P. 1
Moroni. Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni. 1840. Volume 73.

Moroni. Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni. 1840. Volume 73.

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Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni. Compilazione di Gaetano Moroni romano (1840)


Author: Moroni, Gaetano, 1802-1883
Volumes: 109
Subject: Catholic Church; History; Church history; Biography
Publisher: In Venezia : Tipografia Emiliana
Language: Italian
Call number: AFK-9455
Digitizing sponsor: University of Toronto
Book contributor: Kelly - University of Toronto
Collection: kellylibrary; toronto
Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni. Compilazione di Gaetano Moroni romano (1840)


Author: Moroni, Gaetano, 1802-1883
Volumes: 109
Subject: Catholic Church; History; Church history; Biography
Publisher: In Venezia : Tipografia Emiliana
Language: Italian
Call number: AFK-9455
Digitizing sponsor: University of Toronto
Book contributor: Kelly - University of Toronto
Collection: kellylibrary; toronto

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6

C 3 7*
DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO

Al

NOSTRI GIORNI

SPECIAL JI ENTE INTORNO
AI PRINCIPALI

SANTI, BEATI,

MARTIRI, PADRI,
AI

AI

E

PIÙ

CELEBRI
CHIESA

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

VARII

SOMMI PONTEFICI, CARDINALI GRADI DELLA GERARCHIA
ARCIVESCOVILI E ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
PAPALI,

DELLA
AI

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE
SACRE,

CITTA*

PATRIARCALI,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII,
RITI,

ALLE

ALLE

CAPPELLE

CARDINALIZIE
OSPITALIERI,
EC.

E

PRELATIZIE, AGLI ORDINI
CILE

RELIGIOSI,

MILITARI,

EQUESTRI ED

NON

ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA,

EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO
SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTITÀ PIO

IX.

VOL. LXXIII.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLV.

La

presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti,
1'

per quanto riguarda
il

la

proprietà letteraria, di cui
giusta
le

Autore intende godere

diritto,

Convenzioni

relative.

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STOIUCO-ECCLESI ASTICA

T

A

R

T AR
misteri della religione,

X ARUGI
Monte, e

Francesco Maria, Cardi-

onde meritò dal

nale. Di IMoutePuIciano, nipote di Giulio III per parte della sorella Giulia del
di Gio. del

granBaronio

il

titolo
s.

dato dalla Scrittu-

ra all'apostolo

Paolo, di duce della di-

Monte gran mae-

vina parola. ììas. Pio
e l'assegnò per
sigliere e

V fu obbligalo con-

Antonio del Monte, e attinente di sangue e concittadino di Marcello II. Novaeslo dice figlio del conte Tarugiode'Tarugi,che
stro di Rodi, pronipote del cardinal

tro sua voglia a farsi ordinare sacerdote,

compagno

maestro di camera, conal suo nipote cardi-

nal Condii, nel viaggio che fece qualele-

Giulio
le

III fece

senatore di

Roma, nel quail

gato a latere a diversi principi d'Euro-

articolo con altri dissi

conte nipote

pa per
to

la lega

contro
la

i

turchi. Frattan-

del Papa.
lo

Uomo rispettabile

splendore della nascita,

non solo per ma molto più.

avendo

la città di

Napoli richiesto a

grandi istanze

fondazione della congre-

per quello delle virtù e della sua mulleplice letteratura.

gazione dell'oratorio, fu di

comun condi

Versato eccellentemen-

senso de'padri della congregazione

Ro-

te nella scienza delle divine Scritture e dei

ma eletto
ni di

all'uopo

il

Tarugi,che ne'G anin

Padri, e nella cognizione delle lingue oricalali, voltate le spalle al
fri

trattenimento

Napoli die saggio

mondo

si

of-

compagno

a

s.

Filippo Neri e a Cesa-

Caronio per contribuire alla fondazione della congregazione dell' Oratorio o
re

prudenza nelgovernodi quella nuova casa, e mostrò un zelo coardente della salute delle anime, che
tale di saviezza e
s'i

morto

l'arcivescovo,i napoletani lo richie-

Filippini
li,

(f^.), sotto la

direzione de'qua-

arricchito da

Dio

di

doni straordinari,
le vir-

Roma, Clemente VI II si sentì mossodaistin
sero per loro pastore. Restituitosi a
to superiore a destinarlo segretario della

lece tali progressi nella cristiana perfezio-

ne,.ehe divenne modello di tutte

congregazione de'vescovi e regolari, ed

tù, alle quali seppe unire robusta eloquen-

a

za uel ragionare delle cose celesti e dei

promuoverlo neh :hj3 all'arcivescovato d'Aviguone, che non si potè indurre ad

4

T A R

T

A

R
gli fu

accettatele non costretto da espresso pontifìcio comando. Giunto appena alla sua
residenza,
si

pora, lo che quantunque non
sequestrarsi dal

acli

cordato, egli dal canto suo nor mani"

die senza indugio all'aposto-

mondo

e

dallo strepito

lico ministero,

die accennai

nel voi. Ili,

della corte, con rinchiudersi nolla casa dis.

nuovamente

p. ?.88, alla

predicazione del vangelo, alcredilo e

l'osservanza della clausura de'roonasteri
delle religiose.
Il

la

riputaziogli

Maria in N'alliccila de'suoi filippini di Roma, dove pieno di vi ri ìi esimie e cospicuo per fama di prodigi da

ne che
relici,

si

acquistò eziandio presso
di questi

e-

mosse molli

ad abbracsanto

ciare

il

callolicisi.no, e

passando per Ido-

Dio operali per sua intercessione, se ne volò alcieloa' iogiugnoi6o8, d'83 anni, efusepollo nella chiesa omonima,con magnifico epitaffio poi coni u ne a lui e al car-

lo terre lo veneravano

come un

:

molti vescovi
ti

si

recarono da lontane par-

dinal Baronio,

il

quale celebrò

la di lui

Avignone, per apprendere da lui la maniera di adempiere l'episcopale miniin

santità e dottrina, e lo slesso fecero Pe-

trameIlara,Gallonio, Tufo, Bacci e altri
scrittori.

stero. Espulsi dalla
ti,

Francia

(/".)

i

gesui-

Tutti gareggiarono

in

vantar-

furono dall'arci vescovo accolti con pa-

ne

l'egregie qualità, nato fatto per trat-

terna carità,
•virtù e

come ammiratore
la

di

loro

tare cose grandi, nelle quali per diutur-

innocenza; ed è perciò che a sov-

venirli

vendè

propria argenteria e supil

na sperienza era eccellentemente addottrinato, primeggiando nella solida scienza delle divine Scritture e de' Padri, in
cui era insignemente profondo.

pellettile,

quindi eccitò

Papa

a persua-

dere Enrico

IV

al

pronto richiamo nel

La Vita
Gia-

regno. Clemente Vili tratto dalla fama
del singolare merito e zelo del prelato, ai

del pio cardinal Tarugi, scritta da] p.

como

R.icci

procuratore generale de'do-

5 giugno 596 lo creò cardinale prete di Cartolomeo all'Isola, e nel 5gj lo trasferì a Siena {V-)> dignità ch'eragli slata da mollo tempo predetta da s. Filippo; ma il cardinaleanzichè rallegrarsi, ne
i

s.

i

accolse

la

notizia colle lagrime agli occhi.

Vita di s. Fi663. TAbUGI Domenico, Cardinale. Sortì inalali in Ferrara, ove il suo padre Francesco gentiluomo d'Orvieto era uditore di rota, o meglio governatore. Apprese i
menicani,
sta in fine della

lippo Neri,

Roma

1

Portatosi in

Roma

a ricevere le insegne

primi insegnamenti in Orvieto,
prof.

la lette-

con successo tra Vincenzo Gonzaga duca di IManto va eRanuccio Farnese duca di Parcardinalizie, nel viaggio s'interpose

ratura nel collegio romano, e dal celebre

ma,

i

quali stavano in procinto di veni-

Carpani la teoria delle leggi nell'uromana, in cui riportò la laurea dottorale, altri dicendo in Perugia ov'eniversità
rasi ritirato nel
1

re alle armi,

non essendo
fu

riusciti a paci-

656 per

la

peste di

Roro-

ficarli diversi principi e signori

di

ran-

ma. La pratica

del foro l'acquistò nello

go. In

Roma

congregazione
le chiese

stabilita

deputato prefetto della per la riforma del-

studio di Celsi uditore della
ta e poi cardinale;
lui
il

romana

quale ravvisando in

dell'alma città, ed intervenne

Leone XI e di Paolo V. In quello del i.°poco mancò che non restasse eletto Papa. Leone XI protestavasi di credere, che non vi fosse alcuno in quel tempo, a cui il Signore avesse compar«'conclavi di
titi

pacità di

un vivo e chiaro talento, e una camente alta ad apprendere qualunque più ardua facoltà lo scelse per
,

uno
Il

de'suoi aiutanti
si

segreti di studio.

credito che

acquistò nella curia, de-

terminò Clemente
gallo.

X

nel

1670

a dichia-

maggiori
al

talenti e

doni più insigni,
la

rarlo uditore della nunziatura di Porto-

quanto

Tarugi.

NeliGoG rinunziò

Tornalo

a

Roma,

e tenuto indie-

quanto dissi a Siena, e domandò a Paolo V di fare altrettanto della porsede, per

tro dall'invidia,dopo essersi esercitatocou

gran lode nell'avvocatura, fu

in concor-

T

A S
no
i

TA

S

5

renza di molti soggetti eletto uditore del
cardinal Chigi che particolarmente lo sti-

nuovi provvisti de' Benefizi ecclesiastici (/".), originata per sovvenire bii

mava. Per di lui mezzo neli6S2 ottenne da Innocenzo XI un posto d'avvocato concistoriale, e nel
1

sogni della Chiesa Homi! na eia

Came-

68q

quello di luo-

ra apostolicat pe''tanti dispendii che sostengono a vantaggio delle altre chiese e
di tutti
i

gotenente
la,

civile dell'uditore della canni-

cattolici, e

per quanto dichia-

da cui Del 1694 fu avanzato da Innocenzo XII a uditore di rota. Indi dopo un

anno

a'

1

2 dicembre
s.

i6g5

lo

creò cardi-

nale diacono di

Maria

della Scala, e Io

ed iu quelli che andrò rammentando, per la spedizione delle opportune Bolle e Brevi, ed imposte a'beneficiali da'Papi, ad esempio delle
al

rai uè' tanti relativi articoli,

ascrisse alle congregazioni del concilio,

Decime che
essi le

i

Leviti pagavano

de'vescovi e regolari, ed altre; inoltre lo
fece vescovo di Ferrara, dove sorpreso da grave malattia, cagionatagli dalle soverchie fatiche da lui sostenute nella visita

sommo

sacerdote della religione ciuriceveano dal popolo d'Iministri delle cose sante, e

daica,ed
sraele

come

per diritto divino siccome prescritte da

della città e d^lla diocesi,
di cardinalato, scese nella

dopo 12 mesi tomba in Fer-

Dio: inoltre

i

leviti

possederono campi,
Indi
vi-

case e città intere nella Palestina.
nella religione cristiana
i

rara nel 1 69G, di
la cattedrale, in

58

anui.

Fu sepolto
il

nel-

chierici

non

luogo che

capitolo or-

di onorevole epitaffio. In Ferrara, nel breve tempo che ne fu pastore, fondò e apri il conservatorio di s. Matteo, poi tra-

vendo che dell'Oblazioni (T7 .) de'fedeli, da queste volontarie offerte ebbero origine
tale,
le
i

Decime

ecclesiastiche, le
i

Spor-

Beni di chiesa,

Benefizi cecie-

sferito a

s.

Apollinare, pel rifugio e
di

man-

povere donzelle. La sua vita si legge tra quelle degli Arcadi illustri, tra' boschi pastorali della quale applau-

tenimento

Pensioni ecclesiastiche, di che Spogli ecclesiastici, a Regalia eaualoghi articoli, pel necessario mansiastici, le

riparlai a

dito avea trattato

la

poetica cetra.

tenimento de'ministri sagri. Secondo ss. Padri devesi dare più alle chiese e loro
i

TASO0TASSO0THASSO. Sede vescovile della
1

ministri, di quello che
levili.

i

giudei
le

davano

a'

/Macedonia
nell'isola

e dell'esarcato

Alcune

tasse

i

vescovi

ritraevano

del suo

nome,

omonima del mapu-

da'ehierici, ed

iPapi leattribuironoal/w-

re Egeo, sotto l'arcivescovato di Tessalonica, eretta nel

sco o Tesoro pontifìcio, e talvolta appli-

V secolo e chiamata

candole a vantaggio delle chiese medesi-

una delle più ragguardevoli dell'Arcipelago, fu pure denominata Aethria.Jcria Chiyse, esorgesulla costa orientale della Turchia europea
re P/7<'.L'isola,già
.

me
che

da cui derivavano,ad istauzadi quelli le pagavano. Anticamente erano assai

maggiori, quindi iu progresso di tempo
la benigna indulgenza de'Papi a poco a poco andò diminuendole, anco ne'privilegi accordati ne' Concordali da lorocon-

inBulgaria, sangiacato di Gallipoli.
lo è fertilissimo, con cave di

Il

suoe

marmo,

forse anticamente avea miniere d'argento.

clusi co'diversi stati della cristianilà,della

Ha buon

porto, frequentato dal picil

colo navile. Si conosce
1

solo vescovo

O-

riparlai a Pace, per

natura e carattere essenziale de'quali amor della quale essi
a

norato, che nel 4 > intervenne al concilio di Calcedonia. Oriens dir. t. 2, p. 87. Taso Tasso, Thassen, è uu titolo vescovile in partìbus, dell'eguale arcivescova-

convennero
scendenze.
1

generose e paterne condi-

sovrani non ponno imporre

tasse al Clero,

za
si

il

to di Tessaloaica, che conferisce

la s.

Sede.

ed a' Beni di chiesa, senBeneplacito apò sto lieo, Sostenendo' la causa della Chiesa, si sostiene quelde'sovrani temporali, contro di cui in

TASSA DE'BENEFIZI ECCLESIA
STICK Discreta
contribuzione che paga-

la

realtà

combattono

i

labi politici.

1

beni

6
ecclesiastici

T AS
sono più degli
altri di

T AS
giova-

mento
se.

reale al principato, perei»» la loro

non solimi annatae sint solvendae de quibusdam benfficiis, Sfid
(aria apostolica

conservazione è per esso di vitale interes-

La

storia

luminosamente

lo

ha

ripe-

etiam pio Lileris apostolicis clauda sint einolunienla quibusdam offieialibus,sub-

tutamente provato,
sulii

pe' grandissimi sus-

jieciemushiediversarum monelarum va-

ricevuti da'beni del clero edalla con-

iorem

in

Camera, Dataria, et Cancellarla

discendenza de'Papi, per la podestà che hanno sui medesimi. Delle tasse pe' benefizi

receptuin prò informatione exlerorum,
qui in Curia

romana aut

gratias

impe-

ecclesiastici

concistoriali ragionai

trarunt,autalia negotiaexpediri cupiunt.

a'Ioro articoli; quelle cioè per ogni mio-

\o patriarca, arcivescovo, vescovo, abbazia

o monastero nulliùs dioecesis, a seconda delle rispettive proposizioni concistoriali, le vailo riportando descriven-

Reducitur veroomne monetaegenus Piomaea Dataria ad ducatos ami de Camera. Quoti si ponatur simpliciter ducalus
currens

do

tali sedi

e diocesi, e sono in proporzio-

non addendo de Camera atteudilur valor in loco Beneficii". Quindi riporta il valore delle diverse monete papali
effettive e

ne della Rendita ecclesiastica delleloro mense. 'Tulli questi benefizi concistoriaconferili sono così chiamali perchè si
scono dai Papa ne\Concistoro,e nelle pioposi/ioni si usano le parole, scritti o tassati ne'libri

nominali, ragguagliandole a
valore delle loro

quelle delle diverse nazioni cattoliche, e
de!
le

quali riporta

il

mo-

nete denominate ducati, fiorini, libra,
franchi, marche, marabatini, scudi e micie di diverse specie.

o registri della camera apostolica, nel dichiarare la consueta som-

ma
i

tassata. All'articolo

Denari riportai

diversi valori de' fiorini, de'ducati e di

altre

Monete pontificie^che secondo l'anromana si usano nel ragguagliare le tasse. Nominandosi orditico stile della curia

Abbiamo il libro: Tuxae Cancellariae Apostolica^, et Taxae s. Poenitentiariae Apostolicae juxta exemplar Leonis X, Romae t5i4Accedi t valor monetarwn universiOrbis in Camera, et Poenitentiaria romana
receptarum.SyU'ae Ducisi 706. A Sagro Collegio dissi delle tasse devolute a'eardinali da que'prelati, che per

camera, qui dirò che si valuta ciascuno pari a scudo uno e bai. 79, decimi 8 e centesimi 2. Il soldo poi equivale a bai. 3 e decimi 6. Cle-

nariamente

i

fiorini di

mezzo

de'

loro voti ottengono in concistoro taluna

prelatura che in esso
pa,

si

propone dal Pa-

mente XI mandò
et

al re di

Portogallo

il

come

i

vescovati e Ve abbazie o
le

mosi

decreto pontificio, diesi legge atM'Epist

nasteri concistoriali;

quali tasse poi

Brevia sclectiora
l'i
1

scritto

763, sottogennaio 1 7 io da'cardinali Act.

2, p.

dividono a eguali porzioni tra il Papa e cardinali. Questa tassa, che dicesi de'seri

ciaioli,MarescolliePaniphilj,circa

il

va-

vigi

comuni,

talvolta riceve

una riduzio-

lore dello scudo d'oro a ragione di paoli

iGe mezzo, giusta ildecretode'5
bre
1

settem-

ne dalPapa e da'cardinali,ad istanza degli Spedizionieri delle lettere apostoliche a

708, e pregò quel sovrano a farlo

nome
riali,

de'preconizzati a'benefizi concistoe per
s.

osservare ne'suoi domimi,
altri principi cattolici

come

tutti gli

mezzo del prelato Segretacongregazione concistoriale e

l'aveano ricevuto,
fis-

rio della

affinchè a
sale
le

norma

di

questo restassero
la

del sagro collegio.
ciò riducibili,
cibili,

tasse,

che per
si

spedizione delle
Il

Queste tasse sono peressendovene altre irriduspettanti agli officiali dele a'famigliari pontificii,

bolle apostoliche

doveano pagare.

p.

comechè

Pleltemberg gesuita, iYW/frV? Congreg. et Trib.CuriaeRom.p. 366:Dcmonctarii/u valore in Curia Romana, dice: » Curii,
ut vidimili capite praecedente in Cancel-

la

curia

romana

tranne qualche rarissima eccezione.
evitar siffatte tasse, allorché
stina
il

Ad

Papa de-

alcuno a mezzo della congregazione

TA
di

S
vicario apostoli-

TA
ro, a'quali soli poi in

S
appresso furono

7

propaganda fide

pei"

rò elFellivaniente a ragione di fiorini d'ori-

co, gli conferisce la dignità di vescovo in

pai tibus coll'autoritàd'un pontifìcio breve, senza promulgarlo in concistoro. Le propine o tasse dovute al Papa per ogni
vescovo che propone
di in concistoro,

dotte.

Dataria apostolica ragionai del Succollettore generale della medesima

A

per V Annate e Quidenni, tasse e porzioui
de'fi ulti delle rendite e benefizi ecclesia-

an-

covchèinpartibus, non sono meno di scu69 e bai. 2 e mezzo. Rilevo dalla nota de'coDCistori de'24 e 27 gennaio 1842, le seguenti riduzioni a tali propine e tas1

stiei;ed

3Ca:vcelleri\ apostolica delle

tas-

se di questa.

Le
de'

tasse

furono e sono an-

che proprie
(/
le
.).

Vacabili e Vacabilisti

Perciò notai a Dataria, rilevando

se del

Papa. L'arcivescovo di
di

Fermo

e

il

attribuzioni del revisore de'conti delle

vescovo

Ratisbona, ciascuno pagò solil

spedizioni,

chea

lui

spetta formare

la tas-

tanto scudi 161;

vescovo di Lumini 34;

sa spettante a' diversi collegi vacabilisti,

cjuello di Jesi e quello di

no
e
ili

scudi

108
1

e bai.

5o quello
;

Warmia, ognudi Monte
Ca25.

sopra qualunque materia beneficiale.

A

l'ia-cone

o5

e bai.

70;

quelli d'Orvieto,

Scrittori apostolici parlai de' loro tassatoli nella cancelleria apostolica. Aito-

Savona

e Noli, e l'arcivescovo di
e bai.

ge

il

riportato dal

p.

Plettemberg, § 4

:

merino, per cadauno scudi 82

Delle suddette lasse denominate de'servigi comuni o minuti servigi, e proprie ancora d'alcuni famigliari pontificii e di
ficiali

Oido expeditionìs Literarum.»Huìl3kdi' cto modo conscripta taxatur ad baneum
Scriptorumper rescribendarium,taxatae

of-

suam appouit manumcomputator,
viti!!-

et sol-

romana, ne parlai a Famigliare, dicendo delle Sportale (/ .) ; a Dataria, ragionando delle Anna le e de' Quindennij ed a Denari, descrivendo le già ricordate diverse qualità di monete, indicate cou denominazioni ancora in uso nella romana curia per le tasse. Leggo nel cardinal Garampi, Saggi di osservazioni sul valore dell'antiche monete pontidella curia
fìcie, p.

scriploribus taxa.

Deinde nùttitur

ad Abbreviatoresde parco minore,seu miuoris praesidentiae, quorum unus perleclis literis

nomen

adscribit, et acceptaju-

xta laxam pecunia bullam ad Abbreviatores majoris presidenliaeremittit.

Ex bis

duo quoque ab hoc deputati nomen suuui
paulo infra subscriptionem AbbreviatoiiIjus

minoris praesidentiae supppnere so-

secolo
la

4 e I2 crie 8'à Sl1 decadere del XI li e sul principio del seguente.,
>
'

leut.

Deinde deferuulur

literae

ad

Solli-

cita tores

literarum apostolicarum, quos

maggior parte

delle tasse di cancelle-

ianuizeros vocant, quibus solvuntur

duo
ve-

ria e de'proventi

camerali pontifìcii trola

ducati, totidemque caroleni de cancellarla
si

vavasi ridotta a fiorini d'oro,

più cele-

taxatae sint trigitita ducatis,

si

bre moneta battuta da' principi d'Italia
negli ultimi scorsi secoli,e quelli coniali nel
1

252 da Firenze oscurarono
gli altri

i

precedenti,

unus tantum ducatus et duo caroleni. " Quindi parla delle altre consuete tasse clie vi appongono gli altri
ro infra, solvitur
officiali della cancelleria,

ed eccitarono

a batterne de'simili,

secondo

le

rate

cornei Papi, incominciando da Giovanni

loro spettanti, finché

la

bolla passa all'e-

XXI

del 3 18 in Avignone. Le tasse de' minuti o comuni servigi erano già fin dal tempo di Bonifacio Vili deli2q4 ridot1
1

same del Reggente della Cancelleria. «Deinde supplic.itiones tradii custodi,qui eas partibus accepto a singulis uno julio
restituii et bullasadscripla

te nella

più parte a fiorini d'oro; e sebdi

primum

rna-

bene molti de'prelati

Francia

le rite-

nu sua

in

margine

(itera

majuscola A, a

n estero a lire tornesi, molti della Gran Bretagna a marche di sterlini, e molti di Germania a marche d'aigeuto, pagavansi pc-

lalere dextro, a sinistro vero I,etcircum-

duciis lineis circa taxjsscriptorum et al>

breviatoruin in bulla detenniuatas, finita

8

TA

S

TAS
quo plumI Papi perchè non fossero gravate le parti che ottengono una qualche grazia ecclesiasl.„a, soggetta a pagamento di tasse (non essen-

cancellarla tradit pluuabatori, a

perceperint foie obligatos. "

bantur et cordulis alligantur. Quo llicto neino potest in illis aliquidaddere,aulex illisdetrahere,vel minueresineincursuexr.ommunicationis latae \nBulla Codiar." Si può vedere Registratori delle lettele apostoliche. Delle pene contro quelli
cliealteranoo falsificano
ti

dolo tutte), prescrissero idonei provvedimenti. Gregorio XVI formò una congregazione per stabilire che a pie
di ciascula

le lettere,

decre-

na grazia ecclesiastica
spesa incontrata, e
i

si

notasse

viva

e Rescritti pontificii, ne tenni proposito
in quell'articolo,
il

diritti di

spedizione

anche

ed a Sigilli pon-

e di agenzia, che

la

dataria ne* suoi Ira-

tificii. Asserisce

p.

Plettemberg: »Ta-

sunti e brevi incominciò ad eseguire;e questo savio sistema die
ria
ci.

xa haec statuta ereditili' a Joanne XXII, Avinione cum Curia ibidem esidei et, et conlinetur in libro, qui asservatur iuCani

norma

alla segrete-

de'bre vi e ad

altri dicasteri ecclesiasti-

Laonde

sui brevi stessi pontificii

Greagli

celiarla apostolica,
tili
-

quem

se vidisse testa-

gorio

XVI

volle che

si

ponesse l'importo

Corradus inprax. Disp. Ajxjst. I. 6, 4> una cum alio libro, qui coutinet vaJorem beneficiorum consistorialium, ex quibus aunataesolvendaesuut."Cenedele.

della tassa,

compreso l'emolumento
e ne' rescritti
,

officiali della

segreteria de'brevi,e le spesi

se per la

medesima;

di-

chiara

,

se gratis concessi

o quale lieve
in

to

XIV

colla bolla

Cum sicut, de'2 5 genlutti
i

tassa fu pagata, e

quanto può darsi
il

comche

naio 1741» dichiarò che
de' benefizi ecclesiastici
d'

provvisti
I'

penso

al

procuratore o agente
e ottenne

di affari
11

hanno

obbligo

domandò

concesso.

p. Plet-

impetrare

le lettere

apostoliche dalla

temberg parla ancora, cap. i3:
cretarla apostolica^ § 3
1 ,

De

Se-

ad essa le tasse e altri emolumenti. Inoltre il p. Plettemberg, De reliquis qfficialibus Cancellariaej § 1 4, Qui ultra taxas nil exigere ani accancelleria, e di pagare

xa Brevium,
taxas

dichiara.»»

Quae sit taQuod attinet ad

ciperepossunt, dichiara: «

Ne

vero excesiti

Brevium,sciendum indù Igentias, aliaque spiritualia gratis omnino concedi, adeo ut secretarla suppeditet expensas

sus fiat et abusus coni mitlalur

exigendis

membranorum

et

scriptorum,soIum

pecuuiis prò expedilione lilerarum apo-

stolicarum aliarumque gratiaruiu provi-

sum est a
si

J Lilio II, per conslitutionem./ìV1

quibusdam extraordinariisdari solet modicum aliquid forte in compensalioneui expensarum. Caetera vero
in casibns

Roma?iusPoiiliJ(\i[de'óo marzo 5
per Regulas Cancellariae. Julius

1

2),

Brevia suas habent determinatas taxas;

et

II

e-

exempl.
terstitiis

grat.

nimPontifex ne olliciales Cancellariae totiusq. Curiae romanae qtiicquam ultra taxas aul postulent,aut accipiaut sub gravissimispoenisinhibuitjiiimirumsubpoena exeommunicationis latae senlentiae,

solvuntur

prò dispensatane super in4 ducati de camera ,

pio

aliis

dispensationibus oidinariis sol-

pio prima vice 100 ducatorumauri de camera; prosecunda suspensionisesercitii et perceptiouis emolumeutorum ad sex menses Fabricae basilicae Principis aposlolorum Urbis applicandorum; prò terci
tia

vuntur 5. At vero in gravioribus negotiis taxa est varia, prò varietate et gravitate negoliorum. "Dipoi in qualche modo aumentarono le tasse.e furono imposte a materie

che prima n'erano esenti; ciò derivò
tesoro pontifila triste iliade delle

dal depauperamento del
cio,

colpa

viceude po-

litiche de'tempi, l'indispensabile

aumenim-

vero vice, quibus contra fecerint pri-

to degli stipendi agli officiali e altri
piegati,

\ationis ofiìciorun),poenis ipso facto iucurrendis. Iusuper declaravit contra facien-

ed ancora per una salutare remoall'

ra e freno
lità delle

eccessiva e frequente facidi grazie spirituali e

tesudrestitueudumquidquid ultra taxam

doraaude

-

T
d'indulti,

A S

T

A S

degenerate perciò in abusi; non di* per la maggior venerazione alle cose
sagre, e pel

e con discrete contribuzioni, in

so di quanto somministra
Btolica pel

la

9 compencamera apo-

mantenimento

dell'osservali-

za della benigna disciplina ecclesiastica,

mantenimento de' Tribunali ecclesiastici, delle Congregazioni cardi'
nalizie, delle Segreterie del hi
in servigio di tutto
s.

chedeludevasinell'agevoleconcessione.sia
d'indulto, sia di dispensa, sia d'indnlgenzc.

Sede.

l'immenso

cnttolici-

Altrettanto
freno di
tali

si

elica

delle tasse e poten-

smo
tori

te

multe pecuniarie, delle Didi

alzarono

spense sui diversi gradi
contrarre
il

parentela per

5 parti del inondo. Allo voce validi e dotti propugna contro nemici della cbiesa romana,
di tutte le
la
i

Matrimonio, che si ottengono perla Dataria secondo gradi d'inapeilimcnto, onde porre un argine morai

calunnie ed esagerate accuse, fra 'quali qui mi piace ricordarne alcuni, per poi con loro dire qualche parola. Madi siffatte

lissimo alle passioni, pel
la società, proclivein

buon ordine

del-

violareles. leggi della

macbi, Del diritto libero della Chiesa di acquistare e ili possedere beni te/uportili
chetti,

Chiesa, esigendo un'eccessiva indulgenza
tasto pregiudizievole al

mobili che

stabilì,

i

769. Marviene
ti

buon costume.

11

Del denaro straniero die
e che ne

vescovo Cecconi, Istituzione de'seminari
vescovili, tratta di diverse specie di tasse ecclesiastiche,

ed eziandio della tassa

va per cause ecclesia sii. clic, calcolo ragionato, 1800. Ferrini, Calcolo ragionalo su le. ricchezze del
clero cattolico, Orvieto 1842. Allorché
gli

Roma

su'benefìzi ecclesiastici in favore de'seminari diocesani, per l'erezione e

zione,

manutenper le scuole specialmente di gram-

apostoli percorrendo
le

la

terra co

m po-

nevano

chiese, evi lasciavano pastori
il

;natiea e canto gregoriano.

è fondato su quello che
le

hanno

Questo diritto Poveri e
i
i

e ministri, subito cominciò

rapporto

delle chiese ricche e delle povere, cioè di

necessità della Chiesa su tulli

beni ec-

quelle che potevano dar qualche soccorso alle più bisognose, e del dovere che l'u-

desiastici; è

un

sussidio dalo in mancati-

za di altro

modo

per sopperire alle spese,

ne accorressero
se stesse e

al

soccorso delle altre,

onde provvedere le chiese di huoni ministri, e non ne va esente neppure la tnensa vescovile.

Quell'apostolo, che avea fondatole chie-

che ne riteneva
la
si

il

principal go-

Pub

imporsi ed esigersi priIl

verno, avea
aiuti

suprema ispezione sopra gli

ma
Bai

dell'erezione del seminario.
s.

cardidi

che

raccoglievano colla Colletta

Carlo Borromeo arcivescovo
fissò la tassa al

Mis,

e le

iano
l'io

10 perioo; Papa

V
">

la

ridusse al 5, e Benedetto XIII

Oblazioni de'fedeli, e si distribuì vano poi nel modo che prescriveva. Il celebre esempio di s. Paolo, che avea fondato le chiese di Galazia e di Corinto,

ordinò che fosse non meno di 3, nò più ilei per cento. Il vescovo può accrescerla e

può

servirne di luminosa idea, di quel Capo

diminuirla con giusta equità. Si deil

stolocioc

il

quale conforme

alle

parole di

ve imporre senza parzialità, e secondo

Gesù Cristo fondatore
chiari» che quelli

della Chiesa, diI'

preciso bisogno;esi deve stabilire su'frutti

che annunziano

evan-

liberi, detratti

i

pesi,

che perciò se

n'e-

gelo devono vivere dell'evangelo. Mentre
gli spirituali

sige nota giurata. Si

stante
cuti

deve pagare non oqualunque ùubi/.ione,procedeudosi
i

di lui

figli

viveano in pace
In

sotto
di

la felice

legge evangelica,

chiesa

pene contro

negligenti.

Gerusalemme gemeva
romani

sotto l'oppres-

La Sede apostolica
lefici

ed

i

Sommi
le

Poti-

sione dell'ostinata Sinagoga, e de corrotti magistrali

furono anche segno

d' acri censii-

fanatici idolatri.

re e indegne contumelie, per

tasse
si

che
pa-

E
da

sebbene

ila

altro vescovo fosse retta e

pe benefizi e materie ecclesiastiche

altri fosse stata

fondata la chiesa diGele

gauo

in

Roma,

uello debile

proporzioni

rusnleiwnc, non ostante anche

chieso

io

T A
s.

S
ncsse
il

TAS
decoro della suprema podestà
in oriente e
,

dell'apostolato di

Paolo pensavano a
fratelli,

trasmettere soccorsi «'bisognosi
e

donò
dente

s'i

molto più

in oeei-

mandar denaro

fuori di territorio rac-

i

Patrìmonii della s.SetSt. Le rea-

colto nelle collette della domenica. Tosto principe degli apostoli s. i successori del

dite della
la

romana

chiesa a benefìcio delsi

cristianità vieppiù

aumentarono

ne'

Pietro fecero in

Roma
i

altrettanto, e Pail

seguenti secoli, colla Sovranità de" /fo-

na

s.

Solerò del j5, secondo

pio e gè-

mani

nei'OSO

costume da' suoi predecessori udalla nascente Chiesa, fu largo

salo

fin.

Pontefici e della s. Sede, coli' oNazione del Denaro di s. Pietro, e cogli Stati e regni tributari alla s. Sede, il

d'inviare soccorsi in riruotissimi luoghi,

tutto originato per mirabile disposizione
della divina provvidenza, dalla

massime

a'perseguitati confessori della

fé-

spontanea
van-

de, nel dare caritatevoie ospizio

a'nume-

volontà de'popoli e dalla pia munifìcenza de'principi.e ne derivarono
laggi alla diffusione del

rosissimi stranieri accorrenti in Roma, oltre
il

sommi

mantenimento

della copiosa

Mas.

cristianesimo e

tricola fìssa de'poveri addetta alla chiesa

all'indipendente esercizio del
postolico ministero,con

romana. Convien dunque credere, die
Solerò, e molto più
i

supremo aimmenso utile del

Papi predecessori,
sussidio, per rif'onil

ritirassero dalle opulenti e roen perseguilate chiese
ilerlo

catolicismo e de'Sovrani, per quanto i Papi operarono indefessamente in loro
vantaggio, e pe'giandiosi soccorsi ad essi
elargiti in tutti
i

amorevole

ove più ne conoscevano

bisogno,
del-

bisogni, siccome padri
toccai ne'

Cessali gl'impedimenti al
le

commercio

comuni; ampio argomento che
citati e altri

chiese tra loro, e acquistatosi da' criil

corrispondenti articoli.

Meo-

sliani

pacifico esercizio della divina re-

tre le possessioni della

Chiesa restarono

ligione, di sua natura e

conforme

al si-

tutte in

un corpo
le

e sotto

uno

stesso go-

stema

ecclesiastico,

il

romano

Pontefice

verno,sebbene
tener per se
alla
le

rendile erano divise, in

presiedette e vegliò al riparto degli op-

seguito ciascun ministro incominciò a rioblazioni die
le
si

portimi soccorsi, siccome pastore stipreino di tutto
il

facevano
solevano

gregge

di Cristo, e succesgli altri

sua chiesa,
al

quali già
le

si

soie ed erede di quello acuì tutti

portare

vescovo, acciò

dividesse;

ma

e gli stessi apostoli erano subordinati.

La

per ricognizione della superiorità episcopale,ciascuno dava
la 3.

sollecitudine che

incombe

al

controversia di tutte
gli

le chiese, lo

Papa senza ponee-

parte al vescovo,

e qualche cosa di più per onore, che fu

solo fra lutti in grado di conoscere lo

poi

chiamalo

il

cattedratico, perchè era

stato di ciascuna, e quindi di vedere in

dato per riverenza della cattedra episcopale.

il

un colpo d'occhio ove sia il bisogno e ove comodo di sovvenirlo. Dice il Marclietse le cose
si

Dunque con

più di ragione dovea
al

somministrarsi qualche cosa
cristianesimo, e siede sulla

Papa, che

ti,

dovessero oggi far da capo,

sostene\a tante cure e dispendii per tutto
il
i

uà, che per

sarebbe impossibile trovare altra persogli oflìcii della sua rappresentanza fosse più adatta all'intento per l'autorità della sede, più efficace per l'esecu-

/ cattedra

dell'episcopato. Molti vescovi intenti a
ingrandirsi, riuscendo molesti alle ricche

abbazie e a'pingui monasteri,

gli

abbati

zione,e pei l'eminente sua dignità più prò-

pria a riscuotere di nel

la

fiducia

comune. Quin-

monaci, anche per soggezione, trovarono
e
i

sottrarsi dalla loro
il

modo, ricorrenli

IV

secolo già alla chiesa

romana

do

al

Papa, cheli pigliasse sotto l'immes.

da straniere provincie pervenivano soccontinuando essa gli aiuti a quelle chiese che ne abbisognavano; poco dopo
corsi,
la

diala protezione di

Pietro e
il

esentasfu a pò-

se dall'autorità de' vescovi,

che

co

a

poco consentito, pagando
alla chiesa

gli

esenti
pi in-

pietà de' fedeli, acciò

il

Papa mante-

un censo

romana. Dato

TAS
breve lem pò grandi monasteri restarono contalli giunti alla s. Sede. Intanto poco osservandosi il divieto di non alieuare beni
cipìo a questa esenzione, in
i
i

TAS
avendodovuto
merosi
officiali,

,

,

istituire

per regolai la nuincominciarono a imporbila

le delle tasse,

mentre trovavausi più

sognosi onde estendere
sul cristianesimo quasi

loro vigilanza

di chiesa,

che per

la

romana avea

fatto

Papa
tori

s.

Simmaco
i

nel "02, e gl'imperaa tutte le chiese, tran-

dappertutto propagato, in servizio de'molteplici bisogni

aveano esteso

spirituali di tanti milioni di cattolici, e per

ne per nutrire

poveri e riscattare schiaabusi di
la

vi e prigioni, rinnovatisi gli

dis-

numerosi missionari che spedirono nelle remote regioni d' Asia e di
sostentare
i

sipazione, molti concilii ne fecero
bizione.
delle
i

proi-

Africa, per la conversione degl'idolatri,
degli scismatici e de'

Vedendo Papi I' inosservanza leggi, non mancando pretesti a'predeluderle, fecero diverse ordina-

maomettani. Tra-

sportata da Clemente

V

la

residenza pa-

lati [>cr

pale in Francia e

zioni dal 1000 (ino al i a5o, prescrivendo certe forinole di solennità, le quali servivano per freno o impedimento; tultavolta non riuscendo sufficienti, Innocenzo IV cominciò a dichiarare nulle le a-

Avignone, ne profittarono della lontananza prepotenti siin
i

gnorotti delle città e luoghi del dominio

temporale; diminuite perciò
essi
ti

le

rendite da
sla-

usurpate,

come purequelledegli
Clemente

tributari e censuali,

V

si

tro-

lienazioni fatte senza quelle condizioni; e

Gregorio
se

X

nel concilio di
si

Lione

II,

nel

vò nella necessità peh.°a riservarsi una piccola porzione sui frutti d'alcuni benefìzi

1274 ordinò che non
non

potesse alienare,
li-

ecclesiastici, che

anticipatamentesi pa-

nelle suddette necessità, colla

ga dal nuovo provvisto, in luogo di quel

cenza ancora del Papa.
ti

Ad

eliminare mol-

censo o pensione annua che moltissime
delle suddette chiese monastiche e altre

insorti abusi,
la

Clemente IV del 126'j
plenaria disposizione di

decretò, che
tutti
i

pagavano per l'innanzia quella
e col

di

Roma,

benefizi ecclesiastici vacati in cual

nome

di Annata

fi

ce tale riserva im-

na, apparteneva
ferirli e

Papa, quindi di con-

posta sulla sola Inghilterra, ove probabil-

dispensarli

come

beni di chiesa,

mente andava
dell'antico
essa e

a

di cui egli è

sommo Gerarca, comandanli

denaro

do

a quelli che
gli

ricevevano

la

Residen-

za, e

obblighi inerenti a quelli che ri-

ceveano benefìzi semplici. E siccome sarebbero tutti beneficiati obbligati alla
i

da altre stolorum (T ,). Il successore Giovanni XX4I, che altri fecero istitutore dell'annate, l'estese
all'

pagamento da nazioni ad Lìmina Anoil

mancare
di
s.

Pietro, offerto

Irlanda e
1

al

principato

residenza; e perchè è volgarissimo
to: Bcneficiiun

il

det-

di Galles, e dipoi nel

3

r

q coll'extravagli

datar propter officiami
il

gante

Cum nonnulla,
s.

per

urgenti bi-

acciò non restasse

beneficio semplice
cosa vana,
le

sogni della
le

Sede

in

que'torbidi tempi,
il

senza un offizio e
(

come una

riservò per 3 anni in tutto

mondo

canoniche che prima erano celebrate nella chiesa da tutto il clero, facendosi poi alcuno lecito di recitarle privatamenire
te,

cattolico;

laonde quel Papa fu istitutore
il

dell'annate per tutto

cristianesimo, do-

po averne dato
il

in piccola

parte l'esempio

acquistarono
il

il

nome

di Offìt

ium disalvò
la

predecessore; epoi impose ancora l'obbenefizi ecclesiastici, che per essere u-

vinimi,
ti

quale essendo celebralo da tuto in privato,
si

bligo di pagar l'annata ognii 5 anni a tutti
i

o in

comune

verità

delh proposizione: Beneficiumdatiw propter ojfìcium divinum cioè per
.

niti

a'monasteri o luoghi pii mai non vacavano, la ijuale lassa fu chiamata Quia*

recitare

1*

L ///zio

divino senza risiedere
1

nelle chiese. Esercitando ormai

l'api pie-

dennio, e poi da'successori regolata, come dissi al suo articolo. Per ovviare ai
tumulti che insorgevano nell'elezioni dei

ni autorità

sulla

materia beneficiaria, e

2

1

T
il

A S
provvedeva
le fre-

T

A S
di dirsi

/ 'escovi,
li,
il

diritto eia passato a' Capito-

ne che nella curia romana inrcce

e nelle differenze Ira essi

annate,//^;;!- /////////(comunemente e più

Papa. Ma Giovanni XXII per quenti dissensioni che nascevano

in Ita-

te,

lia nell'elezioni, se

ne riservò

la

maggior

propriamente si appellano. Di più avverche le tasse per determinare il quantitativo di queste mezze annate, desumendosi sugli antichi registri di dataria, nei
la

parte, che poi
to
il

i

successori estesero a tutin seguito la

inondo, concedendone
diritto

quali è segnata

rendita

annua
il

di ciadi

nomina o presentazione
vandosi
il

a sovrani, riser-

scun benefizio, com'era a'tempi

Gio-

ili

confermarle e preco-

vanni XXII;

in oggi

che

fruttato dei

nizzarle in concistoro, e così ehbero principio le tasse de'benefizi concistoriali.
le

fondi è generalmente aumentato,!!! realtà

Per
be-

regole di cancelleria, secondo

il

Mari

chetti,
nefizi,

sono
che
si

riservali al

Papa

tutti

riservarono Giovanili

XXII

e l'immediato successore Denedetto XII, comequelli che eccedano il valore di 200
fiorini d'oro, e altri di specie diversa; e

non si viene a pagare nemmeno la 3." parte dell'annua rendita. In Germania, per confessione del canonista Wagnereck, le replicate riduzioni aveano fino dai suoi a tempi ridotte le annate appena alla 5.
parte dell'annuo frutto de'benefizi, ed altre riduzioni
il

si

fecero dipoi

,

riportando

aggiungerò, così quelli vacali per causa

Marchetti una nota delle riduzioni deld'alcune chiese della

Y.Tra

d'Eresiai Simonia, pel decreto di s. Pio Padrole eccettuazioni vi souo
i

le tasse

Germania

nel secolo passato, ribassate alla metà, a

nali, le Alternative, e

il

disposto ne'Co//ri-

un
per

3.°
la

ed anche meno. L'ultima di esse
chiesa di Zagabria, cheavea

cordati. Inoltre avvertirò, quanto alle

2000
anna-

serve, di avere altrove notato, che ciascun

fiorini di tassa, fu ribassata a
cia, pel

loo.In Franle

Papa
gna

al

principio del suo pontificalo se-

concordato

di

Leone X,

(prima si stampavano, e ne riportai diversi esempi nel voi. LXIX, p. 227, 228, 233 nelle due colonne), in cui sono espresse tutte le riserve apostoliche sia confermando
le

Piegole di Cancelleria

te

si

ridussero alla metà della tassa, che
curia dicesi di patria ridotta.

in

istile di

Qui noterò, che sebbene
be
il

,

quelle del predecessore, sia rinnovandole,

ciò

che fece Leone XII. Papa Bonifanel
1

cio

IX

3g2 stabilì
i

l'annata

ir»

perpecontiscritto-

la s. Sede avrebmezzeannate, pure su queste sogliono accordarsi minorazioni sì forti, che talvolta non se ne paa ga che la 5/o 6. porte, condonandosi anche interamente. Le mezze annate poi

diritto sulle intere

tuo sopra
pale,

tutti

beuefizi di collazione palo stile

la

minorazione soltanto
il

si

percepisce

che nella sostanza è

quando
fizio

certo frutto di ciascun beneil

nualo sino a'nosln giorni. Alcuni
ri

superi

valore di

24 ducati d'o-

dichiararono Bonifacio

IX

istitutore

dell'

annate, ciò deve intendersi il perpetuo stabilimento di questa tassa. Dice il Marchetti, l'annata che il Papa ritira sui benefizi ecclesiastici maggiori, detti
concistoriali,

Aggiunge Marchetti, che per uso orinai introdotto da molli anni, si può dire che in dataria non si spediscono più
ro.

bolle senza

il

così detto

mandato

di di-

visione, vale a dire con

un cousiderevole

come sono
minulum
la

i

vescovati e le

ribasso, che sovente va al 3.° e più della
tassa fissata.
tarsi

abbazie nullius, in
si

istile di

curia chiama-

Laonde è agevole l'argomen-

commune
il

et

servìtium, e per

essa

Papa o

dataria

non

ritrae già

l'intero fruttato del beneficio,

come

altri

erroneamente scrissero, ma sibbene si riserva la metà de'frutti annui, per regola
espressa di Bonifacio

IX

;

dal che avvie-

quanto sia discreta la contribuzione, che il nuovo provvisto dà per una sola volta alla s. Sede, che sarà spesso minore della 3." o 4-* parte de'frutti ch'egli va a ritirare in un anno dal beneficio. Veramente non è esulto quanto il beneweri»

TA
to

S
il

T A
non muoiono come
ogni
to di
1

S
beneficiato,
si

i3

Marchetti

asserisce, clie in dataria or-

il

ma- non ispediscansi bolle senza
dalo
di divisione.

man-

sciano più luogo a vacanza, e

ne lapagano

La

verità è questa, che

non
ti

ispedisconsi bolle senza accordarsi for-

5 anni. Discorre pure del pagamencomponenda nelle materie benefioccasione di provvista nella qua-

condonazione tlelle tasse, ciò che appellasi gratis praèter exercìtìum. Se poi vuoisi per
ribassi

ed anche

coli' intera

ziali, in

le vi sia

bisogno

di

dispensare da qualche
le

legge canonica,
del
le

come per

componende
il

somma

indulgenza e

in

considerazione di
ri-

dispense matrimoniali; e questa spe-

particolari cause,

anche accordale un
si

cie di rendita torna

ad avere

doppio

basso su questi esercizi, allora

accorda

profitto dell'altre limosine ingiunte per
le

un mandato di
data

divisione, ripartendosi
le

una

dispense. In

tali

occasioni,

comediCW-

somma

per tutte e singole

spese

diutorie, delle quali riparlai a Successobe, Rinunzie in
se
la

eziandio

di loro
il

natura

irriducibili.

rissimo poi è
officio,

caso della spedizione
il

Raex

favoremec, che sono cosi

contro jus e odiose,
la

risarcisce quelsi

ed allora

provvisto non incon-

specie della violazione della legge, e

tra alcuna spesa; e ciò

avviene pure per
Russia.

cerca dì rendei

più infrequente, con

dispensare
lontani,

i

poveri d'alcuni regni estati
Baviera, Prussia
,

come

ec. Riguardo a 'benefizi minori, dice ilMar-

imporre quella limosina o imposizione. chiama in curia componenda, quella tassa che dalla Dataria (nel quale artiSi

chetti che per antica legge essi sono ec-

colo parlai dell'officiale amministratore

cettuati dal

pagamento della mezza annata, quando la loro rendila non oltrepassi
di
il

generale delle componende)
le

si

esige,

per

valore

ammodi 24

ducati d'oro

camera, cioè a dire 4' scudi (meglio 4"2, valutandosi ciascun ducalo imo scu-

nominate dispense matrimoniali e materie benefiziali, perchè si proporziona e compone secondo le circostanze delle ragioni più o

meno

urgenti d'accordar

la
le

do

e bai. 7 5); ed alcuni per

non pagar

la

dispensa, per rendere
ferite

meno
uno

frequenti

lassa,

contro

le

regole di cancelleria, che

che

si

fumo
il

alla legge del

pubblico

prescrivono nelle suppliche doversi espri-

ordine, ed

denaro

è

de' fieni più

mere

il

vero valore de'benefìzi,diconoche

capaci di tener l'uomo alle regole, e tale
tassa
si

frutta ?-4 ducati d'oro. Alcuni trovarono

eroga in piissimi
,

usi,

come

affer-

malechei provveduti fossero costretti anticipare il pagamento d'una parte de'frutti del loro benefizio, prima di ritirarli; ma la s. Sede fu costretta dall'ingratitudine de'provvistia ritirare anticipata questa contribuzione, poiché dopo ricevute

ma

il

Marchetti

ed

io

rimarcai

a' suoi

luoghi, nel ragionare di questo capo d'entrala ecclesiastica; dicendo puredi quella degli
sa
vi,

che

Spogli ecclesiasticijb dell'altra tassi paga in occasione d'alcuni brele stesse

pe'quali militano
le

ragioni ad-

curavano di pagar la camera apostolica. Chi poi veramente non ha denaro, con un breve si abilita al possesso, e dopo 6 mesi ritirali frutti paga la mezza annata, e si prolunga bisognando la proroga, indi soddisfatta la tassa si
le

bolle

non

si

dotte per

dispense matrimoniali. Im-

perocché le dispense da alcune leggi canoniche, e specialmente dall'età e da'tempi

i

prescritti

per ricevere
tali

gli

Ordini sa-

gri, che con

brevi

si

accordano, sono

della stessa natura delle matrimoniali, e
si

spediscono
passa a

Quindi il Marchetti, trattare de' Qui nel emù. altre anle bolle.

nate sotto diverso

titolo, ch'ebbero la ragionevolissima origine nell'unione de'be-

Delizi ecclesiastici a'capitoli,nionasteri,ca»>e

regolano e si giustificano quasi cogli argomenti medesimi, del risarcimento propoi zionato che si dà all'ordine pubblico, e della difficoltà che si aggiunge all'estensione della legge. Queste tasse sono gei

religiose, collegi e altri luoghi pii,

che

neri d'entrala straniera di

Roma,

per

le

i4

T

A S

T

A S
»iori di

quali si è sempre irragionevolmente men.ito tanio rumore, sebbene in parie rim-

quelli

piazzarono

i

sussiclii,

i

censi, le oblazioni

provenute d'altronde. Confuta che IJjmpoverimento diRoma sia derivato al mancare delle rendite straniere. Ragionai in
più luoghi,
lici

straniere che aulicamente s'inviavano alla
s.

Sede, per ossequio alla chiesa

ma-

come
a'

i

Papi per accorrere ge-

trice,

in tal

onde riconoscere e onorare anche guisa il Primato. Loda Marchetti
utilità, cioè di

osamente

bisogni della chiesa uni-

versale e difendere principi e popoli da for-

l'uso delle discorse tasse, poiché concilia-

midabili nemici infedeli,
stretti

si

trovarono coapostolica,

no mirabilmente due
daralla
i

man-

d'indebitare

la

camera

.chiesa

la

consueta contribuzio-

quindi ad istituirei Vacabili ei
ili

Luoghi

ne, e di farla nello slesso

tempo

servile
Il

all'osservanza delle legyi canoniche.

me-

Monti..e in parte tuttora ne risentono le gravanti conseguenze, anzi furono obbligaticaricared'iuiposizioni e

todo poi

di rivolgere quelle stesse contriin

Dazi propri
i

buzioni di carila

una specie

di salva-

suddili;avendo rilevato a Rendita ecclesiastica,

guardia del sistema ecclesiastico, e di ridurle a un freno contro le trasgressioni
de' canoni, egli è

uon

solo quelle tenui del

Papa
ail

e de' cardinali,

ma

quanto

la

camera
tutto

un accorgimento

tutto

postolica spende pe' cattolici di

pieno di sapienza, che lo spirilo di Dio,

mondo, ed
le

iu moltissimi articoli riportai

che sempre regola la sua Chiesa, pare che abbia riservalo a'tempi ue'quali il raffred-

discrete provviste de' prelati, e gli
Il

ono-

rai iide'faniigliari pontificii.

Ferrini e-

damento

della carità,

il

soverchio

amore

gregianieute nel suo opuscolo svolse due
disquisizioni. ÌVellai/dimostra la ricchezza

dellecose terrene, e l'indebolimento delle
idee religiose, rendevano più necessaria u-

della tribù de'Leviti paragonata a quella
di ciascuna delle altre!
i

na giustificazione della chiesa romana su
questo delicato punto, e uno stimolo a quei
sussidicene
la

tribù israelitiche
:

edellei i complessivamente. Nella2. 'cal-

salute ecclesiastica esigeva
Iti

che non mancassero.
la

sostanza

il

dotto
al-

approssimativameute per ciascun ecclesiastico cattolico l'annuo
cola qual sia stato

Marchetti dimostra, essere conforme

reddito de'beni della chiesa nell'epoca più
ilorida,ftitlo

ragione, all'umanità naturale,e special-

eguale riparto. Quindi chiail

mente
si
"vi

Vangelo, che dalle chiese ricche traggano aiuti per le chiese povere. Che
al

ro ne deriva

gran divario

fra le ricchez-

ze del sacerdozio dell'antica e della

nuo-

sia

uno che presieda
e

a questo riparto,

va legge;rimarcando vari articoli relativi a'privilegi

sti sia

evidentemente alla cosa. E che quedebba essere il Papa, lo dimostra la convenienza e la tradizione ecclesiastitempi la chiesa ca. Prova, che in tutti romana ha ritratto delle rendite dalle alè utile
i

ed esenzioni accordate daDio

alla tribù di Levi, e la

no

di tulio quel popolo.

forma del goverEgualmente ri-

tre chiese. Descrivecon
li

documenti
in oggi
il

in

qua-

impugnò alquante imputazioni clero cattolico, dimostrando vantassi recati dal medesimo no
marcò
e

maligne contro
i

il

modi venga

a

Roma
qual

denaro
temfosse
tali

per salutari e giuste
calcoli autentici

tasse.

Riporta con
in altri
le tasse.
si

alla società, e che le ricchezze ecclesiastiche derivano da libere donazioni, da in-

somma

dustriose fatiche e da

commendevole

e-

pi vi veniva,

quale ne'nostri per

conomia del
ni,

clero; soggette a'pesi

comudenaro

Come

la

chiesa
si

romana, sebbene

a imposte e sussidii straordinari, e più

ritenuta e

ritenesse ne' propri usi

de' secolari. In fine discorre sul

tasse sussidiarie straniere, nittno se ne po-

straniero, che percepiva

Roma

per tasse e

trebbe dolere ragionevolmente, né trovarvi ingiustizia.

imposizioni sui beni ecclesiastici prirnadei
noti sconvolgimenti

Come
in

i

Papi hanno impie-

gato e impiegano

aiuto delle chiese stia-

d'Europa del declinar del secolo passalo e de'primordi del

T
chi. di

A S
ili

T
Marna*
in pri-

A S
lo

i5
spianto

corrente, anche con l'autorità

bile della coite

romana, ecco
la

Marchetti

e altri.

Riporta

tanto deplorato del cristianesimo, ed ec-

ma

i

\

titoli trattati di

sopra, sul denaro

co con quanta giustizia

capitale del
la

che veniva a Roma pegli Spoglie Tasse ammontando il calcolo a 263,900, che inesco a confronto di ta Roma somministrava ad alcuni
,

per

le

mondo cattolico viene soprannominata

scudi

quanvesco-

vi

,

mantenimento
scudi
1

ed a collegi e ospizi stranieri, e nel di quelli oltremonti in
32,1 7-, restava a disposizione di

Lupa. Frattanto considerando da una parte, che mentre in tutti li governi civili sudditi l'uno per l'altro pagano da 8 a 10 scudi all'anno di tributo, pure non si eci

citano tanti clamori; e considerando dall'altra parte,

che per due terzi di quatde'fedeli (e per

annui scudi 1 3 1,723. Fa peiò considerare che dal 520 al 620 Roma som1
1

Roma

trino contribuito alla podestà ecclesiastica del

Papa da ciascuno

ministrò

in

donoa'soli imperatori di Ger-

cose che

domandano
,

a loro

vantaggio spi-

mania

sedici milioni di scudi, e alla redi

rituale e temporale),
ta

Roma

vienechiama-

pubblica

Venezia circa
si

sei

milioni di

una Lupa

scodi, per sostenere le ragioni della cristianità; per cui

la logica di

non dovrà ammirare questi ragionamenti, e chi non
chi
la

empi
1

di debili
1

pagan-

sarà edificato per
la

religiosa pietà e

per

do il

o e del 2 peri 00. ISondimenoconsiderato solo il 4 per 100, Roma che dall'Europa cristiana riceveva
frutto dell'8, del
1

buona fededell'odierna filosofia?'' Terminerò con un brano dell'orazione del
celebre, facondo, erudito e doltocardinal

3

r

,7^3 scudi l'anno, pagava per
scudi l'anno.

frutti

Aleandro, riguardante il denaro che
viasi dalle nazioni a

in-

Supponendo che tuttora pervengano inRoma scudi i3i ,723 dall'estero, il Papa che non è solamente

800,000

Roma

per tasse; por-

porato di vasto talento e di prodigiosa

memoria,
in

poliglotto e benemerito nunzio
l'estinzione della perni»

il

sovrano temporale del suo

slato, ina

il

Germania per

pastore universale del gi*egge cristiano e

ciosa eresia di [Aiterò (onde poi fu bersaglio delie ridicole calunnie e vituperi!

capo della Chiesa, siccome è giusto che tragga da'suoi sudditi temporali quanto bisogna a governo dello stato, altrettanto è pur giusto che tragga da lutti fedeli quanto gli è d' uopo di spendere non già
i

de'suoi settari), e l'esecuzione della bolla

che condannò suoi errori, ondenella
i

fa-

mosa

sta
11

dieta di

Worms lungamente pero-

in

quell'augusta assemblea con robuattentali de'novatori valo-

come sovrano temporale, ma come sacerdote supremo della cristianità e della chiesa universale.»--

eloquenza, e poi nella dieta di Ratisbo-

a

contro

gli

Nell'Europa sono 100 mi1

rosamente
Egli

difese la religione ortodossa.
alle

lioni di cattolici, e gli scudi

tribuiti
1

3 1,723 concomplessivamente perle lasse dalEuropa alla Corte di Roma (del quale vocabolo anche a Sede apostolica ne tenni proposilo,
ferito

dunque quanto
per
le

declamazioni

sulle tasse per la spedizione delle bolle e
hi evi
ficiali,

dispense e provvisioni bene-

e per altri bisogni spirituali e

tem-

siccome a quello

di essa pre-

porali delle nazioni, ecco comesi esprime.

malignamente), formano 66 milioil

ni circa di quattrini (ch'è

5.°
i

d'un baspi-

Questo non è uno svenar la cristianità per ingrandimento di Roma, come incessantemente latrano
i

iocco), sicché rituali del

uno per l'altro sudditi Papa pagano per annuo

i

novatori avversari.

O

tri-

consideriamo benefizi
si

ecclesiastici, e des-

buto (cioè

tasse per cose

che richiedono
al lo-

per

lo più in qualsivoglia

luogo soglio-

spese e mantenimento di numerosi impiegali, e di cui

una parte è straniera)

ro padre e sovrano spirituale due terzi
..'

un quattrino. Ecco

l'ingoi digia iusazia-

no godersi da'paesani, e di quelli de'quali ciò non avviene, si fa la compensazione, godendone scambievolmente gli uni nella patria degli altri (massime in [Ionia

16
che ritrae

T
il

A

U
i

T
denari
la

A
i

U
ladri,

pallia comuni); o consideriamo

gnare

rolla lettera

T

perchè esprii

Papa

dalle lasse per

spe-

me

la

figura della croce; e presso
si

giui

dizione delle bolle e dalle altre grazie; e

dei colla croce

punivano

i

ladri e

miil

non sono tali che bastino a mantenere un mediocre principe, vedendosi che molti non grandissimi princìpi spendono quanto fa il Papa nel mantenimento della sua corte. E pur tali proventi sono una sola parie di (pianto il Papa in ciò spende, essendogliene un altra non tenue somministrata dal suo dominio temporale. Or questi proventi così mediocri si cavano da tutti
questi computati secondo
la

verità,

cidiali, cioè quelli

che uccidono. Talché

supplizio della croce, che per
si

due ragioni

dovea a Barabba ladro e omicida, fu ingiustamente dato all'innocentissimoGesìi,

Barabba che dovea essere crocefisso. Il vescovo Sa nielli, Lettere ecclesiastiche t. 8, leti. 8: Del
dagli ebrei preferito a
1

significato de'

nomi

e delle figure di al-

i

regni del cristianesimo: fate ragione qua!

cune lettere dell'alfabeto, dice che il segno del Tau, è segno di salute perchè denota la croce di Gesù Cristo, riportando
il

particella

propriamente ne contribuisce

riferito

da Ezechiele q,

3. «Et vocavit

ciascun di loro. Oltre a ciò quella particella stessa

coi tedi

da chi è goduta? Roma non è romani quivi abitanti per discen-

denza: è corte di ecclesiastici congregativi

per elezione da varie proviucie della
corte sono

ciistianità;e però gli onori, le ricchezze e
i

vantaggi di

tale

comuni a

tut-

te le provincie della cristianità.

E

chi, se

rum, qui indutuseratlineis,etatramentarium scriploris habebat in lumbis suis; et dixit Dominus ad eum: transi per mediani civitatem in medio Jerusalem.et sigila Thau super fronles virorum gementium, et dolentium super cunctis abominationibus, quae fìunt in medio ejus. Et illis dixit audiente me: Transite per civivi

non

è sciocco o maligno,

negherà essere
vi

tatem, et percutite,

etc.

Omnecu

auteni,

utile per

incitamento della virtù, che
tutti
i

super

quem

videretis
\\e\\'

Thau, ne

occidalis

abbia una corte universale a
stiani, in cui possa

cri-

etc." Si legge
lile

ognuno con

la scala

del merito aspirare alle maggiori cime e
di dignità, e di ricchezza, e

d'imperio?
Secìe

Apocalisse 7, v. 3.»Noet mari, ueque arboribus, quoadusque signemus servos Dei nostri in frontibus eorum. " Siccome il
nocere terrae,

TASSACURA
to
la

o

TASACORA.
il

Thau
co
si

ultima lettera dell'alfabeto ebraila for-

vescovile della Mauritiana Cesariense.sot-

pretende che altre volte avesse

metropoli di Giulia Cesarea,
esilialo nel

suo ve'

ma

d'un

X o d'una croce, così commeni

scovoPoeqnariofu

4$ jda Jn "

tatori d'Ezechiele, pel

suo passo credono

nerico re de' vandali, per aver rifiutalo di
sottoscrivere l'erronee proposizioni de'donatisti nella
celli,

doversi intendere, che stampa vasi sulla

conferenza di Cartagiue.Mor1.

Afr. ehr.

1.

de'gementium tale lettera; altri dicono che Thau è lai." lettera della parola ThorahÀa legge. Si rimprovera a'samarifronte
tani d'aver cambiato la figura del Thau. che Origene ed Padri assicurano aver avuto la forma d'una croce. Questo segno
i

TAUoTHALf. Figura della crocediGesu Cristo, e perciò segno
di salute.
,

L'an-

nalista Rinaldi all'anno 34>n.°g 2, nel ra-

gionare per qual cagione Pilato determi-

fu

il

T/u/u, eh' è

il

segno vitale della
il

s.

cro-

nò che Gesù Cristo condannato da' giudei come bestemmiatore fosse Crocefisso
(/.), poiché secondo la loro legge chi be-

stemmia dovea essere lapidato, e secondo le romane la Croce era supplizio de'
famosi ladroni;
riferisce
si

canone della s. messa principia dalla lettera T, figura della croce di Cristo, ut statini Passio Christi oculis corclis ingcralur, scrisse luuocenzo
ce di Cristo. Coti
III, lib. 3, cap.
la
}.. Il

Tau

o lettera
s.

T

era

che Luciano an-

croce che portava sul petto

Antonio
ceno-

cora testifica, che

solevano notare o se-

abbate e patriarca degli auacoi

eli

,

TAO
bili,

TAU
1

17

del quale riparlai ne'vol.XX, p.

li

in

Coma

villaggio d'Eraclea nell'alto-E-

ei

1

3,

XLVI, p. 5a
s.

e altrove. Altri dico-

gitto.

no che
gura
tare
di

Antonio col suo bastone in fi T, operò il miracolo di risuscial

TAUM YCOoTFlAUMACO. Sede vescovile della
1."

Tessaglia nella Magnesia,

due morti,

quale bastone

si

vuole

nell'esarcato di Macedonia, sotto la

me-

che avesse attaccato un Campanello (f .\ o almen con esso e il Tau viene rappresentato. Di più si suole effigiare col libro iti mano, perchè amò assai la lettura; col Fuoco, per aver liberato molti da'periperchè divenne efficace piocoli di esso,
lettore degli attaccati dilla micidiale re-

tropolidi Larissa,erelta nel

IX

secolo. Al-

coni pretendono che si chiamasse Domoco o Domenico, altri dicono essere divarsa

Taumaco

e situata sopra
i

una montadi

gna. Si conoscono
pel quale nel
1

seguenti vescovi. N.

Gabriele vescovo
la

Plinario

564 sottoscrisse
fa

deposizione del padi cui

sipola
sa,

malattia di siderazione contagioil

triarca

Joasaph; Cirillo,

Martino

conosciuta sotto
fatico di

nome

di

fuoco sa-

Crusio
p.

ero o

piedi, pel

s. Antonio; e col porco a dominio ch'ebbe sui demoni i,
si

menzione, TurgO*graec. li b. 7 5o6; Ilarione sedeva nel 1722. Oriens
t.

i

dir.

2, p.

127.

Taumaco, Thautnacen,

quali in simile figura sovente a lui

pie-

divenne un
ferisce la
s.

titolo vescovile in par tìbus dei

sentarono con astuzie e insidie, fugandoli coH'invocaril nome di Gesù e segnandosi
di croce (liberava gl'indemoniati
ili

simile arcivescovato di Larissa, che con-

Sede. Notai a Seyna, che a
vi

con tale

questa sede Leone XII nel 1825
sferì

tra-

vocazione e segno portentoso), laonde è

Nicola Manugiewicz vescovo di
indi

Tau-

erroneoil volgar detto:?. Antonio s'inna-

maco;
cesse
il

tnoro d'un porco. IlTau con campanello
fu preso

titolo a fr.

a'i5 dicembrei828 ne conGiusto di s. Maria de

per insegna

dell'

ordine de'Cas.

Oro

di

Cordova d'America, provinciale

nonici regolari ospitalarii di
(/
.).

Antonio

de'dotnenicani. Gregorio
titolo a' 2 3
1

XVI

conferì

il

usando ilTau

di colore azzurro; dals.

dicembre 836 a Vincenzo del

l'ordine equestre di

Antonio d' Etios.

Rosario filippino della congregazione di

pia

(/•)," e dall'ordine militare di
(/"".).

An~

Goa,e

lo fece vicario apostolico del

Cey-

lonio cCHainault

Colla figura del

lan; e per

sua morte

lo attribuì

a'22 lu-

Tau, venerata per croce,si formarono divolionati d'oro, d'argento e di altro metallo,

glioi844 a Giorgio Mudller
di

della diocesi

T reveri,

canonico

di

quella cattedrale

che
le

si portano indosso o si appendono alCorone divozionali, muniti di benedizione.ln Roma le monache Camaldolesi '
la

e vicario generale, dichiarandolo soffra-

.).dettedis.
fu
il

goove

Antonio per abitare il luomonastero e ospedale de'ricorla

dati canonici regolarle ne custodiscono
chiesa, dispensano
i

tau d'ottone benedetti
festa del santo.nella
i

ganeodel vescovo. Il regnante Pio IX nel concistoro de' 4 dicembre 847 vi nominò mg. Tommaso Mullock irlandese de' minori riformati, e coadiutore della sede di Terra Nuova, il quale fu consagrato dal cardinal Fra risoni prefetto di propagan1 1
1

particolarmente nella

da nella chiesa

di

s.

Isidorodi

Roma.Suc-

quale

portano a benedire cavalli e altre bestie da tiro e da soma, innanzi alla
si

ceduto a
r

tal

vescovato, lo stesso Papa nel

concistoro de'3 ottobret85o preconizzò

stessa chiesa ch'è sotto la

sua invocazio-

ne. Inoltre
nichi,

ma

di

no in menti egiziaui,creduto emblema della forza vivificante del sole. S. Antonio nacque
vol. lxxiii.

chiama Tau, o croce a mauno strumento o geroglifico a forT, che alcune figure egizie tengomano, e lo si vede pure ne'momisi

mg. Giorgio Claudio Lodovico Pio dialaudon di Lione, canonico della cattedrale di Metz e vicario generale della diocesi, deputandolo coadiutore del vescovodi Belley, chiesa che governa da' 28 luglio
1

852.

T\UM\Tl] UGO ,Th(ittmat urgus.O>,

^,

2

fdoSf/ionXM/.

8

1

T A U

TAU
successe Giusto, indi Giorgio o Gregorio

peratore di meraviglie e miracoli, sebbene vivente, vocabolo composto dal greco

che sottoscrisse nel

G80

l'epistola sinodica

thauma, miracolo,
dato questo
celebri pel

e

da ergon, opera.
quali

Fu
resi

nome

e quest'attributo nella
i

s. Agatone Papa. Nel Gg'J borì Pietro, nel 73o

del concilio di Costantinopoli a

Chiesa a molti Santi,
loro
s.

si

sono

trovasi
lio

numero e per lo splendore de' Miracoli, Con tale nome si cbiama
di

diNicea nel jSyjindi
il

Opportuno, Teodoro fu al conciil b Giovanni nel
b.

secolo IX, poi

Gregorio, Paolo tro-

Gregorio vescovo

Neocesarea,

pel-

vossi al concilio diCostantinopoli nell'870.
1

le

prodigiose azioni operate per virtù di-

saraceni

la

distrussero nel secolo XI, de-

vina, in confermazione delle verità evangelicbe.

Fu pure
s.

dato a

s.

Leone vescovo

predando gli abitanti. Priva la diocesi di pastore, Ruggero Guiscardo duca di Calabria e Sicilia implorò ed ottenne da s.

Francesco di Paola fondatore de'minimi, a s. Francesco Saverio
di Catania, a

Gregorio VII
vescovile a
di.

il

trasferimento della sede

gesuita, a
santi.

s.

Antonio

di

Padova,

e

ad

altri

.)nel 1073 o più tarNel secolo seguente fu riedificata, ma

Mi le lo (/

TAURACINA.
dentale, sotto
Il

Sede vescovile della
di Cartagine.

nuovamente
li,

restò abbattuta da'terremola

CartagineseProconsolare nell'Africa occila

e sulle sue rovine venne fabbricala

metropoli

città di

Seminaia, sopra una

collina in
fertile,

sottoscrisse la lettera del concilio

suo vescovo Chiarissimo o Ciprissimo Procon-

buon'aria, con paese bello e

con

chiesa collegiata e altre chiese parrocchiali.

solare,

mandata

nel

646
t.i.

a Paolo patriari

Diventò ducato della nobile famiglia

ca di Costantinopoli contro
Morcelli, Ajr. dir.

monoteliti.

TAURIÀNA, Taurianum.

Città ve-

scovile distrutta del regno di Napoli nella

Calabria Ulteriore prima, presso
di
te,

la città

Antonio Barlaamo, Benedetto di Leone, Domenico Canciavese, del medico Francesco Sopì avia,e del giureconsulto Francesco Antonio Grimaldi. Presso SeminaSpinelli, e fu patria de'letterati
Spinelli,
-

Palmi, già ricca e molto commercianrovinata dal terremoto nel
1

ia
nel

il

generale francese d' Aubigny vinse

y83. Tau-

1

49^

il

celebre Gonsalvo di Cordova,

riana,

Tauranium, Tauraentum,o TauPlinio, città antica de'bru-

e dipoi vi fu sconfìtto

neli5o3.

ricum secondo
zii

TAUPiIiNO(s.),

i.°

vescovo di Evreux.
in cui visse;

nel vicariato

romano,

eretta in sede ve-

Non
cui

si

hanno

certe notizie del luogo in

scovile nel

VI

secolo sotto la metropoli di
i

nacque,

e del

tempo
la

ma

Reggio,e parecb'ebbe anche
ci

vescovi gre-

l'opinione che sembra
ch'egli
si

più probabile è

suffiaganei dell' arcivescovo greco di
I

fiorisse nel

IV

secolo. Tutti però
il

Reggio.

vescovi latini sono

i

seguenti,
p.

accordano

nel riferire, ch'egli fu
la

pri-

riportali Dell' Italia

sacra

t.

io,

170.

mo

che predicò
vi

fede nel territorio di

Paolino che assistè al concilio

di

Roma del
1

Evreux; che
vernò
in se in
in

fondò una chiesa numela

590, a cui
17,
lib. 2,

scrisse

s.

Gregorio

YEpist.

rosa sulle rovine dell'idolalria;che
uffizio di

go-

eumque praefecit Liparita-

vescovo, e che mori

nae ecclesìae loco deturpati Agathonis, ila ut in Liparitana cathedra resideat, Taurianesem vero opportuno tempore visilet. Nel 599 il Papa gli scrisse VEpist. 47, e mori Paolino nel 6oo, onde fu fatto visitatore della chiesa di Tauriana Venerio vescovo di Vibona. Il vescovo Lorenzo nel

pace
si

senoal suogregge. Varie chie-

gloriano di possedere una porzione

delle sue reliquie, e celebrasi la sua

me-

moria

il

d'i

1

1

d'agosto.

TAU [US, Tauresium,Tebresium.Cìttà vescovile di Persia,capoluogo della pro-

vincia d'Aderbaidjan e del distretto

64g

intervenne

al

concilio diLa-

nimo,

a

1

o leghe dallagod'Ornnah,ei

omo06

terano, e defunto in tale anno, subitogli

da Teheran. Non va confusa con Tauri-

T
cn del

A

U

T A V

•0

Clinsoneso o Taurtde, di cui pnrlaia Cherso ed a Tartari a, né colla Taitride governo di Russia in Europa. Giace
all'estremità d'una bella pianura fertilis-

funzione sui confini del regno la rese soggetta a diverse rivoluzioni, e teatro delle

guerre disastrose

tra' turchi,

i

lai tari

e

i

persiani; e presa e ripresa più volte, fu ro-

sima

a piedi del

monte Schemi, sullespon-

vinata e quasi distrutta intera mente: rialzatasi a

de del fìumicello Suskheb, che scaricasi nell'Agi e le cui acrpie amare sono ingrati
parte usale nell'irrigazione delle terre. Ha

poco a poco,

risentì a'?.

9

aprile

1720 01722 un
1

violento terremoto che
e fece perire circa

ne distrusse gran parte

5ooo
ne
di

pertiche di circonferenza, con
le

mu-

00,000

abitanti, altri scrissero

25o, 000.

ra alte eguernitedi torri, e

porte ador-

Indi presa da'tiuchi a'persiani
il

mattoni verniciati di più colori. Contiene molte rovine, e poche belle case, risoltanto
il il

neh 725, massacro durò 5 giorni e vi furono tru-

cidate più di

200,000

persone.
1

Venne

re-

marcando visi
cipe che n'è

palazzo del prin-

governatore, parecchi cale

ravanserragli e bazar, e tra

moschee
si

736, e da quell'epoca restò sotto il loro dominio. Ad onta di tante sventure , ancora è florida per
stituita a'persiani nel

una

sola

si

dislingue.

La

piazza d'armi è

grandezza, magnificenza, commercio e
quasi

grandissima, vastissime
di cotone,

le

caserme. Vi

80,000

abitanti.

I

giacobiti vi ebbeil

trovano parecchie manifatture di seta e

ro vescovi particolari sotto

loro mafria-

ma
fa

ciò che la rende

una

delle

più importanti del regno è l'esteso

com-

no,esi conoscono Basilio motto nel 1272, Severo che governava ancora nel 1277,
Dionigi del 1288, a cui Papa Nicolò
scrisse congratulazioni,

mercio che
le

colle

carovane

di più paesi,

IV

quali

vi

recano

e dell'Indie, e vi
ci
il

mercanzie d'Europa prendono in cambio merle

per aver abbrac-

ciato la fede ortodossa. Orienschrist.\.i ì

diverse di Persia. Caldo e asciutto n'è
clima, notandosi sugli alberi de' din tor-

una specie

di crisalide

che produce per

emissione sulle foglie una sorte di
chissima,

manna

più dolce del miele. Questa città è anti-

1600. Inoltre il p. Le Quien nel t. 3, p. 382, riporta segueuli vescovi latini. Guglielmo de Cigiis domenicano, nominalo da Giovanni XXII nelt32g, Papa tanto benemerito della propagazione della fede
p.
1
i

ma non

si

ha veruna certezza

in oriente e nella Tartaria; indi Bartolo

intorno

alla

sua origine, e per un tem-

meo

Ahagliati

domenicano

e nobile sane-

po

si

credè sostituita aEcbatana; d'An-

se; nel

ville

suppose che

sia la
i

Gaza o Ganzaca,

in cui
tri

Ciro depositò

tesori di Creso; al-

pretendono essere la Gabris di Tolomeo. Né gli autori persiani vanno meglio
d'accordo
tra loro, e

137 5 Giovanni pure domenicano; Francesco Cinquino di Pisa dello stessoordine, ne occupava la sede in principio del secolo XV, e morì in patria in odore di
santità,

amministrando

ciascuno leda un no-

appestati.
p.

Lo

stesso p.

sagramene agli Le Quieti nel t.i,
i

me

diverso, taluni

chiamandola Tebris e

i44 b
(

registra Isacco A rtar vescovo ar-

assicurando essere stata edificata nel 7G0 di nostra era da Zobeida, una delle ve-

Tauris e lodato; ma poi quegli armeni passarono allo scisma. De' pochi

meno

di

dove d'Aaron-el-Rascid; appellandola tali altri Kand-sag-Sciadasdan. Sia comunque, certo è che Tauris fu a diverse epoche
la

cattolici

e della prefettura apostolica di
feci

Tauris

parola a Persia.

TAVA

o

SAVA. Sede

vescovile della

capitale dell'impero tartaro de'Mo-

1. 'provincia

del Casso Egitto, nel patriar-

goli, di cui

ragionai a Tartaria, e della

cato d'Alessandria, eretta nel

V

secolo.

Ne

come Hispàhan la 2/ città del regno. Al tempo di Chardin ancora conteneva 5oo,ooo abitanti e faceva immenso commerciocoll'Iudie. La suasiPersila, ed ora

furono vescovi: Isacco partigiano di Dioscoro, col quale trovossi nel .\:\q a '"'"
'

gantaggio o conciliabolo d'Efeso; ed Arpoetate che sot'oscrisse
la

lettera de* ve

20
li

TA V
in
s.

T
4
/

A

V
Papa
gli scrisse let-

scovi d'Egitto all'imperatoreLeone 1, reta-

appresso cambiò con quello de'ss. XII

va all'assassinio di
t.

Protei-io nel

>7-

Apostoli. Poco

dopo

il

Oriens chr.

i, p. 5oG.

tere gravi e minaccevole perchè nellaSpa-

TAVERA DE PARDO
puerizia fu collocato sotto
la

Giovanni,

gna

si

erano cominciati a conculcare

i

di-

Cardinale. Nato in Salamanca, fino dalla
disciplina di

ritti pontifìcii in

assenza diCarlo V. Quan-

Diego Deza Tavera suo

zio paterno, aral

civescovo di Siviglia, che l'educò
to timor di Dio. Egli dalla
plicatosi

san-

prima

età ap-

di nell'accademia di

con gran fervore e fatica agli stuSalamanca, riuscì ec-

cellente in ogni genere di letteratura, e

divenuto dottore nel decreto
presso d'unanime consenso di
fessori dell' università

,

poco api

tutti

pro-

tunque fosse occupato dalla mole del reggimento della Spagna, da lui governata con tale soavità e prudenza, che meritò l'approvazione egli encomi universa li,singolarmente di Carlo V, non mancò di adempiere al tempo stesso le parti di sollecito e zelante pastore, avendo più d'una volta visitata la sua diocesi e celebratovi il concilio provinciale con gran vantaggio del clero e del popolo. Nella carica d'inquisitore della fede si portò con tal
zelo e fermezza, sino a negare allo sles-

ne fu dichiarato

presidente o rettore. Riuscì accettissimo
al re

Ferdinando
i

V e al successore Carsi

lo

V,

quali informati del suo merito
lui,

so Carlo
la

V

le

grazie che

domandava. Nela
s.

valsero di

non

solo in cospicue lega-

sua metropolitana di Toledo fondò uGio. Ranista,

zioni e altri gravissimi affari,

ma

l'ono-

na magnifica cappella
ti

rarono delle prime cariche del regno, e alle maggiori dignità ecclesiastiche lo promossero; tra
le quali, di

enella stessa città restaurò da'fondamen-

consigliere del-

l'inquisizione, canonico di Siviglia e vi-

cario generale dello zio, nella quale oc-

casione lasciato

il

cognome

di

Pardo as-

un ospedale che divenne famoso in tutSpagna e dopo avergli assegnato i5,ooo scudi di rendita, lo dichiarò erede universale de' suoi beni, oltre diversi considerabili legati che lasciò alla chiesa
ta la
,

sunse

il

suo di Tavera; indi presidente

di Compostella, nella quale stabilì 3 benefizi coll'obbligo della

del regio consiglio di Castiglia e inquisitore, vescovo di Città
la cattedrale

messa quotidia-

Rodrigo, dove

nel-

na, e dispose pure rendite certe per dota-

fondò
e d'

la

cappella maggio-

re miserabili fanciulle,epel
to di poveri.

re

e poi di Toledo. Carlo V lo deputò a concludere il suo matrimonio con Isabella di Portogallo, col carattere

Leon Compostela
,

di

Osma,

arcivescovo di

mantenimenMorto Clemente VII, non
al

potè intervenire

conclave di Paolo

III.

d'ambasciatore a quella corte, e l'ebbe in tale stima e concetto che nel condur-

Pieno finalraentedi meriti e di virtù, passòamiglior vita nel 545 in Vagliadolid, di 74 anni non compiti, e trasferito a To1

ledo fu sepolto nella chiesa dell'ospedale

Clemente VII la corona imperiale, lasciata al governo delle Spagne la regina sua moglie, ordisi

in Italia a ricevere da

con magnifica iscrizione. TAVERNA Ferdinando, Cardinale.

nò che senza il consiglio e l'assistenza del Tavera nulla s' intraprendesse. Quando
poi Carlo

V

si

trasferì nelle

Fiandre a do-

mare
figlio

i

ribelli, lo

dichiarò governatore e

Spagna, colla tutela del Essendo arcivescovo di Compostela, ad istanza di Carlo V,a'22 marzoi 53 Clemente VII lo creò cardinale di s. Gio. a Porla Latina, titolo che
•viceré di tutta la

Nacque in Milano da nobili genitori, e chiamato in Roma da Lodovico vescovo di Lodi e governatore deìV d\ma città (del quale riporta notizie il Garampi a p. 3i 5 de Saggi di osservaz. sulle monete pontificie), dopo aver presieduto al governo
di parecchie città delio stalo ecclesiastico,

Filippo

II.

dovè

trasferirsi in

Portogallo per col-

i

lettore apostolico.Restituilosi

aRoma,

nel

1599 Clemente Vili

lo dichiaiò

Gover-

T A V
naiore di

TA V
quale carica
notevolissima lapide, che riporta
conio,
la /
ir.
il

21
Ciac-

Roma

(/'.), nella
le

esercitando severità e per
giustizie
voi.

memorabili

('«//</. t.

4> P- 3(32, per aver-

XIV,

che fece eseguire e narrate nel p. 5o e seg., massime contro

restaurata e ornata, donandole pre-

ziose suppellettili sagre,

aumentando

il

Beatrice Cenci (della (piale riparlo a Tea-

capitolo e
bellito

la

sua mensa, ampliato e ab-

tro, descrivendo quello di

Tor

di

No-

magnificamente l'episcopio, essen-

na, già luogo di sua prigione), ed

Ono-

dosi mostrato generoso anche colla città.

frio Santacroce, fu preso in odio dalla nobiltàedal popolo.Clemente Vili, ad istanza del proprio nipote, a\) giugno 6o4
1

TAVOLA ROTONDA. Cavalieri del
preteso ordine equestre di
piuttosto fu dato ad
tal

nome, che
di giostra

una sorta

lo creò cardinale, al cui avviso sopraffat-

o combattimento singolare, e cosi appellata

to di gioia

svenne di contentezza. Lo annoverò nell'ordine de'cardinali preti,e per
titolo gli conferì la chiesa di
il

perchè

i

cavalieri
si

so parte, per turno

che vi aveano prerecavauo a mangia-

s.

Eusebio.
1

Ma essendo morto Papa a'3 marzo 60 5
prima
di

provvederlo del piallo cardinasenza provvista fu

re presso l'autore della giostra, e assisi ad una tavola rotonda. Alcuni scrittori attribuiscono verso il 5o6 al famoso Arturo

lizio, restato

un

car-

re di lìretagna
tato
i

la
.),

gloria d' avere invenle

dinale povero in proporzione di que'tempi.

Tornei (/
d'

giostre cavalleresche

Nel iGoT fu fatto legato della Marca

e la simile tavola rotonda. Altri narrano

da Paolo V, la governò anche nel 1606, e lo conferma il Leopardi, Series rectorum, p. 62. Vedendosi in Roma guardato di mal occhio, presso Frascati alle radici di Mondi-agone fabbricò la villa che ne
prese
il

che Arturo re
soldati, per

Inghilterra promosse a
di nobiltà 24. valorosi

un eminente grado

leprodezzeda loro operate in
essi
si

guerra;e acciocché niunodi
se anteposto o posposto
inferiore,

stimas-

nome

e descrissi nel voi.

XX VII,
ma

p.i 54.

La formò magnifica

e vasta,

per mancanza de' mezzi fu impedito di decorarla e di fornirla di convenienti sup-

grado dovendo sedere tutti alla mensa reale, ordinò una tavola rotonda capa cedi tal numero, onde sedendovi formasad
altri di

sero

la

figura d'una corona senza princi-

Quindi vi dimoia, menandovi
pellettili.

fece quasi l'ordinaria
vita assai

pio né fine. L'invenzione fu lodata dagl'inglesi e scozzesi, e perciò in

parca e frunipote del

memoria
si

col-

gale.
di

Intervenne a'conclavi per l'elezione
e di
la

locarono tale tavola nel castello di
chester Dell'Inghilterra, e in essa

Winvede-

Leone XI
al

Paolo V,

il

quale acquistò
ti,

vdla dal principe Peiret-

quale

il

cardinale l'avea venduta nel
il

1614,

e d'allora, in poi prese
sia

nome

di

cumulativamente chiamata anche Taverna. Nel 1 6 1 5 PaoBorghese, sebbene
lo

aveano pranzato, scritti colla punta de'loro pugnali, ed quali assistevano non meno a'banchetti cheall'impreseguerreschedi quel re.Camden pone in dubbio l'asserto, ritenendo
i

vano

nomi

di

que'che

vi

i

V, che

lo
s.

avea ascritto

alla

congrega-

l'invenzione più antica, perchè già costu-

zione del

ofiizio, lo

Novara, e non di midenio, dove usò
affidata,

nominò vescovo di Lodi come prelese l'Ala

mandosi
va sedere

i

tornei militari, in

essi si

sole-

in tali sorta di

mense per

elimi-

più

sollecita
la

cura
lui

nare emulazioni, invidie e contrasti; e Ateneo soggiunge, che presso gli antichi francesi erano usate silfatte mense, ove ce-

pastorale per ben dirigere

greggia a

encomiato ancora per prudenza e altre belle doti. Ivi sopraggiunto dalla morte nel 6 19, benché altri dicano nel 1620, cessò di vivere nell'età di 61 anni, e nella cattedrale rimase onorevolmente
1

navano
ri. Il

i

cavalieri assistiti da'loro scudie-

sepolto. In essa

i

canonici

gli

eressero 0-

s. Edoar1042 re d'Inghilterra, fece fabbricare una ca«.a nel castello di Windsor, alla quale die il uooiedi Tavola rotonda.

Walsiogham racconta che

do

III del

22
Checché ne

T A V
sia, tra*

T EA
i

tornei e

combatti-

e

il

principe Oleg, scampato dalla strage
i

menti della tavola rotonda eravi la difleren/.a, elici primi si facevano in truppa, e
i

s'impadronì del trono. Nel 1259
riportata sanguinosa
tanti,

tartari,

vittoria sugli abili

secondi erano combattimenti singolari, propria

per l'ostinata loro dilésa

stermi-

la cui

arma

eia la lancia;

ma

ne

davano il litoiodi caSi composero vari romanzi sui cavalieri della Tavola Rotonda, la quale in sostanza, lo ripeto, sembra pili probabile che fosse una specie di gioagli uni,
\

agli altri

narono tutti, appena espugnata la città. Dipoi passò sotto il dominio lituano, e fu
ripopolata da'profughi ed emigrati russi,

aliere,

secondo alcuni.

scampati da tutte
tari.

le

parti dal ferro de'lardi

Nel

1

5of)

il

gran principe

Mosca

Basilio IV, pel trattato concluso colla Li

stra o di esercizio militare tra diversi

uo-

tuania,

la

ricongiunse alla Russia; l'usur-

mini armali

di lancia, e

che così fosse no-

patore Oltrepiew se ne impadronì nel

minata quella specie

di giostra, perchè leri

1604, e presa poi da'polacchi nel 1617,
fu restituita alla Russia

una cena, in cui cavalieri che vi aveauo preso parte erano seduti intorno ad una tavola rotonda, a
ru ina vasi d'ordinario in
il ccremoniale e le dispute the sollevale potevansi sul grado di ciascuno e sui loro proprio posto di onore. Il

nell6io

col trat-

tato di Deouline.

line d'evitare

La sede arci vescovile fu unita a quella di Novgorod o Novogrodek (F .)- ed un medesimo prelato le governa, sulTraganeo del metropolitano di

Mosca. Orìens

chr,

t.

i,p. i320.

p.

Boiiaiini,che nel
(

Catalogo degli ordip.

TEA
numero
za
bri santi,

(s t ),

vergine e martire.

Fu

nel

ni

questri e militari ne tratta a
le

79,

di que'cristiani,

che presi a Ga-

confessa d'ignorarsi

insegne equestri del

mentre assistevano

alla lettura de'li-

cavalieredella tavola rotonda, edice dub-

bioso questo'preteso ordine; ed io aggiungerò, tanto più diesi prelese istituito in

furono condotti dinanzi al crudele Firmiliano governatore della Paleslina. Minacciata da essodi farla esporre in

un'epoca

in cui

non

si

parlava certamen-

un bordello,

gli

rimproverò

le

sue

te di ordini cavallereschi.

ingiustizie e la corruttela del cuore; di

che
for-

TAVOLETTA.
TAZ1ANISTI.
J

V. Tabella.
.

Firmiliano sdegnato ordinò che fòsse

Ieratici.

TCI1ERN1GOW

o

CERNI GOW.

temente battuta, poi stesa sul cavalletfianchi eoo to, ove le furono straziati
i

Città arcivescovile di Russia in Europa,

unghie

di

ferro.A questo spettacolo un'al-

capoluogo del governo e del distretto del suo nome, a 84 leghe da Minsk e 4o da Mosca, sulla sponda destra della Desna,
1

tra vergine cristiana

nomata Valentina,
gover-

ch'era in

mezzo

alla folla, gridò al

natore; »
la

E

sino a

quando tormenterete
essa

con

fortificazioni.

Ha

la

cattedrale di pie-

mia sorella?" Aneli!

venne arreil

tra costruita nel secolo

XI, un'altra chiedi

stala sul

momento,

e condotta avanti

sa di legno, e

un monastero

monaci, o-

tribunale, ov'ella protestò che

non sareb-

ve trovasi

il

palazzo arcivescovile; possie-

de pure altre 8 chiese, due monasteri di monache, il seminario e il ginnasio. Antichissima u'èTorigine, poichèquando Oleg trasportò la sede del governo a Rinvia, già

be mai per sagrificare; e volendo forza rnela, si dimenò con tanta forza, che rovesciò 1' altare con quanto eravi sopra.
Firmiliano, montato in furore,
cerare
le
le

fece la-

coste con

maggior crudeltà che

Cernigow avea
cipi,

i

suoi principi particolari.
di versi prin-

Disputata in varie epoche tra

uon avea fallo con altri, e finalmente non polendola vincere, comandò che fosse legata con Tea, per bruciarle tutte due insieme.
glio

soggiacque alle vicende guerresche.
incoi nel
il

Dopo la battaglia di Calca,
i

russi

furono battuti da'tarlari,

1226 ramo

La

sentenza fu eseguita a'25 luil

de" principi di

Ceruigow rimase

estinto,

3o8, nel qual giorno rumano ne fa menzione.

martirologio

TEA
TEANOoCIVITATE. F. s. Severo, TEANO o TIANO (Theanen). Cina
con residenza vescovile del regno delle
ri

TEA
bella, ed è
il

23

de'francesi in singoiar battaglia, era in piedi sino a tempi non lontani. La città è
il migliore de'suoi edilizi profani palazzo del principe di Teano, eretto
i

due

Sicilie, nella

provincia di Terra di

Lavoro,

e

capoluogo del suo distretto, a

sotto

Cara fa principi

di Stigliano.

Il

si-

7 leghe circa da Caserta e più di IO da Napoli. E' posta parie in piano e parte
in colle,

lo in cui è edificata la città vedesi tutto

circondato da

suo lato
piìi

non lungi dal Saune, sul destro presso gli alti monti Auruuci,che

s'innalzano dalla parte boreale.
s.

La

valli e da colline, bastiate da vari ruscelli che chiamano savoni. I monti Teanesi si considerano come formali da esplosioni vulcaniche in tempi

cattedrale sotto l'invocazione di

Gio-

ignoti;

e tutte

le

colline sono piantate di
le

vanni apostolo ed evangelista, costruita

olivi e quercia,

come

pianure, per l'aba hellissi-

sopra disegno del Vaccaio, e sostenuta da

bondanza dell'acque, riescono

16 colonne di granitola 3 navi ed ornata con magnificenza, e vi si distingue
la

me

ortaglie.

1

prodotti principali e sotraf-

prabbondanti,ondeservonoabuon
fico,

sontuosa cappella dedicata a

s.

Paride

sono

l'olio e

il

grano.

Il

suolodi Tea-

i.°

vescovo e patrono della città, oltre
belli

molti e

mausolei d'
il

illustri teanesi.

no fu sempre feracissimo, e sino dall'anlicitila le sue olive erano riputate eguali
alle picene.
gli

L' Ughelli riporta

novero delle molte
si

Fu

questa città fondata davicine «eu-

reliquie e corpi santi, che in essa

vene-

Ausoni o
ed
il

da' Sich'cini di progenie ole

rano, e riferisce che l'aulica basilica cattedrale fu consagrata nel ioo6da Gio-

sca,che sovrastarono a tutte
ti,

vanni XVIII detto XIX. Incendialo tale tempio ne' primordi del secolo XVI, fu

quindi fabbricato l'odierno. Vi è il baitisterio e la cura d'anime, amministrata

dominio estesero sino al maree a Fregelle, ora Ponte Corvo; e grande fu l'antica fama di Teanum Sidicinum nella Campania Felice, diverso da Teano o Qivitate {P'.). Rimangono segni eh
sua grandezza, de'ponli per sostenere la via Latina, delle fabbriche come avanzi
del circo e dell'anfiteatro, di opere reti-

da un canonico pel capitolo. Questo

si

compone
il

di 3 dignità, lai.' delle quali è
ì

decano, di 2 canonici comprese

le

pie-

bende

del teologo e del penitenziere, di
altri preti e chierici

colate e più altre anticaglie, certamente

mansionari, e di
uonici aveano

adi

opere de'tempi romani, e forse del foro
e di altri pubblici edilizi.

detti al servigio divino.
il

Anticamente

ca-

titolo di

Cardinali. Pros-

Anni sono fu trovato un pavimento di musaico, con in
alcu-

simo alla cattedrale è l'episcopio. Vi SOno altre chiese, 3 delle quali parrocchiati e munite del s. fonte, ed una di esse è
collegiata; 3 conventi di religiosi, i inonasteri di

mezzo un quadro che rappresenta
ni uccelli,

lavoro di egregio artefice delvi
si

l'antichità. Soprattutto
te le

furono celebra-

spedale,

il

monache, monte di

diversi sodalizi,

l'o-

ha memoria di un antichissimo baguo pubblico dentro
salutari, e
le

acque

pietà,

il

seminario

sue mura, oltre

il

celebre bagno CIo-

coinune all'unita diocesi di Calvi, e la casa di carità. Vi fiorirono uomini illustri,

massime

tra le dignità

ecclesiastiche, e

diauo ne'suoi dintorni, conservando tuttorà la contrada il nome di bagno nuovo, Vi è ancora una sorgente d'acqua ferrata, detta delle
la pe'suoi effetti alle

Antonio de Renzi e Luigi Luonavoglia a tempo di Ferdinando V
tra' guerrieri

Caudarelle, paragonafamose acque gei-

re di

Spagna
Dell'

e di Napoli.
ilei

La

nobiltà coni

maniche di Spa. Era vi un'altra fonte detta delle

tava
dili

epoca

feudalismo

due
di

se-

Creature, ma oggi chiamasi Sco1

dell'Olmo

e de* Leoni.

La casa

A-

murdcata ì perchè dopo ih 68

il

vesco-

beuavolo, uno degli croi italiaui vincilo-

vò Giherti ne interdisse l'uso, per ovvia

-

a4

TEA
l'ale

TE A
condizioni che gl'impose nel
dal Borgia,
1.
1

re alla superstizione, con che accompa-

787,6 narBcche doalcune cita
s.

gnavasi il bagno de'fanciulli nel 7. loro suino. Scaturisce quest'acqua presso l'esi-

Memorie
43,
vi

storielle di

neve/ilo

,

p.

fu quella

ilo in

slenteconveniode'minori riformali. Teatempo de'romani riguardavasi cola

vesse cedere a
là della

Papa Adriano I Campania, per dono
le

Pietro

ine
jie

più rispettabile fra
principale che

le città

campaessa,

in partibus Beneventani*,

quali

do-

dopoCapua, anzi comparata con
la
s'

veansi staccare dal ducato, e sottoporsi
alla giurisdizione
ta

era

incontrasse Ino-

temporale della san-

to

la via

Latina,

I

Sanniti però avidi di

Sede. Fra queste città Carlo

Magno

4 12 lli Roma impresero ad assalir Teano, e fu questa l'origine della guerra campana, onde ebbe motivo la capuana dediampliai' la loro potenza, nell'anno


no

comprese Teauo
vi
I,

st'ultuna

Capua. Di quefu posto in possesso Adria e e delle altre

ma

di

Teano

4

città

d

i

Sora, Arce, Aquino e Alpino, non è bea

zinne a'romaui.
Ialini,

1

sidicini però, aiutati da'
i

continuarono a combattere
si

san-

lutici attacchi, e

attirarono poi l'inde-

gnazione romana, entrando nella lega pòsleriormente ordita contro di essi, e molto più colla guerra convenuta in unioue
degli ausoni agli auruuci, e coila distri!

Papa ne conseguisse il reale le medesime e coli 'intiere due Sicilie furono clonate al • li chiesa romana in sovranità perpetua, Alla morte di Landolfo il Jeeehio, conte di Capua, ebbe Teano per l'ultima di
certo che
il

possesso. Bensì dipoi tutte

lui disposizione, ili. "conte

proprio in per-

nione eseguita di Aurunca, mentre
tadini
così evitato

i

cit-

sona del terzogeniloLaudenoiro,alla morle del

aveano riparalo in Sessa (^.), e primo scontro, I romani il sconfìssero in una sola battaglia sidicini
i

quale nella transazione fra Ricoprincipe di Benevento,
si

nulfo principe di Salerno (f.), e Badai-

gKo

I

i

quali

dopo

e

gli

ausoni, e

sede degli
taglia del
cini contro

dopo aver occupato ultimi, posero a Teano

Calvi,
l'asse-

l'848

divisero
in

il

ducato Beneventano,

Teano rimase

potere del primo, e percon-

dio, e l'ebbero in loro potere. Nella bat-

ciò fece parte dell'istituito principato Sa-

Trasimeno pugnarono
il

i

sidi-

lernilano,el'imperatoreLodovico

II

cartaginese Annibale, ed ac-

rolerò una legione romana entro le loro mura dopo la battaglia di Canne. Quivi il proconsole Fulvio Fiacco fece morire
sotlo la scure tutti 3o2 senatori di Capua, che aveano preso le parti d'Annigale. Poscia vi fu dedotta una colonia che
i

fermò il trattato. Dipoi il contado pua si distaccò dal principato di
no, e abbracciò diverse città della

di

Ca-

Salei*-.

Cam-

pania e Teano,

I

saraceni

si

accamparo-

no

a

Teano, nell'irruzione
i

di

Seodam per
la

saccheggiare

celebri monasteri del Vol-

turno e
te del

di

Monte

Cassino.

Dopo

mor-

si

Claudia, e sotto Augusto ebbe luogo una nuova deduzione con l'onoredisse

conte Landolfo (che alcuni dissero

vescovo,
l'irò),

ma

noi fu per

\ole aggiunto di

Firma,

in

contrassegno

nella divisione

quanto poi rifeamichevole fra' niin surte

della costante divozione al

nome

«orna-

poti, a

Pandolfo toccò

Teano,
la

no, fino all'occupazione gotica e longodi mezzo il suo ad essere prosperoso; ebbe suoi gaslaldi, e la famiglia de' Satlulti vi esercitò la preeminenza. Coenj>resa nel ducato di Benevento (di cui ri-

ma
la

ne fu spossessato poi da Guaiferio
cocol-

bardica.

Anche ne'tempi

principe di Salerno, che indossò

stato continuò
i

monastica e fu sepolto nella chiesa detla del Castello. Seguì poi Teano ad uhbidire, ora a 'principi di

Capua, ora a tapreposto a quel-

luno della famiglia
la

di essi

parlai a Sicilia e a Sovranità' de'roma$n Pontefici e Dallas. SEDK),vinto cipe di esso Arigiso da Carlo
il

contea, ed ebbe frequenti molestie da'

prinnelle

saraceni del Garigliauo.

Dopo

il

1062,

Magno,

Giordano

figlio di

Riccardo couled' A-

>

TEA
Capua, vi féce rispettare il nome normanno, ed andie dopo la fondazione della monarchia
versa, e quindi principe di
siciliana In

TEA
zione, e
le
l'i
i i

2

nia e dell' ingratitudine colla decapita-

Teano riguardato qual

fèu«

maggio 487 subirono eguapadre e il conte di Sangro, non restando dell. "che l'innocente Gio.
castigo
il

Tancredi ne investì Gualtiero conte di Brenna suo genero, che segui le pariidi Papa Innocenzo HI, e riporlo nel principio del secolo Xlll le due vittorie
do.
Il

re

Battista ultimo figlio, die rimosso dal-

l'arcivescovato di
altre sedi,

Taranto

e traslato in

morì vescovo

di Casella.

Nel

di

Capua
il

e di Barletta, dopo le quali per

tutto
le

secolo fluttuò

Teano in mezzo

al-

ilo 7 il feudo ili Teano fu conceduto al sunnominato Gpnsalvo di Cordova da Ferdinando V re di Spagna, cui successe d.
di

guerresche vicende del regno, mas-ime di Federico II imperatore, Manfresuo naturale, e Carlo
1

Elvira sua

figlia

maritata a d. Luigi
e d.

Cordova suo congiunto,
al

Gonsalvo

di

d'Angiò, che

i

figlio di essi

aver deposto
più volte
Lesti no

Papi investirono delle due Sicilie, dopo gli Hohenslaufen. Onorala

vendita

a'i3 giugno 1570 ne fece la suddetto d. Luigi Ca l'afa de'

principi di Stigliano. L'ultima superstite

Teano

dalla presenza de' Papi,
s.

Anna

di

questo doviziosissimo casato
I

si

recandosi nel regno, lo fu pure da

Ce-

voi. XV p. 192 e altrove che nell'ottobre 2q| trovandosi a cena in Teano, creò cardinale Castro<• //arcivescovo di Benevento, per la qua-

V. Nel

,

maritò per volere diFilippo V a d. Ila mi10 de Gusman grande di Spagna e vicerè di Napoli, indi
diziali

narrai,

1

ebbero luogo molte giula regia

vertenze tra

corte e

le

di-

scendenti

femmine

di

questafamiglia.il
conte

le
i

cardinali

stravaganza di tempo se ne lagnarono onde Castroceli rinunziò la ,

re Carlo arciduca d'Austria, poi imperatore Carlo VI, ne investì
il

Dami

dignità, che pochi giorni

dopo

il

Papa

in

suo generale, ed

i

dissidii

che ne furono

pieno concistoro

gli restituì.

