanno scacciato
ove

CriRtiani

dal

cosiddetti Mw/a/iedin, le cui sante
la coHta, nei luoghi
i

vano lungo
D' altra
sail to

tombe si ta*oMori hanno comnon tanno un santo.
o

battuto coi Portoghesi.
pai'te,

le alte

qualita

monili

un uomo,

e neppure soiio necessarie in
d'

Anzi, la condotta

un santo pu6

esser cattivissima,
piii

qualche volta proprio licenziosa. Si trova
suoi vizt possono

meno
i

fuori dei limiti ordinari degli obblighi morali, e fino

aumentare

la

sua santita, magari an-

che esserne la causa.
della fainiglia di
il

Ho

sentito parlare d'

uno

scerifiTo

Mulai 'Abd es-Salam, tuttora vivente,
vien

quale e stato un gran bandito ed e ancora un bria-

cone,
santo.

ma Ha

che nondimeno
la facolta

considerato
il

come un
tuturo e

miracolosa di predire

guarire malati, ed e quasi sempre ubriaco.
dei santi moreschi e reclutata tra
I pazzi pericolosi
i

Una

parte

pazzi e gl' idiot i.

pev

la

sicurezza
prigioiie

generale vengono
per
i

rinchiusi in el-morsfan,
biosi,

una

matti rabbaraka.

mentre

gl'

innocui sono riveriti

come
vi

Non

sono tenuti responsabili delle assurdita che commettono.

Durante

il

mio soggiorno a Fez
le

era una donna

che soleva passeggiare per

strade qunsi perfettamente

nuda, ed a Tetuan vidi un pazzo mangiar pane pubbli-

camente nel mese
cato per
il

di

Ramadan,
all'

in

pieno giorno, pec-

quale ciascuno

infuori d'

un santo

sa-

rebbe stato punito severissimamente.

La

caratteristica

d'

un

?/;eit

e la tbrza miracolosa
si

conferitagli
nitesta sotto

come un tavore da

Dio. Questa tbrza

lua-

torme varie e diverse. Ci sono santi che

possono muovei*si da un luogo ad un altro in

modo

con-

;

154

SECTION DU MONDE MUSULMAN
Si

[4]

trario alle leggi ordinarie della natura.

dice

clie

il

detunto sceriffo di

Wazan and6 una
lo stretto

volta

a Tangeri passando
Kader,
il

a cavallo.

da Gibilterra Mulai 'Abd elil

I

gran santo, aveva volato per tutto
coll'

mondo

Mulai Ibrahim,

epiteto et-tair eg-ghel, V uccello della
egli la facolta di volare.
si

montagna, aveva anch'
'Allah el-Hag, la cui
e
il

E

Sidi

tomba

trova presso esh-Shawen

quale e tenuto in grande riverenza dal popolo delle

vicinanze, vol6
eserapi di

una volta alia Mecca. Oltre a ci6 ci sono santi clie hanno trast'erito altri uomini a quel
con in
della

luogo santo. Mulai 'Abd el-Kader, zoppo e vestito di

panni

sudici,

mano un
citta
di

fuori le
clie

mura
triste.

una volta Fez. Vide quivi un uomo
bastone, and6
gli
il

sedeva in terra e piangeva, e

domand6 perche
Basha, cioe
il

era cosi

L'uomo
1'

rispose che

go-

vernatore, Faveva punito, perche
di rapirgli la moglie,

un

cattivo, desideroso
di-

aveva accusato falsamente

cendo

al
in

Basha che
dei

si

era vantato di poter andare alia
All' udire ci6

Mecca
air

un giorno.

'Abd el-Kader dette

uomo

denari per comprare a Fez un pane an-

cora caldo. Questi ando in citta e ritorn6 portando seco

un pane boUente. Allora Mulai 'Abd el-Kader gli disse di .metterglisi a cavalcioni sulla nuca e di chiudere gli
occhi; r
si

uomo

obbedi, e poco dopo, aprendo gli occhi,

accorse di essere alia

Mecca

col

pane sempre caldo.
caldo. Queste al-

II

santo lo preg6 di andare a trovare delle persone di
di

Fez e
lora

mostrar loro

il

pane anoora

crederono quel che egli raccontava del proprio

viaggio miracoloso e ne scrissero lettere ai loro araici a
Fez. L'

uomo
il

le

prese
t'u

e,

messosi un' altra volta sulla

nuca del santo,
citta,

ricondotto subitamente alia propria

ove

popolo, dopo aver letto le lettere, fu persuaso

[6]

EDWARD WESTKRMARK
il

1.%

del miracolo, e

mentitore venne punito Heverainente

dal Basha.
Si raccontano tante storie della trastbrmazione dei
Hanti. L'

ultimo scoriffo di Wazan, die mori Holamente
ta,

pochi anni
Parigi.

era una
i

volta a praiizo in

una ca»a

di

commensali cominciavano a tare cattive osservazioni su di lui, ad un tratto si tra8t'urm6
Mentre
suoi

un leone. Quando Sidi el-Husni el-Babali and6 a fare una visita al Sultano e gli dette la mano, questa
in
in

trastbrmata nella

zampa

d'

una connessione
es-sb'a,

intrinseca

tVa

un leone. Serabra siavi un santo e questo ani-

male, perclie un santo e anche qualclie volta cliiamato

die vuol dire leone.
altri

Molti

miracoli sono attribuiti a certi

santi.

Un

santo pub vedere dietro a se senza voltarsi, pub
i

vedere ogni cosa:
mari. Podii anni

sette deli, le sette terre

ed

i

sette

ta,

quando Tangeri
il

fu invaso

da una
indigeni

moltitudine di locuste,
riffo di

popolo ne portb una alio scegl'

Wazan. Egli

le

sputb in bocca, e

crederono che cib dovesse scacdare tutto quel dagello.
I

Mori dicono che Mulai 'Abd el-Kader
anni,

si

resse su di

una gamba per quarant'
e die, dicevano,

pregando Dio.

Du

1-Kur-

najen die era considerato un profet^i avanti Maometto

aveva vissuto duecento anni, tende
il

la

montiigna die una volta univa
gna.

Marocco con

la

Spa-

Un

santo che apparteneva alia t'amiglia Hal^ali

poteva trarre acqua dalla terra, semplicemente scavandovi un buco con la mano. L' idea di poter trarre acqua
dalla terra col
tar

entrare una cauua nel suolo e la

base del racconto seguente.

Due uomini andarono una

volta a

ciandosi per santi della famiglia di

Sahara specMulai 'Abd el-Kader.

166

SECTION DU MONDE MUSULMAN

[6]

Per gnadagnare denari s' ingegna vano a curare i inalati, ma non avevano buon successo ed il popolo prese in sospetto la loro santita. Allora uno di questi falsi
santi trov6

r empi

di

una maniera di scampo. Prese un otre, acqua e lo nascose sotto terra; poi tutti e

due gli uomini si misero a ballare li sopra per attrarre r attenzione della gente. Quando si videro circondati da una gran folia, uno
di essi con
si

un bastone fece un buco nella terra; Totre
1'

ruppe,

e

acqua schizz6
erano
santi.

fuori.

Allora

il

popolo

si

convinse
soe qui.

che

La

storia

pero

non

fini-

La nuova

sorgente e rimasta per sempre in
gl' in-

quel luogo, perche Mulai 'Abd el-Kader aiut6
gannatori. Esso aiuta tutti quelli die
1'

invocauo, an-

che
il

quelli

che dicono una bugia.

E

esh-sheh el-kiddabin,

santo protettore dei bugiardi.

Un

altro miracolo, die voglio raccontare,

si

fa an-

cora continuatamente. Nella tribu Beni 'Arus c'e una

casa santa, a cui e annesso un gran pezzo di terra, e

questa appartiene a Sidi Heddi. I suoi
li,

clieuti

vivono
II

e la casa santa e visitata

da moltissime persone.

mkaddam o soprintendente della casa santa e un santo anch'egli. Con un piatto di suhsu pu6 dare da niangiare ad un gran numero di persone. Porta il piatto in una stanza piccina, e, quando lo riporta, il suksu per un miracolo s'fe aumentato fiiio alia quantita necessaria per soddisfare tutti.
I santi

possono predire
Sidi

il

futuro e sanno quel che
el

accade
cielo, e

in altri luoghi.

'Abd er-Rahman
le altre cose,

Mig-

dub sapeva tutto
rocco

ci6

che

avveniva sulla terra e nel
che
il

prediceva anche, fra

Ma-

un giorno sarebbe

cristiano,

benchfe ai tempi

I

[7]

EDWARD WE8TERMABK
non non
ci t'ossero oristiani

167

suoi
t'eziti

nel suo paese.

La sua pro

s'^ ancora avveratu,
in

ma

i

Mori non dubitaoo
quale

clic

s'adempira

av venire.
il

Una
turo,

cosa

comunissima ^ che un Moro,

desidera di sapere qualclie cosa in riguardo al suo fu-

va da un idiota o da un pazzo,
persone nientre
^I'idioti

perche

i

Mori

credoiio che Die abbia ritenuto nel cielo la ragione di
simili
clie
i

loro
i

corpi sono sulla terra, e

quando
si

o

pazzi parhino, Dio abbia perpo'.

messo che
Quindi

la

loro

ragione ritorni a loro per un
le

debbono tesoreggiare
ispirate.

loro
il

parole

come

quelle di persone

Quando

mio conipagno

una

volta aveva qualche dispiacere a Tetuan, suo tra-

tello in

Tangeri, che e considerato baraka o santo, mo-

8tr6 nella sua condotta di saperne qualche cosa, benchfe

non ne parlasse a nessuno. Cosi mi racoon tarono amici

Mori a Tangeri.
11

miracolo

piu
i

comune ed auche
i

piu

lucrativo

che possano tare
ilmrfa
(sceriffi)

santi e di curare
di

raalati. I santi

sono prima

tutto dottori. II santo

preme con

la

mano

la fronte del malato,

prega per la
gli

sua salute, e poi, dopo aver levato la mano,
tre volte in fronte.

sputa

per6

il

Prima che tutto questo sia tatto malato deve pagare un derham, cio6 quattro
il

centesimi,
pill

solito

onorario,

il

quale

anche

la

gente

povera e obbligata a pagare. Si coiisidera questo
atto

pagamento quasi come un
ziale per la cura.

d^incantesirao essen-

Molte persone danno
risce

di

piu, e se

il

malato guatanno spesso

ed egli e la sua t'amiglia son

ricchi,

un

bel regalo al santo.
LJn

santo pu6 operare miraooli,

perche Iddio gli

di La santa and6 dal di II pregandolo render la allora liberta alio schiavo ma tato quegli rifiut6. e subito Iddio esaudi la sua santo vive chie- preghiera. Questo santo un giorno and6 al mercato delle frutta a Tangeri e largli domand6 ad uno dei venditor! se voleva regaun po' di frutta. raccolta o il Quando egli benedice la in cibo. di malattie. di siccita o pel desiderio di prole. die il e Iddio I'esaudi. In tempi guerra il popolo di Beni H'lu in Angora era solito portare i in di di propri oggetti di valore alia casa di Sidi el- Husni. La casa cui vive un santo e un rifugio sicuro. [8] dato un potere speciale per sue molti in E un prediletto per loro di Dio. Avendo avuto una risposta neil gativa. Lalla 'Awisli. ancora vivente. d'intercedere presso Dio casi di carestia. fu califfo dove andare sorgente Mulai Ja'kub per guarire. un Nel monte di Mulai 'Abd . per la qnal cosa pregano ecc. 158 lia SECTION DU MONDE MUSULMAN farli. della famiglia di Mulai 'Abd es-Salam. Questo accadde poclii anni ancora. aveva uno schiavo die fu messo califfo in prigione dairautorita. e le preghiere sono lo efficacissime. e ogni volta die entra in una bottega dendo qualche cosa gliela regalano subito. e nessuno osava toccarli in quel luogo. ch'egli. II perclie bruciasse tutto mercato. ed essa prego Dio alia manresuldi dargli una grave malattia. II contatto con un santo o con qualche cosa aplui partenente a di produri-e o anche la sola sua presenza e capace niiracolo. Tangeri. Si dice nella santa. si pu6 sempre sperare nn buon resultato. bisogna aver cura di non desherifa a stare il dispiacere d'un santo. crede Una storia simile si racconta di Sidi el- *Azri. dopo.. santo il se n' and5 implorando Dio fa. D'altra parte.

[9)

EDWARD WESTKRMARK
si

160

es-Salam

vede

Torma

del piede del santo.

8e

Sidi

*Abd el-Hadi

premeva la mano contio un sasso, vi lasciava Timpronta delle sue cinque dita e quando UDO scerifTo beve del vino, questo si cambia in latte od in miele appena gli tocca le labbra. Ed una volta
;

che

alciini

cristiani
il

per provare

la

sua santita cerca-

vano d'indune

det'unto sceriifo di

Wazan

a mangiare

un

po' di

mniale, ogni pezzettino di maiale die aveoffertogli
si

vano niescolato col suksn

trasformava
il

in

un
clie

maialino, quando lo sceriffo scopriva
alia cAsa santa di Sidi 'Allah

vassoio. Vicino

el-Ha^ e un albero
(sceriffi)

comincia a ballare
degli uomini.

;

quindi gli shurfa
i

ballano
quelli

intorno ad esso, ed

suoi

movimenti somigliano

Non
dalla
fico.

si

deve credere che
del

il

contatto con nn santo

o con qualche cosa appartenente a lui dipenda sempre

volonta

santo,

desiderando
bevere
il

di

essere benesi

E

buono per
il

la salute

I'acqua in cui
vestito

lava, ed

baciargli la
;

mano od

ha

un' in-

fluenza benefica

e

un pezzo

del suo abito o del legno

tomba e molto ricercato. II legno e baraka, e col bruciarne un pezzettino uno che abbia il nial di testa pu6 scacciare il dolore. (11 podella cassa in cui lo portano alia

polo bacia perfino

il

cavallo su cui
t'

il

Sultano e andato,

perche

il

Sultano del Marocco

sempre venerato come

un

santo).

Ci

si

rivolge ai santi anclie per ottenere che piova,

ina le loro preghiere non sono sempre considerate ab»

bastanza

efficaci.

In tempi di gran siccita gli
al

sceritji

od

altri

uomini sacri son condotti
le

r acqua, e se fanno resistenza,
legate loro sul dorso. Poi
si

mare e messi nelmani sono senz'altro

riportano in citt^, ove an-

160

SECTION DU MONDE MUSULMAN

[10]

cora una volta per la strada vengono bagnati d'acqua. di suo zio II mio amico un giorno ando al villaggio

insieme con sua madre e sua sorella, la quale e considerata

come

baraka.

Siccome allora era molto
alia

desi-

derabile per la raccolta che piovesse, gli abitanti del
villaggio versarono
e

acqua addosso

giovane donna,

poco dopo cominci6 a piovere.

La

forza miracolosa d'un santo non cessa con la
II

sua morte, anzi aumenta.

popolo dice che un santo,

muore mai. Dorrae soltanto, e la sua tomba o il luogo ove dorme diviene un posto santo tjhe si chiama sijid. Molte di queste tombe lianno una specie di cupola a cui si da il nome di kobba. Non sol amen te la tomba d' un santo per6,
propriamente parlando,

non

ma

anche

i

posti visitati
si

da

lui

si

venerano, e sopra
le

di essi

molte volte

erigono case sante o zawiats,

cui dimensioni possono variare infinitamente.
zmriats troppo piccole per contenere

Ci sono

uomo, ce ne sono altre che s'adoprano come moschee. Molto spesso nient'altro che un mucchio di sassi dimostra il luogo ove un santo e stato seduto, e quelle si chiama ravda^

un

nome che

si

da pure

al
il

mucchio

di sassi

che indica

il

primo posto da dove
casa santa.

viaggiatore

pu6
ove

vedere una

Si deve osservare che

il

luogo

hanno

eretto

una casa santa
Quasi tutte

si

crede sempre debba essere stato in

contatto materiale col santo. Ci6 pub sembrare strano.
le citta del

Marocco hanno
'Aisa,

zaiviats

che sono

dedicate ai diversi santi protettori delle congregazioni
religiose
:

Sidi

Mhammed Ben
;

il

santo degli

'Aisawa, sepolto in Meknes

Sidi 'Ali

santo dei Hamadsha, sepolto a ZOrhun

Ben Hamdush, il Mulai Themi
;

^

[11]

EDWARD WESTERMARK
;

1®^

il

santo dei Tliuliama, sepolto a Waz«in
il

Mulai 'Abd
;

el-Kader,

santo dei Gillala, sepolto a Bagdad
il

Muscri-

lai el-'Asbi,

santo dei DerVawa, sepolto a Mogador;

Sidi

Abmed Ben

Nasar,

il

santo protettore degli

vani, sepolto nel Dra. Si crede davvero ohe questi santi

abbianu visitato

tutte le citta e che
si

abbiano seduto

nei posti ove le loro zavjai

trovano.

Un

sijid

od una zavia sono luoghi sacri a cui ne»senza

suno pu6 avvicinarsi

avere certe qnalificazioni.
il

Nel Marocco e proibito

ai Cristiani

visitarli,

e a Fez
di

intere strade, a causa della loro vicinanza alia

tomba

qualche santo grande, sono chiuse
racconta che un
se alle zairia di

ai

miscredenti. Si

Moro nna

volta port6

un cristiano con
il

Mulai 'Abd es-Salam. Dopo
le

suo

ri-

torno la casa gli fu bruciata nella notte, ed egli e la

sua famiglia perirono fra
stiano. Vicino a Tetuan,
tow'isies

fiamme. Questo incendio
cri-

era la vendetta del santo. Niente per6 accadde al

poco tempo

alzarono

le

loro

Mugahedin, bench^ tbssero
Nella notte
si

una comitiva di tende presso le tombe di stati avvertiti di non farlo.
fa,

a]z6

una tompesta che

lece

gran guasto
si

fra le tende. Sulla costa atlantica del

Marocco
i

trovi

vano

sadats

i

quali

son pericolosi per

vapor i che

passano davanti. Sidi Kasem, la cui toniba non e Iontana dal Capo Spartel, fa naufragare un
tutti gli anni.
si

bastimento
la cui tonaba
si

Mulai Buselham, parimente,

trova sulla costa meridionale di Laraiche,

an*abbia
sijid.

(]uando

un bastimento

si
il

avvicina troppo al suo

Ma
il

in certe circos'tanze

santo e pericoloso anche per

maomettano. Quello che visita un sijid od una zawia in istato d' immondezza sessuale, sara jiunito con una malattia venerea. Soltanto il mkaddam pu6 avvicinarsi
Aetu
(ill

XII'"* CongriM

du

Orientmlitltt.

— 'lioiM

HI.

It

162

SECTIOX

DU MONDE MUSULMAN

[12]

alia

tomba

di Sidi

Heddi,

ma neppur
di

egli

pu6 entiare
la

nel i-ecinto

della

tomba

Mulai 'Abd es-Salam,

quale noii ha una porta, poiclie dispiacerebbe al santo,
se qualcuno
tin
si

avvicinasse alia sua tomba.
la

Una

volta

uomo

salt6 di la del rauro e baci5

tomba,

ma

quest' atto fu per lui funesto; nel lasciare la tomba, egli
fu ucciso

da una palla sparata non
1'

si

sa da chi, sebil

bene

si

creda die

uccisore sia stato
il
il

santo stesso.
il

Andando una
distanza di
la,

volta

Sultano a visitare
suo cavallo
c' si

sijid del nie-

desinio gran santo,
e

ferm6 a qualche
piedi.

siccome non

era verso di spingerlo

piu oltre,

il

Sultano dove continuare a
i

E

anche
tempo.

inecessario die

visitatori si levino le scarpe in

Gerti atti
in

si

considerano abominevoli se commessi
sijid,

una zmvia o presso un
posti,
1'

come, per esempio,
di

1' iii-

eudidare questi

impossessarsi

qualche cosa
vi si

appartenente al luogo, o Tarrestare persone die
tbssero.. rifugiate.

La

casa

di

Sidi

el-Husni in Beni

^lu, che^e ancora considerata
tutta ini.iDvine, fu

come una zawia sebbene
assalita

una volta

dai

nemici

di

un' altra tribu,

i

quali,

dopo.aver bruciato
fuoco.

le altre

case

del villaggio, tentarond di bi^uciare aiiche questa;

ma

i

fiammiferi

non

presero

AUora sfondarono
per6
nell' aprire

la

porta

ed.

entrarono nella casa;

una
sijid

cassetta, la
li
ill

trovarono piena di api die ne uscirono e

punsero.

Quasi sempre nelle vicinanze
alberi,
si

di
si

ogni

campagna crescono

ed ovunque
press" a

vede un
sicuri

boschetto nel Marocco,

pu5 esser

poco

che ricinge la tomba

d'

un santo. Quegli
d'

alberi sono

considerati sacrl, e nessuno potrebbe danneggiarli im-

punemente. Mi hanno raccontato

un uomo

il

quale,

per aver tagliato un bastone d'un albero simile, fu ad

I

|18]

EDWARD WE8TKRMARK
tratto

JM8
Sidii

1111

paralizzato.

Presso
c'

la

ca»a antica di

«1-I5u8ni in Beiii

yiu

e

un grande
al

ulivo, sotto cui

U

dBanto soleva sedere.

Una

volta qualcuno ne 8tacc6 un

rauio clie diede a mangiare

suo bue,

ma

Taniniale

oe mori. lo stesso sono stato seduto sotto queir albero, invitato a farlo dal rnio amico, nipote del gran saoto, ma gli abitanti del villaggio, sebbene non vogliano niifjcbiarsi
in

quel

die

fa

il

loro

prediletto^

trovarono

ficonsiderato accordare

un

tale privilegio

ad un miscre-

dente. Perfino le pietre della casa rovinata sono talm,

e se quakheduno

le

usasse per la t'abbricazione d'una
vil-

casa, questa cascherebbe senza dubbio. Nello stesso

laggio h un altro albero cbe non appartiene
del santo,

al recinto

ma

sotto

il

quale egli soleva sedere; ed anclie

quello e sacro.

Cresce suU' orlo della strada ed e un
i

non e permesso tagliarne rami, i quali pendono molto in basso. Fra Laraiche ed il villaggio el-Ijlamis, presso la Kobba di -Sidi el-I^iairi si trova un sacro sughero che il popolo suole baciare e su cui appendono strisce di panno. II tagliarne un lamoscello sarebbe un abominio. un I sadats e le zauiais del Marocco sono asili
grand' impiceio per
i

cavalcatori, poiclie

;

uomo die
qualunque

vi

si

rifugia sta sotto la protezione del sant<»,

sia

il

yuo

delitto.

Certe

case
il

sante

sono

consideiate cosi invioJabili cbe perfino
linquente e sicuro mentre
portarlo via, perclie
piuttosto

peg^iore de-

vi

rimane.

fc

pericolosissimo

il

santo

aam

il

suo vendicatore, o

si

sdegnera per la violaziono del santuario.

Ud uomo

cbe, contro la legge del paese,
si rit'ugi6

aveva impordi Lalla

tato uno scbioppo,

nella

tomba
il

Min-

nana a Laraiche. Ci6 nonostante
trasse tiiori e lo mise in prigione;

busha della citta lo
il

ma

colperole non

164
vi

SECTION

DU MONDE MUSULMAN
il

[14]

rimase raolto tempo, perche

santo, arrabbiato, lo

aiut6.

Tre giorni dopo, quando
il

il

custode gli dette la
e, mentre V opportunita di

minestra,
il

prigioniero gliela butt6 in faccia
pulivasi
il

carceriere

viso,

ti'0v6

scappare insieme con alcuni
ci6
il

altri delinquents.

Oltre a

basha fu cacciato via dalla citta poco dopo, nadi

turalmente ad istigazione
il

Lalla Minnana. Soltanto
ri-

capo della famiglia del santo pu6 allontanare un
e

fugiato dal luogo sacro,
violenza.

neppur

egli

pu6
il

farlo

con

A

richiesta del basha persuade
1'

delinquente

di lasciare

asilo,

promettendogli

il

suo aiuto perche

non sia troppo severa. Questo genere di protezione, mentre senza dubbio serve a fini umanitarj^ d' altra parte da origine a molti abusi. E specialraente
la punizionc

una causa
un mezzo

d' infinite

fastidio ai

mercanti

nazareni,

i

cui debitori, col ritirarsi alia zawia piu vicina, trovano
di differire
il

pagamento per qualunque duo d'

ra ta di tempo.

La
mente

santita

d'

un

sijid

una zawia non

e solaI'aiuto

del genere tabu. S' invoca iu
si

sommo grado

dei santi morti, la cui assistenza
differenti.

chiede in molti casi
santuari perche

Si portano malati
;

ai

loro

donne che desiderano un bambino vanno li per diventare incinte; e in tempo di siccita lunghe processioni di gente scalza e con la testa nuda ci vanno
siano guariti

per implorare
vere.

il

santo di pregare Iddio che faccia piole

Molte donne visitano
ci

case sanle per avere un

marito, e gli uomini

loro ricerche di tesori

che non ara bene,
dargli

lo

vanno per chiedere aiuto nelle nascosti. Se qualcuno ha un hue mena li promettendo al santo di

un mud

di orzo o di frumento, se vuol miglio-

rare la bestia.

[15]

EDWARD WK8TEBAIARK
mani vuote; candele od
i

!«&

Colui che ha qiialclie cosa da cliiedere non visita
il

santuario con

le

olio,

incenso

ed anche denari sono
tre

regali o va'da piu comuDi. 01al santo, se vuol esau-

a questo

si

ta la

promessa

dire l*invo(;azione, di sacrificargli

uq animale presso
II

il

santuario.

II

supplicante bacia

la porta e le pareti e

spesso la soglia dell a casa santa.

baciare la soglia
il

e d'obbligo in certi santuari. Queato e
tuiirio di
vi

caso del san-

Mulai

Idris perche,

come

si dice, il

suo schiavo

giace sotterra,
il

e

del

santuario di Mulai Ismain a
vi h

Meknes, perche
supplicante

suo cavallo

sepolto

sotto.

Nel
il
i

santuario di Mulai
bacia

Abd
la

es-Salam, che non ha porta,
Dappertutto, eccetto
stessa

finestra.

^ari casi in cui la

tomba

non e

accessibile,

si

baciano
la testa

le parti di essa sotto le quali si

suppone siano
co-

ed

i

piedi del santo; o, se la

tomba ha un

perchio, se ne baciano le parti correspondenti.

L' ani-

male, sia un bue, sia una pecora, sia una capra o an-

che un gallo,
c'

si

macella sulla soglia del santuario.

Non
of-

e nessun banchetto di sacrifizio, perche tutte

le

t'erte

sono prese dal mladdam del santuario, che cole distribuisce nella faraiglia del santo,

scienziosamente

e ottiene per se stesso una parte uguale a quella di

ogni

membro
ci

della famiglia.

Dico coscienziosamente,
piu che

perche
<»sar di

vorrebbe un
le

coiaggio
offerte

amrainistrar

d'un santo

umano per in modo disi
i

sonesto.
polli

Al santuario

di

Mulai Abd-el-Kader

portano
suoi ani-

bianchi ancora viventi, essendo questi

mali prediletti.

Le suppliche
giovedi,
il

ai

santi
il

si

fanno principalmente
il

il

venerdi ed

lunedi,
II

ventisei di

Ramadan

e neir aimiversario del santo.

venerdi alcuni musi-

186

SECTIOX DU

MONDE MUSULMAX
alia porta di ogni

[16]

ranti

vanno a suonare dinanzi
I

sijid

e zavia della citta.

santi principali e quelli le cui fa^

hanno tutti le loro feste annuel La mag'gior parte hanno la loro festa nel Muiud, ma non tutti. Cosi Sidi Ahmed el-Bernusi, la cni tomba si trova tuori di Fez, ha la sua festa cinque giorni prima di Ramadan, e Mulai Idris tre giorni avanti quel mese. Sidi Hsain, che e sepolto poche ore distante da Tangeri, ha la sua festa il giorno dopo quello in
miglie vivono ancora,
cui le pecore sono uccise
all' 'Id

el-Kebir.

II

santo pro^

tettore di Tangeri, Sidi
festa nel settimo giorno

Muhammed
dopo
i

el-Hag, ha la sua

il

natalizio del Profeta.
alia citta

AUora

gli abitanti di tutti

villaggi vicini

poi*tano un bove alia sua Kobba, e fanno musica e giuor

chi di polvere, e altrettanto fanno
quartiere. Gli animali
di che
il

i

cittadini

di

ogni

vengono

uccisi sulla soglia,

dopo

popolo entra nel santuario, bacia la tomba, e

recita versi del Corano.

Quando

tutti gli estranei

hanno
loro,

lasciato

il

luogo, la famiglia del santo prende gli anili

mali macellati e

distribuisce

fra ciascuno

di

D'un carattere piu privato
Sidi el-Husni el-Bakali,
II sette
il

e la festa

come

quella di

nonno
in

del niio

compagno,

del Mulud, parenti ed amici del santo e della
si

sua famiglia
loro buoi

radunano

casa sua, portando con
soglia della casa, e la

che uccidono

sulla

sera ne prendon la loro parte

Baciano anche la sono chiamati quaranta scrivani perche recitino il Corano a'mente, e lo leggono intero, ognuno recitandone
a vicenda un
sura.

mangiando tutti insieme, tomba come al solito. Nella notte

Ci6 dura

tin

verso le quattro di

mattina, quando ogni scrivano ottiene un onorario di

cinquanta centesimi, dopo

di

che

tutti se

ne vanno, e

(17)

EDWARD WESTER3IARK
<'

167

la testa
siinto,
t'atte
II

finiUi.

Le suppliche che
la

il

popolo rivolge al

mentre ne bacia

tomba. devono tutte easer

impercettibilmente, soltanto
si

movendo

le

labbra.
I

Corano invece

recita

sempre ad alta voce.
il

sup-

plicanti haiino la speranza che

santo voglia prepare
le pre-

Iddio di aiutarli, perchfe quando Dio ascolta
ghiere d'un santo vivente,

esaudira anche quelle di

una vhe
1

lia lasciato

la terra.
resultati benefici sola^

Mori per6 non traggono

anente dalle preghiere ai Sadats; anche W contatto ihateriale con

qualche cosa appart-enente
In ogni
ii/i</

al santwario

pu6

avere un

eflfetto salutare.
i

o zatWa

c*

efuiia

palla di ferro che

inalati
il

premono contro
doloi-e.

-quella parte

del corpb ove sent one

Si
si

prende un pb^ di

terra dalla

tomba
si

del santo e la

mette

in

un

sac»-

<5hettino che poi
'lata.

appende

al collo della

persoaa ma*dibaciare

Ci6

si

chisima. el-bar aka des-sijid; UsLtlo
la

la

tomba o

casa santa ritrae senza dubbio la sua

efficacia dal contatto delle labbra
cro.

con quel luogo sasi

L'acqua delle

fonti,

che generalmente

trovano

ad una casa santa, e sempre considerata piii o meno salubre. XjQ, s^^rgente del Marocco piii tamosa di tutte e quella di Mulai Ya'l^ub non lontano da Fez, la Gui acqua contiene dello zoltb, e che viene "usata per quali bagni da un gran numero di malati di sifilide,
vicino
i

i

varnio a quel santuario e riniangono

li

per qualche

tempo fincho
via.

il

santo non dica loro in sogno d' andar

Vicino alia casa santa di Mulai 'Abd es-Salam

sono due sorgenti, la cui acqua e calda neirinverno e
fredda
nell' estate.

Le donne che non hanno
e gli

tigli "di*

•ventano incinte se ne bevono,
-frono di sitilide

uomini che so^
di

possono liberarsi dalla malattia, se
'

-'/r

Ogni scolaro desidera di avere da uno degli alberi di Mulai Abd. convinto che quello gli portera fortuna negli afTari.168 SECTION DU MOXDE MUSULMAN [18] lavano con quell' acqua. nel distrettx) di Beni Hozmar. si trova qualche volta nella vicinanza i sijid o d' una zairia un albero effetto benefico. e queste sono messe li da uomini e donne che hanno qualche desiderio. hanno un il Cosi suUa terra che c' apparteneva a Sidi el-Husni non sacro e solamente I'ulivo quale e di la tahii. al tempo stesso che sono alberi quali non d'un si tagliano. vidi una sorgente in una cava. ma ci il ha un potere benefico miracoloso. esSalam un hannasha. ma un cespuglio da cui chiun- que passa scello per andare alia fiera toglie un ramo- e lo mette nel suo sacco. ma r acqua non and6 piii oltre di Busemlal. ci E interessante i notare come. Presso la tomba di Mulai 'Abd es-Salam cresce un sono anclie alberi cui legno grande albero dal quale nessuno oserebbe staccare neppure una foglia . presso Tetuan. Nel villaggio Busemlal. Si vedono spesso pendenti dai rami di quegli alberi strisce di panno. Gli 1' 'afarats (demoni) una volta provarono a condurre acqua di li ai cristiani. Oltre a possono esercitare un effetto benefico per mezzo del contatto. secondu il principio della magia simpatica. si non ha che a bevere di quell' acqua e sentira bene. Se uno nop ha appetite o se soffre di costipazione. specialmente da malati che cosi spe- I . se son rotti. cui rami. e mi fu detto che quell' acqua veniva dalla montagna di Mulai 'Abd es-Salam distante un giorno si di cammino. cioe una bacchettina di cui i bambini si servono per cancellare difficili sulle loro tavolette le parole che trovano sele nella a ricordarsi per cosi ficcarcio gli alberi tabti memoria.

d'incenso o di poUi che 8*ucci- dono nella hamma mentre si chiede qualche favore. le 169 rano ora Ora portano le strisce con se da casa. e . il quale ha un santuario. sijid. e quelle e visitato da persone malate. A Laraiche c' e un sasso. va lava le mani ed piedi. vicino siste in E fatto di pietra. Qui si fanno di denari. ^ eretto sul post» ove di santo riposare.{19J EDWARD WESTEHMARK di guarire. madalle niera usata generalmente donne. come sacrifizt al santo Sidi Ben 'Abdullah. staccano dai vestimenti che haniio addosso. altra per il mezzo d'un soleva li. Ogni casa santa cam- pagna ha t)d la sua hamma^ cioe una cava fra in una roccia le uno spazio aperto due o tre sassi o qualche volta offerte: una stanzina fatta di pietre. A Sidi una hamma che apparteneva a 'Abdullah el-ya^. in prende un po' di terra da quel mette un sacchettino che porta intorno al coUo. di testa. II popolo anche vi uccide pecore o capre o galli. e con- due sfcanze senza tetto e separate V una dalla ruscello. . raa anche gVi per aver dato ci nomini il si vedono spesso con tjelaleb rotti loro tribute agli alberi sacri. il che impedira al resto Iia il della capigliatura di cadere. prega la hamma perche cosa fanno le le faccia trovare uno sposo e la stessa donne e anche gli uomini che desiderano figliuoli. il Se una donna il mal si il pulisce il capo e mette il sudiciume sotto la teb- sasso. si Se nou Hono alberi si vicino al lega la striscia ad una canna che in mette nella hamma d'un santo. sul quale il santo era solito sedere. di candele. a Tetunn. si Se una ragazza desidera i maritarsi. che le togliera dolore. e la bre. Busemlal vidi al villaggio. zav'ia. padre di Lalla Minnana. Se uno ha liiogo. Le donne che perdono i cjipelli vanno la e mettono alcuni dei capelli caduti sotto il sasso.

II mkaddam di Sidi elI^lairi guarisce malati.. 9i>9So p. Le person© buone posflono passare per buco nel si sasso. ma i cattivi caseano Non sono teuenti per6 soltanto le cose inanimate appar- ad un santuario che posseggono il questa forza di fare miracoli. quando rimane a la porta. si il e che il popolo suole Queato manda nei villaggi vicini con addosso una cesta che di grano. lo fanno riaprire. II col leggere versi del si Corano. sasso di quelli clie maledicono le loro madri. e pu6 predire se un liomo ricuperera la salute o se morra. ma se uno che di la. II mkacklu7n di molte case sante e barakd: come Mulai Idris. I qiiando apre. quale e baraka. Nel fiume appartenente al reeinto di Sidi Heddi si ti*ova pure una specie di pesci chei son sacri. I haddair or Iv cihdpo co gli ^Sa . Sidi el-Hairi e Sidi Heddi. 170 SEl^TION DU MONDE MUSULMAN f2(J] Vicino alia casa siinta di Mulai iin Abd e8-Salam il si trova sasso die si chiama il /jat/ara del jnsa/jaf. e il popolo em- pie di pane e cavallo. vi porta poi queste provvisioni con se. ritornando al san- tuario. giti sul sasso. Egli solo pu6 visitare la tomba. quattr' occhi con lui. il ha maledetto sua madre SH984> si prova a passare firrche chiude ed egli i vi rimane gli scrivani. se egli rifiuta di farlo. e le buoni vi riescono senza toccare la pietra.iange donne dicono: « AUak unualli \ileika ja irisul UUah»i G' e un altro sasso attraverso il quale la gente si prova a spiccare un salto. II mkaddam di Sidi Heddi Questo e caso dei santuari di grandi santi i lia anclie la reputazione di poter predire avvenimenti si futuri. di Sidi il questi guarisce malato muore. dopo aver chiuso Se benedice e tocca un malato. e crede che parli col santo. Al santuario il Heddi c'e anche un cavallo. baciare.

Ceiii santi guariHCono V insania come Sidi 'Ali Ben ^arazam. come. Lo stesso santo benedice anche il cibo. mentre ci si rivolge a Sidi Hammed Musa e Sidi Ali Ben Nasar quando si va a caccia o a fare alle fucilate. ventar padri i i nete d' argento nel mare. Quando i il tVumeuto il o r orzo e maturo. per Mbarak Ben 'Omrau . e la fanno anche macellari. e perche lo taccia vender bene. la cui tomba non e lontana da Marake:>b maghi col dar loro hekma. o si pe» scatori ed danno denari invece al santo di peace il e carne. denari vadano nella sua oassetta. Sidi iiella i i yinfm. El-cdjbasia da perclie benedica una parte. e hi" vocato per un certo scopo e da una cei*ta clasHe di gente> Ci 8ono santi special i per scacciare esempio. vicino ad Azeila. popolo deve dame un mud a i Sidi Bel 'Abbas per poveri. Sidi 'Abd Ullah Ben Hasain. Quei stti offei*ta si cliiama el-abbasia. Mulai 'Abd el-Kader e il santodei viaggiatori come pure dei ciechi che lo invocana quando chiedono I'elemosina. e Sidi 'Abd er-Ral.iman Ben Jitu. vicinc* a Tan^eri. Sidi el-'Arbi. Generalmente parlando. Altri ban no una grande reputazione per poter muffahedin o la sifilide aiutare le donne ad avere figliuoli. Sidi Bel 'Abbas e il santo dei commercianti. nella tribii del Fab*?. invocando Sidi e si crede che i Bel 'Abbas.(21) EDWARD WE8TERMABK 171 avanzi dei loro pasti. Mulai Abd es-Salam cibo di cui ottiene . Quando il mare e aiuta pellegrini die vanuo alia Mecca buttano moagitato. in Angora. e gli uomini a di- come Mulai 'Abd es-Salam. e nessuno penserebbe mai di prendere o di far male a quei pesci. vicino a Laraiche la t'ebbre tribii del Sa).iel ultri medicanu come come Mulai Y'akub. prima di portarlo a casa. Un santo generahnente ha la sua specialita.

Se uno desidera di darsi a questo mestiere. il gran santo clie aiuta perfino i banditi di protessione. prima di vanno vapore al siio sijid clie a chiedere la sua assistenza. Mulai 'Abd el-Kader . i [22] h il venditori di dolci invocano sempre Mulai gallo Idris.. fa un viaggio alia casa santa di Mulai 'Abd es-Salam. comprano un bue la e I'uccidono presso santuario. Sidi tomba di Sidi Muhammed il el- Hag. clie sono tante nel Marocco. dopo il qual tempo i loro parenti ed amici presto. i quali. ma non esclusii vamente e. ha il suo santo. quale citta si celebra il 1' anniversario con una Ogni si ha suo santo protettore. del festa. vanno li alia Mecca. Divide per6 quest' ultimo onore con Mulai 'Abd es-Salam. Ciascuna delle congregazioni religiose o semireligiose. Pure raalfattori ed rei invocano visto. come abbiamo lui nel santo dei mentitori i ascolta chiunque lo invoca. La circoncisione si fa quasi sempre. e li portano alle loro case ove prima non possono entrare. con il speranza clie quest' atto fara arrivare vapore piu quando ritornano dalla Mecca vanno al giardino appartenente al sijid e vi rimangono tre giorni e tre notti. uni- e ogni villaggio. Qualche volta alcuni villaggi I m . 172 SECTION DU MONDE MUSULMAN santo dei lettori del Corano. quindi ladri spesso si rivolgono a momento stesso del loro delitto. colla bandiera e con la musica. e quelli die vorrebbero iin essere giocatori di gimberi alia il menano una capra od Habib. E vanno a prenderli. € se il portera alia Mecca il e in litardo. e santo anche dei pellegrini clie partire. il i santi. cosi anche ogni tribu. nei santuari di Mulai i 'Abd el-Kader. e gli e si dice clie fa lo stesso un toro quando vuole abbandonare ofifre quella sua professione. santo protettore di Tangeri.

Sidi 'Ali Hu- Minnana. Ci sono piazze. protettore il ha sempre la sua tomba dentro i il distretto quale si crede die egli protegga. Dio delil r Islamismo e troppo lontano daH'uomo ordinario. montagne e fiumi die banno loro santi protettori. Sidi Ben 'Aisa. Mnlai Idris. S'eidi . se consideriamo che la ree protessata sopratutto monoteista. e questo pro- pu6 essere di il Ciiso anche di molte tribii. Sidi MOgdur. zatriats. II siinto tettore di Tangeri e Sidi Mubamnied el-Ha^. Lalla 11 ^anam santo protettore di tntto il Marocco e 11 Mulai santo Idris die introdusse V Islamismo nel paese. qtiello di Alcazar. e percib rivolge ad un santo. quello Tetuan. Sidi . quello di ^logador. e superiore agli altri. Sidi i^ePAbbas. le invocazioni speciali sono tatte mentre ci si avvicina a Bio soltanto con atti di devozione regolati e con versi del Corano. L' intero i paese e pieno di sadats e lor(i e il popolo invoca II santi in tutte le situazioni della vita. si quale ha bisogno d'un intercessore. Una cosa caratteristica per lui fe che non si sia mai ammogliato. Un suo santo per6 e riconosciuto per titolo e el-Kutb. Ma non d sono relazioni stabilite fra un santo ed un altro. Tutte ai santi. quello di Meknes. La riverenza che Mori hanno per loro santi e estrema. bendie la reputazione in cui sono tenuti possa va- riare indefinitamente. il questa di- Marocco a Mulai 'Abd el-Kader.(23] EDWAUD WESTERJURK d' 173 scono nella venerazione uno stesso santo. quello di Fez. quello di Laraiche. ed il posto die occupano nella coscienza di gnita si attribuisce nel i i questo popolo ligione ci maraviglia. Ci sono intatti molti Mori che piuttosto si farebbero spergiuri . ecc. quello di Marakesh.

che si chiamano Ulad Ben Shmerru sewa e che sono rinchiusi in uno stesso santuario. si rivolgono il anche i Mori. Di Sidi pio. trovan le lattia visitano le loro tombe. E dopo i Mori credevano sempre nei sette fratelli ebrei. Alcuni Mori allora pOrtarono candele ed olio alle tombe per rabbonire i santi adirati e promisero di farlo il an- che per I'avvenire se la terza notte malato guariva. offrono volentieri ai santi candele od oHo.174 SECTION DU MONDE MUSULMAX [24] davanti a Dio cbe davanti al santo Sidi Nasar. Al santo ebreo. i Mhammed Sherif in Laraicbe. e Ebrei che era Ebreo. tutti fratelli. que- caso anche del Rabbi Diuan che fu sepolto a In Saffi si tombe di sette santi -ebrei. e la cni sione diversa dalla loro. posto li con sua La mattina seguente trovo paralizzato. I Mori dicono che a loro non importa suo sijid se gli Ebrei I'invocano e frequentano al santo stesso il — pare die come i non importi rivolgono a — e credono che aiuti gli ^brei se II iiltri essi si lui. e in caso di maTetiian. negli resti paesi maomettani. e tanto questi quanti quelli visitano la sua ti>mba. Questi ebbe un sogno e fu guarito. Ci sono an-che dei santi su cui se la pretendono e gli Ebrei e i Mori. La causa il di le questa fede e che un Moro una notte dormi presso e insudici6 lo si tombe la dei sette santi ebrei oriua. culto dei santi otfre nei Marocco. Quando i Mori pEissano davanti a quel hiogo. per esemgli Mori dicono che era un Moro. Rabbi 'Omraii che guarisce specialmente le tomba sto e e a Tangeri. Hammed Ben La fede nei sauti e tanto grande che alcnni sono invocati anche da quelli che aderiscono ad una confesmalattie di petto. un interesse speciale per .

il che e consi- derate teto . cioe « padrone di due tom}>er Santi simili sono. le oui tombe facilmente possono essere trasmesse da un posto ad un altro. del santo. Si schetti intorno alle tombe dei santi esistenza continua alia pu6 anche pensare che bodebbano la loro paura superstiziosa che il poquale e o si polo sente li. 8econdo la cre- denza popolare quegli oggetti .1 1 25 EDWAHI) WiiHTKH3IAKK lib dolia religione premaomettana die tatto ivi si nascoudono. albori e sacri boiio fenomeni ordinari nella vicinanza delle tombe dei santi.be. ma piuttosto uirantico culto della natura. santo ha trasferito la sua santita su ma 6 probabilissimo che la cosa in i molti casi sia diversa. Sidi 'Abd er-Ral. Abbiamo veduto come specialmeiite in il sorgenti. il suppone essere di sepolto come spiegare 1' appaiire costante sorgenti presso le tombe dei santi? I fatti che ho raccolti nel Marocco aumentano verosimiglianza il Ma la dell'opinione del professore Goldziher in che luogo — alnieno molti casi — sia state sacro vi in origin^.i- man Ben 'A^iba che un'altra nella tribii ha una tomba in Aurora ed Agmara. e che la fantasia popolare abbia poi tra- tomba d' un santo. campagna. Cosi puo aocadere olie uno pmesso la -stesso santo sia sepolto in due luoghi. anticlii Penso qui non tanto al che di gli Arabi credevano certe persone capaci possono vedere le tare niiracoli. esempio. » di come un miracolo del jsanto e gli dk TepiMula Kabrain. Della tendcnza che ha il la fantasia popolare di connettere ricordo di pei*8one sante n certi oggetti della natura. abbiamo un bel^ . Una gran parte dei santi aiiorti del Marocco sono persone piu o meno mitiche. del quale anoora HI tracce nell' adorazione dei santi siissi niorti.

cioe frequentate da jjinun. diventa Pare che sore del tjin il santo in molti casi sia stato succesil e il luogo rimane tabu anche dopo che il santo se n'e impadronito. a Bagdad. questa credenza e d'un'im- portanza grandissima nella vita dei Marocchini. sersi vono di rifugio ad un potente sultano di jjinun che lascia placare di fjinun da preghiere e da oflerte. Lalla Mira. tomba trova Marocco esistono alberi miracolosi i quali non crescono vicino alle tombe dei santi. Lalla Rkeja. Siffatti sultani sono numerosi. Sidi Busebba. essendo queste mishinin. Oggidi esistono ed quali ancora molti luoglii a cui i Marocchini portano i candele. sassi ecc. se non che santo forse ha apparte- dato a certi oggetti come alberi. Shum Harush e suo figlio es-Sultan el-Khal. sotto di il siilla spiag- tiiori di quale si dice esser sepolto stesso uno dei figli Noe e che al tempo la cui serve di si hamma a Mulai 'Abd el-Kader. incenso ed altri piccoli doni. e un resto e paganesimo arabo. Sidi Boknadel. curo di quest' ultima trasformazione. ecc. il la fantasia. Lalla Mai- muna. e tombe di sapti a cui e pericoloso accostarsi poi da notare che nel Ce dopo I'imbrunire. per dare alia parola del il plurale marocchino. Sidi Maimun. e posso nominare Sidi Hammu e suo figlio Sidi Hammuda. I . una forza miracolosa che prima non sempre possedevano. Quasi tutte le sorgenti del Marocco sono miskunin.176 SECTION DU MONDE MUSULMAN in [26] r esempio gia un sasso piatto e quadrilungo Tangeri. e ogni luogo che per il suo aspetto straordinario mette in movimento facilmente un rifugio di jjinun. Sappiamo che la credenza in /jinun. sacri. Non sono per6 perfettamente sinenti al posto. Sidi Musa.

M . santi.1 [27 EDWARD WESTERMABK Le opinion! Rono per6 di questi 177 divise riguardo alia vera di loro natura di enti mitici. spero di potere. Que- sta connessione e principalmente di qualitit locale. — 'Tamt HI. e prossimamente. mediante insienie collo sceriffo 'Abd reli- es-Salam. finora quasi perfettamente sconosciuta. come pure di scoriguardo alia religione ordinaria della razza berbera. qiiesto oggetto sempre le la cosa piii importante. Alcuni sono non rado tenuti per f/intin fe Una tale contusione tra santi la veroBimi- e di grande interesse e aumeiita gliaiiza deiripotesi delJa connessione tra di loro. AeUt du XW** Oongrit 4— OrinUmH$t**. coinpletare prire qualche cosa miei studi sui resti della gione premaomettana del Marocco. Sia clie si creda nn saiito o iin f/inn colui cbe ha dato il carattere soprannaturale ad o un o^getto. In avvenire. •Edward Westermark. Cosi tanto nel culto dei santi quanto nella t'ede in f/inun si possono tro- vare orme d'un antico viaggi continuati i culto della natura.

.

277 etc. vi i riscontrammo delle coUe lingue bantu * e nostri risultati furono bene aocolti anclie spinti da Georg von der Gabelentz. Cenni di glottologia bantu. 1891 p. e ' La lunghezza il del lavoro e la necesbit^ di aver pronto il pr»- sente volume per Congresso di Amburgo. Methoden und bitherif«n Ergebnisse. ' Die Sprachwiatentchaft. Torino. F. 1889. ihre AufgeU>en." SULLA STRUTTURA DELLA LINGUA IN BASE '^ EVfi A DIRETTE 0S8EHVAZI0NI A) NOZIONI GENERALI B 8T0BIC0-C0MPARAT1VE * § 1. il Compilatore ad accoglieme ' la sola G.) : € Dag«gen A MUhe (Leggi G. Ragione del nostra studio. .) in den De Gregorio {Cenni di gloHologia bantu. studiando rorganismo e lessico delle lingue di il a nord-ovest e a ovest del Golfo affiDita Guinea. 0. » . Bibliografia. De Gregorio. costrinse parte generale. Parecchi amii addietro. Loesoher. Leipzig. ^ Naturale dunque che fossimo nostre a estendere le indagini ad altre lingue di quella regione. mit Uiehter Sprachen der nordweatlich und westUch von Oolfe eon Gui- nea toohnenden Wiflker unverkennbare Spuren einer bantuitehem Verwandttchaft nac?ig«wie»en. hat Weigel Nachfolger.

ci ci r 8° grado di latitudine sulla al- quanto incerti possibilita sua opinione e fa supporre che la esclusione non provenga da d' istituire altro. Pott. tanto piu die Lepsius. 1803. Fer- nando. C. Ill. 126-134. London. f. afrikan. 2. considerandola come una bantu solo delle Mischernegersprachen^ e lasciando tra le le sei lingue seguenti: Herero. unit einl. 161-188. tracciandone un disegno linguistico magistrale. che dalla im- paralleli con una lingua poco dottamente I'Eve nota aH'autore. J. allg. I. 1880 (Cfr. p. p. Christaller. Nella sua classica glielrao Grammatica comparativa. nota lascia che. '^ I pp. Holder 1876-77. 249 segg. ' W. Pongue. col Vero e che Ga. ^ * Standart Alphabet. London. Wien. Bd. Ciccana. Zeitschr. f. V. uher die Volker und Sprachen Afrikas. A comparative Grammar of South. Sprachen ». Bleck. per es. \ . questo dominio giunge sino settentrionale. rOdschi Fr. 1' benche in altra In quest' ultima sembra bene avere rigettato della lingua idea della connessione Eve colla famiglia bantu. Bleck i ^ non considera della Ma quando. nel tracciare limiti famiglia bantu. Die VoUa-Sprachengruppe in «Butt- ner's ZeiUchr. ' Nubische Grammatik Berlin. posteriore ^ (Ife) » tra le « Ori- venisse a risultati diversi. pp. in una molto nota opera/ ascriveva 1' Eve ginal or South African languages. Miiller* riuniva e il Yoruba. p. dalla parte dell' interne. 1862. Lo citiamo con « Bleck ». * Grundriss der Sprachwissenschaft. Caffro. e che queste lingue ormai ven- gono considerate come costituenti uno speciale gruppo. 307. Trubner. B.African Languages. Suaheli. Sprachic. GuI'Eve.18<) SECTION LANGUES DE L'APRIQUE [2] principalmente all'Ev^. Zur Litteratur der Sprachenkunde Africas in Intei-n.).

I'Avatime e 1' il Wolol) senza per6 far figurare queste lingue. op. p. 8. « che per6 rientra nella grande categoria negro » Tuttavia Fr. pill cio6 a nord del del 5° parallel o settentrionale. Torrend. GIACOMO DE GRE(*ORIO » ^ . : Torrend.* I limiti settentrionali del dominio bantu. London. 181 dettc) « gruppo del Volta. Miiller non sembra avere esclufto che possano rintracciarsi dei caratteri di bantuismo anche neirEve. and further to the west. egli lingue bantu. e nella classificazione provvisoria delle bantu. Trtibner. E per parecchie altre lingua nord-occidentali ^ stata riconosciuta questa possibility oltre che dal precitato von der Gabelentz. menziona I'lbo. bilita. ' 203 segg. Pure. Torrend A I. J. A comparative Grammar of South-African Bantu languages. di Porrend ammette" che parecchie lingue della costa Guinea. Torrend. autore della ipiii completa e recente Grammatica sud-africana. London. . Dal lato di nord-ovest essi non si spingerebbero piu a nord della foce del fiume Old Kalabar. special* mente ' stabilite all'ovest. non in tutti i punti corrispondono con quelli dati da Bleck. di Sierra Leone e persino colle Senegambia presentino qualche relazione Fra queste. della Basso Niger. cU.. cit. Robert Needham Cust. the other black tribes in the north west to Bantu . additati da costui. 1883. Sketch of the modem language of the Africa.T. 245. tanto che le designa col norne di semibantv. da lui sta- afferma che la scienza filologica non sia la esatta ha ancora deterniinato quale colle relsizione bantu di parecchie lingue di tribii negre. Infine egli Ev6. Kegan Trench. 698. NN. 830. 1891.[3] M. anche da J. on the Niger. Philological soienoe has not yet determined what is the exact relation of the languages of ». p. xvii. xvii « There are some Banta enolaves in the Soudan. » * Trtibner. op.

e sara riconosciuta da tutti. che per fortuna conosce abbastanza d'inglese. Abbiamo ripetergli le poi controUato le sue indicazioni. Che se lo stesso riuscisse a determinare di un modo sicuro qualche affinita tra I'Eve e Ola. ove accada. in Parigi. Si chiama con digene. Ma. come per preziosa ^ in qnella presentata nell'XI congresso internazionale degli Orientalist!. famiglia sud-africana. la opportunita della nostra ricerca rimane dimostrata. fermatasi a Pa- lermo nel febbraio e marzo del 1899. * Lo citiamo con « Br. I . anche per questo rispetto. 63 e sqq. p. ». diretta da Albert Urbach. che * Rapport 8ur les langues africaines. vare I'Eve escluso dalla rassegne sulle lingne africane.). II nostro indicatore principale e stato il capo di quegl' indigeni. Hoffi Nayu. Paris. Klein Popo. con nome ^ in- nome inglese J. un moro molto intelligente. die altri trae da fonti aliene. Bruce ed 6 native del Piccolo Popo ('Little Popo. d'altro lato. Noi vivi ci siamo esclusivamente fondati sopra materiali che abbiamo potuto raccogliere direttamente dagli indigeni del Togo facienti parte di una carovana di un 60 persone. perche le nostre indagini sieno state possibili. i fatti riguardanti la grammatica e il lessico. C. in « Actes du onzi^me Con(5'°% 6"°" et 7"-' sec- gr68 international des orientalistes.. la sua importanza diverrebbe poco discutibile. * Anexo). II lavoro poi si propone anche di rivagliare qua e la. 1897 tions. da Rene Basset.182 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE [4] Dopo ci6 non ci reca nessuna maraviglia di trofamiglia bantu nelle recenti es. sia con stesse domande dopo molti giorni.

Abdruck aux Sprachen. sia della stessa region e del Togo. per una missione evangelica. ritardo nel consultare queste opere perclife il non fe stato dannoso. . e cio6 "* quelle di Schlegel. modestamente avverte. Vi si trova una interessante raccolta di proverbi (pastesso gine 121-148) e di fa vole popolari (pp. ' ». Spemann. comm. 1866. Schliisiiel zur Sprache. in nebst 8prichwH\ a. Schl. ^ Prietze. il 26 agosto. mit Wortertamtn. GIACOMO DE GBEGORIO con interrogare 188 altri indigeni gliele avevamo fatte. di nella Corte degli Schiavi. perch^ 8ul soggetto. e primo perche fondato sopra materiali raccolti in Africa. Ernst Henrici Dr. IfI Jahrg. La prefazione e datata. Bremen ' bei W. 1867. Solo dope che la carovana laHciava Palermo. Forma il VI vol. f. 148-160). afrik. merita ogni oonsiderazione. Neurici. Lo citiamo oon « Henr. W. 1891.^ H. che « das Biichlein will und kann keine gramraatik sein ». citiamo con < Pr.Mundart mit Olossar und finer Karte der Sklavenkilste. ». Lo oitiamo con « Schl. cu- rammo II di procurarci le opere speciali ^ suU'Ev^. senza aiuto nessuna opera a stampa sul soggetto. Phil. oceanische 47~64.und Dahome. e Ewe un * J. nostro lavoro si ^ cosi potuto corn- piere senza preconcetti di sorta. ma 1' opera fti compilata circa due anni prima di quest' epoca. Valelt & Co). dtti Seminario dei Missionari evangelioi.. Schlegel. geiat in « n. da Keta.. sebbene la parte dedicata alia grammatica vi sia considerevole (pp.. 1-2 Ij. Lo Znttehr. fabeln der Eingebomen (Stuttgart. Beitrdge zur Erforschung von Sprache Mnd Vofk*^ der Togo KoUmie (Separat. II 11 libro di Schl. e senza il veicolo intellettuale di una lingua europea conosciuta dagl' indigeni. Stuttgart libri scolastici del & Berlin. /. Kudolf Prietze. luogo marittimo a est della foce dell'Amu (Volta). Lehrbuch der Ephe'Spraehe (ewe) Anlo-. ». Anecho. B.(5] M..

terale e libera. o possano essere stati apprez- diversamente di di come a noi il e accaduto di fare. che noi ci propo- nevamo. che coll'indice delle voci tedesche costituisce la parte principale (pp. 177-268) assorbe grosso del volume. del e pratica per le scuole missio- Darie riesce T opera di Henr. II ricco materiale sintattico. si potuto avere dalla dopo che il nostro lavoro era quasi ultimate. zati Ed e poi ben naturale. noi genannt servito J. come dichiara I'autore medesimo (p. XIX) che pure a BL. che facilmente occorrono nel il discorso parlato. L' indole stessa del libro esplude dunque le indagini comparative. che offrono Henrici 1 . bensi da quelle del folklore. ha come tale. quali quelle. Essa mira. Neppure memoria di mira ad illustrare rEv6 dal lato glottologico. e infine anche a causa del cor- una minuta carta geografica. che abbiamo cortesia dell' autore. del capo della fonda sulla lingua costitui- carovana del Togo.. accompagnati dalla traduzione letAnche questa memoria. delle parabola e ben 117 proverbi. Bruce la » (Henr. IX) all'esercizio della lingua. Anche piu comoda recente. a causa della sua data piu metodo piu semplice di e sicuro. che ha. C. Contiene infatti degli squarci mitologici.184 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE [6] glossario del dialetto Aiilo. che pure sce la nostra fonte precipua. sia appunto lo stesso Hauptlich. che certi fatti possano essere sfuggiti ad Henr. Mentre 1' « Abriss der Grammatik » occupa ben poche pagine (99) 1' « Uebungsbuch » (pagine 41-176). 161-328). Degno nota e anche ci6 che fonts precipuo a cui « attinge Henr. Nayo. che ha annessa una abbondante raccolta redo. (pp. di frasi e proposizioni. della esattezza e nitidezza dell' edizione.

che noi abbiamo consultato.s nfe z. Miiller. che qua e la son voce ' citati dal Miiller. Cosl noi non triamo nessun suond simile a . E giovi die il inateriale sul quale soltanto ubbiamo tbndato le indagini. non a-w'u-nu.[7] M. non a-u'e.. esfttto schizzo glottologico di Fr. ci obblighera a ridurre la nostra piccola rao- colta di di ofiTrire. Ad nitive. landslord ' '. oltre « che » iiyide anclie si assideke. e noi suirAnedio. eseguite diret- tamente nella lingua parlata. in esse la concordanza rispetto dei caratteri della famiglia bantu. proviene da nostre raccolte. frasi e proposizioiii . sebbene non c' impedira un giorno. Lo niente. forme grammaticali non ci risultaj i*a- che il rEv6 non distingua nei nomi se non ramente plurale dal singolare. Esso rappresenta un suono molto piu raro di quanto parrebbe dasegno ir' tradisce gli esempi. poiche trovianio co- . non ar-w*e-to'. la tc'e. J. die forse provengono da cib che egli a ionda sul riscon- dialetto di Het'a.. viene profferita coUa iniziale sorda dai nativi. una piccola inesattezza. tale 5 in a-/e-to 'pro- prietario. GflACOMO DE GRBGORIO 186 e Prietze. alle Riguardo per es. « nove dice Ev6 . ossia ' Tale 6 pure il suono die e in a-/e casa '. tale anche in a-f^u-nu spiaggia '. e es. utilizzare lavoro di Schl. ai lettori alcuni piCi esempi di costni* che e uno poi avver- zioni. cioe con / labio-labiale. tire. die iiivece figustati intro> si rano nel detto sdiizzo. atte a far rilevare particolamiente se esista ai prefissi. che funge da particella di ge' ' che vale suo di lui '. die per presenta in qualclie punto delle incersi tezze. necessariail pu6 solo die sia. e che forse saranno dotti per contusione in con c. non per6 mai Parimenti il asieke mano dice assi non mai asi. Per es. t\ .

* libri di let- dobbiamo rimandare ai cenni datine da Basset nella memoria ^ precitata da Henr. Ma ogni lingua Op. dizionari. Ma noi. resterebbe a vedere dialetti della nostra lingua impieghino proprio lo questa . Qualche altra diversita nei risultati non viene. clie del resto e fondato sui dati di Schlegel. in Zeitschr. * ' Die Sprachen des I. resterebbe a fare la scelta tra le varie forme. nel caso ne- gativo. 186 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE la [8] munissima formazione mediante il suffisso o. ocean. ci siamo attennti alle osservazioni diretta- mente Togo. I . Sprachen. suir Eve e i suoi dialetti. ad e infirmare I'ottimo schizzo lingaistico di Miiller. Op.. istituite sulla lingua attuale degli indigeni del Qiianto alle pubblicazioni. I Jahrg. tura. f. ^ e principalmente da Christaller. traduzioni della § 2. 7. non e e dipende dal criterio cLe adotta per denominare le lingue oriental] Dato anche che neir uso di resta se i tutti gli autori si (il accordassero unico alfabeto fonologico che tuttavia un desideratum per della scienza). 65. p. u.. La scelta del nome da dare facile. come naturale. 8. certamente. Togogebiets. d' indole semplicemente filologica. pp. di cui ci si occupiamo. 7. Bibbia). europea traduce le denominazioni ' cit. alia lingua. 56. stesso vocabolo designar e. afr. 6. p.. e alle pubblica- zioni o opere manoscritte in Eve (favole. H. Considerazioni sul nome della lingua. cit.

sebbene che w abbia inglese valore nel tedesco. ne«suno ne ha parlato di proposito. . Ma mente la dichiarare. eoue ed er^. si e adottata produce questa questa via s' denominazione. costretti di cui Appunto per ci6 gli autori francesi sono amraettere una duplice forma. fatta astrazione dalla ficata. inglesi e tedeschi. si ad Tuna accosta alia pronunzia inglese. seppure qualclie italiano ha prima di noi menzionato questa lingua. Lepsius e Mttller adottano tale forma. una grafia che riPur troppo per6 per incontra lo scoglio della varieta degli al- fabeti scientifici e dei var! critert di trascrizione. Cosl * tradurre in altri autori. coi segni che possano rappre- sentarli quasi approssimativamente. Ed e pur necessario far noto. nei raoderni libri tedeschi. inglese.. Tale qnestione. e si quando tratti di 8uoni special!. forma 6ghe. che resta poco giusti- Con form emente. GIACOMO DE OBEOOBIO 187 delle lingiie noii lett^rarie colla propria grafia. e anzi stabilire ev4. e necessario i noi italiani potremo scegliere tra ev6 ed eM^.t9] M. B. non riproduce esatta- denominazione indigena. non pu6 punto tralasciare. p. specie in quelli destinati alle Missioni. e I'altra alia tedesca. per quanto paia di poco conto. denominazione indigena. si J. oscilla tra ma Oust volendola ew^. cit. che. che ev^. Coai ' Op. 203. perche. eiM e azighS. Schlegel stabilisce la denominazione ev-'e^ procurando stessa rappresentare coU' alt'abeto di Lepsius la Fi*. trascurando lo spirito aspro sul to impiegano semplicemente consona iieir alfabeto la formula diverse etoe. che riesce il ai loro alfabeti nazionali. pronunziato come fanno piu degl' Italiani.

Christaller ist ^ espressamente afferma. biamo trovato che ew'e i Ora noi abnativi del I^ein Popo fanno difleit. mentre * Op. pur patrocinata da Christaller (senza poi dire di eohe). Tutte le altre volte per6 proffer! il suono sonoro. p. che ». * Die Sprachen des Togog. si storla produsse . Circa la vibrazione delle corde vocali. cbe per fenomeno mediano tratta di una continua esclusivamente labiale. mentre Henr. adopera Pr. da noi richiesto. Noi abbiamo fatto ripetere al nostro indicatore Br. 'due'. 2. qualifica p^ come una tenuis^ aspirata.. siano. renza tra ewS (pron.. 'sole\ nome della loro lingua. e riuscito di oonstatare. p. che col sistema di Lepsius. [10] avviene che Schl. il fonemeno nicht stimmhaft Si trattera dunque di varieta dialettali. in cui ne i denti. sia poco anche Henr. ed eve {v labio-dentale). ma si che questa differenza non dipende da abbia un suono sordo. afferma circa questo punto. 6.188 SECTION LANGUES DE L'AERIQUE ew'e.. che in ew'e Certo e poi. che ci6 che Schl. ne la lingua hanno punto gioco. ci6. cioe che si tratti di esatto. 4. i Ma noi ab- biamo r obbligo di far noti nostri risultati. adoperi ephe ed ep'e. molte volte in diversi giorni il nome della sua lingua e ci . 5. un sol giorno il nostro indicatore non e fu per6 quando. notava. che stabilisce per ogni singolo suono unico segno. zava a mostrarci la disposizione degli organi della bocca. o no. Cosi a noi e venuto il sospetto. Christaller ephe. cit. nell' atto di produrre il suono. n. il ci6 che del resto anche si Schl. 1 . Ma e « un « reine Hauch scliweigend ». non pu6 convenire la grafia ephe. ew'e. eue con ?/ semivocale. concordi con quelli degli altri autori.

Inoltre osserviamo. cio^ « also p oollo spirito aspro sovrapposto. che per i nomi di tutte le lin- gue senza proprio alfabeto e senza per plorevole miscela. specie quelli delle lingue africane. di un tnero 8oifio. che si una fricativa. possa rappresentare der Pvstelant Hchlechtin ». segni per6 non esistono in nessun i alfabeto dato pure die suoni da essi rappresentati possano sporadicamente esistere nelle lingue nostre. 15 atierma solo ohe il suo segno speciale.. |?. serie bero / e Tali letterario. p. II segno p' adottato da Henr. tratta. . ai nonii indigeni. vige tuttora una de- Accanto ropei. di questa V. Ma pur troppo linguistiche. nei traduzione della Bibbia ad uso dei Missionarl di di Brema. clie noi per6 abbiamo udito Honorizzato. ciascuno dei popoli eu- dominatori o colonizzatori. ed lia il vantaggio di essere anclie adottatu. ha creato dei nomi * Henr. di scientifico di uso univer- sarebbe il caso di appigliarvisi. nel corso deiropera. nella denominazione della lingua.J [11 M. e anzi ' diciamo. tutti gli alfabeti scientifici servono per un date ramo segni per le fricative e labio-labiale. da questo pnnto di vista pare piu conveniente. sareb- di studi glottologici. Se esistesse un alt'abeto sale. Ha per6 r inconveniente basarsi sopra la lettfera . letteratura. nel caso nostro. destinata accor- a rappresentare una esplosiva mentre tutti ci diamo nello stabilire. GIACOMO DE GBI-XiORIO 189 si tratta di iinico suono. o per date famiglie Secondo qnello sorda e di Techmer. per quanto libri di i*i- levasi dai titoli datine da Henr. i sonora.

