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LEZIONE DI GRAFOLOGIA PERITALE PRESSO LUNIVERSITA DEGLI STUDI DI FERRARA INRODUZIONE Il perito/ consulente dufficio grafico un ausiliario del

l giudice penale/ civile, che il giudice chiama per accertare la verit in ordine alla autenticit o falsit di scritti e/o per individuare lo scrivente. Ci che si intende esaminare nella presente lezione come il perito grafico su base grafologica (o il C.T.P.) effettui indagini grafiche su manoscritture, - bench i quesiti posti ai periti/consulenti grafici possano riguardare anche dattiloscritti, scritti al computer, ecc. OGGETTO E FINALITA DELLA PERIZIA GRAFICA Oggetto dellindagine grafica lacquisizione di dati e valutazioni ai fini della verifica di una manoscrittura o documento-; scricto sensu laccertamento di fatti diretti a fornire la prova o gli indizi gravi, precisi e concordanti che una scrittura autentica o falsa.(art.220 c.p.p.) In altre parole, la perizia grafica tende alla ricerca della verit in merito allautenticit di un manoscritto e allindividuazione dello scrivente (simulatore o dissimulatore, anonimo). Lindagine grafica ha quindi uno scopo attributivo-identificatorio: con essa si vuole stabilire chi ha eseguito un dato manoscritto. Perch questo esame sia possibile occorre avere a disposizione lo o gli scritti che si devono verificare, che sono gli scritti in contestazione o in verifica e altri scritti, autografi dei presunti autori, che diventano gli scritti (autografi) di comparazione. Questi serviranno per effettuare i confronti con i primi. Dalla valutazione delle analogie e/o delle differenze tra gli scritti in verifica e gli scritti di comparazione si pu arrivare alla attribuzione dello loro autografia o eterografia.

IL METODO GRAFOLOGICO DI GIROLAMO MORETTI I metodi per effettuare perizie grafie sono diversi. Tra questi vi il metodo di indagine grafica su base grafologica, secondo limpostazione del padre fondatore della grafologia, Girolamo Moretti e della scuola morettina. Tale metodo ha il grande pregio di guardare al grafismo non nel mero aspetto morfologico, ma anche negli aspetti dinamico e psicologico, nel modo che si dir. 1. Il metodo grafologico parte dalla constatazione che ogni movimento espressivo manifesta il carattere personale, secondo le modalit del sentimento che vi espresso. Ci accade quando latto dello scrivere diventa automatico, per cui esso si sottrae al controllo del cortex (conscio) per assumere le modalit emotive del subcortex (subconscio). In tale momento il grafismo diventa spontaneo, si carica di contenuti affettivi e da atto grafico -non spontaneo- diventa gesto grafico, cio manifestazione psichica del soggetto scrivente. E questo il momento di interesse per la grafologia, che dai segni grafologici risale ai contenuti emotivi-affettivi ed intellettivi espressi. Questo consente di valutare le condizioni soggettive di stesura di uno scritto, che sono molto rilevanti in perizia in sede comparativa. Non , infatti, possibile confrontare due scritture senza tenere conto delle modificazioni, anche molto rilevanti, che esse possono aver avuto in ragione delle condizioni psicologiche o anche patologiche dello scrivente al momento della scrittura. Il perito grafico che utilizza il metodo grafologico non fa unindagine grafologica delle scritture sottoposte al suo esame, cio non effettua unanalisi di personalit dello scrivente; deve, piuttosto, individuare le peculiarit psico-temperamentali emergenti da uno scritto, in modo da poter riconoscere la grafia autentica del soggetto scrivente. In altre parole, lanalisi grafologica di personalit non viene mai utilizzata nella perizia nella sua integralit psicodiagnostica, ma serve in modo mediato per il giudizio attributivo di autenticit o di falsit di una manoscrittura.

Sarebbe, pertanto, metodologicamente scorretto inserire in un lavoro peritale valutazioni sulla personalit dello scrivente; oltre ad essere facilmente censurabile in ambito penale, atteso che lart.220 c.p.p. fa espresso divieto di effettuare perizie sul carattere e la personalit dellindiziato. E invece corretto, per il perito grafico su base grafologica, servirsi di informazioni di tipo extragrafico, che anzi, in certi casi sono imprescindibili, quali le anamnesi mediche- in genere del de cuis- sullet, la cultura, sul livello di scolarizzazione del presunto scrivente, sulle motivazioni e i rapporti economici, sulla psicologia commissiva. In ambito peritale, come si detto, lutilizzo della grafologia non diretto a delineare le caratteristiche della personalit dello scrivente, ma consente di evidenziare oggettivamente le fenomenologie e le caratteristiche grafiche individualizzanti, spiegarle alla luce delle leggi e dei principi di natura grafologica e psiconeurofisiologica che sono alla base della interpretazione del grafismo, per farle diventare dati che identificano ciascuna personalit grafica. (Bravo, 2001) In ambito peritale a rilevare sono, pertanto, le caratteristiche individualizzanti di ogni scrittura, che consentono di risalire alla mano scrivente e/o ad escludere lappartenenza di una data manoscrittura ad un certo soggetto.

PERTINENZA E COMPETENZA DEL QUESITO GRAFICO Nel momento in cui un perito grafico viene chiamato dal giudice, dopo le valutazioni sulla possibilit di ottenere concretamente lincarico, mancando cause di incompatibilit -di astensione o ricusazione- e formulato il giuramento di rito, viene formulato il quesito, a cui il perito deve dare risposta. Il quesito tipo il seguente: Dica il perito dufficio, esaminati gli atti e i documenti di causa, sentite le parti ed i loro consulenti ed acquisito il saggio grafico del sig. Mario Rossi, (quando possibile) se la scrittura/la firma/la lettera anonima contrassegnata come
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documento n.1 sia stata redatta di pugno dal sig. Mario Rossi ovvero da altra persona. Il perito dufficio deve anzitutto accertare che la formulazione del quesito sia pertinente. Sembra strano, ma pu capitare che il quesito sia formulato in modo frettoloso o generico, per cui diventa difficile per il perito definire lambito della sua indagine. Il quesito deve essere formulato in modo chiaro, senza dare adito a dubbi o incertezze sulle scritture che vanno esaminate e a quale titolo esse debba essere esaminate. Se, ad esempio, il quesito non riporta con precisione quale , in quale documento si trova la scrittura in contestazione, possono nascere seri problemi per il perito e perdita di tempo per lindagine. Si pensi ad quesito cos formulato: Dica il perito dufficio, se la firma apposta in calce allassegno del 13/12/2002 contenuta nel fascicolo dufficio.. sia stata redatta di pugno dal sig. Mario Rossi ovvero da altra persona. Se nel fascicolo ci siano due assegni con la stessa data, di cui uno solo in contestazione il perito non saprebbe quale dover esaminare. Occorre anche fare chiarezza su quali siano le scritture in verifica e quali siano quelle in contestazione. Anche questo, infatti, pu non risultare da un quesito mal posto; (ci pu capitare pi facilmente in ambito civile.) Com ovvio, non affatto indifferente che una scrittura sia utilizzata come scrittura contestata o piuttosto come autografa di comparazione. Se, infatti, malauguratamente venisse utilizzata come autografa una scrittura falsa, lanalisi peritale arriverebbe a conclusioni sbagliate. COERENZA ED UTILIZZABILITA DELLE SCRITTURE IL successo di una perizia grafica collegato alla competenza e alla professionalit del perito grafico nelleffettuare lanalisi peritale; ma dipende anche dalla capacit dello stesso di effettuare valutazioni preliminari in ordine alla coerenza ed alla utilizzabilit delle scritture di causa. E necessario prendere subito visione del fascicolo di causa, per verificare quali e quante scritture in verifica e comparative sono presenti e verificare la loro idoneit. Il giudice indica al perito le scritture contestate/indagate, e questo consente di verificare quali comparative siano idonee
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al lavoro peritale. Il perito/C.T.U. deve cercare di ottenere delle grafie comparative che siano il pi possibile spontanee, per i motivi di cui si dir. In civile sono comparative solo le scritture su cui vi laccordo delle parti. Pu essere illuminante per il perito dare unocchiata anche alle scritture scartate dalle parti, potendo queste far comprendere la situazione effettiva del caso, se vengono scartati scritti che appaiono con immediatezza autografie spontanei. La verifica che occorre fare sulle scritture in contestazione, che chiamiamo X, e le scritture comparative, che chiamiamo A, attiene a vari parametri. Occorre verificare degli scritti soprattutto: - lomogeneit - la contestualit o coevit; - il numero; - lirripetibilit; - la qualit; - la non contraddittoriet.
1. Omogeneit.

