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Thomas Mann

Tonio Krger

Traduzione di

Heinrich F. Fleck

Giugno 2007

Premessa
Questa traduzione va considerata come un esercizio letterario cui ho cercato di applicare le regole della trascrizione: rendere nella lingua destinataria, pathos, tensione emotiva, musicalit, e, soprattutto, lanimus del Tonio Krger. Del lavoro di Mann esistono ormai varie versioni, quasi tutte eccellenti: una delle migliori, a mio parere, quella che ne rese Salvatore Tito Villari nel 1965 per la Garzanti, versione che non potevo non aver presente, quantomeno per naturale assorbimento, avendola pi volte letta nel corso degli anni. Talvolta si potr riscontrare una certa consonanza di vocaboli con alcune edizioni: al di l della valenza univoca delle parole, cos come da vocabolario. . . , di tale consonanza non mi sono mai curato: quando certi vocaboli mi sembravano gli unici idonei nel contesto a rendere i concetti, non ho esitato ad usarli. Mi sembrato infatti pi corretto praticare questa via, piuttosto che operare (come pure altri ha fatto) mutamenti del tipo: da di fronte a dinanzi, da deglut ad inghiott, da travers il ponte a pass sopra i ponti,. . . soltanto per dare un tocco doriginalit. In un solo caso, specicandolo peraltro in nota, al cap. II, ho usato la medesima sequenza di cinque parole adottate da Villari, sembrandomi quelle perfette. Le note al testo riguardano due tipologie di annotazioni: vocaboli e verbi usati nel corso di traduzione, e momenti di breve riessione sul testo: anchesse vanno considerate come un esercizio e non presumono di assolvere alla valenza tipica di unedizione critica. Lapposizione alla ne del testo stata eettuata per non distrarre nella lettura con continui rinv. Segue la traduzione un commento al testo. Loriginale preso in esame quello della casa Fisher. Esso ancora coperto dai diritti dautore, per cui vietato scaricarlo e distribuirlo: il testo tedesco stato interamente da me digitalizzato e deve considerarsi posto a anco della traduzione solo al ne di operare un riscontro immediato con quanto tradotto. Ringrazio il Prof. Ernesto Gatta per lincoraggiamento ed i consigli di cui mi stato prodigo, e soprattutto per essersi dato cura di rivedere il testo tedesco, e la Dr.ssa Silvana Procacci Fiorucci per avermi stimolato la riessione su molti punti ed essersi data cura di rivedere il testo tradotto. Consigli, commenti e critiche sono ben accolti nellintento di migliorare questa versione del Tonio Krger. c 2007, Heinrich F. Fleck: heinrich.fleck@infinito.it. Il lavoro al sito dellautore: http://web.infinito.it/utenti/h/heinrich.fleck; permessi di distribuzione nella pagina 140. Heinrich F. Fleck

Ad Annelise, Andrea, Arianna e Giulia con laugurio che trovino sempre la serenit giugno 2007

Tonio Krger
Thomas Mann

I
Die Wintersonne stand nur als armer Schein, milchig und matt hinter Wolkenschichten ber der engen Stadt. Na und zugig wars in den giebeligen Gassen, und manchmal el eine Art von weichem Hagel, nicht Eis, nicht Schnee. Die Schule war aus. ber den gepasterten Hof und heraus aus der Gatterpforte strmten die Scharen der Befreiten, teilten sich und enteilten nach rechts und links. Groe Schler hielten mit Wrde ihre Bcherpckchen hoch gegen die linke Schulter gedrckt, indem sie mit dem rechten Arm wider den Wind dem Mittagessen entgegenruderten; kleines Volk setzte sich lustig in Trab, da der Eisbrei umherspritzte und die Siebensachen der Wissenschaft in den Seehundsrnzeln klapperten. Aber hie und da ri alles mit frommen Augen die Mtzen herunter vor dem Wotanshut und dem Jupiterbart eines gemessen hinschreitenden Oberlehrers. . . Kommst du endlich, Hans? sagte Tonio Krger, der lange auf dem Fahrdamm gewarte hatte; lchelnd trat er dem Freunde entgegen, der im Gesprch mit anderen Kameraden aus der Pforte kam und schon in Begrif1 Il Sole dinverno saacciava latteo ed appannato dietro densi strati di nubi sullangusta citt. Per le strette vie ornate di frontoni soava vento umido e di quando in quando compariva una grandine molle. N ghiaccio, n neve. La scuola era terminata. Sul selciato e fuori dal cancello sciamavano le schiere dei nalmenti liberi, separandosi e sfugggendosi a destra e sinistra. I pi grandi sostenevano composti, ben in alto, il fascio di libri poggiato sulla spalla sinistra mentre col braccio destro avanzavano contro vento. . . in direzione del pranzo; i pi piccoli andavano invece giocosamente al trotto, sicch tuttintorno schizzavano fango gelato mentre le briciole della scienza sballottolavano nelle loro cartelle di pelle di foca. Di tanto in tanto per, tutti, abbassando lo sguardo, 1 tiravano gi il berretto dinanzi al cappello di Wotan od alla barba di Giove di qualche professore che incedeva con passo austero. . . E allora Hans, ti decidi a venire? 2 , disse Tonio Krger che da tempo attendeva lungo la strada. Cos dicendo savvicin sorridente allamico che chiacchierando con altri compagni stava uscendo allora dal portone

fe war, mit ihnen davonzugehen. . . Wieso? fragte er un sah Tonio an. . . Ja, das ist wahr! Nun gehen wir noch ein bichen. Tonio verstummte, und seine Augen trbten sich. Hatte Hans es vergessen, el es ihm erst jetzt wieder ein, da sie heute mittag ein wenig zusammen spazierengehen wollten? Und er selbst hatte sich seit der Verabredung beinahe unausgesetzt darauf gefreut! Ja, adieu, ihr!sagte Hans Hansen zu den Kameraden. Dann gehe ich noch ein bichen mit Krger.-Und die beiden wandten sich nach links, indes die anderen nach rechts schlenderten. Hans und Tonio hatten Zeit, nach der Schule spazierenzugehen, weil sie beide Husern angehrten, in denen erst um vier Uhr zu Mittag gegessen wurde. Ihre Vter waren groe Kaueute, die entliche mter bekleideten und mchtig waren in der Stadt. Den Hansens gehrten schon seit manchem Menschenalter die weitlugen Holz-Lagerpltze drunten am Flu, wo gewaltige Sgamaschinen unter Fauchen und Zischen die Stmme zerlegten. Aber Tonio war Konsul Krgers Sohn, dessen Getreidescke mit dem breiten schwarzen Firmendruck man Tag fr Tag durch die Straen kutschieren sah; und seiner Vorfahren groes altes Haus war das herrschaftlichste der ganzen Stadt. . . Bestndig muten die Freunde, der vielen Bekannten wegen, die Mtzen herunternehmen, ja, von manchen Leuten wurden die Vierzehnjhrigen zuerst gegrt. Beide hatten die Schulmappen ber die Schltern gehngt, und beide waren sie gut und warm gekleidet; Hans in eine kurze Seemans-berjacke, ber welcher auf Schultern und Rcken der breite, blaue Kragen seines Marine-Anzuges lag, und Tonio 2

e sembrava in procinto di prendere la via assieme a loro. . . Come?, chiese rivolto a Tonio, e subito Ah s, vero, ecco, ora ce ne andiamo un poco assieme. Tonio ammutol e la serenit abbondon il suo sguardo. 3 Poteva davvero Hans aver dimenticato, se ne ricordava solo ora?, che alluscita di scuola avevano programmato di andare a passeggio assieme? E pensare che da quando seran dati appuntamento lui non aveva fatto che rallegrarsene! Arrivederci, disse Hans Hansen rivolto ai compagni. Allora adesso me ne vado un pochino con Krger. 4 Ed i due presero a sinistra mentre gli altri voltarono a destra. 5 Hans e Tonio dopo la scuola potevano permettersi di andare a passeggio, perch vivevano entrambi in famiglie in cui non si andava a pranzo prima delle quattro. I loro padri erano importanti commercianti che rivestivano cariche pubbliche, ed erano stimati e inuenti 6 in citt. Gli Hansen gi da qualche generazione possedevano i vasti depositi di legname gi al ume dove grosse seghe meccaniche fra sbu e sibili tagliavano i tronchi. Tonio era invece il glio del console Krger, i cui sacchi di grano, con il vistoso timbro nero della ditta, giorno dopo giorno venivano trasportati per le strade; e la sua antica e grande casa natale era la pi signorile di tutta la citt. . . In continuazione gli amici erano costretti a togliersi il berretto per ossequiare i nomerosi conoscenti, e da alcuni i due giovani erano addirittura salutati prima. Procedevano con la cartella appesa sulle spalle ed erano ben vestiti e coperti. Hans indossava un giaccone corto alla marinara, su cui, alle spalle ed alla schiena, era posato il largo colletto blu del vestito alla marinara; Tonio un cappotto grigio con cintura.

in einen grauen Gurt-Paletot. Hans trug eine dnische Matrosenmtze mit kurzen Bndern, unter der ein Schopf seines bastblonden Haares hervorquoll. Er war auerordentlich hbsch und wohlgestaltet, breit in den Schultern und schmal in den Hften, mit freiliegenden und scharfblickenden stahlblauen Augen. Aber unter Tonios runder Pelzmtze blickten aus einem brunetten und ganz sdlich scharf geschnittenen Gesicht dunkel und zart umschattete Augen mit zu schweren Lidern trumerisch und ein wenig zaghaft hervor. . . Mund und Kinn waren ihm ungewhnlich weich gebildet. Er ging nachlssig und ungleichmig, wrend Hansens schlanke Beine in den schwarzen Strmpfen so elastich und taktfest einherschritten. . . Tonio sprach nicht. Er empfand Schmerz. Indem er seine etwas schrg stehenden Brauen zusammenzog und die Lippen zum Pfeifen gerundet hielt, blickte er seitwrts geneigten Kopfes ins Weite. Diese Haltung und Miene war ihm eigentmlich. Pltzlich schob Hans seinen Arm unter den Tonios und sah ihn dabei von der Seite an, denn er begri sehr wohl, um was es sich handelte. Und obgleich Tonio auch bei den nchsten Schritten noch schwieg, so ward er doch auf einmal sehr weich gestimmt. Ich hatte es nmlich nicht vergessen, Tonio, sagte Hans und blickte vor sich nieder auf das Trottoir, sondern ich dachte nur, da heute doch wohl nichts daraus werden knnte, weil es ja so na und windig ist. Aber mir macht das gar nichts, und ich nde es famos, da du trotzdem auf mich gewartet hast. Ich glaubte schon, du seist nach Hause gegangen, und rgerte mich. . . Alles in Tonio geriet in eine hpfende und jubelnde Bewegung bei diesen Worten. Ja, wir gehen nun also ber die Wl-

Hans aveva un berretto anchesso alla marinara del tipo danese, con corte bande sotto il quale spuntava un ciuo dei suoi capelli color biondo-stoppa. Era straordinariamente grazioso e ben fatto, largo di spalle e snello ai anchi con occhi blu-acciaio che gli conferivano uno sguardo profondo e schietto. Sotto il berretto tondo di pelo di Tonio spiccavano invece, su un viso bruno dai lineamenti tipicamenti meridionali, delicati occhi scuri, appena ombreggiati con palpepre marcate, sognanti e un po timidi. . . La bocca ed il mento, particolarmente ben fatti, ispirati ad una non comune dolcezza: il passo un po disordinato ed irregolare, al contrario di quello di Hans, le cui gambe slanciate e fasciate di calze nere, si muovevano cadenzate e sicure. . . Tonio taceva dispiaciuto. 7 Le sopracciglia stavano oblique e tese ad espressione seriosa, le labbra mostravano indierenza, come di chi stesse per schiare, la testa leggermente reclinata da un lato: portamento ed espressione gli erano naturali. Dun tratto Hans inl il suo braccio sotto quello di Tonio guardandolo di prolo, conoscendo la natura di quel turbamento. Anche se Tonio continuava a camminare tacendo gli sembrava che con quel gesto lamico avesse rimesso le cose a posto. Non che lavessi dimenticato Tonio, disse Hans guardando davanti a s, tenendo lo sguardo puntato sul marciapiede, 8 solo che pensavo che oggi non se ne sarebbe fatto nulla perch cos umido e ventoso. . . Ma non importa, anzi trovo stupendo che tu nonostante tutto mi abbia atteso. Credevo ti fossi gi diretto verso casa, e mi ci arrabbiavo. . . 9 Udendo queste parole tutto in Tonio entr in uno stato di esaltata commozione. Bene, allora ce ne andiamo un po lungo

le! sagte er mit bewegter Stimme. ber den Mhlenwall und den Holstenwall, und so bringe ich dich nach Hause, Hans. . . Bewahre, das schadet gar nichts, da ich dann meinen Heimweg allein mache; das nchste Mal begleitest du mich. Im Grunde glaubte er nicht sehr fest an das, was Hans gesagt hatte, und fhlte genau, da jener nur halb soviel Gewicht auf diesen Spaziergang zu zweien legte wie er. Aber er sah doch, da Hans seine Vergelichkeit bereute und es sich angelegen sein lie, ihn zu vershnen. Und er war weit von der Absicht entfernt, die Vershnung hintanzuhalten. . . Die Sache war die, da Tonio Hans Hansen liebte und schon vieles um ihn gelitten hatte. Wer am meisten liebt, ist der Unterlegene und mu leiden-, diese schlichte und harte Lehre hatte seine vierzehnjhrige Seele bereits vom Leben entgegengenommen; und er war so geartet, da er solche Erfahrungen wohl vermerkte, sie gleichsam innerlich aufschrieb und gewissermaen seine Freude daran hatte, ohne sich freilich fr seine Person danach zu richten und praktischen Nutzen daraus zu ziehen. Auch war es so mit ihm bestellt, da er solche Lehren weit wichtiger und interessanter achtete als die Kenntnisse, die man ihm in der Schule aufntigte, ja, da er sich whrend der Unterrichtsstunden in den gotischen Klassengewlben meistens damit abgab, solche Einsichten bis auf den Grund zu empnden und vllig auszudenken. Und diese Beschftigung bereitete ihm eine ganz hnliche Genugtuung, wie wenn er mit seiner Geige (denn er spielte die Geige) in seinem Zimmer umherging und die Tne, so weich, wie er sie nur hervorzubringen vermochte, in das Pltschern des Springstrahles hinein erklingen lie, der drunten im Garten unter den Zweigen des alten Walnubaumes tnzelnd emporstieg. . . 4

gli argini, rispose con voce concitata. Lungo il Mhlenwall e lHolstenwall, cos ti accompagno a casa, Hans. . . Davvero, non fa niente che poi faccia la strada da solo; la prossima volta mi accompagni tu. 10 Tonio non credeva in fondo alla sincerit delle parole che Hans gli aveva appena rivolto, e sapeva benissimo che per lamico quella passeggiata non valeva neanche la met di quanto invece valesse per lui. Savvedeva bene per che Hans si dispiaceva per la dimenticanza e che faceva il possibile per riavvicinarsi: lultimo suo desiderio era protrarre ancora quella riappacicazione. . . La questione stava cos: Tonio nutriva un profondo aetto 11 per Hans e gi molte pene aveva soerto a motivo di questo suo tenero aetto 12 verso lamico: quando si ama molto si sprovvisti di difesa e si deve patire: 13 questa semplice e severa lezione la sua giovane anima 14 laveva gi ricevuta dalla vita; ed era abbastanza maturo da comprendere appieno tali dolorose pratiche di conoscenza da annotarle nel proprio animo, ed in un certo senso traeva pure soddisfazione da esse, senza peraltro conformarvi del tutto il proprio essere n trarne alcun protto. In tale considerazione teneva queste dolorose pratiche da crederle pi importanti ed interessanti delle nozioni impartite a scuola, al punto che in classe durante le ore di lezione nelle classi dalle slanciate volte gotiche sapplicava a percepire quegli insegnamenti sino in fondo rimuginando su di essi, ed il turbinio intellettuale gli procurava una compiacenza cos intima quasi come quella che gli veniva quando con il violino (perch suonava il violino) se nandava in giro per la sua stanza a cavar suoni cos morbidi come gli riusciva, facendoli riecheggiare nel gorgoglio della fontana il cui getto zampillava gi nel giardino, sotto i rami del vecchio noce. . .

Der Springbrunnen, der alte Walnubaum, seine Geige und in der Ferne das Meer, die Ostsee, deren sommerliche Trume er in den Ferien belauschen durfte, diese Dinge waren es, die er liebte, mit denen er sich gleichsam umstellte, und zwischen denen sich sein inneres Leben abspielte, Dinge, deren Namen mit guter Wirkung in Versen zu verwenden sind und auch wirklich in den Versen, die Tonio Krger zuweilen verfertigte, immer wieder erklangen. Dieses, da er ein Heft mit selbstgeschriebenen Versen besa, war durch sein eigenes Verschulden bekannt geworden und schadete ihm sehr, bei seinen Mitschlern sowohl wie bei den Lehrern. Dem Sohne Konsul Krgers schien es einerseits, als sei es dumm und gemein, daran Ansto zu nehmen, und er verachtete dafr sowohl die Mitschler wie die Lehrer, deren schlechte Manieren ihn obendrein abstieen, und deren persnliche Schwchen er seltsam eindringlich durchschaute. Andererseits aber empfand er selbst es als ausschweifend und eigentlich ungehrig, Verse zu machen, und mute all denen gewissermaen recht geben, die es fr eine befremdende Beschftigung hielten. Allein das vermochte ihn nicht, davon abzulassen. . . Da er daheim seine Zeit vertat, beim Unterricht langsamen und abgewandten Geistes war und bei den Lehrern schlecht angeschrieben stand, so brachte er bestndig die erbrmlichsten Zensuren nach Hause, worber sein Vater, ein langer, sorgfltig gekleideter Herr mit sinnenden blauen Augen, der immer eine Feldblume im Knopoch trug, sich sehr erzrnt und bekmmert zeigte. Der Mutter Tonios jedoch, seiner schnen, schwarzhaarigen Mutter, die Consuelo mit Vornamen hie und berhaupt so anders war als die brigen Damen der Stadt, weil der Vater sie sich einstmals von ganz 5

La fontana, il vecchio noce, il violino,. . . ed in lontananza il mar Baltico, quel mare di cui in vacanza gli riusciva dudire di nascosto il sognante bisbiglio, ecco, erano queste le cose che amava, di cui gli piaceva circondarsi, e fra le quali trascorreva la sua pi intima vita; cose i cui nomi si usano con ottimo eetto in poesia e che gi in vero echeggiavano nei versi che talvolta Tonio Krger andava componendo. E che lui tenesse un quaderno di proprie composizioni poetiche era divenuto noto per colpa sua, e questo lo imbarazzava sia presso i compagni che presso gli insegnanti. 15 E se da una parte al glio del console Krger sembrava proprio stupido e volgare che ci si scandalizzasse di questo (e conseguentemente disprezzava in egual modo compagni e insegnanti i cui cattivi costumi per giunta lo disturbavano profondamente e dei quali avvertiva con strana energia i lati fragili del carattere), daltra parte, nellintimo, conveniva che era imprudente e sconveniente comporre versi, ed inne, in un certo qual modo, doveva ammettere che aveva ragione chi considerava la sua unoccupazione davvero singolare. Pure, tutto ci non era ancora suente perch rinunciasse. . . A casa sciupava il tempo, a scuola era distratto e non brillava aatto, dagli insegnanti non era granch stimato, di continuo riportava giudizi tuttaltro che positivi. . . e per questi motivi suo padre, un signore alto dagli occhi azzurri e profondi, sempre accuratamente vestito e con eternamente 16 allocchiello un ore di campo, non nascondeva lo sdegno e laizione. Sua madre invece, la sua bella mamma dai capelli neri che si chiamava Consuelo, cos diversa dalle altre donne della citt, e che suo padre un giorno lontano sera andato a prendere in un posto basso-basso della carta geograca, ebbe-

unten auf der Landkarte heraufgeholt hatte, - seiner Mutter waren die Zeugnisse grundeinerlei. . . Tonio liebte seine dunkle und feurige Mutter, die so wunderbar den Flgel und die Mandoline spielte, und er war froh, da sie sich ob seiner zweifelhaften Stellung unter den Menschen nicht grmte. Andererseits aber empfand er, da der Zorn des Vaters weit wrdiger und respektabler sei, und war, obgleich er von ihm gescholten wurde, im Grunde ganz einverstanden mit ihm, whrend er die heitere Gleichgltigkeit der Mutter ein wenig liederlich fand. Manchmal dachte er ungefhr: Es ist gerade genug, da ich bin, wie ich bin, und mich nicht ndern will und kann, fahrlssig, widerspenstig und auf Dinge bedacht, an die sonst niemand denkt. Wenigstens gehrt es sich, da man mich ernstlich schilt und straft dafr, und nicht mit Kssen und Musik darber hinweggeht. Wir sind doch keine Zigeuner im grnen Wagen, sondern anstndige Leute, Konsul Krgers, die Familie der Krger. . . Nicht selten dachte er auch: Warum bin ich doch so sonderlich und in Widerstreit mit allem, zerfallen mit den Lehrern und fremd unter den anderen Jungen? Siehe sie an, die guten Schler und die von solider Mittelmigkeit. Sie nden die Lehrer nicht komisch, sie machen keine Verse und denken nur Dinge, die man eben denkt und die man laut aussprechen kann. Wie ordentlich und einverstanden mit allem und jedermann sie sich fhlen mssen! Das mu gut sein. . . Was aber ist mit mir, und wie wird dies alles ablaufen? Diese Art und Weise, sich selbst und sein Verhltnis zum Leben zu betrachten, spielte eine wichtige Rolle in Tonios Liebe zu Hans Hansen. Er liebte ihn zunchst, weil er schn war; dann aber, weil er in allen Stcken als sein eigenes Widerspiel und Gegenteil erschi6

ne sua madre trovava che le pagelle fossero del tutto indierenti. . . Tonio amava la sua mamma bruna e focosa che suonava cos bene il pianoforte 17 ed il mandolino, e si rallegrava che non si crucciasse per la sua insicura posizione nel mondo. Riconosceva comunque daltra parte come lo sdegno del padre fosse pi dignitoso e rispettabile, e nonostante i rimproveri che da parte sua subiva, era del tutto daccordo con lui, mentre, al contrario, trovava un po trascurata la celestiale spensieratezza materna. Talvolta si soermava a pensare pressappoco cos: gi suciente che io sia come sono, cio negligente, testardo, tutto votato a cose cui nessuno pensa, che non voglia e non possa essere diverso, e va pure bene che per questo almeno mi si sgridi e punisca senza lasciar correre con baci e carezze. 18 Noi non siamo aatto degli zingari in un carrozzone verde, siamo piuttosto gente per bene, siamo la famiglia del console Krger,. . . siamo i Krger. . . Ed ancora abbastanza spesso pensava: perch io sono cos particolare, in conitto con tutti, perennemente in contrasto con gli insegnanti, estraneo fra i miei coetanei? Guarda un po i bravi scolari, quelli impregnati di una solida mediocrit! Loro non trovano linsegnante ridicolo n scrivono versi e pensano solo cose comuni, proprio quelle che appunto si pensano e si possono apertamente manifestare. Come devono sentirsi soddisfatti ed in armonia con tutto e tutti! Devessere bello. . . Ma che mai avr io di particolare? Come evolver tutto questo? Questa tendenza a considerare se stesso ed il proprio relazionarsi con la vita, giocava un notevole ruolo nellaetto 19 che Tonio nutriva per Hans Hansen. Lo amava anzitutto perch bello, 20 poi perch in tutto e per tutto si manifestava come il suo contrario

en. Hans Hansen war ein vortreicher Schler und auerdem ein frischer Gesell, der ritt, turnte, schwamm wie ein Held und sich der allgemeinen Beliebtheit erfreute. Die Lehrer waren ihm beinahe mit Zrtlichkeit zugetan, nannten ihn mit Vornamen und frderten ihn auf alle Weise, die Kameraden waren auf seine Gunst bedacht, und auf der Strae hielten ihn Herren und Damen an, faten ihn an dem Schopfe bastblonden Haares, der unter seiner dnischen Schiermtze hervorquoll, und sagten: Guten Tag, Hans Hansen, mit deinem netten Schopf! Bist du noch Primus? Gr Papa und Mama, mein prchtiger Junge. . . So war Hans Hansen, und seit Tonio Krger ihn kannte, empfand er Sehnsucht, sobald er ihn erblickte, eine neidische Sehnsucht, die oberhalb der Brust sa und brannte. Wer so blaue Augen htte, dachte er, und so in Ordnung und glcklicher Gemeinschaft mit aller Welt lebte wie du! Stets bist du auf eine wohlanstndige und allgemein respektierte Weise beschftigt. Wenn du die Schulaufgaben erledigt hast, so nimmst du Reitstunden oder arbeitest mit der Laubsge, und selbst in den Ferien, an der See, bist du vom Rudern, Segeln und Schwimmen in Anspruch genommen, indes ich miggngerisch und verloren im Sande liege und auf die geheimnisvoll wechselnden Mienenspiele starre, die ber des Meeres Antlitz huschen. Aber darum sind deine Augen so klar. Zu sein wie du. . . Er machte nicht den Versuch, zu werden wie Hans Hansen, und vielleicht war es ihm nicht einmal sehr ernst mit diesem Wunsche. Aber er begehrte schmerzlich, so wie er war, von ihm geliebt zu werden, und er warb um seine Liebe auf seine Art, eine langsame und innige, hingebungsvolle, leidende und wehmtige Art, aber von einer Wehmut, die tiefer und zehrender brennen kann als alle 7

ed opposto. Hans Hansen era un eccellente scolaro, in aggiunta un giovane traboccante di vita che cavalcava, praticava ginnastica, nuotava da campione, e mieteva le simpatie generali. Gli insegnanti con lui erano accondiscendenti al limite dellaetto, lo chiamavano per nome, lo favorivano in ogni modo, i compagni si contendevano la sua amicizia, e per la strada uomini e donne lo fermavano, laerravano per il ciuo di capelli biondostoppa che spuntava da sotto il cappello alla marinara e gli dicevano: Buon giorno a te ed al tuo simpatico ciuo, Hans Hansen! Sei ancora il primo della tua classe? Saluta pap e mamma, mio stupendo ragazzo. . . Cos era Hans Hansen, e dal primo istante in cui lo conobbe, Tonio Krger provava come lo vedeva un senso di struggimento nel petto, uno struggimento invidioso, profondo e cocente. Avessi occhi azzurri come i tuoi, pensava, e potessi vivere in tranquilla e felice armonia con il mondo come te, sempre occupato in qualcosa di apprezzabile e comunemente condivisibile! Quando hai terminato i compiti, o vai a lezione dequitazione o ti rilassi applicandoti al traforo, 21 e persino nel periodo delle vacanze, al mare sei preso da tante attivit: la voga, la vela, il nuoto,. . . Ed io? 22 Io invece me ne sto ozioso sulla sabbia a guardare con occhio smarrito le mutevoli espressioni che si producono sulla supercie del mare. Ecco perch i tuoi occhi sono cos sereni. . . Poter essere come te. . . Non ci prov per nulla a divenire come Hans Hansen, e forse tale desiderio non aveva dimorato nemmeno una volta in lui. Si struggeva per nel voler essere amato da lui cos comera, e chiedeva questaetto alla sua maniera, una maniera quasi sorniona 23 ed intima, ricolma di dedizione, soerenza e malinconia, una malinconia cos profonda e struggente da poter paralizzare qual-

jhe Leidenschaftlichkeit, die man von seinem fremden ueren htte erwarten knnen. Und er warb nicht ganz vergebens, denn Hans, der brigens eine gewisse berlegenheit an ihm achtete, eine Gewandtheit des Mundes, die Tonio befhigte, schwierige Dinge auszusprechen, begri ganz wohl, da hier eine ungewhnlich starke und zarte Empndung fr ihn lebendig sei, erwies sich dankbar und bereitete ihm manches Glck durch sein Entgegenkommen - aber auch manche Pein der Eifersucht, der Enttuschung und der vergeblichen Mhe, eine geistige Gemeinschaft herzustellen. Denn es war das Merkwrdige, da Tonio, der Hans Hansen doch um seine Daseinsart beneidete, bestndig trachtete, ihn zu seiner eigenen herberzuziehen, was hchstens auf Augenblicke und auch dann nur scheinbar gelingen konnte. . . Ich habe jetzt etwas Wundervolles gelesen, etwas Prachtvolles. . . , sagte er. Sie gingen und aen gemeinsam aus einer Tte Fruchtbonbons, die sie bei Krmer Iwersen in der Mhlenstrae fr zehn Pfennige erstanden hatten. Du mut es lesen, Hans, es ist nmlich >Don Carlos< von Schiller. . . Ich leihe es dir, wenn du willst. . . Ach nein, sagte Hans Hansen, das la nur, Tonio, das pat nicht fr mich. Ich bleibe bei meinen Pferdebchern, weit du. Famose Abbildungen sind darin, sage ich dir. Wenn du mal bei mir bist, zeige ich sie dir. Es sind Augenblicksphotographien, und man sieht die Gule im Trab und im Galopp und im Sprunge, in allen Stellungen, die man in Wirklichkeit gar nicht zu sehen bekommt, weil es zu schnell geht. . . In allen Stellungen? sagte Tonio hflich. Ja, das ist fein. Was aber >Don Carlos< betrit, so geht das ber alle Begrie. 8

siasi slancio improvviso che pure ci si sarebbe potuti attendere dalle sue inconsuete ed inusuali sembianze. Ed inne non desider del tutto invano, perch Hans, che pure gli accreditava una qual certa superiorit spirituale, una scioltezza nella parola che consentiva a Tonio di destreggiarsi fra concetti dicili, comprese appieno quel sentimento (inconsuetamente tanto forte quanto delicato) indirizzato a lui, e se ne mostr grato procurandogli un poco di felicit con un atteggiamento accondiscendente ma anche qualche pena per via della gelosia, della delusione, e della fatica sprecata posta nel raggiungere unintesa spirituale. Perch lo strano era in fondo che Tonio, pur invidiando in Hans Hansen il suo modo di vivere, cercava insistentemente di attrarlo a s, cosa che gli riusciva al massimo per brevi istanti, ed anche allora solo apparentemente. . . Ho appena terminato di leggere qualcosa di meraviglioso, di davvero notevole. . . disse. Camminavano e mangiavano caramelle di frutta 24 che avevano acquistato per dieci pfennig da Krmer Iwersen, un bottegaio della Mhlenstrae. Dovresti leggerlo, Hans, il Don Carlos di Schiller. . . Te lo impresto se vuoi. . . Ma no, rispose Hans Hansen, lascia stare Tonio, 25 non fa per me. Io, lo sai, mi accontento dei miei libri sui cavalli. Vedessi che gran belle illustrazioni ci sono, credimi. Se una volta capiti te lo mostro. 26 Ci sono istantanee di cavalli al trotto, al galoppo, al salto, insomma in tutte quelle posizioni che nella realt non si riescono a vedere perch tutto avviene cos in fretta. . . In tutte le posizioni?, chiese Tonio ossequioso. Devessere davvero bello. Ma vedi, riguardo al Don Carlos, credimi, va oltre

Es sind Stellen darin, du sollst sehen, die so schn sind, da es einem einen Ruck gibt, da es gleichsam knallt. . . Knallt es? fragte Hans Hansen. . . Wieso? Da ist zum Beispiel die Stelle, wo der Knig geweint hat, weil er von dem Marquis betrogen ist. . . aber der Marquis hat ihn nur dem Prinzen zuliebe betrogen, verstehst du, fr den er sich opfert. Und nun kommt aus dem Kabinett in das Vorzimmer die Nachricht, da der Knig geweint hat. >Geweint?< >Der Knig geweint?< Alle Hofmnner sind frchterlich betreten, und es geht einem durch und durch, denn es ist ein schrecklich starrer und strenger Knig. Aber man begreift es so gut, da er geweint hat, und mir tut er eigentlich mehr leid als der Prinz und der Marquis zusammengenommen. Er ist immer so ganz allein und ohne Liebe, und nun glaubt er einen Menschen gefunden zu haben, und der verrt ihn. . . Hans Hansen sah von der Seite in Tonios Gesicht, und irgend etwas in diesem Gesicht mute ihn wohl dem Gegenstande gewinnen, denn er schob pltzlich wieder seinen Arm unter den Tonios und fragte: Auf welche Weise verrt er ihn denn, Tonio? Tonio geriet in Bewegung. Ja, die Sache ist, ng er an, da alle Briefe nach Brabant und Flandern. . . Da kommt Erwin Jimmerthal, sagte Hans. Tonio verstummte. Mchte ihn doch, dachte er, die Erde verschlingen, diesen Jimmerthal! Warum mu er kommen und uns stren! Wenn er nur nicht mit uns geht und den ganzen Weg von der Reitstunde spricht. . . Denn Erwin Jimmerthal hatte ebenfalls Reitstunde. Er war der Sohn des Bankdirektors und wohnte hier drau-

ogni immaginazione. Ci sono momenti cos esaltanti, dovresti vedere, che ti scuotono proprio, insomma quasi uno schianto. . . 27 Uno schianto?, chiese Hans Hansen. . . E come?. . . C per esempio il punto in cui il re ha pianto perch stato ingannato dal marchese, ma questi lo ha ingannato solo per amore del principe, capisci, per colui per il quale si sacrica. E a questo punto giunge in anticamera, dalla sala del consiglio, la notizia che il re ha pianto. Ha pianto?, Il re ha pianto? Tutti i cortigiani sono scossi, si sentono come passati da parte a parte e profondamente turbati perch si tratta di un uomo assai rigoroso e severo. Ma si comprende bene che ha pianto, ed a me, a dirla tutta fa pi pena lui che non il principe e il marchese messi assieme. sempre solo e senza alcuno che lami, ed ora che nalmente convinto daver trovato un amico, questi lo tradisce. . . Hans Hansen guard Tonio di prolo in viso, e qualcosa in quel volto doveva aver destato attenzione sullargomento, perch inaspettatamente pose ancora il proprio braccio sotto quello dellamico e chiese: In quale modo lo tradisce, Tonio? Tonio entr in agitazione. Vedi, cominci, la questione che tutte le lettere verso il Brabante e la Fiandra. . . Sta arrivando Erwin Jimmerthal, disse Hans. 28 Tonio tacque di colpo. Che la terra possa inghiottirlo quellJimmerthal! Perch deve venire a disturbarci! Se almeno non facesse tutta la strada con noi parlando della scuola dequitazione . . . perch, naturalmente, anche Erwin Jimmerthal andava a scuola dequitazione. Jmmerthal era il glio del direttore della banca 29 ed abitava subito fuori

en vorm Tore. Mit seinen krummen Beinen und Schlitzaugen kam er ihnen, schon ohne Schulmappe, durch die Allee entgegen. Tag, Jimmerthal, sagte Hans. Ich gehe ein bichen mit Krger. . . Ich mu zur Stadt, sagte Jimmerthal, und etwas besorgen. Aber ich gehe noch ein Stck mit euch. . . Das sind wohl Fruchtbonbons, die ihr da habt? Ja, danke, ein paar esse ich. Morgen haben wir wieder Stunde, Hans.- Es war die Reitstunde gemeint. Famos! sagte Hans. Ich bekomme jetzt die ledernen Gamaschen, du, weil ich neulich die Eins im Exerzitium hatte. . . Du hast wohl keine Reitstunde, Krger? fragte Jimmerthal, und seine Augen waren nur ein Paar blanker Ritzen. . . Nein. . . , antwortete Tonio mit ganz ungewisser Betonung. Du solltest, bemerkte Hans Hansen, deinen Vater bitten, da du auch Stunde bekommst, Krger. Ja. . . , sagte Tonio zugleich hastig und gleichgltig. Einen Augenblick schnrte sich ihm die Kehle zusammen, weil Hans ihn mit Nachnamen angeredet hatte; und Hans schien dies zu fhlen, denn er sagte erluternd: Ich nenne dich Krger, weil dein Vorname so verrckt ist, du, entschuldige, aber ich mag ihn nicht leiden. Tonio. . . Das ist doch berhaupt kein Name. brigens kannst du ja nichts dafr, bewahre! Nein, du heit wohl hauptschlich so, weil es so auslndisch klingt und etwas Besonderes ist. . . , sagte Jimmerthal und tat, als ob er zum Guten reden wollte. Tonios Mund zuckte. Er nahm sich zusammen und sagte: Ja, es ist ein alberner Name, ich mchte, wei Gott, lieber Heinrich oder Wilhelm heien, das knnt ihr mir glauben. Aber es kommt daher, da ein Bruder meiner Mut-

porta. Gambe curve, occhi obliqui, gi senza cartella si diresse lungo il viale verso loro. 30 Giorno Jimmerthal, salut Hans. Passeggio un po con Krger. . . Sto andando in citt, disse Jimmerthal, a sbrigare qualcosa. Faccio un po di strada con voi. . . Sono caramelle alla frutta quelle che avete? Grazie, un paio me le mangio di gusto. Hans, domani abbiamo di nuovo lezione, dequitazione intendo. 31 Fantastico, disse Hans. Adesso, sai, mi regalano anche le ghette di pelle perch laltro giorno ho preso dieci al compito. . . Tu non prendi lezioni dequitazione, Krger?, chiese Jimmerthal; ed i suoi occhi si trasformarono in due lucide fessure. . . No. . . , rispose Tonio con una voce che gli era divenuta dimprovviso incerta. Ma dovresti, rimarc Hans Hansen, dovresti parlarne con tuo padre, chiedergli anche tu di farti prendere lezioni, Krger. Gi, disse Tonio con voce garbata ed indierente. E in un attimo la gola gli si serr: Hans lo aveva chiamato per cognome. Hans saccorse subito di questo e si volle prontamente spiegare: Ti chiamo Krger perch. . . , scusami, ma il tuo nome cos matto, io non lo posso proprio sorire. Tonio. . . questo non neanche un nome. Del resto, sintende, non aatto colpa tua. Certo, disse Jimmerthal sforzandosi di parlare a n di bene, ti chiami cos soprattutto perch un nome straniero che suona in un modo particolare. Tonio ebbe come un moto convulso in bocca. Si riprese e rispose: S, vero, un nome sciocco. Lo sa Dio quanto preferirei piuttosto chiamarmi Heinrich o Wilhelm, potete credermi! Me lo porto perch un fratello di mia madre, con il

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ter, nach dem ich getauft worden bin, Antonio heit; denn meine Mutter ist doch von drben. . . Dann schwieg er und lie die beiden von Pferden und Lederzeug sprechen. Hans hatte Jimmerthal untergefat und redete mit einer gelugen Teilnahme, die fr >Don Carlos< niemals in ihm zu erwecken gewesen wre. . . Von Zeit zu Zeit fhlte Tonio, wie der Drang zu weinen ihm prickelnd in die Nase stieg; auch hatte er Mhe, sein Kinn in der Gewalt zu behalten, das bestndig ins Zittern geriet. . . Hans mochte seinen Namen nicht leiden, - was war dabei zu tun? Er selbst hie Hans, und Jimmerthal hie Erwin, gut, das waren allgemein anerkannte Namen, die niemand befremdeten. Aber >Tonio< war etwas Auslndisches und Besonderes. Ja, es war in allen Stcken etwas Besonderes mit ihm, ob er wollte oder nicht, und er war allein und ausgeschlossen von den Ordentlichen und Gewhnlichen, obgleich er doch kein Zigeuner im grnen Wagen war, sondern ein Sohn Konsul Krgers, aus der Familie der Krger. . . Aber warum nannte Hans ihn Tonio, solange sie allein waren, wenn er, kam ein dritter hinzu, anng, sich seiner zu schmen? Zuweilen war er ihm nahe und gewonnen, ja. Auf welche Weise verrt er ihn denn, Tonio? hatte er gefragt und ihn untergefat. Aber als dann Jimmerthal gekommen war, hatte er dennoch erleichtert aufgeatmet, hatte ihn verlassen und ihm ohne Not seinen fremden Rufnamen vorgeworfen. Wie weh es tat, dies alle durchschauen zu mssen!. . . Hans Hansen hatte ihn im Grunde ein wenig gern, wenn sie unter sich waren, er wute es. Aber kam ein dritter, so schmte er sich dessen und opferte ihn auf. Und er war wieder allein. Er dachte an Knig Philipp. Der Knig hat geweint. . . Gott bewahre, sagte Erwin Jimmer11

cui nome mi hanno battezzato, si chiama Antonio, e mia madre . . . di laggi. . . 32 Quindi tacque lasciando che si parlasse di cavalli e nimenti. Hans aveva preso Jimmerthal sottobraccio e parlava con un interesse cos vivo come mai si sarebbe potuto suscitare in lui con il Don Carlos. . . Tonio di tanto in tanto avvertiva forte al naso lo stimolo del pianto, ed a fatica tratteneva il mento che di continuo tendeva a tremare e dava segni di singulto. . . Hans non sopportava il suo nome. E che mai ci poteva fare? Egli stesso si chiamava Hans, Jimmerthal si chiamava Erwin, nomi generalmente accetti e che a nessuno sembravano strani. Ma Tonio suonava come straniero ed alquanto particolare. Era proprio cos. In lui in ogni sua parte cera sempre qualcosa di particolare, lo volesse o meno, e si ritrovava sempre solo ed estromesso dalle cose ordinarie e comuni, bench nonostante tutto non fosse proprio uno zingaro nel carrozzone verde, piuttosto un glio del console Krger, della famiglia dei Krger. . . E perch nch erano soli Hans lo chiamava Tonio, e poi come appariva un tizio qualsiasi cominciava a vergognarsene? A volte avvertiva lamico vicino e quasi suo. In quale maniera lo trad, Tonio?, aveva chiesto tenendolo sottobraccio. Poi per quando era giunto Jimmerthal, aveva tratto un sospiro di sollievo e lo aveva abbandonato, gettandogli in faccia, senza che ce ne fosse necessit, il suo nome straniero. Come si sore a dover intendere tutto questo!. . . In fondo, lo sapeva, Hans Hansen un poco di bene gliene voleva nch erano soli, ma ecco, compariva un altro, si vergognava, lo sacricava. E lui si ritrovava di nuovo solo. Gli venne in memoria il re Filippo: il re ha pianto. . . Buon Dio, disse Erwin Jimmerthal, ora

thal, nun mu ich aber wirklich zur Stadt! Adieu, ihr, und Dank fr die Fruchtbonbons! Darauf sprang er auf eine Bank, die am Wege stand, lief mit seinen krummen Beinen darauf entlang und trabte davon. Jimmerthal mag ich leiden! sagte Hans mit Nachdruck. Er hatte eine verwhnte und selbstbewute Art, seine Sympathien und Abneigungen kundzugeben, sie gleichsam gndigst zu verteilen. . . Und dann fuhr er fort, von der Reitstunde zu sprechen, weil er einmal im Zuge war. Es war auch nicht mehr so weit bis zum Hansenschen Wohnhause; der Weg ber die Wlle nahm nicht soviel Zeit in Anspruch. Sie hielten ihre Mtzen fest und beugten die Kpfe vor dem starken, feuchten Wind, der in dem kahlen Gest der Bume knarrte und sthnte. Und Hans Hansen sprach, whrend Tonio nur dann und wann ein knstliches Ach und Jaja einieen lie, ohne Freude darber, da Hans ihn im Eifer der Rede wieder untergefat hatte, denn das war nur eine scheinbare Annherung, ohne Bedeutung. Dann verlieen sie die Wallanlagen unfern des Bahnhofes, sahen einen Zug mit plumper Eilfertigkeit vorberpuen, zhlten zum Zeitvertreib die Wagen und winkten dem Manne zu, der in seinen Pelz vermummt zuhchst auf dem allerletzten sa. Und am Lindenplatze, vor Grohndler Hansens Villa, blieben sie stehen, und Hans zeigte ausfhrlich, wie amsant es sei, sich unten auf die Gartenpforte zu stellen und sich in den Angeln hin und her zu schlenkern, da es nur so kreischte. Aber hierauf verabschiedete er sich. Ja, nun mu ich hinein, sagte er. Adieu, Tonio. Das nchste Mal begleite ich dich nach Hause, sei sicher. Adieu, Hans, sagte Tonio, es war nett, spazierenzugehen. Ihre Hnde, die sich drckten, waren 12

devo davvero andare in citt! Arrivederci, e grazie per le caramelle! Dopo di che salt su una panchina a lato della strada, vi corse sopra con le sue gambe storte, allontanandosi trotterellando. Forte quellJimmerthal, 33 disse Hans con un entusiastico trasporto. Aveva un modo aettato ed autocompiacente di assegnare simpatie ed antipatie, di distribuirle quasi con benevolenza. . . Quindi, dato che sera nel tema, continu a parlare della lezione dequitazione. Ormai non erano molto lontani dalla casa degli Hansen; la strada lungo gli argini non prendeva molto tempo. Si pigiavano i berretti e piegavano la testa in avanti per il vento forte ed umido che passando fra i rami degli alberi sembrava gemere e crepitare. Hans Hansen continuava a parlare e Tonio di quando in quando si lasciava uscire un articioso oh e un s s, senza provare particolare emozione al fatto che nel fervore del discorso Hans lo avesse ripreso sottobraccio: il riavvicinamento era solo posticcio, senza convinzione alcuna. Quindi lasciarono gli argini non lontano dalla stazione, gettarono lo sguardo ad un treno che passava sbuando con goa sollecitudine, e per perdere ancora un po di tempo ne contarono i vagoni, e salutarono luomo che tutto avvolto nella pelliccia se ne stava seduto in alto nellultimo. Giunti sulla Lindenplatz, dinanzi alla villa del grossista Hansen, si fermarono, ed Hans mostr subito quanto fosse divertente appendersi ai piedi del cancello, lasciarsi dondolare e sentire lacuto stridio dei cardini. Poi per si accommiat. Adesso devo proprio andare, disse. Arrivederci Tonio. La prossima volta ti accompagno a casa io, tranquillo. Arrivederci Hans, rispose Tonio, stato bello passeggiare assieme. Le loro mani, umide e rugginose per aver

ganz na und rostig von der Gartenpforte. Als aber Hans in Tonios Augen sah, entstand etwas wie reuiges Besinnen in seinem hbschen Gesicht. brigens werde ich nchstens >Don Carlos< lesen! sagte er rasch. Das mit dem Knig im Kabinett mu famos sein! Dann nahm er seine Mappe unter den Arm und lief durch den Vorgarten. Bevor er im Hause verschwand, nickte er noch einmal zurck. Und Tonio Krger ging ganz verklrt und beschwingt von dannen. Der Wind trug ihn von hinten, aber es war nicht darum allein, da er so leicht von der Stelle kam. Hans wrde >Don Carlos< lesen, und dann wrden sie etwas miteinander haben, worber weder Jimmerthal noch irgendein anderer mitreden konnte! Wie gut sie einander verstanden! Wer wute, - vielleicht brachte er ihn noch dazu, ebenfalls Verse zu schreiben?. . . Nein, nein, das wollte er nicht! Hans sollte nicht werden wie Tonio, sondern bleiben, wie er war, so hell und stark, wie alle ihn liebten und Tonio am meisten! Aber da er >Don Carlos< las, wrde trotzdem nicht schaden. . . Und Tonio ging durch das alte, untersetzte Tor, ging am Hafen entlang und die steile, zugige und nasse Giebelgasse hinauf zum Haus seiner Eltern. Damals lebte sein Herz; Sehnsucht war darin und schwermtiger Neid und ein klein wenig Verachtung und eine ganze keusche Seligkeit.

giocato col cancello, si chiusero in una stretta. Ma quando Hans guard sso negli occhi Tonio saccorse che il suo viso grazioso era solcato da un aanno penoso. Comunque quanto prima legger il Don Carlos, disse sbrigativo. La questione del re nella sala del consiglio devessere fantastica! 34 Prese la cartella sottobraccio e travers di corsa il giardino. Prima di sparire nella casa accenn ancora ad un saluto con il capo girandosi indietro. Tonio Krger se ne and trasgurato e svelto. Il vento lo spingeva da dietro, ma non era questo il motivo del suo procedere veloce. Hans avrebbe letto il Don Carlos, ed allora essi avrebbero avuto qualcosa in comune su cui n Jimmerthal n altri avrebbe potuto aprir bocca. Come si capivano bene! Chi sa? Forse sarebbe anche riuscito a convincerlo a scrivere versi. . . Ma no, no, non pretendeva tanto! Hans non sarebbe dovuto divenire come lui, doveva piuttosto restare cos comera, puro e forte come lo amavano tutti, specialmente lui! Ma la lettura del Don Carlos non lavrebbe certo danneggiato. . . Passando per la vecchia malridotta porta cammin lungo il porto e la strada ornata di frontoni, ripida, ventosa e umida, lo condusse alla casa dei genitori. Quella volta il suo cuore pulsava! Dentro di s provava struggimento, invidia malinconica, un pochino di disprezzo, ed unimmensa e casta beatitudine. 35

II
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Die blonde Inge, Ingeborg Holm, Doktor Holms Tochter, der am Markte wohnte, dort, wo hoch, spitzig und vielfach der gotische Brunnen stand, sie wars, die Tonio Krger liebte, als er sechzehn Jahre alt war. Wie geschah das? Er hatte sie tausendmal gesehen; an einem Abend jedoch sah er sie in einer gewissen Beleuchtung, sah, wie sie im Gesprch mit einer Freundin auf eine gewisse bermtige Art lachend den Kopf zur Seite warf, auf eine gewisse Art ihre Hand, eine gar nicht besonders schmale, gar nicht besonders feine Kleinmdchenhand zum Hinterkopfe fhrte, wobei der weie Gazermel von ihrem Ellenbogen zurckglitt, hrte, wie sie ein Wort, ein gleichgltiges Wort, auf eine gewisse Art betonte, wobei ein warmes Klingen in ihrer Stimme war, und ein Entzcken ergri sein Herz, weit strker als jenes, das er frher zuweilen empfunden hatte, wenn er Hans Hansen betrachtete, damals, als er noch ein kleiner, dummer Junge war. An diesem Abend nahm er ihr Bild mit fort, mit dem dicken, blonden Zopf, den lnglich geschnitten, lachend, blauen Augen und dem zart angedeuteten Sattel von Sommersprossen ber der Nase, konnte nicht einschlafen, weil er das Klingen in ihrer Stimme hrte, versuchte leise, die Betonung nachzuahmen, mit der sie das gleichgltige Wort ausgesprochen hatte, und erschauerte dabei. Die Erfahrung lehrte ihn, da dies die Liebe sei. Aber obgleich er genau wute, da die Liebe ihm viel Schmerz, Drangsal und Demtigung bringen msse, da sie berdies den Frieden zerstre und das Herz mit Melodien berflle, ohne da man Ruhe fand, eine Sache rund zu formen und in Gelassenheit etwas Ganzes daraus zu schmieden, so nahm er sie doch mit Freuden auf, berlie sich ihr ganz und pegte sie mit den Krften seines Gemtes, denn er wute, da 14

La bionda Inge, Ingeborg Holm, la glia del Dottor Holm, che abitava in piazza del mercato l dove alta, slanciata 36 e multiforme si ergeva la fontana gotica, fu lei di cui il sedicenne Tonio Krger sinnamor. Come accadde? Laveva veduta uninnit di volte, nch una sera la not in una luce del tutto nuova. La scorse portare sorridendo in maniera spavalda la testa a lato mentre stava conversando con unamica, not la sua mano, una mano ancora da ragazzina non particolarmente ausolata e non particolarmente graziosa andare carezzevole alla nuca cos che il velo bianco della manica scivol lungo il gomito, la ud pronunciare una parola, uninsignicante parola, in un suono del tutto nuovo, come se nella sua voce si esprimesse una calda tonalit, ed il suo cuore fu assalito da un moto intenso, un rapimento pi forte di quello che aveva provato un tempo lontano quando, allora era ancora un piccolo stupido ragazzino, se ne stava disincantato a contemplare Hans Hansen. 37 Da quella sera in poi nutr in s la sua immagine: la folta treccia bionda, gli occhi azzurri ridenti dal taglio obliquo, la lentiggine appena accennata sul naso, e quella sera non gli riusc di prender sonno: il suono della sua voce gli risuonava dal di dentro. Sommessamente cercava dimitare la tonalit con cui lei aveva pronunciato quellindierente parola che lo aveva fatto sussultare, e si spaur. I suoi sensi 38 gli dissero che doveva trattarsi damore. Comprendeva bene che lamore avrebbe recato con s il dolore, il tormento e lumiliazione, che gli avrebbe rapito la pace e colmato il cuore destasi senza tregua, senza lequilibrio necessario ad incastonare le idee e formarle compiutamente, e tuttavia lo accolse con gioia, si lasci trasportare e cerc di curarlo con tutte le forze dellanima sua, perch intuiva che da quellesperienza ne sarebbe uscito arricchito e traboccante di vita,

sie reich und lebendig mache, und er sehnte sich, reich und lebendig zu sein, statt in Gelassenheit etwas Ganzes zu schmieden. . . Dies, da Tonio Krger sich an die lustige Inge Holm verlor, ereignete sich in dem ausgerumten Salon der Konsulin Husteede, die es an jenem Abend traf, die Tanzstunde zu geben; denn es war ein Privatkursus, an dem nur Angehrige von ersten Familien teilnahm, und man versammelte sich reihum in den elterlichen Husern, um sich Unterricht in Tanz und Anstand erteilen zu lassen. Aber zu diesem Behufe kam allwchentlich Ballettmeister Knaak eigens von Hamburg herbei. Franois Knaak war sein Name, und was fr ein Mann war das! Jai lhonneur de me vous reprsenter, sagte er, mon nom est Knaak. . . Und dies spricht man nicht aus, whrend man sich verbeugt, sondern wenn man wieder auf recht steht, - gedmpft und dennoch deutlich. Mann ist nicht tglich in der Lage, sich auf franzsisch vorstellen zu mssen, aber kann man es in dieser Sprache korrekt und tadellos, so wird es einem auf deutsch erst recht nicht fehlen. Wie wunderbar der seidig schwarze Gehrock sich an seine fetten Hften schmiegte! In weichen Falten el sein Beinkleid auf seine Lackschuhe hinab, die mit breiten Atlasschleifen geschmckt waren, und seine braunen Augen blickten mit einem mden Glck ber ihre eigene Schnheit umher. . . Jedermann ward erdrckt durch das berma seiner Sicherheit und Wohlanstndigkeit. Er schritt - und niemand schritt wie er, elastisch, wogend, wiegend, kniglich auf die Herrin des Hauses zu, verbeugte sich und wartete, da man ihm die Hand reiche. Erhielt er sie, so dankte er mit leiser Stimme dafr, trat federnd zurck, wandte sich auf dem linken Fue, schnellte den rechten

ed egli bramava dessere e divenire ricco e vivo in quel modo piuttosto che forgiare in tutta calma qualcosa di compiuto. . . Lo smarrimento di Tonio per la spensierata 39 Inge Holm si consum nel salotto 40 della moglie del console Husteede nel quale quella sera si svolgeva la rituale lezione di ballo. Si trattava di un corso privato cui potevano accedere solo i membri delle famiglie pi illustri, e ci si radunava a turno presso le case dei rispettivi genitori per lasciarsi indottrinare sul ballo e sul comportamento in societ. 41 A tale scopo il maestro di ballo, il signor Knaak, veniva ogni settimana da Amburgo. 42 Si chiamava Franois Knaak, e che tipo duomo era! Jai lhonneur de me vous reprsenter , diceva, mon nome est Knaak. . . E questo non si dice mentre ci si inchina, ma solo dopo aver riassunto la posizione eretta, il tono smorzato e al tempo stesso sicuro. Certo non si presenta ogni giorno loccasione di dover parlare in francese, ma se lo si sa fare in maniera corretta ed irrepresinbile in questa lingua, ecco che allora in tedesco impossibile sbagliare. E come gli stava pennellata bene sui pingui anchi la nanziera color nero-serico! I calzoni si adagiavano in morbide pieghe sulle scarpe di coppale laccate e guarnite da occhi di raso larghi, ed i suoi occhi scuri spaziavano intorno compiaciuti di tanta propria bellezza. . . Tutti restavano come soocati dinanzi a tanto prorompere di sicurezza e buone maniere. Incedeva elastico, essuoso, cullante e regale verso la padrona di casa e sinchinava in attesa che gli venisse porta la mano: nessuno sapeva compiere il rituale meglio di lui. Ricevutala, ringraziava a l di voce, retrocedeva molleggiando, girava sul piede sinistro, faceva scattare il destro con la pun-

