*r.^-r^..

--^.

^. ^'

-

^^-,;:
5^^:-'"^t*.'

-

-

-

{*!

*»i

.

HANDBOUND
AT THE

UNIVERSITY OF

TORONTO PRESS

Digitized by the Internet Archive
in

2007 with funding from
IVIicrosoft

Corporation

http://www.archive.org/details/1899proceedings03inteuoft

T
^^l)

ACTES
DU

^ DOUZIEME CONGRES INTERNATIONAL
DES ORIEXTALISTES

ROME

i899

ACTES
DL'

DOUZIilME

CONliHES

INTERNATIONAL

DES ORIENTALISTES
BOME
1899

TOME TROISIEME
(PREMl^.Rt:

PARTIE)

SECTIONS LANGXJBS S^MITIQUES ET MONDE MUSTJLMAN
:

FLORENCE
Soci^Tfe

Typogbaphiqde Flobektik*
Rue Sam Uallo,
S3

MDOCCCII

Zo v.i .

Mentre di clie le vele della flotta conquistivtrice cor- revano sul mare in tempesta. Nel veilere il Re Jaime. furoDO i primi die attrassero gli avidi sgiiardi del conqnistatore di Malloica. con la sua gli tu Pentalen. dove condottii innanzi una veccliia araba. fatta prigioniera. dimora estiva dei Re degli Hadduga. I'otto settembre 1229. su Palma. Aetu du Kit'*' 1' impressiono della vecchia tu protbnda. doveano accrescere I dalle boscose pendici di Banalbufar. giorno 10. e sbarc6 sul detto isolotto. du OrimUtlitUi. al Giacomo (Jaime giunse. con la speranza di poter quindi piombare. quando diresse dalla costa catalana verso la maggiore delle Isole Baleari. col proposito di conquistarla. per via di terra. 1 .VOCI 1)1 ORIGINE ARABA NELLA LINGUA DELLE BALEARI Gli svelti minareti edifici. Oottffr*9 — Vol. la domenica. e le il scarse dit'ese di quel luogo ne avrebbero reso facile possesso. conquista. in vista delle amene alture AV^adi Musa. le incantevoli bellezze del paesaggio il desiderio della tiotta. II porto sicuro di SoUer agevolava V approdo. di Seller (Solar « la Concii > . al- r inattesa. egli si Giacomo I d'Aragona. II.

Cristiani penetrare nella fortezza ma. ebbe luogo r assalto generale quasi tutti i Cristiani entrarono nella citta. pren- dendo la spada fra denti. insieme con Don Jaime. La vecchia. nella vicinanza del qual luogo fu una prima zuffa favoi revole ai Cristiani. Allora il cari al Re. Ma poterono spinti. per la quale la cavalleria pote penetrare. campo fu trasportato al nord di Palma. la- .2 SECTION SEMITIQUE aveva lungliissime braccia. lo zio del Re. dopo la conquista dell' isola. sera del giorno 11 Nella Re Jaime rec6 a Santa Ponsa. oggi Puerta Pintod. Nuiio Sanz. il giorno 31. quando. luogo della un Con- vento di Cisterciensi il die avvenne poco appresso. di costruire. esclani6 II : 6 dnnqiie destinato : Mallorca sara tua». . nel caso di vittoria. fece a tutti giurare di prenil dere Palraa o morire. solo il cominciato i assedio il 2 dicembre . deciso di ricoprivano di Arabi difen- sori. rene rimasero fuori fino al 27 dicembre. e per6 dal campo il di Don Jaime venne si cercare piu avanti un miglior punto di sbarco. ed una profezia araba diceva die un uomo dalle Imighe braccia avrebbe conquistato Mallorca. Frattanto. che si avanz6 per la porta di Babalcafal. aggiungendo vittc»ria. ma i I'assedio alia piazza fu messo tanto il 16 settembre. In16 settembre. die ac- crebbe non poca baldanza al le alture della stretta valle si Re d'Aragona. di gran mattino. o si nascosero. nella quale perirono tuttavia telli fra- Moncada. i Presso che ventiniila cadaveri rimasero sul suolo. iiel . aperta una nuova gran breccia. nel vedere le braccia poiclie egli sproporzionatamente langlie di Giacomo « I . sol- all'attuale Real. la difesa degli 1' Arabi fu lunga ed accanita. voto. pochi Arabi superstiti scapparono.

L'eccidio di quclla giori nata fu tremendo. trovarono presto lavoro proficuo. bandi un decreto di morte contro quanti rifiutassero a seppellire . a mano a mano. i cadaveri lo . . forse la speranza di un prossimo ri- torno quanta poesia di dolore in quella t'uga. pill. modo e decim6 stesso esercito conqui- Degli Arabi scapparono allora in Africa. ria- Ma civili dei i poveri. La citta di Palma. dellAndalusia. imposero. die. ma venne ad ogni statore. il Non deve dunque »'e- cnr moraviiilia che fondo della popolazic»ne dell'isola . parve allora ridotta di rovine. seb- bene sottomessi nelle campagne. Le donne offrivano soldati inferociti. die contava gia a un mucdiio il ottantamila abitanti. anclie gli Arabi di Mallorcii. rimanendo. dopo aver cliiuso a chiave le loro case. quando. i soli che avevano mezzi. la fede dei loro avi! Come gli anche piu della Arabi fnggiaschi le chiavi. la loro civilta al vincitore. ad inipedire. clii sa con quale schianto nel cuore dei e. desiderosi forse di salvaie vita. il arrender«i a Don Jaime. di prendeva possesso dell'ultimo recinto cui si vede tuttora una porta. si portavano via sperauzosi perte. per la pestilenza. in alcuni. si discostavano dalla loro isola natia. e il puzzo dei cadaveri era tale die conquipiii si Htatore. verso sera. in possesso di parecchie arti e. confondersi con la popolazione Piu loro conquistatori. che essi soli I'avrebbero. un danno la peste grave. dovettero. loro gioielli ai domandando soltanto die tbase loro risparmiata la vita. loro di Alroudaina. che non potevano partire.LUIGI SALVADORE D' AUSTRIA sciando indifeso il 8 quale dovette Re Wali Said Ben el Uakeni. tornando.^ ed industrie. con le loro alte vele latine. ci'istiaua.

con vela latina. Anche la come quelli i ha serbato usi tradizionali di portar pietre e gettarle sulla le tomba nastri I un Santo. il il colore sacro del Prof eta Maometto. . prano e cano devoti possano riconoscerla come il i multicolori detti midas o misnge. le stesse e precise trovare nella specialmente nei Monti della Cabilia. di di accovacciarsi. tuttora in Mallorca. sotto le dita esperte le di lavoranti arabi stoviglie domesticlie . forme che usano Cosi le pietruzze tapin degli ac- quedotti. sono ancora conformi uso arabico. la albero inclinato. tra i colori. tutte le 1' sempre artigiani ed moresca si artisti arte tradizionale prosegiiiva in nuove costruzioni aragonesi. per quanto la sigiioria aragonese dell* si stbgasse a distruggere tutti gli eleGli menti antica tradizione e civilta musulmana. del quale dovevano a quelli che erano rimasti a casa. onde anclie oggi pu6 recar meravivicina Algeria. religione modo di remare. all' modo arabi. in segno di benedizione. verde. ch' e portare. secondo il costume arabico glia il . La creta continuava a foggiare.I SECTION SEMITIQUE cristianieggiata sia rimasta arabo. perche sabbie del deserto non la rico. di come I'aratro e la zappa ba- Mallorca. avendo chino. per dare a tal costume arabo stiano. gli strumenti agricoli. predomina poi. ed i frantoi ricordano perfettamente quelli de' vicini coltivatori musulmani 1' dell' Africa. destinano tali nastri a servir un carattere cricome misura della I statua della Vergine o del Santo di alcun Santuario. Cosi 1' i stimenti sciabecclii. artigiani e gli artisti nelle iiuove costruzioni essendo arabi. I'altezza precisa della stiitua . che gli alle grate Arabi attacclero major- dei Santuari. il altissima il poppa sporgente.

. lorca. come. a mano a mano. e a loro traccie della lingua dei masti nel linguaggio di mal grado. Molti de' nomi arabi riMallorca sono comuni a quelli . ne lasci6 Timpronta ad ogni trave. nell'ascoltarle potrebbe credere di trovarsi trasportati in niolte un paese pienamente arabo. a comporre il dizionarietto che presento come saggio o che potra da altri venire ampliato. aggiungendovi alcuna osservazione. strano. sono pertettaniente arabe le cosi che. che s' introdussero nel Castigliano altri. a un po' per volta. nel Mali di Dega. II protessore Wahrmiuid (U Vienna ebbe la bonta di rivedere i primi appunti. ma die lo aveva visto fare ad altri cosi egli tranianil dava un antico <i:nificato. di maniera clie sono venuto . a lore pro- pria insaputa. nella niontagna di Malgli •cole volte. tuffandovi la mano. ricliiesto perclie t'acesse codesto. senza conoscerne altri raenti si- Perci6 non parra. che Arabi del 8ecf>lo XVII . che. anche nella lingua imposta dai conquistatori. lo ne tiii volte colpito e venni.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRIA si 6 La inano in protettrice degli Arabi di vede scolpita pietra sull' ingresso parecchi fe edificj. in alcun mode. per esempif). che la lingua aragonese accolse. uso. se si non se ne discernessero parole. domand6 che dessero un vaso di terra rossa. come usano tVa trave Or »ono anni soltanto. e molte tegole rossa. il materiale per via ingrossato. «. cantilene poi che si usano nella hattitura del grano e in altri lavori agresti. un miiratore lacendo niiove pic« e trave. rimaste non poche vinti. non saperlo. siano. non furono accettati <lalla castigliana. Le . al contrario. richiesto dal ma. alcuna impressione mi si ^. disse di . poclii di ceise anticlie la gli portano fatta con terra con V Ilenne. segnando .

carono clie di rivederne le stampe. . e mi sostiene la speranza altri possa questa prima raccolta spingere a fare meglio di me.6 SECTION SEMITIQUE Presidente del Dodicesimo Congresso degli Orientalist! mio piccolo contributo agli Atti lo feci coQ tanta maggior fiducia die i cliiarissimi e dotti prot'essori Celestino Schiaparelli e Fans to Lasinio s'iucaridi tornire 11 .

Tutto questo prova che I'applicazione anzidetta alle sorgenti piovane i probabilmente originale. delPelativo L)i a ball) molto inumidito (terreno) come fwA<#^ ramdft terra motto tcottantf. Dozy.LUIGi &Ai. — Bocthor: WU»k)V# bH 1 u 'a lunettes. albellon. che in mezzo ^>pw balu'a) bodola. 65. principt de cor*ar»o»). condottiero di gtterta. — Anche Dozy. (partic. Tourbillon d'eau pel quale II) remolinadu de agxui (Alcala). ^dalld . Suppl. e dk pnre a r bo 11 on per cloaque. albafial e le albai\ar iu ^jV^ ballft'a. inumi~ doe dalla forma fjKi balla (femm. ouvertnre ronde des latrines. most rare la strada).) dll (jS dalla.V ADORE D* AUSTRIA DIZIONARIETTO DI VOCI Dl ORIGINE ARABA NELLA LIXr^T'A DELLE BALEARI A. e radice bll L> ball a. Siippl.ball6 (la Abballa abbullua. (Alcala. — le guide et chef de la covalerie leg^re qui court le pnytt ennrtni : — . Gloss. Bocthor ha per I'Egitto: ^^JNj balld. Non 6 dabbio per6 che noi qui dobbiamo ricorrere alia radice %Xi bala*a. egout. orijizio di cloaca. Pedro de Alcala: remolina anche ^uLu« muballi* de agwi. e cio6 alia forma ACiM ball&'a (con ^^^^JL} balcompiucio. condurre. forme spagnole. bagtuire. alia casa ^ destinato ad inghiottire le acque Inride e che in occasione di grandi acquazzoni o simili le rigetta in parte. riconosce le forme spagn. sorprente che M-aturisce dalla terra castigl. ({uaiulo cadono pioggie abbundanti. p.'a Dozy attivo terres absorbantes. v JsjJ^ radic-e dalil (eoll' articolo J»A3>^3i ad-dalil) condottiero dalla jJ. ft bo j on. Si potrebbe pensare dire. alia albafial. lu'a e inghiottire.: Capitaine de comaire*.

p. duana. a d a 1 i 1 (dove si : .» ^^*iU)) an-nesid. e a alfeuique. non ha ado bar. usando plurale invece del singolare. da adalil . alia forma ^]3^\ ad war il (pi. Aduar da ad-duar nsato metaforicamente a Minorca come ordi- iiawento. ital. guide. ado bar o l' arabo dabaga cotieiare. port. p. De a 1 -fen id (<yAJUu) al f&nid. les in spagn. Esp. 41. les p. adiimm^ dal pers. Dozy. frauc. zucchero candito) les port. di dar casa di campagna) senza articolo. Si arab. ij^^)\ contre- ad-dukkan spagn. ont fait alfenim. i^dobar 9mJ^ da dab age cmiciare pelli . A*aj tab a* a subaltemi. doyana.. — Ibid. 6^ dukau 11 Ci^ji dukan). huoim genie. 24: les guides et chefs de la cavalerie legere qui couraient le pays enneini. 9l*«J nise donne Sta per ad ad-dawwSr dei {j]^di\) da col ad-duwwar nel (^I2<>JI) acrampamenio Gloss. fan is. (jo«> i)ensi anche al pers. iV. s. ve rsi recitati diventb anexir n e x m in port. ronfusione. All' arab. Dozy . p. — Dozy. adalid. 40 a d a 1 i d. castigl. i . come in ^^*« J^ nas m'lah ecc. ad a lid. nel senso di pezzo di pietra o di legno ci richiaina lo adoquin morce. qu'on entendait mal. Voyez Mendoza. SECTION SEMITIQUE Anche nel Castigl. 47. bestiame centre.duana ai-ab.. conducteur de ckemin. do nam ^ castigl. jumelle. Cosi pure Dozj^ Gloss. La derni^re consonne. &. a d a i 1 valenz. stando j)»> alia pronuncia.8 pilotn. pierre pour paves. e con- Gloss. pers. servata la primitiva 1 finale). Si potrebbe alia prima pensare. «Ainsi s'appellaient p. Gloss. circol^re heduini. Otterra de Granada. 47. ma I'etimologia 6 sicura. adoquines.. est chaagee arbitraireinent.- oj»5«^ diwan nel senso di locale per gli impiegati di (e fnianxa. dukkan bottega^ greco 6&xavr„ che pero non coi- risponde foneticaniente. v.

p. haloch. confidente (delazione ec. alvazll. Tberiaca. aladroque. alvazlr. alp. 686). oltre a ministro. donde deriva la IV forma «l^ i Ik^^ affiUOj bail ferme.. Cazwini (II. orecchie di lepre) il cni sncco serve a tingere in rosso la Aladrochi Dozy liste da arraeroc accitign non salata. 284: haloch val. mentro a Maiorca pronun/ia acotcros.giitzi. A. alvastr. deriva dall'arabo «j i^i che. Da \s^' a^^i termine di pagamento.lacli da yaloch Dozy Valencia. forse per6 / per r: tS^ h agr mercede. 36 . g*'ezir o g'^izir prefeito. . (Dozy. castigl. Selon Pischer (Gemftlde von (sn questa pianta v. port. 1. jij^ w e z 1 r eolui che divide Re carico degli affari. 1) cDans nne nomme anmi i3jj^j*^ (ar-racroc). si vasil. alvacll. mure. castigl. Nat. c'est I'anchois.LUIGI 8ALVAD0RE A.ga. {vitex agniis. comandante della Gnardia. alguacil.) a cui si puo anche applicare signi- ficato suddetto di mallevadore. Gloss. mais je ne sais pas si mot lie se trouve pas dans les dictionnaires >.cast its) piauta.. A. in in de- A lets forma piu usata Minorca. Dozy non ha nulla di simile. in nature. adftn el'arnab. arab. XXII. 129. nome che risponde a bn<w*^J/i 0'»3» pleuran e a lingua di cane (KovofXwooov. D' AUSTRIA eHclwio il 9 fitto agala ^ la affitto. significa pore altri u£5zi pi& bassi. Gloss. Alquacil da alguazil mnlleradore^ castigl. car le .. Gloss. (anchoii qui n'est pas 1. Plinio. pooTcXsOpov. 227) ce mot d^signe le bupUurum Hist. sale). 611 arabi c(alla radice col ^^^ il derivano jj^ \v i z r rarico . Esso per6 trae la sna origine dal persiano «JV spagn. Per lo alguacil il si pens6 pure alParabo j^*jo^\ al-wastl il tV me- diatore. 53. d'especes de poissons. alquacll.tge8 imni. 120. si <\a. Dozy lo deriva dall'arabo ij^y^^ halftq. alvacir. p. pelle.. Xicander.

lbard. I «Chez les Espagnols ce mot a re^u la signification plus Commandant d' una forteresse » (Dozy. XXXV. latino alumen. berbero. con probability AaOj^ ar-rafi'a fern. Alcaide). . 79. de lana o seda. E il lama da aljam alhume. leggera (stoffa) anche costosa. si la derivazione di detto significato pu6 pensare a harb si ma ancora a harib furente. aspero. di ^-J^J sottile. nat. Dice. poMe^port. Dozy. A. soldato. p. port.larb feni. da 56: alar be. •>Jb qaid (coH'ai'tic. Alafaya E moUo arafaya av. alvara quittance.10 SECTION SEMITIQUE pel val. 52). liarbi (coll'artic.XAi) al-qaid) condottiero. aleppino. p. con que rodea el cuerpo dando varias vueltas. (comnierc. beduino. V arabo.. »]. Dozy. de Alcala traduit par cedula hoja carta. fascia. Ital. allume. s. ^^A^ A. arabo. rude. (Pliniiis.. »*^J!J) que P. alarve hombre barbaro. de : albaUi. se Acad. fine. ^^JjM) AAeirti Si da alarbi (arabo) nonw burbero. lo [Credo che sia spagnolo faja che deriva dal lat. puo pensare a ^^J*^ Per guerra. faglia? castigl. p. p. larga y estrecha.lapi da halebi tela di lino che ha 1ab1 .. castigl. 56) ^imM) I al-'arabi. scellerato. Gloss. Piu avvicina (anche Dozy.) A-lame. castigl. Hist. stoff'a. rudo. Gloss. an bar a. ctmtrat. Gloss.. albarh. A. <y. comandante. Alar be. cedule. al-harbi) guerrenon solo sco.. albaran. al 'arabi. ec. «Pieza de tela. alcaide. ec. Alayde da alcait. 63 dipldme. si fabbrica iu Aleppo. alarbe. Gloss. guerriero. harab furore. restreinte d'un v.

Dozy. Doxy. italiano. ulburdan (lag. 67.bar da* a) sella da asino. albarra. ''A''^^^^ -O/^ fnrnt ri-<v>«to. spagnolo e provenxale barra. campo ville.. p. si . ecc. III forma. albala. in il significato origi- nale di . al-barra) citth. A. castigl. abarra. ^ ^ <-. 63. albara.. Cf. solo e veroaiiuiie in quanto venga dalla forma alboroz e conservato tmcire all'uperto. jjJ barazn. albicocca.«' . Boctbor: bdi retnbourri pour un dne. ^3_^o barqftq ^_^-u) al-barqAq) qJMoocai. albard. albercoch da al-bercoc foqiie. bardau^ castigl. derivazione da b u r fl z (coll'art. specie di sella rivestita di tela di lino.. ^ < I* ^ barda'a (anche A£4>^ barda'a) volg.. Gloss.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRU 6mo d 11 Se significa realmente quietama ecc^ che ha detti significati. ^^ji barda'a (col- I'artic. *\^ bar&t. 871. trova nello '" spagn.y^jf^. albari- abric6t. Dozy. co- Abarda. la derivazione del col pensiero al saddetto significato noi dobbiamo ricorrerd medio latino. Qnesto significato pa6 aver con. albaU da albarut.lbard^ aella di ley no foilerata da bardaah. '•'yR3| al bsr&'a Albard Per merraio castigl.. al francese laugirata (quindi anche barre nel senBO di barrieroy ba- dotto ad Tino barrean). Albrot La da abbazoz(?). wcita fettota d*Ua popolazione incontro al principe. alborotu yrido. albarda). in Siria pruyna. quietama. alvara. (alboroz?) tu^Jtigl. une mule. baraza harban andare guerra.dehors^ il banlieue. fr. (coirartic. stanga.. . appena si puu pensare. a 1 .b u r a z). parata di yala.>' Hcnmbio coll'arabo iy^ barra (colPart. a 1. farsi incontro a qualcuno in duello (fuori della riporta soltanto la derivazione da fila). 4V» . Gloss. libera fuori della d'onde territoire qui t'etend auUntr d'une .. catenaccio. e faubourg e U quale significato All'ara(>o p. Albercocli. albarda niuneinente usata dalle si^ore di Minorca. campo aprrto alLt (in oampam ^ . Gloss. p.

G-loss. Gloss. . AAd qubbe ecc. Dozy. 107-109. alca^ova ville. alqueria. ferme. (coll'art. catal. Gloss. Alcoweu. a). alhabega.. basilic. p. Alcoliol Dozy. metairie. forteresse de a 1-c a 9 a b a (a 1-q a s a b bourgade. p. L'arabo ha pure s. caso camimyna. Devic nel Suppl. parola di cui il primo elemento 6 sicuramente cardo. non altrimenti che la tedesca artischoke. Etymol.>** 'a r bade rissa. A. ^AAtf AJ ) p. A. puleggio. A. Essendo strnosa per arabo. Anche in Dozy. 62: albahaca. (Prax.. JO >*3 qarya. . ^aJU> al-qubbe) cupola. qdbinetto (coll'art. franc. j^^*m*^ di • * "^ . al-qarye). 90. alfabega. qarye. al-hursuf). alcazaba. ^»«w mato o / «^ 1' hursflf (coll'art. -A. pero senza propria di- chiarazione. Cf. p. alcachofa. alcova. fattoria. espece d'herbe." Ijarsfif. C'est k tort que plusieurs auteurs ont traduit antimoine*.lcaria da alcariya. 86. i^lcacliofa. ted. Gloss.lcagaba Dozy. fabregne.^*^0*1 p.. fv. mi pare al Littre che possa benissimo essere derivato dall'italiano carciofo. r. it. arag. Artichaut. -» castigl. 92: alcohol. alcove. Suppl. escarxofa da aljarxofa. — mot cohol par Mahn. casamento.^. Commerce de I'Algerie. volta. specie di cardo chiauna forma mo- in Siria ^^y*** cx*^ji^ ardi sauki.. alfabega Dozy. da alhabac. castigl. alcofol. casale. alcofoll de al-cohl (al-kohl) «Le cohol est la galene ou sulphure de le plomh. 29). forteresse. alcaria. port. capUale.lfabaga. p. Unters. 4. anche t^olnta.lcova da alcoba.12 polvere da SECTION SEMITIQUE canmme e »«X.. ala<~Aj>^ bega. de al-habac (al- ^abaq) mentha- pulegium.

algaravia. volg. alfabega. Col suddetto alhari. 139: alholi. bega castigl. Dozy. al-habaq. castigl. granaio. noncbe h a 1 fa jonc.ptdegium [pulicaria]. fabrique) (par transposition) de ^^^ ^ hiisiflr. nonche magazzino di vettovaglie per p. Alforge chiaina (-es) da alsarch (?). le wT^X^l ^vAX^ half& e AAX^ sainfoin epinetur. p. alfoli. p. lo fa derivare da Sono due cose diverse). roseau. . basilic al»-> (franc. Gloss. mentha. alforiz. bruit confits de pltuieurs voix.. 119 algraviOy arabia 1) algarabia. alfcrga. 100 e Suppl. 116: alforja btsact da "^j^ al horj^ Z.. galimatias. iiX^). s. Nel Sappl. soldati. 62: albahaca. alfa<|ae banco di erba marina presso le custe. menthe snuvage^ Innrin' ronr. coU'art. Gloss. baragouin. da SjHirto. de <^^^4^» alhori horrewn. banr dn . Gloss. npnrU. Est Aa>^*)» al-'arabiya (al-'arabiyya) la lingwi arabo. A-lgaravia Dozy. magasin de lat. Dozy. que e^spnrtfj Pedro de Alcala traduit par Gloss. canfimmie. a Minorca si comunemente bonctua o bunatus. - la langue arabe. p. dell'Acc. giuiico niariuo. aussi. Alfach come nome corrispondente a tSparto. v. Doz}'. 107: Alfaqae. grenier. yerva propria de Espaiia (Dozy. albahaca. port. ble. alfali.. Sp. «En Navarre on disait algorio la et le mot arabe a encore une fois passe dans I'espagnol sous forme algorin ou alguarin ».. proviene l>enis8imo da alalfa. huri o hori. Alfa castigl. Wsoccm. Gl. stipa tenacissimn. etp^e d'herbe.J^ l)urg sacco da viaggio ecc. Diz. aable^ 1ms fond de? (II.: LUIGI 8ALVAD0EE D' AUSTRIA IS Alfabrega. p. aggionge: inenthf d' Arable. A. Dozy.lfali (la alhaii' Hnufuxxhu) di grano: castigl. al-huri magazzino i di grano. p. albftbega.. arabo AftX^ al-halfa. magazzintt di grano s'intende fSj^ hoinibblico ryun. ^Ifacli. Gloss.

. algibe. Dozy. fossa? Spagn.1 (?) . — Bocthor (Egitto) A-lliaja da haya. port. (coU'art. algibe. pr. etc. Gl. . 133: age (bisogno) cosa posseduta alhaja designe en general toute 1. aujup dall'ar. Da ^J>»\i^ Gloss. avec la «. ital. ou habits. 4 . Aljub (arjub. fem.. al-ghebr) W^:^ in origine: rimetter a posto forzatamente un osito ratio o slogato. ^'N^ al-gubb. segnalc. p. cenader en sobrado. Gloss. Glos. Dozy. Dozy.1JUP.. egiz. Dozy. est ^^j^\ *l-garbl 3) Algarabia Due piante. 141 : alimara. A. a) euphrasia. bu- Alimares Dozy. gioia (gioiello). ^ubb p. utensile. p. Algebra. comme tapisseries . Algorfa. cisterna. al-gabr.'eZ algorfa (al-^rfe) presso Alcali: chamhre haute solaio y da camara. I'or- chose qui a quelque valeur et plus specialment tout ce qui est destine a I'usage ou k nement d'une maison ou d'une personne reaux. p. de »^wjj) al-imara signal.y^al lit al gubb. camara donde doi'mimos. anjub) dall' arabo. Gloss. algarabia en (al-garbi) del regno d'Algarve. lits. V. 127: algorfa. cisterna. algofra grenier. h) plante du genre centaaree. sobrado da <X3m%J\ . quindi anche ridmione di equazione {ritolvere tin' equazione). chibo. »... 8. feu que I' on fait sur la c6te i^our donner quelque avis.: 14 SECTION SEMITIQUE 2) algarabio. camara como guiera: (soffitta). 123: algebra = j^^ al djebr (al-gebr. p. 125. bijoux.

• cavalerie (a le'gere. donde lo spagn. 179: almoyna. almiraUun. p. una scorreria (»^Lc gare). (Sarebbe per6 molto strana la scomparsa bahr). di ^^ ^^X a 1 - m oga w i r 1 - m uga w i r) un assalto nemico. nlmiraglio. rpurs.f^l am!r al-mft comatt" nlis dante delV aequo). Gloss. amiralh. comandante del mare. almirant. almogna per tri- contribuxione. $iero. jjOA*) . avaiU-amcolui che >"> E plur. almirante). p. 164 seg. (anche ^lAi ^. Dozy. signifie. si castigl. 162 : a 1 mece port. A)^** ma 'fine aiuto. 172..LUIGI SAI. inoltre la parola in capo coll' mir venne usata qual Comandante aggiunta «t<r mer. la / (a /mi ran te. D' AU8TEIA 16 p. ammiraglio. impos^e par prince quand . una >—^~'"^. admiral) e inserta. Dall'arab.r. ted. ce dont soit le « Dans plasiears documenta da un impot sur les navires marchands produit devait servir h equiper une flotte centre lee Manres. . Gloss.. Amir pero e arabo.^*«**» al-meis al-mas]. On tronve done les ex- pressions dons e almoynes » et « galea de la almoyna*. serum lactis. de la mer. almirante.VADORE A. soit soccorso. o alius (alviiralis. atwto al Almirall. Dozy. da almauua clcHtosina. almagovares. ])etU laii. raoyen ftge. fa p. Gloss. amiran- almiraje.lniogaver Dozy. iVlmogna htito. sur — Almirage fonetica di •^ terre. Nelle Baleari dice pin alniogtia per Inr- gixione pia. a che fare Dozy per6 osserva che arabo. C'est Tarabe ^_^*il al-ma'ona signait : (al-ma'ilne) qui signifie proprement aide et qui dele une contribution extraordinaii'e. ec. almi^a h Magreb per ^^ki^j al-mais od (. aassi almice. amirarius . amiratus. mot un don volontaire destine au mSme usage. Dozy. aiimesch da almico.lmesli... ordinariamente spiegato con f^SJ) J?^} u m i r a 1- bal./i-- ziaiorc. almirage. Gloss. port. la desinenza al non ha nalla coll' articolo ma e piattosto la desinenza latina . almiragius dus. A.

ji^XJj*^ marzangils .linut. Gloss..ina da a ma halia t (Y). ^^\ a ma. Gloss. ™" Chimica. . se paie port. — Come ^^» uj^ 'aun i'ane. Gloss. p. orccchio di topo. moradux inayyiormta erba. alquimia alchimie de fLxCvXJ) al-kimiya oggi anche Chemie. y\) achiava. 1 180. p. 174. mosrif non pronunciarsi al-musrif) pi. mardaqus (coll'art. 179: almo- xarif e.. de mesure de moudd (al-mudd) una misura 1 degli aridi (Nell'Irak 2 rati.^W-i i. aumut Dozy. (da v-J^***** musarrif). che ha lo stesso ' significato. «y4) al p. xo|iia. Gloss.. almosarife. almoradus ii^ijA dal pers. almojarife. •> •> •xoogcot'Ic) maggiorana — in pure . da almardadux castigl. '/(r^\Llcf. port. Dozy. A. almud. araba). a me (rad. ^^^hI Dozy. «receveur de ville I'impot qui aux portes de et a Pen tree des ports. intendant. almozarife. (coll'art. Almoradux. almude nom grammi).. nell'Higaz Yj rati. Significava in origine la pietra Jilosofale «la p'ierre philosophale » dal greco xojio? Jluidum. Ispettore capo. u J (^•w^ musrif. Un rati = 2566 J«^^ A. almoxarif ricevitore delle gabelle (derechos) reali. non si usava forma Almoxarif da castigl. 16 le tresor SECTION SEMITIQUE public etait epuise*.. serva.. de i^j^HtX) al mosrif inspecteur.L mesarif. (. ispettore delle finanze. ^^HjkS al-mardaqus) (greco s. dal X sec. delle gabelle erariali. derivata dalla radice amto. A.lquiinia. Spagna jt*^ fin «« m ardadu m urdadus la (secondo Dozy.

«gro6 drap de laine de dififerentes conleurs dont on faisait des manteaox qui — portaient le meme nom ». da'il'im ^^^^ di*(lme. 190: andaime.. yerva propria de Espaita (Engelmann)]. Anfans ar. Dozy. (jl*) 'nmman u n) u contadino. fittaiolo (propriamente come tr^' u in m i yy mm I nomo rozzo. — Vol. amohiuat. andaimo. al -!'»«. p. ' disonorante di . Gloss.. attivo della IV forma o\^ • \ (per u^ '• '' ha- w ana) valer jwco. oltraggiante partic. usato dai mori. significasse — Belot petU vas« tU Urre. puntello. flttaiolo. vetement rustique k la fa^on des Irlandais*. port. Qaando an veMtito. allora ^Ui^ ber- n!yye dese). Gloss. . LUIGI 8ALVAD0RE D'ALbTlUA 17 Amburnia.^<^) ^ plur. L'araiH) «IaX^ al-halfft (al-half&) aipxi^CA (ill pa tenocissima e mnutda €p^ 1 Aclet XI I"" Congrft det OritnlalitU*. Andamio les da addaima p. p. di ad-di'ma da A(«V<^i ad-di'ama.. 73. piUuiro. forme d'une fictile in (V). fa «. de Aloala traduit par esparto. III. a3\Ci> pi. irlan- manteau en robe fourr^e de peau de loop on d'aotre peao velae. albornia grand vote vemittd . Amoliinarse. Gloss. Esso pu6 maltrattante. «l'esp. i^mo da amou affittavolo. f[ui a la icuelle de JUi\jj\ al-barntya (al-barnlyye) : vom quo quid reconduni. castigl. be mi a. est: echafaud pmtr (L'accentuation andaime) de et aJVC*^» ad-da'&im Us poutrcs.'a. venire da i>A^ muhin. osservare che qui Engelmann sti e in errore. 100: alfalfa herhe appeUe OX' le grand trtfie [fi>^ num burgundicum. mcu^ont. deriverebbe da terrin^. Dozy. albarnia Dozy. deWIrlanda. L'Accad. chez Alcal& (de Hi)>erDia. capote. de AiA» al-^alfa que Dozy fa P. de A. poute. analfabeta." ' . uudaniio.

alfylfe. aussi peait de huffle^. (selon Dozy. Suppl.. Marmol (Descripcion de AfFrica) qui ecrit « el dante que los Affricaiios quelquefois ante. loi. port. fr. dit formellement : Uaman Lamt ». Gloss. ^UwJ) ar-risela missive (ar-risale missiva).18 geios- SECTION SEMITIQUE ma it. les dictionnaiies buffle. [Cfr. p. «En effet la forme alfalfez. dargadante antilope o specie di cammello delle Ande. «JX4mA4m1 uspust da torna molto meglio il Oc«mAmi esfist. « On se ser\'^ait de sa peau pour en fabriquer des boucliers excellents et fort estimes. medica che per- O^^mJUw) espist.) lo spagn. Alcala traduce alfalfa per le fapfa^a. araucel.. non ha mai il significato di da osserva invece che risale decret. lo spagn. G. dans les deserts africains. di ^^mj^ mars dm o - puo passare anche per propria- pi. dante. ordonnance esprime mente tutte le prescrizioni. di il pensiero portato ad ^l^AwjJ) al-as'ar prezzi. Gloss. un animal du genre des antilopes». ». A. esparcilla ». en espagnol adaragadan te. Tariffa le che porta prezzi a cui si devono veudere merci ed diritti die su qucste devouo pagare. v. il dargaa dante. adarga da ante. di ^m) ream) il quale come decret. ant a. e propone la derivazione j^\jX\ al-marasin (plurale abbreviate per iracciato prescritto. — «Le vient de JS&«J lamt nom que porte. a») . est une corruption de JiJAA/Aij) e il al-fa^fa^a (Ji^aio^AJi siano fisfise) luzerne. s. danta mot port. Dozy. erha me- dica Ituenie. Ante da dante pelle di camoscio coiiciata. — Dozy. Engelmann pensa ad p.] lama. D. ante ital. . il Non si e (cfr. 197. LSa«»*aw) uspist. qui s'appellaient JA*J J^ji [daraqat lamt]. si castigl. Pronunciando espist esparcette. mostassa). alfalfa. r^-*** si'r prezzo qui Part. castigl. 80 che cosa possa essere detto / alasar. Torse pi. qui est moins al alteree. Arancel i I iiffkiale i da alasar. aJUmi*^ marasim pi. alfalez e Trifle (greco {ir^Stxr^. dante. 195: Ante.

quartiere) p. Dozy. bench^ W"^^ ra'is usata. col rinvio al in panta) cIm greco xipraXoc xaf/caXXoc (corba che al basso termina occorre nei Settanta ed in Clemente Alessandrino. trova nel Gloss. Gloss. 1 198: argolla. cAoM* rtca- la vie. Arreus tirrvdo. Gloss.* T'orA^/. maio: la detta parola ovidentemente il aryds. Suppl. p. arrabalde ill conserve ancora 1' antico d come alcalde ^^-«oLaJi al-qadi il giudice (osservazione del Dozy). custigl. i — {J*^^ il ris pfnne pi. . ^'>^j^ qirUlle. Corrisponderebbero all'accento originale spa^aolo: . argola j^atuj anntau dt ftr ^ 4^*«3} a -gull {gofpia^ maiutie). in Nel portog. port. arrabul. Dozy. AAbjJ qar^ale. Gloss. ar^adell. catal. j^kOJl ar-ra'Is) eapoy capi- fano. cesto di giunchi ^JUa^ Xon qirt&1e si specialmente eorba da atino per fniHa. ma si nel Sapplem. Te««uto di sparto od altro per bestie pui-tarc le biiM'che d' aequa siille da soma. di Dozy. goifica pure tutti nicessaires h viezzi per vivere e per mantenimento. Preso da (J**^Jj ra'is (coll'art. f ft: . ^*^^ rli« aijrette de diamants mchAstis dans de Vor ou de Vargmi.irruez ovvero arruez? Arraval. ojistigl. Gluss. capitano di nav* ppevenga da ra'is. quindi ancbe ricchezza. sia 1' p.rgolla <la alfjoll.). cjustigl. 199 ha proposto Paltima forma.LUIGI 8ALVAD0RE D' AUSTRIA IH Arganells da aleartel I. A. anabal Dozy. fc I'arabo J^^j^ qartal. 198: arrabal [raval] faubourg (anche parroeville. A.rraiz da ar-raiz mitiituto donde fopitaiio di fxistituento niomtro. (I^zy. dal Siriaco. da ral)at solthonjo. e la forma Spagnuola arrayz governante. da jjOJ»ii ar-rabad (/m environs d'une si faubourgs). capitano di nave ovvero da ^J'^^ ra'is (che significa lo stesso).. da arroyat struN/ento (?). 6 nonchi abito pi. chia. arre&s (?) Non e in Dozy. ar^ollu. il jfcLj^i ary&i «ricoo.

Arselaga da al djaiilac. le I wZecc ewro/Jaew*. et cela suffit ». L'abbate Barges sentl p.. 203 osserva giustamente « Est-ce que nous chercherons k present Torigine de ce mot? Je crois que ce serait de la peine perdue.rrop Da ristrettOf da arrabb i-*^ castigl.. coffre j\^^ guwal (area. pers. oppiu-e asinaio. yU^ixi j\^ dar sis'an (forma abbreviata uUA«i j\^ d4r <i'4n albero spinoso grosso (crassus Wall. Les mulets comprennent.— Nella Spagna JBI anche cox). ^yi^iAkS il Da ^J/* rub' ar-rub' (la qtiarta parte [die\ qintar quintal\ coll'art. car on in gaulaq ispagnolo si chiama yal&ca spino E il pers. mosto cotto^ sciroppo di frutta. nome di arriero applicato al conduttore di bestie da soma si puo con certezza derivare dal grido arri (arre. in Algeria grido : ^/») errih. V»a3^|^ e inoltre p. anlaga. coll' art. — Ma Dozy. '^y^ gaulah. traduit Aliega il par ulex. harre) che taluno deriverebbe dair arabo j^ j^ harr harr il (grido del camelliere).. Espagn. car a mon avis c'est un cri comme le il y en a tant et qui ne signifie absolu- ment rien.) la cui corteccia simile alia > fe . ajonc. la arab ^»ftJ^^ sella. Gloss. la E il pers. arroba. farine (Bocthor. 371. il per co- — nome di un arbusto sul quale vedi Dozy. onde appunto di bestie il Arri II castigliano arricro conduttore da soma. gaulaq colla. abulaga. f finale araba ha pure nome di a breve). L'Accad. Alcala traduit aliega par lit djaulac. Aliega. si- <~JL)^y^ g a u 1 a q e grand sac pour Egitto).20 SECTION SEMITIQUE erido per incitare bestie da soma. gnifica les grains. A. Gloss. {sacco di lana].. esprime pure pannolano ruvido per coprire Ar. arrope mosto cotto.r u b b s-u^o vegetale condensato. (Dozy) mais chez Ibn Baitar: il ne faut pas en deriver aliaga. Arroba peso da arruba castigl. a r .

Gloss. oLntym (di cui 11 precedento e nome d'unit^). sen a (as-siisane) de ^ymy^i susan. XIV. Spagn.. rcdettn. ^iL Ifti') tali'a pi. rVM^AM susan.»iiy m sausaii.. Nat. a^onte fouet de Jd^^aJi Ati-saut (as-sut) frusta. 228: azote. greco ooOgov. Dalla proDuucia yaluca. Dozy. Ma « dana le man.LUIGI SALVADOBE <d&rasay8a'Aa. Dozy. secondo Dozy. . cortoccia ?) 16 (leg. asoth. avanguardia. certain qu'ils ne sent pas arabes ». Gloss. in iapagnuolo si scrive pure ^^^J ynl&qa. Quelle qne soit I'origine de ces mota. Je de Europa. Questo h D' AUSTRIA si 21 VaspuUUhut che. azote sta pare per azoth = 3^ iVi da v3^J'"^^» az-zaftq universalis medicina. s. az-z&uq A. come trova Hcritto in Most4!nl. aliaga ». atalayach donde anche talale talayote) come sono chiamate costruzioni meiraliti- che costraite anticamente.QUQena. esploratore. ^j . ^SjK:^^\ « jl) A3A^ yoal&ca ou ar^il&ca.*). azoot. <ie Naples du Mosta'in! I. deriva lo spagnaolo anlaga donde abalaga.. mercurittm {merciirio). Gloss. argilaques d' Europa En France aossi ou diaait il au moyen-&ge argilax. Dozy. on lit. port. 15!) — ftnriMi- servo ail Aniiuatiz/ari' il vino. . quindi quale cannella iathus (la (a*. coll'art. azoth. plarale snddetto La forma spagnaola gli sorittori atalaya e 11 at-tal&T. da atalag^i torrc di t/nardia. XIV. azoque.Socondo Plinio. Hist. est Con ardgilacn e val. ^^^ talar (pi. V^^UaJl at-Ja- sentinelle avamate. val. ebraico TW^ susan. argilaques con- corda sopratutto arjalaga. yalaga viene aliaga. jALtalaga yot Atulugar stare alia vf delta da [castigl. Da qaeeto yul&qa. v.AQOt da avot frusta. p. p. en retroave ce mot dans 248) le dialecte Valeucien: FiBcbar (Gemalde von Valencia Ulex Europaeus en £sp. 228 : azucena lis blanc de A) w^m^W) a s-s o u- siisan pers.

abira presso Alcala forma che s. guardia.atsebura?) sembra a 9ab&ra (con ^ab&yra e <. La parola non corrisponde ad altra radice latina. Per qaesta e (al plnr. llamaban nuestros Espafioles. aloe. guardki (cosi (part. I La detta atsebara (ma meglio. succo di aloe.. en atalaya*. si e fatto Sarebbe usata la forma femra. si riferisca v. ley. A. stante plur. II. escucha. [catal. novia. Pedro de Alcala da invece ad (s. Gloss. — Mendoza centinela. e castigl.tsebara J^JiO aloe^ da Sab bar a. ^avilla yerva del acibar) che risponde alia forma magrebina 'i^jk^AjS as-sab- b&ra. specula v. in Ispagua si pronun- as-sibar). mirra. atalayer atalaya il significato di e especular stare alia itAjfl. el oficio de las atalayas porque han (^Gruerra a estar todo el dia catando a cada parte ». la de Gfra- 65) : < Lo que aliora llamamos amigos de vocables el estranjeros. p. Tit. Gloss. perocche la corrispondente voce propria catalana e noy noya.* torre di vedetta). 209 seg. '5<X)I ^M conda. ecc.. i as-sabir) Dozy succo sabir (coll'art. di Va in principio di parola. azebre con azevan cento snl prime e) parlano in favore della forma as-sibar. ed in parte anche in Minorca sono Si ^H i^^^ donna /e- pu6 pensare a '»»>^ e. wallade partoriente. dia. .22 SECTION SEMITIQUE il i spagnuoli scrivono la parola nel senso di sentinella. sposa recente^ che in Catalogua la stessa cosa. Dozy. (coll'ac- Le forme portoghesi azevre. arabo come il singolare) Alfonso : pL « et X X como quier que sea muy peligroso nada p. a ilde (per i^j £ w i 1 d e) <aJ_j wa 1 ad figlio. 35. XXYI. en noche. p. fcJj**^ tawali\ Per sentinella Alcala usa layador.) Atlot da welled. (Secondo cia si bar. onde atlota.) gli arabi usano invece la parola mat la' ata- iuOLw tali'a pi. (II tutto presso Dozy. e senza dubbio dovrebbe derivare da welled. Ji^*Aj\ amaro di wm pianta.

lett. <'iLstipl. avarie^ Dozy. ^ z*)^* awariyye B BabUClia fia. pugnaU. Averia. rasti^liiuio babucha. A. 'a war. BadalUCh. copri-piedit ed Pers.. \y in come in alforjn = ^^ad' al-har^ da viag- bisaccia. a dts marchandises da j]y^ defectnosite. tAAjO h&l)i'e Ijftbiye (da Aaa> habje) si grande vato per vioo. '221> : Dozy. trrivt' 217: averia. con delle feritoie per »er\*e quali il vento pu6 penetrare da ogni parte. lAzouwerd tazurino l&zwerd per Aji_^:^y lajicwerd) laj)iA X7C0''>0'. port.. cliiusa giro. alfubiu. guoftto. dii al-hangar. "uwar ma'awar.0V. PI. ^/J^j*^ Idziili. dan~ iieggiato. — alfango = ji^^») voiia p. p. avuer. olio (coll' art. 4. 1' Non trova in Dozy. Gloss. e che pnre alia ven- .m'^ ancho jHtp/tnrrta) fraiu-. ndvita. mutilation. pigliaveiUo esprime in una costruzione da Ic estate elevata sopra la casa. ^\^^ 0)«3 ^aAam sil'a dtLtawftr merce avariata. 13. e derivato dal francese baftouche. ^^AJJu badgir. Gloss. p. ital. baibouche. e dommage h un caigseau. Cambiamento del$ac€o I'arabo T' i/io. ital. quindi ^JJ^JI* .LUIGI SALVADORE D' AUSTRIA 23 Atzur (la Lii/urd. arar/a. ^•Ju papiis pantofola (ietteralmente an- che T^-?w babAg. I'^iU. Pers. insure. 'iwir. 251 lo crede posteriore alia domi- nazioue nraba in Ispagna. (od da babus. fr. foniirlht ihi (f mini in. Dozy. ital. Ce mot semble £tre one altoration da ^pero.Ufabi (jtrio ltd t)lio. l'aral»e-per8an azul.. Dosy Gloss. al-l>Abiye). des niarchandises avarieet. bad a I lie eo. p. rctti/ia (lu iilfuhia. babus.

^vaift. Gloss. ^UflJ bitana P. . Sagatella da bagatel. e La forma araba corrisponde a Wiillers.24 SECTION SEMITIQUE chiama pure tilazione dei piani inferiori. ecc. della ^ = [dura] alia la italiana cc e la spagnola ch) corrisponde bada- luch. depourvu. G. castigl. di (.. Si ^^^. 233: balde. Balde Dozy. Spagn. bedana dans un arret du parlement de [Gfloss. . D. A.^Aj buqag. v. med et. moneta vilissima.]) peau de mouton predoublure.. Secondo Diez e Littre e diminutivo del neo-latino bagage ciolo. p. Sadana badana paree.. bagatelle..]. arab. lat. ^«ktf^\* e rfSU^A. vain. — Dozy. cosa da niente. bagateUa.iu badheng che occorre anche colla forma ^jJUft^vj badhilg g che notevolmente (sequale fu sostituita detta forma condo 1' la pronunzia egiz. bagnglio. balda frivolo. Gloss. buqse pi. en balde chose de ecc.-lat. pen de valeur. Bagage Turco da bacache castigl.^J0u batil cosa inutile. [Cfr. bagace. baga baquesX cosa insignificante. pers. pero con punto interi'ogativo]. iiiUaJ bitane. infim. < T. it. bagatela. bagage fi'anc. tuttavia I'italiano bagattino. 4^1© w batil vano. Ital. inutile. franc. un quarto [II Dizionario dell' Ace. ^a^iJU ba- daheng. Simile costruzione poteva pure servire come torricella di guardia.. de dres. propriamente fodera. castigl. in Dozy.. ii^AJ buqge e ^wlU pi. Manca.3w s. badheng nr*>U . lo fa derivare tWaUp baw ati pi. en baldo port. p. de Alcala le traduit par bal- La badana servait a doubler les chaussures et d'autres objets fait de cuir. 231: Paris cite par Ducange basane. ecc. de balde gratis. picdi quattrino.''«•' .. .^ 4stfVJL3 buqce. 4aCVCkj fagotto d'abiti. da battaua pelle di eapra condata. (sic). -' b o g c i a fazzoletto per avviluppare e legare uv ^ V--' . dal qual deriva la detta forma. (franc. Lex Pers. badana.

in quantith. magrebino (alger. fr. G.). hoccaccino o boccatcino tessuto di lino con bambagia. da badaicoi heduino ed anche selvatifo. M f UD/> barrakan barragan. Sedui t hcfluiiio. (Vedi Barbier de Meynard. stoffa. i^^y^ badawiyun del deserto. aprrir di fustagno. Castigl. : 1' articolo bagage). Diet. albornoz. volg.^J0*3l 95 (d) e 1 come in arrelde ar-rati peso (di 2566 gr. (j*<k3jjJi a 1 -burn us) parte del man' copre capo. p. ttomo (da^«Nj badw Sezzeff II dii bctsef i>/ (/ran (/ttrn/fifo. Dozy. (anche (JcT^ il cammellotto a mantello donde franc.] Hindoglou.) cJV^w biz-zef. ital. castigl. burn us it (coll' art. ha: bocaci mas gorda y basta que (?) (C\\M^ y de holandilla Secondo me 6 il bocassin del francese antico. bedouin. cappuccio. des dmiblures. albernoz. 237: {jKorte barragana. . as paid a per »pculula (Tknty). franc. rolde dii per rotulus. portog. cannrfan. bouracan de gro$ camelot) U o^ barracan. che risponde al tarco Toile d'un Tissv peti 8err4 lyoLc^ bugiis 1' = qui srrt h /aire s. . Garragan y Cl /f da barracan stoffa. turc-fran^ais it. Diet. castigl. Tela de uno u otro color. h. v. . moUo.LUIGI SALVADORE Metatesi di t D' AUSTRIA per ^. Bocaci 11 da bogacf. hilo Spagn. bogaci) m. Samus (jtAJjJ^ ielto che (bcrmis) ulbonio^ rnpiimiin soliUt a imrtarxi fini rnfjaxxi. Gloss. (del la jir.ci**^'CO boghase. Forse lo stesso die tuivo 43^*^ bogcia (cfr. [II Dizionario dell' Ace. bedewi deserio). burrukan) nioffn fftossnhnia di bouracan. de port. D. relativo al deaerto cO"^*? badawi.] (Ofr. roxxo. turc-fran^. A. barragan.

chandelle de cire. Dizionario dell'Ac. e la derivazione non e credibile. et (tutti portog. fr. gr. franc. vulgo Bougie. Le ca244: cadae. quale sinibolo dell' affbndare (luvecchiare). ^ . 1' Humbert ha notato JHiOL*^ egiz. p. castigl. d'ou I'on esportait C Caduf (la cad at" od alcaydiis rnso di terra per tirar I'acqua dai pozzi. Bugia. spagn. Dozy.26 SECTION SKMITIQUE inhhln »la Boyra chaboura. ma questo e totalinente smembrato. da ^waBT bigaye de la cire.) designe k Grenade une mesure agraire. b«gia. v. Dozy. Si dice pure eadufedjar fer cadufos della coiifnsione d' intelktto della recchiaia. bougie.]). cadalie. albol'era per albohera da s^i^ buhayra.) pot de terre en dessus duquel les cabaretiers et les boutiquiers ^_| mesurent les liquides qu'ils qui re^oit I'excedant. 243: bugia bougie. Esp. p. Gloss. ha cfr. Bugia Bugia neH'Affrica donde si esportava delhi cera. Bufera albufeia da albueira pal/ide. Dozy. di di >^ b a h r mare [f invece di h p. les lexiques le arabas ^^S cadah [qadah Alcaduz. piccolo Spagn. Setteutrionale. alcadefe vendent. [11 I'ar.] . da 91 s. xd^o?. cadaf sans Particle arabe [come quij. castigl. Gloss. albohera. ^H cadahe. rivoltarsi e rituffarsi come il caduf. ant. acadiiz e arcaduz. mare (dimin. il arcaduz (dal- ^>>i^^^ cadu9). da ^Hj v»5'«^*' al-codaf ou al-codef [al talan avait qudaf va^o di tei'ra\ « p. cosi pure invece ^ h. Gloss. »j_^U*< sabura (forse dal persiano sabwerd cerchio intorno alia luna (alone)) brouillard. 78: alcadafe. alcadef. Dans ment (pas dans les diet. hicchiere] est seule- nom d'une mesure de capacite. albufeva.

forse dal Int. 377. detto il cocco. alcatifa. Catifa lajtprto (la aU-atifa. kviwi sauscrito. (pronuncia cambuj. I'article al demontre que les Espagnola alcaparra dn curmi. castip:!. 247 cande. p. carminio: A. qamts camicUt. 344: re/o <// cafe de i^^ qahwa. bevamdoj vino. velo da mnger. e arab. o cocciniglia si rosso cermiglio. tunica (lat. da dtmna (Alcala: Snppl. cami$ia).plntot da nom d'unit^ f^^T^' qu'Alcala donne sous alcaparra.. D. Bien qne ce mot — arabe soit d'oripne etrangere. Gloss. port. alquetifa le taput. p. traeva il = venne da nn uenn*. ou iLoU) p. Gloss. carmes donde carmesi. sanscr. alcaparassa (taparera a rajjjM'ro. k hand a. qoindi iS^j^ creuxinino [dr. de cette langiie et non du grec xisrap:?. 86 : alcaparra cappero da jLkii) [al-kabb&r] al-cabb&ra ont tire leur [al-qabbar] alcabbar. Dozy cadde. p. .. 185: alquermez. 88: alcatifa. Candil Gloss. Cambux thnna da eambux. ossia rosso del verme. candi. Pers. Dozy. pure candil et Canfora. Gloss. dal sansorito kahup. Pers. cuuverhirr da AAaJoaIi al-cat!fa qui se dit dans mdme sens. qahwe caKtigl. Carmesi y^y^ qirmiz qirmizi il (coll'art. satin). Camisa (jMU. 4Xk^]a3 qatlfe vellnto (velours.] Dozy. Dozy Gl.). Karpdra. Dozy.LUIGI SAJA'ADORE D' AUSTRIA 27 Cafe. p..#3 inii ((innciu da eaniix. eas-tigl. Toca de mager Dozy. al-qirmiz) rt/cAwmw. cambux ^uamise xnasqne on voile e convrir le visage. 245: kambAs) veto antifa^ de novia. «Xa3 qand tucchero dal Sanscr. T^ozy. (kshaumi) si fece ksliaumas <«2a di /tno. zucchero (candito). »»io Kiifur <la canfora. Caparrassa Majorca) aUubnisi. G. p. yj»y^ Kanbfts Dozy Gloss. Oloas.

Gloss. A:'ab. port. cerbatana.. filo delln spada ed anche lama. qui designe une sarbacane dent on se sert I pour tuer anche ^iJlJflA^ che. aceiiet'a.. can'ale. Le meme mot est Ctiaffarrato *j^*** da chafra. . zanefa. {sifr). v. azero Dozy. agli uccelli. safra. da(/a cnrtn e lanja. originali. arab. as-sanife) orlo. MA*a sanife (probabilmente stoffa per gner- nizione). (coll'art. Oenefa da a^^euefa (asceuifa). zero. (V. Caviar. ciro.. ital. Gloss. sarabatana o saravatana. Dozy. navaja de harvero — ttifra e sufra anche rasoio. secondo vetro. safra e chifra a 1-m ft 8. sanefa h&uppe OM ora veMis. franc. Cliafcrote. ital. castigl. cerbottana].jl:> hawiyar. canefa. sanife . •• •'. sarbacane [e sarbatane] [neo-ellen. 253: cero. cero). zarbatana. chiffre. fimbria del vestito. i diz. (japapOTava] da ^Ua>j>^ zarbatana les oiseaujr. neo ellenico Turco^Vjl^ hawiyar per^y. cifro. : azanefa. zero. canepa. 224 lit. cerbottana]. solo 8i*^nifica un tuho di da 8efer. Dozy. castigl. taglio. tirai-e » cenefa » ^XAaaa^ Oerbatana da zabatana canuoue per [ital. p. 251: cebratana. Cero. m u8 e rasoio. Gloss. castigl. zarabotana [leg. hawiar nova di stoi-ioue salatc e pressate. p. Alcala: s. cerbataua. zero da j%*0 cifr devenu aussi cifra. fr.28 SECTION SEJSIITIQUE da Caviar castigl. horde en tapisserie de port. frange de AXXaa)) as-sanifa L'accento cenefa si riferirebbe a Ahk^a sanife. ciuiom.. 1^ e ^ anche AlU^ sinfe p. sanife.

alcuzouzii. esp. one mets tres-nsit^ en Barberie. Chaleco <» . que Arabes ont adopte. Alcala: Tranchete de t^npaUro. p. . Cuscusso da al-cuscu8ii. » raeioir oQiil de* 253: chifra port. Dozy. fra. giUt semble avoir la wUL^ yelek. utdere. e fjDkS^mJ k ask us.Jalccu da chalecH ijitthlMtto. de couscous. naissance a (Muller).! LUIGI SALVADORE D'AUSTBU Dozy. in Suppl. chifla relieurs etc. (JmwXamJ^) al sorte de 96 : alcuzcuz. E singolare in 6ofayna la sostituzione della 6 a cb. ciL'^ti^l. — Chez Alcala sont hormigos de ma»$a. 144 e 145: aljofaina. In En Espagne on prononqut chichifarote.. pure Dozy. alcuzcnz. chaux iisato in Maiorca nel senso di xchmis persona rozza e stupida. araldoy Kergenie. 291: Jileco de le franvais chaleco. aljnt'aina. Gloss.. e cue lie. sen telle. Sappl. poor amincir le cuir ecc. Supp. _%<m»^4mJ kusknsfi p. castigl. alcuzcuzu. al djo- faina. Cofayna da alchofaina. Gloss. chaiero: franc. Ch. a 1 cose as a. 11 turco (JM^^^ > cA5L9^*^ ciaus. Cfr. d j. esp. aljafana. ecc. (Davie. au Littrd). la semence mondee du mats est appelee coug't couche ou couch ccousse.&) al-djafna (al-^afna). al djufaina est le diminutif arabe de 4aA. Dozy.. import^ sans doute par lea n&gree africains A Saint Dominique. cibo de' Mori fatto a piccoli graoelli tMiKli.. Dozy. p. u^4MkX4MJ kuskn- sAd (nel Megrebino).i yelek (jelek) est un mot d'origine torque. apparitore. ciawas. Ce mot 4 donne mSme origine les sM>. Gloss. oU k la desinenzA romanza. p..auz £ da i-haiix aeryeute.

EscabecllU i'l da sic bdc oscabpclie salsa per cousrrrare pesce. alcolla o/\o (1. Ar. I'arabe p. de feuilles de laurier. castigl. sena d'onde in oriente si ital.. denarius. dal latino. composes de vinaigre ou de vin blanc.. . Gloss. 205 seg. castigl. orcio).m sikbag ou sikbgg. 261 escabeche le port. U^am o U-^T^*** sirkeba (sirke = acei^o). arsenal si pronuncia per dar n a 'a. coll' art. ^UXm< e il pers. En Ih _ como Mlalioma. fabbrica.. de citrons & de ^\jS. . sezione del lavoro. Gloss.aO SECTION SEMITIQUE D Dinar da diuar. adrasana. p. 92: alcolla grande cntche de ^Xjll) al-coUa. s i Gloss. AX3 qui la. arsena e dar- derive poi 'i^^Mtji — Dozy. in : Espressione Dio come Mahometto =:r: con Dio come Maometto easti^l. alia voce tersane (per arsenale). ca»a del lavoro. al-qulla groaso vaso di terra. dresseual da at-taisaiia castigl. ata- IDressenet. rezeua. Dozy. E Sncola da alcolla. : Dozy.. iIaJJ "/ dinar in Oriente moneta d'oro dal lat. (Eu ^^ M come <>^#). dinero. Derivato da ^fiLufi I il»> dar sina'a o ^^Lm£LJ\ I y)^ dar es- sina'a. p. (hiiaro. aussi escaveche sorte de sauce pour conserver longtemps poisson.

pag. 3j)j»*J aubepine..v. latino falx. 264 •. Gloss. Alcala lo 32: acebache. de meme que ach-chon&r en arabe: supelUx domettUm. accetia. enxoval < lo qua muger lleva quando se casa.rnir^r deriva da '^ks^jjijy\ az-sanbA^a. X > • •X ^t-J^i JUUi fiilaqa est ceppo per dare le baatonate. Dozy. Le s^k^^\j ••«•e parola h b«4)era.. boos olivier taufMigt ^^ ^ bangs. (iwaiuhi o Itr. p. difalcare. y servicio de sa casa » de^i^4«J) ach-choa&r (aa-aawir. scure. V V *^ Ty^j zenba^ castigl. cMtigl. fruit) da \^-^J^jr azza'rflra metpilu* J neflier. da a/ZHbaehe. acerola. de hija. inmntam. faUoa. ejtoir. de ^wftXi il falaca (falaqa) /wdr*. '* '^ . Gloss. acebiirhe*. Belot: it uteiisiles de menage. atzerola da az-zarora. e ffsXsxv. La dictionnaire berbdre donne. Tj^ nula i * Stzerola. Falaca ti«a da falai-a stninn'ido da tortnrn.LUIGI SALVADORE D' AU8TBU SI jptr tlitio Eltzaboge (comuneinente per Af^astre) twato u Minorc* Helmtico. Dozy. asarolla faap^oe da azerolxu. aiambojo r"rfr. de atavios. bagngeg. s. Glossarii arabi pi& reoenti hanno z eltiiil^. eixovar. as-saw&r). exovar. 221: axuar.xeroln. Doz}'. (Confroati«i il tuttavia. Gloss. e * grero mnnnaia^ stnimento di aapplisio. falce quella che iMglU. falca a paif. BistAni miglior dano. Alcala: doU o catomiemto Mais ordiDaii-ement axuar : signitie ameubUmtrntt mo&ilier. £!xouar la (ajuur). ~ Bn oogifo falca un morceaa de bois carr^ qu'on % ooopA vtfc ^^ * U du trono d'un arbre. 34: acerola. port. Gloss. port. exogar da val. Ija parola falaca •deni- tortiirftiv uua |K?i-soiia tisiciunciitc o spiritualinonte. p. Dozy. v. p. catamiento doUj as-siwar. nefle.'265 port. assi de sa persona como dal adorno..

JjSS falqa to defalk). per analogia. A^\y^ . eclat da V. ital. Dozy de- — riva faluca dall'ax'. cimm di ley/to (ckuu da niadera). haraqa sopra arabes hruciarc). felouque^ derivo dal— « petit navire a voiles et k rames » Jal. da far da frnjoUo di ahbigliamenti domieschi. 214: laluca. feluca. I da cui ^w3 «^ farfar leggero. Falea da faluca. miiioi-c. ingl. 108 ha: alfarda. ozioso. f alaco) ^ ^^ Come il pi-ecedente. castigl. ancora it. alia O t (s) in arabo Bubentra talvolta <_3 come in ^yi ixxxa. de boijf difalcare. franc. franc. Gloss. p. dall' farfalhar (colla r) essere danno arabo y^r^ farfara leggero. poi generalinente harca (harraqa-haloque le halca. jyronto. Fanal tvJL9 da fanar liime. far da.). fanfarron. La forma spagnuola farfante ed occasione alia derivazione chiacckierone. Dozy.. disoccupato. Suppl. female. !Panfarr6 da faujora. e >^i fiim aglio). fanfarDii. S^arcli (pereroso) da fa rag a. faluca). Manca in Dozy.fa loque. D'onde. castigl. secondo il il Littre. fardaj fardeau]. fanfarone. p. ital. port. a . faro (greco mod. fanar fanale. '^avapi). fr. yarda [ital. fa 1 u k e). Diez crede che sia lo spagn. (Cfr.-AA3 falaqa spaccare (identico a (Dozy. fanal. — La parola si r arab. vanterie. che prende per onomatopea. ( — Enfiu mot est retourae aux Ai^AA fu 1 u ke .• Ci^ ^ ^^^ nave incendiaria. fanfare e quindi fanfaron. ^ Pj^ farig vuoto (vaso). ma e parola vecchia e e certainente sconosciuta ai marinai del qua e la usata dai piMedio Evo.32 SECTION SEMITIQUE (la Falca talon catal. folie. chiacchierone (in ogni caso . hrulotto (da v3y^ v. filuca. Gloss. castigl.. fardello. falua (halca). castigl. rati. UUli fulk nave. ital. alfitra esp^coj da contribution que payaient les Maures(iues qui vivaient sous la Dozy. libera. come jJyJ <ar<ar chiacchierare f. fan fa portug.

meglio i«>»3 tarda pans parut haitente di porta. i diu cormnti vguali d^l cnvalUtto da J|*3 paio fard. li<3»A3i al-farJa (per A40 JUi) taxe. ovvero a in 5<N^»3 faride groxsa perla. connon. vetemtnt de ttoldeU. iniuatiou des chretiens — dall'arali. de ^UuS <!. contribution. gioiello ecc. Q-alima. bAdingftl u^jB'Ju bedin^ftn. e t e.LUICtI bAI.".da. volg. OV. a fe t e crochet. — Vol.m^ Dime) *prae. (jomii). nltfra I'una parte del statfa (^triviere).Htt» rectturbies. III. GI088. 38<): fard a port. ciisti^M. ^ctM du XH"*' Congrft i/m On<ntali$Ut. p.. mail ntn<:iii n inj. J)0/A'. }> croc. de ^' i'Ult. come un una cinghia della una la parte della soma A pag. hatt&f e a 1 1 e t*. ecc.. uatota iiorrhi-U).Ja:> huttuf gant-M. per per « come in jLa^'.\ adore D' AUSTRIA *. - . unifr/rme. melenxana. Dozy. donde anche : lo spa<ru. 271 . chnrge. j^Ufl^ a 1 liottaf. Dozy.iw p. 272 : g a 1 i m a petit / vol. Pag. iaiuixu. livrie^ cui derivazione dall'aralto egli rigetta. rapina». 2(37: fatexu. In quanto caso pensare a t a tarda per abbiglinmenti dimneschi si pa6 in ogni -^r^ fart moneta npicciola (nel mezzo di parola Jft «<JVl(aJ piiM suonar d cume in Itadiina per »J>'* bitana o batana). A Ifarda Terrne de charpentier. 21'. . p. G Gafet (a). an i ma (^. GI088. petite ancre.

rofian. meuo la giustizia derrama. fat. da guiibel castigl. Dozy sotto alvarral. s|)et'ie G-arbell di raylio per moudare il grauo. (Di qui foi"se I'it. nel prelevaie " (jiia- Grarraina. . imtlfa. GarrOVa rdnnha Hn Harruba. X. Gloss. ImUiyUa. e. G. franc..) Dozy. rofiana ecc.Gloss. A.. come vaglio. p. tassa.sarrafa (garrSfa) l3»* garafa. indicano seinplice e la bottiglia grande. nel piemontese. si usa quaudo vien lunque imposta. contribnzione.. faquin. sotto algarroba alfarroba. girbal vaglio. giara. garrama. doude auclie franc. Doz^-. testa vaiia. pimpant.AIITIQUE rastigl. 274: gar rat' a. iXj^J^ harruba). Gloss.r 34 SECTION SE.. che non tiene nulla. gandoura. in gerra o charra *jS^ garra.B. latu (grande: earnfa e carafon. attingere. In Dozy. come p. — Pem. allegado en van- do. Castigl. Belot: coquet. barragana. da ital. G.272:de^^^A£ gandour (gandur). rtirmhio da Q-arrove Ha rub. Sotto ga'rr derrama. port. D. A. arel il e garbillo. carafe. (Estesa dissertazione presso Dozy). p. gamuza. bai'ragan valiente. Gt-amuza. il poeo seimo. che diviene percio un balzello. Gloss. •M^^L^ gam As e buffalo. D.) Jy In »* garbal (garbel). di garbello. carafe dall'ar. <^»%* . Garla botti- Garraf glia ' da garuf. In J)ozy. In questo caso ch sta per ^ ij. Alcala: gan- dour garden que se quiere casar. G-andul. ^^1^ garama e imposta. V-5^/^ liarrul^ carrubio (al sing. debito. come mrafina la bottiglia piccola. gerbola testa leggiera. caraffa. ((VHoscio.

bruit. rhlihnUi\ u Maioiva. t-astii^i. Dozy ^ d'opinione che Arabi lo abbiano preM Spagnoli (Ibu Batouta nacque in Taugeri I'aimo 1804) s. gabilla gavilla n/w/vV i/f gntm*. gabarru. Speiie IG-avarra di nave.Malmeut€* o pirn. 126. col significato (Engelmann). faquinerie ecc.") O-avella [II da (•al)ila. \^ J^J^ ^azzftr e canneto • (fruscio del vento?). yftsamln. Furiscontratoconalgandar di cui sopra. ffdzzun-a <tfn p. da pubana.. iniln. coups df carum. [II gabarra = grossa barca]. t'rauc.: 4jaxi (^^P- gaita) au Maghrib esp^e^ /lautbois (Alculu gayta). Diz. wjl^ (|nwarib. fa derivare gabarra da carabo e qaesto dal greco xapa^oj donde I'arabo «^'»-9 «iarib pi. Dozy. gabarie. rw/do murmuraudo. port. Dozy. ^Xaji abila has df foi'vaje. Pera. de si AIOaC gaita (^aita) che •H Jiute in prestito dagli trova in Ibn-Batouta. Gloss. Spagu. [Ital . 880: gaita instrument de musiquc. G-ayta da guyta rornamujia s|)e<. — Alcala: gaz&ra *\^ pnria. Gloss. Crayte suonatore. ij\^ una can na. gatzarm o \'ij>y^ gazara] rej(ntis»auceit h cris. mur-~ muHo de gente. detta auclie xeremia. it.]. di cornavtnse. gelttomhto. . dell' Ace. ha: (del ar. gbandar* ma la parola e la cosa non hanno che fare 1' ana con T altra. ^>a^V«V.** [spagu.. castigl. p.) Porcion stielta u atada dc sarin ientos ecc. au bruit instruments militaires. uW^ y»««- a4mU yAnam Q-atzara. Vedi gandnl. sarebbe '». deirAcc. Metatesi. — de al contrario dice: Suppl. j><V»v# yftgaman. gli II. (Js. Diz.U'TfiT SALVADORE D' AUSTRIA 85 Oassemi da yasmiu tiilsotnino h«H"e. roydo con yra. <>«Jji3 1 al^anlara recherche dans In mise. Sp. algazarra. 122: alpazara.

port. castigl. <la (inta pt-rcha. couteau derivato mi a. vette p. gengible. genette . 276 e Suppl.. (1. cio6 di Sumatra Cf. girafa de ^^]j3 zarafa ou zerafa^ G^unica. gengibre. goinia. Dozy. punal. 282: guinia. (Xell' italiano tiovasi piu-e. u r a f e giraffa.: gineta fr. AJ 1)^ z a r a fa p. orcio. ginejjro. Gloss.. castigl.36 SECTION SEMITIQUE Greneta. Ak<^i kummiyye si mamcu. Gloss. ^AA2P\Jl az-zengebil Grirafe. de x^j^ garueit (gar- nait).. o meglio piiu deiivare dal latino jtaii- Ijerus.. 1 G-Utaperclia pirrn. so leva portare questo pugnale nell manica. giiafa — (jiniffa. sotto a 1 j a r a e arr a. Grinebro in da Az-ziucliibil. Gloss. Lo stesso ripete nel Suppl. A. Q-erra. castigl. da cni e pugnale da j^ magreb. |. j Dozy. a go les Dozy.er- che. Littre v. castigl. Gloss. giarra. secondo I'opinione del Dozy. presso Cherbonneau (Magreb). Dozy. iy^ garra hrocca da acqua. p. (Juniia dega. gutapciclia i/ntta- K malese s. A5 )i) 278: /. ageugibre. f/inepro. 1 ... espece de c/- dont la peau s'emploie en fourrure.) lima. espece de poiguard. 52: Agengibre. . . ^Ajk^Jf zengebil Dozy. aguniii combe en usage chez il Maures. Gloss. p. itel. : getah pertjah gomma di Pertjah. D. adoprato yinehro per (jinepro. gingemhre.

ital. Xilimona da U\vtn<>nii. Jacena Dozy. JU^ hiyfik) e wmL> hitik.."in JTaique dii hagg restitOy mnntcUo. et dont chaqne couplet se tenninait par refrain: II Dansons la Carmagnole | Vive le son | Da canon. ita\. qui sert de v6- tement pendant -e le jour et de couverture pendant la nuit. ordinairement blanc. Snppl. CtIos8. Dozy. . littmur. jaquet diminutif de jaque. giaccn. castigl. ou allemand?) Ducange demande les ne vient pas de Jacques. On fl'il ignore Porigine de ce tedesco jacke. D. trave trasver»aU donde chocen. (It. Inn mi. Littre. p. giaeehetta). U|j^*» I^As^n (J)'*a:^ iViz. fa il pi. Ct. A. on ap- pela Carmagnola la jacque des ultra-revolutionnaires qui avaient chant« chanson intitulee La Carmagnole dirigee centre la le Reine Marie Antouiette. jaeqiie. do i-iu>con. (On peut ajouter en 17i>2 Thorrible par analogie: qu'en Piemont et en France. ici. hftjik en Afrique grand manteau de laine. Corrisponde meglio al francese jaquet. 1358). pouire <fr Irarerte •or la- quelle las solives sont assises. ^<v3 1 i ni u e OyCy 1 » >" »'» d o C}y^ 1 a i m ft n e y^ Jaim A. paysans revoltes (Jacquerie.) parait avoir ete fait dans le XIV* siecle. Vetements 147-153. 289 Jacena toMnau. mot (roman. Semit ce VjU^ g>>'iz povliy &\f< U terminaison esp.LUIOI SALVADOT^F D'AI'STTaA 87 Jacera. Pers. iJ^A»» haik I pi. e n a ? J^^^ e ga'iz trave.

Acxi. com'ei >w-ftij. cib che i^y^ «^^ ^ ^ ma qad 'urrifa cio che gm e stato partecipato."' m. da riporre) da Dozy.se^^ mahazin magazzino (luogo di accumulare. co- nosciuto.. Uj»^ Ijazana ammucchiare v.Spagn.: meqtietrefe (Da]Viii\ lante) \^JiO-^^ mo gat r e£ petu-. saptito. (JiijJU) v-3>*J' •^* "i«^ qad ta'rifu (ta'rifuhu) cio chi tu hen sai. almasceu. niagasiu. \^y^ j/^ (<JUiij. Gloss. almacen. La cacemn che donde sarebbe ijH/* magara {v J^^ si ^LC g&ra) perche spesso tira dalle Cavita.«A3D fn e partecipato. tiaiK'. I gawara Mangara. almagacen. ^ f o *' . J ca. 147. ntayaxxiiio. Sarebbe infondato forse: I ^ ! 4Jb fc«A) U< ma ma kata'rifihi cio che e come la sua partecipazione. ital. Cs. [Diz. Hombre entremetido. fem. .C) II ^i ^ /' ma qad 'in*ifa cio che h gia noto. p. castigl. Magatzem. mequetrat'e.stigl. ijj\. almacen.38 SECTION SEMITIQUE M Macatrafa da majiatiaf. 4Ad%e ^3 l^ \*< mi ma qad 'araftahu ('arafta) tu gift sai. . / I <j^a^<* / o I mal)zen pi. bullicioso y da de poco provecho]. Ua ka't-ta'i'if cit/ che come la par-i^ tecipazione. come (fu) partecipato. s.

halwa) grano m per b e frequente (Dozy. T Ja^ m a lelto. maytio. lojjiio Si chiama in (|uei MatrncM si <|UolU» stnimento (invoco (|o| (TaheMa) rhc giorni nsa airaltan' canipanollM). fo«se 011 Ton conserve le bl^ ecc. Gloss.iont on se •frt rh Vt^n . Dozy. flie serve di i*ainpHiiu in alciini pui*e ^ioriii della di sottinianai sjuUii. p.. rr-:-^n./ silo da y^vO riempirp (una fossa). Dozy. 301: luaravedi petit« monnait de U dyiUMtie Almoravides de ^iOySj^ mor&biti une monnaie d'or. ed lestino Schiaparelli pag. 471 '^ p. /. batafalnga volg. 312: mazmurra cnchot. mo- de ^ »Ja4) al matrah Si veda anche Dozy. anin. Dozy. en proven^ftl waraboU- pins tard c'est devenu nne monnaie d'ari'ent et luAme de cuivro. r ah Inoffo dove qualche cosa. cat.. imar&l>i(I). telas p. de Parabe 5»A^ *V^ Iiabba-halva (habba hulwa. it^^tJ^^ ' matmAra tamara caveau. dolce.. almatrah. p.bjI»4 iLbi> dinar mortibiti (lu'on appellait mornhUinuM. maririh. Gloss. e) AdJfl^ uiitraqa. Snppl. Matraca <<»n da matiaq. 31<»: matraca . (leri tnoi-altati. 151: almadraqne. marfega 18H = teped e 602 =: tepefion. niata halaa. significa pure materasso. Matafaluga. Matiara teitehir (rmjanella) ymoXakW lopuo asto pur di lojjno attorno.. /•»»- . en el cainpo. GI088. prison de fi^tla^ primon. Dozy. 20). t valenz. p. Ce' yA* 'T matrah = Mafalafium. (3r«^ mitraq (<auhio. 11 Vocabulista pubblicato dal prof. CtIosu...]. matalof. Dans I'origine an din&r: ^«. de Alcala traduit par algibe. lit. matafalua Dozy. fontr. atiirr dalKar. mat mora (matmura) cueWj carcfil que P. EngolmaBn. (\n IMatalaf matrah. mat a! at". /i/. si getta ntnteraMMo. p. "Masmorra. iiiii/iinura <iai niiii I Til fHiijioiir. Tossa per carcere. 238: batafalua. fa>ti^l. LUIGI 8ALVAD0RK I)' AUSTRIA 89 Maravedis. Gloss.

lat. de cloches. Dozy Bon ha questa parola nel Gloss. coperta) Dozy. mirador. meges Mesqui. meskiu povero. p. 177: t almotacen.^ miraje) . ISCingO da nienon. <Ot.w»^ mi stall. p. ispettore dei prezzi del pane. ponte. dans la semaine in Bocthor crecelle. della came. v. inusattah.. misero il fr.. miroir deriva da mirer. miroir. da ma^xi moscaio. mosca. Mostasseria Vw ftVrgV^iwJLi a 1 - m ustah 1 af // giurato. catal. Maxiganga Pers. mir'at (^lii. prov. ai ISCostassa relative.. de «»^Af*A^) a I - mo t as i b ^ . un (^sJd4M piano. 'LH>-WL--f p. almoli I ace 1 inspecteur des poids mesures. c Mostassaf colui che sopriuteude pesi e misiu-e. Dozy. mirer. (colui che e attaccato alia Anche Littre deriva mesquin dall'arabo.40 SECTION SEMITIQUE sainte. ef^pejo. pent etre un navire qui a un pont. Dozy. almotaiMMi. de ii^a-* mitraqa. s. Dozy. miroer. zamara. prononcer ^^ja4M»« musattah. miroir. ecc. tillac sorte de navire. ed mistiro. — Littre. et port. Mirall. del vino. porero. (?) a lyiisticll da mi stall specie di ^vld4M>'« i/(in\ castigl. rufticio aliiii»stacen. fnmc. Suppl. cita per6 nel Supp. gleba). forse da mediits. Mesqui no qaS^***^ in i skin. nfesrhino. niirabilis). almutazafe. 314: mistico. torse audie da mi nor il miiiorc Mitg da metih. mirouer = I'instrument ital. Gloss. .. Pedro de Alcala \j^ mira miraor. 314.. mireor = le mireur.r h^yj* (Cfr. -T •^' specchio. Gloss. almostahlaf. me wo. Gloss.^ mir'aje. qu'il faut mestech sorte de navire de ^Ja. (j**X«* ital. marteau.

t*astigl. il corrlsjtoudentr . da Nadir. Paris. ^^A^c*-* in a ns i 1 i J- yun . [e tnocajarro cbe avvicina al ital. oruga. momahay^'ar). muse- iHUfisolina.. N Nadir t\JA> il ooutnipposto alio Zenit. ^uare. da inancili tela faltl)ricnia a 3/osiil^ lu^tigl. O Oruga Non auche si Uruga da orin-a hmco [ruga]. ai vti^mi. barbe di radici e siraili. cajardo.UIGI a1- SAL V ADORE del mercato. 451) « Camelut ou moncayer ». muliay}\»r.Am3i) cioe la direzione verso (V . 323 s. Xathr. 1582 lea Raowolf 98^10 : iiomme parmi « etofFes : ** TdrckiHche Macbeyer. 1588. p. nadir. idetifirn. ra^tigl.- Dozy. mucajardo. v. l>ronunciato alia turca a z z m u t).). — Belou ("Lea observationtf de pltuieotit »ingu» : larites" ecc. mau8 i 1 . Eigentlicbe Beschreibung der Raisz" ecc^ Laogingen. nazir.: I. trova in Dozy. si U8a pure metaforicamente filainenti. Snppl. Doz^'. j^*o ^^ mus i 1 Mossul. 3r* per 'irq v5j>r* nW<Ti<. Gloss. v. ^^Xttf^4 mn^ilij-yan da ^^^*^ s. Gloss. pi. it. mutelina. volg. — Dozy. D' AL'STRIA le 4! I mahta8 i l>) itpettore DanM Fttrro de Ma<Jrid on trouve la forme almutaceb (e <iij<»Mto fa autorita). Mussulina liua. E^*» C' moire (Boctbor. (Mcondo Dt\'\c):Jt^ nnt^lot Kgitt. { ^^i^ioj <J1a. vewe. quindi non fa meraviglia ulie sia applicato ancbe .. Gloss. pag. verso Talto -^^w seint i zenit ^ ~ »>AiJ' es-aemt." basso corrispoodeute alia direzione coll' art. " — Richarditon a kind of coarse caraelot or bair clotb ». piii si luglene mohair. V . franc inoin-. nadir.

percal. JO»J pergal <OoO per gale anche »JOj-> pergare) genus panni sen milis panni generi quod pers. quale e chiamato mitqali. pulgon que roe las ce L'espagnol omga vient peut etre de mot . qui. castigl. custigl. On seinble leur avoir la terre. Lex. quintal peso di 4 anubas. 3^*^'* (mitqali) — Vullei*s.c -' pi. Gloss. incertain. v. Esp.. Gloss.-lat.. parce qu'il peut venir aussi du latin eruca. servi pure alia derivazione di Cnntaro. t". oruga viflas). je n'ai pas ose I'admettre dans le Gloss. vcr qui ronge vigne (gusauo que roe los pampanos. de yXS^S qintar (q in tar). jUu^ mitqali : specie di lino. classica eruca). en Espagne a le ' nom d'unite J^^Jt "uruqa. ^^Uai* qintar . la qu'Alcala donne dans sens chenille. ressemblant JJ aus veines de forme de le Du .uinta <la <juintar.. E pure una specie di vestito di panno grossolano fatto di lino o il di cotone. Presso Littre i^ercale. 42 SECTION SEMITIQUE vJ*V^' *^J^ 'irq-el-'ard donne ce nom pare© cer de terre (lomqu'ils Dozy. sidicitur. e stoffa [percalle]. (iiihiUiU Dozy. brico).. de meme (\\yoruga. Percal E il da pergal. ibid. pers. simile al panno. gnsano. it. vestis e bysso vel bombyce crassioris.. 327 : quintal poids de cent livres. a le double sens de roquette (ruta) et de chenille (eruca. ^JjJT^ 'uruq le vulg. Q. p.

329). flafa.." . p.V. r ^X^j a m 1 a . plaiftir (che qui pu6 anche paamre). « el sefior El padre Ouadix dize que vale tanto la como a gran pastor. pure il significato di riposo.. Suppl. un hameau. palma delUi mam.\I.1 da lalial. .fill. cambiar dimoivt.). Dozy. Sappl. Gloss. jxni/no. castitrl.. Dozy. 6 la nuditHa n hnrlnftn. Anche qatir&iL Dozy.. Je crois avec qae le c'est o*^*^* VJ rabb ad -fill an (rabb d-d ft n per dan). ifiintrdrr nlin fxtUn ^h'1«»i«i.' partie de. Gloss.V- gazione araba: riempimento della mano con qaalche cosa che si prende}. 327: rapadan el inaltre berger. rafallo. Flaqueta ^titrl. grmuh plains $abloHnft$se (Dozy. coniodithy ricrfOMhnf e (Do»y. fit tit. 186: alqnitran goudron. Gloss. ^^»i Ha Cf.) n'cretttinn. p. ramleh (sahhia) piu*<seggiata con una strada ooLa ma^gior pai-te dclle oittA di Spagna haiino tnlinariamcnto una rnmbln ombreggiata da piantc. Gloss. lonC'im w •< .Uitr^ ilit <| II it lit II iiilninif. (jSJoloS al-qai« Htillavit. ij\yA3 qitran.\BOBE D' AUSTRIA 43 Q. rafiill" "/>" fimr! d^llo i J»2^ rahl (come rachl) maison hameau (Dozy . terre. unf m/tairie. C'est I'arabe xJ^'^^ rahl I'endroU un Von de~ Dozy.. : menre. da rah a stntiurnto prr it. ratal. une tcrre. mttairlf. rahal. p. hiugo copertO di sobbia. maitre den mouton*. tran..V^J rahala andarsene. A Majorque le mot rafal signifie tine maison hors d'nne ville. du verlje jJ^^ qatara R Habada.LL'IGI S. <a- ra(|ueta. ijnjai qa^rfln catrame. da rubedau.. divrriisspment. en lengna Arabiga ». gocciolart. rahal. p. ^j . Suppl. 328: rafal. 4r ^ ^ Propriamente luogo di fermntOj da . Rambla • bene da peita di sabbia. hors d'une vUle. Nel hug Glossario nulla v'ha in propoeito. o lui de las oveja^.

Glos. Rivet <la ribet. Gloss. Romana. reeamar. et c'est le dimiuutif du bas latin racha qui signifie le carpe. decorazione. nastro [foi'se Franc..] Jow^ ribat hande de striscia. leiiibo. €abata. scrivere. IV. romaine 335 : romana. o piue da coufrontarsi il li raff no di Dante. ital. clobattino. ricamare. savate. la rasquete. rkamare^ castigl. Anche nome d'unita <SJU«J (rummftne) da (J^J romman melogranato. castigl.. 329 re c a mo. et on y jouoit seulement avec le plat de la main » (Pasquier [1529-1615] recherches. Dozy. v. morcum: morgom (ar. i>oid8 et romahif. Hecamar. Gloss. trova in Dozy. intessere. accenna a la racheite de la main. Jo\^J ribet (ribat) que Bocthor (pour TEgypte) traduit per bande. *3j raqama jfij disegnare. -^ Lorsque les iripots furent introduits France. raqm. p. Mais le mot il est ancien la dans la Inngue sous la forme de rachctte. Xon si cialmttn. TO mm ana Bocthor. pure alia voce raquette.. ricatno. 15).). G. p. franc. rivet. zapato. 335: ribete bord.m 44 SECTION SEMITIQUE Littre. ripely cbe sta per lirafjHO A. mj3j^ m a r c 6 (*^^ s.. — Dozy. I S ital. raqam scrithira. Dozy. ribete Innga stn'scia di pcnuto. castigl. rom&a. Gloss. 319. I franc. et signifie j^aume de main. . striscia. decorare ricanio. lomfue morceau d'Hoffe. — tisser des raies. p. par la la rasqueite du pied. (peson instrument dont on se sert pour peser avec un seul poids) de JO^-^i ro in man a (rumman). le tarse et qui vient de I'arabe. ma in Suppl.*?. Dall'arabo it. Zapa- tcro. s. on ne savait que c'estoit que de raquette. portog. D. la plante des pieds. [marqum] raye) e p. hrodcrie v.

V jekm dove Jul. jaune tans runge qui il cou-de-pied enti^rement k d^uvert. di ••' I Aa^Um ^ . impnlit altaui. W^IjAm >^iiMuha daneeue* (Alcala hailador. Hand ignara Ocior et mo«li. s. V. Spagn. 8. per V appunto.es palos una nave.V. Origine incertaine. Si •'• veda pern il Dozy Suppl. danseiir. ^I^U s^ rapulo.taU. Picard. pifio/a nm-r a diiv a Uteri jital. Si potrebbo pensare a ^\. z piemon tese aavata. : Egli dichiara voc«- holo come basco (citando Mahn EtymologiBche UotoraaehuD}^ aui dem Gebiete der Roman iscben Spracben berberi. sabot. So**. e rimasto il Say a. zapatain eordom- nicr (basijue). ad [Diz.sii'iya e hcUtelUi rapido. Saetia Eml»arcacion latina d« y una sola cubierta menor y pam *jue el jal»e«iU6 y mayor qoe la galeotn.sattA. dancadora). Cependant on ne peat gnere M'emefuiltaU. H v^uUts aequante sngitta^ e applicato. dancador.taU: per J^Ju. e qaindi anche introdotto n«i Lumci — Littre cinvatta.: t. Xel Mar Rosso ed Indiano . pecher de la rattacher au mot savate. : magreb. dell'Acc.. . Suppl. Si riconli il Virgiliano nel decimo (\e\V Eneide: Dixerat et dextra. A. pronunciato saiya. cognome ' **A*W4*( sefine sa'iye luive rapida). ba»-Iatin rnhhatum. ha'dadora. fern. et: Soulier 4b pantouflf. dice che r« cbe guizza e diviene sartta nelT italiano.sso po. G. ital. si trova qaeata spiaga- -on rinvio al . Saetia. (In Sicilia. qu3 servia para corso mercancia]. Sarebiie dunqoe dalla p. Mab n : apa t a »oulier : chavate.(fern. Spagna passato nel Magreb.U.U)ORK JdLmm Siibb&t laisse le D' AUSTRIA talon. v.) (de tiatta). D. di rapida come una saetta termine che poteva convenire ad una nave rapida.LUIGI S. l^orse e (lui da pensare t-osa al latino si sagitta. pnppim: fugit ilia per undah jncnlo.jA*m . po- ^U *" . suvate.b qui toujoun en mouve- iiiiitit (moulin). 16). Origine incertaine. XIV-XVI rst xrirtita] CK. Dozy. iliscedenH.

et zafariche endroit ou Von buffet). apafrao da ul •A£\j\ az- za'feran. panais. ve^ti'fo xiinana]. p. {Pastinaca). pi. 224: azanoria. io oredo. Cantaiido (?) si suol tii dii-e: (/niiin mlema has \ il che torna air esp^e^<sione che stia bene (?) da salem. Dozy. p. cenoria. ^ij^^*a ah a rig) Hang. non e clie accidentale). Gloss. sefennari Dozy. chamarra. Safennari. (Lane presso Dozy). Safereig. ^ jL^Afl suharig. une demi-heure apres minuit con quanto sopra. piii'<' xamaiota hj-^Mt volg. Gloss. zanahoria. Dozy Suppl.no d'altro*". azafran. jjjJlC^ za'faran zafferano giallo. comunita. Yalenz. vestimentum est peut etre est d'origine I'esp. samra. . safunarija. du mois de ramadhan.%ia . Samareta.. p. it. rassomiglianza con i\y. que portent en hiver.. (la castigl. de JOj\jJbM safnariya. Salema. Gloss. 8. Dozy. izfernia. il che combina I [it. rnista di spagnuolo ed arabo cioc : « t^nieii ha (^mi A4^«»M = chi ha la salute non ha bl3oa. chez Alcala (janahoria. safiau.46 SECTION SEMITIQUE da zauahoiia. azahanoria. xafferano^ franc. 223: asafran. acenoria. 358: zafareche etang. port. sa- fenoria. quindi: second cri des moezzins dans les nuits . Samarra. mjK/m sal am geda la significa pure la l)enedizione con cui le I'imam con. diinimitivo. saluto. » Ksprossione. vasca. Safra.. s met des cruches pleines d'ean (par exemple au de ^ij^*a ci- sihrig (anche gtema. jmathutca. da xaniarra fra/^.safra femm. zamarra les bergers chambra qui basque (Diez) et qui signifie vetement de peau de mouton avec h laine. V.

Lex. ital. herbe y»V basr catftnA (bear 4a* mix pucen ( Boctbor). dar es-sikke conio. . custio. di J'«»-^ airwftl ntlotU (pantaloDS tres larges).. xaragutaiia. sarqiyyvin volg. frauc. p. Sarralii da xar(|iiin. anche ^^Miaena). senes.. semble etre une alteration da ^ki^JAd t u n &) plantafjo pttflliwn. volg. iiusiipl. II aemble d'ori- — gine peraane (Vullers. de Alcala traduit jji od anche ^X{ zargetona per zarcatdna. hriptniti da t3f*** ntbare). Glosti. q i n htlri utatricolati. sen^ (volg. ^t * C. o sene da «LLm sena hinihthi. sa rr a. sikke. 365 : zaragatona. veneziano tecca d'onde ««yAih*». 4^4M sikka. Gloss. sec-a. ha: w^JAiji^ zerqat&nA Mi bear h tewtt.lo^ioeto che e quel meccauismo cliiainato in Tosoana /•'"''•»'<' di aim . seuis. AAiUdiJi aa-aAnlya. Dozy. \('trii. Dozy. Seca. moneta : ^K »i» ) i ^i«> rasa delUi moneta. senet. Sini Sini e lo spagn. culottes plissceadix 305: zaraguelles. ital. Si deriva in varia maniera : o da (j^a3*nm# sarcj oi'iente). sarrateuo. recvhio (lat. sarrasin. Gloss. zargatona. port. p. Saragatana lHllic(lli<t\. da /. coniatura . .unatautt.port.-. ceronlas norte d'ancieHne* ^_^)jj>M sarawil pi. (ireua che vu'iu' dairar. senft.1%^ I •4*# • • • s a rra (] un .LUTGr S A LV ADORE D' AUSTRIA 47 Piaiiui [luttUw. 340: sen. aene.-lat. ttonfo p. u^-5j|j^ l»ezr tiatiina psyllhnn).!. castigl. Dozy. franc. sena. Sen.. senior). A^rfte auac |NM«t. P. Saraquello saiMifell da sarauil.tamceno. sarqij'yin orlentali (da s3j*'* e qnesta io credo la vera derivazione: oppure da: ' . pers. aense.

azenia.. coll'art. e (In arabo occorre sovente luoga per d lunga. da soc.p. castigl. . Sequi. Vedi Seca. 4U<yA4M sindiyye (India.]. cequia canal. la regione del fiume 14/ fern. ^3^"~*** =*''q 'iniiihit. hete qui la fait totimer. e questa sostitudeviamento [cioe raddolcimento zione prende di vocale]). Sindria s i (ciudiia) da Sindiya cocowero . as-seuiya [as-seniya. cn- nale da irrit/are.M|uia nniiilr per |ad usn di irrigazione ec. Siiqiye. usato Siui.. AaJLmmi i acena. canale. : — ma 1 6 — Belot roue hydrnulique . n d i a. truiirn castiji'l. azena. in Spagna. condotta d'acqua. port. 33: aceuia. conduit d'eau da 4a3L4mJ) as-siiquiya ou as-sequiya. ital. as-saniyah. il'tiffjero. s. como Dozy. 339. de Alcala traduit par ace/la. tVanc. raddolcimento della lunga d in rj que P. el-Ijittih es sindi. p. Gloss. e raota su cui girano de' sacchi mossa con ingranaggioI'arabo da uu asino o altro animale) AftfLkJi corrisponde alia noria che e an-na'ur. espece de machine hydranliquo de . af(. Senia. r. assania. 34: ace quia. 1 . aceudria.w»*»3i as-sa(jiye. specie di melone (cocomero} pour (^y^tt^J) M^ldAJ) (Dozy. Gloss. Siria ed Egitto. AOW4M sii(|iyii. sandia). p. \('trhino. coHihiirc raiijiiii Siquia cjistigl. CtIoss. se(iuin. di CJ«Xa<m sindi che viene dal Sind.48 SECTION SEMITIQUE legati a catena. zoca. re(|iii. Sindhu o fndo). ^A. il nonie <li <WUl iniale 3oca 11 limn f/'af/xro. asenha. castigl. Dozy. acenia.9L.

228. LUIGI SALVABORE D' AU8TBIA 49 Sofa da soffa. Vedi. Environs de Paris prov. Esp.: garden. Mistral. tamborni.i a m m a r). Gloss. •• che cosi pronuncerei in tale "^ ^ " supposizione: e quindi somera sarebbe B^y-ST ''I himftra a$ina. saume. Intorno a somme si legge in Littre: somme charge d'nn cheval^ : d'an kne. (tIoss. cast. prov. bas-lat. «ie : Hoffa) hanco di pietra. d'an mulet. Dozy. et franc. banquette.. v. iM^te 1' Somera (asina?) foi-se italiauu ttomaro. sauma . bourriqve. salma. charye.-fran^. p. Hi ynb ria anclie derivaie da ttottta. salma. Credo che venga da resto. azotea. soma sSme. s. »piauatn. Acad. So 111 er ill da heinerjeli. II Diz. grec (3a7[ia charge d'une bete de somme.. esp. Suppl.: ttattmo. da Heniar. da tabal e atabal o attabal. Tabal. Diet. poisson de mer semhIaN* au qi»- pescado. Surell da xuril specie di pesce. — Belot e<yu»»in quf Von Mta ^offa mH tui^ (fnffa. v. ratal. Ill « . jurel. catal. Dozy. soumo. Sitjja. (Cfr. d«l s. qui est le grec odcY'Ji* selle. soffire). ^trade. hrMtia (f'n-'*int'. dell'Acc. Anche dnesse. s. saurel. sonime^ cfr. satpna.1 significasse conduttore J d'nsini tornerebbe aIl'ara>>o <CjLjr *^ i ma r i (per \JT l. castigl. sauma. Atahalar (axordai) assordare lol Uiwburo. xiirel. somme. smtme. sowo (jrom. Se comiitttnrf somereh 1. n ttomme. ital. — Vol. J)»w sural el esp. g^nev : Mume ftneese — du bas-latin saltna qni rient du latin sarjma. sofa port. p. 34<): Dozy. la »ett«. du Xir^* Conffrtt du Ori*ntalistt$. 8omn. Sp. fa derivnre jurel da saurel e sto dal greco oipSaC?)]. Alcala scurel [fr. luof/o j)pr fare it carhone. ^^^ Aclet t a b 1 tamburo. v. ital. faw* e Dio cion. sija. somma). A^JOMtjS as-sattha azotea e Sappl..

6 tapiceria para ador- . p.. 'allaqa atiaccare. AXy>JO taifa zione. Dozy. 2(D9 . xnrco4i tela cmio^ : largo. Ta- cauyeries meschinerie.^V» tahhane molaire. v. Sp. Tacany Puo de II tacano da taeach. tahoiia. A>y>^Jo t a h u n e hona. talc. Gloss. taccagno].\a & moulin. Taifa (uiunmixa. essere che oL^U© tahhan dent mugnaio (v.50 SECTION SEMITIQUE mei<chhio castigl. da i / /J/ aderire. Ne'Lessici: [bos in ^^j&»U^ t'ahin mout. ai Diz.) leno. comunith. s. Talcu de pietra traspa rente. A.. che vale sordido. trafiquant dfifmtiche. 347 11 : talco talque. Gloss. (forse colui che nei. tribh. E persiano JlJLj talk. Non pu6 Suppl. dell' Ace. lo fa derivare dall'italiano taccagno. port. cfr... congregazixme. Freyt. Taleca. 347: tahen (tahin) tahine meule de somme qui fait tourner la meule. ta- Tafon^ coltii eke attende al molino da olio.. Dozy. sacco 9ce. olio^ G. ^A^\. talega. avaro. cocu. Dozy. gente. ha pure tribunal supreme. horgata. ecc. Supp!. atahona. Talco. : compagnia. atafona. 64 : al ah ilea colgadura. molhio da castigl. talco. castigl. p. guarda alle piccole tacche. ^AaAAj <~aX» 'aliqa dere. castigl. corporale Dozy. — Dozy. D. essei'e forse (jli^VJd tahhan (Miiller.) Tafona da tahona miilmo. ha {fjni AiV. t a '1 i q a qualche cosa da atiaccare collana. Gloss. Suppl.). alle macchiette. altra fonna ^^-aXc p. sop ra). sospen- Dozy.]. molino Dozy. [it. p. pierre speculaire WaAJ^ talq. Suppl. il francese tache. qui se tient an centre de I'aire media area bete consistens. Gloss.. spilorcio. Dozy. franc.

Utm. ecc. una lunga di tastiera. (^^JJ^ tama- Dozy. nottrazione ^S^yiO tarha « </i/fa?cato. 813: Merma (ci6 die e detratto) = tara. <Dozy).. Gloss. rindo. da tonbour (tunbftr) mot arabe qui derive du persan tanerreur. para Uevar cavallos » sjtoH. tamr hindl. 347 : tamarindau de yi tamr hindi datte des ludes.l. coll' art.j{%Julo %J>AJ' indica persiano significa un grosso tamburo da gnerra rame — •HH^ tebire un mot o tebir. it. ciisti^l. p. p. V. taniaiindo (piaiita tawnrindo). diffalco. tamburello... ^/^^juld p. las paredes = arab. Tamarell. (timballo). cacciare o spingeif innanzi a $^ e si- . hour (Engelmann). non ^^juh tunbfir. ital.. (Spagn. ^-aXLs talq = i toko. cat. AAA/Ol al-'ih|a nmuleto.LUIGI SAI. Dozy. anche atara. volg. T Jd cw cAe tar ah T'yO defalco. Tfad. Gloss. tr(iitj)orto. yjS^y^ teburak. corthta at-ta'ftltq di i^veochio IJmhehancf). ta'Hqa 7 per cortine. Tarcol da talc lalco. l^^iJb fi tamiun hindiyyan. {secondo Pott) emprunte aux Espagnols et que les Mauresqnes de Gre- nade ecrivaient. anclie V-AaJ WAaJ) ^LMI pi. talquef (Cfr. tamhuro.VADORK D' AUSTRIA 6i nar ted. et prov. Gloss. TalcnV tar id a. — pas C'est (peut'etre d'origine celtique). vr AJiA^ l-. Dozy. tambor. Tambor. — C'est une grave il — L'arab. Tarida da tar da battel lo do p. 350: Terides val « ciertas navecillas siu remos. Dozy Gloss. 374: atambor. mais )y*^ tenbur Tara.\da cacciare. <i^*ia)» at-tarha). castigl. tarida (tar!da) vaut«mt de Iron- J)J0 tar.

