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Muscolo

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Muscolo

Il termine muscolo (derivante dal latino muscŭlus, diminutivo di mus «topo»,[1] perché certi movimenti muscolari ricordano il rapido guizzare dei topi[2]) identifica un organo composto in prevalenza da tessuto muscolare, ovvero un tessuto biologico con capacità contrattile. L'insieme dei muscoli costituisce l'apparato muscolare, che è fa parte insieme allo scheletro e alle articolazioni all'apparato locomotore.

Schema di un muscolo scheletrico

Tipi
Ci sono diversi tipi di muscoli. In base alla morfologia, possiamo distinguere: • Muscoli striati scheletrici, che presentano caratteristiche striature trasversali visibili anche ad occhio nudo, meglio ancora al microscopio ottico. Queste striature sono dovute alla disposizione regolare degli elementi contrattili. I muscoli striati scheletrici, si contraggono in seguito a impulsi nervosi provenienti dai motoneuroni del sistema nervoso centrale, ovvero a livello cosciente. Sono connessi a segmenti scheletrici, questi muscoli presentano la caratteristica di essere controllati dalla nostra volontà • Muscoli striati miocardici che costituiscono la componente muscolare (che è anche la più cospicua) del cuore, detta miocardio. Microscopicamente parlando, rispetto alle fibre muscolari scheletriche, oltre alle strie trasversali note, posseggono altre striature trasversali ben evidenti, chiamate strie intercalari. Sono le zone di giunzione delle fibre stesse. Il muscolo cardiaco si contrae indipendentemente dalla volontà. • Muscoli lisci, cosiddetti in quanto non presentano striature trasversali, essendo disposti in essi disordinatamente gli elementi contrattili. Si presentano in genere di colore più chiaro rispetto alla muscolatura striata. Sono questi a costituire la componente muscolare dei visceri. I muscoli lisci (salvo pochissime eccezioni) sono involontari, cioè la contrazione di questi avviene in maniera indipendente dalla volontà: sotto il controllo di ormoni, stimoli esterni o in seguito a impulsi provenienti dal sistema nervoso autonomo.

Struttura del muscolo striato o scheletrico
La fibra muscolare è una cellula polinucleata di forma allungata. È costituita da fasci di miofibrille

deputate alla contrazione e al rilassamento del muscolo. A un esame microscopico si può individuare nelle fibrille diverse zone, bande chiare e bande scure che si ripetono regolarmente. Queste bande sono poi delimitate da due linee sottili, dette linee Z, costituite da proteine di ancoraggio. I sarcomeri (così si chiamano queste unità) sono poi costituiti da fasci di filamenti paralleli e alterni di due tipi: • i filamenti sottili, costituiti da actina, una proteina ad α-elica, attorcigliati ad un filamento di una proteina regolatrice, la tropomiosina. • i filamenti spessi sono invece costituiti principalmente da una proteina globulare, la miosina. La miosina è costituita da sei catene polipeptidiche, di cui due più lunghe, per la presenza di teste globulari. Quando un muscolo è rilassato, i filamenti sottili e quelli spessi sono vicini, ma non collegati, mentre durante la fase di contrazione saranno collegati.

Struttura del tessuto muscolare liscio involontario
Il tessuto muscolare liscio è principalmente responsabile della muscolatura degli organi interni: le cellule sono fusiformi, il nucleo è centrale, ma i miofilamenti sono disposti in maniera irregolare e per questo motivo non notiamo le striature che caratterizzano il muscolo scheletrico. Per quanto riguarda l'attività del muscolo liscio notiamo molte differenze rispetto al tessuto analizzato in precedenza: • contrazione lenta e meno potente ma più prolungata. • contrazione involontaria: il muscolo può contrarsi per innervazione del sistema nervoso autonomo o sotto stimolo ormonale. • contrazione che avviene per tutto il muscolo contemporaneamente: questa è la caratteristica più importante del muscolo liscio. Il muscolo si comporta proprio come se si trattasse di un'unica fibra, anche se nella realtà ci sono più fibre che si susseguono l'una all'altra. In questo caso si dice che questo tipo di tessuto si comporta come un sincizio funzionale.

Fisiologia della contrazione muscolare
Possiamo suddividere la contrazione muscolare in tre fasi principali: • contrazione • rilassamento • fase latente

Contrazione
La contrazione muscolare di un muscolo scheletrico ha inizio quando il segnale elettrico, proveniente dai motoneuroni del sistema nervoso centrale (nuclei dei nervi cranici con componente motoria, o neuroni motori delle teste delle corna anteriori del midollo spinale), arriva ai bottoni sinaptici. Questi liberano nel citoplasma delle fibre muscolari una sostanza, l’acetilcolina, che agisce sui recettori (detti colinergici o muscarinici) presenti nella placca neuro muscolare determinando il potenziale d'azione. Il potenziale d'azione, che si propaga lungo il sarcolemma (ovvero la membrana cellulare del muscolo scheletrico), va a colpire canali voltaggio dipendenti intermembrana (canali della diidropiridina) i quali comunicano sul lato citoplasmatico con un complesso proteico, il recettore per la rianodina, che determina l'apertura dei canali Ca+2 contenuti nel reticolo sarcoplasmatico, che vengono così liberati. L’acetilcolina agisce inoltre sulle membrane che racchiudono i fasci di miofibrille, rendendole così permeabili agli ioni Ca+2, che hanno una fondamentale azione catalizzatrice per importanti reazioni chimiche. La liberazione di Ca+2 induce un processo di feedback positivo con amplificazione della concentrazione citoplasmatica di calcio: ioni Ca+2 stimolano pompe per l'estrusione di altro calcio. Dai mitocondri della fibra muscolare, viene poi liberato ATP, e da altri organuli viene liberata la troponina. Tale sostanza andrà ad agire sui filamenti sottili, infatti avverrà una reazione catalizzata dagli ioni Ca+2, che permetterà alla troponina di legarsi alla tropomiosina, che lascerà libero il sito di attacco per la miosina. L’ATP agirà invece sui filamenti spessi: mediante una reazione di fosforilazione, e quindi mediante una reazione esoergonica, l’ATP diventa ADP, libera un gruppo fosfato, una grande quantità di energia, e si lega alla testa di miosina, la quale sfrutta tale energia per saltare dal suo loco, e andare ad occupare il sito di attacco nel filamento sottile, lasciato libero dalla tropomiosina. Durante lo scorrimento le teste di miosina si legano a quelle di actina con una precisa angolazione di 45°. Durante questo processo avvengono cambiamenti neoclitini, derivanti dall'assimilazione di proteine. Il processo quindi fa variare l angolazione di actina di 15° facendola arrivare così a 60°.

Rilassamento
Nella fase di rilassamento, il procedimento avviene in modo contrario a quello della contrazione e sembra che la parvalbumina sia coinvolta nel processo.

Fase latente
La fase latente è quella che segue lo stimolo, ma nella quale non c’è risposta. Ciò è dovuto al fatto che i canali voltaggio dipendenti che hanno fatto entrare gli ioni sodio per dare inizio al potenziale d'azione sono ora nella fase inattivata, pertanto non sono sensibili ad ulteriori perturbazioni elettriche: questo è detto "periodo refrattario (altro modo per indicare la fase latente) assoluto". Segue immediatamente un "periodo refrattario relativo" dovuto al fatto che la cellula subisce un'iperpolarizzazione che fa scendere il suo potenziale al di sotto di quello che sarebbe il suo potenziale di riposo, pertanto una nuova contrazione è possibile, ma è necessaria una perturbazione elettrica maggiore perché si raggiunga il potenziale d'azione.

Anatomia e Fisiologia muscolare
Il muscolo è un organo la cui funzione è quella di contrarsi e di rilasciarsi. I muscoli del corpo umano sono circa 650 e si suddividono in tre tipi: · i muscoli dello scheletro (muscoli volontari) che consentono di muovere a comando la testa, gli arti, la colonna vertebrale: sono muscoli del tipo "striato"; · i muscoli dei visceri (muscoli involontari) che controllano i movimenti delle pareti degli organi interni quali stomaco, intestino, vasi sanguigni, occhi: sono muscoli del tipo "liscio"; · il muscolo cardiaco (muscolo involontario) che con le sue contrazioni fa funzionare il cuore come una pompa: è del tipo striato come i primi, ma di struttura particolare ed unica. Nel corpo umano ci sono circa 620 muscoli volontari che hanno diverse forme e dimensioni. Alcuni sono corti e piccoli, altri larghi e piatti, altri ancora lunghi e fusiformi: ciascuno ha la struttura, la forma e le dimensioni più adatte per svolgere il proprio lavoro. Ogni muscolo svolge una precisa funzione, se considerato singolarmente, ma, se si contrae insieme con altri muscoli per realizzare un certo movimento, può di volta in volta essere il protagonista principale di quel movimento (funzione agonista) o può tendere a fermarlo (funzione antagonista), oppure partecipare attivamente, al pari di altri muscoli, a realizzare un movimento complesso (funzione sinergica). Nel muscolo sono mescolati tre tipi fondamentali di fibre e, nell'uomo, quasi in proporzioni uguali. L'allenamento e l'attività fisica possono variare la percentuale di ogni tipo e questo è uno degli obiettivi principali dell'allenamento. Per sviluppare i muscoli coinvolti negli scatti, ad esempio, ci si deve allenare facendo gli sprint. Eseguire lo squat pesante non sarà certo utile ad un atleta maratoneta che non necessità di forza e volume muscolare ma ricerca la resistenza. TipoI: le fibre a contrazione lenta (fibre rosse) sono resistenti all'affaticamento e ricche di enzimi ossidativi, che permettono attività lente, continue e prolungate, hanno un'alta capacità aerobica, e quindi resistenza alla fatica. Sono fibre che crescono con difficoltà e aumentano di poco la forza; richiedono 1 o 2 minuti di recupero per ripetere l'esercizio. TipoII: Le fibre a contrazione rapida (fibre bianche), si stancano facilmente (richiedono 3-5 minuti di recupero per ripetere l'esercizio), ma sono ancora più ricche di enzimi ossidativi; sono fibre che sviluppano velocemente massa e forza, sono le fibre ideali per il bodybuilder easygainer. Vengono suddivise in due sottogruppi: tipo IIa e tipo IIb. Le fibre del tipo IIa sono dette a contrazione rapida ossidante, perché hanno un maggior quantitativo di mitocondri; le fibre del tipo IIb sono dette a contrazione rapida glicolitica. Tuttavia le fibre del tipo IIa non hanno la stessa capacità aerobica delle fibre a contrazione lenta. Per quanto riguarda la distribuzione dei due tipi di fibre valgono le due considerazioni seguenti. La prima è che in ogni individuo la distribuzione delle fibre lente e di quelle rapide è diversa nei diversi muscoli; per esempio, il rapporto tra i due tipi di fibre è diverso fra bicipiti e quadricipiti come pure fra deltoidi e tricipiti. La seconda è che nello stesso muscolo di diversi individui è molto probabile un diverso contenuto percentuale dei due tipi di fibre; una persona può avere un'alta percentuale di fibre di tipo II nei quadricipiti, e un'altra può averne uno scarso contenuto. A titolo indicativo, atleti di potenza come i sollevatori di pesi hanno il 60-90"% di fibre a contrazione rapida nei muscoli che sono maggiormente utilizzati nello svolgimento del loro sport. Invece, atleti di resistenza come i fondisti hanno probabilmente il 60-90% di fibre muscolari a contrazione lenta nei loro muscoli più sollecitati. In linea di massima, sono muscoli bianchi: dorsali, retti femorali, gastrocnemi, glutei, tricipiti, retto addome e brachiali; sono muscoli rossi: deltoidi, pettorali, bicipiti, piccolo-grande rotondo, sottospinato, trapezi vasti mediali e laterali del quadricipite e soleo. Le cellule muscolari, siano esse del tipo a contrazione lenta che quelle del tipo a contrazione rapida, si contraggono sempre con lo stesso meccanismo; anche se le fibre di tipo II si contraggono più rapidamente di quelle di tipo I. I muscoli sono costituiti da molte fibre muscolari singole. Guardando una fibra muscolare al microscopio, si osserva che essa è costituita da moltissimi elementi ripetitivi, chiamati sarcomeri. Inoltre, lungo tutta la fibra muscolare ci sono catene di proteine chiamate miofibrille. In una miofibrilla ci sono numerose proteine, ma le uniche importanti nel processo di contrazione di un muscolo sono le proteine actina e miosina, conosciute anche come le proteine contrattili. Perché avvenga la contrazione di un muscolo, è necessario che ci sia un quantitativo sufficiente di ATP in prossimità delle proteine actina e miosina, e che ci sia un comando dal sistema nervoso centrale. Quando questi due fattori sono presenti, le sottili estremità (teste) della miosina si attaccano all'actina, formando un ponte incrociato actina-miosina. Il processo è definito teoria dei filamenti scorrevoli. L'energia dell'ATP fa sì che le estremità della miosina ruotino verso il centro del sarcomero, trascinando il filamento dell'actina ad esse attaccato, in modo tale che l'actina scorre verso l'interno, verso il centro del sarcomero. Questo processo fa sì che ciascun sarcomero si accorci, lungo tutto il muscolo;

