P. 1
tommasocampanell00motzuoft

tommasocampanell00motzuoft

|Views: 97|Likes:
Published by cercone

More info:

Published by: cercone on Dec 24, 2011
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

02/05/2013

pdf

text

original

f-

il

-

7

^^^^0] E3 IL PENSIERO MODERNO ' C. DENTICE DI ACCADIA TOMMASO CAMPANELLA VALLECCHI EDITORE FIRENZE W^^ o .

.

IL PENSIERO MODERNO a cura di E. Codignola VII e. DENTICE DI ACCADIA ' TOMMASO CAMPANELLA .

. Palermo. Laterza. Pa- lermo.). nella collezione / Grandi Pensatori. Carabba. liana condotta sulla Nuova . versione ita- 8^ ediz. Bari.Della stessa autrice: Schleiermacber. Kant 1920. E. Sandron (in corso di stampa). . e trad. 1918. Sandron. Storia della filosofia del Windelband. 1919. Colle- Lanciano. Monologhi dello Schleiermacher zione Cultura delVanimay // razionalismo religioso di (introduz. tedesca 2 voli. Biblioteca di Cultura Moderna.

.

.

DENTICE DI ACCADIA Tommaso Campanella VALLECCHI EDITORE FIRENZE .e.

PROPRIETÀ LETTERARIA Firoize./ A. 8 . 1921 - Stalnliraenti Giafiei Attilio Vallecchi • Via Rte«M^.

ALLA MEMORIA DELLA MIA CAKA NONNA MATERNA MATILDE CIMONE DE SIMONE GUIDA AMOROSA E INTELLIGENTE DELLA MIA FANCIULLEZZA SENZA MAMMA .

.

p. cap. ed. donna esaltata. la_fi^ura della c ugin a Emilia. Lugduni. •) Thomae Campanellae. imaginazione calda e \dvare. 1696. Quanto ho mangiato e del digiun pur moro !» ! Anima {Poesie. Gentile. De lihris propriis et recta ratione studendi Syntagma. : il piccolo Giovan Domenico. I. Dal piccolo mondo domestico gli vennero forse soltanto imagini di dolore e di angustie il padre. Geronimo. philologia etc). Caterina MarteUo. Infanzia di bimbo precoce intelligenza sveglia. 15). fantasia inquieta e mobilissima.Il senso delle cose. « Di cervel dentro un pugno io sto. trascinava a stento il peso di numerosa famiglia la madre. 172 (edizione Crenius De . Fortemente senza dubbio dovette colpire la sua sensibilità di fanci\iUo troppo intelligente e troppo curioso di ogni cosa straordinaria o misteriosa. era una donna rozza e ignorante. che quanti libri tiene il mondo non sazian l'appetito mio profondo. già tendeva ansiosamente la sua anima a cogliere tutto quanto intomo a lui si dicesse circa la religione. e divoro tanto. immortale p. potere di attenzione e di concentrazione straordinario per la sua età. convulsionaria. che nelle sue crisi : . impressionata innanzi tempo e potentemente dai riti e dai simboli della religione. quinquenne appena. art. I. e ad afferrare con avidità ogni insegnamento che i maestri o i familiari gli offrissero *).

tra Nel convento di Placanica. ma anche unica via che aprisse la possibilità di agire efficacemente sul mondo. donde pei passò. Tutta una vita di operosità ideale sicura e tranquilla. si rinchiuse nel chiostro *). forse di tranquilla potenza. martirii atrocissimi. Già sul liinitare tra la fanciullezza e l'adolescenza. di cultura. Ma ben altri interessi. nella dilagante marea d' ignoranza circostante. come noil 1585 e il 1586. silenziosa aristocratica rocca di austerità. a chiunque non volesse o non potesse scegliere quella dell'azione politica o dell'azione arnt. Forse già fremeva in lui qualcosa del futuro riformatore e del futuro profeta della Città del sole.—8— Sibilla. le doti eccezionali del suo ingegno lo posero in vista verso nei modesti cenacoli letterari della sua Stilo tredici anni già poetava estemporaneamente e già i coglieva i primi allori di oratore e di scrittore. non poteva non esercitare un potentissimo richiamo. ed era circondata da un'aureola tra di santa e di strega. germogliavano intanto nella sua anima. Che prese voce e anima per lui nella parola di un eloquente predicatore. Su uno spirito siffatto. Appena quattordicenne (era nato il 5 settembre 1568). accendendogli nell'anima il desiderio di emulare quegli eroici campioni della religione nel campo del sapere. di serena luminosa gloria pareva dovesse schiuderglisi dinanzi. e in tempi come quelli. Dedicatosi con ardore allo studio. . invece lo aspettavano sofferenze. Giorgio. e raccontava la vita di S. e antifuturo. e quindi. in quello di S. di meditazione. dolori. e largiva rimedi contro le malattie. quasi ancora fanciullo. e più profondi e più vasti.ata. assumendo il nome di Tonunaso. il chiostro. E ^) vizio. che dinanzi a lui. Tommaso e di Alberto Magno. l'autorità si abbandonava ad atteggiamenti da il vedeva . illustrava con ricchezza di colori le glorie dell'ordine domenicano. in quello di Nicastro.

l'uomo che ardentemente aspirava ad un sapere per tactum intrinsecum in magna suavitate . ) Universalis phtlosophiae. intendere. e già ai condiscepoli egli appariva come colui che « è contraddicente ad ogni cosa e particolarmente sui » tutti. solleciti soltanto delle sentenze di Aristotele che. che viene dal sentirsi. non sapendo opporre ragioni a ragioni. vano le apprensioni dei frati. cui un intenso quinquennio di severo studio filosofico aveva certamente resa l'anima più forte e più salda. non de veritate. p. e sempre più irrefrenabile. i. e che già disprezzava in cuor suo quei sapienti che inter se de omnibus certant. ripetono senz^. ') Philosophia sensibus demon sfrata.. ogni autorità tradizionale.di Aristotele cominciò subito a tentennare nella sua mente. e non mai di quello che la natura medesima E verso un uomo siffatto già si destaci rivela ^). 6 della I parte. che a lui. Neapoli. Pa1638. I. 2. sicut manducare ore aliorum non est nohis manducare *). sempre più vivo. nel travaglio interiore del suo spirito adolescente.. Quando. fedeli aristoE. accendendogli nell'anima. veementi rim^proveri. precocemente assorbito nella lettura attenta ed ansiosa di tutti i grandi filosofi. telici. p. insieme con quella di Aristotele. nell' intento di vedere fino a che punto le loro dottrine concordassero con la natura. Praefatto.. ma forse non aveva ancora dato quel senso di sicurezza e di solidità interiore. seu metaphysicarum rerum. del resto. non occorre dirlo. l'amore alla verità. cap. . rivolgevano asprissirni. gli facevano assaporare la voluttà di soffrire per la propria idea. amareggiandogli in tutti i modi la vita. non in possesso della verità che sarebbe — iis. C'era già in lui l'uomo che più tardi doveva scrivere che il sapere per autorità è quasi un tangere per niammi alienam e perciò non est sapere. art. I. che già alli lettori . codice vivente di Dio. ^591. Proemium e 1.

dde un giorno una parola imprudente. privo affatto di altri contatli spirituali che non fossero quelli del chiostro. proprio da coloro che più si sforzavano di rinserrargli intorno la corazza della tradizione ciecamente accettata e passivamente seguita. come gli dicevano i frati. e come lui ribelle al giogo tradizionale. ca. quo omniòus adversahatur Philosophis. e che invece. e pure unito a lui nella comune aspirazione alla verità. che voleva essere di rimprovero. si chio Telesio moriva. nella grande sacra solennità della morte. e che invece rischiarò d' insolita luce il suo mondo intcriore. . Non ci voleva altro per indurlo a partire immediatamente alla ricerca di questo filosofo a lui ancora sconosciuto. diffidente ed ostile. ma. non c'era che lui che osasse combattere con tanta temeraria audacia le sentenze dei grandi. p. come suole accadere. Corse a Cosenza. ricco soltanto di un'oscura fede nel proprio pensiero. forse dubitava talvolta perfino della propria verità. depravatimi esse miki intellectum. s' inchinavano. forse soffriva talvolta gli smarrimenti della sohtudine. si procurò le opere del Telesio. IO — essere spiritualmente morti per aver già tutto visbene orientati sulla via che mena a raggiungerla del suo spirito che. e rafforzò incrollabilmente la sua fede. 4. il vecnon potè vederlo che chiesa austera. universalmente. dicendogli. E quando . lo aiutarono a romperne la prima maglia. non volendo. con ardore di consenso. Campanella morto ma forse. le lesse avidamente. praecipue Aristoteli ^). qiialis eroi cuidam Bernardino Telesio Cosentino. nella volto ch'egli contemparlò con più sugge- *) Philosophia sensibus demonstrata. poiché. — ma . com'egli stesso con semplicità racconta. quel plò a limgo con venerazione gli disponeva ad avvinarlo di persona. cui tutti gli uomini.— un suto. questa parola di liberazione gli venne.

suggelvente lato dalla morte. ma ancora tenace. sopraggiunta quando appena egli aveva cominciato a conoscerlo. art. La morte del maestro. e in fondo indif'^) ferente. *) Syntagma. n. dovettero fargli nascere nell'anima il sentimento di una investitura spirituale e di una missione. Telesio aveva svelato a lui. dotato di leggi proprie. già spontaneamente ribelle ad Aristotele e già disposto ad invertire le posizioni fondamentali della scienza tradizionale (il primo abbozzo del De investigatione remm ^). oggetto di studio. già tendente a scoprire arcane relazioni e misteriose influenze soprannaturali negli umani eventi. Campanella («Giornale critico della filosofia italiana». Egli dovè sentirsi chiamato a difendere e diffondere la nuova filosofia contro il vecchio. al mondo dell'antica ontologia. II — stive parole di quelle che avrebbe potuto dirgli viforse quel primo ed ultimo incontro. cap. Con foga giovanile e con entusiasmo neofitico. dal *) V.— . 5 della mia Bibliografia degli Scritti di Tommaso II). contatto ideale col cosentino era stato decisivo pel suo orientamento spirituale. aristotelismo. e intelligibile in virtii di queste leggi medesime. Crenius. ma il suo coronamento il -un mondo nuovo. la coincidenza del punto estre- mo della attività filosofica di lui col punto iniziale della sua propria. i. poco dopo la morte del maestro egli scese in campo in sua difesa. 175. In sette mesi. ma organismo vivo. con una violenta ondata di — — realismo. lo aveva bruscamente strappato. I. il valore d'una promessa e d'un Certo il rito. . non più remoto. che risale al 1586-87 afferma risolutamente che la definizione deve essere non principio della scienza. intelligibile soltanto mediante l'applicazione di formule trascendenti tradizionali. acquistò per l'adolescente filosofo. Aveva rivelato a lui stesso la sua possiquel eh' è più bilità di guardare il mondo con nuovi occhi. p. ed.

n. Cenno bibliografico I. ma assai significativa per la sua posizione storica nello svolgimento spirituale del filosofo. opera di non grande interesse intrinseco. è tuttavia ben lungi dall'avere il carattere di una ricerca esattamente scientifica e freddamente disinteressata. p. Ma questa philosophia sensibus demonstrata adversiis eos qui proprio arbitratu. quale si potrebbe concepirla dal punto di vista della scienza moderna. in quanto cuore vivo e pulsante del grande organismo vivente del cielo. e il sole vi acquista. superstite di una cosmologia già tramontata. ne resta offuscato e indebolito fino a pallida parvenza. in quanto centro di vita capace di generare da sé nuovi soli. la fisica terrestre del si delineano concezioni nuove tempo viene arditamente applicata alle sfere celesti. Cardano. V. 1587. Accanto a rappresentazioni tradizionali e alla ingenua identificazione della volta celeste col cielo della rappresentazione religiosa.— 12 — gennaio all'agosto del 1589. e in un certo senso Bruno stesso. tanti mesi quanti anni aveva impiegato il Marta a scrivere il suo Propugnaculuni Aristotelis adversus principia Bernardini Telesii ^) il Campanella scrisse la sua Philosophia sensibus demonstrata ^). attraverso Pico. ter: *) ^) Romae. voi. ancora rappresentato in questa visione dell'universo come supremo reggitore del mondo. Fondata ancora su basi prettamente telesiane (il caldo e il freddo come principii agenti) già la sua concezione della natura si rivela più fortemente animistica di quella telesiana. una posizione così centrale e così preponderante. typis Bartholomaei Bonfadini. che l'antico Dio. i in appendice a questo . Agrippa. Muove il Campanella. 228. non autem sensata duce natura philosophati sunt. come del resto tutta quella corrente di filosofi rinascenti che. .

tutti i fenomeni dell'universo. trice. che è il mondo.— lamina appunto scere i mossa e in lui. come manifestazioni di vita di questo « animai grande e perfetto ». e quasi di sperimentare in essa la propria virtù crea- Di cui cerca di misurare l' infinità finitamente. non tanto le sue leggi. confusa. Si tratta di carpire alla natura. dove è passato nel novembre e dove ha ca . risolvendosi in esso. impaziente. estendendola sempre più nello spazio. Ecco perchè anche gli spiriti più robustamente filosofici di questo periodo piegano verso Toccultismo e verso la magìa. Il miracolo è già disceso dal cielo nella natura. e di farsene strumento Il della propria attività creatrice. a tutte le cose dell'universo voRo. passioni umane. confida ormai intensissimamente nelle proprie forze. fino a sconfinare nei regni del mistero. di dominarli. poco dopo la morte del Telesio. anche quando protestano di volersi attenere soltanto ad una magia naturale. globalmente. quanto i suoi segreti. dopo la lunga sfiducia medioevale. ma pratico. che ha bisogno di cimentarsi con la natiira. scritto appunto la sua prima opera filosofie s'intrattiene con lui in quei frequenti colloqui. ma la sua è una fede ancora inquieta. Lo spirito umano. e attribuendo. La filosofia della rinascenza sente con più o meno di chiarezza i vincoli che stringono. verso un oscuro rabbino. sibbene in blocco. dal minimo al massimo. . quanto l'ansia. Ecco perchè il Campanella si sente potentemente attirato. comfebbrile. non tanto il desiderio di conofenomeni dell'universo. teresse teoretico. astrologo e negromante. con ingenuo antropomorfismo cosmico. loro anzi non è un in- magico. ma non ancora dalla natura è asceso allo spirito. vita. in tutte le sue forme. che ha occasione di conoscere prima in Cosenza e poi in Altomonte. fino a stringersi d'amicizia con lui. ma non concepisce questi in una serie meccanica o teleologica bene ordinata. del 1588.

Battista Porta.— 14 — in cui la I pavida superstiziosa fantasia dei contempo- ranei bolici. alle prime rimostranze dell'autorità convinta che l'ebreo sia dotato di « spie preoccupata delle sue relazioni col giovine domenicano. Incapace di cogliere mondi. In Napoli. di dedurne analogie e somiglianze interiori. risponde allontanandosi da Altomonte. pur senza avvedersene. aHa necessità d'una revisione del dualismo medioevale tra l'anima e il corpo. partendo da somiglianze esterne tra alcuni tipi di uomini e alcuni tipi di animali. egli si era arrel' ma . umano. e venendosene. il filosofo. fioriva quel cenacolo intellettuale che aveva il suo centro in Gio. fino non tarda a vedere conciliaboli cabalistici e diaa che. e colmando grossamente le lacune con singolari induzioni e singolarissime spiegazioni miracolose. e col quale il Campanella non tardò. stato ad analogie puramente esteriori. ad entrare in relazione. già intimamente inquieto e già scosso nella fede religiosa tradizionale. forse in compagnia del rabbino medesimo. gibile. e si era arrestato ad una simpatia e antipatia delle cose. forse per mezzo del suo ospite ed amico Mario del Tufo. accennando in tal modo. nel loro aspetto empirico. a Napoli. riti familiari » fusa in tutto l'universo. in ambiente stimato più propizio. e voltasi perciò anzitutto allo studio dei fenomeni della natura. Partito alla ricerca di un metodo che permettesse allo spirito umano di esplicare un'azione efficace sui corpi. cogliendole frammentariamente. il Porta non era tuttavia riuscito a raggiungere una concezione organica di questa. ma ingarbugliandole sue ricerche e le sue osservazioni con curiose ricette pratiche ed empiriche e con segreti ma- inesplicabile e inintelliintimo legame dei vari vegetale e animale. che gli era parsa difecclesiastica. sede dell'Accademia de' secreti. senza sapersele spiegare. Il suo De physiognomonia hiimana aveva tentato.

Paris. attraverso Bnmo. fondata sull' esperienza. lod* innegabile stranamente congiunti con teorie ^). . mondo. 111-131. 1920. et doni Vexistence de fati lui permette d'éprouver la solidité et la féccndité de la méihode de Teksio. lui. vorrei dire. fantasticamente atomistico e animistico. la quale è tutta in tutta . *) pp. Telesio. Il quale {Caynpanella. p. già in possesso del telesiano. 201) imagina il Campanella. eterno e subsistente » allatto disindividualizzata. 'i : V. la ricca corrente di neoplatonismo. compenetrante di sé tutto l'uniLe conversazioni col Porta non furono che la del causa prossima alla elaborazione del De sensu rerum. il problema che a lui la filosofìa del Campanella era sembrato insolubile e in un periodo del suo sviluppo singolarmente propizio alla posizione e alla soluzione d'un problema siffatto *). sostanzialmente affine a quella del De la causa. universalmente immanente e inerente. Alcan. ^) Non assegnerei all' avvicinamento del Campanella al Porta la genesi che gli assegna il Blanchet. che. 1874. Firenze. filtra anche in — . Già la sua adesione alla fisica telesiana e la sua iniziazione occultistica avevano condotto il gio\ine filosofo a concepire le cose naturali come capaci di azioni e reazioni ai fini della loro conservazione già. questo punto gli mediante la nuova delle cose come era venuta incontro a risolconcezione del senso fonte prima ed unica della uni- — versale attrazione e repulsione. lo spingeva verso la concezione d'una grande anima verso. e più. Le Monnier.— gici. Il quale espone una concezione cosmologica. Agrippa. d'altra parte. valore scientifico A vere. Pico. e pure intimamente diversa di un panteismo meno vigoroso e meno radicale. vada in cerca di una scienza reale. Non una grande anima del mondo. metodo . Fiorentino. principio intrinseco formale. come « una voce. come colui che.

chi più oscuro. De la causa. lodiamo e celebriamo queste sue opere . Bruno. pp. gli frutti » ^) corrisponde nella concezione campanelliana. Dialogo Secondo pp. un artefice esterno. . Naz. chi più chiaro. ^) art. 230 di questo voi. sicut tennis in venL'universo di Campanella non è quello tre hominis ^). ital. intesse. come di nervi. ed. Dia1 loga secondo. e scritto li suoi concetti» ^). Bari. di Napoli. )> di Bruno: «uno. 184 e 189. ) Bruno. tempio vivo e libro vivo di Dio.12. I. e miste e fiacche in terra » ^) e che anzi. ^. Al bruniano «artefice interno» che « empie il tutto. che formicolano su lei e dentro di lei. ms.^. come da dentro del seme o radice manda ed esplica il stipe . p. Gentile. .— i6 — una stanza. . 173 e 174. dove ha dipinto li suoi gesti. ^) Metaph. .^ ma un'anima universale. . gli fiori. principio e uno. sici. redaz. p. perchè da per *) . infinito. da dentro il stipe caccia i rami da dentro i rami le formate brance da dentro queste ispiega le gemme da dentro forma. Gentile. 6 della I parte. 2. 239 e 240. illumina l'universo e indirizza la natura a produrre le sue specie come si conviene » che « forma la materia e la figura da dentro. . // senso delle cose. 5) Bruno. non sere ed essere ha parte e parte e per ciò che non ha parte e parte. viva e bene conoscente» di cui tutte le parti e particelle hanno « senso. i. ms. le frondi. pp. 54 Titolo (p. 236. cap.ma è utia « statua di Dio. n. desidera che noi ammiriamo. un Dio che adornò il mondo « di vive statue. Cfr. De la causa. I. I. figura. De ^) la causa. p. semplici in cielo. Laterza.. tutto se intende tutta quasi franta in innumerevoli anime individuali. Dialoghi metafi' ed. I D. 1907. quanto basta alla conservazione loro e del tutto in cui consentono » una mirabile « imagine. i) ed Epilogo del senso dell' Uniuer so. e in ogni parte di quella . non è composto » ^) . Bibl. . Cenno bibl. immobile» che «non ha ese perchè non ha essere e essere. *) // senso delle cose. citato.

De la causa. p. che serveno alla sua gran vita pane e si fa chilo. ogni faccia. Anche nell'universo campanelliano «non esiste mormutazioni soltanto mutazione di essere» te. ma alla vita nostra serveno. MDCXXII. . è come nulla. Bari. artificemque laudari *). danno al filosofo la sua inconcutibile serenità. 243. 121. seme. e si fa carne. e noi di ciò non ci dolemo. aveva detto il Bruno — . 7.^ 17 — sicut pictor et poeta sapiens suas ipsorum picturas et carmina legi volunt. et artis excellentiam inde agnosci. ogni altra cosa è vanità. nervo. 2 — Tommaso Campanella . nella fermissima fede nel valore assoluto dell'unità. anzi è nulla tutto lo che è fuor mentre per di quest' uno « aveva detto il Nolano ^) lo Stilese. Gentile. .. poi muore e si fa sangue. Orazioni tre in salmodia metafisicale. ma — di modi dell'essere. Canz. «eh' è del tutto alma vita e bel gioire» « « ^). nell'uno e nell'altro pensatore imita è sola e stabile. ITI. spirito. ogni faccia. cap. 2) 3) madr. Laterza. ogni volto.. . e paté varie morti e vite. esie. ogni linea della realtà è ben viva e salda ed esistente per sé. . rispetto alla vanità del mutare.. ma i motivi che. . sono assai di« Perchè questa versi. versale : e tal mutanza « male e morte » noi di qualità o d'essenza » sogliam dire. e muore in noi lo vite. I. p. ma *) Apologia prò Galileo. e sempre rimane questo uno è etemo ogni volto. e vita e anima. « Il mondo dunque tutto è senso. ed. poi muore il sangue. 1915. osso. dolori e voluptati. Di nulla cosa si duole si fanno in lei tante morti. 20. anche se sia profondamente radicata in un armonico disegno complessivo in cui si realizza l'unità dell'universo e in cui ciò che appare male al singolo è bene per l'uni: . p. Francofurti.

e lo dio Identità sostanziale tutto per Dio a sua gloria ^) nell'apparente mutare. concludendo che « bisogna dunque che sia una medesima cosa. ma a cui aveva dato un ben diverso significato. da questa pietra o altra cosa ? »). senza senso sarian le cose e senza godimento. che da sé non è pietra. si scolorirebbe. la causa. ne l'un contrario l'altro sentirebbe. *) Del senso *) De delle cose. da questo terra. cossi a tutto il mondo tutte cose sono gaue servitio. e da quello che era erba si fa spica. da chilo sangue. se non attraverso ima inesauribile lotta di contrari. ha coscienza. Dialogo terzo.— godemo. da che era spica si fa pane. non uomo. da questo embrione. ed. che anche il Bnmo aveva còlto. Gentile. ciò si sente attratta verso le cose affini. più o meno limpidamente. o altro ^). Mentre il Campanella si rappresenta l'unità in modo assai più corpulento e fantastico. non sangue. p. i8 — )>. secondo che favorisca od ostacoli il suo conato di perseverare nell'essere. ogni sua armonia : « Senza lutto se fosse. da questo cadavero. . ms. Un mondo senza la distinzione. ne ci saria tra lor combattimento. della propria esigenza di conservazione sente se stessa e sente tutto ciò che la circonda come un potere amico od ostile. e che l'unità universale non possa esser raggiunta. non terra. e ogni cosa è fatta per lo tutto. non cadavero. da questo uomo. da pane chilo. per minima che sia. 201. p. da questo seme. e perderebbe ogni sua bellezza. 235). Ciascuna cosa. Ma è fatale che cotesta aspirazione all'essere sia contrastata in tutti i modi. anzi senza l'antagonismo di queste innumerevoli infinite sensibilità individuali. E per. non embrione. ed espresso quasi con le medesime parole (« Non vedete voi che quello che era seme si fa erba. e respinge quelle ostili. citato {Epilogo.

e che hanno quel peculiare carattere di in- mente. accanto a cotesta veramente feconda intuizione fondamentale. canz. l'acquedutti.. pp. II. Del senso delle cose. p. contra quello non pugnar ebbe. 1. che rappresenta. Non si può per altro negare che. senziale tra lo spirito e la natura. si fé' le sale del celabro. tende. li ventricelli La *) Orazioni 4.. « la città e la casa sie mile al corpo. non sarebbe «se non ci fosse contrarietà. soprattutto nella sua radicale incapacità di attingere là dov'essa veramente si trova quella unità es- dell'universo. I. 5. cap. la teoria campanelliana conservi tuttavia molto e dell'una e dell'altra. 127. ') tre in salmodìa metafisicale congiunte. ch'egli si sforza di cogliere tra la natura e l'opera dell'uomo. come come li i testa è il Castello.. dunque. zioni. dal Paracelso e dal Cardano fino al Porta « Dunque [l'uomo] ha fatto » dice il Campanella. le strade e corridori nervi. di curiose supersti- che è proprio delle ricerche tra naturalistiche : magiche della filosofia della Rinascenza. madr. e se l'uno contrario non conoscesse l'altro essere suo contrario. Gentile.. cui essa ansiosama ancora inadeguatamente.. un notevolissimo progresso tanto sulla concezione del Porta quanto su quella del Telesio. di ravvicinamenti arbitrari. agente.. nel suo mirabile organismo. Il mondo. Dunque veracissimo argomento è del loro senso l'ordine del mondo e il pro- ducimento delle cose ^). citato. Poesie..— 19 — né generazione e la il bella distinzione caos immenso assorbirebbe» *). genuo naturalismo. ms. ed. di grossolano collegamento estrinseco. Assai interessanti a questo riguardo sono le singolarissime analogie. per la sua energica affermazione dell'unità e per la funzione di vera natura che essa assegna al senso delle cose. 9 e io: .. come le vene e arterie.

facile a lasciarsi impressionare dalle si retro Del senso delle cose. redaz. che tutte le cose non sentono. II. sì che. li fanali e spie. come il pulmone. che gli veniva rivelando la sua intima armonia maravigliosa. il temone come la coda. ital. redaz. malgrado la loro frammentarietà e asistematicità. sensibilissimo. insieme con questa nuova visione cosmica. cap. : : : ^). 186 retro. per dimostrare quanto « sia falso il volgare argomento. quello di pecora si rompe chiaro argomento che la passione solita nelle in pezzi cose sopita si sveglia. IO... tutta una nuova « fìsica metafìsica che si veniva vigorosamente delineando nello spirito del giovine filosofo. esse valgono a rivelare un nuovo disegno cosmico. li remi come l'ale. ms. ital. come il . per questo si dicono morti. 1. E ancora. e 100 retro. auditori come orrecchie. la lucerna di notte come il sole di giorno 1' Hotrovò FArteglierie. le fornaci e mantici. appassionatamente assorto nella contemplazione di questo universo. che del Lupo qualche volta paura hebbe. onde la pella si retira e paté. 9. come le sfere celesti » ^). trovarai che sonando il Tamburo del Lupo. cap. e un altro di pelle de agnello. l'uomo. p. IV. veniva maturando altresì una nuova concezione delAvidissimo di letture fin dalla fanciullezza. e cap. occhi. e di pecora. naturale ed umana. pp. 27. Dimostrazioni ed esemplificazioni senza dubbio grossolane e puerili. come noi vedendo il nemico ci retiramo » ^). E in cui. *) Del senso delle cose. che tuttavia stanno ad esprimere un principio profondo e profondamente vitale nello svolgimento del pensiero filosofico F intima unità essenziale di tutte le più varie manifestazioni della realtà. perchè li corpi morti. 1. 99 184 e . e più di quella. p.. •) . come il tuono e fulmine rologgi. ms. che di senso affatto sono privi se farai un tamburo di pelle di Lupo. .— 20 — sensi cuore e il fegato.

12. di Empedocle e di tutti i filosofi-poeti della Magna Grecia. suscitato in lui fervore di consensi e passione di adesione. dense di significati misteriosi e allegorici. e della magìa quasi contemporanea. raccost ambenti e nelle più imprevedibili fusioni. n. De philosophia Empedoclis . Forse nessuna concezione era passata su lui senza lasciare traccia di sé. le lontane solenni parole. ecc. qualcosa dei la nuova oh quanto suoi antichissimi padri *) passione naturalistica del « gran Telesio » diversa e degli altri filosofi della Rinascenza. . a. celebratori tutti del sole e della luce. nei più audaci. ma talvolta felici. crit. ». tra l'adolescenza e la prima giovinezza. — . dal tutti questi svariati elementi Magino al Cardano ! — . le oscure tentatrici malie dell'occultismo orientale e cabalistico. in uno slancio di immediatezza intuitiva. per una ragione o per l'altra. attraverso i succhi della propria terra natale. 1) Appunto sensitiva io. (V. e di un amore a Dio. ch'egli aveva letti e rivissuti dentro di sé. dal lontano Plotino al vicinissimo Pico. in cui l'anima.— 21 — più Opposte dottrine. lasciato impregnare dalle più svariate visioni del mondo e della realtà. De sphera Aristarchi) purtroppo perduti. dei profeti e dei veggenti delle più varie tradizioni religiose . la mia Bibliografia. l'entusiasmo mistico dei suoi fratelli neoplatonici. E tutte si erano giustapposte e sovrapposte. De tra il '90 e il '92. durante il tumultuoso periodo della sua rapida formazione interiore. («Giorn. 7 . ritrova finalmente se stessa. La granitica costruzione tomistica. col giovanile orgoglio di chi senta rivivere in sé. l'antica passione naturalistica di Pitagora. Forse ciascuna aveva. II). egli si era. dopo lungo errore. con il suo saldissimo senso dell'unità e con il suo mirabile disegno teocratico. contemporaneamente al rerum facuitale (prima redazione del Senso delle cose) egli aveva composti vari poemetti filosofici [De philosophia Pithagoreorum.

nel fondamento ontologico *) Passaggio. gli dà peralmomenti della sua vita. idea- listica di fissare il ^). della ricerca telesiana. sente diffuso in tutto l'universo. disposto anzi ad aprirsi. nella Metafisica (V. ma via via slargantesi fino ad accogliere in sé motivi ideali di tutte le correnti che avevano agito i sulla sua formazione. dinanzi alle più svariate tentazioni di conoscenza. emerge già chiara la linea di una metafisica. egli non poteva circoscrivere la sua attività filosofica nell'àm. ma talvolta anche feconda dal punto di vista filosofico. Quella medesima multilateralità d' interesse. gli di costruire a vigoroso e ben saldo sistema la sua esuberante farraginosa enciclopedia filosofica.— 22 -— erano venuti a fondersi nel crogiuolo della sua fantasia mobilissima e della sua anima irrequieta. questo. che « il senso I libro Partendo. cap. Incapace di fissarsi e limitarsi in una qualsiasi sfera particolare della conoscenza umana. V di questo voi. del suo volume. i scientifica.bito vasto. il Campanella giunge alla constatazione. tipico del processo del filosofare campanelliano e che si ritrova tal quale. ma chiuso. e in cui perciò dallo sviluppo di ima fisica naturalistica. tro. pronto a lasciarsi percorrere e dominare volta a volta dai più svariati interessi. priva com* è rim.asta in lui durante tutta la sua vita di di- ha impedito filosofico sciplina di studio e di rigorosa valutazione critica. che. dal proposito di questo senso. in tutti di religiosa. ma anche più evidente. avido di sapere. lavoro ideato senza dubbio secondo i quadri della concezione telesiana. certo tutt'altro che naturalistica. ch'egli. una ricchezza atteggiamenti e una multilateralità di visione sem- pre interessantissima dal punto di vista biografico.). soprattutto di quella platonica. con tanto calore di convinzione. poetica. anzi di una gnoseologia. . È questo il caso del Senso delle cose .

—n— non solo è passione. II. e li sensori] e modi differire •) . la supera. e vativa s'applaude. 1. 105 B » » 1. II. delle cose. quasi degne di una donnicciuola *) ? Inserendosi nel cuore della speculazione telesiana. ma poderosa. cap. si resiste e contrasta. 8-9 del ras. che la storia del pensiero ci additi ? Che importa ch'egli non riesca ad organizzare sistematicamente. e che ogni sensazione si riduce a con- ama» II libro. VI. » 1. il Senso delle cose. tanto presto. e *1 senso è intendere vicino » *). p. e a narrazioni superstiziose. quanto se ne dice qui. cap. scossa. soprattutto nel IV libro. giustapponendo accenni di vigorose concezioni filosofiche a grossolane constatazioni empiriche. 50 » » » » 1. I. tatto (« Tutti » gli sensi essere tatto. l' poi cotesto senso ^). e che egli s'abbandoni. il discorso strano. senza la menoma precauzione critica alle più ingenue e mirabolanti su- magiche. 12. alla fine del cap. alla quale s' è destruttiva e dolo1 rosa. ohe non si scorge » e che « dunque il senso è percet* lione di passione. la intelligenza gli si lontana» memoria languida. pp. quando viene via via identificando con l' intelligenza (« Dunque l' intendere è senso lontano. ma percettione notioa 1 e. nel s' è piacevole e conser- ^). la sua nuova intuizione. citato^ » » cap. con una disordinata. Alla concezione tutta naturalistica della passività dello spirito di fronte al mondo esterno sostiperstizioni *) Del senso » *) 3) *) ^) cap. ') . 77 V. e quando dal suo sensismo naturalistico iniziale si viene sprigionando uno dei più vigorosi presentimenti d' idealismo. depurandola delle molte contraddizioni. e sviscerandone il nucleo. 30. 4. II. p. e confuso. segue et ch'egli continui. a dimostrare che tutto è senso. Che importa durante l'analisi particolareggiata della funzione sensitiva. che « si fa insieme con discorso. p. 22. e che il senso è « cognoscenza vera.

contemporanea superfluo ricordare che nella terminologia spiri tus anima materiale. cap. ma percezione (attiva) della passività. ^) Del senso delle cose. 30. Non sono queste. energicamente. culminerà poi appunto in Kant. — — ma : . 113 del y. di naturalismo telesiano . che costituisce il suo significato e la sua importanza nella storia della filosofia « raffinare e perfettionare ogni cognoscenza » ^) e accendere nel cuore dell'uomo il senso del divino ^). più che dedotta logicamente dal contesto delle altre dottrine camparapprenelliane. . in un certo senso. di questo voi. p. II. afferrata di sbalzo per un lampo di genialità. che sia pure intuita più che dimostrata. L'anima (mens) è qui ancora. il cap. ma è già un'attività originaria dello spirito. attraverso Cartesio e Vico. e perfino. che ha un compito precipuo. 113. una concezione ibrida di tomismo. cap. 3) « La religione nel spirito plantare » Del senso 1. p. di neoplatonismo. sostituisce la trinità corpospirito-anima. tra cui resta anzi isolata e discorde senta tuttavia il principio di quella rivoluzione filosofica che. è vero. 1. che lo Stilese preannunzia rozzamente.tuisce quella di una attività ed originarietà interiore. campaneldelle cose. II. parole quasi kantiane ? All'angusta concezione della dualità corpo-spirito ^). Il senso non è passività. 30. citato. *) E = filosofica V ms. quanto all' importanza della mens nella dottrina liana.

della ignoranza dcgH ambienti frateschi. intimamente già distaccato dal complicato armamentario del culto e del rito cattolico. e perciò quasi impaziente di misurarsi col possente organismo della Chiesa. ma già implacabilmente incalzanti come aculei roventi la sua anima giovanile orgogliosamente consapevole della propria grandezza. È evidente che tra una filosofia siffattamente orientata e la fede tradizionale. aveva completamente smontato e demolito dentro di sé con sconfinata Hbertà critica. di cui s' innamora. fremente di vasti sogni innovatori. il dissidio non poteva tardare a scoppiare. ancora forse informi e disordinati. crità spirituale. religioso. nel nostro ospizio alfin ferma le piante . « così di gran scienza ognuno amante che audace passa dalla morta gora al mar del vero. che egli già non sentiva più . impietoso della medioch'egli . ». quale quella di un uomo destinato ad essere « monarca del mondo » . roso da un acre scontento di sé. ironico. Naturalismo filosofico. politico. p. quanta più era l'audacia e la giovanile petulanza del filosofo. io6). spregiudicato.II. che le profezie dell'ebreo e le sue proprie convinzioni astrologiche gli confermavano straordinaria. motteggiatore. delle meschinerie. Al carcere {Poesie. e doveva essere tanto più aspro e violento.

la sua congiura. anche se non documento reale. III. lanciato con un ambiguo sorriso in un folto gruppo di studenti affollantisi nel chiostro di S. La chiesa. Né mancava. 332. le sue relate zioni filosofiche. C. se pure non costituì un : — — ') Esame agèiunto T. di tutto il suo stato d'anima di quel periodo. che decretava la scomunica maggiore a chiunque ne avesse tolto libri. infrenatore di ogni sua attività e d'ogni sua libertà. aiutato dalla sua prodigiosa memoria e dal suo acume dialettico.— 26 — come la « chiesa del Dio vivente ma come un morto congegno. innanzi alla Biblioteca. Fra etc. 1882. Già troppi elementi di accusa gravavano sul frala sua libertà di giudizio e di parola. la preoccupazione vivissima in un secolo ignorante e superstizioso come quello circa le fonti di una cultura già tanto larga e profonda. quando egli. è psicologicamente credibilissimo. Domenico Maggiore in Napoli. che si mangia ? » *) — : anche se non è vero storicamente. di un motteggio verso la scomunica. simbolo vivace.co Merlino in Amabile. le sue pratiche di magìa. avrebbe detto con un audace frizzo « Com' è questa scomunica ? . e che appariva ancora più stupefacente per l'agilità intellettuale ond'egli. L'episodio che la tradizione gli attribuisce. ad aggravare tutti questi indizi. p. inciso sulla lapide murata nel corridoio del chiostro. sapeva servirsene a debellare in poche battute l'avversario. non aveva certo bisogno di una determinante siffatta per sentirsi in diritto di agire contro di lui. del resto. di fra Fr. il suo aperto telesianismo. senza espressa licenza del papa o del Maestro Generale dell'Ordine. 352. . Napoli. e nelle pubbliche dispute e nelle conversazioni private. doc. erano più che sufficienti a farlo citare in giudizio. rileggendo un giorno il breve pontificio )). Sicché la voce che queste fonti fossero diaboliche e che egli possedesse e uno spirito familiare ».

dalla quale risulta che il 31 maggio 1592 il Campanella era ancora in prigione. dovette durante l'estate abbandonare liberamente NapoU. del resto. al D'Ancona. Lo svolgimento e la conclusione di questo primo processo (come. fonda la sua argomentazione principalmente su una lettera del Niccolini. che si sarebbe poi chiuso l'anno seguente dinanzi al S. pagine 623-631). a Napoli e pensa che. 1906. che lo condusse al suo primo processo. né d'altra parte le fonti di accusa ne danno testimonianze chiare e concordi. Ambasciatore toscano a Roma. avvenuto nel 1501 lungo il corso del processo. il quale ha dimostrato esaurientemente che nella V. Recentemente il prof. in catene. confusero in uno i primi quattro processi anteriori alla congiura del '99. . non potò non aggravare nell'adei suoi superiori ecclesiastici quella preoccupa- zione. a cominciare dal Cyprianus e dall' Echard fino al Baldacchini. ritenuto. nell'ottobre di quello stesso anno egli si trovava a Firenze. a dirittura un Aristotele redivivo. L'Amabile districò in parte il viluppo. Il G. 4. Spampanato lia trovato nell'Archivio di Stato di Napoli. Ufficio di Roma. distinguendoli con esattezza l'uno dall'altro. corn'egli stesso dice nel Syntagma. già destata dalla sua vivace opposizione all'aristotelico Marta. anno XXXI. all' Usimbardi. con un veemente sospetto di eresia. al Berti. segretaiio di stato del Granduca. nelle sfere dei ben pensanti. Campa(«Arch. fuggendo. Per un pezzo i biografi. Gentile. poiché indiscutibilmente *) . Ti -primo processo d'eresia di T. ». filosofo grandissimo.— 27 — capo d'accusa nimo esplicito. gli emuli accusatori. Troppe e troppo gravi ragioni indussero il filosofo ad arruffare durante tutta la sua vita il racconto di questi primi suoi contatti con i tribunali ecclesiastici. Soltanto pochi anni fa la questione è stata chiarita dal Gentile *). fase. anche di quelli che gli tennero dietro a breve distanza) non sono ben noti. napol. tra le carte dei monasteri soppressi. ma credette di poter congetturare un trasporto del Campanella a Roma. stor.

esclusivamente telesiano. dice che ai giudici che gli anno domandavano nt. *) Letiera allo Sdoppio. Parole che anche queste. cui già erano giimte pressanti raccomandatizie a favore del frate. Spampanato. vogliono essere un simbolo dell'atteggiamento da lui assunto nell' intimo suo. donde. nello in cui fu stesso pronunziata la sentenza (1592). se pure non mai pronunziate. il quale sarebbe. (Amab. et trihiiiint diabolo sapientiam. II. Napoli. nella ben nota lettera allo Sdoppio. da un tribunale domenicano. Principato. 12.— 28 — il processo si svolse per intero in Napoli. me plus ohi quam la sentenza. doc. 1887. caeteraque dona Dei ^). invitato ad abbandonare le dottrine telesiane per tornare al tomismo. parve gradire la dedica ch'egli gli faceva del suo De sensitiva rerum facultate.. C. Fra T. in sulle prime. probabilmente nel settembre. accennando a questo primo periodo di burrasca della sua vita. 61). dandogli buone promesse per una lettura di filosofia nello stusentientes. ne' Castelli. p. in corso di stampa). nei momento in cui correggo le bozze di stampa.. (Cfr. e ad abbandonare Napoli. del i^ giugno 1607. Non si sa in ogni modo se appunto più specialmente a questo primo processo si riferisca il filosofo quando. destinata a far da proemio all' A theismus triumphatus.. se pur non airesterno. egli rispose quomodo : literas scit cum non ipsi vini didice- comsumsisse. per tornare alla sua provincia. Messina. propizio. Riservandomi di tornare più tardi. il Campanella partì volontariamente alla volta di Roma. Il Granduca. emanata in Napoli. cap. Vita di Bruno. sull'argomento. e di proposito. nell'agosto del '92. voi. per cortese comunicazione dello Sp. che getta nuova luce sulle tenebre del primo processo. verso quei giudici indegni. contro il Campanella. secondo lo Sp. . II. qui in se htinc spiritum non negant aliis quod dant . Ricevo questa notizia. accenno intanto a questa sentenza domenicana. 184. ed. e accoglierne con simpatia l'autore. Il soggiorno di Firenze parve essergli.

ch'egli portava con sé. ma il conterraneo e correligionaiio del filosofo. e seguace ardente delle empie dottrine di Telesio. a prova della sua dottrina. l. e di una cattedra da cui propugnarla. vi era stato coinvolto in un torbido processo di sodomia. o comepri: . tra le righe. 6i . : *) Al Granduca lo aveva raccomandato non Mario del Tufo. ma altresì antiaristotelico. Ancora prima di giungere a Padova.. ma certamente per ordine del S.— 29 — dio di Pisa ^). pur tacendo della recente sentenza del Tribunale interno. Il suo destino. *) Amabu-e. Battista da Polistena. Ma da un momento all'altro la scena mutò la discussione filosofica con Baccio Valori. Gio. come credette 1' Amabile. Appena giunto in Padova. per quanto posso comprendere dalla sua amorevolissima scrittura» ^). o come insegnante pubblico. tutti i manoscritti delle opere da lui fino allora composte. in Bologna. era ormai già segnato. C. che non c'era da fidarsi « Alquanto dilTerente relazione tengo io del Padre Fra Tommaso Campanella. Fra T. in questo suo lungo pellegrinaggio da una terra all'altra d' Italia. Ufficio. che jnentre la proprio allora Roma aveva condannato lettera di risposta del Padre Generale dei Domenicani al Granduca. fiutando nell'aria un vento non favorevole. p. Ma tuttavia aveva dovuto risolversi a fermarsi alquanto in quella città. S. di quella che è stata fatta a V. lasciò intendere. Sicché il filosofo.. nei riguardi della Chiesa. la sua coiig. a mezzo ottobre lasciò Firenze per Padova. in cerca di libertà fii osofica. riportandone un'assoluzione per mancanza di prove. forse nella speranza di trovarvi lavoro. lo rivelò « giovane di senno maturo e di varia dottrina e recondita ». A. si era visto sottrarre fraudolent emente. da parte dei frati di quella città. Ma qui lo aspettavano nuove traversìe. cui Granduca lo aveva invitato prima di aiMargli la il cattedra.

— 30 — vato. forse nella speranza di poter attendere in pace alla rielaborazione delle opere perdute. mentre pur scriveva vari nuo\^i lavori a difesa del telesianismo. con mirabile tenacia. Ma ben presto nuove accuse lo gettarono in un quarto processo e questa volta la difesa riuscì assai più difficile. positivo.lgrado non avesse ancora trovato modo di concretare in un'accusa legalmente dimostrabile questo suo impreciso. e sfuggita poi sempre all'occhio degl' Inquisitori. Tutto il resto era perduto. non opera per si dette per vinto. verso la fine del '94. sed me facere delinqttentem. opera. e perchè in verità aveva già fiutato in lui un pericoloso spirito di ribelle e d' innovatole. cui de- dicava dice il non cessava dal — iniquitas suo Apologeticits prò Teresio *). 17 (« Giorn. egli V. e si accinse a rifarlo. Ufficio in Roma dovette rispondere altresì di un sonetto empio contro Cristo. come quell'Andrea Chiocco. di possedere un libro di geo Padova a Roma. ed entrava in relazione con alcuni studiosi veneziani. e come aderente alla dottrina di Democrito. di opinioni ereticali espresse parecchi^ anni prima in Calabria. Certo è che tra il '93 e il '94 egli fu sottoposto ad un terzo processo. come assai più grave sarebbe riuscita. timore. mandato da di eresia e di sicché dinanzi al S. II). perchè — non quàerebat delictiim. Di tutto il prodotto della operosità filosofica da lui svolta fino a questo momento non gli restava ormai che la Philosophia sensibus demonstrata. in quanto lo si accusava formancata denunzia di una disputa de fide avuta con un giud aizzante. in caso . la mia Bibliografia. Ma egli. n. Ma la Chiesa com'egli vigilare su lui. Il processo si venne ingrossando lungo la via dopo che r imputato fu. ma fondamentalmente giusto. la malmente condanna. stampata in Napoli nel 1591. come supposto autore del De tribus impostoribiis. crit «. ma. .

p. — gno Nel quale molto probabilmente aveva avuto compaBruno. Ufficio. . fra Alberto Tragagliolo. e meno ancora che esso abbia potuto assol- vere il filosofo della gravissima accusa di aver disputato con un giudaizzante. vox nullius. Firenze. Pare piuttosto (Amabile) che potentissime leve siano state messe in a. 1920. e perciò sulla impossibilità della immortalità : di quelle .— 31 — manzia. sulla traccia di accenni apologetici del Campanella medesimo. *) il Vallecchi. Lelio Orsini. pare meno credibile che il S. V. Uffizio ^) fu costretto per altro a rimanere in Roma. Tuttavia. Giordano Bruno e il pensiero del Rinascimento. 35. con l'animazione universale. chiuso in Tor di Nona fin dal 1592.zione per salvarlo r influenza di D. adducono se è verosimile ch'egli riuscisse a convincere i giudici che del sonetto empio contro Cristo era autore non lui. . egli riuscì anche per questa volta. Liberato così nel 1595 dal carcere del S. Non pare tuttavia che i motivi di questa assoluzione possano essere stati così semplici come quelli che molti dei biografi. una teoria da cui discenderebbe la conseguenza che anche le anime dei bruti e le cose naturali senzienti siano beatificabili. malgrado l'estrema gravità di queste molteplici accuse che la chiesa gli rivolgeva. soltanto in base al vox unius. ma dopo parecchi mesi di prigionia. di avere finalmente esposto nel De sensu rerum. forse dello stesso Commissario Generale del S. fondata sulla eterogeneità sostanziale delle anime dei bruti dalla grande anima del mondo. Gentile. ma Pietro l'Aretino. ad essere assolto. a lui estremamente benevolo forse perfino dell'Arciduca Massimiliano e dell' Imperatore o che : . ma sotto ima sorveglianza piuttosto larga. Uffizio abbia accettata la giustificazione della dottrina del De sentii rerum. e che del libro di geomanzi a egli era in possesso perchè si disponeva proprio allora a portarlo all' Inquisitore per la denunzia.

mai non smentirono durante tutto il corso della sua vita da una parte la figura ideale di un nuovo regno. 159 Band. . dall'altra la figura di una teo- *) KvACALA. affatto puro da interessi mondani e affatto perfetto. che. pur attraverso inevitabili oscillazioni. anMa questo primo brusco urto con la realtà che a non voler tener conto dei motivi puramente apologetici che. Le linee fondamentali unione universale di tutti della sua teocrazia ideale i popoli in un solo gregge e sotto un solo pastore. crescere et decrescere solet. 5 Abh.vrebbero spinto verso il nuovo orientamento aveva in ogni modo senza dubbio suscitato nella sua anima. et qiiihus recuperanda sii). J908. accanto all' interesse sempre vivo per la pura contemplazione filosofica. il De regimine Ecclesiae (Ad pontificem. Akademie dev Wissenschaften in Wien.— 32 — discolpa certamente più efficace zia di opere — la estrema teocra- come la Monarchia Chvistianorum {commen- tarius quibus ariihus res Christiana crevit. philos. di cui egli si sentiva chiamato ad essere il pro- maximus ovile — — : : feta. secondo la maggior parte dei biografi. si erano composte in quella duplice figura. il sj cerdote. i Discorsi universali del governo ecclesiastico per far una gregge e un pastore [Secreto al Papa scio con modi non soggetti alla contradittion de' Prencipi). ch'egli era venuto intanto scrivendo negli ultimi mesi del suo soggiorno di Padova e nei primi del suo soggiorno di Roma. quibus modis non obnoxiis principum contradictionihus. Klasse. il re . già gli erano apparse energicamente dinanzi allo spirito vigile e audace. fin da questo primo istante della sua attività politica. lo a. Thomas Campanella und Ferdinand II {Sit- zungsberichte der Kais. histor. ex loto mundo ponti/ex solis armis ecclesiasticis potest efficere unum sub pastore uno). e forse già. un interesse nuovo e vivacissimo per i problemi politici. p. abbiano efficacemente contribuito alla sua assoluzione *). 6).

235 di questo voi. II) e il Cenno bibl. 8. e avidi di una libertà che confina con la licenza. p. sia pure alquanto modificata. La Riforma è nata dal desiderio dei popoli germanici. volgarmente di Fiandra si possino ridtirre sotto Vohhedienza del re cattolico. la mia Bibliografia... quella tra esse che meglio si mostrasse atta ad adempiere questa grande missione. come braccio armato. Tommaso Campanella — . ma favorirla.. ed è dannosa soprattutto perchè porta alla disgregazione anarchica e individualistica del secolare edificio per cui Roma sola *) crit. V. 27. 26. ma tutto l'etiche same e tutta la valutazione sono orientati su un punto di vista puramente poHtico. insofferenti per natura d'ogni freno. o da un punto di vista più strettamente politico. e nel Dialogo politico contro Luterani et Calvinisti et altri heretici ^). è la molla animatrice di tutta la sua attività letteraria di questo periodo. è per l'appunto il Dialogo politico contro Luterani. con alla terta il papa. In cui non vi è una parola diretta a indagare e valutare il valore religioso della Riforma protestante. 22. n. n. come nel De monarchia christianorum.— 33 — crazia effettiva della chiesa cattolica. 23. e con una delle grandi nazioni storiche.. o guardato dal pimto di vista più specialmente ecclesiastico e teocratico. di sottrarsi alla chiesa di Roma. 3 ». 7.. nel De re^ gimine ecdesiae e nei Discorsi del governo ecclesiastico. in quanto altresì espressione tipica della sua posizione verso la religione positivamente considerata. Questo interesse politico. Di cui l'esponente più significativo. né le cause strettamente religiose che concorsero con quelle polid'altra natura nella sua genesi. e perciò prima la Spagna e poi la Francia. 6. 5. come nel Discorso circa il modo col quale i Paesi Bassi. nei Discorsi ai Principi d' Italia che per bene loro e del cristianesimo non debbono contraddire alla Monarchia di Spagna. 28 e 29 (« Giorn.

annullando il libero arbitrio. La Chiesa ha perciò il dovere di combatterla con tutte le sue forze. 1875. e perciò politica o morale. e il diritto di adoperare come mezzi anche l'esterminio e la morte ucci. dice che la penitenza è « pur troppo necessaria » alla buona consistenza politica e sociale d*uno stato e così via. : . . p. Ma va tant'oltre in questa sua svalutazione religiosa del Protestantesimo.. per altro. di cui egli si fa qui strenuo difensore. Non solo. : dere Lutero. e lettere Napoli. La riforma un ms. e come infatti sembra a prima vista. mette innanzi i buoni frutti che quella credenza produce nel mondo (ospedali. pp. sarebbe stato. 191 1. È la radice medesima del regno è il regno stesso. ristampato in Stuai e ritratti ddla Rinascenza. 69-9?. nap. pp. es. come è sembrato p. ad ima svahitazione religiosa di tutte le religioni.los. nella. in quanto.— 34 — è dannosa. I. essa s' identifica a dirit. un semplice « strumento di regno ». estrinseca. forse senza avvedersene. nella secondo religiosa giudicata dal CampaGiorn. il vincolo religioso. opere di pietà ecc. Bari. nella posizione limite della teocrazia solare. inedito (« '). rompendo fu grande nei secoli quello solo che è legame saldissimo di unione tra i popoli.). da giungere. . 391-421. fomenta guerre e inimiperchè finalmente. non è. ') Fiorentino. di f. Tuttavia il suo non è puro e semplice machiavellismo. perchè. e per difendere il valore dei Sacramenti. al Fiorentino *). il es. e da rivelare apertamente la sua concezione puramente naturalistica. secondo di arrestare egli il miglior modo Campamovimento in sul il nascere. per difendere il valore della dottrina cattolica del Purgatorio. La religione. ma qualcosa di assai più fondamentale. non escluso il Cattolicesimo. pur non essendo per lui soltanto un valore intrinsecamente religioso e individuale. cizie sottrae Tunica base sicura alla morale degli uomini e delle nazioni. della religione come quando.

. un mezzo del suo trionfo finale. Alcan. Paris.— 35 — I tura col potere politico. come pel Bruno. ein Refornier. quanto motivo fondamentale della comune opposizione al protestantesimo. Firenze. la posizione dei due grandi filosofi della Rinascenza è perfettamente analoga 3). fervidi assertori del sacro diritto dello spirito umano alla libera ricerca scientifica con e filosofica. essa se possono una delle VAtheismus triumphatus taphysica '^). ne differenzia soltanto in quanto fa di quello un suo strumento. Bruno e il pensiero del Lanciano. il cap. E non e nemmeno. un semplice surrogato popolai'e della verità filosofica. in parte. Vallecchi. Ffxici. condannano tuttavia una mossa che può parere frutto d' incoerenza o di — nella. Il quale certamente non sarebbe mai potuto giungere a quel tentativo di conciliazione del naturalismo religioso col cristianesimo. sofia. G. Entrambi combattono nella religione oltremontana il servo arbitrio luterano. caratteristiche della filosofia religiosa dele. Entrambi. VI di questo volume. Nello spirito del Campanella la distinzione tra la verità esoterica e quella essoterica. CampaGentile. C. V. pp. il Felici (0. malgrado gì' innegabili punti di contatto tra Funa e l'altra dottrina *). Le dottrine filosofico -religio se di T. e perciò d' interpretazione deisticamente filosofica dei dogmi cristiani. che costituisce invece storiche. •) V. Campanella. 364-375. non senza un ^tantino di passione confessionale. 1895 Rinascimento. cui soltanto i filosofi cui tutto il popolo deve attingere. a proposito del Campanella hanno pensato. 17-24 e passim Blanchet. tra la filoe la religione. non è così netta e così precisa come pel filosofo nolano. ^) E non deriva. e nelle posizioni transitorie.) e il Kvacala [T. *) . anche della Meal Ma. . e. come. 1920. e passim) da persistente incomprensione dello spirito della Riforma. 1920. pp. dipingendone con crudi colori le pericolose conseguenze per la vita morale e civile dei popoli.

-36tori preoccupazioni opportunistiche soltanto agli osservafrettolosi. 1920.. lor preda bramando. fingendo affetti buoni. . Alfin giunse un tedesco luterano. in un suo Sonetto cavato dalla parabola di Cristo. Gentile. e per motivi strettamente dipendenti dalla concezione che essi si fanno della rehgione ma non certo avversari ingenerosi o parziali. pur così alieno dalla loro fede *). e '1 causar. Sonetto ecc. il Campanella può esaltare la figura del « tedesco luterano » su alcuni indegni ministri della religione cattolica. lo vestìo. i quali non han saputo far altro che qualche nuova glosa sopra la Scrittura ». Chi più merita in questi ? chi è più : umano ? ^) ') V. sul breviario recitando. come con tono dice sdegnosamente il Campanella.. il Bruno può salutare i suoi ospiti protestanti. e. 23-29. ma che scaturisce invece da limpida acuta percezione di quello che deve essere l'elemento le disquisiessenziale di ogni esegetica reHgiosa — zioni e le sottigliezze erudite dei « grammatici ^) rifor- dispregiativo li chiama il Bruno di quegli « ignoranti. e lasciando affatto libero di professare dalla cattedra le sue credenze filosofiche e religiose. del Rinascimento. che egli dipinge qui a tinte assai crude come . 2) punto Gentile. Avversari accaniti e tenaci del protestantesimo dunqu. 94. quasi noi mirando. seguitò i ladi-i. : « Da Roma ad Ostia un pover'uom andando : fu spogliato e ferito da' ladroni lo vider certi monaci santoni. su questo il pensiero . G. p. : sol gli fé' croci e benedizioni ma un cardinal. Bruno e Firenze. lui. Passò un vescovo. pp. Poesie ed. ed afferma la fede l'accolse. come quelli che « incontaminata serbarono la libertà filosofica » accogliendo tra loro. se nel commiato alTuniversità di Wittemberg. e se. che nega Topre. lo fece sano.e. in San Luca ecc. matori.

Senza dubbio più ecclettico del Bruno. più paritive lale e singolarmente contaminata di qualche prefeenza cattolica nel Campanella. Anche il vero sapiente. . il Campanella non riesce a conservare mai puro Il quale. può dirsi non è mai escludi questo periodo della sua vita sivo di altre posizioni . passerà invecie. da questa violenta opposizione alla chiesa cattoHca e da questa brusca reiezione di quasi tutte le pratiche del suo culto. come per più rispetti. anche quando il suo naturalismo religioso. ed. senza dubbio più intimamente impregnato della tradizione cattolica. Non dunque passione . di tutto un trentennio della sua attività filosofica. iale indifferenza tica e religiosa ^). che resterà l'aspirazione costante^ se pure irraggiunta e intrinsecamente irraggiungibile. Poesie. a quell'audace tentativo di innesto tra il suo naturahsmo reUgioso e la reHgione cattolica. che il Nolano serba immutata durante atta la vita. Fede naturale del zero sapiente. II. le stelle e cose elette. VI di questo voi. per statue di Dio vive e cortigiani » bisogno di una chiesa : Scuola alza e regno a Dio da questi vani servir a Dio in comunità vivendo.— 37 — anzi sostanconfessionale verso le varie forme di religioni popiù completa e radicale nel Bruno. specialmente il cap. invero. Il quale. da cui anzi si lascia volentieri è radicale — — contaminare. è proprio libertà di spirti umani « *) : *) *) V. che «ammira sente il il sol. attraverso un intenso sforzo di creazione d'una nuova singolarissima chiesa universale e di instaurazione violenta della sua teocrazia ideale. di contro alla osizione costantemente estranea a tutte le chiese e a utti i culti. p. Gentilf. poli.

crit. dice il Prodromus ^). quod aliae cognitiones dubiae ad sensum recurruni prò certif Udine. che invece era venuto a più riprese rielaborando la sua Fisiologia maggiore.. fino a darle la forma ch'essa presenta nella Realis philosophia epilogistica. Duce sensu pMlosophandum esse existimamus.-38Accanto alla concezione schiettamente naturalistica della necessità politica della religione (Ncque Respuhlica et coetus hominum uno die absque illa subsisiere possent ^) s' insinuerà sempre nel Campanella qualche elemento più che naturalistico Homo enim. Accanto al crudo sensismo materialistico del Prodromus ^) tipicamente rappresentativo di questo momento del pensiero campanelliano. ma commosso misticismo. II) n. )) art. p. con accenti di pacato. Signum est. religans se Deo spernit viiam praesentem.(«Giorn. Ma contempoch'egli *) Metaph. non è altro in realtà che un piccolo breviario di fisiologia telesiana. MDCXVII. imprimerà al sensismo telesiano. n. surgit in nocte ad contemplandum et canendum Deum . Eius enim cognitio omnis certissima est. (V. 24 e n. e senza sovrapposizioni. XVI. com'egli dirà. 232. cap. 304. come quello che. ieiunaty se flagellai. rappresenta più schietta. 25. instaurandae. proponendosi di essere un Compendium de rerum natura prò philosophia ttmana. )> ^) ^) » Che. si de-linea nettamente già fin da : questo periodo la profonda trasformazione idealistica. summoque superis inliiat amore ^) Altrettanto può dirsi del suo naturalismo filosofico. *) Prodromi p. la prima fase del pensiero del filosofo. quia fit obiecto praesente. Francofurti. e il Cenno bibl. non più rielaborata dal Campanella. nel 1617 dallo Adami in Francoforte. ». la mia Bibliografia . philosophiae 27. a. pubblicato. ma su una redazione primitiva (del 1595). P. coni' è noto. . » 1. IV. compilato su uno schemia quasi analogo a quello della Philosophia sensibus dcmonstrata. 2. » 140 della III parte.

citato. in questo stesso passo. cap. e nell'aria. è cosi intensamente colorato di naturalismo. 30. 86. p. I. come dice il II libro del senso delle cose* ^) e. p. Vitium vero impuritas. quae prò ut magis conservant. magis virtutes sunt . 2 e 3. («Il senso essere percettione di passione con discorso di cosa esistente in atto. « il senso è sapienza. 3) T.. Francofurti MDCXVII. n. 7 del ms. La prima redazione del Senso delle cose risale al 1590 (V. 109 del ms.— 39 — raneamente . Il fugace accenno etico. da risolvere quasi completamente l'etica nella fisiologia {Fontes omnium passionum sunt duo oppositi sensus. Est enim virtus puritas animae ad quam facultas sese servandi sequitur. voluptas et dolor. quanto alla mente. ma *) Prodromi p. *) Cap. 230). sicut in Ethicis dicemus. alla istessa maniera l'anima se infà delle passioni dello spirito » è pur vero che il Campanella giunge. nel Senso delle cose già spunta. che chiude il Prodromus. rossa e verde. non è passione. afferma il I libro. . « se *) Il Prodromus risale al 1595.. Ma contemporaneamente. come con mossa veramente rivoluzionaria. i primi abbozzi di fisiologia al '92. perchè. impurum vitio dicitur ^).. Cenno hihl.. sicut purum aurum virtute praeditum. con la dottrina della 7nens.. p. se è vero che «la mente. o scintilla di sa^) pienza divina. citato. e non informatione di pura potenza» ^).. che rotto lo specchio dispare » e che « come la luce incorporea si fa nelli vapori dello irride gialla. ut vero magis destruunt.. fino a dichiarare che. magis vitia dicuntur. sta nello spirito come la luce sta nello specchio.. e cossi nelle nubi e nel fumo. ma percezione di passione. philosophiae instaurandae. in qua destruendi vis manet . 4. l'accenno ad un completo superamento di questa concezione. Hinc et virtutes sumunt ortum.

di cui ciascun grado assorbe e potenzia il precedente. e di un possibile trionfo di lei capovolge interamente. quella lotta interiore. come in tutta la morale campanelhana. fino a preannunziare. nella fama. dopo circa due secoli. patirà pena. sia pur rozzamente. intuisce. Il naturalismo etico si lascia sua mano» mentre che pone nella il conservazione nell'essere dell'uomo è qui non soltanto fonda- sommo bene mentale. con le passioni. II. 30.— 40 — vincere. il primitivo naturaHsmo. lontano com' è da quella quadruplice differenziazione (conservazione in sé. con una siffatta concezione dualistica e drammatica della vita morale. ms. nella Realis philosophia epilogistica e che. resterà pura» ^). 114. Ma tuttavia il pensiero di una possibile lotta della mens. cap. citato. ma anche molto crudo. fino al supremo (amore a Dio) in cui il processo culmina. nei figli. che costituirà. il pathos dell'etica kantiana ^) Del senso delle cose. in Dio) che raggiun- gerà più tardi. p. 1. . Dichiarazione di importanza enorme. se pur non vede chiaramente. perchè il freno sta in «se vince. nella concezione di uno sviluppo progressivo della tendenza di conservazione. l'esigenza di un persistere che sia insieme procedere.

p. La teocrazia solare et Redeunt Saturnia regna nova progenies coelo dcmittitur alto E doga {Poesie. La città del sole. ed. che ne senta tutta la passione e si senta per ciò stesso spinto a deviare. Tempra non di sereno e calmo studioso che speculi tranquillamente sulle condizioni politiche e sociali del suo tempo. p.III. sia pure violentemente. senza dubbio gli urgeva tumultuosamente nell'anima. e doveva necessariamente tendere allo sforzo di tradurlo. sofismi. ipocrisia » •) : *) Delle radici tile. ancora inespressa. 18. spingendolo all'azione con tanto più di violenza. il Campanella già durante gli anni del suo sogtile dovè sentire V insofferenza dell' inue l'ansietà di una vacta azione. e ne indaghi il corso. quel corso. Gen- . quanto più si veniva accentuando ed esaltando in lui la coscienza di uomo predestinato giorno in attesa. 195)^ ! Uno spìrito come quello del Campanella non poteva appagarsi della semplice formulazione teorica (Fnn programma politico e religioso. de' gran mali del mondo. Poesie. e ne denunzi i mali. in realtà. comunque. ma di ardente impetuoso riformatore. Roma a grandi eventi : « Io nacqui a debellar tre mali estremi tirannide.