Dozy. cono-- forma: c3r* ' ar r af a /ar conoscere. Gloss. Nome d'uniti (un pezzo) ^j^tube e coll'articolo at-tub e^ « . dalla oitta omonima dove fu introdotta per la prima volta. Tarifa da taiifa. (Tariffa. secondo che si aifernia... t a s z e de ^mJO tassa. 348 tarifa. de Alcala traduit par cama de madera. ec. tirai«io. Dozy. 348: tarima (port. Gloss.. noin d'un bdtiment^ Dozy.. Tova da tub mattane non cotto. Gloss. ^*»»]o tassa. sapere. Taronja j^ j^ da tai-oncha. nome nj a d'unita (un pezzo) sorte de citron de AsSTjj turuuge. castigl. y w Dozy. castigl. tazza. p. Grloss. tavolato mobile. narauja. p. Suppl. Tarima datarima p.46:adobe6WywecrMcde<-J>_^W\ at-tob (at-tub) matUme. laxxa. arancio. notijicazione sul prezzo. tarima. met ordi— marchepied ». Dozy. 351 : t oro (turunge). cast. Tasso . o false).52 SECTION SEMITIQUE Anche SSJia tarrad e mill. franc. E iub**i> t a' rife (altra forma di s—AJ'^^aj ta'rif) il portare a cognizione. II c-5^ " ara 1 a . Gloss. 349 : taza. nairement sous J^ y>0 lit de bols.^ AserJi torondje Dozy. taza ital. (J**» tass. tariffa. aussi tarimba) estrade de Jk^jjo tarima (tarima) que P. '»•>)*» tarrade. dallaV scere. iariffa. « couche ou chalit de bois k la I'on moresque. Dozy. bicchiere. cji-stigl. tribunal eleve de trois ou quatre degres que les dais. turung p. adobe. castigl. Suppl. ital.

tombaqne. val. qui etait I'adiectif de turc. D. . Q. enn. de I'ancien franyais to up qui vient de I'allem. esp. Turque nwnnu.LUIGI 8ALV ADOBE D' AU8TBL4 fr... e »\ tacava derivare dal colore. Ar. bourgnignon topo hnut de diminutit rftevuj-. et asp. roui. e nomme la Tarquie anci«niM (La turchina o turchese si trova gia ricordatii nelle riom del Berni nelle novelle del Firenzuola. 60 ital. tupi. Diet. cimtigk tiimbaga. turques. zopf touffe d*- toppo. port. alta: earott. 351 : trujman. I ^^ tar- (t1o88. A. turki. turquf. pettinato a /to. turk ecc. tupi. dro^man. turquese orginaire de Tnniuia.Si dice pure dei i-a- valli che hauuo nn'imghia Toiifji' deriva dalla stessa radice. Turco orientale ( ciagataico ) : ^^ ^ j» tap6 gommet la tete. tumbaye. it. tom- Tupi da tepe. turooriental). cj^y^ Littre: iinchiito da tin«jui. d» h iiUy montkule (Pavet de Courteille. tergom&n. cuivre (Diz. prov. it. et Les turquoises ont ete trouvees d'abord dans ce que (le voyageur) Chardin (1(. turco. torgoman. . Prov. liacco du malais tombac. nel cinquecento.-fr. — TIamaes la parola stessa h antichiasima aemitica).): cat. (Cfr. ca«tigl. — turque^. in-toppo). il interpi-etc (da cui derivano: Tantico dunU- tedeaco 6 derivato dal polacco boemo tlumac' Dozy. Turqueso. turchese.) Jlistral (Diet. castigl.43-1713) veritable. turquoise it. torcimony dau^i^ geiuiin. turquese. p. interpriU-. trutHchehiifin ecc. tamh&ga. f/rw- O^'j^ targumftn imn. 344>). Trutximan (/o/ua/aio. esc. ma i certa I'origine della pietra turchese dal paese dei Turcomaoni. Littre: ton pet. (triichiman) iiUerjmte. che allora si chiamava ardttico o turchinv. Tuxnbago Littre: anello lisch da tonbac-.

355. anche sci~ Ce xaloque revenu aux Arabes. aubergine. alberge. 239: con albi-cocco. Xalec salam (*>»aX* (propriameute fer xalec) far complinientl da salaui aleik. aJberchigo. D. bollire. espagn. c lis I'ont prononce: (J[^JL>w OjXm chalouc. uibeiginia da baianchana tese n/e/ftn\ann {in 'piemonalia niannxanay che parrebbe alludeie si sua amarexxa la quale fn toglie soltauto. X volg. albergeua. Xaloq. Gloss. port. 362: salut zalema . a cause de la il blancheur du fruit. pronunciato dal xaroco. canibiandole I'acqua tre volte. salut sur et Comme les flatteurs le prodiguent jlatterie. Gloss. ma e falso. sarqi orientale).54 SECTION SEMITIQUE U XJbergillia. p. beren- geua.. longenn. xarouco. (j^>'i^i^. 1 rqu e . D. Mot douteux. Littre r franc. arabe. Gr. aubergine diminutif de auberge.) Pianta castigl. con aprikose e con albaricoque. bringella solanum me- melongene^aubergineda. hoi cue (saluq. xaloque. in piemontese. dato che alber-cocco. p. dopo che messa a A. A. — Hacer zalameries (oppure zalemes) cajolar. ital. 4 locco. suluq. / / Dozy. iga. scirocco.H . flatter ecc. bedingen (badingan) On trouve aussi alberengena avec Fart. chelouc. sahit respectueux de aJ^am ou salem j\4m les ou bien ^de V expi-ession toi. zalama zalameria ont re^u sens de adulation outree. Menage le tire de albus. est volgo. port. p. s a1a m 'aleik ^ salam "aleik a) salamelecs. G. esp. (Forse e da confrontarsi. Dozy. sorte de peche ecc. arbi-coc. reverence. saluk. berengena. Gloss. vent du sud-esf da ^^^ Jm c ha r qu i (s arq i y y u n.) primo elemento sia albero Dozy. beringela...

Xebec. pttea^ prsca^ giotie) quindi: (JLum sabbak. 8i dice pure: xarrnp d'aygua. port. Xarrup.LUIGI SA1. Ct.\D0RE D'AUSTRU ioluk). chebbio. axarave.. 8abeko) (rete di pescatori.p da \iipa(*h la sjMiet'fUura. sabbAk le on batiment de guerre en usage dans MMiterrante. cienlo Xa. D. p. C%a6ee et enx<il}eque). (Cfr. chiappa KchUipim. D. : h bbec .par to s/Hncalo. Javciiuc. p. xabega nave (H»ii da xabech specie di tre vele latine. . (Cfr. c ou selon la pronouciation africaine sabb&k.fr. nchiapparf^ antiqaato nt\ sent^o di fendera. barca.V. e sciatnbecco bastimento a vele ed a mni.) . Dozy. caxtigl. italiano sciabica rete da pesca. ch^ / / beck Jilet [da alcuni derivatoj de cacciatori. Pq6 per metatesi derivare da 8a e '1)0 (pi. xarabe {nrop)de v^i*>^) sciloppo. A. G. 218: euvarabe. Gik P. Dozy. de prchetir. col valore di ttcheggia. una hihita d'acqun. Vedi jti/xir. (juindi anche pecA«n>. castigl. xarrapar. i^VJl4M s». 1' Itere surchiatuio da iin sh^ italiano seilopixire). (Cfr. C'etait aatrefois one barque Jal. axarope. de Alcala ha iParaho) y nustro. potion. frantume. here. Xarrupar. uLuM sabbaq barque. / xabeco. Gloss. italiano sciroppO e bevanda che n succhia perche dolce).>i^*i« 8a' aba teparant^ Ajk^m [ftMsa] 8i*&b) fmtty creva$te. signitica lo stesso che Beure a xarrups hibita.) Xa. (Glossaire nautique •. ^Kam as-sarab sar&b hevanda da <^y*** sariba Dozy. Gloss.. Suppl. xaveque. petit A present on en tend sons Uwmm iobbAk. annalo in corso. I'iul. AXjum chabecha (sabake. A. xlbech. chirbecli. 352 : xabeque. (JL*«m schobbac. nipach. comma Ta prouve m. 66 emirt oriemtf xulAq. (Cfr. ma rimasto viviHsimo nel pieiiionteae aeiapt. Dozy chabbaoh chabbio.

[Ar.56 SECTION SEMITIQUE una quantita di gente. cero. cifra ed i: zpucpiala vpafJ-t'-ata dei Greci. xalec. a separate or distinct. 2)arty or sect of men. Xifra. Xelum. zefer ar. uel Da xia. da selim. Lane Puo metonimicamente adoperato il nome del distintivo per la classe distinta]. Le reciproche Qongratulazioni ^>— ecc. che era indizio di nobilta e dignita. Xia f^fwo di domasco rosso con frangia attonio. iettere misteriose e conveuzionali) xero. V. 8. zero. xelam salam. % . aeia senso di una parte di vestito. Aeciddca Luigi Salvadoee d'Austria. V. che i xurttdos portaeastigl. JUa sifr (cfr. vano nelle rieehe sepolture in Minorca. V. ^^AtM essere si 'a. donde il turco AX# j^«w se 1 a m 1 i t] sala di ricevimento. accoglienze ecc.

di nn sistema. Al piu rigoroso monoteismo.GLI ANTECEDENT! BELLA ni:li. di una tilosofia. sono bene da distingucrsi dagli antecedenti. — Tmm III. cipio stesso da cui deriva. Le origini di una cosa sono il printahnudici. Ci6 crediamo necessario ripetere fino dal principio di questo nostro studio. al principio della creazione si sostituisce Acttt oon quella una t* du Ztl^ Congrit dm Qrimt m liH-. e con essa sono : unite. E oriiiai con tutta certezza stabilito dagli studi di storia critica che la plena tbrmazione in seno del Giu- daismo del sistema teosofico della Cabbala non e anteriore al secolo decimo terzo. Per6 e difficile clie un importante tatto storico non abbia i suoi anteoedenti. nfe se i ne possono staccare anteriori gli antecedenti invece sono in t'atti che con essa stanno qualche relazione di uniti.a hibbia CABBALA e nella letteratura talmudica I. e somiglianza. di una religione. per togliere ognl possibile sospetto che noi volessimo ripor- tare le origini della Cabbala ai tempi biblici o a quelli Le origini di un fatto. ma non sono con essa potrebbero stare senza che quella esistesse. . La Cabbala sembra a prima vista in piena oon- traddizione col Giudaismo.

la Cabbala e considerata invece di ci6 generalmente come qualil che cosa piu tmrio. Ci6 non sarebbe avvenuto. ™ mostra le sue pretensioni di essere antioi di in^ quanto tutto essersi il rimanente della religione giudaica. come origine dell' universe. non un che di avverso ad essa o di con-^ Cabbalista per lungo tempo e tenuto nel Giu- daismo come chi sa della religione e dei suoi misteri ci6 che gli altri. infinita. rimane isolata . se la Cabbala si fosse annunziata come un sistema nuovo. ciofe tradizione. Non i vi e per alcuni secoli scissura fra i Talmudisti e i credenti nella Cabbala. come eretici. e la emanazione da una sola sostanza. o partigiani di Sabbatai Zebi. Lo stesso nome che prese di Cabbala. le dieci Sefiroth. la luce ha . poi. Sono dati anzi come i veri interpret] dei piu protbndi mister i della Ma religione. ma nemmeno per luiigo tempo. non sanno. i nel secolo seguente. Si deve meta del secolo XVII. Hasidim o gli Zohariti formino Cabbala un nuovo credo opposto a quello antico del Giudaismo. come una rivolu-^|(l zione religiosa.58 SECTION SEMITIQUE [2] pluralita di persone nella divinita. e rispettato^ e venerate come un pio ed un santo. Questi anzi a tutti riti del Talmud trovano profondo arrivare fino alia seconda significato teosotico. perche prima della i Sabbatiani. e una setta che combatte il Talmudismo. e fra gli adepti per manteimta segnamento orale mezzo di il un e segreto. anche dotti. II che costituisce necessario per la fede giudaica. fino che giunse tempc . Or non percio i cabbalisti giudaici si mostrano in verun mode non solo nei loro principii. Se pure qualche voce di tratto in tratto sorge per opporsi alle teoriche cabbalistiche.En Sof.

tali significati che in nessun modo possono Genesi. questo nostro studio sa- . Se per antecedenti della Cabbala dere qualche si volesse inten cosa di simile. Questa pretende cbio Testamento alle I'rasi di ritrovarsi tutta intei^ nel Vec- e nel Talmud. E basti a chiarire la coea un solo esempio. ciofe la Hochmh^ la Sapienza. e soltanto ne da una spiegazione tutta sua. T Intelligenza. e la parola Klohim. Ora ci6 difficilmente avrebbe potuto avvenire. attribuendo un significato mistico a tutte lo parti della religione. comincia con la parola i Cabbalisti questa paOra per rola sta invece a signiticare una delle ipostasi divine. che. II lo sanno. dando alle parole ed di questo e di quello avere. la Cabbala invece vuole per lungo tempo viverc d'accordo col Giudaismo ufficiale. Ora queste pretensioni della Cabbala non meritano piu nemroeno di essere sul serio confutate. un' altra ipostasi. tutti in principio. so nel Giudaismo non ci fosse stata qualche cosa. in cui cominci6 a metterla per Le analogie che degli Gnofltici e quella. significii la Binh. giustificasse le teoricbe della Cabbala. Dio. si essa presenta con i varii Bistemi appalosano subito a chi conosce questi nulla di .[3] DAVID CASTELLI si UU iscritto. che mentre la Gnosi combatte il Cristianesimo ortodofiso. ne accetta tutte le pre^ scrizioni e i riti. Dimodocho piii vero che la C/abbala una Gnosi gindaica con questa differenza per6. una delle Sefiroth come essi dicono nel lore segreto Itereshithj linguaggio. in parte almeno. ma dalPaltro lato rimane sempre a spiegarsi come abbia potuto nel GiudaiHmo nascere e mettere radici.

60 SECTION SEMITIQUE ' [4] rcbbe non solo contrario al metodo storico. la legge. ma 1' angelo in Malach. non pu6 ripetono dubitarsi. il messaggeri. o in altra maniera opera nel mondo. . E noto che nella Bibbia parla di angeli. ma Dio stesso. e si chiamano Malachim. un mes- saggero di Dio. profeti. secondo i il Vecchio Testamento. al ma anche buon senso. Non dico die come certo sotto due aspetti. ad osservare piu sottilsi mente. inviati. collega. Ci6 ha si bisogno di essere spiegato nei suoi particolari. sdoppia. uno come ente rivela. singolare. I'altro manifesta nel come ente che esce da se e si mondo ed agli uomini. : II. e da relegarsi fra le fole e i sogni dei Cabbalisti. Ora incominciamo dalla Scrittura. in quanto esce da se. Ma ma pure. che poi i Cabbalisti lianno insegnato. Ma invece io ho voluto ricercare se in ci5 che realmente risulta dalla piana e letterale interpretazione della Scrittura e del Talmud vi e qualche cosa cbe con present! analogia anche ci6 al lontana. II Dio d' Israel^ : che e ancora il Dio creatore del- r Universe. questo apparisca Dio talvolta due. E in quanto si Talmud e alia vasta letteratura che con esso non vi e dubbio che vi si fa piu d' una volta allusione a una dottrina mistica e segi'eta che non b da divulgarsi ma di questo meglio piii innanzi. e Uno di ci6. sempre create. un essere per quanto eccelso. si in se. anche piccola. gli agiografi lo a sazieta. si rivela agli uomini. b spesso non un inviato.

rivela e V. 13 ha parlato non 6 piu dotto Malach. Nel il verso 7 dice die la incontro Malach di Jahveli. 11-18) Jsahah Malach Jahveh e Jaliscambiano come siano un essere solo. Ma ad uii tratto nel v. che Iicufgoely I'angelo redeiitore invocato dallo stesso sul letto di morte. 10 e 11 die que^to Htesso Malach qiiei di Jaliveh le parla. dove la medesima di teo- ad Agar ora e rappresentata nel sacrifizio di si col uome Maiach Elohimj ora con quello solo di Elohlm. clie le I Lo faiiia stesso deve dirsi deir altra iiarrazione a questA parallela nel cap. 4° 3). 17. anzicli6 un angelo. 21. il Malach che doveva gui6 detto . e i suoi come quello da cui implora benedizione per nepoti. 11-13) il Al patriarca Jacob dice: io Malach-ha-Elohim sono il Dio di Beth-El. (31. 'ki pure da tenersi una manit'estazione di Dio stesso. una appariziono della Divinita. 16. Dunque il Malach non 6 un angelo nel si^nificato comune clie si da a questa parola. come quello che lo ha salvato da ogni sciagura. ma una manit'estazione divina. e cosl fino al termine di questa prima teofania mosaica (4. e poi ripetutamente ai vv. 9. ma poi nel Jahveh ed Elohim. vv. non e un angelo creato.f5] DAVID CA8TELLI I passi biblici 61 dai quali rosulta questo Hdoppiamento della Divinita sono parecchi. Jacob (48. E sebbene non sia chiaMalach ramente spiegato. Anche veh (22. 17-19. 2* si chiamato nel Malach Jahveh. ma Dio stesso. Nel capitolo 16 del GeneHi si racconta la t'uga di si Agar da Sara sua padnma. pure e dato citati e inferire dai passi fin qui il da altri che addurremo. in si quanto ^ rivelato al patriarca. Nella celebre apparizione divina a Mos6 attra verso un pinino (Esodo.. ma Jail vol stosso. 1' essere soprannaturale che gli v.

o in qualche modo si Dimodoche operare sul creato. perch e parla della proraessa da lui fatta ai patriarchi e del patto stabilito con gV Israeliti . questo rivelazioni divine si modo di descrivere le dilegna. 22. il v. II Malach che si mostra a Gedeone (ivi 6. se si vuol raeglio. il 34 . 3-23) cont'ondono nelle due nan^azioni con Dio stesso. 1' immaginare sotto il nome di Malach una esteriorita dell'essenza divina. e anche quelli di tra i altri libri storici sono piu antichi frammenti raccolti dai compilatori. o. pag. i . Die heilige Schrift des Alien Testaments. e la promessa e il patto sappiamo che erano fatti da Dio. Anche nel Deuteropasso dei Giudici 1-6. pu6 concludere che era antico nel popolo ebreo il concepire. 33. ma non ' scomparisce del tutto. vede che e lo stesso Jahveh. V. di Giosiie che sarebbe apparso agli Ebrei dopo la morte per rimproverarli del peccato d'idolatria (Giudici 2. 2). quando Dio voleva rivelarsi. 1-5). e quelle manifestatosi ai genitori di Sansone si (ivi 13. 32-23 32. ed esse prendono altra for- ma. E notisi che i passi citati dal Penta- teuco appartengono tutti alle antiche fonti Jahvistiche ed Elohistiche.* poi che il A gli mano a mano concetto di Dio si va presso Ebrei piu spiritualizzando. 11-24). si Anclie 35.62 SECTION S^MITIQUE gli [6] dare 23. E . La medesima cosa deve dirsi del Malach Jaliveh. Kautzsch. Textkrvtische Erld'uteriingen. da farsi eccezione per il 2. confronta con questo passo 8 del cap. 23. se si Malach che apparisce a Balaam (Num. Ebrei alia conquista della Palestina (Esodo . 6. che proba- bilmente nello stato presente del testo ha subito una iuterpolazioue dal redattore ma anche nella forma originale dello scrittore jahvista doveva dare significato uguale a quello che noi gli attribuiamo.

Un' iiltra forma nella quale Dio due ispiratrice. e un angelo inviato da Dio che spiega r avvenire. che ispira. di Ezechiel (I) o del ci il Daniel (7) la persona di Die appare dagli seg^uito e la angeli distinta. come se fosse gia nelle antiche oredenze stti popolari dell' Ebraismo. ora creatrice. .. Fatto passo del Genesi la Ruah ci appare come uno sdop- * Revue Critique. ora E prima e da avvertirc spirito in ebraico dicesi liuah (nome usato per la quella parte che ha massima parte la Riiah in geriere femminile) e la RuaJi che crea. 1-4. 6 e seg. 63. 10 e seg. ciofe di potenza. anzi questi ne Ibrmano corte. chiamato. e sotto aspetti. Ma lilno di nelle visioni d' Isaia (6). 7). segiiataniente nei passi 8.^ perfino nella Ruah del Genesi di si 2° verso e veduta la paredra femminile di Jahveh o per6 che in quesio Elohim. il significato delle visioni e rivela III. Di piu nel libro di Daniel. 12 Jauvier 1880. e 10. Malach della presenza divina Tessere che ha di continuo salvato gli Ebroi ilnaia. ipo- stasi com' e giunto a supporre il Clerdel mont-Ganneau. il genere femminile ha fatto del nome Ruak una femminile. ai manitesta nel mondo che e lo spirito.[71 DAVID CASTELLI durante reailio babiloneHO vediamo clie fe «8 Isaia. e. Dimodoch^ per di vero la teorica di Max MiiUer che I'uso del lingiiag- gio ha avuto molta influenza suUa tbrmazione dei miti. 9)/ E in una delle viHioni di Zacharia torna con Jahveh a idcntificarMi (3.

e 9. E inutile poi dilungarsi sulla Ruah di Dio come sapienza e ispiratrice negli uomini della forza. per Micha per Eze- per Zerubbabel (Zacharia profeti (ivi 7. 13) si afferma che con la Ruah Dio ha fatto belli i cieli. 8). 3. 25). 10. 9). I .64 SECTION SEMITIQUE [8] piamento femminile di Elohim. che pongono r acqua come primo elemento. 6. Nel libro di Job (26. per Eliseo (2" 2). 1 e seg. fatti gli eserciti e (104. 36. 30). (ivi 11. (Joel. Nehemia per I'aspet- tato rampollo della famiglia di Jesse (Isaia 9. 10). bernacolo (Esodo 31. come nel Genesi e rappresentata acqua. della della parola divina. 6) si vede che con la Riiah della bocca divina sono celesti. poi in ge- nerale per 12. per Saul (1" (l°Sam. 34). e nei Salmi (33. per Gedeone (ivi per Jefte per Sansone 13. lui popolo (Numeri 11. (ivi 6. eletti per il i da Mose a governare con per Othiniel (Giud. Re 18. e per tutte le genti nell'eta messianica senza distinzione stirpe n^ di nk di classe. 4): la Ruah di El mi ha fatto. 88). 11). i Re 2. 20). ma la Ruah posa elemento primigenio del 1' create. e Da Giuseppe che. 3. 4. per Elia (3. 30) die Dio mandando la sua RnaJi fa che siano create tutte le cose. Elihu dice (ivi 33. per David (ivi 16. 13). chiamato uomo nel quale e si come interprete la Ruah di Elohim settanta anziani (Genesi 41. 10). chiel (2. 12). 6). Questi e V autore delr Universe accennato solennemente nel primo verso : < In principio cre6 Elohim il cielo e la terra » Ma nel secondo verso la feth) sulla superficie Buah Elohim e volitante (merahe' deiracqua. 17. non differendo da altre antiche teoriclie cosmogoniche. Elohim con la parola sull' crea.). 25). di sogni. Anche in altri luoghi della Scrittura si ta allusione alia Ruah creatrice. ci6 ripete per Bezalel artefice del Ta30). 2.

Altra manitesti\zione divina e quella detta Chabod. come la buona Ruah ispira al bene. lore. entr6 in 25 e seg. che real- inente investe persona ispirata e la fa operare e parlare in quella data maniera. Singolarissimo h in questx) rispetto del il note passo il V libro dei Re che (22. e che talvolta seduce gli uomini al male. Dio comunica per sua rendono colpevoli quando essi si cx>me si narra di Saul.[9] DAVID CASTELLI Si potrebbe torse osservare 6ft da alcuno che luoghi la fraiie « spirito di Dio » pu6 essere che in n. e sianio a poca distanza dal Satan del libro di Job e di quello di Zacharia. . 19-23). si Ma a ci6 si risponde alcuni parla della Ruah come qualche cosa la di og^ettivo. 16. la ritira.sata metatbricameDte. ». che «i come diverse piace di avversare il V)ene e i buoni. * . siocbe prot'e- tizzarono stesso: « (Num. Spirito nel si quale profeU dinanzi Michajhu dei gli narra lo presenta a Dio promettendo prot'eti di forsi ispiratore di t'alsita in boooa di Achab per indurlo ad una guerra che sarebbe riuscita t'unesta. iiiHpetto ai 70 anziani si dice che la Rvah po86 sopra 11. perch^ parla con lui ed apparisce nel medesimo tempo qualche cosa di differente e d'inferiore alia vera e propria Ruah Elohim. AeUt du XIr** CMtgrtt du OritHtmiittM. vi k 14). di . anche una Ruah cattiva die pai*te anclie questa da Dio. che e con questa parola una reale emanazione gi-azia agli uomioi. — Tom* 111. qual' k quella appunto che s'impo88e886 di Ma Saul per disturbarlo ivi 14 e seg. E gii uno spirito maligno. Qui cei*tamente lo Spirito da Dio. Ezechiel dice per se me Rnah Dunque si vuule rap- presentare divina. quando cadde in disgrazia presso Dio (r Sam.

ora di fuoco e seg. (1° Re 8. 16 d' Israel. 40. 7)..). 34). e la presenza reale di Dio mezzo al suo e popolo Ezechiel. e talvolta cosi person ificata che con leggerissimo tra- passo di viene una vera e propria ipostasi. e il Chebod Jahveh riempia tutta la terra. 43. il Debar-Jahveh o Elohim. quando questo e distrutto tanto e vero che Ezechiel ne ha la visione presso il fiume Ohebar in Babilonia (1. Prende Taspetto ora di nube lEsodo 40. e i Con il la pa- cieli. « La parola che esce dalla mia bocca (dice Iddio) non ritomera a me rola divina 6 a vuoto. in II Chabod (v. 28 . specialmente col suo popolo Israel e coi profeti. sebbene per Isaia in (6. Alia I . dice Salmista questa stessa parola rimane eternamente in cielo (119. Anclie la parola di Dio. e lo vede ritornare nel tempio che nella rapita fantasia egli i immagina gia e ricostrnito (43. livi 13. e doveva a v venire. ma fara ci6 che io voglio. Di tutti profeti egli quello » che piu usa 1' dell' espressione « Chebod Jahveh per significare apparizione divina. magnificenza.11. scende sul Sinai (ivi 24. II si Chabod e Dio in quanto appalesa nel creato. Ma piu di tutti e notevole il luogo del Deutero-Isaia nel quale la personificazione della pa- maggiormente spiccata. 89). 3) per r autore della doxologia del Salmo 72 sia piuttosto la reale presenza di Dio tutto il creato. rola di Jaliveli sono stati fatti (SSj 6. maesta. e ot terra ci6 » per cui I'avrb II mandata (65. il 21. degli trapasso qui al Logos di Filone e Ales- sandrini e facilissimo. in quanto viene in comunica- zione con gli uomini. quando sulla Scrittura si costrui una metafisica e una teologia. guida popolo il riempie il Taberna- colo ivi.«6 SECT:I0N SEMITIQUE [10] gloria. 11) e ne esula. 5). 34^ e Tempio . 22).

i Serafim in Isaia celesti Hajjoth in dei Ezechiel (22. spiegano fino ad un certo punto seno del Giudaisino di una teosofia sorgere in ri^oroso die al monoteismo sostituisce una pluralita non iie di essenze.[llj DAVID (•A8TEJ. iVa pregi. dovevano dare luogo i celebri passi dei Proverbi 12-36* del Job ^28. 148. Coal (6). 20. I-22j. Accompaguano gli uomini . le schiere le nel 1" libro Re lodi pii le migliaia e (7. insistere. 12-28) e del Siraoide /24. per quello ^li altri altiBHimi suoi ancora che sedeva a lato deirEteriio quali e rappreeeiisi nella creazione dell' Universo. che nella Bibbia si ammette V esistenza degli angeli. Ma non 6 inutile vedere brevemente in quali diversi aspetti anciie questi esseri intermedii sono nel Vecchio Testa- mento rappresentati. nei tato il Dio die esce da se stesso e coniuiiica ai il mondo. ma nfe di persone divine. Noi qui non vogliamo occupard del Filonismo della teologia cristiana.LI 87 l^ersoniticazione poi della Sapienza come ipostasi diviiia '8. dove la Sapieiiza e lodata. le rappresentano 1 . die trovano in tali espres- sioni biblidie la spiegazione della lore origine. cioe 1' esistenza degli angeli fini. medii fra Dio e I'uomo e a due i come esseri inter* doe per eseguirne i mandati e per rivelarne i voleri e pensieri. miriadi di esseri e celebrano di soprannale turali in Daniel 10).2). ma solo Cabbala giudaica. Dio (Salmi 102. Gli angeti tbrmano ci si in prima la corte di Dio. 19). Su questo punto non sarebbe necessario perclie e cosa conosciutissima e da tutti aocettata. La quale andie per un' altra parte delle sue dottrine ha nella Bibbia suoi antecedella i denti. Tutti questi varii aspetti.

fe umane di (Ecclesiaste inflitte 5. i mezzi di farci cadere gli uo- trapasso e facilissimo. di loro si il chiamano Gabriel (8. 21). 3. 5-7. o cerca con tutti mini. 8i. consigliano al bene (Isaia 44.68 SECTION SEMITIQUE [12] per proteggerli e difenderli (Gen. 15 e seg. 12. 16 e seg. 11. 19. 34). il . come 1' avversario del sacerdote Jehoshua' ripristinatore del culto dopo diavolo il ritorno dall' esilio babilonese ('Zacharia. lianno un nome. 24. che si compiace del male. 13) (ivi e quello della Grecia 20) e 1). 2" Cron.) ed e chiamato allora angelo di distruttore. cominciano ad apparire i genii protettori delle diverse nazioni. poco come esecutori dei voleri divini divengono anche accusatori delle colpe poilatori di mali. ed eccoci al Satan. 5. il per peccato commesso da del popolo (2° David di il censi- mento Sam 24. 28. 7). si no- mina il principe o genio tutelare della Persia (10. Ma gli angeli o meglio alcuni tra essi. r angelo che apporta la mortalita in Gerusalemme. Salmi 91. (1" Re. Nel libro di Daniel poi angeli prendono contorni pin determinati. due chael (10. 2° Re'l. Tale e I'angelo che fa perire I'esercito (2» Sennacherib 5j. e rivelano la parola divina a Elia Zacliaria gli (1. Salmi 35. 2. 32. 34. 1" Cron. al demonio rappresentato nella Scrittura come il maligno nemico di Job. 16) e Miprimo di questi in forma d'uomo parla a lungo con Daniel per rivelargli I'avvenire e le sorti del suo popolo. 21. e come < ^ . 2. 35. 19. 3. 9. al . Re . 15) e a 12. cosa piu notevole. 26). e. Da questi a un essere soprannaturale malvagio. Tale fare . Michael e detto genio a poco a ap- tntelare degli Israeliti ^12. e come pene da Dio. 21. quando esercitano missioni sono chia- mati addirittura cattivi fSalmi 78. tali e allora gli angeli.

6 vero. Attribuisce a Dio. e per recar^H quindi o zione . come di dicesi. letterale del testo. specie nelle lorme popolari e come si dice folkluriste nella Cabbala per6 ebbero maggiore importanza.' (13) DA\'n) CA8TEI.LI 69 setluttore di 21. per cone bene o per sedurlo e al male. il poeta : « Cosi parlar conviensi al vostro ingegno Perocche solo da sensato apprende Cio che fa poscia d' intelletto degno. i o sventura danna- ecco gli angeli e deraoni. e piedi e mauo . . nei Targumim^ dal clie ebbero talvolta motivo allontanarsi significato massime nelle sue parti piu antiche e nel medesimo tempo piu popolari. IV. ParadUo. II passaggio fra questi antecedenti biblici della Cab- bala e quelli talmudici 6 nelle versioni aramaiche del Vecchio Testamento. Per questo la Scrittura condescende A vostra facilitate. o. non reli- fiirono solo parte della Cabbala. percli6 la teoiii- logia posteriore popolasse 1' Uni verso di uii nuraero finito di esseri benefici e inalefici fligliarlo al all' uomo. ^ veraniente piena di antropomorfismi. David per farlo cadere in peccato 2*Cron. t'elicita beatitudine. e non come dice Se osserviamo bene la Scrittura. 2> Questi pochi tratti biblici bast<ivano. ma : di tiitta la gione sia giudaica sia cristiana. ed altro intende » * Divina Commedia. 40-46. Questi. 4.

3. rappre- sentava veramente come nn uomo. si al- meno quanto manifestava agli uomini. E infatti. 1). immaginazione di vi con- perche la mente dell' uomo non puo cosa concepire reale.70 SECTION SEMITIQUE perche. 19. Abbiamo citati questi passi come i piu esprimenti. V Sam 16. Ezechiel. Isaia vede etl il e idealisti dicono Signore seduto sopra un trono alto eccelso. 26). se non come qualche sensibile. Per le antiche credenze ebraiche la forma piu nobile nella quale puo immaginarsi Dio e quella umana. di sopra al firmamento. e coi capelli bianchi come lana (7. Anche i profeti piu elevati di vedere Dio sotto questa forma. Dio. vede un colore di zaffiro. 2. e vestito di il un manto i cui lembi riem- piono tempio (6. 9). che si stende sul capo delle Hajjoth. stessa ma da altri non poclii resulterebbe la conse- guenza. o gli Dei. Ma lo spiritiialismo. 29) ci6 significa soltanto che in Dio non accadono tali debolezze nmane. se si vuole rappresentare Dio sotto 1' qualche forma. sul e sopra questo un co- aspetto d' uomo (1. vestito di r Antico dei giorni seduto lore candido come la neve. Ci6 clie e assolutamente spogliato di ogni parte di sensi- . e necessario che corra il . Tutte le religioni antiche popolari hanno immaginato Dio. e detto che Dio E se in alcun luogo non e uomo che possa mentire ne figlio d'uomo che si penta (Num. alia in [14] ma mente si degli antichi Ebrei. Daniel rappresenta Dio come trono. sotto una forma materiale e tangibile. una figura di un trono. per il quale si vuole spogiiare forma sensibile e materiale e una concezione filosofica clie molto piu tardi e penetrata la Divinita di ogni nella religione.

Si sa clie anche molti dei piu aiiticlii teologi. piii sottile. Per ci6 che concerae rantico Ebraismo il Luzzatto riconosce che non eecludeva che solo dal Maimonide in poi rassoluta immaterialita di Dio divennc un dogma ^ la corporeita divina. diHii^nifi- cendo che Dio e Taniina sono che cosa come d* Hpirito. ma Ma dall'altro lato possianio dire che rantropomorfismo delle frasi bibliche cominci6 a tbrmare una difficolta. qual- non asfiolutamente la privazione di ogni materialita. llti. sostituita nome divine.\8TKLLI 71 bile o la ma appunto perche idea non pu6 essere reale. vollero care soltanto una materia piu tenue. Nei framnienti della paratrasi aramaica gerosolimitana in tutto il cosi delta racconto della cretizione al ' Ozar Xechmad. . IV. da un rappresentare la religione giu- daica come troppo grossolana. le frasi antroporaorfiohe rono corrette e sostituite da altre che spirituali. quando sembrava che si attribuisse a Dio un'azione o una passione troppo umana. . pag. quando nelle credenze ebraiche penetr6 la le filosofia el- lenica ed anclie scuole palestinesi e bahilonesi ne risentirono 1' influenza. Si terae che quelle lato. e imponderabile. (:.[15] DAVID pura idea. che erano destinate a rendere popolare cognizione della Bibbia. e si credeva cosl di evitare rantropomorfismo e Tantropopatismo. dall'altro che potessero generare errori e perci6 giust'appunto nelle paratrasi la tii- aramaiche. espressioni potessero. tenevansi piu Per oi6 che concerne di il nostro argomento la t'rase piu importante delle paratrasi iletto aramaiche e quella di al semplice Dio (Memrii).

una ipostasi. Cosi anche in Giosue (23. die camminava « daiche sostituiscono Eloliim e il la il voce del detto di Jahveh ». Parimente dove si narra che Jahveh combatte conla parafrasi dello di • tro gli Egiziani (Esodo. II die riconduce concetto sopra accennato della parola di Dio considerata come forza creatrice. un Verbo. [16] semplice «. il E se pure in questo in- passo I'avere aggiunto tendersi solo detto » Memrb. ma nello Pseudo-Jonathan abbiamo anche qui il Memrct di Dio che combatte. sotto certo rispetto. dove il Memrct apparisce non solo come I'estrinsecazione di Dio. Un Memra. 8) si dice die i Proto- dopo il peccato udirono la voce di Jaliveh nel giardino. 12. abbiamo altri luoghi. Ecco dunque detto di Dio personificato. Quando plasti. 8) alle parole del testo « Jahveh vostro Dio Egli combatte per voi » al pronome Egli la parafrasi sostituisce il suo detto Memreh. subito poi nel Genesi (3. e que- pu6 essere una interpretazione nazionaie.. un Logos che uccide non si pu6 immaginare die come una energia divina. 14. ma il anche in quanto opera.di8se Iddio o « « Dio creo il » del testo ebraico » b sostituita I'espressione disse ci verbo di Dio al o « il verbo di Dio cre6 ». in quanto parla agli uomini. Memra delle scuole babilonesi e palestinesi. 29) i Jah» tutti priniogeniti nella terra d' Egitto Pseudo-Jonathan ha invece « il Memrct Jahveh uccise ». % . 72 SECTION S^MITIQUE ». 25) nella parafrasi detta di Onkelos sta si legge inveco « la potenza di Jahveh » . corrisponde al e al Logos degli Alessandrini Verbo ddla teologia « cristiana. le versioni cal- Eloliim. potrebbe come una amplificazione della trase originale. « Laddove veh percosse testo ebraico dice (Esodo.

opera del create. Questa era la somma grazia che Dio concedeva a Mose. Ma come la reale presenza della Shechinti 6 gl'Israeliti. oioe Shechinh.[17] DAVID CASTELLI Oltre la 78 Memra. h la Sfiechinh che riempie che si il Tabernacoio di abi- 40. e in quella nui libri prot'etici si trova talvolta un' altra parola sostituita al nome di Dio. ma per noi importa fermarci sul verso citato. nella paratVasi dello PseudonJona- tlian sul Pentateuco. profeti e i cono con frase antropomorfica che Egli nasoonde . Le parole vanti a lui » del testo suonano: « e passb Jahveh da- (a Mose). a' abar. oosl i massimo tavore divino presso quando poeti dila sua per significare lo sdegno di Dio. non sono due Dei. uno come ageote e r altra come paziente. aramaiche passo deir Esodo 34. Ma il piu di tutti e note vole nelle version 6. aramaiche dicono « Jahveh della Shechina di Ma le altre due versioni fece passare la sua She- china davanti a lui ». quando escono dairE^itto (Esodo (ivi IB. perche abbiamo Jahveh e la Shechifitl. ed 6 presente in mezzo al suo il popolo. II verbo nella torma causativa fece passare.)> ^ la Shechinci compiace tare in Gerusalemme e nel Tempio (1° Re 8. ha secondo me importanza somma. cio6 fargli oonoscere la propria maesta. due forme neU'essenza stessii della Divinita. ma ceiio due persone. 34 e seg. 21). 16). In questa teot'ania a Mos^ le frasi del testo ebraico sono tutte antroponiorfiche. fe la Skechinh che cammina nanzi agli Ebrei per guidarli. In un framn\ento della versione si cosi detta gerosoliraitana traduce « pass6 la maesta Jahveh ». e sta a rappresentare la Maesta di Dio in quanto sogio- giorna tra gli uomini. in quanto si rivela agli uo- mini. die veramente si^nifica abitazione. i 12. come al massimo dei profeti.

e secondo aggiunge anche la spiegazione del nome divino. V. Sotto il nome di misteri della legge. Sitre I'orh. . quale vediamo questo si ampiamente che con svolto nel Talmud coYinette. Vi parla * Pesnhim . 119*. e piu Salmi 44. credendo di usare iin modo spirituale. o dalla citta di Ge6. Jeremia 33. nelle paratrasi aramaiche. si E sono questi infatti a questo proposito i tre punti princi- pali a cui accenna ripetutamente nel Talmud. il E della classico primo paragi'afo Haghiga. dice che Dio fa dipartire la sua Shechinh di mez^o il suo popolo. paratrasi aramaica. e cosi devono essere lasciate da ogni studioso timorato. riisalemme (Isaia 67. Questo concetto della Shechinh. 17.74 SECTION SEMITIQUE la pill [18] faccia. che era in origine segretamente o almeno con molte precauzioni inair esistenza di segnata. nipote Shemuel ben L' Isaacita e suo Meir commendel carro. e in tutta la letteratura Ma prima di scendere ai particolari si vediamo ci6 che in generale dal Talmud pu6 rilevare intorno una dottrina teosofica. si allude in un luogo del Talmud ^ a quelle parti della dottrina religiosa che Dio ha voluto lasciare nel mistero. e il 1' opera della creazione Maase Be- reshith. tano in questo passo che per misteri della legge debba si intendersi ci6 che altrove chiama I'opera Maase Merchabci. e Tarnsi Mishna nel secondo capitolo di pliazione della Ghemara che I'accompagna. lo 25).

dalla diversa combinazione delle lettere nei quaranUdatt lettere re«alUBt« doe primi verai del Gene*. o rituali. ci6 che h stato prima. Era questo Ora Mevchabh currOf ci6 che essi chiamavano spiegarc in questo il il passo. o dottrinarie. se non a pochissimi. e si pone- mente umana si b sempre proposta.im DAVID C. per Maas^ del Bereshith ' «i deve intendere primo capitolo Genesi. per Matisi primo capitolo di Ezeeliiel. si riterisce certamente alia commento di qnalclie passo hibiico. 8i sa che era costume degli antichi Dottori ebrei di pren- dere a testo i passi biblici per fondarci sopra le loro ampie darash. spiegazioni. ma nel medesimo tempo determinavano dei limiti. al En doreshin. non commentavo. o morali. (Vedi i Tosafisti. di la dai quali imponevano di nou oltrepassare. Haghig& . da questo passo desumere che i Dottori del Talmud nella spiegazione del primo capitolo del Genesi esponevano tutta una dottrina della di potersi Sembra creazione dell' Universo pju estesa e piii particolareg- giata di quella contenuta nel testo biblicx). sul quale si immagina muoversi maesta divina. la legge.\8TELLI 75 del Ma'as^ Bereshith e del Maas^ Meicfuibh come di ar- gomenti dei quali non k permesso dare spiegazione. n6 ci6 ohe « Secondo Rabbenu Tam per Ma'ase Bepeshith di ai dovrebbe intra- fdere la spiegazione del nome divino 11'). Difatti nello stesso paragratb della Mishna si legge vano quei problemi che la che « e bene non cercare nfe ci6 che e di sopra n6 ci6 che 6 disotto. La traHe della MiHhna: non apiegano. spiegazione. detto Merchabh^ si perche nella vision e narrata da quel proteta il rappresenta la carro.

ed e da uno all' altro Dottore in se- come se si trattasse di dottrina riposta. vede che la spiegazione da seguxta e da preferirsi. Ma non perci6 si astenevano i Dottori ebrei dal fare delle ricerche sul modo '^ di formazione della terra. Kahanh . I . (Ved. sarebbe invece relative alio spazio. ^ e fondata e sopra che cosa Come pure si occupano degli elementi primitivi. 31 Shoher Tob. Shemoth Rabbh. ci6 che noi intendiamo relative dal al tempo. Si voleva cosi consigliare a non absi baiidonarsi a ricerche. » de R. 16'.76 SECTION SEMITIQUE » ^ [20] sara alia fine. in dall' della luce divina. bi ivi i Ma noi Talmud stesso piu innanzi. Questo per ci6 che la creazione. Vaikrh Sabbh. Tosafisti). BereshUfi Jfabbh. secondo e dal si circonferenza domandare su die cosa regge. '^ In alcuni passi dei al Midrashim alquanto posteriori Talmud pare che si ammetta addirittura 1' emana- zione in luogo della creazione dal nulla. se vnole troppo approtbndarle. . in cui la mente umana perde. di non non iie si ammette la provepu6 dire insomnia che ammetta I'unita concerne * sostanza. e corre rischio ancora di cadere in eresia. aria e fuoco. secondo alcuni. Sal mo 104. ' * Haghigh 12*'. almeiio per il parte degli elementi La luce che rischiara ° mondo sarebbe un raggio notare che ci6 e detto gretezza. « Joinh 54'. Ma pri- quanto a tutte le altre parti deir Universe la mitiva dottrina talmudica nienza dall' essenza divina. altri dalla ebbe principio dal centro. Pesikth 15. 50. Shemoth Mabbh. die. 145' . della materia nale Urstoff (direbbero tale i i origi- Tedeschi) e ammisero come * tre elementi acqna. 1' Secondo Isaacita. primi. 3 .

cui si riconnettevano i misteri contenuti nei nomi divini e in quelli degli angeli. le Anche che studiavano. mentre leggeva la visione di Ezechiel. e poi. e si racconta che di Ben 'Azzai ne mori. La parola hashmal nel significato letterala vaol dire soltanto metallo o bronxo rilucente. nel plnrale. Haghigh. .I f211 DAVID CA8TELLI L'altra parte poi della dottrina segreta. Pure qua e la. late notizie. ' Si cliiama poi Fardes. " Erano pochi dunsi quelli che volevano esporsi a gravi pericoli quelli poi j)er istudiare queste dottrine segrete. tutto I'in- sieme di queste dottrine segrete. Si racconta die un giovanetto. terrore alcuno voleva occuparsene. rimase bruciato dal tiioco che ne uscl fuori. Haghigh 14\ . giardino. di un ordine d'aogeli. Elisha Ben Abujja ne quattro Dottori che se ne occuparono. il 77 Maati Merchaha riguardava certo la natura di Dio e deUa corte celeste. ma solo alcune spai^ne e iso- ' 13<^. il ma se n' i latto nel miatioiamo nome d'un • angelo. Ben Zonia ne impazz6. cercando nel Talmud e nei di Midrashim qualche cosa ^ dato raccogliere. paradiso. essendosi I ferniato sulla parola hashmal per ispiegarne il niiste- rioso significato. Tanto piu che ispirando quasi si voleva se dallo studio. e il solo 'Akiba ri- mase que illeso e in tranquilla pace. Ma 6 impoesi- linguaggio sirabolico e tutto inetaforico e allegorico col quale si parla nel Talmud e nei Midrasiiiin bile dal intorno al Ma'as^ Merchaba desumerne una qualciie notizia precisa e ordinata della dottrina rabbinica in- torno alia natura di distoglierne Dio.divenne eretico e quindi dannato. Nulla ordinato e di sistematico. nulla o poco ne lasciavano trapelare ai prot'ani.

Questi due attributi sono chiamati dai Rabbini strano. cioe ma superiori e anteriori La Middath trodotta nel si haddin. ora Dio in quanto manif'esta agli uomini . quanto persone. e alcune volte i Talmud a parlare con Dio per dovuto rigore chi . nulla ma li vediamo propriamente impersonati. che dell' Universe sono fra la Giustizia talvolta non possono loro accordarsi. come abbiamo veduto. • 1 . ne sono angeli. a si tratti col lo meriterebbe si e ' Sifrh. il Memra^ e la sua apparenza nel niondo. Ilaghiga 14". • Pesahim 119*. si Le qualita di- vine sono dette Middoth. si se nelle parafrasi aramaiclie il al Dio trascendente si unisce Verbo. questi. ma come i esseri due principali attributi divini ed il piu impor- tanti per governo provvidenziale e la Pieta. dove dice invece Din e Zedaka. delle quali parla non solo come reali. : Middath haddin e Middath harahamim \ E fino di che se ne discorresse come di due attributi. si Se gia nella Scrittura. la Shechina^ nel nei Talmud e gli attri- Midrasbim si si oggettivano e s' impersonano buti divini. 27 cfr. come nella filosofia di Filone. esigere che ^ .78 SECTION SEMITIQUE [22] VI. Dio sdoppia. in da Dio ^. Shabbjth 56». in quanto ora e Dio in se. Sanhedr'm 94". distinti ipo- stasiati. e ipostasi. e. la Giustizia. II. pu6 dire che divengono energie divine. I di attributi inerenti ad un essere. esseri creati.

Giustizia. . sa se debba intendersi : o discorsi. intelligenza. 30. carita. giustizia. Perche molte Talmud e dei Midrashim devono e intendersi come un linguaggio e si allegorico. secondo la giustizia Que»ta zione di nomi e applicata anche alia creazione del- rUniverao. e in altro si creativa luogo con dieci cose. . o e queate sono sapienza. V. potenza. sebbene non siano la stessa cosa. tbrza. e siccome nel Genesi e usato nei Bettegiomi della creazione cosi se il Dorae Elohinij e non il il tctragramma. pecoatori L' osfigesi rabbinica ha dato ai norai di Dio Jahveh ed Eiohim il diverse Hignificato il che il '. 1G4*. Sh>-moth Bahhh. tanto nel mondo orientale quanto in quelle greco-romano ? Non e certo per6 espressione metatb* prese aUa lettera. sono pid che altro figure di personificazione zioni sono pericolose. * Ilaghujh. 1. Btre$hUh Haftbh. cioe con la Middath haddin D' altra parte si dice al trove che il mondo fbrzii «? stato creato con dieci detti ^ attribnendo cosl alia parola. *. rica. 3 Pesikth de Rah Kahanh. 12'. ma le personifica- corre rischio che vengano Non sono nate forse cosi molte delle divinita. priino rappredlKtin* senti la pieta. grido. 13. e si deve intendere in senso proprio. =» Ahoth. . ne conclude che mondo e stato creato con la '.(23] DAVID CASTELLI i TO giunge perfino a dire che Dio salva da essa penitenti. conoscenza. * * Shemoth Jfobhh. pieta e misericordia Ecco I'antecedente talmudico di queste frasi del delle dieci Sefiroth della Cabbala. la Sheekinik^ dove se ne parla come della reale presenza di Dio nel mondo. flefjarim^ che non idee.

34 Pirke de' Unbfn Eliezer. ^. quanto a predicare il vero. da tempo a tempo e da persona a persona. Secondo ci6 che troviamo accennato in due dei piu antichi Midrashim \ la Shechina non sarebbe stata sempre tra gli uomini. dogmatiche era lasciata i la piu grande e variavano pensieri da luogo a luogo. ' Mechilth. nove discese sa. Le varie opi- nioni souo anzi registrate senza curarsi molte volte di stabilire quale debba avere la prevalenza . 14. 3* per punire gli Sodoma. 4* in Egitto per liberarne gl' Israeliti.80 SECTION S^MITIQUE [24] Riprendiamo ora dell a Shechinh nelle ci6 che sopra abbiamo accennato del parafrasi aramaiche concetti sono nel Vecchio e nei Testaniento. 93. La Shechinci ci appare sotto due aspetti 1° come la reale presenza di Dio . Queste discese della Shechina in mezzo agli uomini sono fissate in numero di dieci ma per determinare quali siano si deve ricorrere a piu recenti compilazioni le quali non sono tra loro concordi. . colonna di nube per guidare Israel nel deserto. 2" come quella che posa spe- cialmente sugli uomini piu meritevoli per ispirarli tanto ad operare il bene. Secondo I'una. « Bahodesh § 3 Sifre I. 6* nel 7* nella Sinai per dare la legge. G-li stessi Talmud : Midi'ashim piu chiaramente e ripetutamente enumerati. ma vi sarebbe scesa a tempi di- quando I'occasione lo ricliiedeva. 2* nella torre di di Babele. versi. . perche in certe question i liberta . Non si pu6 sperare di trovare negli insegnamenti rabbinici unita e coerenza di dottrina. i . Aboih de' Rahh\ Nathan. 5* nel Mar Rosso per punire gli Egiziani. rebbero avvenute nel terrestre per punire modo seguente abitanti : 1* nel paradise Adamo ed Eva.

Sebbene posteriore alia compilazione del Talmud ve- diamo prima iin passo del Commento Magno al Genesi. (a lettera nelle regioni inferiori. dei Sodomiti. della ton*e di Babele. al quarto. 9* nel tempio. le ci- tate tonti ma secondo che in at- breve riporteremo. Jacob. vi questo altri punto passi. Secondo questo la Shechina risiedeva nel mondo. e Mos6. e soltanto per peccatori di quelli e di questo sarebbe stato interrotto. Xumeri. II peccato di Adamo al la t'ece dipartire e sa- primo cielo. Kehath. dipartita la Shechina dagli uomini do]>o peccato di ' Esodo. quello . » BereshUh Iiabb<\ 19. Levi. cioe: Abramo. e poi ne pone due nelle duo volte che si fende la rupe per tare scaturire Tacqua '. D'allora in poi gli soggiorno della Shechina tra ? Sii uomini sarebbe continuo tacciono. al di secondo. terzo della genera- zione del diluvio. Ma sette giusti la fe- cero successivamente riavvicinare o quindi abitare tni gli uomini. • . 20. 17. al quinto. t'ermativa.(25J DAVID CA8TELLI iiel 81 8* tabernacolo. battahtonim fino dalla I creazione lire al '. quelle di Caino. L'altra compilazione Bostituisce alia discesa in Egitto quella nel roveto nel- I'apparizione a Mosfe. al sesto. al settimo. dei contemporanei Enosh. sarebl)e da rispondere per V Altra e la dottrina secondo la quale della il soggiorno Shechina sarebbe stato continuo o in mezzo agli i uomirii o almeno in mezzo ad Israel. fi . e due nel tabernacolo. du Xll"** VongrU Aete* du OrUMuUtU: — Vmw III. Isacco. porre la duo compilazioni nel decima discesa delta Shechina nell'eta raec* le il Sono d'accordo sianica. 11. degli Egiziani contem- poranei di Abramo. 'Annam Secondo un altro passo del il Midi^ash.

67-76. * non fu eietto il tabei- L'opinione poi prevalerrte e clie discesa la Sliechina. perclie I'armonia sia ristabilita. edi- ne diparti fino alia distruzione del tempio. e ha bisogno una ristorazione. di una reden- zione. 29». Ta'anjoth. ' Matter. riunirvisi all' era messianica. pag. accompagnera nella redenzione messialiica. come presenza reale di Dio. 1. Questo e deir esilio 1' antecedente della dottrina cabbalistica della Shechina [galuth haslisliechina) ultima delle ipostasi divine. tra si gV Israeliti nel taber- nacolo fino dai tempi mosaic! poso suU'arca e non se poi. * Bamidbar liabba. anche nella dispersione e li in Babele. Histoire critique du Gnoaticisme. in Persia. CI". ma che aspetta di E 1' la Sofia dello gnostici- smo di Valentino che turba di armonia ' in seno al Ple- roma. ^ Ritorn6 dopo I'esilio di Babilonia a soggiornare nel tempio ficato dai reduci? ^ Secondo un passo del Talmud babilonese. » * JomK 9^ Mechilth Bo. ^ . * Mechilta Bo. * •* MegJnlla. ^ dove si vuole clie sempre la Shechina abbia accompagnato Israel aiiche uel- r esiliO. la Sliechina non avrebbe soggiornato in questo secondo tempio. 64*. in ^ Roma. 14. staccata dall' unita delle ipostasi superior! e decaduta dai suo grado. vol. Dottrina questa confermata nel Talmud gerosolimitano ^ la disper- che fra la Persia e Roma aggiunge ancora sione nei paesi greci. II.82 SECTION SEMITIQUE vi ritorn6 fino clie [26] Adamo non nacolo. 12. Ma dall' altra parte abbiamo un luogo deJl'antico Midrash sull'Esodo.

pure questa vien detta. e allora saiebbe ritornata fra si essi. ma vedutili induriti nel peccare. Israeliti si pentissero. Zacharia e il comunicai*si airuomo ^ delio nei della Ruah si Hakkodesii. 31\ * Evhh Joma. Jiogh Jleuhshanh. che aveva femio il soggionio nel ' Talmud lo e nel Midrasli abbandon6 con molta reluttanza. 11\ . la Shechina. cioe Ma altra emanazione divina di una eco della voce Bath-Kol. i)^'. che sarebbe in cielo. del pari che nella Cliabod. Jiabhati. e indugiando da una parte aH'altra. La quale comunicazione fra Dio e suo popolo. supplisce in parte. 48'. libri Haggai. 66'. maesta. Una conseguenza dell' i allontananiento della Sheprofeti china e che cess6. come abbiamo avvertito. VII. neir aspettativa che gli tempio. la vera profezia. come Scrittura. che * si trova parallelo con poche ditferenze di lezione. gloria. Sebbene secondo un nel altio passo. * * Jer. Perche. 8(4ii. Spirito Santo. ritir6 nel sue primiero soggiorno. dopo che la Shechina o uomini * lo Spirito Santo non posa piu nemmeno sugli piii meritevoli.127J DAVID CASTELLI *Ma fino chfc restiamo nol <• Bft Talmud e nei Midrashim I'errore della Sliecliina presentato piuttosto come sim- bolo poetico del concetto die Dio noii abbandona mai il 8U0 popolo e lo accompagna anche nelle sciagure. ^^ ] Hanhedrin. Ta'aujoth. la Giacche talmudici questa contbude con Shechina. dopo Malachi. il * Dio chiaserve di mata figlia della voce.

73**. I . Jebamoth. e la stessa Bath-Kol mistero. 32*. 56". I. 48''. Beracltoth. era iinita con gli uoniini piu grandi per - rarli. Sota. stati "* Vi sono anche nei tempi posteriori uomini degni die posasse su loro ]a Shechina. Ihrajoth. 'Irnbin. 19». * ' Abodh Zarh. Ivi. Mose. Si vuole che a Simone il Giusto Dio il Talmud e i apparisse nel giorno ' dell' espiazione. e che la liakkudesh gl'ispirasse.84 SECTION SEMITIQUE Shechina. Jer. ^ misticismo qui e palese. ^ ispirato tutti i profeti e sommi sacerdoti quando quedavano i sti responsi. e da veri e propri responsi come oracolo II divino. oltre al risiedere nel [28) la Tempio ^ e in mezzo ispi- ad e Israel. Soth. Sota. 42'. » * • Joma. David. « 6^ 13''. possono aspirare i teosofismo piu meritevoli dei suoi adepti. Sanhedrin. alia quale. " Sliemuel detto " piccolo " ed Eliezer ben Hirkanos. Se- condo alcuni passi sarebbero il stati Hillel. secondo cabbalistico. Succhh. Comunicazione. 7. supplisce alia pre- senza dello Spirito Santo. secondo Talmud. 3**. Midrashim attribuiscono ad alcuni uomini sommi. i secondo un altro passo. anche trenta piu meritevoli discepoli d'Hillel. 48". Ruah ma i tempi sventurati piu uon rivela questo alto lo consentivano. 11*. inleriore manitestazione di Dio. il Ma fatto sta che. nel recesso san- Bereshith Rabbh. Meghilla. ' Shabbath. 24» . 8V. 28*. Aveva accompagnato Giuseppe. 86. che. e fa intendere quali questi uomini fossero. Jer. sotto aspetto piu antropo- morfico. questa Bath- Kol. e si accorda con la coil municazione divina.

Elolia. ' ma Bempre umana. Shaddai. 40''. lare dei nomi divini siamo oondotti a parche formano una delle parti piu ci^ poi Da important! delle dottrine segrete. Sanhedrin. Gia nolla Scrittura vediamo una pluralita di nomi divini. uomo. poi ineffabile e peccato mortale fu pronunsigni* ' Dimodoche che i' in tal norae riposto un non adepti non conoscevano. il rebbe apparso agli Ebrei preseo ^lar Roeso in si ooine un giovane bello e aitante. e cbiamato hh. . 3. tCIohim. 23. ' Secondo un altro passo del Midrasli. Shebtioth.(29] DAVID CASTFJ. ' * * • ' Pesahim. in ammantato Dio di sa- bianco. 42*. Snnhedi'in. E questo si accorda relativa* con quello sopra abbiamo detto anoiie mente alia Scrittura. 71'. « Shevwth Jtahbh. da Ehj6 asher Ehj6. clie. secondo * Rabbini. Jomh. Ma a questi nomi Ijiblici altri ne aggiunsero i Talnmdisti.LI forma di vecchio vestito e 86 tissimo. tenersi santi e venerabili. Adonai. VIII. Zebaoth. che il Talmud determina in numero di otto. questi * Tra nomi in " il tetragramma ^ fti tenuto da un il certo tempo ziarlo. 36*. cioe: El. a cui si accenna nel Talmud e hei Midrashim. fCiddnshin. Jahveh. 60' . 96. Vaikrh RablnX 21. {K)^ Jer. Alia quale rappresentazione divina giunge i fomia ricon- il nome clie di uomo attribuito a Dio. Shemoth JiaMt. alcuni dei quali hanno significato metaficato segreto • Jer. Jom?t.

non avevano quest' idea metafisica e. 68. perch^ gazione. intendevano solo I'appreseptare Tonnipotenza divina. e non mondo dall' luogo si di lui. rasenta il siamo a un passo di emanatismo dei Cabbalisti. In stessa opera. il perche egli e il il * luogo del panteismo. Tra qnelli della prima la specie. 8. senza darne spiepianamente si dovesse intendere che I'uso rimonta per lo meno si al nella Mishna* I'usa Schim'on e si ben Shatah.86 fisico. e meglio hammakom con Makom nome nel linguaggio biblico significa luogo. Ora che luogo. importantissima. ' Die dem Raume entnommene Synonlma fi'ir Gott in qiiesta der nen-hebrdipag. il parola Makom. che Dio e cosi cliiamato. S. certo e molto note vole clie nella lettera- tura rabbinica sia divenuto nome freqnentissimo di Dio I'articolo. * Bereshith Bnbba. 6-10. e cosa. data una lista assai estesa dei sinonimi Dio. forse i dair unita sostanza. Ma pin antichi rabbini . come da altri fu gia osservato. 41 e seg. Con questa spiegazione. C. Nel Midrash poi e detto. e commentando e il passo biblico dell'Esodo 33. anzi il luogo per eccellenza. E primo secolo a. Nei passi piu anticbi del e cliiamato semplicemente Talmud Dio come se e uno dei nomi divini. e inutile negarlo. chiamando Dio hammakom. rabbinici nel il significato ma i piii non sono da prendersi in esame per nostro assunto. parlando con Honi. pag. 21. hammakom. Secondo i il Landau^ I'uso di questo i nome presso rabbini sarebbe derivato dai Persiani. tentato di dare spiegazione dell'uso di questo nome. altri SECTION SKMITIQUE [30] significato morale. e mondo. e altri sono cV indole cosi mistica clie rimangono impenetrabili. quali adora- • Ta'anith. stia a signi- ficare la divinita. I . e di grhen Liieratur.

date le relazioni alciini ti. Shaftbath. non solo perchfe lo nome e usato dai CabbaliHti per indicare ofa la prima. b in poi. A noi basta di avere accennato I'uho di que«to nome stemo come uno talmudici della Cabbala. 2. liorojcth. e certo dei piu significant!. si chiamano o.' e quando ispira i piu alti proteti *. Naxir. almeno da un certo tempo nno spazio Altro tafisico. lao*. di E ci6 e probabile. " qnando minaccia di punizione sno popolo. nome divino.' [31] DAVID CASTEUJ il g7 vano Dio Hotto duplice aspetto dell' infinito tempo e deirinfinito spazio. pensavano Dio come infinito che contiene TUniverso. se sara ribelle alia legge. 24». I. ma perche i rabbini. 87*. Ma i anche piu di significativi dal lato metafisico 8ono pronomi intesi prima persona An^. 8». cosi nel Talmud Dio e non di il rado cbianiato Ghetmra die anche nel la Cabnorae di una delle Sefiroth. stessa Into si annuncia s' e si che individua e come quella che da 86 aifernia come lo. 6. Gheburh e chiamato riil Dio principalniente qiiando apparisce sul Sinai per velare il decalogo. ciofe di quella ipo- bala h stasi che rappresenta la Giustizia. ora la sesta delle divine ipostasi. quasi oi*a e quello di si terza Hu volesse indicare la personalita per eccellenza. Tessere assoafferma se stesso. ora come 6 che lo tale riconosciuto dagli • uomini. ' * Meffhillh. * ififri. Awi. PetikUt iU 31^ Rab Kalianii. che pn6 avere significato me- qnello di potenzaj forza. 112. Berachoth VII.ra\H\i Shim'on ben Sliatah con degli antecedent! persinni. il [uegli di cui veramente pu6 dire che giacch^ * ./er. . come nomi divini. Maeehoth. V.

Ill. critica Non e da tacersi per6 '^ che la moderna. 447 e seg. 119. ha voluto correggere la lezione del passo citato. che sarebbe la piu antica fonte talmudica cbe di nomi divini. im ^3i5. e allora. due/Se^ro/A. pag.^. le due antiche edizioni della Talmud gerosolimir Pesaro. vol. niiT i<3t< Anna Jahveh.38 SECTION SEMITIQUE di t-erza [32] pronome II persona in ebraico significa anclie e. Ozar Nechmad. il citato lessico danno i<in con 1' alef Mishna di Napoli e di talmudico ^ e il Machzor Vitry * come generalmente si scrive il * * SuccMi. e invece di: Anl va^Hu. et in ' Rabbinovicz. I due pronomi sono passati poi nella Cabbala a rappresentare due per essa ^ divenuto ipostasi. I'antico lessico talmudico di Natan di Eoma hanno il i due pro- nomi. leggere. passo della Mishna. con la sola differenza che tano. nella testa delle Avvi da a quest! pronomi il significato e quello dove Rabbi Jehuda vuole che capanne s' invochi Dio in questa forma: ^ va-Hu osanna che e rimasto sacramentale nelle preghiere ebraiche. nota 6. pag. le edizioni antiche. ]'ariae Lectiones in MiscJmam Talmud haby' lonicum. se questa congettura tbsse I'uso di questi da accettarsi. rappresentata qui dal Geiger. gli antichi commentatori. pronomi come nomi Geiger sta il divini mancherebbe nel Talmud della sua primitiva sorgente. Ma noi fermiamoci ai due pronomi di trova cenno ncl Talmud. 1. * Pag. e anche quello di terza per- sona femminile. la terza persona del verbo essere. 46». III. fatto che i Ma contro la congettura del manoscritti. % . anzi nome di altra Sefira anche il pro- nome cui si di seconda persona.

E per ispiegare la maniera per la quale i facile die gia fosse introdotta i rabbini vi siano giunti. 77^' . Ora non si una gua. siano fondati sul : passo biblico del Deuteronoinio 32. verso la fine. buono^' * Shahhnth. . le quali parole certo lett^ralniente non signi- ficano altro se non: lo. Bert»hith Rabbh. ' Jer. Hu. ^ Per lo che teniamo die tino dai tempi della Mishna si sia dato ai rammentati pronomi tale mistioo significato. queeta dif- ferenza non sarebbe piu. arrischiamo la si congettura che. e la lezione accorda in ci6 pert'et- tameute con pare molto vulgata della Mishna.39 che suona . oltre questa prova estertia. Nomi di significato morale sono 'fob. e 10 pronome THl. In un altro passo poi del Talmud del significato delle lettere. non la scrittura deficiente ^^ruficii. ma Di questa e una differenza soltanto piu. abbiamo come il prova interna della correttezza della lezione vulgata contesto della Mishna ntessa. * Echu liabhati. intio<iuzKine.[38] DAVID CA6TEUJ di terza pei>^ona. Rabbi Jehuda viiole espri- mere in quanto alia forma della i>rogliiera una diver- sita di opinione da quella antecedentemente euunciata. 104'. ma non ^ da maravigliarsi che i rnbbini vi abbiano veihito due Ztid" nomi della Divini ta. '. si Ora se leggesse vi come vorrebbe il Geiger. Ifatjhitja. to sono quello.471^ i4n).<«ta lezione. senza averlo detto esplicitamente. 4. in si dove »i parla dice die la combinazione si forma un nome divino. Per ultimo un accenno die due pronomi Ilu e An^ rappresentino nomi divini lo abbiamo anclie nel Midrash.

non si ha cenno nel Talmud. anche tiitti questi nella terniinologia cabba- Finalmeiite i iiomi divini die nel gono non spiegati sono quelli indicati r lino di dodici. Sefer Pardes Rimmonim. ma siano e quale ne sarebbe la accenna che questi nomi segretissimi s' ed efficacissimi non insegnavano ormai se non a quelli che per la santita della vita se ne mostrassero degni. sebbene I Cabbalisti posteriori poi '" non non hanno esitato a darne ampia spiegazione. PesaJiim 39'. hanno formato settantadue nomi let- segretissimi di Dio dalla varia combinazione delle dell' tere dei versi 19. pace. Ghittin. Cherithoth.' 90 dikf giusto. 45*. 1. Vaikrh Rabbh. Bereithith * ' Rnhbh. commento a questo passo ma il suo nipote Rabbenu avvertito. ^ nsato molto comunemeiite nelle e passati poi listica. * ^ Sifrl. di come sopra abbiamo mostra conoscere lo spieghi. 21'. Solo si Talmud rimancome composti lettere. Beresfhith Rahha. Deir altro nome piu complicato. quelle di quarantadue lettere. piepregliiere. e 1' altro di quarantadne senza dirci qnali queste pronunzia. * T. ma egualmente misteriosissimo. citato. 8^: Babh Mezi'a. 3': Chethuboth. Shekalim. 23.* L' Isaacita nel non gia conoscerli. Sha'ar Perath hashshemoth. * CoRPOvEuo. 42. 44. 20 e 21 del capitolo 14 ' Esodo. ^ SECTION SEMITIQUE Shalom. hidduithin. confessa di Tarn. 17*. composto di settantadue lettere. luogo I . I. CoRDOVERO. ^ [34} Rahamanh o Rahman. ma solo nel Midrash" dove si dice che tal nome era contenuto in una parte delle lettere 4" del i comprese nel verso 34 del capitolo I Cabbalisti invece Deuteronomio. toso.

perchfe ora il appare soltanto come primo degli angeli. not* t. Orieehiache und lairiniMche IjehmtrtirUr im TalI. 260 e aeg. p«g. KoHUT A. pag. e piuttosto da questa emanato. altri un vietathronon o un ' Vedi i coinmenti a Succhh. 1»>4. 2i»8. ora di rappresenta quasi come natura divina. . Judm. Si sul disputa significato e la derivazione di questa pa- rola certo non di origine ebraica ne semitica. Ma ragionevolmente lo Znnz ' e il Bacher* sospettano che qnesto passo talnnulico Bia nna recente interpolazioiie. piu ec- celso degli esseri creati. mud. Die Agadn der Tannaiten. ma di natn7*a il non bene si definita. gli si riconnette essere iiitermedio fra la Diviniti e nomini.* fc evidento che di qui i Cabbalisti lianno preso il nome di Cheter. Alia teorica dei nomi e delle ipostasi qiiella del Mctntron. Midratth und Targvm.[35] UA\ ID CASTELLI mostrano cogniti e i i * 91 E di ci6 si commentatori del Talcorona di fij^lio mud.. Vedi Krai'88 S. Die finttfigdieustUchen Vortriigr der I. * ' * ' Jierachoth. fe nome quale divino il qnello di Arhetriei Die col sacerdnte Rabbi Ishmael di Elisha cbiama Dio apparso^li nel recesso del Santuario.. 7*. 36-42. r Isaacita Altro Tosafisti. clie alcuni * Fra le proposte etimologie vedervi il rammenteremo ^ vogliono Mitra persiano. IX. 45». per indicare la prima delle ipostan divine. Ueher die jilditche AngelolfMur und Do^momolotue %n hrer Abfu'ivfjigkeii vom Parxisviux. * pag. pag. corona.

23. 23. Rabbati. Pseudo Jonathan. * ' Menahoih. e altri la parola latin a metaior. 12''. le E il giovane sacerdote. i * Jehamoth. Bereshith Habbh. qui non * sa bene se un an- Si/re. I . 6. la sua identificazione col latino metaior sarebbe da accettarsi. derivaiidolo cosi dal greco.92 SECTION SEMITIQUE [30] metaiyrannon. Introduzioae sopra Isaia 22. OQa e Tosafisti in questi luoghi. Se 11 oi stessiino a due jiassi del Midrash * dove Metatron e soltanto di misiirare i confini della terra proraessa. Riguardati dalla sua presenza e obbedisci la sua voce." nel quale Jahveh dice a Mose: Ecco mando r angelo dinanzi a te per guardarti nella via e per condurti al luogo che ho preparato. perche non perdonera il le vostre mancanze. perche a applica « passo io turale. 5. Ethhannan 6. * 1. ha'olam. 20 e seg. Holin. 10*. Ma altri j^assi fan no del r officio del Metatron un essere bene identificato col principe del altramente importante. 338 . in clie offre ^ anime dei giusti espiazione d' Israel. clie Ma il ci6 che lo ta quasi di natura divina. II. ' Tanhumh. e lui si porta il nome scrit- stesso di Dio ^ . mio nome e dentro si di Come si sopra abbiamo parla di accennato. imperocche lui ». 110^ Sanhedrin. Eaodo. e la nota del Buber . il ^ Bamidbar Jiabbh. 38''. 12. Haghigh. cf. non gli essere ribelle. E detto ancora principe della divina precolui clie dinanzi a quella senza. Echo. Na'ar. Sar come se ^a Dio avesse avuto il 1' incarico di goveraare tutto il create. Genesi. Secondo Talmud il sacerdote celeste sa- rebbe Michael. E chiamato il grande scrivanOj Safrcb Babbh* come il maggiore ministro della oorte celeste. Sar happanim^ come '' pu6 preseu tarsi senza velo. ^ E mondo.

come essere da lei distinto ed a inferiore. Difii nanzi al rigido monoteismo giudaico tale errore giu- dicato peccato irremlMsibik. quando qiietfto Scrittura divenne iiella tcosofia taliiiudica Metatron. Ditatti si asHeriHCO che 1' erenia." [37] DAVm creato . la ritrova nella Cal>- bala posteriore. Sha'ar 'Atxhh harhektHnujiM. Ma. ' : Penti- o figli ribelli. Ebbene dif1' quest' angelo. ora ^ te- nuto messo di lei. ({uaiido i dette a studiare misteri religiosi. . udito da una voce misteriosa Elisha. tanto che lo stesso Elisha diceva di avere tevi. t'u appuiito questa di credere che Metatron fosse una persona divina. il E cosa singolarissima poi che Metatron secoudo la altra tradizione e identificato con frase usata nel Enoch. Genesi rispetto a questo patriarca 6 si diversa da quella comune. 15'. fusa. CASTFJ. era facile che alcuno tenesse quento quasi un secondo Dio.LI con8idei*ato Oft gelo o del Malach come uiio sdoppiamento Miiliicli (lella jl dell' essere divhio. Imperocchfe ora viene identificato con Shechina ultima delle il dieci ipostasi divine. ma : « non era piii. opera citata. e ci6 non pu6 accordarsi con al- ' Ilagliigh. perche Dio prese Da nacque la leggenda die Enoch lito vivo in cielo fosse trasformato in angelo. « mori ci6 ». lei il suo angelo. secondo una tradizione poi molto e Metatron. Per6 la stessa incertezza a cui avevano dato luogo le non bene definite espressioni del 'J'almud e dei Misi drashim sulla natura del Metatron. giacche non : come sa- per gli 1(1 altri ». Si sa che dice. * CoRDOVEUO. eccetto Cosi egli sarebbe Htato escluso dal poter fare penitenza del suo peccato. nella il quale cadde si ^\k nomiiiato Elisha ben Abujj&.

e in Ilolin 60». puer in latino. estesa. come abbiamo veduto. sta a rappreTutto sentare il primo ministro della corte 1' celeste. Da si questo essere di natura non bene definita. giovanetto. Ma questa credenza fu molto svolta ed La Scrittura non aveva detto nulla sono creati. dopo trono. E naturale che gli angeli dei ammessi nelle credenze religiose dacche cosi esplicita- mente. clie. passa facilmente a dire degli angeli. Anche il Malach Elohim o Malach Jahveh. . e sull' origine degli angeli e sulla loro natura. e siccome questa parola ha come anche Jialo. cioe colui che clie immediatamente sotto il trono celeste. se ne parla nel Vecchio Testamento. X. e secondo il Midrash da questa di- ' Vedi i Tosafisti ia Jebamoth lO". sta occnpa. significato di servo. quali nel Tale nei piu antichi mud Midrashim sono siano rabbini. ci6 induce a credere clie sia dal etimologia di questo il nome greco fiera dgovov . nella Scrittura si coptbnde spesso con la Divinita. 1 rabbini determina- rono in prima cte gli angeli li distinsero da Dio. garzone in italiano.d4 SECTION SEMITIQUE principe del [38] tra opinione che lo fa creazione. il iu greco. concepiti. dopo la Maesta divina. il prinio luogo. ^ mondo si fino dalla Abbiamo veduto che in ebraico il Metatron cliiama anche Na'ar. dell' ma che pure ha piu angelo che della ipostasi divina. come abbiamo veduto. fanciullo.

• Fnrono poi e i divisi in diversi ordini ma il Talmud o piu anticbi Midrasliim non andarono di la dai nomi si che trovano nella Scrittura. 2. ma ". 10. e poi ne sarebbero di nuovo assorbiti per iiscirne di iiuovo la mattina appresso e cosi di seguito airinfinito. tbndandosi su quelli che qua e la trovansi nella Scrittura ' Shemolli JiahhU.ni giorno uscirebbero da un fiume ardente. sono detti angeli del servizio.30G.' nebbene in altro si parla di angeli teinporanea. 2. Aln^da Zarh. Berejt/iith Jlnbtni. 14. 78. e gli dissero Hajjoth santi animali. Questi ordini angelici turono poi portati a dieci non solo dalla Cabbala. . cap. e co- stituiscono la famiglia superiore n'rptt Sc K*'?^ . 2.139] DAVID CASTELLI * » gli augeli verso. che da nome dei generale divenne speciale di nn ordine. Sif. chiel. Cherubim come nel Genesi e poi in Ezechiel. ' * Sifrh. ® II. Malaclie hashshareth. * BereahUh Babbh. * In generale questi angeli. che avrebbero un* eaiatenzsL Per6 luogo riconosce che soiio immortali. '" come accadde celeste I per il nome angeli anche nella gerarchia padri e dei dottori cristiani. Vaikrh.'}-. anche dai (ilosofi teologi. Jlnyhiya.10. 4a'': ^f-rhiUhj Bahodf^. sono in numero grandissinio. 24''. e Malachim. 8i disputa fra due dottori »e turono • creati nel secondo o nel quiiito giorno della creazione ina nessuno sostieiie si die a questa tbssero anterioii. pero con nomi diversi. Jettode Hattorh. Ofannim ruote. L'oiih ^ llashxhamt. 1. Maimonide. . come nella visione di Eze- Serajim come in quella d'Isaia. come quelli che torniano la corte divina. ed o«.

come abbiamo veduto.2b 12. . il Ma molti a questi nomi ne furono dai mistici aggiunti ° altri. II significato di questi nomi e certo.: 96 SECTION SEMITIQUE [40] non solo ai varii ordini furono assegnati varii nonii. pagina e seg.^ e carro portatore del trono divino. V. ad opinione di lingua un composto il due sostantivi pehlvi e significa signore dell' altezza. quale e Talmud. o forza di Dio . citata. Gabriel. parrebbe che qui Talmud attribuisce a quest'anil Kohut fosse nel vero. pag. o Dio. die starebbe dietro detto Sandalfon. come Dio?. 13"^. Ra- Uriel. cOnosciuto dell' opera dagli antichi rabbini. 51*. * ' * Krauss Opera S. Paris. Ilaghiga. 1 ) e questi quattro nomi furono i adottati dai rab- bini come quelli di quattro fra principali angeli." e ' non sarebbe prezza Berachot. Dalle straordi- narie dimensioni che gelo. e i Strano nome. * Un lavoro speciale molto utile per questa parte del misticismo les 6 stato fatto da MoYse Schwab: Vocahulaire de I'Angelogie d'apres Manmcrits hihreux de la Bibliotheque nationale. ma anche ai singoli angeli. fuoco o luce di Dio. ib) Rafael. che pare. 1897.. ma. di ^ piu de- ovicide^icpoc. che secondo confratello. Angelo poi il ^ di straordinaria grandezza. Michael e Gabriel. 43. * Vedi Jellinek. Michael significa chi e fael.. Beth JImnmidrash. opera citata. 203. II. fosse non si sa bene in redazione. Gia in Daniel si trovano. pag. 192. E (4. nel 4" di Ezra Uriel . uomo. nel libro di Tobia (3. pag. Alpuni ne da quale libro di Enoch. si Come uno rammen- degli angeli die presentano dinanzi alia Divinita e il nominate tato nel allontana. XLI . XXX e seg. perche dette prudenti consigli a Rabbi ^ Ishma'el. Dio risana Suriel. riva dal greco del Kohut..

Etitegtr. 32. che. di In prima e origine biblica )a che molti di essi presiedono e tutelano le uazioni. stiindo airotno- grafia rabbinica fondata sul capitolo X il del Genesi. il Ma secondo i rab- ogni nazione ha in cielo il 8Uo principe. ' Pseudo Jonathan 32. II gia veduto ci6 che ne ne dice nel libro di Talmud da nn iiome e 1<> al ' . detto. E siccome. in forma di orso in ebraico Dob ^ i-ap- presenta la biiii monarchia persiana.. 2. . Ma ci6 e in contradizione col libro di come Mi- I abbiamo gia gl' Israeliti. cf. fa altri Michael passi 1' angelo tutelare de- e con del Talmud e del si drash che con questo * luogo della Scrittura Talmud. b du XII'** Comfri* dm e seg. Abbiamo Daniel. M. Kajhukovics. Pinttosto offioi attribuiti ad alcuni augeli. della visione di Daniel. Pirkh di Ji. Qiiesta credenza lore angeli ha forse sue prime fon- damento nella versione alesnandrina che. accor- J&inh n. » traduce Kara doiil/uijv dyyEAov dEOi) che suppose un teste 't'S "2 invece di : " : I rabbin i su questo stesso passo biblico immiigila narono leggenda che. gettate le sorti fra Dio e gli angeli a chi toccasse la tutela dei vari popoli.[41] DAVID CASTKUA fermiamoci creilenza varie »7 ag^li riferire qui tutti quest! noini. 8. il suo Sar^ 8U0 genio tutelare. •opera citata. pajr. * Detiteronomio. TV. altrettanti sarebbero protettori. — Tom* III. le i genti sono settanta. nelle edizioni integre del 2iJi*. a ogni angelo tocc6 una gente e a Dio il popolo ebreo \ Daniel. 7 Aettt OrUnlmlitt**. genio protettore della Persia chiama Dobiel del quale e facile vedere 1' origine nella secondii clie fiera . dove il teste « stabili i confini dei popoli secondo il ebraico ha mimero dei figli d'Isi'ael.

il secondo neve. <I0'': vedi il commento dell* Isaacita.96 SECTION SEMITIQUE [42] una terza tradizione^ Michael e Gabriel sarebbero ambedue i custodi d'Israele. Est^-r Rnlibh.^^ si un altro tu^^ della coUera. vedi il commento 118''. Ta'anith. 118\ Xiddh. Perche. '^ Fra gli atigeli poi. al quale e jam chiamato Rahah in torn o notai*si una non piccola contradizione. Jomh. sebbeiie si dica altrove che hanno natnva contraria. " *^ '* Bere»hith Rabbh. 1(!''." Finalmente telari. imo della concupiscenza. II genio del mare. 118*). rammentiamo prima Sar skel come da principe e governatore del mondo ^. Jallait Shim'oni. 'Arachin. mentre e chiarissimo nel Talmud che Gabriel e fuoco. 21". . dell' Isaacita. * genio dei Sat) hedrin 94:^. essendo il daDO. 86. Genesi 18. Pemhim. Altri geni piu particolari sono Ridja per Tirrigazione ' Jorkamt per la grandine " ®. Laila per i con- cepimenti umani. E il anche in questo punto e da uotarsi un citato passo del Jalkut. secondo fuoco sarebbe il Michael. 15» 74**. il disaccordo. . 25*. ® Le due leggende per6 provengono da due della terra. 12. Pesahim. * * ' * Baba Bathra. ' Bamidbar JRabbh. {Peaahim.'^ in un altro luogo lo vediamo ricomparire nel il passaggio degli Ebrei a traverse Mar Rosso. mentre in un luogo del Talmud si fa che quest o principe del mare sia annichilato da Dio fine dalla creazione del mondo. ** Berachoth. perche. 10. ammettono due geni che Joma accompagnano sempre ogni uomo 77*.^ Seoondo poi prinio fuoco. * Shemoth Babbh. il che presiedono a diversi gia nominato Metatron offici. I. diversi dottori. . e lo * § 132.

Egli o detto Sammael* o che significa veleno di IHo^ il come altri piu potente veleno . gli malvagio tentatore. * ' Ibidem. * ' Ibidem. Berachoth. *. lllV'. Secondo un' di in opinione quenti due geni sarebbero I'altro cattivo. 16*. Soth. \^ la benedicono quaiido altra festa i* 68- k servata al a dovere '. si certo . I'liiia bene. T uno bnono e riconoscore la E e facile personificazioiie delle tendenze deiraiiirao timano. il Satan Egli e e divenuto proprio genio del male : 6 lui Tautore di tutto qnanto il di cattivo avviene nel mondo. * Itnbh Jlathrh. ^ ' avversario Sliabbath. * Shemoffi Unbhii.I ogiii sera di sabato. fe dopo peccato d'Adamo. * ma come quella degli angeli benetici fe poi niolto ampliata. 18. . I'altra al male^ XI I Air esisteiiza degli angeli e dei geni benefioi »i riconnette quella dei demoni e dei geni nialefioi.[43] DAVID CA8TEU. e sotto quests nome 1' nemico dei buoni angeli Gabriel" e Michael". per cui tutto quanto di uomini opeiimo Egli (• male. An- ohe qiiesta credenza ria la sua lia nel Satan di e Job e di Zacha- prima origine. 10'*. I'operano per sua istigazione. (>1«. punizione a cui tutti il uomini sono sottointerpreta. I'angelo della morte la considerata nella teologia gli come posti.mclie nel serpente tentatore del paradiso terrestre. ^ natura queftti divei-Ha.

A questi angeli cattivi le credenze talmudiche agaltri giungono esseri intermedl Jitthin. . 11. vedi ivi cominento dell' Isaacita. mentati. creduti j esistere pi\a . il Jomh. nella teologia eristiana. sono an- decaduti dal loro primitivo di i ? Tacetidosi affatto nel hione. questa. ^ * ' Chethuboth. ^ Perin che presso gra. E tenuti gli non per un corrompimento di anche i due demoni 'Azzh e 'Azzael. s^ll.' esistenza di dei angeli mal^fipi si vede (78. Sono detti * spiriti. e Debarim Babba. 67*.n Eabbini questi . cbe sono spiriti che ebbero commercio con le figlie di cui si parla deir ubmo nel Genesi (6. secondo rabbini. fra i demoni e gli uomini. § 44.' 6 Talmud questa seconda oj)ii da tenersi che. Un cenn o .2) di loro sono rapdi- presentati. * Shemoth Babbh. anche in uno piu recenti ^almi aja- ma nell' aRgelogia rabbinica sono molto^ daiinosi. Jalkut Shim'onL Q«nesi. 21. Satan e suoi sottoposti siano immaginati cattivi e nialefici per loro originale natura. 49) . * Un Midrasli posteriore fossero il vuble al contrario origine che ^ Shamazai e 'Azael in angeli buonr e decaduti solo dopo peccato c6n ' ' le figlie dell' liotno. numerp^ . come gia malvagi il natura e non venuti tali dopo peccato. essi cattivi bene e malvagi fino dalla splendore loro origine.100 SECTION SlfcMITIQUE ^ [44] d'Israel e tenuto i il principe di tutti sofxo i demoni. 104«. potenti Shedin. bald^ . c. geli ribelli e o. Sono cliiamati angeli la MalacM hah- e sotto guida e il coraando del loro capo definisce portano nel mondo ogni Sono come specie di guai. . dan- Shemoth liabhh Hhabbath 65^ 1. si Nella teologia talmudica per6 non la loro natura.

Oi'a si questi esseri e spiegata .' ora si dice che nacquero dal connubio di spirito Adamo oon un malefico femminile detto Lilit. Pennhim Jrubin. Haghigi\ 16*. 18''. Ma la loro maligna indole ha nel medesimo tempo qualche cosa di iimoristico. e al diabolic© aggiungono il coraioo. quindi rorigine di uno dei loro nomi test^ aocennati. percli^ creati fii nel crepuscolo del sesto giorno e non oi tempo di oompirli che incominci6 intanto la sera del sabato. }>drch^ si tiene che la loro inaleficenza di notte. volano da un estremo alTaliro del mondo. e in tre cose agli din sono uomini. H". 34. e conoscono I'avvenire. 14) Inoglii incolti e deserti. L'ongine niodo. 6. Come gli angeli • Aboth. 37 di i. si riproducono e muoiono. come gli * uomini mangiano e bevono." che vediam6 gia nella Bibbia (fsaia. le religiose. C^uesti come cattivo genio dei esseri recano agli uomini piii generi di danni. Sono in numero grandissimo. ad ascoltare producono agli ^ prediche e le conferenze loro attrito altri uditori col stancliezza alle ginocchia. ne rimarrebbe atterrit«i. 7. • • • Berachoth. sioch^ se alcuno Si affollaiio li potesse vedere. . 17. tremito alle gambe.[45] DAVID OASTEJJJ Mazzikin. e 101 iiGg^iatori nofturni si LUin. e oon- sunio degli abiti. r>4*: Berethith Rabbik. in doppio dice che rimasero imperfetti . 5. estrinseclii principalmento loro antecedente Ed anche qiiesti lianDo il biblico nei SItedim del Deuteronoinio (32. La loro natura e cosi definita: in tre cose gli Shesimili agli angeli. e di dei pill recenti uno Salmi '106. hanno ale.

Cabbala L'angelo che piu spesso degli 'ijjunith. danneggiatore dalla radice Shamad con I'alef prostetica e la il desinenza nominale. Cosi cismo teorico a quelle pratico. Di questo malefico genio si favoleggia die cacciasse Salomoiie per un * oerto tempo dal trono e in persona di lui regnasse. altri si dice trovarsi ^ in relazione con 110'. Opera Ufher die Manatsnamen emiger aUen Volker. 72 e seg. pag. come piu tardi la distinse Cabbala del pensiero. Si rammenta un Shed per nome Josef. Berachoth 3* : Chethuboth 106** : Sanhedrin 98. . I GhMin. Babh Bathra « 134'. che era in relae diceva loro zione con liberarsi Rab Josef e Rab Pappa.J02 II SECTION S^MITIQUE [46] capo di quest! geui inleriori e detto Ashmadai^ che ^ I'Asmodaeus di Tobia (3. 8). pag. Talvolta poi tori e questi Shedin si mostravano ai dot- con loro parlavano. dando ancora buoni consigli. Succhh 128° Ibidem. II Benfey ^ e Kohut^ vogliono invece vederci VEshma-deva persiano. 2(>1. da quella deH'azione. I'intendere il come da certe cose credute ^ di pericolo a cagione ^ degli altri Shedin. Cabbala ma^asith. i dottori e Elia. Come spiriti si poteva entrare in relazione con questi inleriori. Pesahim. 68. cosi si credeva che non fosse negato merito e di piu santa vita co' ai dottori di piu alto municare con gli angeli. E loro linguaggio e annoverato fra i piu alti gradi della scienza. 10". il demone della concupiscenza. E ci6 si spiega fa- Pemhim. . e per loro si mezzo predire passa dal mistisi I'avvenire e operare miracoli. Questa parola forse significa distruttore. citata.

anche I'angelo della niorte talvolta e. Ma^j^hvl. dei si ^ Si discut^ quindi *nel Talmud se gli spiriti morti sanno o no oi6 che talvolta cono* avviene nel mondo.f«rj DAVID CASTELU si KM cilmente se nonio. ai demoni. dimenticafido la ' Miia maligna natura. del quale tauto parla e t*a scrive ai giorni nostri. oonsidera die queeti in origine fu un prima di essere assuiito alia facile clie natura angelica. 5fi. * dairaltro »e dimodoche e ne ammette come }M>9sibile 1' etiicacia rimasta celebre la negromantessa di 'En-Dor come evo. * Levitico 20. e quiiidi 6 pill Ma 6 Htrano che altri uomini comunioaMe.6. cio^ che piti con j^li angeli e certo i i degni di loro avessero un angelo rivelatore.almud 1' bnisce di in alcuni in casi di poter conosoere avvenire e comunicarlo qualche modo agli uomini. tanto piii che nella Bibbia se da un lato si proibisce la negromanzia. agli Shedin gli si riconnetUino attri- spiriti dei morti. anche ai quali il T. Beraehoth. e parte del piii culto dei morti. Sarebbe strano che non si trovasse nel Talmud. catrice dell'ombra di Samuel.7-25. 51*. Agli angeli. che h certo una delle torme anti- che della religione popolare. DetUerononno 18. si Lo si Spi- ritismo insomma. Questo connmic. 18'': Satihedrin. 1" » * Samuel 38. ma ammette che scono I'avvenire e * lo comunicano agli uomini. e antioo negli uomini. con contabulasse con loro. Si sta- lierachoth.ire un antecedente talmudico di qnello che poi ammisero CabbaliKti. che insegnasse i pifi arcani misteri delle teosofiche dottrine. e anclie Tavvenire. desse anche buoni connigli. e in genere cose segjete e agli altri uomini ignote. .11.

Sanhedrin. Questi sono: rebbero o no. forza vitale.* Solo si parla di un 'anima di piu che gli Ebrei avrebbero nel Sabato ^ [Neihamd. . e primo punto non deve indurre trova nel Midrash ^ la metempsicosi. che un'anima sovr'altra in noi s'accenda ». Hajja vivente.. Purgatorio^ IV. * * Shahhath. 5 e seg. che esisteneiruomo a seconda dei suoi meriti. 4. Beeh. e contro quelle error che crede. e si dice che staniio sotto il di comando silenzio. nomi Neshamh anima. Jehida unica. come Dio ^ e unico nel« rUniverso. diletto. In altro luogo poi dice che. che corrispondono alle si cinque anime dei cabbalisti: perch^ in questo passo dice che V anima h unica significare si e i con i cinque nomi si vogliono soltanto suoi diversi attributi. 126'*. 27^. come un sentimento di religioso che i pii provano nel giorno consacrato al Signore. 14. Intorno il al si in errore cenno che dei cinque dell'anima Nefesh.104 SECTION S^MITIQUE [48] bilisoe i che Iianno una diversa sorte secondo le colpe o meriti della loro vita. ^ che significa nome conveniente a chi presiede ai morti. un genio chiamato Dumd. come dice il Poeta. Ta'anUh. E questo. ' Divina Commedia. 16». Ruah spirito. 94». Bereshith Rabbh. cosi I'anima e unica nel corpo. ma probabilmente ci6 deve intendersi in significato allegorico. il Talmud accorda con la Cabbala nei due punti che que- sta ha di diverse dalle la pluralita delle comuni credenze. Ma na non clie del resto iiella dottrina intorno all'anima uma- bisogna ammettere di natura diversa dal corpo si mortale. » * Vaikra Eahbh. dacche si parla di spiriti di morti. jeterh) . anime di diverso grade.

Tanto piu che non Di piii e certo que- sta la parte piu peri col osa delle dottrine cabbalistiche da dovere tenerla segreta. che non vi e ragione per supporre che solo con questo indiretto ed oscuro ac- cenno avessero alluso alia dottrina della trasmigrazione. 144: Jebamoth. I'identita fra Elia e e da dubitarsi se Pinehas e verament^ un* opinione ' Jiosh-/iashshanh. corpo amano. Questa identita persona IVa due uomini suti a distaiiza bile. tiS". rameiite preesistenza dell'anime * ma ohe non si . ' Nel Talmud . altro che trasnii^rino da uno in di- verse corpo. «2*. attribuisce a Rabbi Shim'on ben Lakish lo stesso di di C. * Abodhsarh^h^- mUk. almeno di quattro secoli non fe spiega* dicono i Cabbalisti. ' Jalkut Shim'<m\. alcuni Cabbalisti hanno voluto nell' tro- vare un accenno alia metempsicosi si opinione che (3" sec. se vi avessero creduto. vedi il ma il Nei passi talmadici la parok rp3 non rigwifi luogo dove lo anime preeeiatonti son depoaiteti^: m commento dell' Isaacita. Nameri 35. Sifre. se gli antichi dottori non avessero ammesso i la trasmigrazione delle anime. e in tante forme. Nonostante. Ma al- h tanto ci6 che Talmudisti hanno detto intomo ranimn. !»•: Vaikrh Rabbd. m* Bempre si tratta del huo dipartirsi dojKj la morte del corpo. 15.[49] DAMD hi CASTIiL14 106 in altri ourpi in Delia trasmi^azione delle anime tiitta talmudica non hi paria mai. o in uii luogo di pena temporanea o etema. 11. si animette chiatutti nanno deve contbndere quest' opinione con quella della metempsicosi perche altro e che le anime preela.) die Elia profeta era ^ die il sacerdote Pivis- nehas. sistano ai corpi. Ki^ e seg. . o letteratura in luogo di beiititiidine. II.

Dimodoche. [50] di Sliim'on oppure gli fu erroneamente vuolsi piu tardi attribuita. ^ Rab diceva che * Menohoth. Ma tutto ci6 ha i suoi antecedenti nel Talmud. sia per si il significato esegetico clie ad esse attribuisce. a per loro pot ere miracoloso e creativo.106 SECTION S^MITIQUE ben Lakisb. Piuttosto e da mettersi si tra questi ci6 die nel Talmud e nei Midrashim si dice piu volte intorno alle il letter e dell' alfabeto. Ripetu- tamente poi di questo soggetto si discorre nello Zohar e nei Tikkunim. . La diversa combinazione delle lettere e detta Zi- ruj\ e si crede che mediante questa il mondo sia state creato. dell' Un appo- Midrash suUe lettere il alfabeto e quello cono- sciuto sotto nome di Othijoth de Rabhl 'Akibd.. combinazione delle su di quanta parte la diversa lettere abbia nel libro Jezirh. non sembra questo sufficiente indizio per porre tra gli antecedenti talmiidici della Cabbala anche la credenza nella metempsicosi. 20''. pretesa identita tra le oi due indicate persone. i e come essa si estendano anche sito piu antichi commentatori. Xll. spieghisi come questa. Questa supersti- zione trov<S poi ampio svulgimento anche nel primissimo formarsi della Cabbala alcuni secoli prima che ordinatamente costituita Si sa in fosse compiuto sistema. e si possano operare miracoli. Dio avrebbe creato tutti i mondi con la forza delle prime due lettere del tetragramma.

figlio di il Jose il Galileo si annuvera valore iiumerico delle lettere considerate oome citre aritmetiche. un folklore. » 'Irubin. o almeno esseri animati. e dar loro uii per certo tempo. di si nel della ofz^ni Legge pu6 limite del* E oltrepansando r imniaginativa. sapeva' fvimbi- nare le lettere con le qnali tu create rUn ciii verso. .i (61] DAVID CA6TELLI il lOT Bezalel.Soth. memote e vita diante la combinazione delle lettere. il ' Snnhedrin. Nel Talmud restavano cenni inolati e di che Ibrmavano soltanto una specie mitologia popolare. porzioTii Nella Cabbala presero poi pro- troppo superstiziose o troppo tuneste alia buoreligione. 13*. liberarsi. Dell' uno e compongono per tormarne altre dellaltro metodo di esegesi. percbe la deficienza o lettera '^ r Hj^giunta rovinare il una mondo. 55». na ed elevata parte della dei mezzi di Rispetto poi al significato delle lettere come uno fra esegesi della Scrittm-a. che di pro> usare molta diligeiiza nel libro della Bibbia. e la scomposizione di una o piu pa- role nelle lettere che le parole. dalle quali la Diente umana assetata del maraviglioso non ha mai potuto intiora- mente liigaci. . oono- * Brrac/iOt/i. iM)^: vedi comiueoto dell' iMtaeiU. libri di Rabbi Meir. * e in ci6 consisteva \o spirito di sapienza di Dio Paveva dotato. creiire dei mondi. potrebbero. Habbi trascrivere Islima'el avvertiva fesHione era i amanuense. costruttore del tabernacolo. perfettissirai esenti ammette che se vi fossero ^usti da ogni peccato. 20. ' Aberrazioni queste. nella Baraita di Rabbi quelli Eliezei.

rosi Talmud Midrasliim foruiscono numele lefctere dell'ali esempi ^ Come pure di disporre fabeto in ordine diverse dal consueto e variare degli oggetti e delle lettere proprie quelle nomi persone. 8" . nome di di Eliezer servo di Abramo da lettere considerate 318. ' 318 uomini. come cifre aritmetiche. ' Berachoth . 32' .108 soiuti SECTION SEMITIQUE dai [52] Talmudisfci il sotto e i il nonie di Ghsmatrjh q Notarikon. Shabhath . Jomh . \0^ . le pro- ma con le corrispondenti. secondo nessuno sapeva leggere. MachchoU 23'' e molti altri luoghi. prendendo invece delle corrispondenti nella di versa di- sposizione alfabetica. e a fame conoscere nelle sue . prendendo ralfa' beto alia rovescia e incominciando dall'ultima lettera. sostitu- zione di lettere e la bre Men^ mene teJcel Esempio finalmente di spiegazione che dava Rab al celelui. Un nel esempio di ognuno 1' di questi tre mezzi inter- pretativi varra a meglio chiarirli. con quali Abramo iden- i re conquistatori della si pentapoli pale- Questa chiama Ghematrja che alcuni tificano al greco yQajUjuarela. che. Questi metodi falsi d'interpretazione.rim. Esempio grano tdgliato del Notarikon (voraQimv) sarebbe la spie- gazione della parola biblica Charmel che significa orzo o fresco. 1 . altri a ysco/usTQla. iTp^'^t^ la somma E cosi significa die egli solo rapprei senta la schiera di assail e vinse stinese. Bereshith Rabba. che renderebr bero la Bibbia poco meglio che un sistema di logogrifi. senso tagliato tenero. scomposta nei suoi elementi Rack e Mel e il leggendo invece Mai per trovarci quando ^ tenero. 43. vfarsin di Daniel. perche scritto non con prie lettere. 20* . » Ntdo. medesimo tempo II irragionevole stranezza.

i loro antecedenti. quanto A quelli perche non ammettiaiuo I'antichita delle loro dottrine. non ^ da credersi potessero che gli scrittori ne sospettaie quale sistenia di tantastici errori vi avreb- bero sopra edificato. obe avevano bisogno per trovare nella Scrittura tutte ne le aberrazioni della loro fantasia. quando titi riesce a scontentare 1' uno e I'altro dei par- estremi guidati sempre da passioni e da preconoetti. se nella Bibbia e nel Talmud quella ne di questo alcuni antecedenti della di Cabbala. il h (juesta per noi la prova di aver colto vero. o alsfe meno di averlo senz'altra preoccupazione per stesso ricercato. Fireme. David Cast£LU . come le piu grandi e piu utili scoperte della scienza non sono state tatte d'un tratto ban no i loro antecedenti che per la vent4 della giova rintracciare e scoprire. Sospettiamo noi per6 di riuscire con questo nostro scritto spiacenti tanto agli ainici della ai suoi avversarl. cosi avvieDe ancbe degli error! in cui la mente umana costriiiti e c^uta. a questi perche abbiamo tentato di mostrare che hanno qualche antico antecedente. Ma si in tutte le questioni che toccano la religione. Ago$to 1899. Prima^ ohe fossero an che questi ed elevati a sisteuia colpe- avevano trarre. Cabbala. che non sono per6 altri si voli delle ftineste consegiienze che poi ne vollero trovano E cosi. Ma Bolo e fitoria e un t'atto che.[681 DAVID CA8TELLI 100 iiirono portati a^li iiltimi eccessi dai Cabbalisti.