Lomogeneit degli scritti non sempre facile da ottenere.

Lideale per la comparazione avere X ed A vergate con gli stessi mezzi e supporti scrittori utilizzati nelle scritture in verifica, biro con biro, stilografica con stilografica, carta rigata con carta rigata, ecc. E auspicabile che siano uguali o simili anche i supporti su cui vergato lo scritto, in modo da verificare la modalit di risposta dello scrivente ad uno stesso stimolo grafico. Queste indicazioni, naturalmente, sono valide soprattutto quando si procede al saggio grafico, perch allora possibile creare le stesse condizioni scrittorie. Ci si pu, per esempio, procurare la stessa carta o lo stesso modulo su cui stato vergato lo scritto in verifica, come un facsimile di assegni, o di bolle di accompagnamento, o di titoli o moduli bancari. Analogamente, se si deve verificare lautenticit di una firma, si avr cura di avere soprattutto (ma non solo) firme di paragone, o sigle se sono contestate delle sigle, ecc.
2. Contestualit o coevit. Loptimum confrontare due scritture dello stesso 5

periodo, almeno dello stesso anno, o vergate in continuum, in quanto pi facile che siano omogenee. Scritture vergate dalla stessa persona in tempi diversi, a distanza di molti anni possono essere anche fortemente diverse, per i motivi pi diversi: linvecchiamento, patologie che incide alterano sulla scrittura e deteriorandola, sopravvenute che lorganismo

conseguentemente, la grafia, fatti traumatici che modificano il carattere della persona e la sua scrittura, ecc.
3. Numero. Non ci si riferisce tanto al numero di indagate/contestate,che non

stabilito dal perito, ma alle grafie reperite e/o a quelle ammesse alla comparazione. In genere sono necessari almeno tre riscontri per verificare lavverarsi di una costante di valore.Il primo connotato positivo potrebbe essere casuale, il secondo rappresenta un indizio significativo, il terzo diventa una conferma.
4. Irripetibilit. Il numero dei contrassegni relativo, perch ce ne potrebbero

essere diversi, ma poco significativi, perch di scarso peso segnaletico. Daltro canto, non sempre facile trovare scritture che presentano contrassegni personali irripetibili, che diventano estremamente indicativi della provenienza dello scritto da una certa mano scrivente. Sono di tal genere disgrazie, tremori particolari, ortografie singolari, ecc.
5. Qualit. La qualit di uno scritto dipende da caratteri di rarit, intensit,