Ufficio. sollevando gli spiriti dalla . erano ricadute sul nostro popolo. non pure nelle carceri del S. alla speranza di una titanica rivoluzione cosmica. miracolo di giustizia e di perfezione. per ragioni evidenti. con quella fede nelle profezie. carestie. in tutte le espressioni del più misterioso occultismo. senza dubbio estrema in questo periodo. Ufficio. e forse maggiore. — — forzata tesa di presenti. propria del tempo. E la speranza e la fede si condensavano intorno alla imminente fine del secolo. nella magìa. di uomo. che era stato fecondo di sterili guerre interminabili. cui gli astri avevano segnato fino in sul nascere un destino pari a quello dei grandi fondatori di religioni. dicendogli di aver avuto sette pianeti ascendenti favorevoli nel momento della sua nascita.— 42 — com'egli doveva più tardi cantare nelle Poesie . combattute tra stranieri. suo compagno di carcere nel S. che volentieri si abbandonavano. saccheggi. pestilenze. com'egli confidava anche al Ciarlo. sul nostro suolo. dove. All' irrequietezza del suo animo. mentre Cristo. che avrebbe dovuto non si sapeva come e perchè. nell'ate nella facile fioritura di magnifici piani d'azione. es. la speranza di una duplice redenzione religiosa e politica doveva rigogliosamente attecchire. devastazioni. p. ma questa stessa ignoranza ne accresceva il fascino misterioso influire sugli umani destini.. confortate dalle predizioni astrologiche che annunziavano il 1600 come anno fatale. ne aveva avuti soltanto cinque. nell'astrologia. oppresso e dissanguato da esose dominazioni straniere e una turbata fremente atmosfera da millennio si veniva formando negli spiriti. egli vedeva sempre più corrispondere la sorda agitazione dei tempi. e di cui le più tristi conseguenze. ma anche nei circoli letterari e inazione e dalle sofferenze un secolo d'oro . instaurando sulla terra un'era nuova. Il Campanella doveva averne sentito parlare apertamente ed entusiasticamente. Un secolo finiva.

entrambe rappresentate da uomini potenti e prepotenti. abusava ogni giorno più delle immunità ecclesiastiche. Il clero minore. come di armi nella lotta e la S.. che egli ebbe senza dubbio occasione di avvicinare. Sede. come il principe di Bisignano. le violenze d'ogni specie erano giunte a tal segno. tuttora carcerato nel Castel Nuovo. diffuso non solo nel popolo. liberatosi da Roma e tornato a Napoli.— 43 — scit'iiliiìci. spinti da interessi di partito. ma anche tra quei nobili che. Tornato finalmente in Calabria. corrottissimo nei costumi. I 1 di famiglie . il Duca di Vietri. ch'egli frequentò certamente dopo la liberazione del carcere. vescovi. egli doveva aver sentito anche il qui analoghi presentimenti e preoccupazioni. servendosi della scomunica e di tutti i mezzi. e profanava in ogni modo il suo ufficio. Fazioni avverse contendevano talvolta e catastrofici.di \ \ 1 j . in cui la coesistenza di due forze come la Spagna e la Chiesa. da dover effettivamente indurre negli animi la previsione di eventi straordinari . sanciva i soprusi e proteggeva i prepotenti. Poi. lontana e anch'essa più che tralignante dai pricipii ideali del cristianesimo. non d'altro sollecita che d'affermare in qualsiasi modo il diritto di priorità sul potere regio. maggiormente avevano sofferto dei soprusi del conte Olivares. condizioni estremamente gravi di quella regione. anche i meno confacenti al loro ministero. e in più un vivissimo fermento di ribellione contro il malgoverno spagnuolo. non poterono sfuggirgli le. e con una delimitazione di attribuzioni tale che non poteva non produrre continue contestazioni i soprusi dei nobih. e in cui non solo uomini di dottrina. 1 ' 1 \ . verso novembre del '97. e tanti altri. entravano in continui asprissimi conflitti giurisdizionali con i rappresentanti del potere civile. la depravazione del clero. persone. nel luglio 1598. ma anche alti prelati dividevano le ansie e le speranze per la catastrofe che si riteneva immancabile.

aumentavano in maniera preoccupante il numero dei banditi. Gruppi di frati si davano alla campagna. dilaniate da inimicizie ereditarie. la frequenza delle liti e delle contese. agivano come banditi. ta. Ai pericoli. alle lotte e desolazioni intei'ne s'aggiungeva il pericolo turco. tende a fare del Campanella un cam- pione dell' indipendenza d' Italia dallo straniero. e. I nobili e le famiglie private. con grande terrore delle popolazioni. sì che molto spesso borgate. gl'imputati non a colpirli. anche volendo. bruciate. lasciandosi fuorviare da una duplice illusione anacronistica. ^) pp^ 1 10-134.. ^) Amabile. voi. e perciò senz'altro risultavano colpiti dal bando o forgiudica . e del Bassa Cicala un bandito. forniti di comitive armate. che avrebbe abiurato la propria . l'estrema severità delle leggi. per predarle. Appunto nell'estate del 1598 il famoso Bassa Cicala *). laici tutt 'altro cosiddetti diaconi selvaggi o clerici coniuche onesti. città e intere province venivano saccheggiate. fatti d'un tratto clerici mediante il permesso vescovile d'indossare uno speciale ferraiolo nero. che comminavano la pena di morte per moltissimi delitti anche minimi. Il Fiorentino. eroico per amore di libertà.lvolta distrutte interamente. affrettata talvolta siffattamente che. Il gusto della prepotenza. tenevano agitato il paese con combattimenti incessanti tra fazioni e fazioni. e non poche lotte erano coronate da omicidi e delitti d'ogni specie.— 44 — aspramente tra loro. commettevano abusi e prepotenze a non finire. e così esentati affatto dalle contribuzioni fiscali e dalla giurisdizione temporale. la sua congiura etc. I. senza che il governo riuscisse gati. 1). la procedura dei giudizi. Fra Tommaso Campanella. quasi un cospiratore dell' 800 in anticipo . proprio del tempo. e il governo si mostrava impotente a difenderle. I facevano in tempo a comparire dinanzi ai giudici. le coste della Calabria. La flotta turca periodicamente assaliva di sorpresa.

che non era uomo da as- religione (egli era. Telesio. che gli dava speranza di vendetta contro genovese. d' origine cristiana e di faminato a Messina nel 1548) «abbracciando Maomettanismo. . fluenza suggestiva che la figura di questo ardimentoso corsaro E avrebbe esercitato sul Campanella. Amabile. egli se n'era partito. la sua congiura. 14. chiedendo governo vicereale che gli concedesse di riabbracciare la vecchia madre.). i documenti storici lo pongono in tutt'altra luce. avrebbe tuttavia conservato nel profondo del. che pur essendosi fatto di cristiano maomettano. II. non aveva mancato di consentire a un così acerbo nemico l'incontro amichevole da lui chiesto. Luce che se non è quella di un transfuga religioso per amor di patria.. senza opporgli la menoma difesa o fare il più piccolo atto di ostilità. s'intende. ed. quando non si sappia guardarsi dal pericolo di illusioni soggettive. si era fermato nella «fossa di S. tuttora vivente in Messina.— 45 — penetrato nel golfo di Sqiiillace. Giovanni» londe aveva mandato messaggeri a Messina. a nuovi ritomi e a nuovi saccheggi. p. E il governo. ma (Fioreniino. per quella volta. «Civiltà Cattolica '\ 1898. città in quel tempo interdetta il Campanella. 134). l'anima tale inconsapevole affetto per l'antica religione da adempiere molto volentieri l'ufficio « di correre i mari mediterranei colla flotta 'per tenere a bada Italiani e Spagnoli e impedirli di portar soccorso all' Imperatore » (!) P. I. quanto al Cicala. Clemente Vili e Sinan Bassa Cicala.133 sgg. Sbarcato a Nicastro. . Dove si vede fino a che punto da una parte e dall'altra si possa giungere. dopo aver fatto sbarare al Capo di Stilo pochi uomini per un breve sacheggio. Sicché. p. C. certamente neanche quella di un uomo. (V. i feroci oppressori della sua terra» perciò esagera oltre ogni verisimiglianza l'inP. Ilario RiNiERi. ma pronto. Fra T. Koma. non è per altro. devoto e compiacente. glia il com' è noto. senza fare ulteriori danni alle coste di Calabria.1 * * dal vescovo. Mentre è ovvio che i motivi intimi che spinsero alla congiura il filosofo della Città del sole sono ben altri e.

in ima sua « visita verso la marina » tutt' altro che gradita ai rappresentanti del potere viceregio. verisimilmente autografo. I. ancora assai dibattuta al tempo dell'AMABiLE (V. Napoli. il Campanella si ridusse. 91. 147148) il quale sosteneva. non mancò di porlo fin dal primo momento in non buona luce presso quest'ultima. Oltre a notevoli opere politiche. p. forse nello stesso settembre di quel 1598. il vescovo di Mileto. Campanella. pp. dove cominciò a vivere una vita in apparenza tranquilla e ritiratissima. dichiara esplicitamente « e scrivo ciò nell'anno 1599 » V. si trovò ben presto coinvolto nelle lotte e negli intrighi che la dilaniavano. il Campanella. la data del 1598. dimostrando la insostenibilità delle date del 1600 e 1609 da essi assegnate. e attendendo ai suoi studi. Che divenne a dirittura cattiva. secondo l'ingenua deposizione di un testimone del processo). predicava. Marcantonio del Tufo. adempiendo puntualmente ai suoi doveri di religioso (celebrava la messa. circa un mese dopo. verso la fine d'agosto. il che. passato da Nicastro a Stilo. recitava l'ufficio insieme con gli altri frati. in ultima analisi. // codice delle lettere del Campanèlla. in un piccolo convento della sua Stilo.. quando. poi che la lotta si riduceva. sconosciuti all' Amabile. in qualità di teologo. come la Monarchia di Spagna *) e circa la data di redazione della MonarSpagna. ma solo si notava che « stava astratto ». Geneviève di Paiigi). la sua congiura ecc. uno dei quali (Bibl. è stata ormai risolta dalla scoperta fatta dal Kvacala di numerosi altri manoscritti. e Fra T. Kvacala.-46sistere agli avvenimenti come spettatore inerte e passivo. ebbe a seguire. dopo questo episodio. Ma. 188 1. Ueher die Genese der Schriften 1) La questione chia di : . Interposti dapprima inu- tilmente i propri uffici di pacificatore presso il Vescovo.. contro i precedenti biografi. finì poi col prendere le parti del Vicario di hii. a una delle consuete contese tra l'autorità ecclesiastica e quella civile.

tema di vivo interesse anche a costo di per lui. la mia citata Bibliografia.. calcoli astronomici e astrologici. 239 di questo voi. 40. 1911. quasi suo malgrado. scritta per Spagna contro Inghilterra ». et ('gS-'gc)) gratta cantra Molinam prò Thomistis. p. ». e Neue Nachtràge.38 («Giorn. 42 (« Giorn. che. la sua anima era così assetata di trascendenza. che rivela quanto altro mai Io stato di eccitazione e di esaltazione in cui era giunta in questo periodo nel suo animo la febbrile attesa del millennio. p. 37. critico». *) V. Juriew. introdotti più tardi come Articnli prophetales nella sua seconda difesa . p. ^). che scorrea da levante a ponente » gli si colorivano. ma straordinari. n. . È Thomas Campanella. Quanto più la fine del secolo si avvicinava. Ili. il terremoto di Calabria. piccolo scritto. il passaggio di una « cometa marziale e mercuriale. a dispetto della sua filosofia naturalistica. di trascendenza. III. nella fantasia eccitata ed accesa. sì che il suo stesso naturalismo gli si colora. II) e . I. coincidenze misteriose. di apocalittici colori. Mattiesen. critico il Cenno bibl. II). 28 Nachtrag zu dey Abhandlung « Ueber die Genese » p. . n.— 47 — una tragedia politica. 12. da vedere nel più naturale fenomeno. un trattato teologico De predestinatione — — . n. Maria Regina di Scozia. risalgono certamente (( al periodo di questo suo soggiorno in Calabria. così vivace sostenitore contraddire i principii fondamentali della sua filosofìa. 191 3. È il trascendente. e anche fenomeni naturali. *) V. vicina a terra. la mia citata Bibliografia. cbe. tanto più l'idea della fine del mondo lo turbava e lo agitava. pur di salvare l'edificio morale e politico che su quella e il primo abdel libero arbitrio dottrina si fonda bozzo dei Segnali della morte del mondo ^). come le terribili inondazioni del Po e del Tevere. Profezie. oscure influenze soprannaturali.

amministrazione della giustizia. ma che trae il suo va-» lore e la sua ragion d'essere dalle profezie e dalle rivelazioni di Dio stesso. ospite non richiesto e non desiderato. si rivendica e rientra. che è anch'essa spiccatamente colorata di naturalismo. . È perciò che. da tutte le parti . non limitata alla Monarchia. qual'era stato Filippo IT. si abbandona. leggi. ma già priva di uno spirito di reggitore e dominatore. la stessa Monarchia di Spagna contiene. che si è manifestato attraverso le profezie la Spagna è grande innanzi tutto per motivi profetici ed astrologici. opera di indiscutibile ispirazione naturalistica (la suprema saggezza consiste nel seguire la natura. e si annida in ogni più remoto angolo del pensiero. all'utopia di poter instaurare di colpo tra i montanari della sua Calabria una repubblica ideale. Posizione questa. accanto ai caratteri naturalistici. padrona ancora di un impero mondiale. con notevole senso realistico dei problemi •->) . e però priva di mediazione dialettica e quindi d'ogni terreno solido su cui posare. È perciò che. e assume le forme le più fantastiche. Del resto. . mentr'cgli riesce a vedere.nella scrive la Monarchia di Spagna.-48scacciato bruscamente da un'immanenza raggiunta di colpo. e inconciliate con essi^ stupefacenti affermazioni di trascendenza il primo dei tre fattori della grandezza spagnuola e del Suo destino di preminenza mondiale è Dio. mentre il Campa. ma estesa a quasi tutte le sue opere. finanze ecc dà opera a creare la sua città del sole. senza la menoma preoccupazione critica e con assolutamente inadeguata valutazione degli elementi di fatto. e vi spadroneggia tirannicamente. perchè è la posizione : . la posizione veramente decisiva in cui si trovava sul finire del cinquecento la Spagna. della politica e con perspicuo acume storico. modello di razionalità e di perfezione. « che è l'intima nostra arte divina e coerentemente naturalistica fin nei particolari del disegno di politica interna.

disperati propositi di rinunzia e scettiche denegazioni della vita. mediante il ricorso ad autorità canoniche. Vivace e piena. ma anch'essa non . dei singoli. e che ò indispensabile tener presente per la intelligenza della genesi ideale della congiura. egoistico. verso il mille.\\ gione cattolica si sarebbe sostituita una nuova reli. nel senso di un godimento individuale. un amore universale in cui. aveva suscitato nelr anima medioevale rinnovate fiammate di misticismo. vero uomo della Rinascenza. in cui alla reli. quando giunse fino a negare tutta Fattività esterna da lui messa in opera per preparare la congiura. che scaturisce appunto da una singolare fusione di conati naturalistici e razionalistici. Quella stessa idea che. Giustizia non egalitaria. e che prima di . che anzi tentò di corroborare e giustificare. questa fine un secolo d'oro dovesse realizzarsi. anzi proporzionata al valore dei singoli nella città del sole il più sapiente sarebbe stato insieme monarca. una nuova era di pace e di giustizia si sarebbe realizzata nel mondo. legisla. suscitava in lui. ma non nel senso del carpe diem oraziano. : . e di credenze profetiche e astrologiche. posti in comune tutti i beni. egli credeva che fosse dovere degli uomini di contribuire in tutti i modi. Né questa sua fede egli smenti mai durante i processi. di una repubblica ideale S^ governata secondo le leggi naturali. Nessun dubbio dunque per hii che il mondo dovesse veramente finire. ^^ ' esente da forme singolari di culto e da una singolare gerarchia teocratica all'amor proprio. ma non mai questa <>ua fede nelle « grandi mutazioni ». più conforme alla natura. con ma l'origine prima dei mutale loro umane forze menti era in qualche cosa di più che umano. e cessato ogni motivo di dissidio tra gli uomini. . una vivace affermazione di vita.'\ gione.-49 - medesima del suo spirito. anzi nel senso di un novìis ordo universale. più o meno squisitamente e raffinatamente sensuale. Alle mutazioni straordinarie che egli prevedeva. 4 — Tommuso Campanella .

E. intonando con sottile abilità le sue esortazioni e i suoi incitamenti ai differenti toni delle singole anime cui si accostava. Il popolo lo circondava a poco a poco di un alone taumaturgico gli chiedeva rimedi per le malattie. in moltissime deposizioni. ma. deve governare. e che. E questo accresceva il suo credito e contribuiva ad allargare la sua fama. superstiziosi e orientati verso il soprannaturale. 139 e passim. entusiasta. 244. « assai sa chi non sa. insieme. dotato di spiriti familiari e di poteri magici. voi. cioè una tabanella bianca fino alle ginocchie con maniche lunghe et un coppolicchio ligato a modo di turbante di Turcho ». quanto agli altri. in virtù del principio estremamente aristocratico che chi più sa. Ili. diabolico. Profondamente convinto di questa idea. p. lungimirante fino a sconfinare audacemente nella utopia e. avente diritto all'obbedienza assoluta di tutti i sudditi. Fra T. ordiva nell'ombra la sua trama.— 50 — tore. con piena coscienza della egli bio fuori dell'ordinario. e ne aspettava fiducioso la salute del corpo e quella dello stato. circospetto. sacerdote. C. se sa obbedire ». dapprima nelle conversazioni private. intento a tracciare con cura minuziosa anche le più piccole linee del suo disegno («et havea stabilito alli congiurati nova sorte di vestiti. 4oc. e la sua congiura. nello stesso tempo. consapevole dall'ascendente che la sua parola esercitava sugi' individui e sulle masse. di poi nelle prediche. Né egli esitava ad assumere la veste di vero e proprio riformatore religioso senza dubbio al credo cattolico dovette contrapporre. animato dalla sua tenacissima fede. : : *) Amabile. ecc. .. Uomo senza dubappariva agli ignorantissimi contemporanei. Campanella lavorava con tutte le sue forze a preparare l'avvento della città solare ch'egli sognava. secondo la caratteristica deposizione di uno degli imputati nel processo ^).

Sabello. come fu Ario. Cristo stesso essere non altro che un uomo. rispose il frate arditamente. come come .— 51 — eresia. e che il motivo intimo della sua azione sia stato. che fu sempre bastone degli heretici. et altri. per la prima volta dal Kvacala. o dare un intelletto a qualche passo di essa a lor modo. che come nuovo Messia era venuto al mondo. 30. per salute dell' huomo » ^). così si lasciasse correre in simili heresie. Appena dopo la sua cattura. ecc. et ultimamente Lutero. ma a fare nuove leggi da per se. che lasciò predicare dai più fidi seguacf. quali mai andorno per pensiero alli heresiarchi antichi. ed. il . *) Ragguaglio de* movimenti suscitati in Calabria dajra Tomasso Campanella. con che si maravigliava molto eh' un literato suo pari de' buon ingegno. II. ma che pari suoi non attendevano a ciò. che questa era la proprietà d' huomini grandi. et ordinare de nuove regole al vivere. un suo proprio credo naturalistico. und Ferd. egli medesimo zione di essere non esistere i regni oltremondani così sua : ma . non essere peccato l'atto che conduce molti dei miracoli attribuiti a Crialla generazione sto essere assurdi . e clie forse predicò soltanto mutanon esservi morte. massime di lui. Calvino. e figlio d'una Religione come la Domenichina. al rimprovero del « Signor Carlo Spinello » che gli ricordava « quanto erano inconvenienti alla professione d' un Cattolico Christiano simili false opinioni. p. 1908. . quali non han saputo far altro che qualche gì osa sopra la Scrittura. che si maravigliava del signor Carlo che l'andava comparando con simili ignoranti. Non mi pare invece ch'egli possa aver assunto una posizione di vero e proprio rivoluzionario politico. o pure stiracchiare li sensi di quella a beneplacito. essere la tradizione cattolica se li rappresenta valore della religione riposto soprattutto nella ragione di stato . Tj C.

. Del resto. l'ardente desiderio di trasformare radicalmente. Ma. è vero. T. profezie e l'astratta speranza : nanzi alla sua mentalità di uomo che e tanto lontano dall' intendere l' intimo movente della predicazione campanelliana. come hanno pensato tutti coloro che hanno voluto fare del Campanella quasi un patriotta nel senso del secolo XIX. II. T. fine a se stessa La ribellione alla Spagna non è tanto la rivolta contro lo straniero invasore della terra d' Italia. non mi pare sia da dare troppo peso a una siffatta dichiarazione. Wien. p. tono» 2). e non eccederanno. anche a non voler considerare il fatto che l'anonimo narratore del Ragguaglio potrebbe aver accentuato questo lato. ') Ragguaglio de' . mentre vedranno. C. « almeno da questo impaegli vien tratto in. da non riuscire a vedere nelle parole e negli atti del frate altro che l'opera di un pazzo. ') KvACALA. nel momento in cui. und Ferd. 32. — — . arresto reranno li Signori a governare bene li vassalli. non è come. a torto. È vero che la sua predicazione rivoluzionaria nel senso politico. il Campanella non doveva affaticarsi troppo per minarne le basi. Il Ragguaglio gli fa dire. mediante una rivoluzione di tutti gli orSTnamenti politici del tempo e del luogo.— 52 piuttosto che la fede nelle d' instaurazione della città eliaca. che porterà alla felice teocrazia solare. senza dubbio pili chiaro di- vorrebbe il K vacala ^). secondo me. ha pensato l'Amabile frutto di un semplice calcolo circa le maggiori probabilità di riuscita del movimento in un terreno che fosse stato già eroso politicamente e religiosamente ma non è nemmeno. 1908.8. movimenti suscitati in Calabria ecc. ma il primo indispensabile passo nel sovvertimento delle istituzioni già esistenti. quanto all'edifìcio pohtico. C. scoperta la congiura. II. Wien. le condizioni^ politiche e sociali del suo paese. p. und Ferd. 1908. che li popoli si risen.

a tutto tentare e tutto osare. Maurizio de Rinaldis. ritrovo abituale di fuorusciti. con circospezione. 1908. infervoravano a loro volta e con viaggi frequenti nei centri principali della provincia. 30.— 53 — già si più che róse. lo stato d'animo dei fuorusciti. Alle condizioni generali del paese aggiungeva. che aveva abbracciato con entusiasmo e con ardore V ideale politico del filosofo e assimta su di sé la preparazione di tutto quanto *) ^(^gg^^glio. KvACALA. Wien. e le aggravava. Ferd. p. laici animosi. und. che la lotta tra le due famiglie dei Contestabili e dei Carnevalari portò ad avvicinare il Campanella. allargavano il movimento. sebbene non che al barazzo. . frati. come luogo d'asilo. esisteva un vasto. C. T. piano di organizzazione della congiura. Ed egli. Fuorusciti. gna . Maria di Gesù. Il contatto con alcuni di questi. già. fu un'altra delle tante cause che accelerarono ed allargarono Il piccolo conil lavoro preparatorio della ribellione. — in tutto coerente. divenne rapidamente centro di numerosi sottili fili che in breve avvolsero in un' unica trama tutta la terra di Calabria e fin l'estremo lembo della Sicilia verso il continente. trascinanti nella lotta intere famiglie e talvolta intere città sempre covanti nell'anima un fiero rancore verso la Spa. — — primo ragionamento li metteva il cervello in cattivava l' anime » ^) accennel secondo deva gli spiriti. giovine fuoruscito ani- mosissimo ed esperto di armi. venivano a lui. pronti. per la loro speciale condizione. spesso in guerra aperta tra loro. Senza dubbio. ma con caJore ed entusiasmo. Gli infervorati. ed. . II. vento di S. tutti insofferenti del duplice giogo religioso e politico. e con e realtà quella forza persuasiva a cui era fama che nessuno sapesse resistere (« e dicono che con tanta efficacia imprimevasi il suo parlare negli animi altrui.

si accennò anche con insistenza all'aiuto del Papa. ma che sono invece più che verosimili ^) avrebbero protetto i rivoltosi e impedito l'arrivo di rinforzi per mare alle truppe del governo. « Civiltà Cat*) Ma nieri. con un pugno d'uomini. che non pel « ribelle » frate di Stilo. erano illusori. favoleggiarono alcuni tra gli organizzatori della trama. il primo nucleo di armati in Catanzaro si sarebbe venuto come si sperava rapidamente ingrossando per concorso di uomini da ogni parte della provincia. Gli altri aiuti di cui. di cinque o sei vescovi della Calabria. anzi spiccatamente settario in senso opposto (RiNiERi. avrebbe. tolica». Scoppiata l' insurrezione. a misura che il tempo stringeva e le esigenze della propaganda crescevano. occupato Catanzaro. Clemente Vili e Bassa Cicala. Dal mare i Turchi (secondo accordi che più tardi i congiurati e lo stesso Campanella negarono. . combattendo a buon diritto l'acredine anticlericale dell'Amabile. Né gli animi esaltati e impazienti potevano avere la calma di considerare quanto vi fosse di assurdo La contare non : sui quali insiste con troppa compiacenza il Riche nel suo animus clericale giunge fino a manifestare quasi maggior simpatia pel « rinnegato » Bassa Cicala. realtà delle forze su cui i congiurati potevano era certo commisurata alle sterminate forze di una potenza come la Spagna . ma appunto per questo essi fidavano sulla coincidenza dei grandi movimenti previsti per la fine del secolo. Roma. dove l' idea della congiura aveva suscitato — — numerose adesioni. le terre del litorale. sia pure temporaneamente. con la facoltà di occupare essi.— 54 — si riferiva all'azione da esplicarsi con le armi. ma con spirito tutt'altro che sereno. i Del Tufo. il principe di Bisignano. o esagerati neil' intento di suscitare maggior fiducia nell' impresa si parlò di signori come Don Lelio Orsini. 1898). e sul concorso valido ed efficace dei turchi. tra cui quello di Mileto e quello di Nicastro .

: : . Mentre dinanzi ai biografi dell' 800. che ammette la congiura. che non era certo quella cattolica in un' impresa alla quale cooperavano niente meno ile i Turchi Sicché le fila della congiura ingrossalo rapidamente *). Per i biografi colare più antichi non esiste. — . un vero e proprio problema storico essi ne parlano in termini generici. La su. tagliando ogni legame tra le profezie del Campanella e l'azione di Maurizio de Kinaldis e di frate Dionisio da Nicastro. Dalla ingiustificabile congettura del Baldacchini. dapprima assai guar. felice filosofo.— 55 — tefice verso e di contraddittorio in questo presunto favore del ponun movimento mirante. sì. oltre tutto a rigli abusi della religione e ad instaurare una speciale religione. senza entrare in merito e senza fare commenti o apprezzamenti. ecc. Il filosofo. servendosi di formule più o meno convenzionali Neapoli perduellionis reits factus. diventare « l'eterno ed insolubile problema degU eruditi». o se invece quella non sia al tutto o in parte una favola. Neapolim tanquam Majestatis rens tradiictiis (Echard). questione si complica fino a. (Cyprianus).. finallora. pubblicata dal Capialbi. entusiasta. ma come seguace dalla incertezza del Centofanti. o a quella del Berti.. alla sedella congiura. per un malinteso senso di amore e di pietà verso V in- questione .. che vi avrebbe partecipato non come iniziatore.. per troppa fretta e per scarsa riflessione critica mente. dicatore di fantastiche rinnovazioni un gioachimista » cui « il desiderio che le sue profezie si avverassero portava ad amare e quelli che vi prestavano fede e quelli che tentavano di recarle in atto » la posizione d' incertezza permane. per tutt'altre ragioni. ugualmente non esiste il egli non ha il menomo dubbio circa la realtà della congiura e circa la parte che in essa dovette avere quel « grande imbrogliatore ». la ma fa molte riserve circa l'azione del Campanella. e per le nuove scoperte di documenti spesso contraddittori tra loro. che dubita. ! formare *) Accenno appena. e. un pre. attenendosi fedelmente alla Narrazione apologetica del Campanella medesimo. facendo del filosofo « un giovane audace. a questo riguardo. che salta a pie pari la questione. dichiara senz'altro « inventata » la congiura. È noto come pel Giannone problema. ma poi conchiude con l'affermare che certamente « alcuna cosa egli fece o tentò di fare » fino alla recisa negazione del D'Ancona che. tae. per debito d' informazione. se egli sia stato il capo della congiura.

pacifico. ecc. KvaCALA (V. lontanissima dalla figiira eroica di colui che noi amiamo e veneriamo come « uno dei maggiori filosofi e dei più forti caratteri che siano stati in Italia tra il decimosesto e il decimosettimo secolo ». la famosa riimione del 3 settembre sul monte di Stilo « pingue di libertà »). « buono se si vuole. dovè poi.. 5) un Campanella brav'uomo. ne esca anzi enormemente ingranperchè. come quella che non è ne un documento dell'accusa né della difesa. e simile agli anacoreti delle vite dei Santi Padri. pera decisamente soltanto I'Amabile. egli dovè diventare più esplicito. verso gli aitimi giorni. ma pure senza energia. senza indivi- dualità. che con la sua ricchissima documentazione e con la sua ricostruzione biografica porta un contributo risolutivo al problema della congiura. esagerato poi nelle deposizioni di alcuni accusati fino ad un'orgia immonda. . p. e che convalida tutti i punti salienti della narrazione dell'Amabile. . cospiratore e martire della sua fede. testimonianza interessantissima. ma una semplice cronaca rozza e genuina degli avvenimenti. 1867. . del condottiero di anime e reggitore di popoli e dovette. uscire dal riserbo abituale e certo negli ultimi convegni tra i congiurati. lungi dal diminuire. i quali non hanno altra differenza che nel nome » è una povera scialba figura dì uomo comune. Non e' è bisogno di dire quanto la figura del filosofo. il banchetto (li Davoli. e assumere ancora più che fino allora la figura del Messia predestinato a grandi eventi. Napoli. filos. con la sua calda accesa parola. come assai giustamente osservava contro il dita D'Ancona lo Spaventa {Saggi di crii.-56dingo e circospetto. innocente. (il convegno di Pizzoni. intemerato. Recentemente le conclusioni dell'Amabile sono state pienamente confermate dalle nuove scoperte di documenti del benemerito prof. far balenare più vivi che mai dinanzi agli spiriti i luminosi contomi di quella città solare ch'essi avrebbero creata. di cui dimostra esaurientemente la realtà storica e la partecipazione del Campanella come organizzatore. specialmente il Ragguaglio già citato).

e al timore del più forte dimentica d'un tratto dell'effimero sotale e tanto . Battista Bi- Ma proprio mentre la more per : : sui quali imprudentemente fra Dionisio Ponzio. creduto di poter contare come possibili congiurati. .IV. liari e di guadagno richiesta : la « esplicita di demmzia medesima conteneva competente remunerazione di . Il martirio «di vii tu regia è segnale il martire» Re e regni [Poesie. amico del Campanella e fanatico della sua idea. che è delitto violare. al senso tradizionale della maestà della religione e del trono. e dalle repressioni che subito si annunziarono ferocissime. e di zelo « pel -ervizio di Dio. la sua solare utopia andava a sfasciarsi contro gli scogli d'una ben triste realtà due disgraziati. il « monarca del mondo ». grande servizio ». e dai più che consueti fini personali di vendette fami). spinti dai simo rischio consueti ostentati motivi di sollecitudine pel « grandische correva il mondo. Fabio di Lauro e Gio. don Luise Xarava. e più sentiva ingiganil pastore tire dentro di se un più grande sé stesso unico e universale d'un vero regno di Dio sulla terra. il filosofo più s'accendeva d'asua sognata città. 25). denunziavano la trama all'avvocato fiscale dell' Audienza di Calabria Ultra. p. aveva blia. E subito la coscienza popolare piegava verso i denunziatori richiamata violentemente dalla rapida energica azione del governo viceregale. di Sua Maestà e di Vostra Eccellenza ».

ordinando una ben agguerrita difesa di tutte le coste del Regno. ^) Carlo regali. Si può agevolmente imaginare quali ordini mandasse allo Spinelli. clero e dei vescovi locali vi partecipava. a' quali il fra Ponzo baveva comunicata tutta la trappola. Eufemia. Ma appena gli furono giimte le prime notizie dallo Spinelli ^) ch'egli. il quale con prudenza averti loro. per dovere d'ufficio. Carlo. acciò da esso cavassero ogni trafico particolarmente. « obviare a tante abominationi. come -fedelissimi vassalli del Re Nostro Signore subito di comune consenso andorno all'avvocato fiscale revelandoli il tutto. Wien. cui la denunzia giunse verso la fine d'agosto. et altri di casa Biblia. 31. Kvacala. Questi. reso alquanto diffidente dalle inverosimili linee che la congiura aveva assunto nel racconto dei delatori. dall'altro quella dei turchi sicché si affrettò ad aggiierrirsi contro quello. i primi accordi con *) Ragguaglio. non solo credette. che più volte aveva difese contro gli assalti dei turchi. mandando eserciti verso i confini d'Abruzzo e contro questi. dice il Ragguaglio. aveva tuttavia fin dal primo annunzio mandato in Calabria con pieni poteri. II. 1908. und Ferd. con Albarano del detto sig. doi dell' istessa città. come già ferno. visto che tanta parte del . Viceré. che continuassero la pratica col Padre. che dall' Ecc. valoroso condottiero delle truppe viceanche esperto conoscitore delle terre di Calabria. di casa Lauro. da cui si era lasciata pur con tanta passione sedurre « Ma piacque alla bontà divina ». Spinelli. ma ebbe paura. già che trovandosi in Catanzaro l'avocato fiscal della provincia. P. per parte sua. dapprima fu scettico. appena presi a CatanzaroT donde era giimto da S. era .-58gno. Non tardò a vedere nella congiura da un lato l'opera del papa. za del Regno sarebbon premiati degna: mente» 11 ^). T. C.

Quanto a quest'ultimo. in cui era ben determinato il servizio che dovevano prestare. Fra T. I. sia pure lontanamente. finivano per essere ricercati dalla giustizia essi medesimi. leciti . si affrettava a denunziare per salvare se stesso. incarcerando intanto senza distinzioni quanti più aveva potuto. e imprimendo alla sua azione un carattere di estremo rigore. . Da un capo all'altro. e rovinava in tal modo sé e gli altri .— 59 — lo Xarava. lo stimolo. aveva senza il menomo indugio aperto il processo. il subitaneo crollo del suo sogno lo aveva còlto affatto impreparato. indiziato. abusando della *) dui. 253). per poi ottenere l' indulto o assoluzione dei loro delitti » (Amabile. con la promessa d* indulto a chiunque consegnasse vivi o morti nelle mani della giustizia fra Dionisio. con licenza di scorrere la campagna a capo di comitive armate e con ordine a tutti di favorirne le mosse erano questi i cosi detti « Commissionati » o Commissari di campagna. Solevasi inoltre adoperare i fuorusciti che assumevano gU stessi incarichi e si dicevano « Guidati ». mezzi giuridicamente naldis e il Campanella. cui le intimidazioni. le violenze d'ogni specie. spingeva a dela- parevano mentre bande di commissari di campagna ^) venivano rapidamente sguinzagliate dallo Spinelli in tutte le direzioni. : loro autorità. largamente incoraggiate da quella singolare giustizia. i quaU talvolta. C. Alla prima notizia della scoperta congiura. Ciascuno che poteva presumersi. acutissimo in quel tempo di vendette familiari insodisfatte. la sua congiura. i raggiri. dietro una promessa ed ordinariamente dietro una convenzione scritta od «albarano ». munendoU di lettere patenti. tutta la Calabria fu invasa da ima gelida onda di terrore. p. gV in- e in quella terra. zioni bene spesso false. venendo muniti di un guida tico o salvacondotto. giuntagli quando ancora sarebbe stato in tempo a sottrarsi ai rigori della « Solevasi allora « dare una Commissione » ad indiviche per guadagno si prestavano ovvero anche spontaneamente si offrivano a perseguitare i ricercati della giustizia. Maurizio de Riganni.

Maria di Titi ma. che gì' imponeva di farsi. . egli aveva voluto rimanere al suo posto. corse travestito verso la Roccella. Poesie ed.— 6o — giustizia con la fuga. Ma dopo qualche giorno appena. feudatario della Roccella. egli parve accettare l' idea della fuga. . Ma già nel momento stesso della cattura. Ma dopo tre giorni ^). Un contadino. ingrato ? Ben ti castigala l' infamia e Dio » ^). testimone e martire della sua idea ? Non è facile rispondere. egli dovette aver ripresa intera la coscienza del suo atteggiamento di riformatore « habbiate preso un uomo » : 6 settembre I599Carafa. come gli griderà poi il filosofo tra le torture del carcere di Napoli. altre volte beneficato dal padre del filosofo. Insufficiente valutazione dell' entità del pericolo cui si esponeva ? Eccesso di fiducia nella sua buona stella ? Fiera consapevolezza della sua missione di riformatore. 224. costretto a fuggire anche di lì. forse meditando una fuga per via di mare. Il filosofo dovette sentire che gli eventi precipitavano. p. inducendolo in un primo momento a non muoversi. 3) Sonetto di rinfacci amento a Musuraca. promettendogli di agevolarne la fuga. gli détte ricovero nel suo casolare. Tentò allora di rifugiarsi nel convento di S. sconoscente. Gen*) Il *) Il tile. all'occorrenza. tal Antonio Musuraca. lo tradì consegnandolo nelle mani degli sgherri : « La vita che dovevi al padre mio. per tema d'un «signor possente e forte» ^). in casa d'un suo fedele. e devoto al governo spagnuolo. cosi la rendi. Forse ciascuno di questi motivi agì alternativamente sul suo animo. Si rifugiò a Stignano. denunziandolo vilmente. L'ospite non tardò a rivoltarglisi contro.

dianzi tre » ^) trascinata dalla sua parola. irridente al suo sogno e insultante la sua sventura. in quanto conferma piena ed intera della sua posizione di riformatore. Altri sopiti e i sonatori . accesa di fede profetica. ma la dice scaturita dalla fede nelle « grandi mutazioni « e organizzata da altri. sì da non saper più guardare alla terra. « Stavamo d' ignoranza nel sonno tutti al buio. e anche degli effetti immediati della sua azione. C. : . e perciò affatto alieno dall'azione dal lungo guardare negli astri. Raffigura se stesso tiatto preso in questa abbacinato fede. II. a tratti. assorto in visioni lontane. « ma non perciò resterà di essegiiire quanto havrà da succedere ole più tardi alle ingiurie della folla. e dalla brama di salvare se stesso al suo grande destino e allora tenta di difendersi. e ora. 1908. poi che lo vede in catene nella turba dei carcerati. und Ferd. Ma poi. si traduce per i giudici in im atto di accusa. Wien. si giustifica secondo quella che rimarrà poi la sua principale linea di difesa. . egli ha piena coscienza della sua opera. Mentre. Non nega la congiura. dentro di sé. « Stavamo tutti al buio )). non per suo incitamento volontario e consapevole. ma come conseguenza indiretta della sua parola. . 30. e incapace di azione vicina e immediata. oppone la sicura fermezza « non esiste morte. circa dodici anni dopo. si lascia riprendere violentemente dal « dolce crudo amor di vita ». Kvacala. e che. *) Ragguaglio. . che con atroce cinismo gli annunziano il suo immancabile destino di morte.— 6i — dice a coloro che lo traggono in arresto. e agli scherni delle guardie. ma soldella sua fede filosofica tanto mutazione di essere ». Interrogato dallo Xarava. p. egli dirà poi. T. raffigurando in un efficace quadro di scorcio la sua imagine di risvegliatore dei dormienti.

qual d'api sciame Io accesi un lume scoverti. poi restar preda di lor ventre ingordo : le » *) tradito. « ogni mio pensier grande ») che il popolo gli si sia rivelato. malgrado 3) Ai primi di novembre : . 119. in Squillace. . insieme. e poco dopo un battello spiccavasi *) Orazioni tre in salmodia metafisicale congiunte p. Ma ingenuamente stupisce che * « Al declinare del giorno 8 novembre 1599 *). ecco. e schernian le genti grame. . e poi in Gerace quello ecclesiastico da Fra Marco da Marcianise. 82. e que' le piaghe. Ma già tra il settembre e l'ottobre avevano avuto luogo i primi processi di Calabria quello laico. il sangue. e i brutti sonnacchiosi . essa «l'uccide ed atterra» *). p. e poi in Gerace. davvero «una bestia varia e grossa». Poesie. Poesie. ed. Visitatore della Provincia. le quattro galere provenienti dalla Calabria giungevano in vista di Napoli. o si facean mariti d'ogni sesso. Gentile. Altri vegghianti rapivan gli onori la robba. condotto dallo Spinelli e dallo Xarava in Catanzaro. dove. com'egli canterà più tardi nelle sue Poesie. i 156 carcerati erano stati fatti imbarcare alla volta di Napoli. del bestiai sonno le gioie interrotte pecore co' lupi fur d'accordo contra i can valorosi. gli amici lo abbiano che quelli ch'egli credeva suoi compagni di fede si siano rivelati spiritualmente inadeguati a tanta impresa (« miseramente guastarono » com'egli dice. ignara. ed.— 62 — pagati raddolcirò il sonno infame. Della plebe. e paga affatto della sua bestialità. sì che se alcuno voglia destamela per elevarla a vita più degna. e da Fra Cornelio dg^ Nizza in Monteleone. ') Gentile. la fautrice tolta notte sopra me a vendicar ladri e gelosi .

conte di Lemos. p. . considerò senz'altro anche gli imputati ecclesiastici come sottoposti alla sua giurisdizione. i. per la deplorevole debolezza del Vescovo di Gerace. che continuava ad insistere per una netta separazione del processo di eresia da quello della congiura. Malgrado le rimostranze formali del Nunzio Pontificio di Napoli. concorso in numero infinito alla fama di quei). la sua congiura. e per timore personale. *) Altri due imputati erano stati giustiziati in Catanzaro di altri ancora. all'entrare in porto. ed anNella sera. giunti ad una illegale fusione dei due processi. intimidito dalle minacce del potere viceregale. il Viceré.-63come allora si diceva. il processo di tentata ribellione. e per la completa esclusione dal primo di ogni ingerenza del potere laico. II. mosso e da puntiglio giurisdizionale. si era. per spavento del populo di questa città. dalle antenne di ciascuna galera si vide spenzolare un uomo appiccato. senza perdere (Idi Regio « tarcenale «. dava ad incontrarle. e dalla profonda convinzione che quella insistenza celasse il desiderio di proteggere gli autori di un movimento al quale. egualmente condannati a morte. l'esecuzione era stata ritardata da circostanze di forza maggiore. 1) Amabile. La lugubre solennità di sti funesti spettacoli w queste esecuzioni ^) era stata voluta dallo stesso viceré. e due altri si videro squartare in mezzo alle galere medesime. Sede. com'egli credeva. si mostrò fin dal primo momento animato da feroci propositi contro i congiurati. il papa stesso doveva avere idealmente partecipato. il quale. e. . Fra T. fatti gettare i prigionieri nelle carceri di Castel Nuovo e del Castello dell'Ovo. che aveva enormemente aj^gravata la posizione degli imputati. e anche della S. visto che si trattava di delitto di lesa maestà. e per zelo di rappresentante del governo spagnuolo. iniziò. neppure un giorno. C. i precisi ordini del papa che l'uno e l'altro processo fossero condotti separatamente.

*) . 200 e 221 scritti entrambi prima del 20 dicembre '99. sebbene sapesse che il Campanella nella sua prima deposizione in Calabria aveva fatto gravissime rivelazioni contro di lui : il primo. vera stirpe del sir di Monte Albano. disposto a sacrificarle senza un lamento. e con una rude anima di soldato. : aveva esitato un momento circa la via da percorrere: tener fede alla parola data. non . solo e ignudo. la vita medesima. Pare che egli sopportasse due volte di seguito il terribile tormento della veglia. non che Dio di onor ti fece un scudo » rizio Sonetto in lode di carcerati e Madrigale in lode di MauRinaldi . soffrendo tricent'ore si tormenti inusitati. e i nuovi sprezza. Impulsivo. senza fare la menoma rivelazione. p. Singolare figura di dirittura interiore. di fierezza anima tutta d'un pezzo.-64Di cui l'episodio più notevole è la confessione di Maurizio de Rinaldis e l'atteggiamento del Campanella verso di lui. con un cuore di grande fanciullo. ma anche in quello di Napoli. Poesie. onori. senza riserve. senza tradire i compagni di fede. appena scoperta la congiura. il De Rinaldis si era dato completamente. non solo nei processi di Calabria. violento. quando fu necessario. alla causa della congiura. onde Calavria se ne fregi e adorni » « Rinald. e innumerevoli volte la tortura. sopportando anche i più atroci tormenti. di forza d'animo. ricchezze. sacrificandole ogni cosa più cara tranquillità di vita. priva di complicatezze e raggiri interiori. gioie familiari. i vince generoso Rinaldi.i. capace di grandi ingenui fervori e di tenacissime fedi. E i tormenti erano stati atrocissimi. ristorasti l'onor di tutto il Regno. . sei notti e sei giorni tormenti antichi. di genero'^ità. profondamente buono nelF intimo.

senza aver mai confessato alcuna cosa. d' incertezze. trama della congiura. di dubbi. ma come convinto. loccato abilmente nella corda. affatto ignara di analisi interiori. C. essendo all'ultimo cisuoi collegati mento dell'anima. *) ^) 'i' ift Napoli. confessò con quella larghezza e quella pienezza di sincerità di un uomo che. e i suoi entusiasmi d'azione. zione di salvarsi la vita» ^). in lui sensibidel sentimento religioso. che avendo in questa sua prigiona softerto in tre mesi quaranta ore di corda et altri tormenti per i quali si trovava tutto attratto e quasi morto.. voleva scoprir tutte le cose trattate. si e confessò ogni cosa. p. circa il disegno dell'azione. che gli s'era mantenuto intatto nella purezza e semplicità di linea e nell'assoluta intransigenza d'una fede ingenua e primitiva. non come confesso. II. la relazione del Residente Veneto bile. e i suoi ardimenti di pensiero. Campanella aveva potuto menomamente turbarlo. privo ormai di ogni illusione circa la possibilità di conservarsi in vita. indizi senza dubbio gravissimi.-65lissima. disse. circa la mente E Il 20 dicembre del '99! V. « tutto converso a Dio. (Ama- maio Campanella . quanto durante rivelò. Fra T. 35). che sostenne. perfino circa lo stato d'anima del Campanella. senza la menoma alterazione tanto durante la ratifica della confessione in tormentis. . in virtù della condanna ch'egli aveva ricevuto. di riflessioni. ^ . e condotto dinanzi ai giudici ecclesiastici. sia completa- indifferente a qualsiasi interesse mondano. aveva abbastanza comprovato ch'egli per viltà non consentiva di mancar di fede ai ma che allora. Condotto ^) con grande lugubre solennità al patibolo. senza niuna condipiegò in un attimo . sì che nemmeno l'atmosfera di eresia e di grandi ardimenti religiosi ch'egli aveva respirato in Calabria nel contatto frequentissimo col . la sua congiura. vSospesa perciò la esecuzione. per non seppellirla neh' Inferno.

Quindi. 221) . vi lasciò la vita a 28 anni *). 'p. empio. inumano. a spettacolo non solo del popolo. incapace di guardare le anime e le azion: degli uomini altrimenti che in relazione con la propria vita e con la propria missione. ch'era il suo più vitale interesse. di fronte al torrione del Castel Nuovo.— 66 — il tragico confronto col Campanella. condotto di nuovo al patibolo nella piazza del Castello. Ma il Campanella. Madrigale di palinodia {Poesie. lasciandosi completamente sopraffare dal suo im peli ente bisogno di dichiarare false quelle rivelazion dimento . che gH sembrò un tra vista si e. vituperasti tutto quanto il Regno. Rendesti al re d' infideltate il pegno. ma che va consacrato e valutate *) 2) Il 4 febbraio del 1600. e tentava in tutti i modi d' infirmare anche i risultati del primo interrogatorio ch'egli aveva subito in Calabria da parte dello Xarava. che ormai. decorso il tempo necessario a compiere tutte queste pratiche. ma altresì de' suoi infelici compagni d'ardire e di sventura. negando con vii core l'onor di tricent'ore : mostrasti ch'eri di virtude ignudo. non seppe intendere il gesto dell'amico. tutto ardente ormai della brama di difendersi e liberarsi a qualunque costo. ferito a morte dalle rivelazioni di Maurizio ir questo. quel violento Madrigale di falinodìa gli : lanciò contrc « Vilissimo Rinaldi vera stirpe di Cacco. avendo quanto fosse pericolosa la primitiva linea di difesa da lui assunta. che lo condannavano senza scampo. fermamente convinto in cuor suo ch'egl fosse lasciato indurre a confessare per amor delh vita. *) che getta senza dubbio una luce alquanto livida sulh fìe^ura del filosofo. spirito rudemente accentratore ed egocentrico. aveva deliberato di mantenersi sulla negativa. vii timor di morte ti fu scudo ma ».

si aderge. ancora fierissimo nella coscienza della sua personalità. costretto a mutare di di nìientamento secondo le varie fasi del processo. vede sua posizione giuridica aggravarsi di giorno in Risoluto. : gridando. le incertezze. lo vede invece. cheto. in cui onfronte ». in e. p. . se *) *) Di sé stesso. lezze. e crede di poter essere sodisfatto del suo atteggiamento. Talvolta. e della sua singolarità di uomo eccezionale solitario tra gli uomini. Il una confessione condizionata. accompagnato e solo. {Poesie. 106). Gentile. Sonetto scritto verso la fine di gennaio del 1600. ribili tra tutti — — . saggio al Seim. si svolgevano gì' interrogatori e le Campanella. ciechi alla visione del suo maraviglioso destino. Egli stesso passa rapidamente dalla più luminosa esaltazione al più disperato abbattimento. ma intera.o divin dell'alto polo.-67nelle sue radici interiori noU'aiiima di lui. le ritrattazioni e controritrattazioni dei vari imputati. Con vanni in terra oppressi al ciel men volo. non ben saldo nella sua imea di difesa. mesta carne d'animo giocondo talor m'abbassa il grave pondo. nel quadro i più storico di quei priinissinii mesi del processo e nell'atmosfera violenta. le debogiorno. terrificati dagli atroci tormenti che accompagnano gì' interrogatori. a tenere ben stretto nelle sue mani il filo della difesa. malgrado le difficoltà pratiche di concertare coi compagni di carcere un piano preciso e armonico. ed. il fiero stuol confondo folle aU'opchio mortai del basso mondo. che infiamma pur lui. e di una non meno intera negazione. e quasi spezzarsi. appena gli pare che le sorti del processo volgano a lui propizie. : momento « Sciolto e legato. e oscillante volta a volta tra gli estremi rbolenta. l'ale pur m'alzan sopra il duro suolo » . agitata. oscillare a ogni in tutti i sensi. tra le esitazioni. tra le lotte e le sofferenze che egli ha comuni con gli altri .

giuridicamente corretta. e Cardano. nello sconforto sione che il terribile che lo assale dopo la confestormento del poliedro ^) ') Al quale egli fu sottoposto il 7 e l'S febbraio del '600. il li giorno . Napoli. Quanto alla fossa del niglio o del miglio. contro i L'amministrazione di questo terribile tormento. nella seconda fase del processo di tentata ribellione: (La prima. E confessò a due riprese. la sua cong. per attenuare invece quella dei giudici ecclesiastici « Per questo il Sances. Confessione gravissima. C. e nel mostiarne la strettissima derivazione dalle profezie « di Arquato Astrologo. e non da quella civile (il fiscale Sances) come dice il Campanella nella sua Narrazione (ed. che va quasi : sotto dire mare. davan da mangiare stava con li ferri alle vennero flussi di sangue.). secondo le leggi del tempo. pose il Campanella dentro la fossa del niglio in Castelnuovo. 1848. II. quando egli voleva. fu ordinata dalla autorità ecclesiastica. E così infermo poi lo posero nel tormento ». p. descritto largamente dall' Amabile {Fra T. scritta molti anni dopo.— 68 — talaltra. (7 e 8 febbraio 1600) il suo proposito di aver voluto «far ribellione» sebbene insistesse nell' affermare questo suo disegno subordinato alle grandi mutazioni previste pel '600. che senza altro aveva a morire . gì' imputati ecclesiastici. ch'egli ormai si attendeva soltanto dal papa. dal Capialbi. poiché agli occhi dei giudici le dichiarazioni di carattere profetico non diminuivano. che nei tempi più antichi questa fossa abbia contenuta una grandissima quantità di semi di miglio. che era più che sufficiente a farlo giuridicamente dichiarare « confesso » con 1' inevitabile condanna a morte. e Gemma Frisio » e dei santi « Caterina. 61 e segg. nel 1620. dicendoli e li e facendoli malamente solo una volta gambe. novembre si era iniziata nel '99).. Brigida. dormia in terra e . che consentivano l'applicazione della tortura anche durante il processo informativo nei casi di lesa maestà. » {Narrazione citata. p. 40). anzi accrescevano la gravite del delitto. contro laici. «la tradizione è. ecc. Vincenzo. in due sedute consecutive. credendosi aver trionfato di tutta la causa. Dionisio Cartusiano. oscurissima umidissima. ai fini della propria liberazione. p. e poteva ve- . accentuare in tutti i modi la responsabilità del governo viceregale nei suoi tormenti. All'atroce strazio fisico egli non seppe questa prima volta resistere. anche per le sfavorevoli sue condiizioni patologiche. 41). detta anche da alcuni del coccodrillo. sicché chi veniva posto in essa vi affondava a poco a poco non appena cercava di muoversi. e Scaligero.

Fra Tom. in coverta del peccato » *) ! . nota (a)). la sua congiura. 228. affatto privo di forza. a tempo d' infelice stato. 227. scritto tra il febbraio e il marzo del 1600. di giusto e di pio solo il nome. I in lode del rev. p. come fra Dionisio. ma. 96. Pignatelli. io men vado. Ma già da un pezzo questa fossa non serviva più per luogo di supplizio. ma anche più cuanzi un affettuoso impeto di amicizia e di quella singolare umiltà proinsieme di umiltà che egli pria degli spiriti essenzialmente orgogliosi è rimasto. Morano. ^) Amabile. impreca vanamente contro che lo tradiscono : gli amici « Frati. S'a te par. nel tormento. o frate. 224. Poesie. e si rivolge umilmente compagni. né prose. perchè tutta la sua forza è passata nell'animo dell'amico «una — — : « In me tanto martir io non soffersi. padre fra Dionisio Ponzio. . veramente. rialesca *) finzione poetica. Fra T. dere avvicinarsi lentissimamente la morte per soffocazione. chi più ingrato mi trade e mi maligna. 1887. II. Poesie. ammirandone « senza voce. p. si in se stesso. sente quasi mancare ogni fiducia a quelli tra i suoi hanno saputo re- sistere allo strazio del tormento fisico. Napoli. che. né versi . amici. resta di amico. chi non volendo nel mio mal si piega ^) Ahimé che. parenti. viverò anch' io » ^) Talaltra ancora. a Dio né chieggio marmi. p. eh' in te stava il valor e '1 senno mio.-69gli ha strappata. afflitto e lento » la magnifica virtù « ch'avanza anche il pinsiero » e confessando. la sua congiura e la sua morte. con un tra- passo — » che non mi pare. 3) Sonetto I in lode di fra Pietro Presterà da Stilo. tu vivendo sol. 109. ') Sonetto scritto probabilmente nel febbraio '600. e solo al viver tuo fur ben conversi. C. p. *) Sonetto di rinfacciamento a Musuraca. com' è parso all'Amabile. Poesie. chi mi nega. p. bensì per luogo di custodia atto a terrorizzare » (Amabile. .

Ursula Napolitana.. u più presto avocò contra. di troppo e\ddentc significato. il suo dolore assume accenti di elegia. ch'egli aveva enfaticamente salutato contra l'ombra di morte accesa lampa » e che. C. chiedeva per questo terribile imputato. nominato difensore d'ufficio del Campanella e dc. la conclusione.^70 — i-v. giti causa fuit. la sua congiura. Sicché il filosofo dovè poi dere ogni illusione nella elììcacia della difesa di quell'avvocato ^). con memorando grido ». scampato dalla morte e caiìlerd. dopo la confessione tv ^) . * io restarò : Intanto sullo sfondo del quadro si veniva profilan minacciosa e terribile nel rapido succedersi delle malità processuali. per testimonio lido di tua lx)nti\. pp. toniavdo ai mio bel nido. come col che. replicando alla difesa dell'Avvocato. p. sy cialmente i primi venti [Poesie. 219-229). V. *) Amabile. t Gentile. ri insimul cum vita ho et honorem amiscìint ^). III.. della « consegna alla curia secolare ^\ che il Fiscale. Gio. a AkiiUo lul òv cui si raccomanda *). p. T. tu ascendendo alla celeste corto. poi che lo \'ide incapace a salvarlo. doc. Scritto forse durante il febbraio del 1600 {Poesie. 246. in verità. un'assurda speranza di salvezza e appaie in una lontananza evanescente. reheììis Diinnae humaiitìe Majestatis. . del resto tutti i Cafìti dei carcere. che ritragga con \àvezza drammatica questo periodo della sua vita. e buona sono per gloria tua. Battista de Lt nardis. *) 1 Fm altri frati. e dallo sconforto disperato emerge. ut tot infeìices ì miiies ìaqueofuerint suspensi. il fm dei miei travagli. 140 ^) Era il valente avvocato dei poveri... 226). in un bellissimo verso. per colmo di strazio. per diventar Con ghero ma che.la d(ìlce imaginc della terra natale : Che. accusò.

1 paglia. Nella mattina di Pasqua. Al quale perciò non restava altra via d'uscita che fìngersi pazzo. 1 . Roma.— 71 non potendo più j^ostencnic T innocenza. ecc. il Campanella e gli altri frati dal rogo. giustiziato pochi giorni prima di Mau^ rizio) potesse sottrarre con la morte gì' imputati al processo d'eresia. 59). et una coperta » . alla quale attivamente lavo\a fin dal febbraio. ma poi io udii che un lamentava. trovò questa tutta piena di fumo. gli era stato assegnato un termine iìsso per la difesa. sollecito di far rifulgere a qualunque costo la benignità del papa e della chiesa verso il filosofo eretico e ribelle. defraudando in tal modo la chiesa d'un suo fondamentale diritto mentre il Rinieri [Clemente Vili e Bassa Cicala. e io lo levai da terra. (2 aprile 1600) il carceriere Alonso Martines. la sua cong. e lui stesso era « gettato in terra . quando. e lo messi m loco. e rivenne quanto alle forze del corpo. p. « che fra Thomaso aveva brusciato la lettera. che altrimenti . Nò maggiori speranze capì di poter nutrire nella -uà Difesa personale. 82) attiibuisce un meschino movente di puntiglio giurisdizionale: il timore che una possibile rapida condanna nel processo di ribellione. entrando come di consueto nella sua cella. che era in ogni modo ancora più grave di pericoli pel Campanella. E ritornato da esso per condurlo alla messa. 1898. che allora aveva licenza di condurlo. . voi. non sarebbe potuto mancare. poteva far altro che chiedere una meno terribile na il che senza dubbio fece. le asse. detto fra Thomaso mi venne si altro *) Air insistenza del Nunzio per l' inizio del processo di eresia 1' Amabile [Fra T. la attribuisce al pietoso desiderio di salvare. C. pronunziata ed eseguita senza preavviso. II. (com'era già avvenuto pel Pisano. un saccone di inpuiaio. mediante la necessariamente lunga dilazione di un nuovo processo. le tavole. p. e io credevo che fosse morto. perchè proprio allora il Nunzio *) aveva scritto a Roma insistendo perchè s'aprisse il processo d'eresia. appena dopo il tormento poliedro.

di caldo reciproco affetto fraterno.e ne voglio fare allo Nuntio mo sì. cioè quelli che voglio per Ferrante.. dopo poche vicino fra Pietro Ponzio. Fra Pietro chiamò quattro volte fra Thomase. cor mio però fammi una gratia fra Pie. di attesa « Die 14. e anco con altri creduli dell' ingenuo carceriere. Ili. resi esperti dalla frequenza di queste allora non rare finzioni giuridiche. e non ho più gran gusto che leggere qualchie cosa delio ingegnio tuo. scambiato tra i due frati attraverso il muro delle loro celle. di timori. che domani viene lo nuntio qua. notti di vana attesa. C.— 72 — addosso e poco dalla faccia r e ci mancò che non mi in » levasse il naso da questa ora qua ha parlato spro*). : ^) V. o fra Thomase. peremo qualche cosa . . e riboccante di ansietà per la sorte dei loro cari e per quella loro medesima. p. 416. bona sera fra Pietro : o cor mio come stai ? che fai ? sta de buono animo. fra Th. E il IO aprile. 392. e poi fa quelli delo Nuntio ». poterono finalmente cogliere ripetutamente (il IO e il 14 aprile) frammenti di un accorato commovente dialogo. di speranze. e io li ho tutti a mente. la sua cong. o Thomase non senti no. o cor mio ? fra Thomase : bona sera. diffidarono della pazzìa e ordinarono un accurato servizio di spionaggio notturno nel corridoio attiguo alla cella del Campanella e del suo gli spioni. Fra T. doc. . Amabile. euus Thoma. mio fratello.seguita fra Pietro. dicendo o fra Thomase. . e sai Ma giudici. dicendo : li sonetti tuoi per tutto Napoli li ho sparsi.o fa li miei prima. positatamente. fra Pietro interroga : : : . mensis Aprilis 1600 nocHirno tempore. meno E : : .

Eamiis ad dormiendum. T. ^) . Eamus ad dormiendum *). o almeno portate a buon punto.. 2* delineatio etc. pel io di F. C. et belli à Rege et Pontifice. [Articuli prophetales). P. la sua cong. Ili. e la subordinazione completa di qualsiasi progetto di azione al realizzarsi dei grandi mutamenti previsti pel millennio. Maxime omnia e.. unde posse nt mini ad negotia pacis. Il Campanella infatti lavorava allora alle sue Didi febbraio. E. dopo qualche istante di silenzio )> . ex quo sunt idiotae et linguam ». in quanto seminario virorum magnorum in litteris et armis. 350. F. iniziate certamente. e fese ^). doc. ai primi compiute.— 73 — F. : : P. Fra T. F. per la sospensione del processo di ribellione. secolare sogno di filosofi e profeti. p. in quanto indice del suo ritorno alla linea primitiva della sua apologia confessione del proposito aprile (Scripsisti allora. ma sperdere in una vaga nebulosità di contomi quel disegno di repubblica. : di giustificazione di esso mediante la fede nelle profezie. P. Difese biograficamente interessantissime. e presentate invece l'anno seguente durante il processo di eresia. come preludio della civitas Dei celeste e insieme nella luce di istituzione praticamente utile al re e al papa. Habes lumen ? T. tata Maxime omnia). e tentativo di diribellione. T. Scripsisti satis hodie ? F. et estendere praeludium illius magnae universa. ch'era invece ben concreto nella sua mente. poi che avevano udito hodorem hominis : scongiura « loquere lae il Campanella dice fra Pietro illos non intelligunt latinam tine. I* delineatio defensioniim fratris Thomae Campanellae. ma non presen?. e ch'egli nella difesa si sforza di porre nella luce di una semplice ingenua aspirazione alla civitas Dei terrena. quia vidi lumen. Nequaquam minime. *) Amabile. 327. F.

frate. e non di prima. non praeterita . et Christus domi- nus . sono concordi nell' attribuirgli. perchè sempre proxima apparet Prophetia mutationis ipsi rehellioni'. Notevole è invece come documento del suo stato d'animo e del valore ch'egli attribuiva ai suoi convincilis . in quanto egli si rivolse. Quia non convictus . Discorsi. in quanto un clerico secolare. ma di seconda intenzione (subordinandolo cioè ai famosi mutamenti) . Amos hoc crimine notati sunt. . m ors est cautela contra mala futura. la sua argomentazione che appunto la fede nelle profezie. Articuli prophetales. ch'egli non esita a dipingere come a lui nemico. Item et Apostoli. la tragedia Maria Regina di Scozia ecc. e determinato perfino ad ucciderlo tentativo d' infirmare la vaHdità dei giudici ecclesiastici e laici dei processi di Calabria ha scarsa importanza..— 74 — Reipublicae preparandae. che finalmente egli e della Monarchia. Quia sequens fatum praedixit et cupivit preparare bonum ex malo. onde addurle a sua difesa che perciò dunque Nullo ergo pacto debet mori . Thomas ? La conclusione giuridica della difesa è che il suo non è dunque delitto di lesa maestà. quidne miser fr. non contro il Re. Quia non rehellis i^ vel 2* intentione.tivo d' infirmare buona parte delle testimonianze a suo carico mediante abili racconti di precedenti intrighi familiari. ut omnes Prophetae. di annullare la confessione del de Rinaldis. è k sua principale discolpa. ma contro il Regno e non lo commise. se mai. Jeremias. che egli.. e che i giudici gli impediscono di far venire di là.. ma lo delineò soltanto.) rimaste a Stilo tra le sue masserizie. politici e di setta. Tutto il resto tenta. .e perchè . anche se discordi in ogni altra cosa. . — — menti profetici. che tutti i testimoni. videlicet Miche as. come si può rilevare da tutte le opere fino allora composte {Monarchia di Spagna. merita una pena minore di perchè dipende anzitutto dal Papa ha sempre scritto in favore del Re .

La seconda è costituita dagli Articuli prophetales. 401^. 478-489). aveva ordinato che il processo si facesse in Napoli. i quali svolgono con maggior ampiezza il tema della profezia. che già. 401-b. Una terza difesa è costituita dalla Apologia ad amiciim. Ma poiché il Nunzio. III.-75. e anch'essa rifatta quando furono rielaborati i Próphetales. durante il proces. che rielaborò. sicuro ormai che la Spagna non gli avrebbe dato modo né tempo di farlo.a prima seduta del ebbe luogo il io maggio di quello stesso anno 1600. fra Alberto Tragagliolo. ma *) lae .i. 489-498) (scritti tra e rifatti poi e allargati molto il febbraio e l'aprile del '600 più tardi tra il 1605 e il 1608 nella fossa di S. C. 11 papa. aveva giudicato il Campanella nel processo di Rom. dopo terminato il processo della congiura. idem. Elmo). Fra T. non alterano menomamente il nucleo dell'argomentazione. idem. al Vicario Arcivescovile e al Vescovo di Termoli.so di eresia. modificandola alquanto appunto ai fini della difesa. pp. nel periodo tra la seconda metà del '600 e la prima del '601. pp. 188-194) scritta subito dopo le prime difese. vista l'impossibilità di realizzare suo disegno primitivo di far condurre in Roma i frati sospetti di eresia.a del '95. et liolum * processo di eresia i. doc. il roso della cultura del Campanella e amante dei suoi comodi e della buona pace della sua vita privata.'. doc. (Amabile.iem career lìiclius ciirat in mcderia praedidioniz ^). timo- in Napoli. 268. dandone incarico al Nunzio. . pp. la sua congiura. doc. (Amabile. A queste difese il Campanella dovette poi aggiungere anche la sua Monarchia di Spagna. come commissario del S. Ufììcio. non Prima delineatio defensionum fratris Thomae Campanel(Amabile.

tumide di odi. scrupolosamente studiando per conto proprio volta a volta le singole testimonianze e i singoli risultati. Che. Interrogato con le domande consuetudinarie. anche fuori del processo ogni notizia che potesse portar luce vera nel garbuglio delle testimonianze raccolte nei precedenti processi. rivalità di ordini monastici spesso esagerate e inasprite dal malanimo e dalle vessazioni dei prepotenti giudici regii e dei poco scrupolosi giudici ecclesiastici dei primi processi di Calabria. Uomini tutt'altro che superiori. annotando e postillando personalmente tutto ciò che gli sembrasse conti adit torio o inverosimile. in modo che ogni minimo atto vi si «^volgesse con la massima cura. il solo giudice che prendesse a cuore la cosa.76 aveva alcun desiderio d' impelagarsi nello studio d* un processo così grave. i più ignoranti e senza scrupoli. molta luce non potè venir fuori dagli esami degli imputati. questi poveri frati. Ma anche in questo processo. sollecito più che d'ogni altra cosa di raggiungere la verità. raccogliendo spontaneamente. evitava il pericolo di . . riuscì a sopportare il tormento senza confessare cosa alcuna. vendette. non facevano che deporre l'uno contro l'altro e quasi tutti contro il Campanella mentre questi.. il i8 luglio. fu il Tragagliolo. a cagione delle moltissime cure del suo ufficio. ma insieme da un onesto rigido senso dei propri doveri d' inquisitore. ordinò fin dal primo momento il processo. passioni di parte. animato com'era da un sentimento di umana benevo- lenza verso i frati. se ne disinteressava egualmente. e il Vicario. al tormento della corda. durante i quali avevano avuto luogo i primi interrogatori. continuando a fìngersi pazzo. vSottoposto. qualsiasi rivelazione circa 1 imputazione d'eresia. de quo . solleciti ciascuno della propria salvezza personale. esasperati e inveleniti dai molti tormenti già sofferti. malgrado la serena scrupolosità del Tragagliolo.

. — : . et modo cactus. Elevato alla corda. et oh quam caiisam affatto incoerente. e . e che non seppe dir altro che supplicare perchè lo facessero tornare presto in Calabria.—n— tempore strani. che altra volta avea ceduto rivelando. à quo. che pronunziate e compiuti in quelle condizioni. partim canpartim impertinentia dicebat. nella lotta. della carne riluttante. sospeso alla corda del supplizio. congiunte. in una serie di nuovi interrogatori. e ora tutti mi dicono sfortunato quanto a me non so legere ne scrivere » si passò. fatti in base ad articoli redatti dal procuratore fiscale sulle testimonianze già raccolte. e a sprigionarsi sempre più puro e sempre più spirito dalla sono più belli e più puri e più enercarne straziata gicamente spirituali del più serafico atteggiamento di rassegnazione passiva. sfogando il suo dolore fisico con imprecazioni e atti da Malebolge. . ed esclamare con doloroso rimpianto. Alle domande rivolte- continuò a rispondere fuori tono. sorelle. ' poiché ormai era compiuto il processo offensivo (la escussione dei testi) al processo ripetitivo. durante un'ora intera non mai smentì la sua figura di gli. lo aspettava desolata dalla più squallida miseria. tra cui il vecchio padre del Campanella. da un uomo che. compiendo gesti Minacciato di più gravi tormenti. ubi. inerii rispose in tabat. che consisteva. affinchè lo spirito riuscisse a trionfare. figlie. I 20 articoli dell'accusa contro il frate eretico non sono altro che la traduzione imaginosa. rievocando il tempo in cui il figlio suo era tornato in Calabria « allora tutti mi dicevano beato. e sfogava con la parola e con gli atti quella prorompente materialità che gli era necessaria. anche lui carcerato insieme col figlio Gio-Pietro. combatteva in quel momento la più terribile battaglia contro il corpo. com* è noto. Esaurita la sfilata dei testimoni. dove una turba di donne. uomo affatto alienato.