II. in SECTION LANGUES DE L'AFEIQUE conlbrmita all' [12] indole della propria lingua. Secondo lui. specie poi per la grafia. Cosi la lingua parlata nel Yoruha o Yariba chiama appunto e Oku. es. a cui fa capo anche Cust. e in dipendenza di circostanze di varia si natura. indica confini piu si precisi. 248) avevamo adottato la forma eue.. il della il fricativa pu6 sembrare da posporsi ad ha sempre tr. ewe. e di accostarsi all' grandemente. anche per la preferenza. ohe ha annesso alia sua opera una dettagliata mappa. Milano. Secondo Schl. Ciui^ ingl. I'Eve stende dalla foce dell' Amu Ma sine a Kpandu in- ' In altra opera (De Gregorio. Lingae del Togo. a ovest dal fiume (o Volta (Amu). Uno gguardo alia tei-ra. ingl. 1886. p. eice. ora . se a chi crede suono ef^. noi italiani possiamo bene adottare deno- minazione sordo di eve.ci decidiamo per evS. la lingTia detta Tshi o Odschi in Europa. Invalso ormai questo dritto. 511). Gott. (Cfr. Chwee) dai nativi VAkra viene abusivo la al appellata Ga.. che a tale forma cominciano a dare Garollo. limitata a sud dall'Atlantico. per quanto sembri. con questi due nomi. ad est dal territorio del Yoruba riba). vantaggio di rappresentare a capello eve e il ted. p.190 speciali. Milano. mentre lata Cui il nome indigeno . p. I'Eve occupa una non grande regione della Guinea Settentrionale. viene appel(it. § 3. i nostri geografi. Glottologia. . Henr. Regione delVEve. ^ la quale. Vallardi. oltre che per le ragioni addotte qui nel teste. vol. Ya- a nord da confini non bene determinati. Hoepli.

e poi monti e ascritto tra' cosidetti Agome isolotti linguistici Henr. p. una certa indipendenza. e go. perche noi troviamo. TAvatime messo prima da Henr. in Zeitgchr. fiiime. Ev6 4 6 Adele ena id e—ne Or-to 8 9 e-ili nye iijieki fii—de Quest' ultima forma presenta nel secondo element© una consonanza nyeki e di ordine ideologico. NelU carta di Henr. 2 Adele. " Die Adelespvache im Togogebiet in Zeiischr. L'Ev6 e la principale delle lingue parlate nella regione del Togo ^ (da to. ad es. L' Eve ni-de h letteralmente otto (e-h%) uno {e-dde)\ parimente I'Adele : otto (nye) uno {eki). che e la settentrionale. p. a quanto pare. I. cit. * Christaller. pp. che presentano. Die Sprachen dea Togoij. Ivi esistono delle lingue sorelle dell' Eve e delle lingue. . spingendosi verso est.[13] M. 191 clusivamente. Le relazioni tra queste lingue meritano ulteriori studi. nel Gruppo del Volta. 2) della regione dell' Eve. ^ Christaller ha scritto una memoria speciale. si trova segnato invece Adeli. la quale da parecclii anni e sotto il protettorato della Oermania. cit. Notiamo di passaggio poche consonanze da noi av- vertite in alcuni nonii numerali. spiaggia). a oriente s'incontra col Yoruba. GIACOMO DE GB|XX)RIO li. in modo da comprendere il Dahome. di segue verso nord-est la oatena dei Akposo sino a incontrare VS" parallelo.. ma a p. come e messo pure da piii Cliristal- Sulla lingua Adele. 16-33.. 5 86f»::. ler.

etc. Miiller abbia stabilito un gruppo delle lingue sopra nominate e dell' Eve..) Nel 2° sottogruppo la lingua piu importante per la scienza. il h certo I'Ev^. e I'assoluto distacco in altre. Odschi). Ga. etc. dell' ' e che I'Acu si mostra il piu lontano parente Eve. pure crediamo op-. detto Guinea Settentrionale. che al gruppo linguistico. ascrive 3 sottogruppi 1.). quelle della Seneganibia occid. {Wolof^ Man- dingo. etc. ' Cfr. come bene osserva anche Ciui coi Mtiller dialetti nulla importando che ec. che rasenta la identita. a causa della sua fedelta lo al tipo originario. quelle del Volta {Tschi. 1874.: . 2. Rispetto al lessico ci6 che a noi ha recato molta maraviglia e il contrasto tra I'affinita. 192 SECTION I^ANGUES DE L'AERIQUE [14] § 4. Ibo. G. Christaller. I .) vart suoi di (Asanto. Parentela col Ga (Akra) e col Ciui (Tshi. si .. A. portiino avvertire. Per ispiegare Ciui e la prima. Dictionary engllsh Tshl-Akr^i. in certe parole. J. Basel. per es. sia parlato da circa 4 milioni uomini. Ephe. Sebbene Fr. Le nostre indagini su questo punto ci conducono alle stesse conclusion! di della Henr.) 3. che le diversita lessicali tra queste lingue sono notevolissime. potrebbero vi e supporre delle 1' vere infiltrazioni il ma non dubbio che Eve. lo Ga sieno lingue affini. quello del Niger (Yoruba. relazioni colVAcd (Yoruba).

che adotta u^o maomettano. mentre dello il Ga in genere sembra pociii avvicinarsi all' Eve piii Oini. ci Hono riuscite negative e anche poco noddisfacente ci ^ riuscito il confronto tra' nomi numerali. Solo numeri 3 . Actu t/M XH<** Congris lits OritiUmlutt*.sso akrun 10 eua edu nyorima . tratti dai nostri spogli. - Tuw« U . A oil 1 Evt e-dde e-ve e-to e-7ie CiDi e ko Ga eko eici V 2 3 eji e nu enu ete eta e 5^ 4 6 6 7 e/ri a ndh edfe anu efa dje V a-to Or-de anum asia entniw ekpa da-dre e-ni ni-de t.[15] M. sebbene anche il Miiller lo istituiBca.—iio as6n aiyo kpa no 8 9 ejo kpanyo nalin (i. nativo di Lagos. GIACOMO DE GBEGOBIO le indugiiii 198 da noi tatte in base alhi lingua parlata dall' indigene Thomas. Eccu alcuni III. la Invece. Per TAcii f^Yoruba) i e 10 presentano forme attini. Dui giorni della ci 1' sL'ttiiiiauii secondo il nostro in- dicutore avverte\ niancano le denominaziuni nel Yocorrispondenza ruba. oscnipi. per queste 6 mirabile tra lo Ciul e I'Eve.

4d4 SECTION LANGUES DE L'AFKIQUE 1101 Eve Domenica Lunedi Martcdi Mercoledi kvasi-da V Ga Jtoijba Ciui kirasida jo-da hla-da dm dmfo •so daoda bendda trnkuda iku—da Giovedi yawa—da ji-da so yawda efida Venerdi solid Sabato me mle-da ho memeneda cipuUa sacco Hole sa-bu—le sabola sopradd kotoku V ko-to-ku m kotoka m e-tve hulu owia Dio oro battaglia Mau sl-kd Maaa Uka. ta Onyama sika a-hua e-kjjlo oku tavola okplo able opon ab-urow frumento leone anello e-bli V ja-nta ple-iigo dmta bleko gyata preko sd sega sa-ka sao I .

il mediterraneo. come tutti i del resto e naturalissimo. 11 nostro indicatore. Pheda-Pla (Whydati-Grand Popo).iti (kW Kvfi. c) eplie nel centro. pp. comprende I'Anlo. Difjp. Schl. (ilACOMO DKtJRBiiORlO 195 J i^ 5. cit. Br. I'AtjIo nella costii occidentiile. Tale distinzione e se^uita che aggiunge qualclie dettaglio sulla denostessi. perch6 Henr. suddiviso in b) a) dialetto c) tanino a nord-ovest. la * Siccome pronunzia Indiana di questx) uomo i"oca una nasals guttnrale. ri- duce a tre 1. minazione de^li Oppurtunaniente pero Henr. ci avverte die ogni cen- tro di abitazione presenta delle piccole particolarita di proniinzia. b) Dahome. v-vji) distin^eva cinque nord est. per quanto ci risulta. M. Fra dialetti. il rAnfue ad ovest. I'adotta. ' ed i perci6 preferibile che ^ ancbe di uso pid coinnne presso ' gli antori tedeschi. riputazione di maggiore purezza e '* sebbene. e rAntuii. il numero dei dialetti clie I'occidentale. Dahume. * nella costa orieiitale.: rn. la forma italiana anglo la rappresenterebbo lueglio. Adottiamo qnesta forma per la denominazione del dialetto del e Klein Popo. specie in Africa. esso non presenta poi delle grandi la differenze coll'Anecho. 3. I'Anlo gode ormai una certa nobilta.. Keta. l£a qnesta verrebbe a confondersi con anglo anio^ ' ingloBe . ^ nella laguim di 2. siid-eat. monanecho a I'orientale distinto in a) Mechi. 203-205. varieta da noi principal- ' Op. pp. e perchS comoda anche per U . il dialetti: il Ma/i ' Mahec delle carte) a Weta fWliydah) da Gust.

Anlo sono molte pubblidel Mission ari esercitata si ad uso ^ della societa Ma 1' opera di costoro e anche sulla lingua del Daliome. Soltanto. in cazioni a stampa. detta anche Fo. sebbene solo il ch tedesco abbia un valore presso che uguale alia fricativa sorda gutturale. * V. sulle particolarita dell'Anecho cfr. 1879) del missionario francese Coardioux. GiAcoMO De Gregorio. Henr.19fi SECTION LANC^UES BE L'APRIQUE [18] raente studiata. tedeschi. stampa italiana. M. che e nell'tiltiiua sillaba di questa voce. Del resto. il Dictionnaire abrege Francais Dahomeen (Paris. per es. o Fogbe. . 91-92.

A. Des premieres origines du peuple Edouard Montet). Section Langlks dk Sulla Btruttura della lingua « zioni. (Dr. (Prof. (Ignazio Guidi) Eine Tyrische Weltgeschichte des siebenten yahrhunderts. W. D. l' Afkique. 129 Srction du Monde Musulsiax i ^ Poche parole sul movimento reli^ioso del giorno tra Musul135 maui del nord dell' India. (David Castelli) 57 La cronaca di Galawdewos o Claudio re di Abissinia (1540Ill 1559). Morris Ja127 Ph. Burkitt) 119 Sha'al. . Giacomo De Gregorio) 179 . C.) d' Israel. (Edward Westermark) .INDEX Section Si^viitique Voci di origine araba nella lingua delle Baleari. Arnold) De I'activite litteraire chez les Arabes. TArciduca Luigi Salvadore Crli d' Austria) 1 antecedenti della Cabbala nella Bibbia e nella lettei-atura talmudica. Baumstark) 117 Note on the Evangel iarum Hierosolymitanum Vaticanum and the origin of the Palestinian Syriac literature. (T. (F. The name of Samuel and the stem strow J. Eve » in base a dirett*' osserva- (M. . (Dr. (Emir Chekib Arslan). 143 151 Sul culto dei santi nel Marocco.

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ACTES DU DOUZIEME CONGRES INTERNATIONAL DES ORIENT A LISTES ROME d899 .

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3S MDCCCCII . LrNGUISTIQUB GRfiCE ET ORIENTE ^^r FLORENCE SooiiTE Typogbaphiqde Florentike Rus San Uallo.ACTES DU UOUZllME CONGDflS INTERNATIONAL DES ORIENTALISTES BOME 1899 TOME TROISIEME (deuxi^he partie) SECTIONS: MYTHOLOGIE ET RELIGIONS.

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416 seq.. thougli one of the youngest.. pp. is an abundance of rich and rare MSS. Supplement to the Catalogue of the Arabic Manuscripts in the British Museum (afterwards quoted as: Rieu.im'l<5. ' seq. I .(ki.. pp. Catal. ' "^ In this respect tlie Collection. 692.. Catalogus Codicum Mnnuscriptorum Orientaliuin Museo Britaunico asservantur (aft6rward. 739 and Rieu. 003 seq. pp.. 467 seq.. . Lexicography.ment a l\ kfx'tiox nr moxdk mthulman) ALi IBN HAMZA AND HIS CRITICISMS ON FAMOUS ARABIC PHILOLOGISTS. liolds a conspicuous place among European libraries of Arabic literature and has some distinctive features of its own... that have reference to Arabic Philology in general and to its ditferent branches. of Compare Rieu.. in tlie British Museum London. — Tnme III iJ ' I'm . 440 seq. 440 seq. 466 seq. ActtM du XII'"* Congrit dM OrUnlmHat»». Suppl. 227 and Rieu. 679 seq.. 544 seq. great value During the last thirty years importance have been added. See Rieu.).) qui in pp. The Collection of Arabic MSS. SuppK. 181 seq. in particular. 689 seq. Rhetoric and allied and importance lies in subjects. 266 seq. 754 seq. Grammar. Besides its there brilliant set of historical and geographical MSS... Catal.. many works of and now its main * two distinct directions. 565~629..8 quoted as Rieu.

3004-3201. called al-Askarl. 254. p. 390 al-SuyutI. Suppl. 382. Rieu. pag. YII. viz. vol. the libraries of Alfred Freiherr von Kremer ^ in 1886 and Ed. Ansab al-Sam'ani. which very poorl}. Comp. 177. relating to the origin and early period of Islamism. my 'Ali spe- the Kitab al-ta^hif by al 'Askari and "ala aghallt the Kitah al tanbihdt al—ruwat hy Ibn is Hamza. * an eminent philologist of the ' * See Eieu. 842 (Or. II. 302. which formerly all belonged to Freilierr von Kremer. 573. b. viz. II. 166 48. ^ branches that yet the MSS. iashlfdt-literature. no. Or. Slane's translation. see Rieu. William Lane in 1891 and 1893. Suppl.represented in the different both in Europe and in the East. though of Arabic literature are represented.^ In the series of important MSS. Ibn Khallikau no. p. * MSS. The properly called <wAa^\. Brockelmann. Bughyat alwu*at fol. repre- committed by the learned in the spelling and pronunciation of rare words and proper sents a treatise on errors names by Abn Ahmad al-Hasan Ibn 'Abdallah Ibn Sa'ld. Haji Khalifa vol. I.6 SECTION DU MONDE MUSULMAN [2] which Dr. 415 . Grammatische Schulen der Araber. p. Preface. = de fol. p. Or. Suppl. See also Preface. * The main references are given by Rieu. p. There are two that have attracted cial attention. G^schichte der Arabischen Literatur. vol. first. has gained fresh strength by the addition of the very valuable and interesting collections of two of the greatest Arabic scholars of the nineteenth century. which have been incorporated in the original Library". II. 4154-4219 and 4618-4657. Suppl. FlOgel. fol. 126. bear upon philological questions are particularly noteworthy.j*^)\ i-jlxT. See also It is also very rich in Preface. p. viz. 8084) p. Ta'rikh Al-Islam b. Both belong to the as a whole libraries. Or. I. Rieu has given a full and graphic description.

Arabische Literaturgeschichte.) p. I. 7 was born A. ^^ . f*»p|J seq. vol. 322.. 33 seq. H.^. Gfenealogische Tabellen. Muriij al-dahab vol. d. . f**. Joardain. the autlior also states that he has compiled a sive comprehen- and has been requested by learned men in Isfahan and Rai to extract from it. der Arabischen Literatar. de Sacy. 385. Pertsch. 382). 307. * II. 87. p. no. 192. Compare also Boisen in the preface to his edition of Ibn Dnraid's Maksura. PAUL BR6*NNLE . what concerned the students of TraTasl. VI. p. 258. p. Hamaker. 376 and note p. p. no. where mo«t of Comp. Ehizanat al-adab. p. Specimen. 313 and SchafOten. p. in two separate works. Abu'l-Mahasin. voL VI. 19 b. 64. The * The references for this excellent philologist and poet are very numerous. p. He says: ^ The author starts by giving some cufourth century of the Hijra (he died A. 149. p. Annales Muslemici. p. p.. 578. Hdschr. 648 =: de Slane's translation. Arabico-Hispana I. Grammatische Schulen. a pupil of * rious instances of the trouble the ancients took in ascertaining the correct form of doubtful names.iif work on dition and what was required by men of letters. Suppl. Rieu. I. 25<)4. Al-Zubaidi. vol. arab. 111. 131 p. Anbari Tabakat al-udaba p. p. Dizionario Storico. Tabakat al-nuhat (MS. vol. Brit. Catal. vol. p. vol. Rieu in his scholarly and concise manner. Casiri. fol. 365. p. Bibl. WUstenfeld. Gesch. p. no. Wf*>t** . VIII. ^\. 842. Fliigel. Escurialensis. 20. Ill. Fihrist p. I.[3] DE. Brockelmann. Repertorinm. vol. The most important of them are: Haji Khalifa. Eichhom. 293 and Abn Bekr Muhammad Ibn al-Hasan Ibn Duraid. 139. De Bossi. Rieu. Anthologie grammaticale. 25 and BrGnnle. vol. p. Abulfeda. Hammer-Purgstall. XXI. II. p. Biographie Universelle. II. vol. 261 seq. p. The substance of his work has been given by Dr. Part these references are given. H. pp.. and 136. V. 101. vol. p. and 241. vol. Mas. Contributions towards Arabic Philology. in Gotha. Ibn Khallikan. Mas'udi. I. p.

8 SECTION DU MONDE MUSULM AN The work. to more interesting portions. Tarafah and other ancient poets and these together furnish ample material for the criticism of the context of their respective Dlwans. Al-Nabighah. fol. namely fol. Zahair. . in which the au- thor treats separately. a? far publish only the this same interest. work is con- cerned. fol. and at considerable length. Equally great value attaches to the second Tashlf' workj to which I have already alluded pose to publish in full and which I prowith a running Commentary.£|. ot tlie poems of Imrulkais. a table of which given in the preface. 159^-1691.-57b: The doubts of the Basris. which is is [4] latter is the Kitab al-tashif. cannot claim I in all its different parts the .s have therefore decided. 29i. 58^-87^: The doubts of the Kufis and their corrections. 4A*i^l ^IaT ^y^ v^:tfVjwaj_5 J^S^jit-i U^V itself The main interest of the work concentrates in the extensive section fol. fol.: Difficult passages of the Hamasa and their con-ections. di- vided in Babs. 95^-159^. 96^-158^: Difficult passages of the ancient poets and their corrections.

162. 144 h. ghyat al-Wn*at. * Ta'rikh al-Islam. was.^IaT critical observ' ations on the mistakes of philologists as he called *. Supplement. IV. Rieu. • p. 868 and Rieu. like al-'Askarl. Rieu. 48. is by al-Suydtl. more particularly as regards Arabic Philology. by 'All Ihn Ifaviza al-Baxri. This work is also valuable for its abundant quotations ot ancient Arabic poetr}'. On Dlwan of al-Mutanabbi he wrote glosses.(5) DR. which however have not been preserved. fol. H. * is a rich storehouse of information. Bu172. Comp. LaJUI oL^C^^' . Abn Nu'aim Hamzah Ibn 'All al-BasrI. whom he received in his house. 328. 486 ft. Tliis author. 446. The main the famous * work of 'All Ibn Jfamz(t. 572. VI. 375) and belonged to the famous circle He was a great friend of the renowned poet al-Mutanabbl. 166. a good deal of which is not found quoted in other works of similar character. and its various branches are touched upon in the course of difluse criticisms. Supplement. that gatliered round Saif Al-Daulah. Hajl Khal. an eminent philologist of the fourth century of the Hijrah (he died A. The author starts by relating various anecdotes in connection with philologists with whom it was a constant practice mutually to point out and correct each other's mistakes and then separately mentioned he proceeds to criticize the following eight works. the Kitah al-ianhlhnt. I . also called ijiij refutations. of the Brit. pp. Arabic Catalogue.parts of which are by Htlji Khalifa. 781ft and MS. I. fol. Or. with his full name Abftl- KAsim (or. when he repaired to BaghdAd. p. Mus. the single . V. the 'i\jj}\ PAUL BRONNLE iS- » viz. 333. 572.

|«'V*1 p. Abulfeda. 3. Abu'l-Mahasin (Ed. p. Arab. Annales muslemici (ed. ^ 317. 572. wo died A. 95. Of the following five works two have been accessible made by good editions. Abhandl. = de Slane's translation. Fihrist. Grammati- Bche Schulen * Araber. 116. 139-142. Brockelmann. Reiske). ' The Nawadir Abn 'Amr ' Isliak Ibn Mirar al Shaibani. Hammer-Purgstall. See on 'Amr Abu al-Shaibani : Fihrist p. p. p. Comp. l|J«— l|Jfl. I. and notes 243.. 166. Ibn Kutlubugha (ed. [6] 65: The Nawadir of Abn-Ziyad al-Kilabi of al A'rabl. p. vol. which of course greatly adds to the value of 'All Ibn Hamza's work. vol. Abulfeda.. vol. 210. v. Ill. (there are different records about the date of his death. Yuynboll and Matthes). 206 and 205). Ibn Kuteiba p. 31. For al-Mubarrad Comp. 40. vol. who died A. vol. 2. Lit. by Fliigel in vol. Ill. 647 p. \ vol. Ill. p. notes p. fur die Eunde des Morgenlandes. 30. Tabakat al-udaba pp. These three works afore mentioned are non-extant or at least have not been found yet. William Wright made an excellent edition of this See on him Fihrist d.. \y^' p. H. Lit. fol. ^Y^p . 85 = de Slane's translation. Ibn Khallikan no. Fihrist. 28 37 . p. p. * Y^^ and notes p. Arab. Fltigel. Annales musle- mici. insomuch as lost it gives in the criticisms fragments of the works. V. 213. MSS. pp. al-nabat by ^ The Kitah Ahmad Ibn Da'ud al Dlnawan. p. I.fl . Ibn Khallikan no. vol. 282. p. . fl Haji Khalifa. viz. II. p. whilst three are extant in good 4. 210. * Ill. V. vol. Grammatische Schulen. 46. 71 Rieu Supplement. 6 . H. Fliigel. II. VV- . Baghyat al-wu'at fol. »^. p. who died A. *1 'I and notes pp.* The Kamil of al-Mubarrad. vol. H.10 SECTION DU MONDE MUSULMAN 1. 182. Mas'udi. 285. p. VA and p. . Anbari.

20 6. and Rome. II. pp. Contributions towards Arabic Philology. p. Lit. Specimen. FlUgel. 42. lV«i . p. 118. Tabak&t al-udaba. Al-Zubaidi. who died A. no. Annales muslemici. Leiden 6. I. pp. 7. Part * Comp. Comp. Tabakat al-udaba. II. vol. WUstenfeld. Wtistenfeld. who died A. Berlin 1876. vol. I. p. pag. Arab. and Bronnle. Anbari. pp. of Berlin. I. p. 80. * Of this most important work there are MSS. Grammatische Schulen. vol. Ibn Khallikan m. Specimen. Contributions towards Arabic Philology. vol. Abnlfeda. tAA— t<!A . 'Abd al-Latif p. 345 Al-Zubaidi. Haji Khalifa. p. f**t**f. 18. Anbari Tabakat al-ndaba |jVV. 282 and notes 248. . no. Brockelmann. p. 2. . 224. vol. Lit. vol. no. 302 'Abd al-Latif 481 . \\J^ p. p. Schafiiten. Fihrist p. . 164 j Brockelmann. 96. \*^t** — h"'^. = de Slane's translation. II.. * Lit. FlUgel.11. al-Muzhir. vol. See Anbari. Joordain. 167. Abulfeda. Grammatische Schulen. according to 291/ the MS8. 27. I. Gram- matische Schulen p. [7] DB. Brockelmann. at Cairo and Constantinople and in the private library of Count Kitnb Landberg. fJf^V— p^t. 538 fol. fol. Arab. 293. II. p. 325. Ill. IkJdiyar Faslh al-KaUim . p. Fihrist. flAA and WB . who died a. Lit. Gharlb al-Mumnnaf b}' AbO TTbaid al-Kflsim Ibn Salhlm. by Abn'l-'Abbas H. no. Barth.. 107. Abu'l-Mahasin. Ibn Khallikan. 172 ande note 159. Arab. 85. and on the foundation of this edition there has more recently another one been brou^^ht out 5. p. Tabakat al-ndaba pp. p. p. Arab. H. VI. vol. Annales Muslemici. Abmad Ibn Yabya Tha'Iab. p. edited by F. at Bolal^. 1260.. The Idah « al-Maiiiik by Ibn al-Sikklt. II. vol. p. 10 6 . p. vol. IV. Hamaker. Biographie universelle. 108: II.. 14. Ibn Khallikto p. Mir'at al-Zam&n. Part ' II.. Geschichtsschreiber. Anbari. PAUL BROXNLE 11 work. 443. vol. 244. p. Bronnle. p. H. vol. v. Hamaker. p. Al-Suyuti in vol. 486. 798 = de Slane's translation. Flugel. Hammer. |JY^ . 93. I. p. V^^ .

vol. are in the British Museum fol. Fihrist p. p. Abulfeda. 23 and 47 seq. 126. Rieu. Bughyat al-wu'at.^vr teal Mamdud by Ibn AVaUad. p. X. BritMus. See Fihrist al-kntub al-'arabiyqa al-mahfuza bi'1-kutubkhane al-khidiwiyya al-misriyya. Grammatische Schuleu. p. p. no. p. For all the details as to this author and his work see Bronnle.. 155. Brit. 332. vol. vol. From criticised this short list of the eight 'All B. 1308. Hamaker. ^ preserved in the Viceregal Library in which the Director of the. Mus. easy to infer the far-reaching importance of his Kitab al-tanblhai^ which oldest Cairo.12 SECTION DU MONDE MUSULMAN [8] An Cheikho. 446. of which there are extant is niaDy and good MSS. p. B^. p. Flttgel. 122. 10518. Al-Zubaidi.. p. 117. ^ early next year. Arab. V|J . 20 6. * For Ibn Wallad comp. p.Library has caused to be recopied. Lit. 167. 2041). Of this work I am preparing an edition according to the MSS. no. and Part II. Mus. Or. pp. no. 229: de Sacy. 5. 17. The best and MS. furnished with duction. Lit. fol. Contributions towards Arabic Philologj^. p. 22 b: Grammatische Schulen. is in different MSS. 202. 158-161. 365. 3042). Haji Khalifa p. 831. vol. VII. Suppl. Arab. Brockelmann. pp. edition of this work. II. Other MSS. I. fol. 137: Fliigel. Intro- Indices. pp. Contributions towards Arabic Philology. Al-Zubaidi (MS. prepared in Bey rut by Pater The Kitah al-Mak. vol.. who died a H. fol. f^-^. I. 827. 100. Rieu. 3006). 131. 215. Husn al-muhadara. I. p. Muntaka al-'ibar (MS. of Berlin. Part I . 221. pp. Specimen... fol. Part II. vol. " . which are it is by our author preserved is Hamza. I. Brit. Kamil. IV. Or. Brock.. fol. 89 6. 233. Annales Muslemici. vol. work. Paris and London. Bronnle. Anthologie grammaticale. Bughyat al-wu'at (MS. Suppl. Commentary and critical Notes. the Arabic part of which is ah'eady printed and which will appear 8. Or. vol.

XL. it is rather difficult to give a good and accurate text all the more so. and the great difficulty viously belonging to Dr. formerly belonging ' Freilierr vou Krepre- nier. which are compiled by conscientious and cribers. in the Pi'ivate Library of Count Landberg. p. that is in this original MS. A fairly safe foundation and base is given in those parts of the work. ". They very seldom harmonise and frequently stand in diametrical opposition to one another. and it is manner and method. The task of the copyists trying. PAUL BRONXLE to 13 in London. was consequently rendered most very interesting to follow up the As a matter of course. There i» therefore no lack of MSS. But.(9) DR. . of the Viceregal Library in Cairo.. good many passages are party obliterated and scarcely legible. for a satisfactory critical edition lies in the fact. Suppl. ' Neldeke in *' Zeitschrift der Deutschen Morgenlandischen (*e- eellsch. in which they deal with their subject. in the University-Libraiy " at Strassburg and another MS. 313 (1886). but a clone and careful examination of tliem has shown me. a rather dilapidated condition. 672 no. vol. whilst others have been so frequently altered b}' different hands that it is utterly impossible to A make out with certainty the original readings. that they have all emanated from the old and greatly mutilated MS. for the critical edition only those copies are worthy to be taken into consideration. as the work is teaming with poetical quotations. Spitta. is in which the original critical text is preserved as the case with the last five criticised books. so that * See Rieu. as the skilled trans- matter stands. 841.

. Arab. XI. p.U we SECTION DU MONDE MUSULMAN are able to restore [10] many parts of the Manuscript with tolerable safety. . Nach den Handschriften von Constantinopel. particularly those of Dhu-1-rumma. vol. The criticisms derlying the text olten give valuable hints for the right method of reading the criticised work . that the editor's task must be. w^hich are generally not so easily accessible. H. Gesellschaft " vol. of the * See D. which is in his private possession ^ . to try to bring within his reach every source of inform- ation which possibly might throw light on the text. D. I. Bittner. MilUer in Vienna kindly lent me the Dlwan of al-'Ajjaj. 60. But there remain other sections. regardless of trouble and loss of time. vol. Arab. yet there still remain so many riddles to be solved.. Leiden hersg. In this respect I made a special point of going to the sources as far as the unpublished Dlwans of poets are concerned. Mtiller in " Sitzungsberichte der Wiener Academie der Wissenschaften " 1878. the Director of the University-library in Strass- burg sent ot me for my use in the India Office the '^ Dlwan Ru'bah Ibn al-'Ajjaj and some philological work and the MSS. in the original text. is which nonun- extant or at least not found yet. 335-342. Lit. See Noldeke in " Zeitschrift der Deutschen Morgenlandischen I. Through the kindness of different Arabic scholars I have been enabled to use a good many MSS. p.. some in the British Museum and the India Office in London and some in the University-library in Leiden. H. 60. Lit. * Wien 1896. Brockelmann. of the Hamasa of al-Bul. pp. Brockelmann. underlying the criticisms.ituri. Prof. namely the criticisms on the first three works. Das erste Gedicht aus dem Dlwan des arabischen Dichters al-'A^^ag. Kairo und p. al-'Ajjaj and Ru'bah Ibn al-'Ajjaj. 313.

no. lies. Suppl. PAUL BBONNLE 15 Diwans of Dliu-l-i*umma. So I liave done everything in my power to prepare an edition as good as possible with the materials to hand. although belonging to the school of al-Ba5jrah made it a rule to be fair and impartial. p. Yet there remains still the question to decide wherein this particular value First of all. al Ferazdal^ and al-Shammakh.[11] DR. they receive the old traditions and accounts without much critical raisonnement. to these I had accefts in the Bi-iti^h Museum and in tlie University-Librarj' in Leiden respectively. For the philological side of the work I had the rich treasures of the British Museum at m}' disposal.* There is. unjudicious exponent of the school of the In fact one cannot help realising that 'All Ibn Hamza. 673. The Arabs are as a whole of a rather uncritical disposition. and enough for it must be said that as a whole he exhibits himself as and him to venture a greatest of the Lughawl's are good rather an Bassrls. in its pronozmced critical character. I have already dwelt on the great value which attaches to this work of *All Ibn I^Iamza with respect to both the various branches of Philologj' and the ancient Poetry. one exception to this Comp. and to point out the errors of the Barjris as unsparingly as those of the adversary school of the Philologists of Kttfah. The very first critical passage with. and pointed out that indeed it ftirnishes some of the most systematic and effective documents of the ancient Arabic Philology. namely in his » . and place an almost absolute stands our author. 842. Rieu. 'All Ibn belief in the authority of those old linguists. In striking contrast to this Qamza.. rule. however.

Bronnle. probably emanating from a certain jealousy of Mubarrad's high scientific reputation dragged liim too far and made him unjust. 34. . It will indeed be a most interesting. Lit. Part II. that MONDE MUSULMAN [12] eopiouy on the Kamil of Mubarrad. grammatical. Brockelmann. historical all in fact. he touches upon almost the intricate problems in which Arabic literature is so Specially noteworth}^ in this respect are the nume- rous references of 'All Ibn Hamza to the observations and remarks of other authors. as Mubarrad. I. although even in this case we cannot refuse to him the possession of an exceptionally critical spirit.. In putting forward our author piles up a remarkably large and geographical abundantly rich. a masterpiece of deep and well-founded philological knoAvledge. amount ical. as is possible. one against the other. pp. 115. Arab. that we are bound to admit that his pronounced dislike. to on which side the right really gain a bari lies. lexical. ^ the Escurial his criticisms and Constantinople. poetical. to balance the views of the criticised authors and of their difi'erent critic. From the very outset he indulges in such scath- ing and sharp invectives against this consummate ma- and aesthetics. Contributions towards Arabic Philolog}'. 'Ali Ibn Hamza. I shall have to knowledge of the Kitab al-inmf by al-Anon the controversies between the schools of Basra full and Kufa. which are not known * Comp. For this purpose.. with which ster in philolog}^ I propose to furnish the critical edition. and as tar attempt a final decision. graph.16 SECTION DU criticism. of rich material. where a specimen of the work is given. 11. 39 seq. as it is preserved in the Libraries at Leiden. though rather difficult task for the commentar}'.

[13] DR. which. which are non- extant or at least are at the say. afford a certain guarantee that the Naufidir-hooks^ composed by the same. that it Arabic Poetry. are preserved neither great Arabic Dictionaries. as Ibn al-A'rabi and aKShaibanI.«r/iV-literature. At the same time there are to be found many poetical fragments. other hand. that is to of Aba Ziyad al-KilabI ^ and. the Kitrib al-tanblhnt most valuable contribution towards ancient strength. etc. Although one of the best specimens of the rich Naimdir-\\iQYQ.t\xYQ has been made accessible by a good edition (viz. the al-AW(\hi two Nauadir-\\ ork^ and of Abu 'Amr (d-Shaibani moment lost. is abundantly and conclusively shown by the remains of tlieir works as pre- . nor in the great Adafj works 'Jkcl as the Khizdnat al-Adab. the Nawndir of Abn Zaid. The main which I have already contains criticisms on three prominent works. al-farld. The names of such accomplished masters in philological matters. on the b. neither are they to be found I have turned in well-known sources to which the hope to find out the parallels. Saftifij the alr- the Tnj the Lisfni al-Arab. lies in the fact. Tliat this is indeed the case. to briefly alluded. in less And from exhibits a this point of view. w*ill open up and enlarge a new field in Arabic Philology.. which appeared Beirut 1895) j'^et the overwhelming richness it of the Arabic language renders ducts of this most desirable to bring witliin the reacli of the oriental student still other proiV^rtw. a careful in examination has shown me. as the '^Arns. PAUL BRONNLE 17 to lis through other sources. the Kitab al-nabat by Ahmad Da'nd cU- Dinawari. however.

Wissenschaften zu Berlin iiber meine arabischen Studien am British Museum zu Lon- don » I made a humble attempt works . no means richly represented either in printed books or in MSS. At the same time. I have endeavoured by reconstructing the two first works to point out in each single passage which way the criticism sets in and show the point of view taken by the critic. and to link together these disjecta membra. we are justified in concluding. . It must.18 SECTION DU MONDE MUSULMAN [14] served in the criticisms of 'All Ibn Hamza. ''the book of the Plants'. to reconstruct these by disentangling their underlying clauses from the complicated and intricate passages of the criticism and detaching them from the context. In my « Bericht an die Kgl. in as selected those parts to much as he has only which appeared to him particularly jet by the yery character need correction. in order to give some idea of the character and aim of the critic 'All Ibn Hamza. by three lost al-Dlnaicari^ I scarcely need to point out at greater length. Akademie d. as the custom with these old Lughawl's. that from -the general drift of thought and language observable in the preserved passages of the work. however. how much importance which is bj^ is to be attached to this conspicuous specimen of the ancient x^rabian botanical literature. be said. as substrata for his philological critical sagacity. As to the Kiiab al-nabat. power and of his reviews we are enabled to reconstruct many valuable fragments of these lost works. that al-Dlnawarl deals with his subject much more from the philological is point of view than from that of natural history. Although that author in his critical reviews has availed himself ot a rather eclectical method.

as is tlie case with the Kitt^j IMi al characteristics main mantih by Ibn 'Obaidj al—Sih'kit. one in Cairo.. The second work. I have. and the authors criticised by him. Dragoman MS. one in Constantinople Aja. Director of the Viceregal Libraiy in Cairo. the pupil of al-Kisa'i and al-FarrA. is one of the most noteworthy and complete systematic Dictionaries. Escurial. Dr. the Gharlb al-MiLmnnaf by Abu 'Obaid.[16] DR. and have thoroughly it for purposes of comparison with its criticism. the Mah ai-mantik^ the main work of the great philologist Abn Ynsuf Ya'knb Ibn Isl^alj: Ibn al'Sikklt. of Berlin. The first of these.). Whereas the first two MSS. The best of these I MSS.. in the first place be taken into due considera- . in conclusion. undoubtedly studied the Brit. and from Dr. It is preserved in i three MSS. Mus. to add still some words about the last category of criticised works. the is in the possession of Count Landberg of ratlier an old date and must. namely those which are extant only in MSS. are quite modern. Sofia private library and the third in the of Count Landberg. Cheikho according to the MSS. Til us PAUL BROXXLE given in 19 after liaving short outlines the and most striking features of the relation which exists between the critic 'All Ibn l^&mzB. Mus. will be edited in the course of the next years by Pater in Beirut. Cairo and Conis in Leiden. (Brit. according to the letters I have received on this subject from Prof. for a forthcoming edition.. to the German Embassy it in Con- stantinople. London staiitinople. Moritz. and in my ) opinion it should be edited. Gierz. the GharJb al—Mti^aJinaf b}' Abf* and the Kitnb al-mahfir nal-mamdnd by Ibn Wallad.

1900. Part I^iden. Berlin. no. 6940. VI. I have that myself undertaken an of the Tanbihat. Handlist II. which will be published by Messrs. as a forerunner to am glad to add. I sliall [16] have to study thoroughly — of the whole section — the Kitab alsame time the makmr waH-^namdfid by Ibn Wallad — who belonged to last this work. both on account of other its age and its correctness. and the Librairie devant E. ' Ahlwardt. Brill Leiden. As the MSS. to whom the MS. SECTION DU MONDE MUSULMAN In any case. . Bibliothek. and at the As to the third work of this category the Egyptian school of Arabic Philologists. Kg). previously belonged. respectively in Berlin. of this of summary woi^k. Arabische Handschrilten d. Luzac and Co. that the print et Imprimerie. F. and in the Introduction to the edition I have endeavoured to give a written upon this question. Paul Bronnle. of the book. state. as the original work of Ibn Wallad. by Dr. and I edition. Wetzstein. * The book has now appeared uuder the title: "Contributions I. Both.20 tion. 1720. I have been compelled to form an opinion about them which is rather contrary to that of their chroniclers in their various catalogues. vol. in his short ^ and Ahlvvardt in the great Berlin Catalogue. in Paris and in London. But a close examinHandlist fnot printed * towards Arabic Philology". London and Wetzstein. London. what has been There are three MSS. to By for the best is that in the British Museum. for purposes of comparative criticism.^ are looking upon this Berlin MS. * ci- is already in an advanced stion The treatment of the maksttr-icd'l—mamdiid quewas quite a favourite one with the old Lufull ghawis.

The ^V. and this in connection with the fact that the second and shorter. exliibits merely an extract of the original work. Part II..^^ edition of this series » work by Ibn Vallad forms the title « Contributions totrards part of a under the in Arabic Philologyy which I propose to publish some * For the details CSomp. the backbone of a standard work of Arabic Pliilology. Coutributions towards Arabic Philology.. has led me for to the conclusion that the Berlin MS. although written by the same hand and with the same ink as the former part. — ToiM III — C8*« Parti*) % . as it were. but also the ahawnhidf the loca probanda which form. is tlie Introduction. convincingly shows that the Berlin MS.[17 J DR. On the other hand. in reality contains the fragments of quite another work which I have not been able as yet But from its contents I think myself justified in drawing the conclusion that it belonged to one of the numerous works on tlie 'Masculine and Feminine'. that agrees in the whole with that of the otlier two MSS. is totally left ation out. a Kitnb al-Mufiilly to identify. BrOnnle. particularly The only * portion of this MS. But he has overlooked the fact that the latter part of this MS. but only an extract. dhakkar ira't-Mu'annath. are almost entirely omitted. PAUL BRONNLE 31 and careful comparison witli the two other M8S. the merely grammatical portion of the work. is in fact not the original work of Ibn WallAd. written lexicographical purposes. It not only greatly differs from the other two in the prosaical sections. and a rather poor one too. the Paris MS. is described by Baron de Slane as containing whole tlie work of Ibn Wallad. Aetti dxi XII"'' CQttgrii dtt OritMmUtU*.

critical it In order to convey an idea of the character of 'All Ibn Hamza's literary style and of the he has adopted in his reviews. Mus. As I have pointed out above. of Berlin. now complete on subjects which attract the critic's particular interest. and the Kiidb al— adddd.. as far as Commentaries in extenso deemed necessarj^ with deahng with the different points in question. 'book of the Times'. of the Brit. treatises the criticisms are generally of very different length. contained therein. Constantinople and of the Escurial. and. The main part. will round which form the edition in two in the of the Kitab al—tanblhat. according to MS. all the others are vols. but always . the criticisms of All Ibn Hamza. The lished series will besides comprise the two unpub- works of Kulruh both according to unique MSS. grouped. which forms such a notable landmark wide realm of Arabic Philology. furthermore the Commentary Abu Dharr on the Biography of Muhammad by Ibn the unique Hisham. according to the MSS.22 SECTION DU MONDE MUSUL]\IAN [18] of the most interesting documents of the oldest Arabic Pliilology and to furnish the editions witli literary. now short aphorisms. of the Royal Library in Berlin. the Kitab al-azmine. I methods think appropriate to annex a few examples.. the main source of Kitab al-addad by al-Anbari (edited by Houtsma) according to the unique MS.Init is troductions. especially on the poems. and some other valuable treatise on Arabic Philology. however. and of which I have had great pleasure striking features in giving in brief outlines the most characteristics to the and main Mu- hammedan gress in Section of the International Oriental Con- Home..

in the notes is meant the Cairo MS. PAUL BEONNLE 9B supported by a most liberal display of poetical quotations. (formerly belonging Freiherr von Kremer). of the Brit. Wright) VYfl .[19] DB. by S the Strassburg MS. * cU^I * "Ji^ -i^^^UVj ^M«=^5\ Ju:iJ\ l-Jl 4*5 IjU li^iftj By C. Mus. ftAi . by to K the MS. IV. II. Of all these eight criticized works there is none which has been so closely scrutinised by our author as that famous work of al-Mubarrad. The first of the two examples which I ap- pend to the foregoing essa}*. read f>^' • * The verse is attributed to t^Uoj\ iji O^. 1.. is taken from 'All Ibii yamza's criticism upon the Kamil of al-Mubarrad (edited by William Wriglit). 1. Lisan aU'Arab. 8 . J^^^J *°^ *8 ***** quoted in al-Sahah rflt and XI. ' * The Kamil reads «JJ«3 ^LRJu**)^ Most of the MSS. 18. = Cairo edit. Taj al-'Arus vt. ^'t^f*'. whereas in the second the critical zeal seems to be somewhat lacking. \>\'B . 1. * See Kamil (ed. ^A. . particulary in its first part.

)f^A with the second hemistich running as follows * ' MSS. C and K yS^j^\ and Lisan vocalizes * This verse in also cited in Taj al-'Aius al-*Arab * * XX...1 [20] _ . . Sura XVIII. K and S read ^yA^ X f*'A^ ' MSS. Sura XIX. . jJ^I (Ijet <^j*C^ as Active).24 ^ W f . Kojan. verse 6. DU MONDE MUSULMAN . Koran.^^cut^ The whole verse is mentioned in Lisan al-'Arab XIII. % . tl "i ySj JUj aUU ^^^5al1 J^J^^ L^^iXo s>^^ ii^t ^^.. verse 78. SECTION .

Ahlwardt. ^y jlj*** f^\jj }j* i\^^ v-=. Sura XIV. PAUL BE6'NNLE i^\ *^ 95 jL-d IS^^ cfiy^.^mJuJI «-^^ J^\ ^Ij Utfltf ^UV ^UM ^j •3)>>^^) ^^-« ''/t>^' U^J y^i^*o %\m ^y ^J^mij (»^^^ (^j]jj U A^ji\ t^a^ L«c!^ ijiAil Juft\ =* ^jojv J\j" . Lisan al-'Arab XIV. verse 20. p.^^ * I^aJLc vjISx **oI^j ^j • Koran.[21] DE. fl. O^ ^ 4 ^ dT ^ O f\. Six Divans./ Jyb UC^ Jui>U3l O^ ^ jjjujj Sjs. 19. . Sura XIV. « ' Koran. Sura LXX. ^A6. f*» .j^L-A>»lj cJj >JM cr <. verse 27.^i'> U^^. where the second hemistich reads * Koran. verae Comp.t .

S^b^i 0^^ 6] ' 59 :y^\j fcjLoV^ U^aJ^ Jv«L L>fi^3\ j^jP 3 .. for 3. Leiden). B. * The verse not contained in the Diwan of al-Shammakh (MS. * K and C read J?^mJKld\ I . Ui. t^^. Kamil Wright is p.\> 1.3\ _J^^ 4>>t\9* <^^> /r* S«^<^U^ ^ ^LJkJ\ * JUJ JU* UT u\^^3j v^3\ Ui»U ^^UlU The verse is by Labid and quoted Taj al-'Arus X. with 4^' . f*'A^ |J*i^ and Lis&n al-'Arab » XX. (ed.36 SECTION DU MONDE MUSULMAN [22] Jf\y«j J^ao yJKi Sj^ ^j\^^ ^'^ SJ^^ Uj [fol.

4mJI J^A l<^ ^^a^jXj * ' J^_^ J^ JJ^\ JU' s^^aTj C^ ^ * m ]^j ' s^7^ AaU 4 Lisan f 6^ ^ f a.[23] DE. PAUL BR5nNLE 27 * [aj\JLii\ ^—-t*. The vera© 18 by V * I 0_8»> ^J' Kdmil reads ^-»ib ' K reads L^)^^\ * Koran. t6^ reads A*Ufi:^^»fl-«.il 'l-i^^ >W * jt\^i^S jj<^^ u^wkA3\ ^umJI^ ^4^1 _^«Jt^ ju^L. t^ -Aa)! Joo^ )ij Jl JUO Lf al-Arab . verse 44. Sura XXV'I. . XVIII.

%-«<>J\j ^Wj \*f.. 60a] »«>^^ (3 • J^y^ ^y^ *^^ o-* ^ ^^M-5 X -» -^ ^ \^ C T^ y ^9 I-^jJl^u i/^«>^^. ^ ^ X . a:^L^ 4 O^ X> * A ^ o-?^ v«:^-^j\j ^X V/ # t*^ o ^< .^ ^j '^^\ [fol.28 SECTION DU MONDE MUSULMAN «' [24] ^of fti>^ v. .^lAj^j<i4^i liXtfi JUi Lu4M <^Ljt^ JL« s«>v.

yst . «v^y»&) fore v^w «^i id Ttij al-Arus \^^ '. . from the point of view of natural history. ^16. As the second example I short passage of 'All have selected a Ibn Hamza's critical review on Tliis the Kitnb al~nabat by al-Dlnanarl. as one miglit expect. Lisan al-Ar«b III. this part of 'All and the edition of worth will largely tend Ibn Hamza's to throw light on many difficult questions relating to botanical matters. as Arabic works relating to botanical studies are exceedingly scant}'. work is the more important. 28J * The verse IT. \Y>^ and XIII. is also quoted with j^^^Y . PAUL BRONNLE » 2. but from a tific philological standpoint. ^|J«1 . XIII. VII.[26] DR. with diflferent variants. VII. It must however be borne in mind that it is written not. y^^y^ ^)} ^ikjJ^ ^\ ifj^j [fol. But all the same the scien- result for this rather neglected branch of Arabic science remains a considerable one.

f*»|J.Arab VIII. »Lmm (T. * K transponed fLi\j ^Ui\. f^t^^l and XII. 1.^>-^ ^Vl?.|i' fL^\ A^ 0[^^ L^iL-^. c. quoted.^'^ ^' 4^j a^ss^jc* flail '. is ^*i^ where a similar verse by Ibn al-Rika' quoted ^V^U* ^ ol nii\ S'^^^ . but the reading of the Dictionaries >»>* is preferable. ^-' -* > i *^ '^^'^^^ (JO A .J^ Joi^ o^^-^ i^ f^^.30 SECTION DU MONDE MUSULMAN [26] J-f^^^l^ J-H^l^ Ja^A**\5 >^4!^ ' ''-^i^ *^^\ o\i. ' Comp. j^k^*«\^ aiuo» ^\ Jj^^j t^**^4 *v^^ j^-^j >r>^ J^^^ ^ ^ " X "^ • ^ *• * The MSS. where the whole fi^'^*' verse is al-'Arab XIII. 'ilkm \jj^). p6^*' . like Lisan and VII.Jjij j^sswU Jyill^ Li». See also Lisan al. U^ ^o. f^t*"' ^^® hemistich running as follows f . Taj al-'Arus VII. read j»VC In .

JUUi3t^ ^X^ '5.^vji4 »UI\ Z'^*^^^ (>^^ ^ - — ^t^lj ^3 i^ft . a* and Lisan al-'Arab XVI.lj^\ L?5 ul^^-« wTU^ U^AmJ\9 A^m. *^\ (everywhere with 0(V^^ QV*^/* . VV^*. PAUL BR6'NNLE 81 »\j^j::>l U 4SW jj^^S J^^Ui 4. Md and XI. Lisin tor al). ^iY^V and III.[27] DB.>^^W3\9 J"^^ s^>S^ AiyU« ' This verse is also cited in TSj al-'Arns IX. 'Aiab in.^ <S^*^ Lm^\ ^_^ju^ jj_^) ^'jjjyj -^j^ Jh^^ jUa^l J%a3\ iilul:*.». \\^ and IV. ^\ Jlj-_5 'J^^t ^4^ 1>^Lj ^>^ 6oJ^ i. t^t * Also quoted in Taj al-'Arus I.

^.Y notes onl}^ this version of the verse. ^>«<»>jar>«C1KMci>'Sr- . * The second hemistich runs in Lisan al-*Arab XIII.32 SECTION DU MONDE MUSULMAN [28] Jbl^l li\j ijjt^ ^^yf^ »>^ * Lisan al-Arab XIII. )f\^^ as follows De. Paul Bkonnle.

est figure portant une momie * On pent Pour les deux pi-einidra de ces articles. j'ai eu I'occasion d'etablir. page 246 (Mars 1891). Le second signe ayant Plus Ibis. . p. tbis. reconnue de mfik. ce dernier (5t^ trace sans Voiseau couch4. on serait peut-etre tent^ d'y voir le lit si frequent aux representations tuneraires. 123-188 et * Sphinx II. bien juste des la partiaite exactitude de la lecture mnk attribute il par moi a ce signe. lit qui. m'a ete permis de constater. voir AcU* du X* Congr^ des OrientalUtet. Session de G^enSve. Toutefois. j'avais cru attribuer a Tautre signe cette tard. dans la plupart des cas. 1-10. le plus souvent. Proe€9ding» XIII. p. Dans un 8 ans. il meme lecture. pour la la valeur y a premiere ' il Tequation de deux signes. avait est de reconsigne naitre que.NOTES DE LEXICO&RAPHIE EGYPTIENNE TROisifeME Article ^ UN SifiGE ET SON NOM. se demander: Que represente ici le signe simple? De prime abord. article paini dans les Proceedings. IV.

. Le Temple d' Edfon I. 177. 1. page 50. ex. derniere explication par suite de differentes raisons. y a un mot egyptien maket qui « a I'aide de notre signe et qui se traduit coeur ab sur son siege. Si premier repr^sente un a momie. Db Rochemonteix. qui se lit sfer^ et celui qui se lit lit mak. un siege en miniature qui semble reproduire sous forme plastique le signe qui se transcrirait mak. D'abord. 114. il y a au Musee egiptien du Caire. o Horus. ex. siege : p. Le Temple d' Edfon I. Sphinx II. tinction absolae entre ce signe avec la momie le couchee. inadmissible. p. Je conclus a cette s'ecrit ». nos annotations lexicographiques en fournissant en quantite. cet ordre. signe ne s'emploie nuUe faut done etablir une dis. 796. p. k * mon sens. corame dans Texemple qui ton se traduit ainsi ^ « Je place ton coeur hdti sur son tr6ne onak tre ou le parallelisme des membres mon- que les deux signes representent des notions synoanalogue a celui que nous venons : nymes. Cfr. Guide du visiteur au Musee de Boulaq. une le second est sans doute a rdgarder comme il sorte de siege. p. Un exemple d'alleguer se traduit de la maniere suivante coeur db. ^ . IjdH s'est joint ^ « Ton a son siege. » . Mais I'^spece de sopha qu'on a cru devoir construire h c«t effet est. ».84 SECTION EGYPTOLOGIE * (2] couchee. les coeurs du cycle divin a leurs trOnes mak le II serait facile de multiplier nombre des preuves de p. note * Maspero. Puis. Mais quiconque examine le II les textes des basses ^poques trouvera vite que part dans la A^aleur mnh. decrit par Le dit siege est Maspero ^ en ces tennes-ci: « 2364 — Bronze • Au mu86e de Florence il y a une reconstitution moderne du sigue hi^roglyphique mak. • De Rochemosteix.

Seraptium. ainsi Le meuble decrit le par Maspero a sans doute son equivalent qui est debout visi- dans trOne sur lequel le roi Chafra. 2261. est represente assis. Pag. . on voit de suite « le petit triangle » A montionne par le dos- r^diteur du sier Temple d'Edfou est simplement la de notre siege. page 3. qui deploie ses ailes afin de prot^^er le assis. un bas-relief d'epo- fait voir un roi assis sur Cette derniere forme de notre signe nous ser a la description qu'en pen- de r ouvrage intitule cet ouvrage. fait mention dans qu'il En troisieme lieu. Lee deux : bras supportes par deux lions passants le dossier est un vautour personnage les pieds.sous que recent qui nous (mtlk). larg. L'^pervier sur le haut du dossier du tr6ne royal correspond blement au vautour dont Maspero sa description deja citee. la note « Jl que voici faut substituer lit > . N. au un trOne fait Mus^e de Berlin. : en bas de la page. 0"" 078. ' Voir ZeUschrift Voir le XXXVI. 105 . je le rappellerai y a..[8] £ARL PIEHL 0"* 85 H. ficative il donne quelque part Tediteur Le Temple (TEdfou. * dessin k la page 405 de Ausfilbrlicht$ Verteiekniu dtr gg. Ep. un petit trian- gle J a la momie que « plac^e sur le En » consultant la representation citee d'apr^s le catalogue de Berlin. Fauteuil de divinite. pour quelquefois commodite. on la pouvait supprimer en dessinant torme conventionnelle pour le mcik. au Musee du ^ Caire. saite. AUertilmer nnd OipsabgilMe. dossier que. 496 de recti- y a. un tabouret pour » C'^tait probablem6nt un Harpochrate qui siegeait sur ce tr6ne. Berlin 1899. Devant le fauteuil.

36 SECTION EGYPTOLOGIE [4] Des observations qui precedent il resiilte qu'il y a eu en Egypte nn siege ou tr6ne appele mdJcet. au debut de cette note. rappelle la description. qu'il faut bien distinguer d'avec le lit. sur la statue de Chefreu. monument dont « le dossier est un » oiseau « qui deploie ses ailes afin de proteger le personnage assis » Toiseau. Karl Piehl. I . La forme avec un oiseau couche que nous en avons citee. d'un monument de cet ordre conserve au mus^e do Ghizeh. a la forme d'un epervier couche. mentionnee d'apres Maspero. .

proclivi abbandonas* sero alio piu diverse du tbraio orgiastiche: le indefinite Tome III AetM du XII"** Conffrti OritntmlittM. alia hissuria.DI UN BASSORILIEYO DEL MUSEO DI PERUGIA La meiite rappresentazioiie del basso rilievo e evidentefacile assai a essere spiegata: trattasi di un Fauno che mentre suona la sua fistula h in stato di / J Maui* priapismo. si Sappiamo Faiini. e qiianto i nell' atteggiamento di saltare. — — (V* Partta) .

alquanto di verso: non per un punto di vista qualche osservazione sul bassorilievo perugino. credo lo ripeto. della volta. lo svolgimento della con- cezione artistica e evidentemente improntato alle me- morie de'culti dell'Asia. abbia avuto una vita sua propria e originale assai ristretta: 1' influenza roniana cli'era per elleniche . evidentemente inutile. I ricordi che la gente etrusca aveva porta ti seco si nelle sue peregrinazioni. 38 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS che ne conosciamo per opera [2] rappresentazioni degli ci scrittori e degli artisti nelle arti figurative non con- sentono pertanto se d' illustrare un argomento notissimo. alia loro Ion- non avessero subito influenza di un piu I . della Misia. non sara. 1' greco-romano. avanti tutto. credo. riverbero V esplicazione delle concezioni si nianifestava in Etruria anche prima che la popolazione etrusca fosse politicamente assorbita dall' elemento invasore. (/aria ecc. per dir piu esattamente. che arte etrusca. e che alle riconnettono quasi della esclusivamente antiche tradizioni Grecia i trovarono modo di meglio affermarsi quando Greci meri- poterono espandere la loro influenza nell' Italia dionale: e cosi quel contatto piu diretto con chi ricor- dava agli Etruschi le glorie di le un mondo del quale si erano assimilate condo. II nostro bassori1' lievo elegantissimo appartiene al periodo in cui o.. che sia impossibile definire di con precisione quali molte memorie lasciateci dagli dell' Etruschi sieno prodotti arte nazionale con influenza della raffinatezza estetica importata. arte. non poteva non esser tee percio. pro- priamente detta. Ma le popolazioni della Frigia. o piuttosto opera addirittura di artisti non etruschi. Ed memorie. 1' pu6 dirsi die.

anche Catullo neir Atya. accessibile alia fantasia gia corrotta popolazioni conquistate. lia Ma chi non al- visto de' satiri nelle gallerie e nei il musei? Quel che veramente distingue tri. L' aggruppamento ricordati. Era una pletora di lussuria che finiva per soggiogare i vinti Etruschi col tascino della brutalit4 lontani: il elegante. per 89 tano Oriente? altro. e dei tra- viamenti passionali. sempre sin- ceramente anche se apparentemente discor- . trionfa mirabilmente agli occhi deirinvestigatore nel bassorilievo peinagino. ^ Toriginalit^ della concezione in questa mirabile scultura. ri- e figurato nella clie prima base prospettiva: quel serpen te culti orgiastic! esce da 11a cesta al suono della fistula oltre che ricordarci i non pu6 non chiamare seguenza alia nostra. di concetti atavici.[3] G. delle Basterebbe non dire da di varie fomie del culto immortalati cibelico. che unite insieme costituiscono la mitologia comparata. viva in ricordi vizio. a tire apparentemente. completa la scena: illustrate il Sa- cosi vivacemente scolpito e da quanto prodigiosa. e che in- mio modo di vedere. fatto vivo con stero d' arte. mente la trasmissione ereditaria di certe idee che nel mondo greco-roniano e per coniei*atici anche nei popoli soggiogati fanche trovarono ampia come gli Etruschi) maniera di svol- gimento. anche nelle magidi sue espansioni piu abonninevoli. Non 6 un satiro come un altro: c* fe qualclie cosa di accessorio vece. DONATI ricordarsi. nostro soggetto da tutti gli cosi parmi. Sarebbe trovarono o inutile citare s' i nomi degli scienziati che il ingegnarono di trovare bandolo della matassa in quella congerie di rappresentazioni ideolo- giche e tradizionali.

— It is thus that mythology arose. Chips from a German vorkshop. Auramazda ed Angra Mainyu. e lo svelgimento di tale parallelismo. che giunge talora alia unificazione. figure come per finire es: il Die Krishna nella sua duplice 1' qualita di chiaro e di scuro. genti. Dio e Lucifero.40 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS e la [i] danti. noi possiamo trevare assai spesso nelle piu antiche memorie. and thus that to be must be interpreted if it is more than a mere conglomeration of meaningless or absurd stories. il a quelli infantili de' selvaggi concetto della condi principi trapposizione e del ravvicinamento eteroti- genei e cestante. Dagl' ingenui dalle piu eleganti manifestazioni tine delle civilta antiche. it II. nota per la quale torna in mente quelle felice scrisse il il che con sintesi un grande maestro. Ora se consider] amo certe piche. Ma il contrasto piu curioso e perci6 degno di essere richiamato e quelle che nelle tradizioni anche piu vetuste pote infiltrarsi nel parallelismo del concetto della vita con quelle della morte. nen facevano che rendersi eco ledele concepimenti de' nostri della per conoscer la quale conviene risalire alle sorpro-avi. I . tante die arte indiana ha ta- dovute per rappresentarcelo materialmente gliato per lunge a due coleri diversi (fatto del resto che ritreviamo anche in altre rappresentazioni vislinuitiche nen possiamo nen ricordarci delle antinomie che pre- ' Max MtiLLER. dove i due principi sono anche uniti per volonta di i artisti (canteri e rappresentatori delF arti figurative) quali altro corrente. lotta che manifesta Indra a Ahi. IGO. ^ Del resto e troppo note: raale e contrasto nelF ordine di certi concetti principio della lotta fra alle il bene e il comune si razze t'ra superiori e alle inferiori. la luce e le tenebre ecc.

II tipo di provenienza diretta dai culti delT Asia occidentale. sono talora impersonati in una sola figura che assume le quanta varie. nella personalita del dio (. anzi. 41 senta il pantlieon venerato dai nostri padri Una di perplessita.. ».-iva: io credo che non sarebbe cosa agevole senza il sussidio della mitologia comparata risalire alle sorgenti. per e d'altro. « aAgirasAm abhava^ sacabhuh sa dev&Qt\in pathah upapravidvun. 9. eppure troviamo questa stessa figura Tvashtar. tratto dal Rig. ancora. DONATI arii. e ciso.Veda sullo scambio della personificazione mitica: noi troviamo e Tvashtar che * non solo amico ma anche sostenitore degli Afigiras e tipica. bravo e desiderato Tvashtar. il i testi che noi ecc. anche etici. e prcparatore della via agli Dei. non solo disprezzato. come Uma e Parvati. Io sono ma uc- e senza aver commesso convinto diversi re- pertanto che la unificaziono tipica in rapporti <ia indiscutibile: altrimenti le antinomic apparenti ^terebbero lettera morta. . fra altri. X. se ripensiamo alle mistiche sue nozze con Durga.. Un altro esempio. cattivo.. colpe. conosciamo sono prova evidente che (' beato^ WfelicBj il spostato: diventa addirittura il maligno. una confunione non dire i sugli stessi attributi delle divinity 6 evidente nelle piw antiche memorie quelle popolazioni.(6] G. la quale ritroviamo sotto altre forme e con nomi diversi. 79. principi.. ucciso da Indra al quale inoltre aveva impartito certi insegnamenti: dunque ritroviamo che quel buono.. Ne abbiamo un esempio. deva ivuslitah ecc. quel che piii importa. la quale alia sua volta aveva rioevuto le tradizioni dall'Asia orientals ie in- * Big-Veda. per le quali il dio beatOy e felice^ il huono h pure mostruoso. il Rig-Veda ne una prova luminosa.

di come e clie saghe primitive. di quel naga o fece e fa ci naja tripiidians (che tante vittime tutt' ora neir India. Met. — Per la trasfor- mazione di Atys cf. e notevole il Ed fatto che delle tradizioni dei culti orgia- stici si riscontri nella testa del una prova nel nostro bassorilievo anche naga. nel Vishnu Purdna il ricordo della Nagapan6ami o quinta lu- nazione consacrata ai serpenti considei*ati come diviniti. e rapido sorgere. del protagonista : a fiamma. Ovidio. X. e quel naga b alia sua volta salutato dal satiro che trionfalmente * Of. serpentina e qui viene in mente un riscontro: la connessione ideologica della perpetuita dell' esistenza presso. mentre una conferma e nel linga anch' essa. ha un significato: la procacita rappresentata nel protagoil nista. zione di pente. e al tempo in- stesso di si morte ^ del serpente che esce dalla cesta e che cobi'a dei fachiri drizza come incantato (come 1' diani al suono del loro flauto) quasi a contemplare e salutare arrive del protagonista protervo. I . che sporadicamente possiamo rilevare dal materiale possediamo. e che d'altra parte e mito fallico) rappre- sentano una combinazione mitologica interessante. e poco presso. Mytholo- logie des Plantes. siero il il coll' idea del ci- come al tempo stesso il liuga ci richiama al pen- mistico pino: ed invero la testa di quel serpente vita.42 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS riferirmi [6] tendo specialmente alle tradizioni indo-ira- niche) possiamo ritrovarlo nel nostro bassorilievo ricordo. quale e simbolo di come i il pesce. del serpente. De Gubernatis. alia parola cypres. ap- come not6 anche Wilson (senza per6 occuparsi i della connessione mitologica) troviamo rapporti col Matsya o pesce. il Nulla di piu comune della rappresentasatiro: il un ma quella cesta da cui esce il ser- naga^ simbolo della vita e della morte. Vedi pure. artisticamente superbo.

e specialmente du- plice simbolo della vita e della morte: questa pianta che rappresenta per la morte di Apollo di essere prese il Coo un cervo e per la quale ottenne da trasformato nell'albero che da lui il dolore perpetuo di Ciparisso da nome: il quale alia sua volta se nella forma di fiamma accenna al rogo e quindi al concetto di distruzione. * • Lib. mentre come simbolo fallico troviamo parallelo il cipresso nella forma di lihtja a 6amma. . 49. pensiero antichissimi ricordi mitici ai piu di il quasi senza dubbio. ignorati. per fare le nostre ricerche. Chi non ricorda di Atys? ma i frutti dellu pianta una sola citazione. non snm de fragili dolatns ulnio colunma est Sed viva generata de oupreeso. accenna pure al concetto fallico: mi limiter5 a citare Marziale. . lo sono sempre di opinione che V arrivo fra noi e torse il ritorno avveiiuto tardi presso gli orientali d' idee.(71 G. clie su queste raaterie piuttosto sca- brose raccolse discreta messe di tradizioni clie lo ave- vano di gran tempo preceduto. quel cipresso cantato da tanti poeti che richiamano al nostro essi. con de- sideri indecorosi: e quella testa ci ricorda le tradizioni prime che anclie la Grecia e Roma piCi ereditarono dairOriente. sono ricordati anche da Marziale quando parlando di essi dice: poma sumus Cybelae ecc. pure inconscia- mente prevenivano Cijjele e la morte afrodisiaca. VI. DONATI 45 si reca 1' altro ?ia//a. di tradizioni. credo di origine ^ivaitica. insomma clie uno scambio tiitte abbia inconsciamente alimentato ci le generazioni che mentre da gran tempo precedevano.

pure il capitolo The Serpent nella Zoological 1872.. da quanto nell' art. ove ci rifletta associazione di tali concepimenti insignificante. per6 sarebbe inutile ricordare le stele sepolcrali. Schiaparelli: 11 significato simbolico delle piramidi egiziane. Dove chiaramente e dimostrato che la piramide rappresenta il sole raggiante : e. ecc. E. fino alle celebrazioni degU Ofiti^ del loro nesso cogli gnostici. . che ogni studioso potesse svolgere a suo talento ormai del culto antico dei serpenti. ho voluto fare sol tan to dei richiami. da moltissime rappresentanze. Mythology di Angelo De Gubematis (London Trubner I . II. e stato gia detto molto. di presentare ai suoi lettori una multiforme formula il poetica ^ ecc. parlando di altro argomento. in modo apparentemente clie ci . nella claasica opera Tree and serpent worship: dove molto a proposito 6 ricordato Epifanio: ed essi tengono un serpente vivo in una cista ecc. ^ dove il serpente vien fuori dalla cesta rabbiosamente: e tralasciando cose troppo note ai cultori di riferisce ai rapporti qnanto 1' si antichissimi fra 1' Oriente e Oc- cidente. che dall'Asia Greci e si i Romani che accolsero 1' senza renders! ragione. II vol. : del sole jiascente dunque siamo ancora nel tenia und Occident del Benfey. Vol. il e presentata. poigono filo per rintracciare la via del labirinto e opportunamente scriveva Reinhold Rost.). inti- • Nell' Orient 546 tolato • Und wenn der Cf. Fergusson. che come gli obelischi ricordano culti fallici credo riondimeno opportune ricordare la memoria del Prof. Himmel tcdr' Papier. cfr. in via secondaria e derivaia. Non sara poi inutile ricordare die 1' alci- bero e il serpente mentre figurano vivamente in un lindro assiro e piu ancora in una moneta di Adramittio.44 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [8] E i tan to piu e da convincersi della derivazione orientale di certe tradizioni antichissime. .

che viene dal calore. 1884. G. certo 6 non frequentemente potrebbe trovarsi un documento nel quale 1' arte figurativa abbia rappresentato meglio che nel nostro V antinomia e simpatia della che vita e della morte. e quindi del rinascimento perpetuo: ed ^ perci6 che nel Museo di Perugia nella parete opposta a quella dove collocai il nostro soggetto. La dotta memoria fa pabblicata dalla B. feci apporre un bel rilievo vaso cinerario che rappresenta una elegante : figura di Venere ipotimbia il la dea sorge splendida. forse inconsciamente. forse parallela a quella del fuoco die distrugge? Con- cludendo dir6 che ho creduto opportune di limitanni ad alcune congetture su rievocazioni tradizionali concepite.[9] G. e le e vicino. DONATI dedurre : 46 il espone I'insigne egittologo possiamo sarebbe con- cetto della vivificazione e della produzione si ma poich6 il tratta di fasci solari audacia ? sovercbia riconnettere questi col linga piromorfo — In Hostanza non 6 * r idea della produzione. dei Liacei. . Ace. dai nostri padri. * -—*:??8JW!W?t. DONATI.