La regina
d'

conseguenza, terminarono con transazio-

Giovanna

I

a'

17 novembre i3Go dichia-

ne d'indennità pecuniarie. Avendo Papa

io principe di

Teano

il

duca

Ambia

Benedetto XIII ritenuto
civescovile di
)

la

sua chiesa arvi si

Francesco del Balzo, che l'avea seguita nel suo ritiro in Provenza, ed avea sposalo la sorella di Luigi d'Angiò, che fu
marito della sovrana. Fu quindi venduto il feudo di Teano nel 1870 a Gof2,

Benevento,

recò nel
1

727, nella quale circostanza
si
r

a'

6 mag-

gio

portò a Calvi, ricevuto dal vescovo
e dal capitolo,
le

mg. Positano
il

osservando
suppellettili
la

riedificato

seminario e

fredo
s

Marza no conte

d'Alife, l'ultimo di-

sagredi cui andava provvedendo
sa tale pastore. Alle ore 2
r
1

chie-

-elidente de'quali fu

imprigionato inCaI

circa arrivò in

steluuovo per ribellione a Ferdinando

d'Aragona,

riè

più riebbe

i

feudi, sebbe-

ne venisse liberato da Ferdinando II, doanni di prigionia. noltre sotto Ferno
I

Teano, incontrato alla porla dal vescovo mg. Cirillo e dal capitolo, e passò al convento de' conventuali, nella cui chiesa
erasi già posata la
ss.

I

i

Eucaristia die pre-

dinauda
bi

Antonello Pieli ucci di ViilYtrnccia di Teano, d'oscura condiI

fiorì

cede ne' viaggi i Papi, colle consuete ceremonie.BenedettoXill pernottò nel convento, distribuendosi l'alloggio del segnito e della prelatura in varie case, trattati

zione,

il

quale pel suo ingegno consegni
segretario regio.

in Napoli nobiltà e feudi, cariche cospi-

cne e

l'uffizio di

MaeuCoppo-

tirando a parte della congiura de'baroni

lautamente dalla camera imperiale diCarlo VI. II popolo accorse dalle vicine terre e castella nella città, che laserafece varie

coulro
ia

il

re,

ordita da Francesco

conte di Sangro, fu imprigionalo in-

illuminazioni di giòia. Nella seguente
il

sierue a'figli conti di Carinola e di Poli-

mattina del sabato,

Papa

si

avviò per

castro,

i

quali furono puniti della fello-

Munte

Cassi uo, Dichiarai a

Caserta, ed

a6

T E A
i

TE
principi
ili

A
mari, suojunge»

que;» Caf.tani famiglia, che sia n vendo a'29 agosto 17*1 ceduto a Carlo di borbone re delle due Sicilie il ducato e la città di Caserta, indi divenuta splendida egizia, ebbero in cambio in par1

stitutac

roman.
il

vìrg. et

retar corpori, misìt. Però occorre tenere
presente
fu
s.

riferito a

Sor». Nuovamente

te di

prezzo

il

principato di Teano, di cui
il

proclamato vescovo,enon ostante la sua virtuosa ripugnanza gli convenne accettare. Fu assiduo nella
tutti

Urbano da

tuttora portano

titolo

che soglionoconad
essi

predicazione, caritatevole nella cura de'
poveri, difensore delle vedove e degli oppressi, operatore di prodiga, visitando

ferire a'Ioro primogeniti, restando

eziandio quello
sto

di

duchi
le

di Caserta.

Nel re-

Teauo

seguì

vicende politiche del
fu predicata ne'primi

zelo
di

reame.

con fungendo le parti tutte eccellente pastore. Morì santamente a'
la diocesi, e

La

fede cristiana

vi

6 dicembre,
tediale.

(empi del la Chiesa, e Papa s.Silvestrol eresse nel 333 la sede vescovile,cbe poi diven-

e si venera il corpo nella catEssendo perito l'archivio per Tin-

cendio, dice l'Ughélli che s'ignorano i suecessoli, sino a
ca, nel

ne sulFraganea dell'arcivescovo di Capua, ene consagrò 1 .* vesco vos. Pari de d'Atene,

Lupo morto
gli

nell'elio Cir-

quale anno
e

fu sostituito Ilario indi

che venuto

in Italia

durante
i

la

persecu-

diacono

monaco

di

Monte Cassino;

zione de' cristiani, liberò

teanesi da

uu

nell'866 Stefano; nell'869 Leone, altro

tenibile drago chel'infestava.onde cuininos^i dal prodigio, riceverono
il

monaco

cassi nese, il

quale con l'abbate

s.

battesi-

BertariodissuaseroGiovanni Vili di eres-

ino gI'idolatri,e lo domandarono al Papa

per vescovo.
quali

Il

santo fece innalzare chie-

se,ed ordinò chierici pel culto divino, fra'
s.

Urbano che
sede sino
al

poi gli successe.

Oc-

cupo

la

346,
il

e

riposò nel Si-

gnore, chiaro per santità di vita e per miiaculi,

venerandosi

corpo nella calte-

Teano il conte Landolfo di Capua. NeU'884 Angelario abbate cassinese di Teano, insigne per virtù, dalclero e popolo esaltato, morto nell'88c) e se • polto in cattedrale. Non si conoscono altri vescovi sino a Sandrariodel 1006, cbe ricevè un privilegio daGiovanni XIX..Arre vescovo di

diate. Gli successe in detto

anno

s.

AmaItalia

duino
'

sottoscrisse al sino lo

romano

del

«io greco, portatosi a rifugiare

in

per l'ariana persecuzione, cbe ben accolto

^og; Guglielmo intervenne nel 107 lalla consagrazionedellachiesadiMonteCassino fitta da Alessandro
sinese fu consagrato da
to e
II;

da

s.

Giulio

I

Papa T avea inviato

a pievi-

Pan

lolfo easII,

dicar T evangelo nelle principali città
cine, e passato in

Pasquale

dot-

Teano (come rimarcai
fu

nel voi.

LXVII,p. 2(3) ne

consagrato

vescovo da detto Papa nel!a basilica di s. Pietro, siccome degno per zelo e miracoli
operali, in vece di
s.

propugnatore della libertà eeclesiastica. Raul nel i44 s trovòall'assemblea di Capua adunata dal re Ruggero I; Pieti o del 1171 ebbe un contrasto co'citta1
'

Urbano

leanese dal

dini di Sessa e

il

vescovo Erveo,riportan-

clero e popolo acclamato per pastore, ed
il

do l'Ughélli
stabile

il

giudicato del gran conte1

la dignità: s.
lissira

quale per umiltà erasi ricusato accettar Amasio, dotto e facondo, san-

Roberto; indi nel

(79 iuterven-

un e 11 te

rese l'anima a

Dio

nel 3 5
t.

5.

ne al concilio di Laterano III, e al cui tempoi! pio Giovanni Ferrari nel fondo di Rie-

L'Ughélli cbe nelP Italia sacra

6, p.

cardo conte di Sangro eresse
titolo di
1'

il

monastero
riprodu-

548, riporta
il

la serie

de'vescovi di

Teano,

cisterciense in Bairauo nella diocesi, sotto
il

dice che nella cattedrale vi riposa ancora

s.

Maria
il

di Ferrarla,

Amasio, e di s. Reparala vergine e martire, della quale scrive; Sor./nis quoque epistolas (a s. Amasio), ciati
corpo
di
s.

cendo

somuis admonitus, ut caput sanctaeRe-

diploma pontificio di Celestino III, e le notizie in cbe fiorì, e di diversi abbati. Morto Pietro nel 192, gli successe con lode Teodiuo neli 193, cbe
Ugbelli
1

,

TA R
ottenne da Celestino
l'Ughelii, iu
111 del
III la

T E A
conferma de'
d'Innocenzo

a7

pulelano giureconsulto di gran fatua. Nel
1

privilegi di sua chiesa,

con bolla presso

4

1-

3

uno

a'di plorai

dense
11

Martino de Belinzo illustre cistere curo a Eugenio IV. Neli45gPio
il

1201, di Federico II del iao6 e 1222, e di Gregorio IX del 1227, in cui viveva ancora Teodiuo, a favore del aionastero di
8.

nominò

celebre suo parente Nicolò

Fortiguerri (/'.) poi cardinale: per sui morte neh 474 Orso Orsini de' signori di

Maria di Ferreria. Nel 1229
s.

fu eletto Roll'iedo arciprete di
ilo,

Genoacon-

morto esule presso Comete», per le per11.

MonteRotondo,abbatecoinmendatariodi Vincenzo di Volturno; nel ij*) 5 FranCesco Borgia (V.) figlio di Alfonso poi Cas.

sedizioni di Federico

Lgo fu

l'atto

li>to 111, indi traslato a

Cosenza

e cardi-

sagrare nel

1

2 T4 da Innocenzo IV.

Gu-

naie, ritenendo in

commeiidaTeanoshioal

glielmo già decano della cattedrale, nel

1274

si

recò con

s.

Tommaso d'Aquino
li,

sco Borgia spagnuolo,

al concilio di

Lione

e inori

neh 295.

l5o3,in cui la rassegnò al paieuteFraticeil quale neh 73 1 cede la commenda al cardinal Giovanni
/AvV^/f/''".), Essendosi
1

Bonifacio Vili
ni (piale

vi trasferì

da Sora Nicola,
1

successe Adenolfo; nel

309 Gol-

fu vescovo

fredoGalluzzi nobilUsimo leanese; CenedettoXII nel 338 gii surrogò Pietrosa*snido l'elezione di due canonici della cat1

dimesso nel 535, Antonio M. a de'conti Sertorio modenese, abbate di Notiamola e di VolA'.
1

turno; nel
bile
gio,

7

j

7

fr.

Girolamo Nichisolioo-

tedrale fatta dal capitolo scisso ne'pare11.

verouese,domenicauo e teologo egree con decoro fu al concilio di Trento.
ff.
s. Pio V nominò il suo confesArcangelo Bianchi (V.) domeni-

Neh 343 Clemente VI nominò Omo-

Neh 566
sore

deo canonico della basilica Lateranense, annullando l'elezione dal capitolo filladi

uno

di detti canonici; e

neh 349

fr.

Bar-

tolomeo Papazzurri nobile romano, dotto
doinenicano, Nel
1

cano e cardinale, come Fortiguerri denominato il cardinal di Teano, Rinunziò nel jj5, e gli successe Gio. Paolo Marin1

353 traslato a Chieti da
elesse

Innocenzo VI, questi

Marino

del

Paolo IV, che facendo altreltanloa Sisto V,non
volle accettare
di Sessa
sostituì
il

cola, dotto e scrittore delle gesta di

G indice
cesse
110;
fr.

(/

.).

poi di Amalfi e cardinale,

dottissimo Lelio Laudi

Neh 363 motìGio vaimi
BVancesco
di

Maritile gli sueMessina domenica-

onde neh 588 gli Vincenzo Brancaleoni die visse 7
da
lui eletto,

neh 369 Tommasodella Porta cano-

Dico e nobile di Salerno, dotto e probo
pastore.

mesi, e uell' islesso anno il Papa nominò Vincenzo Serafini d'Ascoli. Neh 61 5 Angelo Ciaia nobile sauese lodato; nel

Dopo Alessandro,
v'

l'antipapa Cle-

1617

mente VII
\
I

intruse Giovanni.

per sua morte nel 1

Urbano 388 dichiarò An-

Michelangelo5ergosaspagiiuolo;neli633 Ovidio Lupaii nobile bolognese, encomiato per pietà e integrità. Neh 627 Giovannule Guevara nobile napoletano, geuerale de' chierici minori, pi udente e sapienti>simo, autore deh' Orologio spirituale de'principi. Neh 642 Muzio de Rosi re-

Ionio, che Iraslato ad Atri e Penne, nel

l3g3occupò

la

patria sedeNicoladeDiano

DODile leanese, chiarissimo per esperidiza e dottrina, consigliere di re Ladislao,

e trasferì lo a Napoli, Neil 4oq
ni di

fr, Gio vauTeano francescano, contrastandoil

fereudario e abbreviatole di parco maggioie;

gliene

possesso Ladislao, perchè elet1

neh 6 54 PaoloSquillanti napoletaisti-

loda Alessandro V. Nel
llo

4 ^ Grego'

no, insigne per pietà, carità e sapere,
luì

XII die

la

sede

in

commenda
di Nicola,
si

a

Ganoti

una congregazione

pel

vantaggio spiriBol-

spare de Diano nipote
lii

ma

tuale della diocesi.

Neh 66 lOttavio

consagrato per

lo

scisma;

dimise nel

doni nobile milanese, dottissimo e erudì-*
lissimo barnabita,

1

4 18 e Martino

V

lo trasferì a

Couza

modesto

letterato e au->

surrogandogli Gio. Ci islofbroCrisponi uà-

loie d'opere, facoudo predicatore ne'poa*

-

28
lilìcali,

TEA
lasciò la sua insigne biblioteca ni
li,

TE
Italia,

A
477>
e colle cor-

sacra,

t.

6, p.

convento suburbano de'minori riforma tL
Neil 68 1 Ginse|)|)e Nicola Giberti nobile
gcnesino, di

rezioni e molte gi unte del Coleti, t.i o, p.

somma

integrità, giustizia,

dottrina e zelo, rimosse coraggioso diverse superstizioni e abusi,

Calvi tra Sessa e Capita, lungi 4 mida Teano Si dici no, fu edificata circa l'S^gda Atenulfo conte di Capua e pringlia

23 1.

riformò

il

clero,

cipe di Benevento, sulle rovine dell'antichissima Calès,
vetusti
tori.

ravvivò il culto, padre de' poveri, incaricò la congregazione de'sacerdoti di spiegar la
dottrina cristiana; rovinata
la

Caliamo Calenum dei
immensi guasti patiti V d'Aragona e

ausoni, celebrata da diversi scritgì'

cattedrale

Calvi per

da terremoti e da 'fulmini, la rifece e ornò, ampliò il seminario e ne aumentò le
rendite e
gli

nelle guerre tra Alfonso

alunni; caro a Innocenzo XI,

non

volle accettare la sua rinunzia

per

Renato d'Angiò per la successione del regno di Napoli, il figlio naturale deli. "e suecessoreFerdinandofjCOii diploma pubblicato da Coleti, nel
1

essere divenuto quasi cieco,e
tà l'esaudì
gli

con

difficol-

4^o

l'unì a

Capua

Innocenzo XII,

clie

neli68q
patrizio

sostituì

Domenico

Pacifici

con tutte le sue pertinenze. I suoi bagni furono rinomatissimi nell'epoca romana,

d'Aversa, benemerito e zelante, eòe abbellì

ma non si
come

trovano

le vestigia.

I

francesi vi
1

nobilmente e

arriccili

la

cattedra-

sconfissero l'armata napoletana nel

798,

aggiungendovi tre canonicati. Nel 1 7 8 Giuseppe del Pozzo canonico di Salerno sua patria, curò l'ele di suppellettili,
1

riportai a Calvi sull'asserito da

Chantal,

Manuel des

dates, e dall'avv.

C\ìUA\<\\ìo, Spere 'iiogcografico.S\ccoirìe

stirpazione de'rinuo va ti abusi,e nella cattedrale edificò sontuosamente la eappella
di
s.

altra simile azione seguì presso Calvi nel la

delegazione di Spoleto

,

e la

descrissi
sia
la

Paride; fu benemerito delì'iiicremeu-

nel voi.

LXIX,

p.

5

1,

temo che

lo del seminario e del sodalizio della Pie-

singolar coincidenza, ovvero per
glianza de'nomi di
fatti

una somi-

tà per l'associazione de'defunti, in die e
col sacco
si

esercitò anch'egli.

Con

questi
la

d'anni

diversi.

uno furono creduti due Rovinata Calvi dal
Pidi

terminandosi

la serie noli! Italia

sacra,
i

terremoto, per l'inclemenza dell'aria, la
residenza del vescovo fu trasferita a

compirò

colle

Notizie di Roma. Nel

724

Domenico AnlonioCirillo napoletano, già diCarinola; nel 746 d. \ngeloLongocassiuesedi Benevento; nel 1749 Domenico
1

gnataro, borgo cospicuo e capoluogo
circondario, dacché
dell'aria vi attirò
la

miglior salubrità

Giordani

di

Manfredonia, che avendo
1

ri-

tanti di Calvi,
te.

nunziato nel 7 55 fu fitto arcivescovo di
JN'icomedia in partibus e assistente al soglio pontificio, segretario della disciplina

degli abimolto distali La sede vescovile non ebbe origine nel

buona parte
è

da cui non

1070, come

indicai

eoa Commanvil

le

a

regolare, ed esaminatore de' vescovi in

s.

Calvi, né nel 1094 come vuole Ughelli, il quale ignorò il nome del .°vescovo; ina
1

canoni;
nel
1

neh 755 Aniello Broya di Napoli; 768 Gio. Giacomo Onorati di Lace-

bensì uell'anno
cioè l'apostolo

44
s.

di

nostra era,
vi

quand o
la fé

Pietro

predicò

dogna; nel 1777 Filippo d'Aprile di Gallipoli; nel 1 792 Raffaele Pasca cassiuese di
Capaccio; nel 1797 Nicola Vecchi di Capii traslato da Conversano.
1

dee

vi

costituì per

1. "vescovo s.

Casto, poi

patrono della

città e titolare della catte-

drale, secondo l'ultima proposizione

con-

cistoriale. In seguito fu dichiarata su (fra

A C\lvi essendomi proposto

in

questo

ganea della metropoli
leti riferisce

di

Capua.

Il

Cola

articolo parla re de'suoi vescovi, per l'unio-

invece ch'è sotto l'iuvocazio-

ne segui ta delied ne diocesi di Cai vi e Tea no, mentre questa 2." vacava per morte

ne dell'Assunzione di Maria Vergine, e
di

descrive distinta in 3 navate con colonne

del vescovo Vecchi, procederò con Ughel-

grauilo orieulale

,

colla confessione e

-

TEA
aliare

TE A
buone opere
tervenne
per
la
le

29
s.

maggiore d'elegantissima struttucolonne marmoree
pulpito e
di
,

cessò di vi vere nel

ra, ornata di

simile

dolfo fu carissimo a
al

Papa

567. RoPaolo I, e in-

essendo

la

cattedra vescovile dal lato del-

suo concilio del 761, lodato

l'epistola,

ed

il

il

pavimento

di

sue qualità. Silvio siciliano liberò

nobili musaici

un'antichissima

marmo. Vi si venera immagine della 13. Vergis.

sede di Calena da Drocheo ingiusta,

ne, colle figure laterali di
e di

Gio. Battista

mente occupata e poi lo riconciliò con Papa Stefano IV come seguace dell'antipapa Costantino,
e

s. Casto, e questo distico: NatePatris summi, deferto erìge Cales, - / irgofave, Baptiste fave, Tuaue Optime Caste. Questo zelantissimo pastore converti innumerabili idolatri a Gesù Cristo e li battezzò, quindi ricevè la palma del martirio nell'anno 66 e fu sepolto in Cales. Di

morì

nel 70)7. Gli suc-

cesse Nicela che rifece l'episcopio; Passi-

vo nell'823

riedificò l'episcopio e la ca-

nonica dirula, e intervenne nel concilio

romano dell'826; F.
essere Cales diroccala

o Ferdinando per
si

recò in

Roma,

e

fu dispensato dalla residenza da

Gregorio

sue virtuose gesta trattano suo
a'?.?,

le lezioni

del

IV

iiell'829,

niorendo
i

in

uffizio,

diesi recitano nella
e riprodotte

stia festa

tino dell'838 terminò

suoi giorni in

Capua; ValenRo-

maggio,

da Coleti, con

ma,
la

e gli furono celebrate l'esequie nels.

altre notizie.

Per

l'eccidio fatto

ceni nell' b'4o di

Minturno
i

e

da 'saraFormia, il
Gaeta,

cattedrale di

Casto in Cales. Andrea

episcopus Calvensis sottoscrisse neH'853
il

corpo di
vi
ivi

s.

Erasmo

fu trasferito a

sinodo romano; Alderico Calvensù c~

perciò con tale esempio

calesi o calvesi

portarono quello
si

di

s.

Casio e tuttora

piscopus del 979; N. episcopus Calvensis del 1094, col quale l'IIghelli avea incominciato
la

venera, nella cattedrale di Calvi es-

serie de'vescovi; Pietro di
di

sendovi soltanto un suo braccio, tolto di
forza a Gaeta dal capitano Nicola

Capua delio4i; Tancredi
I

Capua del
gli

Mondi cui

074; N.

del

1

233, non conoscendosi

forleedagli uomini diPietramolara
era barone, e perciò
ti
i

altri predecessori.

calvesi fecero esenIl

intervenne nel
I
,

1

Odoarde cisterciense 245 al concilio di Lione

quegli abitanti da gabelle.

2.

vesco-

vo che si conosca è Calepodio Cales episcopus verso l'anno 807, che edificò un
altare in
e vi
les

ove con mirabile zelo e ardore inveì contro il persecutore Federico 11, che ivi

onore del predecessore s. Casto, ripose il suo corpo. 11 3." Liberio Ca-

Da Boianoneli26o vi fu traslalo Palmeriojnel 1260 Isembardo capuano; Gregorio cadeposto, poi lo fece imprigionare.

episcopus del

4°5

circa, lasciando la

nonico
to nel

di Calvi eletto dal capitolo e rac-

memoria in benedizione. Indi Ruffo Calenae episcopus, morto verso il 4 '4 e sepolto acornuemsto/oe dell'aitar mag. gioie. Aurelio del 5o4, •' cui corpo dal
sua

suburbano cimiterio ov'era
re maggiore.

slato deposto,

a Gregorio X, fu conferma1272. Landolfo capuano Cales rpìscopus morì nel 1289; Roberto napoletano Cales episcopus morì nel 1291; Enrico (piscopus ( 'alvensis nel 3o unì

comandato

1

1

fu trasportato in cattedrale presso l'alta-

Aucupio

di

Sinuessa vesco-

vo Caleno
co,

di

gran virtù e dono profeti-

morì

nel

5i3

e fu sepolto presso la

monastero benedettino di s. Salvatore di monte Capranico. Federico del 3 Giovanni morì nel 324, fr. Pietro francescano eletto da Giovanni XXII
alla
il
1
1

mensa
1 ,

1

sua sedia episcopale. Claudio da
catosi a
di

Roma remonte

nel

1

menare

vita eremitica nel

no morì
(ivi

Morsico, per

la

sua rinomata santità da

32.5,Taddeo vescovo di Cales capuanel 332. Fr. Giovanni de Con francescano eletto vescovo d'Isernia
1

il popolo fu acclamato vescovo ripugnante, e morì nel 556. Leone di Ca-

tutto

dal capitolo, invece Giovanni
j

XXII
fr.

nel

33?. lo dichiarò di Calvi. Persila rinun-

pita riparò la cattedrale, e

dopo molle

zia

neh 34 3 Clemente VI

elesse

Sle-

3o

T E
carmelitano; nel
-

A
i

T E
£5
fir.

A.
i

Dmo
i

3

Giovanili

co

al concilio di

Trento. Nel

566 Paolo

d'Arpinio francescano d'esimia virtù; nel 3 J.8 li Pietro de Brina francescano; nel
.

de Banco nobile diTerracina e ili Naneli d'eccellenti doti; nel 5n 5 Ascanio Mari

^3C)3.

Rinaldodell'ordine di

s.

Spirito di

chesini già vescovo Maiorense;

neh 58o

Roma.
to,

Gli successe Antonio, indi
i

di

poi Giovanni morto nel Bartolomeo traslato a Sentali. Stefa-

Rober3rp, quin-

Scipione Bozzato nobile n;ipoletano,chiaio per dottrina, trasferito a Lucerà; nel
i'TiSs

Fabio Maranta

di

Venosa, insigne

noGoberno

o

Gobenogià vescovo Nemoinrli

nella giurisprudenza, virtuoso e indefèsso nella cura dell'anime, visitò tutta la
diocesi, nel
i

viense, poi arcivescovo di Corinto,

d'Acerenza, e nel 1402 trasferitoa Calvi,
celebre giureconsulto e intimo consigliele di Ladislao: gli fu
vi di

589
la

celebrò e stampò
cattedrale, edificò

il

si-

nodo, restaurò
cappella e

Sessa e di

commessa co'vescoTeano la vertenza de'conCales
e

una rifabbricò magnificamente la

torre campanaria, ricuperò

Caupona

alla

(ini tra le diocesi di

Teano,

nei
JN'el

mensa, e
Nel 6
1

rifece la

pianta de'suoi beni e
diocesi.

quali furono posti

i

debiti termini.

di quelli ecclesiastici di tutta la
1

14
f'r.

1

3AntonioGalluzzicapuano;neli4i5 Antonio del Fede carmelitano fiorenfu

tino, dotto oratore, intervenne al sinodo
oli

q Gregorio del Bufalo nobile 10mano;uel 1623 Gennaro Filomariuo nobile napoletano e teatino, encomiato pastore; nel

Costanza, e

lodalissimopastore.Nel

i6to Francesco M." Falcucci
1

i443 Angelo Mazziotti canonico capuano, unì alla mensa l'abbazia di
s.

nobile di Gubbio, restaurò e consagrò la
cattedrale; nel

Vitalia-

66

1

Vincenzo Caraffa no-

no per la riparazione della cattedrale quasi

bile napoletano, abbate generale de'canonici

rovinata,

la

restaurò, e consagrò l'alta-

Lateranensi, ed egregio predicatore.
Policaslro
vi

re maggiore. Nel

1466 Antonio,

nel

1

49 ^

Neli6y9 da

passò d\ Vinl'e-

AngeloMarollicapnano,MaureIioGioanuotti morto nel 5o5, indiMalteo MagnanoOrsini romano traslatodaCittàDuca1

cenzo de Silva napoletano, trovando
pi^copioquasi atterrato, l'archivio
cente casa in Pignataroe

manosua

messo da'napolelani, accomodò una devi stabilì la

le fu

lodato. Nel i5t 2 GabrieleOrsini no-

bile, nel

1019 rassegnò la sede con
1

regres-

residenza;donòalla cattedrale utensili sagii,
ti

so a Giovanni Galla arcidiacono di Ca-

pua. Nel

543

fi

.

Bernardino Spada bo-

lognese generalede'conventuali,dottissi-

mo

e illustre per pietà,
al

mentre sembragentilizia

va destinalo
potto in
di

cardinalato morì e fu senella cappella

Roma

fondò con sufficiente dote 3 canonica4 ebdomadari di padronato de'vescovi, celebrò e stampò 4sinodi,e si studiava d'erigere il seminario quando lo sorprese la morte. Nel 1703 Gio. Battista Caracciolode'conti di s. Angelo somasco; nel
e
1

s.Giiolamo della Carità. Neli544^1 a " vino Gennari nobile napoletano, chiaro
per virtù e scienza,
visse.

7

1

no

traslato

9 Giovanni Carafa nobile napoletada Neocastro, chela morte imvir-

Berengario
Belisario

ma poco anch' egli Gusman nobile, vendialla

pedi; Filippo Positano nobile di Napoli e

canonico della metropolitana, pio e


1

il
1

feudo di Bocchette

mensa; nel

tuoso, chiaro per sapere ed eruditissimo
nelle lingue, beneficò la cattedrale, istituì
le prebende del teologo e del penitenziere,edue mansionari di padronato de'successori, l'economo sagrista, riordinò il con-

55

Camberà canonico di Vastesso

Gaspare Fossa nobile calabrese, dottissimo minimo e cospicuo per virtù, fu con molta 1 iputazione al concilio di Trento e poi
lenza,

morì nello

anno;

fi".

,

fuso archivio, ampliò

il

giardino delì'epi-

traslato a Reggio. Nel

1

56o

fr.Ginlio

Ma-

scopio e questo restaurò, ornala cattedrale di

guani generale de'conventuali, piacentiilo di grau virtù, pietà e dottrina, si re-

arredi sagri e

la migliori»; la
il

mensemi-

sa fu per lui

aumentata, e fondò

T E
Dario.
la

A
Calvi, e
la

T E A
lenni alle romite.
Il

3

r

Con

esso nell'Italia sacra finisce
eli

romitaggio è solo

in

serie de' vescovi

comple-

Napoli:

la

congregazione delle oblate può
il

terò co'riporlali nelle Notìzie di

Roma.

esistere senza

romitaggio, non così vi-

Nel 1733 Gennaro M.' Danza
tola; nel
1

di

Tram ti-

ceversa. Questa congregazione è soggetta all'ordine de'
s.

r42FrancescoAgnello Fregiali' Venafro; nel Giuseppe Capece /.urlo I .) teatino napoletano, Del 782 trasferito a Napoli e cardinale. Dopo oanni di sede vacante, Del I7Q2 Andrea de Lucia di Mognano diocesi di Nola. \ acando come dissi la selle di Teano, Pio VII nella ci r coscrizione del legno delle due Sicilie, colla bolla De uditori dominicele de'28 giuni di
1

Barletta, traslato da

Teatini (V.) istituiti da Gaetano patriarca àe* Chierici regolapatrono e apostolo della divina prov1

")(*>

f

ri,

1

videnza. Nel

547

a'7 agosto, nello stesso
all'e-

1

giorno in cui a Napoli era passato
terna gloria
la
s.

Gaetano,

ivi

nacque Orso-

sere venuta alla luce nella vigilia di

.

gno! 8 18, UDÌ
vili di

in

perpetuo

le sedi

vesco-

(nome battesimale impostole o per ess. Orsola, o perchè alla pia madre glielo insinuarono ss. Francesco di Paola e Luigi IX in singolare apparizioDe)da Girolamo
i

Calvi e

leanoaegue principaliter,

e

da Vincenza Genuina, esemplari goni-

le

di

confermò sullraganee dell'arcivescovo Capua, e dichiarò i.° vescovo di Calvi

tori,

ambo

nativi di Citara castello della
il

Cava

sulla costa d'Amalfi; però
in

padre

e

Teano

il

prelato de Lucia che ancora
a

ingegnere e architetto

Napoli, discen-

governava
Pezzella di

la i.

Gli successero,

Giuseppe

deva originariamente dalla nobile famiglia

Teramo

e poi di Zela in

par-

Benincasa

di Siena.

Sino dal suo na-

a*23 giugno 1828. Per sua morie, Gregorio XVI nel concistoro de'20 gennaio 834- gli sostituì mg.' Giuseppe Trama di Napoli, parroco di quella metropoli, ed esaminatore nuche pro-sinodale. A vendo poi rinunziato due vescovati, il medesimo Papa nel
tihus, cioè per coadiutoiia
1
i

scere e dalla fanciullezza,

Dio manifestò

chiari presagi della futura sua santità, e
la

Girolamo l'avea ofraccomandata appena nata, la protesse ne' suoi pericoli. Ancora fanciulla
B. Vergine, a cui
ferta e
di

buon animo soggiacque

a fatiche e dii

spregi per piacere a Dio, piangendo
cati altrui.

pec-

concistoro

de'?.

7 aprile

1840

vi

preconizi

Lavorava innanzi

alle sagre

zo l'attuale vescovo mg.' Nicola Stetti ti
di

Cogenti, mansionario

di quella catte-

ss.

immagini di Gesù coronato di Vergine Immacolata e di
e preghiere.
s.

spine, della
s.

Caterina

drale, professore del seminario, parroco

da Siena; tal volta esultando
ni divoti

col canto d'inla

e predicatore, esaminatore sinodale.

La

Frequentando
si

mensa ascende
vati di

a circa

4°oo

ducati, gra-

chiesa di

Spirito in Napoli,

confessa-

600

per pensioni. Le due diocesi

va dal
di
la

unite e

si

estendono per quasi 5o miglia,
luoghi.

p. Marco Marzianesi domenicano non ordinaria pietà e gran pratica nel-

comprendono 36

direzione delle anime,

il

quale

l'istrui-

TEATINE DELLA LATA CONCEZIONE,
te,
iiis,

SS.

IMMACO-

l irgines

Theatinae

Oblate e Romiss. Conceptio-

va Dell'esercizio delle virtù, osservandone disposto lo spirito. Il proprio ottimo
fratello

Francesco, datosi «'buoni studi e

1 irgines Solitariae ss. Conceptionis.

Congregazione
lia,

religiosa di

donne ohlate

ad edificante vita, ridusse tutta la famiglia a forma d'un ben regolato monaste10.

e romite esistenti in Napoli e nella Sici-

Orsola ne profittò più

di tutti,

abbrac-

fondale dalla ven.suor Orsola Benuila

ciò

un tenore
,

di vivere

totalmente spiri-

casa, che attribuì all'oblale
di
s.

«ita attiva

tuale

e die quindi segni di

commercio
più per

Marta, e alle romite la contemplativa di s. Maddalena, ed ambedue con voti, cioè impose semplici all'oblate, soi 1

col cielo;
hi

moshandod 'apprendere
1

me superiore, eh e per istruzione del Capersino Dell'intendere
atn^i di qua-

tello,

32

TEA
Amadre coll'altre somonte s. Elmo, ivi el*
scienziati teologi.

TEA
camp, coperto d'una veste di saia nera, onde sembrò fin d'allora d'imitar l'abito
teatino. Intanto
il

lunque libro latino e della s. Scrittura; Cognizioni che più adulta die a conoscere
con istupore de'più
vendola condotta
rclle a
la

cielo la dispose a rice-

vere
co

il

dono

dell'estasi,

venendo

pel fuo-

diporto sul

dell'

amor

divino presa da agitazione

la ritiratasi in
si

disparte, e raccoltasi qua-

estatica in orazione, riscossa dalla

ma-

ebattimento di cuore, insieme a totalconcussioue esterna della persona. Per morte del pio fratello e della

dre da

dolce contemplazione, Orsola

degna sorella Ancui marito Fabri-

rizzossiin piedi, e raccolte
tre, negiltò
le

da terra 3 pie-

tonia, fu costretta ritirarsi in casa dell'altra sorella Cristina,
il

una dami

lato,

pronunziando
gettando
la

parole che diconsi nella consagrazione

zio Palmieri

ne fu

assai

contento pel gri-

dellechiese:

Locus

istcj indi

2/ pietraio altra parte, soggiunse: Sanctus estj in fine rivolta a un 3.° luogo,
geltòla 3.' pietra dicendo: in qùoordtScl'

cerdos.

Con
i

ispi rito
il

profetico così desi-

do che avea di singoiar bontà di vita. La veemenza de'suoi commovimenti fu presa per male epilettico, e persino si credè indemoniata; però si conobbe provenire da Dio e da fi vori di spirilo. Penetrato il suo
cuore vieppiù
più viva
sa
dall' ai'dor

gnò

nel

."luogo

sito

ove

fu poi eretto

il

divino e dalla

conservatorio e congregazione delle vergini teatine; nel i.°

brama

d'esser fatta

una cosa

stes-

ove fu poi edificato

con Dio, ottenne

di ricevere la s.

Co-

l'eremoo recinto per abitazione delle vergini romite; nel 3.° il sito incoi venne costruito l'edifizio pe'sacerdoti destinati all'assistenza delle vergini teatine e romite,

munioneogni mattina,
i

e nel riceverla ces-

savano violenti sbattimenti, riempiendosidi calma edi singolari dolcezze, che du-

lavano per ben 5

ore.

Questo

fu

un

clo-

Di 7 anni perde genitori, prestando loro amorosa assistenza; indi patì infermita, e calunnie da'parenli, da lei con gran
i

no
le

caratteristico e particolare, di cui vol-

pazienza sofferte.
tello

Ad

insinuazionedel fra-

Dio fregiata Orsola fino alla morte, onde per antonomasia fu denominata l'Imstatici/, e le deposizioni de'processi laeonfessano sempre vissuta in continua ora-

divenuto sacerdote, e da cui Orsola
i

apprese

fondamenti della maggior perfezione cristiana ad onta di sua debole
,

zione e estasi, uel

tempo

delle quali di-

compIessione,per l'ardentissima

brama

di

veniva alfatto insensibile alle punture, e fino a ricevere senza dolore leditaconficcate negli occhi.

consagrarsi a Dio chiusa in un chiostro di
rigida osservanza, divisò di ritirarsi nel

Bastava che movesse
parlare di Dio,o del

parola, o udisse

altri

monastero
fioriva

di

s.

Maria

in

Gerusalemme
che
s.

Crocefisso, o del divino amore, o mirasse

di Napoli, detto delle cappuccinelle,

una
la

s.

Immagine, ch'era

tosto in estasi,

sotto la più austera regola di
in

quale prolungavasi or più ora meno,

Chiara

concetto di gran virtù.

Ma

seb-

bene

le

monache erano propense

a lice-

veria, per la sua età
salute, e per essere

dito anni e gracile compiuto il numero della comunità, non poterono ammetterla.Tra pianti e il rammarico si rassegnò al volerediDio, impegnandosi con più ardorè a formarsi di sua casa un chiostro,
i

magd'amor divino e perfetto. ladi refrigerandosi con acqua gelata, ques'a diveuiva calda e fumante, udendosi quel rumore e quel sibilo, che suol cagionarsi da un ferro rovente quando si getsentendosi bruciare e accendere nel
gior grado
ta nell'acqua.

Ritornata dall'estasi, invodi

cava
le

i

dolci

nomi

Gesù

e di

Maria

col-

e

accrebbe tanto negli esercizi

tificazione e di
ler
se.

morpenitenza, che sembrò vodi
le claustrali stes-

parole di amore, e con sagri canti,
spirituali delizie

nogo-

graziando Dio delle
dute,

emulare o superare
Si vestì di ruvido

come

se venisse dal

paradiso e dal

panno

sulla

nuda

consorzio degli angeli e de'santi. Escla-

TEA
mio, sposo mio; non più Signore, Don più; basta, perchè il mio cuor fragile non è capace di tanta consolazio-

TEA
levano donarle.

33
può
ridire la

mova:

Amor

Non

si

sua

contentezza e gli elogi che fece al monte, nel quale il Signore manifesterà la gloria
sua, ed

ne, essendo io ima vile femminella. Iddio
la

ove verranno innumerahili

ver-

condnceva

alla pei lezione

consolanti estasi;

con queste e talvolta anche alzata

gini a servirlo e lodarlo, e beato chi polla

da tetro, anco in chiesa alla presenza degli astanti; onde tutta Napoli le ammirava

aver luogo su questo monte; siccome e sclamava con profetiche parole. Infitti da
orrido e sterile ch'era
vi
si
il

come
si

prodigiose e l'acclamava santa.

stabilì la venerabile,

monte, dopo che divenne popola-

Indebolita da esse o da'rimedi presi quan-

lo e

giocondo per
ivi

le

tante case religiose

credevano prodotte da fìsiche imperfezioni, fu sorpresa da mortale malattia, e ne guarì istantaneamente con istupore

do

e monasteri

aperti, per le chiese in o-

gni parte innalzate. Trovandosi colà se-

parata dal

mondo

e tutta raccolta in Dio,
le

di tutti e

de'domenicani che

l'assisteva-

da

lui

ottenne Orsola

grazie più segnialtresì

no
si,

al

punto estremo. Bramando

di vive-

late e l'estasi

più sublimi, ornata

re in solitudine, per liberarsi dagli applau-

dalle lodi e dalle persone che ricorrea
lei,

vano
le

per divino impulso volle

riti-

econ occhi scintillanti che sembravano stelle. Que'che la vedevano, attestarono averla udita parlare
di splendenti raggi

rarsi sul

monte s. Elmo, ove il cognato procurò uno stanzino di tavole acciò

co'celesti spiriti, cogli abitatori del para-

diso,

con Gesù e con Maria.
di farle

Non mancò

quietamente potesse applicare all'orazione e goder le sue estasi, senza esser turbata dall'occorrente popolo. Ciò non fu
sufficiente, e

Dio
tità,

penetrare

i

segreti e occulti

pensieri altrui. Per la sua crescente san-

l'arcivescovo
il

le

permise ritenere nel
nel triduo

neppure

casa, laonde recossi

cambiamento di dall'altro cognato Deil

suo oratorio

ss.

Sagramento,
11

della settimana in cui è tolto dalla pubblica venerazione.
lo d.

siato Fasano,il quale

le

ottenne dall'ar-

sacerdote spaglino-

civescovo di Napoli Annibale di
se udir la

Capua

di

erigere una cappelletta in casa, ove potes-

Gregorio Navarro abbate di Francavilla, che talvolta teneva seco spirituali

messa e comunicarsi senza anper evitar
la folla

congressi e

le

celebrava
e

la

dar

in chiesa,

del basso
la

chiamato da Orsola,

da parte

messa, fu di Dio gli

popolo;

ma nou

potè minorare
i

moltilei

tudine de'nobili d'ambo

sessi,

che a

ricorrevano per conforto, per consiglio, per edificarsi eper raccomandarsi alle sue orazioni, procurando ella consolazione e
sollievo a tutti.
sto stato di cose, la volontà di

di edificare una chiesa alla ss. Concezione eli Maria. Restò sorpreso l'abbate pieno di meraviglia, poiché avea fat-

comandò

Non potendo durare queDio si mamonte
s.

una chiesa alla 15. Vergine per grazia ricevuta nel giorno appunto della ss. Concezione, eda taleefto voto di fabbricare
fetto

preparata conveniente somma.

Con

nifestò che dovesse abitare sul

Elmo,
Ivi

e così non essere più frastornata.

lagrime di tenerezza candidamente manifestò il suo occulto proponimento, si dichiarò pronto a effettuarlo, e intuonò
il

trovatasi

una casa
il

a pigione di Gio.

Tommaso de Magnati,con piccola cappella (e

Te Datììùn ringraziamento

a Dio. L'arsi

questo è
le

luogo in cui oggi dimo-

civescovo ne fu contentissimo e
gorio innalzar
silipo in

offrì al-

con l'assenso ponderato dell'arcivescovo vi si recò ad abitarla, ad onta di essere luogo alpestre, deserto ed
teatine),

rano

l'abbate di contribuirvi. Divisava d. Grela

chiesa sul
vi

monte
il

di

Po-

una casa che

possedeva, e re-

esposto per

la

sua remota situazione a'iale olici te

candosi a manifestare adOrsola
role estatiche disse: che la

suo pen-

dronecci; ricusando tutte
bili sia

de'no-

siero, questa se gli fece incontro e
ss.

con pa-

de'loro palazzi, che di quanto vovol. Lxxur.

Trinità co-

3

34
mandava,

TEA
che in quell' istesso lungo del
scali,

TEA
per cui colla carrozza del cardinal
visitò

giardino ove dimorava, si dovesse erigere la chiesa, ed il lilolo ne fosse della ss.

Santorio, acuil'avea raccomandata l'ab-

bate Navarro,

con gran divozione
sua venuta e

Concezione
lerra
ia

di

Maria Vergine,

in quella

le sette cinese e la

Scala santa; indi Grela

dove già l'avea designata secondo ss. Trinila. Per tal mioxo portento, l'abbate conobbe la volontà
volontà della
di Dio, e senza più

gorio XIII, che seppe
stasi

l'e-

avute anche

in

Roma,

fece sapere al

cardinale che nel dì seguente l'inviasse a
Frascati. Pervenuta alla presenza del Pa-

pose

mano

all'opera,

malgrado

le

dicerie e

gli ostacoli

che

in-

pa,consua meravigliaede'famigliari
tifici
i,

pori-

sorsero, di già predetti dalla serva di Dio.

subito andò in estasi, dalla quale
Ini,

Ih. "maggio 1 58 1, Orsola preso un Agnus Dei, lo gettò ne'fundamenli, in uno alla i /pietra con l'abbate, e fattasi estatica la
benedì nel

ritornò a'sensi suoi chiamata da

e idi

baciò prostrata divotamente

i

piedi.

Do-

nomeeper ordine delia ss.
Terminala

Tri-

nità e della B. Vergine.
si

l'està-

e la

funzione, restò confusa e le dispiac-

que d'essersi arrogato un atto che solo apparteneva al sacerdote, sebbene eseguilo per impulso divino. Visitata poi dall'arcivescovo di Lanciano, e interpellata

quauti anni occorrevano pel compimento e ufficiatura della chiesa in costruzio-

pò di che il Papa invitandola vicino a se, vollebenignamenleascoltare l'ainbasciala che voleva esporg'i; ed essa umiltnenflagelli che te da parte di Dio espose slava per mandare, se il cristianesimo non faceva penitenza, e nel suo discorso due -volte riandò in estasi. 11 Papa le disse Prega il Signore che ci perdoni castighi themeritiamo,echeci minaccia pe'nostri
i
i

:

peccati; e la licenziò colla sua benedizio-

ne; rispose Orsola, sarà fatta in mesi, co-

ne, invitandola a restituirsi in

Roma, ove

me seguì, e
serà
le

da dove

la

C. Vergine dispen-

dal cardinal Santorio avrebbe saputo cosa

sue grazie nelle calamità e bisola chiesa

dovea

fare.

Il

cardinale fu incaricato

gni di Napoli. Terminata

con

dal

Papa

di

formare una scelta congredi

sua inesprimibile gioia per essere di conlinuo vicina al suo
tultavolla
spirito, e
si

gazione de'più riputali
ti

Roma

per dot-

Gesù sagramentalo,
le

ina, pietà e cognizioni nella direzione

trovò inaridita e fredda di

delle anime, fra'quali vi

comprendesse

s.

Dio espressamente
il

ordinò di

Filippo Neri, per esaminare rigorosamente lo spirito di Orsola, e riferirne
tati;
i

lasciarla e di condursi in

Roma, poiché
celo,

risnl-

adirato contro

cristianesimo dall'offese

perchè dubitavasi
cui

di

sua semplicità,

enormi de'peccatoii d'ogni ciasse su di essi imminenti
stighi.

minaccleri-

e che andasse soggetta a illusioni del ne-

e terribili ca-

mico comune, da

Ad onta

di

sua ripugnanza,

l'alienazione da'sensi.

pure ne provenisse La congregazione

vata dalia sua umiltà, dal conoscersi niente,

semplice, ignorante, di nonessere ere,

dopo averla interpellata, affidò interamente l'esame del suo spirilo a s. Filippò, versatissimo anche in questo.
Il

duta

le

notificarlo a

convenne ubbidire e recarsi a Papa Gregorio Nili, colla

san-

to eseguì l'incarico con tutta sagacità, e

benedizione dell'arcivescovo e del conlessore

avendo essi conosciuto che Dio lo voleva, ed avea dichiarato a Orsola: Se tu non vai, manderò al inondo castighi, e leverò a te le grazie che ti ho date, e per segno che io li mando, ti manterrò il dono dell'estasi che li diedi, e giammai l'abbandoneiò. Giunta a Roma a'3 moggio 1082, trovò che il Papa era in Fra,
i

co; e scorgendola
se poi:

per esperimentarla non poco la mortifìumile e virtuosa, le dis-

Quello che
i

io

ho detto

a

le, dillo

tu a me. Intanto
piìi

maldicenti sparsero
in

le

assurde calunnie,

Napoli che a
essa die see-

R.oma.Posciacontiuuòasoggiacereagravi

prove del suo

spi ito,
i

ma

gni

non equivoci
s.

di

sua virtù. Nuovi
si

sperimenti fece

Filippo, e

confermò

TEA
della sua verace virtù.
rio la
Il

TEA.
cardinal Santoconsiderarsi «sempre per niente,acciò
il

ne

comunicò nella sua coppella, e passale le 5 ore della consueta estasi, vestito pontificalmente l'esorcizzò come fosse indemoniata ma con risultato edificante, Novelle prove si presero di Orsola, cuiella egualmente superò con meraviglia dì rotutti, con concetto di santità presso
,
i

mico comune non ne, tutto dovendo
Dio;
le predisse

la

spogliasse d'ogni be

riferire solo a glori.» di

trice di

che sarebbe stato protetNapoli, e passeggiando insieme le

disse che poi avrebbero

ambedue

ciò fatto

inparadiso.
richiese per

Il

santo nel licenziare Orsola,
la di lei

memoria
la

corona, ed in

mani die facevano a gara per vederla e la chiamavano santa.Continuandos. Filippo ad esercitarla quotidianamente con parole
aspree scongiuri, laseparòda'suoi parenti che l'aveano accompagnata, collocandola
nella casa d'un prete
te alla chiesa di
s.

ricambio levatasi
in testa,

propria berretta dal

capo, gliela pose in segno di benevolenza

dicendole
ti

:

Quando

ti

levi la io-

vaglia dal capo,

pollerai questa, acciò

non
la

ti

faccia male. Dipoi questa berretta
la

spagnuolo adiacenfìnestrel-

venerabile

tenue sempre carissima
santo. Alin

Michele arcangelo in

nel suo Oratorio, e indi le suereligioseco-

Dorgo,
la

in

angustostanzolinocon

me

rispondente alla chiesa, da cui era in
ss.

l'articolo
ria della

una reliquia di quel gran Berretta notai, che
donata da
s.

memo-

continua adorazione del
sulla
fica isciizione.il prete di

Sagramento,
in quali-

Filippo, per i>pe-

quale per memoria fu posta onori-

ciale privilegio la superiora delle teatine
ili

quando

Napoli, nel coro e ne' capitoli tuttora
la

do

scongiurava e comunicava, contiimando nelle sue estasi, le quali si ritmola

usa

berretta clericale.

Ad evitare

il

coll-

corso de'romani che l'acclamava per santa, e

durre

varono quando s. Filippo la faceva conins. Girolamo della Carità. A viepil

alcuni volevano ritenerla in

Roma

per fondarvi monasteri, parti notte tem-

pio provarla,

santo

la fece

passare press.

so alcune sue penitenti, vicino a
in

Maria

di Orsola,

Vallicella, acciò fosse esercitata inser-

Tutta Napoli si commosse all'arrivo che ritornava trionfante per le vittorie riportate nelle provegloriosamen<
pò.
te sofferte, e

vigi umilianti e

disturbata fino nelleorale

dell'approvazione

fattasi in

prove riuscirono imitili, ogni cosa solfrendocon giovialità e fortezza d'animo. La minacciò s. Filippo di
zioni;

ma

tutte

Roma

del suo spirito e di sue estasi. Re-

stituitasi presso la chiesa di

monte

s.

El-

mo, riprese

i

suoi esercizi di pietà;

ma

o

farla trasportare all'inquisizione,

ed ella

pel gran concorso del popolo che anda-

serenamente
tervisi.

si

Privata della

mostrò pronta asottomets. comunione, eri-

va asturbarla, o per

le

istanze dei cogna-

to Girolamo Tagliaferro
la

onde averla

net-

dotta perciò quasi a morire, fu ravvivata dalla
ss.

propria casa nel borgo delle Vergini,

Eucaristia, e s'incominciò ad
il

o perchè volle su di

approvare
la

suo spirilo

ed a confessare
i

sua bontà, richiamandosi da Napoli

lei prenderne altra prova Roma, da questa fu ordinato alla venerabile di ritirarsi col cognato, ed el-

suoi parenti per ricomlui vela. Confermalo
il

suo ottimo spirito con applauso usi

niversale,

recò a congedarsi dal Papa,

la con ilarità proni unente ubbidì. Sospirando poi il suo monte, inaspettatameate venne avviso da Roma che si lasciasse

vi restò in estasi e fu

da

lui

benedetta. Alsi

treltanto fece
rallegrò con

il

cardinal Santorio, che

adunarvi donzelle,

tornare alla sua solitudine, con libertà di e di (ormarvi istituti,

lei

della felice riuscita degli

quando
in
s.

a

lei

piacesse,
la

sperimenti
li

fa tti con

penose prò ve, risultali-

Giubilante

ven. Orsola restituitasi

per lei del maggiore onore. Anche s. Fila

lippo

confortò, dichiarando d'aver colei,

nusciuto che Dio ero cou

e l'esortò di

Elmo, ne rese affettuosi ringraziamenti a Dio, aumentandosi sempre più nella santità di vita e odia lama che go-

36

TEA
spirituali,
1'

TEA
affidò a' filippini di

deva. Die quindi opera a formare un'adunanza o congregazione di donzelle, per
divina ispirazione,

Napoli

della congregazionedell'< J/7//0/77) istituita

dando principio

alla

da

s.

Filippo, lasciandoli perciò eredi

fondazione nella sua casa con 6 nipoti e 3 sorelle sue, con permesso de'superiori.

della chiesa, delle case e de' terreni adiacenti, acciò venissero
ter

Subito da Napoli
partecipare delle

si

fecero istanze

da

di-

verse giovinette, per esservi

ammesse

a

sante istruzioni e de'

virtuosi esempi. In breve le concorrenti giunsero a 6o, e ricusando ella d'esserne

ad abitarvi, per poagevolmente accorrere a'bisogni spirituali delle religiose. Suor Orsola restò afllitta da tali disposizioni, vedendosi afilipver perduta la chiesa; e siccome pini dichiararonsi impotenti ad assumei

superiora, di cornuti consenso fu eletta

la

re la cura spirituale, la venerabile otten-

sorella Cristina, ch'era stata la sua costan-

ne generose

non minor pietà e prudenza; tutte però riguardando Orsola per fondatrice, la chiamavano madre. Essa prescrisse le costituzioni, molto conformi
te

compagna,

di

Gio.

somme dal duca di s. Agata Tommaso Coscia e da altre pie per-

sone, e con esse potè ricomprare tutte le

proprietà del defunto. Occupandosi suor

a quelle de'teatini, tutte spiranti soavità e dolcezza: elesse a protettori della con-

Orsola del buon regolamento della congregazione, essa manifestamente venne
protetta dal cielo,ecolle sue orazioni più
volte sollevò Napoli da disastri.

gregazione
cangelo,
il

la

C. Vergine,

s.

Michele ars.

patriarca s.Giuseppe, e

Pie-

gregazione progredendo fioriva,
allo stabilito

tro principe degli apostoli. Siccome chiesa era sotto l'invocazione della

la

sua

La conin uno educandato; dopo 32 anni

ss.

Con-

cezione di Maria Immacolata, così chia-

dalsuo principio, divenne confessore della comunità il p. d. Lorenzo Santacroce teatino,
i

la

congregazione della

ss.

Immaco-

cui correligiosi già praticava-

lata Concezione di
sa della

Maria

I ergine, sta-

bilendo che ogni sabato si cantasse la messs.

monastero cou confessare e piedicare, per cui maggiormente si era statui-

no

il

Concezione, ed ogni giorno in
l'

to dalle religiose di ritenere

il

loro abito

privato ciascuna religiosa recitasse
fizio della B.

uf-

e imitarne l'esemplare istituto.

Frequen-

Vergine, se non

si

fosse re-

tava

il

monastero auche

il

teatino p. d.

citato in coro coll'uilizio divino, poiché

sono obhhgate l'oblate di recitarli ambedue quotidianamente. Prescrisse l'abito
nero, senza professione solenne di voti,

s.

Matteo Santomagno, allora prepositodi Paolo Maggiore di Napoli, e questi foril

se fu

i.° de'teatini, a cui

per lume avu-

to dall'estasi suor Orsola mostrò di voler

ma una

pubblica oblazione, e senza clau-

essere colla sua congregazione diretta e

sura. Suor Orsola fu visitata ripetutamente da'pp.

Baronio e Tarugi

filippini e poi

governata da'teatini. Oltre l'intelligenza e unione di spirito che la venerabile avea
col vivente
lei

celebri cardinali] e l'abbate

Navarro e-

s.Audrea Avellino.ebberocon
altri

difìcò presso la casa religiosa un' abita-

colloqui
quali
il

ragguardevoli teatini

,
:

zione per se e sua famiglia, per accorrere
a 'bisogni spirituali di suor Orsola e go-

dere

di

sua santa conversazione, compiaivi

cendosi della scuola di virtù che

avea
la

Francesco Olimpio tutti questi talora le parlarono d'un luogo di ritiro, che si sarebbe potuto formare vicino alla congregazione, onde la serfra'
veti. d.

aperta a tante
si,

figlie,

senza legami forzo-

va di Dio promise
re,
il

di chiederlo al
la

Signo-

edel buon uso cui era impiegata

sua

quale

le

dichiarò

sua volontà.

Do-

chiesa. Vicino a morte, e volendo lasciar
la

po d'averla

fatta fondatrice delle teatine,

serva di Dio e la sua congregazione
la

volle che fosse altresì istitutiice d'un ro-

sotto

perpetua cura d'alcun ordine re-

mitaggio, che dovea essere un ricetto d'a-

golare, che la guidasse nelle sue pratiche

nime

eielle,

ed un ornamento, decoro e

TEA
sostegno di Napoli. Ella però non ebbe
il
il

TEA
pregò perchè
tali

37

grazie non fossero cir-

contento

eli

veder

in vita eseguita

que-

coscritte alle religiose romite,
altresì alle

ma

estese

st'altra

fondazione,

ma avendone
il

lasciate

tutte

le

disposizioni e
al

dettagliato disesito,

persone del secolo. Ella vide allora uua quantità di angeli andar per
tutto
il

gno,

riguardo

materiale del

co-

mondo spargendo
Comprese
cominciò

que'sagri sca-

formale delle regole e sante pratiche diesi doveano osservare, ne ha tutta la gloria di fondatrice. Nel giorno della
al

me

polari cerulei.
significato, e

la

venerabile

il

a fare e distribui-

re gli scapolari simili a quelli veduti nella visione. Nell'articolo

Purificazione di Maria del i6i 7, essendo rapita in estasi dopo la comunione, eb-

Concezione Im-

macolata della
rai

Vergine,

be chiara rivelazione da Dio e dalla B. di doversi formare un nuovo

Vergine Maria, narche neh 671 Clemente X die il sinB.

monastero contiguo a quello della congregazione e claustrale; e che le abitatrici dovranno chiamarsi Romite dell' Im-

goiar privilegio e facoltà a' teatini di benedire con proprie orazioni e distribuire a'fedeli
gli

Scapolari turchini, deno-

macolata Conce-ione,

in

numero

di

33

minati Abitini (de' quali divozionali riparlai a Superstizione, siccome a questa
sostituiti)

corrispondente agli anni cheGesù Cristo

dimoiò in terra, senza le sorelle che hanno da servire. Prescrisse il Signore colla
sua

di

Milvia

dell'Immacolata Concezione 1 ergine; e che Clemente XI

neh

7 10 concesse l'indulgenza plenaria,

Madre

il

santo loro tenore di vita

ri-

tirato e austero, e che vestano di turchi-

no
so,

e di bianco, di

panno non tanto grosbian-

né tanto

sottile, cioè colla veste

ca e col
oltre
i

manto

e scapolare turchino.
il

Che
to-

3 solenni voti, facessero

4-°di per-

fetta clausura,

poiché doveano essere

anche in orticaio morti-i, a tutti quelli che porteranno tali scapolari; indulgenza che pur accordò a chi visiterà nella festa della ss. Concezione una chiesa de'teatini o delle teatiue, e di 7 anni e 7 quarantene a quelli che le visiteranno nelle altre feste della Madonna. Per la benedizione di questi scapolari,
gli ascritti

talmente separate dal mondo, e perciò
dette eremite, senza aver più

par-

commercio

tecipando a'beni spirituali de'teatini, gogenze, fra

e contezza de'parenti e amici, e delle cose del secolo, e senza

neppure comuni-

care colle religiose della congregazione,
se

dono d'un numero stragrande d'indulle quali quella di 6 Pater, ève e Gloria alla ss. Trinità in onore dell'Immacolata Concezione, per cui
liche di
si

non con quella che sarà destinata a
alla vita

lucrano

provvederle del necessario
lazione
il

per
rive-

tutte l'indulgeuze delle visite delle basi-

mezzo d'una ruota. Nella suddetta
la

Roma,

di

s.

Giacomo

di

Compocon-

B. Vergine con tra le braccia

stela, della Porziuncola
ti

ede'Luoghi san-

divin Figlio,

comparve
i

in atto di

por-

di Palestina.
al p.

Il

regnante Pio

IX ha

Scapolari turchini della sua Immacolata Concezione, per promuovere in tutt'i cristiani popoli insieme colla divozione dell' Immacolato suo Concepimento la riforma salutare algere a suor Orsola
sagri
tresì

ceduto

generale de'teatini

la facol-

tà di concedere

ad

altri del clero secola-

re e regolare di poter benedire e imporre
i

detti scapolari,
si

con l'annesse indulacquista diritto nel'

genze, alle quali

de'pubblici costumi. L'origine delOrsola, ecco

l'atto dell'imposizione fatta

da un

teati-

l'abitino ceruleo, neh' ultima vita della
'\eii.

no o da

altro sacerdote che ne avesse otp.

ché Gesù Bambino

com'è narrato. Doponella visione ebbe mache

tenuto facoltà dal

generale de'teatini.

Sempre

i

teatini nelle missioni pontificie

infestati) alla venerabile l'istituzione

loro allìdate, cogli scapolari diffusero la

volea del romitaggio, e promesso granili
grazie a quell'auiuie elette,
la

divozione e

il

culto pratico del mistero di
di

venerabile

Mjiia concepita senza

ueo di colpa

io

TEA
i

TEA
con zelo
instati-

ed inogni tempo
scritti.Ebbe poi
eli

teatini

de. Entrali

i

pp. teatini al governo spisi

cabile lo sostennero colle opere e cogli
la

rituale e temporale delle teatine,

die-

venerabile

il

conforto

rduo tutta
re
il

la

sollecitudine di

promuovesi

vedercalcuuedella congregazione pra-

sollecito coni inda mento del ronìi-

ticare le regole

formate per

le

romite,

si-

(aggio, e
1

neh 633

a'

io giugno

pose

la

no

al

numero

di 7, e
1

doveano arrivare a

i.'

pietra per quel

nuovo monastero, con

12, fra le quali distinguevate d. Olita-

tutta solennità ed esplosione di tutteleartiglierie.

pia e d. Chiara sue nipoti, e pili ancora
d. Giovanna

Persone d'ogni sesso e condiall'e-

Àmodeo fervorosissima

e

cbe

zione mirabilmente contribuirono
lezione, e

ne desiderò anche l'abito, onde suor Orsola la citiamo ritratto delle future tomile,

Dio

a intercessione della ve-

iterabile risuscitò

uno scultore lavorante
e

capo e principio

di esse.
le

Eormate
d'uopo

le

caduto dal cornicione
difìzio, e la città
1

morto.

Dopo

all'e-

regole pel romitaggio,
perioti de' teatini se
eoi lezione o
si

sottomise a'sudi

coni ostacoli e ritardi fu proseguito

vi

fosse

dopo
il

la pestilenza

del

moderazione, conformando-

656

volle sciogliere
la

voto, portando soss.

in tulio al loro giudizio.

Nondimeno

lennemente
ta

statua della

Immacola-

l'ordine teatino mostrò ripugnanza d'as>uuicrsi
il

Concezione, fatta per opera della ve-

[teso della

direzione e gover-

iterabile, in

ringraziamento del cessato

no della congregazione già formata, e deli'eremo cb'era per fondarsi, e per vari
anni
si

Jlagello, e nel

1G67

fu compito, collocan-

dosi sulla porta della cbiesa

dell'eremo

mantenne renitente malgrado

le

una lapide marmorea, ove
/ irgini sin.'

si

legge:

Omini

suppliche ripetute da suor Orsola negli
(il

labe conceptae, sarwtimovai. Metter
instituit,
si

timi suoi sospiri, dalla città di Napoli

medium Heremum
Beniiicasa delegit,
ligiose

Ursula

e

da vari suoi personaggi.

Dopo

la

morte

oc Tee/lino

della venerabile
in protettrice e

la città clte

l'avea eletta

regimini addìxìt. Allora

elessero le re-

con volo erasi obbligala

monastero delle romite, nel Pioma ilean. Montanari per ottenere da Gregorio XV l'approvazioile delle regole dell'eremo, e perchè tatifabbricar
il

me

a

che doveano entrarvi per le pridar principio all' eremo, e ne furodi

162

1

spedì a

no scelte 12 da'monasteri
rigida di Napoli,

clausura più
della con-

comprese 3
di

gregazione delle teatine, oltre una leati-

to

questo che

la

congregazione

si

accet-

na del monastero
1

Palermo fondato nel

tasse da'pp. teatini sotto la loro cura.

Le
a'

65

1

(dalla principessa Francesca d'A«

regole delle romite

buono approvate
i

ragotia, e ne prese l'abito

come appren-

23giugnoi 623 da GregorioXV conbreve apostolico, nel quale sono pure
rapiila ri1

do dal

p. Ilelyot), e fu

dichiarata prepo-

cilamettte approvate

le

oblate;

ma

pulsade'pp. teatini continuò sino ali 633 ,
allorché eletto preposi to generale dell'or-

dine

il

suddetto

p. d.

Matteo Santomapa-

romite d. Maddalena Orsini figlia del duca di Gravina, tratta dal monastero della ss. Trinità. JMa di poi e tuttora la superiora delle romite ha il titolo di priora. Ritornando a suor Orsta e superiora delle
sola, granile fu la

gno, depositario delle ultime volontà e
desiderii della venerabile, indusse
i

de

in vita e

fama di santità che godopo morte, d'altissimi pernou che presso ogni

dria cedete all'istanze
gi, alle

di tanti

personag-

sonaggi, cardinali, nunzi di Napoli, vescovi e servi di Dio,

preghiere e alle lagrime delle religiose e della stessa città ili Napoli, ed

genere
eletta
ti

di

persone, sovrani, principi reali,

accettarono

ne delle teatine

garono

al

governo della congregazioe dell' eremo, e l'aggreproprio online colla compar*
il

viceré e viceregine, ed ancor vivente fu

da Napoli per sua protettrice; moli

furono

miracoli che

[ter

virtù divina

tecipazioue de'privilegi e grazie che go-

operò in

vita e

dopo

la

beata sua morte,

TEA.
il

TEA
dando contezza
ri

39

cui giorno essa indicò,

di sua vita al p.

Santacroce suo confes-

sore per ubbidienza, e lasciando santi

die le insegna a leggere; la?.. Testasi avanìiGregorioX.1 li; la 3.' il cardinal Santorio cbe la scongiulibro
ra; la
,\.' $.

Gesù Bambino con

cordi alle sue

figlie.

Le

ringraziò della

Filippo cbe
il

le

comanda

far

compagnia
rlo delle

a

lei

lenuta,cbiese loro perdole

comparile
rodandosi
le

sole,

il

(piale apparisce dila 5.' s.

colpe commesse, e

pregò

di tu-

le

nuvole;

Gaetano cbe
le

mutarla nella sepoltura comune. Avvicinandosi suor Orsola agli esti end giorni, sì per l'acerbità maggiore de'doluri cbe
di

presenta un libro aperto o
a

costilula

zioni de'leatiui; la 6.

Gesù

Cristo e

B.

continuo

solfi iva, sì

per l'inappetenza

del cibo,

onde le produsse un totale sfiDimenio di forze, ricevuti da lei ss. Sagramenti con divozione e tenerezza, non
i

cessando da'suoi estatici raccoglimentrohe vn'ppiìi raccendevauo,lìnaltuenteconse-

Vergine cbe ricevono la sua anima appena spirata; la 7. Gesù cbe comparisce alle teatiue con 3 triregni di diverse grandezze, e accennando altro stemma d" Alessa ndro VII. Dopo avere con l'autorità dell'encomiata e copiosa Vìta t estrat'

ta

da'processi apostolici e dal mss. del p.

reno ridente volto rese
la

lo spirito a

notte della vigilia di
11

s.

Orsola del
e

Dio t 6 8,
1

Santacroce delle preclare azioni della veu.
suor Orsola, compendiosamente trattato
dell'origine delle teatine e romile.ora
altri

d'anni 71.

suo cadavere rimase

tiessi-

con

bile in tutte le

membra,

movea

a divo-

zione in mirarla. Indi apparve a
poti e
;

due

ni-

ad altre persone immenso fu il concorso del popolo a venerarla sopratterra e sepolta, molti
i

aggiungerò altre nozioni sull'istituzione delle medesime. Il p. Flaminio da Latera minore osservante, nel Comperi"
sis tentis nel

miracoli

fatti.

Fu
il

dio della, storia degli ordini regolane' t. 4,p2 ragiona: Delle tea'

deposta dopo 3 giorni nella chiesa della
ss.

Concezione, ed apertosi
il

dopo4

anni

sepolcro, fu trovato

di

lei

corpo intero

delV Immacolata Concezione lucotuincia a dichiarare le due diverse speciedi Teatine istituite dalla veu. suor Ortino
sola Benincasa, di oblate con voti
plici,

r e incorrotto. l io

VI con solenne decreto

sem-

pubblicato a'7 agosto I7q3 nella cbiesa
eli s.

edi romitecon voti irrevocabili, tut-

Andrea della Valle de'tealini di Roapprovò l'eroiche virtù della venelabile suor Orsola. Abbiamo: ì ita della ven. serva di Dio suor Orso/a Beino,

te

soggette a Teatini. Dato un lieve cendi

no
1

sua portentosa

vita,

narra cbe nel

583

die principio alla sua congregazio-

rancata fondatrice delle monache teatinc. e del romitaggio della ss. Concezione di Napoli, scritta da un chierico
regolare teatino, e dalle stesse teatine dedicata a sua Maestà la regina delle

ne delle teatine, cbe la venerabile formò di 66 religiose in onore degli anni cbe secondo alcuni visse la B. Vergine in terra (nell'articolo Corona ni s. Brigida, con altri dissi recitarsi in onore de'63 anni cbe
diconsi vissuti dalla
to riferisce
il

796. Ne' voi. IV, p. 24» LUI, p-4 2 dissi che sono possessore d'una mirabile canna volgare gradita o incisa con figure, fogliami, grappoli d'uSicilie.
1 >

te

Roma

Madonna). AltrettanBonanni gesuita, nel Catalogo delle vergini dedicate a Dio, p.
p.

9 5,

e riporta la figura

come vestono
le

le

teatine;

osservando che non

obbligò

la

va e arabe>chi, già donata al sanese Alessandro VII, il cui stemma ha laterali
le

fondatrice a'3 voti solenni,
vivessero per puro

ma

solamen-

tea pubblica oblazione, perchè volle che

ligure della Chiesa e della Giustizia,
gloria d'Angeli avvi da' lati del
tri-

amore

rinchiuse; esicla

euna

come

la

ven. Orsola dubitò che

con-

regno,indi seguono 7 rappresentazioni iiguai danti la ven. suor Orsola Benincasa,
e loro iscrizioni.

gregazione potesse mancare dopo la sua morte, per rivelazione divina ordinò che
si assoggettasse

Esse esprimono: lai/

all'ordine teatino. Dichia-

4o

TEA
le

TEA
maniche larghe, e
legata con
in

railp.da Latera,che le loro principali regole sono le seguenti. La recita dell'uffizio divino senz'alcun canto concertato, come
si

un cingo-

lo di lana. Inoltre

portano

capo un veveste, simiil

lo bianco, senza soggolo,
le

invece del qua-

recita tla'pp. teatini, e di quello della

fanno uso del collare della
a quello de'teatini.
1'

Madonna
la

in privato.
in

mattina

Un'ora d'orazione comune, e un'altra dopo il
quotidiana recita del /e-

le

Rimarca

p.

Do-

Danni, essere

abito di saia nero quello

\espero, oltre

la

usato dalle vergini della primitiva chiesa,

ui creator Spiritus. e del

De profundis

secondo

la

testimonianza del Daronio.
dal monastero, ed a lola

dopo

noua. La superiora e le altte sorelle fanno a vicenda un'ora d'oral'ora di
il

Non escono mai
ro non
si

può parlare che per
il

grata, co-

zione avanti

ss.

Sagramento, per l'ado-

me

suole praticarsi colle religiose obblip.

razione diurna e notturna, nella circostanza dell'esposizione del

gate alla clausura. Quindi

da Late-

medesimo; ed
si

in o-

ra passa a dire delle romite, tra le quali

gni venerdì nelle lorochiese

espone pubstanno
s.

ponno ritirarsi
la

le

teatine più inclinate al-

binamente, mentre molte

di esse

solitudine,non potendo con esse
romite, (piando

comu-

in coro a orare, ricevendolo poi nella

idearle romite. Chele teatine passate tra
le
si

comunione

nelle

domeniche,

uè'

mercoIn ogni

ammalano ritornano

ledi e sabati,

ed
il

in tutte le leste.

allacongregazioue,cguaritesi restituisco-

mezzodì cantano in coro il I cui creator SpirituSf e l'antifona dell'Immacolata Concezione. E' loro permesso di cantare nelle
il

giovedì dopo

Pange

lingua,

proprie cellealcune canzoni spirituali, ma
è loro proibito
1'

in chiesa

che
di

in casa

uso degli organi e di qualunque stru1

noal romitaggio. Quest'asserzione del p. da Latera non è vera, poiché la ven.Orsola prescrisse che le oblate e le romite non si vedessero ne vive né morte. Tanto le religiose della congregazione, che quelle dell'eremo, tutte sono teatine; ma le romite sono veramente monache per professareda loro
i

meuto musicale. Ogni 5 giorni,
dì,
ti

vener-

voti solenni, le altre
Il

con-

sono tenute ad accusarsi de'lorodifetnel capitolo, e nell'avvento, nella quatutti
i

siderandosi oblate.

p.

Bonanni che ep.

gualmente
tista

a p. 4-5 Iie riporta la figura e

resima, e in
a flagellarsi
la

mercoledì e venerdì,
vigilie

ne parla, cou l'autorità del

d.Gio.Bat-

con discipline. A'digiuni del-

Bagatta teatino

Chiesa aggiungono quelli delle

della vita
sa,

ed altro scrittore della ven. suor Orsola Beninca,

dellefeste delss.

SagramentOjdeirimmail

ecco

come ne

racconta

la

sua fondai-

colataConcezioneédelIaPurificazionedella

zione.

La ven. suor Orsola dopo aver
congregazione della
ss.

Madonna,

e

sono esortate a portare

stitnita la

cilizione'venerdì.
si

E loro prescritta altre-

zione, designò di

Conceformare un eremodi vercontemplati-

una certa corona- che debbono recitare ogni giorno, insieme con una 3. parle di Rosario; la celebrazione d'uua mesta, da cantarsi ogni sabato in onore dell'immacolata Concezione, e di celebrare con molta pompa, anche con musica, la
per 3 giorni continui, e collesposizione del ss. Sagramento, al dire del
di lei festa
p.

gini per attendere alla vita

va, e ciò per rivelazione divina, pe'doui

cheavea di estasi e di profezia, cioè quando rapita fuori deseusi vide la ss. Vergine vestita di bianco con manto ceruleo o
turchino, e
il

s.

Bambino con una
alla
la

veste

nera in mano, e molte vergini
di lui vestite
la sinistra
il
s.

destra

come

Madre, ed

altre al-

Bonanni. Si raccomanda loro il lavoro delle mani, la vita comune, la povere
le

vestite di nero.

Le parve che

Bambino
Le

facesse passare alcune di

tìi

altre virtìi;

come ancora

di porta-

quelle vestite di nero nella classe delle

re l'abito de' tea tini, cioè

una tonaca bian-

bianche.

disse allora la C. Vergine, che

ca ai di sotto, e sopra uua veste nera col-

Dio voleva

in quel

luogo del monte

s.

El-

a

TEA
ino e vicino nlla casa della congregazione, die
si

TEA
Li.
to

4
i

r

rimarcai più tardi aver

teatini

assun-

erigesse

un eremo

nel

e j 1 1

I

e vi-

vessero
li

33

vergiui,oltre 7 serventi,

le

qua-

segreealed'ogni

umano consorzio, s'imNarra
il

il governo delle religiose, e posteriormente si fabbricò I' eremo), dal quale Clemente IX con breve de'q luglio 1 668 le

piegassero sempre in orazioni, penitenze
e
altri esercizi spirituali.
il

tolse,
tini.'

p. ila

Latera che

monastero o eremo

è conla

te

riponendole nell'ubbidienza de'teaPer le proprie costituzioni le romisono tenute d' astenersi sempre dalla

tiguo alla casa della congregazione, ha

carne, tranne nell'infermità; a digiunare
nelle vigilie delle feste della B. Versine,

Mia chiesa particolare, ed è separalo dalla stessa casa

da una

sala, in cui

sono due

e più rigorosamente in quelle dell'Immacolata Concezione, dell'Ascensione e del
ss.

porte,
nel

una per entrale in questa, l'altra monastero o romitaggio. Vicino alla porta della congregazione vi è una scala
per cui s'introducono
le

Sagramenlo;

in tutti

i

sabati e nei
i

due

ultimi giorni di carnevale, oltre
della Chiesa. In lutti
i

digiuni

provvisioni al-

venerdì debbono

l'una e all'altra comunità necessarie. Si

ricevono queste dalla superiora della congregazione,
religiose
la

quale deve provvedere
di tulio
il

le

Sagra mento per 5 ore, e fargli continuamente orazione 5 religiose. Ne'venerdì sono pure tenute a portatenere esposto
il

ss.

romite

bisognevole,
d'affac-

onde non abbiano mai occasione
ciarsi alla

il cilizio per più ore, così in quei dell'avvento e della quaresima; ed ogni io

re

porla della sala

comune d'am-

giorni ne' mercoledì

si

fanno

la

discipli-

bo

imperocché la ven. istitutrice, sebbene fondò leoblate e le romite sotto la medesima invocazione dell'Immale

case;

na, oltre altre non interrotte mortificazioni e penitenze. Quelle che si ricevono nell'eremo devono aver 20 anni, e farne

colata Concezione, incaricò
l'

le

oblate del-

due

di noviziato.

Quando sono ammesse
un giorno intero
coi

ullizio di

Marta

coli'
le

delle cose temporali,
di

amministrazione romite di quello

alla professione,

pourio entrar nella chie-

sa e trattenervisi per

Maddalena senza

essere distratte dal-

più

stretti

parenti, senza speranza di più

contemplativa e solitaria, in che obbligano cou solenne voto. Da detta sala si passa in altra, di cui apre la porla vita
si

rivederli eparlarci, ed in questa circostan-

za pranzano nel refettorio delle sorelle
della congregazione;

sebbene questo conall'e-

ta la superiora,

allorché

vi

è urgentissimo
il

cedesi solamente a quelle, che dalla vita

bisogno d'introdurre nell'eremo
fessore,
li
il

coni

secolare passano

immediatamente
vi

medico,

il

chirurgo e altri, quanel

affinchè

non s'internino

monastero,

passano dall'oblate, potino nel detto giorno trattenersi

remo, poiché quelle che

l'infermeria dev'essere vicino alla porta.

soltanto colle sorelle di esse.
i

Rinnovas.

Nota ancora il p. da Latera, che quando Gregorio XV confermò le costituzioni
dell'eremo, già scritte dalla ven. suor

no
no.

loro voti

due
il

volte l'anno, cioè nel-

le feste

della Purificazione e di

Gaetaconverdi

Or-

Quantunque
non

numero
in

delle coriste

sola, soggeltòlereligiose alla giurisdizio-

sia limitato,
se.

lo é quello delle

ne

e visita de' teatini, di

ma

che l'arcivescosola volta, e
e

L'abito loro consiste

una veste

vo

Napoli
le

le visitasse

una

per quella
iieli(i>4

romite l'ubbidissero;

che

panno bianco, serrata con cintura di cuoio, nello scapolare e manto turchino, portando
ni,
il

Libano Vili

l'esentò dalla giule

velo nero e

il

soggolo

come le altre
il

risdizione de'teatini, e
la del

soggettò a quel'

monache. Aggiungerò
le

riferire

p.

Bonari-

nunzio apostolico di Napoli (questo
al surriferito,
/ ita

racconto mi sembra inesatto e non corrispondente
ta e critica

che incedono scalze e comandali come cappuccine; ma veramente esse usano
Il

ove colla esatdella vtn. suor Orto*

calze e sandali.

P. llelyot, Storia det.

gli ordini religiosi, ucl

4,cap. i3,

tie-

4i

TE

A

TE
sa cattolica,

A

ne proposito: Delle Teatine dell'lmmacolata Concezione della ss. Vergine, delle della Congregazione,con la vila della veti,

ponimento, onde registrare anch'io nella mia opera un solenne trionfo della chieed
in

breve dirò come splen-

madie Orsola benincasa
Cap.i4 Delle
:

loro fondatrice.

religiose

Teatine dell'Ini*
ss.

macolata Concezione della
dette dell'Eremo.

Vergine,

Cenni storici intorno al dogma dell'Immacolata Concezione di Maria l ergine Madre di Dio. Del suo antico culto e festa. Definizione dogmatica sopra V Immacolato Concepimento di Diaria santissima. Dimostrazioni solenni e universali di giubilo religioso

didamente fu ovunque celebrata. Però sono assai dolente, perii laconismo che mi è dura legge. Sarà dunque la mia narrazione quasi un povero nastro o lemnisco (del (piai vocabolo resi ragione anche nel voi. XXI li, p. 2 18), percongiungere possibilmente, con isproporzionate e deboli

quanto il so!ennizzato,formando dalla riunione e complesso delle strepiforze, tutto

tose e

commoventi dimostrazioni

di

som-

ma
di

l'immortale corona gloria intrecciata e per general consene divota gioia,
ss.

per

eclatante avvenimento.

so olferta alla
to

Vergine, nel f insto e tan-

Mentre

io

terminava di leggere gli stamfui

poni dell'articolo Subiago,
solazione, per avere

compreso

ardentemente desideralo avvenimento. Per questo l'età presente andrà superba sopra tutti secoli antipassati, e vivrà
i

d'inesprimibile e dolcissima religiosa conil

in

voce

di

benedizione e
i

di

regnante

sommo

tura presso

secoli futuri.

laude imperiImperocché, la

Pontefice Pio IXj con infallibile oracolo,

grande mistero delMaria l' Immacolato Concepimento di (l '.) sempre T ergine e Madre di Dio. Avendo dovuto parlare di esso in tanti articoli di questo mio Dizionario, e anefinalmente definito
il

solenne definizione fu festeggiata con universale entusiasmo in ogni paese e nazione dell'orbe cattolico, dalle più maestose basiliche alle più piccole chiese,
religiosa gara,

cou

lando con impaziente fervore di far parola del sublime atto con che fu autorevolmente e con tanta maestà sanzionata
la

onde onorare la Concezione Immacolata della gran Vergine, cui tutte le genti chiamano Beata e. invocano con viva fede e affettuoso amore, sic-

come

lieta

speranza e lusinghiero con-

nostra antica e pia credenza; ed insiei

forto di tutti. Ne' primordi di

mia comil

me, ricordando principali di tali articoli, rendere nel mio india un profondo omassio d'affettuosa venerazione alla ReDO giua (V.) del Ciclone per far eco altresì
all'universale slancio di portentosa e
i-

pilazione fermò la mia attenzione

te-

nero argomento
le

di raccogliere

con

filia-

riverenza alcune erudizioni, per pro-

pugnare col buon volere di mia tenuità una delle più eccelse e splendide prerogative della
13.

naudila esultanza, ho quindi riflettuto

Vergine, nel suo

Immadichia-

che

il

primo

articolo che potesse averne

colato Concepimento.

Non osando

relazione era questo delle Teatine, co-

rarle espressamente con apposito articolo, le

niechè in un
istiUiite
ss.

modo

particolare e divino

sparsi ne' relativi, e le maggiori le

sotto la dolce invocazione della

collocai in quello intitolato:

Concezione

Immacolata. Concezione di Maria, e per tuttociò che superiormente narrai di loro; e così nel rammentato articolo Subiaco promisi che in questo ne avrei fatto parola.
cii

Immacolata della B. I ergine Maria, Festa, che stampai nel 1842. Dopo aver
accennato fondamenti del sentimento coi

mune

e favorevole de'teologi cattolici, e
il

del decretato

tcuteiò di

Ora dunque e sotto gli auspidogma, qui con fervore effettuare il mio riverente pro-

dopo aver indicato

precipuo fine

dell'i-

stituzione della festa, divisi l'articolo in 3

paragrafi. i.° Controversia e questione

TEA
della Concezione
I

t E a
li.
si

43

Immacolata della

pure

de'lihri perciò

stampati, e della

ergine Maria.

•2.

Festa dell'Immaco-

prodigiosa e strepitosa conversione dell'ebreo Alfonsa Ratishonue,
rizione
ta di

lata Concezione di Maria I ergine. 3.° Altre notizie sulla controversia e festa

deli'Immacolata Conce-ione. Dopoquest'articolo, scrissi e pubblicai immediata*
niente quelli del le città vescovi li, del le cor-

dopo appadellaMadonna quale si rappresensulla medaglia, avvenuta nella chièsa s. Andrea de' Minimi (I .) in Roma;
I

laonde divenne ferveutissirno cattolico e
si

porazioni religiose e degli ordini equestri)

fece gesuita.

Finalmente ricordai

il

dot-

che portano

il

titolo della

Concezione
articoli di

ss.

tissimo libro composto con vasta erudi-

Immacolata,

oltre quelli de' sodalizi a'
gli

zione ecclesiastica e pubblicato dallostesso cardinal Lamhruscbini, co'tipi di Pro-

loro luoghi, ed oltre

conil

gregazioni religiose che militano sotto

medesimo patrocinio. Siffatti titoli
sti

impo-

a città e ad istituti, sono una delle lauprove dell'antica, generale e ferma credenza religiosa dell'Immacolato Concepite

paganda fide: Dissertazione polemica della Immacolata. Concezione di Murili, Roma 1843.E siccome il cardinale era stato eccitato a scrivere la dissertazione e poi

anche
dinal

a stamparla dall'amplissimo car-

meravigliosa origine e l'antichità degli Scapolari dell'Immacolata Concezione, che si
di

mento

Maria. Di sopra rilevai

la

Giacomo Filippo Fransoui.
s.

prefet-

to della

congregazione

di

propaganda

fide, egli con onorifica dedicatoria a lui

benedicono da' rcalini. con indulgenze accordate da Clemente X e da Clemente

r

XI, oda loro e dalle Teatine f\ dispenla

sano, per promuovere

divozione deldel paA.

l'Immacolato Concepimento, sempre validamente sostenuto da' teatini
triarca de'chierici regolari
s.

figli

Questa dissertazione, che merapidamente più edizioni e in diverse lingue, fu pure pubblicata con questi stessi i\\\\: Sali' linmacolatoConcepiinento di Maria. Dissertazione polemica del cardinal Luigi Lambritsckini vescovo di
la intitolò.

ritò

Gaetano.

Mkdaglie BENEDETTE narrai comene'primi anni del pontificato di Gregorio XVI,
e per l'indulgenze particolarmente da lui

dizione

Sabìna,bibliotecario di s. Chiesa, ec. E1." veneta, riveduta e ritoccata
tipografia

dall' eminentissimo autore, Venezia nella

concesse,

propagò prodigiosamente Ja medaglia dell'Immacolata Concezione, detta comunemente la Medaglia miracolosa, pe'portenti da Dio operati in virtù «h tal divozione, e ne feci la descrizione. Inoltre notai, che Gregorio XVI divotissimo della medaglia, oltreché portava sul petto la medaglia miracolosa, ne teneva l'immagine a capo del suo letto, e ad essa rivolti isuoi occhi spirò soavemente la sua candida anima. Che ili.°a far coniare e conoscere in Roma la medaglia miracoloni ed esserne insigne propagatore, fu I j; altro il cardinal Agostino lììearola benemerito riconoscersi il cardinal Luigi Lambruscbini, ben degno segretario di stalo dell'encomialo Papa, e da ultimo inolio vescovo di Porto (l .), grave persi
(

Emiliana [844' L'editore cav. Giuseppe Battaggia console pontificio in Venezia e proprietario della tipografia, vi premise una dichiarazione affettuosa e divota, la quale onora non meno la sua pietà verso l'Immacolata Concezione, che
i

distinti pregi

dell'opera di
13
i

illustre e

sapiente porporato autore.
Li

questa beie tenera dila

produzione di sua dottrina

vozione, per più ragioni, e per essere
1. "pubblicata

negli ultimi anni sull'argo-

mento, trovo opportuno di giovarmi e darne un generico estratto. Imperocché con esso, col riferito ne'luoghi già citali o indicati, sebbene sarà inevitabile peranalogia alcuna ripetizione, a seconda
ilei

mio proponimento, giudico bastare come di preambolo al racconto della sanzione
del
la

dogma

e suoi festeggiamenti, cioè al-

dita che ancora vifameiite si deplora. Dis-

narrazione del più importante di quaof-

44
to precedette,

TEA
accompagno e
seguì
il

TE
medei teologi,
1

schini, con Benedetto

A XIV

e

il

comune

morabile decreto. Alla concisione potrà soppìi re alti-esile di verse aggiunte più opportune che andrò Tacendo alla dissertazione nelle cose principali
;

le

quali ed

il

Defestis Mariae Virginist cap. 5, distinse e dichiarò, che cosa s'intenda sotto il doppio senso della parola Concezione o Concepimento. » La concezione altra è attiva, e riguarda
la

cennoche darò
ti

della bolla dogmatica,

mi

ge-

dispensano pure dal molto che altrimen-

nerazione del corpo e
ne; altra è passiva, e

la
si

sua organizzazio-

mi resterebbe

a dire,

anche

se parlan-

opera allorquan-

do
ci

delle posteriori e classiche opere pub-

blicate sul vagheggiato subbielto
e robusti ingegni, dovessi
il

da

feli-

do Dio Signore infonde l'anima nel corpo stesso già debitamente formato ed organizzato
".

gione,
za,

die non è dato

alla

renderne ramia pochezalla

Dicendosi pertanto, che
di

il

con-

ed è ancora incompatibile

natura

Maria tu immacolato, non s'intende già di parlare della concezione

cepimento

de' miei studi d' erudizione,

onde dovrò
che piacque

attiva, ossia della generazione del beato suo

limitarmi a poche e vaghe indicazioni.

corpo

;

Premetterò, che
ni

fin d' allora

cepito da

donna senza
altri. S'

imperocché V essere conil maritale conintende perciò di

clemeutissimo Dio di rialzare l'uomo caduto dalla speranza di salute, manifestandogli il suo pietoso consiglio di ristorarne
le

corso è un privilegio riservato solo a Cristo, e

non ad

parlare unicamente della concezione passiva, nella quale la benedetta

perdite e

la

rovina, insieme colla

anima

di

promessa d'un Redentore, il quale, secon-

Maria
la

nell'unirsi al

corpo per virtù del-

do Adamo, rigenererebbe a vita generati a morte dal primo prevaricatore, gli ani

grazia santificante, nella quale fu crea-

nunziò

il

nascimento d'un'allra Eva, che

nemica eterna d'ogni peccato riparerebbe il fallo d'Eva sedotta, e sarebbe in verità

madre

di viventi.

E se

il

Signore Id-

immune divennedal contrarre la benché minima ombra dell'originale reato. Non poteva mettersi in dubbio il bel privilegio concesso a Maria, non permettendo Dioche fosse macchiata dal peccato
ta,

dio disse al serpente: Io metterò inimi-

donna, e fra la tua progenie e la progenie di Lei: Ella schiaccerà il tao capo, e tu cercherai indarno di mordere la sua pia ntajmanì festacizia fra tee la

ad albergar nel Salvatore del mondo. Iddio volle sottrarre da Ila legge comune del peccato questa privilegiatissima creatura da lui prediletta e distinta per modo da farColei, che destinata era
il

suo seno

inente dalla divina sentenza
rigine immacolata di

si

scorge

l'o-

la

divenire l'istrumento di nostra felice

Maria Vergine Mail

redenzione; avendo pure santificato uell'utero

dre

di

Dio, significandosi pel serpente
e per
la

materno

il

Profeta Geremia
il

e

s.

Demoino,

donna

devesi intende-

Gio. Battista. Maria andò esente dalla
legge comune, avendo concepito
divenir

re Maria. Quindi Colei di cui Iddio solennemente predisse che sarà mortai nemica al demonio,non poteva esserne giammai e neppure per poco suddita e serva ; come quella ch'era con immunità preser-

divin

Figlio per opera dello Spirito Santo,e nel

Madre
nel

torendo

di Dio restò Vergine, parPresepio senza dolori, quali
i

per legge generale di Dio patiscono tutte
le donne. Le divine Scritture esplicitamente non affermano il singoiar privile-

vata da ogni peccato, e dall'infezione della colpa originale.

l'arte cristiana tro-

vò miglior modo d'esprimere

in

figura

gio conceduto a Maria,

ma

nell'antico

l'Immacolata Concezione, che rappresentando la ss. Vergine in atto di conculcare col piede
te. la

testa del
il

velenoso serpen-

Primieramente

cardinal

Lumbru-

che nel nuovo Testamento se ne dice quanto basta per farlo chiaramente argomentare. La Chiesa nella Liturgia che a lei sino da'prUni tempi consagrò, fece

TE
intendere
il

A

TEA
Papi sempre favorirono e protessero

4~
la

privilegio di sua

dall'originale reato,
tri s.

immunità come rilevano con al-

sentenza dell' Immacolata Coi icezione.Es-

Girolamo, Sertn. de 4ssumptione: lthn Tmmaculata,auia in nullo corrupta. Nel 2 5 Innocenzo III ordinò a'vei i

sendo stalo aperto

il

campo

agli

opposi-

tori della pia sentenza, Sisto

IV france-

scovi di Francia

che si festeggiasse la Concezione diMaria;iudiiii subito con solenne rito celebrata dalla chiesa di Reims, e in
breve tempo da tutte
le

scano volendo porre un freno al trasmodare d'alcuno, emanò 3 costituzioni, colla
I.

delle quali concesse varie indulgenze

a quelli che recitano l'uffizio

o interven,

chiese di Fran-

gono
lata

cia.

Il

dottore

s.

Bonaventura Fidanza
i

onore dell'ImmacoConcezione, con I' orazione Deus
alla
in

messa

ministro generale de'francescani e poi cardinale,
nel capitolo del
si

263 ordinò che

per lutto l'ordine
la festa della

dovesse solennizzare

di

Concezione diMaria,e quinebbe principio ne' francescani quella
all'

qui per Immaculatam I irginis Conce' ptionem .... ab omni labe praescrvasti : orazione che si continuò sino a s. Pio V domenicano, il quale la soppresse in uno
all'ulìiziostampato e pubblicato sotto Sisto IV,

parzialissima divozione

Immacolato
gli

accordando
le
la

la facoltà di

poterlo

Concepimento, e quel zelo fervidissimo
nel difenderlo, per cui fra tutti
della Chiesa cotanto
il

recitare al solo ordine Francescanoj colla

ordini

2/ riprova

varie interposizioni insipia sentenza, e

si

segnalò. Riferisce

nuale contro

scomule

p. Strozzi nella

sua Controversia della

nica quelli che diranno l'una o l'altra erelica; colla 3.' in fine

Concezione considerata ìstoricamente,
chei Papi Nicolò
III del
ì

conferma
quelli

prece-

277

in

Roma,

e

denti, riprova
sinistre, e

le

novelle interpretazioni

Clemente
nizzarono

V
la

del

1

3o5

in

festa della ss.

Avignoue, solenConcezione in-

scomunica

che nel pre-

dicare o in altra guisa

avessero in ap-

cie.

sieme co'cardinali nelle cappelle pontifiIl concilio di Basilea (dopo il matudi

presso combattuto
la pia sentenza.

il

privilegio difeso del-

ro esame
festa)

zio alla parte contraria e

due anni, imponendo silenconfermando la
la dot-

Queste costituzioni sopirono, non terminarono la controversia, che durò a fronte delle medesime fino al
concilio di Trento, in cui fu di
gilata. Notai nel voi.

apertissimamente pronunziò

nuovo a228, che

trina sul

concepimento della B. Vergine scevro da ogni macchia, né perciò essere
lecito
il

XXVI,

p.

verso

il

i464 ebbe

origine in

Roma

la

tenere e predicare in contrario.
il

confraternita naziouale de'fiancesi, sotto

Definizione che rinnovò e adottò

sino-

do

à*Avignone (dell'operato da]

di Basilea e

Sinodo da quello d'Avignone, a Con-

Maria Vergine concetta senza IV approvò e chiamò congregazione. Nel l'articolo Fa ancesc a xo
il

l'itolo di

peccato, che Sisto

cezione notai qual conto ne fece la Chiesa '.dappoiché il decreto conciliare di Basilea

online parlai del celebre fr.GiovanniZ?M/M
(J
il

.)

Scoto, di

lai

ordine,

morto nel i3o8,

avrebbe dato termine
la

alla questio-

quale poderosamente sostenne e difeso
la pia

ne, se

pai lenza de'ponlificii legati di
il

trionfalmente

credenza della pie

Eugenio IV non avesse reso

concilio

acefalo e scismatico), e fu abbracciala da

servazione di Maria dal peccato originale. Che Sislo IV alla propria presenza fece
da'suoi francescani sostenere alcune di-

un grau numero
zioni,

di teologi di

molte nae

come pure da molle accademie,
1 i

spule in favore dell'Immacolata Concezione, e poi impose silenzio ad
essi

quella allora fiorente di Parigi nel

/j()6

e a'
nel

obbligò con giuramento
difenderla, e professare

suoi

membri

a

domenicani
capitolo del
SCani,
1

sulla controversia.

Che

come
la

di fede la

7

1

f)

fu decretato da'france-

dottrina, che asserisce

B.

Vergine

es1

che l'Immacolata Conce/ione fosse

sere sluta concepita senza ueo di colpa.

venerata qual protettrice principale del-

46

TEA
cor controverse cero accomodale
tre parole.
•»

TE
il

A

l'ordine, e la sua lesta collocala tra le più

fra' dottori cattolici, fe-

solenni. Alessandro VI,divotissiino della

decreto con quest'alil

B. Vergine, rinnovò con suo editto
costituzioni
eli

le

3

Dichiara

s.

concilio,

non

.Sisto

IV, comandandone
gravi pene, econ:

essere di sua intenzione per questo decreto,

l'osservanza sotto

le pili

fermò
della

I'

ordine delle

monache

Vergini

prendere
ria

ove parla del peccato originale, comla B. e Immacolata Vergine Ma-

ss.

Concezione (f^.), véneratrici perle

madrediDio,edoversi osservare quan-

petue dell'Immacolato Concepimento;
gine della
riva
leste
il

quali portavano nello scapolare l'immass.

Vergine che
la

colla lancia fe-

serpente, ed un

manto
B.

color ce-

IV fu decretato." Se il connon emise una definizione solenne sull'immunità della B. Vergine dal peccato d'origine, per non dar occasioue a
to da Sisto
cilio

Vergine fu cosa tutta celeste, e nulla ebbe in se del v 7 o e della maledizione terrena. Quinper significare che
i i

discordie e per altri prudenziali riguar-

di è

che

la

chiesa metropolitana di Sivi-

glia in

Ispagna, per antichissimo privi-

con 1' esposta dichiarazione confermare tale immunità, chiamandola Immacolata, e con intenzione di dire non essereE Ila stata concepita nel
di, tuttavia

venne

a

legio confermatole da' Papi, nella solen-

peccato originale.
presse
rarlo,
sa
il

Il

nità della
(e così

ss.

Concezione e per tutta

l'8."

suddetto

uffizio

Papa s. Pio V sopnon per censu-

pure que' paggi che in delta cat8/ fanno quella sagra danza di cui riparlai nel voi. LX Vili,
tedrale e nella stessa
p.

ma

per preseli vere in tutta laChie-

una maniera uniforme di pubblica preghiera, poiché in quel tempo vari erano
gli

53, ed
delle

altresì all'articolo

Teatro diceni

L/J/zi sulla Concezione della B.
di essi scelse

do
i

danze sagre, di verse dal ballo prosacerdoti e

Vergine. Tra

quello dell'Hel-

fano) veste di color celeste
chierici,

sino, sostituendo alla voce Nativitatis
l'ai Ira

confessando così sempre l'in-

Conceptìonisj oltreché
gli

s.

Pio

V

contaminata purità e l'origine tutta santa e celestiale di Maria, anche col l'esteriore

frenò

oppositori della pia sentenza, e

ornamento
della

de'sagri ministri. Delle

monache
192.
IN'el

ss.

Concezione, comechè

condannò le proposizioni di Bajoche impugnava direttamente il privilegio; rinnovò le disposizioni delle costituzioni di
Sisto IV, vietando che
si

francescane, ne riparlai nel voi.
concilio di

XXVI, p.

parlasse della

Trento il piissimo cardinal Paceccoft .).e due teologi gesuiti mandali dal Papa, pp. Lainez e Salmerone, contribuirono perchè nel decido de peccato originali, si aggiungessero le parole: Intorno alla B. Vergine il
i

questione nelle prediche e ne'libri scrit-

i

ordinò chela messa Concezione avessero luogo nel nuovo ordinamento del Breviario e del Messale Romano, facendo in lai
ti

in lingua volgare:
uffizio della

e

1'

guisa un precetto generale della recita di

s.

concilio nulla intende

eli

definire; benstata
....

ambedue;
di
Il

così stabilì di precetto quasi a

ché piamente creda Lei essere
cella senza peccato originale

con-

tutta la Chiesa la festa della

Concezione

Sebbene a questa sentenza avessero aderito due terzi della congregnzione,perchè sembrava tacitamente definita
la

Maria, e perciò ne aumentò il culto. francescano Sisto V pubblicò l'indulfesta della
ss.

genza plenaria nella
cezione. Nel secolo
stre di

Con-

questione, que'

XVII

l'ordine eque-

pochi della contraria opinione, con un ardore corrispondente alla circostanza, e pel riflesso che dovendosi combattere e condannare tante eresie manifeste, e tante

quello di difendere

Calatrava aggiunse a' suoi voti 1' Immacolata Concezione. Paolo V adunò in Roma una congregazione de'più dotti cardinali, e volle conoscere che cosa sentissero intorno all'

bestemmie de'novalori, non era tempo opportuno di defluire questioni au-

obbietto della festa dell' Immacolata

TEA
Concezione,
essere
clie alcuni teologi

TEA
dicevano
fìsica,

47
quasi tut-

commendò
ti
i

quindi

i

sostenitori della pia

non

il

primo

istante dell'esistenza
la

sentenza, che disse
cattolici; e

ammessa da

della Vergine, ossia

Concezione
lei

minacciò pene severissime
al-

ma

la

Santificazione di

fatta

quando

e

a
la

chiunque avesse ardito contraddire

prima che

uscisse dal seno
tutti

nimemente

materno. Unarisposero che la Chiesa

medesima
1

sia

con parole,

sia in iscritto.

intendeva celebrare la santità del primo Concepimento ili Maria, (piando l'anima Bua benedetta fu da Dio spirata e unita
al

Molai a Concezione, che propriamente fu Clemente X che decretò, essere compresa la fesja
le feste

dell'Immacolata Concezione tra di precetto, e da osservarsi da'feil

corpo; quindi Paolo
di

V

proibì di parlare

deli di lutto
la

contro l'esenzione

Maria dal peccato tì-

costituzione

mondo, colla ivi ricordaCommissiNobis, de'6 di-

ngi naie, e della pia credenza fu assai benemerito, per quanto altro dirò poi. Questo decreto fu ampliato ed esteso anche
s'ori va li scritti e colloqui dal successore

cembre 1708, Bull, lii'in. t. io, par. i.', 206. Dissi a Corona dell' Immacolata Concezione, che il domenicano Benedetp.

to

XIII

istituì nel

convento francescano

Gregorio
ferentiis.

XV,

eccettuandone

i

domeni-

cani inprivatis coi uni colloauiis seucon-

de'minori osservanti d'Araceli la confraternita della ss. Immacolata Concezione,
e ad istanza del loro
p.

Comandò

per altro, che tanto

generale facoltizle

nella recita dell'uffizio divino,
la

quanto nelcelebrazione della messa, non si do-

i

religiosi a

benedirne

coronecon inal sodalizio

dulgenze, altre concedendone
ternità
(I
. )

vesse usare altro

nome

che quello della

e quali le godeva la nobile sin
dell'
1

Concezione^ e che la sentenza favorevole al privilegio di Maria poteva esscre-soslenula sì in privato che in pubblico. Ur-

non fraImmacolata Concezione

nel

465eretta nella Chioso di s. Lo-

bano Vili ad
tova (1
lieri
.)

istanza del

duca di

Manin Ilo-

renzo in Dama so (VX nella sua cappella in fondo alla nave sinistra, le cui pitture
di cherubini nella «olla colorì a frescoPie-

creò l'ordine militare de'cava-

dell'Immacolata Concezione^
gì'

tro da Cortona, architetto della elegante cappella,

ma

impose

il

manto

e la croce; e per

che

ornata di belli marmi.
legno da
in

divozione all'Immacolato Concepimento
volle celebrare
ficata in
la messa nella chiesa edionore della ss. Concezione dal

Nell'altare

si

venera l'immagine della B.
in
s.

Vergine, che vuoisi dipinta

Luca

nel suo soggiorno in

Roma,

una

suo fratello cardinal Barberini a'suoi antichi confratelli

grotta poi trasformata da'primi fedeli in oratoi io,efabbricatavi in seguito una chiesa vi fu trasportala la
s.l

cappuccini. All' articolo
il

Tuccia, descrivendo

santuario diGallo-

minatine, onde per

ro, raccontai che fu eretto sotto

Urbano

essa e per essere la grotta ornata di diverse

Vili
zione.

e dedicato

all'Immacolata Conce-

sagre pitture in denominata
li

s.

Mona

ili

A

lessandro

V

1 1

fece eco a'suoi pi ele

i-ollapinla.e ne

feci

parola nel voi. LI, p.
di PoMPEo,cioè
la chiesa sot-

decessori, confermando
dì in favole

lorocostituzio-

2 ,{.{, e nell'articolo

Teatro

dell'Immacolata Concezione
senso del conci-

quando
zione.

nel

1

343 si

rifabbricò

(con quelle particolarità che riportai in
quell'articolo), spiegò
lio di
la
il

to l'invocazione

dell'Immacolata Conce-

Trento

nelle sue parole relative al-

questione, e quello della chiesa romai

n

sul

se,

vero oggetto di Ila lesta; ed aggiunthe ad esempio de' predecessori vola

Rimasta però la s. Immagine di s. Lina sotto l'arco della nuova chiesa, e facendo molli miracoli, neh 465 solennemente fu trasportata nella chiesa matrice dis. Lorenzo* in Damasoecollocata nella

leva favorire e difendere

pietà e divola

eappella che fu perciò dedicata alla

ss.

zione di venerare e celebrare

B. \ er;

gine preservata dal peccato originale

Concezione dal nominato sodalizio, indi coronata con corona di finissimo oro dal

48

TEA
glia a quella di

TE
s.