. che la risurrezione di Cristo non fu vera. ma un pezzente. che Cristo non era Dio. . Ma contro il Campanella. ch'egli sapeva fare miracoli e poteva farli che la legge dei turchi era migliore di quella de' Cristiani » (Amabile. e Lazzaro risuscitò per finzione adorare il crocifisso che non c'era purgatorio né paradiso né inferno e le anime tornavano nel nulla che l'anima era morche non c'erano i diavoli che egli volea predicare una tale nuova legge migliore di quella de' Cristiani che il peccato era tale in quanto così credeasi dagli uomini e non era peccato quello che commettevasi di nascosto che gli atti venerei non erano peccati e la chiesa aveva fatto male a proibirli che le Sacre Scritture erano invenzioni degli Apostoli ad ogche era lecito cibarsi getto d' introdurre la fede di Cristo di carne in ogni tempo. . non sembrando ai giudici sufficienti le . 151 e III. ancora pertinace nella simulata pazzia. 309. la sua cong. II. . e anche calunnie e falsità. . p. la cui predicazione venne. che l'eccHssi del sole a tempo della passione di Cristo non fu miracolosa né universale. che la Trinità era una chimera. pur tra non poche contraddizioni. fu rubato rimase vergine che nell' Eucaristia non c'era il corpo di Criche i sto ed essa fu istituita per semplice commemorazione . e Mosè passò il mare profittando del flusso e riche era una stoltezza flusso. se non dopo un rigoroso accertamento delle sue vere condizioni mensicché. . . 343). doc. del credo naturalistico e razionalistico del filosofo ^). interrogati appunto sullo schema di questi articoli. . . terza ed ultima fase dell'azione giudiziaria. Sacramenti erano invenzioni di uomini e istituiti per ragione di Stato che i miracoli di Cristo non erano veri ed ognuno potea farne. che Maria non al pari di quelli di certi legislatori. non era legalmente possibile agire. p. . inverosimiglianze. Quindi si passò al processo difensivo. dichiarazioni dei dieci testimoni interrogati al riguardo. Fra T. .-78non esente da grossolanità. C. si stabilì di sottoporlo all'atrocissimo tormento della tali *) Accusato di avere « detto apertamente e pubblica- mente che non c'era Dio. e il corpo di lui. . . . confermata da tutti i testimoni. .

quasi per miracolo né confessò eresia né ribellione e restò per pazzo non finto. D. che siano storicamente attengravi insinuazioni del Campanella circa questa morte vescovo si fé' intendere che voleva liberar tutti. Vescovo — . ') Poiché esita ad indugiare nella rappresental' animo zione di siffatti efferatissimi tormenti. e parti inferiori contra la speranza di medici. Benedetto Mandina. in cui il supplizio fondamentale del non poter dormire era complicato da raffinatissimi tormenti accessori ed accenno soltanto a quel che il Campa« tornella medesimo ne dice nella Narrazione del Capialbi mentato 40 hore di funicelli usque ad ossa. peraltro. e disse morendo « mi dispiace eh' io moro. legato nella corda a braccia torte. il detto anche che il Viceré e Fiscali con promesse e minacce lo volevano levar di questo proposito e venne a morte. Dio sa pere non ho chè. 1845. : : . Napoli. come diceano » (p.— 79 — Il ch'era considerato come la prova suprema. prendendo sopra un legno tagliente e acuto. di Termoli. tordella veglia. . 47). p. evito ogni descrizione particolareggiata di questo. certamente circa il procedimento illegale e abusivo dei primi processi di Calabria e delle loro conseguenze. se non proprio circa la colpabilità degl' imputati. che si dice la Viglia che li tagliò di sotto una libbra di carne e molta poi n' uscio pesta e infracidata. del resto abbastanza noto. e aveva perciò vivamente insistito perchè il processo di eresia venisse continuato in Roma. era uomo di tutt'altra tempra. sicché egli non pensò neppur lontanamente ad evitare al filosofo questo strazio supremo *) e appena ne ebbe ricevuto l'autorizV e g 1 i a. Vescovo di Caserta. » {Narrazione edita dal Capialbi. . 1601. 47). liberato questi frati ». l'unico giudice scrupoloso e insieme pietoso che il Campanella avesse incontrato fino allora. fuori dell'atmosfera turera morto il i^ genbata e viziata dei tribunaH locali naio di quell'anno ^). e n'uscir più di 15 libbre di sangue delle vene e arterie rotte e sanò delle mani. i) dibili le : . Il suo successore nell'incarico di giudice. e fu curato per sei mesi con tagliarli tanta carne. mento . . Non pare. e che dal lungo attento studio del processo aveva tratto forti motivi di perplessità e di dubbio. e lo scrisse al Papa ecc.

ancora il.— 8o — zazione da Roma. doc. alternando lunghi silenzi con pietose esclamazioni di dolore « Miserere Hoimè Hoimè. 466). et illum observari curet super simulatione dementiae» (p. sed dicebat : oh Iddio. che gli ripetevano le domande prescritte. XXV. venuto . esortandolo a confessare. coram SSmo. sed semper persteiit in vigilia. candelis acce Jisis » ^). se voleva finalmente ! ! ! ! . (« Arch. per essere pronti al loro ufficio di evitargli di addormentarsi ed egli taceva e « ad Interrogata nihil respondebat. Ufficii Romani pubblicati dal Celano. 498. e senza dare alcuna risposta sensata e concreta ai giudici. fece procedere senz'altro all'amministrazione del tormento M. ». che dici ?. nihil dicebat. . 1900. sibi dicendo : fra Thomaso Campanella. Dio che son morto O mamma mia O misericordia » ma senza uscire menomanente del suo stato di simulata pazzìa. stor. e spenti i lumi e aperte stanza dei tormenti. E gli aguzzini si davano il cambio intorno a lui. lectis literis Episcopi Casertani datis 18 hiiiv. e il povero Campanella. *) V. C. III. .filosofo persisteva nel suo silenzio e nella sua tragica immobilità. In causa fr atri s Thomae Campanellae.. Et quia per riposare.s SSmus mandavit ei rescribi ut procedat ad ulteriora. totam noctem vocatus. aspicjens hinc et inde. la sua congiura. non mi ammazzate. Fra T. . Napol. già da oltre dodici ore soffriva il suo tormento. Processo di fra Tommaso Campanella. p. 402. Lo videro venir meno temettero che morisse Ma. Noie Sommarie inedite « Feria V. pp. non parli ?. 462-466) die 31 maii 1601. * * * Scendeva la sera del 4 giugno 1601. : 1 . il le finestre nella nuovo giorno. frate mio et respiciebat circumstantes... a. i Decreta S. 2) Amabile.

Poesie. Poesie. {Sonetto di se stesso quando ecc. 23 ranze divine. Geronimo {Memoriale al Re di Spagna. se a far gran ben si truova » di far gran bene. furon forzati a dire e fare e vivere come gli pazzi. Nessuna era salvo. 1866. Bruciò il letto. IV. E lo trovàro la mattina mezzo morto. e con spep. ordinarono finalmente la cessazione del tormento. 37) dei primi mesi del '607 «Dicono pure e' ho finto d'esser pazzo io rispondo che David e Solone si finsero pazzi per lo stesso modo.. : . allo stesso modo come la notte e come il giorno precedente. se ben nel lor segreto hanno altro avviso (Nota al Son. Il tormento. Gli dettero da mantormento ricominciò. p. o vero o finto prudentia est. 9. vista r impossibilità di farlo parlare. Centofanti. » {Canz. sino a che i giudici. e pazzie cinquanta dì ». niadr. Ma il dialogo notturno con gli atti del processo relativi a questo periodo. ecc. e son lodati da S. dell'Amabile) fondandosi su qualche passo Iella Narrazione : «E li fé' tanti strazi al povero Campanella he lo fé' impazzire. '> . Erano passate 36 ore. Amabile. in nota « Pur la menzogna. « e per pazzia dove non giovò la sapienza. come fu quella di Ulisse a Polifemo ecc. alcune sue esplicite dichiarazioni sparse nelle Poesie e nelle Lettere con molta insistenza. e pensando forse che la pazzia giovasse a mostrare meglio fino a qual segno fossero giunte la efferatezza dei tormenti e la crudeltà dei giudici. // codice ecc. t. non finto. 92). e divenne pazzo. Arch. ital. « Quando bruciò il letto della bellezza. par bella. serie terza. E ancora « E restò per pazzo. p. Il filosofo e dei medici e dei giudici ta ^). rabola mirabile per intendere come il mondo diventò pazzo per lo peccato. 62) Stultitias simulare in loco. — : 6 — Tommaso Campanella . Poesie. pensando sanarlo.. 107) «Pae. fra Pietro.. il Rinvenne. p. non lasciano alcun dubbio circa *) La maggior s' zione. parte II.— 8i — sospesero alquanto giare. e che gli savi. come diceano » ecc. stor. ritiene senz'altro vera la pazzia. Senno senza forza. p.. detta a tempo . . Passò ancora tutta un' altra giornata. : la simulazione « : Bello è : il mentir. disse il comico e de iure gentium i pazzi son salvi». Malgrado parte dei biografi del Campanella (ad ecceintende. l' intima 9onvinzione che la pazzìa fosse simulaessa risultava giuridicamente provata. mancando tutte l'umane » [Memoriale al Papa V.

minacce. crit. e il mio Cenno tnbl. gravemente ammalato per le conseguenze della v eg 1 i a. Men- m . p. sarebbe stato. Mandare a morte un folle. violento mondo di prigionieri. corrispondente appunto in basso alla finestra della cella. torbido. quando il Campanella era ancora in letto. V. aprono uno squarcio di luce sul brulicare di quegli odi. che risale forse al 1592. II). del '94. e che attraverso varie redazioni del '93. La perquisizione nella cella di lui rivelò direttamente soltanto una lettera insignificante. un delitto. miserie di ogni specie. secondo lo spirito dei tempi. Una rissa scoppiata nel Castello il 2 agosto. nel 1623. false testimonianze. del '601 e poi del '609 andrà a finire nella Realis philosophia.. n. in cui si abbrutivano i poveri prigionieri e insieme offrono notevoli testimonianze circa l'attività letteraria e filosofica del Campanella durante questi primi travagliatissimi anni della sua prigionia. 24 (« Giorn. e insieme « una scrittura di dieci o dodici fogli in circa » (una parte del manoscritto della Filosofia Epilogistica *). del '98. *) Ulteriore redazione di una originaria Phisiologia. buttata fuori dalla finestra durante la visita dal fratello del filosofo. Perciò a partire da questo momento la figura di lui g i u r i d i e a e nsebbene spiritualmente t e entra nell'ombra. continui ad essere il centro di gravità di quell'oscuro. n. edita in Francoforte dallo Adami. 230 i . e quindi trovata dai carcerieri nel « reveglino » tra le due porte del Castello. agitato.. I. la mia Bibliografia. dibattentesi invano sotto la ferrea stretta dei rigori inquisitoriali e carcerari. vendette. ». o fino al termine dell'alienazione. in appendice a questo voi. e la perquisizione e il processo che ad essa tennero dietro. esponendo in tal modo la sua anima alla dannazione perpetua e precludendogli ogni possibilità di im futuro rinsavimento e pentimento. ritrattazioni. Non si poteva che custodirlo in carcere indefìnitamejite.— 82 — azione legale era ormai possibile contro di lui. 3.

p. Probabilmente ancora chiuso. ». rivestito di pergamena. commosso anche nel cuore e nella fantasia dalle idee che turbinavano nella sua mente. Carmina definito poi dall' inquisitore P. i primi numeri della mia Bibliografia (« Giorn. se fin dal 1595. crit. ') Già prima della elegia al Telesio (1588) di cui egli parla nel Syntagma. si era sentito inclinato alla poesia. II) e iln. e dedicato a Francesco Gentile. zagarelle di seta pavonazze e rangiate » scritto di mano dello stesso Ponzio. Crit ». *) Queste.e Cherubino in tandem et improperium muUorum. dagli accenni sparsi del filosofo medesimo in altre sue opere. 234). ma dall'argomento di essi. Tra le inenarrabili sofferenze dei tormenti. aveva ripullulato con nuovo vigore.-83tre la perquisizione nella cella di fra Pietro rivelò un libretto Poesie \). ad amorem alti' ciendum . nell'an- difesa quasi disperata. accanto alla meditazione dei siosa preoccupazione di una vena poetica del filosofo martire. nel bozzolo dei vecchi metri e dei vecchi schemi. egli doveva aver sentito tuttavia assai presto la necessità di romperlo. a. Gentile (pp. 209-250). la che già si era manifestata ricca e vivace fin dagli anni della sua prima giovinezza. naturalmente portato a concepire sotto specie di imagini polpose e corpulente anche il più astratto pensiero. il suo spirito fremente. agitato. il n. . nei suoi primissimi tentativi poetici '*). si può desumere che essi non si discostassero dalla poesia allora tradi- zionale. tutte evidentemente anteriori all'agosto del '601 e la maggior parte posteriori al novembre del '99. che il Campanella scrisse. {V. propriamente le Postume dell'ed. «con. in qiiibus sunt multa qiiae videntur sapere di : idolairiam. Adolescente appena. a cominciare dal suo tredicesimo anno (V. 9 del Cenno 1. II) egU aveva scritto in poesia. Tutti questi primi lavori sono perduti . a. impetuoso. contenute nel codice Ponzio non sono che una piccola parte delle molte Poesie. dal fatto stesso che soltanto più tardi egli si pose il problema metrico. 34 della mia Bibliografia (« Giom.

tra la liberazione dal S.-84problemi samente che tumultuoaveva. forse aveva taciuto. vieni meco a canzone novella te al novo onor chiama quinci la squilla mia. egli aveva incarnata in forma poetica la sua varia riboccante passione sdegno verso i nemici odio violentissimo contro lo Xarava « l'empio mostro » « giudice invettive e parte e testimonio entrato » contro i compagni che gli erano. infedeli avevan trovato la forza di resistere ai tormenti. n. Musa latina. non pure tentato. egli gli urgevano nell'anima. Al novo secol lingua nova instrumento rinasca può nova progenie il canto novello fare » *) d' : . Gentile. en: . tra le angoscie dei processi. una poesia nuopolitici filosofici e religiosi. Ufficio e il suo ritorno in Calabria. . p. durante il periodo che il Campanella passò in Roma. Al senso latino contiene in niice l'essenza e l'orienta- ma ma mento « : Musa latina. sperando imponer fine al miserabile verso. tutto preso dalla passione del suo sogno. ch'ella imperii gravida e madre sovente sia. 87. . p. D' Italia augurio antico e mal cognito. altresì teorizzato le forme e le norme di es?a va. è forza che prendi la barbara lingua : Concorri adunque al nostro idioma nuovo. e purtroppo andata di cui forse la magnifica elegia anch^essa perduta. durante il periodo della congiura. Annotazioni del Gentile. con mirabile vigore poetico. 277. : Poi. V. ed. . « percosso nel cuore » dalle varie terribili fasi di questo vivente dramma della sua vita. i88) Elegia scritta tra la fine del 1594 e la fine del 1597. Ma ora. per te tornando al già lagrimato die. dedicata al Clario. in quella Ars versificatoria de metro latino applicando vulgari lingiiae. ) Al Senno latino {Poesie. o gli pareva che gii esaltazione iperbolica di qiielli che fossero.

-85conlerma del senso della propria missione. Nei Canti del Carcere ^), a differenza di tutte le altre Poesie campanelliane, sempre vibranti di ricchi,
tiisiastica

varissimi interessi
fetici,

astrologici

— poetici, — risuona con commovente
filosofici,
:

religiosi,

pro-

monoto-

dramma

sola la catastrofe della congiura e il dei processo. Tutto quel mondo di giudici, di complici, di testimoni, di amici e di nemici, di spiriti superiori e di anime abbiette, in cui riluce, in tanto tenebrore, la dolce figura di qualche anima benevola e pietosa al povero prigioniero, vive, in tutta la sua crudezza di luci e di ombre, in questa rappresentazione poetica. In cui non manca altresì qualche

nia

una corda

vera e propria nota d'amore di im amore, nella esuberanza della forma seicentescamente ridondante, violento ed esuberante anche sostanzialmente impetuoso, sensuale, realistico, senza la menoma sfumat\ira romantica, che talvolta si avvolge nelle ampollosità e si raffredda nei bisticci di parole, tanto cari al gusto del tempo (« Maria, ma ria » « donna, Anna, domina, anima ma spesso trova accenti di gentilezza, sebbene un tantino preziosa
; ;

)))

:

« Quando parla uom mortale, pria l'aer muove, e poi l'orecchio iutuona indi lo spirto sue figure accoglie. Ma pria l'anima assale, quando Flerida mia canta o ragiona. La dolce voce invola le mie voglie,

:

che
e
si

dell'udir le soglie,

soavemente,
;

passa, che non si sente, come fa Dio in noi ond' io re ve lo ch'ella donna non sia, ma dea del cielo
e,

»

;

sempre, esprime nei suoi termini più semplici e più
ardori, furori,

radicali la secolare vicenda di

sdegni.

^)

Poesie, ed.

Genth-e, pp. 219-234.

— 86 —
che
tipici

propria del dramma di amore, nei suoi momenti implorazione calda e commossa, nel tentativo vani tentadi commuovere l'oggetto amato riluttante tivi di ritrarsi «all'alto poggio della ragione» ma invano, che « già cinto d' intorno mi preme l'avversaquindi gioia del desiderio appario d'ogni parte » gato, e illusorio pensiero
è
:

;


il

;

«che solo
lo

Amor può
io

darci

sommo bene
»
;

qual filosofando

non trovai

finalmente sdegno pel tradimento, e vana confessione
«

:

E

veggio ben
sol

e'

ho navigato invano
» ^)

amai

ombre,

e fui dal ver lontano

Ma su ogni altra cosa campeggia la esaltazione entusiastica della propria missione di riformatore
:

«

fin dalla

Spesso m' han combattuto, io dico ancora, giovinezza, ahi troppo spesso
!

d'espugnarmi non fu lor concesso, ch'è Dio, che mi sostiene e mi rincuora. Sopra le spalle mie, quasi ad ogn'ora, fabricando processo con processo, han prolungato il lor maligno eccesso ma la spada del Ciel per me lavora « ^)
;

ma

Che

se ora, nell' infuriare atroce dei processi,
« Dio par che dorma, e 1 suo bianco campione da falsi testimoni oppresso giaccia, che vendono il suo mal per devozione » ^)

V. passim le Rime amorose in Poesie ed. Gentile, 235-248. me eie.» *) Sonetto sopra il Salmo v^Saepe expugnaveruni applicandolo l'autore a se stesso, Poesie, p. 220. ') Sonetto contro il medesimo (Xarava) Poesie, p. 223.
*)

pp.

-87moso giorno
verrà immancabilmente il giorno del trionfo, « quel fae' ha a scompigliare i figli della morte »
«
:

A

sua vita
viene
il

il

mondo

poco a poco rende al primo Creatore
;

;

giorno fatale al malfattore ritorna il Redentore a riveder il conto del suo gregge. Par mal annunzio a chi lo guida e regge con durissima legge e perchè taccia il vero in career tetro io sto ma con San Paolo e con San Pietro canto un occulto metro, che nel secreto orecchio alle persone la mia fa che risone ch'or l'eterna Ragione pria tutti i regni uman compogna in uno, che renda il caos tutte cose all'uno» *).
;
;

campanella

*)

Sonetto fatto sopra

li

segni con suoi appendici, Poesie,

p. 222.

1

V.

La

metafisica,

«

Con vanni
in

in terra oppressi al ciel raen volo,
;

mesta carne d'animo giocondo e, se talor m'abbassa il grave pondo. Tale pur m'alzan sopra il duro suolo

»

Di

sé stesso

{Poesie, p.

107).

Tra
altresì
sofico.

gi' indicibili

strazi

del carcere
il

maturando vigorosamente

si era venuto suo pensiero filo-

La prova giuridica della pazzìa avendo resa impossibile ogni altra azione contro di lui, egli fu finalmente lasciato in pace, almeno per qualche tempo. Il processo d'eresia, rallentato a cagione della morte del Viceré (19 ottobre 1601), e della inevitabile lungaggine della trasmissione di ogni menomo atto al S. Ufficio di Roma, si trascinò stancamente per oltre un anno, chiudendosi alla fine di novembre del '602, con la condanna al carcere perpetuo nel S. Ufììcio *), anL'Amabile {Fra T. C, la sua cong. II, p. 319) osserva una siffatta condanna non corrisponde alla tradizione giuridica del S. Ufficio, che, nel caso di riconosciuta eresia, non poteva infliggere altra condanna che la consegna alla curia secolare, mentre nel caso di riconosciuta follìa non poteva
1)
?

r imputato

pronunziare alcuna sentenza, dovendosi limitare a custodire nelle sue carceri fino al rinsavimento o alla morte. E crede, in contrasto col Berti {Tom. Campanella, II, « Nuova Antologia», 15 agosto 1878), che la attribuiva alla pietosa intenzione da parte della S. Sede di salvare il filosofo, strappandolo alle mani degli Spagnuoli, ch'essa si deva invece attribuire unicamente al desiderio di porre, comunque, un termine al processo di eresia, per rendere possibile il proseguimento del processo di ribelUone.

-90nunziata
al

Campanella

Rilasciatasi la tensione

il giorno 8 gennaio del 1603 d'animo onde il filosofo aveva,

durante le prime fasi del processo, dirizzati ogni suo pensiero e ogni sua energia al problema della difesa, costretto daUa reclusione alla solitudine e all' inazione, lui, così irrequieto e così avido di azione, tutte le sue energie spirituali, anzi la sua vita medesima parvero concentrarsi intomo al problema filosofico. Lo tentava un disegno titanico scrivere un libro che racchiudesse, nelle linee di una grande enciclopedia filosofica, l'essenza di tutte le scienze, una bibita philosophornm, sapientia scientiarum, divinar um et humanarum rerum Arx ; omniumque quaestionum de cunctis rebus actualibus et possibilibus, stimulantium mentes hominum-, resolutio ; ita ut omnes gentes scientiarum legumque suarum veritates et errores radicitus ex hoc codice explorare valeant *); un'opera che fosse perciò non una semplice logica o grammatica, ma una vera scienza universale, concepita in modo che non potessero non applaudire ad essa anche i Cristiani, ma i
:

veri, quelli

che onorano Cristo non
fisico in
si

vulgariter, sed subiiil
;

miter. Egli vi si sforza infatti d' inquadrare

suo na-

turalismo
riesce,

come appieno una

non può facilmente intendere, a realizzare siffatta fusione. Ne vien fuori un singolare

una metafisica tomistica

ma

libro, che, nei suoi stessi difetti, è espressione della radicale inanità del naturalismo, e perciò ha un notevole valore storico, come dimostrazione della peculiare posizione di questo naturalismo, che, per sostenersi, ha bisogno, suo malgrado, o di un salto nel tomismo, o di uno svolgi-

voluminosissimo

una eloquente

mento consequenziale
Universalis

di se

medesimo, che

lo porta in

*)

philosophiae,

seu
;

metaphysicarum rerum

juxta propria dogmata, Parisiis, 1638 Epistola dedicatoria, p. 2* (nel testo non numerata). V. la mia Bibliografia, n. 46
(«Gior. crit.
»,

II) e

il

Cenno

I,

n. 16, p. 241.

con un meraviglioso balzo in avanti e sia pure non senza influenze plotiniane. . « Indebolite luci e moti e forze delle cose. I. agostiniane. che. ma non può non risentire gì' influssi della gnoseologia che la precede. che. è schiettamente idealistica da una etodologia. sebbene non ben chiara né bene sviluppata. che non vuol dimenticare la fisica telesiana. partendo da premesse naturalistiche. arriva. che batton la muraglia del career che n'abbaglia.-^91 una direzione spiccatamente )' — — idealistica. cap. *). I. 142 e Metaph. 1. . . — — . sicché si arresta agnosticamente dinanzi ai problemi. p. 6 della prima . p. Tommaso da una psicologia. il rapporto tra l'essere e il non essere curiosissima cosmologia. affatto scolastica nelle forme e nei procedimenti. ma non priva di una felice. che é capace di cogliere ma non di giungere all'essenza : il fenomeno. che vuol essere una conciliazione della teologia positiva tomistica e di quella negativa plotiniana. e passim. malgrado le sue contraddizioni e le sue incoerenze. La prima parola di questa bibbia è con perfetta analogia con la prima Meditazione cartesiana.. parte. la relatività. come da una p. : scenza umana. informata a una singolare amalgama di Telesio e di S. non le possenti o dive. la soggettività. es. e neopla- toniche in generale — a una deduzione dell'essere dal pensiero. Questa « bibbia dei filosofi è costituita infatti da una gnoseologia. lo scetticismo uno scetticismo in cui vengono radunate tutte le tradizionali tesi negatrici la parzialità. che peK la sua stessa posizione essa é incapace di risolvere. la limitatezza della cono. perchè sfarian la nostra fragil maglia» *) Poesie. sentiamo noi. che spesso dimentica la gnoseologia che la annullerebbe finalmente da una teologia. m vo da una ontologia. intuizione di nuo.

con varia e talvolta fantastica. cap. et utrum scire sit scire ^). In tal modo ella ritrova in sé quei motivi di certezza prima e assoluta che già tutta la tradizione neoplatonica. Met. *) Mei. ani vigilemns.. i. nosirique scire. come dice il CampaneUa. p... se sia sana o sia folle. coincidendo quasi alla lettera con Cartesio versamur in loco alienaiionis et varietatis. fino a tanto che. e che certissima sunt haec irta nohis : nos esse. perché noi uomini. I. cap.— ganoi siamo sulla za pochezza e la nullità dell* uomo terra sicut vermis in ventre hominis. sed praesenHa perennis ^). E perciò non riesce a trovarsi. Ma cotesta disperata ansietà scettica è illuminata d'un tratto da una inoffuscabile luce di certezza l'anima s'avvede finalmente che l'unica conoscenza sicura è la conoscenza immediata. aut somniemus. et seipsum *). neqne scimus utrum vere sciamus. 19 della I parte. e che essa non può conoscere immediatamente altro che se stessa. 32 della I pai te. Certissime perché riguardo a tutte le cose noi possiamo ingannarci. . scire et velie. cap. qui totum ignorai hominem. smarrita in un universo. che non riesce non pure a dominare. p. et statum suum. perchè. 1. p. ai nostri esse. ma nemmeno a intendere.nto fermo in cui consistere non sa se sia desta o se dorma. 1. poiché non possiede un solo pu. Tesi tradiriscaldate in queste Duhitationes dal pathos zionali. affermiamo : : . I. nostrique velie. sedotta dalla analogia con la conoscenza esterna. 3. le additava. 6 (I parte). I. e si convince che esistono universalissima certissimaque in qitihus non coniingit falli . 7. I. Ili. ma non mai smentita voce. 1. I. continua a cercare se stessa e a tentare di conoscersi : non intuitivamente. nulla est species aut moti o fantàstica. art. empirica. Met. smarrita perfino in sé stessa. art. dell'anima umana. se pur dubitiamo. ma discorsivamen: te. art.

e anche. pure tanto specificamente diversi tra loro. . soprattutto plotiniano. e il cogito ergo SUDI cartesiano. e col neoplatonismo. fino alla lontana radice comune. Ma in Agostino. di cui l'uno è considerato da un pezzo il padre della filosofìa moderna. ha dedicato un accuratissimo studio il Blanchet [Les antécédents historiques du « Je pense. mediante rapporto dell'essere col pensiero contiene già virtualmente la possibilità di uno sviluppo in senso puramente idealistico. in cui è più che palese la coincidenza con Cartesio. 1920) che esamina anche il rapporto di Cartesio con S. la certezza interiore è più un'esperienza che una verità. non può essere dubbia l'affinità ideale tra i due pensatori contemporanei. a voler risalire più indietro. il cognoscere est esse cainpanelHano. sebbene sia l'ultima voce della Rinascenza. com' è già stato osservato da altri. che. in Cartesio lo svolgimento rigorosamente conseguente del suo penil scono in se siero l'iene arrestato dalle idee innate. Il mihi esse. e l'altro. Ma quale che sia la soluzione del problema storico. Certo è che un siffatto ricorso. che costituisce la profonda anima di verità dei tre sistemi. al quale del resto il Campanella medesimo si richiama con una lunga citazione *). me idqiie nosse et amare certissimmn est agostiniano. in ^) Al rapporto del Campanella con Cartesio e al problema storico della possibilità effettiva di influenze campanelliane sull'autore del Discours de la méthode. che il Blanchet risolve positivamente. che pure ostentò un così spiccato dispregio pel filosofo italiano.— 93 — nell'atto stesso del dubbio la coscienza del nostro pen- siero e quindi del nostro essere Movimento di liberazione dal dubbio. scaturiscono tutti e tre da un suil ricorso alla indefettibile certezza interiore. Agostino. donc je suis » Paris. e la conseguente inversione ch'esso produce nel modo con cui la filosofìa antica e il pensiero comune concepi- peramento del dubbio. con Agostino. Alcan. è altresì a buon diritto la prima delia età successiva.

. 1.. I. 1867. ristabiliscono sia pure \m oggetto quella immobilità dell'oggetto e quella estraneità e anteriorità dell'oggetto rispetto al soggetto. e l'odore la narice infacendo» (Redazione ital. i. nec infelligi posse. per sé. Vili.. contro Aristotele. 38. Bibl. l'unica conoscenza che non ci alieni da noi stessi è proprio quella tire .. I. non tarda a trov^are una conferma della priorità ed eccellenza dell'autocoscienza.. ms. es. p. che sarebbe. per dir così.. 8 e 7 retro il Prodromus philosophiae instaurandae. cap. Mei. in Campanella finalmente. l'estremo svolgimento idealistico viene anche infrenato. art. che muoveva da premesse affatto sensistiche. 77 ecc.).eri videmur . Napoli. p. esse itaque videtur sensus ma in questa stessa concezione. perchè.. come vuole Aristotile.. assimilatio passioque ^). 4) « il senso non si fa per informatione. talché all'hora sentiamo quando patiamo. che il sen- intemo. e la puntura pungendo. nisi sensus infellectusque fiat ipsum obiectum sensibile ac intelligihile . . cap. 54. p.. la posizione non muta — — m avviene non per informationem. color em cum color amur in oculo. portata a virtù della sua rovesciarle completamente.. ma per immutatione. p. ma per immutationem .. tunc enim calorem sentimus. nel suo primo movimento. Egli comincia con l'affermare. . caldi o freddi ci facciamo. La sua gnoseologia. Naz. in un secondo momento. cum calorem ipsum siiscipimus et calidi f. sensistica. appimto scoperta della certezza interiore. è. VI. frigus vero cum frigidi . e la dolcezza noi addolcendo. se conoscere è mutarsi nella cosa conosciuta. Del senso delle cose 1. di critica ecc. Saggi 3) : . p. *) Spaventa. 58 della II parte. perchè nihil sentiri. » « quando noi sentemo il caldo o il freddo. con Telesio.. ma. D. che il cogito pai'eva destinato a superare. Napoli. Pensiero espresso in modo letteralmente identico anche in altre sue opere (V.— 94 — quanto quiddità create da Dio e trovate poi dall'uomo dentro il suo spirito come in una « miniera » (secondo la felice espressione dello Spaventa *).

quoniam iam est illìtd : ergo cognoscere est esse^). cap. La rispondenza tra la Metafisica e il Senso delle cose è costante e. superando l' inevitabile fenomenismo della conoscenza sensibile (che si ricordi era una — — VI... scopre sensum non passionem.. della prolissità. ma anche intelligenza. 59 della II parte. Met. 1. perjecte illud cognoscit. cap. XII. Nam cum" sensafio sit assimilatio. *) Met. art. intellectum aristoteliciim esse sentire a longe. : . Vili. 5. per cui noi riusciamo.— 95 — anima Eygo seipsmn magis judiquoniam non indigct fieri. 3) I.. sì. IV. a cagione della scarsa ri elaborazione critica. art. sed perceptionem passionis esse *) cioè non più senso soltanto. 1) *) Met. nel cuore della filosofia moderna. Met. scibile. ultimo figlio della Rinascenza. p. — sua attività. 1. delle contraddizioni proprie del sistema campanelliano. della nostra cai. Comincia con l'asserire che sensum esse causaliter passionem praetutto è senso sentis . I. e la memoria è senso sopito.. 1. 38. sed est id niiod est ^).. — Non solo . ma la mens. reminiscentiam esse eiusdem renovationem per aliud agens simile aliquo modo.. in qualche punto. et omnis cognitio fìat.. quasi sopitam . a dirittura letterale. senso. Perciò tutto è. La realtà dello spirito consiste nella . V. p. cap. la quale. p. 1. memoriam esse passionem anticipatam et imdi noi. I della I parte. ^) ma poi con una intuizione che trasporta di colpo lui. 30.. V. citato). 109 ms. et sentii : ens : : passionis rei manenfem. VI. i. come si vede. propterea quod essentia cognoscitiva ef cum factum est ipsum cognofit ipsum cognoscihile. è tuttavia proprio la funzione. cap. art. 89 della II parte. vel similitudinem absentis. Del senso delle cose « Dunque l' intendere in universali è senso languido e lontano.. e il discorso è senso strano» (1. p. al corpo e allo spirito si aggiunge sebbene conservi ancora. II. ma tutto anche intelletto. 4. della I parte. molto di tomistico. cap.ppercezione originaria e della sintesi a priori. accanto all'autore della o. art.

113 retro. di cui lo Spaventa forse non ha tenuto sufficiente conto. che nella dottrina campanelliana appare dapprima come « un ente speciale. . redaz. Per non dire che essa sola é quella che rende l'uomo. 1.-96delle capitali argomentazioni dello scetticismo). e colui che brama V infinito. Napoli. Met„ 1. ital. 3) II. cap. con un capovolgimento della posizione primitiva. 4. suscitando in lui un ardente appeche è già segno di divinità. ha già qualcosa cognoscere enim est fieri rem cognitam. la terra. perchè. non solo la facoltà specifica dell' infinito e del divino. Sicché quella stessa mens. ci- tato. come il Campanella vichianamente dice. servo o castaido » ^) e che pare dapprima allatto dipendente dallo spirito materiale {mens autem omnia cognoscit per spintum. 149 (HI Del senso delle cose. liberandolo da ogni vincolo spaziale e temporale. e nella quale l'anima materiale è ministro. ha già qualcosa di regale dentro di sé. art. portandolo a raccogliere in un solo pensiero il cielo. e a sollevarci dalla sfera delle cose finite in quella dell' infinito e del divino. quasi Dio. che è corpo già for- e organizzato. : *) -) Spaventa. V. e d' infinito qui scit Deum et amai Deum. («talché è suo officio la religione nel spirito plantare )>) ma anche la regolatrice sovrana delle altre funzioni spirituali. a valutare criticamente la conoscenza medesima {cognoscere quod res non sunt sicut nohis apparent). Saggi di critica. p. cap. parte). e colui che desidera diventare re. XIV. fit Deus in esse cognito astri tito di divino. diventa poi. 94. noi non possiamo desiderare cosa che ci sia affatto estranea. p. in quanto « è suo officio raffinare e perfettionare ogni conoscenza » ^). cui insidit '^). come il filosofo profondamente osserva. il quale è come un individuo venuto a posta dall'alto per abitare questa casa. p. ms. 1867. 30. gli mato come innumerevoli.

per non saziarsi mai di sapere e volere. Poesie ed. ella è pari al prigioniero. ch'ella pur potrebbe attingere in virtù della sua essenza. e chi s' incinge. precluse. *) Met. Certo. non in tutta la sua opera il Campanella tien fede a una concezione siffatta. e perciò non lo trova. art. Dio è veramente più intimo a noi che noi medesimi. Gentile. cap. la distrae. P. ^) V. 1. T. Fe- lici. cioè chi si fa lui.— 97 — et et amato : et quendam divinitatis . Tommaso Campanella . una coesistente e persistente volontà di trascendenza non tarda a gettare una fosca ala d'ombra. non sui : ipse enim manifestissimum : . 1895. le sono tuttavia. 15. Lanciano. che raggiunge. Su questa splendida luce d' immanenza. gli eroici furori bnmiani. V afortitudinem in se ìiahet *) iiinia « riconosce se stessa immortale ed infinita. l'allontana da queste sublimi possibilità. Troppo la conoscenza esteriore l'assorbe. su tutta la dottrina della mens dottrine filosofico -religio se di campanelliana. Anima immortale. p. per questo vivace senso dell' intimità spirituale di Dio. onde conosce non dalli elementi. cioè s' impregna di Dio. cioè Dio.. se non attraverso la sua grata preoccupata dal pregiudizio di voler raggiungere ogni cosa per discorso piuttosto che per intuito. cerca Dio per ima via falsa. 7. C. L'anima è ben tosto costretta a ripiegare le ali che aveva dirizzate a così folle volo. Incarcerata nel corpo.. ma noi non sappiamo vederlo^): At in nobis est Deus. Ma solo chi s' illuia. Queste cime di conoscenza e d'amore divino. finalmente. et nostri causa latet. nella sua umana vita. ma da Dio infinito essa procedere. ^) Nota Le al sonetto VI. 91 (H parte). XII. vien certo della divinità e lieto conoscitore e beato perchè è penetrante e penetrato da quella » *)... sensum et dulcedinem perchè. che non può comunicare col mondo estemo. anzi oltrepassa.

cap. 185 1. 1. allo stesso modo come non si sa né si può sapere quale sia veramente il rapporto tra r infinito e il finito. 1. art. È lo stesso ritmo che pervade tutta la metafisica campanelliana. Met. Zweiter Theil. con le sue luci e con i suoi colori. VII. 30-32). p. 2. Anche qui. tra l'essere e il non es. l'in- sopraggiunta . non siamo suscettibili d'errore. ma dipendono necessariamente dalla umana finità. la conoscenza quella originaria. VI. — sere*). {Geschichte der neueren Philosophie.. art. portarono notevoli contributi il Ritter. con la sua maravigliosa varietà ci attrae verso l'esterno. e che. 4.-98est. : . ganno. in questo nostro supremo interesse. 3) I. VI. *) Al problema del rapporto tra l'essere e non essere in Campanella.. 63 della II parte. ci distrae da quella coscienza originaria. Met. ci aliena da noi stessi. Vili. che perciò non è più processo. che mise in rilievo il momento agnostico di questo rapporto *) 2) Mei. 32 (I parte). quia alienorum viribus exagitatur semper^) actinia alienatur a sui notitia per obiecta . ne costituisce invece la più grave difficoltà. confiisio notitiae innatae et illatae deceptionem parat^). escogitato forse dal filosofo come una via d'uscita dalle difficoltà di cui non sa liberarsi. l'errore. . p. nos autem occultati in opaco corpore putamus illuni occultatum *). Nascono così la limitazione. art. con la sua molteplice infinita vicenda. Ili. cap. 3. lungamente dibattuto tra gli studiosi campanelliani.. il sensus additus offusca quello ahditus. 150 della II parte). come il filosofo plotinianamente dice ergo quasi in sui oblivionem et inscitia cadit anima. cap. Hamburg. spezzando in due parti un processo. Ma tutto il mondo che turbina intomo a noi. pp. in quanto recide con un taglio netto quello sviluppo che dovrebbe appunto spiegare. La certezza primitiva è la coscienza di sé finché noi restiamo in essa. p. che non sono volontari. 1. Perchè ? Come ? Non si sa né si deve sapere.

i. Paris. p. 170-179).. 165) che afferma che «il problema della conoscenza fu per lui un risultato delle ricerche cosmologiche ». : . 1874. 62 (II in Campanella e il della creazione. 1920. p. 1. ma za. sebbene non neghi i punti di contatto del C. devait nécessairement correspondre une théorie de la connaissance bien differente de l'empirisme se^nsualiste de Télésio ». Palermo. sapienza. notitia aliorum est esse aliomm^) e trasferisce senz'altro nel mondo estemo le p r i a 1 i t à ch'essa trova nell'uomo p o t e n- m : primalità che procedono l'una dall'altra. con mossa iniziale affatto idealistica. ch'rr^^'li crede scaturita da quella del senso delle cose « Or. tende tuttavia a determinare naturalisticamente la genesi della dottrina dell'autocoscienza campaneliiana. a cominciare dalla prima. cui pare «che il Nostro trascorra dall'osservazione empirica del naturalismo alla speculazione metafisica». che vide nella il Fiorentino dottrina campaneliiana dell'essere incertezza e confusione tra trascendenza e immanenza. VI. p. afferma la realtà dell'essere in funzione del pensiero (cognoscere est esse .). che ne sono la sorgente primordiale » . 54)... ecc. pp. 1874. 108-124). ma che tuttavia ineriscono l'una nell'altra in un rapporto ineffabile. p. à hi primauté ainsi recminue à la pensée de soi dans le monde des réalités natiirelles. 1920.. pp. II.— 99 — in tal Al problema centrale della gnoseologia corrisponde modo quello della ontologia campaneliiana. parte) ^) Non mi pare perciò che si possa consentire su questo punto col Fiorentino {Telesio. che ha sostenuto una interpretazione affatto immanentistica. Firenze. ^) . II. né col Felici {Le dottrine. La quale. pp. *) Mei. il Felici {Le dottrine ecc. 267). con Agostino e con Cartesio. xlvii-lvii). 1867. 4.. che non è di partecipazione. notitia sui est esse sui . il quale. lo momento Spaventa . Alcan. Trimarchi. che piegò verso una interpretazione immanentistica. 1895. pp. art. sì che «dai principii fisici di queste (delle cose) deduce i metafisici.. 59 e art. cui questa dottrina parve quasi affatto tomistica e trascendente {Telesio. cap. ne finalmente col Blanchet {Campanella. a more emanatistico della sua dottrina {Saggi. . p. Vili. pur non trascurando di mettere in luce gli elementi di trascendenza finalmente il Gherghi {Le fonti del De sensu rerum. 76 e segg. Le Monnier.

neque medium inter se ^) può tornare ad assus* nel tempo. Terrore.. rifugiandosi poi. VI. p. . sed etiam secundum quidditatem. II. mere la figura dell'antico creatore — Anche questo.. quando si sente messo alle strette dalla logica stessa del suo sistema. : cum nem affirmatione et non esse cum esse. mentre una risposta negativa renderebbe ancora possibile la trascendenza e la creazione nel senso tomistico. Met. 109 {I parte).. In noi e nelle si cose rapporto d* infinita perfezione è imtrae seco neces- possibile e ogni posizione di essere sariamente una posizione di non essere. nei punti in cui egli afferma (Fieri non est produci ens. 1. Ili. art. ') ') ") Met. VI. Ili. del bene ? È evidente che una risposta positiva a siffatte domande porterebbe a un deciso immanentismo. ogni palpito sono dunsono condizione inevitabile del realizzarsi dell'essere. 3. 25 (II parte). pag. Ma il Campanella a questo pimto né afferma recisamente.— 100 — di toticip azione. il finito. che. non solum secundum amplitudinem.. 2. neque ideam hahent Nonens commu- nem. art. est inter Ens et quae nullo pacto conveniunt. nec necessitate cogente.. dal nulla e intende. 1. il male Ma que necessari ? . 4. cap. primaque oppositio. quam summam vocamus. nei punti in cui egli nega (Dissimilitudo prima. non senza incoerenti restrizioni e curiosissime contaminazioni. in Dio. sicché. VI. né recisamente nega o per dir meglio nega e afferma insieme. 1. Compositioex ente et nihilo esse trascendentalem^). cap. in una posizione agnostica sed mirum quidem quo pacto negafio componat d* infinito si dibatte nei limiti del finito. mentre il Campanella dichiara di credere mundum esse factum et non casu quodam. art. Sicché Dio. il non essere. sed limitari ens a non ente^) l' rischia di esser travolto nel processo medesimo deletemo divenire della realtà. Met.. Almeno. cap. un siffatto . dell' infinito.

stante in lui viva e per lui. ma im. et non ex materia praecedenti. acqua e aria). neque ex ruinis alterius mundi. e tendenti ad attuarsi nel: . madr. 1623. i. che pur vuole accogliere (tutte le rimanenti cose son create da Dio secundum idealem Contemplationem Creatricis Sapientiae. è vicinissima anche. servenfreddo e e a 1 d o. dello Adami alla Realis philos. ») ') 3) Met. in quanto influenze magne. Ili. entrambe in certo modo. «Lo spazio immenso all'esser d'ogni cosa è base in lui nascosa che solo in sé riposa. da cui poi dosi di due mezzi derivano cielo e terra. et ah aeterno. che necessario. al medesimo miscuglio d' manenza ma i naturalistica e di trascendenza scolastica con spiccato colorito neoplatonico e specialmente plotiniano nella teologia. e perch' è incinta e cinta. — — : l'universo. da cui per cui. da infinito finita . non è un processo dentale. ^) . sed ex Nikilo ^). e da cui lontanissima è ciascuna. sforzandosi in tutti modi di tenersi lontana dall'entusiastico fremito immanenza che anima le Poesie. ma di sviluppo. ed in cui son tutte in una. XI. Gentile. s' è per noi estinta. inerenti nel primo Ente. né finalmente e qui la contraddizione Xóyo^ *) al suo immanentismo naturalistico è insanabile le primalità non sono soltanto principii costitutivi. Poesie. art. 73- . d' La quale. Sapientissimo et ìion optimo Factore. come pioggia nel mar non mai mancante ». L. immobili.. 2.. né a quel tanto di tomismo. con certamente acci- Cosmologia e teologia improntate più o meno. ma altresì principi di sviluppo. quae est Verbum Dei. non rinunzia né al suo telesianismo (Dio crea. Prefaz. 11 della III parte. Del sommo bene metafis. sed noviter. cap. statici. p..— lOI — sed a Potentissimo.

In una posizione analoga egli si trova problema dell' immortaHtà dell'anima. tomistica ma in verità non va molto oltre la negatività piotiniana. Di un Dio siffatto noi non possiamo sapere nulla. che procede per distinzioni e determinazioni. e comincia l'altra che è l'abisso della luce divina. nell' intento di purificare al massimo possibile Dio da ogni contaminazione di non essere. Gentile. ha termine la prima tenebra.. Dio è luce ma luce in cui non possiamo fissare lo sguardo quando noi siamo giunti al concetto dell'essere semplicissimo. di statue vive ornò l'imo e '1 superno perch'ogni spirto qui l'arte e '1 governo leggere e contemplar. *) Modo ^) Spaventa. per non farsi empio. ma ci abbaglia»^). bontà) scolasticamente ma. e di elevarlo di là da ogni vicenda e da ogni mutamento. ne fa un essere assoluto. un s o p r a e ss e r e. e vivo tempio dove. 33. Gesch. ed. che in realtà non riesce neanche a porre nei ter- di filosofare. i6. affatto privo di nonessere. p. Poesie. : (. poi che è convinto che ogni determinazione sia negazione. e perciò di sviluppo e di realizzazione. . di risolvere in senso ortodosso. perchè il nostro pensiero. com'egli areopagiticamente dice. infinità. debba. forse in buona fede. : — vorrebbe raggiungere una posizione positiva.— « 102 — è il libro dove il Senno eterno propri concetti. p. pingendo i gesti e '1 proprio esempio. che di fronte al egli. Saggi. p. non può aderire all'assolutamente indistinto e indeterminato. Il mondo i scrisse . e nella ma Metafisica e nel Senso delle cose e neW Atheismus cveàe. . Io l'universo adempio. che è la scienza del finito. ii6 e Ritter. der neueren Philos. La luce divina non ci illumina. Anche Campanella parla degli attributi di Dio (eternità. Sicché il no. verità. stro parlare di lui è un balbettare. . una soprasostanza. e dir possa Dio contemplando a tutte cose interno»*).

Se nulla in nulla si disfà giammai. *) Circa la singolare posizione degli spiriti della Rinascenza di fronte al problema dell'immortalità. *) Del senso delle cose. p. Perfettamente impregnato dello spirito naturalistico della Rinascenza. Tu sai dirsi morir chi fuor del suo ben giace. V. nota. come. pur altre volte fu morto e trasmutato quando si fece di terra erba. pure Del senso delle cose. pp. 184 retro. Vallec- 1920. l'acqua in terra.. Epilogo.. Canzone I. consolandolo che. 150. i e nota.— 103 — mini in cui lo pone la coscienza cristiana^). 6. IV. « Risponde l' anima al corpo. e che morto è 'n verità chi sta fuor del bene a sé conveniente. è mutarsi in altro. chi. Dispregio della morte. e poi carne degli Ma : membri umani. morte patir o torto » ^) . e in fuoco » 3). p. non può altronde. lo spirito in aria. egli è intimamente convinto che « Se ente alcuno non s'annichila. Ili. Poesie. e dell'uomo e dell'universo la morte delle cose simplici. madr. V. Gentile. redaz. . in Questa cui egli crede . 235. 3) Dispregio della morte. chi a sé pria non è morto. Poesie. e non chi è mutato in altro ente : « Anima mia. // concetto dell'uomo nel Rinascimento. ed. 1. bisogna dire che la morte sia mutazione. 111-178 del suo volume G. 2. 2) p. e è in « intimamente convinto che la morte dell'uomo non che una delle innumerevoli «mutazioni di essere» : cui consiste la vita. a che tanto sconforto ? forse temi perir tra immensi guai ? Tema il volgo. Canz.»*). Bruno e il pensiero del Rinascimento. ms. mad. se gli dispiace tanto il morire e scompagnarsi di lei.. fede è l'unica immortalità schiettamente naturalistica. citato. ital. cap. p. 139. e d'erba cibo.

da questo pietra o altra cosa e cossi oltre per venire a tutte forme naturali ? » *) ma che lo distanzia incommensurabilmente dalla tradi. Finito o infinito. zione ortodossa cattolica. da questo cadavere. da pane chilo. es. Opere italiane. ') PoMPONAZZi. cap. anzi ha mostrato quanto sia moralmente condannabile. 1907. del resto. Bruno. . in tutti gii spiriti slargata nella intuizione di una della Rinascenza — — grande anima del mondo. E il Campanella non un premio : - ^) De la causa principio e uno. con una intuizione precorritrice della kantiana fragile. da questo seme. 201. da che era spica si fa pane. la concezione tradizionale di una immortalità postulata per garantire la sanzione delle opere buone o cat- tive della vita terrena è già stata scossa dal Pomponazzi. l'argomenta- zione della immortalità dell'anima dalla necessità di finale. D'altra parte. dialogo terzo. ch'egli sente. da questo embrione. da questo terra. L'antica concezione delcome. il Bruno. dicevo.— 104 — che lo affratella con Bruno (è superfluo ricordare il notissimo passo del De la catisa : « Non vedete voi che quello che era seme si fa erba. il premio altera e contamina il valore della si aliquis virtuose operatur sine spe praemii. p. e pure intera. De immortalitate animi. da questo uomo. l'anima individua si è già in lui con più o meno di consapevolezza. Gentile. da chilo sangue. Di cui. franta. ed. terreno o celeste che sia. I. . actus secundi non ita virtuosus hahetur sicut primi *). XIV. virtù alter vero cum spe praemii. Laterza. il quale. e da quello che era erba si fa spica. egli non riesce nemmeno più ad intendere l'angosciosa ansietà per la conservazione della individualità personale. con maggior particolarismo che non p. autonomia. nella molteplice anima delle cose.

« nella Seco ogni colpa è doglia. stiana. e '1 caos immenso la bella distinzione assorbirebbe » *) Che la malizia in questa vita e nell'altra ancora è danno. Poesie. né generazione. ed. che il dolore è necessario. 114 . 147. . ancor ch'altèra » *) Sicché al problema che assilla la coscienza morale criil dubbio circa la giustizia divina « Perchè Dio dona travagli a' buoni e fortuna a* rei ». che anzi. che « ride al tutto la parte che geme ». *) Dispregio ecc. né l'un contrario l'altro sentirebbe. Bruno e il pensiero del Rinascimento. Ili. « Senza lutto le sarian né ci saria tra lor combattimento. 6.. 83 notevole importanza è stata messa in rilievo dal Gentile nel voi. e trae la pena mente o nel corpo o nella fama : e che « La coscienza d'una bontà vera basta a far l'uomo beato. perchè è morte e degna ma in altri. madr. e sgg. G. Gentile. « dicendo ch'a quelH diede la parte più ardua della comedia universale per premiargli poi. Poesie. p. la cui e che la bontà bea qua e là.— 105 — esita a raccoglierne esplicitamente il pensiero. p. perchè « se la mutazione fosse senza doglia. p. ed infelice la finta ed ignorante. che « i nostri gaudi sono etemi spassi ». insinuandole : . 1920. per alcuni rispetti. non rebbe piacere : ci sa- se fosse. risponde in alcuni punti della sua opera in modo ortodosso. egli arricchisce e completa. nota. ed a questi lascia godere questa vita. senza senso cose e senza godimento. Canz. e con voce in cui canta di loro » 2) tutta la divina serenità di un entusiasmo panteistico.

mariaque exuperat.io6 « Il mondo. nella bellissima saffica Della possanza dell'uomo [Poesie. 5761 . adhuc plura cupit. pp. 1. pp. ut calcili o suo coeli. Canz. che. *) Orazioni Poesie. II. i. cap. et coelum. et cum non .. dunque non ha male . et solem. p. et supra coelum erigi. art. et cognitor e non modo excedit terram. et suo suhdii ingenio totam rerum machinam . 1906. 30-32. pur volendo dimostrarne la i mmortalità. ex quibus metitur cursus eorum ita videatur coelum accommodasse. Le varie redazioni del De sensu rerum. mirabile dictu. nel Del senso delle cose. 7. tempora 7iovit. i. ed » ^) io di mali innumerabili sto oppresso per letizia del tutto e d'altre parti Sicché... II. riesce tuttavia a soggiogarli e a servirsene come proe non prio strumento in virtù della sua intelligenza pure si fa princeps et dominus despoticus animalium. et quacumque possessione Regnorum fruens. facit de nocte diem per lucernam. et mundum intelligendo. pp. Giannini. pp. 25.. 3) Met. aequinoctia conversiones. sine alis in coelum volat. 126 e Canz. poiest recte notare vias syderum. esse faber ne dum tre in Salmodia meiafisicale. II parte. syderum cursus. ed. madr. 131 della III parte. excentrices.. fingit novos coelos epicyclos.. ne dimostra in realtà la divinità. cap. 130-132 della ») Nella Met„ 1.. et mundum^ sed innumero occupare ^) egli. . todosso. Gentile.. quando egli tratta di proposito della immore crede di poterla dimostrare in modo orfondandosi sulla eccellenza dell'uomo. XIV. sed adhuc semper aliquid ulterius intelligit absque fine e non rebus huius mundi acquiescit. VII. edito dal Gentile. talità ^). 4. cap. pur essendo fisicamente più debole di tanti animali. madr. ma altresì ventos domai. 121. cap. et aèrem.. I. e non solo nel senso di scaturigine divina {Divina ergo res est homo. signat in coelo circulos. p. nelV A theismus triumphatus. p. II. 1... Napoli. 170-173) e passim. nec quia homo habet meliora organa est recte. II art. XIV.

Zweiter Theil. Geschichte der neiieren Philos. e forse più. Dio. non pure per i ben noti motivi politici e morali. ^iiel duahsmo tra la natura e la grazia. 37. contro il Ritter. rispetto al pensiero medioevale. . Campanella. 1920. Ma propugna. pp. Anche Campanella lancia tutti i suoi strali ntro il servo arbitrio di Lutero che gli repugna profondamente. per Campanella. quanto mai contrario all'altissimo senso della umana eccellenza. vorrebbe conservare nel senso di una divinità immanente. Ma anche lui gli contrappone una libertà che (come giustamente ha visto il Blanchet *). e Ritter. che il Rinascimento la dottrina . — — umana vita. concludendo ortodossamente questo suo inno alla ecceUenza delcon un'affermazione che va l'uomo ma altresì forse più in là ch'egli medesimo non voglia. che la Rinascenza con tutte le sue forze tende a colmare e che esso presuppone un concetto di insuperabile corruzione originaria dell'uomo. campanelliana che forse meglio d'ogni altra rivela quanto cammino il Rinascimento abbia fatto. che a torto ne accentuava il carattere tomistico). Paris. sed quia est melior hahet ab Autore Naturae mdiora organa). come egli dice. p. pur senza accorgersene interamente. pel fatto che ^o inasprisce.. non è libero di agire volta per volta secondo che non singoli atti di arbitrio . concepirlo in tal modo signifi- cherebbe deformarne con grossolano antropomorfismo ^) Blanchet. col suo concetto della predestinazione. 322-23 e pp. al libero arbitrio tomistico. ch'egli pure per alcuni rispetti. è assai più vicina alla necessità spinoziana. Nella quale l'affinità dello Stilese col Nolano è eviri entissima. ma anche. 547-549. che l'uomo celebra nella sua . è la dottrina della libertà. e che certamente si allontana di molto dalla tradizione scolastica dell' immortalità trascendente.— nielior 107 — animalibus .

5. che è il nostro bene supremo. il bene. sapientia et potestate praeeunte : et imputari ad peccatum. Quanto all'uomo. Certo. cum possumus et scimus : ergo esse fatale nobis superare fatum . nisi vincamus fatales causas. Anche per noi perciò la libertà. soltanto nel senso che non è passibile di costri- ma [ zione ab extra. di quasi spiritualismo. già accennato. art. Dove. cide con la sua etema necessità interiore. V. o per dir meglio il contingente [voluntas addita) esiste per l'uomo. Di contingente anche in noi non e' è nulla . nel Senso delle cose. consiste nell'essere sempre più noi stessi. come si vede. dice il filosofo. IX. in quanto consiste nel nostro aderire alla nostra legge di necessità interiore. in quanto egli gli si oppone e lo vince. cum voluntas adest. cui spontaneamente tende la voluntas abdita. non inesse lihertatem contra fatum. Egli è libero. Soluzione che. egualmente fluente attraverso tutta la sua opera.. sed prò fato : siquidem non peccai impotens et inscius. 1. cap. e la trascendenza. piuttosto che al crudo materialismo del Prodromus. perciò coinla sua libertà non ha nulla di contingente. quanto all'etica. e r immanenza. in virtù della sua necessità interiore.— io8 — . la figura ideale. p. che sosteneva doversi la virtù : *) Met. proponendosi di salvare. Ma non manca di inquinare anche questo di naturalismo. la sua libertà è perfettamente analoga a quella divina. sed fatum causarum siiperamus alio fato primae causae *). In lui il potere coincide con l'essere qualsiasi suo atto è coetemo alla sua essenza . in realtà salva assai più questa che non quella Ex quo satis declaratur. Ouod declarat fatum posse vinci a nobis. sed nolens bene agere. e che è la conservazione del nostro essere in Dio. il Campanella si attiene all'altro filone. tra il naturalismo del Prodromus. come è ovvio. . 195 della II parte.

canz. che *) e questo parla di una libertà non contra fatum. Questa lotta non è altro. p. può sembrare non è. madr. madr. Ili. come il rosso occhiale rappresenta le cose rosse. Canz. 39. 36. Poesie. di fronte alla quale l'uomo non libero. Gentile. che è perciò buona per sé. Il concetto di una lotta come fondamento e anima ispiratrice della moralità. p. e magari cristiano pel Campanella. che anima non solo l'uomo. e naturalismo della Metafisica. Ma soltanto di grado non di essenza. ha il dovere di affrontare la lotta. 2 Poesie. benché vii. e non quali sono. spiritualistico. Ili. e la possibilità di uscirne vittorioso. nel senso tomistico e criè certamente stiano. ed. ma prò fato. che non al dualismo *) Al primo Senno. che V incessante conato di conservazione nell'essere. possa turbare lo sviluppo di questa stessa vita naturale. ma . in fondo. ma tutta la natura però natura menda- 1) . L'uomo. che arrivano fino a parlare di un « mentire naturale )\ derivante da impurità dello spirito (« Ma lo spirito impuro. . non vuol cangiarsi ! con altri » ^) . (nota). corre una differenza notevole.— 109 — ripetere dalla purezza dell'anima materiale. f uliginoso non si infà se non come egli è infatto. e di alcune tra le Poesie. . ') Al primo Senno. (« Cosa stupenda ha fatto il senno eterno Ch'ogni ente. così V imè per puro le sente. dall'esterno. e va accettata nella sua integrità. non è che lo sforzo di eliminare tutto ciò che. 3 . tra una necessità esterna e una necessità interiore. ed è degno di biasimo se la fugge ma la lotta stessa si svolge tra r u n o e r a 1 1 r o fato. Concezione più vicina al — non e' è bisogno di dirlo — assai monismo spinoziano. e.

La vita morale non è. ma è. una rinascita dell'uomo nuovo da un vecchio Adamo colpevole. . nido d' ignoranza. madr. si giunge al desiderio di sopravvivere nella fama. Dalla conservazione puramente egoistica.— cristiano. Restaurato nella sua integrità e nella sua purezza. Vivere . canz. portatile sepolcro e vestimento di colpa e di tormento » *) ma è un « buon compagno » che è peccato sprezzare. al desiderio di conservazione in Dio. 6. 9. vera filosofia. i n se attraverso quella. e quasi si risolve in qualche cosa che lo trascende. 2) Canzon d'amor secondo 51- la madr. Poe- P. « all'alto volo gli veste le d'eternità penne ch'andiam quaggiù cercando))'^). come vuole il cristianesimo. sommo bene per Tuttavia in questo e' è forma e forma di conservazione. se mai. che medesimo. 152. E appunto il naturalismo campanelliano si at- tenua. e finalmente. nei figli. In ') Del dispregio della morte. quando l'uomo venga toccato dall'amore divino. più largamente egoistica. il ritrovamento di im vecchio Adamo smarrito. p. Ma il la conserva- zione nell'essere è appunto l'uomo. è certamente bene. Poesie. Ili. Tutto ciò che è naturale è buono per sé può essere male soltanto nelle contaminazioni e nelle diversioni sopraggiunte. è conservarsi nell'essere. sie. no — Per il Campanella il corpo non è in verità (com'egli tuttavia qualche volta canta nelle Poesie) « morte' viva. che è insieme la massima beatitudine e il bene supremo.

» *) Canzon d'amor. proprio oggetto adeguato del su' Amore. è 1' infinito Bene.— ste cime. con l'amore a Dio « Il primo Ente divino. Ili — : \ Tamore deirnomo a se medesimo coin quasi spinozianamente. tal ch'egli ama il Fattore. madr. 3 . 45. di cui è certa imago. perchè ogn'esser da quel primo viene. . Poesie. Or. è buono e lieto oggetto naturale del proprio amor. p. E però s'ama d' infinito ardore. uno. bramando che farsi infinito ed eterno è tal l'Autor superno)) *). tranquillo sempre. immortale. se stesso amando.

1 .

cerati). « Ammira il sol. V. convertitosi alla rehgione maomettana. antico ospite ed tiu-chi. e con la mediazione d'un certo D. ora carcerato in Castel Nuovo. I. C. con l'appoggio dei Turchi. che il governo spagnuolo. a dir vero. Il quale perciò era stato subito isoIato sotto più rigorosa sorveglianza in un torrione del Castello donde era stato tratto soltanto nel luglio 1604 per essere «con crudeltà ed astuzia grande » trasportato in S. quando. Tentativo di conciliazione del suo naturalismo religioso col cattolicesimo. giunti a questo punto. su questo punto Amabile. Michele de Cer1 rigori (1603). È innegabile che. non potendosi più procrastinare la risoluzione del processo (che infatti fu poi chiuso nell'ottobre di quell'anno con una assoluzione quasi completa per gì' imputati ancora cai - ma amico dei . 8 e seg. eh' un sempre stette Fede naturale {Poesie. Elmo. quando vellone. dove. (che coincide storicamente con la tacita « condanna a vita » *) del prigioniero. l'anno precedente il governo vicereale aveva avuto motivo di temere che per opera di fra Dionisio Ponzio (evaso nell'ottobre del 1602 e rifugiatosi presso i turchi. ne' Castelli.VI. 8 — Tommaso Campanella . p. si voleva tuttavia escluderne il (Campanella. Fra T. le stelle e cose elette per statue di Dio vive e cortigiani : adora un solo Dio. po- non tendo *) ormai. dopo una giuridicamente provata fol- erano cominciati. aveva ben presto raggiunta una posizione eminente alla corte del Bassa Cicala). » ii). un tentativo di evasione si stesse tramando in favore del Campanella. p.