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Solierio. De viiit r&man. Venezia. roman. etc. 1677. nee non de illiu* romano pontijice. Examen libri pontificalis. De Amato. Vignolio. Contest. Patriarcha Alexandrinus. il — G. Bomae. Dissertatio. Bomae. 1647. 1641. — L. — — Vitae et res gesias patUtf. 1622. Parisiis. Bomae. Bomae. — Ciampino. La etimologia de' nami Papa e Pontifex. De pudicitia. nomenclaiura. patria Echellensis. Boma. Maronita. De vocibus Papae. nunc primum latinitaii latina. Clerns romanus ad Cyprian. 1662. 1718. — DielWittemberga. 1596. 178l>. 1719. Maisella. — T. 1630. Bomae. Biblioth. Historia dslla vUa »ommi pontefici. pont. cronol. Bomae.. — Anaat. etc. // poniicristiani. Ad Maunitaie riamqtuie estCassob. — donatwn. 1672. — San Cipriano. etc. Roma. — Baronio. 1886. Stefano Borgia sulV origine ed uso del name CI. etc. 1798. Papa. Card. — Ciaconio. — Ang. — Bracci. ad hist. etc. ad Ciprianum papam. Le liber pontijicalis. la prerogativa di Papa. etc. pontijicum. untverti I. dam. Platina. papain. Cfenova. inautentica. sg. Epist. Trad. Liber pontificalis. A7inales de' ecclesiast. Epittt. — S. Bomae. Letters erudite : Ditertatio funBomae. Abramo Chronicon orientate. Bocca. proprietate in De origine nominis Papae. Jicato pontif. . . Nuzzi. Ducheffiae. mann. B. etc. Mariyrol. 1724. Do Novaes. romanum. Bomae. Parigi. De ecclesiae. Lett. 1688. Trad. 1690. — Raynaad^ Onomasticon pontificium. Ad Ephes. 1568-1607.DEL NOME PAPA NELLE i>i CIIIESE CRISTIANE ORIENTE ED OCOIDENTE BIBLIOGRAFIA Sant' Ignazio di Antiochia. De roman. massimo non mai assunto dagV imperatori al — A. Boma. 1661. ad Smym. Bomae. Se Ennodio diacono di Pavia fogxe primo che appro- priasse al rom. 1715. Padova. Elememti dsUa sioria . — Tertulliano. — D.

L'illustre professore Giovanni Reville. fici. collect. delle religioni il di si nella Sezione di storia comfarata 5 ottobre 1899. amata e molto. di archeol. 1828-1856. INTRODUZIONE La Memoria da sul nome Papa che ora pubblico negli Atti del Congresso internazionale degli orientalisti. 1864-1877. — Orelli-Henzen. christ. lett. Romae. Confesso che non ho mai amata la erudizione per la erudizione.. ri- sposta. Trad. in poche parole. . Roma. crederanno ch' intenda scrivere un lavoro di pretta erudizione. B. De Rossi. suo cor- membri. L' ho. Inscript.48 de* SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS sammi etc. Builatin. giudic6 Tannunziata mia ricerca rica importante ed origin ale. urbis Romae. am- pliss. Inscript. La Roma Roma. [2J pontefici. mia comunicazioDe uno dei accolse con benevolenza dai La memsto- bri della Sezione. ci-ist. An. Introd. crist. 1861-1888. ho amata la erudizione quale . Roma. e le mie parole. Turin. a leggere scritte il titolo della io Memoria. Insomma. o come un riBveglio di dottrina sopra istorie ingiustamente alterate o dimenticate. tese giudizio Accompagn6 il con una notevole osservazione su la origine Alia quale osservazione detti breve il del nome Papa. Trad. venne me comunicata. 1821 1797. ma se ne terra meritato conto nel mio scritto. si. alle vite de' sommi pontesott. — G. seno della Sezione di storia comparata delle Forse alcuni. 1865. ma come un eccitamento ai vivi per fatti de' morti da ammirare e imitare. Spero clie esse voglia corrispondere alia buona acco- glienza che ebbe la fuggevole comunicazione in fattane religioni.

cosl cade acconcio ricordare che essi vennero pcico apprezzati. Guidi. altri. Lasciando da parte si gli archeologi le loro — de 'quali non pongono piu in dubbio importanti scoperte nel giro del passato remoto — sono innegabili e stupe- facenti le scoperte ottenute dagli orientalisti in ordine alle religioni. Ascoli. Kerbaker. nessuno oserebbe. iiasta al proposito volgere uno sguardo ai molti e proficui lavori del Mi'iller. alia filosofia e all' arte degli antichi popoli. pure sato. alle civilta. Amari. dello Schiefner. Lasinio. del Maspero. II simigliante pub afi'ermarsi degli studii Kuhn. Pulle. Siccome T occasioue a scriveria 6 stata Tadunanza degli orientalisti in Koma. burlarsi degli uni e degli altri. dopo che hanno coordinati ad altissimi fini. messisi risultati per tale via. quasi per passatempo altri. del Maury. del Lassen e di altri stranieri. alcuni dissero che sprecavano ingegno a sa- pere quel cli' h inutile a sapere . Flechia. gli orientalisti. Per disprezzo. che avevano conseguite soltanto arbitrarie connessioni verbalistiche. del linguistici dei nostri nazionali. Schiaparelli. della file- deir arte. finclie stinHiiono le loro indagini fine a se Htesse.Id] B. che annaspavano . Teza. sono pervenuti a mirabili nelle antiche istorie della religione. Puini. . oggi. Per6. essi. cosi come indagatori del pas- finche credettero le loro ricerche un fine a se stesso. civilta. Con lo stesso iotendimeDto. della Sofia. del Breal. De Gubernatis. e befleggiati talvolta. dell' Hang. »crivo la presente Memoria. del Muir. LABANCA 40 mezzo a buon fine. parole e radici di parole. Lo stesso disprezzo tocc6 agli archeologi. Gorresio. Pizzi e di altri italiani. del Kern. i loro pazienti studii quali niezzi e dopo che. del Weber.

il Essa lo liniita glottologo. eruditi hanno 1' obbligo 12. recchiate dalle sue indagini linguistiche. orientalistes. Si « e compiuto sapere. che. 1' antropologo e I'etno- vari tipi di una spiegazione razionale favella primamente si Ibrmino « del come maBui- e si turino leitins. spiati ed applicati per bene. Se la sua interpretazione verbalistica de' miti non piu regge davanti alia critica antropologica. e de' loro. egli lin- mera guistiche ». di condursi alia stessa fratelli es- guisa degli orientalisti. Sono grafo die danno disse alia i descrizione delle diverse famiglie il filosofo. o grottesche stalattiti. le opere geniali di lui su la scienza e la storia della religione. Restano ancora del Miillei-. Non devono di semplici se ammassatori e aflastellatori anticlii non vogliano diventare quasi fossili prediluil viani. die la sola ricerca logica non basta a dare positivo prepara soltanto. dico clie il ce- lebre indianista linguistica alio studio Max ei'a capi di buon' ora die : la hod scopo a se stessa 1' applic6 subito delle religion! e dei miti religiosi. resta come un ardito avviamento del genere della linguistica verso delle la novella cognie zione e spiegazione preterite gesta credenze appa- umano. Ascoli. Xir"" Congres international des n. die di glottologo lia Anche il nostro acquistata fama europea/ glotto- confessb nel suo discorso del Congresso internazionale degli orientalisti di E-oma. La erudizione ha do- vere di assurgere all' alto scopo di aprire nuovi oriz- zonti storici. 1899). Gli Rome. sere fatti. su lo svolgimento delle religioni. nelle divinazioni dell' occulto passato. a cosi dire. giovino .50 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [4] E per arrecare qualche Mtiller esempio. su la filosofia del lin- guaggio e su altri soggetti congeneri.

II ricercare per sorami capi le origini di siliatto nome. e. che il un lavoro non di sola erudizione. le ossa preziose essendo 1' ultimo dei vostri I rapidi accenni esposti dicono chiaramente. Come signore mon- dano. o gl'indizii de'fatti. ormai non piu fedeli. per odio. le conti'oversie che eccit6 fra I . in essa storia la condizione die fermasi a raccogliere i fatti. preuenti future altre parole. presumente a smisurata autorita e possanza. spirituale de' credenti. nome Papa abbraccia una luiiga 8toria. ad tuttavia devoti fedeli: . altri. di Con il andare de' secoli il nome il Papa significb non tan to monarca spirituale. benefici o rualefici influssi che esercit6 e che eserdi credenti nel Cristo il appo milioni Cotesto nome di Papa? padre nome ebbe nella primitiva chiesa cristiana il 1' un significato assai gradito. quanto ^^. dicevano. con V intento d'istruire o d' animonirc i contemporanei ed i ricavarlo II po8teri. In a illuminarc nascosto.[5] B. significato. la quale ha il sno cominciamento nella priraissinia eta cristiana. Certo. vita religiosa e cimio e vile de' popoli cristiani. Tantico bisogna rintracciare dove che stia onde che possa venire. « Guar- datene bene papi ». Da servo de' servi di agogn6 —e il vi riusci in alcuni tempi — ad es- sere il signore de' signori del mondo. ch' Cristo. cioe. in Ma per oita chi pub rivocare dubbio che pervade tale raccolta di fatti o d' indizii di fatti i un altissimo interesse morale. padre spirituale. alcuni. discende nome Papa i dal suo primitive ed affet- tuoso significato appresso (>i< fedeli.piu. le LABANCA e le M generazioni. Tuttora il nome del Papa s' impono e s' infiltra nella. temporale. Alia morte di Pio VI 1799) in terra straniera. tiene non piccola parte.

le principali fasi storiohe in cui svolse. per abbreviadi zione ed alterazione. si diede a tutti ministri del culto nome di Padri. Ilaita^. prima dignity Protopapasso nel tempo che la Sicilia fu sotto Oriente. JlQcoTOJiajtaooo. Nell' uso si comune od il nome di Padre. al metodo.52 le SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [6] due chiese di Oriente si e di Oocidente . ci atterremo al metodo die meglio possa raggiungerla. llaryQ. nome di Primopapa. specialmente nella chiesa occidentale. dicesi la costumanza la adottata il domiuio imperiale di I . ORIGINE ETIMOLOGICA DEL NOME PAPA. in si e affermata modo vario. tale. di llQCiTOTiajtaooo si ha un esempio ancor oggi in propriamente in Messina. nella chiesa orientale subi piccola varieta. rando noi ad una massima imparzialita. varieta appena accidenil Propagatosi cola il Cristianesimo. nel nome Papa. chiesastico e politico. meglio. e argomento ancor oggi grande interesse In tan to. critico. cioe.. anche llajrjrag. non a I. 11 ministro. i origine del nome Papa o. poi die otteneva qualche il grado superiore. come spesso accade. una chiesa. sopratutto Delia chiesa ocdi cidentale. nel trattare r argomento. storico e quello polemico ed apologetico. Si disse Priiiio- papa Primopasso. Uqcoancora il o JlQOjrojrajiaaoo. . godeva Tonanqc. aspi- morale e sociale. trasform6. Questa origine. Quivi. Delia denominazione in Italia. 1' Invece.

<giiin^o pochc altre avvertenze die diniostrano la varicta appena accidcntale avvcnuta od in quella sul nomo Papa. ma potrebbe ancora indursi. o di IlajTjtag. nel significato di Padre Zn^ us6 di buon'ora ancora nella chiesa occi« Congrit 4u 0ri4ntmlUl*$. di La appellaziono di Protopresbiteri e il Protopapi o di Protopapassi raggiunge ch'e lo stesso. In alcuno scrittui'e iscrizioni leggOHi nonie di Uajrug. non raccorciamento. non il llajra.Tqum lU . Priiuo- padrc. ActM du di opinioni nella cliiesa di Occidente. ed c questa Greci cliiamarono riori i ministri di Cliiesa a gradi supe- ancora //QcovonQEO/iiTtQi . ncH'uso originario. clie dop- un valore significativo. la ste^sa origine domina una grandc varieta fuori spirituale. in guisa da dovere scorgere nel vocabolo //nana il //goronana. bensi quelle "Anag. LABANCA &8 Qiianto alia cliiona orientale it. non alterando Tuna pio 7/ avesse o I'altra intorpretazione la origine etimologica del nome cbe i Papa nolle cbiese orientali. ed anclie di 'Ana. medesinio signilicato. Leggesi clie il essa non //ojra. di versa non J/ijoronam ^ o l/tK'>- Tonanaoot. Le gica del notizie arrecate bastano per la origiiie etimolo- nome Papa. Delle due interprotazioni il lettore pu6 accettaro Tuna o I'altra. In una stele copta si il e verificato //. E dubbio die si la voce Papa. Per si semplico accorcianiento elide a principio di parola il JJ. padre spirituale.|7| B. . o. cioe di Jlocjro e di liana. si cbe il il Pro- topresbitero cquivalga. ed anche Per per i suoi derivati rispetto alia cliiesa di Orionte. ed eziandio Ja del Vaticano si g in line di parola. attesoclio presbitcro. cosi come il I*rotopapa. si Potrobbe darsi doppio JI Ibsso uno sbail glio causale. vale anziano. in raddoppianiento del llmiTva. : Giova un' ultima avvertenza.dt^ Futla) .

Sembra comprovato simile uso appresso Giovenale (Sa- . o Pappa. secoli cristiani. noster. o nel domandare a loro il pane. sono adoperati a mostrare die non un primo derivato dell'idioma greco. un portato ebraico. a guisa di tante altre importazioni greche. gli si scrittori occidentali. JlajTjrag. o. Ad esempio. cosi come nella lingua greca. Nello stesso senso leggesi. allorche dir6 della origine storica del nome Papa. la origine etimoloe. In si di lioiiia rinviene nome Papa.1 64 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS parecchie epigrafi delle catacombe il 18 dentcile. dicono Papa. una iscrizione. bench e non siasi abbiano che siffatta trastbrmazione attuata in modo spontaneo nella lingua latina. sicnra. gica di quel vocabolo riusci facile insieme. che ancora sito nell' idioma latino rinvcni- vasi r uso della parola greca llaTrac. i Continuando ora nella origine etimologica. Toccliiamo sia nome Papa dei varii tentativi tatti dagli scrittori occidentali. di- per le vecchie e nuove gelosie. ma di affetto paterno. Mancando il tali indizii. Marcellino come Papa Papa suus. il nel significato_ non di titolo pontificale. Avendo la cliiesa di Oriente ritenuta la trastbrmazione JlazijQ in dialettale del nome quello di Jlajiag. nel carezzare genitori. in altre iscrizioni. osservo che coloro quali accettarono in Occidente il vocabolo Papa siccome una importazione avvenute nei primi greca. nel senso di sola paternita spirituale. ritenne il anclie la chiesa di Occidente nome Papa quale si train- stbrmazione del dizii nome Pater. ma piuttosto un primo derivato delI'idioma latino. Alcuni hanno opinato. Al propoi avvertono die i fanciulli.. All' uopo arreclier^ in seguito altre conferme. nella dottrina e nella lingua. Papa mens. nelle cain tacombe di (yallisto diacono Severo ricorda. almeno.

dovo trovasi la parola Pappa$. HJgnificanto si Direttore o Custodo. ITra lo ima<. Derivazione questa slbrzata in ma i iuiportante la notizia dei decreti portanti di cima nomi il Pietro e di Paolo : notizia dataci dal Bracci nel libro citato. anime. Roma. X. III. Ci6 posU). Altri lat. ^iova piezioso contribute dclla primitiva arte ciistiaiia.ini piii sono rapprcsentate dal meda^lione di bron- ze. Nolle catacombe di Roma si sono scoperte diverse acc-iinto imat^ini di l*ietro e di Paolo. Inno- ccnzo per citare un solo esempio.: [91 «. 17A>. interprc- tata dal cardiiuilc Jiaronio quale Vatcr [AIartyroioy turn. <^ui senza per6 documentarla. Miyne Pat. ecc. a principio fu voce Papo. iJi piu. il hanno arbitrate cho sillabe iniziali di nome Papa di Peti-us. ejjist. Paolo a dcstra cpielle di Pietro. non potersi dubitare influito nol 11 clie il latino antiquato italico ha clie sopravvenuto latino romano. IhiUcUino. . Owfrvaziuni aojtra i cimiUri.). poscia dal Do Rossi. V. non la voce Papa. ' ' Ik)ldetti. 1867.. etuvi Peln la Patdi. Vol. 7. . <)32. Die X januani). VI. 86 e «g. il In qucsto esiste. anticamento esordivano et Dec. LABANCA 65 I lyr. lXt2. ap. si Altri sono storzati a rintracciare la online eti- nioloi^ica del nonie Papa nel lin^ua^gio arciiico iUilico. I. illustrate da Ini prima. osserva da un lato. Au. conchiude una est sua epistola: Papa ergo Gustos animae [Lib. p. vocabolo Papa. o dalPaltio pontefice e Direttore e Custode delle III. scoperto dal l{i)ldetti. di latto. — De Ri>8si. o talvolta belle I'uno airaltro. decreti papal i. dorivi dalle due i Paulus e A in loro cosi us<i avviso.

Ma il siccome la terribile. nelle loro indagini etimologiche. attesoche sono papi d'or- hanno poca durata come 11 Pappo. il nome Papa cioe esser nato pane de' non dal Pappo de' fiori. cap. riferentesi lauuggine di alcuni Essendo il Pappo eletti del fiori di tra- poca durata. . bambini in quanto che il capo della cri. piuttosto curiose. stianita ne sia il pane il spirituale. quale persona admirabilis. voce di maraviglia. II. che bene pub rivolgersi al II sommo gerarca chiesastico. bensi dal Pappo. nome Pappo. XI. gli etimologitsti d'Occidente di faro di non greca la denominazione Papa. gli scrittbri occidentali non avvalsi. Tale altro ha messo a profitlo « Innanzi che lasciassi il pappo e il verso dantesco vecchi. clie probabili. sell. e interjezione latina Papae. dell' altro > verso {Inf.56 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIC4I0NS [lUj Ricordo altre derivazioni etimologiche. : il dindi » {Purg. Ha quindi creduto. Taluno ha creduto che il nome alia Papa sia proceduto dal fiori. pape Satan aleppe le Si conviene dagl' interpreti die due parole Pape conche si rite- tengono una esclamazione riscono alia di maraviglia. dell' altro e non la- di questo verso dell'Alighieri. XIII. 105). dantesco: VII. 1). dinario si e applicato al capo della Chiesa. . 1 qiiali. Qualche altro ha di- visato. Jiramando tina. ^ A si « quel ch' io sappia. per la loro eta. lib. sono nel case. esclamazione di maraviglia e per un essere non ammirabile medio evo cosi — secondo che credevasi gli scrittori occidentali diavolo nel — si sono gio- vati. Pape Satan. hanno so- ' Z)e vita solitaria. sforraandolo in i Papa. corrispondere nome Papa alia interjezione la- tina Pope. XVIII. Petrarca fa buon viso a tale origin e del nome Papa.

allusivo suo parto tavoloso ' Papa pater patrum papissae pandito partum. LABANCA 57 Htenuto die la parola Ilami^ sia vemita. Esnme critico degli atti e dociim. latini scrittori. conforme ai dettati evange- titolo onorifico o di Pastor pastorum o si di Pater evo. Monaco. Die papstsabdn des Mittelalters. zicli6 Di tal giiisa i Greci ban ricevuto. patrum. per accorciaPa per Papa. Qnesto second o titolo infino alia papessa diede. si Ai papi lici. — In Roma esisteva nella Clemente ed : il Colossoo. oon quepeprrit papissn papfltum. della quale al la tradizione conservava questo verso. molto incerta la derivazione del una induzione nome Papa dalle duo di ma prime sillabe dollo due denominazioni. una stntun della favolosa papessa. * Dr)llinfrer. 18<»3. — tra Bianchi-Cliovini. si Veramente il ti- tolo onorifico di Pater patriae e dato in Roma agli imperatori. ISTtS. ratrici Ancora alle irape* davasi quel titolo cosi modificato: Mater patriae. Tau per Taurus. reiativi alia fnvoia di via Pnpesna Oiovanna. 1845. con un occbio alia etimoloil gia e con nn altro alia storia. Berlino. Congbiettura questa piu ingegiiosa. la labe romani pronunziavano. dairantiquata lin/?ua roihana. cbe giusta. ' Corpus inscription. o di quest'altre duo Pater patrunij o Pater patriae. Hta iscrizione Papa patrr patrum Vonno di- strutta per ordino di Sisto V. an- date : il nome Papa. nel medio Giovanna. . cosl come le altre nil- Po per Alcuni Populos. eccezionalmente ai papi. ag. Pastor pastorum^ o Pater patrum. banno escogitato cbe nome Papa parole : sia risiiltato delle due prime sillabe o di quosto due parole: Pastor pastorum. latinantm. il e dato spesso.ilo la prova ? Eccola in breve gli antichi sillal)a mento. quo storici i Sono adundi denominativi. Milano. Qu. per il vescovo di "Roma. 8.: fill B.

dal vocabolo caldeo-ebraico a questa maniera: da principio accadde la trasformazione del pronun- ziando non Abba. VIII.. 1. forma caldaica della 'J\ voce Pater. Gal IV. T. i principali leviti nell'A. T. nome die col tempo si attribui 9. 18. 15. IV. Ci6 posto. il nome Patrum [Vers. pater mi (Re. nacque il nome Papa da quello di di Appa. -La voce Abba. non poteva risolvere a perfezione pro- . 8. 4. XTV. 5. al vedere trasporcavalli di fuoco. 36. Abba. cattolici appellarono. primieramente tutti i monaci Abbati. 12). 11. osservanome Papa sia avvenuta b in p. e dal N. di poi. eruditi da sifiatto uso non raro della voce Pater. di cavarne la origine etimologica dall' elo- qnio ebvaico. V'ha i di piu. Ancora. Paolo. nel modo onde si coltiv(^ prima del il nostro secolo. lib. 12. i il padre spiri- maniera caldeo-ebraica. erano I. {Marc.68 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [12] Mi resta a dire di un ultimo tentative degli Oc- cideutali. chiamati: Principes pairtim (Esdra. Per una prolungazione della voce Abba. e bene avvertire die in un In no e che appresso tuale. in vario rono die la derivazione del mode espressa. tato in cielo Elia da un cario. II. Si racconta nell'A. 26. 6). Giove e chiamato Appa. alia cristiani copti e detto Callimaco a Diana. viene spesso adoperata nel N. Gli scrittori occidentali. T. documentato dall' A. clie Eliseo. non Abba. 15.1 solo capo di qualdie monastica abbazia La etimologia. Die Pater noster qui es Piu volte nello stesso capo VI di Matteo di Pater o di occorre 9. bensi Appa. cap. Testamento. tirato da esclam5: Pater mi. in coelia Gesu Cristo eccellenza [Matt. III. Rom. Nel N. II. per una trasposizione di lettere. 32). 6. ci insegnc) a cominciare la preghiera per cosi: a 9). VI. 3).

Quel cbe pu6 aflermarsi con massima probabilita. Volgendoci. che come il varie derivazioni etimologiche tentate (lagli scrittori occidentali. aversi pinttosto le 8ono da ben fondate come ingegnose. intanto. forma caldeo-ebraica non lontana. nell' invola care Dio come suo Padre. Non trattando ora il tale qiie- stione molto complessa. o. LABANCA 6ft blema della origine il efciinolofjica del nome Papa. si diradano. un' acconciata trast'ormazione del nome llarijQ appo : gli Oriental!. del nome Pater appo gli Ocin cidentali (^lie trast'ormazione noveratasi prima Oriente in Occidente.1 1 13 B. adoperata voce Aftba. volentieri la trast'ormazione Pater Papa. per le cose esposte. clie le si e due cbiese cristiane di di Oriente e di di Occidente Ilarijo in accettarono llajrao. Era considetrasforlin- necessario rati nel 8U8sidio degli studii lin^ni«tici. . dal nome gica si di Ilamig o di Papa. anche dalle vario gue cristiane di Oriente e di Occidente. nel- r nso comune. avendo Gesu Cristo.. secondo 6 detto. alia origine storica. almeno. doppio aviito moto dalle di conservazione e di mazione lin^ue. possiamo attenerci. al fatto innegabile che nome Papa fii. per cliiarire t'atto del tutto indipendente da quello accadiito nella cbiesa orientalo. Cos! solo poteva raggiungeisi una niologica del perfetta sciliizione su la origine eti- nome Papa. molte incertezze della origine etimolodissipano.

Nel 1865 C. espri- messo non semplice paternita ' spirituale. Del resto. non quelle di Noi abbiamo gia avvertito che che possa aversi per una dell' epitaffio alessan- in Orient^ era in uso la parola Ajra. GO-64. terzo successore dell'apoivi Marco — si creduto fondatore della chiesa Alesin sandrina — dava una iscrizione clie il il nome di "Ajra. neir interpretare vocabolo "Ajra. doveva avere nome di lla- mig. de Rossi in Roma intorno ad esse cafcacombe. si BuU. Del costume c lion padri tutti reli.GO SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [14] II. do Rossi.[?ioso i in Oriente di cliiamarsi papi ha un indizio storico innegabile perfino nelle catacombe di Alessandria. I'avviso del de Rossi. B. inoltre. giu- dic6 che nella iscrizione erano probabilmente perite due lettere. Era le varie notizie primegpreti. 18G5. o raltra di Anac. criaL. d' archeM. de Rossi die il nome Papa bene un ti- attribuito a Cerdone. in luogo del nome Hamig: si semplice clisione la parola Ami drino. . terzo vescovo di Alessandria.' E sembrato. distrutte le la ragione due che lettere in H ed al 2. I due archeologi convennero nome il "Ami alludeva al nome II Ilajrag. Wescher invi6 una relazione a G. una innanzi ed una dopo 'Ajva. An.. in guisa che la iscriil zione. e non disprezzabile per cimiteriale convenisse una epigrafe adoperarsi la maniera di scrivere piu accettata. cio6. che siansi. ORIGINS STORICA DEL NOME PAPA. p. . si giava questa stolo : che a Cerdone. nella sua integrita.

Fra le due cbiese orientalc ed occidentale fu. perfetta nnionc. nati ed nsati in Oriente. . h\ episcopate abbia dimostrato. subito rinacquero o usarono nome di Episcopo. li- Per coiiseguenza in Occidente. che per I'origine e per I'uso teneva veci di sempre Padre spirituale appo grave problema le comunita b di esa- cristiane. stiana. cosi il niedesinio trapasso storico ebbe luogo : ri- spetto al nome Episcopo Emnicojjrog. propriainento nolla Siamo al secolo I dell' 6ra criIn questo tempo il costume generale e provaquale sol. 11 i due nomi di Papa e di Episi scopo. di origine primieramente greca. pass6 di poi nell'uso tiella lingua e della cliiesa latina . sia in Oriente. Di tal guisa avvenne che come il nome Papa. salvo poche questioni. che nei si- gnilicato originario importava ispettore. e apparno la prima volta ohiesa di Alessandria. corne titolo onorifico o di giuri^dizione. Al proposito minare se 1' il storicx). subito composte. 6 di adopc- rare il nome Papa. Cotesto par cliiaro dallo cose si neir altro numero ma piu e me^lio rendera cliiaro U86 come di dalle cose che dir6 in seguito. Nei piimi secoli del cristianesimo il si ti- tolo di onore e di giurisdizione si nome non Papa. nei primi secoli. si adattava bene come titolo di onorificenza o di vigi- lanza accordato ad alcuni sacerdoti.i si lente nelle chiese di Oriente e di Occidente. soprintendente.[15] B. LABANCA 61 tolo di autorita giiirisdizionalo. : non latin a. di turgia. nome questo non di conio cliiesastic>o. Di qui interisce die il nomo Papa. prima che in . ma greca EmokojTog. e in uso appo le chiese ma politico. testimonianza di paterna dettc* affezione spirituale. meglio che non il nome di le Papa. di Episcopo . e di origin e greclie.

1' Occidente. ' * Muratori. amplisshna coHcetio.. inscript. Novm themtir. dopo averla documentata Abbiamo ricordato nell' altro niimero. * Jhidem. di Padre/ Da questi documenti epigrafici. Jnscript. tanto preziosi per si la storia. Al presente dobbiamo continuare nella origine storica del nome Papa. dove cadra piu acconcio. . p. da esistente ngnalcliiese cristiane. in Jussu papae Marcellini^ Filooolo dichiadi Dailiaso. etc. desume che il nome Papa risale. CXV. riconoseiuto come 1' Episcopus episcopoi*7im. di Papa noster. come loro padri spiritnali. i nome di Tata. da un capo. doeu- mentandola per per r Oriente. intatti. Inscrip. Apprendesi. 1739-1712. nella chiesa ' De Rossi. di Pajm optime. sempre in segno di spiri- tnale paternita a Zosimo. vet. Tale pro- blema storico difficile verra trattato e risoluto in altro nuniero. ch' e lo stesso. equiva- lente ancor oggi appresso nostri contadini al nome di Papa.^ Ricordo up' ultima di iscrizione. le denoniinazioni diverse di Papa mens. Vittore I (193-203). di- mente plu niinistri delle varie pcndenti. n. Orelli-Henzen. • o. vescovo di Roma (417-418). in o. il da una il iscrizione funeraria. LVI. (J025. p. per le catacombe di Eoma. 182-185(). per la generale giurisdizione. che diacono Severe chiania ve- scovo di Roma : Marcellino (296-804) Papa suus con qnesui^ ste parole rasi." In nn' altra si epigraf'e da il nome di Papa. Prolog. in Oriente tendenze a diventare da democratico monarchico. tutte significanti rispetto de' cristiani verso i ministri di Chiesa. die contiene pel vescovo il Roma. di Papa tuvs.63 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [IG] Occidente. Prolop. n. che appella Papa suus. lat. altra iscrizione. 11. ch' e lo stesso. amico vescovo di Roma (366-384.

invece. designato come autorita trova. a tutto i secolo III. . di come nella cliiesa orientale. col ill nome di Episcopus. Quanto alia chiesa occidentale ecco le dall' epigrafia. nome di Episcopi. non f'uori di Papa} Anoora altri epitaffii di altro cliiesc. Episcopiis. e nioniare affetto paternale. il si rin- viene per il dignitari in generale. V. sistema episcopale titolo di e non papale. I. morto nol 290. dominanto nei come onore e di giurisdizione primi tre ei*a secoli. san diversi Damaso. I. cruitiana. G. Ne ricordo uno solo di Caio. raccolse cinque epitaffii episcopali. ma eziandio rammentano la morte di miiiistri. Per quaste cata- combe suo scopritore. si del tutto cont'orme al dettato biblico. In questo cer- chercbbe invano cliiesastica. i di Roma. 7 la . il Vi si nomo Papa. di In riconlerma ab- biamo grave testimonianza state segretario nel secolo San Girolamo. posti a co' capo delle chiese. Essendo IV del Vescovo di Homa. 2. II nomi di Episcopi. il nome Episcopus^ nel greco eloquio Tit. shiqiUi ' JioiiM goUermn. XX. classifica cosl i gradi delle chiese Singiili ecclcsiaintm Episcopi^ sintfuli archiprcshyteri. forniteci anche Roma tra- due serie di sepolcri cimiteriali conten^ono si cpitaffii epi- soopali. 1 . nome non Papa. si ii86 nella cliiesa il occidcntale. 1" Tisn. de Rossi. alcuni dittici Non solo cimitcrii.: [17) B. dizionalo catacombe dell' apostolo Pietro dalle celebri il una scconda catacombe di Callisto. In prove storiche. e con qualclie eccezione anclie nel secolo IV. Ill. 28. LABAXCA die venne adoprato a 68 testi- occideiitalfi. ai prinii secoli. non papali: una prima serie ci porge dalla . non titolo auU»rovole. di EmnK(mo^{Atti. A si- ^niCcare cotesto coHi si fli titolo. 1' Pict. 2). B. 1804-1877. Filip.

in ossa raccomanda ai cristiani . piu probabilmente ad per Anacleto. da Tertulliano e da san Cicri- priano. mettendo critici. e poscia venivano le tre dignita arcipresbiterali ed arcidiaconali Alle prove storiclie su la origin e del nome Papa. 64 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [18] archidiaconi {Epist. perclie egli ancora ad altri vescovi. Se ne ha un docu- mento incontrastabile forse la nella sua epistola agli Smirnesi. rammenta la epistola a Maria Cassobula. nella quale Ignazio. tutti e tre Padri chiesastici de' primi secoli stiani. col nome di Papa. come apocrifa^ ma autentica la epistola a Maria Cassobula. come sinonimo di Padre. Noi am- la inautenticita di essa epistola co' migliori non ne facciamo nessun conto. per6 afiferma che si il santo Padre nomin6 come Papa non Lino. ad Busticum. che nel IV secolo dava il primo al- posto alia dignita episcopale. Qiiesto luogo si prova ad evidenza. e riconosciuta da tutti autentica.. desunte forniteci dall' epigrafia. il che sant' Ignazio usasse nome solamente vescovo di Roma. Da ci6 tal non 6 concesso lo tributa di indurre. Affermo ben volentieri che il grande eroe a il cristiano martirizzato ^potuto dare Roma nome di sotto Traiano (98-117). per una ipotesi infondata. avesse Papa. da sant' aggiungiamo altre prove storiclie Ignazio. Di fatto. che a Lino. successore di san Pietro. Rispetto tato nelle a sant' Ignazio lo scritto del Nnzzi di lui ci- Sorgenti. vescovo tire e mar- chiama Lino. Anacleto (100-102). II Bracci gia da noi citato e pure I'avorevole all' autenticita della epistola ignaziana alia Cassobula . 11 Nuzzi ritiene. OXXV). Per ragioni irrefragabili la critica I'lia allogata fra le epistole inautenticlie. prima da lui scritta.

cioe loru padri spirituali. Bonus Pastor. o del Papasso in senso ironico. attribuito al vescovo di Roma. cobi come apuno degli presso poHito i Greci dai primordi del cristianesimo.. v. agognava di sostituirla alia cliiesa visiCon tutto ci6 non isccmosce che Pietro lu da della Chiesa gli altri Cristo destinato personalitcr. die in riliovo la chiesa invisibile. nello stesso trattato De pudicitia. nol signilicato di titolo supremo giu- risdizionale. Cotesto nome. clie lia iin si bilo. La i testimonianza di Tertulliano. Ingegno pot'u nel secolo III il Lutero del suo tempo. [191 B. nato nel 160 e morto nel 230. in opposizione alia facile indiilgenzA verso cristiani core alle rotti. rimproverato per troppa indulgenza. ironicamente. Zefirino ('203-220) Pontifex Maximuvi. di nome Papa. d'allora Nel trattato menzionato pone a capo Cristo. Episcopu episcopoi'um^ a cagione d'un suo Edictum peremptor ium. rimpro(3* verato da san Giovanni Epist. al governo non per6 con potesta sovraneggiante su stoli (cap. 9). In sostanza deroso ed animo ardito Tertulliano gli da del Wnn- bambito. apo- XXI). Al pro- il Nuzzi arreca iin De pudicitia^ scritti di Tertulliano. . LABANCA come loro //ajrt. e posto in canzonatura da Tertulliano. In esso scritto chiama vescovo Benedetto. divenuto gia accanito montanista. Benedictus Fapa. tendenzc gerarcliiche il di lionia. mostra cliiaro che al suo tempo davasi a il tutti vescovi nel significato di spirituale paternita. Qui chiama. 66 robbcdienza ai loro vescovi. Per tale ragione deride Zefirino clic aspirava ad essa potesta a guisa di Distrete. Tertulliano do' iiomi ci porge un' altra attcHtazionc dell'uHo i Papa e Papi appresso passu Latini.

che deve esservi un episcopatum unum episcoporum multorum.66 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [20] Delia primitiva origin e storica del noiiie Papa. II decreto a cui allude Rocca. die la Chiesa deve avere la unita nella varieta delle cbiese. Nei rit uale. De unitate ecclesiae ivi si confermano le pre- Per esempio. uon il esiste. Assente da Cartagine al della sua persecuzione. episcopate De unitate ecclesiae. abbiaiiio iin altro documento negli scritti di san Cipriano. Per i cattolici San Cipriano pre. unitatem in varieiate . e che constitiiit. doversi conferire al solo vescovo di Roma nome Papa. Lo stesso clero di cosi Roma : scrive altra epistola a Cipriano. egli stabilisce Roma. 4). tenuti da spi- Cipriano. raccomanda ai ve- . indirizzata Clems romarms ad Ci/priannm pajmm. venne cliiamato Papa. cit. Nel suo libro in modo risoluto. as- I confessori di Cartagine scrivono al loro vescovo : sente con questo indirizzo Confessores universi ad Cy- prianum papam. tre concili di Cartagine. martirizzato alia stessa Cartagine nel 258. il il cavallo di battaglia. die nel III concilio di Cartagine si fosse il decretato. Altri passi late sentenze. creato vescovo di Cartagine nel 248. a cosi dire. il clero di Roma invi6 tempo una let- tera al clero cartaginese (Epistola cleri romani ad clerum cartltaginensem) nella quale Cipriano e detto Papa. per volere di Gesu Cristo. che extra Ecclesiam sains nulla. Op. senza documentarlo. ut unitatem manifestaret ^ nnam cathedram dall' Cipriano allude alia cattedra tenuta apo- stolo Pietro. nel senso di padre Qualclie cattolico ha stimato. p. uia e vero clie il con San Cipriano pig]i6 bensi 1' sopravvento non universale di papato universale. c state sem- quale primus inter impares per la giurisdizione (Rocca.

Egli era molto impensierito del danno gra- vissimo che veniva al cristianesimo. . non per anche dominante solo nol governo della Chiesa. o presentata. ai ru- scelli che si dipartono dalla surgente. Parte 1789. I'. al progresso della religione. super quern Scrivendu unde unitas la chiesa di al editicavit Ecclesiain. A San Cipriano premeva assai assai T unita cliiesastica. L' opera cattolica e di autore anonimo. dall'albero. non per amore della gerarchia romana. i Paragona che si il dissidenti ai raggi clie dtil sole si distaccano. a cagione di tanti dissidenti che lo dividevano e frastagliavano. rcputava necessaria. ai rami svellono pastore. undo unitatis originem instituit et ostendit (Eyist. XLV). si bene per amore della religione cristiana. per avere la unita cpiscopale: tU episcopatum quoijna iptum unumj atque indivmim probevnis. n' e stato scrittore Ueiin. vescovo di lioma.1 1 21 n. Di piii aggiunge per Homa: radic et mater ecclesiae cattolicae. cosi espriniesi: Petri cathcdram^ atque ecclesiam principalemj sacerdotalis exorta est. Cistari. ad ZaOujanuvi). JAliANCA 67 scovi la subordinazione al vchcovo di Ht»ma. Insomnia. secondo sottomettendosi de' vescovi i dis- alTubbidionza o all'autoritA all' delle chiese cristiane. oasia la chieta. La santo credeva la unita niamente necessaria per conservare mita della fede cristiana: sidenti ed unitbrsi unita ed unitbrmita oho lui. Sifl'atta e la alle pecore che abbandonano cagione del suo quale unita il insistere su la ter- unita della Chiesa. la unita episcopale ' governante o nei potesth di tft/vfrnartt concilii la Vedasi L' episcopoto. XIV. Cornelio (2bS-2bb). (Epist. sarebbero conseguite. probabilmente prete napolitauo. tro primuin ot ' Altrove sentcnzia: Nam Pe- Dominus. auturita de' concilii da essi rap- allora governanti insieme col vescovo di Uonia.

dal prime secolo cristiano. la Filialita di tutti gli si uomini verso Dio.. la origine storica del nome Papa. annunziata dal Cristo. al piii. com' c naturale. non la iinita papale governante in una unica chiesa. Ci6 si pote effettiiare assai dopo il sccolo III. significato si conferiva ai vcscovi ed ai sacerdoti semplici delle varie chiese di Oriente e di Occidente. alcune lettere. 11 reggevano comunita cristiane tutto fino qui esposto dimostra ad evidenza. Gli storici cattolici della Chiesa. e monarchica. Cosi egli nome di Frater o chiama ora Cornelio. che fanno di Cipriano di un le atleta del primato e del Roma. partori. es- sere antichissima. Al tempo rarsi il San Cipriano continuava ad adopenome Papa nel significato di padre spiritualc di e in tale de' fed el i. in di Collega. desiderata era tuttavia oligarcliica. ed ora di Stet'ano Ne i due vescovi democratica. ai due sommi ternita e di Filialita insinuati nel cuore degli uomini dal La Paternita di Dio verso tutti gli uomini. nel sense di paternita spirituale. dalla quale tutte le altre cliiese dovevano dijiendere. vanno di la dal si vero pensiero di lui. attraverso innumerevoli contrasti. La quale origine storica ideali di l*a- pienamcnte conl'orme cristianesimo.«J8 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [^^1 o nella chiesa. I. non t'u di potesta giurisdizionale. vero stato in cui nel secolo III. lui II che riconterma che la unita chiesastica da o. Di che e non mai gerarchica prova palmare eziandio il conI tegno tenuto da Cipriano verso Stefano riguardo al giorno della celebrazione della Pasqna. Roma se ne risentono. ed al battesimo amministrato dagli eretici. Siflatti ideali recitarono nelle chiese cristiane di Oriente e di Oc- . Importa assai notare che ancbe il il Santo da.

|23| 13. vitiliae et iitfimae laiini~ Mis. * 111. di Papi. Tom. di EsHendo tutti gli uoraini proclamati figli Die e del suo CriHto. e. du JC//"'« Congrit du OrienialitUM — Tnmn III fj'"- l>*rU») 6 . tale applicazione dirsi I'u chiamandoli fratelli. per accorcianientu. assuiiiendo i primi il nomo Padri. script. Accanto crobbo il ai due noroi di Patcrnita e di FilialitA terzo nome di Fraternita. Abbianio veduto vescovo Cipriano vescovi di appell6 t'ratello Cornelio e Stefano I. a volte. spesso dolorose scandalose tra lo duo cbiese. tanto clie Gregorio IV (827-844) se ne lament6 co' vescovi di Francia. Ma rarissinia. Parisiis.K CJ11J<:sE di ORIENTK E di OCCIDENTE. Lascio da parte tante controvorsie. Foi-se tor- ' ('. or gerarchici od ora liturgici. Non clie il simigliante pu6 de' sacerdoti e de' vescovi. AeteM 1733. od i secondi quollo di Figli nel Cristo. Con r andare de'secoli si smise tale costume. clic in una loro lettera 1' avevano denominato Frater. tavano j^er qucsto tutti intra loro si Cotesta unii'edeli ai versale I'ratellanza applic6. Du CuDgOj Qlouarium ad col. LABAXCA o 60 cidonto ira i ininiHtranti di miniBtrati. divenI'ratelli. nel chianiai*8i e saluil tarsi tra loro. dai loro saccrdoti ed anco ai vescovi. 258. non Paier. Roma. V. giacclie a nartiy lui si doveva pater- non frateimani 'reverentiam. CONTROVERSIA SUL NOME PAPA FKA J. cagionate tia dissensi or dogmatici.K 1>1.

secondi ha tale potere ancora il Papa ex Cathe- Per i i primi lo spirito Santo precede dal solo i Padre. larsi Per primi la Comunione deve lievitato. cioe. per gli Occidentali e anche il Papa. per gli Orientali.7U SECTION MYTHOLOCtIE ET RELIGIONS [241 nera gradita ed utile ai lettori la sola numerazione di siffatti dissensi. i vescovi. secolo IV. dissensi — col o. mitigare i buon fine di ritornare le due chiese * Vedasi lievtte de iheologic at de philosoph^e di Parigi. latina. e unico capo della Cliiesa. zione. per richiede 1' secondi 5" si appro vazione del Papa o il de' Vescovi. i Cristo. ^ del Sillabo papale. i secondi 11 la permettono . come i i Vicario di Gesu per dra. secondi Indulgenze papal! della Intallibilita papale. . 1' debba delle riconoscersi. 10** anche i altra di Oriente. secqndo 9° secondi. dopo se. 2° Per i i primi sol tan to Concilii generali riti possono stabilire 3" dogmi. 7" per secondi deve farsi con la sola specie del pane. Tra primi e i secondi. per secondi dal Padre e dal Figlio. Settem- bre 1899. primi non permettono nel culto i la musica strumentale. la morale e delle chiese. con i le due specie del vino e del pane. che anco da vedovi possono il dai secondi e ammesso 6" celibato per tutti i sacerdoti. continui contrast! su la gerarcbia. Dai primi per i si ammette matrimonio del clero. della Immacolata Concemenzionati alia Per allontanare. secolari e regolari. Rigetto de' primi contro . oltre quella di Occidente. 4° Per i primi e libera la lettura della Bibbia. I principal! 1' sono i seguenti: 1" Gesu Cristo. eccettuato aspirarvi. del non deve lievitato. almeno. Secondo i primi la lingua i culto 8" I essere volgare.

ripeto. tolta di peso dagli studii linguistici del nostro secolo. benche pur i implicando vecchi contrasti e ranrivali dclle due cliiese. Per il movimento di trast'ormaziono lingue subiscono alterazioni fbneticlie. fosse posseduto nei secoli XVII . Lascio. Mi I'ermo a quella sul nome Papa. Nolle lingue civili. nella discussione non avessero influito le consuete discordie e gelosie. lABANOA latti varii tentivtivi. quello die accade negli tri al- vocabolarii. e si imo di trasformazione. ^erarcliichc c litur- duo cliiese. Quanto osservazione e specialmente quello della origine storicii. alia origine . a vero dire cssa sostanzialo. e XVIII il patri- monio storico delle epigrafi allegate e se. inoltre. Per quello di conservazione in le tengono lingue classiche di ciascun popolo. modificazioni . cori in apparenza nominale.1 (25 B. etimologica aggiungiamo una appena accennata. re va dovcHHe ottenere felico risultato. infine. ina Hi 71 primitiva uiiione — si Bono »emPa- pre invano. la questione avrebbe raggiunta facile e pronta soluzione. in generale. da parte queste giolie controversie tra lo dogmaticlic. da prima amiche. ma dopo parccclii anni 6 aspettato anche invano. di cia- Hcuna Ic istituzionc. cosi come : negli altri t'atti coope- rano due movimenti con to uno di conservazione. . si avver6 porfettamente. E si in stabilito prima osservo clie se nella ricerca si ibsse il vero punto di veduta storico se. Dclle vole i mie asserzioni sono un dimostrato bastedue numeri precedenti su hi origine etimolo- gica e storica del nome Papa. poi e nimiche. Nol vocabolario cristiano. Un ultimo tentativo 6 t'atto da Leone XIII con la sua Enoiclica PrincipiUis pttpulisfjue univertis.

anche per tale e alle conoscenza. La (> orientali erudito e nostro. ^ compenetrazioni II cristianesimo avendo introdotto fra gli di uomini wi una gran quantita nuove idee e di iiuovi fatti. accorciamenti di paiole. ci nel significato di titolo verso una potesta tenze ben la giurisdizionale. II che avvenne appunto le sul nome si Papa. nelle loro modificazioni subite. varono. modificazione ed alterazione delle voci classiche di UaTi)Q e di Pater. Gli battito. tali. adatt6. nel diori- non di rado la questione della di gine del verso nome Papa. Paris. e sg. bisogna aggiungere quest' ultima. Preme. che se guistici gli studii lin- contemporanei si fossero conosciuti ne' secoli precedenti. \ . dogmi affini o tra voci greche o al voca- ma ne di ci6. miitazioni dialetdi neologismi. confusero scrittori. Alia mancanza delle conoscenze ~ringuisticlie. ne di altre cOse bolario cristiano devo occuparmi. nel Clironicon * vie des mots etudiee dans leur aigniji- cation. si sarebbero molto chiarite e diminuite. Coteste preliminari avver- aprono la via ad esporre ed esaminare controversia delle due chiese sul nome Papa. Egli. Darmesteter. conchiudere. con la questione della origine del nome Papa. intanto. le controversie tra gli scrittori oriental i ed occidentali. nel significato pretto saluto una paternita spirituale. Col tempo due chiese gioriti. per iscopo di facile propaganda. in sul principio ai vocaboli classici greci e latini. altre difficolta accennate. 1887.72 SECTION MYTHOLOGME ET RELIGIONS [26J iinaloi^iclie. p. piii Uno dei controversisti Abramo Echellense nel caso Vedi A. per la promulgazione di nuovi anclie della combinazione studiata latine .

Ecco lonse : le testuali . X. di AbuUacro cristiann TTabbasides — quegli e que. nomo quel Papa cli' (Ilajrag) si diede la prima volta in Egitto al Pa- triarca di Alessandria. ironicament«. secondo maronita Echellenso. Alexan. oltro al- trastbrm6 il il nome IlarijQ in Ilajrag. vorso loro padre spirituale ma eziandio II in cont'cs- sione di eminente dignita chiesastica. il nome di Avo. il quale vescovo rimbambito. trastorm6 nel il tresi nome Ilajrag nel nome gli llajmog. devoto al Patriarca Eraclo. dignitarii. imperante. LABANCA 73 orientale o nel no. qui Patros sunt nostri (7>e oW//. in senso di Avo. Domini 222. . Jlajrjrog.[271 B.sti si maomottan<» Alessandria. il cap. Secondo lui. etc. e sotto I'lniporatore Roma Alessandro Scvero (222-235). 6 notevole al proposito una differenza daU'Oriento air Occidente. quia Patriarca est come « Avus nobis nuncupandus -». — clie la l' origine del nome Papa il avver6 in Egitto di circa anno 222. po|x)lo. o piu. parole di A. di Giorgio Ilomaidio. come si h visto. il non solo in segno di filiale rispetto de' tedoli . Patriarca. /)e oinginc nominis Papae.. Qui TertuUiano. Ivi. Alessandria nominava altri \b. circa drino an. rEchellense. si diede. Ecliolpro1»abilitatiH « Principia aiitem et rationes sunt locus. tonipus nempe sub Heracla XII. Vllf) Adunque. not to Patriarca di Eracla XII. infatti.. sdegnato per un decroto di Zefirino.. Bo«tie- con le tcHtimoniauzo di Eutichio. gli diode. quanto plebs Patriarca Scrive. Patriarca aleflsan- (Irino del secolo X. di ciofe di Padre de'padri.. qui est Egyptus.. ubi nomenclatio Papti> originein iiabuit. ». cap. il Alexandro Severe (Z>e orig. clio popolo. citati. sen Episcoporum. essere stata che proclam6 est. cioc in Oriento. etc. Pater patrum.

Tertulliano. rispettato a preferenza capo d'una chiesa riconosciuta di origine apostolica. del nome. primo quarto del secolo III cominci6 a darsi il Patriarchi nome Avi non solo come un attestato di paternita spirituale. Eracla XII siamo al primo quarto del secolo corso di circa Nel un secolo e mezzo pote il nome Papa come elevarsi al titolo di Pater patrum. pote influire nell' intendere il nel sen so on ore vole di Pater patrum. 29 . VIII. Ne con incorriamo contradizione. Ne allora. nel Abramo di Ecliellense. e. riferito in ispecie al Patriarca di Alessandria. cioe. ancora come nn la ragione e. Papa date ivi in una affermammo die di affetto filiale conteneva soltanto testimonianza il verso ioro Padre spiritnale. Nuovo testamento convcniamo con ai II. che con Cerdone. il So ora di concediamo che ad Eracla Papa. indipendente- tributava. Sense con- servato nel Patriarcato anclie dal (Atti. Non ciofe per questo crediamo. che al principio del secolo III il abbia acquistato. ereditata dagli Ebrei. e signiPadre de' Padri. siamo all' ultimo quarto del secolo mentre che con III. come titolo assoluto per mente dalla persona a cui si stesso. Patriarca alessandrino I. di ma eziandio come nn ci6 titolo di in potesta giurisdizionale. siasi attribuito nome titolo di onore e di giurisdizione. In tale significato lo attribni Eracla XII circa di anno 222. Discorrendo nel secondo numero della iscrizione a Cerdone. Rifacendoci su lui che. ne . alio stesso in ad tempo Oriente essendo in iiso la ficante IfajTJTog voce Patriarca. un se uso antonomastico. nome Papa. Aggiung^si che cioe. scoperta del AVesclier nelle catacombe di Alessandria.U di SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [28] us6 lo stesso nome 1' di JTajtjrog nel significato rispettoso Padre de' padri. 8).

[29]

B.

LARANCA
in Oriente,
il

75

poi venne

il

nome Papa,

a

Biffatto valorc

assoluto. Vi giuiise, invece,

nome

Patriarca, adottato

per

i

tlignitarii

nello cliieso orientali.
inferirsi

Tntto ben considerate, pu6

die
di

il

nemo

Papa, tributato ad Eracla XII, patriarca
dria,
filialo
t'li

Alcssan-

da un

lato

la

tradizionale testimonianza di

rispetto, dall'altro

un

iniziale

accenno a

rigiiar-

darlo ancora

come un
che
si

titolo

di

«^iurisdizione concesso.
t'atto

a

clii

rei^geva la chiesa alessandrina, del quale
e,

la

spiegazione

le tre

chiese di
in

Roma,

di

Antiochia

e di Alessandria

ebbero
si

grandissima riverenza dai
per mezzo

primi secoli
di

;

percbfe

credevano Ibndate da san Pietro:
e di Antiocbia
;

persona

le

due

di

Roma

del suo discepolo
infatti,

Marco quella

di Alessandria. II

papa,

Gregorio

Magno

'^390-604) scriveva al patriarca
tenet
;

alessandrino Eulogio, cbe Petri cathedram

atteao-

cbo Marcns a
sit

S. Petro Apostolo magistro suo

Alexandrinm

transmissus {Lib. VI, Epist. LX).

La

quale sentenza
litiir-

di

Gregorio

Magno

e

conforme
;

all'

antichissima
scritto
:

gia dolla obiesa
stall et

alessandrina

dove ^

S.

Apo'

Evangelistcp Marci, discipuli S. Petro.

fc

per6 necessario di por mente, cbe in essa antisi

cbissima liturgia
di

trova

il

nome Papa usato
filtre

in

segno

patorna affezione, non di paterna giurisdizione. Inin

fatti,

un luogo

di
:

essa e di

anticbe liturgie
sanctissimi et
ftea-

alessandrine b detto
tissimi nostri

Memento Dnmine,

Ahha, equivalente al
secoli
il

nome

Papa.*

Adunque

nei

due primi

sandria, cosi

come

in

nome Papa, nella cbiesa di Alesquella di Roma, importava hoIl*or-

tanto paternita spirituale, cosi bene espresaa dalle

'

Rennndot,

Collet, liturg. (iritmtale. Parisiis, 171<t.

70

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
epigraficlie di

[30]

mule

iioater delle

Papa mens, di Papa tuus, catacombe romane. Solamente al
a considerarsi
{llajtno^)^
il

di
li

Papa

mi tare

del seoolo III cominci6
{Uajtac,}^

noma Papa
titolo onodi

o,

piuttosto

Avo

come nn

rifico

di

ginrisdizione,

dovuto

al

Patriarca

Ales-

sandria.

Ed

ora volgiamo la nostra attenzione, per la con

troversia sul

nome Papa,

dagli scrittori

orieiitali agli

scrittori occidentali.
il

Tracostoroe da ricordare sopra

tntti

Bollandista Sollerio.
1'

Nella sua citata Dissertatio soil

stenne rontro
anteriore.

Echelense, die

nome Papa

e di data

a quella segnata sotto Eracla XIT, nel 222.

II Sollerio scrive risoluto:

Papa primis
col

Ecclesiae seen lis

fuisse

combine.
1'

Aggiunge

Raynaud

— di

cui

si

e

menzionato
talvolta,
il

Onomasticon pontijicium

— die per
di Pater

evitare

tautologismo di Papa Papa, quando ad un
1'

vescovo s'intendeva porgere
si

omaggio

patrnm,

adoper6

la

sola voce di Papa. Ritiene
il

ancora col
dai

Raynaud, die
Greci
e

nome Papa

usato di buon' ora

dai Latin i, sia transitato

verosimilmente, la

prima

volta, dai Greci ai Latini, fino
sit.

a die

soli

Romano

Pontijici reservatum

Anclie
in

il

minorita Antonio Pagi, die ha emendato
ecclesiastici di J^aroiiio, e

parecdii luoghi gli Annali
i

tra

controversisti sul

nome Papa. Nel

notato suo

scrit-

to: Breviaricum historiciim cronologicum criticum, al pari

del Sollerio e del
del

Raynaud, dimostra antichissimo
invece di Padre, appresso
in
i

1'

uso
i

nome Papa,

Greci e

Latini. Si

oppone

modo

particolare
i

all'

EchellensC;

per avere affermato die appo
gnificasse anche Avo: Vox enim

Greci la voce

Papa

si-

Papa

apitd Graecos

nnm-

quam Avvm

signijicavit^ $ed

Patrem. Conforta la sua sen-

[311

^'

I^ABANCA

77

tenza con rautorita di PeavBonio, scrittoro ocoidentalc;
il

quale

<lii'ende nella

sua Storia cronoloyica

dtd palriar-

cato Alpsx(i7ulrino, la sinoDimia di
di

Papa oon Padro, non

Papa con Avo.
Se
^li scrittori occidontali hi tbssoro attoimti, nella

controvorsia, ai limit i ora indicati, la ragione sarehhe
stata tutta dalla loro parte. Salvo clie
col norao
n'i

voile,

anche

Papa, avvaloraro

il

prima to dolla

cliiesa oc-^

cidentale su la cliiesa orientale.

Ancora

nel libro dol-

r Ecliollenso fa

oapolino tale intenzione;

ma

non

di-

venta cosi accentuata, come negli
del l*agi. Qiiesti, infatti,
o.piacopis

scritti del Sollerio c

afferma:
ct

V<>x Papae...

oinnUms

somper trihhta

ftierit,

privs tpiid^'m Episcnpo

liomanoj

qnam Alexandrine.
potrebbe avero solamente valore
il

II p*2ws, qui,

sto-

rico,

nel

senso che

ncmie

Papa

siasi

attribuito

al

vescovo di Roma, prima che al vescovo Eracla di Alessandria. In tale senso starebbe flno a un certo punto.

Ma

la bisogna sta diversa. Negli scritti del Sollerio c
il

del Pagi

pnua ba
il

piuttosto

un valore dogmatico; jn

quanto die

prius allude al

dogma

della cliiesa ro-

mana

su

tutte le altre thiese cristiane.
si

Ora, dal proil

vato e dal da provare
sorta di

fara manifesto, die

nomo
di

Papa, innanzi del secolo IV, non scrvi a primazia

Roma,

o di Alessandria.
occideiitali, oltrc
al

Altri scrittori

Sollerio

ed al

Pagi,

si

sono giovati del
il

mani, per confbrtare
che
essi dal

nome Papa, dato ai ve.scovi roprimato di Roma. Sappiamo gia
ai

vedere che Ignazio, Tertulliano e Cipriano
il

hanno

attribuito

nome Papa
solo
il

quattro vescovi roI,

mani, Lino, Anaclcto, Zefirino, Cornel io e St^tano

hanno indotto non

fatto storico inncgabilo

che

78

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
tal

[32 J

un
del

nome

era in uso non

meno

in Oriente die in Oc-

cidente,

ma

ancora

il

dogma,
di

allora

non pnnto

stabilito,

primato papale

Roma. Anche
il

storici e

teologi
in-

cattolici,

non partecipanti
storico,
dall'

alia controversia,

hanno

dotto e continuano a indurre

primato romano, senza

fondamento

uso fatto del

nome Papa da
stessi storici e

Ignazio, da Tertulliano e da Cipriano, in contradizione
,de' fatti arrecati nell' altro

numero. Gli

teologi cattolici tirano a pro della loro tesi perfino la

i

romano ai Corinti Epistola rivelante cura paternale, non suprema giurisdizione verso Corinti, I'ra loro dissidenti come al tempo dell' apostolo
Epistola di Clemente
: *

Paolo.

Concludesi che la controversia fra gli scrittori delle

due chiese cristiane
accertati

di Oriente

e di

Occidente dipese

ora dalla mancanza di documenti epigrafici e linguistic!,

dopo

i

secoli

XVII

e

XVIII, ed ora da equivoci
III della

notati a principio di questo
storica. L'

numero
il

mia

ricerca

equivoco piu dominante, per gelosie veccliie
le

e

nuove tra

due

chiese, fu

mescolare nella que-

stione

storica la questione

dogmatica della gerarcliia
si

c primazia

episcopale, pretesa

dagli Orientali
si

e

si

da gli Occidentali. Se nella controversia non

tbssero

insinuaii equivoci, sarebbe quella moi-ta in sul nasccre,
o,

certo,

avrebbe durato meno a lungo.
Epistola di Clemente
si
il

'

La

possedeva incompleta, prima cho
Bryeiiniss

I

nel

1876

la

ritrovasse

completa

insieme

al

ms.

della

AiSayr^ twv Sw^sxa AtcootoXwv.

[33)

B.

LABANCA

IV.

FASI STORICHPJ DEL

NOME PAPA

NELLA CHIESA OCCinP.NTALK.

Per
zioiiario
;

la cbiesa orientale
si

il

nome Papa

riniase sta-

cbe non doljbono se^narsene
quella
il

lasi storiclie.

Tuttora
dre
i

in

nome Papa
i

si^nifica seinplicc pa-

spiritiiale, e in tale significato diconsi

papi

i

preti,

vescovi,

gli
gli

arcivescovi e
arcivescovi,
in
i

metropolitani, o al piu,
i

protopapi
clii.

metropolitani e
i

pntnar-

Valgano

prova storica
i

I'atti

ai

quali accenno.

Nel secolo IV
al loro vescovo cosi

preti d' Alessandria indirizzavano
lettora: Jkato

una
di

papae ipiscnpo Alf-

xandro. L'eresiarca Ario salutava, nel secolo
il

IV

ancora,

vescovo Eusebio

Nicodemia
di

col

nome

di

Papa. Lo

stesso

nomf, sempre nel senso
le

padre spirituale, poril

tavano

lettere indirizzate

ad Atanasio,
smesse

celobre

oppositore di Ario nel Concilio di Nicea (325).

Dopo
sastico sul

il

secolo

IV non

si

il

costnme cbic-

nome Papa.
i

Nella Bolla d' Oro dell' impo-

ratore orientale Isacco
cliiamati papi

Comnieno (10B7-1059) vengono
quelli, cio6,

Lettori,

cbe leggevano e
se-

interpretavano la Bibbia nelle cbiese. Ancora nol
colo
di

Commeno,

ciofe

XI,

si

appellavano

i

sempHci
giusta le

chierici piccoli papi.

Qualunque beneficio
si

cbioHastico, go-

\

duto da preti e da vescovi,
testimonianze
rio,

disse papato,

dell'

Ecbellenso, del Raynaud, del Sollo*

del Dillmann, del Nuzzi.

80

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS

[34]

Dopo
iiazione di
dri

il

secolo

XI

continu6 in Oriente la denomi-

Papa
.

o di Papi, nel senso di padre o di pafatto,
il

spiritual]

Di

ancora

ai

di nostri

si

da

ai

ministri di Cristo

nome

di papi,

nonostante

varie

iiiodilicazioni la introdotte
etica,

nella nomenclatura chiesa-

massime avvenuta
per la invasione di

la fine dell'Impero

Greco-Ro-

mano
(1453).

Maometto
scrive:'
«

11 in Costantinopoli

Ermanno Schmitt
il

Dopo

1'

ordinazionc,

ricevnta dal Vescovo,

prete b riguardato
;

come

il

pa-

dre spirituale della sua comunita
rocchiani viene cliiamato Papas
II

e perci6 dai* suoi par[llajtag).
'

nome Papa,

nella chiesa orientale, non ebbe, in

sostanza, fasi storiche;

non ebbe

la

marcia ascendente,
le

die rinverremo nella chiesa occidentale. Quali
della stazionarieta orientale?

cagioni

Sono molte senza dubbio;
1'

noi non tratteremo,

si

tratfceggeremo

argomento. Sa-

rebbe strano presumere quanto alle

fasi del

nome Papa

una mi nut a

analisi storica.

La
,

chiesa orientale, nei primi quattro secoli, ebbe

fulgori di coscienza e scienza cristiana. Proprio, ex Oriente

vera lux hominum. Tanti splendori s'otfuscarono co' secoli.

Divennero una rara eccezione alcuni raggi
cristiana radiosa.

di coscienza

AI veloce ascendere successe un lento
efi'etto

discendere. Forse n' e stata cagione la fatale trajettoria?

Tale fatalita e piu
cagioni
f'u

che cagione. Una, invece,

delle^

che

al dialettico e

sostanzioso teologare della
sofistica, e, ch' e

Patristica successe

una teologia
perche
si

peggio,
tutti,

ciarliera, petulante;

rese
all'

il

pascolo di

dotti e indotti,

dall' iniperatore

ultimo plebeo. Al

'

IgUiria crUicn della chiesa

greco-moderna

e

doll/t

chiesa

ritssa,

Tom.

I,

129. Tradtizione. Milano, Pirotta, 1842.

4

(351

B.

LAHANCA

81

oho

HI

a^jL^iiiiiHero le

Hccinpia^gini o lo scellcra/i^^ini di

iiiolti

imporatori, clie piopararono la ciitrata do* Turohi

in

CoHtantinopoli.

Vescovi ed arcivescovi, nietropolitnni o patriarclii,
ora protetti ed ora oppressi in

modo

iiidebito, purteoi-

parono

alio

stato di coiruzione e di
11

dissoliizione del

JJasso Inipero.
ditl'usi

simi^liante e a dirsi de' nionaci, molto

in Oriente.

Maometto
politico

II,

entrato in Costantino*
Si condu.Htfe

poli,

si

niostr6

uomo

non coniunc.
la

da principio con priidenza verso
rispottandone
tori,
le istituzioni.

chiesa orientjile,

In seguito iinit6 gl' Impcra-

nel rispettare solo in apparenza V auU)nouiia del

patiiarcato e dell' episcopato.

Lo molte

scissioni della chiesa orientale, e la creaiini-

zione della chiesa nazionale di Russia ridussero la
voisalita del Patriarca di Costantinopoli
noniiiiale

ad essero

piii

die reale.

In Oriente

si

sentirono le prime

tcndenze per un Episcopato uiiinominale e monarcliico;
uia
la restarono

mere tendenze, per Y ambiente che

circond6 la chiesa orientale. L' Inipero
tato

Romano
non

diven-

anche Impero Greco,

in Grecia

ebbe

mai

quella potenza governativa e concentrativa cho avova

Roma. La identica sorte tocc6 alia chiesa di Grecia. La chiesa di Roma, al contrario, cadiito r Inipero Romano, ne eredit6 la energia concentrativa logislativa, elevando il nome Papa ad una meravidimostrato in
gliosa

energia, e quasi ad

Cio non acoadde in
cosi

una possanza vertiginosa. breve tempo; stantecho la gloria,
a gradi.
alia

come

la natura procede

Nolla chiesa
chiesa orientale,
nel sense
si

occidentale,

stessa guisa
il

della

adopera, nel IV secolo,
spirituale.

nonie Papa
vis-

di paternita

San Girolanio,

82
siito

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
in
tal secolo,

[36]

nomina

nella sua

Apolorjia contro

Rufino, vari dottori in questa nianiera:

Papa

Kijiphanius,

Papa
iisa in

Theojjhilus,

Papa

Anastasius.

Lo

stesso Girolamo,

nella sua corrispondenza epistolare

con Sant' Agostino,
in Christo

ciascuna epistola qnesto indiiizzo: Domino, vcre

sancto, et beaiissimo

papa Augustine Hieronymus

salutem.

'

Sant'Agostino scrivendo a Paolino, vescovo
sunt'

di

York,

Ambrogio

appellat papain {Epist.

XXXIV).
«crive
cosi:
sail

Ad

Aurelio,

vescovo

di

Cartagine,

JJomine beatissimo.... papae Aurelio Augustinus in
lutem [Epist.

Domi

LXXVII). Dichiara, quel
significava, allora,

cli'

e piu, clic

nonie

Papa

non altro cbe
in Psalm.

Ecclesiae

Pater, vel Chericorum Pater

[Comm.

XLV).
si

Quest! indirizzi e questo
del

com men to
il

de'Padri latini

IV

secolo dimostrano cliiaro, clie

nome Papa

adoperava, nel IV secolo, a significare solamente paternita
si

spirituale, e clie per

conseguenza non ancora
vescovo
aveva,

riferiva,

come un

titolo di giurisdizione, al
ritiettere, clie

di

Roma.

E

benanche da

non

si

ancora nel IV secolo, una gerarcbia cattolica, a capo
della quale fosse

Si avverta

nome di Papa. cbe Girolamo, cbe adopera il nome Papa
il

vescovo di

Roma,

col

scrivendo a vescovi e dottori, fu segretario diDamaso.

Come, adunque,
II

egli
e,

non
il

lo tributava solo

a

Damaso?

fatto storico

cbe la gerarcbia cattolica era ancora
clic

di la

da venire, e

nome Papa
*

restava ancora

neir originario significato.
'

Migne,
II

Patrol.-lat., T.

XXII,

sgg.
la

^

Duchesne ha creduto atFermare una gerarchia
e diaconi

dove era

appcua un' oligarchia tra episcopi, presbiteri
christiane, p. 329-37, 1889). II

{Orig.

du

cxdte

Marucchi ha rincarito

I'avviso,

ammet-

I

137|

B.

LABANCA
ad

'88

Kol Hecolo V,
il

in Occidento, 8Cguit6

attribiiifHi

iiomo Papa,- uel senso di padre spirituale
infatti, del

do't'edeli.

Al tempo,
si

Concilio ecumenico di Efeso (431)
:

scriveva ai vescovi con questa tbrniola

Domino pa-

pae N. salutcm. Con la stessa formula, o con altre con*
simili

venne dato

il

nome

di

Papa

ai vescovi, dal
il

V

al

X
«

secolo. 11 Mabillon, nello spiegare

tatto, Hcrive:

Papae, seu Papatis nomon tribuitur quidom Cvpriano

in ipsis actis,

ad significandum Patris, non Episcopi

di-

gnitatem
traverao

^

».

Vi ha ancora di piu.
i

II

nome

l*apato

si riferi, at-

secoli

V

e

X, non

solo al vescovato di Roraa,

ma
in

eziandio ad altri vescovati di altre principali citta

d' Italia.