Questo spiega perché alcuni atleti come i giocatori di baseball o di golf. dipende da due fattori: 1)la dimensione delle singole fibre (una fibra è tanto più forte quanto più è grande). quando una singola fibra si accorcia. Inoltre. Quando le fibre di una unità motrice si contraggono. che si trova pressappoco a metà della lunghezza della fibra. Molte caratteristiche fondamentali della contrazione1 sono comuni a ciascuno di questi differenti tipi di muscolatura. ciascuna di queste fibre a sua volta può essere risolta in subunità via via più piccole. Quando una fibra muscolare si accorcia. La relazione forza-velocità è tale che quanto più veloce è il movimento tanto più bassa sarà la forza generata dal muscolo in contrazione. a queste sono associati movimenti piccoli. le fibre sono stimolate singolarmente o a gruppi. si ha una contrazione muscolare. . e quindi il muscolo in effetti si allunga. Per esempio. battere le palpebre. le fibre si estendono per tutta la lunghezza del muscolo stesso e. gioco del calcio. Le speciali funzioni della muscolatura liscia saranno illustrate in una sezione successiva. sono tutte innervate ciascuna da una sola terminazione nervosa. sia che questo si accorci o meno. e un altro 10% è costituito da muscolatura liscia e cardiaca. le unità motrici sono costituite da fibre di tipo I e da fibre di tipo II. Come è anche rappresentato nella Figura 1. la contrazione muscolare non sempre comporta l'accorciamento dell'intero muscolo. salto. si verificherà una riduzione della lunghezza dell'intera fibra muscolare. La relazione forza-lunghezza indica che un muscolo genera la forza massima quando inizia a contrarsi ad una lunghezza pari a 1. La forza generata da una fibra è proporzionale alla sua sezione: una fibra larga esercita una forza maggiore di una fibra stretta. il bicipite sviluppa una maggiore forza durante la contrazione se la velocità di rotazione attorno al gomito è di 60 gradi al secondo. eseguono alcuni leggeri esercizi di stretching prima di iniziare i movimenti oscillanti. L'entità della forza prodotta durante la contrazione di un muscolo. Gli uomini sono generalmente più forti perché hanno una maggiore quantità di tessuto muscolare. Una contrazione concentrica è quella che comporta l'accorciamento del muscolo. Usando il termine in questa accezione. ma in questa sezione verrà preso in esame in particolare il funzionamento della muscolatura scheletrica. queste sono chiamate in causa quando si svolgono attività come sollevamento pesi. delicati come muovere gli occhi. essa esercita una forza. questa consiste. invece. dipingere. avviene nel muscolo cardiaco).poiché tutti i sarcomeri si accorciano nello stesso istante. una contrazione eccentrica è quella che avviene quando la resistenza è maggiore della forza sviluppata. la forza esercitata da un muscolo di una determinata sezione è la stessa sia se il muscolo appartiene ad un uomo sia se esso appartiene ad una donna. dunque. Ci sono unità motrici nelle quali il nervo stimola solo 5-10 fibre. ed inoltre sviluppando la massima forza (tutto o niente). Indipendentemente dalla loro dimensione. Anche se la singola fibra si accorcia quando si contrae. una contrazione isometrica è la contrazione delle singole fibre. La forza generata dalla contrazione muscolare è legata anche alla velocità del movimento intorno all'articolazione ed alla lunghezza iniziale del "ventre" del muscolo. Tutti i muscoli scheletrici sono costituiti di numerose fibre di diametro compreso tra 10 e 80 µ m. 1 Nella fisiologia muscolare la parola contrazione viene usata per indicare attività meccanica del muscolo. In ogni muscolo. nell'accorciamento simultaneo di un elevato numero di fibre dello stesso muscolo. Poiché i muscoli dello scheletro funzionano secondo il criterio del "tutto o niente". ad esclusione del 2% di esse. esso può ancora contrarsi. L'insieme del nervo (collegato al midollo spinale) e delle fibre muscolari da esso stimolate è chiamato unità motrice. ovvero non è in grado di dosare la forza di contrazione (come. la forza totale sviluppata dipende da quante unità motrici si contraggono simultaneamente Muscolo La muscolatura scheletrica costituisce nell'uomo circa il 40% del peso corporeo. tutte le fibre muscolari di questa unità si contraggono insieme. Ma ci sono anche unità motrici che consistono di un nervo e di 500-1000 fibre. ANATOMIA FUNZIONALE DEL MUSCOLO SCHELETRICO LA FIBRA MUSCOLARE La Figura 1 illustra l'organizzazione del muscolo scheletrico.2 volte la lunghezza a riposo. senza modifiche della lunghezza dell'intero muscolo. essa genera la massima forza di cui è capace. Nella maggior parte dei muscoli. pur mantenendo costante la lunghezza di un muscolo. indicando con ciò sviluppo di tensione. Le unità motrici hanno diverse dimensioni. 2) il numero di fibre muscolari che si contraggono simultaneamente. di quanta ne sviluppa se la velocità è di 180 gradi al secondo. Quando molte fibre si accorciano.

Ogni fibra muscolare contiene da parecchie centinaia a molte migliaia di miofibrille che nella sezione trasversa. Il sarcolemma è la membrana cellulare della fibra muscolare. Il sarcoplasma. nella quale sono presenti i comuni costituenti intracellulari. come per ogni singola miofibrilla. Ogni miofibrilla (Fig. le quali sono costituite. affiancati l'uno accanto all'altro. Nella fibra muscolare le miofibrille si trovano immerse in una matrice fluida. È costituito da una membrana cellulare propriamente detta. le fibre tendinee a loro volta si riuniscono in fascicoli e formano i tendini muscolari che si inseriscono nelle ossa. Sono queste bande che conferiscono al muscolo scheletrico e a quello cardiaco il loro aspetto "striato". 1 C. magnesio. perché sono anisotrope alla luce polarizzata. conservando così la propria continuità per tutto lo spessore di una fibra muscolare. Tali filamenti sono illustrati nello schema della Fig. circa 1. Si noti altresì che i filamenti di miosina proiettano lateralmente piccolissimi processi. e da un rivestimento esterno consistente di un sottile strato di materiale polisaccaridico contenente numerose fibrille collagene. Il disco Z. passa da una miofibrilla a quelle adiacenti. illustrata nella Fig. La porzione di miofibrilla (o dell'intera fibra muscolare) compresa tra due successivi dischi Z viene detta sarcomero.000 filamenti di actina. oltre che da filamenti di miosina.Filamenti di actina e di miosina. sicché le miofibrille presentano strie chiare alternate con strie scure. i cosiddetti ponti trasversali.500 filamenti di miosina e 3. 1 E illustra ancora come i filamenti di actina si attaccano con una estremità al cosiddetto disco Z. 1. Quando una fibra muscolare si trova distesa alla sua normale lunghezza di riposo. poiché sono isotrope2 alla luce polarizzata. costituiti da grosse molecole proteiche polimerizzate che sono responsabili della contrazione muscolare. I più grossi sono di miosina e i più sottili di actina. Alle estremità delle fibre muscolari questo strato esterno del sarcolemma si fonde con una fibra tendinea.Il sarcolemma. Le strie scure. È presente. si chiamano bande I. 1 D) contiene. anche dalle estremità dei filamenti di actina sovrapposte a quelli di miosina. mentre con l'altro estremo si proiettano verso il centro del sarcomero interdigitandosi con i filamenti di miosina. fosfati e proteine con funzione enzimatica. inoltre. ogni sarcomero è lungo circa 2 µ m. in tutta la fibra si osserva una perfetta corrispondenza di alternanza di bande chiare e di bande scure. In tale condizione i filamenti di actina ricoprono completamente i filamenti di miosina e sono sul punto di sovrapporsi con le estremità dei filamenti di actina provenienti dall'opposto disco Z. Le strie chiare. Si vedrà più avanti che è a questa lunghezza che il sarcomero è capace di esprimere la massima forza di contrazione. tranne che dalla par te centrale. Si noti che i filamenti di actina e di miosina sono tra loro interdigitati. Vi si trovano elevate quantità di potassio. sono dette bande A. Le miofibrille . Perciò. La contrazione si attua per interazione di questi ponti trasversali con i filamenti di actina. che è costituito da varie proteine filamentose differenti dai filamenti di actina e di miosina. detta sarcoplasma. Questi protrudono dalla superficie dei filamenti per tutta la loro lunghezza. da E a L. le quali risultano costituite unicamente da filamenti di actina. La Fig. un numero molto 2 Isotropo: che presenta le stesse proprietà in tutte le direzioni . compaiono come tanti piccoli punti. indicata come membrana plasmatica.

Gli ioni calcio innescano un processo che dà origine a forze di attrazione tra i filamenti di actina e quelli di miosina che slittando gli uni sugli altri determinano la contrazione della fibra muscolare. 6. 2. Il reticolo sarcoplasmatico. fibra nervosa. Ogni motoneurone α innerva un numero di fibre che va da meno di 10 nei muscoli extraoculari (quelli che muovono il bulbo oculare) fino a oltre un migliaio in diversi muscoli della gamba. Le fibre sensoriali includono quelle dei fusi neuromuscolari (sensibili alla lunghezza) e quelle dell'organo tendineo del Golgi (sensibili alla tensione). A livello di ciascuna terminazione. Su questo argomento si tornerà più avanti. 8. alcune delle quali sono specifiche per la percezione del dolore. PROPRIETÀ MECCANICHE Classici preparati sperimentali usati per indagare le proprietà meccaniche dei muscoli sono i muscoli gastrocnemio o sartorio di rana. Nel sarcoplasma è presente anche un esteso reticolo endoplasmatico. importantissima per il controllo della contrazione muscolare. può essere stimolato mediante applicazione diretta di stimoli elettrici o attraverso la stimolazione del nervo motore. Poiché tutte le fibre sono attivate dalla stessa cellula nervosa. indicato come reticolo sarcoplasmatico.grande di mitocondri. gli ioni calcio vengono richiamati all'interno dei reticolo sarcoplasmatico. 3. l'acetilcolina. Nei mammiferi i motoneuroni γ forniscono una innervazione motoria indipendente dai fusi neuromuscolari. Un potenziale d'azione viaggia lungo una fibra nervosa motrice fino alle sue terminazioni su un certo numero di fibre muscolari. Il reticolo risulta particolarmente sviluppato nei muscoli a rapida contrazione. quindi. come si vedrà meglio più avanti. 5. Al muscolo giungono fibre motorie e da esso partono fibre sensoriali. L'apertura di questi canali permette l'ingresso di grandi quantità di ioni sodio all'interno della membrana della fibra muscolare nel punto in cui termina la. Innervazione. mentre la massa muscolare è innervata dai motoneuroni α . Questo possiede una speciale organizzazione. tutte le fibre che appartengono ad una unità motoria si contraggono contemporaneamente. Il complesso del motoneurone e delle fibre muscolare da esso innervate prende il nome di unità motoria. Il potenziale d'azione depolarizza la membrana della fibra muscolare e si propaga anche in profondità nella fibra stessa. 7. Abbiamo visto in precedenza che le fibre muscolari sono eccitabili. Infine. con i capillari che formano una fitta rete tra le singole fibre. 4. la qualcosa sta ad indicare che le miofibrille richiedono per la contrazione elevate quantità di ATP. . Si genera così a questo livello un potenziale d'azione che si propaga lungo la membrana della fibra muscolare allo stesso modo in cui un potenziale d'azione viaggia lungo la membrana di fibre nervose. Il sartorio è connesso ad una estremità al pelvi e all'altra estremità alla tibia a livello del ginocchio. La sua contrazione muove la gamba in avanti e la flette all'altezza del ginocchio. un muscolo. MECCANISMO GENERALE DELLA CONTRAZIONE MUSCOLARE L'avvio e il corso della contrazione muscolare hanno luogo secondo questa sequenza di eventi: 1. la fibra nervosa secerne una piccola quantità di una sostanza neurotrasmettitrice. L'acetilcolina agisce su un'area circoscritta della membrana della fibra muscolare determinando l'apertura di molteplici canali ionici a controllo di ligando (colinergici nicotinici) presenti nella membrana stessa. e la contrazione muscolare cessa. che appunto viene prodotto dai mitocondri. e ciò sta ad indicare che tali strutture hanno notevole importanza per la velocità della contrazione. Dopo una frazione di secondo. Qui provoca la liberazione dal reticolo sarcoplasmatico nelle miofibrille di grandi quantità di ioni calcio immagazzinati nello stesso reticolo. Il muscolo può essere agevolmente isolato e i tendini possono essere facilmente fissati ad opportuni apparati di registrazione. dove rimangono immagazzinati sino a che la fibra muscolare non è investita da un nuovo potenziale d'azione. disposti tra le miofibrille e parallelamente ad esse. va ricordato che i muscoli scheletrici sono riccamente vascolarizzati. oltre ad una varietà di terminazioni nervose libere.