.

("onti Rossini. ' Di queste tre e di gran lunfi:a. la quale offre alcune particolarit^ di non sono stuggite la al dotto editore di essa. Paris 189r». Claudio la - e di MinAs. . Acc««l. Pereira. piu estesa quella del stile Re clie Claudio. (R. car plusieui*s mots sembleiit avoir 6t6 . sont des formules arabes>. dti I«inoM.'i6») La grande quelle di storia fe del Re Malak Sagad di o San^a Dengel (1563-1696) preceduta. * Chnmiqne de GaldirdPirott i< 'laudhin > Hot d'tkhtitpt* Uji* rikmf piai traduit ecc. da ^ Lebna Dfengel. les empruntes a cette langue.* ' Coati Rossini. il « La re- daction de cette chroiiique. paix soit sin* expressions : que la lui . Ilintoria dr Mina». Couxeluian. Lisboua. le Dieu glorieux ot tr^s haut. Di aicune retenti puhhtieasiomt »mi- VEtinpifi {Orifvf. (dice Conzelman) parntt d6noter chez son autenr une certaine connaissance de la langue arabe. Cf. IWfti. Rendic.. Vin.. siccome e noto. par \V.LA CRONACA 1)1 GALAWDlWOS 1)1 CLAUDIO RE ABISSINIA (1640-l. Settembre 1894). U) *. ' * E. Storia <li fjehna Dengfl.. p. e nodi minatamente mescolanza parole arabe.

lama yetbaraku en demandant k Dieu lui glorieux et tr6s liaut de b^nir tout le peuple clir^tien de r^lever (au dessus des autres) et d'^loigner de la dure oppression '. Ad ogni modo porr6 qui appresso alcuni passi della cronaca che mi sembrano aver maggioi- peso per la questione. al-hebnl ' gli abissini '. wayetla' 'alu wayekld' 'emnehomu. bagize zayessanatr wasene baegziahelier 'Dieu ast le maitre de I'opportunite \ Questa frase divien piu di : chiara se si suppone traduzione inesatta vs^iJI j 12 11 . La frase jL^j^ ^j^*^ © tutta pro- . sono dovute 1' al- influenza generale dell'arabo sul ge'ez. e non a causa diretta e speciale. si bene per esser tradotta subito in la Per il grande affinita fra il ge'ez e 1' arabo e per maggior parte della letteratura ge'ez ^ tradotta dall' arabo.. sia almeiio dott^ iair arabol Voglio dire tori ' in parte. leggendo attentamente questa storia sembra essa.. 6 il significato e le vai'ianti dei codici lo con- 7_is... trovare in non solo delle parole arabe iiiserite ma tutto i€li6' uno stile spesso diyerso da quello di simili -f^stf.. liaM'atto nascei-6 riel niio animo il dubbio che questa croiiaca.112 SECTION SlfcMITIQUE f2] Ma qua e 14. 5 10. tra- cjiiesto chfe I'aiitore la stese dapprima piii in lingua araba. e molte frasi che fatto che la potrebbero credersi di origine arabica. tamiliare. che gli era per av- ventura arabo.. questa parola par semplicemente trascritta perche non se ne inten- deva bene fermano. 6 10 . ma non gia per pubblicarla in ge'ez. non e certo facile trovare indizt affatto sicuri di quanto ho sospettat-o. ''enza yese'elo la^egzi'abeher.

Probabilmente di ' ""arabfivi h qui nel sense sia occidentale ' ma non e impossibile che nato da equivoco fra ^^^^O^ e ^ si **3I 34 di 1 (J.. 12) alludendoei il alia mitezza di Claudio..... Questo dovrebbe intendersi: 'qui dobbiamo dire un poco 'embezehta weddosohn delle molte sue lodi. Ill. lamarf'ihi t/(l'qohfln'U 'en/a tanad/ai trasAkua- yat ivesta gadcim ^arabntri... [3] lONAZIO GUIDI 113 pria del nome di Dio. suppone traduij\ mentre sarobbe regolare se il kama si zione di ^^-i^. affinclie torniamo ovv. vale C9itgri» du X//"" dM Ofitmt^iM*: — Tome III. ma di deserto e peco- relle occidentali (ci'. 'i)yi 36 lia »j. II senso non corre bene. Sospetto che : testo ge'ez Hia traduzione di S^^ ^\ (fi^ . lazdni mase*a (lab^hu *emmar'it br^'bis Jacobites \l cliercha aussi \e» et qui avaient ^tA bless^es qui en-aient dans le ddsert quant aux brebis arabes qui vinrent se r^tiiQui naturalmente non si. MmUnat maslem sembra un essere trascrizione Ji^m.. Comm.. Ludolf.... e solo per errore Marebbe qui il riferita al popolo di Abissinia.'. ' \irabfln'i.. ^1 JUhJ 31 u 8 . 'agabbaratana J'aqnd luima nenbeb kama netmayat haba z^netco. us6 poi clenienza verso coloro che non appartenevano. premuroso di rioon1' diuTe alia fede alessandrina coloro che avevano abvi bandonata. II neirdya spie^a bene sol con come notato il Conzelman..^ Jco4>^4 creduto torse altro nome di ZibHi. parla gier aupres de lui arabe — ' di deserto o di pecorelle arabe. quale. confondendo V (fi^ tinale ^^E^) col semplice Act0* ^n- per designare un limite di tempo.. Ixizeyani 36 iiestita 14 .. • . : in mode da tornare) ad annunziare..

II sehesiyas .mJ . 42 e Juwu .114 SECTION SEMITIQUE clie [4] a dire prima di tornare al racconto. haymnnot rete'et zatafannawat Htyopya il "ewbcs- kenderya la frase non sembra corretta.wr Un esame attento e minuzioso mostrerebbe. tanabbala 44 11 . V ^- . cioe gli annali ufficiali del regDO. altre tracce di un'origine araba di questo testo.^hafa hoht negumici forse : il libro della real corte. posizione non parra troppo strana. 63 10. fedlatat 'Ji)^h che non esiste in . -^<^LJ\.^JUi (fdi\ (jlf "^^ 64 10 . 'askar sembra parola introdotta per con. fallahin QV^^^ > gia notato dal Con- 77 ftisione 5 . si pongono le lodi di Claudio. 49 cliiaro. ge'ez. io credo. potrebbe derivare da ^Llawj Anastasio ('491-618) che qui ji^Mfcj conviene benissimo. 11). (i . 15 . E il d' altra parte pensando al fatto die appunto sotto regno di Claudio una vita di Takla Haymanot fu scritta in arabo e poi tradotta in etiopico. forse tafan- nava cioe : e traduzione errata di o^Jiail contuse con oJui • 'Jo^!yjSimV\ ^^ Am^< miLL. II Conzelman vm : « pour montrer son ^mdition. lelnasara e f^j^uAiJ^ come 59 12. con 1^. I'auteur ne se contente pas seulement d'expri- I . la mia supscrive a p. ma. e certo trascrizione di 76 zelman. 68 17 . mnnay "engelgdliu che non da un senso avere confiiso ym>%^ con potrebbe nascere dall' 'iym\A^ nel testo arabo.

ecc. di quando tu scritta la stoiia Claudio. per quanto so. potrebbe dare la ^piegazione di alcuni strani iiomi die occorrono nella cronaca sifariyon. come taanim. sia di Claudio. le ^abro- Potrebbe anclie supporsi die EmbAqom difficolta r autore della Cronaca.(oj IGXAZIO GUIDI d'apres le 116 raer les dates calcndrier ^thiopen. par la position du dans les signes du zodiaque Riflettendo a questa particolarita del nostro testo. pensiero corre natui ralmente ad un libro dal quale dotti cristiani trae- vano uotizie e osservazioni cronologiche. Ignazio GuiDi. cioe I'AbnSftk^r. alcun esemplare. et les calendriers met so- eucore a contribution tons connus des Abyssins et leil les determine meme » il . si ma riconosco die oppongono a questa congettura. Forse hi paite storica deirAbn-SAk^'ir. della quale opera non abbianu) in Italia. opera die tu tradotta in ge'ez press'a puco da Embaqom. .

.

in syrischen Sprache das was wir der vom Standpunkte Weltgescliichte der mittelalterlichen VVissenschaft. eine Arbeit. von dem er eine Abschritt erworben hat. eines — die verlorene Schrilt unbekannten griechischen Apologeten. des siebenten Jahrhunderts in oder bei Nisibis. vert'asst gegen Ende fUllt. Es ist dies das K^Jhnbhd dMresch melU dM thascJCltha dM'rUvia dhA- zabnn des lochannnn bar Penhijp.EINE SYRISCHE WELTGESCHICHTE DES SIEBENTEN YAHRHUNDERTS Der vortragende macht erstmals mit einem bisher verschollenen nestorianischen Geschichtswerke bekannt. Nachdem mit einer Vor- tragende eine Inhaltsangabe der 15 Biicher des Werkes gegeben schliesst Quelleii. vielleicht . aus nennen liat. kOnnten. er fluchtigen Neben der Bibel. die als Gescbichtsquelle nicht ins Gewiclit ist als aber von Interesse fluch altester zii uns erhaltener Verschreiben. dem Jiidisclien Krieg " des Flavins Josephus und einem chronograph ischen Compendium komnien unter diesen Skizzieriing ^' seiner vor allem zwei in Betracht.

Baumstark Privatdocent an den UniversiMt Heidelberg -^:'^^f''is%7^<S:ff9it^^ % . a.118 SECTION SEMITIQUE (?) [2] des Qnadratus nnd ein exegetisches AVerk im Geiste ziir des Theodorus von Mops\iestia{?) Als weitere Quelle kenntnis antiochenischer Schrifterklarung vor allem Miir^e denn audi die neue syrische Uni versa Igeschichte ein eingehenderes Studinm verdienen. Dr.

NOTE ON' THK EVANGELIARIIJM IIIEROSOLYMITANUM YATICANUM AND TMK onir. with trifling exceptions. The Criticism recent discoveries of documents in tlie Pale- stinian Syriac dialect. (N". E. which helps to identify some of the places mentioned. the only source which gives us any information as to where the surviving MSS jmper were written. . They niscalchi-Erizzo. ori^i^in of this curious by-way ot Christian The colophons of the Vatican Lectionary [Evangeliarium Hierosolymitanum Vaticanum) remain. to or where the Communities that used the dialect were situated. Assefull Catalogue) has been published in by Mi- by Lagarde. have been so often printed that sary to give it will not be necesfor them liere in full: it vnW be enough our purpose to state their contents. liave thrown little light upon the literature. valuable as they are for Biblical and tor Philology. The Vatican Lectionary niani's XIX in S.lN OF THK PALKSTINIAN SYIUAC LITEUVTI HK. The main object ot this is bring forward some hitherto unnoticed evidence. At the end three notes in Car^huni. and lately again by M'* Lewis.

S. SECTION SEMITIQUE [2] The first note tells us that the Lectionary was written in 1029 AD by the priest Elias of 'Abud in the monastery of Amba Musa in the city of Antioch in the district of the II. 'Abtid occurs again in other Palestinian Syriac documents one of M""^ Lewis's Lection aries from Sinai was written by an 'Abudl. nasteries of the Star ol^ ij^^ L-JUi^ j*u-i*<Ji)^) Thus the two places with which the MS is connected are 'Abud and Antioch.120 I. Probably it was the occasion of the sale of the booty brought from Palestine by Sultan Bibars. Elias in the convent of the Star. who is recorded to have bought sevei-al books at Minyat Zifta near Cairo.j^U in Yaqut III 583) half-way between Jafi*a and it Caesarea. E. The third note records the donation of certo the convent of the Star tain fields in *Abud through the instrumentality of the who now describes himself as " the priest Amba Elias who presides over the convent of St. i 379. III. was descended : from a native of 'Abud. ' CBM . Elias known as the mosame Elias. In the second note the Musa states same Elias of Amba that he 'has brought this book and others from Antioch of the Arabs (v r*^l iu^Lil) as a perpetual gift to the sanctuaiy of St. and is said still to contain some ancient An- Christian churches. ^ It is a large village (spelt . As- Wright. and Surur the deacon. The tioch real diflaculty lies in the identification of and the meaning of the word ed-Dqus. Dqus ^ytyidiS Ju^U).

In fact. e. MS. Laura (Proo. Elias on the Black excellence^ Mountain (Turd ^Ukkdmd). BURKITT unfortunate 131 semani tliat it 18 responsible for the conjecture was a corruption of mXaI^. This in name is found again B. near Antioch par the Antioch of Syria. Nov. The Syriac word here translated Cloister is »hfQqa^ correspondi. Elias but in the ordinary Edessene Syriac. Add. C. In a colophon at the end of this book we read that Cloister * it was copied certfiin priest in the Convent or of Mar Elia on the Black Mountain by Jo- hanan Duqsdya for a from the town of Duqsa. 14489. 1896). and is " Jerusalem Syriac But a scribe's blunder in the familiar Arabic name of Jerusalem point of view.(8] F. The identity of this name is with that called edobvious: they are in Dqus * in the Arabic colophon ing to the Arabic. and succeeding '* scholars have accordingly sought for this " Antioch in tlie neighbourliood of Jerusalem. moreover thois roughly Orthodox Kalendar that of the place Greeks communion with Constantinople. It its in is tury at a convent of St. But Antioch of Syria strange is Antioch of ed-lJqus. anllth other Melkite Lectionary of the century. the llth cen- Let us look at the matter from a more general The MS " : was written Elias. of Cambridge Philological So19. in this viz way the question admits of but one the great Convent of St. What satisfies these conditions ? Put answer. " in wholly improbable. also written at the Convent of St. . ciety.M. Asseniani's conjecture is the sole reason of the name Evangeliarifim ** Hierosolymitanum for the for the dialect.

not Hiefalls to rosolymitanum: in fact. Antioch was the Greeks in the captured from the Mahommedans by year 969 " it AD. then. is 91 ? What then.122 SECTION SEMITIQUE [4] fact tlie same name in forms adapted to Syriac and Arabic respectively. but the exact date depends on palaeographical evidence alone. In any case the Vatican : Lectionaiy is an Evangeliarium Aniiochianum. we may ask. pp. . ^ may I To this period belong the palimpsests from the Cairo- See especially the Note on •* Palestinian Handwriting " by (rwilliam and Stenning in Anecdotn Oxoniensia [Relics the Pal. me that they Dux. Syrinc ' I *"' of Literature. Politically was governed by a Dux^ while its ecclesiastical organisation was cared for by the appointment of an Orthodox Patriarch and by the foundation of these very monasteries of which we have been speaking. which to judge from th surviving documents had two flourishing periods. first Th be placed about the 7th century. It appears to are mere transliterations of dov^^ i. Antioch of the Dux must be that part of the district which was governed by the Greeks Antioch of the Arabs would then be the part still under the Mahommedan dominion. the origin and signiIt is ficance of the Palestinian Syriac literature a literature wholly ecclesiastical. 1896]. Oxford. Or the terms may refer to the Greek quarters of the city itself. It onh' remains. and ' it became from that time the centre of Orthodox influence in the lands of Islam. to give an explanation how to the words Duqsa and ed^Dqns come e. 102-10r>. the whole connexion of Palesti-^ nian Syiiac literature the ground. be used in connexion with Antioch.

To all this period belong the three Gospel Lectionaries. MS from which were taken the leaves trans- in M" Lewis's 54).. These were brouglit by TiBcliendorf from the EaHt: there can be little doubt that they also came from the (invent of St. Catalogue of Syriac MSS . BURKITT Sinai.on Mount Sinai. -' M" Ben- The other period from which "Palestinian Syriac'* is MSS the have come down to us the 11th century*. Petersburg trngnients published by Land.. London fragments but and cei*tain other trag- ments at Sinai. The great later period. Besides these there are two isolated document probably of a still later date which appear to have been written in Egypt. C. . a). p. {Appendix Both portions have been nsed uncial for books written in the language known as Georgian or Iberian. described by D' Rendel Harri» in M'' Lewis's Catalogue {Appendix I now feel confident that these belonged to the same MS from the evidence" of the colophons (c/.. 118. 64. 8 with Belie*.(6) F. col. distinction between the two periods is the appearance of the Greek Gospel Lectionaiy in the The three surviving Gospel fragments of the older period (Land's two codd. Similarly the Graeco-Arabic «'' MS of the Gospels called by Tischendorf belonged * to the MS 9i. one. Petropolitani and the isolated leaf in BM 14740) all formed part of MSS * Lind's Petropolitanus Junior has every appearance of having l^en part of the same cribed p. 12S and the St.' The cont/cnt^ of these Oeniza. ot* many the tragnients from earlier MSS are all biblical with the exception of the Homilies published partly by Land. Caterine on Mount Sinai.roniensia. of M" The greater irregularity of writing in the published photograph Bensly's HomiliM comes from the fact that the vellum of the is Sinai fragments no longer flat. partly by sly in Anecdota O. Land Fr.

but they are not Evangelistaria. Thus the little Palesti- nian Syriac literature included a continuous text of the Gospels. p. only one contained the four Gospels in order. The Gospel leaves are foil. . * For Heraclius see Dalman's Orammatik Jihiisrh PnUisfini- schen Aramdti«c7i. a place not far from the frontier bet- ween Judaea and Samaria. ^ Some measure of success no doubt attended these efforts. but it seems to have been but used in later times. It is MSS worthy of notice that these ancient of the continuous text of the Gospels agree more I closely with the Peshitta than the Lectionaries. This one consists of certain leaves of MSS BM 14664. 7. The onh* place where this literature of the seems to have been the ecclesiastical language people is 'Abud. 1. out of the six Gospel from the later period which have come down to us whole or in part. All this points to the age of Justinian and Heraclius and their determined efforts to extirpate Judaism and other ancient faiths from Christian territory. think it possible without drawing unduly upon the historical imagination to reconstruct the literary history of the dialect. Our oldest MSS are is not earlier than the 6th century. and there is a painful effort al- ways apparent to follow the Greek even in the spelling of Semitic names.J 24 SECTION &EM1TIQUE • |61 containing the complete continuous text Gospels : of the four they contain lectionarv notices. 8. that are to be carefully distin- guished from other leaves now bound up * with them whicli formed part of a lectionarv. their character strictly '^ Orthodox ". 32. In conclusion. The converts and their descendants needed Christian instruction ' in their 11-17. 3. On the other hand. (lpf< own tongue.

BUUKITT 125 and aocordingly the Bible or great parts of it) was tranHlated. Antioch was recaptured for Islam by Bibars the Mam- luk Sultan. tlie Lectionary. But there is little proof that the ancient fragments from the Cairo Geniza were Egyptian in origin : they ^ay very well have been bought by the Synagogue authorities for waste vellum at the sale of the booty from plundered monasteries. and the Convent of St. but the Vatican rules much ruder of grammar is one MS. Elias is was done. The : than that of the early are kept pointed. and off to tlie plunder of Palestine taken Egypt. Much paragraplis I of is what I have written in the concluding necessarily imaginative and hypothetical. The only literary centre of whose existence we are aware during liis early period is the great Convent founded by Justinian on Mount Sinai. in chiefly iiave wished to point out that dealing . even Tlie gi-eat catastrophe came in the 13th centur\*. as ed by the Liturg\' of the Nile prov- now in the British Museum. MSS. the monasteries on the Black Mountain were destroyed. In the lUtli and 11th centuries the success of tho Greeks at Antioch created another centre for the struggling Community.17] ¥. C. Elias near Antioch seems to have become for a considerable period tlie headquarters of what literary work style of writing at St. M" Lewis's Lectiouan' of the Old Testament and Praxapostolos may have belonged to the same comnumitv. The Palestinian Christians must even is- have established a kind of settlement there. together witli certain Homilies and other eocleBiastical works which have almost entirely perished.

but an earlier date is not required either by the general course of history or by the character of the surviving documents. C.^-- J .12U SECTION SEMITIQUE [8] with the Christian Palestinian Literature there is no need to postulate for it a high antiquity or any special connexion with the more ancient forms of Chri- stianity. BUEKITT. '-i<if>yjf^t:m»^^. We can trace its existence almost to the time of Justinian. F.

» THE NAME OF SAMOEL AND THE STEM SHA'AL ^F a^i Atler some introductory remarks upon the sigoificance of plays upon proper names so frequently it in- troduced in the narratives of the old Testament.28 and 2. sliown tliat in was the case of name the in connection witli Samuel the play upon that th« verb Sha'al was so fre- quent as to point to some special relationship between name and < the stem. I Sam.interpretation. Shaal in various forms is^used in the religions sense of asking number of illustrations were adduced and incidentally some of tlie passages adduced for an oracle.20 do not admit of a satisfactor}. . the ordinary meaning. noun formed from the stem is also used in this sense and the thesis was then advanced tliat tlie participle sh/i'el was one of the names But not only the verb. 1. the for priest in Hebrew as the ' asker ' of oracles. A large were discussed with a view to their further elucidation. Beside. while the proposed textual emendation too fails to re- move the diflficulties. The ordinary meaning of the tlie stem ask » does not solve problem involved and moreover by assuming this meaning alone. however.

20 we should read again the past participle instead of Sha-al and translate « devoted to Jahve » Similarly the past participle . 18. 128 SECTION SEMITIQUE Trace& of tliis [2] usage were pointed out in Deut. University of Pennsijlvania.28 is to be rendered « devoted to » In I Sam. D. attention was ' called to the Assyrian sha-i-lu which the perfect equivalent of He'. 1. 1. on of the names for priest It was then proposed to regard Hebrew^ sha-al in I Sam. e. i. given by Jahve and belonging to Jahve.. the element to the Assyrian shumu so frequent in Babylonian-Assyrian proper names and signifsing son': Shemti-el therefore means 'offspring ' of El ' — an appropriate name for one asked for ' from Jahve. have devoted him to Jalive Sam. so that Shemuel in colloquial parlance sounded as tliough it were Shewu-el and then by contraction Shuul. MoEEis Jasteow J.28 brew shd-el and is as a denomination of Shd-el « and to render. made him I a shO'e]. y . Therefore I have ». Prof. to the name itself. 2.3 and is in justification for assuming this use of the participle. Ph.11 and Micha 7. The play between Samuel and rests the stem sha-al upon assonance brought in about by the indefinite and vague pronunciation of the consequent ??i. Coming finally Shemu was compared 'offspring.

» . ' T. Les Arameens suivirent probableinent que seraient venus dans les les bassins meme la voie. 9 88. Paris. que les Grecs nomme- L'Ancien Testament. I. que nous avons posee il Nous ne le croyons pas. selon d'anciennes traditions. Enfin. C'est fit d'Arabie que semble etre partie la conquete qui de la Jiabvlonie une teiTe la semitique. c'est aussi d'Arabie de M^diterranee peuples qui se designaient euxet momes du nom de Kanaani rent Pli^niciens ». le coeur de la race semitique parut etre I'Arabie. tion de la question le document tbndamental des nous donne-t-il la solu? origines de la race d'lsraiil. AeU* du J//"" Conffris rfM On>N(a(i««t.DES PREMIERES ORIGINES M PEOPLE FISRAIL D'ou pris les Israelites sont-ils originaires? Ce pro- bleme. malgre les travaiix que les savants ont entre- pour le r^soudre. — Tora« III. Mais nous fournit quelques indices im- portants a recueillir. n'a point encore repu de reponse definitive. p. bien que J. la solution en ait ete indique par d' Israel :^ < Renan. 1877. dans son I'an 2000 avant liistoire du peuple Vers C.

n'y trouvent qu'une mention de I'arrivee des Israelites des plaines de Moab. » ( IDIN ''^"IS). XXVI. dans le migrations successives qui devaient conduire au . du renseignement qui nous est donn^ Deuter. Mais cette expres- sion peut etre prise dans dis deux sens fort difierents. mais il nous fournit le premier element de sa solution. La Bible hebraique. le D'apres la premiere interpreta- nom caracteristique d'Hebreu nous reporterait aux plus anciennes origines historiquement connues des migrations israelites d'apres la seconde. celui qui vient de la rive opposee ("135? ). Rien de concluant. de V autre c6te du Jleuve. ne nous donne pas la clef du probl^me enonc^. tion. Tan- uns y voient une allusion a la venue des Israelites d'au dela de I'Euphrate. nous devoiis ecarter resolument les couclusioDS que Ton peut tirer du nom meme d'Hebreu *"05? signifie. Entendue dans Tacception vague et generale qu'ello a le siege dans le con- texte. car les Israelites n'etaient pas a proprement parler des Arameens. comme Ton sait. par consequent. selon nous. elle indique lites simplement des tribus israe- avant leur etablissement en Egypte. Cette expression. : prise a la lettre. et parmi que les eux quelques uns des plus recents historiens d'Israel. 5 « Men pere etait un arameen nomade. les autres.. aux evenements qui presiderent a la premiere conquete da pays cananeen. sans remonter aux premieres origines de la nation isra^lite. ne saurait etre deduit du nom "IDi? II en est de meme. . ^1 fait Un beaucoup plus important a ete consign II dans I'Ancien Testament.. est inexacte. e 130 SECTION SEMITIQUE [2] Tout d'abord. note avec soin les le point de depart des Bene-Israel. puis en Pa- lestine.

. naquit Abraham. a proximity des regions limitrophes de I'Arabie. « * C'est de . XV. C.. ^ comme la ville babylonienne ou . en qu'est sorti » Abraham biblique. II r^sulte de ces faits « que » les premieres tribus des la Bene-Israel sont sorties du sud de Chaldee . entre Babilone et le golfe persique. Nous Gen. 7. ' Eusebe. evangel. 'Our des Chald^ens. 7. IX. le patriarclie par avec excellence. . le pere 'Our. Nth. 31. historien juif du second siecle avant J. de ral- territoires confinant a I'Arabie. 28. 'OOr.[3] EDOUARD MONTET 181 pays de Canaan. mais seuleraent I'etape le plus anciennement connue qui leur as- signee par les documents authentiques. si^ge du culte lunaire du Dieu Sin. du texte h^breu a et^ sur identifi^ Ourou des inscriptions cun^iformes cit6 s'eleve remplacement de cette antique aujourd'hui le village de El Moukair-Ouron. et que ce point de liement et de depart des israelite n'est Semites nomades de race soit pas leur lieu d'origine. 'Our ^tait situe sur rive droite de I'Euphrate. XI. Praepar. Ce point de depart est 'Our-Kasdim (CT'WS Chaldee -I1K). Our est designe par Eupoleme. IV. le les traces des Nous est-il possible de ? re- monter plus haut dans ' cours de leur histoire Comp. Eupoleme lui donne le nom du OiW// ou la Ka/Ltagivj] (de I'arabe ^ lune). du peuple d'Israel. . 17. « * Les documents bibliques ne nous permettent pas de retrouver au dela de 'Our Kasdim premieres tribus isra^lites.

. la souche de la seconde est Adnan. Essai etc. de la Mesopotamie et de la Syrie » ^ « Le nom d'Arabes Ariha designe les premiers. t. les plus antiques habitants de I'Arabie. qui toutes deux aboutissent a cette affirmation. descen- dant d'Heber par Ismael». Paris. et a la lu- miere beaucoup plus puissante de I'etude comparee des langues semitiques. 1847. . La posterite d'Adnan a eu pour berceau le Hidjaz elle a peuple une grande partie de cette contree et s'est ramifiee dans le Nadjd et les desert de I'lrak. des Arabes avant I'lsla- mUme. p. p. et plus tard dans toute la peninsule. et subsistantes. d'autre part. . Baida.' Les Cahtanides ou Jectanides s'etablirent d'abord dans le se repandirent Jemen « .. Parmi ces races primitives les principales sont . siir I'hintoire s.: 132 SECTION SE3IITIQUE [4] estimons que cette investigation peut etre poursuivie a la clarte des traditions arabes d'une part. a savoir que le berceau de la race Israelite doit etre cherch^ en Arabic. patriarche appele dans la Bible Heaussi le pere des ber il Hebreux auxquels se il a donne son nom. Les Mouteakkhara grandes families . ' Caussin de Perceval. partagent en deux la tige de la premiere est Calitan. Mouteahkhara. d'Heber .. 9. * I. les Les traditions arabes sont unanimes a considerer diverses branches de la famille de Sem comme issues d'une « meme patrie originelle. Nous ne ferons qu'indiquer sonimairement ces deux sources de rcnseigne- ments. I . La plupart On est des auteurs arabes divisent leurs na- tion en races eteintes. fils que Ton confond assez generalement avec Jectan. (3 Ibid. s'accorde a faire descendre les Mouteakkhara de Sem . par Abir.

^ Les traditions antiques conserv^es par les liistoriens arabes temoignent done de I'etroite unite migrations. Oeji. Arabes. d'aprte TAnpeupleH de cien Testament. le peuple d'Ad ou Adites. a dire I'Arabie. rente. L'epigraphie semitique a montre. On ne saurait affir- mer c'est plus peremptoireraent I'origine unique de la race semitique et le siege unique de sa residence primitive. est la personification des Semites ara- I m^ens. ces inscriptions venant du nord. L'histoire des langues semitiques confirme d'une les traditions maniere ^clatante registrer. au la meme temps. ne saurait etre aujourd'hui h^braisant. ^tablit tout d'abord haute antiquity des branches aran\^enne.. Halevv. Aram. de Djadts. par r etude des inscriptions rapportees d'Arabie par Doughty. que nous venons d'enla EUe et. Hebreux. hebraique et arabe du langage semitique. p. Huber.: (5J EDOUABD MONTET peuple cVAmlik ou les t» le Araalica (Amalecites de I'Anles cien Testament. leur tres etroite pa- La relation qui les unit est telle qu'il est impos- sible d'acquerir connaissance approtbndie de Tune sans pen^trer du et qu'on etre. Aram^ens. tous issus d'Aram et de Lud. I . * X. dans leurs premieres expansions soit le et tribus semitiques.* Or. des d'origine et de vicissitudes. sans dans une certaine mesure. ' Ibid. 7. au dire de la majo rite des historiens arabes*. du centre et du sud de la presqu'ile. arabisant. fils de Sem. etc. Euting. meme coup dans I'intimite des autres. aramaisant et meme assyriologue. les Thamoud. de Tasm. 22.. quelque nom sous lequel ces tribus lussent designees etc.

d'ou sont parties les emigrations successives des peuples de cette race. Edouard Montet. p. Dr. "~~^0^. 10. en arameen. Aram. d'Aram qui eut plusieurs Et ». Fleischer. * Historia anteislamica. ^ XIV^ : siecle. ecrivait « au point de vue de la langue Des fils de Sem. se plapant il arabe. t.^^y3x*^^?v^ I . cd. parmi lesquels se trouvaient les Bene-Israel.134 SECTION SEMITIQUE [6] que Tantiqiie arameen et I'arabe arcliaique se melangent et fusionuent au point de ne pouvoir etre distingues. p. * Jlisioire du peuple d'Israel. » fait d'inscriptions. il y eut ensuite fils. I'historien arabe Aboul- lorsque. la langue des fils etait la langue arabe II resulte de I'ensemble des considerations que nous le venons de presenter que T Arabic a ete grand centre semitique. au leda. Lipsiae 1831. Cette quasi-identiti cation est telle que dire Renan ^ a pu que tout ce qui vient d'Arabie. 16. I. est C'est la meme conviction qu'exprimait.

questo torrente sul coltura europea che si e sparso popolo musulmano produrra solo probabilniente un al movimento analog© di questo contatto Rinascimento i nell' Europa. MOVIMENTO KELIGIOSO DEL GIORNO TRA I MUSULMANI DEL NORD DELL' INDIA E Datiirale che. Finora segni piu apparent! sono superficiali nelT adottare che il fanno gli orientali nostro modo di vestire. e la loro influenza abbia gia scosso profondamente la mente musulmana. le nostre abitudini sociali. ma almeno in segni che dimostrano apertamente attitudine che di- .delle Indie. 1' a causa della Oriente. Eppure questa nostra antica civilta non finira col distruggere il Maomettanismo. come ha distrutto tante idee ed istituzioni religiose del popoli selvaggi. In delle loro Europa abbiamo risentito la scossa piu forti emozioni solamente quando han India non mancano 1' preso una forma reazionaria attiva in opposizione alia coltura europea . d' idee e No. le nostri metodi di educazione si siano insi- nuate tra i popoli . dal lato intellettuale e religiose.POCHE PAROLE SUI. la facilita di comuni- cazione tra noi e scienze ed i nostra letteratui*a.

nel in arin(mia col pen- fatto. abbandonarono della le idee belligere e in- tolleranti teologia Questo i pensiero religiose. e con la civilta cristiana. e dopo aver perduto ogni speranza di ristabilire la dinastia dei si Mu- Miisulmani indiani . ossia nella lingua hindostanica. Pel momento. a poco a poco. Dall' infanzia volse alia mente Sayyid Al. armonizzano loro. rassegnarono ad accettare 1' la situazione tersi in avendo compreso impossibilita di met- opposizione col governo inglese. si fara movimento Musulmani di in- probabilmente sentire nelle altre parti del sotto 1' mondo musulmano die stanno lita di influenza o sotto governo europeo. e fino air eta di quarant' anni fu membro si zelante della setta Wahhabl. colle nuove condizioni. sue opere sono conosciute meglio in Europa che tra Mu- sulmani indiani. continente cristiano Dopo gh&lf i i disastri della ribellione del 1867. all' islam Tale movimento tende. L'apologista di questa piu conosciuto nell' Europa e Saj^yid le i Amir ma siccome egii scrive in inglese. voglio attirare la vostra attenzione sui due teologi che scrivono in volgare. comiiiciarono a trovare e mettere in prominenza quegli articoli della loro religione clie e. ma fti il 1 . Come Wahhabi era gia liberate delle dot- trine ordinarie ortodosse delle antiche scuole. che osserviamo tra diani. tosto che avran compreso I'inevitabiquesta supremazia. II primo le di questi e Sir 1' Sayyid i Ahmad Khan.imad teologia. la di cui morte priv6 di anno scorso si Musulmani del loro la capo per riforme politiclie e religiose.136 SECTION DU MONDE MUSULMAN il [2^ viene sempre piu tollerante verso e la sua coltura. e per6 infiuiscono tan to piu sui pensieri dei loro correligionisti. a dare nuova forma siero moderno scuola 'All.

e rigett6 come non operati autentici miracoli. I giovane genera- zione dei Musulmani suoi lavori teologici sono dunque principalmente i di carattere apologetico. Per cui di egli nega altro i miracoli attribuiti a profeta dell' Mubammad tu o a qualsiasi In conseguenza questo suo rigetto de' miracoli egli costretto a dare una allu- spiegazione razionale di quei versi del Corano che sono interpretati dai commentatori mnsulmani come denti a tutti i f'atti miracolosi. indica uno dei tratti ca1' ratteristici delle sue dottrine: quali uni verso e diretto da e eccezione e leggi naturali alle non v' corso di natura fe es unitbrme. W. e suoi tentativi di ricostruzione sono deboli ed imper- fetti. — — che la il qualsiasi dottrina teologica che essere vera. e interamente sve- suo lato miracolo'so (il j«>v>Jl s„im (lo spaccare del petto) e rljJI tati esser visioni. mi prover6 a indicare alcuni punti prin- cipali della II sua teologia. ARNOIJ) 1* 137 desiderio di presentare pel dl d' affatto Islam in una forma possibile oggi che e lo spinse a lanciarsi sur una via nuova a prendere un corso proprio che ren- desse T Islam piu sisti immune dagli attacclii dei controverla cristiani e piu attrattivo per dell' India.f3] T. II contro la scienza di natura. I'uno spiegarsi armonia con Islam. in — natura —e devono essere all'unisono. viaggio di notte) sono rappresen- Lo spaccarsi della luna nelle parole . di soprannome (fj^i cioe discepolo di natura. Tuttavia. dato a lui e ai suoi seguaci. non pub la parola di Dio: 6 il Corano e lavoro di Dio. Ksidlth che affermano essersi In tal guisa la vita di stita dal Muhammad . e I'altro.

138 SECTION DU MONDE MUSULMAN tlei [4] 1' b detto lino segni die precederanno ciii avvicinarsi del di del giudizio. che sotto r influenza rivolta contro la educazione inglese erano in il strettezza e bigottismo della teo- logia dei loro padri. Non cessava mai di ripetere ai suoi correligionari il verso < E troverete serapre colore che dicono '. tacendolo divenire iiglio di Giuseppe e di Maria. e die r armata di Faraone fu sorpresa e distrutta dal ritornar della marea. La nasdta miracolosa di Gesu e negata. Cosi continua col rappresentare Hudhud in come uno veccliia di dei cortigiani del re Salomon e. e non si riferisce in alcun modo alia vita di altri Muhammad. e di mostrare la loro religione in dell' accordo coi principi piu umanitarii derna. egli cerc6 titudine di d' incoraggiare un'at- mente amidievole verso i governanti cristiani che avevan preso il posto della dinastia Mii^^al. attribuiti A questo modo egli spiega eventi e fatti mira- colosi nel Corano. I miracoli di Mose sono a influenza magnetica. Europa mo- Alio stesso tempo. \ . iiJUui J^)\ ijjm e ii\^ una la cui esi- una si tribu chiamata ^^31 stenza e inventata a quelle scopo. Come r Islam e detto. cristiani esser di Noi siamo cuore piu presso a quei die han ' lede ». una grande parte ispirati degli scritti di Sayyid Alimad furono pill dal desiderio di rendere accettabile ai giovani dell' Musulmani indiani. per e una profezia del futuro. mentre dice die la traversata del Mar Rosso fu fatta in luogo guadabile a marea bassa.

piu clie a questo presente fe difficile dire fino a che punto le sue idee siano correligionarl. Dice di essere .{o\ T. in opposizione a Sayyid Ahmad A'Ai\n. e tra quel Musulmani della vec^ihia scuola che conibattono le credenze di fede della influenza rivali. i cui efl*etti si manifestano con piii e piu forza nella letteratura di quel paese. AKXOLD 189 In questo stesso spirito tollerante e nello stesso proposito di riconciliare i suoi correligionari col dorainio cristiano. la sua influenza e allargata molto. general- mente conosciuto sotto il nome di MirzA QildiAnl ^dal villaggio di Qadian nel PanjAb dove risiede). accettate dai suoi t*ond6 Sayyid Abmad non proseliti. India e aV-ia*^! al ^b e non vr^^ y^^ — ^ nega — mantiene che il diritto Sultano di Turchia e di essere Khallfah. espose la dottrina del Giliad. W. Mirza (rViulAm Ahmad. Ma questo ri- lato delle sue dottrine appartiene al suo lavoro di forme studio. specialmente tra i Musulraani della nuova scuola che hanno ricevuto educazione inglese. e la direzione che egli ha dato alle speculazioni teologiche e all'esegesi in India. Tuttavia anche lui presenta I'lslam come religione preminente di pace e di pieta. sociali politiclie. Ci6 nonostante. spie^ando clie non giustifica guerra senza provocazione. fe il tbndatore di una nuova scuola con tendenze proselitistiche ed attiva propaganda. L'altro teologo indiano di cui desidero parlare o interamente differente. animandole di portante un nuovo impulse. E quello che 6 piu imi suoi scritti immediata che esercitano sulle menti dei Musulmani in questo momento. una setta speciale nfe cerc6 di fare agli attacchi e non rispose mai numerosi fatti alle sue si opinioni teologiche.

Ho mostrato die il Malidi ed Messia sono due nomi differenti per la .140 il SECTION DU MONDE MUSULMAN si [6] Messia promesso. che il e manifestato in questo se- colo. come di Gesii si manifesto decimoquarto dopo Mosc. cosi all' il secondo avvento di Cristo e stato compito apparire di Mlrza 6^Aulam Ahmad. essendo interamente in opposizione al carattere di Gesu. In conseguenza. come Gesu dichiar6 Elia essere rincarnato in persona di Giovanni Battista. Ei rigetta la mag- gior parte delle tradizioni sul Mahdi come falsificate. Egli spiega che. essendo decimoquarto dopo il Muhammad. io che sono di sangue reale e anclie in questo stato rispetto somiglio dal a quel principe-profeta. e probabilmente fabbricate al tempo degli Abbasidi e mantiene che lo protezie autentiche relative al Mahdi ed al Messia si riferiscono ad una medesima persona. che fedeli si unisca al Mahdi per comterra il miscredenti e ristabilire su questa regno dei a forza d' armi. e a rintbrzare le sue pretese si paragona a Gesu in queste parole: « Come Gesu Cristo. e che io sono Mahdi di cui il parlau le tradizioni. che fu principe e profeta. Egli dice la parola Messia significare persona collo stesso spirito e lo stesso carattere di Cristo. Cosi dice: « Iddio mi ha rivelato che io sono il Mestrova il sia promesso. men6 vita umile e mansueta e diede al mondo il magnifico esempio di mansuetudine di cuore. ripudia completamente la dottrina mao- mettana battere i di un Messia. Afferma Messia aver ricevuto la certezza della sua missione da rivelazione divina. la lieta novella della cui venuta si nel Vecchio Testamento e nel Corano. sono elevato comando divino a predicare si umilta e mansuetudine al popolo che dalle leggi morali e e allontanato » dalF eccellenza spirituale.

un unguento preparato si un unguento che trova menzio- nato I'requentemente in lavori medici arabici col di ^^jMh. che Gesu di tu egli stesso crocifisso le ma che ne fu tolto vivo e sue ferite tii- rono chiuso.a£. ai Kashmir. mio regno non Iddio mi ha coil mandato tenebre I di cliiamare gli uomini sulla sua via con doltempi di cezza e mansuetudine ed umilta. Egli ^ continuamente occupato in dispute con Hindu e Cristiani. dove la sua sibile. W. I che di erano stabiliti in quel di paese dopo la cattivitli Babilonia. questa ma spirituale. ARNOLD Ul 8tessa j)er80ua o clie si rit'eriscono alle due principali lunzioni deve ese/^uire. trine e in resto delle sue dot- armonia con le dottrine musulniane comu- nemente accettate. » Nello spii'ito Mlrzjl QadiAnl attacca con vio- lenza la interpretazione popolare di Gihad nel senso di battersi colla spada contro gli il infedeli. Egli ha accordato all' Islam a mezzo mio un nuovo periodo di vita nel suo aspetto morale e spisono il rituale. ed ha scritto una quan- tita di libri in dit'esa dell' Islam e sulla preeccellenza del Corano. ed terra. Ma nella sua Cristologia prende Tin una alia via unica e propria. mantiene opposizione comune opi- nione maomettanai sulla croce. noma scaptiiggi ])ato in j^^j^ o Oft^I^ Z^-^r*. Mori all' eta 120 anni e fu seppellito nella citta di Srinagar. La mia missione non e qiiella della spada. curate a mezzo dai snoi discepoli. e di ma quella dei segni celesti. tomba h ancora vi- Questa tomba 6 detta dalla tradizione esser la . dove predic6 si discendenti degli Ebrei. Meno che per una eccezione importante. In questi io lume che conduce gli uomini in salvo da demonic.I^opo esser dalla tomba con I'aiuto di Ponzio Pilato.[7] T.

I . Come aunientauo si e detto piu indietro. e da argoinenti presi dal Corano e dai Hadl/A. ed ha molti seguaci che considerabilmente. un principe e profeta che venne da una lontana contrada circa 18 o 19 secoli fa. L'asserzione che Gesu non mori suUa croce e sostenuta da uno studio elaborate della narrazione dei vangeli sulla crocifissione e la se- poltura di Cristo. « (i Giudei) non lo uccisero. Mirza Qadianl e il fondatore di una nuova setta. W. nella confusione causata dal terreal moto e r oscurita momento della crocifissione. nelle Indie.U2 tomba di SECTION DU MOXDE MUSULMAN * [8] un certo Ynz Asaf. i Giu- dei lasciarono Gesu sulla croce senza essersi potuti as- sicurare se fosse morto. cui scopo e soltanto di mostrare si alcune delle linee principali tra le quali le muovono speculazioni teologiche tra i Musulmani T. Questa identificazione Mirza Qadianl dice aver ricevuto da rivelazione divina. alle quali sue ha ricorso in sostegno alle sue preil tese messianiche. Aenold. egli interpreta il verso jUm^ Xkt*t ^N^ Essi s^ALtd U^ s^\xi u^ come su di sigiiificante. Per eseinpio. » ossia. Ma il ricordarle e fuori luogo in questo discorso. in ispecie nel Panjab. ne finirono di ucciderlo sulla croce ed essi erano in dubbio lui. le Attrae molti coi saoi miracoli di guarigione e profezie.

un tableau de diose de ce vaste et gran- mouvement de connaissances. en quelques notes rapides. Je voudrais seulement. de produArabes. qui s'est exercee d'in- dans toutes branches du savoir et qui a laisse imagination. ni de montrer comment les maine de la science grecque. d'idees. ceux qui — sans parler des bibliothede se rendre — ont eu la rare occasion compte de I'enorme quantites d'ouvrages iu^dits conserves dans les grandes bibliotheques d'Orient peuvent apprecier Tinfatigable ardeur. t'urent le lien fecond et lumineux qui rattache la civilisation antique a la civilisation moderne. ^largissant le do- ctions intellectuelles qui lionorent la pensee humaine.DE \. nombrables et splendides teraoignages riclie de la culture su- perieure de ce peuple et de sa Ceux qui out ques d'Europe fait de cette litterature I'objet d\ine attention serieuse.mmi immm chez les arabes II n'entre point dans le cadre de ces pages de tracer la litterature arabe. donuer un aper9u do I'activite litt^'raire des les Arabes. les profondes recherclies. Mon but est plus modeste. la somme immense de labour et de talent que les Arabes .

qu'il de I'emir. y fit tran- vingt-dix charges de livres rares et precieux sans compter d'autres livres de moin- dre valeur. manda aupres de lui As-Sahib-ibn Abbad pour lui confier le vizirat. de tels le monceaux de livres dans le Tigre. Bagdad. que cours du fleuve en fut obstru^ et qu'une espece de pent se forma sur lequel on passait d'une rive al'autre! Dans du monde musulman. absorbant des milliers d'existences vou^es au travail. L'historien Ibn-as-Sai raconte que quand sporter deux cent-quatre le Khalife abasside Moil stanse fonda I'ecole qui portait son nom. Ce lilt pendant de longs siecles nne production incessante. princes. et dont I'ensemble cona exalter les fond jnsqu'aux esprits rites des les plus portes me- Arabes. les les capitales Khalifes et les lettres. pourtant si flatteuse. Cordoue. en alleguant. au dire des chronien barbares — queurs.144 SECTION DU MONDE MUSULMAN [2] ont apportee a I'etude des sciences et des lettres. Et que d'ouvrages detruits par I'eau ou par dont le feu parmi lesquels des oeuvres remarquables dont il a divers titres ne reste plus trace nulle part et I'histoire et la les lettres arabes aussi bien que litterature generale deploreront toujours la perte. Sa markand. Lors- que les — et Mongols entrerent a l^agdad en conquerants ils jeterent. protecteurs et amateurs des souvent poetes et ecrivains eux-memes. d'une infinie variete de sujets. Damas. ne pouvait se separer de sa bibliotlieque dont le quatre cents transport exigeait chameaux ! Et c'^tait ^ . entre autres excuses. avaieht reuni des coUections de manuscrits dont quelques unes contenaient des centaines de mille volumes. Lorsque I'emir Samanide Neub-ibn-Mansour. le Caire. cet homme illustre declina I'oflfre. Fez et autres.

philosophie speculative et experimentale.! [8] RMIR CHEKIB AR8LAN telle 146 un simple personnage qui possedait une que ! biblioth^ Que penser. plus ou moins volumineux. naissances 1 uii. des niosquees et autres collections piiblique»! Pendant tout le moyen-age et menie longtemps apr^s. temps a epar- dans ces riclies depots de manu- scrits. par suite. sciences piiysiques et mathematiques. et leur intelligence. encore inedites. lis ont marque au coin du genie nombre d'oeuvres sup^rieures. soient. de cellen des Khalit'es. gOograpbie et rOcits de voyage. des Sultans. de grace et de couleur. la critique et I'histoire.<* III 10 . I'epopee et ces contes populaires. pensais-je. des savants. les Arabes tnrent les plus grands ouvriers de la plume. la nation la plus intellectuelle de la terre. leur langue — une veritable science — I'^ru- dition. frequemment traites par les ecrivains arabes. universellement celebres. merveilles d'esprit. d'auteurs iliflH^rents sur ces mati^ res. pour chercher un ordre de conception qui. devait leur etre peu familier ou meme etranger. je laissais les si themes plus ou moin classiques. un des plus magnifilittOratui*e. des vizirs. ou je mettais en doute leurs facultOs et leurs conAeU* du XI r*' CongriM dtm OritmUUi^lu. des Euiii's. la poesie. Et j'etais 6merveill6 d'y dOcouvrir une foule de livres. Bien des ne representent qu'une faible partie de celles. nombreuses qu'elles gnees. des d^pdts. ques chefs-d'oeuvre de cette opulente Quand on que les consulte aujourd'hui les catalogues des bibliotli^ques de Constantinople on est surpris de voir si productions arabes connues jusqu'a present. leurs aptitudes se sont males nifestoes avec une tecouditO incroyable dans tous : genres scientifiques et litteraires thOologie et jurispru- dence. que le lois.

N [4] Qnand on s'y veut parler de cefcte litterature. Mais a vains et des poetes 11 la suite des savants. ils changeraient sans doute de Ian- gage. Histoire citant le c^lebre As-Syouthi. on doit entendre et ne point ressembler a I'enfant qui piend riiorizon pour les bornes du rizon il monde. Sedillot. M. des plaines. Derriere cet hoy a encore des montagnes et des vallees. et se font. historiens ture arabe. lu dans le cours de leur Le nonibre de ces ecrits s'eleve. S'ils les titres intelle- se donnaient la peine de rechercher ctuels des Arabes. de recueils de n'est pas d'ouvrages importants. ont rendu justice au role utile et fecond de la littera- du reste. fait remar- quer que cet ecrivain composa plus de livres que beau- coup de personnes n'en ont vie. des ecri- vient le flot des commentateurs. et orientalistes. en somme. une grande partie « de sa diffusion. juges de ce qu'ils ignorent. et tant de travaux et d'interpretations remarquables. en effet. pretendus connaisseurs. qui leur doit. lorsqu'il quittera Et lorsque Tenfaut granil son horizon. Tel est le cas de bien des gens. a plus de quatre cents. autant pour Kitab > I . en parlent avec dedain. et leur admiration proclamerait que ce peuple a bien merite de la civilisation. qui accusent la litterature arabe de pauvrete. trente pour le « le Tasliil d'Ibn-Malik. » On en compte quarante pour I'illustre le Divan € de Motenabbi % pofete . des fleuves^ des mers. s'apercevra que le point spectacle qui frappait ses regards n'etait qu'un imperceptible du vaste univers et que son imagination le trompait d'une etrange maniere. pas verses sieurs « celebres qui n'aient ete I'objet d'un on de plu- conimentaires.14«J SECTION DU MONDE MUSULMA. Les savants d'Europe. dans son excellente des Arabes ». dira.

Mais fastidieux de s'^tendre sur ce Hujet. parlant dans ses Tabakat » de la compilation historique non moins celebre d'Ibn Djarir Tabari. raconte que ce dernier dit un jour a ses amis. « Ibn-as-Sabaki. de il 147 le ^raiid traito se- rait long et Beaucoup d'ouvrages arabes egalent en otendue les plus volumineuses publications noire epoque. et la celebre flistoire de Assakir en quatre-vingt lettr^s. une exisut'fisant stence entiere a peine a ce travail colossal. Tsition volumes. qu'il dut raccourcir de meme pour en t'aciliter I'etude aux tolbas qui frequent a ient ses cours. » Ses amis observer que leurs existences seraient consumees avant I'ach^vement d'une telle entreprise. tr^s volumineux. dii se Damas » d*IbnOn se disait entre qu'Ibn Assakir avait mettre a la conqx)- de cette chronique des I'age de raison. des collaborateurs : « Que pensez vous d'une jusqu'a nos joure < Histoii*e < du monde depuis quelle Adam De ? > De envergure « serait-elle ? demand^rent-ils a leur tour. Quelqu'un rapporte en avoir vu le cent- . L' « Hipar Ibn-al-Adim est en quarante « volumes. II repondit lui firent alors trente mille teuillets.(5] EMIR CH^KIIJ ARSLAX grammatical de Sibaoueili. Dans et les cette le livre c^tegorie de compilations on pent encore citer Ma'arri intitule « d'Aboul-Ola > Le tronc rameaux en douze cents caliiers. Tabari soupira Nous sommes k Dieu et nous retournerons a Lui! Les energies sont mortes » Et il abr^: ! gea son Histoire. Combien de leurs productions d(3pa8sent quarante volumes! Le « Kitab-al-Idah > d'Abou-Ali-al-Farisi a et6 amplifie et complete en trente volumes par Djorjani. On doit aussi a cet infatigable auteur un Commentaire du Coran. et en quarante trois par stoire le Cheikh d'Alep » Ibn-Dahan.

« J'}'^ Al-Kawa- kib-ad-Deurriah Astres etincelantsi d'AboulHassan-Ali. il semblebien^ le plus vaste recueil de la litterature arabe.148 SECTION DU MONDE MU8ULMAN [6J nnieme volume. dit ecrit plus de cent ouvrages. II traite de toutes les connais» (les I . Fakhr-ed-Din Razi. teur d'une c^lebre Histoire de Bagdad et a compose plus soixante ouvrages. Zalui ment de makchari. Gazzali. II cite egale- une douzaine de compilations de mille ou deux mille feuillets chacune.Ibn al-Houssain-al Hanbali. Enfin Ibn-Akil Al-Hanbali a compose un onvrage en huit cents volumes. « L'imam Al-liaihaki a compile cahiers. dans la shateite. le biographic d'Ibn Soraidj que cet ecrivain a produit environ quatre- cent ouvrages. Au incite reste. ce qui a reveille mes souvenirs et m'a c'est la visite a tracer ces pages. que j'ai faite en dernier lieu a la bibliotheque dite de Malik-Daher a Damas. Aboul-Houssaifn I'illustre Ar-Rasavant wandi en a ecrit cent quatorze la Ibn-Sina pres de cent. au» . disciple de rimam Ibn Taimiali. « sur le Hadith de » plus de mille Ibn-al-Khatib. Dans biographic de I'Emir Jzz et-Molk-al-Masbahi I'egyptien. C'est. riche dep6t de manuscrits. forme parcouru un tres important recueil intitule il y a quelai ques ann^es seulement et peu explore jusqu'ici. qui biographiques fournissent a les plus voudrait les consulter a cet egard les plus amples et surprenantes revelations. S'il f'allait enumerer ici les ouvrages des illustres ecrivains musulmans tels que Abou-Nasr Farabi. cette nomenclature nous entrainerait trop les dictionnaires Les bibliotheques. Abou-Bekr Kazi a Ibn Khallikan. loin. Ibn Khallican raconte egalement qu'on doit a ce personnage une Histoire generale en treize mille feuillets.

{7]

EMIB CHEKIB AE8LAN
et,

14»

nances
part a
fiont
«

pour T^tendue

(Igh

matiercs, peut-etre com-

line

encyclop^die moderne.

Mais

le« Hujeto n'v

pas ranges par ordre alpliab^tique.
>

La biblioth^ue
II

Malik-Dalier

n'en contient que quarante tomes.

^norme compilation en comptait cent vingt ou meme davantage, car on en a r^trouve le cent-vingtieme. Elle date de I'ann^e 830 de Th^gire,
paralt que cetto
€t plusieurs ecrivains

y ont
si

collabor^. Enfin cliaque vo-

lume

est

de 35 cahiers environ, soit 700 pages, grand
considerable n'est cependant pas
le recueil

tormat. Cetouvrage

mentionn^ dans

bibliographique

«

Kascbt-az-

Zonoun
oonnu
sien

»

de Hadji-Klialfa. Mais cette omission, entre

tant d'autres, n'est pas pour ^tonner. Hadji-Khalta n'a
et n'a cite qu'une faible partie des richesses
lit-

teraires arabes,

que plusieurs recueils de I'^tendue du
pas a enumerer
simplenient.

ne

suffiraient

Le

temps

et la

main des hommes ont an^anti une notanon
la

ble traction,

moins pr^cieuse, nous
1

le

r^p^tons,

des productions de

'esprit

arabe.

de ce

qui

reste est dispers^e

Une grande partie ou inaccessible aux cher1'

cheurs et

aux savants. Seule

imagination pourrait
la
les

^voquer I'ensemble grandiose, infiniment vaste de
litterature dont les

Musulmans arabes revendiquent

m^rites et la gloire.

Je voudrais terminer par un vcbu
la liberty

,

que je prends

de soumettre a la bienveillante attention de assembl^e
la

cette illustre

qui

repr^sente Torientiilisme

dans sa science

plus haute et la plus comp^tente.
les

Les biblioth^ques de Constantinople renferment

mo-

numents

les plus

precieux de la langue arabe, car les

Sultans ottomans, qui ont conquis la plupart des pays

musulmans, prenaient soin de

faire transporter

dans

160

SECTION DU MONDE MUSULIHAN

[8]

leur capitale les nianuscrits trouves dans les villes qui
se soumettaient a leurs armes.

Je pense que ce serait

grand service a la litterature arabe et a roneiitalisme en general que de rendre a la lumiere les oeuvres inedites les plus remarquables conservees
rendre un

dans

les bibliotheques

de Constantinople. Ces collections

sent au

nombre de quarante-trois environ, contenant

plus de quatre-vingt mille volumes. Si la liberality de

quelques protecteurs des lettres en Europe s'interessait

a ce

projet,

pour

les

capitaux necessaires, un comity de
autres,
serait constitue

savants

orientalistes et

avec

mission de consulter les manuscrits en question et d'en
publier ce qui offrirait le plus de nouveaute et d'utilite^
aussi bien sous le rapport des connaissances generales^

qu'au point de vue de la langue et de la litterature
arabes.
II

y a

la

des manifestations insoupponnees du
le

genie oriental dont

succes aupres du public lettre

europeen semble assure. L'accueil que ces publications
trouveront dans
favorable.
le

monde musulman

sera

non moins

Avec

le resultat

moral, ce succes garanti-

rait le resultat materiel

de I'entreprise.

Septembre 1899.

E:mir Chekib Arslan.

1

SUL CULTO DEI SANTI NEL MAROCCO

Nel Marocco
ditaria fino

i

santi

si

chiamano
o
sale//.

neli

o haraka; un
ere-

sank) morto e chiamato

s^ijid

La

santi ta e

ad un certo punto nelle famiglie degli shur/a
Gli shurfa
(sceriffi)

e dei mrabtin.

sono discendenti di
dei Berberi,

Maometto; i mrablin, la nobilta non hanno grande importanza.
s/mrfa.

religiosa
nelle

parti

arabe del

Marocco, ove sono considerati come

gli schiavi degli

Non

si

deve mica credere per6 die ogni
iin

sceriffo

od ogni mrabuf sia
e

santo.

tl

vero che uno sceriffo
rivol>

sempre considerate con una certa riverenza;
si

gendogli la parola,
tutto da
c'

dice sidi o mtdaij

«

mio

padi'one.

Pu6 viaggiare dovunque
e caso che lo
si

gli piaccia, e riceve

dapper-

mangiare per niente. Va sempre
lasci soffrir la

sicuro, e
1'

non

fame.

Gode
uno

immii-

nita di

esser

maledetto nella maniera ordinai'ia dei
il

Mori, perchfe

maledire gli antenati
contro
il

d'

sceriffo si

considera un affronto

profeta

stesso.

Batti
lo tai,

imo
ti

sceriffo,

dicono

i

Mori,

ma
un

non maledirlo; se
sceriffo

sar4 tagliata la lingua.

Uno

^ liberato dal

castigo in molti casi, in cui

altr'

uomo

sarebbe messo

162

SECTION DU

MONDE MUSULMAN

[2]

in prigioDe o

severameDte bastonatO; e se e punito,
gii fa

la

sua qualita di sceriflo
ohfe 6

mitigare

la

punizione, per-

sempre probabile die uno
rispetto clie
si

sceriffo

abbia fra

i

propri antenati qnalche potente santo rivendicatore. Infatti,
il

porta ad uno sceriffo dipende

grandemente dalla fama del suoi antenati. Con tutto ci6 non sempre i discendenti dei santi, per famosi clie questi siano, sono santi essi pure. Per dare un esempio

mio compagno, Sceriffo 'Abd esSalam el-Bakali e senza dubbio un oggetto di grande venerazione nel suo villaggio nativo, Beni Hlu in Ana
piu familiare,
il

me

gora. Alia

mia
i

visita,

che

feci

li

insieme con

lui,

il

po-

polo gli baci6

vestimenti, chiedendogli la benedizione.
la e considerate santo nel senso proprio

Per6 neppure

della parola, n^ era considerato tale suo padre.

Ma

il

nonno

Sidi el-Husni e venerato

La

casa in Tangeri ove questi e

come un gran sepolto, e una
vi abiti

santo.
zawia,

casa di santo, nella quale non mi k stato mai permesso
di entrare,

sebbene

il
i

mio amico

con la madre.
uomini,

Si pu6 dire per6 che

discendenti dei santi lianno sem-

pre una maggior forza spirituale degli altri
perclie
i
li

hanno piu grande speranza
i

di vedere

adempiti
ci6

desideri invocando
fa santi.

proprt santi antenati.

Ma

non

uno che pu6 fare da intercessore presso Dio o che ha il potere di far miracoli. Sono reweli e

Un

lativamente pochi
tale distinzione.

gli shurfa

che possono pretendere una

Ci sono santi che non sono

ne

shttrfa

ne mrahtin.

Una

devozione straordinaria pu6 elevare un
il

uomo

alia di

dignita di santo. Quelli che oltrepassano

numero

preghiere e digiuni prescritti dalla religioue maomettana, sono general mente considerati piu o

meno

santi.

I

1

31

EDWARD WF^TERMARK
i

163

Fra

santi
clie,
i

si si

contano anche
dice,

qiiei

ciimpioni dell' Islai

mismo
paese,

hanno scacciato
ove

CriRtiani

dal

cosiddetti Mw/a/iedin, le cui sante
la coHta, nei luoghi
i

vano lungo
D' altra
sail to

tombe si ta*oMori hanno comnon tanno un santo.
o

battuto coi Portoghesi.
pai'te,

le alte

qualita

monili

un uomo,

e neppure soiio necessarie in
d'

Anzi, la condotta

un santo pu6

esser cattivissima,
piii

qualche volta proprio licenziosa. Si trova
suoi vizt possono

meno
i

fuori dei limiti ordinari degli obblighi morali, e fino

aumentare

la

sua santita, magari an-

che esserne la causa.
della fainiglia di
il

Ho

sentito parlare d'

uno

scerifiTo

Mulai 'Abd es-Salam, tuttora vivente,
vien

quale e stato un gran bandito ed e ancora un bria-

cone,
santo.

ma Ha

che nondimeno
la facolta

considerato
il

come un
tuturo e

miracolosa di predire

guarire malati, ed e quasi sempre ubriaco.
dei santi moreschi e reclutata tra
I pazzi pericolosi
i

Una

parte

pazzi e gl' idiot i.

pev

la

sicurezza
prigioiie

generale vengono
per
i

rinchiusi in el-morsfan,
biosi,

una

matti rabbaraka.

mentre

gl'

innocui sono riveriti

come
vi

Non

sono tenuti responsabili delle assurdita che commettono.

Durante

il

mio soggiorno a Fez
le

era una donna

che soleva passeggiare per

strade qunsi perfettamente

nuda, ed a Tetuan vidi un pazzo mangiar pane pubbli-

camente nel mese
cato per
il

di

Ramadan,
all'

in

pieno giorno, pec-

quale ciascuno

infuori d'

un santo

sa-

rebbe stato punito severissimamente.

La

caratteristica

d'

un

?/;eit

e la tbrza miracolosa
si

conferitagli
nitesta sotto

come un tavore da

Dio. Questa tbrza

lua-

torme varie e diverse. Ci sono santi che

possono muovei*si da un luogo ad un altro in

modo

con-

;

154

SECTION DU MONDE MUSULMAN
Si

[4]

trario alle leggi ordinarie della natura.

dice

clie

il

detunto sceriffo di

Wazan and6 una
lo stretto

volta

a Tangeri passando
Kader,
il

a cavallo.

da Gibilterra Mulai 'Abd elil

I

gran santo, aveva volato per tutto
coll'

mondo

Mulai Ibrahim,

epiteto et-tair eg-ghel, V uccello della
egli la facolta di volare.
si

montagna, aveva anch'
'Allah el-Hag, la cui
e
il

E

Sidi

tomba

trova presso esh-Shawen

quale e tenuto in grande riverenza dal popolo delle

vicinanze, vol6
eserapi di

una volta alia Mecca. Oltre a ci6 ci sono santi clie hanno trast'erito altri uomini a quel
con in
della

luogo santo. Mulai 'Abd el-Kader, zoppo e vestito di

panni

sudici,

mano un
citta
di

fuori le
clie

mura
triste.

una volta Fez. Vide quivi un uomo
bastone, and6
gli
il

sedeva in terra e piangeva, e

domand6 perche
Basha, cioe
il

era cosi

L'uomo
1'

rispose che

go-

vernatore, Faveva punito, perche
di rapirgli la moglie,

un

cattivo, desideroso
di-

aveva accusato falsamente

cendo

al
in

Basha che
dei

si

era vantato di poter andare alia
All' udire ci6

Mecca
air

un giorno.

'Abd el-Kader dette

uomo

denari per comprare a Fez un pane an-

cora caldo. Questi ando in citta e ritorn6 portando seco

un pane boUente. Allora Mulai 'Abd el-Kader gli disse di .metterglisi a cavalcioni sulla nuca e di chiudere gli
occhi; r
si

uomo

obbedi, e poco dopo, aprendo gli occhi,

accorse di essere alia

Mecca

col

pane sempre caldo.
caldo. Queste al-

II

santo lo preg6 di andare a trovare delle persone di
di

Fez e
lora

mostrar loro

il

pane anoora

crederono quel che egli raccontava del proprio

viaggio miracoloso e ne scrissero lettere ai loro araici a
Fez. L'

uomo
il

le

prese
t'u

e,

messosi un' altra volta sulla

nuca del santo,
citta,

ricondotto subitamente alia propria

ove

popolo, dopo aver letto le lettere, fu persuaso

[6]

EDWARD WESTKRMARK
il

1.%

del miracolo, e

mentitore venne punito Heverainente

dal Basha.
Si raccontano tante storie della trastbrmazione dei
Hanti. L'

ultimo scoriffo di Wazan, die mori Holamente
ta,

pochi anni
Parigi.

era una
i

volta a praiizo in

una ca»a

di

commensali cominciavano a tare cattive osservazioni su di lui, ad un tratto si tra8t'urm6
Mentre
suoi

un leone. Quando Sidi el-Husni el-Babali and6 a fare una visita al Sultano e gli dette la mano, questa
in
in

trastbrmata nella

zampa

d'

una connessione
es-sb'a,

intrinseca

tVa

un leone. Serabra siavi un santo e questo ani-

male, perclie un santo e anche qualclie volta cliiamato

die vuol dire leone.
altri

Molti

miracoli sono attribuiti a certi

santi.

Un

santo pub vedere dietro a se senza voltarsi, pub
i

vedere ogni cosa:
mari. Podii anni

sette deli, le sette terre

ed

i

sette

ta,

quando Tangeri
il

fu invaso

da una
indigeni

moltitudine di locuste,
riffo di

popolo ne portb una alio scegl'

Wazan. Egli

le

sputb in bocca, e

crederono che cib dovesse scacdare tutto quel dagello.
I

Mori dicono che Mulai 'Abd el-Kader
anni,

si

resse su di

una gamba per quarant'
e die, dicevano,

pregando Dio.

Du

1-Kur-

najen die era considerato un profet^i avanti Maometto

aveva vissuto duecento anni, tende
il

la

montiigna die una volta univa
gna.

Marocco con

la

Spa-

Un

santo che apparteneva alia t'amiglia Hal^ali

poteva trarre acqua dalla terra, semplicemente scavandovi un buco con la mano. L' idea di poter trarre acqua
dalla terra col
tar

entrare una cauua nel suolo e la

base del racconto seguente.

Due uomini andarono una

volta a

ciandosi per santi della famiglia di

Sahara specMulai 'Abd el-Kader.

166

SECTION DU MONDE MUSULMAN

[6]

Per gnadagnare denari s' ingegna vano a curare i inalati, ma non avevano buon successo ed il popolo prese in sospetto la loro santita. Allora uno di questi falsi
santi trov6

r empi

di

una maniera di scampo. Prese un otre, acqua e lo nascose sotto terra; poi tutti e

due gli uomini si misero a ballare li sopra per attrarre r attenzione della gente. Quando si videro circondati da una gran folia, uno
di essi con
si

un bastone fece un buco nella terra; Totre
1'

ruppe,

e

acqua schizz6
erano
santi.

fuori.

Allora

il

popolo

si

convinse
soe qui.

che

La

storia

pero

non

fini-

La nuova

sorgente e rimasta per sempre in
gl' in-

quel luogo, perche Mulai 'Abd el-Kader aiut6
gannatori. Esso aiuta tutti quelli die
1'

invocauo, an-

che
il

quelli

che dicono una bugia.

E

esh-sheh el-kiddabin,

santo protettore dei bugiardi.

Un

altro miracolo, die voglio raccontare,

si

fa an-

cora continuatamente. Nella tribu Beni 'Arus c'e una

casa santa, a cui e annesso un gran pezzo di terra, e

questa appartiene a Sidi Heddi. I suoi
li,

clieuti

vivono
II

e la casa santa e visitata

da moltissime persone.

mkaddam o soprintendente della casa santa e un santo anch'egli. Con un piatto di suhsu pu6 dare da niangiare ad un gran numero di persone. Porta il piatto in una stanza piccina, e, quando lo riporta, il suksu per un miracolo s'fe aumentato fiiio alia quantita necessaria per soddisfare tutti.
I santi

possono predire
Sidi

il

futuro e sanno quel che
el

accade
cielo, e

in altri luoghi.

'Abd er-Rahman
le altre cose,

Mig-

dub sapeva tutto
rocco

ci6

che

avveniva sulla terra e nel
che
il

prediceva anche, fra

Ma-

un giorno sarebbe

cristiano,

benchfe ai tempi

I

[7]

EDWARD WE8TERMABK
non non
ci t'ossero oristiani

167

suoi
t'eziti

nel suo paese.

La sua pro

s'^ ancora avveratu,
in

ma

i

Mori non dubitaoo
quale

clic

s'adempira

av venire.
il

Una
turo,

cosa

comunissima ^ che un Moro,

desidera di sapere qualclie cosa in riguardo al suo fu-

va da un idiota o da un pazzo,
persone nientre
^I'idioti

perche

i

Mori

credoiio che Die abbia ritenuto nel cielo la ragione di
simili
clie
i

loro
i

corpi sono sulla terra, e

quando
si

o

pazzi parhino, Dio abbia perpo'.

messo che
Quindi

la

loro

ragione ritorni a loro per un
le

debbono tesoreggiare
ispirate.

loro
il

parole

come

quelle di persone

Quando

mio conipagno

una

volta aveva qualche dispiacere a Tetuan, suo tra-

tello in

Tangeri, che e considerato baraka o santo, mo-

8tr6 nella sua condotta di saperne qualche cosa, benchfe

non ne parlasse a nessuno. Cosi mi racoon tarono amici

Mori a Tangeri.
11

miracolo

piu
i

comune ed auche
i

piu

lucrativo

che possano tare
ilmrfa
(sceriffi)

santi e di curare
di

raalati. I santi

sono prima

tutto dottori. II santo

preme con

la

mano

la fronte del malato,

prega per la
gli

sua salute, e poi, dopo aver levato la mano,
tre volte in fronte.

sputa

per6

il

Prima che tutto questo sia tatto malato deve pagare un derham, cio6 quattro
il

centesimi,
pill

solito

onorario,

il

quale

anche

la

gente

povera e obbligata a pagare. Si coiisidera questo
atto

pagamento quasi come un
ziale per la cura.

d^incantesirao essen-

Molte persone danno
risce

di

piu, e se

il

malato guatanno spesso

ed egli e la sua t'amiglia son

ricchi,

un

bel regalo al santo.
LJn

santo pu6 operare miraooli,

perche Iddio gli

bisogna aver cura di non desherifa a stare il dispiacere d'un santo. II perclie bruciasse tutto mercato. della famiglia di Mulai 'Abd es-Salam. ancora vivente. ch'egli. Questo accadde poclii anni ancora. La casa cui vive un santo e un rifugio sicuro. ed essa prego Dio alia manresuldi dargli una grave malattia. fu califfo dove andare sorgente Mulai Ja'kub per guarire. II contatto con un santo o con qualche cosa aplui partenente a di produri-e o anche la sola sua presenza e capace niiracolo. e subito Iddio esaudi la sua santo vive chie- preghiera. santo il se n' and5 implorando Dio fa. 158 lia SECTION DU MONDE MUSULMAN farli. Questo santo un giorno and6 al mercato delle frutta a Tangeri e largli domand6 ad uno dei venditor! se voleva regaun po' di frutta. die il e Iddio I'esaudi. [8] dato un potere speciale per sue molti in E un prediletto per loro di Dio. Lalla 'Awisli. D'altra parte. di siccita o pel desiderio di prole. dopo. crede Una storia simile si racconta di Sidi el- *Azri. e nessuno osava toccarli in quel luogo. Tangeri. d'intercedere presso Dio casi di carestia. di malattie. In tempi guerra il popolo di Beni H'lu in Angora era solito portare i in di di propri oggetti di valore alia casa di Sidi el- Husni. di La santa and6 dal di II pregandolo render la allora liberta alio schiavo ma tato quegli rifiut6. per la qnal cosa pregano ecc. un Nel monte di Mulai 'Abd . raccolta o il Quando egli benedice la in cibo. Avendo avuto una risposta neil gativa. aveva uno schiavo die fu messo califfo in prigione dairautorita. Si dice nella santa. e ogni volta die entra in una bottega dendo qualche cosa gliela regalano subito.. si pu6 sempre sperare nn buon resultato. e le preghiere sono lo efficacissime.

[9)

EDWARD WESTKRMARK
si

160

es-Salam

vede

Torma

del piede del santo.

8e

Sidi

*Abd el-Hadi

premeva la mano contio un sasso, vi lasciava Timpronta delle sue cinque dita e quando UDO scerifTo beve del vino, questo si cambia in latte od in miele appena gli tocca le labbra. Ed una volta
;

che

alciini

cristiani
il

per provare

la

sua santita cerca-

vano d'indune

det'unto sceriifo di

Wazan

a mangiare

un

po' di

mniale, ogni pezzettino di maiale die aveoffertogli
si

vano niescolato col suksn

trasformava
il

in

un
clie

maialino, quando lo sceriffo scopriva
alia cAsa santa di Sidi 'Allah

vassoio. Vicino

el-Ha^ e un albero
(sceriffi)

comincia a ballare
degli uomini.

;

quindi gli shurfa
i

ballano
quelli

intorno ad esso, ed

suoi

movimenti somigliano

Non
dalla
fico.

si

deve credere che
del

il

contatto con nn santo

o con qualche cosa appartenente a lui dipenda sempre

volonta

santo,

desiderando
bevere
il

di

essere benesi

E

buono per
il

la salute

I'acqua in cui
vestito

lava, ed

baciargli la
;

mano od

ha

un' in-

fluenza benefica

e

un pezzo

del suo abito o del legno

tomba e molto ricercato. II legno e baraka, e col bruciarne un pezzettino uno che abbia il nial di testa pu6 scacciare il dolore. (11 podella cassa in cui lo portano alia

polo bacia perfino

il

cavallo su cui
t'

il

Sultano e andato,

perche

il

Sultano del Marocco

sempre venerato come

un

santo).

Ci

si

rivolge ai santi anclie per ottenere che piova,

ina le loro preghiere non sono sempre considerate ab»

bastanza

efficaci.

In tempi di gran siccita gli
al

sceritji

od

altri

uomini sacri son condotti
le

r acqua, e se fanno resistenza,
legate loro sul dorso. Poi
si

mare e messi nelmani sono senz'altro

riportano in citt^, ove an-

160

SECTION DU MONDE MUSULMAN

[10]

cora una volta per la strada vengono bagnati d'acqua. di suo zio II mio amico un giorno ando al villaggio

insieme con sua madre e sua sorella, la quale e considerata

come

baraka.

Siccome allora era molto
alia

desi-

derabile per la raccolta che piovesse, gli abitanti del
villaggio versarono
e

acqua addosso

giovane donna,

poco dopo cominci6 a piovere.

La

forza miracolosa d'un santo non cessa con la
II

sua morte, anzi aumenta.

popolo dice che un santo,

muore mai. Dorrae soltanto, e la sua tomba o il luogo ove dorme diviene un posto santo tjhe si chiama sijid. Molte di queste tombe lianno una specie di cupola a cui si da il nome di kobba. Non sol amen te la tomba d' un santo per6,
propriamente parlando,

non

ma

anche

i

posti visitati
si

da

lui

si

venerano, e sopra
le

di essi

molte volte

erigono case sante o zawiats,

cui dimensioni possono variare infinitamente.
zmriats troppo piccole per contenere

Ci sono

uomo, ce ne sono altre che s'adoprano come moschee. Molto spesso nient'altro che un mucchio di sassi dimostra il luogo ove un santo e stato seduto, e quelle si chiama ravda^

un

nome che

si

da pure

al
il

mucchio

di sassi

che indica

il

primo posto da dove
casa santa.

viaggiatore

pu6
ove

vedere una

Si deve osservare che

il

luogo

hanno

eretto

una casa santa
Quasi tutte

si

crede sempre debba essere stato in

contatto materiale col santo. Ci6 pub sembrare strano.
le citta del

Marocco hanno
'Aisa,

zaiviats

che sono

dedicate ai diversi santi protettori delle congregazioni
religiose
:

Sidi

Mhammed Ben
;

il

santo degli

'Aisawa, sepolto in Meknes

Sidi 'Ali

santo dei Hamadsha, sepolto a ZOrhun

Ben Hamdush, il Mulai Themi
;

^

[11]

EDWARD WESTERMARK
;

1®^

il

santo dei Tliuliama, sepolto a Waz«in
il

Mulai 'Abd
;

el-Kader,

santo dei Gillala, sepolto a Bagdad
il

Muscri-

lai el-'Asbi,

santo dei DerVawa, sepolto a Mogador;

Sidi

Abmed Ben

Nasar,

il

santo protettore degli

vani, sepolto nel Dra. Si crede davvero ohe questi santi

abbianu visitato

tutte le citta e che
si

abbiano seduto

nei posti ove le loro zavjai

trovano.

Un

sijid

od una zavia sono luoghi sacri a cui ne»senza

suno pu6 avvicinarsi

avere certe qnalificazioni.
il

Nel Marocco e proibito

ai Cristiani

visitarli,

e a Fez
di

intere strade, a causa della loro vicinanza alia

tomba

qualche santo grande, sono chiuse
racconta che un
se alle zairia di

ai

miscredenti. Si

Moro nna

volta port6

un cristiano con
il

Mulai 'Abd es-Salam. Dopo
le

suo

ri-

torno la casa gli fu bruciata nella notte, ed egli e la

sua famiglia perirono fra
stiano. Vicino a Tetuan,
tow'isies

fiamme. Questo incendio
cri-

era la vendetta del santo. Niente per6 accadde al

poco tempo

alzarono

le

loro

Mugahedin, bench^ tbssero
Nella notte
si

una comitiva di tende presso le tombe di stati avvertiti di non farlo.
fa,

a]z6

una tompesta che

lece

gran guasto
si

fra le tende. Sulla costa atlantica del

Marocco
i

trovi

vano

sadats

i

quali

son pericolosi per

vapor i che

passano davanti. Sidi Kasem, la cui toniba non e Iontana dal Capo Spartel, fa naufragare un
tutti gli anni.
si

bastimento
la cui tonaba
si

Mulai Buselham, parimente,

trova sulla costa meridionale di Laraiche,

an*abbia
sijid.

(]uando

un bastimento

si
il

avvicina troppo al suo

Ma
il

in certe circos'tanze

santo e pericoloso anche per

maomettano. Quello che visita un sijid od una zawia in istato d' immondezza sessuale, sara jiunito con una malattia venerea. Soltanto il mkaddam pu6 avvicinarsi
Aetu
(ill

XII'"* CongriM

du

Orientmlitltt.

— 'lioiM

HI.

It

162

SECTIOX

DU MONDE MUSULMAN

[12]

alia

tomba

di Sidi

Heddi,

ma neppur
di

egli

pu6 entiare
la

nel i-ecinto

della

tomba

Mulai 'Abd es-Salam,

quale noii ha una porta, poiclie dispiacerebbe al santo,
se qualcuno
tin
si

avvicinasse alia sua tomba.
la

Una

volta

uomo

salt6 di la del rauro e baci5

tomba,

ma

quest' atto fu per lui funesto; nel lasciare la tomba, egli
fu ucciso

da una palla sparata non
1'

si

sa da chi, sebil

bene

si

creda die

uccisore sia stato
il
il

santo stesso.
il

Andando una
distanza di
la,

volta

Sultano a visitare
suo cavallo
c' si

sijid del nie-

desinio gran santo,
e

ferm6 a qualche
piedi.

siccome non

era verso di spingerlo

piu oltre,

il

Sultano dove continuare a
i

E

anche
tempo.

inecessario die

visitatori si levino le scarpe in

Gerti atti
in

si

considerano abominevoli se commessi
sijid,

una zmvia o presso un
posti,
1'

come, per esempio,
di

1' iii-

eudidare questi

impossessarsi

qualche cosa
vi si

appartenente al luogo, o Tarrestare persone die
tbssero.. rifugiate.

La

casa

di

Sidi

el-Husni in Beni

^lu, che^e ancora considerata
tutta ini.iDvine, fu

come una zawia sebbene
assalita

una volta

dai

nemici

di

un' altra tribu,

i

quali,

dopo.aver bruciato
fuoco.

le altre

case

del villaggio, tentarond di bi^uciare aiiche questa;

ma

i

fiammiferi

non

presero

AUora sfondarono
per6
nell' aprire

la

porta

ed.

entrarono nella casa;

una
sijid

cassetta, la
li
ill

trovarono piena di api die ne uscirono e

punsero.

Quasi sempre nelle vicinanze
alberi,
si

di
si

ogni

campagna crescono

ed ovunque
press" a

vede un
sicuri

boschetto nel Marocco,

pu5 esser

poco

che ricinge la tomba

d'

un santo. Quegli
d'

alberi sono

considerati sacrl, e nessuno potrebbe danneggiarli im-

punemente. Mi hanno raccontato

un uomo

il

quale,

per aver tagliato un bastone d'un albero simile, fu ad

I

|18]

EDWARD WE8TKRMARK
tratto

JM8
Sidii

1111

paralizzato.

Presso
c'

la

ca»a antica di

«1-I5u8ni in Beiii

yiu

e

un grande
al

ulivo, sotto cui

U

dBanto soleva sedere.

Una

volta qualcuno ne 8tacc6 un

rauio clie diede a mangiare

suo bue,

ma

Taniniale

oe mori. lo stesso sono stato seduto sotto queir albero, invitato a farlo dal rnio amico, nipote del gran saoto, ma gli abitanti del villaggio, sebbene non vogliano niifjcbiarsi
in

quel

die

fa

il

loro

prediletto^

trovarono

ficonsiderato accordare

un

tale privilegio

ad un miscre-

dente. Perfino le pietre della casa rovinata sono talm,

e se quakheduno

le

usasse per la t'abbricazione d'una
vil-

casa, questa cascherebbe senza dubbio. Nello stesso

laggio h un altro albero cbe non appartiene
del santo,

al recinto

ma

sotto

il

quale egli soleva sedere; ed anclie

quello e sacro.

Cresce suU' orlo della strada ed e un
i

non e permesso tagliarne rami, i quali pendono molto in basso. Fra Laraiche ed il villaggio el-Ijlamis, presso la Kobba di -Sidi el-I^iairi si trova un sacro sughero che il popolo suole baciare e su cui appendono strisce di panno. II tagliarne un lamoscello sarebbe un abominio. un I sadats e le zauiais del Marocco sono asili
grand' impiceio per
i

cavalcatori, poiclie

;

uomo die
qualunque

vi

si

rifugia sta sotto la protezione del sant<»,

sia

il

yuo

delitto.

Certe

case
il

sante

sono

consideiate cosi invioJabili cbe perfino
linquente e sicuro mentre
portarlo via, perclie
piuttosto

peg^iore de-

vi

rimane.

fc

pericolosissimo

il

santo

aam

il

suo vendicatore, o

si

sdegnera per la violaziono del santuario.

Ud uomo

cbe, contro la legge del paese,
si rit'ugi6

aveva impordi Lalla

tato uno scbioppo,

nella

tomba
il

Min-

nana a Laraiche. Ci6 nonostante
trasse tiiori e lo mise in prigione;

busha della citta lo
il

ma

colperole non

164
vi

SECTION

DU MONDE MUSULMAN
il

[14]

rimase raolto tempo, perche

santo, arrabbiato, lo

aiut6.

Tre giorni dopo, quando
il

il

custode gli dette la
e, mentre V opportunita di

minestra,
il

prigioniero gliela butt6 in faccia
pulivasi
il

carceriere

viso,

ti'0v6

scappare insieme con alcuni
ci6
il

altri delinquents.

Oltre a

basha fu cacciato via dalla citta poco dopo, nadi

turalmente ad istigazione
il

Lalla Minnana. Soltanto
ri-

capo della famiglia del santo pu6 allontanare un
e

fugiato dal luogo sacro,
violenza.

neppur

egli

pu6
il

farlo

con

A

richiesta del basha persuade
1'

delinquente

di lasciare

asilo,

promettendogli

il

suo aiuto perche

non sia troppo severa. Questo genere di protezione, mentre senza dubbio serve a fini umanitarj^ d' altra parte da origine a molti abusi. E specialraente
la punizionc

una causa
un mezzo

d' infinite

fastidio ai

mercanti

nazareni,

i

cui debitori, col ritirarsi alia zawia piu vicina, trovano
di differire
il

pagamento per qualunque duo d'

ra ta di tempo.

La
mente

santita

d'

un

sijid

una zawia non

e solaI'aiuto

del genere tabu. S' invoca iu
si

sommo grado

dei santi morti, la cui assistenza
differenti.

chiede in molti casi
santuari perche

Si portano malati
;

ai

loro

donne che desiderano un bambino vanno li per diventare incinte; e in tempo di siccita lunghe processioni di gente scalza e con la testa nuda ci vanno
siano guariti

per implorare
vere.

il

santo di pregare Iddio che faccia piole

Molte donne visitano
ci

case sanle per avere un

marito, e gli uomini

loro ricerche di tesori

che non ara bene,
dargli

lo

vanno per chiedere aiuto nelle nascosti. Se qualcuno ha un hue mena li promettendo al santo di

un mud

di orzo o di frumento, se vuol miglio-

rare la bestia.

[15]

EDWARD WK8TEBAIARK
mani vuote; candele od
i

!«&

Colui che ha qiialclie cosa da cliiedere non visita
il

santuario con

le

olio,

incenso

ed anche denari sono
tre

regali o va'da piu comuDi. 01al santo, se vuol esau-

a questo

si

ta la

promessa

dire l*invo(;azione, di sacrificargli

uq animale presso
II

il

santuario.

II

supplicante bacia

la porta e le pareti e

spesso la soglia dell a casa santa.

baciare la soglia
il

e d'obbligo in certi santuari. Queato e
tuiirio di
vi

caso del san-

Mulai

Idris perche,

come

si dice, il

suo schiavo

giace sotterra,
il

e

del

santuario di Mulai Ismain a
vi h

Meknes, perche
supplicante

suo cavallo

sepolto

sotto.

Nel
il
i

santuario di Mulai
bacia

Abd
la

es-Salam, che non ha porta,
Dappertutto, eccetto
stessa

finestra.

^ari casi in cui la

tomba

non e

accessibile,

si

baciano
la testa

le parti di essa sotto le quali si

suppone siano
co-

ed

i

piedi del santo; o, se la

tomba ha un

perchio, se ne baciano le parti correspondenti.

L' ani-

male, sia un bue, sia una pecora, sia una capra o an-

che un gallo,
c'

si

macella sulla soglia del santuario.

Non
of-

e nessun banchetto di sacrifizio, perche tutte

le

t'erte

sono prese dal mladdam del santuario, che cole distribuisce nella faraiglia del santo,

scienziosamente

e ottiene per se stesso una parte uguale a quella di

ogni

membro
ci

della famiglia.

Dico coscienziosamente,
piu che

perche
<»sar di

vorrebbe un
le

coiaggio
offerte

amrainistrar

d'un santo

umano per in modo disi
i

sonesto.
polli

Al santuario

di

Mulai Abd-el-Kader

portano
suoi ani-

bianchi ancora viventi, essendo questi

mali prediletti.

Le suppliche
giovedi,
il

ai

santi
il

si

fanno principalmente
il

il

venerdi ed

lunedi,
II

ventisei di

Ramadan

e neir aimiversario del santo.

venerdi alcuni musi-

186

SECTIOX DU

MONDE MUSULMAX
alia porta di ogni

[16]

ranti

vanno a suonare dinanzi
I

sijid

e zavia della citta.

santi principali e quelli le cui fa^

hanno tutti le loro feste annuel La mag'gior parte hanno la loro festa nel Muiud, ma non tutti. Cosi Sidi Ahmed el-Bernusi, la cni tomba si trova tuori di Fez, ha la sua festa cinque giorni prima di Ramadan, e Mulai Idris tre giorni avanti quel mese. Sidi Hsain, che e sepolto poche ore distante da Tangeri, ha la sua festa il giorno dopo quello in
miglie vivono ancora,
cui le pecore sono uccise
all' 'Id

el-Kebir.

II

santo pro^

tettore di Tangeri, Sidi
festa nel settimo giorno

Muhammed
dopo
i

el-Hag, ha la sua

il

natalizio del Profeta.
alia citta

AUora

gli abitanti di tutti

villaggi vicini

poi*tano un bove alia sua Kobba, e fanno musica e giuor

chi di polvere, e altrettanto fanno
quartiere. Gli animali
di che
il

i

cittadini

di

ogni

vengono

uccisi sulla soglia,

dopo

popolo entra nel santuario, bacia la tomba, e

recita versi del Corano.

Quando

tutti gli estranei

hanno
loro,

lasciato

il

luogo, la famiglia del santo prende gli anili

mali macellati e

distribuisce

fra ciascuno

di

D'un carattere piu privato
Sidi el-Husni el-Bakali,
II sette
il

e la festa

come

quella di

nonno
in

del niio

compagno,

del Mulud, parenti ed amici del santo e della
si

sua famiglia
loro buoi

radunano

casa sua, portando con
soglia della casa, e la

che uccidono

sulla

sera ne prendon la loro parte

Baciano anche la sono chiamati quaranta scrivani perche recitino il Corano a'mente, e lo leggono intero, ognuno recitandone
a vicenda un
sura.

mangiando tutti insieme, tomba come al solito. Nella notte

Ci6 dura

tin

verso le quattro di

mattina, quando ogni scrivano ottiene un onorario di

cinquanta centesimi, dopo

di

che

tutti se

ne vanno, e

(17)

EDWARD WESTER3IARK
<'

167

la testa
siinto,
t'atte
II

finiUi.

Le suppliche che
la

il

popolo rivolge al

mentre ne bacia

tomba. devono tutte easer

impercettibilmente, soltanto
si

movendo

le

labbra.
I

Corano invece

recita

sempre ad alta voce.
il

sup-

plicanti haiino la speranza che

santo voglia prepare
le pre-

Iddio di aiutarli, perchfe quando Dio ascolta
ghiere d'un santo vivente,

esaudira anche quelle di

una vhe
1

lia lasciato

la terra.
resultati benefici sola^

Mori per6 non traggono

anente dalle preghiere ai Sadats; anche W contatto ihateriale con

qualche cosa appart-enente
In ogni
ii/i</

al santwario

pu6

avere un

eflfetto salutare.
i

o zatWa

c*

efuiia

palla di ferro che

inalati
il

premono contro
doloi-e.

-quella parte

del corpb ove sent one

Si
si

prende un pb^ di

terra dalla

tomba
si

del santo e la

mette

in

un

sac»-

<5hettino che poi
'lata.

appende

al collo della

persoaa ma*dibaciare

Ci6

si

chisima. el-bar aka des-sijid; UsLtlo
la

la

tomba o

casa santa ritrae senza dubbio la sua

efficacia dal contatto delle labbra
cro.

con quel luogo sasi

L'acqua delle

fonti,

che generalmente

trovano

ad una casa santa, e sempre considerata piii o meno salubre. XjQ, s^^rgente del Marocco piii tamosa di tutte e quella di Mulai Ya'l^ub non lontano da Fez, la Gui acqua contiene dello zoltb, e che viene "usata per quali bagni da un gran numero di malati di sifilide,
vicino
i

i

varnio a quel santuario e riniangono

li

per qualche

tempo fincho
via.

il

santo non dica loro in sogno d' andar

Vicino alia casa santa di Mulai 'Abd es-Salam

sono due sorgenti, la cui acqua e calda neirinverno e
fredda
nell' estate.

Le donne che non hanno
e gli

tigli "di*

•ventano incinte se ne bevono,
-frono di sitilide

uomini che so^
di

possono liberarsi dalla malattia, se
'

-'/r

vidi una sorgente in una cava. hanno un il Cosi suUa terra che c' apparteneva a Sidi el-Husni non sacro e solamente I'ulivo quale e di la tahii. Si vedono spesso pendenti dai rami di quegli alberi strisce di panno. e mi fu detto che quell' acqua veniva dalla montagna di Mulai 'Abd es-Salam distante un giorno si di cammino. ma r acqua non and6 piii oltre di Busemlal. ma un cespuglio da cui chiun- que passa scello per andare alia fiera toglie un ramo- e lo mette nel suo sacco. convinto che quello gli portera fortuna negli afTari. Ogni scolaro desidera di avere da uno degli alberi di Mulai Abd. cui rami. Oltre a possono esercitare un effetto benefico per mezzo del contatto. si trova qualche volta nella vicinanza i sijid o d' una zairia un albero effetto benefico. al tempo stesso che sono alberi quali non d'un si tagliano. esSalam un hannasha. cioe una bacchettina di cui i bambini si servono per cancellare difficili sulle loro tavolette le parole che trovano sele nella a ricordarsi per cosi ficcarcio gli alberi tabti memoria. Nel villaggio Busemlal. Gli 1' 'afarats (demoni) una volta provarono a condurre acqua di li ai cristiani. nel distrettx) di Beni Hozmar.168 SECTION DU MOXDE MUSULMAN [18] lavano con quell' acqua. secondu il principio della magia simpatica. specialmente da malati che cosi spe- I . Presso la tomba di Mulai 'Abd es-Salam cresce un sono anclie alberi cui legno grande albero dal quale nessuno oserebbe staccare neppure una foglia . ci E interessante i notare come. Se uno nop ha appetite o se soffre di costipazione. e queste sono messe li da uomini e donne che hanno qualche desiderio. presso Tetuan. se son rotti. si non ha che a bevere di quell' acqua e sentira bene. ma ci il ha un potere benefico miracoloso.

staccano dai vestimenti che haniio addosso.{19J EDWARD WESTEHMARK di guarire. di testa. le 169 rano ora Ora portano le strisce con se da casa. A Laraiche c' e un sasso. si Se una ragazza desidera i maritarsi. madalle niera usata generalmente donne. di candele. Se uno ha liiogo. Ogni casa santa cam- pagna ha t)d la sua hamma^ cioe una cava fra in una roccia le uno spazio aperto due o tre sassi o qualche volta offerte: una stanzina fatta di pietre. come sacrifizt al santo Sidi Ben 'Abdullah. a Tetunn. Qui si fanno di denari. ^ eretto sul post» ove di santo riposare. e la bre. . e quelle e visitato da persone malate. in prende un po' di terra da quel mette un sacchettino che porta intorno al coUo. Busemlal vidi al villaggio. si Se nou Hono alberi si vicino al lega la striscia ad una canna che in mette nella hamma d'un santo. il che impedira al resto Iia il della capigliatura di cadere. altra per il mezzo d'un soleva li. sul quale il santo era solito sedere. raa anche gVi per aver dato ci nomini il si vedono spesso con tjelaleb rotti loro tribute agli alberi sacri. II popolo anche vi uccide pecore o capre o galli. va lava le mani ed piedi. padre di Lalla Minnana. prega la hamma perche cosa fanno le le faccia trovare uno sposo e la stessa donne e anche gli uomini che desiderano figliuoli. vicino siste in E fatto di pietra. A Sidi una hamma che apparteneva a 'Abdullah el-ya^. e con- due sfcanze senza tetto e separate V una dalla ruscello. il Se una donna il mal si il pulisce il capo e mette il sudiciume sotto la teb- sasso. Le donne che perdono i cjipelli vanno la e mettono alcuni dei capelli caduti sotto il sasso. che le togliera dolore. zav'ia. d'incenso o di poUi che 8*ucci- dono nella hamma mentre si chiede qualche favore. sijid. il quale ha un santuario. e .

I qiiando apre. I haddair or Iv cihdpo co gli ^Sa . Nel fiume appartenente al reeinto di Sidi Heddi si ti*ova pure una specie di pesci chei son sacri. quattr' occhi con lui. II col leggere versi del si Corano. e pu6 predire se un liomo ricuperera la salute o se morra. 9i>9So p.iange donne dicono: « AUak unualli \ileika ja irisul UUah»i G' e un altro sasso attraverso il quale la gente si prova a spiccare un salto. quando rimane a la porta. vi porta poi queste provvisioni con se. Sidi el-Hairi e Sidi Heddi. quale e baraka. giti sul sasso. ma i cattivi caseano Non sono teuenti per6 soltanto le cose inanimate appar- ad un santuario che posseggono il questa forza di fare miracoli. Egli solo pu6 visitare la tomba. II mkacklu7n di molte case sante e barakd: come Mulai Idris. e le buoni vi riescono senza toccare la pietra. II mkaddam di Sidi Heddi Questo e caso dei santuari di grandi santi i lia anclie la reputazione di poter predire avvenimenti si futuri. baciare. e il popolo em- pie di pane e cavallo. e crede che parli col santo.. II mkaddam di Sidi elI^lairi guarisce malati. ma se uno che di la. il ha maledetto sua madre SH984> si prova a passare firrche chiude ed egli i vi rimane gli scrivani. di Sidi il questi guarisce malato muore. sasso di quelli clie maledicono le loro madri. 170 SEl^TION DU MONDE MUSULMAN f2(J] Vicino alia casa siinta di Mulai iin Abd e8-Salam il si trova sasso die si chiama il /jat/ara del jnsa/jaf. Le person© buone posflono passare per buco nel si sasso. dopo aver chiuso Se benedice e tocca un malato. si il e che il popolo suole Queato manda nei villaggi vicini con addosso una cesta che di grano. lo fanno riaprire. ritornando al san- tuario. Al santuario il Heddi c'e anche un cavallo. se egli rifiuta di farlo.

mentre ci si rivolge a Sidi Hammed Musa e Sidi Ali Ben Nasar quando si va a caccia o a fare alle fucilate. popolo deve dame un mud a i Sidi Bel 'Abbas per poveri. Sidi iiella i i yinfm. e nessuno penserebbe mai di prendere o di far male a quei pesci. El-cdjbasia da perclie benedica una parte. nella tribii del Fab*?. Mulai Abd es-Salam cibo di cui ottiene . e perche lo taccia vender bene. vicino ad Azeila. Quando il mare e aiuta pellegrini die vanuo alia Mecca buttano moagitato. Generalmente parlando. per Mbarak Ben 'Omrau . vicino a Laraiche la t'ebbre tribii del Sa). denari vadano nella sua oassetta. come. Un santo generahnente ha la sua specialita. e hi" vocato per un certo scopo e da una cei*ta clasHe di gente> Ci 8ono santi special i per scacciare esempio. Sidi el-'Arbi. prima di portarlo a casa. in Angora.iman Ben Jitu. o si pe» scatori ed danno denari invece al santo di peace il e carne.(21) EDWARD WE8TERMABK 171 avanzi dei loro pasti. Sidi 'Abd Ullah Ben Hasain. e Sidi 'Abd er-Ral. e gli uomini a di- come Mulai 'Abd es-Salam.iel ultri medicanu come come Mulai Y'akub. Sidi Bel 'Abbas e il santo dei commercianti. ventar padri i i nete d' argento nel mare. Lo stesso santo benedice anche il cibo. Altri ban no una grande reputazione per poter muffahedin o la sifilide aiutare le donne ad avere figliuoli. invocando Sidi e si crede che i Bel 'Abbas. Mulai 'Abd el-Kader e il santodei viaggiatori come pure dei ciechi che lo invocana quando chiedono I'elemosina. Quei stti offei*ta si cliiama el-abbasia. Ceiii santi guariHCono V insania come Sidi 'Ali Ben ^arazam. e la fanno anche macellari. Quando i il tVumeuto il o r orzo e maturo. vicinc* a Tan^eri. la cui tomba non e lontana da Marake:>b maghi col dar loro hekma.

ma non esclusii vamente e. Qualche volta alcuni villaggi I m . con il speranza clie quest' atto fara arrivare vapore piu quando ritornano dalla Mecca vanno al giardino appartenente al sijid e vi rimangono tre giorni e tre notti. i quali. santo protettore di Tangeri. e santo anche dei pellegrini clie partire.. Se uno desidera di darsi a questo mestiere. Divide per6 quest' ultimo onore con Mulai 'Abd es-Salam. Pure raalfattori ed rei invocano visto. La circoncisione si fa quasi sempre. clie sono tante nel Marocco. ha il suo santo. colla bandiera e con la musica. il i santi. del festa. dopo il qual tempo i loro parenti ed amici presto. E vanno a prenderli. come abbiamo lui nel santo dei mentitori i ascolta chiunque lo invoca. e li portano alle loro case ove prima non possono entrare. e gli e si dice clie fa lo stesso un toro quando vuole abbandonare ofifre quella sua professione. e quelli die vorrebbero iin essere giocatori di gimberi alia il menano una capra od Habib. Mulai 'Abd el-Kader . quindi ladri spesso si rivolgono a momento stesso del loro delitto. vanno li alia Mecca. uni- e ogni villaggio. quale citta si celebra il 1' anniversario con una Ogni si ha suo santo protettore. il gran santo clie aiuta perfino i banditi di protessione. nei santuari di Mulai i 'Abd el-Kader. comprano un bue la e I'uccidono presso santuario. prima di vanno vapore al siio sijid clie a chiedere la sua assistenza. Ciascuna delle congregazioni religiose o semireligiose. € se il portera alia Mecca il e in litardo. fa un viaggio alia casa santa di Mulai 'Abd es-Salam. Sidi tomba di Sidi Muhammed il el- Hag. cosi anche ogni tribu. 172 SECTION DU MONDE MUSULMAN santo dei lettori del Corano. i [22] h il venditori di dolci invocano sempre Mulai gallo Idris.