ripetizione, impercettibilit, inimitabilit. E raro un gesto fuori del comune, anche se nello scritto in verifica si presenta frequentemente, come pu essere una a estremamente angolata o a forma di alfa, una g a fiocco, ecc. o la pressione spostata (cio in cui tratti discendenti siano pi leggeri di quelli ascendenti, diversamente da quanto accade di solito). Lintensit riguarda il quantum di energia utilizzato nel grafismo. In genere, pi indicativo per la personalizzazione lintensit sottrattiva cio la mancanza o la levit - di un elemento che lintensit additiva. Per esempio, Una pressione filiforme pi qualitativa di un tratto marcato, in quanto espressione di una motricit pi elaborata e pi fine, che non da tutti. Lo stesso vale per il calibro piccolo rispetto a
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quello grande. Un connotato impercettibile sfugge al controllo, un gesto automatizzato e perci inconscio, quindi meno controllabile e pi rivelatore. Se poi anche raro ed intenso, diventa inimitabile. La presenza di questi riscontri qualitativi rendono pi difficile sia limitazione della scrittura da parte di terzi, sia la dissimulazione della propria grafia. Limitatore, infatti, dovrebbe imitare qualit peculiari che non ha e che potrebbe anche non percepire appieno, il dissimulatore dovrebbe nascondere rarit prussiche che ha, cosa difficile, essendo automatizzati. Non contraddizione. Si pu verificare che alcuni dati emersi dallanalisi preliminare siano contraddittori. Il contrasto pu essere interno alle comparative o esterno, cio emergente dal confronto tra le comparative e le verificande. Pu capitare, ad esempio, che il ritmo sia difforme in quanto ci sono passi di apparente lentezza ed altri veloci e disinvolti. Oppure ci sono analogie in alcuni contrassegni, ma con ritmo differente. Si tratta di verificare se il contrasto effettivo o solo apparente, perch collegato al modificarsi di altri parametri.Ci si deve chiedere, allora, se il contrasto pu dipendere dalla dissimulazione (del saggio, delle comparative), da contraddittoriet della personalit, da disomogeneit delle comparative. Se non vi omogeneit, il contrasto potrebbe essere spiegato attraverso i criteri cronologico (grafie di et diverse) o biografico (incidente, stato depressivo,). Per verificare la dissimulazione, bisognerebbe disporre di grafie certamente autografe e non sospette. Per la naturalezza, bisogna basarsi sullanalisi dinamica e grafologica. PREPARAZIONE DEL SAGGIO GRAFICO Il rilascio del saggio grafico una procedura a cui si ricorre di frequente, in aggiunta a o in mancanza di scritture di comparazione. Il saggio grafico, ormai, viene spesso raccolto direttamente dal perito/C.T.U., ma non infrequente che esso sia rilasciato in assenza del perito/C.T.U. davanti al giudice istruttore, o al Pubblico Ministero, o direttamente dagli organi di Polizia Giudiziaria. Gli organi di Polizia giudiziaria, in presenza di un sospetto di falso, acquisiscono direttamente campioni di grafie dei
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soggetti coinvolti nei fatti dindagine, per poter riferire almeno sommariamente su di esse. E perci opportuno conoscere, almeno a grandi linee, come si raccoglie un saggio grafico. Dal saggio grafico, infatti, non di rado pu dipendere lesito di una causa o il successo di una indagine. Al contrario gli organi di polizia, per fretta o mancanza di cognizioni grafologiche, finiscono per raccogliere saggi carenti da un punto di vista qualitativo, non seguendo le accortezze necessarie per questo adempimento.molto spesso, poi, le firme raccolte vengono coperte da timbri o da firme degli agenti, che ne coprono particolari importanti per lidentificazione. Per un buon saggio grafico occorre avere ben presente la scrittura in contestazione/indagata. Dalla sua osservazione occorre partire per la costruzione di un saggio, che sia spontaneo e perci utile ai fini dellidentificazione dello scrivente la scrittura X.. Innanzitutto, cosa si deve fare scrivere? E sempre opportuno fare scrivere le generalit e lindirizzo dello scrivente; dopo di che si passa ad un testo. Tale testo va preparato in precedenza, quando possibile. Ma in ogni caso meglio abbondare con lo scritto. Anche se le x sono solo firme, conviene far riportare nel saggio anche alcune frasi, in modo da vedere la coerenza tra scritto e firma, per vedere se le soluzioni adottate nello scritto si ritrovano anche nella firma e viceversa. E bene far riempire pi fogli ed in ciascuno ripetere certe dizioni: ci consente di verificare se alcune soluzioni grafiche, presenti nel primo foglio, siano state riportate anche nei successivi. Questa accortezza vale soprattutto quando si ritiene che lo scritto X possa essere dissimulato, cio che lo scrivente abbia alterato la propria grafia abituale per non farsi riconoscere e contestare successivamente lautografia. Infatti, se una persona dissimula, facilmente potrebbe da un foglio allaltro non essere pi coerente nella scrittura. Invece, se mantiene la coerenza, fondato ritenere che stia scrivendo con la grafia abituale. Conviene dapprima riportare nello scritto parole e termini simili ma non uguali a quelli presenti nella scrittura in contestazione (la dizione intera della X si far
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vergare solo alla fine del saggio). In questo modo, si ovvia allinconveniente di mettere sullavviso lo scrivente, qualora sia effettivamente lautore della X e si evita che bari. Per cui, non i faremo scrivere il testo di questanonima: Brutto str, mi hai rotto le p con quella musica del c! , ma cercheremo stimoli neutri, che non richiamino il significato delle parole presenti nella X, ma abbiano assonanza con esse. In questo modo, eviteremo associazioni di idee con il testo incriminato. Detteremo, ad esempio, Il vulcano, creduto quiescente, stranamente aveva cominciato ad eruttare come un pazzo, facendo gran fracasso e un gran botto. Tutti cercarono di salvare la pelle, scappando dalle loro case, molte delle quali stavano bruciando. E sempre preferibile che le parole assonanti non siano dettate isolatamente, ma siano inserite in un contesto, perch lo stimolo la parola- da solo pi facilmente individuabile e riconoscibile. E ovvio che il testo va preparato volta per volta, a seconda del caso in esame. Si potrebbe lasciare scrivere al soggetto quello che vuole, ma quasi sempre le persone, richieste di scrivere, si sentono a disagio e non sanno quali pensieri buttare gi sulla carta. Nel rilascio del saggio vanno tenuti presenti principi di psicologia esecutiva. Si deve considerare che al momento del saggio chiunque, anche se innocente, si trova in difficolt. Se sa di aver scritto la X, perch teme di essere scoperto, se non lo ha scritto, perch teme di essere scambiato per lautore e comunque, perch si sente sotto osservazione. Questa difficolt certamente si riverberer sullo scritto, che sensibile a questi stati danimo.Di conseguenza, la grafia sar pi chiara, pi dritta, pi rigida e rallentata. Questi sono indici grafologici di attenzione e sintomi di attivazione corticale: in questo momento il conscio che sopravanza linconscio e la scrittura lo registra. Ci in aderenza alla seconda legge grafica di Solange-Pellat, per cui lio cosciente raggiunge la massima intensit l dove ha uno sforzo da compiere, cio agli inizi, ed il suo minimo l dove il movimento scrittorio assecondato dallimpulso acquisito, cio alla fine.
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Il perito deve osservare attentamente il ritmo scrittorio della persona scrivente, valutare se collaborativo e risponde alle direttive tecniche, o se, invece, si attarda nello scrivere o ripensa le lettere e le strutture grafiche da scrivere. Nel primo caso, probabilmente la rigidit iniziale dello scritto collegata semplicemente al disagio della situazione; sufficiente farlo rilassare per ottenere una scrittura pi spontanea e distesa. Se, invece, lo scrivente ha un atteggiamento ostativo, troppo circospetto o estremamente disinvolto, possibile che abbia intenzione di dissimulare la grafia del saggio. Pertanto, rallenter o accelerer il ritmo scrittorio, varier alcuni parametri, -specie il calibro, la pendenza o la pressione- inserir lettere inusuali o bizzarre. In genere, ogni soggetto, superati i primi momenti, si assesta e si tranquillizza, facendo s che la grafia si normalizzi. Nel caso di presumibile dissimulazione, la conoscenza della psicologia esecutiva del lo scrivente pu consentire di ottenere un saggio grafico comunque utilizzabile. Infatti, il dissimulatore cercher di adoperare nello scrivere la menzogna ed il mascheramento, camuffando la propria grafia spontanea. Bisogner allora, cercare di sviare la sua attenzione, per distrarlo dalla modalit scrittoria. Al riguardo, sar utile dettare il testo ad una certa velocit, in modo che lo scrivente non abbia tempo di pensare a come deve scrivere. E meglio costringerlo a chiedere di rallentare che dargli tempo di scrivere con calma, perch comunque queste richieste distolgono la sua attenzione da come scrivere e disturbandolo, sottraggono energie alla eventuale dissimulazione. Pu essere utile anche creare delle interferenze nella dettatura, al solito scopo di distrarre il soggetto ed evitare che presti attenzione a come camuffarsi, cosa inventare o artefare. In questo, naturalmente, bisogna essere abili. Si pu, ad esempio, fare qualche considerazione mentre si detta, che non riguarda il testo, o, mentre il soggetto scrive, parlare con lavvocato o il collega, in modo da impedire la concentrazione sullo scritto. O ancora, si possono creare interferenze sotto forma di specifica, come dei consigli di non preoccuparsi dellortografia o della leggibilit del testo, .
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LE

COMPONENTI

DINAMICHE LA

DELLA

GRAFIA:

AMPIEZZA, IN SENSO

VELOCITA, PERITALE.

PRESSIONE.