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mit niedergedrckter Spitze seitwrts vom Boden ab und schritt mit bebenden Hften davon. . . Man ging rckwrts und unter Verbeugungen zur Tr hinaus, wenn man eine Gesellschaft verlie, man schleppte einen Stuhl nicht herbei, indem man ihn an einem Bein ergri oder am Boden entlang schleifte, sondern man trug ihn leicht an der Lehne herzu und setzte ihn geruschlos nieder. Man stand nicht da, indem man die Hnde auf dem Bauch faltete und die Zunge in den Mundwinkel schob; tat man es dennoch, so hatte Herr Knaak eine Art, es ebenso zu machen, da man fr den Rest seines Lebens einen Ekel vor dieser Haltung bewahrte. . . Dies war der Anstand. Was aber den Tanz betraf, so meisterte Herr Knaak ihn womglich in noch hherem Grade. In dem ausgerumten Salon brannten die Gasammen des Kronleuchters und die Kerzen auf dem Kamin. Der Boden war mit Talkum bestreut, und in stummem Halbkreise standen die Eleven umher. Aber jenseits der Portier, in der anstoenden Stube, saen auf Plschsthlen die Mtter und Tanten und betrachteten durch ihre Lorgnetten Herrn Knaak, wie er, in gebckter Haltung, den Saum seines Gehrockes mit je zwei Fingern erfat hielt und mit federnden Beinen die einzelnen Teile der Mazurka demonstrierte. Beabsichtigte er aber, sein Publikum gnzlich zu verblen, so schnellte er sich pltzlich und ohne zwingenden Grund vom Boden empor, indem er seine Beine mit verwirrender Schnelligkeit in der Luft umeinanderwirbelte, gleichsam mit denselben trillerte, worauf er mit einem gedmpften, aber alles in seinen Festen erschtternden Plumps zu dieser Erde zurckkehrte. . . Was fr ein unbegreiicher Ae, dachte Tonio Krger in seinem Sinn. Aber er sah wohl, da Inge Holm, die lustige In16

ta abbassata rivolta verso il pavimento, e si congedava con pompa mentre le anche gli tremolavano tutte. Si procede verso la porta allindietro e ci sinchina quando si lascia un ricevimento, non si trascina una sedia aerrandola per una gamba, n la si deve strascinare lungo il pavimento, occorre invece prenderla delicatamente per la spalliera e posarla in terra senza rumore. Non si sta con le mani poggiate sulla pancia, e neppure consentito spingere la lingua agli angoli della bocca; e se qualcuno si fosse comportato cos il signor Knaak aveva una tale arte dimitarlo che il malcapitato per tutta la vita avrebbe provato disgusto per quel gesto. . . E questo per quanto riguardava il comportamento. Poi cera la danza. E questa il signor Knaak la padroneggiava, se mai fosse possibile, in modo ancora pi perfetto. Le ammelle a gas delle luminarie e le candele sul camino, davano luce alla sala sgombra. Il pavimento era cosparso di talco, e gli allievi stavano dintorno, a semicerchio, silenziosi. Di l dalle porte, nelle stanze adiacenti, sedute su sedie felpate, sedevano le madri e le zie e con i loro occhialetti osservavano il signor Knaak che, chino in avanti, con consumata delicatezza sollevava con due dita lorlo della nanzieria e mostrava le singole gure della mazurka movendosi come una piuma. Se poi aveva voglia di meravigliare del tutto il suo pubblico, allora, dimprovviso, senza alcun plausibile motivo, si slanciava da terra, vorticava le gambe luna nellaltra con sconvolgente rapidit, quasi gorgheggiando con esse, e quindi con un tonfo soocato che per scuoteva tutto dalle fondamenta, ridiscendeva inne su questa terra. . . Che sorta dinconcepibile buone 43 pensava dentro di s Tonio Krger. Eppure saccorgeva bene di quanto Inge Holm, proprio

ge, oft mit einem selbstvergessenen Lcheln Herrn Knaaks Bewegungen verfolgte, und nicht dies allein war es, weshalb alle diese wundervoll beherrschte Krperlichkeit ihm im Grunde etwas wie Bewunderung abgewann. Wie ruhevoll und unverwirrbar Herrn Knaaks Augen blickten! Sie sahen nicht in die Dinge hinein, bis dorthin, wo sie kompliziert und traurig werden; sie wuten nichts, als da sie braun und schn seien. Aber deshalb war seine Haltung so stolz! Ja, man mute dumm sein, um so schreiten zu knnen wie er; und dann wurde man geliebt, denn man war liebenswrdig. Er verstand es so gut, da Inge, die blonde, se Inge, auf Herrn Knaak blickte, wie sie es tat. Aber wrde denn niemals ein Mdchen so auf ihn selbst blicken? O doch, das kam vor. Da war Magdalena Vermehren, Rechtsanwalt Vermehrens Tochter, mit dem sanften Mund und den groen, dunklen, blanken Augen voll Ernst und Schwrmerei. Sie el oft hin beim Tanzen; aber sie kam zu ihm bei der Damenwahl, sie wute, da er Verse dichtete, sie hatte ihn zweimal gebeten, sie ihr zu zeigen, und oftmals schaute sie ihn von weitem mit gesenktem Kopfe an. Aber was sollte ihm das? Er, er liebte Inge Holm, die blonde, lustige Inge, die ihn sicher darum verachtete, da er poetische Sachen schrieb. . . er sah sie an, sah ihre schmalgeschnittenen, blauen Augen, die voll Glck und Spott waren, und eine neidische Sehnsucht, ein herber, drngender Schmerz, von ihr ausgeschlossen und ihr ewig fremd zu sein, sa in seiner Brust und brannte. . . Erstes Paar en avant! sagte Herr Knaak, und keine Worte schildern, wie wunderbar der Mann den Nasallaut hervorbrachte. Man bte Quadrille, und zu To17

la spensierata Inge, seguisse le evoluzioni del signor Knaak con un sorriso perduto; ma comunque cera anche dellaltro. Per qualche recondito motivo quella sapiente padronanza del corpo procurava in lui un sentimento connante con lammirazione. Come rilucevano calmi ed imperturbabili gli occhi al signor Knaak! Essi non giungevano a scorgere lessenza delle cose l dove i concetti si complicano in maniera drammatica, nullaltro sapevano che dessere bruni e belli. Ecco la ragione del suo comportamento ero ed altero! Gi, bisognava davvero essere stupidi per poter incedere come lui, e allora, poich interessanti, si sarebbe stati amati. Lo comprendeva quindi bene che la bionda e dolce Inge guardasse cos intensamente il Signor Knaak. Ma davvero nessuna mai lo avrebbe guardato in tal modo? Oh s, era successo. Magdalena Vermehren, la glia dellavvocato Vermehren, 44 quella dalla bocca delicata e dagli occhi grandi, scuri e ricolmi di seriet ed infatuazione. Lei, che quando ballava cadeva di frequente, 45 lo invitava al ballo delle donne, sapeva che lui componeva poesie, e per ben due volte laveva pregato di mostrargliele e sovente lo guardava di lontano con occhi sognanti. 46 Ma che importava? Era Inge, Inge Holm, quella che lui amava, 47 la bionda e spensierata Inge che certo lo disprezzava perch scriveva poesie. . . La guardava, si perdeva 48 nei suoi occhi azzurri dal taglio sottile, ricolmi di felicit e irrisione, e si sentiva prendere forma in petto, e bruciare, uno struggimento ricolmo dinvidia, una soerenza acerba e angustiante per essere da lei respinto, per esser a lei eternamente estraneo. . . Prima coppia en avant, disse il signor Knaak, e non ci sono parole per descrivere come a quellindividuo riuscisse bene a tirar fuori la voce nasale. Si stava provando la

nio Krgers tiefem Erschrecken befand er sich mit Inge Holm in ein und demselben Karree. Er mied sie, wie er konnte, und dennoch geriet er bestndig in ihre Nhe; er wehrte seinen Augen, sich ihr zu nahen, und dennoch traf sein Blick bestndig auf sie. . . Nun kam sie an der Hand des rotkpgen Ferdinand Matthiessen gleitend und laufend herbei, warf den Zopf zurck und stellte sich aufatmend ihm gegenber; Herr Heinzelmann, der Klavierspieler, gri mit seinen knochigen Hnden in die Tasten, Herr Knaak kommandierte, die Quadrille begann. Sie bewegte sich vor ihm hin und her, vorwrts und rckwrts, schreitend und drehend, ein Duft, der von ihrem Haar oder dem zarten, weien Sto ihres Kleides ausging, berhrte ihn manchmal, und seine Augen trbten sich mehr und mehr. Ich liebe dich, liebe, se Inge, sagte er innerlich, und er legte in diese Worte seinen ganzen Schmerz darber, da sie so eifrig und lustig bei der Sache war und sein nicht achtete. Ein wunderschnes Gedicht von Storm el ihm ein: Ich mchte schlafen, aber du mut tanzen. Der demtigende Widersinn qulte ihn, der darin lag, tanzen zu mssen, whrend man liebte. . . Erstes Paar en avant! sagte Herr Knaak, denn es kam eine neue Tour. Compliment! Moulinet des dames! Tour de main! Und niemand beschreibt, auf welch grazise Art er das stumme e vom de verschluckte. Zweites Paar en avant! Tonio Krger und seine Dame waren daran. Compliment! und Tonio Krger verbeugte sich. Moulinet des dames! Und Tonio Krger, mit gesenktem Kopfe und nsteren Brauen, legte seine Hand auf die Hnde der vier Damen, auf die Inge Holms, und tanzte >moulinet<. Ringsum entstand ein Kichern und La18

quadriglia, e lo spavento simpadron di Tonio Krger: era capitato nello stesso quadrato di Inge Holm. Cercava di evitarla, faceva il possibile, eppure si ritrovava sempre a capitare nelle sue vicinanze, proibiva ai suoi occhi di guardarla ma il suo sguardo niva sempre con lincrociarsi con il suo. . . Eccola ora per mano al fulvo Ferdinand Matthiessen, scivolando, correndo,. . . getta la testa allindietro, si pone ansimante dinanzi a lui, il signor Heinzelmann, il pianista, pone le dita ossute sulla tastiera, il signor Knaak comanda, e la quadriglia inizia. Essa volteggiava dinanzi a lui su e gi, avanti e dietro, roteando, danzando lieve, ed ogni tanto lo sorava il profumo dei suoi capelli o della bianca e delicata stoa dellabito; lo sguardo gli souscava sempre di pi. Io ti amo, ti amo dolce e cara Inge, ripeteva dentro di s, e poneva in quelle parole tutto il dolore nel notarla tanto attenta ed appassionata al ballo non curandosi aatto di lui. Ed instintivamente gli venne alla mente una bellissima poesia di Storm: Dormir vorrei, ma tu vuoi danzare. 49 Quellumiliante assurdit lo tormentava, dover ballare quando si ama. . . Prima coppia en avant, comand ancora il signor Knaak dando il via ad un altro giro. Compliments! Moulinet des dames! Tour de main! E non si poteva descrivere in quale sublime maniera inghiottiva la e muta del de. Seconda coppia en avant! Era il turno di Tonio Krger e della sua dama. Compliment! E Tonio Krger sinchin. Moulinet des dames! E Tonio Krger con il capo abbassato, accigliato, pose la sua mano su quelle di quattro dame, su quella di Inge Holm danzando il moulinet. Dattorno fu tutto uno sgignazzare ed un

chen. Herr Knaak el in seine Ballettpose, welche ein stilisiertes Entsetzen ausdrckte. O weh! rief er. Halt, halt! Krger ist unter die Damen geraten. En arriere, Frulein Krger, zurck, donc! Alle haben es nun verstanden, nur Sie nicht. Husch! Fort! Zurck mit Ihnen! Und er zog ein gelbseidenes Taschentuch und scheuchte Tonio Krger damit an seinen Platz zurck. Alles lachte, die Jungen, die Mdchen und die Damen jenseits der Portieren, denn Herr Knaak hatte etwas gar zu drolliges aus dem Zwischenfall gemacht, und man amsierte sich wie im Theater. Nur Herr Heinzelmann wartete mit trockener Geschftsmiene auf das Zeichen zum Weiterspielen, denn er war abgehrtet gegen Herrn Knaaks Wirkungen. Dann ward die Quadrille fortgesetzt. Und dann war Pause. Das Folgmdchen klirrte mit einem Teebrett voll Weingeleeglsern zur Tr herein, und die Kchin folgte mit einer Ladung Plumcake in ihrem Kielwasser. Aber Tonio Krger stahl sich fort, ging heimlich auf den Korridor hinaus und stellte sich dort, die Hnde auf dem Rcken, vor ein Fenster mit herabgelassener Jalousie, ohne zu bedenken, da man durch diese Jalousie gar nichts sehen konnte, und da es also lcherlich sei, davorzustehen und zu tun, als blicke man hinaus. Er blickte aber in sich hinein, wo so viel Gram und Sehnsucht war. Warum, warum war er hier? Warum sa er nicht in seiner Stube am Fenster und las in Storms >Immensee< und blickte hie und da in den abendlichen Garten hinaus, wo der alte Walnubaum schwerfllig knarrte? Das wre sein Platz gewesen. Mochten die anderen tanzen und frisch und geschickt bei der Sache sein!. . . Nein, nein, sein Platz war dennoch hier, wo er sich in Inges Nhe wute, wenn er auch nur einsam von ferne stand 19

ridere. Il signor Knaak dette il via ad una sceneggiata che esprimeva un rimarchevole orrore. Oh povero me, disse. Fermi, fermi! Krger andato a nire fra le dame. En arrire signorina Krger, indietro, donc! Lhanno capita tutti, ormai, tutti tranne lei. Presto, via, vada indietro. E tir fuori dalla tasca un fazzoletto di seta gialla con cui ricacciava Tonio Krger al suo posto. I giovani, le ragazze, le signore al di l delle porte,. . . tutti ridevano. . . perch il signor Knaak aveva fatto dellincidente una buonata, e tutti si divertivano come se fossero stati a teatro. Soltanto il signor Heinzelmann che doveva esserci ormai abituato a tali sceneggiate, attendeva con asciutta espressione professionale il segnale di riattaccare. La quadriglia riprese, termin, ed inne ci fu la pausa. La cameriera fece il suo ingresso 50 con un tintinnante vassoio carico di bicchieri di gelatina duva, seguita a scia dalla cuoca con un carico di plum-cake. Tonio Krger ne apprott per dileguarsi andandosene non visto nel corridoio e ponendosi, le mani dietro la schiena, dinanzi ad una nestra con le persiane abbassate, senza star troppo a riettere che in quel modo non sarebbe stato possibile vedere un gran che, e che quindi era ridicolo starci dandosi, per di pi, laria di uno che guarda fuori. Ma lui guardava in se stesso, dove gli sembrava ci fosse tanta angoscia e malinconia. Perch, perch si trovava l? Perch non era nella sua stanza a leggere Immensee di Storm carezzando con lo sguardo il giardino immerso nellatmosfera serale dove il vecchio noce scricchiolava stanco? Quello sarebbe stato il suo posto! Danzassero pure gli altri prestandovi tutta la loro attenzione e cura! Ma no, ma no, il suo posto era proprio quello, l dove si sapeva vicino ad Inge, l dove, anche se solitario e lontano, fra il bisbiglio,

und versuchte, in dem Summen, Klirren und Lachen dort drinnen ihre Stimme zu unterscheiden, in welcher es klang von warmem Leben. Deine lnglich geschnittenen, blauen, lachenden Augen, du blonde Inge! So schn und heiter wie du kann man nur sein, wenn man nicht >Immensee> liest und niemals versucht, selbst dergleichen zu machen; das ist das Traurige!. . . Sie mte kommen! Sie mte bemerken, da er fort war, mte fhlen, wie es um ihn stand, mte ihm heimlich folgen, wenn auch nur aus Mitleid, ihm ihre Hand auf die Schulter legen und sagen: Komm herein zu uns, sei froh, ich liebe dich. Und er horchte hinter sich und wartete in unvernnftiger Spannung, da sie kommen mge. Aber sie kam keines Weges. Dergleichen geschah nicht auf Erden. Hatte auch sie ihn verlacht, gleich allen anderen? Ja, das hatte sie getan, so gern er es ihret- und seinetwegen geleugnet htte. Und doch hatte er nur aus Versunkenheit in ihre Nhe >moulinet des dames> mitgetanzt. Und was verschlug das? Man wrde vielleicht einmal aufhren zu lachen! Hatte etwa nicht krzlich eine Zeitschrift ein Gedicht von ihm angenommen, wenn sie dann auch wieder eingegangen war, bevor das Gedicht hatte erscheinen knnen? Es kam der Tag, wo er berhmt war, wo alles gedruckt wurde, was er schrieb, und dann wrde man sehen, ob es nicht Eindruck auf Inge Holm machen wrde. . . Es wrde k e i n e n Eindruck machen, nein, das war es ja. Auf Magdalena Vermehren, die immer hinel, ja, auf die. Aber niemals auf Inge Holm, niemals auf die blauugige, lustige Inge. Und war es also nicht vergebens?. . . Tonio Krgers Herz zog sich schmerzlich zusammen bei diesem Gedanken. Zu fhlen, wie wunderbare spielende und schwer20

il tintinnare e le risate di l dentro, cercava sempre e comunque di percepire la sua voce nella quale sentiva risuonare un caldo soo di vita. I tuoi larghi e ridenti occhi azzurri, e te bionda Inge! Belli e sereni come te si pu essere soltanto a patto che non si legga Immensee e che non si cerchi comunque di fare altrettanto. Questa la cosa triste. . . Ma lei doveva venire, doveva pure accorgersi che lui era lontano, doveva avvertire in quale stato fosse, doveva seguirlo furtivamente, fosse anche soltanto per compassione, posargli una mano sulla spalla e dirgli: Vieni dentro con noi anche tu, sii felice, io ti amo. 51 E tendeva lorecchio e aspettava con ansia insensata che questo potesse accadere. Ma lei non venne. Simili aspettative in terra non si realizzano. Non lo aveva forse anche lei, come tutti del resto, deriso? S, vero, era successo, anche se volentieri avrebbe preferito negarlo per se stesso e per lei. 52 E pensare che aveva ballato moulinet des dames solo perch confuso dalla sua vicinanza. . . Ma che importava tutto ci? Forse un giorno lavrebbero smessa tutti di ridere! Una rivista non aveva accettato di recente una sua poesia anche se le pubblicazioni erano cessate prima che potesse essere pubblicata? Sarebbe giunto inne il giorno della celebrit, il giorno in cui si sarebbe stampato tutto quello che scriveva, e allora si sarebbe nalmente visto se avesse fatto impressione ad Inge Holm! 53 No, non le avrebbe fatto alcuna impressione no, ecco tutto. A Magdalena Vermehren, a quella che cadeva sempre, s, a lei s. Ma nessuna ad Inge Holm, nessuna alla spensierata Inge dagli occhi azzurri. Ed allora non era tutto inutile?. . . Il cuore di Tonio Krger si racchiuse dolorosamente in s a questi pensieri. Avvertire quante meravigliose, eervescenti e melan-

mtige Krfte sich in dir regen, und dabei zu wissen, da diejenigen, zu denen du dich hinbersehnst, ihnen in heiterer Unzugnglichkeit gegenberstehen, das tut sehr weh. Aber obgleich er einsam, ausgeschlossen und ohne Honung vor einer geschlossenen Jalousie stand und in seinem Kummer tat, als knne er hindurchblicken, so war er dennoch glcklich. Denn damals lebte sein Herz. Warm und traurig schlug es fr dich, Ingeborg Holm, und seine Seele umfate deine blonde, lichte und bermtig gewhnliche kleine Persnlichkeit in seliger Selbstverleugnung. Mehr als einmal stand er mit erhitztem Angesicht an einsamen Stellen, wohin Musik, Blumenduft und Glsergeklirr nur leise drangen, und suchte in dem fernen Festgerusch deine klingende Stimme zu unterscheiden, stand in Schmerzen um dich und war dennoch glcklich. Mehr als einmal krnkte es ihn, da er mit Magdalena Vermehren, die immer hinel, sprechen konnte, da sie ihn verstand und mit ihm lachte und ernst war, whrend die blonde Inge, sa er auch neben ihr, ihm fern und fremd und befremdet erschien, denn seine Sprache war nicht ihre Sprache; und dennoch war er glcklich. Denn das Glck, sagte er sich, ist nicht, geliebt zu werden; das ist eine mit Ekel gemischte Genugtuung fr die Eitelkeit. Das Glck ist, zu lieben und vielleicht kleine, trgerische Annherungen an den geliebten Gegenstand zu erhaschen. Und er schrieb diesen Gedanken innerlich auf, dachte ihn vllig aus und empfand ihn bis auf den Grund. T r e u e! dachte Tonio Krger. Ich will treu sein und dich lieben, Ingeborg, solange ich lebe! So wohlmeinend war er. Und dennoch sterte in ihm eine leise Furcht und Trauer, da er ja auch Hans Hansen ganz und gar vergessen habe, obgleich er ihn tg21

coniche forze si agitano in te, ed allo stesso tempo accorgersi che coloro ai quali tendi resistono a questimpulso con tranquilla indierenza fa parecchio male. Bench se ne stesse solitario, respinto e senza speranze dinanzi ad una persiana abbassata, per quanto nel suo tormento cercasse di gettare lo sguardo al di l, tuttavia sentiva di essere felice: allora il suo cuore viveva. Caldo eppur triste esso pulsava per te, Ingeborg Holm, mentre lanima sua in beata dedizione carezzava 54 la tua bionda, altezzosamente semplice, piccola individualit. 55 Pi duna volta eccitato in viso si rec in quei luoghi dove musica, profumo di ori e tintinnar di bicchieri trapelavano solo sommessamente, e nel lontano e festoso rumore cercava dindividuare la sua 56 voce ridente, addolorato per te e pure allo stesso tempo felice. Pi duna volta sor perch poteva parlare con Magdalena Vermehren, quella che cadeva sempre, perch lei lo comprendeva, rideva con lui, era seria con lui, mentre la bionda Inge, anche se gli era accanto, appariva sempre distante, lontana ed estranea: la sua lingua non era la loro. 57 Ma ancora, nonostante questo, era felice. Perch la felicit, ripeteva a se stesso, non essere amati: questa pu essere soltanto una soddisfazione per la propria vanit mista a disgusto. La vera felicit amare, e, forse, riuscire in piccoli quanto illusori avvicinamenti alloggetto amato. E scrisse dentro di s questo pensiero, ripensandolo e trovandone sino in fondo lintima essenza. Fedelt!, pensava Tonio Krger. Voglio esserti fedele ed amarti, Ingeborg, 58 nch avr vita! Tanto sincero era nei suoi intenti. Eppure unangoscia ed una mestizia sommesse gli sussurravano che in tutto e per tutto aveva gi dimenticato Hans Hansen,

lich sah. Und es war das Hliche und Erbrmliche, da diese leise und ein wenig hmische Stimme recht behielt, da die Zeit verging und Tage kamen, da Tonio Krger nicht mehr so unbedingt wie ehemals fr die lustige Inge zu sterben bereit war, weil er Lust und Krfte in sich fhlte, auf seine Art in der Welt eine Menge des Merkwrdigen zu leisten.

Und er umkreiste behutsam den Opferaltar, auf dem die lautere und keusche Flamme seiner Liebe loderte, kniete davor und schrte und nhrte sie auf alle Weise, weil er treu sein wollte. Und ber eine Weile, unmerklich, ohne Aufsehen und Gerusch, war sie dennoch erloschen. Aber Tonio Krger stand noch eine Zeitlang vor dem erkalteten Altar, voll Staunen und Enttuschung darber, da Treue auf Erden unmglich war. Dann zuckte er die Achseln und ging seiner Wege.

sebbene lo vedesse quotidianamente. E lo spiacevole e il miserevole fu che che quella voce, lieve e un po sorniona, sinsinuasse cos tanto in lui da prendere il sopravvento. E il tempo pass e giunse il giorno in cui Tonio Krger non fu pi tanto spassionatamente disposto a morire per la spensierata Inge come in passato, perch sentiva in s la voglia e la forza di compiere nel mondo, secondo le sue capacit, una quantit di cose straordinarie. Con ogni precauzione fu presso laltare dei sacrici su cui ardeva la amma pura e casta del suo amore, vi singinocchi dinanzi, laliment, la rigener in ogni modo, perch voleva essere fedele. E tuttavia dopo un certo tempo, questa, impercettibilmente, senza scalpore, non ardeva pi. Tonio Krger sost allora ancora un poco dinanzi a quellaltare ormai freddo, stupito e deluso di come in terra la fedelt fosse impossibile. Poi si dette una scrollatina di spalle e se ne and per la sua via.

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III
Er ging der Weg, den er gehen mute, ein wenig nachlssig und ungleichmig, vor sich hin pfeifend, mit seitwrts geneigtem Kopfe ins Weite blickend, und wenn er irreging, so geschah es, weil es fr etliche einen richtigen Weg berhaupt nicht gibt. Fragte man ihn, was in aller Welt er zu werden gedachte, so erteilte er wechselnde Auskunft, denn er pegte zu sagen (und hatte es auch wechselnde aufgeschrieben) da er die Mglichkeiten zu tausend Daseinsformen in sich trage, zusammen mit dem heimlichen Bewutsein, da es im Grunde lauter Unmglichkeiten seien. . . Schon bevor er von der engen Vaterstadt schied, hatten sich leise die Klammern und Fden gelst, mit denen sie ihn hielt. Die alte Familie der Krger war nach und nach in einen Zustand des Abbrckelns und der Zersetzung geraten, und die Leute hatten Grund, Tonio Krgers eigenes Sein und Wesen ebenfalls zu den Merkmalen dieses Zustandes zu rechnen. Seines Vaters Mutter war gestorben, das Haupt des Geschlechts, und nicht lange darauf, so folgte sein Vater, der lange, sinnende, sorfltig gekleidete Herr mit der Feldblume im Knopoch, ihr im Tode nach. Das groe Krgersche Haus stand mitsamt seiner wrdigen Geschichte zum Verkaufe, und die Firma war ausgelscht. Tonios Mutter jedoch, seine schne, feurige Mutter, die so wunderbar den Flgel und die Mandoline spielte und der alles ganz einerlei war, vermhlte sich nach Jahresfrist aufs neue, und zwar 60 mit einem Musiker, einen Virtuosen mit italienischem Namen, dem sie in blaue Fernen folgte. Tonio Krger fand dies ein wenig liederlich; aber war er berufen, es ihr zu wehren? Er schrieb Verse und konnte nicht einmal beantworten, 23 Un po trascurato, un po incostante, schiettando, la testa reclinata da un lato e lo sguardo lontano, se ne and per la via che doveva percorrere, e se si smarr, ci avvenne perch per qualcuno una via diritta non tracciata aatto. 59 Se gli chiedevano poi cosa mai pensasse di fare nel mondo, dava in genere risposte mutevoli, in quanto soleva dire (e laveva anche gi scritto) che teneva racchiuse in s le estrinsecazioni di migliaia di forme dessere, accompagnate tuttavia dalla profonda ed intima consapevolezza che si trattasse in fondo di altrettante impossibilit desistere. . . Ancor prima che sallontanasse dallangusta citt natale, serano lentamente dissolti i legami 61 con cui questa lo aveva tenuto stretto a s. Lantica famiglia dei Krger era a poco a poco precipitata in un totale stato di frastagliamento e disgregazione, e la gente aveva buoni motivi per credere che fra le ragioni di tale stato di decadenza fosse da annoverare pure la condotta di vita di Tonio Krger. 62 La madre di suo padre, da cui originava la dinastia, era morta, e non molto tempo dopo la segu nella sorte suo padre, quel signore alto, dallaria meditabonda, sempre ben vestito ed eternamente con allocchiello un ore di campo. Limponente casa dei Krger era in vendita assieme a tutta la sua gloriosa storia, la ditta estinta. La madre di Tonio, la sua bella e focosa mamma che suonava cos bene il pianoforte e il mandolino, e cui tutto era indierente, trascorso lanno canonico si spos con un musicista, un virtuoso dal nome italiano, che se la port immensamente lontano. Tonio Krger trov il fatto un po disdicevole, ma era qualicato lui a criticarla, proprio lui che scriveva versi, e che dava risposte evasive a

was in aller Welt er zu werden gedachte. . . Und er verlie die winklige Heimatstadt, um deren Giebel der feuchte Wind p, verlie den Springenbrunnen und den alten Walnubaum im Garten, die Vertrauten seiner Jugend, verlie auch das Meer, das er so sehr liebte, und empfand keinen Schmerz dabei. Denn er war gro und klug geworden, hatte begrien, was fr eine Bewandtnis es mit ihm hatte, und war voller Spott fr das plumpe und niedrige Dasein, das ihn so lange in seiner Mitte gehalten hatte. Er ergab sich ganz der Macht, die ihm als die erhabenste auf Erden erschien, zu deren Dienst er sich berufen fhlte, und die ihm Hoheit und Ehren versprach, der Macht des Geistes und Wortes, die lchelnd ber dem unbewuten und stummen Leben thront. Mit seiner jungen Leidenschaft ergab er sich ihr, und sie lohnte ihm mit allem, was sie zu schenken hat, und nahm ihm unerbittlich all das, was sie als Entgelt dafr zu nehmen pegt. Sie schrfe seinen Blick und lie ihn die groen Wrter durchschauen, die der Menschen Busen blhen, sie erschlo ihm der Menschen Seelen und seine eigene, machte ihn hellsehend und zeigte ihm das Innere der Welt und alles Letzte, was hinter den Worten und Taten ist. Was er aber sah, war dies: Komik und Elend-Komik und Elend. Da kam, mit der Qual und dem Hochmut der Erkenntnis, die Einsamkeit, weil es ihn im Kreise der Harmlosen mit dem frhlich dunklen Sinn nicht litt und das Mal an seiner Stirn sie verstrte. Aber mehr und mehr verste sich ihm auch die Lust am Worte und der Form, denn er pegte zu sagen (und hatte es aufgeschrieben), da die Kenntnis der Seele allein unfehlbar trbsinnig machen wrde, wenn nicht die Vergn24

chi gli chiedeva cosa mai pensasse di fare da grande?. . . E cos lasci 63 langusta citt natale dai frontoni fasciati dal vento umido, si accommiat dalla fontana e dal vecchio noce nel giardino, amici intimi della sua giovent, salut il mare che amava cos tanto, e non avvert alcun dolore: ormai era divenuto adulto e giudizioso, e conscio della propria vocazione poteva soltanto provare fastidio e disgusto 64 per linsensata e grigia esistenza che vi aveva cos a lungo condotto. Si vot tutto a quellimpulso 65 che considerava il pi sublime sulla terra e che si sentiva chiamato ad assolvere, quellimpulso che gli prometteva fama e onori, e si vot alla potenza dellintelletto e della parola, che sorridente dallalto signoreggia sulla vita ignara e muta. A queste forze si vot con tutta la sua giovanile passione e ne fu ricompensato con tutto quello che gli poteva esser dato, mentre daltra parte esse gli tolsero tutto quello che in cambio usano prendersi. Ed il suo sguardo divenne sensibile, 66 pot penetrare nel regno di quei pensieri che dilatano il petto degli uomini, le anime degli altri e la sua stessa gli si schiusero, e pot intuire perch gli fu mostrata lintima essenza del mondo sino agli estremi conni,. . . al di l delle parole e dei fatti. 67 E quanto gli riusc di vedere fu questo: comicit e miseria, miseria e comicit. . . Poi, col tormento e la presunzione della conoscenza, giunse la solitudine: non si trovava aatto a suo agio nella schiera degli allegri innocenti dallanimo astruso turbati dal segno distintivo che vedevano impresso sulla sua fronte. E intanto sempre pi si perdeva in lui il piacere della parola e della forma, in quanto soleva dire (e pure questo aveva gi scritto), che la sola conoscenza dellanimo renderebbe di per s sicuramente tetri 68 se

gungen des Ausdrucks uns wach und munter erhielten. . . Er lebte in groen Stdten und im Sden, von dessen Sonne er sich ein ppigeres Reifen seiner Kunst versprach; und vielleicht war es das Blut seiner Mutter, welches ihn dorthin zog. Aber da sein Herz tot und ohne Liebe war, so geriet er in Abenteuer des Fleisches, stieg tief hinab in Wollust und heie Schuld und litt unsglich dabei. Vielleicht war es das Erbteil seines Vaters in ihm, des langen, sinnenden, reinlich gekleideten Mannes mit der Feldblume im Knopoch, das ihn dort unten so leiden machte und manchmal eine schwache, sehnschtige Erinnerung in ihm sich regen lie an eine Lust der Seele, die einstmals sein eigen gewesen war, und die er in allen Lsten nicht wiederfand. Ein Ekel und Ha, gegen die Sinne erfate ihn und ein Lechzen nach Reinheit und wohlanstndigen Frieden, whrend er doch die Luft der Kunst atmete, die laue und se, duftgeschwngerte Luft eines bestndigen Frhlings, in der es treibt und braut und keimt in heimlicher Zeugungswonne. So kam es nur dahin, da er, haltlos zwischen krassen Extremen, zwischen eiseger Geistigkeit und verzehrender Sinnenglut hin und her geworfen, unter Gewissensnten ein erschpfendes Leben fhrte, ein ausbndiges, ausschweifendes und auerordentliches Leben, das er, Tonio Krger, im Grunde verabscheute. Welch Irrgang! dachte er zuweilen. Wie war es nur mglich, da ich in alle diese exzentrischen Abenteuer geriet? Ich bin doch kein Zigeuner im grnen Wagen, von Hause aus. . . Aber in dem Mae, wie seine Gesundheith geschwcht ward, verschrfte sich seine Knstlerschaft, ward whlerisch, erlesen, kostbar, fein, reizbar gegen das Banale und aufs hchste empndlich in Fragen des Taktes und Geschmacks. Als er zum ersten Ma25

le gioie dellespressione non fossero l sempre pronte a tenerci desti. . . Visse in grandi citt e in terre del sud dal cui Sole si riprometteva una pi rigogliosa maturit per la sua arte, e fu forse il sangue di sua madre ad attirarlo laggi. Ma poich si trovava con il cuore appassito 69 e senza amore, cadde nelle avventure della carne, si perse nella volutt e nellimpura 70 passione, e ne sori immensamente. E questa volta furono, forse, i geni di suo padre in lui, 71 di quel signore alto, dallaria meditabonda, sempre ben vestito ed eternamente con allocchiello un ore di campo, a tormentarlo laggi, a suscitargli talvolta un ricordo ebile e malinconico per un appagamento dellanima un tempo gi suo, e che ora non riconosceva negli altri piaceri. Ma mentre respirava laria dellarte, quella tiepida e carezzante aria traboccante di uneterna primavera dove lievita, sboccia e orisce lintimo piacere dellestasi creativa, lo assal un disgusto ed un odio per i sensi, una sete ardente di purezza e di pace onesta. Cos giunse al punto che, senza sostegni, oscillando fra una glaciale intellettualit ed unardente sensualit che ancora lo attirava, tendendo ora a questa ora a quella, condusse una vita unica, dissoluta e straordinaria, proprio quella che lui, in fondo, detestava. Che labirinto pensava spesso! Ma come stato possibile che io cadessi in tutte queste eccentriche avventure? Non sono mica uno zingaro nel carrozzone verde dopo tutto, io sono della famiglia dei. . . 72

Ed appresso, con lindebolirisi della sua salute sacu 73 in lui una nuova forma di coscienza artistica: divenne pedante, ricercato, aettato, arguto, attentissimo al banale, sensibilissimo in materia di tatto e gusto. 74 Quando fu pubblicata per la prima volta una

le hervortrat, wurde unter denen, die es anging, viel Beifall und Freude laut, denn es war ein wertvoll gearbeitetes Ding, was er geliefert hatte, voll Humor und Kenntnis des Leidens. Und schnell ward sein Name, derselbe, mit dem ihn einst seine Lehrer scheltend gerufen hatten, derselbe, mit dem er seine ersten Reime an den Walnubaum, den Springbrunnen und das Meer unterzeichnet hatte, dieser aus Sd und Nord zusammengesetze Klang, dieser exotisch angehauchte Brgersname zu einer Formel, die Vortreiches bezeichnete; denn der schmerzlichen Grndlichkeit seiner Erfahrungen gesellte sich ein seltener, zh ausharrender und ehrschtiger Flei, der im Kampf mit der whlerischen Reizbarkeit seines Geschmacks unter heftigen Qualen ungewhnliche Werke entstehen lie. Er arbeitete nicht wie jemand, der arbeitet, um zu leben, sondern wie einer, der nichts will als arbeiten, weil er sich als lebendigen Menschen fr nichts achtet, nur als Schaender in Betracht zu kommen wnscht und im brigen grau und unaullig umhergeht, wie ein abgeschminkter Schauspieler, der nichts ist, solange er nichts darzustellen hat. Er arbeitet stumm, abgeschlossen, unsichtbar und voller Verachtung fr jene Kleinen, denen das Talent ein geselliger Schmuck war, die ob sie nun arm oder reich waren, wild und abgerissen einhergingen oder mit persnlichen Krawatten Luxus trieben, in erster Linie glcklich, liebenswrdig und knstlerisch zu leben bedacht waren, unwissend darber, da gute Werk nur unter dem Druck eines schlimmen Lebens entstehen, da, wer lebt, nicht arbeitet, und da man gestorben sein mu, um ganz ein Schaender zu sein.

cosa sua, 75 questa fu molto apprezzata nellambiente letterario, perch quello che aveva dato alle stampe era un buon lavoro, pieno di brio e conoscenza del dolore. E ben presto il suo nome, proprio quello che un tempo gli insegnanti pronunciavano per rimproverarlo, quello stesso nome con cui aveva rmato le prime rime al noce, alla zampillante fontana ed al mare, quel nome che risuonava di un miscuglio di settentrione e meridione, quel nome borghese con un pizzico desotismo, ebbene proprio quello diveniva ora sinonimo delleccellenza; perch alla dolorosa compiutezza delle sue esperienze si univa una non comune, tenace perseverante ed ambiziosa diligenza, che nella lotta con la schizzinosa eccitabilit del suo gusto, da spasimi laceranti faceva nascere opere compiute. 76 Non componeva 77 come chi debba forzosamente farlo per vivere, ma piuttosto come chi non possa far altro che scrivere, giudicandosi di per s una nullit e desideroso di essere preso in considerazione solo quale un artece, e se nandava in giro senza clamore, come un attore struccato che non nessuno nch non ha una parte da recitare. 78 Scriveva in silenzio, appartato, quasi invisibile, pieno di disprezzo per tutti i piccini che ritengono la genialit soltanto un ornamento della societ, per tutti quelli che, siano poveri o ricchi, se ne vanno in giro scapigliati e sciatti o sfoggiando cravatte di lusso, badando soprattutto a vivere una vita felice attraente ed artistica, incuranti del fatto che le buone opere nascono solo dallo stimolo di una vita cattiva, che chi conduce una bella vita non lavora, e che bisogna esser morti per essere in tutto e per tutto un creatore.

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IV
Stre ich? fragte Tonio Krger auf der Schwelle des Ateliers. Er hielt seinen Hut in der Hand und verbeugte sich sogar ein wenig, obgleich Lisaweta Iwanowna seine Freundin war, der er alles sagte. Erbarmen Sie sich, Tonio Krger, und kommen Sie ohne Zeremonien herein! antwortete sie mit ihrer hpfenden Betonung. Es ist bekannt, da Sie eine gute Kinderstube genossen haben und wissen, was sich schickt. Dabei steckte sie ihren Pinsel zu der Palette in die linke Hand, reichte ihm die rechte und blickte ihm lachend und kopfschttelnd ins Gesicht. Ja, aber Sie arbeiten, sagte er. Lassen Sie sehen. . . Oh, Sie sind vorwrtsgekommen. Und er betrachtete abwechselnd die farbigen Skizzen, die zu beiden Seiten der Staelei auf Sthlen lehnten, und die groe, mit einem quadratischen LinienNetz berzogene Leinwand, auf welcher, in dem verworrenen und schemenhaften KohleEntwurf, die ersten Farbecke aufzutauchen begannen. Es war in Mnchen, in einem Rckgebude der Schellingstrae, mehrere Stiegen hoch. Drauen, hinter dem breiten Nordlicht-Fenster, herrschte Himmelsblau, Vogelgezwitscher und Sonnenschein, und des Frhlings junger, ser Atem, der durch eine oene Klappe hereinstrmte, vermischte sich mit dem Geruch von Fixativ und lfarbe, der den weiten Arbeitsraum erfllte. Ungehindert berutete das goldige Licht des hellen Nachmittags die weitluge Kahlheit des Ateliers, beschien freimtig den ein wenig schadhaften Fuboden, den rohen, mit Flschchen, Tuben und Pinseln bedeckten Tisch unterm Fenster und die ungerahmten Studien an den untapezierten Wnden, 27 Disturbo?, chiese Tonio Krger dalla soglia dellatelier presentandosi con il cappello in mano e inchinandosi persino un poco, nonostante Lisaweta Ivanowna fosse lamica cui raccontava ogni cosa. Ma la prego Tonio Krger, entri pure e senza tante cerimonie!, disse lei di rimando con il suo accento saltellante. risaputo che conosce le buone maniere 79 e che sa comportarsi. Quindi appoggi i pennelli sulla tavolozza che teneva nella sinistra, gli porse la destra, e lo guard in viso sorridendo e scuotendo il capo. Grazie, ma lei sta lavorando, disse. Mi lasci guardare. . . Oh s, ha fatto progessi. E si mise ad osservare posando lo sguardo ora sugli schizzi colorati appoggiati su due sedie ai lati del cavalletto, ora sulla grande tela suddivisa in tanti quadratini sopra la quale le prime tracce colorate iniziavano a coprire lasciutto schema dei primitivi tratti a carboncino. Accadeva 80 a Monaco, allultimo piano 81 di in un edicio appena dietro la Schellingstrasse. Fuori, al di l del lucernaio, cielo blu, 82 cinguettio duccelli, ed una chiara luce solare. Il dolce respiro della fresca primavera auiva da una ribalta aperta mischiandosi con lodore acre dei ssativi e dei colori ad olio impregnando lampio studio. La luce dorata del chiaro pomeriggio inondava placida la spaziosa nudit dellatelier : si spandeva liberamente sul pavimento un poco malandato, si posava su un rustico tavolo sotto la nestra tutto ripieno di bottigliette, tubi e pennelli, illuminava alcuni studi non incorniciati che pendevano dalle spoglie 83 pareti, rischiarava il paravento di seta screpo-

beschien den Wandschirm aus rissiger Seide, der in der Nhe der Tr einen kleinen, stilvoll mblierten Wohn-und Muewinkel begrenzte, beschien das werdende Werk auf der Staelei und davor die Malerin und den Dichter. Sie mochte etwa so alt sein wie er, nmlich ein wenig jenseits der Dreiig. In ihrem dunkelblauen, eckigen Schrzenkleide sa sie auf einem niedrigen Schemel und sttzte das Kinn in die Hand. Ihr braunes Haar, fest frisiert und an den Seiten schon leicht ergraut, bedeckte in leisen Scheitelwellen ihre Schlfen und gab den Rahmen zu ihrem brnetten, slawisch geformten, unendlich sympathischen Gesicht mit der Stumpfnase, den scharf herausgearbeiteten Wangenknochen und den kleinen, schwarzen, blanken Augen. Gespannt, mitrauisch und gleichsam gereizt musterte sie schiefen und geknienen Blicks ihre Arbeit. . . Er stand neben ihr, hielt die rechte Hand in die Hfte gestemmt und drehte mit der Linken eilig an seinem braunen Schnurrbart. Seine schrgen Brauen waren in einer nsteren und angestrengten Bewegung, wobei er leise vor sich hin p, wie gewhnlich. Er war uerst sorgfltig und gediegen gekleidet, in einen Anzug von ruhigem Grau und reserviertem Schnitt. Aber in seiner durcharbeiteten Stirn, ber der sein dunkles Haar so auerordentlich simpel und korrekt sich scheitelte, war ein nervses Zucken, und die Zge seines sdlich geschnittenen Gesichts waren schon scharf, von einem harten Griffel gleichsam nachgezogen und ausgeprgt, whrend doch sein Mund so sanft umrissen, sein Kinn so weich gebildet erschien. . . Nach einer Weile strich er mit der Hand ber Stirn und Augen und wandte sich ab. Ich htte nicht kommen sollen, sagte er. Warum htten Sie nicht, Tonio Kr28

lato, che nei pressi della porta delimitava un piccolo angolo soggiorno-riposo ammobiliato con cura, poneva in risalto lopera in lavorazione sul cavalletto, e raggiungeva inne la pittrice e il poeta. 84 Lei poteva avere allincirca la sua et, cio era un poco pi in l della trentina. Indossava una veste di colore blu scuro tutta impiastricciata e sedeva su di un basso sgabello tenendo il mento appoggiato nellincavo della mano. I capelli scuri pettinati lisci ed appena un poco brizzolati alle estremit, scendendo in una leggera onda verticale le coprivano le tempie dischiudendo un viso bruno, dagli spiccati lineamenti slavi, un viso innitamente simpatico con quel naso schiacciato, gli zigomi sporgenti ma ben fatti, i piccoli, neri, luminosissimi occhi. Attenta, didente, quasi eccitata, ispezionava ad occhi socchiusi, di prolo, il lavoro. . . Egli le era vicino: teneva la mano destra appoggiata sul anco mentre con la sinistra tormentava nervosamente i suoi ba scuri. I sopraccigli erano attraversati da un moto teso ed aaticato, mentre, come al solito, stava schiettando pian piano. Vestiva in modo molto accurato e sobrio, indossava un abito color grigio spento, di buon taglio. Ma sulla sua fronte pensierosa, l dove i capelli scuri si spartivano in modo tanto semplice quanto ordinato sintravedeva uno spasimo nervoso, ed i lineamenti del suo viso meridionale si mostravano netti, come fossero stati ripassati e marcati da una matita a carboncino dura e grossa, 85 la sua bocca mostrava un contorno delicato ed il mento era ben modellato. . . Dopo un poco, passandosi la mano sulla fronte e sugli occhi, si volt e disse: Non sarei dovuto venire. E perch no, Tonio Krger?

ger? Eben stehe ich von meiner Arbeit auf, Lisaweta, und in meinem Kopf sieht es genau aus wie auf dieser Leinwand. Ein Gerst, ein blasser, von Korrekturen beschmutzter Entwurf und ein paar Farbecke, ja; und nun komme ich hierher und sehe dasselbe. Und auch den Konikt und Gegensatz nde ich hier wieder, sagte er und schnupperte in die Luft, der mich zu Hause qulte. Seltsam ist es. Beherrscht dich ein Gedanke, so ndest du ihn berall ausgedrckt, du r i e c h s t ihn sogar im Winde. Fixativ und Frhlingsarom, nicht wahr? Kunst und ja, was ist das andere? Sagen Sie nicht >Natur<, Lisaweta, >Natur< ist nicht erschpfend. Ach, nein, ich htte wohl lieber spazierengehen sollen, obgleich es die Frage ist, ob ich mich dabei wohler befunden htte: Vor fnf Minuten, nicht weit von hier, traf ich einen Kollegen, Adalbert, den Novellisten. >Gott verdamme den Frhling!< sagte er in seinem aggressiven Stil. >Er ist und bleibt die grlichste Jahreszeit! Knnen Sie einen vernnftigen Gedanken fassen, Krger, knnen Sie die kleinste Pointe und Wirkung in Gelassenheit ausarbeiten, wenn es Ihnen auf eine unanstndige Weise im Blute kribbelt und eine Menge von unzugehrigen Sensationen Sie beunruhigt, die, sobald Sie sie prfen, sich als ausgemacht triviales und gnzlich unbrauchbares Zeug entpuppen? Was mich betrit, so gehe ich nun ins Caf. Das ist neutrales, vom Wechsel der Jahreszeiten unberhrtes Gebiet, wissen Sie, das stellt sozusagen die entrckte und erhabene Sphre des Literarischen dar, in der man nur vornehmerer Einflle fhig ist. . . < Und er ging ins Caf; und vielleicht htte ich mitgehen sollen. Lisaweta amsierte sich. Das ist gut, Tonio Krger. Das mit dem 29

Ecco, ho smesso da poco di lavorare, Lisaweta, e nella mia testa c esattamente quello che si vede su questa tela: un telaio, un abbozzo appena accennato e sporco di correzioni, un paio di macchie di colore, nientaltro che questo, ed ora vengo qui e scorgo la stessa cosa. E ci ritrovo pure i conitti e i contrasti, disse annusando laria, che mi tormentavano quandero a casa. strano, non appena un pensiero ti possiede, ecco che te lo trovi spalmato dappertutto, lo uti persino nel vento. Fissativo ed aroma primaverile, non vero? Arte e. . . gi, ma che cosa laltro? No, non dica natura Lisaweta, natura una parola insuciente. Meglio avrei fatto ad andarmene a passeggio, per quanto mi chiedo, e il problema proprio questo, se fossi davvero stato pi a mio agio. Non sono neanche cinque minuti che ho incontrato, non lontano da qui, un collega, il novellista Adalbert, Dio stramaledica la primavera, ha proferito in quel suo stile aggressivo. e resta la pi orribile delle stagioni! Ci riesce lei Krger a formulare un buon pensiero, ad elaborare in santa pace anche un solo momento deetto se il sangue le formicola indecentemente nelle vene, se si sente distratto da una quantit di sensazioni estranee, tutte emozioni che non appena le prendi in considerazione si rivelano per quello che sono: triviali e completamente inservibili? Per quanto mi riguarda io me ne vado al ca, quello almeno un territorio neutrale, insensibile ai mutamenti di stagione, e rappresenta, vede, per cos dire, la sfera estatica e sublime della letteratura, quella in cui circolano solo le pi schiette e distinte ispirazioni. . . E se n andato al ca, e forse avrei dovuto seguirlo. Lisaweta si divertiva. buona Tonio Krger, buona davve-

>unanstndigen Kribbeln< ist gut. Und er hat ja gewissermaen recht, denn mit dem Arbeiten ist es wirklich nicht sonderlich bestellt im Frhling. Aber nun geben Sie acht. Nun mache ich trotzdem noch diese kleine Sache hier, diese kleine Pointe und Wirkung, wie Adalbert sagen wrde. Nachher gehen wir in den >Salon< und trinken Tee, und Sie sprechen sich aus; denn das sehe ich genau, da Sie heute geladen sind. Bis dahin gruppieren Sie sich wohl irgendwo, zum Beispiel auf der Kiste da, wenn Sie nicht fr Ihre Patriziergewnder frchten. . . Ach, lassen Sie mich mit meinen Gewndern in Ruh, Lisaweta Iwanowna! Wnschten Sie, da ich in einer zerrissenen Sammetjacke oder einer rotseidenen Weste umherliefe? Man ist als Knstler innerlich immer Abenteurer genug. uerlich soll man sich gut anziehen, zum Teufel, und sich benehmen wie ein anstndiger Mensch. . . Nein, geladen bin ich nicht, sagte er und sah zu, wie sie auf der Palette eine Mischung bereitete. Sie hren ja, da es nur ein Problem und Gegensatz ist, was mir im Sinne liegt und mich bei der Arbeit strte. . . Ja, wovon sprachen wir eben? Von Adalbert, dem Novellisten, und was fr ein stolzer und fester Mann er ist. >Der Frhling ist die grlichste Jahreszeit<, sagte er und ging ins Caf. Denn man mu wissen, was man will, nicht wahr? Sehen Sie, auch mich macht der Frhling nervs, auch mich setzt die holde Trivialitt der Erinnerungen und Empndungen, die er erweckt, in Verwirrung; nur, da ich es nicht ber mich gewinne, ihn dafr zu schelten und zu verachten; denn die Sache ist die, da ich mich vor ihm schme, mich schme vor seiner reinen Natrlichkeit und seiner siegenden Jugend. Und ich wei nicht, ob ich Adalbert beneiden oder geringschtzen soll, dafr, da er

ro quella del formicolio indecente, ed in un certo senso aveva davvero ragione, perch il lavoro in primavera non procede poi cos tanto bene. Ma ora mettiamo un poco da parte tutto questo: 86 io nisco ancora una cosetta, questo piccolo momento deffetto, come direbbe Adalbert, e dopo ce ne andiamo di l in sala a prendere il t cos lei pu sfogarsi, perch si vede bene che oggi teso. Nel frattempo si accomodi liberamente da qualche parte, su quella cassa l ad esempio, se non teme di sciupare il suo bel vestito. . . patrizio. 87 Ma lasci stare il mio modo di vestire, Lisaweta Iwanowna! Vorrebbe che me ne andassi in giro in una logora casacca di velluto e magari con un panciotto di seta rossa? Un artista gi abbastanza avventuriero nellanimo suo, ma fuori, diavolo, si deve vestire decentemente e comportarsi da persona perbene. . . No che non sono teso, le rispose gettando uno sguardo alla tavolozza dove stava mischiando alcuni colori. Se ne accorge bene anche lei che si tratta di un problema di opposti quello che mi esplode nella mente e che mi distraeva mentre lavoravo. . . Gi, ma di che stavamo parlando? Ah s, del novellista Adalbert e di che razza duomo ero e tutto dun pezzo sia. La primavera la stagione pi orribile ha detto, e se n andato al ca. Perch bisogna sapere quello che si vuole, non le pare? 88 Guardi, in verit la primavera innervosisce anche me. Anche a me disturba laccattivante trivialit di ricordi e sensazioni che essa suscita. Solo che questo non lo trovo un motivo suciente per risolvermi a disprezzarla e criticarla, giacch, e il fatto proprio questo: io dinanzi ad essa provo ancora vergogna, mi ritraggo di fronte alla sua pura semplicit ed alla sua giovinezza vittoriosa. E non so se debba invidiare o compiangere Adalbert, perch di

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nichts davon wei. . . Man arbeitet schlecht im Frhling, gewi, und warum? Weil man empndet. Und weil der ein Stmper ist, der glaubt, der Schaende drfe empnden. Jeder echte und aufrichtige Knstler lchelt ber die Naivitt dieses Pfuscher-Irrtums , melancholisch vielleicht, aber er lchelt. Denn das, was man sagt, darf ja niemals die Hauptsache sein, sondern nur das an und fr sich gleichgltige Material, aus dem das sthetische Gebilde in spielender und gelassener berlegenheit zusammenzusetzen ist. Liegt Ihnen zu viel an dem, was Sie zu sagen haben, schlgt Ihr Herz zu warm dafr, so knnen Sie eines vollstndigen Fiaskos sicher sein. Sie werden pathetisch, Sie werden sentimental, etwas Schwerflliges, Tppisch-Ernstes, Unbeherrschtes, Unironisches, Ungewrztes, Langweiliges, Banales entsteht unter Ihren Hnden, und nichts als Gleichgltigkeit bei den Leuten, nichts als Enttuschung und Jammer bei Ihnen selbst ist das Ende. . . Denn so ist es ja, Lisaweta: Das Gefhl, das warme, herzliche Gefhl ist immer banal und unbrauchbar, und knstlerisch sind blo die Gereiztheiten und kalten Ekstasen unseres verdorbenen, unseres artistischen Nervensystems. Es ist ntig, da man irgend etwas Auermenschliches und Unmenschliches sei, da man zum Menschlichen in einem seltsam fernen und unbeteiligten Verhltnis stehe, um imstande und berhaupt versucht zu sein, es zu spielen, damit zu spielen, es wirksam und geschmackvoll darzustellen. Die Begabung fr Stil, Form und Ausdruck setzt bereits dies khle und whlerische Verhltnis zum Menschlichen, ja, eine gewisse menschliche Verarmung und Verdung voraus. Denn das gesunde und starke Gefhl, dabei bleibt es, hat keinen Geschmack. Es ist aus mit dem Knstler, sobald er Mensch

questi fermenti egli non ne sa nulla. . . Certo, in primavera si lavora male. E perch? Perch si sente, e perch un superciale chi crede che il creatore debba 89 sentire: ogni artista autenticamente sincero con se stesso sorride dinanzi allingenuit di questo grossolano errore, melanconicamente forse, ma sorride. Ed allora quello che ne esce non potr 90 mai essere il vero nocciolo, quanto piuttosto un qualcosa costituito di un indierente composto, da cui limmagine estetica verr poi a formarsi placidamente, in un arcano superiore. 91 Se ci si tiene troppo a quello che si vuole esprimere, se il cuore trabocca di emozioni, allora si pu star tranquilli di andare incontro ad un sicuro insuccesso. Si diventa patetici e sentimentali, ci si ritrova fra le mani un qualcosa di pesante, tragicomico, un qualcosa di incontrollato, di serioso, senza vita, noioso e banale, ed inne non c nientaltro che lindierenza degli altri e la delusione e laanno verso se stessi. . . Ed proprio cos Lisaweta, il sentimento, quello forte e spontaneo, sempre scontato ed inutile; al contrario, artistiche sono soltanto le eccitazioni e le fredde estasi del nostro corrotto ed artistico sistema nervoso. Occorrerebbe essere un che di sovrumano ed inumano al tempo stesso, essere capaci di porsi nei confronti di ci che umano in un rapporto del tutto distaccato e disinteressato, per essere in grado e, soprattutto, per essere tentati di poterlo manipolare e rappresentarlo alla ne nella maniera pi ecace possibile e con il massimo del gusto. Il talento per lo stile, la forma, lespressione,. . . comporta di per s questo rapporto asettico e precario, verso lumanit, e forsanche un certo impoverimento ed una certa desolazione; perch un sano e robusto sentimento, qui sta la questione, non ha gusto. E cos per lartista:

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wird und zu empnden beginnt. Das wute Adalbert, und darum begab er sich ins Caf, in die >entrckte Sphre<, jawohl! Nun, Gott mit ihm, Batuschka, sagte Lisaweta und wusch sich die Hnde in einer Blechwanne; Sie brauchen ihm ja nicht zu folgen. Nein, Lisaweta, ich folge ihm nicht, und zwar einzig, weil ich hie und da imstande bin, mich vor dem Frhling meines Knstlertums ein wenig zu schmen. Sehen Sie, zuweilen erhalte ich Briefe von fremder Hand, Lob- und Dankschreiben aus meinem Publikum, bewunderungsvolle Zuschriften ergriener Leute. Ich lese diese Zuschriften, und Rhrung beschleicht mich angesichts des warmen und unbeholfenen menschlichen Gefhls, das meine Kunst hier bewirkt hat, eine Art von Mitleid fat mich an gegenber der begeisterten Naivitt, die aus den Zeilen spricht, und ich errte bei dem Gedanken, wie sehr dieser redliche Mensch ernchtert sein mte, wenn er je einen Blick hinter die Kulissen tte, wenn seine Unschuld je begriffe, da ein rechtschaener, gesunder und anstndiger Mensch berhaupt nicht schreibt, mimt, komponiert. . . was alles ja nicht hindert, da ich seine Bewunderung fr mein Genie bentze, um mich zu steigern und zu stimulieren, da ich sie gewaltig ernst nehme, und ein Gesicht dazu mache wie ein Affe, der den groen Mann spielt. . . Ach, reden Sie mir nicht darein, Lisaweta! Ich sage Ihnen, da ich es oft sterbensmde bin, das Menschliche darzustellen, ohne am Menschlichen teilzuhaben. . . Ist der Knstler berhaupt ein Mann? Man frage >das Weib< danach! Mir scheint, wir Knstler teilen alle ein wenig das Schicksal jener prparierten ppstlichen Snger. . . Wir singen ganz rhrend schn. Jedoch- Sie sollten sich ein bichen schmen, To32

svanisce immediatamente non appena in lui compare luomo ed inizi a sentire. Adalbert lo sapeva bene, per questo se n andato al ca, rapito dalla sfera estatica, ecco. 92 Bene, e che Dio sia con lui batjuska, disse Lisaweta mentre si lavava le mani in un catino, lei non ha aatto bisogno di seguirlo. No che non lo seguo, Lisaweta, e questo proprio perch ogni tanto sono ancora in grado di vergognarmi un poco dinanzi alla primavera della mia coscienza dartista. Mascolti. Spesso ricevo lettere da sconosciuti, lodi e ringraziamenti da parte del mio pubblico, scritti ricolmi dammirazione da parte di gente commossa. E mentre leggo quelle lettere ecco che, a poco a poco, mi sale su un senso di commozione per quel sentimento umano, caldo e goo, che la mia arte ha saputo suscitare; una specie di compassione mi aerra per quellentusiastica ingenuit che trapela dalle righe, ed arrossisco pensando a quanto rimarrebbe deluso quellonesto uomo se solo potesse dare una sbirciatina dietro le quinte, se soltanto la sua innocenta purezza riuscisse a comprendere che una persona, sana e onesta, non scrive aatto, non mima, non compone,. . . ma tutto ci non mimpedisce di usare comunque il suo apprezzamento per il mio ingegno, per migliorarmi e stimolarmi, che prenda la cosa estremamente sul serio, che conformi a questatteggiamento il mio volto comportandomi come una scimmia, giocando a fare il granduomo. . . Eh no, non minterrompa Lisaweta, glielo voglio proprio dire che sono stanco morto dinterpretare il ruolo umano senza far parte dellumano. . . Ma lartista in fondo un uomo? Lo si chieda alla donna questo! Mi sembra che noi artisti sassomigli un poco ai cantori della cappella papale. . . Cantiamo bene da commuovere. . . ma. . . 93 Un tantino almeno dovrebbe vergognar-

nio Krger. Kommen Sie nun zum Tee. Das Wasser wird gleich kochen, und hier sind Papyros. Beim Sopransingen waren Sie stehengeblieben; und fahren Sie da nur fort. Aber schmen sollten Sie sich. Wenn ich nicht wte, mit welch stolzer Leidenschaft Sie Ihrem Berufe ergeben sind. . . Sagen Sie nichts von >Beruf<, Lisaweta Iwanowna! Die Literatur ist berhaupt kein Beruf, sondern ein Fluch, -damit Sies wissen. Wann beginnt er fhlbar zu werden, dieser Fluch? Frh, schrecklich frh. Zu einer Zeit, da man billig noch in Frieden und Eintracht mit Gott und der Welt leben sollte. Sie fangen an, sich gezeichnet, sich in einem rtselhaften Gegensatz zu den anderen, den Gewhnlichen, den Ordentlichen zu fhlen, der Abgrund von Ironie, Unglaube, Opposition, Erkenntnis, Gefhl, der Sie von den Menschen trennt, klat tiefer und tiefer, Sie sind einsam, und fortan gibt es keine Verstndigung mehr. Was fr ein Schicksal! Gesetzt, da das Herz lebendig genug, l i e b e v o l l genug geblieben ist, es als furchtbar zu empnden!. . . Ihr Selbstbewutsein entzndet sich, weil Sie unter Tausenden das Zeichen an Ihrer Stirne spren und fhlen, da es niemandem entgeht. Ich kannte einen Schauspieler von Genie, der als Mensch mit einer krankhaften Befangenheit und Haltlosigkeit zu kmpfen hatte. Sein berreiztes Ichgefhl zusammen mit dem Mangel an Rolle, an darstellerischer Aufgabe, bewirkten das bei diesem vollkommenen Knstler und verarmten Menschen. . . Einen Knstler, einen wirklichen, nicht einen, dessen brgerlicher Beruf die Kunst ist, sondern einen vorbestimmten und verdammten, ersehen Sie mit geringem Scharfblick aus einer Menschenmasse. Das Gefhl der Separation und Unzugehrigkeit, des Erkannt- und Beobachtetseins, etwas zugleich Knigliches und Verlegenes ist in seinem Gesicht. In den 33

si Tonio Krger, ma lasci stare, ora venga a prendere il t che lacqua bolle subito; qui ci sono le sigarette. Sera rimasti alle voci bianche, prosegua pura. Ma davvero dovrebbe un tantino vergognarsi. . . Se non conoscessi labnegazione severa con cui attende al suo mestiere. . . Non mi parli di mestiere 94 Lisaweta Iwanowna! La letteratura non mai un mestiere, piuttosto una maledizione, lo sappia! Quando inizia a farsi sentire questa maledizione? Presto, maleddetamente presto, in un tempo in cui dovrebbe essere ancora giusto vivere in pace ed in armonia con Dio e il mondo. Sinizia ad essere segnati a dito, a vivere in modo problematico il rapporto con gli altri, quelli comuni ed ordinari, e la voragine dellironia, dellincredulit, dellopposizione, della conoscenza, del sentimento che ci distingue dagli uomini singrandisce sempre pi, si resta soli, e da quel momento si dilegua la comprensione. Che razza di destino! Ammesso che nel cuore vi sia ancora la voglia di vivere, che questo sia ancora cos colmo damore da avvertire lo sgomento di questa situazione!. . . La consapevolezza di s sinamma perch pur fra migliaia di persone si scorge e savverte un segno distintivo sulla propria fronte e si vede bene che impossibile passare inosservati. Io conoscevo un attore di genio in cui luomo era perennemente in preda a timidezza e precariet morbose. Queste, in quellartista completo e uomo immeserito, erano originate dalla sua estrema sensibilit congiunta alla mancanza di ruoli e lavori da interpretare. Un artista, un artista vero, non uno la cui professione borghese sia larte, piuttosto uno predestinato e condannato, lo riconosce al primo sguardo sol che sappia osservare: lisolamento, lo smarrimento, il sapere dessere conosciuto ed osservato, un qualcosa di regale ed al tempo stesso impacciato, sar sempre

