P. 1
Osservazioni sopra talune monete rare di citta greche / per Giuseppe Fiorelli

Osservazioni sopra talune monete rare di citta greche / per Giuseppe Fiorelli

|Views: 551|Likes:
Digital Library Numis (DLN) -

sites.google.com/site/digitallibrarynumis
Digital Library Numis (DLN) -

sites.google.com/site/digitallibrarynumis

More info:

Categories:Topics, Art & Design
Published by: Digital Library Numis (DLN) on Dec 18, 2011
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

12/02/2013

pdf

text

original

(OSSER V AZIONI

SOPRA TALUNE

MONETE
DI

RARE

CITTA GRECHE
PER

GIUSEPPE FIOBEW

NAPOLI
TIPOGRAFIA VIRGILIO
MDCCCXLIIl • .., ~ , ).

-

"

.

Digitized by

Coogle

At
CBIARISSIMO CAYillERE

D. MICHELE SANTANGELO
MEMBRO DELLA REALE ACCADEMIAERCOLANESE DI ARCHEOLOGIA E DI ALTRE SOCIETA LETI'ERARIE

INSIGNE CONOSCITOBE D'OGNI ANTICO MONUMENTO.

I ~.... . ~
\ -f
')I ,

...

~

Digitized

by'Coogle

PRE F ! ION E. Z

Se grandi progressi ha fatti la scienza archeologica in questi ultimi anni per la parte ehe n'sguarda l'epigrafia, la vascuiaria, e la topografia antica, non minore incremento ha ricevuto per la numismaliea oetusta, e dalla nove lla varietd de' monumenti, e da preelare opere scientifiehe. Nonpertanto rimane ancora Ira suoi ooti quello di »edere in piu esatto ed ordinato eatalogo distribuite e descritte tuue quante le mo,aete d' Italia fino ad ora conosclute, II desiden'o di concorrere, secondo la qualitd delle mie [orze , a questa lodeeole (alica, mi ha spinto a pubblicare Ie seguenti rlcerche,
GlUS. FIORELl.l.

Digitized by

Coogle

ITALIA
LATIUM
ALBA.

Testa di Mercurio coverta del petaso aIato e rivolta a destra. Ro», ALBA. Grifone corrente a dritta. Arg. 3, Tav. I, n. 1. Si raccoglie da Varrone (L. L. VII, 18) , da Plinio (III, 5, 12; X V, 19, 23), da Sosipatro Carisio (I, p. 33 Sulsbach.) e da Festo (v. Albesia), che il nome gentile degli abitatori di quest' Alba cognominata Fucens«, era Albenses, e cio per distinguerli da quelli che abitando Alba Lonqa si dicevano Albani (1). Frontino (de Colon. P» 120 Goes.) e Livio (XXVI, 1 t) ehe notano pure una tal differenza, ohiamano Albensis l' agro oh' accanto al Fucino, il quale pote forse percio nomarsi anche aquensis 0 aquanus, siccome Aquenses Albenses furono pur detti quei popoli in un' antica iscrizione latina (2). Una tale diversita di nomi, avvertita del pari da Quintiliano (I, 6, 15) e dagli antichi grammatici, ne induce a credere le monete segnate con l' epigrafe ALBAN. IVVEN. AVG., e date dal Sestini ad Alba Fueense ( Class. gen. P: 12. ) spettarsi ad altra citta di questa nome, e forse ad Alba Longa che fu a tempo degl' Imperatori illustre e splendido municipio. Concorre ad afforzar questa Mia conghiettura la fabbricazione ed il tipo, eh' e poco diverso da quello delle stesse medaglie romane, e I' esempio di altre citta del Lazio , quali Aricia, Yerolae, Yeliternum e Tusculum, che affatto prive . di monete autonome, ne batteron di piombo sotto il dominio de' Romani. Tali almeno debbonsi reputare indubitatamente l'epigrafi: TVSCVLANE S~ DAL., FEL. SODALI. VELITER., MVNICIP. VELITER. FEL., VERV. IVVEN. dei piombi riferiti dal Sestini (I. c. ), e dei quali avea gill taluno pubblicato il Ficoroni ( Tab. XX, n. 33 ).

e

,-I

(1) FL. CLARTJO T. F. VlRO SPLENDIOO OMNIBVS HONOIUBVS IN PATRIA FVNCTQ CEl\FENNJNI AQVENSES ALBENSES PATRONO AB ORIGINE ,RoIflaMUi I Top. lilt p. -).

1

u.

Digitized by

Coogle

(2 )
Le monete pero autonome di .Alba, spettanti tutte come ho giB. deuo ad Alba Fucense , e queUe di Sora nei Vol sci , non debbon tenersi posteriori all' anna di Roma 450; epoca in cui essendo Consoli L. Genuzio e Ser. Cornelio, vi fu dedotta la colonia de'Rornani (Lit). X, 1) (3), ed alla qua Ie sembran corrispondere per i tipi e per la fabbricazione Ie seguenti monete: 1. ALBA. T. imberbe galeata e rivolta a d. Roo, ALBA. Aquila su di un fulmine, con ali aperte e la testa vol-

tata a d. Arg. 3.
2. Lo stesso tipo , Rov. Lo stesso tipo 3. Lo stesso tipo , Rov. Lo stesso tipo rna senza che nellarna senza che nelle leggenda. precedente. leggenda. precedenti,

Arg. di uguOle qrandezza.
rna senza leggcnda. Arg. di

uguale qrandessa.
I':: a.

4. T. di Mercurio coverta del petaso alato , e rivolta a destra, Rov. ALBA. Grifone corrente a destra. Arg. di uguale qrandes :a,

L0

Ro», ALBA. Pegaso volante a destra. Arg. di uquale qrandesza. La moneta segnata al n. 1 fu gia posseduta dal sig. Benigno Tnzii ; quelle dei n. 2 e .i, pubblicate dall' Eckhel (D. N. V. I, r 1(0), che le trasse dal Pellerin e dal Dutens ; quella del n. 3 riferita per la prima volta dal ch. Avellino ( Opusc. II, p. 11, Tav. II, n .. 4,; lJlllseo Borb, II , Tao, XVI, n. 8); e l' ultima del n. 5 dal P. Caronni chc la riprodusse dal Dutens pcr comprovare, che la figura del rovescio era un pC,gaso 1'0/011((', C non gia un gri{one in corsa, siccome l' avea creduto il Sestini (Rag,]. di alcun mono p. 172, Tan. XII, n. 63 ). Quella intanto dcscritta al n, 4, non vedendo io altrovo csaltamcnte disegnata, ho qUI voluto far ritrarre , ricavandola da un conservato cscmplare che da me si possiede , e dove parmi notevole la ripcrcossiono della leggeuda e della figura ncl riverso ,

. stesso npo.

(3) L. iAnUlio,

Ser, Cornelio COIS. Soram

al'llle

Albam coloniae deducto« ( I. c. ).

Digitized by

Coogle

(3)

CAl\IPANIA
HYRINA.
T. di Pallade a d. galeata e coronata di alloro: nel casco una civetta. Roo, ~Yllqv Toro a volto umano rivolto a d.: sotto un augello con ali aperte. Arg. 4, Tav. I, n. 2. La sola differenza ch' fra questa moneta e Ie altre della stessa citta finora conosciute, sta nell' augello, che vedesi in piedi nel rovescio fra Ie gambe del toro; e nel quale vorrei ra vvisare l' augello IpiS' (Stepk. Lex. p. 3626 a.), messo per allusione al nome YPINA. La simiglianza di questo augello con l'altro della medaglia con I' epi-

e

grafe O"1NlIV\AJf (Eckk.N. Y. Anecd. Tab. II, n. 12; Pellerin, Ree. Tab. VIII, n. 23 ), la greca leggenda che non mai si rinviene in monete di Capua (4), Ja stessa fabhrica , e l' aggiunta di altri simholi , che bene sembran riferirsi tutti al nome Hyrina (5), mi fan credere battute in questa stessa citta tutte

quante le sopradette medaglie, note abbastanza a' nummologi per non conIondersi con le altre de' Campani di Sicilia.

VESERIS?
T. giovanile imberbe e laureata a d. Rov .•• 38 Cavaliere in corsa rivolto a d. ed in atto di ferire. Arg. 4,
ft,

Tav. I,
r= r-

3.

(Ree. de quelq, MM. I' opinione del nummologo Modencae "me pare dlstrug11 (4) ), ehc tai medaglie battute fOSSCl"O Ca- gcrla , poiche pialla non altro csscndo che la Lana , pole in II questa vcnir consagrato i] teschio d' uno di qucUi ilni. pua, pria che questa cittiJ cad esse in polere de'Sanniti mali a lei si dcvoti (.£liAA. de mu, onim IV, 10; VII, ranno di Roma 330: ma il ch. Avcilino ( Opusc, III, P: Xl ) , sebbcno non ne abbia determinata la patria , ba '" ; Plin. VIII, 1 ). e ch' eran gia conosciuti in HaJia fill peri> dimostrato , come inverjsimil fosse riputar capuane dai tempi di Pirro. Inoltre il piccolo che veo bi mcdaglie , di fabbrica assolutamcntc greca e con grcca desi dietro latesta di Apollo in rnoncta di Napoli (CweUi! leggcnda. Le quali cose, piu che ad ogni altra citta della p.22 n. tlSO), oltre a' molti Iuoghi di classici , Ira' quali " .<ydel·IVI' •• /VW,l ,Iudpu. Campania convengon forse ad Hy-rirm, ncllc cui mcda- pur notevole quel di Solino: ,lie l' arte greca , e greta al ccrto l' epigrafc. nam , luna nitescent« grelftltim amneis p,tu",. mo~ (lSp".,i Avendo a dire di questa rcgione, non tralascero di liquore , solis exortum, motibus quibus possunt ; sah4tlUlt notare, chc il ell. Cavedoni fonda to su di lin luogo di (e. XXVII) • ben conferma UII tul iuito j anche rnchc noto csscre stata Napoli una fra Ie pochc citti. Camp.IDC. Pansania, ove si narra ch' ei "ide nel sacrario di Diana prcsso Capna il teschio d' un elt,fante ( V , 12, t) sicsi aemprc nunica e non mai sog3ctl<l all ~nil>ilJe (Lil" VU » mdoUo a credere, che it tlpo dell' elt;{tmte in monete di tjDio. Casso XV, is). Capua e di AteUa , debLa riferirsi ttl tempo in cui per (tI) Spontanea allusione allo stesso nome in med~~ .Allnibale parteggiarono alcune cillti Campa lie ( AppeTld. con I' epigrafe YDIE1'ES fa qucl ramicelio 0 pianta del d/. Sasgio (19); Sfic. Num. 14 (21») ; non riscttando riverso ( Mion. SuI'P' I, p. 266, II. 467 ,. eh'i: proDal'il. neppurc tal congbiettura , ancbe dopo aver leUa la divcrsa mente l' erba .aromat; ea lpJ!; ( Teoph. /WI; plan: 1.6-7, opinione del eh. Avellino, che rlCOfJOSCCrvi volle un VII , :12; Dioscor. I. Ij Ptdiad. 1, 37; LUl. R, R. 107; aimbolo allusivoaJ culto del Sole 0 dclla Luna (Opuse.II, Colwn. #J, .%7), da che I' unguento irinum I ipt.OOl ,,~. p. 33 ). II luogo di Pausania peri>. anzi che all'orzare pOll I celebrate da Pliuio ( XXI, 7 ). '

(4) Suppose il ch, Milliogen

"«:«111",

c

c

e

r-

*

Digitized by

Coogle

(4)
Se la leggenda del rovescio e .,.as, come sembra, potrebbe questa C08frontarsi con l'epigrafe Vtl,a:JS.N38, che leggesi in un' altra Medaglia di argento pubblicata dal ch. Millingen (Ane. Coins, p. 27 , Pl. II, n. 8). Anehe il ch. Avellino da un esemplare esistente nella collezione del dou. Nott, diede di tal moneta un aecurato disegno ne' suoi dottissimi opuscoli (II, p. 135, Too, V, n. 19; III, p. 81) , se non che in luogo dell'osco PHENSERNV, Jesse egli il greeo l:EN~EP eon leltere di (onna particolare. Tale varieta di lezione eonsistendo tutta nella prima leltera dell' epigrafe, potrebbe questa non laseiar piiI verun dubbio pel risconlro della presente medaglia , che ha chiarissima la lettera 8 come nelle monete di Fistelia e de' Frentani (6). Questo valore sebbene alquanto diverso da quello delle leggende H-11vUHA'$ ed AI\AI8ANnN, ov' equivale piuttosto al B siccome nella parolal830t, Tribus (Lanzi, Sagg. diLing.Elr. Vol.I,p.210) (7), perc' confermalo da non pochi esempli delle Tavole Eugubine, delle Iscrizioni etrusche di Perugia, dal cippo Nolano e da simili monumenti antiehi, che posson con profitto riseontrarsi nelle opere del Lanzi, del Maffei, del Gori, del Vermiglioli, dell'Inghirami e di altri. La Testa giovanile laureata potrebbe dirsi d' Apollo, e la figura del cavaliere nel rovescio, quella di un qualche eroe 0 (ondatore della cittd. Vedesi 10 stesso tipo in monete di Sora (Milling. o, e. P: 1, Pl. I, n. 1; Sest. Mus. Red. P. E, Add. Tav. I, n. 2.) anzi simigliantissima nel. rovescio di entrambe Ie medaglie l' attitudine del cavaliere, ch' corrente a dritta ed

e

e

-in alto di [erire.
CAMPANIA in gen.

e

T. femminile con lunghe trecce galeata e rivolta a d. Rov. ROMA. Doppio corno d'abbondanza. Br. 3, Tav. I, n. 4.
bondansa,

AlIa fertilita della Campania fa bella allusione il doppio corno d' abtipo comune in monete di Valenzia, di Copia, e di altre citta delli Bruzzii. La testa di donna galeata con lunghe treece simile affatto a quella di Roma in monete della gente Porcia (Morell. Tab. I, n. 6 ), mi fa credere che la stessa sia qUI rappresentata per dinotare r assoluta obbedienza a'Romani nelle ciua Campane, siccome sembra pure il dinoti l' epigrafe ROMA che leggesi nel rovescio. Fa d'uopo pero avvertire, ehe questa moneta bauuta probabilmente verso il VI. Seeolo di Roma, nonpertanto di

e

Til1FJvF:1

(6) In una rara epigrafe di lVuceria Alfaterna in tucndosi all' osco il digamma ":\0] luogo del Bolito leggesi (7) Cosl il {3 dellJreco comune da alcuni sipro.'Oiva (Sese. CWI. Sen. Tab. I, n. 99) SOIli. per ,. BustA, in Dion .Afr. 1'. 460 - Nota del Lanu.

H-1VI-1D,TF:l8,::t..j'::'

8

Digitized by

Coogle

(5)
assai mediocre fattezza , e poca simiglianza ha con Ie altre pur coniate in quell' epoca; mentre poi confronta esattamente per 10 stile e per la fabbrica con talune piu rozze di Napoli, aventi nel rovescio il tipo del caraliere (JlJioll. Supp. I, P: 250, n. 369). Potrebbe percio dirsi quivi hattuta , tanto piu che il como di abbondanza non riesce affatto nuovo, ne disconvicne in monete di questa citta , sovra ogni dire doviziosa e ferace (8).

APULIA
CANUSIU~I. I.. ira.
ROD.

KA in corona di alloro. Arg. 2, Tav. I,

fl.

5.

Ai tipi finora conosciuti delle monete di Canosa, parmi doversi aggiugner quest' altra inedita affatto, e posseduta dal Sig. Tuzii. La fabbrica simigliante all' altra pubblicata dal Sestini coi tipi dE-Idiota in meZZQ d' un corno d' abbondanza ed un »aso , e nel rovescio la lim (Lett. Num. V, p. 35, Tav. II, n. 17), ne rende alquanto certa I' attribuzione; oltre ache la stessa lira, ch' tipo parlante del nome della citta , e che ricorre ugualmente in entrambe, potrebbe valere a dcterminarne la patria. Strabone, che fra Ie prime citta greche d'Italia novera Canosa (VI), nota fra l' altro il fiorente commercio, cui sembra alluder possano il COTnQ d' abbondanza ed il vaso; mentre al nome KANT~IA parmi inoltre appellare il diota, avendosi da Esichio "«VEWTI e "ctvol>, ed in Omcro "ctVIOlC1"'11 ( Od!lss, A. 147.) Conferma ancor cio quella specie di vasa che vedesi nella moneta pubblicata dal Sestini, e che potrebbe dirsi con verosimiglianza it vasa canum, cbe gli antichi derivarono da X«VOUlI, ed impiegarono a dinotare una picciola misura di vino (Letronne, Journ, des Sav. 1833, p. 732). Che la lira sia tipo parlante del nome della citta, accennai poco sopra; se non che debbo avvertire, che mentre al greco KANT~IA allude forse il tipo del dritto, 81 latino CANVSIA accenna la lira del rovescio, da quel nolo delto caltere fldibus, suonar la lira (9). Questa bilingue e dupi ice allusione, parmi si conforti pel riscontro di quel luogo d' Orazio , C anusini more bilingui. (I, Sat. 10 ), osservando il Mazocchi eh' essi usa-

e

~ ,eSG· ).

(8) Caput Dianae promincnte ab bul'llft'() Jlbaretra ad (9) Per I. .t_ ragione forse vedc3li lcolpita una d. )( ~rnu copiae fructibUI referlum ct ~aOC1D18 pendenti- lim lull' arco ~clla porta d' un Antico sepolcro taulUlbus; cn-cUni ~EonOAIro~, (C«relU, p, 301 II, 4.tG 110 (lloflllUl~Ui, Topos. Lt, II, P: 267).

.

Digitized by

Coogle

(6 )
rono SI l' uno che l' altro sermone, poiche it latino parlato dai vicini popoli d' Italia , e il greco a suis majoribus ad se trans missus ( Tab. Her. p. 36 (58)). Incontrasi del pari in monete di Canosa la testa di vecchio barbata e laureata, e Ia clava t"n corona (Avell. Opusc. II, p. 129, Tav. V, n. 8 ). E forse quella testa di Giove, pel riscontro di ahra simile in monetina di Ureium, avente il (ulmine nel rovescio (Avell. o. c. P: 63, Tao, V, n. 9); allusiva poicbe di vecchio al nome latino CANVSIA, da canus 0 ranusus: e la claca alIa stirpe degli Eraclidi , dond' era Diomede fonda tore di Canosa (Strabo, VI; Servo ad .£neid. XI) (10). Cosl i frequenti tipi di Ercole in monete di Luceria, ed in altre citta dell' Apulia da Diomede fondate. LUCERIA. T. imberbe galeata a d., dietro il capo. , sotto [,. Rov. Cavaliere armato di lancia e corrente a d., sotto monogramma, Dr. 5, Tav. I, n. 6. Dopo la illustrazione dell' JE's grau ael Museo Kircherumo , difficil eosa ne sembra il rinvenire alcun monumento inedito di quella eta, spettante alla c1asse di numismatica antica de' primitivi popoli d'Italia: tanti n' ehbe raccolti l' amore e 10 studio di quo' dottissimi Padri , possessori di un cos. illustre Musco. Se non che la continuata provenienza di tali monument] dagli scavi dell' Apulia " dove tolune citta semora che usato aoessero ne'tempi primitivi un sis lema di monetasione uni{orme a quello di' alcune altre del La:.ia edell' Etruria (Avell. Opusc, Ill, p. 115 ), sovente cagione cho monete assai rare ed uniche talvolta vengano ad accrescere il numero di quello gi~ finora conosciute, ed a completare per questa parte la seric delle antiche monete d' Italia. E tale l' oncia descritta, la quale sebbene non si appartenga ana elasse dell' .£S grave fuso, pero spezzato assai raro di un intero di epoca po ... steriore, La traggo da un' originale esistcnto presso iI ch. Conto Raffaele llilano, dotto conoscitore ed inistancabile raccoglitore di antichi monumenti , della cui amicizia mi tengo sommamente onorato. Non parcneno duhbia l'at.

e

e

(to) II ch. Avellino, che pubblico il primo que. moneta de] Real Musco od in altro cscmplare lISSlIi pi" ala piccola mcdaglia, osscrvo che altra simile rna <Ii couservato ; tanto pi" che il nome di magistrato sarch. forma e peso alquanto maggiore vedcasi nel Musco Re. he aJfatlo 1Il10VO nclle monetc di ~l1csta citta, QC ad al. ,io , avcnte pero intorno alia clava in due Iinec Ie let. cuno potrcbbe convcnirsi di quelh deU' Apulia {i1l0 "'( acre KA-AY. Anche intorno alla eleva cd in due Iineo ora eonosciuti _ Avremo cosi pcr queste monete Ie tre e la leggenda KANY nella moneta pubblicata dal ch.Bian, lcg!(cnde diverse KA_KANY-K~YIl~QN 0 KANY. eoni ( Cal. Num. Yet. eec. P: 20, Til". 11, II. 1 ) e pria IIN!l, secondo I'avvertenza dello ,tcaso llllll,,"e ;arthco. dcscritta dal Sestini (Leu. cont. III, P: 22-23) ; onde logo ( h, F,·. Cur. 4dflOt. I" 8). llirr" IO'petta.re the ancbe KAl'IIY potesse l~gs"r~in~ll~

Digitized by

Coogle

(7)
tribuzione a Luceria dell' Apulia, non solo per la simiglianza della fabbrica, rna per la iniziale f, simile affatto a quell a delle altre monete di questa citta di stile primitive (11). La testa del dritto e la forma della galoa , ehe riesce nella sommita in testa d' ueeello, c simile in parte a quella del dupondio edell' asse della Tavola VIII, n. 1 e 2, Classe 1. dell' .IEs grave Kircheriano ; e il cacaliere armalo di lancia ricorre fra l' altro in monete di Capua (Daniel. Num, Cap. P: 5) e di Larino (ltal. Yet. Num. p. 21, n. 5). Questo tipo nsitato sovente nelle antiche monete, parmi aceennare al valore dei popoli che le improntarono, Iorso non altrimenti ehe la ciuorla in alto di coroner lrorei , e Pallade Promache in monete de' Bruzzii. Ben nitro signifieato peru ne sembra convenir possa al tipo del cacaliere armata di flagella, ehe vedesi in monete Campane con I'epigrafe nOMA (JEs. gr. Kil'ch. p. 26, CI. I, Tall. XII ,11.6 ). Intorno a cio opino alquanto diversamente dal ch. Cavedoni , che nella testa {emmillile con corolla tnurale turrita volea ravvisar quella di llama, e nel cavaliere, un tipo di ludi equestri ( s«. ]JiM. p. 1,t (8». A me I)er contrario sembra , che la testa [emminile turrita., possa dirsi del/a Campania, eioe delle principali cillO. Campane soggelte a'Romani; e il caraliere it qeni« equestre di quella reqione , in riguardo al gran valore dci cavalli e d('gli cquiti campani, cotanto dagli antichi celebrate (v. Pellcg. Camp. Pet, Disc. III, ~ ). Degno di aleuna osservazione semhrami pure un monogramma incerto che vedesi nel roveseio , rna che 110 proccurato far disegnare con la maggiore esattezza. Sara forse il nome di un qualche magistrato, 0 le iniziali duna qualehe eittit eollegata in alleanza, Nulla pcro ardisco per ora affermare, senza il eonfronto di altre pill conservate mcdaglie (12). Avrei qUI posto termine a questc mie conghictturc, se una tal quale simiglianza di stile fra la testa di quest' oncia c quclle del dupondio e delI' asse della Classe I, Tav. vm, n. 1 e 2 dell' Jl's gml'e l"~'rcheriallo, non mi avesse fatto sorgere in mente il graye dubbio , che anche a Luceria non dovesse attrihuirsi tutta quanta quella serie , che Iu dai ch, illustratori di qucl Museo (lata ai Ilutuli d' Ardea, E tanto pill mi e semhrata verisimile quest' attrihuzione , poiche sonomi accorlo, ehe per solo argomento ne adducevano quedouissimi PP. il tipo della ruota , linguaggio simholico secondo essi del nome di quei popoli (p. 56). :Ma sara mai verisimile che rota, rotu, 0 rutu. abhian dctto i primitivi l)(11)01id' Italia quello che no] ora ruota appelliamo?-Chc se nel greco idioma , come ha sospcttato taluno,
(it) Alia sl<-ssa cilia parrni si appartl'ngml() quclle (12) Potrebbc il m':mO~l'amm3 sciogficrsi pcr sv'·ea. monctc conial£ I,(»·tanlj I' ('I'ig.-af.. ROI\IA c la inisialc f, lura nolle due Ictterc T cd L, c confrontarc I'cr qUUI&a con tip, afflltlo simili ai laJilli. 1)i ('SSe 1mqni iofinc rae. ),arl" con I'altro riferilo rlnl ch . .A,·dlino in moncla ddJa ..olta fa dcscrwonc, ~iu~('ndovCDe laluuc 1l01l IWcura .t~'lIa cill:' (Ad 1/<11, S''1'P' p. 2t, R. 11), pubLliCOltc - "cdi .t.(,GIl'l'n'L,

r~"

Digitized by

Coogle

(8)
si debbon
X~X.AO~ 0

rintracciare le radici delle itale voei primitive (13), nel grece 'Tpo'Xo> era rnestieri rinvenire I' ignota voce italica, che al rota dei

Iatini po tea convenirsi : cosa notata pure dal ch. Cavedoni, al quale piacque 'dubitare , se suI serio parlassero i dotti autori nella spiegazione di questa tipo (Not. Bibl. p. 22 ). . Altra ragione non vi essendo, che eonfermar posSa Ja proposta attribuzione , passo aile mie conghietture, Ie quali se parranno verisirnili, conseguenze maggiori potranno derivarsene a determinare la patria di ben altri assi grevi, vaganti per incerte sedi, e dati indistintamente ai Latini RutuIi, Equi, Volsci e Toscani dell' antica Etruria. E primieramente quasi inconcepibil cosa, che di Luceria nobiJissima ed antichissima citta della Daunia, ove il famoso tempio di Minerva attirava i tesori de' popoli convicini (Slrabo, VI), sl povera e meschina fosse Ia moneta primitiva, qual' la serie della Classe IV, Tav. IV, del lodato Musco: eppero indotto a rinvenire altrove le rimanenti porzioni di essa , ehe l' arte risguarda come una delle piu belle nella numismatica primitiva, ho rivoito Ie rnie ricerche sulle monete pubblicate nella Tav. VIII, CIasse I, dell' enunciato .£8 g1'avt, ove par che accenni ad una stessa citta l' arte certamente greca, la corrispondenza de' tipi , la simiglianza .deUo stile, la identita del peso, e la uguale divisione unciale. Di questa il dupondio con qualche leggiera differenza nella galea, it semisse , il triente , il quadrante ed una varieta del sestante aveano di gia pubblicati il de Zelada (Num. Unc. Tab. V , XXI n. 3; XXVIII, A. 2 ; XXXIII, n. 2; XXXVII, n. 4) ed altri , rna niuno pero finora ne aveva determinata la patria. I chh. espositori per la ragione della poco sopra, crederono spettarsi ai Rutuli d' Ardea, Quello pen) ch' essi chiamano rota, e probabilmentc di carro , a me semhra un astra, 0 quella rHota del Sole che osservo gia il ch. Avellino in altre monete di Luceria (Opusc. II, p.64); non solo perche Ie piu antiche ruote sembra aver avuto solo quattro raggi , quali almeno veggonsi nel Iamoso carro Perugino (Vernug. Sa99. d,' Br, Etr, p. XXVIII), e che it dottissimo Monsigno.r Scotti avea di gia ravvisate e definite nel celebre vasoItalo-greeo da lui pubblicato (Illustr. di Ht. Vaso eoc, P: 7. ) (14); rna ancora perche la forma ch' esse avrebbero nelle indicate

e

e

(f3) " Or essendo l' Itali« da ogni lato piena di " C,.eei, eonchiudc il Sig. Olivieri dopo simi! cnumera" ), "
»

'J
" "

»

Gaalf. P: 1S7) : ne forse per aUra ragione due " diaicUi Iaterali egli appella l' etrusco e il latino. »zione , chi mai creder potr« che altra lingua si usasse Cosi Lanzi (0. c. I, P: 23). Yedine pUl"e le pasinc33; in Iudia ,rttOr che la Creelt; 0 se cia PaJ: h'oppo , l,ill :r; e scguenti dcllo stesso volume. (H) Osscrva qui il ch. editore, fOndato lull' tlutoritit che Ia green? etc. - La drusen stessa , non ehe Ie altre (linStte) , non che una derivazione della greca , di due luoghi di Pindaro I che potrebbcro queste ruote come par che insinui Bochart, ( Geogr. SCte. Lib. I , dirsi probabilmente TET'ptiXllCl~1 0 T£7pa.x:'~~~£t;, ~endo c. 331) comeafi"erma ChislIU ( In Inscr. Sigeam S. I. ), cosi nomate dal poeta, quella del SUpphZ10 d Issione 1 come acccnnano Bourguet e Gori ( 1I1u.s. Etr. 11 , p. e I' altra cite a Giasonc fu da Venere mandata (l.c.). 3li4), anai ill qualche 111(\1)0 dell' ('pera Lami IItC1iSO

>' (ull.

c

Digitized by

Coogle

(9)
e 81 strana ed irregolare, che mancar vedrebbesi cosl la prima della ruota, la indissolubilita del nesso, ecrp. 0) , per la quale Pindaro die l' epiteto di a"Al)'rw a }tux"Aw (Pyth. IV, 381.). Oltre a cio il gran numero di antichi monumenti, ove carri e ruotc sono effigiati , ne fa certi abbastanza, che quel nesso 0 foro ove iI modiolo 0 l' asse estemo della ruota venia conficcato ( Poll. I, 10), si era bisognevole , perche Ie ruote s'innestasscro al carro e non fuggisser fuora degli assi; circostanza rammentata pur da Omcro, che al carro di Minerva da ruote di oro, circondate di salde lame di bronzo , e di cui monete

qualita

o

TI"A;;f-Cl,a:1 0' a:p'Y~P~ e-:a-I reptopop.OI dP.<poTEpw&eu.

(II. E, 726)

COSt nel famoso carro marmorco del Vaticano, vedesi quel foro -adorno di masclieroni (Yise. jJlus, P. Clem. V , Tav. XLIV); ed in quel di Perugia, guernito di due teste di leone di buon gettito (Venm'g. o, e. P: 66, Tav. I, n. 17) (15). Delle queste eose suI tipo della ruota, ehe ineatena tutte quante fra
loro Ie monete di questa serie, e che parmi abbastanza dimostrato esser la ruota 0 il disco del Sole, arme parlante del nome LV CERIA , passo alia spiegazione degli altri tipi. La T. (ernminile coperta di galea a (oggia quasi di pileo (rigio, detta di l'enere Frigia, e dal ch. Cavedoni Testa di Roma (Not. Bibl. P: 20), a me pare di Minerva Trojana, il cui simulacro vedeasi in Lucera, ed era fama esservi slato trasportato da Troja (Slraho, VI). Sembra percio la galea (rigia appellare aIle origini trojane, od a quel nume che adoravasi forse nel Palladio sotto Ie istesse sembianze. » I tre quadrupedi (seguono i dottissimi PP. ) sono posti in una me) desima azione, ed quella del tripudio e d' una corsa molto affrettata. ) Questo accordo nel movimento di tre animali diversi non puo a rneno che » non tenda ad un oggetto medesimo: ed e nostro debito il farne qualche » ricerca. La moneta umbra ed adriatica verra quantoprima a confermare » il racconto dcgli antichi scrittori intorno alle colonie inviate da' ruLuli » qua e cola per l' Italia e fuori. Egli e meritevolissimo d' essere cono» sciuto il costume ed il rito comune di quelle primitive spedizioni , da » cui ebbero origine la maggior parte delle antiche popolazioni italiche. » Prendean principio da un voto, che a :Marte piu spesso che ad altra di-

e

pre distinto 11 (oro del modiolo, in diverse dipinture di earri eli antichi vas; fillili pubhlicati dill Tischbein (Colhet. ecc, I, Tall. XXIV; II, T,ll'. XXYII; III, Tall. I j

(15) Appnre

similmente

ornata

in varie guise e scm-

Tall. V, ecc, ) , in piu bassizilicvi del Zocga ( II, Tall. XCVII), in un'uma d'alabastro del Musro pubblico di Volterra cd in un'antica pittura de'N'polen di Tarquinia pubblicate dal Mic.di (.4llt.Jl1on.Ta ...XXXIV,LII).
IV,

2

Digitized by

Coogle

( 10 )
» »

vinita facevasi di tutto cio ehe nato sarebbe nella prossima primavera , vota eere sacro. I frutti della terra, i parti degli animali, i pargoli den gli uomini venuti in luee, tutte queste eose oflerivansi al dio. Giunti que' ») fanciulli a eta matura, si bendavano, e con tutto cio che comprendevasi » nel voto si meuean fuori de' confini della terra natia: aUa ventura si ») proeacciassero altrove ricovero e stanza: ad incolendas sedes, quas fortuna » dedisset ( Dionys. Halie. II. 16.). Gli animali domestici erano la pill » rieea dote , ehe i fuorusciti si reeavano seco: e osservisi che dove Festo » alla voce Irpini ne dice che l' irpo facevasi condottiere a que'raminghi , )~ irpum ducem sequuti agrum occupavere; Strabone aggiunge, parlando dei » Sabini , che anche il toro prendevasi a guida; e che quel luogo, ove » quest' animale gittavasi a giacere, quello appunto tenevasi per il desti» nato dalla sorte e dall' iddio allo stabilimento della colonia, quando i » coloni riusciti fossero a discacciarne i precedenti abitatori, se pure il » luogo ne ave sse avuti: Sabinos vovisse diis , se fructus ejus anni conse»)
»

,.'