GRAFIA

SPONTANEA

Le componenti spaziali di ogni grafismo sono tre: 1. zona grafica centrale, che si estende sul rigo; 2. zona superiore, che comprende gli allunghi sopra la fascia centrale (b, d, f, h, l, t,); 3. zona inferiore, che comprende gli allunghi sotto la fascia centrale (f, g, p, q,). Considerando la scrittura nel suo aspetto dinamico, le componenti diventano:
1. lampiezza, come estensione orizzontale e verticale della scrittura nelle tre

zone suddette, che ha aspetti anche qualitativi. Per valutare lampiezza si devono esaminare il calibro, (cio laltezza) le larghezze e le relative dinamiche di accentuazione e/o inibizione, la pendenza, gli assi letterali, le esagerazioni o le riduzioni serrata,
2. la velocit, che anchessa un dato personale e caratteristico. Essa si

di forma , come spavalda, ampollosa, bassa,

calcola in base a indici codificati di accelerazione e di rallentamento. (E veloce una scrittura inclinata a destra, con punti, accenti e tratti omessi o imprecisi, specie a virgola o a linea, con crescente curvilineit, scorrevolezza, impazienza, con immissione di tratti filiformi, ghirlande, riduzione del largo tra parole, aumento del largo tra lettere, scattante, slanciata, fluida, oscura) Gli indici di accelerazione sono molteplici e ad essi si accompagnano, come contrari, gli indici di rallentamento, quali la scrittura diritta o rovesciata a sinistra, i punti collocati sullasse della lettera e puntiformi, langolosit, ecc.
3. la profondit, legata alla intensit ed alla qualit della forza pressoria. Si

calcola valutando i segni grafologici della pressione negli aspetti intensivi e qualitativi. Va considerata in relazione anche alle condizioni soggettive (stato di salute, stato danimo, stanchezza, invecchiamento..) ed oggettive (tipo di penna, tipo di piano dappoggio, tipo di supporto..)
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Queste tre componenti sono interdipendenti tra di loro: al variare delluna variano anche le altre per la legge delle variazioni concomitanti, che diventa molto importante in ambito peritale, in caso di tentativo intenzionale di trasformazione grafica. Ogni persona ha una sua personale grafomotricit, che deriva dallinterazione dei vari aspetti del grafismo e che espressione della sua personalit; essa determina la sua grafia spontanea abituale, cio, appunto, la grafia ottenuta in relazione alla specifica natura del soggetto scrivente, senza inibizioni o ostentazioni. E, infatti, spontaneo (ai fini peritali) la grafia che rivela genuinamente gli elementi temperamentali dello scrivente, e cio che rivela la specifica natura, dello scrivente, per la quale questi si distingue da tutti gli altri simili, in un suo modo specifico di liberare le sue tendenze ed i suoi impulsi, di avanzare nello spazio grafico. (Palaferri, 1980): stentata, se il temperamento dello scrivente ha inceppamenti emotivi, fluida se lo scrivente agisce con scioltezza e padronanza di s, spavalda se il soggetto ha atteggiamenti spacconi, ecc. La spontaneit in senso peritale data, quindi, dalla naturalezza della grafia, che viene vergata allo scopo di comunicare. E importante ricercare nelle scritture comparative e nel saggio grafico la grafia spontanea del presunto autore della scrittura indagata, in quanto consente di verificare se tutto o parte degli elementi individualizzanti propri di essa si rinvengono nelle scritture contestate. La scrittura spontanea non una scrittura statica e cristallizzata; la grafia abituale di una persona rimane spontanea, anche se nel tempo si verificano delle modificazioni naturali, cio non volontarie. Le modificazioni naturali della grafia sono varie e si collegano allavanzare dellet, allevoluzione (o allinvoluzione) della personalit dello scrivente, agli stati danimo, agli strumenti adoperati, alla cultura, ecc.

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FALSIFICAZIONE DELLA GRAFIA: 1) LA DISSIMULAZIONE La spontaneit grafica viene meno in presenza di falsificazione. La falsificazione pu avvenire : 1) per dissimularsi, cio per camuffare la grafia al fine di non essere riconosciuto. Tipico il caso delle lettere anonime, di firme su documenti che non si vorrebbero sottoscrivere. 2) per imitare la grafia altrui. E lipotesi, che vedremo dopo, della imitazione. 1. La dissimulazione si verifica quando lo scrivente, per non essere riconosciuto, nasconde la sua realt interiore o falsifica la realt esteriore. Ci occupiamo solo di questo secondo aspetto, che il solo di interesse peritale. E ovvio che non rientrano in questambito le modificazioni del grafismo dovute a variazioni naturali, come let o gli stati danimo o le patologie, o i mezzi e le posizioni scrittorie. Vi rientrano, invece, le immissioni volute di modificazioni nella propria grafia naturale. Le variazioni volontarie si realizzano modificando uno o pi delle componenti della grafia: altezza, velocit o intensit. I casi pi frequenti di dissimulazione si verificano attraverso:
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la variazione della pendenza grafica, che una caratteristica che salta allocchio dello scrivente e che, inoltre, facilmente modificabile dallo stesso. Questa variazione porta con s quella della larghezza tra lettere, che si riduce.E leffetto della legge delle variazioni concomitanti.

la variazione della pendenza e del calibro. Anche la grandezza delle lettere molto appariscente. Se facile, per passare dal calibro piccolo al calibro medio o grande, pi difficile il contrario, perch la motricit utilizzata nel primo caso pi fine che nel secondo. A queste variazioni si collegano la maggiore inchiostrazione dei tratti, -cio laumento della pressione e linserimento di Intozzata II modo- o il comparire di Stentata.

la variazione del calibro, aumentandolo o diminuendolo. Nel primo caso si assiste alla dilatazione delle strutture grafiche, con esagerazioni
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e forme ostentate. Nel secondo c lo stiramento della pressione, che si localizza diversamente lungo il tracciato grafico.
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laccentuazione delle larghezze orizzontali; non di rado in questa ipotesi le grafie dissimulate sono quelle pi spontanee in senso grafologico, perch pi vere, in quanto lo scrivente allenta le sue tensioni abituali e d sfogo a modalit grafiche-comportamentali a cui in genere non si lascia andare ( meno controllato, pi rilassato, pi sciatto).

la variazione della pressione. La pressione legata allenergia psicofisica dello scrivente, perci il quantum presso rio di ciascuno non modificabile; ma nulla impedisce al soggetto di impegnare tutta o parte della pressione disponibile, o forzare per un certo tempo oltre i propri limiti abituali, in ragione della volont del momento, dellinteresse, ecc.

la variazione con utilizzo della sinistra ( della destra, se mancini abituali). Larto non allenato funziona da cattivo trasmettitore degli impulsi scrittori, e ci fa emergere i segni evidenti della difficolt di attivazione dei movimenti fini dello scrivere. Questa modalit di variazione, pertanto, comporta conseguenze in tutti i parametri grafici: segmentazioni dei tratti, angolosit eccessive, difficolt di coesione, eterogeneit delle ampiezze, pressione distribuita aritmicamente, ecc.

la variazione mediante stacchi tra lettere. Aumenta la lentezza della scrittura, c ingrassamento presso rio per il ristagno dellenergia, aumenta la cura grafica, ecc.

la variazione mediante accuratezza grafica. Si accentua il chiaroscuro, aumentano la tensione, le aste rette e a sinistra, gli stacchi o le giustapposizioni, si modificano i rapporti tra angolosit e curvilineit.

limmissione di forme grafiche infantili. In genere mantengono inalterati i rapporti curvilineit-angolosit, le convergenze degli assi letterali. La pressione spesso si indurisce ela velocit si riduce.
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lincompletezza dei gesti e delle forme grafiche. La grafia diventa sbrigativa e frettolosa. E difficile riportarla alla mano dello scrivente abituale, perch tutti i parametri sono scombinati. Si pu cercare nel saggio grafico di ottenere laccelerazione del gesto scrittorio e verificare quali modificazioni essa comporta.