Zgen eines Frsten, der in Zivil durch eine Volksmenge schreitet, kann man etwas hnliches beobachten. Aber da hilft kein Zivil, Lisaweta! Verkleiden Sie sich, vermummen Sie sich, ziehen Sie sich an wie ein Attach oder ein Gardeleutnant in Urlaub: Sie werden kaum die Augen aufzuschlagen und ein Wort zu sprechen brauchen, und jedermann wird wissen, da Sie kein Mensch sind, sondern irgend etwas Fremdes, Befremdendes, anderes. . . Aber was ist der Knstler? Vor keiner Frage hat die Bequemlichkeit und Erkenntnistrgheit der Menschheit sich zher erwiesen als vor dieser. >Dergleichen ist Gabe<, sagen demtig die braven Leute, die unter der Wirkung eines Knstlers stehen, und weil heitere und erhabene Wirkungen nach ihrer gutmtigen Meinung ganz unbedingt auch heitere und erhabene Ursprnge haben mssen, so argwhnt niemand, da es sich hier vielleicht um eine uerst schlimm bedingte, uerst fragwrdige >Gabe< handelt. . . Man wei, da Knstler leicht verletzlich sind, -nun, man wei auch, da dies bei Leuten mit gutem Gewissen und solid gegrndetem Selbstgefhl nicht zuzutreffen pegt. . . Sehen Sie, Lisaweta, ich hege auf dem Grunde meiner Seele - ins Geistige bertragen - gegen den Typus des Knstlers den ganzen Verdacht, den jeder meiner ehrenfesten Vorfahren droben in der engen Stadt irgendeinem Gaukler und abenteuernden Artisten entgegengebracht htte, der in sein Haus gekommen wre. Hren Sie folgendes. Ich kenne einen Bankier, einen ergrauten Geschftsmann, der die Gabe besitzt, Novellen zu schreiben. Er macht von dieser Gabe in seinen Muestunden Gebrauch, und seine Arbeiten sind manchmal ganz ausgezeichnet. Trotz - ich sage >trotz< - dieser sublimen Veranlagung ist dieser Mann nicht 34

rintracciabile sul suo volto. Qualcosa del genere si pu riscontrare nei lineamenti di un principe che si muova fra la folla camuato con abiti comuni. Ma qui, cara Lisaweta, non c camuamento che tenga! Si travesta pure da attach o da sottonente della guardia in ferie, indossi gli abiti che vuole,. . . senza bisogno di batter ciglio o proferir parola, ciascuno avvertir sempre e subito di aver di fronte non un normale essere umano, ma un estraneo, un sorprendente, un diverso. . . E allora chi 95 lartista? Per nessuna domanda come per questa pigrizia ed indolenza umana hanno mai mostrato maggiore reticenza. Si tratta di un dono, 96 si pronunciano deferentemente i semplici che subiscono lartista, perch per costoro inussi sereni e sublimi debbono discendere naturalmente da origini sublimi e serene, cosicch a nessuno viene in mente che in questo caso si possa trattare, forse, di un dono di pessima provenienza ed assai discutibile. risaputo quanto gli artisti siano persone suscettibili, ed risaputo anche come questelemento sia completamente assente in chi ha la coscienza a posto e solide fondamenta del proprio io. . . Vede Lisaweta, in fondo allanimo, radicato in esso, io nutro verso il tipo dellartista tutta quella profonda didenza che ciascuno dei miei nobili antenati lass, nellangusta citt, avrebbe provato nei confronti di un qualsiasi saltimbanco o avventuriero che gli fosse piombato in casa. Ascolti questa. Conosco un banchiere, un vecchio uomo daari che ha ceduto alla tentazione 97 di scrivere racconti. Indulge a questa sua tendenza nelle ore libere e devo riconoscere che a volte i suoi lavori sono davvero eccellenti. Nonostante questa sublime inclinazione, e sottolineo lavverbio, luomo tuttaltro che immacolato. Ha infatti, e per motivi nientaatto lievi, scontata una severa pe-

vllig unbescholten; er hat im Gegenteil bereits eine schwere Freiheitsstrafe zu verben gehabt, und zwar aus triftigen Grnden. Ja, es geschah ganz eigentlich erst in der Strafanstalt, da er seiner Begabung inne wurde, und seine Stringserfahrungen bilden das Grundmotiv in allen seinen Produktionen. Man knnte daraus, mit einiger Keckheit, folgern, da es ntig sei, in irgendeiner Art von Strafanstalt zu Hause zu sein, um zum Dichter zu werden. Aber drngt sich nicht der Verdacht auf, da seine Erlebnisse im Zuchthause weniger innig mit den Wurzeln und Ursprngen seiner Knstlerschaft verwachsen gewesen sein mchten als das, was ihn hineinbrachte -? Ein Bankier, der Novellen dichtet, das ist eine Raritt, nicht wahr? Aber ein nicht krimineller, ein unbescholtener und solider Bankier, welcher Novellen dichtete, - das kommt nicht vor. . . Ja, da lachen Sie nun, und dennoch scherze ich nur halb und halb. Kein Problem, keines in der Welt, ist qulender als das vom Knstlertum und seiner menschlichen Wirkung. Nehmen Sie das wunderartigste Gebilde des typischsten und darum mchtigsten Knstlers, nehmen Sie ein so morbides und tief zweideutiges Werk wie >Tristan und Isolde< und beobachten Sie die Wirkung, die dieses Werk auf einen jungen, gesunden, stark normal empndenden Menschen ausbt. Sie sehen Gehobenheit, Gestrktheit, warme, rechtschaene Begeisterung, Angeregtheit vielleicht zu eigenem >knstlerischen< Schaen. . . Der gute Dilettant! In uns Knstlern sieht es grndlich anders aus, als er mit seinem >warmen Herzen< und >ehrlichen Enthusiasmus< sich trumen mag. Ich habe Knstler von Frauen und Jnglingen umschwrmt und umjubelt gesehen, whrend ich ber sie wute. . . Man macht, was die Herkunft, die Miterscheinungen und Bedingungen des Knstlertums be35

na detentiva; e fu proprio durante il periodo della carcerazione, in verit, che saccorse della propria inclinazione, tanto che proprio queste inconsuete esperienze carcerarie sono alla base di tutti i suoi lavori. Azzardando un poco se ne potrebbe dunque dedurre che occorrerebbe quantomeno essere pratici di un tipo qualsiasi di penitenziario per essere poeti. E non le sorge allora il sospetto che queste esperienze potrebbero essere cos intimamente connesse allessenza ed al sorgere della sua vocazione artistica assai meno dei motivi che lo avevano portato dentro? Un banchiere che scriva racconti costituisce un fatto raro, non vero? Ma un banchiere che non sia un criminale, incensurato, per di pi di condotta irreprensibile, e che in aggiunta scriva novelle. . . beh, una cosa proprio fuori dal mondo. . . Eh gi, lei se la ride, ma non scherzo mica poi tanto in fondo io. . . Nessun problema al mondo, nessuno come quello della coscienza artistica e delle sue conseguenze sullanimo umano mi tormenta di pi. Prenda per un momento in esame le pi stupefacenti creazioni del pi singolare, e perci pi notevole, degli artisti, ponga mente ad unopera teneramente emotiva 98 ed al tempo stesso profondamente ambigua come Tristano e Isotta, e rietta sulleetto che quel lavoro produce in un giovane sano e normale. Noter un forte e sincero eccitamento, i sentimenti seleveranno, sintensicheranno, e forse germiner pure limpulso a comporre. Oh il bravo dilettante!. . . 99 Ma in noi, negli artisti, com tutto immensamente distante dai puri sogni di quella giovane anima, da quei sogni che quegli alleva e nutre con i suoi caldi sentimenti e con il suo sincero entusiasmo. Ho veduto artisti corteggiati e giubilati da giovani e da donne. . . Eppure io di loro sapevo. . . Su ci che rappresenta il principio, il fenomeno, la circostanza della vita di unartista, si fanno ogni giorno le pi

trit, immer wieder die merkwrdigsten Erfahrungen. . . An anderen, Tonio Krger - verzeihen Sie -, oder nicht nur an anderen? Er schwieg. Er zog seine schrgen Brauen zusammen und p vor sich hin. Ich bitte um Ihre Tasse, Tonio. Er ist nicht stark. Und nehmen Sie eine neue Zigarette. brigens wissen Sie sehr wohl, da Sie die Dinge ansehen, wie sie nicht notwendig angesehen zu werden brauchen. . . Das ist die Antwort des Horatio, liebe Lisaweta. >Die Dinge so betrachten, hiee, sie zu genau betrachten<, nicht wahr? Ich sage, da man sie ebenso genau von einer anderen Seite betrachten kann, Tonio Krger. Ich bin blo ein dummes malendes Frauenzimmer, und wenn ich Ihnen berhaupt etwas zu erwidern wei, wenn ich Ihren eigenen Beruf ein wenig gegen Sie in Schutz nehmen kann, so ist es sicherlich nichts Neues, was ich vorbringe, sondern nur eine Mahnung an das, was Sie selbst sehr wohl wissen. . . Wie also: Die reinigende, heiligende Wirkung der Literatur, die Zerstrung der Leidenschaften durch die Erkenntnis und das Wort, die Literatur als Weg zum Verstehen, zum Vergeben und zur Liebe, die erlsende Macht der Sprache, der literarische Geist als die edelste Erscheinung des Menschengeistes berhaupt, der Literat als vollkommener Mensch, als Heiliger, -die Dinge so betrachten, hiee, sie nicht genau genug betrachten? Sie haben ein Recht, so zu sprechen, Lisaweta Iwanowna, und zwar im Hinblick auf das Werk Ihrer Dichter, auf die anbetungswrdige russische Literatur, die so recht eigentlich die heilige Literatur darstellt, von der Sie reden. Aber ich habe Ihre Einwnde nicht auer acht gelassen, sondern sie gehren mit zu dem, was mir heute im Sinne

desuete esperienze. . . Verso gli altri Tonio Krger, perdoni,. . . o non solo verso gli altri? Tacque, rinserr i sopraccigli ed inizi a schiare. Prego Tonio, la sua tazza. Non forte. E si prenda unaltra sigaretta. Del resto lei lo sa bene di osservare le cose come non vanno, necessariamente, osservate. . . Ma questa la risposta di Orazio cara Lisaweta! Osservare le cose cos forse osservarle troppo esattamente, non vero? Io ritengo che le cose si possano osservare anche da unaltra angolazione Tonio Krger. Certo, io sono soltanto una povera imbrattatele, 100 ed anche se ho qualche argomento per risponderle, anche se sono in grado di difendere un poco il suo mestiere da lei stesso, sicuramente in quel che dico non c cosa che lei non sappia gi, piuttosto, e soltanto unammonizione. . . Ecco dunque: leetto puricatore e seraco della letteratura, lannientamento della pasione attraverso la conoscenza e la parola, la letteratura come percorso di vita per comprendere perdonare ed amare, la potenza liberatrice del linguaggio, lo spirito letterario come la pi pura manifestazione dellanimo umano, il letterato come uomo integerrimo, come santo,. . . E allora, osservare le cose in tal modo vorrebbe forse dire osservarle troppo supercialmente? Lei ha ogni ragione di parlare cos, Lisaweta Iwanowna, specie se pensa allopera dei suoi scrittori, a quellaascinante letteratura russa che tanto bene rispecchia quella sacra letteratura di cui sta parlando. Ma io non ho trascurato per nulla le sue obiezioni, anzi! Esse appartengono da sempre a quello che io vado pensando. . . Ma mi guardi! Non

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liegt. . . Sehen Sie mich an. Ich sehe nicht bermig munter aus, wie? Ein bichen alt und scharfzgig und mde, nicht wahr? Nun, um auf die >Erkenntnis< zurckzukommen, so liee sich ein Mensch denken, der, von Hause aus gutglubig, sanftmtig, wohlmeinend und ein wenig sentimental, durch die psychologische Hellsicht ganz einfach aufgerieben und zugrunde gerichtet wrde. Sich von der Traurigkeit der Welt nicht bermannen lassen; beobachten, merken, einfgen, auch das Qulendste, und brigens guter Dinge sein, schon im Vollgefhl der sittlichen berlegenheit ber die abscheuliche Erndung des Seins, - ja freilich! Jedoch zuweilen wchst Ihnen die Sache trotz aller Vergngungen des Ausdrucks ein wenig ber den Kopf. Alles verstehen hiee alles verzeihen? Ich wei doch nicht. Es gibt etwas, was ich Erkenntnisekel nenne, Lisaweta: der Zustand, in dem es dem Menschen gengt, eine Sache zu durchschauen, um sich bereits zum Sterben angewidert (und durchaus nicht vershnlich gestimmt) zu fhlen, - der Fall Hamlets, des Dnen, dieses typischen Literaten. Er wute, was das ist: zum Wissen berufen werden, ohne dazu geboren zu sein. Hellsehen noch durch den Trnenschleier des Gefhls hindurch, erkennen, merken, beobachten und das Beobachtete lchelnd beiseite legen mssen noch in Augenblicken, wo Hnde sich umschlingen, Lippen sich nden, wo des Menschen Blick, erblindet von Empndung, sich bricht, - es ist infam, Lisaweta, es ist niedertrchtig, emprend. . . aber was hilft es, sich zu empren?

Eine andere, aber nicht minder liebenswrdige Seite der Sache ist dann freilich die

ho propriamente un aspetto gioviale no?! Un poco invecchiato, un poco spossato, un poco stanco,. . . non vero? Ma ora, per tornare al tema della conoscenza, si potrebbe anche giungere a concepire un individuo spontaneamente 101 ingenuo, mite, benevolo, ed un poco sentimentale, cui capitasse la disgrazia di essere distrutto e schiacciato, semplicemente dallesasperazione psicologica di rovistare dentro se stesso. 102 Non lasciarsi sopraare dagli aanni del mondo, osservare, prestare attenzione ai particolari, registrare anche i fatti pi angosciosi,. . . e nonostante tutto continuare a mostrarsi di buon umore avendo assimilato la piena consapevolezza di una superiorit morale sulla tragica invenzione dellessere, s,. . . certo!. . . Ma a volte comunque, nonostante tutti i piaceri dellespressione, la questione d un po alla testa. . . Comprendere tutto si traduce indenitamente in perdonare tutto? 103 Io non lo credo davvero. Esiste un qualcosa Lisaweta, un qualcosa che chiamo nausea della conoscenza, 104 lo stato danimo in cui suciente intuire una cosa per provarne un immediato totale disgusto, senza concessione alcuna daccomodamento: la condizione del danese, 105 di Amleto, di quel letterato tipico, e lui questo stato lo conosceva bene! Essere chiamati a conoscere senza esservi predestinati! Presentire, e per di pi attraverso il velario lacrimato dei sentimenti, riconoscere, annotare, scrutare, dover porre in disparte, con un sorriso, gli oggetti dellattenzione proprio nellistante in cui le mani si serrano e le labbra si trovano, proprio quando lo sguardo appannato dalla percezione si sperde,. . . infame, Lisaweta, una cosa perda che fa indignare. . . Ma lindignazione a che serve? Un altro lato della faccenda, non peraltro meno interessante, rappresentato dallapa-

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Blasiertheit, Gleichgltigkeit und ironische Mdigkeit aller Wahrheit gegenber, wie es denn Tatsache ist, da es nirgends in der Welt stummer und honungsloser zugeht als in einem Kreise von geistreichen Leuten, die bereits mit allen Hunden gehetzt sind. Alle Erkenntnis ist alt und langweilig. Sprechen Sie eine Wahrheit aus, an deren Eroberung und Besitz Sie vielleicht eine gewisse jugendliche Freude haben, und man wird Ihre ordinre Aufgeklrtheit mit einem ganz kurzen Entlassen der Luft durch die Nase beantworten. . . Ach ja, die Literatur macht mde, Lisaweta! In menschlicher Gesellschaft kann es einem, ich versichere Sie, geschehen, da man vor lauter Skepsis und Meinungsenthaltsamkeit fr dumm gehalten wird, whrend man doch nur hochmtig und mutlos ist. . . Dies zur >Erkenntnis<. Was aber das >Wort< betrit, so handelt es sich da vielleicht weniger um eine Erlsung als um ein Kaltstellen und Aufs-Eis-Legen der Empndung? Im Ernst, es hat eine eisige und emprend anmaliche Bewandtnis mit dieser prompten und oberchlichen Erledigung des Gefhls durch die literarische Sprache. Ist Ihnen das Herz zu voll; fhlen Sie sich von einem sen oder erhabenen Erlebnis allzusehr ergrien: nichts einfacher! Sie gehen zum Literaten, und alles wird in krzester Frist geregelt sein. Er wird Ihnen Ihre Angelegenheit analysieren und formulieren, bei Namen nennen, aussprechen und zum Reden bringen, wird Ihnen das Ganze fr alle Zeit erledigen und gleichgltig machen und keinen Dank dafr nehmen. Sie aber werden erleichtert, gekhlt und geklrt nach Hause gehen und sich wundern, was an der Sache Sie eigentlich soeben noch mit so sem Tumult verstren konnte. Und fr diesen kalten und eitlen Scharlatan wollen Sie ernstlich eintreten? Was ausgesprochen

tica indierenza, dalla stanchezza mascherata dironia verso ogni forma di verit, ed innegabile che nessun posto al mondo governato da maggior mutismo e disperazione di una cerchia di persone ingegnose e gi di per s abbastanza smaliziate. Ogni forma di conoscenza vecchia e noiosa! Esprima una qualsiasi verit, una di quelle alla cui conquista e possesso lei avverte magari un certa gioia giovanile, e sccorger se alla sua schietta spregiudicatezza non si risponder sbuffando! 106 proprio cos: la letteratura stanca Lisaweta! Nella compagine umana pu accadere a chiunque, glielassicuro, di essere tacciato come stupido per lo scetticismo e il sospetto di cui si circondati, mentre si unicamente soli. . . E questo per quanto riguarda la conoscenza. Per quanto invece concerne la parola non forse invece questo il caso in cui, anzich cercare di redimere la percezione la si liquida congelandola? Davvero, in questa lesta e superciale liquidazione del sentimento attraverso la parola scritta, trovo ci sia un troppo glaciale uso del raziocinio. Si sente il cuore traboccare, savverte una profonda commozione per una vicenda sensibile e sublime,. . . nulla di pi facile. Porti i suoi problemi ad un letterato ed ogni cosa in pochi istanti sar rimessa a posto. Questi prender il suo problema, lo analizzer, glielo riproporr, lo chiamer per nome, proferir giudizi, la porter a parlare, e in breve le dissolver il problema una volta per tutte sino a renderglielo indierente, e tutto questo senza pretendere neanche un grazie. 107 E cos se ne ritorner a casa sollevata e puricata, e si meraviglier pensando a quanto, solo poco prima, quel problema laveva scossa in un non disdicevole tumulto. E lei davvero vuol mettersi dalla parte di quel gelido e trono ciarlatano? Quello che denito liquidato! Ecco il suo pronuncia-

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ist, so lautet sein Glaubensbekenntnis, ist erledigt. Ist die ganze Welt ausgesprochen, so ist sie erledigt, erlst, abgetan. . . Sehr gut! Jedoch ich bin kein Nihilist. . . Sie sind kein -, sagte Lisaweta. . . Sie hielt gerade ihr Lelchen mit Tee in der Nhe des Mundes und erstarrte in dieser Haltung. Nun ja. . . nun ja. . . kommen Sie zu sich, Lisaweta! Ich bin es nicht, sage ich Ihnen, in bezug auf das lebendige Gefhl. Sehen Sie, der Literat begreift im Grunde nicht, da das Leben noch fortfahren mag, zu leben, da es sich dessen nicht schmt, nachdem es doch ausgesprochen und >erledigt< ist. Aber siehe da, es sndigt trotz aller Erlsung durch die Literatur unentwegt darauf los; denn alles Handeln ist Snde in den Augen des Geistes. . . Ich bin am Ziel, Lisaweta. Hren Sie mich an. Ich liebe das Leben, - dies ist ein Gestndnis. Nehmen Sie es und bewahren Sie es, - ich habe es noch keinem gemacht. Man hat gesagt, man hat es sogar geschrieben und drucken lassen, da ich das Leben hasse oder frchte oder verachte oder verabscheue. Ich habe dies gern gehrt, es hat mir geschmeichelt; aber darum ist es nicht weniger falsch. Ich liebe das Leben. . . Sie lcheln, Lisaweta, und ich wei, worber. Aber ich beschwre Sie, halten Sie es nicht fr Literatur, was ich da sage! Denken Sie nicht an Cesare Borgia oder an irgendeine trunkene Philosophie, die ihn auf den Schild erhebt! Er ist mir nichts, dieser Cesare Borgia, ich halte nicht das geringste auf ihn, und ich werde nie und nimmer begreifen, wie man das Auerordentliche und Dmonische als Ideal verehren mag. Nein, das >Leben<, wie es als ewiger Gegensatz dem Geiste und der Kunst gegenbersteht, - nicht als eine Vision von blutiger Gre und wilder Schnheit, nicht als das Ungewhnliche stellt es 39

mento di fede! E fosse stato denito lintero mondo, cos, anche quello sarebbe stato liquidato, redento, nito. . . Benissimo. Io per non sono un nichilista. . . Lei non . . . , disse Lisaweta. . . Stava portando il cucchiaino del t alla bocca e si irrigid in quella posizione. Via, via. . . rinvenga Lisaweta. . . Non lo sono, glielo assicuro, in quanto a sentimento vivo. Vede, al letterato in fondo sfugge che la vita, pur essendo stata etichettata e liquidata, vuole continuare a vivere, che essa non se ne vergogna. E noti ancora che, nonostante la redenzione della letteratura essa, imperterrita, continua a peccare, perch peccato, dinanzi agli occhi dellanima, quellattivit spirituale che in cambio esige denaro. 108 Mi ascolti Lisaweta, sono al punto. Io amo la vita, questa una confessione, la accetti e custodisca con cura, perch questamore con tanta passione non lavevo ancora esternato ad alcuno. Qualcuno ha detto, qualcuno ha scritto, qualcun altro ha fatto persino pubblicare, che io odio, temo, disprezzo o detesto la vita. Non mi dispiaciuto sentirlo, mi ha quasi lusingato, ma non per questo meno sbagliato. Io lamo la vita. . . Lei sorride Lisaweta ed io ne conosco il motivo. Ma la scongiuro, non consideri letteratura quanto le vado dicendo. Non pensi a un Cesare Borgia 109 o ad una qualsiasi folle losoa 110 che lo esalti. 111 Non fa per me quel Cesare Borgia, non ho per lui la bench minima considerazione, e non comprender mai e poi mai come possano essere adorati come ideali lo straordinario ed il demoniaco! No davvero, quelleterno contrasto 112 nei confronti dello spirito e dellarte che la vita, non si presenta ai non comuni come una visione di una grandezza sanguigna e furiosa bellezza, non come il non comune, ma

uns Ungewhnlichen sich dar; sondern das Normale, Wohlanstndige und Liebenswrdige ist das Reich unserer Sehnsucht, ist das Leben in seiner verfhrerischen Banalitt! Der ist noch lange kein Knstler, meine Liebe, dessen letzte und tiefste Schwrmerei das Ranierte, Exzentrische und Satanische ist, der die Sehnsucht nicht kennt nach dem Harmlosen, Einfachen und Lebendigen, nach ein wenig Freundschaft, Hingebung, Vertraulichkeit und menschlichem Glck, - die verstohlene und zehrende Sehnsucht, Lisaweta, nach den Wonnen der Gewhnlichkeit!. . . Ein menschlicher Freund! Wollen Sie glauben, da es mich stolz und glcklich machen wrde, unter Menschen einen Freund zu besitzen? Aber bislang habe ich nur unter Dmonen, Kobolden, tiefen Unholden und erkenntnisstummen Gespenstern, das heit: unter Literaten Freunde gehabt. Zuweilen gerate ich auf irgendein Podium, nde mich in einem Saale Menschen gegenber, die gekommen sind, mir zuzuhren. Sehen Sie, dann geschieht es, da ich mich bei einer Umschau im Publikum beobachte, mich ertappe, wie ich heimlich im Auditorium umhersphe, mit der Frage im Herzen, wer es ist, der zu mir kam, wessen Beifall und Dank zu mir dringt, mit wem meine Kunst mir hier eine ideale Vereinigung schat. . . Ich nde nicht, was ich suche, Lisaweta. Ich nde die Herde und Gemeinde, die mir wohlbekannt ist, eine Versammlung von ersten Christen gleichsam: Leute mit ungeschickten Krpern und feinen Seelen, Leute, die immer hinfallen, sozusagen, Sie verstehn mich, und denen die Poesie eine sanfte Rache am Leben ist, - immer nur Leidende und Sehnschtige und Arme und niemals jemand von den anderen, den Blauugigen, Lisaweta, die den Geist nicht ntig haben!. . .

piuttosto come un qualcosa di normale gentile e ammodo, quellammodo e quel gentile che costituiscono il segno del nostro anelito, non la vita nella sua seducente volgarit. ancora molto lontano dallessere artista, mia cara, quegli che tiene la sua pi profonda e massima aspirazione lessere estremamente ranato, eccentrico con una forte propensione al demoniaco, quegli che non provi struggimento 113 per il semplice e per lumano, per un briciolo di amicizia, di dedizione, di condenza, di felicit umana,. . . la malinconia furtiva e struggente, Lisaweta, proprio verso le delizie della mediocrit!. . . Un uomo per amico! 114 Mi crede se le dico che mi considererei orgoglioso e fortunato di poter vantare 115 un sodale fra il genere umano? Ma nora mi sono dovuto accontentare soltanto dellamicizia di demoni, coboldi, mostri oscuri, e fantasmi resi muti dalla conoscenza, cio di amici fra letterati. A volte mi capita di salire su un podio, di trovarmi in una sala di fronte a persone che sono giunte l per ascoltarmi. Ed allora succede che mi metto ad osservare tuttintorno il pubblico, mi sorprendo ad indagare furtivamente fra la gente, con lansia 116 nel cuore su chi mai possa essere quello che mi viene incontro, quello da cui mi giungono applausi e ringraziamenti, proprio quello con cui la mia arte ha stretto unideale alleanza. . . Ma quel che cerco non lo trovo Lisaweta! Scopro piuttosto la moltitudine e la comunit che gi ben conosco, una sorta di congrega da primi cristiani, persone collanimo sensibile in un corpo goo, che, per cos dire, inciampano incessantentemente nel corso della vita, lei mi comprende bene, e le cui poesie costituiscono una pallida rivalsa, proprio nei confronti di questa, 117 mimbatto sempre e soltanto nei soerenti, nei malinconici, nei poveri, e mai in qualcuno di quellaltra spe-

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Und wre es nicht zuletzt ein bedauerlicher Mangel an Folgerichtigkeit, sich zu freuen, wenn es anders wre? Es ist widersinnig, das Leben zu lieben und dennoch mit allen Knsten bestrebt zu sein, es auf seine Seite zu ziehen, es fr die Finessen und Melancholien, den ganzen kranken Adel der Literatur zu gewinnen. Das Reich der Kunst nimmt zu, und das der Gesundheit und Unschuld nimmt ab auf Erden. Man sollte, was noch davon brig ist, aufs sorgfltigste konservieren, und man sollte nicht Leute, die viel lieber in Pferdebchern mit Momentaufnahmen lesen, zur Poesie verfhren wollen! Denn schlielich, - welcher Anblick wre klglicher als der des Lebens, wenn es sich in der Kunst versucht? Wir Knstler verachten niemand grndlicher als den Dilettanten, den Lebendigen, der glaubt, obendrein bei Gelegenheit einmal ein Knstler sein zu knnen. Ich versichere Sie, diese Art von Verachtung gehrt zu meinen persnlichsten Erlebnissen. Ich bende mich in einer Gesellschaft in gutem Hause, man it, trinkt und plaudert, man versteht sich aufs beste, und ich fhle mich froh und dankbar, eine Weile unter harmlosen und regelrechten Leuten als ihresgleichen verschwinden zu knnen. Pltzlich (dies ist mir begegnet) erhebt sich ein Ozier, ein Leutnant, ein hbscher und strammer Mensch, dem ich niemals eine seines Ehrenkleides unwrdige Handlungsweise zugetraut htte, und bittet mit unzweideutigen Worten um die Erlaubnis, uns einige Verse mitzuteilen, die er angefertigt habe. Man gibt ihm, mit bestrztem Lcheln, diese Erlaubnis, und er fhrt sein Vorhaben aus, indem er von einem Zettel, den er bis dahin in seinem Rockscho verborgen gehalten hat, seine Arbeit vorliest, etwas an die

cie, in quelli dagli occhi blu, Lisaweta, quelli che non hanno bisogno dello spirito. . . 118 E in fondo non sarebbe una deprecabile mancanza di coerenza rallegrarsi quando fosse diversamente? assurdo amare la vita ed adoperarsi poi in ogni modo per tirala dalla propria parte, cercare di interessarla alle nezze ed alle malinconie ed a tutta la nobilt malata della letteratura. Mentre cresce limpero dellarte qui, sulla terra, scema di pari passo quello della salute e dellinnocenza. Quanto ne resta si dovrebbe allora conservarlo con la massima cura, e non si dovrebbe mai tentare di condurre alla poesia chi preferisce leggere libri di cavalli, magari con istantanee! 119 Perch, in fondo, quale spettacolo pi miserevole di quello di una vita che si cementa con larte? Noi artisti 120 non diprezziamo spassionatamente nessuno pi del dilettante, della persona semplice, di colui che crede di poter divenire ed essere, solo che lo voglia, un artista, e le posso assicurare che questa categoria di disprezzo fa parte del bagaglio delle mie vicende. Mi accadde tempo fa di trovarmi ad un ricevimento presso una famiglia di tutto rispetto: 121 si mangiava, si beveva, si discorreva comprendendosi ottimamente, e mi sentivo contento e graticato di poter scomparire per un poco fra gente ingenua e normale, come fossi stato uno di loro. Dimprovviso (e questo davvero accaduto) un uciale, un sottotenente, un uomo prestante e tutto dun pezzo che io non avrei mai stimato capace dun simile comportamento specie in considerazione delluniforme, balza in piedi e chiede con parole ferme il permesso di leggere alcuni suoi versi. Fra sorrisi compiaciuti quanto sbalorditi gli si d il permesso, e questi d seguito al proposito, e da un foglietto no ad allora celato in una tasca della giubba declama una sua composi-

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Musik und die Liebe, kurzum, ebenso tief empfunden wie unwirksam. Nun bitte ich aber jedermann: ein Leutnant! Ein Herr der Welt! Er htte es doch wahrhaftig nicht ntig. . . ! Nun, es erfolgt, was erfolgen mu: lange Gesichter, Stillschweigen, ein wenig knstlicher Beifall und tiefstes Mibehagen ringsum. Die erste seelische Tatsache, deren ich mir bewut werde, ist die, da ich mich mitschuldig fhle an der Verstrung, die dieser unbedachte junge Mann ber die Gesellschaft gebracht; und kein Zweifel: auch mich, in dessen Handwerk er gepfuscht hat, treffen spttische und entfremdete Blicke. Aber die zweite besteht darin, da dieser Mensch, vor dessen Sein und Wesen ich soeben noch den ehrlichsten Respekt empfand, in meinen Augen pltzlich sinkt, sinkt, sinkt. . . Ein mitleidiges Wohlwollen fat mich an. Ich trete, gleich einigen anderen beherzten und gutmtigen Herren, an ihn heran und rede ihm zu. >Meinen Glckwunsch<, sage ich, >Herr Leutnant! Welch hbsche Begabung! Nein, das war allerliebst!< Und es fehlt nicht viel, da ich ihm auf die Schulter klopfe. Aber ist Wohlwollen die Empndung, die man einem Leutnant entgegenzubringen hat?. . . Seine Schuld! Da stand er und bte in groer Verlegenheit den Irrtum, da man ein Blttchen pcken drfe, ein einziges; vom Lorbeerbaume der Kunst, ohne mit seinem Leben dafr zu zahlen. Nein, da halte ich es mit meinem Kollegen, dem kriminellen Bankier. - Aber nden Sie nicht, Lisaweta, da ich heute von einer hamletischen Redseligkeit bin? Sind Sie nun fertig, Tonio Krger? Nein. Aber ich sage nichts mehr. Und es gengt auch. - Erwarten Sie eine Antwort? Haben Sie eine? Ich dchte doch. - Ich habe Ihnen gut zugehrt, Tonio, von Anfang bis zu Ende, 42

zione, un qualcosa sullamore e sulla musica, in breve, unopera cos profondamente sentita quanto insulsa. Ora io dico: un sottotenente!. . . Un uomo di mondo!. . . Davvero non ne aveva bisogno! E quindi accadde quel che doveva accadere: musi lunghi, silenzio, qualche timida approvazione, e tuttintorno un profondo senso di disagio. Il primo fatto psichico di cui mavvedo che mi sento responsabile del turbamento che lazione di quello sconsiderato giovane ha arrecato alla riunione; e senza dubbio quegli sguardi gelidi e beardi sono diretti anche a me, il cui mestiere 122 quello ha scimmiottato. 123 Ma il secondo che questuomo, verso il cui modo di essere e vivere io nutrivo sino a solo poco tempo prima il pi profondo rispetto, inizia dimprovviso dinanzi al mio giudizio a scendere, scendere, scendere,. . . al punto che mi sento preso da benevola compassione. Assieme ad alcuni signori bendisposti e di buon cuore mi dirigo verso di lui e gli rivolgo la parola. I miei complimenti, gli dico, Signor sottotenente per il suo notevole ingegno! Davvero notevole!E ci manca poco che gli batta pure una mano sulla spalla. Ma si dimostra benevolenza verso un sottotenente?. . . Colpa sua! Ed ora eccolo che nel pi profondo imbarazzo sconta lardito credo 124 che sia lecito poter cogliere una fogliolina, anche una sola fogliolina dallalbero del lauro dellarte, senza che se ne debba pagare il prezzo con la vita. No, piuttosto in tal caso tengo per laltro mio collega, il banchiere criminale. Ma non trova Lisaweta come io oggi sia di una loquacit amletica? Ha nito Tonio Krger? No, ma non dico pi nulla. Ed pure abbastanza. Si aspetta una risposta? Ce lha? Penso proprio di s. Lho ascoltata attentamente Tonio, dallinizio alla ne, ed

und ich will Ihnen die Antwort geben, die auf alles pat, was Sie heute nachmittag gesagt haben, und die die Lsung ist fr das Problem, das Sie so sehr beunruhigt hat. Nun also! Die Lsung ist die, da Sie, wie Sie da sitzen, ganz einfach ein Brger sind. Bin ich? fragte er und sank ein wenig in sich zusammen. . . Nicht wahr, das trit Sie hart, und das mu es ja auch. Und darum will ich den Urteilsspruch um etwas mildern, denn das kann ich. Sie sind ein Brger auf Irrwegen, Tonio Krger - ein verirrter Brger. - Stillschweigen. Dann stand er entschlossen auf und gri nach Hut und Stock. Ich danke Ihnen, Lisaweta Iwanowna; nun kann ich getrost nach Hause gehn. Ich bin e r l e d i g t.

intendo fornirle una risposta che si adatti a pennello a tutto quello che oggi pomeriggio lei ha detto, e che sia anche la soluzione del problema che tanto lha angustiata. Ors, ecco, la risposta che lei, cos come se ne sta seduto qui, in tutto e per tutto un borghese. Cosa sono?, chiese mentre saccasciava anche un poco. . . Lo so, il colpo duro, e doveva anche esserlo. Ma voglio comunque, dacch posso farlo, mitigare un poco la sentenza: lei un borghese su strade sbagliate, un borghese. . . smarrito. Seguirono attimi di silenzio. Quindi si alz, prese cappello e bastone, e disse: La ringrazio Lisaweta, ora posso tornarmene a casa alleggerito. Sono liquidato.

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V
Gegen den Herbst sagte Tonio Krger zu Lisaweta Iwanowna: Ja, ich verreisenun, Lisaweta: ich mu mich auslften, ich mache mich fort, ich suche das Weite. Nun, wie denn, Vterchen, geruhen Sie wieder nach Italien zu fahren? Gott, gehen Sie mir doch mit Italien, Lisaweta! Italien ist mir bis zur Verachtung gleichgltig! Das ist lange her, da ich mir einbildete, dorthin zu gehren. Kunst, nicht wahr? Sammetblauer Himmel, heier Wein und se Sinnlichkeit. . . Kurzum, ich mag das nicht. Ich verzichte. Die ganze bellezza macht mich nervs. Ich mag auch alle diese frchterlich lebhaften Menschen dort unten mit dem schwarzen Tierblick nicht leiden. Diese Romanen haben kein Gewissen in den Augen. . . Nein, ich gehe nun ein bichen nach Dnemark. Nach Dnemark? Ja. Und ich verspreche mir Gutes davon. Ich bin aus Zufall noch niemals hinaufgelangt, so nah ich whrend meiner ganzen Jugend der Grenze war, und dennoch habe ich das Land von jeher gekannt und geliebt. Ich mu wohl diese nrdliche Neigung von meinem Vater haben, denn meine Mutter war doch eigentlich mehr fr die bellezza, sofern ich nmlich nicht alles ganz einerlei war. Aber nehmen Sie die Bcher, die dort oben geschrieben werden, diese tiefen, reinen und humoristischen Bcher, Lisaweta, es gehet mir nichts darber, ich liebe sie. Nehmen Sie die skandinavischen Mahlzeiten, diese unvergleichlichen Mahlzeiten, die mann nur in einer starken Salzluft vertrgt (ich wei nicht, ob ich sie berhaupt noch vertrage), und die ich von zu Hause aus ein wenig kenne, denn mann it schon ganz so bei mir zu Hause. Nehmen Sie auch nur die Namen, die Vor44 Era lautunno quando Tonio Krger torn a far visita a Lisaweta Iwanowna. Le disse: 125 Parto Lisaweta, ho bisogno daria, dandare un poco lontano, fuori da tutto. E dove ce ne andiamo piccolo padre, ancora una volta in Italia? Dio, Lisaweta, lasci stare lItalia, mi divenuta indierente sino alla nausea! lontano ormai il tempo in cui milludevo di essere a mio agio laggi. Arte, non vero?, cielo azzurro e vellutato, vino generoso e calda sensualit. . . In breve tutte cose che non desidero. Vi rinunzio. Tutta quella bellezza 126 minnervosisce. Quella gente eternamente vivace, laggi, con quello sguardo scuro e animalesco non la posso sorire. I latini non mostrano tracce di coscienza negli occhi. . . 127 No, me ne vado un poco in Danimarca. In Danimarca? S, proprio l, e mi riprometto cose buone. Per caso non mi sono mai spinto sin lass nonostante durante tutta la mia giovent mi sia trovato tanto vicino al conne, eppure da sempre ho conosciuto ed amato quella terra. Questa vocazione nordica mi deve venire da mio padre, perch mia madre, in verit, era pi per la bellezza, 128 quando non trovava ogni cosa indierente. Ma consideri i libri che scrivono lass, quei libri pieni di brio eppure profondi, Lisaweta, niente mi pi caro, li amo. Pensi ai cibi scandinavi, quei cibi incomparabili che si gustano appieno solo in unaria molto salmastra (non so ancora se riuscir a digerirli), e che gi un po conosco da casa, perch allora, da noi, si mangiava gi cos. E consideri ancora i nomi, i nomi di battesimo che ha la gente di lass e che sono anche quelli assai comuni dalle mie parti, un suono come Ingeborg, un

namen, mit denen die Leute dort oben geschmckt sind und von denen es ebenfalls schon viele bei mir zu Hause gibt, einen Laut wie >Ingeborg<, ein Harfenschlag makellosester Poesie. Und dann die See, sie haben die Ostsee dort oben!. . . Mit einem Worte, ich fahre hinauf, Lisaweta. Ich will die Ostsee wiedersehen, will diese Vornamen wieder hren, diese Bcher an Ort und Stelle lesen; ich will auch auf der Terrasse von Kronborg stehen, wo der >Geist< zu Hamlet kam und Not und Tod ber den armen, edlen jungen Menschen brachte. . . Wie fahren Sie, Tonio, wenn ich fragen darf? Welche Route nehmen Sie? Die bliche, sagte er achselzuckend und errtete deutlich. Ja, ich berhre meine meinen Ausgangpunkt, Lisaweta, nach dreizehn Jahren, und das kann ziemlich komisch werden. Sie lchtete. Das ist es, was ich hren wollte, Tonio Krger. Und also fahren Sie mit Gott. Versumen Sie auch nicht, mir zu schreiben, hren Sie? Ich verspreche mir einen erlebnisvollen Brief von Ihrer Reise nach Dnemark. . .

arpeggio della pi immacolata poesia. E poi c il mare, hanno il Mar del Nord lass. . . In una parola ci vado, Lisaweta. Voglio vedere il Mar del Nord, ascoltare ancora una volta quei nomi, leggere quei libri proprio l, recarmi sulla terrazza di Kronborg l dove apparve lo spirito ad Amleto portando angoscia e morte al povero giovane nobile. . .

Se lecito chiederlo, come ci va Tonio, che itenerario intende seguire? Il solito, rispose dandosi una scrollatina ed arrossendo visibilmente. S, toccher la mia. . . il mio punto dorigine 129 Lisaweta, e dopo tredici anni la faccenda pu essere piuttosto inconsueta. Ella sorrise. Questo quanto ci tenevo a sapere Tonio Krger. Ed ora vada con Dio, e non scordi di scrivermi: mi ascolta? Mi attendo una lettera ricca di avvenimenti dal suo viaggio. . . in Danimarca. . . .

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VI
Und Tonio Krger fuhr gen Norden. Er fuhr mit Komfort (denn er pegte zu sagen, da jemand, der es innerlich so viel schwerer hat als andere Leute, gerechten Anspruch auf ein wenig ueres Behagen habe), und er rastete nicht eher, als bis die Trme der engen Stadt, von der er ausgegangen war, sich vor ihm in die graue Luft erhoben. Dort nahm er einen kurzen, seltsamen Aufenthalt. . . Ein trber Nachmittag ging schon in den Abend ber, als der Zug in die schmale, verrucherte, so wunderlich vertraute Halle einfuhr; noch immer ballte sich unter dem schmutzigen Glasdach der Qualm in Klumpen zusammen und zog in gedehnten Fetzen hin und wider, wie damals, als Tonio Krger, nichts als Spott im Herzen, von hier gefahren war. - Er versorgte sein Gepck, ordnete an, da es ins Hotel geschat werde, und verlie den Bahnhof. Das waren die zweispnnigen, schwarzen, unmig hohen und breiten Droschken der Stadt, die drauen in einer Reihe standen! Er nahm keine davon; er sah sie nur an, wie er alles ansah, die schmalen Giebel und spitzen Trme, die ber die nchsten Dcher herbergrten, die blonden und lssigplumpen Menschen mit ihrer breiten und dennoch rapiden Redeweise rings um ihn her, und ein nervses Gelchter stieg in ihm auf, das eine heimliche Verwandtschaft mit Schluchzen hatte. -Er ging zu Fu, ging langsam, den unablssigen Druck des feuchten Windes im Gesicht, ber die Brcke, an deren Gelnder mythologische Statuen standen, und eine Strecke am Hafen entlang. Groer Gott, wie winzig und winklig das Ganze erschien! Waren hier in all der Zeit die schmalen Giebelgassen so putzig steil 46 E cos Tonio Krger part per il Nord. Part circondandosi di ogni possibile confort, anche perch era solito dire che chi nellintimo sore pi degli altri, ha ben diritto allesterno di concedersi qualche comodit, e continu il viaggio dritto-dritto, senza soste, nch nellaria grigia non vide ergersi limponente torre di quellangusta citt da cui un tempo sera separato. L trascorse un soggiorno breve e singolare. . . Il pomeriggio stava gi cupamente cedendo alla sera quando il treno entr nella piccola, aumicata, insolitamente intima stazione. La caligine sammassava come sempre sotto la tettoia a vetri sempiternamente sudicia, trascinandosi qua e l lunghi lamenti, proprio come al tempo in cui Tonio Krger, con nullaltro che la disillusione nel cuore, ne era partito. Provvide ai bagagli, dette disposizione che fossero portati allalbergo e lasci la stazione. Ed eccole l fuori, disposte in la, le carrozzelle nere a due tiri spropositatamente alte e larghe che portano ovunque in citt! Non vi sal. Si limit a guardarle come guardava tutto: i frontoni svettanti, le torri aguzze che ammiccavano a lui dai tetti vicini, la gente intorno bionda e goa con la parlata larga e veloce,. . . e una risata intrisa di nervoso, quasi un singhiozzo, gli venne su. And a piedi, camminando con lentezza, mentre il vento marcava il suo viso con ininterrotta pressione, travers il ponte con i parapetti abbonfanti di statue a soggetto mitologico, percorse un buon tratto di strada lungo il porto. Gran Dio!, come appariva ora tutto piccolo e tortuoso! Ma anche a quei tempi le viuzze ornate di frontoni salivano verso la

zur Stadt emporgestiegen? Die Schornsteine und Maste der Schie schaukelten leis in Wind und Dmmerung auf dem trben Flusse. Sollte er jene Strae hinaufgehen, die dort, an der das Haus lag, das er im Sinne hatte? Nein, morgen. Er war so schlfrig jetzt. Sein Kopf war schwer von der Fahrt, und langsame, nebelhafte Gedanken zogen ihm durch den Sinn. Zuweilen in diesen dreizehn Jahren, wenn sein Magen verdorben gewesen war, hatte ihm getrumt, da er wieder daheim sei in dem alten, hallenden Haus an der schrgen Gasse, da auch sein Vater wieder da sei und ihn hart anlasse wegen seiner entarteten Lebensfhrung, was er jedesmal sehr in der Ordnung gefunden hatte. Und diese Gegenwart nun unterschied sich durch nichts von einem dieser betrenden und unzerreibaren Traumgespinste, in denen man sich fragen kann, ob dies Trug oder Wirklichkeit ist, und sich notgedrungen mit berzeugung fr das letztere entscheidet, um dennoch am Ende zu erwachen,. . . Er schritt durch die wenig belebten, zugigen Straen, hielt den Kopf gegen den Wind gebeugt und schritt wie schlafwandelnd in der Richtung des Hotels, des ersten der Stadt, wo er bernachten wollte. Ein krummbeiniger Mann mit einer Stange, an deren Spitze ein Feuerchen brannte, ging mit wiegendem Matrosentritt vor ihm her und zndete die Gaslaternen an.

Wie war ihm doch? Was war das alles, was unter der Asche seiner Mdigkeit, ohne zur klaren Flamme zu werden, so dunkel und schmerzlich glomm? Still, still und kein Wort! Keine Worte! Er wre gern lange so dahingegangen, im Wind durch die dmmerigen, traumhaft vertrauten Gassen. Aber alles war so eng und nah beieinander. Gleich

citt cos ripide ed in modo cos fantasioso? Lungo il ume i fumaioli e gli alberi delle navi dondolavano nella penombra lievi al vento. Doveva prendere quella stradina in salita l per andare a quella casa che era in cima ai suoi pensieri? Domani, domani. Adesso aveva troppo sonno; la mente era stanca per il viaggio, attraversata da pensieri incerti e indeniti. A volte in quei tredici anni, quando si sentiva lo stomaco appesantito, aveva sognato di trovarsi ancora in quella vecchia casa riecheggiante dei suoni della stradina, e che suo padre fosse ancora l, a sgridarlo per lo stravagante modo di spendere la vita, cosa che lui, ogni volta, aveva trovato perfettamente naturale. E questo presente ora non si distingueva poi tanto, in fondo, da quelle ragnatele oniriche, seducenti e non lacerabili, in cui ci si trova talvolta imprigionati nel dormiveglia, ed in cui ci sinterroga angosciosi se si stia vivendo unincubo o una realt, e costretti a scegliere si opta per questultima, per alla ne ridestarsi. . . Camminava per le strade ventose, a testa bassa, arrancando 130 contro vento e come un automa 131 si stava dirigendo verso lalbergo, il migliore della citt, in cui intendeva trascorrere la notte. Un uomo dalle gambe storte, landatura dondolante tipica dei marinai, si strascicava avanti a lui con in mano una lunga canna alla cui estremit ardeva una ammella, 132 e con quella, ad una ad una, accendeva le lampade a gas. Che cera dunque in lui? Cosa covava sotto la cenere della spossatezza in modo cos incerto e dolente da non riuscire a risplendere in chiara luce? 133 Silenzioso e senza pronunciare parole. Neanche una! Volentieri se ne sarebbe andato in giro a lungo, cos, come in un sogno, per quelle stradine familiari e semibuie. Ma tutto era cos angusto, ogni

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war man am Ziel. In der oberen Stadt gab es Bogenlampen, und eben erglhten sie. Da war das Hotel, und es waren die beiden schwarzen Lwen, die davor lagen, und vor denen er sich als Kind gefrchtet hatte. Noch immer blickten sie mit einer Miene, als wollten sie niesen, einander an; aber sie schienen viel kleiner geworden seit damals. - Tonio Krger ging zwischen ihnen hindurch. Da er zu Fu kam, wurde er ohne viel Feierlichkeit empfangen. Der Portier und ein sehr feiner, schwarzgekleideter Herr, welcher die Honneurs machte und bestndig mit den kleinen Fingern seine Manschetten in die rmel zurckstie, musterten ihn prfend und wgend vom Scheitel bis zu den Stiefeln, sichtlich bestrebt, ihn gesellschaftlich ein wenig zu bestimmen, ihn hierarchisch und brgerlich unterzubringen und ihm einen Platz in ihrer Achtung anzuweisen, ohne doch zu einem beruhigenden Ergebnis gelangen zu knnen, weshalb sie sich fr eine gemigte Hichkeit entschieden. Ein Kellner, ein milder Mensch mit brotblonden Backenbartstreifen, einem altersblanken Frack und Rosetten auf den lautlosen Schuhen, fhrte ihn zwei Treppen hinauf in ein reinlich und altvterlich eingerichtetes Zimmer, hinter dessen Fenster sich im Zwielicht ein pittoresker und mittelalterlicher Ausblick auf Hfe, Giebel und die bizarren Massen der Kirche ernete, in deren Nhe das Hotel gelegen war. Tonio Krger stand eine Weile vor diesem Fenster; dann setzte er sich mit gekreuzten Armen auf das weitschweige Sofa, zog seine Brauen zusammen und p vor sich hin. Man brachte Licht, und sein Gepck kam. Gleichzeitig legte der milde Kellner den Meldezettel auf den Tisch, und Tonio Krger malte mit seitwrts geneigtem Kopfe et-

cosa cos contigua allaltra, e sera subito a destinazione. Nella citt alta le lampade a gas stavano gi ardendo. E l cera lalbergo, e l davanti cerano pure i due leoni neri che tanto lavevano spaventato quandera bambino. Si guardavano ancora lun laltro con lespressione di chi stia sul punto di starnutire, ma stavolta gli apparivano pi piccoli che un tempo. . . E cos Tonio Krger vi pass in mezzo. Dal momento che era giunto a piedi fu ricevuto alla buona. Il portiere ed un signore distinto tutto vestito di nero che faceva gli onori di casa e tutto intento a spingere con i mignoli i polsini dentro le maniche, lo scrutarono coscienziosamente da capo a piedi, esaminandolo e pesandolo, cercando visibilmente di individuarne la classe sociale, di classicarlo in debita posizione nella loro considerazione, senza pervenire per almeno apparentemente ad un risultato soddisfacente, e scegliendo pertanto di usargli una misurata cortesia. Un cameriere dallaria mite e mansueta, con dei bei scopettoni color biondo pane ed indosso un frac lucido di vecchiezza, con scarpe felpate guarnite di occhi di raso, lo accompagn al secondo piano in una stanza decorosa ammobiliata allantica: dietro la nestra, nella penombra, si apriva una veduta pittoresca, dal sapore vagamente medievale, sui cortili, sui frontoni, sulle inusitate architetture della Chiesa nelle cui vicinanze si trovava lalbergo. Tonio Krger stette un bel po dinanzi alla nestra, quindi sedette a braccia conserte sul grande sof, aggrott le sopracciglia e schiett. Fu portato un lume ed anche il suo bagaglio. Il cameriere gli lasci sul tavolo un modulo da riempire e Tonio Krger tenendo la testa reclinata da un lato, vi scrisse sopra

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was darauf, das aussah wie Name, Stand und Herkunft. Hierauf bestellte er ein wenig Abendbrot und fuhr fort, von seinem Sofawinkel aus ins Leere zu blicken. Als das Essen vor ihm stand, lie er es noch lange unberhrt, nahm endlich ein paar Bissen und ging noch eine Stunde im Zimmer auf und ab, wobei er zuweilen stehenblieb und die Augen schlo. Dann entkleidete er sich mit langsamen Bewegungen und ging zu Bette. Er schlief lange, unter verworrenen und seltsam sehnschtigen Trumen. Als er erwachte, sah er sein Zimmer von hellem Tage erfllt. Verwirrt und hastig besann er sich, wo er sei, und machte sich auf, um die Vorhnge zu nen. Des Himmels schon ein wenig blasses SptsommerBlau war von dnnen, vom Wind zerzupften Wolkenfetzchen durchzogen; aber die Sonne schien ber seiner Vaterstadt. Er wandte noch mehr Sorgfalt auf seine Toilette als gewhnlich, wusch und rasierte sich aufs beste und machte sich so frisch und reinlich, als habe er einen Besuch in gutem, korrektem Hause vor, wo es gelte, einen schmucken und untadelhaften Eindruck zu machen; und whrend der Hantierungen des Ankleidens horchte er auf das ngstliche Pochen seines Herzens. Wie hell es drauen war! Er htte sich wohler gefhlt, wenn, wie gestern, Dmmerung in den Straen gelegen htte; nun aber sollte er unter den Augen der Leute durch den klaren Sonnenschein gehen. Wrde er auf Bekannte stoen, angehalten, befragt werden und Rede stehen mssen, wie er diese dreizehn Jahre verbracht? Nein, gottlob, es kannte ihn keiner mehr, und wer sich seiner erinnerte, wrde ihn nicht erkennen, denn er hatte sich wirklich ein wenig verndert unterdessen. Er betrachtete sich aufmerksam im Spiegel, und pltzlich fhlte er sich sicherer hinter seiner Maske, hinter sei49

con noncuranza qualcosa che doveva esprimere nome, stato, provenienza,. . . Quindi richiesto qualcosa da mangiare, continu dallangolo del sofa a guardare fuori. E quando la cena gli fu portata, per un certo tempo signicativo la lasci dovera. Poi butt gi un paio di bocconi e per quasi unora prese ad andare su e gi per la stanza, ogni tanto fermandosi e serrando gli occhi. Appresso, assai lentamente, prese a spogliarsi, ed inne si coric. Dorm profondamente e sogn cose confuse e piene di malinconia. Come si svegli saccorse che la stanza era gi inondata dal chiarore del giorno. Ancora confuso cerc di focalizzare dove fosse e si diresse ad aprire le tende. Il blu tardoestivo del cielo, gi un po pallido, era attraversato da brandelli di nuvole slacciate dal vento, ma il Sole splendeva comunque sulla sua citt natale. Con maggiore cura del solito si dedic alla toletta, si lav e si rase accuratamente, cur insomma tutta la sua persona in un modo cos coscienzioso come se si dovesse preparare ad una visita in una casa rispettabile dov necessario presentarsi con composta eleganza, e mentre si vestiva poteva misurare la sua ansia dal frequente battito del cuore. 134 Comera chiaro fuori! Certo che si sarebbe sentito meglio se avesse potuto camminare ancora mascherato fra la gente come veva fatto il giorno prima nel crepuscolo; ora invece doveva andare sotto gli occhi di tutti, alla chiara luce del Sole. 135 Avrebbe incontrato conoscenti? Sarebbe stato fermato? Avrebbe dovuto spiegare come aveva trascorso quei tredici anni? Ma no, grazie al cielo nessuno lo notavava, e se anche qualcuno si fosse per caso ricordato di lui non lo avrebbe davvero riconosciuto perch in verit era un po cambiato. Sosserv attentamente allo specchio e le sue ansie svani-

nem frh durcharbeiteten Gesicht, das lter als seine Jahre war. . . Er lie Frhstck kommen und ging dann aus, ging unter den abschtzenden Blicken des Portiers und des feinen Herrn in Schwarz durch das Vestibl und zwischen den beiden Lwen hindurch ins Freie.

Wohin ging er? Er wute es kaum. Es war wie gestern. Kaum da er sich wieder von diesem wunderlich wrdigen und urvertrauten Beieinander von Giebeln, Trmchen, Arkaden, Brunnen umgeben sah, kaum da er den Druck des Windes, des starken Windes, der ein zartes und herbes Aroma aus fernen Trumen mit sich fhrte, wieder im Angesicht sprte, als es sich ihm wie Schleier und Nebelgespinst um die Sinne legte. Die Muskeln seines Gesichtes spannten sich ab; und mit stille gewordenem Blick betrachtete er Menschen und Dinge. Vielleicht, da er dort, an jener Straenecke, dennoch erwachte. . . Wohin ging er? Ihm war, als stehe die Richtung, die er einschlug, in einem Zusammenhange mit seinen traurigen und seltsam reuevollen Trumen zur Nacht. . . Auf den Markt ging er, unter den Bogengewlben des Rathauses hindurch, wo Fleischer mit blutigen Hnden ihre Ware wogen, auf den Marktplatz, wo hoch, spitzig und vielfach der gotische Brunnen stand. Dort blieb er vor einem Hause stehen, einem schmalen und schlichten, gleich anderen mehr, mit einem geschwungenen, durchbrochenen Giebel, und versank in dessen Anblick. Er las das Namensschild an der Tr und lie seine Augen ein Weilchen auf jedem der Fenster ruhen. Dann wandte er sich langsam zum Gehen. Wohin ging er? Heimwrts. Aber er nahm einen Umweg, machte einen Spaziergang vors Tor hinaus, weil er Zeit hatte. Er ging 50

rono dietro la nuova maschera, dietro quel viso manifestamente quanto prematuramente solcato dalla vita, che mostrava pi anni di quelli che aveva. . . Lasci che si portasse la colazione e poi, attraversando latrio, usc sotto gli sguardi di bonaria sucienza del portiere e del signore tutto distinto vestito di nero, ed inne, passando fra i due leoni fu allaperto. E dove andare? 136 Appena appena lo sapeva. E ancora una volta tutto era come il giorno prima! Come si scopr circondato come un tempo da quella miscela bizzarra, dignitosa ed estremamente familiare di frontoni, torrette, portici e fontane,. . . come avvert di nuovo sul suo volto limpronta del vento, di quel forte vento che portava con s un aroma forte e delicato di sogni lontani, un velo discese sul suo spirito, quasi una sorta di trama nebulosa. I muscoli facciali si distesero, e con uno sguardo pi sereno guard gli uomini e le cose. Forse a quellangolo di strada la meta gli si sarebbe rivelata. E dove andare? La direzione presa gli sembrava seguire la scia dei sogni cupi e carichi di aanni della notte trascorsa. . . Passando sotto i portici del Municipio si diresse al mercato, dove macellai con le mani sporche di sangue pesavano la loro merce. Di qui si diresse l dove alta, con le sue snelle forme slanciate, multiforme si ergeva la fontana gotica. 137 L sost dinanzi ad una casa piccina e semplice proprio come tante altre abbellitta da un frontone incurvato e quasi tutto traforato, e si ferm perduto ad ammirarla; lesse il nome scritto sulla targhetta e lasci che il suo sguardo scivolasse su ogni nestra. Poi lentamente riprese ad andare.

