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LA PAGINA BIANCA (Ultimi racconti". Karen Blixen.

Adelphi) Accanto allantica porta della citt sedeva una vecchia color caff e velata di nero, che si guadagnava da vivere raccontando storie. Diceva: << Volete una storia, mia buona signora, signor mio? Quante storie ho narrate, una pi di mille, da quando per la prima volta lasciai che i giovanotti raccontassero a me le loro favole di una rosa rossa, due levigati boccioli di giglio, e quattro serici serpenti flessuosi dallabbraccio mortale. Fu la madre di mia madre, la bellezza dagli occhi neri, lamante dai molti amplessi, fu lei che alla fine vizza come una mela dinverno e rannicchiata sotto la clemenza del velo si prese la briga di insegnarmi larte del narrare. A lei laveva insegnata la madre di sua madre, ed erano entrambe narratrici migliori di me. Ma questo, ormai, non ha pi importanza, perch per la gente loro e io siamo diventate una persona sola, e io sono immensamente rispettata perch racconto storie da duecento anni >>.A questo punto, se ben pagata e di buon umore, continua.<< Con mia nonna >> diceva << ho fatto una scuola dura. Sii fedele alla tua storia mi ripeteva la vecchia strega. Sii eternamente, inflessibilmente fedele alla tua storia. Perch nonna? le domandavo. E ti devo anche dire i motivi, sfrontata? gridava lei. E tu pretenderesti di fare la narratrice! Eppure devi diventarlo, e io ti dir quei motivi! Ascolta, dunque: Dove il narratore fedele, eternamente, inflessibilmente fedele alla sua storia, l alla parler il silenzio. Dove la storia stata tradita, il silenzio non che vuoto. Ma noi, i fedeli, subito dopo aver pronunciato lultima parola, udremo la voce del silenzio. Che una ragazzina mocciosa lo capisca o no.<< Chi, allora, >> ella continua << racconta una storia ancora pi bella delle nostre? Il silenzio. E dove si legge una storia pi profonda di quelle scritte sulla pagina pi squisitamente stampata del pi prezioso di tutti i libri? Sulla pagina bianca. Quando una penna regale e coraggiosa, nel momento della sua pi alta ispirazione, ha finito di scrivere la sua storia con linchiostro pi raro dove, in quel momento, si pu leggere un racconto ancora pi profondo, pi soave, pi allegro e pi crudele di quello? Sulla pagina bianca >>.Per un po la vecchia strega non dice nulla, ma ridacchia tra s e biascica con la bocca sdentata.<< Noi, >> dice infine << noi vecchie che raccontiamo storie, conosciamo la storia della pagina bianca. Ma siamo un po restie a raccontarla, perch tra i profani essa potrebbe danneggiare la nostra reputazione. Tuttavia, far uneccezione per voi, mia dolce e bella signora e mio signore dal cuore generoso. A voi la racconter >>.Su tra le azzurre montagne del Portogallo c un vecchio convento di suore dellordine delle Carmelitane, che un ordine illustre e severo. Nei tempi antichi il convento era ricco, le suore erano tutte dame della nobilt, e vi avvenivano miracoli. Ma attraverso i secoli le dame altolocate persero interesse ai digiuni e alle preghiere, i grandi beni dotali affluirono sempre pi scarsi nel tesoro del convento, e oggi le poche umili e poverissime suore vivono in unala soltanto del vasto edificio fatiscente, che par quasi voler diventare tuttuno con le rocce grigie. Tuttavia esse formano ancora una congregazione gaia e attiva. Trovano grande diletto nelle loro sante meditazioni, e gioiose e solerti si dedicano a quel compito specialissimo che una volta, molto, molto tempo fa, valse al convento un raro e strano privilegio: coltivano il lino pi pregiato e ne fanno il tessuto pi fine del Portogallo.Manzi bianchi come il latte e dagli occhi mansueti arano il lungo campo sotto il convento, e mani verginali indurite dal lavoro e col terriccio sotto le unghie spargono abilmente i semi. Al tempo in cui il campo di lino fiorisce, tutta la valle diventa color azzurro cielo, proprio il colore del grembiule che la vergine benedetta indoss per andare a prendere le uova nel pollaio di santAnna, un istante prima che lArcangelo Gabriele, con vigorosi colpi dala, scendesse sulla soglia della casa mentre su su in alto una colomba, con le piume del collo gonfie e le ali frementi, stava ferma nel cielo come una piccola, limpida stella dargento. Durante quel mese, per molte miglia tuttintorno gli abitanti del villaggio alzano gli occhi verso il campo di lino e si domandano lun laltro: << Guarda, che il convento si sia sollevato su nel cielo? O che siano state le nostre buone sorelle a tirar gi il cielo