la variazione contemporanea di diversi parametri grafici.. Si mantiene al maturit stilistica, ma possono esserci lettere simili per engrammi ideativi. Per il resto, valgono le considerazioni appena fatte.

lutilizzo dello stampatello. Qui le difformit dal corsivo dipendono anche dallestro creativo dello scrivente. Lo stampatello pu essere maiuscolo o minuscolo, stereotipato o bizzarro. Le possibilit di identificazione della mano scrivente in questi casi sono direttamente collegate: 1) alla lunghezza e alla semplicit dello scritto; 2) alla personalizzazione nella impaginazione dello scritto; 3) alle frequenti variet di stile e di modalit espressive; 4) alla maniera di allineare le parole sul rigo; 5) alla maniera di distanziare le lettere e le parole tra di loro; 6) alla maniera di attivare i valori del Largo di lettere; 7) alla possibilit di analizzare lenergia scrittoria nelle componenti intensive e qualitative; alla possibilit di comprendere la natura del gesto grafico di base e di eventuali particolarit espressive ad essa legate. Pi lo stampatello impersonale e stereotipato, pi difficile risalire alla mano scrivente.

LA FALSIFICAZIONE DELLA GRAFIA: 2) LA IMITAZIONE La imitazione. E la riproduzione il pi possibile fedele ella grafia di unaltra persona, per farla sembrare propria di questa. La riuscita dellimitazione di una grafia altrui dipende, innanzitutto, dalla capacit di osservazione e di riproduzione
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dello scrivente. Ma legata anche alla scelta del materiale usato, alla affinit di stile con la grafia da imitare, alle affinit temperamentali, alla simbiosi di vita con limitato (marito che imita la grafia della moglie e viceversa, colleghi di lavoro, ecc.). Vi un principio generale: il pi contiene il meno. Il che vuol dire che chi ha una grafia con livello grafomotorio ed estetico elevato pu riuscire a imitare la grafia di livello inferiore, ma non il contrario. Le tecniche di imitazione sono diverse e di varia difficolt, anche pratica. Consideriamo le pi frequenti.
1. imitazione per lucido. E una modalit meccanica e impersonale. Le

forme della grafia imitata sono identiche a quelle del modello, che viene ricalcato. Cambiano la pressione, che piatta e non presenta alternanza di pieni e filetti e il ritmo, che lento, per lo sforzo di seguire il tracciato. Ci sono punti di sosta e di ripresa, giustapposizioni.
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imitazione lenta o pedissequa. Si tiene la grafia da imitare a portata docchio e si cerca di far seguire lo stesso percorso di essa alla propria mano. Ne conseguono: pressione piatta, soste e riprese, accentuazione di alcune forme, bottoni di sosta. E limitazione degli ingenui o sprovveduti, soprattutto se lo scritto da imitare lungo.

3. imitazione a mano libera (rapida). Richiede due fasi: - lo studio

attento del modello e lallenamento nella riproduzione; - la riproduzione a mano libera, che fa sembrare il gesto spontaneo. In genere, questa riesce bene per gli elementi di facile riproducibilit, come dimensioni, pendenza, attacchi e stacchi, mentre pi difficile per gli elementi di difficile riproducibilit, come la erogazione della pressione, lo stile espressivo, i rapporti di coesione grafomotoria, emergenti dallinterazione delle 3 dimensioni della scrittura. Pu, per, trarre in inganno perch fa apparire la scrittura naturale (essendo vergata con immediatezza) e c il rischio di attribuire le diversit proprie
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dellimitazione allambito di variabilit personale del grafismo.


4. imitazione mista. E ottenuta con la combinazione di pi tecniche, per

ottenere un effetto di naturalezza. Per esempio, pu farsi con limitazione a mano libera + ritocchi e correzioni del tracciato. ESAME E CONFRONTO DELLE SCRITTURE IN VERIFICA E IN COMPARAZIONE Avendo visto le componenti dinamiche della grafia e come va raccolto il saggio grafico, possiamo adesso passare a verificare un caso concreto, in cui da accertare lautenticit di due firme, avendo come comparative altre firme raccolte mediante il saggio grafico. Vedremo, pertanto, come si procede ad una perizia grafica su base grafologica. Premessa sul rilievo della firma. I casi in cui il perito chiamato ad accertare lautenticit o la falsit di firme sono molto frequenti. La firma senzaltro ci che rappresenta la persona nei suoi rapporti sociali, il suggello a quanto si scritto. Ha un valore di rappresentazione di s, di autoaffermazione ed espressione della propria personalit. E senzaltro un elemento molto personale,che indica il modo in cui il soggetto si presenta allesterno, come vuole apparire. Firme in verifica X1 e X2. Il caso riguarda due firme, di cui bisogna accertare lautore, per verificare se sono autografe, magari dissimulate o simulate, cio falsificate da terzi. Il caso che prendiamo in esame pu verificarsi con frequenza, trattandosi di firme apposte su un timbro. Si comincia lanalisi prestando attenzione per prima alle X, disinteressandoci delle A in comparazione. Il saggio grafico effettuato non molto adeguato, non rispondendo a molti dei criteri visti per la sua redazione. In particolare, si sarebbe potuto richiedere allo scrivente di firmare su facsimile di assegni e magari in presenza di un timbro. Questa accortezza avrebbe consentito di valutare la risposta grafica dello scrivente in
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presenza di uno stimolo analogo a quello rilevante per la perizia. Avremmo visto, in altre parole, la collocazione della firma rispetto al timbro, potendo cos valutare lanalogia di collocazione rispetto alle firme X1 e X2. Ma, alla fine, la perizia si fa con il materiale che sia ha a disposizione. Il primo aspetto da verificare : conviene analizzare le firme contestate insieme, o pi opportuno esaminarle separatamente? Qui le firme sono due, ma la questione, oltre che metodologica, sarebbe pratica se vi fossero molte pi firme da analizzare. S, possiamo analizzare insieme, in ragione della evidente similarit formale esistente tra le due firme. Cos verificheremo la eventuale identit di mano tra le due X, che chiamiamo X1 e X2. Livello grafomotorio e spontaneit grafica. La similarit formale si collega alla pari immediatezza di stesura e al grande slancio nel tracciato. Entrambe le firme hanno con evidenza lo stesso modello di riferimento, anche se nella l finale sono variate. Inoltre, hanno in comune diversi elementi, che verifichiamo. 2. La loro collocazione rispetto al timbro identica. Entrambe iniziano sotto il rigo, seguono il rigo, hanno una espansione verso destra. In ambedue c laffondo sotto il rigo della E e della l. 3. C da notare loscurit delle firme, vale a dire il fatto che non sono aderenti al modello scolastico e non sono leggibili. Il nome e cognome del sottoscrittore si potrebbero comprendere solo in riferimento al modello, se gi lo conoscessimo. Queste osservazioni ci consentono ragionevolmente di ritenere che le due X provengano dalla stessa mano. Le ipotesi che si possono sviluppare sono due: 1. sono firme dissimulate e dunque autografe? In questo caso ragionevolmente dovremmo avere la presenza di corrispondenze gestuali e di costanti relazioni interne tra le X e le A, con possibili varianti formali. Bisogna tenere presente, infatti, che in presenza di dissimulazione troviamo soprattutto somiglianze dinamiche, di ritmo. 2. O siamo in presenza di una esecuzione eterografa, cio con grafia imitata? In tal caso ci saranno soprattutto somiglianze morfologiche, ma non gestuali (costanti e
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dettagli) con le A. Limitatore, infatti, (anche bravo, per aver fatto limitazione a mano libera esercitata come potrebbe essere in questo caso se la firma fosse non autografa), si esercita sugli elementi pi vistosi, ma la concordanza di dettaglio e i rapporti interni di coerenza ritmica tendono a sfuggirgli.. 4. Verifichiamo, innanzitutto, il livello di evoluzione grafomotoria, vale a dire la maturit della scrittura, la sua personalizzazione, la padronanza del gesto grafico. E, senzaltro, un livello medio alto, come si rileva a) dalla deformazione delle lettere, in particolare la B del cognome, b) dalla sintesi letterale - ha unito pi lettere in un unico tracciato- c) dalla padronanza di gettito: non ci sono tremori, tratti seghettati o incerti, ecc.
5.Verifichiamo lestetica. Il livello estetico di una scrittura difficile da rilevare per