A

cnpitolo Vaticano. Per quanto poi dovrò

dire della rinnovata coronazione, non riuscirà discaro questo cenno. Altre notizie

ihcesi dipinta das.

e

ad

altre

s.

in Via Lata che Luca che ivi dimorò, Immagini attribuite a quel-

Maria

sulla

s.

Immagine

e sul sodalizio
i

si

potino

l'Evangelista, flesso
grestia lessi

la

sua particolare saattesta esse1

leggere nel Bovio a p.

29

e

166,

La pietà
s. Fio-

una lapide che

trionfante nell'insigne basilici/ di

re stato consagrato l'altare nel

renzo in Dama so. Siccome Benedetto IX III avea soppresso nel [726 l'qrcicoufraternità e applicate le rendite di scudi

2280
plorò

al capitolo,
1'

il

Bovio vivamente de-

estinzione dell' illustre sodalizio,

causato da pretensioni e esigenze sui Beneficiati e

5o3. JNel diClemeuteXII pressoché l'intero episcopato de' regni di Spagna fece fervide istanze, perchè il Papa si degnasse definir solennemente la verità della pia sentenza, si che non si potesse più altrimenti sentire.Gl'iuteressantissimi originapontificato
li

rimanenti del clero. In seguito

contenenti

il

voto dique'prelati,nonche

l'arciconfraternita fu ristabilita

neliy3o
zitelle, o-

de'loro popoli e accademie, ricuperati nel
J io 1 801, il cardinal Gerdil li presentò a VII che ne mostrò gran compiacenza. Non riuscirà inutile che rilevi, aver Pio VII nel 1808 concesso indulgenze perpetue per le novene dell' Immacolata Concezione, Natività, Annunziazione, Purificazione e Assunzione della. B. T' ergine; e che il
l

dallo stesso Benedetto

XI II,

e tuttora fio-

risce e dispensa doti alle

povere

norando con particolar culto la ss. Concezione. Le doli sonodi due specie,per maritarsi

a 8 giovinette e di circa scudi 2 5

l'ima, e per monacazioni a

ne abbiano
ria

la

vocazione e

di scudi

6 donzelle che 00 l'u1

per benefica fondazione di Trucca.

Il

predecessorePio

VI neh 7q3
il

a istanza deli

immagini della B. Vergine ornate di corona d' oro dal capitolo di s. Pietro, riporti l'immaliombelli, Raccolta delle

l'ordine francescano, per infervorare
deli a

fe-

gran mistero dell'Immacolato Concepimento, avea già accorvenerare
1

gine di questa, non

la

dice dipinta da

s.

dato 00 giorni d'indulgenza a chi contrito

Luca,

ma

portata diGrecia nella persecu-

zione degli Iconoclasti, con iscrizione in-

divotamente recitasse l'una o l'altra delle giaculatorie: Sia benedetta la santa e Im-

torno che dichiara contenere nel foro che

macolata Concezione della B.

T'ergine.

ha

in petto le reliquie di

s.

Felice Papa,
de'ss.

Diaria. Ovvero: In Conceptione tua, V ir-

de'ss.

Marco

e

Marcelliano, e

Quavene-

ranta martiri. Asserisce che dalla chiesa
di Grottapinta fu trasportata ove
si

rava nel i4*>8
altri

(il

Bovio erroneamente disodalizio sia stato
1

goMaria,Immaculatafuistijora prò n>>bis Patrem,cujus Fili uni Jesum de Spirita, sancto concepium peperisti. Di più Pio VII nel 8 5 incominciò a introdur1 1

ceavvenutoil trasferimento nel i62 5,anzi
vogliono che
il

re nel prefazio della messa la forinola precisa
:

isti-

In Conceptione Immaculata.

I

ss.

tuito nella sua chiesa,e poi nel

465 passa-

toio quella di
vi fu eretta a

s.

Lorenzo inDamaso),onde
s.

suo onore l'arciconfraler-

nita. Pe'coiracoli operati dalla

Imma-

Padri ne'due primisecoli dellaChiesa non parlarono della questione, il che non la pregiudicava, anzi favoriva, dovendosi ritenere universalmente professata e creduta.
celli

gine
ra
il

neh 635

fu coronata,
tali

vivendo ancoeffigie e

pio istitutore di

corone, e venne
sua
de-

allora incisa in

rame
s.

la

dicata al protettore cardinal Barberini vi-

ce cancelliere di

Chiesa. Essendomi rela

cato a venerarla da vicino, ne ammirai

Peròdal documento pubblicato daMornel Calendario eli Costantinopoli risulta che la credenza dell'Immacolato Concepimento si professava da'fedeli anche ne'due primi secoli, vantando in suo favorele testimonianze di S.Andrea apostolo,

',

grande antichità, rimarcando che nell'atteggiamento e in altre particolarità somi-

che chiaramente

disse:

Poiché della
il

terra immacolata era stalo formalo

1.

TEA
uomo,
era necessario che
ila

TEA.
una Vergine

49

bo
re,

cìie

figlio iliDio pei*
ta

Immacolata nascesse un uomo perfetto e ridonare agli uomini la vieterna che per

da impugnatore divenne difensoSerafino da Porretta, Ambrogio Caed
altri teolo-

terino, Natale Alessandro,
gi

Adamoaveano

perduta.

domenicani
il

riportali dal cardinal

Lam-

Quindi Origene ammise il privilegio;la Liturgia e Mcnologì greci dellechiesed'oci

bruschini,

quale aggiunge che eziandio

cidente e d'oriente, con mirahile accordo
di

molti santi professarono la pia sentenza. L'intero e cospicuo ordine Francescano
la difese
cos'i s.

sentimenti confermarono
i

la

dottrina;
i

con costante e particolare ardore;
de'certosini,8.
il-

così

Padri del secolo IV,

come

ss.

Anci

Brunone fondatore
s.

filochiO) Ambrogio} Epifanio, particolar-

Lorenzo
lanova,

G insti nia ni, s. Tommaso di I

mente

s.

Girolamo

e

s.

Agostino, che
espresse

dierono chiare e gravi testimonianze in

Alfonso de Liguori fondatore de' redentoristi, s. Brigida di Svezia. [

argomento. Più decisamente
ed
ss.

si

s.

Cirillo in favore del privilegio di Maria,
i

XIV, ad eccezionedi pochi, difesero vigorosamente la senteologi de'secoli XIII e

Massimo vescovo
s.

di

Torino, Pro-

tenza. Principali oppugnatori furono Egi-

min. Fulgenzio, Ildefonso, Gio.
sceno, e poi

Dama-

dio Colonna, Enrico di
di
s.

Gand, Duraudo

Pier Damiani cardinale. Piimarca il Lambruschini, ches. Bernardo tenerissimo della divozione a Maria, e
perciò detto
il

Porziano, Alvaro Pelagio, e Grego-

rio di

Rimini. Dal secolo
di recente

XV sino a noi,

tranne pochi (come l'irreligioso e audace

ue

di contraria

dottore mellifluo, sebbesentenza (scrisse a 'cano-

Lione contro la festa, perchè credeva che l'avessero adottatasenza consultar prima la s. Sede, e fosse stata stabilita da altri e da loro seguita nella i. "metà del secolo XII, e da tale lettera si attribuinici di

sce l'origine della controversia), se avesse

ulteriormente vissuto, istruito e illuminato dall'

esempio della chiesa romana,

la

direbbe pia e con noi canterebbe di voto e spontaneo: Tota pulehra es. Maria, et

Giorgio Ermes, delcondannate da Gregorio XVI, parlai a Ermesuni), non si trovanoteologi di qualche nome,i quali non abbiano sostenuto l' Immacolato Concepimento di Maria, non dovendosi affatto valutare le bestemmie degli eretici Calvino e altrettali o novatori di dottrine religiose, o chiosatori delle opere pestifere e interpreti della mente de'novatori. Tra gli ordini religiosi che sempre la difesero con
le

Launoio, e

cui dottrine,

particola!* fervore e pietà,dichiara

il

Lam-

macula non
re
s.

est in TV. L'angelico dotto-

bruschini, risplende la tanto benemerita

Tommaso, una delle glorie de'domel'Immadi altri;
il

uicani, con diversi passi favorisce

Società di Gesù, fra'religiosi della quale precipuamente celebri e dotti pp. Suai

colato Concepimento,

che

lo libera dal-

rez, Petavio,

Cornelio a Lapide,
vi

e

il

rem

l'imputazione contraria basata su
i

cardinal Bellarmino: iodi poi

aggiun-

teologi lo difendono,

libri

spiegando chei suoi posteriormente in alcuni luoghi fualterati,

rono
ta.

come avverte

il

cardinal
v'indica'

gerò due altri sommi teologi. Oltre questi , anche il Sagro Collegio vanta altri suoi porporati propugnatori, e fra'barnabiti
ni.
i

Sfondrati nell'opera [nnoveidia

due cardinali Gerdile Lambruschiin

Una copiosa schiera di teologi dell'ordine Domenicano difesero la dottrina dell'Immacolata Concezione, fra 'quali il loro stesso fondatore s. Domenicox il luminare dell'ordine
b.
s.

A' teologi fecero

ogni

tempo eco

le

università più celebri, poiché oltre

la ri-

cordata di Parigi, abbracciarono e pro-

pugnarono
e di

la

difesa della sentenza affer-

Vincenzo Ferreri,
s.

il

mativa, quelle di Germania, di Colonia

Alberto Magno precettore di maso, s. Lodovico Bertrando, il
VOL. LXXIH.

TomGiaViter-

Ma gonza ;

e quelle di
di

b.

enili, di

como da Voragine, Giovanni da

Saragozza, Granata, di Toledo,

Spagna, ù' AlCompostella, di
i

oltre

vescovi e spe-

Se
cialmente
tre

TEA
tanda,
colato

TE

A

di Spagna; così praticarono alaccademie di Spagna, Portogallo, Belgio, Italia e allie nini te Per cui si può qua-

si argomentò dimostrare l'ImmaConcepimento non potersi credeil

re verità rivelata, e perciò superstizioso

non esservi stato istituto teologico, che non si proponesse il santissimo scopo. Dottissimi vescovi, monarchi e popoli manifestarono in divèrse epoche il loro comusi

dire,

tenerlo per

Itnìa.

Dolse a

tutti

i

buoni che

quell'uomo sì benemerito della scienza, ed anche della causa cattolica, facesse torlo
alla cristiana pietà, e fosse in ciò a' fedeli

ne fervore in favore per l'opinione dell'Immacolata Concezione di Maria. Quanto a'vescovi già dissi che quasi tutto l'episcopato delle Spagne inviò calorose e riverenti suppliche a Clemente XII, perchè definisse come verità di fede l'ImmacoConcepimento. Il consenso comune de'fedeli dimostrava vera la sentenza che dichiara Maria esente dalla colpa originale, colla pratica introdotta nella Chielato
sa

occasione

di

scandalo.

Ma
i

Dio seppe
lui,

trar-

re gran bene dall'errore di

facendo che
la

molti

ilolti e

santi

uomia ne prendessero

occasione di glorificare maggiormente
ss.

Vergine, dimostrandone con erudite e
il

salde scritture
lato, e

Concepimento Immacola

ispirandone

divozione

a' fedeli

da tempo immemorabile, facendo a gara d'onorarla con questo titolo, e imposto per
ne,

con ogni maniera di pii libri. In che fu insigne il merito di s. Alfonso de Liguori, del b. Leonardo da Porto Maurizio, e di Benedetto Piazza, la cui dottissima opera,

Causalmmaculatae Conceptìonisydila

nome nel battesimo
il

alle

bambi-

chiara

Civiltà cattolici/, ben potrà es-

invocandone

patrocinio, festeggiali

sere superala in merito di perfezione,

ma

dola con tridui e novene. In
tuali,

Roma

nella

oscurata nou mai.
quel tempo in cui
cristiani intorno

Ed
la

eccoci pervenuti a

Chiesa de' ss. XII Apostoli de' convenintervengono da tempo antico nell'ultimo giorno della novena cardinali, e il Papa, che vi comparte la benedizione col ss. Sagramento, di che riparlai nel vol.IX,p. f)8. Questo unanime e univeri

comune sentenzade'

all'Immacolato Concepimento della ss. Vergine, percorrendo
ultimo stadio, che
si

1'

può chiamare

di

trionfo, dovea mostrarsi più manifesta-

mente che mai per indubitata credenza
di tutta la chiesa cattolica; e
il

sale consenso de'fedeli, diceva

il

cardinal

popolo

fe-

Lambruschini, preparava
ne, perchè dal Vicario di
te di

la

formale de-

dele aspettar con
l'ora

giubilo ormai
il

vicina

finizione intorno alla questione e opinio-

sospintissima che

privilegio sin-

Dio solennemensi definisse qual ferma e solida verità fede, avvertendo, che il uon avere sino
la

golare d'essere stata concepita in grazia
in Maria e proclamato solennemente dal Maestro supremo della fede con irrefragabile definizione dogsia riconosciuto

allora

Chiesa definita
confessava.

la

questione,niun

pregiudizio recava alla dottrina e tradi-

matica. Nel

i834

il

cardinal Cienfuegos
(al

zione che
tifìcatodi
si

la

Sebbene nel ponAlessandro VII si possano quale

arcivescovo di Siviglia

quale articolo

ne riportai

la biografìa,

per essere morto

dire terminate

contraddizioni e

le

dispute onde fu combattuto persi lunghi

quando era stampato già il volume che poteva contenerla), col suo capitolo pregò istantemente il Papa Gregorio XVI, concedere all'arcidiocesi che nel dì solenne della ss. Concezione di Maria
di voler

anni

il

dogma

cattolico dell'Immacolata

Concezione di Maria, e cominciasse, do-

po

il secondo stadio di lotta, il terzo di pace riconquistata per la vittoria: »e non

potesse dirsi a Dio ne'sagri misteri: » E'

fosse

che

al

tempo

di

Clemente XII

e di

degno e giusto, o Signore,

è

convenevole

Benedetto
latori,

XIV si levò a combattere la
nomi
il

sen-

e salutare di lodarvi, di benedirvi, di glorificarvi nella Concezione Immacolata di Maria sempre Vergine. "II piissimo Gre-

tenza cattolica con finti

celebreMuvi-

che scrivendo

De

super* ti tione

TEA
gorio XVI, assicurato dalla fede, sollecitalo dalla pietà,

TEA
ncdcltoXIV
può leggere
re,
istiluì
si

5i

questa cappella pnpa-

accordò quanto

doman-

leda tenersi nella borghesiana, onde Se ne
la

dava.

La

Civiltà cattolica ne'suoi aurei

sua disposizione ealtre novi

Cenni storici dell'ImmacolataConcezio'
ne,

zioni relative nel vol.I\.p.<)7.l

notai pu-

degnamente celebrò
il

il

Pontefice,!! dedi Siviglia,

che prima del 3'5o,in
1

tal

giornocelc-

gnissimo pastore della chiesa
il

bravasi

la festa

con cappella cardinalizia

clero e

popolo esultanti.

Fu dunque

dall'antico ecospicuo ordine Carmelita-

Siviglia che per la prima volta udìrisuonare ne'suoi templi negli augustissimi riti quel canto lietissimo che nell'Immacola-

qualesi vanta pel 1. "d'aver propugnal'Immacolato Concepimento. Anzi aggiungerò col dotto gesuita p.Francesc'An7fO.il

to

ta Concezione della Vergine dà gloria a

tonio Zaccaria, Disser. 5, Sulle feste di

Dio.

suono echeggiò dappertutto, e ripercosso da fervoroso eco da mille parli riempi in hreveora e rallegrò tutta
Il

festoso

Maiìa «.,§

1

.

Della festa dell'Immaco-

lata Concezione, che Alva.-o Pelagio, u
ro e

la

lena.

Appena divulgata

l'indulto apostolico

fama delbenignamente accorla

no de'più audaci impugnatoli del mistemorto nel 34o, testifica d'aver nella
1

basilica Liberiana di s.M.

'Maggiore diRola
tli-SV//z-

dato a Siviglia, d'ogni parte furono dirette alla s.Sede caldissimesuppliche pei* con-

ma

fatta nel

giorno della Concezione

predica, benchèegli usòil vocabolo
tificazione.Cb.enei
1

seguire eguale privilegio. Quindi Gregorio

344p ercn utuma conil

XVI, come
e altrove,

riportai nel voi.

XX\

I,p.

sueludinenella chiesa de'carmelitani d'A-

107
la s. a'

non dubitò per organo delcongregazione de' riti, di concedere
iu ciò

vignone, oveallora risiedeva
sta lesta
si

Papa, quein taleoc-

celebrava

coli'
1

intervento de'

vescovi e particolarmente delle chiese

cardinali; e nel precedente

3^2

di

Francia, precedendo
di

dopo

Sivi-

casioneUiccardollidolfo a rei vescovo d'Armagli, via vea recita tomi sermone dell'Ini

glia tutte le allre chiese quella nobilissi-

ma

Lione, così alle chiese di Ameri-

macolato Concepimento
ra.l

di

Nostra Signo
Dissertazio-

ca, d'Inghilterra, di Germania, d' Italia
e d'altre parti che l'implorarono, l'in-

diportante e preziosa è
p.

la

ne del

Zaccaria, avendo trattato colla

dulto speciale d'aggiungere nel Prefazio
della
SS.

sua vasta erudizione non

meno della

festa

messa degli ci dicembre, Immacolata Concezione, le

festa della
parole:/'-'/.

che della questione, colla debita distinziochissima è poi

Te in Conceptione Immaculata B. Mariaesemper I irginis,cooae ve le aggi uose tutto l'ordine francescano, facendole
il

ne della concezione attiva e passiva. Antila festa della ss. Concezio
tra'greci e gli orientali, e se ne

ne

ha ve
nar

stigio nel secolo

V e meglio ne'secoli VII
Iva' normanni, e lo

Papa pure

inserire ne'calendari romani.

e Vili;
rai a

non che

Di più Gregorio

XVI

egli stesso,

siccome

Concezione, con singolari festeggia-

tenerissimamente divoto della B. Vergine, le ripetè nella sua cappella segreta,

ed
lo

io

ne

lui

il

solo felice uditore, come quella

menti e accademie poetiche e letterarie. Anzi il eh. ab. Ani vitti nel Rogionamen' to di cui poscia farò cenno, osservò, che
le

che per 21 anni ebbi
sua celebrazione del

ventura

di as-

più antiche accademie di lettere, dopo

sisterlo solo nell'edificante e
te
s.

commovennon

quella di Carlo

Sagrifizio;

che

fece cantare le aggiunte parole nel dì solenne della festa nella cappella ponti"

dal cardinal protettore della cappella Borghesia na della basilica Liberia-

Magno, sono le due accademie dell'Immacolato Concepimenlo di Rouen e di Caen che le fu figlia, in Normandia cioè que' grandi concorsi ove generosi e pii normanni ad onore del;

i

l'Immacolata Concezione loro celeste patrona, con oratorii e poetici arringhi, de-

na

di

s.

Maria .Maggiore, cui incombe
la

in

quel giorno cantar

messa, perchè De-

nominati

la

festa de'Normanni, coll'in-

V

1

Si

TEA
le

TEA
nacolta di orazioni e pie opere con indulgenza, nella quale riportansi quelle concesse da'Papi per onorare

lervenlo d'oratori e poeti di tutte
zioni e di tutte le lingue, ed

ove loro si davano premi di gran valore e si coronavano festosamenle chi meglio avesse celebralo il mistero; onde crede l'ab. Anivitti che ciò contribuì all'incremento della letteratura normanna, corue altrove, sia
il

l'Immacolato

Maria; e quelle accordate a'divozionali benedetti da'Papi e da
di

Concepimento

sostenere edifendere

la

piacredenza,che

nell'esaltare la sublime prerogativa della

Gregorio XVI, da lucrarsi anche nella festa della Concezione. Inoltre non bastò a far contenta la pietà de'fedeli verso Maria che ne cantasse Immacolato il Concepi-

Madre di Dio. Anche l'illustre ordine domenicano finalmente accedette alla sentenza affermativa, e pel suo maestro ge-

mento

la

voce sola de'sacerdoti: voleva

il

popolo cristiano levar alto anch'esso ne' sagri templi la sonora sua voce a confessar concepita senza peccato
la

nerale

p. Angelo Ancorarli, supplicò e ottenne da Gregorio XVI neh 843 di po-

suaSignora.

Laonde ad appagare
le

le

giuste

brame delistan-

ter celebrare la festa della
ta

ss.

Immacola-

divote popolazioni, convenne a'vescovi

Concezione con ottava solenne,e d'agal

inviare alla Sede apostolica

nuove

giungere
ta, cosa

prefazio l'epiteto

Immaculatutti
i

ze perchè agli encomii, co' quali la pietà

che fu cagione per

di voti

cristiana
vi

celebra nelle litanie
si

la

ss.

del mistero di

somma

allegrezza, e che
differenza, e reula

Vergine,

aggiungesse quello di sua

sembrò terminare ogni

dere esclusivamente dominante

pia senlieta-

Immacolata Concezione. Ad esaudire le pie brame. Gregorio XVI fervorosissimo
che vieppiù
za, fece
si

tenza nella chiesa cattolica, laonde

consolidasse

la

pia

credenorigi-

mente lo registrai nel voi. XX Emularono gli ordini religiosi
cui in pochi anni e in tutto
tolico
si
1'

1,

p.

107.

introdurre nelle Litanie Laure'
versetto:

la pia sol-

lane,

il

Regina sine labe

lecitudine dellechiesecon nobilegara,per

nali concepta, che a sfogo di divozione

orbe cat-

sono andato qua e
tunità in questa

ripetendo all'opporgià u-

udì proclamare Immacolata la

mia opera, come

Concezione della Vergine nel più sublime e maestoso canto della liturgia. Gli Scolopii o pp. delle Scuole pie, che professano peculiare divozione
alla

savasi in molli ordini regolari e singolar-

mente

dal francescano. Ciò fu concesso a

parecchie diocesi di Francia e di

Spagna

B. Vergine,

conseguirono da Gregorio XVI indulgenze per la loro Corona dì dodici stelle

che prime ne aveano fatto richiesta, decretando il Papa che si accordasse senz'altro a quanti il chiedessero, onde in tutte
le chiese della cristianità s'udisse

(P .),
lo la

in onore di quella che fregia in cieDeipara (cioè Madre di Dio, Colei che ha partorito un Dio, vocabolo latino corrispondente al greco Theotocos :
titolo decretato alla
ss.

risuona-

re

il

glorioso preconio, per cui

innume-

rabili

furono

le

istanze spedite a
i

Roma e

prontamente ebbero
stolico indulto.
Il

rescritti coli'

nel concilio di
stino
I,

Roma

Vergine nel 43 tenuto da s. Cele-

cardinal

apoLambruschiavu-

ni ricordò pure, che per rivelazione

e in quello d'Alessandria, ne'quali

ancora fu condannato Nestorio autore degli ereticiiVtj .?fo/'7V/w,perchè

mediante un

da una semplice verginella, la quale per umiltà volle celare il suo nome, ebbe origine la suddetta Medaglia
ta in Parigi

accento diverso nealteròilsensOjdicendola

/7i7/'(7<o/oAYzdellaConcezionecoirimpron-

generata daDio) Regina,coin posta dal
s.

loro fondatore

Giuseppe Calasanzio, e
il

nella quale espressamentesi ringrazia

di-

\inPadre che la preservò da ogni col panella 6ua Concezione, come si legge nella/toc-

Maria concepita senza peccato; e che XVI concedendo indulgenze e proteggendone la propagazione, tosto divenne una generale divozione che fu fonta di

Gregorio

te

inesausta di prodigii, auch'egli

uauan-

2

TEA
tlo la

TEA
gli

53

conversione dì Ratisbonne. Per ulil

timo

cardinale, espose

ardenti voti

da par suo ne die conto con accurata analisi e importantissimo sunto, che può
leggersi negli

del suo bel cuore con queste esemplari parole. » Cerio, se nel

Annali delle scienze

reli-

breve spazio

di

tems.

giose

1. il

16, p. 338. Inoltre egli dichiarò

po die ancora

ci

rimane

di vivere, la

avere

cardinale antivenute edisciolle le

romana Sede, guidata sempre

da' lumi

diflìcoltà

onde

l'istitutore

d'una scuola

fi-

dello Spirito santo, giudicasse di definire

losofico-teologica, che dicesi cattolica, nel

l'importantissimo punto dell'Immacolato Concepimento di Maria, noi allora chiu-

centro dellaGermania,è inteso co'suoi discepoli e seguaci
la

Ermesiani ad oscurare

deremmo
un
ci

assai più volontieri

i

nostri oc-

verità di questa pia dottrina e l'illustre
dell'

chi in pace; e portiamo ferina fiducia che
tal atto

pregio

Immacolato Concepimento

sarebbe foriero di moltiplicale

della Vergine: perchè sebbene l'istitutore

te grazie, di grandi misericordie, e di dol-

benedizioni

,

quali ad intercessione
a dismisura sopra

Ermes non ardi oppugnare apertamente la comune dottrina, non lasciò di appail suo sentire intorno a che il ch.p. Perrone col suo acume non mancò di porre iu chiaro. Nel medesimo pontificato di Gregorio XVI anche altro degnissimo porporato si segnalò nella divozione all'Immacolato Concepimento, e nel propugnarne

di di

Maria pioverebbero

lesare abbastanza
tal subbietto,

Roma

e della Chiesa tutta
la

(Utinam
il

sic

(tati),

che

riguarda

come sua

partico-

lare protettrice."

Eguali

voti ripetè

cav.

Battaggia, nell'elegante e nobile edizione
del discorso libro, e nella sua prefazione

riproducendo le seguenti belle parole deb l'ab. Dassauce scritte nell'Ami de la Retigion, nell'aununziare peli. alla Francia

in
sti

modo
fu
il

ingegnoso

la

pia credenza.

Que-

cardinal Castruccio Casti acane pe-

questo nuovo lavoro

di sagra

erudi-

nitenziere maggiore e vescovo di Palestina,
il

zione del cardinal Lambruschiui. » Spe-

quale nella celebratissi ma accademia

riamo che voti mossi da su alto luogo, saranno esauditi da Quello, a cui Gesù Cristo ha confidato la sollecitudine di tutte le chiese; e che Maria dal pie ilei di vin trono verserà le più abbondanti benedizioni sul Pontefice,

di religione cattolica di

Roma

lesse

il

ra-

giona mento: Sulle testimonianze rese dal
nel

Corano a Maria J'ergine.Fu. pubblicata 845 dagli Annali delle scienze religiose t. 20, p. 32 i,ed il pio e eh. Ago1

che
i

le

avrà assicurato

il

maggiore
re,

di tutti

privilegi, sul pio

auto»

che avrà provocata questa gloriosa dei

cisione, e su tutti

fedeli,

che godranno di

salutare a loro protettrice una

Madre eonIl

ceputa senza macelliti di colpa"

cara'
1

Mauavit (di cui feci menzionenel voi. p. 32 1) di Tolosa, lo tradusse in francese conquesto titolo: Des temoignages rendus à Marie, a son Immaculée Gonception, et à la Materni le divine, per Mahoniet,dans le Koran, Dissertation,
stino

LXIV,

dinale essendo passato a miglior vita

elc.,Tou!ouse 1 84^. u questo zelante e bel
I

maggio i854,
i

non vide del tutto compiti suoi voti, certamente avrà avuto ia morale certezza che quanto prima andavano a esaudirsi, per quel tanto che già Crasi fatto e che vado a riferire. Il cardinal Lambruschini nellostesso 1 843, in cui
se

lavoro,
le

non solamente provasi che
venera
la

tutte

più eccelse prerogative che la chiesa cat-

tolica riconosce al presente e
ria

m Mi-

Vergine, e nominatamente

sua Im-

pubblicò

la

sua Dissertazione, trovò nel
p.

macolata Concezione come articolo di fede e di ferma credenza, si trovano chiaramente registrate nel Corano o Alco-

dottissimo gesuita

Giovanni Perrone,
tutti

un ben degno
operetta,
i
il

elogista del merito di sua

rano (V.) di Maometto fondatore del Maomettismo (/ .). avversario implacabile della cristiana

quale ne dichiarò

quanti

fède,

la

cui era in-

pregi che contiene, e magistralmente e

comincia nel 6aa;

ma

iuullre perciò ri-

54

T E

A
utili,
t.

TEA
G, p. 3,
il

leva che quelle prerogative di Maria già

quale encomiando

l'in-

erano ammesse e credute da'
d'

cristiani tolse

defesso propugnatore delle cattoliche verilà,

Maometto
ti,

Arabia e luoghi finitimi, e le dalle credenze ch'erano

allo-

rimarcò aver egli nell'altra celeberrima sua opera, Praelectìones tlieoloza dal prendere seria parte e trattenersi
di proposito nelle questioni
tra' teologi cattolici;

ra diffuse fra' saraceni, agareni, ismaeliinauri, etiopi, sehhene l'Alcorano con-

gìcàe, evitato per lodevolissima pruden-

fuse

Maria Vergine con Maria sorella di Mosè, facendo delle due una sola, onde
autori arabi e qualche cristiano ten-

controverse
la

ma che

sua tenera
de' redenti

gli

pietà verso

la

Madie comune
che

lano di purgarlo di tale errore. Gloriosa
è

non

volle soffrire

lo stesso

avvenisse

dunque

la

testimonianza degl* infedeli,

alla celebre

questione sull'Immacolato
ili

nel

proclamare essere stata Maria conce-

Concepimento
scrisse
il

Maria, ed a questo fine

pita senza originale peccato,e poscia in tutta la vita sua non aver mai commessa aldina colpa. Mentre Gregorio XVI riceveva da ogui parte focosissime istanze perchè l'Iramacola lo Concepimento di Maria si defillisse

pregevolissimo libro di cui egli

rendeconto.il lusinghiero pontifìcio gra-

dimenio attestato all'autore dal
Gerarca, cui volle intitolato
scritto, rileva
il

sommo

dotto suo

come dogma

di fetle,

ed

egli

preoc-

il p. Mura, è un chiaro e luminoso argomento del merito del Diedesimo, ed una speranza consolante per
il

cupa vasi a maturare il modo delicato e grave per condurre a felice effetto il ginrioso trionfo della B. Vergine, sotto
i

line nobilissimo a cui mira.
la

Aggiunge,

che

notissima e tenera pietà del

Papa

cui

auspieii e nel dì della sua Purificazione

Pio IX, è pietà che non fu mai sterile d'opere generose; il che unito a tutti gli aitri

era stato sublimato alla cattedra di
tro
,

s.

Pie-

argomenti co'quali

il

eh. autore

si

stu-

appena spirato
a
lei

il

mese

di

maggio

dio d'appianar
le

la via alla

soluzione del,

1846

consacrato, fu sorpreso dalla
le

controversie di che tratta

fa

sperare

motte. Quindi

medesime

istanze furo-

no rinnovate
gua,
ni
il

al

successore Pio

IX che re-

non lontano il giorno desiderato da tanti voti. Il nemico d'ogni bene, continua
il

quale anch'egli siuo da'teneri andivotissimo della Madre di Dio, nel suo

p.

Mura

,

potrà forse destare qualche
il

tempesta onde impedire

trionfo della

zelo apostolico e

vedendo le cose così bene prosperosamente preparate, si determinò di compiere ciò che ormai era nel desideriodi tutta la Chiesa, perincremenlo d'

Donna
ciel

celeste cui

sconfitte;

deve le maggiori sue mala Vergine saprà rendere il

sereno, ed avvalorare com'altre vol-

te la

Chiesa e l'augusto suo Capo, per susi

onore

alla

ss.

Vergine. Pertanto e

pera re ogni ostacolo che

opponesse

al

come
gii

notai nel voi.

LUI,

p.

193, con hre-

trionfo suo proprio, ed intendesse a ri-

ve apostolico che leggesi nella 2/ seriede-

tardarne
feta: la

il

giorno

felice. Il p.

Mura

fu pro-

p.
ili

Annali delle scienze religiose, t. 5, 4o6, accettò dall'eucomiato p.GiovanPerruiie gesuita, e con isplendido elo-

tempesta insorse, e

la descrissi al-

l'articolo Pio IX, a

Roma

e in altri luc-

gin analoghi:
a descriverlo

gio all'insigne reIigioso,la dedica di sua o-

pera, e spontaneamente composta per

la

sua persuasione del privilegio:

De Imma-

ridato B.

Mariae Conceptu an dogmaPiomae 1 84/- Ne
il

lieo decreto definiri possit, Disquisita)

vado compendiosamente. Osserva ancora il p. Mura, che dopo la Disseriazione del cardinal Lambruschini, e per tutto l'operato da Gregorio XVI, per la credenza deU'ImmacolatoConcepimenil

trionfo avvenne, e

tlienlogica,

fece label-

to,

nulla poteva venire più. a

proposito

lissima analisi

dotto

p.

Boufìglio

Mura

dello scritto del p. Perroue, poiché seni

de'servi di Maria, e riportata ne'cilati-i/i-

bra sopraggiuugere

la

fede

pratica per

TEA
maniera e il modo, mogirando ed abbattendo il dubbio, alla verila dogmatica. Il p. Mura, come quello che appartiene all'esemplare ordine dei Servi di Miriti (ì .). che nacque e vive
agevolarne
la

TEA
denti
vi

55

dimostravano il profitto de'loro studi con recitare vari compouimenti latti ad onore per lostesso Immacolato Concepitnento dell'alma divina Madre, cioè
elegie,sonelti, anaci eontichee odi,

che ve-

sotlo ce

il

patrocinio della divina

isti tu tri-

nivatio ascoltati da'deputali e dagli altri
oltre un ragionamento latino sulla Madonna, e in detto anno l'argomento fu sulla di lei patria Nazareth, sebbene ss. Gioacchino eAri'
,
i

ria,

(come descrissi all'ordine Servi di Maove notai che il p. Lazzari generale

che v intervenivano

di esso nel i3_ii fu acerrimo difensore dell'Immacolata Concezione); ordine che

con quello de'm inori osservanti da Pio VII, di adoperare nella n'essa la parola Immacolata j termina
nel i8o() ottenne
i

//r/(ohe in nostra favella sigi idea
i

Grazia)

genitori della genitrice
bitato

tli

Dio, avesseroa-

-innovando
l'io

la

lusinghiera speranza che

il

rea e in

anche in Gerusalemme, in CesaBetlemme. Notai a Roma, che da

Papa
re
il

IX non perderà

di vista quel

giorno m che noi non temiamo di chiamapiìi

bello del suo glorioso pontificasol

lo, in

che nou un

popolo,

ma

finte-

istituita 1' accademia ImmacolataConcezionediMaria Vergine, che ora tiene temporaneamente le sue radunanze nelconvenlode'ss.XI IApodell'

ultimo eravi stata

ro

mondo
il

cattolico griderà riconoscente

stoli,ed

benedizione ed
sto,
la

Osanna

al

Vicario di Cri-

il Giornale di Roma le pubblica. Questa è l'unica fra le romane accademie

quale avrà detto solennemente, che

scientifico-letterarie

Madre di Dio non fischiava un sol momento del nemico di Dio'. Dovendo io
poi parlare dell'entusiasmo col quale an-

vanta un titolo

si

che espressamente pioedivotoaseconda del

suo scopo,

di santificare cioècoll'ispirazioi

ne della pietà

belli e utili sludi della gio-

co dall'accademie fu celebrata favventurosa definizione dogmatica, e prima an-

cora
si

ili

essa dell'accademia
il

che

in

Roma
il

uno a sì illustri erudied a vantaggio della religione, gare™giando gli accademici in lodar Maria, ed
ventò, associata iu
ti,

gloria procedere sotto

titolo e

pa-

in ispecie

l'Immacolata sua Concezione,

dronato dell' Immacolata Concezione, conviene che ora ne faccia menzione, anche per ordine cronologico di narrativa, quale ulteriore testimonianza della prògredienle divozione verso il mistero, e vi premetta pure
nel n.°3
i

direzione d'alcuni ecclesiastici distinti per virtù e per cultura. Originata
la

sotto

in tal foggia nel

1

83 5, venne

tosto in pro-

gre>sodi tempo acquistando forma escopò all'intuito propri. Divisa in 4sessioni,

la

notizia di altra.

Leggo
i

che comprendono

i

4

principali

rami

Diario di /ionia del 8o3, che Pio VI nella chiesa delle ss. Orsola e Caterina (della quale feci cenno nel voi.
del

delle scienze e delle lettere, apre ogni set-

limami una Libera discussione
gli studiosi.

tra 'soci sui

punti degni di richiamar l'attenzione de-

\LlX,p.
li

3o2), a

Tor

de" Specchi, stabi-

Per

tal

modo
le
il

si

proponete-

la

congregazione del sussidio ecclesia-

cademia, secondo

sue leggi approvale
perfezionameli-

slieo (del

quale riparlai nel
che
pi
i,

voi.

LV,

p. 16,
s.

e slam paté, l'esercizio e

nel riferire

ima

tu eretta in

Ste-

to de' giovani nelle scienze e nelle lette-

fino

in

Pescni')!

indi trasferita

da Pio

re sulla via dell'ispirazione religiosa.

Di

VI

ins.

Orsola, e poi restituita nella pre-

quanto poi precipuamente

si

è fatto nelle

Cedente chiesa ove sussiste) sotto l'invoÌ

r t/.ione dell'

Immacolata Concezione
la

di
te-

annuali private riunioni.vienc dato conto nelle pubbliche, la più solenne delle qua
è quella che celebra il bel privilegio di Maria dal quale prende nome l'accade
li

Maria
nevii

ede'ss. Pietro e Paolo,

quale

annua accademia
ss.

di belle lettere
I

ad

onore della

Concezione.

chierici stu-

mia. Vaula a foudatore primaria

il

vii

56
fondatori
d.

TEA
scredere senza

TE
danno

A
della salute eterna.

luoso sacerdote d. Vincenzo Emili, e con-

due altri sacerdoti, il letterato Domenico Santucci, ed. Pietro Romalo

E

ad imporre questa irrefragabile im-

ni illustre ecclesiastico. L'origine elo sco-

pronta del suggello apostolico al dogma dell'Immacolata Concezione sembrò che
si

po dell'accademia
t.

dichiarò con bello

sentisse destinato

da Dio fino da'primi
il

viticolo Pavv. Pietro Merolli. Si legge nel

giorni del suo pontificato
il

Papa Pio IX,

i3 dell'Album dì
titolo:

questo

Roma, p. 3G7, con Accademia della ss. Confiorisce e

quale volse

la.

mente

a

prepararle vie

cezione.

Ora l'accademia
eh. prof. d.

vanta
be-

chiari ecospicui letterati, e l'encomiò più

volte

il

Giacomo Arrighi

nemerito e dotto compilatore della
rie degli
iu questi ne't. 4, pp.

2. se-

ad una definizione dogmatica. E prima volle, che oltre il poter chiamare concetta senza peccato Maria nel pref.izio e nelle litanie, si estendesse a quanti bramassero di goderne la facoltà della messa e dell'udizio proprio

Annali delle scienze religiose, 4^6; 6, p. 222; 12,

dell'Immacolata Concezione.

Nelle

Memorie storielle delr. p. Mariano

4<> Io quest'accademia il eh. ab. d. Vincenzo Anivilli lesse uu ragionamento ai 2 dicembre i847per l'inaugurazione del 1 3.°annoaccademico, intitolato: De'van1

maggiore degli eremiti camaldolesi di Monte Corona, scritte dal eh. Giuseppe
Condirli, tra'documenti vi sono quelli relativi alla festa

dell'Immacolato Concepi-

taggi che

il

cullo dell'Immacolato Con-

mento
il

del pontificato di
1

Gregorio

XVF,

cepimento ha recato alla scienza, alla letteratura, all'arte e alla civiltà precipuamente nel medio evo. Vasto ed erudito

quale nel

834

concesse a'detti eremiti

d' usar la parola

Immaculata Conceptio
(i

nella messa e uffizio proprio
si

quali

ivi

tema che

svolse con eloquenza, eru-

dicono approvati dalla

s.

congregazio-

dizione e maestria, ragionando pure delle

surricordate accademie normanne, e
nel citato
t.

si

può ammirare
gli

6, p.

222

de-

ne de' riti sino dal 1828) con 4 bini, e P aggiungere ogni sera alle litanie, Regina sine labe originali. concepta, ora

Annali, in cui si riporta. Ormai proclamandosi ad alta voce per P universo mondo l'Immacolato Concepimento nell'azione augustissima dell'Eucaristico sagrifìzio e nella supplicazione

prò jìoÌiÌs. Intanto verificandosi l'impedimento temuto dal p. Mura, per la terribile e deplorabile rivoluzione,

accaduta

in

Pioma

quotidiana

fice

16 novembre 848, il Pontefu indotto a rifugiarsi in Gaeta. Poa'
1

più frequente del cristianesimo, e potendosi perciò affermare con pienissima verità

co dopo, nel nuovo pacifico soggiorno, tra le politiche tribolazioni e burrasche, im-

che

la

voce concorde di tutte

le

chie-

se lo confessava

solennemente, pareva che
il

pavidoe pieno di confidenza inMaria Vergine, con quell'enciclica che ricordai nel
voi.

nulla mancasse a potersi adempiere

co-

LUI,
la

p.

207, a'2 febbraio 1849
lei

in-

mune voto de'cristiani

di

veder fiualmen-

terrogò
ti
i

chiesa universale, e per

tut-

teassicurato a Maria l'incontrastato possesso clelsingolarissimo privilegio.
11

vescovi cattolici, intorno alla questio-

dog-

ma

dell'Immacolato Concepimento pro-

fessato adunque in esplicitissima
tutta

forma da
l'ultima

ne dogmatica dell'Immacolata Concezione, ch'erasi incominciata a trattare dal fervoroso zelo del predecessore Gregorio

quanta

la

Chiesa,

bramava

XVI, quantunque per

le

ricevute suppli-

sanzione che lo facesse inviolabile e sagro
alla dispulatrice curiosità

dell'umano

in-

che per la sospirata definizione dell'Immacolato Concepimento, gli fosse noto il

gegno: e la pietà cristiana ancora attendeva con ardore che la voce del Vicario di Cristo con definizione solenne il dichiarasse articolo di fede, da

concoide sentimento
vi.

di

moltissimi vesco-

Con

l'enciclica invitò l'episcopato a

ordinare preghiere pubbliche acciò Dio
l'illuminasse per
la

non

potersi di-

risoluzione di tanta

ri-

TEA
levanza, e che poi
gli

TEA
cepi mento di Maria.
di vota insistenza
cattolici alia
s.

57
la

palesassero in iscritil

L'uno riguarda
si

toijnal fosse la credenza, l'amore e
to de' popoli verso

cui-

che

faceva allora dai

l'Immacolata Conceessi

Sede, affinché autenticas-

zione di Maria; quali desideri!
vi

vesco-

se coll'autorità della

insieme a'Ioro diocesani nudrissero, e

lilialmente che cosa opinassero sulla con-

dogmatica definizione l'universalecredcnzade'fedeli. L'altro poi si è che tale sì hmgoe sì focoso dibatti-

venienza e opportunità della stessa dellnizione, per quindi proferire colla

mag-

mento diConcezioni,'sia stato unoscialacquo d'ingegni, una vanità scolastica sen*
za prò per
sti
si

gior solennità che si potesse il suo supreino pontifìcio giudizio. Inoltre notificò lorod'aver già istituito una speciale con-

la

società e per la Chiesa.

Que-

duesospetti sono vecchi e antichi, spar*

come

in

opere così
il

in libercoli.

Dichia-

gregazione

di cardinali,

per religione, per

ra la Civiltà, che

libro del p. Pacifico

.senno e per scienza teologica illustri; ed

un'altra di teologi distinti del clero secobile e regolare, nello scopo d'esaminare con tutta ponderazione e accuratezza

è una raccolta molto copiosa di quanto erasi fatto sopra 1' Immacolato Concepi-

mento, ed
to
il

il

lodevolissimo concettodi tutil

libro è disposto a sradicare

doppio
il

quanto riguardava
to
gli
il

il

delicato e grave puu*
riferiri

pregiudizio ricordato,
to dalla festa in

disti nguendo

cul-

dell'Immacolata Concezione, e

due

stadii diversi.

Egli

loro parere. Di più facoltizzò tutti

vescovi dell'orbe cattolico, d'accordare
a'Ioro cleri l'uffizio proprio della Concexione, com'egli
1*

diceche sino al secolo V la credenza vigea tra'fedeli certissima, basandosi ancora sugli atti del martirio di s. Andrea apostolo, sulle liturgie attribuite a
s.

avea ingiunto

al clero

Gia-

romano. Narrai neh' indicato voi. LUI, p. 216, 218, 225, che il Papa visitò le
religiose teatine e
il

corno apostolo ed a
e su quanto
s.

s.

Marco

evangelista,

Basilio scrisse delle chiese

romitaggio della

ss.

d'Alessandria e di Grecia.
lo

Da

detto seco-

Concezionesul monte s.Elmo,ecou quanta solennità

incominciò

la festa nelle

chiese orien-

celebrò in Napoli la festa dell'Immacolata Concezione, protettrice delde'Boi boni; e che ritor-

tali, e

forse introdotta allora nell'occiden-

tali

da'basiliani. Certo è

che avanti

il

se-

la reale famiglia

colo

IX celebra vasi

in Napoli, e forse
si

I

un*

nato trionfante

iu

Roma,

nel i.°concisto-

go

il

X

e l'XI essa

propagò per

la

Na-

ro de'20 maggio i85o, con
te allocuzione rese grazie a

commovenalla

varrà,

Normandia

e Inghilterra. L'origi-

Dioe

Ver-

gine Immacolata, per averlo ricondotto

s.

11

dopo dolorose vicende alla propria sede, cardinal Giuda Giuseppe Rumo arcivescovo di Siviglia, ivi neli85o pubbli-

ne della controversia insorse a' tempi di Bernardo, perchè il clero di Lione avea istituito la festa della ss. Concezione senza chiederne facoltà al Papa. Questa
discussione però giovò grandemente alle
arti e alle scienze,
tà.

co colle stampe: Discorso

subreVImma-

ed eziandio

alla

ci vii-

eidnda Concepcion de Maria. Neli8Ì2 in Napoli il francescano alcantarino fr. Agosiino Pacifico di M." Addolorata pubblicò l'opera:
to lìdi

Non avrebbe

forse la poesia avute le
nella patria stessa
ri-

due antiche accademie
parlo a TEATRo),qual fu
i

de'meoestrelli (de'quali e de'trovatori
la

La ChiesaCattolicanel fat(li

{mmacolatissima Concezioni'
ss.

tanti e

leggiadri

Normandia, né componimenti di ver*
della virgolai
i

Mniti
serie,
1.

lontra tutte
la

l'eresie.

Ne

ren-

si

tenerissimi, quasi fiori

de ragione e loda
1, p.

Civiltà cattolica) 2."
il

ghirlanda, quanti furono
ra que'capolavori di

dettati dalla
la

322, rilevando che

pio au-

riverenza a quel privilegio: non
ss.

pitlu-

mente di togliere dall' animo d alcuni due pregiudizi intorno della giaude questione dell'lmuiaculuto Con*

tore ebbe in

B. Vergine uscite dalle
le,

Immagini della mani di Rallàe-

de'Laufraocbi, de 'Sassoferrati, e mas*

58
s'une la

TEA
famosa Concezione ci
la
i

TE A
Murillo, per riae origine a Deo predieta:

De

Scriptum

non ricordarne altre*, non
gran novero d'opere
IjuIìiio,

scultura quel

rìs divinisi /)< peccati originali^ propa'

di getto, scalpello

o

gallone:

De Christopane

vitae.

Questo
:

d'ogni materia: non l'architettu-

dotto gesuita è pure autore dell' opera

ra

i

7

nobilissimi obelischi e colonne,opetor-

DeEvangeliis,Fviburf'\-Jìv\seov'\ae 18 53.

re

monumentali che superbamente

Lavoro

di

gran lena, pieno
la

di dottrina e

reggiano per aver sulle loro cime l'inamagine dell'Immacolata Concezione, in

di erudizione, di cui resero

ragione con

grandi lodi
t.

Civiltà cattolica,'!? serie,

Vienna e in Praga per Ferdinando 111, Lucca per decreto del senato, in Napoli per Carlo di Borbone, in Palermo nella piazza di s. Domenico, perenne e
in

si

4> P- 44°> e P- Pace, con bella analiriportata negli Annali delle scienze re*
3

ligiose,^. serie,

1.

1

1, p.

ig7,e

1.

12, p.3o.

Progredendosi da Ile su imo mi nate congregazioni l'esame del

sontuoso

monumento
la

della pietà

domeal-

dogma, giunto

il

me-

nicana (oltre

Colonna,

di cui parlai a
p.

quell'articolo nel voi.
ti

XXV,

171 e

ove, già del tannila della Pace, con ac-

morabile aouoi854i il professore di teologia dogmatica del collegio romano p. Carlo Passaglia gesuita, a' 5 gennaio a1

corgimento elevala a rovescio, e da Paolo

prì

il

corso dell'annuali radunanze della

V

innalzata innanzi

la basilica di

s.

Ma-

ria
15.

Maggiore colla statua di bronzo della Vergine dellaConcezione: dell'altra viss.

mentovata accademia dell' Immacolata Concezione di Roma, con Orazione nella quale lesse quella bellissima o Discorse)

cina colonna con altra iasmaginedi bron-

del nostro

s.

zo della

Vergine ne ragionai nel

voi.

Argo

sul concepimento dì s.

padre Pietro vescovo di Anna quanlui tra-

p. 25); né quel grati numero di templi innalzati in tutte le città alla ss.

XXVII,

do concepì la Madre di Dio, da
liano,

dotto dall'originale greco idioma in

ita-

Concezione, contandone q
poli.

la città di

Na-

che

col testo inedito

greco a fron-

La

controversia giovò eziandio alle

te(soltanto

avendone già pubblicato una
il

scienze, per l'aumento degli studi nell'antichità ecclesiastiche, nell'opere de'ss.

versione latina

Piazza) e illustrato con

Pa-

alcune sue note, dirette a spiegar meglio
lo

dri, nelle tradizioni della Chiesa, e valsero

scopo cui mira principalmente l'ora1

a chiarir meglio
cristiano.

il

dogma

della

caduta

zione (nella nota
ferisce,

3.'

dell'uomo, fondamento

di tutto l'editìzio

che della biografìa

eruditamente ride'ss. Gioacdell'infanle

La

Civiltà dnncjueencomiò,coil

chino ed Anna, non
zia della ss.

meno che

nie l'autore confutò
loro, che biasimano

pregiudizio di codi

Vergine, oltre
di
altri assai,
i

orazioni del

sprecamento
lui

temstori-

Damasceno,
Fozio e di
gli

Giorgio di Nicomedia, di

po e danno

della società la disputa acce-

sasi tra'caltolici, e

da

mostrato

E v angeli
49

apocrifi pubblicati
si

ponno consultarsi da Falegge nel
2.

camente del tutto falso e calunnioso; essendone ulteriore prova e confutazione quanto vado raccogliendo in questi ceuui storico-dogmatici di erudizione. Nello
stesso
1

bricio, Tilo e Tischendorf),
1.

12, p.

degli

Annali,

serie.

pregevole
d'Argo,
la e

monumento

del secolo

Questo IX del

santissimo e dottissimo siciliano vescovo
in

8 52

in

Prato

si

pubblicò

la 3,' e-

onore dell'Immacolato Conce-

dizione del Novenario e Panegirico del-

pimento

della

Vergine Maria, è una

bel-

FlmmacolaiaConcezione di Maria t ergine, del /). Antonio da Rignano minore osservante. Nel 85 -53 il p. Francesco Saverio Patrizi die alle stampe in Ilo
1

mirabile testimonianza di conferma

del senso religioso di quel tempo, riuscen-

i

do
ti

di

gran conforto l'intendere, che tanaddietro
si

secoli

parlava e ragionava

ma: De interpretatione Oraculorum ad
Chris tumpertìnet: De Immaculata

da' padri nostri della Concezione

Imma-

Md-

colalissima della Vergiue (nel suocouce-

T E A
pimento proemio
paradiso di Dio,
eli

TE A

5i)

nostra redenzione e

vo Pietro),
ta

(pie!

come espr intesi il vescomedesimo che allora tuteli

rono de'meritati encomii il dottissimo p. Passaglia, che tuttavia la Civiltà ben a
ragione paragonò all'altro illustre confratello
il
[).

(pianta universalmente la Chiesa ne

Dionigio Petavio,

il

cui

nome

parlava e ragionava con entusiasmo
pietà e di fede, attendendo
to. Mentre
il il

è elogio. Però gli /annali delle scienze religiose, nel t.i2,p.
j.), pubblicarono gli disamina del sapiente prof. PaoMazio, il quale con ampia erudizione,
?.

gran decredell'

Papa

si

consolava d'aver proin

elogi e la
li)

vocato dall'episcopato

favore

Im-

macolata Concezione una confessione plenaria ed esplicita, pensò di chiederne alla scienza cristiana quella maggior dimostrazione clic potesse darne facendo
i

dichiarale

le

sopreminenti prerogative di
giustizia, l'anin varie (brine

Maria irraggiata dal sole di
tico e costante

suo culto,

1

som-

e
li,

mo
fu

d'ogni sua possa. L'onorato incarico
dal p. Carlo Passaglia

modi professato teneramente da'fedeper quello del suo Concepimento ri-

assunto da parecchi dotti teologi, e tra
,

gli altri

il

quale

essa di

nel

Commentario che eternerà

il

suo no-

cordala propensione devotissima verso di 34 Papi, e specialmente quella di Gregorio XVI, nel cui pontificato eminen-

me, dimostrò chiaro l'Immacolato Concepimento della Vergine creduto e inserii ito nella

temente

si

aumentarono

i

suffragi a fa-

chiesa di Cristo per tutti

i

se-

vore del pio mistero, per quella venerar zione ch'egli ne professava, e pel culto che

addietro lino all'età degli apostoli. Non contento il p. Passaglia di quanto acoli

aumentò notevolmente; imitato dal regnante successore Pio IX, il quale noti
preterì sollecitudine operosa e acceso zelo nel

vea scritto e pubblicato sull'Immacolato

Concepimento

di

Maria, col vigoroso suo

ingegno, colla profondità di sua dottrina
teologica, e colla pietà del suo cuore, com-

lato

propugnar la causa dell'ImmacoConcepimento della celestiale Madre,
la

che ha

potenza del

comando

pari alla

pose un quanto doviziosamente erudito,
altrettanto profondo e sotlilecommentario sul

benignità dell'affetto. Rileva quindi, che uno degli amplissimi frutti dell'operosa
sollecitudine di Pio

medesimo, impresso con
1 irgirds

isplendi-

IX

è tra

gli altri l'o-

da edizione:

De Immaculato Deiparae
Conccpttt, Caroli

pera del

p.

Passaglia, la cui dottrina sin-

semper
lypis
s.

Pas<S

golare ne'più riposti penetrali delle discipline teologiche, pregiandosi
te dal
la

soglia sur. e S.J. Gommentarius,.Uomae
congr. de propaganda fide
i

degnamenparie del-

7

{.

Papa,

lo prescelse a far istituita

Ne

rese

dottamente ragguaglio
t.

la

Civiltà

commissione
Concezione,

per l'Immacolavoce apostogli

cattolica, a." serie,

8, p. 6c) e

552; né

ta

l'eccitò colla

poteva giungere
ni versa le

in

miglior tempo questa

lica a

imprendere Tartina trattazione,

nobilissima lucubrazione, per l'ardore u-

con cui tutto
dalla

il

popolo

cristia-

opportuni necessari alla nobilissima impresa, ed a sue proprie spefornì gli aiuti
se fecestampare la
ta

no aspettava
de
la

voce del Vicario di

grande opera con carsiriaci, coptici e a-

Cristo annoverata tra'dogmi di nostra fepia e universale credenza:
i

salda e durabile, con bellezza e novi-

Che

so-

tà di caratteri,

anche

la fra tutti

figli

d'Adamo andasse

la \ er-

rabici,
tificia,

gine esente da qualunque macchia d'origine.

con magnificenza veramente pone ne ricevè la dedica. Crede inolla

La

virtuosa moderazione adopera»

tre,

che

pubblicazione

di

quest'opera

tu dalla saggia e sapiente Civiltà
<

catto li-

segnali
sa,

a, nell'esposizione delle cose trattate nel-

un avvenire notevole nella Chiecome un esempio vi votli progresso nel
e nella severità a cui
e .sicuro,

l'aureo

Commentario fix compensata dai giornali piìi accreditati d'Italia, Germania e

metodo
to

un

intellet-

profondo

educato

alla scuola

Frauda,

i

quali giustamente fregia-

delle Scritture, de' Padri e

de'monumen-

Go
ti

TEA
pervenire nell'estrinra,

TEA
miin

ecclesiastici, pu?>

seca dimostrazione del preziosissimo
stero. Frattanto
ti
il

Papa

dolce espetta-

va andavasi consolando per le risposte

giungevano da'vescovi dell'univerle quali con gioia non solo ansiosamente confermarono di nuovo la singoiar pietà e mente sì propria che del
cliegli

prima che fosse definito in forma solenne, fu mai confessato con sì unanime accordo da tutta la Chiesa docente insieme e discente. Del pari il Papa si rallegrò quando le due sunnominate e speciali

so cattolico,

congregazioni de'cardinali e de'teologi,

cleroede'fedeli verso l'Immacolata
cezione, ma
gli

Con-

domanda vanoancora qua-

il cardinal Fornari, per senno e dottrina chiarissimo, con eguale ardente brama e premura, dopo un diligente esame, richiese con mirabile unità

aventi a presidente

si con voto unanime die l' Immacolato Concepimento della Vergine col supremo

la

definizione, e di

non ritardare

il

tan-

to aspettato decreto più oltre dell'annua-

suo giudizio autorevolmente si definisse. Nelle risposte venute da tutte le parti del mondo, non vi fu lingua, popolo, tribù o
nazione die non
in
it.

vi

fosse rappresentata, ed
in

dell'Immacolata Concezione nel i8>4- Quindi il Papa implorò con pubbliche e private preghiere lumi del Signore a favorire causa sì bella. A tale efle festa
i

volumi furono stampate

Roma

fetto nell'enciclica

Aposlolicac nostrae
."agosto 854, 9 5 degli Annali nuovamente ecr
1

dalla

Stamperia della Civiltà cattolica. Questa ne Cenni storici riferisce che al-

caritatis sollicitudine ,del

pubblicata nel

t.

i3, p.

le pontifìcie

domande

risposero ben 54-0

delle scienze religiose,

vescovi, di quanti più o

meno

si

compo;

citò l'episcopato cattolico a fervorose o-

ne

in atto l'episcopato cattolico
a' posteri

e le lo-

razioni, acciò lo Spirito santo illuminasse
la

ro risposte resteranno

monuche inRegina

sua mente per procedere quanto prialla

mento eteraodell'uoità di
forma
del cielo

spirito

ma

definizionedeirinimacolata Concose per
in-

e regge la Chiesa, ed alla

cezione, per maggior gloria di Dio e della ss.

immacolata non perituro serto di ad immortale ornamento dal più concorde ossequio di cui vescopossano fedeli onorarla. Tutti
gloria intrecciatole
i
i

Vergine, ludi disposte

le

l'effettuazione del
vitò

grande atto, il Papa

un copioso numero

di cardinali, ar-

civescovi e vescovi a recarsi in

vi

risposero tenere essi co'loro cleri e ple-

Roma, anche dalle più rimote regioni, per assistere e crescere

bi

unanime credenza l'Immacolato Con-

pompa

alla solennità della
,

cepimento. Similmente quanto alla possibilità

proclamazione del decreto dogmatico
nella festività della

d'una

definizione, tutti, tranne

pochissimi e forse 5, in un medesimo sen-

cezione agli

stessalmmacolataCon8 dicembre. Indi, come avea
il

timento risposero credere essi per certo che possa aver luogo un giudizio definitivo dogmatico. Soli

intimato a'cattolici di tutto

mondo,

il

Papaa'^oltobre

fece

pubblicare dal car-

3o o pochi

altri più,
tal

dinal Patrizi vicario di

Roma, l'invito

sa-

mostrarono
pi presenti,
i

di

dubitare non forse
in

de-

finizione possa venire

inopportuna a'ternque' paesi ove

gro per pubbliche e fervide preghiere, acciò il divino Spirito illuminasse la sua

specialmente

mente

,

per stabilire e decidere intorno
ss.

cattolici

testanti.

hanno guerra da presso «/proPerò 5oo e più risposero concor-

l'Immacolata Concezione della ne, quello che tornar più potesse

Vergi-

aila

mag-

demente, che la definizione soleune dell' Immacolata Concezione era opporlunissima iu

gior gloria di Dio; inlimando un giubileo

da durare 3 mesi

e

da incominciarsi in

tempi e specialmente in quelliche corrono, e che le loro greggi la chiedevano e aspettavano con impazientutti
i

Roma
naria

novem bre,con indulgenza pleapplicabile ancora alle anime del
il 1
.

O

purgatoria. Sull'invito e venuta in
di detti prelati,
si

Roma
826

le desio.

Niuu altro dogma per ai peravventu

legge uel

t.

8,p.

1

TE
che
il

A
novembre,
volo unani*
te recandosi all'

TEA
i

6

della Civiltà cai inlica de' i

Papa

vernilo nella risoluzione di ac;il

condiscendere finalmente

me

de'paslori e de 'fedeli, col pronunciala

alma Roma, non mancarono giornalastri e libelli, quali non potendo frastornare la definizione del dogma, si sforzarono almeno con sofismi
e con sarcasmi d' intorbidare e confon-

re solennemente
za intorno
all'

sua apostolica senten-

Immacolata Concezione, per dar maggior pompa espiendorea questa tanto aspettata solennità, avea invitato

dere

I'

animo
uno

dogi' idioti e de' semplici.

Molti di

tali scritti

non meritarono

se

non

disprezzo,

solo alla Civiltà cattolidiretta confutazio-

in

lumia

pel

novembre non

solo più ve-

ca sembrò richiedere
ne,

scovi degli slati romani,

ma

più

altri
la

an-

cora di tutto l'orbe cattolico. Se
vagità de'lempi, e
gli

mal-

urgenti bisogni di
soffer-

perchè pretendeva di far simulata mostra di procedere con calma e con apparato di dottrina e di erudizione, reci-

molte diocesi che troppo avrebbero
to dell'assenza de'loro pastori,

non

l'aves-

sero impedito, il Papa avrebbe certamente
fatto invito speciale a tutti e a ciascuno

de suoi venerabili fratelli nell'episcopato; ma non potendo appagare di tanto suoi
i

almeno s'invitassero nominatamente per mezzo de'suoi nunzi due otre vescovi di ciascuna naziodesiderii,egli volle che

quanto finora gli Immacolato Concepimento di Maria scrissero ne'tempi andati. Tale anonimo scritto ha questo titolo: Proposta d alcune difficoltà che si oppongono alla definizione dogmatica (IclT Immacolata Concezione della D. tergine Diaria, Torino tipografia del Progresso 854- La benemerita Civiltà,
di
e di là

molando

qua

oppugnatori

dell'

1

ne,

i

quali senza grave disagio potessero

colla solita sua robusta dottrina lo con-

unirsi intorno al

suo trono, e rappresen-

futò nel

t.

8, p.

533, e qualificò lavoro
il

tarla chiesa universale ossequiosa e plau-

d'un astuto giansenista,
semplici co'suoi sofismi;

quale

si

finge
i

dente

all'

oracolo cotanto desiderato del

cattolico per poter a fidanza uccellare

supremo Gerarca. Erasi quindi certi, che olirei vescovi invitati, gran numero d'altri

ma

che

alla fine

pastori cui la soverchia lontananza, o

le necessità delle loro chiese

o altro grave
in

non sapendo più mantener la maschera venne contro sua voglia a manifestarsi per quel che è, ed anteponendo
sul viso,
il

ostacolo

non impedisse

il

viaggio, sarebbe-

proprio giudizio

al

giudizio di tulio

il

ro venuti spontanei ad associarsi
atelli,secondando

que-

senno cattolicolGià perula zelante Civiltà cattolica nello slesso

st'augusta solennità a'Ioro venerandi confi
il

volume

e nelle

pontificio desiderio,

a cui la loro venuta sarebbe riuscita di

precedenti p. 353 e 48 1, ci aveadato due sapienti ed eruditi, pii e morali trattali.

sommo

gradimento. » Anzi parecchi ve-

Sono
tica

intitolati:

il

i.° Definizione

doni/nae la
i .

scovi già sono arrivati, e altri molti stanno
sul giungere.

sopra l'Immacolato Concepimento
il

Roma esulta d'accogliere nel

di

Maria ss.;
il

2.° //

Domina

Ci-

suo seno questa non Conciliare né Sinodale, ma però sempre augusta e veneranda assemblea di sagripastori,ed in essa il fiore della virtù, della sapienza e del sacer-

viltà. Divise

consiste

il

In che primo in 3 capi: dorema dell'Immacolato Condi

cepimento

Maria. i.° La Chiesa con

questa definizione non crea un nuovo

dozio cattolico adunatosi da tutte
ti

le

par-

domrna,

ma

spiega e conferma un'antica,

mondo per applaudire alla voce del sommo Pontefice e rendere alla gran Madre di Dio a nome di tutta la chiesa midel
litante in terra

credenza. 3. "Quali sensi si destino io un'a-

nima
i.°

fedele. Divise

il

secondo

in

4

c«i[ii;

Dell'importanza e fecondità del

dom-

un nuovo
i

e solennissimo

ina dell'I
ria. a.°

m macola toCuncepi mento diMaper questo domina venga
il

tributo d'amore e di gloria". Avvicinandosi
il

Come

gran giorno,

vescovi d'ogni par-

t'istaurato

principio dell'autorità socia-

&i
le.

T E A
3.°

T E à
domma
Come
vens'inchinarono con giubilo e tripudio, rileva
il

Come

dal
i

medesimo
principi?

gano

l'istaurati

sovrani delle

mirabile accordo dell' episcopato

scienze naturali e divine. 4-°

per

cattolico,

che

ne' suddetti
il

questa medésima definizione si ravvivi ogli

lettere manifestò

12 volumi di suo uniforme e pie-

nomini

il

concetto e l'amore della giu-

no

assenso, e nelle quali tutto è
all'etti,

armonia

Questo capo termina colla commovente esclamazione. » A te mi rivolgo, o
stizia.

di pensieri, di

di tradizioni aposto-

liche, di divota

Chiesa

di

Dio,

madre

de' popoli, tutela

ubbidien/a, di fede intemerata; spettacolo sovraumano, che non

della società, luce della scienza, custode

si

può

a

e vindice della morale.

La

tua sapienza è

to di Dio.
si

meno esclamare essere qui diAmmirando viaggi intrapreil
i i

come

quella di Dio, e
i

la

provvidenza tua

da'vescovi,

quali

si

mossero fino dai

sopravanza nostri corti intendimenti. La ragione dell'uomo agitata da insana
febbre d'orgoglio tentò riformare
do, ed
il
il

lidi

estremi dell'Atlantico e del Pacifico,

da'ghiacci dell'Artico e da' caldi dell'E-

mon-

quatore

,

mondo

ritorna al caos primitile

sommo Pontefice
di innanzi la loro

siccome avidi d'ascoltare dal qual esser debba quin-

vo. Si levò contio di tee usurpò
rogative;

tue pre-

ma

breve fu

il

suo trionfo e dofrut-

loroso

il

disinganno.
il

Le sue dottrine

credenza. Che giunti iti venerandi prelati,dierono stupendo saggio di senno cattolico, dopo alcune

Roma

i

tarono

dubbio, e
j

le

no
ta

la

discordia.

Tu

sue legqi seminarono sola bai parole di viI

ebalsamo
sono

alle ferite mortali.

tuoi de-

prudenti dubbiezze e discussioni, di repente ogni voce fu concorde e unanime, e nell* unità de' loro concenti armonici,
dipoi

creti

follie a'ciecbi vi

superbi,
il

ma

l'u-

mile investigatore

scuopre

flore del-

sore di

maestosamente l'oracolo del success. Pietro ripetè il dogma che da
echeggia su tutte
le

Iasapien?a.Suonidunqnela tua voce,suoni alta, solenne, poderosissima: l'ascolti-

18
ni:

secoli

generazio-

Maria fu concepita senza- maccìua.
col vitale

no

i

tuoi
i

figli

cometa voce

del cielo.
i

I

pa-

Termina
la così

confronto di quest'ausì

sto)

la

ripelino alle loro greggi,

padri

tranquilla,

veridica,

libera, sì

a'iigli, le

presenti generazioni alle avve-

venerabile, co clamori dei parlamenti e

nire, e l'Immacolato

gran Madre

me

stella

Concepimento della Dio per le sancito sia coche dopo tempestosa notte andi

dell'assemblee costituzionali; onde tra

i

due
ve

consessi, facile è

il

comprendere doil
1

stia la

vera fonte delle leggi,

vero
car-

nunzia «'naviganti ornai vicinoil giorno". Dipoi la Civiltà cattolica, costantemente coerente al suo salutare e

principiodeH'unilà e
parti venuti in
vi

felicità sociale.
i

dinali, gli arcivescovi,
le

vescovi da tutte
,

ponimento

sublime proda taluni perciò avversato, profittando opportunamente e con sagace accorgimento d'ogni argomento per trarne saggiamente veritiere morali rifles,

Roma

uniti a quelli

che

risiedono nel palazzo Vaticano, d'ordefinizione dell'Imma-

dine del Papa tennero varie congregazioni

riguardanti

la

colato Concepimento di Maria, presieduti

sioni e gravi avvertenze corrispondenti,

nel ponti lìcio

nome

da'cardinali Dru-

nel

t.c), p.

te articolo:

comprese l'interessati279, L'assemblea cattolica e leAsvi

nelli,

Caterini e Santucci.
il

Commovente

e edificante fu
to, sigillato

concorde consentimen-

semblee eterodossej ultimi cenni intorno
alla definizione del?Immacolata Con*
cezione.
to,

me

Dopo avere impugnato

il

Cimen-

da spontanee e tenere lagrivedere ormai la B. Vergine rifulgere di quest'altra corona di
di divozione, per

giornale di Torino, per avere assunil

gloria.
la

to

patrocinio d' un libercolo inteso a
la

Civiltà cattolica: »

Leggo ne'lodali Cenni storici delOr mentre ne'sagri

combattere
alla

vicina definizione di fede,
cattolici

templi di

quale tosto 200 milioni di

Roma con l'assidua predicazione della parola di Dio e col miuislera di

1

TEA
riconciliazione
si

T E
il

A
vi

63
successi \a-

disponeva

popolo

fe-

incominciando da'3 dicembre
nicnle
si

tide a celebrar

degnamente

la

solennità

esponessero sugli altari, e

re-

Sospirata, piacqueal Santo Padre che lutti
i

stassero per 3 giorni consecutivi alla pubblica adorazione le seguenti insigni reli-

vescovi

si

adunassero
essi
il

a conferenza, e

si

comunicasse ad

progetto del de-

quie. Nella basilica \ alicana quelle del
/

creto apostolico, allineile ne

(tendessero
loro osserle

otto Minio, della
(della

s.

Lanciti, e della
si

ss.

conoscenza, e proponendo
nienti risposte.
e quali

le

vazioni o difficoltà ne udissero
IV e
1

convesi

quale esposizione non nosce altro esempi o); nel hi Liberiana
le della

Croce

co-

(pi el-

adunanze
tale

Ciilln del Presepio A\

Cesò Criss.

mostrò ne'dottori
le

del popolo cristiano ta-

sto; nella

Sessoriana quelle della
e

Cro-

conformità di giudizio e

unione
loro

di

ce e

il

suo Titolo,

contemporaneamenCatene di

spirito e d'affetto col
t:

supremo

Capo
es-

te nell'Eudossiana quelle delle
s.

Pastore uni versale, che non potei ono

Pietro.

si

medesimi non lag ri in a re

di tenerezza

naria a
visitate.

e di gioia al
tutti

commovente
il

spettacolo che
Il

Papa accorili) indulgenza plechiunque perlina volta l'avesse Le consuete novene perla ss. ConIl

ad ognunoiappresentavano".
i.°

Pa-

cezione, per volere pontificio, in mollissi-

pa di tuttociò lietissimo,

dicembre

me

chiese

si

celebrarono con prediche di
al

convocò

il

concistoro de'cardinali, e pro-

missioni e con istruzioni
stesso giorno 3

popolo. Nello

nunziò l'allocuzione: Inter grava multial

dicembre ricorrendo lai."
avvento, stante
il

plicesave angustiai, colla quale'dichiarò sagio collegio, che fra le angustie da
Itti-

domenica

dell'

numero
per
assi-

straordinario di cardinali, arcivescovi e
vescovi che trova vansi in

cui era afflitto, provava inespi imibile
zia

Roma

per vedere avvicinarsi quel giorno in cui avrebbedecretato l'Immacolato Con-

stere alla straordinaria festività e defini-

zione dell'Immacolata Concezione,

il

Pa-

cepimento
zione tante

di

Maria, per

la

quale defini-

pa comandìiche
tare pontificio
to in

suoi predecessori, e per

dialo
il

domande erano state fatte ai uUimo all' immeGregorio XVI, e quinti! a lui slesso;
all'

cappella papale si tenesse nella basilica Vaticana, ove sull'alla
si

espose

il

ss.

Sagramengiorno

forma
la

di Oiuiniiil'orc. INel
il

perchè avea indirizzato

episcopato

precedente
blicato

cardinal vicario avea pub-

l'enciclica

in

Roma

le

de'2 febbraio 1849, e istituito due congregazioni per esamitutti

notificazione, colla quale e

religioso giubilo e splendide partile

con an-

nare l'argomento, e da
ti

avere ricevualla

nunziò

voliesenlenze favorevoli
il

definizio-

ne, e

tutto

atl

cato. Perciò rivolto a'cardinal gù: Placet ne
i

ogni cardinale comunigl'interi oi

a 'roma ni che l'universale piissimo, credenza dell'Immacolato Concepimento di Maria Vergine, finalmente era per de-

finirsi

dal

Papa Pio IX, dogma
al

di fede,

gìtur

i

obis} ni dogmatì.-

nel

prossimo venerdì sagro

suo singo-

ciimde Immaculata B >} irginis Marine Conceptioneprofereamus A crciu/u'/Habitis omnibus sulhagiis Ponfifex haecadieci t. Contento Pio IX dell'uniiòime sufe

iar privilegio.
ci

Che con

l'angusto decreto

additerà laChiesa una preziosa gemma che già ornava il diadema di Maria; e co-

me

in altri

tempi avea con
ed esposte

infallibile
al

aufé-

fragio eziandio del sagro collegio

,

dichia-

torità discoperte

lume
lo

tli

rò che nel venerdì del corrente 8 dicembre! 8 'j.4. giorno in cui la chiesa universale

deelasua divina Maternità, e

sua per-

celebra

la

festa della gloriosissima

petua e in violabile Verginità, e la sua Impeccabilità, così in quel giorno faustissi-

Concezione della Vergine, avrebbe pronunziatoli decreto con solenne
1

mo

porrà

in

chiaro quello di sua

Imma-

ito epomil

cola taConcezione,checoll'a ozi detto in ira-

pa nella basilica Vaticana. Indi

cardi-

nal vicario ordinò per parie del Papa, che

de,

bilmente collegasi e divinamente risplenChe il Vicario di Ciisto dopo lunghe

64

TEA
dopo mature constata

TE

A

e generali preghiere,

che Maria non ha peccato in Adamo: sarà fede che questa gran Vergine non sia

sultazioni, finalmente stabilirà sulla cat-

tedra di verità contenersi l'enuncialo privilegio dell' ImmacolatoConcepi mento nel

mai neppure per un

istante sotto

il

potere del demonio: sarà fede che pe'meriti di

deposito della divina rivelazione.

Che

la

Gesù

Cristo la sua beli'

anima

fu

Chiesa nel proferire
coli

i

suoi infallibili ora-

preservala dalla colpa di origine, e prima

sopra alcuni punti, non istalli lisce a suo piacimento o taluni nuovi articoli di
fede,

che informasse
santificata

ma

solo dichiara contenersi quella

o quell'altra verità nella divina rivelazione.» La fede della Chiesa è stata sempre
una, ed una è stata sempre la sua dottrina, la quale tutta si appoggia in questa Rivelazione divina contenuta nella
sto
s.

il benedetto suo corpo fu da Dio, e ricolma di tutte le grazie, di tutti doni, di tutti favori che convenivano a quella eletta Signora, che
i

i

dovea po ciò
gi

essere la vera

Madre

di Dio.
i

Do-

chi potrà ridirei beni ed

vantag-

che da questo avvenimento felicissimo
voti, l'attenzione

Scrit-

deriveranno, che già ha potuto richiamare
i

tura e nella divina Tradizione. Di quevenerando deposito è stala sempre la

ed

il

concorso d'uglo-

na gran parte dell'episcopato cattolico alla
cattedra dis. Pietro?
riosa
ci si

chiesa cattolica apostolica

romana

inte-

Oh come infatti

merata custode, fedele
prete.

e infallibile intervi-

mostra

la

Chiesa augustissima!

Quando dunque l'augusto Capo

sibiledella Chiesa, in cui vive e vivrà

sem-

Come risplende la sua unità, dote sua fondamentale! Come apparisce bella la sua
gerarchia stabilitavi divinamente
Cristo!
to tale

pre

il

ministero di Pietro, si accinge a dedotti ine o estranee a quel sagro de-

daGesù
fìt-

cretare su qualche punto, non introduce

Ah

non può non essere che un
i

nuove
posito,

ma
le

solo ne dichiara

il

senso legit-

timo e
la
stiali, e

verità contenutevi.
assistita

Chiesa fornita e

Essendo poi da lumi cele-

non conforti cuori de'fedeli, che mirabilmente non li rassodi neprincipii di sana, di unica, di divina credenza !"
Quindi
il

cardinal vicario apre ogni cuo-

vivente sempredellospiritodelsuo

re a fiduciose speranze che voglia Iddio

giammai non l'abbandona, come non ha potuto mai errare in ammettere una verità che tale non sia, così ha potuto e potrà sempre infallibilmente dichiarare ciò che veramente
divin Fondatore, che
si

usare di sue particolari misericordie, con

ravvivare sempre più

la

fede e

la

santi-

tà ne'figli della Chiesa, e con illuminare

coloro che siedono nelle tenebre e nel-

l'ombra
titi

di

morte,

allineile umiliati e

pen-

contiene nel deposito della rivelazione.
la

tornino al suo seno.

E che

la ss.

Versif-

cezione di Maria non solo
,

Connon presenta alcuna novità ma solamente conferma ciò che s'è sempre creduto dalla Chiesa. Però un siffatto privilegio fino a questo tempo non era certo per fede. Imperciocché non ogni verità, ancorché chiaramenQuindi
decisione delllmmacolata
te

gine che riceve dalla chiesa militante
fatto

onore, darà solenni mostre
si

di

sua

potente intercessione, a vantaggio del popolo cristiano. Acciò ciascuno
dispones-

sero ogni

culto di religione ad una festa
il

memoranda, notificò avere

Papa pre-

scritto, nel dì

precedente di detto anno

contenuta nella rivelazione, è articolo

di fede:

ma allora

solo è tale

quando

l'ab-

bia espressamente definito la Chiesa,
allora è eretico e
si

ed

mette fuori dell'ovile di Gesù Cristo chi credesse o parlasse diversamente. Ora ecco il gran punto, e

con magro. Che nel giorno poi della festa ilPapa permetteva in tal anno che si mangiasse la carne e qualunque altro cibo, e dispensava dal digiuno che
soltanto, l'osservanza della vigilia

digiuno e

cibi di

doveasi osservare
vento.

ne siano elei ne lodi al Signore. Dopo promulgalo il desiderato decreto, sarà fede

Che

inoltre

come venerdì dell'avil Papa accordava intutti
i

dulgenza pleuaria a

fedeli,

i

quali

i

T E A
confessali e coruuuicati

T E A
di
lo, riparlai

65
s-

co» sentimenti

dell'antichissima chiesa di

pietà e religione assisteranno alla messa

Maria

in

Campo
ss.

santo de' teutonici,

la

solenne pontificale,

clic

avrebbe celebrasi

(piale è sagra al

Salvatore e all'Imma-

to nella basilica Vaticana, nella quale

colata Concezione. Delle chiese in

Roma

promulgava

il

sospirato decreto. Prescris-

sagre alla R. Vergine, credo d'averne descritte

se, che appena pubblicato e al segnaletici cannone diCaMel >.Angelo,si suonassero a festa per un'ora tutte le campane diRoma; ed invitò romani a dar pure segni esteri

un numero maggiore
vedrà nell'indice,
le

all'indicato,
si

e Io

si

alle (piali

deble sa-

bono aggiungere
torii in di lei

tante cappelle o ora-

onore innalzali, oltre

ni di gioia e luminarie, in
di divoto tripudio alla
ss.

dimostrazione
Vergine. A'G
le ss.

gre edicole erette nelle

mura

esterne de'

palazzi e altre fabbriche per le

Strade di

dicembre

il

Papa

si

recò a visitare

Roma
dì,

(T

.).

Reliquie nella basilica Vaticana, e celebrandovi la messa comunicò 4oo e più

Nella mattina del

memorabile vener-

membri
/

della

conferenza

romana
il

di

s.

più fausto e glorioso del nostro famoso secolo, epoca desiderala da segiorno
il

ìncenzo de Paoli (V.). fra 'quali

pre-

coli,

e dalla gran

Roma

più ansiosamen-

sidente e vice-presidente di quella di Parigi, oltre a moltissimi forestieri di varie

te di

qualunque

altra città,

siccome somdalle

mamente divota di Maria, fin
to, e
la

prime

nazioni, e affidò alla

medesima confereni

ore mostrossi tutta quanta in

movimen-

za scudi ?.5oo di suo peculio, perchè di

pane
della

e carne provvedessero

poveri di

nuova

nel giorno della grande solennità Vergine Immacolata, che vado a descrivere, anco col pubblicato dal Giornali'

Roma

di

cominciò a dar segni d'esultanza, [ielgloria colla quale era impaziente venerarla, occorrendo l'immensa mol-

di

Roma,

in caratteri turchini e rossi:

Festa dell' Immacolata Concezione ili Mariti 1 ergine in Roma li 8 dicembre i854- Prima però,qui ad onore de' roma/.//

s. Pietro per asavvenimento. Nella cappella Sistina del Vaticano, a seconda dell'intimazione stampata e precedentemen-

titudine nella basilica di

sistereal solenne

te distribuita da'eursori pontificii,

si

adua-

narono

i

cardinali iu vesti rosse,
gli abiti sagri

dopo

ni

miei concittadini e della singolare loro
la ss.

ver assunto

bianchi secon-

divozione verso

Vergine, mi piace

ri-

do l'ordine loro
viali

e colle mitre di

dama-

cordare quale attestato costante e solenne
della

sco, nella sala regia;

medesima

il

gran numero

di chiese

ove si vestirono de'pibianchi, e delle mitre semplici di liarcivescovi e vescovi;
i

che edificarono

a!

suo culto. Dappoiché G3
il

uo

gli

prelati a cui

ne esistevano quando
descrisse, pubblicò nel

Panciroli, che le

spetta indossarono le cotte sui rocchetti,
gli altri le

i

600
1

i

Tesori na-

scost l'yeKibby ne noverò 7 nella descrizione di /(orna nel 838.compresequelle
1

vennero
clusi

tulli quelli

cappe: in una parola v'iuterche hanno luogo ne'
agli abbati mitrati, a'peni-

pontificali, colle loro vesti e insegne, in-

della

ss.

Campo
Lata, di

Concezione delle benedettine di Marzo, le chiese di s. Maria iu Via
s.

vamenle
Il

tenzieri Vaticani,

ed

al

suddiacono e dia1

Maria

in Trivio,

ora della con-

cono greci.
la
ti

sommo Pontefice Pio X nelindossali gli abisi

gregazione del preziosissimo Sangue, co-

camera de'parameuti
pontificali,

me
ss.

rimarcai nel voi.

LXIX,

p.

28, della

recò nella cappella, e do-

Concezione àtìcappuccini, e della ss. Concezione delle francescane sepolte vive, la qual chiesa e monastero situati nel rione Monti, dierono il nome all'adiacente via della ss. Concezione ed a Guardia Svizzera pontificia, in fìue dell' arlico;

po intuonata

l'antifona

Sancta Maria,
il

pontificii cantori

incominciarono

canto

delle litanie de'sanli,ed al versetto

San-

cta

Maria, incominciò

a defilare la pro-

cessione per la sala e scala regia , e pel portico della basilica

Vaticana

iu questa en-

vul.

ixxm

5

66
pi

TEA
sommamente
accoglieva
la

TE A
esulterà
il il

hò,la qualecon singoiar caso tosto si rtein*

mondo. ''A que>
sagro colle,

ioleramenle.

dia gestatoria

Papa incedendo in sesotto il baldacchino, dopo
Il

sic parole rispose

Papa, che volontieri
e
1'

preghiera del

nver adoralo
lo slesso

il

ss.

Sagramento.

passi) nel-

gio, dell'episcopato e de' fedeli

die per
irreior-

modo all'altare
i

papale, e dal Irò-

esaudirla e prima di proferire

no posto
e vescovi,

dalla parte dell'epistola

ammise

inabile giudi/io, era necessario invocare
l'aiuto dello Spirito santo:

g\\' ubbidienza
i

cardinali,

gli

arcivescovi

penitenzieri. Intuonata e detta
il

nato

l'ora di terza,
il

Papa deposti

la

mitra e

onde fu inluoeniCreator Spiritus.E quest'inno improvvisamente udissi cantare non
il

1

piviale, prese gli abiti pontificali

perla
il

solo da' cantori della cappella pontificia,

inessa, ed a questa die principio.

Dopo

ma da

tot lo

il

popolo accorso

in tanta

molla

cantodell'evangelo
il

in latino e poi

ingreco,

liludine.Ognuno animato dalla fede
jia, cui tutte le genti

più

cardinal Macchi decano del sagro col-

ardente e dall'amore verso di NostraDon-

legio,

unitamente

a'

decani degli arci ve-

chiamano beata

e

scovi e de'vescovi presenti alla
a

grande

ce-

benedetta, invocava da Dio lume al suo

remonia, cioè mg.' Luigi M. Cardelli arcivescovo d'Acrida e mg/ Nicola Laudisto
ria,

A icario vicino a pronunziare dalla calledia di s. Pietro una sentenza, a cui riverenli lutti
i

vescovo di Policastro presenti in cu-

fedeli cattolici

per quanto di-

non che dell'arcivescovo
di rito
la

di rito gre-

stanti per luoghi, e diversi per leggi,

per
can-

eoe dell'arcivescovo
rappi esentanti
dire

armeno

quali

lingua e per costumi, avrebbero

immeil

chiesa orientale, vale a

diatamente chinata
lo dell' inno

la

fi

onte.

Dopo

mg/

Stefano Missir arcivescovo d'I-

Sua

Salititi' in

mezzo

a

un

l'enopoli e mg.'

Eduardo Hurmuz
al

arci-

vescovo di Sirace, presentossi a 'piedi del
trono e rivolse in lingua latina
supre-

profondo e ossequioso silenzio lesse ad aita voce il decreto, e con tale commozione e ineffàbile alletto, che spesso ne dovette per istanti
1

mo

Gerarca queste parole." Ciò che da lungo tempo, o Beatissimo Padre, arden-

tenere sospesa

la

leltu-

a; e col

Pontefice era

commosso

e

pene-

lemente desidera e con pieni voti doman* da la Chiesa cattolica, cioè che sia deCi-

tralo di tenera divozione

chiunque 'assiil

steva a quel sublime atto. Nel decreto

supremo e infallibile giùdizio V Immacolato Concepimento della ss. /ergine Maria, Madre di Dio, onnilo dal vostro

de accrescerne
razione, noi a

la

lode,

la

gloria e

la

vene-

nome

del sagro collegio de'

cardinali, de' vescovi dell'orbe cattolico

e di lutti

fedeli, umilmente e sommamente chiediamo, che in questa solennii

SoinmoPonteficesolennemeuteeformalmente definì: » Essere domina di fede. che la Beatissima J ergine Maria nel primo istante della sua Concezione, per singoiar privilegio e grazia di Dio, in virtù de' meriti di Gesù Cristo, Saleatorè delFuman genere,fupresérvataimjnune da ogni macchia della colpa originale." Letto
il

tà della

gine, siano compiuti
cui a

Concezione della Beatissima Vervoli comuni. Per
i

decreto,

il

cardinal de-

cano ritornò a'piedi del Irono co'suddetti

to Sagrifìzio, in questo

mezzo l'augustaazione dell'incrudì* tempio sagro al
di ve-

decani degli arcivescovi e vescovi

lati-

ni, e degli

arcivescovi greco e armeno, po-

pi incipe degli Apostoli, e in così solenne

slulatori della

nuova
il

gloria eh

adunauza dell'amplissimo senato,
ino Padre, di alzaie
slolica e
la
il

gine, ringraziando

Maria VerSanto Padre di aveil

scovi e di popolo, degnatevi, o Bealissi-

re colla sua apostolica autorità definito

voce vostra apo-

dogma

dell'

Immacolata Concezione,
volersi

e

dogmatico decrelo dell'Immacolata Concezione di Maria, pel quale saravvi gaudio in cielo, e

pronunciare

pregandolo a

degnare

di

rendere

pubblica la bolla intorno a questa dogmalica definizione, con quelle parole ri*

TEA
prodotte in latino dalla Civiltà cattolica, insieme alle alhe ili sopra riportate in ilaliano e alla definizione pontifìcia egualse,
s.

T E

\

,<;-

corona d'oro tempestata

di pietre prezio-

e che aveo tolto dall'altare papale di

Pietro, dell'immagine in musaico rapla ss.

mente nell'idioma

latino, cioè nel
i

I.

<i-p

presentante
to

io.]. Indi presenlaroiisi perciò

piotono-

che

descrissi a

Concezione (con quel riCoronazione delle sa1

tari apostolici partecipanti, e

il

promo-

tore della fede fece istanza che fosse re-

p.

gre IMMAGINI, e ne' voi. MI, p. 3 ), XVII, 23q, descrivendo ([nella fatta da Gre-

datto l'istromenlo di questo solenne atto.
Il

gorio

XVI
di

dell'insignee antichissima ims.

Papa die

la

sua annuenza, e

il

decano

magine
pito dal

Maria Maggiore),
sta nella

il

cui di-

di detti protonotari disse die

si

sarebbe

pinto originale di Pietro Bianchi e com-

rogato. Intanto U cannone di Castel s. Angelo annunziò alla città la promulgazione del decreto, eco'suoi ripetuti colpi pa-

Mancini

Certosa

di

s.

Maria
la

degli Angeli. Imperocché, siccome

chiesa cattolica

amò sempre di dare corne'iiti venerabili del

reva che volesse far giungere anche a lon-

po a'suoi dogmi
segni esteriori

Min
ne'
al

grande avvenimento. Tutte le campane delle torri campanarie di Roma cominciarono a suonare a festa, ed cittadini inteneriti da pietà, e compresi di santa letizia, si dierono a ornare in
tani

un

culto, rendendoli accessibili a' sensi

onde

li

riveste;

piacque

Papa che

il

glorioso serto ond'egli avea

i

ornato colla solenne definizione l'augusta
fronte dell'Immacolata Vergine .Ma ria, venisse significato ed espresso da

segno
e
le

di affettuosa esultanza le

finestre

una coro

loggie delle case con arazzi e

dami

na d'oro e
cingere
il

di

gemme, ed

egli stesso volle

sdii, ed a
rie e
lo.
la

preparare universali lumina-

ogni altro seguo di pubblico giubila

cezione che
pio del

capo dell'immagine della ss. Consi venera nel pili gran tem
nella cappella a
lei

Terminala

messa pontificale, al-

mondo

dedi-

«piale in distinte tribune assisterono la
il

cata, e nello stesso sito

reale principessa di Sassonia,

corpo

di-

ploma lieo, l'uflìzialiià dell'armata francese,! n

lato

tori speciali della

luogo apposito il segretarioei consulcongregazione straordifi-

benemerito e Concepimento, a veale costruito l'antica. Siccome tale coronazione il Papa l'e-

ove Sisto IV, tanto propugnatore dell'Immaco-

seguì

dopo

il

pontificale, editi questo
il

non
fi-

naria dell'Immacolata Concezione, e in

intervenendo
(1
.)

Diacono

e

Sudili,

1.

ne

tale molliludine.il iipelo,che

una mag-

della cappella pontificia, così gli

giore e sterminata da molli lustrinoli fu
visti

cero da diacono esuddiaconoi prelati Sal-

mai

nel più vasto e più
fu cantalo

sontuoso temil

vatore Nobili Vi tedeschi e

Domenico Gi-

pio del

mondo,

Te /)cum

in

rendimento

di grazie alla

ss.

Trinità pel

novello splendore accresciuto alla gloria

diMaria;innoebefualternatocon universale edificante

raud ambedue canonici Vaticani. Mentre nella simile funzione eseguita da Gregorio XVI nella basilica Liberiana ebbe ad assistenti il suddiacono della cappella pontifìcia

commozione

dal

Papa
11

u-

mg.' Pentini canonico della medeeil

nitamente

in

coro a 'cardinali, agli arci-

sima,
cosi

un altro suo

collega, giusta

il

rescovi e vescovi, e dal popolo.

Santo

Padre
trati,

poi in sedia gestatoria e preceduto

urne ricordato a Suddiacono, e ciò perchè alla coronazione non precedette il
pontificale delPapa. Indi
si

dalla maestosa schiera di circa

200 mi-

ils.

Padre recato-

portossi processionalmente alla cap-

alla

cappella della Pietà per deporre gli

Vaticano (ebe Pietro in Vaticano), ed assistito da due canonici del medesimo nel ministero di diacono e suddescrissi a

pella de! coro del capitolo

abiti pontificali, accolse parole dì caldis-

Chiesa

ni

s.

simo ringraziamento dal
(

p.

Venanzio da

lelano ministro generale de'minori osser-

vanti e de'rifortnati, per aver definito in-

diacono, vi lece

la

solenne coronazione eou

torno alla Concezione della

ss.

Vergine,

.

G8
ciò clic
i

TEA
francescani
si

TEA
uno sempre
inse-

lia

in basilica

T aticana

adstante*

Pio f\
ir-

gnalo, e poscia
ze.

restituì nelle
il

sue standichia-

Pont. /Max. dogmatica ni definitionemde

Precedentemente

Papa avea

Conceptìone ImmaeulataDeiparùe T
ginis

rato / escovi assistenti al pontificio soì|//o,tutti gli

arcivescovi e vescovi, incluside'riti

vamente a'nominati
sposizione
si

greco e arme-

Missariim. solcmnia die vili deccmhris an. l854. Non solamente il Giornale di Ro~
inter

Marine pronuncia/ili

no, intervenuti alla sagra funzione.

La diin-

ina e

la

Civiltà cattolica riferirono l'ar-

contiene nella ricordata

rivo progressivoin

Roma de'cardmali, arloro crea-

timazione cursoraleoschedula.» Cuna autem SanctissimusDominus Noster suis apostolicislitterisin
tis

civescovi e vescovi, ma poi ne pubblicaro-

no gli elenchi secondo l'ordine di
zione, cioè
2. "nel
il

vertentis

fórma brevis die ag damensis novembris onines saPontificio Solioassi-

i.° nel n.°

de' 5 dicembre, la
tro-

quaderno
il

de'

1

6 dicembre. Cos'i

crorum

Antistites tantaesolemnitatiprae-

varonsi riuniti nel centi o del callolicismo

senles (qui

nondum

ad onorare

singolare mistero della gran
la

stenles i-enunciati fuere) in

dem cooptandos, et

Collegium ihujusmodi honorede-

Vergine che forma
il

nostra speranza e

nostro rifugio nelle tempeste della vita,
i

corandos esse ceti sueri 1] tum ineademsupplicationc ipsi Antistites ita incedant, ut

non meno

cardinali e

I'

episcopato che

servetur dumlaxat inter eos ordo dignilatis

hanno abitualmente residenza in Roma, che quasi tutti cardinali e buona parte
i

Archiepiscopalis

et

Episcopalis,el ha-

dell'episcopato, provenienti da ogni par-

bita temporis ratione propriae cujusque

tedel
le

mondo;im perocché

vi

accorsero dal-

promotionis.

duodecim tantum antiquiores Archiepiscopi eidem Sanctissimo Domino assistentiam praestent, rebisce
liqui vero in subselliis sibi paratis, serva-

Ex

varie Provincie d'Italia, dalle provincie

dell'impero d'Austria,dalla Baviera,dalla
Prussia ed altri paesi dejla Gerniania,dallaGrecia,dallaSvizzera, dalla Francia, dal
Belgio, dall'Olanda, dalle

to ut supra dignitatis et promotionis ordine,locum teneant." Fu veramente un maestoso e imponente spettacolo, in vedere il Sommo Pontefice circondato dal

Spagne

e dal

Portogallo,dall'Inghil terra e dall'Irlanda;
e molti giuntiattraverso

na, dall'America e

fmanco

TOceanodellaCidall' Oceania
s.

numeroso sagro
quali
il

collegio de'cardinali, fra'

per udire dal successore di

Pietro

la

for-

patriarca di Lisbona, dagli arci-

male definizione

e

vescovi di Malines, Lione, Praga, Tole-

poi a'Ioro fedeli nel

con gioia annunziarla far ritorno alle proprie

do, Besancon, Reims, Westminsler e di
Strigonia, per non dire de' cardinali arcivescovi e vescovi italiani: tutti
nali
i

diocesi e vicariati apostolici; che la dot-

trina che insegna la B. Vergine essere pe'

cardi-

meriti del divin Figlio preservata

dalla

erano 54, ma il cardinal Simonelti inférmo non v'intervenne. Gli arcivescovi prelati furono l\i; vescovi prelati o i
i

colpa originale dal


1

istante di sua

Conda
i

cezione, è dottriua rivelata da Dio, e

i

credersi

fermamente per fede da

tutti

fi-

Non

vi

noverai

lessandria, e

mg. Foscolo patriarca d'Amg. Tevoli arcivescovo d'A1

1

gliuoli della chiesa cattolica. Inoltre

que-

sio

complesso imponente della gerarchia
sagro alla festa della venuta nele in

tene siccome indisposti. Dalla stamperia

ecclesiastica e di pastori di tutte le nazioni, nel di
la

cameralesi pubblicarono: Elenchus Cordinaliwn juxta ordinari suum,necnon Patriarcharum , Archiepiscoporwn et Episcoporum secundum tempus promotionis in Urbe praesentiumdie xrmnoi>embrisiS5^. etc. Cardinales S. E. R., Patriarcliae, Archiepiscopi et Episcopi

Marca

Loreto

della

s.

Casa

di

Nadi

zareth, accrebbe maestà alla solenne con-

sagrazione dell'augusto
s.

Tempio (F )

Paolo, eseguita dal Papa colla coopeessi;

razione d' alcuno di

e vi assisterove-

no 5o

cardinali, e

1^0 arcivescovi e

TEA
scovi, olire gli altri prelati.
11

TEA
Pontefice

6y
ad ora tarmusica di valenti
fino

due orchestre suonarono
da applaudili pezzi
di

die decoroso e nobile ospizio a più di
sagri pastori

40

ne' palazzi

del Quirinale,
s.

maestri, e nella sala de'conservatori per

della Consulta, e della canonica di
tro.
tista

Pie-

Uno

de'quali fu monsignor Gio. Batdi

opera del medesimo municipio fuwi ad onore della ss. Concezione un'accademia
ossia solenne
il

Douvier vescovo

Le Mans, che

invitato dal Pontefice di recarsi ad assistere alla

cardinal

Wiseman

adunanza d'Arcadia, dove lesse un eloquentis-

dogmatica definizione, giunto a

simo

Lione
si

e ammalatosi, fu confortato con he-

discorso, alla presenza d'un numeroso concorso di cardinali, arcivescovi, ve-

nignissiine lettere pontificie a
a'pericoli
ilei

non espor-

scovi, prelati e di altri distinti personaggi:

viaggio, ina egli nel suo

seguì poscia la recita delle poesie de'

zelo volle progredirlo, e per intervenire
al solenne atto dal

soci,

accompagnate anch'esse dal plauso
il

Quirinale
s.

si

fececonal-

universale,

perchè l'adunanza

riuscì olla

durre

in lettiga in

Pietro.

Tornato

tremodo

brillante e gradita,

anche per

l'appai tamentoassegnatoglidalPapa, peg-

giorò nell'infermità, e

si

recarono a con-

munificenza municipale pe'splendidi addobbi e luminarie della sala. Laonde si

fortarlo vari cardinali,arcivescovi e vescovi,

pubblicò l'opuscolo: Solenne adunanza

e lo stessoPontefice lo consolò con visita
for-

e paiole amorevoli. Soggiaciuto alla
za del male,
se
i

il

Papa

volle fargli a sue spe-

funerali nella chiesa de'ss. XII

Apo-

Immacolata Concezione temila dirgli Areadi nella grande aula de Conservatori in Campidoglioni'-dì 8 dicembre i854,
in
dell'

onore

di

Maria Vergine

stoli,

ne'quali pontificò mg.' Sibour aril

civescovo di Parigi, assistendovi

cardi-

nal de Bonald arci vescovo di Lione,ovel'a•vea ospitato,

vescovo

di

ed il cardinal Gousset arciReims, gli arcivescovi e vescovi
il

855. Quindi furono pure stamauree Inscriptiones latinae, del p. Antonio Angelini gesuita, prof, d'eloquenza nel collegio romano, ed anch'esse
1

Roma
pate

le

con nitidissimi

assistenti al soglio,

conte di Rayneval
i

no

tipi. Roma in questo gioravventuroso die non dubbie prove

ambasciatore
officiali

di Francia,

generali e gli

di straordinaria esultanza,

dimostrando
la

dello stalo
illustri

moltissimi
glio,

maggiore francese, e personaggi. Tantoe me-

quanto

sia

generale e profonda
la ss.

divo-

zione verso

Vergine: ed

i

sagri pa-

insieme
prelato,
t.

alla biografia del degnissisi

stori nel far ritorno alle loro sedi, e nel

mo

cattolica

g,

può leggere nella Civiltà p. 2 18, non che nel Gior>
del
1

notificare a'ioro diocesani ciò

che udiro-

naie di
11. °

Roma

854

a p.
a!

1

2

1

6, e nel

no dall'Oracolo del Vaticano, potranno far conoscere ancora quanto giustamente
si

2 deli 855. Ritornando
della definizione

fausto gior-

onori e veneri nella capitale eterna del
cattolico, la

no

dogmatica, nella se-

mondo

Regina

sine labe o-

ra disi gloriosa solennità

Roma

presentò

riginali conceptaj potranno dire se Ro-

sima
al

un incantevole spettacolo nella brillantis11 umi razione d'ogni casa, d'ogni
i

ma

auclie questa volta, e per quanto pu-

re poi narrerò,
feso,

ordine

ili

cittadini, dal palazzo del ricco
le fac-

quando

nel concilio

realmente fu emula di Eecumenico, fat-

tugurio del povero. Quasi tutte

to celebrare dal

Papa

s.

Celestino

I, si

di-

ciate dellechiese eseguirono bellissime lu-

chiarò dalla Chiesa contro Ne-torio,

la B.

minarie, distinguendosi quellede'franceseani, specialmente la facciala d'Araceli de'

Vergine vera Madre
abitanti per la gioia

di Dio, per cui gli

dopo avere
le

minori osservanti,

e la chiesa del

Gesù.

inni e cantici spirituali

reso con dovute grazie al
lesti

Per cura
minata
la

del municipio

romano
e

fu illu-

Signore, con luminarie e altre
mostrazioni
luio
ilici

ve di-

cupola, piazza
i

colonnato Va-

tmo

attestati vivissimi del

ticano, ed

palazzi del Campidoglio, uve

micino contento. Portatosi iuRoma

7o
il

T E
vi

A
lo ricevuto nel gior-

TEA
dal principio del

decreto sinodale,
di

mondo,
la

e dalla trasgrese

no
«oii

Natale dal clero e popolo
alla

romano
Saluta-

sione e caduta

d'Adamo

d'Eva

nostri

imito gaudio e acclamazione, che nel

progenitori, per

salvezza del genere u-

generale fervoroso clamore,

manoda

loro derivato,

zione Angelica (/ .)si aggiunsero le parole: S,iinhi Maria Muta- Dei, ec. Indi

divin Figlio unigenito

preparando al suo una .Madre ben dela
la fot

gna, dalla (piale incarnato nascesse per

Papa

s.

.Sisto 111

per

tal vittoria

riportro-

redenzione uni versale. Perciò

ino per

tata conlroferesia, volendo erigere

un

sempre immune da ogni neo di colpa, scévra ben anco dalla macchia del peccato originale, tutta bella e perfetla,con pienezza
di grazia, d'innocenza e di santità, che

feo d'onore alla

lì.

Vergine, nella Chicfece costrui-

Mi di re
il

s.

Mmiii Maggiore

gran arco trionfale con musaici, anla basilica

cora esistente, ampliando

che

gior

dopo Dio

slesso

magnon può compreninsi-

arriccia di copiose rendite e di preziosi do-

dersi,

con intero trionfo dell'antico

può vedere Francesco Bianchini, De ss. Imaginibus Musivi operis a Sisto TIIPP. inbasilica Liberianaconflructis; Koinaei 727.Ne'(àsli ecclesiastini:

su di che

si

diatore serpente a cui dovea schiacciare
il

capo. Dichiarò poi
la

il

Papa

nella bolla,

che
e

chiesa cattolica

In

quale sempre

am-

maestrala dallo Spirito

santo è colonna

ci

in lettere

d'oro è stalo scolpito

l'8 di-

fondamento

di veiità,

possedendo qua!

cembre i854, come tra'più memorabili
alle glorie di

dottrina divinamente ricevuta, e

com-

Maria, perchè dalla cattela

presa nel deposito della celeste rivelazio-

dra di verità ricevè un nuovo trionfo

ne

siffatta

origine della Vergine augusta

gran Madre del Redentore

di tutto l'udi!

Madre
do

di Dio,

non cessò mai

in

ogni

moChe

man
no;
-

genere. »
-

O

memorando

La

tua

e con luminosi fatti di spiegarla ogni
di

memoria

Per varcar di età non verrà meognor più bella borirà tua gloria. "JNell'istesso giorno il Sommo Ponte-

giorno più,

proporla edi favorirla.