Quando un muscolo si contrae esso esercita una forza su ciò a cui è attaccato (questa forza è uguale alla tensione nel muscolo) e si accorcia se gli è consentito di farlo. tipicamente il tempo che intercorre tra l'inizio della contrazione e il suo picco è di circa 200 ms. dai vasi sanguigni. Ad ogni lunghezza. Nella contrazione isotonica4 il carico sul muscolo (che è uguale alla tensione prodotta nel muscolo) è mantenuto costante e si misura la accorciamento. e decresce con l'aumento della temperatura. Si ha la rottura del muscolo se questo viene stirato fino a 3 volte la sua lunghezza d'equilibrio. o twitch). il picco della tensione del secondo stimolo è più alto di quello del primo (traccia b). Nella maggior parte dei casi una di queste due variabili è mantenuta costante durante la contrazione. rappresenta la tensione effettivamente generata dal processo contrattile e cioè la tensione attiva. e la minima frequenza a cui questo si osserva viene denominata frequenza di fusione. Un tipico tracciato delle tensioni.Tanto la tensione sviluppata da un muscolo stimolato a contrarsi isometricamente (tensione totale). Un singolo stimolo produce un rapido aumento della tensione che poi decade (scossa singola. si raggiunge un punto in cui le gibbosità si perdono e la tensione cresce in modo continuo e senza ondulazioni fino ad uno stato stazionario (traccia d). questo effetto prende il nome di sommazione meccanica. La lunghezza del muscolo può essere variata variando la distanza fra i suoi due punti di attacco. Nella contrazione isometrica3 al muscolo non è consentito l'accorciamento (la sua lunghezza è mantenuta costante) e si misura la tensione prodotta. passiva e totale. La differenza fra i due valori. dal sarcolemma. ad esempio uno strain gauge. La tensione passiva è dovuta alle forze elastiche esercitate dal tessuto connettivo del muscolo. Per un muscolo sartorio di rana a 0 °C. Pertanto noi possiamo misurare due diverse variabili durante la contrazione di un muscolo: la sua lunghezza e la sua tensione. mentre la tensione decade a zero entro 800 ms (traccia a). elemento semiconduttore la cui resistenza è proporzionale alla forza che si esercita su di esso. la tensione e la velocità di contrazione dei muscolo . Stimolazioni ripetute a bassa frequenza producono quindi una traccia di tensione che presenta una serie di gibbosità (traccia c). per ogni lunghezza. 3 4 isometrico: a lunghezza costante isotonico: a tensione costante . La durata di una scossa singola varia da muscolo a muscolo. Per poter fare ciò. Si dice che il muscolo è allora in tetano. La tensione prodotta da un muscolo è una forza e pertanto si misura in grammi peso. si misura la tensione passiva. con lo stiramento dei muscolo. Relazione fra la lunghezza. e si misura la contrazione come sviluppo di tensione. poi si stimola il muscolo elettricamente e si misura la tensione totale. in funzione della lunghezza del muscolo è illustrato nella figura seguente. variano con la lunghezza delle sue fibre. poi rapidamente. Mano a mano che la frequenza di stimolazione viene aumentata. La tensione passiva cresce dapprima lentamente. Contrazione isometrica Nella contrazione isometrica entrambe le estremità del muscolo sono fissate così che il muscolo non può accorciarsi. La figura a lato mostra il decorso temporale secondo cui si sviluppa la tensione nel corso di una contrazione isometrica. quanto la tensione passiva esercitata dal muscolo a riposo. dai tronchi nervosi e così via. Se un secondo stimolo è applicato prima che la tensione della prima contrazione sia decaduta a zero. che è la lunghezza del muscolo rilasciato e staccato dalle sue inserzioni ossee. una estremità del muscolo deve essere collegata ad un opportuno strumento per la misura della tensione.

Contrazione isotonica La contrazione isotonica rappresenta il modo di contrazione più frequente nei muscoli scheletrici. quando il muscolo è più corto della sua lunghezza di riposo. Quando il muscolo è rilasciato. trattandosi di un accorciamento).La curva della tensione totale sale sino ad un massimo e poi declina sino a raggiungere la curva dalla tensione passiva. si spiega con il meccanismo dello scorrimento di filamenti nella contrazione muscolare. Talvolta vengono usate altre definizioni della lunghezza di riposo. ma occorre un certo tempo prima che essa raggiunga un valore sufficiente a sollevare il carico (linea b). La figura accanto mostra quello che accade quando una muscolo deve sollevare una carico moderato mentre è sottoposto a stimolazione tetanica (la curva della lunghezza in alto in realtà andrebbe rovesciata. la leva appoggia contro un punto di arresto (stop). ma quella qui data è quella più generalmente accettata e fisiologicamente più valida. il rapporto lunghezza-tensione osservato nei muscoli scheletrici. e questo renderebbe più difficile l'interpretazione dei risultati al variare dei carichi. L'apparato sperimentale tipicamente usato per studiare la contrazione isotonica è illustrato nella figura a lato. Se non ci fosse l'arresto il muscolo assumerebbe lunghezze iniziali progressivamente maggiori mano a mano che il carico aumenta. Il termine deriva originariamente da esperimenti dimostranti che la lunghezza di molti dei muscoli del corpo a riposo. mentre è minore per lunghezze superiori o inferiori a questa. Quando il muscolo viene stirato. si ha sovrapposizione dei filamenti di actina e anche questo riduce il numero di legami trasversali. e cioè sino al punto da non aversi più alcuno sviluppo di tensione attiva. Per ogni dato carico. c'è contrazione senza accorciamento: il . la tensione che si sviluppa è proporzionale al numero di legami trasversali fra l'actina e la miosina. la tensione esercitata dal muscolo è mantenuta costante (di solito permettendogli di sollevare un carico fisso) mentre vengono misurate le variazioni di lunghezza. inizialmente (tratto compreso tra le linee a e b) quindi. la velocità è massima alla lunghezza di riposo. Il muscolo è attaccato ad una leggera leva in un modo tale da essere costretto a sollevare un carico quando si accorcia. Come verrà discusso in dettaglio più avanti. e così si riduce anche il numero dei legami trasversali. Il movimento della leva può poi essere registrato su carta mediante opportuni dispositivi. La tensione nel muscolo comincia a salire (curva di mezzo) subito dopo il primo stimolo (linea a). è la lunghezza alla quale essi sviluppano la tensione massima. La velocità alla quale i muscoli si contraggono varia inversamente al carico. la sovrapposizione fra actina e miosina si riduce. Quando la fibra muscolare si contrae isometricamente. La lunghezza alla quale il muscolo sviluppa la massima tensione attiva è chiamata abitualmente lunghezza di riposo. così che il muscolo riposo non deve sostenere il carico. Nella misura della contrazione isotonica. Inversamente.

Se questa procedura viene ripetuta con carichi di diversa entità. La derivata della curva della lunghezza rispetto al tempo (δ l/δ t. cioè. la tensione rimane costante durante la fase che segue. tuttavia. L'accorciamento totale diminuisce aumentando il carico. Per la spiegazione si faccia riferimento alla figura seguente. fino a che quando l'accorciamento cessa la velocità diventa uguale a zero. L'accorciamento totale sarà quindi pari a (a-b). ovvero il tempo richiesto dal muscolo per sviluppare una tensione uguale al carico aumenta con l'aumentare del carico (linea c' della figura precedente). durante la quale il muscolo si contrae isotonicamentre. accorciamento che continua fino a che non si raggiunge il punto x di equilibrio. maggiore di (a-b). la velocità di accorciamento decresce con l'aumentare del carico (si osservi la figura precedente). il muscolo comincia ad accorciarsi. 3. L'aumento del ritardo è dovuto al fatto che la fase di contrazione isometrica. sino a che non sviluppa una tensione uguale al carico P 1. quando questo avviene. che mostra il tratto iniziale della curva della lunghezza per carichi diversi. partendo dalla stessa lunghezza iniziale a. Si consideri un muscolo che ha una lunghezza iniziale pari ad a e che deve sollevare successivamente i carichi P1 e P2 (P1>P2). Durante la fase a velocità costante della contrazione isotonica (fase iniziale). La velocità di accorciamento diventa zero quando il carico eguaglia la massima tensione che può essere raggiunta durante una contrazione isometrica del muscolo a quella lunghezza. a questo punto il rilasciamento diventa isometrico (non c'è ulteriore variazione di lunghezza) e la tensione nel muscolo continua a scendere sino a che non torna ai normali livelli di riposo. Questo è illustrato nella figura a destra. la tensione. Quando il periodo di stimolazione termina. eguaglia il carico (linea c). la sua velocità di accorciamento diminuisce. senza che ci siano ulteriori aumenti di tensione. Inizialmente questa è massima (Vmax) ed è costante (linea tratteggiata). troviamo che le contrazioni sono modificate sotto tre aspetti diversi: 1. Il ritardo tra lo stimolo e l'inizio dell'accorciamento è più lungo per carichi più elevati. La curva rappresenta la relazione tensione-lunghezza totale. il muscolo si sarà accorciato di (a-c). A questo punto inizia l'accorciamento senza ulteriore aumento di tensione (fase isotonica). . sia confrontato con un carico P2.muscolo. e l'allungamento continua fino a che la leva non incontra nuovamente l'arresto. in altri termini. La fase di contrazione isometrica sarà più breve (P2<P1) e quando il nuovo punto di equilibrio y viene raggiunto. continuando ad aumentare. il momento in cui viene inviato lo stimolo è indicato dalla freccia (corrispondente al punto a della figura precedente) mentre l'inizio dell'accorciamento (che corrisponde alla linea b della figura sopra) è indicato dal punto un cui la curva flette verso l'alto. Questo perché la tensione che un muscolo può sviluppare diminuisce con il diminuire della lunghezza e quindi il muscolo più caricato può accorciarsi di meno prima che la tensione isometrica diventi uguale al carico. Si consideri ora il caso in cui lo stesso muscolo. Ad un certo punto (linea b). Il muscolo inizia a contrarsi senza accorciamento (fase isometrica. Mano a mano che il muscolo si accorcia. il muscolo torna a distendersi per effetto del carico. graficamente la pendenza della curva che descrive la lunghezza) esprime la velocità dell'accorciamento. 2. si contrae isometricamente.

colesterolo e fosfolipidi Sali minerali (circa il 5%) Enzimi Sostanze estrattive azotate (es. La maggior parte di essi si inserisce sulle ossa e serve perciò a muovere lo scheletro (muscoli scheletrici). I muscoli Organi costituiti da tessuto contrattile. Il muscolo striato Struttura • Un muscolo striato è costituito da numerose fibre muscolari. Muscolo cardiaco o miocardio: formato da tessuto simile a quello striato. • E' costituita da fasci di miofibrille. 3. Le più importanti sono la miosina e l'actina Glicidi (0. Il più importante è il glicogeno Grassi neutri. della digestione. l'unità contrattile del muscolo si ripete più volte. Essi costituiscono il sistema muscolare che assieme al sistema scheletrico. La contrazione dei muscoli striati è rapida e sotto il controllo della volontà. in cui il sarcomero.unina. del battito cardiaco. si contraggono lentamente. fenomeno fisiologico che si verifica in corso di movimenti cellulari e quindi dell'intero organismo. formato da fibre allungate nella direzione della contrazione (fibre muscolari) e raccolte in fasci. • Ogni fibra ha forma cilindrica con diametro variabile (fino a 200 millesimi di millimetro) e lunghezza fino anche a diversi cm. Struttura del muscolo striato Costituenti del muscolo striato • • • • • • • • Acqua (circa il 75%) Proteine (circa il 20%). ecc. si manifesta in tessuti altamente differenziati: i muscoli. Muscoli lisci: controllano la motilità dei visceri e dei vasi sanguigni.: acido lattico) Pigmenti (es. I muscoli sono responsabili sia del movimento vero e proprio sia delle variazioni di calibro dei vasi sanguigni. la sua attività è involontaria e ritmica.federica.5-1. • Il sarcomero è formato da due diversi tipi di filamenti proteici : actina (più sottile) e miosina (più spessa). Muscoli striati: così chiamati per l'alternanza delle bande chiare e scure visibili al microscopio.5%). in maniera prolungata e involontaria.: creatina e urea) e sostanze estrattive non azotate (es. 2.it/medicina-veterinaria/fisiologia-degli-animali-domestici/apparato-muscolare Conoscenze sulla Fisiologia dell'apparato muscolare Generalità La contrattilità Proprietà fondamentale degli esseri viventi. avvolte da una membrana (sarcolemma) circondata da una guaina di tessuto connettivo. forma l'apparato locomotore. La C.http://www. Distinguiamo tre tipi fondamentali di muscolo: 1.: la mioglobina) .