(23] EDWAUD WESTERJURK d' 173 scono nella venerazione uno stesso santo. il questa di- Marocco a Mulai 'Abd el-Kader. Ma non d sono relazioni stabilite fra un santo ed un altro. II siinto tettore di Tangeri e Sidi Mubamnied el-Ha^. ecc. La riverenza che Mori hanno per loro santi e estrema. Dio delil r Islamismo e troppo lontano daH'uomo ordinario. e superiore agli altri. Una cosa caratteristica per lui fe che non si sia mai ammogliato. quello di Marakesh. e percib rivolge ad un santo. Ci sono piazze. Sidi i^ePAbbas. Mnlai Idris. ed il posto die occupano nella coscienza di gnita si attribuisce nel i i questo popolo ligione ci maraviglia. montagne e fiumi die banno loro santi protettori. Lalla 11 ^anam santo protettore di tntto il Marocco e 11 Mulai santo Idris die introdusse V Islamismo nel paese. Sidi Ben 'Aisa. L' intero i paese e pieno di sadats e lor(i e il popolo invoca II santi in tutte le situazioni della vita. Sidi MOgdur. Ci sono intatti molti Mori che piuttosto si farebbero spergiuri . quello Tetuan. le invocazioni speciali sono tatte mentre ci si avvicina a Bio soltanto con atti di devozione regolati e con versi del Corano. zatriats. S'eidi . quello di ^logador. quello di Meknes. quello di Laraiche. e questo pro- pu6 essere di il Ciiso anche di molte tribii. Sidi 'Ali Hu- Minnana. protettore il ha sempre la sua tomba dentro i il distretto quale si crede die egli protegga. quello di Fez. qtiello di Alcazar. Un suo santo per6 e riconosciuto per titolo e el-Kutb. bendie la reputazione in cui sono tenuti possa va- riare indefinitamente. Tutte ai santi. si quale ha bisogno d'un intercessore. se consideriamo che la ree protessata sopratutto monoteista. Sidi .

per esemgli Mori dicono che era un Moro. culto dei santi otfre nei Marocco. que- caso anche del Rabbi Diuan che fu sepolto a In Saffi si tombe di sette santi -ebrei. E dopo i Mori credevano sempre nei sette fratelli ebrei. e tanto questi quanti quelli visitano la sua ti>mba. I Mori dicono che a loro non importa suo sijid se gli Ebrei I'invocano e frequentano al santo stesso il — pare die come i non importi rivolgono a — e credono che aiuti gli ^brei se II iiltri essi si lui. un interesse speciale per . Di Sidi pio. offrono volentieri ai santi candele od oHo.174 SECTION DU MONDE MUSULMAX [24] davanti a Dio cbe davanti al santo Sidi Nasar. Hammed Ben La fede nei sauti e tanto grande che alcnni sono invocati anche da quelli che aderiscono ad una confesmalattie di petto. Ci sono an-che dei santi su cui se la pretendono e gli Ebrei e i Mori. negli resti paesi maomettani. posto li con sua La mattina seguente trovo paralizzato. e Ebrei che era Ebreo. si rivolgono il anche i Mori. trovan le lattia visitano le loro tombe. La causa il di le questa fede e che un Moro una notte dormi presso e insudici6 lo si tombe la dei sette santi ebrei oriua. e in caso di maTetiian. e la cni sione diversa dalla loro. tutti fratelli. i Mhammed Sherif in Laraicbe. Al santo ebreo. Questi ebbe un sogno e fu guarito. Rabbi 'Omraii che guarisce specialmente le tomba sto e e a Tangeri. che si chiamano Ulad Ben Shmerru sewa e che sono rinchiusi in uno stesso santuario. Quando i Mori pEissano davanti a quel hiogo. Alcuni Mori allora pOrtarono candele ed olio alle tombe per rabbonire i santi adirati e promisero di farlo il an- che per I'avvenire se la terza notte malato guariva.

Abbiamo veduto come specialmeiite in il sorgenti. abbiamo un bel^ . il che e consi- derate teto . Una gran parte dei santi aiiorti del Marocco sono persone piu o meno mitiche. Della tendcnza che ha il la fantasia popolare di connettere ricordo di pei*8one sante n certi oggetti della natura. Sidi 'Abd er-Ral. santo ha trasferito la sua santita su ma 6 probabilissimo che la cosa in i molti casi sia diversa. del santo. il suppone essere di sepolto come spiegare 1' appaiire costante sorgenti presso le tombe dei santi? I fatti che ho raccolti nel Marocco aumentano verosimiglianza il Ma la dell'opinione del professore Goldziher in che luogo — alnieno molti casi — sia state sacro vi in origin^. cioe « padrone di due tom}>er Santi simili sono. del quale anoora HI tracce nell' adorazione dei santi siissi niorti. anticlii Penso qui non tanto al che di gli Arabi credevano certe persone capaci possono vedere le tare niiracoli.1 1 25 EDWAHI) WiiHTKH3IAKK lib dolia religione premaomettana die tatto ivi si nascoudono. 8econdo la cre- denza popolare quegli oggetti . ma piuttosto uirantico culto della natura.be.i- man Ben 'A^iba che un'altra nella tribii ha una tomba in Aurora ed Agmara. Si schetti intorno alle tombe dei santi esistenza continua alia pu6 anche pensare che bodebbano la loro paura superstiziosa che il poquale e o si polo sente li. » di come un miracolo del jsanto e gli dk TepiMula Kabrain. le oui tombe facilmente possono essere trasmesse da un posto ad un altro. esempio. Cosi puo aocadere olie uno pmesso la -stesso santo sia sepolto in due luoghi. albori e sacri boiio fenomeni ordinari nella vicinanza delle tombe dei santi. campagna. e che la fantasia popolare abbia poi tra- tomba d' un santo.

curo di quest' ultima trasformazione. Lalla Mira. sassi ecc. Lalla Rkeja. sacri. I . Sappiamo che la credenza in /jinun. Sidi Boknadel. cioe frequentate da jjinun. e tombe di sapti a cui e pericoloso accostarsi poi da notare che nel Ce dopo I'imbrunire. Shum Harush e suo figlio es-Sultan el-Khal. Siffatti sultani sono numerosi. diventa Pare che sore del tjin il santo in molti casi sia stato succesil e il luogo rimane tabu anche dopo che il santo se n'e impadronito. questa credenza e d'un'im- portanza grandissima nella vita dei Marocchini. per dare alia parola del il plurale marocchino. il la fantasia. Lalla Mai- muna. essendo queste mishinin. Sidi Maimun. Sidi Busebba. sersi vono di rifugio ad un potente sultano di jjinun che lascia placare di fjinun da preghiere e da oflerte. Quasi tutte le sorgenti del Marocco sono miskunin. a Bagdad. Non sono per6 perfettamente sinenti al posto. tomba trova Marocco esistono alberi miracolosi i quali non crescono vicino alle tombe dei santi. e posso nominare Sidi Hammu e suo figlio Sidi Hammuda. e ogni luogo che per il suo aspetto straordinario mette in movimento facilmente un rifugio di jjinun. sotto di il siilla spiag- tiiori di quale si dice esser sepolto stesso uno dei figli Noe e che al tempo la cui serve di si hamma a Mulai 'Abd el-Kader. ecc. Oggidi esistono ed quali ancora molti luoglii a cui i Marocchini portano i candele. e un resto e paganesimo arabo. Sidi Musa. se non che santo forse ha apparte- dato a certi oggetti come alberi. incenso ed altri piccoli doni.176 SECTION DU MONDE MUSULMAN in [26] r esempio gia un sasso piatto e quadrilungo Tangeri. una forza miracolosa che prima non sempre possedevano.

Cosi tanto nel culto dei santi quanto nella t'ede in f/inun si possono tro- vare orme d'un antico viaggi continuati i culto della natura. In avvenire. finora quasi perfettamente sconosciuta. Que- sta connessione e principalmente di qualitit locale. Alcuni sono non rado tenuti per f/intin fe Una tale contusione tra santi la veroBimi- e di grande interesse e aumeiita gliaiiza deiripotesi delJa connessione tra di loro. come pure di scoriguardo alia religione ordinaria della razza berbera. qiiesto oggetto sempre le la cosa piii importante.1 [27 EDWARD WESTERMABK Le opinion! Rono per6 di questi 177 divise riguardo alia vera di loro natura di enti mitici. M . santi. mediante insienie collo sceriffo 'Abd reli- es-Salam. coinpletare prire qualche cosa miei studi sui resti della gione premaomettana del Marocco. — 'Tamt HI. Sia clie si creda nn saiito o iin f/inn colui cbe ha dato il carattere soprannaturale ad o un o^getto. e prossimamente. •Edward Westermark. spero di potere. AeUt du XW** Oongrit 4— OrinUmH$t**.

.

hat Weigel Nachfolger. Methoden und bitherif«n Ergebnisse. 0. ' Die Sprachwiatentchaft.) : € Dag«gen A MUhe (Leggi G. . ^ Naturale dunque che fossimo nostre a estendere le indagini ad altre lingue di quella regione. 1889. e ' La lunghezza il del lavoro e la necesbit^ di aver pronto il pr»- sente volume per Congresso di Amburgo. Torino. Cenni di glottologia bantu. il Compilatore ad accoglieme ' la sola G. Parecchi amii addietro. Ragione del nostra studio. Loesoher. De Gregorio. ihre AufgeU>en. 277 etc. mit Uiehter Sprachen der nordweatlich und westUch von Oolfe eon Gui- nea toohnenden Wiflker unverkennbare Spuren einer bantuitehem Verwandttchaft nac?ig«wie»en. Bibliografia. studiando rorganismo e lessico delle lingue di il a nord-ovest e a ovest del Golfo affiDita Guinea. 1891 p. Leipzig. F." SULLA STRUTTURA DELLA LINGUA IN BASE '^ EVfi A DIRETTE 0S8EHVAZI0NI A) NOZIONI GENERALI B 8T0BIC0-C0MPARAT1VE * § 1.) in den De Gregorio {Cenni di gloHologia bantu. costrinse parte generale. » . vi i riscontrammo delle coUe lingue bantu * e nostri risultati furono bene aocolti anclie spinti da Georg von der Gabelentz.

1880 (Cfr. Miiller* riuniva e il Yoruba. che dalla im- paralleli con una lingua poco dottamente I'Eve nota aH'autore. ^ * Standart Alphabet. Trubner. p. pp. ci ci r 8° grado di latitudine sulla al- quanto incerti possibilita sua opinione e fa supporre che la esclusione non provenga da d' istituire altro. p. col Vero e che Ga. V.). per es. J. Bleck i ^ non considera della Ma quando. 161-188. 249 segg. A comparative Grammar of South. Christaller. considerandola come una bantu solo delle Mischernegersprachen^ e lasciando tra le le sei lingue seguenti: Herero. C. London. posteriore ^ (Ife) » tra le « Ori- venisse a risultati diversi. nel tracciare limiti famiglia bantu. Bd. Caffro. f. tanto piu die Lepsius. 307. Sprachen ». f. Die VoUa-Sprachengruppe in «Butt- ner's ZeiUchr. Zur Litteratur der Sprachenkunde Africas in Intei-n.African Languages. 126-134. Ciccana.18<) SECTION LANGUES DE L'APRIQUE [2] principalmente all'Ev^. Zeitschr. 1' benche in altra In quest' ultima sembra bene avere rigettato della lingua idea della connessione Eve colla famiglia bantu. Lo citiamo con « Bleck ». B. dalla parte dell' interne. e che queste lingue ormai ven- gono considerate come costituenti uno speciale gruppo. uher die Volker und Sprachen Afrikas. 1862. questo dominio giunge sino settentrionale. ' W. Bleck. GuI'Eve. rOdschi Fr. I. ' Nubische Grammatik Berlin. Ill. tracciandone un disegno linguistico magistrale. Sprachic. \ . nota lascia che. Pott. Suaheli. London. afrikan. Fer- nando. 2. p. Holder 1876-77. * Grundriss der Sprachwissenschaft. allg. Nella sua classica glielrao Grammatica comparativa. 1803. in una molto nota opera/ ascriveva 1' Eve ginal or South African languages. Pongue. Wien. unit einl. '^ I pp.

della Basso Niger. . J. the other black tribes in the north west to Bantu . cit. additati da costui. 1891..* I limiti settentrionali del dominio bantu. Pure. : Torrend. and further to the west. cU. GIACOMO DE GRE(*ORIO » ^ . London. 8. autore della ipiii completa e recente Grammatica sud-africana. di Sierra Leone e persino colle Senegambia presentino qualche relazione Fra queste.[3] M. tanto che le designa col norne di semibantv. Philological soienoe has not yet determined what is the exact relation of the languages of ». Infine egli Ev6. egli lingue bantu. xvii « There are some Banta enolaves in the Soudan. anche da J. ' 203 segg.T. I'Avatime e 1' il Wolol) senza per6 far figurare queste lingue. » * Trtibner. 245. e nella classificazione provvisoria delle bantu. E per parecchie altre lingua nord-occidentali ^ stata riconosciuta questa possibility oltre che dal precitato von der Gabelentz. di Porrend ammette" che parecchie lingue della costa Guinea. Torrend. Miiller non sembra avere esclufto che possano rintracciarsi dei caratteri di bantuismo anche neirEve. « che per6 rientra nella grande categoria negro » Tuttavia Fr. Robert Needham Cust. pill cio6 a nord del del 5° parallel o settentrionale. 1883. non in tutti i punti corrispondono con quelli dati da Bleck. xvii. London. op. p. 698. Dal lato di nord-ovest essi non si spingerebbero piu a nord della foce del fiume Old Kalabar. Torrend. on the Niger. Torrend A I. special* mente ' stabilite all'ovest. da lui sta- afferma che la scienza filologica non sia la esatta ha ancora deterniinato quale colle relsizione bantu di parecchie lingue di tribii negre. Sketch of the modem language of the Africa. op. p. Kegan Trench. 830. Trtibner. 181 dettc) « gruppo del Volta. menziona I'lbo. bilita. A comparative Grammar of South-African Bantu languages. NN.

C. p. e sara riconosciuta da tutti. la sua importanza diverrebbe poco discutibile. I . * Lo citiamo con « Br. con nome ^ in- nome inglese J. 63 e sqq. Abbiamo ripetergli le poi controUato le sue indicazioni. diretta da Albert Urbach. come per preziosa ^ in qnella presentata nell'XI congresso internazionale degli Orientalist!. in « Actes du onzi^me Con(5'°% 6"°" et 7"-' sec- gr68 international des orientalistes. perche le nostre indagini sieno state possibili.. famiglia sud-africana. * Anexo). che * Rapport 8ur les langues africaines. Klein Popo. Che se lo stesso riuscisse a determinare di un modo sicuro qualche affinita tra I'Eve e Ola. Si chiama con digene. Noi vivi ci siamo esclusivamente fondati sopra materiali che abbiamo potuto raccogliere direttamente dagli indigeni del Togo facienti parte di una carovana di un 60 persone. Ma. Paris. che per fortuna conosce abbastanza d'inglese. un moro molto intelligente. fermatasi a Pa- lermo nel febbraio e marzo del 1899. ». II lavoro poi si propone anche di rivagliare qua e la. sia con stesse domande dopo molti giorni. in Parigi. ove accada. die altri trae da fonti aliene. II nostro indicatore principale e stato il capo di quegl' indigeni.). d'altro lato. da Rene Basset. la opportunita della nostra ricerca rimane dimostrata. i fatti riguardanti la grammatica e il lessico. 1897 tions.182 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE [4] Dopo ci6 non ci reca nessuna maraviglia di trofamiglia bantu nelle recenti es. anche per questo rispetto. vare I'Eve escluso dalla rassegne sulle lingne africane. Hoffi Nayu. Bruce ed 6 native del Piccolo Popo ('Little Popo.

' ». che « das Biichlein will und kann keine gramraatik sein ». nostro lavoro si ^ cosi potuto corn- piere senza preconcetti di sorta. La prefazione e datata. modestamente avverte. 1891. il 26 agosto. ». e cio6 "* quelle di Schlegel. oceanische 47~64. IfI Jahrg.(5] M. citiamo con < Pr. B.Mundart mit Olossar und finer Karte der Sklavenkilste. Spemann. mit Wortertamtn. Valelt & Co). 148-160). Schliisiiel zur Sprache. GIACOMO DE GBEGORIO con interrogare 188 altri indigeni gliele avevamo fatte. da Keta. Kudolf Prietze. perch^ 8ul soggetto. Neurici. merita ogni oonsiderazione. 1867. Lehrbuch der Ephe'Spraehe (ewe) Anlo-. ». e Ewe un * J. Anecho. e primo perche fondato sopra materiali raccolti in Africa.. II 11 libro di Schl. . Vi si trova una interessante raccolta di proverbi (pastesso gine 121-148) e di fa vole popolari (pp. dtti Seminario dei Missionari evangelioi. f. ma 1' opera fti compilata circa due anni prima di quest' epoca. /. ritardo nel consultare queste opere perclife il non fe stato dannoso. Solo dope che la carovana laHciava Palermo. afrik.. senza aiuto nessuna opera a stampa sul soggetto. Ernst Henrici Dr.Abdruck aux Sprachen. di nella Corte degli Schiavi. luogo marittimo a est della foce dell'Amu (Volta). W. Schlegel. in nebst 8prichwH\ a. sia della stessa region e del Togo. Lo oitiamo con « Schl. Lo Znttehr. Schl. 1-2 Ij. Beitrdge zur Erforschung von Sprache Mnd Vofk*^ der Togo KoUmie (Separat.^ H. per una missione evangelica. 1866. Bremen ' bei W. comm. Phil. Stuttgart libri scolastici del & Berlin. fabeln der Eingebomen (Stuttgart.. geiat in « n. e senza il veicolo intellettuale di una lingua europea conosciuta dagl' indigeni. cu- rammo II di procurarci le opere speciali ^ suU'Ev^. Forma il VI vol.und Dahome.. Lo citiamo oon « Henr. sebbene la parte dedicata alia grammatica vi sia considerevole (pp. ^ Prietze.

come dichiara I'autore medesimo (p. quali quelle. 161-328). (pp. che pure sce la nostra fonte precipua. terale e libera. della esattezza e nitidezza dell' edizione. Contiene infatti degli squarci mitologici. che coll'indice delle voci tedesche costituisce la parte principale (pp. Mentre 1' « Abriss der Grammatik » occupa ben poche pagine (99) 1' « Uebungsbuch » (pagine 41-176).. Essa mira. o possano essere stati apprez- diversamente di di come a noi il e accaduto di fare. ha come tale. Degno nota e anche ci6 che fonts precipuo a cui « attinge Henr. IX) all'esercizio della lingua. si potuto avere dalla dopo che il nostro lavoro era quasi ultimate. che abbiamo cortesia dell' autore. che certi fatti possano essere sfuggiti ad Henr. accompagnati dalla traduzione letAnche questa memoria. che noi ci propo- nevamo. II ricco materiale sintattico. zati Ed e poi ben naturale. e infine anche a causa del cor- una minuta carta geografica. C. L' indole stessa del libro esplude dunque le indagini comparative. che ha. Nayo. Anche piu comoda recente. che offrono Henrici 1 . a causa della sua data piu metodo piu semplice di e sicuro. Neppure memoria di mira ad illustrare rEv6 dal lato glottologico. che ha annessa una abbondante raccolta redo. del e pratica per le scuole missio- Darie riesce T opera di Henr. bensi da quelle del folklore. che facilmente occorrono nel il discorso parlato.184 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE [6] glossario del dialetto Aiilo. 177-268) assorbe grosso del volume. delle parabola e ben 117 proverbi. noi genannt servito J. del capo della fonda sulla lingua costitui- carovana del Togo. Bruce la » (Henr. sia appunto lo stesso Hauptlich. di frasi e proposizioni. XIX) che pure a BL.

sebbene non c' impedira un giorno. ci obblighera a ridurre la nostra piccola rao- colta di di ofiTrire. frasi e proposizioiii . viene profferita coUa iniziale sorda dai nativi. ossia ' Tale 6 pure il suono die e in a-/e casa '. Miiller. e es. tale 5 in a-/e-to 'pro- prietario. cioe con / labio-labiale. Lo niente. ai lettori alcuni piCi esempi di costni* che e uno poi avver- zioni. non ar-w*e-to'. Esso rappresenta un suono molto piu raro di quanto parrebbe dasegno ir' tradisce gli esempi. t\ . tire. e che forse saranno dotti per contusione in con c. die per presenta in qualclie punto delle incersi tezze. tale anche in a-f^u-nu spiaggia '. die forse provengono da cib che egli a ionda sul riscon- dialetto di Het'a.[7] M. non per6 mai Parimenti il asieke mano dice assi non mai asi. poiche trovianio co- .. in esse la concordanza rispetto dei caratteri della famiglia bantu. la tc'e. GflACOMO DE GRBGORIO 186 e Prietze.s nfe z. Per es. che qua e la son voce ' citati dal Miiller. proviene da nostre raccolte. e noi suirAnedio. alle Riguardo per es. esfttto schizzo glottologico di Fr. oltre « che » iiyide anclie si assideke. eseguite diret- tamente nella lingua parlata. atte a far rilevare particolamiente se esista ai prefissi. utilizzare lavoro di Schl. non a-w'u-nu. E giovi die il inateriale sul quale soltanto ubbiamo tbndato le indagini. una piccola inesattezza. landslord ' '. J. Ad nitive. che funge da particella di ge' ' che vale suo di lui '. non a-u'e.. che noi abbiamo consultato. forme grammaticali non ci risultaj i*a- che il rEv6 non distingua nei nomi se non ramente plurale dal singolare. « nove dice Ev6 . necessariail pu6 solo die sia. Cosl noi non triamo nessun suond simile a . die iiivece figustati intro> si rano nel detto sdiizzo.

7. pp. 65. resterebbe a vedere dialetti della nostra lingua impieghino proprio lo questa . Qualche altra diversita nei risultati non viene. suir Eve e i suoi dialetti. Bibbia). dizionari. Sprachen. I Jahrg. * libri di let- dobbiamo rimandare ai cenni datine da Basset nella memoria ^ precitata da Henr.. nel caso ne- gativo. afr. Op. cit. resterebbe a fare la scelta tra le varie forme. 186 SECTION LANGUES DE L'AFRIQUE la [8] munissima formazione mediante il suffisso o.. u. Ma ogni lingua Op. certamente. d' indole semplicemente filologica. Ma noi. 7. Considerazioni sul nome della lingua. 6. tura. 56.. Togogebiets. ^ e principalmente da Christaller. f. di cui ci si occupiamo. come naturale. europea traduce le denominazioni ' cit. in Zeitschr. clie del resto e fondato sui dati di Schlegel. H. La scelta del nome da dare facile. ci siamo attennti alle osservazioni diretta- mente Togo. p. ad e infirmare I'ottimo schizzo lingaistico di Miiller. alia lingua. traduzioni della § 2. p. non e e dipende dal criterio cLe adotta per denominare le lingue oriental] Dato anche che neir uso di resta se i tutti gli autori si (il accordassero unico alfabeto fonologico che tuttavia un desideratum per della scienza). istituite sulla lingua attuale degli indigeni del Qiianto alle pubblicazioni. I . * ' Die Sprachen des I. e alle pubblica- zioni o opere manoscritte in Eve (favole. stesso vocabolo designar e. ocean. 8.

perche. 203. che resta poco giusti- Con form emente. per quanto paia di poco conto.. Schlegel stabilisce la denominazione ev-'e^ procurando stessa rappresentare coU' alt'abeto di Lepsius la Fi*. coi segni che possano rappre- sentarli quasi approssimativamente. e necessario i noi italiani potremo scegliere tra ev6 ed eM^. p. cit. specie in quelli destinati alle Missioni. e anzi stabilire ev4.t9] M. B. che. GIACOMO DE OBEOOBIO 187 delle lingiie noii lett^rarie colla propria grafia. seppure qualclie italiano ha prima di noi menzionato questa lingua. eoue ed er^. una grafia che riPur troppo per6 per incontra lo scoglio della varieta degli al- fabeti scientifici e dei var! critert di trascrizione. che ev^. Ed e pur necessario far noto. Ma mente la dichiarare. e I'altra alia tedesca. eiM e azighS. fatta astrazione dalla ficata. costretti di cui Appunto per ci6 gli autori francesi sono amraettere una duplice forma. Coai ' Op. inglese. nei raoderni libri tedeschi. si e adottata produce questa questa via s' denominazione. non riproduce esatta- denominazione indigena. Tale qnestione. Lepsius e Mttller adottano tale forma. non pu6 punto tralasciare. ne«suno ne ha parlato di proposito. Cosl * tradurre in altri autori. si J. sebbene che w abbia inglese valore nel tedesco. . forma 6ghe. pronunziato come fanno piu degl' Italiani. che riesce il ai loro alfabeti nazionali. inglesi e tedeschi. denominazione indigena. e si quando tratti di 8uoni special!. trascurando lo spirito aspro sul to impiegano semplicemente consona iieir alfabeto la formula diverse etoe. oscilla tra ma Oust volendola ew^. si ad Tuna accosta alia pronunzia inglese.

siano. Tutte le altre volte per6 proffer! il suono sonoro. che ci6 che Schl.. n. p. che ». Christaller ist ^ espressamente afferma. da noi richiesto. ne la lingua hanno punto gioco. 'due'. e riuscito di oonstatare. o no. si storla produsse . cbe per fenomeno mediano tratta di una continua esclusivamente labiale. 1 . 5. 2. Cosi a noi e venuto il sospetto. adoperi ephe ed ep'e. eue con ?/ semivocale. Christaller ephe. un sol giorno il nostro indicatore non e fu per6 quando. 'sole\ nome della loro lingua. che in ew'e Certo e poi. cioe che si tratti di esatto. mentre Henr. biamo trovato che ew'e i Ora noi abnativi del I^ein Popo fanno difleit. p.. ew'e. in cui ne i denti. notava. Ma e « un « reine Hauch scliweigend ». qualifica p^ come una tenuis^ aspirata. sia poco anche Henr. i Ma noi ab- biamo r obbligo di far noti nostri risultati. 4. adopera Pr. che stabilisce per ogni singolo suono unico segno. il ci6 che del resto anche si Schl. mentre * Op. [10] avviene che Schl. pur patrocinata da Christaller (senza poi dire di eohe). * Die Sprachen des Togog. renza tra ewS (pron.188 SECTION LANGUES DE L'AERIQUE ew'e. 6. molte volte in diversi giorni il nome della sua lingua e ci . afferma circa questo punto. zava a mostrarci la disposizione degli organi della bocca. Noi abbiamo fatto ripetere al nostro indicatore Br.. concordi con quelli degli altri autori. non pu6 convenire la grafia ephe. ma si che questa differenza non dipende da abbia un suono sordo. ci6. ed eve {v labio-dentale). cit. nell' atto di produrre il suono. che col sistema di Lepsius. il fonemeno nicht stimmhaft Si trattera dunque di varieta dialettali. Circa la vibrazione delle corde vocali.

nei traduzione della Bibbia ad uso dei Missionarl di di Brema. ha creato dei nomi * Henr. II segno p' adottato da Henr. letteratura.. di questa V. nella denominazione della lingua. specie quelli delle lingue africane. ciascuno dei popoli eu- dominatori o colonizzatori. tutti gli alfabeti scientifici servono per un date ramo segni per le fricative e labio-labiale. da questo pnnto di vista pare piu conveniente. Ha per6 r inconveniente basarsi sopra la lettfera . tratta. Inoltre osserviamo. p. i sonora. cio^ « also p oollo spirito aspro sovrapposto. ai nonii indigeni. di scientifico di uso univer- sarebbe il caso di appigliarvisi.J [11 M. o per date famiglie Secondo qnello sorda e di Techmer. possa rappresentare der Pvstelant Hchlechtin ». |?. GIACOMO DE GBI-XiORIO 189 si tratta di iinico suono. sareb- di studi glottologici. che si una fricativa. clie noi per6 abbiamo udito Honorizzato. destinata accor- a rappresentare una esplosiva mentre tutti ci diamo nello stabilire. Se esistesse un alt'abeto sale. serie bero / e Tali letterario. segni per6 non esistono in nessun i alfabeto dato pure die suoni da essi rappresentati possano sporadicamente esistere nelle lingue nostre. che per i nomi di tutte le lin- gue senza proprio alfabeto e senza per plorevole miscela. vige tuttora una de- Accanto ropei. per quanto libri di i*i- levasi dai titoli datine da Henr. e anzi ' diciamo. 15 atierma solo ohe il suo segno speciale. nel corso deiropera. ed lia il vantaggio di essere anclie adottatu. Ma pur troppo linguistiche. di un tnero 8oifio. . nel caso nostro.

511). anche per la preferenza. specie poi per la grafia. Secondo lui. Secondo Schl. ingl. noi italiani possiamo bene adottare deno- minazione sordo di eve. il della il fricativa pu6 sembrare da posporsi ad ha sempre tr. ohe ha annesso alia sua opera una dettagliata mappa. a cui fa capo anche Cust. viene appel(it.ci decidiamo per evS. Lingae del Togo. ewe. limitata a sud dall'Atlantico. Milano.. Invalso ormai questo dritto. Henr. i nostri geografi. la lingTia detta Tshi o Odschi in Europa. p. e di accostarsi all' grandemente. in SECTION LANGUES DE L'AFEIQUE conlbrmita all' [12] indole della propria lingua. a ovest dal fiume (o Volta (Amu). Hoepli. Regione delVEve. Chwee) dai nativi VAkra viene abusivo la al appellata Ga. p. Glottologia. Milano. I'Eve stende dalla foce dell' Amu Ma sine a Kpandu in- ' In altra opera (De Gregorio. p. (Cfr. II. e in dipendenza di circostanze di varia si natura. mentre lata Cui il nome indigeno .. per quanto sembri. indica confini piu si precisi. § 3. che a tale forma cominciano a dare Garollo. ^ la quale. . con questi due nomi. I'Eve occupa una non grande regione della Guinea Settentrionale. 1886. oltre che per le ragioni addotte qui nel teste. se a chi crede suono ef^. Ciui^ ingl.190 speciali. 248) avevamo adottato la forma eue. eice. vol. vantaggio di rappresentare a capello eve e il ted. ora . ad est dal territorio del Yoruba riba). Ya- a nord da confini non bene determinati. Uno gguardo alia tei-ra. es. Gott. Vallardi. Cosi la lingua parlata nel Yoruha o Yariba chiama appunto e Oku.

ad es.. spiaggia). 5 86f»::. 191 clusivamente. Ivi esistono delle lingue sorelle dell' Eve e delle lingue. si trova segnato invece Adeli. L' Eve ni-de h letteralmente otto (e-h%) uno {e-dde)\ parimente I'Adele : otto (nye) uno {eki). 16-33. la quale da parecclii anni e sotto il protettorato della Oermania. ^ Christaller ha scritto una memoria speciale. ma a p. e go. che e la settentrionale. 2 Adele. che presentano. Die Sprachen dea Togoij. " Die Adelespvache im Togogebiet in Zeiischr. nel Gruppo del Volta. a quanto pare. fiiime. Notiamo di passaggio poche consonanze da noi av- vertite in alcuni nonii numerali. in Zeitgchr. spingendosi verso est. una certa indipendenza. di segue verso nord-est la oatena dei Akposo sino a incontrare VS" parallelo. . a oriente s'incontra col Yoruba. GIACOMO DE GB|XX)RIO li. L'Ev6 e la principale delle lingue parlate nella regione del Togo ^ (da to. cit. in modo da comprendere il Dahome. TAvatime messo prima da Henr. NelU carta di Henr. e poi monti e ascritto tra' cosidetti Agome isolotti linguistici Henr. ler. Le relazioni tra queste lingue meritano ulteriori studi. pp. p. Ev6 4 6 Adele ena id e—ne Or-to 8 9 e-ili nye iijieki fii—de Quest' ultima forma presenta nel secondo element© una consonanza nyeki e di ordine ideologico. perche noi troviamo.. come e messo pure da piii Cliristal- Sulla lingua Adele. cit. p. 2) della regione dell' Eve. I. * Christaller.[13] M.

Basel. ' Cfr.. ascrive 3 sottogruppi 1.) Nel 2° sottogruppo la lingua piu importante per la scienza. che le diversita lessicali tra queste lingue sono notevolissime. a causa della sua fedelta lo al tipo originario. pure crediamo op-. Ga. si . per es. Miiller abbia stabilito un gruppo delle lingue sopra nominate e dell' Eve. 192 SECTION I^ANGUES DE L'AERIQUE [14] § 4. il h certo I'Ev^. sia parlato da circa 4 milioni uomini. quelle della Seneganibia occid. J. Per ispiegare Ciui e la prima. 2. A. Dictionary engllsh Tshl-Akr^i. Odschi). Christaller. quelle del Volta {Tschi. lo Ga sieno lingue affini. potrebbero vi e supporre delle 1' vere infiltrazioni il ma non dubbio che Eve. relazioni colVAcd (Yoruba). {Wolof^ Man- dingo.. e I'assoluto distacco in altre. che al gruppo linguistico. I . Ephe. portiino avvertire. come bene osserva anche Ciui coi Mtiller dialetti nulla importando che ec. G. Rispetto al lessico ci6 che a noi ha recato molta maraviglia e il contrasto tra I'affinita. Le nostre indagini su questo punto ci conducono alle stesse conclusion! di della Henr. 1874. etc. quello del Niger (Yoruba.) 3. dell' ' e che I'Acu si mostra il piu lontano parente Eve.) vart suoi di (Asanto.: . etc. Parentela col Ga (Akra) e col Ciui (Tshi.). che rasenta la identita. detto Guinea Settentrionale. etc. Sebbene Fr. in certe parole. Ibo.

Per TAcii f^Yoruba) i e 10 presentano forme attini. - Tuw« U . sebbene anche il Miiller lo istituiBca. ci Hono riuscite negative e anche poco noddisfacente ci ^ riuscito il confronto tra' nomi numerali. Eccu alcuni III. Dui giorni della ci 1' sL'ttiiiiauii secondo il nostro in- dicutore avverte\ niancano le denominaziuni nel Yocorrispondenza ruba.—iio as6n aiyo kpa no 8 9 ejo kpanyo nalin (i.sso akrun 10 eua edu nyorima . A oil 1 Evt e-dde e-ve e-to e-7ie CiDi e ko Ga eko eici V 2 3 eji e nu enu ete eta e 5^ 4 6 6 7 e/ri a ndh edfe anu efa dje V a-to Or-de anum asia entniw ekpa da-dre e-ni ni-de t. che adotta u^o maomettano.[15] M. tratti dai nostri spogli. Solo numeri 3 . la Invece. per queste 6 mirabile tra lo Ciul e I'Eve. GIACOMO DE GBEGOBIO le indugiiii 198 da noi tatte in base alhi lingua parlata dall' indigene Thomas. nativo di Lagos. mentre dello il Ga in genere sembra pociii avvicinarsi all' Eve piii Oini. oscnipi. Actu t/M XH<** Congris lits OritiUmlutt*.

4d4 SECTION LANGUES DE L'AFKIQUE 1101 Eve Domenica Lunedi Martcdi Mercoledi kvasi-da V Ga Jtoijba Ciui kirasida jo-da hla-da dm dmfo •so daoda bendda trnkuda iku—da Giovedi yawa—da ji-da so yawda efida Venerdi solid Sabato me mle-da ho memeneda cipuUa sacco Hole sa-bu—le sabola sopradd kotoku V ko-to-ku m kotoka m e-tve hulu owia Dio oro battaglia Mau sl-kd Maaa Uka. ta Onyama sika a-hua e-kjjlo oku tavola okplo able opon ab-urow frumento leone anello e-bli V ja-nta ple-iigo dmta bleko gyata preko sd sega sa-ka sao I .

pp. suddiviso in b) a) dialetto c) tanino a nord-ovest. 203-205. ri- duce a tre 1. Schl. Difjp. monanecho a I'orientale distinto in a) Mechi. I'AtjIo nella costii occidentiile. per quanto ci risulta. siid-eat. Tale distinzione e se^uita che aggiunge qualclie dettaglio sulla denostessi. Dahume. riputazione di maggiore purezza e '* sebbene. * nella costa orieiitale. (ilACOMO DKtJRBiiORlO 195 J i^ 5. il numero dei dialetti clie I'occidentale. la forma italiana anglo la rappresenterebbo lueglio. il mediterraneo.iti (kW Kvfi. comprende I'Anlo. v-vji) distin^eva cinque nord est. pp. perch6 Henr. Keta. Adottiamo qnesta forma per la denominazione del dialetto del e Klein Popo. ^ nella laguim di 2. e rAntuii. I'adotta. Br.: rn. 11 nostro indicatore. M. cit. I'Anlo gode ormai una certa nobilta.. b) Dahome. varieta da noi principal- ' Op. ci avverte die ogni cen- tro di abitazione presenta delle piccole particolarita di proniinzia. l£a qnesta verrebbe a confondersi con anglo anio^ ' ingloBe . ' ed i perci6 preferibile che ^ ancbe di uso pid coinnne presso ' gli antori tedeschi. c) eplie nel centro. minazione de^li Oppurtunaniente pero Henr. esso non presenta poi delle grandi la differenze coll'Anecho. e perchS comoda anche per U . specie in Africa. come tutti i del resto e naturalissimo. Pheda-Pla (Whydati-Grand Popo). Fra dialetti. il dialetti: il Ma/i ' Mahec delle carte) a Weta fWliydah) da Gust. la * Siccome pronunzia Indiana di questx) uomo i"oca una nasals guttnrale. 3. il rAnfue ad ovest.

Anlo sono molte pubblidel Mission ari esercitata si ad uso ^ della societa Ma 1' opera di costoro e anche sulla lingua del Daliome. 1879) del missionario francese Coardioux. per es.19fi SECTION LANC^UES BE L'APRIQUE [18] raente studiata. . in cazioni a stampa. tedeschi. che e nell'tiltiiua sillaba di questa voce. sulle particolarita dell'Anecho cfr. 91-92. il Dictionnaire abrege Francais Dahomeen (Paris. o Fogbe. GiAcoMO De Gregorio. sebbene solo il ch tedesco abbia un valore presso che uguale alia fricativa sorda gutturale. Del resto. Henr. * V. detta anche Fo. M. stampa italiana. Soltanto.

l' Afkique. (F. W. (David Castelli) 57 La cronaca di Galawdewos o Claudio re di Abissinia (1540Ill 1559). Baumstark) 117 Note on the Evangel iarum Hierosolymitanum Vaticanum and the origin of the Palestinian Syriac literature. (Dr. Morris Ja127 Ph. (Dr. Section Langlks dk Sulla Btruttura della lingua « zioni. Giacomo De Gregorio) 179 . 129 Srction du Monde Musulsiax i ^ Poche parole sul movimento reli^ioso del giorno tra Musul135 maui del nord dell' India. Des premieres origines du peuple Edouard Montet). (Ignazio Guidi) Eine Tyrische Weltgeschichte des siebenten yahrhunderts. TArciduca Luigi Salvadore Crli d' Austria) 1 antecedenti della Cabbala nella Bibbia e nella lettei-atura talmudica. The name of Samuel and the stem strow J. (Edward Westermark) .) d' Israel. D. (Emir Chekib Arslan). Burkitt) 119 Sha'al. . A. C.INDEX Section Si^viitique Voci di origine araba nella lingua delle Baleari. (T. 143 151 Sul culto dei santi nel Marocco. . (Prof. Eve » in base a dirett*' osserva- (M. Arnold) De I'activite litteraire chez les Arabes.

\ .

.

^ .

ACTES DU DOUZIEME CONGRES INTERNATIONAL DES ORIENT A LISTES ROME d899 .

I .

LrNGUISTIQUB GRfiCE ET ORIENTE ^^r FLORENCE SooiiTE Typogbaphiqde Florentike Rus San Uallo. 3S MDCCCCII .ACTES DU UOUZllME CONGDflS INTERNATIONAL DES ORIENTALISTES BOME 1899 TOME TROISIEME (deuxi^he partie) SECTIONS: MYTHOLOGIE ET RELIGIONS.

.

8 quoted as Rieu. ActtM du XII'"* Congrit dM OrUnlmHat»».. 679 seq. 227 and Rieu. 003 seq. great value During the last thirty years importance have been added. liolds a conspicuous place among European libraries of Arabic literature and has some distinctive features of its own.... of Compare Rieu... Lexicography. ' seq. thougli one of the youngest.. 692. — Tnme III iJ ' I'm . Rhetoric and allied and importance lies in subjects. The Collection of Arabic MSS. Catal. Catalogus Codicum Mnnuscriptorum Orientaliuin Museo Britaunico asservantur (aft6rward. 467 seq.. 416 seq. 440 seq.. pp.. 739 and Rieu... Supplement to the Catalogue of the Arabic Manuscripts in the British Museum (afterwards quoted as: Rieu. I . See Rieu. 565~629.(ki.) qui in pp. 266 seq. 754 seq.ment a l\ kfx'tiox nr moxdk mthulman) ALi IBN HAMZA AND HIS CRITICISMS ON FAMOUS ARABIC PHILOLOGISTS. 181 seq. SuppK. ' "^ In this respect tlie Collection. in particular. is an abundance of rich and rare MSS. . many works of and now its main * two distinct directions.. Suppl. Catal. Besides its there brilliant set of historical and geographical MSS. 440 seq. in tlie British Museum London.. that have reference to Arabic Philology in general and to its ditferent branches. 689 seq.im'l<5. pp. 466 seq.). 544 seq. Grammar. pp.

Grammatische Schulen der Araber. which very poorl}. though of Arabic literature are represented. Or. fol. no. II. = de fol. Suppl. G^schichte der Arabischen Literatur. called al-Askarl. 415 . Rieu has given a full and graphic description. There are two that have attracted cial attention. See also It is also very rich in Preface. bear upon philological questions are particularly noteworthy. Brockelmann. 3004-3201. 254. vol. p. I. Slane's translation. * an eminent philologist of the ' * See Eieu. Suppl. b. 302. ^ branches that yet the MSS. 390 al-SuyutI. vol.represented in the different both in Europe and in the East. p. YII.j*^)\ i-jlxT. Ta'rikh Al-Islam b. I. iashlfdt-literature. Bughyat alwu*at fol. II. viz. p. has gained fresh strength by the addition of the very valuable and interesting collections of two of the greatest Arabic scholars of the nineteenth century. which formerly all belonged to Freilierr von Kremer. * The main references are given by Rieu. Ibn Khallikau no. Rieu. FlOgel. which have been incorporated in the original Library". Both belong to the as a whole libraries. The properly called <wAa^\. p.^ In the series of important MSS. 177. II. viz. * MSS. 4154-4219 and 4618-4657. see Rieu. See also Preface.6 SECTION DU MONDE MUSULMAN [2] which Dr. 8084) p. Suppl. 573. 842 (Or. p. repre- committed by the learned in the spelling and pronunciation of rare words and proper sents a treatise on errors names by Abn Ahmad al-Hasan Ibn 'Abdallah Ibn Sa'ld. William Lane in 1891 and 1893. Comp. viz. Or. Haji Khalifa vol. the libraries of Alfred Freiherr von Kremer ^ in 1886 and Ed. Or. 166 48. 382. first. pag. Preface. Suppl. relating to the origin and early period of Islamism. p. 126. my 'Ali spe- the Kitab al-ta^hif by al 'Askari and "ala aghallt the Kitah al tanbihdt al—ruwat hy Ibn is Hamza. Ansab al-Sam'ani.

vol. Part these references are given. where mo«t of Comp. Annales Muslemici. the autlior also states that he has compiled a sive comprehen- and has been requested by learned men in Isfahan and Rai to extract from it. Hammer-Purgstall. p. vol. Compare also Boisen in the preface to his edition of Ibn Dnraid's Maksura. 25 and BrGnnle. 33 seq. Arabico-Hispana I. 192. p. der Arabischen Literatar. 313 and SchafOten. Mas. vol. in two separate works. 64. 149. I. Contributions towards Arabic Philology. II. Arabische Literaturgeschichte.. a pupil of * rious instances of the trouble the ancients took in ascertaining the correct form of doubtful names. Anthologie grammaticale. Casiri. p. p. Specimen. Dizionario Storico. H. 25<)4. in Gotha. vol. and 136. p. 19 b. vol. Anbari Tabakat al-udaba p. pp. p. p. Gesch. I. Abulfeda. 293 and Abn Bekr Muhammad Ibn al-Hasan Ibn Duraid. WUstenfeld. fol. Grammatische Schulen. The most important of them are: Haji Khalifa. Pertsch. Biographie Universelle. p. p. 139. H. II. 578. Wf*>t** . p. p. 261 seq. He says: ^ The author starts by giving some cufourth century of the Hijra (he died A. Suppl. Bibl. vol. The substance of his work has been given by Dr. Brit.. Repertorinm. p. PAUL BR6*NNLE . what concerned the students of TraTasl. ^^ . Mas'udi. vol. 111. 258. Catal. and 241. VI. . 365. Tabakat al-nuhat (MS. Brockelmann. 87.[3] DE. Escurialensis. 20. 101. d. Fliigel. Eichhom. Muriij al-dahab vol. no. Al-Zubaidi. p. p. 376 and note p. Rieu in his scholarly and concise manner. 648 =: de Slane's translation. Hamaker. p. Hdschr. 842. Fihrist p. The * The references for this excellent philologist and poet are very numerous. Gfenealogische Tabellen. * II. p. Ill. I. 385. Rieu. VIII. Joardain. de Sacy.. V. 131 p. 7 was born A. f*»p|J seq. De Bossi. 322. no. p. vol. no. p. vol. Ehizanat al-adab. p. I. 382). Rieu. voL VI. vol. Abu'l-Mahasin. XXI.iif work on dition and what was required by men of letters. Ibn Khallikan.^.) p. ^\. 307. arab. f**.

4A*i^l ^IaT ^y^ v^:tfVjwaj_5 J^S^jit-i U^V itself The main interest of the work concentrates in the extensive section fol. ot tlie poems of Imrulkais. Tarafah and other ancient poets and these together furnish ample material for the criticism of the context of their respective Dlwans. work is con- cerned. and at considerable length. Zahair. 95^-159^.£|. fol. namely fol. . Equally great value attaches to the second Tashlf' workj to which I have already alluded pose to publish in full and which I prowith a running Commentary. cannot claim I in all its different parts the .8 SECTION DU MONDE MUSULM AN The work. Al-Nabighah. a table of which given in the preface.s have therefore decided. di- vided in Babs. 29i.: Difficult passages of the Hamasa and their con-ections. fol. 159^-1691. fol. 96^-158^: Difficult passages of the ancient poets and their corrections. a? far publish only the this same interest. in which the au- thor treats separately. which is is [4] latter is the Kitab al-tashif. 58^-87^: The doubts of the Kufis and their corrections. to more interesting portions.-57b: The doubts of the Basris.

with his full name Abftl- KAsim (or. a good deal of which is not found quoted in other works of similar character. 868 and Rieu. Supplement. ghyat al-Wn*at. an eminent philologist of the fourth century of the Hijrah (he died A. fol. Mus. 486 ft.(5) DR. 572. 48. I . Tliis author. the single . by 'All Ihn Ifaviza al-Baxri. the Kitah al-ianhlhnt. 166. that gatliered round Saif Al-Daulah. 375) and belonged to the famous circle He was a great friend of the renowned poet al-Mutanabbl. Comp. Or. 162. 446. like al-'Askarl. Arabic Catalogue. Supplement. was. The main the famous * work of 'All Ibn Jfamz(t. On Dlwan of al-Mutanabbi he wrote glosses.^IaT critical observ' ations on the mistakes of philologists as he called *. which however have not been preserved. Hajl Khal. IV. This work is also valuable for its abundant quotations ot ancient Arabic poetr}'. is by al-Suydtl. 572. and its various branches are touched upon in the course of difluse criticisms. 781ft and MS. * Ta'rikh al-Islam. pp. LaJUI oL^C^^' . when he repaired to BaghdAd. * is a rich storehouse of information. the 'i\jj}\ PAUL BRONNLE iS- » viz. Rieu. 333. p. V. H. Bu172. 144 h. I. VI. of the Brit. whom he received in his house. Abn Nu'aim Hamzah Ibn 'All al-BasrI. more particularly as regards Arabic Philology. fol. The author starts by relating various anecdotes in connection with philologists with whom it was a constant practice mutually to point out and correct each other's mistakes and then separately mentioned he proceeds to criticize the following eight works. also called ijiij refutations. • p.parts of which are by Htlji Khalifa. Rieu. 328.

pp. notes p. 282. p. These three works afore mentioned are non-extant or at least have not been found yet. Ill. 71 Rieu Supplement. p. insomuch as lost it gives in the criticisms fragments of the works. 2. v. II. Abu'l-Mahasin (Ed. Grammatische Schulen. Lit. 166. vol. vol. H. 6 . H. 31. p. Ill. which of course greatly adds to the value of 'All Ibn Hamza's work. Comp. 46. Arab. p. Annales muslemici (ed. who died A. ' The Nawadir Abn 'Amr ' Isliak Ibn Mirar al Shaibani. 285. Ibn Khallikan no. vol.10 SECTION DU MONDE MUSULMAN 1. 30. |«'V*1 p. = de Slane's translation. Tabakat al-udaba pp. Yuynboll and Matthes). »^. Annales musle- mici. For al-Mubarrad Comp. . V.. [6] 65: The Nawadir of Abn-Ziyad al-Kilabi of al A'rabl. and notes 243. vol. VA and p. I. VV- . 95. Fliigel. MSS. viz. p. . Mas'udi. vol. Abulfeda. \ vol. V. p. Of the following five works two have been accessible made by good editions. (there are different records about the date of his death. See on 'Amr Abu al-Shaibani : Fihrist p. al-nabat by ^ The Kitah Ahmad Ibn Da'ud al Dlnawan. 210. p. 182. Ibn Khallikan no. *1 'I and notes pp. vol. p. Lit.fl . 40. I. Hammer-Purgstall. p. 85 = de Slane's translation. fl Haji Khalifa. vol. * Y^^ and notes p. 3. wo died A. Fltigel. fur die Eunde des Morgenlandes. Grammati- Bche Schulen * Araber. 206 and 205). Reiske). William Wright made an excellent edition of this See on him Fihrist d. vol. 572. 28 37 . ^ 317. Baghyat al-wu'at fol. 139-142. Ill. Arab. II. l|J«— l|Jfl. fol. * Ill. Ibn Kutlubugha (ed. \y^' p. Fihrist. H. 647 p. whilst three are extant in good 4. Fihrist. p. Anbari. p.. Brockelmann. Ibn Kuteiba p. ^Y^p . who died A.. p. by Fliigel in vol. 210. 116. 213. Abhandl.* The Kamil of al-Mubarrad. Abulfeda.

no. Anbari Tabakat al-ndaba |jVV. Part * Comp. p. p. * Lit. Lit. Wtistenfeld. Tabakat al-ndaba pp. Fihrist p. Berlin 1876. vol. at Cairo and Constantinople and in the private library of Count Kitnb Landberg. p. 798 = de Slane's translation. vol. v. Arab. and Bronnle. Comp. vol. p. p. Schafiiten. pp. Grammatische Schulen. The Idah « al-Maiiiik by Ibn al-Sikklt. Abu'l-Mahasin. H. FlUgel. lV«i . Hamaker. I. Fihrist. 443. II.. Grammatische Schulen. p. I. V^^ ... . IV. and on the foundation of this edition there has more recently another one been brou^^ht out 5. 20 6. Bronnle. I. p. Al-Suyuti in vol. Hamaker. tAA— t<!A . Contributions towards Arabic Philology. 302 'Abd al-Latif 481 . at Bolal^. Annales Muslemici. 107. Leiden 6. 164 j Brockelmann. \\J^ p. 293. flAA and WB . Specimen. Tabakat al-udaba. 96. vol. FlUgel. Gram- matische Schulen p. 167. II. 27. p. Anbari. pag. Contributions towards Arabic Philology. p. 1260. .. f**t**f. Ill.. no. II. pp. 108: II. p. no. II. Ibn Khallikan m. p. p. 172 ande note 159. Lit. 93. WUstenfeld. Biographie universelle. Mir'at al-Zam&n. PAUL BROXNLE 11 work. p. Arab. 7. H. 14. who died A. Gharlb al-Mumnnaf b}' AbO TTbaid al-Kflsim Ibn Salhlm. fJf^V— p^t. I. . 486.11. of Berlin. Al-Zubaidi. Part ' II. Arab. 538 fol. fol. * Of this most important work there are MSS. p. Ibn Khallikto p. Flugel. See Anbari. |JY^ . p. Annales muslemici. 282 and notes 248. vol. vol. edited by F. 345 Al-Zubaidi. Abmad Ibn Yabya Tha'Iab. 10 6 . p. p. Specimen. by Abn'l-'Abbas H. I. VI. Arab. 80. 2. 42. Abnlfeda. IkJdiyar Faslh al-KaUim . Joordain. vol. 18. vol. Hammer. II. pp. 118. 325. Lit. vol. Anbari. 'Abd al-Latif p. = de Slane's translation. Brockelmann. who died a. Brockelmann. \*^t** — h"'^. and Rome. no. vol. according to 291/ the MS8. p. Haji Khalifa. vol. 224. 85. who died A. vol. Ibn Khallikan. al-Muzhir. Barth. Abulfeda. 244. Geschichtsschreiber. p. [7] DB. Tabak&t al-udaba.

Contributions towards Arabic Philology. of which there are extant is niaDy and good MSS. vol. no. fol. V|J . B^. 831.12 SECTION DU MONDE MUSULMAN [8] An Cheikho. ^ preserved in the Viceregal Library in which the Director of the. pp. vol. Husn al-muhadara. easy to infer the far-reaching importance of his Kitab al-tanblhai^ which oldest Cairo. pp.... Anthologie grammaticale. " . Muntaka al-'ibar (MS. no. 22 b: Grammatische Schulen. 167. pp. 100. 2041). 221. of Berlin. 117. Al-Zubaidi (MS. From criticised this short list of the eight 'All B. Abulfeda. vol. Or. Brit. f^-^. fol. p. pp. 20 6. Paris and London. Bronnle. ^ early next year. 827. p. 332. vol. 158-161. p. Rieu. Specimen. Rieu. The best and MS. 365. 10518. 155. Brock. 131. VII. Al-Zubaidi. work. and Part II. 89 6. Lit. Suppl. Bughyat al-wu'at (MS. Annales Muslemici. p. See Fihrist al-kntub al-'arabiyqa al-mahfuza bi'1-kutubkhane al-khidiwiyya al-misriyya. Brockelmann. fol. Or. I. Contributions towards Arabic Philologj^. p. 23 and 47 seq. Of this work I am preparing an edition according to the MSS. Or. Hamaker. Mus. vol. fol. which are it is by our author preserved is Hamza.. 446. p. Fihrist p. Intro- Indices. I. Kamil.. Mus. Other MSS. vol. p. I. is in different MSS. 3006). no. Flttgel. Brit. 137: Fliigel. Bughyat al-wu'at. p. Grammatische Schuleu. who died a H. p. I. X. p. II. furnished with duction. the Arabic part of which is ah'eady printed and which will appear 8. Arab. * For Ibn Wallad comp. edition of this work. Part II.. prepared in Bey rut by Pater The Kitah al-Mak. 202. Arab. Lit. Suppl. vol. Haji Khalifa p. 126. 3042). 233. p. Commentary and critical Notes. Part I . 122. For all the details as to this author and his work see Bronnle.^vr teal Mamdud by Ibn AVaUad. IV. BritMus. 215. 5. 229: de Sacy.Library has caused to be recopied. are in the British Museum fol. fol. vol. 1308. 17.

in the University-Libraiy " at Strassburg and another MS.(9) DR. 672 no. and the great difficulty viously belonging to Dr. 841. so that * See Rieu. a rather dilapidated condition. it is rather difficult to give a good and accurate text all the more so. for a satisfactory critical edition lies in the fact. of the Viceregal Library in Cairo. whilst others have been so frequently altered b}' different hands that it is utterly impossible to A make out with certainty the original readings. and it is manner and method. in the Pi'ivate Library of Count Landberg. A fairly safe foundation and base is given in those parts of the work. that is in this original MS. Suppl. But. ". is in which the original critical text is preserved as the case with the last five criticised books. that they have all emanated from the old and greatly mutilated MS. XL.. There i» therefore no lack of MSS. for the critical edition only those copies are worthy to be taken into consideration. vol. PAUL BRONXLE to 13 in London. good many passages are party obliterated and scarcely legible. as the work is teaming with poetical quotations. in which they deal with their subject. p. but a clone and careful examination of tliem has shown me. which are compiled by conscientious and cribers. Spitta. ' Neldeke in *' Zeitschrift der Deutschen Morgenlandischen (*e- eellsch. The task of the copyists trying. They very seldom harmonise and frequently stand in diametrical opposition to one another. 313 (1886). was consequently rendered most very interesting to follow up the As a matter of course. as the skilled trans- matter stands. . formerly belonging ' Freilierr vou Krepre- nier.

Brockelmann. H. Lit. D. of the * See D. Mtiller in " Sitzungsberichte der Wiener Academie der Wissenschaften " 1878. Bittner. * Wien 1896. 60.. that the editor's task must be. which is in his private possession ^ . Gesellschaft " vol. some in the British Museum and the India Office in London and some in the University-library in Leiden. MilUer in Vienna kindly lent me the Dlwan of al-'Ajjaj. the Director of the University-library in Strass- burg sent ot me for my use in the India Office the '^ Dlwan Ru'bah Ibn al-'Ajjaj and some philological work and the MSS. 313. Prof. XI. is which nonun- extant or at least not found yet.U we SECTION DU MONDE MUSULMAN are able to restore [10] many parts of the Manuscript with tolerable safety. 335-342. In this respect I made a special point of going to the sources as far as the unpublished Dlwans of poets are concerned. H. p. namely the criticisms on the first three works. p. Kairo und p. Leiden hersg. underlying the criticisms. to try to bring within his reach every source of inform- ation which possibly might throw light on the text. Lit. Arab. . w^hich are generally not so easily accessible. pp.. Through the kindness of different Arabic scholars I have been enabled to use a good many MSS. vol. al-'Ajjaj and Ru'bah Ibn al-'Ajjaj.. in the original text. See Noldeke in " Zeitschrift der Deutschen Morgenlandischen I. But there remain other sections. I. of the Hamasa of al-Bul.ituri. 60. regardless of trouble and loss of time. yet there still remain so many riddles to be solved. Brockelmann. Arab. particularly those of Dhu-1-rumma. vol. Nach den Handschriften von Constantinopel. The criticisms derlying the text olten give valuable hints for the right method of reading the criticised work . Das erste Gedicht aus dem Dlwan des arabischen Dichters al-'A^^ag.

and enough for it must be said that as a whole he exhibits himself as and him to venture a greatest of the Lughawl's are good rather an Bassrls. and pointed out that indeed it ftirnishes some of the most systematic and effective documents of the ancient Arabic Philology. 673. Suppl. to these I had accefts in the Bi-iti^h Museum and in tlie University-Librarj' in Leiden respectively. although belonging to the school of al-Ba5jrah made it a rule to be fair and impartial. they receive the old traditions and accounts without much critical raisonnement. The very first critical passage with. PAUL BBONNLE 15 Diwans of Dliu-l-i*umma. rule. and to point out the errors of the Barjris as unsparingly as those of the adversary school of the Philologists of Kttfah. In striking contrast to this Qamza. So I liave done everything in my power to prepare an edition as good as possible with the materials to hand. p. namely in his » . however. I have already dwelt on the great value which attaches to this work of *All Ibn I^Iamza with respect to both the various branches of Philologj' and the ancient Poetry. no.* There is. 'All Ibn belief in the authority of those old linguists. one exception to this Comp. Yet there remains still the question to decide wherein this particular value First of all. Rieu. For the philological side of the work I had the rich treasures of the British Museum at m}' disposal. and place an almost absolute stands our author. in its pronozmced critical character. lies. 842. al Ferazdal^ and al-Shammakh. The Arabs are as a whole of a rather uncritical disposition.[11] DR.. unjudicious exponent of the school of the In fact one cannot help realising that 'All Ibn Hamza.

Contributions towards Arabic Philolog}'. historical all in fact. although even in this case we cannot refuse to him the possession of an exceptionally critical spirit. 34. grammatical. In putting forward our author piles up a remarkably large and geographical abundantly rich. of rich material. to balance the views of the criticised authors and of their difi'erent critic. Arab. For this purpose.. 'Ali Ibn Hamza. amount ical. one against the other.16 SECTION DU criticism. . graph. that we are bound to admit that his pronounced dislike. as Mubarrad. and as tar attempt a final decision. which are not known * Comp. ^ the Escurial his criticisms and Constantinople. lexical. It will indeed be a most interesting. as it is preserved in the Libraries at Leiden. 11. I. as is possible. Brockelmann. that MONDE MUSULMAN [12] eopiouy on the Kamil of Mubarrad.. to on which side the right really gain a bari lies. with which ster in philolog}^ I propose to furnish the critical edition. poetical. 39 seq. Lit. 115. probably emanating from a certain jealousy of Mubarrad's high scientific reputation dragged liim too far and made him unjust. he touches upon almost the intricate problems in which Arabic literature is so Specially noteworth}^ in this respect are the nume- rous references of 'All Ibn Hamza to the observations and remarks of other authors. though rather difficult task for the commentar}'. a masterpiece of deep and well-founded philological knoAvledge. where a specimen of the work is given. pp. Bronnle. From the very outset he indulges in such scath- ing and sharp invectives against this consummate ma- and aesthetics. I shall have to knowledge of the Kitab al-inmf by al-Anon the controversies between the schools of Basra full and Kufa. Part II.

however. are preserved neither great Arabic Dictionaries. the Kitrib al-tanblhnt most valuable contribution towards ancient strength. al-farld. as Ibn al-A'rabi and aKShaibanI. which. The main which I have already contains criticisms on three prominent works. in less And from exhibits a this point of view. At the same time there are to be found many poetical fragments. that is to of Aba Ziyad al-KilabI ^ and. the Kitab al-nabat by Ahmad Da'nd cU- Dinawari. The names of such accomplished masters in philological matters. to briefly alluded. as the '^Arns. which appeared Beirut 1895) j'^et the overwhelming richness it of the Arabic language renders ducts of this most desirable to bring witliin the reacli of the oriental student still other proiV^rtw. a careful in examination has shown me. Although one of the best specimens of the rich Naimdir-\\iQYQ. that it Arabic Poetry. on the b. neither are they to be found I have turned in well-known sources to which the hope to find out the parallels. lies in the fact. afford a certain guarantee that the Naufidir-hooks^ composed by the same. PAUL BRONNLE 17 to lis through other sources. which are non- extant or at least are at the say.[13] DR..t\xYQ has been made accessible by a good edition (viz. is abundantly and conclusively shown by the remains of tlieir works as pre- . w*ill open up and enlarge a new field in Arabic Philology. Saftifij the alr- the Tnj the Lisfni al-Arab. Tliat this is indeed the case. the al-AW(\hi two Nauadir-\\ ork^ and of Abu 'Amr (d-Shaibani moment lost. other hand. nor in the great Adafj works 'Jkcl as the Khizdnat al-Adab. the Nawndir of Abn Zaid. etc.«r/iV-literature.

power and of his reviews we are enabled to reconstruct many valuable fragments of these lost works. I have endeavoured by reconstructing the two first works to point out in each single passage which way the criticism sets in and show the point of view taken by the critic. In my « Bericht an die Kgl. no means richly represented either in printed books or in MSS. Wissenschaften zu Berlin iiber meine arabischen Studien am British Museum zu Lon- don » I made a humble attempt works . in order to give some idea of the character and aim of the critic 'All Ibn Hamza. that from -the general drift of thought and language observable in the preserved passages of the work.18 SECTION DU MONDE MUSULMAN [14] served in the criticisms of 'All Ibn Hamza. . It must. that al-Dlnawarl deals with his subject much more from the philological is point of view than from that of natural history. we are justified in concluding. be said. however. as the custom with these old Lughawl's. ''the book of the Plants'. As to the Kiiab al-nabat. to reconstruct these by disentangling their underlying clauses from the complicated and intricate passages of the criticism and detaching them from the context. Akademie d. and to link together these disjecta membra. in as selected those parts to much as he has only which appeared to him particularly jet by the yery character need correction. as substrata for his philological critical sagacity. how much importance which is bj^ is to be attached to this conspicuous specimen of the ancient x^rabian botanical literature. At the same time. by three lost al-Dlnaicari^ I scarcely need to point out at greater length. Although that author in his critical reviews has availed himself ot a rather eclectical method.

as is tlie case with the Kitt^j IMi al characteristics main mantih by Ibn 'Obaidj al—Sih'kit. (Brit. I have. are quite modern. for a forthcoming edition. to the German Embassy it in Con- stantinople. the Gharlb al-MiLmnnaf by Abu 'Obaid. the Mah ai-mantik^ the main work of the great philologist Abn Ynsuf Ya'knb Ibn Isl^alj: Ibn al'Sikklt.. the GharJb al—Mti^aJinaf b}' Abf* and the Kitnb al-mahfir nal-mamdnd by Ibn Wallad. Escurial. will be edited in the course of the next years by Pater in Beirut. in conclusion. Moritz. Til us PAUL BROXXLE given in 19 after liaving short outlines the and most striking features of the relation which exists between the critic 'All Ibn l^&mzB. Sofia private library and the third in the of Count Landberg. Cairo and Conis in Leiden. Mus. and from Dr. in the first place be taken into due considera- . and have thoroughly it for purposes of comparison with its criticism. The best of these I MSS. is one of the most noteworthy and complete systematic Dictionaries. The first of these. undoubtedly studied the Brit. The second work. London staiitinople... and in my ) opinion it should be edited. one in Constantinople Aja. Cheikho according to the MSS. Whereas the first two MSS. to add still some words about the last category of criticised works. the pupil of al-Kisa'i and al-FarrA. Dragoman MS. Dr. Mus.[16] DR. It is preserved in i three MSS. one in Cairo. namely those which are extant only in MSS. of Berlin. and the authors criticised by him. Director of the Viceregal Libraiy in Cairo. Gierz. according to the letters I have received on this subject from Prof.). the is in the possession of Count Landberg of ratlier an old date and must.

Kg). by Dr. as a forerunner to am glad to add. As the MSS. London. of the book. But a close examinHandlist fnot printed * towards Arabic Philology". I have been compelled to form an opinion about them which is rather contrary to that of their chroniclers in their various catalogues. in his short ^ and Ahlvvardt in the great Berlin Catalogue. Part I^iden. I have that myself undertaken an of the Tanbihat.20 tion. and I edition. and at the As to the third work of this category the Egyptian school of Arabic Philologists. Brill Leiden. Paul Bronnle. * ci- is already in an advanced stion The treatment of the maksttr-icd'l—mamdiid quewas quite a favourite one with the old Lufull ghawis. Handlist II. I sliall [16] have to study thoroughly — of the whole section — the Kitab alsame time the makmr waH-^namdfid by Ibn Wallad — who belonged to last this work. and the Librairie devant E. Bibliothek. to By for the best is that in the British Museum. both on account of other its age and its correctness. previously belonged. * The book has now appeared uuder the title: "Contributions I. of this of summary woi^k. London and Wetzstein. SECTION DU MONDE MUSULMAN In any case. in Paris and in London. for purposes of comparative criticism. VI. F. as the original work of Ibn Wallad. . Berlin.^ are looking upon this Berlin MS. what has been There are three MSS. Both. that the print et Imprimerie. Luzac and Co. 1720. ' Ahlwardt. to whom the MS. no. and in the Introduction to the edition I have endeavoured to give a written upon this question. 6940. 1900. Wetzstein. Arabische Handschrilten d. state. respectively in Berlin. which will be published by Messrs. vol.

Coutributions towards Arabic Philology.^^ edition of this series » work by Ibn Vallad forms the title « Contributions totrards part of a under the in Arabic Philologyy which I propose to publish some * For the details CSomp. Part II. PAUL BRONNLE 31 and careful comparison witli the two other M8S. the merely grammatical portion of the work. is described by Baron de Slane as containing whole tlie work of Ibn Wallad.. BrOnnle. The ^V.. as it were. particularly The only * portion of this MS. exliibits merely an extract of the original work.[17 J DR. is tlie Introduction. that agrees in the whole with that of the otlier two MSS. but only an extract. and a rather poor one too. — ToiM III — C8*« Parti*) % . Aetti dxi XII"'' CQttgrii dtt OritMmUtU*. are almost entirely omitted. is in fact not the original work of Ibn WallAd. But he has overlooked the fact that the latter part of this MS. dhakkar ira't-Mu'annath. convincingly shows that the Berlin MS. has led me for to the conclusion that the Berlin MS. but also the ahawnhidf the loca probanda which form. the Paris MS. is totally left ation out. in reality contains the fragments of quite another work which I have not been able as yet But from its contents I think myself justified in drawing the conclusion that it belonged to one of the numerous works on tlie 'Masculine and Feminine'. although written by the same hand and with the same ink as the former part. the backbone of a standard work of Arabic Pliilology. and this in connection with the fact that the second and shorter. On the other hand. It not only greatly differs from the other two in the prosaical sections. written lexicographical purposes. a Kitnb al-Mufiilly to identify.

and. 'book of the Times'. the criticisms of All Ibn Hamza. especially on the poems. grouped. and of which I have had great pleasure striking features in giving in brief outlines the most characteristics to the and main Mu- hammedan gress in Section of the International Oriental Con- Home. which forms such a notable landmark wide realm of Arabic Philology. critical it In order to convey an idea of the character of 'All Ibn Hamza's literary style and of the he has adopted in his reviews.. Constantinople and of the Escurial. according to MS. The lished series will besides comprise the two unpub- works of Kulruh both according to unique MSS. Mus. and some other valuable treatise on Arabic Philology.. the Kitab al-azmine.22 SECTION DU MONDE MUSUL]\IAN [18] of the most interesting documents of the oldest Arabic Pliilology and to furnish the editions witli literary. will round which form the edition in two in the of the Kitab al—tanblhat.Init is troductions. now complete on subjects which attract the critic's particular interest. of Berlin. of the Royal Library in Berlin.. of the Brit. but always . I methods think appropriate to annex a few examples. all the others are vols. furthermore the Commentary Abu Dharr on the Biography of Muhammad by Ibn the unique Hisham. as far as Commentaries in extenso deemed necessarj^ with deahng with the different points in question. contained therein. The main part. As I have pointed out above. now short aphorisms. the main source of Kitab al-addad by al-Anbari (edited by Houtsma) according to the unique MS. and the Kiidb al— adddd. however. treatises the criticisms are generally of very different length. according to the MSS.

Taj al-'Arus vt. The first of the two examples which I ap- pend to the foregoing essa}*.[19] DB. 8 . ^A. is taken from 'All Ibii yamza's criticism upon the Kamil of al-Mubarrad (edited by William Wriglit). \>\'B . in the notes is meant the Cairo MS. read f>^' • * The verse is attributed to t^Uoj\ iji O^. particulary in its first part. 1. Of all these eight criticized works there is none which has been so closely scrutinised by our author as that famous work of al-Mubarrad. * See Kamil (ed. Mus. ftAi . 1. IV. = Cairo edit. (formerly belonging Freiherr von Kremer). ^'t^f*'. Lisan aU'Arab. whereas in the second the critical zeal seems to be somewhat lacking. II. ' * The Kamil reads «JJ«3 ^LRJu**)^ Most of the MSS. Wright) VYfl . . 1. of the Brit. 18. by S the Strassburg MS. J^^^J *°^ *8 ***** quoted in al-Sahah rflt and XI.. PAUL BEONNLE 9B supported by a most liberal display of poetical quotations. by to K the MS. * cU^I * "Ji^ -i^^^UVj ^M«=^5\ Ju:iJ\ l-Jl 4*5 IjU li^iftj By C.

Kojan. C and K yS^j^\ and Lisan vocalizes * This verse in also cited in Taj al-'Aius al-*Arab * * XX...24 ^ W f . SECTION . % . Sura XVIII. verse 6. . . Koran.1 [20] _ .. DU MONDE MUSULMAN . Sura XIX. K and S read ^yA^ X f*'A^ ' MSS. jJ^I (Ijet <^j*C^ as Active). )f^A with the second hemistich running as follows * ' MSS. verse 78. tl "i ySj JUj aUU ^^^5al1 J^J^^ L^^iXo s>^^ ii^t ^^.^^cut^ The whole verse is mentioned in Lisan al-'Arab XIII.

/ Jyb UC^ Jui>U3l O^ ^ jjjujj Sjs.^i'> U^^. ^A6. Sura LXX. verae Comp. Sura XIV. p.^^ * I^aJLc vjISx **oI^j ^j • Koran. fl. where the second hemistich reads * Koran. 19.j^L-A>»lj cJj >JM cr <. . « ' Koran. verse 27. Six Divans.t . PAUL BE6'NNLE i^\ *^ 95 jL-d IS^^ cfiy^.^mJuJI «-^^ J^\ ^Ij Utfltf ^UV ^UM ^j •3)>>^^) ^^-« ''/t>^' U^J y^i^*o %\m ^y ^J^mij (»^^^ (^j]jj U A^ji\ t^a^ L«c!^ ijiAil Juft\ =* ^jojv J\j" . O^ ^ 4 ^ dT ^ O f\. Lisan al-'Arab XIV. verse 20. Ahlwardt. ^y jlj*** f^\jj }j* i\^^ v-=.[21] DE. f*» . Sura XIV.

Ui.36 SECTION DU MONDE MUSULMAN [22] Jf\y«j J^ao yJKi Sj^ ^j\^^ ^'^ SJ^^ Uj [fol. f*'A^ |J*i^ and Lis&n al-'Arab » XX. (ed.\> 1. * K and C read J?^mJKld\ I . Kamil Wright is p. t^^.. * The verse not contained in the Diwan of al-Shammakh (MS. B. Leiden).3\ _J^^ 4>>t\9* <^^> /r* S«^<^U^ ^ ^LJkJ\ * JUJ JU* UT u\^^3j v^3\ Ui»U ^^UlU The verse is by Labid and quoted Taj al-'Arus X. with 4^' . for 3. S^b^i 0^^ 6] ' 59 :y^\j fcjLoV^ U^aJ^ Jv«L L>fi^3\ j^jP 3 .

[23] DE. Sura XXV'I. verse 44. . t^ -Aa)! Joo^ )ij Jl JUO Lf al-Arab .4mJI J^A l<^ ^^a^jXj * ' J^_^ J^ JJ^\ JU' s^^aTj C^ ^ * m ]^j ' s^7^ AaU 4 Lisan f 6^ ^ f a. XVIII. The vera© 18 by V * I 0_8»> ^J' Kdmil reads ^-»ib ' K reads L^)^^\ * Koran. t6^ reads A*Ufi:^^»fl-«.il 'l-i^^ >W * jt\^i^S jj<^^ u^wkA3\ ^umJI^ ^4^1 _^«Jt^ ju^L. PAUL BR5nNLE 27 * [aj\JLii\ ^—-t*.

. ^ ^ X .^ ^j '^^\ [fol. a:^L^ 4 O^ X> * A ^ o-?^ v«:^-^j\j ^X V/ # t*^ o ^< . . %-«<>J\j ^Wj \*f. 60a] »«>^^ (3 • J^y^ ^y^ *^^ o-* ^ ^^M-5 X -» -^ ^ \^ C T^ y ^9 I-^jJl^u i/^«>^^.28 SECTION DU MONDE MUSULMAN «' [24] ^of fti>^ v.^lAj^j<i4^i liXtfi JUi Lu4M <^Ljt^ JL« s«>v.

. 28J * The verse IT. but from a tific philological standpoint. Lisan al-Ar«b III. y^^y^ ^)} ^ikjJ^ ^\ ifj^j [fol. VII. PAUL BRONNLE » 2. XIII. yst . is also quoted with j^^^Y . as one miglit expect. work is the more important. It must however be borne in mind that it is written not. ^|J«1 . But all the same the scien- result for this rather neglected branch of Arabic science remains a considerable one. As the second example I short passage of 'All have selected a Ibn Hamza's critical review on Tliis the Kitnb al~nabat by al-Dlnanarl. «v^y»&) fore v^w «^i id Ttij al-Arus \^^ '. VII. \Y>^ and XIII. ^16. from the point of view of natural history. as Arabic works relating to botanical studies are exceedingly scant}'. this part of 'All and the edition of worth will largely tend Ibn Hamza's to throw light on many difficult questions relating to botanical matters.[26] DR. with diflferent variants.

»Lmm (T. f^t*"' ^^® hemistich running as follows f . quoted.J^ Joi^ o^^-^ i^ f^^.Jjij j^sswU Jyill^ Li». like Lisan and VII. j^k^*«\^ aiuo» ^\ Jj^^j t^**^4 *v^^ j^-^j >r>^ J^^^ ^ ^ " X "^ • ^ *• * The MSS. p6^*' .^'^ ^' 4^j a^ss^jc* flail '. See also Lisan al.|i' fL^\ A^ 0[^^ L^iL-^. read j»VC In . c. f*»|J. is ^*i^ where a similar verse by Ibn al-Rika' quoted ^V^U* ^ ol nii\ S'^^^ . U^ ^o.Arab VIII. f^t^^l and XII. 1. * K transponed fLi\j ^Ui\. 'ilkm \jj^). where the whole fi^'^*' verse is al-'Arab XIII. but the reading of the Dictionaries >»>* is preferable. Taj al-'Arus VII. ' Comp.^>-^ ^Vl?. ^-' -* > i *^ '^^'^^^ (JO A .30 SECTION DU MONDE MUSULMAN [26] J-f^^^l^ J-H^l^ Ja^A**\5 >^4!^ ' ''-^i^ *^^\ o\i.

JUUi3t^ ^X^ '5.^ <S^*^ Lm^\ ^_^ju^ jj_^) ^'jjjyj -^j^ Jh^^ jUa^l J%a3\ iilul:*.lj^\ L?5 ul^^-« wTU^ U^AmJ\9 A^m. a* and Lisan al-'Arab XVI.>^^W3\9 J"^^ s^>S^ AiyU« ' This verse is also cited in TSj al-'Arns IX. Lisin tor al). ^iY^V and III.[27] DB.^vji4 »UI\ Z'^*^^^ (>^^ ^ - — ^t^lj ^3 i^ft . PAUL BR6'NNLE 81 »\j^j::>l U 4SW jj^^S J^^Ui 4. Md and XI. ^\ Jlj-_5 'J^^t ^4^ 1>^Lj ^>^ 6oJ^ i. VV^*.». 'Aiab in. t^t * Also quoted in Taj al-'Arus I. \\^ and IV. *^\ (everywhere with 0(V^^ QV*^/* .

^>«<»>jar>«C1KMci>'Sr- . Paul Bkonnle. * The second hemistich runs in Lisan al-*Arab XIII. ^. )f\^^ as follows De.32 SECTION DU MONDE MUSULMAN [28] Jbl^l li\j ijjt^ ^^yf^ »>^ * Lisan al-Arab XIII.Y notes onl}^ this version of the verse.

article paini dans les Proceedings.NOTES DE LEXICO&RAPHIE EGYPTIENNE TROisifeME Article ^ UN SifiGE ET SON NOM. est figure portant une momie * On pent Pour les deux pi-einidra de ces articles. tbis. Dans un 8 ans. le plus souvent. j'avais cru attribuer a Tautre signe cette tard. bien juste des la partiaite exactitude de la lecture mnk attribute il par moi a ce signe. Le second signe ayant Plus Ibis. 123-188 et * Sphinx II. Toutefois. avait est de reconsigne naitre que. ce dernier (5t^ trace sans Voiseau couch4. p. reconnue de mfik. se demander: Que represente ici le signe simple? De prime abord. Proe€9ding» XIII. . pour la la valeur y a premiere ' il Tequation de deux signes. p. dans la plupart des cas. IV. on serait peut-etre tent^ d'y voir le lit si frequent aux representations tuneraires. voir AcU* du X* Congr^ des OrientalUtet. j'ai eu I'occasion d'etablir. m'a ete permis de constater. lit qui. page 246 (Mars 1891). 1-10. il meme lecture. Session de G^enSve.

corame dans Texemple qui ton se traduit ainsi ^ « Je place ton coeur hdti sur son tr6ne onak tre ou le parallelisme des membres mon- que les deux signes representent des notions synoanalogue a celui que nous venons : nymes. derniere explication par suite de differentes raisons. p. nos annotations lexicographiques en fournissant en quantite. 1. IjdH s'est joint ^ « Ton a son siege. Je conclus a cette s'ecrit ». p. 177. decrit par Le dit siege est Maspero ^ en ces tennes-ci: « 2364 — Bronze • Au mu86e de Florence il y a une reconstitution moderne du sigue hi^roglyphique mak. ex. siege : p. Mais quiconque examine le II les textes des basses ^poques trouvera vite que part dans la A^aleur mnh. Guide du visiteur au Musee de Boulaq.84 SECTION EGYPTOLOGIE * (2] couchee. note * Maspero. » . il y a au Musee egiptien du Caire. tinction absolae entre ce signe avec la momie le couchee. ^ . un siege en miniature qui semble reproduire sous forme plastique le signe qui se transcrirait mak. • De Rochemosteix. Un exemple d'alleguer se traduit de la maniere suivante coeur db. D'abord. les coeurs du cycle divin a leurs trOnes mak le II serait facile de multiplier nombre des preuves de p. p. o Horus. cet ordre. y a un mot egyptien maket qui « a I'aide de notre signe et qui se traduit coeur ab sur son siege. Cfr. k * mon sens. Puis. Sphinx II. ex. Mais I'^spece de sopha qu'on a cru devoir construire h c«t effet est. 114. inadmissible. 796. Db Rochemonteix. qui se lit sfer^ et celui qui se lit lit mak. signe ne s'emploie nuUe faut done etablir une dis. page 50.. Si premier repr^sente un a momie. une le second est sans doute a rdgarder comme il sorte de siege. ». Le Temple d' Edfon I. Le Temple d' Edfon I.

496 de recti- y a. Pag. la note « Jl que voici faut substituer lit > . 0"" 078. pour quelquefois commodite. N. un tabouret pour » C'^tait probablem6nt un Harpochrate qui siegeait sur ce tr6ne. . est represente assis. je le rappellerai y a. 2261. larg. au un trOne fait Mus^e de Berlin. qui deploie ses ailes afin de prot^^er le assis. * dessin k la page 405 de Ausfilbrlicht$ Verteiekniu dtr gg. page 3. L'^pervier sur le haut du dossier du tr6ne royal correspond blement au vautour dont Maspero sa description deja citee. ainsi Le meuble decrit le par Maspero a sans doute son equivalent qui est debout visi- dans trOne sur lequel le roi Chafra. ' Voir ZeUschrift Voir le XXXVI. Ep. Devant le fauteuil. Lee deux : bras supportes par deux lions passants le dossier est un vautour personnage les pieds. on la pouvait supprimer en dessinant torme conventionnelle pour le mcik.[8] £ARL PIEHL 0"* 85 H. saite.sous que recent qui nous (mtlk). on voit de suite « le petit triangle » A montionne par le dos- r^diteur du sier Temple d'Edfou est simplement la de notre siege. ficative il donne quelque part Tediteur Le Temple (TEdfou. au Musee du ^ Caire. AUertilmer nnd OipsabgilMe. un petit trian- gle J a la momie que « plac^e sur le En » consultant la representation citee d'apr^s le catalogue de Berlin. Seraptium. dossier que. Fauteuil de divinite. 105 . : en bas de la page. Berlin 1899. un bas-relief d'epo- fait voir un roi assis sur Cette derniere forme de notre signe nous ser a la description qu'en pen- de r ouvrage intitule cet ouvrage.. fait mention dans qu'il En troisieme lieu.

. Karl Piehl. monument dont « le dossier est un » oiseau « qui deploie ses ailes afin de proteger le personnage assis » Toiseau. d'un monument de cet ordre conserve au mus^e do Ghizeh. au debut de cette note. rappelle la description.36 SECTION EGYPTOLOGIE [4] Des observations qui precedent il resiilte qu'il y a eu en Egypte nn siege ou tr6ne appele mdJcet. I . mentionnee d'apres Maspero. sur la statue de Chefreu. La forme avec un oiseau couche que nous en avons citee. qu'il faut bien distinguer d'avec le lit. a la forme d'un epervier couche.

— — (V* Partta) . alia hissuria. si Sappiamo Faiini.DI UN BASSORILIEYO DEL MUSEO DI PERUGIA La meiite rappresentazioiie del basso rilievo e evidentefacile assai a essere spiegata: trattasi di un Fauno che mentre suona la sua fistula h in stato di / J Maui* priapismo. proclivi abbandonas* sero alio piu diverse du tbraio orgiastiche: le indefinite Tome III AetM du XII"** Conffrti OritntmlittM. e qiianto i nell' atteggiamento di saltare.

. abbia avuto una vita sua propria e originale assai ristretta: 1' influenza roniana cli'era per elleniche . e che alle riconnettono quasi della esclusivamente antiche tradizioni Grecia i trovarono modo di meglio affermarsi quando Greci meri- poterono espandere la loro influenza nell' Italia dionale: e cosi quel contatto piu diretto con chi ricor- dava agli Etruschi le glorie di le un mondo del quale si erano assimilate condo. non poteva non esser tee percio. arte. alia loro Ion- non avessero subito influenza di un piu I . o piuttosto opera addirittura di artisti non etruschi. Ed memorie. credo. che arte etrusca. 1' greco-romano. Ma le popolazioni della Frigia. della volta. credo lo ripeto. alquanto di verso: non per un punto di vista qualche osservazione sul bassorilievo perugino. che sia impossibile definire di con precisione quali molte memorie lasciateci dagli dell' Etruschi sieno prodotti arte nazionale con influenza della raffinatezza estetica importata. 38 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS che ne conosciamo per opera [2] rappresentazioni degli ci scrittori e degli artisti nelle arti figurative non con- sentono pertanto se d' illustrare un argomento notissimo. avanti tutto. I ricordi che la gente etrusca aveva porta ti seco si nelle sue peregrinazioni. per dir piu esattamente. evidentemente inutile. (/aria ecc. 1' pu6 dirsi die. pro- priamente detta. della Misia. II nostro bassori1' lievo elegantissimo appartiene al periodo in cui o. riverbero V esplicazione delle concezioni si nianifestava in Etruria anche prima che la popolazione etrusca fosse politicamente assorbita dall' elemento invasore. lo svolgimento della con- cezione artistica e evidentemente improntato alle me- morie de'culti dell'Asia. non sara.

a tire apparentemente. Era una pletora di lussuria che finiva per soggiogare i vinti Etruschi col tascino della brutalit4 lontani: il elegante.[3] G. L' aggruppamento ricordati. sempre sin- ceramente anche se apparentemente discor- . mente la trasmissione ereditaria di certe idee che nel mondo greco-roniano e per coniei*atici anche nei popoli soggiogati fanche trovarono ampia come gli Etruschi) maniera di svol- gimento. per 89 tano Oriente? altro. Sarebbe trovarono o inutile citare s' i nomi degli scienziati che il ingegnarono di trovare bandolo della matassa in quella congerie di rappresentazioni ideolo- giche e tradizionali. ^ Toriginalit^ della concezione in questa mirabile scultura. delle Basterebbe non dire da di varie fomie del culto immortalati cibelico. che unite insieme costituiscono la mitologia comparata. DONATI ricordarsi. e dei tra- viamenti passionali. anche Catullo neir Atya. nostro soggetto da tutti gli cosi parmi. completa la scena: illustrate il Sa- cosi vivacemente scolpito e da quanto prodigiosa. trionfa mirabilmente agli occhi deirinvestigatore nel bassorilievo peinagino. accessibile alia fantasia gia corrotta popolazioni conquistate. ri- e figurato nella clie prima base prospettiva: quel serpen te culti orgiastic! esce da 11a cesta al suono della fistula oltre che ricordarci i non pu6 non chiamare seguenza alia nostra. di concetti atavici. viva in ricordi vizio. lia Ma chi non al- visto de' satiri nelle gallerie e nei il musei? Quel che veramente distingue tri. Non 6 un satiro come un altro: c* fe qualclie cosa di accessorio vece. e che in- mio modo di vedere. fatto vivo con stero d' arte. anche nelle magidi sue espansioni piu abonninevoli.

and thus that to be must be interpreted if it is more than a mere conglomeration of meaningless or absurd stories. I . Ma il contrasto piu curioso e perci6 degno di essere richiamato e quelle che nelle tradizioni anche piu vetuste pote infiltrarsi nel parallelismo del concetto della vita con quelle della morte. la luce e le tenebre ecc. e lo svelgimento di tale parallelismo. che giunge talora alia unificazione. Dio e Lucifero. it II. il a quelli infantili de' selvaggi concetto della condi principi trapposizione e del ravvicinamento eteroti- genei e cestante. IGO.40 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS e la [i] danti. — It is thus that mythology arose. nen facevano che rendersi eco ledele concepimenti de' nostri della per conoscer la quale conviene risalire alle sorpro-avi. Dagl' ingenui dalle piu eleganti manifestazioni tine delle civilta antiche. lotta che manifesta Indra a Ahi. noi possiamo trevare assai spesso nelle piu antiche memorie. Chips from a German vorkshop. figure come per finire es: il Die Krishna nella sua duplice 1' qualita di chiaro e di scuro. nota per la quale torna in mente quelle felice scrisse il il che con sintesi un grande maestro. Auramazda ed Angra Mainyu. Ora se consider] amo certe piche. dove i due principi sono anche uniti per volonta di i artisti (canteri e rappresentatori delF arti figurative) quali altro corrente. genti. tante die arte indiana ha ta- dovute per rappresentarcelo materialmente gliato per lunge a due coleri diversi (fatto del resto che ritreviamo anche in altre rappresentazioni vislinuitiche nen possiamo nen ricordarci delle antinomie che pre- ' Max MtiLLER. ^ Del resto e troppo note: raale e contrasto nelF ordine di certi concetti principio della lotta fra alle il bene e il comune si razze t'ra superiori e alle inferiori.

eppure troviamo questa stessa figura Tvashtar. Un altro esempio. e ciso. II tipo di provenienza diretta dai culti delT Asia occidentale.Veda sullo scambio della personificazione mitica: noi troviamo e Tvashtar che * non solo amico ma anche sostenitore degli Afigiras e tipica. colpe.. anche etici. 79. per le quali il dio beatOy e felice^ il huono h pure mostruoso. . « aAgirasAm abhava^ sacabhuh sa dev&Qt\in pathah upapravidvun. deva ivuslitah ecc. la quale ritroviamo sotto altre forme e con nomi diversi.-iva: io credo che non sarebbe cosa agevole senza il sussidio della mitologia comparata risalire alle sorgenti. nella personalita del dio (... se ripensiamo alle mistiche sue nozze con Durga. 9. X. fra altri. anzi. non solo disprezzato. una confunione non dire i sugli stessi attributi delle divinity 6 evidente nelle piw antiche memorie quelle popolazioni. conosciamo sono prova evidente che (' beato^ WfelicBj il spostato: diventa addirittura il maligno. per e d'altro. ucciso da Indra al quale inoltre aveva impartito certi insegnamenti: dunque ritroviamo che quel buono. principi. come Uma e Parvati. tratto dal Rig.. quel che piii importa. Io sono ma uc- e senza aver commesso convinto diversi re- pertanto che la unificaziono tipica in rapporti <ia indiscutibile: altrimenti le antinomic apparenti ^terebbero lettera morta. bravo e desiderato Tvashtar. e prcparatore della via agli Dei. ancora. ». DONATI arii.. il i testi che noi ecc. Ne abbiamo un esempio. la quale alia sua volta aveva rioevuto le tradizioni dall'Asia orientals ie in- * Big-Veda. cattivo. il Rig-Veda ne una prova luminosa. sono talora impersonati in una sola figura che assume le quanta varie. 41 senta il pantlieon venerato dai nostri padri Una di perplessita.(6] G.

Ovidio. ap- come not6 anche Wilson (senza per6 occuparsi i della connessione mitologica) troviamo rapporti col Matsya o pesce. I . quale e simbolo di come i il pesce. ha un significato: la procacita rappresentata nel protagoil nista. nel Vishnu Purdna il ricordo della Nagapan6ami o quinta lu- nazione consacrata ai serpenti considei*ati come diviniti. serpentina e qui viene in mente un riscontro: la connessione ideologica della perpetuita dell' esistenza presso. e che d'altra parte e mito fallico) rappre- sentano una combinazione mitologica interessante. di quel naga o fece e fa ci naja tripiidians (che tante vittime tutt' ora neir India. del serpente. siero il il coll' idea del ci- come al tempo stesso il liuga ci richiama al pen- mistico pino: ed invero la testa di quel serpente vita. Met. artisticamente superbo. — Per la trasfor- mazione di Atys cf. zione di pente. e poco presso. del protagonista : a fiamma. X. e quel naga b alia sua volta salutato dal satiro che trionfalmente * Of. il Nulla di piu comune della rappresentasatiro: il un ma quella cesta da cui esce il ser- naga^ simbolo della vita e della morte. alia parola cypres. e notevole il Ed fatto che delle tradizioni dei culti orgia- stici si riscontri nella testa del una prova nel nostro bassorilievo anche naga.42 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS riferirmi [6] tendo specialmente alle tradizioni indo-ira- niche) possiamo ritrovarlo nel nostro bassorilievo ricordo. Mytholo- logie des Plantes. De Gubernatis. Vedi pure. e rapido sorgere. mentre una conferma e nel linga anch' essa. che sporadicamente possiamo rilevare dal materiale possediamo. e al tempo in- stesso di si morte ^ del serpente che esce dalla cesta e che cobi'a dei fachiri drizza come incantato (come 1' diani al suono del loro flauto) quasi a contemplare e salutare arrive del protagonista protervo. di come e clie saghe primitive.

49. di tradizioni. per fare le nostre ricerche. lo sono sempre di opinione che V arrivo fra noi e torse il ritorno avveiiuto tardi presso gli orientali d' idee. . sono ricordati anche da Marziale quando parlando di essi dice: poma sumus Cybelae ecc. VI. accenna pure al concetto fallico: mi limiter5 a citare Marziale. non snm de fragili dolatns ulnio colunma est Sed viva generata de oupreeso. e specialmente du- plice simbolo della vita e della morte: questa pianta che rappresenta per la morte di Apollo di essere prese il Coo un cervo e per la quale ottenne da trasformato nell'albero che da lui il dolore perpetuo di Ciparisso da nome: il quale alia sua volta se nella forma di fiamma accenna al rogo e quindi al concetto di distruzione. pure inconscia- mente prevenivano Cijjele e la morte afrodisiaca. ignorati. credo di origine ^ivaitica. mentre come simbolo fallico troviamo parallelo il cipresso nella forma di lihtja a 6amma. quel cipresso cantato da tanti poeti che richiamano al nostro essi. DONATI 45 si reca 1' altro ?ia//a. clie su queste raaterie piuttosto sca- brose raccolse discreta messe di tradizioni clie lo ave- vano di gran tempo preceduto.(71 G. insomma clie uno scambio tiitte abbia inconsciamente alimentato ci le generazioni che mentre da gran tempo precedevano. pensiero antichissimi ricordi mitici ai piu di il quasi senza dubbio. . con de- sideri indecorosi: e quella testa ci ricorda le tradizioni prime che anclie la Grecia e Roma piCi ereditarono dairOriente. Chi non ricorda di Atys? ma i frutti dellu pianta una sola citazione. * • Lib.

: del sole jiascente dunque siamo ancora nel tenia und Occident del Benfey. parlando di altro argomento. Non sara poi inutile ricordare die 1' alci- bero e il serpente mentre figurano vivamente in un lindro assiro e piu ancora in una moneta di Adramittio. E. Mythology di Angelo De Gubematis (London Trubner I . . II vol. nella claasica opera Tree and serpent worship: dove molto a proposito 6 ricordato Epifanio: ed essi tengono un serpente vivo in una cista ecc. Schiaparelli: 11 significato simbolico delle piramidi egiziane. che ogni studioso potesse svolgere a suo talento ormai del culto antico dei serpenti. ove ci rifletta associazione di tali concepimenti insignificante. in via secondaria e derivaia.. e stato gia detto molto. da quanto nell' art. . ho voluto fare sol tan to dei richiami. ecc. Fergusson. poigono filo per rintracciare la via del labirinto e opportunamente scriveva Reinhold Rost. per6 sarebbe inutile ricordare le stele sepolcrali. pure il capitolo The Serpent nella Zoological 1872. fino alle celebrazioni degU Ofiti^ del loro nesso cogli gnostici. di presentare ai suoi lettori una multiforme formula il poetica ^ ecc. da moltissime rappresentanze. che come gli obelischi ricordano culti fallici credo riondimeno opportune ricordare la memoria del Prof. il e presentata. cfr. in modo apparentemente clie ci . inti- • Nell' Orient 546 tolato • Und wenn der Cf.). Himmel tcdr' Papier. che dall'Asia Greci e si i Romani che accolsero 1' senza renders! ragione. II. Vol. Dove chiaramente e dimostrato che la piramide rappresenta il sole raggiante : e. ^ dove il serpente vien fuori dalla cesta rabbiosamente: e tralasciando cose troppo note ai cultori di riferisce ai rapporti qnanto 1' si antichissimi fra 1' Oriente e Oc- cidente.44 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [8] E i tan to piu e da convincersi della derivazione orientale di certe tradizioni antichissime.

DONATI. dai nostri padri. forse inconsciamente. e le e vicino. certo 6 non frequentemente potrebbe trovarsi un documento nel quale 1' arte figurativa abbia rappresentato meglio che nel nostro V antinomia e simpatia della che vita e della morte. che viene dal calore. G. e quindi del rinascimento perpetuo: ed ^ perci6 che nel Museo di Perugia nella parete opposta a quella dove collocai il nostro soggetto. forse parallela a quella del fuoco die distrugge? Con- cludendo dir6 che ho creduto opportune di limitanni ad alcune congetture su rievocazioni tradizionali concepite. * -—*:??8JW!W?t. La dotta memoria fa pabblicata dalla B. dei Liacei. 1884. Ace. DONATI dedurre : 46 il espone I'insigne egittologo possiamo sarebbe con- cetto della vivificazione e della produzione si ma poich6 il tratta di fasci solari audacia ? sovercbia riconnettere questi col linga piromorfo — In Hostanza non 6 * r idea della produzione. . feci apporre un bel rilievo vaso cinerario che rappresenta una elegante : figura di Venere ipotimbia il la dea sorge splendida.[9] G.

.

romanum. Bomae. 1677. Card. Lett. nomenclaiura. ad hist. Contest. roman. — Baronio. De pudicitia. il — G. 1662. Epist. etc. Solierio. Bomae. . Ad Maunitaie riamqtuie estCassob. De roman. Nuzzi. Venezia. 1798. Le liber pontijicalis. cronol. Platina. ad Smym. 1715. etc. Liber pontificalis. — Ang. nee non de illiu* romano pontijice. etc. massimo non mai assunto dagV imperatori al — A. pont. Examen libri pontificalis. Clerns romanus ad Cyprian. De ecclesiae. 1622. Padova. ad Ciprianum papam. Stefano Borgia sulV origine ed uso del name CI. La etimologia de' nami Papa e Pontifex. Maisella. Ad Ephes. Elememti dsUa sioria . Roma. Mariyrol. 1719. Papa. etc. 1718. Maronita. 1672. B. Trad. Bomae. // poniicristiani. etc. — DielWittemberga. Bomae. — S. nunc primum latinitaii latina. Parisiis.DEL NOME PAPA NELLE i>i CIIIESE CRISTIANE ORIENTE ED OCOIDENTE BIBLIOGRAFIA Sant' Ignazio di Antiochia. — T. untverti I. De viiit r&man. — donatwn. pontijicum. Vignolio. Se Ennodio diacono di Pavia fogxe primo che appro- priasse al rom. — Ciaconio. la prerogativa di Papa. Abramo Chronicon orientate. papain. mann. sg. — Tertulliano. De Amato. Historia dslla vUa »ommi pontefici. Bomae. — San Cipriano. 1596.. — D. 1886. — Ciampino. patria Echellensis. 178l>. 1724. Trad. Bomae. Boma. Letters erudite : Ditertatio funBomae. — Raynaad^ Onomasticon pontificium. Bomae. etc. — Anaat. inautentica. 1688. Patriarcha Alexandrinus. Epittt. Dissertatio. Ducheffiae. Jicato pontif. — L. Bomae. Bocca. — — Vitae et res gesias patUtf. 1690. Parigi. Boma. 1630. Do Novaes. Biblioth. Cfenova. A7inales de' ecclesiast. 1568-1607. 1641. etc. dam. proprietate in De origine nominis Papae. — Bracci. 1661. De vocibus Papae. Bomae. 1647. .

urbis Romae. am- pliss. — G. L' ho. a leggere scritte il titolo della io Memoria. crederanno ch' intenda scrivere un lavoro di pretta erudizione. christ. La Roma Roma. B. o come un riBveglio di dottrina sopra istorie ingiustamente alterate o dimenticate. crist. Trad. . 1865. [2J pontefici. — Orelli-Henzen. venne me comunicata. delle religioni il di si nella Sezione di storia comfarata 5 ottobre 1899. Inscript. amata e molto. An. INTRODUZIONE La Memoria da sul nome Papa che ora pubblico negli Atti del Congresso internazionale degli orientalisti. e le mie parole. De Rossi. ci-ist.. suo cor- membri. L'illustre professore Giovanni Reville. in poche parole. tese giudizio Accompagn6 il con una notevole osservazione su la origine Alia quale osservazione detti breve il del nome Papa. Confesso che non ho mai amata la erudizione per la erudizione. ma se ne terra meritato conto nel mio scritto. 1828-1856. 1861-1888. ri- sposta.48 de* SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS sammi etc. Introd. lett. Builatin. collect. giudic6 Tannunziata mia ricerca rica importante ed origin ale. Spero clie esse voglia corrispondere alia buona acco- glienza che ebbe la fuggevole comunicazione in fattane religioni. Roma. Trad. seno della Sezione di storia comparata delle Forse alcuni. alle vite de' sommi pontesott. Insomma. Romae. ma come un eccitamento ai vivi per fatti de' morti da ammirare e imitare. fici. Inscript. di archeol. 1821 1797. Roma. Turin. 1864-1877. mia comunicazioDe uno dei accolse con benevolenza dai La memsto- bri della Sezione. si. ho amata la erudizione quale .