Ma

questa dottrina da' più rimoti tempi esi-

stendo profondamente scolpita nell'ani-

fice
ta

Pio IX penetrato d'inenarrabile san-

mo

de'fedeli, e

mirabilmente

diffusa nel-

allegrezza

emanò

dal palazzo aposto-

l'orbe cattolico

mercè

Io zelo e le

cure de'

lico

Vaticano presso s. Pietro la bolla /neff'abilis Deus, intorno alla dogmatica
lui

vescovi, dalla Chiesa stessa fecesi

ampiadi

mente manifesta, allorché non dubitò
esporre
al

definizione dell'Immacolata Concezione

culto pubblico e alla veneraziola

da

decretata. Questa fu stampata in lanel suo originale e tradotta in

ne de'fedeli
nerare
lare,

Concezione
la

di

Maria. Pel

tino,

come

qual fitto dimostrò
la

Chiesa doversi ve-

italiano, eo'lipi della

stamperia camerale;

Concezione stessa come singodegli uomini, e lo»

dal

Giornale

ili

Roma
1

venne pubblicata

meravigliosa e lontanissima da'pri-

da'supplemenli de'n.

ne'due idiomi; ed

in latino

16 e 28 deli 855 bidonata dalla

mordi del rimanente

talmente santa, dappoi eh è essa non celebra
festeggiando checose sante. Quindi
tefice,
il

Civiltà cattolica a' suoi associati; al cui

Ponla

esempio faccio altrettanto co' miei, delle pagine che contengono questi cenni: dipoi
la

per dimostrare quanto eziandio

chiesa

romana, madre
la

e

maestra

di tutte,

Civiltà inserì

la

bolla in italiano nel

t.

secondasse

dottrina dell' Immacolata

9, p.

G78. Nella bolla apostolica,

ulteriodi gloria
tut-

re e splendidissimo
della
te
1).

monumento

Concezione della Vergine, ne ricordò nominatamente suoi fatti insigni; imperoci

Vergine, il Ponteficeenumerò
l'eccelse e singolari sue

quante

prero-

gative,

l'abbondanza delle

celesti grazie

traile dal tesoro della divinità, colla (piale fu

medesima ebbe sempre sopra tutto cuore di tutelare, promuovere e difendere l'Immacolata Concezione della Vergine, suo culto e la sua dottrina, meché
la
il

unicamaule privilegiala da Dio

fìu

diante iuuumerevoli

alti

cospicui de'ro-

TEA
ninni Pontefici reggitori della chiesa
ni versale. Essi
li-

TE
e

A

7

i

momento

della Concezione, asserivano
la

ebbero a

somma

gloria d'idi ar-

doversi senza dubbio celebrare

Conce

stituire la Festa della

Concezione,

zione,ma non
i

pel

primo

istante e

momen-

ricchirla e onorai la con proprio uffizio e con messa propria, ove manifestissiui
i

mente si asseriva la prerogativa dall'immunità della macchia d'origine, di pro-

to. Laonde Papi si crederono obbligati non meno a sostenere la lesta della Con cezioue, chea difèndere la Concezione pel primo istante come vero oggetto del cul-

muovere o
genze,

di

estendere in ogni guisa

il

culto già stabilito, sia col dispensare indulsia col

to. Allora fu che Alessandro \ Il dichiarò la genuina mente della Chiesa nel 66 i
i

permettere

alle

provincie

colla bolla Sollicitudo

omnium

ecclesìa-

e a'regni di scegliersi a protettrice la

Ver-

rum,

essere antica la divozione e convin-

gine sotto
cezione,

il

titolo

dell'Immacolata Consodalizi,

zione de'fedelijche l'anima della B. Ver-

sia coli'

approvare

con-

gregazioni, ordini religiosi fondali
rnile
I

ado-

gine nel primo istante della creazione e infusione nel corpo, fu preservata immuzia e privilegio di
riti

dell'Immacolata Concezione,siacolla

encomiar

pietà di coloro che eresse-

ne dal peccato originale per special graDio in riguardo de'tnedi

ro monasteri, spedali, altari, chiese sotto

Gesù

Cristo suo figlio, redentore

questo

titolo,

o con giuramento promi-

dell

uman

genere, e che in questo senso
rito la
i

Immacolata Concezione della Madre di Diod indire decretarono che la festa della Concezione dovesse tenersi da tutta la Chiesa nello .stesso onore e nella dignità slessa che la
sero di difendere virilmente V
fèsta della Natività;
(li

venerano e celebrano con solenne
festa della

Concezione.
di

Ed

è perciò che

Papi
lata

si

studiarono

mantenere con ogni

sforzo intatta la dottrina dell'Immaco-

più che

ila Ila

chie-

sa universale dovesse celebrarsi tal festa

Concezione della Madre di Dio, mai permettendo che fosse censurata, e dichiarando ripetutamente, che la dottrina colla <piale
ta
si

coll'oltava, e da tutti venerarsi

come

di

professa

l'

Immacolatut-

Moina con 'cappella papale. Concessero pure Pontefici, che nelle liprecedo, e
in
i

Concezione, è e deve ritenersi del
e pressoché universale,

to consentanea al culto ecclesiastico, antica

tanie e nel prefàzio del la messa

si

procla-

nonché des.

masse l'Immacolato Concepimento della
Vergine, e perciò
nisse stabilita
la la
il

gna d'essere proclamata
e nelle pubbliche preci.

nella

liturgia

legge del credere velegge stessa della pre-

Né paghi

di ciò
vie-

per

per

sei

bare inviolala simile dottrina

ghiera. Pertanto

Papa,

siili'

orme
non

de'

tarono severissimamente potersi difendere si in pubblico che in privato l'avversa opinione, che vollero quasi con più colpi

predecessori, soggiunge d'aver

solasta-

mente approvato
bilito,

e

ricevuto

il

da loro

ma

ricordevole della costituzione

abbattuta
tefice

e

conquisa.

A tale effetto

il

Ponri-

di «Sisto IV,

autorizzato

l'uffizio

proprio

riprodusse un notabile brano di det-

dell'Immacolata Concezione, e averlo accordalo del miglior grado alla chiesa um vei sale. Ricordò come Papi condannai

ta bolla, colla

quale Alessandro VII
l'

conoscendo

la festa e

uffizio

speciale e

proprio per istituzione di Sisto IV, e vo-

rono come
te della

falsa e alienissima dalla
I

menche
ri-

lendo vieppiù promuoverne
alteralo nella chiesa

il

culto

mai

Chiesa,

opinione

(li

quelli

romana dopo
la
L5.

l'isti-

putassero affermare venerarsi da essi non la Concezione, ma laSantifìcazione.Come

tu/ione di esso, e celebrare

\ ergi-

ne come preservata dal [leccato originale
per virtù della preveniente grazia dello
Spirito santo; quindi per sedar
e
le

«stiir, nono doversi adoperare con quelli, che intesi a rovescia re la dottrini dell'Immacolata Concezione, immaginata una
differenza fra
il

conlese
vili

conservare l'unità dello spirito nel

primo

e secondo istante

colo della pace, Alessandro VII a preghie-

TEA
in de' vescovi colle loro chiese e capitoli,

TE
re di

A

od istanza

di Filippo

IV
le

Spagna

e

de'suoi regni,rinnovò
cieli de'predecessori,

costituzioni e dedi Si-

specialmente

sto IV,

Paolo

V

e

Gregorio

XV in favo-

ramente significarono, nulla potersi validamente addurre che in qualsivoglia modo si opponga a sì alta prerogativa della Vergine. Poscia espone il Pontefice, sempre con sagra ed eloquente erudizione, co-

le della sentenza che sostiene essere stala

me

la

dottrina sull'Immacolato Concepi-

l'anima della B. Vergine nella sua creagrazia dello Spirito santo e preserva-

mento di Maria ogni giorno più con autorevolissimo sentimento, magistero, zelo,
scienza e sapienza della Chiesa splendida-

zione e infusione nel corpo arricchita della

la dalla

colpa d'origine, ed altresì in fa-

mente

spiegata, dichiarata, confermata,

vore della festa e del culto della Concezione di Maria a seconda di tale pia sentenza.

e pressoi popoli e le nazioni tutte dell'or-

be cattolico quanto mai propagata, abbia

Ordinò perciò Alessandro VII

l'os-

sempre esistito

nella Chiesa, quasi ri-

servanza de' nominati decreti e costituzioni sotto le censure e pene in essi contenute; e decretò
la

cevuta da'maggiori, ed insignita del carattere di dottrina rivelata,
il

provava-

privazione della fa-

coltà di predicare, leggere, insegnare, e in-

no validamente gì' illustri monumenti della veneranda antichità della chiesa o-

terpretare, contro quelli

che ardissero
sentenza,
fe-

porre in discussione
sta

la stessa

gando

rientaleeoccidentale,euumerando e spieprincipali, in uno a'di versi simi

o culto, sottoponendo alle pene ecensnre contenute ueW Indice de' libri proibiti, libri ne'quali si ponesse in dubhio
i

boli co' quali fu riconosciuto

il

singoiar

trionfo della

ss.

Vergine e

la

preservade' divini

zione da ogni neo di colpa, l'originale sua
illibatezza e la riuuione in
lei

la

sentenza, festa o culto. Passa quindi
a

il

rammentare con quanta dottrina dell' Immacolata Concezione di Maria fu insegnata, soste-

Papa Pio IX premura la

doni, e con quali parole fu celebrata con

non meno che concorde seti ti mento,e
le figure e allegorie

col-

splendidissime della

dini religiosi, dalle più celebri

nuta e difesa da ragguardevolissimi oraccademie
teologiche, e
vinità.
Il

s.Bibbia,da'Profeti,da'Padri e dagli scrittori della

Chiesa, interamente cara a Dio
di tutte le gra-

da valentissimi dottori in diprofessato pubblicamente da

e

sempre Immacolata,sede
ornata di
al

zie divine,

tutti

i

doni dello Spi-

anche ne'sinodi,che Vergine ne'preveduti meriti del Redentore non soggiacque mai al peccato
lauti zelanti vescovi,
la

rito santo, e tesoro infinito

de'medesimi,
Pontefice,

D.

ed insieme

Figlio partecipe dell'eterna
il

benedizione. Pùpetè altresì

originale,

ma

fu del tutto

immune

dalla

com'essi non cessarono mai di chiamar

macchia d'origine,eperciò redenta in modo più sublime. Dice ancora come il s.
concilio di Trento, nell'emettereil decreto

dogmatico

sul

peccato originale, nello

stabilire e definire, nascere tutti gli

uoes-

mini macchiati della colpa originale, pur
tuttavia dichiarò solennemente,

Vergine gloriosissima, illibata, immasempre benedetta, scevra da ogni contagio di peccatola cui formossi il nuovo Adamo, e con altre numerose, splendide e onorificentissime denominazioni ed epiteti; che fu immune d'ogni macla

colata,

sere sua intenzione di

non comprendere

chia di corpo, d'anima, d'intelletto, sem-

nel

pre in compagnia di Dio, e con eterna
le tenebre,

al-

decreto, e in tanta ampiezza di definizione, lai», e

leanza ad esso unita non giacque mai nel-

Immacolata Vergine Madre

di

ma sempre dimorò

nella lu-

Dio. Dappoiché con questa dichiarazio-

ce e perciò fu manifestamente idoneo al-

ne padri del Tridentino indicarono abbastanza essere stala la D. Vergine scei

bergo di Cristo non per natura del corpo, ma per la grazia originale. Aggiunse il
Poutefiee
i

vra dalla macchia originale, e pei ciò chia-

loro altissimi detti, co' quali

TEA
parlando della Concezione della Vergiue attestarono, che la natura avea cedato alla giazia e tremante erasi
te a

TEA
mente considerandole,^
cuore, per
la

73

fu

grandemen-

somma

sua venerazio-

fermata

non osando proseguir più oltre; impornechè dovea accadere, che la Vergine Madie di Dio non venisse concepita da Anna pi ima che la giazia producesse il f'rutto; menile era d'uopo che si concepisse ci primogenita, da cui dovesse concepirsi il primogenito d'ogni creatura. Attestarono, the la carne della Vergine presa da Adamo non ammise la colpa di lui, e perciò essere la C. Vergine il tahernacolo crealo da Dio slesso e formato dallo Spirito santo vera opera di Dio, che non ili mai esposta agl'infuocali dardi del maligno; e bella per natura, e pura d'ogni macchia come fulgida aurora venne al inondo immacolata nella sua Concezione. Questo vaso d' elezione non subì il
;

ne e alletto fino da'leneri anni versola li. V ergine, di compiere ciò ch'era ancora ue'desiderii della Chiesa; perciò
tuì le
isti—

summentovate congregazioni per esaminar profóndamente argomento
1' ,

ingiunse preghiere a tutto l'orbe cattoli-

co pe'ceiesti lumi, interrogò
to dell'episcopato

il

sentimeli-

onde proferire il politifìcio giudizio colla maggior solennità. Confermata dalle risposte de' vescovi la

brama

universale perchè si definisse ii gran mistero, con accrescimento di gau-

dio altrettanto richiesero

i

cardinali; as-

sicuralo pertanto nel Signore essere giunla

l'opportunità per

la

defìnizionedogma-

tica,esam inala ogni cosa e implorato nuo-

vamente

il

divino aiuto, non dubitò
l'io

il

Sommo

Pontefice

IX

di sancire

col

comune oltraggio, poiché
tutti gli altri

a>sai diversa

da

supremo suo giudizio l'Immacolata Concezione di Maria, e così soddisfare a'religiosi desiderii

ebbe

essa di

comune
gli

la

na-

tura,

non

la

colpa; perciò

antichi Pa-

dell'orbe cattolico e alla
la ss. pili

dri e altri fedeli la distinsero parlando di

propria divozione verso

Vergine, e
il

Maria

co' piìi distinti vocaboli

d'imma-

insieme onorare sempre
Figlio.
ta la
il

divinsuo

colala, illibata, tutta intemerata, pulissi-

«Implorato

l'aiuto di tutta quart-

ina nell'anima e nel corpo; domicilio di

Corte celeste, e iuvocato con gemiti
lui ispirati, col-

onde a lodarla non bastarle lingue umane eantutte le grazie dello Spirito santo,

diviu Paracielo, così da

l'autorità di Gesù. Cristo Signor Nostro,
de'ss. apostoli

geliche.

Non

è
i

adunque
fedeli

a meravigliare

Pietro e Paolo, ad onore

sei vescovi e

ebbero progressivaniente sempre pitta vanto di professare con gran pietà, religione e amore la dotdell'Immacolata Concezione della ovuuque con fervidissimo trasporto la Vergine concepita senza macchia d'origine. Per
trina

della
e

ss.

e indivisibile Triuità, a decoro

ornamento della Vergine, ad esaltazione della fede cattolica, ad incremento deila

religione cristiana, dichiariamo, pròe

\ ergine, venerando e invocando

nunziamo,
rivelala

definiamo essere dottrina

lultociò lino dagli antichi tempi
l'i,
il

i

vesco-

da Dio (/nella clic ritiene pieservata immune da ogni macchia di colpa originale fino dal primo istante del///

clero, gli ordini regolari, e gli stessi

sua Concezione la Beatissima

/

cr-

monarchi domandarono istantemente alla
s.

Sede, the l'Immacolata Concezione

ss. Madre di Dio si definisse come dogma di [tóe, e specialmente a Gregono XVI, ed allo stesso Pio IX si preseu-

della

gim Maria per singoiar grazia e privilegio di Dio onnipotente in riguardo demeriti di Gesù Cristo Salvatore dell'iana/i

genere, e perciò doversi da
alcuni, che

tutti

ifedelifermamente e costantemente eredi-re.

tarooo tanto da' vescovi, che dal clero 6ecolare e regolare, da'regnanli e dalle cattoliche popolazioni.

Laonde ove
si

Oio non

\uglia,presumessero pensare diversamente

Laonde

il

Pontefice
sciiu-

da quanto

è da Xoi definito, conoslessi

cuuoscendo appieno quote cose e

scauu e sappiano essersi da se

con-

74
dannati,
ili
eli

T E A
aver naufragata in materia
fede, di essersi separati .dall'unità del-

TEA
ze de'tempi, e alle sagre obbligazioni del
loro pastorale ministero.
11

la

Chiesa; ed inoltre per fatto loro pio-

Roma ma
la

la

pubblicò

in latino

Giornale di neln.°2q2,

prio soggiacere alle [iene dal diritto stabilite, se

in italiano nel n.°

293,

nel cpiale idio-

quel che pensano osassero dire o

riprodusse

la

Civiltà cattolica nel

scrivere, o in altro qualsiasi

modo

ester-

nare
la ss.

'.

Ripieno di santo gaudio e di esul-

tazione, pel decretato onore di gloria al-

t. 9, p. 97 e 218, insieme alla risposta che a nome del sagro collegio, e parlicolarmente di tutti gli arcivescovi e ve-

Vergine, potentissima mediatrice
il

scovi, fece

il

cardinale de Bonald arcil'e-

e consolatrice di tutto
il

mondo

presso

vescovo

di

Lione, dicendo che tutto
gli

suo Figlio Unigenito, che validissimo

piscopalo venerava

oracoli del Santo

sostegno della Chiesa sconfisse l'eresie
tulle, sottrasse popoli e nazioni dalle più

do

Padre, e che ognuno avrebbe fatto in modi corrispondere con l'aiuto di Dio a'

grandi calamità, e

il

Papa

stesso
il

da tanti

di lui santi desiderii.

Ma

lesue degne pa-

imminenti che voglia
nio far
lica,

pericoli; sperare
col

Pontefice

suo efficacissimo patrociche la s. madie Chiesa cattole

rimosse
in ogni

angustie, banditi
si

gli

er-

lo!

i,

luogo vieppiù.

avvivi, fio-

un piccocenno della grave allocuzione. In tale circostanza per online del Papa, ad ogni cardinale, arcivescovoe vescovo fu di stribuita una bellissima immagine della ss.
role poi
le

riporterò premesso

lo

lisca e regni dall'uno all'altro

mare, dal
e

Concezione, unitamente

a

quella della
Australia,

fiume
che

fino a' confini del

mondo,

goda
;

medaglia

d'

oro che descrissi a Sidney,
dell'

d'una piena pace, tranquillità
i

e libertà

siccome metallo primizie
del

rei
i

ottengano perdono, gl'infermi
gli afflitti

a lui olFerto da' cattolici della 5." patte

rimedio, timidi coraggio,
folto,
i

con-

mondo,

in

uno all'epigrafe, che

dice:

pericolanti aiuto, e tutti gl'illusi

A

Maria senza macchia

concepita, Pio

tollo l'offuscamento della

mente tornino

TX delle primizie

dell'oro dell' AuÈtra*

nel sentiero della verità e della giustizia,

e

fia un solo l'ovile, un solo il pastore, Finalmeute colla minaccia terribile d' incorrere lo sdegno ili Dio e de'ss. Pietro

Ha; eziandio ivi rilevando che Alessnnilio VI impiegò il primo oro dell'America nel soffitto di

che poi

le

s. Maria Maggiore. Permedaglie di detto oro non ne

e Paolo, chi ardisse violare questa defi-

avessero altre di egual metallo

ma

dil-

uizione e promulgazione, o temeraria-

tra provenienza, ed acciò l'epigrafe esciti-

mente ppporvisi
la

o contraddirla, termina
sottoscri-

sivamentesolo fosse propria
tute con

di quelle balil

veneranda bolla mimila della

l'oro dell'Oceania,
il

Papa

fece

zione Pio
JNel dì

PP. IX.
Papa
in

spezzare

conio dell'epigrafe. Nell'alto-

seguente 9 dicembre nel conci-

dizione
ria gioia
si

il

Papa dichiarò
da
al

la

straordina-

storo pubblico tenuto dal
ti

Va-

cui era penetralo nel veder-

ca no,

con l'intervento consueto del sa-

di

frequente

suo latoi venerabili
e

fra-

gro collegio, e degli arcivescovi e vescovi

telli,

suo gaudio

corona, per aver con
sollecitudini

presenti

in

Roma

per

la

definizione

essi

comuni

le

fatiche e le

dell'ImmacoluloConcepimenlo della Beata Vergine, pronunziò l'allocuzione Sin,' gulari quadam perfusi laetitia exultamus in Domino, colla (piale, dopo aver
tutti

nel pascere l'universa! gregge del Siguore, nel

difendere

i

diritti della religione

cattolica e Dell'aggiungerle nuovi seguaci.

Profittare dell'occasione per rivolger
la

ringraziato della loro solleci-

tudine Dell'accorrere alla cattedra di Pietro, diresse loro sante e affettuose
ie,

citarli a'ioro

paro-

relative agli errori e alle circoslan-

non per ammonirli o eclo zelo da cui sono infiammati in propagar la gioria del eli via nome, ma allinchè neonloro
parola,

doveri, sapendo

TEA
fiatati dalla

TEA
vi-

7~
sotto ^li auspi-

voce stessa di s. Pietro, che

celeste soccorso,
cii

massime

vene'successoii, riprendessero quasinuo-

e per l'intercessione della B. Vergine,

va lena a cercar
le loro affidale,

la

salute delle pecorel-

ed a sostenere con coraggio e fortezza la causa della Chiesa ne* tempi aspri checorrono. Dichiarò, che per ragionar loro con frullo, avea implorato lume e l'aiuto della ss. Vergine dalla il

cui esenzione dalla macchia della colpa originale avea definito alla loro giùla

bilante presenza, la quale siccome dislrusse tulle l'eresie, svelli

pure dalle radici
la civile

il

perniciosissimo errore del razionalismo,

che cotanto tormenta
Chiesa.
alle

società

eia

Chiesa salutata sede di sapienza, per la quale essi eransi ridonati intorno a lui

Augurò

ai

vescovi, nel ritorno
di felicità

proprie sedi, ogni cumulo

concordemente gli studi e le cure per ampliarne le glorie. Osservatido pm mostri d'orrore e l'empia genia de'miscredenti che vanno menando stian line d'unire
i

e salute, invocò loro da Dio

sempre più

lo

spirito di saggezza e d'intelletto, allineile

potessero preservare

le

loro pecorelle dal-

le nascoste insidie, le quali

da ogni parte

ne pel

momlo
come

cattolico, l'indicò all'epi-

scopato perchè adoperasse sueforze a dehellarli,
i

membri

delle società se-

implorò toro l'assistenza deila ss. Vergine immacolata fino dall'ori gine, e per ultimo alzando le mani al ciel'assediano;
lo,

che vorrebbero sterminato ogni culto di religione. Consolandosi di quelli ne'quali si destano sensi d'ammirazione
grete,

coll'intimo del cuore, all'episcopato e

al

suo g'egge compartì

1'

apostolica be-

Dedizione. Terminatasi dal
locuzione,
il

Papa

I

ai-

perla religione cattolica, deplorò fra' reg> gitori delle cose pubbliche coloro che
spacciandosi difensori della religione. pre-

cardinal de Donald arcivesi

scovo di Lione,

alzò dal suo stallo e a

nome

di tutto

I'

episcopato diresse a Sua

tendono

di

regolarne

la

disciplinagli

fi

ani-

Santità queste parole: » Reabssimo Padie. Permetta Vostra Santità che io la
ringrazi della onorevole e munifica ospitalità,

m ischi arsi
gouo
la

nelle cose sagre e d'itnpor loro
teli-

dominio. Disapprovò que'dolti che
ragione

umana
follia a

in

gran pregio,
altro er-

che
del

si

è degnata concedere a' vel

sino con aperta

pareggiarla alla
I'

scovi accorsi a deporre a'Vostri piedi

o-

religione stessa. Inveì contro

iure pernicioso

che preoccupa alcune
di tutti coloro

menti,
uoli

le

quali pensano doversi sperar he-

profondo loro rispetto e della loro divozione. Ardisco dire, che di questo segno di benevolenza essi erano me-

maggio

ne della salute eterna

che

li te voli

per l'assoluta loro ubbidienza

ai-

sono nella vera chiesa

di Cristo, inenni uno

le

tre devesì tener per fede
sai vni
si

che

può

Vostre decisioni. Sì, o Padre Santo, noi nella Vostra autorità veneriamo auI

fuori della chiesa apostolica rosa lvezza, sebbene que'

torità

medesima

ili

Gesù

Cristo, e nelle

mana, unica arcadi
che ignorano
dillicile
i

Vostre parole ascoltiamola parola della
vita eterna; e dinanzi a'Vostri decreti diretti a

la

vera religione non sono

colpevoli dinanzi agli occhi del Signore;
poi essendo
il

poter determinare

fronte,come innanzi all'oracolo

tutto l'orbe cattolico, chiniamo la di Colui,

limiti di tale ignoranza.

Lodando

il

zelo

del clero cattolico, e lo giovi
il

quanto all'episcopa-

suo aiuto nel

comb

itlere gli e-

che ha promesso d'essere mai sempre colla sua Chiesa. La nostra riconoscenza si manifesterà nelle preghiere, che faremo
per
la

nunciati errori, rimarcò che iu alcuni Inoghi non
l'esige
il

Vostra

felicità,

per

la

prosperila

si

comporta

in

ogni cosa

ministero

di Cristo.

come Terminò il
le

delle Vostre fatiche apostoliche, e perla
tranquillità de' Vostri Stali.
iole
tu
le
il

A queste pa-

Papa con dire
te! li

essere queste

cose che
fra-

Pontefice rispose con quella prou-

avea giudicato significare a' venerabili

che

lo

circondavano, confortato uè!

eloquenza, che iu lui suole di frequenammirarsi da chi l'udisce, mostrando

7G

TEA
tali

TEA
sentimenti del-

(piantogli erano grati
l'

episcopato cattolico.
i

n.

e

53

e dalla

Si apprende da' Giornale di Roma del 855, Civiltà cattolica t. f), p. 172,217,

mera di commercio, ed il municipio d'Ancona colla camera di commercio 1000
scudi.
Il

del

1

senato e consiglio di
alla

Roma,

fa-

cendo vieppiù plauso

solenne procla-

che l'atto solenne con
siglio
il

cui per divino con-

di lède

dogma L'Immacolata Concezione di MaPapa Pio IX
definì qual

mata definizione, decretò la somma di scudiGooo.onde concorrere alla spesa per
l'erezione della colonna.
gri palazzi apostolici

Per questa

i

sa-

ria, ispirò alla

medesima Santità Sua

il

ielice

concetto che ne fosse eternata

la

dierono scudi 2000; e due offerte provenienti dagli Stati Uniti

memoria in Roma con un pubblico e durevole monumento. Divisò quindi di fare erigere come trofeo al nome e all'effigie della

ascesero a

1

70

scudi.

Il

sagro

colle-

gio in ulteriore dimostrazione di pietà e
di giubilo religioso, pel

monumento

con-

Vergine Immacolata, dirim-

tribuì scudi

4°o°- Al nobile

e religioso

petto e di fronte al collegio

Urbano dì

oggetto successivamente olfrirono, mg.'

propaganda
la piazza

fide e nella piazza di Spa£//<7. precisa mente nel mezzo della via tra

Cullen arcivescovodiDublinoscudi 5o;

il

capitolo dell'arcibasilica Lateranensescu-

Mignanelli e

il

palazzo dell'ani-

lisciatore di Spagna, senza recare perciò nessun aggravio
all'

dÌ22o;u 11 prelato del la cor tè pontificia scudi i4 2 > u,li colletta fatta nellostabilimen>

erario,

una

gi-

to di

propaganda

fide, senili
1

1

55; Cate-

gantesca colonna marmorea, poggiata
su

rina Rotix scudi 3.
to e Felice

2;

i

fratelli

Benedet-

d'un

piedistallo, ove

sarà scolpita
la

Guglielmi

di Civitavecchia,
scegliersi fra'più

analoga iscrizione, che ricorderà
cilica

pa-

3 blocchi

in

marmo

da

sua vittoria a tutte
il

le

generazioni
ti-

avvenire, ed
tolo

nome

di

Pio IX che di

splendido alla Vergine meritò di

esserne vindice e assertore.

La colonna
in
ss.

avrà nella sommità una statua
rappresentante
la

bronzo
Vergi-

Sagra di loro proprietà; il conte Luigi Giusso di Napoli scudi 3 00, secondo il pubblicato dal n.° f)i del Giornale di Roma del 18 55, col quale cronologicamente sono andato rebelli e adatti nell'Isola

figura della
la

gistrando
capitolo e

i

divoti e generosi oblatori.
il

Il

ne Immacolata, cui farà

colonna sga-

collegio de' beneficiati dels.

bello a quel piede invitto che schiacciò il capo del serpente infernale. Il capitolo ^ aticano conosciuto appena questo di-

la patriarcale basilica di

Maria Mag-

giore, con
re
all'

200

scudi vollero contribui-

visamento, volle spontaneamente concorrere in parte a questo lavoro
tale offrendo
1

scudi offrì
le

monumenofferta

innalzamento della colonna; e 5 un anonimo. Qui termino offerte, per esservi giunta la slampa.
designata per

000 scudi. Tale

per

La colonna
lieta e

nobile desti-

mezzo d'apposita deputazione capitolare,
presieduta dal cardinal Mattei arciprete
e sotto-decano del sagro collegio, nella sera de'3
telice,
il
1

nazione, che mutata sua sorte sorgerà

maestosa portando come
di

in trion-

fo la

Madre
la

Dio Immacolata, giaceva
fu ue'pri-

dicembre
quale
gli

fu rassegnata al
il

Pon-

presso

Curia Innocenziana,e

manifestò

suo pars.

mi
cui

giorni del seguente gennaio trasferi-

ticolare gradimento. Poscia la

congre-

ta per esservi lavorala vicino al

luogo in

gazione di propaganda fide, desiderosa anch'essa di contribuire direttamente alle spese

dovrà essere innalzata,

cioè fu

depo-

sta nella piazza

Miguanelli che preude

necessarie per perpetuare l'atto

nome
sta

dalla parte principale del palazzo

dogmatica definizione, offri al Papa scudi 2000. Per quanto dissi a Tardella

della nobile famiglia di tal

nome. Di que-

colonna

di

marmo
di

cipollino o cari-

quinia, per lo stesso oggetto

il

comune

di

slio, alla

palmi 50 e

diametro 6 e mez^
p.

Civitavecchia

offrì

scudi

5oo,e2 Jo

lu cu-

zo, parlai uè' voi.

XIV,

3

1

4>

XIX,

p.

TEA
4
i

TE
Dia1

A
la
1'

77
Giustizia, per
filetto

e altrove,

misura

elio riferirono!

tua in cima esprimente

ri di IUiiiiil del

1778
Il

ne'n.

3/|0 e 3/)2,

osservarne e considerarne

che

e ripetè Cancellieri.

Corsi,
e

Delle pietre
1

antiche, ediz. 3/,p.

97

Zi

,

soltanto la

chiama grandissima
ta nel vicino

di cipollino e trova-

avrebbe fatto; e s'ideò una macchina per innalzarla, la quale si mostrava nella casa d' Andrea Diasi scalpellino sulla

giardino della Missione. PriCancellieri
la

piazza della Consolazione:

I'

architet-

ma
la

di lui

il

descrisse nel-

to

sitila

Lettera sulla Colonna rf'Antonino, e Colonna giacente nel cortile del-

romano Vincenzo Brenna presentò a prospelli in acquarello del tiPio VI
i

ro degli argani impiegati per l'esitazione, e ricevè

la Curia Innocenziana,
si

Roma 1821,

e

un donativo.

Ma non

rinscen-

legge pure ntSX Effemeridi di febbraio
1
.

d

di soddisfazione l'esperimento del pro-

18?.

Egli

dunque

co'

Diari di lioma,
la

getto, e prevalendo l'idea di restituire al

da

me

riscontrati, con

prove

dice sco-

Campo Marzo
cui
si

il

suo antico Obelisco, di

perta nel 1777 ne' fondamenti d'una casa o fàbbrica delle summenlovate benedettine di
za

trovarono altre cospicue parti, re-

stò la colonna ove nel

giugno era stala
di det-

Campo Marzo
(e
il

verso

la

piaz-

con due argani portala, nel cortile
to palazzo. In seguilo
si

omonima

per ampliare

donata loro da l'io VI monastero, sebbene il n.

fecero altri pio-

geni per elevare alcuna parte
il

la

colossale colonna in

286
ta

del Diarioij'j'} l'avesse
all' ai

anche detal

di

Roma. A Gregorio

XVI
un
una

proprietà spettante
ss.

ciconfratcr-

conte Clemente Lovatti presentò
nel costruire

nila della

Annunziata, e incontro
la
ss.

progetto da eseguirsi a tulle sue spese.

palazzo di Firenze),
l'invocazione della

cui chiesa è sotto

Questo consisteva:

i.°

Concezione, cocue
la

cavallerizza copertagli cui

manca Roma,
de'drago-

già notai; facendo Cancellieri

descri-

col quartiere per la cavalleria
ni,

zione di sua estrazione da'foudamenti con
1

incontro
far

al

Triclinio

Lateranense,

1

argani e 16 persone per ciascuno, fe-

onde
della

simmetria

in linea all' edifìcio

licemente eseguita dal
Mi d'anni

romano

Alberti-

Scala Santa: a.° nel fabbricare due
officine e abitazioni
la

22, ingegnere della rev. fabbri-

borghi con

d'un solo

ca di
tista

s.

Pietro, colla direzione di Gio. Bat-

piano sotto

parrocchia di
cioè

s.

Croce

in

Visconti commissario dell'antichità.

Gerusalemme,
laterali dalla
le

due

ale di fabbricati

Noterò eh' erasi cominciala ad estrarle a'14 maggio 778 con 8 argani, e si so1

catena dello stradone di ta-

chiesa, ed

un

3.° dalla parte di detto

spese questa grande operazione per

la rot-

Tricliniojdovendosi obbligare ne'due pri-

tura d'un trave maestro. A' 21 maggio
si

mi

a poi larvisi tutti

i

facocchi e ferra-

effettuò l'estrazione, ed a vederla da

a'?.

5

si

recò Pio

cocchi di

Roma

(tranne alcuni pochi pe
e nel 3.°i verni-

VI
ti.

un coretto

eretto nel pori

bisogni del
ciali,

momento),
liberare

tone del monastero, regalando

lavoran-

onde

la cittì»

dal

rumore e

Vi

fu

il

progetto di elevarla sul pie-

dal puzzo, con discrete pigioni da stabilirsi
:

distallo della colonna d'

Antonino
il

nella

3.° dalia piazza

che ne risultava l'im-

piazza di

Monte
I'

Citorio, ove

Pio VI in
piedistallo

pello alla facciata principale dell'arcibasilica

vece eresse

Obelisco, ed

trasferito nel giardino Vaticano, Grego-

la

colonna

Lateranense, di erigere nel centro in discorso, e con sopravi la
s.

rio

XVI decorosamente lo trasporlo nel giardino della Pigna, il the descrissi nel

statua in bronzo di

Gregorio

I

Magno.

Cosi

si

sarebbe reso

piìi

decoroso l'ingres-

voi. L, p. 288. In detto progetto si proponeva di fare un modello della colonna di cipollino, con cerchi e tele dell'
i

so della frequentata

Porta s. Giovanni.

Inoltre fu progettato a Gregorio

XVI,

d'innalzar

la

colonna e colla medesima

stessa altezza

e grossezza, con

una

sla-

statua, sulla piazza della Chiesa de' ss.

4

TE A 78 Andrea.e Gregorio /de'camaldolesi, da
Iiii

TEA
una figura alala pnrtan«lo un ramo d'olivo simbolo della Pace, Neppure ninno de'narrali progetti essendosi effettuati, la colonna continuava a
elio sovliene
i! suo desìinon poteva attendersi; poiché secondo alcuni pare cheglianlichi romani non mai la ponessero in opera, non essendo stata del tutto fusata e polita. Questo monumento affidato alle cine e all'impegno del savio mg.' Giu-

bo

abbellita,
I.

perchè

nel

monastero abitò
a p. 3 17, l'avv.
il

s.

Gregorio
del

Nel l.iZ<\e\V Album di Uni

ma

novembre 846

Carlo Borgnana pubblicò con elogio
progetto di Paolo Belloni.
il

giacere inonorataaspeltando
no, che migliore

Ivi

si

dice,

che
ca-

giovine artista,

commiserando

lo stalo

della superbissima colonna di
ristio, del tutto

marmo

integra e

mai posta ino-

pera dagli antichi, poiché l'imoscapo de-

ve ancora portarsi a perfezione e polimento, giacente negletta e abbandonata
nell'oscurità presso la Curia Innocenzia-

seppe Milesi Pironi Ferretti, ministro del

commercio,
sarà
fedeli,

belle arti, lavori pubblici,ec,

na; pel pregio de!
le,

marmoe
diametro

per

la

sua ino-

dunque
dinanzi

elevalo colle oblazioni de'
l'istituto

comechè

nel
di

e nell'altezza

mirabile di pro-

supera quelle

egual specie di

che formano il pronao del tonìno e Faustina, concepì l'idea
vendicare
al

marmo, Tempio d'Aridi risì

paganda
i*e

fide, che ha l'ufficio di custodi-

e spargere
i

dovunque

a benefizio dels'io-

l'umanità

decoro e alle

arti

prezioso
di erila

forma
lati

di

dogmi cattolici. L'opera due basamenti, di figura

olla-

avanzo della romana antichità, e
gerla nella vasta piazza e innanzi

gona, l'uno soprapposto all'altro. Ne'
opposti deh." e inferiore, aggettano
si

fac-

data maggiore
nense,
i.
a

della patriarcale Latera-

altrettanti piedistalli su'quali
in posizione

elevano,

chiesa della città e del

mondo

sedente,

le

statue

marmoree

(come augurio d'un più felice avvenne per l'area, come avvenne all' Obelisco / àticano, che vide poi costruire gli adiacenli peristili]), quale colonna onoraria e

de' Patriarchi e Profeti, che parlarono
in

modo

speciale della
Isaia,

Beala Vergine
Ezechiele e Da-

Maria, cioè Mosè,
vide.

L' encomialo prelato, zelatore de'

monumento
concesse dal

di

gratitudine

alle grazie

pontificii desideri], allogò col l'ordine deila
ri

Papa Pio IX a 'suoi sudditi, Questa dovea comporsi d'un piantalo o zoccolo ottagono con 4 gradinate, come
vede nel disegnoinciso che accompagna V Albani stesso. Sopra del zoccolo riposa
si

sorte queste statue a' valenti sculto-

Salvatore ReveUi, Carlo Chelli, Igna-

zio

Jacometti e

Adamo

Tadolini.
si

Nealter-

gli altri

4
i

lati

dell'ottagono, che

nano co'preeedenli, sono
sorilievo

scolpiti in bas-

un basamento prolungalo nelle faccie minori, dando luogo a 4 figure sedenti, ed
esprimenti
la

simboli della

Madre

di

Dio.

Nel 2. basamento, similmente
ettagona,
i

di figura

Fede,

la

Fortezza,

la

Cari-

4

lati

maggiori contengono in
la

Prudenza. Sorge nel centro del ba« samenlo un tamburo che nel suo dado
tàe
la

bronzo
e le

gli

stemmi del sommo Pontefice
che ricordano
solenne

iscrizioni

circolare ha scolpilo in bassorilievo iiPontefice

definizione del

Pio IX
la

colla

sua corte
la

in atto d'in-

gaio. Gli altri
alle statue già

dogma da esso promul4 lati minori fanno fondo
nominate. Posa su questo ed all'altezza di palmi ar-

viare

concordia e

pace alle provili-

eie del

suo stalo

col decreto d'amnistia.

1" basamento,

Queslo tamburo viene coronalo nella sua
estremità da aquile soslenule dagli encarpi di abbondanza. Finalmente sopra

imo

scaglione circolare riposa un plinto
si

chitettonici romani 3j (metri 8: 2.5), la gr;m colonna di marino caristio dettocipollino, del diametro di palmi romani 6:6 (metri 45), e dell'altezza con ba1
:

e sopia di questo

posa

la

colonna con

se e capitello di
11

palmi 64 (metrii4: 2 7)al terzo, sarà decorato.

suo capitello, su del quale havvi un glo-

suo fusto fino

TEA
il'iin

TEA
ili

79

elegante ornamento
I» la

bronzo, die

nopoli

ili

ri

to greco,

senza togliere
cie,

vi>la della

sua SU per fi-

vo di Sirace di

llnrmuz arcivescorito armeno, Burgent ve-

collegherà
Il

parie infima colla su-

scovo

di

Montreal, e
la

Brown véscovo

di

prema.

capitello,

d'un vago composto,
colle
ili

Newport. Durante

processione ven-

alliule alla

Vergine Madre di Dio,

sigle iniziali, co' gigli segni

purità, e

ne cantato l'inno Ave Marìs Stella. Giunta la processione al luogo, o v e dev'essere innalzata
le lece,
la

coll'olivo
pilcllo,

simbolo di pace. Su questo camediante un rotondo piedistallo, allo palmi la (metri 1:67), sorgono gli Evangelisti, che emblemi figurati de' reggono il mondo, su cui si eleva con gloriosa corona di stelle *>La Vergine santa
\

colonna,

il

cardina-

secondo

le

sagre ceremonie del

ridiale, la solenne benedizione della pri-

ma
ino.

pietra consistente in

Una

cassetta di

un masso di mar» piombo contenente

alcune monete pontifìcie in oro, argenlo e

immacolata
r.iare
la
il

e

pura"

in atto di

ringra-

rame

coniate nel corrente anno, fu
il

cielo del

gran dogma definito, per

posta nel foro scavato entro

masso be-

nuova

gloria aggiunta al suo

nome,

e

indetto, e con essa un tubo egualmente
di

d'unploi aie pace alla terra.
della slatua,dell'allezza di

La scultura

piombo, che racchiudeva
che ricorda

scritta in per-

palmi i8(metri
bronzo

gamena
/e,

l'epigrafe riportala dal

Giorna-

4), è slata allogata all'esimio scultore prof,

l'atto dal cardinale eseguidi

Ginseppe Obici, e sarà
in

gittata in

to

con autorità

Pio IX: Primum laute

Homa.

Il

disegno dell'intera composicattolici, variala inolcolorati, è slato idea-

zione,

veramente

tre di scelti

marmi

lo dal prof. Luigi

commend.

Polelti, vi-

auspicalem lapidem riteponeretinjundamentis Columnae Piae Deiparae sine labe Conpeptae dicatae. L'epigrafe fu r sottoscritta sulla faccia del luogo da mg.
1

ce presidente e cattedratico di archilei-

Bernabò, da mg. JNlilesieda persone addette al suo ministero.
Il

tura teorica dell'accademia di
architetto direttore del
glioso

s.

Luca, e

foro della pietra

nuovo

e

mera vi-

angolare venne chiuso con una lapide, su
cui era incisa l'alita epigrafe, sirnilmente

Tempio

(/

.)

di

Ostiense. Esso professore
rniulolto in modello
fico
si

si

Paolo o basilica avendo anche decoroso e magnis.
il

pubblicala dadetloperiodico, quasi del-

lo stesso

tenore dell'altra,

e

monumento, non solamente

Papa

luto

il

nome

della colonna

,

dove è ripeCalunnine

compiacquedi approvarlo, ma

diebia-"

rò l'egregio architetto direttore di tutta
l'opera, della quale vidi già lavorarne
i

Piae, ebe tanto bene le si addice, per l'icordale il nome del Papa che l'innalza e
il

pio scopo. Finita

ia

sagra funzione,

af-

fondamenti.

La

descrìzionedell'idealodi-

la

quale

in

luoghi appositamente disposti
il

segno

si

legge nel n.°lo5 del
deli 855, ove pure
1

Giornale di
riporta,

assistevano molte distinte persone,

car-

Roma

si

che

dinal Fransoni fece ritorno processionai-

domenica 6 maggio 855
pietra di questo

fu gettata lai.'
Il

mente al collegio Urbano, sempre accompagliato dagli alunni, ebe cantarono l'inJ irginum. Tutte le fineche sorgono sulla piazza di Spagna, erano ornate di damaschi, a segno di esultanza e per far decoro al sagrò rito, e gran moltitudine di popolo ac-

monumento.

cardinal

Fransoni prefetto generale della congregazione di propaganda, assunti
pontificali nel vicino collegio
la
gli abiti

no

Gloriosa

sire delle case,

Urbano del-

medesima, ne usa processionalmente,
seguiti da

preeedulo da'giovani alunni del collegio

Greco e dell'Urbano,

mg. bar-

1

corse

nabò
ne; e

segretario della stessa congrega/io-

ad assistervi. La dogmatica definizione
Concepimento
di

dell

Imma-

accompagnalo dai
Sidney,
JMissii

prelati CullenarBl'CÌvesCO-

colato

Maria Vergine,
feste e

ci vescovo di

Dublino, Potding

fu celebrata

con grandi

dimostra-

lo

di

arcivescovo d'Ire-

zioui di universale

entusiasmo religioso,

-

«So

TEA
il

TEA
i

esaltando eziandio
essa

Papa per aver con

pienamente soddisfano voti connini, ed aggiunto allaChiesa un nuovo splendore e trionfo. giornali cattolici, lascialiI

vorosc paiole a lode di Maria e poscia compartì l'apostolica benedizione, di cui
,

era stalo facoltizzalo. Alla solenne eere-

elo pei- uri

momento
si

la politica,

quasi in-

te le
ri

monia intervennero informa solenne tutautorità civili e militari, supenoi

teiamente
ed
in

occuparono

nella
fatti

pubblicanelle città

degli ordini religiosi,

i

parrochi della

zione de' festeggiamenti
altri luoghi, e

città

ede'sobborghi. La sagra funzione ebcol canto del

persino nelle campagne,

be termine
franco
e

Te Deum,
p.

in-

onore della ss. Vergine, con islancio spontaneo, meraviglioso e concorde. Di
questo vasto campo, dopo
to
il

terrolto al versetto Salvimi facec. da \\n

animatodiscorsodel

Ciuci dot-

tanto e de-

lo gesuita.
il

In questa solenne circostanza

corosa mente scritto sul subì ime a rgomen-

capitolo desti nò 5 doti ad altrettante po-

da valorose penne, mi resta appena

la

vere zitelle,

ma
il

di specchiata condotta

,

spigolatura. Questa

dunque
il

raccoglierò,

tratte a sorte dal cardinal vescovo. In Ac-

sfiorando principalmente

Giornale di
di gloria,

quapendenle,
recossi in

cui vescovo

mg.

Pellei
e-

Roma
go
re

e la Civiltà cattolica* e l'aggiun-

Roma

per tanta solennità, fu

all'intessula trionfai

corona

sposta alla pubblica venerazione l'imma-

a cui col

mio abbietto dire intesi formaun ossequioso lemnisco, per corrispoual

gine della B. Vergine già coronata dal capitolo Vaticano, e innanzi ad essa durarite tutta la notte del 7

dere
la

plauso universale e in tributo
alla

al-

dicembre cantarocapitolo della cnte con va-

Madre,

Sposa, alla Figlia di Dio.

no

le lodi di

Maria

il

La
ia

cattolicità

impaziente

di solennizzare

tediale,

pomposamente ornata
il

definizione dogmatica,

non aspettò

di

rie epigrafi sulla facciala,

clero regola -

conoscere l'effettuazione del proclamato
decreto: lo slancio generale de'popolipre-

re e secolare, e le diverse confraternite
Il giorno 8 fuvvi messa solenne con musica a piena orchestra, a cui ossisterono in forma pubblica la mngistra-

della città.

cedè e accompagno l'oracolo pronunzia-

Vaticano dal sommo Pontefice. In Smigaglia, fortunata patria del Papa, la celebrazione delle feste per l'Immacolato in
ta

tura, e

le

autorità

civili

e militari; e do-

I'

evangeio fu recitata l'orazione pa-

Concezione, incominciò dalla vigilia

della sua solennità,

con

I'

inaugurazione

dei busto

marmoreo

dell'augusto concit-

tadino Pio IX, per cura del capitolo scoipito maeslrevolmente dal valente sculto-

ie bolognese Gav.Baruzzi. Con questo

mo-

numento

i

canonici della cattedrale han-

ebbe termine co'seconIn Veroli minori osservanti nella chiesa di s. Marti no, dopo un novenario solenne, e il canto de'primi vesperi con iscelta musica, solennizzarono 1' 8 dicembre la festa con molta pompa e messa solenne; e nella senegirica.
festa

La

di vesperi e

il

Te Deum.

i

no voluto tramandare a' posteri la memoria del grande avvenimento della dogmatica definizione, come lo dimostra la latina epigrafe collocata sotto
il

ra portaronoiu processione la statua del-

Immacolata per la città, coll'intervento de'3 capitoli, del numeroso seuiila ss.

busto. In
nella
fu

nario, del magistrato e di 3 sodalizi.
la nella

ogni giorno dall'8

al

i4 dicembre

cattedrale ornala con gran
"vari distinti

pompa,

da

to

Giù nun doted eloquente discorso dal p. Lombardi,
cattedrale, vi fu recitato
la

oratori predicata la parola di

e ritornata

processione nella chiesa dei

Dio, alla presenza sempre di straordmaria moltitudine. A'
1

francescani,

si

chiuse
la

la

funzione colle

li-

5

il

vescovo cardinal

tanie in musica e
liquia della

benedizione colla reIn Napoli seguì

Lucciardi,che sollecitò il ritorno da Roma nella propria sede, pontificò la messa
soleune,

Madonna.

P8

dicembre

colla solita

dopo

la

quale disse acconcie e fer-

ligiosae militare sul

pompa la festa recampo d'istruzione,

TEA
in

TEA
il

8^

onore della

ss.

Vergine Immacolata,
tutto

divina proteggitricedell'esercilo e dell'ar-

ne sebbene non conoscesse il pronunziato oracolo supremo della chiesa cattolica,
colla sua
voti,

mata, non
le

meno che di

regno del-

magnificenza non espresse che
l'entusial'ciìe

due Sicilie. Vi si condusse il monarca Ferdinando 11 eia reale famiglia, assistendo alla messa pontificata dal coppellano maggiore. Nel bel mezzo della funzione, col Telegrafò ebbe il re la notizia della definizione quasi contemporaneamente
pronunziata
in

ma gli espresse con ardore e
di

smo

un dogma, la cui definizione non diveniva che un'augusta sansua
a

zione data all'antica credenza de' padri suoi. Le chiese non furono sufficienti a

contenere
ligiose

Roma,

e

subitamente

fe-

il popolo accorso, avido di reemozioni e desideroso di udire la

steggiala d'ordine del piissimo re con

una

parola di Dio. Dire in qual tempio fu più

salva novella di tutte l'artiglierie, inoltre

grande
si

la folla,

dove

le

stabilendo die alla pubblicazione solen-

lermi, lo zelo più ardente, sarebbe

ceremonie più soqua-

ne della bolla si facesse una salva di io i colpi di cannone da un furie delle reali
piazze di guerra. Non è poi possibile con pocbe parole descrivere la grandiosa festa celebrata in Napoli a'3o dicembre in onore dell'Immacolata Concezione, la cui immagine o statua che venerasi nella chiesa del

impossibile.

I

fiori, gli arbusti, gl'incen-

si, le

fiammelle colorate, l'oro, l'argento, damaschi, velluti, sagri canti, accenti di
si

sagra eloquenza

mescolarono

in

un'ab1'

bagliante riunione, sia per colpir

ani-

mo d'ammirazione, sia
sguardo

per confondere lo

Gesù vecchio

fu portata insolenla città

in un oceano di luce. Alla sera l'illuminazione fu delle più sorprenden-

Dissima processione per

pompolumi-

ti;dovunque fuochi e
se e

razzi,
le

dovunquecap-

samente ornata, con archi
la definizione, tra
il

trionfali,

narie, bandiere, fiori, epigrafi celebranti

suono

di tutte le

cam-

pane, e
stelli.

le salve reali d'artiglierie
il

de'4 cai

portedellecariccamente ornate. Tutte le torri, le facciate delle chiese parevano altrettanti incendi. Sopra d'un vasto edifizio brillan-

pelleimprovvisateentro

Lungo sarebbe
le
i

ricordare

perso-

temente illuminato stava
questa parola
tri
si

scritto a lette-

naggi e
na,

diverse corporazioni che v'in-

re di straordinaria dimensione, Credo.

E

tervennero,
gli

canonici della metropolitai

abbati mitrati,

vescovi e

il
il

cardi-

usò per significare: Aldiscutono o dubitano; ma Lione cre-

nal Riarmarci vescovo. Seguivano

vene-

de, crede all'infallibilità della chiesa cattolica, alla divina assistenza de'suoi
tefici;
si

ralo simulacro
ti

il re ed reali principi, tutcon torcie accese, oltre il loro cortegi

Pon-

per cui senza muovere un dubbio,
alle di lei deci-

gio. Al ritorno in chiesa

il

cardinale

in-

sottomette con giubilo

tuonò
scì

il

Te Deum,
ss.

e fu poi data la befesta riu-

sioni:hacreduto,crede e crederà mai sempre.

nedizione del

Sagramento. La

Ben

a

ragione Lione

si

gloria,

come

magnifica e splendida, tenera e com-

toccai di sopra, d'essere stata lai. "ad o-

movente, degna del religiosissimo Ferdinando 11. Inoltre nel giorno 8 dicembre, in espeltaliva del bramato decreto ponConcezione straordinarie festività in Madrid; ed in \ ienna fu pure doppiamente solenne nella certezza che simultaneamente
tificio,si
ss.
,

norare ne' tempi antichi pubblicamente d'un culto speciale il mistero della Concezione Immacolata della

Madre

di

Dio.

celebrarono a onore della

L'anniversario di sua festa è quello pure dell'inaugurazione della statua di
ria
s.

Ma-

che veglia

sulla città dall'alto della

collina, ov'è innalzata l'arca di sue spela città di

proclaraavasi dalla bocca apostolica, a cui spella, per dogma ciò che finora fu pia cre-

ranze. Quindi
gli

Lione

si

unì a-

omaggi

solenni che la chiesa cattoli-

denza. Tale immortale giorno
VOL. LXXI1I.

in

Francia

ca rese a Colei, nelle cui
cia

mani G

la

Fran-

fu celebralo con grande entusiasmo. Lio-

ha affidata

la

sua sorte. Pare che Lio-

Sa

TEA
le
il

T EA
sere innalzate. Nella cattedrale fu collo-

ne nutrisse il progetto u" innalzare alla ss. Vergine Immacolata una statua sulla montagna di s. Bai ha. Marsiglia poi, la città ove si trattano tanti affari numerosi e
importanti, ove
si

cala la statua della

ss.

Vergine,

alla

qua-

vescovo e

il

clero sospesero

un cuo-

re di

bronzo, qual Tabella votiva, con

agitano interessi

cos'i
il

quest'epigrafe: B. Virgini Inimaculatae,

vari e molteplici, ove più clie altrove

Georgius Chalandon episcopus Belli'
censisce suamque dioecesim vovet et con» sacrai 8 decembris i854 Finirò l'8 di-

tempo ha ungran
te

pregio;

spontaneamenin

trasformò

l'8

dicembre
le

giorno di soi

lennissima fesla,abbaudoiiando

suoi fonla

cembre con Chambery

capitale di Savoia,

dachi di commercio,

fabbriche,

bor-

sa^
cere

tribunali,

i

teatii

in quel giorno che

Marsiglia non ebbe un pensiero, un pia-

che nella generale illuminazione che fecero le chiese, la comunità, le case particolari, dal casolare del

bisognoso

al

pa-

comune a

tutti, la festa di

Maria.

Eb-

lazzo del più dovizioso

,

gareggiarono e

be principio

la festa

colla processione in

cui fu portata in trionfo per le vie la sta-

tua della B. Vergine de
ta sulla soglia del

la

tempio di

Garde; giuns. Martino,

dierono un incantevole aspetto, che niuuo ricordava d'aver veduto così splendido. Con una profusione di ghirlande infiammale, di trasparenti , di emblemi,
fo di

tutto

il

popolo per

irresistibile

commozio-

ne
cro

elettrica, rivolti al
gli

venerando simulale

Chambery celebrò a gara grande trionMaria. Dopo il memorabile 8 dicemil

occhi e distese

sue braccia, in

bre,

Roma

nella sua antica e

grande

di-

un medesimo punto

gridò:

Maria conce-

vozione all'Immacolata Concezione,conti-

pita senza peccato pregate per noi. Nella sera vi fu splendida e generale illuminazione.
I

nuòa
si

festeggiare l'immortale

to della sua

avvenimendogmatica definizione, e cpiadi divota e-

marsigliesi s'ispirarono perciò

in ogni chiesa e oratorio vi fu edifican-

a tutte

le fonti

per

comporre l'inno
la

di

queave-

te

emulazione nel dar segni

sta festa eccezionale, l'inno di gloria pel

sultanza. Altrettanto fecero le patriarcali
basiliche, le basiliche minori,
te
,

cielo e di speranza per re un'idea delle

terra.

Ad

le

collegia-

luminarie
di vetri

di Marsiglia,

vendè 8o,òoo Vincenzo de Paoli distribuì a'poveri 20,000 lampioni coll'immagine della B. Vergine. Gli o-

un solo fabbricante
bicchierini; e
la

società di

s.

comunità religiose. Dal giorno in cui il Papa dalla cattedra del Vaticano pronunziò l'oracolo sì aspettato, romale
i

ni

furono successivamente
in

invitali a ral-

legrarsi del

Maria Immacolata, fondati dal ver scovo mg. Mazenod, potentemente conblati di

gine

gran privilegio della ss. Verqualche chiesa tutta messa a festa

con quella sagra

pompa
la

d'arredi, di lu-

tribuirono a rendere così grandiosa
sta.

la fe-

mi, di musiche, e di ogni foggia d'apparato religioso, in cui
la capitale

Per (ìnirla con Francia, quanto agli 8 dicembre, la città arcivescovile di Bourges die un grande esempio, e con vero entusiasmo celebrò
la la festa.

pietà e l'arte del-

del

no che

del

mondo cattolico non memondo artistico primeggiano

Ed

in

Belley

sovranamente.

E

siccome non
le

vi

è cit-

popolazione non mostrò minor slancio
al

ed entusiasmo; prostrata nella sua fede
suolo,

spontaneamente chinò la fronte al solonomedeirimmacolataConcezione.il r vescovo di Belley mg. Calandoli nella sua
i

pompe religiosesicelebrino con tanto decoro, buon gusto e magnificenza quanto in Roma, cotà nel

cristianesimo in cui

non

vi

fu per

avventura occasioue in
più che in questa

cui
la

Roma facesse
mostra
le

bel-

pastorale pel giubileo avea eccitato

suoi

di

quanto possa

l'arte ispira-

diocesani ad innalzare in ogni parrocchia
siatue all'Immacolata Concezione, e più
di

trice della divozione,

laonde rammente-

più cospicue dimostrazioni festive

200

a della epoca erano pronle per es-

cronologicamente. Pei òdi preferenza par-

TEA
lem prima della coronazione dell'antichissima s. Immagine della Madonna descritta di sopra,
s.

T E A
vanti nel giorno in che

83
venne prona ul

diesi venera nella basilica di
in

Lorenzo

Damaso,

nella bellissima e

decorosa cappella
della
li

dell' nrciconf'ratcrnita

ss. Concezione Immacolata di nobiromani. Siccome nelle politiche vicen-

de che funestarono il declinare del secolo passato molte ss. Immagini soggiacquero a oltraggi callo spoglio de'loro ornamenti
preziosi,

dogmatico decreto, nella loro chic Maria d'Araceli, riccamente addobbata e illuminata da mille ceri, inco minciarono a festeggiare un tanto avvenimento con una processione, nella quale venne portata in trionfo la bella statua della Vergine Immacolata. IN'e'3 segato
il

sa di

s.

guenti giorni furono pontificali i vesperi e la messa solenne con musica esegui-

una

fu questa

ad essere dilapi-

data di sue ricchezze e derubata pure della corona d'oro, onde un divoto gelosa-

da valenti maestii; ne'primi due gioril panegirico due religiosi, r nel 3.°mg. Filippi vescovodell'Aquila e
ta

ni recitarono

mente custodi Immagine e poi
rinnovò
la

nella sua abitazione la
la

s.

minore riformato.

In ogni sera del triduo
ss.

ridonò

al

pubblieocolil

fu data la benedizione col

Sagraruenfu can-

to restituendola al sodalizio,

quale

le

toda 3 cardinali. Nell'ultima sera
tato
il

corona, ma di metallo dorato, e

TeDeum, col l'in ter vento della maromana,
la quale efìicacemenperchè splendida e maestoI

ripose nel suo altare. In occasione della

gistratura

solenne definizione dell'Immacolato

Con-

te adoprossi,

cepimento

della B. Vergine,

un

pio be-

sa fosse la

grande solennità.
la

minori con-

nefattore fece eseguire una ricca e ben la-

ventuali nella loro chiesa de'ss. XII Apostoli,

vorata corona d'oro, e
fraternita

l'offri

all'arcicons.

ornata con tutta

magnificenza,

onde ne
il

fregiasse la

Immail

gine. Pertanto

sodalizio invitò
la

capi-

tolo Vaticano a rinnovare

coronazioil

dopo aver compita la già ricordata novena come negli anni passati, a' i 3 dicembre incominciarono acelebrare un solencezione, da loro

ne, ed esso deputò ad eseguirla

canos.

nico mg.' Lorenzo Lucidi assessore del
oflìzio.

A

tale effetto las.

Immagine

fu col-

ne triduo in onore dell'Immacolata Consempre propugnata, ornando e illuminando sfarzosamente con
il

locata nell'altare maggiore della basilica

istraordinaria quantità di cera

vasto

ove

si

venera, e con grande
la

pompa

reli-

tempio, oltre
la facciala e

le

splendide luminarie del

giosa seguì

no
ni
ss.

nuova coronazione perniail 5 dicembre, cioè 8 giordopo dacché il Papa avea coronato la
del prelato,
i

portico,

epigrafi. Ogni
tificò la
tificò
i

giorno un cardinale

con corrispondenti vi ponvi

messa, ed altro cardinale
vesperi,

pon-

Concezione della basilica Vaticana,

in-

di
ni

dopo

sagri festeggiamenti fu restituita
la

riate

sempre con iscelte e vasuperbe musiche, pronunziando ai

proprio altare. Se

solenne definizioi

vanti

vesperi un'orazione panegirica
i

uu

ne dogmatica diffuse in tutti fedeli sentimenti di grande esultanza, nulla di più. naturale, che maggiormente ne giubilasse l'ordine francescano,
i

religioso dell'ordine. Ne'giorni

7,

1

8ei<)

dicembre ebbe luogo

uri

solenne triduo

nella chiesa di S.Francesca a Ripa de'mi-

cui

membri

nei

nori riformati, e nella chiesa di

s.

Maria

tempi delle scolastiche controversie furono di questo mistero più zelanti e intrei

sopra Minerva de'domenicani, con messa
pontificale e orazione panegirica in ono-

non solo colla voce e con dotte opere, ma anco eonuna speciale dipidi difensori,

re dell'Immacolata Concezione, [riformati

invitarono 3 arcivescovi
e

a pontificar la
la

vozione pratica.

Onde

tanto l'ordine dei

messa,
col
ss.

3 cardinali a dar
il

benedizione

minori osservanti, quanto quello de'ininori conventuali, con istraordinaria solennità lo festeggiarono.
I

Sagi amento;

tuttocooiscelta

mula

sica gratuita
piìi

da cantanti appartenenti

uiiuoii osser-

parte oila cappella pontificia; dissero

84
le lodi di

TEA
Maria 3
s.

TEA
Ed
se-

religiosi riformali.

rononelle loro chiese
tica definizione.
I

di

Roma

la

dogmas.

nitro triduo solenne celebrarono nell'altra chiesa di
rali

primi nella chiesa di

Pietro Molitorio, con
I

Antonio con messa pontificata da
gi
te, coll'ìn ter vento

mg/

Li-

illuminazioni di gioia.

domenicani

in

Russi arcivescovo d'Iconio e vicegerendel cardinal de

tale lieta

congiuntura temporaneamente
la

Aprirono
ro chiesa,

dopo alcuni anni la lobenché non ancora finita di rei

.'volta

lho patriarca di Lisbona, di
la

tutti gli

Carvaad-

detti alla legazione di Portogallo, e del-

staurare con gusto di gotica magnificenza, che in breve descrivo all'articolo
pio.
1

Tem-

congregazione nazionale: nelle ore pomeridiane fu cantato il solenne TeDeum.
I

cappuccini celebrarono poi anch'esloro festa nella cbiesa della
,

secondi nella loro chiesa di

s.

Maria

di

si la

cezione con solenne triduo

Conornando il
ss.

Monserrato, con messa egualmente solenne pontificala da mg/ Garcia Cuesta arcivescovo di Compostella, e con
dell'inno
il

tempio cou tutta la pompa, e illuminandolo con gran quantità di ceri disposti con eleganza, specialmeute intorno alla Vergiuelmmacolata.Lemesse furono con muda un arcivescovo, e nella sera fu compartila da un cardinale la benedizione col ss. Sagramento. Nella notte s' illuminò la torre campanaria cou
sica pontificate

canto
il

Ambrosiano
la

nella sera,

dopo

quale

il

cardinal Bonnel-y-Orbe arcive-

scovo di Toledo die

benedizione col

ss.

Sagramento.
basilica di
s.

Il

capitolo della patriarcale
a'
1

Maria Maggiore
ss.

8, gior-

no sagro

alla

memoria dell'Espettazione
Vergine, con istraordila

del Parto della

grandi

faci,

e illuminate del pari furono

naria festa celebrò
tica,

definizione

dogmàla so-

le case circostanti,

armoniosi concerti al-

pontificando
il

i

primi vesperi e

lietando

la

popolazione. Nel mentre che

lenne messa
speri

cardinal Altieri, invitato
i

tutte le chiese di

Roma

echeggiavano del

dal cardinal Patrizi arciprete,

secondi vedi

di Diaria, e che a lei si tributavano onori, mg.' de Rauscher arci\escovo di Vienna non si potè tratteness.

Nome

monsignor Reisach arcivescovo
e Frisinga, coli' assistenza di
Il

Monaco

26

cardinali.

capitolo fece decorosamente
la basilica.

re di espandere
sa teutonica di

la
s.

sua divozione nella chie-

illuminare tulla
tutino e
le

Tranne d matcoro papale,
si

Maria dell'Anima

sulla

ore cantate

al

comunità tedesca, facendo egli medesimo la predica della 3/ domenica dell'Avvento,

fecero le auguste ceremonie nella sontuosa cappella Liorghesiana,

con musica
tale

a

due

ove con eloquenza parlò del gran mi-

cori

grave

e

armonica. 11 principeRorghese

stero dell' Immacola taConcezione, restan-

fece ornare

magnificamente

sua cap-

done commossi gli uditori. Nella medesima chiesa continuarono a predicare per alcune consecutive domeniche vescovi di r Germania, e peli. mg. de Ketteler ve« scovo di Magouza. Ne'giorni i3,i4e i5
i

quanlumi vagamentedisposti; e per sua disposizione venne collocata sulla porta
pella e illuminare con istraordinaria
tità di

esterna della cappella la seguente epigrafe del dotto gesuita p.

Marchi. Mariae
labe con-

nella chiesa di

s.

Luigi de'francesi fu cer

Dominae Nostrae - Quam sine

lebratosolenne triduo, inciascunode'quali

l'eloquente mg.

Dupanloup vescovo

di

Orleans ragionò sui grandi privilegi e la materna tenerezza verso di noi della B. Vergine. Compartirono la benedizione
col

ccptam-Pie hactenus credidimus-Posthar ex decreto Pii IX Pont. Max-Fide caiholìca credemus-Gens Burghesia gratulabunda - xri kal. Jan. in Aede suorum-Sollemnia.Neì giorno precedente la

vescovi di Parigi,
3.°

Sagramento summentovali arciReims e Lione e nel giorno dopo l'inno Ambrosiano. Anss.
i ,
i

congregazione primaria, madre e cadi tutte le

po

congregazioni sagre alla

ss.

Vergine, esistente nel collegio romano,diinoslrò la sua esultanza con festa speciale.

che

portoghesi e

gli

spaguuoli festeggia*

TEA
messa della comunione, la quale fu oltre ogni credere numerosa, il carCelebrò
la la

TEA
chiesa di
s.

85
Aquiro, compar-

Maria

in

dinal Vannicelli arcivescovo di Ferrara.

tendo un cardinale la benedizione col ss. Sagramentoogni giorno, e nel 3." un arcivescovo pontificò
di quelli dedicati
la

Nelle ore pomeridiane pronunziò
negirico
il

il

pail

messa.

Il s.

conservaVito,

p.

Nannerini gesuita, dopo

torio delle Viperesche presso

uno

cantarono le litanie, e die la benedizione col ss. Sagramento il cardinal de Donald, ascritto sin
quale con
iscelta

musica

si

all'Immacolata Conce-

zione,festeggiò

il

grande avvenimento con

solenne triduo. Similmente ciò fecero, la

dalla giovinezza a questa congregazione.

congregazione del preziosissimo Sangue
nell' altra

La

pia congregazione dell'

Concezione e di s. Ivo della na a'22 dicembre nella chiesa di 8. Carlo a' Catinai'!, ne solennizzò la definizione con maestosa pompa , vi pontificò la r messa rog. Vicegerente e recilovvi analogo discorso
il

Immacolata Curia roma-

sua chiesa di

s.

Salvatore in
s.

Campo;

la

chiesa parrocchiale di

Roc-

co con maestosissimi addobbi e grandis-

sima quantità

di candelabri, coll'imraa-

gine dell'Immacolata Vergine apposita-

mente

dipinta, col genio ispirato dal sen-

p.

Gioia gesuita;
il

assiste-

rono

alla sagra

funzione

cardinal

Macil

timento religioso, dal valente pittore cav. giovani della Gagliardi (concorrendovi
i

chi decano del sagro collegio e proletto-

6cuola di agrimensura diretta dall'ab. Antonio Marucchi, da lui aperta nel

re del sodalizio, con

mg.
i

1

prefetto,

p.

i852
,

preposito de'barnabiti,
gli

due
i

collegi de-

per

I'

agrimensura teorico-pratica

con
i

avvocati concistoriali e de'proeuralogiudici ecaSi di-

prosperi successi, presso detta chiesa);

ri,ed oltre altri personaggi,
pi cancellieri de'tribunali di

Roma.

un'immaginedella ss. Vergine appositamente impressa con relativa epigrastribuì
fe,

minimi in s.AndreadeIleFratte,celebrando il i3.° anniversario dell'apparizione della ss. Vergine Immacolata ivi avvenuta a Ratisbonne, con solenne triduo; il collegio de'parrochi, nella chiesa della

e corrispondente

limosina
il

a' poveri.

MadTrii

Nella chiesa del

Gesù

triduo solenne

dalena; l'arcicoufraternita della
nità de'pellegi
vi di
ini
s.

ss.

ebbe luogo per divozione de'gesuiti e in modo degno di loro, sempre strenui propugnatori del definito dogma, negli ultimi 3 giorni dell'anno; di che
il

nella sua chiesa;
i

ser-

Maria

in
s.

Marcello;

filippiui nel-

la chiesa di

Maria

in Vallicella, e nel-

Potiteli-

l'oratorio di

s.

Filippo col canto dell'afe

ce solendo assistere in quella chiesa nel-

maris stella^ poi con dramma sagro con
musica vocale e istrumentale; la confraMaria dell'Orto,pure con bellissima immaginecoloritadall'eucomiato
ternita dis.
cav. Gagliardi
;

l'ultimo

d'i

dell'anno

al

Te Daini

in ren-

dimento
la

di grazie a Dio, rese
il

piùcospi-

cuocollasua presenza
niani in

compimento delfelici

sagra e maestosa funzione. Gli agostis.

gli

agostiniani scalzi nella
i

Agustino (possessori

del

loro chiesa di

Gesù e Maria;
a

ministri

simulacro della B. Vergine del Parto, tenero oggetto dell' universale divozione
de'

degl'infermi tanto in s.M. Maddalena,che
nelle altre loro chiese dis.

Giovanni della

romani, e fonte inesausto
il

di

copiose

e divine grazie),

capitolo della collegia-

ta

Maria dil Martyres nella propria chiesa o Pantheon, le monache di s.
di
s.
il

Malva, e de'ss. Vincenzo e Anastasio, lìeu s. si conveniva poi che nella basilica di Maria in Trastevere, il 1. "tempio dedicato in

Roma

alla

Vergine Madre di Dio,

Silvestro iu Capite,
il

seminario

Romano,

ei.°ad essere edificato in
blico culto cristiano,

Roma

al

pubil

seminario Pio, alla loro volta celebrarono la definizione dogmatica dell'Imma-

domiuante ancora

paganesimo,

si

prendesse parte nella co-

colata Concezione.

Un triduo

solenne eb-

mune

esultanza di lutto Torbe cattolico,
lei lui-

be pur luogo per cura de'somaschi, nel-

perla dogmatica definizione del di

8G
giorno

TEA
tal fine
i

TEA
nel

macolato Concepimento. A di sua Purificazione

tificalmente nel dì seguente la messo, cou
!'

canonici e

intervento de' canonici della
s.

basilica

clero dell' antichissimo capitolo

degnaIl

di

Lorenzo

in

Damaso,
p.

e degli alunni

mente

vi

diedero principio

al triduo.

dell'

almo

collegio Capranica.
il

Nelle ore

cardioal Barberini titolare, zelando il de-

pomeridiane
girica,eoon

Impanio procuratore

coro della basilica, volle prendere parte
nella solennità a renderla più splendida
e sontuosa.
la

generale de'teatiui recitò l'orazione panefelice

pensiero dimostrò qualpiù alta manife-

E

perchè nulla mancasse
vi

al-

mente

il

dogma dell'Immacolata Concela

maestà del culto,

pontificò la messa

zione di Maria fosse

liella

domenica, e in questo giorno come nel sabatoprecedentecantòi vesperi,dando poi al popolo la benedizione col ss. Sagramenio. Nel sontuoso apparato furono ricchi oggelto di speciale ammirazione
i

stazione della sapienza di Dio, che l'eb-

be compiuto, della sapienza della Chiesa che lo ha promulgato; la sapienza di Dio
nel

compierlo ne seppe ricavare

la

mag-

gior gloria di Ma ri a; la sapienza dellaChiesa nel

tessuti in figuia, prezioso retaggio della

nobilissima famiglia Barberini,
lece ornare le pareti.

il

cui prin-

promulgarlo ne seppe ricavare il suo proprio esaltamento. Dopo il cauto
delle litanie e d'un cantico in lode della

ciped. Enrico per sentimento religioso ne
II

popolo con mateatini, co-

gnifieo fuoco d'artifizio die testimonial!-

Vergine Immacolata, intuonato dal cardinal Patrizi l'inno del ringraziamento in
alterno coro cantato

za di giubilo e di divozione.

I

da'm usici

e dal po-

mequellichecotanto propagarono ileulto dell'Immacolata Concezione e tuttora
ciò praticano colla benedizione degli sca-

polo, fu da lui datala benedizione colla
ss.

Eucaristia.

Il

grandioso tempio fu vain ricchissima

gamente addobbato

esim-

polari sagri al mistei'Ojil che narrai in prin-

metrica paratura, con una

copiosa mol-

ad applaudire pubblicamente alla dogmatica definizione, la festeggiarono
cipio,

nella loro magnifica chiesa di

s.

Andrea
si

titudine di brillantissimi lampadari, che con ammirabile ordine disposti per tutta la chiesa venivano poi a formarecomeuna

della Valle. Perciòscelsero l'otta vario della

Purificazione, in cui la B. Vergine

degnò
le

rivelarsi alla veti. Orsola fondatrice

fiammeggiante corona cascante a doppio giro per attorno al quadro, circondato da una gentilissima raggiera tutta di traspaienti
veli

dell'oblate e romite teatine,

tenendo tra
per promuo-

e di color vario leggiadra-

braccia
i

il

divin Figlio, in atto di por-

mente
il

intrecciata,

che per tutta l'ampia
si distendeva. Tutto mostrò penetrato del

gerle

detti sagri scapolari
la

volta del cappellone

vere nel cristianesimo

divozione del suo

popolo accorso

si

to ricordevole negli annali teatini così

ImuiacolatoConcepimeuto. Essendo tanmeinorando avvenimento, questo appunto vollero rappresentare sì nel gran quadro che fecero a bello studio eseguire e collocare in alto nel vasto sfondo del

sentimento di religiosa pietà
splendida pompa,
alla incantevole
al

in faccia alla

nobile apparato,

ed

luminaria che faceva

bene gustare
la

il

bello vero e sublime dei-

l'esterno culto cattolico.

Tutte

le

case al-

mag-

chiesa adiacenti e circonvicine presero
festa,

gior altare, che nell'elegante iscrizione

parte alla

posla nella grande prospettiva del tempio. Pertanto uel giorno sesto dell'otta-

stoni le finestre,

adornando di drappi e fenonché di lumi in conlieta

sonanza al maestoso prospetto della chiesa eziandio in
to.

va della Purificazione,

al

divoto triduo
fu

occasione illumina*
s.

di preparazione religiosa

dato prin-

Così solennizzò l'inclito ordine di

cipio alla festività co'solenni vesperi cantati in

musica, colla pontificale assistenvescovo, altro celebrando pou-

Gaetano, patriarca de'chierici regolari, il più grande avvenimento, che fu compiuto felicemente a'nostri giuiui e

ta d'

un

che iwpri-

TEA
me
nell'odierno pontificato

TEA
un carattere

87

prefetto della congregazione degli studi

immortale di gloria, il quale, come eloquentemente dimostrò l'oratore teatino,
volle accrescere col
lata

comunicò buona parte
ventò. Pontificò
ci
la

della studiosa gio

messa mg.' Castellac-

dogma dell'Immacotrionfo di Maria,

vescovo

di Listri,coU'assistenza dell'ar-

Concezione

il

non

cicancelliere cardinal Riario e del rettore

meno cliequello della Cliies;i, dischiudendo
e incominciando,

mg.

Campodonico,

oltre

i

collegi e pro-

secondo
ili

le

comuni

fessori dell' archiginnasio stesso,

egual-

speranze, un'era novella
niverso.

prosperila edi

mente con
gi

bellissima musica. Nel

pomep.

pace, di grazie e benedizioni all'intero uI

riggio,dopoeloqueuteorazionedel

Lui-

redentoristi animati della par-

da Treuto cappuccino, ed

il

cantodelle

ticolare divozione al mistero del loro fon-

litanie e del
nelli

Te Deum,

il

cardinal Bru-

datore

s.

alfonso che
di

dimento

propugnò, in rengrazie a Dio per la dogmatilo
s.

die la benedizione col Venerabile.

Neldìseguenlesi tenne un'accademia poetica dagli stessi studenti alla

ca definizione, celebrarono divoto triduo

presenza dei

Monteròne magnificamente ornata, ed ove fu e6posta alla pubblica venerazione una bellissima immagine dell'Immacolata, venendo ogni sera illuminata la facciata. Fra
nella loro chiesa di

Maria

in

nominati personaggi,
loggia che sovrasta
si

di altri cardinali e

di altre distinte persone. Nella sera, dalla
la

porta dell'università,

lece l'esperimento della luce elettrica,

diretto dal cav. Volpicelli professore nella
fisica

i

tanti oratorii e sodalizi

che

in

Roma

fe-

steggiarono con maggior
dalizio di
1

pompa

la festa

tificia le

in discorso, devesi ricordare quella del sos.

sperimentale e segretario della ponaccademia de' lincei, con gradevoe mirabile successo. Il concerto del i.°
di

Maria

in

Via

(di cui nel voi,

reggimento
ni pezzi

linea

pontificia eseguiva
s.

LIV.p. 1 8), a piazza l'oli, consolennetriduo. luque'giorniivi si vide un saggio delle pitture, colle quali
il

intanto sulla piazza di

Eustachio alcu-

musicali de'piò distinti maestri.

celebrato cav. Ga-

La
la

folla

immensa
s.

gliardi in seguito dipingerà tutto l'oratorio,

piazza di

di gente che riempiva Eustachio egli 8 sbocchi

con allusioni

al

mistero dell'Imma-

delle vie, rischiarata dalla luce elettrica,

colato Concepimento, e al fatto della so-

applaudì
sità.

alla festa della

romana univeri

lenne dogmatica definizione. L'oratorio di s. Francesco Saverio detto del Caravita, dopo il triduo delle quaranl'ore che annualmente celebra nel carnevale, necehbrò un altro assai sontuoso per I' Im-

Nella chiesa de'ss. Gio. e Paolo

pas-

sionisti

celebrarono di voto triduo con dignitoso apparato. Ogni mattina pontifii

carono «escovi, e nella

3.' in rito caldai-

co, indi dal titolare cardinal Corsi in ri-

macolata Concezione. L'arciconfraterniVergine del Carmine alle Tre Cauntlle,nddobbato il tempio riccamente,
ta della B.

to Ialino coli 'assistenza di diversi vescovi.

Ogni gioruo un cardinale compartì
nedizione colla
ss.

la

be-

Eucaristia, e nell'ulti-

tributò

la

sua venerazionecon solenne

tri-

mo

vi

fu

pure solenne vespero, orazione
vesperi.

duo, musiche, prediche, benedizioni compartite dai cardinali col Sanlissinio,e
tificale

panegirica, e TVZfcivmintuonato dalcar-

pon-

cimai Corsiche awea celebrato
lu tutti
i

i

nell'ultimo giorno di mg.' Yicege-

giorni vi furono eccellenti

mu-

rente. Gli studenti dell'università

romana

siche, e nelle sere
te

luminarie delle facciaI

festeggiarono
in

la

dogmatica definizione,

ecampanile della chiesa,

cattolici d'Ia-

uno a'collegi e professori della medesima. La chiesa fu adornata splendidamente, nel dì precedente alla fèsta fu cantili. hi compieta da scelli professori,e neli

lini tiira presenti in

Roma

presero parso-

te all'universale pia gioia

con triduo
e

lenne nella chiesa del Gesù, che fu addob-

bata colla maggior
di lumi.

pompa

gran copia
vesco-

la

mattina seguente

il

cardinal Brunelli

Ogni gioiuu pontificò un

88

TEA
Mane'primi due in
italia-

TEA
tritino nella chi esa di
s.

vo, e ne'pomeriggi dissero le lodi di
ria valenti oratori,

Gregorio ILlumii

natore presso

no, nel 3.° in inglese. L'arciconfraternila
del
nel suo tempio abda svariato disegno e riccamente illuminato, celebrò decorosamente un triduo, col canto degli alunni dell'ospizio apostolico di s. Michele. Ogni mattina si
ss.

Nome di Maria

bellito

Vaticano, ove monaci antoniani hanno il loro monastero. Vi furono molte messe in rito nazionale e latino, e la sera l'esposizione del ss. Sagramento, con canti e solennità del medesiil

mo

rito.

L'ultimo giorno pontificò mg.
arcivescovo di Siracee mechitaSede.

Hurmuz
rista,

cantò messa solenne,
ficata: nelle ore

e nella 3. fu ponti-

rappresentante della nazionearmela s.

pomeridiane di ciascun
col

no-cattolica presso

Dopo l'evanil

giorno, olirei panegirici, da 3 cardinali fu

gelo fece

un

di

voto sermone

in italiano

p.

data

la

benedizione
s.

Santissimo. Nella

ab. d. Arsenio Anqiaiakian de'inedesimi

chiesa di

lennizzato
il

Claudio de'borgognoni fu sodogma con triduo, ornatosi tempio colla maggior pompa: le paneil

giriche orazioni furono recitate nelle lingue francese, polacca e italiana. A cura

monaci antoniani. Egli maestrevolmente epilogando passi de' Padri nazionali analoghi alla dottrina dell'Immacolata Concezione, manifestò il gaudio della chiesa
i

ed a spese de' capitolari e de' confratelli della congregazione Illirica, nella loro
chiesa di
s.

di

armena per la sanzione falla dal Vicario Gesù Cristo. Intervennero alle sagre
alunni armeni del collegio Urpropaganda fide, e tutti gli altri nazionali che si trovano in buon numero in Roma. Nella chiesa de'ss. Andrea e Gregorio al Monte Celio, monaci camalfunzioni
gli

Girolamo

degli schiavoni fu

bano

di

celebrato
giare
il

un solenne triduo onde festegmistero dell'Immacolata Conce-

zione della

Gran Madie, definito dal supremo Gerarca della Chiesa. Il tempio era

i

dolesi eredi nella
alla B.

tenerissima divozione
s.

maestosamente ornato e splendidamente illuminato, e sul maggiore altare fu collocata una bella statua della ss. Vergine concetta senza peccato. Cantarono le solenni messeli can.° Calleholte arciprete
del capitolo; mg.'
di

Vergine del dottore e cardinal
la

Pier Damiani, resero pubbliche e solenni
grazie a Dio per

dogmatica definizio-

ne dell'Immacolato Concepimentodi Lei.
11

tempio

fu

addobbato con elegante desagre funzioni triduane fuscelta
p.

Bagdanovich vescovo
di-

coro, e splendidamente illuminato, e tutte le praticate

Europus

e

amministratore apostolico
1

di Scopia, e

scorso in

dopo l'evangelo lece un lingua illirica; e mg. Rosani

ronoaccompagnateda
tificarono
la

musica. Pon-

ve-

messa,
r

il

ab. d. Raniero

scovo d'Eritrea e vicario della basilica Vaticana. Recitarono le panegiriche orazioni,
il

Viola procuratore generale della congregazione, mg.
fix, e

Walsh

arcivescovo d Halidi Sidney un sermo-

can. Giorgi vice rettore del seminail

mg/

Polding arcivescovo

rio Pio,

p.

Gioia gesuita, ed

il

p.

Luigi
fun-

e benedettino, cui fece seguito

da Trento cappuccino. Ogni sera
ss.

la

ne

in

lingua inglese recitalo a scelto stuo-

zione fu terminata colla benedizione del

Sagramento, data da'cardinali Patrizi, Schwartzenberg protettore della congreillirica

gazione
della

e arcivescovo di Piaga, e
litolare della stes-

da me' Brown veNeAvport e benedettino. Le funzioni delle ore pomeridiane furono terminate colla trina benedizione dell'Augulo de'suoi connazionali

scovo

ili

Genga-Sermaltei
in rito

stissimo

Sagramento, impartita da'cardiAsquini e Corsi, dopo la reprofonda orazione del p.
canto del

sa chiesa. In ogni giorno fuvvi la

messa

nali Clarelli,

anche

ruteno; e tutte

le

sagre fun-

cita di dotta e d.

zioni furono

clesiastica. Gli
ti

accompagnate da musica ecarmeni cattolici dimoranessi

Francesco Maria Cirino consultore geil

nerale de'teatini, e

Te Deum,

io

Roma

solenuizzarouo anch'

un

La

facciata della chiesa rispleudè nelle 3

TEA
sere per la bella luminaria disposta secon-

T E A
e in particola!'

&j
sua Concezione
di
s.

modo

la

do l'ordine di sua architelttira,sulla porta maggiore annunziando tali solennità l'iscrizione Ialina riportata dal Giornale <li Roma, il quale pubblicò pare molle
di quelle delle altre chiese. L'arciconfra-

Immacolata, rammenterò quella
ria in
li

.Ma-

Traspontina, per ricchezza d'orna-

e splendidezza di lumi,

prendendo paralla

te nelle sere del
ti

solenne triduo gli abitan-

di

Borgo con luminarie

comune
le

e-

lernita di

giò

il

Anna de' palafrenieri festegdefinito dogma con solenne tris.

sultanza, rallegrata dal concerto musicale degli artiglieri pontificii.

Tra

chiese

duo, maestosamente ornando e splendi-

de' trinitari scalzi, dirò che celebrarono
in
s.

damente illuminandola sua
scuna serale
e

chiesa. Cia-

Grisogono un solenne triduo
il

di rin-

tndua'efunzione fu accompagnala da bella musica, e terminata colla benedizione del Santissimo. Nell'ultimo r giorno pontificò la messa mg. Giuseppe

graziamento, con preziosi addobbi
gidezza di lumi, poiché
s.

e ful-

loro fondatore

Giovanni

di

Matha

lasciò loro in pre-

ziosa eredità la dottrina
to

dell'Immacola-

Palermo vescovodi Porfirio esagrista del Papa, pure accompagnata da scella musica: nelle

ore pomeridiane recitò analo-

go panegirico

dopa
siano,

il

il p. Zieggheri domenicano, quale fu cantalo l'inno Ambro-

compartendo

la

benedizione

il

carulti-

Concepimento, da lui celebre dottore e cattedratico dell a Sorbona sostenuto nel secolo XII con pubbliche tesi contro gli oppositori; e perciò suoi figli giurarono solennemente d'esser pronti a difenderla, se fosse d' uopo, col proprio sangue
i

dinal Recanati cappuccino.

A quest
il

eziandio.

nia sagra funzione intervenne

cardinal
e pro-

A Roma fece eclatante eco
tolicismo, ed in particola!*
e le

tutto

il

cai-

Macchi decano del sagro collegio
tettoie del sodalizio.

modo

le città

Non

la

finirei più,

comuni

dello stato pontificio. Si
fu città,

se tutto dovessi ricordare quel >anto en-

dire che in esso

tusiasmo
festò in

di pietà e di fede,
il

che

si

mani-

borgo e
siasi

non vi villaggio, ove
il

nelle

può comune, chiese non

Roma
si

memorando

della de-

festeggiato

solenne decreto del-

finizione,
città colla

mantenne pennesi nell'alma medesima intensità di divozio-

l'Immacolata Concezione, nel granile av-

venimento qui da
de' pastori quella

me

pure contemplato
voce del Pastore
la

ne nell'animo de' romani, e resterà indelebile nell'amore di tutti.

e celebrato, essendo

la

Da

quel giorno
lesta,

che forma

fede de'

bealo

Roma

fu

una continua

ogni

popoli.

I

giornali delle città pontificie sosolennissi-

basilica, ogni chiesa, ogni oratorio, più o

no pieni delle relazioni delle

o meno, volle solennizzarla

maggior pompa. Soltanto per ultimo rammentecolla

me
s.

feste celebrate in

ogni città, in ogni

terra del soave

rò, che tra le chiese de'francescani

si

di-

stinse

pine

cpiella di

s.

Dorotea de'conaddobbi, Del-

dominio temporale della Sede: ne ricorderò alcune. Ben degnamente Bologna festeggiò il nuovo trion-

ventilali, nell'eleganza degli
hi sfarzo

fo della cattolica religione,
il

animandone
lo

de'lumi, nell'armonia delle
i

mu-

religioso slancio l'arcivescovo cardinal
i

siche;

sei secoli e

imperocché conventuali per ben mezzo mai sempre propaga-

Opizzoni, onde

bolognesi
s.

celebraro-

no

nella basilica di

Petronio, con tale
la

rono, difesero, illustrarono e fecero prevalere

solennità che valse ad attestare
antica credenza edivozioneal

loro

ovunque

la

loro pia sentenza su

dogma, non
al

questo consolante mistero
li

caro a 'popo-

che

in

omaggio riverente all'infallibilità
proclamò
inondo
il

degno della ss. Vergine, Madre del Redentore di tulli. Tra lechiecattolici, e sì

del Pontefice che

gran mistero.

Il

vasto tempio appena ba-

se de' carmelitani

,

ordine che peculiara .Maria

stò alla folla del

popolo esultante e com-

mente ouuiò sempre la divozione

mosso, anzi talora riboccò nella grande

go

TEA
tolica,che mise
to della

TEA
il

esterna scalea e in parte della piazza, e
fu spettacolo dolcissimo a'c'uori cattolici,

sigillo della

fede

al

dol-

cissimo mistero dell'illibatoConcepimen-

chi udendo la festa con ispontanee luminarie.

Regina del

cielo, volle

di

nuovo
sagra

Accrebbe maestà

alle

decorose sar

festeggiare Velletri,

con

ispirilo di

gre funzioni l'intervento di mg. Grassel1

esultanza.
te in

Non pagala

città delle feste fat-

ini

coni m issa rio straordinario e prò lega-

to, del

governatore

civile e militare

conte

Maria

onore della sua principale padrona ss., volle pure eseguire altro tri-

Degenleldjdel marcheseGuidotti
ni

Magna-

senatore,de'magistrali de'lribunali,de'
dell'università edell'accademie,

membri

cicali stati

maggiori delle milizie au>triail

cbe e pontifìcie; oltre
il
i

proprio capitolo,

metropolitano, parrochi ec.Egualmeu-

nella chiesa di s. Croce de' cappucmaestosamente abbellita, edivi la bella statua di Maria Immacolata mosse ognicuorea riverenza peldistintissimo pri vilegioa Maria unicamente concesso. On de ebbero luogo messe solenni, panegicini
rici,

duo

te Ravenna nella metropolitana decorosamente solennizzò l'Immacolata Conce-

benedizioni e scelte musiche. Di più

Velletri vide celebrare con bell'apparato e

zione, coll'assistenza di

mg/

Ricci delecivili

gran divozione
ss.

dall'

arciconfraternita
-

gato, alla testa delle autorità
litari, e di altre
r V stabiliva

e mi-

delle

Stimate nella sua chiesa tridua
in

corporazioni. Ferrara che

lino dal secolo
lizio della

XI

il

pio soda-

onore dell' Immaco lato Concepimento. Con musica sempre
ne funzioni sagre,
varia
si

Scala sotto l'invocazione della

cantò
vi

la

messa, e nelle ore
i

pome bene-

Concezione Immacolata, celebrò gran festa nella metropolitana messa in magnifica

ridiane

furono
ss.

panegirici, e le

pompa, ove era stato trasferito il simulacro di Maria Vergine che si venera
le

Sagramento, nell'ultimo giorno compartita dal concittadino e condizioni col

nella chiesa de'conventuali; alle solenni

Ales>andro Macioti arcivescovo di Colossi ed elemosiniere del Pafratello

mg

r

finzioni di chiesa, nella sera successero

pa. Nel giorno precedente al triduo

nella

dimostrazioni popolari di giubilo, con generali e

vaghe illuminazioni. Velletri a
tutta maestà,

spese del municipio festeggiò l'avveni-

medesima chiesa ebbe luogo un'accademia Il can. Angeloni penitenziere della cattedrale lesse un elegante e prof judo
ragionamento,al quale tennero dietro diversi poetici

mento, con

pompa
si

e vene-

razione. Dopo a ver celebrato solenne melile la festa nella cattedrale,

componimenti, tramezza
dall'

ti

da
-

associò a'

scelta

musica tratta

inno del

mae-

minori osservanti
Joro chiesa di
s.

in fare eseguire nella
tri-

stro Pacini e

da

altri.

Viterbo non con

Lorenzo magnifico
ÌN'el

tenta d'aver solennizzato con

maggior

duo, con processione del simulacro della ss.

pompa
il

la festa dell'8

Concezione.
la

i

47 ^ e

'4°*3 im-

definito

dogma

al ritorno

dicembre, celebrò da Roma del
il

perversando
di celebrar

peste, Velletri fece voto
la festa

vescovo cardinal Pianetti,

quale nella

ogni anno

dell'Imma-

messa pontificale impartì

la

benedizione

colata Concezione, con digiuno nella vigilia,

apostolica con papale facoltà.

Esultando

ed eresse nella cattedrale una sonin

Camerino per
la

la

speciale divozione alla

tuosa cappella
rea

suo onore con

marmo1

pia credenza, di venula questa

dogma,

nel-

memoria
si

dell'ottenuta liberazione; la

metropolitana con triduo solenne con-

quale

rinnovò nelle pestilenze del
'

655

e del 1837, '" cu

fi'

preservata dal tre-

fermò la sua fede, esponendo sull'altare maggiore l'antica statua di Maria di sti-

menilo flagello, cosi nel 18 54, per cui con cuore fervente di gratitudine rinnovò il
volo per
altri

mato lavoro

artistico, e

venerata con cul-

lo particolare.

Non maucarono

popolari
de-

100 anni. L'auspicatissimo

dimostrazioni di gioia, e luminàrie notturne.

giorno del novello trionfo della chiesa cut-

Anche

in Rieti fu festeggiato

il

TE
cielato

A
eli s.

TEA
chini, e nelle ore

91

dogma

nella basilica ovesi vene-

ra l'antica

immagine
r

Maria del Po-

polo, con triduo solenne e pontificale del

vescovo mg.
il

Cai-letti,

(piale recitò

reduce da Roma, un'eloquente omelia. Il

pomeridiane intuonò il Ir Deum e die la benedizione col Santissimo, dopo aver mg. Zangari vescovo di Macerata e Tolentino recitatoeloquenr

liscino discorso in lode della

ss.

Conce-

municipio
cani e

lo festeggiò nella propria capi

zione. Singolare fu la luminaria nottur-

pella del palazzo municipale;
i

domenianche
lefe-

conventuali celebrarono tridui

na della facciala del tempio. Del pari due tridui celebratomi in Jesi, nella cattedrale e

nelle loro chiese. Distinguendosi

dalle Clarisse con

pompa

ecclesiasti-

Frascati nella tenera divozione a Maria,

ca. jVou solo in

con più di magnificenza ne celebrò la sta tli sua ss. Concezione; le cui glorie
steggiarono
i

Ferentino si solennizzò il gran mistero nella novena precedente la
lesta, e

questa pure con più splendido cul-

teatini nel santuario di

Ca-

to del consueto, indi a' io

dicembre per

po Croce

a

lei

consagrato, mediante soil

concessione pontifìcia

si

cantò nella cat-

lenne triduo in cui

p. d.

Francesco Cie

tedrale e nelle chiese matrici della diocesi
la

rino teatino recitò de' sermoni panegiri-

co-morali dottamente composti,
loghi alla giuliva ricorrenza
:

ana-

le

messa della ss. Concezione; ma il zelativescovo mg.' Bernardo Tirabassi, con

nell'ultimo

felice e edificante pensiero,

avuta appro-

giorno nella comunione generale moltissimi vollero indossare
il

vata una professione di lede del
definito,

dogma
emet-

sagro scapo-

con sua pastorale

la

fece

lare dell'Immacolata, che da gran

tem-

tere dal clero, dal magistrato e dal po-

po

i

teatini

per impeciale privilegio apo-

polo

di

sua diocesi, pel quale atto

il

Papa

benedicono e dispensano. Il vescovo cardinal Cagiano de Azevedo intimilo il /'<• l)t "ni. ed. è la benedizione
stolico
col ss.

concesse benignamente l'indulgenza plenaria; professione di fede die
si

emise in

diverse chiese con generale

commozione,

Sagramento. Sui
discorsi e

colli

Tusculani

i

e l'esultante pastore poi l'umiliò a'piedi
del

cappuccini celebrarono solenne triduo

,

Pontefice in

modo
di

autentico, rice-

con sagri

messa pontificata da
di Cagliari,

vendo manifestazioni

gradita soddisfa-

mg,

1

Marongiù arcivescovo
il

zione. Asisi, città serafica,

non

volle es-

cui assistè

capitolo della cattedrale di
in

sere seconda a verun'altra in dimostrare
la

Fiascati. In

Albano tra'festeggìamenli

sua esultanza, siccome posseditrice ab
s.

onore della ss. Concezione meritano ricordo quelli fatti da'eappuccini con triduana solennità, luminarie, apparato e
discorsi panegirici. Jesi clie distinguesi per

antico del
la

velo della B. Vergine, e cul-

dell'

ordine francescano fecondissimo

"di santi e di teologi

che difesero l'Imma-

colato Concepimento, ossia questa bellis-

divozione singolare alla

ss.

Concezione,

sima

fra le

Dicendo

la

sua vigilia con istrelto digiue

dell'Imperatrice del

più belle gioie dei diadema mondo; in prepara-

no
giò

ili
il

pane

acqua,

in
I

più modi festeg-

zione alla definizione solennizzando con
istraordinaria
sta.
Il

definito

dogma.

conventuali ces.

pompa

la

sua novena e

fe-

lebrarono nella chiesa
simulaci o delia

di

Floriano con

santo entusiasmo provò e mani-

ispleudidezza solennicsimo triduo, innanzi al

festò

pure Orvieto, Poggio Muteto, Paconventuali celebraro-

ss.

Immacolata,
vi

col-

liano per opera de 'cappuccini, Monte Fia-

l'interventodi

buona parte

della valente

scone, ove pure

i

cappella musicale di Loreto, che
gui scelte musiche. Ne' primi
pontificò
i

ese-

no

il

triduo; Città di Castello e con trion-

due giorni
.Maz-

fale processione

dell'immagine

di

Maria;

vesperi e
s.

la

messa mg.

Cori, ove
tico e

i

minori osservanti esposero l'an-

zuoli vescovo di
la

Severino, nel 3.° canti)

veneralo simulacro della B. Ver-

gruu messa

il

vescovo cardinal 51 ori-

gine; Tolfa e

cou distribuzioni della ine-

yi
nagni poi
si

TEA
ss.

TEA
Concezione. AFerentino, imfece eco alla letizia di tutto
tolico,
il

doglia benedetta della
distinse

mondo

cat-

come

di onore, alla

perocché oltre particolari dimostrazioni ss. Vergine Immacolata con
triduo, nella cattedrale fece pubblica pro-

con festeggiare ne'modi più giulivi il faustissimo avvenimento nel santuario insigne della B. Vergine del Buon
Consiglio; quindi
il

municipio, a seconla gioia

fessione di questo articolo di fede, reci-

dare
nelle

lo zelo del

vescovo cardinal Amat,

tando

ma

il

la foratola die gli trasmise da Ror suo degno vescovo mg. Trucchi,

esternò nuovamente

con triduo

4

chiese parrocchiali,

accompagnae segni di ge-

indi eseguita nelle chiese principali della
diocesi: altri tridui
tuali,
i

to da

pompa conveniente
r

celebrarono
i

cappuccini, e

convendue monasteri di
i i

nerale esultanza. Bagnorea,per invito del

monache. Civitavecchia dopo festeggiamenti, a render sempre durevole la ricordanza della gloriosa definizione dogmatica, spontaneamente destinò d'erigere
con pie oblazioni
cappella ricca di
ta senza la

suo vescovo mg. Gaetano Brinciotti, celebrò con solenni riti un triduo nellacattediale, dal capitolo

magnificamente oril

nata, ed in essa con iscelta mugica, a diligenza del municipio, pontificò
te pastore;

zelan-

nella

cattedrale una
di

dopo aver benedetto

un'ele-

marmi,

dorature e

iscrizioni, intitolandola a

Maria concepi-

gante corona, con essa coronò il capo all'Immacolata Signora, rappresentata nella

macchia d'origiue.
t.

Come

Mar-

pittura dell'ara maggiore, quindi
la

comi

ni celebrò l'avvenimento, si legge nell'Ai-

partì con autorità apostolica

papale bese-

ham

di

Roma

22,
in

p.

1

3

:

Breve rag'

nedizione con indulgenza. Compiti

guaglio delle feste
stabilito
to

Narni pel dogma
D'Andrea able

condi vesperi,

la

dignità capitolare del

sull'Immacolato ConcepimenI!

priore Ianni diresse affettuosa allocuzio-

di Maria.

cardinale

ne

al

vescovo, perchè fosse promulgata

bate di Subiaco, dopo aver fatto dare

missioni in quella città e in diversi luo-

definizione, che fu letta dal canonico teologo;poscia cantato il TeDeum,
si

la bolla di

ghi della diocesi abbaziale, con felice successo e
giata di

die

la

benedizione col Santissimo. Lieti
divozione a Maria, al

comunione generale
s. si

nella collecit-

cantici e orazioni panegiriche accrebbe-

Andrea, ordinò che uella

ro in ogni parte
cui onore
si

la

tà e diocesi

festeggiasse la solenne de1

fece la

finizione, e nella
ta chiesa

/ con triduo nella detcon ecclesiastica pompa, messe

scovo. Questo prelato nel

comunione dal veduomo aprì pur

e vesperi solenni, orazioni di lode e benedizioni coll'Augustissitno Sagramento.

Molti furono segni dell'universale giubii

anco brillante accademia letteraria e filarmonica cou dotta prosa, seguita da 12 temi obbligati con argomento allusivo alle 12 mistiche stelle che coronauo la Regina dell'universo, esauriti da'professori
e alunni del seminario, oltre altre poesie
de'cittadini.

lo, colle

notturne luminarie,

i

suoni della

banda
co.
Il

e l'elevazione di globo apostati-

seminario con particolare festa onorò l'Immacolata Concezione, e tenne poi

Vi fu poi una cantata

in

mu-

sica, e l'intera
so.

filarmonica riscosse plau-

un'accademia poetica. Le feste furono terminate con solennissima processione dell'ini in agi

ne dell'Immacolata, e

l'in ter ven-

Generali e spontanee illuminazioni mostrarono la pubblica esultanza. Tutto il mese di febbraio attirò divoti bagnoi

to del clero secolare e regolare, de'sodalizi

resi

a frequentare l'esercizio del mese del-

e d'ogni classe di cittadini.

L'esultan
i

-

za religiosa dipoi la rinnovarono

fran-

ss. Concezione nell'oratorio notturno; ed altre feste ebbero luogo nella città e

la

cescani di Subiaco, con solenue triduo, elegante musica a cappella, orazione panegirica, e in più altri modi.

diocesi, le quali
la

dimostrarono, che

la so-

Chiesa ha

la

parola vitale, par destare

Genazzauo

gli spiriti e indirizzarli allo

scopo dell'alta

TEA
sua missione. Gita di Castello,

dopo aver solennizzato nella cattedrale l'Immacolato Concepimento, vide fere altrettanto
le glorie

93 accompagnamento di musica piena orchestra, e dopo il vangelo fu pubblicata
la

TEA

bolla Fneffìabilis, e l'arcivescovo indi

decorosa festa da'filippini, che ne celebra-

recitò patetica omelia, in cui dimostrò al

rono

con ragionamenti pieni

di

popolo, qual gloria avesse

la ss.

Vergine,
lei

unzione, mettendo nel cuor de'fedeli una
dolce speranza di vedere trionfante e gloriosa per
sa.

quale

letizia sentissero

i

divoti di

per

l'ottenuta dogmatica definizione, e poi

mano della ss. Vergine
città cospicua

la

Chie-

comparii

la

benedizione papale.