4. una placca motrice può contrarre un ridotto numero di fibre (da 5 a 10) oppure molte fibre contemporaneamente (fino a 150 e oltre). Gli impulsi proseguono poi fino alla placca motrice. partono gli impulsi nervosi (fino a circa 50 al secondo ad una velocità da 12 a 120 metri al secondo) diretti ai motoneuroni alfa (corna anteriori del midollo spinale). Si crea un potenziale di azione maggiore del potenziale di soglia (limite necessario per agire) di eccitazione della fibra muscolare. I canali dei recettori nicotinici si aprono e la membrana postsinaptica (sarcolemma) si depolarizza. determinando l'evento contrattile. Viene rilasciata ACh nello spazio sinaptico. Controllo nervoso della contrazione muscolare Contrazione 4. Si genera un potenziale d'azione nella fibra muscolare. fa si che miosina e actina interagiscano scorrendo l'una sull'altra. Struttura del muscolo scheletrico Contrazione Meccanismo che prevede una sequenza ordinata di reazioni: 1. Il potenziale di azione depolarizza i tubuli trasversi del reticolo sarcoplasmatico che sono indotti a liberare ioni calcio. ora la fibra è elettropositiva all'interno ed elettronegativa all'esterno. 2. . 4. In relazione alle caratteristiche motorie a cui sono deputati i muscoli. 7. movimenti fini e delicati oppure movimenti di locomozione (es. L'impulso originato dal sistema nervoso si trasforma in una sequenza di reazioni biochimiche.: Quadricipite femorale).La somma dell'azione dei diversi sarcomeri determina la contrazione di tutto il muscolo e. posta a contatto delle fibre muscolari interessate. 5. 6. 8. troponina e tropomiosina. Pertanto l'evento elettrico si accoppia a quello meccanico (contrazione). "tuffandosi" anche nei tubuli a T (tubuli trasversi). Il potenziale d'azione si propaga lungo tutta la membrana. 3. La placca motrice in seguito all'arrivo dello stimolo nervoso libera acetilcolina. prevede l'ingresso di ioni sodio e contemporaneamente la fuoriuscita di ioni potassio. Accoppiamento eccitazione-contrazione Eccitazione 1. Dal cervello. lo spostamento dei segmenti del corpo sui quali sono inseriti i tendini. Questo porta ad una inversione di polarità elettrica. Il legame tra ioni calcio. 5. Un potenziale d'azione raggiunge una terminazione assonica di un alfa-motoneurone. L'acetilcolina interagisce con recettori specifici posti sulla membrana della fibra muscolare e la depolarizza (ne annulla il potenziale elettrochimico). 2. La membrana cellulare depolarizzata. di conseguenza. 3. a livello di cellule dell'area motoria.

Legge del tutto o nulla La contrazione non vede mai impegnate tutte le miofibrille presenti in un muscolo. 12. I propiocettori I più importanti propriocettori sono: • FUSI NEUROMUSCOLARI.Le teste della miosina si legano alla actina. posti in parallelo tra le fibre muscolari. 10. Solo con uno stimolo uguale o superiore al limite di soglia la fibra si contrae. l'actina non si stacca dalla miosina ed il sarcomero rimane contratto (rigor mortis). il ciclo riprende dal punto 10. I propriocettori hanno anche la funzione di sistemi posti a difesa dell'integrità della struttura muscolotendinea e articolare. Questo meccanismo avviene con dispendio energetico (ATP). 11. Gli ioni Calcio si legano alla Troponina. Le teste della miosina si flettono sul collo della molecola. Se lo stimolo è più basso del limite di soglia la miofibrilla non reagisce. La loro stimolazione trasmette gli stimoli al cervello permettendo la reazione dei meccanismi riflessi che regolano. indipendentemente dall'entità dello stimolo. trascinando la tropomiosina che libera i siti di actina sensibili alla miosina. 13b. Suddivisi in: • esterocettori: localizzati sulla superficie del corpo o in prossimità di essa. 13. Liberazione intracellulare di ioni Calcio in seguito a depolarizzazione delle cisterne del reticolo sarcoplasmatico. . Ogni miofibrilla è programmata per reagire solo ad una determinata intensità di stimolo (soglia di stimolo).In presenza di Calcio. 13a. • propriocettori: localizzati nella struttura muscolo-tendinea e nelle articolazioni. La depolarizzazione dei tubuli a T induce la depolarizzazione delle adiacenti membrane delle cisterne del reticolo sarcoplasmatico. trovandosi a fronteggiare un nuovo sito della actina. anche la postura ed il tono muscolare.6. 8. Accoppiamento eccitazione-contrazione Contrazione 7. l'intensità e la rapidità della contrazione sono sempre uguali. Miofibrilla I propiocettori generali Sono organi di senso stimolati dai movimenti delle fibre e delle articolazioni. • enterocettori: localizzati all'interno del corpo. Per ogni miofibrilla. La troponina si sposta. la contrazione cessa ed il sarcomero ritorna alla lunghezza iniziale. In assenza di ATP. In assenza di Calcio. La testa della miosina si stacca dall'actina. 9. oltre al movimento. hanno un ruolo importante nel mantenimento della postura. trascinando le linee Z (le linee Z si avvicinano ed il sarcomero si accorcia).

L'ATP. velocità e senso del movimento. Riflesso miotatico inverso di Sherrington (o riflesso da stiramento): si attiva durante la contrazione o lo stiramento eccessivo di un muscolo. Il prodotto finale di questa reazione energetica è l'acqua. Inducono la contrazione e la regolazione del tono muscolare. dopo 30-40 minuti circa. grazie all'enzima ATPasi si scinde in ADP e perde P (radicale fosforico ad alta energia) che determina la contrazione.• • • GLI ORGANI TENDINEI DEL GOLGI. • Meccanismi energetici del muscolo 2) Sistema anaerobico alattacido • Le tensioni muscolari sono molto elevate (submassimali e massimali) e il lavoro muscolare intenso si protrae solo per circa 8-10 secondi. essenzialmente dai grassi. Meccanismi energetici del muscolo L'ATP (Adenosin-trifosfato) fornisce l'energia per la contrazione muscolare. • I substrati energetici sono forniti inizialmente dall'ossidazione dei glicidi poi. Il riflesso di innervazione reciproca di Sherrington (o di inibizione reciproca). 1) Sistema aerobico • Le tensioni muscolari sviluppate sono molto basse (sotto il 30% circa del massimale). I RECETTORI DI PACINI ED I CORPUSCOLI DI RUFFINI. posti in serie nella parte tendinea. dei neuroni motori spinali che fanno contrarre il muscolo che si oppone così allo stiramento passivo. quindi il consumo e il reintegro energetico rimane in equilibrio. inibisce e rilascia il muscolo agonista (muscolo da allungare) quando viene contratto i maniera submassimale l'antagonista. stiramento che stimola gli organi tendinei del Golgi che. l'anidride carbonica e l'energia che sintetizza nuovamente ATP. inibiscono il neurone spinale con conseguente rilasciamento del muscolo stesso. Subito dopo L'ATP viene neosintetizzato grazie alla cessione di P da parte della CP (fosfocreatina). L'energia spesa viene ripristinata dopo circa 3 minuti. reagiscono ad un eccesso di tensione dovuto allo stiramento o alla contrazione muscolare producendo una inibizione della contrazione e relativo rilasciamento del muscolo stirato (riflesso da stiramento). situati nelle capsule articolari. 3) Sistema anaerobico lattacido • Le tensioni muscolari sono mediamente elevate e possono essere protratte fino a circa 45 secondi. I propiocettori Il riflesso miotattico • • • Riflesso miotatico fasico: un esempio tipico è dato dal brusco stiramento del muscolo che si ottiene percuotendo con un martelletto il tendine rotuleo del quadricipite femorale. L'acqua e l'anidride carbonica vengono eliminate con la respirazione. Essa si scinde in ADP (Adenosin-difosfato) e P (fosfato inorganico). informano sull'ampiezza. con l'urina e con la sudorazione. in via riflessa. Questo stimola i fusi neuromuscolari che producono l'attivazione. I motoneuroni sono cellule responsabili della conduzione dell'impulso nervoso tra il sistema nervoso ed il muscolo. . • La nuova sintesi dell'ATP avviene attraverso tre diversi meccanismi: • Il muscolo può utilizzare tutti e tre i sistemi contemporaneamente oppure privilegiarne maggiormente uno rispetto altri due. allo scopo di proteggere il muscolo da lesioni. La loro risposta non è immediata ma solo dopo circa 6-8 secondi dall'inizio dello stiramento. • La quantità di ATP presente nei muscoli è molto limitato per cui è necessario ricostituirlo in continuazione. Questo sistema non necessita di ossigeno.

• Sono presenti filamenti di actina e di miosina disposti in maniera disordinata • Non sono presenti le caratteristiche bande. la capacità contrattile iniziale viene ripristinata dopo circa tre ore. La presenza di acido lattico limita fortemente la capacità di proseguire nel lavoro. Si innescano reazioni complesse che terminano il ciclo con la formazione di acido piruvico e acido lattico. • Meccanismi energetici del muscolo Meccanismi energetici del muscolo Il muscolo liscio Costituisce la porzione contrattile dei visceri e dei vasi. Questo meccanismo avviene in assenza di ossigeno. Struttura L'unità morfologica è la fibrocellula • Cellula fusiforme con un solo nucleo centrale. Contrazione • Le molecole di miosina si assemblano e interagiscono con il filamenti di actina facendoli scorrere uno sull'altro. tempo di smaltimento dell'acido lattico.Dopo lo sforzo. Contrazione del muscolo liscio .

Contrazione Il cuore è in grado di contrarsi autonomamente in maniera svincolata dal controllo cerebrale. Muscoli lisci Hanno una struttura molecolare diversa. Muscoli striati Sono così chiamati per le bande alterate chiare e scure visibili al microscopio. Muscolo cardiaco Detto anche miocardio. I muscoli striati si inseriscono nelle ossa per mezzo dei tendini. Fondamentalmente distinguiamo tre tipi fondamentali di muscolo. diversi oltre che per il tipo di tessuto da cui sono costituiti. Cardiomiociti Fisiologia Muscolare INTRODUZIONE I muscoli sono organi costituiti da tessuto contrattile. che sono dei fasci di tessuto connettivo fibroso. mioglobina e glicogeno. formato da elementi allungati nella direzione della contrazione (fibre muscolari) raccolti in fasci. E' costituito da tessuto muscolare in grado di produrre e condurre impulsi elettrici responsabili della contrazione. si contraggono lentamente ed in maniera prolungata ma involontaria. ecc.Contrazione di un muscolo liscio Il muscolo cardiaco Costituisce la porzione contrattile del cuore. I muscoli oltre che del movimento vero e proprio sono anche responsabili delle variazioni di calibro dei vasi sanguigni. ricca in mitocondri. forma l'apparato locomotore. ma la sua attività è involontaria e ritmica. della digestione. . anche per la funzione svolta e la loro posizione nel corpo dell'animale. La contrazione dei muscoli striati è rapida e sotto il controllo della volontà. è formato da tessuto simile a quello striato. del battito cardiaco. I muscoli costituiscono il sistema muscolare che assieme al sistema scheletrico. Controllano la motilità dei visceri e dei vasi sanguigni. La maggior parte di essi si inserisce sulle ossa e serve perciò a muovere lo scheletro (muscoli scheletrici). Struttura Cardiomiocita: cellula caratterizzata da un nucleo ovoidale centrale.

L’energia contenuta in ciascuno di essi è di 7300 calorie per mole di ATP. potrebbero facilmente risultare letali se venissero continuate per tempi anche solo leggermente più lunghi. quanta potenza possono raggiungere nella esecuzione di un lavoro. poiché permette di costituire nei muscoli riserve di glicogeno molto più abbondanti che non una dieta mista. La potenza muscolare differisce dalla forza muscolare. cioè. quanta forza possono sviluppare al momento dovuto. l'unità contratti. Vediamoli: Sistema del fosfageno Adenosintrifosfato (ATP). La resistenza dipende dalla disponibilità di sostanze nutritive per il muscolo. però. Essa è data non solo dalla forza di contrazione ma anche dalla ampiezza di accorciamento e dal numero di contrazioni at minuto. grande importanza per lo studio dei limiti dell’attività fisica. La forza di un muscolo dipende principalmente dalle sue dimensioni. Alcune di queste. libera 7300 calorie che possono essere utilizzate per fornire energia al processo contrattile del muscolo. come esempio. il muscolo quadricipite può avere una sezione trasversa con una superficie che può raggiungere i 150 cm 2. Abbiamo visto che questa molecola universale che si trova in tutti gli animali. si rende disponibile per rimozione del secondo radicale fosforico e formazione dall’ADP di . Ogni fibra ha forma cilindrica con diametro variabile ( fino a 200 millesimi di millimetro) e lunghezza fino anche a diversi cm. durante una corsa di maratona il metabolismo corporeo aumenta del 2000%. in cui il sarcomero. Ma ciò non significa che la prestazione atletica di un soggetto è quattro volte maggiore durante il picco iniziale di partenza rispetto a quella della mezz’ ora successiva. per es nel caso dell'uomo. 7300 calorie. Si consideri. che nell'uomo. ad esempio. FISIOLOGIA MUSCOLARE Tra gli stress ai quali ordinariamente è esposto l’organismo nessun altro è paragonabile per intensità a quello provocato dalle prestazioni fisiche . la rimozione del primo gruppo P0 3 (radicale fosforico) dalla molecola. In un sollevatore di pesi di classe mondiale. La velocità nella corsa di 100 m. Altrettanta energia. Nel muscolo operano gli stessi sistemi metabolici di base di tutte le altre parti dell’organismo. giacché il rendimento con cui la potenza muscolare si traduce in prestazione atletica è spesso molto minore in un’attività muscolare rapida che non durante un’attività meno rapida ma sostenuta. sono legami fosforici ricchi di energia. I MUSCOLI NELL’ATTIVITA' FISICA Forza. come ad esempio nell'uomo durante un corsa di 100 m. che converte l’ATP in adenosindifosfato (ADP). mentre in prove di resistenza di lunga durata la potenza muscolare è solo 1/4 di quella sviluppata durante il picco iniziale. Cosi. avvolte da una membrana (sarcolemma) circondata da una guaina di tessuto connettivo. un muscolo che sollevi un peso di 1 kg ad una altezza di 1 m in 1 minuto.Contrazione e struttura dei muscoli La struttura di un muscolo striato è costituita da numerose fibre muscolari. i quali in poche parole appesantiscono inutilmente il corpo dell'animale. Perciò. soprattutto dalla quantità di glicogeno accumulata nel muscolo prima del periodo di attività. sicché può sviluppare una forza contrattile massimale di 525 kg. sviluppa una potenza di 1 kgm/min. potenza e resistenza dei muscoli Elemento base di ogni attività atletica è la capacità funzionale dei muscoli. che ha la seguente formula: Adenosina~P03 ~P03 ~ P03 I legami indicati con il simbolo ~ .75 volte più elevata di quella della corsa di 30 minuti nonostante che la capacità di potenza muscolare a breve termine sia quattro volte maggiore che a lungo termine. ad esempio. e per quanto tempo (resistenza) possono continuare nella loro attività. I SISTEMI METABOLICI DEL MUSCOLO NELL' ATTIVITA' FISICA Abbiamo detto che un muscolo per lavorare efficacemente ha bisogno di energia. Si misura generalmente in kilogrammetri (kgm) al minuto. è la fonte base dell’energia per la contrazione muscolare. ad alto contenuto di grassi. oppure in uno sparviere durante un inseguimento che può essere portato a termine entro poche decine di secondi. Una dieta ricca di carboidrati fa aumentare fortemente la resistenza. Un animale è in grado di sviluppare una potenza estremamente elevata solo per breve tempo. giacchè la prima è una misura della quantità totale di lavoro che il muscolo può eseguire in un dato periodo di tempo. Alcuni aspetti quantitativi di tre di essi assumono. in effetti. è solo 1. avrà una maggiore forza muscolare l’atleta che attraverso un adeguato programma di allenamento abbia fatto aumentare le dimensioni dei propri muscoli. E' costituita da fasci di miofibrille.