Ad

esempio, Ottone III (983-99G) proclama,

nn suo Diploma,

Fapatvs
'^

il

vescovato

di

Milano,

dctto aljora arcivescovato.

Non

percio se ne risenti
dell'

Grogorio VI (996-999),
Ottone III governava
nazione
di

clie al

tempo

imperatore

la cliiesa di

Roma. La denomi-

Papa

e di

Papato continu6, per

Koma

e per
*

altre citta principali d' Italia, anclie

dopo Gregorio V.

Pu6

atl'ermarsi

che tide denominazione, nel significato

di paternita spiritiiale,

dur6 tino

al secolo

XI, e pro-

babilmente fino

al secolo XII.

Oi6 posto, e non supposto, e ora da vedcre come
i

nomi

di

Papa

e di

Papato

siansi attribuiti, quali

ti-

tcndo

il

Papa a capo
y'eter.

della Cliiesa uel

IV

secolo {Klem. d'archtoi, cArr-

lienne, V. I, p. 85-8(J, 1900.
'

Analect., ecc. T. I, 49. Parisiis, 1725.
Collect. bipartUa, etc.,

*

Ap. Lucam Holsteniun,
1742.

II, p.

21U.

Pa-

ritiiiu,
'

Ap. Muratori, Rer.

iUU, ucript.

Tom. IV, Chrvn, mtma$t.

coMtin.

Lib. II, cap. 79.

assiiuto onorifico di Pontefice Massi- mo.84 toli SECTION MYTHOLOGIE ET EELICtIONS di [38J onore e ]3. dosi della sua grande autorit^. di giurisdizione. 1880. consultato al proposito vari storici autorevoli de' Pontefici. il il de Novaes. abbandonato ' imperatore cristiano Giaziaiio (367-383). prinio. come conf'ermare. E probabile che Ambrogio. invece. Le catacovihe romane. il diversas provincias clie opus. persuadesse Graziano a deporre religioso di Pontefice Massimo. Roma. Pontijicalis. . G. de' Rossi. opina suo lion a il Damaso. il Ciaconio. 32). e di Duchesne si (1886). clie applicasse nel si nomo di Papa a Damaso Pater secondo J e Siricio tuttavia clie significato lia 1' uso invalso. Nessuno ricorda clie fatto lilevante. solenne titolo.XX). secondo le varie cdizioni di Ciampino di Vignolio (1724). persuaderlo di far togliere la hrosii. Ho Platina. 183. al solo vescovo di Roaffezionato diincoiuincio di siasi ma. ]». assumesse quelle simigliante di Pontefice Massimo. valentitolo peratore Graziano. scrivendo cosi: (Niizzi. Ho il po- tato il consultando Liber (1688). che ivi risedeva. noine Papa. Pagi. in una riconuna sua Epi- * Arinelliui. Damaso o clie prendesse Siricio il nome Papa. Altri titolo dall' afferma Siricio abbia. come titolo. Epist. il Papa orthodoxus par I. seguitato dal suo il scepolo Armellini. 1 il * Saut' Ambrogio a Milano godeva una grande influeuza su V imtanto che Damaso lo incarico di Dea Vittoria dall' Aula del Senato (AmXVIII. XVII. per le conseguenze posteriori. 5. opina clie nome Papa dal a prendere il significato di * titolo tempo clie Daat- maso (366-384). Da il queste consultazioni e lecito indurre. ma al siiccessore Siri- cio (384-398) Siricius cit. ti'ibiiito Altri. il Anastasio il il Bibliotecario. Di ierina in questo: clie Sant' Ambrogio.

LABANCA :i)l' 85 stola. ed desiderio cristiano de' vescovi di il Roma che si trastbrmasse in titolo pagano ei di Pontifex Maa-imtts. mentro per gli al' vescovi usa nonii Episcopos. cosi venne il Sinodo ricordato Sub Leone Papa habiium est. a il considerare la cristiana scrupolosita di Graziano. Teodorico Grande (493-526). di vosecolo ler tare. du XII"^' Con>jri4 dct OritntmlitUt. salvo rari casi di violente rivoluzioni. Alciini storici della Cliiesa lianno stimato. . Himo. segretario del il Re do' Goti. Nella storia. II celebro Cassiodoro. ed appartenente al solo vescovo Ho- ma. proprium dei Pontefici si nome Papa Romani nel Leone : Da loro arreca 447. a tutto il sul geneiale uso del nome X. tutto procedo a gradi. di semplice padre spirituale de' f'cdeli. dice Siricitts di Papa. Ma a tale pare re con trad ice r altro fatto storico allegato Papa. Gregorio I il Grande di (690-634) rimprovero aspramente Giovanni. adopera. cioe. del Papa un come ho titolo esclusivo del vescovo di Roma.1^391 B. dotto. che il divenne peculiare secolo V. deposto da Graziano ma e mo] to probabile. contbrnic antico sig^ificato padro npiritiiale.Uttt — Tom* HI . provante. d' essersi arrogato il titolo Ve- ' Variarnm. Non ho un documentx) a mia clie Siricio dispoHiziono. Con tutto ci6 non voglio sconoscere che dal secolo IV al secolo XI mancassero affatto indizii. alcuni indizii del graduale elevarsi di esso nome a di ti- tolo eminente. Trovo. nello scrivere ai vescovi di tri Roma i i nonii di Papi. EpiMolae ac Rescript i. il tatto storico che nel Si- nodo di Toledo del tennto sotto I il Grande (440-461j.QP" VmrUc) tf . per tan to. Patriarca di Co8tantino2)i)li. assunse il titolo oiiorando di i'ontetice Ma**.

11 il Bonifacio III titolo (607-607) ebbe dall' iiiipei-atore Foca di Ve- scovo Univej'sale. nella ^ X Sessione. 1715. V. ben meridi dipendeva dal vedere nel fatto del Patriarca Costantinopoli una usurpazione alia cattedra di san Pietro. tato. * Milman. die reputava contrario In fondo in fbndo umilta episcopale. bensi a altri indizii Roma la pri- mazia universale. costantinopolitano III. etc. T. e fino perverso. 450-52. Avvenutanella notte Na- Lib. novello Ambrogio. Harduino. pro- clam6 esso vescovo nella XVII Sessione Papa Universalis} Nel Concilio generale si dell' 869. per la aoa strage di Tessalonica. Nel VI si Concilio generale del 680. Ill. I ^ . di Papa Cathedrae ' Apostolicae. alia quale meglio spettava una universalita episcodi pale. trare nel tempio per le sue nefandezze e per le uccisioni de'figli dell'imperatoreMaurizio. Epist. Patriarca Ciriadall' en- die lo aveva respinto. ImUti Sant' Christianity. * ingresso al tempio di Milano. T. ' il rimprovero. il • ^ Ambrogio aveva impedito a Teodosio 1' Grande. 1849. Parisiis. disse il vescovo di Roma. Costantinopoli- tano IV. ^ Tom. ibid. ai rigiiardi dovuti agli altri episcopi. 2. Harduino. Lib. 43.86 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS alia [40] scovo Universale. Epist. per vendicarsi contro co. V. XII. cett6 invece volentieri di doversi ac- da Bonifacio III : indizio questo non a Costantinopoli. I. ^ Gregorio I aveva desi stato scandalo col titolo di Vescovo Universale. Gl' imperatori cristiani (408-460) e Valentiniano III (423-455) solevano mare il vescovo romano Papa Urhis Eternae. Vi sono ancora che accennano al gra- duale ascendere del vescovo di Roma a papale univerTeodosio II chia- salita e supremazia. Conciliorum coUectio. ^ Pochi anni dopo Gregorio I.

Timot. ma non punto rassegnava di vederlo rit'erito ad altri vescovi come titolo onorifico. XIX. per opera di Leone III. p.. 174-177. LXXVIII). era ben preparato acciocchc soltanto in quelle di Roma crescesse T albero maestoso. 16. sale.-. altri indizii. LABANCA la 87 di ttile deir 8CM) in Homa incoronazione si Carlonuigno Leone. e. del la di- ' G. a larghi rami. Roma. ciofe penH6 essersi avvcrata la di prot'ezia a favore del vencovo Roma Ecco di primeggiare da Rex ret/um e da DominuM I" dominant ium (Apoc. 11. Carluinaijno nrll' arf- Muratori. tra i che il secoli X e XI. 15). 098. vol. il prima X adoperaiidosi ancora nome Papa. p. cit. Trad. que^li tuata la Jienovatio Romani pei^Huase eKserni effet- Imjjerii^ e questi. GioPonii- vanni VIII (872-882) a questa nianiera: fexj et universalis Summus totius Papa^ non unius Urbis.. tanto che in si stabili.. VI. il arcivescovo Arnolfo II di Mi- lan© aveva preso risenti assai cilio titolo di Papa Urbis Mediolani. a protbnde radici. .. de Novaes. sed L' OrOis (Nuzzi. * Se ne un Condel se- particolare di Pavia 1' che Arnoltb dovesso deporre colo di assunto titolo. in un senso univerGregorio I e La Chiesa di Roma i presumeva la universalita solo j^er lei. Introd.' storici. 1707. rfi-/. 75.[All B. Gregorio V (996-999). alle vile dt »ommi pinittjici. la cliiesa Roma lo rispettava ncl vederlo attribuito ad altri VGHCOvi. 181>1. II provato h piu che sufficiente a rendcre evidente. terreno. ecc. Annali d' Italia. Roma. quel die e piii. o dicansi precedenti 8alut6. • — Ijabanca. e si ad altri preti di altre chiese. In generale. in L*ar- civescovo di Salisburgo una letteni. Informino due fatti arrecati di di Bonifacio III.

essere cio avvenuto sotto Gregorio VII (1073-1085). salvo che. Alcuni storici e canonist! lian voluto indagare sotto qual vescovo di Roma il nome titolo I Papa acquistasse tanto valore. senza arrecare . sine addito. I. e diventasse un proprio ed esclusivo del capo della chiesa romana. documenti della Vaticana. nel primiero storici. esset in universo orbe christiano. e cioe il su la grave autorita il Novaes. il IX fosse bandito in nome Papa. 8). 13 habuit Romae Synodum ut adversiis schismaticos. ipsum. dal secolo IX. soli Episcopo n. (Op. Martiis indict. del Pagi. ubi statuit inter alia plura. Confesso che parecchi del Baronio. vel alium eo nomine ap- pellare il Aggiunge Tillustre annalista della Chiesa. nell' Pagi mostrasi incerto accogliere 1' afferma- zione del liaronio. sui anno tertio. piu arbitrano. Papae nomen unicum nee che liceret alieni se ». Buzio — negli scritti citati — tengono con non col Pagi. documento osservatur in Bibliotheca Vaticana (Marcit. sexto Kal. il signifi- ancora ad altri vescovi. L' oratoriano Cesare Baronio e di questo parere laonde scrive: sto « Gregorius Septimus Papa. Voghera. tyrologium II Tannuarii 10). il Egli e di parere invalse 1' uso di nome Papa. lui. Romano iom. per le non posso tutto il consentire che nel secolo costume di tribuire cato. lo sono dello stesso parere cose assodate. Fino un contemporaneo cattolicq. cit. per la j-agione che nei dieci Sinodi celebrati da Gregorio VII non vestigium si rinviene vestigio di sorta sul nome Papa: die aliqiiod non dare i^eperitur.. anno Cbrivero pontificatus Domino 1076. 88 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [4:2] gnita ed autorita papale. Sect I. die pur aveva a sua disposizione.

6 un o compiuto da Michele Costorico riilario nel tatto innegabile. senza che Gregorio VII emanasse un decreto sinodale. Quod illius solius Quod unicum est nomen in ecclesiis recinomen in mundo >. . LABANCA il 80 il docmnento. 10o4. anche per nomi di il Papa e di Papato. ed a cui lia dato occasione il Dictatus Paptie. attribuito a attribuire essi Gregorio VII. tra qucste tre : le 27 proposizioni. Alessandria e di Ant lochia. clie. Chi > il Papa? V. proclamavano e di i norai di Papa ini- Papato anche per le chicse di ('ostantinopoli. per inancanza docnmenti. Lo scisma ziato da Fozio nell'SG?. ma ri- non di o del pari fatto storico innegabile. ha orednto daro por autcntico ' decrcto gregoriano. ad nomi al solo vescovo di Roma. di orientale. Cesare Baron io pone a cagione del decreto di Grcgorio VII la pretesa dcgli scimastici oriontali. die sia stata cagione del decreto di solo alia chiesa di ferire Roma i nomi di Papa e di Papato. La A'mla al cyclopedic des sciences I'eligienses. ^< Quod solius Papae pedes omiies principes deosculentur teretur . ha stimato scorgere d' ossersi genesi storica attribuito il nome Papa p. a cui deve rispondersi. 1886. il gia prevaleva pocodopo lo scisma orientale quando costume de' nomi Papa e Papato per — la sola chiesa di Roma chiese — era naturale i che i Greci prele sumessero. Cenni.(43] B. . solo vescovo di • CI. Resta una obiezione. diretta dal protestanto Lichtenberger. Venuto Gregorio VII al governo della chiesa romana nel 1073. in ndinm liomani PraesiUis. per costume invalso. In quelle sono. per reazione contro loro principal! i i Latini. Roma. e che Latini continuassero.

secondo le massime allora dominanti nella chiesa di est Roma. il al solo vescovo di Roma. si che il Cristo. al concetto. apocalittico. il Dnpin ed pieno assenso a i Lannojo. citati. XIX. Certo la proposizione del doversi Dictatus il e molto esplicitamente lavorevole del nome v' di Papa cioe. 10. da Re e da Signore. IT. 207-280. per altro. T. Pietro de il sono per ' Marca ed il no Natale Alessandro. essendo piu documentati loro giudi- Devo. maturo' ad essere scovo di Roma Papa per eccellenza. II Roma il in ve- tempo era. detto die allude ad un concetto cioe. nel suo ritorno in terra. Qnod unicum est nomen dare in Papae.J 90 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS nella proposizione idest : [44 Roma mundo. Laonde il pronunziato Quod unicum nomen (Pdpae) in mnndo riconf'erma un fatto riconodi sciuto dal clero di Occidente in genere. e dis enso tra gli storici cliiesastici quanto al Dictatvs se. minus dominantium (Apoc. Se non clie. questi ultimi scrittori zii. Sono per Cenni il . ElemenU ecc. ' 9. 12-17). non come semplice si o Pastor. Papae. debba ritenersi opera di Gregorio VII. p. masia. lo. non pro- mulgato da Gregorio VII. aggiusto . AUusione riconfermata da altri r Apocalisse (VI. Magari testa papale fosse qui arrestata la marcia ascendente del Do- e invadente del il Papato ! Si pretese applicare alia po- detto biblico del Rex regum e 16). Papa per antonoPater. venne compilato dopo la sua morte. ma come Pater patrum o Pastor pastorum. vendi- clierebbe. e dal tempo venno De Novaes. de' Re e de' Signori del versetti in cui del- niondo. oggimai. si Cristiano Liipo. specie. confessare che il Dictatus. a dir vero. non politico. ^ .

ptirsccuzione di Norone noKSC) de' cristiani. LABANCA la ' 91 essa scritta. agli ultimi anni del secolo I (Op. un Quivi fortunato nella cliiesa occidentale. prima met^ del secolo II {Dot L'l-chrisUnthum. sg. delle quali ora ne dir6 alcune. . Di il dopo la appena^ niorte di Teodosio Grande (4< 396 la 1. 1875).[45] B. ed Ornzio Marucchi. adottato. 22). Le probability maggiori sono die la sua compo* il sizione attn6 alia fine dolT inii^ero noroniano. tra (>8 ed il 70. etc. per trasforinazionc della voce figlio greca per cosi dire. 85. tra tante. verso 70. fu. il ciofe. le potere interno ed esterno della cliiesa occiden- Quel che non accadde nella chiesa orientale. V. CONCLUSIONE SUL NOME PAPA IN RELAZIONE CON OU ALTRl DUE DI VESCOVO E PONTEFICB II nome Papa. crebbe a grado a in s6 il grado vigoroso e potente. cit. per altre cagioni. dopo. Per tanto non e Signori del CHiste alcuno tra queste credenze apocalittiche e le esigenzc politicljo dc' Papi 8ui Ro mondo. I. corrotti. il Romano Impero latto. si Vol. di i Latini erano Per la costoro corrnzione. fino a concentrare sommo tale. trascoi-sero ' Otto Pfleiderer ha creduto stabilire compoeisione deirApoca- lisse alia fine della p. Occidente minacciava prossima rovina. al pari de' Greci. Nel IV secolo. per cagioni accennate.. accadde nella chiesa occidentale. nato IlavijQ.

se la lenta agonia dell' Impero orientale nooqne al Patriarcato di Costantinopoli. i tanto che in una sua lettera scrive. .92 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS 1' [46] { Impero occidentale rovin6 Ora. Aggiungasi che alcuni per patriarchi orientali. sed Longohardorum episcopus [Epist. che per cati era divenuto suoi pec- Eomanorum. e dentale giov6 air Episcopate di Roma. eminenti intuizioni. ereditata da Roma dominatrice e le- gislatrice. In tale stato randp di d' Italia. senza tenia che con Leone I e Gregorio I e continu5 1' epoca apostolica. marciava contro Roma. che. calato in Italia. con quelle differenze che i comportavano secoli V VI rispetto al secolo di I. Cotesta abi- governativa. mise- ('690-C04j. Leone riusci a fermare Attila. supe- a parecchi uomini odierni di Stato. Gregorio una grande abilita di fu un monaco -austero. nessuno pu6 riore lita disdirgli governare. pu6 affermare. intenzioni e difettava 1' I'arte di di governare. pure. Si di talsificazione storica. rese meno spa vente vole ?i07i invasione de' Longobardi. 31j. I. Ad esempio. sin dai primi veI Roma. anzi di Eiiropa le due figure piii die piu spiccavano. Gregorio. alia prossima I il Leone rovina dell' I Grande (440-461) si trov6 Impero Romano. la precipitosa moite dell' Impero occi81 anni. alia completa rovina. per scovi di ambiente Roma. Gregorio il Grande. posseduta a maraviglia. La distruzione dell' Impero Occidente e a successive le in- vasion i barbariche contribuirono esaltaiiei zioni deir Episcopato di Roma. la con la sua benefica azione governativa e pacificativa. i non venne mai meno in corso di secoli appo vescovi romani e fu dessa principalmente che ne . e die ispiravano fiducia furono quelle Leone e di Gregorio. fino alia superstizione talvolta.

si us6. elevata ad esprimere Come a poco a somma autorita ispeabbiamo gia visto zionale nel solo insieme. nome Episcopo — di si politica. detto. anzi che si nome Episcopua manifestassero in il Roma.147] B. che. come nel mondo politico. numero precedente per fino la chiesa occidentale. capo chiesastico. no ispezionale. lo noto Htorico . significava solo paternita spirituale. raddolcito da come lio non cpiHcopalo. autorita di sorta. non giurisdizionale tra gli altri ministri dclle varie cliiese. autorita ispezionale dai primissimi giomi del cristianesiino di olevarsi — abbia dati i indizii a nome proprio ed esclusivo di qualcbo ve- scovo. cioo Ora. nei prinon esprimeva. Ora sembra che col tondenzeed altorain esigenze esordirono nella chiesa orientale. e che servi ad espri- mere. clie tenesse la sua sede in qualclie grande citta orientale od occidentale. nella quello di Vcsco- vo. nolla cliiosa occidentale. II mitivi tempi cristiani. giurisdizionale. Roma. di buon ora ciiiena orientale ed occidentale. i Al proposito I le dogmatic! ed critici non vanno d'accordo. ma si tempo. per lo provalere nome Papa nome Episcopo. rion por ci6 approve o lodo tutto ciii lo invadenzc intransigenze a rita sill () non di rado pervenne onsa anto* del e potosta. ma poco siasi e. ne giurisdizionale. Servl in entrambe a designare un' autorita ispezionale. importa esaminare so origine non cliiesastica. le dogmatioi uccidentali esigenze di ele- tredono. come sappiamo. Come . e non altrove le Epm-opus episcopornm. clie varsi il tendenze. nome Papa. si appell6 papale. in cui avvenne tale graduale elevarsi e ingrandirsi del a diventare proprio ed esclusivo d' un di quello di il nome Papa. in guisa da diventare in 1 Roma vescovo. II nome Episcopo. rono. LABANCA il 08 fatto accrobbe via via T autorita e potesta.

Se non che. fu naturale che vazione e della concentrazione sul si il bisogno della ele- manifestasse prima Papato si nome Episcopo. e col tempo in somma potesta. sto fatto se Accanto a que- ne appales6 un altro nelle due chiese. sopratutto cattolici. talvolta indipendenti dai il e da uno di essi vescovi si preil potere conciliare allora decideva. i concilii particolari. in maniera da doversi transitare dall' episcopate plurinominale i all' epi- scopate uninominale? il E qui che critici hanno snodato apostoliea e la le nodo con piu serenita e verita I critici storica. . forte bisogno della ele- vazione e concentrazione episcopale. 1898. Se d' ordinario laici. non nel cose si modo onde due sostengono dai dogmatici. ed una grande chiesa [suKXipta jneydAi]). ^ po- tere episcopale lo bandiva e dirigeva. accettano la istituzione successione dell' Episcopato. e poscia sul nome Papa. il Ma quale di esse rivel6. cosi il simigliante avvenne rispetto al nome Episcopo. Die Entstehung der Si/node. istituito dagli Apostoli. Lipsia. ebbe. siccome e provato nel qiiesta si nnraero precedente.n in des alien Kirche. I due fatti appartengono in comune alle due chiese di Oriente e di Occidente. I vescovi promovevano siedevano. e da avvertire che il nome Episcopo essendo di origine apostolica. anteriore al nome Papa. la prima.M qiiella SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [48] nacque da prima elev6 a il nome Papa. Per costoro I'Episcopato. e di formare quale vescovo de' vescovi. nella quale risiedesse un grande vescovo (jusydAi] smoicojrogj. Schwartz. * Vedasi K. ogni di piu^ autorita nelle chiese cristiane di Oriente e si di Occidente dai primi secoli. il E innegabile che I'Episcopato e non acquist6.

San co' Pietro. 18). Ora Magno Gregorio sostenne . In cap. e subordinate co' loro vghcovI al f^ran vescovo di Roma. continu6 la successions episcopale. raggi nolle altre comunita i cristiane orientali ed occidentali. si la varieta nello positivi. si hanno 227j. t'atti and6 dalla varieta all' non dall' unita alia va- rieta. LABANCA ili 05 da principio. con unita. cio6. Apo- londata e ministrata da San Pietro. stoli. sem- pre col centro a Roma. Chiama tale Consiglio Se- nator habemus senatum nostrum coetum prnsbiteroi'um (Isaia. cio^ ispottori. a ottenere la unita sola. o di vescovi piu vescovi. San Giro- lamo discorrendo alcune chiese. ben altre conferme. Con Gregorio siamo il al secolo VI e a principio del VII. si Che di procedesse dalla varieta all' unita. cio6 Roma avesso. In sostanza.[49] B. In i mancanza a dire gli anziani. Dopo la istitu- zionc apostolica. I'Epi- clie. priiicipe stoli. ciascuna o. Da principio ebbero piu vescovi a capo delle di- verse comunita cristiane. Le epistole di Celestino I (»i< »i< Leone I (^ 461) e di Greg<n*io I essi lecero 604) provano ad esuberanza quanti sforzi desiderata episcopale. clie ma si si afferma. XVI. Natural mente lici si catto- giovano piu e piu della venuta e della dimora di Pietro a Roma. dice: Comuni presbi- teroruni consilio r/fibemantur. tbndate dagli altri Apo- o dai loro discepoli. clie. Dai critici non negasi la unita e chiese cristiane. e della concossione fatta dal Cristo a Pietro. cli' comunita erano avova o un solo vescovo. II). unita e varieta: unita nolla chiesa Roma. ispettore. do«^li varieta nelle altre chicHe. vale di e lo stesso. a capo presbiteri. ed sola anche piu vescovi in una comunita cristiana. scopus episcoporum. sarebbe stata la pietra tbndamentalo doUa Chiesa ( Matt.

nel quale il vescovo di Roma doveva essere non gia un primva inter impares. in ispecie di Gallia e d' Italia. a Coaltrove. par- ticolarmente con quelli di Milano e di Ravenna. Non cea (325). 101) ». nei loro ap- ai vescovi come ad ultimo si ap- pello. nei loro giudizii finali. che disse di preferenza Papato. pos- stantinopoli o a Reggio. si bene un primus A tale elc- vazione e concentrazione assoluta poi si Episcopate. ad Alessandria od siede uguale merito. Non poteva mocratica la Chiesa restare in perpetuo una de- societas. per la interpretazione. e. ai Concilii. uguale sacerdozio (Epist. Concilii. oltre a definire la i sostanziale di Oisto. Roma e le Un vescovo. si Nel celebre Concilio generale di Nicanoni fissarono varii canoni. chierici dovessero rivolgersi. prima 2G0). aut ecclesia fratrum. Questi fatti non dipendono da Roma. un fiume di inchiostro e per . di quelle di Nicea. del ma piu il versetto 18 del capo XVI. altre chiese sia a non sono fra loro dif- Roma o ad Eugubio. ugualita episcopale. la prerainenza episcopale di per Roma. « che accetta San Girolamo con questa sentenza: la chiesa di ferenti. e questi. co' ve- scovi di Occidente. Nel Concilio particolare di Cartagine fa sapere a Ste- del 258.96 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [50] dispute senza numero co' patriarchi di Oriente. ch' fe piii. contribuirono varie cause accennate. locali. fano I {>fn che i vescovi. e fra i si stabili quelle che pelli. versetto che fece scorrere. ad Eva- grium. dell' inter pares. bensi dai contengono II pluralita. Dalle indistinzioni dovevasi pur venire alle distinzioni. gli Vangelo di San Mattee. divinita e tutto. testo venire si Salvo che in coplurino- arriv6 dal sistema episcopale minale ad un sistema episcopale uninoniinale.

elficacia non ebbe si dopo dieci la Riforma. Soltanto mi permetto il considerazioni renioto Htoriche: CliieBa. piu forte a conservare la supremazia episcopale rit'erisce Ro- ma. e per esso pale di Roma non pote avere molta influenza snlla primazia Episcoil Ruma : la seconda concerne V autenticita del qucllo. in Oriente manitestarono primi ro- indizii di essa tendenza. gia ricordata. mostrasi. rispetto alia varieta ed ugualita episcopale delle altre comunita II vero iniziatore e promotore della primazia e mo* Nello in narcliia episcopale e Ignazio di Antiochia. che ciasouna . del da plurinominale che si cristianesimo. Testa- mento. LABANCA di VJ clic iniliissi niiileiici uii iiumc sanguc. clie accordava tanta preai suoi successori di cedenza a Pietro. dal la terza ai secoli della Chiesa. tuttavia. il versetto di Matteo. Su tre non devo trattenernii. la prima riguarda passato doUa ed e che nei primi tre Kecoli non osscndosi anil cora tbrmato canone intorno ai libri del N. usata a loro favore dai cattolici quanto al primato alia unita e alia Roma. IV al XIV. ed 6 che dalla Ritbrnia assai in dubbio vei*setto primo di evangelio. sue diverse epistole autentiche s' insiste. La di epistola di Clemente niano ai Corinzi. non allude punto primazia episcopale di Roma.[51J II. giovo assai ad accreditare e legittimare di primate episcopale Roma. unito alia tradizione della venuta e della dimora di Pietro in il Roma. ed e die in questi secoli quel vei-setto. In cristiane. dell' il secolo X si appoll6 primato pa pale. Con dente si tutto ci6 e pure che se in Occi- etfettu6 la tendenza Episcopate a divenlu ne'primordii i tare uninominale. quella epistola. die dopo innegabile. passato prossimo essendosi mesea del della Cliiesa.

Lib. Entstehung der — Dollinger. etc. part. altri da Posse facere (Seneca. Baur. una istituzione universale {Les origines 2"^ Pa- ediz. p. F. der romanisch. raonarcato episcopale particolare era. 1838. Ora. Tubinga. aflFerma che episcopat unilaire non esisteva. Gesch. Christenlhtan Ratisbona. ci rimane a considerare in relazione alio stesso nome Papa quelle di Pontefice. 10. Marsella. Lib. che lo rifiut6 circa il 382 * Rst. 55-03. cap. Quest' ultima origine etimoil logica spiega meglio lo scopo a cui era indirizzato Pontificato in Roma. nel la primo secolo. Reville. Onde vedesi che il punto di partenza del monarcato universale fu 1' Oriente. 1857.. non r Occidente. alcuni lo derivano da Pons facio (Varrone. IV. relazione al ' Poiche abbiamo considerato il nome Episcopo in nome Papa. senza data. . Verso meta del secondo secolo diventa tardi rigi. Staatsv. 9). Duchesne. tanto meno universale. — Ritschl. Bonn. 1861). 2. 2° ediz. I. una jstituzione locale in molte chiese. dal vescovo di titolo si pro1' Roma Siricio. concentrate Maximns.. o di sacra facere (Gottling. 15). in chi godeva assunse. G. Lets origines de I'episcopat. cit. De lingua lat. importaute avvertire che 1' E lo stesso scrittore cattolico. a co' secoli sarebbesi un preannunzio che giunto ad un monarcato universale. p. Rispetto alia origine etimologica del nome Pontefice. e piu chretiennes. sotto il ti- tolo di Pontifex Noi sappiamo che cotesto babilmento. come istituzione locale.. il altkatholischen Kirche. cap. De dementia. la esplicita sua insi- stenza per cosi dire. Kirche in der Zeit der Grundlegumj. 18G0. litog. Der Ursprung xind des Episkopats. cioe di far pompe religiose. altri lo ritengono una forma alterata di Pompifex. Parigi. Prem. 1804. — J. im- peratore cristiano Graziano.98 cliiesa sia SECTION MYTHOLOCIIE ET RELIGIONS [52] un iin solo vescovo.

salvo il caso di Pomponio Leto. rom. ' Ncllo catucoml)0 di (Jallit$to bi scopri dul 8i Do iCotwi. Marclio che ha agitata exprofesso la questione. opina Graziano depose legalmente gli altri titolo onofifico. ad elevarc il vescovo di Jloma sopra gli altri vescovi. suoi predecessori. il simigliante non avvenno piu dopo il secolo IV. e die n P. Come nella Roma pagana il titolo di Pontefice Massimo comprendeva una suprema autorita religiosa. senza dubbio. CCCLXXXllI.^ die 2t avgu$ti)\ si ma poi ritratt6. cosi il medesimo titolo. il n.. canzon6 il vescovo di Roma Zefirino col titolo di Pontefice Massimo. bench6 tollecit. D. Jl cardinalo ]$aronio avcva prima aiweritoi averc il Costantino Grando rifiutato il titolo religioso di Pontifex Max'imus (Mariyrol. oltre tributftTa in alcuu« ad altri titoli ^onorevoli. nel secolo II. col titolo di Pontefice Mas- simo. irraDite. servi a renderne il vescovo una somma autorita religiosa. L. (Anu. Se TertuUiano. ci6 che accadde sotto Qi*aziano an. CCCXII. come razione di Pater ritiiali ^ nel significato di semplici padri del fedeli. onorato in alcunc iscrizioni cimiteriali nel secolo per disprezzo ' XV. ed nome di Papi. Comunque pu6 at- piena certezza. (Op. ancor ^nello di Pontefice M«*- . 6).1 53) IJ. oltre ad avere il nome altespi- primitive di Episcopi. che verso la fine del se- colo il IV nome i rettori della chiesa romana assunsero anchc il di Poutefici Massimi. trasmesso alia Koma cristiana. t'ermarsi con Roma sia.. sella eccles. L' assunzione del titolo di Pontefice Massimo giovo. cho ivi hi tonovnuu aduuunzo accademiche. imporatori cristiani. ed accetW). del Papa. rassero vederlo attribiiito ai vescovi di specie nelle epigrafi arrecate). LADANCA 09 () DSii.

o molti archeologi stranieri e nostrani lo studiarono. II. nei descriverne la possanza. (Eoma sott. christ.". Do Rossi. giov6 ad accreditarc torita chiesastica di Roma. si adopera nei libri di liturgia. nei loro atti. siil esa- punto storico di Pontifcx Maximus che esso umanisti e. tributato ai Papi. che i i vescovi di di Episco- Roma hanno pus o di preferito. continu6 a vivere in mezzo ad essi. an. Pontefice. si Non 'badando il vuole conservare primissimo dei caporettori del cattolicismo. Roma il cristiana ha abbandonato papale. II fatto impressiono assai. unito e innalzare I'au- a quei due nomi. nei loro documenti epigrafici. Bollett. I. 1890. 38. e die nome Pontefice si adopero e varia Stato. nomi Papa. nei denominarne il Patrimonio o lo die il De nome II Rossi. di storia dei Papi. pel [54] fatto nostro. . nato fra i che il titolo di Pontifex cattolici alia fine del secolo IV. piu vctnsti nella religione cristiana. Noi consentiamo col De Rossi. 402. o di Papa. III. B. Ancor oggi die stema qualdie atto: contradizione. de Rossi. ger6 il accademico Pomponio Leto. dopo la scoperta delle catacombe. per pendio al Pjipato.100 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS Quel die avanza a dire. vili- di Pontefice all' Massimo titolo erasi dato. nd mondo cattolico con gli La verita storica imparziale Maximus. crist. il ma e mestieri piir consentire che nome il Pontefice. il titolo di Fontifex Maxhmis non In questi fu dai vescovi di Roma i usato nei loro adoperarono sempre titoli o di Ejnscopus. ri- aimo. JrutcrU. 234. quasi titolo sia rinato mostrando di credere pagan eggianti. c del- Puso Iktto dai vescovi Giusta il di Roma del nome atti. si il si- episco^iale per sistema osserva in alia titolo Episcopvs Leo XIII. 81-94). Yu a capo di tutti CI.

o per limitarla. o per an- B. Pater patrum. Oh. cosi dolce e venerando. suo primitive significato. chiesa Coi .[65] B. da prin- medio evo.du xn>** CotigrU dM OritntmHtU*. Labanca. LABANCA 101 spettato ed onorato cipio e nel . — Tom* lU — 9*« Pltftte) . Pontifex Maximus. ^|Xg><g>Bj t<>< : -~ Act. come Epucopfis^ una sovrana autorita ispezionale. e che giov6 non poco. come i Pontifex^ una sovrana autorita giurisdizionale. E per conch iudere. di figli. tutti e tre nomi di Ejnscopus di Pontifex e di Papa concorsero. Episcopus il il divent6 1' Episcopus il episcoporum il il Pontifex. Papa. a rendere sconfinata la potesta del capo della cattolica. e che eccitd frequenti proteste nullarla. risolute. con I'andare secoli 1' de' secoli. padre spirituale de' esso rinati potrebbe an- nome ritornare nel sincero affetto e rispetto clie di liberi credenti e di liberi pensaton! Scemerebbe e sbalorditoia. a riconoscere nel rei^gitore della cbiesa romana non solo. se nome Papa nel Cristo. ma eziandio. nel Papato quella potesta sconfinata che nocque tanto alia religione cristiana. Tale h i fatto storico innegabile svol-' tosi sotto tre norai principali tributati al il governatore ripigliasse in il capo del cattolicismo.

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has become so familiar that we find in the it difficult we to realise a time when the thought of things classified this idea was otherwise. an anticipation of Order in the Constitution of the Kosmos. . that of Law. national t>r turn to international. though a far less extent. is not always. as fixity or revealed We have long since of purpose between .THE ORIENTAL CONCEPTION OF LAW On the last occasion that I had the honor of I addressing the subject " the members of our Congress Oriental view of the took for ". too. alike in the natural and spiritual worlds. namely. public or private. my I Path To-day should like to draw attention to a Conception which West have been accustomed to regard as peculiarly our own. natmal and between man and man. God and man. Amongst ourselves. Yet when we to the East it is often. the reign of Law. a surprise to us to discover there. constitutional or canon.

the path which all should follow^. It is the wa}'. nature founded by the gods.): Ri'si even speaks of the d^dma or law of Varu^ia and the d'ama of Rita in the same hymn f^» Sa 'drisih adja sa 'drislh ita uiii iti svah dirg'am [sac ante Varunasja d'ama. . in Beginning with our own Aryan ancestors we find the literature of the Hindus two expressions which serve as centres of religious and social order : Bita and D'arma. 9. par excellence. 42. the most moral of all the Vedic deities. na minati d'ama ahah-ahah [nih-kritaih a-carant!. 4) s Ahaiii apah apnivaiii uk'samanah d'arajaiii [divaiii sad an e Ritasja^ Ritena putrah Aditeh rita-'va uta tri-d'atu [prat'ajat vi b'uma. then the order of lastly. and the moral law man must obey. be they stars or god& men. it is said that he supported the sky in the seat of Rita (iv. 8.: 104 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [2] A — ARYAN. Of Varuna. Anavadjah triiiisataih j6ganani eka-eka kratniii G^nati ahiih prat'amasja Rittisja j68*a nama sukra Kri'snat [agani'sta svitici. [pari janti sadjah. where expresses of all the settled movements of the heavenly which or bodies. And one 123. The former it is found pre-eminently first in the Rig-veda.

The whole lore of the Brahmans of is this period centres in the thought of sacrifice. the Mafidb'dratam. sacrifice is the manifestation of the creating and sup- porting Rita. that which regulates all the re. whilst at the same time there is an India's great epic. sacrifice. There is tlie Rita of the sea and the Rita of the soul. in each case. The next by step in the evolution of the idea taken However they may differ in other respects the ISatapat' a. sible which tlie in- and with the invi- by rites and religious ordinances. for Rita and Order are one (Var). wherein tliey rest. <levelopment our form's circle of ideas borne by (Tarma^ Law'. in so far as. At the tinae of the rise of the Brahma. . according to the ancient view.ia-litera- ture this world-principle becomes identified with ja^Aa. These two monuments of ancient Aryan literature thus form the mile-stones or boundary-lines of that epoch of strong .{8] HERBERT BATNE8 105 Under the influence of Rita ntand alike the elementars forces of nature and the higher powers of spiritual life. to bring the whole treasure ot religious knowledge : to a common centre. Instead of the purely-sacerdotal thought princi- of duty and law D'arma appears as the ruling ple of lations human of society. It is the point where heaven and earth meet. the other inner and formal. man both with the seen and the unseen with the visible world by the legal restriction regulate the relations of the individual witli dividual and with the Community.Brahma nam and the Mahdb'dratam both show a decidedly -encyclopaedic tendency. We have here two phases of one outer and material. mann well observes 'As the world of this so As DahlBrahmapa is moves round ja(jna. attempt.

. 4. earliest mention of these three bran- is to be found in tl^e 'Candogya-Upanis'ad 23. the morals and customs of an Arya. objectively Law. Perhaps the ches of duty (ii. Subjectively it is Duty. 'He (Brahma) was not yet then he created D'arma as something noblyis formed. D'arma expresses the rights and duties. As duty d'arma a) dcdra^ is classified as : duty to oneself. (i. whilst d'armyam denotes the unessentials. 2): 'Speak the truth. In the Taittirlja-Upanis'ad the Guru says 11. . in D'arma and Ad'arma as right and wrong we the Mandukja-Karika (ii. their essential the derivative nature. is tlie Law. culture which binds men together into a society. 25) For Manas-knowers he is Manas. y) prdjascitta duty to society . Hence. It is that which supports (vd'ar). practise d'arma. Then we have D'arma and Ad'arma as the morallj^ right and the morally wrong. Budd'i ' . This refore there a ruler of the Ruler. 1). The- is nothing higher than Law. too. Law i.: ' 106 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [4] and social organisation which saw the rise of Buddhism and the development of Castes and dsramds. p) vjavahdra. 14. neglect it not '. duty to the Atman. for D'arma and Ad'arma In evolved him who knows ! the Bi'hadaranyaka-Upanis'ad we find it in the sense of . and not infrequently D'arma is used to express that which adheres to things. find Spirit he is for the know^ers of Soul. For knowers of Budd'i.

6) minds '. the na- Law Truth (Satyam). The three worlds are said to have proceeded from is D'arma. one and the same i^ut. At'a kasmat pralapo 'yam brahmatianaiii sanatanah.: [5] HERBERT BAYNE8 sets his Iiope l(/7 weak man upon the Law. that said one speaks it is rightly . 6\ D'arai:iad d'armam ity ahur d'armepa vid'rit&h pra^fth. . tlie Law -Book. (viii. 69.iasainyuktah sa d'arma nisc-ayah. the ture of this against the strong man as upon a King. 68). which Goldstucker used rightly. so the visible world was said to be upholden by D'arma. and when a man speaks rightly said that he speaks the truth. when one speaks the tmth. D'armal I6kas trayas tata pravrittdh sacar^*arah (xii. itseli' Na ced Veda vina d'armaiii tratuiii saktd vicaks'a^^a. is And indeed. For instance ' in used both subjectiveh' and : Let the Law be thy guide is action and thou wilt tlien do thy Duty'. iti Yah In sjad d*&rai. but also the supporting principle of the universe. is as we ' said before. the Mahab'aratam. it is Accordingly. 43. to describe as the creation of various epochs and dif- ferent There we read even the Veda without D'anna cannot save a man (v. tliat part of the great epic known a the B'a- gavad Gita the expression objectively. And just as the world ol the His'is was based upon sacrifice. tor both are '. war e^ox'/*'. 309. which not only the basis of physical and moral order.

have assumed the form of Law. — 3. The government of a State. by gradual consolidation. — 2. supreme religion. When social from of an exclusively sacerdotal period. traditional practice which is said. — 4. All the observances of private morality and social econom}' are described as acara. ethics and customs. Silam . C. By Vyavahara all that we mean bj^ jurisprudence is understood. . highest law. 6. Smriti . not a ' '. Whether or followed the preceded so-called D'arma-sastras it is by no means easy grounds to determine. Now the Mahab'aratam it is Concrete reflex of such an epoch. both by Veda and Smriti^ to be paramd D'armah. That to say. all knowledge. The root of to be (II. in which the which ^^'ill the priest law.108 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [6] There can. In the strict sense of the term Manus Sastram is Code for it cannot be said to be 'a systematic arrangement of precepts which existed as actual laws in force throughout one Country'. we pass to one in and economical considerations prevail. whetlier spiritual a temporal. : all law (d'arma-mulam) is stated Veda is 'k'ilah . century B. Most of its rules come under the head of Acara. Unlike our Western is law-books the Code of the Manavfis a metrical version of traditions and customs which. 1. view of I think be no doubt that a nation's its Law is is a Criterion of culture. ' '. but there seem to be good for believing that the oldest parts both of the great epic and of the Code known fifth as Mdnavam Sdstram B'rgu-prdktam belong to the . Acarah. that there has been we may be quite sure the a corresponding development in the conception of law.

is not only to rule. and having oflfered homage to the trial gods who of causes'. The evolution of the Aryan idea of Law would . having seated himself on the judgment-seat. 23) For the use of tlie created in King the great Lord (Isvara) beginning his own son Justice. ^/ar). with his body suitably-attired and his mind at ease. to us a simple books we have presented state of society in which the custom of the caste is law. to act as the creatures by wielding the rod of pu- Let the King. P) the support of gods and men. (^fT. : 17] HERBEET BAYNE8 and criminal law. droit'. but himself to administer justice * (vii. which has been ages . 14 and viii. the tie that binds (W y) that . and in the seventh we meet with a decidedly paternal form of government. It is the King who. all own divine essence. composed tlie of particles of his protector of nisliment. laid Vd'ar). Mquu. Jirmvs. therefore seem to be a) : the straight and settled path of the stars. by divine right. are guardians of the world. begin the So in India's Iliad the good King Yud'ist'i'ra is the embodiment of 'many-branched' and 'many-gated' Law (D'armasja mahatO bahusak'asya bahudvarasya). 'Diritto.. down by the wist>st and best of all . Or do. and the In the first six 108 civil rules of judicature are all discuHsed.

doms. that which determines and Controls.): Ki ira first bt'6rat' Jhdvah is k'ep*z6. In the book of Chronicles we read Vatikt'an fj6t' benek*a El6him vatdaber al bet' abdk'a Imerak'Ck urit'ani ktCr haadam haipa'alah Jhavah ElOhSm. Law doth he meditate day and night And and for here not only are we are at once Hebrew ^IPl and struck by the fact. v8jLi£0ig. ^/la^g. His delight his in the Law of the Lord. 6) y/ sad).) ment. doom.: 110 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS ^£jui£. \/nam). ub Torat'6 jehgeh jomam « valailah. (yrm Lex log. (vojuog. that ' race of the didugga). as the relationship existing (ammibetween The man ' Law and his Maker. rank. y/d^d. but that their conceptual evolution has been almost identical with the Aryan IS ^TT and Vi*{ . arrange(xvii. 2. Passing on to the Semitic view of the subject we have first of all the thought of rights and obligations amongst tiie Hebrews. that min and Arabic fj^ ^^ *«M diflerent forms of the same Semitic word Law. tf*'. lov. T6r in the first instance. . — SEMITIC. B. 1 [8j J Ge—seiz. In the beautiful words of the Psalm (i. and in ». a settled first movement. laiv.

2. you between to and blood. also. 10. my nation. this is the * . as the root is ni^ ' to join. And whatsoever controversy may come ( from your brethren that dwell blood ( in their cities. covenant. like D*arma. ). and man and God: ' Listen unto me my justice people. In Arabic. bind '. the Mystical Moalams known as And indeed throughout the whole world of Islam ' supreme word. And this was yet O God! and thou too small a thing in thine hast spoken concemiog thy servant's house for a distant time. on the other liand. forth give ear unto me: for a Law wiU iTorah') shall I go from me. and hast regarded me as though I belonged to the rank of a man of high degree. and of the people ' my establish as a light '. will. ju^l^ testament. for law to the Musalmtin means his whole religion. is Law which for Sii'tls. wuo^. Lord God! ' Then T6rah. between law rnin ) and precept npf^ statutes and ordinances. is the bond between man and man. come from ^*o\^ 'joined. the entire revelation contained in the Kuran. and so there come wrath over jou and over your brethren: so must ye do.[9] HERBERT BAYNE8 ' 111 eyes. holds together a spiritual brotheras hood. and ye will not incur guilt '. instance. the words ^olj testator. and. ye shall tiiily warn them that they incur not guilt against the Lord. XIX. such. Chron.' 'connected'. Here the word Hlikp is peculiarly appropriate to express the legal relationship amongst kinsfolk.

As representative of the Turanian race let us take the Chinese. . Kijas. the Conduct of the prophet. When joined to we ' woof ' King means the lines run- wliilst ive indicates those going East and West. Hence the designation of the four sources as Pj-^j cS^\ root and branch. so that the combination King-We is ning North and South. for in some respects they are the most interesting people of the East. » and more especially an appreciation of the way in which one man should act toward another. Of these the two former are said to be asl-ul-adj the root of roos. » « understanding. Their thought of racters $1 Law is expressed by two chais mi silk. analogy. p) y) 6) Sunnat. ut nafsi ma leha va ma All Muhammadans fik: agree that there are four chief sources of this a) the Kuran. The former from radical 120. — TCFRANIAN. In medical books it is applied to the veins and to the blood. the warp. and the two latter furii. It also signifies lines or paths.112 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [10] For the corpus juris we have the word ^Jii which primarily means « knowledge. unanimous opinion (igma). in the first instance the tlireads of a web. according to the well-known definition mdrifat aleha. or usul-ul-Fik' va furu-ul-Fik\ C. branches. and # and means .

and is used first of of a vessel or tripod employed in an act of worship. and. thought 'Heaven. arose that grand Conception of universal Law whicli makes the whole world Kin. To the Chinese. (ni) The second character contains two radicals. for the most part. is * whilst King principles of separate silk-threads means the government and moral instruction. an historical work. is applied to the various institutions of human And so. in the we find that there a Consensus of opinion East that. -»^tXi»^«c«siat^5~- . literally ' lastly. parent and child. ot an Order which cannot be changed-Law. 1 19 meaning rice and 120 (mi) silk. gods.[llj HERBERT BAYNES Then King 118 equivalent to latitude and longitude. Principle instilled Thus wo have Pin I the moral by I lun the natural relations of husband and wife. ses the lines of a book. King lun meaning * to arrange the threads of silk for tl>o to ' sion now used Ke an expresprinciples of reason and justice. Law. in conclusion. especially expres- afterwards a Classic. from that orderly sequence of events in nature. ascribed by the Aryans to by the Semites. many Herbert Baynks. of rice all The arrangement of grains silk and of threads of then the seems to be the primary is signification. therefore. to One Supreme Being and by the Turanians to Heaven itself. Law is the order observ- ed in the outer world transferred to the inner and Society.

.

giacdio per i lui la guida mntamenti dei saoni. die significato sia somnia iniportanza come norma direttiva della com- parazione. il clie avviene piu sovente. se ^ un aiuto pre- una riprova e quasi malleveria di maggior certezza. senza i quali non vale comparazione alcuna. II glottologo pu6 bene afferniare o negare Tidentita tonetica di due parole. massime nella logica e nella sicura e costante devono essere . ma ne*»suno pu6 stabilire leggi assolute alia libera associazione dei rapporti ideali. ov^ero. Anzi non dubitiamo d'atTermare die il signicato non rettamente inteso lia spesso tratto altri in eiTore: e appunto di tal pericolo e inconvenient^ intend iamo ora fare alcune brevi osservazioni. Ma bisogna pur con venire che zioso. ed e cosa di gran lunga piu grave. ad una medesima parola si assegna differente origine. il sempre di pel motivo indicate. di per sfe non pu6 esser preso come criterio assoluto. e cosa troppo cliiara di per se stessa. il senso.NOTE SEMASIOLOGICHE Spesso accade di vedere negata una etimologia per cagion del significato troppo diverse. Ora.

sebbene di significato tanto diverso. labes. ' Egli e vero per altro che in greco la forma plena 6 « porco(oO<. stipettaio. un individuo). appiccare ' che noi sappiamo. dvv^ De Saussure (Mem. lat. TEQjrofiai vare veruna difiicolta mod. DiflScilmente trovano due parole di cosi perfetta cordi\i(6g rispondenza fonetica e mortblogica. ' negajuog dalla rad. ajtro racchiude tanto '. (cf. Nessuno. BB. lordura' non hanno 144) d' identificarli il impedito lat. capro (qui la diJfferenza e tanto piu notevole. I due significati ben caduta. ma si anche non di rado nella stessa lavella. ' quanto quello di accendere appiccicare -^ appiccare. quali sono e fumus. kerdi- kra—: versi Prellwitz in nEga/nai. L' idea di ' mescolare e cuo- cere ' sta a base di KSQdwvfii cf. . unguis. iharf (a. dicasi di ndjtQog ' Lo stesso ' cinghiale ' -^ lat.: ' 116 SECTION LINGUISTIQUE i [2] fantasia del popolo. onde significati della parola tanto noii spesso e si notevolmente differiscono pure da lin- gua a lingua. senso di ' an' nodare cf cal. XIII nel ' gr. Ling. xaTrpo?) : verro » cf. ha ravvicinato got. sogno ' al gr. VII 83). TEicToyv ' reuvov ' figlio ' generatO. texo (per i vari significati della radice tek- Mem. durfan ted. a. E-rsn-ov) accanto a ' artefice legno. in partorito': cf. ' de la * Soc. trpnomi mi sazio senza pronei due significati. de la Soc. in quanto ^ ri- guarda un essere vivo. macchia. II il ridire. il guidato soltanto dalle leggi dei soni. Ling. cajyer ' becco.=--5. VIII 289). contrariano a vicenda. ha trovato nulla da che riguarda lat. accendere. che quasi si " ' '. . Anche in inglese wild boar (verro selvaggio) 6 « cinghiale ». altri II rovina. fabbro cf. ted. nakkd-s 'ungliia' gr. per ci6 dello significato. (propr. Liddell e Scott Greek-english Lexicon. sulla comparazione slavo noga 'piede' (gamba). diirfen) aver bis.

nel nostro caso. abbia un* im- portanza ideologica senz' altro secondaria glottologia. coin« PintratU i daro. secondo noi. che 6 Tacin cezione che dcovog cf. che per diversa alterazione sia riuscita ad fica) una materiale (gra- uguaglianza di suono. allorcli6 questo varia nella stessa parola d'una me- desima lingua. zione.08^ Rutto) 8 . oflfre ' ottima. delicata. fine. che pare da qnesta semplice conndftrmsi idea traslata di ^toto? presenta m un poeta. il quale e noto con quanta libertjt e ardire significati delle parole. significato (' razza gentile '. A dojTog torto. Soprattutto non bisogna lasciarsi traviare dal senso. il Prellwitz attribuisce a due etiraologie vellutato differenti a fine di spiegare il doppio significato. che tacilmente si 117 po- trebbero addurre. si lo sdoppiamento della forma a causa del significato. Pindaro (anche in Omero? fcf.[3] FRANCESCO 8CEBB0 Tali esempi con mille altri. Dal senso di ' vello. tra questa e (inella lingua. Aetet du Xir<** Con§rtt iu OrUmtMttt. qiianto dimostrano come in il significato. quando sia ben stabilita in tutto lo r identita fonetica. ma in tal caso le leggi si- fonetiche ci permettono quasi sempre di potere con curezza assegnare due o piu origini alia forma. bellissima. Cosi in italiano ' Fanfani) una e razza vel* cosa di vellnto luta vale sia il ' significa cosa eccellente L' agg. — To«« HI . per non sia da tenere nella non cale. svolgimento storico della parola. ' tacilmente si passa all' idea di cosa morbida. Liddell e Scott). oifAog sIqoj). quale che ne ' vero o primitivo liquido o * ra- ' Quanto sia 1' arbitrario. diegog. il '. Non gia che noi negliiamo che sotto un'apparente omofonia non si possano nascondere due diversi etimi (cf. die mostra la parola. La diveraitii non ^ mai ragione assoluta per respingere una etimologia.

appartenga a dlsjuai. ma al conal trario stavano abbassate al suolo (le meste giubbe suol diffuse). ma le mune. vif.' 118 SECTION" LINGUISTIQUE ': [4] pido cf. a fine di conciliare la discrepanza dei gnificati. diegoc. A prima giunta sembra ' ben ragionevole d'assegnare una diversa etimologia a pojn(iv?. unterstiitzen da igj^QEdavai sie sind eingefiigt' (PrelL). non pu6 darsi che 1' idea codue voci. fino a un certo segno. fr. ' si capisce ' come ' da dieQoc. che riunisce (cf.i] ' specie di pecchia ' e a ftoju^vAy vaso dal collo stretto ' (bombola). al jlrd-s ' lebhaft '. diegq) nodi). no einfiigen cliiome (le criniere dei cavalli) non erano composte in bell' ordine. liquido (come propone Wharton: 'swift' da die/Liai] 'liquid' da dtaivoj). lebendi(j ital.* possa distinguere ' Ne sappiamo come ' si iQsidco ' anlehnen. sebbene Gidinariamente derivi da una dopsi- pia ladicG. i significati ' vomitare. sia il ronzio dell'insetto /?d^//?og) e il gorgogliare che I'acqua o altro liquido produce nel versarsi da un recipiente simile alia bombola? Per noi. che riguarda I'om. altri Pure. ma troviamo al tutto inverosimile che per due significati tanto vicini. al il senso del di con teste ' ci non convenga le significato reihen '. . secondo. possa separare diegog rapido ' della snellezza). almeno per pare che di ' ci6 II. per noi e sempre la stessa si parola. nel s. come geschtvind. e per6 crediamo che eQevyeodai e sQvysiv siano sostanzialmente la stessa parola. la qual ultima ' forma e stata ravvicinata oi'do). ruttare. r om. Ora. urlare j^ossono ben procedere da una medesima idea fonda- mentale.^ quali dal Prellwitz sono attribuiti a questo. nel primo caso. alia radice red- reihen ' (lat. igi^Qedarai (oHdei /alrai igrjQEdaTai XXIII ': 283-84). vivo^ che racchiudono anche 1' idea (cf.

non vi sarebbe nulla di strano che la parola.16J FRAN'CESCO SCERBO II Uif poetico baUfjQov e per noi un' unica parola tanto ' quelle di animo ^ueniero quanto in j)rudente. ' W5rt. II. kriegerisch da daio parere dai (tr bat 'nella battaglia*). assennato in guerra). Per6 apponga il il Prellwitz (etym. che h manife- stamente una forma locativa (esperto. ha 6a(^)-'. iiitelligente'. Si noti poi che nel nostro caso nativo. mostri un un po' turale die mutamento d' idee e di costumi. ma anche per la stranezza ideologica del ?). non solo perchi di questa radice manca una forma nominale ' nello stato indipendeote ' (come da §ai(o = ^<xF'm accendere * : ' si '. nel senso di ' bellicose. gr. debole quest' ultima derivazione h la di * sembrandoci ovvio che dalF idea speciale bravo pill loroso.-> tiuone. perspicHce in intelligenza Ne auche ci pare da aooetUursi la deriva- . oompoato (assennato. d' *. il secondo al- rOdissea. dal« cf. anzi k na- tovati. A vasi- nostro vera. so- come col quell i che dividono significato i due poemi summendifferente. quindi con facile traslato I'originario significato di Si^Yjcv) . in guerra ' la parola abbia preso ' un gnificato * generico e spirituale. battaglia nella sola formola sv ^t. datqjoov alterasse e quasi gentilisse il suo piimitivo senso guerresco: si al cf. nei quali si I'ac- cezione originaria facilmente s'attenua o cretliamo che non ben s' perde. ' Sprache) nel trarre significato di verdi stclndig ' (che egli ' pone per primo) da dtdae] quelle . Se ci6 e esatto. che h prima parte * di i^at^pcav. tratta d' un epiteto quasi or- come tanti altri usati da Omero. il Passow con altri lessicografi). quali in- sono dipinti neU'Odissea. la Non vediamo come da $^-6a-e. Secondo la comune maniera d'intendere (cf. il primo significato appartieiie all'Iliade. usata in due momenti prattutto storici diversi. fiaocola '. il nostro bravo riterito coraggio e si si airintelligenza. ' incendio di guerra': XX 18 icdXtfio. d. possa dorivarsi da das' insegnare ' (sapere).

si ma con tutto ci6 forte duche d' bitiamo che non tratti d' altro un : solo e me- desimo jrAarvg nel suo significato ordinario pel nesso ideologico di due idee tanto diverse vedi la spiegazione. 112). I'ital. vivo' (applicato soprattutto a cavalli). costanze special!) ch' e terribilmente bella espressioni fr. ' A torto ' ' ' stato volto a senso musicale. stark. modus jueXog. estrema- mente in (schrecklich gross). XIV. ma dall' idea di misura si trae agevolmente il concetto d' armonia. Un caso assai analogo a yogyog. la corsa sfrenata : fa- cilmente desta terrore o paurosa meraviglia Jiero. significati scharf. che sono : trovano anche in altre lingue schrecklich cf. Fick 21) e davvero seducente. buono ' (dalla medesima radice di SovaoGat) BB. giacche I'impeto. La comparazione a cui ' del s.^pltu-}. Ling. 26-26). feroce '. che rassomiglia di assai a yogyog nel doppio senso ricordato. dandone una doppia etimologia. intensiv '. come pensa Havet (Mem.arvg nel senso di salm astro (ct. come possiamo che si dire d'lina cosa Tin date cir. heftig. cf. n. di ravvicinarlo a BB. Ne surdus (color) e meta- fora piu ardita del nostro cwpo. I* col gr. non altrimenti che numerus e del greco stesso. quanto alia sua evoluzione ideologica. = a dismisura. e traslato naturale dall' accezione * terribile. jr/. ted. zione da *d&vis cf. ' forte. VI. ' ' salz (pulverisirtes ' salz. paht-s (da ^pcdtu.: 120 SECTION LINGUISTIQUE [6] Se yogyog significa anche Mmpetuoso. de la Soc. da far mestieri sordes (cf. 293 e Fick IV 160. I I . s'ha in dsivog dun que Wharton divide la parola in due articoli. Jierement. o i il lessico petropolitano attribuisce ' . XVIII. melodia non ha nulla che fare con II lat. chiaro riferiti tanto alia voce quanto al colore.

serrai*e '. la non la penetrano. col greco dtv. che noi invece identifichiamo con b^kxa dell' alfabeto. di freccia: ct. necessitudo) connette V altra. sensi.rfa: Lautgeschichia 119) Lagercrantz Zur = aldolov yvvaiKStov. 121 die ne danno Pape e Passow nei loro dizionari Liddel e Scott).. stringere. Wharton ed noi coniprendiamo due che la parola ha in greco. svol- r altra di strappare. itwaxog^ to dvdgetov ual ynrvaiKEtov ftogoy (Esi- chio) = 8. ' ' Dair idea generale di treccia (KfjXov) si poterono facilmente svolgere i due significati di ki^Aojv mazzacavallo. con maggior ve- rosimiglianza quello di il rapporto d'affinita si cura (come oggetto del nostro pensiero. e stato paragonato grieck. che sfiorano la pelle. di parentela. a differenza i di Prellwitz. Stallone (che pu6 intendersi come il fomito di ' * verga.) BB. nostro afietto). XXI ' "Wharton (Etyma logie differenti assegna a che vale stringo tre etimo- secondo . apparentemente pote associare con tanto lontana. togliere rasentare. jartu-s vulva . Prellwitz sotto ' e m)Xoyv).ov ' r altro II (ma s. il doppio senso dell'italiano verf/a). amicizia. elefante cf.ra (da '^de/. [71 FRANCESCO SCERBO (cf. traslati): cf. la stringono folia^ frondes stringere (la feriscono leggermente) con . sfiorare i I tela siringeniia corpus di Virgilio sono oio6 dardi. ' sfiorare Oguun vede * quanto gersi sia facile dall' idea di ' serrare. miMd- : //Dg lat. e cosi r etimologia del primo significato vale anche per nij^. premono. e M')dog. bisogno (ne- cessiias. strappare. mediante una di simili metafora simile a tante altre appellazioni delle pudenda della donna (nel gergo italiano v' ha pareccbi 326. del per6 sotto un solo altri. cf. anche * Se in latino con Tidea di si ' necessita. ma . stringere '.

cadere'. vitupero e secondo una doppia etimelogia (cf. come di il ad un tempo ital. anzi in- secondo alcuni glottologi ogni verbo in origin e fu transitive : ^ cf. bandire. peto. il IV 201). il Wh. garrire. cioe : 'fall. significati 'heap up'. altra Ma i due che primi il non presentano difficolta passaggio dal senso intransitive a quelle tranil sitive. come in mille altri casi. il trar spada. che nei cerrispondenti del san- scrito e del greco vale 'velare.AVh. cf. guaina e V impugnare coltello. ruo in 3. si li pre- Quanto agli altri due significati. {ivijircov e^Ttldag Pind. 2. e cui diverse valore da ascrivere verbo alia forza del prefisse. II evijirco vale ' annunzio. rimprovediverse significato vien differenziato con rare '. xa^. die e la cosa piu comune nelle lingue . DasVerbum I 234). proclamo '. ferrum stringere dice : lere.122 SECTION LINGUISTIQUE 1' [81 s' indica atto dell' afferrare fortemente e quindi svelensem. non altrimenti che il nostro gridare dice ugualmente 'preclamare.£7r^ (waK6>) juddo). 4. trae dai composti (obruo. come XaAETTOtoiv oveldeoi. P. . Etyma graeca e Cu. dalla sedia. Si neti che nel senso di ' biasimare ' il verbo e ordinariamente accempagnate da alcuni aggiunti. I 83-86) ado: pera ruunt nella doppia accezione cipitano 'sconvolgono. biasime. * Questa tesi e soprattutto sostenuta dal Br]<:al nel suo Essai de Simantique. Ma le due accezioni si pessone ben conciliare nella stessa parola. non gia a differenza originaria del verbo semplice. -- calare: scendi bambino '. Cosi Virgilio (En. non altrimenti si che il il nostro scendere usa anche trans. 'dig up'. lat. 4 articoli. logo inglese divide rush'. Con minor ragione stringere la lo stesso glotto1. eriw e simili). aigo/gotg ejtesooi. 'demolish'.

. gridare. (si ciofe s. questi non presentano maggiore inconsi gi'uenza logica di tanti altii traslati. dalla rad.: qiianto e detto relativamente a h'imro. tribute ' * — ' (gr. ligiiaggio ' niandria. Tacce- zione originaria e sensibilmente modificata. La (cfr. ' branco. che riunisce i vari signi- ficati di veAog. che infinite parole presso tutte le lingue. (cf. gono tre ' diverse -8. riJ-oci scopo. trovano in si ' Invece rtxoc proponschiera. figura ' <la jilum * h\o ' e al- trettaiito naturale. kitp. cor- . fine'. gregge'. annunziare *. 3. tv. h accompagnato da alcuni par si aggettivi.adirarsi (BB. (esse pari Jilo Lucr. famiglia. quanto alia commozione e al furore di chi e adirato. dheir/h BB. . schiera 2. ital. salario ' TtAog tassa. o * del sanscrito. indicante agitazione d'animo.f9] FRANCESCO 8CERB0 il 123 nirix()0)c. 320) la ragione e da cercaie altrove che nel significato. ' * Se ciqno si deve separare dal s. donde deriva anche clie fifjura. r^. truppa {knlmiirl. si la quale di chi pote applicare tanto alio stato irrequieto fortemente brama. nietafora ' fbrma. quanto quella di Uneamenti figiira tratti nel seiiso figurato). Quale che sia il legame. hn>£3T0i).rp'at^. ' che prova che dire. quale dvfwg? L'accezione di cvpio e di kup-yn-mi non sono altro che svolgimento di un significato nario piii lato e generale.. faile kdla-m ' noti il divei*so tenia del gr. oiide {ejtog) o seq- con la prep. necessario di pensare alia rad.wmf cf. da non e^ser punto Jingo (ct*. Si badi poi questo sostantivo. 202-214). etimologie.. come te- nue. uberins (nbenorejilo)^ cras. evIjttc) Bignifica propriamente fejr- pari are. Le idee di * desiderio ' e. XVI. nel significato speciale di tbnnay figura. XVII. di 'adegno* non sono forse espresse da una medesima parola origi- greca.

TeA. pov—u6/^og). a non teuer conto degli couciliare i] usi di detta parola. simile s.e zo. forma fondamentale i cal. i: spun tare ' detto del sole. [10] rispondente del la parola caramd- ha iin sigiiificato Ora molto generico. non izik-. Ti}^. che secondo noi in nessuna maniera si pu6 * Occorre appena notare come ' il vero '. corrispondente di ava-teXXo) qel- (8. dove si i glottologi talvolta passano ogni giusta alle e quando attribuiscono arbitrariamente parole questo o quel significato.og Ki/eioj voOToio. car' cal-) in gr. il cui deriveri da forme quali ^-ttXso (eTcXeu) STrXsxo zspt- zXijjLSVo? ai-^coXoi. sia tsX' muoversi onde (TeX-Xa> = •zeX-jui ?) levarsi. a cui poi riferiscono una non meno speciosa etimologia. ava-roXf^). e una pretesa difierenza di significato.og davdrov davdrov veAog Arch.og. interr. terraine ' . assai indeterminato. Per I'altemamento tra T (avanti vocali dolci) e % cf. onde altri ha creduto di dover staccare EQi^QEdarai da EQEidoj.del pron. s. . un senso . jroAeftoio {dog ue vEAog {iS^q)vyov jtoXsjuoio n. ' T ultimo' s' pimento.c6Xo?. (accanto a poo-x(5Xo?) a{jL'f i-. zi. quale com(gr. e applica a cosa svaria- tissirae e in yajLioio. come T£^.affine di car-). Da questa idea vaga e lata di tal voce. Ma misura. si accanto a tsAAco vekedo loro intimo nesso * {uekofxai: cf. della luna (cf. poterono di leggieri svolgere il vari significati di TE?. Abbiamo gia accennato come la ragione.) nei quali casi e difficile una precisa traduzione di TsAog. Del con resto.£). * come senso di rd te/m ? I i magistrati ' le accezioni gia in nessuno e venuto mente di Eppure a suggerire una speciale notate derivazione adattata a quest' ultimo significato. comecch^ non ci appaia ben paaltri lese e chiaro. a quella contenuta nel cari ' muoversi qel- ' (che per noi jreio/zaf e la radice di veXog in tutti ejtAETOf dalla suoi significati) (cf.124 SECTION LINGUISTIQUE s. fine. Ill 291) .

duro. s' onde alia mente pezzi di leggeri e quasi offre V idea di q)6vog nel i sue ordinario si- gnificato. gan~*.0 ' : esser steso sulla strage ' (kv q)6v(^). che e imagine ben piu viva e bella ' secondo noi. ' che hanno divorato. ma non certo piu insolito e sti*ano di tanti altri costrutti propri del linguaggio il poetico. altri termini. mncchio q)6vo^ ' (Fick con altri '. cioe derivassc da origine si diversa. Un ' altro caso ancora piu singolare ^ (fHiyog (aJf^arog) di II. Fassung. e bella. spiegato per ' massa * . il perchfe vien Heparato da uccisione. ted.Lllj FRANCEBCO 8CERB0 125 giustificare. denso sost. tOdter compact. ' secondo (s. e connesBO * col 8. da Pindaro in II. masea. (p&vog h da intendere in senso concrete. come XXIV 6J. vogliono indicare pezzi di ma 1' idea e pittoresca came ancora sauguinanti. /ue^Mvi q)6v(^ 'Qalvcjv neblov Pape In . strage ' Ora. klumpen*: n^ ' a torto. . In quanto al genitive afjuarog. noi. uc- cidere ' han- gr. * il mod. giaoch^ si costrutto. che non traducendo massa * ^d\ Una : illustrazione del passo omerico ci 6 data (cf. guinosa strage sangue). deve parer strano che in tutta la letteratura greca una parola tanto usata come (pm'og in un sol passo mostrasse un significato affatto speciale. XVI. fa tutt'uno di ghande di ' ers- chlagend. '. la sane. hart. Poi bisogna notare che nel nostro caso parla d'un cervo di necessita ucciso. lest. delvo ijrefpyov) si pu6 ben derivare ^^voc vengono con- Con qnesto naovo Ardito e significato attribuito a frontati gr. * Da ultimo t'acciamo osservare che in kiirzerer ' Btthtlingk (Sanskrit * W5rt. che forse e stato la causa principale dell' anzidetta interpretazione. I lupi vomitano dell'animale. piu vera. in primo luogo. misti a sangue (letteralmente '). esso 6 in verita un po' irregolare. (. giacchfe dall' idea di battere. 162. ghand-s ' corapatto. ^-^svoCt ^^^' f***tu.

seguiamo un punto assai importante della mecompail Postscriptum. Anche da questo di (povog. abbiamo voluto dame sopra questo piccolo saggio. . cio6 di semplice volgarizzamento. ^ dunque la doppia etimologia secondo e stato notato. E da sperare dunque che secondo 1' Italia presto avr^ un lessico comparativo delle due lingue classiche. 126 SECTION LINGUISTIQUE tl2J quella di densitA. lo stato dimenti seriamente preeente della glottolo- gia. a fin di giovare alia coltura generale. S. senza pretese di novita. sebbene lo scopo ne sia modesto. giovane glottologo delle migliori speranze. Ciardi-Dupr6 . quando queste pagine erano dell' stampate. abbiamo avuto la fortuna di trovare al compimento opera il un valente col labora tore. — il All' ultimo memento.. non ha ragion d' essere. onde veda todo che razioue. che abbiamo condotto molto innanzi ma siccome non sappiamo se e quando il luce. condotto con intenscientifici. Dr. r. • Queste note sono tratte da una nostra prefazione ad un lessico lavoro potra venire mai alia si comparativo del greco e del latino.. lato massa compatta. Francesco Scerbo. quale anche in questo volume d^ chiara prova del suo ingegno e sapere.

ossia I indo-iraniche. V indiano e r iranico confondono le due liquide.SUL TRATTAMENTO DELLE LIPIDE INDOGERMANICHE NELi. /£vh6^ 'bianco' ' lat. INDOIKANICO E SPECIALS ENTB NELL'ANTIOO ENDlA. /^. ' r^-5). per ricordare qualche ci osempio. ereditati dalla lingua primitiva indogermanica non b ancora ben dilucidato.r Inceo ecc). arghd-8 valore. nientre le lingue indogermaniclie Europa. ma non di rado anche un /. pregio (gr. q)eQo) lat. riaponde in esse per lo piu un r. coU' agr (sicche noi. d' Infatti. in guisa che tanto ad un r quanto ad un / delle altie lingue. TQCtg (lat.) in ' cui r e originario ' vocaboli * come rucate splende ' (gr.. aXfi^elv ' giiadagnai*e . ri- giunta deir armeno. nel distingnere i si accordano pienamente tra loro / casi di da quelli di al contrario dei glottologi meno recenti. tr^i^ ecc. facciamo salire tale distinzione alia lingua madre).Nt^ In qiial modo i le lingiie arie. Cosi. fero got. ' tre ' (lat. svolgessero suoiii r. senza che appaia la ragione del diverso trattamento del fo nema ' primitivo. r antico indiano possesBo ' presenta dei vocaboli trdy-as ' come m-s gr. . bhdrati ' egli porta (gr. bairan e dei portare * ecc..