Puini. della Sofia. del Kern. parole e radici di parole. Gorresio. Per6. Guidi. II simigliante pub afi'ermarsi degli studii Kuhn. essi. che annaspavano . della file- deir arte. . Pulle. quasi per passatempo altri. Amari. Con lo stesso iotendimeDto. dell' Hang. iiasta al proposito volgere uno sguardo ai molti e proficui lavori del Mi'iller. alle civilta. che avevano conseguite soltanto arbitrarie connessioni verbalistiche. burlarsi degli uni e degli altri. del Maspero. Kerbaker. messisi risultati per tale via. finclie stinHiiono le loro indagini fine a se Htesse. del Breal. del Lassen e di altri stranieri. pure sato. alcuni dissero che sprecavano ingegno a sa- pere quel cli' h inutile a sapere . i loro pazienti studii quali niezzi e dopo che. LABANCA 40 mezzo a buon fine. dopo che hanno coordinati ad altissimi fini. del Weber. Flechia. e befleggiati talvolta. Schiaparelli. civilta. cosl cade acconcio ricordare che essi vennero pcico apprezzati. Siccome T occasioue a scriveria 6 stata Tadunanza degli orientalisti in Koma. alia filosofia e all' arte degli antichi popoli. oggi. Lo stesso disprezzo tocc6 agli archeologi. Pizzi e di altri italiani. De Gubernatis. del Maury. del linguistici dei nostri nazionali. »crivo la presente Memoria. nessuno oserebbe. Lasinio. dello Schiefner. cosi come indagatori del pas- finche credettero le loro ricerche un fine a se stesso. Ascoli. Teza. sono pervenuti a mirabili nelle antiche istorie della religione. altri. Per disprezzo. gli orientalisti.Id] B. Lasciando da parte si gli archeologi le loro — de 'quali non pongono piu in dubbio importanti scoperte nel giro del passato remoto — sono innegabili e stupe- facenti le scoperte ottenute dagli orientalisti in ordine alle religioni. del Muir.

o grottesche stalattiti. Gli Rome. recchiate dalle sue indagini linguistiche. Se la sua interpretazione verbalistica de' miti non piu regge davanti alia critica antropologica. Non devono di semplici se ammassatori e aflastellatori anticlii non vogliano diventare quasi fossili prediluil viani. Sono grafo die danno disse alia i descrizione delle diverse famiglie il filosofo. nelle divinazioni dell' occulto passato. die la sola ricerca logica non basta a dare positivo prepara soltanto. le opere geniali di lui su la scienza e la storia della religione. il Essa lo liniita glottologo. La erudizione ha do- vere di assurgere all' alto scopo di aprire nuovi oriz- zonti storici. orientalistes. eruditi hanno 1' obbligo 12. Ascoli. che. egli lin- mera guistiche ».50 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [4] E per arrecare qualche Mtiller esempio. e de' loro. resta come un ardito avviamento del genere della linguistica verso delle la novella cognie zione e spiegazione preterite gesta credenze appa- umano. die di glottologo lia Anche il nostro acquistata fama europea/ glotto- confessb nel suo discorso del Congresso internazionale degli orientalisti di E-oma. Restano ancora del Miillei-. dico clie il ce- lebre indianista linguistica alio studio Max ei'a capi di buon' ora die : la hod scopo a se stessa 1' applic6 subito delle religion! e dei miti religiosi. di condursi alia stessa fratelli es- guisa degli orientalisti. sere fatti. su la filosofia del lin- guaggio e su altri soggetti congeneri. 1899). giovino . spiati ed applicati per bene. su lo svolgimento delle religioni. Xir"" Congres international des n. 1' antropologo e I'etno- vari tipi di una spiegazione razionale favella primamente si Ibrmino « del come maBui- e si turino leitins. a cosi dire. Si « e compiuto sapere.

quanto ^^.[5] B. con V intento d'istruire o d' animonirc i contemporanei ed i ricavarlo II po8teri. di Con il andare de' secoli il nome il Papa significb non tan to monarca spirituale. la quale ha il sno cominciamento nella priraissinia eta cristiana. Da servo de' servi di agogn6 —e il vi riusci in alcuni tempi — ad es- sere il signore de' signori del mondo. discende nome Papa i dal suo primitive ed affet- tuoso significato appresso (>i< fedeli. Certo. in Ma per oita chi pub rivocare dubbio che pervade tale raccolta di fatti o d' indizii di fatti i un altissimo interesse morale. Tuttora il nome del Papa s' impono e s' infiltra nella. cioe. temporale. « Guar- datene bene papi ». per odio. ad tuttavia devoti fedeli: . in essa storia la condizione die fermasi a raccogliere i fatti. nome Papa abbraccia una luiiga 8toria.piu. e. dicevano. Tantico bisogna rintracciare dove che stia onde che possa venire. tiene non piccola parte. ormai non piu fedeli. benefici o rualefici influssi che esercit6 e che eserdi credenti nel Cristo il appo milioni Cotesto nome di Papa? padre nome ebbe nella primitiva chiesa cristiana il 1' un significato assai gradito. vita religiosa e cimio e vile de' popoli cristiani. preuenti future altre parole. le ossa preziose essendo 1' ultimo dei vostri I rapidi accenni esposti dicono chiaramente. ch' Cristo. le conti'oversie che eccit6 fra I . spirituale de' credenti. II ricercare per sorami capi le origini di siliatto nome. le LABANCA e le M generazioni. o gl'indizii de'fatti. che il un lavoro non di sola erudizione. Come signore mon- dano. alcuni. presumente a smisurata autorita e possanza. significato. altri. Alia morte di Pio VI 1799) in terra straniera. In a illuminarc nascosto. padre spirituale.

specialmente nella chiesa occidentale. JlQcoTOJiajtaooo. Uqcoancora il o JlQOjrojrajiaaoo. i origine del nome Papa o. nel trattare r argomento. dicesi la costumanza la adottata il domiuio imperiale di I . prima dignity Protopapasso nel tempo che la Sicilia fu sotto Oriente. storico e quello polemico ed apologetico.52 le SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [6] due chiese di Oriente si e di Oocidente . . come spesso accade. una chiesa. tale. Ilaita^. aspi- morale e sociale. si diede a tutti ministri del culto nome di Padri. per abbreviadi zione ed alterazione. in si e affermata modo vario. llaryQ. 11 ministro. ci atterremo al metodo die meglio possa raggiungerla. nel nome Papa. Nell' uso si comune od il nome di Padre. godeva Tonanqc. Delia denominazione in Italia. Si disse Priiiio- papa Primopasso. Questa origine. cioe. varieta appena accidenil Propagatosi cola il Cristianesimo. di llQCiTOTiajtaooo si ha un esempio ancor oggi in propriamente in Messina. nome di Primopapa. poi die otteneva qualche il grado superiore. 1' Invece.. critico. non a I. le principali fasi storiohe in cui svolse. Quivi. anche llajrjrag. al metodo. e argomento ancor oggi grande interesse In tan to. sopratutto Delia chiesa ocdi cidentale. rando noi ad una massima imparzialita. nella chiesa orientale subi piccola varieta. trasform6. ORIGINE ETIMOLOGICA DEL NOME PAPA. chiesastico e politico. meglio.

si cbe il il Pro- topresbitero cquivalga. : Giova un' ultima avvertenza. Priiuo- padrc. cioe di Jlocjro e di liana. nel significato di Padre Zn^ us6 di buon'ora ancora nella chiesa occi« Congrit 4u 0ri4ntmlUl*$. ed anclie di 'Ana. padre spirituale. si Potrobbe darsi doppio JI Ibsso uno sbail glio causale. ma potrebbe ancora indursi. non il llajra. in guisa da dovere scorgere nel vocabolo //nana il //goronana.dt^ Futla) . ed c questa Greci cliiamarono riori i ministri di Cliiesa a gradi supe- ancora //QcovonQEO/iiTtQi . non raccorciamento. Per si semplico accorcianiento elide a principio di parola il JJ. di versa non J/ijoronam ^ o l/tK'>- Tonanaoot. Delle due interprotazioni il lettore pu6 accettaro Tuna o I'altra.|7| B. clie dop- un valore significativo. LABANCA &8 Qiianto alia cliiona orientale it. bensi quelle "Anag. vale anziano. non alterando Tuna pio 7/ avesse o I'altra intorpretazione la origine etimologica del nome cbe i Papa nolle cbiese orientali. o. di La appellaziono di Protopresbiteri e il Protopapi o di Protopapassi raggiunge ch'e lo stesso. ncH'uso originario.<giiin^o pochc altre avvertenze die diniostrano la varicta appena accidcntale avvcnuta od in quella sul nomo Papa.Tqum lU . E dubbio die si la voce Papa. ActM du di opinioni nella cliiesa di Occidente. medesinio signilicato. ed anche Per per i suoi derivati rispetto alia cliiesa di Orionte. . Leggesi clie il essa non //ojra. cosi come il I*rotopapa. in raddoppianiento del llmiTva. o di IlajTjtag. Le gica del notizie arrecate bastano per la origiiie etimolo- nome Papa. ed eziandio Ja del Vaticano si g in line di parola. la ste^sa origine domina una grandc varieta fuori spirituale. In una stele copta si il e verificato //. In alcuno scrittui'e iscrizioni leggOHi nonie di Uajrug. attesoclio presbitcro.

un portato ebraico. Ad esempio. Alcuni hanno opinato. la origine etimoloe. allorche dir6 della origine storica del nome Papa. sono adoperati a mostrare die non un primo derivato dell'idioma greco. Avendo la cliiesa di Oriente ritenuta la trastbrmazione JlazijQ in dialettale del nome quello di Jlajiag. In si di lioiiia rinviene nome Papa. noster. che ancora sito nell' idioma latino rinvcni- vasi r uso della parola greca llaTrac. Papa mens. Al propoi avvertono die i fanciulli. JlajTjrag. ma di affetto paterno. a guisa di tante altre importazioni greche. nella dottrina e nella lingua. Sembra comprovato simile uso appresso Giovenale (Sa- . nel carezzare genitori. il nel significato_ non di titolo pontificale. in altre iscrizioni. Mancando il tali indizii. gli si scrittori occidentali. nelle cain tacombe di (yallisto diacono Severo ricorda. All' uopo arreclier^ in seguito altre conferme. Nello stesso senso leggesi. ritenne il anclie la chiesa di Occidente nome Papa quale si train- stbrmazione del dizii nome Pater. bench e non siasi abbiano che siffatta trastbrmazione attuata in modo spontaneo nella lingua latina. sicnra. Toccliiamo sia nome Papa dei varii tentativi tatti dagli scrittori occidentali. secoli cristiani. o.1 64 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS parecchie epigrafi delle catacombe il 18 dentcile. dicono Papa. almeno. i Continuando ora nella origine etimologica. ma piuttosto un primo derivato delI'idioma latino. o nel domandare a loro il pane. nel senso di sola paternita spirituale.. o Pappa. osservo che coloro quali accettarono in Occidente il vocabolo Papa siccome una importazione avvenute nei primi greca. gica di quel vocabolo riusci facile insieme. Marcellino come Papa Papa suus. una iscrizione. cosi come nella lingua greca. di- per le vecchie e nuove gelosie.

Inno- ccnzo per citare un solo esempio.: [91 «. V. Nolle catacombe di Roma si sono scoperte diverse acc-iinto imat^ini di l*ietro e di Paolo. Paolo a dcstra cpielle di Pietro. non la voce Papa. Roma. osserva da un lato. Altri lat. Owfrvaziuni aojtra i cimiUri. o talvolta belle I'uno airaltro. X. etuvi Peln la Patdi. dovo trovasi la parola Pappa$. . I. <)32. anime. il In qucsto esiste. Derivazione questa slbrzata in ma i iuiportante la notizia dei decreti portanti di cima nomi il Pietro e di Paolo : notizia dataci dal Bracci nel libro citato. Ci6 posU). si Altri sono storzati a rintracciare la online eti- nioloi^ica del nonie Papa nel lin^ua^gio arciiico iUilico. HJgnificanto si Direttore o Custodo. ' ' Ik)ldetti. ITra lo ima<. 1867. 7. VI. . anticamento esordivano et Dec. iJi piu. IhiUcUino. ^iova piezioso contribute dclla primitiva arte ciistiaiia. vocabolo Papa. ecc. decreti papal i. III. lXt2. Die X januani). dorivi dalle due i Paulus e A in loro cosi us<i avviso. <^ui senza per6 documentarla.. Au. Vol. interprc- tata dal cardiiuilc Jiaronio quale Vatcr [AIartyroioy turn. LABANCA 65 I lyr. Miyne Pat. 86 e «g.). conchiude una est sua epistola: Papa ergo Gustos animae [Lib. non potersi dubitare influito nol 11 clie il latino antiquato italico ha clie sopravvenuto latino romano. o dalPaltio pontefice e Direttore e Custode delle III. poscia dal Do Rossi. di latto. p. 17A>. — De Ri>8si. ap. il hanno arbitrate cho sillabe iniziali di nome Papa di Peti-us. ejjist. a principio fu voce Papo. scoperto dal l{i)ldetti. illustrate da Ini prima.ini piii sono rapprcsentate dal meda^lione di bron- ze.

nome Pappo. II. e interjezione latina Papae. . . esclamazione di maraviglia e per un essere non ammirabile medio evo cosi — secondo che credevasi gli scrittori occidentali diavolo nel — si sono gio- vati. XVIII. gli etimologitsti d'Occidente di faro di non greca la denominazione Papa. per la loro eta. Petrarca fa buon viso a tale origin e del nome Papa. piuttosto curiose. Tale altro ha messo a profitlo « Innanzi che lasciassi il pappo e il verso dantesco vecchi. pape Satan aleppe le Si conviene dagl' interpreti die due parole Pape conche si rite- tengono una esclamazione riscono alia di maraviglia. dell' altro e non la- di questo verso dell'Alighieri. sell. bambini in quanto che il capo della cri. corrispondere nome Papa alia interjezione la- tina Pope. bensi dal Pappo. stianita ne sia il pane il spirituale. clie probabili. quale persona admirabilis. 1). dell' altro > verso {Inf. gli scrittbri occidentali non avvalsi. 1 qiiali. : il dindi » {Purg. Jiramando tina.56 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIC4I0NS [lUj Ricordo altre derivazioni etimologiche. cap. Qualche altro ha di- visato. lib. Ma il siccome la terribile. sforraandolo in i Papa. dantesco: VII. attesoche sono papi d'or- hanno poca durata come 11 Pappo. sono nel case. Taluno ha creduto che il nome alia Papa sia proceduto dal fiori. XI. Ha quindi creduto. ^ A si « quel ch' io sappia. Pape Satan. voce di maraviglia. hanno so- ' Z)e vita solitaria. XIII. riferentesi lauuggine di alcuni Essendo il Pappo eletti del fiori di tra- poca durata. il nome Papa cioe esser nato pane de' non dal Pappo de' fiori. nelle loro indagini etimologiche. 105). che bene pub rivolgersi al II sommo gerarca chiesastico. dinario si e applicato al capo della Chiesa.

ilo la prova ? Eccola in breve gli antichi sillal)a mento. — tra Bianchi-Cliovini. il e dato spesso. conforme ai dettati evange- titolo onorifico o di Pastor pastorum o si di Pater evo. an- date : il nome Papa. nel medio Giovanna. banno escogitato cbe nome Papa parole : sia risiiltato delle due prime sillabe o di quosto due parole: Pastor pastorum. ' Corpus inscription. * Dr)llinfrer. dairantiquata lin/?ua roihana. per accorciaPa per Papa. 1845. Monaco. ratrici Ancora alle irape* davasi quel titolo cosi modificato: Mater patriae. Tau per Taurus. latini scrittori. reiativi alia fnvoia di via Pnpesna Oiovanna. 8. eccezionalmente ai papi. latinantm. . Milano. Congbiettura questa piu ingegiiosa. LABANCA 57 Htenuto die la parola Ilami^ sia vemita. patrum. — In Roma esisteva nella Clemente ed : il Colossoo. Qnesto second o titolo infino alia papessa diede. Hta iscrizione Papa patrr patrum Vonno di- strutta per ordino di Sisto V. Qu. la labe romani pronunziavano. una stntun della favolosa papessa. allusivo suo parto tavoloso ' Papa pater patrum papissae pandito partum. 18<»3. oon quepeprrit papissn papfltum. Pastor pastorum^ o Pater patrum. con un occbio alia etimoloil gia e con nn altro alia storia. Die papstsabdn des Mittelalters. cosl come le altre nil- Po per Alcuni Populos. molto incerta la derivazione del una induzione nome Papa dalle duo di ma prime sillabe dollo due denominazioni. cbe giusta. si Ai papi lici. zicli6 Di tal giiisa i Greci ban ricevuto. o di quest'altre duo Pater patrunij o Pater patriae.: fill B. Berlino. ISTtS. ag. della quale al la tradizione conservava questo verso. per il vescovo di "Roma. quo storici i Sono adundi denominativi. Esnme critico degli atti e dociim. si Veramente il ti- tolo onorifico di Pater patriae e dato in Roma agli imperatori.

viene spesso adoperata nel N. T. 36. {Marc. e dal N. III. in vario rono die la derivazione del mode espressa. V'ha i di piu. 26. Die Pater noster qui es Piu volte nello stesso capo VI di Matteo di Pater o di occorre 9. Ci6 posto. Per una prolungazione della voce Abba. -La voce Abba. primieramente tutti i monaci Abbati. i il padre spiri- maniera caldeo-ebraica. XTV. erano I. II. tirato da esclam5: Pater mi. nacque il nome Papa da quello di di Appa. di poi. documentato dall' A. ci insegnc) a cominciare la preghiera per cosi: a 9). in coelia Gesu Cristo eccellenza [Matt. 18. 12. 15. nome die col tempo si attribui 9. 6).. cattolici appellarono. chiamati: Principes pairtim (Esdra. 8. non Abba. 12). pater mi (Re. e bene avvertire die in un In no e che appresso tuale. Rom. cap. VI. nel modo onde si coltiv(^ prima del il nostro secolo. Nel N. forma caldaica della 'J\ voce Pater. tato in cielo Elia da un cario. IV.68 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [12] Mi resta a dire di un ultimo tentative degli Oc- cideutali. Abba. alia cristiani copti e detto Callimaco a Diana. Paolo. clie Eliseo. eruditi da sifiatto uso non raro della voce Pater. T. T. 32). Testamento. 1. II. Ancora. 6. i principali leviti nell'A. dal vocabolo caldeo-ebraico a questa maniera: da principio accadde la trasformazione del pronun- ziando non Abba. di cavarne la origine etimologica dall' elo- qnio ebvaico. Gal IV. 5. 11. Si racconta nell'A. il nome Patrum [Vers. Gli scrittori occidentali. 3). VIII. osservanome Papa sia avvenuta b in p. per una trasposizione di lettere. al vedere trasporcavalli di fuoco. bensi Appa.1 solo capo di qualdie monastica abbazia La etimologia. 15. 4. Giove e chiamato Appa. lib. non poteva risolvere a perfezione pro- .

o. . del nome Pater appo gli Ocin cidentali (^lie trast'ormazione noveratasi prima Oriente in Occidente. dal nome gica si di Ilamig o di Papa. per le cose esposte. aversi pinttosto le 8ono da ben fondate come ingegnose. al fatto innegabile che nome Papa fii. si diradano. Volgendoci. volentieri la trast'ormazione Pater Papa. secondo 6 detto. alia origine storica. Quel cbe pu6 aflermarsi con massima probabilita.1 1 13 B. intanto. Non trattando ora il tale qiie- stione molto complessa. LABANCA 6ft blema della origine il efciinolofjica del nome Papa. che come il varie derivazioni etimologiche tentate (lagli scrittori occidentali. clie le si e due cbiese cristiane di di Oriente e di di Occidente Ilarijo in accettarono llajrao. doppio aviito moto dalle di conservazione e di mazione lin^ue. forma caldeo-ebraica non lontana.. molte incertezze della origine etimolodissipano. Era considetrasforlin- necessario rati nel 8U8sidio degli studii lin^ni«tici. adoperata voce Aftba. almeno. per cliiarire t'atto del tutto indipendente da quello accadiito nella cbiesa orientalo. possiamo attenerci. anche dalle vario gue cristiane di Oriente e di Occidente. Cos! solo poteva raggiungeisi una niologica del perfetta sciliizione su la origine eti- nome Papa. avendo Gesu Cristo. nel- r nso comune. un' acconciata trast'ormazione del nome llarijQ appo : gli Oriental!. nell' invola care Dio come suo Padre.

ORIGINS STORICA DEL NOME PAPA. espri- messo non semplice paternita ' spirituale. I due archeologi convennero nome il "Ami alludeva al nome II Ilajrag. Wescher invi6 una relazione a G. in guisa che la iscriil zione. Nel 1865 C. de Rossi die il nome Papa bene un ti- attribuito a Cerdone. de Rossi in Roma intorno ad esse cafcacombe.' E sembrato. giu- dic6 che nella iscrizione erano probabilmente perite due lettere.[?ioso i in Oriente di cliiamarsi papi ha un indizio storico innegabile perfino nelle catacombe di Alessandria. . neir interpretare vocabolo "Ajra. I'avviso del de Rossi. Del resto.. GO-64. terzo successore dell'apoivi Marco — si creduto fondatore della chiesa Alesin sandrina — dava una iscrizione clie il il nome di "Ajra. B. Del costume c lion padri tutti reli. si giava questa stolo : che a Cerdone. Era le varie notizie primegpreti. nella sua integrita. An. una innanzi ed una dopo 'Ajva. non quelle di Noi abbiamo gia avvertito che che possa aversi per una dell' epitaffio alessan- in Orient^ era in uso la parola Ajra. e non disprezzabile per cimiteriale convenisse una epigrafe adoperarsi la maniera di scrivere piu accettata. d' archeM. inoltre. che siansi. terzo vescovo di Alessandria.GO SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [14] II. in luogo del nome Hamig: si semplice clisione la parola Ami drino. doveva avere nome di lla- mig. 18G5. p. do Rossi. criaL. si BuU. o raltra di Anac. cio6. distrutte le la ragione due che lettere in H ed al 2. .

Fra le due cbiese orientalc ed occidentale fu. Al proposito minare se 1' il storicx). stiana. che nei si- gnilicato originario importava ispettore.[15] B. 6 di adopc- rare il nome Papa. nati ed nsati in Oriente. Di qui interisce die il nomo Papa. Nei piimi secoli del cristianesimo il si ti- tolo di onore e di giurisdizione si nome non Papa. nome questo non di conio cliiesastic>o. cosi il niedesinio trapasso storico ebbe luogo : ri- spetto al nome Episcopo Emnicojjrog. salvo poche questioni. 11 i due nomi di Papa e di Episi scopo. nei primi secoli. sia in Oriente. e apparno la prima volta ohiesa di Alessandria. li- Per coiiseguenza in Occidente. . di Episcopo . e in uso appo le chiese ma politico. e di origin e greclie. soprintendente. prima che in . di origine primieramente greca. LABANCA 61 tolo di autorita giiirisdizionalo. subito composte. h\ episcopate abbia dimostrato. testimonianza di paterna dettc* affezione spirituale. si adattava bene come titolo di onorificenza o di vigi- lanza accordato ad alcuni sacerdoti. Cotesto par cliiaro dallo cose si neir altro numero ma piu e me^lio rendera cliiaro U86 come di dalle cose che dir6 in seguito. di turgia. propriainento nolla Siamo al secolo I dell' 6ra criIn questo tempo il costume generale e provaquale sol. pass6 di poi nell'uso tiella lingua e della cliiesa latina . : non latin a.i si lente nelle chiese di Oriente e di Occidente. meglio che non il nome di le Papa. ma greca EmokojTog. corne titolo onorifico o di giuri^dizione. Di tal guisa avvenne che come il nome Papa. perfetta nnionc. subito rinacquero o usarono nome di Episcopo. che per I'origine e per I'uso teneva veci di sempre Padre spirituale appo grave problema le comunita b di esa- cristiane.

tanto preziosi per si la storia. • o. di Padre/ Da questi documenti epigrafici. Tale pro- blema storico difficile verra trattato e risoluto in altro nuniero. 11. ch' e lo stesso. ch' e lo stesso. tutte significanti rispetto de' cristiani verso i ministri di Chiesa. Prolop. vet. p. il da una il iscrizione funeraria. Apprendesi. p. Al presente dobbiamo continuare nella origine storica del nome Papa. che diacono Severe chiania ve- scovo di Roma : Marcellino (296-804) Papa suus con qnesui^ ste parole rasi. vescovo di Roma (417-418). di Pajm optime. Jnscript." In nn' altra si epigraf'e da il nome di Papa. dopo averla documentata Abbiamo ricordato nell' altro niimero. di Papa noster. in Jussu papae Marcellini^ Filooolo dichiadi Dailiaso. che appella Papa suus. intatti. desume che il nome Papa risale. nella chiesa ' De Rossi.^ Ricordo up' ultima di iscrizione. equiva- lente ancor oggi appresso nostri contadini al nome di Papa. i nome di Tata. Orelli-Henzen. n. per la generale giurisdizione. 1739-1712. da esistente ngnalcliiese cristiane. Inscrip. (J025. LVI. 182-185(). in Oriente tendenze a diventare da democratico monarchico. n. sempre in segno di spiri- tnale paternita a Zosimo. per le catacombe di Eoma. da un capo..63 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [IG] Occidente. lat. Vittore I (193-203). Prolog. 1' Occidente. altra iscrizione. amplisshna coHcetio. * Jhidem. inscript. etc. riconoseiuto come 1' Episcopus episcopoi*7im. come loro padri spiritnali. . in o. di- mente plu niinistri delle varie pcndenti. di Papa tuvs. ' * Muratori. doeu- mentandola per per r Oriente. CXV. dove cadra piu acconcio. le denoniinazioni diverse di Papa mens. die contiene pel vescovo il Roma. Novm themtir. amico vescovo di Roma (366-384.

a tutto i secolo III. XX. nome di Episcopi. 1' Pict. B. ma eziandio rammentano la morte di miiiistri. i di Roma. A si- ^niCcare cotesto coHi si fli titolo. ai prinii secoli.: [17) B. posti a co' capo delle chiese. raccolse cinque epitaffii episcopali. 2). si del tutto cont'orme al dettato biblico. II nomi di Episcopi. V. il nome Episcopus^ nel greco eloquio Tit. dizionalo catacombe dell' apostolo Pietro dalle celebri il una scconda catacombe di Callisto. 7 la . 1" Tisn. Quanto alia chiesa occidentale ecco le dall' epigrafia. nome non Papa. forniteci anche Roma tra- due serie di sepolcri cimiteriali conten^ono si cpitaffii epi- soopali. de Rossi. di In riconlerma ab- biamo grave testimonianza state segretario nel secolo San Girolamo. di EmnK(mo^{Atti. In questo cer- chercbbe invano cliiesastica. cruitiana. LABAXCA die venne adoprato a 68 testi- occideiitalfi. di come nella cliiesa orientale. Ill. 28. Filip. designato come autorita trova. 1 . alcuni dittici Non solo cimitcrii. morto nol 290. I. . sistema episcopale titolo di e non papale. col ill nome di Episcopus. In prove storiche. G. Ne ricordo uno solo di Caio. shiqiUi ' JioiiM goUermn. 1804-1877. Per quaste cata- combe suo scopritore. non f'uori di Papa} Anoora altri epitaffii di altro cliiesc. il Vi si nomo Papa. san diversi Damaso. non titolo auU»rovole. il si rin- viene per il dignitari in generale. non papali: una prima serie ci porge dalla . Essendo IV del Vescovo di Homa. e nioniare affetto paternale. Episcopiis. 2. classifica cosl i gradi delle chiese Singiili ecclcsiaintm Episcopi^ sintfuli archiprcshyteri. e con qualclie eccezione anclie nel secolo IV. I. invece. si ii86 nella cliiesa il occidcntale. dominanto nei come onore e di giurisdizione primi tre ei*a secoli.

OXXV). 64 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [18] archidiaconi {Epist.. come apocrifa^ ma autentica la epistola a Maria Cassobula. desunte forniteci dall' epigrafia. rammenta la epistola a Maria Cassobula. in ossa raccomanda ai cristiani . per una ipotesi infondata. 11 Nuzzi ritiene. successore di san Pietro. mettendo critici. Se ne ha un docu- mento incontrastabile forse la nella sua epistola agli Smirnesi. prima da lui scritta. il che sant' Ignazio usasse nome solamente vescovo di Roma. ad Busticum. Affermo ben volentieri che il grande eroe a il cristiano martirizzato ^potuto dare Roma nome di sotto Traiano (98-117). e poscia venivano le tre dignita arcipresbiterali ed arcidiaconali Alle prove storiclie su la origin e del nome Papa. avesse Papa. come sinonimo di Padre. Noi am- la inautenticita di essa epistola co' migliori non ne facciamo nessun conto. piu probabilmente ad per Anacleto. Da ci6 tal non 6 concesso lo tributa di indurre. da sant' aggiungiamo altre prove storiclie Ignazio. Per ragioni irrefragabili la critica I'lia allogata fra le epistole inautenticlie. per6 afiferma che si il santo Padre nomin6 come Papa non Lino. Rispetto tato nelle a sant' Ignazio lo scritto del Nnzzi di lui ci- Sorgenti. e riconosciuta da tutti autentica. che a Lino. da Tertulliano e da san Cicri- priano. che nel IV secolo dava il primo al- posto alia dignita episcopale. Qiiesto luogo si prova ad evidenza. Di fatto. II Bracci gia da noi citato e pure I'avorevole all' autenticita della epistola ignaziana alia Cassobula . Anacleto (100-102). tutti e tre Padri chiesastici de' primi secoli stiani. col nome di Papa. nella quale Ignazio. perclie egli ancora ad altri vescovi. vescovo tire e mar- chiama Lino.

e posto in canzonatura da Tertulliano. Cotesto nome. [191 B. mostra cliiaro che al suo tempo davasi a il tutti vescovi nel significato di spirituale paternita. in opposizione alia facile indiilgenzA verso cristiani core alle rotti. Bonus Pastor. La i testimonianza di Tertulliano. Episcopu episcopoi'um^ a cagione d'un suo Edictum peremptor ium. rimproverato per troppa indulgenza. die in riliovo la chiesa invisibile. nol signilicato di titolo supremo giu- risdizionale. ironicamente. apo- XXI). al governo non per6 con potesta sovraneggiante su stoli (cap. Al pro- il Nuzzi arreca iin De pudicitia^ scritti di Tertulliano. rimpro(3* verato da san Giovanni Epist. cioe loru padri spirituali. Per tale ragione deride Zefirino clic aspirava ad essa potesta a guisa di Distrete. tendenzc gerarcliiche il di lionia. In esso scritto chiama vescovo Benedetto. nato nel 160 e morto nel 230.. attribuito al vescovo di Roma. nello stesso trattato De pudicitia. divenuto gia accanito montanista. di nome Papa. LABANCA come loro //ajrt. Tertulliano do' iiomi ci porge un' altra attcHtazionc dell'uHo i Papa e Papi appresso passu Latini. In sostanza deroso ed animo ardito Tertulliano gli da del Wnn- bambito. agognava di sostituirla alia cliiesa visiCon tutto ci6 non isccmosce che Pietro lu da della Chiesa gli altri Cristo destinato personalitcr. Ingegno pot'u nel secolo III il Lutero del suo tempo. cobi come apuno degli presso poHito i Greci dai primordi del cristianesimo. . clie lia iin si bilo. Qui chiama. Benedictus Fapa. 66 robbcdienza ai loro vescovi. v. 9). d'allora Nel trattato menzionato pone a capo Cristo. o del Papasso in senso ironico. Zefirino ('203-220) Pontifex Maximuvi.

tenuti da spi- Cipriano. per volere di Gesu Cristo. e che constitiiit. venne cliiamato Papa. De unitate ecclesiae ivi si confermano le pre- Per esempio. uia e vero clie il con San Cipriano pig]i6 bensi 1' sopravvento non universale di papato universale. che extra Ecclesiam sains nulla. II decreto a cui allude Rocca. 4). egli stabilisce Roma. a cosi dire. p. doversi conferire al solo vescovo di Roma nome Papa. Op. Per i cattolici San Cipriano pre. martirizzato alia stessa Cartagine nel 258. unitatem in varieiate . il il cavallo di battaglia. nel senso di padre Qualclie cattolico ha stimato. die nel III concilio di Cartagine si fosse il decretato. raccomanda ai ve- . tre concili di Cartagine. abbiaiiio iin altro documento negli scritti di san Cipriano. Lo stesso clero di cosi Roma : scrive altra epistola a Cipriano. il clero di Roma invi6 tempo una let- tera al clero cartaginese (Epistola cleri romani ad clerum cartltaginensem) nella quale Cipriano e detto Papa. Altri passi late sentenze. as- I confessori di Cartagine scrivono al loro vescovo : sente con questo indirizzo Confessores universi ad Cy- prianum papam. creato vescovo di Cartagine nel 248. indirizzata Clems romarms ad Ci/priannm pajmm. uon il esiste. cit. c state sem- quale primus inter impares per la giurisdizione (Rocca. che deve esservi un episcopatum unum episcoporum multorum. ut unitatem manifestaret ^ nnam cathedram dall' Cipriano allude alia cattedra tenuta apo- stolo Pietro. episcopate De unitate ecclesiae.66 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [20] Delia primitiva origin e storica del noiiie Papa. Nei rit uale. die la Chiesa deve avere la unita nella varieta delle cbiese. senza documentarlo. Assente da Cartagine al della sua persecuzione. Nel suo libro in modo risoluto.

super quern Scrivendu unde unitas la chiesa di al editicavit Ecclesiain. Parte 1789. i Paragona che si il dissidenti ai raggi clie dtil sole si distaccano. ai ru- scelli che si dipartono dalla surgente. Cistari.1 1 21 n. o presentata. XLV). Insomnia. la unita episcopale ' governante o nei potesth di tft/vfrnartt concilii la Vedasi L' episcopoto. n' e stato scrittore Ueiin. per avere la unita cpiscopale: tU episcopatum quoijna iptum unumj atque indivmim probevnis. Cornelio (2bS-2bb). sarebbero conseguite. (Epist. dall'albero. oasia la chieta. A San Cipriano premeva assai assai T unita cliiesastica. non per amore della gerarchia romana. L' opera cattolica e di autore anonimo. Sifl'atta e la alle pecore che abbandonano cagione del suo quale unita il insistere su la ter- unita della Chiesa. si bene per amore della religione cristiana. a cagione di tanti dissidenti che lo dividevano e frastagliavano. XIV. La santo credeva la unita niamente necessaria per conservare mita della fede cristiana: sidenti ed unitbrsi unita ed unitbrmita oho lui. Di piii aggiunge per Homa: radic et mater ecclesiae cattolicae. secondo sottomettendosi de' vescovi i dis- alTubbidionza o all'autoritA all' delle chiese cristiane. rcputava necessaria. auturita de' concilii da essi rap- allora governanti insieme col vescovo di Uonia. . tro primuin ot ' Altrove sentcnzia: Nam Pe- Dominus. non per anche dominante solo nol governo della Chiesa. probabilmente prete napolitauo. I'. undo unitatis originem instituit et ostendit (Eyist. ai rami svellono pastore. al progresso della religione. ad ZaOujanuvi). Egli era molto impensierito del danno gra- vissimo che veniva al cristianesimo. vescovo di lioma. JAliANCA 67 scovi la subordinazione al vchcovo di Ht»ma. cosi espriniesi: Petri cathcdram^ atque ecclesiam principalemj sacerdotalis exorta est.

I. desiderata era tuttavia oligarcliica. non la iinita papale governante in una unica chiesa.. che fanno di Cipriano di un le atleta del primato e del Roma. la Filialita di tutti gli si uomini verso Dio. lui II che riconterma che la unita chiesastica da o. Roma se ne risentono. annunziata dal Cristo. dal prime secolo cristiano. significato si conferiva ai vcscovi ed ai sacerdoti semplici delle varie chiese di Oriente e di Occidente. Gli storici cattolici della Chiesa. nel sense di paternita spirituale. ai due sommi ternita e di Filialita insinuati nel cuore degli uomini dal La Paternita di Dio verso tutti gli uomini. in di Collega. attraverso innumerevoli contrasti. es- sere antichissima. La quale origine storica ideali di l*a- pienamcnte conl'orme cristianesimo. 11 reggevano comunita cristiane tutto fino qui esposto dimostra ad evidenza. e monarchica. al piii. dalla quale tutte le altre cliiese dovevano dijiendere. non t'u di potesta giurisdizionale.«J8 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [^^1 o nella chiesa. vanno di la dal si vero pensiero di lui. Siflatti ideali recitarono nelle chiese cristiane di Oriente e di Oc- . ed al battesimo amministrato dagli eretici. Al tempo rarsi il San Cipriano continuava ad adopenome Papa nel significato di padre spiritualc di e in tale de' fed el i. alcune lettere. Di che e non mai gerarchica prova palmare eziandio il conI tegno tenuto da Cipriano verso Stefano riguardo al giorno della celebrazione della Pasqna. la origine storica del nome Papa. vero stato in cui nel secolo III. Cosi egli nome di Frater o chiama ora Cornelio. ed ora di Stet'ano Ne i due vescovi democratica. com' c naturale. Ci6 si pote effettiiare assai dopo il sccolo III. partori. Importa assai notare che ancbe il il Santo da.

e. Con r andare de'secoli si smise tale costume. per accorcianientu. Non clie il simigliante pu6 de' sacerdoti e de' vescovi.K 1>1. assuiiiendo i primi il nomo Padri. CONTROVERSIA SUL NOME PAPA FKA J. od i secondi quollo di Figli nel Cristo. divenI'ratelli. Abbianio veduto vescovo Cipriano vescovi di appell6 t'ratello Cornelio e Stefano I. dai loro saccrdoti ed anco ai vescovi. clic in una loro lettera 1' avevano denominato Frater. nel chianiai*8i e saluil tarsi tra loro. non Paier. tavano j^er qucsto tutti intra loro si Cotesta unii'edeli ai versale I'ratellanza applic6. LABAXCA o 60 cidonto ira i ininiHtranti di miniBtrati. Tom. Foi-se tor- ' ('. tanto clie Gregorio IV (827-844) se ne lament6 co' vescovi di Francia. di Papi. Parisiis. V. vitiliae et iitfimae laiini~ Mis. di EsHendo tutti gli uoraini proclamati figli Die e del suo CriHto.|23| 13. tale applicazione dirsi I'u chiamandoli fratelli. Lascio da parte tante controvorsie. du JC//"'« Congrit du OrienialitUM — Tnmn III fj'"- l>*rU») 6 . Accanto crobbo il ai due noroi di Patcrnita e di FilialitA terzo nome di Fraternita. 258. script. Ma rarissinia. Roma. or gerarchici od ora liturgici. AeteM 1733.K CJ11J<:sE di ORIENTK E di OCCIDENTE. a volte. Du CuDgOj Qlouarium ad col. spesso dolorose scandalose tra lo duo cbiese. cagionate tia dissensi or dogmatici. * 111. giacclie a nartiy lui si doveva pater- non frateimani 'reverentiam.

secondi ha tale potere ancora il Papa ex Cathe- Per i i primi lo spirito Santo precede dal solo i Padre. che anco da vedovi possono il dai secondi e ammesso 6" celibato per tutti i sacerdoti. primi non permettono nel culto i la musica strumentale. Rigetto de' primi contro .7U SECTION MYTHOLOCtIE ET RELIGIONS [241 nera gradita ed utile ai lettori la sola numerazione di siffatti dissensi. del non deve lievitato. 2° Per i i primi sol tan to Concilii generali riti possono stabilire 3" dogmi. i Cristo. della Immacolata Concemenzionati alia Per allontanare. con i le due specie del vino e del pane. secolari e regolari. dopo se. secqndo 9° secondi. la morale e delle chiese. per gli Occidentali e anche il Papa. Secondo i primi la lingua i culto 8" I essere volgare. per gli Orientali. eccettuato aspirarvi. ^ del Sillabo papale. secondi Indulgenze papal! della Intallibilita papale. come i i Vicario di Gesu per dra. per richiede 1' secondi 5" si appro vazione del Papa o il de' Vescovi. per secondi dal Padre e dal Figlio. larsi Per primi la Comunione deve lievitato. i vescovi. oltre quella di Occidente. e unico capo della Cliiesa. Tra primi e i secondi. 4° Per i primi e libera la lettura della Bibbia. mitigare i buon fine di ritornare le due chiese * Vedasi lievtte de iheologic at de philosoph^e di Parigi. 1' debba delle riconoscersi. 7" per secondi deve farsi con la sola specie del pane. latina. . dissensi — col o. continui contrast! su la gerarcbia. i secondi 11 la permettono . I principal! 1' sono i seguenti: 1" Gesu Cristo. Settem- bre 1899. Dai primi per i si ammette matrimonio del clero. zione. secolo IV. 10** anche i altra di Oriente. almeno. cioe.

da parte queste giolie controversie tra lo dogmaticlic. re va dovcHHe ottenere felico risultato. in generale. Nolle lingue civili. cosi come : negli altri t'atti coope- rano due movimenti con to uno di conservazione. ina Hi 71 primitiva uiiione — si Bono »emPa- pre invano. a vero dire cssa sostanzialo. ripeto.1 (25 B. Nol vocabolario cristiano. Per il movimento di trast'ormaziono lingue subiscono alterazioni fbneticlie. lABANOA latti varii tentivtivi. quello die accade negli tri al- vocabolarii. la questione avrebbe raggiunta facile e pronta soluzione. e XVIII il patri- monio storico delle epigrafi allegate e se. Lascio. Quanto osservazione e specialmente quello della origine storicii. etimologica aggiungiamo una appena accennata. Un ultimo tentativo 6 t'atto da Leone XIII con la sua Enoiclica PrincipiUis pttpulisfjue univertis. si avver6 porfettamente. ma dopo parccclii anni 6 aspettato anche invano. da prima amiche. Mi I'ermo a quella sul nome Papa. . fosse posseduto nei secoli XVII . Dclle vole i mie asserzioni sono un dimostrato bastedue numeri precedenti su hi origine etimolo- gica e storica del nome Papa. cori in apparenza nominale. benche pur i implicando vecchi contrasti e ranrivali dclle due cliiese. e si imo di trasformazione. Per quello di conservazione in le tengono lingue classiche di ciascun popolo. nella discussione non avessero influito le consuete discordie e gelosie. inoltre. modificazioni . di cia- Hcuna Ic istituzionc. infine. E si in stabilito prima osservo clie se nella ricerca si ibsse il vero punto di veduta storico se. tolta di peso dagli studii linguistici del nostro secolo. poi e nimiche. ^erarcliichc c litur- duo cliiese. alia origine .

modificazione ed alterazione delle voci classiche di UaTi)Q e di Pater. dogmi affini o tra voci greche o al voca- ma ne di ci6. e sg.72 SECTION MYTHOLOGME ET RELIGIONS [26J iinaloi^iclie. nel significato pretto saluto una paternita spirituale. ^ compenetrazioni II cristianesimo avendo introdotto fra gli di uomini wi una gran quantita nuove idee e di iiuovi fatti. Preme. le controversie tra gli scrittori oriental i ed occidentali. si sarebbero molto chiarite e diminuite. per la promulgazione di nuovi anclie della combinazione studiata latine . Col tempo due chiese gioriti. confusero scrittori. miitazioni dialetdi neologismi. nel diori- non di rado la questione della di gine del verso nome Papa. ci nel significato di titolo verso una potesta tenze ben la giurisdizionale. Darmesteter. nelle loro modificazioni subite. tali. ne di altre cOse bolario cristiano devo occuparmi. intanto. Alia mancanza delle conoscenze ~ringuisticlie. p. nel Clironicon * vie des mots etudiee dans leur aigniji- cation. bisogna aggiungere quest' ultima. Coteste preliminari avver- aprono la via ad esporre ed esaminare controversia delle due chiese sul nome Papa. La (> orientali erudito e nostro. per iscopo di facile propaganda. che se guistici gli studii lin- contemporanei si fossero conosciuti ne' secoli precedenti. varono. piii Uno dei controversisti Abramo Echellense nel caso Vedi A. in sul principio ai vocaboli classici greci e latini. accorciamenti di paiole. altre difficolta accennate. Egli. \ . con la questione della origine del nome Papa. Paris. II che avvenne appunto le sul nome si Papa. 1887. anche per tale e alle conoscenza. adatt6. conchiudere. Gli battito.

Alessandria nominava altri \b. ubi nomenclatio Papti> originein iiabuit. cap. citati. di AbuUacro cristiann TTabbasides — quegli e que. vorso loro padre spirituale ma eziandio II in cont'cs- sione di eminente dignita chiesastica. si diede. etc. LABANCA 73 orientale o nel no. il cap. — clie la l' origine del nome Papa il avver6 in Egitto di circa anno 222. il nome di Avo.[271 B. cioc in Oriento. qui Patros sunt nostri (7>e oW//. Ecco lonse : le testuali . . /)e oinginc nominis Papae. Alexan. etc. Ecliolpro1»abilitatiH « Principia aiitem et rationes sunt locus. il quale vescovo rimbambito. quia Patriarca est come « Avus nobis nuncupandus -». di Giorgio Ilomaidio. »... sen Episcoporum. Vllf) Adunque. sdegnato per un decroto di Zefirino. po|x)lo. nomo quel Papa cli' (Ilajrag) si diede la prima volta in Egitto al Pa- triarca di Alessandria. imperante. qui est Egyptus. secondo maronita Echellenso. Ivi. o piu. in senso di Avo. devoto al Patriarca Eraclo. di ciofe di Padre de'padri.sti si maomottan<» Alessandria. trastorm6 nel il tresi nome Ilajrag nel nome gli llajmog. clio popolo. oltro al- trastbrm6 il il nome IlarijQ in Ilajrag. Pater patrum. il non solo in segno di filiale rispetto de' tedoli . gli diode. dignitarii. il Alexandro Severe (Z>e orig.. rEchellense.. circa drino an. Jlajrjrog. Qui TertuUiano. infatti. quanto plebs Patriarca Scrive. e sotto I'lniporatore Roma Alessandro Scvero (222-235). Patriarca aleflsan- (Irino del secolo X. parole di A. Domini 222. 6 notevole al proposito una differenza daU'Oriento air Occidente. ironicament«. Secondo lui. X. not to Patriarca di Eracla XII. Bo«tie- con le tcHtimoniauzo di Eutichio.. essere stata che proclam6 est. Patriarca. come si h visto. tonipus nempe sub Heracla XII.

pote influire nell' intendere il nel sen so on ore vole di Pater patrum.U di SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [28] us6 lo stesso nome 1' di JTajtjrog nel significato rispettoso Padre de' padri. Patriarca alessandrino I. Ne allora. e signiPadre de' Padri. indipendente- tributava. nel Abramo di Ecliellense. nome Papa. un se uso antonomastico. alio stesso in ad tempo Oriente essendo in iiso la ficante IfajTJTog voce Patriarca. Rifacendoci su lui che. Ne con incorriamo contradizione. e. ancora come nn la ragione e. riferito in ispecie al Patriarca di Alessandria. del nome. il So ora di concediamo che ad Eracla Papa. che con Cerdone. cioe. Aggiung^si che cioe. come titolo assoluto per mente dalla persona a cui si stesso. VIII. che al principio del secolo III il abbia acquistato. Nuovo testamento convcniamo con ai II. ereditata dagli Ebrei. rispettato a preferenza capo d'una chiesa riconosciuta di origine apostolica. ne . Non ciofe per questo crediamo. primo quarto del secolo III cominci6 a darsi il Patriarchi nome Avi non solo come un attestato di paternita spirituale. Discorrendo nel secondo numero della iscrizione a Cerdone. Papa date ivi in una affermammo die di affetto filiale conteneva soltanto testimonianza il verso ioro Padre spiritnale. Eracla XII siamo al primo quarto del secolo corso di circa Nel un secolo e mezzo pote il nome Papa come elevarsi al titolo di Pater patrum. siamo all' ultimo quarto del secolo mentre che con III. siasi attribuito nome titolo di onore e di giurisdizione. di ma eziandio come nn ci6 titolo di in potesta giurisdizionale. Sense con- servato nel Patriarcato anclie dal (Atti. scoperta del AVesclier nelle catacombe di Alessandria. Tertulliano. In tale significato lo attribni Eracla XII circa di anno 222. 8). 29 .

[29]

B.

LARANCA
in Oriente,
il

75

poi venne

il

nome Papa,

a

Biffatto valorc

assoluto. Vi giuiise, invece,

nome

Patriarca, adottato

per

i

tlignitarii

nello cliieso orientali.
inferirsi

Tntto ben considerate, pu6

die
di

il

nemo

Papa, tributato ad Eracla XII, patriarca
dria,
filialo
t'li

Alcssan-

da un

lato

la

tradizionale testimonianza di

rispetto, dall'altro

un

iniziale

accenno a

rigiiar-

darlo ancora

come un
che
si

titolo

di

«^iurisdizione concesso.
t'atto

a

clii

rei^geva la chiesa alessandrina, del quale
e,

la

spiegazione

le tre

chiese di
in

Roma,

di

Antiochia

e di Alessandria

ebbero
si

grandissima riverenza dai
per mezzo

primi secoli
di

;

percbfe

credevano Ibndate da san Pietro:
e di Antiocbia
;

persona

le

due

di

Roma

del suo discepolo
infatti,

Marco quella

di Alessandria. II

papa,

Gregorio

Magno

'^390-604) scriveva al patriarca
tenet
;

alessandrino Eulogio, cbe Petri cathedram

atteao-

cbo Marcns a
sit

S. Petro Apostolo magistro suo

Alexandrinm

transmissus {Lib. VI, Epist. LX).

La

quale sentenza
litiir-

di

Gregorio

Magno

e

conforme
;

all'

antichissima
scritto
:

gia dolla obiesa
stall et

alessandrina

dove ^

S.

Apo'

Evangelistcp Marci, discipuli S. Petro.

fc

per6 necessario di por mente, cbe in essa antisi

cbissima liturgia
di

trova

il

nome Papa usato
filtre

in

segno

patorna affezione, non di paterna giurisdizione. Inin

fatti,

un luogo

di
:

essa e di

anticbe liturgie
sanctissimi et
ftea-

alessandrine b detto
tissimi nostri

Memento Dnmine,

Ahha, equivalente al
secoli
il

nome

Papa.*

Adunque

nei

due primi

sandria, cosi

come

in

nome Papa, nella cbiesa di Alesquella di Roma, importava hoIl*or-

tanto paternita spirituale, cosi bene espresaa dalle

'

Rennndot,

Collet, liturg. (iritmtale. Parisiis, 171<t.

70

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
epigraficlie di

[30]

mule

iioater delle

Papa mens, di Papa tuus, catacombe romane. Solamente al
a considerarsi
{llajtno^)^
il

di
li

Papa

mi tare

del seoolo III cominci6
{Uajtac,}^

noma Papa
titolo onodi

o,

piuttosto

Avo

come nn

rifico

di

ginrisdizione,

dovuto

al

Patriarca

Ales-

sandria.

Ed

ora volgiamo la nostra attenzione, per la con

troversia sul

nome Papa,

dagli scrittori

orieiitali agli

scrittori occidentali.
il

Tracostoroe da ricordare sopra

tntti

Bollandista Sollerio.
1'

Nella sua citata Dissertatio soil

stenne rontro
anteriore.

Echelense, die

nome Papa

e di data

a quella segnata sotto Eracla XIT, nel 222.

II Sollerio scrive risoluto:

Papa primis
col

Ecclesiae seen lis

fuisse

combine.
1'

Aggiunge

Raynaud

— di

cui

si

e

menzionato
talvolta,
il

Onomasticon pontijicium

— die per
di Pater

evitare

tautologismo di Papa Papa, quando ad un
1'

vescovo s'intendeva porgere
si

omaggio

patrnm,

adoper6

la

sola voce di Papa. Ritiene
il

ancora col
dai

Raynaud, die
Greci
e

nome Papa

usato di buon' ora

dai Latin i, sia transitato

verosimilmente, la

prima

volta, dai Greci ai Latini, fino
sit.

a die

soli

Romano

Pontijici reservatum

Anclie
in

il

minorita Antonio Pagi, die ha emendato
ecclesiastici di J^aroiiio, e

parecdii luoghi gli Annali
i

tra

controversisti sul

nome Papa. Nel

notato suo

scrit-

to: Breviaricum historiciim cronologicum criticum, al pari

del Sollerio e del
del

Raynaud, dimostra antichissimo
invece di Padre, appresso
in
i

1'

uso
i

nome Papa,

Greci e

Latini. Si

oppone

modo

particolare
i

all'

EchellensC;

per avere affermato die appo
gnificasse anche Avo: Vox enim

Greci la voce

Papa

si-

Papa

apitd Graecos

nnm-

quam Avvm

signijicavit^ $ed

Patrem. Conforta la sua sen-

[311

^'

I^ABANCA

77

tenza con rautorita di PeavBonio, scrittoro ocoidentalc;
il

quale

<lii'ende nella

sua Storia cronoloyica

dtd palriar-

cato Alpsx(i7ulrino, la sinoDimia di
di

Papa oon Padro, non

Papa con Avo.
Se
^li scrittori occidontali hi tbssoro attoimti, nella

controvorsia, ai limit i ora indicati, la ragione sarehhe
stata tutta dalla loro parte. Salvo clie
col norao
n'i

voile,

anche

Papa, avvaloraro

il

prima to dolla

cliiesa oc-^

cidentale su la cliiesa orientale.

Ancora

nel libro dol-

r Ecliollenso fa

oapolino tale intenzione;

ma

non

di-

venta cosi accentuata, come negli
del l*agi. Qiiesti, infatti,
o.piacopis

scritti del Sollerio c

afferma:
ct

V<>x Papae...

oinnUms

somper trihhta

ftierit,

privs tpiid^'m Episcnpo

liomanoj

qnam Alexandrine.
potrebbe avero solamente valore
il

II p*2ws, qui,

sto-

rico,

nel

senso che

ncmie

Papa

siasi

attribuito

al

vescovo di Roma, prima che al vescovo Eracla di Alessandria. In tale senso starebbe flno a un certo punto.

Ma

la bisogna sta diversa. Negli scritti del Sollerio c
il

del Pagi

pnua ba
il

piuttosto

un valore dogmatico; jn

quanto die

prius allude al

dogma

della cliiesa ro-

mana

su

tutte le altre thiese cristiane.
si

Ora, dal proil

vato e dal da provare
sorta di

fara manifesto, die

nomo
di

Papa, innanzi del secolo IV, non scrvi a primazia

Roma,

o di Alessandria.
occideiitali, oltrc
al

Altri scrittori

Sollerio

ed al

Pagi,

si

sono giovati del
il

mani, per confbrtare
che
essi dal

nome Papa, dato ai ve.scovi roprimato di Roma. Sappiamo gia
ai

vedere che Ignazio, Tertulliano e Cipriano
il

hanno

attribuito

nome Papa
solo
il

quattro vescovi roI,

mani, Lino, Anaclcto, Zefirino, Cornel io e St^tano

hanno indotto non

fatto storico inncgabilo

che

78

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
tal

[32 J

un
del

nome

era in uso non

meno

in Oriente die in Oc-

cidente,

ma

ancora

il

dogma,
di

allora

non pnnto

stabilito,

primato papale

Roma. Anche
il

storici e

teologi
in-

cattolici,

non partecipanti
storico,
dall'

alia controversia,

hanno

dotto e continuano a indurre

primato romano, senza

fondamento

uso fatto del

nome Papa da
stessi storici e

Ignazio, da Tertulliano e da Cipriano, in contradizione
,de' fatti arrecati nell' altro

numero. Gli

teologi cattolici tirano a pro della loro tesi perfino la

i

romano ai Corinti Epistola rivelante cura paternale, non suprema giurisdizione verso Corinti, I'ra loro dissidenti come al tempo dell' apostolo
Epistola di Clemente
: *

Paolo.

Concludesi che la controversia fra gli scrittori delle

due chiese cristiane
accertati

di Oriente

e di

Occidente dipese

ora dalla mancanza di documenti epigrafici e linguistic!,

dopo

i

secoli

XVII

e

XVIII, ed ora da equivoci
III della

notati a principio di questo
storica. L'

numero
il

mia

ricerca

equivoco piu dominante, per gelosie veccliie
le

e

nuove tra

due

chiese, fu

mescolare nella que-

stione

storica la questione

dogmatica della gerarcliia
si

c primazia

episcopale, pretesa

dagli Orientali
si

e

si

da gli Occidentali. Se nella controversia non

tbssero

insinuaii equivoci, sarebbe quella moi-ta in sul nasccre,
o,

certo,

avrebbe durato meno a lungo.
Epistola di Clemente
si
il

'

La

possedeva incompleta, prima cho
Bryeiiniss

I

nel

1876

la

ritrovasse

completa

insieme

al

ms.

della

AiSayr^ twv Sw^sxa AtcootoXwv.

[33)

B.

LABANCA

IV.

FASI STORICHPJ DEL

NOME PAPA

NELLA CHIESA OCCinP.NTALK.

Per
zioiiario
;

la cbiesa orientale
si

il

nome Papa

riniase sta-

cbe non doljbono se^narsene
quella
il

lasi storiclie.

Tuttora
dre
i

in

nome Papa
i

si^nifica seinplicc pa-

spiritiiale, e in tale significato diconsi

papi

i

preti,

vescovi,

gli
gli

arcivescovi e
arcivescovi,
in
i

metropolitani, o al piu,
i

protopapi
clii.

metropolitani e
i

pntnar-

Valgano

prova storica
i

I'atti

ai

quali accenno.

Nel secolo IV
al loro vescovo cosi

preti d' Alessandria indirizzavano
lettora: Jkato

una
di

papae ipiscnpo Alf-

xandro. L'eresiarca Ario salutava, nel secolo
il

IV

ancora,

vescovo Eusebio

Nicodemia
di

col

nome

di

Papa. Lo

stesso

nomf, sempre nel senso
le

padre spirituale, poril

tavano

lettere indirizzate

ad Atanasio,
smesse

celobre

oppositore di Ario nel Concilio di Nicea (325).

Dopo
sastico sul

il

secolo

IV non

si

il

costnme cbic-

nome Papa.
i

Nella Bolla d' Oro dell' impo-

ratore orientale Isacco
cliiamati papi

Comnieno (10B7-1059) vengono
quelli, cio6,

Lettori,

cbe leggevano e
se-

interpretavano la Bibbia nelle cbiese. Ancora nol
colo
di

Commeno,

ciofe

XI,

si

appellavano

i

sempHci
giusta le

chierici piccoli papi.

Qualunque beneficio
si

cbioHastico, go-

\

duto da preti e da vescovi,
testimonianze
rio,

disse papato,

dell'

Ecbellenso, del Raynaud, del Sollo*

del Dillmann, del Nuzzi.

80

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS

[34]

Dopo
iiazione di
dri

il

secolo

XI

continu6 in Oriente la denomi-

Papa
.

o di Papi, nel senso di padre o di pafatto,
il

spiritual]

Di

ancora

ai

di nostri

si

da

ai

ministri di Cristo

nome

di papi,

nonostante

varie

iiiodilicazioni la introdotte
etica,

nella nomenclatura chiesa-

massime avvenuta
per la invasione di

la fine dell'Impero

Greco-Ro-

mano
(1453).

Maometto
scrive:'
«

11 in Costantinopoli

Ermanno Schmitt
il

Dopo

1'

ordinazionc,

ricevnta dal Vescovo,

prete b riguardato
;

come

il

pa-

dre spirituale della sua comunita
rocchiani viene cliiamato Papas
II

e perci6 dai* suoi par[llajtag).
'

nome Papa,

nella chiesa orientale, non ebbe, in

sostanza, fasi storiche;

non ebbe

la

marcia ascendente,
le

die rinverremo nella chiesa occidentale. Quali
della stazionarieta orientale?

cagioni

Sono molte senza dubbio;
1'

noi non tratteremo,

si

tratfceggeremo

argomento. Sa-

rebbe strano presumere quanto alle

fasi del

nome Papa

una mi nut a

analisi storica.

La
,

chiesa orientale, nei primi quattro secoli, ebbe

fulgori di coscienza e scienza cristiana. Proprio, ex Oriente

vera lux hominum. Tanti splendori s'otfuscarono co' secoli.

Divennero una rara eccezione alcuni raggi
cristiana radiosa.

di coscienza

AI veloce ascendere successe un lento
efi'etto

discendere. Forse n' e stata cagione la fatale trajettoria?

Tale fatalita e piu
cagioni
f'u

che cagione. Una, invece,

delle^

che

al dialettico e

sostanzioso teologare della
sofistica, e, ch' e

Patristica successe

una teologia
perche
si

peggio,
tutti,

ciarliera, petulante;

rese
all'

il

pascolo di

dotti e indotti,

dall' iniperatore

ultimo plebeo. Al

'

IgUiria crUicn della chiesa

greco-moderna

e

doll/t

chiesa

ritssa,

Tom.

I,

129. Tradtizione. Milano, Pirotta, 1842.

4

(351

B.

LAHANCA

81

oho

HI

a^jL^iiiiiHero le

Hccinpia^gini o lo scellcra/i^^ini di

iiiolti

imporatori, clie piopararono la ciitrata do* Turohi

in

CoHtantinopoli.

Vescovi ed arcivescovi, nietropolitnni o patriarclii,
ora protetti ed ora oppressi in

modo

iiidebito, purteoi-

parono

alio

stato di coiruzione e di
11

dissoliizione del

JJasso Inipero.
ditl'usi

simi^liante e a dirsi de' nionaci, molto

in Oriente.

Maometto
politico

II,

entrato in Costantino*
Si condu.Htfe

poli,

si

niostr6

uomo

non coniunc.
la

da principio con priidenza verso
rispottandone
tori,
le istituzioni.

chiesa orientjile,

In seguito iinit6 gl' Impcra-

nel rispettare solo in apparenza V auU)nouiia del

patiiarcato e dell' episcopato.

Lo molte

scissioni della chiesa orientale, e la creaiini-

zione della chiesa nazionale di Russia ridussero la
voisalita del Patriarca di Costantinopoli
noniiiiale

ad essero

piii

die reale.

In Oriente

si

sentirono le prime

tcndenze per un Episcopato uiiinominale e monarcliico;
uia
la restarono

mere tendenze, per Y ambiente che

circond6 la chiesa orientale. L' Inipero
tato

Romano
non

diven-

anche Impero Greco,

in Grecia

ebbe

mai

quella potenza governativa e concentrativa cho avova

Roma. La identica sorte tocc6 alia chiesa di Grecia. La chiesa di Roma, al contrario, cadiito r Inipero Romano, ne eredit6 la energia concentrativa logislativa, elevando il nome Papa ad una meravidimostrato in
gliosa

energia, e quasi ad

Cio non acoadde in
cosi

una possanza vertiginosa. breve tempo; stantecho la gloria,
a gradi.
alia

come

la natura procede

Nolla chiesa
chiesa orientale,
nel sense
si

occidentale,

stessa guisa
il

della

adopera, nel IV secolo,
spirituale.

nonie Papa
vis-

di paternita

San Girolanio,

82
siito

SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS
in
tal secolo,

[36]

nomina

nella sua

Apolorjia contro

Rufino, vari dottori in questa nianiera:

Papa

Kijiphanius,

Papa
iisa in

Theojjhilus,

Papa

Anastasius.

Lo

stesso Girolamo,

nella sua corrispondenza epistolare

con Sant' Agostino,
in Christo

ciascuna epistola qnesto indiiizzo: Domino, vcre

sancto, et beaiissimo

papa Augustine Hieronymus

salutem.

'

Sant'Agostino scrivendo a Paolino, vescovo
sunt'

di

York,

Ambrogio

appellat papain {Epist.

XXXIV).
«crive
cosi:
sail

Ad

Aurelio,

vescovo

di

Cartagine,

JJomine beatissimo.... papae Aurelio Augustinus in
lutem [Epist.

Domi

LXXVII). Dichiara, quel
significava, allora,

cli'

e piu, clic

nonie

Papa

non altro cbe
in Psalm.

Ecclesiae

Pater, vel Chericorum Pater

[Comm.

XLV).
si

Quest! indirizzi e questo
del

com men to
il

de'Padri latini

IV

secolo dimostrano cliiaro, clie

nome Papa

adoperava, nel IV secolo, a significare solamente paternita
si

spirituale, e clie per

conseguenza non ancora
vescovo
aveva,

riferiva,

come un

titolo di giurisdizione, al
ritiettere, clie

di

Roma.

E

benanche da

non

si

ancora nel IV secolo, una gerarcbia cattolica, a capo
della quale fosse

Si avverta

nome di Papa. cbe Girolamo, cbe adopera il nome Papa
il

vescovo di

Roma,

col

scrivendo a vescovi e dottori, fu segretario diDamaso.

Come, adunque,
II

egli
e,

non
il

lo tributava solo

a

Damaso?

fatto storico

cbe la gerarcbia cattolica era ancora
clic

di la

da venire, e

nome Papa
*

restava ancora

neir originario significato.
'

Migne,
II

Patrol.-lat., T.

XXII,

sgg.
la

^

Duchesne ha creduto atFermare una gerarchia
e diaconi

dove era

appcua un' oligarchia tra episcopi, presbiteri
christiane, p. 329-37, 1889). II

{Orig.

du

cxdte

Marucchi ha rincarito

I'avviso,

ammet-

I

137|

B.

LABANCA
ad

'88

Kol Hecolo V,
il

in Occidento, 8Cguit6

attribiiifHi

iiomo Papa,- uel senso di padre spirituale
infatti, del

do't'edeli.

Al tempo,
si

Concilio ecumenico di Efeso (431)
:

scriveva ai vescovi con questa tbrniola

Domino pa-

pae N. salutcm. Con la stessa formula, o con altre con*
simili

venne dato

il

nome

di

Papa

ai vescovi, dal
il

V

al

X
«

secolo. 11 Mabillon, nello spiegare

tatto, Hcrive:

Papae, seu Papatis nomon tribuitur quidom Cvpriano

in ipsis actis,

ad significandum Patris, non Episcopi

di-

gnitatem
traverao

^

».

Vi ha ancora di piu.
i

II

nome

l*apato

si riferi, at-

secoli

V

e

X, non

solo al vescovato di Roraa,

ma
in

eziandio ad altri vescovati di altre principali citta

d' Italia.

Ad

esempio, Ottone III (983-99G) proclama,

nn suo Diploma,

Fapatvs
'^

il

vescovato

di

Milano,

dctto aljora arcivescovato.

Non

percio se ne risenti
dell'

Grogorio VI (996-999),
Ottone III governava
nazione
di

clie al

tempo

imperatore

la cliiesa di

Roma. La denomi-

Papa

e di

Papato continu6, per

Koma

e per
*

altre citta principali d' Italia, anclie

dopo Gregorio V.

Pu6

atl'ermarsi

che tide denominazione, nel significato

di paternita spiritiiale,

dur6 tino

al secolo

XI, e pro-

babilmente fino

al secolo XII.

Oi6 posto, e non supposto, e ora da vedcre come
i

nomi

di

Papa

e di

Papato

siansi attribuiti, quali

ti-

tcndo

il

Papa a capo
y'eter.

della Cliiesa uel

IV

secolo {Klem. d'archtoi, cArr-

lienne, V. I, p. 85-8(J, 1900.
'

Analect., ecc. T. I, 49. Parisiis, 1725.
Collect. bipartUa, etc.,

*

Ap. Lucam Holsteniun,
1742.

II, p.

21U.

Pa-

ritiiiu,
'

Ap. Muratori, Rer.

iUU, ucript.

Tom. IV, Chrvn, mtma$t.

coMtin.

Lib. II, cap. 79.

Pagi. solenne titolo. ti'ibiiito Altri. clie applicasse nel si nomo di Papa a Damaso Pater secondo J e Siricio tuttavia clie significato lia 1' uso invalso. assiiuto onorifico di Pontefice Massi- mo. Nessuno ricorda clie fatto lilevante. 32). scrivendo cosi: (Niizzi. persuaderlo di far togliere la hrosii. noine Papa. G. opina clie nome Papa dal a prendere il significato di * titolo tempo clie Daat- maso (366-384). Pontijicalis. Epist. Damaso o clie prendesse Siricio il nome Papa. secondo le varie cdizioni di Ciampino di Vignolio (1724). persuadesse Graziano a deporre religioso di Pontefice Massimo. 5. prinio. il il de Novaes. dosi della sua grande autorit^. per le conseguenze posteriori. . valentitolo peratore Graziano. 1880. Da il queste consultazioni e lecito indurre. abbandonato ' imperatore cristiano Giaziaiio (367-383). Di ierina in questo: clie Sant' Ambrogio. di giurisdizione. il Papa orthodoxus par I. ma al siiccessore Siri- cio (384-398) Siricius cit. come titolo. Ho Platina. Ho il po- tato il consultando Liber (1688). il Anastasio il il Bibliotecario. Le catacovihe romane. consultato al proposito vari storici autorevoli de' Pontefici. seguitato dal suo il scepolo Armellini. ]». che ivi risedeva. de' Rossi. come conf'ermare. il diversas provincias clie opus.84 toli SECTION MYTHOLOGIE ET EELICtIONS di [38J onore e ]3. XVII. in una riconuna sua Epi- * Arinelliui. invece. assumesse quelle simigliante di Pontefice Massimo. Altri titolo dall' afferma Siricio abbia. e di Duchesne si (1886).XX). al solo vescovo di Roaffezionato diincoiuincio di siasi ma. opina suo lion a il Damaso. il Ciaconio. 183. E probabile che Ambrogio. Roma. 1 il * Saut' Ambrogio a Milano godeva una grande influeuza su V imtanto che Damaso lo incarico di Dea Vittoria dall' Aula del Senato (AmXVIII.

del Papa un come ho titolo esclusivo del vescovo di Roma. dice Siricitts di Papa. Con tutto ci6 non voglio sconoscere che dal secolo IV al secolo XI mancassero affatto indizii.Uttt — Tom* HI . deposto da Graziano ma e mo] to probabile. tutto procedo a gradi. d' essersi arrogato il titolo Ve- ' Variarnm. adopera. cioe. salvo rari casi di violente rivoluzioni. Himo. dotto. .1^391 B. Teodorico Grande (493-526). il tatto storico che nel Si- nodo di Toledo del tennto sotto I il Grande (440-461j. assunse il titolo oiiorando di i'ontetice Ma**. EpiMolae ac Rescript i. du XII"^' Con>jri4 dct OritntmlitUt. Non ho un documentx) a mia clie Siricio dispoHiziono. di semplice padre spirituale de' f'cdeli.QP" VmrUc) tf . a tutto il sul geneiale uso del nome X. cosi venne il Sinodo ricordato Sub Leone Papa habiium est. ed desiderio cristiano de' vescovi di il Roma che si trastbrmasse in titolo pagano ei di Pontifex Maa-imtts. II celebro Cassiodoro. Alciini storici della Cliiesa lianno stimato. di vosecolo ler tare. LABANCA :i)l' 85 stola. segretario del il Re do' Goti. Gregorio I il Grande di (690-634) rimprovero aspramente Giovanni. Trovo. a il considerare la cristiana scrupolosita di Graziano. provante. per tan to. contbrnic antico sig^ificato padro npiritiiale. Patriarca di Co8tantino2)i)li. che il divenne peculiare secolo V. Nella storia. ed appartenente al solo vescovo Ho- ma. alcuni indizii del graduale elevarsi di esso nome a di ti- tolo eminente. mentro per gli al' vescovi usa nonii Episcopos. Ma a tale pare re con trad ice r altro fatto storico allegato Papa. nello scrivere ai vescovi di tri Roma i i nonii di Papi. proprium dei Pontefici si nome Papa Romani nel Leone : Da loro arreca 447.

ben meridi dipendeva dal vedere nel fatto del Patriarca Costantinopoli una usurpazione alia cattedra di san Pietro. T. e fino perverso. T. cett6 invece volentieri di doversi ac- da Bonifacio III : indizio questo non a Costantinopoli. disse il vescovo di Roma. il • ^ Ambrogio aveva impedito a Teodosio 1' Grande. ^ Tom. ai rigiiardi dovuti agli altri episcopi. ibid. ' il rimprovero.86 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS alia [40] scovo Universale. pro- clam6 esso vescovo nella XVII Sessione Papa Universalis} Nel Concilio generale si dell' 869. 43. costantinopolitano III. Epist. nella ^ X Sessione. etc. Conciliorum coUectio. per vendicarsi contro co. * Milman. di Papa Cathedrae ' Apostolicae. I. Ill. I ^ . ^ Gregorio I aveva desi stato scandalo col titolo di Vescovo Universale. ^ Pochi anni dopo Gregorio I. per la aoa strage di Tessalonica. die reputava contrario In fondo in fbndo umilta episcopale. Vi sono ancora che accennano al gra- duale ascendere del vescovo di Roma a papale univerTeodosio II chia- salita e supremazia. XII. Parisiis. Costantinopoli- tano IV. Harduino. tato. Gl' imperatori cristiani (408-460) e Valentiniano III (423-455) solevano mare il vescovo romano Papa Urhis Eternae. trare nel tempio per le sue nefandezze e per le uccisioni de'figli dell'imperatoreMaurizio. 2. V. 1849. 450-52. bensi a altri indizii Roma la pri- mazia universale. ImUti Sant' Christianity. V. Patriarca Ciriadall' en- die lo aveva respinto. alia quale meglio spettava una universalita episcodi pale. Epist. Avvenutanella notte Na- Lib. 1715. novello Ambrogio. 11 il Bonifacio III titolo (607-607) ebbe dall' iiiipei-atore Foca di Ve- scovo Univej'sale. * ingresso al tempio di Milano. Harduino. Lib. Nel VI si Concilio generale del 680.

VI. cit.' storici.. ecc. del la di- ' G. In generale. quel die e piii.-.. Carluinaijno nrll' arf- Muratori. p. Trad. 181>1. II provato h piu che sufficiente a rendcre evidente. GioPonii- vanni VIII (872-882) a questa nianiera: fexj et universalis Summus totius Papa^ non unius Urbis.[All B. 11. ma non punto rassegnava di vederlo rit'erito ad altri vescovi come titolo onorifico. * Se ne un Condel se- particolare di Pavia 1' che Arnoltb dovesso deporre colo di assunto titolo. LABANCA la 87 di ttile deir 8CM) in Homa incoronazione si Carlonuigno Leone. XIX. terreno. Timot. a protbnde radici. altri indizii. Roma. Gregorio V (996-999). a larghi rami. 75. LXXVIII). tanto che in si stabili. que^li tuata la Jienovatio Romani pei^Huase eKserni effet- Imjjerii^ e questi. tra i che il secoli X e XI. alle vile dt »ommi pinittjici. rfi-/. de Novaes. 098. o dicansi precedenti 8alut6. p. in L*ar- civescovo di Salisburgo una letteni. • — Ijabanca. il arcivescovo Arnolfo II di Mi- lan© aveva preso risenti assai cilio titolo di Papa Urbis Mediolani. Informino due fatti arrecati di di Bonifacio III. il prima X adoperaiidosi ancora nome Papa. 174-177. 16. e si ad altri preti di altre chiese. sed L' OrOis (Nuzzi. . sale. e. Roma. per opera di Leone III. 15). Introd. ciofe penH6 essersi avvcrata la di prot'ezia a favore del vencovo Roma Ecco di primeggiare da Rex ret/um e da DominuM I" dominant ium (Apoc. vol. in un senso univerGregorio I e La Chiesa di Roma i presumeva la universalita solo j^er lei. 1707. era ben preparato acciocchc soltanto in quelle di Roma crescesse T albero maestoso. Annali d' Italia.. la cliiesa Roma lo rispettava ncl vederlo attribuito ad altri VGHCOvi..

Papae nomen unicum nee che liceret alieni se ». sui anno tertio. lui. Martiis indict. ubi statuit inter alia plura. sine addito. e diventasse un proprio ed esclusivo del capo della chiesa romana. (Op. vel alium eo nomine ap- pellare il Aggiunge Tillustre annalista della Chiesa. il IX fosse bandito in nome Papa. senza arrecare . dal secolo IX. Buzio — negli scritti citati — tengono con non col Pagi. Alcuni storici e canonist! lian voluto indagare sotto qual vescovo di Roma il nome titolo I Papa acquistasse tanto valore. documenti della Vaticana. salvo che. Voghera. 88 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [4:2] gnita ed autorita papale. anno Cbrivero pontificatus Domino 1076. nel primiero storici. il signifi- ancora ad altri vescovi. per le non posso tutto il consentire che nel secolo costume di tribuire cato. per la j-agione che nei dieci Sinodi celebrati da Gregorio VII non vestigium si rinviene vestigio di sorta sul nome Papa: die aliqiiod non dare i^eperitur. die pur aveva a sua disposizione.. piu arbitrano. documento osservatur in Bibliotheca Vaticana (Marcit. L' oratoriano Cesare Baronio e di questo parere laonde scrive: sto « Gregorius Septimus Papa. I. cit. 8). Confesso che parecchi del Baronio. essere cio avvenuto sotto Gregorio VII (1073-1085). 13 habuit Romae Synodum ut adversiis schismaticos. ipsum. lo sono dello stesso parere cose assodate. e cioe il su la grave autorita il Novaes. nell' Pagi mostrasi incerto accogliere 1' afferma- zione del liaronio. Romano iom. del Pagi. Sect I. il Egli e di parere invalse 1' uso di nome Papa. Fino un contemporaneo cattolicq. sexto Kal. soli Episcopo n. esset in universo orbe christiano. tyrologium II Tannuarii 10).

Roma. per reazione contro loro principal! i i Latini. Quod illius solius Quod unicum est nomen in ecclesiis recinomen in mundo >. anche per nomi di il Papa e di Papato. ha orednto daro por autcntico ' decrcto gregoriano. . ed a cui lia dato occasione il Dictatus Paptie.(43] B. ad nomi al solo vescovo di Roma. a cui deve rispondersi. die sia stata cagione del decreto di solo alia chiesa di ferire Roma i nomi di Papa e di Papato. di orientale. clie. ^< Quod solius Papae pedes omiies principes deosculentur teretur . In quelle sono. ma ri- non di o del pari fatto storico innegabile. Cesare Baron io pone a cagione del decreto di Grcgorio VII la pretesa dcgli scimastici oriontali. Resta una obiezione. Venuto Gregorio VII al governo della chiesa romana nel 1073. La A'mla al cyclopedic des sciences I'eligienses. il gia prevaleva pocodopo lo scisma orientale quando costume de' nomi Papa e Papato per — la sola chiesa di Roma chiese — era naturale i che i Greci prele sumessero. solo vescovo di • CI. senza che Gregorio VII emanasse un decreto sinodale. Chi > il Papa? V. attribuito a attribuire essi Gregorio VII. per costume invalso. 6 un o compiuto da Michele Costorico riilario nel tatto innegabile. ha stimato scorgere d' ossersi genesi storica attribuito il nome Papa p. tra qucste tre : le 27 proposizioni. 1886. e che Latini continuassero. per inancanza docnmenti. LABANCA il 80 il docmnento. proclamavano e di i norai di Papa ini- Papato anche per le chicse di ('ostantinopoli. 10o4. Alessandria e di Ant lochia. . Lo scisma ziato da Fozio nell'SG?. Cenni. diretta dal protestanto Lichtenberger. in ndinm liomani PraesiUis.

Qnod unicum est nomen dare in Papae. al concetto. maturo' ad essere scovo di Roma Papa per eccellenza. questi ultimi scrittori zii. specie. 207-280. T. Papa per antonoPater.J 90 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS nella proposizione idest : [44 Roma mundo. ^ . 10. apocalittico. ' 9. II Roma il in ve- tempo era. venne compilato dopo la sua morte. si che il Cristo. essendo piu documentati loro giudi- Devo. non come semplice si o Pastor. Se non clie. debba ritenersi opera di Gregorio VII. Sono per Cenni il . e dal tempo venno De Novaes. XIX. masia. non pro- mulgato da Gregorio VII. citati. Magari testa papale fosse qui arrestata la marcia ascendente del Do- e invadente del il Papato ! Si pretese applicare alia po- detto biblico del Rex regum e 16). p. per altro. nel suo ritorno in terra. e dis enso tra gli storici cliiesastici quanto al Dictatvs se. oggimai. si Cristiano Liipo. Laonde il pronunziato Quod unicum nomen (Pdpae) in mnndo riconf'erma un fatto riconodi sciuto dal clero di Occidente in genere. aggiusto . lo. a dir vero. il Dnpin ed pieno assenso a i Lannojo. ElemenU ecc. 12-17). IT. secondo le massime allora dominanti nella chiesa di est Roma. de' Re e de' Signori del versetti in cui del- niondo. confessare che il Dictatus. minus dominantium (Apoc. il al solo vescovo di Roma. da Re e da Signore. non politico. Papae. detto die allude ad un concetto cioe. Pietro de il sono per ' Marca ed il no Natale Alessandro. Certo la proposizione del doversi Dictatus il e molto esplicitamente lavorevole del nome v' di Papa cioe. vendi- clierebbe. AUusione riconfermata da altri r Apocalisse (VI. ma come Pater patrum o Pastor pastorum.

Per tanto non e Signori del CHiste alcuno tra queste credenze apocalittiche e le esigenzc politicljo dc' Papi 8ui Ro mondo. LABANCA la ' 91 essa scritta. nato IlavijQ. di i Latini erano Per la costoro corrnzione. fino a concentrare sommo tale. accadde nella chiesa occidentale. corrotti. Di il dopo la appena^ niorte di Teodosio Grande (4< 396 la 1. per trasforinazionc della voce figlio greca per cosi dire. adottato. le potere interno ed esterno della cliiesa occiden- Quel che non accadde nella chiesa orientale. dopo. Occidente minacciava prossima rovina. ptirsccuzione di Norone noKSC) de' cristiani. agli ultimi anni del secolo I (Op. il ciofe. Nel IV secolo. il Romano Impero latto.[45] B. sg. per cagioni accennate. un Quivi fortunato nella cliiesa occidentale. prima met^ del secolo II {Dot L'l-chrisUnthum. al pari de' Greci. 22). tra (>8 ed il 70. cit.. tra tante. . ed Ornzio Marucchi. V. verso 70. si Vol. etc. Le probability maggiori sono die la sua compo* il sizione attn6 alia fine dolT inii^ero noroniano. trascoi-sero ' Otto Pfleiderer ha creduto stabilire compoeisione deirApoca- lisse alia fine della p. delle quali ora ne dir6 alcune. CONCLUSIONE SUL NOME PAPA IN RELAZIONE CON OU ALTRl DUE DI VESCOVO E PONTEFICB II nome Papa. fu. 1875). 85. crebbe a grado a in s6 il grado vigoroso e potente. I. per altre cagioni.

la precipitosa moite dell' Impero occi81 anni. Ad esempio. che. Cotesta abi- governativa. Leone riusci a fermare Attila. la con la sua benefica azione governativa e pacificativa. alia completa rovina. 31j. . In tale stato randp di d' Italia. La distruzione dell' Impero Occidente e a successive le in- vasion i barbariche contribuirono esaltaiiei zioni deir Episcopato di Roma. fino alia superstizione talvolta. ereditata da Roma dominatrice e le- gislatrice. Aggiungasi che alcuni per patriarchi orientali. anzi di Eiiropa le due figure piii die piu spiccavano. con quelle differenze che i comportavano secoli V VI rispetto al secolo di I. sed Longohardorum episcopus [Epist. se la lenta agonia dell' Impero orientale nooqne al Patriarcato di Costantinopoli. posseduta a maraviglia. Gregorio il Grande. alia prossima I il Leone rovina dell' I Grande (440-461) si trov6 Impero Romano. calato in Italia. Gregorio. mise- ('690-C04j. senza tenia che con Leone I e Gregorio I e continu5 1' epoca apostolica. i non venne mai meno in corso di secoli appo vescovi romani e fu dessa principalmente che ne .92 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS 1' [46] { Impero occidentale rovin6 Ora. pu6 affermare. sin dai primi veI Roma. eminenti intuizioni. rese meno spa vente vole ?i07i invasione de' Longobardi. che per cati era divenuto suoi pec- Eomanorum. nessuno pu6 riore lita disdirgli governare. e dentale giov6 air Episcopate di Roma. per scovi di ambiente Roma. intenzioni e difettava 1' I'arte di di governare. pure. Gregorio una grande abilita di fu un monaco -austero. marciava contro Roma. i tanto che in una sua lettera scrive. Si di talsificazione storica. I. supe- a parecchi uomini odierni di Stato. e die ispiravano fiducia furono quelle Leone e di Gregorio.

ne giurisdizionale. Ora sembra che col tondenzeed altorain esigenze esordirono nella chiesa orientale. anzi che si nome Episcopua manifestassero in il Roma. di buon ora ciiiena orientale ed occidentale. elevata ad esprimere Come a poco a somma autorita ispeabbiamo gia visto zionale nel solo insieme. in guisa da diventare in 1 Roma vescovo. giurisdizionale. nolla cliiosa occidentale. no ispezionale. in cui avvenne tale graduale elevarsi e ingrandirsi del a diventare proprio ed esclusivo d' un di quello di il nome Papa. numero precedente per fino la chiesa occidentale. clie tenesse la sua sede in qualclie grande citta orientale od occidentale. Roma. come sappiamo. detto. clie varsi il tendenze. e che servi ad espri- mere. autorita di sorta. i Al proposito I le dogmatic! ed critici non vanno d'accordo. lo noto Htorico . ma poco siasi e. ma si tempo. come nel mondo politico. autorita ispezionale dai primissimi giomi del cristianesiino di olevarsi — abbia dati i indizii a nome proprio ed esclusivo di qualcbo ve- scovo. LABANCA il 08 fatto accrobbe via via T autorita e potesta. significava solo paternita spirituale. per lo provalere nome Papa nome Episcopo. cioo Ora. nome Papa.147] B. importa esaminare so origine non cliiesastica. capo chiesastico. che. rono. nei prinon esprimeva. raddolcito da come lio non cpiHcopalo. Come . e non altrove le Epm-opus episcopornm. nella quello di Vcsco- vo. nome Episcopo — di si politica. si us6. Servl in entrambe a designare un' autorita ispezionale. II nome Episcopo. II mitivi tempi cristiani. rion por ci6 approve o lodo tutto ciii lo invadenzc intransigenze a rita sill () non di rado pervenne onsa anto* del e potosta. non giurisdizionale tra gli altri ministri dclle varie cliiese. si appell6 papale. le dogmatioi uccidentali esigenze di ele- tredono.

accettano la istituzione successione dell' Episcopato. e da avvertire che il nome Episcopo essendo di origine apostolica. e poscia sul nome Papa. non nel cose si modo onde due sostengono dai dogmatici. ^ po- tere episcopale lo bandiva e dirigeva. Lipsia. cosi il simigliante avvenne rispetto al nome Episcopo. Se d' ordinario laici. sopratutto cattolici. Schwartz. . siccome e provato nel qiiesta si nnraero precedente. e di formare quale vescovo de' vescovi. 1898.n in des alien Kirche. I due fatti appartengono in comune alle due chiese di Oriente e di Occidente. il Ma quale di esse rivel6. ogni di piu^ autorita nelle chiese cristiane di Oriente e si di Occidente dai primi secoli. in maniera da doversi transitare dall' episcopate plurinominale i all' epi- scopate uninominale? il E qui che critici hanno snodato apostoliea e la le nodo con piu serenita e verita I critici storica. forte bisogno della ele- vazione e concentrazione episcopale. Per costoro I'Episcopato. I vescovi promovevano siedevano. istituito dagli Apostoli. fu naturale che vazione e della concentrazione sul si il bisogno della ele- manifestasse prima Papato si nome Episcopo. Die Entstehung der Si/node. i concilii particolari. * Vedasi K.M qiiella SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [48] nacque da prima elev6 a il nome Papa. sto fatto se Accanto a que- ne appales6 un altro nelle due chiese. e col tempo in somma potesta. ebbe. nella quale risiedesse un grande vescovo (jusydAi] smoicojrogj. talvolta indipendenti dai il e da uno di essi vescovi si preil potere conciliare allora decideva. anteriore al nome Papa. la prima. il E innegabile che I'Episcopato e non acquist6. Se non che. ed una grande chiesa [suKXipta jneydAi]).

ed sola anche piu vescovi in una comunita cristiana. ben altre conferme. unita e varieta: unita nolla chiesa Roma. Dopo la istitu- zionc apostolica. In sostanza. San co' Pietro. II). e subordinate co' loro vghcovI al f^ran vescovo di Roma. tbndate dagli altri Apo- o dai loro discepoli. San Giro- lamo discorrendo alcune chiese. Da principio ebbero piu vescovi a capo delle di- verse comunita cristiane. t'atti and6 dalla varieta all' non dall' unita alia va- rieta. Ora Magno Gregorio sostenne . con unita. clie ma si si afferma. sem- pre col centro a Roma. stoli. dice: Comuni presbi- teroruni consilio r/fibemantur. Dai critici non negasi la unita e chiese cristiane. ciascuna o. Chiama tale Consiglio Se- nator habemus senatum nostrum coetum prnsbiteroi'um (Isaia. cli' comunita erano avova o un solo vescovo. e della concossione fatta dal Cristo a Pietro. Natural mente lici si catto- giovano piu e piu della venuta e della dimora di Pietro a Roma. 18). cio^ ispottori. clie. scopus episcoporum. sarebbe stata la pietra tbndamentalo doUa Chiesa ( Matt. vale di e lo stesso. In i mancanza a dire gli anziani. Le epistole di Celestino I (»i< »i< Leone I (^ 461) e di Greg<n*io I essi lecero 604) provano ad esuberanza quanti sforzi desiderata episcopale. a ottenere la unita sola. Apo- londata e ministrata da San Pietro. I'Epi- clie. continu6 la successions episcopale. raggi nolle altre comunita i cristiane orientali ed occidentali. si Che di procedesse dalla varieta all' unita. cio6. si la varieta nello positivi. do«^li varieta nelle altre chicHe. Con Gregorio siamo il al secolo VI e a principio del VII. a capo presbiteri. In cap. o di vescovi piu vescovi. si hanno 227j. XVI. ispettore. cio6 Roma avesso.[49] B. LABANCA ili 05 da principio. priiicipe stoli.

uguale sacerdozio (Epist. fano I {>fn che i vescovi. in ispecie di Gallia e d' Italia. che disse di preferenza Papato. bensi dai contengono II pluralita. Questi fatti non dipendono da Roma. Non poteva mocratica la Chiesa restare in perpetuo una de- societas. Dalle indistinzioni dovevasi pur venire alle distinzioni. ch' fe piii. del ma piu il versetto 18 del capo XVI. di quelle di Nicea. altre chiese sia a non sono fra loro dif- Roma o ad Eugubio. ugualita episcopale. ai Concilii. si Nel celebre Concilio generale di Nicanoni fissarono varii canoni. e. « che accetta San Girolamo con questa sentenza: la chiesa di ferenti. dell' inter pares. Non cea (325). gli Vangelo di San Mattee. ad Eva- grium. a Coaltrove. oltre a definire la i sostanziale di Oisto.96 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [50] dispute senza numero co' patriarchi di Oriente. 101) ». prima 2G0). e fra i si stabili quelle che pelli. si bene un primus A tale elc- vazione e concentrazione assoluta poi si Episcopate. e questi. aut ecclesia fratrum. versetto che fece scorrere. par- ticolarmente con quelli di Milano e di Ravenna. per la interpretazione. nel quale il vescovo di Roma doveva essere non gia un primva inter impares. Roma e le Un vescovo. co' ve- scovi di Occidente. chierici dovessero rivolgersi. pos- stantinopoli o a Reggio. testo venire si Salvo che in coplurino- arriv6 dal sistema episcopale minale ad un sistema episcopale uninoniinale. nei loro ap- ai vescovi come ad ultimo si ap- pello. Nel Concilio particolare di Cartagine fa sapere a Ste- del 258. la prerainenza episcopale di per Roma. divinita e tutto. Concilii. ad Alessandria od siede uguale merito. nei loro giudizii finali. locali. contribuirono varie cause accennate. un fiume di inchiostro e per .

rispetto alia varieta ed ugualita episcopale delle altre comunita II vero iniziatore e promotore della primazia e mo* Nello in narcliia episcopale e Ignazio di Antiochia. sue diverse epistole autentiche s' insiste. die dopo innegabile. passato prossimo essendosi mesea del della Cliiesa. dal la terza ai secoli della Chiesa. usata a loro favore dai cattolici quanto al primato alia unita e alia Roma. La di epistola di Clemente niano ai Corinzi. Con dente si tutto ci6 e pure che se in Occi- etfettu6 la tendenza Episcopate a divenlu ne'primordii i tare uninominale. che ciasouna . unito alia tradizione della venuta e della dimora di Pietro in il Roma. Su tre non devo trattenernii. In cristiane. mostrasi. Testa- mento. del da plurinominale che si cristianesimo. tuttavia.[51J II. ed e die in questi secoli quel vei-setto. LABANCA di VJ clic iniliissi niiileiici uii iiumc sanguc. non allude punto primazia episcopale di Roma. elficacia non ebbe si dopo dieci la Riforma. in Oriente manitestarono primi ro- indizii di essa tendenza. gia ricordata. piu forte a conservare la supremazia episcopale rit'erisce Ro- ma. ed 6 che dalla Ritbrnia assai in dubbio vei*setto primo di evangelio. Soltanto mi permetto il considerazioni renioto Htoriche: CliieBa. IV al XIV. dell' il secolo X si appoll6 primato pa pale. quella epistola. e per esso pale di Roma non pote avere molta influenza snlla primazia Episcoil Ruma : la seconda concerne V autenticita del qucllo. la prima riguarda passato doUa ed e che nei primi tre Kecoli non osscndosi anil cora tbrmato canone intorno ai libri del N. il versetto di Matteo. giovo assai ad accreditare e legittimare di primate episcopale Roma. clie accordava tanta preai suoi successori di cedenza a Pietro.

Bonn. IV. Quest' ultima origine etimoil logica spiega meglio lo scopo a cui era indirizzato Pontificato in Roma. sotto il ti- tolo di Pontifex Noi sappiamo che cotesto babilmento. come istituzione locale. Reville.. G. . altri lo ritengono una forma alterata di Pompifex. ci rimane a considerare in relazione alio stesso nome Papa quelle di Pontefice. Lib. part. o di sacra facere (Gottling. 1857. im- peratore cristiano Graziano. raonarcato episcopale particolare era. Baur. Parigi. 15). Marsella. aflFerma che episcopat unilaire non esisteva. non r Occidente. 2° ediz. De lingua lat. 1804. F. concentrate Maximns. Christenlhtan Ratisbona.. Lets origines de I'episcopat. a co' secoli sarebbesi un preannunzio che giunto ad un monarcato universale. Onde vedesi che il punto di partenza del monarcato universale fu 1' Oriente. il altkatholischen Kirche. Duchesne. alcuni lo derivano da Pons facio (Varrone. una istituzione universale {Les origines 2"^ Pa- ediz. p. nel la primo secolo. Lib. — Ritschl. cit. etc. 9). 1861). p. De dementia. in chi godeva assunse. — J. cap. litog. che lo rifiut6 circa il 382 * Rst. senza data. la esplicita sua insi- stenza per cosi dire.. I. e piu chretiennes. Gesch. 2. Staatsv. Rispetto alia origine etimologica del nome Pontefice. Verso meta del secondo secolo diventa tardi rigi.98 cliiesa sia SECTION MYTHOLOCIIE ET RELIGIONS [52] un iin solo vescovo. cioe di far pompe religiose. cap. relazione al ' Poiche abbiamo considerato il nome Episcopo in nome Papa. Kirche in der Zeit der Grundlegumj. altri da Posse facere (Seneca. 1838. 10. dal vescovo di titolo si pro1' Roma Siricio. Tubinga. Der Ursprung xind des Episkopats. una jstituzione locale in molte chiese. importaute avvertire che 1' E lo stesso scrittore cattolico. der romanisch. tanto meno universale. 18G0. Entstehung der — Dollinger. Ora. 55-03. Prem.

oltre ad avere il nome altespi- primitive di Episcopi. LADANCA 09 () DSii. oltre tributftTa in alcuu« ad altri titoli ^onorevoli. rom. ancor ^nello di Pontefice M«*- . Comunque pu6 at- piena certezza. Marclio che ha agitata exprofesso la questione. irraDite. ci6 che accadde sotto Qi*aziano an. ed accetW). Come nella Roma pagana il titolo di Pontefice Massimo comprendeva una suprema autorita religiosa. (Op. servi a renderne il vescovo una somma autorita religiosa. CCCLXXXllI. imporatori cristiani. D. canzon6 il vescovo di Roma Zefirino col titolo di Pontefice Massimo. col titolo di Pontefice Mas- simo. t'ermarsi con Roma sia. del Papa. (Anu. onorato in alcunc iscrizioni cimiteriali nel secolo per disprezzo ' XV. cho ivi hi tonovnuu aduuunzo accademiche. ad elevarc il vescovo di Jloma sopra gli altri vescovi. Se TertuUiano. cosi il medesimo titolo. 6). L. salvo il caso di Pomponio Leto. Jl cardinalo ]$aronio avcva prima aiweritoi averc il Costantino Grando rifiutato il titolo religioso di Pontifex Max'imus (Mariyrol. ' Ncllo catucoml)0 di (Jallit$to bi scopri dul 8i Do iCotwi. L' assunzione del titolo di Pontefice Massimo giovo. suoi predecessori.^ die 2t avgu$ti)\ si ma poi ritratt6. CCCXII. il simigliante non avvenno piu dopo il secolo IV. opina Graziano depose legalmente gli altri titolo onofifico. come razione di Pater ritiiali ^ nel significato di semplici padri del fedeli. sella eccles. bench6 tollecit. il n. nel secolo II.. ed nome di Papi.. che verso la fine del se- colo il IV nome i rettori della chiesa romana assunsero anchc il di Poutefici Massimi. e die n P. trasmesso alia Koma cristiana. senza dubbio. rassero vederlo attribiiito ai vescovi di specie nelle epigrafi arrecate).1 53) IJ.

christ. continu6 a vivere in mezzo ad essi. pel [54] fatto nostro. il titolo di Fontifex Maxhmis non In questi fu dai vescovi di Roma i usato nei loro adoperarono sempre titoli o di Ejnscopus. I. 234. crist. nomi Papa. Roma il cristiana ha abbandonato papale. per pendio al Pjipato. Bollett. nei descriverne la possanza. si adopera nei libri di liturgia. II fatto impressiono assai. nato fra i che il titolo di Pontifex cattolici alia fine del secolo IV. vili- di Pontefice all' Massimo titolo erasi dato. nei denominarne il Patrimonio o lo die il De nome II Rossi. 81-94). il ma e mestieri piir consentire che nome il Pontefice.100 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS Quel die avanza a dire. unito e innalzare I'au- a quei due nomi. dopo la scoperta delle catacombe. Ancor oggi die stema qualdie atto: contradizione. si Non 'badando il vuole conservare primissimo dei caporettori del cattolicismo. B. nd mondo cattolico con gli La verita storica imparziale Maximus. (Eoma sott.". che i i vescovi di di Episco- Roma hanno pus o di preferito. 1890. Pontefice. ri- aimo. Yu a capo di tutti CI. e die nome Pontefice si adopero e varia Stato. si il si- episco^iale per sistema osserva in alia titolo Episcopvs Leo XIII. tributato ai Papi. di storia dei Papi. III. giov6 ad accreditarc torita chiesastica di Roma. de Rossi. piu vctnsti nella religione cristiana. o di Papa. quasi titolo sia rinato mostrando di credere pagan eggianti. o molti archeologi stranieri e nostrani lo studiarono. Do Rossi. an. 38. 402. siil esa- punto storico di Pontifcx Maximus che esso umanisti e. JrutcrU. ger6 il accademico Pomponio Leto. nei loro documenti epigrafici. c del- Puso Iktto dai vescovi Giusta il di Roma del nome atti. Noi consentiamo col De Rossi. II. . nei loro atti.

e che giov6 non poco. E per conch iudere. risolute. — Tom* lU — 9*« Pltftte) . a riconoscere nel rei^gitore della cbiesa romana non solo. a rendere sconfinata la potesta del capo della cattolica. e che eccitd frequenti proteste nullarla. con I'andare secoli 1' de' secoli. da prin- medio evo. se nome Papa nel Cristo. o per limitarla. Pontifex Maximus. padre spirituale de' esso rinati potrebbe an- nome ritornare nel sincero affetto e rispetto clie di liberi credenti e di liberi pensaton! Scemerebbe e sbalorditoia. come i Pontifex^ una sovrana autorita giurisdizionale. Tale h i fatto storico innegabile svol-' tosi sotto tre norai principali tributati al il governatore ripigliasse in il capo del cattolicismo. Episcopus il il divent6 1' Episcopus il episcoporum il il Pontifex. come Epucopfis^ una sovrana autorita ispezionale. chiesa Coi . suo primitive significato. LABANCA 101 spettato ed onorato cipio e nel . cosi dolce e venerando.du xn>** CotigrU dM OritntmHtU*. Pater patrum. ma eziandio. Papa. nel Papato quella potesta sconfinata che nocque tanto alia religione cristiana. Labanca. o per an- B. Oh.[65] B. di figli. tutti e tre nomi di Ejnscopus di Pontifex e di Papa concorsero. ^|Xg><g>Bj t<>< : -~ Act.

.

THE ORIENTAL CONCEPTION OF LAW On the last occasion that I had the honor of I addressing the subject " the members of our Congress Oriental view of the took for ". God and man. though a far less extent. alike in the natural and spiritual worlds. a surprise to us to discover there. namely. is not always. Yet when we to the East it is often. the reign of Law. . Amongst ourselves. national t>r turn to international. public or private. that of Law. as fixity or revealed We have long since of purpose between . an anticipation of Order in the Constitution of the Kosmos. too. my I Path To-day should like to draw attention to a Conception which West have been accustomed to regard as peculiarly our own. natmal and between man and man. has become so familiar that we find in the it difficult we to realise a time when the thought of things classified this idea was otherwise. constitutional or canon.

Of Varuna. It is the wa}'. it is said that he supported the sky in the seat of Rita (iv. [pari janti sadjah. 9. 4) s Ahaiii apah apnivaiii uk'samanah d'arajaiii [divaiii sad an e Ritasja^ Ritena putrah Aditeh rita-'va uta tri-d'atu [prat'ajat vi b'uma. where expresses of all the settled movements of the heavenly which or bodies. na minati d'ama ahah-ahah [nih-kritaih a-carant!. and the moral law man must obey. And one 123. . the path which all should follow^. par excellence. the most moral of all the Vedic deities. nature founded by the gods. Anavadjah triiiisataih j6ganani eka-eka kratniii G^nati ahiih prat'amasja Rittisja j68*a nama sukra Kri'snat [agani'sta svitici. be they stars or god& men. then the order of lastly. in Beginning with our own Aryan ancestors we find the literature of the Hindus two expressions which serve as centres of religious and social order : Bita and D'arma. The former it is found pre-eminently first in the Rig-veda.: 104 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [2] A — ARYAN. 42. 8.): Ri'si even speaks of the d^dma or law of Varu^ia and the d'ama of Rita in the same hymn f^» Sa 'drisih adja sa 'drislh ita uiii iti svah dirg'am [sac ante Varunasja d'ama.

the other inner and formal. It is the point where heaven and earth meet. The whole lore of the Brahmans of is this period centres in the thought of sacrifice. The next by step in the evolution of the idea taken However they may differ in other respects the ISatapat' a. sacrifice. whilst at the same time there is an India's great epic. These two monuments of ancient Aryan literature thus form the mile-stones or boundary-lines of that epoch of strong . in so far as. in each case. attempt. At the tinae of the rise of the Brahma. man both with the seen and the unseen with the visible world by the legal restriction regulate the relations of the individual witli dividual and with the Community. We have here two phases of one outer and material. wherein tliey rest. There is tlie Rita of the sea and the Rita of the soul.{8] HERBERT BATNE8 105 Under the influence of Rita ntand alike the elementars forces of nature and the higher powers of spiritual life. according to the ancient view.ia-litera- ture this world-principle becomes identified with ja^Aa. sacrifice is the manifestation of the creating and sup- porting Rita. the Mafidb'dratam. Instead of the purely-sacerdotal thought princi- of duty and law D'arma appears as the ruling ple of lations human of society. mann well observes 'As the world of this so As DahlBrahmapa is moves round ja(jna. that which regulates all the re.Brahma nam and the Mahdb'dratam both show a decidedly -encyclopaedic tendency. for Rita and Order are one (Var). <levelopment our form's circle of ideas borne by (Tarma^ Law'. to bring the whole treasure ot religious knowledge : to a common centre. sible which tlie in- and with the invi- by rites and religious ordinances. .

the morals and customs of an Arya. find Spirit he is for the know^ers of Soul. D'arma expresses the rights and duties. whilst d'armyam denotes the unessentials. Perhaps the ches of duty (ii. 2): 'Speak the truth. As duty d'arma a) dcdra^ is classified as : duty to oneself. practise d'arma. and not infrequently D'arma is used to express that which adheres to things. The- is nothing higher than Law. In the Taittirlja-Upanis'ad the Guru says 11. 25) For Manas-knowers he is Manas. 14. p) vjavahdra. earliest mention of these three bran- is to be found in tl^e 'Candogya-Upanis'ad 23. 4. 1). For knowers of Budd'i. neglect it not '. Law i. is tlie Law.. duty to the Atman. too. Budd'i ' . .: ' 106 SECTION MYTHOLOGIE ET RELIGIONS [4] and social organisation which saw the rise of Buddhism and the development of Castes and dsramds. Subjectively it is Duty. (i. for D'arma and Ad'arma In evolved him who knows ! the Bi'hadaranyaka-Upanis'ad we find it in the sense of . Hence. It is that which supports (vd'ar). 'He (Brahma) was not yet then he created D'arma as something noblyis formed. y) prdjascitta duty to society . This refore there a ruler of the Ruler. culture which binds men together into a society. Then we have D'arma and Ad'arma as the morallj^ right and the morally wrong. objectively Law. in D'arma and Ad'arma as right and wrong we the Mandukja-Karika (ii. their essential the derivative nature.

it is Accordingly. so the visible world was said to be upholden by D'arma. 69. when one speaks the tmth. tor both are '. . to describe as the creation of various epochs and dif- ferent There we read even the Veda without D'anna cannot save a man (v. that said one speaks it is rightly . is as we ' said before. the Mahab'aratam. tliat part of the great epic known a the B'a- gavad Gita the expression objectively. is And indeed. D'armal I6kas trayas tata pravrittdh sacar^*arah (xii. And just as the world ol the His'is was based upon sacrifice. iti Yah In sjad d*&rai. 6\ D'arai:iad d'armam ity ahur d'armepa vid'rit&h pra^fth. the ture of this against the strong man as upon a King. 68). which Goldstucker used rightly. but also the supporting principle of the universe. 43. The three worlds are said to have proceeded from is D'arma. (viii. itseli' Na ced Veda vina d'armaiii tratuiii saktd vicaks'a^^a. 6) minds '. and when a man speaks rightly said that he speaks the truth. war e^ox'/*'.iasainyuktah sa d'arma nisc-ayah. one and the same i^ut. tlie Law -Book.: [5] HERBERT BAYNE8 sets his Iiope l(/7 weak man upon the Law. 309. For instance ' in used both subjectiveh' and : Let the Law be thy guide is action and thou wilt tlien do thy Duty'. At'a kasmat pralapo 'yam brahmatianaiii sanatanah. the na- Law Truth (Satyam). which not only the basis of physical and moral order.