chi non abbia locchio abituato e non abbia studi di grafologia alle spalle. Lestetica in grafologia non corrisponde alla calligrafia, cio alla bella scrittura che si insegnava anni fa. (Una grafia calligraficamente valida, da un punto di vista grafologico, al contrario, indice di personalit poco vivace e molto conformista.In questo caso, notiamo lattenzione dello scrivente alla forma attraverso lampollosit delliniziale B (ampollosa perch gonfia come una rana) il convolvolo della E e gli attacchi iniziali della lettera B., che sono quei tratti preparatori orizzontali e obliqui. Ci sono, inoltre, movenze flessuose ed elastiche (nella B, nei collegamenti delle l del cognome e del nome). Movenze di fondo, elasticit e direzione del movimento.
6.Le larghezze in queste grafie non sono ben misurabili. Ci in ragione

dellaccentuata stilizzazione del gesto, che unisce in un unico tratto pi lettere indefinibili. Se la grafia fosse stata pi chiara, avremmo misurato la larghezza di lettere, cio la luce interna degli ovali, la larghezza tra lettere, cio la distanza tra una lettera e laltra e la larghezza tra parole. Anche la LTP, teoricamente misurabile, qui manca di riferimento concreto, perch non riusciamo a misurare gli ovali, in
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base ai quali valutare tutte le altre larghezze.Ci accorgiamo, per, che la distanza tra nome e cognome ridotta, visto che le minuscole maggiori (l? t?) quasi toccano la E della parola successiva. Tuttavia, in sede di comparazione, dovremo ricordarci che abbiamo avuto solo 1 distanza tra parole, che non ci consente di vedere se il soggetto rispetto alla LTP si comporti sempre cos o la strettezza del campione sia casuale.
7.Osserviamo la pendenza delle lettere. Le lettere, infatti, anzich essere dritte,

vanno verso destra. E importante osservare anche che la pendenza progressiva, perch linclinazione a destra degli assi, ridotta allinizio sia del cognome che del nome, si accentua verso la fine delle parole. La progressione della pendenza un elemento ritmico, proprio di questa mano scrivente.
8.Le lettere hanno un allineamento sul rigo non rigido. Le B partono sotto il

rigo; le lettere successive mantengono sostanzialmente lallineamento alla B, poi ci sono lievi affondi nella E, che va sotto rigo e nel tratto finale della l finale.
9.Le movenze di fondo sono flessuose. Vediamo il morbido ripiegarsi delle B

delle l del nome, accompagnate per, da sporadici risvolti acuti nelle l(t?). Ritmo ed organizzazione coesiva del movimento. La velocit della scrittura un elemento molto caratterizzante della stessa e una parte importante del suo ritmo. Ci sono diversi indici che consentono di valutare laccelerazione o il rallentamento di una grafia. Sono indici di accelerazione delle scritture, ad esempio, a) la crescente inclinazione a destra del tracciato, b) i segni di accentuazione a forma di linea anzich di punto, perch correndo non si ha tempo di essere precisi nella strutturazione delle forme c) loscurit della scrittura, per lo stesso motivo; d) i segni di accentuazione spostati a destra e/o in posizione inesatta, e) la semplificazione delle lettere; f) la riduzione della larghezza tra parole: c una spiegazione grafologica: la LTP indica disposizione al ragionamento alla critica, che con la velocit si riduce; g) aumento della disuguaglianza metodica
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del calibro, cio variazione modulata e armonica del calibro delle lettere che segno di intuito; h) aumento del segno Scattante, per cui le lettere saltano sopra o sotto il rigo di base; i) aumento del segno Impaziente; l) aumento del segno Slanciata. Nelle grafie in esame, i segni Slanciata, Oscura, Impaziente, Pendente hanno gradi molto elevati. Il ritmo pu definirsi concitato con improvvisi slanci e dilatazioni. Energia vitale e sua specifica modalit di canalizzazione.
10. La pressione del tracciato dipende dallenergia psico-fisica del soggetto

scrivente. Essa va valutata sia nella sua intensit, cio in termini quantitativi, sia nella sua modalit di canalizzazione, cio in termini qualitativi. E ovvio che in fotocopia la pressione non mai rilevabile con precisione. La fotocopia, per quanto buona, non dar mai contezza piena di questo elemento, che, tra laltro, va valutato anche rilevando la profondit del solco che traccia sulla carta. (Una perizia che si basi solo su fotocopie non pu mai arrivare alla certezza tecnica.) Il tracciato delle X in esame presenta una pressione lieve. La canalizzazione buona, perch si nota la distinzione tra pieni e filetti, cio tra tratti discendenti pi marcati e tratti ascendenti meno marcati. Lo vediamo soprattutto nelle l. I tratti sono netti, senza sbavature o slabbrature.
11. Notiamo anche la sproporzione esistente tra laltezza delle maiuscole e delle