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sino a loro? >>.Pi tardi, venuto il momento, il lino viene colto, scotolato e cardato, poi si fila la fibra sottile e la si tesse, e alla fine il tessuto viene steso sullerba a candeggiare: lo si bagna pi e pi volte, finch si potrebbe credere che intorno ai muri del convento sia caduta la neve. Tutto questo lavoro viene eseguito con accuratezza e devozione ed accompagnato da aspersioni e litanie che sono il segreto del convento. E proprio per questo il lino, accumulato in grosse balle sulle groppe di asinelli grigi e spedito al di l del cancello del convento gi gi lungo il declivio che porta alle cittadine del piano, per questo quel lino liscio, delicato e liliale come il mio piedino quando, a quattordici anni, lo avevo appena lavato nel ruscello per andare a un ballo nel villaggio.La diligenza, miei cari signori, una bella cosa, e anche la religione una bella cosa, ma il primo embrione di una storia verr da un luogo mistico al di fuori della storia stessa. Cos il lino del Convento Velho trae la sua vera virt dal fatto che il suo primo seme lo port qui un crociato dritto dalla Terra Santa. Chiunque sappia leggere pu apprendere dalla Bibbia molte cose sulle terre di Lachis e di Maresa, dove si coltiva il lino. Io non so leggere, e non ho mai visto questo libro di cui si parla tanto. Ma la nonna di mia nonna, da piccola, era la beniamina di un vecchio rabbino ebreo, e tutti gli insegnamenti che egli le impart sono stati serbati e tramandati nella nostra famiglia. Cos voi leggerete, nel libro di Giosu, che Axa, la figlia di Caleb, smont dal suo asino e grid al padre: << Dammi una benedizione! Poich ora mi hai dato una terra, dammi anche la benedizione di fonti dacqua! >>. E nei campi di Lachis e di Maresa vissero poi le famiglie di coloro che lavoravano il lino pi bello.Il nostro crociato portoghese, i cui antenati un tempo erano stati famosi tessitori di lino di Tornar, cavalcando per quei campi fu colpito dalla qualit della pianta, e cos appese un sacchetto di quei semi al pomo della sua sella.Da questa circostanza nacque il primo privilegio del convento, che era quello di fornire le lenzuola nuziali a tutte le giovani principesse della casa reale.Dovete sapere, miei cari signori, che nelle famiglie molto nobili e antiche del Porogallo si conservava scrupolosamente una venerabile consuetudine. La mattina dopo le nozze di una fanciulla, prima ancora che il marito le avesse dato il dono del mattino, il Ciambellano o il Grande Cerimoniere stendeva fuori da un balcone il lenzuolo di quella notte e proclamava solennemente: Virginem eam tenemus : << dichiariamo che era vergine >>. E quel lenzuolo non veniva n lavato n adoperato mai pi.In nessuna nobile famiglia questa veneranda consuetudine era cos scrupolosamente rispettata come nella casa regnante stessa, dove era ancora seguita ai tempi dei nostri padri.Orbene, il convento tra le montagne, come premio per lottima qualit dei tessuti consegnati, ha da molte centinaia di anni il secondo, ambito privilegio: quello di riavere indietro quel ritaglio centrale del candidissimo lenzuolo che attesta lonore di una sposa regale.Nel corpo principale del convento, che domina dallalto un immenso panorama di colli e di vallate, c una lunga galleria col pavimento di marmo bianco e nero. Sulle pareti della galleria, luna accanto allaltra, sono appese tutte in fila molte pesanti cornici dorate, ognuna adorna di una targa doro zecchino sormontata dalla corona, su cui inciso il nome di una principessa: Donna Cristina, Donna Ines, Donna Jacinta Lenora, Donna Maria. E ognuna di queste cornici contiene un