I

seconge-

Benevento,

non meno

di vesperi

non furono meno solenni,
il

per antichità d'origine e d'imprese, che per sincera fede e tenera divozione a Ma-

nerali le notturne illuminazioni, e

de-

legato mg.' Bella fece dispensare a'povcri

non volle preterire dal tributarle i pegni più commoventi di venerazione e amore. Jl cardinal Domenico Cara fa di
ria,

abbondanti limosine, distinguendo gl'infermi. Sassoferrato, udita con trasporto
di santa letizia la

Traetto suo arcivescovo, a destarevivain cos'i bella occasione l'antica fiamma che

fece tenero e
zie

dogmatica definizione, degno rendimento di graa Dio nella chiesa collegiata, ove ufi

Maria

stessa

avea accesa

in petto al

suo

ficiarono
ti

cappuccini/i minori osservan-

popolo,e cogli assidui favori alimentava, l'invitò a celebrare in onore del di lei im-

ed

i

silvestrini. Palestrina,

d'ordine del
in

cardinal

Amat

suo vescovo,

ogni parla basili-

macolato Concepimento solenne triduo
nella metropolitana. In questa fu portata dalla chiesa de'

rocchia celebrò divolo triduo, e

ca cattedrale si distinse con di vote e pubbliche dimostrazioni, trovando eco di
vi-

minori osservanti

in

trionfo splendidissimo l'antichissima sta-

tua di Maria delle Grazie, in mezzo all'universale

va divozione e gioia generale nel magistrato e nel popolo. Il gonfaloniere Pantanelli-Napulioni offrì nelle sue sale al

commozione

di divota tener

rezza. Messe pontificali, l'ultima celebran-

do

il

delegato apostolico mg.

Gasparoli,

un letterario accademico trattenimento, nel quale lesse
clero e al ceto distinto

benedizioni, anche papale nel pontificio nome, coni un ioni generali, lumina rie notturne, ealtre dimostrazioni di giubilo re-

dotta prosa

il

p.

Giacobi lettore del col-

legio de'dottrinari; ed un'eletta di per-

sone e di seminaristi cantarono in poetici

ebbero luogo nel triduauo festeggiamento, ch'ebbe termine con altra soligioso,

lennissima processione, nel restituire alla

delta chiesa de'francescani
al

il

simula-

cro venerato,
fecero

quale

tutti gl'intervenuti

omaggio

del proprio cereo.

Spo-

modi le glorie della gran Vergine Immacolata le poesie furone intramezzale da vari pezzi di classica musica sagra, tot ti alla B. Vergine spellanti. Osimo ebbe nella basilica di s. Giuseppe da Copertino de'minori conventuali, nobilmente ad:

leto uni anch'essa la sua voce a quella di

dobbata, un solenne triduo

di ringraziai

tanti popoli che innalzarono inni di lode
al

mento

all'

Altissimo, assistendovi

cap-

dichiarato dogma, per

il

zelo dell'ar-

civescovo

mg/

Gio. Battista Arnaldi, con

pucciuic un popoloimmenso.Nel 2. "giorno con solenne processione fu portata per
la città la s.

triduo solenne nel

duomo, che primeg-

gia tra le cattedrali dello stato papale. Ap-

colata. Nel 3.°

Immagine di Maria Immadopo un eloquente ragio-

parato colla maggior pompa, brillante di luminarie e di preziose suppellettili che
il

namento del

distinto oratore arciprete d.

capitolo

non

cessa

aumentare,
ss.
Il

fu col-

locata sull' altare principale la
fra ricchi candelabri.

Icone

Francesco Romiti, le preci e le litanie, fu cantato a voce di popolo l'inno Ambrosiano, che tenne luogo d'ogni più bella

pastore pontifi-

armoniosa musica. Anche
le fu

nella cattedrala

cò soleuuemcule

i

vespeii e la messa, eoo

solennemente festeggiata

dogma-

94

TEA
vescovo
patrolei
si

T E A
più formali prove della loro divozione a

lica definÌ7Ìone,coH'assistcnza del

cardinal Soglia Ceroni. In Albano, tenero
di

Maria,e del giubilo da cui furono compre-

divozione versola singolaredi

dopo

l'oracolo pontificio.

Ne

ricorderò

na

Mona

nizzato,

anco dal magistrato fu solencon decoroso triduo nella chiesa
ss.,
I'

alcuni, altrimenti occorrerebbe
co.

un

elen-

della

Rotonda (ove venerasi

antichis-

gran novella esultò per quella speciale divozione che le meritò il
alla

Modena

sima sua immagine sottratta dalla pietà
cattolica alla fiera persecuzione degl'iconoclasti),
il

titolo di città

di Maria. ereditata da'suoi

avi e nudrita di continuo con efficacissi-

dogma dell'Immacolata Con-

me

pratiche.

Grandi dunque furono

le

cezione.precedntodagli esercizi spirituali
fatti
zi.
Il

dimostrazioni di vivissima gioia,celebrandosi l'avvenimento dal vescovo nella cat-

eseguire dal vescovo cardinal Patri-

suo vicario generale mg.' Sanniba-

tedrale con soleune pontificale, essendo

eletto vescovo di Gubbio, celebrò la messa cantala, e il vescovo mg/ Stilaci della congregazionedel preziosissirnoSansue, con dotto e forbito dire trattò l'Immacolato Concepimento di Maria. Luminarie allusive alla festa, a quesla dieminori osservanti riforrono termine. mati di Poggio Nativo in Sabina, con tutta pompa religiosa con triduo festeggiarono la dogmatica definizione nella loro chiesa riccamente adorna. Si celebrarono messe cantate, si pronunziarono panegiriche orazioni da 3 religiosi dell'ordile,
I

posta sull'altare sotto ricco baldacchino

l'immagine del l'I in macola la. V'in ter venne il sovrano duca Francesco V, la duchessa Aldegouda,e l'infinte Maria Beatrice, eredi della
l'

divozione professata aldalle

Immacolata Concezione

auguste
esse

loro case d'Austria, di Borbone, di Baviera e d'Este, e

memori che aveano
s.

più d'una volta implorato dalla

Sede
il

fervidamente

il

decreto, palesarono

di-

voto loro giubilo a'piedi della celeste Regina. Co'sovrani e
la
i

corte v'intervenne*professori dell'uni-

ro pure
versità,
i

i

ministri,

ne; e fu chiusa la festa con accademia letteraria,
p. te

parrochi,

i

deputati delle conSi

ove dopo un lodato discorso del Antonio da Poggio Ginolfo, furono letad onore
di

fraternite, e altri molti.

cantò

il

Te

Deum,

e

si

die la benedizione col Santis-

Maria molte
i

poesie.

Con

triduo fecernaltrettanto

fi

ancescani cons.

simo, nelle ore pomeridiane successe il canto delle litanie, e nella sera splendidissime luminarie per tutta
la città.

ventuali diZagarolo nella chiesa di
ria delle

Ma-

Per

Grazie, con isfarzosa eleganza

Venezia
i

la stella

del

mare,

in

seno di cui

ornata e sfolgorante per lumi, tra innumerevoli rose e gigli venerandosi la di\otissima statua della Vergine Immacolata. Pvesero festivi
i

veneziani andarono a cercar sicurezza

e pace, e raggiunsero grandezza e gloria

3 giorni e d'univer-

sale contento le solenni
le

benedizioni col

ss.

messe e vesperi, Sacramento, le scel-

te

musiche,

le

laudi della

Madre
di

di Dio,

sempre Maria, per cui di sua Annuuziazione preselo a datar l'anno del governo loro, né più calda cura si presero nella conquista di Costantinopoli, che di recar a Veneimmortale,
è stata

dal

mese

e

giorno

inlessute da 3 religiosi conventuali.

La

zia

magistratura municipale

Malefica u-

torie,
ti

miliò lettera a'piedi del Papa, dichiaran-

simulacro della B. Vergine delle Vitintorno al quale s'aggirano da tansecoli voti e le giornaliere speranze
il
i

do

i

sentimenti

di

somma
la

esultanza e di

del popolo, incessantemente onorandola.

riconoscenza, per

solenne definizione

Laonde
la

conosciutasi daVenezia

la

dogma-

dogmatica dell'Immacolata Concezione, alla quale vanta profonda divozione. Dallo slato pontificio passando al resto
d'Italia, diversi popoli e città

tica definizione

Madre

di

che accresceva gloria alDio, ne provò santa e viva

consolazione, iudi prese divota parte alle
solennità tutte colle quali mg.' Mutti pa-

dierouo

le

TEA
(riarca volle celebrare
l,i

TEA
déci'elato. Nel-

"

9
decreto

il

(orila civili e militari, e de'parroch'uCantalpsi l'evangeio fu

si

n

penda

basilica patriarcale,

sopra uno

promulgato

il

de'più ricchi e più preziosi altari del inon-

definitivo del

sommo

Pontefice, e l'ar-

do tu esposta la s. Immagine, innanzi la quale ebbe luogo solenne triduo, colf inter vento delle sagre coi porazioni del «le-

civescovo recitò dotta ed eloquente
lia,

ome-

nella quale celebrò

flmmacolatoConin fine a

cepimento, soggiungendo
di
tli

modo

io secolare e regolare, e d'ogni ordine di
cittadini,
i

corona una commovente professione
fede, alla quale

quali col frequente e

innume-

non è
nel

a dirsi

qual fosse
vespe-

rev ole concorso conici

maiono

l'avita pie-

la

grata sensazione degli uditori. Si canil

ta, e l'universale esulta/ione pel trionfo


ri

Zìe

Deum,e

pomeriggio

i

delia Vergine Immacolato. Al magnifico

pontificalmente, e

finì la lesta col

can-

po ntificale del patriarca
l'inclito

assisterono, oltre

lo delle litanie. Nella sera nel seminario
vi fu scelta e

municipio,

i

prelati veneti, e dola

applaudita accademia podi

l'ev

angelo fu pubblicata

bolla poni

liglottain

onore

Maria, colla declama-

tificia.

Nelle ore pomeridiane, dopo
vesperi,
si
s.

so-

zione di molti componimenti in prosa e
in versi nelle lingue italiana, Ialina, gre-

lenni

fece solennissima pio-

cessione colla
la
al

Immagine, e ricondotultila

ca, tedesca

ed ebiaica, e

vi si

cantarono

suo aliare, colla recita delle
il

dagli alunni, coli'
distintissima

me
i

preci,

patriarca chiuse
le

memose-

accompagnamento di musica, due graziose canla città,

randa funzione. Seguirono
gnatamenle

luminarie e

zoncine. Intunto per

con copia di
l'il-

festeggiamenti nelle altre cinese, e
in quelle de'fiancescani

lumi e novità

di disegno,

generale fu

mi-

nori osservanti, de'riformati e de'cappuc-

bitumazione: fu un trionfo della religione, una manifestazione solenne dell'amore de'friulani verso Maria. Piacenza pure in Italia
vilà, in
si

cini,con splendidissimi e di voti tridui. Ab-

ebe
la

nel Friuli fu
la

splendidamente celebradefinizione dogmatica dell'Immaprincipale e centro della vasta

distinse con solenne

testi -

rendere grazie a Dio del segna»

colalo Concepimento, massime in Udine

sua

città

arc idiocesi, per cura dell'arcivescovo

mg/

Trevisanalo,

in

un

al

clero e al

popò-

avvenimento per tulio l'orbe caltoMilano col suo arcivescovo mg." Romilli, reduce da Roma con piena l'anima di divozione a Maria, celebrarono
lato
lieo.

lo compreso di straordinaria esultanza, per vedere a Maria-assicurato un nuovo seilo d' incomparabile gloria, e al mondo tanto tesoro tli letizia e di speranze,

nella spleudida metropolitana

la

tanto a-

spettata pi oclamazione,la cui bulla fu letta Ira le

solennità del pontificale, seguenil

Eccitati dal pastore,

gli

udinesi e

i

dio-

cesani fecero a gara
niente
in

in

rendere omaggi

do l'omelia dell'arcivescovo, quale prese a dimostrareche quel giorno era giorno di trionfo per Maria, per la Chiesa e
per la fede. Trionfo per Maria, poiché la credenza dell'Immacolato Concepimento, quasi gemma dapprima nascosta, ora
brilla nel

alla gran Vergine Immacolata, principal-

Fagagna, Cividale, Gemona, Moggio,s. Daniele eCodroipo. Udine però fu quella, che falla ragione de'luoglii
e delle circoslarize,a vetun'allia città nel-

massimo suo splendore
cinge
il

agli oc-

chi di tutti, in quella nobilissima corona

l'ossequio e nella divozione a Maria

si

è

che già

le

capo:
i

ti

ionio per la

mostrata seconda. Parala tana a festa d'una maniera
l'

la

metropoli*

Chiesa, poich'essa, ebe

suoi nemici dila

brillante, sul-

cono cada vere,
fo per la fede,
la fede,

fu

risuonar

sua voce dal-

aitar

maggiore

e sotto ricco padiglio-

l'uno all'altro polo, ed è ubbidite; Inoli-

ne

fu collocala la slalua di

Maria imma-

poiché ora nell'unità del-

colatamenie concetta. L'arcivescovo vi pontificò con l'intervento di tulle leau-

ossequiosi alla voce della Chiesa,

200

milioni di cattolici protestano con

c,fi

T E A
le

TEA
Torino ed
al

gioia di credere questo insigne privilegio
di Moria.

Piemonte. A tante publa

Dopo la messa

l'arcivescovo be-

bliche dimostrazioni fece eco
nia, la

Germa-

nedì l'immenso popolo, ed era la benedizione che Pio IX. mandava a tutti poi

Spagna,

il

Belgio e altre regioni,

in isplendidi

poli della terra.

Sul far della sera fu canbenedizione col Sanfino doli
la
4"?-

sulso opuscolaccio

modi. Nella Spagna un inavendo combattuto il
III,

tato l'inno

Ambrosiano solennemente, e
la

dogma,

i

cavalieri dell'ordine della

l'arcivescovo die
tissimo.
tolò alla
lia la

cezione o Carlo

Conavendo per voto di

Palermo che
ss.

5
s.

inti-

difendere
ss.

la

purissima Concezione della

Concezione

chiesa di

Ma-

Vergine, supplicarono fervorosamente
regina di riparare tanto scandalo e di

Nuova, edificala ne|i33q, e promulgata dall'arcivescovo Ubertino de
Martines
la
la fèsta di

la

precetto, per voloni

punire l'autore. In Salisburgo uno sparlatore del venerato dogma fu gettato mi-

1à del senato; indi nel

z^Z^

i

vide sorgere

sontuosa cappella della D. Vergine nel
di
s.

seramente dal cavallo sul piedistallo di marmo d' una statua dell' Immacolata
Concezione, dove
ossa e
l'infelice
il

tempio
la

Francesco, poi aggregata alss.

si

fracassò le
a

romana
in essa

arciconfraternita della

Con-

poco dopo mori,

fatto è narrato
1

cezione dal cardinal Alessandro Farnese,

dalla Civiltà cattolica

1.

o, serie 2.

,

p.

neh 4^2 si salmeggiava l'uffizio proprio dell' Immacolato Concepimento, laonde nel 5j5 ebbe origine l'oed
i

237. Nel Belgio pel zelo del cardinale
Sterchx. arcivescovo di

Malines,

si

di-

stinse colla sua arcidiocesi la capitale an-

monimo sodalizio: in seguito nel 162
patrona
di

1

il

p.

cora del regno, con islancio di fede e
di pietà.

Narbone gesuita proclamò proteggitrice e
Palermo, per decreto del senatori Vergine Immacolata, con voto perpetuo d'annua solennità diesi rinnova l'8 dicembre. Le quali memorie faran meglio giudicare la magnificenza della so-

Gand pure

si

associò con

pub-

blica manifestazione al glorioso avveni-

mento

dell'

ni offrirono

8 dicembre le illuminaziosorprendente spettacolo, con
:

un numero considerevole
magine
ile

di religiosi
coli'

emim-

I

blemi, frammisti a fiori e lumi,
di

Palermo festeggiò il nuovo universale culto verso la B. Vergine: per 6 giorni interi fu dunque la città conlennità, con cui

Maria

e le parole:

labe concepta,
e la cifra di

Maria siAve Maria, Alleiliin caratteri

jaj

Maria

tra-

un tempio, e poche parole non ponno bastare a dare un'idea dell'operato con entusiasmo religioso, ma ne rivertita in

sparenti brillava sopra gran quantità di
case. Sulle vie abitate dalla
si

povera gente

videro moltissime cappellette erette en-

marrà eterna
va luce, fra

nella storia la

rimembrannuoDillicile

za, in cui la fede antica rifulse di
la

tro le botteghe e le porte. A Londra la festa dell'Immacolata Concezione fu celebrata

generale

letizia.

sarebbe l'esprimere con quanta fede e
pietà sincera fu accolta in

Toscana

la so-

con gran solennità nella cappella francese. In Francia vanno specialmente ricordate Tolone per solenni teste, Lavai, Besancon, Beauue,
gnè,

lenne definizione:

le

feste celebrate in tut-

te le chiese d'ogni città, d'ogni

borgata

Le Mans, Montpellier, BiTour non, Narbona^ Rhodez dove fudi trionfo, Nitues

e d'ogni villaggio, in onore della Vergi-

rono innalzati archi
in

ed

neconcelta senza macchiarono state d'uà

modo

singolare, ed altre molte, ovunle glorie di

numero
de
la

incredibile, e da per tutto gran-

que echeggiando
che Parigi
ta
si

Maria. Anall'in-

folla

deTedeli accorsi con di vota eil

distinse,

facendo eco

sultanza a celebrare
festeggiò da' buoni

mistero.
di

Anche

in
si

leraFrancia; primafu festeggiata con tut-

molte provincie del regno

Sardegna

cattolici così fausto

pompa e divozione la definizione dogmalica nella metropolitana, e poi nelle
al clero

av veuimeuto, inclusi vamente alla capita-

parrocchie, solennità annunziate

TEA
e a' fedeli con eloquente e bellissima pastorale dell'arcivescovo mg.' Sibour.
le

TEA
lellere e delle

97
tale

mi forma
i

comples

Era

ben giusto che
cattolici pel

al

giubilo universale de'

nuovo splendore acquistato

da ITI m macola toConcepi ni ci ilo del la Madre di Dio unisse anche le sue feste l'Egitto,

ma armoniche bellezze, for non incontrarsene altro esempio nell'epoche passa te. L'ingegno del l'uomo non trovò modi abbastanza degni per tributare omaggi alla Madre di Dio. Quanto
sodi svariate
se da
alla scienza, oltre il narrato, la Civiltà cattolica nella 2." serie, t. 8, p. 629,1.9,

tenendo

il

vanto

di averle dato

un

dì sicuro rifugio nella sua fuga dallaGiu-

dea. In Alessandria

i

francescani celebra*

p.36ei58,ci diede
dell'

i

dotti,

rono un solennetriduo di ringraziamento, quale essendo accompagnato da illumina/ioni, da concerti di musicali stru-

rudili: Cernii storici intorno

completi ed e* al domina
Ila
ri-

Immacolata Concezione della
Dio, de'quali già
feci

(Ire di

menzione

menti, da copiosi spari, da fuoco
ciale,

artifi-

musica e panegirico,fece brillar l'ali

legrezza sul volto di tutti
ti.

veri creden-

L' ingegnoso

cronogramma che con

lettere di
i

numeri romani segnava l'anno
tempio di
ra. In

corrente 855, dipinto a caratteri cubitali sulla
s.

facciala del magnifico

Caterina, era del seguente tenore: Did-

ier

DeCora ConCepta Labe pi

Costantinopoli ancora fu festeggiatoli definito

ficalee pubblica processione,da

dogma, con triduo solenne, ponlimg. Ilas1

sim primate degli armeni, e dal popolo

armeno cattolico particolarmente sempre
in singolar
il

modo

divoto alla

13.

Vergine,

immacolato Concepimento fu ed è costante credenza della chiesa armena. La sapienza e le arti riconoscendosi ancui
celle e figliuole della fede edella pietà, ispi-

portandone alcun brano. Inoltre nel I. e), p. gr, rende conio con lodi di ammirazione dell'opera: De Immacidalo Deiparae conceptu eiusque dogmatica definìtione in ordine praesertim ad scholani tomisticam et Institutum FF. Praedicatorum auctorc p. m. Francisco (lande procuratore generali eiusdem ordinis ac rectore pontificii Seminarli Pii, Romaei854- Quindi osservò, che la definizione del dogma dell' Immacolata Conce/ione della Madre di Dio voglia esseie una parola di pace, ed in luogo di eccitare nuove lotte e dissensioni, come alcuni timidamente ragionando opinavano, non sia anzi per ricondurre gli animi ad
,

unità e concordia,
p. 03.

il

presente scritto del

randosi alle loro inesauste sorgenti, resero
anch'esse omaggio
al la Chiesa nell'atto

primo e splendidissimo argomento. Imperocché non appena era uscila dal Vaticano la voce del Papa Pio
n'è

Gaude

più

IXannunziatrice a'popoli credenti
sta certissima verità,

di

que-

grande della divina sua autorità, ch'è il promulgare dogmi da credersi. La scienza e le arti venerano in Maria la sede della sapienza, e la Madre di Quello ch'è la sapienza del Padre. Quindi la scienza, ed ei

che spontanei; come un cantico di pace e di letizia veniva a far plauso a nome di tutlo il suo ve-

tiandio l'eloquenza e

la

poesia con accaa gara per cela defini-

demie fecero con questa

nerando ordine domenicano. Splendidissima testimonianza, perchè nella chiesa di Dio non poteva acclamare in questa circostanza alcun ordine religioso con pari

lebrare e vieppiù immortalare

autorità a quello de'pp. predicatori,
la

i

zione dogmatica dell'Immacolato Conce-

quali non pur nobilissimi per
ca scuola che ereditarono da
so d'Aquino,
s.

teologi-

pimento di Maria. Similmente praticarono le arti della musica, quelle del disegno con medaglie, incisioni e altre sculture, e in dipinture, non che con quanto altro di architettonico e ornamentale già accennai.

Tomma-

ma

per l'opinione in che fui

rono

di essere stati

più valenti impugna*

tori di

questa verità, allorquando essa non

era ancora che una pia sentenza

non an-

La nobilissima gara
VOL
LXXIII.

della scienza,del-

cora perfettamente chiarita, laloropre7

98

TEA
spano d.
lutei

TEA
Raymundo MartinezetFerrcr,
1

senio letizia ha un non so che di singolartiienle generoso e puro da ogni terrestre elemento. Il p.ro.Gaude,anomede'venei

amnae S

\.

A

tutta l'opera segue

un volume

di appendici, nelle quali

per

abili suoi confratelli
i

,

espose

le

ragioni

intero o per

compendiosi recano moltis-

per cui

lèdei i tutti, e fra questi principal-

mente la prole del patriarca s. Domenico, vanno lieti e giulivi del giocondo avvenimento.
Il

p.

ni.

Gaude determina
il

il

suo discorso a provare che

suo ordine

per se medesimo non fu mai avverso alla pia sentenza dell'immacolato Concepi-

sime costituzioni pontificie riguardanti questo mistero e la dilatazione del culto; decreti della s. congregazione de' riti inlornoal medesimo, decreti de* sinodi provinciali, l'elenco de' vescovi che a' Papi Gregorio XVI e Pio IX supplicarono per
i
i

ottenere

la

definizione; e finalmente

la let-

mento, bensì favorevole e divoto, essendo molto maggiore il numero degli scrittori domenicani chela sostennero. Che se
dalla scuola tomistica uscirono

tera del p.
nella quale

Leonardo da Porto Maurizio,
il

servo diDio mostra con quan-

to desiderio egli all'iettasse questa defini-

non po-

zione, e

chi che

combatterono

la

singoiar prero-

sa riposta.

gativa della Vergine, e fecero credere che
l'ordine fosse più generalmente con loro,
ciò deve ascriversi all'autorità di
s.

quanto lieta speranza avesse in esIn Roma nel dicembre i854 fu pubblicata la Raccolta di prose e versi in onore dell' Immacolata Canee- ione di

Tomri-

Maria
colini
rito nel
]

1

ergine.W sacerdote Stefano Cicdi associazione inse-

maso,

il

quale tenevasi per contrario alla

con manifesto
si
:

pia sentenza;

mentre dalle sue opere

Giornale di

Roma

de'5 marzo
il

cavatisi testimonianze in favore dell'Im-

855,

è proposto di pubblicare

pe-

macolato Concepimento, e qualche oscura e dubbiosa contro di esso. E' però più probabile che
s.

riodico
in

Cronaca

delle feste celebrate

Tommaso
si

opinato avrebbe
fosse

per

la

pia sentenza, se

proposta

la

questione

in que'leruiini in cui ne'secoli

posteriori fu agitala dalle scuole.

Se
i

l'o-

pinione volgare avea per

lo

passato

do-

menicani per sfavorevoli
za, essi invece

alla pia senten-

Roma per solennizzare la definizione dommatica del Concepimento Immacolato di Diaria 1 ergine. L'autore intende di riunire quanto in Roma successe dal memorando giorno 8 dicembre 18 54 fino al momento ultimo della lesta, che chiuderà il giro delle destinate solennità.

mostrarono a che

alto se-

Dichiara ancora che sta conducendo
altro lavoro storico, ove l'ultimo pe-

gno abbiano
to nobile sia

rivolte le loro mire, e

quan-

un

la pietà che nutrono per l'Immacolata Concezione, poiché a mezzo dei loro superiori generali implorarono e ot-

riodo della definizione dell' Immacolato

Concepimento di Maria sarà ampiamente descritto. Quindi 'Album de'3 marzo
{'
1 1

tennero da Gregorio
sta di

XVI

e da Pio

IX

il

855

ci

die contezza della pubblicazione
iti

privilegio di celebrar solennemente

la fe-

incominciata

Modena a' 10

dello stesso

questo mistero e farne

commemonon pochi

mese, d'un'
li

eletta di

documenti e artico-

razione nelle litanieLaurelane, incliecon
edificante gara precedettero a
di quegli ordini stessi,
lo nel

che

si

riferiscono alla storia e alla dot-

che per fervido zepropugnar l'Immacolato Concepieransi segnalati. Di

mento maggiormente
più
la

mediante numeri e intitolalo: Il divoto della Immacolata Concezione di Maria. Florilegio di notizie
trina dell'ineffabile privilegio,
di circa
1

un periodico

2

t. g, p. 206, encomia l'opera in 6 volumi: De natura et gralia admirabilis etpurissimàe Coneeptiohis Deiparae l'irginis Mariae, elucidationes polemicae. Autore sac. hi-

Civiltà cattolici! nel

relative alla

dommatica

definizione del
aprile riporta

mistero, compilato dal dott. Luigi Maini.

Lo

stesso

Album

de' 1

\

l'articolo de! eh. p. F.
le questi

Lombardi, col quaintitolato:

dà contezza del libro

TEA
l'Immacolata. Concezione di Maria, ed i francescani conventuali, dal 1210 al
i854> Cenni vari per un sacerdote um/'/<>, Ruma 1 854- Ora io Roma si è pubblicato: Sylloge monumentorumadmY' sterium Conceptiom's Immaculatae f Deiparae illustrandum, cura et studio
.

TEA
nel
t.

99

2 i,p.

38

i

e 3c)

i

dell'

Àlbum pub

blicò te interessanti:

Reminiscenze dell 'a

dunanza solenne jdelV tecademia del'
l'Immacolata Concezione^ tenuta, a', ss. \ll (postoli li dicembre 1 854- Nella sala massima dell'edilìzio di s. Apollina\

1

Antonii Ballerini S.J. JVella faustissima occasione che radunava in Roma tanta
parte dell'episcopato cattolico,
il

re gli alunni del seminario Romano e del seminario Pio celebrarono il grande a v-

venimento, con applauditi
latini e greci, e le loro

versi italiani,

collegio
i

composizioni furo1

romano produsse

alcuni de'suoi allievi,

quali difesero in vari giorni, aJla presenza
di parecchi cardinali,nrcivescovi e vescovi,
sì italiani

valenti professori.

no alternate da una cantata eseguii. da V'intervennero gran
di cardinali, di arcivescovi e ve-

numero

come

stranieri, le dottrine filovi

scovi e altri illustri personaggi. Gli acca-

sofiche e teologiche che
rato.
Il

aveano impa-

demiciTiberinili 17 dicembre tennero so-

Ambrogio Matignon gesuita francese sostenne 3o tesi di tutta leop.
1

lenne adunanza in onore della Natività
della
ss.

logia, l'ultima dellequali era quel

dogma

adunarsi l'accademia, ed

Vergine, sotto cui auspicii suole il cardinalCagiai

che finora non si era difeso nelle scuole die come pia sentenza. Le principali accailemie letterarie fecero risuonare inRo-

no de Azevedo lesse un eloquente discorsosulIagianVergineconcepita senza mac
chia; e alle sue parole fecero plauso cuti

ma
di

le

loro sale d'inni e di cantici festivi,

poesie Ialine e italiane

gli

accademici, ve-

prose e di poesie, non che di musiche,
il

nendo
ta
tri

i

celebrando con istraordinarie solennità

concerti

componimenti frammezzati da musicali. L'adunanza fu onora*
prelati e ila al-

Concepimento Immacolatodi Maria dogma di fede. Riporta il Giornale di Houia n.° a84» cheli dicembre ebbe Ino, 1 1

da 4 cardinali, da vari
distinti personaggi.

L'accademia dei
la

Quiriti (de'quali nel voi. LV1II, p.i 5i),

go lai. 'grande accademia poliglotta nel vasto tempiode'ss. XII Apostoli, data dagli

anch'essa volle celebrale

definizione

accademici dell'Immacolata Concezioi

ne,

quali sentirono

il

dovere

di solen-

ni zza re piìi di

qualunque
il

altra corpora-

dogmatica in presenza di vari cardinali e di uno sceltissimo uditorio, con svariate poesie e cantici sagri. Egualmente nel le loro accademie emisero segni d'esultaoza
i

zione letteraria

che
ni.

si

compì

colla

grande avvenimento dogmatica definizione,
il

convittori del pontificio collegio Ciei

nienlino, pubblicando

saggi del loro in-

Ai pronunziò un eloquente discorso

p.

Giacinto Gualerni ministro generale

gegno; e gli alunni del seminario Vaticano con solenne esperimento de'loro poetici

deìninori conventuali;quindi valorosi vali

sludi, in
di

onore dell'intemerata Mavi

celebrarono

il

dogma

della Concezio-

die
li,

Dio, e

assisterono vari cardinaaltri

le in italiano, in greco,

in latino,in ebrai-

vescovi, prelati e

ragguardevoli

co, in francese, in inglese, in tedesco, in

personaggi. Gli alunni del collegio Liba-

ispagnuolo e in altre lingue.
l'

A

rendere

accademia più solenne si aggiunse un inno espressamente per siffatta circostanza musicato dal valente maestro Pacini, pieno di snavi armonie, e tutto ispirato da sentimenti di fede e di amore, e venne eseguito maestrevolmente da distinti cuitanli di Roma. Il eli. Vincenzo Pliuzivalli

no con accademia poliglotta solennemente festeggiarono non meno l'Epifania del Signore, chela dogmatica definizione.
con versi delle più distinte lingue non solo d'Europa, ma di tutto il mondo, che destò a ^n tempo ammirazione e com-

mozione

nello sceltissima uditorio, udenin tulli gì'

du celebrala

idiomi lasaulis-

ioo

TEA
Ad onore
di questo

TEA
una balaustrata che serve di guardia e difesa al monumento; gli altri 3 che rimangono chiusi formano un ripiano dal quale si solleva il monumento. Consiste il monumento in un piedistallo

sima Concezione.

mina

al di fuori

dogma

nello stalo pontificio parecchi se-

minari vescovili celebrarono accademie letterarie e poetiche, come in Corneto,

con elegante prosa del can. d. Domenico Sensi, e componimenti di vario metro, kitermediati da scelti pezzi di musico, e da un inno in lode della Vergine; in Morite Fiascone, in Anagni, in Poggio
Mirteto. In Pupatransone
si

di granito rosso

con sue cornici e

plinti ar-

chitettonicamente combinali. Le 4 grandi l'accie del piedistallo hanno ciascuna un
bassorilievo di metallo dorato. Nella
1.

tenne solen-

faccia mostratisi le profezie e la storia della

ne accademia

nella chiesa de'pp. dell'O-

Vergine Immacolata

nel vecchio

Te-

ratorio, con eloquente orazione del prof,
d. Alessandro Atti, e pubblicata nell'Ai-

slamento, che è l'epoca della sua espettazione. Nella 3.' la dottrina e
la

pia cre-

349; il quale periodico letterario pubblicò pure moltissime composizioni poetiche fatte in onore della definizione dogmatica e del Pontefice che l'ha

bum,

t.

1

r, p.

denza sempre vicina al dogma della Chiesa intorno all'Immacolato Concepimento. Nella 3. "faccia
il

Papa Pio IX defini-

sce questa dottrina essere dottrina di fe-

decretata.

Il

genio delle

arti ispirò l'im-

de cattolica; ed in ciascuna figura principale rappresentala in detti bassirilievi
vi

maginazione di diversi artisti percelebrare il dogma che dichiara immune da ogni colpa il Concepimento di Maria. Molti furono gli artisti qui in Roma, che per pura divozione valsero ad olii ire dell'arte loro tributo a Maria Vergine, nel faustissimo avvenimento della sospirata definizione della di lei Concezione Immacolata. Il commendatore Giuseppe de Fabris scultore direttore de' musei e delle
gallerie pontifìcie contasi tra'primi. Egli
si

è scritto ne'rispettivi papiri e
in

libri

che

motlo. Nella 4- faccia evvi, oltre lo slemma di Pio IX, una

tengono

mano un

grande
to.
Il

iscrizione

che ricorda l'argomen-

piedistallo cosi
il

com'è arricchito sorsu cui

regge

globo della luna, che viene rap,

presentata di metallo argentato

trionfa la figura in metallo dorato e di

tutlo rilievo dell'Immacolata Vergi ne. In-

torno
le.

al di lei
le

capo ha

la

corona

di

1

2

stel-

propose
le

di

non disgiungere

la

Nostra

Tiene

braccia e

Donna
nore

dal Pontefice Pio

IX che

tanto 0-

a preghiera in
deli, gli occhi

mani composte favore de'fedeli e non fele

accrebbe. Pertanto concepì un
erigersi

moli-

sono

rivolti al cielo, e col
il

numento da
mezzo
della

quando che

sia nel

diritto piede stritola

capo

al

serpente

Piazza Rusticucci

nella

infernale ch'è l'autore di tutte l'eresie.Dai

nea delle croci della cupola e dell'obelisco
della basilica Vaticana, alla gran

4angoli del piedistallo traggono fuori sotto
il

Madre

globo della luna

il

loro capo e

le

brac-

Maria immacolatamente concetta, in memoria del giorno 8 dicembre i854, in cui il sommo Pontefice annoverò tra' dogmi della fede cattolica quest' Immacolato Concepimento in presenza de'vescovi di tutta la chiesa cattolica. Il bozzetto del mo-

cia
si

4

eresiarchi principalissimi.

Tengoni

afferrati

rabbiosamente
vi

ai libri delle loscritti

ro eresie sui quali

sono

propri

nemi, edivorati dalla disperazione si mordono le mani e si lacerano compresi dalla sfolgorante luce che in loro riverbera dell'Immacolata Concezione. In una pa-

numento ebbe
sentato al
to

l'alto
il

onore d'essere preè alto

Papa

giorno precedente a det-

rola,

ilmonumentoabbracciain compenla

memorando avvenimento. Esso

diotutta

tradizione del vecchio Testa-

circa

9 palmi romani. Sorge su d'un pie4 scaglionijsu l'uno de'quali cani -

mento

distallo di granito grigio orientale costi-

tuito da

ha nel nuovo il suo adempimento, sino alla memo randa definizione del dogma da Pio IX
rispetto a Maria, che

TEA.
dato alla Chiesa. Meglio che queste poche
parole illustrano ed egregiamente. descrilata, tiene in

TEA
l'esimio

ioi

vono

il

monumento, ed onorano
i

una mano un foglio e nell'altra la penna per sottoscrivere il decreto del gran mistero. Mentre sta per scrivere
ta
la

e religiosissimo artista che lo concepì ed
eseguì,

sentenza,

gli si

presenta l'arcan-

seguenti due opuscoli. Descri-

gelo Gabriele, e con una

mano

gli

addi-

zione del progetto e bozzetto di un

moi

un

sole di luce che brilla di

lontano

numenta alla gran Madre Maria lm* macola a.mcnte Conce tta,in memoria lei giorno 8 dicembre 85 ^presentato alla
I
1

sopra
role:

di

il

la statuetta della Vergine colle paSine labe originali concento. QuinPapa con intera sicurezza verga il

Santità

ili

Papa Pio IXda Giuseppe

de.

foglio. Diversi pittori e incisori dipinse-

Fabrisil giovedì in eia cadde la vigilia della memorandafestività, Roma 1 854Di un monumento idealo ed eseguilo in

ro e incisero in varie mauiere
gine Immacolata. Se
volesse rintracciare
1'

la ss.

Ver-

la storia

dell'arte

origine di rappreti-

modello dall'insigne scultore sig. r conu memi. Giuseppe de Fabris direttore dei musei e delle gallerie pontifìcie, ec. per eternare la memoriti della solenne dichitirtizione dcldomma deli Immacolato Concepiménto di Maria sempre / 'ergine, reeeu temente f<it.t»t dall'immortale e glorioso Pontefice Pio 1 \ supremo rettore della Chiesti cattolica parole di Francesco Orioli, Roma 855 con 3 ra, 1

sentare l'Immacolata Concezione sul

po

scritturale d'una

Donna coronata
il

di

stelle, vestita di sole,

ossequiata dalla lurettile dell'in-

na, e premente col pie

ferno, potrebbe assai giovarsi del nuovis-

simo monumento pubblicato dall' encomiato p. Ballerini gesuita, e contenuto in una carta antica di Cremona delio jy. Il pure sullodato Piazza parla della campana di s. Maria della Porta di Messina,
fusa nel
i
1

mi incisi rappresentanti il soggetto del monumento. L'architetto ingegnere Andrea Busiri immaginò e disegnile Io scultore Roversi scolpì in metallo
la statua di getto a fuoco,
te nell'atteggiaoiento
il
il

04. In istius

campa iute super-

una picco-

rappresentan-

opere ex ipskcs aerefusum B. Vìrginis Mariae simulacrum eoelnni suspicientis, et falcatam lumini petle calcantis. Adunque l'idea di
fìcie existit anaglyptico

più nobile e

desto

la ss.

Vergine, e

sottoposto

momon-

rappresentare

il

privilegio di
al

Maria Im-

macolata appartiene

genio italiano, e
alcuni crede-

inferiore
/

do che forma la sua base ha nella parte una zona ov'è incisa l'epigrafe:
irgo
sine

non

allo

spagnuolo,

come

vano.

labe originali conceptaj e su

questa in bassorilievo

Adamo
fatai

giacente

ma

nell'Eden che riceve

il

pomo da Ela

il n.° 84 del Giornale di Rodeh 855, che il Papa Pio IX giove12 aprile appagò il suo pio desiderio dì

Riporta

va, a cui viene somministrato dall'astuto

visitare la basilica Alessandrina e le ca-

serpente, nell'atto stesso che
riparatrice del fallo
il

Vergine

tacombe che

di recente

furono scoperte

gli

schiaccia gloriosa-

fuori di Porta Pia, l'antica

Nomentana,
lenimento
dal cardis.

mente capo. Oltre la detta statua venne eseguilo il medesimo soggetto in bassorilievo gal vano-plastico,a

a circa 7 miglia dalla città, nel
di

propaganda
.),

fìtte, lasciatogli

(orma

di

quascul-

nal i'ork( I

dro contornato da decorazioni. Lo
tore Salvatore Revelli sullodato
in bassorilievo la definizione
,

eseguì

Agata in Petra Aurea, e volgarmente Coazzo. Ivi giunto colla sua nobile cimerà segreta,

denominato di

dell'Imma
il

fu ricevuto dal cardinale Marini prefetto

colato Concepimento, rappresentando

dell'economia di detta congregazione (e

che seduto pressa d proprio tavolino, sormontato (fi una
l'io

Papa

IX

Dell'atto

promotore

degli stavi, elie affidò a Gio.

Battista Guidi,

poi

decoralo dal Papa,

statuetta esprimente la N ergi uè

Iiumaeu-

pel suo ielu indefesso), dal cardinale Pa-

io2
Irizi

TEA
presidente della commissione d'ar-

TEA
in accurati disegni dell'architetto Pietro

cheologia sagra, e da'cardinali Schwart-

Uosa,

i

quali disegni saranno a suo tem-

zenberg, Carvalho e Antonelli, corneali-

po
ti,

incisi

per corredo dell'opera del com-

che da vari arcivescovi, vescovi, prelati
e distinti personaggi ecclesiastici e laici,

missario dtll'a ut idi ita coni memi. Vi scone

che ha
assai al

egli

pronta per

la

stampa e

ch'ebbero l'onore d'esservi invitati. 11 i'apa si fermò a mirare il prospetto delle scoperte catacombe e della basilica. Entralo nell'oratorio eli s. Alessandro 1 Papa del 121 e di s. Evenzio prete, n'esaminò ogni parte. Visitò l'antico presbiterio dove sorgeva la marmorea sedia episcopale, e dov'era stata collocata con due piccole altre l'epìgrafe, che
si

illustrazione di questa scoperta. Piacque

pure

Papa

il

disegno del nuovo
dall'archila

edilizio e della chiesa ideati

tetto cav.

Boldrini per ampliare

vevisi-

nerazione del luogo). Di
tare l'altro scavo fatto,

mosse a

come
il

quello della
si

basilica, sotto la direzione di Guidi, e

compiacque osservare
congregazione
di

bellissimo

mu-

legge nel detto

saico a colore, che di già offertogli dalla

commend.PietroErcole Visconti, che insieme a mg. Tizzani arcivescovo di Nisibi al p. Marchi geGiornale,
scritta dal
,

sto che sia collocalo in

propaganda, ha dispouna delle sale del
in

palazzo Vaticano (dicesi
la

quella

dopo
di

suita e al cav.

De

R.ossi

,

membri

della

stanza di Costantino, delle

camere

commissione d'archeologia sagra, ebbe in tal circostanza 1' onore d' accompagnare anch'egli il Santo Padre. Assiso il Papa su
quell'antica sedia,
vi

poiché nella sala di Costantino già era stalo collocato il musaico trovato
Il affa eie,

presso laScala santa). Portatosi quindi alla
basilica Costantiniana di S.Agnese, ricevuto dal cardinal

tenue

discorso intorno alle sagre

commovente memorie di

quel luogo, e trasse argomento per inculcare a un drappello di giovani alunni del

sa a venerare
ta

il

D'Andrea, entrò in chiess. Sacramento e la sanLateranensi
degnossi
i

martire. Indi nel contiguo chiostro de'
regolari
alla

collegioUrbauo di propaganda d'inspirarsi

canonici

in

quelle sagre rovine, onde poi essere
il Papa si condusse Teodulo diacono, ove

ammettere
bile

sua mensa, oltre

ricor-

intrepidi banditori del vangelo. Visitato

dati cardinali, e le persone della sua no-

lutto quel santuario,
nell'oratorio di
s.

con
no,

rinvenuti molli vasi di vetro già collocativi a semplice

camera segreta, vari personaggi che lui aveano visitato le catacombe, fra' quali gli arcivescovi di Vienna e di Dublii

ornamento

dagli

anti-

i

vescovi di Verona, INew-Port, e di

chi cristiani,

piacque distribuirli a'eardinali, vescovi e prelati, ed agli altri personaggi che gli faceano corona. Fatto asi

Burlington,ilgeneraleÀllouveaudiMontreal

ma,

comandante l'armata francese in Roe il generale Hoyos comandante la
in
si

prire

uno
le

de'loculi antichi intatti, e

pa-

guarnigione austriaca

recchi ancora colle ampolle del sangue, ne

pranzo ilSanlo Padre

Ancona. >;Dopo il compiacque di ritutti
i

baciò

rio

venute reliquie, elesse varie

i-

cevereal bacio del piede

giovani del

scrizioni a grafito falle sulla calce nell'at-

collegio di propaganda; e

mentre circonche avea-

to die

i

primitivi cristiani

davano sepol-

dato daìla più parte

di coloro,

tura a coloro, ch'erano morti nel bacio
del Signore, e specialmente a'martiri. li-

no avuto l'onore di sedere alla stessa di lui mensa, con la più grande compiacenza
(lieto
il

catacombe, esaminò co'disegni che saranno uniti all'illustrazione di quell'opere sagre, anche il disegno della chiesa, che si ha in pensiero d'erigere (cioè
scilo dalle

per rammentare essere quel giorno

5. "anni versano del suo trionfale ritorno

in

Romaiche descrissi all'articolo Pio IX), come amoroso padre in mezzo a'suoi figli,

osservò
lo e
i

le

tavole che rappresentano

il

si-

lialtenevasi con quegli alunni, che prò-

vari

monumenti che sono

espressi

vcmeuli da ogui parie del mondo, sono

XE A
destinati

TEA
morte, e ricevette
piviale)
la

io3
ss.

ad essere apostoli del Vangelo

benedizione del

nella patria loro, improvviiatuenlesi rup-

Sagramenlo impartita
e

(colla pisside e in
le

pe
va
e

(iti mezzo) che reggepavimento della sala, ove si stava, tutti, non meno di jo persone, preci*
il

trave maestro

da mg.' Tizzani. Indi verso
lece ritorno alla
ci

il

mezza pomeridiane

sua

i

residenza in Valicano, e
di

gode l'animo

pilarono nel piano inferiore (o antico

ti-

nello, quasi sollocati dalla polvere, da'ce-

annunciare die vi gode pei fetta salute. Vari di quelli che stavano col Santo Padre, e multi

meoti e dallo spavento, tranne il cardir Schwai tzenberg, mg/ Turani e mg. lloheulohe coppiere e cameriere segreto,
nal

romani

e forestieri, che
si

si

tro-

varono
gli

in quelle parli,

fecero dovere di

accompagnare
sciti

a casa ne'loro cocchi lutti

questi per essere vicino alla porta

vi

bal-

alunni del collegio di Propaganda, u-

zò per salvarsi,

gli altri

due

restati sulle

immuni da

tanto disastro.

Il

senato
il

sponde
re
la

de'travicelli,

poterono guadagna-

e consiglio di

Roma

riconoscendo

pro-

prossima porta e liberarsi dal comune infortunio; dal quale e per la stessa
restali sostriscia del
r

digioso beneficio della divina Provviden-

za compartito all'amatissimo Pontefice e

porta evasero pure per essere
pra una
ta
ni

to,mg- vescovo di
: i

pavimento precipiNew -Porte due a In lis.

canonici regolari Lateraneusi di
e di
s.

A-

sovrano nell'accaduto del giorno 2 corrente, ha disposto che ne sieno renduto grazie all'Immacolata ss. Concezione, mediante uu divolo triduo, che avrà luogo
i

gnese
in

Pietro in Vincoli, nella cata-

alle

1

1

antimeridiane principiando dal
ili

strofe prestarono in ogni guisa l'opera loro

giorno
sa di
s.

lunedi prossimo nella ven. chie-

aiolo

dee aduli). Il caso fu spaventevole,

grande e terribile il pericolo; ma la divina Provvidenza volle salve tante preziose vite, dappoiebè non si ebbe a deplorare vittima di sorta: solo alcuni ebbero qualche leggiera contusione, e taluno degli alunni rimase alquanto malconcio.Sua Sa u li là fu tratta fuori da Ile rovi ne del crollato pavimento sana e salva (si perde solo
il

Maria in Araceli de' minori osservanti, ove di presente sono le Quarant'ore." Riporta il n.° 85 del Giornale ili

Ro/nacUe

a'

1

4

aprile celebrandosi

la

cap-

pella del sabato in

AIbis,

nella cappella

Sistina del Vaticano, sul finir della messa pontificata dal cardinal Corsi arcive-

scovo

berrettino e

si

screpolò

il

cristallo della

di Pisa, il Santo Padre intuonò l'inno Ambrosiano in rendimento di grazie a Dio per averlo salvato dal gravissimo

tabacchiera ornata

dell' elììgie dell'

Im-

pericolo del 12, e fu cantato a coro di clero e di popolo, colla recita delle pieci sta*
bi lite.

macolata Concezione, che da lui invocata con fervore nello sprofondamento, in
principio
in
si

Inoltre

si

narra, che non appena si

disse

che voleva convertire
del pro-

ebbe

la

notizia del

gravissimo pericolo cori

suo onore quella camera e formarne
a

so dal Papa, che diversi cardinali e

suoi

una cappella

memoria perenne

ministri accorsero sollecitamente al Vati-

digio: aliri dicono,e

babilità, che piuttosto

con più positiva prosi eseguiranno noche ne

cano; e indi fecero altrettanto

il

corpo
i

di-

plomatico,
stinti

i

principi romani, e tutti
di

di-

tabili restauri alla basilica stessa

personaggi
di

Roma,
al

desiderosi ola

ha bisogno); e con
essere sui
liti

essa

anche

gli

etniuen-

gnuno

esprimere

Pontefice

com-

[issimi cardinali e gli altri personaggi.
I

E

piacenza di saperlo sano e salvo: simil-

incolumi da lauto perìcolo
attribuire che a

mente praticarono
te
il

nella mattina seguen-

non potendosi
lo,

miraco-

s.

collegio, la prelatura, la magistrae
\

d

Sommo

Pontefice tulli invitòad enlì*

tura

romana

ai ir

.dire distinte persone.
il

trare nel vicino tempio, e

intuonòa voe della

.Nelle

ore pomeridiane
la citta
111

Papa

si

fece ve-

ce alla e con grande calma l'inno di rin-

dere per

pei fella salute,
il

dopo

graziamento

al

Siguore

(.Iella \ ila

la catastrofe.

Nello stesso subata

cardi-

i

r>\
l'ali izi

TEA
vicario di

TEA
con invito sa-

nnl

Roma

Roma, che

v'intervenne formalmente col

il Papa, altamente commosso dallo scampato evidente pericolo mediante la divina Prov-

gro notificò avergli ingiunto

cardinal Roberti presidentediRoma e Co-

marca, avendo invitato a compartire
i

la

benedizione cotantissimo cardinali Carvallio, Sclnvartzenberg e Patrizi; e che

videnza e

la

manifesta protezione di

Ma-

ria ss., di prescrivere

pubbliche preghie-

nell'ultimo giorno visi portò

il

Papa

col

re in rendimento di grazie, con triduo in
tutte
le

sagro collegio, e fu cantato a coro di clero e popolo l'inno della riconoscenza, assistendovi eziandio molti arcivescovi, vescovi e prelati, ed
i

chiese patriarcali e parrocchiali di
coll'esposizione del
ss.

Roma,

to, la recita

d'una

3.

parte di

Sagra meaRosario allitanie

suddetti generali AI-

l'Immacolata Vergine, colle
retaiie, e le orazioni

Lau-

louveau e Hoyos.

I

minori osservanti, che
francescani

Concede, Defende,

come

tutti gli altri

hanno

il

Deus omnium
go
si

fidelium-,

Pro gratiarum
il

vanto d'aver in ogui tempo propugnato

actioiie, e in fine cantato

Tantum
87

erdel

dasse

la

benedizione. Nel n.°

che sì grande onore aggiunge all'Immacolata Madre di Dio,
l'altissimo mistero,

Giornale di Roma §\ racconta la visita fatPapa il 16 aprile al collegio Urbano di propaganda, per vedere giovani rimasti alquanto malconci a s. Agnese fuori le mura di Roma; ne trovò 6 ancora
ta dal
i

avendo anch'essi attribuito
lei

al possente di

patrocinio

la

salvezza dell'augusto caprincipali per*

po dellaChiesa,ede'diversi

sonaggi della gerarchia ecclesiastica, ad esternarne l'esultanza, allorché il Papa recossi in sagrestia di delta chiesa d'Araceli,
il

in letto,

essendo

gli altri
si

perfettamente
congratulò
pei*
li-

guariti, e
la

benignamente

p.

Venanzio da Celano ministro genela

progrediente guarigione; indi

visitò

rale dell'ordine, gli diresse affettuoso, ri-

na delle nuove camerate, lodando molto
l'idea d'averla ridotta a celle.

verente e acconcio discorso, esternando

Dal

colle-

comune

allegrezza nel vederlo sottratto

gio,

il

Papa passò
di

allo studio dello sculil

tore Jacometti per osservare

gruppo del

Bado
p.
1

Giuda

(di cui nel voi.

LXV1I,

06), ed il gruppo AtWEcce Homo, da lui ordinati per collocarsi nell'atrio della

Scala santa, al qual santuario ha il Papa donato una muta di candellieri colle
tabelle dell' altare di
cesellati

metallo dorato, e
n.°

Provvidenza dal caso funequanto fervida sia stala la prece di ringraziamento innalzata a quella Vergine Immacolata, che dalla sua autorità apostolica avea ricevuto un nuovo trionfo; ed il Papa con eloquenti parole dichiarò il suo gradimento. Uu Te Deuni di ringraziamento si cantò anche nella
dalla divina
sto accaduto, e

da Filippo Ghirlanda, facendescrizione
il

chiesa del collegio

Urbano, per

la salvez-

done

la

io del

t.

22

za miracolosa di tante vitelli giovani apostoli,
il

i\e\V si Untili. S\ dice

ancora ch'erasi canin
s.

cui eccidio
tutto.

avrebbe sparso

il

tato solenne
le

le Deum
le

Agnese fuori
facen-

lutto

da per
s.

A' 17 aprile, terzo

mura,

e in tutte

ricordate e altre chie-

giorno del triduo celebrato nella basilica di

se della città, alle quali

andavano

Agnese
di grazie

fuori le

mura

in rendi-

do eco

e altrettanto le città e luoghi dello

mento
tefice,
i

all'Altissimo, per aver
il

stato pontificio, tutti

prendendo parte
dell'

al-

preservato dal gravissimo pericolo

Pon-

l'avvenuto caso spaventevole e alla palese protezione divina e

Immacolata

facevano corteggio, unitamente agli alunni di propapersonaggi che
gli
il cardiual D'Andrea titolare della medesima, incolume auch'egli dalle fatali

Concezione, sperimentata dal Pontefice e
dogli altri personaggi

ganda,

rimenti incolumi.

11
il

che ne uscirono pau.° 8q del Giornale
solenne triduo cele-

di

Roma

descrive

conseguenze della caduta, vi si recò per dar compimento alla sagra ceiemonia, e
iutuouare
il

brato in Araceli dal senato e consiglio di

Te Dcum,

1

cardinali

Patn-

TE
zi

A
al disastro, as-

TEA
i

io?

e Antnnelli, che tra gli altri trovarono luro salvezza in

li

mezzo

sisterono coti altre distinte persone alla di-

vò da ogni danno il Pontefice, nel pericolo da lui corso. Inoltre le magistrature ed cleri delle città e luoghi del medesi-

vola funzione. In tale lieta occasione sulla

mo

stato papale

votarono
e

indirizzi di fe-

Riamiti porta d'ingresso al chiostro, oil

licita/ioni al

proprio Padre eSovrauo,ov-

ve avvenne

caso deplorando,
il

si

legge-

vero nominarono

anche inviarono de-

va l'iscrizione che pubblicò naie, e meglio
rie,
t.

citato

Giora

putazioni, per esprimerei sentimenti della viva esultanza da cui erano penetrati, per aver felicemente scampato l'incorso

la ( 'iviltà

cattolica, i. se-

io, p.
iu

scapita
])'

35o, e quanto prima sarà marino d'ordine del cardinal
l'avegli

infortunio, da cui restò perfettamente
leso.

il-

Andrea per ricordare a' posteri venimento memorabile, avendola
stesso composta.

A Roma

ed allo stalo pontificio fe-

cero eco

gli altri stati d'Italia e d'oltre-

In questa

si

attribui-

sce a

Dio ed
s.

al

patrocinio dell'

Immailei

colata Concezione, e dell'eroina

cri-

Agnese vergine e martire, lo scampato pericolo. Inoltre il dello Giornale riprodusse la relazione del medico e ehirurgocuranti gli alunni malcunei dal disgraziato avvenimento. Dice che 5y di essi rimasero piùo meno contusi
e
feriti in

stianesimo

monte, con atli solenni di religione, rendendo pubbliche grazie all'Altissimo, per aver salvato dal grande pericolo il comune Padre de'fedeli. Da per tutto dunque si cantò il Te Daini, né mancarono poe*
sie e iscrizioni a

celebrare l'avvenimento.

Questa catastrofe fu a un tempo argomento di

preghiera e di cantici per tutto

l'or-

be cattolico, facendo eco a Roma, poiché
tutti
i

varie parti del corpo,

ma

senza

cattolici

sono concittadini

di

Ro-

pericolo di sorta alcuna, ad eccezione di
soli \: cioè

ma, ed ogni

cattolico è

romano.
ci

Il

Gior-

un belga

pati contusione alla

nale di Roma, progressivamente

e

nomi-

regione temporale destra, e commozione
cerebrale;un irlandese fu contuso alla parte

natamente, lutto quanto
poi a'3
elei la

notificò. Di-

maggio ricorrendo l'anniversario
s.

anteriore del torace e fece degli sputi

deposizione di Papa
i

Alessandro!

Sanguigni;

uno

di

Diarbekir

soffri

contu-

e de'suoi

sione alla supei ior partedel torace con deliquii;

dulo,
ta la
lica

il

compagni ss. Evenzio e TeoPapa permise che venisse celebra-

ed altro irlandese ebbe una ferita

nell'interna parte della coscia sinistra piut-

A lessa nd rina a

messa nell'oratorio scoperto o basiZV/m Aurea, ove que-

tosto rilevante. Tutti però erano
viali alla

bene av-

gl'intrepidi confessori della fede sostenne-

guarigione; laonde una disgra-

ro

il

loro martirio,
il

commutando
hanno
gli

per que-

che poteva avere funestissime conseguenze, non ebbe mercè 1' aiuto di Dio aleuti seguito doloroso. Diversi numeri del Giornali ili Roma hanno inoltre pubblizia

st'anno

voto, che

alunni di

propaganda, della

visita delle 7 chiese, col

loro intervento alla festa nel

medesimo
s.

oratorio. Pertanto innalzatosi un altare

cato

i

solenni rendimenti di grazie a
eia ile citili

Dio

provvisorio sulla tomba di

Alessanil

celebrati

e luoghi dello stato

dro

I,

vi

celebrò

il

s.

Sagrifizio

cardi-

pontificio, pel prodigioso e felice salva-

nal Marini. Indi
altro,

mg/ Bernabò

ne celebrò

mento

del

Papa

e ih tante altre preziose

circondato dagli alunni del collegio
e del Greco, e da molte distinte

vile. In tutte le città e

luoghi dello stato

Urbano

papale si fecero debitamente dimostrazioni solenni e di vote di riconoscenza all'onnipotente Dio, da cui solo, per intercessione della Vergine Immacolata,
ripetere

si

persone accorse da Roma, fra quali l'arcivescovo Cullen, ad assistere a divini misteri

che per

la

'

1

.

volta

si

tornarono

a ce-

deve

lebrare nella basilica alessandrina.il prelato
te e

segnalato e straordinario favo-

dopo l'evangelo

rivolse

un eloquen-

re, cui quale visrbiltueute protesse e sai-

commovente breve

discorso agli u-

io6
lunni,
le

TEA
commentando
ivi

TEA
venerande paroa'
1

le

mila del Pontefice, non
ni

meno

miracolosa

pronunziate

dal

Papa

1 aprile,

fu quella degli altri, poiché

allorchè visitò quelle catacombe; eccitandoli a inspirarsi in quel sagro luogo,segua-

in

dopo 6 giordal disastro, de'tnalconci non restava letto che un alunno e in via di gua-

to dalle

orme

gloriose di tanti

mai

tiri,

ed

rigione. Gli altri alunni o erano già usciti

apprendervi quella fmtezza cristiana loro necessaria come da Dio chiamati a bauditori della fede in ogni parte del

dalla sala o retrocederono a
l'entrare. Seguì

tempo

sol-

un

silenzio mortale, e l'or-

mondo,

ribile spettacolo straziante
stali illesi di crudeli

addolorò

i

re-

onde sostenerla anche
gni sorta e
le

tra le privazioni d-G«

angosce, spaventati

persecuzioni, e perla medesi-

in
si

crederei caduti tutti morti, poiché es-

ma combattere e tvionfave.hu: Civiltà eattolica pubblicala a'5 maggio, nel
1.
1

erano sbalorditi

e impediti di parlare
la

o, p.

dalla solfocante polvere,

quale perbuosi

33y,v\aovlalaRelazìonedeldisastroaecaduto in S.Agnese il dì 11 aprile. Essa è con diligenza
pili esatta e

na ventura a poco a poco

dileguò per

dettagliala, e perciò

più interessante della pub-

blicatadal Giornale di

Roma

appena ac-

caduto il clamoroso avvenimento, «piando cioè non poteva in tolto essere informalo con precisione.

camera superiore aperta poco prima. Il terrore durò io minuti, Apertasi la porta del tinello da mg/ Tizzani,come più. pratico del luogo, essendo già stato abbate di s. Aguese de'canonici
finestra della

una

regolari Lateranensi (e nel dì seguente
al

Siccome

di

sopra

me ne

disastro

mandò
il

in

dono

alla santa la
lui

giovai, così farò di quest'altra relazione

sua pianeta di lama d'oro), da
tratto fuori

fu

sfiorando
ni.

il

più intrinseco con alcuni cenil

Mentre

Papa
le

nella

summentovala

sala, sedente sopra

trono, verso

una sedia a modo di 4 pomeridiane era circondi

dato dalla più parte

coloro che avea
al

Papa sano e salvo: già erano usciti alcuni alunni arrampicandosi sopra un pezzo del caduto trave e mg/ arcivescovo di Sidney; indi l'undopo falIrò furono estratti dalle ruine. Non si può
esprimere a parole la gioia che tutti mostrarono intorno al Papa, quando esseu-

ammessi

alla

sua mensa, ricevendo
i

ba-

do

del piede

r

io alunni del collegio Ural rettore d.

banOj insieme
doni,

Filippo

Tan-

al vice -rettore d.

Domenico

Veglia,

e al sagrestano d. Giovanni M'avarici; do*

po aver ricevuto
di detti alunni,

tale
si

ossequio da forse

80

udì uno scroscio ini-

provviso, e mentre lutti
viso atterriti, in

un

mancò
dividili

sotto
si

i

piedi,

guardarono in il pavimento e quasi più di 20 insi

do egli uscito nel giardino e seduto sopra una sedia, fu potuto vedere del tutto incolumeedi non avere riportatoche un qua Iche sfregio alle vesti. Non solo il Papa non perde mai la tranquillità di spirito e la serenila di mente, ma faceva anzi coraggio
adognuno,indirizzzandoliete parole a lutti

istante

1

quelli

che andavano a
tinello,

mano

a

mano

u-

trovarono cadati dall'altezza di

scendo dal
lo di

informandosi dello stagli

piùcheiq paimijl'un sull'aItro,in un lineilo, al buio, Ira una foltissima poi vere che loglieva il respiro, e in mezzo a rottami
e macerie de'lravicelli e calcinacci die ca-

ciascuno e provvedendo che a'malsi

conci
iuti.

somministrassero

opportuni

a-

Grandissima
Dio, alla
ss.

fu poi la gioia e vivissie benedizio*
s.

mi

gli atti di

ringraziamento

devano sopra

le

persone.

Il

Papa sdrucseguendo
il

ni a

Vergine, ed a
si

Agnese

ciolò colla sedia, pian piano

ancora, allorquando
ri co Iòsa.

vide che ninno de'
ferita
vi

cadere d'uno de'due pezzi del trave rotto,
il

malconci avea riportato

o .offesa pe-

quale sosteneva

il

pavimento. Per mila

Né quanto

era

nel tinello,

l'abile

provvidenza,

sedia

si

rovesciòsul
gli servì

Papa, senza affatto offenderlo, e

mobilia della caduta camera, uè un gran pezzo di travertino spiccatosi dalla soglia
le

quasi di tetto. Se prodigiosa fu l'incoi u-

d'una

lìueslia,

uon danneggiarono alcu-

TEA
no. Le spade che aveano a'fìanchi due generali francese e tedesco, ed marchesi
i
i

TEA
no d'assegnar per carcere
giudici,
le

107
abitazioni de'

come

asserisce

il

Piazza nel 1*

E-

Sacchetti e Serlupi,

male.

La
i

bella

non recarono verini relazione enumera tutti
il
i

quanti
i

particolari, per celebrare

ini-

merologio ili Roma a p. agi, parlando eruditamente di s. Alessandro 1 e degli altri che vado nominando), nella (piale per
la

acolo speciale della bontà di Dio;

socdi

sua fede e orazioni Dio operò molti mi-

cosi pronti
lutti

ed

efficaci, e ci

i

nomi

racoli, e col solo tocco delle

Catene (I

.)

que' personaggi e altri che alfettuo-

colle quali era legato. Perciò nel sabato

del

sameute si prestarono nelle conseguenze tremendo disastro, non che quelli di
alunni divisi per categoria se pooffesi,

santo volle essere battezzalo
tutta la sua famiglia

tulli gli

co o più

o non danneggiati. Così
e
tri-

s. Ermete con composta d'i a5opersonejquindi pel i.°s. Ermete ricevè il martirio, e dalla sorella Teodora (alla quale
1

Iddio tenne lontano dal supremo Pastoie
della Chiesa
ste per tutto

alcuni attribuiscono l'erezione della Chie-

un infortunio doloroso
il

mondo

cattolico,

ed

insie-

sa di s. Pietro in 1 incoli, e che s. Alessandro I la consagrò e vi pose* le catene di
s.

me

preservò tanti cardinali e prelati della

Pietro) fu sepolto nel Cimiterio fuori

gerarchia ecclesiastica, un numeroso stuolo di banditori del vangelo, e gli altri
ri-

di pori//

e sul quale Pelagio

spettabili personaggi. Poscia d collegio Ur-

Salaria che prese il suo nome, 11 Adriano vi fabbricarono una sontuosa basilica. Inoltre
1

bano supplicò
che
si

il

stabilisca

Papa a voler permettere perpetuamente nel medereligiosa, la

nel carcere
il

s.

Alessandro

I

convertì pure
s.

tribuno Quirino, colla
la

figlia

balbina

simo una pratica

quale ricordello

e tutta

famiglia:
i

ambedue vennero mar-

di a' presenti e a'posleri la

memoria

tirizzati,

stupendo avvenimento, e la riconosceuza dovuta a Dio e alla Vergine Immacolata, pel gran beneficio d'essere tulli rimasti

nella

ed loro corpi furono trasferiti Chiesa di s. Ballimi (/ .). Il Papa

fu decapitalo (dicesi di
il

3o anni e perciò Papa che morì più giovane, al dire di

salvi in tanta ruina.
il i

Laondeil Papa

diii

spose che
collegio
si

2 aprile d'ogni

anno

tutto

Piazza, supplendo di gran lunga all'età la prudenza, la pietà e lo zelo), co'ss. Evenzio e

conduca processionalmente a

s.

Teodulo, e
ivi

sepolti nel

podere
li

di Se-

Agnese

nel luogo della caduta; e che in det-

velina moglie del giudice che

a vea con-

to "ionio ven"a cantata

una messa a memoria del prodigio. Dopo il disastro tutche
gli

dannali, ed
se
il

essa edificò la chiesaepo-

sacerdote perla quotidiana celebra-

te le volte

alunni entrano o esco-

zione della

messa. Queslo
s.

ella

ottenne
I;

no insieme

dalla propria camerata pro-

dall'immediato successore
ventilo
il

Sisto

e di-

nunziano l'invocazione, / ergine Immacolata aiutateci, a grata ricordanza di quella benigna protezione da cui riconoscono
lo

luogo sagro

in

molta venera-

zione, fu ornato di pregiatissimi

marmi,
i

frequentato dalla pietà de'fedeli eda'pellegnili stranieri,
stiti

scampo da tanto
I

pericolo. Notedi
S.

come provano
1'

superepiteti

rò per ultimo, che nella biografìa

/-

monumenti,
si

epigrafi e

gli

lessandro

e in altri articoli ove ragio-

che

ledono, DO
'

in

uno

alle notizie deidi

D

nai di sue gesta,

come

in quelli

che ricor-

scavi, ne'n.i32,i

55,

289
t.

e

29G

del

Gior-

derò, narrai che per aver convertito alla
fede cristiana molti senatori e cittadini ro-

nale

ili

lui/uà del i854, e nella Civiltà

cattolica,

1/

serie,

9, p.

238, insieme
trovati,

mani, colla sua eloquenza e fervoroso zelo apostolico, si ecciti) contro l'odio e l'invidia de'pontefici pagani. Perciò fu posto
in prigione presso la casa di
fetto di
s,

alla descrizione de'

monumenti

Emù

fc*

pre-

denominandosi queslo cimiterio, catacombe e oratorio, anche basilica A lessa n driua. Dipoi Papa Eugenio II trasportò
1

Uumu

(sccoudo

il

costume

l'oina-

loro corpi nella già sua titolare Chicca dis.

.

io8

TEA
biografia del

TEA
Papa
tlis-

Sabina (ovée nella
si

quali sono le altre chiese diesi vanta*
di

Chiesa ili t. Maria del Popolo, alfine di rendere a Dio, ed alla lì. Vergine ili cui
era divotissirno,
zie.

no

possederne

il

corpo o parte

di esso),

le

dovute azioni

di gra-

e Sisto

V

li

ritrovò,

come

dichiarò nel-

Nel

voi.

Vili, p.i3o, descrivendole

l'iscrizione

che fece scolpire. Altre eruAlessandro

pitture della cappella Sistina, rilevai
nel giorno di Natale

che

dite notizie sulla traslazione e reliquie

de' corpi de'

ss.

I,

Evenzio e

Teodulo, ponno leggersi nelle Memorie
ili
i

suo architrave, menlre era allora passato Adriano VI per celebrarvi la solenne messa, e che

cadde

il

v.

Nonnoso
in

di Degli Effetti a p.

i

5j

e
s.

vi

rimasero

uccisi

due

soldati della guar-

58, riportando V iscrizione posta in

dia svizzera. Nello stesso

volume

a p.i 55,

Lorenzo

i3o vi furono collocale parli de'loro corpi. Noterò pure, che nelle biografie de' Papi
nel
i

Lucina quando

dicendo dell'origine della cappella papale di
s.

Filippo Neri, raccontai che Bene-

detto
volte

narrai
si

le

gravissime disgrazie cui diversoggiacquero, e qui solo ram-

XI li riconoscendo da quel santo tre la salvezza della vita, massime quan-

di

essi

do

era arcivescovo di Benevento, ove re-

mento, che Giovanni XXI morì per una ferita che sei giorni prima si fece in Viterbo,

mentre dormiva

in

una camera

da

lui

fabbricata e che repentinamente

quantunque avesse veduto morire sollo di esse e nella medesima sua camera il proprio gentiluomo; divenuto Papa ordinò
stò illeso dalle rovi ne del terremoto,

crollò, restando oppresso e quasi schiac-

per

Roma

e

suo distretto festa di precets.

ciato tra

le

travi e

i

sassi,

onde ne fu
I'

estrat-

to quella di

Filippo, e che nella chiesa
si

to semivivo.
ta

che fece

Clemente in [Jone per

nella cavalca-

ove riposa

il

suo corpo
papale.

celebrasse an-

la

sua coronazio-

un muro a lui vila tiara andò per terra: vi morirono abaroniche marciavano al suo fianco, tra 'qua li il duca di Bretagna Giovanni Il,eGaillard fratello del Pane, essendosi rovesciato
ciuo, cadde da cavallo, e
i

Terminerò con riprodurre il vaticinio del b. Leonardo da Porto Maurizio, scritto in una sua lettera, riportata nella collezione delle sue o-

nua cappella

pere stampata
(5o.

in

R.oma

nel

1

853,

t.

2, p.

pa; restarono feriti

il

re di Francia Filip-

«Facciamo dunque orazione, acciò lo Spirito Santo ispiri Nostro Signore ad absi gran Vergine

po IV
Valois.

il

Bello, e

il

suo fratello Carlo di

bracciar con fervore un'opera di
rilievo (la definizione di fede della

Ale ssandro A/corsegran rischio di restar morto per un* improvvisa disgrazia; poiché insorto un Gerissimo temporale nella festa di s.Pietro, cadde uu gran

Immacolata), da cui dipende

la

quiete del
si

mondo: lenendo per
farà un

certissimo che se
alla

cammino
il

del palazzo apostolicoVaticano,
il il

quale sfracassò
si

tetto della

camera,

in cui

trovava

Papa

sotto al baldac-

chino, e ciò con tanta veemenza, che sotto
le

rovine, da questo tetto cagionate, ol-

tre a

restò

due altri che poco dopo morirono, morto un cavaliere di casa Chigi; e
sarebbe accaduto
ch'era sopra di
lui

lo stesso

al

Papa, se

il

Sovrana Imperatrice si vedrà subito fattala pace universale. Oh che gran bene Oh che gran bene!. Ma è necessario che scenda un raggio di luce dall'alto; se questo non viene è segno che ancor non è arri vaio il tempo designato dalla Provvidenza, econverrà pazientare in vedere un mondo sì imbrogliato." Voglia Iddio darci uu miglio-

grande onore

!

.

.

trave maestro della camera, rimasto dalla parte

re avvenire, e liberarci da que' mali e da quella procella che gravissimamente descrissero la Civiltà cattolica nel
art. del

conficcato nel

inoro, non l'avesse opportunamente difeso da II

suo

i.°
il

imminente morte, sebbene
offeso; per lo

restas-

^intitolato 7/MZ>CCCZ,J
siili'

,ed

se

leggermente
si

che a'2 5 lu-

cardinal vicario. nell'editto

osservan-

glio

portò con soleuue cavalcala alla

za della quaresima) tra liete speranze che

TEA
sembra annunziarci, iride dopo 11 diluvio, Ja Vergine Immacolata. La nostra attuale epoca è veramente deplorabile, si;» per le
persecuzioni
le

TE
me

A

1

09
no-

lari teatini, dichiara: Vi sono molle con-

gregazioni religiose, che hanno preso
di chierici regolari, di cui
il

il

principa-

più aperte e ostinate con-

le istituto è di

richiamate

il

clero col lo-

ila la Cbiesa; sia

per

l'orribile e sanguiin agita-

ro esempio

alla

perfezione del suo stato.

nosa guerra d'oriente die tiene
zione tutto
il

mondo,

e le nazioni
sia

ondegpo-

Pretendono questi a somiglianza àe'CanoniciRegolari (} .). aver la precedenza sopra
le

giano
poli e

fra

speranze etùnori;

per leconi

altre congregazioni religiose, e sola

tinue trame de'seltari, per sollevare

stengono che

loro origine deriva dagli

manomettere quanto v'ha

di più sa-

apostoli, cui a questo fine
di chierici regolai:!,

gro
per
no.
li

e

ordinato pel bene della società;

sia

in fine per le pestilenze e per l'infermità,
la carestia

che prima degli

danno il nome quantunque teatini, altri hanno preso questo
i

e per tanti altri mali che

nome,

nel
Il

XVI

secolo solamente ebbero

sommamente
l\Ia in

ci

minacciano
a

e

spaventaverifica-

origine.

p. Ilelyot

allrovedimoslrail veprogresso presero

mezzo

tempi

lamentevo-

ro incominciamento delle prime comunità di chierici,

e luttuosi, essendosi

appunto

che

in

il

ta la

sospirata decisione dogmatica deli

nome
del

di canonici regolali, a 'quali

non po-

l'Immacolato Concepimento, fedeli vanno ragionevolmente nutricandole più dolci

speranze, a fronte dell'imponenza e colci

accordare una maggiore antichità tempo in cui vivea s. Agostino, da cui furono istituiti, fondati ch'egli ebbei relitè loro
giosi

luvie de'mali che

opprimono
il

e di quelli

eremiti o romitani,i quali dipoi preil

da cui siamo minacciati, senza iscemare
quella confidenza che

sero
re

suo

nome di Agostiniani. Per venia capo della vera origine de
il

mondo

cattolico

adunque

ha posto
sa è

nella

1).

Vergine. Imperocché es-

chierici regolari,
versi

p.

Ilelyot
1

non crede do-

capace d'operare qualunque istantanemici della Chiesa; e sedati
venti

nea metamorfosi, e di sbaragliare quanti
sono
i. i

me

avanzare piìi oltre del $2/^, e se, copretendono, si vuole loro accordare
ciò

che derivino dagli apostoli,
farsi,

non può
chei ca-

burrascosi, rischiarato l'orizzonte politico, dissipato
il

che riguardando tanto
in generale,
il

essi,

tremendo morbo che
la

ser-

nonici regolari,

come membri
il

dello stato

peggia, far tornare
il

serenità e

la

calma,
ango-

monastico
stoli,

quale a gran ra-

ristoramene) della pace universale, ve-

gione riconosce

race e durevole, che l'egro
ginecei pronunzia;

mondo

suo principio dagli apoe forma un corpo composto di più
alle

sciosamente sospira, e l'Immacolata Ver-

congregazioni differenti,

quali

non

come

quella che quo/ irgn potens,

manca

se

non

il

nomedi
i

canonici e di chie-

tidianamente invochiamo,

rici regolari, poiché

religiosi di

tulteque*

Causa nostrae letìtìae, Salus infirmo' rum. Rejugium peccatorum, Consolatrix
afflii

sle differenti congregazioni

s'impiegano
i

in esercizi

comuni

a quelli,

quali

hanno

torum. Aiixilium Christianotine labe origina li concento.
<S
i

preso

il

nome

di canonici e di chierici re-

rum, Regina

golari. In questa

maniera

tutta

I

antichi-

Roma maggio S 5 7. TEATINI o CHIERICI REGOLARI,
Clericorum Regularium orilo
lur Theatini.
Il

tà pretesa da'eanonici e da'ehierici regolari,

secondo

il

p.

Helyot.si riduce a pu-

<jiti

dìcun-

ra questione di

nome. Di questo sentimen

critico e dotto p. Pietro
s.

Ilelyot religioso del 3.° ordine di

Fran-

dine di

to è ancora un canonico regolare dell'ors. Agostino, il quale libero da o-

cesco, per

comun

consenso è

il

compilamili-

gni particolare adozione,
\

dopo aver anno
s-

tore più completo e diligentedella Storia
tli

eiati tra'riiormatoi
s.

i

dell'ordine canoniIgnazio,

gli ordini monastici, religiosi
JN ci
t.

e.

co

Domenico,
i

s.

Francesco,

tari.

4) cap.12,

De

chierici rego-

diee che

ministeri de'religiosi degli or-

no
«lini istituiti

TEA
dn questi
santi,

TE A
chiaramente

dimostrano che sono chierici per istituto, che professano vita apostolica, e che loro non manca che il nome di canonici; e che
siccome l'abito non
disprezzo di se
fa
il

monaco,
il

ma

il

medesimo
fa

e l'unione

con

Dio,

cos'i

il

nome non

canonico,

ma

la vita

regolare e canonica. Ripeterò poi

nome premettono il che fanno pure i monaci. Anticamente si appellavano d. Gaetano, d. Gian Pietro, e si ha una lettera autografa di s. Gaetano, scritta alla madre, ove si Urinò: 7 ostro ec. D. Gaetano. JI santo ritenne il Don, per far sempre meglio conoscere che il suo ordine è di chierici.
lini

come

chierici, al

])<>n(l

!), il

col dottissimo teatino p.d. Gioacchino Ven-

Anco

i

gesuiti e altri chierici regolari uil

tura, autore di tante opere,

sce nel Panegirico del b.
res, nella notai.

quanto riferiMartino dePor(J'.J

savano

Don;

alcuni lo tolsero per

un

principio d'umiltà, altri per uniformarsi
alla generalità. Nel
il

Fu

s.

Gaetano

Tie-

1024 adunque,

dice

ne, avuto riguardo alle circostanze de' tempi,

p.

Helyot, venne alla luce lai /congres.

che fece passar sopra al decreto del conI

gazione de' chierici regolari, fondata da

cilio di

Laterano V, in cui vietasi lo bilimento di nuovi ordini regolari, e
la istituzione del

sta-

Gaetano Tiene, da Gio. Pietro Caraffa napoletano, allora arcivescovo di Brindisi
e vescovo di Chieti, poi gran Pontefice

col-

suo ordine

di

chiericire-

golariapvì una nuova portaal geniodelle fondazioni, per la quale dietro il suoe-

Paolo IP (T

.),

da Paolo Consiglieri ro-

mano
le

della nobile famiglia Ghislieri che

sempio e sotto la tutela del nome di Chierici Regolari (T'~.) dato da lui alla sua congregazione, entrarono quindi nella chiesa
i

dièallaChiesas. Pio;V,eda Bonifacio Cold'Alessandria. Dell'illustre città di Vis.

cenza era
ri

Gaetano de'conti Tiene,chiaessi

Barnabiti,

i

Somaschi,
i

i

Gesuiti,

i

pe'personaggi che tra

fiorirono nel-

Chierici Minori,
i

Ministri degl'infermi,
di Dio, e quelli

la

gloria dell' armi, e nello splendore del-

Chierici della

Madre

le

dignità ecclesiastiche e

civili, e

Gaeta-

delle

Scuole Pie, che

gran bene hanno

recato alla religione e all'umanità.
perciò, che queste
illustri

Ed

è

corporazioni

rici regolari,

portano tutte esse ancora il nome di chiema con un'aggiunta per

no suo zio, canonico di Padova, da taluni fu chiamato principe de' teologi del suo tempo, e per la celebrità gliene fu imposto il nome. Consagrato dopo il battesimo dalla pia madre a Dio sotto» il patrocinio della
ss.

distinguersi tra loro; dicendosi per esempio:

Vergine, fu educato alle più
si

CC. RR.

s.

Pauli,
i

i

barnabiti;

CC.

belle vtrtùj alle quali

sentiva natural-

RR.

CC. RR. Scholarùm Piarumt s\ì scolopi,ec. La solo congregazione di s. Gaetano si chiama de' Chierici Regolari, CC. RR., senza alSocietatis Jesu,
gesuiti;

mente

inclinato sino dalla prodigiosa sua

nascita.

Dotato

di dolcezza e d' angelica

purità e modestia, sobrio e moderato in ogni sua operazione, sin dall'infanzia
si

cun'altra aggiunta, perchè fu

la

prima.

mostrò amorevole con
te co' poveri.

tutti e
la

specialmensua princi-

come
si

s.

Paolo

i.°

eremila è

il

patriarca di

Quantunque
profittò

tutti gli

anacoretijs. Benedetto de'di ver-

pale occupazione fossero
tà,

gli esercizi di pie-

istituti di

monaci
s.

in

occidente;

s.

Dode'

non per questo

menico

e

s.

Francesco de'vari

istituti
il

dio dell'urna ne scienze, onde di venne
filosofo

meno nello stubuon

frati; così

Gaetano è chiamato
i

paas-

triarca di tutti

chierici regolari, e

si

le leggi in

ed egregio teologo. Studiò ambo Padova, ove per la velocità del

socia a'eitati grandi

nomi, che formano epoca nella Chiesa, avendovi ciascuno aperto un nuovo periodo religioso; e sono pai

il

suo ingegno fu insignito del dottorato, e suo sapere lo distinse tra' giureconsulNel corso de'suoi studi meritò d'essere
visitato dallo Spirito santo; indi vestì l'a-

ti.

triarchi tra 'fondatori, come

i

fondatori soI

no

i

patriarchi tra

gli altri santi.

tea-

bito clericale, e col fratello Ballista edi-

TEA
fico da'

TEA
3.

1

1

fondamenti

rialena, di

Mad* cui eradi voto, iuKampaezo viila

chiesa di

verno della Chiesa,
l'età
ili

egli

seppe ottenere di
alil

ritirarsi dalla coite.

Intanto arrivato
al

leggio di sua casa, per vantaggio spirituale
si

33

anni, in quella cioè che

Salil

de'contadini.

Mosso dallo Spinto santo

valore

offri sulla
si

croce

divin Padre

recò a Iìouia, risoluto di

menate

vita
ri-

gran
lai."

sagrifìzio,

decise d'ordinarsi sacers.

ritìrata;

ma
il

hi

fama

di sua virili

non

dote nella

festa di

Girolamo,
i

e celebrò

inaie fra

silenzio di sua solitudine, poi-

messa

nel

s.

Natale

5l6

all'altare

che

gli

convenne abbandonarla quando
II

del Presepio in

Giulio

d'alti spinti volle

conoscerlo, e

s. Maria Maggiore'. Poco dopo l'empio Lutero apostatò e pubblicò
i

scuoprendo
te santità,

in lui chiari segni
la

d'eminencorte che

da cui

Chiesa e

la

intendeva riformare potè vano trarre gran vantaggi, io [negò ad entrare nel novero
de'suoi famigliari. Per obbligar velo, nel
i

perniciosissimi suoi errori, di che ne restòprofondarnenleaddoloratoilsanlo,che Dio destinava a combatterlo. Deploran-

do con alcuni primati della corte il pericolo imminente da cui era minacciatala
religione cattolica, agitala dall'eresie de'

5o8

gli

conlerì

il

cospicuo grado di pio-

lonotario apostolico partecipante. Nella

Luterani (7

.)
si

e da'depravati costumi,

li

ammirazione di lutti, e co'suoi virtuosi esempi indusse molti a menaie un tenore di vita conforme alle mascorte divenne
1'

animò ad
p.
i

unii

seco nella chiesa de'ss. Sil-

vesiro e Dorotea (di cui nel voi.

XXVI,
medi

66), che

gli

offriva

il

rettore della
ivi

sime della cristiana
gni di avvicinare
il

pietà, e per essercele-

riesima Giuliano Dazio, ed
cizi di

con eser-

Vicario

di Cristo.

Pel

pietà e altre virtù,

come pure

singoiar concetto di santità in cui era per
tutta Italia, alcuni signori di Sicilia e di

prediche, dispute e catechismi per soste-

Ti apani

si

procurarono

il

suo ritratto. Xon
se

i-dunque a meravigliare
Giulioll ne avesse tutta
re, e lo
te,
la

l'avveduto

slima e l'amo-

designasse a dignità più emiuendi benefìzi ecdi

provvedendolo intanto

chsiastici e della

pingue rettoria
il

Malo
pra*

rei \ icenlino, benché

santo facesse o-

gni Btorzo per ricusarla,

comeavea
per

ticato per la prelatura. Afflitto
sle
(

le fune-

conseguenze della formidabile lega

di

iimbrny. formata per deprimere la possanza della repubblicadi \ enezia,laquale

soggiaceva alla grave pena ecclesiasti-

nere la fede, che vedevano vacillare, dierono un grande esempio da imitarsi a lutta Pioma. ed indi a tutto il mondo cristiano a confusione de' nuòvi miscredenti. Così ehhe principio sotto Leone X il celebralissimo Oratorio del Divino Amore nella detta chiesa, promosso da s. Gaetano per antidoto di quel veleno, che audava spargendo Lutero. Ebbero lalforza le persuasive, e molto più gli esempi del santo prelato, che in pochi giorni si vide cresciuta quella nobile e edificante adunanza di 5o de'più. illustri personaggi di quel tempo, e di tanta stima per laucv
bilia, virtù e dottrina,
ti

ca dell'interdetto,

non è

a dire

quante
il

fer-

che ne furono
pontificato, e

inni-

von.se preghiere innalzasse a Dio

san-

promossi

alle

nunziature,
al

a' vescovati,

to,e ipiantoesoi tassei patrizi venetia pia-

al

cardinalato e (ino

4di

carne

ed efficacemente s'interpose pure collo sdegnato Giulio 11 per la riI'

iia,

essi

ne uscirono fondatori del clero regoil

lare, cioè
le e
il

Tiene

stessso,

il

Caraffa, il Col-

conciliazione,

la

quale non tardò a

elTetil

siarsi coli' assoluzione dalle censure e
ritiro del

Questo oratoriodel DivinoAmoresomminixli ò dunqueque'sanConsiglieri.
ti

5i3 nioito Giulio II, sospirando s. Gaetano di consagrare suoi alletti a Dio solo, sebbene il successore Leone X lo chiamasse al suo
dalla lega. Neil
i

Papa

eroi

che diedero

I'

essere alla religione

teatina,
sa di

che tanto bene operò nella clnee lo prosie^ue tuttora.

Dio

Volle Id-

dio prosperar lo zelo del suoservo Gae-

serv igio

per valersi de'suui consigli nel go-

tano,

il

quale intendeva cogli esempi

di

ii2

TEA
le altre cit-

TEA
deva, con ansia mostrava non esser contento di solo vederle,

quell'oratorio eccitare ancora
t.i

del cristianesimo alla riforma di loro

bramando

e sospi-

nta
ti

sregolata, per smentire l'ardito eca-

rendo ottenere qualche cosa
za osare di chiederlo;
le cui ceneri

di più, sen-

Innnioso straparlar degli eretici;
e alla

men-

quando s.Girolamo,
la

forma dell'oratorio di Roma altri ne furono eretti in molte città d'Italia a di Ini norma e con dipendenza dal medesi-

riposano presso

cappella

del Presepio,

mo, riuscendo di potentissimo mezzo- e di grande aiuto a' secolari per vivere colle leggi dell' evangelo, e mantener viva la loro lede, come l'oratorio di s. Girolamo
istituito in

Giuseppe in ad avanzarsi più d'appresso, e a dislendere le sue braccia, accertandolo che sarebhe stato consolato; confidenzachegl'ispirò pure s. Giuseppe. Accostatosi il san.

comparve anch'egli con s. quella gloria, fecegJi animo

Vicenza. Anzi per sifiàttoesempii

to alla

ss.

Vergine, questa subito

gli f>ice

pio originarono poi molti

oratoriiedi-

vote congregazioni, e sodalizi di secolari,

con gloria del promotore
sili

s.

Gaetano:

in

dono del divin Pargoletto, e colle sue stesse mani glielo depositò in seno. Chi può mai esprimere la gioia da cui fu compreso
il

leggo nell'erudito

Rngionamcnto
p.
1

cuore

di

Gaetano,
deliqui

i

soavi piaceri che
s'in-

della coltura scientifica di s.FìlippoNeri,

provò, l'affluenza delle grazie di cui
tese pieno, e
i

del eh.

mg/

Fabi-Montani,
la

8, che

d'amore goduti
i

in

questo santo

istituì

neh 558 V Oratorio
sua congregazione

que'dolci, rivereuti e alfettuosi amplessi

da

cui prese

nome

de filippini, in s. Girolamo della Carità (come dirò, già offerto a' tea ti ni), ingrandendo forse il disegno della congregazione, accademia e oratorio di s. Gaetano,

non che ricevuti vezzi amorosi del santo Bambino per non breve
del suo Dio,

tempo? Certo è che
branze

le

dolcissime rimetta-

di

segnalato favore restarono
ilei

profondamente impresse nell'animo

Che

il

santo ricevesse
la

il

Bambino Gesù,

o

santo, che nella quotidiana comunione
della messa, in cui scioglievasi in teneris-

almeno che avesse
levada una sua
ni.

visione del mistero
ri-

dellaCirconcisione, dell'Epifania, ec.,si
lettera alla

sime lagrime pel fuoco pareva
tali,

di carità in

cheargli

b.LauraMignas.

deva, finché visse aspettava sempre e
in realtà di ricevere dalle
le

Eccone
la

il

racconto. Egli frequentan-

mani
in

di

do

suddetta basilica di

Maria Mag-

Maria, e velato sotto
quello stesso
visihi

specie sagrauien-

giore, per contemplare nella cappella del Presepio l'adorata culla in cui il sommo

Bambino che

carne

amore
finila

di

Dio

volle impiccolire la sua in-

Unente gli porse nella sua basilica, Quindi nell'annua ricorrenza del divin nascimento faceva gran
feste ed allegrezze, costruendo per quel giorno un divoto Presepio colle figure rappresentanti il mi-

grandezza, nel restringersi dentro pòinfintili; nel

vere fasce

assorto egli

Natale del i5i 7 più del consueto da tenera
s.

contemplazione del correnternistero,e tutto molle di lagrime per la commozione di
divotoardore,segli presentò alla vista uno
spettacolo di Paradiso. Vide circondata di

stero,

onde
si

a suo

esempio
di se

il

pio

costume

vieppiù

dilatò;

laonde tulio giubilante

e quasi rapito fuori

contemplava

luminosissimi raggi

la B.

Vergine

col

s.

Bambino

in seno,

come nato

allora, cor-

l'immensa boutadi Dio fatto e nato Barnbino per nostro amore, predicando spesse volte innanzi il suo Presepio con tanta
affluenza d'affetti, che
spiri faceangli
le

teggiandolo gran moltitudine d' angeli che festeggiavano con armonia di dolci
canti
la

lagrime e
i

i

so-

nascita del divino infante.

Gae-

tauo rapito da quelle
la

celestiali bellezzedel-

interrompere periodi del discorso. Inoltre v'introduceva alcuni pastori o pifferali per onorarlo co'suoni pastorali delle

Madre

e del Figlio,

slenere la

non poteva più soveemenza dell'amore di cui ur-

indicibile piacere.

zampogne, ch'egli udiva con Secondo alcuni scritto-

TEA
ri,

TEA
ezian

ut
i

sembra che

il

santo fosse favorito de'

no infermi di male incurabile, persuase

divini amplessi del

bambino Gesù
almeno pare

suoi confratelli a fondare l'ospedale degl'incurabili deltodella Misericordia, coo-

di od ne a 11 re volte,nelle feste di

suaCirconch'egli

sisione ed Epifauia;o
sia stato
il

perandovi
col

il

santo, oltreché con

la

saggia

ammesso

a vedere sensibilmente

direzione, nella

maggior parte
lo fece
ili

della spesa

mistero del laCirconcisionecon tutti cjue' personaggi che v'intervennero, e ad adorare co' ss. re Magi il nato Cambino. Affinchè
s.
il

suo patrimonio;
s.

unire all'arci-

spedale di
e fu

Giacomo

Coma per la com-

partecipazione de' privilegi e indulgenze,
i.° degli spedali fondati da s. GaeConoscendo egli ormai per esperienza essere le pie aduuanze e oratorii di seil

singolare privilegio ricevuto da
nella cappella del Presepio
si

Gaetano

tano.

perpetuasse nella memoria de'posteri, dipoi il cardinale Savelli-Perelti protettore
della

colari potentissimi mezzi a riformare le fa-

medesima,
ili

vi

fece collocare la sua
tra le braccia
iscrizione.

miglie private, e con queste
del le città, indi tutto
il

il

pubblico

Statua
ils.

marmo

tenendo
per

cristianesimo, ch'e-

Cambino, con analoga

Per

ra l'unico scopo de' suoi desiderii, essendosi principiato in
ss.

tanti favori del cielo e

gli esercizi fers.

Verona

l'oratorio de'

vorosi continuati nell'oratorio di
rotea,

Do-

Siro e Libera, ad esempio e

Gaetano ripieno
e gli

dello spirito di
le

quello del Divino

Amore

di

norma di Roma, volle

Dio, venendogli a nausea

grandezze di
per al-

Coma

strepili della corte,
si

lontanarsene

giovò della morte del
dell'

andarvi a riconoscerlo, a perfezionarlo, e ad incorporarlo a quello di s. Girolamo beni per parteciparsi vicendevolmente
i

suddetto fratello e

infermità della

spirituali, e tutto conseguì.

Altro più ga-

madre. Nel viaggio
plarvi gli
alti

volle sfogare la sua

pietà nel santuario di Loreto e contemmisteri operati nella
s.

Casa

il santo a Verogran zelo della purità della fede che ardevagli in petto; poiché essen-

gliardo motivo condusse
na, e fu
il

ove celebrò
za, al

messa; e giunto a Vicenproprio palazzo preferì per albergo
la

do Verona

ne'suoi confini lai. porta d'I-

a

talia agli esteri di

Germania, dove nella

l'ospedale, indi assistè alla pia
la

morte

del-

più parte delle provincieavea Lutero sparso
il

madre. Dimorando

in patria, contri-

suo veleno, stimò necessario portarper impedire che penetrasse in Itacontagio dell'eresia, raffermare nel-

buì alla riforma delle benedettine, ed entrato tra'confrati dell'oratorio di
s.

visi
lia il

Giro-

lamo, sebbene composto d'artigiani e di
gente volgare, v'introdusse
l'oratorio del
le

la città

vigorosamente

la

fede e riformarfu
il

pratiche del-

la

ne'costumi.

Grande quindi
s.

bene

Divino Amore di Roma, e di questo ne prese anche il nome, e divenne tosto un campo fecondo d' anime grandi nella santità, ed un seminario di molti religiosi, onde pel coucelto che si acquistò e buon odore che si sparse per
tutto, molti oratorii d'altre città supplica-

che fece nell'oratorio di

Siro ed in tutta

Verona, con

esito felicissimo alle sue sante

intenzioni. Ritornato in patria, per divino

comando e per consiglio del suo confessore p. Giambattista da Crema domenicauo dotto e virtuoso, nel 5?.o passò in Venei

zia per

impiegare

in quella vigna più

gran-

rono di seco incorporarsi, per essere a parte de'suoi meriti e orazioni. Dopo aver s. Gaetauo acceso in Vicenza il fuoco del-

de la sua coltura e le sue fatiche, e mirabilmente vi operò da apostolo; dopo aver dispensato a'poveri
suppellettili
il

ricavato dalle

l'amore verso Dio, amando di dilatarlo pure verso il prossimo, come quello che
esercitavasi ne'miuisleri
i

domestiche, t vendutola sua

copiosa e scelta libreria.dando così a di ve-

più

vili

in soc-

dere che

il

suo ubbidire non era per tempo
Precorsa
sua famaiuVeuc-

corso degli ammalati nell'ospedale, ed os-

limilalOjUia indelìnito.depostoil pensiero
di ripatriai
e.

servando che

in

Vicetua molti languiva-

la

YOL. LXXIU.

ji4
zia qua!

TEA
uomo mandato dal
si

TE
cielo, o

A
s.

secon-

sitarla nel

suo monastero di

Croce, ed
ilei

da

di

sua umiltà e carità prese alloggio
ospedale, e subito
fece

ebbe con

essa lunghi discorsi delle cose

nell'

ammirate
essendo

cielo, e del

nell'esemplarità e per istupende operazioni co'poveri, malati e carcerati,

vero e sicuro d'acquistar anime per quella beata ed eterna patria.

modo

Con

tale occasione

s.

Gaetano

le

pa-

largo di consigli e di documenti di spirito
co'nobili

lesò l'intenzione e la divina ispirazione

che

chea

lui

accorrevano; altresì con
i

avea di fondare una congregazione di
chierici regolari,
gli
i

fervore tutto intento a preservare

vene-

quali alla

maniera desi

ziani dalle serpeggianti eresie, predican-

apostoli e de' loro discepoli

doves-

do contro

di esse

pubblicamente, e
la

raffer-

sero impiegare con ogni ardore nell'acquisto delle

mando
dienza

il

popolo nella fede e
Papa. Vi promosse

nell'

ubbi-

anime e

nella conversione de'pec-

al

fondazio-

calori, e perciò la supplicò a manifestargli
il

ne dell'ospedale degl'incurabili, onde venne considera to fonda lore.e con tale epigrafe superiori vi fecero dipingere il suo ritratto. Vi contribuì a proprie spese, ed in
i

suo santo consiglio in così ardua im-

presa. Ciò inteso dalla beata, alzò gli occhi al cielo, rese grazie infinite alla divi-

na Provvidenza, che avesse
l'anima santa del suo

istillato nel-

esso fece prodigi di carità nell'assistenza

figlio spirituale

un'

mirabile agl'infermi, sino a succhiarne
faticato suo

le

opera

così utile e proficua alla cristiani-

piaghe più putride, tormentando poi l'afcorpo con austerità e con flagelli a sangue. A di lui esempio molli patrizi

tà, anzi purea tutto il mondo. Ritornato S.Gaetano a Venezia, e vedendo la repub-

blica circondala e afflitta dalle guerre che

recaronsi a servire

i

poveri incura-

opprimevano
nacciavano
e invocarne

tutta Italia,

non che timo-

bili,!

quali infervorò a istituire nell'ospe-

rosa de' turchi, che assediando Rodi, mii

dale l'oratorio del Divino Amore, perchè

suoi possedimenti di Cipro

essendone
citare
le

egli tutto acceso,

sperava d'ecnel cuore di

e di Candia; a placare lo sdegno divino
il

medesime fiamme

patrocinio,
i

il

santo dopo aflagellazioni,

que'suoi allievi,col solo rammentarsi d'essere chiamali fratelli del Divino

re raddoppiato
v'istituì

digiuni e

le

Amore.

pubbliche penitenze e divozioni,
ss.

Ricordevoli questi della scuola di perfezione ed'indefessa assistenza a'malati, che
il

fra le quali d'esporre sugli altari scoper-

to negli Ostensorìi

il

Sagramentocou

santo

vi

avea aperto col suo esempio e
la sua Oratorii fundator.

quantità di lumi e solenni apparati, per
eccitare
i

operosità, collocarono nell'oratorio
rlligie coli' epigrafe

popoli ad un vero pentimento

di cuore, e

per rendere più fervorose

le

Per
(il

la

contratta amicizia in

Roma

col vir-

suppliche, animate dalla presenza visibi-

tuoso Bartolomeo Stella nobile bresciano

quale poi secondo
il

le

idee apprese dal

santo fondò

celebre spedale degl'incu-

rabili di Brescia),

madre
le fece

spirituale

la b.

venerando questi per Laura Mignani acol

maestosa del loro Dio, come pure per maggiormente inclinare al perdono l'eterno Padre in vedersi offrire pubblicamente lo stesso suo Unigenito per mediale e

tore.

Alcuni

scrittori

attribuiscono a

s.

gostiniana di Brescia acclamata per santa,

Gaetano l'invenzione

e fuso degli odierni

prendere relazione epistolare

ostensorii, che poi in Italia e altrovesi di-

santo, di confidenze di spirito e di perfezione, relazione divota che tra 'due servi
di

ramò
cipio

in tutte le chiese.

A queste esposisuo oratorio del

zioni delVenerabile diedes. Gaetano prin-

Dio

si

prolungò per lungo tempo con
la

prima

del

i

523

nel

reciproca consolazione.
to di conoscete

sua

Bramando sanmadre in Cristo,
il

Divino

Amore

in

Venezia, e poi in altre
della città, nelle quali

chiese più

ampie

che l'avea accettato

in figlio spirituale, es-

affollandosi la gente, trattavi dalla novità di

sa l'invitò a Brescia,

ed

egli

si

recò a

vi-

quel sagro e

divolo spettacolo,

vi

TEA
odorava Gesù con lauta divozione e confidenza che le pareva da quel luminoso
trono
di

TEA
gando
gli

1 1

di

continuo Dio

a manifestargli

il

suo volere, finalmente l'esaudì, facendointendere mediante visione che non solo

maestà stessero pendenti e cocongregazione de'
le

me
riti

sicure le grazie desiderate e richieste.
storici e la ste>sa

gradiva

il

suo disegno,

ma

lo voleva

Di versi

senza indugio posto in opera, pronto egli
a prosperarlo colla sua divina assistenza.

asseriscono, che per

pubbliche die riacqui-

vozioni islituited.il sanlo in Venezia, essa
fu preservata

Pertanto
della

gli fece

vedere,

come modello

da gravi pericoli

nuova

religione,

un campo coperto

stò le cillà e piazze per ('innanzi perdute.

di vaghi gigli, attorno cui volavano vari
uccelletti, che con voce giuliva cantavano le lodi al loro Creatore, accennando poi a Gaetano, che que' fiori andavano ben
vestiti senz'aversi tessute le sete, e

Però mentre Venezia ammirava
digiose sue opere e godeva
ti
i

le

pro-

copiosi frut-

del suo zelo,

il

p.

Giambattista da Cre-

ma domenicauo,confessore e direttore spirituale del santo, scorgendo con
leste

quegli

lume

ce-

formarsi vaste idee nella sua mente,
il

e che

di lui

nersi ristretto in

gran talento non dovea teuna sola città, sebbene
di tornare a

ben pasciuti senz'aver seminato o mietuto grani, aspettando gli uni e gli altri dalla sola Provvidenza del cielo il loro cibo e vestito. Questa è la norma, gli
uccelli

nobilissima e sede della possente repubblica, gli

disse, del tuo istituto. Così assicurato

il

comandò
in

Roma; ed
quel beri-

santo del divino volere, e sentendosi gioire
il

egli all'ubbidienza sagri fico tutto

cuore per gran confidenza
la dilìicile
il

in Dio, s'ac-

ne che operava

Venezia,

la

quale

cinse subilo a eseguire con

tenendolo per suo angelo tutelare e nuovo apostolo, ne restò assai rammaricata.
Nel rimettere
il

roso

impresa; e

animo genedovendo foni

dar
reni.
zia

nuovo ordine

sul niente di terra,

santo prelato

il

piededenla

volle peli.

spogliarsi di tutti

beni ter-

tro l'alma città, grandissima fu

conso-

Fece perciò breve ritorno a Venela

lazione di molti, e particolarmente de'suoi
confratelli dell'oratorio del Divino

per stabilire legalmente

sua rinun-

Amo-

zia de' possedimenti feudali e
sari, in

fìdecommis-

re, e servì al loro numero aumentato di grande eccitamentoad avanzarsi nelle virili

favore de'congiunli cui spettava

no,e

il

restante liberoall'unicanipotecon

e nello zelo

per
la

la

lede.

Il

santo

si

die

tessa Elisabetta, riservandosi solo alcune

subito a sfogar

sua carila, a cercar pec-

decime a vantaggio de'poveri.L'istromento fu stipulato
il

catori per convertirli, poveri per soccorrerli,
li

i.°

settembre i 523.
s.

infermi per assistei

li,

massime quel-

Spropriato dell'avite ricchezze,
tano
si

Gae-

infetti dalla peste

da cui era oppressaRosua vita nel servire
gli

restituì a

Roma,

visitando di nuodi

ma, come

deplorai a Pestilenza, di conla

vo nel viaggio

la s.