108 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [6] There can. 1. By Vyavahara all that we mean bj^ jurisprudence is understood. that there has been we may be quite sure the a corresponding development in the conception of law. all knowledge. When social from of an exclusively sacerdotal period. — 3. — 4. ethics and customs. Smriti . C. have assumed the form of Law. Acarah. All the observances of private morality and social econom}' are described as acara. in which the which ^^'ill the priest law. supreme religion. The government of a State. In the strict sense of the term Manus Sastram is Code for it cannot be said to be 'a systematic arrangement of precepts which existed as actual laws in force throughout one Country'. The root of to be (II. not a ' '. Most of its rules come under the head of Acara. highest law. by gradual consolidation. we pass to one in and economical considerations prevail. — 2. That to say. both by Veda and Smriti^ to be paramd D'armah. 6. : all law (d'arma-mulam) is stated Veda is 'k'ilah . view of I think be no doubt that a nation's its Law is is a Criterion of culture. Silam . traditional practice which is said. . Now the Mahab'aratam it is Concrete reflex of such an epoch. whetlier spiritual a temporal. Whether or followed the preceded so-called D'arma-sastras it is by no means easy grounds to determine. ' '. but there seem to be good for believing that the oldest parts both of the great epic and of the Code known fifth as Mdnavam Sdstram B'rgu-prdktam belong to the . Unlike our Western is law-books the Code of the Manavfis a metrical version of traditions and customs which. century B.

droit'. It is the King who. The evolution of the Aryan idea of Law would . laid Vd'ar). and having oflfered homage to the trial gods who of causes'. the tie that binds (W y) that . are guardians of the world. down by the wist>st and best of all . and the In the first six 108 civil rules of judicature are all discuHsed. 23) For the use of tlie created in King the great Lord (Isvara) beginning his own son Justice. by divine right. with his body suitably-attired and his mind at ease.. 14 and viii. Mquu. having seated himself on the judgment-seat. is not only to rule. Or do. : 17] HERBEET BAYNE8 and criminal law. but himself to administer justice * (vii. to act as the creatures by wielding the rod of pu- Let the King. therefore seem to be a) : the straight and settled path of the stars. to us a simple books we have presented state of society in which the custom of the caste is law. Jirmvs. ^/ar). begin the So in India's Iliad the good King Yud'ist'i'ra is the embodiment of 'many-branched' and 'many-gated' Law (D'armasja mahatO bahusak'asya bahudvarasya). and in the seventh we meet with a decidedly paternal form of government. composed tlie of particles of his protector of nisliment. which has been ages . all own divine essence. (^fT. 'Diritto. P) the support of gods and men.

^/la^g. and in ». a settled first movement. that min and Arabic fj^ ^^ *«M diflerent forms of the same Semitic word Law. T6r in the first instance. y/d^d. (yrm Lex log. . doom. ub Torat'6 jehgeh jomam « valailah. \/nam). 6) y/ sad). 1 [8j J Ge—seiz. that ' race of the didugga). (vojuog.: 110 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS ^£jui£. v8jLi£0ig. as the relationship existing (ammibetween The man ' Law and his Maker.) ment. Law doth he meditate day and night And and for here not only are we are at once Hebrew ^IPl and struck by the fact. arrange(xvii. but that their conceptual evolution has been almost identical with the Aryan IS ^TT and Vi*{ . laiv. lov. In the book of Chronicles we read Vatikt'an fj6t' benek*a El6him vatdaber al bet' abdk'a Imerak'Ck urit'ani ktCr haadam haipa'alah Jhavah ElOhSm. Passing on to the Semitic view of the subject we have first of all the thought of rights and obligations amongst tiie Hebrews. — SEMITIC. tf*'. that which determines and Controls. rank. His delight his in the Law of the Lord.): Ki ira first bt'6rat' Jhdvah is k'ep*z6. In the beautiful words of the Psalm (i. doms. B. 2.

holds together a spiritual brotheras hood. forth give ear unto me: for a Law wiU iTorah') shall I go from me. ). Lord God! ' Then T6rah. is Law which for Sii'tls. on the other liand. the words ^olj testator. as the root is ni^ ' to join. is the bond between man and man. and so there come wrath over jou and over your brethren: so must ye do. and hast regarded me as though I belonged to the rank of a man of high degree. the Mystical Moalams known as And indeed throughout the whole world of Islam ' supreme word. also. In Arabic. for law to the Musalmtin means his whole religion. ye shall tiiily warn them that they incur not guilt against the Lord. 10. And this was yet O God! and thou too small a thing in thine hast spoken concemiog thy servant's house for a distant time. instance. Chron. this is the * . bind '. XIX. wuo^. ju^l^ testament. Here the word Hlikp is peculiarly appropriate to express the legal relationship amongst kinsfolk. And whatsoever controversy may come ( from your brethren that dwell blood ( in their cities. such. and. and ye will not incur guilt '. 2. you between to and blood. come from ^*o\^ 'joined. my nation. like D*arma. will. and of the people ' my establish as a light '. between law rnin ) and precept npf^ statutes and ordinances.' 'connected'. the entire revelation contained in the Kuran.[9] HERBERT BAYNE8 ' 111 eyes. covenant. and man and God: ' Listen unto me my justice people.

unanimous opinion (igma). The former from radical 120. so that the combination King-We is ning North and South. branches. In medical books it is applied to the veins and to the blood. p) y) 6) Sunnat. for in some respects they are the most interesting people of the East. ut nafsi ma leha va ma All Muhammadans fik: agree that there are four chief sources of this a) the Kuran. Of these the two former are said to be asl-ul-adj the root of roos. the warp. analogy.112 SECTION MYTHOLOGIE ET EELIGIONS [10] For the corpus juris we have the word ^Jii which primarily means « knowledge. — TCFRANIAN. the Conduct of the prophet. » and more especially an appreciation of the way in which one man should act toward another. Kijas. and the two latter furii. or usul-ul-Fik' va furu-ul-Fik\ C. . Hence the designation of the four sources as Pj-^j cS^\ root and branch. Their thought of racters $1 Law is expressed by two chais mi silk. When joined to we ' woof ' King means the lines run- wliilst ive indicates those going East and West. » « understanding. according to the well-known definition mdrifat aleha. in the first instance the tlireads of a web. As representative of the Turanian race let us take the Chinese. It also signifies lines or paths. and # and means .

literally ' lastly. arose that grand Conception of universal Law whicli makes the whole world Kin. in the we find that there a Consensus of opinion East that. King lun meaning * to arrange the threads of silk for tl>o to ' sion now used Ke an expresprinciples of reason and justice. gods. from that orderly sequence of events in nature. Law. Law is the order observ- ed in the outer world transferred to the inner and Society. (ni) The second character contains two radicals. -»^tXi»^«c«siat^5~- . parent and child. especially expres- afterwards a Classic. and. for the most part. 1 19 meaning rice and 120 (mi) silk. of rice all The arrangement of grains silk and of threads of then the seems to be the primary is signification. Principle instilled Thus wo have Pin I the moral by I lun the natural relations of husband and wife. ot an Order which cannot be changed-Law. ses the lines of a book. ascribed by the Aryans to by the Semites. is * whilst King principles of separate silk-threads means the government and moral instruction. is applied to the various institutions of human And so. to One Supreme Being and by the Turanians to Heaven itself. many Herbert Baynks.[llj HERBERT BAYNES Then King 118 equivalent to latitude and longitude. an historical work. To the Chinese. thought 'Heaven. and is used first of of a vessel or tripod employed in an act of worship. in conclusion. therefore.

.

Ora. ad una medesima parola si assegna differente origine. die significato sia somnia iniportanza come norma direttiva della com- parazione. se ^ un aiuto pre- una riprova e quasi malleveria di maggior certezza. il senso. Ma bisogna pur con venire che zioso. ed e cosa di gran lunga piu grave. e cosa troppo cliiara di per se stessa. il sempre di pel motivo indicate. di per sfe non pu6 esser preso come criterio assoluto. Anzi non dubitiamo d'atTermare die il signicato non rettamente inteso lia spesso tratto altri in eiTore: e appunto di tal pericolo e inconvenient^ intend iamo ora fare alcune brevi osservazioni. senza i quali non vale comparazione alcuna. giacdio per i lui la guida mntamenti dei saoni. il clie avviene piu sovente. II glottologo pu6 bene afferniare o negare Tidentita tonetica di due parole. ma ne*»suno pu6 stabilire leggi assolute alia libera associazione dei rapporti ideali. ov^ero.NOTE SEMASIOLOGICHE Spesso accade di vedere negata una etimologia per cagion del significato troppo diverse. massime nella logica e nella sicura e costante devono essere .

senso di ' an' nodare cf cal. ha ravvicinato got. VIII 289). Nessuno. xaTrpo?) : verro » cf. de la Soc. iharf (a. macchia. altri II rovina. appiccare ' che noi sappiamo. a. ' quanto quello di accendere appiccicare -^ appiccare. DiflScilmente trovano due parole di cosi perfetta cordi\i(6g rispondenza fonetica e mortblogica. sulla comparazione slavo noga 'piede' (gamba). sogno ' al gr. VII 83). ' de la * Soc. (cf. dvv^ De Saussure (Mem. contrariano a vicenda. il guidato soltanto dalle leggi dei soni. un individuo). durfan ted. ted. trpnomi mi sazio senza pronei due significati. fabbro cf. Ling. labes. ma si anche non di rado nella stessa lavella. Anche in inglese wild boar (verro selvaggio) 6 « cinghiale ». XIII nel ' gr. lordura' non hanno 144) d' identificarli il impedito lat. BB. II il ridire.: ' 116 SECTION LINGUISTIQUE i [2] fantasia del popolo. L' idea di ' mescolare e cuo- cere ' sta a base di KSQdwvfii cf. (propr. ha trovato nulla da che riguarda lat. . diirfen) aver bis. in quanto ^ ri- guarda un essere vivo. che quasi si " ' '. Liddell e Scott Greek-english Lexicon. per ci6 dello significato. E-rsn-ov) accanto a ' artefice legno. Ling. unguis. ' Egli e vero per altro che in greco la forma plena 6 « porco(oO<. sebbene di significato tanto diverso. . lat. TEQjrofiai vare veruna difiicolta mod.=--5. I due significati ben caduta. capro (qui la diJfferenza e tanto piu notevole. quali sono e fumus. dicasi di ndjtQog ' Lo stesso ' cinghiale ' -^ lat. nakkd-s 'ungliia' gr. onde significati della parola tanto noii spesso e si notevolmente differiscono pure da lin- gua a lingua. cajyer ' becco. accendere. kerdi- kra—: versi Prellwitz in nEga/nai. ajtro racchiude tanto '. ' negajuog dalla rad. in partorito': cf. stipettaio. TEicToyv ' reuvov ' figlio ' generatO. texo (per i vari significati della radice tek- Mem.

Pindaro (anche in Omero? fcf.[3] FRANCESCO 8CEBB0 Tali esempi con mille altri. abbia un* im- portanza ideologica senz' altro secondaria glottologia. A dojTog torto. per non sia da tenere nella non cale. zione. allorcli6 questo varia nella stessa parola d'una me- desima lingua. ma in tal caso le leggi si- fonetiche ci permettono quasi sempre di potere con curezza assegnare due o piu origini alia forma. svolgimento storico della parola. che pare da qnesta semplice conndftrmsi idea traslata di ^toto? presenta m un poeta. fine. coin« PintratU i daro. Non gia che noi negliiamo che sotto un'apparente omofonia non si possano nascondere due diversi etimi (cf. ' tacilmente si passa all' idea di cosa morbida. si lo sdoppiamento della forma a causa del significato. il Prellwitz attribuisce a due etiraologie vellutato differenti a fine di spiegare il doppio significato. che 6 Tacin cezione che dcovog cf. Liddell e Scott). quale che ne ' vero o primitivo liquido o * ra- ' Quanto sia 1' arbitrario. — To«« HI . Dal senso di ' vello. secondo noi. tra questa e (inella lingua. il '. delicata. Soprattutto non bisogna lasciarsi traviare dal senso. bellissima. Aetet du Xir<** Con§rtt iu OrUmtMttt. diegog. significato (' razza gentile '. La diveraitii non ^ mai ragione assoluta per respingere una etimologia. quando sia ben stabilita in tutto lo r identita fonetica. Cosi in italiano ' Fanfani) una e razza vel* cosa di vellnto luta vale sia il ' significa cosa eccellente L' agg. oifAog sIqoj). oflfre ' ottima.08^ Rutto) 8 . il quale e noto con quanta libertjt e ardire significati delle parole. che per diversa alterazione sia riuscita ad fica) una materiale (gra- uguaglianza di suono. die mostra la parola. qiianto dimostrano come in il significato. nel nostro caso. che tacilmente si 117 po- trebbero addurre.

liquido (come propone Wharton: 'swift' da die/Liai] 'liquid' da dtaivoj). ruttare. ' si capisce ' come ' da dieQoc. vivo^ che racchiudono anche 1' idea (cf. appartenga a dlsjuai. come geschtvind. fr. che riguarda I'om. ma troviamo al tutto inverosimile che per due significati tanto vicini. igi^Qedarai (oHdei /alrai igrjQEdaTai XXIII ': 283-84). fino a un certo segno. la qual ultima ' forma e stata ravvicinata oi'do). ma le mune. r om. al il senso del di con teste ' ci non convenga le significato reihen '. altri Pure.' 118 SECTION" LINGUISTIQUE ': [4] pido cf. e per6 crediamo che eQevyeodai e sQvysiv siano sostanzialmente la stessa parola. unterstiitzen da igj^QEdavai sie sind eingefiigt' (PrelL). Ora. per noi e sempre la stessa si parola. nel s. nel primo caso. i significati ' vomitare. urlare j^ossono ben procedere da una medesima idea fonda- mentale.* possa distinguere ' Ne sappiamo come ' si iQsidco ' anlehnen. sebbene Gidinariamente derivi da una dopsi- pia ladicG.^ quali dal Prellwitz sono attribuiti a questo. no einfiigen cliiome (le criniere dei cavalli) non erano composte in bell' ordine. sia il ronzio dell'insetto /?d^//?og) e il gorgogliare che I'acqua o altro liquido produce nel versarsi da un recipiente simile alia bombola? Per noi. . secondo. lebendi(j ital. possa separare diegog rapido ' della snellezza). ma al conal trario stavano abbassate al suolo (le meste giubbe suol diffuse). vif. non pu6 darsi che 1' idea codue voci. alia radice red- reihen ' (lat. A prima giunta sembra ' ben ragionevole d'assegnare una diversa etimologia a pojn(iv?. al jlrd-s ' lebhaft '. a fine di conciliare la discrepanza dei gnificati. che riunisce (cf.i] ' specie di pecchia ' e a ftoju^vAy vaso dal collo stretto ' (bombola). diegoc. diegq) nodi). almeno per pare che di ' ci6 II.

16J FRAN'CESCO SCERBO II Uif poetico baUfjQov e per noi un' unica parola tanto ' quelle di animo ^ueniero quanto in j)rudente. so- come col quell i che dividono significato i due poemi summendifferente. ha 6a(^)-'. assennato in guerra). ' Sprache) nel trarre significato di verdi stclndig ' (che egli ' pone per primo) da dtdae] quelle . d' *. oompoato (assennato. nei quali si I'ac- cezione originaria facilmente s'attenua o cretliamo che non ben s' perde. quindi con facile traslato I'originario significato di Si^Yjcv) . il nostro bravo riterito coraggio e si si airintelligenza. la Non vediamo come da $^-6a-e. in guerra ' la parola abbia preso ' un gnificato * generico e spirituale. dal« cf. che h prima parte * di i^at^pcav. ' W5rt. iiitelligente'. non solo perchi di questa radice manca una forma nominale ' nello stato indipendeote ' (come da §ai(o = ^<xF'm accendere * : ' si '. nel senso di ' bellicose. ma anche per la stranezza ideologica del ?). il Passow con altri lessicografi). battaglia nella sola formola sv ^t. tratta d' un epiteto quasi or- come tanti altri usati da Omero. fiaocola '. quali in- sono dipinti neU'Odissea. usata in due momenti prattutto storici diversi. il secondo al- rOdissea. debole quest' ultima derivazione h la di * sembrandoci ovvio che dalF idea speciale bravo pill loroso. il primo significato appartieiie all'Iliade. II. possa dorivarsi da das' insegnare ' (sapere). Se ci6 e esatto. non vi sarebbe nulla di strano che la parola. kriegerisch da daio parere dai (tr bat 'nella battaglia*). perspicHce in intelligenza Ne auche ci pare da aooetUursi la deriva- . datqjoov alterasse e quasi gentilisse il suo piimitivo senso guerresco: si al cf. Si noti poi che nel nostro caso nativo. mostri un un po' turale die mutamento d' idee e di costumi. A vasi- nostro vera. che h manife- stamente una forma locativa (esperto. anzi k na- tovati. gr. d.-> tiuone. Secondo la comune maniera d'intendere (cf. Per6 apponga il il Prellwitz (etym. ' incendio di guerra': XX 18 icdXtfio.

heftig. significati scharf. che rassomiglia di assai a yogyog nel doppio senso ricordato. zione da *d&vis cf. ted. melodia non ha nulla che fare con II lat. s'ha in dsivog dun que Wharton divide la parola in due articoli. 26-26). quanto alia sua evoluzione ideologica. dandone una doppia etimologia. n. jr/. I'ital. XIV. ma dall' idea di misura si trae agevolmente il concetto d' armonia. chiaro riferiti tanto alia voce quanto al colore. come pensa Havet (Mem. estrema- mente in (schrecklich gross).^pltu-}. non altrimenti che numerus e del greco stesso. 112). 293 e Fick IV 160. o i il lessico petropolitano attribuisce ' . Ne surdus (color) e meta- fora piu ardita del nostro cwpo. di ravvicinarlo a BB.: 120 SECTION LINGUISTIQUE [6] Se yogyog significa anche Mmpetuoso. e traslato naturale dall' accezione * terribile. si ma con tutto ci6 forte duche d' bitiamo che non tratti d' altro un : solo e me- desimo jrAarvg nel suo significato ordinario pel nesso ideologico di due idee tanto diverse vedi la spiegazione. Fick 21) e davvero seducente. la corsa sfrenata : fa- cilmente desta terrore o paurosa meraviglia Jiero. Ling. = a dismisura. intensiv '. La comparazione a cui ' del s. costanze special!) ch' e terribilmente bella espressioni fr. cf. modus jueXog. Jierement. vivo' (applicato soprattutto a cavalli). paht-s (da ^pcdtu. da far mestieri sordes (cf. I I . buono ' (dalla medesima radice di SovaoGat) BB. I* col gr. come possiamo che si dire d'lina cosa Tin date cir. XVIII. stark. ' forte. Un caso assai analogo a yogyog. ' A torto ' ' ' stato volto a senso musicale. feroce '. che sono : trovano anche in altre lingue schrecklich cf.arvg nel senso di salm astro (ct. giacche I'impeto. ' ' salz (pulverisirtes ' salz. VI. de la Soc.

Prellwitz sotto ' e m)Xoyv). svol- r altra di strappare. jartu-s vulva . apparentemente pote associare con tanto lontana. col greco dtv. di parentela. il doppio senso dell'italiano verf/a).. amicizia. 121 die ne danno Pape e Passow nei loro dizionari Liddel e Scott). [71 FRANCESCO SCERBO (cf. miMd- : //Dg lat. necessitudo) connette V altra. mediante una di simili metafora simile a tante altre appellazioni delle pudenda della donna (nel gergo italiano v' ha pareccbi 326. stringere '. e cosi r etimologia del primo significato vale anche per nij^. nostro afietto). e stato paragonato grieck.rfa: Lautgeschichia 119) Lagercrantz Zur = aldolov yvvaiKStov. del per6 sotto un solo altri. la non la penetrano. traslati): cf. ma . cf. ' sfiorare Oguun vede * quanto gersi sia facile dall' idea di ' serrare. serrai*e '. la stringono folia^ frondes stringere (la feriscono leggermente) con . premono. stringere. sfiorare i I tela siringeniia corpus di Virgilio sono oio6 dardi. con maggior ve- rosimiglianza quello di il rapporto d'affinita si cura (come oggetto del nostro pensiero. e M')dog. anche * Se in latino con Tidea di si ' necessita. elefante cf. bisogno (ne- cessiias. XXI ' "Wharton (Etyma logie differenti assegna a che vale stringo tre etimo- secondo . itwaxog^ to dvdgetov ual ynrvaiKEtov ftogoy (Esi- chio) = 8. a differenza i di Prellwitz. Stallone (che pu6 intendersi come il fomito di ' * verga. che sfiorano la pelle. ' ' Dair idea generale di treccia (KfjXov) si poterono facilmente svolgere i due significati di ki^Aojv mazzacavallo.ov ' r altro II (ma s.ra (da '^de/. Wharton ed noi coniprendiamo due che la parola ha in greco. togliere rasentare. di freccia: ct. sensi.) BB. strappare. che noi invece identifichiamo con b^kxa dell' alfabeto.

'demolish'. bandire. lat. die e la cosa piu comune nelle lingue . garrire. cioe : 'fall. cf.AVh.122 SECTION LINGUISTIQUE 1' [81 s' indica atto dell' afferrare fortemente e quindi svelensem. I 83-86) ado: pera ruunt nella doppia accezione cipitano 'sconvolgono. come XaAETTOtoiv oveldeoi. ferrum stringere dice : lere. proclamo '. Si neti che nel senso di ' biasimare ' il verbo e ordinariamente accempagnate da alcuni aggiunti. il Wh. biasime. non altrimenti si che il il nostro scendere usa anche trans. * Questa tesi e soprattutto sostenuta dal Br]<:al nel suo Essai de Simantique. altra Ma i due che primi il non presentano difficolta passaggio dal senso intransitive a quelle tranil sitive. Etyma graeca e Cu. 2. -- calare: scendi bambino '. {ivijircov e^Ttldag Pind. il trar spada. 4 articoli. come in mille altri casi. guaina e V impugnare coltello. 4. dalla sedia. DasVerbum I 234). trae dai composti (obruo. ruo in 3. che nei cerrispondenti del san- scrito e del greco vale 'velare. peto. Ma le due accezioni si pessone ben conciliare nella stessa parola. come di il ad un tempo ital.£7r^ (waK6>) juddo). II evijirco vale ' annunzio. il IV 201). eriw e simili). significati 'heap up'. P. xa^. 'dig up'. rimprovediverse significato vien differenziato con rare '. Cosi Virgilio (En. vitupero e secondo una doppia etimelogia (cf. . non altrimenti che il nostro gridare dice ugualmente 'preclamare. si li pre- Quanto agli altri due significati. logo inglese divide rush'. Con minor ragione stringere la lo stesso glotto1. aigo/gotg ejtesooi. anzi in- secondo alcuni glottologi ogni verbo in origin e fu transitive : ^ cf. non gia a differenza originaria del verbo semplice. cadere'. e cui diverse valore da ascrivere verbo alia forza del prefisse.

nel significato speciale di tbnnay figura. Tacce- zione originaria e sensibilmente modificata. ' branco. salario ' TtAog tassa. dheir/h BB. famiglia. Si badi poi questo sostantivo. evIjttc) Bignifica propriamente fejr- pari are. quanto quella di Uneamenti figiira tratti nel seiiso figurato). XVI. tribute ' * — ' (gr. (si ciofe s. . nietafora ' fbrma. XVII. 202-214).. (cf. gridare. ligiiaggio ' niandria. figura ' <la jilum * h\o ' e al- trettaiito naturale. ' * Se ciqno si deve separare dal s. uberins (nbenorejilo)^ cras. o * del sanscrito. questi non presentano maggiore inconsi gi'uenza logica di tanti altii traslati. cor- . etimologie. gono tre ' diverse -8. 3. h accompagnato da alcuni par si aggettivi. Le idee di * desiderio ' e.wmf cf. (esse pari Jilo Lucr. come te- nue. schiera 2. Quale che sia il legame. tv.rp'at^. truppa {knlmiirl. ' che prova che dire. si la quale di chi pote applicare tanto alio stato irrequieto fortemente brama. riJ-oci scopo. che riunisce i vari signi- ficati di veAog. 320) la ragione e da cercaie altrove che nel significato. gregge'.adirarsi (BB. annunziare *. da non e^ser punto Jingo (ct*.f9] FRANCESCO 8CERB0 il 123 nirix()0)c. r^.: qiianto e detto relativamente a h'imro. che infinite parole presso tutte le lingue. hn>£3T0i). trovano in si ' Invece rtxoc proponschiera. indicante agitazione d'animo. La (cfr. donde deriva anche clie fifjura. necessario di pensare alia rad. oiide {ejtog) o seq- con la prep. quanto alia commozione e al furore di chi e adirato. fine'. ital.. kitp. faile kdla-m ' noti il divei*so tenia del gr. quale dvfwg? L'accezione di cvpio e di kup-yn-mi non sono altro che svolgimento di un significato nario piii lato e generale. dalla rad. di 'adegno* non sono forse espresse da una medesima parola origi- greca..

Per I'altemamento tra T (avanti vocali dolci) e % cf. dove si i glottologi talvolta passano ogni giusta alle e quando attribuiscono arbitrariamente parole questo o quel significato. ava-roXf^). ' T ultimo' s' pimento. un senso . * come senso di rd te/m ? I i magistrati ' le accezioni gia in nessuno e venuto mente di Eppure a suggerire una speciale notate derivazione adattata a quest' ultimo significato. [10] rispondente del la parola caramd- ha iin sigiiificato Ora molto generico. i: spun tare ' detto del sole. interr.) nei quali casi e difficile una precisa traduzione di TsAog. corrispondente di ava-teXXo) qel- (8. Del con resto. Ma misura. fine. s.124 SECTION LINGUISTIQUE s. e una pretesa difierenza di significato. pov—u6/^og). sia tsX' muoversi onde (TeX-Xa> = •zeX-jui ?) levarsi. zi. comecch^ non ci appaia ben paaltri lese e chiaro. che secondo noi in nessuna maniera si pu6 * Occorre appena notare come ' il vero '. poterono di leggieri svolgere il vari significati di TE?.c6Xo?. a quella contenuta nel cari ' muoversi qel- ' (che per noi jreio/zaf e la radice di veXog in tutti ejtAETOf dalla suoi significati) (cf. della luna (cf. a non teuer conto degli couciliare i] usi di detta parola.og. jroAeftoio {dog ue vEAog {iS^q)vyov jtoXsjuoio n.og Ki/eioj voOToio.e zo. Abbiamo gia accennato come la ragione. quale com(gr. assai indeterminato. TeA. Ill 291) . onde altri ha creduto di dover staccare EQi^QEdarai da EQEidoj. e applica a cosa svaria- tissirae e in yajLioio. Da questa idea vaga e lata di tal voce. forma fondamentale i cal. non izik-.og davdrov davdrov veAog Arch. . terraine ' . Ti}^. car' cal-) in gr.del pron. come T£^.affine di car-). simile s. il cui deriveri da forme quali ^-ttXso (eTcXeu) STrXsxo zspt- zXijjLSVo? ai-^coXoi. a cui poi riferiscono una non meno speciosa etimologia. si accanto a tsAAco vekedo loro intimo nesso * {uekofxai: cf. (accanto a poo-x(5Xo?) a{jL'f i-.£).

tOdter compact. e connesBO * col 8. . che e imagine ben piu viva e bella ' secondo noi. '. giaoch^ si costrutto. in primo luogo. giacchfe dall' idea di battere. gan~*. lest. noi. vogliono indicare pezzi di ma 1' idea e pittoresca came ancora sauguinanti. che non traducendo massa * ^d\ Una : illustrazione del passo omerico ci 6 data (cf. piu vera. il perchfe vien Heparato da uccisione. (p&vog h da intendere in senso concrete. 162. masea. spiegato per ' massa * . guinosa strage sangue). e bella. denso sost. misti a sangue (letteralmente '). (. ' secondo (s. klumpen*: n^ ' a torto. uc- cidere ' han- gr. duro. Fassung. che forse e stato la causa principale dell' anzidetta interpretazione. mncchio q)6vo^ ' (Fick con altri '. /ue^Mvi q)6v(^ 'Qalvcjv neblov Pape In . altri termini. fa tutt'uno di ghande di ' ers- chlagend. ghand-s ' corapatto. Poi bisogna notare che nel nostro caso parla d'un cervo di necessita ucciso. strage ' Ora. la sane.Lllj FRANCEBCO 8CERB0 125 giustificare. hart. ma non certo piu insolito e sti*ano di tanti altri costrutti propri del linguaggio il poetico. In quanto al genitive afjuarog. s' onde alia mente pezzi di leggeri e quasi offre V idea di q)6vog nel i sue ordinario si- gnificato. deve parer strano che in tutta la letteratura greca una parola tanto usata come (pm'og in un sol passo mostrasse un significato affatto speciale. da Pindaro in II. come XXIV 6J. ted. esso 6 in verita un po' irregolare. Un ' altro caso ancora piu singolare ^ (fHiyog (aJf^arog) di II. I lupi vomitano dell'animale. XVI. ^-^svoCt ^^^' f***tu. * il mod. * Da ultimo t'acciamo osservare che in kiirzerer ' Btthtlingk (Sanskrit * W5rt. cioe derivassc da origine si diversa. delvo ijrefpyov) si pu6 ben derivare ^^voc vengono con- Con qnesto naovo Ardito e significato attribuito a frontati gr.0 ' : esser steso sulla strage ' (kv q)6v(^). ' che hanno divorato.

lo stato dimenti seriamente preeente della glottolo- gia. onde veda todo che razioue. abbiamo voluto dame sopra questo piccolo saggio. Anche da questo di (povog. condotto con intenscientifici. cio6 di semplice volgarizzamento. che abbiamo condotto molto innanzi ma siccome non sappiamo se e quando il luce.. abbiamo avuto la fortuna di trovare al compimento opera il un valente col labora tore. seguiamo un punto assai importante della mecompail Postscriptum. — il All' ultimo memento.. r. 126 SECTION LINGUISTIQUE tl2J quella di densitA. lato massa compatta. • Queste note sono tratte da una nostra prefazione ad un lessico lavoro potra venire mai alia si comparativo del greco e del latino. quale anche in questo volume d^ chiara prova del suo ingegno e sapere. Ciardi-Dupr6 . giovane glottologo delle migliori speranze. Dr. Francesco Scerbo. E da sperare dunque che secondo 1' Italia presto avr^ un lessico comparativo delle due lingue classiche. quando queste pagine erano dell' stampate. a fin di giovare alia coltura generale. ^ dunque la doppia etimologia secondo e stato notato. sebbene lo scopo ne sia modesto. senza pretese di novita. non ha ragion d' essere. S. .

q)eQo) lat. svolgessero suoiii r. tr^i^ ecc.. V indiano e r iranico confondono le due liquide. ' tre ' (lat. arghd-8 valore. /^. bairan e dei portare * ecc. facciamo salire tale distinzione alia lingua madre). r antico indiano possesBo ' presenta dei vocaboli trdy-as ' come m-s gr. senza che appaia la ragione del diverso trattamento del fo nema ' primitivo. bhdrati ' egli porta (gr. per ricordare qualche ci osempio. aXfi^elv ' giiadagnai*e .SUL TRATTAMENTO DELLE LIPIDE INDOGERMANICHE NELi. d' Infatti. pregio (gr. ossia I indo-iraniche. nel distingnere i si accordano pienamente tra loro / casi di da quelli di al contrario dei glottologi meno recenti. ma non di rado anche un /. ri- giunta deir armeno. fero got. riaponde in esse per lo piu un r. in guisa che tanto ad un r quanto ad un / delle altie lingue. Cosi. TQCtg (lat. .Nt^ In qiial modo i le lingiie arie. ereditati dalla lingua primitiva indogermanica non b ancora ben dilucidato. INDOIKANICO E SPECIALS ENTB NELL'ANTIOO ENDlA.r Inceo ecc).. /£vh6^ 'bianco' ' lat. nientre le lingue indogermaniclie Europa. ' r^-5). coU' agr (sicche noi.) in ' cui r e originario ' vocaboli * come rucate splende ' (gr.

128
lit.

SECTION LINGUISTIQUE
algh
/.
'
'

[2]

mercede

')

dove r invece risponde
ci offre
'

a un pri/,
'

niitivo
lilbhyati

Viceversa
egli

esempi di

/

=

idg.
'

come
ecc.)

brama
'

(lat. luhet libet,

got. liufs

caro
di
I

e kdlorr, qiiali
*

'

nero

(lat.

callgo ecc.)
(lit.

;

ed esempi

=-- idg.

kloga-s 'grido'

kraukti 'gracchiare'j e Zw>7ca<i

svelle,

strappa

'

(lat.

runco).

E
es.

lo stesso

avviene in
persiano,
dell' in-

certi

linguaggi neo-iranici, p.
si
:

nel

moderno
casi

in

cui

verificano

i

medesimi quattro
es.
'

diano

1.

r

=
'

idg.

r,
'

p.

burdan 'portare'
'

(gr.

(peQO

ecc.),

mard
2.

uomo

cioe
p.

mortale
aran

(gr. figorog id.).

r =- idg.

/,

es.

'

braccio

'

(gr.

ojZsvtj

'

gomito, braccio'
'

lat.

ulna ant.

isl.

din 'braccio' ecc),

roz

giorno
S.
1

'

(lat.

lax ecc).
I,

=
'

idg.
'

p. es. lab 'labbro' (lat.

labium ecc),
ecc).
'

likan

'

leccare
4.
/

(arm. lizum 'io lecco' gr.
r,
'

A£l;^oj id.
'

idg.

p.

es.

kaldy kulay

cornacchia

(gr.

uoQa^

corvo

lat.

corvus comix).

Varie ipotesi sono state fatte per mettere in chiaro

come realmente and6

la cosa,

ma
lo

finora nessuna, al-

meno

nella

forma

in cui e stata presentata,
altre.

ha potuto
i

imporsi e trionfare sulle

che mi accingo a

studiare tale questione dopo che se ne sono occupati

piu valorosi e benemeriti illustratori della parola indo-

germanica, non m'aspetto d'essere piu fortunate

di loro,

non presume cioe

di ottenere pei resultati delle

mie

in-

I

dagini quell' assenso unanime degli studiosi che essi non

hanno ottenuto. Sar6 pago se potr6 almeno dimostrare qual e la via buona per cui dovra mettersi chi vorra di nuovo tentare la soluzione del problema.

La

disparita delle opinioni, in qualunque ordine di
fatti,

idee e di

^ indizio certo della

mancanza

di argo-

[3]

G.

CIAEDI-DUPEfe

129
al-

nienti decisivi a favore dell*

una piuttosto die deir

tra

:

e ci6 tanto piu e vero nelle question! severamente

scientificlie,

in quanto die in esse non ci sono (o alnon dovrebbero esserd) quelle passion die in meno altri campi possono turbare 1' imparzialita dei giudizt
i

e la serenita delle discussioni.

Nel case nostro la roan-

caiiza d'

argomenti

decisivi 6 in

gran parte iraputabile

alia scarsita dei materiali su cui

siamo

costretti

a

fon-

dare

le

nostre ricerche. Tale scarsita appare manitesta
iranico.

spedalmente nel canipo

Per cib che riguarda
dialetti pra-

r indiano, senza dubbio vorremmo die tbssero meglio
studiati col criterio storico-comparativo
critici
*

i

e gli idiomi viventi dell' India ariana, giacch^
pert'etta di essi

da una conoscenza piu
lo studio dolle lingue

trarremmo nuova

luce per la cognizione del sanscrito, a quel

modo che
e in-

romanze serve a illuminare
il

tegrare quelle del latino. Tuttavia qualche cosa in questo

campo

si

e pur fatto, e d' altra parte

materiale

che possediamo per
k cosi vasto, ed
cosi
i

lo studio diretto dell'antico

indiano

sussidi di cui
farci

possiamo valerci sono
la

numerosi da
che
ci

sentir

me no

mancanza

di

quelli

verrebbero dall'indagine dei dialetti
spetta
all'

seriori.

Invece per ci6 che

iranico

bon altrimenti

vanno

le cose.

Dei linguaggi
1'

di questo

gruppo

dell' eta

piu antica due soli
cio6 r avestico e

pervennero

a

nostra

cognizione,

antico persiano, del quale poi non

possediamo che scarsissimi documenti, cioe le iscrizioni degli Achemenidi. Sul paese nel quale ebbe origine
'

Durante

la

stampa

di quest!

« Atti »

6 uscita

1'

open magiOrumdr. d,

etrale di

R. Pisciibl, Grammatik der Prakrit-Sprachen
I,

(=

indo-ar. Philol. u. Altert.
bozzel.

8; Strassburg, 1900) [Not* aggit^nta sulle

130

SECTION LINGUISTIQUE

[4]

I'A vesta,

come
si

sull'

eta a cui risale, molto

si

e dispu-

tato sin qui e

continuera probabilmente a disputare,

poiche
Geiger,

le
^

opinioni

sono ancora

discordi,

sebbene

il

a parer mio con buoni argomenti, abbia

cer-

cato di mettere in sodo che la patria di quel codice
religioso e
1'

Iran orientale, e sia vana d' altra parte la

speranza di poterla determinare con maggiore approssimazione.

Ad

ogni

modo
si

Tavestico non

ci

rappresenta

che

il

parlare d' una regione, o al piu di due regioni

deir antico Iran, se
caica di esso, quella

ammette che
in

la

forma piu
le
all' antico
il

ar-

cui

sono composte
^

Gatha
per-

risponda a una varieta locale.
siano,

Quanto

dobbiamo
nel

ritenere che

ci

rappresenti

dialetto

proprio della Perside, adoperato soltanto
gio
ufficiale

come linguagtradizione

resto

dell'

impero. Dalla

classica

sappiamo che
i

le varie

popolazioni iraniche par:

lavano idiomi
p. es.

quali difl'erivano pochissimo tra loro
(15, 2, 8)

Strabone

afferma che Medi, Persia ni,

Battriani e Sogdiani erano o^oykcoxxoi naQci jtanQov.
in

Ma
piu

manc^nza

di dati precisi nulla

possiamo dire intorno

ai singoli dialetti.

Quindi per ricostruire nel

modo

complete che

ci

sia concesso la storia delle lingue ira-

niche bisogna ricorrere al sussidio dei dialetti viventi.

Ma

pur troppo, se

si

eccettua

il

persiano, che in grazia
e stato largalessico

della sua ricca e

attraente letteratura

mente

studiato, e di cui pc»ssediamo

un

copio-

sissimo, gli idiomi neo-iranici sono ancora assai poco
'

In Abhandl.
8gg,,

d. k. baxjr.

Akad.

d. Wiss. {Philos.-PhiM. CI.) 1884.
d. iran. Philol.' II,

II, p.

315
'

ed ultimamente in Ord.
per

387

sg.

Si e creduto

qualche tempo
si

di

potere assegnare cotesta
1'

variety alia Sogdiana,

come
si

attribuisce alia Battriana

altro tipo

dell'idioma avestico:

ma

tratta di pure ipotesi.

[5J

G.

CIABDI-DUPBE
anche
in

131

conosciuti. Esistono bensi

questo

campo
che

dei

lavori eccellenti di operosi e dotti iraniHti, quali Justi,

Hiibschmann, Geiger, Salemann
poi*tato

ed

altri,

lianno

preziosi
:

coiitributi

alia

storia

di

questi linulte-

guaggi

ma

dobbianio aspettarci molto di piu da

riori riceiche.

Per queste

8ui materiali indiani, e

il mio studio quando sar6 giunto a tbnnulare

ragioiii io ba.ser6

qualche conclusione, indaglier6 se e qiianto sia applicabile anche alle linguo iraniclie.

La tesi che io dit'endo non meno nella sostanza, come non
cennato da
varla.
altri,
'

b

nuova per

veritA, al-

e nuovo, jjerchd gia accol quale cerco di proinutile Io svolgerlo,

Y argomento

Ma

nondimeno ritengo non

percho non vedo che

ci6 sia stato fatto sin qui.

Intanto

credo opportune di premettere una breve esposizione
delle ipotesi

coUe quali

si

tent6 di risolvere

il

problema

in questione.

L' opinione che le due liquide primitive siansi conliise in

una, cioe in

r,

nel periodo unitario indoiranico,

e che soltanto piu tardi, nelle singole lingue indipen-

dentemente

si

sia svolto

un nuovo

/

da r (=

idg.

r,

/),

sembra avvalorata dal fatto che nell' indiano il suono I, raro nei documenti piii antichi, diventa mano a mano e che ai due anpill frequente in quelli piu moderni
'
*

E.
V.

W. Arnoui
i

nell'articolo «

L

in the Ki-rveda

in Fejiigrtus

an

Ji.
*

Both (Stuttgart 1893) pag. 145-148.
calcoli

Secondo

del

Whitney

(cfr.

Wacksrxaoel, AUind.
la t'requenza di
/

Oramm.

I 215), nelle parti piu recenti del

RV.
il

sarebbe

otto volte maggiore che nelle parti piu antiche. NelT Ath. V. poi

esM

sarebbe sette volte maggiore
plesso.

cite
/

in tutto

RV.

considerato in com-

£

infihe la frequenza di

nella letteratura vedica, in generale,

starebbe n quella nella letteratura seriore (epica e classicn) nel rapporto
di 17 a 52. Si

vegga del

n'st<>

il

aW

citato artii-ulo delK Arnold.

182

SECTION LINGUISTIQUE
a noi noti esso e sconosciuto.
*

[6]

tichi dialetti iranici

Tale

ha un deciso sostenitore nel Beugmann, il « Die uridg. r und / scheiDen.... quale cosi si esprime in urarischer Zeit in v zusammengefallen zu sein. Diebei ses r blieb im Altiranischen. Diesem ist / fremd
opinione
:
;

der Wiedergabe von frenidsprach lichen
enthalten, tritt r dafur ein
:

Namen,
'

die

I

apers. babiru-l
ist
/

Babylon

'.

Id den jiingeren iran. Sprachen
es hat sich jedoch,

zwar vorhanden,
se-

nach Hiibschmann, allenthalben

cundar entwickelt, so dass von hier aus die von
I

Annahme
hat (Pers.

fiir

die nriran.
ff.).

Sprache keine

Stiitze

Stud. 262

Im

Indischen hielt sich r in einem Teil

des Sprachgebietes,
storisch zu
/

wahrend es anderwarts schon vorhiwurde. Das Nebeneinander von r und / in

den

ai.

Literatursprachen
I

— in den jiingeren ved. Texten
in der
in

begegnet
schen,

5i'ter als in

den alteren und

nachweder vedi-

dischen Literatur

ist

/

wieder haufiger als

und es gibt wenige Wurzel mit /, die nicht auch mit r vorkamen beruht wohl auf Dialektmischung, es Zufall ist, wenn einem arm.-europ. I im Ar. so dass / gegeniibersteht » [Grundr. d. vergL Gramm. V 427). Conviene per altro notare che lo stesso Brugniann di-

chiara

«

notevoli

»

(beachtenswert) le ipotesi del Bardi cui sto per parlare.

tholomae e del Wackernagel
II

Bartholomae

altresi crede

alia confusione di

I

con

r nel proto-indoiranico,

ma

suppone
I.

che

in

un

*

L'avestico non presenta alcuna traccia di
il

L' antico persiano
in

possiede tm segno speciale per

suono

Z,

ma

se ne serve soltanto

vocaboli d' origine straniera {Haldita-, Dtibdla-),
luogo.
(p. es.

come vedremo a suo
stranieri
I 1'

Nei vocaboli prettamente
in

arii,

ed
'

anche in alcuni
')

Bahiru-i
r.

'

Babilonia

',

Tigrd-

Tigri

originario

e reso

per mezzo di

[7]

G.

CIABDI-DUPBfc
/

18S in r, quel Kant ichis/

tempo posteriore

al

passaggio di

simo idioma venisse ad acquistare un miovo
fetto deir imprestito di voci straniere ciie

per

et-

contenevano
»

quel suono.
si

«
«

In der arischen Grundsprache
sind r und
/

coal egli

esprime

lautgesetzlicli in r

zusam*

mengetallen. In Folge von Entlelinungen aus nichtarischen idg. Dialekten liat
sicli

aber

/

bereits
r

im Ari-

schen

neuerdings
/,

festgesetzt.

Arisclies
idg.
/.

entspricht

somit idg. r und
r

arisches
ist

I

Das Indische bat
zu
/

und

/.

Das
/

arische r

dialektisch
ar.
/

geworden.
>

Indisches

steht also ar. r

und

gegeniiber.

{Grurulr.

d. Iran. Philol. I, 1

pag. 23). Questa ipotesi serve a spie/

gare quei casi in cui
case

e

comune allMndiano
:

e alia

magil
*

gior parte dei dialetti neo-iranici

p.

es.

{k
'

appunto
le

citato dal B.) dalla radice * lei/jh-

leccare

gr.

Xeizoj, lat. lingi^ ant. irl. ligim. ecc.)

derivano
',

seguenti

voci arie: ant. ind. lihanti

'

essi

leccano

pehl. neo-pers.
il

lUtan

'

leccare

*,

curdo

listin id.

Orbene, secondo

B.,

queste voci risalirebbero ad antichissimi imprestiti da
lingue non arie, laddove
1'

ant.

ind.

rihdnti ci mostre-

rebbe la schietta forma aria conservatasi per caso accanto a
lihanti.

Mi

resta ora

da accennare
*

alle teorie

del

Fortu-

natov e del Wackeniagel.

In

sost«inza

io

mi trovo

d'accordo con questi due glottologi, in quanto ammetto

'

Non ho

potato consultare

il

volume del Dakuihiiirk ^RtUiquUu
Se mi 6 lecito
Streitberg in

Philologicae or Easaya in Companitive Philology, edited by R. S. Con-

way

» nel quale

si

tratta la questione dell' indinno

r,

/.

giudicare la teoria del D. dal riassunto die ne fa

W.

IF. Anz. YI, 172-3, dir6 ch'essa mi pare troppo artificiosa e peroid

poco probabile. Anche
esserne persuaso.
Aetet

il

Bruomamn {Orundr.
Ori«ntulittt$.

I,

428) dichiara di non

du X/P"' Con^rte d-

-

Toiim III

- (9"*

PuciUi

6

134

SECTION LINGUISTIQUE

[8]

una parte del territorio indiano si ma non credo fondati gli mantenesse inalterato I'idg.
al pari di loro die in
/,

argomenti

sui quali

essi

credono

di poter

basare quel-

r opinione. II FoETUNATOv KZ. XXXVI, 1 sgg., distingue nelr indogermanico due varieta di I, che indica rispettivamente con k, I. Quello die il Brugmann ed il Bartliolomae
dicoiio
di
/

in

genere, cioe
di
;i.

il

mutarsi in

r,
?.

dovrebbe intendersi soltanto
al contrario

La

confusione di

con r sarebbe avvenuta in tutto
/

il

dominio

ario. L'idg.

sarebbe stato diversamente trattato nei
:

diversi dialetti
si

nei linguaggi iranici e in quello su cui

fondano

le

parti piu antiche del

Rigveda esso avrebbe
r:

subito la sorte di A, cioe sarebbe passato in
scrito invece, e in parte nei vedico,
il

nei san-

avrebbe conservato
posta

suo valore primitivo.

Non mi

tratterr6 a ricercare
/

quanto fondamento abbia la distinzione dei due
e giustificata

dal Fortunatov, bastandomi di far notare die essa non

da alcun dato

di fatto

:

giacclie se e vero
1'

che da un lato abbiamo una serie di esempi in cui
diano risponde solo con r all'idg.
nulla
ritenere che
/,

in-

e dall'altro un'altra

serie in cui esso gli risponde tanto
ci vieta di
iiel

con r quanto con

/,

primo caso siano an/,

date perdu te

ibrme parallele con nerale qualunque / indogermanico
le

e che in tesi gefosse
/

suscettibile

d'essere riflesso dall' indiano con r o con varl dialetti.
Prima
e
'

a seconda dei
di osservare

Coinunque
un

sia di ci6,

importa
Noreen
I

*

del F.
p.

altro glottologo,

il

(Abriss der urgenell'

man. Lautlehre
nico:
l^

2 e 104) distinse due variety di
poiche egli dice che tutte
i

indogerma1'

i,.

Ma

le lingue,

fuorche

indiano,

banno confuso

in tutti
1'

casi cotesti
il

due fonemi e che poi
li

finisce
?•

per
/

confonderli anche

indiano

quale

riproduce ambedue con

e con

[91

G.

CURDI-DUPBfe
/

136

che ad ammettere la parziale conservazione del
Tindiano,
il

nel-

Fortunatov
articolo

fe

indotto dalla necessity di tro-

var posto per la le^ge che egli suppone d*aver dimostrato nel note
in

BB.

vi.

215-220, e clie pu6
il

esser formulata cosi: neH'antico indiano
deiitale perde
/,

gruppo

/-f-

e la dentale passa nella cerebrale cor-

rispondente. Questa teoria e stata accettata da
clii

non po-

glottologi,
esito

ma

anche combattuta da molti,*
io.

coi qnali

non

a schierarmi anch'

Un

esaine di tale qiiedi dichiarare

stione sarebbe qui superfluo:

mi basta

die

aderisco, in massima, agli argomenti del

Wackernagel

e del Bartholomae contro la legge del Fortunatov.

< scheinbar ohne feste Kegel
saa ipotesi non
si

>,

in

realty

non distingae nnlla, e dalia
Piii giusta e
1'

pu6 trarre alcuna deduzione.
I.

osservasg.),
il

zione del Meillet (Mem. d.

Societe de Linguistique
si

VTII 299

quale dice che

nell' idg. si

dovettero avere, come
I

ebbero in alcone

lingue da esso derivate, dne saoni di

determinati dal

fonema che
a, o,

veniva di poi: cioe un suono cacuminale davanti consonante ed
u, ed

un suono dentale davanti
piii

?,

i.

I casi

di

/

cacuminale sarebbero
le altre, in se-

diventati

numerosi nelle lingue arie che in tutte
e

guito alia mutazione di

in a

da esse operata. Non possiamo tattavia
:

accettare la seguente conclusione del Meillet

dipendere dalla prononzia
/
i

cacuminale di

/

il

suo passaggio in

r,

quindi essere normale

dinanzi
casi in

ad

/,

e r in ogni altro caso e doversi spiegare analogicamente

cui cio non avviene. Basta infatti dare uno sguardo al materiale relativo per convincersi che tale conclusione 6 assolutamente ingiustificata.
*

Aderiscono alia teoria del F.
1'

il

Beciitel

[Hauptprobleme

d.

indogerm. LautUhre p. 382 sgg.),
Itlankleer in

Uhucnbeck (Handboek der induce
indogermaatische Hamtaal pp. 46

vergelijking met die der
sg.), il

sgg.,
V. d.

73 sgg., 78

Pkrssok (KZ.

XXXin
il

288

sg..

Stud,

«.

LeAre

Wurzelertc. u. Wurzehar. 36, 37, 54),

Wwdisch (KZ. XXVII
Schmidt {PlurcdbiUI. 179,
il

168) ed altri.

La combattono specialmente
sg.), il II

lo

Krit. d. Sonant. 1

Barthoix)mae (IF. Ill 167 sgg.) e

Wackkhconsidera

NAOEL {Ai. Or. I 171). come ormai demolita.

BRUOMAKif

{Ort^iidr.

I*

427)

la

136
II

SECTION LINGUISTIQUE

[10]

Wackeenagel
testi
r,

(Ai. Gr. I, 217)
le

nota
I

il

fatto die

gia nei
lele

piu antichi

forme con

appaiono paralrotacistico,

a quelle con

e ne inferisce clie accanto al dia-

letto

fondamentale del RV, senza dubbio

esistessero altri dialetti che serbavaiio la distinzione ori-

ginaria delle due liquide, e che da essi le forme con
penetrassero, in
letteraria.

I

misura sempre crescente, nella lingua

Ora a

me sembra

clie la

conclusione non sia
/,

logicaraente dedotta. Invero la presenza di forme con

evidentemente
furono

infiltrate

da un

altro

dialetto, nei

piu

antichi inni vedici, prova soltanto cli^ nell'epoca in cui
essi
I

redatti, esistevano
:

dei

dialetti

ai

quali
il

il

suono
tivo
I

non era estraneo

ma

che questo fosse

primi-

conservatosi in quel dialetti, e non piuttosto

un

I

svoltosi
al

secondariamente da r
di per se

(-=^

idg.

r,

I)

come piace

Brugmann,

non

risulta chiaro,

ma

bisogna

dimostrarlo per altra via.

Per ottenere una prova del fatto asserito dal AVackernagel giova vedere
i

in

qual rapporto numerico stanno
I

casi in cui

1'

indiano risponde con
(idg.)
I

(oppure con
il

/

e

con r insieme) all'europeo
/

a quelli in cui

suo

risponde all'eur.

(idg.) r.
(1.

Se

i

pi'imi,

come ebbe gia ad

affermare I'Arnold

c), prevalgono sui secondi, e se la

sproporzione e cosi grande da non potersi imputare al
caso, la questione

pu6

dirsi risoluta. Infatti se,

stando

le cose in questi termini, si volesse

credere che tutte le
in cui
/

voci indiane con

/

proven issero da dialetti
Z),

si

era

svolto

da

r

T—

r,

ne verrebbe

la strana

conseguenza

che la fortuna d'essere accolte nella letteratura sarebbe
toccata,

non sapremmo
Z

in virtu di qual misteriosa legge
/

di selezione,

precisamente a quelle parole in cui
originario, e solo

risponin cui

deva a un

poche volte a quelle

signiticato ibndamentale Nella citazione di molti vocaboli che occorreranno in questo la- voro doyr6 scostarmi.). Ind. l^idg. r in I secondariamente. seguita da quella degli esempi di idg. I. . le alcuui vocaboli curdi ossetici noto con un suono che i gram- matiche di quei linguaggi sogliono rappresentare con chio al di sotto. o un gruppo di dialetti. dal sistema di trascrizione comunemente usato. spiega benisaiinci / prevalenza nu- merica dei casi di su quelli di Siocome la ragionevolezza di queste deduzioni mi pare che non possa mettersi in dubbio. ulna ant. Nolle parole espresso per mezzo di con an cerdentali sono germaniche lo * le spiranti ^ e §. 137 esso rispondeva a un Invece ammettendo da una parte un dialetto. /. Ecco dunque senz' altro la listiv degli esempt di / / ?•. cioe la spro- porzione numerica di cui teste ho parlato. Xelle forme iudogermaniche toDdo. per ragioni tipografiche. 217 ed ho procurato di arricchirlo piu che mi e state possibile col frutto delle d' esser riuscito mie I. capello ricciuto ciXevr^ 'braccio. At. Ecco le principali divergenze.qoando cade sopra una delle lettere e e y r m non h segnato. II irl.' ma non mi lusingo completo. idg. significnto di ^ e chiaro da s^. Scrivo « invece di con un punto sopra. Gr. che mante- neva / intatto. ricostruite indico con v V u semivocale e col I semIn plice k la palatale sorda. mi riniane soltanto da provare che sussiste il fatto su cui essi poggiano. A. ma la letter* i an coi cade ^ scritta in carattere tondo anziohS in corsivo. gomito' ' alaka—s alaka—m 'ricciolo. Nel litnano I Schleifton ' . e dall' ultra si / un altro die la / mutava r. CIABDI-DUPBfe r. * : gr. Wackernagel letture. aleina ' ' braccio ecc.[11] G. sonante e distinto per mezzo del carattere la Nell'indiano klpta ^ trascurata e notazione di t I vocale. lat. le vocali nasilizzate. Nel compilare questo doppio elenco mi sono giovato principalniente del materiale raccolto dal sgg. uHen 'gomito* got. Nolle citazioni slave indico con a^ il f.

aljis ' gr. sgradevolezza. ' non rettamente Spr. ildii ' egli va. a. ulUHi giudare'. debole ' dlpti perdere le forze 'id. Per lo svolgimento del significato. 141 sg. lat. falso '. ' piegarsi. *ole-) comune a '. Sprachkunde (Upsala 1891) pag. ' : allkd—m ant. ' grido. III. sgradevole. esser curvo Cfr. eilen mento ' [irati va ' irte si muove 'J ' (Wac- KEENAGEL in Ai.' '. La seconda allkd— " parte conterrebbe la radice *vel. ape' alininvolucrata ' aliparnl 'Tragia (Linn.) (una pianta le cui foglie sono cot.Xoc. ' '. aU-s 'scorpione. ' ala-vdla-m un solco praticato intorno alia base d' un albero per raccogliere le acque che servono ad innaffiarlo ' e spiegato dal medesimo Johansson di IF. tenue. 245 sgg. irl. 106 sg. ' altiiid. griech. ripugnante. come un composto lautologico dalla cui la prima parte sarebbe formata o/ievij. futile. perte di peli * puhgenti) [dra ' lesina '] ^ : a.alpakdalpnas piccolo. alius a'/e altro '. 15). lat. 219). ala lesina '.138 SECTION LINGUISTIQUE [12] della radice (*e/o-. tutti questi vocaboli e quelle di z. GrT. si confronti anydtha che vuol dire al ' tempo stesso ' al- trimenti etym. (Uhlenbeck. radice stessa di alaka-. d?. uluka-s gutb. raro ' ' : lit. ' vAda ecc.che vedremo a base * di parecchi vocaboli. * I. civetta ' : uluka-yatu-s * ' un demone ' forma * di civetta ' gr. dlpa. uccello ' not- turno ulidare ant. Kurzgef. . tdula ' abbaio * vXatii) vXayjuog dAay/ua latrato irl. * lancia ' ' llayati : " mette in movited. Johansson Beitr. falsita got. e d. ' Aggiungo entro parentesi quadra ha 11 le voci identiche o affini iu cai si passaggio di I in r. ulach grfdo lit. Wb.

bollore. simo gruppo appartengODO uhilatus *. * ondeggiamento lit. si Urgesch. ulba-m ' 55 sg. \^ Fick Wb. luce. la membrana che avvolge : erabrione pellicola dell' novo. bret.: .'piegare. kdlate risuona sottile * hdllate ' emette un suono tenue d' * kola- ' tenue. vlvna id. Ulcagnus Ulcagni I1*J 1' Stokes Urk. Sprachsch. u. ?) [vdrcas. p.varcaid-m fuoco. a. strepito ' knkaii-s un suono) un suono ' knkali ' uno strumento dal suono delicato cio^ * ' * um-kala-s gi'. La radice fe sempre *vel. Al medeululabilis. ulmukor-m gicawl ' ' 'incendio' t. CIABDI-DUPEfc 189 Trattandosi di voci onomatopeiche lo Schbadeb Sprachvergl. irl. muoversi in giro ' quindi ' avvolgere (cfr. * (una apparizione ']: luminosa lat. mento. e valati). esser flessibile. calare ant. 11 sg. ' ' ' piegarsi ' quindi ' ' muoversi a vortico ' *. cavita' lat. KaJiEO} ' chiamo lat. : Ci6 d possibile ma la testimonianza di altre tre lingue rende piii probabile I'altra ipotesi. ' (detto a proposito ' kalakala-s delicato ' giido confuso. si. splendore Volcamis ant. Olcdn ant. La ra* dice k *vel- ' piegare. ' [urm{-x ' *onda*j: * cimbr. ' gallo * . ondeggiamento uylm ' irallan boUire nalm ' ribolli' ant. che questo gruppo di vocaboli risalga al periodo indogermanico. onda ant. 194 suppoiie che ulucut ed uloka^* siano formati nelle due lingue indipendentemente. * lume a. II significato fondamentale e che si pu6 applicare quelle di movimento voi-ticoso ugualmente bene a una fiamma e ad una massa liquida in ribollimento. vilfiis iceallan id. meteora. (ctr.). nallan bollire * ags. [13] G. incendio di spettro '' * ulkn-mvkha-s ' una specie irl. vulva {=*volba). : ululf- ulftlu- * ulkd ulkmi ' fen omen o igneo. sass. gallo ' il gridante all' aurora caiUch ' ecc.

Alcuni Brugmann Grundr. Circa I'etimo- logia di questa numerosa serie di vocaboli (p. 218 /. giova * ' kalpdyaii mette in oidine. uoXo^ ' mutilato. parvenza ' '. kdr^fl (gen. e decoroso e col lat. 288 kalis kail kalikd 'gernioglio. la connessione di kaldyati con cara{ka). '] : lat.) * figura. reciso ' (Persson KZ. kdhrpo) corpo ' hii-kdr^pta' ben for- mate logia. chiaro '. ' kalu^t ciarlare kaldyati scorge. es. che e proprio del moderno ignoto all' antico e al medio tedesco. corn. lo stesso W. a. Fick 35. ' I* 34. krpd (strum. jtQSJiei conviene. gemma*: gr. Wackernagel ' Ai. col gr. ' xrapaHl '. t. coU'av. hal suono ' hellen risonare lett. si adatta. ^ kalagd-s calix. hel 'sonoro' '. invenzione' ecc. ^ '. kald " particella ' : gr. V 186. Se si accetta questa etimori- bisogna cancellare kalp^ da questo elenco e ll significato di hell. corpus. brocca ' : gr. callere callidus cimbr. osserva ' [cards cdraka-s call * esplo- ratore cal id. concordi. Viceversa a pag. kalpana-m formazione. . i glottologi non sono Gr. kdlpate * ' e conforme. La parentela delle voci latine e celtiche coll'ai. Wb. immagine ' e confron- kalp'' col ved. con un punto d'interrogazioue. 616. esser conforme tano dar forma '. sg. taglia capace ' ' kalpa' " conforme. kalpa(ka)-s ordinamento. ^ halon 'gridare' ' Mian * risonare ' ' m. il 608. prendono come base * significato di '. forma. 589. * vaso. kaldyaii e ac- cennata. riferendosi all' opinione del Kluge. XXXIII. ' dispone '. cita kalpdyati fra gli esempi di Z = idg. me. a. ndlv^id.). e * ' luminoso. 'astute' corn. kvAi§ ' bicchiere ' lat.140 SECTION LINGUISTIQUE ceiliog id.viene supposta da' ' Wb. apregola ' propriate. I. ' t. * [14] cimbr. a. figura. dallo Stokes presso Fick II* 73. chelioc id.

nel sense di tagliato'. ma una spiegazione un lo po' artificiosa. il Wb. tagliato. sk^lti ' fendere '. seguito dall' Uhlenbeck Et. xxxiii 289 dosi 8U kalpdyati 'taglia' kalpana-m d. sass. putamen (quest' ultimo esempio manca ' presso r Uhlenbeck) ed altre voci la cui connessione con queste non mi sembra sicura. traduce ' dessen Haupthaare. '). ' Alia ste. dizionario i. healf a. lat. sdmi-quek ' maniche * semi-: ' vocabolo idg. daia-m peoo di metk * '. Wh^.ssa radice il Persson. tabulatum I'a. isl. Forse in kalp" si sono confuse delle forme di ditierente origine. si r. e T^jti-^to. sami~ 'mezzo' gr. 169) spiega qaesto significato di espressioni quale sarebbe khanda^ah kalpay" 6 come un fraintendimento ' ridarre in pezzi ' . a. halbt t. ' " reciso. separare lit. oxiXXw ' ' zappo.' [16J G. siliqiia. si II significato di (il mezzo che ha soltanto nelle lingue geraA. deuUchen i Spr. Cosi il composto klpta-ke(. I'ant. NUgel. $celfe ' scamnum. tialb\. a. pensano alia radice *kelp. riconduce scylfe scAe//' ' lat. mutilate ' ' skilja divi- dere.' sg. sfmi-vifDus semivivo una specificazione di qnello generiuo di ai. t. fondandi tagliare'. ags. Cfr. skjalf '. ' di- vise in parti'. 158) e del Persson (KZ. t. a. quali. 171 accenna alia ' poesibilitii connettere kalp- essere adatto. isl. 167). vango ant. della radice {8)kel' che ricorre nel gr. ecc. 48. che serviva ad esprimera qnesto oonoetto era ai. * II dizionario di Pietrobtirgo (II. f'ra CIARDI-DUPRfe di / / > 141 niandarlo lia gli gli enemp! / idg. e in ogni case si dovra concedere che * la radice *(8)kelp- vi abbia la sua parte. Hi spiega assai meglio intendendo klpta. per mezzo del determinatore -p-. ktlftn . \Vb. half agn. sceliva m.'mezzo* halfr ant. isl.).* Tatto |got.t. confacente a qnalcosa ool t«d.o meglio *{s)kelp-* che sta ant. Invece sta bene esemp! di idg. and Bart in Ordnung beschnitten sind ' (II. Le stesso ' Kluok Etym. a base del germ. e ' dalaii ' spezza ' e dimezza'. ' oxaXi? ' vanga ' ' xsXst? ' ascia xdXo. Sarebbe una forma ampliata. halha. scalpo sculpo.ar'iiakha-^ma^rw che ' stesso d. se da la pret'orenza al- r etimologia del Kluge (Etyni.

Siccome forme a gerinaniche da un lato e quelle dell' altro risalgono due distinte varieti radicali (* qelb [oppure nell' ind. t.). t. chiazzato ' caltgo ^ kaleduf si. calersu (ace. '). hilpan ant. ' a. isl. di questo vocabolo sarebbe. *qolso. onta lat. 54 ci propone di ricondurre qui anclie la ai. . heals id. dub ' nero du*be nerezza . e forse anche col pietra (bianca gliiaia.[alb. Sprachforach. si avrebbe kalp. ' n£?. hagl grandine haf-gel id. ' macchia. * kelb-] e * kelp-). t. oscuro ' Kt]Uc. ' una formazione da cui deriva il Jat. kaA isl.. azzurro scuro' kcdiman. hagol gr. Kdx^V^ raflronto coll' ant.' ' 142 SECTION LINGUISTIQUE kalya* [16] sano. " (Beitr. ' giovare. ant. to^Xdf oscuro ' quindi cieco ' ant.) le e col lit. a. hahala-m 'gioiello da portare al ' collo' kakalaka-s laringe. XXII [Hes. Forse anche columba (= * kolon-bhd) ' quella daH'oscuix) aspetto 102.'nerezza* kalana-s kalahka-s ' macchia. dubo ags. '. fausto gr. a. a. calidus dalla fronte ' bianca u. p. onta': gr. ' kalii 'lordura'. dufe irl. ' ' nero. aiutare. ' grigio ') ' e col got. abile ' : ' kalya-m * ' I'alba '. ' cioe ' maccliiato di bianco. ' kalydna- ' bello. !fc con raddoppiamento dalla radice *qel-. z. abilita che dk * medesima forma radicale delle voci ' lituane sopra citate. naAog bello hahlara-m ' giglio bianco aquatico '. II concetto tbndamentale LENBECK Et. L' Ascoli (Lezioni 1' compar. ant. hagel id. a. kdklas ^collo'.una terza variety (* qelp-). 50.'nero.) sg.. I 110 n. promuovere ' paszalpa lituane ' aiuto '.) gambo hah ' coUum got. grazioso. kala(ka). ' fusto. aiutare szelpti ' (got.rdX£ia ( : BB. qnello il bianchezza isl. si. hjalpa ags. giljja-m arte. Schleicher di fonol. ' sass. '. collo ags.) fronte m albam habentes' ant. L' idea di connettere tra loro tutti qaesti vocaboli era stata gik espressa dallo vergl.. tiroidea': lit. helpan ecc.di. giustificata dal secondo una bella ipotesi del Prellwitz raffronto col gr. ' e ci6 per- metterebbe ags. a. ?). secondo -di ' TUh- Wb. ' tuba ' gr.aiv6c. pi. klasn spiga ']. ' tema (ant. sabbia'[?].] ' tt^Xsio? ( : TreX'.

non (come ' xviii 134) '. caviccliio * ' khila-s palo * gr. (o)/uIkq6£ 'piccolo': a. sopra). si. eland kilth ' tribu. momento' nella piu larga accezione. puram purl pdrkuUkn iii. A questo stipite appartiene probabilmente il il popidus (Hoffman JiB. a.£yEodai. famiglia. kdla-m 'sciame. Probabilmente sono derivati dalla medesima radice ' *q{h)el- anche i seguenti ' : khalatf* kalvftta- calvo ' khdlatya-m khalitya-m '. co- munita dei che io. (?j Per la grat. e significa propriamente 'divisione. hulikn ' beccaccia ' ' p. E connesso con kald particella * fv. famiglia gr. * ' luogo munito. (Hes. calvut osco Halaviis 'Calvius'. parvuli stirpe celjadl famiglia lat. VIII 286). il ma ttomc. stagione. sezione* e in particolare divisione del tempo' (ora. abitazione. asta di legno ctr. epoca. ' tribili. riconnetto coll' '. ' dti-kidva- affatto calvo ' : lat. klla{ka)-8 kllaka * legno. kulik gabbiano {-ki'dva-i lett. abitazione d'una kuldyam ' ' nido. citti kidikdya-s ' animale aquatico ' ' una specie ' <V uccello ' : ru. kuly'k alba- strella ' pol. calvizie khild-s khilyd-s ' paese deserto . alia piu comune ' opinione. ' ' jtreXiov ' TO ovX}.) adunarsi ' irl. ' cimbr. lit. patria*: dor. era): quindi 'tempo.: ' (17J G. mescliino '. plant ' liberi. cittadini xvii 317). '. *con-coliom *con-queliomj vorrebbe il FeOhdp Fick BB. HdAov KTj^ov ' legno. xviu 163 ^- quale dovendo risalire d' a ^quo-quelo-s o piuttosto a *quo-quolo-s sarebbe e origine dialettale ( come bo$^ lupus simili- e forse anche concilium J^B. dazione apofonica smfihi ' gr. progenie ant. hUens chiurlo * (Beb- NEKEB IF. ' rt>iog schiera ' d-jti'^Aa ' radunanza ant. kcddr-s ' CIABDI-DUPBE 14» ' tempo * '. citta. giaciglio. attenendomi ai. gi*.

P 545 sgg. bret. spossaniento ' ' klamin— spossante ' [grdmyati si stanca ' crdma—s ' spossamento cfr. t.che in kdlate " vedemmo kldnti-s * risuona ' ecc).) claf * malato n. rumore. (Stokes in Fick Wb. Sulle difficolta che offre v. ' khcnati kligyali tornienta. Meka " tanaglia ' kldman- il polmone destro ' gr. affligge ' ' kleca-s ' ' tor- mento.'gocciolante' golana-m efflusso' galda-s galati 'cade giu. : II* 100). ': Sabler KZ. collo ' gala—dvara-m a. (Bernekeb if. bocca. il ' SECTION LINGUISTIQUE [18] cuculo': gr. ruggisce '] : krdnda—s krandana—m krdn' das* ' grido gr. irl. galas ' ' gola' galaka—s : ' gola. grido ecc. grido uEXadeo strepito. (E probabile che *qle-n-d e ^qeb-d- non siano altro che anipliamenti della radice qel. klisze branca ' : di gambero tt/xviliojv ant. cimbr. per lo scanibio fra la velare e la palatale Brugmann I Grundr.). galayati gronda rende liquido' galana. a. animale maschio grida. ceolu ceolor *gola' kela id. (corn. a. cuculus e da vedere quel che dice G. uccello. gnla ags. ruggisce ' ' klandd- ' rumoroso ' ' \krdndati * grida. X 159)..] gr. '. . debole' ant. ' 228 sg. clam 'lebbroso' m. ecc. nAajuagog *languido. t. klanv id.'' : 144 koki/dr-s lit. kal ' aia '. ' lit. kaukcUe nome d'un sg. ^ pol- mone '. ' uekadoc. dolore si. uavKaAlag' OQvig jroiog (Hes. lat. khdla-s ' capanna. klandati ' gfd cinghiale. Gr. * * ' . muso' lat. * kiaule ' porco ' e probabil- mente anche a. stanca' klama-s ' stanchezza. si kldmati klamyati 'illanguidisce. bret. aia : arm. Wackernagel Ai. XXXI 274 kold^s ' cinghiale lit.

palla.. gola-s la . gilti ' a. ant. id. ' gUe ' gliianda ' pi*u88. lit. stinco coll' av. * kelta ^ '.). isl. Mol nave (ted. : rientrano. Kluoe isl. si. * fonte ' af>:8. secchia nave mercantile' ant. Et. II Bruomann Grundr. ^sXXot ' che io invece. CIARDI-DUPBfe . * glahate ' giuoca ' : ai dadi gldha-s ' ' giocatore * . per ragione di pdXo? piXsjivov dardo t. isl kjull 'nave' ags. 6. ricollego al lat. altri si.'' 206). 42 sg. ctol 'una da lunga nave a. jald^m 'acqua*: ' ant. WO. cerchio golaka-s gold yavXoc. fidAarog id. 79). a. 81). ii.). 423 sg. 146 (jdldd gdldn [--^galana—m. Una gradazione 1' di significato " non dissimile ' scorge confrontando ai. glans ant. tumore id. Nic. zela^dl (Cf'r. ' gilh ' dolore ' gelonXs pungiglione ant. alle I'auci ' giilma-s ' enfiagione al gulphd-s ' nocc del piede jdhgha Wb. quelan aver dolore ' bucare. Et. ' ' ^sXovr^ ' ago ' coi * quali 6 connesso. zati ' dolore . t. kiblr id. arm. lat. ' gula-s *glans penis' gvll gulikd globo. xiv. a. collen ' gonfio a. premio gr. qui anche le voci indiane seguenti gildyu-f 'grave enfiagione basso ventre '. zanga 'nocca' (Uhlenbeck Et. quellan s<<orgare pra-gdlbhate 'e risoluto* pra-r/albhd-s *animo8o': ags. Phil. dolere '. Kiel nave ' ' ' ' '. Nir. Wb. giuo- co .[19] G. ' : ant. volntu a. gelph id. ricorda esempi slavi di questa t'amiglia. (Uhlexbeck palla*: isl. t. a. : ' chiglia ' il quale va coll' ant. giie id. f. disco. si. kalfe ' polsi paccio '. recipiente di forma sferica ' : gr.24] isl. non confbndere con Kiel cfr. Th. lit. dado • . jtaXaxi] sorts ('Hes. Johansson IF. ' ' palla. t. kaXin A:?</a ' ' gliianda * gr. V 590 riconduce qui anche ' il gr. (/ielp ' tracotanza ' a. Seil condo quale lo ZuBATY (Arch. ' * pal.

g anche nell' ipotesi del Fick e del Bechtel. ' calaina)- * mobile * * cala-s calana-m oscillazione [cdrati ' cdla-s calana-m scoti' mento. [20] 448) n£JTd?Mxde (h 171 Ap. ecc' cardlat. lat. illanguidimento ' : glapana-m radice sottra- zione di forze cimbr. Hauptpr. ' fatigatus. 1' Alia stessa chlaga ' facilmente '. ammessa dal Fick. lamento gr.aydai U 331) * da 7ta?. griech. impossibile 1' uguaglianza : ai. Br. — si ' consuma ' gldni-^ 'dispiacere. a. ^ — e— germ. spielen'. xxiii 307). gldu—. neXofiou * jtoAog " asse ' colus * Molti editor! d' Omero adottano 1' la lezione irsTraXaoO'S il . Wb. maniera versor ' di diportarsi' ecc]: colere gr. * ' calati * si muove. dallo stesso. etij g"el-) nel medesimo occ. 67.^ *globo. [Upsala 1898] coll' ags. p. Germ. veggasi p. I* 39. -oO-at o£ferta da alcuni codici. hlin 142). tremito ecc* bile' cdrana^s si muove. t.ax- *(pakay-. grido. glati gldyaii ' . il 358) e 7t£na?. yAovrog 'natiche' '. 25. palla oscilla. si xvii. spossamento ' ' glanya-m " perdita di forze. col ^clVm gldii ant. rapporto di ydti 'egli va': dice debole ampliata con ossia mostrerebbe la ra(=== celt. Laulgesch. 343 m. defessus (Stokes BB.. prova ripugnanza perde le forze.' 146 SECTION LIXGUISTIQUE . come lit. !. apparato critico presso Lager- crantz . *g^le-ti) stafebbe al gelti (idg. gluere a. ai. kldz ' massa. In lit. Cosi p. Lagercrantz {Zur 68) il quale nega la ' parentela di glah" plegean sich schnell fort- bewegen. 412 e dal Bechtel. pensa Hirt si. moin- 'movimento. t. gelti ammessa tall. questa ipotesi 1' (idg. riconduce lo a. lassus. collo ZupiTZA. Gutt. (P. B. escrescenza': gr. a. a). Rh. ne e impossibile la parentela. perch^ ritiene. 1. ecc. Del resto un I origin ario si avrebbe germ.

ecc. giial febbre jnrnf-s 'vampa'/z'/r/a-. pelle ' ' : a. una specie albero ' tald{a id.- Come * cauHativo di calati io considero k^dayati ' spinge ciofe t'a muovere celer. si. scelus a. cfirbone' kol id. ant. koh ' id. ' arde. tellus pianura. Prellwitz Et. \ciri\ gr. iWwmmdi. : lat.[21] G. . febbre 'J: ant. ' challi-s challl ' scorza. ags. t. d' talus ' una barca pn-talas armatura d'un letto* lett. tala-m teXi ' suolo. tUo ' suolo '. dilja dilla ' banco dei rematori ags. talam del ' ' terra * ant. k^XXoj lat. ' I* ' 572 riconnette coreiero * invece col gr. Hirt scala * BE. '. 298). isl. splende ' jvalayati jvalayatt ' accen' jvala-s jvdla-s jvala ' fianinia. pavimento ' * asse a. col id. spingo * K^h)c^ e col cald-s di ' ghiandaia ' ' priiss. lit.*: * ai-ni.s ant. GrJ* 33. a. 29U. quilinus ant. kUAoc. XXIV scio ru. dUi le assicolle ' che stanno nel fondo pruss. t. vrii 285 sg. 261). irl. ' lat. malvagio (G.* si. CIAEDI-DUPRfc ' U7 si. 92). v. Wb. torto. tllfs asse. chala{nay-m *inganno. clie il Bbdomann Grd. huel ruota * ant. colwamig * una specie * cornacchia cilll (^Berneker IF. a. Wh. isl.) ci- cala * (? Uhlenbeck Wb. ha febbre jvara-s ' ardore. tala-s tall ' 'palma vinifera' Mla-m *trutto della d' p. a.' rFtrt^ (Hes. astuzia' chalayati 'inganna* chalaka. t. a. a. * \jvaraii ' h caldo. talea ant. scelah * torto. * snperficie. t. isl. ' kolo id. 'grillo': Et. luogo ' ' lat. sleale. ' lume ' ecc.'ingannata': gr. irl. iiMt tilindt allargare. gu- skala ' scorza ' skalina ' scorza di betulla stacaflSni cata dair albero (altre parole slave il a queste si possono vedere presso jvdlati de. i. obliquo * Meyer Gr. pavimento * ' ' ' spianare ant. * * Miklosich Et. OKoAiog 'curve.

isl. ' corn. '. a. dat ' spunto. Cfr. II 149 sg. solarium t. sostiene '. sezione. Kluoe. rum spazio. mazza e coll' a. dulan ^ sopportare ags. a. 456). Mian ' . irl.148 talu SECTION LINGUISTIQUE ' ' [22] *ramo vivente ru. KozLOwsKiJ Arch.). Cfr. taliern ' die flatternden '. 60. fare oscillare.. Grdr. tealt ' ' ' duld vacil- la vacillante ' . tula ' bilancia ecc. ant. Et. ii\pti avere spazio ' ' talph ' luogo per ricoverare persone o di ' cose. delliein 'parti' ant. ' 366) e forse anche tola ' coll' ant. 6dXXa) 'fiorisco' (OaXXd? 'ramoscello. Meyer irl. Wb^. 1' analoga gradazione " significato nel- r ant. deH o Brugmann. dsQCd '. ' lat. letto (Uhlenbeck ' Ef. dolayati ' ' vibrare. peso'. Et. Wb. .) non rientra ' qui. germoglio (G. si connette coll' alb. dolerij id. V. sedile. 110). ga-tairan strap- pare'. tollo {te)Udl ant. '. ' *spartire'. " dalati scoppia . Kleide I* lit. id. brandire ags. '. possono ' risalire a una radice con r ' gr. t. darana—m : ' scoppio ' ecc.]. ' : vacillante ' tealtrian ' lare basso ' ted.giovane cioe fiorente e talli giovane donna/ ' ^ ' ' ' ' * tdlpa-s iaJpa-m tdlpa * " giaciglio. f. Wb. ' raspo d' uva ' toldo ' chioma corona 80). Fetzen (Fick. meta': [ddrti drndti 'parte' si. TAf)vai sostenere rd^avrov 'bilancia. d' albero ' (Stokes presso Fick. dola 'parte' 'rompe'. Qui possono rientrare anche taluna. bacchetta. tulana—m ' ' sol*. Phil. tulayati tolayati ' solleva. vengo fuori . got. pruss. dehti didineti andare a zonzo 69. germoglio' OaXspo? I 'fiorente' ecc. ecc. : gr. ecc. I I . slav. ma . am \Vb. darn tram men to . * II gr. parte got. si rompe lit. dimezza dalls dala-m daly'ti 'trammento. tal salix arenaria (dial. letto : ' lit. scortico cimbr. xi 389. Wb. levamento taHe a.

' cit. jrlXetog a. grosso e il lit. ffdigr. ' pulaka-s pello ' V arricciarsi dei peli ': ' pnlas-ii-s ' ca- pulas-U- ' avente capelli lisci gr. pelaJ fp\. '. lett. 65. ant. plavv I'ai. palUdus ' t. pelexii grigio'. Wb. pfdex. poh"/ secchio per ' Probabil- raente anche pnlavl glia. polline ' ' 149 dhfdi ' ' dhfdayati ant. ' palas-ti— * (Brugmann Grvndr. — Tom* III - (S"* Parti*) .. palvas gialliccio pdlszas * fulvo peli' * topo'. palea. 83. XIX 2(X) propone un' altra etimologi* che mi ' sembra meno ActM du £gli considera pnla9~ti' schlichtes Haupthaar !• XW^ Congrit d— OritntaHH**. bianchiccio ' lat. mjAog argilla. plfiva *pula*. pdliknf) grigio ' : gr.) si. pruss. ramoscello palild* (f. ' paHava-t. al ' raedesimo stipite: pahl-» *paglia*. '. bianchiccio altersgrau ' — Rientra ' in qnesta serie II. ' * impol- vera ' * dhfdikn ' nebbia ecc. jreXifk.t. jToAiog 'grigio. palvala-m vino'. * t'ronda {pcUoqa-s Butea frondosa '. pelvis. * fulvo ' . si. a pen' sare che qnesta abbia per base la radice *pel. e vaso ' appartiene a qnesta tamiil non ha torse torto Fick. feccia di pal fis. * : lat. lit. ' palude ' : gr. V. pelus. felice. jTvXi}')'€g 'ric- ' II Fkrsson BB. ant. pdln'. dfH '. * petalo. flnido denso. profiimi ' dfJh'n *• polveri dulkinti impolverare ' dulkHi puzzare paldva-s giisci. pula * : lat. Ap- partengono la-s. ricondnce ' qui anche gr. ant. \a. '. palnlt ' stelo. piente nk^ka * ' vaso per mungere attingere '. lit. ant. ' : 2S9) ? '' palla-s pallika recilat.*riempire*. ' paglia palncd-m *). * irl. il II Lagercrantz.f28] G. -m ger- moglio. op. '. drdis dfdys '. dhfilir-s CIARDI-DrPRfe polvere. pelwo. tbglia. *. polkas 'grigio'. grigio falo ' *. mXavoc. pldne ' focaccia pulaka-s ' un insetto nocivo': * lat. palya-m sacco per biade per biade si. elemento ' lit. Sk. '.

bagnare pldti bagnare ant. il ' gr. felch lit. Stokes Urkelt. * numeroso ' ' puldti pdlati poldyati e grande moltitudine [pui^. lien m. '^ jtM^o ant. wUste. plango pldga got. frei. ' fluoh ' maledizione '. plhkti ' battere si. lat. plova^ ' navigo ' : '. insett • : arm. luanam floimen fieiren ' lavo ' * gr. ' si bagna. gr. selg si. phis ant. irl. Rigv. (in puln— 'molto' piihi-kdma— *molto ' SiWidiO^ * puJv- niolto nialvagio e simili) vi-pzda- anipio. ' composto ul-fota che ha lunga barba') ulclia (cfr. abbiamo * in plaka.) flein ' " kahl. Se e giusta. pluit a. v. irl. pHn-s nome d'un pVek id. Sprachsch.'molto']: arm. ojtXyv lat. col lit. 1 . bloss. IP] 55). als die von der Peitsche \kdca-s oppure kdcn] geschlagene dice '. lu ' pulce ' alb. 218) ant. ' nackt (dicesi jien-skallig d* kahlkopfig ecc. bhisne ant.ijOOO} 'batto' lat. kahl ' un campo piano e spogliato ' d'alberi) ply'ne jJletne '. fazfloknn skotttovto* ' a. s.' ' ' 160 cioli ' SECTION LINGUISTIQUE [24] rWACKERNAGEL. naviga ' ' plavd— ' * nuo- tante * * plavd-s ' barchetta ' plvti-s : ' flusso ecc. t. unfrucht' bare ebene. [prdvate ' scorre * prumoti ' bagna ' ' ecc] arm. placa„ piango. slezena milza '. kaca-plakd-s. bluzne bluznh pruss. heide pUkas ' kahl e coll' ant.(*plag-) battere.. I'inter- petrazione del Gtrassmann (Wb. filu id. Gr. ' Ai. t.pllhdn— pliha ant. yolov 'molto' irl. si. nX^oi lit. molto ' got. J tragend ' e lo ' connette collo sved. * I.un derivato della lapercuotere ' : *plak. jroXi)^ id. ply'nas ' eben. z.) 'die Hin- terbacke. * brit. come sembra. milza gr. jiA. t. a. feolu a. ^j/m calvitium '. a. navigo " lat. ul ^bar- ba id. con' siderevole. si. a. barbuto ulchach (nel ' [= FicK adhdpold' Wb. ' lit. lamento ' pldvati nuota. plihan. filu ags. (dial.

' phalgit. ferire. mescliino' phalguta me- schinita ' : gr. ' e Prellwitz Et. (peAyvvei ' • dam'srel. otpiAag hr'it. atilita ' che appartiene a phdla-fm * ed ai siioi ' affini e derivati (jthalati phalate ' ha buon esito ' phalaka' phalikd guadagno. splendore..e attestata ' neir indiano da sphirayati lati sphuiati ' squarcia. o]a. punta iin di freccia* phalaka-m scudo * ' asse. CIAKDI-DUPBfc ' 161 phllati phullor' ' scoppia ^ phullati ' ' sboccia * phttUor- tit- shoQC\Q. In questa significato di guadagno.J arm. ' phalgd/yarAja)-. spjald assi eel la spall an ' f'endere '. allarga.to* ' plulla-m vomere. II 314 n. Jiinken Jitinkem 'brillare' ' ted. (26] G. crepatura ' ecc.). * spilda 'ta volet ta per ecrivere t. es. avente bnon eeito ttaphalya-in utiliti. isl. sgabello ' * (in quanto forniato a.? ' scin till ante di luce rossastra ' ' sphulih' scintilla sphulita- ' apparso ' \sphnrdti brilln. II 43 sg. ant. Jiink agile. Wh. spiega da questa radic« anche ' phnUi-m ipotosi 11 frutto ' che significherebbe quindi ' lo sbocciato '. [La forma con «. in gr. tavola (cioe ' segmento * di legno '. luccichio ' ted. o^iWui promuovo ' aumento. * apparizione' ecc. il Hoffmann BB.'debole. Studi ' Crilici. * bdla-m forza ' bala. utility E difficile pronunziaisi fra queste due opinioni: forse ^ migliore la prima. sphurana-m 'scintillio. 234 propongouo ' u)'fsXs(o aiuto. XVIII 156 raflFronto col gr. /. vengono a stabilire una uuova radice phel- ' portar frutto. Johansson IF. ' gliare *. [in quest' ultimo ' significato * anche pha. ^X- ' L' AscoLi. scoppia.ra-m\] ecc.. utiliUt e cosl '.balin- forte ecc. spvHgans ' brillante *. die si ha p.]. destro lett.phalgvh. Cfr. di assi di legno) ' faut tessura ' * got. : gr.i]Q£l ' (Hes. vantaggio 8arebl)eBi svolto per metafora. il Inrece ' 0. punta di freccia phnla-s vomere. . : appare p^ail ' '. pala derivano tii- tutti dalla radice *(s)phel- * fendere. rinvigoiisco o>^iXtta ' 6rfs\o^ ' ' vanUggio ' aiuto. successo ' saphala'} " lucroso. sboccia sphola^s * scoppio. apre ' ' sphu- erompe. a. spaccare.nd.

debilis si potrebbe anche spiegare poi contrazione di *dedell' art.. gr. Wb.162 SECTION LINGUISTIQUE ' [26] regog migliore ' ' lat. pjiock m.. ' pelare uc- che altri (p. 1 sgg. muove in giro bulvd- ' obliquo ' : gr (ia^Jltfii ' danzo II lat. jplvg ted. cliiodo. zermal- men. irl. ' bdlkasa-m fiocco ' e stato recentemente spiegata dal Johansson (KZ. XXIII . abstumpfen ' ' da ' cui derivano lo sved. vrjmog. d^beo da di-habed). (= Tick. isl. (ai. B.) pezzo a. 1^ 607. Kluge " Wb. senium di-blide id. ted.e bala{ka)-s sia 1 fanciullo ' bala{ka)').{blo-k-. pfioc pflocke (in. ad-hol ' ' potente * aid-bligod (Cir. de-hilis ' ^ ant. . Wb. 562. pflll- cken pjlocken olamd. Etimologicamente affine ' a bala. (Jo: hansson ich c. sv. Wb. t. norv.. si.^ 297) vogliono d'origine romanza. SpracJisch. irl. cogliere ' ant. Et. bdlba-ja-s cipolla ' Eleusine indica lett. ingl.* 247. plnkken ags. (dial. ant. Osthoff IF. caviglia ' ecc. Uhlenbeck P Br. bulbus patata lit. rom. 344 spiega bdlba-ja-s nel modo seguente nacli vermute dass das gras so benannt war stelle *balba balballtl ' den bei gewissen gramineen vorkommenden wurzelknoUen zu /?oAy5dg. ' giovanile bala-s il ' (os- ropriamente ' ' vegeto. d. vigoroso ' Da ' fan- ciullo a balail ' stolto e poi facile a spiegarsi passag- gio: eft-. 1. d. sclilagen. holifl maggiore * Beugmann Grimdr.. che in Urk. 236). dice * 6e^• 54. xviii. Diez Et. pluccian ' m. ingl. ^oAftog ' ' tubero. ') ' und si *. jplugg ' caviglia. e adbol lo Stokes. lat. bzdbe id. 4 habilis (cfr. Spr. xxxvi 387) come un derivato della radice *ble-k. Korting Lat. bulbes ' ' : gr. pluck celli '). nonche plokka il ted. es. plicchen ing. bl-k—) ' stossen.. II<) 262 lo aveva ricondotto alia ra- bdla-m) dk ora una differente etimoiogia in BB. VI.

melma '. una depressione * : del suolo ' e al- lora capirebbe anche meglio la sua formazioi buli-. ' 25 sgg. II primo membro sarebbe tema il jam- ' terra il 1. rildna-bdra-j 'rpertura*. btiltas beln 'bianco'. buco. 363 : corda Et. caviti. soltanto gen. il secondo niembro di qiiesto composto sarebbe identico all' ag^. jmas e lo strum. uvodog lit. mira*: ' gr. '. 12. lit. -bdra- (soltanto in composizione p. isl. irl. 282) celata dell' elm o' pruss. pfttol si. ballo 'fronte'. (pdAog (non * (pa^og come ' scrive Berneker Die pr.s ' e. Jlesc ' ver- ga' (Uhlenbeck bhalla-s * Wb. apertura. bulh sg. Ein ' balt. es. baltrjan alb. oonfronta anche ant. da cui deriva tema *t"/o«-^''o. 93. a. fronte baAs fronte * gr. und vergL Sprachgesch.(ai. si. 30.-ftUiv. Qui rientra anche 6Aa/a*cer- * LiD^N. c. p6l a.*vlis-q''o~. valati) : Liden ivi e Studim cur aUind. . 48. tormentare * '. La ra- dice *vl-ei-8~. ba'l id. ' natiche Cfr. Spr. (paXog ' lucente ' q)dMog bdl ' chiaro ' ' na/iKpaXdcj ' guardo air intorno ant. 193). ' si. Vi-bnli noi/. CIARDI-DUPRE 16A jam-bala-s ' palude. I'ai. ant. balll ' palude ' coi qiiali fe poi conil nesso Tant. Secondo c. IV. 'per altri esempi ble^ka-s ' Johansson ' 1.e d'uu fiume in RV. Wb.* * una specie ' ' : di freccia ' bkal/a-m punta di freccia bhala-m ' got.(27J G. Jo- hansson foce 385 sono da conneltere con pdl ' ecc. ' lit. teskovii e styrace confectus il serbo lijeska nocciaolo ' eoc.InlatUyeseUs. anche queste altre voci indiane: hila-m '. bhalll ' : (per *vle?ka-s) ant. blato id. Secondo un' inge- gnosa ipotesi dell' Uhlenbeck Et. jmd. [Nota aggianta sulle boue]. . 97. tiiori di composizione. di cui si conosce. fiamma ags. t. e an amplia- mento di *vel. Sicche jam-bala-s verrebbe a significare propriamente ' una buca nel si terreno. natiche. bhfila-m splendore ' ' ni-bhalayati 'guarda.

t. morbido babile. II dizionario Pietroburgo (V. milan (ace. * {vnalla- — class.154 SECTION LINGUISTIQUE lo [28] ctr. Perf. Ai. ledernes Gewand ' : ' e raffronta si malagd-s etwa Walker. I'ital^ tamente' (per * svolgimento del significato ' chiaro ' nel senso di ' maaifesto. jusAac. del fiaAsQog 'forte. ' ana-mali ' cicatrice ' (ted. Gr. ' '. vello ' ' mllas panno. avvizzisce' (part. melior mulius pruss. ' schmutziges Gewand ' e considera quindi cotesto voca- bolo come identico formalmente a di mdla-m ' lordura ' '. juaAauog ammollito^ dirsi pro- I languido. fiacco* lat. Mai segno malen mdlon colorire lit. I. stoffa ' lett. d. ' nero a.'durch Gerben weich geworden'). " mdla-s nero ' mdla-m ' lordura ' ' malina' ' inacchiato^ ' ' ecc. violento' djufi^vg 'languido. stofia che tutti questi vocaboli de' rivino poi dalla radice di mldyati. mulve fango^ pan tan o mslynas azznrro II Grassmann ( Wb. judAa fortemente.)^ mdla-^m veste e dietro a Ini il Wackernagel. si 450 n. Jticjv. ma ' non pu6 forte malla-s ' lottatore : ' ciofe ' il ' come spie- gano tutto ( ' i glossatori ^ gr. z. : gr. got. milns ' permul- turn' inoltre Osthoff. v. 218. * malya— . Verisimilmente veste ' ' e connesso col gr. traduce ') ' ' '. Questa etimologia deve al Jacobi clie la comunic6 privata- II doppio 2 indica un influsso pracritico oppure * malvar-). Wascher in questo caso avrebbe in mdla-m un parente mdla-m lit. * n-mld-s) (cfr. assai. ' di mldyati mldti 'appassisce. Gesch. ein- Uuchtend evidente '). 596) traduce gegerbte& ' Leder. mldtd. ' : mila ' veste rozza pruss. mail macchia ' meljan ' scrivere.). juaAAog ' ' lana. certo '. disegnare ' a.) veste. e il ted. s. ' fe possibile.

. xxx 301 sg. ' riesce a trovare altro esempio parte * bel- e poidarci io chfe d' altra arie lingue * concordano ^ nel * una radice le forte. specialmente Per lo meno il greco e I'antico slavo : cfr. tra I'ai. doni. Questi poi (ivi * *. Kretschmeb omer.]. XXXI 386 ' tra questo vocabolo e ' erba dotata di virtu magica (cfr. forme forti sosi Ma \ * poicli^ di tal tiiori lenomeno nou di bdla-^m. 218 e KZ. il significato). alia prima riconduco bdla-m^ st' alia seconda mallor-s. in- cantesimo fatto per mezzo di radici mfirdstolto. es. ti (uiXio. CIARDI-DUPRfe 165 meiite al Wackernaoel. E il seducente.a lotta ' (cfr. Id mente * : gr. da cui vien riterita in Ai. u. {UtXioou)) e soltanto * per una particolare specificazione passa a voler dire nuziali ' '. deboli (w6/.Xt'/io. ^tO/iv * KZ. il * ultimo e forse da connettere ' Con queverbo mdliate maUU * yati tiene ' (cio^ * ' regge. giaccli6 questo significa pro(cfr. d-iuU^. sopra s. Se con milati sia da connettere la il miles e question e molto discussa e tuttora aperta n. ' Non ' h ammissibile la parentela sappo^ta dal ' W. ofPerta rituale e il ' gr. IF. 34 e letteratura ivi mftla-m 'radice' [mf'tra-m id. fa forza ?). il raffronto istituito dal gr.[29] G. lat. (confr. btittt-m.y crede che dalla stessa radice derivi anche bdla-m forza ^acch^ pensa clie il b sviluppatx^si normalmente nelle forme I. Johansson. v. zufTa per lat. 183.i'. milati si riunisce ' mela{kai—s * melana—m meld concursus ' riu* nione ' : gr. forza distinta da me^-. priamente cose piacevoli julXr/oc {i. jtuogog fitogo^ id. ottuso di La si radice pre- senta la stessa gradazione n: o{u) che * ha p.per ml-j sia passato alle stitiiendosi al m. ed a me par giusto. btdi-f ' dono. mfila-karman'j. Gr. e considero come distinte anche nell' indiano. citata).

Secondo ' lui mlecch" sarebbe affine a mdrdhati ' lascia. Del resto anche le cioe quelle rigettate dal Johansson. *mled-sqh-. spezzare ' * melie)- consumare. * curvare ' llnkfi ' ' piegarsi ant. * Secondo ' Johansson IF.(con analogico invece di a un idg. mamold ant. mlecchati parla male una lingua mlecchd-s ' stra- niero. guardare —A *. fjiaXdauoc. irl.156 nilati SECTION LIXGUISTIQUE mhiyati ' [30] ' appassisce. 37 sgg.. Aa/u/^dvo M- prendo. placido ' '. raggiro. codardo ' ecc. lejca^ io pi ego ' : lajka piegatura (per lo piu in sen so figurato di ' malizia. molle. auipliata con -e-. partivano da radici con lak^ati originario.oppure logh—sa. laksate ' vede. da connettere luogfn ' lagat occhio ' e coll' a. * 10 si parte da una base coll'ant. ' randello. si. melim ecc. abbandona. esau- ant. ' mrdhrd-m ingiuria ' e al gr. e a) risalirebbe mlecch. debole. ' cosa flessibile lacilmente si Dal significato passa da una parte a I I . molle. itivXkof macino e lat. ' con- trassegno ' ecc. spiare. e le varie opinioni emesse in proposito furouo raccolte e discusse dal Johansson IF. irl. fi^ijzQog debole. La ' radice * mel{e)dh" sarebbe un ampliamento di cinare. afferro lagnda-s laknda-s lit. irl. I'ai. clie tutte le rigetta per proporne una nuova. in mlati ^^tj/Qog. inganno*). sparisce ' ' mlana-m ' mla- nata mlani-s sto ' appassimento mla'th blaHh ' ' gr. n. t. pende ' : gr. (gr. lagh-s.) die abbiamo veduta. ' ecc. '. marcato contrassegno ' lahchita— 'se- Lagati lagyati ^ojucu * ' aderisce. il osserva ' laksana-m ii. languid©. questa famiglia probabilmente appar' tengono anche Idncfiana-m guato. Molto si disput6 suU' etimologia di questi vocaboli. '. barbaro' ecc. verga ' * : lat. / altre etimologie. lacertus ' l^nkti ' ' piegare.