»
»)

»
» »

craturos, potitosque »ictoria immolasse partim, partim consecrasse ejus anni proventus, eoque anna editos filios lJlarti nuncupasse; quumque ii t'irifern attigissent aetalem, duce tauro ad coloniam alicubi condendam emisisse: taurum in Opicorum regione procubuisse; missos, his expulsis , ea loca insedisse, NOD sappiamo , se presso qualc' altro scrittore antico si

rinvenga, che it cavallo altresl prestato abbia mai a quelle genti un somigliante servigio. Ma anche dell' irpo it sappiamo per la incidenza della » parola Irpini tra quelle annoverate da Festo: come del hue il conosciamo » per il Iatto particolare narratoci da Strabone. Noi 10 crediamo tanto pin ») volentieri, quanta pin oscura ci rimarrebbe altrimenti la interpetrazione » di questa animale non pure qui, rna e in parecchie a1tre monele itali» che, nelle quali gli autori delle impronte di null' altra cosa si mostrano » piu solleciti, che di significarci le prime loro origini. Stimiamo adunque, » che ne'rovesci del semisse , del triente e del quadrante abhian voluto gli » ardeatini indicarci Ie diverse colonie uscite da11e loro terre, quali dietro ;n la guida del toro, quali del cavallo 0 dell' irpo. Osiamo ami avvisare )) que' numismatici che di proposito si occupano della illustrazione delle mon nete urbiche dell' Italia nostra, che non sempre forse quel loro, detto ») cornupeta da loro, giuoca col como , non sappiam contro chi; rna che ») singolarmente col movimento delle gamhe pare ne additi il taurum pro)) cubuisse di Strabone. Guardisi al costume tanto posteriore delle romane :u colonie: queste vi scolpivano il rito proprio, un aratro , aggiogativi soUo » un hue ed una vacca. » La testuggine del sestante pare della specie medesima di queUe che » anche al presente tanto abbondano nel paese de' rutuli. Ma qui la ere-

Digitized by

Coogle

( 11 )
" diamo scolpita con fine diverso da quello di significare cotale abbondanla, » quantunque qoesto fine ci sia ignoto » (p. 57-58 ). Questa specie di allusione alla propria origine, cbe i chh.autori haB riconoseiuta pure nelle monete Atriane (p. 1 t 1), parmi esser qnivi contraddetta dal cavallo e dalla testuggiM, e dalla giacitura steua del toro , ch.' quasi levato in aria saltellante. Oltre a che , non par verisimile aver quegli anticbi popoli voluto accennare aUa loro origine di Cuorusciti e di raminghi, quando colla testa di Mi1&tJrvaTrojtJ1&(J, 0 sia pur di Yenere Frigia, accennavano essi all' origine divina, da CM pretendeano venire i Trojani abitatori della loro citta, ed En ea stesso di lora duce. Per quanto pere abbia potuto studiarmi nel rintracciare il significato di eotali rappresentanze, niuno mi sembrato pill convenevolmente adattarsi al tipo principale deU' &stro, ehe UDO tatto astronomico, e Del quale trova pare la sua spiegazione if tipo della testllggi1&tJ, cbe altrimenti sembra non potrebbe riceverne aleuno, Sappiamo cbe Ira i segni dello zodiaco fu j) toro , e che il CaM, il C(JvGllo e la testuggi1&tJ furon talora simboli aggiunti a'segni celesti per indicare gl' Iddii tutelari di ciascun mese: cosl nell' ara marmorea coi dodici Dei e 10 zodiaco pubblicata dal Visconti (Mon. Gab. p. 38, Tav. VII-VIII). Or prendendo noi questi tipi per simboIi delle divinita , avremo in luogo del toro e del CIloollo, Ie teste di _.{polio (16) e di Marte; pel CaM e la

e

e

testuggine, Diana e Mercurio. II cavallo animal guerriero , benche creato da Nettuno, pin convenien-

pi01&tJ; poiche il levare el·iaco del cavallo, coincide con quello delle ,corpiau nel principio di Marzo (Ovid. FlUt. III, 450., 470). Ancbe a me

lazio1&tJ del cavallo,

temenle spettasi a Marte, cui vedesi unito nel bassorilievo dell' altra ara triangolare pubblicata dal Visconti (0. c. p. 167, Tav. agg. d. e. f.), e dove egli crede esser quest' animale verisimilmtflu collocato per dinotare la castel-

cll ~

Uft

paranatellonte

del '",are acronycho

dello ,cor-

sembra , che nella moneta il ctJVallo accennar possa a questa nume, in di cui compagnia vedesi sovente unite negli antichi monomenti (17). II cane ch' l' animale di Diana (Serv. ad ~n. IV , 611), potrebbe veriaimilmente dirsi pure i1 cau lirio traoslato in cielo (18), e Ia testvggm,

e

(ttl) n fOro • eM c:orrilfODde al meR eli Mqgio ,~ a«ondo it CaleacWio Faneal8DO nella tutela di Apollo: MENSIS MAIVS-SOL TAVRO-TVTELA. APOLLIN. «(;,Ul. I, p. CXXXVIII ). (17) Perd.e i Greci uc:rificasaero a MarLe il ,_,allo ~ deUo in Plawco (Qt-", Gr. p• .,); sapendOli d' altronde c:be anebe Ie Amuzoni, Ie quali adoravan Marte lOtio Ia figura d' una pietnJ MIll. sacrificarono a lui de' ctW.ai (..Ipollon • .tlrJ!o.n. II, 1171.~, ). (18) Inlono a1 c_ tU DiaI.a, parmi notevole UD I". delMifolrdJ I Vaticano pahblicalo daI Ibi ,me ~ COli riferita Ia r.vola del cane Sirio • di Oriotw: Can;' inter IidmJ CGIIIIituIi, falJula /roc ... Hie cam. dki:ur

Europae po •• use, ., ad MlnDa ,.,.. iJh ,uuIioI". f'""' .,.".,ionU; ., ".. caniJUS'al dtJIum, ne uUa.fem prtJ«erire _ ,_,.,.. POll .iuI obill.urt cGnU ad C~ cuiu u.ror fU6rU Proem; qwm ilk tJuc.n. .cum. Tfw6tu .. ubi .,.,. ..uJpe.. cui tlUtlIM tUc.1xItur lit __ c_ rffu6ponet, lt4que CUM in unum ,_"..;u.nl. luppiur M6CUu quitlfoe.,..t, at HutrYlU ai" atru_
d 10v.
crulOl

-uue;

~

mit:

,.rwnil.

e,se dix."",,; ., tfW!l' ,tudimtu Juerit V.I"Utdi, cane ~ inter ,idem coUocalum. Alii cwUIII lccri "" fiz.runl ( Clau. 41.11:1.W,,. U, II••

que in lapitkna

corwetllt.

NolllllllJi Iaurc

CWlllIII ()rioni, _:

c_.,
).

*

Digitized by

Coogle

( 1i )
compagna di Mercurio , dio tutelare del sesto mese , potrebbe facilmente alludere a lui come .nell' ara suddetta ed in pin monumenti, ftu' quali basti solo rammentare la statua di bronzo illustrata dat Mainardi (Bull6trino ardeol. 18!1~P: 137). Le quali. cose Be parran forse verisimili, maggiormeate confermata sembrami l' ossewasione del ch. Cavedoni, cioe ch~ MUe mantle di Luceria il tipo tkl rivti-,o e. quasi sempre mamf~st~ correia ..

tivo a qt'ello del dritto (Spic. Num. P: 16 (24)). A. questa citta vorrei pari mente restituite Ie monete segnate coi nu.. meri 3, 4, 5 e 6 della Tavola VI e vn, Classe I, e queUe dei numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 14 della Tavola V delle incerte, meno Corse per la fabbriea .. sione ehe per la loro provenienza ~ eh' ~ assolutamente dall' Apulia. Dicasi 10 stesso di queUe notate eoi numeri 6, 6a, 6b della Tavola IV, Classe I ,
delle quali posseggo io solo nella mia pieeiola raccolta 45 esemplari; e di cui un numero assai maggiore di 300, ne ho veduto insieme riunito provenir da uno stesso ripostiglio, Esse non meno che il sestante eoi tipi della testuggine edell' astro sono 81 frequenti nei nostri Musei, che ovvie si ten .. gono da noi e di niuna rarezza. Questi pochi eenni sopra 81 importanti monumenti non sono ill eetto bastevoli per Ia loro compiuta iIlustrazione: rna spero non saran del tutto rifiutati da que' dottissimi PP., cbe tanto egregiamente illustrarono questa difficil parte della numismatica antica. VENUSIA. VE (mon.). Protome di bore. Ro», T. di aquila rivolta a d. Br. 3, Tav. I, n. 7. La zeeca Venosina, che a ragione annoverar devesi fra le pin rieche dell' Italia numismatica, mancava di monureeati primitivt. Le sue monete pin recenti erano state confuse coo queUe di Velia, e delle anteriori dubitavasi se qualcuna n' esistesse, quando prima il Sestinl , e poi il ch. Avellino ne scopersero un gran numero, e ne ricunobbero Ia patria in questa famosa citta dell' Apulia. L' opinione intanto che attribuisce a Venosa quell' oncia avente da entrambe Ie facce due lune crescenti (.£$. gr. Kirch. Inc. Tav. III, n. 2), parmi maggiormente confermarsi dal continuo rinvenir di quelle nelle ciltH. Appule ed in sl grande abbondanza, che al pari delle gia dette di Luceria , sono per noi comunissime. SI numerosa moneta primitiva, mentre ne addita il fiorente commercio e Ia ricchezza di quella citta in confronto delle altre, ne dil buone ragioni per sospettare che fa stessa divisione unciaria esistita fosse fra Ie monete di

Digitized by

Coogle

( 13 ) VenO$ll e quelle di Lueeria , anehe perche trovansi queste sempre uaite e
sovente peste insieme in uno stesso ripostigli«; S' appartiene anehe a Venosa l'inedita moneta qui di sopra descritta , e posseduta dal signor Tuzii. La testa tli 6tJNtla rieorre pure in aureo di Locri (Arditi, Ill. di tin ant. vaso, ece., p. 1), rna cosl congiunta col btU non parmi aveme riscontri. Accennano intanto entrambi questi tipi a Giove Fulgtlmtore, di cui trovo menzione in antica iscrizione VenosiDa (Lupoli, Iter Ym. p. 291)(19), ed al qua Ie eran sacri in quella citta gl'idi del mese; non altrimenti che presso i Romani, i quali tutti gl' idi consecrarono a Giove (Hacrob. Sa-

turn. I, 15; Ovid. Fast. I, 56) (20).

CALABRIA
AZETINI. Conchiglia.

Ro», Delfino, sotto un astro. Br. 3, Tav. I, ta. 8'.
Medaglie di questa popolo si hanno con varii tipi e con leggenda AIl o AIETINON. Questa anepigrafa ed inedita , diversa dalle altre per I' aggiunto dell' O$t1'O al di sotto del delfono. Anche in monete di Siracusa (P. T. M. Tab. LXXXIII, tao 16-17) ve.. desi un astra stare in mezzo a duel delfini; allusione Iorse all' inftuenll che han gli astri 8u11ana\'igazione,.,e percio sui commercio di mare,

e

TARENTUM •

5U

Ro», TA •.• Ercole in piedi a s. combattendo il leene , ehe 8i scaglia di lui e gli addenta il braccio sinistro: dietro la clava. Br, 3, Tov. I, ta.9. 2. Lo stesso tipo. ' Ro,v. Figura nuda sed uta su d'una rope, e rivolta a s., avente il beaccio destro disteso , ed il sinistro poggiato sulla roccia. Br, "', Tav. I, n. 3. Lo stesso tipo,

1. T. di Pallade galeata e rivoha a d.

to.

(t~ Ella coli riCerita, I. c. iOVi opt. Maz. ~Vratori II ENEri poteNT; Mln6VII4! I. HELllUu. L. f. AllArantIItu. V. I. I. IN.

e

(20) J.e!:geli nell' antico Caleudario Venosioo pubhlicalo clal Muratori ( TM s; .Alii. Inscr, p, GL) • e dal Lupoli (0. c. p. 273): G. ElD. N. FER. IOVI., notando quest' ultimo. che ldul 1(W; IIJCrIU '""114m: Ro_,,; (p. m).

Digitized by

Coogle

( 14 )
Ro»••• PANTI .•. Lo stesso che nel numero precedente; .001a rupe la pelle del leone. Br. 4, Tav. I, n. 11. 4. T. femminile con capelli rannodati dietro il capo, e rivolta a d. Ro», Aroo. Arg. 1, Tav. I, tI. 12.

5. Lo stesso tipo. Ro». Cinque globeui. Arg. b Tav. I, tI. 13.

6. Conchiglia. Ro», Ruota a quattro raggi, e quattro globetti. Arg. 1, Tav. I, fte . 14. 7. T, e tre globetti. Rov. Lo stesso. Arg. 1, Tav. I, ft. 15. S. Lo stesso che nel numero precedente. Arg. ~, Tav. I, ft. 16. 9. Diota, e tre globetti. Boo, Bucranio, sopra un globeUo: a d. X Arg. 1, Tav. I, ft. 11. to. Diota e tre globetti. Rov. Ancora alla cui cima un ramo di alloro: da eiascun lato due globetti. Arg. 1, Tav. I, ft. 18. . 11. Due lune decussate e rivolte Ira loro: quattro globetti. Rov. Lo stesso, e fra di esse un' ancora: due globetti (1) Arg. 1 ,

Tav. I,

ft.

19.

Molti presero ad ilIustrare questa classe di monete italiche Be per bellezza , nb per arte seconde aUe altre deUa Magna Grecia, ed in particolare era essi i chh, Cavedoni e Raoul-Rochette, che molte cese ne dissero sulle rappresentanze dei tipi, Rivolte pero costoro Ie principali 101'0 ricercbe·su queUe monete che per arte, e per Ia maggiore loro antichita sorpassavano le altre , lasciarono affatto prive e sfornite di simili dotte illustrazioni un gran numero di tali medaglie, che Don meno delle altre ne sembrano assai pregevoli ed interessanti. Dico di quelle picciole oltremodo, Ie quali sebbene spesse volte ritraggano i tipi delle maggiori, sono purnondimeno notevoli , e meritano particolare attenzione pe' nomi de' magistrati , pe'simboli aggiunti e per l' arte istessa con che sono Coggiate. So di esse diro qui appresso talune cose dividendole a simigliansa delle maggiori in tre epoche distinte ; e rannodando ciascuna moneta alia serie cui spetta per 10 tipo del riverso, il quale se pero non sempre 10 stesso, ha purnondimeno caratteri distintivi che manifestamente 10 deterrninano: tali a me sembrano la ",ota, I'ippocampo, il delfino, e gli altri qui appresso descritti,

e

Digitized by

Coogle

I, .::.. STILE'PRl1\UTIVO-,

~'" _.

( 15 )
-

. -_.

1. T. (emminile )(Arco-.

Conchiglia-

Globetti -

Ruota a quattro raggi.

I varl tipi di queste picciole monetine riconosconsi facilmente nella serie di queUe maggiori, che hanno la stessa testa e simiglianti rovesci. Offrono esse nella fabbrica e nella stile i caratteri dell' epoca primitiva, e sono in questa dasse a reputarsi Ie piu antiche. Rare oltremodo SOil le medaglie da me descritte ai numeri ~ e 5, e che veggonsi disegnate nella Tavola I n.12 e 13. Oltre ana solita testa femmini1e, che puo dirsi probabi1mente della Nill(a Satura ( Raoul-Roch. !fum. Tar. p. 177), accoppiano esse nel rovescio un tipo affaUo nuovo, un arco cioe , 0 cinque globetti nel campo tuttinsieme niti (21). La ruola, 0 quel segno rotondo COSI comunemente appellato, non mi parendo verisimile che accennar possa ai giuochi equestri nc aIle corse de' carri; anche perche iI piu delle volte vedesi congiunto ai delfini , tipo parlante del nome ~EA~nN (22), vorrei sintendesse per que! XUK.AO> p.cx..'7'ix.e; del tripode fatidico di Apollo, che vi riconobbe il ch. Rochettc in monele piu grevi (0. c. p. 17~). II eulto di .Apollo Pizio inoltre in monete di questa ciUa non nuovo del tutto , chiara testimonianza ne fannu !,,Ji aurei con la testa di ApoU() ed il dclfino (JEon. Supp, I, p.278, n. 5J I.), e quello pubblieato dal ch, l\lillingen con Ia testa di {route radiata, ed il {ul'JUM nel riverso (Anc. Coins, p. It, Pl. I, It. 13).

e

coo

.c

2. Delftoo )( Conchiglia -lppocampo malo. L'ippocampo malo vedesi pure ne' didracmi; rna varie sono le imma-gmt del dritto che a questo tipo del rovescio veggonsi aggiunte (23). Certo pero , che ana serie della figura nuda sui delfino, debbe questa picciola monetina riferirsi , anche perehe nel peso e nella figura del meandro cbc vi ricorre all'Intorno , 113 con qnelle nn assai grande' simiglianza.

3. .Mun'ce-.Aslacus)(

CQ7t.Chiglia.

11 giro che ricorre intorno a questa pieciola monetina C ornato di globetti 1 e puol dirsi col llionnet yrenetis, doe gemmato.

4. T )( T - Conchigl.ia.

1" 333, PI. }'LVI).

(21) In una picciola mroaglia d' Allrigento pnbl,li- Dlente iliverAe rra lorn. f. _ Caput mulieris , tonsa coma et rodi •• ieulo vinf:ata dal Torremuzza (Acnulr. II , Tit", J , II. 3) oltre alI' aquila dol dritte , vedesi Ilel rovescio 10 stC8~Otipo de' -eta (C~ll. P: 43, II. 47). 2. _ Caput mulicris , coma "!KI"e ad humcrum sioLeui cosi disposti ael Qlmp<>; onde credcrei -ehe avcndo ..~si uaa ragionc, e il M('dcsUno signjlicato in entrambe, ,I'romissa ct nodo steicta (p. C. ·11. 4V). 3. - Vir nudus delphine incquitans , brachio si• -I1O_n dinotar J' ugual pe.o, c la stessa f"aziOil della •Ir..mma. nistro demisse , mallu passa, dcxtera IIOIYIIUID tenet (22) Che i rktfo.i lien tipo parlantc.dl!! nome .:lEA. (p. c. ,..53 ). 4. -Idem, sed omnia iftlra orbem e1lanlem,cll .. c11llN, Ii fa pur chiaro .da lUODele di Delfo , dove vedesi quest" aniruale ripetuto piu volte Del dritto e 'Rei rio puler caclalum (p. c. n. 61S ). yenn (lJlum. Supp. n. 30; Annali dell'Jllst.An:heol.1832, IS.- Vir audus delphine inequitans , cxteD8isibr. (.23) lIieordt!l·o solo Wune , cbe sembraDmi

.

masgior.

ehiis , paaaia manibus (p. c. ,.. 67 ).

Digitized by

Coogle

( 16 ) Due conii vi ha €leIla prima di queste due medaglie: I'uno di stile primitivo (v. Tav. I, n. 16), I'altro della pin bell'epoca dell'arte (ici, n.15). II piu antico il piu piccolo, ed ha nell'intorno un orlo 0 cerchio a rilievo poco diverso da quello che al ch. Rochette pane un tlimbo '0 menisco , P.l/l';(T'XO~ (0. e. P: 175). A me pere semhra uno dei soliti ornamenti che al tipo principale volle aggiugner l' artista, non altrimcnti che il cerchio ornate 0 mcatulro delle monete primitive , incuso ed a rilievo (2 i). Alludono al nome TAPA~ le iniziali T, ed hanno simi) forma, ('h'c tra le pill antiche ~ quelle delle voci TPJnOYL, J- HPAKAllT!2, A~TOlH2, ArO~TO::E, TPH1~lE::E ecc. delle Tavole Eracleesi (p. 2;)7).

e

II, -

nELLO STILE,

0 EPOCA FIOREl\TE,

1. T. femminile )( Conchiqlia -

Delfino -

Dicta,

I carattcri distintivi di quest' epoca sono I' eleganza, la perfezione , e la sceltezza delle forme. La testa [emminile non mostra pill j capelli raunodati dietro il capo, rna ornata di s(endone; ne la cotlcltiglia 0 il diota la ccdono agli altri tipi in bellezza e in eleganza. Potrebhcro percio queste monetine dirsi appartenenti a quelJa serie che ha nel dritto la stessa testa, Y<lbhissime essendo ancor quelle e con bell' arte foggiale (Avell. Opuse, II, P: 71).

e

Cavallo in corsa-Conchiglia. Si facile ravvisare nel caoallo corrente un simbolo de' giuochi equestri celebrati in onore degli Dei marini, e nella figllra sui delfino il picciolo Tarante 0 il padre suo Nettuno. Vedesi anche talvolta Amore cos] seduto ~U) delfino scoccar ]0 strale (ANlling. Anc. Coins, p. 12, Pl. I, n. 16), rna questo tipo rannodasi al culto di 'enere, la cui testa ornata di calyptra, vcdesi pure in un aureo di questa citta medesima. (At1ell. l, c. ). II tipo (lelia conchiqlia , chc pel riscontro di Amore accenna forse in questo nummo a Venere stessa , resta meravigliosamente illustrato da un luogo del Mitografo I Vaticano, ove lcggesi che questa Dea, Concham marinam portare pinyilur, quod hujus qeneri» animal toto corporesimu! ape rto incoitu m'sccctur ( Class. Auct, III, p. 82, n. 233). E noto altronde , che Venere ex concha naiam esse autumant (Plaut. Rud. III, 3, 4Y). 3. CUllchiglia)( Delfino.

2. Figura sul delfino)(

e

Settantaquattro varieta di questo tipo trovansi descritte nel catalogo del Carelli (p. 70 e segg.). Aggiungo ad esse Ie tre seguenti inedite finora , e da me possedute. a. Cunchiglia)( Delfino a d.: sopra corno di abbondanza, BOttO KO.
(24) V cggaai qucl chc bo notate sulla forma e Bulla rapprcl('nlanz:l

dc'meundri

Ac;cmTJlU c.

Digitized by

Coogle

( 17 ) sotto elefante gradiente ad. c. Conchiglia)( Delfino a d.: sopra augeUo rivolto a d. 81 svariati simboli , allusivi tal volta a'nomi de'magistrati , rendon pregevole e pin che mai interessante questa serie di picciole medaglie, che ritrova non di rado riscontri in queUe piu grevi, col cavaliere e la figura

b. Conchiglia)( Delfino ad.:

Bucranio - Diota. Illustrai altrove il tipo del bucranio ehe talora suole accoppiarsi al diota, e supposi fra l' altro cbe al nome TAPA~ accennar possa il toro, "I'«upe~ r siccome "I'ap~o~ 0 "I'appo> in significato di estremita de' piedi ( Bullett. Archeol, 1841, p. 173) (25). Debbo pero avvertire, ehe un'altra varieta di tal medaglia e stata da me osservata non ha guari presso il P. Francesco Lettieri, ove oltre al K retrogrado del riverso ('I), vedesene pure
Ull

seduta sui delfino. 4. Diota)( Ancora -

altro nel dritto della forma consueta (K). Onde parmi confermarsi quella eonghiettura sulla nola )f della medaglia da me pubblieata (Bullett. Archeol, I. c.), sebbene pero dal eonfronlo dell' altra inedita del Lettieri, si possa quella nola pin probabilmente ritener per indizio di due nomi diversi, quali per avventura KPATINO~ e KONC&lJI, KYAIC&lJloS' e KAHop.evo>i altre tarentine medaglie. d L' ancora alIa cui cima attaccato un ramo di alloro , ben puo riferirsi a qnel luogo di Livio (VI, 29), ove si narra che i Tarentini combattuta la floUa romana nelle acque di Crotone , ne distrussero e predarono Ie navi; i vincitori ad eternarne la memoria eelebrarono giuochi equestri, e dediearono un monumento agli Dei marini. Passando al tipo generico di questa serie, osservero ehe varie sono Ie forme de'diota effigiati in tai medaglie, e de' quali taluni simigliantissimi al J.av;:r«po;, altri a due hydriae, trovansi vagamente aecoppiati a' simboli . aggiunti 0 a lettere iniziali de'nomi de'magistrati. Tali sono queste due varieta , che oltre le cinquantaquattro pubblicate dal Carelli (0. c. p. 73), non mi sembran per aneo eonosciute.

e

dell« selv« .Appul~ creduto daU' iIlustre Cavedoni (0. c. P: 16), A IDe per contrario semhra, doversi rifcrir questo tipo al cutto di Giov«, Ia cui testa vedesi ncl drillo, I'd al quale sappiamo essere stato sovente immolati cingiakui ( Hom. II. "f , 197). luoJtre Ie Ire .pigM disposte a modo di triangolo in altra b"'''' mpoll iJ' .AAcpSl~ , -raiJpOli iJi ITO!nlcJciWlIl. moneta di argento della Iles.a citta (.A"~U . .Ad Ilfl/.Yet. (Hom. II. A, 727) S'If'p. P: 22, ,,. 29), a cui fu dato nella SpicilrfIio un' Per questo Juogo sembrami ora restar suffacientemente ingc'gnosa 81'irgazione (p. 13 (23») , oltre all' acccnnare spiegato Il tipo del bu« in rnonete di Herca , messo di alia fcrlilitli delle Appule contrade , par che dinotiuo Ie tre parti della dramma di che Ia monr-ta Ik~sa comporrscontro aU' allro di .A{r~ rapprcsentato sotto umane semhianze (Pell".m, L,'II. II, p. 168, PI. II, n. R): cor- Ita. A confermar questa spic-gazione giova avycl·tire, che I·i.pondenza non .l'Vcrtita dol ch. Cavedoni , e di cui d monete di minor 1"'80 con du» "I,igM , ed altre aneor piit non credette potersi render ragione (Spic. Num. p. 1(9). picciole con una 'pis" sot« spettano purc a quI"I. citt,i. Non diversamente vorrei s' Intendesse il tipo del CUI- pcrloehe 8i fa chiaro , che i ripetuti .imboli del riveno 81'rVonO .ucbe 8pcuO ghin/e in monete di Arpi, che 'If'" CalJ'diJnuu fu gi;i oltre :II particolar loro significato, detto dall' Eckhel ( D. N. I ,p. 140), ed un' allusione volte a dinotare il valOl'C istcsso del uummo,

(25) Ad illustrar questa tipo , nel Bullettino dell'lnstituto I. c. nota 1 , 110 richiamato fra l' altro un luogo dell' Iliadc , ove leggcsi che ad .Aifeo ed a Neuuno furon sacriticati i tori:

aGI'insiSni cinfJhinli

c

r.

3

Digitized by

Coogle

( 18 )
a. Diota e due globetti: nel campo a s. 'k )( Diota e due globetti. b. Diota e due globetti: supra un cigno stante e rivolto a s., nel campo a d. ~ )( Diota e quattro globetti: sopra rivolta a d. una cicala. 11 cigno e Ia cicala incontransi pure in altra picciola monetina a questa simigliante (CareU. p. 74, n. 782), ma cosl riuniti al ~ non parmi averne riscontri. . Di questo tipo allusive ho detto poco sopra, ove trovasi dichiarata pari mente la differenza ch' tra questo e l' altro conio piu antico. 6. T. di Pallade galeata)( Ercole ed it leone - Ercole in riposo. Se l' Ercole di queste medaglie sia l' Ercole Libico, sl famoso nelle Italiche contrade, io nol so: rna cerlo ch' ei fu adorato da' Tarentini , e si ebbe nella loro citta tempio e culto, Fra le svariate attitudini con che vedesi eomhatter la belva nemea, parmi piu di ogni altra notevole quella COS) descritta dal Carelli: Hercules nudus dextero genu leonis dorsum premens ,

5. T)( T.

e

e

ejusque caudam sinistra manu tenens, dextera elata clavam intentat; leo vero capite retrocerso , et hiante rictu Herculi minitans ab ejus manu evadere conalur

cioe assaltandolo da tergo ed ueeidendolo a colpi di clava. Sebbene questa tradizione non confronti interamente con quella lasciataci da Teocrito (Idyll. XXV, 265), nulla ha pero di comune con l' altra di Apollodoro (Bibl. II, 5, §. I), ne di aleun altro antico scrittore , i quali tutti concordemente fan combatter Ercole con le mani, e narrano che avendo egli «[errato il leone per 10 collo 10 strangolo (26). Vedesi pero Ercole assaltar da tergo i1 leone in un' antica gemma del Museo Mediceo (Gori, Gem. Ant. I, Tab. XXXVII, n. 2), ed uccider talvolta anche l'idra a colpi di clava (ivi, n. 6; Tab. XXXIX n. 6): ond' facile conghietturare che fra Ie molte tradizioni risguardanti questo milo, stata vi fosse anche quella dall' artista qUI espressa, che non disconviene all' eroe, ed ha maggiori sembianze di vero (27).

(p. 6.t., n.419);

e

(26) Teocrito pero , che nel luogo citato dice che d' onde parmi aeqnistar luce questo tipo , che ha Erco.'" in alto di uccidere it leone a colp] di clava. Anehe In Ercole stmngolb il leone colle robust» braccia ; narra moneta di Eraclca vcdesi talvolta Ercole, tcner nella d. )OCO innanzi (v. JII3 ~ .egG. ) : 1" clava 80Spesa, c colla s, difendcrsi dal leone che si scaglia 8U di lui ( Mioll. Supp, I, P: 296 e srgg. n. 642, • • • • • E'}W J' tTEP-';" {3f)'£P.lIa. . M9, 6110, 6117-6118); ilia la paa1icolaritil dell' aver nelle XOlpi It'pOES<h~~6p.·1:1; leal dlt' WP.IJ)II Jl1r).axa AWlnIli' mani la coda dell" belva, osservast BOlo in medaglie tarenT~ d' hiP:1 pO'4aJ..OIIx6pO'">!~ ~~sp aboll dEip'a~ , tine, che il Mionnet (0. c. p. 298, n. 666). il dc Dorninicis H~.a~a. ~al,tX£'P:zi'~<;'cit/x. rJ' iilJ.JI'l.?: TP'1%1J1I £~IX che malamcnte 10 ha coptalo ( Repert. Num. II, P: 125) AUT~ E7:,' },.amo~1> l(a.(T~~I><; a'}(lIE}.all>lJ • ~ ., cd altri , han per errore confuse con quellc jdi Eraclea. E>-1PoS a.f:,r:up.«XETI>II>· It'l~lJ d' '}E , It'plli lfJ-' lY.E~1XI , ('r1) Intorno aile tradisioui pcro non scguitc fedcl'l''l.6~ell ilJ ').a.i·~· xOIi ir.i TPOfUPl>ic; 7rl>ullJ £f1 , mente dagli artisti ncl ritrarre Ie gcsla degli antichi croi, NE~ci~lJ)lJ XE~~' ;rEpi ').ap' UXOTr;c; CUCTEI 01 Q.p.!pO

a

TOlJ fJ-EIi £').WlJ
N'
~CJfLElJ~.1

n~~£

, {jl?! U£I~E:JTOS
'~:::I.

AU'l,EIIOc; app"1xTolO r.a.p !?iloll 'l~cx~ 1'1+ex\; TO&OlJ tpcx~E 7ro/"tJppa7rToli TE

C<;EW EXSIjIMI>IO' r.cxpr:umPOlJEO:JTCX (ja.pslaIC; " T , ~ .7rplll ali"'~S .li7rr;Tp~lt'OIi CXfJ-7r.lE"J_1£lIGCl , ciJiJlIa.I'11

ElJ

cpapiTp'111:

Tpo,,~a<;.

cd in quanta al modo IIi spcsso compoI' lihcrarnente sensa darsi ragione di questa COla 0 di quella, mi giova avvertin!, chc scbbcne Omero non faecia cornbatler giammai .Achille 0 Peleo a cavallo, pure fra Ie statue che i Faraali ~~ic~rono in Delfo .ad Apollo, eravi quella di .Ad,il.

le

t

'1:1

,r.~

(Pau«. X, 13 ).

Digitized by

Coogle

( 19 )
La testa di Pallade la quale accompagna mai sempre tal fatica in tutte quante Ie monete di questa regione, anzi che di Minerva Spartana, come suppose il ch. Millingen (Ane. Coins, p. 12), vorrei dirla della Dea che protesse l' eroe in sl periglioso cimento , sapendosi che Minerva corse pure in ajuto suo contro l' idra lernea (Paus. V, 17) (28). E cio a me pare tanto piiI verisimile per Ie monete di Eraclea, de' Rubastini e di Ceglie, che avcndo nel rovescio 10 stesso tipo, ritraggono nel dritto la medesima testa. L' Ercole t'n riposo fu creduto dal ch. Millingen una eopia della celebrata statua di Lisippo , da Fabio Massimo rapita a'Tarentini e trasportata in Roma nel Campidoglio; ma quell' epigramma dell' Antologia (IV, 8, n. 17) edito dello Sponio (Miseell. Sect. II, Art. X, P: 51) e dal Gori (Gem. Ant. II, p. 85), e che io qui trascrivo in nota (29), esclude tal conghiettura e qualunque altra che riconoscer volesse quella copia in alcuna delle medaglie di questa citta , ov' Ercole si adorna de' suoi attributi (30). Cosa it murice dinoti e ache debba tenersi allusivo, il disse il ch. editore di questa picciola monetina (Hon. Ined, di ant. ecc. P: 116).

7. Arco e {aretra )( Jlurice in corona.

Boed. 32 ), pure per ~ucl Iuogo di Pausania, ov' detto che per 10 ajuto di 1I11Ocl"VaErcole fu salvo iu tutte Ie fatichc imposlcgli da Ellrist<,o (VIII, 18; Aristid. Orad, P: IS), la testa di Pallad« messa di riscontro all' eroe , e talora aile sole armi di tui, PUQ dirsi di "I 'inerva servatrice , che Del trono d' Amlcka vcdeasi introdurre Ercole !ra il cora degl! Dei: AO-1l1i1 a').o!l(Ta HpaxJJa 0'1.1ele
lIOIX'170llTOt

x«; ~r.CT£ Tall Aio:ITIX :1 r1l1 {J.)P«lI ',OllS:JOll, GlI MOlpat di ifLi iX£llIa Er.pa1"TOli ; !J::TI - KOtI p.MIaTa ([UP. Tra-

(28) Sebbcne

in Luciano

ai legsa:

HP AK. -

oUxlli

.Alcida, ubi clava in!f~ns? ,J,i Loella Ne,,,,a? Torva ubi nam .raci~sl plena ubi nam P/'DlYllra l .A,.m" fIUl[a/US 1TUJI!rt'.r: quis te expo!i.wit ? Aii!f~r, ll!qll~ emvis mi lubor; ac",. Amor.
(30) Parmi notevole la 8ingolariti& del tiro di due medaglie di bronze inedite e possedute dal sig. TI11.ii , da me descritte a pag. 13-14 n. 2-3 ( Tav. I, n. 10·11 )1, aventi nel dritto Ia Teua di Peelaele t;alrtua, e Del rcvcscio Ercole in riposo .ret/uto ..u d' UlU' rI'Pe. Avendo risguardo al milo Laconico, che narrava aver Ercole dedicato in S"al'la un tempio a PaJlful" Axiopina poich'cbbe vinti e d .. faUi Ippocoonte c i ligliuoli di lui ( Paus, III, lIS ), potrchbc la testa del dritto dirsi di Paltad« A.riopuIl' 0 reluliea!rice, e la ligura del riverso Effin.ru quis te deiecto lumine tristem I: Hie a Lrsippo mutus in .ure dolor •

e

Clll'O TOtlTOlJ SEalS (Paus. III , 18 ).