Torino. p. rientrato con piena contrizione nel grembo di Santa Madre Chiesa. 209-290. ». Gentile. n. crit. clamorosamente rjvolto ad una universale reductio ad religionem per scienti arum veritates di tutti gli atei. in questa seconda fase della sua vita. di cui sarebbe documento inoppugnabile appunto VAtkeismus. essenzialmente diversa. e poi. Ma I ed è.lettt. soprattutto. e perciò probabile. 3) Fai. ital. Uffizio. Del carattere di fra T. stor. e della Monarchia Messiae. 20. a. se non altro per puntiglio giurisdizionale. la mia Bibliografia. ci si trova dinanzi ad una notevole svolta del pe siero campanelliano. 2. 55 (« Giorn. fase. christianorum Patris et capitis. cui il Falletti vorrebbe - *) Lamentevole orazione profetale dal profondo della fossa. e che ogni condanna mituire alla vita e all'azione nore di quella capitale avrebbe reso doverosa la consegna del Campanella al papa per la condanna di S. super universum orbem in temporalibus et spiritualihus. e divenuto perfetto cattolico Mirabolante conversione. 244 di questo voi. dalle Lasciandosi unilateralmente impressionare forti tinte di ortodossia déH'Atheismtk^ triumphatus ^). n. « Riv. una pili o meno larvata liberacondannava invece a una zione da parte della S. enfatica dimostrazione dei diritti Summi Pontificis. Sede — — «dolente vita peggior di mille morti» *) .— 114 — non volendo restilìa. pp. VI. è. p. o mi pare. condannare a morte. Campanella. nonché dai bellissimi accenti di contrizione di alcune delle poesie e delle lettere relative a questo periodo. . alcuni biografi ^) non hanno esitato a fingersi il mito di un Campanella originariamente eresiarca. 114. II) e il Cecino I. 1889. chiaro che la svolta non è tanto grave quanto generalmente si ritiene. *) V. ». Poesie ed.

la sua ortodossia come una simulazione . Documenti inediti. oscuro e acqua. fùt XI. quanto scarso filosofo. dall' Amabile (// Codice delle e 62). 2) Narrazione della hisioria. il quale aveva ben ragione. Pont.. Napoli. ital. 49. C.— 115 — dare per titolo Mie confessioni I ^). con appena mezzo reale di vitto luce. C. in capaci anche essi di scorgere il vivace naturalismo che palpita intatto. *) Tesi recentemente portata agli estremi dal Déjob simplement déisie (e Bull. p.) come « una manifesta canzonatura )^ escogitata nell' intento di rendere più clamorosa la sua conversione all' ortodossia ^). e celebrava i misteri della sua religione eliaca !). negava la divinità di Cristo e la verginità di Maria. -2 apr. non hanno esitato a considerare la sua apologetica religiosa come un'apologetica puramente personale . Mentre altri. 387 e passim. (anche quando.... anche nei punti culminanti dell'apologetica religiosa campanelliana. 59 Posizione sostenuta più tardi anche da altri. 23 gradi sottoterra. ^) lettere del dal profondo del Caucaso » Campanella. di sostenere che « un Campanella simulatore con- ma . durante tutta la sua vita. disperato ormai di potersi liberare dalle unghie dei suoi carnefici. e guardando soprattutto alla dolorosa condizione del filosofo. nò da invidiare « alle mosche e a' serpi (questa mirabile gratia v ^) della luce. tanto diligente biografo. « senza veder umana » in condizioni tali mai cielo. p. Campanella («Atti Acc. contro il Falletti. sempre alla puzza. sopra cui fu appoggiata la favola della ribellione ed. pp. inferrato sopra uno stramazzo bagnato. 3) {Est-il vrai que Camp. e la sua congiura. ». ne' Cast. Lettera a mons.'). -dicembre 191 1) 1845. Fra T. dal Capialbi. malamente» nò persona *). XX. I. Querengo e ed. ma la privolta e in maniera tipica e fondamentale dall' Amabile {Fra T. p. Del carattere di fra T. II. e alcune delle sue dichiarazioni chea i rapporti col so- prannaturale (evocazioni diaboliche ecc. 181 e passim. sotto la grossa scorza cattolica. 1890). e condannato a \qvere nel fondo d'una « fossa oscura. il quale è giunto a sostenere la perfetta ortodossia cattolica del Camp.

les pratiques soni quelqite chose comme sources d'émotions bienfaisantes. per motivi analoghi a quelli dei modernisti di oggi e specialmente del Loisy si les dogmes abstraits ne sont rien. non agissero nell'anima del riformatore altri motivi meno estrinseci e più filosofici. sia volontariamente rimasto. non direi a dirittura stica. non certo al tolica. 102-105 e 481-488). un vero e proprio tenta- tivo di conciliazione del suo naturalismo religioso con la religione catuna brusca conversione con T annullamento di tutto il suo passato filosofico.— nella Monarchia. e sotto i veli. che è per lui l'unica chiave di volta di tutta la complessa e complicata psicologia campanelliana. ma una purtroppo nò bene ordinata nò bene evoluzione Quindi. che guardi con un occhio siffattamente nostalgico alla religione cattolica. talvolta assai pesanti. non. ma — verso un cristianesimo deistica *) gfone piuttosto tuttavia evidentissirazionalizzato. nel profondo. 105) avrebbe sottoscritte. . 1920. — articolata nei suoi elementi. « au moins à l'epoque de sa longite détention « (Blanchet. cattolicesimo. com' è parsa al Blanchet (Campanella. le pratiche e i riti. mi pare. a guardar bene in fondo neìVAfheìsmus e si scorge. ma ma moderni- : tale. per un bisogno tutto sentimen. p. Parole del Loisy che il Blanchet non dubita che il Camp. attribuisce al vigoroso rude filosofo della Rinascenza un sentimentalismo troppo morbido e troppo moderno. ma neppure un semplice « rivestimento d'un manto cattolico w in una simulazione di ortodossia. per vedere se mai. ii6 — - Mentre. oltre a trascurare il carattere radicalmente immanentistico e panteistico della posizione religiosa campanelliana. nella chiesa cattolica. di espressioni e di imagini tradizionalmente cattoliche. ridesiderandone. malgrado i suoi radicali propositi di riforma. pur tra l' ingombro delle moltissime citazioni ortodosse. pp. Camp. *) Deistica. mentre io non riesco davvero a pensare un Camp. quando crede di poter affermare che il Camp. una rivoluzione. il quale. una reliche cattolica. in cui il ma tinuo per una sublime follia-) non è da confondeisi «co' simuaveva il torto di non guardare oltre la latori volgari » stessa simulazione. Alcan. insomma. Paris.

e perciò meno paradossalmente appariscente e in cui la cornice e lo sfondo generale del quadro sono costituiti da giustificazioni ortodosse. anche a costo di ripie. anzi nel sopràessere. originaria. il prove di vero è iitorità. e intesa a dimostrare che la religione naturale. offuscata poi nel corso del tempo dalla amhi. al- ma varia natura (ragioni seconde). da interessi tre religioni scaturiscono mentre le non religiosi.hi e di stiramenti. Le prove di (juesta conciliazione sovrabbondano anzitutto l'assunto medesimo dell' Ath et smus. « sta- che le vennero sostituendo le varie molteplici religioni sopraggiunte » fonti di errori e mali innume- l'voli — coincide col cristianesimo. primitiva. Vero è che. fondata non su argomenti di fede. ma secundum viam iiatiiralem. ma tutto questo non toglie che ad un esame non superficiale. sebbene assuma una forma più strettam^ente filosofica. e libero da apriorismi.— 117 — fermento eretico dei suoi anni giovanili resta sostanzialmente immutato. quando dallo stesso Atheismiis lascia balzar fuori un Dio quasi : . in Dio e pura. scaturita spontaneamente nel cuore dell'uomo dal suo anenellito a tornare là ond'ebbe « sua prima radice » religione vmica l'essere. a dimostrazione di questa )fo adopera alla rinfusa prove razionali filo- — — l'amore di e s\dla ragione prima. : — : tiosa ratio dei sofisti e dalla ragion politica degli tisti ». che si propone di essere un'apologia del cristianesimo. il suo consenso con le autorità ortodosse. e asserisce esplicitamente che tra tutte le religioni il cristianesimo soltanto ha origini puramente esso solo si fonda suldivhie.. ma perchè si noti e . tutta purezza e verità. la sua costruzione si riveli per quello che realmente e una teologia naturale. anzi più spesso queste che quelle h'egli si sforza di accentuare. tesi. coronata da conclusioni ortodosse Che importa ch'egli inneggi alla Sancta Monotriade e si richiami a tutti gli attributi tomistici di Dio.

in quibus a ratione exorbitamus *) e quando perfino in un memoriale al papa dice che dopo aver percorso tutte le sette antiche e moderne egli si è fermissimamente con: . etiam a Christo non sunt . cap. MDCXXXVI. anche là dove afferma la preminenza del cristianesimo. quando in altri da lui espresso così giunge al medesimo pensiero esplicitamente nella Fede naturale del vero sapiente «Talché. sed virtute quam actus dedity influii rebus. p. ^) *) Atheismus triumphatus. Gentile. sicut et nos Christiani neque christiani in illis sumus actibus. docuerunt : ergo in quantum a recta Ratione dejlectunt. christiani sunt eo modo quo Patres victores mundi. ^) *) Poesie. X. cap. XII. p. non autem non manibus extrinsecus. quam anima movet rebus. p.— bruniano ipsis : ii8 — cum sii Et vidi qualiter Deus intrinsecus faber. ii. X. barbare genti [ed idoladre] se operaste giustizia naturale. hos et violentia. 109. Aiheismus trimphatus. et totam humanam statuam ? Che importa ch'egli dichiari in qualche punto la eccellenza assoluta del cristianesimo sulle altre religioni. cap. non siete esenti dalle sante squadre » ^) e quando. Movetque omnia majori intimitaie et magisierio et virtute. quihus internns est. quando non esita a dire che omnes igitur qui profitentur vivere secundum Rationem. Parisiis. . Aiheismus triumphatus. 104. ed. quam perficiunt. la dimostra fondandosi sull'argomento solius Christianae solum praecepta moralia et ceremonialia cum natura. sicut pedem nostrum et brachium. prorsus congruere ^) e sacrificium christianum esse rationabile in summo gradii ? ^) Che importa ch'egli dica ancora che r unico rimedio contro l' aberraizione dal bene ù l'opera di Cristo e i Sacramenti. 171.

ne determina storicamente la sopravvivenza per qualche secolo ancora. risolvendolo dialetticamente nel processo dello spirito. ed. 617. deviando la filosofia di Campanella. MDCXXXVI. e con lei quella del Rinascimento. sempre vivo e immortale. 1866. p. pur simboli naturali e cresi noti e che sono — — dibili » ? *). 1909. verso quella giustapposizione estrinseca di naturalismo e soprannaturalismo. voi. omnia ex omnibus legibus.— sto. classe so. Circa supra7iaiuraìia vero aut nihil credunt. questa sua così esplicita eliminazione del soprannaturale con l'atteggiamento che egli. 119 — vinto «che la pura legge della natura è quella di Cria cui solo li Sacramenti son aggiunti per aiutar la natura a ben operare con la grazia di chi l'ha dati. cap. . P- 4. che in essa si chiude.. tanto più se lo troverà dinanzi. ein Reformer. I deWAtheismiis. Parisiis. Indifterenza verso il soprannaturale. Centofanti. che culminerà nel deismo illuministico. sior. che credono naturae legem omnibus communem esse in qua est certitudo ipsis et veritas indubitata. 99 e Tocco. Le pub') Kvacala. ^) Atheismus triumphaius. C. T. parte I. serie quinta. lungi dall'eliminare il soprannaturale. secondo una giustissima osservazione del Kvacala ^). p. Lincei. che. it. XVIII. serie^terza.. p. aut suspensi retinent assen- sum )) P ^). E come si può non ricollegare. I. nella enumerazione delle varie forme di fede del cap. contrariamente a quel che potrebbe a prima vista sembrare. aut credunt. appunto perchè non ha saputo ucciderlo davvero. 25). da quella risoluzione del trascendente nell' immanente che la metafisica del cognoscere est esse avrebbe resa possibile. quanto più si affannerà a decretare la morte del trascendente. mor. blicazioni del prof. Rend. {Arch. che. Kvacala etc. dice proprio dei filosofi. *) Memoriale a Paolo V.

dall'altra. ». et causent ìinionem inier cives et cum Deo . Posto limitare tra due età. e fino agli Enciclopedisti francesi e al Rousseau. diventare panteismo spiritualistico e il teismo. che il Campanella accentua (se pur non si voglia dire inaugura) nella sua Monarchia Messine. 3) p.. ^) fi il sottotitolo della Monarchia . C. diventerà tipica di quella lunga catena. et sint vera in percipientibus fideliter. egli ha trasmesso alle generazioni filosofiche future. si ccremonalia sacra sint symholica. 99 e segg. crit. 4. da una parte i miramartirio. dalla quale non riesce mai a distaccarsi completamente. T. p. dall'altra si praecepta il moralia sint secundum naturam et philosophiam recfissimam. fidei et spei.. 1633 {Biblion. e che trasmette - — — *) grafia. Mef. cap. le profezie. VII. . dimostrata per philosophiam dioinam et hiimanam *) e sviluppa nella Metafisica ^). ch'egli eredita da un'antica tradizione. che in lui per altro sarebbe potuto. tra il panteismo naturalistico della rinascenza. sol ch'egli avesse organizzato logicamente tutto il suo sistema intorno al fulcro idealistico della Metafisica. naturalismo e trascendenza.. che. KvAcALA.. si svolge fino a Locke da una parte. vera conformia rationi etc. possihilia. e Cenno ì.. coli. : — E di cui lo Stilese costituisce il primo anello. 53. si qiiae proponuntur credenda de Deo sint evidenter credibilia. ai s sance. quando nell'elencare le prove di verità di una religione. 1. p. ein Reformer der aìisgehenden Re- V. 215 della II parte. art. mette. le une accanto alle altre. ^). e di cui egli stesso forse non ebbe chiara coscienza. n. et facilite7rt legis ohservantiam. 243. 19). Jesi. l' intimo dualismo che era in lui. XVI. al mentre è insieme l'ultimo della Rinascenza.. attraverso Herbert di Cherbury. II. K^Giorn.— 120 — I La posizione di giustapposizione esteriore di ragione e fede. insoluto e non mediato.. Cfr.

Paris. 1920. Partie. che già attraverso i vari pensatori dell' Umanesimo e della potenza effettiva e realizzatrice » . ma che è essenzialmente identico. infinito e ignoto. che il Gentile addita come cama insieme si consoliratteristico dell' Umanesimo dano definitivamente tutti quegli elementi deistici. Berlin. 1920. e della Cinquième Blanchet. nella forma naturalistica di deismo. che fin dal secolo XV. ma non semplice conoscenza passiva. C. Firenze. Rinascenza si erano venuti preparando ^). p. . di cui gli uomini sanno soltanto che non possono saper nulla . È perciò che in Campanella che « approfondisce ane più (di Bruno) questo concetto della interiorità e quindi opria della natura. T. che già aveva chiaramente additato nel fondo di tutte le più varie forme d'adorazione del divino l' identità essenziale d'un unico slancio d'amore verso un unico essere.. KvACALA. anzi — — cioè appunto spialla culuiina quel movimento di ritomo primitiva ispirazione cristiana della realtà da intendere come spirito)' ^). rito ^). Op. Campanella.— alle 121 — correnti successive. Giordano Bruno e il pensiero del Rinasci- mento. ein Reformer der ausgehenden Re- naissance. a comin- ciare dal lontano Raimondo di Sabieude. 261. 2) Gentile. p. certo incompleto. IV. quali che siano le forme ch'esso assume nella fantasia *) Gentile. 266. V 1909. ma notevole per la franca volontà di anteporre al libro scritto della rivelazione natura libro vivente della il grande dal Cusano. cap. cit. '( . nella sua TJieologìa natiiralis (intitolata poi Liber creaturarnm) aveva delineato un abbozzo di reli- gione naturale. che è perciò tutta posse ma essendo 7iosse e velie : il cui essere è noessere iitia sui . cap. {docta ignorantia). ^) V.

e che r infinita varietà di esse è forse voluta da Dio. e quindi la necessità della più larga tolleranza religiosa e della più intera libertà di credenza. partendo dal principio animos enim liberos vult Deus. spirito piuttosto che di filosofo mistico o contemplativo. accentuando il pensiero della identità della ragione con la legge cristiana. e ripete in tutte le sue opere che in tutti i tempi e sotto i vari cieli. che col Ficino aveva. che così largo favore troverà poi in tutte le correnti deistiche. di cui l' illuminismo del secolo decimottavo farà poi il suo motivo dominante. fino al Postel. di organizzatore e propagandista religioso. e che con Pico della Mirandola aveva ancora allargato il suo sincretismo. gli uomini adorarono sempre lo stesso . si era energicamente opposto ai sistemi costrittivi della chiesa di Roma. Elementi deistici. saggi e profeti. che tutte si fondano su alcune verità universaU. quam per superbiam nullo modo coli . modo humane. ai fini della bellezza dell'universo. di un originario affratellamento di tutti gli uornini in una morale e in una religione di estrema semplicità. 122 — dell'uomo che lo adora attraverso tutta l'Accademia platonica. nelle quali tutti gli uomini. in varie forme e con varia favella. da Zoroastro e Orfeo a Platone e ai profeti d'Israele. in un cristianesimo fortemente impregnato di neoplatonismo. in una forma o nell'altra.— . e abbozzando quel mito. complicate poi e contaminate dalle sottigliezze esegetiche e dalle frodi sacerdotali. se vorrà riacquistare davvero quel lontano paradiso perduto. credono. comprendendo nelle amplissime sfere di una rivelazione unica tutti i grandi poeti. ma che sono già evidentissimi nella filosofia religiosa del Campanella. affermato che tutte le religioni sono sostanzialmente identiche. vel inepte. ma che egli coli mavuU quoque modo. il quale. ma a cui l'umanità dovrà tornare. il quale dice. sostenendo il principio della identità fondamentale di tutte le rehgioni.

*) Atheismus. I. V. Pomba.ergo mundus imam ') Fede naturale del vero sapiente.. spesso rispose il pio Padre là dove e come i figli 1' invocaro » •) Dio per le stelle prudenza i Greci nell'Oracoli Pitonici. 311. Gentile. come Pitagora nelli numeri. V. doc. Della Monarchia di Spagna. p.— Dio. pure Parisiis. il quale finalmente già si abbandona senza riserve al mito di una favolosa « aurea età felice ». ed i Cristiani « i Dunque Caldei. 2. II. ed. X. quam nulla diversitas obliterare potest. invocarono. 1636. non senso raro mirando. et distortae regulae *). non sunt leges. *) . . ') lettera al Peiresc. Poesie. cap. perchè vi son pensieri mirabih » ^) hahet naturalem legem in cunctoHìH cordibus insiiam.. Nel Campanella. XVI. ne' Cast. monopolio di nessuna Sicché il culto perfetto non speciale religione. C.. 208 della III parte.. D' Ancona. p. qui contra rationem sunt. in cui tutta l'umanità avrebbe realizzato effettivamente nella purezza della sua vita ancora bambina. Medi e Persiani. ed. 123 — figli. i negli Augurj ed aruspicina ma i filosofi più saggi cercarono Dio nella natura. 17 luglio 1635 ed. seguitaro quello stile» è ^). quell'unica religio ahdita. dovunque benigno. che avi-ebbe poi smarrita tra le aberrazioni delle varie religioni sopraggiunte {rcligio posita a no- nelle più sprezzate sette . 1854. sed abusiis. art. dove mancò Romani la . cap. . Met. Fra T. 109. che. Torino. rispose ai suoi essi lo cercassero : comunque e « Bisogno e voluntà. che son quasi raggi di Dio disseminati nel mondo ma meglio gli Ebrei per bocca delli Profeti i quaH Dio mandò. da Paiigi. voi. p.. p. 1. IT. indita naturalmente nel cuore dell'uomo. p. Amabile. 246. Sed nos ludum caecorum agentes non animadvertimus : illae enim leges ritusque. 89.

il ritorno alla felicità primitiva avverrà fatalmente. del tivo secolo d'oro. Gentile. in un solo ovile. quando il circolo sarà compiuto. Gentile. p. in ogni che somiglianza estrinseca. si verrà delineando come concezione nel . NapoU. 1867. p. . malgrado qualè. tornando '1 giro ov'ebbe la radice » *) Mito rivelatore senza dubbio di una filosofia della storia ancora puerile. 124 — i fonti di tutte le scissioni e di tutti mali. ^) Fede naturale. irretita com' è nel falso concetto che lo sviluppo della umanità possa consistere nel tentativo di ripristinare un fatto già una volta realizzato tempo e senza dubbio ancora molto lontana dalla nuova filosofia della storia che. se non per graziosa elargizione divina. che si ravviva ogni cosa sepolta. da cui l'umanità sarebbe decaduta per sua colpa. finalmente raccolta sotto un solo pastore. Pel Campanella. ma che : « Quando ogni cosa fatta ogn'altra sia. ben essere potrà più ch'una volta. ritroverà la sua pace « : Se fu nel mondo l'aurea età felice. che non le sarà mai dato di raggiungere. Saggi. dal profondo della sua miseria. cesserà tal divario. ^) Spaventa. e il lunghissimo ciclo di mutazioni in cui consiste la vita dell'universo si sarà svolto per intero « ^). affatto estraneo alla figurazione cristiana di una primitiva età dell'oro. ed. p.— bis). a distanza di poco più d'un secolo. incominciato quando di nulla unquanque nulla uscio •) Sonetti alcuni profetali (sonetto terzo). proiettato nel futuro. e al defini- mito corrispondente. e a cui guarda. invece. come a una eccelsa cima di beatitudine. io. ed. in cui l'umanità. loi. Poesie. della storia quasi l'uomo» esplicazione della idea razionale delmodo. 30. Poesie.

. Poesie. Tu. sacre stelle » *) . p. Atheismns triumphans. della sua anima che quasi senza transizione passa dalla invocazione alla Vergine alla invor. tu. chi mi senti e tocchi.azione alle stelle . ed. che è caratteristico dell'apologetica religiosa campanelliana. . ma non ancora decisa a strappare il codicescritto della Bibbia. si è spogliato ma anche di ') Hermann Conring. bandiva appunto quella medesima dottrina che negli atei e « libertini » del cinque e del seicento essa aveva giudicata degna del rogo. lungi dall'essere non altro che una abile finta nel suo duello con la chiesa. nell' intento di debellare l'ateismo e l'anticristian esimo achitofellistico. voi. scaturisce spontaneamente dalla sua anima. vivo ciel. abitator del lume mondo adempie e sol la teiTa ingrata aria. che avrebbe voluto intitolare 1' Atheismns triiimphatHS. Campanellae. — . bisogna riconoscere che la chiesa sapeva bene quel che faceva quando condannava un libro che. Ma d'altra parte bisogna persuadersi che il miscuglio di naturalismo e scolasticismo. il cui giudizio è riferito dal Cyìanus nella sua Vita Th. Amstelodami. immanenza e trascendenza. e voi che state appresso beati. e pure non affatto dimentica di Tommaso ansiosa di leggere nel codice \' i V o della natura. P 148^) Canzone a Berillo. Gentile. in cui già il cristianesimo non piire di tutti i suoi elementi mitici. nutrita di Telee pure ancora impregnata d'antico sio. assetata di nuovo.— Sicché voglia 125 — se pur non si e non soltanto per questo consentire nel biasimo di quel contemporaneo ^). : (^ Madre spirti che '1 ancor non ha purgata di Cristo. della sua anima. consenziente con Bruno. 1722. 162.

come la ben nota proemiale alVAtheismus. ne' Cast. più non m'ammiro del mio atroce martiro. troppo. il conosco Signor. convinta della sua indegnità. diretta allo Scioppio ^) Abusus snm donis eiiis. doc. voi. doglia. che assume talvolta una forma che può sembrare schiettamente cristiana. 7.— tutti 120 — motivi sentimentali. Né le mie abbominevoli preghiere di medicina. riducendosi alla sua i suoi fondamentale ossatura dottrinale. Gentile. ed. ma di mortai tosco fur degne. 157. Amabile. p. 184. e in cui risuona spesso un*eco dei salmi davidici. 3) Proemio alle Poesie. . Ahi. ehihi indignaiionem eius. è tuttavia essenzialmente prometeico non animato da spirito di cristiana umiltà. anzi da un senso vivissimo di umano orgoglio : . : « Se avanzano le cose le parole. Il suo impeto di contrizione. troppo peccai. Fra T. il pathos dell'anima si prostra nella polve. P. fatta nel Caucaso : « Signor. Dio non Miserere Dissi . stolto e losco Giudica. che. : — — ! — — ') e alcune sue lettere. p. Gentile. ed. C.. che per molti rispetti pare al filosofo non inconciliabile col suo razionalismo e naturalismo religioso. 56. II. superbia e l' ignoranza vostra stempiate al fuoco eh' io rubbai dal Sole » ^) Campanella ha completamente smarrita la cristiana coscienza del peccato. Nò bisogna lasciarsi ingannare dai magnifici accenti di contrizione di cui risuona tutta la bellissima Canzone a Berillo di pentimento desideroso di confessione ecc. *) V. *) Poesie.

ha già esulato dal suo cuore. non religiosa . vorrei dire. p. Poesie. pur nelle canzoni di contrizione. che nella sua in *) Lamentevole orazione profetale dal profondo della fossa dove stava incarcerato. con senno e pazienza tanta gente vincere ? Dunque mente tanto stuol di profeti che tu mandi ? » ') Che cosa v' è che possa dirsi veramente crisriano questo stato d'animo ? Il cristianesimo. Ili. se invan non m' hai creato. 8. E a Dio infatti egli si rivolge. degli occhi secchi e del rauco esclamare. che i ferri. Per questo notte e giorno a te lagrimo e ^rido. 137. . in realtà. 114 e Orazioni tre in Salmodia metafisicale congiunte. p. degno della sconfinata grandezza di quel peccato. e vogUa ardente perchè m' hai dato a far la gran semblea. incatenato da un Dio geloso della grandezza umana. d'esser mio salvatore. canz. madr. nell'atto stesso in cui si propone di annientarla. madr. Quando ? Se favor tanto a me non si dovea per destino o per fallo. o Signore. e che. i. ridonsi e fanmi scorno del mio invano pregare. cieli la La sincerità della sua contrizione è. e '1 primo albo cavallo. arti nuove. sette monti. pervasa com* è da quel \àgoroso suo compiacimento della bellezza della propria figura di Prometeo. ti parrà ben eh' io sia ascoltato Fiù parlar non mi fido.— attendendo dall'alto dei 127 — grazia redentrice. tutta estetica. la esalta con un castigo grandissimo. e* ho d' intorno. con accenti da Capaneo : «A te tcxca. Cristo non è più per lui una divina figura di martire. in quanto sentimento.

ii Blanchet. rispetto all'universo. né a nesdelle figura/ioni della religione cristiana egli attinge conforto alla sua pena. vita. e pur umanissima. statua e venerabile volto Dio pompa e suprema face. Le smorte serpi al tuo raggio tornano vive invidio misero tutta la scher^ loro ». : Tempio vivo del verace sei. Campanella. Gentile. a minimi vermi spirito e moto dai. . 416 e segg. La più bella delle invocazioni che gli sgorghi dall'animo tra le tenebre e il gelo della fossa è il magnifico inno Al Sole « nella primavera. Padre di natura e degli astri rege beato. ipocriti e tiranni. ma è tutt'al più colui che e' venne in tanti guai. I tassi e ghiri dal sonno destansi lungo. di tre dive eminenze falsatori. ma soltanto al pensiero che la soiferenza della parte può essere gioia del tutto ^). dagli nostri errori e danni. p. sgorgando lieta. pur spasimando tra gli orribili tormenti del carcere. forse lieta al tutto che ne circonda e ne comprende. tutte istorie ritrovai. Poesie. ed. per desio di caldo ». la terra riga. p. bene che nella infinita commedia universale è toccata una parte dolorosa a lui. ') ^) Fede naturale. anima e senso d'ogni seconda cosa Tu subblimi. avvivi e chiami a festa novella ogni segreta cosa. sofferenza redime "^ manità intera.— 128 — l'u- sovrumana. che. . contra sofisti. e pigra. suna quando « Le gelide vene ascose si risolvono in acqua pura. che quel che a noi sembra male può essere. a troncar la radice degli inganni « *) « aspettato commosso come per Non certo a lui si rivolge il Campanella. morta. languida.

egl i sente relig^ione. anche quando è trascendente. Credesi ch'ogge anche Giesù da morte resurse. ed. Salmodia che invita il cielo e le sue pu/ti l'jdar Dio benedetto [Poesie. te. Sole altissimo. onoro. o nume potente. tu che sei larghissimo fonte : di tutte luci venga la Luce tua» la ') ^Così.— ! 129 — Deh avviva coU'altre me anche. p. soltanto c osì. p.jiimLersaLaxQ nat-0 di amore al prop rio essere.ma^che j^jiell e co se n aturali. Tu misererò. o stelle. musica fanno. aJIa^pr opri a ronservazione. perchè di tutti più. coscienza — — r>grT7rq^ sr^an^o r'^g'"^''^"y?^^'mpidfl ^ dlìfl^' Dio stesso ch'egli invoca. n at urilè" spontanea^ èie yaziòn e dell 'anima verso jDio élèvazionéTncui culmi naJJ. ^) ') ad abitatori 9 — Tommaso Campanella . Musica fanno per ogni confino. dove il calor divino il ciel dispiega ed amor lega — — tante luci e muove altronde altrove. cui più ch'egU altri caro ed amato sei. gelato tremo ? Esca io dal chiuso. e mer. Dio. a Dio. che anima diatamente o immediatamente tutta la realtà. il grande Dio gloria all'onnipotente Signor mio » *) ! — : Al sole. come una . Mia squilla è ebra per troppo desio di cantar vosco. e que' ch'errando vanno. quando me vivo il rigido avello preme. 190. mentre al lume sereno d'ime radici sorge la verde cima. al buio. ma tutt'al piùun primo motore. Se innanzi a tutti. 175-78). non è il Dio dei Vangeli. l'animatore eccelso di questa maraTi*=>i]'nonio E il vigliosa opera d'arte ch'è l'universo « : — Dal ciel la gloria del egli è i sonora tromba lumi stanti — gran — a pregi rimbomba tanti Dio : . Gentile. Poesie.

e condottiero della nostra simblea » e che — . guardando fissamente al sole quanto posseva tanto nel nascere la mattina. celebrato effettivamente insieme con i compagni di carcere nelle oscure celle di Castel Nuovo (« E quando io adorava il sole. voleva fra Tommaso Campanella che io adorassi il sole in quel modo che mi ritrovava in piedi coverto o scoperto. voci e note. ite al Signor che tutto sape e puote » *) vostri colisei chi è sepolto o terra. e ancora più con la salda incrollabile impalcatura politica e è inconciliabile. o mar. potrà dirne meno. ne' Ma in corpo. patre della natura. il Campanella era già da qualche anno riuscito a conciliare insieme contemporaneamente un naturalismo religioso. lampa dicessi queste parole. ma concretato in un vero e proprio culto eliaco. portatore delle cose a noi mortali. Se poco scorge. : *) Salmodia che invita odar Dio ecc. le cose in quella nate a . {Poesie. quanto nel tramontare la sera. Spirito veramente rappresentativo della sua età. Sotto la luna il nostro dir trascenda al Re della tremenda maestate. e di astratto tentativo di conciliazione della propria sincera passione religiosa naturalistica con lo schematismo dottrinale del cristianesimo. e la luna. non soltanto teorico ed astratto. e « O sacrosanto sole. mirar potrei ta' giuochi io sciolto — — — — — — Né con questa sua posizione di intimo distacco dal pathos cristiano. che è età di transizione. Ma il sermon vostro appieno a nazione alcuna non è coperto sotto la luna. p. la terra e 184). Transumanate menti. come morale della chiesa cattolica forse potrebbe a prima vista parere. a tutti è aperto. sol s'accorge che poco scorge. cioè del cielo. e come infatti è parso a qualcuno.— « 130 — ! O aria. la sua fede nella magìa e nell'astrologia.

necessità. 4. sapientia e amore. armonia. Ili. sostituendolo con aDeo. per un equivoco. per lo spazio.. e per il cielo e per la terra fisse » *) con un notevole e e per le stelle errante la conversione di ardore di propaganda cattolica Cristoforo Ptlug al cattolicesimo *). per la potentia. doc. Fra T. per V influenze magne. è per l'appunto contemporanea delle pratiche di culto naturalistico. tue figlie. estrinsecata anche questa in oscure pratiche. in viaggio di piacere. ed. uomini ed armenti. Paladino. C. V altr e e s e >i {Salmodia metafisicale. Gentile. optimo maximo potenimo et sapientissimo. ') Cristoforo Pflug ebbe occasione di avvicinare Camil panella quando. eh' è base al tuo disegno . canz. madr. 134). Poesie ed. io te pregò e supplico per lo laro. pivi o meno « diaboliche » cui avevano pai'tecipato altresì alcuni tra i suoi compagni di carcere in Castel Nuovo. venuto a Napoli. p. non compagne . V. Testimonianza che trova piena conferma in molte espressioni dello stesso Campanella ') Brani delle :. 51) ecc. e per te medesmo. pel caldo e per lo freddo. pe' frutti di lor guerra . per tutte p. imprigionato in Castel Nuovo. la : « Poi ti prego. 518. ti supplico e scongiuro. insieme col Nassau e con altri amici tedeschi. armonia e necessità. .— ' 131 — dire il Gloria si omettesse patri et filio et spintili do. d'eleme-nti gran fabbri. nel febbraio del 1603. stelle. or e finalmente con una tenace persiora ricordate stenza nella sua fede magica e astrologica. pure la preghiera dei solari (Città del sole. 582. pel tempo e per le statue tue viventi. era stato. Ili. che è il suo primo atto concreto di azione antiprotestante. fato. che 'l regno dell'universo mantengon sicuro. per la mole all' ingegno.. p. prima ch'egli — — ultime dichiarazioni del Gagliardo in Amasua cong. e per lo cielo e per la terra.

p. ital. Farnese. per dirla con l'Amabile. pp. 5. IV. IV. con voluta oscurità. Io poi dimandai segni come Gedeone s'era Dio o angelo ci li promesse e perchè non insegnassi a colui a scoprir il diavolo. 79. Io non credo che il Campanella neghi interamente il miracolo credo anzi che. ed. .. citato. p. 66). e non trascurabili. esso diavolo mi fece ponere in questa fossa con stratagemma stupenda che non posso scrivere » ^). dal Centofanti {Arch. . non solo alla plebe bassa. 1866. che è parsa a quasi tutti i biografi. Blanchet. ms. « ver la natività d'ina persona. 2) Blanchet. motivi. p. a cominciare dal contejnporaneo Naudc. che pretendeva anzi di aver avuto a questo riguardo delle assai espHcite dichiarazioni negative del filosofo medesimo « una manifesta canzonatura ». . . : . 3J *J Memoriale del 30 agosto 1606 it. e che essa non si possa nel complesso definire ^) come uno sforzo di razionalizzazione della magìa. Del senso delle cose. o « tme invention et une supeychene » per dirla col Blanchet *).— 132 : — E « m'occorse ». Riconosco anch'io nella magìa del Campanella una forte impronta naturalistica (« Tutto quello che si fa dalli scientiati imitando la natura o aiutando la natura con l'arte ignota. li dissi ch'era inclinata alla li donai il modo di disponersi all' influsso profezia divino e perchè egli era scelerato. parte card. appunto perchè egli lo trasporta dal cielo sulla . cap. . e ci donò avviso di molte cose future in molti regni del mondo e del Papato e di Venezia eh' ha a rovinare. I. Mentre a me non pare che si possa andare tanto in là. si. 1. *) V. com'egl fosse trasferito in S. al t. Mirabolante istoria. . 176. li comparse il diavolo e dicea esser angelo. 213 e 215. ma alla comunità degli hu omini si dice opera magica » ^) ma credo che vi siano in essa anche altri. Elmo stesso scrisse più tardi. redaz.

per inviarle al S. va fino a questo periodo. ancora viva. attraverso le relazioni col Porta. Senso delle cose ^) e gli Articiili prophetales . i) *) . nel chiuso della orribile fossa di S. quando i frati di quella città gli sottrassero le sue opere. e di conquista di una vera immanenza spiritualistica. assurda d'altra parte nei periodi di vivo ed acceso misticismo e di profonda interiorità religiosa. la fede nel miracolo sia in lui. benché intimamente combattuta e trasfonnata. Elmo. è chiaro che. chi il fetto. lo porta ad aderire ancora a per inadeguato che sia. xxiou. sequestrata dal S. per l'appunto il suo stato d'anima di sospensione tra immanenza e trascendenza. e dove d'altra parte la fiamma delpura non ancora è potuta divampare a brul' idea ciare tutte le scorie. Assurda e incompatibile con una compiuta fede idealistica nello spirito. — — : V. Egli aveva perduta la prima redazione di quest'opera in Bologna nel 1592. Officio. Ufficio.— 133 — ancora ha la forza di ritrasporterra *). 220. Per l'appunto il suo sforzo. di insuperato naturalismo che è appunto la magia. viziato com' è quel conato verso lo spiritualismo. Ora egli la ricomponeva in italiano. la magìa si sviluppa e si afferma vittoriosa. Blanchet. la magìa è invece spiegabilissima in un periodo di tempo come la Rinascenza proprio là donde l' intima anima religiosa è esulata. e la religione è diventata una salda e ben costrutta impalcatura politica o sociale. in cui egli appunto rielabora. rielaborando quello che era stato il conteauto della prima redazione. ancora imperdi ascensione intera e piena allo spirito. grazie alla forza rara delle facoltà mnemoniche dell'autore. p. Chi segua con attenzione tutto lo svolgimento spirituale del filosofo attraverso quel lungo filone che dalle lontane pratiche in Altomonte con l'ebreo astrologo e negromante. mancando il termine del paragone. « Quanto precisamente la nuova redazione riproducesse la primitiva. ma non tarlo dalla natura allo spirito.

nno sonno. tajchè le vaporose e viscose fa. citato. Le varie redazioni del De sensìi rerum di T.. cap. piante e minerali ad uso magico » ^) (« Hor io dirò con universali positioni. tato. poiché incontrandosi un huomo con un altro. ms.. e all'ossa la midolla degli osvi loro.. . tornare spesso a riflettere durante questo intervallo. Giannini. ma più se si mangia il celabro e il core. il medesimo diremo dell'herbe e minerali... pupilla con pupilla. ci» *) V. di più stimo che ogni membro d'animale giovi al nostro simile membro. IV. perchè non solo scaldano e lubricano infrigidano e humettano. sovrattutto quando sulle idee di esso si sia dovuto. p. le lente e d'acuto sapore e nate ne i monti fanno vigilia. de Orsi| e più le viscere fanno l'uomo forte. pp. IV. riprende un hbro scritto a 22. 200-201 ms. *) Del senso delle cose. alla carne la carne.. 1906. come il Campanella dovette. tutti entragno in usa di maggia. aveva scritta e riscritta la sua Metafisica « (Gentile.— gia) e ricordi 134 — } tenga presente V intonazione del IV libro {Della macon quanta larghezza il filosofo vi accoglie non pure le « regole de applicare animali.| dunque mangiando carne di Leoni... 13. 1. 1.) ^) non pure la convinzione nella possibilità delle più varie forme di telepatia e di suggestione (« l'occhio manifesta molte cose magiche. mangiando e usandosi.. allo fegato il fegato. 13.. de Lupi. può determinarsi». 6 e 7). p.. ma cossi inducon le predette passioni. però gli animali sonnolenti come il tasso e ghiro hanno virtù de introducere sonno. la luce più possente dell'uno .. C. che gli animali et herbe inducendo in noi le passioni che elle hanno. oltre molte altre opere naturali e morali. però a rinforzar li nervi è buona la parte loro nervosa ben macerata e tritata. in queir intervallo. Basti pensare che egli. del Senso delle cose. senza sentire il bisogno di portarvi maggior finitezza e chiarezza di pensiero. l'aromatiche forza sollecitudine. titolo del cap. corraggioso. Napoh. che. a 36 anni non si Ma «non v'ha dubbio d'altronde... 199.

e la sua anima rappresentarsi ancora drammaticamente. il divino spirito del bene : Or e' han visto i miei sensi. Vedo senza stupore il suo mondo popolarsi ancora di spiriti. p. delle cose. 15. 203. si senta confuso in un mare di guai « pien di mostri e di draghi ». madr. : serrando le finestre che non vi sia altro lume. ch'egli riporta attribuendo ad altri.. trionfante nella sua luce. alla e divina. non potrà. 104 ms Poesie ed. . u. IV. Già gusto quel che sia di Cristo il pane. non più opinante son. stupire che e diabolica. ma altresì le più curiose e negli amanti amore » *) superstizioni. <. 154. Dispregio della morte. . gettato nella gelida fossa. cap. Del senso Del senso p. 14. sì che le donne chi riper timore se alzeranno le falde in su. cap. IV.. e tentato dal demonio. una magìa angelica. meglio alla riduzione di esso a un semplice effetto di suggestione. né sciocche pruove ho di secreti immensi. Deh! sien da noi lontane » quelle dottrine che '1 celeste conio non ha segnato. accanto . eh' io vidi il demonio 3) Sicché io non alla esiterei ad ammettere in lui. 1. delle cose. io credO. siano pure immanenti. Gentile. egli. parerà la casa piena de acqua e de anguille. » ^) cordi come egli ammetta ancora pienamente. in que- sto periodo di crisi della sua vita.na superstite oscura fede nella possibilità di azione misteriosa di forze ultraumane. canz. ma « Dicono molti che in cui. IV. accanto negazione del miracolo trascendente. ma testimonio. p. in fondo in fondo. magìa umana. e spesso induce quella passione che ha nello patiente. o..— 135 — abbaglia e abbatte l'altro che non può sostenerla. crede facendo un lume de grasso d'anguille o d'altro pesce. . 1. dai cui assalti lo avrebbe finalmente liberato. sotto forma di una lotta demo- *) *) 3) IV.

fede magica ed astrologica. senza freni. contemporanea. la sua vivace passione naturalistica. la trasformazione operatasi nel suo spirito anzi nella esuberanza medesima della sua fantasia. nella impetuosa tumultuante effervescenza dei mille elementi diversi che ribollono nel crogiuolo della loro anima. che gli fiorissero d' intorno. offrono. ma altresì degli avvenimenti esteriori della vita umana. sono potenzialmente e talora attualmente. nella sua ardente brama di dominio su tutte le forze. il Campanella effonde dapprima. sente tutto l'universo animato e spiritualizzato. di contenute nel pensiero della Rinascenza. di bagliori. si può dire. e quasi incredibile. d' intuiti. senza limiti. Ma poi. tutta naturalistica. senza la menoma preoccupazione di controllo critico e realistico della propria fantasia e del' proprio sogno. nella sua spontanea esagerazione di egocentrismo. un cosi multicolore miscuglio di nuovo e di antico. ma : singolarissima. Tutte le varie correnti che si son venute poi. naturali o spirituali. ma insieme dominato dal fascino da cui egli non riesce mai a liberarsi completamente della possente secolare tradizione cattolica. Tant' è queste grandi figure eroiche di un periodo di passione filosofica cosi vivace e così intensa. che può parere talvolta stupefacente. le intime radici profonde della sua. — — E . a parer mio innegabile. incanalando nell'uno o nell'altro dei vari sistemi della filosofìa moderna e. nel suo desiderio di farsi conoscitore ed arbitro non pure del suo destino interiore. e adora il sole e le stelle. come quella che intimamente dilania ed esalta la Rinascenza italiana. e fantastica una possibile effettiva realizzazione terrena di una città ideale. vedo nica.— 136 — . in questa seconda fase della sua vita. Fondamentalmente impregnato di naturalismo. un irrefrenabile bisogno di solidità e di concretezza lo afferra e lo asin una forma lampeggiamenti. e animato nel suo intimo da un vivace sentimento panteistico. con uno sviluppo lineare più meno ben definito.

ma il suo panteismo ha bisogno di organicità e di concretezza. Chi volesse cercare nella religione di Campanella una religiosità squisitamente raffinata e tormentata.— siila : 137 — e allora egli. lasciandosi lai'gamente influenzare anche dalla sua passione politica. sarebbe evidentemente fuori strada. in cui troppi elementi extrarehgiosi (politici. che non di celebrare l'estatico abbandono mistico nell' infinito e nel divino. E l'esigenza teocratica. — . si fa sentire con sempre maggiore insistenza. ossia più sollecito di affermare il valore immenso e veramente divino dell'uomo nell'universo. assai più attivo che contemplativo. un cristianesimo passato a traverso il crogiuolo idealistico e romantico. ma a fondo decisamente sincretistico e deistico. anche se più complessa. anzi della teocrazia cattolica. Anche lui vuole riformare la chiesa cattolica e riformarla dall' intemo. senza essere cristiano. — . in uno spirito come il suo. ricca dei più impensati raccostamenti e delle più stridenti contraddizioni. e per questo tende verso una Monarchia teocratica universale. nel senso almeno che noi moderni diamo a questa parola. così come i modernisti di oggi o di ieri. filosofici e anche poetici) si mescolano. ma la sua posizione religiosa è assai più intera e assai meno complicata. perchè si possa giudicarla da un punto di vista strettamente religioso. Egli è radicalmente panteista. una dottrina. getta la fluida massa incandescente del suo naturalismo originale nello stampo delle antiche forme del cattolicesimo. Il filosofo della Città del sole e della Monarchia Messiae è più cattolico che cristiano forse per dirlo in una forma paradossale è cattolico. Da questa sua caratteristica posizione vien fuori come si vede. e di riti. I . malgrado la forma cattolica ch'essa riveste una dottrina. e lo spinge a mettere in rilievo piuttosto gli appetti umani che quelli divini della religione. sia pure cattoHca e non certo per un bisogno sentimentale di miti .

- 138 . impaziente di agire su essa. che non da Bruno. sia pure violentemente. che prepara sia le vie alla più recente fase della pure negativamente filosofia religiosa. lungi dal chiudersi in un ascetismo razionale. di cui ha riconosciuto ormai la fondamentale equivalenza ed indifferenza. si getta avidamente sulla realtà. . di modificarla. in quanto. di trasformarla. conforme al proprio ideale. sdegnoso delle — forme positive della religione. Il movimento deistico e illuministico del settecento. — — . In questa sua singolare posizione è la fecondità che è forse magreligiosa del pensiero campanelliano giore di quella del pensiero bruniano. dipende assai più dal Campanella.

La detta congiunzione {Poesie. si era di- . Fallito tragicamente l'arditissimo disegno di lepubblica solare ch'egli s'era illuso di poter realizzare di colpo tra i montanari della sua Calabria. tutti i popoli della terra. Sviluppo del suo ideale di riforma « Ecco ceder le sètte empie e nefande al primo Senno e. la molla animatrice di tutta la sua vita. di cui egli si sentiva chiamato ad essere il re e il sacerdote. e poi. ma che. luminosa nel suo fulgore di perfezione. Campanella non per questo aveva smarrito la sua fede. ch'egli aveva sognata con tanta passione. La città bellissima. che è. e resta sempre. 104). fino a costituire la monarchia universale unica. nuove uno spiccato deismo corrisponde linee. p. e in seguito allo sviluppo degli eventi. fiducioso che la bontà della causa e la palese perfezione di un siffatto regno di Dio sulla terra avrebbero senz'altro attirato nell'orbita del piccolo nucleo primitivo dapprima i limitrofi. . era rimasta tuttavia viva e palpitante nella sua anima. viene assumendo. Alla evoluzione del suo primitivo naturalismo verso lo sviluppo del suo ideale di riforma. grado a grado. Anzi. s' io fuor di periglio sarò. pur rimanendo sostanzialmente immutato. predicherò cose ammirande». poi che egli non era riuscito a darle vita concreta nella realtà del mondo.VII. e in virtù della personale evoluzione spirituale del filosofo riformatore.

. in tutto il suo rilievo. in cui ogni uomo. d. e Repubbliche. consacrato al sole. puro perciò da quello « amor proprio » che è la radice di tanti mali. nella realtà dell'arte.. che è insieme re e pontefice. vive in una grande famiglia universale. di là dal mare. le similitudini e differenze delle cose. Diet7. viventi tutti in una singolare repubblica aristocraticamente comunistica ^)... Ma più di tutti bisogna che sia Metafisico e Teologo. avendo rinunziato definitivamente a tutti i beni materiali. 1918. Inìomo al CoT. Sozialismu^ in « Einzelndai stellungen. la possanza sapienza e amor divino e d'ogni cosa e li gradi : •) Circa di il storia del ccmunismo. munismo pp. con nel mezzo l'altare circolare. con nel centro il gran tempio solare. 1895. fisiche. che sappia bene la radice e prova d'ogni arte e scienza. Poi bisogna che sappia tutte l'arti meccaniche.— 140 — sposto a darle una vdta di bellezza. che confuta interamente la concezione affatto opposta del Laeargue [Gesch.. la necessità il fato e l'armonia del mondo. circondato da una serie settemplice di lampade perennemente accese. che sa tutte l' istorie delle genti. animata soltanto dall' « amor comune » e retta da un sommo sacerdote. se non quello. Die Vorlàufer des neueren Sozialismus. e riti e sacrifizi. lo scritto del Croce. valore tutto negativo della Città del Sole nella v. e l'aveva animata di una moltitudine di uomini.. C.. E l'aveva amorosamente costruita plasticamente. tutta bianca e armonica nei suoi sette gironi « nominati dalli sette pianeti ». Laterza. 469-506). a simbolo della disposizione planetare intorno all'astro maggiore . voi. matematiche. 191-239. in virtù della sua suprema sapienza e saggezza « Però non può essere Sole. ed inventori di leggi ed arti. in una terra lontana. . I. altrimenti concreta. E tutte le scienze ha da sapere. Stuttgart. pp. astrologiche. in Materialismo sporico. e che è scelto liberamente tra tutti i cittadini.

. terPiù certi siamo noi.. che voi. E in questa sognata città. xviii. Campanella. e più onorano il Sole. Nonché la sua fede astrologica: «E credono essere vero quello che disse Cristo delli segni delle stelle. d'essere. Nulla creatura adorano di latria.. Tengono per cosa certa l'immortalità dell'anima. prudentemente eliminata nella redazione del 1637.. aveva trasfusa tutta intera la sua fede. e forse il fine. confessano. Ma li luoghi delle pene e premi non 1' han per tanto certi ma assai ragionevole pare che siano il cielo e i luoghi sotterranei. . Onde aspettano la rinnovazione del secolo. *) 3) . a cura di Paladino. stupisci. da cui procede somma sapienza.. da cui viene la luce e il calore e ogni altra cosa. Città del sole. pp. non sarà mai crudele. Napoli.. che sublimate l' ignoranti.. né scellerato. Paladino.. Circa questa pericolosa curiosità. r interessantissimo confronto delle varie redaz. ir Paladino. restri e marine. dicendo eh' è somma Possanza. 13-14. Stanno anche molto curiosi di sapere se queste pene sono eteme o no » ^).. Città del Sole. Onorano il sole e le stelle come cose viventi. pp. e tempi celesti ma non l'adorano. Paladino. che tanto sa»^).— dell'enti. 53 e 55. e però a lui servono solo sotto l' insegna del sole. *). eh' è insegna e volto di Dio. e 141 — corrispondenze loro con le cose celesti. ed.. il fine delle cose.. e d'essi entrambi. e il niente che è il mancamento : cui non si fa. metafisica e religiosa « Fanno metafisici principii delle cose Tente. sua creatura di poesia.. e sole.. La Città del Sole.. ma li venirà.. li quali alli stolti non paiono veri.. eh' è Dìo. sommo Amore. che un tanto letterato sa governare.. e statue di Dio. e luna. 56. come ladro di notte. altro che Dio. 1920. V.. come condizione senza . ed. Qui ti che adorano Dio in trinità. *) T. Ciad del Sole.. Giannini.. Sia pur tristo in governo il nostro Sole. p. p. ne tiranno uno..

15 Cenno hihlicg). (1602) che è (V. Anche lui. soprattutto dalla prima redaz. Campanella « Ardi. I. che rivoluzionava tutto da cima a fondo. e appog{Atti Acc. Ma poi che aveva visto allontanare sempre più nel tempo. Laterza. XX.a (T. . III p. fino a fare coincidere la . e forse dileguare nell' impossibile. 1918-3 il Felici {Le dottrine ecc. ed. 52 e 58.— 143 — \ che l'età del mondo succedono secondo l'ordine dei pianeti. egh aveva compresa 1' assoluta inutilità dell'insistenza nel suo antico disegno e lo era venuto gradatamente modificando ^).uh'bidJiieiite la più vicina al pensiero genuino dell'autore. II e n. Campanella. 1913. la sua liberazione. 1890). . . und die Pàdagogik. C. programma ideale *) di quello ch'era stato il suo infelice tentativo rivoluzio-^ nario di Calabria. 662 (ristampato poi in Materiansmo sierico. C. crit. contro quegli studiosi che la consideravano come un semplice romanzo filosofico e politico. n. mà. C. ecc. da astute riformatore ne disegnò poi un'altra affine nei tratti fondamentali a quella originaria. Pontaniana. 1895. Paladino. fu i' Amabile {Fra T. pp. e la sua congiura.) e soprattutto il Kvacai. p. 2) «Le condisempre più fallire la riforma campanelliana ond'egli che dapprima l'aveva concepita in modo radicale. Intorno al comunismo di T. già esperto di tre durissimi anni di prigionia. p. e non come l'espressione di una fede. XX. con immutata fede. il Croce. '). quando scriveva le pagine di questo vivace e colorito opuscolo. Vi hanno insistito poi. aspettava tuttavia ancora. voi. Croce zioni avverse fecero . Nota tradotta e presentata dal socio *) ') . e credono che le mutazioni degli assidi ogni mill'anni o mille seicento variano il mondo » *). Del caràttere di Campanella p. 220 (Atti « Pontaniana ». . e passim . sia pure utopistica. ma accomodata alla sua nuova situazione. Il primo ad accorgersi del valore biografico della Città del Sole. anche lui. ad alcuni ^) Consento pienamente col Kvacala {Intorno ms. 609. di T. stor napol. chiarificando e dimostrando. ed. 1909). Città del sole.. ein Befórmer der ausgehenden Renaissance. ». 1905) (T. Come risulta in modo più che mai evidente. giantesi alla Spagna e al Papato ». la rinnovazione del mondo anche lui credeva fermissimamente nell'avvento del secolo d'oro. XLIII. 45 della Bibliografia («Giom.

II. ed. attribuendo al più forte tra essi la funzione di capo. Le discordie. è assurda perfino gli animali si formano un certo reggimento statale. I) . e finalmente — — i «goderanno i filosofi quel stato che d'ottima repubblica han descritto che in terra ancoia mai non s' è trovato» *) *) V. la mia Bibliografia. se non l'ec. L'anafchia. le occorre essere mica. è parsa. soltanto dal ridursi definitivo di tutta Tumanità « in un solo ovile e sotto un solo pastore » Q mondo trarrà finalmente la sua pace. come si vede. dice il filosofo. La nella sua rigidissima intransigenza teocraticoUca. Gentile. «. fedele al suo pensiero della unità. Soltanto da questa omissione. se non colui. no che amministrare. Data siffatta necessità. p. 53 Sonetto de l' *) i stesso. on è vera autorità. chi sarà il capo dello stato tra gli uomini. a cui l'uomo meno che qualsiasi altro essere può sottrarsi. l'unico tutti i so\Tani temporali devano sottomettersi. originariamente unico. ((^ G. 98. cui l'autorità ? Ma una autorità parziale e frammentala. in iito detentori di un potere. -'^iiente? :e chi . e una certa gerarchia. nulla d' immutato e qui è la vera caspetto alla teocrazia solare. en. le eresie. le guerre che dilaniano l'umanità cesseranno di colpo. egli dice nell'argomentadone fondamentale della Monarchia.l'eccellente. Ma vero moil ratteristica della Monarchia Messiae narca del mondo non può essere che il papa. Fin qui. n. e concentrare in sé il potere spirituale e quello E da Dio emporale.crit.— teocrazia solare con ale della 143 — «). una teocrazia effettiva ed uniChiesa cattolica. 19 Cenno Poesie. al solito. una esplicita simulazione getica. e che essi non gli solo virtualmente possiede. gli scismi. Ad essere tale. La Città del Sole espresse al modo dal suo seno la Monarchia Messiae *). mentre non è che una nuova forma del iuo euitico ideale.

.la questione storica se cioè. iqiS^. e che tanto arder temente anelava alla liberazione hanno gridato. quasi tutti i biografi. e assurda in tanta indegnità.. co — varia voce. cui filosofo lo destinava. quando pensi alla sua condizione di condannato d'eresia.. ogr sua valutazione della Chiesa contemporanea. al Papa e ai cardinali. Laterza. : . quel papa e quella chiesa ch'eg aveva dinanzi agli occhi fossero degni di realizzai la teocrazia ideale eh' egli sognava ^) ma si limit ad esporre in linee affatto teoriche il suo disegno. 216. raccostando nell loro mente il papato qual'era nel secolo di Campanellj il secolo del nepotismo e della Inquisizione. fino a che punto. sommo pontefice della religion naturale ? » Croce. 1? sciando inespressa.. con un ardimento verament ! stupefacente e degno d'ogni ammirazione. Che dissigilla invece apertissimamente nelle Iettar e nei memoriali ch'egli dirige appunto in questi ani — . anzi qui fortemente sigillata. ne e' è chi sappia risolver l'argomenti di questa ecliss *) « Dove il Campanella intendeva fermai'si nella riform degli abusi ?. Il comunismo di T. non sembra quasi un' ironia quest' idea ( un papa razionalista o deista. Campanella in « Ma terialismo storico». o al più astuta simulazic degna di essere perdonata ad un uomo che tanto aspi mente era stato percosso dal dolore. E . Ma bisogna ben ricordare eh nella Monarchia Messiae il Campanella non tratta nef pure menomamente .. che par che non oprino. eh pure osa condannare con tanta fierezza i mali dell chiesa: «Vedendo. che oggi li Christiani han li dor dello Spirito Santo gelati.— 144 * * * Grossolana finzione.. p. con la furi zione altissima.

pp. 57 a 73) che ripetono tutti le medesime cose. o verde o negro. . Dov' fede. parte I.... 26 35..di spirito e '1 145 — che e' è tra noi. come : : Memoriali a Paolo V. 57 e 60. V.. del 13 agosto e del settembre Cenfofanti. la lettera si tira da ognuno dove vuole. osa scrivere direttamente al papa Qui es tu ut timeas ab homine mattali ? E ai cardinali Sed vos. e pan plebeo mangino » perchè « non si può far riforma inoltre se lo Clero Romano non si riforma da sé » bisogna governar lo Stato Ecclesiastico di modo. » *). e del resto tutti gli altri memoriali e lettere del periodo 1606-1607 (od. vadano alle chiese scalzi e digiunino. e quasi con le stesse parole. ma non serviamo a Dio. : Dove.. supplicante la liberazione.. E così si perde la . le carceri. ed. e bevan vino romanesco. ed essendo spento lo spirito. li tormenti. le linee della sua riforma sono trasportate nell'ambito della chiesa o anzi la chiesa trasportata nell'ambito di quelle. ital. rosso o bianco. . di questo voi.. pp. et non cum pauperihus : canones vero duros et amaros cum miseris » ? E si « perchè dall'ombre dell'arbor mio chiede giudicano . 21 a n. che ogn'altro popolo l' invidii e desideri star sotto la Chiesa. cur observatis canones favorabiles cum Resinis et Mamatibus. vero rimedio secondo Dio è che tutto il clero. Dunque tutti caminano per una via e cosi li Principi credono che '1 Papato sia simile al dominio loro e l'obbediscono per servirsi di lui. 245-48 i) i6g6. sancii principes.. 33. Vedi pure il Cenno I. 1866. l'angarie son simili per tutto. con una nobilissima audacia. li tributi. da n. star. e io trovo lo spirito morto corpo vivo anche in quelH che paiono santi .. che è forse superata soltanto da quella onde il filosofo. condannato e prigioniero. IO — Tom>HM9 CamfantiU . non per servire a lui e questo viene perchè noi ci serviamo di Dio. Arch. si vede. le è la differenza tra popoli ecclesiastici e gli altri ? pene.. nn. ... la mia Bibliografia.

p. nello stesso tempo. che. parte II. attraverso l'ossequio formale. dall'opere mie ? ». ma in nome d'una divina missione. 1866. ironia. che sfugge agli osservatori frettolosi. pubblicato da Amabile. non rista intelligenza e la dottrina sicché. pregando e deprecando. non in nome d'un suo privato meschino interesse o soltanto del e dolce crudo amor di vita» chieda la liberazione. quasi impercettibile. e' è una fierezza. pur tra le iperboliche espressioni di umiltà e devozione di cui riboccano le lettere di questo periodo. t. l'atteggiamento politico ch'egli assume dinanzi agli eventi. È che egli.— 146 — di me. senza data. in cui egli torna con un' insistenza veramente pietosa sulla triste odissea della sua vita. incompiuta. ma che. st. serie terza. nelle sue condizioni. a Cesare d' Este. e parla da uomo. 35 e memoiiale al Papa e ai Cardinali del 12 aprile 1607. e non dalli frutti. fettamente coerente a se stesso. ital.. lo stimola e lo incalza senza tregua.or. 74. . e dalle parole di nemici. Nel tono necessariamente umile di questi memoriali. // codice. come quella di chi sappia che a lui. p. conserva fi erissima la coscienza della sua missione. TV. Immutata sostanzialmente la linea della sua concezione teocratica immutato perciò. memoriale al Sommo Pontefice. pubblicato dal Centofanti in Ardi. pronti a spiegare ogni cosa col motivo dell'apologetica personale e e' è anche una sottilissima. che nel 1597 ritenne Ferrara ^^ *) V. che. in sé medesimo l' . . cui pur si rivolge. traspare r intima orgogliosa consapevolezza di sé. altro linguaggio non si addice verso i potenti della terra. probabilmente dei primi mesi del '607. qui non fecenmt miseri e ordi ani)) *). e sempre peraltri la nascita e il dall' onorare . e supplica e implora e scongiura e depreca. che lo porta a porsi costantemente al disopra di colui. minacciando judicium sine misericordia his. Parecchi anni prima. pur onorando in mai potere.

P. che è parsa all'Amabile (sempre portato.— contro al papa ». anzi talvolta proprio a cagione di questa. ed. 147 — egli si era rivolto. Venezia. che l'ePalinodia. sostenendo fiera: mente i diritti del papato che promessa eterna. che avea cantata «Maraviglia del mondo. ed. determinata dal desiderio d' ingraziarsi il papa ai fini della propria liberazione. ed. p. 249. Gentile. Poesie. e invitandolo ad abbandonare « sì stolta tracotanza )\ Circa dieci anni dopo. 254. ad esagerare oltre ogni misura il movente dell'apologetica personale nel Campanella) «un'odiosa ritrattazione». 91. 77). p. Sonetto di palinodia. . in condizioni tanto dolorosamente mutate per lui. ostinatamente si rifiutava a riconoscere la supremazia giurisdizionale del Papa. ') *) A A A 1875. e che ora non esita a di chiamare «nave Caronte» «eh' a la sponda tartarea guidi nell'eterno danno tante alme tristi che piangendo vanno la sua brama d'un obolo profonda» ^). delle Poesie. ch'a lei giuri omaggio» '(Tu. che nel 1606. 286 della sua ediz. Poesie. di filos. Annotazione n. Gentile. p. il Campanella si rivolge con lo stesso tono. nap. Gentile. come esaurientemente ha dimostrato il Gentile ^). 3) Venezia. 4 {Sonetti politici). La ridorma religiosa giudicata dal Campanella (« Giorn. Nonché Fiorentino. chi t'opponi alla fé' ^). del retaggio del mondo tutto. a Venezia. ma fatto più acre e più grave dall'amore ch'egli porta alla di città. Sonetto. sua grande scrupolosità di documentatore. e lettere ». malgrado la Cestire d' Este. Cristo a sua sposa. *) V. ma che invece non è altro. onor d' Italia» ^). p. pia nepote Roma.

II. 61 {« Giorn. ecc. così appassionatamente accorata: «Odo Venezia.. il filosofo aveva tuttavia sentito « murmurar dal barbiere e soldati » del conflitto giurisdizionale tra Paolo V e Venezia. e perdi. n. ch'a pochi martiri cedo di tormenti. della scomunica papale e non aveva potuto far a meno di prender posizione idealmente nella lotta. 251-252. di coscienza buona. tu getti il Vangelo. ') Laudi che ho dato a Venezia. n. la glo- ria verginale» Ma di siffatte affermazioni siffatte lotte puramente teoriche di combattute a pie fermo nella soffocante . lanciando contro Venezia la bellissima invettiva degli Antiveneii *). p. Chiuso nella fossa. Poesie. Gentile. Sappi eh' io non parlo per mio interesse né per amicizia e amore del clero. . a cui l'antituo male son io doto aggiunge infermità Tu non mi conosci.— 148 — spressione del suo intimo convincimento politico-teocratico. delle varie vicende della contesa. che nel papato si serba (altrimenti saria tutta schiava de' forastieri. crit. *). fiore verti ch'ora io ti contra le tue viscere. 246 di questo voi. ed. tu disarmi il leone. non t'avvedendo. : ! ! verginale illustrissimo. ma a tutti. eh' è l'onore . la mia Bibliografia. *) »>. odo bene come ti sdegni meco l'antidoto del Guai a queir infermo. 25). Io son tuo geloso innamorato castissimamente. il quale in tutta la vita mia m'afflisse con guai indicibili. Pur sappi eh' io tanto amo la gloria d* Italia.. pp. Dunque avdico il vero. e tanto amo Venezia. Cenno V. Tu ti spogli dell'ale. come son l'altre sue membra). cui proprio in quel tempo egli dava forma si- stematica nella Monarchia Messiae. e converti la tua forza d* Italia. e il I..

non poteva appagarsi. Il suo ideale di riforma si era venuto anch'esso modificando. e nella sua intima convinzione che la salvezza del miondo fosse effettivamente riposta nella teocrazia universale. che non possono non stupire chiunque pensi ch'egli è pur sempre il filosofo intimamente distaccato dalla filosofia della chiesa. Non bisogna dimenticare che nell'orientamento spiccatamente deistico che il suo naturaUsmo religioso è venuto assumendo in lui in questi anni. E a quale di queste potrebbe egli accostarsi. conforme alla sua modificata concezione teocratica ormai non più egli sognava di convertire il mondo al vangelo della città solare. e le lettere e i memoriali che egli dirige al papa e ai cardinali contengono espressioni di una così avanzata ortodossia. comunque interessata. le opere ch'egli scrive in questo periodo. Senza dubbio. ma razionalizzazione teorica del cristianesimo non può corrispondere altro che un avvicinamento concreto e sia pure non senza intime intenzioni riformatrici alle forme storiche e positive del cristianesimo. che in realtà ha le sue radici nella antica irreducibile avversione sua al protestantesimo. e assimta a tanta potenza religiosa e politica. Alla MojiarcJna Messiae e agli Ajitiveneti egli fremeva di far corrispondere un'azione pratica. s' intende. da poter diventare veramente cattolica. febbrilmente avido di azione. operoso. intimamente e profondamente riformata. Ma non si tratta di una pura e semplice finzione. uno spirito come il Campanella. se non al cattolicesimo ? E in quaJe altra istituzione storica la sua teocrazia imi versale potrebbe inquadrarsi. alla conciliazione cui egli mira e alla della parola. e il frate ribelle alla sua gerarchia. irrequieto.— 149 — inazione della sua vita di recluso. data la sua repugnanza al protestantesimo. meglio che nella chiesa imiversale per eccellenza ? — — . in tutto il senso : . Programma ideale che può parer nuovo. ma a quello della chiesa cattolica di una chiesa.


150

Certo, egli sognava una teocrazia cattolica affatto nel suo spirito possentemente singolare. Il sogno fantastico, e insofferente quanto altri mai d'ogni giogo di riflessione critica, nel suo spirito, in cui il già quasi

decennale isolamento aveva ulteriormente indebolita
la possibilità, già tenue in lui, di valutare Y ideale alla stregua della realtà, e di misurare la distanza che passa

veniva assumendo linee tra un'utopia e un'azione ogni cosa gli si gonfiava in imagini mirabolanti o catastrofiche, o, comunque, straordinarie. Nel quadro di questa riforma, la figura di lui conservava una posizione tuttora centrale e predominante. Liberato dal carcere, egli avrebbe miracolosamente convertiti al cattolicesimo tutti quelli che avesse toccati col a Roma, in un mese, tutti fascino della sua parola i protestanti francesi e tedeschi che vi si trovassero (si aperiam o$ Romae per menses, videhis coelum novum ac terram novam, et ah aquilone et ah Austro confluxum ad Fideni catholicam, come scrive enfaticamente allo Sdoppio) ^) in Germania, in dieci giorni, due grandi principi protestanti, impegnandosi a tornar con oltre gli ambasciatori loro al papa entro pochi mesi r Europa, in rapidi viaggi trionfali, tutta la terra « li Gentili dell' Indie Orientali e Occidentali )>, gli Ebrei, i Persiani, i Mori. Ed è probabile ch'egli stesso non si chiedesse nemmeno con chiarezza, chi, una volta instaurato Vumim ovile, ne sarebbe stato il peistor, e che non esitasse ad attribuire ancora a sé medesimo, invece che al papa, l'ufficio supremo. Certo, la sua esaltazione era estrema come nulla, egli sconfinava da proposte attendibili e quasi concrete in enfatiche
singolari
;
:

;

;

:

:

racoloso,

promesse mirabolanti i limiti tra il naturale e il mil'umano e il diabolico ancora gli si confon;

*)

Frammento
p.

di lettera

allo

Sdoppio (Amabile,

//

co-

dice,

41).


devano ad ogni
istante.

151


«
il

Anche qui

soprannaturale
;

e sotto varie forme, tendeva a reinvadere il campo forse egli stesso ancora sinceramente credeva nelle proprie possibilità taumaturgiche. Non si può, a voler, intendere un siffatto stato d'anima e a volersene rendere ragione, misurarlo con ruevidente mile metro della nostra vita quotidiana. che in tal caso non resta altra alternativa che fare del filosofo un folle, o un simulatore (volgare o no che dal carcere, si sia), un uomo che, pur di Hberarsi campione di ortodossia ; eretico egh stesso finge e, intimamente incredulo, capace di miracoli. Ed è la via, che più o meno, han seguito quasi sempre i biografi campaneUiani. Né si può, del pari, giudicare il

È

suo ideale di riforma alla stregua d'un criterio di riè evidente che in tal caso gida oerenza filosofica un così violento ardore di propaganda cattoUca da parte d'un deista, che deve mettere su uno stesso piano tutte le varie religioni positive, ed essere intimamente^ indifferente a tutto ciò che ciascuna di esse ha di specifico e di particolare, è assurdo. Ma non bisogna dimenticare ne la singolare anima del filosofo, né il singolare colore del suo deismo. Già fin dai tempi della congiura di Calabria, pur nel periodo di più accesa propaganda eliaca, e poi, sempre, più tardi, tra le strette dei processi e le sofferenze del carcere, il tono fondamentale della sua anima ci si é rivelato il suo intenso e radicale egocentrismo. Allora come ora, l' interesse supremo é per lui non tanto il fine della sua missione, quanto lo sviluppo di essa il suo stato d'anima é, e resta sempre, pur nella esuberanza della varia passione che lo anima e lo trascina, essenzialmente estetico. Più che altro egh desidera la lotta per la lotta, la propaganda per la propaganda, per se stesso, per avere quasi una riprova del proprio potere d'azione sulle anime. Il fine gli è quasi indifferente tanto che spesso svanisce di;
; ;


nanzi
luce.