Casa

Loreto,

ma

tinuo esponendo
to nella sua

compreso
indegno
za,

di

sagro terrore e riputandosi

appestali econ istupore de' romani. Intan-

di celebrare in quella celeste stanlo

mente andava ideando
il

la

nuo-

giunto all'aliare

bagnò

di

lagrime
i

va congregazione per rinnovar nel mon-

e retrocedè in sagrestia a deporre

sagri
il

do

la vita

apostolica e rialzare

clero de-

paramenti, senza aver potuto celebrare
».

caduto nella disciplina ecclesiastica, colla riforma del quale sperava pur quella del
cristianesimo;

ma

la

sua umiltà

io

comspi*

che anelava. Betta supplicò fervidamente la ss. Annunziata a ricevere l'offerta ch'era in procinto di formare
Sacrifizio
h difesa della lede,
il

batteva, riguardando per temeraria pre-

accoppiando

iniii'iiiij

sunzione
rito

il

pretendere d'aver quello

chiericato col

monachismo,
S.

a prender-

che

fu necessario a's*.

Benedetto, Do-

lo sotto la
gli

sua protezione, e ad impetrar

menico

e Francesco, per introdurre nella

la

benedizione del suo

Bambino,

e

chiesa di Dio uuo\i ordini icligiosi.

Pro

concepì lauta speranza d'essere esaudito,

n6

TEA
vola. Col

T E A
suo ordine
si

die se gli raddolcì l'amarezza e confusione prodottagli dell'essersi astenuto per umiltà di celebrare. Quattro gravissimi disordini nel popolo fedele erano pianti
s.

prevalse pure per

ripristinare la decenza e decoro nelle chiese, l'osservanza de'sagri riti,

ceremonie e
la

da
di-

rubriche,
di vota

la

frequenza de'sagramenti,
si

Gaetano.
il

Il

vivere dissoluto de'secolarilassato de'chierici,
e
il
il

salmodia equanto

spetta al culi

ri,

costume

to dell'Altissimo;

non che per arrestare

sprezzo delle cose sagre,
resia di Lutero,

furore dell'e-

progressi dell'eresia e reprimere

la sfre-

che oltre il Nord, la Germania, l'Inghilterra, la Francia, si sparse in Italia e infiniti danni recò. Se l'innocenza,l'ecclesiastica disciplina/il di vin cul-

natezza luterana, fornendo alla Chiesa
valorosi campioni che la difesero da'ribelli

eretici, ed è perciò

che facevano solenla

ne professione di fede per propugnare
credenza cattolica. Essendo
vina Provvidenza,
al

to, la

s.

fede erano totalmente pregiudi-

solita la dis.

cate,

s. Gaetano però con tutto lo zelo si adoperò per risarcirle; e da lui in poi e per la fondazione a suo esempio d'altri

dire di

Agostino,

a far precedere l'antidoto al veleno, così

dispose che comparisse

al

mondo s. Gae-

benemeriti ordini chiericati , si osservò gran mutazione di costumi in Italia, es-

tano prima

di

Lutero, sopravvivendo di

poco anche a quell'eresiarca persecutore
della fede. Questi

sendo

col

suo ordine principiata
di fare rifiorire

vasta

bestemmiò
il

e abbondiil

e generale riforma. A mezzodì essos. Gae-

no

las.

Croce, invece

santo fondò

suo

tano sperava
tà,

il

clero nel-

istituto nella festa di suaEsaltazione, men-

la probità, dottrina,

educazione, poveri

modestia e santità; e che
i

secolari la-

sciando
le virtù.

vizi

si

dassero all'acquisto della

Né andò fallita
il

sua speranza,
gli

e non passò molto che per

esempi del
primiero

suo

istituto,

clero

si

restituì all'antica
il

disciplina e tornò alla Chiesa

tre in quella dell'Invenzione ne domandò l'approvazione, e prese il salutifero segno per insegna del suo ordine, ordinando che se ne festeggiasse il giorno con rito solenne. Assegnò per stemma al suo ordine la Croce (che si eleva sopra 3 monti), anche pel dono fattogli da s. Pietro,
il

decoro. Per

la

qual cosa

s.

Gaetano ven-

quale comparsogli con

s.

Paolo

gli

die

ne riconosciuto per riformatore dell'ordine clericale, per combattere contro tutti gli eretici del suo tempo, e particolarmente Lutero capo e condottiero di tutti. A Lutero difatti, che il .°in quel secolo, inali

in

mano

la

croce, acciocché la sua reli-

gione con
ci di s.

tal vessillo

combattesse

i

nemi-

Per cui il santo ordinò ai suoi figli di far sempre a* vesperi e mattutini la commemorazione della s. Croce^
Chiesa.

berato lo stendardo dall'apostasia e del
incoraggiòtutti
za oppose
il

sa-

come

a titolare dell'ordine, e di celebrai

crilegio, aprì la porla a tutti gli errori,ed
i

re la sua messa votiva in tutti

venerdì

vizi, ladivina

Provvidenili.°

patriarca del regolare chieil

non obbligati da'santi di rito doppio. Il malvagio apostata non potè soffrire che
si

ricato s.Gaetano,

quale altresì fu

celebrassero dalla chiesa

le feste

del

Cor-

in quel secolo, che scosso

come da un

pro-

fondo letargo

il

cristianesimo, ed eccita-

pus Domini, e dell'Immacolata Concezione di Maria; e s. Gaetano rintuzzò l'eresiarca con rinnovar ne'fedeli la venerass. Sagramento, e dell'ImmacoConcepimento fu sì divoto, che nel recitare il rosario v'intrecciava sempre u-

tovi lo spirito di santità e di fede, pro-

mosse la pratica di tuttele virtù, e lo sviluppo di tutte le verità. Fu s. Gaetano che col suo esempio richiamò il clero all'esercizio della predicazione dicui arros-

zione al
lato

siva;ed

il

i

."prete secolare di quel

tempo,

na dolce memoria della di lei purissima Concezione, e fondò il suo istituto al quale tini oltre l'avere

cheiu

Roma comparisse

in pulpito in cot-

ta e berretta

ad annunziare ladivina pa-

necomunicò la divozione, per cui teasempre sostenuto e gloi

TEA
liticato

TEA
tero, per la

117
tralascio di
ri-

questo niislero,come notai ne'pre-

dovuta brevità
poi fu
la

cedenti Cenni sull'Immacolata Conce-

cordare.
to

Grande

fortezza del sanla divi,

zione e a Teatine, colle prediche e colle

contro l'eresiarca, in sostenere
lui

slampe (onde il p. Marracci, morto nel 1675, nella Biblìotheca Mariana enumerò più di 3o scrittori) propagarono
dappertutto con calore
la

na Provvidenza da

impugnata

con

insultanti latrati di contumelie,ad oltrag-

gio di Dio togliendogli quel glorioso attributo e del quale
so.
si

tenera divozio-

mostra tanto gelo-

ne dell'abitino o scapolare ceruleo delllnimacolata Concezione, da loro benedetto per particolare privilegio pontifìcio
e con indulgenze, a consolazione de'suoi

veneratori.

Ed

il

teatino p.

Meazza

ci

die-

bestemmia di Lutero, che Dio lasciava agli uomini in terra il reggersi da se stessi, fu una delle principali cagioni per cui s. Gaetano introdusse nel mondo la sua nuova religione teatina, e
L'orribile
co'falti e
1'

de

Diario dell'Immacolata Concezione. Non contento Lutero di perseguitare la chiesa militante, mosse guerra contro
il

esperienza volle confutarlo,

mettendo in faccia all'eresia una povera e numerosa famiglia, che priva del tutto
di sostanze e fondata sul nulla di terra,

la

chiesa purgante, togliendole
inutili e

i

suifragi

come
do
il

peccaminosi, anzi negans.

non tenesse
tarsi,

possessioni

censi per sostenaltri
il

purgatorio; e

Gaetano infuse
i

nei

né cercasse con questue da
cielo.

suoi religiosi tanto spirito di compassione, e tanto zelo di carità verso

necessario per vivere, aspettandolo uni-

defunti,

camente dal
pio furono
regolari,

Questo

1.

"riformatore

ch'essi poi colle prediche e coll'esposizio-

del clero secolare, sebbene a di lui
istituiti altri

esem-

ne de!

ss.

Sagramento, particolarmente
e

ordini di chierici

ne'lunedì, e con molti volumi stampati

quanto

alla

somma

sua povertà

promossa quella divozione, e que'molti suffragi che si applicano alle anime del purgatorio. Lo stesso s. Gaetano oltre rigorosi digiuni, le
i

hanno propagata

apostolica, sperando di vivere colle sole

spontanee olferte de'fedeli, restò senza imilatori,gli altri questuando o possedendo. Talcliègli eretici in vedere tante case echiese teatinesparse per molte città seuza alcuna possessione, e senza propria in-

aspre discipline e

le ferventi

orazioni, che
l'in-

faceva o ordiuava a loro sollievo, fu

ventore per mezzodì Maria Lorenza Lon-

dustria provvedute per lungo tempod'alimeuti, di vesti e di sagre suppellettili,

ga sua penitente in Napoli di quell'Ave
de'morti diesi suona all'ora prima della
notte
,

furono
za,
ra.

costretti a confessare vivere esse

il

qual pio costume

si

dilatò per

col solo soccorso della divina

l'Italia e altrove.

Pretese Lutero di scon-

volgere l'ordine gerarchico della Chiesa,

Provvidened averne Dio immediatamente la cuDi più s. Gaetano divenue l'apostolo
ef-

non potendo sopportare neppure
di chierici, e fece di tutto
la

il

nome

e padre della Provvidenza, e da'fedeli vie-

per abbattere

ne invocato a principale intercessore
ficace di essa presso Dio.

santissima dignità del Papa. Per cons.

Sebbene

la divi-

trapposto

chia della Chiesa con

Gaetano accrebbe la gerarnuovo ordiue, col
i

sia la

na Provvidenza e la povertà apostolica massima fondamentale dell' ordine
il

di chierici regolari, col quale pofurouo a suo esempio istituiti sunnominati e altri, e professando al Papa profonda venerazione, soggettò il suo iscia

nome

de'teatinijù falso ch'essi facciano

4-°vo-

to di

non possedere

fondi o rendite, né

di poter chiedere limosina;

benché

il

tut-

stituto

immediatamente
co' suoi
alla

alias. Sede, ob-

bligandosi

religiosi

a

perfetta

con esaltezza e gelosia, non ne hanno altro che obbligazione di regola, né il trasgredirla sarebbe peccato.
to osservino

ubbidienza
se azioui

medesima. Altre virtuoagli errori di

Accenniti
a litui

i

motivi che indussero
il

il

santo
il

contrapposte

Lu

mare

clero, e

ad

istituire

suo

ri8

TEA
il

TEA
\ata ad arcivescovato), ohe pure medita-

ordine, dirò che per effettuarne la fonda-

«ione prese a compagni
le e
il

Carafa,

il

Col-

Consiglieri, e altri ascritti all'ora-

va una riforma del clero, questi corse dal santo a congratularsi della nobile impresa, dolendosi di
ta, tuttavia lo

Iorio del Divino

Amore
i

di

s.Dorolea, dei

non avergliela comunica-

(juali tutti scrissero

pp.

del.

Antonio Ca-

pregava almeno accettarlo

iacciolo,SlefanoPepe,FrancescoM.'Mag-

Tommaso Schiara, GinseppeSilos ed altri teatini. Ma lo zelo del santo non esgio,

per compagno in un'opera tanto da se bramata. Ammirando s. Gaetano che un personaggio de'più celebri de'suoi tempi
volesse ascondersi trai chiostri, gli disse

Bendo pienamente contento, per essere
molti dique'suoi confratelli distratti dalla

corte e da'propri interessi, pensò
d' eccitar col

dundi

que
si

suo esempio alcuni con
essi

non averglielo significato per stimare diffìcile che un arcivescovo e vescovo potesse abbandonar le sue chiese e tante ani-

que'prelati e chierici secolari a rinnovar
in chierici regolari, e

me

alla

sua cura

affidate.

Ma

il

prelato

formare
al

addusse l'esempio d'altri santi vescovi,
ritiratisi dalle

una congregazione
per più provincie,

stabile da propagarsi

loro chiese a vita privata,
s.

la

quale ravvivasse

Alle difficoltà che gli addusse

Gaetano,
pri-

mondo

la vita

apostolica quasi del lutto

che

il

Papa non avrebbe permesso

eslinta,efosse

uno specchio pubblico
i

pei

varsi d'un ministro così necessario agl'interessi pubblici della
s. Sede, l'arci vescovo alquanto turbato inginocchiandosi ai

chierici del secolo per correggersi. Invaghitisi della bella idea
fratelli se gli

3 nominati con-

offrirono con piena volontà

suoi piedi, lo scongiurò a riceverlo nella

e generosamente

compagni

alla disegna-

sua congregazione e di non lasciarlo nel
inai e burrascoso della corte. Allora
si
il

ta riforma del clero, soggetti tutti e 3

che
col-

santo

illustraronoinsommogradolaChiesa
ia singolarità della dottrina, col zelo
la fede, colla santità della vita,

diede per vinto a tanta costanza e fertene-

per

vore, e inginocchiatosi l'abbracciò

come

dififu-

samente espone
ne.

il

p. d.

Giuseppe

Silos tea-

ramente. Non può esprimersi quanta fisse la consolazione di s. Gaetano, in vedersi

lino nell'eloquentissima storia dell'oidi-

mandato da Dio un

collega di tanto

me-

Narra il Novaes nella Storia de Pontefìci, che Adriano VI, cui stava tanto a tuore la riforma della corte romana, ne incaricò s. Gaetano e il Carafa, siccome

rito, di sì rari talenti, e

fornito d'insigni

prerogative. Piansero
grezza,
la

ambedue

d'alle-

uomini de'più stimali per bontà, zelo e prudenza; come pure per la correzione
de'costumi, e
il

ristabilimento della discieffettuarsi
il

con l'aggiuntad'unnuovo compagno in Paolo Consiglieri, il quale amico del Carafa, né volendosi separare da lui, pregò il sanlo ad ammetterlo nella compagnia che
si

quale

raddoppiò

in loro

plina del clero;

per

la

ma non potè morte del Papa. Però

andava formando per abbattere
e l'eresia. Diversi altri confati

il

vizio

p.

Harl-

deifora-

inann corregge l'abbaglio di quegli scrittori che riferiscono avereAdriano VI chiainalo
io,
s.

torio
la

si

disponevano all'unione,
la

ma

intesa

povertà dell'istituto essere
si

massima
I

Gaetano per

la

riforma del eie-

fondamentale,
liberando
piarla, e

ritrassero addietro.

4

ma

bensì Marcello da Gaeta o Gae-

fondatori della nuova congregazione, deil

tano detto pure

Tommaso Gazzella, e
s.

col

modo

e

il

tempo per

princi-

Carafa. III." a cui
il

Gaetano manifestò

suo diseguo fu Bonifacio Colle suo con-

fidente e amico, ilquale esibendosi pronlo a eseguirlo, poi

avendolo partecipalo

a Gio. Pietro Carafa arcivescovo di Brin<X\i\

premesse calde preghiere a Dio, convennero di subito farne istanza a Papa Clemente VII, per l'opportuna facoltà. Volle s. Gaetano dar principio al suo ordinea'3 maggio 524, giorno sagro all'Ini

e vescovo di Chieti (poco

dopo

eie-

veuzione della

ss.

Croce, per assicurarlo

TEA
solto l'ombra
ci
ì

TEA
impegnar
i

,i
il

essa, e

suoi

cose impossibili insieme, che sono
licato e
il

defra

una vita crocefissa. In tal giorno co'suoi compagni si portò a'piecli di Clemente VII, e manifestandogli il suo proponimento lo supplicò del suo benigno assensoa quella riforma del clero che stavano per intraprendere, onde rinnovar

compagni

a

monacato, essendo duestati

loro diversi nel

nome enell'abito. Da que-

sta opposizione si difese il santo con gran sapienza e dottrina, e dimostrando ch'egli non intendeva d'innovare, ma di rin-

novare

l'istituto
i

dechierici regolari an-

nella Chiesa la vita apostolica che fosse
sollecita a

tico sino dal

."secolo della Chiesa, esseni

procurar
i

la

salute dell'anime,

do
rici

stati gli apostoli

e riducesse

chierici secolari a vivere in

primi preti e chieregolari con vita atliva.predicando la
i

comune, senza posseder entrate
altrui

pel loro

sostentamento, uè mendicarlo dalla pietà

divina parola e amministrando sagramenti, e vivendo in comune colf offerte

ad esempio degli apostoli. Benché il Papa ammirasse il gran coraggio diGaetano per risoluzione sì ardua e magnanima, tue lodasse lo zelo, scorgendovi peròdelle gravi difficoltà, deputò una congregazione di cardinali e di prelati,
i

spontanee de'fedeli,

e

con attendere

all'o-

razione, al cantodelledivine lodi, quest'era la vita contemplativa e regolare; la (ma-

coll'andarde'tempi rilassata fu anche più volte ristorata, finché nel secolo
le vita

quali èi-

XIV

si

estinse.

sami nascerò
stillilo
,

la

norma

di

questo nuovo
il

dinali dal vigoroso

Convinto il Papa e carragionamento, inclinai

per sentirne poi
il

loro parere.

vano ad acconsentire
i

alle

sue istanze,

ma

Frattanto prevedendo
dine se

demonio il grave danno che poteva recargli il nuovo orsi

nondimeno proposero una 3.' difficoltà, contro il non possedere e il non
cardinali

fosse stabilito, tentò ogni

mez-

zo per estinguei lo nel suo nascere. Sicché
sparsasi la
la

questuare, d che sarebbe una povertà prodigiosa e maggiore di quella cìe'fi ancescani

nuova per
livore e

Roma
il

di

tentarsi

che questuano, perciò temerario divi-

riforma del clero,
accese
ci
i

le

nemico infernasdegno l'animo d'al,

samento e un continuo tentar Dio a far miracoli. Infervorato s. Gaetano nell'udi
re tante dillìdenze nella Provvidenza, ricordò le promesse di Cristo, e come Dio alimenta gli uccelli dell'aria e veste gii

cuni malevoli di vita dissoluta
gl'inventori di
ze, le
tal

contro

riforma, con maldicen-

calunnie e derisioni, poi però castigasuoi

terribilmenteda Dio. Chiaoiatos. Gaei

tano e
te U\

compagni

dal Papa, presenall'

congregazione preposta
11

esame
le

dell'istituto, Clemente V

cominciò a convariti-

campo, molto più avrebbe cura di provvederlo di pane e di panno senza accattarlo; dimostrando che gli apostoli e tanti altri dopo di loro vissero a spesedelgli

del

dolersi col
ste

Carafi,con cui divideva

cure del pontificato, per volersi

rare in un chiostro, e far divorzio con due
chiese. Incoraggilo
lo di
il

prelato dallo spirila

la quale certamenavrebbe chiuso la bocca diLutero e suoi settari che la negavano, rilegando Dio nel solo giro de'cieli, assegnando il governo
la

divina Provvidenza,

te

Dio, rispettosamente difese
il

sua

della terra al caso, alla fortuna, all'indu-

risoluzione, e supplicò
gargli
il

pagni a

non necontento di passare co'suoi comformarla nuova congregazione.
a
di

Papa

Concluse con pregare di approvaistituto. Convinti cardinali non ebbero più cuore di contraddirlo, ed il Pastria.

re

il

suo

i

La saldezza
te
i

sue ragioni e l'eloquenza

pa sopraffatto
ficaci uffizi del

i\d

tanta fede, e per
r

gli ef-

colla qualel espose,

commossero ClemenVII, onde slava per esaudirlo, quando
il

celebre mg. Giberti vescosegni del cielo approche disapprovavano gli
di

vo di Verona, si arresea'suoi desideiii. Intanto
i

cardinali esposero

loro contrario pail

presagi e
I

i

rere, dichiarando inoltre volere
to

prela-

varono

istituto,

Gaetano introdurre

nella Chiesa

due

uomini, con predizioni fatte da'servi

1

1o
visioni

TEA
da loro avute.

TEA
Dopo tandi
s.

Dio o con

Gaetano che voleva fondar
il

il

suo ori

te opposizioni e difficoltà, persuaso Cle-

dine innanzi

principe degli apostoli, ed

mente Vl^anzi invaghito d'un istituto sì generoso e distaccato dal mondo, lo approvò coll'onorifico breve Exponinobis, de'24 giugno 5>a4» Bull. Rom. t. 4> p a|
1
'-

4 candidati

lessero

ad alta vocei

voti e pros.

fessione, a Dio, alla B.

Vergi ne ed a

Pie-

tro, di povertà, castità e

ubbidienza; indi

spogliati degli abiti prelatizi, furono subi-

47) concedendogli tutte le grazie e privilegi de'canonici regolari Lateranen1, p.
si,

to rivestiti dallo stesso vescovo d'un abito
di lana

nera intessuta, e formato all'uso

dovendo

vestire abito nero alla

forma
di

de' chierici regolari, di tonaca e
letla (per

manlel-

clericale e chiamarsi col

nome specifico
il

secondare

il

volere del Papa, es-

Chierici Regolari, dichiarando

nuovo
alla
s.

sendo
la

essi tutti prelati;

ma

s.

Gaetano nel-

ordine immediatamente soggetto
tori.

sua umiltà non potendo più tollerare

Sede, e non a'vescovi o cardinali protet-

quella divisa prelatizia,col pontificio per-

Gaetano fu inesprimibile,recandosi co'suoi compagni a ringraziar Dio ne' santuari di Roma, e
Il

sommo

giubilo di

s.

messola tramutò nel mantello talare), col
cingolo simile di lana a'fianchi,e colla berretta

da preti
il

in testa (fuori delle case uil

ripetutamente nella basilica Vaticana, riguardando s. Pietro principe degli apostoli

sano

cappello ecclesiastico, ed

p.

BoCa-

rianni ne riporta la figura a p.

56

del
il

cornei. 'fondatore di quel clero rego-

la Ingo degli ordini religiosi, che

Cap-

lare ch'egli stava per fare rifiorire e rimet-

paroni riprodusse a

p.

3q

della

tere nel suo primitivo vigore.

Dovendo in

ta degli ordini religiosi).

RaccolQuindi il venuo-

breve professare
servati,

la vita

apostolica, volle

scovo pubblicò essersi già

istituita la

spogliarsi subito de'provenli ch'erasi ri-

va religione de' chierici regolari canonica-

rinunziando pure a'benefizi e

uf-

mente, colla piena autorità e approvazione della
locò tra
s. s.

fizi ecclesiastici,

solo riservandosi porziouffizio,
il

Sede.

Quando

l'ordine nella

ne

de! ritratto

d'uu

resto aven-

crociata settentrionale della basilica colle

dolo dispensato a'poveri, per provvedere
e fornire del

statue de'fondalori quella di
scolpita in

bisognevole l'abitazione e

la

Gaetano
parole

marmo

da Carlo
esprimere

chiesa per
sa.

la

sua nuova famiglia religio-

Monaldi,
le

nell'iscrizione vi fece

A' 1 4 settembre, festa dell'Esaltazione
ss.

ad aram
la

maxi/nani, per ricori-

della

Croce,diè

s.

Gaetano glorioso

in-

dare che

solenne professione del suo

cominciamento

stabile al

suo approvato
apostolica.
1

stituto I'avea fitta innanzi l'altare

mag-

ordine de' chierici regolari, colla solenne
professione secondo
la vita
Il

giore della stessa basilica.
voti,

Dopo

i

solenni

dovendosi subito eleggere un capo

Papa per distinzione
stesso,

volle riceverla egli

che reggesse

deputando
s.

in sua vece

mg. Bon-

la nuova religione e ne promuovesse l'avanzamento, sebbene spet-

ziani vescovo di Caserta e suo datario, di

tasse ad esserlo al santo, egli supplicò u-

portarsi con

Gaetano
s.

egli altri 3

com-

milmente compagni
i

a

non pensarea

lui,

pagni nella basilica di
tarla.

Pietro ad accet-

ed esaltando
indusse
to,
i

i

grandi meliti del Carafa,

la/ioue della
tificio

Nel detto giorno dunque dell'Esalss. Croce, il delegato poncon tutto
il

clero di
i

Roma

si

recò

compagni ad eleggerlo preposicapo e padre del nascente istituto, il quale fece inutilmente di tutto per esentarsene. Per questa eroica umiltà de! santo,

in

s.

Pietro, ove accorsero

prelati, la

no-

popolo numerosissimo. Il vescovo di Caserta celebrò la messa nell'altare di
biltà e
s.

non molti
fu
il il

Carafa
ri,
s.

scrittori affermarono che il fondatore de'chierici regola-

Andrea apostolo, comunicò
s.

i

4 fondaPietro edesideri!

tori, indi passò all'altare di

Gaetano

che è grave errore, appartenendo a la gloria di averne concepita
insieme effettuata
al

relto sulla sua

tomba, secondo

i

la istituzione e

ino-

TEA
«lo descritto:
il

TEA
il

12.

Carata,
i

Colle e

il

Con-

siglieri

(mono

suoi

compagni

nella fon-

dazione e perciò confondatori dell'ordine. Segnila l'elezione del p. Carata nella
stessa basilica Vaticana, ne dierono par-

Rationi congrui ì presso il Uni/. lìom. t. g, p. 1 08, che non potè pubblicare Clemente X,chiamò questo vivere sì rigidamente povero de'teala di

canonizzazione

,

lini,

ammirabile

e più celeste

che terrevi-

tecipazione al prelatoDonziani che

ivi l'at-

no, vedendosi per esperienza vivere tante famiglie teatine,

confermò con autorità ponnumerosi circoessi ed stanti commossi e sorpresi della mirabile umiltà di s. Gaetano, indi si resero le dolute grazie a Dio, e l'esemplare prima famiglia del clero riformato, modestamentendeva,
tifìcia,
la

senza aver di che

restando

i

vere e non poterlo
gnifiche chiese

nemmeno

ad

altri

do-

mandare, ed avere tante sontuose e maprovvedute di decorose
,

suppellettili e di preziose argenterie.

E

pu-

re l'ordine

si

dilatò per tutta l'Europa,

te e

tore,

accompagnata dal popolo ammiram condusse alla preparata abitaziolieti

e persino nelle Indie orientali; e
le

meravigliedi molti

scrittori,

formò cometan-

ne
tori

tutti

e conlenti. Moltissimi scrit-

to rigorosa povertà

ebbe attrattive e fòr-

commendarono altamente la poversomma, apostolica e prodigiosa dell'is.

za di tirare a seguirla tanti personaggi nobili e doviziosi,

preponendola a'Ioro doe ricche sostanze; e tanti

stituto di

Gaetano,

la

sua fiducia sin-

mestici

comodi

come

golare sostenitrice della povertà profes-

abbia

potuto allevare

soggetti di

sata^ quanto la divina Provvidenza soccorse e arricchì con islupendi prodigi la

gran valore, celebri ne' pergami e nelle cattedre, nelle scienze e nelle stampe di
dottissimeopere, a frontedell'insufìicienza d'una ristretta povertà.

povertà teatina. Questa
l'

si

meritò pure

ammirazione de' Papi, e gli eminenti loro encomii. Clemente Vili osservatopovertà teatina, con
co teatini, allos.

La congrega-

zione dei

s.

riti

nella T ita
s.

re e pratico della

che pubblicò
te

di

compendiata Gaetano, grandemenProvvidenza per
di

parzialità d'alletto e di confidenza anda-

lodò

la

sua gratitudine verso que'be-

va di sovente

a sollevarsi

nefattori, che eleggeva la

ra dimoranti nella casa di

Silvestro sul

suoi ministri a soccorrere la povertà teatina. Egli fu

monte Quirinale, dove
brava
a tolto
la

nella chiesa cele-

premuroso

pregar caldafiisti •

messa, e studiava nella libreria
vi

mente Dio
gli

e di farlo pregare da'suoi

suo genio, anzi talvolta

restò a

pe'benefattori di sua religione; ed

desinare co're!igiosi,senza voler nulla più
del parco loro cibo, che la povertà

im-

bandiva

nella

mensa comune.Quando poi
altri

che si descrivesse nominatamente ciascun benefattore sopra d'un libro da leggersi alla pubblica mensa, actuì per legge

discorreva co'cardinali e
gi dell istituto di
s.

personag-

ciocché tutti religiosi
i

si

ricordassero sem-

ammirandone
racolo.

la

Gaetano, soleva dire gran povertà: La relidisse loro:
s.

pre di loro nelle private e comuni orazioni

con Dio.

Comandò

inoltre
si

il

santo

gione de teatini è un vero e continuo mi-

a'suoi figli, che tutti

unitamente

portas-

Urbano Vili

L'isti-

sero in chiesa, tanto
to

dopo il pranzo, quan-

Gaetano è una delle gemme più preziose che adornano la bella sposa di Gesù Cristo santa Chiesa. Egli è un prodigio della povertà, ed è un miracolo quotidiano della dituto del vostro fondatore

dopo

la

cena, a pregare pe'loro bene-

fattori,

poiché non eravi mezzo più opefficace per obbligar la divial

portuno ed

na beneficenza

sollievo di loro povertà,
la

vina Provvidenza. Sappiate conservare

quanto va. Per

la

gratitudine a chi
i

benefica-

tutto questo
i

questo bel gioiello con grangelosia,accioc-

chiamali

religiosi

furono pur della Provvidenza.
teatini

che non perda

la

Chiesa un

vago Orna*
I

mento e decoro. Innocenzo XI

nella boi-

Sebbene s. Gaetano ottenne per essi da Clemente VII il nome di Chierici Rego-

i

i-x

TEA
siccome antico nella Chiesa e appro-

TEA
titolo di Chieti. Inoltre

lari,

prialo agli stessi ss.Apostoh,i quuli liirono
chierici di professione, e regolari di voti
<:

ha gloriosi

significati

,

nome Teatino come d' illustre,
il

spettabile e contemplativo delle celesti
bellezze. A veudos. Gaetano formatoli suo ordine sul modello della vita degli apostoli e di

vita

comune, onde come

notai in prin-

cipio gli altri ordini del clero regolare.che

dipoi ad esempio di
\

a loi

s. Gaetano uscirono osamente in campo a difesa di s. Chie-

quella di

Gesù

Cristo, volle ras-

somigliarli

anche

nel vestito, e prescris-

sa,

furono

costretti

aggiungere a

tal

no-

me un

vocaholo distintivo per chtìereni

?iarsi da'leatini e dagli altri; tultavolta

forma e suddescritgrave e modesto secoudo l'uso antico de' ministri della primitiva chiesa. Però
se l'abito nell'antica
to,

Gaetano furono volgarmente dagli altri chiamali anco Teatini, per abbreviatura di denominazione, il che ebhe origine dall'essere stato animesso da s. Gaetano nel suo istituto Gio. Pietro Cara fa vescovo di Chieti, il quale
chierici regolari di
s.

nelle funzioni ecclesiastiche e ne'pulpiti,

invece del mantello talare, volle che sulla

tonaca

si

rimettesse in uso

la cotta di

candido

lino, e la berretta in testa a

fortal-

ma

di croce, nel clero di

que'tempi

mente soppresse
ino vedersene in
vi chierici di s.

e disusate,

che

al pri
i

preso a

compagno

dal santo nella fonda-

Roma

indossati

nuopo-

zione e per
egli lai
le

lui eletto

preposito, facendo

Gaetano,

eccilossi nel

/figura e pel carattere episcopa-.

polo tale stupore e divozione, che dipoi
distinse
i

che

di
si,

lo fregiava, die motivo al popolo chiamar Teatini lutti nuovi religioche aveano a loro superiore il già vei

chierici

regolari

dagli ordini

religiosi, col

nome
si

volgare di Berrcti

tanti, in

che

comprendono pure
le

ca-

scovo Theatìno, così detto da'lalini il vescovo di Chieti, la qnal città dell'Abruzzo Citeriore in tale idioma dicesi
(e.
il

nonici regolari e

congregazioni dei saistitui-

cerdoti che vivono in comunità
te

Thea-

dopo

i

chierici regolari e a loro esetn
articoli.

Dirò con {'Italia .Mc/v7d'Ughe)li, che
1*8

pio,

siccome descrissi ne'loro

Le

Carafa

agosto

1

5^4 rinunziò l'arci"
il

leggi prescritte

da

s.

Gaetano

al

suo ordi tal

vescovato di Brindisi e a'24
di Chieti; indi
1

vescovato

dine sono del tutto apostoliche e
altre istituzioni di regolari,
I

il

Papa
1

colla bolla

Super

perfezione, che servendo di modello

universa s, de' 8 luglio 526,elevò Chieti

ad meritarono

ad arcivescovato, e Paolo Ili dopo aver creatocardinale Carafa a'20 giugno! 53y
lo

ammirazione
le

di gravi

personaggi e di

chiari scrittori,

avendo accoppialo colla
vile attiva e

dichiarò 3.° arcivescovo di Chieti.

Non

povertà

due

contemplatie

mancano di quelli che rilevando
parabile umiltà di
s.

l'incom-

va, per cui molti

Papi nelle loro bolle,

Gaetano, rimarca-

come specialmente Gregorio XI V
lo
ti

Pao-

no aver egli impedito che col proprio nome si chiamassero isuoi religiosi, ma semplicemente chierici regolari, mentre gli agostiniani, benedettini, domenicani, francescani presero la denominazione
i
i
i

V, attestarono nel lodare
di

i

copiosi frut

e beni da'leatini recali alla Chiesa, e

non

cessano di recarlo

continuo in vantag-

gio del bene pubblico e privato. Rinno-

s.

Gaetano ue'suoi
secondo

figli

il

canto sem-

dal loro fondatore; anzi vogliono alcuni

plice nel coro,

l'uso antico della

che
al

il

santo

sia slato

il

promotore

e divul-

Chiesa, senza varietà
e senza

di

note né figurato,
dell'

gatore del

nome di Teatini, pei far credere
egli,

l'accompagnamento

organo
voci

mondo che non
il

ma

il

vescovo Tea-

(questo fu poi adottato nelle feste per ac-

tino ne fosse

fondatore, e trovo in di-

compagnamento ove erano poche

versi scrittori che

Clemente VII, accetla

tando ripugnante
vato, volle che
il

rinunzia del vescoil

o uou abbastanza sonore nella salmodia, e per la necessaria pausa), a motivo ancora di sostenerlo a fronte dei lu-

p.

Carafa ne ritenesse

TEA
Urani nemici della fede, die dispregiandolo lo volevano dismesso, quasiché il lodare Dio
sia

TEA
so
di

)2 3

zionedi s.Gaelano.si ammirerà l'immenlidie,

una perdita

be

la gloria di

tempo, ed ebessere imitato da molte alistituite
al

bene che fecero nelle missioni aposto* quanto operarono e patirono, pre-

tre congregazioni

dopo

la

sua.
s.

dicarono e scrissero per la gloria di Dio, per la propagazione della fede, per la

Grande fu il bene recato Gaetano colla istituzione
colla

mondo da

Chiesa e per

il

prossimo d'ogni nazione.

del suo ordine,

mira die

i

suoi lìgli,come nuovi a-

s. Gaetano preservò l'Italia dall'infezione dell'eresia che fe-

Inoltre la religione di

postoli deli'evangelo,

comunicassero daped
in

ce lutti

gli sforzi

per contaminarla, poi-

pertutto

i

frutti

dell'albero della Croce
,

assuntasi per loro insegna

questo
or-

ché oltre quanto indefessamente operò col suodegnocollega p.Carafa, ambedue
III ad erigere la celebre Congregazione cardinalizia dell'inquisizione, che fu il propugnacolo e sostegno

pure die

mossa agli dini regolari. Quindi
la

altri posteriori
i

indussero Paolo

missioni pontifìcie in
te,

fondarono varie regioni rimoteatini

massime nell'Indie orientali, come in Golgonda, Ava, Pegù, Mingrelia, nell'iSonda,
di

della fede in Italia e

Roma,

e

ne dichiaglo-

il

Carafa,già da
1.

lui

creato cardinale,
il

sole della

Borneo e

di

Suma-

capo e

"inquisitore, che divenuto

tra; nella Giorgia, in
in

Arabia, nella Persia,
ticolijed in quel-

rioso e imperturbabile

Paolo lì

\

l'am-

Armenia ed
feci

in molti altri luoghi incoi

pliò e più solidamente stabilì,
la

rendendoti-

ne

menziouea'loroai
l

lo del Collegio

rhano

di

Propaganda

formidabile agli eretici e acattolici tubanti nella vera credenza.
golari, uscita la

fide, dichiarai

ch'ebbe

la

primaria origi-

Stabilita la fondazione de'chierici re-

ne dalle missioni
lo
il

teatine, per lo zelo ope-

nuova
s.

e piccola famiglia

roso de'teatini che v'indussero a fondarcelebre spagnuolo mg.' Vives(del quale riparlai ne'vol. p.

dalla basilica di
si

Pietro co' voti solenni,

portò direttamente a

Campo Marzo nelp.
i

XVI,

p.

244> LXYIII,

la casa già

posseduta dal confondatore
suoi beni

46)> che in principio n'ebbero la direzione e anco l'insegnamento, anzi un tem-

Colle, che nel rinunziare

la

po
s.

i^li

alunni andarono alle loro scuole in

Silvestro. Delle grandi

benemerenze dei

donò alla nascente religione, acciò avesse un pronto ricovero. Quivi il santo e suoi compagni impiegarono le loro cure pel
i

teatini e de'loro fervorosi missionari,

me-

glio di lutti

ne trailo
di

il

p. d.

Bartolomeo

divin cullo, assettaudodecenteineute una chiesa per celebrarvi divini uffizi, meni

Ferro teatino

Ferrara, Istoria delle
regolari teatini
i

tre la divina

missioni dei chierici

va loro

il

Provvidenza somministrabisognevole per mezzo di spon-

ne/I' /lidie orientali. Piouia

704.

11

cele-

bre missionario teatino

p.

Galano

pel

suo

tanee limosine che ispirava ora agli uni, ora agli altri de'pii benefattori; quanto

soggiorno

in

Armenia,
in

è autore dell'ope-

avanzava

nella sera

il

santo faceva distri-

ra erudita armeno-Ialina, che più voltecilai,

epubblicala

Roma
il

col titolo:

Coneolla

buire a'poveri, sicuro nella confidenza in Dio che di giorno in giorno gli avrebbe
soccorsi.
Il p. Carafa qual superiore governò colla direzione e consigli di s. Gaetano, che riguardava come un angelo

ciliazione della chiesa

armena

chiesa romana. Inoltre

p.Galanofu istitutore d'un celebre collegio di armeni in Leopoli di Polonia, e trattò e operò la
conciliazione della chiesa
tina. In

mandato da Dio
tendo
le

in terra,

ed

il

quale sen-

armena

colla la-

Goa

i

teatini

formarono una conindiani.

calamità che sovrastavano ail' Italia e a Roma, per le guerre e baldanza de' luterani,
si

gregazione di missionari preti
regolari, formati

struggeva

in
il

lagrime,

Scorrendogli Annali deg\\ ordini de'ehieiici

supplicava

il

Signore a placare
la

suo sde-

ud esempio

e imila-

gno/e soccorrere

minacciala sua Chie-

i

aA

TEA
flagelli e

TEA
rigorose peil

sa,

macerandosi con

che esemplarmente facevano

vita divota,

nitenze. Indi intraprese con lena

miniin cui

Vedendo saulo che
il

la

loro casa posta in

stero apostolico, predicando
e la purità della lede, in
la

la

penitenza

sito centrale e

popoloso era troppo espolodi
le

un tempo

6ta alle visite de' personaggi e alle

predicazione propria de'chierici,

come
i

de'convicini,ed anche sturbate

loro o-

coadiuton de' vescovi, era andata
credito e disuso, soltanto salendo

in dis-

razioni, risolse di ritirarsi in luogo più so!

per-

ita rio,

sembrandogli pure che

vi

inanp. Col-

gami monaci o
le

frati; e

questo riuscì di

tenesse qualche poco di proprietà in possederla, siccome
le.

forte stimolo a'chierici per riprendere ta-

donata dal collega
al
il

antico clericale

uffizio.

Frattanto ben

Si

raccomandò dunque

vescovo Gi-

b presero

l'abito teatino, e pe'primi Gio. Scotti, che poi

berti parzialissimo dell'ordine,

quale

Bernardino
cardinale, e
f'ralello

Paolo IV creò

sospirando d'esservi ammesso,

il

Papa noi
gli

Girolamo Consiglieri, il cui tal Papa fu creato cardinaie (dunque lo era ancora di Paolo, poiché con Cardella e Novaes dissi a Consiglieri Gio. Battista, che Paolo IV lo creò cardinale per non avere accettato per umiltà il teatino e suo maestro di
pure da

permise pe'suoi

rari talenti
s.

troppo neces-

sari al servigio della

Sede, acciocché

procurasse altra abitazione remota.
presto
il

Beu

prelato l'esaudì offrendogli

casa sul pendio del
s.

una Monte Pincio presso

Maria
il

del Popolo,

ma

angusta e rozzavi

mente
trò
si

fabbricata. Per essere tale incon-

camera

Paolo, il quale avendolo seco ritenuto nel cardinalato e nel pontificato,
ticano, e

genio del santo, e contentissimo

recò co'compagni, indi formatavi una

gliavea pure conferito un canonicato Va-

piccola chiesa la dedicò alla B. Vergine,

morì

in

Roma

nel

1

537),

tratti
i

ponendovi

in pratica tutte le

osservanze

dallasantilàdeiristituto.SinoalIora

tea-

ecclesiastiche e regolari, facendo

prima

tinieraiiovissutiseuza legge seri Ita, preti-

unritirodi più giorni in esercizi spirituali,

dendo per regola
siti apostolici,

di loro operazioni gli

in

che fu imitato da'suoi

figli

ogni an-

come aveano

praticato
s.

i

no. Ivi lieto attese alla vita contemplativa, e accorrendo co'compagni ove il bisogno lo richiedeva per la salvezza delle anime. Come nella precedente casa, iu

primi cristiani;
accrescere
i

ma vedendo

Gaetano

suoi chierici regolari, stimò
costituzioni, e piei

bene di stabilire alcune

vie calde orazioni aDio, formò

capi prin-

questa v'introdusse
di
s.

gli

studi di teologia,

cipali del vivere teatino, i quali poi distesi

Scrittura, de's. canoni, de'ss. Padri,

dalla felice
il

penna del

p.

Carafa,

com-

de'riti e
s.

delleceremonie ecclesiastiche. Ivi
i

corpo intero delie costituzioni che osservano teatini, e dalla s. congrei

pongono

Gaetano conobbe primi fondatori de' cappuccini, e li animò a compiere l'ineotninciata riforma, e
il

gazione

de'riti

celebrate per sante. Nel-

p.Carafa ottenne lo-

V Anno

.santo

iSi5
s.

si

presentarono oc-

ro l'udienza dal Papa e l'indusse ad ap-

ca^ioni ubertose a

Gaetano e compa-

gin per giovare a'fedeli, anche forestieri
pellegrini accorrenti al giubileo, ascoltali-

done

le

confessioni, predicando per le

piazze, visitando gl'infermi negli spedali,

con meraviglia

di tutta R.oraa
le

per tante

provarne l'ordine.Scoppiata la guerra tra V imperatore e Clemente VII, Roma fu presa a 6 raaggioi527 e orribilmeutesaccheggiata,nel modo che descrissi e compiansi in tale articolo, per l'inaudite crudeltà e ladronecci che vi co miniCarlo
r

laboriose fitiche,

quali

si

estendevano
popolo, in-

sero

i

furiosi luterani e altre inique

ma-

pure ue'dintorui
valse nel volgo
il

di

Roma

con missioni,
il

snade

dell'esercito del

duca

di

Borbone,

Pel concetto che ne prese

costume

di

chiamare

Tcatini o Chietini aucora que' secolari

non rispettando per insaziabile cupidigia neppure gì' inviolabili sepolcri per spogliarli delle cose di valore, il che non fé-

T E A
ceroi Tondelli ei goti. Nel trambusto tulli

TEA
mente vi
si
1

1

2

j

fuggendo o nascondendosi, intrepidi lisciamo dalla loro casa s. Gaetano e il p. Carafà co'compagni,con un Crocelìsso si pollarono nelle piazze a predicare e declamare, per confortare gli afflitti e spaventati cattolici, e per riprendere e minacciar dell'ira
quali
di

celebrò poi lasuafesla.il Bernardini che nel 744 pubblicò la Descrizioni- de' Rioni di Roma, a p. <S?. ricorda

P esistenza della cappella
nella Villa Medici, ma
tori della città
i

di

s.

Gaetano
Il

posteriori descrit-

non ne fanno menzione. 806,
riferisce

Cancellieri però nelle

Compone descrit*
che nelesti-

Dio

gli

empi

eretici,!

tVe pubblicate nel
l'angolo della

1

non contenti

di spogliarli di tutto,

villa

verso l'occidente
ritirò

cercavano

di trarli alla setta

diLulero. Ri-

vo

si

vedeva un casino, ove si

s.Gae-

tiratisi nella

loro casa a chiedere a

Dio mi-

tano co'santi suoi discepoli nel sacco di

sericordia con fervide orazioni, penitenze e flagelli,
la

Provvidenza

nella generale

Roroa,e trovato da'soldati fu in varie guise tormentato, supponendo die tenesse
denari nascosti. A'7 agosto
va
la

penuiia non mancò di curare il loro sostentameli lo,e con modi prodigiosi. Un tedesco clieavea servito nella casa di
luterani,
s.

vi

si

celebra-

sua festa, e sulla porta della capsi

Gae-

pella

leggeva l'iscrizione del

fallo.

Pre-

tano a Vicenza, avendo apostatato e unitosi a 'soldati

vedendo con lume profetico
dobbata
la

altra scor-

credendo che an-

reria di soldati predatori spagnuoli, ad-

cora possedesse ricchezze, co' suoi perfi-

chiesa co'compagni,

s.

Gaetala

compagni corse al Pincio, ove sapeva che dimoiava, e colle armi impugnate domandarono tesori che supponevano
di
i

no

si

fece inginocchioni innanzi l'altare e

tutti col

collopiegatoattendendo

morRo-

te, disposti a sagrifìcarsi

vittime di cadi

nascosti. Oltraggiato e percosso

il

santo,

rità, in soddisfazione de' peccati

gl'intimarouoi più atroci tormenti se non
li

ma
ti
i

e in sollievo delle sue sciagure. Giunfuriosi soldati, avidi anch'essi di pre-

svelava, ed alle

nulla più possedere,
lui, lo

mansuete sue risposte si avventarono su

di

di

da, s'arrestarono stupidi presi da sagro
orrore, e poi sfrenatamente
e villaneggiarono, indi
tutti e
1
li li

strinsero in un'arca per schiacciarla

percossero

lo, e

dierono
il

corda

a quelle parli del

fecero prigioni

corpo che

pudore mi

viela

nominare;
il

1 per obbligarli a confessare ove
il

diabolico torraeuloe martirio, che

santo

tenevano

denaro, ed incatenati

li

me-

sostenne con manifesto e particolare aiuto divino, ed in tanta aceibilà di vergognose pene pregava caldamente Dio die pei donasse persecutori e gl'intenerisse a
i

narono a piazza Navona, destando
polo tenera compassione. Chiusi
s.

nel po-

stanza del quartiere,

penitenza, e tutto malconcio l'abbando-

in una Gaetano cominciò a predicar loro le verità eterne, onde annoiati d'udirlo, li portarono in came-

compagni per aiutarlo, volevano portare a letto, ed egli dicendo essere tempo di penitenza die mano a'flagelli battendosi a sangue per placar Dio irritato dai peccali del popolo romano. Per lutto il patito, non pochi scritnarono. Accorsi
lo
i

ra oscura sopra l'orologio del Vaticano,

per indurli a manifestare

le

cose preziose

che ritenevano possedere. Tra'disagi e l'inedia, s. Gaetano co'compagni alternava-

no

la salmodia e praticando le loro osservanze per molti giorni sino a' 6 giugno.

tori lo

celebrarono martire.

A memoria

degli orrendi strazi e tormenti, con ani-

Permise Dio che udite quelle voci divote da un colonnello spagnuolo, inteneritosi al

mo

invitto sofferti dal santo nella casella

sagro canto delle divine lodi, volle

poi colla chiesa racchiusa nella Villa
dici,

Me-

Cosimo
la

staurata
vi

pali fece

704, dopo aver rechiesa, ad onore di chi (auto porre una lapide, ed anuual111

nel

i

le pi onunziava,e vieppiù commosso ottenne dal capitano che li custodiva, non senza difficoltà, la loro intera

vedere chi

liberazione. Fatti affettuosi ringraziameli-

i

a6
;il

T E A
loro liberatore,
il

TEA
za dell'istituto e
il

li

santo entrò nell'aal

loro ministero, con puh-

Signore e celebrando la messa. Indi tra loro si consultarono sul parlilo da prendere, e riconoscendosi impotenti di giovare a
lo Breviario,

diacente basilica a renderli

blica edificazione e soddisfazione,
i

onde ben presto primari patrizi e senatori voilero di pendere da'cenni del santo, fra'quali

Roma,
casa di

consigliò e indusse

s.

Girolamo Emila

di visarooo parti rne,privi di tulio ecol so-

liani

o Miani a fondare

congregaziosi

abbandonando

la

ne somasca, ed

a tale elfetto

ricusò di

Monte

Pir.cio.

Prodigiosamente

illesi

tra

accettarlo fra'suoi teatini com'egli bra-

tanti feroci armati traversarono la città, per condursi a Fiumicino, rimettendosi a Dio ove destinava condurli. Giunti alla

mava. Nella carestia
nestò Venezia nel
trasse sino al
rità di
s.
i

e nella peste
e la

che fusi

5^8

quale

pro-

ripa del

Tevere trovarono un benefutto-

i53o, prodigiosa fu la caGaetano, privandosi di quanto

re che loro provvide d'un naviglio, e do-

avea, lasciando
la

po essere stati dalla Provvidenza salvati da una scarica di fucilate tirate contro di
loro, giunsero
1

la cura de'suoi fratelli alProvvidenza che mai loro mancò in si

terribile penuria. Nell"mfierire del uaor-

ad Ostia, ove trovarono

bo che spopolò

la
il

gran

città, nella

geoe-

ambasciatore veneto Venier, che abbandonando Roma pe' gravi danni sofferti,
col senatore

rate desolazione,

sauto co' suoi furono
gli

tutto a tutti, prodigando
Inali e corporali a chi

aiuti spiri-

Amulio

e

buone navi

reca-

vasi a Venezia. Ambedue invitarono il santo e compagni a seguirli, ed essi aci

ne abbisognava, con mirabile coraggio sprezzando d coutagio senza che uiuno lo contraesse; e per
tali

celiando montarono sulla nave,e nel viaggio non vollero nutrirsi che di biscotto ed acqua. Approdato a Venezia s. Gaeta-

esempi dipoi

i

teatini nelle pestilen-

ze

si

resero benemeriti in moltecittà dello

stato veneto, de'dominii pontifìcii, de're-

no

co'suoi vi fu accolto con distinzione

gni di Napoli e Sicilia, ne'ducati di

To-

avea operato, e gli furono destinate alcune casette contigue as. Eufemia, donde poco dopo si trasferivi

pel gran

bene che

scana e Parma, ed in Genova ove morirono 4o teatini. Ad istanza del vescovo
Giberti
la
la

mandò

a

Verona ilp.Carafa per

rono in una casa presso la chiesa di s.Gregorioodi s.Giorgio, subilo incomincian-

riforma del clero, personaggio che per sua virtù e sapienza erasi acquistato

do

apostoliche fatiche. Così Venezia divide con Roma il vanto di esserestata
la

le loro

tanto creditorio Venezia, che spesse volte
fu

chiamato
Il

in

pieno senato a consiglio

culla del

benemerito ordine de'

sugli affari più importanti della
blica.

repub-

chierici regolari. In questo

tempo termi-

vescovo, dopo che ilCarafa aven-

nato

il triennio del p. Carafa, a'i4 settembi'e fu eletto superiore preposito s.

docorrisposlo a'suoi desideri] erasi da lui
partito,
ni, fece

amando

la

convivenza de'teati-

Gaetano, malgrado
persone gli
offrila

la

sua ripugnanza, e
di pie

non andò guari che una compagnia

propria chiesa di s. Nicola da Tolentino con alcune case e prò-

premurose istanze a s.Gaetano di mandarne alcuni a Verona per fondarvi una casa, ed il santo vi destinò il p. Colle

cou

altri

7 religiosi, e fu loro data la
s.

mettendogli soccorsi. A' 29 novembre 1527 il santo co'compagni presero possesso della chiesa e casa, che poi la pietà

chiesa e casa di

Maria

di

Nazareth;
si

ma
fa-

siccome nell'adiacente vasta piazza

veneta ampliò e rese magnifica, e per essa teatini furono appellali in Venezia anche Tolentim. Nella medesima chiesa
i

cominciò
zelo, e

s.

Gaetano ad
la

esercitarvi

il

suo

cevano giuochi clamorosi e gozzoviglie che disturbavano religiosi dalla vita attiva e contemplativa, s. Gaetano la fece abbandonare, lntautoegliin Venezia con prediche e conferenze convertì non pochi
i

co'compagni

perfetta osservali-

eretici al cattolicisnio,

ed accrebbe di sog-

TE
gelti insigni
fìcia
il

A
mancare,
lo
offri al
ri-

TEA
santo grossa

127

suo ordine; e con ponti-

somma d'o-

autorità e l'aiuto del p. Ceraia

ro per l'acquisto di rendile, assicurando-

chiamò l'esatta osservanza de'riti, e promosse la riforma del breviario, del messale, del pontificale e ceremoniale romano, riordinando pure
I'

the privodi successione avrebbe lasciaeredità all'ordine.
Inorridito

ta la sua
s.

Gaetano

all'esibizioni contrarie all'isti-

ecclesiastica sal-

tuto, con grato

animo

le

ricusò, per cui

modia, le quali coi lezioni e riforme dipoi s. Pio V prescrisse a tolta la Chiesa. Il ceremoniale composlo da s. Gaetano, con buon metodo e nuove addizioni, lo
pubblicò
di
il

dovè sostenere una
quelli

lotta col

conte e con
futura esi-

che trepidavano
la

sulla

stenza de'leatini, e 6 ni coll'abbandonare

eroicamente

casa a'24

maggio 534,
1

ri-

celebre teatino
il

p.

Castaldo.

covrandosi in alcune abitazioni vicino

al-

Terminato
s.

triennio della prepositura
il

l'ospedale degl'incurabili di Napoli per
invito d'
te
la

Gaetano, ad essa fu rieletto
il

p.

Cari-

rafa, ed

santo andò a Verona per

durre il clero e il popolo all'ubbidienza del suo pastore, ricalcitranti alla riforma ecclesiastica, riuscendovi felicemente con
reciproca soddisfazione. Passando per Vicenza, volle albergare nel suo
dale.

di

una pia matrona sua penitenMaria Lorenza Longa già ricordata, quale con Maria d' A verbo duchessa Termoli gareggiava nell'assistenza des.

gl'infermi. Nell'ospedale e nella sua chiesa di
si

Maria

del

Popolo

il

santo co' suoi

amalo

spe-

esercitarono nel sagro ministero e nelcarità,

Dòpo
i

aver

il

sanlo illustralo Vene-

la

ria colle

sublimi sue virtù e prodigiose a-

quel clero. Le due virtuose

con edificazione e riforma di dame veden-

zioni,nel
poli
si

533 ad
i

istanza della ciltàdiNa-

recò col

b.

Giovanni Marinoni ad
con facoltà
tutti
i

do angusta l'abitazione teatina, neh' adiacenze acquistarono casa più ampia, 0ve portandosi
la
il

introdurvi

teatini,

di Cle-

santo

in

breve

vi

cosimi
per

mente VII

di ricevere

luoghi e

chiesa di

s.

Maria

della Slalletta, così no-

chiese che gli fossero offerii nel regno, e
nel passar per

mata per
la

esservi ivi stala

una

stalla, e

Roma Papa
il

li

accolse con
af-

ricordarsi dal santo quella del Presepio,
cui divozione di farlo nelle feste Nata-

paterna amorevolezza, benedicendoli
gressi dell'ordine, sul quale vedea

fettuosamente,consolato nel sentirei proti

aiti-

cele

la

speciale protezione della

divina

Provvidenza. In Napoli il santo fu ricevuto con amore e venerazione, ed. Gio.

sembra che ivi cominciasse, unito al suono dei pifferali che lo sollevava alla contemplazione de'di vini misteri d'unOio fatto Bambino. In breve la chiesa fu aslizie

sai

frequentata per

Antonio Caracciolo conte d' Oppido gli donò la casa che avea fabbricalo e ben

ra, e
il

la decorosa ufìiziatuper aver Dio anche qui glorificato

suo diletto servo con operare prodigi.
in

provveduta

fuori di porla
s.

s.

Gennaio

e

Poscia promosse
per

Napoli col suo credi-

vicino alla chiesa di

Maria della Misep.

to la fondazione d' alcuni
le

monasteri

sia

ricordia per una congregazione di chierici

donne meretrici convertite da
per
le
si

cat-

regolali.

Tosto

il

Cara fa

gli

inanrego-

tiva vita e

donzelle pericolanti, e
dilatò
sia
I'

dò 6

altri soggetti

per introdurvi

la

per quest'esempio
cine di

istituzione

lare osservanza, e per faie

maggior acper
eletto nel ca-

per altre città d'Italia;
s.

perle cappuccolla reisti-

quisto d' anime a Dio,

tutti illustri

Maria

di

Gerusalemme
di

bontà e dottrina, venendo pitolo geuerale di Venezia
s.

gola di

s.

Chiara, e

questa nuova

a preposito di
Il

tuzione ne ottenne l'approvazione da Paolo 111,

Maria

della Misericordia.

conte d'Op-

tralasciandone poi

la

direzione, esil

pido prendendo

alleilo a'lealini,

non solo
;

sendo vietato dalle proprie costituzioni

divisò trasferirli dentro la città

ma

te-

governo delle monache;
I

sia

per

lo stabidi

mendo che per

la

loro povertà andassero a

mento del monastero della Sapienza

128

TEA
moNare-

TEA
dò all'amatissimo porporato fratello la cura di trovare un'abitazione opportuna per l'ordine in Roma, s. Gaetano ritornò a Napoli con giubilo di tutta la città, e subito riassuuse
le

riformate domenicane, per opera dell'altra sua penitente Maria Carata degna sorella del p. preposito generale, e già

naca
poli.
il

di tal ordine in

«.

Sebastiano

di

Frattanto Paolo

III

neh 536

invitò
la

fatiche apostoliche in be-

p.

Carata a

Roma

per ristabilirvi

nefizio dei prossimi.

Venne

ascritto alla

ligione teatina dove avea sortita

la culla,

compagnia de' Ciancili per
diuvare
zio a
i

assistere e coa-

e per servirsene nel governo della Chiesa

ad onta
dinale.

di

sua ripugnanza

lo

creò poi car-

5
vi

religiosi, vi

Giunto il p. Carata in Roma con chiamò il santo per celebrar-

condannati all'estremo suppliben morire, e come zelante e benemerito ne fu eletto superiore. Esseudo la
s.

chiesa di

Maria

della Slalletta augusta

un capitolo generale, e tutti furono generosamente ospitati da'domenicaui in s. Maria sopra Minerva, e ricevuti lietamente dal Papa,
il

a' vasti disegni del

santo e de'suoi compadi santificare tutta
la

gni,

che desideravano

Napoli, non potendo accogliere

moltidi

quale Dell'elevare

alla por-

tudine accorrente,

si

venne a risolvere

pora
to
la

il

p.

Carafa, essendoegli infermo, per

trovarne altra più capace per soddisfare
a'desiderii del popolo,o di ritornare
nezia.

singolar distinzione gli

maudòuel convenancorauel

aVe-

berretta cardinalizia (ò\ alcun raro
siffatta distinzione parlai

A

impedir questo
le

i

magistrati na-

caso di
voi.

poletani fecero tutte
li,

diligenze possibi-

XLVII,p.

32), da

tificio,

con rossore di cheabborriva le dignità per se e suoi fratelli, onde gli fece cenno che non l'accettasse, ignorando il precetto d'ubbidienza
impostogli da Paolo
III. Il

un cameriere pons. Gaetano presente

e tra quelle più centrali olferte al san-

to, egli
s.

stimò più opportuna la chiesa di Paolo Maggiore, costruita nel 798, per
gloriosa vittoria riportala sui saraceni

la

da' napoletani nel di della Conversione di
s.

cardinal

Ca-

Paolo

e a sua intercessione, sugli

avan-

rata angustiato per vedersi impotente di

zi

appagare

i

desiderii del santo e quelli del
la

d'un tempio d'Apollo poi di Castore e Polluce. Ma esseudo cura d'anime e indillìcoltà

proprio genio, ricevuta

berretta e condisse: attac-

corporata a numeroso sodalizio, conven-

segnandola all'infermiere, gli
catela a quel chiodo fisso nel

ne superare molte
la

per ottener-

già ricordai a

muro, il che suo luogo; con ammirazio-

ne

del delegato papale, in vederlo

man-

canted'un tavolino onde collocar decorosaraentequell'insegna cardinalizia.
lora che
s.

mediante l'autorità del viceré d. Pietro di Toledo e l'approvazione dell'arcivescovo cardinal Vincenzo Carafa: teatiui ne presero possesso a'28 maggio 1 53S,
i

Fu

al-

lasciando alle cappuccine
sa di
se
il

la

casa e

la

chie-

Gaetano con

ispirilo profetico,

s.

Maria
la

della Stalletta, e perciò pres.

e ch'ebbe pieno effetto, soggiunse al no-

nome

di

Maria

di

Gerusalemme,
s.

Se voi ricevete questa berretta, salirete più alto, ma sarà con danno de' vostri parenti Carafa (T .). Risanato il cardinale, s. Gaetano nel convento de'domenicani convocò il capitolo gevello cardinale:

mentre

cura d'anime dis. Paolo fu poi
Giorgicello.

trasferita nella chiesa di

L'antichità della chiesa di

s.

Paolo avea
tutto
il

ridotto l'edifizio minacciante rovina, per
cui
s.

Gaetano subito applicò
con opere
insigni,

suo

nerale, a cui volle intervenire
le,

il

cardina-

zelo per restaurarla solidamente, ed abbellirla

interessandosi conegual zelo di

prima

con quel deco-

ne'progressi e vantaggi dell'ordine, con

ro e lustro conveniente alla casa del Si-

mutazione di stato avrebbe mai distaccato il cuore dalla sua amata religione. Sciolta che fu

protestarsi che quella

gnore, mediante

i

consueti stupendi mi-

non

gli

racoli della divina

Provvidenza. Egli

vi

pose tutta la sollecitudine di cui era ca-

l'assemblea de'padri,iu luì

si

raccouiau-

pace per renderla maestosa, leggiadra e

TEA
nobile, occupandosi persino della nettezza che eseguiva

TEA
Amava die
le

lag

da per

se.

suesomministrazioni quotidiane, dal santo riguardate per eccessive, e gli pareva
che profittandone
dalla cura
si

chiese fossero dignitose e belle, non cu-

venisse a

sottrane
Venezia

rando

clic la cella fosse
il

angusta, scarso

il

immediata
il

della divina Prov-

vitto, e lacero

vestito.

Costumandosi

al-

videnza. Ritornato

santo in

lora la salmodia anche nel coro aperto e
negli stalli situati nel

scnoprì
ivi

la

nuova

perfidia d'Occhino, che

mezzo della chiesa

pure colla sua eloquenza voleva perfe-

alla vista del popolo, e perciò tra le distra-

vertire le anime, laonde tanto disse e
ce che gli fu interdetto
il

zioni e le irriverenze, s.

il

Gaetano

traspor-

predicare dal

coro e

gli stalli

dietro l'altare

mag-

giore per
tirarvi
1
1

ehm inaregl'i neon venienti, e con
lati laterali

dal

nunzio apostolico, e fu richiamato alloma Papa a render conto de' suoi errori;

ne'due

dell 'altare cor-

ma
per

egli
le

fuggì e apostatò, e
s.

si

vuole che
di

ne di»tese,clie impedissero a'salmeggianil

orazioni di

Gaetano prima

mo-

ti

vedere e l'essere veduti dal popolo.
in

rire abiurasse l'eresia.
ta la

Anche

questo

il

santo fu imitato da
religiosi, e fu

Nel 1 543 terminasua prepositura di Venezia, per le
si

molle chiese, eziandio de'

suppliche de' napoletani

restituì nella

benemerito chele divine lodi si cantino con piìi raccoglimento. Inoltre introdusse in
s.

loro città e fu eletto superiore della casa
di
ta
s. Paolo, dopo aver nel viaggio. sedamiracolosamente una tempesta di mare, col gettito d'un Agnus Dei. Se vei

Paolo, secondo l'antica disciplina
la

della Chiesa,

separazione degli uomini
isleccati di legno,
il

dalle

donne con
la

che

neziani restarono dolenti in riperderlo

,

pure fu seguito da moltissimechiese. Per
tuttociò

Napoli

lo

accolse

chiesa di

s.

Paolo divenne un

dal cielo. Pel

come un angelo venuto cumulo degli affari avendo
Carata tralasciare
la

santuario, e acquistò celebrità. Napoli pei

dovuto

il

cardinal

mandatarii che ovunque manteneva Lutero, fu in pericolo di perdere la fede, in-

celebrazione della messa quotidiana, per

gannata dalla loro ipocrisia e scaltrezza: tali furonoGio vanni Va ldesio,PietroI\Iar-

mancargli quel tempo in cui santissimamente si preparava sin dalla sera, proti

aendo

i

ringraziamenti per tutta

la

matRo-

Bernardino Occhino, zelanti promotori dell'eresia. Insorse s. Gaetano a smascherarli, ed a provocarne la riprovazione dalla s. Sede, la condanna de'loro scritti alle fiamme, e la loro espulsione,
tire e

tina; saputosi ciò

da

s.

Gaetano,

nella stain

gione più calda e pericolosa corse

ma, onde
a

eccitare l'esemplare cardinale
la

riprendere

celebrazione giornaliera,
il

essendo fallace

credere di non poterlo
11
il

liberando

cos'i

la città
i

dal pestifero vele5 (OS.

fare degnamente.

porporato confessuo inganno, ripi-

no

de'lalsi

dogmi. Nel
vi

Gaetano
il

fu

sando umilmente
gliò subito
il

dichiarato preposito della casa de'Toìentini in

santo costume e non l'in,

Venezia, e

si

portò tra
lo

com-

tralasciò inai

se

pianto de' napoletani che

veneravano
l'indici-

dall'infermità.
te a

non quando impedito Tornalo immediatamen-

padre comune e angelo tutelare, e
ricuperalo, ed egli superò
tiva
la

Napoli, provvide miracolosamente di
i

bile contentezza de' veneziani per averlo

pane

suoi religiosi, e poi chiese d'esse-

loroespetlacarità,

re sgravato dal peso di più governarli per

per l'ardentissima e indefessa

prepararsi a ben morire, e fu contentato
nel

di cui era

modello perfetto. Per
il

le

istan-

i544- Sollevato dal grave incarico,

ze del vescovo Giberti

santo con alcuni
e gli fu as-

compagni ritornò
segnata
ta,
la

in

Verona,
di

casa e chiesa che aveano labia-

mentre attendeva a santificar se slesso, e ad unirsi più intimamente a Dio, nipocugini mossi dalla lama della sua santi e
i

i

ma

fu sul

puuto
il

nuovamente able

tilà,si

condussero da Vicenza

a

Napoli per

bandonarla,
\OL.

se
1

vescovo non frenava

ammirarla da vicino con queli'equipag
9

Wlll.

i3o
lo quella
alla
li

TEA
pompa, come troppo contraria sua umiltà, non volle affatto veder-

TEA
viaggio, e fu velluto un angelo

gioche loro conveniva. Detestandoli san-

aceompa-

gnarlo con torcia accesa. A

Iti

a gloria di s.

con azione eroica: distaccato del tutto da'parenti, però impetrava loro da Dio beni eterni. Il santo si apparecchiò al suofelicepassaggioin cielo, non meno con
i

continue orazioni e penitenze, che col convertire anime a Dio, continuando a pia-

Gaetano è l'avere immaginato, suggerito* persuaso e promosso il gran concilio ili Trento per abbattere l'eresia e per la riforma generale del clero,alqnal uopo propose l'istituzione de' Seminari vescovili. In una parola, s. Gaetano fu per la Chiesa, ciò

che Lutero fu contro
in

la

Chiesa. Fi-

ccarla

vita attiva e

contemplativa. Con-

noia ho proceduto

compendiare pree pri-

tribuì all'erezione del

monte

di pietà in

cipuamenteil molto che sull'origine

Napoli per frenare l'usura esercitata dagli ebrei che impoveriva molte famiglie,
secondoil concepimento del
cioè di prestanze di
b. Marinoni, denaro e mediante minimo interesse, ed a queistituiti

mi progressi dell'ordine de'tealini dottamente ne scrisse il chierico regolare del medesimo p. il. Bonaventura Hartmann,
nella / ita di s. Gaetano Tiene p.itriarea dei chierici regolari .Roma 84?, per Alessandro Monaldi, il quale bravissimo
i

pegni senza
sto

il

esempio furono
il

altri
il

simili

monti. Inoltre
ti'

santo indusse

conte

tipografo nel novembre) 846,che di nuo-

Oppido

a

lasciare al luogo pio

gran

vo

la

pubblicò,

si

compiacque

intitolar'

parte di que' beni ch'egli avea ricusato,
e col suo
ciurlo.

esempio mos»e altri ad ai rieDovendosi celebrare in Roma il
il

mela per portare indegnamente il nome del santo mio patrono, con due edizioni, una delle quali più nobile e ornata. Per

capitolo generale, volle
nirvi, per stabilire

santo inlerve-

comun consenso
ultimo agiografo

si

loda
s.

il

p.

Hartmann,

prima

di

con leggi permanenti partire da questo mondo il suo
si

di

Gaetano, pe'pre-

gievolissimi meriti di esattezza storica, per

mirabile istituto, e

tenne nel palazzo del

ordine, per erudizione e per pietà.

Ora

cardinal Carafa, costante amatore tenerissimo dell'ordine. In quest'adunanza
le

mi

si

aprirebbe allro vasìo campo colla

2/
il

e

3/ parte dell'encomiata

/ ita, in cui

maggiori premure

di

s.

Gaetano furono
manteprovvidenza e
si

p.

Hartmann

ragiona: De'favori segnas.

d'armare

di alcuni decreti la perseverali-

lati fatti

da Gesù a

za della povertà teatina, acciò

raviglie del suo cuore; dell'amor di
e voli del cuore del
ti

Gaetano; delle meDio

nesse dipendente dalla sola

nel sostenersi con limosine totalmente volonlarie de'benefattori. Zelò col cardinal

medesimo; degli effetinnamorato suo cuore; della singolar divozione verso il ss. Sagramento e
dell'

Carafa

le

istanze de'

Somaschi per Tu-

pel suo cullo esteriore; del zelo per

le a-

nione co'teatini, venendo incorporati all'ordine;

nime
zioni
felli

ma

poi furono separali a'^3 di-

amore pel prossimo; delle invennuove del zeloe deli'amore;degliafe
ss.

cembrei 555, per possedei e rendite e per
la

reciproci colla

Vergine; dell'aiuo-

cura degli orfani, che sebbene lodevo-

re e favori di essa pel santo, e della di-

lissima, disturbava gli esercizi de'chierici

vozione e ossequiodi questo a quella; deila

regolari, restando tra loro eccellente ar-

divozione agli angeli e a'santi; del mars.

monia. In questo capitolo

s.

Gaetano

fu
s.

tirio di

Gaetano

d'

anima
la

e di corpo;
le

rieletto preposilo della chiesa e casa di

com'egli mortificasse

sua volontà e

Paolo

di Napoli, e accettò

per ubbidien-

passioni; di sua orazione prodigiosa e di

za nella quale venerava la volontà di Dio.

sua umiltà. Della croce e passione di Cristo

Nel suo ritorno in Napoli, bramosodi

Irò-

comunicata
le;

al

santo; delle duedisavlo

\arsi alla festa dell'Ascensione, a fronte

venture grandissime che

ridussero a

del cielo osenrissimo volle progredire

il

moi

della sedizione e guerra sanguino-

TEA
la in

TEA
per
l'invi
,

1

3

Napoli

Ira' regi ei cittadini

nincasa fondatrice gloriosa delle Teatine,

traduzione
patì

dell'

Inquisizione

(pianto

coperò; delle sue

belle virtù

mori-

predicendo pure la divozione de'popoli e venerazione in ogni luogo pel santo), ed
ivi
i

bondo;coa>emorìconfbrtatodallaB.Vei'gine, e quant'alto volasse
cielo,
là di
le la

pure

fu

tumulato

il

b.

Giovanni

Ma

sua anima io

inoni veneziano, ed alcuni antichi padri

ove ottenne da Dio

la

pace alla

ci t-

Napoli; di sue fattezze esterne; del-

solenni beatificazione e canonizzazione;

memoria. Inoltre per disposizio ne di Dio, quando giudici delegali prò cederono alla ricognizione del sagro dei

di santa

della divozione e venerazione universale
B
s.

posito, per rispetto o per timore lasciaro-

Gaetano,

e destici miracoli.

Ma

indidi

no intatta

la

sotterranea tomba, e per una

cali tali capi

non

è

mio intendimento

rivelazionefalta dal Salvatore schierean
geliehe custodiscono
le
si
il

seguile l'egregio scrittore nel loro svolgi-

beato corposi qua*

mento, né mi senio forze bastanti con pòche parole a farlo in degna maniera. Anzi

scoprirà miracolosamente in

tempo

in

ossequio a
regolari di
s.

tutti gli ordini de'cliie-

liei

cui

compilai
il

articoli,

e

per essere

ca di tutti,
ti

primario palliaralquanto sorpassai consuei

Gaetano

grande calamità e travagli, a cui potei) temente presterà soccorso, secondo la rivelazione fitta dal santo stesso a un ino ribondo in Palermo nel ridonargli la vita. Clemente Xclie lo canonizzò, concesdi

limiti,

ed anche per que>to e per quanriferire dell'

se l'indulgenza plenaria a tutti quelli

che
vi

to

dovrò

ordine teatino, e
s.

a'^ agosto, giorno della festa del santo,
sitassero

pel già pubblicato articolo di

Gaetaanime
e

Nn, tralascio di seguire l'eccellente storico.

Solo dirò che

la

strage di

di
la

corpi,

avvenuta
la

in

Napoli nella delil

insurrezione ridusse
della vita,

santo

al ter-

mine

quale

egli offrì a
di

vittima di propiziazione e
ia città

Dio perdono alil

peccatrice e a lui diletta. Accettò
la

una chiesa de teatini, preceduta la confessione e comunione. Fra' più possenti monarchi che domandarono istantemente alla s. Sede la canonizzazione di s. Gaetano, ricorderò Luigi XIV il Grande re di Francia. L'amabile s. Gaetano, che voleva la gaiezza non fosse disgiunta dalla pietà, non piacendogli la me
lanconia e
il

Signore

generosa offerta, ed

egli

cadde

la tristezza, a fine di

evitare

infermo di gravissima febbre, la quale s'inasprì allorché seppe interrotta la celebrazione del concilio di Tiento, da cui sperava la riforma del mondo. Questo e tumulti di Napoli trassero il santo nel
i

disgusto negli esercizi di religione, godi universale divozio-

de sempre e gode

ne popolare, siccome padre della Piovvi(lenza e henefaltoredel cristianesimo. L'universalilà d'ella

divozione a

s.

Gaetano

sepolcro, e invitato dalla

ss.

Vergine

a se-

guirlo in paradiso, l'anima del santo soa-

d'anni

vemen te spirò a ore 19 de' 7 agosto 1^47, 67 e 3 di religione. Avendoli santo domandato per grazia al Signore che suo corpo restasse occulto anche dopo
•>.

ne fa celebrare la festa con solenne pompa principalmente in Napoli, di cui è uno dVprolettori e la cui statua o busto, con
quella di
s.

Gennaro,
città,

fu eretta su tutte le

porte della

con l'epigrafe
in

li

bem a peste liberatami ed
ni
tini

Oh UrRoma, ove

morto

,

chiesa di

permise che si seppellisse nella s. Paolo Maggiore sotterra e da

suo altare nella sontuosa chiesa de'tea-

accorrono a celebrate

la

messa carche praticò

mi gran masso di terra coperto, sul quale poi fu eretto un altare con cappella magnifica, la quale per gl'innumerabili miracoli operati

d'inali, vescovi, prelati ealtri
la

primari del-

gerarchia ecclesiastica

,

il

da

s.

Gaetano divenne o-

animalmente (demente Vili, comnnicando di sua mano numerosissimo popolo,
Nell'articolo I'rotunotari apostolici dissi,

no

de'piìi celebri santuari d'Italia (veri*
la

oleandosi

profezia della ven. Orsola Be-

che ogni anno assistono

in

s.

Andrea

j32

TEA
messa eanta la,con
vita di

TEA
un magnifico benefattor degli uomini, di un grande riformatore, quail

della Valle alla solenne

l'offerta di 12 torcie elicerà; 4 di queste con calice e patena d'argento, ogni 4 anni il senato e popolo romano in tal gior-

le cogli efficacissimi

esempi

di sue

virtù

e con le istituzioni

d'un nuovo
vizi
1'

ordine
Italia,

no offre al santo formalmente. Ma della divozione e venerazione udì versale a s.
Gaetano ne
scrisse
il

religioso riebbe
la
ci

da molti

e

cattolica fede
perfidiosi".
11

mantenne contro
in

ereti-

p. d.

vonarola: Notizie gloriose di

Palermo 1772. Notai
essendo
pi de'ss. in

nel

Innocenzo Sas. Gaetano, voi. LI 1, p. 2 8,
1 r

p. Ilelyot

dopo aver
il

breve esat-

tamente raccontato

principio e l'incre,

che il regnante Pio IX nel novembre 849
1

mento
del p.

dell'

online de' chierici regolari

Napoli,

si

recò a venerare

i

cor-

tranne brevissime differenze dal narrato

Gaetano e Andrea Avellino, e vicamera abitata dali. a s. Maria della Misericordia. La vita di s. Gaetano, scritta in latino dal p. d. Antonio Caracciolo, unitamente a quelle de'confondatori Gio. Pietro Carata poi Paolo IV, Bositò la

Hartmann,

riferisce
il

come il cardi-

convenuto nel riportato capitolo, procurò a' teatini una nuova fondazione in Roma loro cullatenal Carafcì, secondo
ciò vi avessero stabile soggiorno,

almeno

nifacio Colle e Paolo Consiglieri, fu stam-

per quando loro fosse necessario portar vi si, per non vedersi obbligati a dover mendicare dall'altrui cortesia
1'

pala a Colonia nel 16 12, e

si

legge pure

albergo;
essi la

ma

colle note del p. Pini ne'Bollandisti,
ss.

Ada
scris-

essendosi proposto di dare ad
sa di

chie-

Augusti,

t.

2, p.

282. Altra ne
s.

se in francese

Charpy di
1

Croce

e fu

stam-

s. Girolamo della Carità, non parendo allora loro propria per ministeri
i

pala in Parigi nel 1637, dove nello stesso idioma nel
tra del p. d.

dell' istituto,

rimisero ad allro

tempo

il

6c)8 ne fu pubblicala

al-

ripristino della fondazione della casa di

Bernardo du Moulin
1

teatino,

B-oma. Il cardinale proposedi stabilir nell'ordine

ed altra nel 774 dal teatino di Parigi p. Tracy, in un alla vita degli altri santi dell'ordine. In ispagnuolo
lo Calascibetla
1
,

una specie

di

governo, e

si

giu-

dicò
tico,

il

più conveniente fosse l'aristocrarisie-

la

compilò Manoe-

vale a dire che tutla l'autorità

impressa a Madrid nel

desse presso coloro, che avrebbero voce
in capitolo, e

soscolo,

653. In italiano l'abbiamo daEureleMoVerona i645, eh' è piuttosto un
dal p. d. Gi useppe Silos e dinel
1

quanto ordinassero

col con-

senso della maggior parte de'padri capitolari, servisse di legge e fosse

panegirico del santo;dal p.d.StefanoPepe,

osservato in

Roma 1G57;
vulgata
la

tutto l'ordine sino all'altro capitolo. Ciò
fu

inRoma

67

1

in occasione del1

approvato a viva voce da Paolo

III,

ma

canonizzazione, e ristampata nel

678;

questo governo aristocratico non durò che
sino ali 588, in cui Sisto
dri nel capitolo tenuto in

dal p. d.Gio.Battista Castaldo,dicuifu fatta la 2. edizione in

V

ordinò a'pa-

Roma

nel 16 iG; dal p.

Genova, d'eleg-

d. Gio. Batlista Caracciolo, pubblicata in

gere un generale secondo l'uso delle altre congregazioni,
il

Pisa nel
liis,

738; dal p. d. Gaetano de Mayestampata in Napoli nel 7 6, e com1
1 1

quale con autorità

pendiala dal
p.

p.

Hartmann nel 776;
1

e dal

indipendente reggesse d governo dell'ordine, esigendo da lutti religiosi ubbidieni

d.GiuseppeM.'Zinelli, Venezia 1753.
s.

za e rispetto, per cui elessero a
le

1

.

genera-

Nel 1843 altra ì ita di
blicò in
relli

Gaetano pub-

preposito dell'ordine

il

p. d.

Gio. Bat-

Verona

il

p.

Bartolomeo Mo-

tista

preposto di que' filippini (la cui necrologia si legge negli Annali delle scienze religiose. serie 2.',
le dice nel
1.
1

Milano. Il cardinal Carata costantemente amorevole e sollecito per l'antico suo ordine, ottenne la conferma de'
privilegi pontificii

3^.299), il quala

da Giulio

III, e nel

bre-

proemio. «Entro a contare

ve pontificato di Marcello lidi

uuovo prò-

TEA
curò
iti

TEA
aumentata
bre teatino
colle
p. d.

i33
e co'suoi

la

rinnovazione della casa de'teatini

opere possedute dal cele-

del

Roma,ov'era nato l'ordine. La morte Papa ne impedì l'esecuzione, ma esdi

Antonino Diana
Piazza tra

mss. di teologia morale e su altre materie.

neh 555 col glorioso Paolo IV\ effettuò il suo disegno con ottenere a'i3 novembre la cessione della casa di s. Silvestro sid Monte
sendogli succeduto

Nel celebrarla

il

le

prima-

nome

rie di

Roma,

osserva pure che molti libri
in

erano mss. antichi
ne opere di
tati
s.

pergamene con mi-

niature e caratteri d'oro, tra'quali alcudel celebre
p.

Quirinale, padronato della famiglia Sfarza, per concessione del cardinal Guid'A-

scanio Sforzati

'.),

rimovendo pochi doi

prospettiva
sia di

Gregorio I, e alcuni tratmatematico e pittore di d. Matteo Zoccolini teatino,

menicani che l'aveano
i

in cura, e riunen-

prospettiva lineare, che de'colori e

do diritti della parrocchia a quella de'ss. XII Apostoli, come riportai nel voi. XLV,
p.

altri disegni,

insieme a'eommenti d'Eu-

23tì,descrivendo

la

casa e la chiesa,

quanto vioperarono d'accrescimento eabteatini, dopo averne preso bellunento possesso a' i8 dello stesso novembre. Il
i

Sacrobosco di sua mano scritti a rovescio, come usava Leonardo da Vinci. celebre cardinal Sirleto frequentò la biblioteca, dopo avere abitato
clide, e la sfera del
1
1

Piazza, Eusevologìo

Romano,

trat i3,

lato,

per 3 anni nella casa prima del cardinafacendo il maestro di lingua greca ed
tini.

Della libreriadis. Silvestro a MonteCavallo, dice che Paolo IV allettato dall'amenità del si to,vi abitò e celebrò due concistori nella casa de'teatini, lasciando lo-

ebraica a 'giovani, siccome amante de'tea-

L'ordine conservò

la

casa e chiesa di

s.

Silvestro, buche Pio

pensi di

4 o 5ooo

VII mediante comscudi che die ad essi,
i

ro in morte tulli

i

suoi libri da esso già

con breve de' io aprile So
istitutore della società della
sciolta la quale lo stesso

i,

pubblicalo

usati e postillati dal cardinal

a Caraf suo
i

a'i4)l'assegnòalfamosop./Wcrt/^//-/(F.)

pronipote,

che possedeva, laonde
ta e

donò pure molli si formò una scelnumerosa biblioteca, massime di mail

quale

gli

casa e

la

Fede diGesìi, Papa assegnò la chiesa neli8i4 «Ila congrega-

terie legali, ed eziandio

con mss. originali

zione della Missione (7
possiede.

del celebre giureconsulto Prospero Fari-

nacci sepolto nella chiesa. Accrebbe poi no-

che
stro,

i

.). che tuttora le Aggiungerò con istorica verità, teatini cederono solo per ubbidien-

tabilmente questa libreria Michele Ghislieri

za al

Papa

la

casa e la chiesa di
le

s.

Silvefer-

ebreo convertito per opera
cui
si

di

s.

Pio

perchè a Pio VII

avea con
1'

V, da me, e

ebbe

il

proprio

nome
il

e cognop.

vide istanze

domandate

arciduchessa

fece teatino.

Versato

Ghiopere
li-

Marianna d'Austria
i

pel p. Paccanari; ed

slieri nelle

lingue ebraica, caldea, greca
nelle sue

teatini

esaurirono rispettosameute ogni
tal cessione.

e latina,

come apparisce
sopra
la
s.

opera per non addivenire a
pensione per l'ordine, vietò

date

alla luce

Cantica e

altri

Paolo IV ebbe particolare cura e prodi tenere

bri della

Scrittura, per esso

non

solo

ogni
delle

acquistò questa biblioteca de'teatini molte sagre

anno

il

capitolo, elesse

i

superiori

Bibbie

di

gran prezzo per

la va-

case di Venezia, di Napoli e di

rietà dell'edizioni,

ma

altresì

un

bel no-

vero d'opere erudite. Dipoi fu successiva-

mente accresciuta con
migliori scrittori, e
si

libri moderni de' formò un indice e-

saUissioiO e assai ordinato ehe servì d'e-

semplare

a molte celebri librerie^ fu slam palo a pubblico uso dal p. Fabiano gè-

Roma, ed governo de' superiori fosse prolungato a 5 anni invece di 3, con l'obbligo di confermarsi ogni 3iino, ed accordò a'teatini altri privilegi, e di usare nella messa due palle, di cui trattai a Pal55r morì in\ enezia il p.d. \. Ni II agosto Bonifacio Colle, e nell agosto 5 Ì«ì il gran
ordinò che
il
i

i

i

Mrett

lihppiuo. luoltre

la libreria

vcuuc

Pontefice Paolo 1Y, del quale per

amo

i

34

T E A
spirito di
s.

TEA
mente
e
I'

ie alla giustizia celebrai in tanti luoghi le

santissime virtù,

la

vasta

ani-

mo magnanimo,

riprovando altamente

gli oltraggi tli cui iu indegnamente segno dopo la sua morte, vendicandone la gloria un s.Pio V e il tempo. Dopo il decesso drl venerando Paolo IV, le cose dell'ordine fu-

Gaetano, il quale avca sommamente a cuore l'educazione della gioventù, e per cui specialmente nel regno delle due Sicilie teatini tengono nelle loi

ro case aperti questi convitti. Altra casa

aprirono
nella

in Genova, altre ne fondarono Spagna, in Portogallo, in Polonia e

rono ripristinate a seconda delle precedenteatini tennero ti costituzioni, e neh 56o
i

inalili regni. Quantoal Portogallo fu

Gio-

vanni IV che die a'teatini nel
Spizio in Lisbona,

1

capitolo in ^ enezia, in cui determinaro-

donde

nel

1

G4B un o683 passa-

nodi radunarlo ogni anno, e fissarono
ti

indi-

regolamenti per

!a

regolare osservan-

rono ad un'altra casa, e nel 1608 ad una 3.', aprendone anche in Goa nelle Indie
orientali ein altri luoghi di quella
sa

Ottennero una nuova casa in Padova nel 5G5, altra in Piacenza nel i 569, furonocbiamali in Milano nel seguente dall'arcivescovo cardinal s. Carlo Borromeo, e nel 1572 vedendo tanto moltiplicare il
za.
i

immen-

contrada. 11 celebre cardinalGiulioMaz-

zarini

ad istanza del
la

p. del

liano l'inlrodusseaParigi nel

Monaco sici644> ecom
1

'

prò loro

casa rirnpetto alle gallerie del
a'

numero

delle case, elessero de'visitatori

Louvre: ne presero possesso

27

luglio

nel capitolo

tenuto

in

Roma,
1074,

e

vi

fecero

1648,

vigilia di

s.

Anna

la

Reale, titolare

un'altra fondazione in

Genova. Passaroindi otten-

no quindi a Capua
nero delle case
quila, ed in
in

nel

chiamata per Anna d'Austria reggente del regno e proletdella loro chiesa, così
trice de'teatini. sciò per
11

Cremona, Ferrara, Acittà d'Italia; in

medesimo cardinal

la-

molte altre

testamento 100,000 scudi da im-

alcune delle quali fecero più fondazioni,

piegarsi nella edificazione
lai

come
1

in

Napoli ove aprirono sino a 6 case,
in quelle di
s.

chiesa, che al

icevendo

Paolo e

de'ss.

A-

era

ornamento di tempo del p. Helyot non finita, ponendovi in nomediLuigi XIV
il

postoli de' fanciulli nobili di tenera età,

lai/ pietra
miticiò a

principe di Conty, e
il

si

cu-

teatino e osservando D <di esercizi della comunità, per cui molti tra
vestiti coll'abito
essi

uffizi a ria

i.°

novembre 1669.
la

Questa casa
p.

di Parigi
il

produsse vari teaCroix,
il

professarono

l'istituto.

De

la

Lande

tini illustri, cioè

ven. de

il

nel suo r ii/ggio d'Italia
1

769, dice che

la

casa di
la

s.

stampato nel Paolo era del-

Pidou vescovo
il

di Babilonia,

p.

Bul-

teau,
il

p.

Dubue

celebre controversista,

le
ti

più segnalate per

quantità de'pi ela-

alta nobiltà. In

che ne uscirono, ed era l'asilo della più Roma ebbero le grandios.

Boyer vescovo di Mirepoix, e il suddetto biografo p. de Tracy, come riporta
p.

l'erudito annotatore dellab. Butler nella
/ ita eli s.

se casa e chiesa di

Andrea

della Valle,

Gaetano, iusieme ad
il

altre in-

che tuttora posseggono e delle quali parlerò poi, solo qui

teressanti notizie sid sanlo e sui teatini.

aggiungendo, che leg-

Parlando

p.

Helyot delle missioni

stra-

go nel Costami, L' Osservatore di Roma t. 2, p. 32, del supplemento, di avere
i

niere da loro intraprese, dichiara che en-

trarono nel 1627 nelluMingrelia, ove fon-

teatini nel

1824

istituito in

detta casa
i

un

darono una

casa, altre

avendone

istituite

nuovo convitto,
screto mensile
I

in cui

ammettevano
e vestiti

gio-

nel la Tarla ria, nel laCii cassia, nel la Giorgia

vanetti di nobileo civil condizione con di-

pagamento

col-

abito teatino, per ricevervi l'istituzione

che in processo di tempo furono costretti abbandonare. Successivamente si formarono 4 provincie in Italia, cioè la provincia diNapoii,quelIa di Sicilia,edue

cristiana, l'insegnamento delle scienze tan-

inLom-

to

ili

filosofia,

che

di teologia,

da insigni
allo

bardia, una in
gna.

Germania

e altra in Ispa-

precettori dell'ordine, e ciò

conforme

Le suddette prime

costituzioni del-

TEA
l'ordine sono nella loro brevità

t E
un mocoli feci la biografia,

a

1

35
-

tranne l'ultimo per1

numento

di saggezza, e

furono a poco a

chè morto
lai

a'

1

G maggio 853 dopo stam

poco accresciute da 'capitoli generali, e si trovano nel p. Sdos istoriografo dell'ordine. Egli dice
ni

palala lettera /'.A 11'articoloREi.iGioso pardelle vesti cardinalizie che usano
i

car-

che

le

presenti costituzio-

dinali chierici regolari.

L'encomialo ande' principali

ligiosi
ti

sono l'opera della pietà di molti reliche le compilarono d'ordine di detprincipalmente
di quello del

notatore del Butler,
san/i, dice che
i

/ ite

teatini

capitoli, e

no

al

presente ir)4

hanno avuto sivescovi. Aggiungerò

iogSedi quello tenuto in Roma nel i6o{, indi approvate da Clemente Vili nello stesso 1604 con bolla de'28 luglio, e stamD pale per la volla nel 608. Le regole posteriori a questa approvazione si chiamano decreta- 3 e sono divise in 3 parti come le
1
.

ch'ebbero pure de'
te
ti

vicari apostolici insi-

gniti della dignità episcopale, e di presen-

1

mg.'

hanno vescovi come quelli di GirgertDomenico Lo Jacono, e di Calta-

nisetta

mg/ Antonio Stromillo,ainbo preXVI.
il I

conizzati da Gregorio
l'

vescovi deli

costituzioni. Oltre

i

decreti in latino, ve

ordine sino

al

presente oltrepassano

ne sono anche
diniti quali

in italiano col titolo di ordivisi in
1

7.5o.

Lungo sarebbe

novero degli

altri

sono
Il

3 capitoli, stam-

illustri e tlotti teatini, e degli

autori di o-

pati più volte.
le

note sulle

p. Peregon pubblicòdelcostituzioni in forma di de-

pere, de'quali ne ricordai diversi. Di tutti
scrisse
il

teatino p. d. Antonio Francesco

cisioni morali,

ed

il

p.

Caracciolo delle osle

servazioni o Synopsisj

une

e

le

altre

Vezzosi(che Clemente XIII voleva creare cardinale, ed in vece creò il p. Ganganelli

piacquero tanto al cardinal de Remile che
le fece

conventuale che

gli

successe col no-

stampare colle costituzioni in Parigi, prima che vi fossero introdotti teatini, benedetto XIV colla costituzione Insignem, de'20 marzo ij^'j, suo Bull. t.
i 1

me

di

Clemente XIV), Gli scrittori de'

chierici regolari detti Teatini,

Roma
Rora-

1780.' L' Effemeridi letterarie di

ma

di tale
dell'

anno,

a p.

385 rendono

,

p.

5o3, conferì

in

perpetuo
s.

a' teatini

gione

opera. Gli annali dell' ordine

un posto

di consultore nella

congrega-

sono
ra,

stati scritti

da'due seguenti
ile'

teatini.

zione de'rili,a cagionedel dotto
tario che avea composto

Commen-

Gio. Raltista Tuffo, poi vescovo d'Acer-

pra

le

Rubi

ichc. e ch'è

il p. Merati somolto più esteso

Storia delia religione

padri

chie-

do

Gavauto barnabita, facenPapa un glorioso e assai onorevole elogio dell'ordine. Questo vanta un gran
di ([nello del p.
il

1610. Giuseppe Silos, Historiae clericorum rcgularium, accessit theaiini ord. icriptorum catalogos, Romae 65o-66. Si ponno anche
rici regolari,
1

Roma

numero

di servi di

Dio, di cardinali, di

vescovi e di dotti scrittori. Fiorirono tra'

vedere: Morigia, Storia, delle religioni, cap. 5o; Auberto Mirco, Orig. clerico-

Gaetano, s. Andrea A< /• Giovanni Marinoni, il b. Paolo cardinal Bucali. \\ b. Giuseppe M/car*
tea tini ottres.

rum rcgularium,
nio da Latera,

cap. 2; ed

il

p.

Flamistorni
1 :

Un

il

b.

Compendio della

degli ordini regolavi, par. 3, cap.
l'

Del-

diluii

Tornatasi. Altri cardinali, oltre
e

il

Cara/a

Papa /Y/o/o // .sonoGio. Ber/'/:,'

de'chierici regolariTeatini.Neil'articolo Teatine raccontai come l'am'ordine
ispirata

nardiuo.Vro///'.L^ a ncesco

//,^/r///'.Do-

menìcQPignattelli,Giu&epoeCapeceZurFrancesco M.'Banditi vescovo di
.

mirabile e ven. suor Orsola Renincasa, da Dio e dall'Immacolata Concele

zione di Maria, fondò

obi ite e

le ro-

te
'
.

Fiascom ed cu
il

e poi arcivescovo di
inai

Beneven-

mite, sagre vergini che sottomise alla regola e governo de' teatini e volle che si teatini, sebchiamassero Teatine. Che
i

il

lelli

arcivescovo di

Ferdinando M." PignatPalermo, creala da
tutti agl'indicali

Gregorio XVI. Di

arlU

bene

piti

volte supplicali dalla .serva di

i36
r>io a

TEA
tanto per

TE

A
s.

prenderne la cura,. si opposero di assumerla ad onta delle istanze e premure di cardinali, di principi, di prelati e

mezzo degli attacchi che

Gae-

tano presentò personalmente all'eresia, quanto per lo spirilo di pietà e di fervore che ridestò in lutto
pel
il

della città di Napoli, finché
stretti
la

furono co-

cristianesimo, e
a quel se-

ubbidire accettando l'incarico del-

movimento che impresse
mezzo
di

direzione

neh 633,
il

e presto

sene

re-

sero

benemeriti. Merita

sommamente

cb'io qui ricordi
te
s.

dottissimo ed eloquen-

Discorso sulle influenze dello zelo di

1

Gaetano Tiene fondatore dc'CC.RR.

una azione lenta e pacifica, e perciò appunto nascosta. Considerato sotto questo nuovo punto di vista, Eroe della povertà, V Evangelista della Provvidenza, il Modello dell' innocolo col

Teatinijnell'universalerinnovazionereligiosa

cenza, Gt\

il

Mai-lire della carità,

si

pre-

V7 Ijrecitato in s. Paolo dìNapoli dal p. d. Gioacchino yentura procura/ore generale del medesiordine, Napoli 1 824*

Jd secolo

senta allo sguardo osservatore

come un

santo d'un'importanza e d'una grandezza che non appartiene se non a lui solo.

mo

La

storia ecclelo spet-

Ne'primi paragrafi del Discorso, l'enco-

siastica del secolo

XV

I

presenta

tacolo d'una lotta implacabile e ostinata
di tutti
i

mialo oratore fa rilevare certe relazioni di somiglianza tra la maniera di esistere e di governarsi della società religiosa e della società politica, e
te

vizi

contro tutte

le virtù,

e di

tutte le verità contro tutti gli errori. Quindi quello strano contrasto,

spaventevole

sue idee sopra

gli

propone cerOrdita regolari

insieme e edificante, die videsi allora posto in azione, di tutti gli eroismi dello zelo, cou tulli
i

considerati nel loro rapporto colla chiesa cattolica; le quali

servono ancora a prostessi

deliri! del

fanatismo; di tut-

vare
la

la

necessità degli ordini regolari nel-

te le

pratiche più nobili della pietà, eoa

Chiesa, risultante da'principii
la

che

tutti gli orrori della

profanazione e del
cari-

costituiscono

società cristiana. Dice poi
religiosi

sacrilegio; di

esempi toccanti della
martini generosi e

chela storia degli ordini
ta

presena

p:ù sublime, co't ratti della più abbietdi per-

4 grandi epoche

segnalate: quella degli
testa brilla $.Paoloi.

ta ferocia; di

Anacoretica cui
gran

secuzioni spietate; di fondazioni preziose e di lagrimevoli distruzioni; di luttuo-

eremita; quella de' Monaci, guidali dal s. Benedetto j(\ue\\a degli ordini Ven-

se perdite

per

la

Chiesa e
vi è

di consolanti

dicanti, di cui

conquiste; sicché non
volgare, sei secoli
si

secolo dell'era

eccettuino delle per-

s. Francesco éCAsisi è il primo condottiero e modello; e quella finalmente de"lislituti diversi de' Chierìo

secuzioni pagane, in cui

il genio del bene abbia praticato maggiori eroismi di
il

ci

Regolari, de' quali
il

s.

è

comune

istitutore e patriarca.

Gaetano Tiene Quini

santità, e in cui

genio del male

siasi se-

di l'autore

produce

tra' detti santi

rap-

gnalalo per mezzo di più grandi e più
struosi delitti.

mo-

porti di somigliauza,oltrechè nel carattere

Ora il eh. autore del Discorso è intento in esso a provare, che s.
Gaetano
sia

proprio di loro santità e nella pratica dell'

evangelica povertà, rapporti di somi-

l'istrumento di cui Dio
il

siasi

glianza nell'essere stati tutti e 4'pati'iarehi degli ordini regolari seguiti da altri
illustri eroi cristiani, e

servito per operare tutto

bene che

iu

quel secolo

si

operò,

come Lutero
si

è sta-

rapporti di somi-

to l'istriunento di cui

è servito l'infervi si fece;

glianza nella prodigiosa fecondila delle
loro fondazioni, e nell'estensione prodigiosa delle loro benefiche influenze.
tini
I

no per lare tutto
che
ili.

il

male che

die

l'

impulso

allo zelo

per

le-

tea-

sosi

alla difesa e allo

sviluppo di tutte
alla pro-

diconsi semplicemente Clerici

Regui

le velila; come il 2." apri la porta pagarono di tulli «li cuori, e

lares, per antonomasia, perchè furono

ciò

uuu

pruni,

comechè

s.

Gaetano

u' è

il

padre

TEA
e
il

TEA
la
s.

i3 7

fondatore comune. Tra' vantaggi se-

uno alla chiesa dal vicino palazzo del/

gnalatissitni

che l'ordine teatino ha ref«

alle, nell'area dell'antica chiesa di
l

cato alla Chiesa,

rilevare

il

numero

Sebastiano in
resi

ia

Papae,

del (piai voes-

grande

di pastori

l'Italia, la

che riceverono da esso Spagna, lu Francia, la Germai

cabolo

ragione a Strada, cioè per
i

sere quella per la quale

Papi dal La-

nia, la Polonia;

lumi sparsi
sagri

e le ricer-

lerano

si

recavano

al

/

liticano e vice-

che lahoriose
gli

fatte dai teatini stille antii

versa, particolarmente nel solenne Pos-

chità cristiane e sopra

riti,

poiché

sesso del Papa. Inoltre
sa

la

chiesa e
il

la

ca-

autori

classici

in

materia

di riti

sono

occupano

il

sito

ove fu
i

bel palazzo

quasi tutti leatini;le tante eresie smascherate, confu>e e fugale

de' Piccolo/nini (/'•),
ne'si

quali essendo saI'

particolarmente
riconcilia-

e restando verso

ingresso dell' at-

dall'Italia; e l'illustri conquiste l'atte alla

tua

le

casa l'adiacente piazzasi disse di. fifela

religione, nella chiesa
ta colla

armena

na. e corrisponde verso

chiesa de' sa-

chiesa Ialina dal p. Galano; nelisola di

voiardi già

l'immensa
l.i

Corneo conquistata
di

al-

Francia, e il vicolo dell'abbateLuigi,così denominato per la dedi

lede dal p. Ventimiglia; nella Giorgia,

la

Mingreha,i regni

Cu rial, di

Idclcan,

Narsinga, di Golgonda, Goa, Malacca, Coruorino,Giava e Sumatra, contraile inn. dliate da'sudori e dal sangue del p. Giudi

forme statua che ivi si vede, e della quacome famosa per salire parlai descrivendo il contiguo Palazzo Stoppani,ora
le

Vidoni.
ll<

11 Panciroli, Tesori nascosti dì mia, dicendo qualche parola della chies. Andrea, perchè pubblicò l'opera 1G00, racconta che dietro di essa e

dice, del p. Stefano e di altri innumerabili
lìgli
ili s.

sa di

Gaetano,esistendo ancora in
teatina,
i

Goa

nel

una numerosa casa

di cui indiviin

nell'ultima sua parte esisteva a piazza di

dui scorrono l'Indie orientali

missioni.

Siena un palazzo che fu de'due cardinali
sanesi Piccolomini poi Papi
la

Dopo

aver enumerato l'azione lenta e nas.

Pio //(per

scosta di

Gaetano,

ma

prosperosa e

fe-

cui elezione nel 14-58 fu saccheggiato

conda, nella riforma
lo

di vari istituti e nel-

e rovinato dalla plebe, togliendovi

anche

stabilimento di nuove fondazioni; e-

delle pietre,

come

rilevai nel voi. XI, p.

gualmente prosperosa e felice nella riforma del cinto religioso; prosperosa e feconda eziandio nello spirito di pietà, di
carità, di zelo risvegliatosi nella Chiesa;

sa di

67), e Pio ///,• e quanto alla piccola chies. Sebastiano oCasliano, la sua piazsi

za
la

appellava Massima perchè eretta sultal

cloaca di
il

nome,

in cui era stato get-

lilialmente dell'azione di
ta e nascosta,
1'

s.

Gaetano

len-

ma
il
il

efficace e

feconda nel*

a\er sollevato

cristianesimo contro

l'errore, esclama

facondo ed erudito

p.

corpo del santo dopo il martirio e le battiture colle verghe d' ordine di Domiziano nella vicina piazza di Campo di Fiore; da dove e attaccato ad un
tato

\ nitura: » Eccovi

dunque un
si

santo do-

uncino
la

lo

levò

la pia

matrona Lucina, al-

tato da

Dio d'un'anima, d'un cuore uniestendono

versale, le cui sollecitudini

la

quale eragli apparso s. Sebastiano nelnotte, insegnandole ove giaceva il suo
lo

a tutta (pianta la Chiesa, le cui influenze, le cui

Corpo nascosto, perchè
nelle

trasportasse

riforme abbracciano tutto inil

catacombe

di Calisto,

siccome ese-

tero

il

cristianesimo,

cui fervore,

il

cui

gui, e dalla chiesa che su tale cimilerio
si

zelo da per tutto penetra, per avvivar
tutto, e
(

eresse in onore di
il

s.

Sebastiano, anch'esdel marti-

da per tutto

sì s.

manifèsta,"

so ne prese

nome. Altri credono confu
gli alti

luesa e casa di
di

indrea della
s.

sala cloaca nella (piale

t <illc

Roma de

Teatini, nel rione

no
to

di
il

s.