E fOI'5e questa Ia stessa Dea , che nel famoso vaao GUile Pestano {Lallzi, Ill. di due vasifiulii eec, Tav.lll; Inghirami , fllon. T. V, tillS, Tell'. XVI; Pei,u. des (lilt. I, PI. I), assiste Ercole, l-F:PAKAEI , che iDvola i pomi delle Esperidi ; e quella me.. eaima che in un altro vasa dell' Hamilton dichiarato dal t Zannoni (Illustr. di c1~ IU"TlI! etr. «c. P: 101) e dalllnghirami ( o. c. P: 371 ), riceve da Ercole un serto , poich«

ras.

s».

r-

stuu«,

costui compiu:o II. corso cklle Imravi(;liose sue fIesta .ri riposu atfine. (29) Hpa)'.Ass, ;:'O:J (Tal lI'TOpSOS p._l'J.aS, ~ I'll N ifl-SlOi XAaiIiCot, xa; ~ TO&WlI '£Uo::-AsoS ;0.)0)("1; nov (TOr;apOli p.ip.·1fUJ.; Tj~ lr.J.a'TSlI ':;el! xar1P~; Avm:;:os· :i',aAXw cJ' E'}-xaTip.lii' o,J:j;;'1;;' A%9] 'J.!lp.lIWSEis 2;i-Awli (Tio, 1'1; .Ji (T' ir.spl1slI; ()" 7:'TEpOEIS ( c~ Sii {3rJ.p~ ~AOi) Epwi.
Qucst'epigrnmma

di GemiAo, COS! tradlWC il SalviAi_,

anche perche neUa moneta scgnala al n. H, vi i: sulla rupe la pell« de~ leone ~ speciale attrihulo di Erc~le ( ~then. XII, P: 1112; A,.uwp/'. Ran. 46 e selIS.; Jmwo, XV ecc, ). AUra insigne ed elegante mcdaj:lia di brouzo , inedita del pari , ma che ritrae li stcssi tipi dell' aq;cnlo quelta da me descritta al n, 1 ( Tav, I, 11. 9), pos ...-duta pure dal sig. Tuzii , c dove C notcvolc la positura del leone, clU! addeiua ad Ercol« il braccio sinistro e co' piedi to re.pinge. La b'81. del dritto di fllin?l'VlI, cd Ii quclla stessa chc non si acompaglla wai dall' eroc in questa fatica , come bo nolato di '01)111.

Ercole in r~08o dopa il Iungo e perighoso confliuo s

e

c

*

Digitized by

Coogle

( 20 )
III. - STILE CATTIVO, 0 DECADENZA DELL' ARTE.
Credera forse taluno arbitraria e non abbastanza giustificata questa terza differenza di stile: ma io, che dal paragonar fra loro queste mouetine bo gUl ravvisate le due epoche precedenti, non posso in questa terza non discernere caratteri distintivi e diversi da quelli fino ad ora osservati. Tali a me sembrano la maggior picciolezza delle medaglie , it pin trascurata disegno, la mediocre esecuzione, e la ineguaglianza del peso, che se distinguono epoca diversa in monete pin grevi, non debbono peru trascurarsi in queste cosl picciole, nelle quali difficilissimo ravvisare maggior differenza.

e

1. Due busti di cavallo rivolti fra loro)( Lo stesso. 2. Busto di cavallo )( Lo stesso.

5. Vaso ad un manico )( La stesso- Corona. Il vaso ad un manico, simigliante a quello che reca talvolta nelle mani la figura del Demos seduta, e che incontrasi sovente nell' area delle monete di Eraclea (Mus. Borb. IV , Tav. XXX, n. 2), se accenna come sembra aIle libazioni 0 a' sacrificl , fa bel riscontro con la corona del riverso, e torna in conferma di ciu che scrisse su questo tipo il ch. Rochette (Num. Tar. p. 240 e $egg.) (31).
(3t) Altro significato puc>darei pure al V(l80 ad un manico , e credcrsi un' allusione ad Ercole, che sovcnte vedesi tcner fra Ie mani queUa (lIZoW , la quale prcse nome da Ini.: axGcpOli paxA.£oTJii H (Plut. in v. .Ail'r. P: 706 Lut.). Inoltre Ercole, vorace c beone ; fu dee criUo da Epicumo e'.da lonc ( .dthen, X , p. 411 ).

Noto primieramente questi due tipi , poiche la loro fabbricazione pin si avvicina allo stile di mezzo. cavallo che appella a Nettuno, parmi tipo allusivo a' ludi equestri, e la stessa immagine ripetuta nel riverso, forse non dubbio distintivo della terza epoca dell' arte. 3. Due lune decussate)( Lo stesso. Una interessante varieta di tal medaglia stata da me pubblicata nel Bullettino archeologico (I. c.), e la medesima ho voluto qui riprodurre con pin accurato disegno (Tav. I, n. 19). Ha essa nel dritto due lune decussate, rioolte fra loro e quattro globetti: nel rovescio 10 stesso tipo, rna Ira le lune un' ancora, che io gia notai essere allusiva a potenza di mare 0 alia famosa flotta tarentina rammentata da Strabone; x.ed yap VaU'TlXOV f,(EXTIJV'TO ,.I.E' 'Y''T'TOV 'TWV 'TaUT" (VI). Aggiungo ad essa la seguente non riferita da altri. Due lune decussate rivolte fra loro e quattro globetti)( Lo stesso tipo: sotto A. 4. Conchiglia)( Due lune decussate. Le due luue falcate possono probabilmente accennare ai due porti 0 ai due seni di mare dov' era fabbricata la cittll.

n

e

e

Digitized by

Coogle

( 21 )
Tali sono tutte quante Ie varieta di che si compone questa c1asse di picciole medaglie, nelle quali pero , a simiglianza delle maggiori, alcuni simboli aggiunti, allusivi a'nomi de'magistrati, veggonsi pur talvolta nell'area del riverso, Di essi, che non a bastanza sono stati dichiarati finora, e di quei tipi varianti che pur s'incontrano sovente in altre monete della stessa citta , diro qui appresso talune cose, per Ie quali restan parimenti dichiarate molt' epigrafi incerte e non distinte leggende di nomi abbreviati. A meglio intender pero le cose cbe verro qui appresso esponendo , fa d' uopo avvertire , che i nomi de' magistrati seguono distinti in due classi, delle quali la prima risguarda que'soli che scritti sono in monete di oro, e l' altra quelli spettanti alIa moneta di argento, di cui bo notate tre famiglie: i didrammi, le dramme, e le picciole manetine 0 rrazioni di dramma da me descritte poco sopra. Procedesi in tutte secondo I' ordine alfabetico de' nomi del dritto, ed in queUe ove manca nel dritto la leggenda, per quei soli del riverso. Nelle monete di stile primitivo ed in quelle di bronso mancano interamente tali nomi, circostanza che verificaai pure nei nummi di altre citta greche ed in particolare di Atene ~ ove la moneta vetusta e quella di bronzo De sono aifatto sfornite. Della qual cosa se alcuna ragione pub addursi, quella si certamente , che siccome gli artisti apposero il nome loro aile opere che pin stimaron degne di lode, cosl i magistrati scrissero su quelle monete special mente i loro proprii , ove alia maggior nobilta del metallo aggiungea piu gran pregio la somma bellezza dell' arte. I magistrati monetali sono indistiutamente uno, due, 0 tre, e spesso anche quattro siccome ai n, 22, 27 ecc, Di essi l'uno, queUo cioe scritto nel dritto talora costante (v. fl. 31 e segg.); sovente anche due, a cui si unisee un terzo variante (v. n. 19-20), e tal volta vario quel del dn'tto, e simili gli altri due del riverso (v. n. 15-16). Oltre a cib i simboli aggiunti quando allusivi a' nomi interi , quando a que lli abbreviati, 0 a' monogrammi, ne fan credere probabilmente che ugual potesta godeasi da tutti in un' epoca stessa; non diversi percio dagli Erori di Sparta (Boeckh, P: 604 e ,egg. ), dei quali se qualcuno uscito fosse a campo, rimaneansi gli altri a govemar la repubblica. Perleche la mancanza de' soliti tre nomi in monete larentine, puo esser non dubbio argomento di guerre esterne, di morte 0 di assenza de'magistrati eompagni.

e

e

Digitized by

Coogle

( 22 )

I. Monete di oro.
1. E)(}-H-Il Carelli, che nella sua descrizione avea trascurata la lettera del dritto (p. 41 , n. 4), vien cosl annotato dal ch. Avellino (Ad-

not. P: 9): In anticae hujus numi area E {uerat descn'bendum : in postica notandum, quod v-ir nudus d. pedem delphittis capiti imponit, et dexteram extensam alius delphin supereminet , il che parmi maggiormente confermarsi dalla leggenda del n. 28, che ha En (mon.), 1- HP AKAHTOl:.

Vorrei intender percio per questa prima lettera il nome Erapq>o"SI'TOS', potendo i due delfini, e l' atto stesso della figura seduta accennare alla voce i7raippa~, che valse spumosus (Steph. Lex. p. clxxxiii) (32). 2. KON)( l:A-Delfino (Milling. Anc. Coins, p. 10, Pl. I, n. 12). Se per l' epigrafe del dritto seguo l' opinione del ch. Millingen (p. 11) che riferl queUe iniziali al nome del magistrato KON(a)v, non posso per le altre due lettere l:A, ch' egli intese appellare al nome de'Salentini stretti forse co' Tarentini in alleanza, accostarmi alIa di lui conghiettura: parendomi d' altra parte assai pin verisimile, che legger si debba COS) accorciato il nome del magistrato l:A'AwvOS' app. n. 24.), che IAAOvo~ trovasi pur (v. scritto talvolta in altre simili medaglie (v. app. n. 12-13). Questo nome se deriva da a-d.Ao~, come sembra, ben si accoppia col tipo dei delfini, de' quali nihil velocius habent maria (Solin. c. XVII). 3. NIK)( l:flK-Civetta (Car.p. 41, n. 2). I1 nome l:!lKpa'T"~ leggesi per intero qUI appresso al n. 96 senza simbolo alcuno. La civet/a, che quale attributo di PalIade puo riferirsi a qualcuno de' nomi derivati di v,'xa, sembra qUI accennare al nome del magistrato NIK(a)v, che ricorre sovente in altre simili medaglie con l' aggiunta del ferro di lancia (v. app. n. 20), allusivo percio a Pallade stessa , e correlative al tipo della civetta (33). Di un tal Nt·cone Tarentino, soprannomato Percone , menzione in Livio (XXV, 8) (34); e di un altro ne danno il nome le Tavole d' Eraclea , ov' poi detto che fu padre di Timarco prefetto urbano: TU1APXOl: NIK!lNOl: (p. 205 ). 4. N)( <l>I-Due an{ore con di sopra due stelle (Car. p. 41, n. 9).

e

e

(32) Delphini tranquillo mar; lascivientes sl"tum , (3') ••• In romana nave <!wnc1f"S ipae Nat, ill taex qUCI veuiunt parte: uem spargelltes aquam turbato, rentiaa NIKO cui PERCONI fuu cog"omt!ll, 110(1ubbllco p tranquilliuuem (Plin. XVIII, 3iS). modo, sed edam priveuo od/o illl'isiu ~It~ ;1!r~,"U .Ro~33) I Rom~Di adoraro.D l''ltU-le ~tw la figura d'una mali;", quod ~jllS era: f/lclionis, 'Ilia Tarentum 1"libali laucia (SpUIlI~lm. ad Callimuc, H. UI Del. 1'. 6t). prodidera: (GUJI'lIflll, de .4111.lilt I'ar. Ta,.. fin·. '1. 11).

Digitized by

Coogle

( 23 ) Il medesimo tipo ripetuto in moneta del magistrate <l>IAOXAf1> app. ( v. mi fa supplir qUI 10 slesso nome neUe due iniziali <1>1 della leggenda del riverso: potendo le due stelle e i due vasi, simboli entrambi di celestiale bellezza , accennare alia voce qJIAO-XCf.AO>, amans puleritudinis cioe (Schrev. Lex. p. 360) (35). La lettera del dritto vorrei significasse Ne!Jp.evlo> app. n.113-114), al(v. ludendo a tal nome la singolarita della corona di alloro , che in tal medaglia VeU1-(Cf.I, cioe due »olt« ricorre intorno la testa di Apollo (Car. I. c. ). 5. l: . \)(}- H-Delfino, Area e Faretra (Avell. It. Vet. p. 59, n. 4-6 ). Leggasi l:AAWVO> f Hp«XA1I7'v>, e si avverla che spontanea aUusione ed ai due nomi fanno il delfino nel dritto, l' areo e la [aretra nel riverso. 6. »)( AnOA - La testa di Apollo radiata, che vedesi nel dritto di cos. bella medaglia (Milling. Ane. Coins, Pl. I, n. 13), tipo parlante del nome AllOAAWVIO>, che tutto intero si legge qul appresso al n. 73. II ch. editore suppose ch' ei dovea intendersi per Apollodorus 0 Apollodotus (p.l1), rna di questi due nomi, sebbene il primo si provi in uso fra'Tarentini per un luogo di Plinio (XX, "), pure di niuno di essi si ha riscontro in medaglie eli questa citta , ne in alcuna delle citta convicine. Non cosl pero del nome Apo1l6nius, f-requente in antiche iscrizioni (Reines. 5, XI; 206, I; 64, Il ; .t2, V) ,e che ricorre piu volte nelle Tavole d' Eraclea (B. 4, 9; I, 48"'- , 138; n, 4, 7 ). Si rammenti l' illustre scultore Apo11oniofigliuolo d' Ar9 chia Ateniese, di cui la bella testa di bronzo del Real }luseo dai dotti Ercolanesi illustrata (Bronzi, I, Tav. 45-46; Bajard. Cat. de'mon. d' Ereol. n. 219, p. 170; Martorelli, Reg. Thee. Cal. 11,5, p. 42.t.; Vinckel. Stor.

n. 99)

e

e

deWarte, VIII, 3). 7. » )( KT AI, l:- Muriee, Timone (Car. p . .\.t , n. 3 ). xoyKTAlov si disse la conehiglia, onde il muriee parmi senz'altro accennare al nome del magistrato KTAlwvOS'; ed il timoM per la spontanea allusione alle onde del mare, (J"«AO> , al nome l:otAWVO> (v. sop. n. 2).
8.
» )(

l:ilK-Non

pub iotendersi

che l:ilKpCf.7'~,

come al n. 3.

e If' stelte , le aIIfoT'f! sodiacali , delle quali sc I' nna il "~f{1I0 .perall:a de al'ptJ i'anima di ruornare nel mondo di ( Creuzer , 8J'mb. und, My-th. T. I, P: 313 e 52'\), I'allra

(3!S) Altt'i potrcbbe pur ravvisarc Delle did allro~

c

pot"rU~ forse .intboleG81are la "ita; accompagoate alle

slclle, poicbe secondo Platone , Ic anime scguir doveano iI corso del sole. Ma quest' allusione allora niuna corr isponde~U1,a~rcbbe col magistcato tlAOKAHI , al ~n:,le deve nreClNlo

Digitized by

Coogle

( 2' )
ll.
Monete di argento.

§. 1.
9. Ar A )( 4>IAIAPXO~-Leggesi qul appres80 tutto intero al n. 71 it nome del magistrato Ar A9«pxo>, che io qul supplisco similmente Delle iniziali Ar A, delle quali non parmi dubbio il significato. Di un tale Agatarco Proxcno, e menzione in una lamina Borgiana riferita dal Lanzi (Sagg. di Ling. Etr. I, p. 83). 10. AN0 )( lett, inc.-Spiga (Car. p. 48, n. 141 ). Sospettoche la spiga possa accennare al nome AN0pw> ( v. app. n. 17 ), poiche un tal cibo puol dirsi rlv~PW7l'OVOP.IXO>, qui ad homines pascendo« pertinet (Schrev. Lex. p. 61 ). 11. AN0 )( AnOAAU, :en, f I-U Carelli nota nel rovescio Ie lettere IA (p.48, n.139), ma il ch. Avellino (Adnot.p.l0) avverte sieno anzi da legger :en, che io credo iniziali del nome del magistrato :r:n ...upo> (v. app. n. 80): Ie altre iniziali corrispondono probabilmente ad AN9po> , AnOAAUvlo> ed ....n«px,o> (v. app. n. 112). I 12. AN0)( IAAO, IU-Capitello jonico (Car. p. 50, n. 201). 13. AN)( IAAO, ~U-Leggo in entrambe AN0po> e :eAAOvoS', e al n. 12 :C117l'upoS', determinandomi a tal nome l' allusione del capitello jonico , che nelle Ta vole di Eraclea si da forse ad Eraelide figliuol di Z 0piro: EnJ~TTAION J- HPAKAEI~A~ IflnTP11 (p. 152 (18)) (36). I.e iniziali ~!2 potrebbero appellare a ~UX.P«TfJ> 0 ~U'YEL'e>, come nei n.,95-96. 14. AN (mon.))( AE!2N-Leone gradiente (Car. p. 54, n. 243). Supposi altrove (Bullett. Areheol.1841, p. 54, n. 187 (1)), che al nome del rnagistrato AEflNxAfJTO>(?) 0 AEflNxp«TOS' (?) alluder possa il leone gradiente; rna ora rni avveggo che puol dirsi pin semplicemente allusivo al rnagistrato AEflN, di cui e rnenzione in una lapide Spartana (Boeekh, Corp. Inscr. I, P: 615, n. 1240, c. 2, v. 16) (37). II rnagistrato .4.Nleggo AN9po>, poiche non trovo fra questi nomi un altro diverso, che cominci dane stesse iniziali , 15. AnOA)( 4>IAOKPA, NIK (mon.)16. APET)( 4>JAOKPA, NIK (mon.) - Areus Lacedemone fu autore di un carme dctto KuxvoS': l'npEl N;x«v'8poS',E·TEpoH~,u.fJ)wv x«i APET~ TplTW
(3&) Vl'Sgasi intorno Iino ( Adllol. P: 13 ). (37) Si avverta peru,
II

cio I' opinione del ch. Avel. chc di
UD

tal Leonaio Mace.

done che combalte r=' Tarentini contro l'armala RomaDa a lunge narra Plutarco (ill v, PJ.,.,·j I P: 393).

Digitized by

Coogle

( 25 ) A«xwlJ, flJ &crp.«'''f' Kuxv~ (Anton. Liber. Metam. Xll); onde parmi che i due primi nomi possan leggersi AllOAAWV'OS" APETs-, e gli altri 4>IAOed KPA'TI1S" NIKwv, alludendo a quest' ultimo il tipo del cavaliere, che corona e it cavallo vincitore ( Car. p. 60, n. 3'6 ). 17. AP, ET)( AN0POl:-Ancora (Car. p. 48, n. 135). EliTox,r1s- alse (ortunatus, e a tal significato credo potersi riCerir l' a,... v cora Del nome ET.,.uX,EWIJ ( v. app. n. 79), cssendo anche delta dagli antichi la Fortuna, domina aequoris (Roral. I, Od. 35, v. 6). Le iniziali AP dovran forse intendersi AP'S"T'WV, poiche al n. 19 leggonsi gli stessi magistrati, Aristione ed Euticheo. 18. APIl:TO)( l-HPA, NIl{ (mon. )-AI magistrato NIKwlJspetta forse il monogramma del riverso, ch' e 10 stesso de' n. 15-16, ed ai nomi APIl:TOxp«''TI1S- l- HPAxAI1'ToS", ed probabilmente le altre iniziali. 19. API)( NIKON, ET. 20. API)( NIKON-Ferro di lancia (Car. p. 56, n. 272). Ne dan riscontri pel nome APIS"'T'wV Tavole di Eraclea (p. 216 , le 1'.74), ed una iscrizione diSparta(Boeckh,p.192, n.140, 1'.36).11 (erro di lancia allude forse al magistrato Nico"e, siccome ho notato di sopra (v. n. 3 ). 21. A)( NIKOKPATHl:-Gnlone (Car. p. 56, n. 272). Poiche it gri(one e l' animale di Apollo (Serv. ad Eclog. VHI , 27) , e ne'monumenti spesso ricorre accoppiato alia testa del Nume (38), potrebb' egli appellare al nome del magistrato Aro"A"Awv,oS" "I 22. B, 01)( AnOAAO, ET-Furon comuni tra gli Spartani i nomi B,o~«.p.os (Boeckh, p. 630, n.1260, 1'.18) e 0Ip.apolJ (SuidlU h. v.), ond'e che in mancanza d' alcun simbolo aggiunto, supplisco io qui questi due nelle iniziali del dritto. Quelle del rovescio possono con probabilita leggersi AnOAAOIJ'o) ed ETTuXEWIJ, avvertendo che 01 ed ET incontransi pure qui appresso al n. 42. 23. IT 0 11)( ATKnN, ~I-Il Mionnet che pubblico la stessa moneta (Supp. I, P: 287, n. 597) traendola dal Magnan (Miscell. Num. I, Tab. XL, n. 13 ), confermo l' errore di quest' ultimo , il quale oltre all' aver mala mente veduto fra le mani di Tarante un baston« in luogo del tridente, lesse TI in vece di T', ATKA}[ in luogo di ATKON, e trascur« del tutto Ie iniziali 1:1. Or il primo di questi tre nomi e forse IT"A,rrO), cbe
(38) Stimo inutil COla il riferir qui tutti que' monumenti ove quest' animale acco.,piaal al Sok, Ie autonla dei luoghi di que' ClauiCl che ne £anno parala, potendo ali nscoDtral'li citati nel I, volume deUe Pit,. lure di Ercolano, ove dolliuime illuslruioni Ii If'gBono .. Ila pagina 199 c I~uenli. Bicordere 1010 il bel bassoriliel'o del Campidoglio, Del qaale vesgoD8i due 1J'if0'" lra.

o

ne

mare in un carro il tripoM, la C~ e rurna di Apollo (Mus, Capil. IV, 149, Tab. XXX), IU'lIa ch'cra di A!1!enlo, e sacra a quel dio : KtiArl, flnupa rp6x£ITIZI 11,,&Til e,I, i,T~)I i~vrlZl xA~I JUXeoi,

r-

Hermoum. 40 ).

8110)1 de. XUap.lcUOI

T~

,u~~

ir.I')I?fCtf4foPQ1

(

LucwlI.

Digitized by

Coogle

( 26 ) ne ricorda quel Gilippo, il quaIe con Callicratide e Lisandro, 'gli Spartan] dissero in prima p.03'ocXt)..Elian. Var. Hist, XII, 43 ), perche f~Et3-fpOt p.eu, ( ~ p.~u A«.1tEOOClp.ovtOt(Phylarch. Frag. apud Meurs. Op. III, p.183) (39): ed il terzo l:.Ipp.«xo), che sebbene con T Ieggasi sovenle nelle Tavole d'Eraclea (p. 240), trovasi pero anche usato con I in moIte altre lapidi antiche , ene' due modi scritto indistintamente ai n. 60 e 63. 24. rT)( l:.AAnNOl:. , <l>T (mon. )-Noto pur troppo il nome della storico <l>T~ocpxo) (Suidas h. v. ), perche possa supporsi accorciato questo stesso nel monogramma del riverso, leggendosi inoItre per intero poco innanzi l' altro magistrato <l>IAIAPXOl: (v. n. 9 ) (40). Quel del dritto sara forse IT~17r1l'O), come nel numero precedente. 25. LlI)( APIl:.TIn, rr -Elefante (Car. p. 49, n. 156). Allude senza dubbio al nome di Bacco, e percio al magistrato AlaJlUTIO) I' elefante gradiente, ch' potenza mitica, ed uno degli animaIi rappresentanti l' anima del mondo (41). rT~t1T7rO) ed APIl:TInro) son gli altri due magistrati del riverso , l' ultimo de' quali ne rammenta quel Tarentino filosofo Aristippo, che credendo non isconvenire ad un uomo il vestirsi da <lonna, s' addobbo d' una veste femminile donatagli dal tiranno Dionigi (Sext. Empyr. Pyrr. hypo 1,14; III, 24). . 26. AIoIA)( l-InnOAA-Anfora (Car. p. 53, n. 227). A questa simbolo parmi pure corrisponda il nome Alovucrlo) , poiche l' anfora attributo bacchico, e col1ocata nel cieIo tra il Cancro ed il Leone, conosciuta sotto il nome di cratere di Bacco 0 coppa celeste, simboleggia la misteriosa ebrieta dell'anima (Macrob. Somm. Seip. c. XII, p. 62). Se llnnOAAp.o) 0 I- InnOAAp.ocu'To) sia il nome del riverso, io nol so; poiche d' un tal lppodamanto Ateniese , Arconte nell' Olimpiade centesimaprima, si ha notizia da un' antica iscrizione dell' Attica (Oderiei, Syll. Vet. Inser. Gr. I, v. 6 ), Ippodamo di Turio , seguace di Pitagora, rammentato da Clemente Alessandrino (Stromat. 11, p. 404 ) e forse pure da Stobeo (Rep. Serm. XLI), ed un aItro, sebben da questo diverso , da Aristotile, che ]0 dice figliuol di Eurifonte e legislator di Mileto (Politic. II, 8). Leggo pero I- InnOAAp.o), e mi conferma in tal conghiettura il riscontro della stesso nome fra i cittadini di Turio,

e

e

e

e

c

(39) Oltrc al rinvenirsi in Esichio c in Suida la voce , lcggescne pure il significato presso Ateneo, ov' e delto che nomavansi eosi da'Laccdcmoni coloro, i quali WiJSEPOI fl-Ell Eiall!, H fI-~lI Aa:~EJO'.Ip.611101( VI, 20 ). (40) Cos; KONUN e KTN!!N,ATKINO~ e ATKIANO~ in aUre simili medaglie (v. n. 2 e 81i,34 e ff1). (41) Aile cose dcttc nella nota 4 pag. Ii aulla corrispondeuza della testa di Apollo e l'elifante, Ii aggiunga in riguardo a Bacco : che un tal animale , siwbolo di beM00AKE~

neficenza , bene Ii accoppia pure a questo nume, che dctlo altrimenti Dionisio, e dio bencfico c simbolo d'una vita futura e beata (Sc/u,UinS, Uebel' die Gou. von Samotr, P: 18 e .ess.). Eceo perehe il milo volea, aver Bacco , tornando vincitore dalIe Indie, trionfato in Tebe IU d' un carro tirato da elefallti ( PLin. VIII, 2); cd e per la ItCSsaragione, che in una bacchica pompa vedeasi la statua di questo dio seder su d' un el.efcuue, e innanzi a lui sui collo dell' animale un latiro, adorno di pinea corona (..4then. V , 7).

Digitized by

Coogle

( 27 ) KJ\.)( API, 'a-La figura seduta sul delfino ha tra Ie mani un timone (Car. P: 49, n. 168), che per Ie ragioni da me delle al D. 1, potrebbe dirsi allusivo al nome del magistrato EllAQ)poo,'ToS':eggo Ie altre l iniziali KA'1«l1TES', APIS''T'wv, e 'EEVECCS' 0 'EEVOXP«T'1) (v. n. 92 e 106), notando che il Tarentiao Cleante, it quale 71'aVT« 7l'«p« 'TO;S' TOTO]) iP.P.f'TP«' t~\E'YE, rammentato da Clearco, come narra Ateneo (I, 2). 28. En (mon.) )( } HPAKAHTOl:Tripode su cui posa un candelabro ardenle (Car. p. 52, n. 212). Oltre a' soliti attributi di Ercole, ritrovo spesse volte congiunti al nome di Eracleto, il tripode, it candelabro, la lampada ardente, la melagrana e simili, che mi fan credere questo magislrato sacerdote di Ercole, 0 di qualche ditinita in{era (42). II monogramma del dritto leggo EnAQ)poo,'TOS',come nel numero precedente. 29. znrrr (mon.) )( AAMOKPITOl:, ETH - Tra gli scolari di Pitagora, novera Giamblico Evetes, Locrese (de vito Pyth. C. XXXVI, P: 216 Amst.), onde sembra possa il terzo nome supplirsi ETH'TI1), leggendo il monogramma del dritto :r:nnTpoS', come al n. 80. Pel nome del magistrate. Damocrit» si han riscontri in varie iscrizioni Spartane , Ira Ie quali pur notevole quella riferita dal ch. Boeckh (p. 623, n. 1249, c. 4, v. 2 e segg.). 30. Inn)( APIl:TInN, ET<I>- Ignoro se il terzo di questi tre nomi sia ET<I>'1I'-OS'ET<I>«(-tOS', 0 poiche Eu{emo ritrovo appellarsi fra i Metapontini un seguace di Pitagora (Jamblic. o, c. P: 215), ed ET<I>Aleggesi in talune monete di Turio (Mion. Descr. I, p. 169, n. 657); credo pero dover ritenere la seconda lezione, pel riscontro dell'indicate medaglie. II magistrato del dritto Innupo), che probabilmente appartenne alIa famiglia di quel Zopiro Pitagorico , rammentato da Giamblico (c. XXXVI, p. 216). 3t. IOP)( AP (mon.). 32. IOP )( KPATINOl:. 33. IOP)( KPATINOl:, 34. IOP)( ATKIANOl:. 35. IOP)( NIKOAAMOl:-Damma giacente. 36. IOP)( NIKOTTA, ET-Ippocampo alato (Car. p.55, n. 267-269). II magistrato del dritto ch' sempre 10 stesso in tutte quante Ie sei leggende, forse :r:OPx«oOS', a cui fa spontanea allusione la damma (v. n.35), che ZOpx«S' fu delta da Erodoto (IV, 192), daNicandro(0,42), e da Strabone (XII). L'ippocampo alato (v. n. 36) tra i molti significati suoi proprt, potrebbe anche appellare al nome del magistrato El'q;«p.OS', 27. EnA,

e

e

e

Arn. e

e

(42) Mangiava Proserpina la melagmna Del di del 8UO ti (v. lnshiromi, Mon. Etr. V, p. 483, ed illuOlo tkl rapimento; eppcro dalla favela, non altrimcnti che flUlo- LaiIZ.' da Lui citato ). daio, fu reso celebre questo frutto nelle ofi'erte ai dc(un.

*

Digitized by

Coogle

( 28 ) che valse illustre, glorioso, e di gran {ama; e le iniziali AP (v. n. "1 ) ed Arn .< e. n. 33), accennare ad AP,S'f"WV Ar A9«px,os, siccome n ei. ed n. 9 e 17 (!3). Notisi che quest' ultimo nome trovasi pure in un'iscrizione della Mesogea, ove una volta detto padre di Agataio, un' altra volta figliuolo di Ameipsio (Bullett. Archeol. 18! 1, p. 88). 37. fH)( "»)-Caduceo (Car. p. 52, n. 215). Ercole protesse il commercio, e si ebbe con Mercurio comuni i templi e gli altari (!!): ecco forse perche qUI e nelle Tavole d'Eraclea (p.l!8 (12)), fa suo proprio questo tipo il magistrato fHp«x~,,.ros (!5). 38. l'HP A (mon.) )( APIl:TEID., <1>1 Sembra che la spiga sia stata scelta da'Tarentini per allusione a'nomi derivati da A'p"OJl, poiche vedesi ancor qUI fra Ie mani della figura seduta sui fklfino ( Car. P: 48, n. 150), e dove parmi senza dubbio ch' ella accenni al nome del magistrate APIl:TEID.IfS'. II monogramma da leggersi 1-HP AX~fJ'f'os", le iniziali <l>1 robabilmente e p <l>1~wv, on vi essendo aleun simbolo che determinar possa altro nome. n 39. J- HPA (mon.) )( l.:HPAMBOl.:, KAH- Dei due nomi abbreviati, leggo il primo f HPAx~,,'Tos"e l' altro KAH«v'f''1s, come al n. 27.

e

e

(43) Credera forse tal uno , sia qui da leggere ArO, come in altra lapide Spartana (Boeckh, p. 631S, 1Z17). Ma non rinvenendo neppur 11. questo nome fra quelli de'magistrati di Turio, d' Era-, clca , 0 d' altra cilia dell' ltalia, parmi che debban pinttosto rifcrirsi quelle iniziali al magistrato Agatarco, ritenendo per error di conio la lettera U, che redesi Corse malamentc segnata in luogo dell' A. Di tali errori , che sovente sogliono incootrarsi nei nummi stampati di molte citta , ho qui apprc8so trascritta una serie, Ia qualc rendcra forse piu probabile , 0 almeno poco incerta la proposta conghiettura.
ed intendere ArOp(X;I(If'oli

9. Thurium
»

10. Croton 11. Teri1la

eoTIP{!N per 0OTPWN. eOTTI per eOTPI. OpQper QPO. ~IAU:.L per Il>IAI~T.

Campania.
3. Hyrina
» »
» »

1. Caiotia 2. Cuma

4. lVeapolis

"

3. lVola

CAIAITNO per CAIATINO. KNMAIO per KTMAIO-". TilNTA per TLlINA. NETHOAITHI per NEOIlOAITIII. NUnOIl per NEOIlOAI lIE!WOAITH~ pcr :ld2UOAITH~. NEOnOAIU r per NEOnoAITUli. NEOIIOAITN NEOnOAITN!! per NEOIlOAIT!!lI. N!!AA.I!2IN per N!lAAI!2N.

Calabria.
6. Tarentum TAPATI per TAPANTI.

Lucania.
7. Melapontum METV per META. ), METI per META. I) ME.r, per MET. 8. Posidonia nao per nOM. " I10:\~I~AN per I10~EIAAN.

