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UCV Caracas Facultad de Humanidades y Educacin Escuela de Comunicacin Social

01.08 - Laccento Quando pronunciamo una parola, la nostra voce si posa con maggior intensit su una delle sillabe. Nella parola universit, laccento cade sulla sillaba t; nella parola amre cade sulla sillaba m; nella parola nima si posa sulla sillaba . Ogni parola ha una sillaba che pronunciata con maggiore intensit di voce rispetto alle altre. Questo aumento dintensit della voce si chiama accento. In base alla posizione dell'accento, la parola pu essere:

tronca, se l'accento cade sull'ultima sillaba (universit, bamb, virt, onest); piana, se l'accento cade sulla penultima sillaba (bellz-za, am-re); sdrucciole, se l'accento cade sulla terzultima sillaba (t-vola, bells-simo); bisdrucciole, se l'accento cade sulla quartultima sillaba (s-perano, r-citano).

La maggior parte delle parole italiane sono piane. Alcuni monosillabi, cio parole di una sola sillaba, sono privi di accento e si appoggiano per la pronuncia alla parola che segue o che procede. Parole enclitiche (= inclinate in avanti) Che si uniscono nella pronuncia alle parole che le precedono. Esempi: dimmi, dirvi, farti, godersi, mangialo, portami, sentilo, vacci. A volte si uniscono due enclitiche di seguito come andiamocene (= ce ne andiamo). Sono enclitiche: - le particelle pronominali: mi, ti, si, ci, vi, me, te, se, ce, ve, ne, lo, la, le, li, gli; - gli avverbi: ci, vi, ne Parole proclitiche (=appoggiate indietro) Che si uniscono nella pronuncia alle parole che le seguono. Esempi: le stelle, mi dice, il libro, di certo, il cane, le anitre, mi dai, ti dico, vi chiedo, di certo. Sono proclitiche: - gli articoli il, lo, la, i, gli, le, un; - le particelle pronominali: mi, ti, si, ci, vi, me, te, se, ce, ve, ne, lo, la, le, li, gli; - le preoposizoni: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra. Laccento grafico L'accento pu essere di tre specie:

Italiano Prof. Attilio Folliero www.folliero.eu

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1)

accento grave (\)si usa per i suoni aperti e cio sulle vocali a, e, o aperte. Esempi: piet, canap, fal. accento acuto (/) si usa per i suoni chiusi e cio sulle vocali i, u, e, o chiusi. Esempi: mor, Corf, saldamnte, tcco. accento circonflesso, in disuso, serve per indicare una sillaba contratta (trre per togliere; crre per cogliere), oppure il plurale contratto di io, ossia per indicare che una i caduta. Esempi: stud, oz, spaz.

2)

3)

L'accento generalmente in italiano non si segna; quando viene segnato prende il nome di accento grafico; bisogna utilizzarlo:
-

sulle parole tronche che non siano monosillabe. Esempi: carit, bont, recit, sbocci, trib, virt, finch; alcuni monosillabi terminanti in dittongo. Esempi: gi, pu, pi. Attenzione: qui e qua non si accentano mai perch non terminano in dittongo; su alcuni omonimi (parole scritte allo stesso modo) che cambiano di significato col cambiare della sillaba tonica. Ma non obbligatorio segnare laccento Esempi: ncora (strumento della nave) e ancra (avverbio); capitno (grado e sostantivo) e cpitano (verbo); blia (donna che allatta neonati), bala (potere); dnno (verbo) danno (sostantivo); dtti (verbo) detti (sostantivo); in alcuni monosillabi per distinguerli da suoi omonimi.

Monosillabi omonimi se (congiunzione); s (pronome); si (pronome); s (avverbio affermativo); ne (pronome atono); n (congiunzione); da (preposizione); d (verbo dare); di (preposizione); d (giorno); la (articolo o pronome); l (avverbio di luogo); li (pronome personale); l (avverbio di luogo); e (congiunzione); (verbo); te (pronome); t(bevanda); che (pronome e congiunzione); ch (congiunzione = perch)

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