152

al suo spirito, esaltato nel nimbo della sua stessa Chiuso e rigorosamente segregato nella orribile fossa di S. Elmo, soffre, non tanto della mancata realizzazione del suo disegno, quanto della inazione dell' isolamento, a cui ora lo si condanna. Isolato al punto da non vedere mai « persona viva », come farà egli, così ansioso di suggestionare gli spiriti, di trascinare le folle, a consumare la sua misera vita ? Miriftce me angit, scrive allo Scioppio nella prima lettera che noi conserviamo del loro carteggio, quod aspectus denegatur tmis ^). Lasciatemi venire a Roma, scrive al Papa e ai Cardinali, anche sottoponendomi alla prova del fuoco, se mentisco. E accoratamente rievoca il tempo quando « villas et castellas peramhulaham, turbas homines ante me obstupescens videham quaerentes remedia suis infirmatibus, et pecorum et boum. Ego iunc juxta fidem illorum, valde pavidtis ob scelera me a, singulis ex medicinae arcanis medelas tribuebam. Reomnes, latidantes Deum)) ^). E. impossivertebantur bilitato ad uscire dall'angustissima fossa, sogna tut-

tavia di percorrere in rapidi viaggi trionfah, tutta la terra tutto preso nella visione radiosa e magnifica, anche se assurda, di una lotta vittoriosa contro i « figli delle tenebre », dovunque essi si annidino, dentro o fuori del grembo della Chiesa in uno scatto di fiera protesta contro quella società contemporanea, mercantile nell'anima, che, intimamente irreligiosa, traffica cose di rehgione dentro e fuori della Chiesa, e le sfrutta per fini temporali di lucro e di utiHtà terrena; quella società, fatta di uomini che ncque Calvino, neque Papae credunt, sed propriis lucris ^) ma che egli sogna tuttavia di pò;
; ;

*) Ex Campanella^ Epistola ad Scioppium, pubbl. dal Centofanti, Arch. stor. ital, 1866 s. Ili, t. IV, parte i, p. 17. •) Ex Campanetlae ecc. Ibidem. (Centofanti) p. 19. ') Lettera allo Scioppio, proemiale all' Atheismus (Amabile, Fra T. C, ne' Cast. », II, p. 58),


ter
:

153

accendere con la scintilla di una fede ardente e violenta, pur che la predicazione sia infiammata e piira Si in marsupio et gloriola tìiesaurizahimus fidem ìpulorum, titì facilini concionatores nostri, erimus de>es et derisi a Deo et ah hominihus, et nihil proficie.

-

1).

il lungo isolamento, V intensa febbre inteesasperata continua tensione della sua anima verso se stesso, lo hanno portato ad una smisurata esagerazione delle proprie possibilità. è in lui non soltanto un' innegabile accentuazione ortodossa, stranamente commista con la sostanza stessa, affatto eterodossa, della sua fede di riformatore ma anche la singolare esagerazione di uno sguardo che, a furia di fissar sempre un punto solo, lo vede ingrandirsi smisuratamente, senza più limiti in nessun senso. E quanto al suo deismo, non bisogna dimenticare quanto esso è impregnato di teocrazia o meglio completamente inserito, malgrado le inevitabili contraddizioni, di cui sarebbe ingenuo stupire in un pensatore come il Campanella, nel quadro di una radicale teocrazia cattohca. Forse, se qualcosa v' è, oltre il bisogno estetico di affermazione ed espansione della propria esuberante individualità, nello spirito di propaganda del Campanella, questa è proprio il pensiero che, in ogni modo, la sua propaganda possa essere un mezzo per realizzare la sua teocrazia, nella quale e senza dubbio questa volta egli fermissimamente crede.

Inoltre

riore, la

C
;

;

*

*

di

Colui che stabilì o almeno si illuse da principio poter stabilire, che, quanto a riuscirvi, la cosa ri-

')

Lettera allo Sdoppio del 6 maggio
[Arch.
stot
.

1607,
Ili,
t.

pubblicata
IV, p.
iii,

dal

Centofanti

ital.'\

1866,

s.

p.87.

154


un punto di con chiese tempo e fatica grandissima tatto tra l'ardore antiprotestante del Campanella e h corrente della controriforma cattolica, fu lo Scioppio Venuto in Italia fin dal 1598 e convertitosi al Cattolicesimo, lo Scioppio, uomo di varia cultura, erudite soprattutto in questioni letterarie, polemista violento, in religione fanatico, non aveva tardato a divenire uno dei capi di quella vivace corrente di reazione al protestantesimo, che ormai si andava, e non senza l'opera assidua e tenace dei Gesuiti, sempre più ingrossando. Invogliato a leggere le opere del Campanella, forse dal Pflug, forse anche dal telesiano Antonio Persio, lo Scioppio era rimasto colpito dalla varietà e profondità di cultura ch'esse rivelavano, e aveva subito veduto nell'autore del Dialogo contro Luterani e Calvinisti un possibile strenuo campione della controriforma ^). Era venuto a Napoli *), e aveva ten[Le varie redazioni del De sensu rerum) e (r. e. und Ferdinand II) hanno dimostrato come non sia il caso di congetturare, come aveva fatto l'Amabile, altri meno nobili motivi all' avvicinamento dello Scioppio al Campanella, come p. es. il proposito deliberato di carpirgli i frutti della sua intelligenza, appropriandosi indebitamente delle opere di lui. 1/ Amabile nel giudizio delle tanto discusse relazioni del filosofo con lo Scioppio, si era attenuto esclusivamente alle lettere del Campanella, alcune molto aspre, e forse ingiuste, scritte quando, dopo qualche anno, il prigioniero, avendo visto fallire miseramente anche questa speranza di liberazione, aveva dubitato della buona fede dell'amico.
*)

Il

Gentile

il

KvAcALA

2) Ma spontaneamente, come ha dimostrato l' Amabile, non per incarico del pontefice, come lungamente (Baldacchini, D'Ancona ecc.) si eia creduto, sulla fede di un accenno del Syntagma : [cum venit missus a Paulo V, summo Pontifice,

e

meam

tractaturus libertatem

»

Syntagma,
:

art.

Ili,

ed. Crenius,
est

p. 182).

Anche

il

Cyprianus dice

Anno MDCVIII missus

Caspar Scioppius a Paulo
liberaret))

V

tur

grafia,

cap. — recentemente scoperto dal loi) — nella sua
{Vita,
I,

25).

Neapolim, itt vinculis nostrum, Vero è che anche il Reminiscen^

Kvacala

(V. la

mia

Biblio-

n.

Gregoiio

XV

dedica a Urbano VIII, e Paolo V, attribuisce a quest'ultimo le seguenti
triplice


tato, pare
filosofo

155


tristi, e,

inutilmente, di vederlo.

erano in quel tempo assai
si

Le condizioni quanto

del
alla

Né l'autorità viceera degnata di accogliere le sue proteste per la ormai illegale detenzione, nò l'autorità ecclesiastica aveva voluto riconoscere l' inumana asprezza del carcere il Nunzio e il vescovo di Caserta avevano accondisceso finalmente, verso l'autunno del '605, a visitarlo, ma, non essendo entrati nella fossa, donde invece il Campanella era stato tratto in quel momento per esser portato alla loro presenza, l'avevan giudicata buona « nel modo ch'ogni sepoltura par buona di fuori » e quanto alle promesse, ai racconti straordinari, alle profezie del filosofo, il Nunzio gli aveva risposto ch'egli « era poco humile » e Monsignor di Caserta ch'egli si proponeva di « far miracoli falsi per scampare o allungar la vita ». E, tornati l'uno e l'altro alle proprie occupazioni, non se n'erano dati pensiero più che tanto. Il papa, cui egli si era rivolto direttamente l'anno seguente, annunziandogli di aver avuto, in una visione profetica, gravi rivelazioni circa Venezia, e comunicandogliene soltanto una parte (« certo Venezia caderà »), « serbando il resto che è assaissimo, a suo tempo e luogo », cioè quando il papa lo avesse fatto tradurre alla sua presenza, non si era lasciato sedurre dalle promesse, più che non si fosse lasciato commuovere dai supplicanti memoriali del povero domenicano. 11 quale continuava perciò a soffrire, e quasi disperatamente, una così dura segregazione, che lo Scioppio,
possibilità di liberazione, disperate.

regale

:

;

parole, rivolte allo Scioppio « Vi doniamo licenza di trattar la libertà di questo frate » (V. Campanellas Widmiing an sei ner Schrift Ouod reminiscentur^ in Kvacala, T. C. ein Refornier, pp. 152-154). queste parole, che, del resto, non rappresentano un vero e proprio incarico, potrebbero anche, per gì' innegabili motivi apologetici del Retnmiscentur essere frutto di una lieve alterazione o esagerazione delle intenzioni
:

:

Ma

,

'iel

Papa.

107 e segg. avrebbe procurato di interessare gli Arciduchi e V Imperatore medesimo. Scrini vari. poco più tardi. me- diante la presentazione delle principali opere di lui. rivelando. e anche lui protettore del Campanella. Pubblicato dal Berti in Nuovi documenti su Tornm. il Dialogo contro i Luterani. non era pure riuscito a vederlo di persona durante il suo mese di soggiorno in Napoli ^). Fra Tomm. a documentare l'ortodossia religiosa e politica del filosofo il Senso delle cose e la Filosofia epilogistica a provarne la dottrina nonché molti memoriali al papa. la Monarchia Messiae. e a concretare tutto un piano d'azione tornando in Germania. di cui egli avrebbe frattanto curato la pubblicazione.. p. e quale possibile campione della controriforma si celasse nel povero prigioniero. . di Roma. per questi memoriali i num.. se non a dirittura il consenso.-156personaggio tuttavia infliientissimo. Ma certamente era riuscito a corrispondere epistolarmente con lui. prefetto dell'Orto Vaticano. alla quale egli partecipava come inviato del papa. ve' Castelli ecc. Camp. all' Imperatore. II. a Roma. lo Sdoppio portava con sé *) V Atheismus triumphatus. Torino. •) V. altro tedesco. i Discorsi ai Principi e la Monarchia di Spagna. agli Arciduchi ^). dell' Amabile. doc. p. 1881. vòlti tutti a illustrare la . 263. gli Antiveneti. per la dieta di Ratisbona. voi. e con parecchie correzioni. ristampato in Berti. languente in carcere pel tenace malvolere di Spagna e per l'acquiescenza. amico al Persio e allo Scioppio. alle sorti del povero filosofo. naturalista. ai Cardinali. quale vigorosa tempra di pensatore. tutti ferventi di zelo antiprote: stante. *) La maggior parte di queste opere gli fu veramente spedita. medico risulta dal carteggio del Fabri. voi. . 25 e segg. Ripartendo da Napoli il ly maggio del 1607. II. al re di Spagna. dopo un mese di permanenza in questa città. Camp. 1892. 57-73 della mia Biblio|) Come e . Lorna.

p. ma anche molti sicché in quei mesi. aspramente inchiodato al suo Caucaso napoletano. le maravigliose possibilità d'azione. doc. Sede avrebbe necessaxiamente gettato il Campanella nelle prigioni del S. ne' Castelli.?istica. grafia («Giorn. nn. intavolava trattative per la stampa delle opere campanelliane lasciava a Bologna i manoscritti della Monarchia Messiae e dei Discorsi. appena lo seppe in possesso di un libro scandalosum. come inviato del Papa alla Dieta. del Senso delle cose. già a priori insospettito verso lo Scioppio. Fra T. sopratpersonaggi altolocati tutto per opera di questi tedeschi. mostrandogli soltanto gli Antiveneti .— 157 — — pietosa condizione del prigioniero. una larga corrente di simpatia e di ammirazione si venne creando verso il Pro- — . della Filosofia epilo. . crit. lo Scioppio o perchè dubbioso della buona accoglienza del papa. Ciotti. precludendogli in tal modo appunto quella possibilità di apostolato religioso e d' insegnamento scientifico su cui lo Scioppio fondava non ne parlò al papa. Batt. II). dal che nacquero vivaci rimostranze del ConsigHo dei Dieci. e in Venezia. Ma non mancò d' interessarne con fervore non solo il gruppo dei suoi più fidi amici. che. meteo. Fabri. o perchè timoroso che una liberazione dal carcere di Napoli ad opera della S. 74-76 e 79-81 per alcuni opuscoli epistolari diretti dal Campanella allo Scioppio. in data 7 ottobre •) Lettera dello Scioppio al 1607 (Amabile. Passando per Roma. contumeliosum. il Cenno I. la illegalità della sua detenzione. nelle ulteriori tappe del suo viaggio. e lo sottopose anche ad : _ arresto e perquisizione. quique populum veneiiim ai rehellionem commovere qneat *) come gli Antiveneti. ». ch'egli si sentiva capace di esplicare in tutti i campi. al ben noto libraio Gio. si allarmò. II. Ufficio. 21-33. 27). Cfr. Intanto lo Scioppio. come il Fabri. no. nonché i num. C. quelli delVAtlieismiis.

non mancò d' intesofo. già da qualche anno aveva messo gli occhi su lui come possibile maestro. mandando. TI. ed era disposto a profondere anche una somma cospicua. . 46. che ormai per questa via la liberazione era impossibile. neque Christum ipsum sibi postponere formidet. avido di cultura e impressionato della larga fama del Campanella. ne' Castelli. 153. di cui si disse esplicitamente che adeo insaniae processisse. ordinando il trasferimento del prigioniero da S. Probabilmente lo Scioppio medesimo in questi colloqui lo esortò a tentare la via di corrompere i Segretari viceregali di Napoli. ressarne MassimiHano di Baviera. ricchissimo mercante di Augusta. ut se a Beo novum orbis legislatorerlt electum putet. Mentre : stesso si mostrò sulle prime ben disposto. Parve dapprima che le cose prendessero una buona piega nel gennaio '608 lo Scioppio riuscì ad ottenere dall'arciduca Ferdinando una lettera di raccomandazione al Viceré. in un carcere meno duro. Elmo nel Castello dell'Ovo. C. Il Fugger. ipse sex tiaheat *). fecero sì che un notevole r imperatore Ma *) Lettera dello Scioppio al Fabii. . 17 marzo 1609 (Amabile. doc. per ottenere l'evasione del filo- A : E il Fugger aderì. poi parecchie cause. p. Giunto finalmente a Ratisbona. quod Christus quinque tantum planetas in ascendente habuerit. pur di ottenere il suo intento sottrarre il -filosofo dal carcere e tenerlo con sé almeno un anno in una sua villa. tra cui non ultima le voci diffuse da antichi compagni di carcere circa le convinzioni eretiche e gli atteggiamenti messianici del Campanella. Cristiano di Anhalt e a dirittura V Imperatore. da Ratisbona. perchè volesse concedere almeno una mitigazione della pena. dopo qualche tempo un suo inviato speciale a Napoli ma invano.-158Liberatosi da questo incidente. Fra T. lo Scioppio potè proseguire tranquillamente il suo viaggio. Trento ebbe frequenti colloqui col Fugger circa la possibilità di liberazione del Campanella.

per altro. guardarsi dal considerare con sguardo roppo modemO. totus ad Deum confugias. di cui 1' niplet amente. Franchezza che. che parla della morte. e che certo non ha bisogno dei molli ufemismi e dei veli pietosi che si userebbero con una emminetta. e che è bene altresì desiare. li. Ma il Campanella. doc. a un filosofo. e troppo annebbiato di sentimentaismi. già citati. con l'animo di chi non non considerarla altiimenti che come una realtà indeprecabile. esasperato dalla ango)sa attesa ed inasprito dal non veder pubblicare abito le opere che gli aveva affidate. » . perchè questi giungesse tino a scrivergli da Ratisbona quella lettera del febbraio 1608 ^). per la ostentazione di tutto quanto egli ha già fatto per lui. per la cruda franchezza con cui conclude Nihil tamen sperare te iubeo : potiusque auctor siim ut quum hifmana :onsilia et media paene omnia exhausta sint. continuò ad adoperarsi in suo favore. ne' Castelli. a 3arer mio. 35. *) all' Edita dal Berti in Nuovi docitmenii ecc. sulla quale anzi è bene fissare gli occhi "'fidamente e serenamente. bisogna. ' : .— solo verso itori. eique omnem voluntatem tuam resis. cupias et t's dissolvi. ma a poco a poco non Imperatore si disinteressò suoi troppo zelanti anche verso . Tuttavia lo Scioppio non disperò ancora e. p. Amabile. e . come pur da taluni è stato fatto. Qui è un cat^ico. con hmga insistenza. che non può non stupire per l'asprezza del tono.. 125. malgrado i sospetti e le accuse del Campanella. almeno ancora per qualtempo. che più d'ogni litro dev'essere in grado di apprezzare il valore della ita e della morte. doveva fm dal 1607 aver scritto ripetutamente allo Scioppio. il 159 — i spirito di diffidenza si diffondesse filosofo. Fra T. virilmente. et si te diiitius nobìscum esse non vult. . in quanto cominciamento d'una più vera vita ne parla. C.

Lettera del Campanella allo Scioppio. et vendentes aliena ta: : i . p. e forse ingiusto^ risentimento del povero prigioniero.. Il. C. i manoscritti. e soltanto per dura necessità. *) 1906. consegnati i su : . Napoli. proemiale VAtheismus iriumphatus (Amabile. sebbene diverso. es. 184. 1 63).. doc. possono essere semplicemente lo sfogo amaro d'un uomo che aveva ben potuto sperimentare la simulazione e la dissimulazione degli uomini. ut caeteri ^). prendendd alla lettera le espressioni di vivace. e Kvacala. C. und Ferd. bisogna guardarsi dal giudicare Sdoppio e Campanella. T. quoniam multi acceptis libris meis transcribentes ex his lìbros suos. deluso nella sua ardente speranza di libertà ^). circa questo punto e circa T atteggiamento assunto a questo riguardo dall'Amabile. l'Amabile) fin dal primo momento diffidente verso l'amico. coi'i in un periodo pensa l'Amabile sebbene certo oggi di tempo in cui siffatti sospetti per lo meno non si mapuò sembrar strano nifesterebbero così apertamente Propterea rogo te ne sis mihi ac Ubi dedeco: il leggere abutunir et oneri. senza essere l'espressione di un preciso sospetto e di una deci diffidenza da parte del filosofo verso l'amico. . Hoc enim furtum et est deterius.. al-. — — : i quam sua. calcolo utilitario appropriazione delle opere del filosofo. . e gli avrebbe a malincuore. Wien. 1908.— Come le relazioni tra lo i6o — il d'altra parte. da parte dello Sdoppio e raggiungimento della libertà a qualunque costo da parte del Campanella^ il quale perciò sarebbe stato (come vuole p. quam 7' pina fortunarum honoris et quodcumque aliud faciw *) V. silettera proemiale cut me Deus Ubi. si forte non simulas. II. Le varie redazioni ! del De sensu rerum. Né bisogna imaginare questa amicizia come determinata unicamente da un bilaterale. Gentile. Fra T. Le parole del filosofo allo Sdoppio de: <i Tihique nieos commendo lihros. ne' Cast.

64. espressa esplicitamente nelle parole che chiudono la lettera Ecce praedixi Uhi. che in tal modo si sanoscritti *) Lettera del Campanella allo Scioppio. ne' Casi. per ima ragione o per l'altra. riuscendo ad ottenere dal libraio infedele. 184. man mano che li aveva composti onde quel suo affannarsi a ricomporli sempre.— qiwniam non i6i — filii siibripnintur.. 153. e consigliando ripetutamente il filosofo di tradurre in latino le sue opere. quasi per vincere questo. p. Ma ancora fino allora non aveva desistito dall'occuparsi non solo delle pratiche di liberazione. strappare e disperdere quasi tutti i suoi libri. Amabile. II. mediante r intervento dello stesso arciduca. C. insieme con tutte le altre miserie. che durante tutta la sua vita si era visto continuamente. C. sulla amarissima sua vita e la sua quasi morbosa preoccupazione a questo riguardo. Verso il '609 soltanto. ne' Cast. Fra T. che aveva dato del supplizio . quihus te fraudibiis circumventurus est Abaddon Deus niger seculi huiiis. sed ut intelligas. p. Fra T. che doveva apparirgli un amaro destino incombente. . et corporis. Del Campanella lo Scioppio si occupò con gran fervore durante tutto il '607 e il '608. ma anche del recupero dei ma- campanelliani qiios sacrilegus ille (il Ciotti) neque imprimere postea. quanto più gli sfuggivano. : del Bnmo il ben noto giudizio della lettera a Rittershausen !) la sua premura si rallentò. Proemiale dìiì'Atheismus iriumphatits. doc. II.. Ma non bisogna dimenticare la condizione specialissima del filosofo. 45). ncque rcstituere voluerit *). che dovettero fortemente impressionare il suo animo di cattolico duramente intransigente (era ben sempre l'uomo. qui timet a donis Dei in me. non quia id abs te timeam. sed animae sane perennes *). la restituzione dei manoscritti. *) Lettera dello Scioppio al Fabri. doc. in seguito alle rivelazioni circa il passato eretico del filosofo. in data 17 marzo 1609 (Amabili:. II — Tommaso Campatiella .

qualche anno dopo. qualora si voglia non tener conto della coscienza religiosa dello Scioppio. ne' Cast. e del successivo suo intiepidimento. C. quam pcnculosum ei sii. Ah Inquistticne mihi dtseriim interdictum est r. e che lo portò alla fine a sacrificare quella a questo. 53). p. II. verso il '6 io il suo disinteresse pel filosofo non solo era pieno. Feci prò eo fere plus quam potiti. e del primo fervore d'amicizia..^"^ Scioppio ed io che sta bene dove sta. . pur veementemente cattolica.. Amabile. 163. La quale. ne* Cast. dà pienamente ragione di tutto il suo atteggiamento verso il filosofo. nihìl de me erga se affectione dulitei. eius ne^ctiis se admiscere quem Papa et Inquisiiio minime amant. ') *) doc. Certo. dovuto al ridestarsi cer: — tamente acuito da rigorose ingiunzioni della Inquisizione 2) di quella coscienza. invece. sed meas quoque rationes penissime perdidero (V. 49. 102 — rebbe più facilmente riusciti a stampare fuori d' Itadove r ingerenza grandissima dei Gesuiti nelle tipografie rendeva a dirittura impossibile la stampa di opere di un eretico come il Campanella. se si deve prestar fede a una lettera del Fabri che scriveva il 12 marzo 1610 « Del Campanella siamo restati d'accordo il S. V. Fra T. lo Scioppio al Fabii. p.e causam eius agam. Cui mandato nisi paream. che gli aveva quasi fatto velo alla sua coscienza. qui aliutide dependeui. Fra T. 'iieque quicquam profeci. Se i] Campanella sapesse. Parole che possono anche esser condannate senz'altro come una cinica mancanza di fede d'amico. II. che lo pose in una — situazione di conflitto interiore tra la voce dell'amicizia e quella dello zelo religioso. scriveva. non solum ipsi nihil profvero. C.— lia. ma anche intinto di amarezza e di sdegno. e che chi lo cavasse di questo stato forse farebbe danno al pubblico e al privato » *). 178.

K di novi sistemi. il filosofo si abbattè in un più amaro dolore. Leti. 165). vescovo di Caserta. La difesa di Galileo Queste novità di verità antiche mondi. p.. a. Commissa divenuto Nunzio nell'aprile del '610. C. Galilei (Amab. Già oltre un decennio di rigorosa prigionia gli gravava sull'anima. che gli era sembrata per un momento tanto vicina a tradursi in realtà. Diodato Gentile. come si vede. ') rio dell' Inquisizione. . assai larga tanto larga che sotto questo nome erano potuti giungere fino a lui pur — . : — . e più che mai l'attività magistrale segregato. nove stelle. A un breve periodo di respiro.vili. anche uomini ansiosi di cultura. per richiesta del nuovo Nunzio ^). per riceverne vere e proprie lezioni era successo un periodo di rinnovato rigore interdettogli ogni contatto con l'esterno. Fra T. Elmo. Mons. e ammiratori delle sue opere. (dove era stato trasferito fin dall'aprile del '608) la vita gli era ormai quasi tanto amara quanto nella fossa di S. Anche nel Castello dell' Ovo. II.. Cast. son principio di secol novo». e più lo opprimeva il senso della inanità di ogni suo tentativo di liberazione. ne' Cadutagli dall'animo la speranza di liberazione. novi nove nationi etc. in cui gli era stato concesso di ricevere visite di religiosi e anche di « persone spirituali » dicitura.

la mia Bibliografia. V. n. si allenta e si abbandona qui in una pacata espressione di dolore senza speranza. che egli studiava in quel tempo e parte dei suoi manoscritti. ma insieme calda e implorante. 2) ^). n. a due rigorose perquisizioni. a circa un anno di distanza ^). p. e di contrizione. : . pur tra le pili calde implorazioni. 39). alta e dignitosa. 88 (« Giorn. che gli strapparono tutti i libri. Non più egli protesta che '<non deve morire un huomo. crii. che puol'essere utilissimo alla repubblica Christiana. a. 38. p. Il gemito di dolore ch'egli esprime con lacerante insistenza nel Memoriale al Papa e al Re del 161 1 ^) è più un lamento di disperazione che un grido di protesta. ^) Quelli del '606 e '607 (le cosiddette lettere edite dal Centofanti. V. 9). ch'egli aveva. da me già ricordate) e quello dei '609 Memoriale e Promesse del Padre fra Tommaso Campanella al Papa al Imperatore e al Re per la sua debita libertà. 3) Y. 86 (e Giornale critico ». edito dal Kvacala {Ueber die Genese etc. ma umilmente si di- Nella primavera-estate del 1610 e nel maggio del 161 1. ch'egli aveva composta. in alias commi- pendi . n. Uffizio per modo cioè quod facuUatem non haleant eretici. così meschinamente per fraude d'altri rinchiuso nelle criminali carceri horrendi in mano di crudele et amara gente non più grida fieramente . e non dalle parole di nemici e d' interessati ^) » ^) . serbato costantemente nei memoriali precedenti *). 250 di questo voi. e il Senso delle cose e la Realis philosophia ch'egli aveva ricomposte in quegli anni. Giorn. scoperto dal Kvacala.— nel 164 — gli modo prescritto dal S. Bibliografi a n. )^ . TI) e il Cenno I.ciit. avendole egli già consegnate ai suoi scolari) il Campanella dovette vedersi ormai disperato. II eil Cenno 1. 37 e Bibl. specialmente astronomici e astrologici. ^') Memoriale del 1609. Cenno I. 85. « ab operibus eorum cognoscelis eos. n. si erano salvate per miracolo. sottoposto due volte. tra i quali V importantissima seconda redazione della Metafisica (la Medicina ^). Il tono di fiera protesta. n.

dolore. ». p) V. in timore. 95 («Giorn. sed non de illorum numero qui in labore ìwminum non sunt. dalla minima alla massima il sesso. le amicizie.. e scriveva ^ì Astrologicorum '^). p. mine recurro ad misericordiam judicis vi- vorum suae et et mortuorum. ma già amate e tentatrici. et castigatio mea in matiitinis ... mentre ogni umana cosa. la bontà vien posta in relazione con la vita. portando una nuova conferma e sia pure non filosoficamente. passioni e azioni.. la fortuna. Pomin : ba. n. ferro. nuditate. e riconosce nelle sue sofferenze ima espiazione sed quia abusns suni donis Dei mirificis. documento C. Memoriale al Papa. le sue soUtudini. Unico conforto alla accorata tristezza di questo desolato dolore. Quapropter septies de faucihus mortis ereptns certissime et millies in die ah in: certa. Mentre egli si sprofondava nello studio delle opere del Cardano e dei maggiori occultisti orientali. ma fantasticamente intesa della profonda concezione. con le passioni degli astri... col movimento. nam ego fui flagellaiiis tota die. Cenno la mia Bibliografia.-i65chiara miserrimus peccator. ma in cui gli astri vivono una vita vivacemente antropomorfica. irto di oscuri calcoli e simboli più o meno cabalistici. intuizioni scientifiche nuove. premesso alla sua edizione delle Opere di 2\ C. Torino. 1854. cccxxx appendice al suo Discoi so Della vita e delle opere di T. che circola in tutti gii scritti del filosofo. crit. II) e . 252. I.. la meditazione dei massimi problemi astrologici e astronomici veniva a popolare di visioni fantastiche e di ancora confuse.. et Vicarii ejus capitis Ecclesiae Principum chrisiianorum *). V intelligenza. descritti come sono nelle loro amicizie. p. C. n. fecit Dens^ ut omnia aerumnarn77i genera pertransirem. tenebris. piccolo singolarissimo trattato. 43.. attrazioni e repulsioni. della vivente organica molteplice unità del- — — — — ^)T)'Anco-sa. fame et opprohr vis..

che. al Milton. che non sa se morirà dimane ^). Camp. II. che la pianta io dico con V. Marchese di Villa. Bibliografia. il fuoco gitta i monti per salire. *) Pubblicata dal Berti in Lettere inedite di T. n. 93 («Gioip. è troppo noto nella stoiia della cultura del seicento. stor. Lincei». doc. peichè occorra qui parlarne. S. p. aveva tuttavia precorso dentro di sé la soluzione nell'acuta lacerante coscienza dell'urgenza e gravità del problema « che tutti li corpi vadino al centro del proprio sistema in quanto corpi. lasci ogni faccenda stesso tempo d'altri scritti. era rivolto al Galilei medesimo con quella singolare lettera ^). sebbene sia ancora lontana da un'adesione piena e totale alla concezione copernicana. voi. al . C.. Battista Manso. ne' Cast. mentre espelle per salire ». amico al Tasso. Fra T. Marini. Già fin dal 1611. «Atti Acc. ecc. 1878 (classe se. 447-451. aveva scritto nei suoi Quattro articoli sopra i galleggianti ^) ma nello « Per amor di Dio. so si : . II. naturalmente cresce in su etc. appena giuntagli. 65). vivacemente esprimendo quello stato d'anima di sospesa ansietà tra il nuovo e l'antico. forse a mezzo del Manla notizia del SidercAiS Ntmcius galileiano. *) Lettera 3I Galilei in data 8 marzo 1614. Serie terza. e solo a questa attenda. e sebbene ancora non fosse riuscito a liberarsi in tutto dalla fìsica tradizionale. . aveva tentato di nuovo una soluzione dell'antico problema. poi. tra il '13 e il '14. *) V.^ i66 ^ l'universo. mor. ». allo stesso Campanella. crit.) pp. dopo la lettura dello scritto galileiano Intorno alle cose die stanno in su V acqua. ma non in quanto tali. attesta tuttavia un assai caratteristico sforzo di conciliazione del telesianismo con l'eliocentrismo. Più tardi. 185. (Amabiie. egli *). Roma. egli apriva ansiosamente l'anima al novello slargarsi dell'antico cielo tolemaico verso i mondi infiniti dell' intuizione bruniana e copernicana. tantum abest che desideri star sotto o sia espulso. II). : *) Gio.

nelle sue indagini astronomiche del '604 e nelfe comunicazioni ad esse relative. 225 e Fazio Allmayek. Galilei. era corso a Roma a Galileo Bruno. ancor più. . scrollare dalle radici la dottrina aristotelica della inalterabilità del cielo. p. Palermo. infrangendo tutti i limiti dapprima aveva lalontana im- ma dell'antica concezione tolemaica. nel momento culminante del primo grave nel 1616 Ma ^r con la chiesa. 1911. invero. se dissidio del Galilei doveva aver superato ogni incertezza. ed elaborare all'ombra della chiesa cattolica quella medesima dottrina che doveva più tardi essere condannata come grave eresia. poteva. e quando. senza destare alcun sospetto. scossa la concezione geocentrica. e il Sole irradiarli immoto» Circa la quale la chiesa. per difendersi dalle accuse che già invidi e sospettosi frati privatamente gli movevano. che sciato persistere nella sua concezione la mobile sfera delle stelle fìsse. ed ebbe effuso nel Siderens nimcius la divina gioia di questa nuova visione. assumere con tanto calore la difesa di quella dottrina che vedeva «sotto l'etereo padiglion rotarsi più monai. Copernico. *) Gentile.— 107 — quando. passim. l'anno seguente. tanto che non sapemo se il parlare è parlare ». le basi stesse del pensiero e della realtà sembravano crollanti. nella collezione « I grandi pensatori». Sandron. e non ancora affermata quella eliocentrica. nel marzo del '6to. drizzando al cielo il nuovo stnimento da lui scoperto *) ebbe visto rivoluzionarsi l'antica concezione del cielo con la terra immobile nel centro dell'universo. aveva tuttavia slargato enormemente i cieli. era stata tutt'altro che intransigente. aveva potuto tranquillamente dedicare la sua opera a un papa. sì che « tutte le cose son poste in dubbio. 1920. E Galilei medesimo aveva potuto. Ma quando.

Laterza. 6. p. ammonito il Galilei di desistere dal professarla. p. 241. . illuminata dalla posizione medesima che il filosofo aveva dato al problema. incurante del grande pericolo. an vero adver- viene slargando tra le mani nel problema. 98 (« Giorn. che da Copernico. particolarmente grave in quel periodo storico. incauta mossa. faveat ^). Gentile. che non pretenda a valore morale e religioso. la quale. Dopo avere minutamente esaminata la dottrina della stabilità del sole e del movimento della terra. n. V. l'aveva. condannata. E il problema. cui si espone. sollecito assai più dell' interesse della scienza e della verità. scrive l'Apologia ^). che non della sua salvezza personale e della sua liberazione. come quella che « nuoce alla Santa Fede col rendere false le Scritture » (24 febbraio 1616) e aveva ((il non >^ . per bocca del cardinal Bellarmino. n. 253). Proprio in questo momento il Campanella. principio e p. la mia Bibliografia. da lui apertamente affrontato. I. 1907. ^) Cenno ^) imo (Dialogo quinto) in «Opere voi. movendo dalla questione specifica Utrum ratio philosophandi. e dei limiti della Sacra Scrittura rispetto a ogni indagine puramente scientifica. ed. MDCXXII. Francola Causa. sacris scripturis. De furti. aveva portato all'empia dottrina nolana « che l'universo è tutto centro » e che — centro dell'universo è per tutto e la circonferenza è in parte alcuna ed era frettolosamente *) corsa ai ripari. setuy gli si *) italiane». la Chiesa. dei diritti della scienza alla libera ricerca. ». 44. crit. II e il I. mathematico florentino. non aveva tardato a vedere nelle dottrine galileiane quell'unico filone. quam Galileus celebrai. feconda a lui d* infiniti guai la e conciliabilità di quelle con le testimonianze della vSacra Scrittura. Apologia prò Galileo. .— i68 — — dimostrare l'evidenza incontestabile delle sue scoperte. attraverso 'la bruniana infinità dei mondi.

. Gentile. che aveva costato la vita al filosofo del Da la causa. II.. nohis phisiologiam et astronomiam apertieriiit. aveva detto il Bruno « Or. né poteva lasciar sussistere accanto a se medesima dottrine scientifiche apertamente contrastanti la sua propria dottrina. intellecta conspicerent (Romanonim 2) docuerint autem nos beate vivere. Che se i filosofi rinascenti. I. credetemi che. sed Deus tradiderit mundum disputationi hominum (Ecclesiast. ac dogmata sup e maturali a. ed. Dial. 21. se gli Dei si fussero degnati d' insegnarci la teorica delle cose della natura. io più — — tosto mi accostarci alla fede de le loro revelazioni. quanto a questo.. quarto . nelli divini libri in servizio del nostro intelletto non si trattano le demostrazioni e speculazioni circa le cose naturali. Opere ital. ma. Neque neque DomiSanctus Moyses.. p. poterono per un momento illudersi di con- — — Nam *) Bari. 13 e p. e pur tenacemente aderenti all'antico. la De . avidi di nuovo. sed de moralibus. La Chiesa non poteva di certo accettare una siffatta delimitazione dei suoi poteri. dice il Campanella nus Jesus. ^) causa. ed. come chiarissimamente ognuno può vedere. per le leggi si ordina la prattica circa le azioni morali » *). Laterza.. in grazia de la nostra mente e affetto. p. Apologia pto Galileo.— e 1^0 — senso medesimo di da lui francamente e risolto nel quella incommensurabilità tra la veri- tà scientifica la verità religiosa. ad quae natura non snfficiebat. 86. et promissionibus vitae aeternae : cuius ''^'am exemplo et doctrina et sanguine patefecit ^). I) ut invi sibilla Dei per ea quae facta sunt. cit. che muovermi punto della certezza de mie raggioni e proprii sentimenti. Ma. cap. come ne han fatto favore di proporci la prattica di cose morali. 1907 . come se fusse filosofìa . Dottrina eretica quanto altra mai. in Evangelio Christus numquam de physicis et astronomicis disputasse legitur.

nel ferreo dilemma ch'essa impose agli spiriti o accettare integralmente tutta la sua dottrina. sostenuta con tanto calore dal Camd'interpretapanella. non aliter sentiendum docens ac ipse sensif. Ili. col Paradiso terrestre ? Uomini di poca fede. Scrittura. . sulla quale il Campanella insiste da un capo all'altro della sua Apologia con evidente compiacimento Che diranno i Gentili e i Maomettani. Come mai la chiesa avrebbe potuto accettare una dichiara: — molteplicità Quicumque philosophantihus leges zione come questa et metas praescribit ex proprio arhitratu. tanquam ex S. cioè contro di lei. sed etiam impie se hahet : quippe qui scripttiras sanctas ludibrio philosophorum et irrisionibus gentilium ac haereticorum exponit *) ? Come avrebbe potuto accettare questa argomentazione. sebbene il filosofo si sforzasse. ormai scoperto da Colombo. et scripturas uni tantum sensui sui ipsius aut alteri US philosophi subijcit et coarctat . e conservò sempre lucidissima la coscienza della sua imprescindibile esigenza di unità. come quella della impossibilità di esistenza degli antipodi. p. Scripturae decretis. dottrine ormai notoriamente riconosciute false e fantastiche. is non modo irrationabiliter et perniciose. o respingerla tutta. e gH eretici d'ogni specie. quando vedranno la chiesa costretta ad affermare per amore della unicità d' interpretazione e della massima possibile estensione della materia di fede. di dimostrarla come la più conforme agi' interessi della chiesa medesima. verso la dottrina.— ciliare nella loro 170 — anima una fede religiosa contraddittoria alla loro fede scientifica. e della identificazione del nuovo emisfero. Non mai piegò e porsi fuori di lei. egli grida ai rappresen: : — *) Apologia. cap. con abile mossa dialettica e con grande lusso di citazioni ortodosse. 27. della z i o n i della S. la chiesa non si illuse mai.

e che è la più bella. lege Christiana vctari scientias. cap. Audacia di pensiero davvero estrema per un accucole. et inquisiiionem rerum physicarum ac coelestimn. ut alt Sa codice codice profecto nos ea admirari. ut alii male suspicentur. vel. ") 9 » Ili. stolti. e percorrano in tutti i sensi questo magnifico codice vivo che ci si squaderna dinanzi. ma \m empio pagano pose all'umano pensiero. e credete che nella sua dottrina l'uomo debba ristarsi e posare. artificemque laudari *). sunt causa *). cap. 23. nequaquam est contra scripturam. La parola di Giovanni Mundus per ipsum factus est. IV. et studia. Igitur qui volunt. Ma colui qui timet a naturalihus contradictich nem. non Tommaso. p. condanna la pluralità dei mondi (Sed ponere plura systemata parva intra unum maximum. Si enim propter sui gloria ista creavit Deus. Ma voi. sed tafttummodo contra Aristotelem '). non esclude l'esistenza di altri mondi. celebrare che non un cristiano. ordinata ad Deum. 51. : ) Apologia. et artis excellentiam inde a^nosci. la più grande testimonianza dell' infinito vigore di Dio. voi temete che il il vivo della natura possa smentire il scritto della Bibbia. propriae falsitqfis est conscius. e pago delle colonne d'Ervult lomon. •) cap. Lasciate che gli uomini sodisfino liberamente la loro inesauribile sete di conoscenza. credete che Aristotele abbia raggiunto il più alto segno dell'umana investigazione. laudareque . incurioso di ogni altra cosa. p. 20.- 171 — tanti ufficiali di quella fede che aveva condannato lui stesso e non avrebbe mancato più tardi. p. di condannare Galilei. hi vel male seritiunt de Christianismo. . Aristotele. ma afferma soltanto che questo nostro mondo è stato creato da Dio. Ili. et ex his autorem Deum : sicut pictor et poeta sapiens siias ipsorum picturas et carmina legi volunt.

57. vel potius suspiciones. p. come il Bruno della Cena delle ceneri « che noi siamo più vec: 1) ) Apologia. immobile. V. » cap. la fede nel progresso dello spirito umano. com' egli dice tra gli Argumenta prò Galileo . chi avrebbe potuto trattenere la chiesa sulla china di una vera e propria dottrina della evoluzione del dogma. ut inimici nostri eadem avidius amplexentur celebrentque ^). et alios soles. vel sublimibus ingeniis invideamus (praesertim cum haeretici nihil hoc tempore in theologis Romaiiis non reprehendant. II. come avrebbero potuto quegli uomini che avevano ormai conquistata. Et quidam Nolanus. aliosque in firmamento stellato circumgyrantes planetas agnovit. e appellarsi appunto a Bruno per rafforzare il suo proprio pensiero Item doctissimus Cardinalis Cusamis hanc sententiam amplexiis est.— 1J2 — : salo di eretica pravità. sia pure non senza qualche incoerenza. come quella alla quale appunto il Campanella mirava ? Ma d'altra parte. che osa qui riprendere quasi in tutto la posizione bruniana. identica a se stessa ab aeterno ? Chi ha visto. teste Bellarmino. quos haeresis nominare non permittit. e la convinzione che la verità sia figlia del tempo. anche a prescindere dall'audacia formale. Ma. cap. quasi nos contra scripturas cum ethnicis sentiamus. e che osa concludere l'Apologia con queste parole non absque periculo irrisionis scripturarum. e di una completa razionalizzazione del cristianesimo. scriptaque eius supprimi : imo hoc fare in causa. . una siffatta dottrina era sostanzialmente inaccettabile dalla chiesa. 9. hanc sententiam tuentur ^). Una volta ammessa la molteplicità d' interpretazioni. e riconosciuta la falsità di intuizioni astronomiche o comunque scientifiche contenute nei testi di fede. accettare una verità fìssa. p. stiidium Galilei prohiberi posse. et aia.

e ricordato dal Gentile. Galileiani della Bibl. *) A. voi. Opere. Parisiis. . 6. mor. I. ed.— chi sori. p. ch'io scrissi» ^). «il dire che le opinioni più antiche et inveterate sieno le migliori è improbabile. Laterza. s. Bruno. Bruno. Cenno I. 2». et Peorhachium :t gyrus terrae totius per Lusitanos.. 3) De gentilismo non retinendo {De gentilium philosophia. perchè siccome di un uomo particolare l'ultime determinazioni par che siano le più prudenti. Cfr. p. in «Atti dei Lincei» (1875-76). Mem. Gentile. I. 58). eh' io manifesto agli uomini presenti co' libri filosofici. Dial. 102. «Ben seimila anni in tutto '1 mondo io vissi: fede ne fan Tistoiie delle genti. parte terza. linde necesse fiiit reformari Astronomiam per C operili: i) Cena delle ceneri. et exarhitantiae pimctorum cardinalium Apo'jieortim. ed. V. et viae solis per Copernicum. 93 e Blanchet. 686. Bibliografirr. 108. di Firenze. 339. D ^). p. p. Campanella. I.. post. « Dal Berti in Storia dei mss. Naz. 1920. hraeseriim peripatetica non tetinenda). Vedi ora in Opere. qui prius latehat. se. deve necessariamente sostenere la inevitabilità di una riforma delle scienze. 143) qnaest.. 1920. Firenze. come il Campanella delle Poesie : . 1920. I (Dialoghi metafisici). nazion. p. 63). MDCXXXVl . n. e di una riforma della posizione della scienza rispetto alla fede Item novae stellae per Galileum. che. 2) Cito dal Gentile {Bruno. voi. 173 — i ed abbiamo più lunga età che nostri predeces- come il Galilei del frammento edito dal Berti. VII. 100)^ del quale riporto la nota relativa a questo passo. così della universalità degli uomini par ragionevole l'ultime determinazioni sien le più vere » ^) come il Campanella del He gentilismo : priscos Gentiles philosophos fuisse quasi philosophormn Chnstianorum ^) iieros respecttt chi lia cantato. n. Consimili. citato anche dal Gentile.. e che con gli anni cresca il giudizio. 28 (ed. Gentile. art. p. p. 1907. Poesie. Ili.

sicut Pictis. n. la mia Bibliografia. . Il Campanella riconosce che il codice vivo debba essere interpretato per physicas et mathematicas ohservationes. che ha per oggetto il codice scritto. Ma 1) ^) Cenno 3) gentilismo ecc. la filosofia scolastica ancora imperante e ch'egli non avrebbe certo potuto apertamente confutare.— cum vam et 174 — Tyconem. 41. p. MDCXXXVIil.. MDCXXXVI. p. che è quello in cui egli scrive la Philosophia raanzi. a. pendice e Cenno I. Ergo etiam Physiologiam oportet noJacere de necessitate. lungamente perseguito. Philosophia rationalis. Quella. se si vuole. e non poteva esserlo. indicant tamen quod tota Philosophia dehet renovari. combatte in Aristotele.. durante più che un ventennio. troncatogli dalla morte. tias praecipue physicas et mathematicas ohservationes. per intrinseca impossibilità. di una Instauratio magna di tutte le scienze (Instauraet tarum scientiarum juxta propria dopmata. dovrà procedere per omnes scien. dovrà fedelmente svolgersi secundum sanctorum patrnm expositioncm questa. che ha per oggetto il codice vivo. 90 («Giornale critico». Paracelsus coeperunt : qnamvis in aliqtio erraverint .. fino al tentativo. La riforma delle scienze — ideale perseguito dal Campanella. 251). ^). contro cui perciò egli poteva impunemente lanciare i suoi strali. molto tempo prima. allo stesso modo ùeW Apologia prò Galileo. n. attraverso la esposizione programmatica del De geniilismo. non fu tuttavia raggiunto.. tionalis *). ex natura scriptura Dei codicibus ^) dovrà consistere perciò * in una netta separazione tra la scienza divina e la scienza umana. quando si accinge a realizr ideale. e fin dalla prima redazione della Metafisica.. Valesius. II e I. V. filosofo pagano. ma. 6.. a cominciare da questo periodo della sua vita. et Telesius. ap- De V. Parisiis... che. in fine.

Deus tradidit fm. Anzi. e però in quanto posizione attiva dello spirito indagatore di fronte alla realtà. ma sempre storia. non è che una accumulazione (coacevvcdio) di fatti singoli. 1638) — — ! — — . di agire attivamente sulla natura. la matematica non è nemmeno una scienza. e non diventa mai veramente esperie nza. Storia divina nella teologia. egli dice nella epigrafe alla seconda edizione (Parisiis. il mondo è la grande offa. malgrado il suo fiero antiaristotelismo e antiscolasticismo. in quanto ordinamento dei singoli fenomeni in un organismo.gli 175 - zare questo procedimento. caratteristico dello spirito della Rinascenza.. la funzione che la matematica assume nella scienza galileiana. Ma è evidente che per una via siffatta all'universale non si giungerà mai. per lui. ch'egli riesce felicemente a superare nella metafisica. Il notissimo 'principia scientiarnm sunt nobis historiae. la sua intuizione di nuovo si cristallizza ed irrigidisce negli schemi antichi. ma non riesce a concepire questa azione altrimenti che in forma magica. esperimento. l'esperienza. e che il pensiero a lui contemporaneo. rimane invece costantemente un limite insuperabile al . con Galileo e poi con Bacone. risolutamente compie. che Dio ha gettato in pasto alle dispute umane. Anche per lui. Non riesce a sgroviprimo passo essengliare la fìsica dalla metafisica ziale alla scienza moderna. (E non si tratta certo è superdi storia dinamicamente e dialettifluo avvertirlo camente intesa). Il Campanella è animato anche lui dal desiderio. gh è ignota . L'osservazione della natura resta per lui osservazione.nium disputationi eoriim. Ciò ch'egli chiama con questo nome. La storia resta per lui il prototipo delle scienze. ignotissima. storia naturale nella fisica. anzi l'unica scienza. La sua fìsica resta tutta impregnata di metafisica e di magìa .suo concetto della scienza e del metodo scientifico. giustapposti e sommati nell' intento di giimgere all' universale.

com'egli dice ora nei Dialecticorum ^). I. a concepire organicamente e a porre su salde basi sistematiche quella ridelle scienze. considerata non come il cominciamento. volta soprattutto. per più assai distante. . e compiuto e perfetto. e ripete con tenace frequenza convinto di dimostrare in tal in tutte le sue opere modo il diritto del pensiero alla libera ricerca senza accorgersi ch'egli intanto riafferma e ribadisce in tal modo l'antica concezione di un mondo già tutto creato. I p. ne è anzi. ex officina Davidis Severini. juxta propria Pars secunda della Rationalis philosophia) non è certo la logica aristotelica. *) Nel Syntagma. 1696). art. egli si dibattè invano nei ceppi d'una rigida prigionia. vent'anni. scritto quando non aveva ancora rispetti. 175 della ediz. e su quella rivoluzione nel valore e nel posto della definizione. p. poggiata com' è sulla svalutazione completa dei sillogismo scolastico. ch'egli si vanta *) di avere fin dai primi passi del suo cammino scientifico. forma genza e r intima necessità. CreMius (Lugduni in Batavis. ma l'epilogo della scienza Deiìtde facit Definiti ones perfectas tanquani epilogos scientiae inveniae. 414). in quel lontano trattato De investigati one rerum. Parisiis. cap. della Redis philosophia.— . Durante circa un trentennio della sua vita. . e proprio durante quello che sarebbe potuto essere il più fecondo per la maturità del suo pensiero. ") Pliiìosopìiiae rationalis pàrtes qninque. 176 — . Certo non si può negare che le condizioni esterne e il corso degli eventi gli abbiano reso più difficile che mai il raggiungimento di un compito siffatto. per difetto di sintesi. MDC- XXXVIII {Logicorimi. Non è più la logica arima non è ancora una logica nuova. Egli stotelica non riesce. La sua Logica {Logicorum dogmata. di cui sente tutta l'ur- come : . libri tres. nel quale l'uomo non abbia da far altro che disputare.

e nel 1632. mediante l'Apologia. e precludendogli ogni contatto con gli uomini. e rimastone affatto privo. 12 — Tommaso Campanella .— 177 — . ch'egli pure ammirò con devozione quasi di discepolo. mediante l'azione personale *). per murosamente ne chiedeva allo stesso Galilei. di comunicare la sua dottrina sottraendogli tutti i possibili stnmienti di studio. in cercava di concretare la sua riforma delle cap. la seconda. assai . pre. la prima volta. quella ardente speranza di liberazione ch'era ormai la sua vita istessa. : . che. nel 1616. il IX di questo vchime. Tagliato fuori in tal modo completamente dalle principali correnti del pensiero scientifico contemporaneo. * * * Ma cui nel egli medesimo periodo di tempo (1613-1618). di scrivere. non solo . a metterlo per l'appunto in condizione di non più nuocere alla salute delle anime con la sua eretica pravità e perciò ad impedirgli di studiare. gli scrupoli religiosi. I *) V. e sostenne e difese con cuore di amico e con animo di fedele d'una stessa fede. egli soffrì altresì un più amaro isolamento non soltanto le mura del carcere furono ostacolo al suo avido desiderio di comunicazione con spiriti affini e fratelli una ben più insormontabile muraglia di diffidenza e di incomprensione gli drizzarono contro le preoccupazioni metodiche e scientifiche e. nei due periodi più gravi della vita di lui. ma indirette. Il Galilei — — gioniero notizie trascurò perfino di chiederne trasmetterle allo Adami. la fragile trama della sua dibattuta e pericolante libertà durante molti anni non détte nemmeno un cenno di risposta alle calde affettuose lettere del pri- più. neir intenzione di coloro che ve lo condannavano. generosamente mettendo a repentaglio. tornato in Germania.

insieme con le risposte dello Adami. Che era. che il filosofo vi sostiene con tanta insistenza !) mentre questi da parte sua. T . del protestantesimo. ma rigidamente infrenatore e categoribili siae . del protestantismo. come potrebbe a prima vista parere anzi derivanti da un'unica radice. Lungi dal frazionamento e della particolarizzazione. sciitte tra il 1618 e il 1619 {V. proseguiva nella sua tenace opposizione al protestantesimo. e le Respcnsioves ad obiectiones mi. Cfr. scritta nel 161 3. oltrepassate dal pensiero moderno e perciò ad esso repugnanti. l'autore della Monarchia Messognava anzi un cattolicesimo sempre più accentratore e veramente universale larghissimo e libéralissimo di fronte ai progressi scientifici e alla speculazione astratta. 92 e 105) inserite entrambe nel Rewiniscentur. difendendo i diritti della fede cattolica contro la religione Difese diverse. conseguenze inevita- — . in virtù del modo medesimo com'egli guardava alla religione.— 178 — scienze. I quali avrebbero forse di tutto cuore sottoscritto buona parte déìV Apologia campanelli ana (basta pensare al diritto di moltepHcità d' interpretazione della vScrittura. com'egli temeva. egli elevava la bandiera ideale del suo cattolicesimo. 42 e 48. re*) V. di Lutero ^). . non avrebbe lorse potuto consentire in uno solo dei capisaldi della dottrina luterana. 252 e 255. la Epistola mUilutherana de instaurafida prima Adaligione. ma non certo nel senso voluto dai riformatori protestanti.o I. e difendeva con audacia e con energia i diritti della scienza rispetto alla fede cattolica. in virtù del suo naturalismo religioso e della sua rigida idea teocratica. il Campanella difendeva la libertà della rima contro cerca scientifica nel campo della scienza l'anarchia religiosa e. ma non opposte. un cattolicesimo riformato. Bibiiografia. pp. . Cenv. morale e politica. nn. senza dubbio. nn. Contro un cattolicesimo staticamente irrigidito in concezioni scientifiche e filosofiche. e voleva essere.

Giunti a Napoli. e avevano senza dubbio stretti affettuosi legami di ammi- razione e di simpatia col filosofo prigioniero. accompagnando in un viaggio d' istruzione il suo allievo. essi avevano potuto assistere alle lezioni che il Campanella impartiva allora in Castel Nuovo. giurista e studioso tedesco. appunto per conoscere e frequentare di persona il Prometeo del Caucaso napoletano (Portando in scorri. Rodolfo di Bina. ch'egli esaltò alquanto iperbolicamente nel' noto sonetto : degli anni tuoi. dur^mte circa otto mesi in Napoli. Europa. che certamente entiambi avevano parlato del Campanella allo Adami. « per molti spazi della nostra sfera. precettore di Rodolfo di Biinau ^) che nel 1613. guida fatale. t Senno ed Amor. Poesie. 112. . innanzi a primavera han dato. 113). si era fermato insieme con lui. e allo Scioppio. *) *) A A Tobia Adami filosofo {Poesie. Al giovane Rodolfo.— camente disciplinatore di 179 — tutta l'attività morale. L'occasione prossima a questa ripresa teorica della sua polemica antiprotestante gli era venuta dalla conoscenza a lui feconda di grande conforto nell' isolamento. ed. Asia ed Egitto. Gentile. e di grande vantaggio pel notevole incremento della diffusione europea della sua fama di Tobia — — Adami. o Bina. p. ') ^) Rodolfo era fiatello di queir Enrico che era legato d'amicizia al Pflug. so- ciale e politica dei suoi fedeli. compagno di carcere del Campanella in Castel Nuovo. Gentile. finché i piedi d'Ausonia in luogo hai fitto. dov* io nascosto in ciclopea caverna) Tob'a. in modo da suscitare in lui il desiderio di conoscerlo. p. per buona fortuna in un periodo (febbraio 1613) di notevole allentamento nel rigore carcerario. man 1' la cinica lucerna. l'ale a volar con Adam. ed.

parteciparono attivamente tutti gli amici Adami. Juriew. fatale))). KvAÒALA. e continuata per oltre un dello quinquennio.— il i8o — - l'autore lui Campanella fu propriamente maestro «. apologia del filosofo : prigioniero. Primo della serie il Prodromus philosophiae instaurandae (1617). de la Wense. scritta dal filosofo «il qual conobbe nella sua natività in medesimo — — ingegno sublime e singulare . volte soprattutto a confutare la opposizione campanelliana al servo arbitrio (V Epistola non era che una rielaborazione del Dialogo politico contro luterani e calvinisti del '95). su tutto cir- colo protestante del Wiirtemberg (Besold... anni infatti (dal 1617 al 1623) molti notevoli scritti campanelliani vedevano. 1909 e passim negli altri suoi studi campanelliani. piccolo trattato di fisiologia. Protestanti sche gelehrie Polemik gegen Campanella vor seiner Haftenlassimg. e però assai schematica e disarticolata. la più efficace. per opera del giurista tedesco. Andrea e. e intensamente colorata di natusei ^) V. Intanto l'Adami si dedicava con tenacia e con ardore all'adempimento della sua promessa di amico e di ammiratore realizzare praticamente la più bella e. il Besold futuro traduttore della Monarchia di Spagna) si (il convertì al cattolicesimo. ed introdotto il alla sua filosofia.e visitò » dice la nota al sonetto. etc) esercitò notevole influenza *).. Indubbiamente per influenza del Campanella. In . l'esortò a seguire corso il Sull'Adami e. e attraverso la persuasione maturatasi in lui lungo il corso di questa polemica. pubblicandone rapidamente tutte le opere. Alla polemica religiosa aperta dal Campanella con 1' Epistola antilutherana del '13. in Francoforte. furono scritte in collaborazione dallo Adami e dallo Andreae. Mattiesen. capitato nelle mani dell'editore in una redazione molto primitiva. Probabilmente le 41 tesi delle Responsiones. com'egli pensava. per suo mezzo. la luce.

(« V. I. (con la Civitas Soli s. Tra l'uno e l'altra.— . ancora vigilavano instancabilmente sul prigioniero dei Castelli e a cagione del pseudonimo (Scelta d* alcune poesie filosofiche di Settimontano Squilla). Detergeat gravem Mea 6 aeruginem.8 Giornale critico crii. Vedi ]a prefazione dell'Adami alla Realis philosophia Fiancofurti. Moraliiim. preceduta da un'assai caratte: ristica epigrafe dell'editore : Adspensa Mundi tinniens in angulo. due anni dopo. Secreta paucis nunc sonat Campanula Gravem misella contrahens aeruginem. 44. Sic personabit clarixis Primae Sacra. 24 n. n. Bibliografia. i8i — ultima (1623) la Realis philosoralismo telesiano *) phia epilogistica. 98. » K » n. con le relative Quaestiones ^). » n. 40 Giorn. D. crit. le Poesie filosofiche ^) e V Apologia prò Galileo ''). » ' e Cefino » n. che '*) . la I. *) MDCXXIII. Bibliografia. appendi X politica) ed economie or uni. 9. aes inquietum audaciter Nobis molestimi sic ferat? quin tollimtis. *) '} » « n. inquiunt. Mentis miinstra purior Campanula '•*). 4). costituita da quattro parti nettamente distinte Physìologicorum. e a cagione . ». 25 (« Gioin. 34. Quis. n. ii. 3). del non facilmente penetrabile « velame delli versi *) ^) ^) V. la mia Bibliografia. mia 2). i 4 libri del De sensti rerum et magìa e la Monarchia di Spagna.n.Multum sonando suscitai Campanula. tradotta in tedesco dal Besold ®) e. a. » » ». nel 1620. Ile I. Oww epilogistica. Politicornm. redazione assai più avanzata e molto più ricca di un trattato sullo stesso argomento. Dormire forte ditm placet mcrtalibus. io. Le Poesie venivano alla luce in una forma quasi innocua agli occhi delle autorità ecclesiastiche. n. . II e Cenno ^) n V.

II e Cenno I. del Carcere a. V. 541. contenevano senza dubbio. in nuce tutta la fisica. e riboccanti di assai esplicite allusioni e di assai pericolose dichiarazioni circa la congiura di Calabria e circa i congiurati ^). È noto come tutti i Canti furono poi ritrovati nel 188 1 dall'Amabile nella Biblioteca dei Gerclamini di Napoli. e pubblicati da lui per la puma volta l'anno seguente nel voi. in un piccolo codice scritto di mano di fra Pietro Ponzio. la filosofia religiosa campanelliana e sarebbero perciò potute essere pericolosa testimonianza d'eresia.— l82 — strani ». . stiche. come quelle che costituiscono un mirabile commento poetico alle successive opere filosofiche ch'egli era venuto elaborando. incluse nella Scelta. la sua congiura. Ili. crit. fino al 1613. n. scritti nel biennio 1599-1601. i molti accenni oscuri e quasi sibillini. Fra T. il cap.. *) V. 34 («Giorn. ».581. le mettevano quasi completamente al sicuro da possibili rincrudimenti di diffidenze e di preoccupazioni da parte delle autorità ecclesia. 9). C. n. la metafisica. pp. ecc. Le rimanenti poesie filosofiche. la concitazione ed esaltazione poetica. Bibliografia. Ma la forma fantasticamente esuberante. IV di questo voi. scritte dal Campanella lungo oltre un quindicennio. anno in cui egli le aveva consegnate allo Adami. Dalla Scelta erano stati inoltre eliminati quasi tutti (69 su 83) i Canti del carcere.

che né le pratiche dello Sdoppio. erano riuscite a superare. Lo Scioppio aveva allora. con i molti sconfinamenti eretici. meglio che non fé* per lì il . a quanto pare da alcuni accenni del Campanella medesimo. anzi. allo stato La storia retrospettiva delle relazioni tra la chiesa cattolica e questo suo aberrante figlio è assai significativa. Queste. più s'accende. che per l'avvenire adopri che Dio T ha dato. non avevano fatto altro che accrescere la diffidenza e i sospetti. « Vi !che fin da allora avrebbe detto allo Scioppio 'doniamo hcenza di trattar la libertà di questo Frate. p. le varie apologie tentate dal prigioniero medesimo. e di stelle s' infiora ». : — — ^talenti e diteli di nostra parte. un reciso atteggiamento di diffidenza. tanto meno. dell'autorità di Paolo V. Dalla sua inconcutibile convinzione della colpabilità di lui. Non in così l'apologia di Galileo. poi vola in alto. 109). forte anclie. con le loro mirabolanti promesse.IX. e qualche volta non senza l)nitalità consigliato il suo infelice amico a mutare di tono. durante i primi anni della prigionia. con le loro invocazioni astrologiche. A consimili {Poesie. né. la altri quale veniva fuori rispetto di- un momento quanto mai inopportuno. essa aveva dedotto. d'animo con cui ormai la Chiesa pareva sposta a guardare al prigioniero napoletano. La liberazione «e '1 fuoco più soffiato.

che avrebbero esercitato un influsso così potente sull'animo del Ingeneravit in prigioniero. ^) *) V. . come per filosofia naturale e politica et astrologia si prova con senso del cielo e della terra e per dottrina commune di tutti i padri. . edita dal Kvacala {T.» ^). lo spontaneo sviluppo della sua concezione religiosa e del suo ideale di riforma. tumultuosamente sgorgate dalla concitazione del suo animo durante il primo decennio della prigionia. ma anche.— i84 — : passato» ^). nelle Mittheilungen aus der Stadtbihliotek zu Eyssen. nota precedente. E *) Dedica al Remini scentur. da svolgersi simultaneamente in tutte le parti del mondo. altresì si era dovuto sii commonere ^). Egli si era ormai venuto rafforzando nel suo già antico convincimento della necessità d'una teocrazia universale unica (« e dopo il longo scompiglio avvenuto al mondo per la di\dsione de' prencipati s' ha da unire sotto una legge et un pastore con quella felicità di vita. Parole in fondo benevole. ein Reformer. e ben più. che li filosophi descrissero de statu optimo reipublicae ancor non visto e li poeti de saeculo aureo e li profeti de statu Hierusalem liberandae dalla captività Babylonica d' infideli e vitiosi e li christiani dimandano il regno ubi fìat voluntas dei in terra sicut fit in coelo e le nationi tutte desiderano et aspettano. da indurlo a nuova vita com'egli scrive con enfatici accenti di cattolica me ardores pios ingentesque et liqiiefacta est anima umiltà mea. C. Pontefice . in verità^ non soltanto e i consigli : . Hamburg. Memoriale 16 18 al 1887. . p. quod tanta Maiestas tantillum vermiciilum septd- — — tum dignata tefice le esortazioni del pondell'amico. lo avevano portato a concretare le enfatiche e mirabolanti promesse miracolose. 152). Ma. pp. 39-56. per opera di missionari opportunamente preparati. in un vasto ed organico disegno di propaganda cattoHca. edito dallo HARDT III.

che soltanto la chiesa cattolica. Anzi. Le sue condizioni di vita continuavano ad essere senza dubbio tutt 'altro che liete. 253 di questo voi.). durante la lunga elaborazione del grandioso suo disegno. e P'^rtandolo ad abbozzare il vasto quadro del Reniini' perciò. le porte del carcere quasi si schiudevano fino a fargli intra vv edere una rosea speranza di libertà. Ad ogni mutare di viceré o di nunzio pontificio in Napoli. il quale tanto da motivi interiori e schiettamente teorici. loi (« Giorn. II . scaturisce ìtur ^). Ce7nio la n. attraverso una ben dolorosa esperienza personale. quanto da motivi di apologia personale. costruendogli nelle mani. p. egli non abbia mancato di servirsene altresì ai fini della propria apologetica personale. ovvero si serravano con più inesorabile rigore. Brevi periodi di rilassatezza di rigore si alternavano con più dolorosi incrudimenti di asprezza. insieme convergenti. quasi senza ch'egli se n'avvedesse. Bibliografia. mia 46. della vanità e della inanità di ogni tentativo di realizzare con forze individuali una teocrazia siffatta.- i85 - convincere. un ricco e complesso strumento di polemica e di propaganda. io credo che le sue prime scaturigini siano ap- punto in un sincero sforzo di propaganda universalmente teocratica ed antier etica (è superfluo ricordare quali profonde radici avesse nella sua anima il bisogno di agire come riformatore :) e che poi. a. attraverso la sua granitica secolare organizzazione. Divenuto viceré nell'estate del 1616 ') V. n. secondo i vari momenti storici o i vari umori degli uomini. ». crit. avrebbe potuto tradurre in realtà. Inoltre la polemica protestante ch'egli era venuto svolgendo in quegli anni con l'Adami e con i teologi wurtemberghesi lo aveva indotto a tornare con maggior calma e con più matura coscienza filosofica sulle argomentazioni ch'egli aveva espresse a difesa del cattolicesimo fin dal 1595. 1. secondo me.