E dove andare? Verso casa. Ma poich aveva tempo ancora, allung il percorso facendo una passeggiata fuori porta. 138 Per-

ber den Mhlenwall und den Holstenwall und hielt seinen Hut fest vor dem Winde, der in den Bumen rauschte und knarrte. Dann verlie er die Wallanlagen unfern des Bahnhofes, sah einen Zug mit plumper Eilfertigkeit vorberpuen, zhlte zum Zeitvertreib die Wagen und blickte dem Manne nach, der zuhchst auf dem allerletzten sa. Aber am Lindenplatze machte er vor einer der hbschen Villen halt, die dort standen, sphte lange in den Garten und zu den Fenstern hinauf und verel am Ende darauf, die Gatterpforte in ihren Angeln hin- und herzuschlenkern, so da es kreischte. Dann betrachtete er eine Weile seine Hand, die kalt und rostig geworden war, und ging weiter, ging durch das alte, untersetzte Tor, am Hafen entlang und die steile zugige Gasse hinauf zum Haus seiner Eltern. Es stand, eingeschlossen von den Nachbarhusern, die sein Giebel berragte, grau und ernst wie seit dreihundert Jahren, und Tonio Krger las den frommen Spruch, der in halb verwischten Lettern ber dem Eingang stand. Dann atmete er auf und ging hinein. Sein Herz schlug ngstlich, denn er gewrtigte, sein Vater knnte aus einer der Tren zu ebener Erde, an denen er vorberschritt, hervortreten, im Kontor-Rock und die Feder hinterm Ohr, ihn anhalten und ihn wegen seines extravaganten Lebens streng zur Rede stellen, was er sehr in der Ordnung gefunden htte. Aber er gelangte unbehelligt vorbei. Die Windfangtr war nicht geschlossen, sondern nur angelehnt, was er als tadelnswert empfand, whrend ihm gleichzeitig zumute war wie in gewissen leichten Trumen, in denen die Hindernisse von selbst vor einem weichen und man, von wunderbarem Glck begnstigt, ungehindert vorwrts dringt. . . Die weite Diele, mit groen, viereckigen Steiniesen gepastert, 51

corse il Mhlenwall e lHolstenwall 139 tenendo bene il cappello per il forte vento che sibilava e crepitava fra gli alberi. Poi, quasi presso la stazione, lasci largine, guard un treno che passava sbuando con goa sollecitudine, e ne cont i vagoni seguendo con lo sguardo luomo che se ne stava seduto in alto nellultimo. 140 Ma giunto alla Lindenplatz si ferm dinanzi ad una delle tante graziose villette e scrut a lungo nel giardino e poi pi su, in direzione delle nestre, e gli venne lidea di far dondolare il cancello per sentire lacuto stridio dei cardini. 141 Si guard la mano che al contatto era divenuta fredda e coperta di ruggine e prosegu attraverso la vecchia torre costeggiando il porto, e riprese il cammino per quella stradina ripida e tortuosa che conduceva alla casa dei genitori. 142 Era ancora l, incastrata fra le case vicine che superavano ancora oggi come trecento anni fa il suo frontone grigio e austero, e Tonio Krger lesse liscrizione posta in alto, sopra lingresso, anche se le lettere si distinguevano ormai a fatica. Poi, dopo aver profondamente inspirato, entr. Il cuore palpitava angoscioso. Gli sembrava quasi che suo padre potesse da un momento allaltro uscire da una porta del pianterreno (proprio una di quelle dinanzi alle quali stava camminando) con la consueta giacca da lavoro e la penna appuntata sullorecchio a chiedergli conto della sua condotta stravagante, cosa che egli avrebbe trovato ineccepibile. Ma nessuno gli si par dinanzi. La porta dingresso non era chiusa, soltanto appoggiata, e se la cosa da un canto gli parve deplorevole, dallaltro gli sembr allistante di trovarsi in quegli stati felici del sogno quando gli ostacoli si ritraggono da soli, cosicch favoriti da una meravigliosa fortuna si pu avanzare liberamente. . . Il pavimento dellampia anticamera composto

widerhallte von seinen Schritten. Der Kche gegenber, in der es still war, sprangen wie vor alters in betrchtlicher Hhe die seltsamen, plumpen, aber reinlich lackierten Holzgelasse aus der Wand hervor, die Mgdekammern, die nur durch eine Art freiliegender Stiege von der Diele aus zu erreichen waren. Aber die groen Schrnke und die geschnitzte Truhe waren nicht mehr da, die hier gestanden hatten. . . Der Sohn des Hauses beschritt die gewaltige Treppe und sttzte sich mit der Hand auf das weilackierte, durchbrochene Holzgelnder, indem er sie bei jedem Schritte erhob und beim nchsten sacht wieder darauf niedersinken lie, wie als versuche er schchtern, ob die ehemalige Vertrautheit mit diesem alten, soliden Gelnder wieder herzustellen sei. . . Aber auf dem Treppenabsatz blieb er stehen, vorm Eingang zum Zwischengescho. An der Tr war ein weies Schild befestigt, auf dem in schwarzen Buchstaben zu lesen war: Volksbibliothek. Volksbibliothek? dachte Tonio Krger, denn er fand, da hier weder das Volk noch die Literatur etwas zu suchen hatten. Er klopfte an die Tr ... Ein Herein ward laut, und er folgte ihm. Gespannt und nster blickte er in eine hchst unziemliche Vernderung hinein. Das Gescho war drei Stuben tief, deren Verbindungstren oenstanden. Die Wnde waren fast in ihrer ganzen Hhe mit gleichfrmig gebundenen Bchern bedeckt, die auf dunklen Gestellen in langen Reihen standen. In jedem Zimmer sa hinter einer Art von Ladentisch ein drftiger Mensch und schrieb. Zwei davon wandten nur die Kpfe nach Tonio Krger, aber der erste stand eilig auf, wobei er sich mit beiden Hnden auf die Tischplatte sttzte, den Kopf vorschob, die Lippen spitzte,die Brauen emporzog und den Besucher mit eifrig zwinkernden Augen 52

di grosse mattonelle quadrate riecheggi dei suoi passi. In quella che un tempo era la cucina ora regnava il silenzio. Di fronte a questa, a notevole altezza, accuratamente verniciate, si staccavano ancora dalla parete le singolari stanzette delle cameriere cui si accedeva soltanto dallanticamera da una scala allaperto. I grandi armadi, la cassapanca intagliata che un tempo si trovavano l non cerano pi. . . Gi parte integrale di quella casa, 143 Tonio Krger inizi a salire lampio scalone appoggiandosi alla ringhiera traforata laccata bianca, e quasi timoroso volesse ancora saggiare la familiarit daltri tempi con quella solida e conosciuta 144 scala, ad ogni gradino alzava la mano, lasciandola poi delicatamente poggiare al successivo. Giunto sul pianerottolo, proprio allingresso del mezzanino, si ferm. Attaccata alla porta stava una targa bianca con una scritta in lettere nere, su cui si poteva leggere Biblioteca popolare. Biblioteca popolare?, 145 pens Tonio Krger trovando come l fossero fuor di posto tanto la biblioteca quanto il popolo. Buss alla porta, gli si rispose: avanti, entr. Il suo sguardo, fra il curioso e il turbato, savvide di un indescrivibile mutamento. Lappartamento si snodava in tre stanze contigue, tutte con le porte aperte, ed alle pareti, e per quasi tutta la lunghezza di queste, stavano in lunghe le scaali scuri colmi di libri, tutti rilegati allidentica maniera. In ogni stanza, seduto dietro una specie di bancone, stava un addetto 146 intento a scrivere. Due di questi volsero appena la testa verso Tonio Krger mentre il terzo 147 appoggiandosi con le mani sul tavolo e sporgendo simultaneamente il capo in avanti, alz le sopracciglia e scrut il visitatore con un rapido batter di ciglia.

anblickte. . . Verzeihung, sagte Tonio Krger, ohne den Blick von den vielen Bchern zu wenden. Ich bin hier fremd, ich besichtige die Stadt. Dies ist also die Volksbibliothek? Wrden Sie erlauben, da ich mir ein wenig Einblick in die Sammlung verschae? Gern! sagte der Beamte und zwinkerte noch heftiger. . . Gewi, das steht jedermann frei. Wollen Sie sich nur umsehen. . . Ist Ihnen ein Katalog gefllig? Danke, antwortete Tonio Krger. Ich orientiere mich leicht. Damit begann er, langsam an den Wnden entlangzuschreiten, indem er sich den Anschein gab, als studiere er die Titel auf den Bcherrcken. Schlielich nahm er einen Band heraus, nete ihn und stellte sich damit ans Fenster. Hier war das Frhstckszimmer gewesen. Man hatte hier morgens gefrhstckt, nicht droben im groen Esaal, wo aus der blauen Tapete weie Gtterstatuen hervortraten. . . Das dort hatte als Schlafzimmer gedient. Seines Vaters Mutter war dort gestorben, so alt sie war, unter schweren Kmpfen, denn sie war eine genufrohe Weltdame und hing am Leben. Und spter hatte dort sein Vater selbst den letzten Seufzer getan, der lange, korrekte, ein wenig wehmtige und nachdenkliche Herr mit der Feldblume im Knopfloch. . . Tonio hatte am Fuende seines Sterbebettes gesessen, mit heien Augen, ehrlich und gnzlich hingegeben an ein stummes und starkes Gefhl, an Liebe und Schmerz. Und auch seine Mutter hatte am Lager gekniet, seine schne, feurige Mutter, ganz aufgelst in heien Trnen; worauf sie mit dem sdlichen Knstler in blaue Fernen gezogen war. . . Aber dort hinten, das kleinere, dritte Zimmer, nun ebenfalls ganz mit Bchern angefllt, die ein drftiger Mensch bewachte,

Perdoni, disse Tonio Krger nel mentre continuava a ssare tutti quei libri, sono un forestiero in visita alla citt. dunque questa la biblioteca popolare? Sarebbe possibile dare unocchiata alle raccolte? Certo, con piacere. . . , rispose laddetto sbattendo ancora pi energicamente le palpebre,. . . tutti naturalmente possono. . . Vuole soltanto vedere o preferisce piuttosto un catalogo? No grazie, rispose Tonio Krger, mi oriento facilmente. Allora prese a passeggiare lentamente lungo le pareti assumendo latteggiamento di chi stesse soltanto osservando i titoli impressi sul dorso dei libri. Inne estrasse un volume e con quello and a mettersi dinanzi ad una nestra. 148 Ecco, qui cera un tempo la stanza in cui di mattina si faceva colazione, e non lass al piano superiore, dove si trovava la sala grande con la tappezzeria blu e dove spiccavano statuarie le bianche gure mitologiche. . . E quella un tempo era la camera da letto. Sua nonna era deceduta l, ed ancorch anziana aveva resistito a lungo alla morte, perch era una donna di gran mondo e fortemente attaccata alla vita. Pi tardi, sempre l, in quella stessa camera, suo padre aveva detto addio al mondo, 149 quel signore, alto, onesto, un poco malinconico e sognante, con eternamente un ore di campo allocchiello. . . E l Tonio aveva sostato ai piedi del letto, con gli occhi arrossati, sinceramente preso da un silente quanto forte sentire, da profondo aetto e dolore nel cuore. Ed anche sua madre, la sua bella e focosa mamma, sera sciolta in calde lagrime presso quel letto, poi, per se nera partita immensamente distante con quellartista meridionale. . . 150 Ma laggi, pi piccola, cera una terza stan-

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war lange Jahre hindurch sein eigenes gewesen. Dorthin war er nach der Schule heimgekehrt, nachdem er einen Spaziergang, wie eben jetzt, gemacht, an jener Wand hatte sein Tisch gestanden, in dessen Schublade er seine ersten, innigen und hilosen Verse verwahrt hatte. . . Der Walnubaum. . . Eine stechende Wehmut durchzuckte ihn. Er blickte seitwrts durchs Fenster hinaus. Der Garten lag wst, aber der alte Walnubaum stand an seinem Platze, schwerfllig knarrend und rauschend im Winde. Und Tonio Krger lie die Augen auf das Buch zurckgleiten, das er in Hnden hielt, ein hervorragendes Dichtwerk und ihm wohlbekannt. Er blickte auf diese schwarzen Zeilen und Satzgruppen nieder, folgte eine Strecke dem kunstvollen Flu des Vortrags, wie er in gestaltender Leidenschaft sich zu einer Pointe und Wirkung erhob und dann eektvoll absetzte. . . Ja, das ist gut gemacht, sagte er, stellte das Dichtwerk weg und wandte sich. Da sah er, da der Beamte noch immer aufrecht stand und mit einem Mischausdruck von Diensteifer und nachdenklichem Mitrauen seine Augen zwinkern lie. Eine ausgezeichnete Sammlung, wie ich sehe, sagte Tonio Krger. Ich habe schon einen berblick gewonnen. Ich bin Ihnen sehr verbunden. Adieu. Damit ging er zur Tr hinaus; aber es war ein zweifelhafter Abgang, und er fhlte deutlich, da der Beamte, voller Unruhe ber diesen Besuch, noch minutenlang stehen und zwinkern wrde. Er sprte keine Neigung, noch weiter vorzudringen. Er war zu Hause gewesen. Droben, in den groen Zimmern hinter der Sulenhalle, wohnten fremde Leute, er sah es; denn der Treppenkopf war durch eine Glastr verschlossen, die ehemals nicht dagewe54

za, adesso anchessa ricolma di libri, ed ora pure essa sorvegliata da un altro addetto, una camera, la camera. . . quella che per tanti anni era stata la sua. Proprio l terminata la scuola, si rintanava dopo aver fatto, proprio come ora, una passeggiata, e appoggiato a quella parete cera il tavolo nel cui cassetto custodiva i suoi primi versi, quelli cos intimi e cos perdutamente ingenui. Il noce. . . Una malinconia soerta limpregnava tutto. Guard un poco di traverso oltre la nestra. Il giardino non era pi curato come un tempo, ma il vecchio noce era ancora l, al suo posto, e continuava a crepitare al vento che soava forte fra i rami. E Tonio Krger torn con lo sguardo sul libro che teneva fra le mani, unopera eccellente che ben conosceva. Guardando i caratteri, percorrendo le linee delle pagine, segu un poco la buona linea del discorso che giungeva ad un bel punto deffetto per poi successivamente bruscamente interrompersi. 151 Davvero ben fatto, disse riponendo il libro e volgendosi allimpiegato che sempre in piedi batteva ancora le palpebre con unespressione di premuroso zelo professionale misto a preoccupata didenza. davvero una notevole raccolta da quanto posso constatare, disse Tonio Krger. Me ne sono fatto una buona idea e la ringrazio. Arrivederci. Quindi si diresse verso la porta, ma il suo uscire incerto gli fece intuire che laddetto, un po turbato da quella visita, sarebbe rimasto ancora un po a sbattere le ciglia. Non se la sentiva di proseguire ulteriormente. A casa cera stato, su nelle grandi stanze abitava ora gente sconosciuta, lo vedeva bene, perch in cima alla scala cera una porta a vetri inesistente ai suoi tempi, e sopra la porta una targhetta con un nome

sen war, und irgendein Namensschild war daran. Er ging fort, ging die Treppe hinunter, ber die hallende Diele, und verlie sein Elternhaus. In einem Winkel eines Restaurants nahm er in sich gekehrt eine schwere und fette Mahlzeit ein und kehrte dann ins Hotel zurck. Ich bin fertig, sagte er zu dem feinen Herrn in Schwarz. Ich reise heute nachmittag. Und er bestellte seine Rechnung sowie den Wagen, der ihn an den Hafen bringen sollte, zum Dampfschi nach Kopenhagen. Dann ging er auf sein Zimmer und setzte sich an den Tisch, sa still und aufrecht, indem er die Wange in die Hand sttzte und mit blicklosen Augen auf die Tischplatte niedersah. Spter beglich er seine Rechnung und machte seine Sachen bereit. Zur festgesetzten Zeit ward der Wagen gemeldet, und Tonio Krger stieg reisefertig hinab. Drunten, am Fue der Treppe, erwartete ihn der feine Herr in Schwarz. Um Vergebung! sagte er und stie mit den kleinen Fingern seine Manschetten in die rmel zurck. . . Verzeihen Sie, mein Herr, da wir Sie noch eine Minute in Anspruch nehmen mssen. Herr Seehaase - der Besitzer des Hotels - ersucht Sie um eine Unterredung von zwei Worten. Eine Formalitt. . . Er bendet sich dort hinten. . . Wollen Sie die Gte haben, sich mit mir zu bemhen. . . Es ist nur Herr Seehaase, der Besitzer des Hotels. Und er fhrte Tonio Krger unter einladendem Gestenspiel in den Hintergrund des Vestibls. Dort stand in der Tat Herr Seehaase. Tonio Krger kannte ihn von Ansehen aus alter Zeit. Er war klein, fett und krummbeinig. Sein geschorener Backenbart war wei geworden; aber noch immer trug er eine weit ausgeschnittene Frackjacke und

indierente. Savvi per uscire, discese le scale, attravers lanticamera che torn cos a risuonare unultima volta dei suoi passi, e lasci la casa dei genitori. Si sedette in un ristorante e l, in un angolo, tutto racchiuso in se stesso, consum un pasto grasso e pesante. In seguito fece ritorno allalbergo. Ho fatto tutto, disse rivolto al signore elegantemente vestito di nero. Parto oggi pomeriggio. Ordin il conto ed anche la carrozza che avrebbe dovuto condurlo al porto dove si sarebbe imbarcato sul piroscafo diretto a Copenhagen. Sal in camera e sedette immobile al tavolo tenendo la guancia poggiata alla mano e stette alquanto con lo sguardo vuoto a ssare la supercie del tavolo. Pi tardi liquid il conto e prepar le sue cose. Allora stabilita fu informato dellarrivo della carrozza. Tonio Krger era ormai pronto a partire. Gi, ai piedi delle scale, lattendeva il signore elegantemente vestito di nero. Per cortesia, disse questi mentre spingeva indietro con i mignoli i polsini nelle maniche. . . Voglia perdonare signore, se dobbiamo trattenerla ancora qualche istante. Il signor Seehase, il proprietario dellalbergo, la prega di due parole, una formalit. . . si trova l dietro. . . se volesse avere la bont dincomodarsi e di seguirmi. Comprende, solo per riguardo al signor Seehase, il proprietario dellalbergo. E gesticolando in maniera accattivante guid Tonio Krger in fondo al vestibolo dove cera infatti il signor Seehase. Tonio Krger lo conosceva di vista dai vecchi tempi: piccolo, grasso, le gambe storte. I suoi scopettoni sempre ben aggiustati erano divenuti bianchi, ed indossava allora come da sempre una giacca a frac di taglia gran-

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dazu ein grngesticktes Samtmtzchen. brigens war er nicht allein. Bei ihm, an einem kleinen, an der Wand befestigten Pultbrett, stand, den Helm auf dem Kopf, ein Polizist, welcher seine behandschuhte Rechte auf einem buntbeschriebenen Papier ruhen lie, das vor ihm auf dem Pulte lag, und Tonio Krger mit seinem ehrlichen Soldatengesicht so entgegensah, als erwartete er, da dieser bei seinem Anblick in den Boden versinken msse. Tonio Krger blickte von einem zum andern und verlegte sich aufs Warten. Sie kommen von Mnchen? fragte endlich der Polizist mit einer gutmtigen und schwerflligen Stimme. Tonio Krger bejahte dies. Sie reisen nach Kopenhagen? Ja, ich bin auf der Reise in ein dnisches Seebad. Seebad? - Ja, Sie mssen mal Ihre Papiere vorweisen, sagte der Polizist, indem er das letzte Wort mit besonderer Genugtuung aussprach. Papiere. . . Er hatte keine Papiere. Er zog seine Brieftasche hervor und blickte hinein; aber es befand sich auer einigen Geldscheinen nichts darin als die Korrektur einer Novelle, die er an seinem Reiseziel zu erledigen gedachte. Er verkehrte nicht gern mit Beamten und hatte sich noch niemals einen Pa ausstellen lassen. . . Es tut mir leid, sagte er, aber ich fhre keine Papiere bei mir. So? sagte der Polizist. . . Gar keine? -Wie ist Ihr Name? Tonio Krger antwortete ihm. Ist das auch wahr?! fragte der Polizist, reckte sich auf und nete pltzlich seine Nasenlcher, so weit er konnte. . . Vollkommen wahr, antwortete Tonio Krger.

de. In testa aveva una papalina di velluto con ricami di color verde. Ma non era solo. Vicino a lui, con tanto di elmo in testa, stava un poliziotto. 152 La mano destra ricoperta da un guanto la teneva energicamente ferma su un foglio con grae in vari colori posto su uno scrittoio appeso alla parete, e guardava Tonio con la sua faccia onesta di soldato, come se sattendesse di vederlo sprofondare sotto terra sol perch era giunto al suo cospetto. Tonio Krger guardando alternativamente ora luno ora laltro attendeva. Viene da Monaco?, chiese inne il poliziotto con voce bonaria ma ferma. 153 Tonio Krger rispose aermativamente. diretto in Danimarca? S, mi sto recando ad una stazione balneare danese. Ad una stazione balneare?. . . S, certo. . . ma mi deve esibire i suoi documenti, disse il poliziotto ponendo un accento di particolare soddisfazione sullultima parola. Documenti?. . . Non aveva con s documenti. Mise mano comunque al portafogli e vi guard dentro, ma assieme ad alcune banconote scorse soltanto bozze di stampa di una novella cui pensava di metter mano una volta raggiunta la meta. Non aveva mai trattato volentieri con i funzionari, e per questo non si era mai fatto rilasciare il passaporto. Mi spiace disse ma non ho alcun documento con me. Come? disse il poliziotto. . . Nemmeno uno?. . . E qual il suo nome? Tonio Krger disse il suo nome. E sarebbe anche vero?!, ribatt il poliziotto cominciando a rilassarsi e spalancando le narici pi che poteva. . . Totalmente ed assolutamento vero, rispose Tonio Krger.

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Was sind Sie denn? Tonio Krger schluckte hinunter und nannte mit fester Stimme sein Gewerbe. Herr Seehaase hob den Kopf und sah neugierig in sein Gesicht empor. Hm! sagte der Polizist. Und Sie geben an, nicht identisch zu sein mit einem Individium namens - Er sagte Individium und buchstabierte dann aus dem buntbeschriebenen Papier einen ganz verzwickten und romantischen Namen zusammen, der aus den Lauten verschiedener Rassen abenteuerlich gemischt erschien und den Tonio Krger im nchsten Augenblick wieder vergessen hatte. - welcher, fuhr er fort, von unbekannten Eltern und unbestimmter Zustndigkeit wegen verschiedener Betrgereien und anderer Vergehen von der Mnchener Polizei verfolgt wird und sich wahrscheinlich auf der Flucht nach Dnemark bendet? Ich gebe das nicht nur an, sagte Tonio Krger und machte eine nervse Bewegung mit den Schultern. - Dies rief einen gewissen Eindruck hervor. Wie? Ach so, na gewi! sagte der Polizist. Aber da Sie auch gar nichts vorweisen knnen! Auch Herr Seehaase legte sich beschwichtigend ins Mittel. Das Ganze ist eine Formalitt, sagte er, nichts weiter! Sie mssen bedenken, da der Beamte nur seine Schuldigkeit tut. Wenn Sie sich irgendwie legitimieren knnten. . . Ein Papier. . . Alle schwiegen. Sollte er der Sache ein Ende machen, indem er sich zu erkennen gab, indem er Herrn Seehaase ernete, da er kein Hochstapler von unbestimmter Zustndigkeit sei, von Geburt kein Zigeuner im grnen Wagen, sondern der Sohn Konsul Krgers, aus der Familie der Krger? Nein, er hatte keine Lust dazu. Und waren diese Mnner der brgerlichen Ordnung nicht im 57

Che mestiere fa? Tonio Krger deglut prima di declinare con voce sicura la sua professione. Il signor Seehase alz la testa guardandolo incuriosito. Hum!, disse il poliziotto, E quindi lei dichiara di non essere identicabie con un individuo di nome. . . E il poliziotto disse proprio individuo, e poi scand un nome leggendolo da quel foglio scritto in vari colori, un curioso nome romantico, una mistura astrusa di vari suoni e razze che il momento dopo Tonio Krger aveva gi dimenticato . . . il quale, continu, di genitori sconosciuti, senza ssa dimora, ricercato dalla polizia di Monaco per varie true e delitti e presumibilmente sta fuggendo in Danimarca?

Io non ho altro da dichiarare che quel che ho detto. . . , rispose Tonio Krger con un movimento nervoso delle spalle, cosa che fece una certa impressione. . . Come? Gi, certo! disse il poliziotto. Ma che lei non abbia proprio nulla da esibire! Il signor Seehase sintromise con fare accomodante. Il tutto, disse, soltanto una formalit. Lei deve comprendere il funzionario, sta facendo solo il suo dovere. Se soltanto le riuscisse di dimostrare in qualche modo la sua identit. . . Una carta qualsiasi. . . Tutti tacevano. Toccava a lui metter ne alla cosa in qualche modo. Ma come? Doveva lasciarsi riconoscere, far vedere al signor Seehase che non era lui il vagabondo ricercato senza ssa dimora, che non era per nascita uno zingaro nel carrozzone verde, bens il glio del console Krger, della famiglia dei Krger? No, non ne aveva alcuna voglia. E questi uomini che attendevano allordine

Grunde ein wenig im Recht? Gewissermaen war er ganz einverstanden mit ihnen. . . Er zuckte die Achseln und blieb stumm. Was haben Sie denn da? fragte der Polizist. Da, in dem Portefhch? Hier? Nichts. Es ist eine Korrektur, antwortete Tonio Krger. Korrektur? Wieso? Lassen Sie mal sehen. Und Tonio Krger berreichte ihm seine Arbeit. Der Polizist breitete sie auf der Pultplatte aus und begann darin zu lesen. Auch Herr Seehaase trat nher herzu und beteiligte sich an der Lektre. Tonio Krger blickte ihnen ber die Schultern und beobachtete, bei welcher Stelle sie seien. Es war ein guter Moment, eine Pointe und Wirkung, die er vortreich herausgearbeitet hatte. Er war zufrieden mit sich. Sehen Sie! sagte er. Da steht mein Name. Ich habe dies geschrieben, und nun wird es verentlicht, verstehen Sie. Nun, das gengt! sagte Herr Seehaase mit Entschlu, rate die Bltter zusammen, faltete sie und gab sie ihm zurck. Das mu gengen, Petersen! wiederholte er kurz, indem er verstohlen die Augen schlo und abwinkend den Kopf schttelte. Wir drfen den Herrn nicht lnger aufhalten. Der Wagen wartet. Ich bitte sehr, die kleine Strung zu entschuldigen, mein Herr. Der Beamte hat ja nur seine Picht getan, aber ich sagte ihm sofort, da er auf falscher Fhrte sei. . . So? dachte Tonio Krger. Der Polizist schien nicht ganz einverstanden; er wandte noch etwas ein von Individium und vorweisen. Aber Herr Seehaase fhrte seinen Gast unter wiederholten Ausdrcken des Bedauerns durch das Vestibl zurck, geleitete ihn zwischen den beiden Lwen hindurch zum Wagen und 58

pubblico non erano poi almeno un poco dalla parte della ragione? In un certo senso era daccordo con loro. . . Restandosene muto si dette unaltra scrollatina di spalle. Cosha l, chiese il poliziotto. L, nel portafogli. Qui, nulla, sono bozze di stampa, rispose Tonio Krger. Bozze di stampa? me le lasci esaminare. E Tonio Krger consegn il lavoro. Il poliziotto lo distese sullo scrittoio ed inizi a leggere. Il signor Seehase savvicino anche lui e lo segu nella lettura. Intanto Tonio Krger da sopra le loro spalle sbirciava per vedere a che punto fossero. Era un buon momento, un bel punto deetto elaborato in maniera eccellente. Si congratulava con se stesso. Guardi qui disse. Qui c il mio nome. Questo lho scritto io, ed ora verr pubblicato. Capisce? Questo pi che suciente, disse il signor Seehase con decisione, e prese le bozze le riconsegn a Tonio Krger. Questo deve essere suciente, Petersen!, ripet ancora mentre socchiudeva di nascosto gli occhi e scuoteva il capo in segno di diniego. Non possiamo trattenere ancora il signore, la carrozza attende. La prego vivamente di scusare il piccolo disturbo arrecatole. Il funzionario ha fatto soltanto il suo dovere. Ma io glielavevo detto subito che era su una pista sbagliata!. Ah s, eh?, pensava Tonio Krger. Il poliziotto non sembrava del tutto daccordo. Continuava a mormorare qualcosa come individuo ed esibire. Ma il signor Seehase riaccompagn indietro il suo ospite verso latrio profondendosi in ripetute espressioni di rincrescimento e lo condusse sino alla carrozza facendolo passare fra i due leoni,

schlo selbst unter Achtungsbezeugungen den Schlag hinter ihm. Und dann rollte die lcherlich hohe und breite Droschke stolpernd, klirrend und lrmend die steilen Gassen hinab zum Hafen. . . Dies war Tonio Krgers seltsamer Aufenthalt in seiner Vaterstadt.

e mentre continuavano le attestazioni di stima, si preoccup di chiudere personalmente lo sportello. Poi la carrozza esageratamente alta e larga, savvi traballando, cigolando,. . . per le ripide viuzze gi gi verso il porto. Si concluse cos il singolare soggiorno di Tonio Krger nella sua citt natale.

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VII
Die Nacht el ein, und mit einem schwimmenden Silberglanz stieg schon der Mond empor, als Tonio Krgers Schi die oene See gewann. Er stand am Bugspriet, in seinen Mantel gehllt vor dem Winde, der mehr und mehr erstarkte, und blickte hinab in das dunkle Wandern und Treiben der starken, glatten Wellenleiber dort unten, die umeinander schwankten, sich klatschend begegneten, in unerwarteten Richtungen auseinanderschossen und pltzlich schaumig aueuchteten. . . Eine schaukelnde und still entzckte Stimmung erfllte ihn. Er war ein wenig niedergeschlagen gewesen, da man ihn daheim als Hochstapler hatte verhaften wollen, ja, obgleich er es gewissermaen in der Ordnung gefunden hatte. Aber dann, nachdem er sich eingeschit, hatte er, wie als Knabe zuweilen mit seinem Vater, dem Verladen der Waren zugesehen, mit denem man, unter Rufen, die ein Gemisch aus Dnisch und Plattdeutsch waren, den tiefen Bauch des Dampfers fllte, hatte gesehen, wie man auer den Ballen und Kisten auch einen Eisbren und einen Knigstiger in dicht vergitterten Kgen hinablie, die wohl von Hamburg kamen und fr eine dnische Menagerie bestimmt waren; und dies hatte ihn zerstreut. Whrend dann das Schi zwischen den achen Ufern den Flu entlangglitt, hatter er Polizist Petersens Verhr ganz und gar vergessen, und alles, was vorher gewesen war, seine sen, traurigen und reuigen Trume der Nacht, der Spaziergang, den er gemacht, der Anblick des Walnubaumes, war wieder in seiner Seele stark geworden. Und nun das Meer sich nete, sah er von fern den Strand, an dem er als Knabe die sommerlichen Trume des Meeres hatte belauschen 60 Cadeva allora la notte, e risplendente dun argenteo colore la luna si rietteva galleggiando sulla supercie del mare, 154 quando la nave di Tonio Krger guadagn il mare aperto. Se ne stava a prua 155 avvolto nel mantello per proteggersi dal vento che andava sempre pi aumentando, e guardava lontano nel misterioso incessante moto delle onde formate e spumeggianti che davanti al suo sguardo sincontravano frangendo e rovinando in tutte le direzioni rilucendo dun biancore schiumoso. Una sensazione 156 cullante e tranquilla, di totale armonia lo possedeva. Era s ancora un po scosso per il fatto che nella sua citt lavessero scambiato per un truatore e volessero quindi arrestarlo (anche se, in verit, nellintimo, aveva trovato la cosa perfettamente naturale); ma poi, salito a bordo, era stato tolto da questi pensieri dalle operazioni di imbarco. 157 E un tempo quando ragazzo si recava al porto con suo padre, proprio come allora, aveva assistito alle operazioni di carico delle merci con le quali a poco a poco sera riempito la stiva della nave, in un sottofondo di voci danesi frammiste al basso tedesco. Aveva cos visto portare a bordo, oltre a balle e casse, in gabbie dalle robuste inferriate, anche un orso bianco ed una tigre reale, che certo provenivano da Amburgo ed erano destinati a qualche zoo danese. In seguito, mentre la nave scorreva placida fra le piatte sponde del ume, aveva in tutto e per tutto dimenticato linterrogatorio del poliziotto Petersen, mentre tutto quello che aveva preceduto questo fatto increscioso, i mesti e tristi sogni della notte, la passeggiata, lo sguardo al noce,. . . stava prendendo nuova forza nellanima sua. Ed ora che la nave iniziava a guadagnare il ma-

drfen, sah die Glut des Leuchtturms und die Lichter des Kurhauses, darin er mit seinen Eltern gewohnt. . . Die Ostsee! Er lehnte den Kopf gegen den starken Salzwind, der frei und ohne Hindernis daherkam, die Ohren umhllte und einen gelinden Schwindel, eine gedmpfte Betubung hervorrief, in der die Erinnerung an alles Bse, an Qual und Irrsal, an Wollen und Mhen trge und selig unterging. Und in dem Sausen, Klatschen, Schumen und chzen rings um ihn her glaubte er das Rauschen und Knarren des alten Walnubaumes, das Kreischen einer Gartenpforte zu hren. . . Es dunkelte mehr und mehr.

Die Sderne, Gott, sehen Sie doch blo die Sderne an, sagte pltzlich mit schwerfllig singender Betonung eine Stimme, die aus dem Innern einer Tonne zu kommen schien. Er kannte sie schon. Sie gehrte einem rotblonden und schlicht gekleideten Mann mit gerteten Augenlidern und einem feuchtkalten Aussehen, als habe er soeben gebadet. Beim Abendessen in der Kajte war er Tonio Krgers Nachbar gewesen und hatte mit zagen und bescheidenen Bewegungen erstaunliche Mengen von HummerOmelette zu sich genommen. Nun lehnte er neben ihm an der Brstung und blickte zum Himmel empor, indem er sein Kinn mit Daumen und Zeigenger erfat hielt. Ohne Zweifel befand er sich in einer jener auerordentlichen und festlich-beschaulichen Stimmungen, in den die Schranken zwischen den Menschen dahinsinken, in denen das Herz auch Fremden sich net und der Mund Dinge spricht, vor denen er sich sonst schamhaft verschlieen wrde. . . Sehen Sie, Herr, doch blo die Sderne an. Da sdehen und glitzern, es ist, wei Gott,

re aperto pot scorgere di lontano la spiaggia sulla quale da ragazzo aveva potuto origliare il sognante bisbiglio del mare, 158 vide il faro 159 e le luci dellalbergo dove aveva villeggiato assieme ai genitori. Il mar del Nord! Tese il volto al forte vento pregno di salmastro che gli soava attorno alle orecchie suscitandogli un leggero senso di malessere, una specie di stordimento in cui il ricordo di aanni, di errori, di sforzi, di volont,. . . si smorzava in una pena indolente e beata. E in tutto quel frastuono che lo assordava: il sibilare, il frangere, lo spumeggiare, il gemere della nave,. . . aveva come la sensazione che un vecchio noce schricchiolasse, che cigolasse un cancello,. . . E si faceva sempre pi buio. Le stelle, 160 mio Dio, guardi un po le stelle lass, disse ad un tratto una voce dallaccento grave e canoro come provenisse dallinterno duna botte. La conosceva quella voce. Apparteneva ad un tipo dai capelli rosso biondi, semplicemente vestito, le palpebre arrossate, con un aspetto freddoumido come se fosse appena uscito dal bagno. Sottocoperta Tonio Krger aveva cenato accanto a lui e laveva veduto buttar gi con fare tanto lesto quanto discreto una gran quantit di omelette di gamberi. Ora se lo ritrovava vicino, al parapetto, che teneva il mento allins, sostenuto dal pollice e dallindice, e ssava il cielo. Si trovava inequivocabilmente in uno di quei particolari stati danimo, solenni e contemplativi, in cui le barriere fra gli uomini cedono, il cuore sapre verso gli sconosciuti, e dalla bocca escono parole che in genere essa per pudore usa ritenere.

Ma guardi signore, guardi un po le stelle. Stanno lass e luccicano, e tutto il cielo,

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der ganze Himmel voll. Und nun bittich Sie, wenn man hinaufsieht und bedenkt, da viele davon doch hundertmal grer sein sollen als die Erde, wie wird einem da zu Sinn? Wir Menschen haben den Telegraphen erfunden und das Telephon und so viele Errungenschaften der Neuzeit, ja, das haben wir. Aber wenn wir da hinaufsehen, so mssen wir doch erkennen und versdehen, da wir im Grunde Gewrm sind, elendes Gewrm und nichts weiter, habich recht oder unrecht, Herr? Ja, wir sind Gewrm! antwortete er sich selbst und nickte demtig und zerknirscht zum Firmament empor. Au. . . nein, der hat keine Literatur im Leibe! dachte Tonio Krger. Und alsbald el ihm etwas ein, was er krzlich gelesen hatte, der Aufsatz eines bermten franzsischen Schriftstellers ber kosmologische und psychologische Weltanschauung; es war ein recht feines Geschwtz gewesen. Er gab dem jungen Mann etwas wie eine Antwort auf seine tief erlebte Bemerkung, und dann fuhren sie fort, miteinander zu sprechen, indem sie, ber die Brstung gelehnt, in den unruhig erhellten, bewegten Abend hinausblickten. Es erwies sich, da der Reisegefhrte ein junger Kaufmann aus Hamburg war, der seinen Urlaub zu dieser Vergngungsfahrt benutzte. . . Sollst, sagte er, ein bichen mit dem Steamer nach Kopenhagn fahren, denkich, und da sdehich nun, und es ist ja soweit ganz schn. Aber das mit den HummerOmeletten, das war nicht richtig, Herr, das sollen Sie sehen, denn die Nacht wird sdrmisch, das hat der Kapitn selbst gesagt, und mit so einem unbekmmlichen Essen im Magen ist das kein Sba. . . Tonio Krger lauschte all dieser zutunlichen Torheit mit einem heimlichen und freudenschaftlichen Gefhl. Ja, sagte er, mann it berhaupt zu 62

Dio sa quanto, ne ripieno. Ed ora mi dica, se uno si mette a guardar su e a riettere che molte di esse dovrebbero essere centinaia di volte pi grandi della nostra terra, 161 che cosa mai potrebbe venire in mente? Noi umani abbiamo inventato il telegrafo, il telefono, fatte cos tante conquiste nella nostra epoca, vero, ma come ci poniamo a guardare col naso allins dobbiamo allistante riconoscere ed ammettere che in fondo non siamo che vermi, miserevoli vermi e nullaltro. Ho ragione o no signore? Certo siamo soltanto vermi!, si rispose da solo annuendo umile al rmamento. Eh no,. . . questo la letteratura in corpo davvero non ce lha!, pens Tonio Krger. E si sovvenne di qualcosa che aveva letto da poco, un trattato dun famoso scrittore francese sulla concezione cosmologica e psicologica; proprio ranatissime ciance aveva fatto quello. . . A quelle parole che venivano dal profondo Tonio Krger dedic una vaga risposta, e assieme continuarono a parlare ancora un poco appoggiati al parapetto e guardando fuori, nella notte percorsa da chiarori irregolari. Apprese cos che il compagno di traversata era un giovane commerciante di Amburgo che impegnava le sue ferie in quel viaggio di piacere. Dovresti prendere la nave ed andartene un po a Copenaghen, ho pensato, disse quegli, ed allora eccomi qui, e nora ogni cosa andata per il verso giusto. Ma quelle omelette di gamberi non sono state per niente una buona idea, caro signore, perch, vedr, ci sar mare grosso stanotte, lho sentito dire al capitano, e con un cibo cos pesante in corpo non sar certo una cosa allegra. . . Tonio Krger ascoltava tutte quelle premurose sciocchezze con un dissimulato senso di benevolenza. Gi, gli rispose, in genere quass si

schwer hier oben. Das macht faul und wehmtig. Wehmtig?, wiederholte der junge Mann und betrachtete ihn verdutzt. . . Sie sind wohl fremd hier, Herr? fragte er pltzlich. . . Ach ja, ich komme weit her! antwortete Tonio Krger mit einer wagen und abwehrenden Armbewegung. Aber Sie haben recht, sagte der junge Mann; Sie haben, weiGott, recht in dem, was Sie von wehmtig sagen! Ich bin fast immer wehmtig, aber besonders an solchen Abenden wie heute, wenn die Sderne am Himmel sdehn. Und er sttzte wieder sein Kinn mit Daumen und Zeigenger. Sicherlicht schreibt er Verse, dachte Tonio Krger, tief ehrlich empfundene Kaufmannsverse. . . Der Abend rckte vor, und der Wind war nun so heftig geworden, da er das Sprechen behinderte. So beschlossen sie, ein wenig zu schlafen, und wnschten gute Nacht. Tonio Krger streckte sich in seiner Koje auf der schmalen Bettstatt aus, aber er fand keine Ruhe. Der strenge Wind und sein herbes Arom hatten ihn seltsam erregt, und sein Herz war unruhig wie in ngstlicher Erwartung von etwas Sem. Auch verursachte die Erschtterung, welche entstand, wenn das Schi einen steilen Wogenberg hinabglitt und die Schraube wie im Krampf auerhalb des Wassers arbeitete, ihm arge belkeit. Er kleidete sich wieder vollends an und stieg ins Freie hinauf. Wolken jagten am Monde vorbei. Das Meer tanzte. Nicht runde und gleichmige Wellen kamen in Ordnung daher, sondern weithin, in bleichem und ackerndem Licht, war die See zerrissen, zerpeitscht, zerwhlt, leckte und sprang in spitzen, am-

mangia un po troppo pesante, e questo rende poi pigri e malinconici. Malinconici?, ripet il giovine osservandolo confuso. . . Lei non di queste parti, vero Signore, chiese di seguito. . . E no, vengo da lontano, rispose Tonio Krger accompagnando la frase con un ampio gesto del braccio. 162 Ma lei ha proprio ragione, continu il giovine, ha ragione da vendere, e Dio sa quanta, quando dice che si diventa malinconici. Io, per esempio, sono quasi sempre malinconico, particolarmente in momenti come questi, 163 quando in cielo ci sono le stelle. E pos di nuovo il mento fra il pollice e lindice. Sicuramente compone versi, pens tra s Tonio Krger, versi da commerciante, sinceri e profondi. . . La notte 164 avanzava sempre pi ed il vento era divenuto cos forte da impedire la conversazione. Decisero cos di andare a dormire un poco augurandosi reciprocamente la buona notte. Tonio Krger and nella sua stretta cabina e si distese in cuccetta, ma non gli riusc di prendere sonno. Il forte vento con il suo acerbo aroma laveva inconsuetamente eccitato, ed il suo cuore non trovava pace, come in attesa di una gradevole aspettativa. 165 Ed anche il fremito che percorreva tutta la nave quando scivolava lungo le ripide chine delle onde mentre lelica presa da spasimi turbinava ancora pi veloce appena fuori dallacqua, gli procurava un forte malessere. Si rivest 166 e sal di nuovo in coperta. Schiere di nubi si rincorrevano dinanzi alla Luna, il mare era percosso tutto da un vortice frenetico di danza. Le onde non si formavano in maniera ordinata nelle consuete forme tondeggianti e simmetriche, ma piuttosto, lontano, in una luce tetra e vacil-

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menartigen Riesenzungen empor, warf neben schaumerfllten Klften zackige und unwahrscheinliche Gebilde auf und schien mit der Kraft ungeheurer Arme in tollem Spiel den Gischt in alle Lfte zu schleudern. Dass Schi hatte schwere Fahrt; stampfend, schlenkernd und chzend arbeitete es sich durch den Tumult, und manchmal hrte man den Eisbren und den Tiger, die unten dem Seegang litten, in seinem Innern brllen. Ein Mann im Wachstuchmantel, die Kapuze berm Kopf und eine Laterne um den Leib geschnallt, ging breitbeinig und mhsam balancierend auf dem Verdecke hin und her. Aber dort hinten stand, tief ber Bord gebeugt, der junge Mann aus Hamburg und lie es sich schlecht ergehen. Gott, sagte er mit hohler und wankender Stimme, als er Tonio Krger gewahrte, sehen Sie doch blo, den Aufruhr der Elemente, Herr! Aber dann wurde er unterbrochen und wandte sich eilig ab.

Tonio Krger hielt sich an irgendeinem gestraten Tau und blickte hinaus in all den unbndigen bermut. In ihm schwang sich ein Jauchzen auf, und ihm war, als sei es mchtig genug, um Sturm und Flut zu bertnen. Ein Sang an das Meer, begeistert von Liebe, tnte in ihm. Du meiner Jugend wilder Freund, so sind wir einmal noch vereint. . . Aber dann war das Gedicht zu Ende. Es ward nicht fertig, nicht rund geformt und nicht in Gelassenheit zu etwas Ganzem geschmiedet. Sein Herz lebte. . . Lange stand er so; dann streckte er sich auf einer Bank am Kajtenhuschen aus und blickte zum Himmel hinauf, an dem die Sterne ackerten. Er schlummerte sogar ein

lante, il mare era lacerato, sferzato, scompigliato: ora riprecipitava su se stesso, ora guizzava alto in gigantesche lingue aguzze a forma di ammelle, spalancava abissi schiumosi formando incredibili immagini frastagliate e riluceva come se con la forza dimmense braccia in un furente gioco lanciasse la schiuma ai quattro venti. 167 La nave procedeva con dicolt. Arrancava, rullava, schricchiolava,. . . faticava ad apririsi un varco in quel tumulto, ed ogni tanto giungevano in coperta i gemiti di terrore dellorso bianco e della tigre che laggi, in fondo alla nave, sorivano per il mare grosso. Un marinaio con cerata e cappuccio in testa e una lampada appesa alla cintura, andava qua e l per il ponte mantenendo a fatica lequilibrio procedendo a gambe larghe. Popo pi lontano, sporto fuori dal parapetto, cera il giovane di Amburgo che se la passava niente bene. Dio, disse con voce profonda, quasi paurosa, come saccorse di Tonio Krger, guardi dunque la furia degli elementi! Ma detto questo dovette interrompersi e sporgersi di nuovo fuori bordo. Tonio Krger si assicur ad una cima e stette ad osservare l fuori tutta quella furia scatenata. Dentro di lui risuonava come un grido di gioia, un grido cos forte da riuscire a coprire il fragore della tempesta e dei utti. Un canto al mare, tutto ricolmo damore, gli risuon dentro: Tu, amico furioso della mia giovent. . . Siamo ancora insieme te ed io. . . Poi per la poesia niva, non era stata terminata, non le era riuscito di prendere una forma precisa, di essere plasmata in serenit in qualcosa di compiuto. Allora il suo cuore viveva. . . 168 Rimase cos a lungo e poi sedette su una panca presso la tuga a guardare il cielo, l dove le stelle vibravano. Saddorment anche un poco, ed ogni volta che la fredda

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wenig. Und wenn der kalte Schaum in sein Gesicht spritzte, so war es ihm im Halbschlaf wie eine Liebkosung. Senkrechte Kreidefelsen, gespenstisch im Mondschein, kamen in Sicht und nherten sich; das war Men, die Insel. Und wieder trat Schlummer dazwischen, unterbrochen von salzigen Sprhschauern, die scharf ins Gesicht bissen und die Zge erstarren lieen. . . Als er vllig wach wurde, war es schon Tag, ein hellgrauer, frischer Tag, und die grne See ging ruhiger. Beim Frhstck sah er den jungen Kaufmann wieder, der heftig errtete, wahrscheinlich vor Scham, im Dunklen so petische und blamable Dinge geuert zu haben, mit allen fnf Fingern seinen kleinen rtlichen Schnurrbart emporstrich und ihm einen soldatisch scharfen Morgengru, zurief, um ihn dann ngstlich zur meiden.

Und Tonio Krger landete in Dnemark. Er hielt Ankunft in Kopenhagen, gab Trinkgeld an jeden, der sich die Miene gab, als htte er Anspruch darauf, durchwanderte von seinem Hotelzimmer aus drei Tage lange die Stadt, indem er sein Reisebchlein aufgeschlagen vor sich hertrug, und benahm sich ganz wie ein besserer Fremder, der die Kenntnisse zu bereichern wnscht. Er betrachtete des Knigs Neumarkt und das >Pferd< in seiner Mitte, blickte achtungsvoll an den Sulen der Frauenkirche empor, stand lange vor Thorwaldsens edlen und lieblichen Bildwerken, stieg auf den Runden Turm, besichtigte Schlsser und verbrachte zwei bunte Abende im Tivoli. Aber es war nicht so recht eigentlich all dies, war er sah. An den Husern, die oft ganz das Aussehen der alten Huser seiner Vaterstadt mit geschwungenen, durchbrochenen Giebeln hatten, sah er Namen, die ihm aus alten 65

schiuma gli bagnava il volto gli sembrava nel dormiveglia di avvertire sulle guance come lo scorrere 169 duna carezza. Scogliere cretacee a strapiombo sul mare, rese ancora pi spettrali dal chiarore lunare, apparvero per un istante alla sua vista avvicinandosi sempre pi. Era lisola di Men. Di nuovo per fu catturato dal sonno che era interrotto di quando in quando dagli spruzzi salmastri che gli lasciavano sul viso una sorta di morsi, irrigidendogli i lineamenti. E quando fu del tutto sveglio sera ormai fatto giorno. Era una giornata grigia e frizzante, ed il mare sandava gradualmente calmando. Rivide a colazione il giovane commerciante e lo vide arrossire palesemente per il pudore che ora provava per aver raccontato al buio cose tanto poetiche quanto banali, e mentre con le dita sandava carezzando i ba rossicci, lo salut con un buongiorno quasi militaresco, 170 facendo per, vergognoso, del tutto per evitarlo. E Tonio Krger sbarc in Danimarca. Soggiorn a Copenaghen, distribu mance a tutti coloro che facevan mostra di meritarle, 171 e per tre giorni gironzol per la citt tenendo sempre davanti a s la guida e comportandosi da forestiero ammodo desideroso di arricchire le proprie conoscenze. Ammir la piazza del palazzo reale ed il cavallo al centro, si soerm pieno di rispetto dinanzi alle colonne della Frauenkirche, sost a lungo dinanzi alle nobili ed aggraziate gure di Thorwaldsens, sal sulla torre rotonda, visit castelli, trascorse due gradevoli serate al Tivoli. . . Ma non solo queste furono le cose che egli vide. . .

Sopra le porte delle case che cos tanto gli rinnovavano nella memoria quelle della sua citt natale, proprio quelle con i frontoni arcuati e tutti traforati, lesse nomi gi familia-

Tagen bekannt waren, die ihm etwas Zartes und Kstliches zu bezeichnen schienen und bei alledem etwas wie Vorwurf, Klage und Sehnsucht nach Verlorenem in sich schlossen. Und allerwegen, indes er in verlangsamten, nachdenklichen Zgen die feuchte Seeluft atmete, sah er Augen, die so blau, Haare, die so blond, Gesichter, die von eben der Art und Bildung waren, wie er sie in den seltsam wehen und reuigen Trumen der Nacht geschaut, die er in seiner Vaterstadt verbracht hatte. Es konnte geschehen, da auf oener Strae ein Blick, ein klingendes Wort, ein Auachen ihn ins Innerste traf. . . Es litt ihn nicht lange in der munteren Stadt. Eine Unruhe, s und tricht, Erinnerung halb und halb Erwartung, bewegte ihn, zusammen mit dem Verlangen, irgendwo still am Strande liegen zu drfen und nicht den angelegentlich sich umtuenden Touristen spielen zu mssen. So schite er sich aufs neue ein und fuhr an einem trben Tage (die See ging schwarz) nordwrts die Kste von Seeland entlang gen Helsingr. Von dort setzte er seine Reise unverzglich zu Wagen auf dem Chausseewege fort, noch drei Viertelstunden lang, immer ein wenig oberhalb des Meeres, bis er an seinem letzten und eigentlichen Ziele hielt, dem kleinen weien Badehotel mit grnen Fensterlden, das inmitten einer Siedelung niedriger Huschen stand und mit seinem holzgedeckten Turm auf den Sund und die schwedische Kste hinausblickte. Hier stieg er ab, nahm Besitz von dem hellen Zimmer, das mann ihm bereitgehalten, fllte Bord und Spind mit dem, was er mit sich fhrte, und schickte sich an, hier eine Weile zu leben.

ri dai vecchi giorni e che gli rievocavano un qualcosa di delicato e ranato assieme, ed anche una specie di rimprovero e lamento, un rimpianto di cose perdute. Ed ovunque, mentre respirava lentamente ampie boccate di quellumida aria salmastra, scorgeva occhi blu, capelli biondi,. . . volti modellati secondo quelle caratteristiche che gli erano apparse nei sogni stranamente dolorosi e carichi di angosce fatti nella notte trascorsa nella sua citt natale. E poteva anche accadere che uno sguardo, una voce squillante, una risata improvvisa che vedeva o udiva in strada lo turbassero nel profondo. In quella citt troppo piena di vita non si sentiva pi a suo agio. Unansia dolce ed assurda, a met frutto di ricordi, a met frutto dattesa, lo agitava. Ed in aggiunta cera il desiderio di potersi sdraiare in un posto qualsiasi della spiaggia senza pi dover recitare il ruolo del turista perennemente alla ricerca di nuove emozioni. Simbarc allora di nuovo, e riprese il suo andare in una giornata cupa, col mare ancora una volta nero. E viaggi ancora verso il Nord e costeggi il Seeland in direzione di Helsingr. Di l prosegu in vettura senza soste, per circa tre quarti dora, per la strada a picco sul mare, seguendo lalta costiera, e quindi giunse alla meta che sera pressa, un piccolo albergo bianco con le nestre verdi, incastrato fra casette basse, e dalla cui torre dal tetto a legno sintravedeva il Sund 172 e la costa svedese. Qui scese ed alloggi nella camera piena di luce che gli era stata riservata. Riemp armadi e cassetti con quanto aveva portato con s e si predispose a viverci per un certo tempo.

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VIII
Schon rckte der September vor: es waren nicht mehr viele Gste in Aalsgaard. Bei den Mahlzeiten in dem groen, balkengedeckten Esaal zu ebener Erde, dessen hohe Fenster auf die Glas-Veranda und die See hinausfhrten, fhrte die Wirtin den Vorsitz, ein bejahrtes Mdchen mit weiem Haar, farblosen Augen, zartrosigen Wangen und einer haltlosen Zwitscherstimme, das immer seine roten Hnde auf dem Tafeltuche ein wenig vorteilhaft zu gruppieren trachtete. Ein kurzhalsiger alter Herr mit eisgrauem Schifferbart und dunkelblulichem Gesicht war da, ein Fischhndler aus der Hauptstadt, der des Deutschen mchtig war. Er schien gnzlich verstopft und zum Schlagu geneigt, denn er atmete kurz und stoweise und hob von Zeit zu Zeit den beringten Zeigenger zu einem seiner Nasenlcher empor, um es zuzudrcken und dem anderen durch starkes Blasen ein wenig Luft zu verschaen. Nichtsdestoweniger sprach er bestndig der Aquavitasche zu, die sowohl beim Frhstck als beim Mittag-und Abendessen vor ihm stand. Dann waren nur noch drei groe amerikanische Jnglinge mit ihrem Gouverneur oder Hauslehrer zugegen, der schweigend an seiner Brille rckte und tagber mit ihnen Fuball spielte. Sie trugen ihr rotgelbes Haar in der Mitte gescheitelt und hatten lange, unbewegte Gesichter. Please, give me the wurstthings there! sagte der eine. Thats not wurst; thats schinken! sagte ein anderer, und dies war alles, was sowohl sie als der Hauslehrer zur Unterhaltung beitrugen; denn sonst saen sie still und tranken heies Wasser. Si era a settembre avanzato e non pi tanti turisti rimanevano ormai ad Aalsgaard. Durante i pasti consumati nella grande sala al pianterreno dal sotto con le travi in legno le cui alte nestre saacciavano sulla veranda a vetri e di qui sul mare, la titolare dellalbergo sedeva a capotavola. Era questa una donna abbastanza in l con gli anni (capelli bianchi, sguardo pallido, guance rosa delicate, una voce insignicantemente canora) che sadoperava incessantemente a mettere in vista le mani rossicce sulla tavaglia con quel poco di grazia di cui poteva disporre. 173 Cera ancora un signore anziano dal collo corto, ba bianchi alla marinara e il viso dun colore azzurro scuro, un commerciante di pesce giunto l dalla capitale che parlava un buon tedesco. Sembrava assai congestionato con tendenza allapoplessia, perch faceva brevi respiri nervosi, e di quando in quando si portava lindice inanellato ad una narice, la premeva, e con questo lavorio procurava allaltra un po daria. Incurante di tale difetto, aveva comunque un buon rappporto 174 con la bottiglia dacquavite che onorava costantemente della sua compagnia a colazione pranzo e cena. Cerano inoltre tre giovanotti americani, abbastanza cresciutelli, con un loro assistente o precettore che fosse che silenziosamente saccomadava di continuo gli occhiali sul naso e che di giorno giocava a palla con loro. Portavano i capelli rossicci divisi nel mezzo ed avevano facce lunghe ed impassibili. Please, give me the wurstthings there!, diceva uno. Thats not wurst; thats schinken!, 175 rispondeva un altro, e questa era lunica conversazione che tanto loro quanto il precettore potessero fare. Altrimenti sedevano in silenzio bevendo acqua calda. 67

Tonio Krger htte sich keine andere Art von Tischgesellschaft gewnscht. Er geno seinen Frieden, horchte auf die dnischen Kehllaute, die hellen und trben Vokale, in denen der Fischhndler und die Wirtin zuweilen konversierten, wechselte hie und da mit dem ersteren eine schlichte Bemerkung ber den Barometerstandt und erhob sich dann, um durch die Veranda wieder an den Strand hinunterzugehen, wo er schon lange Morgenstunden verbracht hatte. Manchmal war es dort still und sommerlich. Die See ruhte trge und glatt, in blauen, aschengrnen und rtlichen Streifen, von silbrig glitzernden Lichtreexen berspielt, der Tang drrte zu Heu in der Sonne, und die Quallen lagen da und verdunsteten. Es roch ein wenig faulig und ein wenig auch nach dem Teer des Fischerbootes, an welches Tonio Krger, im Sande sitzend, den Rcken lehnte, -so gewandt, da er den oenen Horizont und nicht die schwedische Kste vor Augen hatte; aber des Meeres leiser Atem strich rein und frisch ber alles hin. Und graue, strmische Tage kamen. Die Wellen beugten die Kpfe wie Stiere, die die Hrner zum Stoe einlegen, und rannten wtend gegen den Strand, der hoch hinauf bersplt und mit naglnzendem Seegras, Muscheln und angeschwemmtem Holzwerk bedeckt war. Zwischen den langgestreckten Wellenhgeln dehnten sich unter dem verhngten Himmel blagrnschaumig die Tler; aber dort, wo hinter den Wolken die Sonne stand, lag auf den Wassern ein weilicher Sammetglanz. Tonio Krger stand in Wind und Brausen eingehllt, versunken in dies ewige, schwere, betubende Getse, das er so sehr liebte. Wandte er sich und ging fort, so schien es pltzlich ganz ruhig und warm um ihn her. Aber im Rcken wute er sich das Meer; es 68

Tonio Krger non si sarebbe potuto augurare un miglior tipo di commensali. Si gustava la sua pace, ascoltava i suoni gutturali danesi, le vocali chiare e cupe che pronunciavano conversando il commerciante di pesce e la titolare dellalbergo, scambiava a volte con il primo qualche lieve conversazione sul livello del barometro, e si alzava per andare, attraversando la veranda, ancora sulla spiaggia dove comunque al mattino aveva gi trascorso diverse ore. Talvolta il clima era mite come si fosse ancora in estate. Il mare se ne stava indolentemente liscio e tranquillo mostrando striature di colore blu, azzurro-bottiglia e rossastre, percosso solo dallo scintillio argenteo dei riessi di luce; il fuco seccava al Sole come fa il eno, e le meduse si sfaldavano. Attorno cera un odore che sapeva di putrido frammisto al catrame della barca da pesca su cui Tonio Krger si poggiava sedendo sulla spiaggia; stava cos per avere dinanzi lorizzonte aperto e non gi la costa svedese: intanto il respiro leggero e vitale del mare carezzava puramente ogni cosa. Giunsero poi giornate grige e tempestose. Le onde piegavano le teste simili a tori pronti a caricare e rovinavano furiosamente sulla spiaggia che bagnata per lunghi tratti era cosparsa di umide alghe luccicanti, conchiglie e rottami di legno. Sotto un cielo coperto sestendevano fra le lunghe colline ondose valli verdi e schiumanti, ma dove il Sole da sopra le nuvole riusciva a penetrare, si scorgeva nelle acque un biancastro scintillio vellutato. Tonio Krger se ne stava l, avvolto dal vento e bagnato dagli spruzzi, immerso in quel fragore eterno, intenso, assordante, che tanto amava, e quando faceva atto dandarsene, gli sembrava allora che una calma ed una sensazione di calore scendessero repenti-

rief, lockte und grte. Und er lchelte.