Durante i primi stadi di un’intensa attività fisica viene esaurita anche parte delle potenzialità energetiche aerobiche del soggetto. perciò. anche durante la prestazione atletica. anche in mancanza dell’apporto di nuovo ossigeno con il respiro. Debito di ossigeno. come conseguenza di due effetti: (1) il cosiddetto debito di ossigeno e (2) deplezione delle riserve di glicogeno dei muscoli. In una posizione intermedia si trova il sistema glicogeno-acido lattico.LATTICO ATP QUANTITA' DI ATP DURATA PRODOTTA 1 2. Sistema glicogeno-acido lattico Il glicogeno immagazzinato nel muscolo può essere scisso in glucosio e questo utilizzato poi a scopo energetico.adenosinmonofosfato (AMP). L’organismo contiene normalmente una quantità di ossigeno. la fosfocreatina ed anche il sistema glicogeno-acido lattico. Dal confronto di questo meccanismo aerobico di fornitura di energia con il sistema glicogeno-acido lattico e con quello del fosfageno. ma che dopo poco porta alla stanchezza muscolare (a causa dell'accumulo di acido lattico). dopo i vari processi del metabolismo intermedio. Questa "riserva" di ossigeno consiste delle seguenti cemponenti: (1) 1/4 (25%) nell’aria dei polmoni. (3) 50% in combinazione con l’emoglobina del sangue. utilizzabile per il metabalismo aerobico.5 4 secondi minuti illimitato (dipende quantita' di nutrienti) dalla E' facile. perciò. La ricostituzione del sistema glicogeno-acido lattico comporta in primo luogo la rimozione dell’acido lattico accumulatosi in eccesso in tutti i liquidi corporei. Restauro del sistema aerobico dopo esercizio. Altra proprietà del sistema glicogeno-acido lattico è che esso è capace di formare molecole di ATP circa 2. anche di rapaci ben allenati. rilevare che il sistema del fosfageno è quello utilizzato dal muscolo per sviluppare picchi di potenza di pochi secondi. Gran parte del glicogeno muscolare. che interviene specialmente per fornire altra potenza aggiuntiva. E' essenziale. acidi grassi e aminoacidi degli alimenti. Ogni molecola di glucosio viene scissa in due molecole di acido piruvico con liberazione di energia e formazione di varie molecole di ATP. Lo stadio iniziale di questo processo si indica come glicolisi anaerobica perché ha luogo interamente senza intervento di ossigeno . viene degradato ad acido lattico e ciò porta alla formazione di considerevoli quantità di ATP interamente senza intervento di ossigeno. Perciò. Sistema aerobico Il sistema aerobico fornisce energia mediante ossidazione di substrati energetici nei mitocondri. però.5 volte più rapidamente di quanto non possa il meccanismo ossidativo dei mitocondri. salvo che in intervalli di pochi secondi alla volta. così. Quando. è sufficiente a sostenere una potenza muscolare massimale solo per qualche secondo. (2) 1/8 (10%) come gas disciolto nei liquidi corporei. RESTAURO DEI SISTEMI METABOLICI MUSCOLARI DOPO L' ESERCIZIO L’energia fornita dal metabolismo ossidativo del sistema aerobico può essere usata per ricostituire tutti gli altri sistemi — l’ATP. si combinano con l’ossigeno liberando quantità molto forti di energia che vengono impegnate nella sintesi di ATP a partire da AMP e ADP . questo processo di glicolisi anaerobica può essere utilizzato come fonte di energia rapidamente disponibile quando siano richieste forti quantità di ATP per contrazioni muscolari di breve o modesta durata. la massima parte dell’acido piruvico viene convertita in acido lattico che diffonde poi all’esterno della fibra muscolare e passa nel sangue. mentre per un’attività atletica prolungata deve essere impegnato il sistema aerobico. le relative velocità massime di generazione di potenza in termini di utilizzazione di ATP risultano le seguenti: SISTEMA AEROBICO GLICOGENOAC. che nuovo ATP venga formato continuamente. Ordinariamente l’acido piruvico entra poi nei mitocondri delle fibre muscolari e reagisce con l’ossigeno dando luogo alla formazione di molte altre molecole di ATP. Ma la quantità di ATP presente nei muscoli. Ciò è molto importante perché l’acido lattico determina fatica estrema. Glucosio. e (4) 15 % nelle . non vi è ossigeno sufficiente per questo secondo stadio del metabolismo del glucosio (stadio ossidativo).

Restauro delle riserve di glicogeno muscolare. Invece. quasi tutta questa "riserva" di ossigeno viene utilizzata nel tempo di qualche minuto per il metabolismo aerobico. . Le fibre rapide hanno un diametro circa due volte maggiore. che è capace di combinarsi con l’ossigeno nella fibra muscolare e. ciò non vuol dire che come fonte di energia per i muscoli siano utilizzati solamente carboidrati — ma significa semplicemente che questi sono impiegati di preferenza. quantità considerevolmente maggiori di mioglobina. Pur tuttavia. utilizzano a scopo energetico grandi quantità di grassi nella forma di acidi grassi ed anche aminoacidi. Le differenze fondamentali tra fibre rapide e fibre lente sono le seguenti: 1. se disponibili. Le fibre lente sono organizzate principalmente per attività muscolari protratte ed hanno un'alta capacità di consumare ossigeno. ha in prevalenza fibre lente ed entra in funzione più spesso per attività muscolari protratte dell’arto inferiore. inoltre. di accrescere la velocità di diffusione dell’ossigeno attraverso la fibra stessa trasferendolo da una molecola di mioglobina a quella adiacente. proprio per ripristinare il sistema aerobico e da ciò deriva il soprafiato. infatti è contenuto nel fegato quasi altrettanto glicogeno che nei muscoli. il glicogeno muscolare e il glucosio ematico. Si nota che ha massima parte dell’energia viene tratta dai carboidrati durante i primi secondi o minuti dell’attività fisica. gli enzimi del sistema metabolico aerobico sono considerevolmente più attivi nelle fibre lente che in quelle rapide. All'interno di questa classificazione abbiamo una ulteriore suddivisione dei muscoli in: Fibre muscolari a contrazione rapida e a contrazione lenta Tutti i muscoli dell’organismo umano contengono in varie percentuali fibre a contrazione rapida (fast twich muscle fibers) e fibre a contrazione lenta (low twich slow fibers). dopo che l’attività è cessata. che spesso richiede giorni. E' questa una proteina analoga all’emoglobina. principalmente dai grassi. è prevedibile che in una vera gara di resistenza. E' da notare che durante il compimento di una prestazione muscolare il consumo di ossigeno aumenta anche di verie decine di volte. il quale può essere liberato nel sangue in forma di glucosio e come tale utilizzato poi dai muscoli a scopo energetico. per es. TIPI DI MUSCOLI Intanto dobbiamo distinguere due principali tipi di muscolo scheletrico (striato): Muscoli rossi: (red muscle) che sono adatti a resistere a lunghi periodi di prestazioni muscolari e possiedono una elevata capacità di utilizzare ossigeno. dopodiché l’energia per la contrazione muscolare viene fornita da altre fonti. sono i nutrienti energetici di scelta per un’intensa attività muscolare. mentre nella fase dell’esaurimento dal 60 all’85% dell’energia viene ad essere ricavata dai grassi. anziché secondi. Non tutta l’energia fornita dai carboidrati deriva dal glicogeno immagazzinato nei muscoli. Inoltre. 3. fatto ancora più importante. Dopo che l’esercizio è terminato. anziché dai carboidrati. In sintesi..fibre muscolari combinate con la mioglobina. anche nelle migliori condizioni le riserve di glicogeno del muscolo finiscano con l’esaurirsi. Il soleo. 2. più del 50% dell’energia richiesta sia fornita dai grassi. in soggetti a dieta ricca di grassi e/o di proteine in soggetti a digiuno il recupero è assai scarso anche dopo ben 5 giorni. minuti o ore come per il restauro dei sistemi metabolici del fosfageno e dell’acido lattico. Gli enzimi che promuovono rapida liberazione di energia dai sistemi energetici dell'ATP e del glicogeno-acido lattico sono 2-3 volte più attivi nelle fibre rapide che nelle fibre lente. essa deve essere ricostituita mediante assunzione attraverso i polmoni di ossigeno in eccesso sul fabbisogno ordinario. In un esercizio fisico intenso. infatti. il consumo di ossigeno del soggetto resta ancora al di sopra del normale. Si noti che con una dieta ad alto contenuto di carboidrati si ha un completo recupero in circa 2 giorni. I muscoli. Hanno molti più mitocondri delle fibre rapide e contengono. Il recupero da un esaurimento delle riserve di glicogeno del muscolo è un fatto complesso. Muscoli bianchi: (white muscle) che sono invece associati a potenza e sprint ed hanno una bassa capacità di usare ossigeno. quindi. una proteina simile alla emoglobina e come questa capace di legare ossigeno. Sta di fatto che in quelle prove atletiche di resistenza che durano delle ore. cosicché le prime possono sviluppare una potenza massimale che è all’incirca il doppio di quella delle seconde. Poi. NUTRIENTI UTILIZZATI DURANTE L‘ATTIVITA' MUSCOLARE Anche se sopra è stata sottolineata l’importanza della disponibilità di abbondanti riserve di glicegeno muscolare per una prestazione atletica massimale. dopo le prime 3 o 4 ore circa.