Amabile. e accordandogli la facoltà di tenere loco carceris tutto il vastissimo Castel Nuovo. Il viceré. tanto da tentare una usurpazione personale del potere. quanto alla promessa liberazione. ambiziosissimo. superstizioso. non voleva né doveva metter mano nella sua persona e gli soggiunse poi che quando anco fosse stato semplicemente laico. Elmo. Il nuovo viceré. curioso di scienze occulte. avido di bere a tutte le più varie fonti della vita. doc.— i86 — per la morte del conte di Lemos. che «procurasse Fordine di S. che gli aveva caldamente raccomandato il prigioniero. amico anche allo Scioppio. L'amarezza dello sconforto e la insistenza nel valore e nella utilità del suo disegno costituiscono infatti il aupHce motivo *) Non si sa se direttamente dal Castello dell' Ovo. spirito bizzarro. ardere» fallimento di questa nuova speranza doveva avergli ancora ulteriormente amareggiata la vita. S. per dissipare i sospetti insinuati circa le sue pratiche astrologiche. perché essendo egli regolare. 22. il Campanella si era visto d'un tratto assai prossimo alla liberazione. e doveva averlo spinto a concentrare ormai tutte le sue speranze in un atto di clemenza del papa. TOssuna. o per personale avidità di iniziazioni magiche ed astrologiche. fatto trasferire il concedendogli parecchi abboccamenti. e tutte le sue energie nella elaborazione del Reminiscentur. aveva Campanella ^) in Castel Nuovo. o per aderire alle richieste dell'amico a lui carissimo. 96. e rispondendogli.tà. Francesco Quevedo. o dal Castel S. *) V. stringendolo in un carcere più duro. p. C. Ma dopo pochi mesi. in seguito alle rimostranze del Nunzio. per le informazioni che te. dove probabilmente egli sarebbe stato trasferito fin dal novembre del 1614. Fra T. ne' Castelli. aveva dovuto anzi esagerare in rigori verso il filosofo. la scena era mutata. neva Il de' delitti e delle qualità di lui lo averia fatto ^). II. .

ma anche umilmente riconoscendo le sue colpe («li vitij li quali tutti io nella. Neanche questo memoriale rinunzia interamente alle allusioni astrologiche (egli si propone. è vero. Pietro contra le scole erranti né alle promesse ma queste hanno ormai perduto affatto il tono catastrofico e miracoloso che avevano nei precedenti memoriali. Frutti della peniIl quale s* intitola eloquentemente tenza di XIX anni di prigionia di Fr. 42).— i87 — : fondamentale dell* interessantissimo Memoriale del 1618. e sono limitate esclusivamente all'azione pratica e personale ch'egli s' impegna ad esercitare ai fini della propaganda « onde si raccenda la morta fede tra christiani e si sforzino con guerra spirituale gli infedeli a riconoscer la verità » ^). e mi sforzo solo mondo. III. III. ho abiurati chi [Eyss : in secreto del il servire a dio et a tutto mio core. Gregorio et altri padri pareano prossimi. p. (V. e H symptomi della morte del mondo per fuoco con '^) S. ch'egli aveva già delineato fin dall'anno r> . di diinostrare « che son presenti li segnali dati dal Messia del suo secondo avvento in sole e luna e stellis. « perchè io già invecchiato penitenza mia alla chiesa di della dia li frutti dio» *). suo vicario. ricordando.. 41. Memoriale. nota precedente). *) . Memoriale citato (Eyssenhardt. Tomaso Campache promette al sommo pontefice et alla scola di Nostro Signore Jesu Christo et a tutti prencipi Cliristiani et a tutte naiioni del mondo. PP. 55 e 56). ') P. Mittheilungen. i quali a S. es. secondo m' impose ingegno e Vostra Beatitu- che] mi diede l' dine. *) Memoriale citato (Eyssenhardt. i suoi meriti e le sue possibilità. m' ha ordinato ») e sconsolatamente supplicando la liberazione. Mittheilungen. Il centro dell'argomentazione è costituito dalla esposizione del suo Reminiscentur.

e Romae in aedibus S. e non in virtù di « armi grammaticali e materiali » ma « con guerra spirituale e rationale » obbligandosi ciascuno « a dar ragione della sua fede. dal filosofo profondamente sentita.— scemato i88 — : precedente ^) e al quale doveva poi lavorare con mai Quod reardore per oltre un decennio ^) miniscentur et convertentur ad Dominum Universi Fines Terrae. i maomettani. die 6 aprilis 1629. XV . siano esse stesse più che infir: . rivolte rispettivamente a Gregorio e a Urbano Vili. Non importa che Campanella apra il suo libro con una serie di messaggi a Dio. Egli si propone di invitare indistintamente tutti i popoli del mondo a un « concilio generalissimo » in cui ciascuno di essi. in castro novo. gli eretici. quella onde nasce optimum genus vivendi et preparatio ad deificationem post mortem . Disegno indubbiamente semplicistico. che contiene tuttavia un motivo che non va trascurato l'esigenza. al diavolo non importa che alcune delle sue confutazioni contro gli scismatici. in un certo senso. in Santelmi arce. anche se non sempre espressa con piena efficacia. *) Neapoli. ^) Memoriale citato. e tutti riuniti insieme come fratelli. niabili dicali l'essenziale è l'aver còlto uno dei caratteri rae fondamentali di ogni azione di propaganda. Da un siffatto originalissimo concilio non potrà che scaturire il trionfo universale della religione cattolica. di differenziare le forme. alla umanità. e. . 45-46. lo spirito stesso della propaganda. . i giudei. come dicono le altre 2 parti della dedica. al papa. s' è ottima. agli angeli. pridie nonas marta . dice quella parte della triplice dedica del Reminiscentur che è diretta a Paolo V. Eyssenhardt. et insegnarla. secondo i vari popoli a cui essa si rivolge. ^) Neapoli. pp. i pagani. anno Domini 1620. Mittheilungen 188/. Kalendis Decembris mivo Domini 1617. Mariae super Minervam. saranno chiamati a decidere quale sia la fede vera. HI. o farsi insegnare qual* è il meglio » ^).

anche a voler dubitare ^) della efficacia diretta ed immediata del Reminiscentur sulla fondazione della celebre istituzione cattolica. Paolo V anzi. è certo che durante il pontificato di Gregorio (1621-1623) i rapporti del CampaneDa con la S. ma ne avrebbe anche. C. -) KvACALA la accetta pienamente. p.— e così grandiosa. Il quale ne avrebbe senz'altro tratto l' ispirazione della sua Propaganda Fide : Gregorms illuminavit. Reformer. e senza dubbio sfavorevolissima alle sorti del prigioniero ^). Lincei. quando congregationem de propaganda fide erexit. Sede dovevano aver presa una piega piuttosto favorevole. come vuole la maggior parte degli ^) istoriogiafi di Gregorio XV. mor. Quando. Kva^ cala sul Campanella. edita dal KvaCala (T. o ai primi del 1623. 1909. nell' intento di riguadagnare terreno alla propria causa. Il filosofo. segnalata r importanza al suo successore. 152). verso la fine del 1622. ci. serie 5*.. Ma. L' impressione dovette essere enorme. Rend. avrebbe non soltanto incoraggiato il Campanella a proseguire nel suo lavoro. giunsero a Roma le prime copie àéìV Apologia prò Galileo. dichiarando che Il non al solo padre Narni. sentendosi presso a morire. proprio nel mostorico in cui la controriforma veniva orientando sua operosità concreta verso una migliore organizzazione delle missioni. la chiesa non poteva disinteressarsi. p. ^) Come ha notato il Tocco {Le pubblicazioni del prof. XVIII. se. ma anche al Campanella è dovuta r ispirazione della Propaganda Fide. così ferventemente sollecito della diffusione universale del catto- XV XV V. quasi docens cui numeri commentarius de Reminiscentia Nationum et Reversione ad Deum destinahatur ^). 617). a voler prestar fede alla triplice dedica già ricordata. la già ricordata dedica. k . Di un siffatto i89 — e di aver saputo gettare le linee di un'opera così vasta mento la piano di propaganda.

d'altra parte. il Campanella difendeva i diritti della scienza contro una fede usurpatrice. Uffizio del 1623 venne a confiscarne e condannarne appunto VAthei. In Galilei. che un cardinal Bellarmino e un Gregorio XV dovevano guardare la cosa con ben altri occhi. ma alla chiesa non poteva che apparire sostanziale. egli auspicava un allargamento universale della chiesa cattolica. Thomaso Campanella di Stilo delli Predicatori con la Narrazione semplice della verità donde si cava la defensione di quella e la successiva Narrazione della Jiistoria. ma sovranamente legislatrice rispetto alla vita morale ed alle istituzioni poHtiche. come ho già notato. sopra cui fu appoggiata la favola della . egli osava difendere ancora una dottrina dichiarata formalmente eretica ? In realtà. La sua Informatione sopra la lettura delli processi fatti rebellione. Nel suo progetto di progaganda per le missioni. già avvenuta fin dal 1616. anzi della persuasione razionale (altra prova del suo invincibile razionalismo religioso) e perciò non contrastante. anzi perfettamente E . smus e il i ReminiscenUir. tentativi che il Campanella aveva fatti intanto per una difesa strettamente giudiziaria avevano avuto fino allora mighor fortuna. contra Né Vanno 1599 in Calabria de F. dopo la conpericolosa anima di ribelle ? danna della dottrina copernicana. concordante con quel hberalissimo atteggiamento scientifico che egli le consigliava. Sicché ogni tentativo di benevolenza verso il frate ribelle naufragò ad un tratto anzi un decreto del S. la contraddizione tra l'uno e l'altro atteggiamento era soltanto apparente . come a lui pareva. 190 — celava dunque ancora dentro di sé una cosi come mai. Ma è ovvio. di una sfera destinata invece a sfuggire al suo potere e sognava intanto una fede e una chiesa cattolica tollerantissima rispetto alla scienza.— lic esimo. e gravissima. ma raggiunto non per mezzo della violenza.

). nn. almeno.. C. lesidero morir in casa di S. avrebbe nociuto. Domenico travagliatissimo. («Atti Lincei». 106 e 107 (« Giorn. non ostile a quanto.. riuscirono vane. quanto alla richiesta del prigioniero di un proseguimento e conclusione del processo della cona. il cardinal nipote. al card. Fiancesco Barberini. he dove sto regolatissimo. 11 e il Cenno I. di T. non avrebbe mancato di libe"are il filosofo prigioniero. autore di un'ode entusiastica je\ Galilei. in Napoli. 11 quale da parte sua. 49 e 50. 255 di questo voi. che nello stretto senso giuridico. nel 845 (V. Mafì"eo Barberini. 1624. ripondeva. alla constatazione che gli atti processo ormai non esistevano più. Alle insistenti premure dello Sdoppio. sebbene avesportato. . : *) Entrambe pubblicate dal Capiai. ancora pendente. ringraziando « di questo pensiero in sé pnilente e in me pietoso » ma dichiarando « io meglio. verso la metà del 1623 l'ascensione al soglio pontificio di Urbano VILI parve autorizzare ogni migliore speranza. susciandogli contro « l' invidia e la persecuzione degli tessi frati domenicani. Francesco Barberini. ». adducendo 1 pretesto che una liberazione del Campanella. prima che agli ìiltri. rilucendo la sua divina luce per me lon poco agli occhi di Santa Chiesa » *). la lett. uomo di lettere.bi. ciit.. io son certo che upererò tutta V invidia con quelle grazie che Doraeleddio mi ha dato. Tuttavia le pratiche tentate i questo scopo dai molti e autorevoli amici che il Campanella aveva ormai in Roma.. proiettore degli scienziati. e però alla constai azione della intrinseca illegalità di una così pròiiijgata detenzione. erano rimaste lettera morta. al liberato medesimo. p. Ma — — ^> I I . *) V. E di più. pareva dia nuova cosmologia. . edita dal Berti [Lettere ined. lulla ormai rendeva giustificabile.ione *). la mia Bibliografia nn. in data 13 apri. rispose negativamente.

. RiNiERi {Clemente Vili. mentre i biografi precedenti. 65-76) impi gnò in un'aspra ed ingiusta polemica. ^) Non doveva Catania. pp. libertatem /avente optimo meo Mecoena Urbano Pontifice octavo. prianus fino al Berti. il Consigh d' Italia in Madrid accoglieva finalmente. a cominciare dal C. 1877-78. Barberini di cui alla nota seguente) à fu< di dubbio. I. 1898. ed. pp. Roma. Il Vicerè. Napoli. per amore di una tesi ultracattolica. che con ir stancabile ardore aveva premuto. le conclusioni dell' Am. il memoriale del Provinciale dei frati di S. Crenius. ipsiusgue mandata exseguente Duce Albae. udito Consiglio Collaterale. jtibente Philippo IV. E. al Viceré « perchè faccia in questo ci che gli parrà giustizia». 183. durante circa due anni sulla corte di Spagna e anche forse in virtù delle insistenze del Cardinal Lodovisi e del Cardinale Trexo y Paniaque. ne avevano attribuito il merito ad XJ" bano. *) La cosa ormai. 452 eie 5 lettere (giugno -novembre 162 al cav. p. Cardinalibus.maso Campanella sia consegnato ad u . R. et auxilia't tibus multis S. bile. Cassiano del Pozzo in Roma. Lugduni. qualche anno fa p. deliberava finalmente che « il sue detto fra Tom. praesertim vero effìcacit negotiante Innocentio Maximo Episcopo Catanensi. per mezzo dell'Ol vares. considerando documento infallibile il testo del Sy^ tagmi. In seguii raccomandazioni assai pressanti del vescovo ( invano. 1847. consea tus sum Anno 1626. "^ Ma — — R .— Ma di alle 192 — Madrid dalla corte di Roma. art. che avrebbe liberato il Campanella appunl per spirito d' indipendenza e non di odio.-a sua volta. che la liberazione i dovuta al papa. monsignor Innocenzio Massimi. che i ben noti motivi apologetici e di altra natura rei dono invece tutt'altro che attendibile {Affulgente postea reh meis feliciori sorte. Domenico della provincia di Calabria chiedente la liberazione del filosofo e lo trasmettevi come d'ufficio. Die 15 Matj {Synfagma. lettera del card. edite dal Baldacchin Vita. e ce completa noncuranza dei documenti. 1696). dopo le ricerche dell'Amabile (V. 155-61. nel mes di settembre del 1625. cap. serie terza. avverte il nieri verso la Spagna. affermando. Hispanicaru Rege. ecc. ma da quel! venirgli la liberazione.

ordinandogli che « con destro modo. Officio di Roma. per mare. Diaz. al ben noto ospizio » ^) . t'anni. ha molti che lo spalleggiano. e istigato a chiedere spontaneamente il trasferimento a — Roma e qualche giorno dopo. 106). e forse non T. la liberazione non era definitiva. Il frate è astutissimo. p. ne' Cast. dove nel momento si trova. diffidò del governo viceregale e scrisse al Nunzio pontificio in Napoli. Il negozio preme strasordiriamente alla sacra congregatione del S. pp. metta in buona custodia il frate suddetto e con la prima occasione lo mandi qua ben guardato. ma nella più cauta e sicura maniera che sia possibile. sotto il nome di D. avvisandone subito il seguito. E. «eh' è rocca sacra a tirannia segreta ma vi tornava tuttavia con mutato animo. appena giuntagli la notizia della liberazione. 23). in fondo. ^) Amabile.— di presentarsi 193 — Monastero da doversi dichiarare da S. all' insaputa del governo spagnuolo. erano state durante tanto tempo consenzienti nella volontà di non liberare il prigioniero. I. 249-256. E. C. ad ogni or*). Egh tornava in tal modo. in catene. Lettera del card. che entrambe. Antonio Barberini a mons. C. II. p. Ma Dopo appena un mese di goduta libertà il Campanella veniva infatti condotto neUe carceri del Nunzio. con cauzione dentro il Castel Nuovo della detta fedelissima città. ne' Cast. veniva spedito al S. fatto travestire da prete. doc. dine di S. e Dio voglia che non de' Regii medesimi. nunzio in Napoli. Fra T. Fra -) ^) Al carcere {Poesie .to Offitio » *. a distanza di oltre tren. Per un curioso intreccio di reciproci sospetti tra l'autorità ecclesiastica e quella politica. E il 23 maggio del 1626 il filosofo poteva finalmente volgere per sempre le spalle ai )) Castelli Napoletani.. il papa. Giovanni Pizzuto. in data 4 giugno 1626 (Amabile. 13 — Tommaso Campanella . 99.

per salvare. Ufficio. superbi. Dove. perchè più lenta e sottile. alla fine. la sua libertà personale. la realtà doveva dargli una smentita e più crudele e più angosciosa. disegni di propaganda e di riforma. non i suoi vasti piani d'azione. Partito alla volta di Roma con la mente piena di grandiosi. Spirito da sovrano raffinato e intelligente di una corte umanistica del Rinascimento italiano. Roma era stata durante tutto il lungo periodo della sua prigionia la mèta costante prima. Appena giunto in Roma. Campanella. in una minuta incessante lotta a colpi di spillo. di potere effettivamente organizch'egli sognava .— . ^) e. egli avrebbe potuto svolgere il vasto piano del Reminiscentur ? Donde. forse anche per la benevolenza personale del commissario P. eh' egli ebbe il dolore di vedere crollare Tun dopo l'altro. ma la sua libertà di pensiero. come possibile fonte di delle sue aspirazioni giustizia imparziale e serena poi. da che egli era venuto inquadrando il suo ideale di riforma teocratica nella robusta cornice della chiesa cattolica. . egli dovette invece consumarvi la sua vita durante otto lunghissimi anni. e più sottilmente torturante. di ricevere visite e di tenere corrispondenze epistolari) egli dovette. e incarcerato nel . Prima d'ogni altro. zare ? anche questa volta. reggere i fili del complesso movimento di missioni. meglio che da Roma. con quel senso realistico che conservò costantemente vigile accanto alle maggiori esaltazioni utopistiche.S. più che anima di pa. Ma ') V. Acquanegra. cominciare anzitutto a scrutare da vicino gli uomini e le istituzioni su cui si proponeva di agire. 194 — senza grandi speranze. meglio che in Roma. la sua vita medesima. 56. il papa. Blanchet. p. ma con scarso rigore (gli venne concesso. come ottimo centro d' irradiazione della sua propaganda.

Cenno ^) Cenno Bibliografia. mia Bibliografia. o che si fosse veramente persuaso. mia (" Giorn. fin dal primo istante del suo vvento al pontificato. uomo di cultura. Oiorn. ma orgoglioso. da un'unica mira rafforzare il potere politico della Chiesa. e per la sua vantata dottrina' e per la sua bruttezza. ». di che i più vicini al papa (i cardinali Nipoti Francesco e Antonio Barberini. la 2. V. pur cosi tenace oppositore e poeta egli stesso. Attaccatissimo a tutti i beni terreni. 137 I. Ma verso l'estate del 1628. autoritario. di difììdenza. p. (< crit. Riccardi. avido di ossequio e di adulazione e ambiziosissimo. n. II ». Maffeo Barberini.— terari 195 — lore spirituale dell'umanità. e consolidare e allargare i domini della sua casa. p. n. n. detto il Mostro. Urbano. Durante i primi due anni del suo soggiorno in Roma l'impresa parve impossibile. 8 230). e il cardinal Ridolfi. II . n. Su un papa siffatto. il Campanella. anche a costo della efficienza religiosa di lei. espertissimo di studi let- ma scarsamente edotto di debole di carattere. generale dei domenicani) non mancavano di tener viva contro di lui. Maero del Sacro Palazzo. una nascosta. il card. e perciò innanzi tutto alla vita. ma invincibile. assertore di disegni ultrateocratici. sentiva questo attaccamento in modo tanto superstizioso. . l'opuscolo De praedestinaiione ^). attraverso la Defensio al De sensu rerum ^). Ma bisognava ch'egli riucomunicare direttamente con Urbano. non avrebbe potuto non esercitare un possente richiamo scisse a ostilità. teologia : ex catìiedra dell'astrologia. crit. supe- rando l'atmosfera di preoccupazione. la I. energica rivendicazione della dottrina tomistica della Hbertà e della grazia contro *) V. veementemente sospettato di astrologia. da consentire a sé medesimo. era stato dominato. fede nelle sue pratiche e nei suoi riti. 56. 257).

della perfetta ortodossia del frate. investigatore penetrante e tenace di tutte le scienze ammantate umane agli e divine. 95 della mia Bibliografia I. 43. tra effluvi di essenze odorifiche. e non esitò a iniziare insieme con lui vere e proprie pratiche di magia. in modo da richiamare la disposizione degli cistri e dei pianeti. tutto fiducioso nelle virtù astrologiche del Campanella. com' è assai più verosimile. stor.— 196 — la concezione calvinistica. di lauro e di mirto. e si fosse lasciato insieme vincere dalla sua umana ansietà per le sorti della propria vita. al suono di musiche espressamente elaborate. il n. di cui aveva nascostamente letto l'opuscolo De faio siderali. Nella grande sala tutta parata di bianco. evocavano gli astri. filol. in ima atmosfera densa di esalazioni di terebinto. pietosi prolungare una vita. o che. s. a. . composte e disposte. che gli astrologi dichiaravano in pericolo pel settembre di quell'anno. follemente pavido dell'angoscia della morte. ') V. edita dal Berti. ci. perchè. 1877-78. p. Campanella e catalogo dei suoi scritti (« Atti Lincei ». fervorosamente evocando le nascoste virtù magiche di piante e di pietre speciali. se. («Giornale critico». mor. di bianco. alla luce di fiaccole e candele. 453-458). fece chiamare a sé il prigioniero. 133 della mia Bibliografia («Giornale critico'). il n. il vecchio papa. pp. ^) V. II. a. due grandi figure canute. che il Campanella era venuto intanto scrivendo *). 3. da cui tanto ancora l'ambizioso pontefice si aspettava per destini. e la famosa lettera *) che il filosofo gli aveva diretto a proposito del copernica- nesimo. Lettere inedite di T. e il veccliio domenicano. II). circondati da simboli e rappresentazioni zodiacali. 252). si fosse sentito commosso nella sua ambizione letteraria dal ricco commentario alle sue odi. volessero umani ^) Del IO giugno 1628. II e Cenno n. ^) che già da qualche tempo circolava manoscritto in Roma.'^.

. come Consultore del S. nell'intento di imprimerle un ben altro orientamento nel suo atteggiamento verso la scienza finalmente fondare in Roma quel seminario di uomini « armati di dottrina.— la 197 — grandezza temporale della sua chiesa. Ma. testimonianze e desiderio di martirio. («Atti Lincei». C. cui dapprima fu concesso di tenere loco carceris tutto il palazzo del S. E in termini anche più chiarie! significa in altre lettere come il cardinalato sia segno al suo occhio e al suo cuore».. che il Campanella mirasse a un ben più alto segno che la sodisfa zione di una vana ambizione personale. . 458. cardinale.. profezia. Lettere inedite di T.. : . affin di suscitar la fede quasi smorta tra cristiani e moltiplicarla dove non è » *) che era divenuta ormai una delle aspirazioni fondamentali della sua vita. pp. ') Lettera al card. Barberini (14 febbiaio 1630) edita dal Berti. « Atti lincei ». Disegni audacissimi. temporalissirna. Desiderava onori ed aspirava a cariche. 441 e 443). 1877-78. Ora non è dubbio. . p. ma non dovute. a volgare ambizione « Non sapeva adagiarsi alla vita contemplativa ed ascetica ed allo esercizio dei semplici uffici monacali.. come ben fanno testimonianza le nostre lettere. della sua casa. Conseguenza immediata e tangibile di questi colloqui e di queste pratiche fu la liberazione del prigioniero. per un antico condannato di : . Ufficio *).. e di poi. gli restava tut* tavia incompiuta una ben più essenziale e difficile conquista la esplicazione libera e intera della sua operosità di filosofo e di riformatore. Lettere inedite ecc. come esaurientemente ha dimostrato l'Amabile. Uffizio. 1877-78. libertà piena e definitiva. Aspirazioni forse assurde *) O a dirittura come certo smisurate. come pensa il Berti. il 6 aprile del 1629. eh' egli ormai aveva concretato in un triplice disegno raccogliere e pubblicare integralmente tutte le sue operC. compiuto questo primo passo. nell' intento di partecipare attidiffondere la sua fede naturalistica vamente al governo della chiesa di Roma. e per quella.

tutcostantemente predominanti in lui sull' interesse di apolotavia più che spiegabile e più che umano — — ma affatto irrealizzabili getica personale. S. e la Philosophia rationalis e la Monarchia Messiae approvate. cominciò chiedere. contro la muraglia di creta di volgari invidie. C. voi. la finalmente conseguita libertà per ciò nobilissimi. l'acutezza d' ingegno e l'acuminata volontà del filosofo erano destinati a spuntarsi miseramente. la restituzione del Reminiscentur e óelV Atkeismus che erano andati a finire tuttora manoscritti. tutta satura d' interessi e passioni mondane. scritti molto tempo prima. piuttosto che a rafappunto forzare. Uffizio. durante il periodo del manifesto favore del papa a suo riguardo. Uffizio. «Nuova Antologia». ovvero di tutta l'opera (i 6 libri Astrologicorum. documenti emerge una tutt' altra verità. Quanto alla pubblicazione j J ') L'Amabile {Fra T. col . anch'esse ancora inedite. in cui il fervore di propositi. delle sue opere. passim) combatte con molta asprezza polemica. si crea intorno molti nemici » mentre dai . e col tentare di ottenere l'approvazione ecclesiastica alle altre sue opere. Parve sulle prime che la richiesta non incontrasse ostacoli i due manoscritti gli furono restituiti. 1° ottobre 1878) tenta di questo periodo romano della vita del filosofo eh' egli vuol rappresentare come un avido di onori e come un impulsivo che « s' impiglia in querele con i frati del suo ordine. e attestazione irrefragabile della ma sua fede filosofica e della sua coscienza di riformatore. ^) Non si sa bene se si tratti del solo De fato siderali. Ma negli ultimi mesi del '629 la pubblicazione clandestina e fraudolenta *). e atti a fargli perdere. C.. (parte III. di meschine ambizioni personali.— 198 — . la ricostruzione che il Berti nella sua Vita di T. e finalmente ad infrangersi. e ai quali poi oltre un decennio più tardi il De . nelle mani del S. e con i suoi scatti d' ira e le sue impazienze. di gesuitica perfidia dei prelati e dei cardinali che circondavano e . ne' Cast. Nobilissimi nella Roma di quel tempo. : dominavano il papa ^). I. ma con buon fondamento.

. Non solo . e costretto perciò ad ostentare un più crudo rigore contro il trasgressore. e a rinunziare definitivamente. ela- borato appunto quando (primi mesi del 1631) il papa. e si preparava. mentre tutta Roma parlava apertamente del prossimo conclave. lo scritto del Campanella a questo Delliguardo l'assistenza dei Cardinali nella Cima e della non assistenza ne' Vescovati. sempre più esasperato dal rinascente coro degli astrologi. che avevano ormai spostato di due anni il pronostico letale a suo riguardo. da parte di Urbano. Uffizio. aveva tentato di suscitare la quistione giuridica dell'obbligo dei cardinali di risiedere nelle proprie sedi. impotente a imporre la sua volontà ai cardinali. una imprudenza ad iniziare ostentatamente — jato era stato aggiunto dal Campanella come settimo). ad elevarlo. se non quando se ne stanno oziosi in Roma . come infatti aveva pensato. L'edizione porta la falsa indicazione Lugduni. sarebbe stata. recandosi a Roma i preparativi per la prossima elezione a ordinare contro gli astrologi i famosi terribili processi del 1630. ma probabilmente dovette esser compiuta in Roma medesima. 1629. ^) V. doppiamente preoccupato a cagione della sua intima compliità col filosofo nelle pratiche di magia. e che si abbandodegli — 199 — — aperta violazione — navano impudentemente ai famosi conciliaboli astrologici di S. spalleggiati dalla Spagna. *) tutti iiiimicissimi al Campanella. Proprio in quei mesi Urbano preparava la famosa bolla Inscrutahilis *). ma suscitò veemente ira nell'animo di Urbano. e favorirlo nella pubblicazione delle sue opere. e molti cardinali già abbandonavano le proprie sedi '*). dal tipografo Brugiotti. per ordine del Mostro e di altri cairdinali ispanofili. a meno di non mettere in giuoco il suo prestigio personale. Prassede.delle Bolle Astrologicorum arpapali che interdicevano gli studi di astrologia restò d'un tratto le pratiche di approvazione. Continuare a ricevere il Campanella. Contio l'astrologia giudiziaria. emanata poi soltanto : nel 1631. alla carica di Consultore del S.

Il filosofo da parte sua. : <( ') È noto che Urbano Vili. ma nello stesso tempo. .— rittura 200 — S. «Il papa. in seguito alle vicende della guerra dei trent'anni. e inconsapevolmente tratto a riversarne tutta la colpa sul frate ancora. accorato e indignato della meschina subdola lotta a cui veniva costretto. Piegando alle imposizioni del nipote cardinal Francesco. ma nello stesso tempo adirato verso se stesso del proprio peccato di astrologia. Che invano scriveva al cardinale Quelli che questa mia giustizia impediscano. mettano in scriptis quel e' han contra. Urbano venne sempre più disinteressandosi delle sorti del filosofo. così apertamente piegato verso la Francia. sdegnoso di combattere con armi siffatte. Convinto in cuor suo che della pubblicazione degli Asfrologicorum il Campanella fosse innocente. gravissima. per debolezza d'animo. e non parlino di nascosto. tenne fermo nel suo rifiuto di ricevere il frate. tentando di riguadagnare con la lealtà il favore del Pontefice. il quale aveva iniziata la sua politica estera con lo sforzo di mantenere a tutti i costi l'equilibrio tra le due grandi potenze del tempo. al quale pure aveva durante un fugace momento concesso tutti i suoi favori. da sacrificare volentieri i possibili ulteriori trionfi politici della controriforma. di cattolico si è fatto cristianissimo» diceva la voce popolare in un notissimo epigramma. . in sulle prime. pronto a sacrificare il Campanella alla fazione ispanofila. alleata dei principi protestanti. iniziò una pugna a viso aperto contro tutti i suoi nemici. che aveva leso furibondi gli spagnuoli. Ma invano. violentemente ispanofilo. Né mai mi fan vedere le qualificationi tirate da falsa poHtica di chi non vuole ch'altro lume s'accenda. Nominarlo Consultore del Uffizio a di- una follìa. dalla quale egli aveva ormai molti peccati di francofilia ^) da farsi perdonare. \dnto dal fascino della suggestiva personalità di lui. e per amor di quieto vivere. al timore di un eccessivo ingrandimento della casa d'Asburgo. aveva poi.

Santità e all' Ill. p. ^) Durante l'anno 1631 (V.mo Barberino hanno introito. (24 marzo 1630) edita dalAmabile. ma giudicar senza leggere quel clie giudica secondo il loro pregiuditio. situazione stenibilità. C. e non vonno mai venire al paragone qui male agii. e persee cutioni. 233. n.. le V. era stato approvato dalla Sacra CongregsLzione. Ili. S. pubBerti. Bibliografia. >. «Giorn. quando egli era in auge. 161-62.mo Padre. «Atti Lincei». odit lucem . . crit. II e Cenilo I. e però il Diavolo cerca alienargli dal capo della Chiesa con accuse e sospitioni d'beresia. che nel 1629. 20. II. andò sempre più precipitando verso VAtìieismus l' inso- friumphatus. Lettere inedite. a. 458-59. ne' Cast. gli veniva ormai. del 14 febbraio 1630. Anzi la sua mente : « . Mai più egli riebbe l'antico favore. 55. sequestrato sotto pretesto che era necessario eliminarne il prognostico astrologico circa r instaurazione della Chiesa.. l' Lettera al card. doc.e Mostro. E alla sua vie- *) blicata dal PP. o con jus patronati e pension di principi questa è la maggior ruina dello stato ecclesiastico. e fanno a V. Quelli che vengon a dimandare l'utile loro a V.. a sei mesi dall'avvenuta pubblicazione ^). che altri dona quel che è della chiesa e li rubba gli animi. i ra T. 111. e anzi particolarmente elogiato dallo stesso P.— onde 201 — : il loro paresse o minore o tenebre in cui s'ascondeno.... ma è ingannata dal concetto che li poro di me con tante e tali astuzie che li toglieno ane al papa direttache la voglia di disingannarsi » *) . Nel gran giorno dell'uni versai giuditio al tribunal deliltima Appellatione li tenero queste verità a fronte. pp. 1877-78. S. n. Gli uomini d' ingegno sono strumenti dell' imperio ecclesiastico.. Francesco. 244). e io che vengo per servire al util pubblico non 1' ho. Redime me a calnmniis hominum ut custodiam mandata tua '^). *) Lettera al Sant.

Bibliografia. aveva dichiarata la sua dottrina sol: . p. — — tanto e lo temeraria. la Philosophia sensibus demonstrata. o magari non ancora scritte. 259. fiducioso nelle buone disposizioni di Urbano. 146). Decreto ingiusto e crudele. cunt Author prò suis illa non agnoverit. Il Campanella pensò che egli avrebbe avuto buon giuoco. e anche dopo. tutte le opere non pubblicate in Roma perfino. p. e grottesco nello sforzo di rappresentare iperbolicamente una siffatta esaltazione. Cfr. rispondeva una ben più grave controreazione un decreto della Sacra Congregazione (1632) che. respirante una malsana aura di grossolana sensualità. era tornato personalmente in quella del vero atteggiamento di città nel 1630. aveva accolto con grandi onori nel suo viaggio a Roma del 1624. forse non ben edotto Urbano verso il copernica- *) Proemio e tavola delle censure sopra il libro del Padre Mostro (V. . abusando della dichiarazione rilasciata dal filosofo medesimo nel 1629. per ottenere la licenza pel Dialogo dei Massimi Sistemi. e una volta per sempre. poneva ora all' Indice tutte le opere di lui qitae Romae excusa aut approhata non sunt. ma non a dirittura eretica.— 202 — lenta reazione personale contro il Mostro ^). naturalmente rag- giunse l'effetto opposto. che condannava in blocco. Cenno I. il Galilei. scrivendo a sua volta delle censure contro queste censurabilissime proposizioni. n. Il Riccardi aveva pubblicato nel 1626 un suo libro sulle Litanie. per difendersi dalla responsabilità della pubblicazione del De fato siderali. Com' è noto. venne l'atteggiativamente mento da lui assunto durante il secondo processo di Galileo. es. e questa volta definiMa ad aggravare ancora la posizione del filosofo. n. 11 P. 59. Ma. e tutte le altre non pubblicata quarantanni prima ancora stampate. che prima di diventare papa gli aveva rivolta un'ode inneggiante alle sue scoperte. Mostro. dominato dalla preoccupazione di esaltare la figura della Vergine quasi oltre Dio stesso. impregnato di un'ambigua contaminazione di sacro e di profano. .

! — — ( . C. frapporre ostacoli di ogni sorta alla pubblicazione. e aveva indetta un'apposita congregazione per esaminarlo. e pronto a inchinarsi ai tirannici dettami di una Sacra Congregazione. Mostro fa fracassi contra. era rimasto assai male impressionato del libro. doc. *) Lettera al Galilei (21 agosto 1632) edita bile {Fra T. 238.— nesimo. egli eleva la sua voce. audace e serena. il Campanella. com'egli scriveva appunto da Frascati al : . che aveva osato proporsi difensore. 166. dall' Ama- . il libro aveva finalmente visto la luce in Firenze. nel 1632. e dice ex ore pontificis » *) e intanto a Roma prende il suo posto di battaglia spingendosi fino a chiedere richiesta tanto audace da parer ingenua di essere nominato avvocato o procuratore nella causa. Il p. Il papa. gli 203 — aveva accordato l' Imprimatur senza difa misura ch'egli era venuto scoprendo l'animo del pontefice al riguardo. Uffizio pel 23 settembre. a difendere i diritti della libera ricerca. dopo due anni di stenti. vien fatto minacciosamente tacere e obbligato a ritirarsi a Frascati con molte sbravate contra i Novi filosofi e ci fui nominato io ».. Tuttavia.. aveva cercato di Ma poi. Al primo sentore della ostilità verso il Galilei. Dubito di violenza di gente che non sa. Nel doloroso silenzio universale di un mondo scientifico ancora titubante. p. .. né cose recondite. si affretta a dargliene notizia « Con gran disgusto mio ho sentito che si fa congregatione di Theologi irati a proibire i dialoghi di V. II. abilmente istigato dai suoi cortigiani. intimato al Galilei l'ordine di presentarsi dinanzi al S. Ma. S. e non vi entra persona che sappia matematica. ne' Cast. sente il bisogno di tradurre in realtà l'Apologia prò Galileo. ficoltà. anche a costo di aggravare la propria situazione. Da questo momento il Campanella. perfettamente coerente con sé medesimo..

non era più il caso di pensare neppur lontanamente. che i suoi piccoli uomini *) l' Ma Lettera al Galilei (Frascati. Amabile. veniva condannato al- mentre al Campanella l'abiura e al carcere perpetuo veniva sequestrata. il giuoco nascosto di simulazione e dissimulazione della corte di Roma.— Galilei. insanguinata dalle asprissime lotte politico-r eli foiose. appena pubblicata. e scusar se stessi con : accusar noi L'anno seguente il Galilei . 22 ottobre 1632) ne' (« edita dall. 240. p. » ^). 143 258). in base al De genfilìsmo. gli veniva perfino interdetta la facoltà d' insegnamento. e il cammino della storia. 167. . lo sguardo del filosofo dovè levarsi ben oltre <[uella breve cerchia. Fra T. veniva tessendo infaticabile la sua tela. ch'egli aveva scritto appunto in quegli anni ^) propugnando. II. .. che nei vasti campi dell' Europa. C. ». che pure era stata a suo tempo debitamente autorizzata dalla vSacra Congregazione. Anzi. e convulsa internamente dai conati egemonici delle grandi monarchie. ma sostanzialmente telesiana e platonica. 204 — concludendo al vero. mirano ma « E sappia che gli huomini non a dar gusto. contro l'aristotelismo. 58. ') Bibliografia. la Monarchia Messine. Cast. crit. Giorn. tomistica nelle dichiarazioni e nelle apparenti intenzioni dell'autore. n. p. una teologia. Senza dubbio la Spagna decadeva sotto il peso della sua stessa grandezza passata. * * spillo pur tra le angustie. a. ch'egli aveva ideato come seminario di propagandisti cattolici. le piccole lotte a colpi di o di veleno. a considerare il corso degli eventi. lleCenno n. Ad ima approo alla concessione di vazione delle altre sue opere effettiva istituzione di quel collegio Barhevino.

panella. Tutta 1* Europa tendeva ormai a gravitare verso la Francia non solo la poli+ica di Urbano e r ideale teocratico del Campanella. amico e protettore del Cam. Perchè giudicare . modo come il sorgere e il declinare hanno un loro corso fatale. egli aveva trovato un'atmosfera di deferente e calda simpatia. ch'egli aveva cominciato a frequentare in Roma. e poi il De Brassac cui doveva poi succedere il De Noailles. non poteva ormai che sperare aiuto e protezione dalla Francia. atteggiamento coincidesse con l' interesse personale di che. E quivi aveva stretti *) Ambasciatore il }3éthune. . ma dall' intrecciarsi e dal reciproco determinarsi dell'uno o dell'altro interesse. così fieramente perseguitato dalla Spagna. con quella sua sensibilità politica che lo rendeva capace di guardare con occhio quasi profetico nelle grandi linee del futuro. con quel suo acutissimo fiuto della realtà contingente. Che poi questo allo stesso . lo intuì. non infirma per nulla il valore anche ideale del suo gesto Molte volte gH orientamenti politici non derivano. questo suo orientamento coi criteri di un meschino opportunismo personale ? Gli orientamenti della politica. negli ambienti francesi. trionfo sugli Ugonotti. alimentata dalla grande politica del Rima sochelieu. lui. appariva ormai io stato più idoneo a quella funzione di braccio della Ghiera. disgiuntivamente. cui ancora pochi anni prima pareva deE il Campanella lo vide anzi stinata la Spagna. — . sempre più rinvigorita dal suo accentramento monarchico.— 205 — dell'oggi non erano capaci di sostenere. o da un interesse ideale affatto puro. che è vano contrastare.ente accresciuta di potenza prattutto di fede in se stessa dopo il contrastato. ma definitivo e glorioso. Mentre la Francia. delle nazioni. Senza dubbio. o da una volgare finzione e simulazione. enormem. soprattutto all'ambasciata di Francia *).

1642. quando il filosofo era già morto. ristampato poi due volte durante il corso del sec. ». . lorsque je seroi s cn pays de Liberti. accontentandolo nella sua richiesta di una Vita e di un trattato De libris propriis. . edito per altro dieci anni dopo ^). il Naudè. doc. che dovevano più tardi offrirgli un aiuto prezioso nelle ultime avversità della sua vita. 154) della mia citata Bibliografia (« Giorn. C. a.. Pelé. II e il Cenno I. e in una forma tutt'altro che favorevole. n. Con una disinvoltura veramente stupefacente. apud viduam Gnilielmi . pa- gina 264. crit. 1635. scriv^endo altresì qualche opuscolo epistolare per sua richiesta. XVII (V. il Peiresc. che il filosofo gli dettò durante il soggiorno in Roma dell'amico.61. finalmente. qui est a dire en France *). affidandogli i suoi manoscritti avec intenfion. il Bourdelot. que je le fisse imprimer qiielqiie jour. Nessuna delle opere ch'egli aveva affidata al Naudé vide la luce se non il Syntap^ma. ^) De libris propriis Paiisiis. il n. quando lo studioso francese era venuto in Roma come bibliotecario del cardinale di Bagno lo aveva ammesso nel circolo dei suoi discepoli (il che aveva fruttato al Naudé l'epiteto. *) Lettera del Naudé Fra al edita dall' Amabile. et Peirex. come scrisse poi il Naudè medesimo. Ma anche questa volta il Campanella fu deluso nella speranza di pubblicazione. Col Naudé si era stretto d'amicizia fin dal 1631. T. 327. e che testimonia quanto scarsa consapevolezza . il Gaffarel. il Mersenne. in data 28 sett. 259). di « campanellista ») aveva messo a parte dei suoi studi. II. p. recta raiione studendi Syntagma .— 206 — rapporti epistolari o personali con nomini come il Gassendi. regalandogli les Minutes et Broiiillons de ses ecrits . ne' Cast. il La Mothe le Vayer. non lo esente da qualche pericolo. tra la fine del '31 e il principio del '32.

3) Donde. e forse inghisti. p. che pure confusamente ammirava e teneramente amava. come ha minutamente ed esaurientemente dimostrato l'Amabile. piccole venvolere dell'amico dette e controaccuse. mancarono. nel rileggerlo. probabilmente dal Failla e dal Pignatelli ^). la inevitabile inesattezza di tutte le biogiafie del Campanella (Baldacchini. C. più 1635) risentimenti acerbi. d'auianf qiie hiy ni }. Fra T. 264). 264). che si credette ancora una volta defraudato nella sua proprietà letteraria. dove si proponeva di far stampare il Syiitagma. ce qui estoit une fois escrit ^). Berti) fedelmente calcate sul Syntagma. convinto che la mancata pubbHcazione dipendesse non dalla difficoltà di come effettivamente era già eludere la rigorosissima sorveglianza die l' Inquisizione e i Gesuiti esercitavano sulle tipografìe. che trascinarono più tardi il filosofo in una meschina polemica non solo col Naudé. avvalendosi altresì. alla peggio. lettela già citata (Ajuabile. partito da Roma e giunto a Venezia. ma da mal e da parte di questo.. di note e appunti fornitigli. Stabulum Augiae tant pour la diction que pour V extravagance du jugement. poiché esso gii era stato dettato stans pede in et s'il faiit dire. Sicché tardi. (verso il anche questa volta non — — .— 207 — il Naudé avesse della vera personalità dell'amico. Fra T.. 711 oy ne relisions jamais Ma avendolo trovato. -) V. •) V. C. ne' ne' Cast. D'Ancona. . non dal Campanella. si era creduto in diritto di riscriverlo a modo suo {('est pourcuoi je le rescrims font entier et V accomodé en forme aiicunement plus passable'^). s'era messo a ri vederlo. p. Casi. lettera già citata (Amabile. ma da qualcuno degli scolari di lui. soprattutto per la cronologia delle opere. da parte del filosofo.

oh beneficia in Thomam Campanellam collata. che non valsero. 449) non fu come a lungo si era creduto letto solennemente in Roma nel 1632. nel complesso. come ha dimostrato 1' Amabile {Fra T. suoi amici . a troncare l'amicizia. . per altro. Max. il quale. p. quando il Campanella era già morto e Urbano stesso era presso a — — morire.— ina anche con 208 -^ gli altri studiosi francesi. I. C. ne Cast. conservata ininterrotta fino alla morte del Cam- ma panella ^). *) E anche oltie. ma stampato. poi che il Naudé pubbhcò nel 1642 il Syntagma e nel 1644 il suo Panegyricus dictus Urbano Vili. Pont.

fino a prender partito personalmente per questa. scritto afìfisso in di risposta al distico ingiu- quando l'antagonismo tranco-ispano era divampato violentemente in Roma medesima e fino a teorizzare la sua nuova fede politica nel ben noto Discorso politico tra un Venetiano. rioso della Re. e poi sempre più piegando verso la Francia. ^) Verso la fine del '33 o i primi del '34. d'esterni candeliere». non aveva esitato a volgersi decisamente contro di lei. ostentata francofilia del suo antico prigioniero. appena sfuggito. la Spa- gna vigilava. quasi per un equivoco. biecamente sospettosa. sepoltura Agi' Italiani {Poesie. dal pluridecennale suo carcere. al Richelieu. col suo Dìstico in omaggio al Re di Francia verso città. Convinta che l'orientamento essenzialmente francofìlo della politica di Urbano fosse dovuto offesa della aperta. di troppo chiaro significato. notte per le cantonate — Orazione per la presa della Roccella. scioghendo un inno. p. alla influenza del Campanella . Intanto. Spagnuolo e Francese circa li rumori passati di Francia ^) la Spagna .X. scritta *) quinc'icina di dicembre del 1628. nell'ombra. 87). ») Nell'aprile del 1633. trionfatore della resistenza ugonotta a La Rochelle *). In terra d'esilio « Italia. de' lumi suoi. is nella prima -- Tommaso Campanella . il ^). che.

. aveva subito fatto pensare al Campanella. con quest'odio alla nazione spagnuo^) era tornato improvvisamente in Napoli da la Roma dov'era vissuto in frequente contatto col suo maestro e con i circoli francesi. certi Antonio Pepe e Giuseppe Grillo. sarebbero stati.. e per la persona del principale imputato.. al latte e scuola di fra Tommaso Campanella. il dolore di ab- Nell'estate del 1633 era stata scoperta in Napoli la quale. ma probabilmente allo stato di vaga e inconcreta aspirazione soltanto nell'animo generoso del j) — — : . come segnale della rivolta che il popolo. e pel suo orientamento. « educato nella religione di S. la sua congiura e la sua morte.. Domenico. p. « con un odore velenoso e pestifero avvelenare il Viceré e gli altri Ministri di Sua Maestà *). . giovane entusiasta ed animoso. o. ma al quale Campanella non aveva menomamente partecipato. cap. 2) Complici della congiura.. oppresso com'era. Elmo. e al vecchio tormentato filosofo bandonare per sempre la terra natale. Fra Tommaso Pignatelli. per lo meno. V). Quando un avvenimento imprevisto e non privo di qualche gravità. 21. di ammazzare il viceré. il venne a dare a lei il modo di sfogare il suo antico rancore.— 210 — non aspettava che un'occasione propizia per sottrarre alla vita. )> *) Amabile. che l'Amabile ricostruisce in tutti i suoi particolari nel volume citato. alla libertà e all'azione questo suo pericoloso nemico. con un colpo di mano su Castel S. Alla congiura.. Fra Tommaso Pignatelli. nonché quel Michele de Cervellone. Napoli. oppure. primo ispiratore. detta scuola. con si diceva un vasto disegno di ribellione tentare. 0I-' ti e il Campanella. notorio nemico e ribelle alla Monarchia di Spagna. Morano. 1887. senza dubbio esistente. ed. già noto da un pezzo alla Spagna (Cfr. si sperava avrebbe facilmente assecondato secondo un'altra versione dell'accusa. con la dottrina appresa da così male- una congiura.

distruttore di questa Città e Regno. dove languì per circa sette anni altri suoi parenti fratello Gio-Domenico si salvò con la fuga o amici vennero dispersi e perseguitati su indizi tenuissimi o a dirittura fittizi. p. quanto de sopra. affermo. s' intende. .— Pignatelli. Protettrice de Napoli. Pertanto -io Maria Vergine de Costantinopoli. combente sulla : . Pignatelli. fui presente». ne prometto indulto. aiuto e favore. 114 nota: « Alli fideli cristiani soldati SpaPerchè Dio non può gnoli et Italiani del Regno di Napoli. non avev^ mancato di costruire nella sua imaginazione una vasta base policooperazione niente meno della Francia. non come confesso. si trova notizia appunto in Amabile. ma soltanto convinto. inimico de Dio e della Giustizia. facendo perire. il Monterey. Data in Cielo Io Maria Vergine de Costantia di primo de Magio 1634 nopoli sottoscritta col sangue de Cristo. ^) La esasperazione contro la Spagna era giunta in queanni a tal colmo che cartelli infamatori e rivoluzionari venivano posti nascostamente in vari punti della città.* persona cristiana che col ferro. Viceré de NapoU. a detto Conte. darà morte publica. Anello Io S. ancora più dei suoi predecessori sospettoso del papa e del Richelieu. prometto indulto e salute. rivelò ben poco a carico del Pignatelli. Fra T. Gennaro fui presente. e perdere tante e tante anime. condotto con grande severità. e ai suoi seguaci e Capoministri dete. viceré di Napoli. dell* Intica ghilterra. più sopportare le tirannie del conte de Monterey. o seUccicreta. e prometto Io S. in questo mondo e nell'altro. Ma il processo. 211 — insofterente del giogo vieppiù gravoso insua terra *). e su debolissime testimonianze e nulla a dirittura a carico del Campanella. del papa e ispirazione diretta del Campanella. nonché. ^) Un nipote del Campanella. e particolarmente dentro l'arsenale. condannato tuttavia a morte nel settembre del '34. a quals. perchè Dio cosi permette e comanda. Domenico. . e Io in nome de sua Divina Maestà. fu condotto un nelle carceri di Napoli. Di uno singolarissimo. brugiate et saccheggiate le loro persone e case. e col veleno. . e con larghe perquisizioni e arresti anche in Calabria ^). gli — — — — — .

ricorrendo magari a un ratto violento pur di riavere nelle loro mani il Campanella.. prendere la lasciandosi. ^) Secondo la ricostruzione del De Blasiis {Una seconda congiura di Campanella («Giorn. e che sapeva che fra Tommaso Campanella era nemico capitale di Spagna. doc. 464).p 18) mentre secondo l'Amabile.. che. nell'atto di morire ^). p. e perchè non piaceva l' introduttione di procedente. che si fonda sulla lettera del Residente Veneto in Napoh. C.ver alla vigilia della morte. in verità non mi pare sposti notevolmente i termini della questione. invece che giustiziato pubblicamente. rifiutò. 5 e doc. doc. « per la qualità del soggetto. che si fonda {Fra T. II. p. mano dal suo desiderio di porre nella peggiore luce l'opera . Napoli. Cast. Il che. tormentato iamqiiam cadn. per non accreditare ulteriormente i sospetti del Monterey circa la sua personale partecipazione. ma soltanto una minaccia. p. ^) Mori il 6 ottobre 1634. Urbano. . consigliò al filosofo la fuga *). cui il i) Amabile. strozzato nel carcere. per intercessione della Vice-regina. 147 e Fra T. 22. io) sulle relazioni dell'ambasciatore Veneto e di quello toscano in Roma non vi fu una vera e propria domanda di estradizione. 157. Fra Tomm. non resistendo al tormento. come al soUto. Pignatelli apparteneva. 225. 1875 .. e che aspettava la venuta del Re di Francia in Messia « *) sebItalia come i Giudei aspettavano il bene smentita dal povero Pignatelli medesimo che. sulle prime. confessò « che avea trattato di questa ribellione in Roma.e {Fra T. p.. ». di filos. nap.— 21t — Senonchè una rivelazione tardiva del condannato. bastò alla s* cedersi contro Frati nel modo libero e licencioso che era fatto » ma. pubblicala per intero dall' Amabh. Pignatelli. ritrattò tutta la confessione pre- Spagna per rivolgere al papa formale domanda di estradizione del filosofo ^). Pignatelli. .' *) L'Amabile.1. convinto che gli Spagnuoli non avrebbero tanto facilmente desistito dal loro proposito. p. 7. e per un riguardo all'ordine domenicano. 37. e impossibilitato di insistere troppo nella difesa di lui. ne' Pignatelli. . e lett. a 29 anni. doc.

*) da relegai si nella leggenda l'episodio cui il Baldacchini. Napoli. 129). E Urbano aveva promesso. e ormai certo non bene accetto neanche a lui medesimo mentre dalla parte opposta. alle prime notizie del pericolo ch«ì correva. il Campanella abbandonava per sempre la terra del suo martirio e del suo amore ^). avevano attribuito la fuga da Roma a dirittura una sollevazione di popolo contro il vecchio filosofo « Un giorno che ad alte grida il chiedono al Duca. Ipotesi affatto assurda e indi . il Rinieri vuole vedere anche in siffatto consiglio una manifesta prova della glande generosità del papa verso il filosofo. sotto mentito nome di fra Lucio Berardi. ecc. non esita ad ammettere che questo consiglio sia stato determinato nascostamente dal desiderio di liberarsi in tal modo dal Campanella. tanto inviso alla sua corte. il fa per un uscio segreto da via scampare « (Baldacchini. nella carrozza il stessa del De Noailles. . che. : documentata. aveva spedito uno staffiere all'ambasciatore francese per dirgli che ridomandava la sua parola. Al De Noailles non restava che proteggerne la fuga. di notte. con passaporti del papa e dell'ambasciatore. Vita di T. se poteva. Il filosofo dovette con grande dolore rassegnarsi a questa estrema necessità. questi che preveduto avea la violenza e provveduto a tutto.— (Questi f I 'f 213 — intanto. sentendosi a sua volta insufficiente a difenderlo efficacemente contro gli Spagnuoli. È . Il 2T ottobre. travestito da frate minimo. com'egli pur avrebbe voluto. in quel territorio. o per imposizione del cardinale nipote. Ma nella notte. per non uscire interamente d' Italia. e che provvedesse lui a far salvare subito il Campanella. aveva chiesto al papa che ne assumesse lui la protezione. o per irresolutezza e mobilità di carattere. C. Poiché l'ambasciatore di Venezia lo aveva distolto dal pensiero di rifugiarsi. l'unica terra che gli si aprisse ospitale era la terra di Francia. il D'Ancona. s'era rifugiato nel palazzo del De Noailles. Urbano. 1848. p.

Nei brevi giorni che il Campanella passò in Aix. In tal modo e in seguito a ricchi rapporti epistolari. E l'accoglienza era stata tale da non smentire le parole devotamente affettuose.214 * * * Certamente dovette devota ch'egli trovò in Aix nella casa del Peiresc *). ^) Qualche documento del tempo accenna appena. sub mentito habitu. non appena un misterioso biglietto del Campanella {sum praedicatorum et tintinnahulum tuum ad quem scripsisfì. ed amico e protettore generoso di coloro che più travagliata ebbero la vita. che era anche lui in quel momento ospite del suo amico. interessarsi ad ogni forma di cultura. essi dovettero certamente occuparsi di astronomia e di filosofia. e beoque) richiesto di ospitalità. Il viaggio non gli fu grave. Questi. o viceversa. dichiarandosi felice di poterlo ricevere nella sua casa a qui ne pouvait pus estre disine de tant de bonheur i. allietarlo l'accoglienza affettuosa e N Marsiglia. dov'egli era felicemente ^) arrivato per via di mare da Livorno. desalutasti. gli da aveva mandato una lettiga. senza specificare. il Galilei. il libro dello Fabricius) sig. la diffusione delle dottrine di lui in Italia. et saepe emini enim me a aperire nisi tibi volo. per 1' imbarco. accoglieva con grande cortesia nella sua casa tutti gli uomini eminenti che di Francia passassero in Italia. urgentibiis magni momenti negotiis. lo avevano accolto come si accoglie un maestro lungamente amato. (lat. *) Claudio Fabry. Le ultime vicende del Galilei. erudito. Ma non se ne sa nulla di preciso. di Peiresc. fu in relazione con gli uomini più segnalati del suo tempo. lo ebbe avvisato del suo arrivo in Francia. Il Peiresc e il Gassendi. a difficoltà ch'egli avrebbe incontrato in Livorno. libéralissimo e munifico. non estremamente ricco. ecc. come il Campanella. ma spirito disposto ad ma ma . il 29 ottobre del 1634.

Da Lione. concludendosi. passando per Avignone e Valenza. trasmette la sua fiaccola. : . dove giunse. e tuttavia assai significativa. ne' Cast. non senza grandissima ragione. in qiianto indice reale di un contatto ideale. e che passi per la sua censura. inviando a quest'ultimo il libro di quegli. che tutto *). tanto che il Campanella dovette poi darsi fare per procurargliene una copia. C. doc. sviluppatesi soprattutto fuori d' Italia il Rinascimento filosofico italiano. per suo tramite. 313. Già fin dall'anno precedente il Peiresc aveva fatto da intermediario tra Herbert e il Campanella. già stampati fino al 40 hbro (H vide ma «perchè stavo in abito strano ed incognito. da una parte al Cartesio della deduzione dell'essere dal pensiero. in Francia e in Germania nel secolo decimot t avo.. e. « desiderosissimo che sia esaminato da un par suo. in data 4 ottobre 1633. nella tipografia cui il Gaffarel li aveva consegnati. sin ora s'andava professando per Piccola )> circostanza. avendo ella conquistata tanta fama per tutta 1' Europa per opere tanto squisite e pensieri tanto sublimi a comparatione di ciò. *) Lettera del Peiresc al Campanella. dall'altra allo Cherbury della religione naturale. doverono essere argomento di quei colloqui. edita dall' Amabile. . e dove riuscì a vedere. p. il i6 novembre. Fra T. a tutto quel movimento illuministico che così largamente doveva poi diffondersi in Inghilterra. 248. II. importantissimo nella storia del pensiero europeo e nella determinazione dei rapporti del nostro Rinascimento con altre correnti ideali. che egli stima molto più di ogni altra. vidi. spesso inavvertita.— 215 — che interessò il Stigliola {Telescopio o Specillo celeste) Peiresc. ancora pieno di energia e fecondità vitale in Campanella. il De vcritate da di Herbert of Cherbiiry allora allora messo all' Indice in Roma. i suoi Medicinaliitm.

. e non cede punto all'Italia. gì' inevitabili disagi del viaggio.. *) I-ettera del Campanella al Del Pozzo. li quali poi subito fino : . che si recava a Parigi da Roanne a Orleans solo. finalmente per terra. II. e tutte le differenze di questo eterogeneo corpo. novembre. 11 dicembre 1634. » ^). delle sue convinzioni politiche circa i grandi destini della Fran- A Parigi il . e la feracità di colli.. Fra T. 235. Notai le varetà della terra nella consistenza e colori e vene di essa. II. Non trovo lamenti né malinconie. e per via della Loire da Orleans. da Parigi. gli aprì la sua casa uomini insigni per dottrina e per censo lo visitarono. C. £ tutta gente allegra. a Parigi. . ^bile. ne' Cast. doc. e utilità di monti.— e 2l6 — : non dissi altro. assai gravi per lui. 14 marzo V. dopo aver attraversato il cuore della Francia... Campanella vorrebbe verso la iìne di questo libro più acconcio prese. non gli impedirono di guardare con cuore sereno e con occhio « Ho ammirato d'amore la terra che attraversava l'ampiezza della Francia.. chi ponno dar pane a 4 regni e non ho sentuto ancora freddo. Della sua dichiarata francofilia. doc.. da Lione a Roanne insieme al corteo dell'arcivescovo di Aix. 332. la via di Parigi.. ormai vecchio e fisicamente abbattuto dai lunghi tormenti della prigionia. p. Fra Ti C.. La tristezza dell'esilio. montosa e piana. . se non che *). gli resero omaggio. l'amarezza di questo tardivo peregrina ggio. 276. : si trovò preceduto da ima grande fama vescovo di St. gli offersero i loro servigi. Flour. 304.. che per ogni vico e pago e taverna escono a cercar lemosina.. abondanza delle pianure. ne' Cast. . che aveva esacerbato Iodio degli spagnuoli contro di lui. 1635. ') Lettera alPeiiesc. Anzi tutte le campagne trovai verdeggianti e fiorite sin a Parigi segno di gran bella temperie. Amabile. ridono. Vi giunse il i^ dicembre. Ama- . p. se non in quelli ragazzi. fratello del Noailles.

Mi si fece incontra alcuni passi. mi dava grande animo. cui il Campanella si presentò il 15 dicembre '34. P. stia allegro e sicuro Gli pensione. 305. C. 1635 al Pereisc. . e io. lo accolse bene. Io credo averli parlato bene e lui interpretava. M. p..243. 236. malgrado le manovre già iniziate. lo ricevo in *). fasti di una futura discesa vittoriosa di Luigi XIII in Italia. e si commovea con decoro regio sempre in piedi S. Fra T.. i 217 — si eia si parlò pubblicamente in Parigi. Divum quae munere : (olio Nunc tandem indecori libera colla jugo Virgilii saxis et carcere Campanellae Nobili s. ^) mancar cosa alcuna. . dai Nunzi. II. Parthenope. doc. Amabile. 309. non li farò mia protettiopromise altresì una ^) V. che non si può credere. eie. Urbani nobili or que throno *). doc. con un compiacimento esagerato dal peculiare colorito chauvinisfe del Un ignoto verseggiatore ab- bandonò a celebrare. lo accolse « con tanto suo gusto e mio. . V. *) Lettera del 9 marzo ne' Casi. e mostrava saper quel che feci per S. Mi disse : trrs vien venti eie. come or ora dirò. M. che ne avrebbe scacciato gli Spagnoli. nota a. Amabile. . che egli potè finalmente vedere il 9 febbraio dell'anno seguente. ne' Cast. insediando in Napoli il papa onde Napoli avrebbe poi .ii. Ammirai in tanta maestà una somma umiltà e mansuetudine. in una enfatica visione poetica. e insieme mostrava compassione dei miei gu. Il Re..— patriottismo francese. e tutti . gli astanti. Fra T. C. Ma a questi trionfi mondani non corrispondeva or- . Non m'abbracciò due volte si mise mai in testa il bonetto e quando parlavo. cantato di sé Illa ego . ne : . e rìdea d'allegrezza. di cui poco dopo egli ricevette il brevetto per 150 lire al mese. Il Richelieu.

dal n. Ormai. tuttora manoscritto e indebitamente sequestratogli e la revoca della condanna dell' Atheismtis e della Monarchia Messi ae. Già da un pezzovena filosofica. Ai quali invano richiese lungamente la restituzione del Remimscentur. 460-66. 2 novembre 1634. al card. egli non poteva che continuare nella via già percorsa. costoro. 1877-78. Mentre egli.— la così 2l8 — mai più un fecondo sviluppo interiore. si era andata essiccando. edite dal Berti. al raggiungimento dei suoi fini si opponevano le stesse. chiedendo giustizia. identiche difficoltà. a. pp. in Parigi. alla meschina subdola guerra con cui da combatteva. C. 51 alla fine. ed il filosofo era venuto concentrando tutta l'attività che gli rimaneva nello sforzo di pubblicazione delle sue opere e nelle lotte della sua contrastata vita quotidiana. che aveva zampillato così vivace e esuberante nei lontani anni del carcere più doloroso e dei più efferati tormenti. al card. pp. critico». si era rivolto ad Urbano medesimo. . che già in Roma gli avevano contrastato la pubblicazione delle opere e la realizzazione del suo ideale di riformatore e che anche ora egli fu costretto a sprecare quasi tutte le sue energie in una sterile lotta con i suoi antichi nemici romani. II e Cenno I. ^) V. Lettere inedite di T. si erano affrettati a dar ordine al nunzio Eolognetti che sorvegliasse « questo un termine anni lo si *) V. 256-62). «Atti Lincei». tanto più che anche ora. impetrando finalmente . dal n. Antonio anche da Parigi. prima ancora che il Campanella giungesse in Francia. o rimaneggiando lavori anteriori ^). lettera al papa da Aix. nipote (Francesco) da Parigi 4 dicembre '34. e ai cardinali nipoti ^). 103 in poi (« Giorn. scrivendo solo di tratto in tratto qualche piccolo lavoro più o meno occasionale. 1° febbraio '35. con tono afiettuosamente devoto e con sincera lealtà. la mia Bibliografia. in quest'ultimo quinquennio della sua vita. fin dal primo momento del suo arrivo in Francia.

editi ed . contro le intenzioni del j proteste del Bolognetti. : E Non solo. ne' Cast. Amabile. Honoré. far a lui concorso. ne lo metta in luogo.— 219 — cervello torbido. potrebbe essere invitato dalla facilità che costà si trova di stampare a scriver stravaefanze » e che cercasse di « screditarlo appresso il non applauda dove si possa con buona maniera. in un trionfo pel Campanella. terminata allora (marzo 1635) in Lione. Una delle più lungamente contrastate aspirazioni della contrastatissima sua vita poteva finalmente tradursi in realtà. poiché il filosofo aveva già ottenuto dal Richelieu l'assegnazione al convento della Nunziata in Parigi ^). non aveva tardato ad ottenerne. farlo ritirare in Provenza o in Avignone. alle ma il Bolognetti non aveva mancato di eseguire gli ordini non potendo ormai. aveva insistito presso il Richelieu e presso il Guardasigilli. la concessione di pubbHcazione di tutte le sue opere. pp. Francesco aveva consigliato. si era dato con servile zelo. II. 255 sgg. P^gli poteva ormai accingersi a riunire in una edizione completa tutti i suoi scritti. ^) Detto dei Giacobini. ma invero con non grande efficacia.. e presumendo di sapere assai. 218 e sgg. in via S. come il card..). • . riordinati secondo lo schema ch'egli vagheg- ') Carteggio in cifra di Mons. Ma.za sue inventioni. risolvendosi anzi. Nunzio. nunzio ordinain Francia (V. doc. inediti. perchè essendo egli per se animoso. perchè ne interdicessero la vendita. Il quale. a « screditarlo » presàò il Cardinale. Cardinale. malgrado certo. Bolognetti. Em. a fine che S. appena venuto a conoscenza della stampa dei Medicinalimn. Ma che questo tentativo era fallito. rivoltosi direttamente alla Tbona. Fra T. ond'egli s' insuperbisca. e se gli fomenti il prurito di stampare. C. e farsi capo di qualche perniciosa dottrina» ^).

3. Con giovanile fervore e con mirabile tenacia si accinse subito all'opera. •) Universalis phtlosophiae seu Metophysicarum rerum. n. adirata per questo suo gesto. contro il quale vanamente protestò presso il governo francese e presso la Sorbona. via Jacobaea. via Jacobea. L'indice si trova anche da me ristampato. ». .». *) Parisiis. 46. n. 55 della mia Bibliografia «Giorn. De gentilismG e Athcismus) ^) nel set1637 il [De sensu rerum con la Defensio ^) tembre dello stesso anno le Disputationum suae philosophiae realis . della Realis philosophia epilogistica. p. Pari. a. II e Cenno {Bibliografia. *) Parisiis. alla fine della mia Bibliografia («Giorn. dovette dibattersi in strettezze finanziarie gravissime. p. 24 (& Giorn. Punizione grave per lui. sub Spicis Maturis.».— 220 — giava. n. ') Parisiis. La pubblicazione medesima delle stesso pubblicò 1' Indice {instanratarum F. II e n. crit. p. la mia Bibliografiu. si vendicò col sopprimergli tacitamente la . MDCXXXVII (seconda ediz. Nel marzo del 1636 usciva il primo dei dieci volumi. il n. a. sub n. n. via Jacob aea. Il e il *) Di cui egli scienti amm per MDCXXXVI Cenno ^) l. Joannem du Bray. edita nel 1623 dallo Adami. p. ormai quasi privo della pensione francese a cagione degli aggravi che l'erario sopportava per le spese di guerra. che. Dionysii Houssaye.siis. . V. crit. 232). n. Spicis Maturis. apud Tussanum Dubray. ch'egli aveva disegnato {De praedesiinell'agosto del natione. MDCXXXVIII crit. Parisiis. 90. (V. apud I. II e in questo volume. V Giorn. 230). 16. 20 del mio Cenno I. 251). MDCXXXVII (V. II e Cenno \. il n. 263-65). apud Dionysium Bechet. in una vasta Instauratio scientiarum *).». sub Sento Solari. juxta propria dogmata ex natura et scriptura Dei codicibus tomi X) in appendice alla Philosophia rationalis. pp. 241).». «Giorn. 7 della mia Bibliografia. p. MDCXXXVIII {Bibliografia. ^) finalmente nell'aprile del '38 la Philosophia rationalis ^) e nell'agosto la Metafisica ®). 264). Ma a costo di quali sacrifìci e di quali pene La corte di Roma. juxta propria dogmata. 1638. crit. crit. 41. II e n. ». Parisiis. Thomam Canpanellani. ! pensione che Urbano gli largiva. «Giorn. 2 del Cenno I. crit.

All'adempimento dell'altra sua aspirazione fondamentale esplicare la sua missione di riformatore religioso. come dal pubblicare le opere sue. fin dai primi giorni del suo arrivo in Francia. approvate dopo fiere lunghissime lotte. aggravò ulteriormente la sua posizione. quando si voglia valutare che cosa costarono al travagliato filosofo le sue opere. ma che tuttavia non vanno trascurate. per tema di cadere dalla storia nell'aneddotica e nel pettegolezzo erudito. gli costò 30 scudi Piccole miserie. p. per i ben noti mo- ivi anticlericali. di che era stata intessnta l'avventurosa sua vita. e finalmente stampate a costo di sacrifici e di disagi personali. esule. ammalato. ^là gravato dal peso delle molte aspre battaglie. non si vorrebbe nemmeno accennare. scritte quasi tutte nel carcere. il Campanella si era altresì dedicato con vivace fervore e con ingenuo entusiasmo. la mala fede degli amici o le vicende drammatiche della sua \dta ghele sottrassero. alle quali somma non lieve per lui.— 2tr — opere. da parte del egli si doveva asteimpancila. Egli aveva ormai limitato e concretato il vastissimo utopistico disegno del Remimscenftir in un programma di conciliazione del calvinismo col cattolicesinto. : ^) Ingenuità pienamente partecipata. [I. . 88) fino a domandarsi con tutto candore: «Dunque. sopportati lietamente da un vecchio di settant'anni. cosi dal convertire i Roma : . rifatte più e più volte ex tra tormenti inenarrabili novo tutte le volte che i rigori dell' Inquisizione.. Ma aveva avuto 1* ingenuità *) di pensare che la chiesa di Roma — . per nulla deluso dalle più che insormontabili difficoltà da lui incontrate negli anni trascorsi. Perfino il recupero del manoscritto della Mefaphysica che il tipografo Brugiotti indebitamente aveva trattenuto. che giunge {Fra T. dall' Amabile. incontrava il gusto di lere. C. tutt 'altro che inattuabile per se. ne' Casi. fatta in gran parte a sue spese. lemmeno l'opera della conversione degli eretici.