Er ging landeinwrts, auf Wiesenwegen durch die Einsamkeit, und bald nahm Buchenwald ihn auf, der sich hgelig weit in die Gegend erstreckte. Er setzte sich in Moos, an einen Baum gelehnt, so da er zwischen den Stmmen einen Streifen des Meeres gewahren konnte. Zuweilen trug der Wind das Gerusch der Brandung zu ihm, das klang, wie wenn in der Ferne Bretter aufeinanderfallen. Krhengeschrei ber den Wipfeln, heiser, de und verloren. . . Er hielt ein Buch auf den Knieen, aber er las nicht eine Zeile darin. Er geno ein tiefes Vergessen, ein erlstes Schweben ber Raum und Zeit, und nur zuweilen war es, als wrde sein Herz von einem Weh durchzuckt, einem kurzen, stechenden Gefhl von Sehnsucht oder Reue, das nach Namen und Herkunft zu fragen er zu trge und versunken war. So verging mancher Tag; er htte nicht zu sagen vermocht, wie viele, und trug kein Verlangen danach, es zu wissen. Dann aber kam einer, an welchem etwas geschah; es geschah, whrend die Sonne am Himmel stand und Menschen zugegen waren, und Tonio Krger war nicht einmal so auerordentlich erstaunt darber. Gleich dieses Tages Anfang gestaltete sich festlich und entzkkend. Tonio Krger erwachte sehr frh und ganz pltzlich, fuhr mit einem feinen und unbestimmten Erschrecken aus dem Schlafe empor und glaubte, in ein Wunder, einen feenhaften Beleuchtungszauber hineinzublicken. Sein Zimmer, mit Glastr und Balkon nach dem Sunde hinaus gelegen und durch einen dnnen, weien Gaze-Vorhang in Wohn- und Schlafraum geteilt, war zarfarbig tapeziert und mit leichten, hellen Mbeln versehen, so da 69

namente attorno a lui: sapeva davere dietro a s il mare che lo chiamava, lo tentava, lo salutava,. . . E lui rideva. . . Se ne tornava allinterno del paese in solitudine, percorrendo strade di campagna, e presto raggiungeva un faggeto che sestendeva collinoso per lunghi tratti l attorno. Sedeva allora sul muschio appoggiato ad un albero cos da poter ancora scorgere fra i rami brandelli di mare. A volte il vento portava sino a lui la voce della risacca, un fragore simile a quello di assi che cadono uno sullaltro con gran tonfo. Sulle cime degli alberi, rauco ed insulso, si perdeva il grido delle cornacchie. . . Teneva un libro sulle ginocchia senza leggerne un rigo, si godeva un oblio profondo, uno stato beato di redenzione che lo teneva sospeso fra spazio e tempo, e solo ogni tanto il suo cuore era attraversato da un aanno, una specie di breve e pungente tormento di malinconia e pentimento, ma era troppo pigro, troppo rilassato, 176 per indagarne cosa fosse e da dove provenisse. Trascorse cos alcuni giorni: egli stesso non avrebbe potuto dire quanti n daltronde era interessato a saperlo. Poi per ne giunse uno in cui accadde qualcosa, e questo qualcosa accadde alla luce del giorno, 177 e Tonio Krger non se ne meravigli in fondo pi di tanto. Ogni cosa in quel giorno savvi in modo festoso e gioioso. Tonio Krger si svegli presto e si scosse quasi subito dal torpore del sonno con uninquietudine lieve e indenita, sembrandogli di essere in mezzo ad un prodigio, ad una fatata magia luminosa. La sua camera, che aveva balcone e veranda esposti al Sud, era divisa in due zone, soggiorno e riposo, da una sottile tenda bianca, ed era anche tappezzata con stoe di colori morbidi, arredata con mobili chiari e di snella fattura, cos da orire sempre unaccoglienza caloro-

es stets einen lichten und freundlichen Anblick bot. Nun aber sahen seine schlaftrunken Augen es in einer unirdischen Verklrung und Illumination vor sich liegen, ber und ber getaucht in einen unsglich holden und duftigen Rosenschein, der Wnde und Mbel vergoldete und den Gaze-Vorhang in ein mildes, rotes Glhen versetzte. . . Tonio Krger begri lange nicht, was sich ereignete. Als er aber vor der Glastr stand und hinausblickte, sah er, da es die Sonne war, die aufging. Mehrere Tage war es trb und regnicht gewesen; jetzt aber spannte sich der Himmel wie aus straer, blablauer Seide schimmernd klak ber See und Land, und durchquert und umgeben von rot und golden durchleuchteten Wolken erhob sich feirlich die Sonnenscheibe ber das immernd gekrauste Meer, das unter ihr zu erschauern und zu erglhen schien. . . So hub der Tag an, und verwirrt und glcklich warf Tonio Krger sich in die Kleider, frhstckte vor allen anderen drunten in der Veranda, schwamm hierauf vor dem kleinen hlzernen Badehuschen aus eine Strecke in den Sund hinaus und tat dann einem stundenlangen Gang am Strande hin. Als er zurckkehrte, hielten meherere omnibusartige Wagen vorm Hotel, und vom Eaal aus gewahrte er, da sowohl in dem anstoenden Gesellschaftszimmer, dort, wo das Klavier stand, als auch in der Veranda und auf der Terrasse, die davor lag. Menschen in groer Anzahl, kleinbrgerlich gekleidete Herrschaften, an den runden Tischen saen und unter angeregten Gesprchen Bier mit Butterbrot genossen. Es waren ganze Familien, ltere und junge Leute, ja sogar ein paar Kinder. Beim zweiten Frhstuck (der Tisch trug schwer an kalter Kche, Geruchertem, Gesalzenem und Gebackenem) erkundigte sich 70

sa e cordiale. Ma quel mattino, ai suoi occhi ancora assonnati, essa si mostrava trasgurata. Un immenso splendore roseo, gradevole e profumato, che sestendeva a mobili e pareti, limpregnava tutta, ed anche la tenda sembrava aver adattato il proprio colore a questa nuova luminescenza. Tonio Krger rimase a lungo perplesso dinanzi a quellinconsueto scenario, e solo quando giunse dinanzi alla veranda e guard fuori, savvide che quelli erano i colori del nuovo Sole nascente. Per pi giorni il cielo era stato coperto ed era anche piovuto, ma ora esso si spandeva sopra la terra ed il mare come un tessuto di seta di color azzurro-pallido, e il disco del Sole attraversato e avvolto da strati di nuvole striate di rosso ed oro si alzava nalmente libero sul chiarore appena increspato del mare che l sotto per le vibrazioni della luce sembrava spasimare, 178 ardere,. . . Cominci cos il giorno, e confuso e felice Tonio Krger indoss i suoi panni, fece colazione prima degli altri gi nella veranda, nuot per un buon tratto dalla piccola cabina di legno gi gi sino al Sund, e dopo fece una lunga camminata sulla spiaggia. Al ritorno not parecchie vetture pubbliche che sostavano davanti allalbergo, e dalla sala da pranzo in cui osservava, come nel soggiorno adiacente, l dove stava il pianoforte, ed anche nella veranda e nella terrazza davanti, cera una gran quantit di persone, tutti chiaramente piccoli-borghesi come individuabili dai loro vestiti, che seduti ai tavoli rotondi, tutti intenti in una vivace conversazione, buttavano gi birra e pane imburrato. Si trattava dintere famiglie, persone giovani e meno giovani, e cerano persino un paio di bambini. Alla seconda colazione (la tavola abbondava di cibi freddi, carne aumicata, salata, arrostita) Tonio Krger chiese notizie su

Tonio Krger, was vor sich gehe. Gste! sagte der Fishhndler. Ausgler und Ballgste aus Helsingr! Ja, Gott soll uns bewaren, wir werden nicht Schlafen knnen, diese Nacht!. Es wird Tanz geben, Tanz und Musik, und man mu frchten, da das lange dauert. Est ist eine Familienvereinigung, eine Landpartie nebst Runion, kurzum, eine Subskription oder dergleichen, und sie genieen den schnen Tag. Sie sind zu Boot und zu Wagen gekommen, und jetzt frhstcken sie. Spter fahren sie noch weiter ber Land, aber abends kommen sie wieder, und dann ist Tanzbelustigung hier im Saale. Ja, verdammt und verucht, wir werden kein Auge zutun. . . Das ist eine hbsche Abwechslung, sagte Tonio Krger. Hierauf wurde lngere Zeit nichts mehr gesprochen. Die Wirtin ordnete ihre roten Finger, der Fischhndler blies durch das rechte Nasenloch, um sich ein wenig Luft zu verschaen, und die Amerikaner tranken heies Wasser und machten lange Gesichter dazu. Da geschah dies auf einmal: Hans Hansen und Ingeborg Holm gingen durch den Saal. Tonio Krger lehnte, in einer wohligen Ermdung nach dem Bade und seinem hurtigen Gang, im Stuhl und a gerucherten Lachs auf Rstbrot: er sa der Veranda und dem Meere zugewandt. Und pltzlich nete sich die Tr, und Hand in Hand kamen die beiden herein, schlendernd und ohne Eile. Ingeborg, die blonde Inge, war hell gekleidet, wie sie in der Tanzstunde bei Herrn Knaak zu sein pegte. Das leichte, geblmte Kleid reichte ihr nur bis zu den Kncheln, und die Schultern trug sie einen breiten, weien Tllbesatz mit spitzem Ausschnitt, der ihren weichen, geschmeidigen Hals frei lie.

quanto stesse accadendo Turisti! 179 proruppe il commerciante di pesce. Villeggianti ballerini giunti da Helsingr! Dio ce ne liberi! Stanotte non si riuscir a chiudere occhio! Ci saranno balli e musica e si pu credere che non sar una cosa di breve durata. una specie di riunione di famiglie, una scampagnata con tanto dintrattenimento, in breve una comitiva, o qualcosa del genere, che si gode la bella giornata. Sono piombati qui in battello e vettura ed ora stanno facendo colazione. Poi, pi tardi, faranno un giro turistico, ma stasera torneranno, e poi nella sala ci sar una festa da ballo. . . Malezione! Non si chiuder occhio stanotte. . . Sar un diversivo grazioso, rispose Tonio Krger. 180 Poi per lungo tempo non si profer parola. La titolare dellalbergo riprese ad occuparsi delle sue dita rosse, il commerciante di pesce continu a soare nella narice di destra per procurarsi un po daria, gli americani bevevano acqua calda continuando a mostrare musi lunghi. Dimprovviso ecco cosa successe: Hans Hansen ed Ingeborg Holm attraversarono la sala. . . Tonio Krger ritemprato dalla nuotata e dalla felice passeggiata se ne stava rilassato su una sedia con lo sguardo rivolto alla veranda ed al mare a mangiare salmone aumicato spalmato su pane abbrustolito. Dun tratto la porta si apr ed i due entrarono, mano nella mano, gironzolando in tutta calma. Ingeborg, la bionda Inge, era vestita di chiaro come gi alle lezioni di ballo del signor Knaak. 181 Il leggero vestito a ori le sorava quasi le caviglie, e sulle spalle portava una larga guarnizione di tulle bianca lavorata a punta, che le lasciava libero il collo morbido e essuoso; al braccio teneva un cappello

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Der Hut hing ihr an seinen zusammengeknpften Bndern ber dem einen Arm. Sie war vielleicht ein klein wenig erwachsener als sonst trug ihren wunderbaren Zopf nun um den Kopf gelegt; aber Hans Hansen war ganz wie immer. Er hatte seine Seemannsberjacke mit der goldenen Knpfen an, ber welcher auf Schultern und Rcken der breite, blaue Kragen lag; die Matrosenmtze mit den kurzen Bndern hielt er in der hinabhngenden Hand und schlenkerte sie sorglos hin und her. Ingeborg hielt ihre schmal geschnittenen Augen abgewandt, vielleicht ein wenig geniert durch die speisenden Leute, die auf sie schauten. Allein Hans Hansen wandte nun grade und aller Welt zum Trotz dem Kopf nach der Frhstckstafel und musterte mit seinen stahlblauen Augen einen nach dem anderen herausfordend und gewissermaen verchtlich; er lie sogar Ingeborgs Hand fahren und schwenkte seine Mtze noch heftiger hin und her, um zu zeigen, was fr ein Mann er sei. So gingen die beiden, mit dem still blauenden Meere als Hintergrund, vor Tonio Krgers Augen vorber, durchmaen den Saal seiner Lnge nach und verschwanden durch die entgegengetzte Tr im Klavierzimmer. Dies begab sich um halb zwlf Uhr vormittags, und noch whrend die Kurgste beim Frstck saen, brach nebenan und in der Veranda die Gesellschaft auf und verlie, ohne da noch jemand den Esaal betreten htte, durch den Seitenzugang, der vorhanden war, das Hotel. Man hrte, wie drauen unter Scherzen und Gelchter die Wagen bestiegen wurden, wie ein Gefhrt nach dem anderen auf der Landstrae sich knirschend in Bewegung setze und davonrollte. . . Sie kommen also wieder? fragte Tonio Krger. . . Das tun sie! sagte der Fischhndler.

con i nastri annodati. Era forse un poco pi alta di un tempo, ed ora portava lincantevole treccia bionda radunata sulla testa. Hans Hansen era invece sempre lo stesso. Anche adesso come un tempo portava la giacca alla marinara con i bottoni dorati, ed anche adesso alla spalla e alla schiena si posava il largo colletto blu. Il berretto alla marinara con le bande corte gli pendeva dalla mano, e con fare distratto lo faceva dondolare. Ingeborg, un po impacciata forse per gli sguardi che le indirizzava chi stava mangiando, non sapeva dove volgere i suoi occhi dal taglio sottile; Hans Hansen invece teneva in maniera spavalda il capo eretto, sfacciatamente rivolto alla tavola dei commensali con aria quasi di sda, e con i suoi occhi blu-acciaio li squadrava luno dopo laltro, in senso di sda e disprezzo, e per mostrare che tipo duomo fosse aveva persino lasciato la mano di Inge e con ancora maggior impeto agitava il suo berretto su e gi. Cos i due gli passarono dinanzi, attraversando la sala per tutta la lunghezza ed eclissandosi per la porta che accedeva alla stanza del pianoforte, mentre sullo sfondo delle loro gure si stagliava il mare blu. 182 Questo accadeva attorno alle undici e mezza del mattino, e mentre gli ospiti facevano ancora colazione, la comitiva che stava un po nella stanza accanto e un po nella veranda, salz, e senza attraversare la sala lascio lalbergo dallingresso laterale. Li sent che scherzando e ridendo salivano sulle vetture, mentre queste rumorosamente si mettevano in moto una dopo laltra andandosene quindi per la strada. . . Ritornano? chiese Tonio Krger. E s che tornano, rispose il commercian-

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Und Gott seis geklagt. Sie haben Musik bestellt, mssen Sie wissen, und ich schlafe hier berm Saale. Das ist eine hbsche Abwechslung, wiederholte Tonio Krger. Dann stand er auf und ging fort. Er verbrachte den Tag, wie er die anderen verbracht hatte, am Strande, im Walde, hielt ein Buch auf der Knieen und blinzelte in die Sonne. Er bewegte nur einen Gedanken; diesen, da sie wiederkehren und im Saale Tanzbelustigung abhalten wrden, wie es ihr der Fischhndler versprochen hatte; und er tat nichts, als sich hierauf freuen, mit einer so ngstlichen und sen Freude, wie er sie lange, tote Jahre hindurch nicht mehr erprobt hatte. Einmal, durch irgendeine Verknpfung von Vorstellungen, erinnerte er sich chtig eines fernen Bekannten, Adalberts, des Novellisten, der wute, was er wollte, und sich ins Kaeehaus begeben hatte, um der Frhlingsluft zu entgehen. Und er zuckte die Achseln ber ihn. . . Es wurde frher als gewhnlich zu Mittag gegessen, und das Abendbrot nahm mann ebenfalls zeitiger als sonst, im Klavierzimmer, weil im Saale schon Vorbereitungen zum Balle getroen wurden: auf so festliche Art war alles in Unordnung gebracht. Dann, als es schon dunkel war und Tonio Krger in seinem Zimmer sa, ward es wieder lebendig auf der Landstrae und im Hause. Die Ausgler kehrten zurck; ja, aus der Richtung von Helsingr trafen zu Rad und zu Wagen noch neue Gste ein, und bereits hrte man drunten im Hause eine Geige stimmen und eine Klarinette nselnde bungslufe vollfhren. . . Alles versprach, da es ein glnzendes Ballfest geben werde. Nun setze das kleine Orchester mit einem Marsche ein: gedmpft und taktfest scholl es herauf: man ernete den Tanz mit einer

te di pesce, a nostra sventura! Hanno pure richiesto la musica, pensi un po, ed io dormo proprio qui sopra! Sar un diversivo grazioso fece di nuovo di rimando Tonio Krger. Quindi salz e se ne and. Quella giornata la trascorse come le altre. And sulla spiaggia, si ripos nel bosco, tenne un libro sulle ginocchia, ammicc al Sole. Soltanto un pensiero lo possedeva, questo: che essi sarebbero tornati, e come aveva detto il commerciante di pesce ci sarebbe stata una festicciola nella sala, e di questo non faceva che rallegrarsene con un piacere cos dolce, cos trepidante, come da tanto tempo in tutti quegli anni freddi e morti non aveva pi provato. Una volta, per una certa associazione di idee, si sovvenne di sfuggita di un lontano conoscente, del novellista Adalbert, e di come questi, sapendo quello che voleva, se nera andato al ca per fuggire la primavera. Ma ci fece sopra una scrollatina di spalle. . . Il pranzo fu servito prima del consueto e parimenti fu anticipata la cena nella stanza dove cera il pianoforte, perch in sala si andava gi approntando ogni cosa per il ballo; ovunque regnava un festoso disordine. Poi, quando sera gi fatto buio e Tonio Krger si era gi ritirato nella sua stanza, ci fu di nuovo gi, in strada ed in casa, una vivace animazione. I gitanti tornavano da Helsingr e nuovi ospiti giungevano addirittura in carrozza e bicicletta, e gi sudiva un violino accordare ed un clarinetto eseguire veloci passaggi con la sua voce nasale. . . Ogni cosa sembrava indicare che ci sarebbe stata una gran bella festa di ballo. E nalmente la piccola orchestra attacc una marcia che smorzata, ritmica, risuon n sopra: le danze si aprivano con una po-

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Polonaise. Tonio Krger sa noch eine Weile still und lauschte. Als er aber vernahm, wie das Marschtempo in Walzertakt berging, machte er sich auf und schlich geruschlos aus seinem Zimmer. Von dem Korridor, an dem es gelegen war, konnte man ber eine Nebentreppe zu dem Seiteneingang des Hotels und von dort, ohne ein Zimmer zu berhren, in die Glasveranda gelangen. Diesen Weg nahm er, leise und verstohlen, als bende er sich auf verbotenen Pfaden, tastete sich behutsam durch das Dunkel, unwiderstehlich angezogen von dieser dummen und selig wiegenden Musik, deren Klnge schon klar und ungedmpft zu ihm drangen. Die Veranda war leer und unerleuchtet, aber die Glastr zum Saale, wo die beiden groen, mit blanken Reektoren versehenen Petroleum-Lampen hell erstrahlten, stand genet. Dorthin schlich er sich auf leisen Sohlen, und der diebische Genu, hier im Dunkeln stehen und ungesehen die belauschen zu drfen, die im Lichte tanzten, verursachte ein Prickeln in seiner Haut. Hastig und begierig sandte er seine Blicke nach den beiden aus, die er suchte. . . Die Frhlickeit des Festes schien schon ganz frei entfaltet, obgleich es kaum seit einer halben Stunde ernet war; aber man war ja bereits warm und angeregt hierhergekommen, nachdem man den ganzen Tag miteinander verbracht, sorglos, gemeinsam und glcklich. Im Klavierzimmer, das Tonio Krger berblicken konnte, wenn er sich ein wenig weiter vorwagte, hatten sich mehrere ltere Herren rauchend und trinkend beim Kartenspiel vereinigt; aber andere saen bei ihren Gattinen im Vordergrunde auf den Plschsthlen und an den Wnden des Saales und sahen dem Tanze zu. Sie hielten die Hnde auf die gespreizten Kniee gesttzt und bliesen mit einem wohlhabenden 74

lonaise. Tonio Krger rimase ancora un poco immobile e silenzioso, ma come saccorse che il tempo di marcia sera trasformato in un walzer, camminando in punta di piedi, senza far rumore, usc dalla stanza. Dal corridoio dove si trovava era possibile raggiungere lingresso laterale dellalbergo tramite una scala di servizio, e di l portarsi sulla veranda senza dover attraversare alcuna stanza. Prese questa via in silenzio, furtivo, come se fosse un percorso proibito, e cammin con cautela a tastoni nel buio, irresistibilmente attratto da quella musica insulsa eppur beatamente cullante, i cui suoni iniziavano gi a giungergli chiari e non pi smorzati. La veranda era deserta e senza luci, ma la porta a vetri che sapriva sulla sala ed ai cui lati si trovavano due grandi lumi a petrolio che spandevano coi loro riettori una luce chiara, era aperta. Di l entr a passi furtivi, con un piacere ladresco che gli veniva dalla sensazione di poter osservare non visto quelli che ballavano alle luci delle lampade. E questo gli procur una specie di formicolio alla pelle. Quasi subito, curioso, cerc con lo sguardo i due. . . La gaiezza della festa era ormai del tutto colma sebbene questa fosse cominciata da appena mezzora, anche perch tutti verano giunti entusiasti ed eccitati dopo aver trascorso lintera giornata in allegra compagnia. Nella stanza del pianoforte, che Tonio Krger poteva osservare se si spingeva un po in avanti, cerano parecchi signori anziani con le loro mogli tutti presi a giocare a carte fumando e bevendo; altri sedevano in prima la sulle sedie di felpa 183 poste accanto alle pareti ed osservavano il ballo. Le mani le tenevano poggiate sulle ginocchia allargate e gonavano le guance in unespressione soddisfatta, le madri invece, con le cue in testa e le mani riunite sotto il petto, contem-

Ausdruck die Wangen auf, indes die Mtter, Kapotthtchen auf den Scheiteln, die Hnde unter der Brust zusammenlegten und mit seitwrts geneigten Kpfen in das Getmmel der jungen Leute schauten. Ein Podium war an der einen Lngswand des Saales errichtet worden, und dort taten die Musikanten ihr Bestes. Sogar eine Trompete war da, welche mit einer gewissen zgernden Behutsamkeit blies, als frchtete sie sich vor ihrer eigenen Stimme, die sich dennoch bestndig brach und berschlug. . . Wogend und kreisend bewegten sich die Paare umeinander, indes andere Arm in Arm den Saal umwandelten. Man war nicht ballmig gekleidet, sondern nur wie an einem Sommer-Sonntag, den man im Freien verbringt: die Kavaliere in kleinstdtisch geschnittenen Anzgen, denen man ansah, da sie die ganze Woche geschont wurden, und die jungen Mdchen in lichten und leichten Kleidern mit Feldblumenstruchen an den Miedern. Auch ein paar Kinder waren im Saale und tanzten untereinander auf ihre Art, sogar, wenn die Musik pausierte. Ein langbeneiger Mensch in schwalbenschwanzfrmigem Rckchen, ein Provinzlwe mit Augenglas und gebranntem Haupthaar, Post-Adjunkt oder dergleichen und wie die eischgewordene komische Figur aus einem dnischen Roman, schien Festordner und Kommandeur des Balles zu sein. Eilfertig, transpirierend und mit ganze Seele bei der Sache, war er berall zugleich, schwnzelte bergeschaftig durch den Saal, indem er kunstvoll mit dem Zehenspitzen zuerst auftrat und die Fe, die in glatten und spitzen MilitrStiefeletten stecken, auf eine verzwickte Art kreuzweis berainder setze, schwang die Arme in der Luft, traf Anordnungen, rief nach Musik, klatschte in die Hnde, und bei all dem ogen die Bnder der groen, bunten Schleife, die als Zeichen seiner Wrde auf 75

plavano tutto quel giovanile trambusto con sguardo di compiacimento. 184 Alla parete lunga della sala era stato tirato su un palco, e di lass i musicanti facevano del loro meglio. Cera persino una tromba che suonava un poco timorosa (quasi spaventata della propria voce) che di continuo perdeva il tempo e stonava anche. Alcune coppie giravano in cerchio dondolandosi, altre tenendosi sotto braccio se nandavano in giro per la sala. Le persone non erano vestite appositamente per il ballo, ma come per una qualsiasi domenica destate da trascorrere allaperto. I cavalieri indossavano abiti dal taglio un po provinciale, che, si vedeva, erano stati preparati con cura per tutta la settimana, le ragazze vestivano invece abiti chiari e leggeri e guarnivano il corsetto con mazzetti di ori di campo. Cerano anche un paio di bambini che ballavano fra loro, per cos dire, anche quando la musica era nita. Un uomo dalle gambe lunghe e la giacchetta a coda di rondine, un tipo provinciale con il monocolo ed i capelli arricciati, aggiunto postale o qualcosa del genere, somigliante a una qualche comica gura di un personaggio di un romanzo danese, satteggiava a soprintendente della festa e direttore del ballo. Premuroso, sudato, votato con tutta lanima alla buona riuscita della festa, era presente quasi ovunque nel medesimo istante; indaaratissimo si occupava della sala: si trovava ovunque in qualsiasi momento, muoveva con maestria le punte dei piedi inlate in stivaletti militari stretti e lisci a punta, incrociandoli lun laltro in maniera ingarbugliata, agitava le braccia in aria,. . . impartiva ordini, reclamava la musica, batteva le mani, e mentre faceva tutto questo i nastri della sua grande variopinta coccarda, i segni distintivi della carica che teneva ben ancorati alle spalle e verso i quali ogni tanto volgeva compiacente il capo, svolazzavano festosi dietro di lui di

seiner Schulter befestigt war und nach der er manchmal liebevoll den Kopf drehte, atternd hinter ihm drein. Ja, sie waren da, die beiden die heute in Sonnenlicht an Tonio Krger vorbergezogen waren, er sah sie wieder und erschrak vor Freude, als er sie fast gleichzeitig gewahrte. Hier stand Hans Hansen, ganz nahe bei ihm, dicht an den Tr; breitbeinig und ein wenig vorgebeugt, verzehrte er bedchtig ein groes Stck Sandtorte, wobei er die hohle unters Kinn hielt, um die Krmel aufzufangen. Und dort and der Wand sa Ingeborg Holm, die blonde Inge, und eben schwnzelte der Adjunkt auf sie zu, um sie durch eine ausgesuchte Verbeugung zum Tanze aufzufordern, wobei er die eine Hand auf den Rcken legte und die andere grazis in den Busen schob; aber sie schttelte den Kopf und deutete an, da sie zu atemlos sei und ein wenig ruhen msse, worauf der Adjunkt sich neben sie setze. Tonio Krger sah sie an, die beiden, um die er vorzeiten Liebe gelitten hatte, Hans und Ingeborg. Sie waren sie nicht so sehr vermge einzelner Merkmale und der hnlichkeit der Kleidung, als kraft der Gleichheit der Rasse und des Typus, dieser lichten, stahlblauugigen und blondhaarigen Art, die eine Vorstellung von Reinheit, Ungetrbtheit, Heiterkeit und einer zugleich stolzen und schlichten, unberhrbaren Sprdigkeit hervorrief. . . Er sah sie an, sah wie Hans Hansen so keck und wohlgestaltet wie nur jemals, breit in den Schultern und schmal in den Hften, in seinem Matrosenanzug dastand, sah, wie Ingeborg auf eine gewisse bermtige Art lachend den Kopf zur seite warf, auf eine gewisse Art ihre Hand, eine gar nicht besonders schmale, gar nichts besonders feine Klein-Mdchen-

qua e di l. 185

E cerano anche loro, i due che erano passati dinanzi a Tonio Krger nello sfondo della luce del primo mattino. Li rivide, e nello scorgerli quasi contemporaneamente prov un brivido di gioia. Vicino a lui, poggiato alla porta, cera Hans Hansen a gambe divaricate ed un poco piegato in avanti: intento a mangiare una gran fetta di torta teneva la mano raccolta sotto il mento per trattenere le briciole. Laggi, poggiata alla parete, stava Ingeborg Holm, la bionda Inge, 186 e nei suoi pressi sindaarava laggiunto postale per invitarla con un inchino prezioso a ballare, e in questa cerimonia poneva una mano dietro la schiena mentre laltra la portava graziosamente al petto. Lei fece un cenno di diniego col capo mostrando di essere esausta e di volersi riposare un poco; e laggiunto postale allora le si sedette a anco. Tonio Krger si soerm a guardare i due per i quali un tempo aveva provato i tormenti damore. . . Hans ed Ingeborg. Erano proprio loro, e non tanto in virt di peculiari caratteristiche o di una simiglianza del vestire che ancora riscontrava, quanto piuttosto in forza duna certa identit di razza e specie, quella specie chiara dagli occhi azzurro-acciaio e dai capelli biondi che rappresentava per lui unidea di purezza, immutabilit, serenit e di ritrosia intangibile ad un tempo semplice e era di s. 187 Egli li guard. Guard Hans Hansen pieno di s e completamente formato, con le spalle larghe e i anchi snelli, e addosso il solito vestito alla marinara; vide Ingeborg 188 portare sorridendo in maniera spavalda la testa a lato, not la sua mano, una mano ancora da ragazzina non particolarmente ausolata e non

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Hand, zum Hinterkopfe fhrte, wobei der leichte rmel von ihrem Ellenbogen zurckglitt, -und pltzlich erschtterte das Heimweh seine Brust mit einem solchen Schmerz, da er unwillkrlich weiter ins Dunkel zurckwich, damit niemand das Zucken seines Gesichtes she. Hatte ich euch vergessen? fragte er. Nein, niemals! Nicht dich Hans, noch dich, blonde Inge! Ihr wart es ja, fr die ich arbeitete, und wenn ich Applaus vernahm, blickte ich heimlich um mich, ob ihr daran teilhttet. . . Hast du nun den >Don Carlos< gelesen, Hans Hansen, wie du es mir an eurer Gartenpforte versprachst? Tus nicht! Ich verlange es nicht mehr von dir. Was geht dich der Knig an, der weint, weil er einsam ist? Du sollst deine hellen Augen nicht trb und traumblde machen vom Starren in Verse und Melodie. . . Zu sein wie du! Noch einmal anfangen, aufwachsen gleich dir, rechtschaen, frhlich und schlicht, regelrecht, ordnungsgem und im Einverstndnis mit Gott und der Welt, geliebt werden von den Harmlosen und Glcklichen, dich zum Weibe nehmen, Ingeborg Holm, und einen Sohn haben wie du, Hans Hansen, -frei vom Fluch der Erkenntnis und der schpferischen Qual leben, lieben und loben in seliger Gewnlichkeit!. . . Noch einmal anfangen? Aber er hlfe nichts. Er wrde wieder so werden, -alles wrde wieder so kommen, wie es gekommen ist. Den etliche gehen mit Notwendigkeit in die Irre, weil es einen rechten Weg fr sie berhaupt nicht gibt. Nun schwieg die Musik; es war Pause, und Erfrischungen wurden gereicht. Der Adjunkt eilte persnlich mit einem Teebrett voll Heringssalat umher und bediente die Damen; aber vor Ingeborg Holm lie er sich sogar auf ein Knie nieder, als er ihr das Schlchen reichte, und sie errtete vor Freu-

particolarmente graziosa andare carezzevole alla nuca, cos che il velo bianco della manica scivol lungo il gomito,. . . e dimprovviso la nostalgia demozioni perdute lo scosse cos violentemente nel petto, che pur nelloscurit indietreggi perch nessuno potesse accorgersi delle contrazioni sul suo volto. Vi avevo dimenticati? si chiese. No, mai! N te Hans, n tantomeno te bionda Inge! Ed eravate proprio voi coloro per i quali nellombra 189 io lavoravo, e quando talvolta veniva a me un applauso io cominciavo furtivo a guardarmi attorno per vedere se voi foste presenti. . . Lo hai letto poi il Don Carlos, Hans Hansen, come mi avevi promesso sulla soglia del tuo cancello di casa? Non farlo, non lo esigo pi da te! Che pu importare a te del re che piange perch solo? Non velare i tuoi occhi chiari col turbamento e con lansia di vitrei versi velati di malinconia. 190 Poter essere come te! Ricominciare tutto da capo e crescere come te, leale, allegro, semplice,. . . normale, in completa armonia con Dio ed il mondo, poter essere amato dai puri e dai felici, e prendere in moglie te, Ingeborg Holm, ed avere un glio come te Hans Hansen,. . . e libero dalla maledizione della conoscenza, della soerenza del creare, poter amare, vivere, lodare, esaltarsi in una beata mediocrit!. . . Ricominciare da capo? Sarebbe completamente inutile. Avverrebbe tutto ancora una volta, com avvenuto e come doveva andare: alcuni sono predestinati a perdersi perch per essi una via diritta non stata tracciata. Ora la musica taceva, cera un poco di pausa e fu oerto un rinfresco. Laggiunto postale sindaarava in giro con un vassoio colmo dinsalata daringhe e soccupava personalmente delle signore. Ma come giunse dinanzi ad Ingeborg Holm singinocchi persino nel porgerle la coppetta, e lei ne arross

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de darber. Man begann jetzt dennonch im Saale, auf den Zuschauer unter der Glastr aufmerksam zu werden, und aus hbschen, erhitzen Gesichtern trafen ihn fremde und forschende Blicke; aber er behauptete trotzdem seinen Platz. Auch Ingeborg und Hans streiften ihn beinahe gleichzeitig mit den Augen, mit jener vollkommenen Gleichgltigkeit, die fast das Ansehen der Verachtung hat. Pltzlich jedoch ward er sich bewut, da von irgendwoher ein Blick zu ihm drang und auf ihm ruhte. . . Er wandte den Kopf, und sofort trafen seine Augen mit denen zusammen, deren Berhrung er empfunden hatte. Ein Mdchen stand nicht weit von ihm, mit blassem, schmalem und feinem Gesicht, das er schon frher bemerkt hatte. Sie hatte nicht viel getanzt, die Kavaliere hatten sich nicht sonderlich um sie bemht, und er hatte sie einsam mit herb geschlossenen Lippen an der Wand sitzen sehen. Auch jetzt stand sie allein. Sie war hell und duftig gekleidet wie die anderen, aber unter dem durchsichtigen Sto ihres Kleides schimmerten ihre bloen Schultern spitz und drftig, und der magere Hals stak so tief zwischen diesen armseligen Scultern, da das stille Mdchen fast ein wenig verwachsen erschien. Ihre Hnde, mit dnnen Halbhandschuhen bekleidet, hielt sie vor der achen Brust, da die Fingerspitzen sich sacht berhrten. Gesenkten Kopfes blickte sie Tonio Krger von unten herauf mit schwarzen, schwimmenden Augen an. Er wandte sich ab. . . Hier, ganz nahe bei ihm, saen Hans und Ingeborg. Er hatte sich zu ihr gesetzt, die vielleicht seine Schwester war, und umgeben von anderen rotwangigen Menschenkindern aen und tranken sie, schwatzten und vergngten sich, riefen sich mit klingenden Stimmen Neckerein zu und lachten hell in die Luft. Konnte er sich ihnen nicht ein we78

di gioia. Dalla sala siniziava a volgere attenzione alla persona che se ne stava presso la porta a vetri, ed alcuni visi graziosi, accaldati, estranei ma incuriositi, posarono fugacemente lo sguardo su di lui, ma nonostante questo lo spettatore 191 se ne rest al suo posto. Anche Ingeborg ed Hans gli posarono per un istante lo sguardo sopra, in modo cos indierente e trascurato che sembrava avere lapparenza del disprezzo. Allimprovviso per egli si rese conto che da qualche parte cera uno sguardo che lo scrutava in modo del tutto particolare, volse il capo ed i suoi occhi sincrociarono con quelli di cui aveva avvertito il contatto. Non molto lontano cera una ragazza dal viso pallido, magro e gentile di cui gi sera accorto. 192 Non aveva ballato molto, ed i cavalieri attorno a lei non serano particolarmente aannati, e laveva notata esser rimasta a lungo oziosa presso la parete con le labbra amaramente contratte. Ed anche ora era sola. Come le altre indossava un abito chiaro e vaporoso, ma sotto la stoffa diafana del suo vestito sintravedevano le spalle nude gracili e ossute, e il collo magro aondava cos tanto in quelle povere spalle che nellinsieme la silente fanciulla dava anche un poco lidea della deformit. Teneva le mani ricorperte da sottili mezziguanti sul seno piatto, e le dita si soravano. Guardava Tonio Krger dal basso verso lalto con i suoi occhi cupi e ouscati, tenendo il capo reclinato. E questi si volt. . . Qui, assai vicino, sedevano Hans ed Ingeborg. Lui le era accanto con modi fra laettuoso ed il protettivo, 193 e assieme ad altri giovani dalle guance accaldate mangiavano, bevevano, chiacchieravano, si divertivano, si canzonavano, con voci allegre e sempre ridenti. Non poteva almeno un poco avvicinarsi a loro, rivolgere a lui o a lei la prima

nig nhern? Nicht an ihn oder sie ein Scherzwort richten, das ihm einel, und das sie ihm wenigstens mit einem Lcheln beantworten muten? Es wrde ihn beglcken, er sehnte sich danach; er wrde dann zufriedener in sein Zimmer zurckkehren, mit dem Bewutsein, eine kleine Gemeinschaft mit den beiden hergestellt zu haben. Er dachte sich aus, was er sagen knnte; aber er fand nicht den Mut, es zu sagen. Auch war es ja wie immer: sie wrden ihn nicht verstehen, wrden befremdet auf das horchen, war er zu sagen vermchte. Denn ihre Sprache war nicht seine Sprache. Nun schien der Tanz aufs neue beginnen zu sollen. Der Adjunkt entfaltete eine umfassende Ttigkeit. Er eilte umher und forderte alle Welt zum Engangieren auf, rumte mit Hilfe des Kellners Sthle und Glser aus dem Wege, erteilte den Musikern Befehle und schob einzelne Tppische, die nicht wuten wohin, an den Schultern vor sich her. Was hatte man vor? Je vier und vier Paare bildeten Carrs. . . Eine schreckliche Erinnerung machte Tonio Krger errten. Man tanzte Quadrille. Die Musik setze ein, und die Paare schritten unter Verbeugungen durcheinander. Der Adjunkt kommandierte; er kommandierte, bei Gott, auf franzsich und brachte die Nasallaute auf unvergleichlich distinguierte Art hervor. Ingeborg Holm tantze dicht vor Tonio Krger, in dem Carr, das sich unmittelbar an der Glastr befand. Sie bewegte sich vor ihm hin und her, vorwrts und rckwrts, schreitend und drehend; ein Duft, der von ihrem Haar oder dem zarten Sto ihres Kleides ausging, berhrte ihn manchmal, und er schlo die Augen in einem Gefhl, das ihm von je so wohl bekannt gewesen, dessen Arom und herben Reiz er in all diesen letzten Tagen leise versprt hatte, und das ihn nun wieder ganz mit seiner sen Drangsal 79

parola scherzosa che gli fosse venuta in mente ed a cui avrebbero certo risposto con un sorriso? Questo lavrebbe reso felice, e in fondo lo desiderava; poi, con la consapevolezza di aver ristabilito con i due un tenue legame, si sarebbe potuto ritirare contento in camera sua. Pens anche alle parole da dire, ma il coraggio di pronunciarle gli manc. Ed anche ora era tutto come sempre: loro non avrebbero potuto comprenderlo, le sue parole sarebbe risuonate estranee, la sua lingua non era la loro. 194

Sembrava che il ballo dovesse di nuovo riprendere. Laggiunto era indaaratissimo. Si muoveva incessantemente da destra a sinistra, invitava tutti ad impegnarsi, toglieva di mezzo con laiuto dei camerieri sedie e bicchieri, impartiva ordini ai musicisti, allontanava spingendoli via per le spalle quelli impacciati che non sapevano dove mettersi. Che sintendeva fare? Ogni quattro coppie si formava un quadrato. . . Un ricordo terribile fece arrossire Tonio Krger: si sarebbe ballata la quadriglia. La musica attacc, e fra inchini le coppie cominciarono a incrociarsi. Laggiunto comandava e, gran Dio!, per di pi comandava in francese con suoni nasali in modo incomparabilmente distinto. Ingeborg Holm ballava dinanzi a Tonio Krger, nel quadrato immediatamente vicino alla porta a vetri. Lei volteggiava dinanzi a lui su e gi, avanti e dietro, ed ogni tanto lo sorava il profumo dei suoi capelli o della bianca e delicata stoffa dellabito, 195 ed egli chiudeva gli occhi e provava unantica sensazione che ben conosceva, il cui aroma, il cui aspro fascino egli aveva vagamente avvertito in tutti quei giorni, e che ora in un dolce tormento lo sovrastava ancora. Ma cosera dunque alla ne? Nostalgia? Tenerezza? Invidia? Disprezzo

erfllte. Was war es doch? Sehnsucht? Zrtlichkeit? Neid, Selbstverachtung?. . . Moulinet des dames! Lachtest du, blonde Inge, lachtest du mich aus, als ich moulinet tanzte und mich so jmmerlich blamierte? Und wrdest du auch heute noch lachen, nun, da ich doch so etwas wie ein berhmter Mann geworden bin? Ja, das wrdest du und wrdest dreimal recht daran tun! Und wenn ich, ich ganz allein, die neuen Symphonien, >Die Welt als Wille und Vorstellung< und >Das Jngste Gericht< vollbracht htte, du wrdest ewig recht haben zu lachen. . . Er sah sie an, und eine Verszeile el ihm ein, deren er sich lange nicht erinnert hatte, und die ihm doch so vertraut und verwandt war: Ich mchte schlafen, aber du mut tanzen. Er kannte sie so gut, die melancholisch-nordische, innig-ungeschickte Scherflltigkeit der Empndung, die daraus sprach. Schlafen. . . Sich danach sehnen, einfach und vllig dem Gefhle leben zu drfen, das ohne die Verpichtung, zur Tat und zum Tanz zu werden, s und trge in sich selber ruht, -und dennoch tanzen, behend und geistesgegenwrtig den schweren und gefhrlichen Messertanz der Kunst vollfhren zu mssen, ohne je ganz des demtigenden Widersinnes zu vergessen, der darin lag, tanzen zu mssen, indes meine liebte. . . Auf einmal geriet das Ganze in eine tolle und ausgelassene Bewegung. Die Carrs hatten sich aufgelst, und springend und gleitend stob alles umher; man beschlo die Quadrille mit einem Galopp. Die Paare ogen zum rasenden Eiltakt der Musik an Tonio Krger vorber, chassierend, hastend, einander berholend, mit kurzem, atemlosen Gelchter. Eines kam daher, mitgerissen von der allgemeinen Jagd, kreisend und vorwrts sausend. Das Mdchen hatte ein blasses, feines Gesicht und magere, zu hohe Schultern. Und pltzlich, dicht vor ihm, 80

di se stesso?. . . Moulinet des dames! Ridesti tu bionda Inge, ridesti tu di me quando io ballai moulinet rendendomi cos miserevolmente ridicolo? E rideresti di me anche oggi; adesso che sono diventato un po celebre? 196 S, certo che rideresti, ed avresti uninnit di ragioni per farlo! 197 Perch se anche io, proprio io e tutto da solo, avessi composto le nove sinfonie, concepito Il mondo come volont e rappresentazione, ragurato 198 il Giudizio universale, 199 tu avresti ancora buone ragioni per ridere. . . La guard e si sovvenne di un verso che da tempo aveva dimenticato e che gli era stato tanto familiare ed ane: Dormir vorrei, ma tu vuoi danzare. . . La conosceva bene quella sensazione dindolenza malinconica nordica, mesta, intima, impacciata che gli sussurrava da dentro. Dormire. . . Anelare damare, semplicemente e pienamente, in tutto e per tutto seguendo il sentimento che pigramente sognante se ne sta racchiuso in se stesso senza avvertire la necessit di trasformarsi in azione e in danza,. . . e nondimeno esser costretti a danzare, dover eseguire sempre lesti, sempre pronti in spirito, la dicile e pericolosa danza sulla lama dellarte, senza mai riuscire a dimenticare, a scacciare quellumiliante assurdit che c nel pretendere di ballare mentre si ama. . . Dimprovviso la danza prese un andamento folle e sfrenato. I quadrati serano disciolti, e tutti schizzavano via in ogni direzione, saltando, correndo, la quadriglia si chiudeva con un galoppo nale. Le coppie letteralmente volavano al ritmo sfrenato duna musica incontrollata dinanzi a Tonio Krger, rincorrendosi, incalzandosi una sullaltra, fra risa brevi ed aannate. Ecco che ne arriva una trascinata dal turbinio generale che gira vorticosamente. La ragazza ha un viso pallido e ne, spalle troppo magre. . . E in un istante proprio davanti a lui

entstand ein Stolpern, Rutschen und Strzen. . . Das blasse Mdchen el hin. Sie el so hart und heftig, da es fast gefhrlich aussah, und mit ihr der Kavalier. Dieser mute sich so grblich weh getan haben, da er seiner Tnzerin ganz verga, denn, nur halbweges aufgerichtet, begann er unter Grimassen seine Kniee mit den Hnden zu reiben; und das Mdchen, scheinbar ganz betubt vom Falle, lag noch immer am Boden. Da trat Tonio Krger vor, fate sie sacht an den Armen und hob sie auf. Abgehetzt, verwirrt und unglcklich sah sie zu ihm empor, und pltzlich frbte ihr zartes Gesicht sich mit einer matten Rte. Tak! O, mange Tak! sagte sie und sah ihn von unten herauf mit dunklen, schwimmenden Augen an. Sie sollten nicht mehr tanzen, Frulein, sagte er sanft. Dann blickte er sich noch einmal nach i h n e n um, nach Hans und Ingeborg, und ging fort, verlie die Veranda und den Ball und ging in sein Zimmer hinauf. Er war berauscht von dem Feste, an dem er nicht teilgehabt, und mde von Eifersucht. Wie frher, ganz wie frher war es gewesen! Mit erhitztem Gesicht hatte er an dunkler Stelle gestanden, in Schmerzen um euch, ihr Blonden Lebendigen, Glcklichen, und war dann einsam hinweggegangen. Jemand mte nun kommen! Ingeborg mte nun kommen, mte bemerken, da er fort war, mte ihm heimlich folgen, ihm die Hand auf die Schulter legen und sagen: Komm herein zu uns! Sei froh! Ich liebe dich. . . Aber sie kam keines Weges. Dergleichen geschah nicht. Ja, wie damals war es, und er war glcklich wie damals. Denn sein Herz lebte. Was aber war gewesen whrend all der Zeit, in der er das geworden, was er nun war?- Erstarrung; de; Eis; und Geist! und Kunst!. . .

la coppia inciampa, scivola, ruzzola in terra. . . La ragazza pallida cade in modo cos forte e violento da sembrare addirittura pericoloso, e cade pure il cavaliere, che doveva essersi fatto cos male che dimentico del tutto della compagna, mentre ancora non si era completamente rialzato cominci a massaggiarsi le ginocchia con le mani fra smore di dolore, ed intanto la ragazza, ancora chiaramente intontita, giaceva sempre sul pavimento. Tonio Krger laerr dolcemente per le mani e laiut ad alzarsi. 200 Aaticata, imbarazzata ed anche un po triste, essa lo guard ed il suo viso si color di un rossore sfocato. Tak! O, mange Tak! 201 disse guardandolo dal basso in alto con gli occhi sereni e ouscati. 202 Lei non dovrebbe pi ballare signorina le disse dolcemente. 203 Poi, gett ancora una volta uno sguardo a loro, cio verso Hans ed Inge, e se ne and; lasci la veranda ed il ballo e ritorn in camera sua. Si sentiva come ubriacato da quella festa che si era limitato ad osservare da lontano, e stanco per la gelosia soerta. Ed ancora una volta era successo tutto come un tempo, tutto come un tempo. . . Con il volto accalorato se nera restato in un angolo buio sorendo per voi, per voi biondi, per voi felici, per voi fortunati, e poi, da solo, si era ritirato. Ma qualcuno doveva venire! Ingeborg doveva pur venire, accorgersi che era l fuori, seguirlo furtivamente, posargli una mano sulla spalla, dirgli: Vieni dentro da noi! Sii felice! Io ti amo! 204 Ma essa non venne. Cose simili non accadono. Gi, era proprio tutto come un tempo, e proprio come un tempo era felice perch il suo cuore viveva. Ma cosa cera mai stato in quegli anni in cui gradualmente sera trasformato in quello che era ora? Torpore, solitudine,

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Er entkleidete sich, legte sich zur Ruhe, lschte das Licht. Er sterte zwei Namen in das Kissen hinein, diese paar keuschen, nordischen Silben, die ihm seine eigentliche und ursprngliche Liebes-, Leides- und Glckesart, das Leben, das simple und innige Gefhl, die Heimat bezeichneten. Er blickte zurck auf die Jahre seit damals bis auf diesen Tag. Er gedachte der wsten Abenteuer der Sinne, der Nerven und des Gedankes, die er durchlebt, sah sich zerfressen von Ironie und Geist, verdet und gelhmt vor Erkenntnis, halb aufgerieben von den Fiebern und Frsten des Schaens, haltlos und unter Gewissensnten zwischen krassen Extremen, zwischen Heiligkeit und Brunst hin und her geworfen, raniert, verarmt, erschpft von kalten und knstlich erlesenen Exaltationen, verirrt, verwstet, zermartert, krank-und schluchzte vor Reue und Heimweh. Um ihn war es still und dunkel. Aber von hunten tnte gedmpft und wiegend des Lebens ser, trivialer Dreitakt zu ihm herauf.

gelo, e spiritualit e arte!. . . Si svest, si coric, spense il lume. Sul cuscino sussurrava due nomi, un paio di sillabe intrise di nordica purezza, che gli rammentavano il suo antico e sincero modo di amare, sorire ed essere felice, la vita, il sentimento semplice e intimo, i luoghi dorigine. Si volt indietro e fece scorrere nella mente il tempo dagli anni lontani sino a quel giorno. Pens alle volgari avventure dei sensi, delle tensioni nervose, dei pensieri attraverso cui era passato e per cui aveva soerto, e si vide consunto dallironia e dalla spiritualit, devastato e paralizzato dalla conoscenza, quasi distrutto dalle febbri e dai brividi gelidi della creazione, senza sostegno, e sbattuto sempre qua e l dagli stimoli della conoscenza, sempre fra poli estremi, fra santit e concupiscenza, smaliziato, impoverito, snito da fredda e articiosa esaltazione, smarrito, devastato, martoriato, malato. . . E singhiozz di rimpianto e nostalgia. Intorno a lui buio e silenzio. Ma l sotto, smorzato e cullante, batteva cadenzato risuonando sino a lui, dolce e triviale, il tempo della vita. 205

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IX
Tonio Krger sa im Norden und schrieb an Lisaweta Iwanowna, seine Freundin, wie er es ihr versprochen hatte. Liebe Lisaweta dort unten in Arkadien, wohin ich bald zurkkehren werde, schrieb er. Hier ist nun also so etwas wie ein Brief, aber er wird Sie wohl enttuschen, denn ich denke, ihn ein wenig allgemein zu halten. Nicht, da ich so gar nichts zu erzhlen, auf meine Weise nicht dies und das erlebt htte. Zu Hause, in meiner Vaterstadt, wollte man mich sogar verhaften. . . aber davon sollen Sie mndlich hren. Ich habe manchmal Tage, an denen ich es vorziehe, auf gute Art etwas Allgemeines zu sagen, anstatt Geschichten zu erzhlen. Wissen Sie wohl noch, Lisaweta, da Sie mich einmal einen Brger, einen verirrten Brger nannten? Sie nannten mich so in einer Stunde, da ich Ihnen, verfhrt durch andere Gestndnisse, die ich mir vorher hatte entschlpfen lassen, meine Liebe zu dem gestand, was ich das Lebennenne; und ich frage mich, ob Sie wohl wuten, wie sehr Sie damit die Wahrheith trafen, wie sehr mein Brgertum und meine Liebe zum Lebeneins und dasselbe sind. Diese Reise hat mir Veranlassung gegeben, darber nachzudenken. . . Mein Vater, wissen Sie, war ein nordisches Temperament: betrachtsam, grndlich, korrekt aus Puritanismus und zur Wehmuth geneigt; meine Mutter von unbestimmt exotischen Blut, schn, sinnlich, naiv, zugleich fahrlssig und leidenschaftlich und von einer impulsiven Liederlichkeit. Ganz ohne Zweifel war dies eine Mischung, die auerordentliche Mglichkeiten - und auerordentliche Gefahren in sich schlo. 83 Mentre si trovava 206 al Nord, Tonio Krger scrisse alla sua amica Lisaweta Iwanowna come le aveva promesso. Cara Lisaweta, laggi nellArcadia in cui fra non molto far ritorno. Eccole dunque qualcosa che assomiglia ad una lettera, un qualcosa che forse la deluder perch penso per ora di tenermi un po sulle generali. Non che io non abbia alcunch da raccontarle, non che, a modo mio, non abbia vissuto questa o quella avventura. A casa, nella mia citt natale mi si voleva persino arrestare. . . ma di questo le riferir a voce al ritorno. Adesso mi accade di trovarmi talvolta in giorni in cui preferisco, con buone parole, dire qualcosa di generale piuttosto che raccontare fatti. Si rammenta ancora Lisaweta di avermi una volta denito un borghese, un borghese smarrito? Lei mi chiam cos in un momento in cui io, trasportato da certe confessioni che mi ero lasciato sfuggire, le stavo professando tutto il mio amore per quello che chiamo vita, e mi chiedo adesso quanto lei sapesse sino in fondo di cogliere nel vero, se avesse veramente davvero intuito come il mio spirito borghese ed il mio amore per la vita siano la medesima cosa. Questo viaggio mi ha fornito loccasione di rietterci su. . . Mio padre, lei lo sa, era un tipico temperamento nordico: contemplativo, riessivo, 207 rigoroso nel suo puritanesimo e con una spiccata inclinazione verso la malinconia; mia madre, dallindenito sangue esotico, era bella, sensuale, spontanea, indolente e passionale al tempo stesso, votata ad una naturale negligenza. Senza alcun dubbio era questa una miscela che teneva racchiuse straordinarie possibilit e straordina-

Was herauskam, war dies: ein Brger, der sich in die Kunst verirrte, ein Bohemien mit Heimweh nach der guten Kinderstube, ein Knstler mit schlechtem Gewissen. Denn mein brgerliches Gewissen ist es ja, was mich in allem Knstlertum, aller Auerordentlichkeit und allem Genie etwas tief Zweideutiges, tief Anrchiges, tief Zweifelhaftes erblicken lt, was mich mit dieser verliebten Schwche fr das Simple, Treuherzige und Angenehm-Normale, das Ungeniale und Anstndige erfllt. Ich stehe zwischen zwei Welten, bin in keiner daheim und habe es infolgedessen ein wenig schwer. Ihr Knstler nennt mich einen Brger, und die Brger sind versucht, mich zu verhaften. . . ich wei nicht, was von beiden mich bitterer krnkt. Die Brger sind dumm; ihr Anbeter der Schnheith aber, die ihr mich phlegmatisch und ohne Sehnsucht heit, solltet bedenken, da es ein Knstlertum gibt, so tief, so von Anbeginn und Schicksals wegen, da keine Sehnsucht ihm Ssser und empndenswerter erscheint als die nach den Wonnen der Gewhnlichkeit.

Ich bewundere die Stolzen und Kalten, die auf dem Pfaden der groen, der dmonischen Schnheit abenteuern und den Menschenverachten, aber ich beneide sie nicht. Denn wenn irgend etwas imstande ist, aus einem Literaten einen Dichter zu machen, so ist es diese meine Brgerliebe zum Menschlichen, Lebendigen und Gewhnlichen. Alle Wrme, alle Gte, aller Humor kommt aus ihr, und fast will mir scheinen, als sei sie jene Liebe selbst, von der geschrieben steht, da einer mit Menschen-und Engelszungen reden knne und ohne sie doch nur ein tnendes Erz und eine klingende Schelle sei. Was ich getan habe, ist nichts, nicht viel, 84

ri rischi. Cosa ne uscito fuori eccolo qui: un borghese che si smarrito per i sentieri dellarte, un bohemien 208 con la nostalgia della buona educazione, un artista dalla coscienza sporca. Perch proprio la mia coscienza di borghese quella che mi lascia scorgere nella vocazione artistica, nello straordinario e nel genio qualcosa di profondamente ambiguo, malfamato e dubbioso, che mi porta ad amare con singolare dolcezza le cose semplici e sincere, per quelle normali, non geniali, decorose. 209 Io sto fra due mondi e non mi sento dappartenere pienamente a nessuno dei due, ed per questo che mi muovo un poco con difcolt. 210 Voi artisti mi denite un borghese, ed i borghesi sono tentati. . . di arrestarmi. . . Quale delle due cose mi ferisca di pi io davvero non saprei dire. I borghesi sono stupidi; ma voi artisti adoratori della bellezza, voi che mi tacciate di essere emmatico e privo di ambizioni, dovreste almeno riettere al fatto che si pu ammettere una vocazione artistica cos intensa e sentita, per vocazione e destino, che nessuna ambizione le pu sembrare pi dolce e delicata come quella che si cela dietro le delizie di una sana mediocrit. Li ammiro io i tipi eri e calcolatori, quelli che si avventurano sul sentiero della grande e demoniaca bellezza e disprezzano luomo, li ammiro s, ma non li invidio. Perch se in qualche maniera pu esistere un qualcosa in grado di trasformare un letterato in un poeta, questo il suo 211 amore borghese verso le cose umane, viventi e mediocri. Ogni calore, ogni bont, ogni brio origina di qui, e mi sembra proprio si tratti di quello stesso amore di cui sta scritto che pu esprimersi con lingua umana ed angelica, senza peraltro essere soltanto o un bronzo tonante o un campanellino squillante. 212 Ci che nora ho fatto nulla, non molto,

so gut wie nichts. Ich werde Besseres machen, Lisaweta, dies ist ein Versprechen. Wrend ich schreibe, rauscht das Meer zu mir herauf, und ich schliee die Augen. Ich schaue in eine ungeborene und schemenhafte Welt hinein, die geordnet und gebildet sein will, ich sehe in ein Gewimmel von Schatten menschlicher Gestalten, die mir winken, da ich sie banne und erlse: tragische und lcherliche und solche, die beides zugleich sind, und diesen bin ich sehr zugetan. Aber meine tiefste und verstohlenste Liebe gehrt den Blonden und Blauugigen, den hellen Lebendigen, den Glcklichen, Liebenswrdigen und Gewnlichen. Schelten Sie diese Liebe nicht, Lisaweta; sie ist gut und fruchtbar. Sehnsucht ist darin und schwermtiger Neid und ein klein wenig Verachtung und eine ganze keusche Seligkeit.

e le cose buone sono veramente poche. 213 mia intenzione fare qualcosa di meglio, Lisaweta, e questa una promessa. Mentre le scrivo il sordo brontolio del mare giunge sino a me. Io socchiudo gli occhi e scruto in un mondo informato e schematico che vuole essere ordinato e plasmato, e scorgo un brulichio dombre dumane fattezze che mi fan cenno dammaliarle e redimerle: alcune tragiche, altre ridicole, e alcune sono luna e laltra cosa allo stesso tempo, ed a queste sono molto aezionato. Ma il mio amore pi profondo e nascosto se ne va comunque per gli esseri biondi dagli occhi azzurri, per coloro che trascorrono la vita serenamente, per i fortunati, per gli amabili, i mediocri. Non trascuri 214 questamore Lisaweta, buono e fecondo: un misto di struggimento, di invidia, di malinconia, di un pochino di disprezzo, e duna immensa e casta beatitudine. 215

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Ho reso cos mit frommen Augen: con occhi timorosi. Alla lettera il brano riporta: Vieni alla ne Hans? Ho reso la frase cos per enfatizzare limpazienza di Tonio Krger che gi si sente isolato.

3 . . . und seine Augen trbten sich: : . . . ed i suoi occhi si turbarono. Ho preferito portare il concetto sulla serenit che abbandona lo sguardo. 4 5 da rilevare, per quello che sar uno dei punti cruciali della diversit di Tonio Krger nella seconda parte del capitolo, che qui Hans, davanti ai compagni di scuola, chiama lamico per cognome. Il lavoro di Mann incentrato tutto sulla separazione degli individui fondata sul diverso sentire e percepire il mondo. In tal senso questa la prima separazione che si presenta, ad indicare che due componenti rilevanti del mondo (egli stesso ed Hans) prendono una via, mentre la parte restante dellumanit, quasi indierente dove vada. Ho unito le due frasi Tonio sprach nicht. Er empfand Schmerz Tonio non parlava. Egli provava dolore.

6 mchtig vuol dire potenti. Ho reso la parola con due aggettivi. 7

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Questa frase, che un capolavoro di ipocrisia giovanile. Pi che celare un certo senso di colpa da parte di Hans, dimostra soprattutto che Hans gi adulto. Mann fa comprendere subito che tipo sia Hans Hansen: un ragazzo assai maturo per la sua et, pi maturo e pratico comunque di Tonio, al punto che gi sa mentire per cavarsi dimbarazzo, e soprattutto perch sa che laltro (Tonio) il pi debole, tende a lui, ed disposto ad accettare qualsiasi cosa. A Tonio infatti questaermazione suciente per sacricarsi nellaccompagnare lamico a casa anche se poi dovr rifare la starda da solo. Mann interrompe di continuo i dialoghi per presentare una descrizione analitica dei relativi caratteri: schematico, nel suo standard adolescenziale, quello di Hans, pi complesso e ricco dindagine quello di Tonio, mentre la descrizione di Hans non va infatti oltre gli attributi sici. Si tratta di una tecnica assai ecace perch la tensione resta comunque viva, ed anzi la descrizione dei lati psicologici esaltano la narrazione. Vedi le note a commento nella pagina 110. Il testo tedesco riporta: Tonio amava Hans. Mi sembra che la frase sia un po ardita in italiano, e soprattutto che si presti ad unanticipita visione del rapporto dubbioso di amicizia, come apparir poi in Morte a Venezia. Mann usa anche qui la parola amore che ho reso con tenero aetto. In questo lavoro in cui si trovano espressi sovente concetti presentati come massime del vivere civile, quando non come considerzioni losoche, questa la prima dichiarazione che in tal senso sincontra. Questa prima massima-sentenza gettata l quasi inavvertitamente, e comunque la sua profonda ed indiscussa eticit sotto gli occhi. Ridurre lamore al piacere di essere amati (la mera soddisfazione) vuol dire soltanto due cose: che lamore non pieno e totale, fatto di completa abnegazione e dedizione, o che sintende, comunque, svilire il sentimento. La formula dellamore come mera abnegazione senza nulla chiedere n attendersi, se da un lato sembra ricondurre paradossalmente a certe forme damore di medievale memoria fra domina e cavaliere, se dallaltro totalmente fuor di luogo dal senso pratico e terreno della nostra epoca, tuttavia, in assoluto, lunica vera forma di amore puro e sincero concepibile. Questa visione rigorosa, questo nulla concedere al senso pratico ed allopportunismo, si presenter pi volte in corso dopera, e sar uno dei temi dominanti svolti nel capitolo IV, nella conversazione con Lisaweta Iwanowna. Omesso di quattordicenne. Citazione autobiograca. Vedi il commento al testo nella pagina 106. Il testo riporta immer : sempre. In tutte le occasioni in cui compare reitarata la frase ho usato sempre eternamente. Man usa il termine Flgel che propriamente indica il pianoforte a coda. Avrebbe potuto genericamente usare anche il termine Klavier, come fa frequentemente nel capitolo VIII, pi usato per indicare genericamente un pianoforte e spesso quello verticale, ma luso di questo termine vuole specicare ancora una volta la distinta aristocrazia di provenienza. Mit Ken und Musik : Con baci e musica. Ho preferito usare lanaloga estressione italiana. Anche qui Mann usa la parola liebe, amore. Da notare che la bellezza esteriore al primo posto fra gli elementi dellamore. Vedi le note nella pagina 112. . . . oder arbeitest mit der Laubsge: . . . lavori (ti diletti) con la sega da. . . mi sembrava un po brutto in italiano, e nemmeno particolarmente elegante. La forma interrogativa non esiste nel testo tedesco. eine langsame(Art): in una maniera lenta, tarda. . . . Ho usato questaggettivo per sottolineare lindolenza del carattere di Tonio, che pur desiderando essere amato da Hans, come appresso (vedi cap. II) da Inge, non fa tuttavia alcuno sforzo, alcuna violenza a se stesso, ed attende sempre che siano gli altri ad avvicinarsi a lui, salvo poi lagnarsi quando questo non avviene. Il rilevante a questo punto della descrizione dei due caratteri e dei comportamenti tanti diversi che Mann trova un modo veramente sublime per descrivere la massima comunanza che Hans pu avere con Tonio: mangiare caramelle da uno stesso cartoccio!