128
lit.

SECTION LINGUISTIQUE
algh
/.
'
'

[2]

mercede

')

dove r invece risponde
ci offre
'

a un pri/,
'

niitivo
lilbhyati

Viceversa
egli

esempi di

/

=

idg.
'

come
ecc.)

brama
'

(lat. luhet libet,

got. liufs

caro
di
I

e kdlorr, qiiali
*

'

nero

(lat.

callgo ecc.)
(lit.

;

ed esempi

=-- idg.

kloga-s 'grido'

kraukti 'gracchiare'j e Zw>7ca<i

svelle,

strappa

'

(lat.

runco).

E
es.

lo stesso

avviene in
persiano,
dell' in-

certi

linguaggi neo-iranici, p.
si
:

nel

moderno
casi

in

cui

verificano

i

medesimi quattro
es.
'

diano

1.

r

=
'

idg.

r,
'

p.

burdan 'portare'
'

(gr.

(peQO

ecc.),

mard
2.

uomo

cioe
p.

mortale
aran

(gr. figorog id.).

r =- idg.

/,

es.

'

braccio

'

(gr.

ojZsvtj

'

gomito, braccio'
'

lat.

ulna ant.

isl.

din 'braccio' ecc),

roz

giorno
S.
1

'

(lat.

lax ecc).
I,

=
'

idg.
'

p. es. lab 'labbro' (lat.

labium ecc),
ecc).
'

likan

'

leccare
4.
/

(arm. lizum 'io lecco' gr.
r,
'

A£l;^oj id.
'

idg.

p.

es.

kaldy kulay

cornacchia

(gr.

uoQa^

corvo

lat.

corvus comix).

Varie ipotesi sono state fatte per mettere in chiaro

come realmente and6

la cosa,

ma
lo

finora nessuna, al-

meno

nella

forma

in cui e stata presentata,
altre.

ha potuto
i

imporsi e trionfare sulle

che mi accingo a

studiare tale questione dopo che se ne sono occupati

piu valorosi e benemeriti illustratori della parola indo-

germanica, non m'aspetto d'essere piu fortunate

di loro,

non presume cioe

di ottenere pei resultati delle

mie

in-

I

dagini quell' assenso unanime degli studiosi che essi non

hanno ottenuto. Sar6 pago se potr6 almeno dimostrare qual e la via buona per cui dovra mettersi chi vorra di nuovo tentare la soluzione del problema.

La

disparita delle opinioni, in qualunque ordine di
fatti,

idee e di

^ indizio certo della

mancanza

di argo-

[3]

G.

CIAEDI-DUPEfe

129
al-

nienti decisivi a favore dell*

una piuttosto die deir

tra

:

e ci6 tanto piu e vero nelle question! severamente

scientificlie,

in quanto die in esse non ci sono (o alnon dovrebbero esserd) quelle passion die in meno altri campi possono turbare 1' imparzialita dei giudizt
i

e la serenita delle discussioni.

Nel case nostro la roan-

caiiza d'

argomenti

decisivi 6 in

gran parte iraputabile

alia scarsita dei materiali su cui

siamo

costretti

a

fon-

dare

le

nostre ricerche. Tale scarsita appare manitesta
iranico.

spedalmente nel canipo

Per cib che riguarda
dialetti pra-

r indiano, senza dubbio vorremmo die tbssero meglio
studiati col criterio storico-comparativo
critici
*

i

e gli idiomi viventi dell' India ariana, giacch^
pert'etta di essi

da una conoscenza piu
lo studio dolle lingue

trarremmo nuova

luce per la cognizione del sanscrito, a quel

modo che
e in-

romanze serve a illuminare
il

tegrare quelle del latino. Tuttavia qualche cosa in questo

campo

si

e pur fatto, e d' altra parte

materiale

che possediamo per
k cosi vasto, ed
cosi
i

lo studio diretto dell'antico

indiano

sussidi di cui
farci

possiamo valerci sono
la

numerosi da
che
ci

sentir

me no

mancanza

di

quelli

verrebbero dall'indagine dei dialetti
spetta
all'

seriori.

Invece per ci6 che

iranico

bon altrimenti

vanno

le cose.

Dei linguaggi
1'

di questo

gruppo

dell' eta

piu antica due soli
cio6 r avestico e

pervennero

a

nostra

cognizione,

antico persiano, del quale poi non

possediamo che scarsissimi documenti, cioe le iscrizioni degli Achemenidi. Sul paese nel quale ebbe origine
'

Durante

la

stampa

di quest!

« Atti »

6 uscita

1'

open magiOrumdr. d,

etrale di

R. Pisciibl, Grammatik der Prakrit-Sprachen
I,

(=

indo-ar. Philol. u. Altert.
bozzel.

8; Strassburg, 1900) [Not* aggit^nta sulle

130

SECTION LINGUISTIQUE

[4]

I'A vesta,

come
si

sull'

eta a cui risale, molto

si

e dispu-

tato sin qui e

continuera probabilmente a disputare,

poiche
Geiger,

le
^

opinioni

sono ancora

discordi,

sebbene

il

a parer mio con buoni argomenti, abbia

cer-

cato di mettere in sodo che la patria di quel codice
religioso e
1'

Iran orientale, e sia vana d' altra parte la

speranza di poterla determinare con maggiore approssimazione.

Ad

ogni

modo
si

Tavestico non

ci

rappresenta

che

il

parlare d' una regione, o al piu di due regioni

deir antico Iran, se
caica di esso, quella

ammette che
in

la

forma piu
le
all' antico
il

ar-

cui

sono composte
^

Gatha
per-

risponda a una varieta locale.
siano,

Quanto

dobbiamo
nel

ritenere che

ci

rappresenti

dialetto

proprio della Perside, adoperato soltanto
gio
ufficiale

come linguagtradizione

resto

dell'

impero. Dalla

classica

sappiamo che
i

le varie

popolazioni iraniche par:

lavano idiomi
p. es.

quali difl'erivano pochissimo tra loro
(15, 2, 8)

Strabone

afferma che Medi, Persia ni,

Battriani e Sogdiani erano o^oykcoxxoi naQci jtanQov.
in

Ma
piu

manc^nza

di dati precisi nulla

possiamo dire intorno

ai singoli dialetti.

Quindi per ricostruire nel

modo

complete che

ci

sia concesso la storia delle lingue ira-

niche bisogna ricorrere al sussidio dei dialetti viventi.

Ma

pur troppo, se

si

eccettua

il

persiano, che in grazia
e stato largalessico

della sua ricca e

attraente letteratura

mente

studiato, e di cui pc»ssediamo

un

copio-

sissimo, gli idiomi neo-iranici sono ancora assai poco
'

In Abhandl.
8gg,,

d. k. baxjr.

Akad.

d. Wiss. {Philos.-PhiM. CI.) 1884.
d. iran. Philol.' II,

II, p.

315
'

ed ultimamente in Ord.
per

387

sg.

Si e creduto

qualche tempo
si

di

potere assegnare cotesta
1'

variety alia Sogdiana,

come
si

attribuisce alia Battriana

altro tipo

dell'idioma avestico:

ma

tratta di pure ipotesi.

[5J

G.

CIABDI-DUPBE
anche
in

131

conosciuti. Esistono bensi

questo

campo
che

dei

lavori eccellenti di operosi e dotti iraniHti, quali Justi,

Hiibschmann, Geiger, Salemann
poi*tato

ed

altri,

lianno

preziosi
:

coiitributi

alia

storia

di

questi linulte-

guaggi

ma

dobbianio aspettarci molto di piu da

riori riceiche.

Per queste

8ui materiali indiani, e

il mio studio quando sar6 giunto a tbnnulare

ragioiii io ba.ser6

qualche conclusione, indaglier6 se e qiianto sia applicabile anche alle linguo iraniclie.

La tesi che io dit'endo non meno nella sostanza, come non
cennato da
varla.
altri,
'

b

nuova per

veritA, al-

e nuovo, jjerchd gia accol quale cerco di proinutile Io svolgerlo,

Y argomento

Ma

nondimeno ritengo non

percho non vedo che

ci6 sia stato fatto sin qui.

Intanto

credo opportune di premettere una breve esposizione
delle ipotesi

coUe quali

si

tent6 di risolvere

il

problema

in questione.

L' opinione che le due liquide primitive siansi conliise in

una, cioe in

r,

nel periodo unitario indoiranico,

e che soltanto piu tardi, nelle singole lingue indipen-

dentemente

si

sia svolto

un nuovo

/

da r (=

idg.

r,

/),

sembra avvalorata dal fatto che nell' indiano il suono I, raro nei documenti piii antichi, diventa mano a mano e che ai due anpill frequente in quelli piu moderni
'
*

E.
V.

W. Arnoui
i

nell'articolo «

L

in the Ki-rveda

in Fejiigrtus

an

Ji.
*

Both (Stuttgart 1893) pag. 145-148.
calcoli

Secondo

del

Whitney

(cfr.

Wacksrxaoel, AUind.
la t'requenza di
/

Oramm.

I 215), nelle parti piu recenti del

RV.
il

sarebbe

otto volte maggiore che nelle parti piu antiche. NelT Ath. V. poi

esM

sarebbe sette volte maggiore
plesso.

cite
/

in tutto

RV.

considerato in com-

£

infihe la frequenza di

nella letteratura vedica, in generale,

starebbe n quella nella letteratura seriore (epica e classicn) nel rapporto
di 17 a 52. Si

vegga del

n'st<>

il

aW

citato artii-ulo delK Arnold.

182

SECTION LINGUISTIQUE
a noi noti esso e sconosciuto.
*

[6]

tichi dialetti iranici

Tale

ha un deciso sostenitore nel Beugmann, il « Die uridg. r und / scheiDen.... quale cosi si esprime in urarischer Zeit in v zusammengefallen zu sein. Diebei ses r blieb im Altiranischen. Diesem ist / fremd
opinione
:
;

der Wiedergabe von frenidsprach lichen
enthalten, tritt r dafur ein
:

Namen,
'

die

I

apers. babiru-l
ist
/

Babylon

'.

Id den jiingeren iran. Sprachen
es hat sich jedoch,

zwar vorhanden,
se-

nach Hiibschmann, allenthalben

cundar entwickelt, so dass von hier aus die von
I

Annahme
hat (Pers.

fiir

die nriran.
ff.).

Sprache keine

Stiitze

Stud. 262

Im

Indischen hielt sich r in einem Teil

des Sprachgebietes,
storisch zu
/

wahrend es anderwarts schon vorhiwurde. Das Nebeneinander von r und / in

den

ai.

Literatursprachen
I

— in den jiingeren ved. Texten
in der
in

begegnet
schen,

5i'ter als in

den alteren und

nachweder vedi-

dischen Literatur

ist

/

wieder haufiger als

und es gibt wenige Wurzel mit /, die nicht auch mit r vorkamen beruht wohl auf Dialektmischung, es Zufall ist, wenn einem arm.-europ. I im Ar. so dass / gegeniibersteht » [Grundr. d. vergL Gramm. V 427). Conviene per altro notare che lo stesso Brugniann di-

chiara

«

notevoli

»

(beachtenswert) le ipotesi del Bardi cui sto per parlare.

tholomae e del Wackernagel
II

Bartholomae

altresi crede

alia confusione di

I

con

r nel proto-indoiranico,

ma

suppone
I.

che

in

un

*

L'avestico non presenta alcuna traccia di
il

L' antico persiano
in

possiede tm segno speciale per

suono

Z,

ma

se ne serve soltanto

vocaboli d' origine straniera {Haldita-, Dtibdla-),
luogo.
(p. es.

come vedremo a suo
stranieri
I 1'

Nei vocaboli prettamente
in

arii,

ed
'

anche in alcuni
')

Bahiru-i
r.

'

Babilonia

',

Tigrd-

Tigri

originario

e reso

per mezzo di

[7]

G.

CIABDI-DUPBfc
/

18S in r, quel Kant ichis/

tempo posteriore

al

passaggio di

simo idioma venisse ad acquistare un miovo
fetto deir imprestito di voci straniere ciie

per

et-

contenevano
»

quel suono.
si

«
«

In der arischen Grundsprache
sind r und
/

coal egli

esprime

lautgesetzlicli in r

zusam*

mengetallen. In Folge von Entlelinungen aus nichtarischen idg. Dialekten liat
sicli

aber

/

bereits
r

im Ari-

schen

neuerdings
/,

festgesetzt.

Arisclies
idg.
/.

entspricht

somit idg. r und
r

arisches
ist

I

Das Indische bat
zu
/

und

/.

Das
/

arische r

dialektisch
ar.
/

geworden.
>

Indisches

steht also ar. r

und

gegeniiber.

{Grurulr.

d. Iran. Philol. I, 1

pag. 23). Questa ipotesi serve a spie/

gare quei casi in cui
case

e

comune allMndiano
:

e alia

magil
*

gior parte dei dialetti neo-iranici

p.

es.

{k
'

appunto
le

citato dal B.) dalla radice * lei/jh-

leccare

gr.

Xeizoj, lat. lingi^ ant. irl. ligim. ecc.)

derivano
',

seguenti

voci arie: ant. ind. lihanti

'

essi

leccano

pehl. neo-pers.
il

lUtan

'

leccare

*,

curdo

listin id.

Orbene, secondo

B.,

queste voci risalirebbero ad antichissimi imprestiti da
lingue non arie, laddove
1'

ant.

ind.

rihdnti ci mostre-

rebbe la schietta forma aria conservatasi per caso accanto a
lihanti.

Mi

resta ora

da accennare
*

alle teorie

del

Fortu-

natov e del Wackeniagel.

In

sost«inza

io

mi trovo

d'accordo con questi due glottologi, in quanto ammetto

'

Non ho

potato consultare

il

volume del Dakuihiiirk ^RtUiquUu
Se mi 6 lecito
Streitberg in

Philologicae or Easaya in Companitive Philology, edited by R. S. Con-

way

» nel quale

si

tratta la questione dell' indinno

r,

/.

giudicare la teoria del D. dal riassunto die ne fa

W.

IF. Anz. YI, 172-3, dir6 ch'essa mi pare troppo artificiosa e peroid

poco probabile. Anche
esserne persuaso.
Aetet

il

Bruomamn {Orundr.
Ori«ntulittt$.

I,

428) dichiara di non

du X/P"' Con^rte d-

-

Toiim III

- (9"*

PuciUi

6

134

SECTION LINGUISTIQUE

[8]

una parte del territorio indiano si ma non credo fondati gli mantenesse inalterato I'idg.
al pari di loro die in
/,

argomenti

sui quali

essi

credono

di poter

basare quel-

r opinione. II FoETUNATOv KZ. XXXVI, 1 sgg., distingue nelr indogermanico due varieta di I, che indica rispettivamente con k, I. Quello die il Brugmann ed il Bartliolomae
dicoiio
di
/

in

genere, cioe
di
;i.

il

mutarsi in

r,
?.

dovrebbe intendersi soltanto
al contrario

La

confusione di

con r sarebbe avvenuta in tutto
/

il

dominio

ario. L'idg.

sarebbe stato diversamente trattato nei
:

diversi dialetti
si

nei linguaggi iranici e in quello su cui

fondano

le

parti piu antiche del

Rigveda esso avrebbe
r:

subito la sorte di A, cioe sarebbe passato in
scrito invece, e in parte nei vedico,
il

nei san-

avrebbe conservato
posta

suo valore primitivo.

Non mi

tratterr6 a ricercare
/

quanto fondamento abbia la distinzione dei due
e giustificata

dal Fortunatov, bastandomi di far notare die essa non

da alcun dato

di fatto

:

giacclie se e vero
1'

che da un lato abbiamo una serie di esempi in cui
diano risponde solo con r all'idg.
nulla
ritenere che
/,

in-

e dall'altro un'altra

serie in cui esso gli risponde tanto
ci vieta di
iiel

con r quanto con

/,

primo caso siano an/,

date perdu te

ibrme parallele con nerale qualunque / indogermanico
le

e che in tesi gefosse
/

suscettibile

d'essere riflesso dall' indiano con r o con varl dialetti.
Prima
e
'

a seconda dei
di osservare

Coinunque
un

sia di ci6,

importa
Noreen
I

*

del F.
p.

altro glottologo,

il

(Abriss der urgenell'

man. Lautlehre
nico:
l^

2 e 104) distinse due variety di
poiche egli dice che tutte
i

indogerma1'

i,.

Ma

le lingue,

fuorche

indiano,

banno confuso

in tutti
1'

casi cotesti
il

due fonemi e che poi
li

finisce
?•

per
/

confonderli anche

indiano

quale

riproduce ambedue con

e con

[91

G.

CURDI-DUPBfe
/

136

che ad ammettere la parziale conservazione del
Tindiano,
il

nel-

Fortunatov
articolo

fe

indotto dalla necessity di tro-

var posto per la le^ge che egli suppone d*aver dimostrato nel note
in

BB.

vi.

215-220, e clie pu6
il

esser formulata cosi: neH'antico indiano
deiitale perde
/,

gruppo

/-f-

e la dentale passa nella cerebrale cor-

rispondente. Questa teoria e stata accettata da
clii

non po-

glottologi,
esito

ma

anche combattuta da molti,*
io.

coi qnali

non

a schierarmi anch'

Un

esaine di tale qiiedi dichiarare

stione sarebbe qui superfluo:

mi basta

die

aderisco, in massima, agli argomenti del

Wackernagel

e del Bartholomae contro la legge del Fortunatov.

< scheinbar ohne feste Kegel
saa ipotesi non
si

>,

in

realty

non distingae nnlla, e dalia
Piii giusta e
1'

pu6 trarre alcuna deduzione.
I.

osservasg.),
il

zione del Meillet (Mem. d.

Societe de Linguistique
si

VTII 299

quale dice che

nell' idg. si

dovettero avere, come
I

ebbero in alcone

lingue da esso derivate, dne saoni di

determinati dal

fonema che
a, o,

veniva di poi: cioe un suono cacuminale davanti consonante ed
u, ed

un suono dentale davanti
piii

?,

i.

I casi

di

/

cacuminale sarebbero
le altre, in se-

diventati

numerosi nelle lingue arie che in tutte
e

guito alia mutazione di

in a

da esse operata. Non possiamo tattavia
:

accettare la seguente conclusione del Meillet

dipendere dalla prononzia
/
i

cacuminale di

/

il

suo passaggio in

r,

quindi essere normale

dinanzi
casi in

ad

/,

e r in ogni altro caso e doversi spiegare analogicamente

cui cio non avviene. Basta infatti dare uno sguardo al materiale relativo per convincersi che tale conclusione 6 assolutamente ingiustificata.
*

Aderiscono alia teoria del F.
1'

il

Beciitel

[Hauptprobleme

d.

indogerm. LautUhre p. 382 sgg.),
Itlankleer in

Uhucnbeck (Handboek der induce
indogermaatische Hamtaal pp. 46

vergelijking met die der
sg.), il

sgg.,
V. d.

73 sgg., 78

Pkrssok (KZ.

XXXin
il

288

sg..

Stud,

«.

LeAre

Wurzelertc. u. Wurzehar. 36, 37, 54),

Wwdisch (KZ. XXVII
Schmidt {PlurcdbiUI. 179,
il

168) ed altri.

La combattono specialmente
sg.), il II

lo

Krit. d. Sonant. 1

Barthoix)mae (IF. Ill 167 sgg.) e

Wackkhconsidera

NAOEL {Ai. Or. I 171). come ormai demolita.

BRUOMAKif

{Ort^iidr.

I*

427)

la

136
II

SECTION LINGUISTIQUE

[10]

Wackeenagel
testi
r,

(Ai. Gr. I, 217)
le

nota
I

il

fatto die

gia nei
lele

piu antichi

forme con

appaiono paralrotacistico,

a quelle con

e ne inferisce clie accanto al dia-

letto

fondamentale del RV, senza dubbio

esistessero altri dialetti che serbavaiio la distinzione ori-

ginaria delle due liquide, e che da essi le forme con
penetrassero, in
letteraria.

I

misura sempre crescente, nella lingua

Ora a

me sembra

clie la

conclusione non sia
/,

logicaraente dedotta. Invero la presenza di forme con

evidentemente
furono

infiltrate

da un

altro

dialetto, nei

piu

antichi inni vedici, prova soltanto cli^ nell'epoca in cui
essi
I

redatti, esistevano
:

dei

dialetti

ai

quali
il

il

suono
tivo
I

non era estraneo

ma

che questo fosse

primi-

conservatosi in quel dialetti, e non piuttosto

un

I

svoltosi
al

secondariamente da r
di per se

(-=^

idg.

r,

I)

come piace

Brugmann,

non

risulta chiaro,

ma

bisogna

dimostrarlo per altra via.

Per ottenere una prova del fatto asserito dal AVackernagel giova vedere
i

in

qual rapporto numerico stanno
I

casi in cui

1'

indiano risponde con
(idg.)
I

(oppure con
il

/

e

con r insieme) all'europeo
/

a quelli in cui

suo

risponde all'eur.

(idg.) r.
(1.

Se

i

pi'imi,

come ebbe gia ad

affermare I'Arnold

c), prevalgono sui secondi, e se la

sproporzione e cosi grande da non potersi imputare al
caso, la questione

pu6

dirsi risoluta. Infatti se,

stando

le cose in questi termini, si volesse

credere che tutte le
in cui
/

voci indiane con

/

proven issero da dialetti
Z),

si

era

svolto

da

r

T—

r,

ne verrebbe

la strana

conseguenza

che la fortuna d'essere accolte nella letteratura sarebbe
toccata,

non sapremmo
Z

in virtu di qual misteriosa legge
/

di selezione,

precisamente a quelle parole in cui
originario, e solo

risponin cui

deva a un

poche volte a quelle

aleina ' ' braccio ecc. Nolle citazioni slave indico con a^ il f. capello ricciuto ciXevr^ 'braccio. sonante e distinto per mezzo del carattere la Nell'indiano klpta ^ trascurata e notazione di t I vocale. significnto di ^ e chiaro da s^. Nel litnano I Schleifton ' . At.[11] G. Scrivo « invece di con un punto sopra. Ecco dunque senz' altro la listiv degli esempt di / / ?•. ricostruite indico con v V u semivocale e col I semIn plice k la palatale sorda. e dall' ultra si / un altro die la / mutava r. 217 ed ho procurato di arricchirlo piu che mi e state possibile col frutto delle d' esser riuscito mie I. idg. ma la letter* i an coi cade ^ scritta in carattere tondo anziohS in corsivo. I. Ind. mi riniane soltanto da provare che sussiste il fatto su cui essi poggiano. Nolle parole espresso per mezzo di con an cerdentali sono germaniche lo * le spiranti ^ e §. Ecco le principali divergenze. che mante- neva / intatto. lat. l^idg.qoando cade sopra una delle lettere e e y r m non h segnato. ulna ant. gomito' ' alaka—s alaka—m 'ricciolo. Nel compilare questo doppio elenco mi sono giovato principalniente del materiale raccolto dal sgg. . Gr. signiticato ibndamentale Nella citazione di molti vocaboli che occorreranno in questo la- voro doyr6 scostarmi. /. II irl. Wackernagel letture. 137 esso rispondeva a un Invece ammettendo da una parte un dialetto. seguita da quella degli esempi di idg. CIABDI-DUPBfe r. per ragioni tipografiche. dal sistema di trascrizione comunemente usato.' ma non mi lusingo completo. r in I secondariamente. spiega benisaiinci / prevalenza nu- merica dei casi di su quelli di Siocome la ragionevolezza di queste deduzioni mi pare che non possa mettersi in dubbio. le alcuui vocaboli curdi ossetici noto con un suono che i gram- matiche di quei linguaggi sogliono rappresentare con chio al di sotto. cioe la spro- porzione numerica di cui teste ho parlato. le vocali nasilizzate. A. o un gruppo di dialetti.). Xelle forme iudogermaniche toDdo. * : gr. uHen 'gomito* got.

alius a'/e altro '. tenue.' '. ala lesina '.) (una pianta le cui foglie sono cot. III. sgradevolezza. futile. radice stessa di alaka-. ape' alininvolucrata ' aliparnl 'Tragia (Linn. sgradevole. ' non rettamente Spr. tdula ' abbaio * vXatii) vXayjuog dAay/ua latrato irl. ulach grfdo lit. tutti questi vocaboli e quelle di z. aljis ' gr. * I. ' altiiid. ' grido. . Per lo svolgimento del significato. ' ala-vdla-m un solco praticato intorno alia base d' un albero per raccogliere le acque che servono ad innaffiarlo ' e spiegato dal medesimo Johansson di IF. ripugnante.138 SECTION LINGUISTIQUE [12] della radice (*e/o-.Xoc. uluka-s gutb. ' Aggiungo entro parentesi quadra ha 11 le voci identiche o affini iu cai si passaggio di I in r. ildii ' egli va. 15). falso '. 219). lat. dlpa. GrT. eilen mento ' [irati va ' irte si muove 'J ' (Wac- KEENAGEL in Ai. 245 sgg. d?. ulUHi giudare'. falsita got. Wb. ' vAda ecc. lat. uccello ' not- turno ulidare ant. e d.che vedremo a base * di parecchi vocaboli. esser curvo Cfr. ' : allkd—m ant. ' '. *ole-) comune a '. ' piegarsi. perte di peli * puhgenti) [dra ' lesina '] ^ : a. Johansson Beitr. come un composto lautologico dalla cui la prima parte sarebbe formata o/ievij. griech. * lancia ' ' llayati : " mette in movited. irl. a. 106 sg. Sprachkunde (Upsala 1891) pag. (Uhlenbeck. La seconda allkd— " parte conterrebbe la radice *vel. aU-s 'scorpione. debole ' dlpti perdere le forze 'id.alpakdalpnas piccolo. Kurzgef. 141 sg. raro ' ' : lit. si confronti anydtha che vuol dire al ' tempo stesso ' al- trimenti etym. civetta ' : uluka-yatu-s * ' un demone ' forma * di civetta ' gr.

si Urgesch.: . nallan bollire * ags. KaJiEO} ' chiamo lat. Sprachsch. che questo gruppo di vocaboli risalga al periodo indogermanico. onda ant. si. La ra* dice k *vel- ' piegare. \^ Fick Wb. [13] G. ?) [vdrcas. : Ci6 d possibile ma la testimonianza di altre tre lingue rende piii probabile I'altra ipotesi. cavita' lat. ' (detto a proposito ' kalakala-s delicato ' giido confuso. (ctr. * ondeggiamento lit. Al medeululabilis. u. bret. gallo ' il gridante all' aurora caiUch ' ecc. * lume a. splendore Volcamis ant. II significato fondamentale e che si pu6 applicare quelle di movimento voi-ticoso ugualmente bene a una fiamma e ad una massa liquida in ribollimento. irl. calare ant. ' [urm{-x ' *onda*j: * cimbr. meteora. : ululf- ulftlu- * ulkd ulkmi ' fen omen o igneo. mento. vulva {=*volba). ' gallo * . kdlate risuona sottile * hdllate ' emette un suono tenue d' * kola- ' tenue. la membrana che avvolge : erabrione pellicola dell' novo. a. strepito ' knkaii-s un suono) un suono ' knkali ' uno strumento dal suono delicato cio^ * ' * um-kala-s gi'. sass. 194 suppoiie che ulucut ed uloka^* siano formati nelle due lingue indipendentemente.varcaid-m fuoco.'piegare. incendio di spettro '' * ulkn-mvkha-s ' una specie irl. muoversi in giro ' quindi ' avvolgere (cfr. Olcdn ant. bollore. * (una apparizione ']: luminosa lat.). e valati). ulmukor-m gicawl ' ' 'incendio' t. vilfiis iceallan id. ondeggiamento uylm ' irallan boUire nalm ' ribolli' ant. luce. vlvna id. ' ' ' piegarsi ' quindi ' ' muoversi a vortico ' *. 11 sg. esser flessibile. CIABDI-DUPEfc 189 Trattandosi di voci onomatopeiche lo Schbadeb Sprachvergl. p. simo gruppo appartengODO uhilatus *. ulba-m ' 55 sg. Ulcagnus Ulcagni I1*J 1' Stokes Urk. La radice fe sempre *vel.

col gr. brocca ' : gr. immagine ' e confron- kalp'' col ved. ' t. 616. kdlpate * ' e conforme. apregola ' propriate. Wb.viene supposta da' ' Wb. callere callidus cimbr. prendono come base * significato di '.). kaldyaii e ac- cennata.) * figura. uoXo^ ' mutilato. e * ' luminoso. parvenza ' '. Circa I'etimo- logia di questa numerosa serie di vocaboli (p. si adatta. concordi. osserva ' [cards cdraka-s call * esplo- ratore cal id. es. i glottologi non sono Gr. con un punto d'interrogazioue. Wackernagel ' Ai. t. la connessione di kaldyati con cara{ka). I. reciso ' (Persson KZ. Alcuni Brugmann Grundr. cita kalpdyati fra gli esempi di Z = idg. dallo Stokes presso Fick II* 73. V 186. ^ kalagd-s calix. figura. hal suono ' hellen risonare lett. jtQSJiei conviene. lo stesso W. hel 'sonoro' '. corpus. ' xrapaHl '. '] : lat. chelioc id. kdhrpo) corpo ' hii-kdr^pta' ben for- mate logia. kald " particella ' : gr. coU'av. kalpa(ka)-s ordinamento. Viceversa a pag. ndlv^id. sg. che e proprio del moderno ignoto all' antico e al medio tedesco. a. a. * vaso. kdr^fl (gen. corn. forma. 589. ^ halon 'gridare' ' Mian * risonare ' ' m. esser conforme tano dar forma '.140 SECTION LINGUISTIQUE ceiliog id. riferendosi all' opinione del Kluge. gemma*: gr. ' I* 34. krpd (strum. chiaro '. a. ' kalu^t ciarlare kaldyati scorge. kalpana-m formazione. e decoroso e col lat. giova * ' kalpdyaii mette in oidine. 218 /. invenzione' ecc. La parentela delle voci latine e celtiche coll'ai. . XXXIII. 'astute' corn. Se si accetta questa etimori- bisogna cancellare kalp^ da questo elenco e ll significato di hell. * [14] cimbr. ' dispone '. me. taglia capace ' ' kalpa' " conforme. Fick 35. kvAi§ ' bicchiere ' lat. il 608. 288 kalis kail kalikd 'gernioglio. ^ '.

dizionario i. siliqiia.o meglio *{s)kelp-* che sta ant. quali. pensano alia radice *kelp. \Vb. Invece sta bene esemp! di idg. a. e in ogni case si dovra concedere che * la radice *(8)kelp- vi abbia la sua parte. Hi spiega assai meglio intendendo klpta. 158) e del Persson (KZ. ' oxaXi? ' vanga ' ' xsXst? ' ascia xdXo. xxxiii 289 dosi 8U kalpdyati 'taglia' kalpana-m d. isl. 167). il Wb. si r. a base del germ. halha.* Tatto |got. Cosi il composto klpta-ke(. half agn. t. 48.' sg. fondandi tagliare'. ma una spiegazione un lo po' artificiosa. 171 accenna alia ' poesibilitii connettere kalp- essere adatto. tagliato. lat. seguito dall' Uhlenbeck Et.ar'iiakha-^ma^rw che ' stesso d. isl. $celfe ' scamnum. skjalf '. confacente a qnalcosa ool t«d. daia-m peoo di metk * '. NUgel. ' di- vise in parti'. f'ra CIARDI-DUPRfe di / / > 141 niandarlo lia gli gli enemp! / idg. deuUchen i Spr. and Bart in Ordnung beschnitten sind ' (II. che serviva ad esprimera qnesto oonoetto era ai. scalpo sculpo. t. a. ecc. Forse in kalp" si sono confuse delle forme di ditierente origine. Sarebbe una forma ampliata. a. healf a. sceliva m. sami~ 'mezzo' gr.ssa radice il Persson. traduce ' dessen Haupthaare. 169) spiega qaesto significato di espressioni quale sarebbe khanda^ah kalpay" 6 come un fraintendimento ' ridarre in pezzi ' . separare lit.'mezzo* halfr ant. ags. Cfr. vango ant. putamen (quest' ultimo esempio manca ' presso r Uhlenbeck) ed altre voci la cui connessione con queste non mi sembra sicura. oxiXXw ' ' zappo. si II significato di (il mezzo che ha soltanto nelle lingue geraA. '). I'ant. sfmi-vifDus semivivo una specificazione di qnello generiuo di ai. sass. riconduce scylfe scAe//' ' lat. sdmi-quek ' maniche * semi-: ' vocabolo idg. mutilate ' ' skilja divi- dere. per mezzo del determinatore -p-. * II dizionario di Pietrobtirgo (II. halbt t.). tabulatum I'a.nel sense di tagliato'. Wh^. Le stesso ' Kluok Etym. e T^jti-^to. ktlftn . sk^lti ' fendere '. se da la pret'orenza al- r etimologia del Kluge (Etyni. della radice {8)kel' che ricorre nel gr.' [16J G. tialb\. ' Alia ste.t. isl. ' " reciso. e ' dalaii ' spezza ' e dimezza'.

dubo ags. ' ' nero.'nero. hagol gr. abilita che dk * medesima forma radicale delle voci ' lituane sopra citate. p. dufe irl. ' giovare. heals id. helpan ecc. ' a. ' kalii 'lordura'. chiazzato ' caltgo ^ kaleduf si. L' idea di connettere tra loro tutti qaesti vocaboli era stata gik espressa dallo vergl. '. kaA isl. fausto gr. kala(ka). ' n£?..) le e col lit. hagl grandine haf-gel id. grazioso. a. t.) sg. isl. giljja-m arte. hahala-m 'gioiello da portare al ' collo' kakalaka-s laringe. collo ags. dub ' nero du*be nerezza .di. a. Siccome forme a gerinaniche da un lato e quelle dell' altro risalgono due distinte varieti radicali (* qelb [oppure nell' ind. z. ' e ci6 per- metterebbe ags. e forse anche col pietra (bianca gliiaia.una terza variety (* qelp-). t. tiroidea': lit. Kdx^V^ raflronto coll' ant. '). ' tuba ' gr. secondo -di ' TUh- Wb. ' macchia. aiutare szelpti ' (got.] ' tt^Xsio? ( : TreX'. oscuro ' Kt]Uc. to^Xdf oscuro ' quindi cieco ' ant.). t. sabbia'[?]. aiutare. ' cioe ' maccliiato di bianco. a. ' una formazione da cui deriva il Jat. hilpan ant. '. onta': gr. promuovere ' paszalpa lituane ' aiuto '. azzurro scuro' kcdiman. hagel id. * kelb-] e * kelp-). I 110 n.aiv6c. kdklas ^collo'.) gambo hah ' coUum got. .. pi.'nerezza* kalana-s kalahka-s ' macchia. ' fusto. ant.. XXII [Hes. ' tema (ant.' ' 142 SECTION LINGUISTIQUE kalya* [16] sano. II concetto tbndamentale LENBECK Et. onta lat.) fronte m albam habentes' ant. hjalpa ags. Sprachforach. ?). ' kalydna- ' bello. di questo vocabolo sarebbe. abile ' : ' kalya-m * ' I'alba '. si. si avrebbe kalp. calidus dalla fronte ' bianca u. giustificata dal secondo una bella ipotesi del Prellwitz raffronto col gr. a.rdX£ia ( : BB. L' Ascoli (Lezioni 1' compar. calersu (ace. 50. Schleicher di fonol. ant. *qolso. Forse anche columba (= * kolon-bhd) ' quella daH'oscuix) aspetto 102. ' grigio ') ' e col got. a.[alb. 54 ci propone di ricondurre qui anclie la ai. ' sass. !fc con raddoppiamento dalla radice *qel-. " (Beitr. naAog bello hahlara-m ' giglio bianco aquatico '. qnello il bianchezza isl. klasn spiga '].

momento' nella piu larga accezione. lit. ' dti-kidva- affatto calvo ' : lat. citta. puram purl pdrkuUkn iii.£yEodai. kulik gabbiano {-ki'dva-i lett. e significa propriamente 'divisione. kcddr-s ' CIABDI-DUPBE 14» ' tempo * '. plant ' liberi. sezione* e in particolare divisione del tempo' (ora. ' ' jtreXiov ' TO ovX}. hulikn ' beccaccia ' ' p. (Hes. ' tribili. gi*. VIII 286). si. ' rt>iog schiera ' d-jti'^Aa ' radunanza ant. (?j Per la grat. asta di legno ctr. * ' luogo munito. famiglia gr. calvut osco Halaviis 'Calvius'. citti kidikdya-s ' animale aquatico ' ' una specie ' <V uccello ' : ru. co- munita dei che io. famiglia. parvuli stirpe celjadl famiglia lat. stagione. progenie ant.) adunarsi ' irl. dazione apofonica smfihi ' gr. *con-coliom *con-queliomj vorrebbe il FeOhdp Fick BB. caviccliio * ' khila-s palo * gr. patria*: dor. a. kdla-m 'sciame. abitazione. riconnetto coll' '. hUens chiurlo * (Beb- NEKEB IF. klla{ka)-8 kllaka * legno. Probabilmente sono derivati dalla medesima radice ' *q{h)el- anche i seguenti ' : khalatf* kalvftta- calvo ' khdlatya-m khalitya-m '. (o)/uIkq6£ 'piccolo': a.: ' (17J G. xviu 163 ^- quale dovendo risalire d' a ^quo-quelo-s o piuttosto a *quo-quolo-s sarebbe e origine dialettale ( come bo$^ lupus simili- e forse anche concilium J^B. ' cimbr. '. cittadini xvii 317). il ma ttomc. mescliino '. alia piu comune ' opinione. E connesso con kald particella * fv. sopra). attenendomi ai. eland kilth ' tribu. kuly'k alba- strella ' pol. HdAov KTj^ov ' legno. giaciglio. A questo stipite appartiene probabilmente il il popidus (Hoffman JiB. abitazione d'una kuldyam ' ' nido. non (come ' xviii 134) '. calvizie khild-s khilyd-s ' paese deserto . era): quindi 'tempo. epoca.

debole' ant. bret. ' lit. cuculus e da vedere quel che dice G. klanv id. Meka " tanaglia ' kldman- il polmone destro ' gr. P 545 sgg. ^ pol- mone '. X 159). nAajuagog *languido.] gr. animale maschio grida. irl. . (corn. affligge ' ' kleca-s ' ' tor- mento. klandati ' gfd cinghiale. ruggisce ' ' klandd- ' rumoroso ' ' \krdndati * grida. kaukcUe nome d'un sg. grido uEXadeo strepito. galayati gronda rende liquido' galana. dolore si. collo ' gala—dvara-m a. lat. ' 228 sg. uccello. rumore. uavKaAlag' OQvig jroiog (Hes. (E probabile che *qle-n-d e ^qeb-d- non siano altro che anipliamenti della radice qel. * * ' . muso' lat. ' uekadoc.) claf * malato n. a. il ' SECTION LINGUISTIQUE [18] cuculo': gr. '. XXXI 274 kold^s ' cinghiale lit. ruggisce '] : krdnda—s krandana—m krdn' das* ' grido gr. aia : arm. galas ' ' gola' galaka—s : ' gola. khdla-s ' capanna. Wackernagel Ai. klisze branca ' : di gambero tt/xviliojv ant. : II* 100).che in kdlate " vedemmo kldnti-s * risuona ' ecc). * kiaule ' porco ' e probabil- mente anche a. spossaniento ' ' klamin— spossante ' [grdmyati si stanca ' crdma—s ' spossamento cfr. ceolu ceolor *gola' kela id. Gr. clam 'lebbroso' m. (Bernekeb if. t. bret. bocca. (Stokes in Fick Wb.). gnla ags. ': Sabler KZ. t.'' : 144 koki/dr-s lit.. ' khcnati kligyali tornienta. a. ecc. grido ecc. cimbr. Sulle difficolta che offre v.'gocciolante' golana-m efflusso' galda-s galati 'cade giu. kal ' aia '. per lo scanibio fra la velare e la palatale Brugmann I Grundr. stanca' klama-s ' stanchezza. si kldmati klamyati 'illanguidisce.

jtaXaxi] sorts ('Hes. * kelta ^ '. ant. II Bruomann Grundr. quelan aver dolore ' bucare. stinco coll' av. ricorda esempi slavi di questa t'amiglia. * fonte ' af>:8. (/ielp ' tracotanza ' a. zanga 'nocca' (Uhlenbeck Et. a. lat. t. giie id. cerchio golaka-s gold yavXoc. arm. kalfe ' polsi paccio '. Th. per ragione di pdXo? piXsjivov dardo t. ii. 81). ' gUe ' gliianda ' pi*u88. ' * pal. Kiel nave ' ' ' ' '. non confbndere con Kiel cfr. palla. jald^m 'acqua*: ' ant. : rientrano. fidAarog id. si. qui anche le voci indiane seguenti gildyu-f 'grave enfiagione basso ventre '. id.24] isl. lit. 6. f. gelph id.).. disco. t. ctol 'una da lunga nave a. Nic. * glahate ' giuoca ' : ai dadi gldha-s ' ' giocatore * . gilti ' a. volntu a. gola-s la . isl kjull 'nave' ags. ' : ant. ricollego al lat. zati ' dolore . t. Wb. lit. premio gr. Mol nave (ted. : ' chiglia ' il quale va coll' ant. (Uhlexbeck palla*: isl. 42 sg. Et. Nir. zela^dl (Cf'r. dolere '. Seil condo quale lo ZuBATY (Arch.[19] G. altri si. ' ' ^sXovr^ ' ago ' coi * quali 6 connesso. ' gula-s *glans penis' gvll gulikd globo. Phil. CIARDI-DUPBfe . ' gilh ' dolore ' gelonXs pungiglione ant. V 590 riconduce qui anche ' il gr. Et. alle I'auci ' giilma-s ' enfiagione al gulphd-s ' nocc del piede jdhgha Wb. quellan s<<orgare pra-gdlbhate 'e risoluto* pra-r/albhd-s *animo8o': ags.'' 206). recipiente di forma sferica ' : gr. ' ' palla. dado • . a. collen ' gonfio a. isl. giuo- co . a. 146 (jdldd gdldn [--^galana—m. xiv. secchia nave mercantile' ant. WO.). ^sXXot ' che io invece. Una gradazione 1' di significato " non dissimile ' scorge confrontando ai. Kluoe isl. glans ant. si. Johansson IF. 79). kaXin A:?</a ' ' gliianda * gr. 423 sg. kiblr id. tumore id.

questa ipotesi 1' (idg. Br. *g^le-ti) stafebbe al gelti (idg. Germ. Hauptpr. gldu—. tremito ecc* bile' cdrana^s si muove. p. illanguidimento ' : glapana-m radice sottra- zione di forze cimbr. moin- 'movimento. maniera versor ' di diportarsi' ecc]: colere gr.^ *globo. Cosi p.' 146 SECTION LIXGUISTIQUE . impossibile 1' uguaglianza : ai. — si ' consuma ' gldni-^ 'dispiacere. prova ripugnanza perde le forze. Wb. come lit. gelti ammessa tall. ' calaina)- * mobile * * cala-s calana-m oscillazione [cdrati ' cdla-s calana-m scoti' mento. palla oscilla. [20] 448) n£JTd?Mxde (h 171 Ap. col ^clVm gldii ant. Laulgesch. xxiii 307). (P. hlin 142). 1. -oO-at o£ferta da alcuni codici. grido. ' fatigatus. a). t. il 358) e 7t£na?. veggasi p. etij g"el-) nel medesimo occ. lamento gr. defessus (Stokes BB. ^ — e— germ. riconduce lo a. In lit. griech. Rh. 25. 412 e dal Bechtel. !. spielen'. a. gluere a. yAovrog 'natiche' '. spossamento ' ' glanya-m " perdita di forze. rapporto di ydti 'egli va': dice debole ampliata con ossia mostrerebbe la ra(=== celt. collo ZupiTZA. 1' Alia stessa chlaga ' facilmente '. I* 39.. pensa Hirt si.ax- *(pakay-. ai. a. B. Lagercrantz {Zur 68) il quale nega la ' parentela di glah" plegean sich schnell fort- bewegen. Del resto un I origin ario si avrebbe germ. * ' calati * si muove. dallo stesso. neXofiou * jtoAog " asse ' colus * Molti editor! d' Omero adottano 1' la lezione irsTraXaoO'S il . si xvii. perch^ ritiene. [Upsala 1898] coll' ags. ecc' cardlat. ne e impossibile la parentela. escrescenza': gr. 67. glati gldyaii ' . Gutt. ammessa dal Fick.aydai U 331) * da 7ta?. g anche nell' ipotesi del Fick e del Bechtel. apparato critico presso Lager- crantz . ecc. lassus. t. lat. 343 m. kldz ' massa.

talea ant. isl.[21] G. a. astuzia' chalayati 'inganna* chalaka. ' challi-s challl ' scorza. i. malvagio (G. colwamig * una specie * cornacchia cilll (^Berneker IF. scelus a. t. Wb. lit. isl. huel ruota * ant. Prellwitz Et. luogo ' ' lat. quilinus ant. scelah * torto. ecc. a. 92). ' lume ' ecc. ' kolo id. OKoAiog 'curve. 261). ' arde. tala-s tall ' 'palma vinifera' Mla-m *trutto della d' p. si. koh ' id. isl. a.*: * ai-ni. febbre 'J: ant. pelle ' ' : a. sleale.' rFtrt^ (Hes. GrJ* 33. gu- skala ' scorza ' skalina ' scorza di betulla stacaflSni cata dair albero (altre parole slave il a queste si possono vedere presso jvdlati de. col id. tala-m teXi ' suolo. dilja dilla ' banco dei rematori ags.- Come * cauHativo di calati io considero k^dayati ' spinge ciofe t'a muovere celer. . Hirt scala * BE. pavimento * ' ' ' spianare ant. obliquo * Meyer Gr. tUo ' suolo '. chala{nay-m *inganno. t.'ingannata': gr. t. * snperficie. cfirbone' kol id. spingo * K^h)c^ e col cald-s di ' ghiandaia ' ' priiss. ' I* ' 572 riconnette coreiero * invece col gr. kUAoc. k^XXoj lat.s ant. talam del ' ' terra * ant. torto. : lat. 29U. * \jvaraii ' h caldo. clie il Bbdomann Grd. '. 'grillo': Et. ags. tllfs asse. vrii 285 sg. dUi le assicolle ' che stanno nel fondo pruss. d' talus ' una barca pn-talas armatura d'un letto* lett. XXIV scio ru. \ciri\ gr. t.) ci- cala * (? Uhlenbeck Wb. ' lat. irl. 298). v. pavimento ' * asse a. iiMt tilindt allargare. una specie albero ' tald{a id. irl. ha febbre jvara-s ' ardore. Wh. * * Miklosich Et. a. CIAEDI-DUPRfc ' U7 si. iWwmmdi. ant. giial febbre jnrnf-s 'vampa'/z'/r/a-. a. tellus pianura.* si. splende ' jvalayati jvalayatt ' accen' jvala-s jvdla-s jvala ' fianinia.

. Fetzen (Fick. taliern ' die flatternden '. ecc. dsQCd '. I I . darana—m : ' scoppio ' ecc. tealt ' ' ' duld vacil- la vacillante ' . dimezza dalls dala-m daly'ti 'trammento. levamento taHe a. ' : vacillante ' tealtrian ' lare basso ' ted. Qui possono rientrare anche taluna. " dalati scoppia . ma . scortico cimbr. possono ' risalire a una radice con r ' gr.). f. tulayati tolayati ' solleva. '. ecc. Cfr. darn tram men to . 456). ant. ' raspo d' uva ' toldo ' chioma corona 80). a. xi 389. : gr. t. ' *spartire'. slav. rum spazio. tula ' bilancia ecc. irl. tollo {te)Udl ant. id. Grdr. tulana—m ' ' sol*. dolayati ' ' vibrare. Mian ' . dola 'parte' 'rompe'. tal salix arenaria (dial. ii\pti avere spazio ' ' talph ' luogo per ricoverare persone o di ' cose.. KozLOwsKiJ Arch. 6dXXa) 'fiorisco' (OaXXd? 'ramoscello. d' albero ' (Stokes presso Fick. am \Vb. dehti didineti andare a zonzo 69. ' lat. Meyer irl. sostiene '. II 149 sg. si rompe lit. Et. Wb. si connette coll' alb. V.].) non rientra ' qui. Kleide I* lit. Et. * II gr. isl. bacchetta. ga-tairan strap- pare'.148 talu SECTION LINGUISTIQUE ' ' [22] *ramo vivente ru. pruss. mazza e coll' a. deH o Brugmann.giovane cioe fiorente e talli giovane donna/ ' ^ ' ' ' ' * tdlpa-s iaJpa-m tdlpa * " giaciglio. meta': [ddrti drndti 'parte' si. dolerij id. Wb^. ' corn. ' 366) e forse anche tola ' coll' ant. fare oscillare. germoglio (G. sedile. '. 1' analoga gradazione " significato nel- r ant. Wb. solarium t. got. 110). '. TAf)vai sostenere rd^avrov 'bilancia. dat ' spunto. a. Cfr. parte got. 60. delliein 'parti' ant. peso'. letto : ' lit. Kluoe. brandire ags. letto (Uhlenbeck ' Ef. sezione. dulan ^ sopportare ags. Phil. vengo fuori . germoglio' OaXspo? I 'fiorente' ecc. Wb.

pelus. ricondnce ' qui anche gr. ' * impol- vera ' * dhfdikn ' nebbia ecc. lett. lit. tbglia. ant. polline ' ' 149 dhfdi ' ' dhfdayati ant.) si. palea. ' : 2S9) ? '' palla-s pallika recilat. polkas 'grigio'. mXavoc. pula * : lat. palUdus ' t. si. pfdex. Wb. XIX 2(X) propone un' altra etimologi* che mi ' sembra meno ActM du £gli considera pnla9~ti' schlichtes Haupthaar !• XW^ Congrit d— OritntaHH**. ffdigr. '. ant. ant.*riempire*. mjAog argilla. ' cit. ant. '. Ap- partengono la-s. -m ger- moglio. jrlXetog a. pelwo. dhfilir-s CIARDI-DrPRfe polvere. — Tom* III - (S"* Parti*) . * fulvo ' . '. Sk. grigio falo ' *. palnlt ' stelo. palvala-m vino'. 65. *. plavv I'ai. palvas gialliccio pdlszas * fulvo peli' * topo'. '. flnido denso. * petalo. al ' raedesimo stipite: pahl-» *paglia*. ' palude ' : gr. ' palas-ti— * (Brugmann Grvndr. * irl. V. jToAiog 'grigio. ' paglia palncd-m *). pelexii grigio'. jTvXi}')'€g 'ric- ' II Fkrsson BB. 83. bianchiccio altersgrau ' — Rientra ' in qnesta serie II. e vaso ' appartiene a qnesta tamiil non ha torse torto Fick. pdln'. op. pelaJ fp\. ' pulaka-s pello ' V arricciarsi dei peli ': ' pnlas-ii-s ' ca- pulas-U- ' avente capelli lisci gr. elemento ' lit. drdis dfdys '. pelvis. plfiva *pula*. * : lat. \a. feccia di pal fis. ' paHava-t. pldne ' focaccia pulaka-s ' un insetto nocivo': * lat. ramoscello palild* (f. dfH '. pruss.f28] G. a pen' sare che qnesta abbia per base la radice *pel. il II Lagercrantz. pdliknf) grigio ' : gr. '. jreXifk.t. grosso e il lit. * t'ronda {pcUoqa-s Butea frondosa '. bianchiccio ' lat. felice. poh"/ secchio per ' Probabil- raente anche pnlavl glia. piente nk^ka * ' vaso per mungere attingere '. profiimi ' dfJh'n *• polveri dulkinti impolverare ' dulkHi puzzare paldva-s giisci. lit. palya-m sacco per biade per biade si..

Gr.' ' ' 160 cioli ' SECTION LINGUISTIQUE [24] rWACKERNAGEL. lu ' pulce ' alb. barbuto ulchach (nel ' [= FicK adhdpold' Wb.un derivato della lapercuotere ' : *plak. ' si bagna. 218) ant. lat. a. [prdvate ' scorre * prumoti ' bagna ' ' ecc] arm. filu id. lien m. * I. abbiamo * in plaka. (in puln— 'molto' piihi-kdma— *molto ' SiWidiO^ * puJv- niolto nialvagio e simili) vi-pzda- anipio. irl. * numeroso ' ' puldti pdlati poldyati e grande moltitudine [pui^. Sprachsch. plango pldga got. heide pUkas ' kahl e coll' ant. t. felch lit. ' Ai. bloss. a. J tragend ' e lo ' connette collo sved. ' composto ul-fota che ha lunga barba') ulclia (cfr. * brit. luanam floimen fieiren ' lavo ' * gr. plihan.'molto']: arm. il ' gr. t. s. selg si. col lit. ul ^bar- ba id.(*plag-) battere. jroXi)^ id. pluit a. 1 . v. molto ' got. IP] 55). wUste. slezena milza '. bluzne bluznh pruss. phis ant. a. kahl ' un campo piano e spogliato ' d'alberi) ply'ne jJletne '. irl. (dial. feolu a. milza gr. ' nackt (dicesi jien-skallig d* kahlkopfig ecc. Rigv. '^ jtM^o ant. jiA. gr. con' siderevole. lamento ' pldvati nuota. fazfloknn skotttovto* ' a. als die von der Peitsche \kdca-s oppure kdcn] geschlagene dice '. ply'nas ' eben. ^j/m calvitium '. insett • : arm. frei. filu ags.. z.) 'die Hin- terbacke. plova^ ' navigo ' : '. t. placa„ piango. unfrucht' bare ebene. I'inter- petrazione del Gtrassmann (Wb. kaca-plakd-s. come sembra. Se e giusta. ojtXyv lat.ijOOO} 'batto' lat. yolov 'molto' irl.) flein ' " kahl. si. navigo " lat. ' lit. nX^oi lit. si. bagnare pldti bagnare ant. pHn-s nome d'un pVek id. ' fluoh ' maledizione '. bhisne ant.pllhdn— pliha ant. naviga ' ' plavd— ' * nuo- tante * * plavd-s ' barchetta ' plvti-s : ' flusso ecc. Stokes Urkelt. plhkti ' battere si.

sgabello ' * (in quanto forniato a. Wh. crepatura ' ecc. II 43 sg. vengono a stabilire una uuova radice phel- ' portar frutto. XVIII 156 raflFronto col gr. ant. Jiink agile.J arm. es.'debole. atilita ' che appartiene a phdla-fm * ed ai siioi ' affini e derivati (jthalati phalate ' ha buon esito ' phalaka' phalikd guadagno. * bdla-m forza ' bala. sphurana-m 'scintillio. spiega da questa radic« anche ' phnUi-m ipotosi 11 frutto ' che significherebbe quindi ' lo sbocciato '. : gr. spjald assi eel la spall an ' f'endere '. punta di freccia phnla-s vomere. Cfr. a. in gr. ' e Prellwitz Et.? ' scin till ante di luce rossastra ' ' sphulih' scintilla sphulita- ' apparso ' \sphnrdti brilln. Studi ' Crilici. : appare p^ail ' '. utiliUt e cosl '. splendore. 234 propongouo ' u)'fsXs(o aiuto. spvHgans ' brillante *. spaccare. ferire. die si ha p. apre ' ' sphu- erompe. (peAyvvei ' • dam'srel. * spilda 'ta volet ta per ecrivere t. * apparizione' ecc. rinvigoiisco o>^iXtta ' 6rfs\o^ ' ' vanUggio ' aiuto. vantaggio 8arebl)eBi svolto per metafora. ^X- ' L' AscoLi. o^iWui promuovo ' aumento.. Johansson IF..to* ' plulla-m vomere.). ' gliare *. utility E difficile pronunziaisi fra queste due opinioni: forse ^ migliore la prima. tavola (cioe ' segmento * di legno '. isl.balin- forte ecc. . otpiAag hr'it. /. ' phalgit. scoppia.]. [in quest' ultimo ' significato * anche pha. pala derivano tii- tutti dalla radice *(s)phel- * fendere. punta iin di freccia* phalaka-m scudo * ' asse. (26] G.phalgvh. di assi di legno) ' faut tessura ' * got. CIAKDI-DUPBfc ' 161 phllati phullor' ' scoppia ^ phullati ' ' sboccia * phttUor- tit- shoQC\Q. In questa significato di guadagno. destro lett. [La forma con «. avente bnon eeito ttaphalya-in utiliti. allarga. mescliino' phalguta me- schinita ' : gr. sboccia sphola^s * scoppio. II 314 n. il Hoffmann BB. ' phalgd/yarAja)-.nd. successo ' saphala'} " lucroso.i]Q£l ' (Hes. o]a.e attestata ' neir indiano da sphirayati lati sphuiati ' squarcia. luccichio ' ted.ra-m\] ecc. Jiinken Jitinkem 'brillare' ' ted. il Inrece ' 0.

jplvg ted. plicchen ing. d. ' pelare uc- che altri (p.e bala{ka)-s sia 1 fanciullo ' bala{ka)'). irl. ingl. (= Tick. II<) 262 lo aveva ricondotto alia ra- bdla-m) dk ora una differente etimoiogia in BB. ') ' und si *. bulbes ' ' : gr. Wb. xviii. lat. es. Osthoff IF. debilis si potrebbe anche spiegare poi contrazione di *dedell' art. xxxvi 387) come un derivato della radice *ble-k. zermal- men. Etimologicamente affine ' a bala. ted.* 247. pjiock m. 1 sgg. pfioc pflocke (in. nonche plokka il ted. Korting Lat. ' giovanile bala-s il ' (os- ropriamente ' ' vegeto. pluck celli '). holifl maggiore * Beugmann Grimdr. (ai. plnkken ags. dice * 6e^• 54. bulbus patata lit. si.^ 297) vogliono d'origine romanza.. VI. 344 spiega bdlba-ja-s nel modo seguente nacli vermute dass das gras so benannt war stelle *balba balballtl ' den bei gewissen gramineen vorkommenden wurzelknoUen zu /?oAy5dg. d^beo da di-habed). cliiodo. che in Urk. abstumpfen ' ' da ' cui derivano lo sved. ' bdlkasa-m fiocco ' e stato recentemente spiegata dal Johansson (KZ. bdlba-ja-s cipolla ' Eleusine indica lett. t. muove in giro bulvd- ' obliquo ' : gr (ia^Jltfii ' danzo II lat. d. caviglia ' ecc. 562. pluccian ' m.. gr. irl. sv.) pezzo a. (dial. Kluge " Wb. ingl. pflll- cken pjlocken olamd. isl. bl-k—) ' stossen. Diez Et. vrjmog. Wb.{blo-k-. de-hilis ' ^ ant. Uhlenbeck P Br. 1^ 607. 4 habilis (cfr. ad-hol ' ' potente * aid-bligod (Cir.. 236). jplugg ' caviglia.. B. e adbol lo Stokes. Et. cogliere ' ant. . norv.162 SECTION LINGUISTIQUE ' [26] regog migliore ' ' lat. Wb. Spr. SpracJisch. senium di-blide id. rom. ant. 1. vigoroso ' Da ' fan- ciullo a balail ' stolto e poi facile a spiegarsi passag- gio: eft-. bzdbe id. (Jo: hansson ich c. ^oAftog ' ' tubero.. sclilagen. XXIII .

Spr. di cui si conosce. ba'l id. fiamma ags. melma '.(27J G. ' lit. ' natiche Cfr. Ein ' balt. (paXog ' lucente ' q)dMog bdl ' chiaro ' ' na/iKpaXdcj ' guardo air intorno ant.(ai. t. -bdra- (soltanto in composizione p. uvodog lit. [Nota aggianta sulle boue]. bhalll ' : (per *vle?ka-s) ant. da cui deriva tema *t"/o«-^''o. 48. baltrjan alb. una depressione * : del suolo ' e al- lora capirebbe anche meglio la sua formazioi buli-. lit. p6l a.-ftUiv. 363 : corda Et. a. anche queste altre voci indiane: hila-m '. und vergL Sprachgesch.*vlis-q''o~. ant. .* * una specie ' ' : di freccia ' bkal/a-m punta di freccia bhala-m ' got. jmas e lo strum. mira*: ' gr. Wb. si. e an amplia- mento di *vel. irl. oonfronta anche ant. Vi-bnli noi/. btiltas beln 'bianco'. pfttol si. 193). balll ' palude ' coi qiiali fe poi conil nesso Tant.s ' e. II primo membro sarebbe tema il jam- ' terra il 1. . apertura. valati) : Liden ivi e Studim cur aUind. La ra- dice *vl-ei-8~. tormentare * '.InlatUyeseUs. tiiori di composizione. CIARDI-DUPRE 16A jam-bala-s ' palude. isl. jmd. '. blato id. Qui rientra anche 6Aa/a*cer- * LiD^N. 93. buco. soltanto gen. Jlesc ' ver- ga' (Uhlenbeck bhalla-s * Wb. bhfila-m splendore ' ' ni-bhalayati 'guarda.e d'uu fiume in RV. es. 282) celata dell' elm o' pruss. caviti. (pdAog (non * (pa^og come ' scrive Berneker Die pr. ballo 'fronte'. Secondo c. c. Secondo un' inge- gnosa ipotesi dell' Uhlenbeck Et. IV. rildna-bdra-j 'rpertura*. Sicche jam-bala-s verrebbe a significare propriamente ' una buca nel si terreno. teskovii e styrace confectus il serbo lijeska nocciaolo ' eoc. Jo- hansson foce 385 sono da conneltere con pdl ' ecc. 12. ' si. il secondo niembro di qiiesto composto sarebbe identico all' ag^. 97. 30. bulh sg. 'per altri esempi ble^ka-s ' Johansson ' 1. natiche. fronte baAs fronte * gr. I'ai. ' 25 sgg.

Wascher in questo caso avrebbe in mdla-m un parente mdla-m lit. Jticjv. disegnare ' a. e il ted. I. ' di mldyati mldti 'appassisce. certo '. mulve fango^ pan tan o mslynas azznrro II Grassmann ( Wb.154 SECTION LINGUISTIQUE lo [28] ctr. Perf. Verisimilmente veste ' ' e connesso col gr. avvizzisce' (part. juaAAog ' ' lana. violento' djufi^vg 'languido. * malya— . t. ' schmutziges Gewand ' e considera quindi cotesto voca- bolo come identico formalmente a di mdla-m ' lordura ' '. judAa fortemente. si 450 n. mail macchia ' meljan ' scrivere. Gesch. stofia che tutti questi vocaboli de' rivino poi dalla radice di mldyati. ledernes Gewand ' : ' e raffronta si malagd-s etwa Walker. ' fe possibile. Questa etimologia deve al Jacobi clie la comunic6 privata- II doppio 2 indica un influsso pracritico oppure * malvar-). d. * n-mld-s) (cfr. assai.'durch Gerben weich geworden'). stoffa ' lett. 218. Gr. v. Ai. II dizionario Pietroburgo (V. s. melior mulius pruss. Mai segno malen mdlon colorire lit. ' : mila ' veste rozza pruss. * {vnalla- — class. " mdla-s nero ' mdla-m ' lordura ' ' malina' ' inacchiato^ ' ' ecc.). mldtd. ma ' non pu6 forte malla-s ' lottatore : ' ciofe ' il ' come spie- gano tutto ( ' i glossatori ^ gr. morbido babile. traduce ') ' ' '. fiacco* lat. milns ' permul- turn' inoltre Osthoff.)^ mdla-^m veste e dietro a Ini il Wackernagel. I'ital^ tamente' (per * svolgimento del significato ' chiaro ' nel senso di ' maaifesto. juaAauog ammollito^ dirsi pro- I languido. 596) traduce gegerbte& ' Leder. ' '. ' nero a. ein- Uuchtend evidente '). : gr. vello ' ' mllas panno. got. z. jusAac. ' ana-mali ' cicatrice ' (ted. milan (ace. del fiaAsQog 'forte.) veste.

d-iuU^.a lotta ' (cfr. forme forti sosi Ma \ * poicli^ di tal tiiori lenomeno nou di bdla-^m. jtuogog fitogo^ id.per ml-j sia passato alle stitiiendosi al m.y crede che dalla stessa radice derivi anche bdla-m forza ^acch^ pensa clie il b sviluppatx^si normalmente nelle forme I. es. 34 e letteratura ivi mftla-m 'radice' [mf'tra-m id. Gr. alia prima riconduco bdla-m^ st' alia seconda mallor-s. ofPerta rituale e il ' gr. forza distinta da me^-.]. il raffronto istituito dal gr. specialmente Per lo meno il greco e I'antico slavo : cfr.i'. Id mente * : gr. il * ultimo e forse da connettere ' Con queverbo mdliate maUU * yati tiene ' (cio^ * ' regge. . tra I'ai.Xt'/io. btittt-m. in- cantesimo fatto per mezzo di radici mfirdstolto. zufTa per lat. citata). v. ^tO/iv * KZ. mfila-karman'j. xxx 301 sg. ed a me par giusto. e considero come distinte anche nell' indiano. Johansson. (confr. priamente cose piacevoli julXr/oc {i. 218 e KZ. milati si riunisce ' mela{kai—s * melana—m meld concursus ' riu* nione ' : gr. giaccli6 questo significa pro(cfr. ti (uiXio. btdi-f ' dono. CIARDI-DUPRfe 165 meiite al Wackernaoel. ' Non ' h ammissibile la parentela sappo^ta dal ' W. da cui vien riterita in Ai.[29] G. 183. Kretschmeb omer. ' riesce a trovare altro esempio parte * bel- e poidarci io chfe d' altra arie lingue * concordano ^ nel * una radice le forte. {UtXioou)) e soltanto * per una particolare specificazione passa a voler dire nuziali ' '. fa forza ?). lat. ottuso di La si radice pre- senta la stessa gradazione n: o{u) che * ha p. deboli (w6/. il significato). XXXI 386 ' tra questo vocabolo e ' erba dotata di virtu magica (cfr. Questi poi (ivi * *. IF. sopra s. u. E il seducente. Se con milati sia da connettere la il miles e question e molto discussa e tuttora aperta n. doni.