' Fick Wb. lat. V. afferra ' l^bha~» guadagno. languido irl. lace ' languido. Gutt. afferra ' * ecc. Zupitza lahja 'adultera': Xdyn'og QVij voluttuoso f'r. ant. i^lakr fiacco cim. V ' 577.. IP 238.a)')'cjv indugio. ') ' tentennare nel senso esitare. lunr/or id. ampio cio6 che abbraocia buono hVns possesso ' * * ' *. |. I rainhati ' affretta ' : i^ui'nhaa' * fretta lahga(ctr. 172 sg. damentale seguenti u quello di vacillare. lainbhate ' ' Idbhate Idbhati * prende. etc. kXa(fQ<)^ ' ' pronto. llacc * ' stanco. tonue. come vuole * Prellwitz Wb. 166). Ungvas leggiero'. ' lingv/'ti ' di men are ' capo II significato fon'.) lat. U'na. se rientra qui. piccolo' [ratjhd' id. II * significato tbndamentale e quello vede ' di 'agile laiigliati * a niuoversi ' come la. BB. slali languido sg. no- (Hes. II lat. librarsi. zoppo ' gr. isl. . ' CIABDI-DUPRE ' 157 quello di braccio ' ' e da un' altra a quello di ' ramo. laijhu' leggiero. ^Myagog ' molle. titubanza di ' * * r ital. (ctV. rilassato ant. lun<jar * celere ags.): gr. snello lit.] gr.co/}'dg' ' 172 Prellwitz Et. a.. '. ' si cliiaramente lahghana-^m ' ' da ' salta al di rat'uhate oltrepassa si transgressio ecc. In lagutjur-M lahnja-t viir. t. '^leg-nfi a *leg-sna piuttosto che a Et. In laiijn abbiamo una nasale risalira il inserta. fusto d'albero si onde poi bastone *. acquisto ' * lambha-s lambhana-m ' consegui: men to fpvQov [rdbhate rubhatl prende. Johansson IF. oscillare E per me incerto se a questa famiglia di vocaboli spettino anche i : gr. indugio il lit. Wb. ' kXaxvg Uivis * ' leggiero. 173.sso pracritico: ctr. Ad- proda ' ' djn(pUaq)ijg l<)bas ' air intorno lit. langueo ant. 164 8gg.[31] G. ' ' Xaydnoai • dq)£l' * vai (Hes.eyai 'dissolute' (Archiloco 179). ?. scorge un influ. ' ?. piccolo a. linguti ' essere incerto cullarsi Xa)'}'(iljio io esito.) ^.

voglia ' * a. germanici. xix limpdti 'tinge. lean Ion id. ant. ' perdere e proprio dei il linguaggi eacluso per altro Idsati * nordico si : Kluge ' Et. lovlja 'caccia' lovn 'frutto della caccia' loviti 'prendere'. Xda 'guardo* (Prellwitz Et. V 305. 'ant. '] macchia Mnoc. gilfk ags. ' : lat. ' (cfr. ^rjt^ [-^^Xafid-) *pren' de ' ' djTo Aavoj ' fruisco ' Asia (ion. llh corpo a. lip') pingue. a. ' d. labare ' pendaglio (Less. t. A^Aaiofiai ' *Ai-Aao-io-juai) a. a. splende. isl. branio si.' ' 158 SECTION LINGUISTIQUE lambate lambati ' [32] pende. Wb. macchia gr. t.^ 340. t. lasclvvs gr. IjeUfan a. ant. lihga-m vere ' ' contrassegno ' ' : got. da quello cfr. Idsati 'irradia. tenace ' pus got. lit. If'iti 'afferra. got. Upti ' restare adeso * . slaf id. 307). gilth ' ' gltkr ant. abbandonarsi. ' (propriamente lit. privo di forze ' a. ' (Fick Wb. slaf{f)an '. Gesch. appare': gr. lust id. log luach a. 89. gelic ' a. ' ' pen- dente * * lambana-m lat. idg. [riptd' tinto lordura ' pinguedine hnaQo^ lat. billban id. cade giu ' ' lambaecc. ant. isL pende']: ' Ml ' got. ' ' ecc. avente ' stessa forma gliare I ' quindi uguale ') ly'gus uguale Ig'gti somiVac. ' attaccarsi ags. Ai]tij dor. leik ' corpo. Xcila ^^^Fi^i preda lat.) laun ags. g. slepan ' dormire sidpr ' languido. a.^ ' ' unguento ' ' le- pana-m riprd-m ' lepa-s ' ' tintura. slabft fiacco II significato di di ' ' dor- mire svoltosi facilmente le forze '. rimanere t. Prellwitz BB. t. cadaisl. lucrum ant. t. a. si.) ' \rdmbate ant. 177). dormire '. untuoso bileiban ' Myrag^g attaccato. la ' sass. lustvs laska ' piacere. gode. Schmidt Z. . luag ' mercede sL got. lipti-. a. lusinga laskati * lu- singare'. Wb. galeiks ant. ' diletta ' danza Idlasa- avido^ ciipido ( ' Insya-m danza ' ecc. irl. prende': gr.

a. sass. '.[83] G. hdita' oscillante. los losen). liyate * liyati ' nderisce.atov ' falce ' messe. ' id. lunnti Ivnoti 'taglia. •/rf- [i]tomf) 6 incerto: lo nega lo Stokes si in Academy 1891 ecc. ondeggiante ' lola- ' mobile. ' germanici inquieto ecc. X 152 klrtydti ' oscilla. ' strappo gr.? cfr. a. ado})erata avverbialmente) quieto '. dyfsa Xdoai) got. ' : gr. got. ant. ?. ' Iddr * spezzato. Inns ' mezzo libero * di liberazione. ' le espressioni yoiyvara. Nr. * t. 998. * ant. II . ^ifioc. *) morte Xoiiiioc. lipnhs vischioso ' ' lett. licb ant. ' fieno * *zu hauendes') Xvco *. (pro- priamente riscatto ronipo cfr. qualche modo col sg. (fe cfr. leimo * llm argilla. sfracellato a. t. sciolgo )n)ta. sciolto (per altii esempt vv. miete. isl. *falce* sezione lava' ' lavana-m 'recisione. a. niietitura' lavitra-m ' tagliente ' : lavaka-s ' ' mietitore Arjl'ov ' ' Ifcni-s recisione. prezzo di lans ' ' sciolto. fiMvo ' tiiigo ' lat. ' CIARDI-DUPRfc I'qnys ' 16» si. los libero. Ijuba id. BERNliKER IF. * ghiotto * cacciatore lat. liufs caro ' ant.). calce ' * ags. adesione argilla ' ': gr. : Ijnljati cuUare ' ru. con oscillazioni. WbJ^ 252 s. * Idbhyati lu}xlka{ka)-s * ' brama. liufr ant. * trema * leldyn (strum. coglie' lavas ' 'taglio. V 115 e il Bruomann Grd. ' si consuma ' Idya-t ' * sparizione. hatvi a. llpnaJLi * re- stare adeso llyate Upn llyati * colla ' ecc. ' accosta. Um). isl. liof a. biada (prohetri priamente houiri ecc. lubet got. si. cfr. con movimento in- II FiOK Wb. fame (propriamente consunzione l^tum ( ' peste Se rientri qui anche il lat. ' Kluge serbo Et. a. ' ecc. liu't ( limns a. appetisce ' : lubdkalufjido t. Ijullka cuUa ' forse connesso in Sg. ' il da falciare ' '.) llncir-m t.

idg. lat.) che attestano un ori- gin ario. 58. hica raggio Qui e pure da registrare lokd-s spazio libero '. dXc'ojn]^ ?) ' volpe sarebbe un prestito 'da il un 294 dialetto e il iranico secondo Ai. ' niondo lauks ' ' cfr. oscillor [cunis] ecc. leleyenya ' leleiana 'fluctuandi' leleyal szya titubabat pedibus '. Ma recentemente il Rozwadowski lelaydti gramm. : hicus lit. bulg. si. lua^chtide t. ru. r. ' zoUa ' ' cioe ' ' trammento : di terra ' [r?tjdti * rompe misero ' ruja si rottura ' ecc] " gr. 160 SECTION LINCIUISTIQUE " [34] 849. considero ' lat. Gr. Wb. reiran sere scosso di I '. dial.) etymol. ripiegatura * 'trave. campo logd-s Per la forma ulokd-s Wackernagel ' Ai. Idkati * guarda ' ' locate locayati " (+ ' a) ' considera " * locana— rdcas* ' * chiaro locana—m ' occliio " ' [rocate splende ' splendore * rocand— chiaro * ecc] : arm. lioht ' chiaro (altre voci ger' maniche presso Kluge Et. lelejatl lilejatl se ' ' agitari. lois ' luce ' gr. lugeO Wzti ' rompere '. laukas ' campo cfr. 939 lo confrontano col got. Gr. pol.^ 248) ant. leleju / agitor. x 40.vyQoo. rovinoso. aXwiTo-Jtedr) ' vincolo che non * ' spezza ^. I pag. XsvKog lUceC) bianco irl. es. oscillari n. aXues volpe \ II gr. un gruppo di vocaboli slavi (p. ' ant. atque sgg. series altera [Cracoviae 1899] pag. 11 ha segnalato la parentela di leldya con ecc. lopnka-s lopaqd-s * sciacallo. volge vald-s ' cavita ' (cioe *insenatura. lit. ' volpe ' : arm. aperto' pruss. fulgido ' got. funesto ' XsvyaXeog lat. si ') . Bartholomae BB. ' lux ' ant. ' Asvooco " guardo. a. es- e in questa ipotesi si avrebbe un esempio [Quaesf. asta' (cio^ in origine ramo. leoht a. '.. fusto d' albero ' in quanto flessibile) ralana-m . Wackernagel ' i ' valati si piega. Ihihad luce ags. tremare.

willow) salcio e che - presuppone un tema *vel-ko. volokno * id. ' una specie ant. vlakno * ' fibra. xxxvi 65) valgnll * vaigd- grazioso valgu-s ' ornamento *. ' 277). vdka-t ' ramo. trUge) oland. xxi 106 sg. uealcan ' rotolare nlonc vivace. ravvicina fiis. lat. galoppo ' ant. valga 'briglia. copro' ' ' rivolto * §Xi^ toituoso ' ' l/JAc.: IXXc) ' eiXvco *volgo. ' CIAKDI-DUPRfc ' 161 ' piega valayor-m valaya-s ' biaccialetto. oltryn ' rotii ' got. ' wUg ant. involgo. risale alia ' medesima radice * piegare. b. si vidi-^ vail ruga * ' valU-s vaMi troHco che si attortiglia * vdla-8 * ' coda (in quanto si agita o vacilla ' avvinghia) * vellati si muove tortuosamente. ' scorza valkala-m si. '). ' filamento nidh ' ' ni. aiokno refe ags. ' leblaing '. B. * vlasiL ' capello ' 'J. t. rientra h I'ai. corda * (Bezzenbeegeb BB. . b. ' vellana-m il rotovtir<i-» larsi ecc. xii 241). ' torco. irl. saltatore ' ' valgawi-in salto. wilgia (in. . occasione. — * L' ai. torcere ' (cfr. fillivi ' flecto hi-ru-fiU 'iniplicuit* ' folumain * ' volubrlis lit cimbr. walwjan rotolare * ap-valhs ' sferico ' ecc. *velr* wilich ags. ivalus bastone — Qui il pure. ' id. tilo ' pol. formato con un al- tro suflSsso.oppure *vol-kosi. da raettere a riscontro vcdkd-s ' walgs ' fune.' [35] G. \vdrati vtirate vrnoti firndti gi*. \t\. . volvo volfimen ant. redine' col quale lett. ' cerchio ecc. salto ' ags. . valds asta valli-» valll * tronco got. germoglio all' a. ' Zcpitza KZ. 'avvolge* corda 'circuito' ecc. * salta ' : valgaka—s irl. che TUhlenbeck PJir. fibra frangia' (Uhlenbeck vdlgati * ' Eu Wb. * d' uccello (saltatore ?) v^ln * ' tempo. tue/ij wilii^ '^^8^. veste o tessuto fatto di scorza': ant. iirdito Foi-se appartengono : a questo ' stipite (cfr. ' ecc. t. niomento si ' : fSU testa religiosa che celebra in un giorno fisso cim.

* hUi9 ags. * gr. ' ags. isl. Wurzlerw. xxiv 234 ascrive a questa ' famiglia gr. KsAyg * corsiere ' ' il lat. cattivo '' got. 242). irl. Ber.carand—m ' dil'esa. rupe ' : arm. d. 13) ') ' va ' calahhd-s ' grillo * ' cioe il saltellante ' calitna-s : ' una specie ' d' insetto lett. szuHys galoppo e ' 'passo' incedere il Hirt BB. capanna. t. fama. orecchio. elmo ' ecc. capanna. celer. cein ant. a. ' * nascondere t. legaccio' ecc. Rigv. chvos incllno ant. Mains hlaiw ant. pietra '. fama ' crdti-s audizione. hlin^an hleonian a. Ges. su'^lis calu-s ^alfira-s . verso epico ' ' \crn6ti ' ' egli ode ' crdvana-m crdvassuouo. irl. ' abbraccia ^lem—s Tattaccarsi' cle?mdn— [^resati ' vischiosita. . d. cdlati * (Dhat. tradizione. d. ' edict capanna. ' ce- lim * nascondo * cuH ' nascondiglio. cild pietra. ' cella celnre ant. casa rit'ugio '] : [cdrmaoi. Imlundi ' caverna ' isl. d' v. [h]linen appoggiarsi ' szlaiias declivio ' ecc. ' cantina) cimb. luogo sicuro. abitazione' ecc. Secondo * Grassmann (Wb. z. a. 2) ' della radice *kleipi ego ' appoggiare ' : gr. u. mezzo del determinatore -s. unisce '] risalgono a una forma am- pliata per St. 1886 p. 89 n. 20. kMvco ' appoggio. sal 'incudine. irl. anche ' z. Phil. angolo ' n. es. ' cldkor-s suono. Ka?dd lat.(cfr. si attacca.) appartiene a questa famiglia il nome albero calmali-s Salmasia malabarica » « als der ein Schutzdach bie- tende ma non ' e un' etimologia sicura.' ' 1G2 SECTION LINGUISTIQUE [36] giryl ^^INDISCH. helan 'nascondere' hoi il cavo helm s. cuHe luogo per riporre qualcosa (p. sacks. * holr 'cavo' a.-hist.]: arm. '.m°lu°t ' rana ' lit. nido ' ua^ddc. Wiss. lat. grido. Wurzelvar. k. hldw hlid ' colla lit. cloen ' bieco. testo vedico' ecc. ' got. CI. cWyati cU^yaie 'si attiene. collega. Persson Lehre v.

' salild-m acqiia. 40) " va " puo essere un' alterasione ' pracritica di ^lati cho viene spiegato (ivi 20. *««/-. stu''lys laddove ^lati risale a * kel.13) ugualmente con ^al tau '.ucchalita- salito sopra. ' ant. dAAo/ttai ' ' zam* d/l//a salto lat. 47 ' dulcis aquae saliente ' sitini restinguere rivo) mleti ' insinuarsi sula ' * sulci ' succo sgor- gante da un albero Fliissigkeit ' lett. ' ' irapeto salto . cloth famo80 a. salutaro ma e una semplice ondeggiante ' ' ipotesi. ' rovinato = utifanna-) . 15. salio : salto. L' Uhlenbek ' Et. ma pu6 anche connettersi con ' saliUi. vacillo. sxalem * erro. errore': arm. slovo ' parola ' ' sif/tije ' i'ama * * ecc. . scls Wb. is]. oq)dAAofiai ' inciampo * ' II verbo sdlati (Dhat. e risalire all'idg. s(i'U ' telice ' ags.J : gr. come ' stesso riconosce. 444 . eel. vegga Zacbakiak KZ. eine sich absondernde ' ^ ant. ^Mig egli telice. snHi(f ' : buono. '. inclutm ant. a ' ' ' * ' voce alta ' ant. ucchanna8gg. CIARDI-DL'PRfc ' 163 * lu udibile ' lur ' ' notizia ' ' gr. ' fluisce ' ' ecc. es. felice ' mite a. leg- genda epica kXvo odo. ' benevolo. apprendo lat. in Verg. pecco gr. e difficile detenninare se risulti dall' uno o dall' altro.(qaUibh4i-s.« [37] G. lit. irl. XXXIII. a. a. hlhnnunt t'ama (k)lftt sonoro. giacch6 cch pu6 rappresentare Unto Si svolgimento normale di (cfr. si. rird-m flutto (jeI ' ' stanno invece col gr. salilo' fluente. sollevato una amlo messo ctie (^lati sdlati siano due verbi distinti. 5. t. gloria. snlati ' inviare shJialate skhalaii * inciampa. pillo (p. lit. t. scoiTe.ecc. fluisce ' sard- * fluido sard dgfu) ruscello snctr. — Quanto voltit composto ucchalant. apa-salavi apa-salau * verso sinistra pra-scUavf verso destra '. ' 9 propone di spie- garlo in relazione rol got. t{d) + 5 ' quanto quello dialettale di t(d) -+- p. riutto * ' prd-sulati spinge dentro ' \sarati ' sarate ' sharti ' corre. k?a:o^ * tama. erra ' skhala-s ' vacil- lamento sxalim ' ' skhalana-m incertezza. si. ' srdvati gr. balzo zampillo es. ecc).

refrigerio ecc. pasta- las ' armatura Uddate ' ossatura ' ant. a. hvdlati ' va torto. op. — Anche " dhuli-s polvere. evaporare ' (ai. " viamento cade ' . xi 386 sg. 198 polline come un tema contenere un plice. nella sua forma piu ' sem' *dheu^ *dhu. (gr. si. ant. duna^ti ali- tare eoc. passione . sella \ ' si ristora. natore -{e)l. stollv ' sostegno. (KozLOwsKiJ Arch.) gli altri vocaboli citati dal Miklosich Et. suffissale. te- . Ho citato p. stoli't ' lit.* dhu-l.(Persson. XXIV. lat. ' trova refrigerio : hlada-s hla- dana-m cfr. choloduJ\di. e I in -lo-. cioe * dhv-el. ^ild pietra.). s. coraggio. af- come fila ' ' grade debole della radice * kocds catus ecc). fumus ant. Phil. raggiro lit. 188. inchiostro di seppia OoXsfd? ' torbido. Alia medesima radice ' essere incerto ' ' e da I'icondurre khallaie sthdla-m * ' vacilla khallita- languido '. II. nial fernio' oq)dAjua 'traviamento* *{s)qViel' ' ecc. luogo. ordhc. choklu.) ma accanto a questa esiste la forma ampliata col determicit. tortuosita. a. 235 che venga da una radice I* " * kel-. es. sa-) aguzza. ' altura. ' fermo ' OTi)Xi] colonna . fangoso. ^ un I che risponde ad un Ora diremo brevemente di / * A si proposito di taluni fra tratti di I i vocaboli fin qui citati si pu6 dubi' tare se radicals o suffissale. suffissale. il fallire ' colpo ' [hvdrati *]: va torto.. ' fumo ' gr. — Anche gola-m ' recipiente sferico e considerato dal Brugmann Qriindr. ' 'alito. 88 V.(*dha-l-) ' faugo. Wb. inciampa il ' kvald ' ' errore. si. ' palo ' ' oreXexog " saldo. 173 considera ' gi' (arm. pa-zulmis obli- quo ' zvlv 'cattivo'. Cosi abbiamo passato in indiani la cui radice contiene / rassegna quel vocaboli primitive indogerraanico. t.(*dhu-) fumare. 6ojji(5<. terra ferma' sthnld-m recipiente ' ' : gr. hvdrasant. rupe ' ammettendo mentre il il col Hirt BB. 164 oq)a/ieg6g SECTION LINGUISTIQUE [38] *mal sicuro. come ' suffisso. potrebbe Infatti la radice. e quindi -Id' acuire (ai giqdti lat. ' frescura ' ru. thronus. dhumd-s si. palo si. travacilla. 6oX(5c ' 59 sgg. chladv si. Beugmann Gnmdr. f.

r ? Un criterio generale ticolari non c' e. fyubis ' legvbis^ a. quando consideriamo pcssiamo senz^al- una formazione Indiana tro afTermare in -la.(-\U*-\ -tlu-. c* k suflfissi i un / criterio per distinguere idg. Accanto a questa /. lat.ecc. ma sono due criteri parci / che in certi casi ci assicurano. — Tone III — (9">« Partta) II .(-l/i-). cioe : sono tutti suffissi -lo. o si almeno fanno origi- ritenere con molta probability. es. dtil~kfs polvere sarebbe da prima i]K)te8i.oppure un tema ' in -li. ' irl. col ' suffisso -ro- : V ' nomi ossia d'agente attore '.serve alia formazione delle seguenti classi di temi. lat.-rroi. porculos: porous. a. risalga a un -ro. il una de- terminata funzione tematologica. risale che essa a una formazione indc- germanioa dubbio se in -lo- ecc. a. -ru-. clie non sono mai formate (p. che nario. . 1' ant. -dhro-f -TV- i—rri). t. ? In altre parole.[39] G. -lii~. putil ' ' usciere propriamente intimatore ' lit. -tro-. / anche nei casi di da quelli vi di / idg. ttcalvi stordimento 1' ' tol stolto ecc. AetM du Xir^ Oongrtt 4ta OrUnlmliMtt. ' doll ' cieco ' got.. gr. oppure dobbiamo restare in quel -la.ecc.dalla ' radice semplice *dhu'.) Si resta dunqne incerti se *dhiiU- (Glide ind. Qos\ per suflSsso -lo. una parallela con r in luogo di quindi: -rrj. nebroso [afip].dalla radice ampliiita "^dhul. gr. dEiKijAog colui che offre t. -<lhU>-^ serie ce n' 6 -li. '. dulys) sia an tema in -i. I suffissi CIABDI-DUPRfc la liquida / 166 indogermanici contenenti nominali. duU. Orbene. da vedere. irl. ' confuso [Xd^o?] ' ant. tratta di non possiamo afifermar nulla Vi sono certi suffissi ai quali e inerente es. dvoLt ' ' stolto a.ecc. es. preferire la A motivo del Del reoto e lit. difficile ntabilire una distintione netta tra elemento sufiissale e determinatore di radice. dhuli-?. e il lit. aQHTvAog orsacchio aQKrog 'orso'. In tutti gli altri casi di preciso. tekHas ruota che serve ad affilare ' ' ossia il ': girante ') 2* diminutivi Cp.

: Drumasena^-s Pitr'la—s : Pitrdalta—s. es. saldhs ant.dovette significare in gedi dotato un 1' certo sapore '. lat. pastore ' ' nome ' : d' agente del verbo pdti i ' custodisce. rogii 'corno'j: forme vezzeggiative di nomi personali (p. ' acetosella tosc. sbarra '. stelo ' : ' stanga ' ' asta. amiddviel's ' acre '.indogermanico. Gundilo Wolfilo. questo criterio. a. macula ' ragazzino si. Gr. Quando non possiamo concordano nel risalire servirci di ricorriamo al confronto colle altre lingue. '. Bhamda—s Person. got. l). Possiamo dun- que tenere per certo che il suffisso -la— del di nomi indiani si che appartengono a una queste tre classi risalga a i un -lo. esempi presso Fiok. SECTION LINGUISTIQUE rotula: rota. : Deva- datta-Sj Drumila—s'. Se queste a un tenia in -lo-.. difende ' diminutivi vrsald-s ' ometto vr?an— ' uomo '. ^aldkald * piccola scheggia : ' : galdkd 'scheggia'. ^Ovt]oi2og ZcotAog Ta^Uog. ^Qg. a. gall. sale '.) ' ' . *. salt ' ant. p. Ecco verifica. t. got. Butil Dargeloj serbo Brajilo Bratilo). t. gr. dolce In origine nere ' tenia *am-lo. pruss. 3' Caimdus Teutalus. risalga la forma indiana con —la—. Proculus Bibuhs. di ' Tuno il quelle di lit. a. altro quelle dolce '. I % . alb. Poi 1' indiano e I'albanese svolsero da cotesto ' significato astratto. e come sostant.. si. : 166 vlculiis: vlcus.) emU'e (dial. [40] stem/il " ' fusto. ragelis cornetto ' : ant. vocaboli in cni ci6 pald-s ' guardiano. anziche al suo parallelo in -ro-. Wulfila. dmbeVe il (dial. sladvkv dolce ': got. Confr. cicula-s ' fanciullino' certi cfcu-s ' fanciullo nomi propri come Bhdnudatta—s (altri Dattila-s Dcvila-s . BadvAoc. ' acre '. possiamo ri- tenere che a questo. a. magus ragazzo lit.

P/u- raUnld. 160. ' ' ted. umbilicus ant. radice.. cosi pu6 dififerirne. KorvJit) . amper acuto. /m- ifda-m tone': gr. giacche amdrus. cdtvnla-s * Solmsen KZ. 35 cdtvnla-^i cavita bucu ' . colloca amld~ fra gli esemp! di I = idg. irl.. r a motivo dal lat. unico. salato ' (altri esempi presso lo Schmidt. *.saik piuttosto da vedere nel (a. ' quantunque Johansson ' si possa dare di Ill. 'o//^axog lat. acuto *). amaro '. * Wackkknagel Ai. Mved. lat.tumula— [tumura—\ *nimoro8o': multus. ampfaro id. Ampfer acetoeella do]. Grundr. si. solo *: latino sg. caelebs complete. 186. jrajja'^og 'grosso*. * : gr. isl. II concetto f'ondamentale e '. iumala. fine. significato ' forte.. 'nuca' I'j.og ' padella * (Prellwitz Et.^ kapdla-m kSvala( ' ' giiscio. * pecaldriepinte '. grazieso. a.nella forma della differisce. t. ant. ivibl'u ' a. Wfj. Ora questa non e una ragione per me suiKciente. Di'. amaro. cosi niinieroso (propriamente niassa II. 434. ' quetit' ultimo una di versa etimologia (cfr. amdrus. violento. ' ciuffo. ' isl. cranio*: ags. tazza % K6Tv^. come differisce da amid. fitto. 182).. Uhlenbeck. ant. ' Tv/. cavitii. che ammette il una gradaxione di coll' ai. Gr. Bedgmajsts*. 24C>. ceppo ' ted. (dial. 220. ' dollfuss piede gon' lit. /tt//o/a ' testa'. tula * albero del codollr 'albero.' (41J ' G. quelle di ' Wb. nabolo id. e di fatto ne nel soffisix). ornate': gr. P. t. oland. ' Un tema *amro. I. terribilit& . *cai[v\ele-bhu-s. xxxiv. gressezza ndbhlla-^m *embelice': gr. jroiKiXog va- bahfdd- ' felto.y 116. iulas iylv M ' TvAog 'enfiagione* ant. apr acato Iriferito per lo piu al fredamper 'acre. salti' CIARDI-DUPRfc 167 isl. pannocchia *. e propone ra£fronto dmbha*- vee- menza.t] ceppo fio ' * ags. forte*: gr.). a. acerbo ').

noseilin ' ' spi- ritum ' ant. puklum puerorum pel. isl. -tr-). iv 101). per un processo di assimilazione o quei vocaboli che contenevano un' altra liquida nella radice. Si noti che trattasi d'un diminutivo. mdrgis 'bove macchiato*: mdryas 'screziato'): ru. Del suffisso -dhlo- nemmeno * occorreva far menzione. giacche la *szabala. il lit. onesta': diligente si. ant. 1' Del suffisso -tlo- non conserva esempi ^ indiano : o non lo conobbe mai del quale si o lo conl'use sempre con -tro-. forza ' e un prestito slavo. di -tro-. -tro. a cagione del iniziale. forma genuina sarebbe seileuings ' glla-m 'indole. maui caka- fanciuUa '. km- trd-m ' dominio. 112. mediante mutazione di I in r. IF. come II. esprime 1' opinione che -tlo- si a un' alterazione avvenuta. II sabala e preso da qualche dialetto slavo.sarebbe invece antichissimo e consisterebbe in -ter. seilin 'serieta'. mauilo ' fanciuUa '. r organo che serve a portare hotra ^ ' libazione '. (quali hanno invece numerosi esempi '. meoicla id. '. * liglio ' se fosse ' il raffronto coll' ' osco '. II Brugmann Grundr. soboU 'zibellino' (cfr. meylttj ags. screziato il caball 'la vacca pro- digiosa * che ha preso nome dal colore della pelle. giacche esso. '. Wh. II s syld. '. braccio ' cioe ecc). manda qahdla* in pezzi ' : szakalys '. pezzato. Miklosich. come * si vede dal got. fonda' mento ' pdtra-m la ' coppa '. frammento lit. come lit. bharitra-m '. * un ampliamento 2)utrd-s ' di Potrebbe derivare da un tema in sicuro ' -tlo- V " ai. signoria '. ' cdkala-s cdkala-m layati * scheggia.: 168 SECTION LINGUISTIQUE viahild * |42] donna ' : got.{-tor-. pruss. o nell' indogermanico o nelle varie dissimilazione in II suffisso lingue derivate. (Sutteklin. 312). puclois pueris e marso pucle[-8] pueris I . dhdrtra-m ' sostegno. paragonato a mawilo. Et. sila ' forza '. ' scheggia '. seilisku ' devozione lit.

: Un esempio sicuro di / idg./'come ifila-m /. il suo corrispondente -dhro-^ h limitato al greco. kapitcchnla- zazzera *) * 'anche il * la concavita del cucchiaio sacriticale secondo : Johansson. stesso a propvsito di quale non possianio nemin meno mettere a lato un tenia tfUi-. dram * : abbastanza. ' ' r Se il -li' di tfili-it * pennello ivll cotone. Gramm} § 1192 e 1227).bhlrvka. prescrizione gr. arnem adatto ' io faccio dQagiOKo artus.] bhllukati morose lit. polline'. Ind. 236 lat.«). IF. * . rtd. ahffuri-. convenientemente. come / avemmo occasione mostrare. B.che ci mostra I'indiano (veggasi Whitney. e probabile die ai spetti alia ra- dice. ecc. . -lo. lilam I ' idg. in. sarebbe un composto -f. precise.i^ala-. di uno solo si pu6 affermare che risalga air indogeimanico. giacch^ per gli altri non troviamo termini di contronto in altre lingiie \bhlrd. de' corosamente abile * rndti con segue *. CIABDI-DUPBfc 189 al*. *kaput (ct'r.f ' esemp! di dicasi al altre lingue da metteie a angtUi-.id.(431 «. italico G alio slavo. '. pannocchia di * nnn pu6 asserirsi per mancanza riftcontro. lo abbiamo in dhrdi-^ 'polvere.f Lo dito '. pennello tfila-m ' (due vooaboli connesei Kia originario con ciuflfo. ami. caput isl. perclife dichia- rato dalla testimonianza concorde di varie lingue. : ' * : bailus id. di ma. lucignolo. dgdQov * giuntura ' lat. — Quanto non pochi temi formati col suffisso -lu. ' ' comnietto. rtit-^ ' 'regola. r.'retto. hAfud) II secondo niembro sarebbe da connettere col t De^li altri gruppi lingnistici soltant^ il cr«nnanico piio eiMere che ne serhi qualche traccia.

rete. in composizione con nomi e con verbi: * p. liquida aestas. Wb. * hiruz 'cervo' ecc. pali-y pla. * grepti 'afferrare'. sesso ' ' ecc. paldyate ' fugge ' ' palyayate ' gira intorno ' palyahka-s '. consu- mo a^r. Jfldca-s prominenza. * 16.^ inghiottimento greco ygdo mangio. SO) ' : ' ' ' * strame * '. gripan a. le espressioni liquidus ib. lett. 21). afferra \ grabhd-s presa di posgot. es. e quindi deriverebbe secondo lo stesso Johans*Tcer' KZ. grabas ' ^ grdsati 'divora. SECTION LINGUISTIQUE [44] Haar. 272). Aen. prende. t. ov/Li-<piJ£lQCo ' sciolgo (colori) ' sertim ' la parte acquosa del latte Verg. son. serenus (cfr. '. gr. treccia [Nota aggiunta . kmrct- labile '. menti giudica Haar il Kluge. secondo * il JuiD'ks. si 20. grlfan lit. ecc. ' grido ' ' : krdcati '. kmldyati '. (AltriEt.^ 165). - fjlapsa- grapsa. . kro- qanti-m ' grido krankti ' gracchiare ksdlati piirifica * scorre ' (Dhdt. 349. t. 1. ). da cui forma il tema *grebh-80-.'fascetto. f. garba ' covone ' (propria- mente 'manciata'). 404. lettic- ciuolo * pldquka- ' che cresce presto si La radice *grehh-. 10. dalla radice di cerebrum comu Ksgag a. sass. dileguasi . 9 6 un ampliamento di *ger' torcere. glasate (Dhdt. id. L' etimo- — ' * krSga-s lit. pdri. liquida nox. paid-. divoro '. * grida '.. a. Stttd. ' dia-cpi^eigco lat. a. 59. ' ' lava.170 ted. grlpan * ' ags. yQdortc. prd. ' kmrd-m acqua ' ecc. inghiotte* gUbslOrgrasia— mangiato grasaiia-m grasti—. rammassate (part. XXX. logia non e sicura. mazzetto': grbhndti ^ grhndii ecc. 4. greipan afferrare ant. Geo. ' da cui deriverebbe jala-m jdlaka-jn sulle bozze]. intrecciare ecc. ': kfidrati ' scorre.invece di pdrd-. scioglie.

* ' TQOjg 'zio patemo 305 ' ' lat. frjosa ags. per cui lajjii per altro non credo im}Vb. 538 che lo fa derivai-e ' da *mdta'tulya'). quando diciamo ' ciato tutte le piante '. brun a. id. lo Waaltri) CKERNAGEL Ai. 12072) prf. lajjaie si vergogna ' * lajja lajjitor-m ' ' vergogna ' ' * rajyati ' si colora ' ranjayati ' colorisce * raUga-s 'colore ecc.azione S<'urader. tan ' gel are habhlucd. frius gelo *. isl. pag. possibile I'antica etimologia (Fick V 540 Aoipi] ' ed sarebbe identico al gr. (pQvvij ' * rospo * ant.plomibustione * ' ardente * alb. Per comprendere come lingae germaniche. a. carbone acceso Jat. . scherno. ' la 8pi<H (!. sigoiticato di all' ge- lare ' nelle basta riflettere nso che facciamo V azione ' anche noi in italiano di verbi come bruciare e simili per eeprimere il freddo ha brnd' un freddo intonso.fxiUiruhiisl. pater: Leu^iann KZ.arso proms vampa. fr^tan a. di rdmate rdmati ramnnti ' ' riposa.derivato da *mn-ter-. gr. *lozg^a.'rosso bruno': gr.). ' macchia. ' * comfruh prnri't t. ' prus ' prmfa. colorato ' /gvnogaysg xQ^oofiatpig (Hes. Sprachvergl. si prova sia svolto piacere il ' : got ' rimis gelo. In mdiuld'S dello si avrebbe nn / indogermanico ammettendo u. brunn ags. ^ ant. Urgesch*. q)QfOvog t. p. gr. jrdmntvld-s mntfilaka-s * zio '. si rallegra. /nijrgcjg zio materno (cfr. a. patimos: jrartjg. oltraggio e risalirebbe a un idg. brfm bruno *. XXXII. da cui deriva con un altro siiffisso il gr. avvampa * : plo^ta-s ' incendio ' ' plo* mnor. babhni. es.) dorato se h vera 1' ingegnosa congettura del Leumann (vedi I 220). 8g. Gr. materno Si risale a %intvr-o. ^f<?« color isco ' ^ij}'£vg 'tin tore' Qfiyog ' tappeto '. got. tdta~ttdya-$ paragonahile al padre ' quindi zio patemo ma tale apiegazione mi sembra meno verisimile. (cfr.« : [451 G- CIARDI-DUPRfc ' 171 ' pldsati * arde. lalnma (Harivr.

*roud—s-to—): rfidera ant. t. ruainne ' vnamnae [gl. a. '. 103 n. graffia ecc. rimti ' trovar ' pace. gr. tagliare ' vi-licdte le. *roudh-s-to—) t. raudr ags. rlhan met' rekti ' solcare. igsimo spezzo. isl. ' ' ' ten do '. lodix\ Stokes presso Fick Wb. * loman(romacd- pelo ' (lomacd— * peloso pelo ' ' ecc): rdman- id. EQvdQOQ. rawOs ant. disegna. ( lo?1d-s lo?td-m 'zolla' lat. t. disegno lit. rusta ruste colore bruno (Johansson IF. rust a. a. ecc. uovo ' ' : lat. scrittura * ecc. lohd.' ' 172 * SECTION LINGUJSTIQUE ' [46] quiete lit. runco. ' : Peesson BB. cit. rdmas ' id. * ?). *reud—s-to-. ruad rot rosso got. ' scrive : ' likhana-m * lik- hita-m * graffito. rust (== *rnd-s-ti1. lit.lohitalat. irl. luncana-m scia ' : * strappo ' luhcati ' svelle. " : ant. pi- docchio del bestiame likhdti graffia. op. ygijua liksa * placidamente di pidocchio '. calmarsi (anclie gr.) ant. ' rikhati a. sicura h I'ipotesi del Pbrsson. sgu- lat. ruggine * *reudh-s—to~. irrita I . sass. ' ecc. ricinus ' zecca. ' zolla ' : ricdti rompe leqa-s frammento rompe ecc. losfa-m ' IV ( 234). strappa. r^ad a. lat. ' isl. Proba- bilmente e da collocare qui lodhra-s Sjmiplocos racesi mosa '. ' ruber ant.^(u-s * strappa. rosso ' rudkird— rdhita— gr. che riconduce ' likfd rixa a un medesimo tema *reik-(e)8-a cosa che affligge. rustas bruniccio ' lett.). rndrv. vm 162 sgg. si. isl. xix 268) ruderi ' (Johansson ' c). a. randas ant. ' rekha-s rekha tere in linea ' linea. rost ags. * rost " ruggine " ' lit. nome d' una pianta dalla cui scorza ricava ' Ingegnosa ma non e il '.

'- (Kluge Wb. xxni 366). a. a. idg. . Urij. t. * E vero che molti altri esempi di citati. * renken garsi ' drehend bin. a. Geldner. 48 sg. circondario. horo ' ' fango ' ecc. i. 121 ' ' — e 127.und herzielien lit. KZ. in kalkd-s 'stereo. u. peccalo * (ags. territorio * vrajd-s ' siepe ecc. cere wrenc ' raggiro. acchiap- pare' fcfr. Zdpitza della Gutt. irl. Sprachv. ' ecc. daihdlenta.' ' [47] O. si. hredfUi retten id. scioglie a. z. Ma Lid6n riconosce obe derivati di questa radioe si distingaono da qaelli di *qel' (lat. Stud. gr. [Nota aggiunta snlle bosu]. astuzia * vrincle ' grinza a. *gor-qo-) kUbiftk-m pecoato lo stoaso (ant. CIAEDI-DUPRK ' ' 178 * lohd-m roetallo 8pecialmente una polvere rosea. ' wrencan * * tort. rehgti-s pie- (ZupiTZA KZ. HamleUtjetch.'prendere. foifnica Solmsen. scioglie lenta. coirbim macchio i ecc. FoQfia^ si. cdtiffo ecc). ScHEADEE Forsch.^ 316. 186 . 303 e 307)? (altrimenti di *malv-) Uhlenbeck PBB. syaid^s fratello moglie * : antico iurl mra id. Wartink. ' * Si. / == idg. hreddan liberare ' ant. lento. fris. ' r si avrebbe secondo ' il LidAk.^ 276.. mravija for- mica '. mo*rb ant. valmika-s ' XVII 35 e Hibt PBB. ecc: B6j. Ved. xxxiv. v. horh ' lordura irl. languido ' clathayati ' oXa}- ' (-raifmnH. crathdyati ' * ' ags. * rilassato. oltre ai suddetti. xxxvi. ^^ifioftm mi aggiro ' ^o/ufiog ' * trottola ags. (fiVQfii^^ ' per assimilazione) ant. cfr. pasta. abhi-vlaui/d-s 'rete' abhi-vlaij. * forniicaio * (per metatesi : vamrd-s vamri ' formica da ^varrn-) gr. t. r si tro- vano spesso ma si fondano sopra ' Un ' altrc eseinpio di / ^ idg.) da una radice *q«r-. rame rientra qui e significa propriamente il rosso fcfr. Per il lat. ' 140^: vrjdna-m 'recinto. lordnra. crntkati. 18 sgg. a.

connessione di kalmali—? ' " splendore ' (onde ardente. Esiste bensi un aggettivo upara-. non e da lui da dover essere senz'altro riconosciuta per vera. specifica di quel significato generico. potrebbe credersi composto da *vlu— = '. es. accennata dal Bezzenberger. alcnni : Eicordiamone der obere klei- dpala ^ tradotto dal BOthlingk ' composto upala-prakdn.oppure -lo-). 4 . got.) e spieweiten StampFboden habend Ma e una pura e come tale egli la da. ne e cosi palpabile XVI 246. consolida Z= p.lU SECTION LINGUISTIQUE ^ [48] etimologie sbagliate o poco verisimili. ') urit. s-uper.e spiegato Essi den obern Miihlstein anlugend dal Grassmann dnnque mettono in relazione upala. -ro. (gr. fiammante ') col lat. pietra preziosa non sia macina come quello che una determinazione ' '. po- steriore da upa ' sotto ' (idg. dimostrata. 220. for. I. secondo garsi ipotesi ' Grassmann (s. BB. cremdre e col kdrsztas 'ardente'. Gr.'largo' e da khdla-s 'aia'. vjrtQy lat. che abbiamo connesso con laksati. irl. Z. I Cosi Idnchana-m. il La kalmallkinlit. pill In ogni caso e prudente dire che la vera etimologia di itpala-s ci upala sfugge. ant. ' ubikhala-m moitaio ' (uliikhalaka-m * piccolo m. ' ^ io credo che upala-s significasse dapprima il pie- '.con updri 'sopra* nere Miihlstein ' ed ' il '. soste- nere ' dal ' Wackeunagel. * apo) per mezzo del suffisso -ro- (= idg. stati gi& da noi ricordati fra quelli di ferma. e che senso particolare di '. e messo in relazione con ramndti ' ' e col lit. — Pu- * Alcuni vocaboli che altri cita fra gli esempi di i^= idg. ufar) e lo pren" dono per una forma alterata Invece tra di * di *upara- superiore '. remti ' appoggiare. r sono idg. v. ' ma significa ' inferiore . leldydti leldyd. e deriva Ai.

c. 1874. noi avremmo un esempio / da aggiungere pippala-m ' alia lista di quelli di ' idg. /. irl. . Ora se ' come acntamente o83erv6 fe Skutsch BB. Spr. Wh. 88. die poi la trasmise alle altre lingue dogermaniche ario. fuoco * e vuol dire purificato per il mezzo del fuoco conic hi pu6 conciliare delle suo primitive significato con quello in voci indiane? lo piuttosto incline a vedere dalla radice *pel' palpTil- una tbrmazione '. cimbr. ^pipparl.. lavare di quella radice ciofe di cui (ai. sn den Qtri^gewandert (gr. alia ' sua volta connesso col gr. c. Germaneu (ags. gr. und. 1. jrOg '. si pliamento in *pl-eu- pluvate ' nuota. si ha un ambagna ecc. 21 * pippali bezw. st^g. tra tdlnla^s vasellaio e caru^^ bacino ' * * (ant. lavo * gr. jzXeo} *navigo' lat. CIABDI-DUPRfe 175 ramente ipotetica ^ la relazione. pluo ant. palpfdai/ati lava e pdlpfdana-m lisciva sareb' * ' ma * bero (^VACKEENAGEL questo. col gr. 99. Slaven (asl. e a ERsrsc'aMUt^ « Die indische Bezeichnung des Pfeffers » dic« il Einl. nuo- tare. hverr ags.> [49] G. ist mit dem Gewurz chen etwa im IV vorchristlichen Jahrhnndert. Se questa mia di piu ipotesi e vera. * Et. I 2.}. irl. tt^jteqi del pepe '. d' Europa. co^re n. luanam ' ecc. Jahrhunderte spUter. animet^sa dal Lrumann. . bacca e considerate dal ' Wackerna* gel 1. pfirus. xxi. ic^cpi)* ^^"^ dieeen zu den R^^mem (lat. * per importazione dal dell' La ' pianta del pepe e originaria mondo India. d. ' Gr. und Litanern (lit. zu den plprii).'. isl. (lauvfilika- nome di un popolo menzionato in Malulbh. por* 220 come fornialmente identico a dauv^rikd-n ': tiere anche questa e una semplice congettura. piper} selbst. in d. come ' urverwandt t'also. ritenuto dal Wackernaobl At.) paicnti del lo lat. fluire. Gesch. pair ant. pipor). pip\rai) ». Ci6 e assolutamento II -nome pepe entr6 nella in- lingua greca. htrer id.

f ' casi in questione. ma e anche possibile che i une accanto alle altre. E possibile tanto r mia quanto 1' altra cosa. gozzo ' a.££L navamvEi fih'jQ (Hes. t. quercha qver'. uap?. 39) gilati ' inghiotte ' ' gilana—w. gelim ' divoro.yrf. guaggi D' altra parte si noti che il nome persiano I del pepe in r nel- (pUpil) ^ d'importazione indiana posteriore al passaggio di 1' iranico. ' : irl. ^ ed e quindi verisimile che di la derivi anche il suo noma. e la lettera- tura ivi citata. divoro. ' : girdti girati inghiotte ' ga- rana-m id. ' consume consumo ' ' ro-gelt " depastus ' ' fiogd a. medesima ra^one per cni credeva cio Lassen c. id. il la paiola ^tiper importata dalia forse per la Persia. esistendo anche nell' India linrotacistici. Vi sono infine dei casi gia nel tempo indor e germanico si avevano forme con forme con / le non siamo autorizzati a dire che / indiano siasi svolto da r indogermanico. chala * kuerk gola. 1 I . * II Franke BB. fitftgojOKCo isl. In casi siffatti due tipi indiani rispondano rispettivamente i ai due tipi indogermanici. ' est gr.pippali nei dialetti che serbarono inalterato il suono / /. 0'3. I* sg. come d' altra parte non possiamo affermare il contrario per le forme indiane con r. voro ant. Indiscke Alter thumskunde. ' ' pasto lat. — gr. gerti \ bare ant. ' 15. si. Ma questo argomento non ha valore. Qiiesto nome (forse originario di qnalche dialetto dravidico parlato in quella contrada?) avra suonato pippala. e II *pippara~ *pippari in quelli che mutavano in r. al pari di puJpoXXo?. 1. 174 crede Xaxxoc. cioe per via del rotacisrao.y. Ecco gdlati (t)hat. ant. Hra„ inghiotto 326 Cfr. ' inghiottimento ' ecc. yili-. Lassen. lit. inghiottimento ecc.176 SECTION LINGUISTIQUE [50] quanto pare precisamente del Malabar. ^ greco lo tolse in prestito da uno in cni di questi ultinii.{j. XXIII.) 'trangugia' deXsaQ dsAevQov dsAog 'esca' eol.

786). yiiQvg voce ' ' ant. tra radice *gel. ant. * : quanto al suono cfi*. CUBDI-DUPBfc 177 baWaln-karot i bara * ' heilheitii' Balbiithd-s (n. secondo il Benfey ' ' ' Die ' Hymnen ' des Samaveda ') gloss. rumpf/ ant. a. jar any A 'gridante ad alta voce* jard strepito. geddti canim io canto '. pr. anche al stri- gr.): bar(n. cimbr. a. deriverebbe *ger ' Grundr.[61] G. can't ' ant. gaidys gallo isl. forte. 6 dunque chiaro ohe da esempt di queeto . t. buco ropi-x dolore straziante ' : — ' lupti ' sgusciare. parlare '.anzich^ a ^ger-p-. garm dere ' * clamor I" cherran gavsas ' gridare. ' saldo stfirs ' — OTdAog ostinato jdlpati ' ' colonna grosso ' lett. sussurrare lumpati rompe. ' gridante ' o ' il ' ciintiinte ' [cfr. massiccio': sthuruant. * : 'cantare'] m. stride' {dr. atiini a jdrate cigola. t. gridio ' e al lat. a. 60. bulbus balbitiio: gr. hano ted. danno ' ' loptra-m * ' preda ' ' : nipyati * ha * ropa-m lit. ga*r ' grido * ' n. lit. isl. guasta.) balbettante ' Bxbu-s Brbtid-ukthor-g (sopran* nonie d'lndra) niero ' — * lat. a. scorso * jaljA-s ' mormora. e nulla ci vieta di riportare jdlpati a ^gel-p. p. si. glasu 'suono' glagolati 'parlare. pr. il got. cimbr.. kallon id. /iaQfiagog strabivbti ' (cioe *. parla jdlpa-s jalpana-m dimormorio sarebbero. ' ' guasto. a.'grosso. '. ' parlante in niodo inintelli^ibile *^ lit. rtofan rompe re ' '. sved. ' t. gatrr nitrire. I'oro. scorticare ' lat. sthffla. J^ruomann. sacclieggia * lopor-s lopa- na-m dolori eoc. gaicl 'chiamare' ant. I'iufa ags. kaiia a. lit. Hahn e il gallo ' : lat.d' iigual significato o simile gallus propriamente hana irl. garrio (quindi irl. stfir ' spesso. In qiiesta ipotesi jdlpati dalla forma ampliata *ger-p- deUa radice far rual- more. Ma il accanto a questa esisteva un' (lat.

Per riepilogare quanto parte in e detto fin qui. cards ' . D' altra parte non pu6 mettersi in dubbio che iiel- r indiano avvenisse. dei casi di idg. r.) e quelli in cui alterazioni dialettali laguda-s Ad ogni mode. Concediamo pure clie degli esenipi die figurano nella cei*ti : prima i lista alcuni siano in- abbiamo gia notato di casi di il dubbia etimologia vocabolo sanscrito {lakurja—s (come apasalavi e sospetto ecc).178 SECTION LINGUISTIQUE si [52] genere non modo in cui 1' pu6 trarre alcuna conclusioiie circa il indiano rispecchia le due liquide orisi ginarie. di idg. Cost serv6. Z da noi passati troviamo i rassegna e i dall' altra quelli di idg. se I I da una numeriamo gli esempi di idg. ' accanto a ' guarda locana' chiaro ' vdrati vdrate avvolge accanto a vdlati ' si volge ecc. bati ' pende ' riptd- ' tin to . / ai . Inf'atti nelF enumerare gli esempi delle es. dore * niaccliia* cliiaro ' rocate splende* rocaslokati ' ' splen- rocand' . I e quello r rimane sempre enorme. laddove secondi superano poco la ventina. distinzione tra le due liquide primitive. siccome questi esempi dubbi non rappresentano fra di / che una minoranza / . il naturalmente in altre condizioni. atferra'. passaggio di I I in r. in indiano con- certe condizioni. rdmbate accanto a lambate lam* . — Vi sono degli esempi di r idg. ' riprd-m ' ' lordura ' accanto ' a limpdti' tinge. / abbiamo spesso trovato /•• forme con r irati ' parallele a quelle con ricordiamo cdi^aka-s ' p. ecc. esploratore a kaldyaii /<^6/«a<e ' osserva rdbhati r^dbhate accanto a Idbhati prende. die primi non sono di meno di 130. accanto accanto ad llnti '' egli va ' ' . e quindi non e provato die la 1' pu6 essere casuale. la sproporzione dei casi il numero idg.

' brocca. fjeh giallo * lit. I'ulvo.' ' ^^Miov. innakti 'lascia. t.haritirl. plecto im- plico explicO got. * lat. pregio * fgr. ' intreccio (gr. zCiUa-s ant. acquistare ' lit. Questi esempt uono parecclii e ben conosciuti. CLARDI-DUPEfe 179 * quail lion corrisponde alcuna tbrma parallela con /. * leih' si. Veh ' * io ' abbaio * lat. * pennello ' flat. / non pu6 La lingua proto- aria dovette possedere ambedue dialetti le liquide ereditate dal- r indogerniaiiico.harimi. urna* * lat. ' ara. geolo si. sarvaintero * ' intero. . pracna^s * cesta. seal/ unguento ' ' a. Ik^anem ican a. rete * jrAouog jrAoKa/nog treccia di capelli ' lat. mercede * * *). Kdxjrtj. a. burro. sego srprd- grasso * i?^OQ. culcitn). Asmcj id.] 'olio. t. gialliccio (flat. kfirc^f-s * * ciuflb.ovEUQ [Hes. iiiazzetto kfircak(i-$ * ciuffo. hdri. salUm ' ungere ags. tutto salvus)y (gr. lihan prestare sarpis' lit.' [53] G. completo. cosl che bastera ricordarne * alcuni : arfffui-s ' * valore alg^ ' . lascia libero* '' (arm. alcuni le conservarono senipre distinte. dAipElv kar-ffi ' meritaie. lailoun ingiuriavano lit. helvos holus ant. intreccio ' jrAsKzij ' iiine. lati\> h1. laja^ 'abbaio. lojit abbaio ant. a. grasso* got. flehtan * intrecciare *) rdyati ' ' abbaia alb. 5Xo^ ion. ovXo^ ' ' lat. Questo diverso trattamento del primitive spiegarsi che per diversita di dialetti. solca * ' (gr. flahta * treccia di capelli * * a.<<Ui 'j. ' gel 'bianco* ags. . ' linquo got. Dei si indiani die da essa poi svolsero. calpar). le ma vuol dire soltanto che i docnmenti a noi pervenuti non oe hanno. ' ' residue *). got. ' reXoav solco che segna confine kariiarcir-s tazza ^r. ' otu-leku (gr. zelenn ' verde '). ' Ci6 non significa gi& che fomie con I in queuti casi non siano esistite. conservate. t. t. spazzola. per Hemplice case. Hkti lasciare ' ant. solco il hi'. ingiurio*). a. ttIeko intesso. lascio ' ' gr. salba id. a. a.

classica si mentre nella la letteratura epica e svolse presso le genti die abitavano le parti ossia orientali dell' India. sione di riferire di / i Ho avuto gia occasulla frequenza calcoli del Whitney nei vari periodi della letteratura indiana. ri- guardo guaggi al trattamento di si tutti i linguaggi ari delin r India antica possono dividere due gruppi: lin- rotacistici e linguaggi non clie il rotacistici. 976 sg. 982 sg. si scorge dal fatto che in esso le forme con r sono di gran lunga piu numerose che nel sanscrito. Pischel GGA. Sicche. . / in r. ^ infatti dell' generallet- mente ammesso cbe in luoghi diversi. 73 e GGA. xxi. il il vedico e un dialetto dell' India occi- sanscrito dell' India orientale. xvn. cronologicamente di- Quella parte del popolo indiano che cre6 la poesia vedica dimorava nel Panjab e nel bacino dell' Indo. pag. 512. I limiti si geografici di questi due gruppi non possono nettaall' in- mente traeciare. 0. Gr. Wackernagel Ai. dialetto domandiamo come mai anche * Cfr. Franke BB.. Oluenbbro Die Religion des Veda pag. 1884 R. I. e (jotesti due rami antica teratura indiana fiorirono non solo in tempi ma an che lin- che le corrispondenti forme di fasi * guaggio rispondono a due verse di due distinti dialetti. Invece e opportune che nel vedico. Che il in quel gruppo di dialetti al il quale appartiene I vedico fosse normale passaggio di in r. pag. 1. ma pub dirsi coincidano grosso con quelli che separano e letteratura vedica dominio della lingua lettera- da quello della lingua e tura sanscrita propriamente detta. Sicche dentale.. regione bagnata dal Gange. e non ho bisogno ci di tornarci sopra. 1891 pag.180 altri SECTION LINGUISTIQUE invece le [54] confusero mutando I.

[66] G. clie si ritrovano poi nel sanin piii ma ne possiede anche Uiluni die non ricorrono: pnlusol tan to (class. 17. /. L' India ve- dica dovette mantenere rapporti colle parti piu orientali del continente. i che esso ci mepresenta. 6). Anche C9mgrt» qui XIP^ dM potrebbe pensare alia parte li Ori*nt9li*Us. due la sono da In primo luogo non e necesdella sario credere limiti geografici letteratura vedica coincidessero rigorosamente con quelli del rotacismo. D' altra parte all' pu6 e deve anche pensare infiltrazione di elementi deri- vanti da dialetti parlati in altre regioni. I il mescolato accanto a muprd(ct'r. essa non pu6 non parlavano dialetti subire 1' influsso della lingua viva del paese si in cui si viene ad essere adoperata. benche in minima parte. Ai. razioni secoli. — Lasciando Wackerle NAGEL.^"'* FarU«) si . ClARDI-DLTItK 181 etninenteinente delle rotacistico. dalla meuzione del nel come si pu6 del resto argomentare Gauge e della Yamuna che occorre nell' RV (v. da pai'te alte- che testo vedico ha subito nel corso dei ma alle quali sarebbe errore I'attribuire sColanza riflessioni di forme che dialettali f'arsi. — Tom* III . spiegazione del fenomeno invereo. compaiano non die il di tbrme con — Si ' rado noti / vedico non «olo questo possiede del vocaboli con scrito. puru-) J viu^laGr.. x. molto ' ' accanto a puru' class. potendo darsi che alia creazione di essa abbiano contribuito. e questi rap- porti avranno esercitato un* azione anche Piu facile 6 la ordine linguistico. 62. vu. soltanto mu^rd-jf e pochissimi altri 216j. abbastanza spesso. 18. Ora si sa bene che dovunque esiste una lingua consacrata all' uso letterario (e tale era appunto il vedico. nel sanscrito for- me con AdM dtt r. cio6 del trovarsi. 19. regioni in cui si non rotacistici. 75.

talora serbandole nella lor forma genuina. Ma specialmente convien riflettere che v' la letteratura vedica. nella tradizione di quelle voci ' letteraria e religiosa si arricchirono dotte ' che oggi il glottologo riesce a discernere da quelle di tradizione i popolare . e normale invece nel magadhi delle iscriesso e * lo son ben lontano con ci6 dal ritenere. il processo fonetico. specialmente i che ebbero un uso letterario. che coli si svulse parecclii se- dopo. e come neir India medesima quelli dialetti pracritici. est une langue scolastique. dovette. e poi iiioderni. la quale racchiudeva quanto era di piu sacro e venerando per 11 popolo indiano. il passag- gio di r in un fatto sporadico nel pali e nel maharajstrl. II sanscrito cfr. anche nel- I'ordine del linguaggio. i citati ax'ticoli . nee. 8. quelle voci che nel i grammatici chiamano nel primo caso ' tadbhava'. che il sanscrito sia una lingua ' materiellement fondee sur la langue ve' dique niei:e {Joum. 404). esercitare un' influenza notevole sulla letteratura SL^anscrita.182 SECTION LINGUISTIQUE [56] die avrebbero preso alio svolgimento della letteratnra classica terrifcori in cui si parlavano dialetti rotacistici. 335). viii. xvn e in GGA. il secondo 'tatsama'. il Asiat. e dall' aifermare che il par la ma- dont s'est constitue et fixe. p. al contatto col latino che continuava a vivere . r influsso del sacro idioma della Ma liquide. " come fa il Senakt. piu o meno / di frequente : secondo i dialetti. si per ci6 che spetta alle non arrest6 qui. tolsero dal sanscrito. 1891. cosi e da credere che ^ san- scrito della letteratura epica e classica abbia sentito pruti. Nel medio-indiano avviene. (ivi ha per fondamento una forma di linguaggio vivo: del Fbanke in BB. Come nel mondo occidentale le lingue ro- manze. ' elaboree dans un milieu restreint et exclusif. p. talora leggermente modificandole.

Brapke 1. Le forme con I occorrono in quelle e le forme con r — idg. eredita daH'indogermanico le liquide distinte. 260 ag. /. V. c. cio^ V ulteriore confusione di le con r anche nei casi in cui antico indiano serbava distinte certi linguaggi due liqnide. In eta posteriore alia separazione dei dialetti ' che conservarono il 1' le due In altri dialetti serabi*a invece che avvenisse / contrario. proto-ario. L' analisi linguistica ha messo in luce non po1' chi fatti che dimostrano testi influenza esercitata da codell' dialetti : sulla lingua antica letteratura In- diana ^ come un la fatto di questo di genere potr^ dunque / spiegarsi presenza forme con idg. al secondo spetta quelle del sanscrito. 657-690. Beambs. mentre un altro serba la il distinzione primitiva. <)77 sgg. ossia indo-iranico. V. « Cfr. CIARDI-DUPEfc 188 zioni di A9oka. the modem queste linee]. In conclusione ecco in qual ter tracciare. letti r. e la letteratara ivi oiUUi. [Si noti del Fischel non era ancora uacita qnando io scriveva Gramm.t67] G. xl. e le conserva di dia- Un gruppo deir India muta / in ?-. / I che che oc- corrono in questo. P. P. ' Questi dialetti non rappresentano una cornizione o uno svolgimento del sanscrito o del vedico. . r ta nto nel vedico quanto nel sanscrito. Al prime gruppo appartiene substrato principale del linguaggio vedico. modo io credo di poli- approssimativamente. ' Bradke ZDMG. = idg. Qnesta confasione h preenppoeta da dell' moderni India: cfr. fin ma '^ risalgono a tipi di linguaggio che esistevano da antico accanto a quelli e indipendentemente da quelli. e le trasmette aU'indiano. si i possono spiegare per via di condialettali e per Tinflusso taminazioni tra dei due gruppi Veda sulla letteratura sanscrita. II la storia delle quide nelT indiano. A eomparaHvt gram" mar of che la nryan language of India I 247 sg. Cfr.

' lungo paravo (gr. sravah' parola. cioe I'avestico e tacistici. ma due antichi linguaggi iranici di cui 1' documenti.t. a. alcuni dialetti popolari cui il pali e i j'appresentano uno svolgimento seriore). giacche dell'iranico antico co- nosciamo due I soli dialetti. e del una cognizione piu estesa. gelo 'giallo'). E poi suo rotacismo e direttamente attestato dai numerosi vocaboli in cui esso risponde con r ' all' idg. Eccone ' al- cuni : ar^jaf ' ' merita. jroAvg molto ' ' nXfjdco ' ' sono pieno.a/vg ii?xog leggiero ecc). e degno ' (gr. ^. iAacpgog ' ' 8/. come ho avvertito fin da principiO. * zaWi- aureo. rispetto alle quali. zaranim t. se- L'alfabeto cuneiforme persiano possiede invece un I . Ora passiamo a dire qnalcosa intorno alle lingue iraniche. ' giallo (lat. doAi/og lat. preghiera ' (gr. dlvgv). * ebullizione ye'ti ]a. ma non postepriicriti riore alia composizione delle parti piu antiche del Rig- veda. raoca' illumina raoxma' ' lucente ' (gr. possediamo per il die rispetto all'indiano. helvos a. rdnja'ti 'si afagile. dar^ga— si. ' onda. * rinomanza oro ' ecc). lavxnos ' stelle ecc). cambiarono r in /. longus " acquistare ecc). gllsco). r penetrarono nel vedico e nel sanscrito. '' ags. mi riemvaVs ' eccj. wielm irylm ' ribollimento ' ecc). ' got. tutto' (gr. molti ' pd^rutds pie- nezza pio ' ' 'gr. laggs ant.evudg ' bianco hi ceo Ifix ' pruss. snello ' ' fretta ' rdvU ' snelle Tgr. /. " flutto.184 SECTION LINGUISTIQUE [58] liquide da qiielli clie mntarono (di / in r. zrayah— ' mare ' ' (lat. ' var^mi-^ flutto (alb. e da essi i vocaboli con / idg. antico persiano sOno roil L'avestico igiiora del tutto suono I. il quale il suo alfabeto non ha alcun segno. ci troviamo in una condizione meno fortunata moderni abbiamo bensi ancora troppo imperfetta. ha^rva- intero. dAog Mntero' ecc). ' dAq)£lv meritare.

luce ' ecc). GH altri invece erano sentiti veramenta come vo- caboli strauieri e come tali nerbavano ana forma simile a quella oriall' ginaria.'intero. raocah arm. TigrOvi (acc. ziilti 'cattivo'. se non ngnale. 6/.(69] G.). straniere : in due parole ncme d' un paese della Babilonide. (id. tavola. ma ba- stano per dimostrare die rotacistico : il persiano era un linguaggio * darya- ' lungo * (v. s' da Esichio r glossa Anche per in alcune parole d'origine straniera / : incontra Arbairfiyd (loc. Gli esempi di r idg. * scudo * (ai*. Si pensi nso delle lingue modeme noti di tradnrre quei nomi stranien (per lo piu geografici) che appart«ngono al patri- monio della coltura generate. nome d' un personaggio armeuo. document a noi perveniiti. tutto* ecc. € Halditahyfi (gen. Nidin- Bdbiruviya^ : babil. tavola phUaka-m nella ' asse.OC. si. CIAEDI-DUPBfe lb6 ^lo particolare per il suono /.). / sonu poco numerosi. parvlots ' ' molto ' rauca^ ' giorno * (a v. data la scaraita dei testi a noi giunti. ripido (- ant. ma non tanto da poco tempo nella storia. non ricorre clie in un i nei sol passo della grande iscrizione di Dario. quelli meno o entrati p. mI••.ha''rva- gr. sopra i. (id. come h Dnbala'*^ naturale. Bfibiru-^ babil. Babuhi^ Ora Tavestico e I'antico persiano non rappresentano die una parte ' La diversity di trattamentu del / in qnesti vocaholi e nei doe sopra citati {Duhnla'\ Haldiia-) deve spiegarsi nei modo segaente. obliquo.). Noi Italiani sogliamo dire . haruva. : ArbaHtu .j: babil. Gli uni dovettero ensere accolti in etk molto antica nei lessico iranico. drayahyA ' * in mare' giri. zuru^-karapa'zulnus ' operante rag* ingannatore (lit. A questi esenip! ricavati direttamente dai si testi persiani ' pu6 aggiungere spara'. scudo') ojraQafiaQai' oi conservatoci )'£QQO(p6goi. ma qiiesto segno.) ii\. phdla-m asse. 6 quindi ebbero tempo di alterarsi e adattarsi alle condizioni della lingua in cui erano entrati. Diglfit) Nadi^tabaira!* tabel.) : babil.

' (gr... Florem. se pure.r)iiov ' niietere (ai. burd w^pw ecc. stritolo vilkas Ecco in farina '^ prova di ci6 alcuni esempi: bal. ros (dial. quaglia gr.). vdrtikd gr. ribollimento ' ecc).) ecc. i il Meno.). vUna blush ant. sor bal. rappresenta un suono che e lo svolgimento di ' r -h den tale: mar morto ' (= av. ' id. 1 1 . sudj afgh. Nell'afghano. Mailand ma Livomo. astraendo dai Hatishona. ora (gr. nello stato presente delle nostie cognizioDi. runag ?. Parma * Col segno f cfr. bal. ' ondeggiamento. e possibile fondare sopra di esse qualche solida deduzione. si. rayl " egli grida latrare ecc). t. freddo ' afgh.' 186 SECTION LINGUISTIQUE [60] deirantico iranico: quindi la loro testimonianza non autorizza a concludere che teristica il ci rotacismo sia una carat- generale delle lingue iraniche. art afgh. sard (lit. (ai. vraza pulce ' (gr. e iiieno che mai ad afiferniare che risalga a un' eta proto-iranica. si Tedeschi dicono R-m. \pv?JM blucha id. la Saale. ' phdla-s ' id. ' afgh. nvaraz id. Francoforte. afgh. bal. Weimar. id. a. Vediamo allora che cosa ci dicono in proposito le lingue neo-iraniche. ' coglie gr. ' spara ' ' vomere ' (ai. e reso specialmente benenierito rotacistici. sara in- verno szdlias ' freddo ' ecc). ecc). lunati lunoti ' ' miete. alb. ' messe ' ' ecc). giorno (ai.:o<. dAso) ' '). a. jtoptdc* Sv6pcD. ma Halle. la il Danubio. ai. ' spaltan fendere ecc). II baluci e V afghano. Hes. varal ' lana varlna lanoso ' varan * * avente lunghi peli Idna hi. mar'ta' ' uorno. ' nord) roc (dial. gvarm ' ' incendio bal. ' AvKog (ags. ' locana— (lat. ') ovAog [^= *foAvog] " ricciuto lat. mdrtafif»T»iS gr. gvark ' lupo ' {gr. chiaro lux ecc). bal. vuf ' egli port6 ' (= np. lit. lana afgh. ' il appaiono manifestamente macino. rvaj lat. loielm * nl'k ' lit. due linguaggi della cui insi dagine scientifica Geiger.). Jim: e a analogamente ecc. ' mortale '.

lois Muce' lat. d. Gli esempi di ' idg.'** ' profondo '. pahli co cfr. a. jafra Anclie il neo-persiano risponde quasi sempre con Z. ' fre' '. consideraudoli come parte del patrimonio lessicale indigene.. Iftr p.imog der ' lungo ' (gi*.. « Akad. dar'f/a(av. filtrare xliv. consnmare stola * : codardo pnUiyag Hag ' ' lasciare '. dug^dn ai. 19-20. casale oppure hi n. Gbiger Etym.16*. duhitdr. dalle . giosso lab' labium ecc). 2) p. 664 sgg. ' t'endere ' ' ecc).) piu di *). Cl. dlrghd* ' Iniigo V. Iftx ecc). ecc). in determinate combinazioni tbneticlie ^nel svoltosi gruppo col da fr : juhl juhul id. iQrya ' 'dilazione' (av. : flit. \V. phila-s / id. colare. W. malay '. Wisn. l(t)»tan ltistan\ lec- ' Come prestiti dall' indiano saranno da considerare. Cfr. almeno nella il massima parte. t. mette a e tavdaj riscontro coi corrispondenti sindhi per confermare la sua tesi dell'ori* gine indiana del genuino afghano. CIABDI-DUPBK il 187 / vocaboli d'origine straniera.). 32 e 45. es. kaJk ' villaggio. ard ' farina * dAeco ' macino ^. ' do/uxog ecc). . NeJ baluci trova in parole tolte ' da '. da unire pers. xxiii. dalle Abh. mo. garg lupo (gr. spalian lab (lat. parlare ' : cfr. Ecco alcuni esempi (gr. robah volpe (arm. altre lingue. '). rado dall'arabo es. si figlia / ' (av. 130-133). Phil. per lo piu dal persiano {gvadil gare. sard 'freddo' [agg.: [61] O. passato in r aran (g. law phi. Afghini$chen (Estr. 1) pagg. u. XIX. d. lap] lafca liitan fplil. zufr av. CiBUJER LautUhre des BaluH (Estr. las dieci * da$a ai.).] a. r aU'originario ma non mancano dei di / casi in cui gli risponde con l. Incerti sono lau ' * raccolta ' dire. k.). b. Hubschmann ZDMG. xx. (p.-phil. I sono bro ' labbro [paz.). ulna ' ecc. ecc. ' ' braccio ' ' cokhvi) lat. szdlta^ id.' siiono rappresenta una dd(^ dentale ori^inaria: ai. LmuU.ecc). s^'pAr ' ' vomere * (ai. roz 'giorno' (arm.). aAttes id. quei vocaboli cbe Trimfp (ZDMCt. d.

ousAog I Abbiamo in qiiesti casi la / oontinuazione del primitivo. calldan 'andare' (ai. fer.^ curvo (gr. 2. mantello (ted. a.). grillo ' jhillikd jhilti Contro questa etimologie di kuldh e koltdan Pers. gomitolo' ecc). lutum danzare saltare laikan ' ' ags.)./>iovrdj. Idigyti a. generalmente.). lista anche seguenti ' kuldh berretto hulla ' velo. (gr. 263. : iran. non pu6 osservare che. cavo '). hohl " : cfr. t. . che questi lascia incerto se trat- d' imprestito dall' indiano o di voci onomatopeiche sorte qua e la si indipendentemente.) risalirebbe medesimo problema conservazione di prcsentava per 1' in- diano. (ai. correre in torn o ecc). ' kela palla '] (gr. 55 aggiunge a questa (a.s-a/ coscia ' (gr. uvXXog id. oppure un svoltosi da un anteriore drd al r. natiche [propriamente rotondita a. e che crediamo parziale aver risolto ammettendo la /. ' Xvdgov ' lordnra. anche KZ. ' HouN i Gr.). . d.o) 'versor' ecc). {got. indogermanica. Per quelle idg. >l£//w /. tisi si dichiara Hubschmann Quanto a zalla zilla. anche ammessane pu6 precisare il 1' origine si valore della liquida originaria per mancanza di corrispondenti esempi europei o armeni. ' rdexian saltare lit. vuoto. I bastano a dimodi r strar ci6 gli esempi sopra citati. ' pag. kdtioan scavare id. maccbia lat. * id. P. ' lingo ecc). . E certo che un r mantiene. nhidan ' ' imbrattare ecc). 582 zalla zilla ' sg. calvzis). kal 'calvo' ' dti-kulvakul ' \oi^i^\xvq -kfilva-] ' affatto calvo ' ' lat. gHiila ' ' '). id. galfi ' guhl " gola ' gula a. I? Ci troviamo di fronte clie ci d' si ecc. xxxii.t/na ' lat. Stud.'' 188 SECTION LINGUISTIQUE ' [62] care (gr. Per idg. a. t. inalterato nel caso di r --- neo-persiano. Utcan (lat. kliuwa chliira 'palla. del Per il persiano bisogna contentarsi giungere soltaiito a un certo grado di probabilita nelle conclusioni. ' I. poiche gli studi granimaticali ed etimologici intorno a questa lingua non sono approfonditi si cosi come il quelli relativi all' indiano. t. copertura " del capo. Ph. jte^. il quale alia sua volta (come in aran a un idg.

lit. soror ecc. * kirm ' ' verme \\iit. il tenia di perfetto bitrd. in cni il passaggio di si ' rz in non ' si verifica: altrimenti '. cioe da r/. luttr gr. zdr^dn 'col cuore' a. marka confine. paese di con- ecc. corvus comix). i seguenti ' : haram * io porto * (gr. \ kr'mi-f kinnfiU' ecc. ecc. tutti i P. dgvio.. V'e uva'). 68. e kalily kvldy [accanto a karnkar k'urokar] ' ' cornacchia ' (gr. * cimbr. svdmr- lat. si yegcov ecc. fortkf'/n ecc. . es. * aquila aro ' (gr. ecc. f/ilah lagnanza (av. fra quelli clie hanno concorso * ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' . purtam j^flhar * doraando sorella poxco *porcMco] a. Come esempl di questo / si citano invero fduh a.. p^%i^ guado hu-pdr'diri provveduta d' un buon guado a. ecc.(68] G. Koga^ * corvo * lat.j. ' uccello si. ). Nulla impedisce di suppoire che in qualavesse il che altro dialetto passaggio in di r in / anche in altre posizioni. (joi'^za'te 'si lamenta tuttavia qualche dialetto. dil 'cuore' (a v. e li^ttniy che a e tale dialetto spettino lab^ nlfixtan ecc: ma una pura supposizione. naturalmente. Bisognerebbe provare che si ha / da r anche nel caso di r originario. (ai. rimis ' rimti ' calmarsi * 'ar. orlM aquila ' ecc). n/. non spiegbedi rebbero ard paese fine ' farina sard * treddo ' '. id. rz p. non corroborata da nessun argomento solido. zar vecchio (gr. CIABDI-DL'PBfc 189 r 81 possono ricordare tp^QO ecc. mrdvikfi vite. e magari qualunque posizione. lit. a. t. erHis ant. marz tratto ' (lat.. rnm ' 'qiiiete* (got. ma Non rientrano. ^vyarijQ lit.). vurt guado lit szirdh cuore mvl vitio (ai. duxtar ' ' figlia (arm. j?t// ponte ''av. a. ara * t.(e lo stesso dicasi di veibi la ooi ' rndice esce in r jiote rifotrpiarsi sul tenia di prt'gcnte Itar portare '. t'ormare re?.). a W. * ' '.. in questa categoria -f~ i caai in coi la conservazione di r dentale pu6 spiegarsi per eatensioue analogica.). t. eryr got. il / persiano letterario..). '). Soltanto in certe combinazioDi fonetiche * * : ha /. ' margo si got.

flary modo ' nell'ossetico: ary valore ' ' (gr. connette col gr. XXXVI. ' d/. presuppongono una base c. ' . pugno ' kulaku JusTi Ktird. pag. (lit. versare ' : Il kim 'verso' citato ' piovere ru.190 SECTION LINGUISTIQUE si [64] aluh spiega facilmente da *ardu-fya. denj lungo '. riibas volpe' ^arm. ruxs luce id.(HIibschmann 170). ' lungo qfir * (v. II un tema r iranico e attestata dall'atgh. e *zarta.la cui esistenza nelzor. ly'ti iv). 'j. ' felawa ' salots lice lat. t. lepa lapk sl. 74). normale la conservazione del Alia medesima conclusione sembra portarci I'esame del curdo e deH'ossetico — i due linguaggi deU'estremo il occidente iranico piu scarso e — ma / qui materiale etimologico e il meno p. Anche curdo e I'ossetico r V rispecchiauo tanto con /. che 1. quanto con yur lupo ' indogermanico ' Nel curdo ' abbiamo da una parte ar gola '. Gramm. lofa lapa zampa Justi ' ' . ma contiene (cfr.cpEtv ' meritare. che in una parte dei fosse dialetti rappresenta ti dal moderno persiano primitivo I. E dunque possibile. guadagnare ' ecc). ' farina '. corre accanto a zar e certo che risale a si ammettere un suffisso coQuanto a zal vecchio che ri'. * zampa (got. neo-persiano h una lingua elementi assai mescolata: in sostanza rappresenta lo svolgimenio del persiano degli Achemenidi. '. : KZ. Alio stesso gio. I e rientra quindi tra gli esempi di improbabile r + dentale e per Ualay kulay non ' e una spiegazione simile (basta minciante per dentale). flache Hand ' ' lett. gola (lat. se non pro- babile. sopra). es. (lat. ' gula ecc).). ant. fariv ' alno (a. a. liv 'labbro' ' labium ecc). rjeru ' sicuro. lift Pott da pre- Jdsti pag. ' e dal- I'altra kdlmek [accanto id. '. aAues di fronte a 1 . a kurmik] 73). (arm. c. diversa HubschmAnn 168). Iftx ecc). }£qo>v ecc. zer ' ' oro fru. o.

jtqo] oss. tenomeno si ve- Neirindia invero abbiamo veduto che spetta alia occidentale. il vedico. ' f/n'r ' gndo ' ' ecc. esser successo in come vedemmo rio indiano. anzi uu' ipotesi di tal il un nesso acconcia a spiegare tatto della continuita geografica il dei territori indiani ed iranici in cui rifica. ma non mancano le indizt per supporre die in certi dialetti due liquide siano rimaste distinte fino da antico. hohs) ecc. /ra gr. il quale pu6 prendersi per tipo dei liuguaggi die mutano / in r... II curdo (dial. lljtn Muggire (lit. irl. regione contigua all' Iran. si. stab Stella* (ai. * (gr.. la nostra sentenza secondo la quale il / Don deve considerarsi come una caratteristica gene- rale delle linguo arie.]. pen*. banno la medesima caratteri- spettano alle regioni limitrote nir India vcdica si cosi die pu6 parlare d'una zona rotacistica abbrac- . * zaza fv) n.) p^/ 'ponte* [accanto a deve essere tolto da qualcbe dialetto persiano.gr. per8. ' Aeljrcj lascio * Mid *treddo* ' fsost. Si tratta senza dubbio di divergenze dialet* tali. r ' si banno hit- RcarRissimi esenip! : curdo fer kaln cornaccbia e dial. nia piuttosto sembra avvalorare. e modernamente il baluci e Tafgbano. glasft suono ecc. gallus ant. »tffr. stairrni ecc). come nell' Iran Tavestico. che stica. tra il Con ci6 tuttavia non e escluso cbo genere sembra rotacismo indiano e quelle iranico possa esistere storico. qiiUis voce pii6 esser connesso tanto col j9er peVriJ ' ' gr. z/iM erba * (lat.: [65] G. a. or. yfjQvg ' voce ' ant. il Insomnia nelT iranico predomina rotacismo. L' una parte del territo- indagine adunque delle lingue iranicbe passaggio di in r non infirma. quanto col lat. dan^ got. Di * / idg.] KtUta* freddo ' |agg. L'oss. CIARDI-DUPRK ' 191 ecc. ne pu6 tiirsi risalire a un periodo proto-indoiranico.

Insi cotesta diversity. fisico (cfr. un popolo cui ripugnava dell' pronunzia del Iran L'oscurita che avvolge le condizioni etnogra- pre-ariane India settentrionale e dell' non ci permette di formulare conclusioni che. inclusavi Tantica Perside. in un' epoca nella quale la differenziazione delle varie lingue non era ancora progredita la come troviamo nei tempi il storici. Ovvero si pu6 ritenere che di fenomeno dipenda da mescolanza di linguaggi cioe. non siano puramente congetturali. e dalPaltra il Balucistan. che in parte deve attribuire alia diflferenza d. deir ambiente Ed. nella diversita di costumi che osserva fatti gli abitanti dell' Iran orientale e quelli del nord-ovest. Si pu6 supil porre che fen omen o del rotacismo abbia avuto gine in un determinato punto di quel territorio. che il cambiamento di I in differente origine : r sia avvenuto di * in seguito all' adozione della lingua aria la da parte suono fiche /. possono fare che delle semplici ipotesi. e indi siasi diffuso sempre piu largamente. Meyer Gesch.192 SECTION LINOUISTIQUE [66] ciante da una parte il baciuo dell'Indo. Giuseppe Ciaedi-Ddpre. 517). come una particolarita dialettale. Quanto si poi alia maniera di spiegare questo nesso. Altertums I 513. TAfghanistan e una porzione notevolissima non ori- deirattuale regno di Persia. non potrebbe anche dipendere in qualche modo da una diversity del snbstrato etnico ? . Una conferma ti-a ' di questa supposizione si potrebbe forse vedere si per ci6 che concerne la parte iranica.

valore reale ha potuto attri- buirsi in a questi caratteri ma sembra die noi siamo presenza d' un alt'abeto in via di formazionef antei riore agli alfabeti antichi piu conosciuti. Neir aprile del 1893 Letourneau comiinicava alia Societa antropologica di Parigi alcune sue osservazioni sopra i segni alf'abetiformi incisi nelle pietre dei monu- menti megalitici della Francia e mostrava come molti di quel segni avessero somiglianze coi caratteri detti fenici . I caratteri alfabetiformi dei megaliti e delle roccie sono ancora rozzi. in Africa. alle Canarie. se ne trovano al- cuni che lianno una somiglianza innegabile con parecchie lettere degli alfabeti antichi piu noti e d' origine africana. e coucludeva il suo discorso cosi : « Dei segni in- feriori sopra i megaliti e sopra le roccie dei paesi celtici nella Spagna. quali proven- gono tutti da popoli gia storici. lati.INTORNO ALLE ORIGINI DELIA SCRITTUBA LINEARE. < Non sappiamo qual . Infino questi segni sem- . mal disposti in iscrizioni di o iso- qualche vulta impiegati come motivi ornamen- tazione.

si. e sono stati adoperati fino air introdnzione dei metalli in Europa. al sud est della Francia. e piu sorprendente Ma nna scoperta piu curiosa faceva Piette in un' epoca an cor piu remota di quella dei dolmens e anteriore al neolitico. mo. verso la epoca della Maddalena. » ^ Di cotesti segni alfabetiformi presi da dolmens della Francia. perclie i dolmens hanno avuto origine nei tempi neolitici. 1 1 . come sepolcri. lo. a Mas-d'-Azil. Paris 1893. Otto Bulletins de la Societ4 d'Anthropologie de Paris. analoghi a quelli trovati scolpiti sui dolmens. ve. scopriva. e conclude « Dallo studio comparative risulta che nove segni grafici del Mas-d'-Azil sono identici coi caratteri del : sillabario cipriotto Ae.194 SECTION LINGUISTIQUE i ' [2] braDO indicare che costruttori dei nostri monumenti megalitici siano venuti da mezzodi e siano apparentati con le razze del uord d' Africa. pa. gia in uso nel Mediterraneo prima della cosi detta : scoperta fenicia. secondo la divisione e preistorici francesi. la nomenclatura dei tempi cioe. Piette medesecondo una comparazione dei segni della gi'otta di Mas-d'-Azil coi caratteri cipriotti ed simo lo segnala. sa. 1' antichita non e contrastata. cioe in epoca cor- rispondente ad un secondo periodo mediano o di transizione fra fine deir il paleolitico e il neolitico europeo. nientre e di gran liinga maggiore a quella attribuita ai caratteri detti fenici. ti. ta. in una grotta da lui esplorata molti ciottoli colorati con perossido di ferro e con segni alfabetitormi. Lo un fatto studio e la esposizione di questa scoperta fatti dallo stesso scopritore sono assai importanti e rivelano degno della maggiore attenzione. egei.

(^fr. specialmente caratteri eguali a quelli della Troade. d'-Azil. ( >re/«. Paris 18H7. In L'Anthropologie. 538-48. pa- trimonio comune del littorale del Mediterraneo e delle rive deir Arcipelago. importante e anche a mostrare come molti di siffatti segni siano recentemente rinvenuti nel neolitico egiziano. Pag. 106. Infine molte anticlic iscrizioni del- r Asia Minore. fig. e prima a Creta e poi in altre localita deir Egeo. Evans come micenei o egei Di fatti in naturalmente prefenici. 18i>4. si lia fondamento di pen* sare alle invasioni da occidente ad oriente banno porBcrittura in uso deir Asia tato in queste regioni. con orientale quegli altri scoperti Mediterraneo da A. ' Primitive Pictogiaphs aud Prae-FhaeHicima Script jrom vol. prenentano pietre di delle Mas-d'-Azil. * Rechtrche» tur Vorifjint de VEgypU. la scrittura in nso nei paesi dei Pirinei. Alcuni de' segni trovati incisi su vasi di creta e raccolti da Morgan. solo la scrittura nidimenil tale del Mas-d'-Azil e ^ stata. Ibimdkku Petric.' nel e si confrontano poi. ' Etudes d'ethnographif prrhisioriquf. sulle quali ritorner6. in epoca anticliissima. Ritrovando negli alt'abeti cipriotto ed egeo o nella Minore prima della guen-a troiana dei caratteri asiliani. Lt» OaUUt colorih du Maih18B6 con atlante separate. anteriore alia nota scrittura I'enicia o co- jiosciuta come fenicia.[8] O. Jjondon 189(J. . 195 segni di cui alcuni sono cipriotti. » Lasciando f'uori. per ora. Journal of Hellenic Studieu XIV. BEIUil asiliari. fanno parte deir alfabeU) egeo. ai tempi preistorici. nno studio importante ^ Evans aveva dimostrato 1' esistenza di una scrittura con caratteri lineari nel Mediterraneo. VII. London. le ipotesi espresse da Piette intorno aH'origine dei segni alfabetiformi. Nagadu and Iiaka$.

. protoegiziana con questa oggi riconosciuta nelle iscrizioni libiche nome di tifinagh. o egitto-libica. pag. e scoperta a Bakas. Difatti nelle piccole tavolette di avorio deil'Egitto preistorico. fig. 1897. compreso Sahara. Op. Journal ut. a Nagada. I i . segni sono come iden- anche e tici facile di avvertire altri alia scrittura cretese. quelli dei '"* trovansi segni pert'ettamente di identici a dolmens e ad alcuni che Mas-d'-Azil. quarta citta * Further discovries of Cretan and Aegean Script with Libyan and Proto-eyyptian Comparisons. Analoga convergenza si e evi- dente neH'alfabeto delle Canarie. ad Abydos.' 196 SECTION LINGUISTIQUE [4] In altro scritto piu recente lo stesso ingegnoso autore ha diniostrato la convergenza della scrittura cre- tese ed egea con la egiziana preistorica neolitica. Dk Morgan. egea e scoperti libica. con la cana- riense. 1897. mostra anche la conseguenza della scrittura cretese ed col egea. a Kahun e altrove. dove si sono vedute stazioni preistoriche del suolo egiziano. 550-55. la quale coni- prende 1' alfabeto libico. * XVII. cioe ai segni alfabetiformi di od alia stessa e del Mas-d'-Azil dolmens europei. Ma e neppur qui di si ferma Evans nella sua comparastirpe zione: convinto che gli Egiziani preistorici Ibssero Libii perci6 quella medesima che ha popolato il r Africa ad occidente dell'Egitto. come da lui e denominata. Siflatti segni si trovano egualmente nella in certi tu- betti di terra o argilla. che e limit ato al Medi- terraneo. ritiene appunto piu Ma di noi possiamo estendere la si coniparazione quanto ha fatto Evans. che libico. cit. aU'Egitto preistorico o libico Libia. 167.

e Jtalici. la 47. e oosi ripetuti come ' nelle tavolette di avorio egiziane sopra noUite. di scrittura. ' Lbnormamt. da lui detti sigle e creduti puri segni di fabbrica. arcaici. univei*8ale nei Mediterraneo e altrove. per la somiglianza che hanno con la scrittura in seguito deno- minata fenicia e chiamata difatti. Ilios di Schliemann. iscrizioni di Mesa. * Arii Cfr. 18 dang Cancien monde. 8ERGI 197 troiana. ed ho espresso nione che mi pareva essere forme di scrittura. — Tom* III - (8^ Putto) . scrittura cipriotta ed Del resto contemporaDea alia trovasi egea quella sjiarsa nei segni di vasi ed altri oggetti di argilla nella Troade e in molte delle tante citta troiane. come scrisse in i altro luogo ho mostrato. comparare questi segni con di quelli dei caratteri piu antichi. 1898. Gozzadini incisi tra- segni da lui trovati nei vasi di terra cotta del sepolcreto di Villanova e altrove nei liolo- gnese. Analoghe forme divamente in Italia. Vedere specialmente AetM du Xir^ Congrit Um OrUMmliMet. avra a confermare nei concetto che caratteri detti fenici non siano che una derivaziono fin di quei segni alfabetiformi apparsi * dall'epoca preistoSatcb salU Cfr. 216. incisi sulla si vogliano comparare gli caratteri. Pag. o i medesimamente. Paris 1872. cipriotti. fenici. come Etruschi e quelli trovati misteriosa stela scoperta si ultimamente al i Poro romano. ma identita di forma. che sono piu remoti. Torino. Chi voglia.[5] 6. trovera non dir6 somiglianza. secondo la e la forma I'opi- composizione piu complessa. di scrittura appariscono piu tar- cio^ ' nella prima etii del t'erro. lo ho raccolto e riunito cotesti segni. monete se Cartagine ' e oosi via. Essai sur propagation de I'alphabtt ph/nicien le t«vole. e la memoria speciale fig.

la quale facilmente pub si intra- vedere nelle pittografie e nei in siniboli. Ne differenti sono iscrizioni * Cfr. nel Mediterraneo e nell'Europa occidentale. Soc. debbano ritrovare le origini pittografiche e simboliche. Atti 1899 — — IssEL.198 SECTION LINGUISTIQUE [6] rica in Africa. Picture -tvriting of the American Washington 1793. Ma dei caratteri alfabetiformi bisogna ricercare si un' origine piu antica. Le di incisioni preistoriche sulle roccie di Fontanalha. linguistica scienze incisa Uenova 1897 (Apennino Bull. se iurono tenici colore cbe diffusero Talfai beto. di cui 1' origine e 1' epoca sono ignote. modified probale bilmente a suo modo forme della scrittura. la bella opera Indians. naturali. Cfr. ' Makeuy. Atti cit. e cosi da rendeiii piu polo che accett6 piu comunicabili : ciassun po- tatto trovato utile. Id. Chi osserva bene. Ita- liano. 10th Report of the Bureau of Ethnology. sono apparsi i Cosi mi pare che nelle regioni dove si segni alfabetiformi di cui ho parlato. G. utensili. come hanno nei ogni parte del * mondo e nei popoli anticbi e moderni primitivi. 1898. e parmi sieno sufficiente indizio le iscrizioni rupestri della Liguria. si avvede subito che quivi sono rap- presentati strumenti. in differente disposizione mani e e piedi umani ed altre figure di significazione le sculture le ignota. BuHUNiLL. . — Id. dove spesso vedono invece fabetiformi. I Fenici. Atti cit. mentre in altre iscrizioni sono rappresentati animali e uomini in vari atteggiamenti. Paletnol. e ridurli di nuinero. non lecero che sistemare facili e il segni conosciuti e gia indicanti caratteri fonetici. le quali oggi appariscono ditierenti d'origine. 1899 Iscrizioni scoperte Finalese. Rupe AW acquasanta nel ligure). forme di ascie primitive. ^ Ne diverso e il significato di si alcune iscrizioni di segni al- dei dolmens.

e tormarono I'alfabeto da cui discesero tutti gli altri altabeti europei e alcuni asiatici. 91-45. oltre banno le pittografiche fin dall'epoca doUa Maddalena. Archiv Anthrop. altri. i se^^ni simbolici e pittografici non erano corapletamente eliminati. la cui epooa non e deterniinata ne lacilo a determinare. vol. ma invece erano £ antichissimo. turono lentamente eliminati. G. pag. 135 op.(7J G. 279-l»4. clie probabilmente avevano carattere pittografico alcuni per6. XV. A. EvanH mostrato come anclie neU'epoca niicenea. vissero lino alia sistemazione definiva avvenuta nel Me- diterraneo. cit. Sergi. troppo nnmerosi da prin- cipio. Bauer. col passaggio air alfabeto tbnetico . XXIV. epoca cio6 anteriore al neo* litici). pag. qnindi. I'uso * dei segni di scritsi tura neirAtVica e nell'Europa. XXI. f. 375-77.. SER6I m Iia trovate 8opra roccie della Svizzera. pag. Alcuni di questi segni. sopray- e poi sinibolico. adoperati nello stesso tempo. ' Cfr. quando erano in uso i segni linear! della scrittura pref'enicia. e cosi antico ehe gia forme determinate lineari.. . Vorhistorische Sculpturandruch in Canton iValiis (Schweiz).

« .

of course sharing the territory in most places with many other generally hostile races.THE INFLEXION OF THE SUBSTANTIVE IK THB ALGONQUIN LANGUAGES Comparatively little is now left of the once widely six- extended Algonquin family of languages. for the purpose of the present paper to mention the chief tribes which are yet in existence. . In the middle north-west and west. however. g. . man}' tribes speaking dialects of this stock ranged from Newfoundland and Labrador on the north to the Savannah river on the south. clasfliAcation. the vast region about Hudson's Bay. * For a general p. when the Algic racies were at the summit of their prosperity.' Beginning at The Crees or K^nishteno who occupy to-day nearly the same territory as they did the north these are : two hundred years ago. It is necessary. In the teenth centnrv of this era.11. — It is not possible in the present state of our knowledge to attempt to trace the origin of the Algic peoples. e. Chief extant tribes. see BriDton. Sen&pe and their Le- gends.

and in Ontario. any those of pronunciation.^ and the Montagnais of Labrador. It differs considerably from the Abenaki-Penobscot language which the Passamaquoddies do not understand.202 still SECTION LINGUISTIQUE in their ancient seats. Que. Que. Omamiicissis- niniwak and Olishioagamik. See Brinton. The nucleus of the former clan and most of the latter at Oldtown. The diflerences between Abenaki and Penobscot are chiefly language. at rate. A. To avoid confusion in the present article the name « Algonquin » will always appear in quotation points when it refers to this * clan especially. Abenakis and Penobscots speak practically the two scarcely diflerentiated dialects of the old Abenaki language preserved to us in Rale's famous Dictionnary (1689-1723). The Passamaquoddy-Milicete idiom is still spoken by some eight hundred souls in Eastern Maine and New Brunswick. The Micmacs of Eastern Quebec. Nova Scotia and Newfoundland speak resides at Pierreville. all of whom or. we find the Abenakis. of the Delaware nation or Lenni Lendpe whose three chief sub-tribes. New Jersey and Delaware. cit. In eastern Quebec. 36 ff. These Indians term themselves Otanak. a few remnants. U. There are also in Indian Territory. op. pp. Passama-quodchies fMilicetes) and Micmacs. are the [2] Ojibwes with » whom of Lac must be des classified the so-called « Algonquins deux Montagnes. Me. . the Minsis. ' now This tribe is called by the whiles by the name appropi'iate to the entire race. " were former!}' so powerful These people and kindred clans were at one time the dominant race in what is now Pennsylvania. Maine and New Brunswick. are linguistically very closely allied. The same Penobscots.. Unamis and Unalakhiigos. S. on the Delaware river.

botli as to structure ably Algic. while the original nucleus of each tribe was probrelationship. demonstrates this beyond question. The evident of Mass. Blackfeet proper. to — We are in a position all know a great extinct deal of the languages of these peoples and also something of the tongue of three of now races. the latter's « Key into the don. Lon1827. observations of similar ramifications and emigrations of savage peoples elsewhere go to show that. in the far west. L Historical . the Peigans and the Bloods. divided into tliree bands. R. are the Blackfeet. that the was more thickly populated with in the Algonquin farthest ' tribes than the central west and that west we find practically only one represenQrammar) and WilLanguage of America ». a great admixture of blood must have taken place. It is of course not possible to show that the tribes were all of purely Algic blood. & R. DYNELEY all 906 a dialect different to those of their neighbours. even of those tribes which were geographically most remote from each other. Chiefly from the works of Eliot (Indian cf. and the Massachusetts and Narragansett peoples There can be little doubt that all tlie Algic idioms branched oft' at some ver>' remote period from one common central language. Finally..(31 J. by the R. however. as the various nations developed their into contact strength in different territories and came by conquest with alien races. Eastern Origin. I. — eastern atlantic coast The fact. liams. Indeed. I. the Pequot« Mohicans) Conn. so-called Irom the colour of their mocassins. e. Origin of the Algic Races. Society). ' and vocabulary of the dialects among themselves. viz. 1643 (reprinted Providence. g.

and secondly. fers owing long geographical isolation. dialects chosen to illustrate the treatment of the substantive are. If used by selves. first. Aim of the is Work. As to Blackfoot. of course.204 SECTION LINGUJSTIQUE [4] tative of the clans. driving both Blackfeet and Dacotahs before came from the east arid the Ojibwes them. — The chief object of the following paper to set forth as concisely as possible the peculiarities of the inflexion of the substantive in . the Blackfeet seems to indicate that the prehistoric nucleus of the race came from the east. the Delaware. Passamaquoddy with occasional references to the Micmac and extinct Massachusetts and Narragansett classified all of which may be the dif- as forming a distinct sub-group. we take all into consideration also the common designation Wapanakhki 'land of the east' which was the eastern Algic tribes to denote them- we find an additional confirmation of the theory that the primaeval geographic centre was somewhere in the north-east or east. Dialects Illustration. Abenaki Penobscot and. the Blackfeet know that they and Crees. as will be readily seen from subsequent examples. Thus. the Cree and Ojibwe. examples from are cited only where the points of contact are especially striking. liave been constantly working westward. these are a sub-group by themselves presenting the most archaic forms of modern Algic speech. — « Algonquin because. common linguistic stock. its considerably it from fellow dialects. according to their ownlore. — The ». the itself name would not be a conclusive chosen for proof. although. The traditions of the more western tribes seem to point to this also.

18&3. xi. XXXVI. q. the notation of the various Indian I €. r>. In connexion with any errors which trate the wonderfully close relationship between all the may appear. Prince. the Sen&pe & their Language. D. C. Amer. Lexiqne de la Montreal. who too often are men of no phi loinThe material for this treatise has been writer's personal oral investigations in drawn from the and Passamaquoddy dialects and from the standard works on the Cree. House and Horden. Tlie ones used here are the most known and the most characteristic Notation. Abenakis and English Dialogues. DYXELEY 906 illus- the chief living Algic languages and by so doing to idioms. Canada. by P. 1885. Laurent. Dictionary of the guage Trans. Grammars of Cree.Penobscot dialects of each of these last named languages widely differing phonetically. Delaware and Blackfeet idioms. 479-4i»5 Annals N. 1886. Philos. Baraga. the Ojebway Language. Memories S. 1889). Philoe. and short. . P. So- Abnaki Language by Fr. «. 8e»-877. Toronto 1874^. but rarely grammatically from each other. ciety. Wilson. it remembered that this is an attempt in a comparatively untried philological field where the student must depend very largely on data supplied by should be other observers gical training. Amer. words vowels. < Algonquin ». 1891). pp. Italian i. also in this Cf. Grammar. J.. e. «2. Sebastian Basles (R&le). Duponceau Trans. a. Abenaki « third chief » resident at Pierreville. S. Zeisberger's Delaware langue algonquine. London.! [5] J. connexion. Grammar and Dictionary of the Blackfoot Lan1827. Quebec. (Pichering's £dition) and Jos. A.' The student must not forget that there are many the Abenaki. have made use of the l. this g. Acad. on Passamaquoddy Literature. Caoq. Tims. * in e. Diet. Que. 1884. firinton. o. (S. Cincinnati. Grammaire de la langae algonquine. of the Otchipwe Language. . — In paper long <?. 8ci. transl. pp. Soo. Ojibw^. R.

— Generally speaking distinctively nominal or verbal roots do not exist in Algic speech.206 SECTION LINGUISTIQUE [6] ' The character a should be pronounced aw as in Eng\ I employ to indicate a very The apostrophe law '. Kh is Germ. ' represents a soft guttural or voice-stop. t are voiceless tennes like the sharp Pj k. Alg. agma- agrtma. » language. The Greek rough breathing in ach. sound followed by an almost imperceptible It is a peculiarly Algic combination. short fi. not Abenaki and some dialects of Delaware. adjectives or verbs. ' bfit ' . '. The initial w represents a peculiar whisthing voweld eii-efi found only in some dialects. and s as in hiss the French nasal n z get ' ' ' . /. thus. the root kishki ' From this we have such verbs as kishki-nlke he cuts his arm'. The consonants should be ' pro- nounced exactly as in English with the following exception is : hard as in like to be pronounced in 'jour' . kishkikwe 'he cuts his head and such nouns as kishkakwanjigan ' 4 4 . Kw represents the hard kivu syllable. like French j p. It has been replaced by -n. verging more towards ch than Eng. The combination the has a very peculiar sound. j. « To illustrate this. in the cut '. All the original stems are really « indeterminates » which may be treated indifferentl}^ as nouns. Indeterminates. to be learned only from mouth of a g is native. something like German ch in Ich. t in Czech and j is usually a somewhat sharper sound. shorter than in the Eng. let us ' take for ex. ch in ach.. nh . -1 in all modern idioms except Montagnais and one dir The consonant existed in old alect of Cree.

Delaware: —dgaTij —icdgan wnlamoe-ivfigan 'truth'. Pen. The following table comparatively by means of two of the most important terminations the abstract and instrumental. = Blackfoot. notably the nouns of relationship. = Micmac. ' . The following abbreviations should be noted. *os and n-os will illustrate 'my father'. paxkizik-^o he shoots. M. wulamoei'l 'truly'. A. « Alg. izinikazo ' he has a name he shoots '. Del. =: Passamaquoddy. DYNELEY 207 *wood cut by moo8e\ etx. kishkashkizikan 'grasK-cut prairie* On the other hand.=: modern Abenaki. paxhkizig-e 'he shoots'. -igan pAshkiz—igan ' pashkizig-e ' OjiBWE -uin : lapu-n-tvin 'truth'. . Mi. lapvii-o '. —hikan paia'k-hikan ' gun '. —igun pnshkiz-igun 'gun'. Pass.. Abenaki: —onhgan-uonhgaii sasaginno—ironhgan 'justice'. Cbee: -^cin laptr^-trin ' truth ' ' . of.' ^ [7] J.A. = Delaware. = old Abenaki. » = « Algonquin. there are a few wordfl. » Oj. 0. pain'k-ammen ' he shoots '. Be. pask-ha! ' fire! Cr. *. son ' ningwisis * my son'. Algonquin ' —win izinikazo-ivin name gun '. how nouns of different kinds are formed from indeterminate stems in the various idioms. {apire 'he speaks truly'. — Penobscot. -higan pask-higan 'gun * ' . -ikun paskiz-ikun « gun > : cf. sataginno ' he is just '. ' he speaks truly '. = Cree. which seem to depend on *kuis * purely nominal stems . = Ojib\ve.

between he » and « she AVhen or it becomes necessar}. Even in the verbs. ' Thus MA.to this is differentiate between a male and female. gender based on sex has no place in the scheme of Algic grammar. many names of really inanimate objects are treated they were animates. In general we may state that the following classes of * Eeally «King James. noble are classified into two divisions which were originally based in the animate or inanimate character of the noun in question. their influence extends also to is all really the fundamental principle The that as if irregularity which at once confronts us here. of the plural of nouns. — As in Asiatic and Eu- ropean agglutinative languages. are distinguished primarily by the termination other inflexion and in these languages. — All Algic substantives called. sufiixing ^ ' done by simply prefixing word. . Lack of sexual gender. ' I fire '. g. it is < impossible to distinguish ». as will be seen subsequently. Queen Animates and Inanimates. Pass. These classes sometimes and ignoble. depends on the Indians' habit life. e. but. word nbesk-ha gun ' .208 SECTION LINGUISTIQUE [8J Passamaquoddy -vdg'n kHus-v'cig'n -Jng'n pask-hgign ' ' : vkHos. however. in the differ- ent idioms and can be mastered onlj^ by practice. of personifv^ng certain things without ity a peculiar- which varies considerably. » as he was the first king with * whom the Abenakis had close relations. kinjames some determining kinjames-iskiva King ' . Cf. ' . '. kinchemustmltim thy king- dom '.