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Ora Hans chiama Tonio per nome; questo rilevante nellevolversi del racconto. Quando fra breve i due incontreranno un compagno di scuola, allora Hans lo chiamer per cognome, di fatto imbarazzandolo. Ancora un signicativo tratto distintivo dei due caratteri: Tonio impresta, Hans mostra! Unaltro atto di sottomissione ad Hans. Tonio per avvicinare lamico usa il suo stesso linguaggio ripetendo la parola knallt, e tuttavia ottiene leetto desiderato, perch a sentire quella parola Hans gli dedica la sua attenzione. Notare lo stacco magistralmente operato da Mann. Il possesso momentaneo dellattenzione, pi che dellamicizia, di Hans gi evaporato allapparire di un elemento del mondo normale, un suo (e loro) compagno di scuola. Tutti i personaggi della storia sin qui incontrati, e lo stesso sar per quelli a venire, tutti quelli intendo che giocano un ruolo importante nei rapporti con Tonio sono altolocati, appartengono allaristocrazia borghese. Cos sar pure infatti per Inge, Magdalena e anche, se si vuole, Lisaweta Iwanowna. Gli unici non rilevanti sono quelli che non compaiono per nulla nella scena e che servonono soltanto come completamento di descrizione, perch in qualche modo serbano un posto nella memoria di Tonio-Mann: il bottegaio che vende caramelle, il maestro di ballo, il direttore dellalbergo,. . . La descrizione di Jimmerthal volutamente caricaturale e dispregiativa in rapporto ad Hans, quasi ad esorcizzare la sua entrata in scena. Il desiderio espresso intimamente da Tonio che non parlassero subito dequitazione sinfrange istantaneamente, come istantaneamente s dissolta la sua breve comunanza di Hans. Comincia a palesarsi qui una riessione che sar un cardine del lavoro e che sar svolta ancora pi avanti: la dura ed amara constatazione che si appartiene a due mondi diversi. Tonio tocca qui lapice della sottomissione spirituale: pur di riuscire gradito allamico (Hans) ed al mondo (Jimmerthal) arriva a vergognarsi del proprio nome, di una cosa cio di cui non ha alcuna colpa, e questo solo per compiacere! Anche in questo caso ho voluto usare il linguaggio dei giovani rendendo Jimmerthal mag ich leiden! (QuellJimmerthal mi piace! ) con Forte quellJimmerthal. da notare la nezza di Mann nel linguaggio dei due giovani protagonisti. Ora che sono soli, senza terzi di cui Hans debba vergognarsi per lamicizia con Tonio, Hans usa laggettivo fantastico, generalmente accettabile nella descrizione sintetica di unopera, e non dice pi uno schianto, quindi ora usa il linguaggio di Tonio. Queste parole con cui si chiude il I capitolo saranno il suggello della lettera a Lisaweta Iwanowna nel capitolo IX. spitzig: puntuta. Questo periodo stato molto modicato rispetto alloriginale per la necessit di rendere nella nostra lingua, al meglio, i sentimenti damore provati da Tonio. Per quanto riguarda la tecnica descrittiva qui usata da Mann, vedi le note a commento nella pagina 110. Mann usa qui il vocabolo Erfahrung che pu essere reso con esperienza, ma siccome la prima volta che Tonio sinnamora, ed egli stesso riconosce che si tratta di un sentimento assai diverso da quello provato nei confronti di Hans Hansen, non mi sembrato corretto rendere con esperienza la sensazione provata da Tonio. Anche nel caso in cui Mann avesse voluto riferirsi qui a esperienze provenienti a Tonio da letture il vocabolo mi appare infelice. Oltretutto si tratta proprio di stati emozionali emanate direttamente dai sensi e quindi lesperienza non centra proprio nulla. Questaggettivo (lustige) ritorna pi volte nel corso del testo quale un attributo fondamentale caratterizzante la personalit di Inge. La sua traduzione allegra, lieta. Io lho sempre reso con spensierata, perch mi sembra che questaggettivo renda meglio la esuberante e semplice gioia di vivere che Tonio legge sul volto di Inge in contrapposto alla sua seriosit. Ho soppresso ausgerumten: sgombro. Vedi le note nella pagina 106, in nota. Ancora una volta si tratta di personaggi altolocati.

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Man usa la parole Ae che vuol dire scimmia. Anche Magdalena Vermehren appartiene allalta borghesia. Alla ne del capitolo VIII la scena si ripete: una ragazza che presenta tutti i tratti caratteristici di Magdalena Vermehren cade durante il ballo e viene aiutata a rialzarsi da un Tonio Krger ormai adulto e maturo. Il testo riporta: . . . schaute sie ihn von weiten mit gesenktem Kopfe an, che tradotto : . . . lo guardava di lontano con il capo reclinato. Siccome il tenere il capo reclinato unespressione tipica di chi guarda intensamente unaltra persona e sembrandomi non attinente la traduzione letterale in italiano, ho preferito ignorare lespressione del viso per passare subito al sentimento di Magdalena espresso in quellatteggiamento. Ho spostato la forma reiterativa Er, er su Inge. Mann usa reiteramente la forma sah (vide) del verbo sehen. Nella seconda chiamata ho reso il verbo con si perdeva. Theodor Storm (1817-1888) anchegli della zona del Nord della Germania, lo Schleswig-Holstein, esercit per quasi tutta la sua vita la professione di giudice. considerato fra i massimi rappresentanti del classicismo borghese ottocentesco. La sua prima e pi famosa opera fu Immensee (Il lago delle api), in cui per certi versi ripercorre la vicenda esposta da Mann in questo capitolo: un amore che sorge dallinfanzia si scontra contro le circostanze e viene soocato nel silenzio. La sua opera pi completa forse Der Schimmelreiter (Il cavaliere dal bianco cavallo) in cui descritta limpari lotta delluomo contro gli elementi. La poesia di Storm cui Tonio Krger si riferisce Hyazinthen, una poesia in quattro quartine che alla prima recita: Fern halt Musik; doch hier stille Nacht, Mit Schlummerduft anhauchen mich die Panzen Ich habe immer, immer dein gedacht: Ich mchte schlafen, aber du must tanzen.

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Lultimo verso ripetuto ancora alla ne della poesia. Ho soppresso zur Tr (dalla porta) perch svolgendosi il ballo in una sala di unabitazione non vedo da dove possa entrare una cameriera se non da una porta. Corsivo non presente nel testo. Anche qui (come pure era gi accaduto nei confronti di Hans) Tonio Krger non vuol farsi assolutamente un giudizio negativo delle persone cui tende e che tuttavia non lo considerano ed portato pertanto sempre a giusticare ogni atteggiamento di trascuratezza nei suoi confronti. In sostanza Tonio non vuole vedere che Inge quella che , vuole ancora che sia come se la immagina e la desidera. Per questa parte che sembra indicare tramite la creazione artistica il desiderio di rivalsa di Tonio Krger sulla vita, vedi le note nella pagina 132. Il verbo usato da Mann umfate, cio circondava. Lho reso con carezzava per acuire lintensit poetica ed emotiva che Mann pone nellanimo di Tonio. Di questo passo ho tanto apprezzato la traduzione che ne ha dato Salvatore Tito Villari che non ho saputo far altro che usare le sue stesse parole, perch di migliori non ne esistono. Ho cambiato la costruzione della frase in forma riessiva (tuo/suo). Ecco qui la prima amara consapevolezza di una profonda diversit, nora latente ed ancora indubbia nel rapporto con Hans, ma drammaticamente appariscente nel rapporto con Inge. Non credo sia un caso che ora Tonio chiami loggetto del desiderio non pi Inge, cio con il nome che doveva essere comune fra la cerchia di amici e conoscenti, ma con il nome intero. La forma contratta del nome gli sembra troppa poca cosa nel pronunciare lemero giuramento di fedelt! Il nome completo era stato pronunciato unaltra volta ad inizio capitolo. Qui come altrove ho reso rechten Weg con via diritta. La traduzione corretta : giusta via. zwar vuol dire, grosso modo, ed addirittura, e proprio.

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61 . . . Klammern und Fden, letteralmente legacci e bre. Ho reso soltanto il primo termine. 62 Sein und Wesen, cio (il suo modo di) essere e vivere. 63 Mann usa lo stesso verbo verlie per descrivere tutti questi addii. Io, al contrario, ho usato verbi diversi per sottolineare lenfasi drammatica di ogni addio. Identica tecnica ho usato anche nel capitolo IV quando Mann descrive la stanza di lavoro di Lisaweta Iwanowna. 64 Ho reso Spott (derisione) con queste due parole. 65 Er ergab sich ganz der Macht. . . Ho reso Macht con impulso sembrandomi che questo sostantivo esprima di pi lo sforzo creativo di Tonio Krger che qui Mann vuole sottolineare. Poche righe sotto la stessa parola lho resa invece con potenza. 66 Sie schrfte seinen Blick. . . : Essa [la forza] an il suo sguardo. Mann qui fa riferimento ancora alla forza (Macht) che poco sopra ho reso (la prima volta) con impulso. Mi sembrava non corretto dire in italiano limpulso o (la forza) an il suo sguardo, e cos ho preferito mutare la costruzione della frase ponendola in forma riessiva; introducendo allinizio del paragrafo E cos. . . per esprimere un forzoso riferimento a quellimpulso-forza evocato da Mann. 67 . . . machte ihn hellsehend. . . Taten ist: [La forza] lo rese chiaroveggente e gli mostr linterno del mondo e tutti i conni/limiti che si trovano dietro le parole e i fatti. Il termine chiaroveggente mi dava personalmente fastidio. Ritenendo che Mann intendesse qui riferirisi soprattutto allintuizione, ho preferito usare questo vocabolo, anche se non del tutto escluso che Mann lo abbia usato volutamente e congiuntamente a quella forza (Macht) pi volte invocata. 68 trbsinnig vuol dire anche malinconici, ma a me sembra che questaggettivo qui sia pi appropriato. 69 La parola usata da Mann tot, morto. 70 Shuld esprime in realt la colpa, io sono andato al di l, direttamente al giudizio che Thomas Mann d di Tonio Krger in questo stato della sua vita. 71 singolare il ruolo che in questa parte del discorso Mann-Krger assegna ai genitori: la madre lo attira al Sud, e lo fa precipitare e perdere, il padre suscita in lui pi che il senso di colpa il senso di responsabilit ed amor proprio e lo fa rialzare con i suoi insegnamenti e la sua morale. Vedi anche le note nella pagina 128. 72 Tonio Krger non riesce qui a terminare la frase. Pu soltanto dire che non un zingaro, ma per la vita che sta conducendo il residuo della sua coscienza glimpedisce al momento di considerarsi ancora della famiglia dei Krger. la frase gli si strozza in bocca. . . 73 verschrfte vuol dire tanto inasprirsi quanto intensicarsi. Il verbo inasprirsi mi sembrato evocasse troppo un inaridimento (e non quello che Mann vuole dire) mentre laltro verbo peccava allopposto. Sono cos ricorso ad una locuzione di parole che se anche non mi soddisfa completamente la migliore che abbia trovato. 74 Tutti gli aggettivi nel testo sono al femminile perch riportati a die Knstlerschaft che appunto femminile. Io li ho resi al maschile considerando che i cambiamenti avvengono in lui di cui parte la coscienza artistica. 75 La prima opera pubblicata da Thomas Mann fu la novella Gefallen (Perduta). 76 Vedi ancora, a questo proposito, le note nella pagina 132. 77 Da qui e sino alla ne del capitolo il verbo arbeiten stato reso con comporre, scrivere,. . . in considerazione della sentenza nale di questo stesso capitolo wer lebt nicht arbeitet: chi vive non lavora. Mann qui intende sottolineare ancora una volta che chi vive la propria vita senza prestare attenzione alle cose attorno abbastanza tranquillamente superciale da non avvertire il bisogno di scrivere, comporre, dipingere,. . . bisogno questo che nasce solo dal forte sentire e dalla conseguente relativa indagine sul dolore che appunto lo scrivere. 78 Vedi le note nella pagina 130. 79 . . . da Sie eine gute Kinderstube genossen haben. . . , letteralmente . . . che lei ha ricevuto una buona educazione. . . 80 Es war in. . . : Si era a. . . 81 . . . mehrere Stiegen hoch. . . : diversi piani su; ma siccome subito dopo Mann parla di un lucernaio non pu che trattarsi dellultimo piano.

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82 Omesso il verbo herrschte, che sta per dominava, regnava,. . . 83 . . . untapezierten Wnden. . . : . . . le pareti non tappezzate. . . 84 Come si nota dal testo a fronte Mann usa sempre, reiterando, il verbo beschien: illuminava. Io, come altrove, ho preferito usare verbi diversi per ogni azione spingendomi sino a pennellava. 85 Nella sua personale descrizione, perch questa la descrizione del viso del giovane Thomas Mann, lautore si riallaccia alla descrizione operata poco prima dello schizzo sulla tela ricorrendo alle stesse gure e quasi alla medesima tecnica descrittiva. Limmagine piace talmente a Mann che continua ad usarla per la descrizione del proprio stato danimo alcuni paragra appresso. Evidentemente deve essersi soermato pi di una volta dinanzi ad una tela in lavorazone e guardando la tecnica di pittura avr fatto il paragone con la tecnica delle genesi di unopera letteraria, dalla prima idea sino al lavoro compiuto. 86 Aber nun geben Sie acht. . . : Mi presti un po dattenzione. . . 87 A proposito del vestito, Lisaweta lo denisce patrizio. A me questa aggettivazione sembrata senza senso in italiano. Il tono di Lisaweta comunque tale che sembra rimproverare benevolmente a Tonio Krger, ben vestito, di averla sorpresa nellintimit del suo lavoro, e quindi dei suoi pensieri, quellintimit da cui Tonio Krger appena sfuggito. Questa considerazione introduce comunque il tema della discrezione dellartista che Tonio Krger sviluppa come risposta a Lisaweta. Questo tema sar trattato nelle note nella pagina 129. 88 Questa frase un capolavoro dellimbarazzo che Tonio Krger sta incontrando nellesporre le proprie idee. Non centra nulla nel contesto del discorso. la classica frase ad eetto buttata l come via temporanea di fuga, per fermarsi un momento a riettere, anche se Tonio Krger si riprende subito da questaltra interruzione (laltra era: Ma di che stavamo parlando?. . . riallacciandosi al discorso della primavera. Per un altro verso essa potrebbe anche essere una traccia della dicolt di Mann nel procedere nella scrittura di questo capitolo come da lui setsso ricordato: vedi le parole di Mann nel Saggio autobiograco nella pagina 101 delle note. 89 Corsivo mio. Vedi le note a commento alla nota n. 77 , nella pagina 130. 90 Mann per esprimere la possibilit usa in questo caso del verbo potere la forma drfen, che in lingua tedesca esprime il potere che mi concesso, quello che non dipende da me. Con ci Mann intende sottolineare lassurdit del darsi delle prime emozioni che vengono alla mente. 91 La frase originaria stata completamente stravolta, ne riporto qui la fredda traduzione letterale: In quanto, quello che si dice, non pu mai esere lessenziale, piuttosto soltanto unindierente materia, da cui limmagine estetica, con calma e facile superiorit, si deve formare. 92 Ho operato questa costruzione sfruttando il verbo entrckte, che vuol dire essere assorto, essere assorto in estasi. La traduzione letterale : . . . Adalbert se n andato nella sfera estatica. . . 93 Il tema del canto con voce angelica, cio della delicatezza dei sentimenti contrapposta al freddo raziocinio che deve possedere chi compone per non farsi sorprendere e trascinare dalle tante ingenuit che gli vengono alla mente, torner nel nale, nella lettera a Lisaweta Iwanowna, quando Krger-Mann intuisce che si pu risolvere il problema adoperando unaltra metafora: vedi il capitolo IX, nella pagina 84 e relativa nota. 94 Beruf pu essere tradotto con vari vocaboli quali occupazione, dovere, vocazione, libera professione,. . . oltre, naturalmente, al termine qui usato. La scelta del vocabolo mestiere al posto di altri originata dal fatto che Mann qui vuole sottolineare la vocazione dellartista, e quindi il termine mestiere quello che suscita lindignazione di Tonio Krger. A questa tematica sar dedicata una trattazione nella pagina 134. 95 Il testo reca was ist: cos. 96 Vedi su questo punto le note nella pagina 135. 97 Ho reso qui il vocabolo usato da Mann (Gabe), gi poco sopra reso come dono, in unaccezione che non propria della lingua tedesca. Luso di questo vocabolo, sembra far presagire che anche il banchiere possieda il dono suddetto. Ma poi, nel prosieguo del discorso, disconosce al banchiere di fatto le qualit dellartista, almeno nella sua totalit.

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Il testo reca laggettivazione morbides: delicata. Con la traduzione ho inteso sorpassare la parola e giungere direttamente allemozione che Mann vuole suscitare nella sua interlocutrice. Le osservazioni svolte sin qui da Mann e che in questesclamazione trovano uno dei loro momenti pi signicativi, mi hanno sempre riportato prepontemente alla mente una frase di Gthe, tanto prepotentemente, al punto che sono convinto che qui Mann abbia inteso riproporla in nuove vesti. La frase gthiana cui mi riferisco rintracciabile negli Epigrammi veneziani (Venetianische Epigramme), n. 77, v. 3, e suona cos: Ach, die zrtlichen Herzen! Ein Pfuscher vermag sie zu rhren, cio, Ah, questi cuori teneri! Un ciarlatano riesce a commuoverli! Il testo riporta: . . . ein dummes malendes Frauenzimmer. . . , cio, una stupida donnetta che dipinge. A me la frase sembrata troppo forte riferita alla considerazione che di Lisaweta ha Tonio Krger, per cui ho spostato la negativit della frase sullattivit di pittrice von Hause si potrebbe tradurre per educazione. Ho preferito rendere le due parole con questavverbio per gravare ancora laccento sulla naturalezza di questi atteggiamenti. Ho reso cos le parole psycologische Hellsicht: acutezza psicologica. Chiaro riferimento alla massima francese tout comprendre cest tout pardonner. Corsivo non presente nel testo. Sul punto vedi le note nella pagina 135. Corsivo non presente nel testo. . . . mit einem ganz kurzen Entlassen der Luft durch die Nase: . . . con una breve emissione di aria dal naso. Riesce veramente dicile non scorgere in questa critica al letterato una critica anche a quella scuola di psicologia che allora stava nascendo. . . . perch tutti i traci sono peccato dinanzi agli occhi dello spirito. . . La traduzione letterale di Handeln comportamento, ma non questo quello cui Mann si riferisce, piuttosto al tipo di comportamento che, anche se spirituale, esige denaro in cambio, e per questo ho reso la parola con attivit spirituale. Vedi le note nella pagina 134. La gura di Cesare Borgia deve aver sollecitato nellopera di Mann notevoli riessioni se non inussi perch nel Saggio autobiograco, a pag. 21 (vedi note), cos si esprime: . . . un genere complicato che disprezzava decisamente gli inussi volgari del losofo di mondo, il rinascimento sempliciotto, il culto del superuomo, lesteticismo da Cesare Borgia, la spacconeria del sangue e della bellezza che allora era in voga fra grandi e piccoli. . .

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La traduzione di trunken ebbra. Data lesaltazione con cui Tonio Krger sta portando avanti la sua arringa, mi parso pi giusto porre in evidenza il male di questo modo di vedere che egli contesta. . . . die ihn auf den Schild erhebt! : . . . che lo esalti sullo scudo! La vita come eterno contrasto. . . Ho preferito mutare la frase per enfatizzare la crescita di passione nel discorso che emerge in Tonio Krger sempre pi nella parte nale del colloquio con Lisaweta. La traduzione letterale che non conosca. . . Alcune versioni traducono Ein menschlicher Freund! con Un amico umano! che a me appare in italiano completamente privo di senso. Mann vuole esaltare qui il senso di solitudine di Tonio Krger ponendo in evidenza, anche nel prosieguo della frase, che sta ancora cercando un uomo, un uomo vero, tutto spontanea abnegazione. Il testo tedesco reca il verbo besitzen che vuol dire possedere. Per quanto lespressione sia corretta, nel trasporto spirituale che sta invadendo Tonio Krger mi sembrato che se potessi possedere. . . suonasse volgare, e cos ho cambiato verbo e pure sostituito amico con sodale. Il testo reca: mit der Frage, cio con la domanda La permutazione della parola stata dettata dalla considerazione che qui Tonio Krger vuole esprimere vuole esprimere langoscia che gli viene da queste occasioni dincontro. Vedi a questo proposito il commento al testo nella pagina 132 Ho unito due periodi.

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Evidente il riferimento al suo tentativo (I capitolo) di avvicinare Hans Hansen alla sfera dei suoi interessi, quando questi al Don Carlos ed alle poesie preferiva le istantanee dei cavalli. Nellultimo capitolo questo Noi artisti si trasformer in Voi artisti a segnare il superamento di certe posizioni e lallontanamento dal modo dintendere larte di Lisaweta. Questa trasformazione commentata nella note al testo nella pagina 138. Tutti i tempi sono stati portati al passato. Mann qui usa il termine Handwerk, proprio dellartigiano e non Beruf, mestiere. Vedi le note nella pagina 134. Il verbo gepfuscht hat si rende generalmente con ha abbarrocciato. Qui Mann usa tanto di quel disprezzo che il verbo mi sembrava insuciente a rendere la repulsione che quello sconsiderato gesto ha suscitato in Tonio Krger. den Irrtum: lerrore. La frase originale molto pi asciutta, ma rendere In autunno Tonio Krger disse a Lisaweta a me sembra di poco senso, e non solo in italiano. In taliano nel testo Ho alleggerito, forse per orgoglio didentit, laggettivo usato da Mann, frchterlich, letteralmente: orribilmente. Sul punto vedi comunque le note a commento nella pagina 44. In italiano nel testo La traduzione di Ausgangpunkt punto duscita. Averlo reso con punto dorigine ha voluto evidenziare la valenza della vita trascursa in quel luogo no al momento della partenza, pi che la partenza stessa. . . . hielt den Kopf gegen den Wind gebeugt. . . : . . . teneva il capo abbassato contro il vento. La traduzione di schlafwandelnd sonnambulo. Mi sembrato che automa rendesse meglio il senso di sbandamento e confusione presente nella testa di Tonio Krger. A proposito del simbolismo qui chiaramente presente, si vdano le note a commennto nella pagina 121. Per unanalisi del modo di scrivere di uno scrittore, interessante qui rilevare come limmagine del precedente capoverso abbia generato in Mann questultimo periodo. Nel precedente capoverso infatti, egli sembra seguire passivamente luomo con la ammella accesa in cima alla canna, in questo caso vorrebbe in aggiunta che quella ammella divenisse in lui una vivida luce per condurlo diritto alla meta, senza ulteriore vagabondare. Anche questo elemento signicativo per la simbologia cui si faceva cenno nella nota precedente. Ma ancora pi signicativo dal punto di vista letterario che Mann intenda qui dire che a Tonio Krger quella ammella che aveva visto pocanzi brillare avanti a s, non s ancora riaccesa, non risplende in chiara luce. Da questo punto in poi e sino alla ne del capitolo la traduzione ha comportato la quasi totale riscrittura del periodare originale. Questo desiderio di non voler essere riconosciuto una reiterazione del discorso con Lisaweta Iwanowna (vedi nella pagina 34) quando Tonio Krger accenna alla quasi impossibilit per lartista di camminare indierentemente fra gli altri proprio a causa di quei tratti distintivi che porta impressi nel volto come riesso dellanimo. Qui, tuttavia, e si sente, per quanto faccia il possibile per conservare lincognito, Tonio Krger bramerebbe almeno un poco essere riconosciuto e fermato. Si tratta in fondo anche in questo caso di unaltra chiamata dei pensieri enunciati e svolti nel capitolo II: scena seguente il ballo, nella pagina 20, quando Tonio Krger attende vanamente, pi che invano, di essere chiamato dentro la sala proprio dalla persona che ha riso di lui. Mann pone nella mente di Tonio Krger tre domande retoriche e reiterative: Wohin ging er?, letteralmente, Dove andava?. Vedi a questo proposito le note nella pagina 124. A sottolineare la valenza di quanto espresso nella nota precedente, si noti che le parole usate qui da Mann . . . wo hoch, spitzig und vielfach der gotische Brunnen stand. . . sono esattamente le stesse usate al capitolo II, 1 capoverso. Di qui in poi, sino alla ne, la reiterazioni di frasi e pensieri, esattamente cos come espressi e scritti, sar continua.

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Corvivo non presente nel testo. Vedi ancora note precedenti. Sono questi i viali che il quattordicenne Tonio percorre in compagnia di Hans alluscita della scuola: vedi nella pagina 4. Anche il vento che costringe a tenersi i berretti ben serrati in testa e che fa crepitare gli alberi invocato nel I capitolo, e pure la frase . . . einen Zug mit plumper Eilfertigkeit vorberpuen, zhlten zum Zeitvertreib die Wagen. . . unesatta ripetizione di quella al I capitolo, nella pagina 12, con due signicative eccezioni: la forma verbale ora naturalmente al singolare, quindi Mann trasforma la frase riportata in quella pagina in . . . und blickte dem Manne nach, der zuhchst auf dem allerletzten sa. Rimane sempre luomo in alto sullultimo vagone, ma ora non lo saluta pi come aveva fatto in passato assieme ad Hans, si limita ad osservarlo (blickte). Puntuale ancora il riferimento alla Lindenplatz ed in particolare alla casa degli Hansen (vedi in proposito nella pagina 12), anche se in questo caso, sfumando i ricordi, Mann saccontenta del riferimento ad una suggestione che pur tuttavia ripercorre interamente posando le mani sul cancello.

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Vedi nota precedente. Idem come sopra.

142 . . . zum Haus seiner Eltern: . . . alla casa dei genitori, quasi a sottolineare ulteriormente lestraneit di quellabitazione. 143 Queste parole hanno rappresentato uno dei momenti pi dicili della traduzione che peraltro non ho saputo risolvere, giacch Der Sohn des Hauses, cio letteralmente Il glio della casa non ha gran senso in italiano, e mi pare neanche in tedesco. La traduzione operata lontana dal soddisfarmi, ma lunica che ho al momento trovato un pochino accettabile, ponendola fra laltro in corsivo e riscrivendo il soggetto della frase. Sotituito alten (vecchia) con conosciuta. Vedi nota nella pagina 121 ed anche le note a commento nella pagina 106 per il valore autobiograco della descrizione, e nella pagina 125 per quanto riguarda il simbolismo.

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146 drftiger Mensch: un poveruomo. Queste due parole vogliono signicare, ancora pi che un disprezzo, lestraneit di quelle persone ad una casa che considera nellintimo ancora sua. 147 . . . die erste: il primo. 148 Questa scena che vuole porre in risalto limbarazzo di Tonio Krger nel ripercorrere ambienti gi a lui familiari, assomiglia straordinarimente a quella descritta nel II capitolo (vedi in proposito nella pagina 19), quando un allora sedicenne Tonio Krger si punisce per limbarazzante gura fatta, e di conseguenza per il disagio creatosi in lui, per aver goamente sbagliato le gure della mazurka destando lilarit generale. Vedi anche le note nella pagina 126. questo un ulteriore segno della psicologia del personaggio che lautore pone in evidenza, mostrando la sua successiva maturit, come, pur commosso e forse anche un poco imbarazzato per ripercorrere un tratto della sua giovane vita, sa ora dignitosamente comportarsi, non ha pi bisogno di nascondersi, anche se entrando gli era sembrato che suo padre potesse apparire da un momento allaltro e chiedergli conto della sua vita. 149 . . . den letzen Seufzer getan. . . : aveva esalato lultimo respiro. 150 Per un momento (breve) le calde lagrime sembrino assolvere sua madre dal peccato di essersi risposata, poi per suciente rievocare la sua fuga con un artista meridionale perch nellintimo di Tonio Krger vi sia una sentenza di riprovazione per il fatto. Vedi a questo proposito nella pagina 29. Alla luce di quanto espresso da Mann nel Saggio autobiograco, vedi nella pagina 107 nelle note, anche questo sembra essere un accadimento davvero vericatosi. Il poliziotto si presenta come una reincarnazione della gura paterna con il richiamare Tonio Krger ad una vita secondo le norme; vedi anche nella pagina 121. 153 Su questepisodio vedi le note nella pagina 106. 154 Die Nacht el ein, und mit einem schwimmenden Silberglanz stieg schon der Mond empor. . . : Cadeva la notte e la luna con il [suo] nuotante argenteo splendore si stava levando.

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155 Bugspriet propriamente il bompresso, cio lalbero non verticale della nave che per circa un quarto della sua lunghezza ancorato a prua dellimbarcazione mentre per la restante lunghezza fuori di essa. tenuto in posizione da stralli orizzontali e verticali e serve ad irrigidire le altre strutture verticali della nave. Mann posiziona Tonio Krger nei pressi di questo, quindi a prua. 156 La parola Stimmung resa con sensazione indica tanto lo stato danimo quanto, in termini tecnici, laccordatura, il diapason. Mann vuole dunque qui signicare il particolare stato di grazia in cui si trova Tonio Krger. Ho reso questo vocabolo in due fasi distinte: allinizio appunto con sensazione, ed alla ne della frase con armonia ed aggettivando il sostantivo. 157 Ho apportato una radicale modica al testo spostando la frase che regge tutto il periodo . . . und dies hatte ihn zerstreut alla ne del primo periodo, poich in italiano il verbo mi sembrava troppo lontano da tutte quelle azioni di sgeuito descritte, com invece proprio della costruzione del periodare tedesco. Questo ha comportato anche alcune modiche alla frase precedente, quella che inizia con Aber dann. . . al ne di render il periodo pi uente a seguito di queste modiche. 158 Letteralmente: i sogni estivi del mare. 159 sah die Glut des Leuchtturms. . . : vide il fuoco del faro. . . Richiamo quanto detto in precedenti note, cio come Mann ricorra alle luci per descrivere le sensazioni. Nel capitolo precedente, appena giunto nella sua citt, cera un uomo che lo precedeva nel suo andare tenendo in mano una lunga canna con cui, ad una ad una, accendeva tutte le lampade a gas della citta: vedi ultimo capoverso nella pagina 47. Qui invece egli per evocare unanaloga sensazione ricorre al faro ed alle luci dellalbergo in cui risiedeva assieme ai genitori. Credo che sia signicativa la contrapposizione di luminescenza fra il faro e le luci dellalbergo. Per indicare la luce del faro Mann non usa infatti il termine blitz, lampo, signicativo proprio di un faro, bens il termine Glut che propriamente andrebbe reso come vampata. Sembra quindi che anche basandosi su una gradazione luminosa egli intenda aevolire nel ricordo le ore passate in albergo (Kurhauses nel testo cio casa di cura) ed esaltare invece le ore trascorse sulla spiaggia, presso il faro appunto, dove acoltava i sogni estivi del mare. Questa tematica trattata nelle note nella pagina 127. 160 Mann usa qui la parola Sderne anzich Sterne per signicare nella pronuncia la provenienza del suo interlocutore da zone del Nord della Germania. Successivamente ricorrer alla stessa scrittura sia per questa come per altre parole, giungendo a modicare stehen in sdehen. 161 Mann intende ridicolizzare linterlocutore di Tonio Krger anche per le sue scarse conoscenze, ponendogli sulle labbra una considerazione banale, che le stelle cio dovrebbero essere pi grandi della Terra. 162 Soppresso . . . wagen und abwehrenden, cio (. . . con un ampio gesto del braccio) vago e difensivo. 163 . . . aber besonders an solchen Abenden wie heute. . . . . . e particolarmente in alcune sere come oggi. . . . 164 Ho sostituito Abend (sera) con notte perch seguendo la cronologia di questa parte del racconto mi sembrato che la sera abbia ceduto da un pezzo alla notte. 165 Letteralemente: . . . di un qualcosa di dolce. 166 Soppresso vollends, che sta a signicare si rivest completamente. Poich fuori c il mare in tempesta, come si vedr meglio fra poco, una precisazione superua. 167 Questo periodo intraducibile in una forma che sia solo lontanamente letterale, che peraltro non riporto perch questa non avrebbe alcun senso. Le modiche apportate sono state continue e rilevanti per cercare di rendere al meglio la ricercatezza del linguaggio di cui Mann dimostra ancora una volta di essere un sapiente conoscitore e dominatore. Nel testo tedesco (vedi a anco) la frase . . . war die See zerrissen, zerpeitscht, zerwhlt, leckte und sprang in spitzen tutta tesa a dare unidea, anche onomatopeica, della tempesta e della furia delle onde, nonch le successive pittoresche immagini. dicile non vedere un mare agitato durante la lettura. Anche i periodi seguenti sono stati alquanto modicati nella traduzione. Non sempre i relativi profondi interventi sono segnalati.

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Chiaro riferimento alla frase del II capitolo riportata nella pagina 21: . . . allora il suo cuore viveva. Caldo eppur triste esso pulsava per te. . . Le parole . . . sulle guance come lo scorrere. . . non sono presenti nel testo. Con questo buongiorno militaresco Mann opera una contrapposizione fra la delicatezza della poesia e listituzione militare, come se il giovane commerciante con quel saluto volesse farsi assolvere, alla luce del giorno, delle condenze notturne. Inevitabilmente viene anche alla memoria lassurdit della scena descritta nel cap. IV, nella pagina 42, quando un sottotenente legge una sua poesia fra limbarazzo generale, e dove veniva mostrato lassurdo contrasto di due atteggiamenti formali. questa una frase, lunica!, che ho tradotto e lasciata controvoglia, perch davvero non riesco a comprendere cosa centri e cosa voglia dire. Mann si limita a parlare genericamente di un soggiorno, e mi pare poco davvero per giusticare la distribuzione di mance inserita nel testo. Sembrandomi anche nel periodare seguente del tutto inaerente la frase . . . gironzol dalla sua camera dalbergo lho soppressa. Da qui in poi, per le poche volte che citato, ho lasciato Sund. La parola indica uno stretto di mare. Da questo punto in poi, e sino alla ne del capitolo, mi stato quasi impossibile rendere una ad una tutte le aggettivazioni che Mann usa. Per cui, in considerazione dellalto numero di trasposizione di parole eettuate, ometter, salvo alcuni casi particolari, di riportare la traduzione letterale dei singoli brani, perch questo avrebbe quasi comportato unaltra completa traduzione dellintero capitolo. Comunque ho sempre cercato di rispettare le intenzioni dellAutore al massimo. Mann usa qui il verbo sprach, ad intendere che il commerciante parlava con la bottiglia. La traduzione della frasi dallinglese : Per favore, passatemi quel piatto di salame. . . Non salame, prosciutto. versunken qui reso con rilassato, letteralmente assorto. Ho inteso mettere in evidenza lo stato di beatitudine in cui si trovava Tonio Krger, e per questo ho scelto un verbo che, a prima vista, sembra indicare esattamente lopposto delle reali intenzioni dellAutore. . . . whrend die Sonne am Himmel stand und Menschen zugegen waren: mentre il sole si trovava [alto] nel cielo ed altre persone erano presenti.. Mann qui vuole partecipare che il fatto che si appresta a descrivere non riguarder soltanto lui, ma coinvolger la vita di quella piccola comunit in cui Tonio Krger sta trascorrendo le ferie; alla luce del giorno mi parsa unespressione pi che suciente. . . . zu erschauern: rabbrividire. Gste nel testo, cio ospiti. Il tempo del verbo originario al presente: ist. Adesso iniziano ad entrare prepotenti i ricordi e le emozioni della giovent, ed i personaggi che erano stati in qualche modo parte delladolescenza di Tonio Krger si ripresentano in scena. Non solo Hans ed Inge, ma, in vesti diverse, anche altri protagonisti, come Magdalena Vermehren, la ragazza che cadeva sempre, che assume qui le spoglie scialbe di una giovane ragazza dalle spalle magre che cade anchessa, come lineabile signor Knaak, assai pi graziosamente questa volta, sotto le vesti di unaggiunto postale che vuole dirigere il ballo. A proposito di questo si noti come la descrizione operata da Mann faccia in modo che il nuovo attore si presenti pi simpatico, e come per un attimo, ma solo per un attimo, la descrizione della capacit dellaggiunto postale di muovere le gambe assomigli in modo sorprendente alle piroette atletiche che solo il signor Knaak sapeva fare. E se nella scena del ballo (capitolo II) cera un gran quantit di gente che stava a guardare nelle stanze vicine seduta su sedie felpate, anche qui, pure seduta su sedie felpate, c una gran quantit di gente che osserva alle pareti e dalle stanze vicine il ballo. Quello che emoziona in questa ciclicit delle esperienze, in questi ricordi trasgurati, la capacit di Mann di mostrare, che tutto, come recita lArlecchino di Busoni a conclusione dellopera, si ripete nel corso immutabile della vita e, come annoter appresso Mann, sarebbe assurdo augurarsi un ricominciare da capo, perch tanto sarebbe tutto lo stesso, tutto avverrebbe allidentica maniera, perch alcuni sono costretti a perdersi non avendo una dritta via tracciata. . .

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questo lunico caso in cui ho spezzato con un ritorno a capo il periodo originale di Mann. Mi premeva mettere in evidenza la frase che segue che rappresenta un descrittivismo pittorico di notevole bellezza. Vedi la nota nella pagina 71 dove si mette in relazione la descrizione di questambiente con quello della sala di ballo al II capitolo. . . . mit seitwrts geneigten Kpfen. . . : . . . con il capo reclinato. . . . Come era gi avvenuto nel capitolo II (vedi in proposito la nota nella pagina 17), Mann per accreditare unespressione di tenerezza, uno sguardo particolarmente interessato sul volto, usa questespressione. Ecco come si diceva in una precedente nota, il signor Knaak che ritorna anchesso sulla scena. Ma adesso, nelle nuove vesti di aggiunto-postale e di improvvisato direttore del ballo innitamente pi simpatico e non eccita tutto il disprezzo che quellaltra gura evocava. un pagliaccio anche questo se si vuole, ma un pagliaccio sincero, autentico, non uno che si adopri in tutto per apparire (ed essere) un pagliaccio artefatto. Se nel II capitolo Inge era sempre accompagnata dallaggettivo lustige (da me reso con spensierata), qui adesso essa semplecemente die blonde, la bionda, a sottolineare che la raggiunta maturit non consente pi neanche a lei di essere sempre ed incondizionatamente allegra, per cui laggettivo spostato da un attributo psicologico ad uno sico. Vedi note nella pagina 118. Le parole usate da Mann per descrivere in questa parte del romanzo Inge: . . . auf eine gewisse bermtige Art lachend den Kopf zur seite warf,. . . . . . wobei der leichte rmel von ihrem Ellenbogen zurckglitt. . . sono esattamente le stesse usate nel capitolo II, nella pagina 14. Questo rimarca ancora una volta la ciclicit delle emozioni. Non presente nel testo. La traduzione (abbastanza letterale) della frase Du sollst deine hellen Augen nicht trb und traumblde machen vom Starren in Verse und Melodie. . . : Tu non devi [dovresti ] rendere i tuoi occhi chiari cupi e frastornati perdendosti in versi e malinconia. Il testo reca er, cio, egli rest al suo posto. Ho sostituito il pronome con un sostantivo per sottolineare che durante tutta la scena del ballo Tonio Krger, come sempre, si limita a guardare, ad osservare, anche ora che adulto. Ed ecco che a completare i ricordi e lambientazione del ballo nel salone del console Husteede interviene anche Magdalena Vermehren, la ragazza innamorata di Tonio Krger e da questi non riamata: vedi nella pagina 17. Il testo reca . . . die vielleicht seine Schwester war. . . , cio come forse fosse sua sorella. Trattandosi di espressione che esprime un sentimento assai tenero ho reso la frase in questa forma. Ancora una volta come gi nellepisodio del cap. VI quando riuta di palesarsi al signor Seehase, il direttore dellalbergo, per quello che , il glio del console Krger, Tonio Krger non vuole farsi riconoscere, pretende che siano gli altri a riconoscerlo. Pure questa volta che si tratta di vecchi amici che lavrebbero senzaltro accolto con la massima gioia egli se ne resta allangolo, ad osservare come va il mondo che ama e di cui non parte. Anche la frase . . . Sie bewegte sich vor ihm hin und her, vorwrts und rckwrts,. . . . . . weien Sto ihres Kleides ausging, berhrte ihn manchmal. . . ancora una volta unesatta ripetizione di quella riportata nel capitolo secondo nella pagina 18. ein berhmter Mann: un uomo pi famoso. Mann qui gioca con le parole, come a voler dire . . . un Mann pi famoso. . . , inquanto il suo cognome in tedesco signica appunto uomo. dreimal recht: tre volte ragione, con chiaro riferimento ai tre motivi che appresso formano la riessione di Tonio Krger. Per descrivere queste tre azioni Mann usa la stessa forma verbale vollbracht htte, ([se io] avessi creato). Come altrove, ho usato tre verbi diversi, adattanto ciascun verbo allazione descritta: composizione musicale, scrittura losoca, ragurazione pittorica. La citazione risente della forte impressione che Thomas Mann ricevette di questopera durante il soggiorno romano. Nel Saggio autobiagraco citato nella note del testo, cos si esprime: . . . Il Giudizio universale mi commosse come apoteosi dei miei sentimenti pessimistico-moralisti ed anti-edonistici.

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Si presti attenzione a questa scena. Tonio Krger ama i biondi e quelli degli occhi blu, ma coloro cui tende la mano sono i perdenti nati, quelli trascurati, i semplici. . . Grazie! Molte grazie! , naturalmente, danese. Questa ragazza (la nuova Magdalena) lunica ad accorgersi di Tonio Krger, nel senso che scruta nel suo volto un qualcosa di diverso. Lattimo di tenerezza di Tonio Krger verso gli infelici sembra svanito. In quel lei non dovrebbe pi ballare c unatroce indicazione. Per la povera ragazza non solo terminata la festa, sono terminate per sempre, assieme alla rovinosa caduta, le speranze di una vita diversa, di poter accedere ad una serenit, ad una gioia, ad una pace,. . . tutte cose che le sono precluse perch. . . ha le spalle troppo magre, il collo troppo incassato. . . in poche parole non appartiene ai belli. . . Anche in questo caso Mann usa quasi le stesse parole del capitolo II, nella pagina 20. Mann usa la parola Dreitakt, cio in tre tempi, ad indicare appunto il tempo musicale che sandava suonando l sotto. Questa breve frase ha rappresentato il momento pi dicile della traduzione per cercare di rendere la forte emozione che in questa chiusa di capitolo Mann vuole orire al lettore. In italiano non ha gran senso dire Tonio Krger stava al Nord . . . e per questo ho reso le parole con una locuzione di pi ampio respiro. Ho reso cos grndlich che letteralmente sarebbe profondo. Ho preferito lasciare la parola originaria piuttosto che tradurre con sinonimi quali scapigliato, ribelle,. . . che mi sembravano fuor di posto. Ho reso le forme al plurale per sottolineare il grande trasporto mostrato da Mann verso queste categorie di persone. bin in keiner daheim: non sono in alcuno. Sostituito meine Brgerliebe (il mio amore borghese) con il suo amore borghese. Vedi la nota nella pagina 90. La citazione da San Paolo, Prima lettera ai Corinzi : Se parlo le lingue degli uomini e anche quelle degli angeli, ma non ho la carit, sono come un bronzo che rimbomba e uno strumento che suona a vuoto. . .

213 . . . so gut wie nichts: cos buono come niente. 214 Schelten sie nicht. . . : Non disprezzi, Non biasimi . . . Ho reso il verbo con Non trascuri [questamore] perch a me sembra che in queste ultime parole ci sia il superamento delloesa che Lisaweta aveva portato a Tonio chiamandolo borghese, e che in questo ultimo periodo Mann voglia portare Lisaweta sul suo credo spirituale. C la consapevolezza di essere sulla retta via. Rendendo cos il verbo mi sembra che esso contenga in s non solo linvito a non disprezzare, ma anche a porsi, come suol dirsi, in sintonia: di qui linvito allamica a seguire le orme di questamore. 215 . . . Sehnsucht ist darin und schwermtiger Neid und ein klein wenig Verachtung und eine ganze keusche Seligkeit. . . sono (ancora una volta) le medesime parole con cui si conclude il cap I. Solo le forme verbali mutano. Adesso qui c il presente ist (), mentre l limperfetto war (era).

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Note sul Tonio Krger

Indice degli argomenti


Introduzione e tematica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 101 Lelemento musicale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag. 103 La valenza biograca . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 105 I protagonisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 107 Caratteristiche dei protagonisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 108 La dualit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 109 Metodo descrittivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 110 Il disagio adolescenziale come fondamento della coscienza artistica . . . . . . . pag. 111 Psicologia dellet. . . adolescenziale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 115 Lambiente borghese e la questione della decadenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 116 Il simbolismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 121 La tematica del viaggio. Il ritorno alle origini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 122 I simboli della memoria. Le luci. Oggetti ed ambienti simbolici.pag. 123 Il viaggio verso la Danimarca: ancora le luci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 127 La questione artistica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 128 La discrezione dellartista . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 129 Sensibilit e sentimento come patologia dellessere. Larte come malattiapag. 130 Larte come rivalsa sulla vita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 132 Il mestiere dartista . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 134 Il superamento degli opposti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 137

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Introduzione e tematica
onio Krger fu pubblicato nel febbraio del 1903 sulla Neue Deutsche Rundschau, 1 quando lautore aveva 28 anni ed erano gi apparsi (1901) I Buddenbrook. Il lavoro contemporaneo al Tristano e precede le grandi opere della maturit: Altezza reale (1909), La montagna incantata (1924),. . . Lopera, pur frutto di una forte spinta emotiva, stata disegnata nella sua impalcatura a tavolino ed ha subito un lungo travaglio: Hans Hansen allinizio si chiamava Tage, e per lungo tempo, a conferma dellimportanza attribuita al capitolo centrale (il quarto), Mann ha pensato di intitolare la novella Literatur. Il Tonio Krger solitamente denito un romanzo breve, intendendosi con ci (forse) dire che del racconto possiede ancora sintesi e brio, del romanzo larticolazione complessa, diversa da quella solitamente presente nel racconto. Circa la genesi, nel Saggio autobiograco, 2 pag. 28, Mann cos si esprime:

Questo [il Tonio Krger] fu concepito quando lavoravo a I Buddenbrooks nellanno che passai a Langen. Approttai, allora, di due settimane di vacanza estiva per fare, passando da Lubecca, quel viaggio in Danimarca di cui si parla nella novella, e le mie impressioni nella piccola stazione balneare di Aalsgard presso Helsingr formarono il nucleo intorno al quale si cristallizz la breve opera cos ricca di riferimenti. La scrissi con molta lentezza. Specialmente la parte centrale, lirico-saggista, il colloquio con lamica russa (del tutto inventata), mi cost mesi di lavoro e ricordo che durante uno dei miei soggiorni a Riva del Garda nella Casa del Sole di R. von Hartung, avevo il manoscritto con me senza riuscire a procedere di un rigo. Mann stesso accredita pi volte questo lavoro come uno dei suoi lavori meglio riusciti, ed intere generazioni di giovani, pi o meno adolescenti, hanno riconosciuto nelle ansie di Tonio Krger le proprie. Costoro rileggendo lopera nella maturit fanno in genere un viaggio indietro nel tempo, mentre chi si avvicina ad essa per la prima volta da adulto, la vede inevitabilmente in unottica diversa, apprezzandone lo stile, il linguaggio,. . . ma non provando le stesse forti pulsioni tipiche della giovent. E questo naturale quanto ovvio. 3
1. Il lavoro, ultimato nel novembre del 1902, apparve nello stesso anno, presso leditore Fischer, nella raccolta Tristan. Sechs Novellen. 2. la versione del Saggio autobiograco cui qui ci si riferisce quella contenuta in Romanzo di un romanzo, traduzione di Ervino Pocar, edizione I gabbiani, Mondadori, 1972. A questo lavoro si far pi volte riferimento nel corso di queste note indicandolo sinteticamente come Saggio. 3. Quando, circa quarantanni fa, mi avvicinai per la prima volta al Tonio Krger, mi chiesi se fosse possibile individuare nella letteratura tedesca un qualche riferimento, una sorta di fonte ispiratrice. Allora spontaneamente, quanto ingenuamente, mi vennero alla mente I dolori del giovane Werther, il romanzo scritto a ventiquattro anni dallautore di Francoforte. In me allora vi fu soltanto uninconsueta associazione di idee, uningenuit giovanile molto superciale e niente pi, anche se qualche critico, di cui purtroppo non ricordo il nome, ha comunque operato tale accostamento. Di fatto lunico elemento che hanno in comune i due protagonisti, linsoddisfazione dinanzi alla vita, vede adottate soluzioni del tutto diverse. Unaltra opera di Gthe potrebbe per aver fornito allautore di Lubecca idea e spunto: La missione teatrale di Wilhelm Meister. Nellopera si ritrovano i conitti con i genitori (Libro primo, cap. III), la descrizione dellinnamoramento come

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Dal punto di vista artistico si tratta di un capolavoro assoluto. In assai meno di un centinaio di pagine Mann traccia con straordinaria preveggenza il percorso della sua carriera artistica con una leggerezza di stile che lascia il segno arontando tematiche rilevanti: linteresse per larte in una giovane mente, il dissidio fra questa e il desiderio di cose terrene, il senso desclusione che inevitabilmente larte genera, il problema della coscienza artistica, ecc. La coscienza dei tempi futuri, carichi delle stesse disillusioni e pene dei presenti e dei passati, non fa s che trion la cancellazione dellentusiasmo del divenire; la rassegnazione (quando presente) pacata, assorbita e meditata, coscienza del proprio essere, di quel Dasein che in ciascuno di noi, quella retta via che per alcuni non data aatto. E comunque non vi si esprime soltanto la rinuncia: non si tratta di unopera in negativo, elementi di nichilismo sono assenti. Il lavoro, come tutte le opere di Mann, impregnato di una profonda eticit, un rigore morale che, al di l di quelli che possono essere cedimenti temporanei di condotta di vita (peraltro dichiarati ed ammessi), costituisce la norma unica del protagonista-autore. Si pensi alla riessione di Tonio Krger: Denn das Glck, sagte er sich, ist nicht, geliebt zu werden; das ist eine mit Ekel gemischte Genugtuung fr die Eitelkeit, 4 o, su un lato diverso, a quel . . . alles Handeln ist Snde in den Augen des Geistes. . . . 5 E quando ancora (cap. IV, nella pagina 36) Tonio Krger riconosce la veridicit delle aermazioni di Lisaweta in materia darte perch essa si sta riferendo alla sacra letteratura russa, savverte che nella sua formazione ci sono Dostojevskji e Tolstoi, oltre naturalmente gli autori nordici. Non sono in grado di sostenere, data la vicinanza cronologica delle opere (1899 - 1903), se Mann avesse a quellepoca gi subito linusso della gura di Neckliudov, ma certo che i princip di rigore morale di questi (come si formeranno a poco a poco nel corso del lavoro tolstoiano) qui si trovano ampiamente rispecchiati e sviluppati, ed anche per lui, come per il nobile russo, ci sar una sorta di Auferstehung, quando gli antichi ricordi e le antiche emozioni lo porteranno ad intuire una chiave di lettura del mondo. Il lavoro risente ancora della triade Schopenhauer-Nietzsche-Wagner: del primo rispecchia il rigore morale, del secondo alcune apparenti e provocatorie contraddizioni, 6 del terzo
scoperta dellaltro sesso, il nale del cap. IV, il dispiacere paterno nel notare il glio dedicarsi pi al teatro che agli aari di famiglia (cap. XII), linsicurezza e lindecisione nellavvicinarsi alloggetto amato (cap. XIV) con quella frase . . . la sua timidezza borghese lo tratteneva dallavvicinarla. . . , ed inne, libro II cap. III, il dialogo con Werner mi sembra unanticipazione di quello con Lisaweta Iwanowna nel lavoro di Mann. Il richiamo a La missione mi sembra pi coerente per lo spirito del lavoro in esame, ma ulteriori spunti gthiani poi qui ripresi, approfonditi e rielaborati, possono senzaltro essere trovati. Va comunque nettamente rimarcato che il pi maturo e profondo inusso di Gthe ancora del tutto assente in Mann allepoca in cui scrive il Tonio Krger. 4. Perch la felicit, ripeteva a se stesso, non essere amati: questo pu essere soltanto una soddisfazione per la propria vanit mista a disgusto: vedi nella pagina 21. 5. . . . tutti i traci sono peccato dinanzi agli occhi dello spirito. . . : vedi nella pagina 39. 6. Intendo riferirmi soprattutto allambiguit nietzschana quando il losofo diceva di appartenere a due sfere contrastanti: da un lato la decadenza, dallaltro la palingenesi. bene chiarire subito che Mann non solo si dissocia da certe posizioni del maestro, ma recupera proprio quei lavori borghesi tanto criticati da Nietzsche. Dicile comunque non riconoscere linusso nietzschano di Menschliches alzumenschlices dietro quel costante richiamo agli elementi Menschlichen, Lebendigen und Gewnlichen.

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la tecnica costruttiva: frasi e pensieri vengono di continuo ripetuti come motivo conduttore della storia. Data laccentuata valenza biograca, su cui pure fra breve si ritorner, il tema principale intorno al quale si snoda la novella non poteva essere altro che la questione artistica, e proprio questo fu il fatto, come gi ricordato, che indusse Mann per lungo tempo a vagliare la possibilit di intitolare il racconto Literatur. . . . die Literatur macht mde. . . , 7 dir Tonio Krger a Lisaweta intendendo riferirisi a quellattivit letteraria che fa s che nella compagnia umana possa accadere . . . vor lauter Skepsis und Meinungsenthaltsamkeit fr dumm gehalten wird, whrend man doch nur hochmtig und mutlos ist. . . 8 Lattivit letteraria si conduce appresso tematiche collegate, quali il tema dellisolamento e della diversit dello scrittore, e conseguenzialmente il tema della solitudine derivante da una generalizzata incomprensione del mondo. In breve: le patologie dellessere che Mann ha sentito rilevanti nelladolescenza e nella giovinezza formano i temi base del racconto. Il disagio adolescenziale e la questione artistica sono sostanzialmente i temi cardini del presente studio, ma essi risulterebbero di dicile comprensione senza altre tematiche quali: lambiente borghese e la questione della decadenza da una parte, e il simbolismo dallaltra. Il primo tema strettamente connesso al disagio adolescenziale e vuole esaminare da un punto di visto storico di pi ampio respiro lambiente che fa da sfondo alla storia. Il secondo in parte connesso anchesso al disagio adolescenziale, e si propone devidenziare (analizzandolo in specie nella valenza descrittiva del riavvicinamento ai luoghi dorigine) come lisolamento che il disagio provoca conduca a rifugiarsi nei simboli, a legarsi ad oggetti che rivestono un ruolo rilevante nella quotidiana vita.

Lelemento musicale
A parte la trasposizione letteraria del motivo conduttore di wagneriana memoria, la presenza musicale nellopera tuttaltro che assente. Nel gi citato saggio autobiograco, a pag. 29, Mann in proposito cos si esprime: Qui [nel Tonio Krger] introdussi, forse la prima volta, la musica come elemento stilistico e formale. Qui per la prima volta la composizione narrativa in prosa era intesa come tessuto spirituale di motivi, come quel complesso musicale di rapporti che appare pi tardi, su pi vasta scala, nella Montagna incantata. Bench si sia aermato che questo un esempio di romanzo come architettura di idee, la tendenza a siatta concezione dellarte risale al Tonio Krger. Soprattutto il tema conduttore della parola non vi era pi trattato come ne I Buddembrooks, col solo criterio naturalistico-losoco, ma aveva acquistato unideale trasparenza di sentimento che lo smeccanizzava e lo innalzava sul piano musicale.
7. . . . la letteratura stanca. . . , vedi nella pagina ??. 8. . . . a chiunque di essere tacciato come stupido per lo scetticismo ed il sospetto di cui si circondati, mentre si unicamente soli. . .

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Di fatto lelemento musicale si presenta proprio qui per la prima volta nelle creazioni dellautore di Lubecca, e si riscontra non soltanto nella scelta di alcuni nomi come Ingeborg (che assomiglia nel suono straordinariamente al sostantivo Hingebung, cio dedizione) denito ein Harfenschlag makellosester Poesie, 9 n nel fatto che Tonio Krger ripeta pi volte che sua madre . . . so wunderbar den Flgel und die Mandoline spielte. . . , 10 o che egli stesso suonasse il violino facendone risuonare la voce gi nella fontana zampillante presso il vecchio noce (vedi nella pagina 4), e neppure nel fatto che due capitoli ricomprendano scene di ballo, quanto piuttosto nella tecnica costruttiva del lavoro che se da una parte mi sembra svilupparsi secondo le modalit di una sinfonia in pi tempi di stampo mahleriano, dallaltra in alcune parti (capitolo IV in primis) presenta una vera e propria esercitazione nellarte del contrappunto letterario. E Mann era tuttaltro che digiuno di musica. Il IV capitolo costituisce con le sue considerazioni ed i suoi interrogativi un profondo studio, pi che unesercitazione in questa tecnica ed arte. E questo a prescindere da un tono cullante sempre presente, come se in sottofondo sudisse costantemente una melodia. 11
9. . . . un arpeggio della pi immacolata poesia. . . : capitolo V, nella pagina 45. 10. . . . suonava cos bene il pianoforte ed il mandolino. . . 11. K. Brutigam, nel suo lavoro Thomas Mann Tonio Krger, Oldenburg Verlag, Monaco, 1962, prospetta il riferimento alla forma-sonata, seguito in scia dalla restante critica. Io non sono aatto daccordo con questa proposizione, e non solo per il profondo fastidio e disgusto che provo per tutte le spurie aggettivazioni poste a anco dellasciutto numero dopera di un lavoro: Chiaro di Luna, Patetica, Appassionata,. . . ma anche per la presunzione che queste descrizioni mostrano nel loro appariscente pathos, quasi intendessero anticipare qualcosa della composizione, o peggio ancora, aggiungere qualcosa alla stessa. Nel caso in esame poi, si verrebbe a supporre larticolazione aprioristica del lavoro in tre momenti fondamentali come nella forma sonata. E visto che il tema stato toccato dalla critica, cercher di confutare questa impostazione e chiave di lettura tanto dal punto di vista musicale quanto da quello letterario-artistico; ma prima di entrare nel tema simpone a questo punto una breve digressione musicale, un salto in avanti. Non fuor di posto ricordare la disquisizione sulla forma-sonata che Mann fa svolgere nel Doctor Faustus al musicista Wandell Kretzschmar sul tema Perch Beethoven non ha aggiunto un terzo tempo alla sonata per pianoforte op. 111. Al di l delle argomentazioni svolte in quel contesto (che non tengono comunque conto del fatto che la 111 non lunica sonata in due tempi (lop. 78, ad esempio, anchessa in due tempi e la 106, la celebre Hammerklavier, in quattro movimenti), resta il fatto che Beethoven ha gradualmente portato la forma sonata al dissolvimento. Riprese successive da parte di altri autori segneranno per lo pi lincapacit di costoro di recepire la grandezza innovativa del messaggio beethoveniano, e bisogner attendere Liszt, con la possente e futurista Sonata in si minore per vedere applicate le nuove vie aperte dal maestro di Bonn e vederne, daltra parte, altre nuove inaugurate. In un primo avvicinamento, pare dunque strano che Mann condivida (e poco rileva che il tema sia stato dibattuto cinquantanni pi tardi) il parere del musicista-conferenziere sul dissolvimento della forma-sonata classica con lop. 111, e poi articoli un suo racconto, nel 1902!, proprio secondo la forma-sonata, quando stavano apparendo (1902) alcuni rivoluzionari lavori come la Sonatina seconda di Busoni. indiscutibile che larchitettura tripartita della sonata classica dissolta da un pezzo quando Mann attende al Tonio Krger, e sembra davvero incoerente che lautore sia andato a ritroso nel tempo recuperando una forma che di fatto non esisteva pi. Ma vi sono ancora altre considerazioni fondamentali. Musicalmente parlando, la forma sonata impostata prevalentemente sul tema con variazioni, sullinversione del tema,. . . non si concilia aatto con il motivo conduttore wagneriano, indiscussamente presente nellopera, che conosce una ben diversa losoa di composizione. Inoltre, fatto ancora pi fondamentale, i vari capitoli della novella (ed intere parti allinterno di capitoli come il II ed lVIII) presentano una successione di tempi assolutamente inconciliabile con quelli della forma sonata,

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La liricit dellopera insomma tale che non la si pu assolutamente concepire a prescindere dalla musica. Certo dicile dire se la cosa sia stata voluta ab origine. Propendo a credere che lemotivit provata da Mann nel ripercorrere tratti delladolescenza, sia venuta su prepotente mentre procedeva nella scrittura, trasportata dalle parole e dalle tematiche. Il capitolo VIII, ad esempio, in un tempo che oscilla fra landante con moto-largo e lallegro con fuoco-nale-adagio assai ed impossibile non sentirvi la musica in sottofondo leggendolo, tanto pi che questo si conclude con una frase una cui parola riecheggia un tempo musicale in 3/4, la parola Dreitakt. Tale capitolo un emergere imperioso e trionfale delle emozioni e dei ricordi di giovent, mentre il IX la coscienza di s, il superamento degli opposti in una non rassegnata consapevolezza dellio, e sembra a tratti, nel suo sereno narrare, gi preludere a quel nuovo periodo dellautore in cui il suo faro non sar pi composto dalla gi detta triplice sorgente luminosa bens da ununica imperitura accola: Gthe. Proprio limportanza di questo capitolo, la sintesi di tutto il lavoro, il risolvimento dei contrasti giovanili, il comprendere la valenza borghese nella componente artistica, non pu portare a concepirlo miseramente come una coda di un terzo movimento di una qualsiasi classica sonata: esso se ne sta magnicamente a parte, intreccia e risolve i temi avanzati, li fa propri, vive di vita autonoma.