minuscole maggiori (lel) e il calibro delle minuscole minori. Gesto fuggitivo 12. Il gesto fuggitivo una categoria segnica propria della grafologia morettina. Il gesto fuggitivo secondo G. Moretti quel gesto che sfugge allattenzione dello scrivente, perch ormai pienamente automatizzato. Per questo motivo espressione propria dellinconscio del soggetto, ed un elemento altamente individualizzante del grafismo di ciascuno. Nella gestualit fuggitiva rientrano i punti delle i, i tagli delle t i ricci i ganci, gli uncini, insomma tutti i tratti accessori delle lettere, che si aggiungono alla struttura morfologica essenziale delle lettere e delle parole. Questi tratti accessori si possono produrre allinizio delle lettere e delle parole, ma
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anche alla fine o nel corpo delle parole, con i significati specifici che assumono queste diverse collocazioni in ragione della simbologia spaziale. In ambito peritale, lanalisi dei gesti fuggitivi molto importante. Infatti, trattandosi di gesti automatizzati, difficilmente possono essere controllati dal soggetto scrivente, che finisce per inserirli nello scritto senza accorgersene. Essi, perci, diventano un elemento segnaletico importantissimo in presenza di simulazione o dissimulazione di una scrittura. Nella grafia in esame rientrano tra i gesti fuggitivi i gi visti attacchi iniziali e finali delle B, delle l del nome, lanello della B con analogo movimento sinuoso e morbido, i puntini dellei svirgolettati. Notiamo, inoltre, i tratti della E, che sono in linea con il resto della firma, perch sono vergati frettolosamente , in parte omessi (in X2),; alcuni sono staccati dal corpo letterale ed hanno varie direzioni. Firme di comparazione A . Avendo esaminato analiticamente le firme contestate, non provvederemo ad unanalisi in dettaglio anche per le firme di comparazione. E ovvio che se facessimo una perizia scritta, dovremmo seguire anche per le grafie di comparazione lo stesso svolgimento dellanalisi che abbiamo utilizzato per le contestate. Solo al termine di questa analisi, potremmo procedere al confronto tra X1-X2 e A. Invece adesso, dando per acquisita lanalisi della A, verifichiamo subito i risultati, procedendo immediatamente al confronto con le firme in verifica. Le A hanno in comune con le X molti aspetti, da quelli pi formali a quelli attinenti al ritmo. Come le X, sono 1) personalizzate nel gesto,2) hanno padronanza di gettito, 3) sono impazienti e oscure, 4) sono pendenti, con anche la stessa variazione ritmica della pendenza, 5) hanno pressione lieve ma differenziata nei chiaroscuri, 6) hanno la stessa sproporzione tra altezza (calibro) delle minuscole minori e altezza delle minuscole maggiori e della maiuscole, 7) hanno la stessa E frammentata (cio scritto con tratto discontinuo) e variabilit di direzione dei trattini formanti questa lettera.. Ci sono, per, delle differenze evidenti con le X. Bisogna allora capire se queste
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differenze sono spiegabili, nel qual caso potremmo concludere per lautografia di X e A. In presenza, invece, anche di una sola differenza che non sia spiegabile, la conclusione sarebbe opposta, cio per la diversit di mano delle X rispetto alle A. Le differenze qui sono morfologiche, e attengono alla diversa configurazione delle B e delle ll. Un calligrafo certamente concluderebbe per la diversit di mano. Il grafologo non si ferma a constatare la differenza, ma indaga se essa sia veramente una differenza qualitativa ed inspiegabile. Partiamo dalle B. X1 ha una B molto sviluppata nellanello al vertice e piuttosto schiacciata nel corpo letterale. Presenta un angolo acuto alla base, nel passaggio dal tratto destrorso discendente a quello sinistrorso. X2, invece, manca quasi completamente del corpo letterale, ma, in compenso, presenta un anello molto sviluppato, che prende quasi completamente il posto della lettera. Siamo in presenza di difformit inspiegabile? No, perch se la forma della B diversa tra X ed A, queste lettere hanno lo stesso sviluppo nel senso della ampollosit (sono gonfie) e della flessuosit (i gesti sono morbidi). Verifichiamo le ll. Qui le differenze sono ancora pi vistose nella forma. Nelle X, infatti, le l sono diverse fra di loro, ma entrambe sono pi o meno riportabili al modello scolastico della l, che presenta unasola. Nelle comparative, invece, le l sono scheletriche, ridotte quasi sempre ad unasta. Il collegamento delle l con la lettera precedente, inoltre, non avviene dal basso, ma dallalto, almeno nel nome. Tuttavia, anche in questo caso la differenza morfologica non si accompagna ad una diversit dinamica effettiva. Le scritture X ed A, infatti, sono compatibili dinamicamente. Esse, infatti, presentano variabilit formale anche all interno di ciascuna categoria, come si evidenzi soprattutto nelle l e nelle E delle autografe. Possiamo quindi concludere che le X e le A appartengono alla stessa mano scrivente, cio al firmatario delle A. Una conferma indiretta della autografia delle X si ha considerando che, se le grafie fossero state imitate, (con esecuzione a mano libera esercitata) limitatore sarebbe stato pi attento alladerenza delle forme del grafismo imitato. Difficilmente, invece, sarebbe riuscito a riproporre la stessa dinamica strutturale
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interna delle X avrebbe anche inserito degli elementi spuri, provenienti dalla propria gestualit grafica. LA PERIZIA SU SCRITTURA ANONIMA Le scritture anonime rappresentano una casistica di rilievo nellambito delle perizie grafiche. Oggi tendono a ridursi per luso del computer, ma spesso anche anonime scritte al P.C. o con macchina da scrivere sono accompagnate da parti autografe, spesso date da una firma falsa. Questo capita, ad esempio, in caso di esposti alla Procura per gettare discredito su qualcuno, che vengono dattiloscritti e poi, firmati con nome falso. (La procura, in genere, archivia gli esposti non firmati). In questi casi rientra nella competenza del perito grafico esaminare anche il dattiloscritto, per verificare se vi siano particolarit individualizzanti anche qui, come ad es. luso di due trattini anzich uno per andare a capo, il rispetto dei margini sinistro e destro e della spaziatura tra righi, il carattere usato, la presenza di particolari errori grammaticali, la presenza o lassenza del capoverso, la presenza o lassenza dello spazio dopo il punto, ecc. Nellanalizzare unanonima, il perito grafico deve fare alcuni esami preliminari:
1. verificare con cosa stata scritta: tipo di carta, di penna e di inchiostro,

rapporto tra carta ed inchiostro;


2. valutare il contenuto dello scritto, per cercare di capire cosa vuole dire

effettivamente, quale messaggio vuole comunicare e la possibile provenienza dellanonimo;


3. fare unanalisi logico-semantica dello scritto, per valutare la capacit linguistica

dello scrivente e il ambiente culturale-sociale, nonch la sua psicologia commissiva;


4. analizzare le forme di mascheramento materiale e psicologico dellanonimo; 5. valutare i rapporti esistenti tra il destinatario dellanonima e il presunto

autore, in relazione allo stile ed al tono dellanonima;