Possono questi riscontrarsi in gran parte ncl Catalogo del Carelli (p. 16; p. 32, 11.32; p. 18, II. 19, 20 , ~1; 19, n.62; 20, n. 81; 21, 11. 101; 31 , II. 3 ; 69, n. 596 ; 10~, 11. 159; 99, 11. 61S; p.82 n. 18; p. 83 , n. 52; p. U6, 11. 86; p. U8, II. 118;p.I33, n. 33; 130, II. 1S2), in Sestini ( Class. Gell. p. 13, 16), ed altrove. (44) L' erma di Ercole e Mercurio vedcsi in moneta della famiglia Rubria ( MoreU. n. 8), non descritta nclle opere loro dal Mionn.!l, ne dal Riccio. II semisse pero di quest' assc, da tutti ugualmente pubblicalo, 10 fu con poca esattezza da quest' ultimo , che disse mezz' uomo ai quale e aovolto un serpe (p. 148, II. 5) , quel10 che ndesi chiaramente essere un' am (1I-1;on. Jl.led. Rom. I, P: 61), e della stessa forma di quell' ara, che in un rarissimo affrcsco di Resina apparisce circondata da un serpente (Mus. Borb, IX, Tao, LII) , Del quale pero diversamente tlall'indicata moneta, i ch. Ercolanesi han riconosciuto il Genio d' un qualche luogo montanesco : GENIVS HVIVS LOCI MON fIS (PUl. cl Ercol. I, 199, Tal'. XXXVIII). (43) Non debbo tralasciar d' avverfire, che in una bella gemma d' Anzi pubblicata dal dotto ed erudito mio arnico si~. Giulio Minervini (BuUett. Archeol. 1842 , P: 80 ) , ewi nel campo aceanto ad Ercole un caduceo; ch' cgli fra l' altro conghieltura esser inseglla della famiglia. del possessor deUa gmuna, eorrispomlente al xapGX£IOli deUe Tavole d' Eraclea. Questa relasionc esistente tra I' insegna ed it nome dell' eroe ; ha egli poi cgregiamente confermata colla coasideraaione del nOdo erculeo , di cui e parola in un luogo di Macrobio ( I, in un articolo di suppfemCllto all' altro inserito nel Bullettino di Bopra indicato, ,

rrr-

r-

r-

r-

r-

r-

r-

r

l'),

Digitized by

Coogle

( 29 )

40. fUP)( l:A-Simile alIa leggenda del n. 5, ed da notare ehe spontaneamente appellano al nome I' HP(U?\"T~ l' area e le saeue neUe mani di TaraAte seduto sui delfino (Car. P: 57, n. 296). l:A?\CllJI~sara forse il secondo, quale nel n. 24 . .41. l-HP)( l:IM - f HPA?\"T~ e l:IM,uet.x,~, come nei n. 40 e 60 • .42. (1)( J:flnT, ET-Galea eristata ( Car. p. 52, n. 207). La galea cristata, XlJpaet.Tlet., potrebbe accennare al nome del magistrato J:flnTp~, poiche tra gli altri significati delle voci ~wrupoJl e ~~rUplr.1, vi ba quelli di exeito ignem , suscito , ad vigorem pn'stinum revoeo, ignem sopitum aecendo ( Sehrev. Lex. p. 205 ), i quali tutti ben si rapportano al tipo della galea, cb' attributo di Marte e di Minerva , iddii come ognun sa, che particolar cura si ebbero della guerra (Hom. II. E, 430). Se Ie altre iniziali leggeransi elp.(~poJl ed ETTUXEr.1J1, trovera conCrontare quesi sta leggenda con l' altra del n. 22, la quale ho gia notato avere gli stessi magistrati, Timbrone ed Euticheo • .43. ePA)( ePA - Ache appellera mai in questa moneta Ira le mani di Tarante il polipo (Car. p. 52, n. 218), ad fraudem et t"nsidiasealidissimus (£lian de nat. animo XII, 3 ), se non al nome del magistrato PAcr,p.et.x,~, scritto da entrambe Ie Cacce della medaglia ? 4.4. KAA, N )( KAA, N. 45. K, N )(KAA, N. 46. KAA)( N-Gli stessi nomi ripetuti nella leggenda del n. 53 , mi fan supporre anche qui i magistrati KAA~ 'Xp«'T~ e NEIJP."JI'~,sebbene pero scritti diversamente , ed ai n, 44 e 45 nel dritto e nel riverso. , 47. KON)( l:A-Capitelio jonieo (Car. p. 57, n. 292). 48. K )(l:A-Pieciolo delfino (Car. l. e. n. 302 ). II capitello jonieo, che come ho detto di sopra, sembra pure dato ad Eraclide figliuol di Zopiro, parmi spettarsi a l:A?\r.1J1o~, fa del pari alcui lusione il picciolo delfino del n. 48; non altrimenti che la mana 0 il piede rTION, nelle Tavole d' Erac1ea dato a Pisia figliuol di Leontiseo, e ad Aristodamo di Simmaco (p. 249, 257). 11nome KONr.1u 10 stesso del n. 2, e ne rammenta ]0 storico CORone, Eracleota , il quale al dir di Servio scrisse taluni libri sulle cose d'Italia (Ad £neid. VII; Scol. Apollon. I; Voss. Hist. Gr.). 49. KA)( EnA, API-E questa in parte la stessa leggenda del n. 27, e potrebbe percio rendersi come quella: KA,,«.J.>TES', EnA<ppo't;'T~, APIS",r.1u. 50. ATA 0 AT )( 4>IAOKAHl:, l:I-La memoria che Suida ne ha lasciata di un tal Lolliano Sofista, discepolo d'Iseo Assiro (v. AOAA,et.VO~) , ne fa supplir qui pel nome del dritto la voce ATAA,et.uo~, leggendo :IIp.fJAx,'K i1 secondo magistrato del riverso, siccome ho detto a] n. 23. 51. AT)( <PIAOx.pct.T~?-Ippocampo alalo (Car. 55, n. 270 ).

e

e

e

e

r-

Digitized by

Coogle

( 30 )
II Carelli, che ha pubblicato una simile rnedaglia, avverte nel rovescio la mancanza della leggenda, rna in un conservato esemplare che da me si possiede, oltre al nome ATAAl(x.uo~ parmi doversi legger <l>11\.OKP ATHl:, scritto a disteso fra Ie garnbe del cavallo: m me ovvio in iscrizioni Laconiche (v. Boeckh, P: 614, n. 1237, v. 7, 10, 15,31), ed in medaglie di questa stessa citta (v. app. n. 100). E rio ancora perehe il cavallo man'no o ippocampo a/alo, puo essere un simbclo di ealore e di (ortezza, e far cosl bel riscontro con la voce rpIAO-XP«T"~, che pote dinotare: amator di valore, di potensa , 0 di eiuoria (46). 52. AT)( <l>INTIA~, ET-Parle anteriore di una nave (Car. p.60,n.355). L' allusione dell' ancora al nome ETTuxewu, da me avvertita al n, 17, parmi qui conferrnarsi per la prora della nave, p.eT"w7fou (Suid. h. v.; Scol. Thucyd. 2, 90),0 ep.{3oAoJ)Eurip. Iphig. v. 1320; Aristoph: Equit. v. 551), ( o piu semplicemente ancora 7rpwpCG (Hesych. et Schrev. h. v. ), che in tal moneta puo dirsi ugualmente allusiva allo stesso magistrate. Il nome del dritto leggo ATAAICl.J)O>, e cosl forse debbonsi intender quelle iniziali, le quali se avesser dovuto riferirsi a ATKnN (v. n. 89) 0 ad altro magistrato diverso , troverebbonsi almeno distinte da qualche altra lettera , che aIle due precedenti vedrebbesi aggiunta: cosi infatti da Euticheo distinguesi Eufamo, e spesse volte da Filocrate, Filocle, 0 Filota. :Ma che appeUino queUe iniziali al nome ATAAI«UO~, si fa chiaro per la leggenda del n. 50, ove trovasi scritto indistintarnente e senz' alcuna differenza AT1\.

eAT. 53. NE (mon.) p. 53, n. 233).

)( KAAAIK.PATH~,

.
(mon. inc. )-LuntJ erescente ( Car.

La luna crescente , che nascendo si rinnova, leggiadramente allude al nome NEu~eJ)lo~, cui si veduto riferirsi pure la corona di alloro, che con due doppi cinge la testa di Apollo (v. n. 4 ). 54. DI)( APIl:TOKPATHl:, <l>1-Erma (Car, p. 49, n. 165). L' erma, che fu sovente dagli antichi collocata negli orti, e messa a custodia de' campi e de' giardini (Pelron. c. 17), puol credersi accennare al nome del magistrato nl~ICG~, poiche r'irr~ valse luogo umido, orto, e

e

(46) Partecipando questi animali della natura di cavalli e di pesci ( PUll. XXXVII, Ii ), e dctti 1r.r.:OXri.fl-ira.l
a flexu cuudarum ; 'I'WI! piscosae suut (Calep. h .... ) , furon dagli antichi adoperati a diuotar varic cose , e £.·a l' altro DC' monumenti atletici , il ..atore e la [ortezza, 11C' sareofagi o nelle urne , il passagsio che fa t' anima da 'IW!sta ad ulla ..ita [usura, Tal signiflcato attrihuito pnre ai delfini , che oltre aU' esscr slier; a F'euere , a l'-ellurlO, e a Cupido, especial simbolo di amort! ,amoris symbolum ( Gori , Gem. Ant. II , P: I'll ) , dinotan 10T~ntc ne'sepolcri la morte , 0 if ..iaSSio deit auima agii Btist , resta meravigliosamente illustrate per un luogo

di Omero, nel quale e detto, eN! le anime dc'defulIli, varcllluio f OcellllO, perveniano as/i Elisi:
'AiJ..ci rr' iu ~AG!7/011 miJiOll, XClTa 7rEipClTa. ').CI;·1t;, ·A~ri.lIOtTOI. dfl-~!7/I1, ii~, IiGlll~~ pa,,}ri.f14I1~S , 'f~1 7Z"Cxpa P"1i<;-1 t31~ 7riAsI dll~pU>irOlo"/li' '1'II/CPSTOS, liT' B.P'X,EIj'WIilrOAL.S , liTe 7rOT' Efl-t3pot; , 'AM' CXUEl.~ECPUpOIO AI'}II~EiollTcxt; ci-ioTcxt; '.QXECX;lot; «lIi~!;I ~CX"'UXE/II dll~pU>r.II~ 'T:lEX' eXE/t; '~II, xcx; C;CPIll ,}'.%fI-~P~ 11/~ 1«111'

( Ot{y·II. 11, 1166e le66' ).

Digitized by

Coogle

( 31 )

prato, e ritrovasi 10 stesso nome fra quelli de'magistrati d' Eraclea ( e. 80p.
n. 48). Le altre iniziali leggo <J>IAwv,siccome al n. 38. 55. nOAT)( NErMH, I n.- Due stelle (Car. p. 55, n. 265). Ateneo ne ricorda un tal Policrate, che scrisse Ie istorie di Sparta ( IV , 7 ), e varl esempli della stesso nome si rinvengono pure in iscrizioni Laconiche (47). Potrebbe percio il magistrate' del dritto leggersi nOATXP«'Tttr,. avvertendo che le due stelle, non diversamente daIle due corone (v. n. 53), accennar possono al nome NErMHvIOS'. L'altro e I!h·upo> , come ai n. 29-30. 56. nOAT)( ~!l~TPAT01:, ET-Fulmine (Car. p. 58, n. 324). Per la unione delle due voci 7rOAU x.p«''rttr, pote il nome nOA r -x.p«.e Tttr significar motto potente; ed esser percio rappresentato dal fulmine , ch' e simholo di potenza e d'impero (48). II secondo magistrato del riverso probabilmente Er1"uXewv, quale nei n. 17 e 52. 57. nOAT)( <J>IA!lTAC-Corno di abbondansa (Car. p. 60, n. 36'). Si facile ravvisare in questo tipo un' altra allusione ana prima parte dello. stesso nome nOATx.p«.1"~, e nel magistrato del riverso I' omonimo forse del Sibarita Fileta, che nell' Olimpiade quarantunesima vinse i competitori nella pugna del cesto (Paus. V, p. 155). 58. 1:1)( AAE, 0E. 59. 1:1)( AAE'EL-Stella ( Car. p. 48, n. 133). Se it magistrato AAE~«.v"8po) ntese con questa simbolo ad accennare i al significato del proprio suo nome, potra dirsi che l'astro stia qui per dinotare Ia speciole influenza dei pianeti su i corpi di questa terra, e la compagnia che credeasi ciascun di lora facesse ana vita d' ogni uomo (v. di 80p. la nota 35). Degli altri due nomi l:Ip.w:cXOS' 0Eoowpos, il secondo ricore re fra l' altro nelle Tavole Eraclensi (p. 249), ed in un marmo Arundelliano (Selden. 22; Reines. 65, Il). 60. l:rM)( 1:A - Galea cristata (Car. p. 58, n. 311 ). II compagno delle b~ttaglie Iu detto l:rMp.«XOS' (Schrev. p. 333); ecco

e

e

1:1111010

(47) Famoso fll Ira gli Spartani quel Policrare , 6. di Eaco e signore di Samo (Herod. III, 39), ch e come narra Aleeai nel terse libro de' confilli de'Sa"':" (I¥iwlI Spwll) , introdusse per il primo nella 1118 t'ltt~ i can; de'Mo/Ns; e de' Spartllni, i capri di Sciro e di Nasso, e Ie S'Y'%gi di Milelo II delL'Au;':a: x~lIa~ I'ill MOAorrIX~, xal AaxallJOlS , £i~lITo~· a;'ai ~' ix IX~p8, xa1 N~' 1(pOfjal'(% 0' IX MlA~l'II, y.al ATTlX'iji (At/IIlII. XII , 16). Sui.!a altri due ne ram. menta con lal nome, de' quali il primo Aiellwae, che ... risse due OI'azioni oontro Socrate e visse a' tempi di 'folomeo, I' altro signor« di Cipro (I'. no~.~Xp<XT"1i). (48) 11 tipo delfubnUll! , che ricorre sovente nel rivcrso di monele imperiali e de; r'Il. fu COli dicbiar310 dal Visconti in moneta di Geronimo (lI-Jionn. DelCript. .

don; l~s paroisulIl souvent: sur lcs medailies des rou • Jupiur, COmtrll! roi des dieux , eta;t alllli le dieu de« rois: d',ulkur, ii aVOll plu.i'·llTs temples u SJ7YlC1U1! S]'mhole, L' eai.tenza di varl Icmpli aacri a Giove in Siracusa eel in altre citta della Grccia , non panni spiegar .ul6cientemenle questo tipo, il quale , pcrche attrihuto di GlOve ( Hom. 11. A, 184), PUQ dirsi con maggior Yr. rosimiglianza, simbolo eli pote/lza e d'impuo. Merita altcnzione a tal riguanlo una bdla oiahla d' AUffIUIO ( Broil"; d'Ercol. II, p. 297, Ta.,. LXX' II ), che avendo un' asia nella dritla •• tringe colla sinisl ra il [utmin« , mrsso furse tra Ie sue mani per 13 .tcss.t ragionc , che nd rovClcio di una moneta di bl'Onzo.

I , n, 90) : fA type est le foudr« de JupiltT,

(leon. Gr. II,

r-

21 ).

Digitized by

Coogle

( 32 ) forse perche trovasi alludere a tal nome la galea cristata. Nel rovescio leggasi l:AAwvo~, quale nei n. 47-48. 61. <1>1)( ~AI-j/urice ( Car. p. 50, n. 176). Sono i murici, murices (Plin. IX, 25, 31, 33 etc. ) per natura salacissimi, e tali che congiungendosi fra l' erbe prima dell' aurora, si stanno in accoppiamento per due 0 ~re ore, sozzando di spuma bianchiccia e viscosa i lor gusci, e di grosse macchie l' erbe e la terra ( Carducci, Com. a d' Aq. P: 239). Or per questa sua particolar qualita , acconciamente qui il mun'ce si riferisce al nome del magistrato <l>IAw'T«~ (49). Le iniziali ~AI spettano senz'alcun dubbio a ~A.Ip.«xo~, che leggesi per intero qui appresso al n. 77. 62. <J>I ~( ~A - Hun'ce (Car. p. 58, n. 310). Leggasi per Ie slesse ragioni <f>IA6IT«~ e l:AAwUO~. 63. <f>IAJ~)( ~IM-Aquila stante ( Car. p. 58, n. 315). 64. <1>1)( ~ILo stesso (Car. I. c. n. 317 ). Si ha da Suida alia voce q; IAIO~: <I Td 'rEP; Td.~ fPIA{«~ l1l'1C1"X01l'WU il ; perche segnatamente allude a qualcheduno de'suoi composti, e forse a <l>IAIl:xos (v. n. 98 ), I' aquila di Giove, mentre it nome ~IM,u.«xos 10 stesso del n. 60. 65. <1>1)( <f>IAI~ 0 <f>L\I- Foglia d' edera (Car. p. 59, n. 336). Narra poco appresso 10 stesso Suida (v. fPIAOTI1"'''' ): 'Eu yd.? 'f'oi~ crup., f '\' '\- ''\. ' ~,~ " ", 'll'OC1"IOI~P"\Orppou~p.evol, «'V\"'\~~' f1l'EOloOa-«U OIV~ X!JI\IX«, flU fP'I\O'TI1C1"l"'UfX«-

e

',\-

',\-

",\-

percio riferirsi a questo calice (50), e quindi al magistrato <f>IAW'T"'~, l' edera, Ia quale pare non possa in verun modo rapportarsi all' altro nome del riverso <l> IAJl:Jto~ (51). 66. ~I, APX )( 4>1 0 cJ>IAI~ - Aquila stante. 67. <PI)( APX (mon.), ~I 0 <tIAI~-Lo stesso (Car. p. 61, n. 362-36-3). Ai soliti due magistrati cJ>IAwT«~ e 4>IAI~xo~, s' aggiunge qUI un terzo ch' forse APXI1l'1l'O~, nome comune tra gli Spartani (Boeckh, P: 63 t, n. 1262 ;
A~V' q;",.l, x«l "AAeE'~,

'n~ 'r1l'epIOI1~

x«l "OP.I1PO~ etc. Potrebbe

e

(49) La simiglianza di questa voce COD l' altra !pl- Thl'OlJ. v. 333, 374-375 , 380 , 405 , 920 , 923; Scut, Here •.... 36; .l"ras •.... 9, i03 ; siccome pure Ie Dote di Aon:alOC , chc lra i molti significati suoi propri , ha pure Casaubono ad Ateneo (". 820), e gli autori citati da quello di concubuus (.sch'·f!". Lex, p. 360), ne conferlila all cora per questa parte Ia proposta allusione del mu- Stefano alIa voce !p1~UI(J; (L..r. P: 10H3). rice al Dome 4I>IA!lTAC, chc parmi prcnder maggior (50) Lo steNO SigDlficalo da pure alia voce !pIMr.:el« 10 Scoliaste d'Aristofane il quale al ver.o luce da due luoghi d' Oppiano, ove 10 slesso aggiunto !,iCD dato aile parole ip,}oll ed dove, !p,/"or1UItX ep,}(J; , non valse forse nitro, che oc'PpodllJ'lOCOC T UUIlll8UIOCfillE, xmxEluo, Aas3i njll en !pIMrojulOQl , ",xli secondo queUa glossa d' Esiehio (II, p. 11J09 ). Vcgga.i inoltre per tal significato que! luogo d' 0- annota e ibIAOT'llIJ'/CI.lI ~/..e').01I .n,1I !plciA'l!lI, -n,1I JIJol"Y111 raero : ill TO~S uuP.7rOU;OIS (AcluJr,,.m. P: 418 )• (51) 1'ra i molti di que. to nome, ricorda Suida un tal ibIAIl";KOl: figliuolo eli Filota, Corcirense, au tor traaico e sacerdote eli Bacco, il qual visile a' tempi di Tolomeo Filadelfu, scrisBe 42 tragedie, e die nome aI vcrso fiLUco, che nc' suoi eomponimenri tolea spcsso usitare ( ....• 'Ai~). t i nri luoghi d' Esiodo da me qui apprelSo indicati:

eu0l , ",

Digitized by

Coogle

( 33 ) p. 635, n. 1277 etc.), e simigliante a quello di uno de'piu famosi Tarentini discepoli di Pitagora, il solo che con Liside uscito salvo dall'incendio della casa di Milone, scrivendo commentart sulla scienza Pitagorica, la preserve da totale rovina (Porphyn·us, de Vita Pytag. p. 50-51 ). 68. n)( lett. inc. 69. n)( K- Clava (Car. p. 54, n. 242). Conosciuta e pur troppo l'allusione della clava al nome di Ercole e degli altri Eraclidi: ma ella riesce qUI affatto nuova e singolare nel magistrato :KPtX'TIVos" (v. n. 32-33), che per questo tipo intese forse un simbo10 di dominio e di forza (52). nrpe')...,CtJp (Boeckh, p. 642, n. 130.t.), ch'e probabilmente i1 magistrate compagno, trovasi pure nella leggenda 48 con incerto collega. 70. [Al;)( APEenN, l:A (53)-Yarii marmi di Sparta (Boeckh, p. 623, n. 1249, c. 3, u. 33-34 etc.), e I'iscrizione AA<I>HOC TN APEenNI di C due gemme incise del Museo di Parigi (Raoul-Roch. Lett. Luynes, P: 25), ne dan riscontri pel nome APEenN, leggendosi I'altro magistrato del riverso l:A')...CtJPOS" , quale nel n. 24. [Al;TIJ«S' nel dritto, e l' omonimo del Tarentino Astea filosofo Pitagorico (Jambl. c. XXXVI, P: 216 ) (54). 71. » )( ArAeAPXOl: - Lampada arden~e (Car. p. 47, n. 131).

a

(52) .Acconcio ad illuatrar questa mia rongbicttura nota 48). Forse perciO vcdesi lalvolta 1a clava in coro. si un luogo di Plutareo , di cui trascrivo per brevitit le na di quercia nelle monete dei re di MacOOonia. 00 in quelle di Mitridale VIII re del BoaCoro (Mio,.. DeleT. piia importanti parok: TWII ,ap ... aTIWTw:I TiliEi XGlTa,)£AtillTES, ~p.:rrwll, ai, 11, P: 370, n. 62). ove eenz' appellarc all· origine degli p ItO; 7rap.ui~ h~ Tpi{3wIlQi. f3ax~pias AGOCCJ)lII' Eraclidi , puo essere verisimilmente simbolo di domudo. x!1i, .noS 10000pOeTOe l:Upax8U/WII •••••• :E:I ')Oep :ii {3a- e confrontare col t.rithnu ch' c tipo d'imper;o sid tnIIre. Diversamentc da questa mi. opiaione , nelrindicata x~iq. , X<Zi Tw Tpir:.wlll , T3 uiJ~J...rnJ , xo, TO diiiwp.!X, Tils l:ripr1i xa::opWlITIS l11TIIi... alITO (in v. N ;clae P: 535). moneta ed altrove, intendc a epiesar questo tipo il Vi. Cbe tali bastoni usassero gli Spartani , han detto fra sconti (Icon. Gr. II, P: 1lS6). ma panni chc il piu gli altri Tcofrasto(Char.V ,p.2'7 Need.) ed Ari.to£mc(CoII- delle volte ei non vi riesca, cbe con Iontane e poco spon. (11011. v. 76 e •• s. ) • e 10 antico Scoliute di quest· ul- lance allusioni. (53) Al pari di molte altre, Cn questa moncla mao timo. il quale ad un luogo dcgli Uccelli (v. 1_) annota D: 'F;cp6p.1I ,ap {3apaias {3:EPia,. of AtiXWIIES (p. lamente descritta clal Mionnct (Sw. I, P» 28'. n.377). 22 ). 423). E inoltre ben noto ,che ' lraAOIi e C1X~lI'TOIi sono che copiando r Edhel (Cat. MIU. Yilldob. I, sinonimi, e spesso soglion fra oro 8C8mbiarsi (SUp". cosi 1a riprodnsae; TAP.Al:. Tanu sur un dauphin, timl de la main Lez.p.8462 b). e che la clava e 10 sceuro furono enb"IIIDOO integnc di penonaggi IOvrani, date ugualmentc alia droite un ".epi«l i thssous, 'ILU: )( Cava/in- Illf. la Tragedia , la qua1e al dir di PoUuce avea tra gli altri suoi main tIroue I..-h; 4U-J.UIU, Jam Ie cluunp l:; da60lU • apparati, f{U sceuri , Ie claoe , e la peLk tk/. Leo,", : ~.APEtOM. rrp« , MO~ ( IV, 17). lntomo alia qual cosa Emendata di tali errori dal cb• .Avellino (1141. ct. IOn cia vedersi i due manni dello Sponio ( ~lucell • .AII- p. 69, n. 2(9), .tata finalmente pubblicata ncl quarto lUi. P: 46), ov' e rapprcscnl.tta Melpomene con 10 scet- volume del Musco Borbonico (Tav. XV, II. 3. ), doYe frO e con la clava, cbe fu I' arma primitiva degli eroij pero in luogo delle iniziali del dritto CAE, lesger d~ Omero ( Ii H, 136) e Plutarco (in v. Thu.i, P: 4), i quali dan l' epiteto di xoplJ"~r1" .Arcitoo e a Peri- vesi (.Al:: Iettere coo al pari ,delle alcre il eh. editorc ad fete, percbe combattcano con la clava; ed il luogo di reputa d· incerto MIUO (p. 1 ). (5') Ha pure il Mionnct letto IAl:T in una moPindaro , dove narrasi aver Tlepolemo ucciso Licinnio neta poco da questa diversa (Descr. I, p. 142. 11.415), con uno sceuro d'oliva ( 01. H, lSi). Altro dunque non cssendo 10 antico sceuro • ehe un ma egli Corse credette un 1; qucl ,Primo elemento , che ramo d' albero simile in tutto alia clava , e da crederai a me pare iQ4ubi~tamente un dtgamma , e di .clli. ~ cbc questo tipo usitato soventc in monete dei re , non vuene varl escmph nelle Tavolc d' Eraclea ed In 15en. .i adopcri aempre a dinotarc la loro diacendcnza dagli E- zioni Spartane. Confermcrebbe cio in parte la mia Iesio..ac1idi, ma sia riuuosto un aimbolo di potenr.a e d';mpuo, ne per I' aggiuuto della Icttera T, se in enlrambe Ie due leggcnde I' intendesae per aspiralc 'luella priJu lettera, Don divtno da lulmin•• di cui bo detto di IOpra (v.la

e

x.u

r-

p~aAa,

e

r

5

Digitized by

Coogle

( 34 ) Qual mistica idea accoppiassero gli antichi aUa lampada ardente, detlo in Fabricio (Bibl. Antiq. c. XXIII, §. 10), e com' essa sirnboleggi talora 1'immortalita dell' anima, dichiarato dal Brunings ( Compo Ant. Gr. p.336). Ora se questo fu per la Seuo ltalica l' «:y«3'«PX)«' cioe il principio d'ogni bene (55), pub credersi con verosimiglianza, che il Tarentino Agatarco scelto abbia questo simbolo per allusione at significato del proprio suo nome, il quale composto dane due voci «'Y«3'~ ed t:lPX~' non altro suona che principio del bene. Inoltre un insigne pittore di Sarno, figliuol di Eudemio e per nome Agatarco, ricordato da Suida (v. A'Y«fJ«p'Xos). 72. »)( AAE'EAN, 0E - Veggasi la leggenda del n. 58, ove sono gli stessi magistrati AAE'E.AN~pos e 0Eo'SGI~, nomi entrarnbi conosciuti per iscrizioni Spartane (Boeckh, p. 693, n.1489; p. 623, n. 1249, c. 1, v. 10). Fra'Tarentini fu pure Pitagorico il filosofo Teodoro (Jambl;'c. c. XXXVI, p. c. ). 73. AIIOAAnNIOl:, 01 - Timone (Car. p. 48, n. 145). Non pare inverisimile, il magistrato Ti".brone aver voluto con questo tipo richiamare il suo nome 01p./3pol1 (v. n. 22), qualora fJup.(3p's fu detto pure dai Greci il mare (56). 74. » )( AIIOAAllNIOl:, ~I - Confronta il nome ~IOl1UcrIOS questo di magistrate Tarentino con quell' altro dell' Eracleota Dionisio, il quale cantO nelle nozze d' Alessandro a suono di tibia (Athen. XII, 9). 75. »))( APIl:TIII, rT-Leggasi APIl:TlIIro; e ITAlrros, ed oltre aIle cose dette al n. 25 si rammenti, che il Tarentino Aristippo fu filosofo insigne (Jambl. I. c.). 76. » )( API~TOKAHl:, ~ITesta muliebre (Car. p. 49, n. 163).

e

e

e

»)

)(

la qnale a me pare non possa dinotar altra C0511 : 1. per non r'itrovarai fra 1uesti nomi altri esempli di accoppiamcnto di Icttcre per eta e per forma cosi diverse fra
101'0, quali

peravventura sarebbero i due l:, che forse non furon giammai visti cosi uniti in una siena parola ; 2. per riuscir frcquente l' adoperarsi di quell' aspirale ncl tlO1·;CO dialctto , che in Eraclea, in Taranto, ed in gran parte della Magna Grccia era in uso (Ma'l.OCh. Tab.

Her, P: 119); . 3. per rinvcnirsi anche dinanzi a' nomi proprt

, sic-

K«; lI"OTrz1'O; 1'0; 'X,slTI xczMlI xa1'1l 0~1'(jp1JoS udwp (ldyU. I, v, U8), !1"S-~'OP~IW:I i:E').c.f£"O:l, TY,:I all?",!:1 ~;t;£p d!._IX:I~,?-:l· 'Cfl:'7all ').ap TI;,£S a:ITW:I, -1/):1.·1" EI:-al-:-a £:1 1"W <upt 1i,z.,~1''XT:X· dE, T; TauT:X xI~jj:l· r.-;;;p; de TC~TW:I Eip.·1- e que I che ne ba notato il Sig. Giuseppe Feria in una 01 Tat, OI'TI IT;lIEZWS 'P:xbET:XI \ Ta~T:X) )(I:lC~US:la, xel:! memoria intitolata Considerazioui sa' J/ont.i Ere;, puh~ :r~JEIJ.i:x n:rr£}.·;'s· '.Ed ,:XIIT; de rrapo.m~, x:x; ~70t blicala negli Opuscoli di Lettera'ura e di A,"C'.~o[ogia di Ai').OI":t r~lI ?":.IX;1'" T~ aUT; Xt:ljj;;· i,jx:xO't ?';'p O~Tot Monsig. Giuseppe Crispi , p. 221 I' 5(·SS.

COlOe nella parola [Al:TTOXOl: d' una iscrizione eli Teg..,a (Boedl. , p. 704, n, 11120). (lSlS) Noll' abhastanza le dottrine dcgli antichi Pitagorici, m'aslcrro dal riferi,· qui I'Dulorit;i d' alcun altro scrtttore che i lorn sistcmi dichiari , a mcno di due Iuoghi d' Aristotile , ov' esponcndosi spccialmcnte Ie doUrine della metempsicosi e dell' anima, lcggesi qncl che s<'glle: .. D~ (Ulima" lib. I '. 2.~'E~i.)(~. dE~xa; T~ ,r.aprt.

lra.liT£S hEli:"cpi"cltl n,1I xill"1O"llI O;XEtOTaTOIl (illat ?u·/1· xa; Til 1'~lI aAJ..a lI"a.lITa xi:l~~CXl d,ll n,:I "'lI'j,~lI' Ta~r~:I J' ~cp. Eaur'1s, Jill T' 1'·1d£1I lp~1I xrJiI", g ~~ xai aUTO XlliEiTat· 'Op.oiWS JE xa; 'AlI~a.,.opai ?IIX~lI ibat Ai,)Ei r~lI xt;,iluOOl, xa; £i· Tii £i[1"1XElI,~ TO r.a.. ixi~o£ .ilS. De antma , lsb, I, ("~tp. 3.- 0; J! 1'6l1oll i7:"I'X,upiiO"t Ai').llI, "Froioll T; ~ "'uZ~· r.EP; dE Tii d;;;(;o1'hll O"W,uaTOS, ou9-ElI· £TI r.poO"Jlopi 0llO"I1I, l:,!T7!'EP (lIdE'X,61££:l01i xaTIl TO;S n~9-C:?OpIXO;i 1'~9-0IS , r111 T1!Y,wO"a'J u'X,~'J£is TO ~ "'J'X,~:I i'Jcl'£~S-al O"Ui1'a. Joxs? ').a.p £xa~oll i"Jlo:l E'X,£llIErJoS xa; ~OP'P"i.lI·r.ap'all"A~1uIOIi Ai').OI~I:I, l:,(J7.£p ill T;S flXi"lj n,lI TixTO:lIX~:I (is aUf.a':s illdG.u9-at· .lEt ?:a.p ~:I TlXV":I %P~SS-at TOts Op?-a.lIOli, ~11 cTE ?:J'X,~", T~ O"w1'aTI. (ISS) Veggasi 10 Seoliaste di Tcocrito at verso:

:n;

a.~

4

Je

fI"!"

r-u"

=e-

Digitized by

Coogle

Se la testa femminile di baccante, ecco questo tipo alludere al nome dello stesso magistralo AIova:TloS', h' pure quello d' un filosofo d' EracIea, c figliuol di Teofanto e scolaro di Zenone, il quale fu poi soprannomato ME'T«'Tip.EV~,eioe cangiato, perehe da Stoico Cirenaico addivenne (AtAen. X, 10; Diog. Laert, "VII, 4; Eustath. ad Odyss. A, p. 1680, I. 48). 77. mono inc. )( AAlMAXOC, •.. (mon. inc.)-La figura del cavaliere, citilsime currens ad d., che nella sinistra habenas tenet, dextera in partem aversam distenta lampadam loculentam (Car. p. 50, n. 17"), puo credersi indubitatamente appellare al nome AAIMAXOC, che valse, {ace certans

e

( 35 )

e

:II-AI consueto magistrato :IIp.p."''XoS', 'ags giunge talvolta AEINOKPATH:I (Car. p. 50, n. 183), e di Dmocraie Tarentino si ba memoria da Giamblico (I. c.). 79. » )( ETTTXEnN-Per la frequenza di tal nome fra gli Spartani, veggansi Ie iscrizioni riferite dal cb. Boeckh (p. 616, fl. 1240, c. 1, v. 6, C. 2, e, 18-19; p. 619, n. 1242, v. 28; p. 621, n. 1245, v. 4 etc.). Poiche Ie api per lor natura 7l'prs oL~iv7l'posrrpf'XEP O"«rpov, «'A'Ad rpl6 "~UXE« (Anstot. Hist. Anim. IV, 8), risponde questo tipo alIa seconda parte del nome 4>I-~CIJ"''''S'' essendosi detto da' Greci , ~ClJT~, un' erb« dolcissima, X 0po, ,,~ux~S'(Hesych. II, P: 517), e spirante soavissimo odor«, {30T«VfJ iuW~'" (Suidas e, ~w".Os) (57).

(AveU. leal. Vet. p. 88). 78. » )( ~INOKPATH:I,

80.

» )(

xnrrrros,

4>I-Ape

volando (Car. p. 51, n. 204 ).

"otivo (Car. p. 52, n. 208). Narra Pausania (V, 1. 0), cbe nel tempio di Giove Olimpio vedeasi sospeso uno scudo d' oro portante Ia testa di Medusa, ed i seguenti versi:
» )(

81.

I -Scvdo

Potrebbe riferirsi a tal vittoria de' Lacedemoni 10 scudo votit'o? Ad ogni modo, questo simbolo di guerra ben si conviene col nome Iwrupos, tanto pili ehe 10 seudo pure attributo di Marte, e fu detto da' poeti qJl«"fJ "ApE~ (Anstot. Poet. 21 ; Eustatl&. ad 11. A, p. 870, 1.50). 82. ») )( ~H-Indubitatamente 1Hpax1\fJToS',quale nel n. 28.

e

83.

»

)(

E>I- Timone (Car. p. 48, n. 143 ).