Cr. usam^ Oj. minish-a 'berries* (Mass. ' 1. ' cf. 5. has-to TNarr. Pass.. names of edible ' particular berries may nuk. konhjoicak 'veins.A. • ' ix. MA. apus tuminumic apples M. while Bl. viokdsmk) 'eiirs'. and Mi. berries and articles of* food. /. cancer. Certain domeetio Cr. wart' are of the animate gender or class. moon. in O. pp. both -1 and -a. body. in Cree (and old Mss. trhittairak M. » and Oj. they are inan. In Bl. sata whortle-berry. aym. Alg. mishi-mt' M. In Cr. the dialects termination -k {-g. wlnos-ak onions '. the ending is --». but the ending ot in- animates shows some differentiation. Mi- chael Charles 0' Brieu on the substantive in O. Soc Pubblications. ancient use and ornaments utensils ct*. Thus. .[9] J. — ' Cf. be an. -or). and Pass. onhfjem snowshoe but BI. mfit/ziynk (Mass. iu Maine Hist. . DYNELEY aoe actually inanimate objects are treated as animates in some dialects. ' M. and some materials tor tlie viffiram and canoe. stars and months articles of dress in in all tlie lan- guages.) kisona ' we In find -a.. easily be known in all pi. Besides these tive general classes there are cases . the excellent and exhaustive article by the Very Rev. if generally an. nuj*).A. In Del. the berry is : cf. or inan. chietiy in M. the names of a few diseases sucli as 'boil. The 2. Cr. Del. has -ica.A. aftdmj inanimate. sun. many apparently sporadic thus.A. A few members of the human .A. ' Oj. Some ct'. truitn.' etc.A m'kiizak. inikU ' bend \ 3. Animates may by the pi. Pass. A. but in M. Or. inan. but in Del. ' '. 4. nails. moccasins < but alter nouns ending in -k. But cf. Some vegetables.A. ' aples-akj Bl./ M.A. 201-294.

e. —in. ^ d) ' ' In 0. end' tree -A:. » Kinebik-ok 'snake'. Pequot. e) Nouns in -sh. -i. « Alg.210 SECTION LINGUISTIQUE [10] -dsh. — e. 'woman'. -ass). -VI. « Alg. owashish-uk -k. —il. Oj. '. depends entirely on the character of the noun termination. sobagw-ol 'sea*. take —k and —n respectively for chief. ep\l b. anib. —s. A. bj p take Alg. cf. « Alg. how- more complicated. or -g take —ik. M. mitig-uk pabadegw-ok 'hail'. M. —n. b) Nouns ending pata-k 'tart'. » okima—k silver Oj. -t and —ic take —ak. (-g^ -X) and the inan. as follows: a) Nouns ending in —a. * we note that the connecting vowel.. % presents an exception here cf. -/. ' in 2. nouns ending in p.A. « strait » '. -k. sata-l whortle-berry rules are * * '. -r. or mugdlip^ caribon \ . cf.A. In « children » -a vowel. » ikiwenzih-iak 'old man'. -yik. or S may tabe -yil. Thus. -z^ take -ok. Oj. cf. '. -ash. ski- dapyik 'men' •-xouk. skidap-yik ' man '. usawonhgamak-il —ik. shonia-n an. head but Nouns in -It take -iak^ -ian. Pass. Oj. simply ever. ing in pure ' mukuk-un box '. ending is most commonly -wuk. « Alg. hkl-n 'earth'. Oj. and inan. minisino-k 'warrior'. M. c) Nouns ending 'alder'. -on. ab'miji-yuk 'child'. not knaag -{j)ik ' clerk '. the an. '.g. -o. iu V -</. mitikwab-in 'bow'. -sh cf*. Nouns in M. ' kizik-on day .A. in Cr. anibish-an 'leaf. -j^' In examining both the an. shingub-ik 'fir-tree'. epijk (^/=:j). the Alg. imdup-in in'dup-al M. aplcs-ak apPass. mistik-wuk " ' trees ' ' but after we find -uk. tcttk ' pi. Tliej^ may be stated for both an. —an. p'hanem-ok ' woman t. chalgus-yil 'ears'. peskfittim-took ' pol- lock-iish ' Pass. » uagosh-ak 'fox'. -n (-r).A. cf.. and inan. . cf.A. ' Also in -m. ' ' .A. pikwaih-ian 'skin of an animal'.ik 'elm'. and after an and M.

— After the pi. So tar am aware. . g. From c which we may this conclude resembled the final -w first in French. e.J [11 J. in the extinct class seems to have a parallel pi. save the pei'son addressed . adbimen-al cherry. okewis-nk'. an exclusive and an inclusive. lodge This peculiar sibilant ending of the inan. the an. or was this vowel connected with a consonant -ts (sh). i. First person plural. 'ball'.. endings. the other dialects of which is we know? The probability that it was primitively so nasal consothis coupled with a distinctively inanimate fit nant which some dialects saw nasal. In Bl. and from branched forth -r and -/ respect- ively in other dialects. winomini-ash 'grapes*. wikhmvi-un is ct'. of. Algic speech. > and foot Oj. ' find here -uk. pis. may the e. The sibilant elements in Black- and Narragansett are clearly a Pronominal Prefixes. DYNBLEY we ' 211 pie*. as in all -m. pi. it Narra- gansett inan. ending is -i»^ -sts or utt. houfie *. came probably pure -?» as in Alg. totally distinct de- velopement. un- doubtedly the most important feature of substantives is in the inflexion their combination with the pronouns to denote the possessive relations. pi. inan. as I -a«A. In Oj. now in arises as to the primitive form of the inan. -un. ' glove *. always -x after a vowel and ats(tt*i-x ' -iv after a consonant. The exclusive include everyone. — It will be observed at once first that all the languages have two p. pokun-ix moifU-t$ The '. The very interesting question pi. 1) erring '. appears in no living dialect save the Blacktbot. to discord. Was -r or it originally simply a final vowel as in Cree -a -/.

Cree Gr. I and they '. by the ancient grammarians in Mass. ua niluna kiluna a(fma niuna kiuna kirna. niod. [ and you'. while the inclusive pi.'' ' ' 212 SECTION LINGUISTIQUE [12] speaker and a third person or several third persons. g. ' he. auc. 'I\ ' thou ' kin mla incl. Delaware. nln » . e.. Cree. pp. she. alects. Curiously enough this perfectly patent fact was overlooked. I . 2-3). ni ki 7iia kia nika (nikama). nlla^ kila « Alg. nira (Hofden. or at any rate ignored. in' cludes or may I include the person addressed..Oj. nllanan kllanau kllaicau ' we we jou they mnauint kinaivint " kinmcd mlawafi * wlnawa Abenaki. kilwauonhk w^ira. and Del. it' ' win excl. kiluwd nekamaica affmovonhk * Dialectically nina^ niya. Narr. * I and he. As will appear from the following table the pronouns are essentially tlie same in all the Algic diand thou. nitha.

M. p. kckw-se. (o) These inseparable prefix relations. DYNKLBY DYNELBY Ml. ne*tunan kettunan kestdan ostdauai ro(>t« klluau neg'mmb Tliere can be n^g'mafi no doubt that the primitive of the w. tondaka 'where*. » a-am (anim. Abu. that ' ' nit ' that ' pi. ' appears in the possessive inflexion of the noun. force (seen in represented by a demonstrative noun (nikama. and the in -ma which probably appears < Alg. kj 1. - 'low* III - Ql^* YmtMm) U . Pass.. are equally capable of being prefixed to substantives to denote the possessive and It to verbs to express conjugational modifications. * which is a combination of kagiri etc. ml kil nin kin 7il'gum n^gfim nib in kllnn nlnen klnen kllaii. ' Del. ni.' 113] J. ?i. pi. Pass.) ia-am ' tliat one ' . nel. respectively are the or o. nek. nikt. inseparable above to espress the »e» parate personal noun or pronoun prefixed to certain tr. koekuj demonstr.A. mt/ik. A-. See below Acua tfM p. tlie In these four idioms. (atna 'where' and in 'this one'. Mi. ' the ' his ' hetng expressed by the infix ~im. ending -m. Z//"*« Confrt* Am OrUnMUlM. Del. the o element of 3d p. ag'ma. na he lovea his 214. the separate pro- noun of the 3d the demonstr. Del. o-om. that ill will be noticed Del. is and Mi. ne. liowever. 2 and 3d pp.) ne^ an element -ka of similar 'what'. wliich appear demonstrative elements which are practically identical in all the languages. 'something'. Abenaki. f'-. i^LACK FOOT nett6a kestda ostdi 319 Pask. i-ivi inanimate). ntUL Vtum. Abn. nhguwi) na. ni ' tliat '. nWl. rr. the Pass.

ni-sakih—aii—wuk ki—saklh—au—icn k nit—iJbski'k—wuk kit-uski'k-u'uk sakih-im-eo ot—uskVk—ua nit-uskik-onan—uk kit-uskik -onau—uk kit—uski'k—ou'au—uk ni-sakih—anan—uk ki-sakih—anan-an—n k ki-sakih-owau—uk sakih—im—eicu k ot-uski'^k-ouau-a ' Algonquin '-0 jib we. Cbbe.214 SECTION LINGUISTIQUE [14] The following diagram verbs will illustrate the use of the pronominal prefixes in seven languages with both and nouns showing the close affinity in the treat- ment of both in Algic speech. ni-saki—a ki-saki—a ' I love my child ' etc. ni—nijanis ki-nijanis o-^iijanis—an o-saki—an ni-saki—anan ki-saki-anan ni—nijanis—inan ki-nijanis-ina n ki-sahi-awa ki—nijanis-iua o-saki-awan o-nijanis—iuan 1 . n—otawi k—otawi sakih-im-eo otawi—a ni-sakih—anan ki—sakih—ananau ki-sakih-owau sakih—im—eu'uk n-otawi—nan k-otaivi—nau k-otaivi—wa^i . ni-sakih—au ki—sakih—au I love my father ' etc. ' I love my kettles ' etc. oiaivi—ivau—a pi.

ag. Thus.1151 J. iCd-ahoalan • I love my lather * etc. In Oj. ' I love my fatlioi-s ' etc. it is ' always -an. DYNfiLEY ' 215 pi. sfx. ii-6k/i Wd-ahoalan w*d-ahoala)rall k-6kh dkh-vall n'd-ahoalanin a nCkh-ena k-okJir-ena k*d—ahoalanina k^d-ahoalaneiro }r*d-ahoalau'aualL k-6kh-uira 6kh-iiwau'aU or ic'd-ahoalairak pi. L lovo my children ' etc. as -a when used with a ' pi. In the ' ' same way -iwa becomes -iwan o-kukush-an in Oj. » we find the 3d p. n*d—aho(jdanik k'd—aJioalanik n-6kh-ak k-6kli-ak ir*d-ahoalawatraU 6kh—ihrairaU n^d—ahoalaninatrak k'd-alioala—nin auak u'd-ahoala—d'airall n-6kJi-cnaua k-vkh-enana 6kh-ii ivaivatrail * Note that in some dialectn of « Alg. his pig or ' their pig their pig' o-ktUcush-iwan. Oj. noun. . ni-8dki-ak ki-sakl-ak ni—nijanis-ak kj-nijan i*-ak o—saki—a v-nijanis-a ni-saki—anan-ik ki-saki-ananki-saki—aicak ik ni-nijnnU-inanik ki-n ijanis-inanik ki-nijani»-iu'ak o-saki—atra ' o-nijanU-Ura Delavvake.

216 SECTION LINGUISTIQUE [16] OA. n'namihon k'namihon iinamilion n'd-onhgem k'd-onhgem ud-onhgem—a n'd—onhgem—ena k'd-onhgem—ena k'd-onhgem-o uonh n'namihonna k^namihonna k'namihovonh u'namihoircynh pi. ' ked-anhgem-ewanh ud-anhgem—ewar I see my snow-shoes ' etc. ne—namihanhk ke-namihanhk ned-anhgem— ak ked-anhgem—ak u—namiha ne-namihannatrak ke-namihannairak ke—n am ihuicankk ud-anhgem—a ned—anhgemennawak ked-anhgemennairak ked—anhgemevanhk ud-anhgemeu'a u—namihawa MA. ud-onhgem-oiconh n^namihonhk li*namihonhk n'd-onhgem—ak k'd-onhgem-ak u'namihonhk u'namihonnaicak ud—onhgem—a n'd-onhgem-enawak k'd-onhgem-enatcak k'd-onhgem-ou'onhk k'namihonnawak k'namihoiconhk unamifioironhk ud-onhgem-oiconh % . 7ie-^iamiha * I see snow-shoe ned-anhgem ked—anhgem my ' etc. ke-^namiha ti—namihanhz ud—anhgem—az 7ied—anhgem-ena ne-namihanna ke—namihanna ked—anhgem— ena ke—namihawanh u-namihatcaz pi.

. DYNELEY 217 The above paradi^i is ^iven in both O.A. ' l^mitauhii-fi w/i n'*mitan ktrg-ii iral I see my fathers * etc. ki. kits. to illustrate bow very slightly the modem language has deviated from the ancient form. o<*. Ao.^^. rCmitaukv'i k*miiankits v'*mitauhrs*l h'nimiha ir*nimihal n'nimihdnna k*nimih(hina n*mitanhr-^n k*fntfauhr-8*n k'nimihdna fmimihdu'dl pi. n*nimfhnk k*nim(hak n'mitaukirs-uk k'mita?iku's-uk v'*mituka7is unimihak n'nimihanna truk rCmitatikirs—finnw k k'miiaukws-finfiv'uk k'nimihannanuk k'nimihauak k'mitaukirs-'dvok iifmiiauhrs—ftwcU nnimihawa Black foot nii-fi komimmafi 'I love my glove * etc. the contracted prefixes are niis^ no. .[17] J. k. nij «-. n*niin(ha * I see my father * etc.d«iMrh»»' kit-v kom immafi V komimmi-u-aie nit—vJcoviimmu-na7i kit—n komimmti-nan n-otsetsi-nan k-otsetsi-nfm kit-ukomimmafi—aii k-otseUi-oau otseUi-oaiau ukomimmi—au-aie ' Atsetgi * ^love \ In Bl. and M.A. PA8H. ^y . o. noiseisi kdtsetsi otseisi „.

see my books'. or d (Bl. Thus. m'huk. Abn. . inanimate. » n-os. nd-alemos '. Mi my father '. int-uski'k ' my kettle ' » ' nind-abwi m}^ paddle ' Del. nd-a'poanum '. Alg. SECTION LINGUISTIQUE ' [18] I love my balls ' etc. to ' nouns beginning '. after the ' pronominal « Thus. but n'haga my body Pass. ' Abn. The here clearly presupposes an inherent however. my bread. K'd^—lonhdira-onhgan ' thy language / Pass. n-otawi. Thus. Cr. KH' ladivewdg'n thy language '. nit-vkom immai-an kil-uhomimmai-ai'i n-opunix k-opunix opunix nkomimmi-u-aie nit-fdxomimftvanian n-opv n-inanix k-opun—innnix kit-ukomimnnanian kit—v komimmaft —ax—au k-opun-oau—ix opun—oai—au—ix ukomimmi—au—ax It will be observed from the above that the verb its agrees witli object is and number. the ending of the verb must object in class « If the also be inanimate. t When ts) the noun begins witli a vowel. prefix directly. It should be noted also that in some idioms nouns denoting a part of the body and ' ' m drop the m after the prefix. '. etc. but beginning with . rules should The following phonetic all tlie be noted in dialects. Thus.218 pi. initial vowel. M. m'haga. even though they may begin with a vowel. » ni—sakiton—an ni—masinaigann' namiton—al nd~an-ikhigan—al an 'I 'I love my books'. * « Alg. prefix. ' usually inserted Or.A. is a dental Alg. my dog / Pass. nt-dgweden my canoe This peculiarity applies also in Abenaki with cf. take the pron. nfich. Certain nouns of relationship.

in -/. 0. Alg.A. while Pass. 3. the substantive is capable of undergoing certain changes of form. this consonant atler the ' prefix. uigwuns. some of which casetabulate are similar to. Vocative. in Cr. third 3d p. or accus. ' . of the Hd p. '. 4.Ui^J J. Sur-obviative. but nigtruu mother For the 3dp. as -a and muchilohimou'in ' in Del. and Pass. Del w^dAppoanum his bread ' M. Pass. We may may 2. n'wigwAmt l^mtyvSm^ iitoigwum my. my O. book fifi-anikJiigan '. A) those which 1. nouns beginning with « tt drop inini. hiH hoase \ . In most of the dialects. omits the ther '. DYNELEY In BL.A. > ttyich- but nich-inini * my ' : fellow * man ?/*. other ' nouns be^inninf? with m follow this rule: matsikfn moocamn. . ttigufimy but nigtcam ' my house Pass.A. but not precisely identical with other e. Besides these there are B) six other modification of a different character which may b^ termed accidents. modification in languages. as -o. A. » ot-abni his paddle ' '. M. or the so-ealled 6. o' his sin ' « Alg. The • M.A. retains the w ' after the prefixes. in animates only which has the o V) but does not take the ending which appears sing. Cr. trW-avighig'ji his In all the Algic idioms. » as-aw. Cf. as '. from that of prefix. '. vigutistl mo- The inflexion of inanimates diflei*s in the 3dp.thus. Thus. his book *. cases are five in number. m- ' entirely.in ' atrigirnm his * house his *. o or words beginning witli w. however. Locative. These are : 6. 219 k'kukek ' in thy body '. them as follows g. in O. thy. Nominative. be termeti Obviative. in « the Alg.A. as -ar. prefixes a.' but natsikin 'my moccasin'.

this will be readily seen in the alles given above of the subst. Thus. pi. Del. they all say 'the Indian his house' cf. Thus. The Dabitative or Suppositive and 11. OA. Pass. or pi. a usage which does not appear in Abenaki. as in the following three instances a) : AVhen it is the object of a transitive verb in ' the 3d p. [20] The Diminutive-Derogatory. osaki—an nbenujiyun. he loves a '^ child or children pi. ot-owashish-a . or children pi. Cr. « They pi. and Del. sakihewuk otvashisha Cf. '. » osaki—an nijanis-an. use the demostr. v'nimihal he see the horse w^ nimihak ha-aso pi. Bl. osaki— osaki—awa nijanis—a. with the 2. ' nan-nu-yi-u-ai e ponokomi' tai—i (from ponokomita 6) horse ') he sees the horse tlje '. Thus. Pass. nnamihaiva they see dogs. » Oj. as a definite article. for house'. prefix o {v^\ sing. Cr.. The Obviative appears when noun is con- nected with the 3d p. Sakiheo owashisha ' . « In this connexion. is the simplest tbrni of the simple possessive suffix-m. he" sent the angel amemensall he loved the children '. Alg. aivan nbenujiyun. anamihanhr aremvs—ar aremus-a pi. and Mi. The Past. 10. 9. A. Bl. The genitive relation is expressed in all tlie the Indian's dialects by simple position. " Alnoba mcigwom. 1. pron. state that Cr. M. unamihon alemos-a and ginchinnap enchel-all v'Uahol-awak ha-as-v'ul * ' ' ' unamihaira ' alemos-a. noun. The Future. The Interrogative. with the pronominal prefixes. from wliicli all tlie other modifications are made. The Obviative is a form of accusative which appears only when the noun is in connexion. " * he sees a ' dog. The nom.220 SECTION LINGUISTIQUE 7. '. 3d p. ' they see the horses '. pi. Oj. love a child. sing. I may Alg.A. MA. 8.

A. Azi ninilan ha-as-trul skidap-gil John gives the horse to the ilijil ' man to Asel puhuchigil *. > and O. pL. died for the Indian. noxhrir- the angel came a virgin The stantives rule to form the obv. ian and iran according to the character of the final syllable of the noun.A. C. -an. ' kapo 'stand'. The vowel used pi. ata& 'in front 'V)uk termination 3<1. * Otishkau in front p. -in. of'. In of. « Al^. the obv. » o-nijanis-an ' his child Not© that ends in Bl. poireMt'. -vr and ». o is lengthened in tone.A. termination identical with that pre- ceding the ending. obv. in the obv. In O. the n. they \ . (either dat. -i appears only when the noun thus. and pi. the ending -r which would naturally have become-/ has disappeared entirely. the ending was « -?•. In « Alg. leaving the simple vowel -a in both sing. In M. as in ceding vowel Alg. ahrizdananhr sawangan nn- mesar ' the eagle swoops down upon a '' fish '. DYNELEY *. before the sing. > the ending is -w. pi. It has otlen al- most a dative force Tlius. the ending is for both sing. Alg. gives tlie Indian a book *. 391 etc. iiUiiruk commodi or incotnmndi). -ar. Or. nitftnna c) '' -u inv dau^liter ' but otfnmi' his daughter*. case for animate 8ul>- may -a then be formulated as follows: In Cr. i. a. M. The Obviative frequently denotes the indirect obiect or the subject of a passive verb. * frnii- lonhn alnonhba-a awikhigaa He *. Au-sfi Jesus Christ anishinfiben ' J. pi.A.A.. Pas. ' Kulzincw ' Kutta-vtinhkaniJia afi-tvuk Jesus-a All people shall stand before Jesus ogenibotmviln ' Oj. the consonantal in is termination < was simply omitted. -on. and pi.consonant is To form dropped and the prein the obv.(211 J. O.

I give him a '. noun. ending. in Cr. cf. This not the case. Sing.. in I the other dialects. istic The -/ is simply dropped liere is. nouns do not take the Obv. tive ending -iliu pi. In Cr however. the direct object. Like animates they take this mark only when connected with a verb in the 3d p. inanimates have no distinctive form. book *. even if the verb TIius. ha-as-icul) and-z'. -p) for the sing. the sing. sing. and the characterIt vowel of the obv. gil^ -I for both sing. the original -r appears as -/ in the sing. pesekui unemauinal is ' liis only son '. cf. in sentence. ki- oshi'tafi nisho wunihikkana be noted in this made two traps connexion that when in Cr. skicMpi\ ha- as-o'. -o' fort the pi. one direct and the second indirect. dis- case for inanimates. e. but the context of the sentences prevents any in confusion meaning. ' however. inan. while in shiddp- it is-/ (gil-^vul after -s. if it is an inan. In Del. more % . liowever. nouns generally take —lii't [—ilin) when governed by a transitive verb in the 3d p. tlie cliaracteristic termin- ation indicating the third 3d p. ' cf. Ni-milan is masinaikun-iliu. he '. sur-obviatinguishing ' '. pi. is sometimes called tlie double possessive case. an. practically identical with the inan. the conpi. termination. ihiva about to be discussed. In the : pi. not in the 3d ^ Cr. (cf. after a verb. ending is these dialects save Bl. we note a distinct obv. q. sonantal ending Pass. Ti'milonhn awossis 3) give him a child The Sur-obviative. all retained. and. obv. It should the verb has two objects. is is usually in the p..222 SECTION LINGUISTIQUE [22] Pass. In every dialect save Cr. or. Thus kirapahum nipiliu he dips up water This termination must by no means be confused with the inan. will be noted that in obv.

« in all the languages save Cree the Obv.' It will loves his (another be noticed verb affected by the. q. nouns. condition just as it is ' by the is Obv. exists only with an. Thus. «7/V' (not to be contused but pi.* In genera). Sur-obv. DYXELEY properly. We * find in such Ben- t^ncos as the following: Cr. or. stands Alg. and has been it quite lost in the otiier idioms. ending Cree is -liva (i liva) for both sing. pi Kutta-kiskinhe « ohilmiiwCo will teach ot-owashishinush-iliera * children's children. however. Sakih-im-fo ot-ant$a iliva * okon^ * he loves his daughter's son ot-ouashinush-a his . lif/ alone here also however. the second direct object of a verb in the 3d p. the following oi-owash- combinations. we find the Sur-obv. » and Oj of inanimates as sing. > - Qj. we in may assert tliat as long as the Sur-obv. Alg.128J J. * Oj. Pon osiikihan okirisis-au 'Paul loves that the owni is son. this will will suffice.Ivra Jam-a imhh-ilina 'Mary has taken Jane's child. and < Al^. Cr. in Cree in such sentences as his son dead * we find ot-anis-a o-kods -a -nipi- liva. « follows an Obv. son. The Sur-obviative always least. is any part or clause of a sentence. nwap^mnn o- intiLimfigun-ini 'he sees the man's wife'. understood his . Mary ki otine. Mnry ki otiminfo Jane-avtvashimish-iliira or simply Mary ki oiinfio Jane-a ot-onashimish-ilina. It will be observed that the anim. It exists only in Cr. obv. Sur obv.. at presupposes » a preceding Obv. in using a different ending for the Sur-obv. for the above sentence. While in Cr.Peter's sister. of. mentionod aboveX . e.' but o-sakihani ohrsis-ini 'he person's. cf. Cf. Alg. and pi. with the inan. used well. '' > Mishen osaiensan owi-viti-kemani Pien ot-awfima-ni Micliners grandson will marrj. Cr.

« and » -iliva . -niy —ini. loc. in. to. M. I go to Toronto ' Del. as the more ancient forms of them show no traces of it. okosisa pi. some verbs of going do not require that the name of cf. p. cit. at. does not Cf. lost at probable that the Sur-obv. most from. a. 224 SECTION LINGUISTIQUE [24] -ihiva. As Dative. on. M. Toronto— ing niwiiza. is may Cr.' with verbs of motion. and add -m. n . going to Locality my * house*. son. sing. In Del. omasinaihan « -ihiva ' liis son's book (books) '. as follows. tlie same ilift. Al^. 82. " languages or was ' of which * are expressed in the verb itself. * « Alg. the Sur-obv. in Alg. * Pass. was either never developed in these some prehistoric date.. Sur-obv. omdkamani ot-osan ot-akik-oni 'Paul takes father's kettle '. I shall » not be -Oj. used instead. nouns -oni and in Oj. be deduced from the -iliira for an. A. with the meanings to. rCmajehap'n negnnk Del. he said to (Unami) vtellawall c) trtallocacanung In his servants MA. In for -ini^ add ili?i. under and through. Those invited icigtv6m-uk.' ic^nimi'ha okivisH ' he sees the man's It is e:^tremely where the Obv. Abn. unamihon alnoba—a vmamon—a skidap—gil is Pass. pi. Thus. out of. as above. Mummcila nikagi ' itotan utmci-ivikumik-ok. A. • nd-elosanji molian '1 shall go to Montreal'. pi. 4) The Locative occurs in all the dialects and denotes the place where.. ' I am '. and Pass. fUnami) Elend-pannik wifa ' pungeirinulatpvd gannUng. as the an. rCpaion b) ' came house ' . Cr. Cf. > Pon. Thus. Brinton. . able to go to the * trading-post sliall ' . Cr. exist at all. into. 'I to the weddto the ind feast'. away his The rule for forming the Sur-obv. the place shall be loc. inan.

Mi. where do you come from? Montreal? M. ikireng izilio *lie is dressed like ' a woman*. it is -ng -^ik) Alg. it is found by adding uski'kok -ik. and -k only * if the noun ends in a vowel. Cr. vigvavik 'at the liouse*. * The Locative ending can adverbial relationship < also serve to express like '. MinHi . and Micmae. Thus. A. ' an 'in meaning Alg. A. the sfx. n-otatri o-clilmanU-ik my father is ia liis canoe (anotlier persona '. presege ergirfik as large as a pigeon '.(251 . Del.' out of * Pass. -ok added » in the kettle*. like Kakaking inicej 'he cries a crow* . . the guise of. DYXELKY ' 235 at. in . ' be i» in town. is -ng^ -ing^ ong. Names * of places especially take -nang cf. -nang. the termina- modern Pen. S. it is -k with essentially the same vowel as the plural. Tondaka najiKUmtf Odonak where is he from? The city*. . Bastonenang In < in the U. '. * from ' is really exprciuied by tho verbal particle waji'. (Unamij Sasktrilumang ' Sakimanep oten-ink * ' he in was chief at Susquehanna the town M.* In Oj. the and Del. > and tion connecting vowel is practically identical with that of the plural ending. U. except where it is necessary to differentiate the Lowas '). The general are as follows cf. » Andi irejipaietj f Moniang ' ^ Pass. Ki « chikumek in the sea*. « Alg.1. . -A' -ge (cf. » sucli a» '. In Alg. : rules for the formation of the Locative — ' In Cree. mikiiramik ' in the tent If the is noun already ends ' . in -k as uski'k kettle '. In U. nojinodaha irigwdnik ' come out of the house ' *. according to the termination of the noun. ' lu these two phrases the idea woji/-. naftdosa HgwOmuk. A. Oj. d) 'from. Pass. Sibaige 'at Pleasant Point but in tlie modern A. A. ftdnin odanak * .

will is « then that the sign of the {-ng. This nasalization in I . we may compare the following pain the Itail radigms : 0. and . Locative -nk) in essentially » becoming nasalized Alg. have a Locative plural termination cf. Pass. morning It ' Eskitpfikek ' M. A^ onhbaksi- (jam-ikok 'in the tents' Pass. and Del. is. PASS. M. ' nigwam—ek kigwam-ek in my house ' ntol—uk ' in my canoe ' Utol—uk loHol—nk ntolnok k'tolnok a-ivigu'dm-ek nigu'dmni(k kigudmnitk kigivdmwanhk a-wigwdmiianlik k'tokrak id'tolwak There « is also a locative usage employed pipon to denote past or present time in such words as nibin 'summer' Alg. As an example of the method of affixing the Locative case ending to a noun with pronominal possessive suffixes. winter '. M. -ikok {-ikfik) : U. pipon-ong 'last winter'. A. A. A. plural. 'yesterday ' . uesp/kiciicik . Pass. ndene -ikvk 'in the towns'. Tagiiongni-ga to-morrow morning be observed -k. '. appus-ikenk 'on the trees'. [20] cative from the an. the plural termination -inek which I find only Mary. next autumn Mi. In U. A. nzasis -ak 'my uncles'. but nzasis-ek It ' cU my uncle's should be noted here that U. '. pe^mo—inek and mechinangan—inek 'among the dead'. » nibin-ong ' last summer ' ' ' . -Oj.22fi SECTION LINGUISTIQUE cf. pe'nem-inek 'among women' is seen also in modern Pen. A. Cf. A.

generally however. 0. by.. nihillal-ienk our Lord '! The ' endings are Alg. ». DYNELEY 297 all probability. a later modification. in only a few nouns of relationship. The Voc. we find. Cr. nidomUik or my friends . Pass. (-utnk). trasis-tok *o children!' and in o children Oj. In Cr. This relation itok/t-itanpiu ' expressed by prepositional particles prefixed to the verb. ending -/.» -Oj. sfx. Alg. -euk are not confined nouns of relationship. was denoted by the sim' '. of « Alg. A. Alg. A. -tuk^ < Thus. M. and we find it denoted by the o trash ish-itok. tlio iiible) Loc. nominal prefix to our In Del. -a. -an. mok'iistsis *. M. n-iga my mother ter of ' from which and Del. A. A. the cognate -iritnk. musemi 'grand father'. -an. From ' mitanhgues. however. abenfiji-iritok In Del. pi. in cf. A. '. A. » n-os-e'my father'.. n-6kh-a 'my father*. -toky -itok. the latused only when coupled with the pro'. In Bl. occurs in some of the languages. is expressed in « all the di- alects except Del. 0. is original I find no trace of a Locative. -c. from musemis. mistsis itvkh he sits upon the ni-mdt-oto wood ' where etc. A. ningtris-e ' *my son '. 0. nigatves) is ' -/... the voc.. > nijanis-itokf M. mitankgwi father '. pi. I have come from Elbon River ' where mut means ' from A form ot Vocative sing. Del. nihillul-an ' Lord « '. however.[27) J. -a (cf. and Bl. of. In Old Momh. -enk. mkqut 'in iieaven* (Eliot*^ but Mohican Pequot Svkkuck with -k oi* which would appear to be rather a modification -k than of -uk^ -ug. Kilutca Kisgumonigck nidombamtok ' ye vipers and '. ple pi. 6) means ' on * . auanhsis-tokf Pass.. Del. as it often ' is to-day ' in M. Thus.

The true Du- bitative force of -tok has been lost in the other idioms.' 338 SECTION LINGUISTIQUE I [28] am « inclined to identity the Voc. and nouns in ' « Alg. negum menp. » nind-okimam Oj. It was probably originally identical with the demonstr.. ' my bread ' n' a'poa- num-ene our bread U. ishrfi woman '. -atok which appears in verbs in Alg. The fol- lowing endings. -om occurs seen in all the dialects save Bl. nkaoz-em 'my rikaoztm-na ' our cow ' *. a. Del. M. in the ending -m (-^na) as 3d p. nind-okimaminan 'our chief. f as many may probably exist*). in Cr. ned-aremfts-ene 'our dog'. ' the Dubitative -tok.-ive. « Alg. Nin ku- knsh-im achpoan 'my ' ' pig* nin-kukush-iminan 'our pig'. '. ' bread nd-a 'poanum '. ' my horse nd-a-as-om'n 7) our horse The diminutive ' exists in all the Algic tongues. ' Cr. however. itok. Ni-mistik-om my stich nit—oicash—im—ish my ter- child In the former case the plural pronominal minations follow the particle: Cree ni-ivaskahikimiminon 'our house'. » m. With tliis termin- 1 . *. pi. nd-a-as-om. 6) The possessive suffix -m. nidombam-tok really means of you as my tiiends. -im. cannot thus be classified and must be treaded of separately as accidents peculiar to the Algic substantives. In the other languages the form practically the is same as in Cr. nekama. ending with Thus. dialects and ' must be ' learned by practice ' Cr. A. Pass. 'my chief*. cf. A. isktrashish girl '. Its force is simply that of a strengthen er of the posses. pronoun Del. » Oj. B. *. Its usage differs in the various cf. All the modifications just discussed partake of the nature of case inflexion in other languages. Pass. ned-aremns-em my dog cow'. tioned above 213.

osh after » and k. '. cat ' from pzo Del. and always ' a derogatory' ' sense.and diminutive. —/tl. The Actf dtt partake more of the na- ture of verbal inflexion than of nominal moditication. the plural. etc. on the other hand. ' dear little child': < Alg. ptiss okos kitten '. etc. -sis. except tliat in -aw. etc. as may be seen from sucli words as puss oat '. A. The ending is also -s but combined with a vowel and the nasal -w according to the termination of the noun: « Alg. ake 'woman'. » ctbiru nice little paddle'. -s. < Alg. anasis 'child' aicasis shish ' cf. ' There are diminutive terminations.. - Toom 111 — {V ParOt) Ift . tlie vowel is almost the same in Alg. * in a consonant or for '. X//"** Congrit du OrinOmtUlm. girl '. however. 2. -v take ens and nouns di- in -^ns take -ish. Pass. shishib it is duck shishib islu In most of the dialects possible to double the diminutive ending to denote either a greater dimi- nutive sense or a double derogatory meaning. » and Oj. -u tor nouns * ending axe'. sometimes -if as p'2o-A$ wild-cat * . a vowel. okhke^tii < 'girl'. I no ending cognate with ' -is. etc. becames -wish osh after in Oj. noxkitAM^ pit- 8hv6-8i8 * but in Pass. » as that of the plural termination. -sh. A.. are often both derogatory. Oj. -chick. -sis. DYXELKY ation shish should be coinparud U. Pass sis. t » Oj. > okima-ns 'chief. In Oj. nouns ending minutive -715 -m. always has the vowel of the The after ending tisually -is/t. fi^ as temahigan-i*^ is uk-firy little fisisy nouns whose plural -sis tor aguitC nfins little cause nouns in a consonant mtnaftbe- 818 'little ' man'. mitiknab-ins 'bow'. ' -tit. has * in Alg. wagosk-ens « ' fox '.[29] J. ' also M. (/. ashj isk. ak4-kn-un last three accidents 'girl*. sis. tind In Bl. or okhks-chich from nkhken woman In Alg. which « » in « Alg. manito God ' manitosh. In the other languages also -is.

In Pass. grand father Cr. The form for Marl— ban Mary " who is is dead'. person long dead bly have known.. [pipoon it is winter ha-as ' Pass. —oban) . n'namito-b saw'. The noun and verb have the same pro-^ nominal prefixes and suffixes and are subject to the It same and place. It will tlieretbre not appear surprising that nouns are otten looked upon as being in the past.. cf. In Cr. a horse M. M Thus. the difference between a living and deceased person is frequently expressed by a curious variation of tone. -ogoban\ I cf. J . cf. 'my grand ' father whom never is knew dead. the -ban. however. * ' it was winter have ' . may be made a verb and many verbal parts may become substantives. but above when in an exclamation. Any noun. and Pass. particularly we find a near and remote past is the former —ban [-iban. » dialect state. -Oj.igoban '. This ending used when a deceased person ItJ spoken of whon? the is speaker had known. however. that in Algic speech there is no real distinction between nominal and verbal treatment.. ' I ntmap^n of had [sd. In the « Alg. ' mj' grand father (living)' ' is while 'my not dead grand father observed would be expressed by saising is the tone of the last syllable. A. 8) The past of nonus appears most prominently » in « Alg. therefore. 230 SECTION LINGUISTIQUE [SOJ must be remembered. ') who whom knew onlj' ' '. but ni—mishomis—iban I my . rules of time future and dubitative or suppositive states. nos-iban 'my dead is father'. -bim form appears with verbs ' pipoon . -opun nfiira cf. This distinction only as when the noun stands in consecution. find ni-mishomis. allusion the form made to a whom we the speaker could not possi-goban^ -i(/oban.

nan-ch rCdelUin I shall be is ' or simply u'dellsin-ch. This . Its charaoteristio . will as K'iuikhumtd-ch sepaunu ' I write to ' apch I will you to-morrow or K'fuikhumul sepaunu In Cr. Main Sospp-iskul'-pan 'Mary tlie who was wife of Josepli '. nibfm 'last summer^ * The M. Molian-ji nd-elosan Mnlian nd-elosan-ji thus * . exclusively for an. {81] J. A. 10) Perhaps the all is variation of the most interesting substantival Dubitative. cf. or. so far as can judge. ' ending -ga to nouns to denote ' g. NaranhUiani-ga In one of the old Norrid^ewalks*. has a)so a distinctive past stat« for noans. nmitonhgwe$-a '. ' . ' my dead father *. appears only in « Alg. with both animates and ' inanimates. and e. -e changed to M. nib' na 'last summer* . A. A. » with nouns. nouns only. we find the original -a. the endings for which are -a. cf. the sign ot the future -ji chi) is moveable and may be appended (0. cow I had etc. (but Pass. as mokhumsum-ga ancestoi*s 9) In Del. -tsi kci-i)zem—ga the to the noun or particle instead ' of to the verb . A. a past state 'n' affixes the e. pbona 'last winter*. fatlier * niben-e last summer g. * my dead -^a. suffixes -jmn are used in both sing. both of wliich are used sing. and M. M. inan. A. the of. relative particle kr- is used invariably with the ' tiiture verb. This -ga appcare also in Del. more correctly I the Suppositive stat« which. yfma it ililin ka tnkoshik the Indian (ch) who will is come but has not the force of -ji which purely a sign of the future. A. I sliall go to Montreal* or ' Del. nviitonhgves-ga '. The pi. DYNELEY 381 0. same phenomenon also observed in Pass. the write you to-morrow again *. '. nouns and in -e for inan. cf..

cf. seem to be used In this the other idioms ' Cr. A. and Bl. nind-avemar-tok ni-vasister bama-tok it is probably In Cr. nouns. was he your chief ? ending in M. I should mention the existence of in is an « interr. mrenen anishinabe—nen * which man cf. -assa. 11) Finally. . Cr. This form does not . I . sign is not cognate with ' -nen ending ct. noxkakumo- meiukki perhaps I love '. Keko etc. -itok. The characteristic sign of this is -oxka-. in RS-le except in distinctively ' verbal combinations. confined exclusively to the verb. Kagni Bl. kit-ai-tappo-ats f did you go there'. -atok which I identify with the voc. -aza. A. Alg. -ussa. my Oj. does not occur -assa. s'miise^tuk they are coming along a dubitative they say) I should mention that O'Brien there was p. '. the characteristic ending of which -nen cf. -issa. ashai koskosito'. masinaikun. A. D. subj. cit. The following examples » illustrate its * use. ve- konen nipi-nen what in sort of water '. (p. A. A. whom ' I see ' inan. however. interr. sign is -ats The J Dyneley Prince Ph. M. -toli. n'traIn Bl. which may be cognate with the Subj. '. 287) believes past in O. past sign in 0. » state which appears most prominently ? ? * Alg. -essa. airikhigan wiiat book the inteiTogative . the . the ending seems Oj imla'. ? ' . M. j6n6n-aza is that I might have Dubitative not a cognate with the above forms ' cf. ni—chimdr—itok ni—vahandan —atok it is probably my canoe which kenuk ' I see'. they * are probably awake by now (so (loc. such It is as ke sanhgemanhica-assa f the regular * Imperf. « 227). 232 SECTION LINGUISTIQUE is [32] 81^ Avill the suffix plur.' . with the term This.

qui j'ai sont en relation avec le sujet de la note que I'illustre Thon- compagnie. au plus tard. b. 40. 12G8. XVI 218-298 xix 9-13y Thucvdide ' et Aristote '^ ra con tent tons deux que dans les temps anciens les Hellenes portaient leur ar- mes meme en temps de abandonuer dans la ville. arines tombait riiabitude de porter toujours les d6jk en d^su^tude a Athenes. prouvent que vers la fin du 9°"* si^le. et rhistoriographe ath^ ni^n ajoute que ses concitoyens f'urent les premiers & cette habitude et ik circuler sans amies Je publierai bientOt dans primitif et sur sa duree. les Sitzungberichte de I'Acad^mie de Munich une etude d^taillee sur cet usage En attendant.LE FKEMIHR REGIT DE L\ MOKT DES PIIETENHANTS ET SES TRACES DANS L'ODYSSEE (Od. II 8. les peintures represen- Les vases du Di pylon dont du cadavre et le cortege tnn^bre. * Polit. p. permettez moi de Vous indiquer deux des neur de presenter a tent I'exposition resultats de cette ^tude. • 11 rt^sulte d'autres indices I. paix. .

431. Od. n . En public^ heros sont armes de la lance et de I'epee. 127. oh d'ivl (pQsol dAAo de ojTjroTS ^dAleo ofjOiv uev jto^. \es Messeniens et Chalcidiehs d'Eubee abandonnerent cette coutume pendant la premiere moitie du 8"® siecle au plus tard. il en est question dans ses parties les plus anciennes ^ comme dans les plus re- cents. le homerique commenpait a port des armes etait generalement r^pandu chez les Grecs de I'Asie Mineure. ' * OJ.^ chez ® eux et dans les maisons de leurs amis. 145.234 SECTION GRfeCE ET ORIENTE les Corinthiens. [2] que les les Me^ariens.vfiovAog ivl (pQSol drpei lidtp>rj. Pour cela on consi- d^rait la lance et I'epee ou au moins I'epee indispensables k I'appareil des hommes. 698. XXI 119. nous pouvons en confa9on conventionnolle clure qu'ils le decrivaient d'une d'aprfes les anciennes donnees. • XVIII 3. (Od. ' La plus ancienne mention de I'usage primitif se trowve //. le discours Un de ces passages est fils dans lequel Ulysse des les recommande a son ch^es aux parois du d'eloigner armes atta- megaron^ pour mettre hors de la portee des pretendants a I'heure de la vengeance. 219. car. 194. et le plus les souvent dans ces dernieres. les * I'epee ne les quitte guere. lorsque le r^cit est quelque peu d^taille. XVI 281-298): Toi eQEco. 697. Od. XXII 74. Outre cela nous le rencontrons dans la meme epopee II 46. Bien peu de passages trahissent la coutume ftouvelle de se presenter desarme. A I'epoque ou I'^popee se developper. XX 126. 210. II 10: XVII 62. IV308. 79. On pent prouver que poetes de I'epo- p6e plus recente vivaient a une epoque ou cet usage primitif etait deja abandonne. I 190. 101.

Apres qu'Ulys. dAAd HaTijKiOTai. XXII . Puis vient le r^it ar- indiquant que Ulysse et T^lemaque emportent les mea dans le thalamos. ore Ktv oe jutTa/. Jlgog d'iTi Kui rode jtiij /ttet^ov ivl <pQ€oi Of/ice K(/oyic^y.Mboiy noOeovrec. nooov jTVQttg 11k€t dfirfiij . ^Adijyauj ual /iijuEva Zevg. igtv OTi'/OftiTeg ev vjulv. dXkij^.^Ei llaX?MC. dv ^mdvoavTEc. ydg t'(pt/. jrcog otvcji^hnrsg. 291)^ et I'omission des quatres der- XVI 294-298).aKoig ineeooiv jTa(}qmGd(M. Partout ailleurs les * pretendants sont r^pr^sent^s eiit arm^s dans * la salle. dans le cas ou ils Tinterrogeraient sur I'absence des amies.se rvi refuse^ la Od. inel ovketi toKhv iqtnet. Kuraioji^m'i^TE re dfxlra uat fnvijavvv 29:> ' avrui. 285 eg uv)^6y oyn/AOO da?Afiov Karadiivm df:ioag Jidvra iLuOSavTUij ftytjorf/oac. ^f^otv hx^t ^i{U»v.(j. 385 nb dV^«ra voffia^. 71).ovg TQ0J0i)Te.m vEvoc) ffCioa jiiiv HKLBIO vol kyio K£(pa/. iAoijueda'Tovg de KEjrEira ift/. discours est repet^ dans le XIX livre de rOdyssee (4-13) avec une legere modification du vers XVI (Od. Ulysse sugjj^ere a son fils de dire aux pretendants. fia?. » Od. Le meme 10 (Odyssee niers vers. old JTOTE 2«J0 Tgobjvde kicov uareMurtv '(Jdvonevg. Toi ev intyaQoioiv Ugt'/fa reu/to nelrm. > Xojfv d^olotoiv dvo qjdoyava nai dvo <^otV>f uaAMJTEEiv ual doid jiodyQia d>g /e^n' i/^odai.KeTai dvdoa Gidtjoog.' < hi uaTtvoO lutredriK. qu'elles avaient ete eloign^es pour les soustraire a raction de la tumee et aussi pour eviter qu'ils se blessassent avec elles les uns les autres dans une querelle apres boire. XIX 10: jtpbz o'stt x«l to^s juiCov 74.

Je partage les opinions que dans M. Ulysse recommande a Tel^maque de garder deux epees pour leur usage personnel dans la saires. . et que cbaque ^rudit impartial doit trouver justes dans les lignes principales. contrairement a ce que nous voyons dans les autres parties de I'epopee. XXI 119. ils tirent leurs epees du fourreau et se servent des tables en guise de boiicliers. lutte contre leurs adver- Cela s'entend qu'Ulysse. L'Odyssee pil^e telle que nous la possedons a ete comde plusieurs Epopees differentes. ses de Wilamowitz-Moellendorff a d^veloppees «Homefisclie Untersuclmngen». telle qu'elle nous est parvenue. Si le poete qui composa le discours d'Ulysse epees. avant de creuser le sol le sillon de la salle pour y fixer les Laches. ^ Tout ceci prouve que le poete qui raconta I'enlevement des armes. Pour comprendre ces contradictions.431. le les croyait armes de leurs second pretexte n'aurait sugg^re a T6l6maque rient eu qu'a se servir par son pere aucune fin raison d'etre: en cas de querelle les pretendants n'au- de leurs propres ep^es. il faut nous rendre compte de la maniere dont est nee I'Odyssee. se figurait les pretendants sans armes propres dans la salle du festin. depose son ^pee et qu'il la reprend des que commence le combat contre les pretendants. La du discours contient une autre contradiction. mais le pofete refere expres- sement que Telemaque.236 SECTION GRECE ET ORIENTE [4] reconciliation proposee par Euiymaque. deguise en mendiant dans n'avait pas d'armes sur lui. les livres Pour ' qui traitent des ^venements survenus Od.

mais le n'est pas arrive a celui nous parceque les derniers compilateur I'a remplac^ par il de IVpop^e plus recente et plus faible dont livres. Le comdes pretendants autrement que dans le livre pilateur aura bien senti la ditTiculte d'insc^rer ce motif . se servit pour L'^sprit si different qui regne dans cliacun de ce» poemes nous donne lieu de croire que les descriptions du meurtre des pretendants devaient diverger consid^ rablement de I'une a Tautre. le «7 iiervi a compilateur s'est Hiirtout de troi»» ^pop^es. Des vestiges de ce dernier poeme se sont conserves dans le Hvre il XX de notre livres. de la T^l^machie. et en6n d'une troisi^me ^po* p^e. XXII livre. un r6cit du meurtre des il pr^tendants. elle aussi. et a servi de base aux quatre derni^rs r^cit C'est de lui que provient le du nieurtre dea de ces tendants du d'ep^e. II ne serait done pas trop tem^raire de supposer quo la version d'apres laquelle Ulysse et Telomaque ^loignent les armes. ou Ulysse tuait les pr(^tendant8 avant de s'Mre fait reconnaltre de Penelope. D'un autre cotd nous savons que le compilateur puisa dans une 6pop^e qui r^latait le meurtre XXII. oO ceux-ci se pr^sentent arrows et la plus po^tique trois La plus ancienne epopees est bien celle que nous avons lieu. traitent de Les deux passages qui Tenlevement des armes reposent sur one relation qui diff«6rait du XXII livre par un trait essentiel: les pr^tendant dans le Megaron y sont representes sans armes.[5] HKLBIG Itliaque. nomm^e en second Elle contenait. d'uu potoe qui racontait se comment Ulysse et l^ni^lope reconnurent et dans lequel Ulysse exterminait les pr^tendants aprte 0*dtre entendn avec son eponse. pr<^- Odyss^e. provient de cette dernifere 4pop<^e.

quand epees dont tendants etaient ceints eussent ei6 plus que sul'fisantes? il est clair que le compilateur a intercale ces vers les pour mettre a peu pres a I'unisson le livre deux passages avec precedents. Mais de ce cet essai lui livre. a bien mal reussi.n']Tovg jtotI roij^ovg ovde TTYj dome.' 238 SECTION GRECE ET ORIENTE S'il I'a fait [6] dans son Odyssee. .. Les pretendants croient qu'Ulysse. M. p. ou Melanthios se refere a I'eloignement des amies: [d^. Mais s'il s'agissait seulement de punir un mendiant arme simplement d'un arc. Au commencement Ulysse tue Antinoos d'un trait de Heche. 581 et suiv. a tue Antinoos par megarde. qui relatent I'enl^veraent des amies. ovde m] aXXr} cpaidijuiog Tsv/ea uarModrjv Vdvoevg koI * vlog Die Composition der Odyssee. sur quoi les pretensalle. est abso- lument inconcevable. Kirchlioff a justement reconnu que la con- duit e attribuee par ces vers aux pretendants. quelle necessite y avait-il de chercher sur les murs de les la salle des les pre- lances ou des boucliers. 24): jrdvTooe TtaTTualvovre^ evdf. * irjv.A" 140 dy£d\ ' vjlUv tevxe' kveiuoi i9coQrj/dFjvai otojuai. ovd' dXm/uov sy/og ^Xsoi&ai. sous ses guenilles de mendiant. p. i . tout de meme. dants se levent furieux et s'elancent a travers la Puis viennent les vers (23. XXII. 189 et suiv. Die homerische Odyssee. le a done essaye de mettre en rapport avec situation d^crite dans le livre XXII. c'est qu'il s'agissait d'un episode qui ^tajt grave dans la memoire la- du peuple et II qu'il etait impossible de I'eliminer. II en est de meme des vers 139-141. iK daXdjuov ivdov ydg.

Dit hom. doit avoir ioit une grande impreMion.^ . Si I'epopoe plus ancienne il representait ainsi le meurtre des pretendants. Je n'oserais decider. ol Tj ^d vkv ydfi(^ i} dqjveioO dvdQ(}g jueya dvva.tth'oio €Qdv(^ ij fuajrivy rt«5^axi«/y. La description en corresponderait avec Agamemnon fait dans la premiere Nekyia sassinat et de et suiv. . Odyaee p. XI 411 deiTrviooa. ou Ulysse tue les pr^tendants avec la connivence de son (Spouse. IV 636.: celui celle que as- de son de ses camarades (Od.[7] HELBIO M. ception originale linissait avec ou H*il con* tenait une autre donnee. pag. d. 684 et suiv. lis auraient ete massacres par Ulysse pendant le t'estin. oveg ojg dyoK'tdniTEg. si ce paHsage dans sa conle vers 139. alors devient tout naturel que I'auteur du XXII * livre ait traits Targument d'une Die Comp.. c'est-&-dire si transport fait par le recit de Tenlc^vement de armes provient de repop(!^e plus ancienne. Ody. qui fut substitute par les vers interpol^s.. og rig re uathKravE fhOf em qdn'y. * i'0)/. «wt u rvj^vtr Od. 1J>2 et suiv. Si le mon hypothese est junte.€/[t£(og Hveivowo. nous aurions par la une id^e de la maniere dont cette ^^poj^ee repr^sentait le nieurtre des prc^tondants. * Le vers 711. Kirclflioff * a8f» remarque que Tadverbe A«dcw y ent employ^ d'une fa^on contraire A la logique et reconjiait avec raison auHsi dans cen vevA une interpolation mill r^ussie.

tandis poete plus recent les fait revenir a d'etre I'lialjitude fait ancienne toujours armes. compilateur ait donne la pre- po^me plus recent. dans son developpement anterieur L'epopee ionienne qui contenait le recit perdu du meurtre des pretendants. Les Grecs des temps plus avec les id^es apres de justice qui leur etaient propres. comme un ^ trait • caract^ristique I'auteur du vrai livre C'est pourquoi du XXII arme les pretendants d'epee et qu'ensuite chez lui Melanthius leur donne des casques. des lances. regardaient le massacre des jeunes gens sans armes comme une juste punition pour leur conduite criminelle. On trouvera etrange que le poete plus ancien tribue aux pretendants la coutume plus recente et que le atles represente non armes dans la maison d'Ulysse.240 SECTION GRECE ET ORIENTE le [8] autre maniere et que ference au recules. mais on ne * Un exemple evident de cette tendance est fourni par les vers Od. surgit selon toute probabilite dans une periode tres reculee du 8™'' siecle. Outre cela les poetes le plus r^cents consideraient plus de cliquitis d'armes possible recit epique. de Wilamowitz interpolee par un poete posterieur. des boucliers. Cela lui fournissait I'occasion de depeindre une tout temps serie de scenes de combat qui de les appartenaient aux sujets plus goutes de la poesie epique. II est bien probable que les generations posterieures furent clioquees par la brutalite de ce procede. Mais ce trouve les une explication diflferentes parfaitement qui vraisemblable dans influencerent la et circonstances poesie poste- epique rieur. considere avec raison XVIII 376-379 que M. comme I .

Cette circonstiince devait ment entraver leur fantaisie et introduire dans leur production un element moins poetique. nous pouvons supposer que ce tot en lonie. il celui du perdu du trahit une connaissanoe des pays occidentaux qui n'etait gu6re possible que depuis la deuxi^me moitiee du 8"" siecle. son 6poque il se couformait a i'usa^e qui re^nait dans et dans son pays. de phrases toutes faites. qui 6tait reconnu comme typique et dont ils ne pouvaient s'emanciper ncSc^ssaire- que difficilement. II est done tout k vraisemblable que po6te crea cette epopee apres que eurent abandonn^ la coutume primitive. L'auteur de Tepop^e que le compilateur employa pour les quatre derniers livres. Les poetes post^rieurs ne se trouvaient plus dans une position aussi favorable. et les qu'en representant pretendants dans la salle d'Ulysse non armes. Si la coutume de port«r toujoura les amies tombait en df^suetude k A thanes vers la fin dn 9"" siecle et si a Ohalkis. k M^gare et en Messc^nie elle tut definitivement abandonnde dans la premiere moiti^ du 8*** siecle au plus tard. fait se produisit un peu plus plus rapidefait ou la civilisation avanyait ment que dans les loniens la mere le patrie.[9] HELBIG le 341 peut croire qu'elle pAt avoir 6t6 or^*e avant commen- cement de ce siecle. il chantait au moment ou activite et la source de la poesie epique etait en pleine il ponvait puiser a pleines mains pour son poeme dans son entourage meme. vivait dans une epoque recit beaucoup plus recente que meurtre des pretendants. apr^ quo les Clial- cidiens et les Corintbiens eurent etendu le ooui'S de . II vivait. lis avaient re^u de leurs predecesseurs un riche appareil de formes sociales tradition nelles. k Corinthe.

228. XX 125. p. Helbig. 27. 127. 7™* ^ II serait du compilateur au de la siecle. Homer ische Untersuchungen. ^ M. 24-27. 70. p. 145. p. qu'ils le faisaient certainement avec I'intention de don- ner a leur poesie un caractere arcliaique et propre a la grande Epopee. Wilamowitz. XVII 62. 70.at2 SECTION GRECE ET OEIENTE [10] leur navigation jusqu'aux difficile mers occidentales. . Od. et autant que nous porter le sachions. Si * done les poetes les plus recents decrivent avec c'est predilection un usage abandonne depuis longtemps. 4 * p. les grecs avaient abandonne depuis longtemps I'usage de toujours les armes. Malgre cela le poete de livres I'epopee sur laquelle sont bases les 4 derniers Telemaque et les preteudants armes d'^pees dans le Megaron d'Ulysse et le compilateur revient tVequemnient et avec une certaine de rOd5'ssee nous decrit pedanterie a I'usage primitif. * ' * Homerische Untersuchungen. les Corinthiens. Tous deux appartenaient a citoyens de tous les etats I'epoque ou les C-lialcidiens. I 121. WilamoAvitz. de Wilade la deuxieme moitie du mowitz ^ a suppose avec raison que le poete de cette de reculer I'oeuvre epopee et le compilateur vivaient tous deux dans la et mere patrie dans uu centre de civilisation soit chal- cidienne. soit corinthienne.

DIE PIIRYGISCIIEN INSCIIHIFTEN. Inschrii- ten oder phrygische AVorte (Verfiuchungs-Forrael die en- vor oinigen Jahrzehnten von Texier und neuerdings von Ramsay in verschiedenen Gegenden des alten Plirvgiens ent- deckt worden. von alten zuverliissigon sein zeitgenoss wie Herodot und Eudoxus ausdriicklich bezeugt und von den jetzigen t'eststeliend linguistisclien Ansichten als a priori angenomraen werden muss. sind verschiedene Versuche von mehreron Fachraftnnern gemacht worden. Aber alle diese Versu- che von Lassen und spilter Fick. niimlich die armenische Sprache. Die Verwandtschatl der phr5'gisclien ist Spraclie mit der alton armenischen Scliriflstellern. dass die in genannten Gelehrten schon uns keiner Weise den von Alten vorgezeigten Factor zur HGlte nelimen. So dass fiir jeden ernstlichen Erklttmngfsvereuch der genannten phrygischen Insrlirirten eine Vergleich- . Ramsay und Kretsch- mer leiden an den genieinsamen Grundfehler. '-t-*t^J^<CfS»m»f^-~ Zur Erklarun^ der phrygisch abgefassten thaltenden griecliischen Inscliritten.

karischen Addag) der Vater von OEjuiooog verglichen werden. ist. HEiv uauov 7tQ007ton)oei icaTt]QajLiEvog ijvcj avrog nal xd XEMva avxov ual iu xekvojv xEuva. Vrgl. Den Text Zeitschrift der ersteren fiihre ich an fiir wie er in Kulm's auf > « Vergleichende Sprachder forschung dem Gebiete s. w. den Kretschmer ^ als kann der Personeneinfachen Lallnamen betrachtet mit dem bekannten karisch-kleinasiatischen und armenischen Personenname Addag (armenisch Aad Oder Tad). Diese Vergleichungsmethode vvende ich im vorliegenden Versuche zur Erklarung der plnygischen Erklarung der von Ramsay entdeckten phrygischen Inschriften der romischeu Zeit und korame dann auf die zuerst von Texier Inschriften an. Tig de Tavrr] dakd. Ich beginne mit der aufgefundenen alteren. audi die au8 den phrygischen Inschriften * bekannten Personens. Einleitung in die Geschichte der griech. J . 381 von Ramsay selbst verotfentlicht a) Pheygische Inscheiften der eomischen Zeit N. 1 TdvEig irijiupe rov "Anjcovv rov iavr^g dvdga eti t/boa ual xa TEKva juvrj/ui]g x^Qiv nal iamr][v. Indogermanischen u. Sprache 348. den (den triigt. 1) TdxEig. In dieser Inschrift name TdxEig.244 SECTION GRECE ET ORIENTE in diesen [2] ung des enthaltenen Sprachmaterials mit der armenischen Spracbe niir als unbedingt nothwendig erscheint. der Hellenischen Zeit angehorigen Inschriften.) Sprachen (Band XXVIII.

iddouoa oder Tedovoia. niclits c^tyi/g. tadem SaXdfUEiv. Tlial Thalem griibniss. Die Endung am niscben Verbalien (so hnayein den armeserge. du XW^ Cvngrtt d«» Die gewObnlicbc Endung aber M «MtntmUHft. graben. audi die kleinahiatittche meniaclio Stadtnaineii Aa^nrava. Spraclie. sorgen. Vgl. defnoGog ist freilich aus hergeleitet. die aucb den allgemeinen Sinn von deckeu. wrzl. scheint nichts anderes zu sein als die griechische Uber- Namens Tcul Adda^. httam zk-em t'iible.dfU'iv >) fia- aller Wabrscheinlicbkeit dd/. 1 tcuUudun den kleinasiatisclien 2) Gericlit). Stadtnamen Chram) ist asiatisclien nicbt Aetet ungewObnlicb. Thalag kopldecke. ildXafioc. ein parety- mologisch mit deni griecb. Dad vgl. (so aucb armen. so wie anderes bedeutet als ricliten. Vgl. Tdva^ MiKVAov). Stadtnamen Aadt'inrava Das einzige interessante Wort in der Inscbrift XdfiEiv ist. in der pers. Jer/y [MEvavbQoc. Daa in zu vermutbende pbrygiscbe Wort lautete wabrscheinlicli etwa ihalam oder thalumn.. Der Name des angeblichen Sohnet* de» karischen mythischen Heldens setzung des Oejitig Aai^a^ des defitondg n&mlich. OABOLIDES Adda 916 namen idiffi Jdd/yg (Ja^tatjdy^v). Tlialumu Ob das griecb. Feminin) KavKd(tov. AadfJiM ora. aber in der armen. Thai stelit. in irgendeiner BeziehuDg zu der armen w. wie in den klein- und armen iscbon Lociilnamen Iley^'auov Lygdamum.(V^ PnHt*) . ist Sa^d/neiv (« raj>r. jus.ajiiog nacl). T b aland i>/Mj)>'j lass* icb dab ingestel It. der verwecliseltes und das der Be- Form nacb liellenisirtes phrygiscbes scbliess' Wort. Itry Aetu oder 'Aotardtt/ov ijwitfwv t) 7ttvilEQ<}j Tdra {Tdra ov/i/Ao^ ai>roO).[a] p. — Ton* III . an-zk-am dyaiodijroi. OTEyew hat (Vgl. das arm. aus eigentlicb Grab bedeutet. Dies icb armen. Tarag and arladono/jg und den kappadokischen Monatsnamen . da/. den arm.

N.) Aelin- komrat auch in einigen sowohl armenischen als phrygiscben antonymischen dieser. 2 'AvvlnaTQOc. unten). jat. ddskq)^ juvi'iitrjg ual ji(plfi ywaiKi avvov. osjuovv nvovjudV&. In der phrygisch abgefasstcn Verfluchist imgsformel dieser Inscbrift das erste Wort log fenbar ein of- phrygisches unbestimmtes Relativpronom {pi at). sermn liclies OTtEQjua. Dativ. = TovT^ r^ /nvrjjLiaTi (s. Ebenso noin -^ dieser. so kann man ihn auch in dem armenischen Dativsuffix der auf mn endigenden Verbalien finden (So vgl. Snort. hingegen das phry- daXdueiv bedeutet die Begriibnissstatte. w. .aTi CT^'xtav xal xax6v av TtotTfjoiQ . So Dativ semin. Dieses von Ramsay als Scbade (harm ' erklarte phrygische Wort ist offenbar der Dativ eines dem armen. serman. in das arm. 1) Jog. aus derselben wrzl. Vrgl. das pbryg. und ioin entsprechenden phrygiscben Demonstrativpronomens des armenischen da oder ta =^ ta * Nach der Erkliirung von Ramsay muss der gauze Yorsatz der C^jt^-^av Veriluchtungsformel so erkliirt werden: o? av xal y. nemin.240 SECTION GEECE ET ORIENTE Verbalien [4] der im armenisclien niir ist amn. 2) Ta/itav. ual Bafiovg ldic> JIaoicovog A£ovT[la>) yafi^pjQoc. Was den Anslaut n {da?Min£i[v]) in der phrygisclien Dativsuffix anbetrifft. Thahnnn bedeutet gische Begmbniss. in Dativ. 5om Dativendungen vor. STiTvevm^evog eivov. Das arm. wie das griechische 5g jas.). ual F/vkcov X^Qiv. log rajuav uai uauovv addaKevrt. Der Begriif von Grab bleibt so ganz aus.axov Trotr^OTQ (*AXXd T'vi K(>a7|i.

und sein Etymum die wrzl. CAROLIDEg imane "i 947 ooTog der dativ ist hna unci fmane mit der praepos. den alten kappadokischen Jddovoa oder ladovoia. oder fakshtlmif dentsch TImn.[5] P. in denen nicht wenige alte kleinasiatisch-anne- nische Wurzel bis heute sich erhalten haben. dem Wio kann phr}-. Etjmum dada 5) von P. wxh (koiJU^fiara Hesycli). V Ramsay) dieselbe Verflucbti*t'orrael in beiden Sprasein. so STiKjuei'oi muss man rait EiTov als evrv/otro WOrter £rir(r)passiver Bedeutung. Ich bemerke nur das audi in vielen griccliiscben Dialecten von Kappada^a> dokien.og) zuruckzutuliren. jToto). da [fiaijvai. ETiTTSTDiuevog. die also (bei gegritibn werden erklilren. dem griech. I ad) der Doin oder Toin oiWog tmin (timioj. Wenn man den die pbrvgisch ab- gefassten Verfluchtungs-t'ormeln der Insclnitten rait griechisch-phn*- gischen griechisch abgetassten ahnliclien Fornieln der griecbischen Inschriflen von Plirygien vorgleicht. so Was dem das Etymuin des Wortes karischen noOa uavJi(t£. sowolil tmane identiscli mit Kai. tha ^di)K£ ^jtoitpe (Sncrt. So scheint in N. dhuy da. und TeOovaia Monatsnamen dessen Wurzel und ('s.^i»chen rafiev — zu sein. 3 als ^iyi)jua die Folge der WOrter zeigt. Td<pog. a\n tmin sclieinen roOrtff Beide armenischo WOrter. daida/. oder auf die w. dadliAmi <Vi. K(7jg koUo^.). Dieser plitygiaoh abgetassten Verfluchtstbrmol tblgt bald eine grieohiaoh . Dieses so ist plirygisclie Wort bedeutet entweder aut* otlenbar jroii'/O)]. 3. anbetritft. 4) AddauETTi. muss moi erkltirt werden. cavus verglichen werden. de Lagarde auf das baktrische Dmltmsi^ ScliatTer zuriickgefdhrt ^\^rd oben s. That. /g xe ae/uov lO'ov/iiKog a(d)ateev chen //£ abgetasst zu dicog ^[£\u[e]Aoj ^tTertKftevog «ro(v). lat. es mit eiquti). ist Vrgl.

spricht besser evto/oiTO dem = . .TST'. falls diese griech. tek nicht dieselbe ETtT£Tfy[ic)juE- vog also -. 1) und « G. irv/Eg TVKTog. Ten7i{y)/i(evog Spiess. Vg dv de k an cog eine [jT]vi'joe[i].evo? aber ent- und muss die in den Inschriften dieser Verbumsform gegebene passive Bedeutung (svi'V/o'. Kiclitiger aber mass man ( das STiT£Tiy[u)n£vog mit teueIv (eigenoi»d' der griech. und pers. N. vvy/dvEiv treffen «. ist offenbar Impeiativform. . xv/. =-- Tika-hatz - -- doQiJihjKvog. JTQog^ tik Praeposition wie das arm. 3 log VI OEjLiovv KvovjuavEi nauov a[d auEv . also -= getrofi'en. imjjedispel- tekiden cito tekaniden amovere. so betrachte ich es als ein zusam- und latein.oaTO^ und € awpot? Tcepuc^ooixo £T'. re/. Kara.'f opal? ». eotco.dvrl. tungssatz lautet auch goto) » X.x(7){i. Vrgl.:oxaTa. »). Pers.to ivTST'rmsvo? sir. namlich eri^ ^ Der erste Theil ist wahrscheinlicli eine . tek. etittetik^iE' VOg EITOV. evTv[xoiTo]. des Compositums. wie da& nun die grammatische Form und das Etymum von eriTeriKjUEvog oder eriTETiy/iievog betrifft. ' Xi aber wahrscheinlich mit dem I In den griechisch abgefaasten Verfluchtsformeln der Verfluch« xan. AVrzl. end.248 SECTION GRECE ET ORIENTE « (6J abgefasste F. Uber ist tog ist schon oben gesprochen eine worden. tik. lere. W.) nur in solchem Sinne aufgefasst werden. Was mengesetztes Participium passivum. tik Verbindung brinmit der oben erwahnteu ist. 1) log VI. schwer getroffen. armen. tik currere. ius. oder ent kann freilich mit dem armen. tlich = werfen). tIuteiv. esto.EvrEvvyjuEvog in der urspriinglichen Bedeu- tung von Tvy/dvco. fj/i/jgovEg. oo{j. vvuog ( Meissol) in gen.f>a|jivo? r^tw (s. zeuva dojga EiTov griech.

. den kann man. 2. Ao^iava. statt in den slavischen Spracben etwa gezwungener weise zu sucben. da es doch ganz eint'ach aus deni arraenischen qounem {qoun-ewi} scblat'en crkliirt werden muss. Das Suffix man ist in der arm. Vr^l. im armenischen nicht vorkominende phnj^inchc Partikel. wie Fick gemacbt bat. Kretschmer iind andero sich in der etymologischen Erklarung dieses Wortes geirrt haben. dvfUaitn). stimli-man Oegeniiber (sandi-fjeqen). 4 idiu jTE\'0£O(}. N. man namen Koftava. log VI nefiov naKOvv at^tfyr aivim &aAajin. Unga-^man Vrgl. {log vt dv 2) Kvovfiavei. wie Ramsay. dan oflenbar Gnib bedouwaiirlich tende W. Demonstrativpronomensdieser oder dativ s(e)min fDativ des Pronomens soiii dieser) s(ema und rs)emane (Dativ des Pronomens m erkliiren. aMaKFm N.t7| P. donnis. uvov^tav also bedeutet Koijuiin'iQiov. drjdiog ^f/hfAo) \FrirFr\ticmr(>g ctruv. Beide armeniscbe Formen s(e)min und iemm oder s[e)mano sind beinabe ganz dieselbe mit dem aeftow. RauobgefUss IToviifi Haucb. mansio. ganz einfach aus dem armen. Das iHt ist interessanteste phn-gische Wort in dieser Inschrit't Kvovuavtri. Es merkwOnlig. 3) I'ejtioin' ist ein Stadt- Demonstrativpronomensdativ. Spraclie ein locatives. 4) a{6)auET s. audi die kleinasiat. |>er8. kine-man {kine W'ein). 80 kerez-wan Grab. li^iaya. CAROLIDES og dv) ^leichbedeutende 3«f» griecliiscli. Fa/Mava.

lauE scbeint gleicbbedeutend mit 6g dv zu log vi (N. WOrtern Uog. strativpronomen zu sein. Und gerade dieses Demonstrativproatvioi da^^ajusi nomen findet sicb in dem armen. 2) Afjdiog. 6 y^vKwdvcxt Z(oti(k)C> juvyjurjg /dgiv. In dieser Inschrift findet sich ausser den schon erklarten phryg. Aus dem Zu- sammenhange der Worter entnehme ich dass wir bier ein neues Demonstrativpronomen haben und zwar in Dativ. geminus. yev.250 1) SECTION GRifeCE ET ORIENTE [8] Aiviot. Vrgl. d)]diog ^ejue^.o)-=TovTov 2) ol jraidsg. Ioke osjliov K(v)ovjiuvog [kukov] a(6)aK£v /usdiog ^ejusAco EureuKfievog £ito(v). xeuva doga hTv[xoiTo). pronomina 3) d(t)ia und ZefxeXo). gen und gem. 0£fio{y)v^ adauET. 8g dv d£ uauQg 1) {jT)vfjOE{i) . die schon oben (N. Das Wort scbeint ebenfalls Demon. erwilbnte armeniscbe Demonstrativd(t)oin. Lat. daAajusi) das neue Wort aivioi. den. als dem armeniscben. ainmiff j-ain. armen. Die eigentlicbe N. vi. und wabrscbeinlicb in Genitivform. (jnan. Hier aber das Dativsuffix des Pronomens nabert sicb mebr dem griecbiscben. ^gvyeg) verglicben wor- ^EjuieXev (fidg^agov Bedeutung des Wortes scbeint Kind oder Sohn zu sein. also loke = 6g nE(y) quisque (in den . In diesem Falle muss man das Etymum des Wortes auf die Wrzl. gemelbis bezieben. Demonstrativpronomen ain mit dem Dativ ainm. 2) sein. Dieses Wort ist scbon von Sayce mit dem aus Hesycbius bekannten pbrygiscben AVorte dvdgdjtodov.

walirsclieinlich eine Genitivtbrm des oben (N. N. 4) erwalinten Demonstrativpronomens aivi-oi. tttrem. dart* niclit als Macedon. Das Wort mit einer Praeposition ab ad in zivsammengesetzt betraclitet werden. kappadokischen Dialecten /g scheint also wie cog ein Demonstrativ und ziigleicli auch Relativ' pronomen zu sein. 2 Aft/iegET. VI oe/novy Kvoviidvei [KaKovv\ aflfiegtr. 3 u. /?eo (liegevikij). 18 KaKovv abdaKET. dem hoinerischen ue. pers. loc. AiviKog OEfxovv uvovfidvEi cuvi fia*^ nupEo . das griech. 6 loQ. 961 griech. ist oflenbar dasHdbe mit ksv K€<paX^ xaraveixiCi).[9] P. ff'ro (pEotj lat. Ke {6.. ffriTETtKjuevog eirov. wodurch das Demonstrativum in ein unbestimmtes Relativpronomen ftberzugelien scheint. . lyerem. ci^i)vov . . . Hier finden wir das aus anderen Inschritten bekannte Demonstrativpronomen aivt mit einem Suffix oder Partikel K05.. vi. die griecii. Das a oder ab a(p)p£QET scheint. arm. kev n N. Vrgl. 1) AiviKog. also Vrgl. . CAROLIDBB tdtita:].. dar^i oiVw dor^rwo dmijs dv. aiviKOC. wie 3) A{t)vov iat in afdidaKET^ ein Prae6x su sein. kappadok. 6). N. Dieses neue plirygi»clie Wort ist offenbar h'tyKfj zu erklaren. t^ ks (».

Hier ist interessant das Wort //av- «ar«. ovjii^iog Avq. aivi ftavnari trir- TSTlKJiievOg ELTOV. oogog Lehnwort aus betraclitet werden. [10] Das Wort (s. 26 unten) zu sein. zu bedeuten oirrog sclieint. auch das pers. rod Tcai KvqUJm MvQcovog ^(i)JT£i. 26. a-ucli arm. 2) das Snort. sa -— dieser Avie ta und toinj na und noin) Vrgl. sa. sa—s - er. das Kind oder Kinder. N. honr ~ Grab). mit sain diesem sa Deutsch. audi mit dem armen. ^ejusAo) erireTiujttevog 2Ja) ist offenbar = ein rfj Demonstrativpronomen — ovTog dem [oa oogov ravrt] oogq)) gaDZ dasselbe mit - ovrog (vrgl. 1) Mavnavi). JIdoa Miv(y)£ov Kvglovog ual avToO 'Ajrjtag yafifigog avrfjg nai vf) Tdra aogdv. 21 AvQ. sie. Jedenfalls kann man aber das W. N. 26 log VI osfiov wovftavi uauov dauer.252 2) SECTION GRECE ET ORIENTE MavKafiso. oy/Liegov. mit dem juavuari des N. i) ovjufiiog uarEOuevaoav //£ jurjrgl r>)v log oa oogov EITOV. dem griech. sclieint dasselbe s. 1) nans adauev . Grriecli. N. so. sor =. Also aivi jitavKaTi ETiTTEvminEvog eitov Ovv iraiolv evtv- I . Demonstrativpron.TgojyArj vergleiclien fVergl. obwohl oogog im Griechischen nicht eigentlich das Grab bedeuteth. als Zogov) kann gewiss ein sorem -= eindringen.

suffix bhyas. . N. In dieser Aut'gabe will icb nicht alle die bis jetzt von . ausser der gewOhnlichen Endung h (manong k} audi die Eadung /i. rnangfkti im Armenischen 'Cfr. obwobl Nominativtbrm btui). N. manfi(k). CABOLIDES iV3 XoiTo. V^rgl. jruiVinior. 18^ Mit dem Mavnau scheint fiavHapeoi MavKaftEo TN. roirrov . lat. phrvgiscb abgefassten Inscbritlcn indem wir diese nacb der von Texier und neuerdings von Ramsay abgescliriebenen Texten geben.. skrt. 21. nivi /uavKari so Dann aber muss werden und i»t. Diese zweite Form iHt beinabe ganz dieselbe mit dem pbrvgisclien MavKnrt. Jetzt gelien wir zura Erkhlningsversuche der archaischen. Das armenische Wort [mang(k)] liat im Pliiniliiominativ.[Ill p. Wirklicli. (a)ti vkuva. < rhn^i diOQa ^o-i'l/fxro]. . — also manrjii Ttaideg. 5. u. leiclit aiich /lay- Kan als Instrumentalis angenommen werden. m Verhinclnn<^ hringen. fte ^efit'Aoj erirvrtKuevo^ eirov. Zu bemerken ist aber iHt dass die talis < ft Form mankab im Armenischen das als » instrumen' > (kortzacjun). Wrzl. roang(k)»-ig(k.ra/j. manong(k. « durch die Kindorn oder mit den Kindern so also erkliirt werden muss. suffix So viel iiber die phrygisch abgetassten Inschritlen der rOmischen Period. erkliirt aivi ftarnaviel- er mit den Kindern. gehOrenden. 18 oivt ganz dasselbe zu sein. MavKatiiM (S. . fie ^fieAtit kann man fiavKart mit der arnion. «og TO. . nftmlich der griecbiscben Zeit liber.

aQKiaipog nach T. in Genitiv (analog Aaog). dgx^g) oder aus dem armen. muss vielleicht aut' jtegitpavi/g. das Lassen betrachten wollte (also das als Object des Satzes Monu ment.264 SECTION GREC£ ET ORIENTE [12] verscliieden Gelehrten gemachten EU'klarungsversuche der gesagten Inschriiten ausfiilirlich besprecheii. mit Dorulas. AQKiaipog oder aQuiepaig kann Konig (griech. agnouist viel- zem = Verehren bezogen werden: aK£vavoy(X)aFog 4. die armen. agen. Wrzl. armen. das Grab?) Ramsay aber als einen Eigennamen Dorula-fog_. leicht eine Adjectiv oder Adverbialtbrm und bedeutet achtungsvoll.) ai££vavoy{X)a^og Midai ^[yaTtgoira^og: u(pi' FaMy)€ai FavauTEi sdasg. . Ba/ia /LiEjueFaig: K(pr y{QavaFoQ[Qog (nacli T. aus dem 2. agna-icor -= = Ehrenvoll. Arsg (nacli Ramsay. sonderii ganz einfach meine eigene Erklarung-^versuche ziir Kenntniss bringen. argay 1. AK£vavoy[X)aFog. b) Inscheiften des grossen Midamondments I. Dieses Wort. In der Inschrift 1 Areg oder Arig ist gewiss der bekannte Lydisch-phrygisclie Eigenname. Aug nacli Texier) aQuiepaig (nacli R. II. Ehrwtirdig erkliirt werden. nach Ramsa}^ 'javaFs^ogj sdasg. evoe(ii)g (oder evoe/^cog). Midat ist gewiss Dativ von Mida(g). agna-zon = Aoqvagn. arhoy 3. evXapfjg (oder evAaficog).

(gnitz yeyytfTijg) Kqn ist wahrscheinlich tjtra mit dem TVm- griech. . f'alls dvaKZi. Vgl. zen -= yvvrj. oder Kq)t. des Wortes als ^an (^na. das pers. ynew gebiiren sein. Verbaliensutfix werden. . ^avaFo^og bo- so kanii ich nicht begieit'en.und Personen-name. In der Inschriit 2 1. oq)<')£ suns. Inschrill der rOra. Vr>^. Setzon wir die Wrzl. ergeben ?). 3. trifft. 'Ium aA- {djuKET der plirygisch. CAEOUDES •>:. zen-iden geb&ren). Edaeg otfenbar inoupE. Mejue/iai^ ein als parallel von ist aQKEtpat^ ist wahrscheinlich Adjectiv. lat.[18 J P. 2. FavaKvei 0. Bapa ist der bekannte phrygisch-kleioasiati- sche Gotter. zu vergleichen. /uejuac'o^ vergliclien worden ^Also bereitwillig. Auch das Suttix aFs^og itz kann mit dem arm. Zeit.& 6. das folgeiide K(pi' ^avaFoQ{Qog. ist es sclieint eben- Dativ zu 7. Unerklftrlich sein. niichst Kq)i-^avaFogog a(p(^ yEvvt)ToQt. bactr. so ist das BufHx aFoQ also vergliclien aioor ganz armenisch. was Lassen mit der willktirlichen holi'te. als parallel IlgoiraFog von auEvavoy A)aFog ist vielleicht eine Adjectiv- oder Adverbiallbrm. r(X)aFay{X)Tai. yav. ZavaFogog oder ravaFogy{^)og oder ZavaFs^oi kann aus dem armen. Veranderung der Worttblge zu erreichen indem er die in dem Texte von Texier vorhandene Kqji' ^avaFoQog in utpi^av: aFoQog verwandelt. zen. Was 4. Eh von Lassen mit ftefie- dem fiaig griech.

fuliren. SECTIOX GBi^CE ET OEIEXTE [U] Ziueuav oder I!iK€v(e)/nav. muss Zuisve^iav. Eine etymologische beiden. Dies kann aber nicht die genaue Bedentung des Wortes soiii. Dieses Wort ist {It- K£. also die Bedentung des ausserordentlich starken.266 5. Und diese Bedeutung kann nns zum richtigen Etymnm des W.Schlaf^ ganz einfach knn-em kunaran iioi^ui]TyQiov. die Bedentung von ---^ uvov/Liav ^•^/n leicht aus dem armenischen . namlich d(t)intzazu = GsoYsvVj? wnd Katz = tapfer entspre- chen nicht genau dom Siune des griechischen Wortes. Das AVort Uiice(v£)juav bedeutet. J . Zeit werden. aber ist zwischen wie Ramsay es ganz verfehlt. yiyag. Grab. mit dem klein- asiatisch-armenischen Locativsuffix onan erklart wird. Verbindung versucht hat. So in der armenS{i)gai fdas isclien Sprache findet sich das Wort armen- isch o(tjKai ausgesprochen wird). luisvsfiav als bei Ramsay) sowolil von linguistischem von myfchologisch-ethnoloaller liier giscliera Gesiclitspunkte an das wichtigste erorterten phiygischen Worter. Das Wort entspricht in der armenischen Uebersetzung des alten Testaments dem und wird audi in den armenisclien Lcxica so erklart. fin den. Das Etymum des armenischen Wortes griech.uav bei Texier. ^ ' Die zwei arinenische Worter. ein in dem wir ebenfalls das Suffix //«i' Ort fur Iiueiys) bedenten. Weil wiihrend das Etymum und und schlafen. des machtigen. durch die man das griech y^pto? Qbereetzt. Ursjiriinglich muss das Wort eine allgemeinere Bedentung gehabt liaben. des Helden. wie die ganze Heihe der Worter zeigt und wie die Erklarer es annehmen. 2!iKs(v£)jLiav in der liedeutnng Grab kann von Gesiclitspunkte dieser Bedentung und des Locativsutfixes jLiav mit Kvov/udvfei) der phrygischen Inschrif'ten vergliclien der r5m.

von Armeoien I. knnn nicht richtig sein.. den gigantaber den KOnig zu bedeuten sche. deren das erate noraen. mid keltischen S«*gove8ua. Segobriga. Un- von der etymologiscben Frai^e i»t es gewiss dass S(i)gai im Annen. aber den miichtigen. 31). Gescb. Die ricbtige KrkLlniDf des Wortes scheint Grah. Solin von aiich ischen. eint'acb S{i gcd Konigs-Grab oder S(i]kai ' Dass aber bedeutendes wirklicb Held ' Die Annahiue von Krettfckmei- im. bei dem beide Sobne dieses KOnigs nacb der Ermordung ibrer Vatei*s sicb geflucbtet S(i)gai zu babeu. iat die des deutschen Wortes Siet/. Dieso W. Aus einer dieser Combination der Namen geht deutlicli bervor dass das pbrygiscbe XtKe{ve)iuiav . nicbt anderes als das Grab eincs Helden oder eines Konigs bedeutet.nt. Sifjaiurii beisst aucb ein armeniscber KOnig zeitgenoss von Senacbarib. kktm grahen zu erklHren sei. erst«ns weil 9nu(vt}uav i^t ottonbar nur ein Wort. s. also ein Demonstrattv pro- und das zweite xsytfjiav aU Grab (aus dem Sncrt. 23). KOnige von Armenian (Moses Cliorinatz. die wir waJirscheinlich in deii nordeuropUisclien Spraclien fin- den. Inschrif. also ist entweder dem griechiscben I'l^Coov gleicbbedeutend oder wabrscbeinlicb bedeutet (iaoiXiKov ein /nvi)fta. den Held.[15] P. zweiteus weil das pbrygiscbe Demonstrativ ist »a nicht si (Olen. sie- ^en (altdeutsch Heldennainen abliangig Si«^i Vr^l. N. I. ^ . die deutechen Siegbert. wenn es in Verbindung mit dem armeniscben Namen stebt.. Di«M Erklilrung wird ol)en violt'ach heirrtlndot. Und diese liedeutung scheint auch der armenisclie KOnigsnanie S{i)ffai-orti Kind. 19. So beisst einer der niytliischen sein sollen (Moses Cbor. ot. CAEOLIDES 257 muss auf oino arische Wurzel bezo^en werden. und zwar i^fju^v oder KOnigsgrmb aein. 282) daw m sicb bier nm zwei WOrter handele.

mit Unterscbiede. wo die Einwohner von Ilion den Helden Opfergabe (ivayiojuovg) darbracbten. das kann man andeien Combination der Namen mit Sicherheit scliliessen. sondern kleinasiatiscb und kann sebr gut mit oben erorterten armenisch-germanischen Wurzel Sigi S(iy/ai in Verbindung gebracbt die griechiscbe I warden. Ziysiov. wo das JlQ(OTEOi/. Ziysiov war also ein mit drei beriibmten Heldengrabern und einem Tempel von Acbilleus gebeiligter Ort.268 SECTION GE^CE ET ORIEXTE [16] phrygisch-kleinasiatisches ancli aiis einer Wort ist. a. Heiligtbnm irad ein Orab des Acbilleus. also das lag. Grab des Helden Protesilaos ein Auf Ziyeiov aber befunden sicb tumuli (rwjf/^ot). Zlyeiov also scbeint ganz dasselbe mit dem ZiKE/uav der pbrygischen Inscbrift zu sein. Zlyeiov hiess. das so lA. nal XIII. Es isb aber sebr wabrscheinlicb dass die Verehrung der Graber auf Zlyeiov von Seiten der griechiscben Colonisten des Hellespontus iliren ei- gentlichen Ursprung bei kleinasiatisclien Volkern bat und von den Griechen auf Helden des trojanischen Krieges iibertragen word en ist. Man Graber der Helden Pa- und Antilocbos (IlargduAov de ual "AvriXoxov juvi]juara).d£iov.£iov genannte zeigte troclos (Strab. Elaeus gegeniiber der europaiscben Ufer). ein VorSeite gebirge auf der asiatiscben (in des Hellespontus. wie bekannt. Der Name Zlyeiov ist nicht griecliiscb.^. niimlich ans der Verbindung des phrvgischen 2iKe(v£)fiav mit anderen altkleinasiat- ischen Ortsnamen.^lA. 596 jrQog « rod jtiev ovv !4/<A>i£6>g nal isgov ian juvijjua an demselben Orte die r^ Ziyelco »). dass in asiatiscben dem einzigen dem gracisirten pbrygisch-klein- Namen Zlyeiov das kleinasiatiscb-armenische .

Praep. 1. i. die Wdrter Ta. Ist diese meine Erklftrung njimlich die Namen luufidvdQtftci und l\f'if4avAoo^ nnd l^Kaiai jrvXai. Zeit. Ev. CAR0LIDE8 9M . Ittwv » nicht treffond zu sein. slich hethitische Burnouf di« GnindtticlMn der Bacluitaben. go »1m> Sign mit Siifetov. £{7itov ab Mat pli^ 26 nikidche Niederlage erwiesen sei. ferner Sigon (einem Ortsnamen aaf der phfinikischen Festlande) in Verbindung gebracht (Beilage znr AlIjL'emeinen Zeitung 1874 N. 14(>) denselben Namen (Si. i. Ebenso scbeint die Meinong daas darch den Namen der Hafenstadt Sigo der obigen Inschrift. ^^mov. 8chH«»professor Max Si. so ist das in dieser gelesene Wort Sigo gaiu ideatisch mit I'ys'. tischer Abkunfr. go oder o gelesen und Si. i. ttt. Uebrigens scbeint die von Alfred Raach To rg asc hla- gene Zusammenstellung des trojanischen Sigtt mit « dem phftnikiachen Gottesnamen Ittwv (Euseb. pb<">niki8che erkennen bat i.setzt worden ist (Vrgl. »o kOmite andere kleinasiati8cb-pbn'gi8che oder trojaAV^Orter in diese combination einscbliessen. o. Sign. * In der von Schlieman in Troj \ 1873 gefandeoMi nicht griecht- schen Inschrift (in deren SchnftzUgen chinesischen Inschrift. Also betrachteten Beide (Hang and Resch) diis Sigo der Inscbnft and mit ihm auch das Xi^stov. lxi{j. Muller wollte. 21. . und Ixatai roXat aU WOrter semi>««. ArfMV Zi wr. Si. ich zwei nische richtig. Die ariache Abkanft aller dieser Namen wii*d durch diese C'ombiDation gant klar geatallt. Haog i.fl7| p.av5f»o. Und 80 rauHs selir wahtvcheinlich aiich das Sign der von Schliemann entdeckten niclitgnecbifKilien Inschril't von Troja ' rait liyetov in Verbindung: ^ebracht werden. IV. i.10 p. S(i)geu widerlegt. Ixa-a* roXat lr/a?o? (dem Xamen des Gemahls der Dido). Deuteron. 1874 N. 32). wahrend Alfred Eesch (Allg. go) der Trojanischen Inschrift anch mit dem aus Bibel (Num. verfeblt sa sein. Und wenn die von Huug gemachte Entaifferung der trojaniaelMii Inschrift richtig ist. Diese Meinungal)er ist gegenttber der oben dargestelltan Combination der phrygischen lixsjiav rait l^^itov £xdi|UCy9poc* XxaiaC icoXat und dem armen. go. 4) bekanntem araoritiscben K^nigsnamen Xi/(ov und mit dem hebraischen Stadtnamen Siehem verglicben bat. i!xaixav$f»o?. XXI.ov.Sutfix man (lurch das griechiHche Localmiffix nw oder utv er. i)gCtw).

I 1 . 506 «'A(3Toava^. Orelli p. ZTcajudvdgtog oder urspriinglich Ikd/uavdgog (?) . W. {iTjtdpa twv veavtoxwv ei? t6 ITdXeiov i^eJCsiJ^s 5ia xV^poxo. d. Konig. also (. Dass Name eiiier Zndfiavdgog in diesem Sinne in allgemeinerem bei troischen Gebrauche aus Volkern stand. mandura Sncrt.Xso?.a/r^v. jto/ug) 'Aorboxrj Jlo/Jrrjg Fogdiov (negra glierda. Malkart Yi'g.Burg aus Una (sgai) ein mit einem Zaun umgebener Ort. oe -7. judvdga stabulum)" erkladomus. Indessen finden wir die- grammatische Bildung ' dem ivarischen 2Jovdy£/. » XXII 500 u. (ein Krlojiia Sohn von Priamos) Urbamts als Personenname) war ein troisch-phrygisoh-kle'inasiatischer Helden-oder KoFluss nigsname. erhellt audi alter Ueberlieferung.Ttofi. es mag in nidit « Stadtkonig ».T(0(i xaXssaxe Xxajj-avopiov. Steph. Xatj-cov. Tpwe? * c7:{x>/rj(3'.^ Es mag nun dass Zndjuavdgog grammatisdi nicht genau doTvdva^ erklart wird.a II.). VI 402-3 • « xovp' "lv/. /jjypy. ».avo(iO? 6 ep7(j) zpwTO? tcov Tpcoojv. von der dem audi der trojanisclie oder Flussgott Indjuavbgog seinen Namen erhalten hat. (u.260 SECTION GEfcCE ET ORIENTE luajudvdgtog wird bei ^ [18] Homer selbst mit 'Aorvdva^ eng zusammengestellt. dem Dada verbunden wird. TTjV fovaixa a»>To6 Adidav. « i!xa|j. Zudinavdgog namlidi war nadi Nicolaus von Damascus der erste Konig von Troja.v xaXsoyaiv »• In dem phrygibchen MavSpaTTOAi? scheint zoXi? eine Uebersetzung des plirygisch-kleinasiatischen lAavopa zu sein. v.{xcdvo? xara ty. a7:oi)-av6vTo. 36 Pa-i'. mandira — — = ren. ' Nicolai Damasceni Excerpta et Fragraenta Ed. Diese Zusarnmenstellung aber kann uns die Zusammensetzung des Wortes ZKa/udvdgiog Held. dvag und mandra -^.v |i.'AoTvdva^ = Stadtkonig. son- dern selbe « Konig s-stadt » bedeuten. (Vgl. gorod. oi aXXo: 'AoToavaxra 010? eposTO ov '^Ex. B. dessen Name mit einem der altesten kleinasiatischen mythisdien Namen.^xv^o^ oov- Tov h Tf/(j)aot svixYjoev. Vrgl. aotap Vrgl.

Namen mit dem ffriecbischon als Adjectiv link als identiscli annebmen und ganz westlidies Tbor erklilren. Son»t j^ibt en sell on audi im UrioohiErklilnin^ Iku- Compositii. ist g«wis9 nor grieohiwh. so ist dies eine willkiir- liche Erkliirung. zumal weil Homer nichts von ande* rem also ostlicbem. oben S. von HosMr HoKlen oder Kf»nig» ilxi. oder nur recbtseitigen (Ae^ai nv/ju sagt. 146.Tom* 111. sowoh^ den dos den des Helden oder KOni^ heisnt bei Inaiai mum (audi Uiodfii'iat) Homer das der Grie- zu dem ist Felde von Troja und zu Ilios (II. Jell glaube in l^nmai nv?. U. 18.Kuidii»tjialj. aus diesem Namen ' Flnsses I'kdftardiiog als Dia/uivdotog. VI. «^ 3). «r>^//<a»'d(>/ri. SuUbt IxijLXV^f^C bi«««. in denen die obij^e fiuvdijo^ iStadtkonig ihre Analo^io findet.i«v5. Se()d(oo(t^ 80 z. d«r • erste Kouig von Troja AcUt (tM (8. Das nir^rnds von dem Dichter als okqioI also link erklart wild.ai bleibsal muss man das Uebereines kleinasiatiscb-armeniscben Wortes annebdas luaial jrvXai (die men und sclieinlidi Pluraltbrm wii-d walir- um das grossartige daizustellen gebraudit) von also das einzig dem Didder Ut()ddvim otl erwalinto. Anmerkung .^. 393. dem La^er chen liihrende Thor von Ill. Uiosos Wort audi iuuhs wuitlicli Orabtn kuiii^ orkliU'L werden). Al>er weon ancli lHUfiay<ioog als Ivonit/stadt crklftrt werden uiUfM.v#c von dem gleiebmwuigen Fluss oder Flussgote gebrftucb. div* mdioyde t'iibrcnde audi genannte oigentlicbo /uin fntemchiede des Die Form Ixajiivof^to. kliirer Wenn aber die alten und die neuen Er- des Dichters den nuaiog. Xtf** Onm** 4m OrinkMMf*. r*«l»» It . AoQodEog V^l. 80 hindert uns dies niclit die urspri'ingliche Hedoutun^ des Namens aut* die Stadt selbnt von Troja zu bezielien und die beide andere.

1) AuaQaXaoow scheint ebenfalls Grab zu bedeu- ten. li. der das als ein grjecbisches betrachtete: hindurcli Wort wird also kei- neswegs die wirkliche objective Bedeutung des phrygiscli-kleinasiatisclien Wortes « koniglich » widerlegt. Itn8juav ^ Selbst Ill. « Homer nnter onaiov wirklich links » d. e^etsAeoe. bedeutet den Ort. e^eriAsos. 'Aka- ralasoum 2j hdoumovoc. » ouaiov ^iov » (Odys. wenn dieser Name nicht eher an 'AoxTjVOV und 'AoxTjvd? erinnerte. ?). oder. Vergl. In Tlieile finden vvir vielleiclit das -- Stein pers. wie Ramsay glaubt. « wenn man. ist offenbar ein Zeitwort bedeutend vielleiclit tjTobpev. wio das griechische % ausgesprochen wild. awardeag ' Was das Lautveihilltniss von XiYS'-ov and Xixsaav . das arm.''^ Ueber die anderen pbrygisch abget'assten der hellenischen Zeit gelie icb hinweg. wo die Felsenmonuments der Stadt gesammelt waren. also [2U] Thor von das konigliche Thor (Porta reale. S(i)gain konnten wir audi dus phry(g) M-?jV gische 'Aoxaioc in Verbindung bringen.2G2 SECTION GRECE ET OEIENTE Ilios. AFart. avarden EKTEAElv.. — sein. annehmen sollte. Vo^Qi. Bemerkenswertli sind docb die Iblgenden AVorter. Ixaaavo^ooc. Inscriften v^eil in diesen kann icb iiicbt viel erkliirlicben finden. jtvArj) Vrgl. das Byzantiiiisclie /qvot) erkliiren und so muss man das Wort mit in Verbindung bringen. * Mit Ixaial :r6Xat uud den anderen verwandten kleinasiatischen Namen wie audi init dem armen. i . Ziyetov. ch'^^ir Stein. Sonst sclieint das Wort aus zvvei Tbeilen zusammengesetzt zu dem ersten armeniscbe W. so liegt in diesem Falle eine subjective Auflassung des Dicliters vor. kar. icli Ixata-l in Btzug auf den Uebergang von /j 7 in x betrifft. westlicli verstanden bat. gestiitzt 295). so soil be- uiorkeu dasa das armen. auf dass <ii InajiidvdQiog.

Dienst. nreza Ehre. Koi'tjanitz kon/nnai/on der die Arbeit hihronde. (Vgl. --t-ii^M^^^m&nsfi^F^ . Kiinstler.|21] P. audi den Inschritten bekaniiten ? kilikiftchen PorRO* neniijunen AQ^av)\ uaTFo*tv aotZnnnv also digste Mutter die ohnvflr- 4) KovQC.ov klin^t . Carolidks. d. Vrj(l. Vrgl. Arbeit. ArbeitstAtto tier arm. nrz'aan den aiis Hactr. U»i» 3) AtjelfiOTiv (/ifiTfOfiv aQetftarivj leicljt aije^mtv a(*£^ int viel- diis Superlativ einen AdjcctivB \viirdi«i. P.(ivtZ.^anz anneniHoh. da*« Mrm. CAROLIDJ-^i . kory ^'l>yaoTijQiov.

i I 1 .

MKXIQUE Francisco Dki. Mme HoDGK. le G6n6ral von Sciiwkdow G. H. M. SERBIE Popov ITCH Comm. de rUoivorniii tie CJiri«tiani«- HOLLANDE Heeok. Mme. Paul Boeli. Jdn<uro TAKAKDsn Dr. Pierre Droum. Dk Kkoupensky Akatolk. Dk Poltorazky Mile Heiimine S. E. J08EPI1 SciivAB. HUSSIE MoHK nde VON Radlow Mme Nika.A la listfi des adh^euts an Congr^ de Romtt U faui let ajotiter ceiix dont gttivent nom*: NORVfcOE Jans Likbi. rep rim ntaii Gonvemement de Danomark. Prof. Gkorgks Sauior. M. Mile HuDas.lAflnw.xso y Tboncoso. Senior G. M. J A PON KuRARiCHi Ohiratoki Prof. Rappuport. M. Au le nomltre des dSligtiSs officieU du XII qtii Conffr^* U faiii ajouter CUiustre Professetir T0M8RN. M. Galadin. .kix Prof. Mme Israel L^vi. Edo^nr. dk . Froidkval'X. M. P. E.. S. PRANCE Mr Israel L£vi.

.

Sergi).INDEX Skci'Uw Mviu(iu>uib rr Rkuuioxh. Paul BrOnnle) . (Cr. 'Ali Ibn Hnitiza aud his criticism on fnmoas Arabic Philologists. (Helbig) Die phrygischen Inschriften (P. Ciardi-Dopri). di Perugia. 115 127 193 Intorno alle origini della scrittura lineare. (G. Di uu bnssorilievo del museo Del Domo Papa nello (B. Notu semasiologiche. AJl Dyueley) SacTioK Ofttai ST OiUDmL Le premier r^it do la mort des preteudanti} et 0M ir»0M daat 388 9A8 rOdysseo. Algonquin Laognagott. (Karl Piebl). Page 5 83 87 Notes do lexicographic egyptienne.. Carolides) . (Francesco Scerbo) Sul trattainonto delle liquide indogerraaniche nell' indoirauico e specialmente nell' antico indiano. Donati) cliicse cristiane di oriente ed occidente. (Dr. 17 Labanca) of The Oriental conception Law. (G.. (Herbert Baynes) 1U8 SkCTION LlNCit'lSTlljUiC. The inflexion of the Substantive in the (J.

1 '^'W .

.

.

.

.

BINDING SECT. JUN 1 2 667 International Coogress of Orientalists Proceedings PLEASE DO NOT REMOVE FROM THIS CARDS OR SLIPS POCKET UNIVERSITY OF TORONTO LIBRARY .

y.t- ]'_ '.'>-'•. -:j._ [ .'r:_-l .