che permetteranno loro di compiere lunghi voli esplorativi. si ipertrofizzano non solo i muscoli scheletrici ma anche il cuore. si usano le fibre a contrazione lenta. per molte delle attività giornaliere. Questo aumento è dovuto per circa la metà a dilatazione dei vasi intramuscolari provocata dagli effetti diretti dell’aumentato metabolismo del muscolo. Tenendo allora in considerazione quanto detto. Ad ogni contrazione sistolica. Le fibre lente. Così. IL SISTEMA CARDIOVASCOLARE NELL’ATTIVITÀ FISICA Flusso sanguigno dei muscoli. Differenze specie-specifiche per quanto riguarda le percentuali relative di fibre rapide e di fibre lente. può spesso più che raddoppiare il flusso sanguigno. cosicché il ritorno venoso e la gittata cardiaca aumentano. un effetto che si aggiunge al forte aumento del flusso provocato dalla vasodilatazione per la maggiore attività metabolica. il flusso sanguigno nei muscoli può aumentare fino a un massimo di circa 60 volte durante un’attività fisica estremamente intensa. le fibre rapide possono sviluppare potenze estremamente elevate per breve tempo. Le Albanelle ed i Gufi di palude hanno per es. Lavoro. solamente nell’allenamento specie che praticano voli di resistenza. 2) Il flusso sanguigno ai muscoli durante l’attività fisica può aumentare fortemente. Non è una sorpresa che queste grandezze siano tutte direttamente correlate l’una con l’altra. quindi. energiche contrazioni toniche inducono nel muscolo una rapida insorgenza della fatica per il fatto che esso non riceve un sufficiente rifornimento di ossigeno e di altri nutrienti durante lo stato di contrazione continua. potendo sviluppare una forza di contrazione che può essere sostenuta per molti minuti e anche per ore. in realtà. Questo è un fattore che in qualche misura determina le capacità atletiche delle differenti specie. In generale.durante le fasi di addestramento o allenamento o riabilitazione di un rapace si dovrà operare con esercizi specifici per la caratteristica proporzione di fibre in una determinata specie. non negli scattisti come gli accipitridi. Questo normalmente raggiunge il massimo livello già quando l’aumento della gittata cardiaca è solo alla metà del suo valore massimo: ogni ulteriore aumento di essa perciò può aver luogo solo per aumento della frequenza cardiaca. In alcune specie di rapaci prevalgono nettamente le fibre rapide su quelle lente. CALORE CORPOREO NELL’ATTIVITA FISICA . A questo scopo il flusso sanguigno aumenta fortemente nei muscoli in attività. perciò. Vanno messi in rilievo due punti: 1) Il processo contrattile in atto provoca esso stesso temporaneamente diminuzione del flusso sanguigno del muscolo. perciò. mentre in altre avviene il contrario. forniscono prestazioni durevoli. Effetti dell’allenamento sulla massa muscolare cardiaca e sulla gittata cardiaca. il più importante dei quali è probabilmente il moderato aumento della pressione arteriosa che ha luogo nell'attività fisica. la quantità di sangue pompata dal cuore può arrivare anche fino al 50% in più rispetto allo stato stazionario o a soggetti non allenati. Il numero di capillari per massa di fibre è maggiore per quelle a contrazione lenta rispetto a quelle a contrazione rapida visto che a loro serve più ossigeno. ma la frequenza cardiaca a riposo risulta nel primo corrispondentemente ridotta. invece. sono determinate pressoché interamente da fattori genetici. per l'altra metà risulta da molteplici fattori. consumo di ossigeno (respirazione) e gittata cardiaca durante attività fisica.4. giacché il lavoro dei muscoli fa aumentane il consumo di ossigeno che a sua volta fa dilatare i vasi sanguigni muscolari. Durante l’allenamento atletico perciò. Inoltre è da notare che il flusso sanguigno si riduce nel corso di ciascuna delle contrazioni. mentre nelle attività rapide ed intense si usano principalmente le fibre a contrazione rapida altamente ossidative e nell’impegno muscolare intenso e prolungato si usano le fibre a contrazione rapida a bassa capacità ossidativa. da pochi secondi a qualche minuto. L’aumento della gittata cardiaca durante un’attività fisica molto intensa è sostenuto assai più dall’aumento della frequenza cardiaca che da quello del volume-sistole. Il ruolo del volume-sistole e quello della frequenza cardiaca nell’aumento della gittata cardiaca. poiché questo contraendosi cornprime i vasi sanguigni intramuscolari. Queste differenti proporzioni. La funzione cardiovascolare nell’attività fisica è chiamata a rifornire i muscoli dell’ossigeno e degli altri nutrienti necessari. Un aumento della pressione arteriosa del 30%. L’ingrandimento del cuore e l’aumento della sua capacità propulsiva si verificano. In sintesi. gli Accipitridi invece avranno una maggior proporzione di fibre a rapida contrazione a bassa ossidazione che li sosterranno nei loro rapidissimi e potentissimi sprint all'inseguimento delle prede. aumento che di solito è circa di un 30%. come è indicato dalle funzioni lineari. un'alta proporzione di fibre a rapida contrazione altamente ossidative. però.

luogo nel quale viene immagazzinato lo ione calcio. quasi tutta l’energia che va a produrre lavoro muscolare viene degradata anche essa in calore corporeo.Quasi tutta l’energia che si libera dal metabolismo delle sostanze nutritive viene alla fine convertita in calore. e arrivano fino alla giunzione neuromuscolare. utilizzando un meccanismo che prevede l’utilizzo di pompe attive. Le informazioni. In altre parole sul tubolo T sono presenti recettori DHP che sono sensibili al voltaggio collegati ai canali per il calcio tramite i cosiddetti recettori rianodinici. In queste circostanze esistono dei sistemi di controllo che coordinano un’eventuale contrazione muscolare. il sarcomero non si contrae. Queste strutture sono piccole cavità che si diramano fino all’interno del reticolo sarcoplasmatico. Il calcio fuoriesce dai canali perché segue il proprio gradiente di concentrazione. e il resto dell’energia è convertito in calore nel corso delle reazioni chimiche intracellulari. Nel momento in cui il muscolo è a riposo. scorrono lungo le cellule nervose. Fisiologia dello stretching . o placca motrice. nella trasformazione dell’energia delle sostanze nutritive in lavoro muscolare il rendimento massimo. Quando un potenziale di azione attraversa un tubulo T ha. A livello della giunzione neuromuscolare si propaga un potenziale d’azione che attraversa il sarcolemma fino ad arrivare ai tubuli T. al seguito del quale si accumula al livello del citoplasma. In primo luogo. come effetto quasi immediato. in altre parole attraverso i neuroni. la liberazione del calcio dal reticolo sarcoplasmatico che si riversa nel citoplasma grazie ad un sistema chiamato complesso recettivo per la riadonina. che è l’interfaccia tra il neurone ed il muscolo. A livello del reticolo sarcoplasmatico trovano posto dei canali per il calcio voltaggio-dipendenti che si aprono a seguito del passaggio del potenziale d’azione. mediante un complesso sistema e – più in generale – mediante la volontà stabilisce quali muscoli debbano contrarsi e con che intensità. Il primo supervisore dell’attività muscolare scheletrica è il sistema nervoso centrale che. inviate sotto forma di potenziali di azione. per le seguenti ragioni. è solo del 20-25%. anche nelle migliori condizioni. Ciò vale anche per l’energia impegnata nella contrazione muscolare. In secondo luogo.

1 Come si contraggono i muscoli Il modo in cui tutti questi vari livelli del muscolo operano è il seguente: I nervi collegano la colonna spinale al muscolo. tutti i muscoli condividono la stessa struttura di base.2. più energia può produrre. secondo i bisogni. si contrae completamente. La maggior parte dei muscoli grandi. Al livello più alto. e questo genera forza. puoi saltare questo capitolo. Diversi tipi di fibre muscolari hanno diverse quantità di mitocondri. che possono contrarsi. Per poter svolgere la loro funzione. 1.1 Il sistema muscoloscheletrico Tutti insieme. Il luogo in cui si incontrano nervo e muscolo è detto congiunzione neuromuscolare. maggiore è la forza generata dalla contrazione muscolare. Quando miliardi di sarcomeri nel muscolo si accorciano tutti in una volta ciò causa una contrazione dell'intera fibra del muscolo. fa sì che il sarcomero si accorci. 1. allore come può la forza della contrazione del muscolo varia da forte a debole? Succede che più fibre muscolari vengono reclutate. Quando il segnale elettrico attraversa la congiunzione neuromuscolare. svolgono altre funzioni. il segnale stimola il flusso di calcio che fa sì che i miofilamenti spessi e sottili scivolino attraverso l'uno sull'altro. Non esiste una fibra di muscolo contratta solo in parte.2. Il sistema muscoloscheletrico fornisce anche protezione per gli organi interni del corpo. Le fibre muscolari non sono capaci di variare l'intensità della loro contrazione in relazione al peso verso il quale stanno agendo. 1. 1. Quando ciò accade. Se è così. ed allungarsi. Dentro le fibre muscolari. I miofilamenti spessi e sottili sono composti da proteine contrattili. I muscoli sono attaccati all'osso tramitetendini. Altre sezioni faranno riferimento ad importanti concetti di questo capitolo e potrai facilmente consultarli secondo le "necessità". e legamenti non hanno la capacità (che i muscoli hanno) di far muovere il corpo. Ci sono striscie di muscolo che vediamo quando tagliamo carni rosse o pollame.Lo scopo di questo capitolo è di introdurre alcuni dei concetti fondamentali della fisiologia che entrano in gioco quando si allunga un muscolo.2 Fibre muscolari rapide e lente L'energia che produce il flusso di calcio le fibre muscolari viene daimitocondri. I concetti verranno introdotti dapprima generalmente e poi (per coloro che vogliono conoscere i dettagli più cruenti) verranno trattati più in dettaglio. rilassarsi. controllano il movimento. Le miofibrille sono (a loro volta) composte da fino a milioni di striscie stese da un'estremità all'altra dette sarcomeri. Le fibre a contrazione rapida si . Quando una fibra di muscolo si contrae. e quindi generando tensione). ma si affaticano anche più lentamente. per svolgere il compito a portata di mano. Le fibre muscolari sono categorizzate in fibre a contrazione lenta e fibre a contrazione rapida. la parte della cellula del muscolo che converte il glucosio (zucchero del sangue) in energia. e i muscoli dell'interno dell'orecchio. Ossa. Le fibre a contrazione lenta (dette anche fibre muscolari di tipo 1) si contraggono lentamente. Le fibre muscolari sono a loro volta composte da decine di migliaia di miofibrille a filamento. e questo collegamento è fatto principalmente da legamenti(insieme all'aiuto di muscoli). le ossa devono essere unite da qualcosa. A livello microscopico comunque. I muscoli sono davvero unici da questo punto di vista. Ogni sarcomero è composto dalla sovrapposizione di filamenti spessi e sottili miofilamenti. Più numerose sono le fibre muscolari reclutate dal sistema nervoso centrale. Le ossa forniscono la postura e il supporto strutturale al corpo e i muscoli forniscono al corpo la capacità di movimento (contraendo. Il punto nel quale le ossa si collegano l'un l'altra si chiama articolazione. come il cuore. viene trasmesso in profondità delle fibre muscolari. come i tendini del poplite e i quadricipiti. i muscoli e le ossa comprendono ciò che viene chiamato ilsistema muscoloscheletrico del corpo. il muscolo (completo) è composto da molte striscie di tessuto chiamate fasci. tendini. Se non sei affatto interessato a questo aspetto dello stretching. principalmente actina e miosina. ed hanno diversi scopi. Ogni fascio è composto dafasci che sono fasci di fibre muscolari. Più mitocondri vi sono in una fibra di muscolo. Altri muscoli.2 Composizione del muscolo I muscoli hanno varia forma e misura.

Poichè hanno un diametro minore ed un maggiore flusso di sangue.contraggono molto velocemente e sono di due tipi: fibre muscolari tipo 2A che hanno un livello medio di affaticamento. Inoltre rende difficile alle fibre di tipo 2B allenarsi perché non vengono attivate finchè la maggior parte delle fibre di tipo 1 e tipo 2A sono state reclutate. maggiore è la gamma di movimento in quell'articolazione. solitamente agiscono nei seguenti gruppi cooperanti: agonisti . è principalmente di fibre di tipo 1 che vengono attivate all'inizio. Il tessuto connettivo è composto da una sostanza di base e due tipi di fibre a base di proteine. La ragione principale per cui le fibre a contrazione lenta si affaticano lentamente è che contengono più mitocondri rispetto alle fibre a contrazione rapida e dunque possono produrre più energia. legamenti. poi vengono attivate le fibre di tipo 2A e tipo 2B (se necessario) in quell'ordine. 2A. 1. Quando un muscolo per primo inizia a contrarsi. La sostanza di base si chiama mucopolisaccaride e funge sia da lubrificante (che permette alle fibre di scivolare più facilmente l'una sull'altra). Le fibre a contrazione lenta sono più piccole di diametro rispetto alle fibre a contrazione rapida ed hanno un maggiore flusso di sangue capillare attorno a loro. 1. HFLTA dichiara che il modo migliore per ricordare la differenza tra i muscoli con predominanza di fibre a contrazione lenta e muscoli con predominanza di fibre a contrazione rapida è di pensare alla "carne bianca" e "carne scura". Questo tessuto muscolare può contrarsi velocemente ma si affatica velocemente e si riprende più lentamente. Questi tre tipi di fibre muscolari (tipi 1. epimisio La guaina fasciale superficiale che tiene insieme interi fasci (vedi sezione Composizione del muscolo). vengono chiamate così a seconda di dove sono situate nei muscoli: endomisio La guaina fasciale profonda che avvolge fibre muscolari individuali.3 Tessuto connettivo Situati tutt'attorno al muscolo e alle sue fibre sono i tessuti connettivi. i muscoli in gruppi separati. La carne bianca è più leggera anche di colore rispetto a quella scura perché contiene meno mitocondri.4 Gruppi muscolari cooperanti Quando i muscoli fanno muovere un arto attraverso la gamma di movimento dell'articolazione. che sono scuri. I due tipi di fibra sono iltessuto connettivo collageno e il tessuto connettivo elastico. La carne bianca consiste in gran parte di fibre muscolari che sono a riposo la maggior parte del tempo ma vengono chiamate di frequente ad impegnarsi in brevi periodi di attività intensa. e da collante (tenendo insieme le fibre del tessuto in fasci. Il fatto che le fibre muscolari venganoreclutate in questa sequenza è ciò che rende possibile eseguire gli ordini del cervello con tali risposte dei muscoli così ben regolate. o tengono insieme. I tessuti connettivi sono composti da tendini. Il tessuto connettivo collageno consiste per la maggior parte in collagene (da cui il nome) e dà resistenza alla trazione. e 2B) sono presenti in tutti i muscoli in quantità diverse. e le guaine fasciali che avvolgono. Queste guaine fasciali. La carne scura è scura perché ha un maggior numero di fibre muscolari a contrazione lenta e quindi un maggior numero di mitocondri. Il tessuto connettivo elastico consiste per la maggior parte di elastina e (come si può dedurre dal nome) fornisce elasticità. Questi tessuti connettivi aiutano a dare agilità e tono ai muscoli. e fibre muscolari tipo 2B che si affaticano molto velocemente. I muscoli che devono essere contratti per molto tempo (come il cuore) hanno un numero maggiore di fibre di tipo 1 (slow). Più tessuto connettivo elastico c'è attorno ad un'articolazione. perimisio La guaina fasciale che tiene insieme gruppi di fibre muscolari in fasci individuali (vedi sezione Composizione del muscolo). ofascie. le fibre a contrazione lenta possono dare più ossigeno ed eliminare più scorie dalle fibre muscolari (che diminuisce la loro "stancabilità").