(57) Ycgpsi inoltre .Atcneo (III, t ), cbe il lot» degli Egizii, e percio Ie corone meUJoline, f',EA.it..U>TrJO. S;itp<XllQI , dice di adore $O(JIIU6imo, l:'!iJIuillu,JE1i ; Teo.

fra..to (Hut. Planl. VU, t4) e Plillio ( Xlii , rr , XlV, t6, XXI, 30 etc. ), chc dell" arbore , del fruUo , e dell' crha di tal BOUle • IUDIO discorrouo,

*

Digitized by

Coogle

( 36 ) Leggasi 0IfA./3po, come nel n, 73, e si avverta che fu questo il nome d' un eccellente cuoco d' Atene, celebrato da FilosteCano presso Ateneo (VII, 11). 84. » )( fIl:TIAP, ET-Grappolo d'uva (Car. p. 53, n. 231). I due magistrati SODO I-Il:TL.\.PxoS" ed ET'TuXECIlV. Intomo al secondo si osservi, che solevan gli antichi dare il nome della Fort."a a eoloro , che sembravano esser tratti di senno, ed it proverbio disse , 'T"X" f';plr~, gli uomini leggieri ed incostanti ( Suidas v. 'TUX" ). Quindi emerge chiarissima la corrispondenza di questo tipo alIa seconda parte del nome ET-'TUXEr.J' , poiche se l' ardor del vino discende neUe vene, Corasequitur gravitas membrorum: praepediuntur Crura vacillanti: tardescit lingua: madet mens: Nant oculi: clamor, singultus, iurgia gliscunt, E tiam caetera de genere hoc, quaecumque sequuntur: Cur ea sunt, nisi quod vehemens violentia vini, Conturbare animam consuevit corpore in ipso? (Lucret. III, e. 477 e segg. ). KTNnN, AP (mon.) - Maschera Silenica. » )( KTNnN, A-Lo stesso (Car. p. 54, n. 240). Descrivendo Polluce l' apparato delle maschere sileniche, dice: l:cxTU'I ....." , P'~CXoE rpOTr.Jrcx, O-CX'TU~ ll'Of\'OS" , O-CXTUPO> 1'EVE'WV, O-CX'Tupo> CXYEVIO>, o-u"f1VOS" 1I'CX7/"1I'0)· 'Tt). 0 cx rvv« OP.OI«', 'TOC rpOTW7I'«' rf\'1v oro., EX 'f'WV OVOP.OC'TWV «., 7f«.pce.'\f\«'Y«" 0'1f\OW'T«.I, wtTrep xce.1 0 ll'«.r"o-o-u"-"vO) 'Trw '0 EOCV E>'f" ~'1plwljg'TepO) (IV, 19, 4); potrebbe percio questa attribuirsi al satiro yEV.O> cioe barbato, avendo naso simo e lunga barba (58). Ch' essa alluda al nome Cinone, appare dall' aggiunto XUV~7r1', che dato da Omero piu volte agli uomini ed aIle donne (ll. A, 159), puo maggiormente con venire at satiro , immagine degl'impeti della passione brut-ale (59). L' altro magistrato del riverso e probabilmente AP,S'".wp, siccome ho notato al n. 17.
» )(
\~, I , ~

85. 86.

"It."

\~""It.

"It.

\

\.

"It. \..

-.

,

"It. "It.

\

~

"It.

-

,

\

,

\.~

,

\

(ISS) Deve Ia scienza al eh, cay. Bernardo Quaranta "ifrenara: onde anebe can" dalla moglie Fortuntua c chiatalune dotte illustrazioni suUa Milologia di Sumo: ep- malo il marito Trimaichione in Petronio (c. 7t;. per l',mpcro a queUe rimando il mio letlore , che di tai miti pudensa ",,' suo; IUS$uriosi trasporti; conosccr volesse il siguificato. Si rammenti inoltre quel luogo d' Orazio : (1S9) Piacemi richiamare a tal proposito un prcgevole LaJ.1"fllll. SuhurafUJII canes bronzo di Ercolano rappresentantc uu gladialore falli(Epod. 1S8). co. il cui priupo ha la forma di cane con La bocca aperta ed ill auo di lairare ( Bronz;, II, Tall. XCV). Aonotano quivi fra l'altro ich. Ercolanesi (p. 386,,,.4). che XUIIl:l ove CagTIlI son delle le laid« abiuurici della Suburra ; e pure deUa da Eustazio (OdYS8. P, p. 1821. I. 1S3) Quaks ill media sedent Suburra la parte oscena delle doone , e che la figura di Scilla rap(Marl. VI, 66, 11.2); presenuua coi can; neli« parti IIergog"ose , e spiegata da Eraelito (de Incred, 2), da Eraclide (Albg. Hom. p. 496), e la dipintura delle umane passioni fatta cia Seneca con e da Fulgcnzio ( Myth. II, 12), per la libidine furiosa

Digitized by

Coogle

ATKINOl:, ATKINOl:, fl.E-CiveUa (Car. p. 5', n. 2'9 ). II Tarentino .6Elvo"pcc'l"~ (v. n. 78) suggerl Corse con questa simbolo I' omonimo Dirwcrate Messenio, uomo bellicosoe pin dalla natura che dall' uso fatto prode nella guerra, poiche siccome ho notato di sopra (v. fl. 3), la eioeu« iosegna di Pallade e segnatamente di Minerva Archegetide, secondo 10 Scoliaste d'AristoCane: .,.~ 1ie A'PXrryE'I"I1i~ A'~flva.> '1"0 J.yCf.AP.CC ')'~«i:Jt« f~'X.,fU .,.~ 'X.,flP' (ad Aves, e, 515, P: 398). l:Tp.p.cc'X.,~ Iv 10 stesso magistrato della leggenda 78. 89. » )( ATKflN, l:I-Licone, che trovasi congiunto a l:IIl-p.«'X.,~, eonfronta col nome d'un Pitagorieo Tarentino (Iamblic. I. c.). 90. » )( NIKOKPATHl:, AN-Nicocrate ed/AN~pw>, sono gli stessi magistrati della leggenda 45. 91. » )( NI - Probabilmente NI-.tCt)v, appellando aUa seconda parte di tal nome il grappolo dell' uva nelle mani di Tarante ( Car. p. 56, n. 275), poiche ~vou valse pure "eel oYvov (Su;c!as h. e. ). 92. »)( '3.ENEAl: , ET, cl>I-Spiga (Car. p. 56, n. 276 ). Leggonsi altrove gli stessi magistrati, El''I"UXfWV cl>IAwv.E la spiga e simbolo della tavola ospitale, 'l"P«Tf~CC ~fV;«, e cenno del nome Xenea? (60). 93. » )( l:A - Suppliscasi l:AAWV~. 94. » )( l:HPAMBOl:, KAH-Al n. 39 trovasi pure KAHccv'l"~con 10 stesso compagno. 95. » )( l:flrENEl:, :r:n - Il primo di questi due nomi Crequente in monete di Turio, nelle quali vedesi spesso indicato dalle sole iniziali l:fl e l:nr (Mionn. Deser. I, p. 170, n. 668; Supp. I, p. 320 e segg., n. 835, 843 ); l' altro probabilmente :r:il7l"upo> , siccome nel n. 80. 96. »)( l:nKPATHl:, A-La iniziale Ache abbiam veduto appellare al nome A.TO~AwVI~ (v. n. 21), non inverisimile che qui pure accenni allo stesso magistrato. 97. »)( ~IAHMENO~, ~I - Protome di boe« ornata di bende (Car. p. 59 , n. 329). Le in[ule 0 vitte che ornano la testa del bue , dette con latina voce iintea, rapportansi alia second a parte del nome cl>I-AI'-)(~, e come tali, dimostrando il bue esser di gia saero alia scure (Diod. XVI, 91), accennano alia dignita sacerdotale del magistrato Filisco.
» )( » )(

87. 88.

zr, sr ,

( 37 )

e

e

e

e

e

Ie IICguentl parole: Soltbal.AtttJlru 1aac i-sirw uti. ri- edam.i quid oiwenil, 'ecure excipi: ac rvpnnit: l_tilia JUti tJJu,luv.dn CAn. miua a domino frwta penu aut fruilur maxima, contulUll, .ua (Ep;'" LXXII). ,,·arm. aper/o ore captlUllllm? quid1l1id e%Cqlil, prolinu. (60) E nato ailres;, che Lilia diccansi pure quc·~ga. i,,~ dworat, et ad ",em {UlW'i mal. Idem Ii .oliti • mandarsi agli ospiti Del pari ire , e cite da au wmil nobi,: quid'luid eZ('«'antihlU .forllUUJprojecit, id presero nome talune dipinture rapprescutaati commcati· .iM aUa 1I01.,,'ale ,umuunuu, stoum ad rapina". alte- bili (Ji'iwU'lU. 1111R145. 1, ali II 26 ). riru erYcli III tIllelUi. Hoc .apienti NO" well;!: I'ill,"" u,

'-"'IH"

Digitized by

Coogle

( 38 ) 98. » )( 4>IAICKOC-Tripode (Car. p. 59, n. 333). Confermami in questa idea I'aggiunto del Tn'pode, ch' e lnsegna de'sacerdoti (61). 99. » )( 4>IAOKAHC, AE (mon. ) ••• (mon. inc.) - Due an{ofV1e picciolo delfino ( Car. p. 59, n. 340). Veggasi la leggenda del n. 4, ov' 10 stesso magistrato Filocle, ed il medesimo tipo, Dei due monogrammi leggo il primo AE",u, siccome al n. 14, e ritrovo che Leone di Metaponto noverato fra i seguaci della scuola di Pitagora (Jambl. c. XXXVI p. 215); all'altro, ch'e incerto, credo probabilmente riferiscasi il picciolo delfino. 100. »)( <l>IAOKPA,NIK (mon.) - I magistrati cl>IAOKPA'T~e NIK",u sono pure nelle due leggende 15-16 col medesimo monogramma. 101. » )( <l>IAflTAC, AI- Gallo ( Car. p. 60, n. :-1!i1). Il sacro furore di Bacco , OlOUUcrl«X~, qui rafligurato dal gallo, e questo pero simboleggia il magistrato AlouucrlOf.Ma il gallo, ch' di natura salacissima ( Colum. :VII, 11), aUuder similmente potrebbe al nome FiIota (v. la nota 49), perche la favela del (anciuUo cangiato in gallo narrata da Luciano (8omn. 3) e da altri (Lactant. III, 20; Juvenal. XIII, 233; Ovid. Fast. I, 455), ben si aggiusta col significato di tal nome, sapendosi che questo fanciuUo avea convivuto COD Marte, x,cd X,OlPCaJuo,,, ".;;;1' ipw'TIXWU (Lucian. l. c. ) (62). . 102. » )( <l>IAflN -Filone di Metaponto, suonator di flauto e poeta, rammentato da Stefano di Bizanzio (v. Me'T'Cn"OI1'Tlol1); un altro dello ed stesso nome, che nacque in Eraclea e scrisse un libro sulle eose meravigliose, citato da Porfirio (:rEP; l:'T~i'O> ). 103. » )( ... nAI<I>, ET - La prima parte di questa leggenda retrograda, e deve intendersi cl>IAfl,1, come nel numero precedente (63): le altre due iniziali, simili a queUe del n. 52, si riferiscono forse al magistrato ETTUXfWI1. 104. »)( <1>1, K-Astragalo (Car. p. 60, n. 358). 105. lett. inc.)( xnnrros, <l>EI-Lo stesso (Car.p. 52, n. 206). Non sarei lontano dal credere, ch' essendo l'astragalo per natura e per articolazioni, uno de' piu forti ossi del corpo umano (Cloquet, Antllom. p. 149), simboleggi la secunda parte del nome <J>IAo-"p(;C'TfJ), nel n, 105 che

e

e

e

e

e

e

e

(61) Suida cosi narra d'un tal JiIJiJeo 0 FiliJto st, (62) Non ~ fuor di luogo 1'?slC~~, ebe ~,!%EVw~ raeusanu: 41IN!7l(C:>s, ~ 41{)J~oS, l:uPlltx';",OS, koplxo~; l'ill$anir baootdco, fu detto dai Latini gallo, dol Galli ~lI of: CTlI'}?-£:t"1S low"i8 Tii 'n.Ipo'lIlI8 l:,XEA/llts, XtXi all sacerdoti di Cibelet, i quali furiosamente accompagnando A Kae~:1Jolli8S lIlltl)fJo~'l.i~ iT€A,E~"E·,fJo~9-1r1,S J'~ la Gran Mad~e des,li Dei '. ,,;:orl"l:ano ~e campagne ~$Co. ·1" E:r1"11 TIl IA£?-EIC:>l:'alii· e,ptX-l-' ~'X£A'XOI' e,., ~E TOI tendo It! arm •• ed 1 crottW di brom.o: tllTlCX lI'CX?OI'}iITtxI,

t1 ::eo~

;:pOS 'E}.A"1"IltS IltbTOiS 7rPIlt'/,::1EIIT!Xdllltcp6pUlS: xlltl rEII:Ilt.. Xllt; '/,!iAXEIlt XpOTIlt)..er.(~re$lion'p. 4~.). ,' l.o?itXlI· ;:api 41ollliw1S· xa; fiJJ,;,. TI.,ci i!ipl T"ljS lnI0'8 (63) Fu pure Tarentino e Pitagorico Filonide (Fub. ~llIaiJllti (I'. 41'iJo-""s). Bibl. G,.ace. Cal. Ppb.).

Digitized by

Coogle

( 39 )

trovasi seritto con Ie due voeali E e r (64). II compagno poi del D. t 04 forse K~«'TIVOS', come nei D. 32-33. 106. mono inc. )( 'S.ENOKPATHl:, ... (mon. inc. )-Pileo (Car. P: 56 ,
fl.

e

278).

mi (65).

24 ); puo dunque estendersi l' allusione del pileo a qualcuno de' nomi de' Dioscuri , e credersi forse segnato in uno di questi due incerti monogram-

Vide Pausania in Olimpia Ie statue de'Dioscuri co' pilei in testa (III,

§.
101. 1- BPA (mon.))(
»-

2.
fl.

etc. ) abbia mai sempre supplito il magistrato I BPAxA,,'TOS',pur

18, 37-41, da sapere, che di due famosi Tarentini a nome Emclide fa menzione Ateneo (II, 23 ; III, 2, 6, etc. ), de' quali l' uno fu medico (66), e l' altro uomo scellerato ed a' Greci tutti odiosissimo (67). 108. »)( APIl:TOKPATH~-Enr_&a ( Car. p. 62, n. 376).

Sebbene io qui ed altrove (v.

e

(6t) Leggeai coai EICOKP ATHC in luogo d' IIOKPATUl: in un pieciol busto d'lsOC1Ylle, sulente in ROlDa nella Villa Albani ( Marilli, Indic, AIIUq. n.48'7, 2. ed, ) , e .:lEINOKPATIi~ ~r .:lINOKPATHI qui innanzi al n, 78. Veggasi su di cio il Visconti (lcoll. Gr. I J48, 1I0ra 2). (61S) A questc leggende di didrammi altre pure ~ trebbero aggiungersenc comedcsimi nomi ; ma perchc di else, talune poco diverse, altre molto incerte sonomi sembrate, ho 10 trascurato descrivcrle, bastandomi 1010 1" accennarle qui appreslo, ed indicaroe quei numeri ave sono pmbabilmentc gli stessi magistrati. 1. APX ( mOil. ) )( I-HPAKAU _ II, n. 28, ~67. 2, A X IT -... n. 14. 3. A)~ J. - 11.11. U, 4, A}( » - II. n. 21 , H. IS .:l X .:l- II. 11. 78. Supplisco .:l£llloxpantr, per• cb': simigliantissimi sono J:li atlributi e la fabbrica di questa e della mcdaglia indicata a1 u, 78. It. E )(.:l - II. II. 29. 7. E)( 4»1- II. II. 92. 103. 8. InOT (mOIl. ) )( leu, inc, _ II. n, 29. 9. K - II. n. 32-33. 10. f HPA)( IA -tI'. n. 40. 11. I X J1l1. K X.:l 13. K )( I - II. n. 32-33. 14. A )(X' - ... II. lSO-lS2. tIS· n)( 4»- II. n. 14, 17. i6. n X Tt7. PyA rs, I X .A. - v. n. 70, 96. 19. XX a ~. r- )( .:l _ II. " ••• ~1. oJ X P %1. »X 1-£

23. »)( 24. ,»( A -

e-

.r-

E pere d' avvertire , che sebbene malte di queste iniziaii ritrovino Ipes8C volle eonfronto in altre Icggende piu intere, .p~re. una gran p~ di cue d!rebbonli ~D m:as~ gior ver08lmlghanza,~ deUe r1Jic/lle monecal, a IFUziali de' nomi d..gli artejici 0 de' zecchieri, (66) Scrisse egli un libra intitolato 1:.(,1'7I:0f1.0lJ rammentato da Atenco (I. c. ). comento Ie opere d'Ipp<ICrate e compose yarn trRltati sull' arte medica (Fahric. EU1II:.
(67) Atenco il chiama ,Proclide, (YI .13) m,a Diadam Sieulo l'appcll. Eraclide, e COSI narra di lUI (Ex=r= XXVI, 23 ): 'QT. 4»iAJ7r7rot; ! Tl:;lJ MCllxeJc!lIWlI,OtllMiJIO, f 'HpOll<AsiJ"lI TilllXTapCXllTillplJ £r%£ 1':£9' iCilUTi! r.'W~~1I &iOpwr.Oll , Bt; X(ZT' iJiali C111.ITl:; Aa.1.wlJ, 7.'ojl~ X(Jj ¥l.I.JEit; d.afjoMs -rWlJ Ell ~.w,W,lTIx"l'illwlI ,¥iJ..w"J lAS'}!, TiAOt; Ji ,it; mo ~E:I ri.fJ!{3eiCllt;, ;;'~E Tat; l!'~ Ti ~ Helpi8 n:rTl (illJpat; CIIr.E01p:U;S' XCIIiTO ).otr.all Er.I cl.~ T;• <)/F.7p,:I lXuTl:; Ta r.pti.,.",I%T!l r.POTIti'l£,!,O· r.OI.i1'8t; ,.#,"' .• • , xS • ?ap 8X (It;I!l?X(XI8SEl:'l%lICillFBII.!:lot;, EXrJu;'lIE"JO'!:I Ilr.,,..cz).Ei'J {!1l'riA.;_ill:l 1r.~ f,w~~iwll' ,ad!. ?tip'M£is i;_o)... JI-!l Tl:;11 '~'rol rczp,P"1t1'r1:.•1I8~i Er.r.j:'l'"'illi !II ~ ~tr'Alws 11110111, l!'e,¥p IXwt; C11l.ITII;'111 r.POr:iT£I!l:l' T&1.IfJ! l br; ~CllpJczOlHt; J 8Jill ri.JlXaOlTcz;, XCIIi ~::'OIP(ZTa.q£I lI'~CZt; till£iAEIi ~rEp I"Jpi8;. E ~o apprpsso ( I. c. 'f7): 'Or. 4»D.lT.T.os ~ Tl:;11MCIIX£Jc!lIWlI 1:1.£ i<;8; iClll.lTW nt; %a).€r.Ws ixo:rT~. hi TW Tall 'HfICII~dJ'111 E%Er.l '¥o.o:J , r.CllplJwxDI aUTcT.I Eit; r::11 ,¥~Aax'111, "l:l Ji aTOt; TCllPCII:ITilioS I'EIi T?i ?iOl~J 71'ow,picz ,,~ hEp{3or:A1.H!T)I y.pw~£1I0S, xCIIi TOlJ 4»iiJrrrr.l iii i7l'I,.xa; (:jCllt11AiWS i£ror1XWt; r.xp;lJ XCII; d~~ T£. PCIIWOII' ,J.; ~ r.apa 7.'~m Tils MnsJot11 XCIIi Toi; 'EA._ ).~tr~, mp(;aXJ.oll'f'Wi !1'U:Jl{3Wal5 .."~l~~EII T~ 'H~ xXUJ'1:J.
r.I

21. ,) X I o:t

... n. IO-ISI.

II.

n.43

Medic,

).

::r:)(

r1lJ

qH"""~

''"pu.-

Digitized by

Coogle

( 40 )
Ho deUo nella leggenda del n. 54 come 81 nome nIl:IAl: puc> riferrrsi l' erma: perche questo stesso magistrate) debba qui supporsi, si dichiara nella sottoposta nota (68). 109. »)( :COP-Clava (Car.p. 62, n. 384). Ed anehe qUI, non vi essen do alcuna relazione tra la clava ed iI nome IOPx«~o), potra verisimilmenle reputarsi simboleggiato con questo tipo l' altro magistrato KPATINO~ (v. n. 69 ).

fIlE'J"«I', A'v'J"'xAE:~ococ'J"r,p.Cosl leggesi nello Scoliaste d' Euripide d' un r lal Leone Lacedemone (ad Hippolyt. v. 231, T. I, p. 297 Bamel). 113. » )( NETMHNIO~, API. 114. »)( NETMHNIO~, nOAT-Pe'due nomi abbreviati supplisco API~'wv e TIOATxpoc'J"t]), eonfrontando in parte questa seconda leggenda con quella del n. 55. Aristone Reggino suonator di cetra e discendente da alcuni sacerdoti d' Apollo, avendo un giorno ne' giuoebi Pizii conteso con Eunomo di Locri, fu vinto da costui, al quale essendosi spezzata una corda della sua cetra, una cicala posatasi su quella, suppll col canto alia mancanza del suono. I Locresi innalzarono una statu a al loro concittadino, e Strabone la vide nella piazza di Locri (VI, 2) (70). 115. » )( NIKOKPATH~, AN-II secondo magistrato forse AN9por, quale nel n. 14. 116. » X l:f2l: 0 l:n-Si legga l:nl:Tp«'J"O) come nel n. 56.

I HPAKAHTO~-Balaustio (Car. p. 62, n. 388). Veggasi la nota 42 della pagina 27 e la leggenda 28, ove aleuna ragione rendesi di questo strano attributo (69). 111. » )( I Il:TIAPXOl:, ET-Grappolo d'uva (Car. P: 62, n. 391). Gli stessi magistrati della leggenda 84, Istiarco ed ET'J"uXEClJP. 112. » )( AEilN- AEWP ~E rpw'J"o) A«XE~«'P.OPlo, fP'X"a-EP (PE'T«') ;.,.ro", w) TIoAEP.WV ;)'J"opei,xoc,' ErE'Ypoc~fV fV fixov,' Aewp A«XE~«'P.OPlo), irrola-, P'XWJI
» )(

110.

e

(68) La maggior picciolezsa delle mcdaglie di questa e della seguente famiglia , ne induce a 8upporre aceorciati e il pili delle volte simboleggiati soltanto taluni di quc' nomi , che per intero 1eggonsi altrovc : eppero il magistrate MTHl: ho io riconosciuto nei n, 121S-126 ai tipi della lolligine e del coltello, e KPATINO~ al n, 128, dopo aver di gia osservato nella nola 112 qual relazione vi esista tra questo nome e la clava. Per tali ragioni adun, que credo che anche qui supplir debbasi nIl;IAI, con. venientemente adattandosi al nome di questo magistrato I' erma barbara ( v, 11. lit ). (69) Elegantemente Columella ne descrive l' arbore til il frutto:
flfo:r

non diversamente da Ovidio, che narra come la 8,"enturata Proserpina fu vista mangiare nello Inferno il balaustia • contro il di vieto di Giove : Rapta tribus , dixit, so/llit ieiwII'a granis , Punica quae letuo cortice por"" tegUnl (Fast. rv, 607). Le granate, ~jlX~, eran pure nella cesta mistiea di Bacco , ed era viclato mangiar di esse nolle feste di Cerere , poiehc diceansi prodoUe dalle gocce del sangue di Bacco uceiso da'Titani ( Clem. Ale:r. Protrep; P: H ). (70) Altrimenti di Timeo presso Strabone (I. c. ). narrano questa favola Clemente A1essandrino (Protrep, p, 2)e Pausania (Yl, 6).

Puuica , quae ruulo mitescit tegmina !{mni (R. R. X, 2\2),

ubi sanguineis

8e floribu»

induu arbos

Digitized by

Coogle

( 41 )

~nl: 0 ~n, ~I - I nomi 1:!l1:-rp«1'OS e ~IOpucr,orrieseono frequenti in iscrizioni Laconiche (Boeckla, p. 626, fl. 1253; p. 629, n. 1257) (71).

117. 118.

» )( » )(

1:!l1:, ~IO.

§.
119. ArA )(

3.

sione allo stesso nome MTHl: (75). Le iniziali del dritto bile, che legger debbansi AP,$''T'WV. 127. A)( K- Forse A.,,«3'«PXos e Kp«1'IVOS (v. n. 33).

124. AP (mon.) )( » - Damma (Car. p. 71, n. 641). AP'~"'GJVe IOPKA~Ol: leggesi pure nel n. 31. 125. AP (mon.))()) - Lolligine (Car. p. c. n. 639). II pesce loligo, che secondo Varrone pue dirsi quasi voligo, quod ( extra aquam) subvolat (L. L. IV, 13), ha un umor nero, che sparso nell' acqua, la tinge e toglie alia vista lui, cAe vi si cela al disolto ( Arisl. tk hill. animo IX, 37); egli e percio tipo parlante del nome' MTIJS', che aggiunger dovrassi forse ad AP'~1'IWV, come nei n, precedenti. 126. AP)( - Coltello (Car. p. 72, s. 710). (.~ Simbolo de'sacnfict e de'misten (74): eeco 'dunque un' a1tra al1u..

» - Stella ( Car. p. 71, n. 636). Le osservazioni fatte nel n. 71 intorno al significato del nome ArA~«P'X~' sono qui piu chiaramente conCermate per l' aggiunto den' tJlIro , che al pari della lampada ardente , fu immagine della natura divina dell' anima (72). 120. A, T 0 Af)(» - E non potrebbe anche qulleggersi Af «~«px(J$? 12t. AP (mon.) , Ml' (mon.))()). 122._ AP (mon.) )( AP (mon.), Ml' (man.). 123. AP (mon.) )( Ml' (mon.) - Riferisco i due monogrammi ai magistrati AP,~1"wP e MT~, ed osservo che confronta quest'ultimo eol nome del Tarentino pugilatore Hie 0 Hue (Suidas, v. M~) (73) ..

e

assai proba-

128. A)( »-Clava

(Car. p. 72,

ft.

709).

(1t) Si aggluoga l'epigrafe F HPA (mOil,) simile a queUa del o •• 07 , ma acritta iona: Del rinrao. (72) Credeali dagJi aolicbi • che Ie aoime dopo H.. rai separate dal COI'po• paauaero Id abitare Ie ,,~/., doe II Tebe sidcrea, immagioe deU'Uninrao eel in particolare "deU'Olimpo; cbe tomlvIDO in cielo sccoudan, do il COfJO del e nl'Calldo 10 spazio in talone barche delle cimbe (L'Shir. Mon. Ell', I, P: 138, 131; II 364-361), (73) Ricorda Suida a tal proposito il bel proYerbio. M~ 7riTT'1i ,)11IiT'Gll, e oarra cbe il Tareotmo M;' 0 Mue, xoncck 'O'.UP.7r.a.fI'DI l7r~tXllTOS c ( ... M~).

MJI.,

r-

. Veggansi pc:r que.to tipo leouervuioni dei dottiSliuu Ercolaneai (Pitt. tl' Ercol. VI p. 381 ). e qud luGt;o d' Anatofaoe cia eaai altrove citato (Paz, ... 9il • • -9/. ). (71) Derinodo &eIIU dubbio IJueala 't'ace dal nrbo p.G..J. Ii e &ciJe ravyiaame la cornaponclenu COSI'indicati attributi ( ... $upIa. lAz. p. tttU): per la q-& COR ,i Iessano pure i COIDIDcntatorid'OnzlO II ycno ... hie nipu MICCtU lolliginu ... ($"9'T' II to'" tOO).

en)

6

Digitized by

Coogle

( 42 ) Valgan Ie stesse ragloDl addotte nel 1\. 69 , per supplir quI i medes i m magistrati A,,«.:7«p'X~ e KPATINO~. . 129. » - Leggo T IJAlrrOS (v. n. 23 e segg. ), sebbene potra da taluno reputarsi quest' iniziale insegna della tersa officina, 0 il numero lena de' conii monetali (76). 130. flA)(» - Tirso ( Car. p. 71, n. 645 ). Agli altri significati della voce -S-uprrol, s' aggiunge da Esichio quello di A«'P.7I'd.OES (I, p. 1749), non diversamente da Suida, che appella pure !J';p(1"OS queUa lampada solita a recarsi nelle orgie di Bacco: ; ~ccp... «s, ~v ;(3«~".«.{OJ.1 i1, "TIP.';II .,.~ il,OIlUa-ts (v. ~uprros). Si fa dunque chiaro , che con duplice allusione il tirlo accenna al nome flA'p.«''X09. 131. flI)( flI - Testa muliebre (Car. p. 74, n. 74~). L' aver detto altrove esser questa la testa d'una Baccante, «1I«p.r sensa bende (Nonn. Dionys. XXXV, 261), puo confermarsi dall' osserrare , che l' acconciatura de' capelli a modo delle baceanti, cioe ripiegati dietro il capo e senza vitte: usanza ch' esse tennero lungamente, perche pronte poi fossero a snodarli nell' alto del furore (Eurip. Bacch. v. 694; Senec. Oedip. e. 415). II magistrato percie illollurrl~, come nel n. 76. . 132. il)(» - Pallade galeata, ricoperta di clamide e di tunica: can (a s. imbraccia 10 scudo, e can la d. vibra l' .sta (Car. P: 71, n. 642). II ch. Avellino, che ha pubblicato un aureo e un didramma col medesimo tipo (ltal. Vet. Supp. p. 28, n. 522; Opuscoli, II, p. 130, Tccv. V, n. 12), ha creduto per tal simbolo potersi riferir quelle medaglie a'tempi in cui il re Pirro recossi al soccorso de' Tarentini contra i Romani, grandis- . sima essendo la simigIianza ch' e fra questa Pallade e l' altra del riverso di talune monete di quel re dell' Epiro, A tale ingegnosa spiegazione sebbene non osassi io contraddire, nulladimeno per un luogo di Pausania ehe strettamente si counette con Ie origini tarentine, non sarei lontano dall' 0pinare, che altra ·ragione potrebbe anche addursi di questo tipo , affano daIla prima diversa, Noverando infatti Pausania i monumenti ch' erano nella via Aretaide , dopo aver detto che non molto lungi vedeasi il tempio di Neuuao Tena. . I "I, ,.' rro , soggJUnge: O't. p.«.1tP~V ~I 'AQ. - «'Y«."p.«., of 'IJ'IV«'S "" 0 'J"lI~ ES 'I 'T«,,,'«'II 'Tf x.cu\ T «P«'V'T«' «7I'OI1tl7'-S-fll'T«'> «v«-S-Eiv«'l AE'YlSrri (III, t 2 ). Gelosi i Tarentini delle memorie dell' antica lor patria, non inverisimile, che un' altra statua a quella simigliante avesser dedicata neUa loro citta alla Dea sertxuriee , nOAl~XOS, e ch' ella fosse rappresentata in quella medesima attitudine che veggiamo sulle medaglie, eioe combattente con l' asta ed imbracciando 10

r )(

UX""

e

e

e

(76) Non divcrsamentc ha notato il ch, Cavcdoui per lc lcttcrc varianti scritte sull' wifOru delle antiche mo-

netc d' Alene (Osserv. supra Ie p. 2t.211).

am,

mono di .lilell',

Digitized by

Coogle

( 43 ) scudo. Inoltre la Palla de delle medaglie tarentine, sebbene ricoperta di tunica e di clamide, ha pero Ie braccia nude, mentre quella delle monete di re Pirro, simile all' altra d' 'Dna medaglia d' Alessandro II. d' Epiro ,. Ie ha coperte, pendendele da entrambe Ie spa lie i lembi del palh'o (J'i·sc. Ie. Gr. Tab. XLI, n. 3). Or ad un loogo di Clemente Alessandrino (Paed. II , 10) nota il Silburgio (p. 204 ) ,. che in on antico manoscritto, adducendosi ragione deUa risposta r11\"-' ,; ~"P.Oa-lor, cbe una donzella spartana avea renduta a chi Ie disse, x«1\« 0 r~US', leggevasi: IT"; xct,' dXflpo~r:,.,.lJ'
I ,..., ,

~~6plJV X''T~vct, (A«xwvct'), Xct,' ~tt;vf~ctl ';VW&fV tIro 'r'wv rtJp.wv {jP«X;ov«, , , ,.... 't- ...~ "... '' • ~ I' Xttl x«p1rov' Xct, 'TtS'TO O,,'\ov «1r0 'Tr.lV rCl.nttIO'Tfp6111 a:)'«, .,...«'J"CI)l1, ,X«, .,.6111 IXOVWII f .,.(;u '}'UU«I1CfIWII. etc. Tal costume dunque potrebbe pur ravvisarsi nella pic-

ciola Pallade tarentina I e crederla ancor per questo una copia del simulaero spartano, Che ne'tempi posteriori siasi poi in Taranto dedicata in qualcbe tempio una statua a Minerva, si ba da un' iscrizione latina rinvenuta fra i ruderi di quella citta , e riferita cosl dal Carducci (0. c. p. 114 ): MINERVAE VICTR P. TITINIVS A. F. ii VIR SIGN. POS Ad ogui modo, nell' aureo pubblicato dal cb. Avellino leggesi in monogramma il magistrato NIKwl1, ed e cbiarissima la corrispondenza di questa nome con Pallade vincitrice: sebbene qul e nel didramma, Ie lettere A e P a me sembrino piuttosto i numeri quarto e decimosettimo de' conii monetali. 133. EH)(» - Forse ETH (v. n.29 ) I e questa per ETH'TIIS siccome bo altrove dimostrato. 134. (mon.))()). . 135. E ~( » - Dopo le cose dette nei n. 1 e 27 non e pin a dubitare, che al magistrate Ena:cppo~,'TOS rapportisi questa iniziale ed il monogramma precedente. 136. a .. )( » - Leggendosi anche cosl scritto nel vasa Pestano il nome di Ercole (v. la nota 28), supplisco } Ep«Jt"",.Of, benche altrove abbia io queste stesse iniziali reputate d'incerto senso (v. n. 22 deUa nota 65 ). 137. :cA)( [A - Variante della leggenda 70, trovandosi ad (1.''''''«S' congiunto similmente J:A1\OIl~, quale pero nei n. 12-13. 138. I, A )( I, A - Il nome IA"-ol1or ne richiama aUa mente quello del Crotoniata Soleto , filosofo e legislatore, del quale narra Luciano, che avendo con una legge condannati aIle fiamme gli adulteri , P-,Jtpop

En

;a.1\w,

P.O''XfWII

on

«oe"-rpiS

""'11

'}'uv«;Jt~ (.Apolog • .\ ).

~E"«

"&iT"

*

Digitized by

Coogle

( 44 ).

139. F H )( Ramoscello d' olivo (Ca~p. 74 , n, 756). Ercole vincitore in Olimpia, s' adorno Ie tempia d' una corona d'olivo: Olympiae oleaster ex quo primus Hercules coronatus est, et nunc custoditur religiose (Hin. XVI, 89); si e questa adunque un altro attributo di Errole, e cenno del nome del magistrato I Hp«Jr.AfJT'os. 140. J- )( » - Caduceo ( Car. p. 71, n. 667 ).
») -

Si veduta al n, 37 la relazione che passa tra questa tipo ed il nome J-fJP«Jr.AfJ'2"OS". Or alle cose gia dette nella nota 44 si aggiunga, che il ch. Avellino col confronto d'un dipinto Pompejano ha di recente osservato (Bullett. arch. Nap. p. 11 ), che quel simbolo descritto dall' Eckhe per un tlOVO in monete della genle Ruhria (Doctr. V, p. 296), puo dirsi la saqra cortina cinta dal serpente , che non solo ad Apollo, rna ad altre divinita similmente potrehbe appartenere, La spontaneita di questa spiegazione mi obbliga a riferirla, nonostante la diversa opinione del Visconti, ehe ravvisO in quell' arnese il berretto del dio del [uoco (Hon. Gab.

e

p.51).
IL

141.