C. Ingoli. . com' è facile imaginare. e umili. ma non ignoti. *) V. il patrocinio di un uojno come lui. ben noto per i suoi propositi riformatori. Alcan. voi. donc je suis. il suo zelo era eccessivo . senza dubbio eretici rispetto alla chiesa cattolica. campioni del calvinismo. accoglierle. come il De Bellis. . e insomma doveva annullarsi perfino come sacerdote e frate de' Predicatori». di limitazione dell'abuso e.. antico domenicano. come il maichese d'Asserach « della primaria nobiltà di Francia ». C. ne* Cast. ecc. 1920).r Ingoli. con i cardinali nipoti. pp. che offre tuttavia. un notevole interesse. nato da un: curioso abbaglio di alcuni biografia). e che ora il Campanella riusciva a riconvertire al cattolicesimo. 283-291 e tra le Lettere inedite del Berti (« Lincei ». il carteggio del Camp. che aveva da molti anni apostatato. in quel tempo. risultato affatto negativo ^). pubblicato dall' Amabile {Fra T. 505. sperava di poter esercitare notevole influenza. e a questo fine una Epistola alla regina d' Inghilterra. sotto delle imagini. 187778) quelle che vanno da p. quel ch'è più.. docc. spingendo efficacemente alla conversione al cattolicesimo anche personaggi cospicui. L'equivoco è stato poi chiarito dall Amabile. II) e recentemente dal Blanchet {Les antécédents du Je pens. ne* Cast. in ogni modo. Mons. 3) Il D'Ancona e il Berti soprattutto. cor Mons. ' Meditò anche certamente un più largo piano d'adove ma il viaggio non ebbe mai luogo come del pari non ebbe mai luogo un supposto viaggio in Olanda.— . nobili di Francia alla fede cattolica . Paris. II.. La lunga corrispondenza col Segretario della congregazione di e propaganda. 482 a p. e pensò ad un viaggio in Inghilterra ^). *) Scrisse anche. {Fra T. voi. a questo riguardo aveva avuto. 338-343. 222 — potesse accogliere le richieste protestanti di celebrazione della messa in volgare. zione. Ma il filosofo non aveva per questo desistito dalla sua azione. come prova del chiuso malinteso orgoglio e della voluta cecità del.

v. già nettissima negli Aforismi politici per le presenti necessità di Francia nel 1635 2). mais favai s trouvé dès lors. ne' Cast. j'avoue que son langage. et peut-étre que celui-ci en étoit du nomare . que je n'en avois rien du 0ut gardé en ma mémoire^K (V. 344. Paris. ed. crainte de prendre quelque chose de leur style. dall'Adami. L'equivoco nacque così : Huggens aveva mandato a Cartesio il Prodromus campanelliano. II. dedicando le estreme sue fatiche filosofiche ad illustrarlo nel dudi lui il Anche plice aspetto. com' è noto. è poi sviluppata con maggiore larghezza. teocratico. il a néammoins été plus de irois semaines à venir jusqu'ici où. doc. Oeuvres de Descartes. or ora citato. nella Comparsa Regia di Lui^) — •) Circa i rapporti del Campanella con Cartesio. 1898. Adam et Tannery. e. e politico. citata anche dal Blanchet. il lo libro del Bianche!. zione. mais il est déjà vieti : et ne peut plus alter fori vite. .— 223 — Descartes. dopo che egli aveva accettato il pensiero di una teocrazia universale della chiesa cattolica. Fra T. ma con minore chiarezza e alciuanto disordine.. Léopold Cerf. più tardi. che non volle mai riconoscere quanta parte della sua intuizione fondamentale egli dovesse al filosofo del cognoscere est esse. come « braccio Quest'ultima concearmato del Papa. quello della sostituzione della Francia alla Spagna. t. e che ostentò anzi contro più angusto ed ingiusto disprezzo ^). p. et celui de V Allemand qui a fait sa longue préface m' a empeché d'oser converser avec eux avant que i'eusse achevé les depéches que j'avais a faire. de cent lieites. Pour la doctrine. 267) 2) Editi dall' Amabile. voi. e il filosofo gli aveva Vons avez sujet de tronver ctrange que votre Camparisposto nella ait tant iarde à retoumer vers vous. m'ayant trouvé occupé à répondre à quelaues ohjections qui m'étaient venues de divers parts. PP 291-297. il y a quinze ans que j' ai vu le livrei(De sensu rerum)) du mSme auteitr avec quelques autres traités. II. En effet. si peu de solidité en ses écrits. Les antécédants. bien que je ne sois pas eloigné de la Haye. 47 . C. al suo ideale teocratico il Campanella si conservò fedele fino agli ultimi anni della vita. p. e nella nuova forma che esso era venuto assumendo nella sua mente. edito.

212-223 della III parte del volume). governato dal papa. vero regno di Dio sulla terra. *) Il Le Monarchie delle titolo preciso del Discorso è Nationi finirsi nella Romana. 261). II e Cenno I. {Disegno di app'^lìo del Re di Francia al papa contro ^) Spagna). pp. e così via.. 193 («Gioru. tioni : : in tutti accentrati in Roma). segni astrologici. Carattere strettamente teocratico ha invece il De Regno Dei ^). la mia Bibliografia n. alla quale ed a tutte segue e sovrasta la Christiana : a Qui dal Fato Divino fu promesso il Regno di tutto il Mondo. ». 261). motivi storici. 234 e 261). ma altresì esuberantemente fantastica e assai più vicina al giocipi. crit. 3 e 69. n. etnici. libero per incanto da tutti i mali che affliggono l'umanità. senato di prin- XIII ^) . II e Cenno I. pp. 346. : : . 299-347). religiosi. 3) Scritto nel 1636 e pubblicato nel 1637 in appendice alle Disputationum (pp. e democratico quanto largirà ai capaci {ejusdem religionis literatis omnibus sacri imperii capacibns) le più ampie libertà. stato universahssimo. Sciitto nel 1635. doc. fu pubblicato dall'AMABiLE nel 1887 [Fra T. n. Mentre un' impronta anch'essa teocratica. n. n. ne' Cast. nel quale rivive integralmente l' ideale della Monarchia Messiae. nn. 68. Quanto aUa ediz. 67. p. II. morali. politici. scritto nel 1635. 194 («Giorn. V. la mia Bibliografia. 24 e n. V. gettati alla rinfusa a documentare la sua asserzione che due uomini soltanto sono chiamati a dar il colpo di grazia alla moribonda monarchia spagnuola il papa de possibili e il re di Francia de facto. p. espone un vero e proprio programma della immancabile lotta quali siano i punti deboli da colpire nella Spagna già ferita. crit.— gì 224 — : 1) e nel Discorso Le monarchie delle Nache oltre il consueto ricchissimo esuberante argomentare di varia natura profezie. ma insieme aristocratico (concili di cardinali. 211 (« Giorn. C. crit. II e il Cenno l. secondo im governo monarchico. quali i mezzi da adoperare. ». V.. pure la Bibliografia. E quelli principi aver più parte in esse chi più a qtiella s'ingeriscono secondo la Sacra Scrittura eli Natura.

e renderà cristiana tutta l' India. 361. Exulet impietas. dopo vent'anni d' inutile attesa. 13 — Tommaso Campanella . prisca fides.. t. Amabile. inque bonum populi discent regnare tyranni : . fia («Giorn. singolarmente veridico {Erit puer ille luxuriosiis. che senza dubbio appartengono al Campanella me*) allo stesso modo come desimo. p. oltre V Ecloga..— : 225 — 1' m in - mile suo ideale della Città del sole rivela Principis Galliarum Delpìiini admirandam vaiiciniis Ecloga natività- lui scritta et divinis et hitmanis ceteherrimam. col Campanella. II e il Cemio I. abbat- musulmana. lites . comte de Bfienne. ') Il Delfino.. di cui si vuole che il Campanella predicesse. Barriere. illustr. voi. Fra T. et nova progeni es eoe lo demi iti tur alto. fraudes. v. l' Nel dicembre del 1638 (V. Paris. Crit. probabile fratello di di parentela di Gio. o candida corda lugentum ignorantumque atri ahiere colores. le Francia ^).onihne. Mémoires inódits de Louis Henry de J. Quando. nota C. da nella più tarda vecchiezza/ proprio alle so- glie della morte ^). ne' Cast. il n. Circa le supposte relazioni BorelH. 1828. riunita finalmente sotto un solo pastore.. C. si cut Henri cus quartus. l'umanità. un Horoscopus Serenissimi Delphiìii. che lo accompagnò nel suo esilio in Francia. furono da lui attribuite le Note alle Poesie. Regnabit din. attraverso di le maravi- gliose gesta del futuro re Italia. nec timeant agmve lupum. disceso nendone i libererà questa terra dagli Spagnuoli. scacciando definitivamente Turchi dall' Europa. II. mendacia. I. — aveva fatto per — . che fu poi Luigi XIV. n. II. desinet misere et in fine erit confusio magna in Religione et in Imperio). per virtù astrologica. realizzerà il suo secolo d'oro rà la potenza : . 345. sed dure. attribuite all'Adami al suo discepolo e amanuense Filippo Borelli. Le annotazioni alEcloga. 222 della mia Bibliogra». nato da Luigi "OCIII e Anna d'Austria. tamen feliciter . p. che. V. O pietas. riusparse membra sub Patre Apostolico. aut armenta ieonem. Alfonso questi. la futura nascita e cui certamente dedicò. et valde superbus.Redeunt Saturnia regna. 71).

s' inserisce. dolorosa nel cuore dell'esule — — Pierides Calabrae. quae lactavere Maronem. 200. su una originaria predizione astrologica (sette pianeti in ascendente nel momento della sua nascita) e ch'egli cercò di regolare tutta mediante un ansioso scrutare degli astri. in multos pariiius amice. Gentile. Poesie. ma sentita. abietesque superbas. non mancò di premunirsi contro il fato siderale. p. avventurandosi tranquillo sul fragile schifo di straordinarie coincidenze astronomiche e astrologiche concorrenti nella nascita del futuro Luigi XIV. ancora campeggia la sua Ca- labria : Tunc Calabras Pinus Sylae. egli presentì. enfadolce. nella colorita visione del futuro resino di Dio diffuso su tutta la terra. Forse anch'egli si costruì. L'anno 1639 senti a lui fatale. L'ecclissi solare del i'' Giugno lo avrebbe tolto di vita. Ecloga. Aequora sulcantes sine vento et remige prons. quippe unum agnoscent omnes pairemque Deumque *) In un siffatto quadro idillico della perfetta beatitudine dell'umanità ventura. . Vectantes justorum vim procul ambitus orbis Undique consptciet *) UEcloga vita. e forse pur tica. 195 e 201. làbor est iocus. e ancora. il ricordo della avventurosa sua vita ed emerge.— 226 — oda cessarunt Nam et cess avere labores. Conforme alla sua bella d'ardimento e di sventura. per via d'astrologia. fu l'ultimo suo lavoro. ma attutito nella rimembranza e mitigato nella dolcezza del verso. pp. E *) ^') Eclogay Poesie ed. la morte. V invocazione alla terra natale. egli comincia nel primo verso della sua Ecloga . cui il filosofo qui si abbandona con piena confidenza.

che erano stati spettatori di quella morte. . hora more Gallico quarta matutina *) Secondo la narrazione dell'EcHARD [Vita Campanellae in Quétif et EcHARD. Amstelodami. tra r ingenuo stupore dei buoni frati del convento. nella piccola cella del Ho- tanti anni prima. ^^ questa volta il fato era indeprecabile. erbe esalarono il loro ^i matiche singolarmente propizie profumo. come ritti inter Fratrum preces se composuit. apud Wetstenios. p. musiche dolcissime risuonarono sotto la piccola volta. nella sontuosa reggia di diìo. no) che lo ripeteva da alcuni vecchi domenicani suoi contemporanei. Deoqiie red- i anno MDCXXXIX. Paris. et sacris piissime siiscespiritus efflavit.. Lut.— '. ora. Scripiores ordinis Praedicatorum. sabhato ^). 227 — convento di Rue S. XXI Mail. 1719-21... gravion fehri tandem corr eplus ad morchristiano . arsero ceri e luci in settemplice armonia. Il 21 magdel 1639. ristampata nella edizione 1722 del Cyprianus. e veri e propri riti astrologici si svolsero.

.

filosofica. scritti di 1* indicasi precisa delle varie fonti. anche di quelle inedite. e ogni ulteriore dettaglio. La giustificazione e la dimostrazione di tutto nto . che possa offrire interesse biografico e Uografico. 'ano nel mio Saggio bibliografico degli Tommaso i ipanella [Giornale critico della filosofia italiana. quanto perchè rivela nella sua integrità alla interes- è certo il dise- vasta enciclopedia scientifica. della .e qui viene. dedica. |il C.. e |e lettere. e ogni a notizia analoga. ordinate cronologicamente secondo la data della redale (o della prima redazione per quelle che ne ebbero più na). vagheggiava. poetica. predo opportuno altresì riportare anche qui 1' Index instauyum scientiarum. sottotitolo. come raccolta completa e definitiva di le sue opere. medesimo in appen- sua Philosophia rationalis. n. II. (OPERE DEL CAMPANELLA) Questo cenno contiene l'elenco di tutte le opere a stampa C. a. e che la morte gli troncò al 4° tomo.Cenno bibliografico I. pubblicato dal C.). impresa. ìgg. che non [dissimo. nel 1638. o disperse. e ricordate ciascuna nelle sue varie redazioni ed edili. soltanto asserito. e col suo titolo.. e che è non tanto pel suo valore bibliografico. e le che contiene una bibliografia lagionata completa di opere del C. per brevità.

Thomae Campanellae ordiijis calabri de Stylo praedicatorum philosophia sensibus demonstrata in ceto Disputationes distincta. col titolo De sensitiva rerum facultate 1604 1607 1628 » {scr ta in latino). et dictis. Philosophorum maximi. 1591 : F. Il mot è Verum quod sponte recepto submergi haud potuit). Redazioni: 1590. et \ Uhi errores Arisfotelis. : 2. et defenduntur. turae decretis convincun asseclarum ex propri) s .pro \ a Peripateticis fictae prorsus reijciuniur cum vera defensic Bernardini Telesij Consentini. L' impresa del frontespizio rappi senta una sfera (forse un sole) a metà immerso nel mare. si sforza di raggiungerlo. philosophati sunt. un monaco che. et * tur singulae imaginationes. 1591 (Pagg. quae hic dilucidantur. 518 in-8 del Tufo. nuotando. . Marium de Tufo Apud Horatium Salvianum. prae pue Fiatoni corum confirmata : ac dum prò Aristotele pugr Jacobus Antonius Maria. D^^ senso delle cose italiano) (scritta » » De sensu rerum (scritta in latin» De sensu rerum e con la Defens .230 — Redazione Edizione : : 1589. Adversus eos. Dominum D. precedute dalla epistola dedicatoria a Mai non numerata. contra seipsum et illum pugnare oste 1 \ \ ditur Ad Illustrissimum Neapoli. antiqt rum sententijs. non autem sensati duce natura. qui proprio arbitratu.

ac Scripturae. ubi demonstraiur. Naturae. quantus sufficit ipsarum conservationi \ I | \ ac totius. Ac arcanorum naturalium -' quibus mundum esse | \ | rationes aperiuntur. De sensu rerum et Magia Libros quattuor.Edizioni : 1620 : F. non numerati). Impensis Godefridi Tampachij Anno (in-8 . Pars mirabilis occultae phi losophiae. vivam Dei statuam^ omnesque illius partiumque particulas Sensu donatas esse. ac Toalias obscuriori. quantus ipsarum sufficit con tius in quo consentiunt. exceptis Atheis. et fere o \ m rationes mnium Naturae arcano- aperiuntur Tobias Adami recensuit et nunc primura evulgavit Frane ofui' ti Apud Egenolfum Emmelium. Thomae Campanellae De rum libri | sensu re et magia quatuor. praed. . se.eorumdemque Interpretum. alias obscuriori. Mundiim esse Dei vi vam statuam. partiumqueparticulas sensu donatas esse ahas clariori. probatur. alias clariori. servationi. in quo consentiunt. omnes e illius partes. MDCXX dello pp. Thomas Campanella ord. Corredo s et defensos a stupidorum incolarum Mundi calumniis per Argumenta et testimonia Divinorum Codicum. beneque cognoscentem . . partes. e Adami 1637: precedute da un'epistola dedicatoria 371 da un Indice.scilicet. Theo| \ \ logorum et Philosophorum.

P. in » forma di sempre compendio. e 229 pagg. hominum morihus politica cui Civiias So lis iuncta est . Filosofia epilogistica. Richelieu. scrit- to in italiano. Edizioni : 1623 : F. in italiano.— 232 — Jure potissimo dedicai consecratque Parisiis Apud Dionysium Bechet. Sul frontespizio. sub Scuto Solari MDCXXXVII Cura privilegio Regis Contiene una epistola dedicatoria del Campanella al un indice Tuna e l'altro non numerati. pro- scritto in latino. Richelioeio). Thomae Campanellae Calabri O. lo stemma del Cardinale. e . juxta pria dogmata. 1593 * ì> Nova phisiologia. tutta la sua 1609 » Realis philosophia epilogistica. primo abbozzo. Realis philosophiae epilogisticae partes quattuor Hoc de est rerum natura. in latino. col titolo di Phisiologia. {in-8. con le parole Amplis/* Card. in alto. P. 1. » 1594 1598 1601. distesa. di testo. : 3- Redazioni : 1592 . A. Poi una Defensio di 92 pagg. in ampiezza. via Jacobaea. » Epilogo magno. Compendio di fisiologia.

gicae. 508 in tutto T. (pagg. . C' è la dedica al Seguier. MDCXXXVII in-4 grande. praed. Cancellarium Parisiis. entrambe non numerate. Impensis Godefridi Tampachij nellae MDCXXIII precedute da una lunga Praefatio di pp. 465 a 508. nwrales Oeconomicorum da pag. poi una Disputatio in prologum instaiiratarum scientiarum ad scholas Christian as. 367 a 414 la Civitas solis. . quaest. 1637: Thomae: Campanellae ord. appendix politica. Literaria ac Christiana idest vere stabilienda cantra sectarios Una cìim textu instaurato auctoque post editianem Tabianam Suorum operum t. parisienses . ac christianam philosophiam hisce lihris conteniam confirmandam Francofurti. a 218 i Moralium da pai Politicontm da pag. . Quanto alla Città del Sole. v. Dionysii Houssaye. Adami e da un Index non numerati. i. comprendenti in tutto le Mar. Seguono pagg. Illustrissimi Ad et Excellentissimi D. 1-70). da pag. Disputatianum in quatiwr partes suae philo sophiae realis libri quatuor prò rep. Quibus accedent quaestionum partes totidem eiusdem Campacantra omnes sectas veteres novasque. {Quaestiones physiologicaé). 15. 570 pagg. 415 a 464 finalmente gli i . ad naiuraletn. pagg. gina 219 a 365 . Le Quaestiones phy sialoerano state da lui elaborate nel '609 e ritoccate tra il ' 19 e il '20. praesert. politicae. 223. Physiologicorum vanno da pag. II Petrum Segujerium Frane iae M. n. In questa edizione (in-8 . 124 {Phisiologicorum).^33 ci { oeconomica Cimi adnotationibtis phisiologicis a Tobia Adami nunc primum editae.

170-21 1) finalmente il De regno Dei (pagg. in basso. 71-144) . con un gran sole sul frontestizio interno (pagg. in latino . . Verbum : \ \ — l' \ Dei eccl. scritto in latino. che suona una tuba. YAppendix politicae Civitas solis poetica Idea Reipublicae Philosophicae. M. Sul frontespizio r impresa rappresenta un angelo. in basso una campana. Il frontestizio porta in alto un gran sole. una mano con indice spiegato verso campana. . Ai lati un motivo ornamentale. la s. 145-169) . e con la scritta Alla Schola del primo Senno. . Unus est mat. Redazione Edizione : : 1595 : . intorno a cui serpeggia un Omnis a ho[mine] mendax est a Deus nastro. Excudebat Joannes Bringerus. 86 di cui le prime 24 sono occupate dalla Prefazione dello Adami. 212223). sormontata da una stella.— 234 — . 1617 Prodromus philosophiae instaurandae id est Dìssertationis De natura rerum compendium scriptis secundum vera principia. con le parole verax Magister vester Fons sapientis. . sumptibus Godefridi Tampachij MDCXVII A. Chiude il volume un Indice. ex Thomae Campanellae Praemissum cum praefatione ad Philosophos Germani ae Francofurti. Mundum tradidit disputationi eorum eccl. la 25* dal sonetto del C. a destra. i De politicis (pagg. Joannis Ausonij Barberiti in-8 pagg. — Di lato. col titolo di Compendium phisiologiae. Oeco- nomicae (pagg. non numerato. 26-86 dal Compendium de rerum natura prò philosophia humana. le Quaest. a lui (« Portando in man la cinica lucerna ») le pagg. D.

. Redazione : 1594-95. che possi convincerli alla ogni la mediocre il il ingegno perchè lite. un allungar vittoria a chi manloro è tiene il torto. 1887. (riassunto pubblicato dal Fiorentino nel e lettere. 1618. Redazione : 1595. Da quest'anDiscorso appare sempre ristampato come im capitolo (XXVII) della (trad. (Mylius sub Hyspanicam potestatem redigendo. 75-97. nisti et et Calvi* altri heretici. Vedi perciò n. Hagen). olandese. Morano. Napoli. a Roma ed a Parigi. I. pp. II.— 235 — 5. 69-93. doc. Redazione : 1595. Edizioni : col titolo Discursus De Belgio 1602. io). si possino ridurre sotto l'obbedienza del Re Cattolico. modo usato con che è specie di prima disputa. volgarmente di Fiandra. Edizione : 1887. Se^ creta al Papa solo con modi non soggetti alla contradittion de Prencipi. 7. stelli Fra Tommaso Campanella ne' Ca- di Napoli. voi. (trad. 1620 e 1623 no Besold. Discorsi universali del governo ecclesiasiico per far una gregge et un pastore. Giornale Napoletano di filosofia pp. Dialogo politico contro Luterani. 197. (Amabile. tedesca in poi il Monarchia di Spagna. Edizioni : 1875. Discorso circa il modo col quale i Paesi Bassi. Ristampato poi in Studi e ri- .

191 1. 95 e segg. Laterza. Napoli. e Edizioni : 1848. G. Redazioni : 1595. . Garzilli. Torino. che per bene loro e del Cristianesimo non debbono con- Monarchia di Spagna. 1619. 1848 pag. 1854 in D'Ancona. Poesie della Scelta. Opere nella. p. nella Stamperia del Fibreno.— 236 — tratti della Rinascenza. II. Lanciano. Pomba. pp. Caxabba. 8. nella Collezione Scrittori italiani e stranieri). Poesie del gruppo del codice Ponzio. in-4. 83-189 del volumetto Apologia di Galileo e Dialogo politico contro Luterani. voi. per cura 'di P. pa- gine 41-75. (CiAMPOLi. 1911. 391-421). 1599-1601. 1613. Edizioni : 1819 (traduzione parziale di G. Bari. ma facome dal sospetto di quella si ponno guardare nel Papato e per quella contra infedeli con modi veri e miràbili. di Tommaso Campa1854. Poesie toscane e Poesie con metro latino.' tradire alla vorirla. Discorso ai Principi d' Italia. pp. Esposizione (Commento alle Poesie). Valentino An- dreas nei Geistliche Kurzueil. Strasburgo. vii-37 . 1601-1613. Redazioni : i595- 1607.

: dal D'Ancona I. Lavigne. Torino. pagg. Paris. e intercalate da una illustrazione . 1834. 8 di dedica e indice Poesie filosofiche . 1844 (traduzione parziale e in prosa francese CoLET. Libraire. {Opere di T. MDCCCXXXIV pp. xx-223 in 8. Campanella. compiuta . voi.mma Adami): d'alcune Poesie filosofiche di Settimontano Squilla cavate da' suo' libri detti la Cantica l'esposizione con in-4 MDCXXII . 128 di testo. Pomba. 1864 (riproduzione della ediz. 3-180) che attribuisce erroneamente la Esposizione allo Adami. André. arbitrariamente private della Esposizione. Orelli. Osuvres choisies de T. pp. dell'editore Nicola Leoni : . 49-156. Gaspare Orelli professore all'Università di Zurigo Lugano presso Gius.2-^7 1622 (cdi/ionc tmcnd Scelia u<i ì. pp. di Tommaso Campanella pubblicate per la prima volta in Italia da Gio. 1844 pp. C. Ruggia e C. sie 1861 (raccolta non al tutto completa delle Poe- raggruppate arbitrariaallora note mente. Rue du Paon S.

Giovanni gine 319. Redazioni: 1599. Tommaso Campanella. Morano. 1861 9 pp. Edizioni: 1636. pa- IO. volume di Magna Grecia e della Brezia Nicola Leoni Napoli. tedesca del Besold). Carabba. e confederati 1600-01 (rielaborazione). i suoi processi. Ili. Tommaso Campanella II della Istoria della XXXVI. 47 in-8. a cura di voi. pp. Le zione (1622) di Poesie. pp. R. . 1882. Dallo stabilimento dell'Ateneo Vico S. di 69 Poesie voli. Pubblica per la prima volta le Poesie del codice Ponzio. Francoforti ad Viadrum. voi. Tra Tommaso. Tommaso Campanella. rivista sulla edizione con l'aggiunta Giovanni Papini. 70° della colle- zione Scrittori d' Italia. 1620 e 1623 (trad. tipografico letterario n. Laterza. la sua pazzia. Maria Vertecoeli. ed.— 238 — Poesie filosofiche di eatratte dal cap. Poesie. 1916. i* Edi- completa. a 2 colonne. De monarchia hispanica. Napoli. Bari. 549-581. di Monarchia del Campanella dissegnator al Ri Spagna ove con discorsi et osservationi politiche. fa vedere come la Potenza Spatutti gnuola può rendersi soggetti li principi del mondo. Gentile . 175 e 169. Lanciano. 1913. Campanella. la sua congiura. 1882 (Amabile. editio novissima. a cura 2 della colle- zione Scrittori nostri. 1913 .

— ba. Apologiae siiae inserti. manifestandis post annum Christi 1600 prouf Auctor praedicavit in anno 1599. della Bibl. la Edizione : 1882. (Amabile. e che porta il seguente titolo: Articuli Prophetales XVI. 12. C. che il Kva^ala ha trovato in un ms. 239 — II. la sua congiura. Redazioni : 1599 i6oo 1607 . sua cong. 77-229). della Bibl. Tra T. 401 si cui pp. doc. voi. Campanella. 1854. I* delineatio defensionum fratris Thomae Campanellae. (Amabile. 1882. » » Articuli prophetales. Fra T. Redazioni : 1600.. 489-498. Ili. 478-489. Nazionale di Napoli (VII. rales. C. C. . III. 401*. G. p. pp. 37) è stata ora dal Kvaòala {Ueber die Genese der Schriften T. Edizione : doc. 1911. Poni Torino. 1607. (D'Ancona. dell'Arsenale in Parigi. La redazione di servi l'Amabile per questa sua edib. 29) di- mostrata non essere altro che un rapido rispetto alla redazione assai più ampia. col titolo di Segnali della morte del mondo. De eveniihus praecedentihus insiantem Mundi finem . Juriew. pp. zione. secundum omnes Scieniias Divinas ac natuschizzo. Opere di T. II. 2'** delineatio defensionum fra- tris Thomae Campanellae. corrispondente a un ms.

: Ad amicum Apologia. 1854. Pompolitici. 14. 1911. dell' 1601. . 1607. Aforismi Methodici ba. della sua edizione Carabba. pp.— 240 13- Redazioni Edizione : 1600. Civitas Solis idea reipublicae philosophica. (D'Ancona. Fra T. scritta in italiano. del 63-99 Sole. 1613 163 1 Edizioni » » latino. pp.^ 1911). della Città pp. II. voi. sua congiura. 1623. (CiAMPOLi. scritta in italiano. Lanciano. » 1623 corrispondente alla redazione latina del 1613 e inclusa nella Realis philosophia epilogistica (Francofurti. (Amabile. e con questo titolo. Torino. 415-464) come Appendix Politica. pp. la 1882. 161 1. Opere di T. Città del I sole I | di | fra Tommaso Campa- nella le si Dialogo di Repubblica nel quadimostra V idea di riforma della Recioè I pubblica cristiana \ da Dio fatta alle conforme alla promessa Sante Caterina et Bri- gida. C. 15- Redazioni 1602. 6-39). 268. Redazione : Edizioni : {Centocinquanta Concetti^ Universa scienza politica di fra Thomasso Campanella). 188-194). C. II] doc.

— 241 —
1W7, corrispondente
alla redazione, anche latina, certamente posteriore al 163 1. Inclusa anche questa volta nelle DispiHationes in

quatuor partes suae philosophiae realis (Parisiis, 1637, pp. 145-169, in appendice ai

De

poliiicis).

1854 (D'Ancona, Opere di T. C, Torino, Pomba, 1854, voi. II, pp. 231-286, in italiano, ma su una cattiva traduzione italiana della

edizione latina).
1863. (Camerini, ed. Daelli, Biblioteca rara, Milano, 1863).

1904. (Solmi,

La

città del Sole di

Tommaso Cam-

panella, edita per la prima volta nel testo originale con introduzione e documenti, Modena, tip. lit. della « Provincia » di
L.
Rossi, 1904,
di

pp.

cxxvii-59 in-8)

1911. (CiAMPOLi,
litici

La città del Sole e Aforismi poTommaso Campanella, ed. Ca-

rabba. Lanciano, 1911, PP- LV-127 in-i6). 1920. Città del Sole. Testo critico, introduzione

Giuseppe Paladino, NaGennaro Giannini editore, 1920, pp. XXXIV-Ó3 in-i6.
e note a cura di
poli, dott.

16.

lazioni

:

1602-03 1609-10

(in italiano). (in

latino).
»

1610
:

Edizione 1638 Ad, ex quo omnia, per quem omnia, in quo omnia
:

Thomae
Campanellae
stylen. ord. praed,

Universalis
16

Tommaso Campanella

— 242 —
philosophiae
seu

metaphysicarum rerum, juxia propria
dogmata, partes tres,
libri i8

Duce Deo Suorum operum tomus quartus
Parisiis

MDCXXXVIII
in-4

grande.

Precede

un'epistola

dedicatoria

a Claudio de

Bouillon, non numerata. Seguono pp. 352 (I parte) -]- 296 (II parte) -[- 274 (III parte), più un larghissimo indice, non

numerato. L'impresa del frontespizio rappresenta una campana sormontata da un grande stemma. In basso a destra, la solita mano con l' indice teso verso la campana.

17.

Redazioni

:

1605. 1608. Sopra l'aumento delle entrate del Regno di

Napoli.
Edizioni
:

Arbitrio

primo

(circa l'annona).

1854. (D'Ancona, Opere di T.

C,

Torino,

Pom-

ba, voi, II, pp. 325-338). 1887, (Amabile, Fra T. C. ne' Castelli, Napoli,

Morano, 1887,

voi. II, doc. 199, pp. 108-117)

18.

Redazioni

1605.
1608. Arbitrio secondo e terzo sull'aumento dell'entrate

(circa la

Edizioni

1882, (Amabile,
1887. (Amabile,

moneta e Fra T. C,

la

pena
sua

di morte).

la

congiura,

voi. III,. doc.

519, pp. 591-596). Fra T. C. ne' Castelli, voi. II,

doc. 199, pp. 118-123).

^43

19.

Iv^ dazione

:

1605,

Edizione

:

1633

:

A. R. P.

Thomae
Campanellae
ord. praed. sac. theol.

mag

Monarchia
Messia^ Eminentissimo et Reverendissimo D. Diobaptistae Palliottae s. r. e. Cardinali Amplissimo Archiepiscopo Tessalonicensi Ferraraq. Apost. sedis a latere Legato Dicata [^ pp. 91. L'impresa rappresenta uno stemma sormondal cappello cardinalizio con tre ordini di nappe. L'oc— j porta il seguente sottotitolo In quo per Philosophiam Divinam et Humanam, demonstranfura Summi Pontificis, Christianorum Pairis, et Capitis, r uni versum orhem in temporalibus et spiritualibus : 'va Principum \filiorum ac membrorum, super subditos Po',

.

:

I

S mirabili

quadam
|

|

,

novaq. ratione.
et pseudo extinguendum inter Prinad iutelam ipsorum mutuam ab

Reipub. utilissima, in confusionem schismaiicorum,
'i
I

corum,
I

et

haereticorum
;

:

Ad

Zelum,
nviceni,
et

discordiasq.
|

et

ab

exteris sectariis
|

Item de Juribtcs Regis Catholiciin alterum Hemis phaerium
ya adiilantes
~^egue
'-t

et

adversav>tes.
le

una campaina con

parole

:

fiet

unum

ovile et

Aesii,

unus pastor. IO : X. apud Gregorium Arnazzinum

MDCXXXIII

244

20.

Redazione
Edizioni
:

:

1605 -1607.

1631

:

Ad divum
Atheismus

Peti'um

Apostolorum Principem Triumphantem
triumphatus
seu

Reductio ad religionem per sciantiarum veritaies
F.

Thomae Campanellae
cantra

st3iensis

ordinis praedicatorum

Antichristianismum
sexti

A chitofellisticum

tomi Pars Prima

tro Christi

Sancfissimo ac vigilantissimo Apostolorum principi Divo Peiriumphatoris vicario primo et successoribus Fr. Tho^

mas Campanella Ubi

sonans, Dominicanus Ubi latrans nil cU'
:

dens noviter, nisi ut statuat vetera
de thesauris sapientiae incarnatae,

non de suis
et

viribus,

sed

quorum

es dispensator, prae-

sumens

;

prostratus ad pedes tuos in timore

spe D.

Romae, apud Haeredem Bartholomaei Zannetti pp. 182 in-8 precedute dalla dedica, da un Indice e da una
;

Prefazione.

1686:
justo

Ludovico XIII Regi
ad

christianissimo
christicinae rei patrocinium

dedicat Fr. Thomas Campanellae, ordin. Praedicat. tres hosce libellos videlicet Atheismus triumphatus , seu contra Antichristianismum

etc.

De

gentilismo non retinendo
5'

à


De
Praedesiinatione
et

245


et

Reprobatiofte

nuxiliis divivae

Gratiae cento thomisticus
Parisiis

apnd Tussanum Dubray, via Jacobaea
sub Spicis Matnris

MDCXXXVI
cuna privilegio Regis in-8 precedute dalla Prefazione e pp. 273-I-344 in tutto dall' Indice, non numerati. L' impresa del frontestizio rappresenta lo scudo di Francia con la corona e i tre gigli. Pende dallo scudo una stella cui è attaccata una piccola campana con la scritta Propter Sion non tacebo. Di lato, a destra, una mano con l' indice spiegato accenna alla campana. Più
; ;
:

giù

il

motto

:

La prima parte

Donec egrediatur ut splendor Jiistus del volume contiene lo Atheismus
triumphatus
vel

eius.

recognitio

religionis

imiversalis

Secundum communent Philosophiam
nafurae
arcanis

ex

che occupa le pagg. 1-252. La Disputatio cantra murnmrantes (v. n. 60) va da pag. 253 a 273 della prima parte. Le limanenti pagg. 344 comprendono
siinatione.
il

De

gentilismo e

il

De praede-

21.

Redazione
Edizione
:

:

1606. (13 agosto) Memoriale al

Papa Paolo
ital.,

V.
se-

1866. (Centofanti,
rie terza,
t.

Arch.

stor.
I,

1866,

IV, parte

pp. 20-30).

22.

Redazione
Edizione
:

:

1606. (30 agosto) Memoriale al card. Farnese. 1866. (Centokanti, Arch. stor. ital., 1866, serie
terza,
t.

IV. parte

II,

pp. 58-67).

246

23-

Redazione
Edizioni
:

:

1606 (30 agosto) Memoriale al card. S. Giorgio. 1866. (Centofanti, Ardi. stor. ital., 1866, serie terza, t. IV, parte II, pp. 62-74. 1882. (Amabile, Fra T. C, la sua congiura, III,
pp. 596-602).

24.

Redazione
Edizione
:

:

(presumibilmente settembre). Memoriale a Paolo V, 1866. (Centofanti, Arch. stor. ital., serie terza, t. IV, parte I, pp. 30-40).
1606

25.

Redazione
Edizioni
:

:

1606. Antiveneti (in 3 libri). 1887. Discorso sopra la fragilità di
rere
allo

Venezia. Pa-

d'uno

che

fu

richiesto di dirlo

intomo

stato dell' interdetto seguito

contro Vene-

(Amabile, Fra T. C. ne' Castelli, voi. II, 98-108). L'A. considerò questi brani come probabili frammenti degli An ti vene ti.
tiani.

doc. 198, pp.

1904. Antiveneti,

I

libro,

6^

lamento

(ed.

dal

Solmi, pp. 5i-55 della sua ediz. della Città
del Sole, ricordata al n. 15).

1913

edizione del medesimo frammento, ma condotta su un altro manoscritto, trovato dal Kvacala {Intorno ad alcuni manoscritti finora non considerati di opere di T. C.

Nota tradotta

e

presentata oM' Accademia

più pericolosa suo male e l'augu- rio della rovina. Stor. tolo : 9 lamento porta per tiLaudi che ho dato a Venezia. // codice delle nella nella Bibl. 26. 35-41. con molti essempi simili al modo tiche di proceder di Venezia nelle prime prae del suo stupro e del suo adulatore. se- IV. ediz. Arch. 1881. pp. il 31 maggio) De pestilentia coopuscolo epistolare diretto al p. 1866. del clero . Edizione: Serafino da Nocera). Napoli. 51-54)- . (Amabile. vo- appendice alle Poesie. Gentile. t. e la accusa di Venezia è e che la sua scusa . palinodia di sue laudi. 251-254. pp.— ^47 — a. . ai Cardinali. 1886. Campa- Nazionale 1881. e amor Il che li portai sempre. pp. (Amabile. più che il di ninno. parte II. Redazione : 1607 (tra il 18 e loniensi. Redazione Edizione : : 1607 (data probabile). frammento.. che solo ho occa- non deve sione di dolermi.. terza. a. 1915 (edizione critica del medesimo in 1913. Laterza. e per che ragioni^ onde sospettar di me. Pontaniana dal socio Croce. Cfr. 1881. // Codice. Bari. 71-85)- 28. pp. 27- Redazione Edizione : : 1607 (12 aprile) Memoriale al rie Papa e ital. (Centofanti. lettere del ecc. lume XX). di questo elenco. n. 1915. Memoriale al papa Paolo V. A spese dell'autore.

Arch. II. Castelli. IV. ital. pp. 184. stor. pp. 1713. // Codice. 1866. Redazione : 1607. t. (Struvius. 1887. stor. 94-99- 33. Arch. doc. 1866. (Centofanti. serie : terza. parte II. Edizione: 1881. (Centofanti. Redazione : 1607 (tra il 18 e il 31 maggio) De vitando aestivo diretto allo calore. Memoriale agli Arci- . 1866. Jena. parte II. 87-94. 32.— 248 29. duchi d'Austria.. Redazione: 1607 Edizione : (1° giugno) tits. 1866. 31- Edizione Redazione: 1607 (data probabile) Memoriale al Be di Spagna. C. pp. ital. Fra T. IV. ìie' codicibus et fragmentis. t. CoUectanea maimscriptorum 1713). come il precedente. 56-64. 30.. 54-58}. opuscolo epistolare Scioppio). Proemio allo all' Atheismus triumphaex lett'^ra Scioppio. serie ^ terza. (Amabile. pp. Redazione Edizione : : 1607 (forse nell'estate) Memoriale all' Imperatore. (Amabile.

Arch. al Re per la sua debita libertà. ed Mattiesen. Juriew. Redazione Edizione: : 1609 (7 novembre) Sull'Anticristo (Opuscolo allo epi- stolare Scioppio). // codice. // codice. al Imperatore. 1611. (Amabile. 42-45). star. 191 1. Redazione : 1609. 36. Redazione Edizione : : 1609 (18 maggio) Sul peripateticismo e sull'Anticristo (Opuscolo epistolare allo Scioppio). Edizione : 1011. (Amabile. Redazione Edizione: : 1608 (aprile-maggio) Sul pieno e sul vacuo (Opu- scolo epistolare. 46-50). Memoriale et Promesse del Padre fra Tom- maso Campanella et al papa. 1612-13. 68-71). pp. 35. PP* 9-i7- 38. Medicina propria conira Galenistas. 1881. 99-103. pp. C.— 249 — Edizione : 18M. ital. IV. serie terza. 1881. (A^mabile. Ueber die Genese der Schriften T. (Kv acala. parte II. (Centofanti. pp. t. . pp. 1881. diretto al Fabri). // Codice. 34. 37- Redazione : 1609.

C. cccxxx-xxxvi) 40. insegna di Aldo Manuzio (apDiscorso sulla vita pendice) 1854) (D'Ancona. e filosofia di T. all' . C. Napoli. Opere di ecc. un indice una prefanon nume- più pp. Vita : al Re. in T. Redazione: 161 1. 690 in -8. Pomba. ord. C. col (monogramma della Commotto Laudabile nomen Domini).— Edizione : 250 I lft35 : Thomae Campanellae stylens. 1854. Memoriale al Papa e Edizione 1843. praedic. (Baldacchini. voi. pp. . Al posto dell' impresa. Redazione: 1611. doc. 39. zione dello stesso Gaffarel al lettore. Torino. e rati . lo stemma del libraio Pillehotte pagnia di Gesù. juxta propria principia libri septem Opus non solum medicis. sed omnibus naturae et privatae va letudinis studio sis utilissimiim Lugduni Ex officina Joannis Pillehotte sumptibus Joannis Caffin et Francisci Plaignard MDCXXXV Cum Il privilegio Regis al Gaffarel. Medicinalium. sul frontespi- zio. Memoriale al Re di Spagna (scritto in lingua spaguuola). . contiene una dedica editore.

Thomam Campanellam. juxta propria dogmaia. episcopo Sanflorensi. MitteilunHamburg. la scritta la schola del : A . ex . precedute dalla dedica a Francesco de Noailles. pp. apud Summum Pontificem Oratori e al card. L' impresa del fronuna campana.XXXVIII cum privilegio regis in-8 pp. 9-20. Rhetorica. Philosophiae rationalis partes quinque Videiicet Grammatica. X natura et scriptura Dei codicibtis tespizio rappresenta comitale dei Tomi X. in . 152+491+258. ord. {Grammatica. Dialectica. su cui è inserito lo stemma de Noailles. via Jacobaea sub spicis Maturi s MDC. In alto Inclytis fratribus dominis de Noailles. historiographia iuxta propria principia suorum operum tomus Parisiis I apud Joannem du Bray. A destra la solita mano. II. basso. 1885. sormontata da un sole e con. praed. : primo senno. de Noailles.— Edizione : 251 — e 1885. e seguite dal già ricordato Indice di tutte le sue opere in tomi {Instauratarum scientiarum per F. Redazione: 1612-13. 161 7.) Edizione : 1638 : Thomae Campanellae styl. poetica. con r indice spiegato accennante il sole. (Eyssenhardt gen aiis der Stadtlnhliotek zu von Dommer.

Redazione: 1613-14 Edizione : (i primi 6 libri). Campanellae : libro 7°). Redazione : 1613. forse nella tipografia Brugiotti. or din. 1909. Epistola ligione scentur). 1626 {De fato siderali vitando 1630 : R. AstrologicoYiim libri VII Astrologia In quibus omni super stitione Arabum et Judaeormn eliminata phisiologice tractatur secundum S. La pubblicazione avvenne clandestinamente in Roma medesima. . per opera dei nemici del filosofo. Jiiriew. Ita ut et doctrinam S. sitmmorum Theologorum absque suspicione mala in Ecclesia Dei multa Scripturas.252 42. Mattiesen. praedic.24 in 8 precedute da un ampio Indice.XXX pp. 232 -[-. P. . MDC. 43. Antilutherana de instauranda poi nel ^ re- (inserita I L del Remini- Edizione : 1909 (riassunto del Kvacala stantische Gelehrte nella sua PretePolemik ver seiner Haften. lassung. Thomae. Andreae et Matthaei Prost. sumptibus Jacobi. et Alberti. pp. 48. et cum ufilitate legi possimi Lugduni. L' indicazione del luogo di stampa è verisimilmente falsa.

an adversetur Francofurti Impensis Godefridi Tampachii Typis Erasmi Kempfferi Anno pp. utrum philosophandi. (Lizabe-Rufoni. Urbanum Vili Thomae Campanellae et Stylensis ordinis Praedicatorum Quod reminiscentur ad convertentur Dominum Universi Fines Terrae . N. P. 46. 58 in -8. Italia Parigi. xv-i8(j 'L'Apologia vi occupa le pp. in-i6. : 1847. moti co florcn tino. 191 1. pp.253 — 44- Redazione Edizioni : : 1616. ed. Caxabba. Lanciano. Uhi disquiritur. Redazione : 1617-1629. ». D. Instruttione ai Principi della maniera con la quale si governano « li Padri Giesuiti. quam Galileus celebrai. Redazione Edizione : 161 7. MDCXXII 1911. P. faveat sacris scripturis. Ad Sanctiss. 1622 : Thomae Campanellae calabri. (CiAMPOLi. 1847. F. 5-81. ordinis praedicatorum Apologia prò Galileo Mathe ratio . Apologia di Galileo e Dialogo ecc. 45.

In secunda Legaiiones ad praecipuos Reges gentilium. pp. In tertia Legaiiones ad Machomethanos Reges et sectas eie. Volumen QuadripartUum. Fruiti della penitenza di mette XIX et anni di prialla gionia di Fr. Ad Moschoviiarum : XXI. Siizungsherichte Klasse der Kaiserlichen sensch. C. Gregorio ein . : : M. 41-56). Dedica 1908. Edizione : 1887. Tomaso Campanella. 1908. 1909. Legaiiones : 254 — In prima parte contiad Coelicolas et Christianos sacerdotes et Reges. etc. C. che proal sommo pontefice scola di nostro Signore Jesu Christo et a tutti pren- mondo (Eyssenhardt. 32-36. T. d. Berlin. Messaggio di Campanella al Granduca di Russia. II. Abh. Ovatio pa- ad Deum deorum prò legatione sua (Kvacala. Ducem et Graecos Praelaios (KvACALA. In quarta Edizioni (tutte parziali) 1905. del Reminiscentur Paolo V. V.— Psalm. pp. Mitieilungen aus der Stadihihliotek zu Hamburg. XV e Ur- bano VIII (Kvacala. WisB. Mattiesen. nentur. der philos. 152-154. cipi Christiani et a tutte nationi del . hisi. Wien. An- 47. T. IIII. Akad. [opuscolo scritto in russo]. Legaiio II. 159. a 1909.. pp. Juriew. Reformer der ausgehender Renaissance. 1887. hang. und Ferd. Legaiiones ad Judaeorum Synagogas et Proceres etc. Redazione: 1618 (22 dicembre). 1905. gine 21-28).

1845. c. 50. con la Narrazione semplice della verità cava la defensionedi quella. Documenti inediti circa la voluta C.. o. congiura di Fra T. pp.255 - 48. pp. pp. Mattie- 1909. Redazione : 1618-19. ci. 200. Firenze. 1887. stor. pp. celli. Kvacala. . (in Edizione : 1909 riassunto. (Amabile. IX. ne' Cast. c. 1846. sopra cui fu ap- poggiata la favola della ribellione. pp. adizioni : 1845. Redazione : 1620. (Capialbi. (Amabile. Responsiones ad obiectiones V. Stilo delli predicatori. 49. doc. (Capialbi. Narrazione della historia. C. Napoli. c pp. 621-638). 1846). Vanno 1599 in Calabria de Thomaso Campanella di donde si rebellione. 127-137). n. super epistola antilutherana (inserite anch'esse nel I 1. Fra T. Redazione adizioni:" : 1620. o. Arch. . (Palermo. T. o.. 46. PorStrada Mannesi. Il. Hai. Tip. 49-61. Reminisc. Adami. t. (Palermo. 13-49)1846. Informatione sopra la lettura delli processi fatti contra F. Juriew. del nella Protestantische gelehrie Polemik sen. serie terza. 638-644. 1887. 123-127.

Sumn 1637 (pp. (Amabile. S.. 53. Redazione : 1627. De' Titoli. parte III questo elenco). nes suae philosophiae vealis cfr. 3 e 52. Tomaso Campc Domenicano. titoli doc 201. Tomaso Campanella Maestro di Sac. Redazione : 1624.— 256 — 51. Theo logia dell'ordine de' Predicatori . con occasione di pensier eh s' Edizione : 1887. Discorso primo del padre Tommaso Cam tanto PANELLA : Non trovarsi ampia. C. ne' Cast. pp. Virgini Cesarino. 138-147. Ut bano Vili. Pro Conclavi admonitio ad electores Pontifici. havea di far riforma in materia Fra T. il n tanto vera libertà in alcuno stato di chia ne di come Edizione : e Repubblica in tiUto quanta è nel Papato. delle : Disputadc n. Opuscolo di F. nella. maestro fu di Camera di N. inviato a D. Redazione Edizione : : 1623. 221-223. F. de' Il. P. Discorsi Monar Mondo 1633 : della libertà e della felice suggettione allo stato ecclesiastico DEL M. R.

54. motto. al re di alli Spagna Edizione : e al Sommo circa passati e presenti mali d' Italia.seg. precedente). 19) e con identica indicazione di luogo di stampa e di editore. (Amabile. 168-171. di cui al num. ne' Cast. È un opuscolo di 22 pagg. doc. Redazione : 1628. C. (Occupa le pagg.. Avvertimento al re di Francia. 1636 : Ad Praeceptorem Scholasticorum F. Pontefice. 55. a quelli della Monarchia (v. 241. Discorso nella del è Padre meglio : Fra Tomaso Campasottostare all' Chi . Redazione Edizione : : 1628. n. impresa. De 17 praedestinaiione electione. Fra T. 1887. Redazione : 1627. reprobatione — I ouiinaso Campanella . con frontespizio. num. pp. Thomae Campanellae ordinis praed. 56.). stampato in appendice alla Monarchia Messiae. Il Discorso primo vi occupa le prime 14 pagg. Imperio Ecclesiastico vero al secolare ? Edizione : 1633. identici. 14-22 dell'opuscolo. II.— 257 — Comprende questo Discorso e il successivo (cfr.

quod D. doc. 63 in-8. Apologeticus ad libellum de siderali fato vi tando. del De praedestinatione {v . Redazione Edizione : : 1629. ne' Cast. 344 in-8 tilismo.) phiam et undenam medesimo voi.pe Doctorem Angelicum vendicatum Nuncius ad Calvini et Lutheri Asseclas. . privilegio Regis di cui le prime 63 sono occupate dal De gen 57. Redazione Edizione : : 1629. non retinenda Utrum expedi at philosopho christiano alteram post Gentiles cudere Philoso- pp. num . 1887. Spicis via Jacobaea sub maturis MDCXXXVI Cum pp. (Amabile. 242 pp.— 258 — et auxiliis divinae gratìae Cento thomisticus In quo pax Reip. II. 172-179. cum Deo. C.. Thomas non erat cum eis Parisiis Apud Tussanum du Bray. De Gentilium philosopkia praesertim peripatetica. nel prec . 58. Fra T. et conscientiarum cum utnsque. 1636.

368(nelle 413 in-24). Disputano contra murmurantes citra et ultra montes in Bullas SS. pp.. Ex officina Davidis Severini.. Vili adversus Judiciarios editas. pp. ne' Cast.. 1696 (nella raccolta De philologia studiis libera- Guilielmi Budaei.. XLVII. pp..iii.259 59.. Pontificum Sixti V e Urb. De libris propriis et recta ratione siudendi Syntagma. traciatiis Thomae Campanellae. 1887. Amsterodami. apud viduam Guilielmi Pelé). con sulle un Discorso preliminare dottrine di sulla vita e C. Redazione: 1630-31.. 253-273. . 179-185). C. Proemio libro e tavola delle censure sopra il del P. quos Thomas Crenius collega etc. stab. 1696 palis doctrinae. per tip. Edizione : 1686 (in appendice alla ediz. 1642. mus 61. 1645 Grotii et alio rum dissertationes de siudiis instituendis. pp.e Mostro. 243. Potenza. Filippo MalfiAlfonso Santa nello. (Amabile. doc. 60. Fra T. . II. Edizione : 1887. (Parisiis. parigina dello Atheistriumphatus. Redazione Edizioni: : 1632. Lugduni in Batavis. TANi. gine 167-222. Redazione: 163 1.

doc. C. tra Discorso Francese. Dialogo politico sopra il i Rumori di cia tra Re. super al IX Epistolae Pauli (cfr. Risposta del C. pp. 291-297). doc. Spagnuolo circa rumori passati di Francia). II. 56.. la Madre. 344. pp. FranVanni 244. Fra T. ne' Cast . 345. col titolo ne' Cast. 1887. 185-214. C. pp. (Amabile. II. (Amabile.— 26o — I cap. 1887. C. 1636 in appendice De praedestinatione n. Redazione : 1633-34. 1632. 1633. Redazione Edizione : : 1632. (Amabile. ne' Cast. a un quesito circa la gran- dezza nel punto matematico. : doc. Redazione Edizione : : 1635. Aforismi politici per le presenti necessità di Francia nel 1635. 297-299). politico del padre fra Tomaso e Campanella un li venetiano. Fra T.. Fra T. pp. 327-344- 63. 64. Redazione Edizione : : 1635. et il Fratello. . 65. Expositio Apostoli. Edizione: 1887. 62. 1631.

Edizione : 1665 (trad. Fra T. Jttdicium de causa inundationis Nili aliata. 212-223 della III parte). (trad. : 67. n. francese Cureau de la Chambre. doc. 1887. 68.. (cfr. Redazione : 1635. a cui dal Fato Divino fu Regno di tutto il Mondo. Redazione: 1635. 299-347). II. nel suo Dtscours sur les causes du desbordement du Nil. Redazione : 1635. Redazione Edizione : : 1636. francese. 3) . 1687 appendice alle DispiUationes pp. C. 119 e segg. E principi aver più parte in essa chi più a Edizione : quella s' ingeriscono secondo la Sane' Cast. cra Scrittura e la natura. Edizione 1665. 69. 346. PP. di di Luigi XIII.— 201 — 66.). De (in regno Dei. (Amabile. p. Disegno Francia al Papa conprec. Le Monarchie delle Naiioni finirsi nella Romana. in appendice al num. alla quale ed a tutte segue e sovrasta la Christiana il promesso quelli . di appello del tro Comparsa Regia Re Spagna.

nella sua ediz. voi. n. Laterza. .202 — I Redazione: 1636. alle Dispu- cfr. Fra T. 1913. 71. 347-355). Lanciano. nella sua ediz. Thomae Campanellae lorum scip. Dispuiatio in prologuminstauratarum scientiarum ad Scholas christianas. n. ne' Cast. SaecuCantus cum annoi. Praed. 347. Ca- rabba. in Parigi. doc. nativitatem Fr. col titolo Ecloga Christianissimi Regi et Reginae in portentosam Delphini Orbis Christiani summae spei. parisienses. 9 di questo elenco). PP. delle Poesie del C. delle Poesie delC.193-207. Edizione : 1637 (pubblicata tationes : come Introduzione 3. Ecloga in Principis Galliarum Delphini et admirandam nativitatem vaticiniis et humanis celeberrimam Edizioni : divinis 1639. 156-166). PP. II. (Gentile. nella : tipogr. pp. (Amabile. di Giovanni Du- bray. Dt- 1887. 1915. 1913 (Papini. Redazione : 1638. C. praesert. II. 1915. excitbitoris Ord. Bari. Cfr..

lib. Item poemata in lingua Italica. Ecclesiast. : In VIII Arcano rum Astronomico rum lib. In bri 15. Item contra Haereticos. Scilicet. &c ad Christianos. In IX : Poematum part. Item elegiae. Dei codicibus Tomi In I X Tomo : continentur Philosophiae Rationalls partes Grammatica. prò Conversione attitulati Reminiscentur. 4. cS' Mahometanos. 4. Physiologia. 8 prò Teles. Cento Thomisticus. Ad Polit. videi. Poetica. Item Panegyricus prò eodem ad Italos Principes &> Remedium contra Timorem ab illa. Cum Expos. : cum Appendice 4. Philosophiae practicae part. Item contra Atheistas . In III Philosophiae practicae part. De MonarDe Monarchia Messiae ad Jure Catholici Regis in novum Orbem. 3. Metaphys. 3 li- In V: : Theologicorum prò cunctis Natio nihus. & simul de symptomatibus Mundi per ignem interituri secundiim naturarti 6. Item de Monarchia Hispanorum. De Sensu Rerum &. partim Metaphysicalia. i. & lib. Medicinalium 7.scripturam Item articuli profetales ex divina &' humana sapientia de instanti •mutatione seculorum. His additur Civitas Solis. 3. libri Theoiogiae practicae part. de Regno Dei. in 9 : Rom. par. 4. 3. Astrologiae 6 &• de fato siderali vi: tando I. contra Jiidiciarios. 6Disput. In VII Sapientes Praxis Politicae volumina de chia Christianorum ad Principes.Magia 4. In VI -sationum Jiidaeos. Thomam Campanellam juxta propria dogmata. cS* Epigrammata varii generis. IV : PhilosopWae universalis Phllosopliiae divinae i. In II Politica.— 203 — Instauratarum scientiarum per F. Philosophia Pythagorica Car- mine Lucretiano instaurata. Dialectica. Oeconomica. & Perthomistas. Rhetorica. Et Disput. Ethica. prò Bull. . cum textu & qq. contra Perip. Gentiles. cum qq. ex natura & scriptura 5. Pontif. Historiographia.

plerique recentiores. ad Philosophos ars versificatori a de metro Latino applicando vulgari linguae. vel Solis. Item ex arata. Item elegiaca de parlim Politica. ad swnmum Item A-bhorismi . de Laudibus D. Item de residentiae cS» Cardinalium cS' Episcoporum Jure. Item lihellus de Episcopo. & in- sequenti seculo resuscitantur. Item cur antiqui Re- non coarctaverunt siciit glossis autoritaiem pae. Item Commentaria Philosophica 6* Grammaticalia in Poemata Maffei Barberini. Jtem viri de peste Coloniensi. I una ad ad Gemien^es. Vili. viribus. videi. Item an Monarchia Hispanorum sit in augmento. culo praesenti . MuUaqiie poemata hoc ritti & : suorum aerumniis. <Sf usu venarum. Item Disput cur Gulli cum sint potenHores necessariis rebus ad victum numero. Item de amplissima liberiate Romana sub papato. Carolus Magnus. Item orationes i. id est.— propriis 204 — & Amicos. ad Regem Hispaniae de ReItem Oratio ad Regem Galliae. nervorum artehoc tempore mutari debeat. & coluntur. vel in statu. pecunia. Item de eodem contra murmurantes. Item Orationes 3. Urb. Eccles. Item de Conceptione Virginis. Disputatio ad utramque partem de motu Terrae logus politicus & quiete. assistentie à quo. Dia- cantra Haereticos nostri tempori s. Item quot modis possunt pauci in Dialogus prò Rege Gallorum & Item de Titulis. Item cur in magnis articulis temporum pr acciari s si mi benefactores generis humani oclaesae ciduntur titulo ges Maiestatis divinae & humanae. In X Miscellanea opuscula. è contra. Item quaestio utrum utilius. vel in decremento. Item de praecedentia praesertim. dum. Item de regimine sub uno grege unoque Pastore. non dominantur : Hispani vero imbecilliores. S* possit. vel Telluris. bello vincere multos.de Richelieu. Apologia prò Antonio Persio de potu calido Apologia prò Telesio de origine. B atavo s: 1 Melchisedecheam Pa^ politicae prò saead Venetos : i ad SabauPontif. & ad convertendum mundum & & & & riarum. Religio sorum. gno Neapolitano. vesiitum super omnes Nationes. non obnoxio contradictionibus Principum. Disticon & Cardin. S^ commodius sit viuere sub principatu Ecclesiastico quam seculari. Thomae. Item utrum Imperium Roman.

& Usurarioruìu etnendatione. cum lucro Regis. Orat. Item consultatio ad tollendam famen de regno Neap. ad Venetos.i sunt & alia opuscula Latino. Item de exigendis tributis cum populorum gaudio. Item de regni noviter occupati stabilimefito. 3. . & Italico idiomate. Item politica consultaito contra praedeterminatores. Item de Papatus Bono ad principe'^. Item à quibus desideravi pax desecundn m politic. metro & prosa.— politici het 265 — prò saeciilo praesmU. & lucro Regis. Item de libris propriis lib.

.

in — — senso sfavorevole. spesso farraginosamente studi campanelliani. evidentemente. del filosofo. non tardarono a suscitare. di Bacone. Reges. medesima quasi completamente esposta. o clandestina. proprio allora che il secolo si orientala verso la nuova forma espositiva di Galilei. l'attenzione dei contemporanei.Cenno bibliografico II (OPERE SUL CAMPANELLA) SECOLO DECIMOSETTIMO Durante tutto il secolo decimosetti mo non è il caso. Principes et Res publicas de 'mutatione imperii Romani et ortu Potitificum Caesarii . e sopra tutto l'evento culminante di essa. Ma la sua vita. : già dai primissimi anni del secolo Branchedauriae nobilis Taurinensis OraHo praemonitoria ad Imperatorem. e quasi sempre. ed estrinseci le singolari vicende della sua vita. o soffocata sotto il peso delle condanne ecclesiastiche insieme congiunti ed intrecciati. di Cartesio. crearono il vuoto e il silenzio immediato intorno all'opera di lui. sempre costretta in schemi antiquati e faticosamente scolastici. di parlare di veri e propri Motivi intrinseci alla dottrina priva di rielaborazione critica e sintetica. o tardiva. la pubblicazione delle sue opere. fin I.

Franco- zione Impensis Petri Kopffii. con i suoi corrispondenti. dall'Ama114. i XIX.. 95 e sgg. indegno dell'abito ch'ei portava» ma «do- occupa da p. Mentre pensiero. praefatio al instaurandae philosophiae Prodromus Francofurti Excudebat Joannes Bringerus. dal Berti. (cfr. politica ad sacri Romani imperii Principes curiae Romanae potentia moderanda. il Velser ecc. le lettere dello S. 93.. Andreae) Tobias Adami. maniera filosoficamente più feconda. Strassburg. 167. del sec. pubblicate soltanto nella seconda notevole interesse fuori metà bile. appresso Del C. e di Tomaso Costo napoletano In Venezia | | | | MDCXIII. Considera il filosofo di Stilo con attonito stupore. . 3. suscitavano : d' Italia oltre che nel circolo controriforma cattolica imperniato intorno allo Sdoppio V. tato di mostruoso ingegno». de la Wense. p. della la sua singolare personalità. 127 di questo Cenno) altresì. 1609.. Riprodotto nella edi1696 del Syntagma. nel circolo protestante dello Adami e dei suoi amici (Besold.. e in : \ \ \ | I | 4. delle 86 complessive). di Mambrino Roseo da Fabriano. apostata. il Costo nella terza parte del Compen155 a 158 del libro IV. dio. 1619. giudicandolo «ribaldo. 2. G. Valentino Andreae. Geistliche Kurziveil. senza riuscire menomamente ad intenderlo. p. sumptibus Godefridi Tampachii MDCXVII (La Praefatio occupa le prime 24 pagg.— 268 — (nei Monita De immensa furti. Compendio dell'istoria del Regno di Napoli di PandolFO CoLLENUccio da Pesaro. dal Centofanti. (traduzione di alcune Poesie del Campanella). nonché il suo specialmente politico e religioso. Ad philosophos Germani ai^ . il Fabri. num. si i Giunti | Con licenza dei Superiori.

— 269 —
5.

Cristoforo Besold,

Von der Spanischen Monarchie, traduzione e prefazione, 1620 (1623, 2* ed.).
F.
| \

f

6.

Thomae Campanellae De sensu re rum et magia liTobia Adami recensuit et nunc primum evulFrancofurti Apud Egenolfum Emmelium, Impengavit Godefridi Tampachij Anno MDCXX. si9
\

bri quatiior
I

\

|

|

I

|

7.

Scelta
I

d'alcune
|

|

Poesie filosofiche
|

|

di
la

Settimontano
\

Squilla

cavate da* suo* libri

detti

|

Cantica

con

l'e-

sposizione
I

MDCXXII

(edizione curata dallo Adami).

;

F, Thomae Campanellae Calabri ordinis praedicatoApologia prò Galileo Mathe matico fiorentirum
| | I

|

no Francofurti Impensis Godefridi Erasmi Kempfferi Anno MDCXXII Tobia Adami).
I |

Tampachii

|

Typis

(edizione a cura di

9.

F.

Thomae Campanellae
epilogisticae
I

|

sophiae
nuyic
I

partes

Calabri O. P. Realis phxloquattuor a Tobia Adami
| |

Tampachij

primum editae Francofurti, Impensis MDCXXIl'l
|

Godefridi

Entiato poi in relazione col Galilei (V. per la corrispondenza del C. col Galilei, oltre che 1' Amabile, n. 127 XII, XI, a 1901 di questo Cenno, i voli. IV, a. 1894
;
;

XIII, 1903 XIV, 1904 XV, 1904 XVI, 1905 XVII, a 1906 dell'edizione nazionale delle Opere del Galilei, Firenze, Barbera, 1894-1906) e, più tardi, con
1902
; ;
; ;
;

;

i circoli filosofici e letterari di Francia, il Campanella cominciò ad esercitare su questi, mediante rapporti personali ed epistolari, una notevole, sebbene spesso disconosciuta, influenza. Qualcuna tra le lettere di Cartesio {Oeuvres, ed. Adam et Tannery, Paris, Léopold Cerf, 1898 segg. I e II) e del Gassendi {Opera, VI, Lugduni.

Sumptibus Laurentii Anisson et Joannis Baptistae Devenet, MDCLVIII) molte tra quelle del Peiresc e dei

— 270 —
suoi corrispondenti (V. Philippe

Tamizey de Larro

QUE,

Imprimerie nationale voli. I, II, III, IV, VI, VII, 1888 98 e Les correspon danis de Peiresc, {Nauaé, Paris, 1887, Mersenne, 1894 Bourdelot, 1897) si riferiscono al Campanella. Esplicita
Lettres

de

Peiresc,

Paris,

;

10. F.

mente e di proposito Marini Mersenni
|
|

:

|

ordinis

Minimorum
\

|

S.

Francisc
|

de Paula

Quaestiones celeherrimae

in Genesim

cum

ac

curata Texius explicatione. In hoc volumine Athei

et

Deista

impugnaniur

et

expugnantur
|

et

vulgata editio ah haeretico
|

rum

calumniis vindicatur

bus Sebastiani Cramoisy

|

Lutetiae Parisiorum Sumpti via Jacobaea, sub Ciconiis
|

MDCXXIII Cum privilegio Regis Christianissimi
rum
;

et Doctc

Approbatione. Del C. si occupa di sfuggita nell? Prefazione e passim (col. 130-13 1 707; 939-942; 1164 per esporne e criticarne aspramente la dottrina del sensc delle cose {Eapropter lihrum Campanellae de sensu rerun et magia, et quoscunque alios ei similes dignissimos essi

puto qui

flammam

senti ant et

fumo

incanfentur

(col.

1164)

11.

Martii Antonini Elegia cum Discursu theologico de li Th. Campanellae, Neapoli, ex typogr. Mat Nucey, 1626.
beratione

12.

Gaffarel, Curiositez inouyes,
sitez

Paris,

1629; 2* ed. Curio|

inouyes

\

hoc est curiositates inauditae
|

de figuris per|

sa
I

rum

talisma

nicis
\

horoscopo patriarcharum
|

et

|

cha|

racteribus

Jacobi Gaffarelli Hamburgi apudGothofredumSchultzen, Bibliopol. Anno 1676, p, 122. (Breve cenno insignificante).
crpìestibus
|

13.

Gaffarfj,, Clarissimi ac Reverendissimi P. F. Thomae

Campanella aevi nostri

facile

principis

De

reformatione

scientiarum Index, edente Gaffarelli, Venetiis, 1633, apud Andream Babà. (È lo stesso Indice, pubblicato più tardi
dal Campanella

medesimo

in

appendice alla sua Phivia

losophia rationalis, Paiisiis,

apud Joannem du Bray,

271


MDCXXXVIII,
e poi dal

Tacobaea, sub spicis Maturis,

Cj'prianus, n. 43 di questo Cenno).

14.