'. '. mlecchati parla male una lingua mlecchd-s ' stra- niero. in mlati ^^tj/Qog. Del resto anche le cioe quelle rigettate dal Johansson. mamold ant. inganno*). Aa/u/^dvo M- prendo. I'ai. ' randello. auipliata con -e-. si. fjiaXdauoc. lejca^ io pi ego ' : lajka piegatura (per lo piu in sen so figurato di ' malizia. spiare. e a) risalirebbe mlecch. clie tutte le rigetta per proporne una nuova. e le varie opinioni emesse in proposito furouo raccolte e discusse dal Johansson IF. irl. languid©. / altre etimologie. pende ' : gr. questa famiglia probabilmente appar' tengono anche Idncfiana-m guato. ' cosa flessibile lacilmente si Dal significato passa da una parte a I I . itivXkof macino e lat. (gr. esau- ant. verga ' * : lat. Molto si disput6 suU' etimologia di questi vocaboli. codardo ' ecc. ' con- trassegno ' ecc. irl. fi^ijzQog debole. Secondo ' lui mlecch" sarebbe affine a mdrdhati ' lascia.. raggiro. placido ' '.) die abbiamo veduta.oppure logh—sa. 37 sgg. il osserva ' laksana-m ii. t. lagh-s.156 nilati SECTION LIXGUISTIQUE mhiyati ' [30] ' appassisce. da connettere luogfn ' lagat occhio ' e coll' a. * Secondo ' Johansson IF. ' mrdhrd-m ingiuria ' e al gr. debole. molle. irl. molle. n. * 10 si parte da una base coll'ant.(con analogico invece di a un idg. La ' radice * mel{e)dh" sarebbe un ampliamento di cinare. * curvare ' llnkfi ' ' piegarsi ant. ' ecc. sparisce ' ' mlana-m ' mla- nata mlani-s sto ' appassimento mla'th blaHh ' ' gr. guardare —A *. afferro lagnda-s laknda-s lit. barbaro' ecc. lacertus ' l^nkti ' ' piegare. marcato contrassegno ' lahchita— 'se- Lagati lagyati ^ojucu * ' aderisce. spezzare ' * melie)- consumare. melim ecc. abbandona. partivano da radici con lak^ati originario. *mled-sqh-. laksate ' vede.

. .sso pracritico: ctr. snello lit. come vuole * Prellwitz Wb.) ^. i^lakr fiacco cim. ' lingv/'ti ' di men are ' capo II significato fon'.] gr. ' kXaxvg Uivis * ' leggiero. 173.co/}'dg' ' 172 Prellwitz Et.. tonue.): gr. etc. piccolo' [ratjhd' id. no- (Hes. lunr/or id. afferra ' l^bha~» guadagno. lun<jar * celere ags. langueo ant.[31] G. lat.) lat. indugio il lit. Johansson IF. lace ' languido. I rainhati ' affretta ' : i^ui'nhaa' * fretta lahga(ctr. ' ' Xaydnoai • dq)£l' * vai (Hes. ' ?. ' si cliiaramente lahghana-^m ' ' da ' salta al di rat'uhate oltrepassa si transgressio ecc. 164 8gg. afferra ' * ecc.a)')'cjv indugio. Zupitza lahja 'adultera': Xdyn'og QVij voluttuoso f'r. ^Myagog ' molle. llacc * ' stanco. isl. 166). II lat.eyai 'dissolute' (Archiloco 179). V. languido irl. fusto d'albero si onde poi bastone *. (ctV. ampio cio6 che abbraocia buono hVns possesso ' * * ' *. Ungvas leggiero'. laijhu' leggiero. Ad- proda ' ' djn(pUaq)ijg l<)bas ' air intorno lit. a. 172 sg. librarsi. '. U'na. rilassato ant. lainbhate ' ' Idbhate Idbhati * prende. t. II * significato tbndamentale e quello vede ' di 'agile laiigliati * a niuoversi ' come la. ' CIABDI-DUPRE ' 157 quello di braccio ' ' e da un' altra a quello di ' ramo. BB. damentale seguenti u quello di vacillare. scorge un influ. ?. zoppo ' gr. Wb. titubanza di ' * * r ital. ') ' tentennare nel senso esitare. '^leg-nfi a *leg-sna piuttosto che a Et. piccolo a. slali languido sg. |. In laiijn abbiamo una nasale risalira il inserta. linguti ' essere incerto cullarsi Xa)'}'(iljio io esito. IP 238. se rientra qui. kXa(fQ<)^ ' ' pronto. oscillare E per me incerto se a questa famiglia di vocaboli spettino anche i : gr. In lagutjur-M lahnja-t viir. ant. Gutt. acquisto ' * lambha-s lambhana-m ' consegui: men to fpvQov [rdbhate rubhatl prende. ' Fick Wb. V ' 577.

leik ' corpo. [riptd' tinto lordura ' pinguedine hnaQo^ lat. V 305. ant. lucrum ant. gode. avente ' stessa forma gliare I ' quindi uguale ') ly'gus uguale Ig'gti somiVac. . '] macchia Mnoc. cadaisl. slepan ' dormire sidpr ' languido. gilfk ags. lovlja 'caccia' lovn 'frutto della caccia' loviti 'prendere'. llh corpo a. slabft fiacco II significato di di ' ' dor- mire svoltosi facilmente le forze '. abbandonarsi. galeiks ant. ' d. voglia ' * a. ' : lat. If'iti 'afferra. ' attaccarsi ags. luag ' mercede sL got. lustvs laska ' piacere. Xcila ^^^Fi^i preda lat. ant. Wb. dormire '. si. lip') pingue.' ' 158 SECTION LINGUISTIQUE lambate lambati ' [32] pende. ' (Fick Wb. 89. gelic ' a. slaf id. Upti ' restare adeso * . A^Aaiofiai ' *Ai-Aao-io-juai) a. cade giu ' ' lambaecc.) ' \rdmbate ant. ant. g. a. Idsati 'irradia. t. labare ' pendaglio (Less. ' ' pen- dente * * lambana-m lat. t. Xda 'guardo* (Prellwitz Et. appare': gr. ^rjt^ [-^^Xafid-) *pren' de ' ' djTo Aavoj ' fruisco ' Asia (ion. lipti-. isl. tenace ' pus got. idg. ' perdere e proprio dei il linguaggi eacluso per altro Idsati * nordico si : Kluge ' Et. got. irl. lit.^ 340. t. xix limpdti 'tinge. rimanere t.) laun ags. splende. privo di forze ' a. untuoso bileiban ' Myrag^g attaccato. 177). ' diletta ' danza Idlasa- avido^ ciipido ( ' Insya-m danza ' ecc. a. ' (propriamente lit. Wb. log luach a. t. branio si. ' ' ecc. lean Ion id. IjeUfan a. 307). a. gilth ' ' gltkr ant. Ai]tij dor. isL pende']: ' Ml ' got. slaf{f)an '. a. lihga-m vere ' ' contrassegno ' ' : got. Schmidt Z. t. Prellwitz BB. lust id. ' (cfr. germanici. la ' sass. macchia gr.^ ' ' unguento ' ' le- pana-m riprd-m ' lepa-s ' ' tintura. a. 'ant. billban id. lasclvvs gr. da quello cfr. Gesch. prende': gr. lusinga laskati * lu- singare'.

ado})erata avverbialmente) quieto '. lunnti Ivnoti 'taglia. (fe cfr. con movimento in- II FiOK Wb. * ghiotto * cacciatore lat. cfr. liof a. ' il da falciare ' '. adesione argilla ' ': gr. con oscillazioni.? cfr. llpnaJLi * re- stare adeso llyate Upn llyati * colla ' ecc. ' le espressioni yoiyvara. '. WbJ^ 252 s. si. hatvi a. : Ijnljati cuUare ' ru. *falce* sezione lava' ' lavana-m 'recisione. liyate * liyati ' nderisce. hdita' oscillante. isl. lipnhs vischioso ' ' lett. * ant. sciolgo )n)ta. ' germanici inquieto ecc. ' Iddr * spezzato. * Idbhyati lu}xlka{ka)-s * ' brama. sciolto (per altii esempt vv. liufr ant. a. dyfsa Xdoai) got.atov ' falce ' messe. qualche modo col sg. BERNliKER IF. coglie' lavas ' 'taglio. II . liufs caro ' ant. a. ' strappo gr. ' accosta. Nr. prezzo di lans ' ' sciolto. Um). V 115 e il Bruomann Grd. (pro- priamente riscatto ronipo cfr. a. appetisce ' : lubdkalufjido t. got. lubet got. *) morte Xoiiiioc. ' CIARDI-DUPRfc I'qnys ' 16» si. * t. los libero.). * trema * leldyn (strum. ' : gr. liu't ( limns a. a. leimo * llm argilla. ' fieno * *zu hauendes') Xvco *. 998. miete.) llncir-m t. ' id. sass. Ijullka cuUa ' forse connesso in Sg. Inns ' mezzo libero * di liberazione. X 152 klrtydti ' oscilla. fame (propriamente consunzione l^tum ( ' peste Se rientri qui anche il lat.[83] G. ?. ondeggiante ' lola- ' mobile. licb ant. isl. niietitura' lavitra-m ' tagliente ' : lavaka-s ' ' mietitore Arjl'ov ' ' Ifcni-s recisione. fiMvo ' tiiigo ' lat. ' ecc. t. sfracellato a. los losen). ' si consuma ' Idya-t ' * sparizione. Ijuba id. ant. ' Kluge serbo Et. •/rf- [i]tomf) 6 incerto: lo nega lo Stokes si in Academy 1891 ecc. biada (prohetri priamente houiri ecc. ^ifioc. calce ' * ags.

' ant. ' Asvooco " guardo. series altera [Cracoviae 1899] pag. 160 SECTION LINCIUISTIQUE " [34] 849. aXues volpe \ II gr. si. : hicus lit. idg. Gr. volge vald-s ' cavita ' (cioe *insenatura. XsvKog lUceC) bianco irl. Wb. ' zoUa ' ' cioe ' ' trammento : di terra ' [r?tjdti * rompe misero ' ruja si rottura ' ecc] " gr. leoht a. fulgido ' got.) che attestano un ori- gin ario. reiran sere scosso di I '. 58. r. es- e in questa ipotesi si avrebbe un esempio [Quaesf. '. lioht ' chiaro (altre voci ger' maniche presso Kluge Et. dial. dXc'ojn]^ ?) ' volpe sarebbe un prestito 'da il un 294 dialetto e il iranico secondo Ai. oscillor [cunis] ecc. 11 ha segnalato la parentela di leldya con ecc. lat. ' lux ' ant. Bartholomae BB.. es. ru. ' volpe ' : arm. lit. laukas ' campo cfr. leleju / agitor. aperto' pruss. ' niondo lauks ' ' cfr. lelejatl lilejatl se ' ' agitari. ripiegatura * 'trave.vyQoo. Wackernagel ' i ' valati si piega. a. 939 lo confrontano col got. bulg. si ') . un gruppo di vocaboli slavi (p. lopnka-s lopaqd-s * sciacallo. Gr. tremare. atque sgg. leleyenya ' leleiana 'fluctuandi' leleyal szya titubabat pedibus '. lua^chtide t. fusto d' albero ' in quanto flessibile) ralana-m . aXwiTo-Jtedr) ' vincolo che non * ' spezza ^. Ihihad luce ags. Ma recentemente il Rozwadowski lelaydti gramm.) etymol. lugeO Wzti ' rompere '. funesto ' XsvyaXeog lat. lois ' luce ' gr. Idkati * guarda ' ' locate locayati " (+ ' a) ' considera " * locana— rdcas* ' * chiaro locana—m ' occliio " ' [rocate splende ' splendore * rocand— chiaro * ecc] : arm. pol. oscillari n. x 40. I pag. hica raggio Qui e pure da registrare lokd-s spazio libero '.^ 248) ant. campo logd-s Per la forma ulokd-s Wackernagel ' Ai. rovinoso. considero ' lat. asta' (cio^ in origine ramo.

' id. tilo ' pol. galoppo ' ant. b. ' una specie ant. \vdrati vtirate vrnoti firndti gi*. volvo volfimen ant. ' CIAKDI-DUPRfc ' 161 ' piega valayor-m valaya-s ' biaccialetto. 'avvolge* corda 'circuito' ecc. veste o tessuto fatto di scorza': ant. germoglio all' a. ' 277). lat.willow) salcio e che - presuppone un tema *vel-ko. ' torco. t. salto ' ags. volokno * id. saltatore ' ' valgawi-in salto. xxi 106 sg. che TUhlenbeck PJir. tue/ij wilii^ '^^8^. corda * (Bezzenbeegeb BB. b. '). ' Zcpitza KZ. si vidi-^ vail ruga * ' valU-s vaMi troHco che si attortiglia * vdla-8 * ' coda (in quanto si agita o vacilla ' avvinghia) * vellati si muove tortuosamente. \t\. * salta ' : valgaka—s irl. rientra h I'ai. niomento si ' : fSU testa religiosa che celebra in un giorno fisso cim. ' wUg ant. occasione. xxxvi 65) valgnll * vaigd- grazioso valgu-s ' ornamento *. *velr* wilich ags. — * L' ai.: IXXc) ' eiXvco *volgo. . valga 'briglia.' [35] G. risale alia ' medesima radice * piegare. ' filamento nidh ' ' ni. involgo. irl. ' ecc. trUge) oland. formato con un al- tro suflSsso. walwjan rotolare * ap-valhs ' sferico ' ecc. torcere ' (cfr. ' vellana-m il rotovtir<i-» larsi ecc. uealcan ' rotolare nlonc vivace. . * vlasiL ' capello ' 'J. t. valds asta valli-» valll * tronco got. iirdito Foi-se appartengono : a questo ' stipite (cfr. aiokno refe ags. . wilgia (in. redine' col quale lett. ' leblaing '. ivalus bastone — Qui il pure. ravvicina fiis. . da raettere a riscontro vcdkd-s ' walgs ' fune. oltryn ' rotii ' got. vdka-t ' ramo. ' cerchio ecc. copro' ' ' rivolto * §Xi^ toituoso ' ' l/JAc. B.oppure *vol-kosi. ' scorza valkala-m si. vlakno * ' fibra. fillivi ' flecto hi-ru-fiU 'iniplicuit* ' folumain * ' volubrlis lit cimbr. fibra frangia' (Uhlenbeck vdlgati * ' Eu Wb. * d' uccello (saltatore ?) v^ln * ' tempo. xii 241).

k. * hUi9 ags. d. Secondo * Grassmann (Wb. pietra '. elmo ' ecc. chvos incllno ant. ' ags. collega. . 20. a.carand—m ' dil'esa.(cfr. cuHe luogo per riporre qualcosa (p. fama ' crdti-s audizione. [h]linen appoggiarsi ' szlaiias declivio ' ecc. CI. cdlati * (Dhat. unisce '] risalgono a una forma am- pliata per St. angolo ' n. ' ce- lim * nascondo * cuH ' nascondiglio. mezzo del determinatore -s. Ber. ' cella celnre ant. szuHys galoppo e ' 'passo' incedere il Hirt BB. ' edict capanna.) appartiene a questa famiglia il nome albero calmali-s Salmasia malabarica » « als der ein Schutzdach bie- tende ma non ' e un' etimologia sicura. 1886 p. ' cantina) cimb. cloen ' bieco. celer. Imlundi ' caverna ' isl. casa rit'ugio '] : [cdrmaoi. z. Wurzelvar. helan 'nascondere' hoi il cavo helm s. cattivo '' got. testo vedico' ecc. a. irl. rupe ' : arm. tradizione. Ges. * holr 'cavo' a. orecchio. isl. 89 n. Mains hlaiw ant. u. grido. si attacca. '. Phil. legaccio' ecc. hldw hlid ' colla lit. cild pietra. 13) ') ' va ' calahhd-s ' grillo * ' cioe il saltellante ' calitna-s : ' una specie ' d' insetto lett. fama. hlin^an hleonian a. nido ' ua^ddc. sal 'incudine. Wiss. ' * nascondere t. d' v. xxiv 234 ascrive a questa ' famiglia gr. 242). lat. cWyati cU^yaie 'si attiene. ' abbraccia ^lem—s Tattaccarsi' cle?mdn— [^resati ' vischiosita. Ka?dd lat.-hist.]: arm. Persson Lehre v. irl. verso epico ' ' \crn6ti ' ' egli ode ' crdvana-m crdvassuouo. d. ' cldkor-s suono. abitazione' ecc. luogo sicuro. es.m°lu°t ' rana ' lit. irl. Wurzlerw. t. 2) ' della radice *kleipi ego ' appoggiare ' : gr. Rigv. capanna. * gr. anche ' z.' ' 1G2 SECTION LINGUISTIQUE [36] giryl ^^INDISCH. cein ant. KsAyg * corsiere ' ' il lat. kMvco ' appoggio. ' got. d. sacks. capanna. su'^lis calu-s ^alfira-s .

in Verg. es. scls Wb.(qaUibh4i-s. erra ' skhala-s ' vacil- lamento sxalim ' ' skhalana-m incertezza. vegga Zacbakiak KZ. a. lit. L' Uhlenbek ' Et. a. errore': arm.ucchalita- salito sopra. salutaro ma e una semplice ondeggiante ' ' ipotesi. fluisce ' sard- * fluido sard dgfu) ruscello snctr.J : gr. salilo' fluente. si. s(i'U ' telice ' ags. leg- genda epica kXvo odo.ecc. snHi(f ' : buono. ' srdvati gr. k?a:o^ * tama. ' ant. giacch6 cch pu6 rappresentare Unto Si svolgimento normale di (cfr. 15. rird-m flutto (jeI ' ' stanno invece col gr. vacillo.« [37] G. ucchanna8gg. *««/-. hlhnnunt t'ama (k)lftt sonoro. apprendo lat. stu''lys laddove ^lati risale a * kel. oq)dAAofiai ' inciampo * ' II verbo sdlati (Dhat. gloria. come ' stesso riconosce. — Quanto voltit composto ucchalant. ' benevolo. 444 . is]. ' salild-m acqiia. si. XXXIII. ecc). a ' ' ' * ' voce alta ' ant. dAAo/ttai ' ' zam* d/l//a salto lat. scoiTe. t{d) + 5 ' quanto quello dialettale di t(d) -+- p. pillo (p. sxalem * erro. balzo zampillo es. felice ' mite a. ' 9 propone di spie- garlo in relazione rol got. . '. CIARDI-DL'PRfc ' 163 * lu udibile ' lur ' ' notizia ' ' gr. cloth famo80 a. apa-salavi apa-salau * verso sinistra pra-scUavf verso destra '. ma pu6 anche connettersi con ' saliUi. e risalire all'idg. t.13) ugualmente con ^al tau '. 47 ' dulcis aquae saliente ' sitini restinguere rivo) mleti ' insinuarsi sula ' * sulci ' succo sgor- gante da un albero Fliissigkeit ' lett. irl. riutto * ' prd-sulati spinge dentro ' \sarati ' sarate ' sharti ' corre. e difficile detenninare se risulti dall' uno o dall' altro. salio : salto. eine sich absondernde ' ^ ant. 5. ' rovinato = utifanna-) . 40) " va " puo essere un' alterasione ' pracritica di ^lati cho viene spiegato (ivi 20. eel. ' fluisce ' ' ecc. sollevato una amlo messo ctie (^lati sdlati siano due verbi distinti. slovo ' parola ' ' sif/tije ' i'ama * * ecc. ' ' irapeto salto . snlati ' inviare shJialate skhalaii * inciampa. inclutm ant. pecco gr. t. ^Mig egli telice. lit.

Phil. e I in -lo-. passione . 88 V. sella \ ' si ristora.(*dha-l-) ' faugo. xi 386 sg. ' altura. — Anche " dhuli-s polvere.(Persson. sa-) aguzza. nella sua forma piu ' sem' *dheu^ *dhu.) gli altri vocaboli citati dal Miklosich Et. pa-zulmis obli- quo ' zvlv 'cattivo'. refrigerio ecc. si. coraggio. Wb. inciampa il ' kvald ' ' errore. ' 'alito. op. inchiostro di seppia OoXsfd? ' torbido. chladv si. 173 considera ' gi' (arm. ' palo ' ' oreXexog " saldo. suffissale. af- come fila ' ' grade debole della radice * kocds catus ecc). lat. 6ojji(5<. ^ un I che risponde ad un Ora diremo brevemente di / * A si proposito di taluni fra tratti di I i vocaboli fin qui citati si pu6 dubi' tare se radicals o suffissale. — Anche gola-m ' recipiente sferico e considerato dal Brugmann Qriindr. stoli't ' lit. luogo. ' fumo ' gr. hvdlati ' va torto. tortuosita. es. ant. terra ferma' sthnld-m recipiente ' ' : gr. fumus ant. ^ild pietra. te- .(*dhu-) fumare. cioe * dhv-el. fangoso. rupe ' ammettendo mentre il il col Hirt BB. come ' suffisso. a. 235 che venga da una radice I* " * kel-. (gr. natore -{e)l. pasta- las ' armatura Uddate ' ossatura ' ant. travacilla. 6oX(5c ' 59 sgg. ' fermo ' OTi)Xi] colonna . raggiro lit.* dhu-l. II. 198 polline come un tema contenere un plice. si. duna^ti ali- tare eoc. s.. Cosi abbiamo passato in indiani la cui radice contiene / rassegna quel vocaboli primitive indogerraanico. t. ' frescura ' ru. (KozLOwsKiJ Arch. Alia medesima radice ' essere incerto ' ' e da I'icondurre khallaie sthdla-m * ' vacilla khallita- languido '. nial fernio' oq)dAjua 'traviamento* *{s)qViel' ' ecc. " viamento cade ' . stollv ' sostegno. evaporare ' (ai.). il fallire ' colpo ' [hvdrati *]: va torto. thronus. a. dhumd-s si. suffissale. choklu. e quindi -Id' acuire (ai giqdti lat. XXIV.) ma accanto a questa esiste la forma ampliata col determicit. ordhc. f. choloduJ\di. ' trova refrigerio : hlada-s hla- dana-m cfr. palo si. hvdrasant. 164 oq)a/ieg6g SECTION LINGUISTIQUE [38] *mal sicuro. Beugmann Gnmdr. Ho citato p. 188. potrebbe Infatti la radice.

difficile ntabilire una distintione netta tra elemento sufiissale e determinatore di radice. — Tone III — (9">« Partta) II . dtil~kfs polvere sarebbe da prima i]K)te8i. putil ' ' usciere propriamente intimatore ' lit. dhuli-?. gr. dulys) sia an tema in -i. il una de- terminata funzione tematologica. porculos: porous. es. lat. cioe : sono tutti suffissi -lo. preferire la A motivo del Del reoto e lit.[39] G. risale che essa a una formazione indc- germanioa dubbio se in -lo- ecc.dalla radice ampliiita "^dhul.serve alia formazione delle seguenti classi di temi. -<lhU>-^ serie ce n' 6 -li. aQHTvAog orsacchio aQKrog 'orso'.ecc.-rroi.(-l/i-). clie non sono mai formate (p. tratta di non possiamo afifermar nulla Vi sono certi suffissi ai quali e inerente es. Orbene..) Si resta dunqne incerti se *dhiiU- (Glide ind.ecc. ttcalvi stordimento 1' ' tol stolto ecc. fyubis ' legvbis^ a. dvoLt ' ' stolto a. -tro-. -dhro-f -TV- i—rri).(-\U*-\ -tlu-. Qos\ per suflSsso -lo. dEiKijAog colui che offre t. -ru-. a. col ' suffisso -ro- : V ' nomi ossia d'agente attore '. AetM du Xir^ Oongrtt 4ta OrUnlmliMtt. ? In altre parole. '. quando consideriamo pcssiamo senz^al- una formazione Indiana tro afTermare in -la. r ? Un criterio generale ticolari non c' e. lat. una parallela con r in luogo di quindi: -rrj. risalga a un -ro. duU.ecc. es.dalla ' radice semplice *dhu'. o si almeno fanno origi- ritenere con molta probability. oppure dobbiamo restare in quel -la.oppure un tema ' in -li. a. In tutti gli altri casi di preciso. ' doll ' cieco ' got. che nario. I suffissi CIABDI-DUPRfc la liquida / 166 indogermanici contenenti nominali. nebroso [afip]. ma sono due criteri parci / che in certi casi ci assicurano. tekHas ruota che serve ad affilare ' ' ossia il ': girante ') 2* diminutivi Cp. irl. . 1' ant. Accanto a questa /. -lii~. t. ' irl. ' confuso [Xd^o?] ' ant. gr. / anche nei casi di da quelli vi di / idg. e il lit. da vedere. c* k suflfissi i un / criterio per distinguere idg.

saldhs ant. Se queste a un tenia in -lo-. esempi presso Fiok. lat. a. a. : Drumasena^-s Pitr'la—s : Pitrdalta—s. SECTION LINGUISTIQUE rotula: rota. magus ragazzo lit. difende ' diminutivi vrsald-s ' ometto vr?an— ' uomo '.. vocaboli in cni ci6 pald-s ' guardiano. altro quelle dolce '. macula ' ragazzino si. ^Ovt]oi2og ZcotAog Ta^Uog. BadvAoc. dmbeVe il (dial. cicula-s ' fanciullino' certi cfcu-s ' fanciullo nomi propri come Bhdnudatta—s (altri Dattila-s Dcvila-s . ragelis cornetto ' : ant. ' acetosella tosc. alb. got. : Deva- datta-Sj Drumila—s'. gall. di ' Tuno il quelle di lit. pruss. Gr. Possiamo dun- que tenere per certo che il suffisso -la— del di nomi indiani si che appartengono a una queste tre classi risalga a i un -lo.indogermanico. got. ' acre '. questo criterio. Gundilo Wolfilo. sbarra '. [40] stem/il " ' fusto. 3' Caimdus Teutalus. stelo ' : ' stanga ' ' asta.) emU'e (dial. sladvkv dolce ': got. '. possiamo ri- tenere che a questo.. dolce In origine nere ' tenia *am-lo. I % . sale '. Quando non possiamo concordano nel risalire servirci di ricorriamo al confronto colle altre lingue. gr. l). Butil Dargeloj serbo Brajilo Bratilo). t. amiddviel's ' acre '. si. Ecco verifica. *. salt ' ant. p. : 166 vlculiis: vlcus.) ' ' . t. rogii 'corno'j: forme vezzeggiative di nomi personali (p. a. Proculus Bibuhs. anziche al suo parallelo in -ro-.dovette significare in gedi dotato un 1' certo sapore '. a. ^Qg. risalga la forma indiana con —la—. pastore ' ' nome ' : d' agente del verbo pdti i ' custodisce. es. Wulfila. Confr. Bhamda—s Person. Poi 1' indiano e I'albanese svolsero da cotesto ' significato astratto. ^aldkald * piccola scheggia : ' : galdkd 'scheggia'. e come sostant.

oland. ' Tv/.t] ceppo fio ' * ags. tula * albero del codollr 'albero. jrajja'^og 'grosso*. ' isl.nella forma della differisce. radice. 182). ant. Ora questa non e una ragione per me suiKciente. si. amaro. * Wackkknagel Ai. ivibl'u ' a. ' Un tema *amro. ' quantunque Johansson ' si possa dare di Ill. terribilit& . 186. II concetto f'ondamentale e '. quelle di ' Wb.og ' padella * (Prellwitz Et. (dial. amaro '.y 116. isl. acuto *). Uhlenbeck. Wfj. salato ' (altri esempi presso lo Schmidt.).. ' dollfuss piede gon' lit. cosi pu6 dififerirne. giacche amdrus. iulas iylv M ' TvAog 'enfiagione* ant. fine. * : gr. e di fatto ne nel soffisix). *. grazieso.. Grundr. iumala. e propone ra£fronto dmbha*- vee- menza. *cai[v\ele-bhu-s. 35 cdtvnla-^i cavita bucu ' . ornate': gr. * pecaldriepinte '. nabolo id. lat. xxxiv. I. KorvJit) . gressezza ndbhlla-^m *embelice': gr. pannocchia *. salti' CIARDI-DUPRfc 167 isl.. ant. ' ' ted.. colloca amld~ fra gli esemp! di I = idg. ' ciuffo.' (41J ' G. amper acuto. /m- ifda-m tone': gr.saik piuttosto da vedere nel (a. ampfaro id. 434. ceppo ' ted. caelebs complete. cosi niinieroso (propriamente niassa II. significato ' forte. amdrus. 'nuca' I'j. Di'. acerbo '). cdtvnla-s * Solmsen KZ. cavitii. a. /tt//o/a ' testa'. violento. Mved. che ammette il una gradaxione di coll' ai.^ kapdla-m kSvala( ' ' giiscio. umbilicus ant. cranio*: ags. r a motivo dal lat. Gr.tumula— [tumura—\ *nimoro8o': multus. irl. 160. P. 24C>. come differisce da amid. 'o//^axog lat. solo *: latino sg. 220. t. forte*: gr. ' quetit' ultimo una di versa etimologia (cfr. t. jroiKiXog va- bahfdd- ' felto. tazza % K6Tv^. apr acato Iriferito per lo piu al fredamper 'acre. unico. P/u- raUnld. fitto. Bedgmajsts*. Ampfer acetoeella do]. a.

braccio ' cioe ecc). mauilo ' fanciuUa '. come lit. screziato il caball 'la vacca pro- digiosa * che ha preso nome dal colore della pelle. soboU 'zibellino' (cfr. -tr-). 1' Del suffisso -tlo- non conserva esempi ^ indiano : o non lo conobbe mai del quale si o lo conl'use sempre con -tro-. fonda' mento ' pdtra-m la ' coppa '. r organo che serve a portare hotra ^ ' libazione '. 112. forza ' e un prestito slavo. meoicla id.{-tor-. km- trd-m ' dominio. onesta': diligente si. esprime 1' opinione che -tlo- si a un' alterazione avvenuta. ant. mediante mutazione di I in r. a cagione del iniziale. seilisku ' devozione lit. meylttj ags. -tro. * un ampliamento 2)utrd-s ' di Potrebbe derivare da un tema in sicuro ' -tlo- V " ai. seilin 'serieta'. giacche la *szabala. 312).: 168 SECTION LINGUISTIQUE viahild * |42] donna ' : got. isl. come II. sila ' forza '. manda qahdla* in pezzi ' : szakalys '. * liglio ' se fosse ' il raffronto coll' ' osco '. puclois pueris e marso pucle[-8] pueris I . iv 101). (Sutteklin. II s syld. per un processo di assimilazione o quei vocaboli che contenevano un' altra liquida nella radice. mdrgis 'bove macchiato*: mdryas 'screziato'): ru. paragonato a mawilo. puklum puerorum pel. forma genuina sarebbe seileuings ' glla-m 'indole.sarebbe invece antichissimo e consisterebbe in -ter. giacche esso. pruss. '. '. pezzato. maui caka- fanciuUa '. IF. come * si vede dal got. frammento lit. dhdrtra-m ' sostegno. Wh. noseilin ' ' spi- ritum ' ant. Et. signoria '. '. bharitra-m '. II sabala e preso da qualche dialetto slavo. (quali hanno invece numerosi esempi '. il lit. Miklosich. Si noti che trattasi d'un diminutivo. Del suffisso -dhlo- nemmeno * occorreva far menzione. II Brugmann Grundr. ' cdkala-s cdkala-m layati * scheggia. o nell' indogermanico o nelle varie dissimilazione in II suffisso lingue derivate. ' scheggia '. di -tro-.

ecc. italico G alio slavo. dram * : abbastanza. kapitcchnla- zazzera *) * 'anche il * la concavita del cucchiaio sacriticale secondo : Johansson. caput isl. il suo corrispondente -dhro-^ h limitato al greco.i^ala-. lucignolo.f ' esemp! di dicasi al altre lingue da metteie a angtUi-. '. giacch^ per gli altri non troviamo termini di contronto in altre lingiie \bhlrd. in. di ma. hAfud) II secondo niembro sarebbe da connettere col t De^li altri gruppi lingnistici soltant^ il cr«nnanico piio eiMere che ne serhi qualche traccia. prescrizione gr. : ' * : bailus id. *kaput (ct'r. de' corosamente abile * rndti con segue *. pannocchia di * nnn pu6 asserirsi per mancanza riftcontro.'retto. : Un esempio sicuro di / idg. stesso a propvsito di quale non possianio nemin meno mettere a lato un tenia tfUi-. precise. rtd. lo abbiamo in dhrdi-^ 'polvere. dgdQov * giuntura ' lat. r. polline'.che ci mostra I'indiano (veggasi Whitney. pennello tfila-m ' (due vooaboli connesei Kia originario con ciuflfo. 236 lat. ' ' comnietto.] bhllukati morose lit. — Quanto non pochi temi formati col suffisso -lu.«). rtit-^ ' 'regola. e probabile die ai spetti alia ra- dice. Ind. * . come / avemmo occasione mostrare. arnem adatto ' io faccio dQagiOKo artus. perclife dichia- rato dalla testimonianza concorde di varie lingue. . sarebbe un composto -f.(431 «. B. IF. ' ' r Se il -li' di tfili-it * pennello ivll cotone. Gramm} § 1192 e 1227). CIABDI-DUPBfc 189 al*.f Lo dito '. ami.id. -lo. convenientemente. di uno solo si pu6 affermare che risalga air indogeimanico.bhlrvka./'come ifila-m /. lilam I ' idg. ahffuri-.

pdri. sesso ' ' ecc. sass. dileguasi . paldyate ' fugge ' ' palyayate ' gira intorno ' palyahka-s '. * grepti 'afferrare'. ). 404. (AltriEt. a. 349. ' kmrd-m acqua ' ecc. * hiruz 'cervo' ecc. rete. . in composizione con nomi e con verbi: * p. lett. * grida '.invece di pdrd-. 1. grlfan lit. e quindi deriverebbe secondo lo stesso Johans*Tcer' KZ. kro- qanti-m ' grido krankti ' gracchiare ksdlati piirifica * scorre ' (Dhdt. logia non e sicura. prende. Wb. rammassate (part. yQdortc. ' dia-cpi^eigco lat. id. liquida nox. grabas ' ^ grdsati 'divora. 4. inghiotte* gUbslOrgrasia— mangiato grasaiia-m grasti—. garba ' covone ' (propria- mente 'manciata'). paid-. son. Stttd. glasate (Dhdt. f. - fjlapsa- grapsa. ' da cui deriverebbe jala-m jdlaka-jn sulle bozze]. scioglie. serenus (cfr. divoro '. ': kfidrati ' scorre. gr. '. prd. gripan a. greipan afferrare ant. secondo * il JuiD'ks. 9 6 un ampliamento di *ger' torcere. t. a. 272). lettic- ciuolo * pldquka- ' che cresce presto si La radice *grehh-.. L' etimo- — ' * krSga-s lit. da cui forma il tema *grebh-80-. afferra \ grabhd-s presa di posgot.'fascetto. SECTION LINGUISTIQUE [44] Haar.^ inghiottimento greco ygdo mangio. kmrct- labile '. dalla radice di cerebrum comu Ksgag a. consu- mo a^r. le espressioni liquidus ib. ' ' lava.170 ted. XXX. ov/Li-<piJ£lQCo ' sciolgo (colori) ' sertim ' la parte acquosa del latte Verg. grlpan * ' ags. treccia [Nota aggiunta . 10. es. Geo. SO) ' : ' ' ' * strame * '. kmldyati '. menti giudica Haar il Kluge. ' grido ' ' : krdcati '. 59. liquida aestas. t. * 16. si 20. intrecciare ecc.^ 165). ecc. Aen. pali-y pla. 21). mazzetto': grbhndti ^ grhndii ecc. Jfldca-s prominenza.

isl. p. ' prus ' prmfa. frjosa ags. (pQvvij ' * rospo * ant. gr. lajjaie si vergogna ' * lajja lajjitor-m ' ' vergogna ' ' * rajyati ' si colora ' ranjayati ' colorisce * raUga-s 'colore ecc. materno Si risale a %intvr-o. quando diciamo ' ciato tutte le piante '. per cui lajjii per altro non credo im}Vb. a. scherno.). ' * comfruh prnri't t. * ' TQOjg 'zio patemo 305 ' ' lat. XXXII. /nijrgcjg zio materno (cfr. brun a.fxiUiruhiisl. ^ ant. Per comprendere come lingae germaniche. Sprachvergl.plomibustione * ' ardente * alb. lalnma (Harivr. si rallegra. Gr. possibile I'antica etimologia (Fick V 540 Aoipi] ' ed sarebbe identico al gr. .azione S<'urader.) dorato se h vera 1' ingegnosa congettura del Leumann (vedi I 220). ' macchia. di rdmate rdmati ramnnti ' ' riposa. oltraggio e risalirebbe a un idg. gr. es. frius gelo *. tan ' gel are habhlucd. lo Waaltri) CKERNAGEL Ai. carbone acceso Jat. a.« : [451 G- CIARDI-DUPRfc ' 171 ' pldsati * arde.'rosso bruno': gr. avvampa * : plo^ta-s ' incendio ' ' plo* mnor. si prova sia svolto piacere il ' : got ' rimis gelo. ' la 8pi<H (!.derivato da *mn-ter-. pater: Leu^iann KZ. In mdiuld'S dello si avrebbe nn / indogermanico ammettendo u. 12072) prf. jrdmntvld-s mntfilaka-s * zio '. ^f<?« color isco ' ^ij}'£vg 'tin tore' Qfiyog ' tappeto '.arso proms vampa. tdta~ttdya-$ paragonahile al padre ' quindi zio patemo ma tale apiegazione mi sembra meno verisimile. pag. 538 che lo fa derivai-e ' da *mdta'tulya'). brunn ags. sigoiticato di all' ge- lare ' nelle basta riflettere nso che facciamo V azione ' anche noi in italiano di verbi come bruciare e simili per eeprimere il freddo ha brnd' un freddo intonso. Urgesch*. q)QfOvog t. id. *lozg^a. patimos: jrartjg. got. da cui deriva con un altro siiffisso il gr. 8g. brfm bruno *. babhni. colorato ' /gvnogaysg xQ^oofiatpig (Hes. fr^tan a. (cfr.

* ?). ' zolla ' : ricdti rompe leqa-s frammento rompe ecc. vm 162 sgg. sgu- lat. rust a. cit. rawOs ant. ( lo?1d-s lo?td-m 'zolla' lat. rimti ' trovar ' pace. graffia ecc. irrita I . ygijua liksa * placidamente di pidocchio '. ruainne ' vnamnae [gl. a. Proba- bilmente e da collocare qui lodhra-s Sjmiplocos racesi mosa '. op. losfa-m ' IV ( 234). strappa. disegno lit. luncana-m scia ' : * strappo ' luhcati ' svelle. scrittura * ecc. lohd. ' rikhati a. tagliare ' vi-licdte le. *reud—s-to-. a. ' scrive : ' likhana-m * lik- hita-m * graffito. ' ruber ant. isl. pi- docchio del bestiame likhdti graffia. rlhan met' rekti ' solcare. lodix\ Stokes presso Fick Wb. isl. ' rekha-s rekha tere in linea ' linea. gr. t. rust (== *rnd-s-ti1. t. ' ' ' ten do '. xix 268) ruderi ' (Johansson ' c). ricinus ' zecca. * rost " ruggine " ' lit.^(u-s * strappa. ruggine * *reudh-s—to~. raudr ags. r^ad a. nome d' una pianta dalla cui scorza ricava ' Ingegnosa ma non e il '. a. rndrv. ' : Peesson BB. disegna. si. *roud—s-to—): rfidera ant.' ' 172 * SECTION LINGUJSTIQUE ' [46] quiete lit. calmarsi (anclie gr. randas ant.) ant. *roudh-s-to—) t. ecc. uovo ' ' : lat. che riconduce ' likfd rixa a un medesimo tema *reik-(e)8-a cosa che affligge. sicura h I'ipotesi del Pbrsson. rdmas ' id. EQvdQOQ. rosso ' rudkird— rdhita— gr. lit. ruad rot rosso got. * loman(romacd- pelo ' (lomacd— * peloso pelo ' ' ecc): rdman- id.lohitalat. lat. " : ant. ' isl. igsimo spezzo. rusta ruste colore bruno (Johansson IF. rustas bruniccio ' lett. '. 103 n. runco. ' ecc. irl.). sass. rost ags.

* E vero che molti altri esempi di citati.^ 276. u. KZ. . xxni 366). a. ' ecc. crathdyati ' * ' ags. r si tro- vano spesso ma si fondano sopra ' Un ' altrc eseinpio di / ^ idg. cdtiffo ecc). ecc: B6j. horh ' lordura irl. 121 ' ' — e 127. lordnra.^ 316. mravija for- mica '. pasta. coirbim macchio i ecc. circondario.und herzielien lit. crntkati. languido ' clathayati ' oXa}- ' (-raifmnH. CIAEDI-DUPRK ' ' 178 * lohd-m roetallo 8pecialmente una polvere rosea. FoQfia^ si. hreddan liberare ' ant. scioglie a. in kalkd-s 'stereo. valmika-s ' XVII 35 e Hibt PBB. xxxvi. xxxiv. syaid^s fratello moglie * : antico iurl mra id. Stud. z. Zdpitza della Gutt. a. cfr. peccalo * (ags. ' r si avrebbe secondo ' il LidAk. 18 sgg. astuzia * vrincle ' grinza a. * renken garsi ' drehend bin. gr. Geldner. rame rientra qui e significa propriamente il rosso fcfr. lento. Sprachv. * rilassato. ' wrencan * * tort.. Ma Lid6n riconosce obe derivati di questa radioe si distingaono da qaelli di *qel' (lat. Ved. foifnica Solmsen.' ' [47] O. Wartink. a. idg. ' 140^: vrjdna-m 'recinto. rehgti-s pie- (ZupiTZA KZ. ^^ifioftm mi aggiro ' ^o/ufiog ' * trottola ags. irl. daihdlenta. ScHEADEE Forsch. fris.'prendere. si. scioglie lenta. Per il lat. horo ' ' fango ' ecc. 303 e 307)? (altrimenti di *malv-) Uhlenbeck PBB. '- (Kluge Wb. t. HamleUtjetch. i.) da una radice *q«r-. hredfUi retten id. mo*rb ant. a. 48 sg. (fiVQfii^^ ' per assimilazione) ant. territorio * vrajd-s ' siepe ecc. 186 . [Nota aggiunta snlle bosu]. oltre ai suddetti. abhi-vlaui/d-s 'rete' abhi-vlaij. *gor-qo-) kUbiftk-m pecoato lo stoaso (ant. ' * Si. v. cere wrenc ' raggiro. Urij. acchiap- pare' fcfr. t. * forniicaio * (per metatesi : vamrd-s vamri ' formica da ^varrn-) gr. / == idg.

ufar) e lo pren" dono per una forma alterata Invece tra di * di *upara- superiore '. — Pu- * Alcuni vocaboli che altri cita fra gli esempi di i^= idg. v. es.lU SECTION LINGUISTIQUE ^ [48] etimologie sbagliate o poco verisimili. r sono idg. e messo in relazione con ramndti ' ' e col lit. ant. stati gi& da noi ricordati fra quelli di ferma. alcnni : Eicordiamone der obere klei- dpala ^ tradotto dal BOthlingk ' composto upala-prakdn. ' ^ io credo che upala-s significasse dapprima il pie- '. for. po- steriore da upa ' sotto ' (idg. 220. e che senso particolare di '. I Cosi Idnchana-m. ' ma significa ' inferiore .con updri 'sopra* nere Miihlstein ' ed ' il '. (gr. s-uper.'largo' e da khdla-s 'aia'. got. vjrtQy lat. cremdre e col kdrsztas 'ardente'. Esiste bensi un aggettivo upara-. remti ' appoggiare.e spiegato Essi den obern Miihlstein anlugend dal Grassmann dnnque mettono in relazione upala. Z. ne e cosi palpabile XVI 246. pill In ogni caso e prudente dire che la vera etimologia di itpala-s ci upala sfugge. ' ubikhala-m moitaio ' (uliikhalaka-m * piccolo m. fiammante ') col lat. connessione di kalmali—? ' " splendore ' (onde ardente. ') urit.) e spieweiten StampFboden habend Ma e una pura e come tale egli la da. non e da lui da dover essere senz'altro riconosciuta per vera. potrebbe credersi composto da *vlu— = '. -ro. il La kalmallkinlit. leldydti leldyd. accennata dal Bezzenberger. I. BB. irl. soste- nere ' dal ' Wackeunagel. specifica di quel significato generico. consolida Z= p. 4 .oppure -lo-). che abbiamo connesso con laksati. secondo garsi ipotesi ' Grassmann (s. pietra preziosa non sia macina come quello che una determinazione ' '. * apo) per mezzo del suffisso -ro- (= idg. dimostrata. e deriva Ai. Gr.

st^g. si pliamento in *pl-eu- pluvate ' nuota. Slaven (asl. Ora se ' come acntamente o83erv6 fe Skutsch BB. Se questa mia di piu ipotesi e vera. . pipor). isl. co^re n. e a ERsrsc'aMUt^ « Die indische Bezeichnung des Pfeffers » dic« il Einl.> [49] G. palpfdai/ati lava e pdlpfdana-m lisciva sareb' * ' ma * bero (^VACKEENAGEL questo. col gr. d. fuoco * e vuol dire purificato per il mezzo del fuoco conic hi pu6 conciliare delle suo primitive significato con quello in voci indiane? lo piuttosto incline a vedere dalla radice *pel' palpTil- una tbrmazione '. xxi. die poi la trasmise alle altre lingue dogermaniche ario. Wh. in d. si ha un ambagna ecc. /. fluire. jzXeo} *navigo' lat. zu den plprii). . irl. 1874. d' Europa. tt^jteqi del pepe '.'. piper} selbst. animet^sa dal Lrumann. htrer id. Ci6 e assolutamento II -nome pepe entr6 nella in- lingua greca. jrOg '. Jahrhunderte spUter. 99. lavo * gr. luanam ' ecc. ic^cpi)* ^^"^ dieeen zu den R^^mem (lat. 88.. und. ritenuto dal Wackernaobl At. Germaneu (ags. 21 * pippali bezw. pair ant. noi avremmo un esempio / da aggiungere pippala-m ' alia lista di quelli di ' idg. ^pipparl. bacca e considerate dal ' Wackerna* gel 1. c. sn den Qtri^gewandert (gr. alia ' sua volta connesso col gr.}. pip\rai) ». und Litanern (lit. pluo ant. Gesch.) paicnti del lo lat. tra tdlnla^s vasellaio e caru^^ bacino ' * * (ant. * per importazione dal dell' La ' pianta del pepe e originaria mondo India. lavare di quella radice ciofe di cui (ai. Spr. nuo- tare. ' Gr. ist mit dem Gewurz chen etwa im IV vorchristlichen Jahrhnndert. c. (lauvfilika- nome di un popolo menzionato in Malulbh. hverr ags. pfirus. gr. * Et. por* 220 come fornialmente identico a dauv^rikd-n ': tiere anche questa e una semplice congettura. CIABDI-DUPRfe 175 ramente ipotetica ^ la relazione. cimbr. 1. I 2. irl. come ' urverwandt t'also.

174 crede Xaxxoc. t. gozzo ' a. come d' altra parte non possiamo affermare il contrario per le forme indiane con r. In casi siffatti due tipi indiani rispondano rispettivamente i ai due tipi indogermanici. ' est gr. yili-.f ' casi in questione. Vi sono infine dei casi gia nel tempo indor e germanico si avevano forme con forme con / le non siamo autorizzati a dire che / indiano siasi svolto da r indogermanico. inghiottimento ecc. id. E possibile tanto r mia quanto 1' altra cosa. 1. I* sg. quercha qver'.) 'trangugia' deXsaQ dsAevQov dsAog 'esca' eol. ' inghiottimento ' ecc.{j. ^ greco lo tolse in prestito da uno in cni di questi ultinii. XXIII. voro ant. si. 39) gilati ' inghiotte ' ' gilana—w. fitftgojOKCo isl. uap?.yrf. Hra„ inghiotto 326 Cfr. chala * kuerk gola. gerti \ bare ant. — gr. divoro. cioe per via del rotacisrao. Ma questo argomento non ha valore. Indiscke Alter thumskunde. 0'3. ' 15. guaggi D' altra parte si noti che il nome persiano I del pepe in r nel- (pUpil) ^ d'importazione indiana posteriore al passaggio di 1' iranico. al pari di puJpoXXo?. ant. ' ' pasto lat.pippali nei dialetti che serbarono inalterato il suono / /. ma e anche possibile che i une accanto alle altre. e la lettera- tura ivi citata. lit.176 SECTION LINGUISTIQUE [50] quanto pare precisamente del Malabar. gelim ' divoro.££L navamvEi fih'jQ (Hes. e II *pippara~ *pippari in quelli che mutavano in r. Lassen. 1 I . esistendo anche nell' India linrotacistici. ' : irl. Qiiesto nome (forse originario di qnalche dialetto dravidico parlato in quella contrada?) avra suonato pippala.y. ' consume consumo ' ' ro-gelt " depastus ' ' fiogd a. * II Franke BB. il la paiola ^tiper importata dalia forse per la Persia. ' : girdti girati inghiotte ' ga- rana-m id. Ecco gdlati (t)hat. ^ ed e quindi verisimile che di la derivi anche il suo noma. medesima ra^one per cni credeva cio Lassen c.

sved. stride' {dr. 6 dunque chiaro ohe da esempt di queeto . il got. 60. a. secondo il Benfey ' ' ' Die ' Hymnen ' des Samaveda ') gloss. 786). * : quanto al suono cfi*. ' ' guasto. guasta. hano ted. t. parla jdlpa-s jalpana-m dimormorio sarebbero. a. buco ropi-x dolore straziante ' : — ' lupti ' sgusciare. cimbr.. ' t. garrio (quindi irl. pr. si. anche al stri- gr. a. parlare '. yiiQvg voce ' ' ant. lit. CUBDI-DUPBfc 177 baWaln-karot i bara * ' heilheitii' Balbiithd-s (n. gatrr nitrire. deriverebbe *ger ' Grundr. kallon id. massiccio': sthuruant. can't ' ant. a. danno ' ' loptra-m * ' preda ' ' : nipyati * ha * ropa-m lit. gaidys gallo isl. p. a. rumpf/ ant.d' iigual significato o simile gallus propriamente hana irl. garm dere ' * clamor I" cherran gavsas ' gridare. gridio ' e al lat. * : 'cantare'] m. /iaQfiagog strabivbti ' (cioe *.anzich^ a ^ger-p-.): bar(n. ' gridante ' o ' il ' ciintiinte ' [cfr. ga*r ' grido * ' n. t.'grosso. Hahn e il gallo ' : lat. e nulla ci vieta di riportare jdlpati a ^gel-p. jar any A 'gridante ad alta voce* jard strepito. atiini a jdrate cigola. tra radice *gel. pr. ' parlante in niodo inintelli^ibile *^ lit. sacclieggia * lopor-s lopa- na-m dolori eoc. '.[61] G. kaiia a. cimbr. ' saldo stfirs ' — OTdAog ostinato jdlpati ' ' colonna grosso ' lett.) balbettante ' Bxbu-s Brbtid-ukthor-g (sopran* nonie d'lndra) niero ' — * lat. gaicl 'chiamare' ant. lit. rtofan rompe re ' '. bulbus balbitiio: gr. scorso * jaljA-s ' mormora. In qiiesta ipotesi jdlpati dalla forma ampliata *ger-p- deUa radice far rual- more. Ma il accanto a questa esisteva un' (lat. forte. geddti canim io canto '. J^ruomann. I'oro. ant. sussurrare lumpati rompe. sthffla. scorticare ' lat. glasu 'suono' glagolati 'parlare. stfir ' spesso. I'iufa ags. isl.

Inf'atti nelF enumerare gli esempi delle es. in indiano con- certe condizioni. Per riepilogare quanto parte in e detto fin qui. cards ' . di idg. laddove secondi superano poco la ventina.) e quelli in cui alterazioni dialettali laguda-s Ad ogni mode. Concediamo pure clie degli esenipi die figurano nella cei*ti : prima i lista alcuni siano in- abbiamo gia notato di casi di il dubbia etimologia vocabolo sanscrito {lakurja—s (come apasalavi e sospetto ecc). / abbiamo spesso trovato /•• forme con r irati ' parallele a quelle con ricordiamo cdi^aka-s ' p. passaggio di I I in r. I e quello r rimane sempre enorme. accanto accanto ad llnti '' egli va ' ' . la sproporzione dei casi il numero idg. dei casi di idg. rdmbate accanto a lambate lam* . die primi non sono di meno di 130. r. dore * niaccliia* cliiaro ' rocate splende* rocaslokati ' ' splen- rocand' .178 SECTION LINGUISTIQUE si [52] genere non modo in cui 1' pu6 trarre alcuna conclusioiie circa il indiano rispecchia le due liquide orisi ginarie. se I I da una numeriamo gli esempi di idg. ecc. distinzione tra le due liquide primitive. esploratore a kaldyaii /<^6/«a<e ' osserva rdbhati r^dbhate accanto a Idbhati prende. / ai . atferra'. Cost serv6. ' accanto a ' guarda locana' chiaro ' vdrati vdrate avvolge accanto a vdlati ' si volge ecc. siccome questi esempi dubbi non rappresentano fra di / che una minoranza / . ' riprd-m ' ' lordura ' accanto ' a limpdti' tinge. D' altra parte non pu6 mettersi in dubbio che iiel- r indiano avvenisse. Z da noi passati troviamo i rassegna e i dall' altra quelli di idg. — Vi sono degli esempi di r idg. bati ' pende ' riptd- ' tin to . e quindi non e provato die la 1' pu6 essere casuale. il naturalmente in altre condizioni.

pracna^s * cesta. solco il hi'. cosl che bastera ricordarne * alcuni : arfffui-s ' * valore alg^ ' . ' linquo got. lascia libero* '' (arm. ' otu-leku (gr. salba id. CLARDI-DUPEfe 179 * quail lion corrisponde alcuna tbrma parallela con /. . hdri. grasso* got. zCiUa-s ant. ' reXoav solco che segna confine kariiarcir-s tazza ^r. Questi esempt uono parecclii e ben conosciuti. salUm ' ungere ags. a. iiiazzetto kfircak(i-$ * ciuffo. * pennello ' flat. calpar). 5Xo^ ion. ' Ci6 non significa gi& che fomie con I in queuti casi non siano esistite. rete * jrAouog jrAoKa/nog treccia di capelli ' lat. lailoun ingiuriavano lit. burro. Ik^anem ican a. * leih' si. Asmcj id. flahta * treccia di capelli * * a.haritirl. geolo si. completo. kfirc^f-s * * ciuflb. Dei si indiani die da essa poi svolsero. lihan prestare sarpis' lit. alcuni le conservarono senipre distinte. a. ' ara. sarvaintero * ' intero. * lat. ingiurio*). t. per Hemplice case.<<Ui 'j. le ma vuol dire soltanto che i docnmenti a noi pervenuti non oe hanno. Veh ' * io ' abbaio * lat. culcitn). fjeh giallo * lit. solca * ' (gr. flehtan * intrecciare *) rdyati ' ' abbaia alb. mercede * * *). lati\> h1. t. I'ulvo. ovXo^ ' ' lat. Kdxjrtj. plecto im- plico explicO got.harimi. ' gel 'bianco* ags. pregio * fgr. t. lojit abbaio ant. t. helvos holus ant. seal/ unguento ' ' a. innakti 'lascia. / non pu6 La lingua proto- aria dovette possedere ambedue dialetti le liquide ereditate dal- r indogerniaiiico.] 'olio. gialliccio (flat. ttIeko intesso. intreccio ' jrAsKzij ' iiine. ' ' residue *). Hkti lasciare ' ant. urna* * lat. a. a. ' brocca. .' [53] G.ovEUQ [Hes.' ' ^^Miov. tutto salvus)y (gr. spazzola. Questo diverso trattamento del primitive spiegarsi che per diversita di dialetti. sego srprd- grasso * i?^OQ. ' intreccio (gr. laja^ 'abbaio. lascio ' ' gr. acquistare ' lit. got. a. conservate. dAipElv kar-ffi ' meritaie. zelenn ' verde ').

il il vedico e un dialetto dell' India occi- sanscrito dell' India orientale. Pischel GGA. 0. I. pag. Oluenbbro Die Religion des Veda pag. Sicche. Che il in quel gruppo di dialetti al il quale appartiene I vedico fosse normale passaggio di in r. e non ho bisogno ci di tornarci sopra. sione di riferire di / i Ho avuto gia occasulla frequenza calcoli del Whitney nei vari periodi della letteratura indiana. dialetto domandiamo come mai anche * Cfr. 512. 1891 pag. Gr. . 1. xxi. ma pub dirsi coincidano grosso con quelli che separano e letteratura vedica dominio della lingua lettera- da quello della lingua e tura sanscrita propriamente detta. Wackernagel Ai. 1884 R. I limiti si geografici di questi due gruppi non possono nettaall' in- mente traeciare. 982 sg. Invece e opportune che nel vedico. 73 e GGA. classica si mentre nella la letteratura epica e svolse presso le genti die abitavano le parti ossia orientali dell' India. si scorge dal fatto che in esso le forme con r sono di gran lunga piu numerose che nel sanscrito. Sicche dentale. Franke BB. ^ infatti dell' generallet- mente ammesso cbe in luoghi diversi. 976 sg.. ri- guardo guaggi al trattamento di si tutti i linguaggi ari delin r India antica possono dividere due gruppi: lin- rotacistici e linguaggi non clie il rotacistici. regione bagnata dal Gange. cronologicamente di- Quella parte del popolo indiano che cre6 la poesia vedica dimorava nel Panjab e nel bacino dell' Indo. xvn. pag. e (jotesti due rami antica teratura indiana fiorirono non solo in tempi ma an che lin- che le corrispondenti forme di fasi * guaggio rispondono a due verse di due distinti dialetti..180 altri SECTION LINGUISTIQUE invece le [54] confusero mutando I. / in r.

razioni secoli. ClARDI-DLTItK 181 etninenteinente delle rotacistico. 62. molto ' ' accanto a puru' class. /. vu. i che esso ci mepresenta. potendo darsi che alia creazione di essa abbiano contribuito. nel sanscrito for- me con AdM dtt r. puru-) J viu^laGr. 18. e questi rap- porti avranno esercitato un* azione anche Piu facile 6 la ordine linguistico. — Tom* III . 17. 75. — Lasciando Wackerle NAGEL. D' altra parte all' pu6 e deve anche pensare infiltrazione di elementi deri- vanti da dialetti parlati in altre regioni. cio6 del trovarsi. benche in minima parte. essa non pu6 non parlavano dialetti subire 1' influsso della lingua viva del paese si in cui si viene ad essere adoperata. dalla meuzione del nel come si pu6 del resto argomentare Gauge e della Yamuna che occorre nell' RV (v. L' India ve- dica dovette mantenere rapporti colle parti piu orientali del continente. compaiano non die il di tbrme con — Si ' rado noti / vedico non «olo questo possiede del vocaboli con scrito. soltanto mu^rd-jf e pochissimi altri 216j. 6).. I il mescolato accanto a muprd(ct'r. Ora si sa bene che dovunque esiste una lingua consacrata all' uso letterario (e tale era appunto il vedico.^"'* FarU«) si . Anche C9mgrt» qui XIP^ dM potrebbe pensare alia parte li Ori*nt9li*Us. due la sono da In primo luogo non e necesdella sario credere limiti geografici letteratura vedica coincidessero rigorosamente con quelli del rotacismo. da pai'te alte- che testo vedico ha subito nel corso dei ma alle quali sarebbe errore I'attribuire sColanza riflessioni di forme che dialettali f'arsi.[66] G. abbastanza spesso. Ai. spiegazione del fenomeno invereo. clie si ritrovano poi nel sanin piii ma ne possiede anche Uiluni die non ricorrono: pnlusol tan to (class. x. regioni in cui si non rotacistici. 19.

404). " come fa il Senakt. il passag- gio di r in un fatto sporadico nel pali e nel maharajstrl. specialmente i che ebbero un uso letterario. viii.182 SECTION LINGUISTIQUE [56] die avrebbero preso alio svolgimento della letteratnra classica terrifcori in cui si parlavano dialetti rotacistici. nella tradizione di quelle voci ' letteraria e religiosa si arricchirono dotte ' che oggi il glottologo riesce a discernere da quelle di tradizione i popolare . il secondo 'tatsama'. dovette. talora serbandole nella lor forma genuina. e normale invece nel magadhi delle iscriesso e * lo son ben lontano con ci6 dal ritenere. p. ' elaboree dans un milieu restreint et exclusif. che coli si svulse parecclii se- dopo. il processo fonetico. est une langue scolastique. 8. che il sanscrito sia una lingua ' materiellement fondee sur la langue ve' dique niei:e {Joum. cosi e da credere che ^ san- scrito della letteratura epica e classica abbia sentito pruti. e come neir India medesima quelli dialetti pracritici. Come nel mondo occidentale le lingue ro- manze. Ma specialmente convien riflettere che v' la letteratura vedica. quelle voci che nel i grammatici chiamano nel primo caso ' tadbhava'. si per ci6 che spetta alle non arrest6 qui. il Asiat. anche nel- I'ordine del linguaggio. al contatto col latino che continuava a vivere . esercitare un' influenza notevole sulla letteratura SL^anscrita. xvn e in GGA. 1891. e poi iiioderni. piu o meno / di frequente : secondo i dialetti. e dall' aifermare che il par la ma- dont s'est constitue et fixe. 335). Nel medio-indiano avviene. i citati ax'ticoli . r influsso del sacro idioma della Ma liquide. tolsero dal sanscrito. nee. la quale racchiudeva quanto era di piu sacro e venerando per 11 popolo indiano. talora leggermente modificandole. II sanscrito cfr. p. (ivi ha per fondamento una forma di linguaggio vivo: del Fbanke in BB.

[Si noti del Fischel non era ancora uacita qnando io scriveva Gramm. ' Bradke ZDMG. proto-ario. the modem queste linee]. P. cio^ V ulteriore confusione di le con r anche nei casi in cui antico indiano serbava distinte certi linguaggi due liqnide. e le trasmette aU'indiano. CIARDI-DUPEfc 188 zioni di A9oka. = idg. c. Cfr. fin ma '^ risalgono a tipi di linguaggio che esistevano da antico accanto a quelli e indipendentemente da quelli. . ' Questi dialetti non rappresentano una cornizione o uno svolgimento del sanscrito o del vedico. ossia indo-iranico. P. <)77 sgg. al secondo spetta quelle del sanscrito. r ta nto nel vedico quanto nel sanscrito. II la storia delle quide nelT indiano. / I che che oc- corrono in questo. e le conserva di dia- Un gruppo deir India muta / in ?-. « Cfr.t67] G. xl. 657-690. /. In eta posteriore alia separazione dei dialetti ' che conservarono il 1' le due In altri dialetti serabi*a invece che avvenisse / contrario. Brapke 1. Beambs. Al prime gruppo appartiene substrato principale del linguaggio vedico. 260 ag. eredita daH'indogermanico le liquide distinte. V. L' analisi linguistica ha messo in luce non po1' chi fatti che dimostrano testi influenza esercitata da codell' dialetti : sulla lingua antica letteratura In- diana ^ come un la fatto di questo di genere potr^ dunque / spiegarsi presenza forme con idg. V. In conclusione ecco in qual ter tracciare. e la letteratara ivi oiUUi. A eomparaHvt gram" mar of che la nryan language of India I 247 sg. si i possono spiegare per via di condialettali e per Tinflusso taminazioni tra dei due gruppi Veda sulla letteratura sanscrita. mentre un altro serba la il distinzione primitiva. modo io credo di poli- approssimativamente. letti r. Le forme con I occorrono in quelle e le forme con r — idg. Qnesta confasione h preenppoeta da dell' moderni India: cfr.

' got. alcuni dialetti popolari cui il pali e i j'appresentano uno svolgimento seriore). ' dAq)£lv meritare. gllsco). ' lungo paravo (gr. /. come ho avvertito fin da principiO. gelo 'giallo'). ma non postepriicriti riore alia composizione delle parti piu antiche del Rig- veda. helvos a. Eccone ' al- cuni : ar^jaf ' ' merita. " flutto. laggs ant. ' var^mi-^ flutto (alb. dAog Mntero' ecc). lavxnos ' stelle ecc). il quale il suo alfabeto non ha alcun segno. zrayah— ' mare ' ' (lat. e del una cognizione piu estesa. E poi suo rotacismo e direttamente attestato dai numerosi vocaboli in cui esso risponde con r ' all' idg. se- L'alfabeto cuneiforme persiano possiede invece un I . '' ags. jroAvg molto ' ' nXfjdco ' ' sono pieno. dar^ga— si. Ora passiamo a dire qnalcosa intorno alle lingue iraniche. a. cambiarono r in /.evudg ' bianco hi ceo Ifix ' pruss. rispetto alle quali. possediamo per il die rispetto all'indiano. ' onda. mi riemvaVs ' eccj. molti ' pd^rutds pie- nezza pio ' ' 'gr. sravah' parola. snello ' ' fretta ' rdvU ' snelle Tgr. giacche dell'iranico antico co- nosciamo due I soli dialetti. iAacpgog ' ' 8/. ci troviamo in una condizione meno fortunata moderni abbiamo bensi ancora troppo imperfetta. cioe I'avestico e tacistici.t. e degno ' (gr. raoca' illumina raoxma' ' lucente ' (gr. ^. antico persiano sOno roil L'avestico igiiora del tutto suono I. r penetrarono nel vedico e nel sanscrito. tutto' (gr. * zaWi- aureo. dlvgv). ' giallo (lat. * ebullizione ye'ti ]a. ha^rva- intero. doAi/og lat.184 SECTION LINGUISTIQUE [58] liquide da qiielli clie mntarono (di / in r. * rinomanza oro ' ecc). ma due antichi linguaggi iranici di cui 1' documenti. zaranim t. wielm irylm ' ribollimento ' ecc). rdnja'ti 'si afagile. preghiera ' (gr.a/vg ii?xog leggiero ecc). e da essi i vocaboli con / idg. longus " acquistare ecc).

data la scaraita dei testi a noi giunti. A questi esenip! ricavati direttamente dai si testi persiani ' pu6 aggiungere spara'. Si pensi nso delle lingue modeme noti di tradnrre quei nomi stranien (per lo piu geografici) che appart«ngono al patri- monio della coltura generate. tavola. Diglfit) Nadi^tabaira!* tabel.'intero. ripido (- ant. si.OC. sopra i. ma qiiesto segno.) ii\. * scudo * (ai*. ma ba- stano per dimostrare die rotacistico : il persiano era un linguaggio * darya- ' lungo * (v. 6 quindi ebbero tempo di alterarsi e adattarsi alle condizioni della lingua in cui erano entrati.). parvlots ' ' molto ' rauca^ ' giorno * (a v. quelli meno o entrati p. tutto* ecc. document a noi perveniiti.) : babil. zuru^-karapa'zulnus ' operante rag* ingannatore (lit. Gli esempi di r idg. CIAEDI-DUPBfe lb6 ^lo particolare per il suono /.). drayahyA ' * in mare' giri. (id. luce ' ecc).(69] G. se non ngnale. raocah arm. ziilti 'cattivo'. Babuhi^ Ora Tavestico e I'antico persiano non rappresentano die una parte ' La diversity di trattamentu del / in qnesti vocaholi e nei doe sopra citati {Duhnla'\ Haldiia-) deve spiegarsi nei modo segaente. tavola phUaka-m nella ' asse. (id. haruva. come h Dnbala'*^ naturale. Noi Italiani sogliamo dire .). non ricorre clie in un i nei sol passo della grande iscrizione di Dario. GH altri invece erano sentiti veramenta come vo- caboli strauieri e come tali nerbavano ana forma simile a quella oriall' ginaria. straniere : in due parole ncme d' un paese della Babilonide. s' da Esichio r glossa Anche per in alcune parole d'origine straniera / : incontra Arbairfiyd (loc. Bfibiru-^ babil.j: babil. obliquo. Nidin- Bdbiruviya^ : babil. TigrOvi (acc. scudo') ojraQafiaQai' oi conservatoci )'£QQO(p6goi. : ArbaHtu . 6/. Gli uni dovettero ensere accolti in etk molto antica nei lessico iranico. / sonu poco numerosi. nome d' un personaggio armeuo. ma non tanto da poco tempo nella storia. € Halditahyfi (gen.ha''rva- gr. phdla-m asse. mI••.

la Saale.). ora (gr. ' locana— (lat. bal.). ma Halle. nello stato presente delle nostie cognizioDi. runag ?. due linguaggi della cui insi dagine scientifica Geiger.:o<. lana afgh. lunati lunoti ' ' miete. mar'ta' ' uorno. dAso) ' '). ros (dial.). e reso specialmente benenierito rotacistici. giorno (ai. jtoptdc* Sv6pcD. rvaj lat. ' il appaiono manifestamente macino. ' phdla-s ' id. rayl " egli grida latrare ecc). ' spaltan fendere ecc). ' afgh. alb. ai. ') ovAog [^= *foAvog] " ricciuto lat. e iiieno che mai ad afiferniare che risalga a un' eta proto-iranica. bal. quaglia gr. ' nord) roc (dial. Jim: e a analogamente ecc. 1 1 . a. Vediamo allora che cosa ci dicono in proposito le lingue neo-iraniche. varal ' lana varlna lanoso ' varan * * avente lunghi peli Idna hi. e possibile fondare sopra di esse qualche solida deduzione. sudj afgh. stritolo vilkas Ecco in farina '^ prova di ci6 alcuni esempi: bal. mdrtafif»T»iS gr. freddo ' afgh. ' coglie gr. (ai. astraendo dai Hatishona. vdrtikd gr.' 186 SECTION LINGUISTIQUE [60] deirantico iranico: quindi la loro testimonianza non autorizza a concludere che teristica il ci rotacismo sia una carat- generale delle lingue iraniche. si. i il Meno. Nell'afghano. se pure. Francoforte.. ribollimento ' ecc). gvarm ' ' incendio bal. loielm * nl'k ' lit. vuf ' egli port6 ' (= np. lit. ecc). ' ondeggiamento.r)iiov ' niietere (ai. chiaro lux ecc). sard (lit. Hes. ' (gr. la il Danubio. ' id. rappresenta un suono che e lo svolgimento di ' r -h den tale: mar morto ' (= av. burd w^pw ecc. t. vUna blush ant. gvark ' lupo ' {gr. sara in- verno szdlias ' freddo ' ecc). ' mortale '. a. bal. id. vraza pulce ' (gr. afgh. nvaraz id. Florem. Mailand ma Livomo.. \pv?JM blucha id. ' spara ' ' vomere ' (ai.) ecc. sor bal. Parma * Col segno f cfr. ' messe ' ' ecc). ' AvKog (ags. art afgh. si Tedeschi dicono R-m. Weimar. II baluci e V afghano.