Sara forse COS) abbreviato il nome KAAAIJr.P«'2"fJS'. 143. KA)( »..,... Di un tal KAfJD£I1'2"f~ filosofo , figliuol di Fanio e soprannomato <pPfccl1'TAfJS', fa menzione Laerzio (VII, 5, 2). 144. A)(» - Picciola conchiglia (Car. p. 73, n. 717). Se alcuna relazione ci ha tra questa tipo ed il nome simboleggiato, egli probabilmente AUAAI«110~, accennando per tal modo la conchiglia , G)P«Jr.OI1, all' antico modo di esprimere la volonta del popolo ne' giudizii istituiti da Ippia , 0 secondo altri , da elistene (Aelian. Var. hist. XIII, 21). 145. M)(» - Non ci tra questi nomi che }Iu,,~ eominciante per la slessa iniziale: eppero debhe qul supplirsi non diversamente dal n. t 26.

42. 142. KA (mon.))())

e, I

)(

»-

S' uniscano le due lettere e leggasi

eIP.{3pOll,

come nel

-

e

e

n. 706). . . Evidentissimo senza dubbio il nome NfUP.EVIO~ (v. n. 53). 147. nO)(» - Corno d' ",bondanza (Car. P: 71, n. 653-5 ). L' istesso tipo del n. 57. 110 ivi accennato come facilmenle esso alluda al magistrato nOAUXp«T"~. 148. l:r)(» - Ramvscello d' alloro, np.p'«Xo~. Corone di alforo serviron tal volta a premiare 1 vincitori delle pugne (77). 1!9. 4>1)(») - Forse 4>IAc.111 come nel n. 102.

146. N)( N -

Due picciole lune decussate e rivolte {ra lora ( Car. P: '72,

e

(77) Presso i Romani, DMva ilvincitore ne'trionS cohoarai d' cd/oro ( Liv. 11,47, If; DionJ'" u.a«: V,

x,

4'7; Plin, XV, 3), e recarne nella drilta un !cello (PIAIl. in v. P • .4E·1Ul. p.273 ).

,·a_·

Digitized by

Coogle

( "5 )
Del Tarentino APX,.~ros intende parlar Laerzio, allorche descrivendo l' esterminio della scuola Pitagorica, soggiunge: ~,.
qJU')'i7v \'

150. »)( APX (mon.)~~ly;;~S,

p.i"s (Vill, 1, 21). La scorrezione di questo Iuogo ascriver devesi all'igDoranza de' copisti , i quali trovando per 10 innanzi menzionato pin volte it Phagcrico ArcAila (78), il sostituirono ad ArcAippo, che mai pin Ieggesi in appresso. E cio a me pare tanto pin vero, poiche oitre al citato Iuogo di Porfirio, si ha pure da Giarnblico, che ArcAippo nomossi il compagno di Lisida, siccom' egH chiaramente ne accerta con Ie seguenti parole: Ws-i • ... M'' I'l\fI)VOS 0'''' ~ IV K' PO'TfI)V' ~UVVfOpIUOV'TfI)JI r.JV«yopuwv, x«, , p~I\IU0p-fVW" Io. ." "1:-' n·Q. ' t1 "110. ' tv 'f'!'
rep' rOl\fp-Uc.r..V rp"yp.«'f'WV, IIqJCC ",,«V'TIS 'TfJV0'1. ,«V , X«TfXCCUTCCVOUO «vopccr, r "';11 ~uojv, 'Apx'rr~ 'T' AUT' ~OS • • ; e poco appresso : • . 'J"~V ~ E "Suo ,.. ---Q.' , 'T'· " It",V rfp'tTWV fV'TWV, «P.1J0'Tfp~V «p«V'TtVWI1 O))'J"WI1,t' P-E)) "A PX'7I'7I'0S CCVfX¥fJTfV 0 ,ir Tr1p«V'TCC •• etc. (c. XXXV) (79). .
I

'w, ,II ~:

'Arxi'f'«'

0

T«pccl1'Tivos,

xcd AUT" 0 rpoflptt-

"110.'"

,

'A J

I.

,

,

~

""I:-

"cc,'

1St.

»
» )(

X AP (mon.

)-

Damma giacente ( Car. p. 68, n. 573 ).

AP,r'T'wv

,152.
MT",.

e IOPK~Ol: sono pure nel n. 31. .!P (mo".), Ml' (mon.) - Nei n. 121-123 leggesi AP,r'J"'wPe Rinvengo il magistrato A'Do~~wVlOS indicato dana stessa

15". »)( 1:::..- Pallade combattente, come nel n. 132 (Car. P: 71, 74; •. 6"2, 747).

iniziale nel n. 21.

153. »)( A -

Valgan Ie stesse ragioni esposte , per ravvisar qui similmente un segno del 4 conio monetale: questa monetina e la precedente potrebbero dirsi perciO frazioni di quelle dramme, aventi i medesimi nomi. ' 155. »)( El' - Forse ET'Tux,f~v come nel n. 79. 156. »))( En (mon. ) - Balaustio ( Car. p. 68 , n. 576 ). Richiamandosi dal tipo il magistrato I- HPAKAHTOl: , e leggendosi il monogram rna , Efl«qJpol,TOS, vedesi questa epigrafe corrispondere perfettamente con l'altra tiel n. 28.

157.

») )(

r.0

Damma corrente (Car. p. 64 ,
Leggasi l;[p.,u.«x,or

ft.

423 ).

<lell' Antologia (VI, 78).
t 58. )))( l:I

J:opx«~os,

rna potrebbe dirsi anche 'I.opx«~ l: -

, come in un eplgramma

II magistrate 4>1~'Txor, 10 stesso del n. 97. Per la protome di bote ,-eggasi Porfirio (0. c. p. 31 ).
(78) Ollre ad aoa leUerl d'.Jn:laJlI' .orilla Ii !ioyanc acrive, uamer.ndo lulti qllllnti Ii fllronn eolere, dI· dolliouigi , e rifcrila nella vita eli Platoue (III, II, 15 ), bero il medesimo nome ( VIII, 4, II, i-7 )Ill' .. ichi.ma Laenio taluni verai di Bione lullo .Icaso fi(79) A que'luO!!hi de' danici chi! del l'3ftlltino .fr1~l.>f" (IV, 7, n, G), e l'ialer. vita .P(ln:.110 ItC de. c/Uta fan parol., OII!';;iullga.i C('nlOri.o (~ ,"""". c_.).

159. »)' ~I -

seeondo si

e

Protome di bote ornata d. bende (Car. P: 68, n. 577).

e

deuo altrove.

Digitized by

Coogle

( 46 .)
160. ))( ( - [«S'1'''«~ il nome del dipintore del celebre vaso Pestano , rappresentante Ercole che rapisce j pomi delle Esperidi: vi si legge pero scritto diversamente, e con due ~ in tal modo: A~l:TEA% (Lanzi, Ill. didue va8i fittilieee.p. 16) (80).

e

III.
Monete di bronso •
. All' aver detto di sopra, che Ie monete di bronzo de'Tarentini. non ban nomi di magistrati , potrebbero far eccezione due sole, se pur in esse non voglian considerarsi nomi di zecchieri le iniziali ET e cl>l(Car. P: 76, n. 828-9), in luogo de' magislrati ET'TuX!wV e cpI"wv. NeUe altre, e son quelle avenli nel dritto la figura di Tarante seduto sul de1fin.o1 le letlere A. e B chiaramente appariscono essere 1 n, 1 e 2 de' conii monetali.

IV.
Vane leggende.
Sieguono ora queUe leggende, che sono attributio nomi di divinita o di eroi. E traesse l' iscrizione AIOl:KOPOI di una beUa medaglia d' oro pubblicata dal ch. Hillingen ( Anc. Coins, p. 11, Tav. I, n. 12), che accompagna Ie figure dei Dioscuri a cavallo, divinita adorate particolarmente dagli Spartani (81), e trasmigrate in Taranto COil la religione e co' miti della colonia. Si aggiungaoo a questa le seguenti : 1. 2. 3. ·4. r. a, TNTANln. - ( Car. p. 63 , n. 406-8), OnH~ - ( Mion. Supp. I, 280, n. 556 ), IAOKIn. - (Avell. Ital. Vet. num. p. 65, n. 132), Cn.nATNAC(Mion. Supp. I, p. 290, n. 609)

r-

,
alludendovi

2. K )( ». 3. II 1-. 4. l: )( ».

(80) Seguono qui Ie inisiali omesse , perehe incerte: (MA) )( ».

(II. e,p<ilnl<Xl), e Pindaro in piu luoghi, pure con que' bellissimi nrsi: ,
METa.fI.',(j6,allOI

x

ll6TII-0lI all-r.III-'II"~ o~'ioll. (Nem. 8·»XM. . (81) L' antico simulacra dei Dioscuri adorato dagli SI':lrtaDl dcscritto da Plutarco ( De frat. am. in prtnc, ) on annota 10 antico Scoliaste: e da Eustaaio (cuI. It P, p, 1123, t. 119). Del loro tern- (n' A,60"X8pOI, XGIE; EX OIQ(OQr.1S pio ch'cra in Terapne , 7:6),.11; AcxxOlI~ , ran mcnzione P,a.S, II-icx? II-E~ ola').~""lI tra gli a1tri Pausania (111,20), Stcflano di Bizaazio Ell TOIl; Ur.O').E'OIS r1S eE~~S

7. " )( K.

IS. » )( aN. 6.»)(tol.

a"

,,

J'i:I~

lIEII-O".rral,

TIllI J' UlfO xaanal

\.

a,up«ll,

Trill

')t/.I~,

I'

lI-ilI1f'cr.pri r.<XTpi tp;!.~ e'pcil:'"Ja.s

DI ')UOtAOI<;

od. X, II. 104 e se5S' );

e

ell .~

illaANi!7O'ollT!s TOe; !,..II.E. SPIXll'l' tks ~£oi, lI-iGlE~ Of (p. 18t Heyn. ).

MeTa.Acr.(j6l1T!S

J' Olim::;

Digitized by

Coogle

( 47 ) le quaJi sebbene da molti riferite, laseian pero dubitare della vera loro lezione ; siccome erronee e malamente descritte sono le.seguenti, ch' io traggo dal Mionnet (Supp. I, p. 274 e segg. ), e nel miglior modo correggo. 1. ArATAPXAl:, n. 571 ..• leggi .•. 2. AKAN, n. 572 » ••• 3. APM, n. 602 • . . • • » 4. Ere, n. 586 . . • • . o. » 5. KIM, n.614 ...•• 0.» 6. KTNAN, n. 595 . • . . ..» 7. ATKAN, n. 596 ~ » ••• 8. ATKIl:K, n. 599 » . 9. rns, s, APE~nM, n. 5770 » '" 10. I, ATKAM, n. 597 T ..». t1.~IAIAPXOT, n.613 .•• » ... 1~.[T, n.574 •..• »
0 •••••• 0 0 0 0 0 ~

ArAa!.PXO%. AEnN. •. APX. ET~o • l:IM. • KTNnNo
0

o.
••

ATK.O.N.
0

'0'

0

0

0

•••

ATKlANo [Al:, l:A, APE9nN. T', ATInN, %1. ~IAIAPXOl:. rT.

Sono queste adunque per qaanto a me sembra Ie principali , e direi tutte Ie leggende delle medaglie tarentine, se di queUa ricchissima zecca d' Italia non venissero continuamente seeperti novelli monumenti, ed altri ancora non se ne serbassero inediti in pubblici e privati cimelii. In ogni modo, se non perfettamente completa, di poco almeno mancante reputar si dovra questa serie, ove per alfabeto disposti ritrovansi i descritti nomi, e a ciascun di loro accoppiati que'simboli, che meglio mi parvero conveaire.

Nomi de'magistrati.
'"'''"

Sim.boli aggiunti.

Ar A9APXOl: . . . AAE,£AN0tm .", . ANePfll: •... AnOAMlNIOl: APEenN. APETs. APIl:TEIArrs. . . . . . APIl:TlnN. APIl:TInros. to. APIl:TOKAHl:. t 1. APIl:TOKPATHl:. t 2. APX'r7os?

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9.

Lampada ardente - Stella. Stella. Spiga. Grifone- Testa radiata del sole. Spiga.

--

Digitized by

Coogle

(48 )
j 3.

14. Blo~«~oS'? 15. rT~lrroS'. 17. ~AMOKPITOl:.
16. ~AIMAXOC •.•••. Face Tirso.

[A~'T"«S'.

21. 22. 23. 24. 25.

18. ~EINOKPATH~ (82) • Civetta - Pallade combattente. 19. ~IOvCla-IOS'. • • • • • • Anrora - Elefante - Gallo - Testa d'ona baccante. 20. EnAq>po~,'ToS' (83). Delfino.

ETH'TIIS". ETTTXEfiN. . . .. ET4>«fto. • • • • . IOP,,«S" 0 :r:OP,,«~o, .
•...

:x:nnTPOl:

26. I-HPAKAHTO~

27. 9Eo~Ca1pOS'. 28. 9Ip.{3poJ1 • • • • • 29. 9PAcrl,t.t«XOS' • . • • . 30. I-InnOAA~oS".

Ancora-Grappolo d'uva-Prora dinave. Ippocampo alato. Damma giacente 0 in corsa. Capitello jonieo - Galea +ristata -Scudo votivo. ~ Areo e faretra - Balausti« - Caduceo Ramoscello d' olivo - Tripode su cui posa un candelabro. Timone. Polipo (84).

at.

33. 34. 35. 36. 37. 38. 39. 41. 42. 43. 44.

f Il.:TIAPXO~. 32. KAAAIKPATH~.
KAH«VTtJ).

KONwv. KPATINO~ ••..•• KTAlCa1voS'. • KTNfiN AE!lN. ATKI.~NO~. ATKfiN. ATA"Auxvos • MTtJS"••••.••.. NETMHNIOl:

.

Clava. Murice. Maschera silenica. Leone gradiente.

40. ATKINO~. Picciola conchiglia. Coltello - Lolligine. Luna crescente - Due lune decussate e

(82) E talvolta per errore AEIONKPATHl: (CtJr. (84) Aile eose aVYertite nella p. 29 perl'allusione di P: ISO, n.186). IJUcsto lipo al nome '6PA4I,I&IX%oo;;'. aggiunga. cbe ne ,i (83) Intorno alla vita ed alle opere del grammatico richiama la seconda parte aiquelta voce l' aUo ale.so M. METTIVS EP APBRODITVS, si legga il Visconti dellafigura.ul d.IjiIlO, che col tridenk: iIlligle 0 e gli 3ulori da lui citali (Icon. Gr. 1, P» 246. ) cia if polipo Duotante (Car. I. e.),

,,,,.we.

Digitized by

Coogle

( 49 )

45. NIKO.1AMOl:. 46. NIKOKPA.TIll:. 47. NIKOTTAs. 48. NIKTAOl:. 49. NIKON ••.

rivolte fra loro ,

Due stelle.

Erma. Cor no d' abbondanza- Fulmine. 55. l:AAONOl: Q IAAOuos. Capitello jonico- Delfino- Timone.

50. 'SENEAl:. • . 51. 'SENOKPATHl:. 52. OAIMnIl: (85). • • • Corona e tripode.
53. mQ"u:c~. ••••• 54. nOATltp«TIIS ••.

Cavaliere che corona il cavallo-CivettaFerro di lancia-Grappolo d'uva. Spiga.

56. 57. 58. 59. 60. 61. 62. 63.

l:HPAMBOl:. l:TM,u.«xos 0 l:IMJAo«Xos. Galea cristata - Ramoscello d' alloro. l:OrENEl:. l:nKPATHl:. l:Ol:TPATOl:. 4>IAHMENOl:. 4>IAIAPXOl:. 4>IAlCKOC. • • • . • Aquila-Protome di bove ornata di ben4>IAOKAHC •.• 4>IAOKPATHl: .•.• 4>IAON. 4>IAOTAC . . • •
de - Tripode. Due anfore con di sopra due stelle. Astragalo (86) - Ippocampo alato. Ape volando-Foglia Murice. d' edera-Gallo-

64. 65. 66. 67.

68. <l>INTIAl:. 69. 4>T~«pxos. 7 O. Oq;EAlftlU?

r-

(81) Si unUca I'epivale di quem diclramma a quelle gia descritte neUa pag. :n, nolando ch'eUa e .egnata nel ri vena aI dUotto del c.,afinoe correa te a d., .ini4trq hokTIIU ten"". , deztf!'l'a daI4 &filum inlD~ (Car. 16, n •• 1). L'Eclhel lD prima (D. N. I, p.148) " poi it eh, Avellino (ad ltnI. Yet. Supp. p. 91) 1'i han ,riconolCiuto il Dome d' UD magistrato, sebbene molli era i quali il Rasche, avessero malamente Ittribuile CJuelle mODele ad Olimpia del Pelopcnnese (uz. IIIIW. rei nURI. T. Wt 2, p. 93). II lipo peril beD Ii COIUlCtte

r.

col DODle, richiamando accoaeiamente U tri,_J. e ItJ _ rona di aflora, i Siuochi ,r Olimpi4 •• i pre"," d4li '" vinei/ori. (86) La pittura di Polipoto rappl"ClCDtaDte ftgliuo. Ie Je di Pandaro giuocanli all'tUtrasillo ( Pau«: X, 30) ; il .imulacro degli .A1trasalisonla di mano ddl' Argi1' 0 Policleto ( Plin, XXXIV, 8), ed il monocromo marmoreo del MUltO Borbonlco, opera d' Alea..... dro Atenieae (Pitt. d' Ercol. I, T(J.II. I, p. 1 ) , IODO fone i piU iDlipi. JDODUDlCJlti del giuoco c1qU tIItrrlBafi.

t

Digitized by

Coogle

( 50 )

LUCANIA
POSIDONIA SYBARIS.

:

Bove rivolto a d. Due dischi. Arg. 2, Tav. I, n. 22.

Rov. ~

Si ha da un luogo di Strabone (V, 10), che j Sibariti impadroniti di Posidonia, vi fabbricarono un muro presso la riva del mare, p.w O~JI frl -S-«J\cC7'7'fI 7'ijXO~ i-S-ev7'o, ma che i coloni cangiando hen presto dimora , s'innoltrarono assai pill, verso la terra, 01 0' oix,~3-EvTf~ «vc.>Tepw P.E'f'EIT7'fI""«V (87). In quanta all' epoca della sua fondazione osserva i1 ch. Avellino ( Opusc. III, p. 128), che sebbene non possa stabilirsi, come sembra, COM intera certessa sopra veruna autoritd, pure risulta da un luoqo assai rimarchevole di Erodo-

to (I, 167), ch' essa fu assai antica, e che Posidonia gia esisteoa quando nella LX 0 LXI olimpiade recaronsi i Focesi a fondare la non lonuma ciud di Velia: il perche pare, e l' ha gia notato u Mazzocchi (Tab. Her. P: 499), che di 500 anni almeno preceder dovette questo avvenimento i1
principio dell'era volgare (88). Conoscendosi inoltre i Crotoniati distrussero Sibari il terzo anno den' olimpiade XXCIII (Diod. Sic. XII, 9-10; Herodot. VI, 21; V, 44 ), non PUQ dubitarsi che a questo iotervaUo di tempo riportar debbasi qualunque moneta riguardar 'possa i due popoJi federati. Or questa picciola monetina proveniente con altre non meno pregevoli dagli scavi di Crotone, ritrae da un lato il bue stante con l' epigrafe retrograda liMOn, dall' altro due dischi ed ill (30UsTPOrp,,"&rw MTBA, come in altre monete di Sibari di epoca primitiva. Le due leggende diverse, l' esempio costante di molte simili citta Achee, e il conoscersi di gift un' altra moneta di concordia spettante ai due popoJi (Paoli, Rud, Paesti, Tav. LVIII, n. 2), sono sicuri indizii che ad una confederazione tra Sibari e Posidonia attribuir ne fanno anche questa, rarissima ed inedita finora. Quale cagione, oitre ana oomune origine, avesse tra loro riuniti questi due popoli tanto divisi e lontani (89), io non so ne sembrami facile
la intcrpctrazione

coo

(87) Cosi pure Scimno di Chio ( ....24~) seeonde del l't11l!(1Iooi De Pa8sU orie, ( t3). Vcggasi peri) il Mazzocchi (Tub. Her, p. 100) e gli autori cia lui citati. .

r-

(88) Non diveM8lD('nte it duTheil Del Tolgarizzamento di Strabonc ( TOIII. II, tilt ). (89) Anche ne' tempi ~steriori, chi da Peste per la Via Acp.lilia volea rl'Cllr81ill Tur io, dORa pereorrerc

r-

Digitized by

Coogle

( 51 ) indovinarlo , smarrite esBendosi. Ie memorie ebe An1ioco ed altri avean lasciate sulle citta della nostra Greeia; ma l'arte abbastaaaa inoltrata, e 10 stile simigliante in parte a quello delle pieciole Siliari 0 Posidonie (Mion. Supp. I, p. 320, n. 832; p. 307 , n. 728 ), fissan quest' alleanza all' epoca della guerra con i Crotoniati , che fu l'ultima combattuta da'Sibariti prima d' esser distrutti (90); non offrendo la numerosa serie delle monete di questi eltimi aleuna , ehe avaBzi queUe in bellezza 0 in eleganJa eli stile. II tipo del dritto il solito de' Posidoniati , riferendesi il bue a Nettuno: quel del riverso, simile all' altro di uaa monetiaa da me pubblicata nella tavola seguente (v. n. 6 ), vedesi pure nell' area d' una picciola medaglia di Posidonia star sovra hue (Paoli, o, c. Tav. LIX, n. 11 ), e dovra credersi forse un tipo comune a piu eitta rappresentante la [orsa , siccome si veduto altrove essere il fulmine, 'l'astragalo e la clava (v. P: 31 , 33, 38); imperciocche il disco laneiar doveasi con (orza, ed era talvolta di ferro 0 di bronzo (Eustath. ad Odyss. e, p. 1588, I. 40 e segg.) (91). Eppere a tal riguardo potrebbero aache dirsi due scudi, fU%UX~ou) «rrn{"6ct~ (Hom. II. E, 453), dando Esehilo ad Aa6arao 1111 simile scudo rotonclo, e tuuo di bronso :

e

n

e

Tct'lctU3" 0 pAl1'1"lS «crriO n«,),X/~A"O' ~ 0«

;"XUJtAOD J7l,Aw,

(Sept. ad Theb. e. 542-3 ).
Si rammenti 10 scudo di Sarpedonte , KctA~l1, XctAxEI"V, lfActcrEV quello di Enea (Hom. fl. T, 275), in cui eran cinque falde f~6Act'l"OV,
~11

«p« X«AuUS 295-6), ,

(Hom.

n. M,

e Io seudo di Achille (Hom. II. l:,481)
SVMMVRANO. CAPRASIS.. • • • • • • M. P. XliII. • M. P. XXI.

uno spazio di quasi 120 miglia romane, come raecogliesi da varii frammerati dell' ltUaerario d' Antooino I e della Tavola PcuLingeriana ,ove IOn COli notate Ie di. stanse :

Too. PtluUnS. I. c.
(90) Secondo Strabone ( VI, 2) 10 potellU de' Sibariti fu diatrutta in '10 giomi I sehbcne al't'llllero in campo un elK'rcito di 300 mila combattenti. I Crotoniati condotti da lIIilone, aJibgarono i fuggibvi Delle acque del

Too. Ptlutins. Sesm. VI.
PAESTYM.

CRATER FL.

• H. P. XXVI (l~.

X).

CESERMA .•• (kS. CtU6arit1n4) ••• M. P.Vll (ks.XVII). Itin, Allto". tid. W."tllinB. NEI\''LO.. • . • • • p. 110. • • M. P. XXXVI.

Cnti. (91) Vegpai inoltre iI PiWco (.z:a. • .be. I, p. 676 J'

*

Digitized by

Coogle

( 52 ) Che Vulcarw '" ~a I' una lUll' aUra Ribattute, di bronzo le due prime, Le due dentro di ,tagna, e tutta d' oro
La media.

(Monti)

Gli scudi adunque, ehe isolatamente rappresentano 1a forza ed it valor militare, possono insieme uniti esser tipo d' alleanza, ed accennare ana helliea unione dei due popoli (92). PAESTUM.

. . . T. di Ercole coverta daUa pelle del leone, e rivolta ad. Roo, Proto me del einghiale a d. Br, 2, Tav. I, n. 23.
La leggenda eorrosa, ma che lascia aneora un' orma delle antiche lettere PAES, la fabbricazione ed il tipo del rovescio non diverso da quello delle solite monete Pestane , ne fan verisimilmente attribuire a questa citta l'inedita monetina che qui descrivo, appartenente ora al sig. Tuzii. La rappresentazione d' Ercole e del cinghiale d' Erimanto ripetuta sovente in tanti monumenti dell' arte antiea, e specialmente nelle opere di vascularia, non abbisogna di maggiori illustrazioni, note essendo abbastanza quelle da ehiarissimi archeologi fatte di tutte le fatiche di questa eroe. Richiamero solo un luogo d' Orazio, dove celebrandosi i cinghiali delle selve Lueane, si allude certamente anche a quelli di Pesto, che rinomata non meno per Ie gemine rose (Claudian. X, 247; Virgo Georg. IV, 119), segno colla protome di questa fiera un gran numero delle sue picciole monete di bronzo (93):

In primis L VCANVS aper, leni (uit Austro Captus, ut aiebat coenae pater, acria circum Rapula, lactucae , radices, qualia lassum Pervellunt stomachum, ( Senn. II, 8, v. 6-9).
(92) Due scudi e la Icggcnda CAX ba nel dritto una rna moneta di Pesto pubblicata dal ch, Avellino ( 1.'lu., Baril. V, Ta .... XV, n. 3 ). (93) Bellissima ed interessaute per la storia di questa cilta C la seguente Ta ... la di bronso rinvenuta in Pesto o nel 1829, cd ora Del Real Musco Capodimonte. Fu il primo a pubblicarla il ch. D. Giovanni Armcntani, che con due pregevoli disserlazioni ( .... Allcora d~& T,wola di bT'OlW)IICC. - Napoli 11837, Tip. Raimondi ), non solo die un elegante cd eaatto volgarizza· mento di quel diploma, ma vittoriosemente sostenne contro taluno la sua interyctrazione. e la «j:ui.tione lui cOMOlaLO de' municie" I gta troppo per 10 innansi agitata. Aatenendomi 10 dall' aggiungere alcuna cosa aile ingegnose considerazioni del lig. Armentani • avver· tiro aolamente, che il costume di riunini in assemblea e di consul tare aullo state della patria, fu molto aatico &1'1 i Pe.tani I eicxome provasi per quceto luogo

Digitized by

Coogle

( 53 ) SYBARIS. Bue a d. con la testa rivolta in dietro, ed in atto di leccarsi (rilievo). Roo, Una ghianda (ineavo). Arg. 1 h Tav. II, n. 1. Questa picciola medaglia, che per quanto io mi sappia e inedita afratio, ritrae nel dritto i1 boue cAe si lecca , e nel riverso in incavo una gAianda, tipo comune in monete di Laus (Mim,tn. Deser. I, p. t 55): la fan credere di Sibari 10 stile primitivo e la rappresentanza del dritto , che appella indubitatamente al nome l:rBAP~ (Caved. Spic. Num. p. 19).
d' AriJlosseno pret50 Ateneo ( XIV, 7 ), DOD richiamato iop-rt;ill ~11 'EU'lP"~:I iT, xrU ~. ill ~ G'VII'cSIIn, finon da aleuno de_gl'illuslratori di questo bronw: 'OfU:'- d:if%f.I.IP1cncOllTf%' ~11 ti.pxodWII ix£illtJlll OIIo~TWII TE lUJi 071, 'P"10';, 7rOlif411 lIoO'!,cJwIlKiTf%l, TO', 'II TU) TII~'f1IlXiOI· 1IOf.l.lfA!JlIl· d7l'0~'Jp&.fI-&IIO' Icre 7fP~ ciU~. xed clrQo XOA.7I'WXf%TOlXIiO"II, oT,. G'V:.it3'l!, TeX fUll ~·Glm,. 'E/..- JaxpfxmllTE" Gl7f8(1%OllT«l... etc. /"'IfI"/ il7tll. ix/3E{japI'«£1fJ!~f%l, TlIpjTIjlIO'" ~. PwfUAio~ Eccolo intanlo tal quale ~ui ri.&:rito dal lodato '>'').0:100'', xed ~11 TE 'PW~1I fl-ET«/3e{jA.Yjxlll<l.l, '!'liTE 1..0'- aig. Armentani Del 1. c.

reX

TWII

i7fm,JaupP.TUlII'

~1II

T&

p.if%ll 'I'M dwSs

TWII

.

.

HELPIDI HOMO FELIX DEVS TE SERVET FLAVIIS ~EONTIO ET BONOSO CONSS
VI IDVS APRILES

CUM CIDES FREQVENTES COLONIAE PAESTANO BVM COEGISSENT BERDA FECERVNT NON AUVNDE AESTIMAMVS STATV)( CIBITATIS ALTIOREM CVLTIOREMQVE REDDI NISI INDVS· TRIVM VIRORVM PATROCINIO FVLCIANTVR OPTIMI CIDES IGITVR HF.LPIDIO HONESTIS SIMO VIRO PRO DIGNITATE SVA PATRONATVM OFFERAMVS CRF.DIMVS QVOD IN OMNIDVS NOS PATRIAMQVE NOSTRAM FODERE DIGNETVR HELPIDIO PLACET PLACEr HELPIDIO HONESTISSIMO VIRO CVIVS TANTA AEQVITAS TRANQVILLI TAS DlGNITAS IVSTITIA INNOCENTI A HVMA NITAS EX ORIGINE PROPACATA MONSTRA TVR CVIVSQVE PROLES SANCTISSIMI ET EIVS VENERAVILIS FLOS DECVSQVE EST TABVLAl\( PATRONATVS SICVTI PARENTlBVS EIVS OP TVLlMVS OFFERAMVS QVEM SI ACCIPE BE FVERIT DlGNATVS SPERAMVS QVOD PRO HONESTATE NOMINIS SVI IN OMNIBVS NOS AEQVO SINCERAEQVE ANIMO ASPI CERE AC FOBERE DIGNETVR

Digitized by

Coogle

· ( 54 )
II luogo di Strabone dove Lao chlamata colonia de' Sibariti (VI, 1), e quello di Erodoto in che narrasi come i Sibariti, distrutta la loro patria, A«ov 'TE "c<; ~";~pov OJ''EOl' (VI, 2 t ), ne dan ragiohe della simiglianza delle monete di queste due eitta ne' tempi posteriori all'olimpiade XXCIII; cioe quando gran parte de' Sibariti rifuggitasi in Lao, ,con i . costumi della patria vi trapianto pure Ia religione di quegl' Iddii ch' essi .avean per 10 innanzi adorati, A. Giove infatti appella in monete di Lao Ia ghianda del riverso, eben si connette col tipo del bue (Sestini, Descr. di m.. mtd. gr. P: 9) sacro a Giove, al Sole ed a Diana. Ma di tal moneta mancavano esempii Rella numismatica primitiva de' Sibariti, ne avrebbe potuto dirsi del tutto imitata, se questa pregevole medagliuzza di stile moho antico e primitive, non venisse ora a dissiparne ogni dubbio, ed a stabilire assai probahilmente I' epoea della moneta di Lao posteriore all' olimpiade 83 0 8!. Dov' ella siasi rinvenuta m' ignoto: conservatissima perc e tal quale si presenta incisa, mi pervcnne con altre dagli scavi di Crotone.

e

e

THURIUM.
T. di Apollo laureata e rivolta as., dietro AP (man.). Rov. GOT Corno d'abbondanza: a s. zn, a d. <1>1. 4, Tav. II, n.2. Br. Una colonia di Ateniesi condotta da Xenocrito e Lampone approdata in Italia , rifabbrico Ia distrutta Sibari e v' impose il nome di Thurium. Come rieea e grande fiorisse la novella citta s' apprende da Diodoro, di cui beJIissime ed opportune sono Ie seguenti parole: ",0;";";;S' Of or."rtIS' "cx,; c

"cx,;..ns",.

'X.}/Jpct.S', oix.6TOPcx,S'
"

EX
I I

'TijS' 'E;"7\«ooS'
E7f1
I ".,

IJ.ETcx,""EP.~«P.EVOI

'Till' 7fO,,'V,
p.E'Ycx,,\ouS'
',. .,

"cx,1 'T'111 xwpcx,v
E"TIlTc(VTO,

TtlS'
I

EVEP.OV·

Xcx,1 7fpOS' 'T(it.S'

K PO'TCI)Vlc('T«'S' '

O'I ~ I oE

:ruxvouS',

OlEVEIP.~VTO

~,

,.' OIcx,fJ.EVOV'TES' 'TC(XIJ I rF\OlJ'ToUS'

qJI;"Icx,V

'Q.' cruvv EP.EVOI "cx,f\WS' ,. -

(XU, 11). Prese ella nome dalla vieina fonte Turia (Diad. 1. c., Strob, VI, 2 ) ehe seaturiva poco lungi dalle sue mura, e fu ricca, fertile e potente, sebbene ne' primi tempi da intestine discordie sconvolta
i",OAI'TEUOV'TO

(Aristot. Polito V, 7).

.

Niuna moneta di questa citta era finora conosciuta che si avesse nel riverso il corno d' abbondansa, tipo per altro assai ovvio in monete di Copia, e dove indubitatamente segno della fertilita dell' agro colonieo. Eccone intanto una di buona conservazlone , ehe ritrae 10 stesso tipo, e v'accoppia nel dritto la testa di Apollo, copia forse di qoella statua ch' era in Crimissa (9!) nel tempio di Apollo Aleo (An·slot. de mirab. Op. II, p. 729;

e

(9t) Intorno a qucsto tcmpio, dove Filottrte arpesc J' areo e Ie sactte di Ercole, si Iegga lra gli altr-i i. Gi-

l'alJi ( De Deis Gent, S1'III. HI, .

r-

211-30).

Digitized by

Coogle

( 55 )
il quale secondo Steffano esser dove a poco lungi da e da Turio (v. Kp'!ll",cc). Le iniziali AP, 4>1, potrebbero andar lette AP'~T'CI)V, l:nl'EUE~ e <1>1",,..,,, se pur non erro nella interpetrazione di questi altri nomi abbreviati , che al pari di quelli de' magistrati Tarentini, trovansi simboleggiati sovente da tipi allusivi.
Crotone

Justin. Hist. XX, 1),

~n,

I.

Jlo~te

di argento.