La valenza biograca
Levento narrativo, fortemente autobiograco coglie un Thomas Mann quattordicenne 12 frequentatore della locale scuola della sua citt, Lubecca, e lo conduce qualche anno pi in l dei 28 anni, 13 quando il romanzo fu scritto, ad analizzare le contraddizioni del suo animo, sovente, com nella storia di ognuno, non risolvendole e limitandosi a vederle esplodere. La valenza biograca dellopera riscontrabile da una serie di circostanze. Circa la sua ritrosia allinsegnamento ed il cattivo ricordo delle sue frequentazioni scolastiche di cui Tonio Krger fa cenno alle prime pagine del I capitolo, sempre nel Saggio, pag. 10, Mann cos scrive:
totalmente slegati da questa. Ma se questi presupposti non fossero ancora sucienti a contestare la costruzione dellopera secondo la formasonata, i fautori di tale interpretazione si vedrebbero costretti ad un accorpamento davvero articioso di capitoli (e del tutto incoerente) per sostenere ad ogni costo la prospettata articolazione allegro-andante-allegro. Mi chiedo in quale movimento costoro collocherebbero un capitolo come il V che la chiara chiusa del precedente, da questo staccato solo per dare maggiore valenza alla sentenza nale pronunciata l da Lisaweta Iwanowna nel precedente, dove un capitolo come il III (e quale movimento adargli ) che rappresenta, come dir pi avanti, la chiave di lettura di tutta lopera: la sintesi dei due precedenti e lapertura sul futuro; o un capitolo come il IX che non pu essere aatto liquidato, come si vorrebbe, quale una coda del precedente, e che se proprio coda dovesse essere, lo sarebbe, se mai, del IV, e non del certo dellVIII. Se proprio di composizione a blocchi si vuole parlare (e questo svilisce il lavoro di Mann), mi sembra che questa possa cos presentarsi (I-II-III), (IV-V), (VI-VII), (VIII), (IX), proprio come una sinfonia mahleriana appunto, magari la seconda. La forma musicale sinfonica non compare aatto in Mann con Morte a Venezia, ma proprio qui. 12. Di qui in poi, a volte, i nomi di Tonio Krger e Thomas Mann si alterneranno. 13. Nel colloquio con Lisaweta Iwanowna Tonio Krger riferisce di essere un po pi al di l della trentina.

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Aborrivo la scuola e sino alla ne non soddisfeci alle sue esigenze. La disprezzavo come ambiente, criticavo i modi dei suoi prepotenti rappresentanti e mi trovai presto in una specie di letteraria opposizione al suo spirito, alla sua disciplina e ai suoi metodi di ammaestramento. La mia indolenza, necessaria forse alla mia crescita particolare; il mio bisogno di molto tempo libero per lozio e per le tranquille letture; e una vera pigrizia mentale, della quale soro anche oggi, mi rendevano odioso lobbligo scolastico e fecero s che lo trascurassi con disdegno. . . . . . Destinato a fare il commerciante (e in origine probabilmente a continuare la ditta) frequentai le classi tecniche del Katharineum, arrivando per soltanto a conseguire il diritto di fare un solo anno di servizio militare, ad essere promosso alla prima superiore. Per quasi tutta la durata del corso forzato ed anticipato coltivai col glio di un libraio fallito e defunto unamicizia che si sfogava in canzonature fantastiche ed in amare ironie su tutto linsieme e particolarmente sullistituto ed i suoi funzionari. . . . Presso di loro mi danneggi molto il fatto che poetavo. In questo punto non ero stato abbastanza riservato, probabilmente per vanit. . . Anche la scena del ballo nel II capitolo ha riscontri reali. Come riporta W. Bellmannin in Thomas Mann Tonio Krger, Philipp - Reclamm jr., 1983, pag. 15, nellinverno del 1889, quindi allet di quattordici anni, Thomas Mann frequent assieme alla sorella Julia un corso privato di ballo. Lesistenza dei personaggi chiave , ancora nel Saggio, pag. 11 cos accredita da Mann: Seguirono le poesie a un caro amico che col nome di Hans Hansen ha acquistato nel Tonio Krger una certa vita simbolica, ma nella realt si diede poi al bere e n miseramente in Africa. Che cosa sia stato della compagna dalle brune trecce alle lezioni di ballo, per la quale scrissi liriche damore, non saprei dire. Successivamente, ibidem pag. 19, ricordando questamicizia, cos si esprime: A quel tempo [Mann si riferisce alla lettura serale che andava facendo in famiglia de I Buddenbrooks] la mia simpatia per il minore. . . era quasi una rinascita per quel biondo compagno di scuola perduto; ma questa volta una simpatia molto pi forte grazie anche alla nostra maggiore anit spirituale. Ed ancora, ibidem pag. 38, circa la sorpresa di vedere la sua casa trasformata in biblioteca popolare e relativamente allepisodio del poliziotto Petersen, Mann riporta: . . . Alla periferia del racconto le cose non si svolgevano diversamente che pi addentro. Tutto concordava in un dato modo e le esperienze fatte col Tonio Krger mi erano rievocate dallintimo simbolismo di particolari anche poco appariscenti, ma suggeriti dalla realt. Si direbbe che scene come quella della biblioteca popolare o quella del poliziotto siano state immaginate apposta per amore dellidea o della trovata. Non lo sono invece, ma corrispondono esattamente al vero. 106

Il valore biograco sar sempre una costante di Mann, che si accontenter, a volte, di esprimerlo tramite sensazioni e ricordi, ed a volte, com il caso del Tonio Krger e di Morte a Venezia, conservando quasi intatta lidentit sica dei luoghi e delle persone, 14 a volte, inne, com il caso del Doctor Faustus, vedr i luoghi mutati ma sempre riconoscibili.

I protagonisti
Nella losoa della composizione wagneriana, la storia si svolge con ritmo ciclico: i personaggi che compaiono nei primi due capitoli ritornano (invocati) nel nale, presenti comunque in corso dopera con riferimenti pi o meno evanescenti, a scandire il tempo delle nostalgie e dei ricordi. I personaggi sono sostanzialmente tre: Hans Hansen, Ingeborg Holm e lo stesso Tonio Krger. I primi due sono il simbolo del mondo che sinvidia ed al quale nellintimo si vorrebbe assomigliare; il protagonista il microcosmo diverso che lamenta la propria condizione. Gli altri sono comparse. Lemera Lisaweta Iwanowna lalter ego del protagonista, la sua schlechte Gewissen, la cattiva coscienza che lo critica e lo fa riettere. Essa si colloca nel racconto in uno splendore daristocratico isolamento, quasi una superiorit di essere nel mondo dellarte, proprio la condizione cui Tonio Krger tendeva. 15 Una nota a parte meritano i genitori di Tonio, che a me sono sempre sembrati una sorta di fantasmi, a volte quasi nelle vesti di demoni quando la loro componente conduce alla perdizione, a volte nelle vesti di spirito-guida quando liberano dal materialismo e permettono di riprendersi dalle avventure. Di essi si dir appresso. Caratteristiche dei protagonisti A proposito dei personaggi di Mann alcuni usano dire che sono quasi sempre eroi in tensione. Io direi piuttosto che sono persone abbastanza comuni, fortemente attirati dalle cose del mondo (quelle buone e quelle meno buone), tendono ad alcune mete, spesso non raggiungendole aatto e spesso smarrendosi. Se posseggono un eroismo, questo quello della
14. Nel Saggio Mann cos riporta: Anche nella Morte a Venezia non vi nulla di inventato: il viaggiatore nel cimitero di Monaco, la tetra nave polesana, il vecchio bellimbusto, il gondoliere sospetto, Tadzio e i suoi, la partenza fallita per lo scambio dei bagagli, il colera, lonesto impiegato dellucio viaggi, il maligno saltimbanco, o che so io; tutto era vero, e bastava metterlo a posto perch rivelasse in modo stupefacente la facolt interpretativa della composizione. 15. Lintroduzione di questa gura, stavolta totalmente slegata dalla realt (vedi ancora il Saggio nella pagina 101), rappresenta un colpo di genio. Da una parte spezza formalmente landamento del discorso sino a quel punto esclusivamente autobiograco, dallaltra introduce una contrapposizione dialettica altrimenti impossibile sul tema dellarte considerando i personaggi dei primi due capitoli ed i loro interessi. Simbolicamente una sorta di nuova Inge, anchessa abbastanza distante da Tonio Krger per la semplicit con cui, pur operando nel mondo dellarte, riesce a tenere testa ai suoi discorsi, a razionalizzare larte senza tante complicanze, a liquidare inne con una mordace osservazione tutte le problematiche prospettate.

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quotidianiet del vivere, delle soerenze e delle angosce che rendono la lotta per la vita diversa dai comuni e dai mediocri, dai semplici e belli con gli occhi azzurri che, sembra a Tonio Krger, non debbano compiere alcun sacricio per guadagnarsi un poco di spensieratezza. Tonio Krger non comunque neppure der bleiche Held, il pallido eroe wagneriano, com denito dal suo uccisore Hagen. 16 In questa tematica egli un umile (pi che piccolo) Sigfrido che cerca laetto degli altri, un escluso dai piaceri della vita perch non capace di raggiungere gli obiettivi comuni che questa da lui si attende, perch gli piace pi che altro starsene alla nestra a guardare gli avvenimenti piuttosto che guidarli; in sostanza un indolente; sembra quasi che alle critiche rivoltegli, sornionamente risponda come Fafner: Ich lieg und besitz. . . lat mich schlafen. 17 Nella fantasia sognante il protagonista della novella si rifuger spesso, e del sogno Mann si servir per accompagnare Tonio Krger nel riavvicinamento ai luoghi dorigine. 18 Cos Mann ce lo presenta: Da er daheim seine Zeit vertat, beim Unterricht langsamen und abgewandten Geistes war und bei den Lehrern schlecht angeschrieben stand, so brachte er bestndig die erbrmlichsten Zensuren nach Hause, 19 e di conseguenza sein Vater. . . sich sehr erzrnt und bekmmert zeigte. 20 Tonio Krger trover sempre giusti i rimproveri del padre che saranno per lui un assillo. Il tema della sacrosanta paternale, ritorner di continuo nel corso dellopera assai pi che un tema conduttore, in maniera a tratti davvero stressante (sic!) e pure troppo ripetitiva, a ricordare una parte di s che egli era predestinato a realizzare (per educazione ricevuta ed ambiente di crescita) e che ha colpevolmente trascurato. Tonio Krger un escluso, un tema questo che Mann aveva gi arontato ne Il piccolo signor Friedemann, un gobbo che non conoscendo altre gioie allinfuori di un buon sigaro o un buon libro, vede la vita stravolta dallapparire in citt di una bellissima donna straniera. Mann tende (e tender sempre nella sua opera) ai belli ed ai semplici, ma i suoi personaggi, questa volta eroici, sono gli esclusi, quelli che lottano per uno spicchio di normalit nella loro soerta esistenza. Assieme a lui esclusa Magdalena Vermehren, la ragazza che cade sempre al ballo e che trover un corrispondente nella ragazza danese della locanda di Aalsgaard. Non esclusi, ma piuttosto bollati alla periferia della vita, sono i portieri dalbergo, i poliziotti, i maestri di ballo, gli aggiunti postali, i commercianti dalla vena falsamente poetica, gli ospiti di Aalsgaard,. . . Di questi Mann, cio Tonio Krger, non sinteressa pi di tanto. Essi non hanno possibilit nella vita. Sono degli inconcepibili scimmioni cui non lecito aspirare a nulla perch nulla hanno avuto in sorte.
16. R. Wagner, Sigfrido, atto III. 17. Io giaccio e posseggo, lasciatemi dormire., R. Wagner, Sigfrido, atto II. 18. Mi si consenta unulteriore riferimento wagneriano: latteggiamento meditabondo, isolato, lontano dal mondo di Tonio Krger, mi ha sempre richiamato alla mente un passo del Sigfrido: Mein Schlaf ist Trumen, mein Trumen Sinnen, mein Sinnen Walten des Wissens: (Il mio sonno sogno, il mio sogno meditazione, la mia meditazione dominio del sapere). Ibidem, atto III. 19. A casa sciupava il tempo, a scuola era distratto e non brillava aatto, dagli insegnanti non era granch stimato, di continuo riportava giudizi tuttaltro che positivi. 20. . . . suo padre. . . non nascondeva lo sdegno e laizione. Vedi nella pagina 5.

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La dualit Le caratteristiche dei personaggi di Mann richiamano alla mente, quasi spontaneamente, il concetto della dualit. Questa dualit che si riette, a me pare, soprattutto come una sbrigativa assimilazione e trasposizione della losoa di Nietzsche, presente costantemente in corso dopera come un ostacolo che solo alla ne sembra trovare una soluzione o un accomodamento. Il primo dualismo Hans-Tonio, il secondo il padre-Tonio, il terzo la madre-Tonio, il quarto Inge-Tonio, il quinto Lisaweta-Tonio. Altri dualismi fanno parte del pi generale aresco compositivo, ma la cosa da rilevare che tutte queste specie non si risolvono, conducono solo al contrasto ed al dissolvimento. Si tratta di un problema di opposti e contrasti, come dir Tonio a Lisaweta allinizio della conversazione, che sino a poco prima della ne del lavoro, sino a quando cio non sopravviene una pi posata analisi, non sembrano trovare soluzione se non appunto nella dissoluzione della dualit, cio nellallontanamento e nella separazione. Il dissidio di questi personaggi, tutti con un forte ascendente aettivo sullanimo di Tonio Krger, non ha possibilit di sbocco perch le tendenze sono comunque diverse, diverse a tal punto che quando vorrebbe (e potrebbe) avvicinarsi spiritualmente alla madre perch dotata comunque di un forte temperamento artistico, e quindi a lui spiritualmente vicina, se ne allontana perch vede in lei troppa improvvisazione e poco metodo, e quando potrebbe avvicinarsi a Magdalena, anchessa dotata di talento artistico seppure in nuce, questa volta a respingerlo sono le sue fattezze che non corrispondono precisamente a quellideale di bellezza femminile che si costruito nella mente. E cos ancora si vericher nella scena del ballo dellVIII capitolo quando si limiter a guardare di lontano i suoi amici dun tempo. La dualit elementare che Tonio Krger si sforzer di raggiungere svanir sempre ai primi timidi tentativi, perch questi, pur lamentandosi (nel rapporto con Hans) ma solo dentro di s, dellatteggiamento trascurato di questi nei suoi confronti, costretto ad ammettere che Er machte nicht den Versuch, zu werden wie Hans Hansen, und vielleicht war es ihm nicht einmal sehr ernst mit diesem Wunsche, 21 pur struggendosi . . . so wie er war, von ihm geliebt zu werden, und er warb um seine Liebe auf seine Art, eine langsame und innige, hingebungsvolle, leidende und wehmtige Art, aber von einer Wehmut, die tiefer und zehrender brennen kann als alle jhe Leidenschaftlichkeit, die man von seinem fremden ueren htte erwarten knnen. 22 Tonio Krger coerente con se stesso. Fra la futilit del mondo e la seriet del suo impegno non pu scegliere la prima; e se fra i suoi interessi c qualche personaggio che potrebbe interessarlo (pur appartenendo a quella criticata categoria), non lui a doversi muoversi per primo: debbono essere gli altri a cercarlo.
21. Non ci prov per nulla a divenire come Hans Hansen, e forse tale desiderio non aveva dimorato nemmeno una volta in lui. . . : vedi nella pagina 7. 22. . . . nel voler essere amato da lui cos comera, e chiedeva questaetto alla sua maniera, una maniera quasi sorniona ed intima, ricolma di dedizione, soerenza e malinconia, una malinconia cos profonda e struggente da poter paralizzare qualsiasi slancio improvviso che ci si sarebbe potuti attendere dalle sue inconsuete ed inusuali sembianze.

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La dualit sembra comunque, se non risolversi, trovare comunque una possibile soluzione nella. . . trinit. Quando (capitolo VIII) Tonio Krger rivedr, felici e spensierati, ridere e ballare coloro per cui ha soerto, osservandoli di nascosto, senza farsi riconoscere, sar proprio lui a gestire di fatto la loro serenit non rivelandosi, a considerare quasi compiaciuto da quellangolo di mondo, che le cose sono andate cos come doveva essere, che le recriminazioni non servono. L, la (felicemente composta) dualit di Hans ed Inge appare quasi inconcepibile senza il regista Tonio Krger, colui che ha curato in fondo quellunione, ritirandosi in buon ordine, sapendo di non poter competere con quellallegra visione del mondo, colui che che dopo aver ammesso di non aver mai dimenticato gli amici, e pi che altro i sentimenti che questi gli ispiravano, esclamer: Ihr wart es ja, fr die ich arbeitete. . . 23

Metodo descrittivo
Rilevante il metodo descrittivo usato. Assieme ai dialoghi c, come di consueto, la gura del narratore che qui tuttavia appare in modo aatto particolare. Questi non si limita alle descrizioni ambientali, analitiche, psicologiche, ma, alternando verbi in forma passata e presente, propone in maniera indiretta i pensieri del protagonista in una sorta di monologo fuori scena, unulteriore voce narrante. Questa tecnica usata soprattutto per proporre ulteriori elementi della psicologia del protagonista. Come esempio riporto un brano del primo capitolo, nella pagina 6, con evidenziati in neretto i verbi: Nicht selten dachte er auch: Warum bin ich doch so sonderlich und in Widerstreit mit allem, zerfallen mit den Lehrern und fremd unter den anderen Jungen? Siehe sie an, die guten Schler und die von solider Mittelmigkeit. 24 Tale tecnica relativa al protagonista. Per altri, come per Hans ed Inge, Mann giudica la descrizione compiuta con riferimento alla loro bellezza esteriore, e comunque la loro immagine non si compone nella mente del lettore pi che come un tipo. A volte la descrizione sica si accompagna alla gestualit dei protagonisti, alla descrizione della loro voce, ed integra in modo rilevante la presentazione. Questa modalit usata nel II capitolo a proposito di Inge quando, nel descrivere lattrazione di Tonio per lei, Mann si appoggia ai suoi gesti ed alla sua voce: . . . sah, wie sie im Gesprch mit einer Freundin auf eine gewisse bermtige Art lachend den Kopf zur Seite warf, auf eine gewisse Art ihre Hand, eine gar nicht besonders schmale, gar nicht besonders feine Kleinmdchenhand zum Hinterkopfe fhrte, wobei der weie Gazermel von ihrem Ellenbogen zurckglitt, hrte, wie sie ein Wort, ein gleichgltiges Wort, auf eine gewisse Art betonte, wobei ein warmes Klingen in ihrer Stimme war, und ein Entzcken
23. . . . ed eravate proprio voi coloro per i quali nellombra io lavoravo. . . : vedi nella pagina 77. 24. Ed ancora abbastanza spesso pensava: perch io sono cos particolare, in conitto con tutti, perennemente in contrasto con gli insegnanti, estraneo fra i miei coetanei? Guarda un po i bravi scolari, quelli impregnati di una solida mediocrit! Vedi nella pagina 6.

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ergri sein Herz. . . . 25 Questa modalit descrittiva si ripete, in funzione caricaturale, a proposito del maestro di ballo, Franois Knaak, la cui esistenza si risolve unicamente nella gestualit. Lunico personaggio di cui arontata con dovizia di particolari la complessit psicologica Tonio Krger. Se la psicologia altrui non illustrata cos approfonditamente, perch essa si evidenzia da sola: Hans Hansen, Ingeborg Holm, Franois Knaak,. . . non tollerano alcun approfondimento psicologico, la loro prestanza sica, la loro bellezza, la loro cialtroneria, esauriscono tutta la loro psicologia: di questi Mann descrive, oltre poche caratteristiche siche, soprattutto il modo di vestire. Di sua madre si limita a dire che suonava bene pianoforte e mandolino e che tutto le era indierente, e per suo padre questa lunica descrizione che riporta: . . . ein langer, sorgfltig gekleideter Herr mit sinnenden blauen Augen, der immer eine Feldblume im Knopoch trug. . . . 26 Solo al capitolo VI, nella pagina 51, aggiunge uninsignicante descrizione, quando si aspetta, da un momento allaltro, di vederlo comparire . . . im Kontor-Rock und die Feder hinterm Ohr. . . 27 a chiedergli conto della sua condotta stravagante. Non aver arontato una descrizione maggiormente analitica rientra nel riserbo dello scrittore: egli rimette al lettore intuire il loro peso carismatico dietro le sintetiche descrizioni. Di altri, come Lisaweta Iwanowna, 28 Magdalena Vermehren,. . . Mann raggiunge lobiettivo dellindividuazione psicologia rappresentandone la valenza artistica e la sostanziale comunanza dinteressi con il protagonista, descrizione questa che gli sembra pi che suciente per limitarsi poi a pochi cenni sici.

Il disagio adolescenziale come fondamento della coscienza artistica


Il primo tema trattato il turbamento di Tonio Krger, esaminato sotto una prospettiva (la diversit) nel I capitolo e sotto unaltra, complementare e quella non escludente (lisolamento della diversit), nel II; una gura che non si sa muovere e che non si sente compreso.
25. . . . La scorse portare sorridendo in maniera spavalda la testa a lato mentre stava conversando con unamica, not la sua mano, una mano ancora da ragazzina non particolarmente ausolata e non particolarmente graziosa andare carezzevole alla nuca cos che il velo bianco della manica scivol lungo il gomito, la ud pronunciare una parola, uninsignicante parola, in un suono del tutto nuovo, come se nella sua voce si esprimesse una calda tonalit, ed il suo cuore fu assalito da un moto intenso. . . : vedi nella pagina 14. Si noti come Mann, con uno squisito lavoro letterario, operi la presentazione di Inge operando tre volte la reiterazione delle parole auf eine gewisse Art. . . , cui fa seguire di volta in volta la presentazione di distinte azioni che Inge compie e cui Tonio Krger d particolarmente risalto, azioni che sono precedute dal verbo lachend (sorridendo), a sottolineare la spontaneit di queste. La prima azione den Kopf zur Seite (la testa a lato), la seconda ihre Hand (la sua mano), la terza ein gleichgltiges Wort (uninsignicante parola), unazione questultima sonora, se cos si pu dire. . . 26. . . . un signore alto dagli occhi azzurri e profondi, sempre accuratamente vestito e con eternamente allocchiello un ore di campo. . . : vedi nella pagina 5. 27. . . . con la consueta giacca da lavoro e la penna appuntata sullorecchio. . . 28. Questa gura cos completa nei suoi particolari, che non solo rimanda immediatamente alla psicologia del personaggio, ma sembra eettivamente di vederla in ogni attimo della conversazione.

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Il primo e pi signicativo riuto del proprio essere rappresentato dalla vergogna del nome dal suono un po esotico e un po meridionale, per nulla aatto tedesco: un altro elemento esteriore (oltre i lineamenti) a renderlo diverso. La vergogna per il nome, che si spinge tanto lontano da accettare, condividendoli, i commenti sarcastici fatti su esso dai compagni di scuola, una manifestazione di un dramma giovanile: Tonio si sente ai margini della vita. La sua estrema sensibilit lo infastidisce, quellandare sempre alla ricerca di ogni perch gli porta via la quiete. In lui lostacolo a vivere in serena comunanza con gli altri dato proprio dallestrema sensibilit che lo caratterizza, da quel sentimento (lieve e potente) che se permette di giungere allessenza delle cose, dallaltro genera soerenza, perch (parafrasando un suo pensiero nel IV capitolo) comprendere tutto vuol dire sorire con il tutto; e siccome impossibile mutare forme di sentire, non se ne capaci, sassiste impotenti al fatto che c un altro possibile modo di essere al mondo (pi tranquillo, meno problematico) , che si risolve spesso in una risata, nel piacere di un ballo, nel guardare foto di cavalli,. . . Il riutarsi dessere ad ogni costo uguale agli altri rappresenta in Tonio, e non a livello inconscio, un indizio di consapevolezza di possedere potenzialmente le carte in regola per aacciarsi al mondo dellarte e, forse, un giorno, dominarlo. Questa consapevolezza, nel momento in cui tende in alto, non pu che portarlo ad estraniarsi dalle cose che lo circondano, che se necessitano quale alito vitale, ricacciano tuttavia indietro e fuori da quella sfera in cui si anela di esistere non come comparsa bens come primo attore. E di quali elementi si compone questo mondo che bisogna trascurare se si desidera appartenere allarte? Innanzi tutto della bellezza, e se questa non si possiede si gi fuori. Signicativa la giusticazione che Mann ore dellattrazione aettiva di Tonio nei confronti di Hans: Er liebte ihn zunchst, weil er schn war; dann aber, weil er in allen Stcken als sein eigenes Widerspiel und Gegenteil erschien. 29 Pur nella sua giovane et, Tonio (Mann) scorge che la bellezza non solo un elemento estetico di pura appariscenza, ma anche uno dei modi che la natura ore, talvolta, per relazionarsi con gli altri; ed intuisce anche che le manifestazioni esterne che si risolvono nella spensieratezza allegra dinanzi alle complicanze, possono essere la chiave per vivere una vita, quantomeno, pi serena della sua. Lamicizia incondizionata per Hans manifesta il primo desiderio di Tonio di risultare gradito al mondo nellapprezzare nellaltro gli elementi in lui assenti, a qualsiasi costo, fosse pure quello di annullarsi, perch non si limita a dire (ibidem) che lamava weil er schn war, ma aggiunge anche che lamico in ogni cosa si manifestava als sein eigenes Widerspiel und Gegenteil erschien, accreditandogli di fatto delle valenze positive che lui avrebbe desiderato possedere ma per cui non era predestinato. 30 Il mondo allora, per lui quattordicenne, si chiama Hans Hansen ed in Hans Hansen si risolve. Il rapporto evidenzia signicativamente la parte mancante cui tende: non sono soltanto gli occhi blu-acciaio od il bel ciuo dellamico a fargli desiderare dessere come lui,
29. Lo amava anzitutto perch bello, poi perch in tutto e per tutto si manifestava come il suo contrario ed opposto. Vedi in proposito nella pagina 6. 30. Vedi su questo punto anche nella pagina 135.

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ma la sua capacit di saper vivere con gli altri e farsi apprezzare che gli fanno avvertire che in lui quella componente assente. Tutto in Hans perfetto! Il corpo atletico, le gambe slanciate, e persino, lo ripeto, il ciuo che gli spunta da sotto il cappello grazioso! Similmente in Inge, con in aggiunta le caratteristiche additive che Tonio Krger riscontra in lei per lappartenenza allaltro sesso. Tutto in loro allegria e spensieratezza di prendere la vita senza domande, quella vita di cui si sente ingiustamente privato, quella componente che crede gli debba spettare di diritto in quanto membro sensibile del genere umano, dacch non ha commesso alcuna colpa, ancora, per demeritarla. Egli puro, ancora lo . Che colpa ha se i suoi occhi cupi e seriosi guardano perennemente in terra come se non appartenesse alla specie comune dellhomo erectus, se uno sguardo sempre ombroso la sua condizione esistenziale di essere al mondo, se a forza di sminuzzare tutto, ha cancellato lazione, se la soerenza gli dona quasi un intimo piacere perch sinterroga sulle cose, osserva il mondo senza partecipare alla sua vita? Ed allora che esplode in lui una domanda: perch? Perch questo sentire cos forte mi toccato in sorte? Perch questo mondo cos lontano dal mio modo di essere? Non so se ad altri questi stati danimo siano stati familiari, ma voglio ulteriormente approfondire la consonanza fra molti esseri ed il giovane Tonio, per cercare di spiegare cosa signichi in questa parte del lavoro la descrizione dellanimo giovanile. Non inconsueto infatti che un giovane cerchi di compiacere accompagnandosi al compagno pi bello e bravo riconoscendo in lui la forma spontanea del . E neppure inconsueto che un individuo del genere, nonostante questi sforzi, se ne rimanga eternamente ormeggiato alla periferia della vita, senza salpare per una vera e sana avventura. Questatteggiamento che nelladulto mutua quasi sempre in servilismo, esattamente in consonanza con quello di Tonio Krger. Ed anche in quelle giovani anime esplode senza risposta una domanda: perch? Poi con il passare del tempo giunge non laccettazione di s, non ancora la presa di coscienza, bens soltanto la rassegnazione che deve inevitabilmente essere cos, perch fr etliche einen richtigen Weg berhaupt nicht gibts. . . , 31 cap. III nella pagina 23 e cap. VIII, nella pagina 77. E la rassegnazione, perch di questo si tratta, d la stura ad una serie di compromessi, ad una pax tacita con il mondo, ad una non belligeranza: ognuno se ne sta nel suo cantuccio dandosi il meno fastidio possibile. Ecco, cos in Tonio, cos sicuramente stato per il giovane Mann; e senza voler fare delluniversalismo n ingigantire vicende creandone modelli, intendo sottolineare che le modalit di essere a disagio nel mondo sono le stesse in tutte le epoche e da tutte le parti. Se Tonio non si accetta, latteggiamento non evidenza soltanto il riuto di se stesso, ma anche che la scelta stata gi fatta. Quel mondo verso cui tende non gli deve appartenere: non lo permette il suo gusto estetico, non lo tollera la sua sensibilit. La solitudine, lamarezza, la delusione provate dinanzi ad una nestra dalle persiane abbassate, cos subliminalmente descritte nella scena che segue il ballo del capitolo II, da questo punto di vista esemplare: fra Inge ed Immensee egli ha gi scelto, fra Hans Hansen,
31. . . . per qualcuno una via diritta non tracciata aatto. . .

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ormai cancellato dai suoi interessi di quandera un ragazzino stupido, ed il vecchio noce, egli ha gi scelto. Linvocata mano pietosa, quella voce che lo dovrebbe invitare a raggiungere gli allegri e gli spensierati, ad essere felice, non risuoner: questi desideri rappresentano gli ultimi richiami di un mondo terreno prima che la vocazione artistica abbia il denitivo sopravvento su situazioni tanto semplici quanto care. Il giovane artista avverte che deve rinunciare ad una parte nientaatto indierente, che un legame deve cedere. Ed il dissolvimento di tale legame pi che dicile naturale: sia come sia, grandi sforzi per riuscire gradito al mondo da cui si sente respinto, in fondo non ne fa. Ad Hans si limita a chiedere di leggere il Don Carlos, nei confronti di Inge neanche questo: pretende che sia lei a venire da lui senza che neanche la chiami, gli basta sapere che lei esiste per far consumare, pi che bruciare, la amma damore eterno sullaltare di una fedelt emera e sussurrare quasi in sogno Ich mchte schlafen, aber du mut tanzen. 32 Inge, che rispetto ad Hans non soltanto laltra parte dellamore, ma piuttosto un notevole valore aggiunto, anchessa, in ultima analisi, fuori dai suoi desideri, anchessa fa parte di quel mondo incompatibile con Immensee di Storm. Le cose mancanti che Tonio cerca, quegli elementi pi che cose, Menschlichen, Lebendigen und Gewnlichen 33 che si ripetono costantemente in corso dopera, sono quelli che fanno la dierenza. Quando Tonio diverr adulto ed artista maturo, gli apparir inequivocabile che proprio ci cui si rinunciato (perch non in sorte) sar quello che far la dierenza: lamore, Mann lo lascia sempre intuire, perennemente ltrato dalla soerenza e dalla rinuncia. A Tonio Krger la serenit conquistata unicamente sulla base di valori estrinsecantesi nellapparire piuttosto che nellessere, pare troppo a buon mercato, indegna dessere goduta, da zingaro dal carrozzone verde. . . Estraniarsi da una realt in cui non compaiono mai le parole sacricio, abnegazione, rinuncia,. . . si traduce nel cancellare la parte di s che chiede la vita senza complicanze, in lotta con laltra parte che sa (o intuisce) che solo dal sacricio pu nascere una nuova e pura coscienza artistica. Qui aerra che se il suo Brgerliebe, il suo amore borghese, una parte importante di s, tuttavia saranno la soerenza ed il dolore che gli discendono dal non accettarsi e dal riutarsi, che lo faranno un giorno diverso, perch questi stati si traducono in domande, in ricerca sulla diversit,. . . questa una caratteristica sua e soltanto sua, lo avverte, non certo di chi come Hans non si pone alcuna problematica dinanzi alla vita. E cos il forte sentire, gi presente in lui, viene moltiplicato innite volte dal sorire, come con linserimento della barra di uranio nella pila atomica, e sar alla ne il quid in pi che gli dar la capacit di penetrare nelle coscienze altrui, spiarle, indagarle.

Psicologia dellet adolescenziale


Analizzando queste ansie, Mann introduce di fatto nella letteratura la psicologia dellet adolescenziale, fa di questa una profonda disamina, indaga i legami fra adolescente e adulto,
32. Dormir vorrei, ma tu vuoi danzare, vedi nella pagina 18 e relativa nota. 33. . . . umane, viventi e mediocri.

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e che io sappia o ricordi, nessuno aveva arontato il tema, e credo si sia ben su tuttaltra sponda che quella dellEducazione sentimentale o di alcuni lavori di Dickens. Chi e cosa il giovane? Perch non si trova a suo agio nellambiente in cui nato? Perch sore in un periodo della vita in cui comunemente, quanto supercialmente, si portati ad escludere la presenza di un qualsiasi elemento di disturbo? Il giovane non un ungeborene, schemenhafte Welt, 34 un mondo ancora incompiuto ed informe, ma unesistenza compiuta il cui disagio sovente credere alla purezza della vita, non parlare la lingua comune. E questo Mann lo capisce subito, quando fa dire a Tonio Krger: . . . seine Sprache war nicht ihre Sprache. . . 35 Mann non analizza e non studia la forma patologica della malattia, la schizofrenia dei comportamenti giovanili diversi dallusuale che gettano sconcerto nel comune buon senso, va al di l, e ne conclude, non passivamente, che ad un certo tipo di domande non ci pu essere alcuna risposta diversa da quella che sia la presa di coscienza dellessere; si nati cos, e se ci si perde . . . weil es einen rechten Weg fr sie berhaupt nicht gibt. Questa presa di coscienza non ha in s elementi fatalistici, rappresenta, si passi la reiterazione, la vera presa di coscienza del proprio essere. Sentire, nonostante un principio di vocazione artistica, di tendere verso un mondo che per pi di un verso si giudica se non artefatto, quantomeno privo di veri ideali e vere certezze, genera confusione mentale, e con questa ci si vive e ci si va a letto, da un lato giurando fedelt eterna alla bionda treccia della spensierata Inge, dallaltro recitando nel dormiveglia Immensee, mentre lo sguardo si perde in unimmaginaria visione gi nel giardino, presso il vecchio noce. Col tempo questo stato di dissidio permea cos tanto la vita, che diviene una compagnia ineludibile: sintuisce sempre pi distintamente che la presa di coscienza ana lanimo e lo costringe a pensare, evolve in un nuovo elemento che rende diversi dalle moltitudini, perch non solo fa crescere, ma anche osservare, cio non semplicemente guardare, prestare unattenzione, del tutto particolare ed inconsueta alle cose attorno. Ed di qui che inizia a sviluparsi la coscienza artistica. Quasi inavvertitamente, avvenuta la trasformazione. Il non piacersi, loriginario riuto di s, hanno generato la consapevole accettazione dellio, che non vive pi di un solipsismo esasperato per la trascuratezza (presunta?) operata nei suoi confronti, ma che da quello stato dessere sta imparando a trarre motivazione per vivere. La coscienza artistica ha dischiuso gli occhi della mente. Lo sguardo ha cessato di essere ombroso e chino in terra per una forma di disperazione provata nellessere cos diverso dagli altri, e guarda diritto dinanzi a s, convive con la soerenza della diversit, quindi laccetta. Certo, la via ancora tuttaltro che sicura e diritta, ci saranno ancora sbandamenti e perdizioni, ma anche questi stati della conoscenza, dacch anche incertezze, dubbi, angosce, folli passioni si risolvono in conoscenza se attorno a loro c lindagine, avverranno in compagnia di quellessenza da cui un tempo si rifuggiva, senza rimpianti per una presunta fatale diversit.
34. Ho usato qui, in senso traslato, alcune parole che Tonio Krger (IX capitolo, vedi nella pagina 85) scrive a Lisaweta Iwanowna. 35. . . . la sua lingua non era la loro. . . , vedi nella pagina 21.

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Mi viene in mente un postulato che da anni vado ripetendo: una linea retta segna unicamente la minor distanza fra due punti, mai la via pi breve da percorrere. E Tonio Krger apprende abbastanza presto quanto la geometria del pensiero sapplichi alla vita, scienza esatta come la geometria a saperla comprendere, perch come questa contempla che il percorso di una sinusoide pi ricco di punti che non una retta, anche se. . . le incognite aumentano.

Lambiente borghese e la questione della decadenza


Se le ansie ed i turbamenti di Tonio costituiscono una dei momenti pi avvincenti della novella, il nucleo dello stesso intorno al quale si dipaner la questione artistica che si risolver nella lettera a Lisaweta Iwanowna nellultimo capitolo, lambiente in cui queste ansie si manifestano, i contrasti che generano, tuttaltro che indierente nel corso della storia. Ho gi ricordato che il libro esce nel 1903. Sera appena agli inizi del nuovo secolo e da poco sera entrati nel quarto decennio di pace europea, quella pace che continuava ininterrottamente, cosa desueta per la rissosa Europa, dal 1870, e che sotto gli auspici della belle poque sembrava dover durare ancora a lungo. Scienza e tecnologia progredivano a ritmi mai visti prima; meccanica, elettricit, chimica,. . . progredivano. Sotto la guida di Bismarck la Germania aveva chiuso il periodo delle rivendicazioni territoriali con lAlsazia-Lorena al Sud e lo Schleswig-Holstein al Nord, tant vero che i suoi interessi sestendevano ora in terra dAfrica. La nazione per di pi usciva da un secolo che culturalmente aveva dominato come nessunaltra ed era traboccante di vita. Lalito del pensiero e della poesia di Gthe erano forti e presenti e generavano ancora cultura, per non parlare della corrente losoca che da Kant in poi aveva impregnato di s le menti di tuttEuropa facendo apparire le altre scuole timidi abbozzi di pensiero. In musica, da quasi due secoli, non faceva in tempo a spegnersi un astro che gi ne sorgeva un altro: la musica di Wagner, grazie anche a Mahler, simponeva sempre pi, mentre nuove voci e correnti di pensiero, innovative architetture musicali stavano nascendo gravitando sempre nellambito culturale tedesco. La sica parlava tedesco. Decadenza borghese? Fine del libero scambio ed inizio della concentrazione industriale come causa o concausa della decadenza dei Krger? N luno n laltro. Le industrie nascono, crescono, si sviluppano e muoiono come avviene per il corpo umano. Cercare di vedere dietro questo semplice quanto naturale succedersi di eventi un processo socioeconomico, magari legato allinevitabile richiamo alla lotta di classe di turno, pura follia ideologica schiava di credenze mai vericate, mai poste in discussione. Ed a ben guardare (a costo di smentire tutte le autorevoli teorie socio-economicolosoche in materia) non c neanche la decadenza borghese. Questa la si pu riscontrare in alcuni scritti legati allarea austriaca (Hofmannsthal) dove, di l a poco, scomparir tutto, lultimo imperatore cattolico, i regni e le terre, il centro vitale di conuenza Est-Ovest, ecc. Non in Germania. In Germania sta decadendo, e decade, soltanto la casa dei Krger! 116

La rappresentazione che Mann (e per esso Tonio Krger) ore dellambiente di Lubecca 36 non quello di una citt decadente, piuttosto quello di una citt provinciale. nel proprio cuore che scorge un sentimento un po decadente, volendo dare limpressione che questo senso si propaghi anche allambiente circostante. I suoi personaggi sono pieni di voglia di vivere. In essi non c alcuna decadenza, i loro comportamenti non sono aatto espressione o sintomo di decadenza, sono piuttosto la manifestazione di un mondo pulsante che si sta ancora espandendo. Inge & Hans, quasi un marchio di fabbrica, rappresentano per Tonio lespressione di questo mondo eervescente in continuo divenire di cui non si sente partecipe perch lui, sembra, sta ancora con i bei tempi andati (cio quelli che non sono mai esistiti) in cui la purezza dei sentimenti, la bellezza interiore,. . . erano elementi assai pi stimati che non un corpo ben fatto, un volto carino, una treccia bionda. Scriveva Georg Luks negli anni cinquanta: La sua (di Mann) posizione davanti al presente ed allavvenire della societ borghese ha tuttavia per eetto che egli si scelga sempre i suoi personaggi ed i suoi intrecci dal punto di vista di questa sua problematica e non dalla vita di tutti i giorni immediatamente data. . . in tal modo la lotta di classe fra il proletariato e la borghesia non si rispecchia immediatamente nellopera di Mann. Come pone la questione Luks sembra quasi una pecca tuttaltro che trascurabile in Mann, ma, solo a rietterci un poco, non una di queste apodittiche aermazioni, che sarebbe pi giusto chiamare scempiaggini, condivisibile o solo un poco apprezzabile, e se le ho riportate stato unicamente per mostrare no a che punto di disperazione mentale si possa giungere quando unideologia viene sempre prima dellanalisi. Mann sceglie (e coglie) i suoi personaggi proprio nella vita di ogni giorno e proprio nei momenti pi intimi di ciascuno: Tonio Krger, come anticipazione di Gustav Aschenbach, e di Adrian Leverkhn (i protagonisti di Morte a Venezia e Doctor Faustus), sono personaggi (pur con le debite eccezioni a proposito di questultimo) dogni giorno, con la loro bellezza, la loro decadenza, la loro voglia di aermarsi. E non che i personaggi di Mann non rispecchino immediatamente, come sostiene Luks, la lotta di classe! Il fatto un altro! Essi semplicemente se ne inschiano, tuttal pi si limitano a darle una sbirciatina di lontano, poi, proprio come fa Tonio, con una scrollatina di spalle se ne vanno per la loro via e la lasciano l. . . E non si scorge piuttosto una netta separazione delle classi, al limite dellestromissione, dietro il reiterato ritornare di quella frase: Wir sind doch keine Zigeuner im grnen Wagen, sondern anstndige Leute, Konsul Krgers, die Familie der Krger. . . ? 37 N traspare alcuna compiacenza o disposizione aettuosa verso il terzo stato, ridicolizzato nella descrizione del signor Knaak, il maestro di ballo e comportamento. E dov inne, reiterando la domanda retorica, la lotta di classe quando tutti i personaggi rilevanti dellopera sono altolocati, aristocratici, di fatto blasonati, e gli altri, portieri, camerieri, direttori dalbergo, poliziotti, commercianti dalla vena falsamente poetica, tu36. Mann non dice mai che i primi due capitoli sono ambientati a Lubecca, ma il valore autobiograco del lavoro e la descrizione conduce allindividuazione di questa citt come lo scenario introduttivo e quello del ritorno (VI capitolo). 37. Noi siamo i Krger, della famiglia del console Krger, non zingari nel carrozzone verde. . . Vedi nella pagina 6.

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risti,. . . tutti posti di continuo in berlina? 38 E questo a tacere delle dichiarazioni che fa Mann relativamente ad Hans ed Inge quando li riconosce non tanto per il modo di vestire che gli fa venire alla mente i tempi passati, quanto piuttosto . . . als kraft der Gleichheit der Rasse und des Typus, dieser lichten, stahlblauugigen und blondhaarigen Art. . . 39 E qui davvero non c posto n per il popolo n meno che mai per costumi zingareschi. Lambiente borghese non poi in fondo cos deprecabile se Tonio Krger stesso desidera ardentemente farne parte, se invoca da quel mondo, quasi sino alla lagrima, la mano sulla spalla, linvito nella compagine ad essere felice, se la sua angoscia prende le mosse proprio dal riuto che prova per quelle costumanze, pi di facciata che superciali, cui pure tende e di cui nel nale dellopera riconosce inequivocabilmente i lati positivi? Quello lambiente delle convenienze e del perbenismo da sempre presente nelle societ, lambiente del vivere cosiddetto civile, e, gli dispiaccia o no, non comunque il mondo dellarte: per avere larte bisogna rinunciarvi. lambiente, ancora, dei sorrisi puri e semplici e dei semplici, non quello dei tormenti interni, ma anche lambiente delle ipocrisie, e questo ulteriore prezzo alla vita egli non intende pagarlo. questo un mondo in decadenza o di decadenza? Questo mondo conserva un qualche legame col decadentismo? Credo non si debba incorrere nellerrore di nire collidenticare il mondo descritto da Mann con alcune gure esemplarmente ridicolizzate, inme e servili, l retaggio di culture passate ed attualit di quelle correnti. Queste non sono i simboli dellambiente che il giovane Tonio frequenta, sono piuttosto un accidente, lesasperazione di alcune forme di forzosa socializzazione. In quellambiente che si presenta in modo prepotente coi connotati forti di una nuova aristocrazia commerciale che dominer il secolo (si pensi ai Krupp), la critica di Mann rivolta allazienda di famiglia per non essere riuscita a sopravvivere nemmeno come vassalla, per essere stata fagocitata dallimperante progresso senza che il responsabile della dinastia, eternamente sognante, eternamente pensieroso, eternamente con il ore di campo allocchiello, abbia saputo fare qualcosa per impedirlo. E tutto questo avvenuto mentre lui nella sua camera suonava il violino, leggeva Immensee, guardava il vecchio noce. . . cio era troppo preso dalle sue meditazioni e dai suoi turbamenti non per impedirlo, ma solo per interessarsene! E cos il padre di Tonio, il responsabile morale della decadenza familiare, lunico personaggio non a suo agio, lunico che non brilla, passeggia sulla scena del racconto, anche se in alcuni casi assume, come ho gi detto, la funzione di spirito guida propria di chi. . . non c pi. . . Tutti gli altri sono briosi: la sua mamma, le anime giovani cui si vota una dopo laltra,. . . persino Magdalena Vermehren non insignicante, e Lisaweta, lalter ego di Tonio Krger, mostra anchessa pieni sintomi di vita, inondata com dal Sole nel suo lucernaio, lass allultimo piano di un edicio di Monaco, nella Schillerstrae.
38. Tutti i personaggi che rivestono ruoli di riempimento sono criticati nelle loro forme, nella loro inutile e vacua sostanza, e tutti goamenti descritti. Da questa severa descrizione, eccettuati i genitori, se ne salvano solo tre: Hans, Inge e Lisaweta. 39. . . . in forza duna certa identit di razza e specie, quella specie chiara dagli occhi azzurro-acciaio e dai capelli biondi. . . , vedi nella pagina 76.

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E non scorgo in Tonio Krger neanche quellanticipazione dellenciclopedia della decadenza che Cesare Cases nei suoi Saggi e note di letteratura tedesca individuer poi nel Gustav Aschenbach di Morte a Venezia. In questi, se proprio si vuole, c qualcosa di pi della decadenza. C luomo, prima che lartista, che si trova alla ne della sua esistenza invaso da un desiderio morboso, una sorta di risveglio, un ricordo lacerante delle passioni in cui da giovane Tonio (cio Thomas Mann) sera perso e qui, nel Tonio Krger, accennate di passaggio. Gustav Aschenbach alla ne della vita e sente langoscia a tutti comune avvertendo listante nale. per vivere che cede unultima volta al desiderio della turpe passione, perch questa lo riporta indietro alla giovent, a quando si smarr, e prima ancora, a quando il suo senso estetico si basava sulla contemplazione rivissuta di Hans (pi che di Inge in questo caso), nullaltro chiedendo che dessere amato. Gustav Aschenbach guarda laltro, non si specchia pi, non sosserva pi dentro, ha paura di vedere quello che divenuto, si limita a guardare morbosamente estasiato il prossimo. la retrocessione e linvoluzione rispetto a Tonio Krger: lera della introspezione e delle domande nita. il Dorian Gray che non ha pi, non la forza, ma nemmeno il coraggio di ferire la tela. La decadenza, pi o meno borghese, nellopera in esame, se davvero esiste, tutta in nuce nellanimo di Tonio, ma ancora non esplosa nei tormenti di un Gustav Aschenbach. Quel giorno lontano. Nel Tonio Krger lambiente borghese il tessuto connettivo che lega i personaggi e li fa vivere, la linfa vitale. E nella linfa non c posto per la decadenza. Anche se sintuisce che un periodo, pi che unepoca, sta per nire, e quale il periodo che non trova la sua naturale soluzione nella ne?, non questo il dramma che si vuole rappresentare, questo solo un elemento in pi in tono raorzativo. La crisi dentro, per non sapersi muovere, per non saper stare al mondo, per aver compreso da subito che la via scelta, quella dellarte, la via della soerenza e della rinuncia, e tutte le rinunce costano, dacch, si sente che ha assimilato Kierkegaard, tutte le scelte sono una rinuncia. Mi sembra cos che lambiente borghese, la sua profonda e presunta decadenza (di valori?) sia tuttaltro che decadente nella visione di Mann, perch un ambiente borghese decadente produce personaggi e storie decadenti, come i personaggi di un Verga o un DAnnunzio che non riescono a guadagnarsi neanche lemera gloria del pi squallido personaggio della Cavalleria rusticana. La vicenda che Mann racconta non decadente, velata di malinconia, e non uno dei personaggi decadente, tranne forse, il pur ineabile signor Knaak, vivo comunque anche lui, se si vuole, nella sua scempiaggine di relazionarsi. 40
40. Un poco decadente. . . stato non di rado questo il primo commento ricevuto da persone che leggevano lopera per la prima volta, e che, al di l dei contenuti che pure apprezzavano, rimarcavano questo come il primo elemento. Ma ne I Buddenbrook, come nel Tonio Krger, come persino in Morte a Venezia, Mann non celebra la decadenza, si limita a raccontare una storia in un periodo cruciale dellEuropa. Io non intendo recuperare alcuna nozione sulla decadenza, n tantomeno sul decadentismo che sono reperibili facilmente in un qualsiasi testo dedicato a tematiche letterarie-losoche, ma voglio soermarmi a constatare che le denizioni che si danno di questi movimenti (: il mio gusto estetico si riuta di considerarli correnti di pensiero), non sono in alcun modo applicabili n al clima dellopera, n tantomeno ai personaggi signicativi che la rappresentano.

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A me sembra che qui si sia al polo opposto del decadentismo, ad una distanza pressoch innita da quella che lambientazione di Tristano (anche se lopera coeva al Tonio Krger) o la Morte a Venezia, da quelli che sono i deliqui dei protagonisti delle rispettive opere: lo spasimo morboso di Gustav Aschenbach assente, e quando il suo germe aora si manifesta al pi come come un trascurabile quanto scusabile errore di giovent. Nella decadenza non c la sublimazione delleros, dacch Inge nemmeno saccorge di essere amata, e Tonio Krger si guarda bene dal comunicarle questi sentimenti. Qui siamo dentro il pi profondo misticismo della parola che diviene manifestazione damore, quel misticismo che trover nel Doctor Faustus la sua pi naturale ultima realizzazione, quella cultura esasperata del sacricio (forse qui s un poco decadente), che trover in Adrian Leverkhn il suo pallido Sigfrido, pi che novello Faust: intorno alle ceneri di Adrian, nonostante la vocazione musicale, assente del tutto la potenza delleroe wagneriano: riesce s a far precipitare il Walhalla (la Germania), ma nessuno sale con lui sulla pira. Adrian solo da morto come lo era da vivo. Il fatto che come ha detto altrove (e per tuttaltre evenienze) Nietzsche, qui il precipitare degli eventi, il non essere bene accetto fra gli uomini, il non sapere cosa fare da grande, il morire damore per Inge senza avere neanche il coraggio di confessarglielo, il vedere lazienda di famiglia andare in rovina, la propria madre risposarsi dopo un anno di lutto, assistere impotente alla sua fuga lontano da lui, nel profondo blu, ebbene tutto questo, per dirla col losofo tedesco, ist ein Geschmack . . . un gusto anchesso, forse triviale, ma un gusto. Perch, se larte una malattia, 41 come in eetti , ed il giovane Tonio Krger ne gi ben conscio, 42 se cio lessere artisti vuol dire vivere in un perenne stato di soerenza comatosa anando la sensibilit nel percepire tutti i dolori altrui cos fortemente da farli divenire propri, si pu anche provare inne piacere in questo sorire che rende comunque diversi in un singolare status spirituale. Ed questo che fa la dierenza, di noi tutti e non solo del giovane Tonio! Ma questa non decadenza, tantomeno borghese, una condizione dartista in cui ci si ritrova a vivere. Lopera intrisa tutta di una frenetica voglia di vita mista a delusione per non sentirsi ricambiati come si crede di meritare. Tonio non beve la romantica boccetta di veleno sempre a portata di mano dei ribelli verso il mondo, lascia che la amma si spenga com nata, per processo naturale, perch ama la vita anche se si considera da essa tradito nelle aspirazioni. Ed a dierenza del suicida che pone ne allesistenza non perch non ami la vita, ma semplicemente perch incapace ad accettare che questa gli si manifesti diversamente da come la desidera, risolve il problema con una scrollatina di spalle e se ne va schiettando per la sua via. . . Questa lanalisi che ogni anima fa, in ogni epoca, di se stessa, lanima raziocinante che attende pazientemente che passino temporale e burrasca. E tale comportamento non ha nulla di decadente.

41. Questa tematica sar trattata pi approfonditamente nella pagina 130 e seguenti. 42. Vedi in proposito su questo punto il capitolo III, nella pagina 26, signicativo di questo naturale modo dintendere larte.

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Il simbolismo
Quando si accenna (talvolta) alla simbologia presente nei lavori di Mann, ci avviene sempre di passaggio, tanto meno mi capitato di trovarla discussa nel Tonio Krger, dove a mio parere presente in maniera signicativa. Nellopera essa riguarda due specie: personaggi simbolici: il padre, la madre, Hans Hansen, Ingeborg Holm,. . . che, ciascuno per la propria parte, evocano gurativamente ideali dessere; oggetti di vita quotidiana richiamati in funzione squisitamente simbolica, di fondamentale importanza nel discorso, ed in funzione preparatoria rispetto ad unulteriore approfondimento delle tematiche sino ad allora soltanto adombrate. La distinzione prospettata non possiede un valore assoluto. Alla prima specie simbolica s gi accennato nel corso di queste note e durante il commento alla traduzione. Non ci sono signicativi elementi da aggiungere: i genitori, le conoscenze, le frequentazioni, i vari personaggi che nella vita di ognuno rivestono un ruolo del tutto particolare, sono di per s gi parlanti. Questa prima specie di simbolismo gurativo conosce anche sottili approfondimenti (vedi nella pagina 2 della traduzione, di cui s gi parlato e che sar ripreso brevemente nella pagina 132), quando alluscita della scuola, Mann divide gli scolari in due categorie: da una parte Tonio ed Hans, dallaltra i restanti: . . . e i due presero a sinistra mentre gli altri voltarono a destra. Ma non certo questa la parte rilevante del simbolismo manniano. Nella valenza simbolica la gura paterna, 43 che segna per Tonio Krger un costante richiamo ai doveri da sempre trascurati, incarna lattenzione ai problemi quotidiani e pratici della vita; una specie di ombra costante che giunge a vestire (VI capitolo) i panni del poliziotto Petersen, che gli rimproverer, di fatto anchesso, la sua condotta ambigua, conseguenza di quellassurdo malessere che deriva a Tonio Krger nellaccettare le pi elementari regole di convivenza andando in giro senza documenti, atteggiamento questo che conduce il poliziotto a sospettare che proprio lui sia il malfattore ricercato. Simboli della seconda specie compaiono anchessi quasi subito, ma non posseggono ancora, data la giovane et del protagonista, la funzione evocativa loro propria: si tratta pi che altro di beni-rifugio, punti di riferimento, di cui peraltro Tonio Krger non riesce ad apprezzare ancora a pieno la valenza. Intendo riferirimi agli oggetti gi parte del suo ambiente: la fontana, il noce,. . . che in quelladolescente esprimevano una possibilit devasione dalla realt: gli stessi, in lui adulto, faranno comprendere come anche da quelle innocenti evasioni sia maturato lartista. I simboli veri e propri compaiono nel VI capitolo e sinquadrano nel tema del viaggio, anzi dei tre viaggi (o tappe, se si vuole) compiuti da Tonio Krger per raggiungere la meta.

La tematica del viaggio. Il ritorno alle origini


In tutte le letterature (ed in ogni scrittore) il viaggio ha sempre posseduto una notevole valenza simbolica, talvolta di semplice avventura ed evasione dalla realt, talvolta una sorta
43. Vedi a questo proposito anche nella pagina 128.

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di metafora di rientro nellalveo materno; esso funzionale al bisogno di confrontarsi con quel passato che ci si lasciati alle spalle. Si parte perch esiste, banale ma vero!, un posto da cui fuggire; si torna perch quel posto ancora vivo nellanimo. Il viaggio cui mi riferisco non dunque il partire, perch nellallontanarsi dai luoghi dorigine, i simboli, se gi presenti, si lasciano alle spalle assieme al passato che si tenta di dimenticare. Per Tonio Krger rilever allora non tanto lasciare langusta citt, il vecchio noce, la fontana o il mar del Nord,. . . ma piuttosto il tornare in quei luoghi, la breve sosta, la nuova partenza, il proseguire, lintuizione che le sue origini vengono ancora da pi lontano, geogracamente e spiritualmente, e pi lontano vanno cercate. Questo vuole esprimere una prima cosa signicativa: quei posti non si sono mai abbandonati sino in fondo, si sono semplicemente riposti in qualche parte dellanimo; il non continuare a vederli ha fatto credere che la memoria attorno ad essi fosse stata cancellata, rimossa. Ma non cos. Anche se al momento delladdio, separandosi da quegli oggetti che avevano prepotentemente marcato momenti della sua vita egli si sforzer di dire che . . . empfand keinen Schmerz dabei. . . war voller Spott fr das plumpe und niedrige Dasein, das ihn so lange in seiner Mitte gehalten hatte, 44 Mann nellintimo sa che il suo personaggio mente, che quel fastidio e quella derisione sono soltanto un tentativo di sviare la soerenza. Quelladdio che vuol essere ad ogni costo illacrimato , e senza retorica, intriso sinceramente di pianto e dolore. Tonio Krger parte da solo, nessuno laccompagna, nessuna delle sue cose care lo segue. da questo momento che i ricordi cominciano, giorno dopo giorno, a lavorare in lui, a trasformarsi in simboli; ma egli troppo preso dalla nuova avventura e dalle perdizioni per avvertire la mutazione che sta avvenendo; pure questa procede, cresce e matura, lo costringe a prendere la via del ritorno. La tematica del viaggio muove da qui, dal desiderio di far resuscitare quei ricordi, dal sapere dove essi si trovino, geogracamente almeno, dallintuizione, pi che dalla comprensione, che essi vanno recuperati, fosse anche per un attimo, perch quellazione sta divenendo fondamentale. Nella breve conversazione con Lisaweta Iwanowna, Tonio Krger dopo aver comunicato allamica che sazio dellItalia perch (bont sua!) Diese Romanen haben kein Gewissen in den Augen. . . 45 le comunica che si diriger in Danimarca, toccando il suo Ausgangpunkt (punto dorigine), 46 e dopo tredici anni, dir, la faccenda pu essere un po inconsueta. E cos dopo un viaggio in treno Tonio-Thomas raggiunge la sua citt natale. 47 Fuori della stazione ci sono le carrozzelle nere che portano ovunque in citt e su cui non sale
44. . . . non avvert alcun dolore. . . poteva soltanto provare fastidio e disgusto per linsensata e grigia esistenza che vi aveva cos a lungo condotto. Vedi nella pagina 24. 45. Quei latini non mostrano tracce di coscienza negli occhi. . . , vedi nella pagina 44. In realt questaermazione uninvenzione di Tonio Krger per giusticare la sua partenza verso il Nord. Il Sud lha gi conosciuto, il mondo dellarte lha completamente assorbito, ma ha bisogno di temperarlo, di rareddarlo con le sue origini nordiche per poter proseguire nel suo cammino dartista. 46. Vedi in proposito la nota nella pagina 45. 47. Circa leettivo svolgimento di questo viaggio da parte di Mann si fa riferimento alle dichiarazioni dellautore riportate nella pagina 101.