Sebastiano dicono che fu trovaSebastiano in
/ ia

Eustachio. Sorge maestosa sulla

mozza

suo corpo, colla cloaca dove fu edis.

della I

<*//.,

dcnuuiiuuiiuue che prese iu

ficala la chiesa di

1

38
I in

T E A
I

TEA
meritae clerici regulares. Si vuole che d. Costanza dopo donato il palazzo si ritirasse in Napoli, nel

allensìum, in Platea Panne, in Maxima. Molti scrittori peiò sostengono, che il santo corpo fu rinvenuto da Lucina, nel luogodella cloaca sopra la
le fu

monastero delle domeniil

qua-

canedellaSapienza,soggettoa'leatini (coll'abito di quelle religiose è dipinto

fabbricala

la

delta sua chiesa, ove

suo

ne'tempi antichi era l'Euripod' Agrippa,
o secondo
altri
la

ritratto in

grande quadro,
di detta casa di

esistente nel

scena del
si

Teatro di

piano terreno

Roma). Con

j'oinpeo,\e cui rovine

videro nell'eri-

autorità di Sisto

V

la

chiesa fu spianata

gervi sopra l'odierna tribuna, e ne'bassi

del lutto, insieme colla sua casa, e la cura

tempi un portico
potenti Colonna,
dell'Infessura.Si

in cui fecero

clamorosa

(non però

i

diritti

parrocchiali che furo-

rissa que'della famiglia della Valle, co'

come narra
il

il

Diario

no do
la

trasferiti nelle
il

parrocchie vicine,seconin

Bovio, o meglio
in

quella di
il

s.

Lo-

può vedere

Martinelli,

renzo

Damaso, come vuole
t.

Ratti, Del-

Roma ex ethnica sacra.che mollo ne parla a p.

famiglia Sforza,

2, p.

58
il

te

che

393, provando eruditamenvenerabile corpo fu gettato nele

pelle, le sepolture, le rendite

363), le capfurono tra-

sferite

la cloaca

mo ed
fitto
lieri

il

Massima presso il Circo MassiSettizonio, dopo essere stato tra-

nella nuova,

re e

i

con suo breve de' 18 agosto i5qo dimodoché l'aitar maggiodue laterali si doverono fare entra-

con frecce; altrettanto fa il Cancela p. D2 delle Sette, cose fatali di Ros.
il

re per

memoria
si

nella chiesa di

s.

Andrea,

nellaquale
te destra

dovesse dipingere dalla pars.

ma, rendendo ragionedell'equivoco, parlando della Chiesa di
la.

l'immagine del
quella di
s.

A postolo e nel-

Sebastiano alBovio,

la sinistra
il

Sebastiano, e che
scali-

Polveriera
s.

(/;.);

ed

La pieil

rimanente restasse per uso della
usi servisse la sua area.

tà trionfante nella fondazione della ba-

nata e piazza della medesima, uè ad altri

silica di
le

Lorenzo

in

ne tiene proposilo

a p.

Damaso. qua82, come an1

La tribuna

e

l'altare principale della chiesa corrispon-

tica cbiesa filiale di delta basilica, con

pare

rocchia che

comprendeva 48 famiglie

de all'attuale cappella Barberini, avendola eretta il cardinal Maffeo Barberini poi
che

rendeva i3o scudi l'anno: però Cancellieri che ne' Possessi de' Pontefici, a p.
21 4, riporta alcune erudite notizie sulchiesa e sopra quella che le fu sostituita, allerma che a quelP epoca la parla

Urbano Vili, comesi legge dalla lapide vi pose nel i6i6e riprodotta da Mar* tinelli. Assunse la magnanima impresa di
la

fabbricare
lo

chiesa

degua

del

s.

ApostoGio.

Protoclelo (ossia primo chiamato, poidi
s.

rocchia di

s.

Sebastiano era soggetta alla
Eustachio. Essendo per an-

ché dopo essere sialo discepolo
Battista, fu ili.°da

diaconia di

s.

Gesù

Cristo chiamato
s.

tichità la chiesa rovinata, d.

Gostanza/Ve -

all'apostolato), fratello

maggioredi

Pie:

colo/nini duchessa d'Amalfi
tini
il

donò

a'tea-

£/'o(uelquale articolo, ed in quelli di Pro-

suo gran palazzo, acciocché diroc-

cessione Russia, S\ nt
;

Andrea

e

Tarta.

cata la chiesa altra ne costruissero in o-

ria, meglio riparlai delle gloriose gesta
di
s.

noredi

s.

Andrea apostolo patrono
vi

di

sua

Andrea
che

e delle sue preziose reliquie:
si

famiglia, e

formassero

la

loro casa. Legp.

di quelle
le

venerano
lui

in

Roma,
di

e delil

go

624, nella descrizione della chiesa di s. Andrea della Valle de'teatini, che a questi d. Costanza nel 089 donò il suo palazzo, e perciò religiosi in un cantone della casa posero questa iscrizione: Constantiae Pieculominac Arag. A malplria duci opti/ne
nel
1 i

Venuti, Roma, moderna,

chiese

ivi a

dedicate, ne fece

no-

vero Piazza
p.

nell' Emerologio

Roma

a

709, dicendo che in quella de'teatini si conserva un suo dito, forse donalo da d. Costanza), e che partecipasse della sua sontuosa basilica, il cardinal Alfonso Gesualdo (/ .) arcivescovo di Napoli e de-

TE
gittò la
ciroli
1

A
1591
il

TEA
vi

139
ed elegandi

cnno del sagro collegio, che nel
.'pietra, e nel
1

numento
ti

di

Pio

II.

I

bellissimi

Goo

disse

Pannel

disegni incisi

de'monumenti
t.

Pio

II

che procedeva
;

la

fabbrica Della e

e l'io III, sono riportati
/ ihtf /'onli/ieia/i.

nel Ciacconio,
1

magnifica

ma

colpito dalla

morte

2, p.

028, e

t.

3, p.

14 febbraio, restò imperfetta la grandiosa opera. Subentrò al proseguimento della fabbrica l'animo splendido
a'

ibo3

216.

Il

Ciacconio riporta ancora

l'iscri-

zione fatta scolpire dal cardinal Alessan-

del cardinal Alessandro l\rctti(f .)Mon-

degno nipote del gran Sisto V, le forma più magnifica e quasi l'ultimò, colla spesa di 160,000 scudi d'oro. Narra il Valeria nel Diario, che il cardinale nel setlembreiGi 1 prima di partire per Dagnaia fu a vedere la fabbrica che protalto,

dro Peretti Montalto in s. Andrea della Valle per Pio II, in cui si legge: Cimi Pii III iiepotus ossibus summo translatus ìionore hic honorifice tumulaturkal.

die

febr.
suita

An. 1623 (deve
riprodusse
1'

essere errore tipoIl

grafico, meglio 161 3).

p.

iscrizione,

Donarmi geNuniism.

Pont.
tes'a
ti/icix

cedeva coll'anuuo assegno

di

4ooo

scudi

t. r,p. 69. Inoltre il Ciacconio atparlando di Pio III: Huiusce Poh-

d'oro, ed ordinò che se ne dassero altri

3ooo
le,

acciò

si

finissero l'altre

e

che

fosse

due cappelterminata per quaresima

ta siuit ab
to

ossa permìssu Pauli J translaAlexandro Peretta Montai'
,

S.

II.

E. Vicecancellario

ad

cecie'

tutta la navata fino al principio della tri-

buna. Indi per aver Paolo
lire la
la

V
/

fatto

demo-

cappella di
.v.

s.

Andrea

esistente nel-

Chiesa di

Pietro in
e

atìcano (V.)

per l'ingrandimento della basilica, eretta

da Pio II ( J
pote Pio
vea riposta
la

.)

dove

fu sepolto col niil
1

IH (/

.),

nella quale
s.

.°già a-

siam v. Andrene a se exstructam. Si può vedere il Torrigio, Grotte Valicane, col quale mi sono uniformato sull'epoca del trasporto de' due Papi, benché comunemente si assegni al i6i4> forse indicandosi il compimento del collocamento nel sito ove sono. Inoltre egli
dice che l'istorie degli ornamenti di questi

Andrea, il cardinal Moolaltocol permesso del Papa nel
testa di

sepolcri di

marmo

furono lavorate

ila

1610 trasportò
drea
i

nella sua chiesa di

s.

An-

cadaveri de'due Papi (in quell'anno essendo morta d. Costanza, forse eb-

be d conforto di vedere tale traslazione),
e nel
1

Pasquino da Monte Pulciano (cioè vi lavorò cognominati scultori), e riporta l'iscrizione che rimarcai. Siccome nelle Grotte Vaticane vi sono alcuni marmi
appartenenti a Pio
II

6 4
1

li

fece collocare in alto in luol'altro, nella

ed a Pio

III,

ed ani

ghi eminenti, uno incontro

che
pi,
ini,

le

loro

urne che ne racchiusero
i

cor-

navata
li

di

mezzo sopra

gl'ingressi latera-

leggendosi tuttora scolpiti
questi

loro no»
li

delle porte minori, insieme co' nobili

monumenti non
il

più

conten-

depositi di
la

marmo

scolpili

da Nicolò

del-

gono dopo
della Valle

trasferimento in

s.

Andrea

Guardia

scepoli di
nella

e Pietro Paolo da Todi, diPaolo Promano, e che stavano

memorata

cappella, e dal cardinale

ove riposano,e restarono le urne nelle Grotte Valicane come cenotafì , e li riporta nelle tavole 4^ e 4o ia dotta
e critica opera di Filippo Dionisi,

decorosamente e con magnificenza fatti situare sulle pareti corrispondenti, ove avea posto le spoglie mortali de'due Papi; com questi vennero a riposare onorata niente in un tempio dedicato ;tl santa loro
p;iti

Sacra-

rum

l'aticanae bosilicac
Il

Cryptarwn
s.

monumenta.

quale scrittore prova che

di fattoi corpi furono trasportati in

An-

drea, ed altrettanto affermano
lustratori delle

gli altri il-

ono, ed

ei

etto nella loroantica ca-

sa pel

donativodella pia loro parente, coricordare
il

contrario

si

legge ned'

Grotte Vaticane. Nulla in ippendix u\ Dio-

me volle

cardinal l'erutti nelil

l'iscrizione

che fece scolpile sotto

mo-

nisi; de' non meno dotti Sarti e Settele. Questa dichiarazione era troppa Decessa*

i4o
i

TE
per non indurre

A
io sospetto chi

TE
stre di
,

A

vede nelle Grotte le due urne marnioreedi Pio Ile Pio III, che forse ancora contenessero
ia,
i

ca annualmente. Egli se fosse vissuto a-

loro avanzi mortali.
di

che sull'urna
tre
il

Di più aggiungerò Pio II in s. Andrea, olsi

vrebbe foderato tutte le pareti di lamarmo volendo rendere la sua chiesa una piccola basilica Vaticana. 11
cardinal Francesco consagrò con istraor

suo corpo scolpito giacente sulla
legge: Pìiis

medésima, nel davanti

II
la

P. P. Su quella del nipote similmente
nel davanti è inciso

sua figura è scolpita distesa sull'urna, e
:

Pius III. Nelle

ri-

cordate due iscrizioni fatte scolpire dal
cardinal Alessandro dopo
quella del sepolcro di Pio
li
il

trasporto,

dice:

In Pi-

pompa e maestà la chiesa di s Andrea, con intervento d' innumerabile popolo, non neli04q come scrissero al tri, ma nell'anno sautoiGjo, il che tro vo confermato nel contemporaneo Ricci De' gitt/iilei universali , p. 269; quind errò Bovio nel dirla consagrata da Ales Sandro VII. Siccome mancava d'una fac
dinaria
ciata corrispondente all'interna sua

colonùnorum

Domo

.... Pii

Montini, restituii et ornavit. L' iscrizione di Pio
sotto
il

II P. M. A. S.l6 41

ma

gnifìceuza.eol consenso di Alessandro VII
il

III

parimenti incisa

cardinale Francesco

le

assegnò per i5

di lui sepolcro dice:

Alexander

anni scudi
lasciò in

2000 sulle
si

proprie reudite, che

Perettus S. R. E. Card. Sepulcru Pii flfP. M. et Pii II adverso posila Paulo ì l\ M. concedenti e 7 alicano translatu magnificentius reponendo curavit.A.
S.
i

morte

a tale oggetto,

ed

il

Papa

volle che

mettessero a frutto per forscudi, che tanti ne occor-

mare 5o,ooo
la

revano, e per tale annuenza fu posto sul-

6

i

4. L'annalista Rinaldi riferisce,che

medesima anche

lo

stemma d'Alessanil

Pio

111 fu seppellito

marmo
i

nella

un sepolcro di cappella di s. Andrea in s.
in

dro VII. Tanto

riferisce

Ratti, citando

Ciacconio, e fu ripetuto da Cancellieri.
Io però notai nella sua biografia, che la

Pietro, accanto a quello dello zio Pio li,
tpiali poi
il

cardinal Alessandro Peret-

somma
stici

fu assegnata sui benefizi ecclesia-

Montai to trasportò nella chiesa di s. Andrea della Valle. 11 Piazza neh' Effe
ti

goduti dal cardinale, che morì nel
ch'egli fosse cardinale e per

i655. Prima
la

attenua a p. 4o3 dichiara che 1' elegante sepolcro insieme col corpo di Pio 11, fu traslèrito nella chiesa di s. Anineridc
I

sua cura pel termine dell'augusto temvi

pio

è

una C.'nzone per
s.

la real fab-

brica della chiesa di

Andrea

della

drea della Valle. Anche

il

Novaes nella

Storia di Pio II e di Pio III all'erma, che co'loro corpi furono trasportati sepolcri in s. Andrea. Il citalo Piatti nella stona della famiglia Peretti, diceche il cardinale Alessandro mori nel 6x3 senza aver
i

Falle all'Ill.mo e Rm° Sig. il Sig. ab. d. Francesco Peretti, Roma 1627. Il citato p. Conanni, NumismataPontificum, t. 2, p. 65o, riporta e descrive la medaglia coniata
effigie,

da Alessandro VII colla sua
il

1

e nel rovescio

disegno della fac-

potuto vedere del tutto ultimata

la

super-

ciata,

con l'epigrafe
il

s.

Andreae Aposto-

na e vasta mole da
le

lui

innalza ta,della
i

qua-

lo
la

Romae. ed

conio ancora esiste nel-

restarono patroni
,

di lui nipoti e di-

zecca papale e lo apprendo dalla Se-

scendenti
(t

il cardinal Francesco Peretti Maria Felice, ultimi della stirpe di Sisto /. Racconta il Bovio, che il cardinale Alessandro, presago di sua immatura morte, ottenne da Gregorio XV

rie de'eonii.
la

Anche il

p.

Bonanni dice che
il

Je

d.

chiesa sorge ove fu già

teatro di

Pom-

peo, con disegno e modello di Pietro Paolo Olivieri

romano

scultore e architetto
vite depili celebri

(leggo in Milizia,

Le

Ja

sopravvivenza di dieci anni Mille rendile di sue abbazie di scudi 6000 e -più,

arcfùtettifihe non potè vederla finita. per-

chè morto

nel

1

5<)t) e

sepolto in

s.

Maria

du impiegarsi pel termine della fubbri-

sopra Minerva, però

la ridusse a

qualche

TEA
buon termine secondo Bagliori: riebbe pure mano il p. d. FrancescoGrtmaldi tentino),e direzione di CarloMaderao (.nitore del coro e della cupola, die per es-

TEA
no non
fu esegnilo,

i|r
la

onde

facciata è sui

disegni più nobili e maestosi di Rainaidi;

che sebbene rigurgiti
tespizi, è

di risalti e di fron-

però magnifica e ornata. L'indi

sere semplice

il

severo Milizia

la

na); essendo la facciata esterna

dice buocomposta

terno della chiesa è in forma
tina,

croce la-

ha una gran navata con cappelle

di travertini, e costruita co'proventi

dopo

la

morte del

cai di nal

rano devoluti alla s. dro VII applicali all'edilìzio, ciò che si accenna nell'iscrizione che nel prospetto interno
in cui
vi fu dal

che Francesco evSede e da Alessan-

sfondate e cupolette, proporzionata crociera e coro semicircolare: Cancellieripre-

consimile al duomo di Froquanto all'architettura. La doppia cupola ha 74 palmi di diametro,

tende che

sia

sìiìonc , cioè

Papa
la

collocala

neh 655,

ed è perciò
le di

la

più vasta di tutte
la vi

le

cupo-

s'incominciò

costruzione con di-

Roma dopo
il

Vaticana

:

ultima

segno del cav. Carlo Rainaidi. che l'ornò colle statue colossali de'ss. Gaetano e Sebastiano, scolpite da
ss.

mente
bo.
I

governo

fece delle riparazio-

ni, e ricoprì al di fuori di lastre di

piom-

Domenico Gnidi, dei Andrea apostolo e Andrea Avellino (alErcole Ferrara
gli

peducci o pennacchi furono dipinti

lora beato), scolpileda

(in

chino, e

da Domenico Zampieri detto il Donienisi riguardano come una delle opere più insigni
di lui,

uno

alla

Fama); mentre

angeli e altre

che

vi

espresse

i

statue sulla porla sono sculture di

Gia-

4

Evangelisti, in figure di straordinaria
sollevato e di gran

como Antouio
lieri

di

Fancelli. Osserva Cancelche questa facciata è delle più alle Roma, e forse la maggiore dopo la Vala

grossezza e alte palmi ai. Questi angoli
dipinti con
istile

ma-

niera, nella forza, nella proporzione e nell'artifizio giovarono moltissimo al cav. Giovanni Lanfranco che dipinse la volta della cupola medesima, poiché le sue figure appariscono di minor grandezza e più dolci. Lanfranco impiegò 4 anni nel

ticana,
s.

Lateranense,

la

Liberiana e di

Croce in Gerusalemme; ch'è tutta d'ordine corintio sotto, e composito disopra. Vi coniò 17 figure, tra quelle de'sanli che

sono nelle nicchie e gli angeli, 4 de'quali in bassorilievo rimarcando mancare il grande angelo alla sinistra del prospetto;
,

suo classico e laborioso lavoro, ed è

sti-

malo una
la

delle migliori sue opere. Egli
la

nel fregio della cornice del 1. "ordine
legge:

si

rappresentò

gloria celeste,

esprimendo

Alexandri I 11 l'.M. s. Andrene Apostolo Ah. Saluta MIH'IJ 11 Mi.

Regina degli Angeli sopra un Irono di candide nubi, accompagnata da un coro
d'angeli
e cherubini, rivolta al centro del più luminoso abisso, nel quale ilsuodi-

lizia dice

che

la facciala è
la

stimata

la

più

grandiosa dopo

Vaticana
s.

e quasi dello

slesso calibro di quella di
forse più grande: è a

Ignazio,

ma

vin Figlio l'attende in
lo di santi
;

mezzo
ss.

a

uno

stuovi

due

ordini, ha co-

a destra della e è
s.

Vergine

lonne accoppiate,
distalli,

ma

ciascuna sopra pie-

sono
alla

s.

Andrea

Gaetano

e più vii ino
s.

ha

risalti

e frontoni sopra fronIl

Madonna

s.

Pietro con

Andrea
si

toni, e molti altri abusi.

Bastioni,

Le

Avellino. Nel termine dell'aria

vede

il

vite de'mtlorifiicullori e architetti

p.3og,

seggio della gloria beata, ebe principia da

dichiara che

la facciata è di

Carlo

Mail

una

sfera

composta
il

di vapori celestiali

,

derno e fu

incisa sulle
la

stampe, oltre

co-

che partecipa
e di aereo,
tità d' angeli

colore

ro, la tribuna e

bellissima cupola, così

sopra cui

luminoso posano assisi quan-

come

ili

compiendo la bo tacere col
scultori e cu
1

chiesa. Tuttavia

non

deli-

che formano concerto ar-

Pascoli,

/ ite

de
1.
1

pittoi i,
,p. 3ocj,

hi tetti
il

moderni

monioso, come per festeggiar l'arrivo dulia Vergine. L'idea della gloria, la vaghezza e l'artificio de' colori nell'espressione

e col Venuti, che

disegno del Madei-

1

4^

TEA
tilt-

TEA
no
del cav. Calabrese o Mattia Preti,
li

dello splendore, e l'armonia soavedel
lo, die

e

gran lume a'piltori in silfàtogenere di lavoro. Del Domenicliino sono
pure
ed
il

sono
gli vi

maggiori

d<i
i

lui fatti in

Iloma. E-

rappresentò

3 principali fatti del-

le

pitture della volta della tribuna,
vi

la crocefìssioue del

riparto degli stucchi. Egli
di

dipins.

santo titolare. Le altreduepitture minori e laterali sopra gli

*e nel vano
l'ietro e di
la
s.

mezzo Andrea

la

vocazione di

archi, sono de'bolognesi Cignaui
fi,

eTarufla te-

:

nella parte destra

una

delle quali

esprime quando
j.*

flagellazione del 2.°, pittura

eseguita
lui te-

sta dell'apostolo fu portata in

Ancona.

Or

con partito diverso da quello da
de'ss.
lio;

cominciando dalla
la

cappella a sinistra

nulo nella cappella adiacente alla chiesa Andrea e Gregorio 1 al monte Ceincontro a questa poi espre>se
il

del principale ingresso della chiesa, essa è

succennata eretta dall'architetto Mat-

san-

teo da Città di Castello d'ordine del car-

to nel

momento

d'essere condotto al sup-

dinal Barberini poi

Urbano VII
pel

I,

nobilisin-

plizio. Nella
la

parte acuta delle costule delil

sima

e

ben ornata

pavimento, per

vano del semicircolo, è dipinta la gloria del s. Apostolo. Terminate le costole è un riquadro colla cortribuna, ov'è
nice di stucco,
to, in cui dipinse

crostatura e per l'altare di
e bellissimi, oltre diversi

marmi

misti
di

ornamenti

stucco messi a oro, con colonne di verde
antico. Nel

come tutti quando

gli altri
s.

dorain-

mezzo

è la pittura di

Maria
la

Andrea

Assunta in cielo;dal latodrittoè lasuaPresentazioneal tempio, e dal sinistro
Visitazione: di sopra nelle lunette altre
storie, e ne'lriangoli
feti

sieme con s. Giovanni apostolo ed evangelista, passando presso il Precursore s.Gio.
Battista, questi addila
il

due
Pro-

Salvatore di lon-

sono

effigiati

i

tano. Sul cornicione che gira intorno la
chiesa, ne' vani delle 3 finestre,
J

a olio sullo stucco, e sulla volta ai-

il

Dome-

cimi angeli e putirai, tutte opere di

nichino dipinse 6 Virtù: cominciando a
sinistra la
i.

è la Carità, seguono la Féil

de,

la la

Religione,
Fortezza, e

Disprezzo del

mon-

Domenico Passignani, di cui è pure il disegno degli ornati della cappella. A destra sono le statue di s. Marta del Mochi, e di
s.

do,
le

cose celesti.

Contemplazione delLe due finestre laterali
la

Gio. Evangelista del Buonvicino: a
s.

si-

nistra quelle di

Gio. Battista di Pietro
a

sono
zo
al

a fjggia di

conchiglia, e in

mezfigufeslo-

Bernini, e di

s.

M. Maddalena

di Cristo-

due ve Terminali nude che legano un
fionJespizio di esse sono

foro Stati di Bracciano, che scolpì pure
la

statua di

mg/FrancescoBarbei

ini(pro-

ne
to

di frulla

che circonda

la

conchiglia,
tol-

tonotario partecipante, fratello d'Urbano

ed alcuni pulti scherzanti che hanno

YIII
lio

e quivi sepolto), cioè sotto la porti-

da quel festone varie pere, con allusiodella famiglia Peretti, cui

cella a

manca, ov'è un

s.

Sebastiano a oall'ili-

ne all'impresa
app;n teneva
il

dipintodal Passignani. Incontro

cardinal Alessandro oidi-

lima statua e sotto
de'genitori

l'altra porticella

sono

ualore del lavoro. Sono stimati capi d'opera di pittura gli affreschi della tribuna
dal cornicione in su,

scolpiti in bassorilievo di
ti

porfido

i

ritrai-

d'Urbano Vili, eseguiti da
Il

come

i

ricordati

Evi

Guglielmo

della Porta.

Torrigio a

p.

vangelisti. Nella calcografia

camerale

367
'e la
s.

riporta diverse iscrizioni sepolcrali

èia collezione

delle celebri

pitture dii

esistenti nella cappella,

ed una riguardan-

pinte a fresco dal Domenicliino, cioè

4

memoria

della precedente chiesa di

Evangelisti ne' pennacchi della cupola e
le pilline dell'abside,

non che
I

le

pitture
in-

risponde al
la

Sebastiano, e precisamente perchè corsito ove fu trovato il santo nelcloaca, secondo alcuni, e vi
si

della cupola di Lanfranco: tulle
ci*e e riunite in libri;

sono

eresse la

3 granili dipinti
so-

sua chiesa; ed aggiunge che

Urbano Vili

pure a fresco da basso della tiibuua

concesse indulgenze pe'suffiagi che ogni

TEA
lunedì sera
ivi

TEA
1

143

facevansi per

anime del
Piazza nel-

la, colla
la

sua

effigie

insieme a quella delPellegrina, ora anvi

Purgatorio. Meglio ne traila

il

già vivente

madre

VEusevologio Romano,
fraternite, cap. i5:
,v.

Irai,
ss.

j deUeCon-

ch'essa defunta: ninno di essi
lato.

è tuinii-

Del

Redentore a
che Ur-

Dopo
il

la

porla minóre, l'alture di

Andrea della

1

alle. Riferisce

marmo
ra,

con simile balaustra della crocie-

hano Vili
la

l'arricchì di singolari privilegi,
l'altare privilegiato, e la det-

ha

grande

e bel

quadro d'Andrea
nel

dichiarando

Caraassei di Revagna, che erroneamente
disse

indulgenza eoa esposizione del ss. Sagra mento ne* lunedì dalle ore 21 sino alla sera,

Nibby, nella
s.

Roma

1

8 38 rap,

presentare

Gaetano in atto di

scrivere

il

divozione che tuttora
il

si

eseguisce,
si

più essenziale articolo delle costituzioni
dell'ordine de'chierici regolari daluifon«lato:

Vi eresse

detto sodalizio,cui

die prin-

cipio col consenso del suo fratello cardi-

stando genuflesso

il

santo tiene

gli

nal Antonio pio-vicario di

Roma

a'

io

occhi rivolli al cielo, ovegli apparisce

magqioi638, imponendosi

a'eonfrati di

su Cristo in candida veste,
to da
la

Geaccompagua-

render conio delle rendite a'cardinali vicari. Ne fu pio scopo di giovare alla conversionede'peccatori e di suffragare
i

un gruppo
il

d'angeli; egli tiene col-

destra

globo,

eda

piedi sul paviraen-

ile-

to
la

èun angelo
quale
il

sostenente una tavola, sultro-

funtijO quanto altro descrive Piazza, che

santo ha scritto: Respirile

chee inoltre essere
pi dell'opere

i

confrati compartecidella religione
la
te;iti-

latilia coeli et considerate

Mìa agri,
la

vo-

buone

lendo significare con questo
za divina
,

Pro v videodi

na, e che fu a loro assegnata

nobile e

per quanto narrai

sopra.

ben provvista eappella

del

ss.

Crocefisso.

Niente
to a

di lutto questo:

essendomi portadiesi,

Dnpo

la

cappella Rai berilli, segue quella

esaminarloho trovato,
s.

rappre-

già de'Rucellai e ora padronato del

mar-

senta nel quadro,

ebese Gio. Pietro

Campana,
di

architettata

consegna

il

quando la R. Vergine Bambino nelle braccia di s.
il

dallo stesso Matteo da Città di Castello,

Gaetano

nella basilica Liberiana,

che
le

ornala di due colonne
za e di alili stupendi

breccia paonazrappreseti-

raccontai superici mente. Tutte e tre

marmi,
i

immagini sono decorate
tee
,

ili

corone argengiglio a piedi

tando
ni

il quadro dell'aliare il b. GiovaliMarinoni teatino ed bb. Tommasi
,

del qual metallo è

il

del santo, e d'argento sono le lettere e le
filettature del libro aperto

e Rurali cardinali teatini. Ivi è
r

il

sepol-

che

si

vede

ero del celebre ed elegantissimo letterato

dappresso, e con queste parole: Quaeri-

mg. Giovanni
epitaffio

della

Casa autore del Gail

teprimum regnum
stillilo della

Z?ei, e riguardanti
I

l'i*

lateo ed arcivescovo di Benevento,

cui

Provvidenza.
al

fiori

intorno

compose l'illustre letterato contemporaneo Pietro Vittori. freschi sono delcav. Roncalli, ed putti ni negli anI
i

per ornamento

quadro sono

di

Laura

Bernasconi, discepola di Mario Nuzzi detlo Mario de'Fiori per la naturalezza con
cui gli eseguiva. Nelle pareti laterali in

go!i della
zi

cupola
Il

di Gio. Rattisla
di
s.

Crescen-

4

romano.

quadro

Sebastiano nelscuola, rap-

la

cappella appresso, lo colorì Gio.de Veci

chi:

dipinti laterali, di
fatti de'>s.

buona

mediocre merito, vidi espresse le principali gesta di s. Gaetano. Passandola porta della sagrestia èia
grandi affreschi
di

presentano
e

Lorenzo,
di

Romano
vi

cappella della

Madonna
/

della Purità, già

Sebastiano. In questa eappella
cenotafi

sono

gentilizia del cardinal Stopparti,

edora
li

due

o

monumenti
col

marmo

del cardinal Pietro
ivi sepolti.

idonit

I J,
gli

ambedue
angeli
stil-

bianco, uno dell'avv.

Vincenzo Giusepsuo ritratto insieFaccini defuu-

Dice Nibby, che
la s.

pe Cini defunto e
l'allro della figlia

disegnò Lanfranco, e
l'altare è d'Alessandro

Famiglia

ine a quello del vivente figlio Raffaele;

Francesi napoletaesistono, gli odici-

Luisa

in

no. Gli angeli

non più

.44
ni
vi Cu

TEA
mai
las.

TEA
più magnifica splendidezza, concedendo pure indulgenza plenaria a chi visitava
nella festa della Purificazione la

essendo mediocrissimi a tempera, né

te la di vola
la

ma semplicemenimmagine della Madonna delFamiglia,
s.

Madonfece con
Il

Purità col

Bambino. Forse questo
ss.

na della Purità esposta negli
chiese teatine.
11

altari delle

quadro sarà

stato circondato in alto dai

senato

romano

detti angeli e in basso da'

Gioacchino e Anna, come
to dal cardinal Vidoni,

lo

Giuseppe, descrisse Ve-

solenne messa pubblici ringraziamenti.

Pallavicino di venuto cardinale fece espri-

nuti. Nel restauro della cappella esegui-

mere
po

in

rame

il

miracolo successo
gigli

,

con
ca-

morto ueli83o,

ghirlanda di spighe e
della
i

intorno

al

probabilmente furono coperti con imbiancatura
tare
si

tali

santi e angeli. Sotto l'alil

flessi

Madonna, ss. Gaetano

e lateralmente

genue

e

Andrea Avellino,

corpo di s. Fortunato martire. Il HombeW'i, Raccolta dell'immagini della B. Vergine ornate della covenera
rona, d'oro,
t.i, p. <j5
:

la città di

Roma

di fianco. Indi a'7 di-

Madonna

delia-

Purità in s. Andrea della J alle, narra che in Napoli la piissima famiglia Berna uda Mendoza possedeva e venerava un'antica
efligie di
il

cembre 1678 il capitolo Vaticano con corone d'oro formalmente ne ornò il capo della Madonna e del s. Bambino, e sotto l'immagine per memoria furono espresse le spighe legale in un mazzo, le quali non
più esistono. Del resto
tò la vera
il

Bombelli ripor-

Maria

col

s.

Bambino

in

immagine

della

Madonna

del-

braccio, e
te di essa,

sacerdote d. Diego supersti-

la Purità. Nella parte l'impello a questa

nel 1641

la

bramoso d'accrescerle il culto, donò alla chiesa di s. Paolo
Napoli, e
la

cappella

,

ossia dell' epistola
(il

dell' altare

maggiore
le

quale è isolalo, ed eretto con
in

de'teatmi

in

traslazione segui

disegno del Fontana

marmo

con simi-

con magnifica pompa. Noterò, che l'im-

balaustra e tabernacolo: questo a tem-

magine

della

lì.

Vergine

della Purità fu

chiesta e donata al servo di

Dio
il

p. d.

Giudelta

seppe Caracciolo teatino,
chiesa, ne ispirò e

quale facenin

po del Venuti egli dice che non esisteva, ed invece un gruppo d'angeli di marmo che reggevano la ss. Croce; e qui rileverò,

dola solennemente trasportare

che

i

teatini
i

quando
il

colla pisside co-

sempre più ne promosse la venerazione. Ciò destò una generale divozione verso la s. Immagine, gareggiando sodalizi e le case religiose a farne eseguire delle copie, e la 1/ che uscì
i

municano
il

fedeli,

chierico

accompagna
ss.

sacerdote con torcia accesa) a destra delcappella del

la chiesa, vi è la

Croce-

fisso

di

che venerasi sull'altare, ed è tutta bellissimi marmi con colonne di marnero; non esiste affatto
il
il

dal regno è quella che
ta cappella,

si

venera nella detaver
la

mo
1*

quadro con

ove appena esposta grande ne

Assunta che

Nibby

dice pittura del

fu la venerazione.

Dopo

B. Ver-

messinese Antonio Ricci detto Barbalun-

ginedispensatomollegrazie,nel 1648 consolò
il

comune
il

di

Roma

e dello stato

pa-

A dritta della cappella trovasi l'oratorioe l'altare del sodalizio del Divino Aga.
la

pale nella carestia che l'affliggeva.

Ne im-

plorò

patrocinio mg.' Lazzaro Pallavi-

more, con quadro moderno esprimente B. Vergine, ed ss. Gaetano e Andrea
i

cino che piesiedeva all'annona, con voto
di celebrarne solennemente la festa in ren-

Avellino,
ri

i

cui confrati vestono sacchi ne-

con cinta e mozzetla paonazza, tutto di

dimento

di grazie,

qualora

a'vesse soccorl'e-

lana.

soRoma

nell'urgente bisogno. Contro

nel

1

La confraternita vi fu introdotta 75 1, quando il cardinal Guadagni

spettazione di lutti, nel
.Ci

1649

la

raccolta

vicario di
sa

Roma

trasferì in

questa chie-

de cereali fu copiosa, che il prezzo del giano diminuì più della metà. Innocenzo

da quella di s. Dorotea l'oratorio del Divino Amore. Ne approvò gli statuti e
l'eresse

X

volle

che

si

adempisse

il

volo colla

cun

tal titolo

in arciconfratemi-

TEA
Uj sotto l'invocazione dell' Immacolata Concezione, e de' ss. Gaetano e Andrea Avellino. Ne discorre il Piazza neìVEusevologìo, irat. 7 delle Confraternite: D< la Confraternita del Divino Amore a
ls.

TEA
car
le

i.;7

pitture guaste, ed in imitare e acle

compagnare
re, fu

mancanti.

11

cappella che segue,

dopo

la

quadro della porta mino-

Maria
ferito
si

in f ia

Lata. Siccome
da

il

da

lui ri-

dipinto dal viterbese Inuloloineo Cavarozzi dello Crescenzi, per avere imparato la pittura dal suddetto Crescenzi,
e
vi

rannoda

agli oratori! sotto tale ins.

espresse egregiamente

s.

Carlo Borro-

vocazione

istituiti

Gaetano, e pers.

meo
viri

orante innanzi

la

B.

ciò riguarda quello della chiesa di

An-

Figlio e con angeli.
il

Vergine col diDa un lato esisepolcrale e-

drea, uè darò un cenno.
l'

I

congregati del-

ste

grandioso

monumento

Dorotea si chiamarono generalmente Soldatesca del Divino A' more, e furono dispersi dopo il tremendo
oratorio di
s.

relto alla contessa Prassede Tornati

Ro-

bilaut di Asti, con disegno e sculture del

commend. Giuseppe de
pella contigua è

Fabris. La capitegli

saccheggio di

Roma
s.

del 1527. Iddio peto

padronato

Strozzi,

nel H>r>4risvegliò nel

cuore

il

ristabilimen-

e dicesi

lo nella chiesa di
lo zelo del

Maria

in

Via Lata, per

con sicurezza fatta sopra un disegno di Michelangelo^ almeno ne ha lo
Ricca di
raro
scelti

suo canonico Girolamo Bar-

stile.

marmi, cou

1

2 colon-

berai fiorentino, eoo heneplacitc, privilegi e

ne

di

marmo

pidocchioso, che altri

indulgenze d'Alessandro VII, stabi1'

dicono lumachella, sull'altare è una Pietà copiata in

lendo
loro
sotto

oratorio in quello sotterraneo e
le

bronzo dall'originale dello
s.

celebre per

molte cose operatevi nella
Paolo e Luca,
la

stesso Michelangelo esistente in

Pietro.

dimora
il

da'ss. Pietro,

Le

statue laterali, pure di bronzo, rap-

titolo

delDivino Amoreedell'lmdi

presentano Rachele e Lia, e sono copie
di quelle di Raffaele
si

macolata Concezione
sta fu statuito

Maria,

cui fe-

da Montelupo che
li

celebrare solennemente,
s.

vedono

nel ceuolafio di Giulio

in

s.

Luca, e con regole prese ancora da quelle di s. Francesco di
insieme a quella di
Sales nella sua vita divota, con quelle pie

Pietro

iu Vincoli. Inoltre vi

sonodella nosepolcrali o

bile famiglia

4 monumenti

urne

di

marmo

nero, e sono degni di os-

pratiche descritte da Piazza,

come

di rac-

servazioneiduebelli candelabri di bronzo per
le

cogliere limosine per le persone bisognevoli e
Irat.
1

loro forme,

avendone simile

la

vergognose. Lo stesso Piazza nel
1 Delle

cappella Barberini, e l'altare maggiore

accademie Romane,

nel

con l'arme del cardinal Peretti. L'
lo

ulti-

cap. 5 ragiona di quella del Divino

A-

ma cappella, dice Milizia, l'architetlòCarFontana,
vi fu

more. già

istituita

lati ecclesiastici

da s. Gaetano de'prea s. Dorotea in Tras-

pel cardinal

Marzio Giuriti
nipote cardinal

che

sepolto in

un

al

tevere. Celebra

il virtuoso e morale scopo dell'istituzione, e il suo fondatore s. Gaetano gran maestro di spirito,nella cui

Gio. Francesco Ginetti'xn nobili deposili

colle statue genuflesse, ed ora è

padro-

nato de'loroeredi Lancellotti. Questa magnifica cappella è tutta incrostata di

religione teatina rivive l'accademia e
ratorio del Divino

l'o-

mar-

Amore, quale scuola

mi

preziosi, e ornata d'3
sull'altare e

colonne

di ver-

di perfetto spirito ecclesiastico.

Dopo

l'o-

de antico, 4

4 ue'due nomis.

ratorio del Divino
re di

Amore, segue
s.

l'alta-

nati depositi. L'alto rilievo dell'altare e-

marmo

con balaustra simile della

sprime oltre
110,

la

B. Vergine col

Bainhi-

Andrea Avellino, il cui gran quadro eseguì Lanfranco iu 8 giorni, ed Antonio Amorosi vi dipinse socrociera, dedicato a
stessa

e

s.

Gio. Battista, l'Angelo che invi-

ta

s.

scolpì

Giuseppe a fuggire in Egitto, e lo Antonio Raggi, autore dell'effigie

pra l'aggiunta della gloria d'angeli, colla maniera, essendo valente in 1 itocvol. LXXin.

in profilo del cardinale edificatore della

cappella, oltre la

Fama

e lo

stemma gen-

io

146
lilizio.
Il

TEA
paliotto dell' altare è lutto
ili
1

TEA
7.49- Cancellieri,

De

Secretariis Chri:

plasma di smeraldo. Le altre sculture rappresentanti 4 Virtù e l'altra Fama coll'arma medesima sono di Alessanpezzi di

stianorwn t. 3, p. 1 2 1 7 Scriptores de rebus gestisci gloria posthumas.Andreae. Ogni anno a' 7 agosto con istraordinaria

dro Rondone. Tra

gli

altri

monumenti

pompa
nel

visi celebra la festa di

s.

Gaetano, e

sepolcrali esistenti in questa chiesa, ricor-

1847 con maggior solennità per ricoril

derò quello del conte Gaspare Tiene di Vicenza col busto e due Virtù in figura, architettalo e scolpito da Domenico Guidi, e si vede presso la porta minore del
sinistro Iato. Nella

rere
bile

3.° centenario'^! sua beata e invidiai

morte. Come

teatini

celebrarono que-

sta preziosa

del santo fondatore e padre, dell'apostolo della Prov-

rimembranza

to

i

teatini rifecero

il

mela del secolo passapavimento, con mat-

videnza, del patriarca di tutto
chiericato,
si

il

regolare

legge nel n.°

64

del

Diario

toni e grandi fascie di

marmo.

Nella dedi

di

Roma
i

del 1847.
I

Non

solo alla sua fe-

corosa sagrestia, con belli armadi

noce

sta assistè

cospicuo collegio de'protono-

con ornamenti intagliali, il quadro dell'altare esprimente Gesù sulla croce colla B. Vergine e s. Giovanni a'iati, è di buona

tari apostolici partecipanti,

che
il

lo

vene-

ra per patrono,
della basilica di

ma
s.

eziandio
in

capitolo
in

Lorenzo

Damaso,
la

mano:

l'altro

cheNibby,seguendo Venuti,
piedi del

memoria de'22 anni che
chiesa

uffizio in

questa

dice esistere sulla porta, rappresentante la

mentre
1

si

restaurava
al
1

sua bab-

Maddalena che unge
tore, è copia d'altro di

i

Redenelo tro-

bea, cioè dal

7QQ

820,

nel quale pe-

Paolo Veronese

riodo

vi

trasferirono la loro parrocchia.

seguila da Mattia Preti, però
vai.

non

A
rai d.

Epifania, a Presepio, a

Ottava

nar-

Questo vasto tempio situato

nel cen-

come

in

questa chiesa

il

servo di Dio

tro di

Roma

è frequentatissimo, e nella

Vincenzo Palloni
il

(ov'egli

avea ricevuche
re

festa dell'Apostolotitolare alcuni sulle sue

to col battesimo

dono

di quella fede e
i

scale

vendono per divozione de'rami

co'

di quella grazia santificante
gi

Ma-

frutti dell' albero detto

legno santo, sul

riceverono nella capanna di He/lem-

quale vuoisi ches. Andrea abbia patito il martirio della crocefissione sopra due
tronconi di legno obliquamente incrociati
nel mezzo,

me), fondatore della congregazione della

Immacolata Regina degli Apostoli (f7 -),
v'introdusse, e
la
si

prosiegue da' suoi

figli,

dopo aver predicato su
la

di essa

mirabile e sontuosa celebrazione del-

per due giorni (contro
ce dritta,

comune

opinio-

l'ottavario di tal solennità e con

Presepio

ne, alcuni slimano che morisse sopra cro-

co'ss.DIagij spettacolo della religione cattolica edificante e

come

la

dipinse Raffaele nel pa-

grandioso, degno della

lazzo Vaticano, e che fosse di legno d'olivo); croce

metropoli del cristianesimo. Imperocché
splendidi apparati, e copiose faci e lumi-

che fu presa per insegna equesi

stre,

ed

in

conclave

usada'cardinali nelnel
1

narie accrescono al magnifico tempio maestà e bellezza:
il

le loro celle.

Dopo che
s.

848
II
il

fu rapi-

mistero della vocazione

ta la testa di

Andrea che Pio

avea

ri-

de'gentili espresso in tante

maniere dalil

posta nella basilica Vaticana,

suo felice
fu ce-

l'altee dalla sagra scienza, ricorda

pro-

ìitrovamento dal regnante Pio IX
lebrato colla esposizione solenne
sta chiesa, e
in

digioso principio della chiesa cattolica. Alla

que-

loro volta oratori di varie lingue prela

con quel magnifico trasferi-

dicano

divina parola 3 volte

il

giorno,

mento
voi.

in delta basilica,
,

che

descrissi nel

e altrettali ministri della riconciliazione

LV

p.

ponuo vedere:

265. Su questo apostolo si C. Gir. Wegg, De mar-

stanno da

mane

a sera ne'confessionali

:

religiosi d' ogni ordine, e chierici d'

ogni

tirio s. Andveae aposl. e graec. in hit. versa, notisel dissert. illustrata, Lipsiae

grado sono

solleciti alla
uffizi,

maestosa celebrae

zione de' divini

fumano

di con-

TEA
tirino
i

TEA
profumi
in cui riIa-

i4 7

«agri altari d'incensi e di

afferma

il

Melchiorri nella

Guida

di llo-

nella molteplice varietà

de
al

riti

splende l'unità cattolica;
lino che solennemente

sacerdote

immola l'immacoil

ìna, che decori l'interno oratorio il quadro dell'Assunta del ricordato Barbalun» ga: neppure esiste l'oratorio, ma ima semplice cappella.
Il

lataOstia sull'ara massima, succede
co,
il

greil

Piazza ne\V Eusevologio

grcco-melchita,

il

Siro,

il

ruteno,

Hoiaano,

nel trattato delle librerie
1

roma-

caldeo, l'armeno, d maronita e ogni altro che alla chiesa d'oriente appartiene.

ne,discorre nel cap.

Andrea della

I

Della libreria dis, alle de padri'TcatiniAn
7:

Quindi

è meraviglioso

il

vedere, nobili e

plebei, dotti e ignoranti, indigeni e fore6tieri } di tutte le lingue,di tutte lestirpi.che

comincia col ripetere la sentenza di Seneca: Che e un vero morire chi non sa far
altro che vivere, mentre

do vrebbesi

scol-

medesimo tempio, adorano lo medesimo culloja stessoDio, professano
ricovrati
al
il

pire sul fontespizio di tutte le biblioteche,

a conforto di quelli che esercitano
riti

gli spi

slessa credenza,

ubbidiscono all'uniforme

della

mente per

lasciar

memoria

glo

legge; in una parola, solo

Roma

all'om-

bra della Sede apostolica può operare siffatto portento della fusione e unificazio-

ne delle genti, istituzione

al

tultoeminen-

temeute
sto

cattolica, sotto

il

doppio rappor-

non conoscendosi altro vivere più da uomo, che allungar la vita collo studio, che riesce sempre più dolce e attraente quanto più crescono gli anni, perché allora s'intende meriosa d'esser vissuti. Poiché
glio
ta;
il

to della fede e della carità.
il

Essendo quetutti gli

vivere,
il
il

quando manchiamo alla

vi-

precipuo scopo della pia e recente
si

perciò

detto savio, laddove

gli altri

istituzione,

comprova da

ordini

cercavano

riposo nella vecchiezza, egli
gli

della gerarchia ecclesiastica, che ne pren-

con più alacrità applicò per rinvenire
occulti segreti della filosofia morale.
sto bel

dunoa

vicenda parte attiva e zelante nelle

Que
le

sagre funzioni, cardinali, vescovi, prelati,
clero secolare e regolare, alunni de'semi-

modo

di vivere,

anco secondo

massime
10
i

della filosofia cristiana, apprese
i

nari e collegi, terminandosi col

TeDeum.

saggi fondatori delle religioni e

lo-

Ben conveniva che

in

un tempio teatino
si

ro seguaci, provvedendo con non minore
sollecitudine
le librerie

con tanta splendidezza
tano,
cui
la
figli

celebrasseil mis.

loro per istruii::

stero del Presepio cotanto caro a
i

Gaein

l'intelletto e farlo servirealla gloria di

Dio
tea-

furono tra'primi a introdel suo
s.

e a vantaggio de'fedeli.
tini

Quantunque

i

durre

Novena

Natale, e

sieuo fondati principalmente sulle più

Bologna neli6i(>, come leggo nel vescovo Compagnoni, Memorie della chiesa e de vescovi (l Ostino, t. 4> p» 270. Co-

sublimi massime deH'evangelo,aoiarono

sempre di formare biblioteche, perchè fos
serodi patrimonio dell'ingegno, della pietà e della sapienza. In

me

degnamente

poi

i

teatini

celebrarono

una decorosa

sala

la definizione

dell'Immacolata Concezio-

pertanto

di

questa casa riunirono ogni sor-

ne, die

sempre propugnarono e ne propagarono la divozione anche nelle remote regioni, lo

te di scelti libri,che ascesero sopra a

5ooo,

olirei mss. di molli loro e altri illustri scrittori. Mi

rimarcai ne' Cenni che precedono quest'articolo. La bella e proporsa, la

sorprende che l'eruditissimo Piazli-

za abbia ignorato, che per ulteriore elar-

zionata casa de'leatinijCOutigua alla chie-

gizione di d. Costanza Piccolominì,
bri greci e gli altri che

i

devono pure

alla

munificenza did.
alle spese del lo-

formavano parte

Costanza Piccolomiui, ed
ro ordine.

della biblioteca domestica del dottissimo

Fu

costruita con

disello del

cav. Rainaldi insieme alla scala grande,

Pio II, li donò a' teatini di questa casa. Dipoi Clemente XI nel curare il magnifico

tranne
ilei

la

porteria
;

ingresso architettura

incremento della biblioteca Vatica1

Marruccelli

uou

é poi fero

quanto

na, della quale riparlai a Staml

\,

otlcn-

148
ne
di riunire

TEA
ad essa
il

TEA
non piccolo nu-

ma

per farvi un pispisglorio di cellula in

mero
alla

de' voi nini greci di Pio li e posse-

cellula.

Se vogliamo teatro

,

facciamolo

duti da'leatini, grati a'beneficii ricevuti e

come insegnano Vitruvio
tanti altri,
i

e Palladio, e

canonizzazione di
eseguita nel
i

s.
1

Andrea Avellino,

quali dimostrarono che nelil

da

lui

7

2 colla bolla jYu/ii-

l'interno

deve

teatro essere per

gli

spet-

quam. concedendo indulgenza plenaria alla loro chiesa nella sua festa. Urbano Vili
ne avea introdotta
la

tatori gradinato semicircolarmente, e al-

l'esterno decorato in

modo
I

che

si

ricono-

causa, e Clemente
la

sca subito per teatro.
ti

moderni architet-

X

lo

avea beatificato: grande è
i

divo-

zione che

popoli

hanno per

gran san-

to,come protettore contro l'apoplessia, di cui egli fu vittima nell'introito della messa. Ne pubblicarono la vita i teatini pp. Bolvito, Castaidi, Magenis e Frangipani

non faranno mai alcuna cosa granin genere di teatri, se non tornando alle forme degli antichi. Sembra che da alcun tempo in qua si siano fatti alde
cuni passi per
la

riforma dell'architettu-

ra teatrale; molte verità e molte avver-

Mirto.

tenze importantissime
e

TEATRI
MA.

ANFITEATRI DI ROANFITEATRO,
11

le

V. Teatro e Anfiteatro.
e

si contengono nelOsservazioni sui difetti prodotti nei teatri dalla cattiva costruzione delpal-

TEATRO

Thea-

coscenico, diP.Landriani, pubblicate in

trum, Ampliitheatruin.

teatro è quel-

l'edificio a foggia di semicircolo,

con pal-

chetti o loggie separate all'intorno, le cui

Milano negli anni 18 5 ei8 18. Il teatro moderno non ritiene che il nome degli antichi, mentre questi aveano anfiteatri se1

parti principali sono la platèa, l'orchestra,
la scena

micircolari, circondatida portici e forniti
di sedili di pietra,
i

o

il

palco scenico, e dove
io

si

rap-

quali circondavano

presentano per
matici,
siche,
i

più
le

gli

le

tragedie,

dramcommedie, le muspettacoli

uno
la

spazio detto orchestra, e davanti a
il

questa era

palco o pulpito, dove stava
e dietro era

balli.

L'anfiteatro è una fabbrica

scena formata da una grande facciata
il

di figura ovale o elittica,

di scaglioni a cerchio,

zo chiamata arena

,

con più ordini ed un'aia nel mezdove anticamente
si

apiùordinidi colonne,
scenio, ove gli attori
altri
si

pro-

preparavano, con
là.

grandi portici più in

Noi non ab-

combattevano
altri

i

gladiatori, e

facevano

biamo all'incontro che

sale, e talvolta

giuochi pubblici, siccome è usanza

schine, alcune fatte a guisa di

mecampana,

chi, stadi, anfiteatri; noi

ancora d'oggidì. Gli antichi ebbero cirnon abbiamo che teatri equalche anfiteatro. Trovo nel Vo-

altre in forma di ferro da cavallo, e poche semicircolari. Si fanno teatri per le

dimostrazioni di anatomia edi
ste

cabolario dell'arti del disegno, aver Le Grand scritto un parallelo dell'architettura antica e moderna, ed osservato che
noi abbiamo sostituito
alla disposizione
le
i-

fisica; quesono sale soveute circolari o semicir-

colari, disposte in anfiteatro, affinchè tutti gli

spettatori possano
le

comodamente
medesima, o

ve-

dere

operazioni d'esperienze diesi faudella sala
al-

semplice e grande de' teatri antichi

no nel mezzo
d' anfiteatro
si

dee più meschine e
visioni; di fdtto la

le

più

magre suddi-

l'estremità del semicircolo. Col

nome

poi

forma prolungata dei

chiamarono

dagli antichi

tempo stesso incomoda al maggior numero degli spettatori, eforma spesso un effettospiacevole all'ocnostri teatri riesce al
chio.
Milizia nel Dizionario delle beldel disegno, dichiarò che nostri teatri sono una specie d'alveari, dove si
Il

alcuni teatri,

nome che

indica bastante-

chi, in

mente ch'erano composti di due semicermezzo a'quali trovavasi l'arena pei
altri spettacoli.
i

combattimenti e

Crescen-

le arti

i

do

bisogno dello spazio, semicerchi alcuna volta si allontanarono, e ne risulil

ya non per vedere, uè per udire drammi,

tò la

forma ovale invece della

circolare.

TEA
Le precinzioni,
ti
i

TEA
cunei, erano parle

149

gradi,

i

banchi, saltimbanchi, buffoni, ballerini da
corda, musici, suonatori, istrioni, giullari,

interne degli anfiteatri;

porte fotte

a volta dicevansi vomitorii. Anfiteatro dicesi ne'teatri

poeti popolari, trovatori,

pantomimi,

moderni

la

parte del l'ondo

recitandosi pure

commedie estemporanee

del teatro posta dirimpetto alla scena, nel-

dispongono gradi o sedili. Il teatro Olimpico di Vicenza ha un grandioso anfiteatro; molti se ne veggono anla

quale

si

da'mimi. Che nel secolo ni si cominciò a ripristinare
ca e tragica, e poi
si

XV dagl'italial'arte
la

aggiunse

comimusica
XIII e

alla tragedia: ne'precedenti secoli

che ne'teatri diFrancia. Ne'giardini

si

fan-

XIV già face vansi rappresentazioni d'imitazione e per lo più di sagro argomento,
in vari luoghi, e delle poche si eseguivano nell'anfiteatro del Colosseo feci menzione in quell'artiil

no

anfiteatri di verdura.

de' tea tri, poi degli anfiteatri.

Prima parlerò Però ad ei

che ricordai

vitare ripetizioni, qui ricorderò
pali articoli in cui ragionai di

princiè

steriori

quanto

ad

essi

relativo; di altri ne farò in segui-

colo e altrove. Riparlai del Carnevale, del Carnevale di Roma anche a Senato Romano. Che gli antichi magistrati de'romani in tempo della repubblica furono avversi all'erezione de'teatri, temendola

to menzione;indicazioni che potranno servire a schiarimento delle svariate cose che

accennerò senza diffondermi. A Maschera o coperta della faccia per non essere conosciuto, e maschera del capo fu detta la Parrucca (f .), dissi che quella del teatro deve la sua origine all'arte dell'imitazione, e in quali
attori tragici o

corruzione del popolo, e che Ovidio consigliò

Augusto a sopprimerli. saggi romani declamarono quando furono dalla
I

modi

lo fecero

i

primi

Grecia introdotti
Riprodussi
gli

in

Roma

gl'istrioni, ri-

drammatici, per rappre-

levando quali nazioni furono contrarie.
le

sentare personaggi in diversi generi, età e
sesso; quindi e

opinioni d'alcuni avversi a-

come
,

si

formarono

le dif-

spettacoli teatrali, in opposizione alla

maschere sceniche, comiche, trapoiché la Satira (} .) allora entrava nell' azione drammatica, ricordando l'opera di Ficoroni. In quante altre circostanze si usarono le mascheferenti

perfezione cristiana e alla purità de' co-

giche e satiriche

stumi, per

le

licenze che talvolta

si

comrap-

mettono. A Spettacolo notai che con questo vocabolo
si

qualificano pure
le

le

presentazioni del teatro,
ca,

opere in musi(f^-)
si

re.

I

divieti

contro l'uso della maschera,

commedie,

tragedie, balli, festini e sife-

della legge mosaica e della Chiesa, massi-

mili.

Quali spettacoli e Feste

me

a 'chierici.

Come

s'introdussero
(

le

ma-

cero nell'antichità, e che dagli etruschi e
da'grecisi vogliono originati
nici e le
i

schere nel Carnevale

I .),

e ne'balli in

giuochi sce-

maschera. AGiuoco parlai de'divertimenti

rappresentanze

teatrali.

CheSpar-

e sollazzi di varie specie ed epoche, pub-

blici e privati,

ed

in ispecie de'greci e ro-

mani,

circensi, gladiatori! negli anfiteatri,

ne fu contraria, e non ebbe ne circhi, né anfiteatri. In che consistevano presso greci e romani giuochi del circo, ed i
ta
i
i i

escenici di
satire e

commedie, tragedie, drammi,
rappresentati ne'teatri, e ne
vi

combattimenti gladiatori!, de'quali trattai

mimi

eziandio a

Sem avo. Quanto Roma spepredominante pasli

ragionai ancora nei tanti articoli che

se nella costruzione de'circhi, de'teatri e

hanno
che

relazione,

come

a IMf.se per l'epo-

degli anfiteatri, per la

in cui

celebravansi. Degli spettacoli e

sione del popolo agli spettacoli e alle feste; e
si

giuochi pubblici del
militari

come

i

Medio evo, e anche Tornei (/'.). sostituiti ai

che

gli

avanzi de'snperstiti

descris-

ne'luoghi ove sono.

Che

i

disordini cala ri-

combattimenti degli anfiteatri ede'circhi. Delle magnifiche Corti bandite della favolaRolondax/aa l'intervento de' cantim-

gionati dagli spettacoli provocarono

provazione non

meno de' pagani, che dei
desmodi, ed
altresì dei

l'api, de'Padri e

i5o

TEA
A Poei

TEA
siccome Dee capaci d'ispirar loro quell'entusiasmo e quell'estro tanto all'arte
loro necessario. Clio presiede alla storia
,

teatri fomentatori di passioni e scuola di corruzione,solo tollerandoli laChiesa e ve-

gliando a impedir mali maggiori.
sia dichiarai essere

un'arte che ha perfine

l/<7/>r)/wm-,ossiala melodiosa, regna sulla tragedia,

d'imitare co' versi e dilettare, essendo
versi pel poeta

una

delle cui parti essenziali
i

una materia sua propria, non altrimenti che ima tela e colori pel
i

erano

altre volte

canti e

i

cori: l'icono-

logia la rappresenta calzata di coturno,

pittore, le note pel musico,
lo statuario.

il

marmo

per

Che

la

poesia altresì ha per
i

tenendo in una mano scettri e corone, e un pugnale insanguinato nell'altra: talvolta è seguita dal Terrore e dalla Pietà.

iscopo d'istruire dilettando, migliorare

costumi e

la

condizione degli uomini. Di

Talìa, ola fiorente, presiede alla come ai divertimenti,
la

sua origine, de'suoi diversi generi, in principio eroico e satirico, ed in appresso dal
i. "derivò la

media

anche
in

all'agri-

coltura: l'iconologia

rappresenta coro-

tragedia, dal 2.

la

comme-

nata d'edera con maschera
zata di stivaletti a mezza

mano

e cal-

dia.

Che

i

poeti furono ancora cantori, e
la storia e la

gamha,

calzari

cantarono

morale; e qne'di
i

diversi da'eoturni tragici e

pur chiamali

Provenza
zi.

e altri
fu

le

avventure e
la

romanvi fiorì
ri-

socco: talvolta le vien collocata a fianco

In

Roma

da principio

poesia po-

una scimmia, simbolo dell'imitazione. /*"'/terne, ossia
la

co stimata, indi eminentemente

giocosa e rallegrante, pre-

nella lingua del Lazio; e nell'epoca del

siede al flauto e agli strumenti da fiato,
e
la

sorgimento delle Lettere, in

Italia rinac-

sua giurisdizione estendevi sulla

mula

que

gloriosa nel nobile idioma. Indicai le
,

sica

strumentale; sono suoi attributi
di fiori,
il

co-

diverse specie di poesia

fra le quali la
la

rona

flauto e altri strumenti e

drammatica che comprende
la

tragedia,

le carte di

musica. Tersicore, ola sollazgiuochi; diverti-

commedia
il

in prosa, la làrsa

produzio-

zevole e gioconda, ha inventato l'arpa, e
presiede alla danza e
ai

ne comica d'un solo
dia e

atto, la

tragicomme-

melodramma

o opera in musica.
i

va col ballo
avente in

le

sue sorelle muse, e d'ordi-

Finsero filosoficamente poeti nove sorel •

nario rappresentasi coronata d' alloro e

dee delle scienze e delle arti, chiamate Muse e nate da Giove e da Mneinosine. Quando esse stavano sul favoloso Ole

mano

unflauto o una cetra, ovi

vero un doppio flauto, dirigendo
passi in cadenza; talora ha in

suoi

mano un
capo
le a-

limpo, cantavano

le

meraviglie degli Dei,
il

tamburello;
gita
il

le
il

piume che
la

sul

conoscevano
celeste,

il

pascalo,

presente e l'avloro con-

vento,

suo piede sostenuto per
gioia che brilla

venire, e nulla allegrava cotanto la coite

aria dalla leggerezza,

quanto

le

loro voci e

i

negli occhi suoi, caratterizzano la

danza
quevita

centi, siccome istruite di tuttociò

che ha

e

i

giuochi che

debbono

al

genio

di

relazione colla
loro ilnomedi

Musica

e per cui fu dato
i

sta

musa. Erato, o l'amorosa, die

Muse; dicendo poeti che fu data loro per madre Mnemosine, dea della Memoria e figlia del Cielo e della Terra, e quella che somministra la materia de'versi e

alla lira e al liuto, presiede alle galanti

appassionate o erotiche poesie, ossia alla
poesia lirica e all'anacreontica: coronata
di

mirto e

di rose,

tieneuna

lira e

un ar-

de'poemi. Avendole par-

co simbolo di quello d'Amore. Calliope ,
voce, è la il cui nome annuncia la bella dea sovrana de'nobili e sublimi canti, e

monte Piero, le Muse furono anche dette Pieradi: in Roma pure ebbe10 Tempio, sotto il nome di Camene. Ma non furono esse mai tanto onorate quanto da'pocti, che non tralasciano giammai d'invocarle al principio de' loro poemi
torite sul

presiede all'eloquenza e all'epica o eroica
poesia, perciòEsiodola

chiama
la

la

più po-

tente delle sue sorelle e

fedele
la

compa-

gna de're:

si

rappresenta cinta

fronte di

TEA.
corona d'oro, ed ornata
loro; tiene nella destra
l'altra
i

TEA
di

i5i
fedeli in

ghirlande d'ale nel-

vocano l'indegnazioue de'buoni
mescolanza d'armonia
orazione, nel

una tromba,

udire prostituito colla profana e strana
il

3 migliori poemi epici l'Iliade, l'O-

santo luogo di

dissea e l'Eneide. L lutniii è la

musa che

presiede all'astronomia. Poli/inia,cosi det-

celebrazione de'venerandi misteri, e del sagroaltresì della

tempo

della

moltitudine dellecanzonuè la dea musica vocale e della rellorica; riguardata come inveutrice dell'armonia,
ta dalla

santo e tremendo Sagrifizio, e persino sa-

crilegamente
e

perciò viene e spressa con una
siede purealla

lira,

e pre-

ae\[' Ostensione del Corpo Gesù Cristo, e nella sua augusta presenza. Laoude riportai divieti

Sangue

di

i

memoria

e alla storia.

Coin-

de'coucilii e de' vescovi, e le

pene

inflitte
gli

ronala di

fiori, talvolta di pei le e pietre
le

dalla Chiesa, e

nominatamente contro

preziose, con ghirlamle che

stanno

organisti che più di frequente osano di

torno. In atto d'arringare tiene
tro, orni rotolo colla

uno

scet-

commettere

gravi irriverenze; e facen-

parola sinulere, per-

chè

lo

scopo della rettorica consiste nel
altri rotoli posti a'suoi

di scandalo e di disubbidienza alla Chiesa, si rendono responsabili

dosi colpevoli

persuadere; alcuni
piedi portano
i

delle conseguenze prodotte da' loro

nomi

di

Cicerone e Desuole rap-

arbitrii
gliarli 10

mostene.Alla lesta delle

Muse si

presentare A pollo, coronato d'alloro, colla

irreligiosi. Chi spelta a sorveper impedire questo male, se non fanno, dovranno anch' essi renderne

lira in

mano, quale
a

loro fratello, gui-

da
to

e presidente a'Ioro concerti, perciòdel-

conto a Dio. E' noto come il grande maestro e sommo genio del cav. Gioacchi-

Musagete. Sebbene

Canto, a CantoProsa, a Ritmo

no Rossini
di

(gloria vivente di

Pesaro e

ri, a

Musica, a

Organo^

propriamenle tenui ragione della Musisagra, molte nozioni e l'origine sono comuni al canto, al suono e alla musica
ci!

Lugo), ragionando sulla qualità di musica che meglio si conviene a' differenti
generi, disse più volte, che reputava doversi la musica sagra, affinchè ottenga il suo scopo di sublimar 1' animo dei cre-

profana, così l'armonia e
ti

la

melodia, ar-

tutte che

si

rilèriscouo a'secoli più li-

denti all'adorazione della Divinità, alla

moli, anzi alla stessa origine dell'uomo e
degli uccelli. Del possente e mirabile do-

contemplazione de'sanli misteri

di

no-

stra religione, doversi, ripeto, far esegui-

minio che esercita
rocché

la

musica sull'animo
la

umano, massimamente
i

sagra,

impe-

da sole voci umane, senza alcun soccorso d'alcun istrumento, formando nure

maestri di essa alle ispirazioni del

genio loro uniscono quelle che provengo-

merose masse armoniche, per le quali comporre cauli solenni edignitosi, come
èsemprepraticato nella CappellaPonI grandi maestri di sagre armonie sanno eccitare nel popolo quelle soavi esi

no dalla maestà veneranda de' misteri s. Religione, che tutto sublima e magnifica meravigliosamente. Ricordi nostra

tifìcia.

quauto fecero Papi e concili! per impedire e rimuovere I' enorme abuso della biasimevole introduzione del canto
dai
i i

mozioni, che

ci

vengono dalla grandezs.

za e dalla sublimila di nostra
11

religione.

grave, vasto e delicato argomeuto del

e del
re, e

suono profano

nella casa del Signo-

teatro, in breve lo svolgerò, discorrendo
in
tri

per ultimo Gregorio

XVI

per certi
ri-

motivi teatrali di cauli e suoni tanto

prima dell'origine e progressi de'teaantichi, oltre quauto vi si rappresen-

provevoli e pregiudizievoli, siccome cau-

tava, e particolarmente delle vestigia esisleuti ni

grande distrazione e di dissipamento, dal di volo raccoglimento col quale si lieve stare nel Tempio l .)di Dio e solo
sa di
|

Roma

,

giacche

di quelli

che

sussistono altrove,

non mancai

di farne

intenti sAlàPreghiera. Siffatte liccuze pro-

memoria. Come gli antichi cristiani erano contrari a iulervcuue a'leatri essen-

,52
doloro
sa e
di
i

TEA
vietato. Quanto inveirono la Ghie-

TEA
vol.LVllI,p. 211. Siamo autori

saggi sulle rappresentanze sceniche
e balli, e

commedie, tragedie
stessa

come

i

tealri s'introdussero nel cristianesimo e

mila

Roma, anco con rappresen-

di commedia nel teatro di questo mondo, scrisse s. Paolo a' corinti. In tali sensi pailarono pagani e filosofi Epitetto e Seneca. La vita nostra non solo è commedia,
i

tazioni sagre. Poi dirò dell'origine e pio-

ma

tragedia, anzi l'unae l'altra, cioè tra-

gresso de' teatri moderni e italiani, e degli edilìzi

gicommedi;i.

Quando nasciamoentriamo

odierni diPioma, poiché di quelli

in iscena con lagrime, alle quali spesso

principali delle altre citlàe luoghi egual-

mente
te

a'Ioro articoli ne feci

menzione o

li

descrissi. Faròquindi eziandio nuovamen-

cenno della primaria origine della

tra-

gedia, della

commedia,

della musica, del

ballo e delle diverse rappresentanze teatrali. Indi con pena dirò l'attuale deplorabile condizione del teatro, poiché è ne-

succedono,come nella commedia, lieti avvenimenti. Al contrario molti godono per qualche tempo beni transitorii di questa fugace vita, e poi finiscono miserabilmente, onde per essi è tragedia e non commedia. Altri vannoallernando, ed ora sono giocondi e contenti, ora mesti e sconi

solali.

Nella scena di questo
i

cessarioche

la

morale
il

sia la

base di lut-

parirono per attori
crito ed Eraclito,

te l'opere teatrali,

sia ne' discreti limiti della

biasimo e l'applauso moderazione,
si

mondo comdue filosofi Demouno de' quali sempre
rideva di loro pazzie

piangeva

la

miserabile condizione degli
si

singolarmente
civile e

in

un secolo che

vanta

uomini, e
cipali

l'altro

illuminato per eccellenza. Gli odierni teatri hanno degeneralo stranainente dalla loro primaria e onesta istituzio ne di

che vedeva ogni giorno.
cause per
le

Due sono le prin-

quali convenientemen-

te

si

dice questo

ammaestrare

al

bene, di solle-

e la nostra vita
la

vare l'animo, d'eccitare all'amore della
"virlù e

brevità della

mondo essere un teatro, una commedia. Lai/ vita, perchè appena commondo, che
finici

all'abbonimento del

vizio.

Ormai

pariamo

nella scena del

scilo per lo più divenuti
te

impudentemeni

ta la nostra

parie

ritiriamo e nasconpiù. Tali ap-

pubblica scuola d'immoralità e trionvizio.

diamo per non tornar mai
punto, secondo
le
i

fodel

Di che allarmati

sono trovati nella necessità
re premi a'savi autori di

di

governasi promette-

precetti dell'arte,

sono
^i-

commedie

e le tragedie, cioè

opus

commendevoli

niusdiei. hai.' causa puòessere la varietà de'casi e degli

coraponimenti,
le,

s'i

dal lato morale e socia-

avvenimenti, parte pro-

che da quello della buona arte dram-

speri e parte avversi, che nella vita urna-

rnatica in prosa e in verso. Finalmente

na

si

sperimentano, e nelle commedie e
et
j

terminerò con tenere laconico proposito degli anfiteatri, per quanto già dichiarai ne'luoghi ove furono esonoancora. Molti scriltoriefìlosofisagrieprofani paragona-

tragedie soglionorappresentarsi.PeròDio

humiliat
pienza.

t

av/////^.conformeagl'imper-

scrutabili consigli della sua altissima saI

tanti svariati

argomenti conte-

rono

la vita

umana

a

una commedia, o

nuli in quest'articolo, pel nesso che han-

rappi espilazione finta, nella quale chi sosliene la persona del re,chi quella di filosofo, chi di soldato, chi

no

tra loro, preferii nel

medesimo
e

di riu-

ni ili,

per occupare minor spazio

insieme

d'uomo

d'altra pio-

evitare indispensabili ripetizioni.

Laon-

fessione,chi di giovane, chi di vecchio, chi
di povero,chi di ricco. Augusto rappresen-

de avendosi ragionevole riguardo alla loro importanza e complesso, l'articolo
certamente non
si

tòilsuoregnaresul

mondoa unacomme-

troverà prolisso, co-

dia, e nell'agonia interpellò gli astanti,

me
si

potrebbe sembrare a chi limitandoil

cheseavea bene recitatola partesual'applaudissero,

a osservare

titolo e

il

fine.tale lo giù-

come fecero, il che

narrai nel

dicasse senza leggerlo. Dichiarazione che

TEA
può applicarsi
coli.
I

TEA
consimili
artita
i

i53

agli

altri

teatri della

Grecia trovavansi nel re-

cinto de' templi di Bacco, e perciò forse
persiani, gli assiri, gli egiziani e al-

dicevansi anche inventati da quel nume.

tre antiche nazioni

hanno avuto
le

i

loro
in

Le

città

persino

pili

infime della Grecia
gli

giuochi,

le

loro corse,
i

loro

danze,
le

possedevano un teatro, perchè
tacoli

spet-

una parola
feste

loro diverti nienti e

loro

drammatici erano con passione a-

puhhliche:
i

ma
ad

i

greci

pennini ebl'in-

hero
di cui

teatri,

e

essi

dohbiamo
I

in

mati da quel popolo, e rappresentandosi onore degli Dei, una porzione formaculto, e talvolta servivano ancoI

venzione delle sceniche rappresentanze,
so
ti

vano del
dierono

comunemente si fissa epoca verl'anno 534 o 5(>2, ovvero 5r)0 avannostra o volgare, per
le

ra all'assemblee popolari.
i

greci
la

dunque
costru-

primi

le

regole per

l'era

più rego-

zione de'teatri, e L'arte insegnarono di di-

lari

sue forme.

Siffatti spettacoli

non a-

pingere e
i

di

ornare

in vari

veano luogo che

io

certi

tempi dell'anla

romani

alla loro volta

modi la scena; non fecero che
il

no, e peculiarmente durante

celebrai

ingrandire questi edifizi, ed accrescere
lusso degli ornamenti.
I

zione delle feste di Bacco. Tespi presso
greci fu ili.

teatri

si

costrui-

zioni faceva girare di

che per le sue rappresentaluogo in luogo suoi
i

vano, per quanto era possibile, sul pendio d'un colle, perchè facilmente stabiiivansi in
tal

attori sur un teatro amhulaute,che altro non era se non un carro. Eschilo in appresso immaginò di costruire un teatro sur un

modo
non

i

gradini. Si cercava di

collocarli in luoghi

ove

l'aria fosse

e salubre, e

esposti a

pura mezzogiorno,
scoperti,
i

palco, e di ornarlo nelle decorazioni con-

pecche essendo questi
raggi del sole

edifizi

venevoli all'argomento.
tene
fu

Il

i.°

teatro d'A-

fabbricato di tavole,
la

ma avendo

un giorno rovinato per

troppa (pian-

tila degli spettatori, talea

vveuiinenlu de-

non offendessero gli spettatori. La detta forma semicircolare avea l'apertura chiusa per traverso da un edilìzio, onde tutto il teatro divideasi in 3
parti principali
:

terminò gli ateniesi a fabbricarne uno di pietra. Questa fu la vera origine di lutti
i

il

semicircolo era occu;

pato da'

sedili degli spettatori

la

scena
il

magnifici teatri che poscia sorsero in tut-

era posta nell'edilìzio che chiudeva
micircolo; tra queste
cioè l'orchestra.

se-

te le città della

Grecia, ad eccezione pee di cui So-

due

parli era la 3.'

rò di

Lacedemone o Sparta,

diversi

focle avea latto nascere l'idea a'suoi concittadini. Si attribuisce a

de'greci

da

quelli de'rocnani, se

erano teatri non per
i

Temistocle
il

l'a-

alcune particolari disposizioni dell'orchestra

ver fallo pel

i.°

erigere in Grecia

i.°

medesima

e della scena.

I

gradini e-

teatro di pietra, edilìzio che servi di tipo a
tulli gli altri costruiti in
I

rano talvolta distribuiti
sti

in diversi piani,

legno da'greci e
teatri la

cioè 3 ne'grandie 2 ne'piccoli. ed in que-

dai umani. greci davano a'ioro forma della navata delle nostre
il

pure

le

separazioni venivano indicadi precinzioni.

chiese

:

te col

nome

Le riunioni

loro interno era circolare ad un'estre-

de'sedili posti tra

due

scale erano dette

mità e quadrato dall'altra; il semicircolo conteneva gli spettatori collocati sopra
gradi circolaci che innalzatosi
teatro, e
in anfigli

cunei, dal che chiaro risulta essersi
dellati
i

mo-

teatri egli anfiteatri sulla
Il

forma
Circo,

forse

molto più antica de'circhi.

formavano molli

piani,

uni
del-

Circus, era un genere di costruzione poil che si sono alcuna volta confusi que'due nomi. Più analogo per la sua forma allo stadio

sopì apposti agli altri insino alla
l'edilìzio,

mentre

il

cima quadrato lungo
I

co differente dall'anfiteatro, per

ser-

viva agli attori e agli spettacoli.

teatri
gli e-

dopo
difizi

i

templi riguardavano
:

come

de'grecifluogoove
ti

si

esercitavano

gli

atle-

più importanti

nell'età più

remo-

e

che faceva parte degli antichi gin-

i54

TEA
Liceo: secondo Vi-

TEA
autori che ne trattano. Alcuni teatri avea-

nasi, de'quali parlai a

travio era più lungo che largo e circon-

no un portico dietro
Il

!a

scena, e altri an-

dato di gradi, su'quali potevano collocarsi

co un tempio unito al teatro medesimo.
carattere di tutti questi edilìzi era quello della solidità, della

numerosi

spettatori. Stadio,
il

Studi uni,
le

dicevasi ancora
si
i

luogo ove celebra valicor-

grandiosità, della

giuochi solenni, especialmente

magnificenza, non disgiunta dalla consi-

se.

Lo

stadio d'Olimpia era lungo
si

600

derazione del
gli spettatori.

comodo collocamento deNeil' Effemeridi letterarie
1

piedi:

distingueva in 3 parti, l'ingres-

so, la parte di
il

mezzo, e

il

(lue o la meta),
li-

circo era oblungo, e terminava in
a quell' estremità ov'
i

nea retta
fare
le

erano

le

di Roma del 823, t. 12, p. 4-4-» Vl è a Lettera delle linee de' sedili de' circhi, teatri e anfiteatri d\ Angelo Uggeri. I più
1 '

carceri, dalle quali uscivano

carri per

antichi e savi architetti preferirono la

li-

corse intorno alla spina; e questa

nea protuberaute alla posteriore sempli-

costituiva la

maggior differenza

tra

il

cir-

cemente
per

incisa per la divisione de'sedili,
posti,

co e l'anfiteatro.

La spina

consisteva in
e

unoo due

non

solo per la

mag-

un

rialzo isolato posto in

mezzo

lungo

gior conservazione e solidità,

ma

per im-

l'arena: era abbellita da statue e obelischi. L' interno

pedire che l'acqua restassestagnante nella

non

differiva

da quello
con

linea d'avvicinamento, e per tal

mo-

degli anfiteatri. L'esterno consisteva in

tivo dierono a' sedili
cilitarne

due

portici colonnati l'un sull'altro

un declivio per falo scolo, innestando il grado d'un
il

terrazzo sovrapposto, ed alcune torri all'estremità e verso
il

sedile sopra
sto. Si

grado del sedile sottopo-

mezzo,

le

di cui ci-

ponno vedere Bulengero, De thea-

me, come «[nella pure del terrazzo, erateatri essendo no decorate di sculture. del tutto scoperti, s'immaginò di riparare gli spettatori con un gran velo o con molte tele, che furono dette Velario e Tenda. Velarium o T eia, la cui disposizione è pur ancora un problema per gli antiquari non meno che per gli artisti. Si pretese ultimamente la scoperta nel1' anfiteatro di Verona della situazione centrale, o v'era posta un'antenna, la qua1

tro ludisque scenicis, Tricassibus i6o3.

Histoireuniverselle des thécitres de toutes les nations, Paris 779. Storia e de~
1

scrizione de principali teatri antichi e

3

moderni corredata di tavole per cura
di Giulio Ferrari, con osservazioni
1

ili

Paolo Landriani,Milano 83o.Cav. Luigi Grifi, Ragionamento sulle iscrizioni
intorno a? teatri antichi e a' giuochi in essi rappresenta ti..nelle Dissert. delVacend.

Rom. d'Archeologia
fa

1.

12, p. 33.

Il

le forse

sosteneva
la

le vele,

giacché diver-

Buonarroti, Osservazioni sopra
glioni antichi, ne
teatri e circhi

medadi

samente

curva catenaria troppo proe forse perniciosa l'applicazioa'

pure sugli ornati de'

lungata, ne avrebbe impedita o renduta

pubblici in occasione

incomoda
ne.

giuochi, di statue degli Dei e principi, e di

Parimenti

tempi nostri l'architet-

Valadier costruì un velario sull'anfiteatro d'Augusto o Correa, ma preto cav.

colonne preziose di marmo, che poi si levavano; e che talvolta per tali festeggiamenti si fecero templi di legname o altra

cipitò per l'improvvida

economia dell'ima farne parola

presario che a'ferri volle frammezzati degli assi di

tode'teatrie de'circhi,

materia di poca durata, per ornameliil tutto esprimen-

legno.

Tornerò
si

dosi nelle medaglie e medaglioni.

Che

i

dicendo degli anfiteatri. Nondimeno di
questi sopra-cielo

luoghi pubblici destinati alle feste era-

può vedere

il

Tafuri,

no presi per un contrassegno della nobiltà e gentilezza de'ciltadini,
i

Dell' invenzioni uscite dal regno di Nei'
poli, presso Calogeri, Opuscoli
t.

più

amoche la

12, p.
gli

revoli de' quali facevano a gara di pro-

353,

il

quale oltre

il

parlarne riporta

muovere que'soutuoM

edilìzi, e far

TEA
loro patria avesse tutte quelle cose, ch'e-

TEA
i

j55

rano

nell'altre città,

luoghi di Dione.

Che
i

comesi cava da più nelle tragedie comtutti ve-

secondo Adami. Già da' primi tempi di Romoloaltri giuochi non ebbe Roma che
circensi, (piando neh' anno 3()0 di sua fondazione, essendo gravemente trava-

parivano
stiti di

gli

Dei e

personaggi

panno sino

a'piedi.
la

Quantunque

gliata

da pestilenza,cui ogni medicina

riu-

alcuni teatri ebbero

nobiltà della sce-

na ricercata da Vilruvio, nelle rappresentazioni eroiche, ad ogni modo gli orna-

menti
briche
ciala,

di colonne, frontespizi e altre fabreali
fissi

chiamò dalla Toscana gl'istrioni o commedianti (erano gl'istrioni figli de' Art'/, cheda giovinetti si applicavano a quell'esercizio, e ballando e schersciva inutile,

pigliavano tutta
le

la fac-

zando con

atli

osceni rappresentavano orle

nèaveano

vedute

in

prospettiva

dinata mente sul teatro

favole),

perchè

e in dentro, ed erano privi delle nostre

col canto, col suono, co'balli, co' gesti e

scene messe in opera lai.' volta
scere di tutte
le arti

al rina-

facezie loro, da lunga e profonda alUizio-

a

tempo

de' nostri

ne

i

romani sollevassero,
sebbene vano
la

il

quale rime-

avendo avuto gli antichi solamente certe poche macchine golfe e grossolane, per gli accidenti e comparse debisavoli;
gli

dio,

riuscisse, fu tanto ap-

plaudito da'romani,che non ne obliaro-

no mai più

costumanza.
tal

Ma benché
si

in

Storia dì l blseno antica metropoli della Toscana, ragionando del suo teatro e di sua origine,
Dei.
nella
riferisce

L'Adami

Roma

il

piaceredi

divertimento

pro-

curasse ogni giornod'ingegnosamenle accrescerlo con

che

dilatati

i

confini della città,
i

pa e

il

diletto

nuove invenzioni, la pomnon giunse a fusi spetta-

molti convicini popoli alla società loro
volsencsi

colo dell'umana fortezza, finché debellata Volseno, fatto pacifico e più frequente
il

ammisero,

co' quali passale le

diurne fatiche, allorché awicinavasi la primavera in deliziosi boschi adunavansi.
Ivi

passaggio de'romani e
fiero e

la

dimora

in

Etruria, sembrò gratissimo a quegli ani-

duna
col

con rozze e non eulte parole,servendosi semplicetta musa, prenunziavano
canto
la

mi

bellicosi

il

sanguinolento giuo-

co de'gladiatori. L'anno

dunque
i

di

Ro-

prossima

felicità della

novella

ma 4o°j

stagione. Di questi intese parlare Cassio-

facendo Marco e Decio Giunii Bruti con solenne pompa funerali del
la i.«

doro, allorché scrisse a
di

Simmaco suocero
la

padre, fecero combattere per
alla

volta

Boezio Torquato, dicendo che

forma

presenza del popolo 3 coppie

di gla-

l'ombra densissima del di Scena, altra non era che quella dove pastori ne' primi tempi con varie mutazioni di voce cantavano diversi soggetti di piacevoli cose. Credel teatro, a cui
il

diatori nel

Foro Romano.
in

L'introduzio-

bosco dette

nome

ne dall'Etruria
nici, dice

Roma

de'giuochi sce-

i

l'Amati, si prova non solamen-

te coll'autorità di

T. Livio,
il

Forlì chea'toscani dà

di Biondo da primo luogo nel-

sciuti poi in

abbondanti dovizie
i

i

volse-

l'invenzione de' teatri e degli spettacoli
scenici, e

nesi,

cambiarono

ristretti abituri in

su-

da Polidoro Virgilio

nel trat-

perbi e magnifici

edilìzi,

sicché gareg-

tato degl'Inventori delle cosej

ma
i

ezian-

giarono co' romani non solo ne' giuochi
scenici,
tacoli

dio dall'etrusco origine della voce [di-io-

ma

eziandio ue'piii crudeli spete
ili

d'uomini

fiere.

Ridotta

in
il

pode-

stà de' romani \ olseno, stabilitosi

comin

mercio fra l'etrusco e il popolo latino, breve comunicaronsi quanto aveano
piii particolare, in

di

non può dubitarsi che giuochi medesima non vi derivassero, poiché il nome di Lanista, che (lavasi da' romani a coloro che compravano, nudrivaooed esercitavano
ne: cosi

de'gladiatori dalla regione

nio

[«egli spettacoli,

uno al meravigliosogee Volseno sopra ogni
ne fu
la

i

gladiatori, era etrusco affatto e signifii

cando carneficeJ ed
nali /c/iu\

gladiatori

denomi-

altra città elrusca

ritrovali ice

provenivano dall'omonima

i56
città toscana.
liani

TEA
A (l'erma Vitruvioche gl'itanon da'greci oda altri popoli appregladiatori!
spettacoli,

T E
se le

A
latine
il

prime commedie e tragedie

foggiandole sulle greche, e fondò così
teatro latino.

sero

i

ma

da'loro
il

Ma

non
il

si

potè

così presto

maggiori, vale a dire dagli etruschi,

die

togliere al popolo

gusto d'interloquire,
la

comprova monumenti per
i

tutta

disolterrali, in cui sono scolpiti

Toscana molli comuomini,
che

per così dire, cogli attori durante

rap-

presentazione, onde negl' intermezzi fra

battimenti

di gladiatori e d'altri

un

atto e l'altro

i

giovani presenti

si

di-

che
tali

s'

uccidono con arme usate e talora

vertivano a rappresentare farse che deri-

strane,

nonché
si

l'asserto dal Mall'ei

,

vando da Atclla
fiteatro
le
si

spettacoli

facevano da'romani, preil

(città etrusca nel cui anrappresentavano quelle picco-

sone dagli etruschi
nel teatro,

costume, non solo
Il

commedieo

farse satiriche e burlesche;

ma

ancora ne'conviti.
i

Nib-

diversa da

AIella di Campania vicino ad

by, Roma nell'anno 838. par. 2.' Antica,
tratta a p.

A versa)

annessi, di

5jS: De'Teatvi e de Portici romani, loro origine presso
i

essendo estranee

de'giuoehi che
ti

vi

celebravano, e delle par-

furono appellate atellane, e che al componimento che si recitava furono designate col nome di exodia. Laonde giuochi teatrali o scenii

che

li

costituivano.
di

Ne darò un
3c)
1 i

estrat-

ci

si

composero

di

pantomime,

satire a-

to.

Fino all'anno

Roma

romani

tellane,

commedie e

tragedie. In principio

furono contenti, quanto
de'giuoehi circensi;

a' divertimenti,

a
1'

ma

in

quell'anno imintroduzione

Roma si dierono questi spettacoli nelarena del circo e ne'fori ed il popolo
,

perversando
tri

la peste,

esauriti tutti gli all'

assisteva in piedi,

come

oggidì dinanzi ai

mezzi,

si

volle tentare

saltimbanchi. L'incivilimento progressi-

de'giuoehi teatrali che ludi scenici

dis-

vo
ni

e

il

commercio più

attivo,

che

i

sero.Que'pritni giuochi nella loro rozzezza

ebbero co'greci

stabiliti nell'Italia
li

romameporfosse

consistevano in una danza informe pan-

ridionale e soprattutto colla Sicilia,
tò a conoscere

tomimica a suon
lo stesso

di tibie

(strumento da
forse
piffero

quanto più comodo

fiato usato nell'antiche

commedie,
il

l'assistere a quelle
sedili,

rappresentazioni sopra

che

il

flauto,o meglio

che

come

a'giuochi circensi, quindi fe-

suono acuto), alla quale gli astanti prendevano parte con motteggi; ma siccome non trovarono nel circondario di lioma chi sapesse eseguirla, perciò chiamarono gli attori dall' Etr uria: e
lo somiglia, e di

cero de' teatri temporanei di legno,

ma

neppure questi furono
ti:

giudicati sufficienvolle passare ai

quindi da

tali teatri si

perchè
co, e

tali

giuocalori dicevansi da' latini

ludioncs,

nome

derivato da ludus, giuo-

dadi

etrusci histered histrio, per-

motivo dall'annua ricorrenza de'giuoehi megalesi che si celebravano a onore di Cibele nel circo, e dinanzi al suo tempio nel Monte Palatino, quali erano principalmente teatrali e
fissi,

e se ne trasse

i

ciò ne venne,

che poscia histrio fu sino-

presieduti dagli edili curuli (magistrati

nimo

dì attore teatrale.

A poco

a poco di-

che
le

in

uno

agli altri descrissi a

Roma,
I

col-

una forma più regolare, e dai motteggijda'versi che chiama vansi fescennini perchè venivano àmFescennium città etrusca non lungi da Falerii (di che parlai a Civita Castellana e negli articoli analoghi), si passò alla satira regolare che Livio chiama impletas modis saturasi
poi presero

loro differenti specie, e altrove), e in lo-

ro

mancanza

dagli edili plebei.
la

censori

Messala e Cassio conoscendo

tendenza

popolare e volendo lusingarla, nel 5gcj di

Roma immaginarono

di costruire

un

so-

lido teatro presso l'angolo boreale del Palatino adiacente al Lupercale, luogo pros-

e finalmente circa l'anno 5i2 di Roma !\f. Livio Andronico, liberto di RI. Livio Salinatore e precettore de'suoi
figli,

simo
ro

al

Romano, afBne
al

compo-

do

tempio di Cibele e aderente ai Fodi dare maggior comopopolo ne'giuochi scenici della dea.

TEA
Questa innovazione fu riguardata perniciosa e nocev olissi ma alla gravità de'costumi dal console P. Cornelio Scipione
Nasica,
nel declinar
le
ilei

TEA
VII secolo
di

i5 7

da sugli spettatori. Curione che l'innalzò

Roma,
i

nel-

sue prodigalità non ascoltò

consigli di
il

to l'edilìzio, e
ti
i

onde dopo essere slato cominciadopo essere stati preparail

Cicerone già suo tutore:

fu egli

princi-

pale strumento della guerra civile tra G.

molti materiali, fu demolito e dispersi
(pia-

materiali, per decreto del senato,

le nel

senatusconsulto aggiunse che niule

no entro

mura
tali

e fuori di esse nel rag-

Cesaree Pompeo, e morì nel 706. Quina'tempidi Cicerone (il quale parlò con disprezzo di quesla specie di passatempo), era già andato in disuso il costume di non
di

gio d'un miglio potesse metter sedie o go-

sedere a'giuochi scenici, poiché ne'famoteatri temporanei eretti da Scauro e da Curione nel fìnir del VII secolo di Roma,
si

dere assiso di

spettacoli. JVon descri-

vendo Mibby

i

teatri di

legno eretti

in

RoI

ma, ne darò

un'idea con

altri scrittori.

e in quella stessa epoca nel

699 Roma

vi-

romani non ebbero per lungo tempo se non che teatri di legno: terminati giuoi

de
il

il

1

.'tea Irò solido

per opera di

Pompeo,
la

quale volendo isfuggire malgrado

chi

si

disgiungevano. Questi

edifìzi in so-

sua possanza alle osservazioni che potevansi fare circa
tal

stanza non consistevano che in una scena senza gradi per gli spettatori, quali per conseguenza erano obbligali a tenersi in piedi durante tutta la rappresentazione. Il i.°che presso romani fececostruii

novità, costruì sulla
di

sommità de'gradini un tempio
re Vincitrice, e nell'invitare
la
il

Veneal-

popolo

i

dedicazionelochiamo al tempio di Venere, al quale,aggiunse, hosoltoposlo dei
gradini per assistere a'giuochi: tanto necessaria era ancora
fatti
la

M. Eromani imitando la magnificenza de' greci, M. Emilio Scauro eresse un tealro composto di 3 orre

un

tealro di legno con sedili, fu
i

milio Lepido. In seguito

la

circospezione. In-

scena fu fatta di legno e mobile.

dini d'architettura, e sostenuto da

36o
di le-

colonne, di cui

le

più elevate erano
del

gno doralo, quelle
di
ta.

mezzo

di cristallo di

G. Cesare non volendo essere inferiore al em ulo e genero Pompeo, poco prima di sua morte cominciò a preparare l'area d'un altro teatro, progetto che poi fu comsuo

monte, e

le

ultime di
vi

marmo

Cre-

Negl'intervalli

eranocollocate

3ooo

statue di bronzo, e lutto l'edificio conte-

neva 80,000 persone. Scauro mori nel 666 di Roma. C. Scribonio Curionefece parimenti edificare due grandi teatri in
legno, con tanto ingegno costruiti, che fa-

Augusto l'anno di Roma 74', e lo chiamò di Marcello, per memoria di tenerezza e d' amore: lo slesso anno pochi mesi innanzi un altro ne avea ed ifìca lo e dedica toCornelioBalbo,e quepilo dal nipole
sti

3

teatri

furono

isoli

che avesse

Roma

antica da'tempi d'Augusto fino al secolo

cendosi girare su de'perni,si faceva a pia-

V

di nostra era e alle

prime invasioni dei
la

cere cambiar di luogo alla scena e agli
spellatoli.

barbari, e colla continuazione degli spettacoli scenici.

Quanto però JNibby
perché fornì l'idea

dice di

Augusto punì

licenza di

quelli di Curione, lo riferirò
gli anfiteatri,

parlando dedi
tali

Stefanione attore nelle togate, col farlo
battere colle verghe per trina theatra.
Tali giuochi JNibby crede cessati verso l'epoca della guerra gotica sollo Giustinia-

edilìzi.

In questi edifìzi che contenevano

sino da

60,000 persone,

si

erano con

in-

dicibde lusso praticati de'zampilli d'ac-

qua odorosa, che serpeggiando attraverso le statue, le quali ornavano le parti superiori, mentre servi vano a purgar l'aria allenila da riunioni cotanto numerose, cadevano da ogni parte a guisa di 1 ugia-

no 1, coruechè altamente micidiale a Roma. La descrizione ornamentale e splendidissima de' sontuosi teatri di
di

balbo e

di

Marcello,

si

Pompeo, può leggere ne-

gli storici
JN

che citerò, limitandomi poi con

ibby a darne un'idea quanto alla costi u

i

58

T E A
I
i

T E A
romani

zione, e ad alcune altre notizie.

davano

spettacoli ne'tealri di natura

da

mentre presero dagli etruschi primi giuochi scenici, ebbero da'greci non solo
il

dover occupare questa parte, salirono come era naturale sui primi gradini che l'at
torniavano.

loro miglioramento, Dia ancora la fordelle parti costituenti

La parte

semicircolarecosti-

ma
usi.

un

teatro,

megli

tuente

il

posto degli spettatori fu da'ro-

110 leggiere

modificazioni ch'esigevano
il

Adottarono

nome pure

dell'edili-

lìOfChechiaxnàrootìTheatruni, e derivatite dal

mani designata col nome di cavea, almeno finoa'tempi di Cicerone, perchè avea la forma concava, veduta dall'alto (cavea
fu pure delta quella specie di grotta sot-

verbo, sto a vedere, e com'era na-

turale eziandio quelli delle parti.

La

for-

terranea a volta
chiuse
le

,

nella quale tenevansi
i

ma era
pianta

semicircolare e la disposizione dei

bestie feroci sotto
i

gradini del-

giadini fu greca,
vi

ma

ne'particolari della

l'anfiteatro):

greci per la ragione

me-

furono modificazioni, onde Vii

desima

la dissero il

concavo. Quella de-

truvio distinse

teatri latini da'greci, e

stinata agli attori delle rappresentazioni

la differènza principale

sembra che consislesse Dell'allontanare più o menolnscena da'gradini, vale a
greco lo spazio
dell'
la

tragiche, comiche e satiriche fu appella-

dire,

che nel teatro
i

area sotto
platèa,

gradini,

scena da' romani, nome tratto da'greperchè originalmente coperta da tende 5 eche presentava l'apparenza d'un tata
ci

cile noi

diremmo

supponendo-

bernacolo. L'origine del
cata poc'anzi. Quindi
teatri

nome

di

orche-

io

un

circolo, ne'tealri greci avea la for-

stra della parte intermedia, è stata indile

ma di
la

3 quarti di circolo, ne'romani queld'un semicircolo perfetto: fatto che si da'greci non presentano pianta

parti costituenti

i

riconosce ne'tealri esistenti, poiché quelli

riducevano a tre, cavea, a orchestra e scena. E quanto alla i. , la

romani

si

eretti

disposizione era la

medesima

di quella

semicircolare,
•verso la scena;

ma d'un
mentre
i

circolo troncato

che descriverò parlando degli
perirne:
gliati

anfiteatri:

romani sono

se-

coslituivasidi precinzioni,e di portico sui

micircoli perfetti, più o

meno
La

disgiunti
difleren-

gradini da sedere venivano tascalette (scalarla) per la corno-

dalle decorazioni della scena.

da

za nacque dall'uso:

i

greci che considera-

dita d'accedervi, che partivano dalle porte (vomitoria),

vano

l'area ossia la platèa odierna,

come

destinata agli spettatori, dovettero lasciare uno spazio intermedio fra il palco degli attori
,

cavea: de'gradini
all'

che intromettevano nella primi 1 4 più prossimi
i

orchestra furono destinati a'eavalieri.

e quelli che assistevano allo

L'orchestra,

come
la

notai, fu

il

luogo de-

spettacoIo,spazio destinato principalmente a'eori e alle danze, e denominato con vocabolo significante danza. 1 romani ritennero il nome d'orchestra che dierono a cièche noi chiamiamo platèa, madie

stinato a' senatori,

quando

lo spettacolo

non esigeva che

platèa rimanesse

sgom-

bra, ed allora passavano nei gradini più prossimi. La scena finalmente veniva costiluita

non

fu destinata allo slesso uso,imperoc-

recitavano,

da quella parte, dove gli attori la più aderente all'area, e che

che era particolarmente propria de'senatori, e pare che questa fosse l'origine del podio o piedistallo continuato, rialzo di

dall'essere circa

6

piedi innalzata sul pia-

no

ch\ama\a$\ pitipi tum o proscemimi: dietro di questa parte erano i
di questa,

muro che circondava
va una specie
tutto all'intorno,
il

l'anfiteatro

eforma-

di galleria

odi corridoio quale avea una lai-

ghezza bastante per contenere diversi ordini di sedili; dappoiché non potendoisenatoli rimanere nell'orchestra, quando si

luoghi dove gli attori si vestivano e si riposavano, che chiamavasi postscenium. La scena era la parte più magnifica del teatro, e costituiva una bella facciata or-

nata

di

colonne avari piani, e
gli

di statue,

che allcttava

spettatori

anche quando

TEA
non
si

T E A
velario e

i

kj

vero edilìzio magnifico, e non

davano rappresenlazioni: era un come dice

come

negli anfiteatri.

11

teatro

reudevasi sonoro per mezzo di

vaM

di

Nibby una gabbia <li meschine decorazioni, non dirò di Roma, diesi vuoi depri-

bronzo, disposti

in

modo

particolare en-

tro vani esistenti fro'gradioi, ina parlau-

mere
pa.

dagli stranieri,

tanto decantati di

ancora di quelli altre citlà dell'Eurole

ma

La scena era
si

in parie fissa, in parte

done Vitruvio con poca chiarezza, die origine a molti sistemi. Aggiunge che dietro la scena doveano costruirsi Portici
(/ .),ne'quali il popolo potesse ritirarsi in caso di pioggia improvvisa, e dove icori
potessero fermarsi per entrare con beil'ordine nella scena, e fra
pi
gli altri

mobile, che

adattava secondo

rap-

quanto alla i. alle volte era formata da due ovvero da tre ordini di colonne, secondo l'altezza del teatro; e la parte di mez70 designavasi col nome
presentazioni.
di reggia, le laterali con quello di ospi-

E

esem-

nomina

in

primo luogo
le

i

portici diPom-

peo. Aggiungerò, che

azioni teatrali in

persozù (hospitalia): vale a dire che naggi principali entravano per le porte di
i

uso presso

gli

antichi romani, e
si

denomi-

mezzo, secondarli per le \aleva\\: jìodium chiamavasi il muro di rialto della scena
i

possono ridurreaqueste 4 specie: salirti, mimi, commedia e tragedia. Ne'suoi principi] la satira era
nate ludi scenici,

stessa ossia del palco verso l'orchestra:

come una commedia

ridicola, sparsa di

pulpitum
2.*
lis,
ti

il

palco propriamente detto.

La

O parte mobile detta versatilis e ductìera formata da trigoni o macchine
la

molta maldicenza e motteggi, accompaguata da musica e danza, e ben diversa
da quelle lasciateda Orazio, Persio e Giovenale, che

iangolarijle quali giravansi e secondo

rappresentazione aiutavano l'immaginazione degli spettatori coll'imitare
della scena che
si
il

poste pel teatro.

non furono certamente comI mimi erano poemi ascorninesi

sito

sai più. licenziosi e piccanti della

rappresentava.

Un

ten-

dia ordinaria: questi non

distingueva-

done chiudeva ciòche oggi
si

suol chiamar-

bocca d'opera, e questo dicevasi auleum

no in atti, ed erano recitati e cantali da un solo attore chiamato panfonu'/iius.perche buffonescamente contralìaceva le azionidi tutti gli uomini, imitandoli in mille guise, e
si

e

siparium.W quale nome die origine al nomedel moderno sipario: esso però non

calavasi

ma

alzavasi per chiudere, e ciò

ponendosi in mille ridicole pogli

mezzo d'un meccanismo esistente sotto il palco. Mentre nostri siparii o tende li usiamo come gli antichi, il movifacevasi col
i

ture per fare ridere

spettatori.

I

più

famosi autori de'mimi sonoLaberio e PublioSiro, che fiorirono a
saie.
i

mento però
no
sipario
si

è diverso: invece

che
suo

l'odier-

La commedia si
si

presso

alza al cominciar della rapsi

greci

distingueva in

tempo di G. Ceromaniche antica e moderi

presentazioue e
scena, e

abbassa

al

fine, la

na; quella era più libera e più ripiena di

tela degli antichi abbassavasi
la
si

per aprir

maldicenze e
le

di sale; questa era più civiè

alzava negl'intermezzi, af-

e

modesta. Egli

però vero che quan-

fine di preparare lo spettacolosusseguenle;

tunque
le

ella fosse più aggiustata, e di stia

quindi alzare ed abbassare
essi

la tela si-

più terso,contutlociò

poco

a

poco

visi

gnificava per
di quello

precisamente l'opposto
tali

aggiunsero moltecose dell'antica
dia e singolarmente a quelle, che
te atellane,

commechiamadi e.enr-

che noi intendiamo con
il

vo-

caboli.Pare che anche
lo più fatti storici,

sipario degli an-

ebbero

poi

il

nome
la

tichi fosse dipinto, e rappi esentasse

per

dium t valea

dire conclusione o termine,

come facciamo noi, ovquadri allegorici,
ti

Differente è dalla

commedia
è

tragedia,

vero

si

suole dipingere quadri di paesi',
e talvolta

tantoa riguardo del soggetto, quanto deltostile.

mchiteltuie

La commedia
si

una rappresenla-

Glsspellatori venivano copei

dal solecol

rione naturale, che

aggira intorno ad

160
zinali e

TEA
doz-

T E A
vano
li

nvventui'e,e comunemente a soggetti

nel teatro da'gladi a tori, sebbene ta-

comuni:

lo stile è

semplice e pia-

spettacoli fossero assai

comuni

e ordiIl

no, conveniente a persone particolari, e
tale in

nari a ogni condizione di persone.

di-

somma
i

che scuopre

il

rango e

la

vieto alle

donne

d' intervenire alle

lotte

qualità di coloro che l'usano. Servivansi

commedianti d'una tal sorta di calzatura bassa, chiamata soccits, da cui non solo venivano distinti, ma resi ancora più agili nell'uso e movimenti dei piedi. Per lo contrario la tragedia è una
altre volte
seria e

pare che fosse pel pudore , perchè solevano combattere co'corpi nudegli atleti,
di.

Questo salutare rigore si rallentò, non sempre osservandosi che alle donne fisse
interdetto l'ingresso alle feste e giuochi
teatrali,

grave rappresentazione di qualche fatto funesto,seguito da personaggi diconto e ragguardevoli o per la loro qualità
o per
il

te

come si trae da Ovidio, De aramandi lib. che dichiarò teatri foi

,

i

menti all'amore. Stazio riferisce che noti erano in Grecia ammesse le donne a'solenni giuochi olimpici; e
il

loro merito.