Durante una contrazione eccentrica i muscoli che si allungano fungono da agonisti (e svolgono tutto il lavoro). I fissatori talvolta sono detti anche stabilizzatori. e il polpaccio e le natiche inferiori fungono da agenti sinergici. Il seguente è un elenco di coppie di muscoli agonista/antagonista più comunemente usati: • pettorali/laterali del dorso • deltoidi anteriori/deltoidi posteriori (spalla anteriore e posteriore) • trapezio/deltoidi • addominali/erettori spinali • obliqui esterni destro e sinistro • quadricipiti/tendini del poplite • stinchi/polpacci • bicipiti/tricipiti • flessori dell'avambraccio/estensori 1. contrazione eccentrica Questa è una contrazione in cui il muscolo aumenta la sua lunghezza (si allunga) poiché resiste ad un peso. . Gli agonisti vengono anche dettiplacche motrici poiché sono i muscoli responsabili per primi della generazione del movimento. fanno lo stesso il gastrocnemio (polpaccio) e le natiche inferiori. un movimento extra degli agonisti assicurando che la forza generata sia nel programma desiderato di movimento. e. contrazione isotonica Questa è una contrazione nella quale il movimento avviene. Vedi sezione Gruppi muscolari cooperanti. come posando un peso in modo controllato. agenti sinergici Questi muscoli svolgono la stessa funzione. i quadricipiti vengono inibiti (rilassati e allungati in qualche modo) in modo da non resistere alla flessione (vedi sezione Inibizione reciproca). o primo agente. il tendine del poplite funge da agonista. Gli agenti sinergici sono a volte detti ancheneutralizzatori poiché aiutano a cancellare. Le contrazioni isotoniche si suddividono ulteriormente in due tipi: contrazione concentrica Questa è una contrazione in cui il muscolo diminuisce la sua lunghezza (si accorcia) contro un peso contrapposto. lento. o i tricipiti e bicipiti). perché la tensione generata dalla contrazione del muscolo supera il peso sul muscolo. Creano la normale gamma di movimento in un'articolazione contraendosi.Questi muscoli causano il movimento. il quadricipite funge da antagonista. i muscoli che si accorciano fungono da agonisti e quindi svolgono tutto il lavoro. Ad esempio. fino ad un certo punto. significa solo che è stata generata tensione. come sollevando un peso. Questo accade quando un muscolo tenta di spingere o tirare un oggetto irremovibile. del movimento dell'articolazione degli agonisti. antagonisti Questi muscoli agiscono in opposizione al movimento generato dagli agonisti e sono responsabili del ritorno dell'arto alla posizione iniziale.5 Tipi di contrazione muscolare La contrazione di un muscolo non implica necessariamente che il muscolo si accorcia. I muscoli più grandi spesso fanno ricorso ai vicini più piccoli come agenti sinergici. o neutralizzare. o aiutano a svolgere. Questa accade quando usi i muscoli e riesci a spingere o tirare un oggetto. I muscoli possono contrarsi nei seguenti modi: contrazione isometrica È una contrazione nella quale non avviene movimento. mentre gli agenti sinergici sono solitamente situati sullo stesso lato dell'articolazione vicino agli agonisti. Durante una contrazione concentrica. Contemporaneamente. il tendine del poplite si contrae. perché il peso sul muscolo supera la tensione generata contraendo il muscolo. Gli agonisti e antagonisti generalmente si trovano ai lati opposti dell'articolazione interessata (come i tendini del poplite e quadricipiti. In questo esempio. fissatori Questi muscoli forniscono il necessario supporto aiutando a tenere il resto del corpo a posto mentre si svolge il movimento. quando fletti il ginocchio.

Quando le fibre extrafusali di un muscolo si allungano. Quando i muscoli si contraggono mettono tensione nei tendini dove si trova l'organo del tendine del Golgi. Più veloce è il cambiamento di lunghezza. Mentre si allunga. I propriorecettori correlati all'allungamento sono situati nei tendini e nelle fibre muscolari. 1. maggiore è la lunghezza sviluppata dal muscolo allungato. permettendo alla fibra muscolare di allungarsi. il fuso del muscolo si assuefa (si abitua alla nuova lunghezza) e riduce il suo segnale. le fibre di collagene nel tessuto connettivo si allineano lungo la stessa linea di forza come la tensione. alcune delle sue fibre si allungano.6. la fibra del muscolo viene tirato nella sua intera lunghezza sarcomero per sarcomero. all'interno del corpo. L'organo del tendine del Golgi è sensibile al cambiamento di tensione e al tasso di cambiamento della tensione. Si trovano in tutte le estremità dei nervi delle articolazioni.2 L'azione riflessa dello stretching> Quando il muscolo è allungato. puoi allenare i tuoi recettori dell'allungamento a permettere un maggiore allungamento dei . Questo dà l'avvio al riflesso dell'allungamento (detto ancheriflesso miotatico) che tenta di resistere al cambiamento di lunghezza del muscolo facendo contrarre il muscolo allungato. un ulteriore allungamento pone forza attorno al tessuto connettivo (vedi sezione Tessuto connettivo). Secondo SynerStretchdovresti pensare a "taschine di fibre distribuite attraverso lo stretching del corpo del muscolo. chiamato corpuscolo del Pacini.1. è responsabile dell'individuazione dei cambiamenti di movimento e pressione nel corpo. Questa funzione di base del fuso muscolare aiuta a mantenere il tono muscolare ed a proteggere il corpo dalle lesioni. e altre fibre che vanno semplicemente lungo la corsa".6. Un altro propriorecettore che entra in gioco durante l'allungamento è situato nel tendine vicino all'estremità della fibra del muscolo ed è detto organo del tendine del Golgi. l'area sovrapposta tra i miofilamenti spessi e sottili aumenta. o recettori dell'allungamento. quest'area sovrapposta diminuisce. ma altre fibre potrebbero rimanere a riposo. e tendini.6 Cosa succede quando fai stretching Lo stretching di una fibra muscolare inizia dal sarcomero (vedi sezione Composizione del muscolo). Le fibre intrafusali sono dette anche fusi muscolari e sono parallele alle fibre extrafusali. Quindi quando fai lo stretching. l'allenamento si basa su questo fatto). Più fibre allungate ci sono. Ci sono due tipi di fibre muscolari: fibre muscolari intrafusali efibre muscolari extrafusali. più forti saranno le contrazioni del muscolo (pliometrico. 1. o forza. l'unità di base della contrazione nella fibra muscolare. lo fanno anche le fibre intrafusali (fusi muscolari). La lunghezza corrente dell'intero muscolo dipende dal numero delle fibre allungate (similmente al modo in cui la lunghezza totale di un muscolo che si contrae dipende dal numero di fibre reclutate che si contraggono). Mentre il sarcomero si contrae. aiuta a riallineare le fibre in disordine nella direzione della tensione. Questo riallineamento è ciò che aiuta a riabilitare il tessuto scalfito. sono i principali propriorecettori nel muscolo. Quando aumenta la tensione. Il fuso muscolare contiene due diversi tipi di fibre (o recettori dell'allungamento) sensibili al cambiamento di lunghezza del muscolo e il tasso di cambiamento nella lunghezza del muscolo. Quando questo accade. Un terzo tipo di propriorecettore. Le fibre extrafusali sono quelle che contengono miofibrille (vedi sezione Composizione del muscolo) e sono ciò a cui ci riferiamo solitamente quando parliamo di fibre muscolari. Progressivamente. Una delle ragioni del mantenimento di un allungamento per un periodo di tempo prolungato è che quando mantieni il muscolo in posizione allungata. lo è anche il fuso muscolare (vedi sezione Propriorecettori). Una volta che la fibra muscolare è alla sua lunghezza di riposo massima (tutti i sarcomeri sono interamente allungati). e poi il tessuto connettivo sostiene la parte flaccida rimanente. Quando un muscolo è allungato. o "salto". situato vicino all'organo del tendine del Golgi. Il fuso muscolare constata il cambiamento di lunghezza (e la velocità) e invia segnali alla colonna spinale che fornisce le informazioni. muscoli. I propriorecettori individuano ogni cambiamento riguardo allo spostamento fisico (movimento o posizione) e ogni cambiamento di tensione.1 Propriorecettori> Le estremità dei nervi che trasmettono tutte le informazioni sul sistema muscoloscheletrico al sistema nervoso centrale sono dette propriorecettori. I propriorecettori (detti anche meccanorecettori) sono la fonte di tutta lapropriocezione: la percezione del movimento e della posizione del proprio corpo. I fusi muscolari.

4 Inibizione reciproca> Quando un agonista si contrae. Questa funzione di base dell'organo del tendine del Golgi aiuta a proteggere muscoli.6. La ragione per cui il riflesso dell'allungamento ha due componenti è perché sono in realtà due tipi di fibre muscolari intrafusali: fibre di catena nucleare. responsabili della componente dinamica.muscoli. e manda segnali alla colonna spinale per inviare queste informazioni (vedi sezione Propriorecettori). man mano che le parti esterne si estendono. La componente dinamica dell'azione riflessa dello stretching (che può essere molto potente) dura solo per un momento ed è in reazione all'aumento improvviso iniziale di lunghezza del muscolo. eriflesso a coltello a serramanico. Questa è la componente statica dell'azione riflessa dello stretching. poi si estendono progressivamente sotto tensione prolungata. tendini. Un altro motivo per il mantenimento di un allungamento per un periodo di tempo prolungato è quello di permettere questa reazione dell'allungamento. agiscono come se fossero piene di liquido viscoso. e si allungano costantemente quando vengono allungate.2. Le fibre di sacca nucleare si rigonfiano nel mezzo. Altri nomi per questo riflesso sonoriflesso miotatico inverso. solitamente costringe gli antagonisti a rilassarsi (vedi sezione Gruppi muscolari cooperanti). L'organo del tendine del Golgi registra il cambiamento di tensione. responsabili della componente statica. È più facile allungare un muscolo quando non sta tentando di contrarsi. l'azione di riflesso dell'allungamento di certi muscoli può essere controllata in modo da avere poca o nessuna azione di riflesso in reazione ad un allungamento improvviso. Questo fenomeno si chiama Inibizione reciproca perché gli antagonisti sono inibiti alla contrazione. producono tensione al punto in cui il muscolo è connesso al tendine. che si allunga quando la fibra è allungata.1 Componenti dell'azione riflessa dello stretching L'azione riflessa dello stretching ha sia una componente dinamica sia una componente statica. dà anche il maggiore rischio di lesioni se usato in modo improprio. 1. Alcuni fonti suggeriscono che con un ampio allenamento. La reazione d'allungamento è resa possibile perché il segnale dell'organo del tendine del Golgi al midollo spinale è potente abbastanza da superare il segnale dei fusi muscolari dicendo al muscolo di contrarsi. al contrario. Quando questa tensione supera una determinata soglia. il centro in qualche modo si accorcia. Quindi il nervo che avverte lo stretching in queste fibre segnala più rapidamente con il principio di un allungamento veloce. Solo gli atleti professionisti più consumati e i ballerini al top nel loro sport (o arte) pare che abbiano realmente questo livello di controllo muscolare. quando a queste fibre si richiede un allungamento veloce. Quindi. e legamenti da lesioni. dove sono più elastici.3 La reazione d'allungamento> Quando i muscoli si contraggono (probabilmente a causa dell'azione riflessa dello stretching). Questo a volte è dettoinnervazione reciproca ma quello in realtà è un termine improprio poiché sono gli agonisti che inibiscono (rilassano) gli antagonisti. 1. inibizione autogena. Mentre questo tipo di controllo dà l'opportunità di maggiori guadagni in flessibilità. l'azione riflessa dello stretching dei nervi aumenta il tasso di alimentazione (segnalazione) man mano che la loro lunghezza aumenta costantemente.6. L'estremità del nervo sensibile all'allungamento per queste fibre è avvolta attorno a quest'area nel mezzo. aiutando così il muscolo allungato di rilassarsi. poi rallenta man mano che la sezione di mezzo della fibra si può accorciare di nuovo. poi. e il tasso di cambiamento della tensione. La componente statica dell'azione riflessa dello stretching persiste fino a che il muscolo viene allungato. scatena lareazione dell'allungamento che inibisce i muscoli dal contrarsi e li fa rilassare. il centro prende gran parte dell'allungamento all'inizio. Questa è la componente dinamica del riflesso dell'allungamento: un segnale forte a contrarre al principio di un rapido aumento della lunghezza del muscolo. Tale inibizione dei muscoli antagonisti non è . dove si trova l'organo del tendine del Golgi. Gli antagonisti in realtà non innervano (causano la contrazione de) gli agonisti.6. resistono all'allungamento veloce. Le aree non centrali. e fibre di sacca nucleare. Le fibre di catena nucleare sono lunghe e sottili. seguito da un lento segnale "più alto del normale" che diminuisce progressivamente insieme alla diminuzione del tasso di cambiamento della lunghezza del muscolo. 1. Quando queste fibre vengono allungate. in modo da causare il movimento desiderato.