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volendo avvicinarsi al suo ambiente assaporandone il vento umido. Cammina a testa bassa, arrancando, come un giorno lontano alluscita di scuola in compagnia di Hans.

I simboli della memoria. Le luci. Oggetti ed ambienti simbolici Ed ancora una volta si tratta di ricordi, ma questi man mano che Tonio Krger savvia a piedi per la citt, cominciano a mutarsi, a prender nuova forma. E sono ancora guizzi di memoria quelli che nella fantasia creativa di Mann assumono per Tonio Krger dapprima le forme di una ebile luce, poi di numerose luci sequenziali che saccendono una dopo laltra senza per che riescano ancora chiaramente a risplendere. Il gioco con il simbolismo comincia da qui, ed questa una costante presente anche nel successivo capitolo. Lintroduzione dellelemento simbolico avviene attraverso un accostamento con il sogno, quando Tonio Krger considera che lo stato incerto e confusionale in cui si trova . . . unterschied sich durch nichts von einem dieser betrenden und unzerreibaren Traumgespinste, in denen man sich fragen kann, ob dies Trug oder Wirklichkeit ist, und sich notgedrungen mit berzeugung fr das letztere entscheidet, um dennoch am Ende zu erwachen. . . 48 Perdestare lentamente il suo protagonista, Mann introduce un personaggio insignicante (di vita emera ma decisa valenza simbolica), con funzioni di spirito guida, che mostra a Tonio Krger la via da percorrere e che questi segue ciecamente. Si tratta di quel . . . krummbeiniger Mann mit einer Stange, an deren Spitze ein Feuerchen brannte, ging mit wiegendem Matrosentritt vor ihm her und zndete die Gaslaternen an. 49 questi che lascia intendere a Tonio Krger che quei fanali che egli in fondo va accendendo ad uno ad uno, rappresentano sin troppo signicativamente i singoli momenti del suo passato, ma la ammella in cima alla canna esprime anche lincertezza della via che i suoi pensieri debbono percorrere. La domanda non tanto la meta o la via da seguire per giungere alla destinazione che sa, linterrogativo vero sono i ricordi, quella domanda con cui si apre il paragrafo successivo: Wie war ihm doch? Was war das alles, was unter der Asche seiner Mdigkeit, ohne zur klaren Flamme zu werden, so dunkel und schmerzlich glomm? 50 rappresenta lo smarrimento, la paura di non reggere limpatto a quelle forti emozioni, di non dominarle. In der oberen Stadt gab es Bogenlampen, und eben erglhten sie. . . , 51 osserver poi Tonio Krger, a signicare che disagio e contrasto sono presenti. La citt, anche ora, vive senza di lui, riesce a farne a meno. Ancora confuso prende la via dellalbergo.
48. . . . non si distingueva poi tanto, in fondo, da quelle ragnatele oniriche, seducenti e non lacerabili, in cui ci si trova talvolta imprigionati nel dormiveglia, ed in cui ci sinterroga angosciosi se si stia vivendo unincubo o una realt, e costretti a scegliere si opta per questultima, per alla ne ridestarsi. . . Vedi in proposito nella pagina 47. 49. [Un] uomo dalle gambe storte, landatura dondolante tipica dei marinai, si strascicava avanti a lui con in mano una lunga canna alla cui estremit ardeva una ammella, e con quella, ad una ad una, accendeva le lampade a gas. vedi nella pagina 47. 50. Che cera dunque in lui? Cosa covava sotto la cenere della spossatezza in modo cos incerto e dolente da non riuscire a risplendere in chiara luce? 51. Nella citt alta le lampade a gas stavano gi ardendo. . .

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Le luci della citt alta verso la quale si sta dirigendo, gli richiamano alla mente lalbergo, ed assieme ad esso . . . die beiden schwarzen Lwen. . . 52 che stanno al suo ingresso, e che ora gli appaiono . . . viel kleiner. . . seit damals. . . 53 Altri due simboli entrano cos in gioco: quei due leoni che ancora si guardano come un tempo . . . als wollten sie niesen. . . : 54 Tonio Krger nge sicurezza e vi passa in mezzo. Sono due gli elementi da rilevare: da un lato lunit nella dualit 55 (la ragurazione plastica d lidea dellunit anche se scomposta in una duplice ragurazione) dallaltro il fatto che gli appaiano pi piccoli che un tempo, come tutto del resto. Il fatto che tutto sembri ora pi piccolo non soltanto una percezione sico-visiva, ma anche un ridimensionamento delle emozioni. La dualit (e soprattutto lunit nella dualit) mi sembra che esprima le gure paterna e materna, 56 mentre il senso di sicurezza che Tonio Krger manifesta, senza esserne aatto convinto, una nzione, egli si sta presentando a due oggetti della sua fanciullezza e della sua adolescenza, ormai cresciuto, divenuto adulto e maturo, e non vuole mettersi a nudo con i primi che gli capitano dinanzi, siano pure due leoni di pietra. . . Questa interpretazione potrebbe trovare una conferma nel fatto che dopo il ricevimento in albergo, come sale nella camera assegnatagli, come di nuovo solo, il cameriere gli porta un lume (di nuovo una luce che sembra dovergli accendere la memoria del passato) ed assieme a questo un foglio da riempire a ni amministrativi: il richiamo a quelle convenienze, pi o meno borghesi, sempre ignorate e trascurate. Solo in camera, allinizio non riesce a mangiare, va su e gi per la stanza, si siede al tavolo con lo sguardo fuori della nestra, confuso. . . Poi le emozioni e la stanchezza cedono al sonno. Mattino successivo. La giornata di Tonio Krger inizia guardando ancora il panorama al di l della nestra. Pone cura nel vestirsi, nel radersi,. . . ha timore di essere riconosciuto, di dover dare spiegazioni su quanto ha fatto in quel periodo giacch in passato. . . la gente aveva avuto motivo di credere che . . . Tonio Krgers eigenes Sein und Wesen ebenfalls zu den Merkmalen dieses Zustandes zu rechnen. 57 La sua immagine allo specchio lassicura della trasformazione avvenuta nel frattempo. Tonio Krger esce in strada incerto sulla via da percorrere, se andare subito alla meta, la sua casa natale, o girare un po. Lo stato dinsicurezza accompagnato da tre interrogativi Wohin ging er? 58 che Mann pone nella mente del protagonista, e di cui si serve sia per accennare allo smarrimento del suo personaggio, e per procurare a questi un avvicinamento
52. . . . i due leoni neri. . . 53. . . . pi piccoli che un tempo. . . : vedi nella pagina 48. 54. . . . come fossero sul punto di starnutire. . . 55. Vedi in proposito quanto detto nella pagina 109. 56. Mi sono convinto a questa interpretazione perch mi sembra dicile scorgervi unaltra dualit, del tipo Hans Hansen-Ingeborg Holm o Hans-Tonio,. . . Tutto ledicio (lalbergo), compresi quindi i due leoni, il proprietario dellalbergo, i camerieri,. . . rappresenta ed esprime quel mondo del perbenismo e delle convenienze sociali che Tonio Krger ha sempre detestato. 57. . . . che fra le ragioni di tale stato di decadenza fosse da annoverare pure la condotta di vita di Tonio Krger: vedi nella pagina 23. 58. E dove andare?

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graduale ai luoghi. Alla prima domanda non c risposta, ma soltanto la descrizione dello stato danimo confuso, anche se, alla ne del periodo lascia intendere che allangolo di quella strada. . . forse la meta gli sarebbe apparsa. Ma non cos. La risposta alla seconda domanda lo avvicina di pi al suo ambiente: Tonio Krger passeggia per luoghi familiari: il municipio, il mercato,. . . ed inne, con uno sforzo che savverte, dinanzi al primo santuario. Ancora una volta lavvicinamente lento e graduale: prima la fontana gotica e quindi labitazione di Ingeborg Holm, che visita carezzando con lo sguardo le nestre. Legge il nome sulla targhetta e prosegue. Alla terza domanda c pi voglia di proseguire verso la meta, ma come un tempo, indugia, e compie una passeggiata fuori porta. Cammina lungo il Mhlenwall e lHolstenwall, i viali percorsi in compagnia di Hans alluscita della scuola, e come allora c il vento che fa crepitare gli alberi, come allora c un treno che passa sbuando con goa sollecitudine, come allora ne conta i vagoni, come allora c un uomo seduto sullultimo che ora per si limita ad osservare senza salutare. Inne, in risposta al suo andare (pi che ai suoi interrogativi), si trova alla Lindenplatz, dinanzi alla casa di Hans, e questa volta non basta pi vedere, occorre toccare, sentire,. . . serve un contatto sico, e cos, sempre come un tempo, posa le mani sul cancello arrugginito e lo fa dondolare per udire lo stridio dei cardini. 59 Quando ritrae le mani, esse sono sporche, ma quel sudiciume rugginoso lha in un certo senso ormai riammesso nel suo antico mondo, ora pu prendere la via che sa, e cessa la domanda: Wohin ging er?. Senza ulteriori esitazioni si trova dinanzi alla sua casa. Mann questa volta non indica pi vie, percorsi, ambienti familiari,. . . il peregrinare descritto sin qui gli pare pi che suciente perch ora collochi, sembra quasi allimprovviso, Tonio Krger dinanzi alla sua casa. Ricorre per ancora una volta ad unimmagine onirica, perch al protagonista sembra di trovarsi . . . in gewissen leichten Trumen, in denen die Hindernisse von selbst vor einem weichen und man, von wunderbarem Glck begnstigt, ungehindert vorwrts dringt. . . 60 Quel che segue nella norma della descrittivit: alcune cose sono rimaste come un tempo, e altre, molte sono mutate, sicch lambiente soltanto a lui riconoscibile. Pure quella casa in cui aveva vissuto, in una delle cui stanze aveva composto i primi versi, conserva ancora, proprio con lui, un forte legame: essa parla, ora pi che mai, di letteratura. questa forse una di quelle rivincite che Tonio Krger andava cercando? Proprio lui che in quegli ambienti veniva richiamato a pi concrete occupazioni, vede la sua casa trasformata in Biblioteca popolare! Il simbolismo letterario non deve essere casuale. Cerano decine di altre possibili destinazioni che Mann si poteva immaginare: sceglie quella della biblioteca e riesce davvero dicile non vederci un legame con i primi cimenti della sua arte! E non fa niente che lepisodio
59. Vedi in proposito nella pagina 12. Qui entrano in gioco come simboli anche i suoni, che in questa forma si presenteranno anche al capitolo successivo durante il viaggio in nave. 60. . . . in quegli stati felici del sogno quando gli ostacoli si ritraggono da soli, cosicch favoriti da una meravigliosa fortuna si pu avanzare liberamente. . . Vedi nella pagina 51.

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abbia fondamenti reali, 61 rilevante la scelta simbolica di destinazione di un ambiente gi familiare. Adesso tutta la sua casa e non soltanto la sua stanza, che parla di letteratura. D forza a questa idea il fatto che il viatico scelto per visitare la casa sia un libro, non un catalogo come gli era stato oerto, ma proprio un libro che ben conosce (: non dice quale anche se il pensiero corre per via naturale ad unopera di Storm), e con quello si posiziona dinanzi ad una nestra. Questa nestra per non ha le persiane abbassate come quella volta in casa del console Husteede, l dove Tonio Krger era riparato in autopunizione per esser stato schernito da tutti (ma pi che altro Inge aveva riso di lui!). 62 Mann colloca ora il protagonista con un libro in mano dinanzi ad una nestra inondata di luce. Al di l della nestra i simboli della sua adolescenza, ch tali ora sono divenuti, ci sono ancora, ed anche se un po trascurati, continuano a colloquiare con lui. Ha ritrovato le sue origini e non ne ha soerto troppo. Pu anche andare. Ripone il libro ed esce. Ha visto, sentito e toccato abbastanza. Ora pu dirigersi in albergo. Ma quel prezzo che credeva sbrigativamente di aver corrisposto non suciente: il poliziotto Petersen ed il signor Seehase con quella loro sia pure bonaria indagine, gli rievocheranno ancora una volta, prima che parta, i rimproveri paterni, la sua desueta condotta nel mondo. Cos la preoccupazione mattutina che qualcuno lo potesse riconoscere, diviene nel corso del colloquio-interrogatorio col poliziotto ferma intenzione di non farsi riconoscere, anche a costo di rischiare unincriminazione fasulla. Tonio Krger intende rivendicare (ed forse questa la parte pi importante del capitolo), non tanto la voglia di andarsene comunque in giro senza documenti per un capriccio qualsiasi, ma il fermo desiderio che il mondo saccorga nalmente di lui, laccetti e rispetti per quello che , per le sue tendenze artistiche, puramente astratte e nientaatto pratiche come il lavoro dalbergatore o di poliziotto, ma comunque, in assoluto, degne di rispetto. questo uno dei lati pi interessanti del racconto: Mann rivendica larte quale professione e la sottrae al mestiere ed al vagabondaggio dello spirito. Da quellindagine poliziesca che sembra mettersi male in quanto la vocazione letteraria lo ha, di fatto, privato di credibilit uciale nel mondo, lo salva proprio la sua stessa arte, quelle bozze di stampa che teneva nel portafogli al posto dei documenti, e che certicano comunque la sua attivit. Esse vengono accettate, giusticano il suo inconsueto e bizzarro temperamento (comprensibile in un artista), e signicano che il mondo lha nalmente accettato per quello che , una persona che per eccellenza lavora nellombra, proprio come un attore struccato nch non ha una parte da rappresentare. 63 Il viaggio verso la Danimarca: ancora le luci Nel viaggio in nave verso Copenaghen i simboli continuano, ed ancora una volte Mann ricorre alle luci. Come aveva fatto nel precedente capitolo distinguendo le lampade a gas della citt alta dalle lampade che avanti a lui un uomo andava accendendo, c qui una dieren61. Vedi in proposito le note biograche dellautore nella pagina 106. 62. Vedi in proposito nella pagina 19. 63. Vedi in proposito in queste note nella pagina 130, e nel testo nella pagina 26 e nella pagina 34.

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ziazione luminosa, meglio ancora una gradazione luminosa 64 che assume valore simbolico distinguendo le luci della casa di cura ove Tonio trascorreva le ferie ed udiva il sussurrare estivo del mare, dalla luce del faro, la vampata che risplende forte a simboleggiare una presenza ineludibile delle proprie radici, oltre, ovvio, unavvenuta riconciliazione. I suoi aanni si vanno ora smorzando (ibidem) in una pena indolente e beata. Il mare si fa pi mosso, la nave comincia a fremere, e pure fra tutti quei rumori, pare a Tonio Krger di ascoltare e avvertire . . . das Rauschen und Knarren des alten Walnubaumes, das Kreischen einer Gartenpforte. . . 65 Un altro elemento luminescente Mann lo lascia introdurre al commerciante di Amburgo in viaggio di piacere verso la Danimarca che se ne parte con una futile quanta vacua conversazione sulle stelle. Quando poi a notte fonda il mare si agita e Tonio Krger non riesce a dormire in cabina, sale di nuovo in coperta. La nave arranca per aprirsi una via, dalla sua stiva giungono i lamenti dei due animali caricati la sera prima. 66 Lo strazio di questi lamenti che sembra riecheggiare il dolore dellallontanamento dai luoghi natali, il terrore per la furia degli elementi scatenati, mitigato dalla gura che per un attimo (brevissimo) fa la sua comparsa, tuttavia suciente a placare lanimo di Tonio Krger. Si tratta in questo caso di un marinaio che procede a fatica, con le gambe larghe per mantenere lequilibrio, e che porta appesa alla cintura una lampada. Questo basta per tranquillizzare Tonio Krger, che assicuratosi ad una cima se ne sta cos per un poco, mentre dentro di s ripete versi scritti in giovent che gli rivengono in mente anche se non avevano mai raggiunta una forma compiuta: Du meiner Jugend wilder Freund, so sind wir einmal noch vereint. . . 67 Questo il simbolismo pi signicativo introdotto da Mann nel suo lavoro collegato alla tematica del viaggio, quasi un eterno ritorno. Il capitolo seguente (lVIII) toccher il simbolismo marginalmente ed in forma non cos signicativa, segner la riscoperta di un nuovo valore di alcuni generi e specie: il piacere di un ballo, la compagnia del mare, il piacere della solitudine sulla spiaggia e del passeggiare,. . . Ma questi simboli diverranno per lui ideali di purezza e bellezza, fantasmi di un mondo agognato e mai posseduto che gli faranno versare lagrime nervose nella sua stanza udendo risuonare da sotto il ritmo cadenzato della vita.

64. Vedi in proposito la nota presente nella pagina 61. 65. . . . gemere e crepitare un vecchio noce, cigolare un cancello. . . I simboli sonori di cui si diceva alla precede sezione. 66. Allinizio del settimo capitolo, Tonio Krger gi sulla nave, ed la voce fuori campo racconta che, come un tempo in compagnia del padre (e si noti la presenza della gura paterna che lo assiste durante la separazione dalla citt natale) egli aveva assistito alle operazioni di carico delle merci. Fra le tante merci portate a bordo ci sono anche una tigre reale ed un orso bruno. Sarebbe forse un poco azzardato spingere ancora il simbolismo sino a riconoscere ancora una volta in queste due bestie una sorta di desueta gura paterna e materna, ma, ancora una volta presente la dualit, e per quanto i due animali siano in tedesco di genere maschile, non c alcun dubbio che luna gura pi vicina allelemento maschile e laltra al femminile. 67. Tu, amico furioso della mia giovent. . . Siamo ancora insieme te ed io. . . Vedi nella pagina 64.

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La questione artistica
La parte principale del lavoro di Mann ruota attorno alla gura dellartista: comprendere chi questi sia, cosa lo caratterizzi, indagare, sulle premesse di una non comune attenzione nei confronti della realt, la conciliabilit di due esistenze: quella borghese e quella artistica. Mann non ore denizioni e non perviene a soluzioni. Individua il problema, ma ogni discorso che pone in bocca a Tonio Krger si risolve in domande e considerazioni. La problematica si aaccia (ancora incerta) sin dai primi dialoghi e dalle prime riessioni del capitolo I, viene approfonditamente discussa nel capitolo IV (ma il III contiene premesse a questo rilevanti), trova unintuizione di soluzione nel IX. Il III capitolo, quello che inizia con le parole Er ging der Weg, den er gehen mute 68 ed il cui periodo, poche righe appresso, si conclude con quella frase gi pi volte riportata . . . und wenn er irreging, so geschah es, weil es fr etliche einen richtigen Weg berhaupt nicht gibt, 69 a mio parere, come ho gi detto, la chiave di lettura dellopera. Qui sono due i concetti esposti: la predestinazione a far parte del mondo dellarte (Er ging der Weg, den er gehen mute. . . ), e lo smarrimento (. . . und wenn er irreging. . . ) che ne consegue per chi percorre il sentiero artistico; questo sembra essere, a questo punto, lunico dato certo, un dato di fatto obiettivo su cui Mann non torna pi sopra tanto lo d per acquisito; e se altre volte vi accenner sar soltanto per sottolineare le problematiche di questinconsueto modo dessere al mondo. Nel III capitolo vengono presentati in una veloce analisi i fatti pi importanti che hanno segnato in rapida successione la vita di Tonio Krger: la morte della nonna e del padre, il nuovo sposalizio della madre ed il suo conseguente allontanamento, il fallimento della ditta centenaria, labbandono della citt,. . . avvenimenti legati al tema del dolore, e che sommati ai dissapori adolescenziali privano Tonio Krger di punti di riferimento. Questassenza di polo magnetico in chi ritiene di possedere . . . die Mglichkeiten zu tausend Daseinsformen in sich trage, zusammen mit dem heimlichen Bewutsein, da es im Grunde lauter Unmglichkeiten seien. . . , 70 lo porta a dedicarsi totalmente alla letteratura, alla conoscenza. La necessit evidente: cercare l le certezze che la vita ha tolto. Lulteriore passo verso il tormento, la solitudine, lattrazione della concupiscenza nelle citt del Sud (e la conseguente perdizione) laggi dove lo chiama il sangue meridionale della madre suona a questo punto come come un passo obbligato. Ma, sempre laggi, la componente paterna in lui, quella cui Mann accenna chiamandola Erbteil, 71 sar quella che riuscir a suscitargli . . . sehnschtige Erinnerung in ihm sich regen lie an eine Lust der Seele, die einstmals sein eigen gewesen war, und die er in allen Lsten nicht wiederfand,. . . 72
68. . . . se ne and per la via che doveva percorrere. . . 69. . . . e se si smarr, ci avvenne perch per qualcuno una via diritta non tracciata aatto: vedi nella pagina 23. 70. . . . le estrinsecazioni di migliaia di forme dessere, accompagnate tuttavia dalla profonda ed intima consapevolezza che si trattasse in fondo di altrettante impossibilit desistere. . . , vedi in proposito nella pagina 23. 71. Questa parola (vedi in proposito nella pagina 25) lho resa nel testo con la frase E questa volta furono, forse, i geni di suo padre in lui. . . Erbteil indica in tedesco la quota legittima di eredit. Aver usato questo termine nel testo, vuole in Mann testimoniare quanto Tonio Krger si considerasse debitore (ed in quale misura) alluno ed allaltro genitore. 72. . . . un ricordo ebile e malinconico per un piacere dellanima un tempo gi suo, e che ora non riconosceva

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Il IV capitolo, la lunga conversazione con Lisaweta Iwanowna, 73 altro non che un soliloquio, una lunga tirata da teatro: sempre Tonio Krger a parlare, Lisaweta si limita, alla ne di ogni periodare, a trarre considerazioni, sentenziare, porre domande: considerazioni sentenze e domande che costituiscono il contrappunto del protagonista ai suoi stessi pensieri. Il capitolo IX, da questo dipendente, la continuazione di quei soliloqui, di cui, anche per una scrittura pi distesa, segna il superamento. I conitti adolescenziali, mischiandosi alla visione futura della propria esistenza, conuiranno l in serrata analisi. Sotto la spinta del ricordo, riconoscendo che laetto per Hans, lamore per Inge, il perdersi nelle passioni,. . . sono stati elementi che, al di l duna naturale inclinazione, hanno comunque contribuito, ognuno per la propria parte, a generare quellartista che al presente , senza aatto indulgere e nulla concedere al sentimentalismo n lasciarsi portare dalle emozioni, compie di questi unanalisi serrata. Il capitolo risente di alcune contraddizioni (pi avanti esaminate) che non sviliscono la forza e limpegno con cui Mann ha arontato questo tema, ma testimoniano piuttosto lobiettiva dicolt (vedi il brano del Saggio riportato nella pagina 101) a procedere nellesposizione di una problematica che proprio nel tentativo di conciliare gli opposti presenta la sua parte rilevante. Si parva cum magnis licet componere. . . si tratta delle stesse dicolt da me incontrate nello scrivere, sulla stessa tematica le presenti note. Le questioni in evidenza mi sembrano sostanzialmente tre: come si debba muovere un artista nel mondo, chi egli sia, il mestiere dartista. Questa prospettata tripartizione solo funzionale ad un inquadramento del problema: ulteriori sfaccettature di ognuna di queste si presenteranno nel corso del lavoro e saranno esaminate.

La discrezione dellartista
Il primo punto, la riservatezza dellartista, risolto subito quando allinvito di Lisaweta a sedersi . . . auf der Kiste da, wenn Sie nicht fr Ihre Patriziergewnder frchten. . . 74 , Tonio Krger fa seguire la considerazione che come artisti si gi abbastanza Abenteurer 75 al di dentro, e per questo al di fuori necessario vestirsi decentemente, per arrecare il meno fastidio possibile. Ovviamente non soltanto una questione di abito, ma piuttosto una regola di comportamento. Il punto ripreso pi avanti quando Mann aerma che pure se mischiato fra la gente un artista non sfuggir mai ad un attento sguardo indagatore per un qualcosa di regale (ed impacciato al tempo stesso) connaturato alla sua persona: anche qui la ragurazione estetica operata non altro che lo specchio dellanimo che si sta indagando e di cui sta immaginariamente discutendo con Lisaweta.
negli altri piaceri. Ibidem. 73. Non irrilevante il fatto che la conversazione fra Tonio Krger e Lisaweta Iwanowna si svolga a Monaco, quasi a mezza strada fra il Sud che gli aveva risvegliato la passione artistica, ed il Nord cui ora tende per rareddare le emozioni. A proposito dellintroduzione nella novella di questa gura, vedi la nota n. 15 , nella pagina 107. 74. . . . su quella cassa l, se non teme di sciupare il suo bel vestito. . . 75. Avventurieri. Nel testo questa parola stata resa con sciatti : vedi nella pagina 30.

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Lartista deve passeggiare fra i comuni mortali senza appariscenze, quasi in silenzio. Egli un diverso, non deve aggiungere alla sua persona ulteriori elementi di disturbo, giacch non si confonde nella massa come un impiegato, e la sua diversit un elemento perturbatore nel comune vivere civile. Si deve celare e mostrarsi al suo pubblico, che giornalmente coltiva e cura senza che questo lo sappia, solo quando ha qualcosa di rilevante e nuovo da dire. Signicativa in proposito linvocazione gurativa che fa dellattore che si considera una nullit nch, e perch, non ha una parte da rappresentare sulla scena.

Sensibilit e sentimento come patologia dellessere. Larte come malattia


La seconda questione, chi lartista sia, cio la coscienza dartista, trattata in modo pi complesso ed articolato. Il fondamentale oggetto delle attenzioni di Mann il sentimento, quellemozione e stato danimo, che se da una parte contraddistingue lautore, dallaltro va trattato con cura: se sindulge troppo ad esso si subito nel sentimentalismo. Memore certo del suo soggiorno in Italia, Mann accenna alla prima cosa che disturba Tonio Krger, la primavera, che con il suo brio, la sua voglia di esistere, genera in tutto il corpo quel formicolio indecente ed allenta la concentrazione e distrae. Questa prima considerazione, gettata l con apparente noncuranza, come preliminare alla conversazione al pari delle rituali chiacchiere sul tempo e sulla stagione che si fanno sovente, il cardine del discorso gi prima individuato e denito nur ein Problem und Gegensatz : 76 da una parte il sentire, dallaltra le modalit tecniche ed artistiche con cui questo sentire deve essere reso, perch artistiche sono soltanto le . . . Gereiztheiten und kalten Ekstasen unseres verdorbenen, unseres artistischen Nervensystems. . . 77
76. . . . solo un problema di opposti. 77. . . . le fredde estasi del nostro corrotto sistema nervoso. A proposito del sentire, nel discorso svolto da Mann c un punto che pu destare equivoci, quando (vedi nella pagina 31) egli, riferendosi al sentimento dellartista, aerma . . . weil der ein Stmper ist, der glaubt, der Schaende drfe empnden. . . : 78 a prendere la dichiarazione alla lettera si deve assolutamente dissentire da questassunto. Lartista, inteso con questo termine chiunque sia dotato di unacuta sensibilit e non soltanto colui che componga, si distingue infatti proprio per il suo forte sentire, che si traduce in una sensibile percezione, unindagine anata delle cose attorno. Per quanto il verbo usato da Mann (empnden: sentire) non si presti ad equivoci, credo comunque che al di l del verbo e dellespressione usata, egli intendesse qualcosa di diverso, e questo alla luce anche delle considerazioni svolte immediatamente dopo. Credo che egli intenda riferirsi ancora una volta alla necessit di sottoporre ad attenta analisi raziocinante, quasi glaciale, proprio quel forte sentire, per non essere totalmente trascinato (nellabbandonarsi ad esso) da questa sorta di concupiscenza dello spirito che come tale non potr mai comportare qualcosa di artisticamente valido. Ma, soprattutto, Mann qui vuole distinguere il sentire dalle emozioni. Le emozioni criticate nel corso della conversazione, sono quelle dei dilettanti, quelle del pubblico che si emoziona ingenuamente senza comprendere, e che quindi non in grado di conoscere, altrimenti, nel discorso a seguire, non si spiegherebbe poi il riferimento alleetto che unopera piena di sentimento come Tristano e Isotta produce su menti semplici facendo nascere in esse, magari, anche lo stimolo a comporre: vedi nella pagina 35. Se cos non fosse, e non lo credo, questinterpretazione di Mann sarebbe non vera e fuorviante, e non sarebbe giusticabile la distinzione fra coloro che sentono e coloro che conoscono di cui parler appresso.

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Mann si sforza di denire ed inquadrare il problema, ma questo non gli riesce se non per negazioni : dice quello che non si deve fare, i comportamenti da non seguire, ma non presenta mai direttamente una positiva linea di condotta, tranne in un punto, quando aerma che . . . Es ist ntig, da man irgend etwas Auermenschliches und Unmenschliches sei, da man zum Menschlichen in einem seltsam fernen und unbeteiligten Verhltnis stehe, um imstande und berhaupt versucht zu sein, es zu spielen, damit zu spielen, es wirksam und geschmackvoll darzustellen. 79 Come derivata prima della sensibilit ne discende che larte nullaltro che una forma di malattia, perch . . . ein rechtschaener, gesunder und anstndiger Mensch berhaupt nicht schreibt, mimt, komponiert. . . 80 Lassunto della soerenza, come elemento ineludibile della coscienza artistica, 81 arontato pi volte in corso dopera essendone il tema-chiave. Esso (vedi nella pagina 26) dato come esclusione, come aut aut, o si lavora o si vive, quando verso la conclusione del capitolo III sentenzia wer lebt nicht arbeitet. 82 E nello stesso capitolo, parlando del disprezzo nutrito verso gli pseudo artisti che se ne vanno in giro scapigliati volendo dare allesterno un tocco di classe alla loro confusione mentale, il disordine cui non riescono a dare forma compiuta, conclude che costoro . . . unwissend darber, da gute Werk nur unter dem Druck eines schlimmen Lebens entstehen, da, wer lebt, nicht arbeitet, und da man gestorben sein mu, um ganz ein Schaender zu sein. 83 Bertrand Russel, dando alle stampe nel 1934 Freedom and Organisation, 84 cos inizia il capitolo VIII dedicato ai loso radicali: Il pensiero non una delle attivit naturali delluomo; leetto della soerenza, come unaltra temperatura della malattia. La citazione di questo passo del matematico-losofo inglese non suoni estranea: assai sinteticamente illustra lo stato danimo di Tonio Krger, il problema della sua coscienza artistica, quanto sin qui si va dicendo circa leguaglianza sensibilit-soerenza. Lanimo sensibile per natura e costituzione infelice, incapace di accogliere i semplici piaceri della vita, non da essi soddisfatto perch incapace a goderli, sente gli aanni altrui come propri in una cosmica soerenza: dolore e pathos altrui non gli sono indierenti. Come sera gi accennato, quando la soddisfazione di s non data, allora si tende ad esaltare la malattia, la forma patologica dellesistenza, si d corpo allinsoddisfazione, sfruttando di questa i lati positivi che comporta: acuizione del sentire, anamento dello sguardo,. . . Si cerca la compensazione di valore di quanto manca. E questesaltazione della
79. Occorrerebbe essere un che di sovrumano ed inumano al tempo stesso, essere capaci di porsi nei confronti di ci che umano in un rapporto del tutto distaccato e disinteressato, per essere in grado e, soprattutto, per essere tentati di poterlo manipolare e rappresentarlo alla ne nella maniera pi ecace possibile e con il massimo del gusto. 80. . . . una persona, sana e onesta, non scrive aatto, non mima, non compone. . . Vedi nella pagina 32. 81. Intendo a questo proposito precisare che quando parlo di coscienza artistica non intendo aatto riferirmi soltanto alla letteratura, ma abbraccio, come sicuramente era anche nelle intenzioni di Mann, qualsiasi tipo di conoscenza, quella scientica compresa. 82. . . . chi vive non lavora. 83. . . . [sono] incuranti del fatto che le buone opere nascono solo dallo stimolo di una vita cattiva, che chi conduce una bella vita non lavora, e che bisogna esser morti per essere in tutto e per tutto un creatore. Vedi nella pagina 26. 84. Lopera nota in italiano col titolo Storia delle idee del XIX secolo, Einaudi, 1950.

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malattia, proprio quella che costringe lanimo a guardare in se stesso, cercare, indagare sulla diversit: una aristocratica diversit per cui si paga il prezzo. Mann ne ben conscio quando riferendosi allimpulso creativo cui s votato Tonio Krger, cos gli fa dire: und sie lohnte ihm mit allem, was sie zu schenken hat, und nahm ihm unerbittlich all das, was sie als Entgelt dafr zu nehmen pegt. 85 Ecco il passaggio: la sensibilit soerenza. Il mondo si divide cos in categorie: i belli (sempre spensierati) ed i sensibili; i mediocri e quelli spiritualmente aristocratici; quelli che tentano dilettantescamente di guadagnarsi un palco nella vita e quelli che sudano, e cos via. Questa netta contrapposizione, pi che distinzione, fra gli esseri umani sempre presente, anche quando si tratta di cose assai lievi, come quando (lavevo gi ricordato), al I capitolo, alluscita della scuola, Hans e Tonio prendono vie diverse dagli altri compagni: Und die beiden wandten sich nach links, indes die anderen nach rechts schlenderten. 86 Larte come rivalsa sulla vita Desta perplessit e pi di un dubbio, laermazione di Tonio Krger allorch parlando in maniera quasi sprezzante del pubblico che pure va ad ascoltarlo, sesprime dicendo che gli sembra dimbattersi in . . . eine Versammlung von ersten Christen gleichsam. . . , 87 e cos causticamente continua: Leute mit ungeschickten Krpern und feinen Seelen, Leute, die immer hinfallen, sozusagen,. . . und denen die Poesie eine sanfte Rache am Leben ist. 88 Mann aveva gi in corso dopera mostrato come latteggiamento poetico di Tonio Krger apparisse inequivocabilmente una rivalsa verso (e sul) mondo. Al cap. II Mann fa esprimere, al suo protagonista aitto per la ridicola gura fatta durante il ballo questi pensieri: Es kam der Tag, wo er berhmt war, wo alles gedruckt wurde, was er schrieb, und dann wrde man sehen, ob es nicht Eindruck auf Inge Holm machen wrde. . . . 89 E sembra anche che che Mann, tutto intento ad evidenziare in quel passo linfatuazione del suo protagonista per Inge, il desiderio di farle impressione ad ogni costo, si sia dimenticato (durante la rilettura del lavoro) di quanto dir in seguito (vedi nella pagina 26), circa lopposizione insanabile felicit-arte, quando sentenzier: chi vive non lavora.
85. . . . e ne fu ricompensato con tutto quello che gli poteva esser dato, mentre, daltra parte esse [le forze] gli tolsero tutto quello che in cambio usano prendersi. Vedi in proposito nella pagina 24. 86. Ed i due presero a sinistra mentre gli altri voltarono a destra: vedi in proposito la nota nella pagina 2. Ho riportato ancora questa separazione sica perch essa prodromica a tutte. L Mann separa e distingue il bello (Hans) ed il sensibile (Tonio) dalla restante parte dellumanit, ma c da considerare anche lulteriore sottodistinzione fra Hans e Tonio. Mentre Hans parler di problemi lievi, sar tutto preso dalla pienezza della propria immagine, Tonio Krger sinviter a guardare i bravi compagni, quelli in armonia con tutti, inizier a riettere sulla sua diversit: Warum bin ich doch so sonderlich und in Widerstreit mit allem, zerfallen mit den Lehrern und fremd unter den anderen Jungen? (Perch io sono cos particolare, in conitto con tutti, perennemente in contrasto con gli insegnanti, estraneo fra i miei coetanei? vedi nella pagina 6), senza che alla domanda segua risposta, ma solo una sgomenta considerazione und wie wird dies alles ablaufen? (. . . e come evolver tutto questo?). 87. . . . una sorta di congrega da primi cristiani. . . 88. . . . persone collanimo sensibile in un corpo goo, che, per cos dire, inciampano incessantemente nel corso della vita,. . . e le cui poesie costituiscono una pallida rivalsa proprio nei confronti di questa. Vedi nella pagina 40. 89. Sarebbe giunto inne il giorno della celebrit, e allora si sarebbe nalmente visto se avesse fatto impressione ad Inge Holm. . . Vedi sempre in proposito nella pagina 20.

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In eetti, in astratto, dicile concepire la creazione artistica come totalmente ed assolutamente immune da una sorta di rivalsa sul mondo! Questa certo non una componente fondamentale della coscienza dartista, ma, ibidem, se da gute Werk nur unter dem Druck eines schlimmen Lebens entstehen, 90 se dietro a questa vita cattiva e sregolata c la sofferenza e il dolore, se lopera darte parente stretta della malattia, onest vuole che si ammetta che quella soddisfazione che nasce dal successo, dal sentirsi indicati a dito, dallessere in qualche modo celebri, costituisca umanamente, innegabile, anche, e comunque, una sorta di rivalsa verso il mondo. Questa rivalsa si manifesta in maniera indubbia, ibidem, quando Tonio Krger dinanzi al primo successo cos si esprime: Und schnell ward sein Name, derselbe, mit dem ihn einst seine Lehrer scheltend gerufen hatten, derselbe, mit dem er seiner ersten Reime an den Walnubaum, den Springbrunnen und das Meer unterzeichnet hatte, dieser aus Sd und Nord zusammengesetze Klang, dieser exotisch angehauchte Brgersname zu einer Formel, die Vortreiches bezeichnete. . . . 91 naturale che nellopera darte, il creatore trasfonda emozioni e sentire, che operi sempre una traduzione dei propri soerti stati danimo, sia che si tratti di musica, come di poesia, di arti gurative,. . . ed sin troppo chiaro che, come gi aveva correttamente pensato Tonio Krger, chi felice, sereno, superciale se si vuole, non ha alcun bisogno della creazione: un ballo, un amore semplicemente vissuto, istantanee di cavalli,. . . sono per costui elementi pi sucienti che necessari. La creazione nasce unicamente dalla malattia, dallinsoddisfazione, dalla soerenza, dal constatare impotenti la diversit rispetto agli altri. Al capoverso seguente Mann far ancora dire a Tonio Krger: Es ist widersinnig, das Leben zu lieben und dennoch mit allen Knsten bestrebt zu sein, es auf seine Seite zu ziehen, 92 ma proprio questo contrasto fra lamore per la vita ed il cercarla di piegare a s che genera il tormento dartista, quello prodromico e fondamento della creazione. Tuttavia si pu tentare una spiegazione di quella frase riportata in apertura della corrente sezione, ( a fronte). Dopo aver destato lo stupore di Lisaweta aermando che Jedoch ich bin kein Nihilist, 93 , Tonio Krger cos continua: Ich bin es nicht, sage ich Ihnen, in bezug auf das lebendige Gefhl. Sehen Sie, der Literat begreift im Grunde nicht, da das Leben noch fortfahren mag, zu leben, da es sich dessen nicht schmt, nachdem es doch ausgesprochen und >erledigt< ist. Aber siehe da, es sndigt trotz aller Erlsung durch die Literatur unentwegt darauf los; denn alles Handeln ist Snde in den Augen des Geistes. 94
90. . . . le buone opere nascono solo dallo stimolo di una vita cattiva 91. E ben presto il suo nome, proprio quello che un tempo gli insegnanti pronunciavano per rimproverarlo, quello stesso nome con cui aveva rmato le prime rime al noce, alla zampillante fontana ed al mare, quel nome che risuonava di un miscuglio di settentrione e meridione, quel nome borghese con un pizzico desotismo, ebbene proprio quello diveniva ora sinonimo delleccellenza. . . 92. assurdo amare la vita ed adoperarsi poi in ogni modo per tirala dalla propria parte. 93. Io per non sono un nichilista. 94. Non lo sono, glielo assicuro, in quanto a sentimento vivo. Vede, al letterato in fondo sfugge che la vita, pur essendo stata etichettata e liquidata, vuole continuare a vivere, che essa non se ne vergogna. E noti ancora che, nonostante la redenzione della letteratura essa, imperterrita, continua a peccare, perch peccato, dinanzi agli occhi dellanima, quellattivit spirituale che in cambio esige denaro. Vedi nella pagina 39.

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Se allora quella frase (. . . persone collanimo sensibile in un corpo goo, che, per cos dire, inciampano incessantemente nel corso della vita,. . . e le cui poesie costituiscono una pallida rivalsa proprio nei confronti di questa. . . ) viene interpretata nel senso che quelle persone cercano pi che una rivalsa, una moneta qualsiasi con cui comprarsi la rivincita sulla vita, allora nel consueto rigore manniano la frase acquisterebbe senso. Ma non posso non riconoscere che si tratta di uninterpretazione abbastanza forzata. questo, credo, un punto in cui Mann, lasciatosi trasportare dalle parole, non ha usato la consueta freddezza, esprimendo di fatto un concetto che certo non voleva signicare quello che rende nelle forme in cui scritto.

Il mestiere dartista
Dopo il sentimento Tonio Krger discute della professione di scrittore. Signicative le parole in risposta ad unosservazione di Lisaweta: Sagen Sie nichts von >Beruf<. . . . 95 . Beruf in tedesco indica la professione ma anche il mestiere, ed proprio questo quello che Tonio Krger vuole evitare, perch il suo esercizio comporta la stantia ripetizione di azioni e pensieri, conduce ad essere miopi, rende le manifestazioni tutte eguali nella loro continua ripetitiva cadenza. questa una condizione di porsi cui Tonio Krger tiene moltissimo, tanto vero che verso la conclusione del colloquio con Lisaweta egli non user pi il termine Beruf, bens Handwerk (letteralmente: fatto a mano), termine proprio dellartigiano, quasi del rinascimentale lavorante di bottega. Questo come premessa. Nella sostanza due sono i concetti in gioco: la coscienza dartista e la nausea della conoscenza. Durante la conversazione Tonio Krger introduce tre gure in cui la condizione dartista svilisce man mano che si passa dalluna allaltra. La prima quella dellattore struccato che se ne va in giro in piena desolazione nch non ha una parte da interpretare: lassenza di ruoli proprio quella che genera in quelluomo di genio i massimi turbamenti artistici. La seconda riferita al banchiere (incriminato e incarcerato) che scrive novelle tuttaltro che disprezzabili che proprio dallesperienza carceraria traggono fonte ed ispirazione. Queste due gure rappresentano proiezioni dessere nel mondo dellarte spontanee, e tutto sommato, positive: lassenza di ruoli da interpretare e lesperienza carceraria evidenziavano categorie che vedono nellarte unespressione della soerenza. La terza invece, quella cui Tonio Krger proviene per paradosso artistico: un sottotenente che nel corso di un ricevimento legge versi, in contrapposizione alle prime due, completamente falsa, e rappresenta lapprossimazione (pi che linvenzione) dellartista, colui che vuole guadagnare il gradino dellarte, la fogliolina di lauro, . . . ohne mit seinem Leben dafr zu zahlen. . . , 96 e piuttosto che mostrare per essa un qualsiasi apprezzamento, Tonio Krger sta col suo collega, . . . dem kriminellen Bankier. . . . 97 La gura non incarna solo il dispregio verso una categoria di individui, bens anche la rigida esclusione dalla sfera dellarte di
95. Non mi parli di mestiere. . . 96. . . . senza che se ne debba pagare il prezzo con la vita. . . 97. . . . in tal caso tengo per laltro mio collega, il banchiere criminale. . .

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chi che pretenda di farne parte senza volerne pagare un qualsiasi prezzo, ed illumina in una luce diversa, cio nuova, la questione artistica. Non soltanto il pathos dellartista che viene di nuovo presentato al lettore, ma unulteriore distinzione di rilevanza fra gli esseri umani, gi pi volte accennata, viene di nuovo ripresa: quella fra coloro che conoscono (gli artisti) e coloro che sentono (i borghesi). In prima approssimazione sembra dunque che i borghesi sentano e gli artisti conoscano, ma la suddivisione in rigide categorie non cos semplice, almeno in questo caso. Nellartista la sete di sentire 98 (pi che di conoscere) trasmuta subito, appena appagata, in nausea della conoscenza, perch questi giunge a percepire lintima essenza delle cose che solo unattenta sensibilit pu rilevare, e gi (capitolo III) Tonio Krger aveva annotato che la letteratura cui sera votato . . . lie ihn die groen Wrter durchschauen, die der Menschen Busen blhen, sie erschlo ihm der Menschen Seelen und seine eigene, machte ihn hellsehend und zeigte ihm das Innere der Welt und alles Letzte, was hinter den Worten und Taten ist. 99 Linvocazione della gura di Amleto, chiamato a conoscere senza esservi predestinato, contrapposta a quella di Cesare Borgia, lesaltazione del demoniaco, e quindi dellestetica disordinata (se ancora cos la si pu chiamare), chiarisce quanto lautore intenda. Chi non predestinato a conoscere neanche sa (e non conoscer mai) cosa sia il dramma della creazione, ed questo labile stato della conoscenza che, con buona pace di Shakespeare, trasmuta la normalit in follia. Ma anche chi predestinato, se privo delle chiavi della conoscenza, non avvertir mai sino in fondo la creazione come un dramma, al pi laccetter, dopo aver intuito quella come la propria via naturale. La letteratura cos una maledizione perch non esistono di fatto dei predestinati, ma soltanto persone con lanimo sensibile che in questa maledizione trovano il loro rifugio, condannate ad espiare con lisolamento la predestinazione della loro diversit. Il mondo dei puri di spirito (i letterati che sentono e conoscono), lontano anni luce dal mondo dei semplici (quelli dagli occhi azzurri), anche se di questi si nutre e per questi si lavora. E la vocazione artistica non neanche un dono, come . . . sagen demtig die braven Leute, die unter der Wirkung eines Knstlers stehen. . . , 100 perch in tal caso si tratterebbe di . . . uerst fragwrdige >Gabe< . . . . 101 Nel Saggio, pag. 23, a proposito della nausea della conoscenza, Mann cos sesprime: Essa indica esattamente il male della mia giovent il quale per quanto mi pare di ricordare, favor non poco la mia capacit di accogliere la losoa di Schopenhauer incontrato soltanto dopo aver conosciuto in parte Nietzsche: esperienza psichica di primordine ed indimenticabile. . . mentre quella di Nietzsche potrebbe dirsi piuttosto artistico-spirituale.
98. Vedi comunque in proposito quanto gi detto nella pagina 130 su questa tematica. 99. . . . [gli aveva permesso di] penetrare nel regno di quei pensieri che dilatano il petto degli uomini, le anime degli altri e la sua stessa gli si schiusero, e pot intuire, perch gli fu mostrata, lintima essenza del mondo sino agli estremi conni,. . . al di l delle parole e dei fatti. Vedi nella pagina 89. 100. . . . si pronunciano deferentemente i semplici che subiscono lartista. . . Vedi nella pagina 34. 101. . . . di un dono di pessima provenienza ed assai discutibile. . . Ibidem.

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Lesistenza cos condotta, fra poli estremi, miserevole. In fondo, welcher Anblick wre klglicher als der des Lebens, wenn es sich in der Kunst versucht? Wir Knstler verachten niemand grndlicher als den Dilettanten, den Lebendigen, der glaubt, obendrein bei Gelegenheit einmal ein Knstler sein zu knnen. 102 Il riferimento non (soltanto) al sottotenente che s improvvisato artista, ma anche a tutti coloro che, siano o meno predestinati, sentano o conoscano, si emozionino puerilmente od anino le loro sensazioni,. . . vogliano cimentarsi con larte, percorrere. . . il sentiero della sensibilit. . . senza avere coscienza di quanto li attenda. Se dunque da una parte esiste una vocazione alla serena felicit (ostacolata da una naturale inclinazione ad occuparsi di tematiche pi nobili per lanimo umano), ecco che la losoa entra nella letteratura come regola di vita, e si giunge a quella quasi kantiana dichiarazione rivolta a Lisaweta Iwanowna: . . . alles Handeln ist Snde in den Augen des Geistes. . . . 103 questo forse il punto cruciale del IV capitolo, la sostanza, piuttosto che la sintesi, di tutto quello che Tonio Krger va dicendo nella sua conversazione, intesa questa sostanza, ancora una volta, come un contrasto insanabile e irrisolvibile. Wir Knstler verachten. . . ha appena detto Tonio Krger. Vi si presti attenzione. Alla ne di queste note si ritorner su quelle parole soermandosi sulla loro soerta evoluzione. Quelle parole, se indicano ancora la comunanza con Lisaweta, specicano per anche che Tonio Krger non riesce ancora a trovare lequilibrio con lesistenza che lo circonda e da cui, tutto sommato, trae ispirazione, cio con quel mondo borghese fatto di dilettanti ed improvvisatori da cui si sente disturbato perch in quelle gure non riconosce metodo, pazienza, soerenza, ricerca,. . . Tonio Krger quasi al termine della sua conversazione, e no a questo punto si trova ancora in consonanza con Lisaweta, fa parte del mondo dellarte e colloquia con gli artisti, gli unici che possano comprenderlo. Ha riutato la letteratura come denizione di idee o concetti, ha ribadito che larte (e di conseguenza lartista) non pu scendere a compromessi con la vita e le sue costumanze borghesi, se ne deve a forza estraniare; e quanto aveva detto circa le sue parole sincere: . . . es nicht fr Literatur, was ich da sage! 104 frutto di un sincero sentire, tanto sincero che si rammaricher sconsolato di non aver un amico fra gli uomini (Ein menschlicher Freund! ), ma solo fra i letterati. Egli s cos gi messo a nudo dinanzi al suo pubblico. La futura conclusione di Lisaweta: Sie. . . ganz einfach ein Brger sind, 105 bussa gi alle porte. Come questa pronuncer la sentenza, ponendo cos di fatto termine ad una conversazione che non mostrava sbocchi, Tonio Krger sar liquidato. Ma quella sentenza lavorer nel suo animo, e pur bruciando parecchio, pronto a mettersi sempre in discussione, egli comincer a lavorare su di essa, ad indagare se c del vero in quanto gli stato detto, se un accomodamento con il proprio io possa essere trovato.
102. . . . quale spettacolo pi miserevole di quello di una vita che si cementa con larte? Noi artisti non disprezziamo appassionatamente nessuno pi del dilettante, della persona semplice, di colui che crede di poter divenire ed essere, solo che lo voglia, un artista. . . : vedi nella pagina 42. 103. . . . perch tutti i traci sono peccato dinanzi agli occhi dello spirito. . . Vedi nella pagina 39 e nota relativa. 104. . . . non consideri letteratura quanto le vado dicendo! Vedi nella pagina 39 105. . . . lei. . . in tutto e per tutto un borghese. . . : nella pagina 43,

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Il superamento degli opposti


Tonio Krger trascorre le sue ferie ad Aalsgaard, in un rilassamento totale e, come suol dirsi, si sta riconciliando con il mondo. Gi durante la breve sosta a Copenaghen ha avuto una chiara anticipazione di quanto sereno sarebbe stato il suo soggiorno: ovunque incontrava quei tipi biondi dagli occhi bluacciaio, ovunque sentiva pronunciare parole e nomi che gli evocavano un tempo passato. In questo capitolo (VIII) Mann si dilunga a descrivere la permanenza del protagonista con dovizia di particolari congiunta ad un notevole lirismo. La descrizione delle ore che Tonio Krger trascorre in spiaggia, del suo muto dialogo con il mare, delle sue passeggiate, della compagnia nella locanda, della luminescenza nella stanza il mattino in cui lalbergo vivacizzato dallinatteso arrivo di una compagnia di turisti, la semplicit e la ricercatezza del linguaggio, dosate talvolta assieme e talvolta singolarmente, segnano pagine di alta letteratura. Rivede gli amici di un tempo ballare felici, serenamente uniti, e, sia pure sotto alltre spoglie, rivede anche Magdalena Vermehren e Franois Knaak, e per luna prova compassione, per laltro simpatica condiscendenza. Ma per i due amici dun tempo torna a sorire. E non per vederli felici, perch laveva gi detto, . . . das Glck. . . ist nicht, geliebt zu werden. . . , 106 ma perch sente confermata da quella felicit che si esterna di fatto nellindierenza verso di lui (: lo lambiscono con lo sguardo senza notarlo), la sua estraniet al mondo cui ancora tende. Le sensazioni e le emozioni sono forti, trasmesse al lettore coerentemente, mantenendo viva la tensione senza che mai si scada nel banale o nel sentimentalismo. Tonio Krger si mette a nudo, non si vergogna di piangere nel letto sussurrando due caste sillabe. Il capitolo si chiude con un brevissimo periodo intriso di musicalit: intorno c il buio e il silenzio; ma buio, pi che silenzio, c nellanimo suo. Da l sotto, smorzato, cadenzato e cullante, giunge nella stanza leco del dolce e triviale tempo della vita, continua a risuonare una musica che ancora una volta non ha saputo (e potuto) danzare. Questunica volta che mi sono ritagliato uno squarcio lirico nellanalisi descrittiva del testo, stato non solo per ripercorrere episodi della novella in una parte in cui raggiungono uno dei momenti di pi alta poesia, ma anche perch il discorso emotivo mi serviva come introduzione alle brevi conclusioni che qui appresso verranno. Passata lubriacatura della festa, superato il tormento (dellisolamento da quel mondo tanto amato) e lestasi (del rivivere una parte signicativa di vita), sempre ad Aalsgaard, forse seduto sulla spiaggia, forse con la schiena poggiata ad una barca da pesca che mischia nellaria salmastra il putrido odore del catrame di cui impregnata, Tonio Krger (Mann) scriver quel monumento della letteratura tedesca che la lettera a Lisaweta Iwanowna (capitolo IX), e ricorder a questa lepiteto con cui fu pi liquidato che denito. La lettera indirizzata alla Liebe Lisaweta dort unten in Arkadien. . . , 107 ed anche se aggiunge subito . . . wohin ich bald zurkkehren werde. . . 108 con quellavverbio (dort unten)
106. . . . la felicit non essere amati. . . : vedi nella pagina 21. 107. Cara Lisaweta laggi nellArcadia. . . : vedi nella pagina 83. 108. . . . in cui fra non molto far ritorno.

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pone gi una netta distinzione fra mittente e destinatario: Tonio Krger prende le distanze dallamica-condente, sente di appartenere ad una specie diversa dartista; con lei lo lega lamicizia, non pi la concezione dellarte. Come sempre, prende il discorso un po alla lontana: inizia a parlare delle sue inconsuete origini, della strana mescolanza parentale, delle possibilit e dei rischi che questa racchiudeva, e sembra concluderne che tutto ci che ne uscito fuori un borghese che si smarrito nellarte, un nostalgico delle buone maniere, un artista con la coscienza sporca. . . Aggiunge che le sue origini lo collocano fra due mondi senza che si senta a proprio agio in nessuno. Ora non pone pi ante omnia la coscienza artistica, piuttosto la sua brgerliches Gewissen, quella coscienza borghese che gli fa scorgere nella vocazione artistica etwas tief Zweideutiges, tief Anrchiges, tief Zweifelhaftes. 109 Segna cos le distanze da quel mondo dellarte che si riconosce nelle dichiarazioni di Lisaweta e di cui questa, con forse troppe certezze, sente di far parte. Avviene cos che che quel Wir Knstler (noi artisti) pronunciato quasi alla ne della conversazione con Lisaweta, si trasforma in Ihr Knstler (voi artisti), amaramente constatando (vedi nella pagina 84) che se gli uni lo chiamano borghese, gli altri daltra parte cercano di arrestare proprio quel borghese. . . smarrito. Dicile dire quale delle due cose ferisca di pi. Mann segna cos nel suo personaggio (ed individua in se stesso), unulteriore caratterizzazione del modo artistico dessere e di vivere. Quelle cose umane, borghesi, comuni, ora possono convivere pienamente con lui, ne consapevole, e lamore per esse segna il superamento di una rigida quanto articiosa contrapposizione: nellarte, cio nella spiritualit, gli opposti non possono convivere come categorie autoelidentesi, lamore borghese non si pu contrapporre allamore artistico, lidea stessa damore che non tollera distinzioni. QuellIhr Knstler un indice puntato verso una concezione darte pi incoerente che arcaica, quella che vorrebbe dare cittadinanza alla ferrea separazione, pi che distinzione, fra coloro che sentono (o si emozionano, se si vuole) e coloro che conoscono. Ora riconosce in s lartista: nel percorso della vita, sente, conosce,. . . soltanto chi conserva un atteggiamento in armonia con il proprio sentire; e, nel caso della vocazione artistica, chi sa miscelare senza compromessi lamore per le cose semplici e mediocri con la naturalezza dellarte. No, non lo mai stato un borghese smarrito. Quello Schelten Sie diese Liebe nicht, Lisaweta. . . 110 non tanto restituisce il colpo allamica, quanto piuttosto linvito a questa (e per essa agli artisti) a voler guardare la sostanza delle cose, a non trascurarne alcuna. Lartista un uomo come tanti, e se non deve dare segni di supercialit, neanche deve ostentare seriosit gratuita: questa si tradurrebbe nellincapacit di scorgere in quanto si disprezza quel poco (o tanto) di buono che pure c e ci si ostina a non vedere. lattenzione per questi elementi, pi che cose, ci che in grado di trasformare . . . aus einem Literaten einen Dichter. . . , 111 unattenzione che si traduce in sensibilit, rispetto per tutti i viventi, e quindi in amore, quel medesimo ingenuo, naturale, puro amore di
109. . . . qualcosa di profondamente ambiguo, malfamato e dubbioso. . . 110. Non trascuri questamore Lisaweta. . . : vedi nella pagina 85. 111. . . . [Perch se in qualche maniera pu esistere un qualcosa in grado] di trasformare un letterato in un poeta, [questo il suo amore borghese verso le cose umane, viventi e mediocri. . . ]: vedi nella pagina 84.

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un quattordicenne per un suo compagno di scuola, quellamore composto di un misto di struggimento, dinvidia, di malinconia, di un pochino di disprezzo, e duna immensa e casta beatitudine, 112 proprio quellalito vitale che sa esprimersi in lingua angelica . . . ohne sie doch nur ein tnendes Erz und eine klingende Schelle sei. . . 113

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Heinrich F. Fleck, Ilci di Todi, una notte di ne luglio dellA.D. 2007 Revisione dicembre 2008

112. Ibidem. Vedi nota relativa. 113. . . . senza essere soltanto un bronzo tonante o un campanellino squillante: vedi nella pagina 84 nota relativa.

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Permessi di distribuzione
Nello spirito della libera circolazione delle idee, come codicata dalla Free Software Foundation e dalla licenza GPL, conformemente al progetto GNU, (versione 1.1 e successive pubblicazioni), a questo lavoro si devono intendere applicate le suddette licenze. Pertanto di questa traduzione e del relativo commento potete fare quello che volete: distribuirlo in tutto o in parte, con qualsiasi modalit e mezzo (meccanico, ottico-meccanico, elettronico,. . . ) purch lasciate integri lavviso di copyright e questi permessi su tutte le copie. Sotto le stesse condizioni delle copie testuali, potete copiarlo e distribuirlo in versioni modicate fornendo anche le sezioni che riportano la Licenza Pubblica Generale GNU. fatta salva la propriet dellopera, ed quindi vietata la distribuzione commerciale in tutto o in parte. vietata la trasposizione dellopera su siti web di terzi. ammesso il riferimento, tramite link di rinvio, al sito personale dellAutore ove il lavoro reperibile: http://web.infinito.it/utenti/h/heinrich.fleck. Eventuali lavori derivati dovranno comprendere questo documento-avviso ed andranno distribuiti senza imporre restrizioni aggiuntive.

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Colophon
Questo documento stato lavorato dal febbraio al luglio 2007 su portatili HP ed Asus (sistema operativo linux, distribuzione Slackware 11) con il sistema di tipograa A elettronica L TEX (versione 3.141592) sviluppato da Leslie Lamport sul TEX di Donald Erwin Knuth. La classe di lavoro memoir di Peter Wilson. Il corpo caratteri a 10/12 punti, i fonts sono i Computer Modern Roman ideati per TEX da Donald Erwin Knuth. Altri fonts qui utilizzati, della medesima famiglia, sono SansSerif (senza grazie), Smallcaps (maiuscoletto), italic (corsivo) e Typewriter (macchina da scrivere). Il le sorgente stato reso in PDF con con le routines di han the thanh, petr sojka, jiri zlatuska.

Terminato di impaginare nella nuova versione nel mese di dicembre del 2008

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