Quindi

lo stile della

citato Valerio

tragedia è più sostenuto e sublime, acciò

Massimo osserva che

se

ne fece eccezio-

meglio si confacela
tà di chi parla.

alla

grandezza e digni-

A

fine poi di dare agli at-

ne a Berenice, per avere avuto padre e fratelli vincitori ne' medesimi. Pausania
dichiara
la

tori nelle tragedie aria

da

eroi, e farli
,

comal-

legge greca che escludeva le

parire più sostenuti e maestosi

fu loro

dato una specie di
la

stivaletti,
il

che uniti

don ne da'giuochi olimpici, sotto pena d'esser precipitate dal monte Tipco. Abbiada Varrone, che padri di famiglia Pioma pel timore d'essere ritenuti troppo lungamente ne' teatri dall'attrattiva delle rappresentazioni, portavano nel seno loro delle colombe domestiche, lequai

scarpa coprivano tutto

piede ed una

mo

parte della gamba, detti cothurnì. Oltre
i

di

teatri

erano
di

in

Roma

altresì

4
si

pubblici

edifìzi a foggia di piccoli teatri, cui

dava-

no
va

il

nome

Odeum. Quivi
i

raduna-

la

gente per sentire

musici quando
il

li

servivano per
alle loro case,

mandar notizie di

se stes-

cantavano per conseguire
vi

premio pro-

si

per mezzo di biglietti che

posto a chi rimasto fosse vittorioso, e qui-

attaccavano allezampedi que' volatili. Di
tale
[

ancora

si

facevano

le

prove della mudella

uso parlai ancora nel
e di altri luoghi.

voi.

LXX,

p.

sica,
tro.

che doveasi poi cantare nel gran tea-

58. Diversi autori scrissero sui teatri di

Quando la disciplina

romana
si

re-

Roma
drart,
\>ae,

Gioacchino San-

pubblica fu alquanto più severa,

tene-

Theatrum Romae antiquaeet no1

vano lontane
tacoli, a'quali

le donne da'pubblici spetnon potevano andare, almeno senza licenza de'mariti loro, al senno de'quali pare che fosse riservalo il giudi-

Norimbergae 1675. Chiaramonti, Delle scene e de' tea tri,Cesea a 6 7 5. Ma fDe' teatri antichi e moderni, Verona 1753. Signorelli, Storia critica de teatri antìcìd e modernij Discorso da servire di lume alla detta storia , Napoli 1777-83-87 e 181 3. D'Apuzzo, Sopra i teatri moderni e sopra gli archi di
fei,

care, se que'giuochi e feste potessero riuscire uocevoli al

decoro e onestà matrola

nale.Narra Valerio Massimo che Sempronio

Sopho o

il

Savio ripudiò

moglie,

per essere andata senza sua licenza a vedere certi spettacoli.

trionfo degli antichi, Roma

1

8

1

7.

Il

Nib-

E

pure dice Plutar-

by ci

lasciò la descrizione de'3 seguenti an-

co, ch'erano giuochi funerali (de'quali ri-

tichi teatri di

Roma,

de'quali sussistono

parlala Sepoltura), forse

meno atti

di lo-

pochi avanzi, di cui per ordine alfabetico darò un cenno.

ro natura a recar

nocumento

a' buoni

co-

stumi. Scrive Svetonio, cheAugusto non

permetteva che le donne vedessero se non da lontano i combattimenti che si face-

Teatri antichi di Roma. Teatro e Critto-Portico di Balbo.

Il

nipote del celebre L. Cornelio Balbo, Cor-

TEA
nello Balbo
luce col
il

TEA
s.

161

G-aditano, si distinse pel vae n'eb."
1

Maria

in Cacabcris, della quale parlai

quale soggiogòiGaramauli

nel \ol.

XXIII,

p.

i/i?..

Pnsso questo
i

be

il

trionfo nel

704

di Homi;),

il

.1

ri-

teatro e quello di Marcello erano
tiri

Por*

portarlo d'origine straniera all'Italia, fu
lo era stato lo zio uno de'piti iolimi amici d'Augusto,a cui per far cosa grata coli immense ricchezze conquistate edificò inRoma un teatro con magnifico portico coperto, chiamati Theatrwn e Crypta Hi ///<!. e venne dedicato nel 74 mei ritor-

d'Ottavia e

di

Filippo; quello di Ot-

come

ebbe origine da quello di Metello, templi di Giove Statore e di GiunoneReginnda Curia, e la Schola deltavia
e racchiuse
i

ta di Ottavia. La pianta del magnifico e grandioso portico d'Ottavia si può vede-

torno d'Augusto in
scosto dal

Roma, capace
In

di più
di-

che 3o,ooo spettatori. L'eresse poco

Tevere presso

sponda
ili

sinii-

ioNibbyeinMelchiorri. Del portico di il tempio d'Ercole Musege te, come d'altri portici, parlai ancora a TiìMPio,descrivendo templi di Rore

Filippo che conteneva

i

stra, in sito

basso e perciò soggetto a

ma

pagana; così

di quello

d'Ottavia e di

nondazioni, onde ne'giuochi cazione Angusto vi accedette

sua dedibarca. Si

altri portici di

templi romani.

in

crede che dallesue rovine
la

si

(orinasse quel-

Teatro di Marcello. Giulio Cesare volendo edificare un teatro come quello di

gibbosità di terreno detto Monte diCen-

Pompeo,

lo

cominciò,

ma

noi potè finire

ci {F'.),

perchè
il

la

famiglia di

tal

nome

vi

edificò

palazzo, ora de'conti Bolognetti

e de'marcbesi Sampieri, ed

un piccolo avanzo rimane lungo la via, che da tal palazzo conduce a quello de'Branca, al presente Palazzo Santacroce / .),e la piaz(

prevenuto dalla morte: Augusto lo compì e Io appellò di Marcello dal nome di Marco Claudio Marcello suo nipote come
figlio della sorella

Ottavia, il quale accop-

piava in se tutti

i

pregi degli uomini subli-

za della scuola degli

Eh rei. Neil
di

f

4^3

dori-

vea esistere qualche avanzo notabile,

Tlieatrum Jntonini, per la vicinanza del Ponte Sisto allora chiamalo d' Antonino, dipoi per le
cordandosi col
tante devastazioni cui soggiacque
si

nome

la delizia dello zio, l'idolo devodovea succedere nell' impero del mondo, e chi sa qual sarebbe divenuto, ma 20 anni avanti la nostra era morì di

mi, era
niani
;

18 anni.

Il

lutto per tale perdita fu uni-

versale e profondo; egli però nella
ria de'colti resterà finché

memo-

cre-

dè essere

esistito altrove,

finché

le

ricer-

che archeologiche di Piranesi lo trovò dove realmente surse. Si chiamò Crypta
genere anche un poi lieo coperto illuminato dalle finestre in alto, o Critloin

rimarranno vivi gli aurei versi di Virgilio, che nel compiangerne l'acerba e fatale morte l'immortalò. G. Cesare nel volerlo edificare for-


che

l'area
ivi

distruggendo

le

case e

i

templi

trovavansi, e n'ebbe taccia d'aver
d'essersi

Portico. diverso perciò da

un portico

abbattuto de'luoghi sagri e
propriato
le

ap-

aperto
ne e

ossia peristilio

ila pilastri

formalo da colonisolati. L'uso di tali Critpasseggiare più al co-

grandi ricchezze trovale in quelle demolizioni. Augusto lo terminò
nel 741 di Pioma, 1 o anni dopo la morte dell'amato nipote (secondo Dione, o nel 743 come vuole Plinio), e a lui lo dedi-

to-'Portici era di

perto dall' intemperie, onde più freschi

erano
li

nell' estate

perchè

meno

acces«ibinell' in-

al sole,

più asciutti e tepidi
al

cò con feste sontuose, e nelle caccie furo-

vernò come
quari
il

coperto dalle pioggie e dal
si

no uccise Goo

bel ve africane. La statua d'o-

freddo. Alle sue rovine

die dagli anti-

ro di Marcello fu coronata d'ordine d'Augusto, e collocata in sedia curule in luo-

nome

ili

l'artico di Filippo e di

Gneo
se

Ottavio,

ma

era diverso

come
di

in-

go disliuto
la in

dicai a quell' articolo.

Di quello
la

Balbo

ne vedono avanzi presso VOL I.XXIII.

chiesa di

QuelAugusto in tal giorno, essendosi disunita, cadde supino. 11 teatro
nel teatro fra'mngistrati.

cui sedeva

1

1

iG?.

TEA
ìicdificò la

TE
bello a Lucio II,

A
il

soffrì nell'incendio di

no ne

Nerone, e Vespasiascena, e con nuova de-

onde

successore

Eu-

genio

dicazione celebrò magnifici giuochi, fra'
quali spettacoli di musica, e regalò a'principali attori

scomunicò, e poco dopo nella sommissione de' romani perde la dignità
III lo

usurpala. In

lutti questi

avvenimenti
il

è

da

denaro e molle coroned'oro. Alessandro Severo volle rifarlo, avendo sofferto tanto ch'era divenuto
di

somme

supporre che molto
Leoni,

soffrisse

teatro di

Marcello ch'era il centrodel potere de'Pier
1

quali continuarono a figurare

si-

inservibile. Nel principio del

V

secolo ser-

no
la

al principio del secolo seguente, e per

viva ancora e capace di contenere 3 0,000
spettatori.

via di

matrimoni è dubbiose
il

si

fusero nelil

VII,

Dopo la morte di s. Gregorio neh 086 fu ridotto a fortezza e chiuLeone,
li
fe-

famiglia de' Savelli. Verso

declinar

del secolo XIII

teatro era ancora in posi

so entro le case del potente Pier
il

sesso de'Pier Leoni,
estinti nel
1

quali

quale

vi

riceverò
il

Urbano

11

nel ìoqc),

280, ed

a loro

sembrano già non più apparte-

e in esso morì;

successore Pasquale

neva

il

palazzo fabbricato sul teatro. Siccocostruzioni d'opera saracinesca, che
tulle le arcuazioni dell'ambu-

lasciando

Roma

per andar in Puglia lo

me

le

ce Prefetto di
lui ed a
la città.

Roma (/ .). e commise a Leone Frangipane il governo del1

chiudono
tanara e

lacro esterno del teatro verso piazza
la via

Moncome

Neil

16 volendo Pietro

far crea-

de'Sugherari appartengo-

re prefetto di
la

Roma

il

suo

figlio,

contro
as-

no

al 2.

periodo del secolo XI li,

volontà del popolo, questo corse ad
il

quelledi Castel Savello presso Albano, che
descrissi Dell'indicato articolo, del palazzo
e castello de'Savelli sul

salire

castello dalla pai \.e<\\Pi azza Mon-

tanara. La sua potenza giunse a tal segno che sostenne Gelasio 11 e fece riconoscere Calisto
II

Monte Aventino,

contro l'antipapa rifugiaeal-

to a Sntri, e secondo qualche scrittore
ra tale l'annoi i3o, da voler imporre
la

Chiesa per antipapa

il

suo

figlio

Ana-

cleto li, che altri con IS'ovaes dicono fi-

gliod'un ebreo; poiché Lodovico Agnello

Anastasio
lo dice

nell'

Istoria degli Antipapi,

28G, sembra a Nibby poter congetturare ebe una donna de'Pier Leoni si maritò in casa Savelli circa il 1280, e per l'esaltazione d'Onorio IV Savelli nel 285 avendo la sua famiglia ricevuto gran incremento nella possanza, può essersi operata la nuova fortificazione dell'antica casa de'Pierleoni. E' però vero che
costruito nel
1
1

giudeo battezzato da

figlio di Leone Leone IX, che avea colle usure ammassate grandissime somme d'oro, e rese possente Pietro. Questi non contribuì all'intrusione del figlio, poiché era già morto, come narra mg. Nicolai, Della basilica di s. Paolo p. 286, essendo almeno morto un anno avanti

nato da Pietro
s.

non

si

questo

ha memoria diretta del possesso di monumento per parte de'Savelli a-

vanti al secolo
il

XV,
il

e

si

vuole rinnovato

palazzo con diseguo di BaldassarePe-

ruzzi,

passando poi

palazzo per compesi

1

ra negli Orsini,

onde ora

dice

Palazsi

zo Orsini (T

.).

Dalle rovine del teatro

l'antipontificato del figlio, che se vivente avrebbe impedito. Pier Leone fu tumulalo a diritta del portico presso la porta

formò il piccolo Monte Savelli, ne rimangono tuttavia visibili considerabili avanzi e sono più grandi de'3 teatri un dì esistenti in Roma. Da questi si riconosce che
i

santa della chiesa di

s.

Paolo

nella via

Ostiense, in un sarcofago scolpilo nella de-

cadenza delle
tiica,

ai ti.

rappresentante Rlarsia

il teatro era costituito da due precinzioni coronale da un portico superiore, the eEternamente era composto di 3ordini,due

scorticata da Apollo, con iscrizione
r

me-

arcuati con mezzecolonne d'ordine dorico
sotto, d'

che descrisse e illusilo mg. Nicolai. L'allro suo figlio Giordano si fece creare Patrizio di Roma (f y .) nell 1 4 3, e si ri-

ordine ionico sopra,

i.°

esempio

superstite della soprapposizione de^li ordini in

Roma. A

questi ordini succedeva

TEA
i!

TEA
fine-

i63
le

3° senz'archi, probabilmente con
ornato

modello per determinare
sti

proporzioni

stre rettilinee,

di pilastri corinti,

de due ordini dorico e ionico sovrappol'uno su l'altro.

e questo è oggi interamente perduto. L'in-

terno è tutto sconvolto per
ilei

le

costruzioni
:

Tendo,
costruito in
e

/'artico e Curi,/ di
il

Pompeo,

palazzo e delle case che Io coprono

Dissi già che questo fu


i

teatro solido

di tratto in tratto
li

però s'incontrano

i

nul-

Roma

l'anno

Gc)C) della città.

intermedi d'opera reticolata, mentre

come Gneo Pompeo Magno che ne

fa

lutto l'esterno e tutte l'arenazioni
di

erano travertino. Della scena è ancora visi-

l'autore volle schermirsi dell' infrazione

del senatusconsulto non abolito, cotl'edificare in
tà de'gradini

bile in via Savelli

un piccolo tratto api

partenente all'angolo orientale del proscenio. Perlustrando
sotterranei, le botgli altri

mezzo alla cavea sulla sommiun tempio a Venere Vindiconodella Vittoria,qua-

citrice, chealtri
si

teghe,
cali

i

cortili, le

case e
lo

fabbrivesti-

che

i

gradini fossero una parte di quel-

moderni che

coprono, tante

lo,

e perciò nell'invito che pubblicò per

gia
ta

si

trovano da poter formare una pian-

la

sua dedicazione chiamava

il

popolo non

completa di questo
Melchiorri nella
egli già

monumento

insi-

al teatro,

ma

al

tempio,

al

quale aggiun-

gne.
il

Una ne pubblicò Io stesso Nibby, e Giada di Roma, avencon un articolo pubblicatodal-

geva aver sottoposto de'gradini (serven-

do

V Effemeridi di Roma del 1823, t. io, p. 348, reso conto del teatro, su quanto ne
scrisse
1'

do però per salire e per sedere), perchè il popolo potesse con comodo assisterea' giuochi, e perciò mobilee di legno fece la
scena. In magnificenza restò superiore a'
teatri dipoi edificati di cello.

architetto Saponieri nella Race dichiaratet eillustrate da
/ isconti.

colta delle più insigni fabbriche di Ro-

Vi die

spettacoli di
atletici,

Balbo e ili Marmusica e di com-

ma misurate
verso
la

battimenti

e nel circo celebrò u-

Filippo Aurelio
ripa del

La scena era
si

ua gara di cavalli e stragi d'animali feroci

Tevere

e

prolungava
fi-

di tutte le specie, poiché
in 5 dì

5oo

leoni fu-

dall'angolo del vicolo della

Campana

rono

consumatici 8

elefanti

com-

no appresso

il

pollone del Ghetto degli

e-

batterono contro legionari. Racconta Dio-

brei per circa

4^o

piedi

:

la

cavea girava

ne che

il

teatroni fabbricato co'denan di
liberto di

attorno a questo spazio pel vicolo della

Campana,la do le case e
i

via

de'Sughera ri ,e traversanche sono
fra la via del-

cortili

la
pi,

Catena, e quella di Ponte Quattro Ca

Pompeo, e a lui die nome, perchè gli erano stati somministrati accompagnandolo Delle sue spedizioni. Rimasto preda del fuoco nelDemetrio
l'onore del
la

andava

a

raggiungere

l'altra
Il

estremità
tratto susi

scena sotloTiberio, questi ne intraprerestauro, che compì Caligola, indi fu nuovo dedicalo da Claudio, il quale gli
il
il

della scena, cioè l'occidentale.
perstite della parte e>terna

se
di

mentre

fa

ammirare per

la

purità dello

stile degli or-

restituì

nome

di

Pompeo che

gli

avea

dini, e serve di

modello, mostra traccie

tolto Caligola, e pose quello di Tiberio alla

evidenti de'replicali incendi, a'quali questo celebre edificio

scena per averla riedificata, e
gli spettacoli.

vi celeil

tempi antichi,

sia

andò soggetto sia ne' DO nel medi*/ evo. Le pio-

brò

Di più presso

teatro

eresse

un arco

di

marmo

a Tiberio,

che

porzioni sono così belle che'fecero credere
a molti, che Vitruvio ne fos>e l'architetto.

decretato dal senato non era stato mai eseguito; ed
nel
ni

una statua colossale di Giove
per
la

La materia impiegatavi
Il

è di pietra

ti-

campo Marzio, ebe
lo fece

vicinanza

burtina, gabbia e albana.
cello per la sua

teatrodi .Mar-

teatro fu dellaJupiter Pompejanus.T$e~

ragionata

grandezza e
perfetto

ione

indorare tutto nell'interno in

per

lo stile di architettura così

un

sol

giorno, onde mostrarlo nella festa
1

beo a ragione

fu preso e

si

ha sempre a

teatrale

'L'uniate re

d'Armenia,

e le ve-

i64
erano
di

TLA
per difendere dal sole
di esse ve-

T EA
rancio Svetonio che
il

le distese nell'aria

dì innanzi gl'idi di

porpora, e nel centro

marzo, in che
galiolus)

il

dittatore Giulio Cesare fu

dovasi rappresentalo in

ricamoNeroneche

spento, notossi

come un
in

re d'uccelli (re-

guidava

il

carro, ed intorno splendevano

portando

bocca un ramoscel-

stelle d'oro.

Andò
80

soggetto a

nuovo

incen-

lo di lauro s'introdusse nella curia

pomva-

dio nell'anno

di nostra era a'tetnpi di

peiana

,

dove inseguito da

uccelli di

Tito, che lo restaurò magnificamente, al-

rie specie usciti dal vicino

boschetto, fu

trettanto facendo Domiziano.
to
il

Era

in tut-

suo splendore negl'imperi di Traia-

no

e di Alessandro Severo. JNel 249 soggiacile interamente ad altro incendio sotto Filippo, in un all' JScatonstilo o Cento

Colonne, cioè il portico dietro la scena, che serviva a diporto puhhlico, ed a ripararegli spettatori del teatro dalla pioggia improvvisa. Quella rovina fu ripetuta

messo a brani. Nel secolo XV vedovasi ancora una parte del teatro non lungi dalla Piazza di Campo di Fiore, occupata però da edilizi [nivali, si trovarono vari monumenti epigrafici, uno de' quali presso il cortile della Chiesa dis.Lorenzo uiDamaso, ricordava il genio del teatro, Geti ui n Theo tri Pompejamj e nel i52 5 dietro la chiesa di s. Maria di Grotta1

poco dopo, e sotto Carino nel darsi una
rappresentazione spettacolosa andò a fuoco
la scena,

pinla (di cui riparlai ne Cenni storici in-

torno al
cezione, a

dogma dell'Immacolata Conp.

die poi da Diocleziano fu

fat-

42

di

questo volume), di pasi

ta più magnifica. Esisteva nel principio del

dronato degli Orsini,
ra

cavò un

marmo
al-

V

secolo, e capace di

27,580

spettatori

coll'epigrafe 1 eneris 1 ietrieis. ed ivi eil

(Melchior-ri dice 80,000), e restauralo da

suo tempio, corrispondente pure

Arcadioeda Onorio per danni sofferti nell'esterno da un terremoto. Si continuò ad
aver cura di questo teatro anche durante il regno de'goti, poiché Teodorico incaricò
lo.

l'odierno e contiguo
ra degli Orsini.

Palazzo Pio

e allo-

La pianta
1

del tempio di

Venere

e del portico dietro la scena detto

Hecatonstylon o delle 00 colonne fino all'epoca di Carino, e poi rifatto da Diocle-

Simmaco

prefetto di
le

Roma

di risarcirdi

Avvenute

grandi rovine

Roma

ziano appellato Portieus Jovia dal cogno-

poco dopo la morte di quel re, non si perde la memoria di quel teatro, anzi era sufficientemente conservato nel principiodel
secolo IX, e
si

me da
può

lui

assunto,

si

l'Icnografia di

Roma

ha ne'frammenti dela segno che questa
ilsito,

servire di guida nella confusione de'

ricorda ancora nel

1

i43.

fabbricati

moderni che neoccupano

Sul declinar del secolo XIII annidaronsi gli

elevestigie non sono del tulio scomparse
sotto
dis.
il

Orsini sulle sue rovine,

i

quali suc-

palazzoPioenellecasedella Piazza
di Grottapinla, della via e piaz-

cessivamente andarono fabbricando case

Maria
Il

addosso agli avanzi
e fu

superstiti, a

segno di

za delParadiso,e della via o vicolo di Grot-

farne a poco a poco sparire ogni forma,

tapinla.
la

tempio

di
di

Venere dominante
questa sorgendo cor-

una

delle parti di

Roma

in cui essi siIII,

cavea, nel mezzo

gnoreggiavatiOjCome notai nel vol.L V
p.

278, dicendo de'luoghi in cui ne bassi tempi eransi fortificati magnati romani, mentre Colonna dominavano il Mausoleo d' Augusto, Pier Leoni il teatro di Marcello, Frangipani l'anfiteatro Flavio. Nel i3oo la contrada avea il nome adSeptemLaurum,forse perchè vi rimanevano lauri dell'antiche passeggiate piantate du Pompeoconplalaniefonluue nar}
i i
i i

il palazzo Pio,occupanlunghezza quasi tutta la facciata del palazzo ch'è sulla piazza del Biscione; a desila e a sinistra la cavea da un lato rag-

risponde ov"è oggi
di

do

giungeva l'imbocco della

via

de'Chiavari
s.

quasi dirimpetto alla porticella di

An-

drea della Valle de Teatini, e dall'altro le case più oltre della piazzetta di s. Bar-

bara de' Librari:

la

scena poi occupava in

lunghezza 55o piedi parteudo dal risalto

TEA
che forma
chiesa di
s.

TEA
ed era una curia contigua
teatro. Ivi era
la

i65
al

la

croccia occidentale della
della Valle,
la via

portico e al

Andrea

andando

sua statua alta 12 pal-

de'Giubbonari. Dietro la scena era il portico Ecatonstilo quadrilungo, con giardini in mezzo ed essedre intorno rettilinee e curvilinee, li quale approssimativamente veniva coniquasi a raggiungere

mi, ma giacente come narra Plutarco, pro-

babihnente rovesciata dopo la sua caduta, verso la quale il congiurato Cassio rivolse gli occhi (piasi per acquistarne coraggio, e nel dibattimento dell'uccisione,

preso fra

la

croccia di detta chiesa, e

le

Cesaresia per céso,sia perchè da'eongiurati

vie del Sudario,

Torre Argentina,

s.

An-

vi fosse

spin!o,portossi verso

il

piedistal-

na e de'Chiodaroli, e traversando la via de'Chiavari raggiungeva l'estremità meridionale della scena.

lo

chela reggeva in origine e ivi digoitosamente cadde trafitto. Le turbe del poposero alla sala e l'incendiarono, ed in detestazione della
fatta chiudere

Le strade indicate
i

lo,eccitatea tumulto da M. Antonio, cor-

servono solo per dimostrare non

limili

e la estensione precisa del portico, ma fan-

(laineiitojessoaveayoo piedi di lunghezza,

morte dello zio Cesare fu da Augusto, che inoltre fela

terminando
ria, e

nel palazzo

tro all'odierno teatro di

Cesarmi, inconTorre Argenti-

ce trasportare

statua di

Pompeo

dalla

curia sopra un arco ogiano, incontro alla

55o di larghezza. A Cancelleria ArosTOLicA narrai, che verso il suo palazzo innalzavasi la famosa curia di Pompeo a'
piedi della cui statua
i

porta regia del teatro ossia riinpetto all'asse della scena.

IVibby conviene

sull'i-

denticità della statua di
te nel palazzo

congiurati uccisero

Spada

di

Pompeo esistenRoma; osserva poi
la testa,

l'emulo e suocero G. Cesare, statua ora
esistente nel
lai nelle

che forse
la

l'invidia de'Cesari fece sparire
di

Palazzo Spada,dì

cui ripar-

corona

quercia che cingeva
e

biografie Sr ad a. Appiano narrati-

e sulle spalle appariscono l'estremità de'

do la morte di G. Cesare, cosi comincia. » Eranvi spettacoli nel teatro di Pompeo,
e dovea tenersi
ivi
il

lemnisci:

un braccio

due

dita sono lala

voro moderno. Nibhy.pubblicò
del teatro e portico di

pianta

senato in una delle sale
tali cir-

Pompeo,

tratta

da

dappresso, com'era costume in
:

quella del

commend. Canina,

costanze

Bruto
il

di

buon mattino, come

Ad
che
i

onta della predominante passione
popoli d'ogui età ebbero pegli spet-

pretore, alzò

tribunale ch'è dinanzi al

teatro, e rendeva tranquillamente giusti»
zia a coloro che la

tacoli e pe'teatri, oltre

domanda vano. "Quinalludeva a que-

sull'avversione di

quanto già uon pochi saggi

toccai
sì tra*

di

si

vede che

lo storico

greci che tra' romani,

che riprovarono

sto portico,

che a guisa di basilica vastissima dava campo alle udienze, e del quale profittò Bruto per esercitare il suo ministero senza dar ombra e nello stesso tempo peresser pronto adognievenlodel,

ancora le commedie, riferisce Plutarco, che Solone condannò le tragedie fino dalla

loro origine, e che
i

gli

ateniesi crede-

vano, che
se

poemi drammatici fossero coindecenti e insopportabili, che vi eia
tra loro, la

la

congiura, essendo uno de'capi, benché

una legge
i

quale proibiva agli

favolilo e dicesi pur figlio di Cesare; la
cui tragica fine descrissi a
sa de' giuochi
i

Uoma:

colla scu-

areopaghi di far le commedie o tragedie, e che lacedemoni non solfi ivano che nelle
lorocittàsi rappresentassero

congiurali aveano prepadi gladiatori in lo-

commedie
ascollare nel

rato

un gran numero
il

tragedie, per timore di
divertirsi,

non

10 soccorso entro
barnabiti a

teatro.

curia, ueMintoi ni della
s.

Pompeo nella moderna casa de'
senato nella
ivi

coloroche rappresentavanoco-

se contrarie alle patrie leggi. Platone a per

Carlo a'Catinari, avea ediperchè
il

suasione di Socra te gettò le sue
nel fuoco,

commedie
non ri
«

beato una

sala

crr-

onde

poi lo stc->so filosofo potò

costanza de'giuochi potesse

adunarsi,

scrivere nella sua Repubblica: Noi

i

GG

TEA

TEA
religione cristiana, copiosamente esposte

leviamo nella nostra città uè la tragedia, uè la commedia, perchè sono contrarie alla semplicità de'eostumi,e ad altro non servonoche ad innaffiar l'erbecattive,cioè a fomentar le passioni, le quali bisoguerebbe interamente estirpare. Aristotile voleva che legislatori non permettessei

con prove dall' autore del Trattato rie giuochi e de*divertimenti permessi oproibiti a' cristiani,

Roma

1768. Tratta poi

nel cap.io:

Gli spettacoli teatrali sono

to a'giovani d' andare alle tragedie, af(iucliè

non s'imbevessero

in

quella tene-

ra età delle perniciose idee di stragi e di

contrarialla professione cristiana, e ah la purità rie' costumi. Unanime consenso degli autori più gravi nel condannarli. Il divertimento del teatro, siccome vagheggiato in ogni epoca dalle nazioni, senipie trovò eloquenti apologisti, quali ceri

tradimenti. Le leggi romane non mancarono di condannar le commedie, perchè avendo notato d'infamia commedianti,
i

carouo tutte
solo,

le

vie per giustificarlo
di

non

sembra che volessero distruggere da'fondawenti il teatro medesimo,vietandocon
questa gravissima pena l'esercizio d'
tale mestiere.

altamente encomiarlo, come un sollievo allo spirito e quale islruzione morale per evitare le passioni che vi

ma

pure

un
.).

Ovidio

di

Sulmona (T
di

sono rappresentate. Osserva però Tertulliana, che l'ignoranza delio spirilo urna-

benché non
morale, già
gusto, che
i

fosse
dissi

certamente

rigida

che chiedeva ad Au-

teatri fossero distrutti

come

seminari d'iniquità, scogli della pudicizia

per radunarvisi uomini e donne per vedere ed essere veduti. Tacito racconta
ne'suoi annali, che
i

no none mai tanto prosontuosa, né pretende mai di meglio filosofine e raziocinaie, che allorquando si vuole proibire ad essa I' uso di qualche divertimento e di qualche piacere, di cui è in possesso e
che crede poter legittimamente e inno-

più savi de'romani
e
i

eoamente godere. Allora
mette
in

è

quando

ella

si

detestarono

le

commedie

comici; e

fi-

parala, e diviene sottile ed fi-

nalmente

il

ricordato Seneca gran ino-

geguosa; s'immagina mille pretesti persostenere
il

ràlista de'gentili, dice

che non

vi

è cosa

suo diritto, per timore
ili

di re-

più dannosa, che trattenersi in qualche
spettacolo, poiché allora
vizi più facilmentes'insinuano per mezzo deìpiacere. Trasentili medesimi vi fu pure chi ben comprese quanto fosse nocivo alla gioveni

star priva

ciò

che

la

lusinga, e giunge

finalmente a segno
e innocente.

di persuadersi,

che ciò

ch'ella desiderava sia lecito

come onesto

Da questo
i

principio nascono

ogni giorno

rilassameuti della morale crii

non solamente

il

rappresentare,

ma

sliaua. In vece

difensori de'teatri sosten-

ancora
la

l'essere spettatore de' teatrali di-

gono che

gli

spettacoli teatrali sono di-

vertimenti. Riporta Plinio di Quadratil-

letlevoli, autorizzati dall'opinione

cumu-

matrona romana, che per quanto ella fosse trasportata pe'mimi e pantomimi, fino a farne ben sovente il suo domestico di verlimento nella propria casa, non permise mai per altro, che Quadrato suonipotè,
il

ne, frequentati da persoue gravi, e forse
talvolta

da

ecclesiastici,

sono permessi da'

principi, recanoulililà
t'isti

e ad altri,
Il
.

eguadagno agli ardunque sono leciti, onesti

e innocenti.

dottores. Agostino nelle sue

quale con vivea insieme,
egli

visi tro-

vasse presente, né andasse a'pubhlici teati'i,

e

quando ancora

divenne d'età
le

niatura e ammogliato. Tutte
de'ss.

autorità

piange amaramente il traavuto pe'teatri, ne'quali diceche vi trovava l'immagiuedellesue miserie, e il fomite de'suoi sregolati amori,
Confcssioìii

sporto da

lui

Padri sono conformi su questopuni

E

questo è appunto uno de' motivi,
i

pet-

to, così

decreti de'concilii, e l'autorità
s.

cui tanto sono amati
cristiani,

teatri
vi

eziandio delle
li

Scritture, sopra le quaaltre

perchè molti

da'moderni trovano rappig-

si

fondano

tutte le

verità della

seutate

le

loro passioni, ed espressi al vivo

TEA
gl'intrighi de'loro profani
lo

TEA
amori, e queltri

167
Sposalizi
inve"i

spettacoli

,

e
1'

persino agli

che

gli attori

dicono e rappresentano
domestica. Lat-

(/'.).
i

Giuliano

Apostata
si si
;

contro

sulla scena molti spettatori lo eseguisco-

sacerdoti pagani che
,

recavano a'teail

no

in realtà nella loro viia

tri

ed ordinò che

allontanassero dal
ballerini ei

Firmiano detestò la libertà impudica, colla quale le donne comparivano
tanzio
nelle scene, e le parole licenziose e diso-

ministero de'numi

di più proibì loro
i

commercio con

gl'istrioni,

condottieri di carrismi
riceverli nelle proprie

ponendo loro di non
case.LaChiesa
i

neste pronunziale da'comici.Gli
ti

argomen-

tolle-

de'cotnmedianli non erano che oscenitanto più nocevoli, quanto maggiore
1'

ra

i

teatri,

ma coll'a ver condannato comaltri attori sceuici,

tà, e

medianti e

venne a diteatri

era

eleganza del dire e
le

l'arte de' gesti.

sapprovare l'intervento nei

agli
1

Lattanzio sentenzia

commedieanliche,
si

spettatori, llconciliodi Cartagiuedel

qS

ammaestramenti
dulterii.

e introduzione a'veri a-

scomunicò
li,

quelli che in giorno di festa

Se

ne'tealri

moderni non

ve-

solenne fossero intervenuti agli spettacoinvece d'andare agli
uffizi

dono quelle
che
tili,
si

sfacciate e disoneste licenze,

della chiesa.

rappresentavano ne'teatri demenper cui furono altamente riprovati da'

Il

concilio d'Elvii acelebrato

dopo
i

proibì alle cristiane di sposare

3oo commeil

ss. Padri, vi hanno però luogo quegl'insegnameuti immorali e queglincitamen-

dianti, e l'esercizio dell'arte d'auriga e di

pantomimo. Quello

di Cartagine

ilei

3

1

tial

male, che deplorerò co'conlempora-

separò dalla comunione de' fedeli quelli

nei in fine, e perciò sono
losi.
Il

sempre pericode'pri-

che guidavano carri nel circo, e
persoue da teatro; altrettanto

le altre

p.

Mamachi,

De costumi

nell'islesso
,

mitivi cristiani, dice che essi

non amiai

anno decretò
nione cattolica
sione.

il

concilio d' Arles
1

ed

iu

vano

al

teatro,

perchè erano impudichi perchè
visi

quello tenuto nel 3

7 esclusedallacomu-

gesti degl'istrioni,

rappresen-

gl'istrioni, i saltatori, i
tal

com-

amori disonesti, e pei' evitare lo scambievole vedere ed essere veduti. Presso di essi non era buona scusa il dire, che per compiacere ad un amico erasi lasciato condurre al teatro, perchè ivi si rappresentavano le cose da burla, sentavano
gli

medianti, finché esercitavano
Il

profes-

3.° concilio di
I'

Toledo dichiarò
il

doversi eliminare

irreligiosa consuetu-

dine di quanto soleva praticare
re a 'divini uflìzi,
lazzi di balli,
cilio di
la

popoa'sol-

lo nelle leste de'santi, invece d'attende-

abbandonandosi

za potersi trarne vantaggio per l'anima.

ed a turpi cantilene.
1

Il

con-

Che

si

astenevano

i

primitivi

cristiani
lo-

Costantinopoli del 6f)

privò del-

dall'andare

al teatro,

perchè non era

comunione

della chiesa gl'istrioni, ed

ro lecito far ciò, che in esso vedevano,

agli altri di travestirsi

perchè sono nella s. Scrittura proibiti, e perchè gli uomini si travestivano e facevano le parti di donna. Quindi cristiai

Ne'secoli seguenti
ti

da commedianti. non mancarono diviesi

pubblici,

ma

l'abuso prevalse, e

ri-

ni primitivi

non aveano

teatri,

non regain
|

tenne l'uso de'teatri e moltiplicò, ad onta dello zelo de'Papi e de'vescovi per im-

lavano

i

recitanti o ballerini, ed

niun
pre-

tempo
sidi

era loro lecito di andarvi.
i

che concedevano giuochi teatrali non erano lodati da'ss. Padri, ma disapprovati, onde non pochi lanciarono la dignità piuttosto che permetterli. Gli ecclesiastici

Se ne'giorni delle Feste ( I .) sono proibite le opere servili, mollo più lieve esserlo il teatro, il che condannarono ss. Padri, conciliai Papi, e gli slessi imperatori romani d'oriente e d'occidente eolle leggi ci vili, come Graziano, Valenpedirlo.
i
i

non v'intervenivano, essendo
alle tragedie, a'balli e

lo-

tuomo
(7'.),

1

e

Teodosio

I,

proibirono

gli

spet-

ro proibito dalla Chiesa d'assistere alle

tacoli teutrali e circensi nella

Domenica

commedie,

ad al-

per non confondere

il

culto divino

>>,;

TEA
fai."*

TEA
tutti
i

colle

profanità

,

ed affinchè

proibì severissimamente e con pene rigorose, nelle vigilie de'giorni consagrati al

fedeli fossero

occupati nel culto di Dio.
I

Gl'imperatori Leone
la

ed Auteinio, per

servizio divino, le pubbliche gozzoviglie,
il

santificazione delia domenica,
le

non
il

so-

canto e

la

danza, ch'egli con itulegnafatti

lamente vietarono

commedie,

circo

zione chiama oltraggi

a Dio e sacri-

e gli spettacoli delle fiere,

ma

se in tal

leghe empietà,
iu

giorno cadeva l'anniversario della nascita dell'imperatore,

d'andare truppa nelle domeniche. Carlo Magno
a'ballerini

come

ordinarono che
cristiani

la sotal

interdisse in questi giorni persino la caccia e tutti
i

lermi tasi trasferisse ad altro giorno. In

passatempi. Lodovico
danze. Avendo

I

suo

minio gl'imperatori
a

che aveano

figlio vietò tutte le

brigate vane e oziola

cuore

il

coito divino e la santificazione

se, le

canzoni e

le

poe-

delle feste, tolsero ai popolo l'occasione di

sia fatto

rivivere in Francia sotto Carlo

profanarle con assistere agli spettacoli.

La
tai

Magno
rie

i

compositori di canzoni e di a-

Chiesa non ha mai cessato d'impedire
li

grottesche, introdussero successivavari giuochi per rallegrare
il

disordini,
,

balli

le

condannando le commedie, maschere e altri spettacoli nei
1

mente
lari,

po-

polo, nelle contrade e nelle case partico-

gorni

festivi.

Papi nel tollerare

i

teatri

ovvero giuochi di mano,gesti. smorfie
faii

ue'Joro temporali
del carnevale, di

domimi

nelle stagioni

e a iti somiglianti da

ridere; da essi de-

no,

non

lo

primavera e dell'autunpermettono nelle Feste e Vi-

rivarono
colo

i

giullari e

buffoni, che nel se-

gilie solenni, ne' ì'"e ner dì, peli' Avvento,

Quaresima, nella Setti/nana sanncW'Anno santo o Giubileo, e in altri sagri tempi, come nella novena pe'ss, Pietro e Paolo. Gli antichi franchi non anella
ti/,

X furono introdotti uelle corti e quageneralmente mantenuti, anche dadiversi vescovi. Si narra che Carlo Magno
si

nel

789

soppresse gl'istrioni indecenti,

il

che die luogo ad un abuso infinitamente più condannabile, cioè alle rappresentazioni di farse conosciute sotto
feste c\e
il

non intendendo
la loro lingua.

veano alcun gusto pe'giuochi del teatro, le opere greche e latine perciò composte, e niuna ne aveano nel-

nome di

Pazzi (l

.),

le

quali

si

eseguiva-

no

nelle chiese, allorché vi

si

celebrava

Per cui dopo eh' ehbero conquistato Magonza, Treveri, Colonia, Lione e altre città delle Gallie, essi abbatterono
.'ranchi,
i

la festa del

santo e in altre solennità. Prola

fanazione che

Chiesa abolì con perseve-

rante zelo.

Il

re di Francia Filippo

Aui

tutti

i

teatri.

Ad esempio

dei

gusto

11

deh 180

cacciò dalla sua corte

visigoti gli

abolirono nella Spatollerò inal-

gna. Teodorico re de'goti non volle soffrirli in Italia,

commedianti e gl'istrioni; e s. Luigi IX òdi 26 non ritenne che un solo musico,
i

tuttavia poi

li

per

farsi

cantare cantici e salmi.
si

I

poeti

cune circostanze, ma suo malgrado. Luso de'teatri sussistette neU'imperod'Oriente
-sino a' tempi

venuti d'Italia

accrebbero molto inPro-

venza e nel contado d'Avignone nel XIII
e nel
fiorito
ri.

della sua caduta, particolar-

mente in Antiochia e Costantinopoli, ma lu sempre combattuto e condannato severamente da'paslori zelanti del bene delleanime; non vifu però tollerato nelledomeniche e nelle feste. Non è meraviglia che non si trovi alcuna legge fra quelle
della Francia, dell'Inghilterra e dellaSpar

secolo, dove per altro aveano anche da molto tempo trovatoAlcuni di quelli rappresentarono sui
i

XIV

teatri o sopra palchi delle storie pie, tratte da'libri santi
,

il

qual uso cominciò a

introdursi anco in Parigi sul cominciar
del secolo

XIV. Boileau

li

chiama una
il

tor*
lo-

ma
ro
ti

di pellegrini rustici

che alzarono

gna, perchè

tutti

i

giuochi pubblici era-

1. "teatro

in quella capitale.
r

Era no stasottoFranrappre-

no banditi

negli antichi

tempi

,

tranne

pochi anni, quando neh 74

quelle diChildcbcrloI re de'franchi, che

cesco I,il parlamento proibì

tali

TEA
seriazioni, in cui sotto
pietà le cose sante
la

T E A
maschera
della

1

69

dicazioni, e proceduto con molta circo-

erano sovente piotala

spezione

e

cautela sopra un punto che fe-

nate, e oltraggiata

religione. Gli argo-

risce la sensibilità dell'universale inclina*

menti erano ancora
l'Incarnazione,
in uso
la

la

caduta d'Adamo,
ec.

zione.

Certamente

la

Chiesa fu più rigo-

Passione di Cristo,

rosa salutarmente ne'primi tempi del cristianesimo, e tutta intenta ad allontanai'
le

pure

in certi

monasteri. Si addu-

Ceva per inolivi

di

queste rappresentazio-

cause che potevano fare ricadere
fedeli nell'idolatria;
la

i

pri-

ni l'istruzione degli astanti;

ma come

si

mi

sempre però cou
il

potevano acconciare
fanazione?

le

buffonerie con gli

indefèsso zelo curò

cristiana perfeziodi-

adorabili misteri, senza una specie di pro-

ne, e se tollera l'umana debolezza e
letto de'teatrali piaceri,

regno di Francesco I, le rappresentazioni [nolane cominciarono a rinascere in Francia ma soltanto nella corte voluttuosa d' Enrico HI del
il
,

Dopo

deve prendere per apparente connivenza, anzi non lascia di declamarvi contro e di gravemensi

non

te avvertire

i

suoi

figli

della loro fallacia
il

i574>

'

commedianti formarono un cor-

e de'pel'icoli che contengono. Tale fu

po destinalo a lusingare e nudi irire le passoni, come si può vedere in Le Bruti,
Trattalo de'giuochi del teatro. In quel*
lo del citato anonimo e pubblicato in Roma, si ragiona nel ca p. 2: De'balli, delle maschere edaltri divertimenti carnei

costante e uniforme sentimento de'ss. Padri e de'sinodi, sui balli ancora, che
silio
s.

Ba-

chiamò pubblica scuola d'impurità; s. Ambrogio dice che il ballo è compagno de' voluttuosi piaceri e della lussuil

ria,

perciò vuole che

le
s.

vergini cristiane

valeschi. Egli dichiara, die
stini

i

balli,

i

fe-

se ne allontanino; e

Gio. Crisostomo
le

sono
i

cattivi

quanto le commedie, per

non parla con minor forza contro
ze, nelle

dan-

quanto
vescovo
bearli;

difensori di questi profani pia-

quali
e

i

ministri delle tenebre ingli uomini. Dice Terche regola gesti e le difi

ceri portino in loro difesa l'autorità del
s.

gannano

seducono

Francesco
il

di Sales

per giusti-

tulliano, l'arte

ma
il

santo concluse per ritenerli

ferenti positure del corpo, è consagrata
alla

pericolosi,

ni cristiani per evitarli: e poi

tante

le

che dovrebbe bastare a'buosono tali e precauzioni e le circostanze che
s.

mollezza

di

Venere

e di bacco, deiil

tà della dissolutezza. ISè giova
si balla per

dire,

che

divertimento lecito e onesto
disordini esterni
quelli del fragile

richiede

Francesco

di Sales

da coloro

e in presenza di molti, poiché se questa

che intervengono a questi
cb'è un caso mollo difficile
reale esecuzione.

divertimenti,
il

circostanza impedisce
e visibili,

i

metterle in

non impedisce
1

Primamente egli vuole che si vada al ballo per necessità, e non per elezione e per piacere. Che per impedire
losi
le

cuore umano.
ci

più savi e onesti tra'gre-

e tra'

romani antichi ebbero estrema

avversione pel ballo. Demostene innanzi

cattive impressioni che

perico-

divertimenti ponno fare
si

nel nostro

penano nelcommessi nelle danze, per non dir qui altro onde non sembri che io voglia fare da predicatore o un trattato ascetico; ma se si aprirà qualche libro de'saggi e virtuosi che in bene pubblico, temporale e 6pirituale,scrissero imspirito,

consideri che molti

rimproverò le genti partigiane di Filippo redi Macedonia, perchè dopo aver molto bevuto, non a veano avuagli ateniesi

l'inferno pe' peccati

to rossore di ballare, e persino caccialo

dalla loro
le

quali

campagnia le persone oneste, non potevano solhir la danza.
vide ballare alcuna

Giammai si
mana, che

dama

ro-

fòsse in riputazione di casta.

Sallustio riferisce di Sempronia,che sapeva ballai e e cauta re, meglio di quello die

parzialmente sui

teatri e loro
si

rappi esenio

taziooi, di leggieri

vedrà aver

appe-

convenisse ad una fémmina onesta. Cice-

na dato vaghe, superficiali ipci

e semplici iu-

rone pei

01

aiulo per

Murena, dice che Cu-

i

7o
gli

TEA
bito
il

TEA
pub mettere in dubbio, che ad
essi

rimproverò d'aver ballato nell'Asia; e questo rimprovero riuscì sì giàve, che Cicerone non osò difenderlo in al« tra maniera, che negando assolutamente
Ione

è proi-

ballo da'sagri canoni, ed eziandio

d'esserne spettatori, divieto che ripelerodiversi sinodi. Quello citato di Laudicea proibisce a'ehiericidi trovarsi presenti

no

questo

fatto, e

quindi soggiunse.»» IViun
è

uomo

sobrio

si

iu privato,

in

veduto mai ballare, né qualche convito mode-

a

qualunque spettacolo profano, sebbe*
di partir dal
i

ne per nozze, ordinando
vito

con-

rato e onesto, se pure non fosse pazzo",

Francesco Petrarca non dubitò di qualificareil ballo per ammaestramento d'ini* pudicizia, per azione indegna di uomo o-

prima che vi entrino suonatori. 11 concilio d'Agde prese la stessa detenni* nazione, e quello di Trento ne rinnovò le
leggi,

come

in

appresso fecero molti sino-

non si può riportare che vergogna. Egli è uno spettacolo egualmente inutile e intemperante, occasione
nesto, e dalla quale
di dissolutezza, e la folla degli spettatori

di diocesani e provinciali co'loro decreti,

scusa molte cose che in altri luoghi lave-

come può vedersi in benedetto XIV, De Synodo dioeccsttnaWh. 7,cap. 7 1, 11. "i 1. Sesti ni nel trattato del Maestro di Camèra, dichiara nel cap. t, che quando
1 1 r

i

recondia non potrebbe soffrire."
za de'più malvagi.

La mol-

cardinali sono invitati agli sposalizi dei

titudine favorisce e seconda la sfrontate!-

La

notte,

che d'oidi-

magnali, vi vanno in abito cardinalizio, estannoaldar dell'anello e al pranzo con
rocchetto scoperto;
re a vedere
il

nario
dei
i

si

sceglie pe' halli, essendo
de'delitti,

nemica

ma

se

dovessero resta-

pudore e protettrice

anima
lo-

ballo, vestiranno della sot-

più timidi per eseguire arditamente!
si

tanaeferraiuolosolamen te.Interveneudo
a tragedie e produzioni simili ne'collegi

10 più malvagi disegni. Così

campo

al

libertinaggio, e

si

dà nuovo fa un di verla leg-

e seminari
dinalizio,

non v'incedono in abito
coli'

car-

timentodel peccato. Le fanciulle sono trasportale dalla gioia nel vedere che

ma

ordinario e coperti di
di berretta. Qui

cappello o almeno

noterò,

gerezza de'loro corpi seconda quella dei
loro spiriti, e
fette per saper

che sei cardinali si trovano

nelle grandi so-

ben

vivere.

credono d'essere più perben ballare, che per saper Alla fine die piacere si può
si

cielà,aH'incominciardella danza

parto-

no o
cap.

si

ritirano in altre stanze.

Il

più vol-

te citato e rigido
1

anonimo

discorre nel

a vej-e per un divertimentocheaffatica più
di quel che sollevi, e che non è meno ridicoloche vei"OHnoso?Veramenteselastrao O

vacanza non si fosse o co'nostri costumi, noi
zia quella
fatti

come naturalizzata chiameremmo pazgentilezza. Ini

Delle commedie private de'collegi e de* monasteri di religiosi e religiose. Osserva che la commedia essendo di* venuta comune nelle città cristiane e fre1:

quentata da ogni sorte
fu più a

che

si

chiama

con ragione s'invitano
gli

suonatori,
nel

afiìnchè l'animo essendo occupato

di persone, non poco riguardata come un abuso; quindi alcune persone ecclesiastiche e regolari crederono esser lecito e o-

poco

a

suono,
da'

occhi non restino tanto offesi
irregolari e dalle licenze

movimenti

nesto divertimento farle rappresentare o rappresentarle essi medesimi nelorocolil

de'ballerini. Ciò vuol
lia

ne cuopre un'altra".

due, che una folIl concilio diLaoil

legi e

monasteri. In principio
di fare
,

si

couten-

tarono
le

qualche opera sagra, dipoi
le

di cea del

32o

circa proibì a'fedeh
ili

hai-

tragedie

e lilialmente

commedie

lare
lo
le

anche

in occasioni

sposalizi.

Quel-

rammentato
pubbliche e

di
le

Costantinopoli proibì
private danze, non so-

qualche volta poco dissimili da quelle che si rappresentano ne'pubblici teatri. Egli pertanto ripiova l'uso introdotto ue'collegi di far
ivi si

lamente
colali.

agli ecclesiastici,

ma ancora

a'sesi

rappresentare da'gicvani che
in

Riguardo

agli ecclesiastici

non

trovano

educazione, tragedie e

TEA
commedie, enumerauilone le pregiudizievoli

TEA
pubblico pe' loro costumi,
le

171
persone di
di farne

conseguenze, e destando

in loro trai.°

qualche moralità ripugnavano
parte. I n seguì toi loro costumi
si
i

sporto per questi piaceri. Nel

concilio

modifica-

provinciale di Milano

s.

Carlo Borromeo
lui soggetti

rono, non molti però essendo
ti,

morigerapo-

proibì a'collegi e seminari a

nel generale disconoscendosi la digni-

le rappresentanze sceniche, benché ili sagrò argomento; decreto che appi ovòs. Fio V, ed estese areligiosi, ed a quelli puree-

tà di loro sociale missione,

perchè

il

polo abbia ne'suoi

stessi

divertimenti un

mezzo

di

più

al

savio progredimento di
di recente

senti dalla giui isdizioneepiscopale.In

Ro-

sua civiltà. Scriveva
tilità le recite di

un saggio.

ma
te

nel

i

574 Gregorio XIII

proibì siffat-

«Si potrebbe ridurre a vera pubblica u-

rappresentazioni ne'collegi e seminari,
cose molto pericolose, e di gran di

drammatiche composiconveniente-

come
ro
i

zioni,

purché

scritte queste

slraziouea'giovani, ebiasimò in concistocardinali per la facilità colla quale

v'intervenivano.
to
le
il

severo

Daciòpreudeargomenanonimo, per disapprovare
essendo
la vita

mente a'pubblici bisogni, e convenientemente rappresentale da costumati commedianti. Si pongan peri) questi al vero
loro posto nella società
,

si

esiga da essi

rappresentazioni che facevansi tra're-

pure,

al

par de'lelterati, come addetti a

ligiosi e religiose,

monaper

professione impegnata alla
ta de'pubblici

buona

riusci-

stica vita di perfezione e di penitenza,

costumi, una garanzia di

cui

1

indiziarono

al

mondo

per attendere
di

unicamente
tali
ligiosi in

a Dio.

Però l'introduzione

onorato e leale esercizio, e quindi non sia più lecito ad ognuno indistintamente ed
il darsi ad essa; ed allora daopportuna importanza alla professione, e conveniente regolamento all'esercizio ili

rappresentanze ne'collegi e luoghi re-

a capriccio
ta

Carnevale di Roma, ebbero per iscopo di dare un innocente

tempo

del

trattenimento
1

alla

gioventù, e insieme di

essa, pollassi

pur anche aspettarsene

ri-

ichia mare l'in ter vento degli estranei, on-

sultati migliori.

Una

riforma provvida e

e per altri morali

de allontanarli da'pericoli carnevaleschi, riflessi. Il vescovo Sarnelli, Lettere ceri. t. 6,lett. i:Delle COTTI' medie profane, dopo aver inveito contro
di esse, dice

regolare in Italia allo stabilimento dell'arte

una salutare influenza
seguenze
sociali".

comica d'ogni specie, eserciterebbe sul lesto d'Eurofelici

pa, con gloria degl'italiani e con

con-

che

gli ecclesiastici

si

devono
di pro-

A Dottriva

CRISTIANA

astenere dall'intervenirci e molto più dal
recitarle; e

che

la

Chiesa proibisce
i

arcicosfraternita, parlando della celebre disputa annuale, stabilita per eccitare
tai
i

muovere
ti.

agli ordini sagri

commedian-

Imperocché l'antica Chiesa li dichiarava pubblicamente scomunicali, conformea'decreli de'concilii, ed
in tutte le

giovani a impararla a memoria, noche talvolta si dava a tali dispute una

rappresentanza sagra, simili a quelle del
secolo

do-

X VI,delIe quali

la

biblioteca Cor-

meniche dopo
lo delle
la
te,

la

spiegazione del vange-

firn possiede

una copiosa raccolta. A Mude'drammetà del secolo XV, e come
dell' Oratorio

messe parrocchiali ne rinnovava
secoli del cristianesimo,

sica sagra riparlai dell'origine

sentenza. Conviene però tenere presen-

mi
s.

sagri nella

che Deprimi

Filippo Neri fondatore de' Filippini o

tra gli avanzi del

paganesimo,

i

comme-

congregazione
lari,

(V-)s per
i

al-

dianti essendo tenuti per inferni, sentina
di vÌ7Ì, e

lontanare da'profàni divertimenti
introdusse ne'suoi oratorii
torii in

seco-

maestri di scuola insidiosa d'ùusi

gli

ora-

moralità, perciò quelli che

dedicava-

musìea

serali
dell'

(furono così chia-

no alla recita di composizioni tragiche e comiche, erano genie scapestrala, scioperata,
la

mati dal luogo

oratorio in cui soalcuni attribuisco-

no cantati), per

cui

leccia della società.

Riprovati dal

no

a lui l'origine de'

drammi

sagri cau-

t7a
tali e

TEA

TEA
gua fuorché la latina, ma siccome questa veniva oguor più corrompendosi e dalle rovine di essa già cominciavasi a formarsi un nuovo idioma (della cui origine rifeci cenno nel voi. LX.XI, p. 1 3 ), crede die Guglielmo IX conte di Poitiers terso la One del secolo XI e al principio del XI l scrivesse poesie provenzali, onde a questi concede il primato nella poesia volgare, il che veramente è controverso pel
1

aceompagoati da musica istromenlale, con composizioni de'pitt bravi maestri della nobile arte, ed hanno luogo
lui loia.
si
ti)

Alcune
a p.
s.

ei

udizioni sui

medesimi

leggono
e
:

di

20, Della col/uni scienFilippo Neri, ragionamento

di Francesco defunti

Fabi Montimi. A

Sacerdozio parlai delle danze che alle divinità del paganesimo si facevano nel celebrare
lo.

le

loro feste, e nel rèndergli

il

cul-

All'articolo

Pranzo

ricordai

i

luoghi

riferito nel citato articolo.

o\e ragionai della cantata con istru menti
,

Nel t. 4 poi,hb. 3,cap. 2, tratta della poesia provenzale,

nella notte del

che avea luogo nel palazzo del Papa s. Natale; ed in quello di
il

punto storico che chiama intralcialissinioepienodi favole. In un codice di poesie

Siviglia, oltre
p.
la

detto nel voi.

LXV1II,
si

provenzali scritte nel

1

53, descrissi

la

sagra danza che

fa nel-

in
ti

Modena

nella biblioteca Estense,

2 j4, esistente poei

metropolitana in diversi tempi, a onore ili Dio; e qui dirò che paggi che l'ei

provenzali sono detti Giullari ossxaBufa'

foni, poiché sfidavansi Ira loro innanzi
principi e a'gran signori,

seguiscono, per

a

l'8.

del

Corpus Domini
l

porgendo
di

colle

vestono di bianco e rosso, per 8. della ss. Concezione di celeste e bianco. 11 Pali,
1

rime improvvise materia
toedi
sti

trattenimen-

riso agli spellatoli.

Più spesso que-

die ciò permise, avendolo prima ne-

poeti appella vansi Trovatori, dal troi

gato, ne restò

commosso quando

il

capi-

tolo di Siviglia

mandò

a

Roma

i

giovani

vare inventare ch'essi facevano concetti e le rime per la poesia. Le loro poesie erano comunemente d* amore, e probabilmente le romanzesche vicende da alcuni raccontate nelle vite di questi poeti, non ebbero altra esistenza che nella poetica loro fantasia, per cui credeva-

danzatori colla loro musica, e vedendoli

danzare disse ch'erano angeli. Gli stranieri che vedono tali danze, essi pure danparticolari segni di

commozione. Inolrammentiamoci che il santo re David danzando, suonando e cantando inni e salmi per glorificare Iddio, precede l'Arca del Testamento nel trasportarla decorosamente dalla casa d'Obededon nella sua re""ia di Gerusalemme. La danno
tre

no di superare ghi viaggi da
duelli per
gi, veleni, e

i

loro rivali fingendo lun-

per amore intrapresi, amore sostenuti, erbe, beveragessi

za sagra fu esercitata in remoti tempi dagli egiziani,

perfino demonii adoperati per accendere amore; disperazioni e morti per ullimocagionatedaamore:talchè pare che

dagli ebrei, da greci e da ro-

costoro altra occupazione non avessero,

mani
tri,

nelle loro

ceremonie
si
i

religiose.

Nell'articolo Sicilia, col Petrarca e al-

dichiarai che
la

attribuisce a'sicilia-

che amare e cantare, e amando e cantando impazzire. Spesso però ad onta dell'esaltata fantasia, da vano saggio di sapere,
e nelle loro poesie trovatisi molti sentimenti

ni

lode

tli

aver

primi usato della

ri-

ma ma
ni.

italiana, poiché l'invenzione della ri-

vivi e ingegnosi.

I

principi italiani ga-

è antichissima presso tutte le nazio-

Ma il dottissimo modenese gesuita p. Girolamo Tiraboschi, Storia della lettenitura italiana,
cencio de'principii
t.

reggiavano nel chiamarli alle loro corti e onorarli, tra' quali gli Este marchesi di

Ferrara
te

(!'.),

ottenendo d'esser co'loro

3, lib.

4>cap. 4> tu "

versi celebrati. La

Lombardia

e

il

Piemonpoe-

eie! la

poesia proven-

erano fecondi
provenzale:
i

di coltivatori della

zale e dell'italiana, la quale sino al secolo

sia

più rinomali furono Fol-

Ali non aveu usala

in Italia ultra lin-

chetto detto di Marsiglia,

ma

genovese di

TEA
patria, e IVicoletto da Torino, ed italiano ancor sembra Pietro della Carovana, Iìonifacio Calvi e Bartolomeo Giorgi ve-

TEA
sgraziati e gli aldini anelanti

173
di riveder

do eccitavano coraggio, consolavano i-dil'amata patria, col potere del canto e del suono. Avendo questi poeti molla invenzione, e trovando concetti
sieri e
felici,

neziani, e
il

il

famoso Sordello mantovano,
fra tutti.
Il

piìi illustre

Lichtentbal,/)/-

bei pen-

zionario e bibliografìa della mitsica, ne discorre agli articoli Cantori provenzali

immagini

ridenti, contribuirono

molto
dii
ti.

e

àe'Menesirieri,

i

quali originati pro-

a dare alla poesia e al canto una ezionepiù nobile de'meneslrieri erran-

babilmente dagli antichi Batdi( I .)o da commedianti latini, errando colle loro famiglie cantavano musica profana, cercan-

Aggiunge ch'eranvi

1

fra

trovatori ie,

principi, cavalieri e preti d'ogni specie, e

che brillarono inEuropa dal
fino a

1

1200
38?..

1

i3o
lin-

do dappertutto

divertire

i

grandi e
colle

i

ric-

Giovanna
si

I

regina di Sicilia e connel
i
1

chi cogli elogi, le

donne vane

adu-

tessa di

Provenza morta
servivano

La

lazioni, e la basse classe del popolo colle

eila di cui

ti

ovaioli clua-

bullonerie; oltre l'arpa aveauo vari stru-

rnavàsi la
l'antico
ciò

menti, e tra

le

diverse denominazioni, se-

condo le varie loro occupazioni, ebbero pur quella di Troubadours dopo essere
stati .scomunicati

romana, ed era un misto delromano con vari dialetti, e pererano pure denominali poeti m/ua-

»i.OsservaTiraboschi,che nel secolo

X 111

e dichiarati infami,

ma

nati da'menestrieri suonatori d'ogni specie e varie classi di poeti, tali corpi

non essendo ancora ben formata la lingua italiana, difficilmente poteva allettare
i

cominla

poeti a usarne cantando:

al

contra-

ciarono ne'secoli XIII

e

XIV

sotto

prola

rio la lingua de'provenzali, già

da mollo

tezione de' magistrati diveise unioni,
i
.

delle quali fu l'ondata in

Francia verConfrérie de

tempo usata, e per cos'i dire arbitra della rima, sembrava al poetare più opportuna, e perciò anche in Italia molli l'anteponevano alla Balìa .Ma dappoiché questa venne successivamente acquistando nuo-

so d
s.

i33o
33
i. la

sotto

il

nome
si

di

Julien des Ménestrieres. Confermata
i

nel

società

elesse

un capo o

pie-

posto col

titolo di re, e

presero per protet-

ve bellezze,

gl'italiani

presero più univer-

tore s.GYnc.v/o commediante, che sostenne
il

martirio a

Roma nel 2860 nel 3o3,dopo
innanziDiocleziano beffeg-

salmente ad 'usarla nella prosa e nel verso, potendo essa gareggiar con ogni altra
lingua con sicurezza
nel paragone.
ri

avere
giato

sul teatro
le

di

non venir meno

ceremoniedel battesimo, per fare ridere gli spettatori, chedisprezzavano la
religione cristiana e
i

Dopo

l'invasione de'barba-

e

suoi misteri, l'ero

trova per lungo

singolarmente de'longobardi non si tempo alcun indizio di
di

Iddio avendolo nello stesso punto chiamato, seriamente domandò il battesimo, ed esortò gli spettatori a l'are altrettanto, e in

componimenti o
lecitale
sui

azioni

drammatiche
si

teatri.

Dramma

ilice

un

componimento
ed
i

poetico rappresentativo;

vere riceve glorioso martirio.
santi,
1'

Che
a'

francesi lo definiscono,
il

poema com1

vi

furono 3 omonimi

indicai ne'

posto per

teatro, e rappresentante un'a-

luoghi citati a San Gentsio. Quanto
cantori provenzali o trovatori o

Trou-

ri

badours, dice Lichlenthal, che vari autosono di parere, che tutti canti ih Ile moderne lingue popolari abbiano avuto, generalmente pai laudo, la loro origine inii

zione tanto comica che tragica. più antichi poemi drammatici, dice Tiraboschi, sono le 6 commedie di Roswida badessa
di

colo

Gandersheim, scritte sulla line del seX le quali, benché si pr< figgesse d'i.

mitar TerenziOjSono però scritte

in prosa.

Provenza, come menestrieri, e dall'entusiasmo per la cavalleria e per le Crobì
i

Do

altro

poema rappresentato

in

Germa-

nia nel secolo Xll è

ciale, nelle quali

poetizzando e can Iìhi-

media

intitolala:

una tragedia o comLudus Post halìsdead-

r 74 ventu et interilu Anlichristi.Ognuu vede qual sorta di dramma poteva a que'tem-

TEA

T E A
me
in ogni altro

genere

di letteratura,

pi
il

rappresentarsi, apparendo sulla scena

maestra di tutte le altre nazioni. Tuttavia opina il Carli, che l'Italia non
fu la

Papa,

I'

imperatore, con

altri

sovrani

solo fu la

prima a gustare
rappresentazioni

il

diletto delle

d'Europa e d'Asia,

e l'Anticristo

accom-

tragiche

,

ma

sino dal
in

pagnalo dall'Eresia e dall'Ipocrisia, e persino la sinagoga col gentilesimo. Narra-

i3oosi videro tragedie non solamente

no alcuni che Anselmo Faidit poeta provenzale divenne buon comico, vendendo

Iatino,come pensa Crescùnbeni con altri, ma in italiano ancora, come fu la rappresentazione dell' Inferno fatta

neh3o4

in

anche

a caro prezzo le
e

commedie

e le tra-

Firenze, dal che

si

vede che questo gene-

gedie che faceva,

venuto

in Italia rap-

re di rappresentare in italiano

ha avuto

presentò una
nifacio

commedia
di

nelle terre di

Bola

Origine più lontana, e fors'anche nel secolo XIII; bensì
il

marchese
il

Monferrato verso

gusto di rappresenta-

flnedel secolo XII. Questo veramente sa-

re alla greca venne dipoi nel secolo

XV.

rebbe

più antico

monumento
il

d'azione

Ne'primi anni del secolo

XV

si

continuò
poesie,

drammatica rappresentata
raboschi teme che
so,
si

in Italia.
sia

Ti-

a usar della lingua latina per

tali

racconto

favolo-

come praticarono Pier Paolo Vergerio
con una commedia, Gregorio Corraro con tragedia, Ugolino Pisani con commedia, e altri. Bernardino Campagna scrisse lina tragedia sulla Passione di Cristo, e la dedicò a Sisto IV. Di ninno de'mentovati
e
altri

ritenendo che

i

poeti provenzali

dierono mai a

tal

sorta di poesie. In

antico catalogo de'podestà di
legge al 1243: In quest'

non un Padova si

anno

fu fatta la

rappresentazione della Passione e Risurrezione di Cristo nel Pia della Valle. Simili altre rappresentazioni de'misteri della

componimenti drammatici
I

si

può

affermare che fossero pubblicamente rappresentati.

Passione di Cristo

si

fecero nel Friuli

primi benché assai rozzi sag-

1297; prima del qual tempo o dopo praticava altrettanto il sodalizio delGonfaloue(dicui riparlai nel vol.LIX,p. 3 1),
nel
1

gi di poesia

drammatica

italiana

sono

le

rappresentazioni de'sagri misteri. Fra essi

istituito in

Roma

nel

1263 comesi

trae

S.

abbiamo: La rappresentazione del N. Gesù Cristo, la quale si rappresenta
il

dagli statuti. Si vuole che tali rappresentazioni
si

nelColliseo di Roma,
ia sua.
te e
ss.

venerdì santo eol-

facessero con dialoghi, o piutsi

Risurrezione, stampata più voldi

tosto

non

contentassero di muti gesti

opera

Giuliano Dati fiorentino

,

e di atteggiamenti studiali. Alcuni preten-

dono che
in
si

in Italia nel secolo

XI11 fossero

uso

le

rappresentazioni teatrali, ma non

Bernardo di Mastro Antonio romano, e di Mariano Particappa./7y^/;/Y777?o e l'Isacco, farsa in ottava rima di FeoBelcadi
l'ijper la involta fu recitata in

conosce alcuna azione drammatica di

Firenzenel
si-

quell'epoca. Del secolo
trale italiana
ti,

XIV

di poesia tea-

i449-

Ma

queste e altre successive e

non

si

bensì in latino

hanno componimendue tragedie composte

mili rappresentazioni

non pare che possa-

no

da Albertino Mussato, ^Ezzelino q\'A~ chìllejìa commedia Philologia, scritta in gioventù dal Petrarca; e la tragedia sulla
caduta
di Antonio dalla Scala, di Gio. Manzini dalla Motta di Lunigiana. Questi

veramente rappresentazioni teaRoma papale, dopo le ricordate rappresentanze sagre, dopo i Ginochi e le rappresentanze del Carnevale di Ro/naàeì medio evo, derivato anche dalle Strenne (V.), trovo che il famoso Giudirsi
trali.

Nella

componimenti non furono che abbozpoesie teatrali,
la

lio

Pomponio Leto bastardo

dell'illustre
la

zi di

ma

in tal

modo

si

a-

casaSanseverinOjdotto celebre per

sua

e-

pn

via

a'

valorosi
l'Italia

poeti che vennein questo, co-

rudizione e bizzarria, presso S.Andrea della

ro poi, e cosi

anche

Valle di

Roma,

e forse nel luogo ove

TEA
poi fu edificato
restituì a
il

TEA
/'.),

175

Palazzo Stoppani(
l'antico teatro,

Roma

con eser-

citare

i

giovani suoi discepoli nella leci-

no l'azione d'un giorno solo, e volle dare in sì lieta circostanza un nobile trattenimento a Roma. Egli la dedicò al cardinal Riaiio che la fece recitare nel Palazzo dilla Cancelleria apostolica 1 .). da
1

ta delle

renzio e Plauto,
cellieri,

commedie de' latini comici Tecome apprendo da CanMercato p. 84- Aggiunge Tile

lui riedificato

ove già

fu

il

teatro di

Pomfatte

raboscbi che

fece

rappresentare anillustri prelati,

peo. Dell'opera di

Verardo furono

cora ne'

cortili de'

più

e

4

edizioni, che
fu la
a

anche altre de' poeti moderni, e così ebhe la gloria d' avere rinnovato il teatro. Per la sua fama, solendo incominciar
le

Questa

i.

pure ricorda Cancellieri. prova del nuovo teatro di

Roma, per
l'

cui Gio. Sulpizio
al

da Veroli,

nella dedicatoria che fece

cardinaledel-

enili de' suoi uditori vi

sue lezioni allo spuntar del giorno, alsi recavano sino

Architettura del suo rarissimo Vilrusuo palazzo,

vio, l'esortò d'innalzare nel

dalla mezzanotte per procurarsi
re. Caduto in moi lo questi

disgrazia di
nel
'

da sedePapa Paolo II,

à\cenàog\i:Innocentius / IIIverot ad Si-

slum IT
etus}

.et

Paulina

l

Isuperandum ere*

g°dè il favore de' successori Sisto IV e Innocenzo Vili, e
'
>

4"

morì
ti

in

tore di

Roma nel '497- Caldo ammiraRoma antica ede'suoi monumenconservazione fu
s'

omnia praeclara, et popularia cogitat .... Quarca te quoque Theatrum novum Iota Urbismagnis votis expectat.
Accinge,
te

ocius

ad liane

beneficentìam

che

illustrò, e alla cui

alacriter exhibendam.

Quid enimpopu-

preposto e benemerito,

inginocchiava
al

larius? ciuid gloriosius ista tua actione
illud unum igitur sufodere possis? jìerest.ut meliorem locum ex T itruviiinstituliones constituas, in quo Juventus ti. . .

ogni giorno innanzi a un altare eretto

sro fondatore Romolo, e solennizzò

l'an-

ni versano del natale dell'eterna città, al

modo
e
si

che riportai nel voi. LVI1I, p. 182, continua dalla cospicua e pontifìcia
cP

l>i

deditissima

ad majorum

se imitatio-

Tieni in

recitandis Poema/is. Fabulìsque

Accademia romana
da
sul
lui

archeologia^}

.)

actandis.iii

Dcorum honorem, festis

die

fondata. Ch'egli abitò col Platina

bus exerecat, honestisque spectaculis et

squilino, lo dissi nel voi.
1

monte Quirinale o propinquo all'EL,p. 23 1. In
1

moveat pupulum, et exìàlaret. Lodandolo poi, come ristauratore delle antiche
rappresentazioni, prosiegue
:

questo, ed a p. 5, descrivendo Vospìzio de? Convertendo, notai he nel palazzo dipoi vi furono recitale
di giovani studiosi

intra suos

Penates,

tamquam
et

in

media Circi Ca-

da una

scelta società
le

vea, foto consessi/ umbraeulis (celo, ad-

dell'idioma latino,

mìssopopulo,

pluribus tuiordinisspedello stesso

commedie di Plauto e diTerenzi o, ad esempio di Pomponio. Narra Cancellieri, Notizie storielle e
il il
1

ctatoribus honori/ìce exceptis.ìnoUrencì
carnevale deli

4^4

Verardo

bibliografiche
fui

.°a

introdurre e

mai

e

26q,ehe nuovamenle
p.

fu rappresentato in

Roma

nel palazzo Pi-

teatro in

Roma
1

fu

il

cardinal Raffaele

Ria rio camerlengo
ta fatta dal re di
ì

e nipote di Sisto
la

IV,

celebrando nel 492
za

presa di

Grana-

Spagna sui mori, in Piazavana, ludos equestres, quos hastiludia appellant, fieri parabit. Avendo Carlo Verardo cesena te, s^ià cameriere segreto di Paolo 11, descritta la storia della
i

glimi a piazza Farnese (poi di Francesco Fusconi da Norcia archiatro d' Adriano VI), la tragedia del Costantino poscia stampala con altre sue commedie e tragedie Ialine e italiane egregiamente scrit,

te in prosa. di

Dice Tiraboschi, che prima
rappresentazioni che
car-

questo tempo assai magnifiche dovetle
il

tero essere

dinal Pietro Riario, altro nipote di Sisto
1\ ,fece vedere a'ronia dì all'occasione del

onqnìstfl in prosa Ialina,

venne

a

forma-

re2j sLcneocompaiseche rappiesenlavn-

passaggio d'Eleonora d'Aragona che au-

1

76

TEA
cole

TEA
eccettuato V Orfeo d'Angelo Poliziano, fi 1-

dava sposa nel Ercole I duca di Ferrara nel i4?3. Si rappresentò la Storia di Susanna, la Natività di Gesù Cristo, ed altri argomenti sagri. Avverte nondimeno, che non al cardinale Pietro, ma al
cardinale Raffaele Riario
si

rono quelle che con gran pompa die Et" I duca di Ferrara. 11 i.°suo spettacolo fu nel i486, in cui fu rappresentalo il

Menechmio
falò dello
le

di Flauto; poi nel

1

487
1

il

Ce'

attribuisce la

stesso Plauto, traduzione di Ni-

gloria d' aver rinnovata in

Roma

l'idea
fi-

cola de'signori di Correggio. Nel

4o
d'

'

P ei

delle vere rappresentazioni
gli

teatrali,

nozze di suo

figlio

Alfonso

1

con AnIni-

pi

ìi

volte condusse gli accademici di

na Sforza,

fu fatta la

commedia

Pomponio Leto
mezzo
del

a far le loro rappresens.

fitrione di Pandolfo Collenuccio, e altre

tazioni, ora in Castel

Angelo, ora in
in

Foro Romano, ed ora

sua

propria casa, alle quali intervenne
ra boschi, che

lo stes-

so Papa Innocenzo Vili. Narra pure Ti-

commedie. Nell'agosto il duca colla corte andò a Milano per far ivi certe commea die, e il duca Lodovico M. Sforza vi lece aprire un teatro. Ercole I inoltre nel

cora nel
le

1

non era però in R.oma an492 nno stabile teatro,poichè fra
feste

1499
Sosio
altre

fece rappresentar la
di

commedia

di

Terenzio
si

e un'altra di Plauto:

molte

per l'espugnazione di Gra-

commedie

recitarono nel decorvi si

nata fatte
fece

in

Roma,

il

cardinal Raffaele

so dell'anno, e molti da Veoezia

re-

formare un teatro per rappresentatranne l'argomen-

carono per godere

tali

spettacoli.

Le comfu-

re l'opera delVerardi segretario de'brevì,
scritta in prosa latina,

medie

recitate nella corte ferrarese

to e

il

prologo che sono in versi iambicì:
divisione di alti, e
si

rono in lingua italiana: molti scrissero appositamente per quel teatro, altri tradussero
il

non ha

può

anzi dire

le

commedie

di Plauto.
il

Fu dunque

più un'unione di dialoghi che un'azione

teatroEstense inFerrara
di (pianti in

più magnifi-

drammatica. Tra le più antiche opere drammatiche, anzi come il i.° saggio di

co

quel secolo
erasi

si

vedessero in
in

Italia.

Prima però
il

veduto

Manto-

Melodramma
lo, in cui la

(specie di breve spettinosia in

va un magnifico teatro, ed eravisi rappresentato
il

declamazione semplice,
la

detto Orfeo, azione a cui devesi
tutti
i

versi o in prosa, viene adattata e

accomquale

primato su

componimenti dramcori

pagnata da musica strumentale,
ti

matici in lingua italiana di quel secolo,
al dire di

serve ad esprimere e rinforzarci senti men-

Tiraboschi:

i

che Polizia-

Chiamasi monodramma se vi recita una sola persona ; duodi amma,sedue vi declamano. Lichtenlhal
in esso contenuti.

no v'introdusse somigliano
tragici greci e latini,

cogli antichi

poiché l'azione può

crede inventore del
ca festa data
1

melodramma

motler-

noRousseau) viene annoverata la magnifidaBergonzodiBotta inTorlona nel ^.8q, quando vi passò Isabella d'Aragona sposa di Giangaleazzo Sforza duca
di
sa

la compose in due giorni a istanza del cardinal Francesco Gonzaga, e riuscì la più antica azione drammatica italiana e lai." rappresentazione teatrale scritta con eleganza e beu regolata, dopo le Rappresentazioni de sa-

chiamarsi tragedia. Egli

Milano;

ma non sembra che questa
si

pos-

gri misteri.

Il

Carli, Dell'indole del tea-

chiamarsi azione teatrale, quando que-

tro tragico, discorso

accademico, pres-

sto

nome non

dialogo..

qualunque Anche quella solennissima Rapvoglia dare a

presentazione della Risurrezione diCristo,

che un frate francescano fece dar nel

t. 35, p. i52, dice che il susto delle tragedie in Italia venne dopo il secolo XV e risvegliò gì ingegni italiani, e la musica già erasi insinua-

so Calogerà, Opuscoli

i47-5 in una radunanza d'8o,ooo uomini,

non par certo che fosse cosa drammatica. Le più auliche tra le azioni teatrali,

pubbliche rappresentazioni ver1480, anzi crede che essendo essa nel bel paese antica quanto la poesia, le rapta nelle

so

il

TEA
presentazioni in verso e in rima dal
in poi
il
i

TEA
200
li

177

fu

non linciassero da essa disgiunte; Crescimbeni però attribuisce al secolo XVI l'ingresso della musica nelle pubbliche rappresentazioni, ina perfettamente
nel suo line,

me
e di

Benedetto Ferrari detto Tiorba, cocelebre suonatore ili tale strumento, lui riparlerò. Dice inoltre Carli, che il
effetto

buon

ch'ebbe

la

musica

sulle sce-

ne, e l'esito fortunato che sortì

WPastor

pure con Lichtenthal. Ben è vero, ripiglia il Carli, che nel secolo XVI la musica fu compagna delle tragedie, e queste propriamente non comparvero prima, ciò che non sussiste

come

riferirò

fido e ['Aminta, bastò per lume a Ottavio Rinuccini fiorentino per abbandonar
le tragedie e

per tentargli uomini con u-

na specie

di composizioni,

che

si

chiama-

rono

Drammi, fatti

sul gusto del Guarirli

pel narrato di Tiraboschi, se pure
glia intendersi la tragedia

non
alla

vo-

e del Tasso, adattabili tutti interamente
alla musica, per incontrare colla

giunta

sua

doppia

Li-

Quindi si cantavano cori e intermedi!, prima però della Calandra, di cui parlerò poi, magnificamente rappresentata da'fiorentini a Lione nel J48 avanti Enrico 11 e Caterina de Medici: questa fu la prima commedia ched'ltalia passò in Francia, ad onta che l'autore delAmsterdam l' Histoire de Li musique, 1 720, dia il primato alla Cassandra giuntavi dopo nel 1577. Dipoi Enrico ili die
perfezione.
1

mone

di questi incanti

musica

e poesia,

un

principio del secolo

doppio applauso e vantaggio, onde nel XVI comparì colli
l

Dafne, iodi

cogli altri

due suoi drammi.

DiceTiraboschi, parlando dell'introduzione de'drammi in musica nel teatro italiano, cheRinuccini ebbe la gloria, se
averli

non

di

immaginati prima d'ogni
pel
1

altro, al:

meno
la

di scriverli felicemente

Dafne

fu posta iu

che musica dall'altro fio-

in Parigi

un fermostabilimentoalla com1

rentino Jacopo Peri, e rappresentata nel

media
brano

italiana iu detto anno, già intro56c). Intermedii

i5q4

in casa di

dotta in Baviera nel
potersi

sem-

applauso.
gnificenza

Quando
si

Jacopo Corsi con molto nel 600 con regal ma1

chiamare cpie' che nel bel teatro artefatto si cantarono in Roma a' i3 settembre i5i 3 pe'principi Medici fra
sontuose rappresentanze fatte per
l'è-

celebrarono inFirenze le noz-

ze di Maria de Medici con Eurico

IV

re di

Francia,

si

rappresentò colla musica del
I'

le

Caccini e di Peri
ni. Il

Euridice di Rinucci-

lezionedel loro parente
re
la
1

LeoneX. Nota puricordato autore

Ferrari lo seguitò,
loro opere

ma

crede Carli

Carioche secondo .' opera in musica
1

il

che

le

non si cautaronocheper
di principi nelle grati

erasi rappresentata

occasione di nozze
sale.

in
il

\ enezia uel 485:

raminga, disinganno, l'inganno d'amore j ma
verità
la

La

Finalmente ['Andromeda di quest'ultimo fu lai. "a comparire nel pubbli1

per verità 200 anni dopo, cioè verso

metà
ta

del secolo

XVII, essendone stato aua
.

co teatro in Venezia nel 687, e fu la i. pure ad introdurre l'uso del soldo iu cosi
fatti spettacoli. Questa

tore Francesco Sbarra lucchese. Tutta vol-

talmente incontrò,
le teatrali

che dopo Firenze vide un'opera in musica fu Venezia e Claudio Monteverde cremoafferma Lichtentha),chelai
città
,

e talmente incontrarono tutte

composi/ioni
sta,

fatte a

somiglianza di que-

nese

vi
i

die pel

i.° la

sua Arianna,

e

quinspet-

re tutte

che a quella sola maniera di comporle muse che del teatrale concor-

di nel

G07
i

il

suo Orfeo: dipoi
si

gli

so preudeansi cura

tacoli e

teatri

moltiplicarono a Veue-

dicarono.
lora la

La

nascita

immediatamente si dede'drammi fu per alad

zia, e nel

1680

vi

dell'opera, e per lo più

furono aperti 7 teatri compositori e
i

morte

delle tragedie, e questa fu

i

l'epoca di loro apoteosi tornando esse

poeti furono veneziani o dello stato veneto.

abitare tra'Dei di Grecia,ad ecce/ione delle sale delle

Tiraboschi dice che
i

il

i.'a fare rap-

case private e de'convenii reritirarono, e forse di miglior

preseutare in Venezia
VOL. LXXUI.

drammi musica-

ligiosi

ove

si

12

if8
gedie che prima
niente,
te sale,
si

TEA
una parola,
le

TEA
tra-

t:onio delle passate. In
si

fude ed Euripide. Indi

fiorì

il

romano Pieuno

recitavano pubblica*

tro Metaslasio figlio d'un artigiano e

rifugiarono esiliate nelle priva

de' principi dell'italiana poesia. Così da'

e proscritte furono però godute

tra'pochi
sioni di

amanti di lettere, e le composimusica elicsi rappresentavano tra
sui teatri.

drammi ebbero le tragedie una volta la morte, e un'altra il risorgimento. Ritornandoa'primordii del secolo XVI,dichiaraTiraboschi,che
lai. 'tragedia italiana

privati in occasioni di nozze e simili, an-

de-

darono
sollecita

Ciò che perde

l'Italia,

acquistòFrancia,oveTodel cRon-

zard furono promotori di tragedie, finché

neliG35 s'udì
la

il

Cid

di Corneille, sotto

gna veramente di questo nome, fu la Sofonisba àe\ conteGio.GiorgioTrissino poeta epico, scritta secondo le leggi e il costume greco, ond'egli ebbe il vanto d'essere il i.°
a usar in tal genere di

protezione del cardinal Richelieu; indi
il

componimento
i

il

venne
ro.

soavissimo Piacine, che sempre
gli altri

verso sciolto: fra'uiolti suoi pregi ha
difetti,

suoi

risplendette tra

che

gli

successe-

Questi maestri del teatro francese, ac-

che l'austerità degli antichi non sarebbe stata applaudita dal mondo già raddolcitone'cost unii con quella sorte dicomcoitisi

mancando dello stile grave e sublime proprio della tragedia, oltre l'esser troppo allettata imitazione delle maineLa Sofonìsba
di Trissino e-

re greche.

clissò Tal tra Sofonisba:di

Galeotto delCa im-

posizione in musica; così videro benissi-

retto,

lai/ tragedia italiana regolare, sela

moi sommi
io
la via di

pregiudizi ed errori in cui con

condoalcuni. Indi verme

Rosmunda
la

di

questi incorrevano gl'italiani. Scelsero pe-

Giovanni
\'

Piucellai,

il

quale
die
il

superò colgiu-

mezzo, ed intrecciando

in tra-

Oreste, e di esse

si

medesimo
ad
esse

gico

argomento
farsi

degli episodii, alti a ri-

dizio dato a Trissino. Dietro

me-

svegliar più la tenerezza che lo spavento,

ritano menzione la Tullia di Martelli, scel-

seppero

padroni del cuore

di tutto

il

mondOjdappertultoinlroducendosi
particolarmente
tal

le tra-

gedie di Corneille e di Raciue. In Italia
credito acquistarono,
altre tragedie

argomento, e specialmente la celedi Sperone Speroni medico archiatra di Leone X, Papa mecenate de
lerato

bre Canove

5

letterati, de'poeti e degli artisti;

l'Orbec-

che

il

teatro

non conobbe

che

di Giraldi, la

migliore sua produzio-

ne

le francesi, e così gl'italiani

beverono
e tragedie

ne; ['Edipo di Gio.
lara di
to

Andrea dell'Anguil-

più saporita quell'acqua che zampillò nel
loro terreno:

drammi dunque

Sutrij le tragedie di Luigi Grotdetto il Cieco d' Adria, perchè cieco

francesi furono in Italia per vario
ti

tempo

quasi findalla nascita; ilTancredi dei coate

trattenimento del carnevale. Riscossi
gì' italiani,

finalmente dal lungo letargo

secolo
dia,

Federico Asinari d'Asti. Altri iu detto si dierono a ravvivare la comme-

mercè il valore di alcuni ricovrali in llo« ma, si ricuperò il buon gusto dell'urnane
lettere, e fra gli altri generi di poesia

prendendo

a

modello

i

comici latini

moderò anche
la

quella del teatro

i

il

vene-

Plauto e Terenzio, e le prime commedie non furono che loro traduzioni. Più frequente uondimeno fu l'uso di comporre

ziano Apostolo Zeno, che pel

intimò

fuga agl'impossibili della scena, ridua

cendo l'azione

roico e istruttivo.

un verosimile grave, e1 suoi drammi non so-

nuove commedie in versi o in prosa, e di farlepubblicamenterappresentare.Grande fu il numerodi tali componimenti, ma
ad esso
noti corrispose
in
il

valore,poichè

le

no che piccole tragedie, bensì insinuò pel i. le tragedie intere, onde al suo esempio
molti valenti italiani s'ispirarono nel guslo teatrale, e in pochi anni
si

commedie

ogni età e presso ogni nale

zioue furono assai più rare che
gione. Nelle tragedie

buone

tragedie, uè è difficile intenderne la rala

videro

tari-

gravità detersola

le tragedie fedeli imitazioni de'tragici

So-

uaggi che

vi

s'introducono, e

graudez-

TEA.
7;i

TEA
ancora
re
il

i

79

dell'azione che

si

solleva perse stessa

prende a soggetto, la non poco, e giova andifètti.

al

tragico coturno
il

volle accoppia

socco comico, e

fece

con prospero

cora talvolta a coprirne alcuni
la

Ma

successo nella
lo stesso

commedia
dirsi

de' Simillimi'.

commedia

i

cui personaggi

sonocomu

deve

dell'Alamanni autore

Demente popolari o

privati, e l'azione ane

della Flora. Gio. Giorgio

A ri goni

in li"

cora suol essere domestica

familiare, pei"
tri-

sna natura è ordinariamente bassa e
viale; e s'ella
ta

non

è sostenuta

da una cer-

cile

stile, eh' è tanto più diffiad ottenersi, (pianto meno debl)' essere ricercata, e <\ un ingegnoso, ma insieme naturale e verosimile intreccio di

eleganza di

t

\

gua astigiana compose delle farse,e Giani mariaCecchi fiorentino fra gli scrittori di commedie in verso, a niuno forse si può paragonare. Maggiore ancora fu il numero delle commedie composte in prosa. La conlesa che allora nacque tra gli eruditi italiani, se alla commedia convenga
la

vicende e
scire

di piccole rivoluzioni,

cade dei

prosa o

il

verso, opina Tiraboschi,

non

tutto a terra.
nelle

Questa

difficoltà di fu quella

ben

riu-

sarà forse decisa mai, dipendendo dalle

commedie

per av-

diverse maniere con cui
gli oggetti.

si
il

considerano

ventura che indusse molti comici a pro-

curare

iti

quell'età alle loro azioni l'apa-

verso

il

1

Macchia vello 498 furono probabilmente pri
L' Ariosto e
i

plauso che non ispiravano d'ottenere

mi
1

a scrivere

commedie

in prosa.

Ma

la

gevolmente per altra via, con una ciata impudenza nelle parole, ne'
nelle azioni,

sfacgesti,

i.

che fu accolta con plauso non ordila

nario fu

Calandra

del cardinal Bib-

l'oche

come esprimesi Tiraboschi. dunque sono le commedie in quesci ilie,

biena, già maestro e segretario di

Leone

X

che

lo

elevò alla porpora, anco per a-

sto secolo

che

si

possano proporre
All'ac-

ver contribuito in conclave alla sua esaltazione, facendo credere che
il

a modello di

tali

componimenti.

suo padro-

cademia senese de' bozzi devesi principalmente il vanto d'aver promossa la comica teatrale poesia. Leone X diedi tali
rappresentazioni
al
si dilettava forse più che suo grado non convenisse, ogni anno

ne di 37 anni avrebbe corta

vita (in fatti

morì
vi

«li

46). Incaricato in

difficili affari,

soddisfece con

somma

destrezza: d'ina' piaceri,

dole sollazzevole e inclinata

sep

pe accoppiare
tesse
il

alle fatiche gli

amori. Pro

laccali venire in

Roma, e

nelle private sue

stanze godeva d'udire
farse.

le

scherzevoli loro

ta la nipote

gran Raffaele, e gli avea fidanzache avrebbe sposato, se l'imnoi rapiva alla gloria del-

Molte in fatti sono le commedie, pur con tal nome si ponno chiamare, di quegli accademici. Lodovico Ariosto fu il l.° B scriver commedie degne di questo nome, secondo le leggi degli antichi
se

matura morte
le arti,

come

di fresca età

morì

il

cardi-

baie ambizioso del pontificato, e perciò

decadutodalla grazia di Leone X. Quanto alla Cali! mira, la lodai nella biografia

maestri, e Alfonso

I

duca

di

Ferrara, non

del cardinal Divizi da Bibbiena
1

morto nel
-

meno magnifico de'sooi
la

antenali,fèce nelstallile teatro, se-

52o, perchè

al dir di

molli e di Crescili!

sua corte alzare uno
il

beni fu lai."

commedia

italiana pubbli-

condo
perchè

disegno dato dall'illustre poeta,
vi

fossero rappresentate le sue
il

cata in prosa, e gareggia con Plauto. Venne recitata nel carnevale da alcuni nobili

commedie,

che fecero più volte

(pie*

giovani romani per dare
to

un divertimen">.>,

gentiluorai, recitandovi lo stesso d. Fran-

cesco liglio del duca

il

prologo della Leil

na. Ercole Bentivoglio scrisse
i

Geloso,
felice-

Fantasmi

e

i

Romiti, e al verso sdrucsostituì
11

ad Isabella d'Esle marchesa di Mantova, indi stampata neh \ 111 Roma,»: ristampata molle volle ivi e altrove. Non solo fu appiauditissima, come una delle
migliori cìie allora

ciolo usato dall' Ariosto,

ammirasse

l'Italia,

ma

mente

l'endecasillabo piano.

Trissino

bccondo

il

Giovio v'intervenne lo stesso

180

TE

A
fosse

TEA
molto adatfu poi raplini ferrarese, e

Leone X, sebbene non tata alla sua suprema dignità:

per

la

prima

volta fu rap-

presentato in Torino con magnifico ap-

presentata in Mantova, in Urbino e altrove. Altro ecclesiastico di questi tempi

paiato per

le

nozze di Carlo

Emanuele

f

censuralo fu

il

cardinal Ippolito de

Me-

dici, nipote di

Leone

X e cugino di Cle-

mente VII, passando il suo tempo al teacommedie, ed alla Caccia. Molte commedie pubblicò in prosa Pietro Aretino degne di lui, e famose per l'impudenza mordace e oscena con cui sono scritte: fu dello il flagello de'printro a godersi le

duca di Savoia con Caterina d' Austria. Per questa tragicommedia si accese gran guerra tra gli eruditi italiani, ma il tempo giudicò in favore, sebbene seducente in modo dannoso alla morale. Leggo in
Lichtenthal che nel finire del secolo
ro a Firenze ristabilireinltalia un

XVI

vari uomini di particolare merito volle-

dram-

ma
loro

simile a quello degli antichi, ed alla

C7D2J quali perisebivare
ti satirici gli

i

suoi ardili trat-

adunanza

si

attribuisce

1'

invenzio-

facevano regali considera-

bili;

ma

in

Venezia fu spaventalo da Pieletto, se

ne dell'odierna Opera in musica, vocabolo indicante le differenti composizioni
musicali, spettacolo
in cui
si

tro Strozzi, colla minaccia dì farlo pu-

drammatico
le

e lirico,

gnalare in
altre

non tacea

di lui.

Più
fra'

riuniscono tutte

attrattive del-

ne abbiamo

di diversi autori,

le belle arti.

quali

h Balie
il

delRicci,e particolarmen-

tanto tempo, riprese
diritti naturali,

La melodia trascurata da nuovamente suoi
i

te lodato
le

calzolaio fiorentino Celli pelgli scritto-

sue Sporta e l'Errore: tra

mimieberappresentazioni nello stesso secolo XVI, due singolarmente ebbero gran nome, Calmo in dialetto veneto,
ri di

e Ruzzante in quello rustico

padovano
tragicomdi parti-

precipuamente. Riguardo

alle

medie non
coiai- lode.

si

offre cosa
a'

degna

Quanto
i

drammi

pastorali,

gl'italiani

furono

pio,

poiché nulla

di

primi a darne l'esemquesto genere ci hanantichi
:

no tramandato

gli

qualche sag-

gio solo erasi veduto nel secolo precedente col ricordato Cefalo.
sta

invenzione

si

La lode di quedeve ad Agostino Bec-

musica innata nell'uomo e gli è tanto necessaria quanto la lingua; restringendo l'armonia nesuoi convenienti limiti,considerando con maggior ragionevolezza e senno il testo nel rapportod'unione colla musica, e sviluppando finalmente a poco a poco l'indole della moderna musica. A tale epoca non conoscevasi quasi altra musica vocale fuorché la musica, sagra, cioè quella delle messe, de'salmi, de'mottetti e de'madrigali. Le opere de'ricordati Peri e Caccini erano interrotte di quando in quando da un coro, non essendo ancora coessendo
la

nosciuta l'aria, che alcuni vollero altri -

che neh 554 fece rappresentare in Ferrara ad Ercole li il suo Sagrijìzio. Il suo esempio animò gli altri,
cali ferrarese,

buire allo stesso Peri,
fetta,

ma

al

più imper-

ma

tutti

si

eclissarono nell'

Annata

di
in

TorqualoTasso: alcune donne vollero

ciò segnalarsi, fra le quali l'Andreini pa-

dovana comica
re

di professione e onestis-

dovendosi riportare l'introduzione al secolo seguente, in cui l'arie del cauto e la musica strumentale andarono migliorando con variate forme. La nuova specie di musica altro non era che la i. base del nostro recitativo, e chiamavasi
allora

sima, colla sua Mirtilla.
i

A

questo genepescatorii, oi

appartengono drammi
si

ve in vece de' pastori s'introdussero
scatori, di cui

pe-

rappresentatwo. veune assai migliorato nel i65o, dal maestro della

musica

in islile

Siffatto difettoso

recitativo

ha dal padovano Ongale

ro V Alceo. Fra tutte però
trali di

azioni teasi

di poi

questo secolo, niuna eccitò

gran

grido, quanto il

Pastorjìdo del cav.Gua«

Giacomo Carissimi; e Zeno e Metastasio dierono al testo dell'opera una riforma più conveniente al buon gusto. Aggiungerò
cappella pontificia
i

celebrali

TEA
qui eziandio con Lichtenthal, che lai.'o-

TEA
altro a somiglianza in Sabbionetta.

181

Ap-

pera tedesca fu

Dafne

del poeta Marti-

no Opitz, messa in musica dal maestro di cappella Enrico Schiitz, e rappresentata con molto applauso in Dresda nel 1G27: nel i658 si rappresentò a Parigi la opera francese Pontone, poesia dell'ab. Penili, con musica del Cambert: le prime opere originali inglesi furono poste sulle scene negli anni 16G0- 1669, e
.'' 1

prendo dal Milizia, Le vite de'pih cele bri architetti, che Palladio avea fatto per
vari spettacoli temporanei

due

teatri di
l'altro

legno all'antica, uno a Vicenza,
Venezia. Quindi
cui era
1'

a

accademia patria, di
gli

membro

e confondatore,

or-

dinò quello stabile; ed

egli Io fece di sinbeli'

golare struttura, e riuscì un

orna-

mento
si

d'Italia, e lo descrive. Al Palladio
il

quelle della

costituenti l'opera

Spagna nel 1719- Le parli moderna sono in gela cail

attribuisce ancora
cui
il

famoso teatro di
di Lionello

Parma,

Bernini die l'ultima mano,

nerale la sinfonia, l'introduzione,
vatina, l'aria,
tetto,
il

come
Spada

dicesi;

ma veramente è

duetto, il terzetto,
il

il

quaril

pittore, e di Gio. Ballista

Magna-

quintetto,

sestetto,

il

finale,

ni architetto.

Non mancarono

allora at-

coro,

la

marcia, l'aria di ballo. Gl'italiani
la

tori eccellenti, pel cui valore le azioni teatrali

distinguono 4 sorta d'opere:
ria, la semiseria, la bulla.
1

sagra, la se-

sembrarono acquistar maggior pre-

francesi distin-

gio. Inoltre all'ingegno de' poeti, alla

ma-

guono due generi di spettacoli lirici, la grand'opera e il dramma. I tedeschi sono più
ra
:

gnificenza de'principi, alla vaghezza degli
si

ricchi di simili distinzioni d'ope-

eglino

hanno

la

grand'opera,

I

ope-

ra seria,

la tragica, l'eroica, la

romantimilitare

ornamenti, alla bravura degli attori aggiunse l'istituzione d'alcune accadeOD mie, per adoperarsi principalmente a far fiorire sempre più felicemente la poeIn Firenze circa
la

ca, l'allegorica, d

melodramma
felici

sia teatrale.

metà

del

e l'opera comica.

Rimarca Tiraboschi
progressi che nel

che
sia,

tali

furono

i

secolo

XVI

fece in Italia la teatrale poeil

furono fondate quelle degl' Infuocati, degV Immobili, de'Sorgen* ti, ciascuna delle quali aveva il proprio
secolo
teatro, e sforzavasi a gara di rendere
il

XVI

che tutto concorse a rendere
colti poeti
la latina, e

tea-

troitaliano oggetto d'ammirazioneed'invidia.
1

suo illustree famoso: nobile idea che

ces-

rinnovarono

la

scena

sò cogli speculatori impresari, de' quali

greca e

mostrarono che non

poche volte

il

pubblico è soddisfatto,
il

al-

era impossibile agl'ingegni italiani di pa-

l'interesse spesso sagrificando
i

decoro e
l'ar-

ad Euripide e Sofocle, a FlauLa magnificenza de pi incipi e talvolta ancora de' privali innalzò teatri che parvero gareggiare col lusso
reggiarsi
to e a Terenzio.

propri doveri. Tal era finalmente
l'Italia nel

dore col quale tutta
toso secolo
tacoli,
te e di

porten-

XVI era rivolta a'teatrali spet-

che

degli antichi romani. Merita essere ricor-

le stesse persone meno istruicondizione servile vollero talvol-

dato nuovamente

il

teatro Olimpico di

taaver parte

alla gloria

che vedeano ren-

Vicenza, fatto a spese della celebre ac-

dersi a' più rinomati attori.

Francesco

cademia Olimpica,
lustre vicentino
to nel
1

e ne fu architetto

l'il-

Maria Molza
altri vollero

e Claudio Tolouiei fra gli

Andrea Palladio, mor78o prima che fusse compito non essendo forse ben riuscito di con:

farne prova, ed essendo in

durlo a fine
no.

il

figlio Siila, ciò

esegui

il

sunnominato cardinal Ippolito de Medici, ecomposta avendo una commedia, la dierono a imparare agli stafcorte del
fieri,
li ili',

celebre Vincenzo Scamozzi pur vicenti-

Questo teatro riscuote le meraviglie di chiunque l'ammira. Lo Scamozzi poi d'ordine del duca Vespasiano n'eresse un

cuochi e famigli di stalla del cardiquali s'i felicemente in ciò riuscii

rono che tutta
li

Roma

accorreva ad udir-

(ciò

avvenne

negli ullimi del pontifica-

i8a
lo di

TEA.
gli

TEA
lato per dimostrare l'inconveoienza ele-

Clemente VII, o al più nel princinio di quello di Paolo 111). Il teatro comico italiano fìnodal secolo XV corniliciù ad essere rinomato anche fuori d'Italia, come sono andato accennando, e in
I

spettacoli profani ne'giorni festivi, ed
ispecie le danze,

chiamandole offensionum et peccatorum seminarla. Per cui la città di Milano inviò ambasciatori
in

Germania singolarmente a'tempi di Ferdinando I deh 558 e di Massimiliano II
che
to
i

a

gli

successe nell'impero nel

i

564,sot-

Gregorio XIII, querelandosi contro la Il Papa fece esaminare la causa da una congregazione, e quantunproibizione.

commedia veneziana riguardavasi come il divertimento e lo speltaquali la
taìi

que alcuni
le

teologi

si

mostravano favorire

pretensioni de'milanesi, tuttavia conlo stabilito dal zelante pastore. Il
scrittori di

colo più piacevole, anzi alla corte di Baviera recitossi in

fermò

epoche da diversi
all'uso ve-

Tiraboschi ragionando degli
poesie tragiche del secolo
se

gentiluomini una

commedia

XVII, diceche

neziano e ne'
In

soliti dialetti

d'Arlecchino,
nar-

ne potrebbe dare un lungo catalogo,
si

Panlaleone, Dottore e Brighella.

se
il

volesse avere riguardo più al

nume-

Roma

nel secolo

XVI,

oltre

rato, m'istruisce Cancellieri a p.5o"i,Sto-

ra/ de' possessi di' Pontefici, della coni-

roche alla sceltezza; per cui gl'italiani furono allora segno agl'insulti degli stranieri, e rimproverando loro le irregolari tragedie e
le scipite

media

recitata in

Campidoglionel 55o,
i

e delle altre splendide feste celebrate dal

petevano fastosamente
dato
se è

commedie italiane, rinomi francesi di
i

senato e popolo romano, per solennizzare l'elezione di Giulio
III.

Corneille, di Racine, e di Molière riguaril

La brevità non

padre della loro commedia.
scrittori

Ma
i

permettendomi dare un saggio del riportato da quel grande erudito, mi conttnterò riprodurre
ciò stampato.
il

vero che questi
in

furono

pri-

mi

Francia
la

a confluire alla loro
la

per-

titolo dell'opuscolo per-

fezione

tragedia e

commedia, vero
nel secolo
di tra-

Triomphante festa fatta romani per la crea liane di P. Giulio III con il significato delle figurefattenelVapparare della scenadellaComediaj dove particolarmente se indalli signori

è però ancora che

gì' italiani

precedente aveano avuto scrittori
gedie e
tre in

commedie molto

pregievoli,

menil

Francia appena conoscevasi

no-

me

di tali

componimenti,

e le

produzio-

tende
se

il

bel

Prologo della Co/ncdia,ct
tutti
ì

ni italiane
i

d'ogni genere e già descritte,

dichiarano

giuochi de'cavalli,
dis. Pio 7

caccie di tori, el altri bellissimi conviti,

furono primi esempi di siffatte poesie, che dopo il risorgimento delle lettere si
vedessero; ed
i

Roma. Abbiamo nella Storia
di

.,

tre

luminari francesi no-

Novaes, che
i

malica nel

Papa con rigorosa piani5y riformò il lusso e Tabuil
i

minati non Sdegnarono di valersi più voite delle loro fatiche, e di recare nella lo-

so degli ecclesiastici negli abiti, vietando

io lingua diversi pezzi tragici e de'comici
italiani.

loro d'intervenire a'giuochi,alle corninedie, a'balli, a' teatri, alle giostre,
chetti,

Sei francesi andarono innanzi,
le

il

a'ban-

fecero seguendo
giuri,
il
i

orme

de'noslri

mag«

ed altri disordini a'medesimi scondissi di

quali aveano spianato e agevolato

venevoli. Ilsuccessore Gregorio XIII, oltre

sentiero. Intorno a ci