Mentre già I'Allatius lo includeva nel suo catalogo uomini illustri LroNis Allatii Apes Urbanae sive de viris illustrihus Qui ab Anno MDCXXX, per toimn MDCXXXIl Romae adfiierutit, ac Typis aliquid evulgariint Romae Excudebat Ludovicus Grignanus MDCXXXIII Superiorum permissu (Si occupa del C. da p. 240 a p. 243. Contiene un Indice di tutte le opere campanelliane, del Magliabechi, e un interessante elenco delle opere del C. fino allora
di
:
| \ I
\

j

]

|

edite)

'

Morto
biografia

il

C. nel 1639, in Parigi, a tre anni di distanza

dalla sua morte. Io

Erytraeus ne

tesseva la ben nota

Intàr egregia doctorum

hominum
»)
:

ingenio duo

clar%ssima familiae Dominicanae lumina

inspirata a

un

benevolo senso di affettuosa ammirazione
15.
|

Jani Nicii Erytraei Pinacotheca imaginum Pinacotheca haec imprimatur Coloniae, mense novembri 1642. (La
\

biografia del C. è al n.

XXI,

pp. 41-43);

mentre, contemporaneamente, in Italia, il Rocco ne scriveva un panegirico 16. Filippo Rocco, In obiiu Thomae Campanellae philosopho:

rum maximi, Mantova, 1642
Memorie
degli
Scrittori

(ricordato

dallo

Spiriti,

Cosentini, Napoli,

1705, p.

159

;

ma
ne'

finora introvabile e
Cast.,
II,

p,

che anche I'Amabile {Fra T. C. 158) dice di aver cercato invano
;

e

il

Naudé

si

decideva finalmente a pubblicare l'autobioaffidatagU dal filosofo
libris

grafia campanelliana,
17.

medesimo

:

Thomae Campanellae, De
Syntagma.
Parisiis,

propriis

et recia

ratione
Pelé,

^studendi
1642)
;

apud viduam Guilielmi


e
i8.
\

272


|
\

poco dopo, il Panegyricus dictus Urbano Vili Pont. Max. oh beneficia ah ipso in F. Thomam Campanellam collata. Auth. Gabr. Naudaeo Parisino Parisiis Apud Sebastianiim et Gabrielem Cramoisy, via Jacobea, sub Ciconiis MDCXLIV Cum privilegio Regis (Dedicato a Francesco e Antonio Barberino. Molto elogiativo per Urbano. Assai en|
|

|

|

|

I

fatico nel complesso).

L'anno seguente usciva una 2^
nelle
19.

ediz.

del

Syntagma

Grotii ET ALiORUM disseftationes de Amsterodami, 1645, pp. 368-413.
| I I

studiis instituendis

20. Grotii,

Qualche accenno al C. si trova pure in Opera inedita, pars III, Amstelodami, 1653.
Un'eco vivace della polemica che la pubblicazione del (1637, 2* ed.) aveva suscitato nei circoli

De sensu rerum
21.

si trova in D. Athanasi Rhetoris Presbyteri Bizantini Anticampa-

ortodossi parigini
nella in

compendium redactus adversus librum de sensu magia (nella D. Athanasi R. P. B. Antipatellarus Epistola de Unione Ecclesiarum ad Alexandrinum et Hierosolymorum Pairiarchas, Parisiis, Ex typis Juliani, Jacquin, Via Latomorum, prope Sorbonam, MDCI.V (v. Blanchet, n. 205 di questo Cenno, pp. 107-111).
rerum
et

22.

Petri Gassendi diniensis ecclesiae praepositi et in Academia Parisiensi Matheseos regii Professoris Epistolae quibus accessenint clarissimorum quorumdam ad ipsum
j
I

|

|

|

|

episiolae et responsa

:

eie.
|

|

Tomus
|

sextus

]

cum

indie ibus
|

necessariis,

Lugduni

Sumptibus Laurentii Anisson
|

et

Joannis Baptistae De vene t MDCLVIII Cum privilegio Regis. Contiene 2 lettere del Gassendi al Naudé, con accenni molto affettuosi al Campanella (pp. 46 e 48-50)
;

4 lettere del Gassendi al

C

(pp. 54, 56, 57 e 75) e final-


mente due
e 408), in data 7

273

medesimo al Gasscndi (pp. 407 maggio e 14 luglio 1632, ripubblicate poi dal Baldacchini, Vita di T. C, 1847, pp. 199, 203.
lettere del C.

Seguono, durante un decennio, o poco più, sparsi accenni insignificanti, esclusivamente biografici, quasi tutti concordi del giudizio dell'uomo, cui attribuiscono grande
ingegno,

ma

scarsa riflessione e prudenza, e
:

piuttosto

genialità d' improvvisazione che vigore logico
.3.

FoRSTNERi CiiRisTOPHORi, Notoe ad
cofurti
1662,
p.

Taciti Annales, Fran-

462.

24.

JOH. Henr. Boeclerus in Comment. in I Annales Taed. Argentorat, MDCLXIV. Giue III, § 7, p. 100 dica il C. homo callidus et ad fraiidem acutus, sine ulta
citi,
;

religione ac fide (riprodotto nella ed. 1696 del
p. 169).

Syntagma,

25.

Candor

lilii
\

\

seu
Petri

\

ordo

FF. Praedicatorum a calunmiis
|

et

confumeliis

Authore R. P. F. JoANNE Casalas, eiusdcm ordinis Provinciae Toa valle-clausa
vindicaius
|

losanae strictioris observantiae Parisiis, Apud Joannem de Launay, in atrio Scholarum Sorlx)nicarum MDCLXIV
|
|

cum
I

licentia et approbatione

|

Del C. parla a pp. 273-

274, preoccupandosi soltanto di scolparlo dall'accusa di
astrologia.

26. Degli

;

elogii

\

degli
|

\

huomini

\

letterati
|

\

scritti

1

da

Lorenzo Crasso In Venetia, MDCLXVI Per Combi e la Noù Con licenza de' Superiori e privilegio Parte secon| I

da, pp. 243-246. Contiene, oltre la biografia, del C.

un ritratto

27. Libri

già

quinque Apologetici Pro religione uiraqut Theolomoribus ac iiiribus ordinis praedicatorum Authore R. P. ViNCENTio Baroni© ordinis praedicatorum Parivia Jacobaea sub Signo siis, Sumptibus Simeonis Piget
| \

\

\

\

I

|

|

|

18

Tommaso Campanflla


|

274
|

Prudentiae MDCLXVI Cum privilegio Regis et Approbatione doctorum (pp. 401-402).
28.

Gabrielis Naudaei nalium Francisci a
|

I

Parisini

|

Eminentissimorum CardiFrancisci
|

Barberini Julii Mazarini ac demum Serenissimae Christinae Alexandrae Reginae Suetorum Gothorum et Vandalorum Bibliotecari Epistolae nunc primum in lucem prodeunt Genevae sumptibus loh. Hermanni Widerhold
|

Balneo

|

|

I

I

j

|

|

I

MDCLXVII

(pp. 254-263

:

lettera del

Naudé

al

C,

e

passim accenni in
>9.

lettere del

N. ad

altri).

Sciences de princes

\

ou consideraHons

\

pohtiques
|

|

sur

les

coups
I

d'état

\

par

\

Gabriel Naudé, Parisien

Avacqtce

I

Iss

Réflexions Historiques
I

Mo

\

rales, Ckrétiennes et

Po

|

li-

Hques
qu'elles

de

L.D.M.C.S.D.E.D.M
|

Qui
qu'elles
|

|

admire

ce

ont de

subtil
\

\

Éclaircit

ce
\

ont d'obscur,

Rejete ce qu'elles

jours
I

ont de mauvais Et les considere toupar tout avec indi^erence, et sans aucune passion Imprimées l'an MDCLXXIII (pp. 606 e 711) (2^ ed.
et
\

MDCCLII,

pp. 50 e 156).

30.DAN. Georg.
p. n.

Morhof

I

Polvhistoris

Litterar.

e.

XXII.
i

267 e segg. (riprodotto nella ediz. 1696 del Synp.

tagma

170. Il C. vi è considerato

come

insigne tra

poligrafi

contemporanei, e ricordato soprattutto per la sua dottrina del senso delle cose e per la sua erudizione
astrologica.

31, Biblioteca

in
I

Napoletana et apparato a gli huomini illustri Napoli e del Regno ecc. Opera del dottor Nicolò Toppi Patritio di Chieti In Napoli Appresso Antonio Bulifon All' insegna della Sirena A sue spese Anno 1678. Contiene, oltre un importante schizzo biografico e bibliografico (pp. 293-294) relativo al C,, anche un sonetto (p. 353) del Lavagna Al padre Fra Tommaso Campanella, al Dottor Signor Alessio A Ionia, enfatica\
\

|

lettere

di

|

|

|

|

|

|

|

|

I

MDCLXXXIII | | Sumptibus Bartholomaei Nicola Moreschi gine 190.re I 275 — mente elogiativo («Ceda a Stilo Stagira. nella Stamperia di Giovanni Gravier. pp. opere di T. Violentemente ostile al C. che pare non sia mai avvenutacopione \ circa morte. nissime da quello che nell' interno sentiva ». con una certa larghezza (pp. 33. 234-238 a 2 colonne). Si occupa del C.191 : Superiorum permissu et Privilegio (pa- piccolo accenno al C. toccanti alla vita ». e sfavorevoli. voi.276. con ritratti) 2* ed. p. 1687. A spese di Giacomo Raillard. finalmente alcuni giudizi di altri. apologetico). concludendo con un suo curioso dubbio circa la sincerità del C. Napoli. 32. 35. e con stupomaggior miri oscurato ») e l'annunzio II suo vanto di una prossima pubblicazione del Lavagna medesimo «molt« particolarità recondite. Teatro eroico e politico de' Governi de' viceré del . con tono ingenua- mente 34. poi interrotto quindi un elenco delle opere di I . Per Salvator Castaldo Regio Stamp. 36. Grotii Epistolae. 3 MDCXCII .. Napoli. che giudica uomo di «deformi costumi» e alla sua azione politica. Riproduce r indice degli scritti campanelliani del MagUabechi di 36 capi. Thomae Cornelii Aurelii Severini ad consentini Epistola subdititia Marci Timaeum Locrensem nomine con scripta. Addizioni Biblioteca I I \ di \ Lionardo \ | Nicodemo \ | [ alla Napoletana del Dottor Niccolo Toppi In NaMDCLXXXIII poli. e favorevoli. Parrino. 485. (voli. I. MDCCLXX. 1688 (pp. Napoli. Thomae CoRNELii CoNSENTiNi Pvogymnasmata phyI | | | sica I Venetiis. che gli sembra deleteria. C. 416-417). regno di Napoli. 274. che spesso « cose scriveva lontalui edite . Amstelodami.

di ci possedeva l'esemplare annotato dal C. p. in Napoli. F. 358) conosceva le Questioni filosofiche Valletta ne aveva lette le Poesie filosofiche. un certo interesse per la filosofia del C.. p. Arch. verso la fine del sec.^fac/a^wsGuiLiELMiBuDAEi. Giorn.' qui tamen rectius est Atheismus triumphans Notevole è in Napoli il fatto che. circa il quale cfr. d'A.. 191: p. 28-29 (nota) e p.. .— 37. Bari. a 2 colonne). quos in Thomas Crenius | collegit. codic. Napoli. IT. preceduta da alcuni Judicia scripforum di Campanella. 294). et \ I. napoL. delle Poesie del C. 1920. re Batavis Ex officina Davidis Se verini 1696 (pp. cri. Lugduni 38. che p( passò alla Bibl. Hermanni Conringii I Dissertano Urbis \ \ ad L. suWAtheismus (. 167-222).: celebre giurista napoletano Francesco D'Andrea (v N. I. e la Rinascenza filosofica in ape. Studi vichiani. Tho MAE Campanella censuit ecc. // Sani 1920. Cortese. Messins 1 . 1 199. il officio della Inquisizione II. theodo De stus studiis liberalibus Romae Costantinopoleo \ Sta in Novus thesaurus I antiquitatum tius I I ab Alberto Henrico de Sallengre Hagae-comitum Apud Petrum Gosse | romanarum conge tomus tei | j MDCCXI] pp. nonché Not alla sua ediz. pp. Gentile. 1 | etc. Laterza. Lapi. Amabile. 1892. sebbene in rai spiriti isolati. Gentile. 191 5. Contiene : il noto giudizi ». Contiene una ristampa de Syntagma. -D^J I 276 — \ philologia \ \ studiis liberalis doctrinae \ informatione e educaiione litteraria .(Scripsit etiam Atheismus triumphatun. Città di Castell( 67 Principato. medesimo. . dei Gerolomini (V. C. stai nella seconda metà del sec. si XVL veniva suscitando.. 444.1232. medesima N XV d( 3.

: 41. pp. 56-64). (Contiene la importantissima lettera allo Sdoppio del 1° giugno 1607. 184. pp. B. Fra T. Florentin et Delaulne. 1713. Autore Ern Sal. Inchoavit R. 4 Seconde edition. MDCCXXI. Jacobus Echard. chez Francois van der Plaats. doc. ft son Livre de Monarchia Hispanica dans lequel il donne au roy d' Espagne le movevi de devenir maitre : de l'Europe))). Seguono a breve distanza le biografie del Cyprianus e dell' EcHARD. Collectanea ìnanuscriptorum ex codicibus et fragmsniis excerpta. 1705. quella più storicamente obiettiva. MDCCIIT. e fon- data su testimonianze contemporanee e spesso ostili. C. . Nandù et Patin | Paris. 5-6 (Piccolo singolare giudizio « C. EcHARD Campanellae Vita negli Scriptores ordinis praedicatorum recensiti notisque historicis et criticis illustrati. ri-pubblicata. poi dall' Amabile. proemiale SLÌVAtheismus triumphatus.277 — SECOLO DECIMOTTAVO Nel lungo silenzio del secolo XVIII pochissime veci levano a ricordare il filosofo di Stilo. Marchand Libraire dans le Gapersteeg. Cypriano Vita et philosophia Tn. p. II Lutetiae Parisiorura apud Christophorum Ballard et Nicolaum Simart. Jena. Struvius. e quelle poche considerano in lui assai più l'uomo che il pensatore Naudeana et Patinìana ou singularitez vemarquahles si : \ \ \ \ prises des conversations \ de mess. ne' Cast. MDCCI. 42. P. questa più amorosamente benevola 40. Amstelodami. Campanellae. F. a Amsterdam. II.

Ern. inspirata a un notevole senso di ammirazione pel Campanella. 107-144. Bruckeri. intravvede nella famosa congiura un problema. Sal Cvpriano. Biografia molto semplice. (La parte biografica è notevole. pagine 67-86. da un Gafiarel. t. Biografia d' intonazione non favorevole. MDCCXLIV. tome VII. NiCERON. p. Philosophia et Libfis scheAmstelodami apud Weistenioi | \ \ \ \ MDCCXXII. Hisforia critica pìiilcsophiae Lipsia. | | . Segue il solito Indice delle opere. AcAppendices IV Doctoruw. come quella che. chez Brìas[ son Libraire rue S. condotta sulle tracce del Syntagma. i|4. 126 a 129. V appendix elenco delle opere stampate e di quelle inedite. notevole per l' intramezzamento di giudizi critici del Naudé. Campanellae \ Autore cedunt hac secunda Editione Virorum de Campanellae Vita diasmata I \ complectentes \ . all'elenco). quello del 90-195: una ristampa della Vita dello Echard. del Gaflarel. e avvicinato al Cardano tra i filosofi cui imaginationis vis judicandi fa- cultatern suppressit) 46. 50. Memoires dans illiistres mes \ poiir \ servir \ a l'histoire \ \ des | \ hofnca- la republique des lettres \ avec un I talogne raisonné \ de leiivs ouvrages | a Paris.— 43. IV. Ex typographia Johannis de Simone Superiorum permissu (Si occupa del Camp. da p. dall' indice del Gafiarel. seguita a sua volta da un indice tratto dal Syntagma. vi : è accusato di ateismo e dì paradoxofilia. per la prima volta. Angeli Zavarroni virorum Calàbriae \ | Bibliotheca Calahra \ sive illustrium \ Qui literis claruerunt Elenchus Neapoli. I 45. MDCCLIII. La parte filosofica è interessante come indice dei tempi il Camp. sofica Alla : biografia e alla esposizione e filo- seguono poi 1' indice del Magliabechi III. Jacques à la Science MDCCXXIX Avec approbation et privilege du Roy. pp. ecc. cap. 278 — | VitaTh.

e trad. o per l'uno o per l'altro dei molteplici suoi aspetti. 309. 1763 lib. GiANNONE. comincia ad attirare l'atten- zione degli studiosi.re con licenza de' Superiori e Privilegio. Histoire de la philosophie moII. pp. Lorenzo di Giovanni Nuccis Magg. Napoli.E. i. 48. un notevole risveglio degli studi campanelliani. SECOLO DECIMONONO Il secolo XIX offre. 749-77^- . I . che il Giannone non duAll' . IV. A spese Sotto il campanile di S. 49. di 50. XXXV. derne. ma ampio e ricco. Vita. insegna della verità. Ostilissimo al C. 1784. 6 Luglio 1638 ristampata poi dal Baldacchini. decennio. cap. trad. è costituita dalla congiura. 1847. e soprattutto quinto. Ma già fin dai primi anni del secolo la figura del* Campanella. sulla traccia dei biografi precedenti. da Parigi. della letteratura I italiana \ del cavalier abate | Gi- I rolamo TiRABCscHi | | tomo ottavo. Paris. 195-198. Nella stamperia di Francesco Mon- cke con licenza de' Superiori (Angelo Fabroni). Storia 1844. . 1-4) la importantissima lettera del C. Lettere inedite di di questo \ \ nomini \ illustri \ tomo secondo | In Fi- renze. 113 a p. pp. 1816. prima mano. 117. Filosoficamente insufficiente e non BuHi. bita sia veramente avvenuta. Si occupa del C. dalla Colet. a cominciare dal suo quarto. Contiene (pp. mitigate per altro da una certa quasi involontaria ammirazione. il cenno del Jourdan. al Granduca. e non senza preoccupazioni di ortodossia.t. 279-81.— 279 — 47- Storia civile del re^no di Napoli. t. da p. MDCCLXXV. Palmyra. e per opera «grande imbrogliatore ». Oeuvres. pp. La parte centrale della narra/ione concernente il C. p.

Capolago. H voi. Spinoza » Tommaso Campanella. «ingegno torbido e sfrenato cenno del Botta. t. Rug: gia e e. sa philosophie {Encyclopedie nou- 1834). presso Gius. Tipografia Elvetica. alla fisiologia una sommaria esposizione del sistema. Gio. che attri». collezione.r imd Thaddà Siber. È il volume VI delle Leben und Lehrmeinungen heruhmter Physiker amEndedes XVI und am Anfange des XVII Jahrdunderts ah Beytràge zur Geschichte der Physiologie in engerer und welterer Bedeutung herausgegeben von Thaddà Anselm Rixnf. 1826. MDCCCXXXIV. parola viva destò possentemente lilei. per più rispetti. oltre la biografia. Gaspare Orelli. facendosi editore delle Poerivendicava il sie filosofiche. contiene. IV. del C. significativo l'articolo del et Leroux. con larga prevalenza. velle. che «con gli immense sue fatiche e colla irresistibil forza della sua spiriti dal letargo. 1834. valore del filosofo. 1820-29. le Insorgendo contro il Botta e contro il Giannone. Poesie filosofiche di Bacone.' . e costume scan-| Carlo Botta. 4 Storia d' Italia continuata da quella dell Guicciardini sino al 1789.. Ga54. Sulzbach. «opinioni sospette» ecc. Lugano. 312-323. MDCCCXXXII. pp. Non molto 53. Migliore e più vario. e fu parte precursore. ma incompleto 51. secondo lo spirito della . professore all' X^ni versi tà di Zurigo. parte aiutatore del Keplero. Thomas Campanella nach seinem LeheM imd seinen Schrijt' dargestellt. Cartesio. nel Gaspare Orelli. pubblicate per la prima volta in Italia da Gio. Violentemente daloso 52.— : 28o — anch'esso. in 7 voli. » ostile il buisce al C. nonché una traduzione in versi tedeschi di alcune Poesie del C. Campanella Paris.

v. 2» ediz. il ediz. Terza Ricordi e Comp. Typis : Moquet sociorum. Ferrsiri. Cousin. 1836. Manuel pp. 59. 31-39). XV. superficiale. che la dottrina dello Stilese non abbia avuto nichts fntchthringendes zuy Folge 55. del Tennemann. 224). filosofia antica italiana Libro uno presso Mamiani della Rovere. Contemporaneamente il Baldacchini iniziava i suoi studi campanelliani. 1840 (1847. ma superficiale ed enfatica. Messina. : filosofia Onofrio Simonetti. e air insufficiente trattazione del 56. 1840. dall'altra la calorosa. / Quindi seguiva a breve distanza Ferrari. faceva séguito.) e la secondi (Della . Capra. allora inediti. 1836 (cap. H. con una 60. H. Mark- neike. t. t. all' insegna di Aldo Manuzio. duit de l'allemand par V. di Parigi. Mamiani : Del rinnovamento della del C. Vita e filosofia di Tommaso Campanella. pp. più largo. di cui la prima parte (la sola Vita) vedeva la luce in Napoli. n. 1839. Parisiis. traParis. Berlin. 62-69 . ma frammentario e 57. Firenze. V. 85). Hegel.— 28l — Ma dal punto di vista filosofico il Campanella restava ancora incompreso. salvo il Remini scent ur Pel . de l'histoire de la philosophie. e poi in buona parte pubblicati. De religiosis Campanellae opinionihus. esalta- zione del Simonetti 58. p. All' ingiusto e affrettato giudizio dello Hegel. Werke. da una parte cenno. ed. Stamperia di T. 1839. (Schultze. Gescliichte dsr Philosophie. Sul sensualismo ad occasione della speculativa di Tommaso Campanella. T. (Notizia di alcuni ms campanelliani della Naz.

che il Baldacchini aveva già scetticamente dichiarata destinata a rimanere un «eterno problema degli eruditi » : . 1-48) biografica. p. ma t'altro importanza. 70-71 e 389). i. 49-156) una traduzione della Città del Sole. Contiene una Notice (pp. imperniate soprattutto intorno al problema della congiiu-a. et Campanella ou Essai sur et les Uto-^ pies contemporaines de la Renaissance de la Reforme. Morus Paris. 253-281) finalet témoignages di vari autori (pp. Paris. Napoli. Tipografia dell'Aquila di V.282 filosofia del Campanella) usciva nel 1843 (1857. Tommaso d'Aquino. seg. libraire. mente Jugements Trascurando alcune lettere allora inedite (pp. una traduzione in prosa. Puzziello Nel chiostro S. Rue du Paon Saint André. IV. 283-338).. 1844. Histoire des sciences mathématiques en Italie delettres puis la Renaissance des tième siede. 328) 63. sebbene alquanto superficiale : e indiretto. delle Poesie (pp. 157di scarsa . Oeuvres choisies de Campanella précedées d'une notice. pp. 1844 (Pel C. Dareste. breve accenno del Minieri Riccio scrittori nati nel regno di Napoli compilate da Camillo Minieri Riccio. tutche perfetta. 252). . e agile nella forma. 2* latini). Memorie storiche degli è invece da notarsi un contemporaneo fiorire di ricerche documentarie. pel filosofo di Stilo 61. fatta dal Rossei (pp. Th. 1841 62. La vigne. (documenti). 149-155 e 455-65 jusqu'à la fin du dissep. Libri. il : 64. t. n. Napoli) Stamperia dei classici gli Anche fuori d' Italia si manifestò nuovamente in queanni un certo interesse. nel volume della Colet (v. Colet. 1843 (riportato . v. pp. ediz. calda di ammirazione e di simpatia..

la phi- losophie. allo Stilese. Capialbi. 619-644. Torino. come uno studio sul Camp. l Campa- nella (Peiresc e del Pozzo) Palermo. d. si cava la defensione di 49-61) . Palermo. Firenze pp. in verità. ma invece altri corrispondenti . Bruxelles. 69. 1846. IX. serie terza. 220-222) della filosofìa vicende italiana Discorso Francesco Bertinaria.. IX. ch« non si può considerare. Documenti l'anno sulle novità tentate in Calabria nel- ital. serie terza. stor. 1846.— ©5. ovvero del bene Nello stesso anno usciva 68. in- ital. 1846 . sebbene redatti con pretese filosofiche. pp. t. n. 403-431) (Contiene vati documenti. e metafisiche.. 1846. Napol» tipografia Porcelli. Prfcis de l'histoire de . con profonda alterazione storica e filosofica. Siili' indole del Dottore e le 1845 (pp. 1845 (Contiene la Narrazione della Ustoria sopra cui fu appoggiata la favela della ribellione (pp. // {Dialoghi di scienza prima. 70. pp. 46. strada Mannesi. 13-49) e la Informaiione sopra la lettura delli processi Vanno 1599 %n Calabria de rebellione contra F. stor. (È la ri- stampa della Narrazione e Informazione. 66. crede il P. voi. t. che non è il Granduca di Toscana. co- 1599 {Arch. di cui 4 con inesatta attribuzione del destinatario. De gli accenni del Salinis et Scorbiae. Maml\ni. Pomba e Comp. messa in bocca. (pp. Pari>^. 381-467. 283 — Documenti inediti circa la voluta congiura di Fra Tommaso Campanella. Trascurabili. edite dal Capialbi) il Dialogo del Campanella. me 67. Narrazione su gli temide attribuita a Tommaso Campanella s' avvenimenti di Calabria dell'anno 1599 con cui a provare non esservi stata ribellione [Arch. di cui alcuni lacunosi e varie lettere. Thomaso Campanella di Stilo dellt Predicatori ceni la Narra fatti » zione semplice della verità^ donde quella (pp. 30-34)- Gius. È la filosofia propria del M. I.

Quatricme . von Bethge. Histoire 284 — compavé e des systèmes de philosophie considérés aux principes des connaissances humaines Deuxièrae partie. nella Stamperia del Fibreno. 74. mationszeit. Sommario. 1914 Della storia d' Italia dalle origini fino ai nostri giorni. Discorsi ai Principi d' Italia del P. e. 1850. 1887). il 72. Trascurabile la 76. notarsi : Trendelenburg. Hisiorische Beitrcige zur Philosophie Berlin. Paris. Sommario : della storia d' Italia. VII la cui p. C. 1848. Torino. II. vi è con- siderato soltanto in quanto autore della Città del sole. 86. 522-608 (2^ ed. de Cerando. Par M. Alfred Sudre. pp. Laterza. e con scarsa penetrazione storica e filosofica). 1846 (V. se non peggio. Napoli. Die philosophische Weltanschammg der ReforStuttgart und Tubingen. pa- gine 412-434. (v. 1 26-1 31 il C. Geschichte der Kotegorienlehre.. Da 73. politici 75. 1. . ttto- édi- tion. pp. Piccolo il accenno di scarsa simpatia al filosofia B. vii-37. 254-261 del sistema campanelliano . pp. giudica mediocre. per altri rispetti. 1847. Bruxelles.— 71. Histoire de la philosophie moderne à relativement partir de la renaissance des lett^es jusqu'à la fin du dixhuttième siede. le pp. Histoire pies socialistes par du communisme ou réfutation hisiorique des M. Pomba. Balbo. voi. Tommaso Campanella. Bari. 1847. la recente edizione a cura del Nicolini. ma prolisso e scarsamente intelligente studio sul C). 1846. pubblicati per cura di P. Verlag . che considera un punto solo : tavola delle categorie. (Largo. Garzilli. Carriere. Band la I.

Gescìiichte der neùere^i Philosophie. (Il I contiene un Discorso Della vita e delle dottrine di Tommaso CampaD'Ancona. con giovanile ardore. allora giovanissimo. 3-62). Ma fico del soltanto verso la metà del secolo il valore filoso- 78. 1851 (pp. la prima : esposizione filosofica del sistema campanelliano. da lui erroneamente attribuito allo Adami. Le Monnier. volta a dimostrare «inventata» la congiura. Ztveiter Theil. 149-158) dei voi. daMo Spaventa Ritter. : felice il tentativo di ricostruzione fantastica del Tommaso Campanella prigione nel Castel dell' Uovo in Napoli (pp. si accingeva ad una ricostruzione apologetica della biogiafia campanelliana. Hamburg. e della Scelta col Città del Sole). 1852. per essere stata occasione prossima ai belli . che è. e poi. oltre che per •se stessa. si può dire. Poesie edita e postume di Alessandro Poerio. una ristampa dei Discorsi politici. Torino. fondata su una conoscenza diretta degli scritti principali dello Stilese. della Monarchia di Spagna e della nella . editori. Il II gU Aforismi politici. 1854. L'opera compiuta dal d'Ancona segna tuttavia un punto notevole negli studi campanelliani.Poco Poerio 77. ma con non bene inteso senso di amore al ribelle osteggiato e da Spagna e da Roma. Cugini Pomba e Comp. Opere di una ristampa delle Poesie filosofiche sul testo commento. e purificare da ogni macchia » di ribellione politica o « a religiosa 79. il D'Ancona. Mentre. Firenze. Campanella viene messo in rilievo. anzitutto dal Ritter. il filosofo di Stilo : Tommaso Campanella. 2 voli. la prima volta raccolte con cenni intorno alla sua vita per Mariano d'Ayala. in maniera fondamentale.

954-960) . Weimar. tuttavia non affatto insi- Cantù per Italiani Cesare Caniù. la figura eroica del frate. Modena. stampato negli Scritti -filosofici. 1860 ed. 1901.— simi 80. . Maria Vertecofcli. governativa. della Brezia di Tommaso Campanella. Lo S. Del C. Napoli G. estratte dal della Istoria della Magna Grecia e Nicola Leoni (Dallo stabilimento tipog. : Tròbst. 1860. e lo pone al suo vero posto di precursore della filosofia moderna. private dell' importantissimo commento e rag- gruppate © illustrate arbitrariamente) . 286 — dapprima nel Ci: Saggi spaventiani. napoletana ecc. di n letterario dell'Ateneo. Carattere e sviluppo della filosofia italiana dal secolo XVI (ri- sino al nostro tempo. Storia degli Gentile. 9- 1861 (pp. 3 1S67 (Il Saggio su Tommaso Campanella a p. Pedone Lauriel e Gius.. e su altre pubblicazioni di scarso interesse 83. Marghieri. politica e religiosa. lo Spaventa si fare alcuna aggiunta sostanziale a occupava altresì. va da grità. XXXVI. 74 in-8 a 2 colonne. « uno dei maggiori filosofi e dei più forti caratteri che siano stati in Italia tra il decimosesto e il decimosettino secolo. di pubblicati mento (1854-55) e poi più tardi raccolti in volume Spaventa. nel suo 81. n. Ghio. critica filosofica. voi. 135. ma senza quanto ne dice nei Saggi. tip. contro l'apologia del d'A. pp. in « quella circolazione dei pensiero europeo » ch'egli andava studiosa- mente ricercando. (Ristampa di alcune tra le Poesie. Vico S. Morano. vi rivendica nella sua inte- ribelle e cospiratore. Saggi Napoli. Napoli. p. Parte seconda. Sorvolando sull'accenno. ediz. Poesie filosofiche cap.. gnificante. 84. Prima 1859 (pp. coeditori. del 82. Der Sonnenstaat des Campanella. 1 15-153).

tipografia di F. pp. 525-614. 1862 (ed. von J. . Grundriss der Geschichte der Philoso- phie 1862-64-66^ (1907^0 hearh. Paris. (v. 1862. Corso 287 — iiauwn di sugli scrittori politici Gius. pp. lez. Al quale un nuovo aveva portato il . spe- cialmente la 7* e la 8» lettera Philosophische Zeitschnft. 589-600).pp. Paris. lin. 1865 si potrebbe invece ricordare. Garnier. Roma. Freiburg. nel Borqhini. 59-60 e passim). 1865. 1889. Grundriss der Geschichte der Philosophie MANN. 1865^ (1896* bearbeitet von B. pure : 89. 47. lasc. e G. Sainte-Beuve. ^o. 3. voi. Intanto proprio in quegli anni. Portraits politiques et litUraires. Heft 4. : Stratep. 230-239).— Ss. di ricerche documentarie. III. Ili. XXI. Thomas Campanella und nei Preussische Jahrbiicher del scine politische Ideen (rist. E. Manini. Vico. die italienische Philosophie . 41. Milano. in un rinnovato ardoie » si riaccendeva il « problema piccolo contributo della congiura. II (Naudt^) . ErdErdmann. 1866 nelle Kleine philosophischen Schriften. 467. 125-181. Berlin. 522 segg. I. Fr. Briefe uber danJie. voi. Accenni sulla poesia filosofica di T. und hsg. 1S82. pp. pp. che echeggia e talora traduce letteralmente lo Spaventa 88. Ber- V. XXIIl. B. nel periodico Der Gè- Band VI. Ferrari. la modesta opera di divulgazione dello Stràter. De Nino. XXII. Ueberweg. pp. 91. SiGWART. Ber- §§ 245 e 246. ^-j. von Max Hein- ze. come indice del tentativo di suscitare nei circoli hegeliani di Berlino l' interesso per la figura del grande Stilese. lin. Campanella .

Liceo Spedalieri in Calabria. Frano. fatta XII. da G. 303-30^). Alla quale invece giungeva risolutamente. La svista del Berti fu già rilevata dall' Amabile. 1887. 58-103) il quale. 1905). ital. Trascui abile l'opuscolo del 95. pp. ripubblicata poi la come I. 221-227. ma per tutt' altra via. Da Socrate a Hegel. Napoli. Caronda. Bustelli. 232 del volume dello Spaventa. [Arch. 96. Sanse verino della famosa congiura. di Napoli. l'accenno del Settembrini. a 1869. 109). Firenze. Lezioni di letteratura italiana i* ed. malgrado le notevoli testimonianze dei documenti ch'egli pub^ blicava. C. che dimostrava l' innegabilità giuridica della congiura. 93. parte pp. IV. Ghio e Morano. . pp. Arabia in una Nota inserita nei RendiMor. inedita dal Berti x. dal punto di vista filosofico. inclinando tuttavia una soluzione positiva. Mo' e. Elogio di Tommaso Campanella recitato nella festa letteraria annuale del R. 94. (V. Se. in Fra T. lativo 288 — È la denun^^ia Baldacchini. Comunicazione storica di un documento realla congiura del Campanella {Rendiconti Accadea. stor. 52-55. . Bari. 1868 . Uno assai più notevole il Cento fanti.. il 17 marzo 1868. 12» ed. tip. restava tuttavia perplesso dinanzi al della problema verso realtà della congiura.— 92. Tommaso Campanella inedite e alcune sue t. Poi. Sav. mia Pontaniana. conti Acc. 3-40 e parte II. Napoli. una nota a pag. 1866-72 (v. lettere I. pp. 1864. 1866. Laterza. II. Catania. sua congiura p. Batt. rano. per altro. pp. e dal Gentile. n.

Storia è il caso di ricordare la rispetto alla della filosofia conoscenza di Dio da voli. Lwow. Firenze Le Monnier. -. Paris. pp. 99. Telesio di Fiorentino) Journal des Sauants. da troppo hegelismo e tedeschismo. Firenze. Ili. (recensione del 560 e 687-701. 1873. C. 1873 . si 4» Lecce. si occupa specificamente da p. Dwai znakomici komnamiséi rus i Th. 23-41 e 111-210). editrice salentina. 244-262). XVI con molti appunti inediti per Francesco Fiorentino. alla ricostruzione ideale della figura del C. ostile. 391 a p. Di questo libro si occupò largamente. l'ed. maniera notevole. 2 voli. tip.— Un 289 — ma in diversa contributo assai diverso. Franck. systematy. pp. viziata. Napoli. 1873. voi. Bobba.. una interpretazione affatto sen- sistica e naturalistica del C : 100. 102. Campanella i ich. Il. Imprimeiie Nationale. Le Monnier. 19 — Tommaso Campantlla . Bernardino Telesio. Bari. pp 548» Non loi. Il. e con spirito il Frane k. 1872-74 (Del C si oc- cupa nel voi. ossia studi storici su /' idea d^lla natura nel Risorgimento italiano di Francesco Fioren- tino. Croce. LiMANOWSKi. che tentò di contrapporre alla interpretazione fiorentiniana. 1870-72 (v. Talete fino ai giorni nostri del dott. occupa del con quello spirito che il siffatta storia lasciano titolo e l'assunto medesimo di una agevolmente indovinare. a parer suo.. Pietro e Pompona^zi (Studi storici sulla scuola bolognese padovana del sec. 405). Laterza. Contemporaneamente usciva lo scritto di 1. B. apportano invece il de Sanctis e il Fiorentino 97 De Sanctis. 1868 (Del C. 84 a 91 del voi. che da p. R. 98. Mo- rano. Storia della letteratura italiana. 1912.

1878. verso filosofi ita- liani dell'ultima Rinascenza : 104. voi. un interessante studio : protestantesimo La riforma religiosa giudicata dal Campanella secondo un manoscritto inedito [Giorn. Giorn. 391-421. Urbano Vili cerdote S.— 290 — 103. passim. BusTELLi. e e procedendo . 180-238) e una rivendicazione e. muovendo l'uno da una valutazione negativa del valore filosofico e lettealla 1 anche morale. poliglotta della e soltanto per Propaganda Fide. portava un contributo indiretto a quella biografia campanelliana 106. e lettere. rico- struendo la congiura del discepolo di Campanella. del papa Urbano. Ristampato ora in Studi e ritratti della Rinascenza. 1875. Napoli. napol. Bari. con molta disinvoltura alla negazione di ogni partecipazione diretta ed effettiva del filosofo alla congiura . accingendosi l'altro. attraverso una ricerca documentaria scrupolosissima e ricchissima. per essa. verso il Fiorentino continuava le sue ricerche camsulla posizione del panelliane con 105. Roma. nello stesso Giorn. 425-468). napol. 1911. 1. e lettere. delle benemerenze della chiesa cattoi lica. Scritti. a una ricorario. pp. storiche del sa- Sante Pieralisi. napol. pp. pp. e da non pochi preconcetti. quanto concerne i suoi rapporti con Urbano). poco dopo. . del C. Napoli. 1875. Mentre il De Blasiis. di e Galileo Galilei {Memorie tipog. Tommaso Pignatelli. Salerno. 69-93). (De Blasiis. il Intanto C. di filos. 1875 (Si occupa del C. Una seconda congiura di Campanella. delle Poesie filonegli (ristamp. lo studio del Emendazioni critiche al testo Tommaso Campanella. Laterza. C. di filos. 1875 sofiche di e II. pp. Fiorentino. quale negli anni successivi dovevano dedicare le ^ loro fatiche il Berti e l'Amabile.

La poesia barbara nei secoli logna. non avesse trascurato di cercare nell'uomo anche il filosofo. pp. 13. pp. 15 agosto 1878 Ant. dopo Die Geschichte der neueren Philosophie in ihreni Zusammenhange mit der allgemeinen Kultur und den besonderen Wissenschaften dargestellt von Windelband. cap. o per motivi intrino perchè relativi soltanto parzialmente al Campanella. se. senza al- XV cuna illustrazione o commento). II. 15 luglio (I : C. Zanichelli. 1878 . Tommaso Campanella Antologia. dei suoi scritti {Atti Berti. Angeloni Barbiant. pubblicati in questo periodo) 107. BoCarducci. voi. voi. e che sarebbe perfetta. I. Saggio critico. avanti : il carcere. § 1878. 111. 19 * — Tommaso CampaneUa . egli dimostra irrefutabilmente l'esistenza. Venezia. 79-86 e XVI. 1877-78. filol. (Cito successivamente le varie pubblicazioni del Berti e dell'Amabile. carcere. 1876. paite I. Freiburg. carcere. Nuova Nuova N. 1881. B. Bovio. r^o. Tommaso Campanella. Acc. II : C nel il Antologia. Tommaso Campanella 188 1. Salmo CXI e Al Sole del Campanella. Napoli.. 439-507)- mq. III C. 1904. Leipzig. ci. I. che lo induce a porre in una luce alquanto esagerata l'atteggiamento della chiesa verso il Campanella. di altri scritti di seci. IO ottobre 1878. stor. pp. Lincei. serie terza. mor. Lettere inedite di Tommaso Campanella e Catalogo R. 3'* ed. (Riproduce /!/ senno Mino. nella filosofia e nell'utopia. 112. i. e non si fosse talvolta lasciato prender la mano da un certo astio anticlericale. . Berti.— 291 — di cui struzione biografica orientata tutta intorno alla congiura. : 108. intramezzandole cronologicamente con quelle importanza minore. se l'A. 401-407.

12 febbraio. 3 voli. 24 sett. Il codice delle lettere del Amabile. ristampa della ediz. Milano.— 113. 1881. Le nella [Lettera al Direttore — Giorn. 1882 del C. artistico. p. Réformateurs et publicistes de l'Europe au dixsepiieme siede. in Torino. 263-299). letterario. Napoli. (È l'annunzio editoriale (anonimo) delle blic azioni dell' Amabile) pii 120. Bibl. scientifico. M0ENIACOELI Jacopo (Imbriani). Napoli. napol. A dell'autore. 1882. nap. 149-201. Amabile. 1882 ». 1882 115. libraio. Fornari. 7 e pp. e 1° et: tobre 1882. la sua congiura. 117. 100 esemplari. Le poesie Giorn. 1892. suoi processi e la sua pazzia. Risposta alla lettera precedente^ . Berti. Sei documenti inediti sul C. (8 gennaio). Paris. 188 1. Roma. ed. Calman Lévy. con accenni biografici e considerazioni critiche non benevoli). voi. 119. i . napol. Morano. Fra Tommaso Campanella. 29 gennaio. della Domenica^^ (Richiama l'attenzione sulla 118. Gerolomini in iV«^o/t. Nuovi documenti 1881 di (in Tommaso Campanella. Ulrico Hoepli. Delle teorie economiche nelle Provincie napoletane dal sei colo XIII al MDCCXXXIV Studi storici di Tomma. Bodoniana. Amabile. (Esame della filosofia politica e sociale del C. critico. Ristamp. 292 — Franck Adolphe. Napoli. Scritti vari. pp. Leoni). . [Giorn. poesie del Campa^ Napoli. ed. tip. Vedine la recensione del Fiorentino nel Giornale napoletano della domenica. 114. dei pp. 1882. Campanella nella Bi- blioteca nazionale e il libro delle Poesie dello Squilla nella. 116.

Thomae Campanellae. e A. Vili. Fra Tommaso Campanella Filosofo — Patriota — 1885. seguente) : 127. Lonigo. e ritratti // 3. 1886. Der soziale Staat der Jesuiten in Paraguay. Napoli. Napoli. Fi- renze. sua morte. 124. Leipzig. Mor. Stab. la di . prov. Reale Se. tip. C. 123. II. GoTHEiN. Stadthibliotek zu von Dommer. nap. Pubblica prima volta il Memoriale al Re di Spagna del C. poi. (2* ed. Fa VARO.. Atti A ce. Morano. Morano. 4). G. Campanella né' Castelli Roma ed in Parigi. 1885. 165-194 (Biografìa ed esposizione delle dottrine ecoe sociali del C). studendi de libris proprixs et reUa rauov. Napoli. Amabile. 1887. Annichini editore. per Filippo Malfitani. Potenza. Campanella di Amabile {Ardi. Fra Tomaso Pignatelli. 1883 [Staats und Sozialwissenschaftliche Forschungen. sua congiura e la X29. A. pp. a Roma. 1882-83. 1883) Ristampato in Studi della Rinascenza. . Fiorentino. sioy. 1887. L'andata di fra T. Galileo Galilei e lo studio di Padova. (Memoria rifusa completamente nel voi. pp.— nomiche 1 293 — pp. 191 1. Pozza. in 2 voli. e sulle dottrine di C. Fra T. Laterza. pp. 377-390. Mitteilungen aus der Hamburg. christlich - 123. Bari. 9-20. Eyssenhardt per la {161 1).c sulla vita Syntagma (con un discorso preliminare Alfonso Santanello. 559-572. Poeta giudicato nel secolo decimonono. Verona. 1887 Amabile. Napoli. 1889). IV. Amabile.

{Rivista storica italiana.. Napoli. Torino. Se. . parce. Die religionsphilosophischen Gfundanschauungen des Thomas Campanella. Thomas Campanella. 1888. n. Diss. Bologna. 2. 1887. Del niana.). sa vie et ses théories poliRevue de droit international et de législation comt. Librairie européenne Muquardt. 1889. Bocca. E. Amabile. MUteilungen aus der Stadthihliotek au Hamburg. Halle. Nys. Sante Felici. VI. Campanella e la filosofia del Rinascimento {La letteratura.. 1 . 294 — (22 Eyssenhardt. pp. pp.». XXIII. Saggio critico-storico {Atti Reale A ce. 132. 1889. 1890. Mariano Raffaele. di fra Tommaso Campanella 1889.— 130. Amabile. 133. Napoli. 137. IIII. 136. 1900. 151). G. 135. carattere di Campanella {Atti A ce. 1887. 97-133. poi. Tarozzi. Le poesie di T. Osservazioni dì L. 261-290 (Bruxelles et Leipzig. XXI. Mariano sul fra Tommaso Campanella di Luigi Amabile. pp. Primo questi spunto dell'aspra polemica dibattutasi in circa il anni carattere Del carattere del C. pp. 151-229. Torino. La relazione del prof R. tiques. Rifusa nella monografia del 1895 (v. 134. A. Falletti. 37 segg. dicembre 18 18) « Frutti della penitenza ecc. pp. pp. del C. Napoli. Pofìta- XX. 41-56. 209-290).. 1887). Inaug. Ristampato in Menti e caratteri. Fra Tommaso Campanella fessore del pro- Amabile. mar. Pubblica per la prima volta il Memoriale. 1889). ed. 131. a spese dell'autore. Ditta Nicola Zanichelli.

pp. Nuova versione II. Alcan. I. G. Il concetto pedagogico di T. Palermo. §§ 28 e 29. e la città del sole 's La filoso- fia genn. L'ultima ediz. C. cap. ital. anzi del comunismo moderno. Idealstaaten Reich. 1889 (i» ediz. pax B. Romano Catania. non esitano matore sociale. n. des Renaissance {Annales d. 1919 (V. conforme al nuovo orientamento quanto rifor- degli spiriti. Esagerazioni. in minor misura. Tra il 1890 e il il 1900. in quanto pedagogista. Strassburg. voi.) Parte IV. di cui intemperanze. rist. desta interesse soprattutto in anche. 1892. 140. Lehrbuch Philosophie. cap. . Verlag von Leo • pold Voss. Croce (v. deut. j> T. 1890. C. 117-120. nel volumetto Sul comunismo. 1890. voi. Malon. a cura di C. e a fame.— 138. 142. Hamburg und Leipzig. Berlin. 150) non tarda a fare giustizia. smorzando gli eccessivi entusiasmi per la Città del Sole. riformatore e co- munista. I. 141. nei suoi veri termini. Adler. deficienze di senso storico e critico. febb. Dentice di AcPalermo. Catalano. 1892. C. Le socialisme pp. e concludendo che «non il C. ted. 1893. 340-343. pp. Catania. §§ 28 e 29. poeta della riforma e del comunismo per noi ancora vivo». Geschichte KuRD der Atomistik votn Mittelalier bis Newton von Lasswtz. è ma il C. integrai. 281-308. Sandron. pp. CADIA. Paris. 1889. o un precursore del socialismo. 295 — cUr Geschichte der Wilhelm Windelband. Scrittori di fede politica opposta. I. o un vero e proprio patriotta. 143. Sandron in corso di stampa) 139. e poil nendo il problema della fede politica del C. (8*) è Tiibingen. 55-80.

I.! 147. R. Geschichte der Dichtunggn voni besteH) Stante (Anonimo). IV. Croce. I9I3^ voi. (I voi. pp. Giovanni Sante Felice. pp. 107-127. . - Nocera 149. Bari. Martinetti. La centi pubblicazioni stor. C. con particolare riguardo alla filosofia della Rina^ scenza italiana. 145. terza. ein Dichierphilosoph fUr Kulturgeschichte) dir. Stein-^| HAUSEN. (In ques . nota 1). GoTHEiN. 1895 II. 151. H. e la sua dottrina sodi fronte al . der itali enischen\ 144. Vecchie utopie. pp. T. 646-683). a proposito di re-*^ napoL. di T. pp. 1895. 142151. p. Dietz. 1895. Rispamp.Schlavaffia politica. 469-506) I. C. Sante Felici. 150. 50-92. I-anciano. prov. 232. Leipzig. Stuttgart. A. des^ pp. che già fin dal 1887 aveva dedicato la s intelligente atti\àtà di studioso al C. Contiene delle «ac-f curate e belle versioni metriche » di molte delle poesie^ {Zeitschriff Renaissance del C. Le dottrine filosofico-religiose di T. Carabba. 1895. neueren Geschichte in Einzelndarstel- . Berlin. Milano. 150. p. Materialismo storico et4 economia marxistica. C. nella rivista Le devenir social. 1895. 1893. pubbl. (IV dei Saggi filosofici). | ì 146. (Cfr. Soziali smus. Bocca. anche. 191-239. XX. Ancora. Calenda di Tavani. C. 19183. Den nyere Filosofia Histoire. Die Vorlàufer 4. morto giovine e quasi oscuro. • 148. Di Castro. lungen. Inforno al comunismo {Arch. n.__ 296 — 1893. un valente studioso. 1895. pp. des Sozialismiis Lafargue. dal tedesco dal prof. Croce. Fra T. Storia della filosofia moderna. ti*ad. Inferiore. i 1894^ V. Kjobenh. HòFFDiNG. nel voi.socialismo 1 ' date e politica moderno. Un cenno a parte meritano gli studi campanelli ani di G. 6.

. voN KiRCHENHEiM. Pistoia. C 109-131 e 166-191. Dottrina del C. sono rifuse la memoria nella filosofia di st. pp. le mcmoiie III. Reggio Calabria. Conferenza di Ire1898. Fratelli Stilo. il mefite secondo La dottrina pp. HaUe. mor. La mente ci.iuu^.— 297 — voi. Arnone. serie 153. Giard et Brierre. A. Frane. studio a sé è costituito invece dalla seguent : Le origini Acc.. quinta) Lincei. C. 1897. Via dei Bianchi. [Reìid. Erkenntnislehre und Ethik bei Campanella. 1898. 158. nel 1897 (Annales de l'Institut international de Sociologie. frane. KovALEWSKY. 156. in russo nel 1896. 132 e Lincei. 1894. 154. Cha- ZAUD DES Granges. cit. Felici. C. sulla niente e sua relazione con /' Idea platonica e la se. 1897. pp. tip. H. 157. Etude du soEd. se.83- 103 e passim fino a 117. Le Soudier. WuTTiG. del Rinascimento (ibid. Utopie.. 155. PP. e sue relazioni con la filosofia . Bracali. mor. st. Paris.temelle ciali sme dges. Stab. quinta. 42. \^i. pp. à travers les L' . 26. ci. . uxss. Morelli. Deux précurseurs : Boterò et Campanella (Pubbl. Die Erkenntnislehre T. 778 e 789) C. Leipzig. Nota presentata dal Tocco riforma secondo T. a cura di A. Paris. 854-874). al n. pp. socio 1897. e in francese. VI. Fra Tommaso Campanella di neo Sanesi. KozLOWSKi. 1897). e le cause della [Rend. Uno memoria 152. pp. seiie forma della aristotelica (ibid. 672-689) . Su Tommaso Campanella. 1897).

o editi nella forma la meno prossima al pensiero dell'autore. pubblica relativi al Campanella (v. di ricostru- zioni critiche e di edizioni genuine dei testi liani. 204. tuttora vivissimo tra studiosi. C. XXV. di cui egli pubblicava due brani in appendice al suo studio ricordato al n. posseduto dalla Nazionale di che i6o. o inediti.) erano stati già pubblicati. Clemente VJIJ e Sinan Studio storico secondo documenti inediti. ] 159. III.— ed. comunque. nonché dalle consuete pubblicazioni occasionali. dai lavori che continuano qualcuno degli indirizzi già accennati. o comunque determinate da interessi extra- — scientifici di varia natura. e qual- Città del 5t)/e. (redazione. p. p. o. s' intende.. 167 e segg. che purtroppo non sono mai mancate intorno al filosofo di Stilo gli — è costituita dal bisogno. 150. Fra T. altro.Ilario Rinieri. 204 e Civiltà Cattolica : SECOLO VENTESIMO. ben sedici anni prima. originale) della Napoli XII. tutti i documenti che il R. La caratteristica degli studi campanelliani nel primo ventennio di questo nostro secolo a prescindere. non esita a preferire al « ribelle » frate di settario Stilo il «rinnegato» Bassa Cicala. Note Celano. pp. Quanto all'inedito. campanel- ancora in parte dispersi. scarsamente accessibili. D. napol. che il Croce già additava fin dal 1895.P. doc. Processo di fra Tommaso Campanella sommarie inedite (Arch. la sua conRitira. hanno apportato notevoli contributi il Gentile. 298 — Bassa Cicala. 81). 1898 (Improntato a spirito aspramente il R. stor. 462- — . 1900. il Paladino. il Kvacala. dall' Amabile. A un siffatto compito. Roma. richiamando l'attenzione degli studiosi sul ms.

pp. 1905. GesellschafUn. KvACALA. città La del sole di 1904. 166. C. Val. 72. Torino. KvACALA. Ut. leiter. PusT. Juriew. 1899. Leipzig. Croce. 190. la C. 164. G.75. 167. Modena. della «Provincia» di L.. Gentile. 1905). parla da p. lesto originale T. ital. Dott. Vel Kniazu Moskowskomu. Mattiesen. relativi al periodo 1600-1601 del processo del Romani. tutti Campanella. Le varie redazioni del a De sensu rerum » di T. pp. XIIF. Andreas Aiiieil an geh. B. Cerini. costituito dalla pubblicazione ed illustrazione di un documento inedito la Legatio II ad Moshovitirum m. . Napoli. Guido Manacorda. C. pubblica 17 Decreta S. Juriew. Joh. Il 290 — Ufficn C. Rossi. edita per la prima volta nel con introduzione e documenti da Edmondo Solmi. 163. Solmi. che é una parte del : manoscritto del Reminiscentur campanelliano). 1904. Recensione a Rassegna bibliog. Giannini. Campanella und Schule. 161. 134 a p. Ducem et Graecos Praelaios. Th. Solmi. cxxvii-59. Gli scrittori pedagogici italiani del secolo decimosettimo. Kv ACALA. Postarne Th. Paravia. T65. pp. S. sellschaft Thomas Campanella (Monatshefte der Comeniusge' fur Kttliur und Geistésleben. Recensione a La città del sole ed. II. d. ed. 1906. 1900. Prof. 1905). Critica. Kampanelly K. 405-40S. 162.— 466). die Pddagogik {Deutsche 169. 1905 (opuscolo in lingua russa. Del C. tip. con un saggio del testo italiano inedito. 168.

ver seiner Haftenlassung. editrice Puccini e Massa. 171. Akademie der Wissenschaffen in W^en. 120. 165. Prato 1906. Quattro nel carteggio di Galileo. A. (Art. con opportune illustrazioni. Aldo Moroni. KvACALA. Zu [Sonderabdruck Ferdinand II fur Kirchengeschichte. stor. C. KvACALA. {Bibliotek des drit- internationalen Kongress fur Philosophie. 300^ — d'eresia di Gentile. Prem. pp. XXXIII Band. 174.. Vincenzo Spampanato. (Interessa lateralmente il C). 173. Stab. {Regio. 1908. Tip. Anile. Gotha.— 170. 1908 [Sitzung sberi chte der Kais. Proiestantische gelehrte Polemik gegen C. . Giornale d' Italia. 105-109. Consolo. 8 ottobre 1599) . Vili. del C. Bacon und T. 14 giugno 1908. napol. Thomas Campanella und Ferdinand II. C. C. 1909. nella R. des Scioppius Verbindung mit 176. scritto in occasione della inaugurazione di un busto del C. 1907. Il frate di Stile. Zeitschrift aus 177. Fr. 1906. Wien. filosofi napolitani Portici. pp. T. n. Ghergos. pp. 172. 175. i Heft. XXXI. Campanella ten p. nella Passerini. 48. KvACALA. 1907. // primo processo Campanella {Arch. e altri documenti. pp. Università di Napoli. a. Mattiesen. 623-631. ditta tipog. ed. Juriew. Delle Poesie di T. Senigallia. Perthes. 233 e segg. Dott. 178. storia e nel pensiero moderno. (Pubblica l' interessantissimo ano- nimo Ragguaglio dei movimenti suscitati in Calabria da due lettere inedite Fra T. 1908-1909. Della Torre. Ed.

sance Theol. . (estr. Tocco. Francesco Vallardi. le pp. 91 e passim) 185. pp. etn Reformer der ausgegenden RevaisStùck der veueìi Studien zar Gesch. 182. Bernardino Telesio. 186. 1909. Esame complessivo dell'opera del C. 180. ci. come riformatore del prof. 11. Laterza. 51 della collezione Biblioteca di Cultura Moderna. Storia fessori letteraria scritta : da una si (Antonio Belloni Il Seicento. 89. ste? Est-il vrai Hai. DéjOB. Cosenza. Studio sul canzoniere di fra T. 609-622). Delvaille. df Italia 181. 1909. 83. Bali. se. pp. Critica. Gentile. v. raor. Essay sur i'histoire de l'idée de progrès jusqu'à la fin du XVIII siede. riprende la XI. Alcan. 1909).) Del C. Le pubblicazioni nei Re^idiconti Kvaiula (Nota inserita quinta. 402 AccATTATis. Bonwetsch und Seeberg Trowitzsch u. fino a fare dello Stilese un cenobite qui désirait ardemment le triomphe du cathohcisme menaci par l'hérésie et par les Turcs. 153-162. Sohn. 58. n. Gentile. serie XVIII. {Bull. Falletti. e.. {Sech^tes u. 1910. Campanella poeta. der d.— 301 — 179- KvACALA. Lincei. 79. Milano. il contro tesi que Campanella fut simplement dri2. hsg. 184. società di ProCasa ed. Recensione al Déjob. religioso. Paris. l'Amabile e il Felici. con appendice bibliogiafìca. dalla Cronaca di Calabria. C. puis une paix finale et univer- del selle (!). esagerando ulteriormente l'ortodossia campanelliana. a 409 e passim. aprile-dicembre 1911). voi. Th. Kirche . Dottor occupa da p. Berlin. 1911 (Vedi pel C.H ^^ Fiorentino.

188. Papini. pp. p. Ciampoli. 191 1. fase. Gentile. 254-259 e 338-34<^)- . et C. C. 1912. KvaSala. {Rivista di filosofia. B. (V. del Contiene 1609. Per l'edizione critica della « Città del Sole » di T. Nota Croce negli Atti A ce. a cura di G. 1913. I* ediz. 193. campanelliani). La Città del Sole e Aforismi politici di Tommaso CampaCarabba. 191 1 {Sonderabdruck aus Ada Commenta- Imp. Lanciano. Ciampoli. T. 192. 191 1. Juriew. Lanciano. Uehef Mattiesen. KvACALA. 189. 3) Articolo rifuso ora nella introduzione del C. C.» 1913. 191. 19 13. Le poesie. un importantisssimo Memoriale inedito nonché molte preziose ricerche e consideraUniversitatis Juriewensis zioni circa alcuni ms. tiones die Genese der Schriften T. Lanciano. Carabba (voli. Prefazione di D. KvACALA. IV. Critica. Apologia di Galileo e Dialogo pchiico contro luterani e calvinisti et altri heretici di Tommaso Campanella. 1913. C. » der . Pre- fazione di D. {ohm Dorpatensis). Campanella. 190. nella. 180). della Città del sole (v. a.— 302 — 187. Edizione completa rivista sulla (1622) con l'aggiunta di 69 Poesie. trad. Intornio ad alcuni manoscritti finora non consi- derati di opere di T. 1911. Ueber die Genese ecc. 202). Croce. XVIII. alla sua ediz. Scrittori nostri). Nachtrag zu nese der Schriften T. n. 27 e 29 della CoUez. Papini {Critica. Paladino. Abhandlung « Ueber die GeNeue Nachtràge zu der Abhand- lung V. e presentata dal socio Pontaniana. Carabba. XLIII. XI. 1920. 194. Recensione alla ed.

T. Blanchet 1920. Gentile. 1913. Spampanato. Campanella. 199.. Gentile. 197. Paladino {Critica. Gherghi 127. Gentile. del Db sensu rerum di T. alla ed. testo critico. Parodi. Laterza. Recensione al Campanella del tica. in- troduzione e note a cura di G. Charbonnel. 1920.— 303 — 195. // carattere storico della filosofia Laterza 1918. Baj-i. 203. Recensione italiana. p. italiana. pp. Tommaso Campanella. XVIII. 70 della Collez. Campanella. Recensione XVIII. Le fonti Trimarchi. pp. 30-31 e passim. lett. 22-26. Recensione XVIII. i. pp. Gian1920. I. Scritiori d'Italia. 196. e passim). et le coue II V 201. nini. allo Charbonnel {Critica. Palermo. La pensée rant libertin. Papini {Nuova Cultura. 43-49). 191 5. 362-366). 205. Recensione I. 200. alla ed. PP. igzo. 202. 19 19 (V. {Cri- I 206. 180-182). Bau-i. 1920. alla ed. L. Alcan. T. 19 18. Blanchet. 198. Paladino. al p. 1920. . ital. Gentile. 204. Paris. italienne au XVI siede Champion. Paris. Poesie. A cura di G. Gentile. XXV. Napoli. 62-68). Recensione crii.C. Paladino {Rassegna 1920. Gentile. cap. n. pp. {Giornale critico filos. Città del Sole. Gherghi.273-280).

Gentile. Codignola. Bruno e il pensiero del Rinascimento. // pensiero moderno. a diradi E. L. .— 207. 1920. della coUez. IV). 1920 (V. 304 — histonques du « Blanchet. specialmente il cap. Ili. Vallecchi. Firenze. Alcan. G. voi. Les » antécédents Je pense donc je suis 208. Paris.

La liberazione 183 X. La Il teocrazia solare IV. - . martirio metafisica 57 V. 229 267 . 25 4T III. Naturalismo . Cenno Cenno bibliografico I bibliografico II . politico.. In terra d'esilio 209 (Opere del Campanella) (Opere sul Campanella) . La difesa di Galilea.. IX. . Il senso dello cose filosofico. Sviluppo del suo ideale di riforma VIII.INDICE I. La 89 VI. . Tentativo di conciliazione del suo natutalismo religioso col cattolicesimo 113 i39 163 VII. religioso 7 II. Pag.

La Russia L. 3. Le idee estetiche e la critica letteraria di V. filosofico e polii della Toscana durante il Risorgimento. io Accurata esposizione critica della legislazione bolscevica. 6 cz< V. slovacca dopo la disfatta e l'esperimento bolscevico. U. Magnifico quadro storico del pensiero religioso. L. Gioberti. ungherese. La libertà d* insegnamento. Potente rievocazione della tragedia austriaca. Una polemica di settanfanni fa. condotta con larga conoscenza delle fonti e di letteratura estetica contemporanea. Educazione e religione in Maurice Blondel. Arnaldi. Rossi. Fatti e Teorie Raccolta di studi importantissimi su fenomeni nomici del periodo bellico e postbellico. V In corso di stampa: G. Impero britannico dopo la guerra. Collezione LA NOSTRA SCUOLA a cura di E. sociali L. Pareto. appendice e note di G. 6 Indispensabile a chiunque voglia farsi un concetto chiaro di origini storiche di uno fra i problemi più dibattuti dei giorni noi Ordinaxhni « cartoline vaglia a Vallecchi Editore - firtnz^ Via RkatoU» 8 .VALLECCHI EDITORE - FIRENZE Collezione A. 15 ed « De Ruggiero. UOMINI E IDEE E CODIGNOLA dei Soviets a cura di Campodonico. Magnifico quadro sintetico della vita britannica dopo lague studiata in tutte le sue manifestazioni salienti. B. CODIGNOLA E. G. bianchi e tricolori L. Sgroi. G. Acuto esame critico delle idee fondamentali del grande aut dell'Azione. Gentile L. Spaventa. Gentile. Carpita. Capponi e la cultura toscana del suo tempo. Accuratissima analisi delle idee estetiche e dei giudizilettei del Gioberti. con introd.

// concetto di educazione e la scuola laica. Prefaz. . Agile e acuta analisi delle più grave deficienze che sogliono accompagnare lo studio del latino nelle nostre scuole. e introd. . Gentile.iccoglie sinteticamente il meglio del pensiero educativo del Gabelli. CoUezione IL Carlini.50 Oltre un'accuratissima introduzione storica del Codignola e il famoso frammento dell* Educazione contiene scritti minori. prefaz. Accuratissima ristampa del notissimo e pregiato volumetto. il Blondel. minori. . Analisi acuta e profonda del problema dell'autorità nell'educazione laica e religiosa e di altri problemi dibattutissimi nella scienza contemporanea. 2 Studia la formazione del pensiero del Locke fino al Condillac Condotta è tifico e larghissima informazione l'argomento.VALLECCHI EDITORE Casotti. Gabelli. // l' GiANOLA.50 Piana e rigorosa esposizione dei principi fondamentali della pedagogia idealistica. di E. CoDiGNOLA 3. Introduzione - FIRENZE alla pedagogia L. Via RicamU. V. ' . Locke. Codignola. L. La teorìa dell'educazione trad. CODIGNOLA L. Contiene notevolissimi scritti del Gentile sul concetto dell'edulaica. e altri proe scritti BERTHONNIÈRE. // valore della vita. PENSIERO MODERNO a cura di E. Blondel. Precede una commossa presentazione dell'autore per mano del suo più grande discepolo. // Metodo . 6 . 22. che i. CODIGNOLA Capponi^ Dell'educazione e scritti minori. cazione. 3. di 2. Delicatissima analisi dello spirito e magnifica celebrazione delintrinseco valore della vita. con prefazione di M. Ordinazioni e cartoline caglia a Vallecchi Editore - Firenze. insegnamento. . [J-Laprune. L. In corso di stampa : tormento del latino. su la scuola popolare. di E. su la scuola blemi pedagogici. non mai riesumati finora. d' .— voli lockiano e tutta la scuola con rigoroso metodo scienl'opera più completa sul- La filosofia di G. .

G. Casotti. — ' classico. - Ordinazioni t cartoline vaglia a Vallecchi Editore Firenze. Fiorentino. condotto con grande rigore scien tifico e larghissima informazione storica. stampa : Michelstaedter. 12. storia L. I Dalle origini al mento la narrazione storica sino ai nostri giorni. Seguono due accuratissime appendici bibliografiche. io. Tommaso Campanella. di E. dopo le opere del Croce e del Gendi tracciare un'organica concezione idealistica della storia. poco^dopo la traV^uanuu 4uesL upera. studio più completo che esista finora sul pragmatisn Corredato di una ricchissima bibliografia. della — FIRENZE idealistica Saggio di una concezione È tile.— La più profonda opera d' ispirazione religiosa del mondo contemporaneo. Spirito. Bruno e il pensiero del Rinascimento. voi. m È lo E. note. II. Opera indispensabile a qualunque studioso del mond della filosofia. Voi. F. Blondel. L. In corso di C. . Azione. Gentile. Zeller. intensa e legittima cu- riosità di tutti gli studiosi. Rinasci L. 3 Studio organico e completo.— interpretazione della Rinascenza che trasforma radi-^ calmente gran parte dei giudizi oggi correnti su quel periodo della Nuova nostra storia. Via Rìcasoli 8 . ^ M. L. il tentativo più originale. pvjct» uupu iti ti«t' gica morte dell'autore. L. Il Sommario di storia della filosofia greca. F. in veste corretta e arricchita di notevolissime appendici inedite il favorevole giudizio e Compendio di storia della filosofia. fu per tutti una rivelazione. 14. L. trad. Il pragmatismo nella filosofia contemporanea. rivede oggi finalmente la luce in un'ac curata veste italiana. Codignola. . Armando Carlini. G. Sottratta per lunghi anni all' U . Dentice d'Accadia. 28.VALLECCHI EDITORE M. Fiorentino. L. vuica. ia priiiia. Riappare ogg: che varranno a confermare sempre più cui la critica l'accolse la prima volta. 12 ^ Il Carlini ha completato con grande cura questo preziosissimo Compendio con correzioni. | M. La Persuasione e la Rettorica. 2 voli. bibliografia e appendice che por^ C. . 14 notissimo autore della monumentale Storia della filosofia greca ha raccolto succintamente in questo volumeil meglio delle sue ricerche. Compendio di stona a cura di nuova edi. Nuova edi- zione con appendici critiche inedite su Platone e Aristotele Quando quest'opera apparve la prima volta. .

.

.

.

.

PLEASE DO NOT REMOVE FROM THIS CARDS OR SLIPS POCKET UNIVERSITY OF TORONTO LIBRARY B 785 C24M6 Motzo Dentice di Accadia. Cecilia Tommaso Campanella ia^'i w .

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->