6. analizzare il gesto grafico, in chiave psiconeurofisiologica e grafologica, per 24

cercare le caratteristiche espressive che possono far risalire allautore dellanonima. Noi ci soffermeremo solo sui punti 4) e 6), che sono i pi problematici ed interessanti. 4) Il mascheramento materiale si collega allutilizzo di particolari mezzi scrittori, quali bomboletta spray, pennarello, sangue, ma anche alla dissimulazione ed alla simulazione. Si pu collegare anche al mascheramento meccanico con normografo, macchina da scrivere, P.C., ciclostile Il mascheramento psicologico si ha, invece, quando c dissimulazione culturale, di etnia, nazionalit, di apparente raccomandazione o intimidazione, autoanonimografia, ecc La psicologia commissiva dellanonimo sempre diretta ad occultare la propria identit grafica, attraverso la simulazione o la dissimulazione. La dissimulazione si ha quando lo scrivente maschera la propria grafia per non farsi riconoscere, la simulazione quando lo scrivente imita la grafia altrui, per addebitare ad una specifica persona lo scritto. Le potenzialit dissimulative e simulative dipendono da varie componenti: - il livello scrittorio; dato dallabilit grafomotoria+labilit imitativodissimulativa.Le due abilit non sono coincidenti. La prima il grado di organizzazione grafica, (grafia automatizzata, personalizzata, immediata, sciolta, spedita) correlato in genere al livello della personalit. La seconda proprio la capacit di imitare le scritture. In genere, chi ha abilit grafomotoria elevata in grado di fare varianti dissimulative a livello superiore e inferiore, (il + contiene il -) chi ne ha minore potr fare varianti dissimulative al proprio livello o a quello inferiore. Gli anonimi pi difficili da scoprire sono quelli con grafia impersonale ed elementare. -la forza difformante, cio la personalizzazione, della propria grafia, collegata agli automatismi del subconscio, che la impregnano di affettivit. Maggiore il livello di maturit grafica e di automatismo del gesto, maggiore deve essere lo sforzo dissimulativi o imitativo dello scrivente.;
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- il temperamento dello scrivente. Sono sfavoriti sia per la simulazione che per la dissimulazione i temperamenti dellassalto, per leccessiva impulsivit, e della cessione, il cui prevalente assecondamento favorisce gli automatismi rivelatori; - lattenzione, intesa come capacit di concentrazione e durata dello sforzo dissimulativo. Nella dissimulazione, lattenzione si concentra sui connotati che lo scrivente avverte come pi personali, e che generalmente, sono i pi vistosi. Spesso, per camuffarli, utilizza gli estremi opposti: se ha grafia pendente usa il rovesciamento, se di calibro piccolo scrive grande, se curva, la rende angolosa, ecc. Nella simulazione, lattenzione deve riguardare linibizione dei propri automatismi, oltre che losservazione del modello da imitare. -gli automatismi, collegati al passaggio diretto dallintenzione (conscio) alla decisione, al riflesso scrittorio (subconscio), che si impregna di espressivit. Minore la maturit grafica, minore sono gli automatismi, pi impersonale la grafia. In presenza di mascheramento occorre: - fare un sopralluogo e sequestrare i mezzi scrittori adottati, ove possibile; - fare un test chimico della vernice o dellaltro materiale utilizzato; - verificare: - il livello scrittorio; -la forza difformante, cio la capacit dellautore di camuffare la propria grafia; - il temperamento dello scrivente; - lattenzione (connotati salienti, contrassegni, gesti fuggitivi) - gli indizi grafici.

ANONIMA IN CONDIZIONI ANOMALE: LO SCRITTO COL SANGUE Possiamo verificare questi elementi su un caso concreto, le scritte di sangue trovate a Badia Polesine il 21 febbraio 2003. Il sopralluogo effettuato dai carabinieri aveva rilevato subito che le scritte trovate sui muri della chiesa, della moschea e della Confartigianato erano state vergate con
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sangue. Il test in questo stato diretto ad accertare se si trattasse di sangue umano o di animale, come poi risulter dalle indagini. Bisogna tenere presente che in casi di scrittura sul muro, indipendentemente dal mezzo scrittorio utilizzato, si verifica lamplificazione della scrittura stessa, perch la mano viene utilizzata come un pantografo, anche a tacere dellimpeto emotivo di rabbia o vendetta che pu portare di per s allamplificazione suddetta. Altre conseguenze della scrittura sul muro sono: 1) la difficolt di tenuta sul rigo, perch il soggetto riesce a controllare lespansione orizzontale pi difficilmente di quella verticale (in altezza); 2) lascendenza o discendenza del rigo, a seconda della posizione iniziale della mano e del braccio rispetto allaltezza dello scrivente. Se lo scrivente ha iniziato troppo in alto, lo scritto tender a scendere, se troppo in basso, tender a salire; 3) laccentuazione degli allunghi in alcuni tratti grafici, specie nelle lettere pi ampie (t, d). E veniamo alla verifica peritale del caso in esame. Il livello scrittorio non sembra elevato e cos la forza difformante. La grafia, nonostante luso dello stampatello, risulta naturale ed esprimente la reale natura temperamentale del soggetto. Non ci sono, infatti, segni di controllo del gesto, come la presenza di molte aste rette, il rallentamento, mentre abbiamo indici di rapporto spontaneo ma sofferto con lambiente, che vedremo. Osservando questi scritti, si pu affermare con buona probabilit che lo scrivente non sia un occidentale: dal tracciato, infatti, si rileva che le lettere sono state vergate da destra verso sinistra. E questa una caratteristica propria delle scritture arabe, non di quelle occidentali. Il sangue usato come inchiostro, infatti, si addensa maggiormente al vertice dei tratti che, poi, si orientano verso sinistra. Lanonimo ha tracciato un breve ritratto di s, in quanto non ha utilizzato altri elementi per dissimularsi oltre la mancanza di sottoscrizione e luso dello stampatello. La grafia, infatti, naturale e pertanto, esprime la gestualit corrente di

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chi lha vergata, nonostante il supporto e il materiale scrittorio davvero poco consueti. Nonostante la pochezza dello scritto, possiamo ritenere di essere nel giusto affermando che lo scrivente un soggetto non sereno, che preoccupato ed soggetto a malinconie e ad avvilimento, che ha un atteggiamento di chiusura verso lesterno e le novit, che lo intimoriscono e da cui, forse, si sente minacciato. Alcune lettere, infatti, sono addossate a quelle vicine ed inoltre, gli assi letterali si curvano verso sinistra. Che lanonimo attraversi un momento di difficolt lo si vede anche dallandamento discendente dello scritto rispetto al rigo ideale di base (ricordiamo che scrive da sinistra verso destra). Questa caratteristica propria di chi triste, ha poca energia psichica, scoraggiato o depresso. La decisione di lasciare queste tracce sul muro non deve essere stata facile per lui. La scrittura che procede ondulata sul rigo e le lettere che a gruppi di due o tre variano di inclinazione, andando un po a sinistra e un po a destra o dritte sono segno che il soggetto indeciso, pensa e ripensa al da farsi. Quando poi decide, magari si butta, salvo pentirsi subito dopo o comunque, rimuginare su quanto ha fatto o avrebbe potuto fare. Perch, nonostante lindecisione lo scrivente risulta una persona che opera scelte sulla base di pochi elementi a disposizione, cio sullonda del sentimento o della passione del momento (ha, infatti, anche i segni stretto di lettere e stretto tra parole). Perci non valuta con calma e ponderazione i vantaggi e gli svantaggi del suo agire, ma quasi per liberarsi dai suoi stessi tentennamenti, agisce dun tratto e in modo non razionale. Cerca, in altre parole, di scrollarsi di dosso gli accumuli di tensione e di nervosismo, con scariche poco controllate di collera o di indignazione. Laver scritto a caratteri cubitali sui muri deve in qualche modo aver soddisfatto un suo desiderio di protagonismo, di essere presente agli altri, che si rileva nello scritto dal segno estesa, cio dalla dilatazione orizzontale degli ovali o dei suoi derivati; la lettera d, in questo caso.

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