1. ~A)( ~A.-Caduceo (Car. p. 11!, n. 38). Varii luoghi di Pausania (IV, 27; VI, 5; VII, 25; VIII, 27) ricordano
~Ap.CI)v cittadino di Turio, che vinse quattro volte in Olimpia, due nell' olimp. CI, e due il secondo anno dell'olimp. seguente. Che il rnagistrato della medaglia abbia voluto accennare a quell' atleta, 0 sia appartenuto alIa stessa famiglia di lui, facilmente 8' argomenta dal tipo del Cadllceo, che potrebbe a tal riguardo riferirsi a Mercurio 'Evccy~v,OS" (Aristopla. ET)( ET<I>A- II nome Dioni.odoro che leggesi poco appresso (v. n. 16), ne richiama quello di suo fratello ET&uoep.~, ch'io qui supplisco nel dritto. Di essi narra Platone, che profughi essen do da Chio loro patria, ricoverarono in Turio , lodandoli pure come atleti valorosi, e perfeui ( XVIII, Eutlaydem.). Del compagno ET<I>Ap.O$" lungo ho detto nella paa gina 27 (95). 3. ET)( H, P A - Pr;otome del leone con la lingua di [uor« ( Car. p.l1!,

l' olimpionice

Plut. e. 1162).

2.

n. !2).

gnJc. p. 81).
!. 5. In)(

ch, Millingen suI mito d'Ercole ed il leone ,di Nemea (Ree. de quelq, mid.

Supplendo

ET3-uOEP.~ ed 'HPA"Af7'r'O~,

si rammenti

Posservazione

del

e )(~:_Leggo
ET-Due

mente qui appresso

eeoo~. i medesimi

i pesci lac"; a Minert'a (96).

Pel nome In1"ooccp.OS' che accompagnasi ad ET&u~EjU.O~, veggasi quel cbe bo notate alia pag. 26. I due pesci, tipo frequenle del riverso, potrebbero appellate ana marittima situazione della cilta, 0 al Conte Turio ed esserc

pesci (Mime. Supp. I, p. 32 t, n. 8!-t ).

e l:Wl'El'E~, nomi.

ritrovando

scritti

piiI estesa-

(95) Narra Polieno ( V, 22), ch' E,y.11W capo de' neamente clato prigione sarebhc morto , se tardando EuPitagorici di Melaponto, daunato a morfe dal urauno ,(emo di soli poehi giorni, l' esempin di t.aut"amisl:onon Diobigi, dinaaodo Ire mesi di vita per rivedcr Sarno 8ua avesae commosso Dionici a liberarli. palria e dar sesto a' suoi aJral·i: nel qual tempo nOD es(96) Dei pesci lac" parla spcclalmcnte Noonio ( Ih scndo ritorDato, il 6UO amico Eurito: ch' erasi spoata- rc cib. Ill, a).

Digitized by

Coogle

( 56 ) 6. N)( 'E.E,l:n. 7. NT (man.) )(l:nr-Leone in eorsa (Car. p. 116, n. I magistrati sono NT a-or, '.SEve«S' e l:nr EVES'.Allude al ne, non solo perch' egli e pure un attributo di Bacco (Pitt. p. 65), rna perche sembra sferzato 0 stimolalo a eorrere, 8. n)( HP-Prora di nave (Mion. Supp. I, p. 321, n. 68).

primo il leod' Ereol. V,

842).

Questo ed altri simboli marittimi aggiunti al nome del rnagistrato HP«XA'ITOS' potrebbero far sospettare, che posseduto avessero que' di Turio qualche nave col nome di Ercole, siccome ve ne furono co' nomi di varie divinita , Ie quali com' noto, scolpite 0 dipinte nella poppa, aveansi la tutela della nave (Salmas. Plin. Ex. p. <l03; ScAoelf. Mil. Nav. Ill, 1, etc.). Dal sapersi pero ch' Ercole fu dagli antichi adorato e tenuto per ispecial custode del commercio, e che vedesi qui appresso unito allo stesso .nome Eracleto il como d' abbondanza (v. n. 22), poo verisimilmente conchiudersi , ch' abbia voluto cosl richiamarsi tal qualita di Ercole, per la quale doveva esser pure adorato in Turio , citta ricchissima a digran commercio navale (97). II nome del dritto forse n«Pf.uV,Oqf, come nel n, 29. 9. l:I)( - Lampada ardeiue ( Car. p. 114, n. 37 ). . Certamente ~If.L,u«XOS" poiche la lampada ardente, come ho gia detto, simbolo deU' immortalita dell' anima, ch' eternamente dura. 10. l:U)( l:n - Leggasi l:nytVES', quale nel n. 7.

e

e

e

~\ , Q E 7fa"'pws

del leone can ;Ia lingua di foom (Car. p.114,n.41). \ . Yeggasi il n. 3 ov' e 10 stesso magistrato HPAx"-'I'J'M: .quel del dritto TIMn-v ne richiama il nome del filosofo Timone, autore di un libro intitolato l:;AA~S' (Suidas, v. Tt.uwv). 12. 4l)( <l>PT- Forse <b'ACalVe 4lPTy,AAOS. Leggasi per quest' ultimo il Sillig (CQ.t. artif. p. 355). 13. » )( AAE - Tripode ( Car. p. 118, n. 119). Di Alessi 'Iuriese poeta comieo , COS I narra Suida: "AA'~lf ·00~PIOS'· iiTlS' 1/"pO'J'EpOV 'l:u/3apiS' exocAe;'J'o. KWf.LIXOs. iOl'Q«~. op';'p.a'J'« a-'. p.' ••• 'YEyOlll
,.., \ ·\ fcrx,e ~\. ~, 0= UIOV ~'Tfrp«.VOV s : xa, «1J1"QU XWf.L'xov (v. "AAf~/S'). Non e quindi inverisimile che siasi volute con questo simbolo richiamare il nome di quel poeta, AAE~IS" saeri essendo i vati ad Apollo, al quale si addiee specialmente il ~ripQde;
11.&VatVOp¥ TOU XOU. (97) Scbbenc i topografl non ,'accordino nell' ubioazione di questa citta , certo ch' ella s' ebbe un gr.an porto, notanda il Brondsted , che il traffico da Turio "I Pcloponncso e segaalamenlc a Cillene, csscr dovea co_ mllnl!, I! stabilit» in rl!solllre mQlliera (Sopra WI' "cr. gr. scolp, In WI a1l'. ehno di hr. p. 20 ). Richiama cgli a tat

11. TIMn)(

H, PA-Protorne

'I'

~

..X0P-'

e

propos ito questo luogo di Tucidide:!tal 'AA.XI~lti,J-1S , 1'-. '1'0: 'I'~01 &uju;!!nj').~JIII;' 1!'Epatlll~E;i '1'6'1", iu~~Jd, r:_).aj'"J 'P0PT"1?-,xii EX 7">1':: 00UplIX.;o ES KuA.A."1lfl!l1 T"Ili HMiIX~ r.pWTOIl, £7:"Elr~ ~"'SpOIi is AQCllE.)cxi~ollClC.x. '1'. !...

(Vi, 41 ).

-ri~

Digitized by

Coogle

( 51 ) . K.,&Jp", t1«f{J''''
14. »)(
n.5'e37. 1fp611 ''Ydp i;,

TplT~' ,., (Anacreon, H. in ApoU. v.•. 12-3 ).
AP",.,.,,· ed m1"O~«f-'ot, come .nei

4>o,~,

AP, In -

Probabilmente

15. »)( AA (mon. ), l:U - Al magistrato l:0'YEVf~ aggiungesi AAp.o" indicato daUe stesse iniziali che nel n. 1. .. '. . 16. »)( AIO - Agaso (-Car. p. 114; ft 39). . . E, chiara allusioae .il pegaso· ,. cavallo del Sole e celeste paranatellonte della Vergine ( Inghir.Jlon., Etr. III, p. 343) al nome AIOuua"'oOopK: eppere m' astengo dal richiamar in ~onferma di essa alcun' autorita di antico serittore, note essendo Ie osservazioni -del Creazer , che trovo esser Di01Uio il nome della persoiliihazione del Sole, ritomato sull' emisfero dopo la stagione d'inverno (DionYI. p. 24"'). 17. »)( ET<I>A - 1ir.(} (Mu •. Borb, V, Tim. XLV, n .... ). Quest' attributo di Baeco ben si connette col significato del nome ET4>A",,~, in riguardo aile acclamazioni ed ai canti ·delle orgie baceaaali. is. »)( ET, 4>P 0 <I> Piccolo augello con ali aperte, . Simile tipo vedesi pure in una beUamedaglia pubblicata dal ch. Avellino (Mus. Borb. V, Tav. XXX, n. 1 ), ed probabila vi stia per la stessa ragione " potendo dirsi l' augelletto f{Jpu;-;')-..or, per allosione at nome <l>Pu'Y'~~o) (98). Le altre iniziali appeUan forse ad ET~u~f~or, come nei n. 2-3. 19. »)( HPAK-Delfono ( Car. p. 113, n. 25 ). DPAK~f1'T~. Simboleggiarono i delfoni il commercio di mare, e probabilmente perehe i Tirreni, secondo Plinio , Ii portarono eftigiati nelle loro navi (IX, 9). 20. »)( H, PA - Corno d' abbondanza (Car. p. 113, n. 7 ). ' 21. »)( HPA (mon. ), 0 H, PA-Prora di nave ( Car. p. c. n. 18, 2'). Do di gia spiegati questi simboli nel n. 8. Si aggiunga, che il como d' abbondanza, essendo quello stesso ch' Ercole ruppe ad Acheloo, vedesi sovente tra Ie mani di questa eroe: cosl in una rara medaglia d' Eraclea ( Avel'. Opusc. 11, p. 79, Tav. ill, n. 4 ), ed in una statua del Museo Pio Clemeatino (To,!,. II, Tav. IV). . 22. »)( HPA, 0 HP (mon.) , 0 H-Si legga HPAx~"T~, come nei n. precedenti.
e,

e

,

(98) Atistofane citato da Suida (". 'Pf~) .. iglia queat'uccello aU' altro per nome 'IliA-yo:!,
.pl'>~

alii. perloccW

Splll~

i~·lt'.,

riI.u..\uoIl~ ?AMI.
(.4..... ".764 ): ,

.

n~ui pnre il"cl'lO eel wi le note deUo anticp IICOliarle (p. 410). . E riferito dal Winck.elmann (SI, tI.l! art. VIII, I, 2$), cbe Fri(;illo, antecelllOA di Salone ~ eli Tri!o~ .., ~ il primo a ritrarre .4"'0" 10&10 Ie aemblan~e eli glO'IaneUo.

8n,

~.

8

Digitized by

Coogle

( 58 ) 23. » )( 0E - Stella ( Car. p. 115, ft" 49 ).' Evidente e la corrispoodenza dell' astra al nome 0EO-~lIPOS. 24. »)( MOAOl:1:0~. 25. »)( NIK - Leggo NIKlIv, siccome ho altrove detlo pin volte, 26. »)( NTl.: 0 NT - Suppliscasi NT1:QS' e si noli che N~'a"1«' 0 DEpt, xu'v&It~., fu delta una specie di balli, ';p'X~p.«'1'QS' f';l;QS',in onere di Bacco ( Suidas, v. NUa-IC~ ). 27. »)( '!.E, 1:0- 'E.EVf«Sel:OYfPlS. 28. »)( 'E.- Pesce ( Car. p. 115, n. 54). Non diversamente dana spiga (v. p. 37), allude il I'tlCe al nome 'S.fVf«~ per le ragioni addotte nella nota 60, ove all' autorita di Filostrato , puc aggiungersi quell a di Yitruvio (VI, 10 ). Varw pitture di tal genere rinvenute negli scavi di Pompei e d' Ercolano, alle molte specie di commestibili accoppian sovente i pesci, che qual cibo gratWimo ai Greci (Nonnius, III, 7 ), non era certamente da tralasciarsi. 29. »)( TIAP - Dell' olimpionice TIAPp.fvl ,,~Posidoniate, vincitore neiO l' olimp. LXXVIII, fecero menzione Diodoro Siculo (Xl, 65) e Dionigi d' Alicarnasso (IX, 56). 30. »)( 1:W - Vitloria oolaMtlo a d., at~ {ra Ie mcni UfI(I corona ( Mus. Barb. V, Tav. XLV, n. 6 ). 31. »)( 1:1- Lampada ardente (Car. P: 113, n. 8). I medesimi simboli si ravvisano pure 001 n. 148 della N. U, e 9 della page 56: ivi e abbastanza dichiarata Ia relazione ch' essi haono col nome 1:IM,u«x,os-. 32. »)( 1:0r 0 l:0 - Indubitatamente1:0r.m. 33. »)( <l>A,... (lell. inc. ) - Forse '<I>Avol"fAOS"' notando Saidaesser questo un nome proprio, ovo,u« XUPIOV (v. <I>«voo",uo> ). 34~ »)( <1>1, l:0 - Leggo <l>IAtIIJ1l:0'yE1es-, come nei n. seguenti. e II. Monete di bronzo. 35. AP (man.) )( 1:!2, <1>1. 36. AP (mon.) )( »-Si vegga qui appresso il n, 38 pe' nomi AP"'1'IWV, l:!2'yEVE> e <l>l]l.wv. 37. AP (mon.))( TIAE-Cosl riporta qoesta Ieggenda il Carelli (p. 119, n. 138 ), che io credo doversi pero correggere in parte, e ravvisare nel riverso Ie iniziali nAP, simili a queUe del n. 29, da riferirsi ai nomi APkr,wv e nAP,u,fVIO,,>,soliti in queste monete di Turio. 3S. »)( APIl:~n<l>I - L'Eckhel (D. N. Y. I, p. 164), il ch. Avellino

Digitized by

Coogle

( 59 ) (Mus. Borb. I. c. ) ed altri, han ereduto ee&ei' qaesto il nome d' up sol magistrato ; rna la forma ·Barb.... di quaLa. parola, e l' U80 di unir insieme le iniziali di varii nomi, confermato da altri esempii in monete di questa· stessa citta (99.), potrebbero .far di,idem is tre questa epigrafe , ODd.,: leggere API~T'w,; e CPil\CIU,. come Del ••. 35. . 39. » )( Al: (mon.) - E petrebbe coecbietturani. anche per questo monognnmna, nel quale sembrami ravvisare leini:&iali de' nomi Ap'STH"V e ~61yfVI~, qaali nel n. 36. . !.. .. . .

~n-rEI.'K

'. '40. )) X E. '. . .: . . 4L)))( E, IT-Probibilmenle Muo,I-'" e D«pp.UIO"" pGiche suole ilmagi.ra&o Rufamo esser mal sempre disti.to da pin eerte iniziali. 42. »)(H-Chwa (Mus. Borb~V, Tav. XXX, fl. 11). La. clava, che in ~la moneta' appena si diseeme al di sette. del {ul.-

mine, 49.

e indizio
»X

sicuro del DOme Hp(Q~fJT'~. InnOl: .... A- II. ch. A~ellillO legge InnOl:'TpA'Tc¥ (Jlu,.

Barb. V, Tav. c. ft. 10).. ! 44. » )( I~TI - In .onete

46. »)( MT - Caduceo (Car. p. 118, n. 120). . 4.'1.) )( nAP -- La ,tssso (Car. p. 119, ft. 146 ). . Ben pub appen~e ai nomi degli atleti MT'JSe nAP"'IJI,l~ po , che si e veduto· spettar convenieotemente a Mercurio 'E'«'Ywv,4K Jlie 0 Mue nomossi pure un 61080foPosidoDiate (Iambl. c. XXXVI, .48. ))( TH (mon. )-Diyido in due il monogramma, e leggo Hp«~~"'TK come nel n. 11.' .

tatentinesi ha intera l' epigrafe U:TIClP'X~; perlocehe io cost Ia compleso , non diversamente dal n. 111 della pag.. 40. 45. ,) .)(KAEnN - Tra i Pitagorici Tareotini da Giamblico annoverato Cleotae (c. XXXVI, s- 216).

.

e

questo ti-

P: 217 ) • T,p-r.Jv ed

(v. n. 1).

BRUTTII
. CROTON.
1. QPO. Tripode, a s. un ramo da cui pende una benda. Bo». Lepre corrente a d. Br. 8, Tav. II, n. 3. 2.T. di ~arte galeata e rivolta a d. Ro». QPO. Gallo a d. Br. 4, Tav. II, n. 4.
3. T. di Palla de galeata e volta ad. Boo. K. Clava. Arg. 1 b Tav. II, n. 5.

(It) Merita d' esser DO"to ..... gli allri '1u.llo di V, Tav. XLV, n. t ) , dove pull verieimilmente ll'ggeni una moneta pubblicata dal th. Aveliino (Mill. Bori. EulhlcJ,f'Oi eel BPAXA'lI1'~ , come: Del n.3.

*

Digitized by

Google

( 60 )!. Tripode,

a s. una cioogna. .. Ro», Doe dischi: in m,ezzo un oggetto incerto. Arg. 1, Tav. II, n. 6.

Due specie di tripodi ritraggono 8U loro conii Ie antiche monete di Crotone: l' una pin antica e roe ricorre sovente in monete ineuse primitive , I' altra in queUe de' tempi posteriori. Mancano i primi di cortina, ~AP.or, e potrebber dirsi «v«&'flAW1Mr, e con Omero «7I'UPO' "'p;7I'O~E~ (11. I , 122) (100), perche non tocchi dal fuoco: i quali destinati per le statue degli Dei, He furent placts que danl les temples ou dans les chapelles domestiques (Pa1&O(ka, Ant. du cab. Pourtates, P: 81 ), e particolar cura ricbiedeano in foggiarsi , siccome quelli CM novera Pausania tra Ie cose ammirabili della citta d' Amiclea, ch' eran eli rame, ed usciti dalle mani di Giziade, di CaHone d' Egina, d' Aristandro Pario, e dell'Argivo PolicIeto (III, 18). Veggonsi in essi le tre orecckie .(101) o anse del lebete , Afra~, a guisa di onelli , grossi abba stanza e rivolti al di sopra, da servir non solo per maniche del cratere, ma per contenere Ie statue degli Dei , che sedendo su quello, ad 1180 di essi appoggiavao Ie reni. Cosl almeno .vedesi Apollo star seduto sui tripode in Delfo, in un' an- • tica pittura d'un vasa fittile Campano (Tischbein, Coil. eec. I, Tav.XXVIII), seduto cioe e con Ie mani afferrate agli'anelli, che sono pure grossi e rotondi come in queste monete di Crotone. Al qual proposito piacemi rammentare, che il ch, Cavedoni osservando la loro figura esser quasi simile al Q, suppose potessero. simboleggiare I' intiero nome KPOTflN (Spic. Num. P: 21 (30»), non ripensando Corse che simile forma han pure Ie tre aste e gli anellide' tripodi delle monete di Damastium e Zacynlbus ( Sesl'ini, Descr. di m. med. gr. p. 59, Tav. IX , n. t; Mus. Chaudoir,p. 60, Tav. III, n. 9), e che neUo stesso modo rappresentato il tripode di Delfo in monete riferite dal Mionnet (Supp. II, n. 37 , 40) e dal Sestini (Lettere di cont: Ill, Tav. II, n, 10). I quali , sebbene sien circondati di un serpenie, ch' il drago Pitone , rassomiglian nondimeno nelle anse e nel t'e~tre, Y«fTTPa., a quei di Crotone, ed a quello che dedicarono i Greci ad Apollo dopo la battaglia di Platea, if qua Ie era di oro, E7I'; ".oc;· "'PIN.a.p~Vt$ O~EOf ".ou X«~XflS f7l"ffT"'f~ (Herodot. IX, 80 ). Sta sugli altri tripodi, e sono quelli di monete posteriori, la eortina, cbe Varrone rassomiglio all' emisfero superiore del Cielo (L. L. VI, 3 ); e

e

e

(100) Qucst? lu~go d' Omero I,cmhra pure ricbill. malo da Pausauia I 11 qualc descrivcndo 1 doni e Ie immagini de;;Ii Dei, eh' eran nel tcmpio detto dai Mel. SCJ!i Hin-o..l/~:sion, •• og~iullgc: XS)lfTCXI Ji x".i a.p%cx)(Jl ':'P'7:QJ'i (J,irVeOUi CitUTOI/i XMst "O""1PQi ( IV. 32).

il cb. Anllino (Mu •• Bnrb. V , r epitcto di orecchiuur , J,TU,Sli, dato da Omero ad un tripode (II. 1f, 2M). ci fa auche in tendere come col Dome d.i O1YCclai I indicaYanu eli ,nelli luperiori.
Tal'. LX, p. 2). chc

(t01) Ossena

Digitized by

Coogle

( 61 )
serve dicopercAio al lebete, Come oltre all' autorita de' .classici, .puo argomentarsi da quell' anello od "Reino , che ha sovente al di sopra. In alcuni eTvi nel messo un rialto, donde vedesi talora spuntare una fiammella 0 guizzare in alto, come in monete di Taormina (P .. T. M. Tav. LXXXVIII, 1&. ') e di Petelia (Hus. Born. VI, Tav.' LXIV, n.5); talvolta oroati di quella catenella 0 specie di lemnisco, che agitandosi serviva a trarne fuora . lin suono (..4vellirw Opusc. II, p. 117). Sono questi que' tripodi che potrebhero nominarsi ip.1rup,13'ijrr"" 0 ",3'flJIJE', addetti cioe al fuoco 0 a'sacrificii (Sophoc. Ajac.v.1427), e dati sovente in premio a'vincitori de'giuochi. Questa notabile ditJerenza de' due lripodi puoprobebilmente dichiararsi, poiche il primo, scelto dai Crotoniati per allusione alia loro discendenza , si era quello stesso che aveasi Apollo in Delfo; l' altro , quello dedicate nella loro dtta al culto del nume. It che si .eonferma pel riscontro dello stesso tripode in monele di Pandosia (Micali, L'ltalia eee, Tav. LX, n. I), ove al bue , che facilmente accenna alle origini arcadiche (Almali dell' Inst • .Arch. V, p. 16-18), accoppiasi 10 stesso tripode di Delfo , richiamandosi cos! senza dubbio l' oracolo di Apollo, dato a Miscello Acheo fondatore di Crotone. E tale quello del medaglione di bronze da me qui pubblicato (Tav. II, n. 3 ), che vedesi ne'tipi simile aft'atto ad altro piociol nummo di argento, .riferito dal ch. Avellino (Opusc. I, Tav. I, fl. 8) e dal Combe ( Vet. pop. ece, p. 51, n. 10). II Lepre puo attribuirsi ad Apollo, poiehe fra Ie molte divinita cui era sacto quell' animaIe, 10 era speeialmente a Diana, secondo osserva 10 Spanemio a Callimaco (Hymn. in Dian. V, v. 2): il quale illustrando tal loogo, richiama pure quell' altro di Eschilo, in che narrasi perc he semiea degli Agamennoni si era la casta Diana. (Agam. v. 137). Sapendosi Moltre ehe un tempio stesso era sovente all' uno e all' altro dio dedicato, nati essendo enlrambi ad un medesimo parto (Hom. Hymn. ad Apoll. v. 14 ), e che tutti gli animali di caceia eran loro sacri (102), spontanea emerge la corrispondenza dei due tipi, ch' raft'ermata dal ramolcel/o lemniscalo, scolpito nel dritto dal lato simstro del tripode (103). La moneta descritta al n. 2 inedita atJaUo, e ritrae nel dritto la testa di Marte galeGto., nel riverso il gallo e la leggenda: la seguente una varianle di quella pubblicata dal Sestini (Descriz. di molte med. greche, p. 10, Tav. I, n. U.), appellando la clava ad Ercole fondatore, OIKIl:J:Al:: l' ultima segnata nella tavola col n. 6 inedita del pari, e di itile molto antico, I· due dischi che veggonsi nel riverso, e di cui' ho

e

e

e

e

(102) ebe 10 fo_ .pecialnlcule ... lepre , ,i ha Cra n. 66.7 ), e r.armi che ~noar pot.. at culto del nill'atlro cia Pausania (III, 22). me , 0 a'di ui sacrificii. Pel lemnisco 0 t:nia pendeute (103) II ramoscello di alloro cia cui pcude IU1Il btl". vcgga.i Esichio (II, p. 4615). da, ricorrc del pari ia moaete eli argcuto (C(II'.p,135,

Digitized by

Coogle

( 62 )
detto di sopra (17. P: 51 ), sembrano riferirsi ad ApOllo ~. poiebe il Sale fu pure adorato e rappresentato sotto 18 forma di un diseo (Cuptr. Barpoe. p. 53) (104): ma Be inquei due oggetti si volesse piutto. "',viaare dtft t,-rettdi, ed un altro in queUo di forma diversa (105), sar_be questo un .tipo parlante del nome KPOr!lN , siccome 10 e lacicogna, che &COl'geasi forse nel dritto (CatJed. l, c. ). . .: . Le prime tre di queste belJe monele appartengono al sig. Taii, che acquistolle con altre della stessa. citts in un S80 viaggio a Cootoae: 1'.1'illUl, di mediocre conservazione, da me posseduta.

e

: CROTON -

METAPONTUM.

Rov. MET. Spiga. Brr. 3, Tav. 11,

. • . Tripode , as. grano d' orzo , ad. una eicogna. ft. 7.

Sebbene la leggenda nel dritto sia interamente sparita, I' aggiunto della cicogna fa supplir KPO, solita nelle monete di Crotone di stile BOO primitivo , nelle quali, com' noto, l' arcaica Q sostituita dal K. L' epigrare del riverso contiene Ie iniziali del nome di MetapoDto, ilIustre citta dezli Achei lontana da Crotone stadii mille ed otto; e si accoppia alIa sp&a tipo costante nelle monete de' Metapontini, che ben simboleggia la ricchezza di quella regione, la quale tra l' Aciri e il...Bradano stendeasi in fertile ed ubertosa pianura (Slrabo, VI, 2). Coniata adunque tal moneta dalle due citta federate, fo probabilment.e battuta in Crotone, grandissima essendovi simiglianza di arte tra questa· e Ie monete de' Crotoniati (106); per la qual cosa potra vedersi specialmente il tripode della medaglia da me riferita nella tavola II , n. 3, e queUe pubblicate dal ch. Avellino (Mus. Borb. VI, Tav. XXXII) (107). Una moneta di bronze di Metaponto non ha guari rinvenuta , preSeala da una via Ia t, di Giove laureata ad. ; dall' altra due lpighe, e do ciasCUft lato 1ln Dioscuro a eaoallo, L' aggiunto dei Dioscuri , cbe vedesi comparir per la prima 'Volta in tal moneta, oltre all' accennare al eulto che lora prestarono que'popoli, potrebbe ave~ rapporto al valore stesso del nummo,

e

e

(t04) I Peoni , secondo Massimo Tirio, adoravano il Sole raffigurato in un picciolo disco, posto alia 80mmiu d' una pertica , IIaioliEs ui/38O'I P.EII "H'.JOll, Ot?IlA.11-11. ~E "HNR Da'IlWI(OIi Jirnu:;s {3po.x.iJ'O {J'IC'SP p.axpi /:iuAs (Dlsserl. VIII, 8, p. 87 Ward.). . (101S) Eran. pure i crotali di legno 0 di canna spae. cata (.scoL. Ar~toph. ad Nub. v. 239, p.68; Suidas,
v.

(106) E,JlO tr,ebbe anche erederai COSI, presentato nel dritto il tipo de'Crotoniati.

xp6t'czAOIl),

.

.

tal proposito un' osscrvaeione del ch. Sauley 8U d' una moueta delhi Spagna: re~ en pcusunt; que la viue qui .fubriqllail lUll! mounaie d'altiance se ,Ionunail ordina~mel,a la p~~1'IJ (&sai de cias», J.. mon.autK1II. de "Esp45l1f', p.11S0, nota). (107) Merita d' esser particoiannente eonosciuto il bel tripode di bronzo rievcnutc negli acavi di Metapon. to, ed illustrato dal ch. l'auol1:& (A"t. du cab. Pour«, esseedo rap. 80, Tal'. XIII). Richiamo a

r

Digitized by

Coogle

( 63 )

,

che altrove sembra indicato dalle sole d~ spighe, non diversamente dalle tre l~ne decwsate, e dal grano di orso diviso in due lobeui , nelle monete qul riprodotte nella tavola I, n. 20-21. Spetta la prima di esse a quella classe di monete incuse , me fatte sull' antico stile, sono nondimeno di eta pia reeente e cootemporanee delle altre a rilievo , siceome talune riperoosse d'Agrigento, di Gela, e di Dirrachio , sulle quali ha osservato it dottissimo A Tellino , cbe lo stile d' imitazione Aa cerlammtf presso tal",,,i popoli sOveJlre fatto prolungare le {orme piu anticlte delle mantle, aRc/Ie in tempi piu colti e felici per le art,· (Opusc. II, p. 83). Per la qual cosa distioguer si pos8000 nelle medaglie di questa citta , non altrimeoti ehe in quelle de'Tarentini, tre epoche diverse. EPOCA PRIMA. AppartengOllo alia prima epoca, riDchiusa probabilmente tra Ie oHm. piadi XXV e XXCIU (108), le medaglie incuse della maggior grandezza, con epigrafe areaiea e fatte di sottil lamina' 4' argento , arendo la stessa immagioe del dritto incusa Del riverso. Credo com DOO solo per esser queste Ie pin rare fra le ahre , IDa perehe la loro forma, 10 stile, la paleogra6a stessa ed il peso, indicano un' epoca primitiva, in cui l' arte riconoscesi poco diversa da quella delle altre citta greche d' Italia. E cosi pure in talune monete a due immagini, aventi da un lato la spiga in rilievo, e dall' altro in iocavo diversa rappresentanza: norerar debbonsi fra queste queUe drammee frazioni di dramma che han nel dritto la spiga, e nel riverso incusa la testa del fiume Acheloo, (3oU1t.pccv~ • EPOCA SECONDA.
SOIlO della secoada epoca taluoe ineuse del medesimo stile delle precedenti, IDa diverse Della fabbricazione e nel peso: vanno in questa. elasse Ie ripercosse, che haUute sopra mooete di altre ciua , hanao i caratteri 00 i tipi primitivi. Apparteogono esse allo stile d' imitazioae , maniera che veggiam dnrare mai seespre io ogni genere d' arte ne' grand' intervalli che eeparaD9 le seuole, e che· fermaoo i varii gradi della decadenza 0 del pro.gresso•., Estimo tra esse la pin antica quella coo AcAeloo ift piedi e la spiga, non solo per la geverita dello stile e l' arcaica leggenda , ma perebe Ia sua fabbrica, atratto diversa dalle altre , spetta iodubitatameote ad un' eta di mezzo tra il rozzo ed i1 sublime.

(t08) Perdu! Ie primitive monete di Metaponto non .tebbAnli reputar posteriori all' olimpiilde XX V , dctto

e

clal ch, Milliugen

(COIUid.

surla

RUJII,

eee, P: 2t) •

Digitized by

Coogle

( 64 )
EPOCA TERZA. Questo terzo periodo, che dall' olimp. XC stendesi infino all' olimp. CXX (109), eomprende quanto abbiamo di bello nell' arte ed il princjpio della decadenza. Non tutte infatti possono dirsi belle ugualmente Ie monete di questa eta, essendovene pur molte mediocri e di Don buoaa fattura : sono esse pero nel peso simili affatt.o aile altre della Lneania e .de' Bruzli , e non diverse da quelle de'Tarentini e de' Campani , Ie quali si. reputano similmente non posteriori a. questa epoca, per la simiglianza de' tipi e la poco diversa fabbricazione. Appariscono altresl in questo terzo periodo copiose moneta di bronze, monete foderate d' ogni specie, e molte piceiole monetine di argento, che o ritraggono i tipi delle maggiori, 0 poco da quelle diverse. .E questa specie di monetazione usata parimente dagli Appuli e dai Laeani , ma eopiosissima e fra i Tarentini che in cio sembrano aver superato gli aitri popoli d'ltalia; ed antica oltremodo fra i Sibariti , i quali forse io quest'arte tutti precedettero. I nomi de'magistrati, quelli delle divinila rappresentate (110) e del valore monetale veggonsi similmente in quest' epoca , della quale sensa dubbio la moneta con l' epigrafe OBOAOl:, ed i didrammi con Ie leggende AETKlnnO~, AAMATHP, NIKA, l:!lTHPIA, eec,

e

)fESMA.

Rov. T. nuda e muliebre di fronte.

T. di Cerere di fronte,

con collana e capelli retrocessi. 3 i-, Tav. II, n. 8.

n-.

Non altrimenti e rappresentata Cerere in monete di Metaponto (EckA-. N. V. A. Tab. III, n. 16), ed in altre di questa stessa ciua ( Sestini, Le,t. cont. VI, p. 10), ove pero suole talvolta rinvenirsi coronata di spighe. La testa del riverso ch' e pure di faccia, priva della grazia e del carattere distintivo della bellezza divina (111), rorrei dirla della Ninfa Misma o Hesma (112), che raccolse e die a bere per la prima volta a Cerere errante (Caved. Spic. Num. p. 22); adorata forse da quei di Mesma, nOli diversamente che Partenope e Ligea da'Terinei e da' Napoletani.
(tOO) Dopo quest' ('poca , perduta l'autonomia molte citm della Magna Grccia (Diod. Excerpta, XXI), da credere che anche Metaponlo sia &tata involla nella co~une sciagura. (itO) Si cccettui il didramma con l' iscrizione ar-

c

fiQica

AXEAOIO AE>AON (Milling. Ane. Coins, P:21,
allo stile d' imitazione ,
f;

[ront, ), che apparticnc '!.to detto di sopra.

-

!Ii cui

(it t) t distintivo della grazijl it collo piegato ; eppero tal part icolarita oeservaai 11010 nella testa della Dea .. e non in quclla della N infa. (it2) II sig. Capialbi pubblico giB tempo una memoria, nella quale ricer~va 8C i due nomi bledma t blesma sieno apparlenuti ad una stessa citta (Alesm, e: 1Iled, Nap.,1839). 10 nOD !IIi estendo a ragionarue, essendo omai noto l' errore W. chi ha divcrsamcnte opinato.

e

Digitized by

Coogle

( 65 )
TERINA. • • • T. di donna a d. col capelli rannodati dietro i1 capo. Ro», Ippocampo alato rivolto a d. Br. 3, Tav. II, ft. 9. La testa ~ della Sirena Ligea, che in altre monete comparisee- con forme meno arcaiche; rna l'acconciatura de' eapelli , ripiegati ed avvolti dietro il capo, affatto simile a quella di talnne immagini di Proserpina in monete ,di Siracusa. (P. T. JI. Tab. LXXV, n. 1-4; LXXVn, n. 6-7 ; LXXVIII, n. 1 ) (113). A quest' arcaica severita non parendomi oorrispondere il tipo del riverso e la fabbrica intiera della medaglia, ch' dello stile bello, vorrei credere, che al pari dell' indicate immagini di Proserpina, sia stata questa ricavata da qualche antica statua di Ligea ch' era forse in Terina, ove il sepolcro di lei, secondo un antichissimo mito , fu trasportato dalle onde r
. '"

e

e

Or non potrebbe aceennare a questa luogo del poeta l' ippocampo malo , compagno e scorta delle deita marine (114)? Del rimanente anche in monete di Napoli, la testa della sirena Partenope simigliantissima all' altra 'molto antica di pietra, ch' da gran tempo nella strada di S. Giovanni a Mare, e che dal volgo si noma Capo

e

e

di Napoli (115).