-phil.ecc). XIX. Phil. ' ' braccio ' ' cokhvi) lat. Ecco alcuni esempi (gr. 1) pagg. r aU'originario ma non mancano dei di / casi in cui gli risponde con l. law phi. LmuU. zufr av. in determinate combinazioni tbneticlie ^nel svoltosi gruppo col da fr : juhl juhul id. spalian lab (lat.) piu di *).imog der ' lungo ' (gi*. rado dall'arabo es. d. ecc. ' t'endere ' ' ecc). filtrare xliv. sard 'freddo' [agg. CiBUJER LautUhre des BaluH (Estr. Afghini$chen (Estr.).). Gbiger Etym. Hubschmann ZDMG. si figlia / ' (av. 2) p.: [61] O. kaJk ' villaggio. NeJ baluci trova in parole tolte ' da '. szdlta^ id. mette a e tavdaj riscontro coi corrispondenti sindhi per confermare la sua tesi dell'ori* gine indiana del genuino afghano. dlrghd* ' Iniigo V.16*. parlare ' : cfr. t. mo. Iftr p. ard ' farina * dAeco ' macino ^. aAttes id. duhitdr. lois Muce' lat. ulna ' ecc. Iftx ecc). per lo piu dal persiano {gvadil gare. 19-20.). a. dug^dn ai. robah volpe (arm.). u. CIABDI-DUPBK il 187 / vocaboli d'origine straniera. xxiii. consnmare stola * : codardo pnUiyag Hag ' ' lasciare '. \V. dalle Abh. da unire pers. I sono bro ' labbro [paz.] a. k. dar'f/a(av. lap] lafca liitan fplil. (p. Gli esempi di ' idg. Wisn. es. ecc). altre lingue. s^'pAr ' ' vomere * (ai. pahli co cfr. dalle .. : flit. Incerti sono lau ' * raccolta ' dire. passato in r aran (g. 130-133). 664 sgg.'** ' profondo '. phila-s / id. xx. « Akad. jafra Anclie il neo-persiano risponde quasi sempre con Z. roz 'giorno' (arm. Cfr. d. l(t)»tan ltistan\ lec- ' Come prestiti dall' indiano saranno da considerare.' siiono rappresenta una dd(^ dentale ori^inaria: ai. almeno nella il massima parte. consideraudoli come parte del patrimonio lessicale indigene. iQrya ' 'dilazione' (av. colare. Cl. las dieci * da$a ai. b. ' fre' '. 32 e 45. casale oppure hi n.. ').). giosso lab' labium ecc). . malay '. garg lupo (gr. ' do/uxog ecc). quei vocaboli cbe Trimfp (ZDMCt. d. W.

/>iovrdj. jte^.o) 'versor' ecc). (ai. calldan 'andare' (ai. Per quelle idg. t. gomitolo' ecc). xxxii. 263.). grillo ' jhillikd jhilti Contro questa etimologie di kuldh e koltdan Pers. (gr. . lutum danzare saltare laikan ' ' ags. id. I? Ci troviamo di fronte clie ci d' si ecc. mantello (ted. Stud. generalmente. . a. a.). fer.s-a/ coscia ' (gr. e che crediamo parziale aver risolto ammettendo la /. kdtioan scavare id. cavo '). hohl " : cfr. ousAog I Abbiamo in qiiesti casi la / oontinuazione del primitivo. . 2.) risalirebbe medesimo problema conservazione di prcsentava per 1' in- diano. t. ' Xvdgov ' lordnra. lista anche seguenti ' kuldh berretto hulla ' velo. t. poiche gli studi granimaticali ed etimologici intorno a questa lingua non sono approfonditi si cosi come il quelli relativi all' indiano. Per idg. P. ' lingo ecc). d. maccbia lat. natiche [propriamente rotondita a. >l£//w /. * id. il quale alia sua volta (come in aran a un idg. gHiila ' ' '). galfi ' guhl " gola ' gula a. indogermanica.t/na ' lat. ' kela palla '] (gr.). anche ammessane pu6 precisare il 1' origine si valore della liquida originaria per mancanza di corrispondenti esempi europei o armeni. 55 aggiunge a questa (a. oppure un svoltosi da un anteriore drd al r. vuoto. ' I. {got. calvzis). del Per il persiano bisogna contentarsi giungere soltaiito a un certo grado di probabilita nelle conclusioni. che questi lascia incerto se trat- d' imprestito dall' indiano o di voci onomatopeiche sorte qua e la si indipendentemente.^ curvo (gr. nhidan ' ' imbrattare ecc). E certo che un r mantiene. Utcan (lat. anche KZ. : iran.'' 188 SECTION LINGUISTIQUE ' [62] care (gr. 582 zalla zilla ' sg. kliuwa chliira 'palla. I bastano a dimodi r strar ci6 gli esempi sopra citati. correre in torn o ecc). tisi si dichiara Hubschmann Quanto a zalla zilla. non pu6 osservare che. uvXXog id. Idigyti a. ' rdexian saltare lit. Ph. inalterato nel caso di r --- neo-persiano. ' HouN i Gr. kal 'calvo' ' dti-kulvakul ' \oi^i^\xvq -kfilva-] ' affatto calvo ' ' lat. copertura " del capo. ' pag.).

e li^ttniy che a e tale dialetto spettino lab^ nlfixtan ecc: ma una pura supposizione. i seguenti ' : haram * io porto * (gr. purtam j^flhar * doraando sorella poxco *porcMco] a. (ai. * cimbr. Soltanto in certe combinazioDi fonetiche * * : ha /. il tenia di perfetto bitrd. . vurt guado lit szirdh cuore mvl vitio (ai. marz tratto ' (lat. fra quelli clie hanno concorso * ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' . ma Non rientrano. ecc. ' uccello si.. CIABDI-DL'PBfc 189 r 81 possono ricordare tp^QO ecc. t. es. ). non spiegbedi rebbero ard paese fine ' farina sard * treddo ' '. * ' '. t'ormare re?. ' margo si got. non corroborata da nessun argomento solido. e kalily kvldy [accanto a karnkar k'urokar] ' ' cornacchia ' (gr.. ara * t. duxtar ' ' figlia (arm. in cni il passaggio di si ' rz in non ' si verifica: altrimenti '. zar vecchio (gr. ecc.). zdr^dn 'col cuore' a. lit. tutti i P. a W. f/ilah lagnanza (av. p^%i^ guado hu-pdr'diri provveduta d' un buon guado a. V'e uva'). cioe da r/. j?t// ponte ''av. * aquila aro ' (gr.j..).). lit. rnm ' 'qiiiete* (got. Come esempl di questo / si citano invero fduh a. si yegcov ecc. (joi'^za'te 'si lamenta tuttavia qualche dialetto. orlM aquila ' ecc). \ kr'mi-f kinnfiU' ecc. * kirm ' ' verme \\iit. naturalmente. id. dil 'cuore' (a v. paese di con- ecc. t. 68. rimis ' rimti ' calmarsi * 'ar. corvus comix). fortkf'/n ecc. marka confine. soror ecc. erHis ant.. ^vyarijQ lit. il / persiano letterario. '). dgvio. in questa categoria -f~ i caai in coi la conservazione di r dentale pu6 spiegarsi per eatensioue analogica. luttr gr.). svdmr- lat.. rz p. Koga^ * corvo * lat. ecc. a. a. n/. e magari qualunque posizione. eryr got.(68] G.(e lo stesso dicasi di veibi la ooi ' rndice esce in r jiote rifotrpiarsi sul tenia di prt'gcnte Itar portare '. mrdvikfi vite. Bisognerebbe provare che si ha / da r anche nel caso di r originario. Nulla impedisce di suppoire che in qualavesse il che altro dialetto passaggio in di r in / anche in altre posizioni.

'j. ' felawa ' salots lice lat.). pugno ' kulaku JusTi Ktird. t. ruxs luce id. normale la conservazione del Alia medesima conclusione sembra portarci I'esame del curdo e deH'ossetico — i due linguaggi deU'estremo il occidente iranico piu scarso e — ma / qui materiale etimologico e il meno p. ant. Gramm. guadagnare ' ecc). flache Hand ' ' lett. e *zarta. a kurmik] 73). corre accanto a zar e certo che risale a si ammettere un suffisso coQuanto a zal vecchio che ri'. ' . ly'ti iv). a. }£qo>v ecc. liv 'labbro' ' labium ecc). * zampa (got. aAues di fronte a 1 . '. ma contiene (cfr. (lat. lepa lapk sl. che in una parte dei fosse dialetti rappresenta ti dal moderno persiano primitivo I. Alio stesso gio. (arm. ' gula ecc).190 SECTION LINGUISTIQUE si [64] aluh spiega facilmente da *ardu-fya. ' e dal- I'altra kdlmek [accanto id. sopra). ' farina '. Iftx ecc). zer ' ' oro fru. pag. lift Pott da pre- Jdsti pag. neo-persiano h una lingua elementi assai mescolata: in sostanza rappresenta lo svolgimenio del persiano degli Achemenidi. XXXVI. quanto con yur lupo ' indogermanico ' Nel curdo ' abbiamo da una parte ar gola '. connette col gr. Anche curdo e I'ossetico r V rispecchiauo tanto con /. riibas volpe' ^arm. ' d/. ' lungo qfir * (v. o. c. : KZ. denj lungo '.(HIibschmann 170). (lit. versare ' : Il kim 'verso' citato ' piovere ru.la cui esistenza nelzor. es.cpEtv ' meritare. se non pro- babile. II un tema r iranico e attestata dall'atgh. flary modo ' nell'ossetico: ary valore ' ' (gr. E dunque possibile. fariv ' alno (a. che 1. presuppongono una base c. diversa HubschmAnn 168). rjeru ' sicuro. I e rientra quindi tra gli esempi di improbabile r + dentale e per Ualay kulay non ' e una spiegazione simile (basta minciante per dentale). 74). gola (lat. '. lofa lapa zampa Justi ' ' .

. qiiUis voce pii6 esser connesso tanto col j9er peVriJ ' ' gr. la nostra sentenza secondo la quale il / Don deve considerarsi come una caratteristica gene- rale delle linguo arie. dan^ got. pen*. tra il Con ci6 tuttavia non e escluso cbo genere sembra rotacismo indiano e quelle iranico possa esistere storico. quanto col lat. or. il quale pu6 prendersi per tipo dei liuguaggi die mutano / in r. II curdo (dial. esser successo in come vedemmo rio indiano. yfjQvg ' voce ' ant.. irl. r ' si banno hit- RcarRissimi esenip! : curdo fer kaln cornaccbia e dial. per8. z/iM erba * (lat. ne pu6 tiirsi risalire a un periodo proto-indoiranico. glasft suono ecc. come nell' Iran Tavestico. nia piuttosto sembra avvalorare. Di * / idg. il Insomnia nelT iranico predomina rotacismo. il vedico.) p^/ 'ponte* [accanto a deve essere tolto da qualcbe dialetto persiano.. CIARDI-DUPRK ' 191 ecc.: [65] G. che stica. regione contigua all' Iran. stairrni ecc). L' una parte del territo- indagine adunque delle lingue iranicbe passaggio di in r non infirma. Si tratta senza dubbio di divergenze dialet* tali. a. e modernamente il baluci e Tafgbano. ma non mancano le indizt per supporre die in certi dialetti due liquide siano rimaste distinte fino da antico. gallus ant. »tffr. ' Aeljrcj lascio * Mid *treddo* ' fsost. banno la medesima caratteri- spettano alle regioni limitrote nir India vcdica si cosi die pu6 parlare d'una zona rotacistica abbrac- . si. ' f/n'r ' gndo ' ' ecc. lljtn Muggire (lit.gr. stab Stella* (ai. * zaza fv) n. tenomeno si ve- Neirindia invero abbiamo veduto che spetta alia occidentale. /ra gr. hohs) ecc. anzi uu' ipotesi di tal il un nesso acconcia a spiegare tatto della continuita geografica il dei territori indiani ed iranici in cui rifica.]. jtqo] oss.] KtUta* freddo ' |agg. L'oss. * (gr.

Giuseppe Ciaedi-Ddpre. in un' epoca nella quale la differenziazione delle varie lingue non era ancora progredita la come troviamo nei tempi il storici. non siano puramente congetturali. deir ambiente Ed. Insi cotesta diversity. Si pu6 supil porre che fen omen o del rotacismo abbia avuto gine in un determinato punto di quel territorio. possono fare che delle semplici ipotesi. come una particolarita dialettale. Quanto si poi alia maniera di spiegare questo nesso. Meyer Gesch. che in parte deve attribuire alia diflferenza d. TAfghanistan e una porzione notevolissima non ori- deirattuale regno di Persia. nella diversita di costumi che osserva fatti gli abitanti dell' Iran orientale e quelli del nord-ovest. fisico (cfr. Ovvero si pu6 ritenere che di fenomeno dipenda da mescolanza di linguaggi cioe. Altertums I 513. Una conferma ti-a ' di questa supposizione si potrebbe forse vedere si per ci6 che concerne la parte iranica. che il cambiamento di I in differente origine : r sia avvenuto di * in seguito all' adozione della lingua aria la da parte suono fiche /. e indi siasi diffuso sempre piu largamente. 517). inclusavi Tantica Perside. non potrebbe anche dipendere in qualche modo da una diversity del snbstrato etnico ? .192 SECTION LINOUISTIQUE [66] ciante da una parte il baciuo dell'Indo. e dalPaltra il Balucistan. un popolo cui ripugnava dell' pronunzia del Iran L'oscurita che avvolge le condizioni etnogra- pre-ariane India settentrionale e dell' non ci permette di formulare conclusioni che.

quali proven- gono tutti da popoli gia storici. < Non sappiamo qual . Infino questi segni sem- . alle Canarie. Neir aprile del 1893 Letourneau comiinicava alia Societa antropologica di Parigi alcune sue osservazioni sopra i segni alf'abetiformi incisi nelle pietre dei monu- menti megalitici della Francia e mostrava come molti di quel segni avessero somiglianze coi caratteri detti fenici . e coucludeva il suo discorso cosi : « Dei segni in- feriori sopra i megaliti e sopra le roccie dei paesi celtici nella Spagna. se ne trovano al- cuni che lianno una somiglianza innegabile con parecchie lettere degli alfabeti antichi piu noti e d' origine africana. valore reale ha potuto attri- buirsi in a questi caratteri ma sembra die noi siamo presenza d' un alt'abeto in via di formazionef antei riore agli alfabeti antichi piu conosciuti.INTORNO ALLE ORIGINI DELIA SCRITTUBA LINEARE. mal disposti in iscrizioni di o iso- qualche vulta impiegati come motivi ornamen- tazione. I caratteri alfabetiformi dei megaliti e delle roccie sono ancora rozzi. lati. in Africa.

pa. si. ve. cioe in epoca cor- rispondente ad un secondo periodo mediano o di transizione fra fine deir il paleolitico e il neolitico europeo. e sono stati adoperati fino air introdnzione dei metalli in Europa. lo. Otto Bulletins de la Societ4 d'Anthropologie de Paris. al sud est della Francia. analoghi a quelli trovati scolpiti sui dolmens. come sepolcri. Paris 1893. Lo un fatto studio e la esposizione di questa scoperta fatti dallo stesso scopritore sono assai importanti e rivelano degno della maggiore attenzione. 1 1 . » ^ Di cotesti segni alfabetiformi presi da dolmens della Francia. nientre e di gran liinga maggiore a quella attribuita ai caratteri detti fenici. mo. egei. ti. a Mas-d'-Azil. sa. Piette medesecondo una comparazione dei segni della gi'otta di Mas-d'-Azil coi caratteri cipriotti ed simo lo segnala. e piu sorprendente Ma nna scoperta piu curiosa faceva Piette in un' epoca an cor piu remota di quella dei dolmens e anteriore al neolitico. verso la epoca della Maddalena. secondo la divisione e preistorici francesi. ta. in una grotta da lui esplorata molti ciottoli colorati con perossido di ferro e con segni alfabetitormi. la nomenclatura dei tempi cioe.194 SECTION LINGUISTIQUE i ' [2] braDO indicare che costruttori dei nostri monumenti megalitici siano venuti da mezzodi e siano apparentati con le razze del uord d' Africa. perclie i dolmens hanno avuto origine nei tempi neolitici. gia in uso nel Mediterraneo prima della cosi detta : scoperta fenicia. e conclude « Dallo studio comparative risulta che nove segni grafici del Mas-d'-Azil sono identici coi caratteri del : sillabario cipriotto Ae. 1' antichita non e contrastata. scopriva.

Evans come micenei o egei Di fatti in naturalmente prefenici. nno studio importante ^ Evans aveva dimostrato 1' esistenza di una scrittura con caratteri lineari nel Mediterraneo. 106. con orientale quegli altri scoperti Mediterraneo da A. 538-48. Paris 18H7. si lia fondamento di pen* sare alle invasioni da occidente ad oriente banno porBcrittura in uso deir Asia tato in queste regioni. anteriore alia nota scrittura I'enicia o co- jiosciuta come fenicia. In L'Anthropologie. Ritrovando negli alt'abeti cipriotto ed egeo o nella Minore prima della guen-a troiana dei caratteri asiliani. prenentano pietre di delle Mas-d'-Azil. solo la scrittura nidimenil tale del Mas-d'-Azil e ^ stata. ' Primitive Pictogiaphs aud Prae-FhaeHicima Script jrom vol. ai tempi preistorici. ' Etudes d'ethnographif prrhisioriquf. la scrittura in nso nei paesi dei Pirinei. sulle quali ritorner6. fanno parte deir alfabeU) egeo. fig. d'-Azil. * Rechtrche» tur Vorifjint de VEgypU. Jjondon 189(J. Nagadu and Iiaka$. Infine molte anticlic iscrizioni del- r Asia Minore. specialmente caratteri eguali a quelli della Troade. Journal of Hellenic Studieu XIV. Lt» OaUUt colorih du Maih18B6 con atlante separate. e prima a Creta e poi in altre localita deir Egeo. . ( >re/«. pa- trimonio comune del littorale del Mediterraneo e delle rive deir Arcipelago. Ibimdkku Petric. London. per ora. in epoca anticliissima. (^fr. 195 segni di cui alcuni sono cipriotti. le ipotesi espresse da Piette intorno aH'origine dei segni alfabetiformi. Pag.[8] O. Alcuni de' segni trovati incisi su vasi di creta e raccolti da Morgan. » Lasciando f'uori. VII. BEIUil asiliari.' nel e si confrontano poi. 18i>4. importante e anche a mostrare come molti di siffatti segni siano recentemente rinvenuti nel neolitico egiziano.

1897. cioe ai segni alfabetiformi di od alia stessa e del Mas-d'-Azil dolmens europei. Op. Analoga convergenza si e evi- dente neH'alfabeto delle Canarie. fig. Difatti nelle piccole tavolette di avorio deil'Egitto preistorico. pag. dove si sono vedute stazioni preistoriche del suolo egiziano. con la cana- riense.. che e limit ato al Medi- terraneo. a Nagada. 167. e scoperta a Bakas. cit. ad Abydos. che libico. quelli dei '"* trovansi segni pert'ettamente di identici a dolmens e ad alcuni che Mas-d'-Azil. aU'Egitto preistorico o libico Libia. Journal ut. I i . quarta citta * Further discovries of Cretan and Aegean Script with Libyan and Proto-eyyptian Comparisons. 1897. 550-55. mostra anche la conseguenza della scrittura cretese ed col egea. compreso Sahara. o egitto-libica. come da lui e denominata. segni sono come iden- anche e tici facile di avvertire altri alia scrittura cretese. ritiene appunto piu Ma di noi possiamo estendere la si coniparazione quanto ha fatto Evans. Ma e neppur qui di si ferma Evans nella sua comparastirpe zione: convinto che gli Egiziani preistorici Ibssero Libii perci6 quella medesima che ha popolato il r Africa ad occidente dell'Egitto. Siflatti segni si trovano egualmente nella in certi tu- betti di terra o argilla. * XVII. protoegiziana con questa oggi riconosciuta nelle iscrizioni libiche nome di tifinagh. la quale coni- prende 1' alfabeto libico. egea e scoperti libica. a Kahun e altrove. Dk Morgan.' 196 SECTION LINGUISTIQUE [4] In altro scritto piu recente lo stesso ingegnoso autore ha diniostrato la convergenza della scrittura cre- tese ed egea con la egiziana preistorica neolitica.

216. iscrizioni di Mesa. Analoghe forme divamente in Italia. comparare questi segni con di quelli dei caratteri piu antichi. ed ho espresso nione che mi pareva essere forme di scrittura. univei*8ale nei Mediterraneo e altrove. e la memoria speciale fig. * Arii Cfr. la 47. Paris 1872. incisi sulla si vogliano comparare gli caratteri. Pag. 8ERGI 197 troiana. arcaici. trovera non dir6 somiglianza. da lui detti sigle e creduti puri segni di fabbrica. scrittura cipriotta ed Del resto contemporaDea alia trovasi egea quella sjiarsa nei segni di vasi ed altri oggetti di argilla nella Troade e in molte delle tante citta troiane. secondo la e la forma I'opi- composizione piu complessa. ma identita di forma. 18 dang Cancien monde. avra a confermare nei concetto che caratteri detti fenici non siano che una derivaziono fin di quei segni alfabetiformi apparsi * dall'epoca preistoSatcb salU Cfr. come Etruschi e quelli trovati misteriosa stela scoperta si ultimamente al i Poro romano. Vedere specialmente AetM du Xir^ Congrit Um OrUMmliMet. fenici. di scrittura appariscono piu tar- cio^ ' nella prima etii del t'erro. cipriotti. che sono piu remoti. ' Lbnormamt. 1898. come scrisse in i altro luogo ho mostrato. Torino. Gozzadini incisi tra- segni da lui trovati nei vasi di terra cotta del sepolcreto di Villanova e altrove nei liolo- gnese. per la somiglianza che hanno con la scrittura in seguito deno- minata fenicia e chiamata difatti.[5] 6. — Tom* III - (8^ Putto) . e Jtalici. e oosi ripetuti come ' nelle tavolette di avorio egiziane sopra noUite. monete se Cartagine ' e oosi via. Essai sur propagation de I'alphabtt ph/nicien le t«vole. Chi voglia. o i medesimamente. Ilios di Schliemann. di scrittura. lo ho raccolto e riunito cotesti segni.

10th Report of the Bureau of Ethnology. sono apparsi i Cosi mi pare che nelle regioni dove si segni alfabetiformi di cui ho parlato. Ma dei caratteri alfabetiformi bisogna ricercare si un' origine piu antica. Atti 1899 — — IssEL. e cosi da rendeiii piu polo che accett6 piu comunicabili : ciassun po- tatto trovato utile. si avvede subito che quivi sono rap- presentati strumenti. ' Makeuy. 1899 Iscrizioni scoperte Finalese. Atti cit. 1898. e ridurli di nuinero. di cui 1' origine e 1' epoca sono ignote. — Id. linguistica scienze incisa Uenova 1897 (Apennino Bull. forme di ascie primitive. dove spesso vedono invece fabetiformi. Ita- liano. Paletnol. naturali. le quali oggi appariscono ditierenti d'origine. Chi osserva bene. Id. Cfr. . e parmi sieno sufficiente indizio le iscrizioni rupestri della Liguria. nel Mediterraneo e nell'Europa occidentale. Picture -tvriting of the American Washington 1793. Le di incisioni preistoriche sulle roccie di Fontanalha. modified probale bilmente a suo modo forme della scrittura. Ne differenti sono iscrizioni * Cfr. non lecero che sistemare facili e il segni conosciuti e gia indicanti caratteri fonetici. mentre in altre iscrizioni sono rappresentati animali e uomini in vari atteggiamenti. la quale facilmente pub si intra- vedere nelle pittografie e nei in siniboli. ^ Ne diverso e il significato di si alcune iscrizioni di segni al- dei dolmens. Atti cit. la bella opera Indians.198 SECTION LINGUISTIQUE [6] rica in Africa. Rupe AW acquasanta nel ligure). BuHUNiLL. I Fenici. G. se iurono tenici colore cbe diffusero Talfai beto. come hanno nei ogni parte del * mondo e nei popoli anticbi e moderni primitivi. Soc. debbano ritrovare le origini pittografiche e simboliche. in differente disposizione mani e e piedi umani ed altre figure di significazione le sculture le ignota. utensili.

I'uso * dei segni di scritsi tura neirAtVica e nell'Europa. G. e cosi antico ehe gia forme determinate lineari. la cui epooa non e deterniinata ne lacilo a determinare. col passaggio air alfabeto tbnetico . vissero lino alia sistemazione definiva avvenuta nel Me- diterraneo. SER6I m Iia trovate 8opra roccie della Svizzera. pag. pag. 135 op. oltre banno le pittografiche fin dall'epoca doUa Maddalena. Vorhistorische Sculpturandruch in Canton iValiis (Schweiz). quando erano in uso i segni linear! della scrittura pref'enicia. cit. adoperati nello stesso tempo. XXI.. troppo nnmerosi da prin- cipio. sopray- e poi sinibolico. Archiv Anthrop.(7J G. Alcuni di questi segni. A. EvanH mostrato come anclie neU'epoca niicenea. . i se^^ni simbolici e pittografici non erano corapletamente eliminati. 91-45. XXIV. 375-77. clie probabilmente avevano carattere pittografico alcuni per6. vol. 279-l»4. f. Bauer. qnindi. pag. turono lentamente eliminati. e tormarono I'alfabeto da cui discesero tutti gli altri altabeti europei e alcuni asiatici. altri. ma invece erano £ antichissimo.. epoca cio6 anteriore al neo* litici). ' Cfr. Sergi. XV.

« .

— It is not possible in the present state of our knowledge to attempt to trace the origin of the Algic peoples. man}' tribes speaking dialects of this stock ranged from Newfoundland and Labrador on the north to the Savannah river on the south. for the purpose of the present paper to mention the chief tribes which are yet in existence.11. the vast region about Hudson's Bay. of course sharing the territory in most places with many other generally hostile races. Sen&pe and their Le- gends. In the teenth centnrv of this era. * For a general p. clasfliAcation. e. . It is necessary. see BriDton. however. . when the Algic racies were at the summit of their prosperity.' Beginning at The Crees or K^nishteno who occupy to-day nearly the same territory as they did the north these are : two hundred years ago. Chief extant tribes. g. In the middle north-west and west.THE INFLEXION OF THE SUBSTANTIVE IK THB ALGONQUIN LANGUAGES Comparatively little is now left of the once widely six- extended Algonquin family of languages.

It differs considerably from the Abenaki-Penobscot language which the Passamaquoddies do not understand. To avoid confusion in the present article the name « Algonquin » will always appear in quotation points when it refers to this * clan especially. " were former!}' so powerful These people and kindred clans were at one time the dominant race in what is now Pennsylvania. on the Delaware river. all of whom or. we find the Abenakis. are the [2] Ojibwes with » whom of Lac must be des classified the so-called « Algonquins deux Montagnes. . Passama-quodchies fMilicetes) and Micmacs. Me. Omamiicissis- niniwak and Olishioagamik. In eastern Quebec. at rate. Unamis and Unalakhiigos. 36 ff. The diflerences between Abenaki and Penobscot are chiefly language. pp. These Indians term themselves Otanak. of the Delaware nation or Lenni Lendpe whose three chief sub-tribes. Que. cit.. Abenakis and Penobscots speak practically the two scarcely diflerentiated dialects of the old Abenaki language preserved to us in Rale's famous Dictionnary (1689-1723). The same Penobscots.^ and the Montagnais of Labrador. ' now This tribe is called by the whiles by the name appropi'iate to the entire race. U. A. a few remnants. Nova Scotia and Newfoundland speak resides at Pierreville. op. The Passamaquoddy-Milicete idiom is still spoken by some eight hundred souls in Eastern Maine and New Brunswick. The nucleus of the former clan and most of the latter at Oldtown. and in Ontario. See Brinton.202 still SECTION LINGUISTIQUE in their ancient seats. the Minsis. There are also in Indian Territory. S. are linguistically very closely allied. any those of pronunciation. Maine and New Brunswick. The Micmacs of Eastern Quebec. New Jersey and Delaware. Que.

& R. I. that the was more thickly populated with in the Algonquin farthest ' tribes than the central west and that west we find practically only one represenQrammar) and WilLanguage of America ». R. — eastern atlantic coast The fact. and the Massachusetts and Narragansett peoples There can be little doubt that all tlie Algic idioms branched oft' at some ver>' remote period from one common central language. e. Blackfeet proper. L Historical . It is of course not possible to show that the tribes were all of purely Algic blood. in the far west. 1643 (reprinted Providence. Chiefly from the works of Eliot (Indian cf. the Peigans and the Bloods. so-called Irom the colour of their mocassins. demonstrates this beyond question. Society). observations of similar ramifications and emigrations of savage peoples elsewhere go to show that. are the Blackfeet. by the R. while the original nucleus of each tribe was probrelationship. the latter's « Key into the don. a great admixture of blood must have taken place. the Pequot« Mohicans) Conn. Finally. as the various nations developed their into contact strength in different territories and came by conquest with alien races. I. Lon1827. DYNELEY all 906 a dialect different to those of their neighbours. even of those tribes which were geographically most remote from each other.(31 J. g. Indeed. to — We are in a position all know a great extinct deal of the languages of these peoples and also something of the tongue of three of now races.. liams. viz. Eastern Origin. botli as to structure ably Algic. however. ' and vocabulary of the dialects among themselves. The evident of Mass. divided into tliree bands. Origin of the Algic Races.

its considerably it from fellow dialects. — The chief object of the following paper to set forth as concisely as possible the peculiarities of the inflexion of the substantive in . we take all into consideration also the common designation Wapanakhki 'land of the east' which was the eastern Algic tribes to denote them- we find an additional confirmation of the theory that the primaeval geographic centre was somewhere in the north-east or east. these are a sub-group by themselves presenting the most archaic forms of modern Algic speech. As to Blackfoot. the Blackfeet know that they and Crees. — The ». first. the Delaware. The traditions of the more western tribes seem to point to this also. — « Algonquin because. Dialects Illustration. the Cree and Ojibwe. Abenaki Penobscot and. according to their ownlore. dialects chosen to illustrate the treatment of the substantive are. of course. as will be readily seen from subsequent examples. the Blackfeet seems to indicate that the prehistoric nucleus of the race came from the east. examples from are cited only where the points of contact are especially striking. If used by selves. fers owing long geographical isolation. common linguistic stock. driving both Blackfeet and Dacotahs before came from the east arid the Ojibwes them. Aim of the is Work. and secondly. Passamaquoddy with occasional references to the Micmac and extinct Massachusetts and Narragansett classified all of which may be the dif- as forming a distinct sub-group. Thus. although. liave been constantly working westward. the itself name would not be a conclusive chosen for proof.204 SECTION LINGUJSTIQUE [4] tative of the clans.

Prince. C. the Sen&pe & their Language. Philoe. Quebec. «2. 8ci. connexion. . Laurent. by P. * in e. Ojibw^. DYXELEY 906 illus- the chief living Algic languages and by so doing to idioms. Caoq. Toronto 1874^. Diet. Grammars of Cree. on Passamaquoddy Literature. have made use of the l. xi.! [5] J. Delaware and Blackfeet idioms. r>. e. but rarely grammatically from each other. the Ojebway Language. transl. Grammar. D. pp. Acad. . S. ciety. 1886. a. R. o. Abenakis and English Dialogues. London. Lexiqne de la Montreal. the notation of the various Indian I €. Dictionary of the guage Trans. Abenaki « third chief » resident at Pierreville. 479-4i»5 Annals N. it remembered that this is an attempt in a comparatively untried philological field where the student must depend very largely on data supplied by should be other observers gical training. «. 1885. Duponceau Trans. Grammar and Dictionary of the Blackfoot Lan1827. also in this Cf. Zeisberger's Delaware langue algonquine. Wilson. J.Penobscot dialects of each of these last named languages widely differing phonetically. XXXVI. Italian i. A. Grammaire de la langae algonquine.. Tims. 1891). Sebastian Basles (R&le). Soo. 8e»-877. this g. — In paper long <?. House and Horden. So- Abnaki Language by Fr. P. Amer. Memories S. (Pichering's £dition) and Jos. < Algonquin ». Philos. and short.' The student must not forget that there are many the Abenaki. In connexion with any errors which trate the wonderfully close relationship between all the may appear. words vowels. firinton. Canada. 1889). Que. 18&3. of the Otchipwe Language. 1884. Baraga. q. pp. Tlie ones used here are the most known and the most characteristic Notation. Amer. (S. Cincinnati. who too often are men of no phi loinThe material for this treatise has been writer's personal oral investigations in drawn from the and Passamaquoddy dialects and from the standard works on the Cree.

t are voiceless tennes like the sharp Pj k. j. sound followed by an almost imperceptible It is a peculiarly Algic combination.206 SECTION LINGUISTIQUE [6] ' The character a should be pronounced aw as in Eng\ I employ to indicate a very The apostrophe law '. All the original stems are really « indeterminates » which may be treated indifferentl}^ as nouns. to be learned only from mouth of a g is native. Alg. agma- agrtma. The combination the has a very peculiar sound. It has been replaced by -n. nh . shorter than in the Eng. /. not Abenaki and some dialects of Delaware.. The consonants should be ' pro- nounced exactly as in English with the following exception is : hard as in like to be pronounced in 'jour' . adjectives or verbs. » language. '. The initial w represents a peculiar whisthing voweld eii-efi found only in some dialects. ' represents a soft guttural or voice-stop. and s as in hiss the French nasal n z get ' ' ' . Kh is Germ. something like German ch in Ich. let us ' take for ex. short fi. the root kishki ' From this we have such verbs as kishki-nlke he cuts his arm'. t in Czech and j is usually a somewhat sharper sound. « To illustrate this. Indeterminates. — Generally speaking distinctively nominal or verbal roots do not exist in Algic speech. verging more towards ch than Eng. kishkikwe 'he cuts his head and such nouns as kishkakwanjigan ' 4 4 . ch in ach. like French j p. Kw represents the hard kivu syllable. thus. ' bfit ' . in the cut '. The Greek rough breathing in ach. -1 in all modern idioms except Montagnais and one dir The consonant existed in old alect of Cree.

*. *os and n-os will illustrate 'my father'. paxkizik-^o he shoots. = Delaware. Delaware: —dgaTij —icdgan wnlamoe-ivfigan 'truth'. {apire 'he speaks truly'. = Ojib\ve. DYNELEY 207 *wood cut by moo8e\ etx. ' he speaks truly '. which seem to depend on *kuis * purely nominal stems . -igan pAshkiz—igan ' pashkizig-e ' OjiBWE -uin : lapu-n-tvin 'truth'. M. notably the nouns of relationship. = Cree. -ikun paskiz-ikun « gun > : cf.. Cbee: -^cin laptr^-trin ' truth ' ' .A. The following table comparatively by means of two of the most important terminations the abstract and instrumental. how nouns of different kinds are formed from indeterminate stems in the various idioms. Be. Del. Abenaki: —onhgan-uonhgaii sasaginno—ironhgan 'justice'. there are a few wordfl. of. izinikazo ' he has a name he shoots '. -higan pask-higan 'gun * ' . = Blackfoot. wulamoei'l 'truly'. Mi. —hikan paia'k-hikan ' gun '. ' . =: Passamaquoddy. pain'k-ammen ' he shoots '. paxhkizig-e 'he shoots'. . = old Abenaki.' ^ [7] J. 0. kishkashkizikan 'grasK-cut prairie* On the other hand. pask-ha! ' fire! Cr. = Micmac. son ' ningwisis * my son'. Pass. Algonquin ' —win izinikazo-ivin name gun '. sataginno ' he is just '.=: modern Abenaki. » = « Algonquin. A. » Oj. « Alg. —igun pnshkiz-igun 'gun'. The following abbreviations should be noted. — Penobscot. Pen. lapvii-o '.

of the plural of nouns. . but. however. their influence extends also to is all really the fundamental principle The that as if irregularity which at once confronts us here. kinjames some determining kinjames-iskiva King ' .208 SECTION LINGUISTIQUE [8J Passamaquoddy -vdg'n kHus-v'cig'n -Jng'n pask-hgign ' ' : vkHos. it is < impossible to distinguish ». gender based on sex has no place in the scheme of Algic grammar. In general we may state that the following classes of * Eeally «King James. g. Queen Animates and Inanimates. depends on the Indians' habit life. in the differ- ent idioms and can be mastered onlj^ by practice. '. noble are classified into two divisions which were originally based in the animate or inanimate character of the noun in question. ' I fire '. Lack of sexual gender. are distinguished primarily by the termination other inflexion and in these languages. as will be seen subsequently. Even in the verbs. e.to this is differentiate between a male and female. between he » and « she AVhen or it becomes necessar}. — All Algic substantives called. These classes sometimes and ignoble. kinchemustmltim thy king- dom '. ' Thus MA. — As in Asiatic and Eu- ropean agglutinative languages. sufiixing ^ ' done by simply prefixing word. » as he was the first king with * whom the Abenakis had close relations. Cf. word nbesk-ha gun ' . many names of really inanimate objects are treated they were animates. ' . of personifv^ng certain things without ity a peculiar- which varies considerably. Pass.

Pass. but in Del. sun.A. Animates may by the pi. but the ending ot in- animates shows some differentiation. moccasins < but alter nouns ending in -k. the berry is : cf. /.A. has-to TNarr. Some ct'.[9] J. in Cree (and old Mss. wart' are of the animate gender or class. 5. Besides these tive general classes there are cases . trhittairak M. Del. viokdsmk) 'eiirs'. Thus. they are inan. . the ending is --». 4. In Bl..) kisona ' we In find -a./ M.' etc. apus tuminumic apples M. wlnos-ak onions '. nuj*). and Mi.A. both -1 and -a. pp. Certain domeetio Cr. -or). » and Oj. berries and articles of* food. ' M. • ' ix. Or. the excellent and exhaustive article by the Very Rev.A. 201-294. . the dialects termination -k {-g. cancer. while Bl.A m'kiizak. if generally an. and Pass. DYNELEY aoe actually inanimate objects are treated as animates in some dialects. mishi-mt' M. A. sata whortle-berry. ' Oj. The 2. nails.A. inikU ' bend \ 3.A. ' '. But cf. easily be known in all pi. ' aples-akj Bl. but in M. aftdmj inanimate. ' 1. mfit/ziynk (Mass. minish-a 'berries* (Mass. Cr. be an. In Cr. has -ica. onhfjem snowshoe but BI. usam^ Oj. moon.. MA. Pass.A. A few members of the human . In Del. names of edible ' particular berries may nuk. in O. — ' Cf. ' cf. stars and months articles of dress in in all tlie lan- guages. and some materials tor tlie viffiram and canoe. konhjoicak 'veins. Alg. iu Maine Hist. or inan. chietiy in M. Mi- chael Charles 0' Brieu on the substantive in O. aym. Cr. body. the names of a few diseases sucli as 'boil. inan. truitn. many apparently sporadic thus. Soc Pubblications. ancient use and ornaments utensils ct*. Some vegetables.

skidap-yik ' man '. ing in pure ' mukuk-un box '. —n. imdup-in in'dup-al M. end' tree -A:. '. ^ d) ' ' In 0. In « children » -a vowel. cf. -t and —ic take —ak. epijk (^/=:j). the an. tcttk ' pi. not knaag -{j)ik ' clerk '. minisino-k 'warrior'. mistik-wuk " ' trees ' ' but after we find -uk. pikwaih-ian 'skin of an animal'.A. -n (-r). -on. shingub-ik 'fir-tree'. -sh cf*. and after an and M. -ass). » ikiwenzih-iak 'old man'. ep\l b. take —k and —n respectively for chief. —an. nouns ending in p. -j^' In examining both the an. aplcs-ak apPass. « Alg. or S may tabe -yil. or -g take —ik. in Cr. . -k.A. how- more complicated. -r.210 SECTION LINGUISTIQUE [10] -dsh. peskfittim-took ' pol- lock-iish ' Pass. p'hanem-ok ' woman t. shonia-n an. mitig-uk pabadegw-ok 'hail'. ' Also in -m. as follows: a) Nouns ending in —a. -/. Pass.A. Nouns in M. -o. % presents an exception here cf. » uagosh-ak 'fox'. hkl-n 'earth'. * we note that the connecting vowel.A. the Alg. M. c) Nouns ending 'alder'.ik 'elm'. (-g^ -X) and the inan. e. b) Nouns ending pata-k 'tart'. — e. » okima—k silver Oj. cf. —il. anib. mitikwab-in 'bow'. cf. Oj. Tliej^ may be stated for both an. chalgus-yil 'ears'. cf.. sata-l whortle-berry rules are * * '. Oj. Oj. -ash. cf. —s. Oj. '. bj p take Alg. -z^ take -ok. M. ending is most commonly -wuk. head but Nouns in -It take -iak^ -ian. simply ever. ab'miji-yuk 'child'. sobagw-ol 'sea*. » Kinebik-ok 'snake'. usawonhgamak-il —ik. -yik. owashish-uk -k. ' kizik-on day .g. e) Nouns in -sh. « strait » '. ski- dapyik 'men' •-xouk. ' ' . A. iu V -</. M. Pequot. -VI. '. and inan. anibish-an 'leaf. or mugdlip^ caribon \ . —in.. 'woman'. « Alg. depends entirely on the character of the noun termination. « Alg. -i. Thus. « Alg. ' in 2.A.A. and inan.

and from branched forth -r and -/ respect- ively in other dialects. ' find here -uk. From c which we may this conclude resembled the final -w first in French. In Bl. an exclusive and an inclusive. pis. pi.. the other dialects of which is we know? The probability that it was primitively so nasal consothis coupled with a distinctively inanimate fit nant which some dialects saw nasal. as I -a«A. to discord. — After the pi. the an. > and foot Oj. pokun-ix moifU-t$ The '. appears in no living dialect save the Blacktbot. now in arises as to the primitive form of the inan.J [11 J. or was this vowel connected with a consonant -ts (sh). okewis-nk'. The very interesting question pi. pi. -un. In Oj. 'ball'. ' glove *. The sibilant elements in Black- and Narragansett are clearly a Pronominal Prefixes. winomini-ash 'grapes*. inan. g. Algic speech. un- doubtedly the most important feature of substantives is in the inflexion their combination with the pronouns to denote the possessive relations. wikhmvi-un is ct'. of. totally distinct de- velopement. i. e. lodge This peculiar sibilant ending of the inan. — It will be observed at once first that all the languages have two p. as in all -m. endings. always -x after a vowel and ats(tt*i-x ' -iv after a consonant. came probably pure -?» as in Alg. So tar am aware. DYNBLEY we ' 211 pie*. houfie *. it Narra- gansett inan. The exclusive include everyone. in the extinct class seems to have a parallel pi. may the e. . 1) erring '. ending is -i»^ -sts or utt. save the pei'son addressed . First person plural. adbimen-al cherry. Was -r or it originally simply a final vowel as in Cree -a -/.

[ and you'. e. nlla^ kila « Alg. ua niluna kiluna a(fma niuna kiuna kirna.. in' cludes or may I include the person addressed. auc. Cree Gr. As will appear from the following table the pronouns are essentially tlie same in all the Algic diand thou. nllanan kllanau kllaicau ' we we jou they mnauint kinaivint " kinmcd mlawafi * wlnawa Abenaki. and Del. by the ancient grammarians in Mass. alects. kilwauonhk w^ira. ' he. nln » . g.Oj. she. 'I\ ' thou ' kin mla incl. Narr. * I and he. nitha.'' ' ' 212 SECTION LINGUISTIQUE [12] speaker and a third person or several third persons. kiluwd nekamaica affmovonhk * Dialectically nina^ niya. or at any rate ignored. 2-3).. Delaware. it' ' win excl. I . Cree. Curiously enough this perfectly patent fact was overlooked. I and they '. nira (Hofden. while the inclusive pi. niod. pp. ni ki 7iia kia nika (nikama).

(o) These inseparable prefix relations. - 'low* III - Ql^* YmtMm) U . Del.) ne^ an element -ka of similar 'what'. mt/ik. nWl. f'-.A. nek. ' appears in the possessive inflexion of the noun.' 113] J. tlie In these four idioms. rr. are equally capable of being prefixed to substantives to denote the possessive and It to verbs to express conjugational modifications. Abu. (atna 'where' and in 'this one'. ne*tunan kettunan kestdan ostdauai ro(>t« klluau neg'mmb Tliere can be n^g'mafi no doubt that the primitive of the w. See below Acua tfM p. the o element of 3d p. Z//"*« Confrt* Am OrUnMUlM. the separate pro- noun of the 3d the demonstr. respectively are the or o. i-ivi inanimate). koekuj demonstr. ne. that ' ' nit ' that ' pi. Abenaki. M. nel. liowever. Del. A-. that ill will be noticed Del. Mi.. ni ' tliat '. nhguwi) na. pi. ni. Pass. ' Del. ending -m. » a-am (anim. ml kil nin kin 7il'gum n^gfim nib in kllnn nlnen klnen kllaii. Pass. o-om. ?i. the Pass. ntUL Vtum. tondaka 'where*.) ia-am ' tliat one ' . kj 1. p. ag'ma. i^LACK FOOT nett6a kestda ostdi 319 Pask. is and Mi. and the in -ma which probably appears < Alg. DYNKLBY DYNELBY Ml. ' the ' his ' hetng expressed by the infix ~im. nikt. * which is a combination of kagiri etc. na he lovea his 214. inseparable above to espress the »e» parate personal noun or pronoun prefixed to certain tr. 2 and 3d pp. Abn. 'something'. force (seen in represented by a demonstrative noun (nikama. kckw-se. wliich appear demonstrative elements which are practically identical in all the languages.

' I love my kettles ' etc. ni-sakih—aii—wuk ki—saklh—au—icn k nit—iJbski'k—wuk kit-uski'k-u'uk sakih-im-eo ot—uskVk—ua nit-uskik-onan—uk kit-uskik -onau—uk kit—uski'k—ou'au—uk ni-sakih—anan—uk ki-sakih—anan-an—n k ki-sakih-owau—uk sakih—im—eicu k ot-uski'^k-ouau-a ' Algonquin '-0 jib we. ni-sakih—au ki—sakih—au I love my father ' etc. ni-saki—a ki-saki—a ' I love my child ' etc. Cbbe. ni—nijanis ki-nijanis o-^iijanis—an o-saki—an ni-saki—anan ki-saki-anan ni—nijanis—inan ki-nijanis-ina n ki-sahi-awa ki—nijanis-iua o-saki-awan o-nijanis—iuan 1 . n—otawi k—otawi sakih-im-eo otawi—a ni-sakih—anan ki—sakih—ananau ki-sakih-owau sakih—im—eu'uk n-otawi—nan k-otaivi—nau k-otaivi—wa^i .214 SECTION LINGUISTIQUE [14] The following diagram verbs will illustrate the use of the pronominal prefixes in seven languages with both and nouns showing the close affinity in the treat- ment of both in Algic speech. oiaivi—ivau—a pi.

iCd-ahoalan • I love my lather * etc. Thus. sfx. ' I love my fatlioi-s ' etc. n*d—aho(jdanik k'd—aJioalanik n-6kh-ak k-6kli-ak ir*d-ahoalawatraU 6kh—ihrairaU n^d—ahoalaninatrak k'd-alioala—nin auak u'd-ahoala—d'airall n-6kJi-cnaua k-vkh-enana 6kh-ii ivaivatrail * Note that in some dialectn of « Alg. In Oj.1151 J. ni-8dki-ak ki-sakl-ak ni—nijanis-ak kj-nijan i*-ak o—saki—a v-nijanis-a ni-saki—anan-ik ki-saki-ananki-saki—aicak ik ni-nijnnU-inanik ki-n ijanis-inanik ki-nijani»-iu'ak o-saki—atra ' o-nijanU-Ura Delavvake. his pig or ' their pig their pig' o-ktUcush-iwan. noun. ii-6k/i Wd-ahoalan w*d-ahoala)rall k-6kh dkh-vall n'd-ahoalanin a nCkh-ena k-okJir-ena k*d—ahoalanina k^d-ahoalaneiro }r*d-ahoalau'aualL k-6kh-uira 6kh-iiwau'aU or ic'd-ahoalairak pi. Oj. » we find the 3d p. ag. as -a when used with a ' pi. L lovo my children ' etc. . In the ' ' same way -iwa becomes -iwan o-kukush-an in Oj. DYNfiLEY ' 215 pi. it is ' always -an.

' ked-anhgem-ewanh ud-anhgem—ewar I see my snow-shoes ' etc.216 SECTION LINGUISTIQUE [16] OA. 7ie-^iamiha * I see snow-shoe ned-anhgem ked—anhgem my ' etc. n'namihon k'namihon iinamilion n'd-onhgem k'd-onhgem ud-onhgem—a n'd—onhgem—ena k'd-onhgem—ena k'd-onhgem-o uonh n'namihonna k^namihonna k'namihovonh u'namihoircynh pi. ud-onhgem-oiconh n^namihonhk li*namihonhk n'd-onhgem—ak k'd-onhgem-ak u'namihonhk u'namihonnaicak ud—onhgem—a n'd-onhgem-enawak k'd-onhgem-enatcak k'd-onhgem-ou'onhk k'namihonnawak k'namihoiconhk unamifioironhk ud-onhgem-oiconh % . ke-^namiha ti—namihanhz ud—anhgem—az 7ied—anhgem-ena ne-namihanna ke—namihanna ked—anhgem— ena ke—namihawanh u-namihatcaz pi. ne—namihanhk ke-namihanhk ned-anhgem— ak ked-anhgem—ak u—namiha ne-namihannatrak ke-namihannairak ke—n am ihuicankk ud-anhgem—a ned—anhgemennawak ked-anhgemennairak ked—anhgemevanhk ud-anhgemeu'a u—namihawa MA.

DYNELEY 217 The above paradi^i is ^iven in both O. ^y . o. ' l^mitauhii-fi w/i n'*mitan ktrg-ii iral I see my fathers * etc. n*niin(ha * I see my father * etc. rCmitaukv'i k*miiankits v'*mitauhrs*l h'nimiha ir*nimihal n'nimihdnna k*nimih(hina n*mitanhr-^n k*fntfauhr-8*n k'nimihdna fmimihdu'dl pi. PA8H. and M. the contracted prefixes are niis^ no. ki. to illustrate bow very slightly the modem language has deviated from the ancient form. .. nij «-. noiseisi kdtsetsi otseisi „. o<*. k.[17] J. Ao.A.^^. kits.d«iMrh»»' kit-v kom immafi V komimmi-u-aie nit—vJcoviimmu-na7i kit—n komimmti-nan n-otsetsi-nan k-otsetsi-nfm kit-ukomimmafi—aii k-otseUi-oau otseUi-oaiau ukomimmi—au-aie ' Atsetgi * ^love \ In Bl. n*nimfhnk k*nim(hak n'mitaukirs-uk k'mita?iku's-uk v'*mituka7is unimihak n'nimihanna truk rCmitatikirs—finnw k k'miiaukws-finfiv'uk k'nimihannanuk k'nimihauak k'mitaukirs-'dvok iifmiiauhrs—ftwcU nnimihawa Black foot nii-fi komimmafi 'I love my glove * etc.A.

Abn. nd-a'poanum '. . m'haga. nt-dgweden my canoe This peculiarity applies also in Abenaki with cf. KH' ladivewdg'n thy language '. or d (Bl. m'huk. Mi my father '. nd-alemos '. M. my bread. prefix directly. but beginning with . after the ' pronominal « Thus. Thus. SECTION LINGUISTIQUE ' [18] I love my balls ' etc. Cr. take the pron. to ' nouns beginning '. Certain nouns of relationship.218 pi. see my books'. t When ts) the noun begins witli a vowel. nfich. ' Abn. rules should The following phonetic all tlie be noted in dialects. etc. Alg. The here clearly presupposes an inherent however. » ni—sakiton—an ni—masinaigann' namiton—al nd~an-ikhigan—al an 'I 'I love my books'.A. inanimate. but n'haga my body Pass. nit-vkom immai-an kil-uhomimmai-ai'i n-opunix k-opunix opunix nkomimmi-u-aie nit-fdxomimftvanian n-opv n-inanix k-opun—innnix kit-ukomimnnanian kit—v komimmaft —ax—au k-opun-oau—ix opun—oai—au—ix ukomimmi—au—ax It will be observed from the above that the verb its agrees witli object is and number. initial vowel. my dog / Pass. '. K'd^—lonhdira-onhgan ' thy language / Pass. Thus. » n-os. n-otawi. * « Alg. int-uski'k ' my kettle ' » ' nind-abwi m}^ paddle ' Del. ' usually inserted Or. Thus. even though they may begin with a vowel. the ending of the verb must object in class « If the also be inanimate. It should be noted also that in some idioms nouns denoting a part of the body and ' ' m drop the m after the prefix. prefix. is a dental Alg.

o' his sin ' « Alg. A.' but natsikin 'my moccasin'. Besides these there are B) six other modification of a different character which may b^ termed accidents. in O. ttigufimy but nigtcam ' my house Pass. in -/. '. A) those which 1. . but not precisely identical with other e. Sur-obviative. uigwuns. nouns beginning with « tt drop inini. 219 k'kukek ' in thy body '. the substantive is capable of undergoing certain changes of form. The • M. M. or the so-ealled 6. modification in languages.A.Ui^J J. as -ar. » as-aw. as -a and muchilohimou'in ' in Del. omits the ther '. while Pass. 0. and Pass.A.in ' atrigirnm his * house his *. prefixes a. Thus. from that of prefix. trW-avighig'ji his In all the Algic idioms. retains the w ' after the prefixes. but nigtruu mother For the 3dp. them as follows g. > ttyich- but nich-inini * my ' : fellow * man ?/*.A. DYNELEY In BL. book fifi-anikJiigan '. however. in animates only which has the o V) but does not take the ending which appears sing. m- ' entirely. 4. o or words beginning witli w. These are : 6.thus. » ot-abni his paddle ' '. third 3d p. Vocative. my O.A. Pass. hiH hoase \ . We may may 2. Del w^dAppoanum his bread ' M. Cr. thy. 3. cases are five in number. n'wigwAmt l^mtyvSm^ iitoigwum my. some of which casetabulate are similar to. vigutistl mo- The inflexion of inanimates diflei*s in the 3dp. other ' nouns be^inninf? with m follow this rule: matsikfn moocamn. Nominative. be termeti Obviative. Locative. ' .A. as '. In most of the dialects. in Cr. '. this consonant atler the ' prefix. his book *. or accus. as -o. in « the Alg. Cf. Alg. of the Hd p.

Alg. prefix o {v^\ sing. Bl. The genitive relation is expressed in all tlie the Indian's dialects by simple position. " * he sees a ' dog. A. and Mi.. or children pi. he" sent the angel amemensall he loved the children '. as in the following three instances a) : AVhen it is the object of a transitive verb in ' the 3d p. noun. The Dabitative or Suppositive and 11. MA. love a child. The Future. '. this will be readily seen in the alles given above of the subst. The Obviative is a form of accusative which appears only when the noun is in connexion. 8. aivan nbenujiyun. pi. for house'. The nom. and Del. with the pronominal prefixes. Sakiheo owashisha ' . from wliicli all tlie other modifications are made. Thus. with the 2. M. use the demostr. I may Alg. nnamihaiva they see dogs. osaki— osaki—awa nijanis—a. " Alnoba mcigwom. [20] The Diminutive-Derogatory.220 SECTION LINGUISTIQUE 7. 10. Pass.A. anamihanhr aremvs—ar aremus-a pi. sing. Thus. or pi. ' they see the horses '. unamihon alemos-a and ginchinnap enchel-all v'Uahol-awak ha-as-v'ul * ' ' ' unamihaira ' alemos-a. 9. The Past. The Obviative appears when noun is con- nected with the 3d p. osaki—an nbenujiyun. » Oj. Del. 1. is the simplest tbrni of the simple possessive suffix-m. Pass. 3d p. Thus. « In this connexion. as a definite article. he loves a '^ child or children pi. OA. ot-owashish-a . Bl. The Interrogative. ' nan-nu-yi-u-ai e ponokomi' tai—i (from ponokomita 6) horse ') he sees the horse tlje '. « They pi. state that Cr. pi. they all say 'the Indian his house' cf. a usage which does not appear in Abenaki. Cr. '. sakihewuk otvashisha Cf. Oj. pron. v'nimihal he see the horse w^ nimihak ha-aso pi. » osaki—an nijanis-an. Cr.

-ar. termination identical with that pre- ceding the ending. poireMt'. nitftnna c) '' -u inv dau^liter ' but otfnmi' his daughter*. Alg. M. the n. ' kapo 'stand'. ata& 'in front 'V)uk termination 3<1. It has otlen al- most a dative force Tlius. « Al^. > the ending is -w. Au-sfi Jesus Christ anishinfiben ' J. (either dat. and pi. a. they \ .consonant is To form dropped and the prein the obv. obv. DYNELEY *. in the obv. gives tlie Indian a book *. leaving the simple vowel -a in both sing. pL. In « Alg.. o is lengthened in tone. before the sing. The Obviative frequently denotes the indirect obiect or the subject of a passive verb. -on. i. In O. the ending was « -?•. -in. pi. -i appears only when the noun thus. Pas. * frnii- lonhn alnonhba-a awikhigaa He *. Or. of'.A. the ending -r which would naturally have become-/ has disappeared entirely.A. noxhrir- the angel came a virgin The stantives rule to form the obv. In M. the consonantal in is termination < was simply omitted. died for the Indian.A. the obv. -vr and ». O. ian and iran according to the character of the final syllable of the noun. case for animate 8ul>- may -a then be formulated as follows: In Cr. > and O. ' Kulzincw ' Kutta-vtinhkaniJia afi-tvuk Jesus-a All people shall stand before Jesus ogenibotmviln ' Oj. The vowel used pi. Azi ninilan ha-as-trul skidap-gil John gives the horse to the ilijil ' man to Asel puhuchigil *. In of.A. ahrizdananhr sawangan nn- mesar ' the eagle swoops down upon a '' fish '. 391 etc.A. -an. iiUiiruk commodi or incotnmndi). the ending is for both sing. C. as in ceding vowel Alg. and pi. pi. * Otishkau in front p.(211 J. » o-nijanis-an ' his child Not© that ends in Bl.

-o' fort the pi. This not the case. inanimates have no distinctive form. in sentence. tlie cliaracteristic termin- ation indicating the third 3d p. gil^ -I for both sing.. the direct object. the conpi. the sing. even if the verb TIius. will be noted that in obv. q. It should the verb has two objects. after a verb. liowever. more % . or. Thus kirapahum nipiliu he dips up water This termination must by no means be confused with the inan. one direct and the second indirect. is sometimes called tlie double possessive case. (cf. In the : pi. ending is these dialects save Bl. termination. ' cf. an. in Cr. pesekui unemauinal is ' liis only son '.. Sing. sing. tive ending -iliu pi. book *. noun. In every dialect save Cr. cf. In Cr however. ha-as-icul) and-z'. ' however. nouns do not take the Obv. and. if it is an inan. ki- oshi'tafi nisho wunihikkana be noted in this made two traps connexion that when in Cr. he '. cf. practically identical with the inan. Like animates they take this mark only when connected with a verb in the 3d p. e. In Del. pi. all retained. not in the 3d ^ Cr. nouns generally take —lii't [—ilin) when governed by a transitive verb in the 3d p. skicMpi\ ha- as-o'. but the context of the sentences prevents any in confusion meaning. I give him a '. the original -r appears as -/ in the sing.222 SECTION LINGUISTIQUE [22] Pass. Ti'milonhn awossis 3) give him a child The Sur-obviative. we note a distinct obv. while in shiddp- it is-/ (gil-^vul after -s. inan. istic The -/ is simply dropped liere is. sonantal ending Pass. sur-obviatinguishing ' '. obv. ihiva about to be discussed. -p) for the sing. and the characterIt vowel of the obv. ending. dis- case for inanimates. Ni-milan is masinaikun-iliu. is is usually in the p. in I the other dialects.

It will be observed that the anim.. Sur obv.* In genera).Peter's sister. Cf. at presupposes » a preceding Obv. nouns. understood his . with the inan. obv. used well. ending Cree is -liva (i liva) for both sing. or. condition just as it is ' by the is Obv. the second direct object of a verb in the 3d p. Thus.128J J. mentionod aboveX . Sakih-im-fo ot-ant$a iliva * okon^ * he loves his daughter's son ot-ouashinush-a his . Alg. son. It exists only in Cr. stands Alg. DYXELEY properly. nwap^mnn o- intiLimfigun-ini 'he sees the man's wife'. for the above sentence. in using a different ending for the Sur-obv. and pi. exists only with an. «7/V' (not to be contused but pi. » and Oj of inanimates as sing. we in may assert tliat as long as the Sur-obv. lif/ alone here also however. pi Kutta-kiskinhe « ohilmiiwCo will teach ot-owashishinush-iliera * children's children. « follows an Obv. is any part or clause of a sentence. in Cree in such sentences as his son dead * we find ot-anis-a o-kods -a -nipi- liva. Pon osiikihan okirisis-au 'Paul loves that the owni is son. the following oi-owash- combinations. e. > - Qj. however. Mnry ki otiminfo Jane-avtvashimish-iliira or simply Mary ki oiinfio Jane-a ot-onashimish-ilina. q. The Sur-obviative always least. « in all the languages save Cree the Obv. and < Al^. * Oj. We * find in such Ben- t^ncos as the following: Cr. While in Cr.' but o-sakihani ohrsis-ini 'he person's.' It will loves his (another be noticed verb affected by the.Ivra Jam-a imhh-ilina 'Mary has taken Jane's child. we find the Sur-obv. '' > Mishen osaiensan owi-viti-kemani Pien ot-awfima-ni Micliners grandson will marrj. cf. and has been it quite lost in the otiier idioms. of. Cr. Cr. Mary ki otine. Alg. this will will suffice. Sur-obv.

« and » -iliva . In for -ini^ add ili?i. p. with the meanings to. . * « Alg. 4) The Locative occurs in all the dialects and denotes the place where. Cr. cit. Thus. 'I to the weddto the ind feast'. as above. as the more ancient forms of them show no traces of it. rCmajehap'n negnnk Del. some verbs of going do not require that the name of cf. as follows. lost at probable that the Sur-obv. and Pass. in Alg. As Dative. able to go to the * trading-post sliall ' . be deduced from the -iliira for an. at. Abn. exist at all. -niy —ini. omasinaihan « -ihiva ' liis son's book (books) '. sing. I shall » not be -Oj. okosisa pi. Cr. > Pon. fUnami) Elend-pannik wifa ' pungeirinulatpvd gannUng. the Sur-obv. n . Toronto— ing niwiiza. A. used instead. * Pass. going to Locality my * house*. ' I am '. the place shall be loc. a. unamihon alnoba—a vmamon—a skidap—gil is Pass. he said to (Unami) vtellawall c) trtallocacanung In his servants MA. 82. most from. " languages or was ' of which * are expressed in the verb itself. omdkamani ot-osan ot-akik-oni 'Paul takes father's kettle '. and add -m. does not Cf. rCpaion b) ' came house ' . Brinton. Sur-obv. Cf. inan. was either never developed in these some prehistoric date. pi. nouns -oni and in Oj. on. into. In Del. in. away his The rule for forming the Sur-obv.' ic^nimi'ha okivisH ' he sees the man's It is e:^tremely where the Obv.. loc. Thus.' with verbs of motion. to. Al^. is may Cr. under and through. I go to Toronto ' Del. • nd-elosanji molian '1 shall go to Montreal'. M.. out of. Mummcila nikagi ' itotan utmci-ivikumik-ok. son. M. 224 SECTION LINGUISTIQUE [24] -ihiva. as the an. pi. Those invited icigtv6m-uk. tlie same ilift. A.

mikiiramik ' in the tent If the is noun already ends ' . * from ' is really exprciuied by tho verbal particle waji'. n-otatri o-clilmanU-ik my father is ia liis canoe (anotlier persona '. '. Pass. and -k only * if the noun ends in a vowel. A. . ' be i» in town. A. it is -k with essentially the same vowel as the plural. ' lu these two phrases the idea woji/-. d) 'from. . .* In Oj. Del. -A' -ge (cf. like Kakaking inicej 'he cries a crow* . the sfx. -ok added » in the kettle*. the guise of. Tondaka najiKUmtf Odonak where is he from? The city*. and Micmae.1. is -ng^ -ing^ ong. the termina- modern Pen. nojinodaha irigwdnik ' come out of the house ' *. in -k as uski'k kettle '. » sucli a» '. naftdosa HgwOmuk. MinHi . : rules for the formation of the Locative — ' In Cree. Sibaige 'at Pleasant Point but in tlie modern A. DYXELKY ' 235 at. presege ergirfik as large as a pigeon '. In Alg. the and Del. Ki « chikumek in the sea*. in . (Unamij Sasktrilumang ' Sakimanep oten-ink * ' he in was chief at Susquehanna the town M. ftdnin odanak * . In U.(251 . where do you come from? Montreal? M. « Alg. > and tion connecting vowel is practically identical with that of the plural ending. Oj. ikireng izilio *lie is dressed like ' a woman*. according to the termination of the noun. vigvavik 'at the liouse*. * The Locative ending can adverbial relationship < also serve to express like '. S. it is -ng -^ik) Alg. A. it is found by adding uski'kok -ik. U. Bastonenang In < in the U. ' an 'in meaning Alg. Mi.' out of * Pass. » Andi irejipaietj f Moniang ' ^ Pass. -nang. The general are as follows cf. except where it is necessary to differentiate the Lowas '). Thus. Cr. A. Names * of places especially take -nang cf.

Pass. Locative -nk) in essentially » becoming nasalized Alg. This nasalization in I . plural. Tagiiongni-ga to-morrow morning be observed -k. is. and . Pass. pe'nem-inek 'among women' is seen also in modern Pen. [20] cative from the an. uesp/kiciicik . the plural termination -inek which I find only Mary. will is « then that the sign of the {-ng. ' nigwam—ek kigwam-ek in my house ' ntol—uk ' in my canoe ' Utol—uk loHol—nk ntolnok k'tolnok a-ivigu'dm-ek nigu'dmni(k kigudmnitk kigivdmwanhk a-wigwdmiianlik k'tokrak id'tolwak There « is also a locative usage employed pipon to denote past or present time in such words as nibin 'summer' Alg. 'yesterday ' . -Oj. » nibin-ong ' last summer ' ' ' . In U. M. A. M. Cf. A. '.22fi SECTION LINGUISTIQUE cf. PASS. and Del. next autumn Mi. pipon-ong 'last winter'. A. -ikok {-ikfik) : U. we may compare the following pain the Itail radigms : 0. A. '. As an example of the method of affixing the Locative case ending to a noun with pronominal possessive suffixes. ndene -ikvk 'in the towns'. but nzasis-ek It ' cU my uncle's should be noted here that U. have a Locative plural termination cf. nzasis -ak 'my uncles'. winter '. morning It ' Eskitpfikek ' M. pe^mo—inek and mechinangan—inek 'among the dead'. appus-ikenk 'on the trees'. A. A^ onhbaksi- (jam-ikok 'in the tents' Pass. A.

trasis-tok *o children!' and in o children Oj. A. In Old Momh. Del. ningtris-e ' *my son '. A. of. Pass. tlio iiible) Loc. -enk.. the latused only when coupled with the pro'. This relation itok/t-itanpiu ' expressed by prepositional particles prefixed to the verb. the cognate -iritnk. in cf. ending -/. '. of « Alg.. > nijanis-itokf M. was denoted by the sim' '. Alg. A. and we find it denoted by the o trash ish-itok. Cr. in only a few nouns of relationship. mitankgwi father '. pi. -a. we find. mok'iistsis *. Thus. sfx.. The Voc. occurs in some of the languages. musemi 'grand father'. -an. mkqut 'in iieaven* (Eliot*^ but Mohican Pequot Svkkuck with -k oi* which would appear to be rather a modification -k than of -uk^ -ug. -an. -tuk^ < Thus. In Bl. 6) means ' on * . DYNELEY 297 all probability. 0. auanhsis-tokf Pass. I have come from Elbon River ' where mut means ' from A form ot Vocative sing. nigatves) is ' -/. n-6kh-a 'my father*. n-iga my mother ter of ' from which and Del. 0. From ' mitanhgues. however. -toky -itok. Kilutca Kisgumonigck nidombamtok ' ye vipers and '. abenfiji-iritok In Del. is expressed in « all the di- alects except Del. nominal prefix to our In Del. 0. the voc. -euk are not confined nouns of relationship. mistsis itvkh he sits upon the ni-mdt-oto wood ' where etc. pi. is original I find no trace of a Locative. however. (-utnk). » n-os-e'my father'. and Bl. A. A. nidomUik or my friends . M. from musemis. A. a later modification. Del. A. as it often ' is to-day ' in M. nihillal-ienk our Lord '! The ' endings are Alg. Alg....» -Oj. -c. -a (cf. by. nihillul-an ' Lord « '. ». In Cr. ple pi. M.[27) J. generally however.