nella quale sono disciolti gli organi cellulari) è detto sarcoplasma. delle fibre. una struttura nella quale sono contenuti ioni calcio (Ca++) necessari per il meccanismo della contrazione. ogni cellula ha un solo nucleo e una scarsa componente fibrillare. ma presenta una componente fibrillare simile a quella della muscolatura scheletrica. si potrebbe presumere che i muscoli dello stomaco inibiscano la contrazione dei muscoli nella regione lombare. si trovano principalmente nell’apparato digerente e nelle pareti dei vasi. Puoi anche rilassare tutti i muscoli usati come agenti sinergici dal muscolo che stai tentando di allungare. Nella cellula muscolare troviamo naturalmente anche tutti i componenti cellulari che si trovano in tutte le cellule. ognuno dei quali è contornato da un tessuto connettivale detto perimisio. La struttura muscolare scheletrica è molto complessa. Ad esempio. non è soggetta al controllo della volontà. sono tante strutture a forma cilindrica unite tra di loro divise in sarcomeri. ma è regolata dal sistema nervoso autonomo (vedi articolo “ELEMENTI DI FISIOLOGIA DELLO SPORT parte 2”). si può verificare la co-contrazione. puoi ottenere un allungamento più efficace facendo rilassare i muscoli durante l'allungamento per la contrazione degli agonisti. dentro le cellule muscolari troviamo ovviamente tutte le componenti cellulari presenti in tutte le cellule ma in particolar modo le miofibrille: sono strutture cilindriche che attraversano l’intera fibra (cellula) che possono a loro volta essere divise in ulteriori unità dette sarcomeri.. infatti la contrazione muscolare non è altro che un accorciamento del muscolo. cioè connessa con neuroni del sistema nervoso (motoneuroni). Quando si fa una flessione in avanti. All’interno del muscolo stesso si trova un organizzazione in fasci muscolari. o una parte più bassa della schiena. tramite una giunzione neuromuscolare detta placca motrice che si trova sulla membrana. l’intero muscolo è contornato da un tessuto connettivale detto epimisio. i muscoli della schiena (sacrospinali) si contraggono anch'essi. Ricapitolando quindi come si divide la struttura muscolare passando dal muscolo all’unità funzionale più piccola avremo: muscolo -> fasci muscolari -> fibre muscolari -> miofibrille -> sarcomeri. tanti nuclei. che provocheranno l’accorciamento delle miofibrille. liscia e cardiaca. Quella liscia è detta anche involontaria perché non è soggetta al controllo della volontà. come enzimi (catalizzazotori delle reazioni). Dentro i fasci muscolari si trovano le cellule muscolari (fibre muscolari). ecc. Il fenomeno della contrazione muscolare come vedremo successivamente consisterà nell’accorciamento di questi sarcomeri. Questa è la ragione per cui le flessioni in avanti sono utili per rafforzare la schiena e lo stomaco allo stesso tempo. Quella cardiaca (cioè quella del cuore).necessaria. Quando si fa stretching. Nel sarcoplasma si trovano una serie di tubuli (tubuli trasversi) collegati alla membrana in grado di estendere l’impulso nervoso che deriva dalla placca motrice a tutta la fibra muscolare. In questo caso specifico invece. come detto prima strutture contenute nella cellula che la attraversano interamente. La membrana (il rivestimento) di queste cellule è detta sarcolemma. quando allunghi il polpaccio. ne deriva quindi che il rapporto lunghezza/larghezza sia superiore o uguale a 1000 da cui ne deriva la forma affusolata delle cellule stesse. tenendo la gamba tesa). Quella scheletrica è controllata dal sistema nervoso centrale. nei sarcomeri sono contenute numerose proteine che hanno la funzione a seguito di un impulso nervoso di scorrere tra di loro e accorciare il sarcomero e quindi il muscolo determinando quindi la contrazione muscolare. mitocondri (necessari per la produzione di energia per via aerobica).. è più facile allungare un muscolo rilassato rispetto ad uno in contrazione. Le miofibrille sono. dentro i . come quella liscia. Ad ogni modo. glicogeno (polisaccaride da cui si ottiene glucosio1-P). puoi contrarre i muscoli degli stinchi (gli antagonisti del polpaccio) flettendo il piede. contrazione muscolare ed energia STRUTTURA DEL MUSCOLO SCHELETRICO Ad assicurare le funzioni vitali nel nostro corpo abbiamo 3 tipi di muscolatura: scheletrica (di cui parleremo diffusamente). i tendini del poplite usano il polpaccio come agente sinergico cosi puoi anche voler rilassare i tendini del poplite contraendo il quadricipite (ad es. Sempre all’interno del sarcoplasma si trova il reticolo sarcoplasmatico. mioglobina (sostanza simile all’emoglobina in grado di togliere proprio a quest’ultima l’ossigeno). Approfittando delle situazioni in cui avviene l'inibizione reciproca. Ogni cellula naturalmente è innervata. ogni cellula ha molti nuclei e una rete fibrillare molto spessa. In effetti. mentre il citoplasma (sostanza liquida che si trova dentro la membrana. Struttura della cellula (fibra) muscolare: ogni fibra può avere un diametro compreso tra i 10 e 80 um mentre la lunghezza può variare tra 1 e 350 mm. dei fasci e infine del muscolo stesso (contrazione muscolare).

Sono quindi necessari meccanismi per la risintesi di ATP (che vedremo successivamente) per poter continuare la contrazione ed effettuarne di alte. Esso raggiunge il regime non prima dei 7’. Il fattore limitante la . Praticamente la fosfocreatina (PC) trasferisce il fosfato (P) all’ADP trasformandolo in ATP e diventando C (creatina). il calcio (Ca++) esce da queste strutture. dopo 20” di sforzo massimale la concentrazione di CP è praticamente zero. catena di trasporto degli elettroni. Dopo 20” di sforzo massimale anche la velocità di questo meccanismo cala ad opera dell’accumulo di ioni H+ e degli altri fenomeni della fatica (vedi articolo “MECCANISMI BIOCHIMICI DELAL FATICA”). Ricapitolando quindi l’impulso che determina la contrazione segue le seguenti strutture: motoneurone -> placca neuromotrice -> sarcolemma -> tubuli trasversi -> reticolo sarcoplasmatico. l’ADP che ha ceduto il P naturalmente si trasformerà in AMP che sarà successivamente degradato producendo ammoniaca. Meccanismo anaerobico lattacido: si basa sulla capacità di risintesi dell’ATP della glicogenolisi/glicolisi (vedi “METABOLISMO DEI CARBOIDRATI”). Quando l’impulso della contrazione muscolare (che non è altro che un fenomeno di depolarizzazione) giunge al reticolo sarcoplasmatico. quando l’impulso giunge a quest’ultima struttura vengono rilasciati gli ioni Ca++ che in presenza di ATP nei sarcomeri determinano il loro accorciamento (scorrimento delle proteine contrattili) e quindi la contrazione muscolare.nuclei risiede l’informazione (DNA) per la sintesi proteica e dei componenti cellulari. Il fatto quindi che nella cellula muscolare siano presenti più nuclei (le altre cellule ne hanno solo 1) indica come questa si possa adattare in maniera specifica alle sollecitazioni che riceve (allenamento). Successivamente. ciò necessita di ossigeno per il suo funzionamento. per questo infatti già dopo 1 secondo di sforzo fisico intenso le concentrazioni di ATP saranno tali da richiedere il funzionamento di meccanismi per la risintesi di ATP. quando i meccanismi di risintesi di ATP andranno in crisi subentrerà il fenomeno della fatica (vedi articolo “MECCANISMI BIOCHIMICI DELLA FATICA”). E’ da ricordare che viene spesa energia (ATP -> ADP + P) anche per far rientrare il Ca++ nel reticolo sarcoplasmatico.4 Kcal/mole in condizioni standard. il Ca++ viene fatto rientrare nel reticolo sarcoplasmatico a avviene il rilassamento muscolare.3 e 2. la velocità massima di risintesi di questo sistema è di 11. neurotossina endogena in grado di contribuire alla comparsa della fatica. per cui questa. in particolare la glicogenolisi/glicolisi (meccanismo anaerobico lattacido) produrrà ATP e accadrà la seguente reazione: ATP + C -> ADP + CP (praticamente inversa alla precedente). La velocità massima di risintesi di questo meccanismo è compresa tra i 2. E’ comunque da ricordare che la ricarica di ATP può anche avvenire grazie alla seguente reazione: ADP + ADP -> ATP + AMP. La cellula comunque è estremamente gelosa della sua concentrazione di ATP. in questo caso una molecola di ADP cede un suo fosfato (P) all’altro ADP trasformandolo in ATP. si ottiene energia dall’ATP idrolizzandola in ADP + P liberando 7. entra nei sarcomeri e in presenza di ATP avviene la contrazione muscolare (accorciamento dei sarcomeri).8 mM/Kg dm e corrisponde alla massima potenza aerobica (Vo2max). Meccanismo della contrazione muscolare L’impulso per la contrazione nervosa parte dal sistema nervoso centrale e viaggia verso i muscoli tramite cellule nervose dette motoneuroni. queste sono connesse al sarcolemma (membrana della cellula muscolare) tramite la placca neuromotrice. Meccanismo anaerobico alattacido: si basa sulla “ricarica” dell’ATP grazie alla seguente reazione: ADP + CP -> ATP + C. mai scenderà sotto l’80-60%. quando cessa l’impulso della contrazione. Dalla velocità di risintesi si può dedurre come questo sistema abbia una potenza inferiore degli altri 2. E’ da ricordare che è l’ATP a fornire l’energia per la contrazione muscolare nel momento in cui si scinde in ADP + P.. ciclo di krebs. mentre alla velocità della soglia aerobica 2 ore). MECCANISMI DI RISINTESI DELL’ATP “L’ATP non serve solamente come fonte energetica durante la contrazione muscolare ma costituisce anche l’intermediario per tutte le reazioni organiche che richiedano energia.” La quantità di ATP nel muscolo ha una concentrazione di 25 mM/Kg (25 millimoli su Kg di massa asciutta). La scorta di CP sarà ripristinata nel recupero quando gli altri metabolismi. queste come detto prima. segno che il metabolismo anaerobico alattacido è fuori uso. in poche parole quando si stacca un gruppo fosforico (P). Meccanismo aerobico: si basa sulla capacità di risintesi dell’ATP ad opera della via ossidativa (complesso piruvato deidrogenasi. La concentrazione di CP a riposo è 3 volte di quella dell’ATP (75 mM/Kg dm).. ma ha una capacità (tempo di produzione di energia prima che subentri la fatica) maggiore legata all’intensità di lavoro (alla velocità di soglia anaerobica solitamente i corridori di alto livello riescono a correre per 1 ora. fosforilazione ossidativa e sistemi di trasporto dell’ossigeno). dalla placca neuromotrice successivamente il segnale si espande in tutta la membrana (sarcolemma) e nei tubuli trasversi.1 mM/Kg dm (millimoli su Kg di massa asciutta) e raggiunge la sua massima velocità tra 5-20” di uno sforzo massimale di 20”. Dopo già 1” di uno sforzo massimale la CP ricarica l’ADP in ATP calando progressivamente la velocità di ricarica fino a 5” quando entra in gioco un altro metabolismo (anaerobico lattacido).

a causa della contrazione muscolare. 3) Il calo di glicogeno muscolare (e quindi di disponibilità di glucosio1-P) dovuto a sforzi ripetuti può diventare un fattore limitante anche per il sistema anaerobico lattacido oltre che per quello aerobico . cardiocircolatorio ecc. CONCLUSIONI La suddivisione sopra citata ha un carattere prevalentemente didattico.massima potenza aerobica (Vo2max) è da alcuni considerato il sistema di trasporto dell’ossigeno (sangue. 2) La velocità di soglia anaerobica (83-88% del Vo2max) per anche un’ora (fattore limitante principale è la disponibilità di glicogeno). 3) La velocità della soglia aerobica (90-95% della soglia anaerobica) fino a 2 ore (fattori limitanti principali sono la quantità di glicogeno e la capacità dei muscoli di bruciare i lipidi a scopo energetico). invece per sport di situazione come il calcio. apparato respiratorio.) mentre da altri il complesso piruvato deidrogenasi. o gli altri sport di squadra il discorso si fa più complesso.). 2) Il calo delle riserve di fosfocreatina e la riduzione della concentrazione di ATP. Infatti sono compresenti tutti e tre i meccanismi sopra citati in maniera abbastanza importante. determinano un “debito di ossigeno” che deve essere ripristinato dal sistema aerobico. ecc. Infatti se la suddivisione prima citata può andare abbastanza bene per sport come alcune specialità dell’atletica. Anche in questo caso la concentrazione di lattato rimane costante. in quanto ogni sport è diverso dall’altro e quindi si posso verificare situazioni non del tutto uguali a livello metabolico. Questa è la velocità massima alla quale non si accumula lattato. In questo caso si verifica accumulo di lattato. Da atleti di alto livello : 1) La massima potenza aerobica può essere tenuta per soli 78’ a causa dell’accumulo di metaboliti della fatica (ioni H+. ecco solo alcuni dei fattori da tenere in considerazione 1) In caso di sforzi ripetuti nella comparsa della fatica gioca un ruolo importante la non completa risintesi di fosfocreatina e di mioglobina.

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