riquadro tagliato da un principesco lenzuolo nuziale.Nelle macchie sbiadite sui lini chiunque sia dotato di un po di immaginazione e di sensibilit pu leggere tutti i segni dello zodiaco: la Bilancia, lo Scorpione, il Leone, i Gemelli. O pu scorgervi raffigurazioni suggerite dal suo personale bagaglio di idee: una rosa, un cuore, una spada o perfino un cuore trafitto da una spada.Nei lontani giorni del passato accadeva che un lungo, imponente corteo smagliante di colori si avventurasse su per lerta sinuosa, attraverso il paesaggio grigio di rocce, diretto al convento. Principesse del Portogallo, divenute adesso regine o regine madri di altri paesi, Arciduchesse o Elettrici, accompagnate dal loro splendido seguito, si recavano l in un pellegrinaggio che per la sua stessa natura era insieme sacro e segretamente gaio. Dal campo di lino la strada sale ripida, per percorrere quellultimo tratto, la
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dama di sangue reale doveva scendere dalla carrozza e montare su un palanchino, donato al convento proprio a quello scopo.Pi tardi, e ancora ai tempi nostri, successo talvolta proprio come, quando si brucia un foglio di carta, dopo che tutte le altre faville ne hanno divorato il bordo e si sono spente, pu succedere che unultima, vivida piccola favilla risplenda e si affretti a seguirle successo talvolta che una nobile zitella molto avanti negli anni abbia intrapreso il viaggio sino al Convento Velho. In passato, molto, molto tempo fa, stata compagna di giochi, amica e damigella donore di una giovane principessa del Portogallo. Lungo il percorso verso il convento, volge lo sguardo tuttintorno per ammirare il panorama che si dispiega da ogni lato. Nelledificio una suora la accompagna sino alla galleria e alla targa che reca il nome della principessa chella ha un tempo servita, e l si congeda, consapevole del suo desiderio di rimanere sola.Una lunga fila di ricordi trascorre lenta, lenta in quel piccolo e venerabile capo che sotto la mantiglia di merletto nero somiglia a un teschio, e che li accoglie, al ravvisarli a uno a uno, con brevi cenni benevoli. Lamica e la confidente fedele rievoca la nobile vita che la giovane sposa ha trascorso col consorte regale prescelto. Ripassa nella propria mente gli eventi felici e le delusioni incoronazioni e giubilei, intrighi di corte e guerre, la nascita degli eredi al trono, i matrimoni delle pi giovani generazioni di principi e di principesse, lascesa o il declino delle dinastie. La vecchia dama ricorder come, un tempo, dalle macchie sul tessuto si traessero auspici; ora potr mettere a raffronto gli avvenimenti reali e quegli auspici, sospirando un poco e un poco sorridendo. Ognuno di quei lini, con la sua targa coronata, ha una storia da raccontare, e ognuno stato esposto per fedelt verso quella storia.Ma al centro della lunga fila c un lino che si differenzia dagli altri. La cornice bella e pesante come tutte, e orgogliosamente come tutte si fregia della targa doro con la corona regale. Ma su questunica targa non inciso alcun nome, e il lino nella cornice niveo da un capo allaltro, una pagina bianca.Suvvia, brava gente, voi che volete sentir raccontare delle storie: guardate questa pagina, e vogliate riconoscere che la saggezza di mia nonna e di tutte le antiche narratrici! Perch infatti, con quale eterna, incrollabile fedelt fu inserito nella fila quel lino! Persino le narratrici, davanti a esso, si tirano il velo sulla faccia e restano mute. Perch i reali genitori che tanto tempo fa ordinarono di incorniciare e di appendere quel lino, se non avessero avuto nel sangue la tradizione della fedelt, lavrebbero magari lasciato fuori.Proprio davanti a quel ritaglio di lino candido le anziane principesse del Portogallo regine, mogli e madri devote, tolleranti ed esperte del mondo e le loro nobili compagne di giochi di un tempo, damigelle donore e damigelle di corte, si sono soffermate pi spesso. Proprio davanti alla pagina bianca le suore vecchie e giovani, con la Madre Badessa in persona, si immergono nella pi profonda meditazione.