Ni-mistik-om my stich nit—oicash—im—ish my ter- child In the former case the plural pronominal minations follow the particle: Cree ni-ivaskahikimiminon 'our house'. tioned above 213. » Oj. All the modifications just discussed partake of the nature of case inflexion in other languages.-ive. -im. Pass. Del. in Cr. ishrfi woman '. 6) The possessive suffix -m. ned-aremns-em my dog cow'. The true Du- bitative force of -tok has been lost in the other idioms. B. f as many may probably exist*). M. Its force is simply that of a strengthen er of the posses. -om occurs seen in all the dialects save Bl. It was probably originally identical with the demonstr. a. With tliis termin- 1 .' 338 SECTION LINGUISTIQUE I [28] am « inclined to identity the Voc. ' my bread ' n' a'poa- num-ene our bread U. in the ending -m (-^na) as 3d p. cannot thus be classified and must be treaded of separately as accidents peculiar to the Algic substantives. -atok which appears in verbs in Alg. Its usage differs in the various cf. ' Cr. ' bread nd-a 'poanum '. « Alg. '. pronoun Del. Pass. negum menp. ' the Dubitative -tok. pi. itok. dialects and ' must be ' learned by practice ' Cr. ending with Thus. ned-aremfts-ene 'our dog'. In the other languages the form practically the is same as in Cr. ' my horse nd-a-as-om'n 7) our horse The diminutive ' exists in all the Algic tongues. *. » nind-okimam Oj. isktrashish girl '. Nin ku- knsh-im achpoan 'my ' ' pig* nin-kukush-iminan 'our pig'. nkaoz-em 'my rikaoztm-na ' our cow ' *. nind-okimaminan 'our chief. » m. and nouns in ' « Alg. nidombam-tok really means of you as my tiiends. A.. *. nd-a-as-om. cf. nekama. The fol- lowing endings. A. 'my chief*. however.

etc. tind In Bl. except tliat in -aw. t » Oj. are often both derogatory. ake 'woman'. which « » in « Alg. -sis. ' There are diminutive terminations. -sh. > okima-ns 'chief. sometimes -if as p'2o-A$ wild-cat * . Pass sis. as may be seen from sucli words as puss oat '. ' dear little child': < Alg. ' also M. sis. etc. nouns ending minutive -715 -m. * in a consonant or for '. -chick. I no ending cognate with ' -is. wagosk-ens « ' fox '. Pass. etc. mitiknab-ins 'bow'. Oj. anasis 'child' aicasis shish ' cf. -u tor nouns * ending axe'. The ending is also -s but combined with a vowel and the nasal -w according to the termination of the noun: « Alg. A. -sis. -v take ens and nouns di- in -^ns take -ish. noxkitAM^ pit- 8hv6-8i8 * but in Pass. '. a vowel. becames -wish osh after in Oj. » as that of the plural termination. manito God ' manitosh. (/. ' -tit.. - Toom 111 — {V ParOt) Ift . girl '. » ctbiru nice little paddle'. X//"** Congrit du OrinOmtUlm.. always has the vowel of the The after ending tisually -is/t. < Alg.[29] J. DYXELKY ation shish should be coinparud U.and diminutive. or okhks-chich from nkhken woman In Alg. —/tl. shishib it is duck shishib islu In most of the dialects possible to double the diminutive ending to denote either a greater dimi- nutive sense or a double derogatory meaning. » and Oj. however. 2. tlie vowel is almost the same in Alg. and always ' a derogatory' ' sense. has * in Alg. etc. ptiss okos kitten '. the plural. -s. cat ' from pzo Del. In the other languages also -is. ak4-kn-un last three accidents 'girl*. In Oj. on the other hand. A. osh after » and k. fi^ as temahigan-i*^ is uk-firy little fisisy nouns whose plural -sis tor aguitC nfins little cause nouns in a consonant mtnaftbe- 818 'little ' man'. okhke^tii < 'girl'. ashj isk. The Actf dtt partake more of the na- ture of verbal inflexion than of nominal moditication.

8) The past of nonus appears most prominently » in « Alg. A. the -ban.. person long dead bly have known. Any noun. M Thus. but ni—mishomis—iban I my . particularly we find a near and remote past is the former —ban [-iban.igoban '. [pipoon it is winter ha-as ' Pass. 'my grand ' father whom never is knew dead. In the « Alg. -ogoban\ I cf. n'namito-b saw'. but above when in an exclamation. It will tlieretbre not appear surprising that nouns are otten looked upon as being in the past. ' I ntmap^n of had [sd. The form for Marl— ban Mary " who is is dead'. and Pass. rules of time future and dubitative or suppositive states. the difference between a living and deceased person is frequently expressed by a curious variation of tone. -opun nfiira cf.. therefore. nos-iban 'my dead is father'. 230 SECTION LINGUISTIQUE [SOJ must be remembered. however. ') who whom knew onlj' ' '. * ' it was winter have ' . cf. This ending used when a deceased person ItJ spoken of whon? the is speaker had known. » dialect state. In Pass. -Oj. —oban) . however. allusion the form made to a whom we the speaker could not possi-goban^ -i(/oban. The noun and verb have the same pro-^ nominal prefixes and suffixes and are subject to the It same and place. In Cr. that in Algic speech there is no real distinction between nominal and verbal treatment. grand father Cr. -bim form appears with verbs ' pipoon . J .. This distinction only as when the noun stands in consecution. cf. may be made a verb and many verbal parts may become substantives. a horse M. ' mj' grand father (living)' ' is while 'my not dead grand father observed would be expressed by saising is the tone of the last syllable. find ni-mishomis.

with both animates and ' inanimates. fatlier * niben-e last summer g. both of wliich are used sing. and M. pbona 'last winter*. This -ga appcare also in Del. as mokhumsum-ga ancestoi*s 9) In Del. (but Pass. or. nmitonhgwe$-a '. nib' na 'last summer* . A. '. A. relative particle kr- is used invariably with the ' tiiture verb. has a)so a distinctive past stat« for noans. and e. cf.. Its charaoteristio . -e changed to M. Main Sospp-iskul'-pan 'Mary tlie who was wife of Josepli '. same phenomenon also observed in Pass. will as K'iuikhumtd-ch sepaunu ' I write to ' apch I will you to-morrow or K'fuikhumul sepaunu In Cr. the sign ot the future -ji chi) is moveable and may be appended (0. ' my dead father *. nouns only. cf. {81] J. NaranhUiani-ga In one of the old Norrid^ewalks*. 10) Perhaps the all is variation of the most interesting substantival Dubitative. the endings for which are -a. inan. ' ending -ga to nouns to denote ' g. This . A. M. Molian-ji nd-elosan Mnlian nd-elosan-ji thus * . nan-ch rCdelUin I shall be is ' or simply u'dellsin-ch. the write you to-morrow again *. A. a past state 'n' affixes the e. nibfm 'last summer^ * The M. * my dead -^a. more correctly I the Suppositive stat« which. nouns and in -e for inan. yfma it ililin ka tnkoshik the Indian (ch) who will is come but has not the force of -ji which purely a sign of the future. I sliall go to Montreal* or ' Del. the of. A. suffixes -jmn are used in both sing. ' . The pi. cow I had etc. DYNELEY 381 0. nviitonhgves-ga '. cf. we find the original -a. -tsi kci-i)zem—ga the to the noun or particle instead ' of to the verb . appears only in « Alg. » with nouns. A. so far as can judge. exclusively for an.

ashai koskosito'. '. with the term This. mrenen anishinabe—nen * which man cf. '. however. nouns. j6n6n-aza is that I might have Dubitative not a cognate with the above forms ' cf. noxkakumo- meiukki perhaps I love '. -issa. . whom ' I see ' inan. ve- konen nipi-nen what in sort of water '. was he your chief ? ending in M. -ussa. cit. ? ' . (p. subj. A. the . cf. sign is -ats The J Dyneley Prince Ph. -assa. and Bl. nind-avemar-tok ni-vasister bama-tok it is probably In Cr. sign is not cognate with ' -nen ending ct. the characteristic ending of which -nen cf. -essa. -itok. -atok which I identify with the voc. my Oj. « 227). the ending seems Oj imla'. » state which appears most prominently ? ? * Alg. A. they * are probably awake by now (so (loc. such It is as ke sanhgemanhica-assa f the regular * Imperf.' . This form does not . interr. M. ni—chimdr—itok ni—vahandan —atok it is probably my canoe which kenuk ' I see'. in RS-le except in distinctively ' verbal combinations. The following examples » illustrate its * use. A. kit-ai-tappo-ats f did you go there'. I should mention the existence of in is an « interr. which may be cognate with the Subj. s'miise^tuk they are coming along a dubitative they say) I should mention that O'Brien there was p. A. -aza. A. Kagni Bl. Alg. airikhigan wiiat book the inteiTogative . past sign in 0. Cr. I . -toli. confined exclusively to the verb. M. 287) believes past in O. masinaikun. Keko etc. D. 232 SECTION LINGUISTIQUE is [32] 81^ Avill the suffix plur. 11) Finally. The characteristic sign of this is -oxka-. n'traIn Bl. does not occur -assa. seem to be used In this the other idioms ' Cr.

12G8. les Sitzungberichte de I'Acad^mie de Munich une etude d^taillee sur cet usage En attendant. b. paix. au plus tard. XVI 218-298 xix 9-13y Thucvdide ' et Aristote '^ ra con tent tons deux que dans les temps anciens les Hellenes portaient leur ar- mes meme en temps de abandonuer dans la ville. * Polit. II 8. qui j'ai sont en relation avec le sujet de la note que I'illustre Thon- compagnie. arines tombait riiabitude de porter toujours les d6jk en d^su^tude a Athenes. . les peintures represen- Les vases du Di pylon dont du cadavre et le cortege tnn^bre. 40. permettez moi de Vous indiquer deux des neur de presenter a tent I'exposition resultats de cette ^tude.LE FKEMIHR REGIT DE L\ MOKT DES PIIETENHANTS ET SES TRACES DANS L'ODYSSEE (Od. • 11 rt^sulte d'autres indices I. p. prouvent que vers la fin du 9°"* si^le. et rhistoriographe ath^ ni^n ajoute que ses concitoyens f'urent les premiers & cette habitude et ik circuler sans amies Je publierai bientOt dans primitif et sur sa duree.

127. • XVIII 3. 698. le homerique commenpait a port des armes etait generalement r^pandu chez les Grecs de I'Asie Mineure. 145. A I'epoque ou I'^popee se developper. I 190. Pour cela on consi- d^rait la lance et I'epee ou au moins I'epee indispensables k I'appareil des hommes. [2] que les les Me^ariens. ' * OJ.234 SECTION GRfeCE ET ORIENTE les Corinthiens. car. 219. les * I'epee ne les quitte guere. le discours Un de ces passages est fils dans lequel Ulysse des les recommande a son ch^es aux parois du d'eloigner armes atta- megaron^ pour mettre hors de la portee des pretendants a I'heure de la vengeance.^ chez ® eux et dans les maisons de leurs amis. 431. Od.vfiovAog ivl (pQSol drpei lidtp>rj. il en est question dans ses parties les plus anciennes ^ comme dans les plus re- cents. XXII 74. IV308. lorsque le r^cit est quelque peu d^taille. On pent prouver que poetes de I'epo- p6e plus recente vivaient a une epoque ou cet usage primitif etait deja abandonne. XXI 119. En public^ heros sont armes de la lance et de I'epee. 194. II 10: XVII 62. oh d'ivl (pQsol dAAo de ojTjroTS ^dAleo ofjOiv uev jto^. n . Outre cela nous le rencontrons dans la meme epopee II 46. 210. 79. et le plus les souvent dans ces dernieres. Bien peu de passages trahissent la coutume ftouvelle de se presenter desarme. 697. (Od. ' La plus ancienne mention de I'usage primitif se trowve //. XX 126. 101. nous pouvons en confa9on conventionnolle clure qu'ils le decrivaient d'une d'aprfes les anciennes donnees. Od. XVI 281-298): Toi eQEco. \es Messeniens et Chalcidiehs d'Eubee abandonnerent cette coutume pendant la premiere moitie du 8"® siecle au plus tard.

nooov jTVQttg 11k€t dfirfiij . 71).se rvi refuse^ la Od. Puis vient le r^it ar- indiquant que Ulysse et T^lemaque emportent les mea dans le thalamos.KeTai dvdoa Gidtjoog. 385 nb dV^«ra voffia^. 291)^ et I'omission des quatres der- XVI 294-298). ydg t'(pt/. ^f^otv hx^t ^i{U»v. Ulysse sugjj^ere a son fils de dire aux pretendants.(j. Le meme 10 (Odyssee niers vers.aKoig ineeooiv jTa(}qmGd(M. 285 eg uv)^6y oyn/AOO da?Afiov Karadiivm df:ioag Jidvra iLuOSavTUij ftytjorf/oac.^Ei llaX?MC. fia?.Mboiy noOeovrec. dv ^mdvoavTEc. Toi ev intyaQoioiv Ugt'/fa reu/to nelrm. qu'elles avaient ete eloign^es pour les soustraire a raction de la tumee et aussi pour eviter qu'ils se blessassent avec elles les uns les autres dans une querelle apres boire. Jlgog d'iTi Kui rode jtiij /ttet^ov ivl <pQ€oi Of/ice K(/oyic^y. dans le cas ou ils Tinterrogeraient sur I'absence des amies. Partout ailleurs les * pretendants sont r^pr^sent^s eiit arm^s dans * la salle.m vEvoc) ffCioa jiiiv HKLBIO vol kyio K£(pa/. ^Adijyauj ual /iijuEva Zevg. Apres qu'Ulys. Kuraioji^m'i^TE re dfxlra uat fnvijavvv 29:> ' avrui. igtv OTi'/OftiTeg ev vjulv. old JTOTE 2«J0 Tgobjvde kicov uareMurtv '(Jdvonevg.ovg TQ0J0i)Te. discours est repet^ dans le XIX livre de rOdyssee (4-13) avec une legere modification du vers XVI (Od. iAoijueda'Tovg de KEjrEira ift/. > Xojfv d^olotoiv dvo qjdoyava nai dvo <^otV>f uaAMJTEEiv ual doid jiodyQia d>g /e^n' i/^odai. XIX 10: jtpbz o'stt x«l to^s juiCov 74. dXkij^. dAAd HaTijKiOTai. XXII . jrcog otvcji^hnrsg. » Od.' < hi uaTtvoO lutredriK. inel ovketi toKhv iqtnet. ore Ktv oe jutTa/.

236 SECTION GRECE ET ORIENTE [4] reconciliation proposee par Euiymaque. Si le poete qui composa le discours d'Ulysse epees. deguise en mendiant dans n'avait pas d'armes sur lui. Je partage les opinions que dans M. . les livres Pour ' qui traitent des ^venements survenus Od. telle qu'elle nous est parvenue. avant de creuser le sol le sillon de la salle pour y fixer les Laches.431. ses de Wilamowitz-Moellendorff a d^veloppees «Homefisclie Untersuclmngen». et que cbaque ^rudit impartial doit trouver justes dans les lignes principales. se figurait les pretendants sans armes propres dans la salle du festin. contrairement a ce que nous voyons dans les autres parties de I'epopee. depose son ^pee et qu'il la reprend des que commence le combat contre les pretendants. L'Odyssee pil^e telle que nous la possedons a ete comde plusieurs Epopees differentes. ^ Tout ceci prouve que le poete qui raconta I'enlevement des armes. lutte contre leurs adver- Cela s'entend qu'Ulysse. La du discours contient une autre contradiction. le les croyait armes de leurs second pretexte n'aurait sugg^re a T6l6maque rient eu qu'a se servir par son pere aucune fin raison d'etre: en cas de querelle les pretendants n'au- de leurs propres ep^es. il faut nous rendre compte de la maniere dont est nee I'Odyssee. Pour comprendre ces contradictions. Ulysse recommande a Tel^maque de garder deux epees pour leur usage personnel dans la saires. ils tirent leurs epees du fourreau et se servent des tables en guise de boiicliers. XXI 119. mais le pofete refere expres- sement que Telemaque.

nomm^e en second Elle contenait. provient de cette dernifere 4pop<^e. II ne serait done pas trop tem^raire de supposer quo la version d'apres laquelle Ulysse et Telomaque ^loignent les armes. et en6n d'une troisi^me ^po* p^e. d'uu potoe qui racontait se comment Ulysse et l^ni^lope reconnurent et dans lequel Ulysse exterminait les pr^tendants aprte 0*dtre entendn avec son eponse. elle aussi. et a servi de base aux quatre derni^rs r^cit C'est de lui que provient le du nieurtre dea de ces tendants du d'ep^e. D'un autre cotd nous savons que le compilateur puisa dans une 6pop^e qui r^latait le meurtre XXII. Le comdes pretendants autrement que dans le livre pilateur aura bien senti la ditTiculte d'insc^rer ce motif . le «7 iiervi a compilateur s'est Hiirtout de troi»» ^pop^es. ou Ulysse tuait les pr(^tendant8 avant de s'Mre fait reconnaltre de Penelope. pr<^- Odyss^e. XXII livre. un r6cit du meurtre des il pr^tendants. mais le n'est pas arrive a celui nous parceque les derniers compilateur I'a remplac^ par il de IVpop^e plus recente et plus faible dont livres. de la T^l^machie. oO ceux-ci se pr^sentent arrows et la plus po^tique trois La plus ancienne epopees est bien celle que nous avons lieu. se servit pour L'^sprit si different qui regne dans cliacun de ce» poemes nous donne lieu de croire que les descriptions du meurtre des pretendants devaient diverger consid^ rablement de I'une a Tautre. Des vestiges de ce dernier poeme se sont conserves dans le Hvre il XX de notre livres.[5] HKLBIG Itliaque. traitent de Les deux passages qui Tenlevement des armes reposent sur one relation qui diff«6rait du XXII livre par un trait essentiel: les pr^tendant dans le Megaron y sont representes sans armes.

quelle necessite y avait-il de chercher sur les murs de les la salle des les pre- lances ou des boucliers. sous ses guenilles de mendiant. tout de meme. sur quoi les pretensalle. Mais s'il s'agissait seulement de punir un mendiant arme simplement d'un arc. i . a tue Antinoos par megarde. 24): jrdvTooe TtaTTualvovre^ evdf. est abso- lument inconcevable. ovd' dXm/uov sy/og ^Xsoi&ai. le a done essaye de mettre en rapport avec situation d^crite dans le livre XXII.' 238 SECTION GRECE ET ORIENTE S'il I'a fait [6] dans son Odyssee. II en est de meme des vers 139-141. dants se levent furieux et s'elancent a travers la Puis viennent les vers (23.. 581 et suiv. Au commencement Ulysse tue Antinoos d'un trait de Heche. * irjv. .n']Tovg jtotI roij^ovg ovde TTYj dome.A" 140 dy£d\ ' vjlUv tevxe' kveiuoi i9coQrj/dFjvai otojuai. qui relatent I'enl^veraent des amies. Mais de ce cet essai lui livre. a bien mal reussi. M. p. 189 et suiv. ovde m] aXXr} cpaidijuiog Tsv/ea uarModrjv Vdvoevg koI * vlog Die Composition der Odyssee. p. XXII. iK daXdjuov ivdov ydg. Kirchlioff a justement reconnu que la con- duit e attribuee par ces vers aux pretendants. c'est qu'il s'agissait d'un episode qui ^tajt grave dans la memoire la- du peuple et II qu'il etait impossible de I'eliminer. quand epees dont tendants etaient ceints eussent ei6 plus que sul'fisantes? il est clair que le compilateur a intercale ces vers les pour mettre a peu pres a I'unisson le livre deux passages avec precedents. ou Melanthios se refere a I'eloignement des amies: [d^. Die homerische Odyssee. Les pretendants croient qu'Ulysse.

.. alors devient tout naturel que I'auteur du XXII * livre ait traits Targument d'une Die Comp. si ce paHsage dans sa conle vers 139.€/[t£(og Hveivowo. * Le vers 711. Kirclflioff * a8f» remarque que Tadverbe A«dcw y ent employ^ d'une fa^on contraire A la logique et reconjiait avec raison auHsi dans cen vevA une interpolation mill r^ussie. Odyaee p. qui fut substitute par les vers interpol^s.[7] HELBIO M. Dit hom. pag.tth'oio €Qdv(^ ij fuajrivy rt«5^axi«/y. oveg ojg dyoK'tdniTEg. 684 et suiv. og rig re uathKravE fhOf em qdn'y. ou Ulysse tue les pr^tendants avec la connivence de son (Spouse. ception originale linissait avec ou H*il con* tenait une autre donnee. 1J>2 et suiv. La description en corresponderait avec Agamemnon fait dans la premiere Nekyia sassinat et de et suiv. * i'0)/. . XI 411 deiTrviooa. Je n'oserais decider. d.^ . ol Tj ^d vkv ydfi(^ i} dqjveioO dvdQ(}g jueya dvva. Si I'epopoe plus ancienne il representait ainsi le meurtre des pretendants. doit avoir ioit une grande impreMion. c'est-&-dire si transport fait par le recit de Tenlc^vement de armes provient de repop(!^e plus ancienne.: celui celle que as- de son de ses camarades (Od. Si le mon hypothese est junte. nous aurions par la une id^e de la maniere dont cette ^^poj^ee repr^sentait le nieurtre des prc^tondants. Ody. lis auraient ete massacres par Ulysse pendant le t'estin. IV 636. «wt u rvj^vtr Od.

des boucliers. comme un ^ trait • caract^ristique I'auteur du vrai livre C'est pourquoi du XXII arme les pretendants d'epee et qu'ensuite chez lui Melanthius leur donne des casques. considere avec raison XVIII 376-379 que M. compilateur ait donne la pre- po^me plus recent. mais on ne * Un exemple evident de cette tendance est fourni par les vers Od. Outre cela les poetes le plus r^cents consideraient plus de cliquitis d'armes possible recit epique. comme I . de Wilamowitz interpolee par un poete posterieur. dans son developpement anterieur L'epopee ionienne qui contenait le recit perdu du meurtre des pretendants. Mais ce trouve les une explication diflferentes parfaitement qui vraisemblable dans influencerent la et circonstances poesie poste- epique rieur. des lances. surgit selon toute probabilite dans une periode tres reculee du 8™'' siecle. On trouvera etrange que le poete plus ancien tribue aux pretendants la coutume plus recente et que le atles represente non armes dans la maison d'Ulysse. tandis poete plus recent les fait revenir a d'etre I'lialjitude fait ancienne toujours armes. regardaient le massacre des jeunes gens sans armes comme une juste punition pour leur conduite criminelle. Les Grecs des temps plus avec les id^es apres de justice qui leur etaient propres.240 SECTION GRECE ET ORIENTE le [8] autre maniere et que ference au recules. II est bien probable que les generations posterieures furent clioquees par la brutalite de ce procede. Cela lui fournissait I'occasion de depeindre une tout temps serie de scenes de combat qui de les appartenaient aux sujets plus goutes de la poesie epique.

Si la coutume de port«r toujoura les amies tombait en df^suetude k A thanes vers la fin dn 9"" siecle et si a Ohalkis. k M^gare et en Messc^nie elle tut definitivement abandonnde dans la premiere moiti^ du 8*** siecle au plus tard. L'auteur de Tepop^e que le compilateur employa pour les quatre derniers livres. apr^ quo les Clial- cidiens et les Corintbiens eurent etendu le ooui'S de . nous pouvons supposer que ce tot en lonie. Cette circonstiince devait ment entraver leur fantaisie et introduire dans leur production un element moins poetique. k Corinthe. de phrases toutes faites.[9] HELBIG le 341 peut croire qu'elle pAt avoir 6t6 or^*e avant commen- cement de ce siecle. il celui du perdu du trahit une connaissanoe des pays occidentaux qui n'etait gu6re possible que depuis la deuxi^me moitiee du 8"" siecle. II vivait. son 6poque il se couformait a i'usa^e qui re^nait dans et dans son pays. et les qu'en representant pretendants dans la salle d'Ulysse non armes. qui 6tait reconnu comme typique et dont ils ne pouvaient s'emanciper ncSc^ssaire- que difficilement. lis avaient re^u de leurs predecesseurs un riche appareil de formes sociales tradition nelles. vivait dans une epoque recit beaucoup plus recente que meurtre des pretendants. Les poetes post^rieurs ne se trouvaient plus dans une position aussi favorable. il chantait au moment ou activite et la source de la poesie epique etait en pleine il ponvait puiser a pleines mains pour son poeme dans son entourage meme. II est done tout k vraisemblable que po6te crea cette epopee apres que eurent abandonn^ la coutume primitive. fait se produisit un peu plus plus rapidefait ou la civilisation avanyait ment que dans les loniens la mere le patrie.

XX 125. . 145. soit corinthienne. 127. 228. WilamoAvitz. Od. les Corinthiens. et autant que nous porter le sachions. 70. Helbig. * ' * Homerische Untersuchungen.at2 SECTION GRECE ET OEIENTE [10] leur navigation jusqu'aux difficile mers occidentales. 24-27. 7™* ^ II serait du compilateur au de la siecle. p. qu'ils le faisaient certainement avec I'intention de don- ner a leur poesie un caractere arcliaique et propre a la grande Epopee. Wilamowitz. Tous deux appartenaient a citoyens de tous les etats I'epoque ou les C-lialcidiens. I 121. p. Si * done les poetes les plus recents decrivent avec c'est predilection un usage abandonne depuis longtemps. 70. XVII 62. ^ M. 4 * p. p. Homer ische Untersuchungen. de Wilade la deuxieme moitie du mowitz ^ a suppose avec raison que le poete de cette de reculer I'oeuvre epopee et le compilateur vivaient tous deux dans la et mere patrie dans uu centre de civilisation soit chal- cidienne. les grecs avaient abandonne depuis longtemps I'usage de toujours les armes. Malgre cela le poete de livres I'epopee sur laquelle sont bases les 4 derniers Telemaque et les preteudants armes d'^pees dans le Megaron d'Ulysse et le compilateur revient tVequemnient et avec une certaine de rOd5'ssee nous decrit pedanterie a I'usage primitif. 27.

So dass fiir jeden ernstlichen Erklttmngfsvereuch der genannten phrygischen Insrlirirten eine Vergleich- . '-t-*t^J^<CfS»m»f^-~ Zur Erklarun^ der phrygisch abgefassten thaltenden griecliischen Inscliritten. niimlich die armenische Sprache. sind verschiedene Versuche von mehreron Fachraftnnern gemacht worden. Inschrii- ten oder phrygische AVorte (Verfiuchungs-Forrael die en- vor oinigen Jahrzehnten von Texier und neuerdings von Ramsay in verschiedenen Gegenden des alten Plirvgiens ent- deckt worden. Aber alle diese Versu- che von Lassen und spilter Fick. Ramsay und Kretsch- mer leiden an den genieinsamen Grundfehler. dass die in genannten Gelehrten schon uns keiner Weise den von Alten vorgezeigten Factor zur HGlte nelimen. Die Verwandtschatl der phr5'gisclien ist Spraclie mit der alton armenischen Scliriflstellern. von alten zuverliissigon sein zeitgenoss wie Herodot und Eudoxus ausdriicklich bezeugt und von den jetzigen t'eststeliend linguistisclien Ansichten als a priori angenomraen werden muss.DIE PIIRYGISCIIEN INSCIIHIFTEN.

Diese Vergleichungsmethode vvende ich im vorliegenden Versuche zur Erklarung der plnygischen Erklarung der von Ramsay entdeckten phrygischen Inschriften der romischeu Zeit und korame dann auf die zuerst von Texier Inschriften an. Vrgl. HEiv uauov 7tQ007ton)oei icaTt]QajLiEvog ijvcj avrog nal xd XEMva avxov ual iu xekvojv xEuva. den (den triigt. w. Den Text Zeitschrift der ersteren fiihre ich an fiir wie er in Kulm's auf > « Vergleichende Sprachder forschung dem Gebiete s. karischen Addag) der Vater von OEjuiooog verglichen werden. Ich beginne mit der aufgefundenen alteren. Indogermanischen u. ist. J .) Sprachen (Band XXVIII. 1) TdxEig. den Kretschmer ^ als kann der Personeneinfachen Lallnamen betrachtet mit dem bekannten karisch-kleinasiatischen und armenischen Personenname Addag (armenisch Aad Oder Tad). Einleitung in die Geschichte der griech. 381 von Ramsay selbst verotfentlicht a) Pheygische Inscheiften der eomischen Zeit N. audi die au8 den phrygischen Inschriften * bekannten Personens. In dieser Inschrift name TdxEig. 1 TdvEig irijiupe rov "Anjcovv rov iavr^g dvdga eti t/boa ual xa TEKva juvrj/ui]g x^Qiv nal iamr][v.244 SECTION GRECE ET ORIENTE in diesen [2] ung des enthaltenen Sprachmaterials mit der armenischen Spracbe niir als unbedingt nothwendig erscheint. Sprache 348. Tig de Tavrr] dakd. der Hellenischen Zeit angehorigen Inschriften.

Feminin) KavKd(tov. 1 tcuUudun den kleinasiatisclien 2) Gericlit). den arm. in irgendeiner BeziehuDg zu der armen w. (so aucb armen. niclits c^tyi/g. Der Name des angeblichen Sohnet* de» karischen mythischen Heldens setzung des Oejitig Aai^a^ des defitondg n&mlich.[a] p. aus eigentlicb Grab bedeutet. Vgl. T b aland i>/Mj)>'j lass* icb dab ingestel It. ist Sa^d/neiv (« raj>r. Dies icb armen. da/. Tdva^ MiKVAov). das arm. Vgl. httam zk-em t'iible. tadem SaXdfUEiv. du XW^ Cvngrtt d«» Die gewObnlicbc Endung aber M «MtntmUHft. so wie anderes bedeutet als ricliten. Dad vgl. Thalag kopldecke.dfU'iv >) fia- aller Wabrscheinlicbkeit dd/.ajiiog nacl). Thai stelit.iddouoa oder Tedovoia. Stadtnamen Chram) ist asiatisclien nicbt Aetet ungewObnlicb. defnoGog ist freilich aus hergeleitet. Tlialumu Ob das griecb. wie in den klein- und armen iscbon Lociilnamen Iley^'auov Lygdamum. scheint nichts anderes zu sein als die griechische Uber- Namens Tcul Adda^. audi die kleinahiatittche meniaclio Stadtnaineii Aa^nrava..(V^ PnHt*) . an-zk-am dyaiodijroi. Stadtnamen Aadt'inrava Das einzige interessante Wort in der Inscbrift XdfiEiv ist. AadfJiM ora. der verwecliseltes und das der Be- Form nacb liellenisirtes phrygiscbes scbliess' Wort. Jer/y [MEvavbQoc. graben. Itry Aetu oder 'Aotardtt/ov ijwitfwv t) 7ttvilEQ<}j Tdra {Tdra ov/i/Ao^ ai>roO). ildXafioc. jus. wrzl. OTEyew hat (Vgl. Tlial Thalem griibniss. Tarag and arladono/jg und den kappadokischen Monatsnamen . sorgen. Spraclie. die aucb den allgemeinen Sinn von deckeu. Die Endung am niscben Verbalien (so hnayein den armeserge. Daa in zu vermutbende pbrygiscbe Wort lautete wabrscheinlicli etwa ihalam oder thalumn. aber in der armen. — Ton* III . ein parety- mologisch mit deni griecb. in der pers. OABOLIDES Adda 916 namen idiffi Jdd/yg (Ja^tatjdy^v).

So Dativ semin. Das arm. Vrgl. 2) Ta/itav.) Aelin- komrat auch in einigen sowohl armenischen als phrygiscben antonymischen dieser.aTi CT^'xtav xal xax6v av TtotTfjoiQ . 1) Jog. Thahnnn bedeutet gische Begmbniss. 5om Dativendungen vor. Dieses von Ramsay als Scbade (harm ' erklarte phrygische Wort ist offenbar der Dativ eines dem armen. = TovT^ r^ /nvrjjLiaTi (s. das pbryg. ual Bafiovg ldic> JIaoicovog A£ovT[la>) yafi^pjQoc. und ioin entsprechenden phrygiscben Demonstrativpronomens des armenischen da oder ta =^ ta * Nach der Erkliirung von Ramsay muss der gauze Yorsatz der C^jt^-^av Veriluchtungsformel so erkliirt werden: o? av xal y. sermn liclies OTtEQjua. so kann man ihn auch in dem armenischen Dativsuffix der auf mn endigenden Verbalien finden (So vgl. aus derselben wrzl. osjuovv nvovjudV&. serman. w.240 SECTION GEECE ET ORIENTE Verbalien [4] der im armenisclien niir ist amn. log rajuav uai uauovv addaKevrt. Dativ. Ebenso noin -^ dieser. nemin.axov Trotr^OTQ (*AXXd T'vi K(>a7|i. N. hingegen das phry- daXdueiv bedeutet die Begriibnissstatte. Snort. in Dativ. STiTvevm^evog eivov. unten). ual F/vkcov X^Qiv. 2 'AvvlnaTQOc. jat. in das arm. wie das griechische 5g jas. Der Begriif von Grab bleibt so ganz aus. In der phrygisch abgefasstcn Verfluchist imgsformel dieser Inscbrift das erste Wort log fenbar ein of- phrygisches unbestimmtes Relativpronom {pi at). ddskq)^ juvi'iitrjg ual ji(plfi ywaiKi avvov. .). Was den Anslaut n {da?Min£i[v]) in der phrygisclien Dativsuffix anbetrifft.

/g xe ae/uov lO'ov/iiKog a(d)ateev chen //£ abgetasst zu dicog ^[£\u[e]Aoj ^tTertKftevog «ro(v). den alten kappadokischen Jddovoa oder ladovoia. und TeOovaia Monatsnamen dessen Wurzel und ('s. dem Wio kann phr}-. 3. in denen nicht wenige alte kleinasiatisch-anne- nische Wurzel bis heute sich erhalten haben. CAROLIDEg imane "i 947 ooTog der dativ ist hna unci fmane mit der praepos. lat. Td<pog. ist Vrgl. 4) AddauETTi. cavus verglichen werden. Ich bemerke nur das audi in vielen griccliiscben Dialecten von Kappada^a> dokien.[5] P. so STiKjuei'oi muss man rait EiTov als evrv/otro WOrter £rir(r)passiver Bedeutung. dem griech.). V Ramsay) dieselbe Verflucbti*t'orrael in beiden Sprasein. dadliAmi <Vi. de Lagarde auf das baktrische Dmltmsi^ ScliatTer zuriickgefdhrt ^\^rd oben s. tha ^di)K£ ^jtoitpe (Sncrt. jToto). muss moi erkltirt werden. da [fiaijvai. a\n tmin sclieinen roOrtff Beide armenischo WOrter. Wenn man den die pbrvgisch ab- gefassten Verfluchtungs-t'ormeln der Insclnitten rait griechisch-phn*- gischen griechisch abgetassten ahnliclien Fornieln der griecbischen Inschriflen von Plirygien vorgleicht.^i»chen rafiev — zu sein. und sein Etymum die wrzl. ETiTTSTDiuevog. die also (bei gegritibn werden erklilren. oder fakshtlmif dentsch TImn. That. es mit eiquti). wxh (koiJU^fiara Hesycli). I ad) der Doin oder Toin oiWog tmin (timioj. so Was dem das Etymuin des Wortes karischen noOa uavJi(t£. daida/.og) zuruckzutuliren. anbetritft. 3 als ^iyi)jua die Folge der WOrter zeigt. dhuy da. sowolil tmane identiscli mit Kai. Dieses so ist plirygisclie Wort bedeutet entweder aut* otlenbar jroii'/O)]. oder auf die w. So scheint in N. Dieser plitygiaoh abgetassten Verfluchtstbrmol tblgt bald eine grieohiaoh . Etjmum dada 5) von P. K(7jg koUo^.

' Xi aber wahrscheinlich mit dem I In den griechisch abgefaasten Verfluchtsformeln der Verfluch« xan. =-- Tika-hatz - -- doQiJihjKvog. etittetik^iE' VOg EITOV. lere. 1) log VI. namlich eri^ ^ Der erste Theil ist wahrscheinlicli eine . Vrgl.dvrl. so betrachte ich es als ein zusam- und latein. des Compositums.to ivTST'rmsvo? sir. tik. xv/. . oo{j. Uber ist tog ist schon oben gesprochen eine worden. evTv[xoiTo]. schwer getroffen.:oxaTa. N. Kiclitiger aber mass man ( das STiT£Tiy[u)n£vog mit teueIv (eigenoi»d' der griech. JTQog^ tik Praeposition wie das arm.248 SECTION GRECE ET ORIENTE « (6J abgefasste F. ist offenbar Impeiativform. . esto. tungssatz lautet auch goto) » X. vvy/dvEiv treffen «. fj/i/jgovEg. und pers.TST'. ius. vvuog ( Meissol) in gen. end. eotco.f>a|jivo? r^tw (s. spricht besser evto/oiTO dem = .EvrEvvyjuEvog in der urspriinglichen Bedeu- tung von Tvy/dvco.evo? aber ent- und muss die in den Inschriften dieser Verbumsform gegebene passive Bedeutung (svi'V/o'. 1) und « G. re/. imjjedispel- tekiden cito tekaniden amovere. Vg dv de k an cog eine [jT]vi'joe[i].x(7){i. AVrzl. tlich = werfen).'f opal? ». irv/Eg TVKTog. also -= getrofi'en. falls diese griech.oaTO^ und € awpot? Tcepuc^ooixo £T'. wie da& nun die grammatische Form und das Etymum von eriTeriKjUEvog oder eriTETiy/iievog betrifft.) nur in solchem Sinne aufgefasst werden. tek nicht dieselbe ETtT£Tfy[ic)juE- vog also -. Pers. 3 log VI OEjLiovv KvovjuavEi nauov a[d auEv . Kara. tek. »). Was mengesetztes Participium passivum. Ten7i{y)/i(evog Spiess. armen. tIuteiv. zeuva dojga EiTov griech. oder ent kann freilich mit dem armen. W. tik Verbindung brinmit der oben erwahnteu ist. tik currere.

t7| P. {log vt dv 2) Kvovfiavei. RauobgefUss IToviifi Haucb. den kann man. Fa/Mava. log VI nefiov naKOvv at^tfyr aivim &aAajin. kine-man {kine W'ein). CAROLIDES og dv) ^leichbedeutende 3«f» griecliiscli. Kretschmer iind andero sich in der etymologischen Erklarung dieses Wortes geirrt haben. Das Suffix man ist in der arm. 80 kerez-wan Grab. dvfUaitn). stimli-man Oegeniiber (sandi-fjeqen). wie Fick gemacbt bat. . Demonstrativpronomensdieser oder dativ s(e)min fDativ des Pronomens soiii dieser) s(ema und rs)emane (Dativ des Pronomens m erkliiren. 4 idiu jTE\'0£O(}. N. Unga-^man Vrgl. im armenischen nicht vorkominende phnj^inchc Partikel. Beide armeniscbe Formen s(e)min und iemm oder s[e)mano sind beinabe ganz dieselbe mit dem aeftow. 3) I'ejtioin' ist ein Stadt- Demonstrativpronomensdativ. donnis. ganz einfach aus dem armen. Das iHt ist interessanteste phn-gische Wort in dieser Inschrit't Kvovuavtri. da es doch ganz eint'ach aus deni arraenischen qounem {qoun-ewi} scblat'en crkliirt werden muss. wie Ramsay. uvov^tav also bedeutet Koijuiin'iQiov. Ao^iava. man namen Koftava. Spraclie ein locatives. dan oflenbar Gnib bedouwaiirlich tende W. mansio. li^iaya. 4) a{6)auET s. Es merkwOnlig. Vr^l. 2. |>er8. statt in den slavischen Spracben etwa gezwungener weise zu sucben. audi die kleinasiat. aMaKFm N. drjdiog ^f/hfAo) \FrirFr\ticmr(>g ctruv.

die schon oben (N. den. Vrgl. In dieser Inschrift findet sich ausser den schon erklarten phryg.250 1) SECTION GRifeCE ET ORIENTE [8] Aiviot. ainmiff j-ain. 8g dv d£ uauQg 1) {jT)vfjOE{i) . yev. als dem armeniscben. daAajusi) das neue Wort aivioi. erwilbnte armeniscbe Demonstrativd(t)oin. Demonstrativpronomen ain mit dem Dativ ainm. d)]diog ^ejue^. 2) sein. Hier aber das Dativsuffix des Pronomens nabert sicb mebr dem griecbiscben. (jnan. WOrtern Uog. lauE scbeint gleicbbedeutend mit 6g dv zu log vi (N. und wabrscbeinlicb in Genitivform. geminus. gen und gem. armen. Lat. In diesem Falle muss man das Etymum des Wortes auf die Wrzl. Die eigentlicbe N. Das Wort scbeint ebenfalls Demon. 2) Afjdiog. also loke = 6g nE(y) quisque (in den . Dieses Wort ist scbon von Sayce mit dem aus Hesycbius bekannten pbrygiscben AVorte dvdgdjtodov. gemelbis bezieben. ^gvyeg) verglicben wor- ^EjuieXev (fidg^agov Bedeutung des Wortes scbeint Kind oder Sohn zu sein. Und gerade dieses Demonstrativproatvioi da^^ajusi nomen findet sicb in dem armen. Ioke osjliov K(v)ovjiuvog [kukov] a(6)aK£v /usdiog ^ejusAco EureuKfievog £ito(v). 6 y^vKwdvcxt Z(oti(k)C> juvyjurjg /dgiv. vi. 0£fio{y)v^ adauET.o)-=TovTov 2) ol jraidsg. xeuva doga hTv[xoiTo). pronomina 3) d(t)ia und ZefxeXo). Aus dem Zu- sammenhange der Worter entnehme ich dass wir bier ein neues Demonstrativpronomen haben und zwar in Dativ. strativpronomen zu sein.

. . ci^i)vov . 6). N. pers. ffriTETtKjuevog eirov. tttrem. walirsclieinlich eine Genitivtbrm des oben (N. ff'ro (pEotj lat. ist oflenbar dasHdbe mit ksv K€<paX^ xaraveixiCi). AiviKog OEfxovv uvovfidvEi cuvi fia*^ nupEo . 4) erwalinten Demonstrativpronomens aivi-oi. 6 loQ. . Ke {6. Vrgl. 18 KaKovv abdaKET. dem hoinerischen ue. 2 Aft/iegET. CAROLIDBB tdtita:].. kev n N. dart* niclit als Macedon. aiviKOC. lyerem. Das Wort mit einer Praeposition ab ad in zivsammengesetzt betraclitet werden. vi. dar^i oiVw dor^rwo dmijs dv.[9] P. N. 1) AiviKog. 961 griech. die griecii. . /?eo (liegevikij). also Vrgl.. wodurch das Demonstrativum in ein unbestimmtes Relativpronomen ftberzugelien scheint. Dieses neue plirygi»clie Wort ist offenbar h'tyKfj zu erklaren. wie 3) A{t)vov iat in afdidaKET^ ein Prae6x su sein. kappadok. 3 u. kappadokischen Dialecten /g scheint also wie cog ein Demonstrativ und ziigleicli auch Relativ' pronomen zu sein. arm. VI oe/novy Kvoviidvei [KaKovv\ aflfiegtr. . loc. Das a oder ab a(p)p£QET scheint. t^ ks (». das griech. Hier finden wir das aus anderen Inschritten bekannte Demonstrativpronomen aivt mit einem Suffix oder Partikel K05.

Jedenfalls kann man aber das W. oogog Lehnwort aus betraclitet werden. aivi ftavnari trir- TSTlKJiievOg ELTOV. Also aivi jitavKaTi ETiTTEvminEvog eitov Ovv iraiolv evtv- I . ^ejusAo) erireTiujttevog 2Ja) ist offenbar = ein rfj Demonstrativpronomen — ovTog dem [oa oogov ravrt] oogq)) gaDZ dasselbe mit - ovrog (vrgl. ovjii^iog Avq. 26 log VI osfiov wovftavi uauov dauer. 26. dem griech. 1) Mavnavi). so.TgojyArj vergleiclien fVergl. auch das pers. 1) nans adauev . JIdoa Miv(y)£ov Kvglovog ual avToO 'Ajrjtag yafifigog avrfjg nai vf) Tdra aogdv. a-ucli arm. Demonstrativpron.252 2) SECTION GRECE ET ORIENTE MavKafiso. sie. rod Tcai KvqUJm MvQcovog ^(i)JT£i. obwohl oogog im Griechischen nicht eigentlich das Grab bedeuteth. sa. 26 unten) zu sein. das Kind oder Kinder. Grriecli. mit sain diesem sa Deutsch. N. sa—s - er. mit dem juavuari des N. als Zogov) kann gewiss ein sorem -= eindringen. sor =. oy/Liegov. [10] Das Wort (s. Hier ist interessant das Wort //av- «ar«. sa -— dieser Avie ta und toinj na und noin) Vrgl. N. sclieint dasselbe s. i) ovjufiiog uarEOuevaoav //£ jurjrgl r>)v log oa oogov EITOV. zu bedeuten oirrog sclieint. audi mit dem armen. 2) das Snort. N. 21 AvQ. honr ~ Grab).

suffix bhyas. < rhn^i diOQa ^o-i'l/fxro]. N. . Das armenische Wort [mang(k)] liat im Pliiniliiominativ.ra/j. MavKatiiM (S. u. Wirklicli. jruiVinior. CABOLIDES iV3 XoiTo. Diese zweite Form iHt beinabe ganz dieselbe mit dem pbrvgisclien MavKnrt. V^rgl. 21. erkliirt aivi ftarnaviel- er mit den Kindern. fte ^efit'Aoj erirvrtKuevo^ eirov. skrt. . «og TO. obwobl Nominativtbrm btui). nftmlich der griecbiscben Zeit liber. — also manrjii Ttaideg. Zu bemerken ist aber iHt dass die talis < ft Form mankab im Armenischen das als » instrumen' > (kortzacjun). ausser der gewOhnlichen Endung h (manong k} audi die Eadung /i. rnangfkti im Armenischen 'Cfr. « durch die Kindorn oder mit den Kindern so also erkliirt werden muss. leiclit aiich /lay- Kan als Instrumentalis angenommen werden. Wrzl. In dieser Aut'gabe will icb nicht alle die bis jetzt von . 5. manong(k. phrvgiscb abgefassten Inscbritlcn indem wir diese nacb der von Texier und neuerdings von Ramsay abgescliriebenen Texten geben. . m Verhinclnn<^ hringen.. 18 oivt ganz dasselbe zu sein. 18^ Mit dem Mavnau scheint fiavHapeoi MavKaftEo TN. (a)ti vkuva. gehOrenden. nivi /uavKari so Dann aber muss werden und i»t. roang(k)»-ig(k. manfi(k). Jetzt gelien wir zura Erkhlningsversuche der archaischen. . suffix So viel iiber die phrygisch abgetassten Inschritlen der rOmischen Period. N.[Ill p. roirrov . lat. fie ^fieAtit kann man fiavKart mit der arnion.

das Lassen betrachten wollte (also das als Object des Satzes Monu ment. arhoy 3.264 SECTION GREC£ ET ORIENTE [12] verscliieden Gelehrten gemachten EU'klarungsversuche der gesagten Inschriiten ausfiilirlich besprecheii. aus dem 2. Ba/ia /LiEjueFaig: K(pr y{QavaFoQ[Qog (nacli T. dgx^g) oder aus dem armen. Midat ist gewiss Dativ von Mida(g). aQKiaipog nach T. das Grab?) Ramsay aber als einen Eigennamen Dorula-fog_. evXapfjg (oder evAaficog). Dieses Wort. . mit Dorulas. Wrzl. b) Inscheiften des grossen Midamondments I. AK£vavoy[X)aFog. agna-icor -= = Ehrenvoll. armen. agnouist viel- zem = Verehren bezogen werden: aK£vavoy(X)aFog 4. sonderii ganz einfach meine eigene Erklarung-^versuche ziir Kenntniss bringen. leicht eine Adjectiv oder Adverbialtbrm und bedeutet achtungsvoll. muss vielleicht aut' jtegitpavi/g. die armen. evoe(ii)g (oder evoe/^cog). Ehrwtirdig erkliirt werden. II. agna-zon = Aoqvagn. in Genitiv (analog Aaog). argay 1. Aug nacli Texier) aQuiepaig (nacli R. In der Inschrift 1 Areg oder Arig ist gewiss der bekannte Lydisch-phrygisclie Eigenname. nach Ramsa}^ 'javaFs^ogj sdasg.) ai££vavoy{X)a^og Midai ^[yaTtgoira^og: u(pi' FaMy)€ai FavauTEi sdasg. agen. AQKiaipog oder aQuiepaig kann Konig (griech. Arsg (nacli Ramsay.

ZavaFogog oder ravaFogy{^)og oder ZavaFs^oi kann aus dem armen. . trifft. ^avaFo^og bo- so kanii ich nicht begieit'en. zen-iden geb&ren). Inschrill der rOra. oder Kq)t. In der Inschriit 2 1.& 6. Auch das Suttix aFs^og itz kann mit dem arm. so ist das BufHx aFoQ also vergliclien aioor ganz armenisch. 2. f'alls dvaKZi. yav. Vr>^. Zeit. ynew gebiiren sein. das pers. r(X)aFay{X)Tai. Mejue/iai^ ein als parallel von ist aQKEtpat^ ist wahrscheinlich Adjectiv. ergeben ?). . 'Ium aA- {djuKET der plirygisch. zen. /uejuac'o^ vergliclien worden ^Also bereitwillig.und Personen-name. Was 4. FavaKvei 0. was Lassen mit der willktirlichen holi'te. oq)<')£ suns. Veranderung der Worttblge zu erreichen indem er die in dem Texte von Texier vorhandene Kqji' ^avaFoQog in utpi^av: aFoQog verwandelt. zu vergleichen. bactr. Eh von Lassen mit ftefie- dem fiaig griech. lat. 3. als parallel IlgoiraFog von auEvavoy A)aFog ist vielleicht eine Adjectiv- oder Adverbiallbrm. niichst Kq)i-^avaFogog a(p(^ yEvvt)ToQt. Vgl. (gnitz yeyytfTijg) Kqn ist wahrscheinlich tjtra mit dem TVm- griech. das folgeiide K(pi' ^avaFoQ{Qog. des Wortes als ^an (^na. ist es sclieint eben- Dativ zu 7. Verbaliensutfix werden.[18 J P. Edaeg otfenbar inoupE. Bapa ist der bekannte phrygisch-kleioasiati- sche Gotter. CAEOUDES •>:. Unerklftrlich sein. Setzon wir die Wrzl. zen -= yvvrj.

^ ' Die zwei arinenische Worter. Weil wiihrend das Etymum und und schlafen. namlich d(t)intzazu = GsoYsvVj? wnd Katz = tapfer entspre- chen nicht genau dom Siune des griechischen Wortes. also die Bedentung des ausserordentlich starken. Ursjiriinglich muss das Wort eine allgemeinere Bedentung gehabt liaben.266 5. muss Zuisve^iav. aber ist zwischen wie Ramsay es ganz verfehlt. des Helden. Dieses Wort ist {It- K£. ein in dem wir ebenfalls das Suffix //«i' Ort fur Iiueiys) bedenten. Zeit werden. mit dem klein- asiatisch-armenischen Locativsuffix onan erklart wird. Verbindung versucht hat. wie die ganze Heihe der Worter zeigt und wie die Erklarer es annehmen. fuliren.Schlaf^ ganz einfach knn-em kunaran iioi^ui]TyQiov. fin den. durch die man das griech y^pto? Qbereetzt. Das Etymum des armenischen Wortes griech. Dies kann aber nicht die genaue Bedentung des Wortes soiii. SECTIOX GBi^CE ET OEIEXTE [U] Ziueuav oder I!iK€v(e)/nav. Das Wort entspricht in der armenischen Uebersetzung des alten Testaments dem und wird audi in den armenisclien Lcxica so erklart. yiyag. luisvsfiav als bei Ramsay) sowolil von linguistischem von myfchologisch-ethnoloaller liier giscliera Gesiclitspunkte an das wichtigste erorterten phiygischen Worter. des machtigen. Grab. die Bedentung von ---^ uvov/Liav ^•^/n leicht aus dem armenischen . Und diese Bedeutung kann nns zum richtigen Etymnm des W. 2!iKs(v£)jLiav in der liedeutnng Grab kann von Gesiclitspunkte dieser Bedentung und des Locativsutfixes jLiav mit Kvov/udvfei) der phrygischen Inschrif'ten vergliclien der r5m.uav bei Texier. Das AVort Uiice(v£)juav bedeutet. So in der armenS{i)gai fdas isclien Sprache findet sich das Wort armen- isch o(tjKai ausgesprochen wird). J . Eine etymologische beiden.

knnn nicht richtig sein.. ot.nt. aber den miichtigen. I. mid keltischen S«*gove8ua. die deutechen Siegbert. Die ricbtige KrkLlniDf des Wortes scheint Grah. deren das erate noraen.[15] P. erst«ns weil 9nu(vt}uav i^t ottonbar nur ein Wort. Di«M Erklilrung wird ol)en violt'ach heirrtlndot. kktm grahen zu erklHren sei. Solin von aiich ischen. also ein Demonstrattv pro- und das zweite xsytfjiav aU Grab (aus dem Sncrt. Und diese liedeutung scheint auch der armenisclie KOnigsnanie S{i)ffai-orti Kind. und zwar i^fju^v oder KOnigsgrmb aein. eint'acb S{i gcd Konigs-Grab oder S(i]kai ' Dass aber bedeutendes wirklicb Held ' Die Annahiue von Krettfckmei- im. 282) daw m sicb bier nm zwei WOrter handele. Segobriga. KOnige von Armenian (Moses Cliorinatz. ^ . nicbt anderes als das Grab eincs Helden oder eines Konigs bedeutet. die wir waJirscheinlich in deii nordeuropUisclien Spraclien fin- den.. von Armeoien I. Dieso W. s. den gigantaber den KOnig zu bedeuten sche. Sifjaiurii beisst aucb ein armeniscber KOnig zeitgenoss von Senacbarib. 23). 31). Gescb. Un- von der etymologiscben Frai^e i»t es gewiss dass S(i)gai im Annen. Inschrif. wenn es in Verbindung mit dem armeniscben Namen stebt. bei dem beide Sobne dieses KOnigs nacb der Ermordung ibrer Vatei*s sicb geflucbtet S(i)gai zu babeu. sie- ^en (altdeutsch Heldennainen abliangig Si«^i Vr^l. den Held. CAEOLIDES 257 muss auf oino arische Wurzel bezo^en werden. zweiteus weil das pbrygiscbe Demonstrativ ist »a nicht si (Olen. 19. So beisst einer der niytliischen sein sollen (Moses Cbor. N. Aus einer dieser Combination der Namen geht deutlicli bervor dass das pbrygiscbe XtKe{ve)iuiav . iat die des deutschen Wortes Siet/. also ist entweder dem griechiscben I'l^Coov gleicbbedeutend oder wabrscbeinlicb bedeutet (iaoiXiKov ein /nvi)fta.

das kann man andeien Combination der Namen mit Sicherheit scliliessen. Der Name Zlyeiov ist nicht griecliiscb. Elaeus gegeniiber der europaiscben Ufer). wo das JlQ(OTEOi/. ein VorSeite gebirge auf der asiatiscben (in des Hellespontus. das so lA. Grab des Helden Protesilaos ein Auf Ziyeiov aber befunden sicb tumuli (rwjf/^ot). Zlyeiov hiess. niimlich ans der Verbindung des phrvgischen 2iKe(v£)fiav mit anderen altkleinasiat- ischen Ortsnamen. Heiligtbnm irad ein Orab des Acbilleus. a.268 SECTION GE^CE ET ORIEXTE [16] phrygisch-kleinasiatisches ancli aiis einer Wort ist. Es isb aber sebr wabrscheinlicb dass die Verehrung der Graber auf Zlyeiov von Seiten der griechiscben Colonisten des Hellespontus iliren ei- gentlichen Ursprung bei kleinasiatisclien Volkern bat und von den Griechen auf Helden des trojanischen Krieges iibertragen word en ist. dass in asiatiscben dem einzigen dem gracisirten pbrygisch-klein- Namen Zlyeiov das kleinasiatiscb-armenische . sondern kleinasiatiscb und kann sebr gut mit oben erorterten armenisch-germanischen Wurzel Sigi S(iy/ai in Verbindung gebracbt die griechiscbe I warden. 596 jrQog « rod jtiev ovv !4/<A>i£6>g nal isgov ian juvijjua an demselben Orte die r^ Ziyelco »).^lA. wo die Einwohner von Ilion den Helden Opfergabe (ivayiojuovg) darbracbten. Ziysiov war also ein mit drei beriibmten Heldengrabern und einem Tempel von Acbilleus gebeiligter Ort. Ziysiov.^. wie bekannt. also das lag. Zlyeiov also scbeint ganz dasselbe mit dem ZiKE/uav der pbrygischen Inscbrift zu sein.£iov genannte zeigte troclos (Strab. Man Graber der Helden Pa- und Antilocbos (IlargduAov de ual "AvriXoxov juvi]juara). mit Unterscbiede.d£iov. nal XIII.

Diese Meinungal)er ist gegenttber der oben dargestelltan Combination der phrygischen lixsjiav rait l^^itov £xdi|UCy9poc* XxaiaC icoXat und dem armen. ferner Sigon (einem Ortsnamen aaf der phfinikischen Festlande) in Verbindung gebracht (Beilage znr AlIjL'emeinen Zeitung 1874 N.fl7| p.Sutfix man (lurch das griechiHche Localmiffix nw oder utv er. i)gCtw). tischer Abkunfr. S(i)geu widerlegt.10 p. Ev. 8chH«»professor Max Si. i!xaixav$f»o?. * In der von Schlieman in Troj \ 1873 gefandeoMi nicht griecht- schen Inschrift (in deren SchnftzUgen chinesischen Inschrift. go) der Trojanischen Inschrift anch mit dem aus Bibel (Num. 32). 4) bekanntem araoritiscben K^nigsnamen Xi/(ov und mit dem hebraischen Stadtnamen Siehem verglicben bat. Ebenso scbeint die Meinong daas darch den Namen der Hafenstadt Sigo der obigen Inschrift. go oder o gelesen und Si. die Wdrter Ta. pb<">niki8che erkennen bat i. o. . wahrend Alfred Eesch (Allg. Zeit. Ist diese meine Erklftrung njimlich die Namen luufidvdQtftci und l\f'if4avAoo^ nnd l^Kaiai jrvXai.av5f»o. Also betrachteten Beide (Hang and Resch) diis Sigo der Inscbnft and mit ihm auch das Xi^stov. i. ^^mov. Und 80 rauHs selir wahtvcheinlich aiich das Sign der von Schliemann entdeckten niclitgnecbifKilien Inschril't von Troja ' rait liyetov in Verbindung: ^ebracht werden. Haog i. und Ixatai roXat aU WOrter semi>««. ttt. £{7itov ab Mat pli^ 26 nikidche Niederlage erwiesen sei. Ixa-a* roXat lr/a?o? (dem Xamen des Gemahls der Dido). Und wenn die von Huug gemachte Entaifferung der trojaniaelMii Inschrift richtig ist. Ittwv » nicht treffond zu sein. IV. Sign. XXI.setzt worden ist (Vrgl. ArfMV Zi wr. 1. i. CAR0LIDE8 9M . Si. Die ariache Abkanft aller dieser Namen wii*d durch diese C'ombiDation gant klar geatallt. go. ich zwei nische richtig. slich hethitische Burnouf di« GnindtticlMn der Bacluitaben. lxi{j.ov. Muller wollte. i. go »1m> Sign mit Siifetov. so ist das in dieser gelesene Wort Sigo gaiu ideatisch mit I'ys'. Praep. 21. verfeblt sa sein. 14(>) denselben Namen (Si. »o kOmite andere kleinasiati8cb-pbn'gi8che oder trojaAV^Orter in diese combination einscbliessen. Deuteron. i. 1874 N. Uebrigens scbeint die von Alfred Raach To rg asc hla- gene Zusammenstellung des trojanischen Sigtt mit « dem phftnikiachen Gottesnamen Ittwv (Euseb.

aotap Vrgl. Konig.Ttofi. Xatj-cov.{xcdvo? xara ty. mandira — — = ren. v. son- dern selbe « Konig s-stadt » bedeuten. Vrgl. B. es mag in nidit « Stadtkonig ». Zudinavdgog namlidi war nadi Nicolaus von Damascus der erste Konig von Troja. « i!xa|j.T(0(i xaXssaxe Xxajj-avopiov.'AoTvdva^ = Stadtkonig.a/r^v. von der dem audi der trojanisclie oder Flussgott Indjuavbgog seinen Namen erhalten hat.^xv^o^ oov- Tov h Tf/(j)aot svixYjoev. Steph. also (. Malkart Yi'g. d.260 SECTION GEfcCE ET ORIENTE luajudvdgtog wird bei ^ [18] Homer selbst mit 'Aorvdva^ eng zusammengestellt. (u. 506 «'A(3Toava^. ». oe -7. oi aXXo: 'AoToavaxra 010? eposTO ov '^Ex. ' Nicolai Damasceni Excerpta et Fragraenta Ed. » XXII 500 u. Orelli p. dessen Name mit einem der altesten kleinasiatischen mythisdien Namen. VI 402-3 • « xovp' "lv/.). Dass Name eiiier Zndfiavdgog in diesem Sinne in allgemeinerem bei troischen Gebrauche aus Volkern stand. mandura Sncrt.Burg aus Una (sgai) ein mit einem Zaun umgebener Ort. Diese Zusarnmenstellung aber kann uns die Zusammensetzung des Wortes ZKa/udvdgiog Held.Xso?. /jjypy. judvdga stabulum)" erkladomus. jto/ug) 'Aorboxrj Jlo/Jrrjg Fogdiov (negra glierda.v |i. (ein Krlojiia Sohn von Priamos) Urbamts als Personenname) war ein troisch-phrygisoh-kle'inasiatischer Helden-oder KoFluss nigsname. W. dem Dada verbunden wird. 36 Pa-i'. (Vgl.^ Es mag nun dass Zndjuavdgog grammatisdi nicht genau doTvdva^ erklart wird.avo(iO? 6 ep7(j) zpwTO? tcov Tpcoojv. {iTjtdpa twv veavtoxwv ei? t6 ITdXeiov i^eJCsiJ^s 5ia xV^poxo. erhellt audi alter Ueberlieferung. gorod. dvag und mandra -^.a II.v xaXsoyaiv »• In dem phrygibchen MavSpaTTOAi? scheint zoXi? eine Uebersetzung des plirygisch-kleinasiatischen lAavopa zu sein. ZTcajudvdgtog oder urspriinglich Ikd/uavdgog (?) . Tpwe? * c7:{x>/rj(3'. TTjV fovaixa a»>To6 Adidav. a7:oi)-av6vTo. Indessen finden wir die- grammatische Bildung ' dem ivarischen 2Jovdy£/. I 1 .

r*«l»» It . Namen mit dem ffriecbischon als Adjectiv link als identiscli annebmen und ganz westlidies Tbor erklilren. zumal weil Homer nichts von ande* rem also ostlicbem. Se()d(oo(t^ 80 z. Xtf** Onm** 4m OrinkMMf*. so ist dies eine willkiir- liche Erkliirung. div* mdioyde t'iibrcnde audi genannte oigentlicbo /uin fntemchiede des Die Form Ixajiivof^to. Jell glaube in l^nmai nv?.i«v5.^. von HosMr HoKlen oder Kf»nig» ilxi. Son»t j^ibt en sell on audi im UrioohiErklilnin^ Iku- Compositii.Tom* 111.Kuidii»tjialj. Das nir^rnds von dem Dichter als okqioI also link erklart wild. aus diesem Namen ' Flnsses I'kdftardiiog als Dia/uivdotog. kliirer Wenn aber die alten und die neuen Er- des Dichters den nuaiog. oder nur recbtseitigen (Ae^ai nv/ju sagt. Anmerkung . 146. «r>^//<a»'d(>/ri. AoQodEog V^l. 18. VI. 80 hindert uns dies niclit die urspri'ingliche Hedoutun^ des Namens aut* die Stadt selbnt von Troja zu bezielien und die beide andere. in denen die obij^e fiuvdijo^ iStadtkonig ihre Analo^io findet.ai bleibsal muss man das Uebereines kleinasiatiscb-armeniscben Wortes annebdas luaial jrvXai (die men und sclieinlidi Pluraltbrm wii-d walir- um das grossartige daizustellen gebraudit) von also das einzig dem Didder Ut()ddvim otl erwalinto. d«r • erste Kouig von Troja AcUt (tM (8. dem La^er chen liihrende Thor von Ill. Al>er weon ancli lHUfiay<ioog als Ivonit/stadt crklftrt werden uiUfM. oben S. «^ 3). ist g«wis9 nor grieohiwh. 393. U. SuUbt IxijLXV^f^C bi«««.v#c von dem gleiebmwuigen Fluss oder Flussgote gebrftucb. Uiosos Wort audi iuuhs wuitlicli Orabtn kuiii^ orkliU'L werden). sowoh^ den dos den des Helden oder KOni^ heisnt bei Inaiai mum (audi Uiodfii'iat) Homer das der Grie- zu dem ist Felde von Troja und zu Ilios (II.

» ouaiov ^iov » (Odys. * Mit Ixaial :r6Xat uud den anderen verwandten kleinasiatischen Namen wie audi init dem armen. S(i)gain konnten wir audi dus phry(g) M-?jV gische 'Aoxaioc in Verbindung bringen. auf dass <ii InajiidvdQiog.2G2 SECTION GRECE ET OEIENTE Ilios. e^eriAsos. Itn8juav ^ Selbst Ill. Bemerkenswertli sind docb die Iblgenden AVorter. bedeutet den Ort. ?). Inscriften v^eil in diesen kann icb iiicbt viel erkliirlicben finden. wie Ramsay glaubt. jtvArj) Vrgl. kar. das arm. Ixaaavo^ooc. 'Aka- ralasoum 2j hdoumovoc. Vo^Qi. « Homer nnter onaiov wirklich links » d. avarden EKTEAElv. annehmen sollte. In Tlieile finden vvir vielleiclit das -- Stein pers. AFart. — sein. Ziyetov. so soil be- uiorkeu dasa das armen. der das als ein grjecbisches betrachtete: hindurcli Wort wird also kei- neswegs die wirkliche objective Bedeutung des phrygiscli-kleinasiatisclien Wortes « koniglich » widerlegt. e^etsAeoe. ist offenbar ein Zeitwort bedeutend vielleiclit tjTobpev. das Byzantiiiisclie /qvot) erkliiren und so muss man das Wort mit in Verbindung bringen. westlicli verstanden bat.. also [2U] Thor von das konigliche Thor (Porta reale. ch'^^ir Stein.''^ Ueber die anderen pbrygisch abget'assten der hellenischen Zeit gelie icb hinweg. i . li. 1) AuaQaXaoow scheint ebenfalls Grab zu bedeu- ten. wio das griechische % ausgesprochen wild. icli Ixata-l in Btzug auf den Uebergang von /j 7 in x betrifft. Sonst sclieint das Wort aus zvvei Tbeilen zusammengesetzt zu dem ersten armeniscbe W. « wenn man. gestiitzt 295). oder. so liegt in diesem Falle eine subjective Auflassung des Dicliters vor. wo die Felsenmonuments der Stadt gesammelt waren. awardeag ' Was das Lautveihilltniss von XiYS'-ov and Xixsaav . Vergl. wenn dieser Name nicht eher an 'AoxTjVOV und 'AoxTjvd? erinnerte.

Arbeit. U»i» 3) AtjelfiOTiv (/ifiTfOfiv aQetftarivj leicljt aije^mtv a(*£^ int viel- diis Superlativ einen AdjcctivB \viirdi«i. Carolidks. nrz'aan den aiis Hactr. kory ^'l>yaoTijQiov.ov klin^t . CAROLIDJ-^i . P. nreza Ehre. da*« Mrm.|21] P. d.^anz anneniHoh. Koi'tjanitz kon/nnai/on der die Arbeit hihronde. Dienst.(ivtZ. (Vgl. Vrgl. --t-ii^M^^^m&nsfi^F^ . Kiinstler. Vrj(l. audi den Inschritten bekaniiten ? kilikiftchen PorRO* neniijunen AQ^av)\ uaTFo*tv aotZnnnv also digste Mutter die ohnvflr- 4) KovQC. ArbeitstAtto tier arm.

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Mme. SERBIE Popov ITCH Comm. S. PRANCE Mr Israel L£vi. Froidkval'X. Gkorgks Sauior. Senior G. M. Mme HoDGK. P. J08EPI1 SciivAB.xso y Tboncoso. M.lAflnw. Galadin. dk . Dk Kkoupensky Akatolk. . M. Paul Boeli. Au le nomltre des dSligtiSs officieU du XII qtii Conffr^* U faiii ajouter CUiustre Professetir T0M8RN.kix Prof. M.. Edo^nr. Prof. HUSSIE MoHK nde VON Radlow Mme Nika. E. Pierre Droum. H. Mile HuDas. E. de rUoivorniii tie CJiri«tiani«- HOLLANDE Heeok. Rappuport. Mme Israel L^vi.A la listfi des adh^euts an Congr^ de Romtt U faui let ajotiter ceiix dont gttivent nom*: NORVfcOE Jans Likbi. Dk Poltorazky Mile Heiimine S. M. MKXIQUE Francisco Dki. M. rep rim ntaii Gonvemement de Danomark. Jdn<uro TAKAKDsn Dr. J A PON KuRARiCHi Ohiratoki Prof. le G6n6ral von Sciiwkdow G.

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. The inflexion of the Substantive in the (J. (Herbert Baynes) 1U8 SkCTION LlNCit'lSTlljUiC. 115 127 193 Intorno alle origini della scrittura lineare. (Dr. 'Ali Ibn Hnitiza aud his criticism on fnmoas Arabic Philologists. Carolides) . (G. 17 Labanca) of The Oriental conception Law. Ciardi-Dopri). di Perugia. (Helbig) Die phrygischen Inschriften (P. Paul BrOnnle) . (G. Page 5 83 87 Notes do lexicographic egyptienne. Algonquin Laognagott. (Karl Piebl). Donati) cliicse cristiane di oriente ed occidente.. Di uu bnssorilievo del museo Del Domo Papa nello (B. AJl Dyueley) SacTioK Ofttai ST OiUDmL Le premier r^it do la mort des preteudanti} et 0M ir»0M daat 388 9A8 rOdysseo. Sergi). (Cr.INDEX Skci'Uw Mviu(iu>uib rr Rkuuioxh. (Francesco Scerbo) Sul trattainonto delle liquide indogerraaniche nell' indoirauico e specialmente nell' antico indiano. Notu semasiologiche.

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JUN 1 2 667 International Coogress of Orientalists Proceedings PLEASE DO NOT REMOVE FROM THIS CARDS OR SLIPS POCKET UNIVERSITY OF TORONTO LIBRARY .BINDING SECT.

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