VALENTIA. T. di Mercurio ad. coverta del petaso alato , dietro T. Rov. VALENTIA. Cadueeo. Br. 1, Tav. n, n. 10. Il eaduceo attributo di Mercurio, qui ben si unisee al nome VALENTIA, accennando alIa salubn·td dell' aria e all' amenissimo luogo dove sorgeva la ciua. La lettera T dietro la testa del nume, potrebbe dirsi probabil(113) Veggui a tal propoeito il WiJJCk.elmann < St. d.U· lIIote, VIII, 1 , ~. 9 ), e gli annotatori al Citato luogo (p. 23, nota 32). (114) AI luogo di Nonio citato nella nota 46, 81_ l!iunS.1i it leguente di Festo (II. CamptU): CamptU, _inw ~ Greci a Jlezione pcnurWrum panium appelltlnt ; e Ie OIl1ervwOIli di Scaligero a Varrone (L. L. p. 3S). Plinio noverando Ie opere di Scopa , fa menaieme: di quella beJlipima rappreleDtanteN"..ida '''''
nell" area di Cipselo eranri alcOile N ereidi tirate ne' eoeehi da' cavalli aIati (V, i9). ( 11S) Quesla testa ebe dal volgo ~ pure IOprannominata di D. Marianna, • univvltlbiwllU CI'r!dul4 di p~ (camu;, Topos.". 6 ). Si TeSga au eli cia il Romanelli (Napoli ant•• mod. I, ". 68-9), e Sli altri lQ'ittori delle antichiti della ooatra patriae

P"' delphil106, .t c.t.,

I); e Pausania OlserYa,

.t ~

chC

,.t/Mw (XXXVI,

9

Digitized by

Coogle

( 66 )
mente uno de' segni distintivi dell' officina monetale , non altrimenti che le altre A BrA E I in monete di Velia, A 1 A H in queUe di Terina e simili, n che si conferma maggiormente per Ie monete di Valentia, ove non solito rinvenire alcun nome di magistrate. Fra gli oggetti scavati sul cominciar di quest' anno nelle rovine di queUa eitta e che ora fan parte della raccolta de I Conte Milano, merita esser conosciuto uno de' piu rari pezzi d' oreficeria, cioe nn oreccbino tutto d' oro del peso di gr. 100, avente nel dinanzi la fignrina d' un putto ritto in piedi , alato e coronato di fiori , de' quali un serto gli scende giu per 10 fianco (116). Nella dritta mano pare cbe abbia una rosa, mentre coUa sinistra sostiene sulla spalla un picciol canestro, nel modo cbe la dea Bona si reca il suo mellario nelle figuline di Pesto (Ann. dell'Inst. VII, P: 50). Non esiterei percio a dirla figura d' un Amore, anche perche la rosa attributo di Venere: Veneris in tutelam rosa« addicunt: rosne enim ruben.t

e

et pungunt. Rubet libido verecundiae obprobrio, pungit peccati aculeo ( Myth. Val. p. 95, ed, Hai). Potrebbe pero anche verisimilmente rappresentare un qualche genio , e forse quello della citta stessa d' Ipponio, ove ammiravansi ameni giardini (Athen. XII, 11 ), ed era fama esservi venuta daUa Sicilia Proserpina a coglier fiori (Strabo, VI, 1).
II finissimo lavoro con che condotto in lutte Ie sue parti questa puttino, la grazia fanciullesca ehe ne traspare dalle membra, quella naturale attitudine del corpo, distintivo dello stile bello, fa credere indubitatamente opera di arlefice greco questo lavoro, cbe a buon dritto da tenersi fra i primi d' un tal genere.

e

e

e

SUPPLEMENTO ALL' ITALIA.
1. T. di donna di faccia con capelli retrocessi. Roo, Figura virile nuda seduta su d' una rupe e rivolta a s., avente
il deslro braccio disteso e poggiato sulla coscia, l' altro sulla rope: a'suoi piedi un cane saltellante , e nel campo un' asta, Br. 3, Tav. II, n. 11. 2. Conchiglia.

Rov. Polipo. Br. 3, Tav. II, n. 12.
Sebbene enlrambe anepigrafi, possono Ie due descritte medaglie nondimeno atlribuirsi all' Italia , e per i tipi e per la fabbrica credersi battute in alcuna delle citta della Magna Grecia.
(U6) Questa specie di serto che soleasi appellare ~p~6<;, pendea per 10 pili dal collo: ••••••. Collo mollia sella (;t!IYll
l. 22),

( ruou.

I,

II.

112).

Veggasi per tal voce EUltazio (ad Odyu. }; , p. ttlO , e 10 Antico Scoliaste ,d' Omero al luogo citato, v. 299.

Digitized by

Coogle

( 67 )
Per la prima di esse, nella quale manca forse quel lembo di conio ov' erano impresse le lettere , da osservarsi , che grande simiglianza ha col tipo di talune monete di Pandosia, ove oltre alIa leggenda nAN~Ol:IC NIK, nAN~Ol:Il:, ovvero NIKO nAN~Ol:IN, fu gia osservata la figura d' un uomo, assis sur un rocher et toume vers la gaucAe; d .e. pied. de cAaque cdle, un ehien : dans le cAamp une lance; 0 come in altri esemplari , jeune homme nu assis sur un rocher et tOUm8 d gaucAe , le bras droit etendu et la main gauche sur le rocher: de chaque cdte un chitM, dans Ie champ une lance (Annali dell'Inst. arch. V, p. 16). La testa del dritto, sebbene non coronata di flori ne di mitella , potrebbe dirsi di Giunone , non solo pe' grandi occhi che distingue questa Dea (117) , ma perche affatto simile e a quella di Giunone Lacina delle monete di Crotone (Hus.Borb. VI, Tav. XVI, n. 7-8, 11-12). Vorrei creder pereio , ehe anche a Pandosia attribuir si passa questa moneta, la quale sebbene di bronzo , ha peru i medesimi tipi. Un' ingegnosa spiegazione dell' epigrafe NIKO nAN~Ol:Il: 0 NIKO IIAN~Ol:INO fu data dal ch. Duca di Luynes negli .A.nnali dell' Instituto ( I. c. ), credendo quest' iIIustre archeologo, che la voce NIKO sia certamente il verbo J11Z.~ con la sua antica ortografia, e che percio senza nulla cambiare alle leggende, avesse potuto intendersi: moi, Pandosia, ou moi Pandosien, je remporle la victoire, supponendo cosl di una vittoria riportata ne' giuochi massimi di Crotone. Non m'intrattero a dimostrare .quanta poca probabilita si avessero questa congbiettura e Ie altre addotte dall'autore sulla rappresentanza del riverso, bastando r osservare, ehe il tipo di lbne cacciatore, allusivo sensa dubbio alle origini arcadiche di Pandosia , ricorre sovente anche senza l' epigrafe NlKO; pruova non dubbia che niuna corrispondenza esister debbe fra loro. . La grande bellezza pero di tali monete d' argento, 10 bello stile della testa di Giunone, la finezza degli ornati del capo e la natural giacitura della figura sedente , potrebbero indurne a credere, esser quel NIKO l'iniziale del nome dell' artista che fece il conio. . .. Nella seconda di queste due monete manca ogni traccia di leggenda, ne sembra esservene stata giammai: i tipi della conchiglia e del polipo la ran pero creder di Taranto, 0 d' aItra ciUa della Calabria.

e

(U'7) Nota il Winckelmann, we Gianone e pure ricon.o«;ibik tl5U occAismndi (St. tkllan. V, 2, 9).

s.

Si rammenti a tal propoeito l'epiteto di ~7C'S, bovina, dato IOvcnte da Omcro a questa Dca •

..

occ/U.

Digitized by

Coogle

( 68 )

SICILIA
ET INSuLAE ADJACENTES.
AGBIGENTUM.
T. di aquila rirolta a d. Ro», NAL\S)][A. .. Chela d' un grancbio. Br. 1, Tav. fi,
R.

13 •.

Inedita e rara monetina, che ritraendo i soliti tipi d' A.grigento, ne ricbiama .il culto d i Ciove Olimpico, cbe 8' ebbe in quella citta un tempio famoso, ed it maggiore di quanti mai furon fabbricati nell' antica Sicilia ( SeTTadifalco, Ant. della Sic. III, p. 52). Lo ricordan sovente il capitello e l' aquila, che veggonsi spesso congiunti alIa testa di wove, 0 di suo figliuo10 Agragante fondator d' A.grigento (P. T. H. o, c. Tob. IV-X; Auctar. I , Tab. I, R. 11).

PANORMUS.

La fabbrica e Ia testa del dritto appellano in questa moneta a Palermo , e vi si riferisce pure il bifronte in riguardo ai due oppidi N EDC-ro"",, e n«A«IC¥, che fondandosi la cilta furono insieme riuniti (ltJlyb. I, 38).

Roo, Bifronte laureato, n. 14.

T. di Giove laureata e rivolta a d. intomo una corona di alloro. Br.

4, Tav. Il,

. • • Granchio. Roo, Caduceo e monogramma in corona di alloro, Br. 4, Tav. II, n.lS.
Le monete de' Lopadusei riferite dal Torremuzza ( Tab. XCV; Aucl. I, Tab. VIII) banno nel riverso un pesce, che potrebb' esser quello nomato da' Siracusani A01/'rXf (Suidas, h. v.), per allusione all' epigrafe AOnAAOTl:l:AI!!N. II Sestini pero ha attribuito a quest'isola anche una moneta fenicia del Museo Tochon , dandone la seguente descrizione: PagUru8 sub quo duae literae punicae )( mono et caduceus intra lauream .£. s. ( Class. gen. 2 ed. p. 23 ), simile in tutto a questa ch' io qui presento incisa, posseduta dal sig.. Tuzii. 11 monogramma del riverso

LOPADUSA ins •

e

10 stesso delle monete di Cos-

Digitized by

Coogle

( 69 )
sura (Sestin;, o, c. Tab. III, n. 43), e dovra forse avere in entrambe il medesimo significato , mentre il caduceo ed il granchio richiamano spontaneamente it commercio di mare.

MOESIA

-S.

info

MARCIANOPOLIS.

d., con in' dosso it paludamento. Rov. T ATrAAAOTMAPKIANOnOAIT.
avente nella d. un vaso, e nella

AT. K. A. CEn. CETHP. T. di Settimio Severo laureata e rivolta a Mercurio in piedi volto a s., il caduceo. Br. 7, Tav. II, n. 16.

Sebbene il nome del magistrato Aurelio Gallo ricorra altra volta in monete de'Marcianopolitani (Sestini, Mus. Red. I, p. 25), e Ia medesima immagine del riverso si rinvenga pure in altri nummi di Settimio Severo della stessa colonia (Sestini, Mus. Chaud. p. 42), purnondimeno essendo questa Medaglia diversa dalle altre su indicate per Ia epigrafe e per gli attributi di Mercurio, e pregevole per l' ottima sua conservasione , bo 'YOluto farla qul ritrarre , restituendo cosl le due abbreviate leggende: nel dritto, ATTOXpctTCt1p KctlQ"'ctp Aoux.l~ CEnTIP.I~ CETHP~; nel riverso Tro ATpeAlour Al\AOT MAPKIANOnOAITCt1v.

EPIRUS
AnEI Ro». POTAN Fulmine nel mezzo, B,"". 4 :, Tav. II, n. 18.

in gen.
ed il tutto in corona di quercia.

1. T. giogate di Giove e Giunone a d.

Allra simile di argento fu pubblicala dal Sestini nella descrizione delle medaglie del Museo Hedervariano (P. II, p. 19, n. 3), e riportata daIr Hunter ( Tab. XXVI, n. 16). Aile cose dette dal ch. Cavedoni per l'aIlusione ~el giro intero e perfetto della corona al nome AnEIPflTAN (Spic. RUlli. p ....... (8), si aggiunga, abe per la sua forma circolare «re{pCt11Jct fu pure detta la terra (Steph. Lex. P: 7!83), ed «ru'po1Jct'Y",ictv Jeggesi del pari in Esiodo (Op. et Dies v. 160, 487 ; Theog. v. 187).

.

Digitized by

Coogle

( 70 )

ACARNANIA
LEUCAS. AET. T. di Pallade galeata .e rivolta as., dietro it capo UDa vite coi pampini e i grappoli d' uva. Rov. Pegaso volante a 8., 8OttO A, dietro E, nel campo segni d'altro conio. Arg. 6, Tav. 11, n. 17.
probabilmente accoppiato il pioppo per allusione al Dome hET XiX' (Caved. Spic. Num. P: 73), che vedeasi forse scritto anche nel riverso: si noli, che gl' ioiziati ne' misteri di Bacco coronavansi di pioppo ( Suidas, v. "'ftjx~). Questa moneta e Ie due precedenti sono da me possedute, Ana vile

e

Digitized by

Coogle

( 71 )

! GlENT 1. G
a. Numi incerti Siciliae. Mezzo .hove a Caccia umana rivolto a s, Rov. Figura virile galeata e volta a d.: con la s. imbraccia 10 scudo , e con la d .. vibra l' asta, Br, 8. Avea di gil. scritte queste cose, quando perve nnemi con altre pin. rare della Sicilia e d' ltalia la descritta medaglia, la quale non potendo capir nelle tavole , cb' eran di gift. incise, ho faua ritrarre sui frontespizio , dove potra riscontrarsene il disegno, Cedelmente ricavato ed inciso dall' abilissimo artista sig, Russo. Le tracce di un' altra impronta, che scorgonsi chiaramente al di sotto dell' indicata rappresentanza , fan credere questa moneta ripercossa, cioe battuta su d' un' altra di getto siracusana, non diversa da queUe riferite dal Torremuzza ( Tab. LXXXIII, n. 16-17); ravvisandosi nel dritto nella parte posteriore del bove la sommita della galea di Pallade, e nel riverso la testa d' un delfino dinanzi il pie dritto della figura combaltente. Lo stile ed il peso potrebbero farla credere di Siracusa, se g1i stessi tipi che rinvengonsi pure cos} uniti in medaglie d'Imera (Tab. XXXVII, n. 7-8), non rendessero assai pin. probabile questa seconda attribuzione. In ogni modo l'immagine d'un qualche fiume e Marte combattente, sono tipi molto usitati in monete di Sicilia. b. Monete di Luceria aventi l' epigra(e ROMA. A maggior conferma delle cose delle nelle pag. 6-12, si leggano Ie osservazioni sull' opera deU',£s grave Kirckeriano faue dai ebb. Avellino (dell'.£s gr. del Mus. Kirch. eee.) , Rochette ( Journal des Savants, 1840, p. 654, 725) e Lepsius (Annala' deU'Insl. XIII, p. 99). Ecco intanto la descrizione di queUe monete aventi l' epigrafe ROMA, e credute spettare a Luceria dell' Apulia •
.4SSB.

(Noo

S•• ,SSB •.

1. T. di Giove rivolta a d., dietro S.
Ro». Prora di nave, sotto ROMA,

conosco finora alcun esemplare).

sopra S, a d. f,. 2. T. di Giove rivolta a d., dietro S, avanti f,. Roo, Prora di nave, souo ROMA, sopra S, a d. (.,.

Digitized by

Coogle

( 72 )
QUINCUNCE. QUJ.DlUNTB.

T. di Ercole a d., sotto 0 dietro il collo tre glob. Roo, Prora di nave, sotto tre glob., sopra ROMA, a d. (.,. TRIBNTE. ·T. di Pallade a d., sopra quattro glob. ed (.,. . Rov. Prora di nave, sopra quatt, glob., sotto ROMA, ad. (.,. SESTJ.NTE. T. di Mercurio a d., sopra due glob. Roo, Prora di nave, sopra ROMA, sotto due glob. ed l-. ONCI.A. T. di Pallade a d., dietro un glob. Roo, Prora di nave, sopra nOMA, sotto 11Jl glob. ed t,... Potrebbe a queste aggiungersi un »iuoriato da me posseduto, che ha nel riverso un l- tra la villoria ed it trofeo , e sotto I' epigrafe ROMA. Debbo pero notare , che aItre lettere osservansi pure in simili menete, e piu di frequente H, K, per le quali si da molti reputato , anche l' areaica l.- indizio d' una qualche officina monetale. Quest' opinione ch' escluderebbe interamente dana zecca di Luceria Ie suindicate monete, dovrebb' esser confermata da numerosa serie di altre , aventi nell' area lettere varianti e la stessa epigrafe ROMA.

(Non eonosco finora 'alcun esemplare).

n,

e

c. / meandri delle antiche monete d'ltalia.
Credettero gli antichi, che Polinriia presieduto avesse alla invenzione de' miti , .llOATMNIA MT00TC, e la raffigurarono percio ravvolta in molti panni (Pitt. d! Ereol. 11, Tav. VII), per dinotare l' oscurita delle an... tiche tradizioni; altra volta personificarono la stessa favola sotto Ie sembianze d' un giovaneuo , MT00~, che saerifiea ad Omero, come al pif4 iUustre scrittore del' ciclo mitico ( Visconti, Mus. P. C[em. I, p. 97, Tav. B ): ma essi stessi dimostraron sovente ignorare il vero senso di quelle arcane allegorie , tenute da moltl p~r Ie immagini fedeli delle loro credenze. Perlocche chi cercasse negli scrittori la ragione di quelle varieta , che osser... vansi ne' monumenti relativi ana religione 0 ai misteri degli antichi , ve... drebbe al cerlo qual' enorms diffefep~a vi tra Ie poche notisie rimasteci, ed il silenzio dei molti, Or gran parte nella cognizione delle antiche eredenze ha l' antichita figurata, ed in questa specialmente la numismatica , che aUe immagini degl' iddii accoppia sovente simboli od attributi uovelli. Annoverar debbonsi fra questi quegli ornati che rieorrono in giro nelle monete incuse d'Italia , i quaJi racchiudendo eertamente idee religiose, avran sensa dubbio relazione col soggeuo rappresentato ; non altrimenti che ne'vasi quelle corone ed ornamenti, i quali consistendo per 10 piu in fiori di 1010, ed in Ioglie di acanto 0 di alloro , riferiseonsi al culto speciale di Bacco , ed ai misteri

e

Digitized by

Coogle

d' Eleusi. Gli ornamenti perl. delle atitiche medaglie, che riprodotti nelle armi, nelle cornici, ne'lembi .~eUe .vesti e. degli scudi, ed in altri oggetti dell' arte aotica , si tengon da molti tuttavia per un capriccio dell' artista, od ornato bizzarro di quel tempo i.1lcui si fecero tai lavori (118), potrebbero venir risguardati come simboli allusivi al culto delle deita espresse , o relativi all' idea dell' universe ;' 'che i' Greci confondendo col maggior nume, sottoposero al Fato. Una. specie, di pittura denominata mea"drom rammentata da Festo, it qualenota 'a: questa' voce, ch' ella fu 'cosl detta a similitudine ftexu$ amn;s, qui appellatur':Jleandrus. Questo tortuoso fiume dell' Asia, , Qui 'lassas in .se saepe retorquet aquas
,
"

e

( Ovid.,Heroid'. IX,

V.,

56);

ereduto 'figliuol' dell' Oceano e della Terra, e padre della ninfa Cyane, fu dagli antichi adoperato a sigoificar Ie cose tortuose ed implicate, ed a rappresentar sovente con i vorticosi suoi gorghi I'umana vita. Un ornamento delle vesti fu inoltre detto meandro ( Forcellini, e. Jleandros, Tom. III, p. 9), e general mente qualunque omato intreceiato e con giri (Winckelm. St. dell' arte VI, 2; §. 6; XI, 3, §. 2~): il perche sembrami non iscoovenire anehe a questi omati di medaglie il nome di meandri. . Prima 'd' indicarne le rappresentanze pero d'uopo avvertire, cbe ricorrendo essi per 10, piu anche in monete dello stile d' imitazione, sogliono spesso aver' poca 0 niuna simigliansa con l' oggetto rappresentato; nondimeno si ravvisan facilmente per eopie 0 imitaziooi di altri piu antichi di stile primitivo. Cosl , se nelle monete ineuse possono noverarsi 26 "farieta di tali ornati, 10 solamente se ne veggono io queUe a rilievo , e quasi tutt i d' un 'sol genere , messi sovente :a capriccio e senza veruoa signifies"" zione, simili in eil. a quelle baroche riprodusioni di che abbondano Ie arti ne'secoli di decadenza.

e

"

,

(US) Ne diversamente par cbe aY~ opinato an- intrYcci4u. e 100 Ie onde del mare; (nel ri.ftr,,?) if che il Windelmann. il quale delcrinndo un' anlica fregw rapJ1f'UetIIIJtO • simile ad una corOflG d, .,,,,.., aooeta di POIidonia. nota. cbe (nel drillo) IIi gim cioe la corona auatralo (Slor~ dell' arU VIII, 1, ,. I). inlorno uJ.l lUI /resio COIIIf di krBIw ~ , ,

om

10

Digitized by

Coogle

( 14 )
.I.
lIIO'NBTB IJ(CUSB.

§.
.B~NDll.l

1.
DBlrrO.

DBL

1. UOVOco.mogonico.
Si ha da Eusebio, che gli Egiziani rappresentarono iI mondo sotto la forma d' un 1IOVO, e che al dio Ftaa, detto dai greci Vulcano, quest'uovo \ ~ \ CL. \.. • -, , CL. \ \. ., '1:: ,. consecrarono: 'I"'P of v fOP 'Ttf'TOP, IX 'Ttf S"op.ot'TOS rpourTvotl f/JotrrlP e.o, f':, ~ .... CL.' " ., , "" CL. 'H' ),fUVotrrvot' v fOP, OP otU'TO' rporr«)'op.wourr' ..,,,ot, 0'• ~, 'E"IIo. of "1\"Vf~, f/Jotl;Op·
"110. '

fPP."VfUfP of 'TO CtlOP 'l"0P .xorrp.op. otq)ll[X"'l"ot, 01 'T¥V v f¥ 'TOUT¥ rpopot'TOV, 2 ~,d 'TO' 'l"0~ rot"ot'o~, ),ot"otX'Toro'Tfiv (Prep. Evang. III, 11). Plutarco nella

,

~,

'"

"

J'

~,-

Q....,

'n

quistione sulI' uovo e la gallina. osserva, ehe contenendo il mondo varie specie d' animali, l' uovo fu adoperato a simboleggiarlo ; consecrato percie Delle orgie di Bacco, r,;, p.'fJJIp.ot 'TiS '1"« raVT'" ),fUVWV'TOS, Xot: rfptf'X,OPTOS I, ;~U'Trii, rru')'Xot~orr;(cI'Tot' 'T~ ~OV (Sympos. II, 3). Macrobio nella stessa quistione soggiunge, ch' e tenuto l' uovo in tanta venerazione ne' misteri dionisiaci, ut ex {orma tereti ac pene .phaerali, atque undique versum clausa et includente intra se v~lam, mundi .imulacrum vocetur (Saturn. VII, 16). QUindi delle 1IOvalustrali, tZ", EX J£ot3-"'prr'~ (Lucian. Dial. mort. I, 1) (119), si fa menzione specialmente da Ovidio (De arte am. II, v. 329), da Giovenale (Satyr. VI, n. 518), da Apulf'!io(Metamorph. XI, P: 785, ed.Ruhnken.) e da Clemente Alessandrino, il quale deridendo Ie immonde espiazioni de' prestigiatori , ricorda queste ·ttova (Stromal. VII, p. 713). L' uovo che genero l' Amore, "Epc.>S', e che apparve in una notte , quando non eravi ne terra, ne aere, De cielo, y;; .tfO, aso' "rip, .~. ';p«p~ iiv (Arisloph. Aves, v. 695); ed i testes da cui nacque Ciprigna,
'H'S~ ~IAOP.P."~''''

(Hesiod. Teog. v. 200),

QT' P.,,'SfWV i~f~ot«;3-"

non simboleggiarono che la natura, ed il germe 0 principio della vita. G1i Orfici percio rappresentaron la creazione sotto la forma dell' uovo cosmogonico, simboleggiando cos} non so 10 il globo del sole in mezzo alia voila lUI' cielo , 'ma il Fa to , cioe Giove, personificaeione delle Cone della natura,
(UV) Si "eggaao a tal luogo Ie anllotuioni dell' ElllltcI'\l.io (Lucie.

0". I, p.

330).

Digitized by

Coogle

, La mistica idea dell' uoro connogonico adottata quindi negli ornati de' eapitelli , apparve sotto la figora dell' ovolo nelle volute delle colonne e de' comicioni, ove unito all'acanto ed al loto , pare che alluda alle antiche eredense slllla creazione del mondo, eioe sull' uovo uscito dalle acque. At qual propesito non so persuadenni, come abbia potuto sembrare strano quest' tlfnamento ad un insigne archeologo , i1 quale veggendo tanti fiori e taste erbe piil belle nella famiglia delle piaate , non seppe approvare i saggi a,,_ chitetli della Gretia nella seelta dell' acanto (Paoli, Lett. ,ull' arch. in Wi,... ckelm, Tom. XI, p. 303): ma ei non si avvide, che I'unione dell' uovo aIle foglie di loto 0 di acanto , il quale secondo Plinio (XXII, 22) e Dioscoride (111,17) e pianta aquatica, vien dichiarata dall' uso che facevasi dell' uovo stesso , simbolo di cio che tutto produce e contiene in se, ne'misteri di Bacco, primo genitore, signore della natura umida, ed archetipo del mondo. Distinguonsi chiaramente per la lore fonna Ie uova .nel meandro del n. 7, ed in quello del n. 24, ove pero sono raffigurate a meta. Quest'ornato , siccome ho gia detto, si quello che ricorre piu frequentemente Delle monete incuse d' Italia , e che vedesi nel dritto dei n. 1-11, sebbene in globetti sl piccioli che appena se De ravviserebbe la forma. E poi piu di ogni altro usitato in monete di Caulonia, dove bellissima corrispondenza fa col tipo di Baceo (120). .

BIr. 11",.764).

.'·"""0',

( 75 )
til tnotido ~. eM anirlltl e dirige

",110ltuso
.

tempo (lngltir.AlO'II.

e

2.

UOVlJ,

di Leda.

I Dioscuri, che alludono a tutto il sistema celeste, riferendosi al sole consideralo nelle due diverse stagioni (Crews", Diany,. p. 168), possono a simiglianz8 dell' uovo cosmogonico, essere immagine del mondo, poiehe gorernano il cielo e significano l'immortalita. II mito greco che Ii rolea figlinoli di Leda; i Samotraci che Ii ap-pellaron Magni Dei, perche dii potenti e nati di Giove; i Fenicii e gli Egiziani che li conobbero col nome di Cabin, De fecero i reggitori della barca del mondo , e perciogli arbitri del destino. Or ne'meandri de' n. 12-15 e nel riverso del D. 10, si PUQ ravviullino pel qDi8ea&o diODiaiec:o clc' bpi deBe mo.ete di Caulonia (9'ruc. II. t08 II HU' > qucl piccolo r;enietto nero 'dipinfo in DO Dleandro della nlte d' AI. ceo , nel bel vuo dclla SafI'o pubblicato dau'mustre mar· chese Berio (Lllu. aM. Cap.-. N"fOli t808). Sembra
(120) Tom. in conrel'llUl delf opinionc del eh, A. egli anft la .teua positura di «Joella pieeiola figurilla po4a lUI Itracc:io eli B.cco oenc lIadieate _de di Ca· Ionia; Delle quali potrebbe &CCOIICiamente dinotare il

r-

Iaror hAcchico. aiCCOlDc el YUO esprilbc _u D dubbie l' aIDOI'OIO furore d' Abo pa la belli .. i_ SaIO •

..

Digitized by

Coogle

fia meraviglia ~ poiche i soli Di()scuri, 8000 ;si~ bolo tal volta dello zodiaco , ed essendo gli archetipi del create ,. ,~all! seal-t pre relazione con le rappreseatansede'tipi. Vedesi.infatti segnatameate quest' ornato nelle monete di Posidonia ( Jlicali, L'Italia ecce Tav. LVIII,n.2; Paoli, Rud. Paesti, Tav. LXII, ft. 2, 8, 13, 23-4), edc chiara laoorri~ spondenza che i Dioscuri hanno con Nettuno, essendo quelli pel' gli Orfici UBa personificazione del creato, e l' acqua, secondo che· riferiscoae Da- . mascio (DB prine. C. XIII, p.252) ed Atenagora (Leg. pro Christ. §. 18, p. 313), creduta il principio di tutte le coset Caslore e Polluee, che nelle greche tradizioni (Hom. II. T, 237) sono amanti di cavalli e di pugne ,

sare le uova di Leda;'

ne .

( 16 )

Pugnis

Castor gaudet equis, ovo prognatus eOOem (Horat. Serm: 11,1, v. 26),

e che secondo 10 scoliaste d' Aristofane (ad Nub. v. 1002, p. 98) sogliono essser coronati di canne , per dinotare forse l' aplustre discendenza dal cigno , debbono strettamente legarsi a Nettuoo,. createre del. cavallo Q personificazione dell' elemento aqueo,. rappresentato dal eigne nella favola di Leda.

3. Onde del mare.

lissima tale effigie in monete di Taranto e di Camarina, Ole son rappresentate Ie onde poco diversamente dai meandri de' n. 19-23 (Mus. Borb, III, Tav. XLVIII, n .. 1, 5,8, 11-3; Tav. LXIV, n. 1 ; IV, . Tav. XV, rI. "; stini, Mus. del P. di. Dan. p. 10, Tab. I, n. 12). E noto quale idea religiosa acooppiassero gli antichi al mare: Talele ed altri filosofi il credeano principio di tuue le cose (Stob. Eel. I, 13), onde nel mito I'Oceano fu reputato il padre degli uomini e degli Dei, e l' Acheloo ed il.Nilo per la stessa ragione adorati (Gyrald. Hist. Deor, 'Yilt. VI,.p. 215). L' aclJtla fu percio usata nelle lustrazioni, e ne'misteri di Bacco portata in un .anfora (Plulare. de Is. et O«. Op.Tam. U, p.364), ed . esposta in taluni .vas~ detti ll'Ep'PPrw'T~PtCf. dinanzi Ie porle de' templi (Pollue. Onomast. I, 1; Lucian. de Sacrif. 12-3). Chi non ravvisera dunque in quest' ornato Ie onde del mare, che racchiudono in se l' uovo, doe Bacco germe del creato? E le onde pure ravvisar debbonsi ne' meandri de' n, 16-18 e 25, sebbene indicate da semplici lineette .trasversali , secondo un' osservazione del ch. Inghirami, it quale per comprovare come i siID-

In molti antichi monumenti , il mare che incomincia ad incresparsi , XIJP'TOtJ'T«" (Philostr. lmmag. I , 7), e raffigurato con ornati a volute; be1-

e

s-

Digitized by

Coogle

( '17 )
ptr, 1OOdolincopali

holi contenati' negli spiecdU," mistico nota,

e COfItratti per .06bremazio~e , . cAe SenlG, pratitUJ ._. all';

a'poco:

ti poco (fIrtIfto .:tlagli ~i

~ti,

0

pi" compiti mal si potrebbe indagarne il significato, pubblicando uno specchio (Jloo. Etr. II, p. 343)., '
che l' acqua agorgante

e' soltanto

quivi indicata da Ire linee
.' _'

4. Zona

0

Cireo po1~.

Gli :Egiziani dipinsero il die. Knef 'color di cielo , e gli diedere 'ra I' altro un cmlo (Euseb.· Prep. EfJlJftg. I. c.), per rappresentare cos! 10 :lOrdiaco, 0 ·il cirro polar» ': presso i Greet Ia maestosa Giuapne, 1·HP A 1 ~ soni6cazione dell' aria, ba talvolta 10 stesso ciato per allusiene alia ,iigura rotonda della terra, eonosciuta di tal forma da tempi antichissimi, e confermata poi da Talete'.Milesio (BaiUy,Hilt. de l'astr. aRC. p. 30, 196). Nel meandro del n. 26 vedesi. questa .J0Aa 0 fascia circolare, che rieorre all'inlomo del tnpodein una. moaeta di Crotone e Temesa (MUI. Borb. VI, .Tat'. XLVIII ,n. 1).' Sapendosi quale idea aecoppiassero gli antichi al tripode, e come ,credeasi ch' egli 'fosse nel centro della terra, non difficile rsvvisare. iu quest' ornato Ia terra, cbe contiene nel 8UO mezzo il- gran 'ripode di DeIfo; potrehbe anche la zOlla raffigurare il Mondo , ed iI t,;pode del mezzo .il . s(J/e, .ereduto similmente il centro del sistema celeste

sara

(Bailly,

o. c.

r- 212).

§.
Jl~AYDRI

2.
lUY ERSO.

DEL

1. Corona.
Quando Plutone, cioe il sole infero, rapi la bella figliuola di Cerere, ella intesseva una eonma per ornarsene Ie tempia :

lueo Ludi', et' aut .nolcu, aul ea1&dida lilia carpit ; Dumtple puUari studio 't;fllalh08Que Iinumqu8 .lmpfet, et MfJUtlles 'cerlat superart kgexdo ; lbme ai_I viSe' est , dilectaqt18 t raptaque Dit. (OmtJ. Metam. V, v. 391..;5).
... Gli antichi favoleggiarono ch' ella fosse allora in Imera, e Cicerone tra gli altri descrivendone il luogo vi ROta, che intomo al Jago eranvi molti boschi, et loetissimi flore. 0JMi tempore (Verr. IV, 48).

IJrIO dum Prolerpina

a"ft'

Digitized by

Coogle

( 78 )
Questa corona trasportata Del cielo, fu coDoseiuta. dai Gnci col·nome eli conma mutrale ,e situata presso il .agitkJrio, seeondo que'versi d'Arato ;

ptaeclaram (acert, pro qua primum nova nupt" coronata est. Sed qui Cretiea consoripsit, re(ert, 9uia cUm Liher ad Minoem regem venisset, utAn'adnen foliam eius deducerel uxorem, ooronam dOM Ariadftae dedisse Yulcani opere [actam ex auro et gemmis preciosis, el talis (ulgoris [vii, ul TAn,. ex Labyrintho liberaret , quae post aslns a/firxa est, cum in. N4fXOft utrique venissent. Signum omoris ei"s cn'TUJsosltndunt, et est 'stellis (ulgentibus su~ cauda Leoeis. Babel aulem stella» novem in circuit" positas, 9t1arum Ires nmt spleftdidae. (Arati Phaenom. p. 42·, ed. Ruhle). .Rammentan simiJmeDte·qaesto dono, Festo Avieno nella sua parafrasi (Arati PhaeR. v.197-8), e ManiJio co' due conosciutissimi versi , tollentur ab undis Clara Ariadneae quondam monimenta Coronae . (Astronom. V, u. 251-2).
Comunque cio fosse , nel ratto di Proserpina avvenuto nella Sicilia non altro forse ravvisar debbesi, che I' unione del sole e della corona ~ ossereato probabilmente la prima volta dai Greci d' oriente, i queli vedendo apparir questa fenomeno nell' ora del tramonto, ed essendo la Sicilia l' ultima isola da essi allora conosciuta, immaginarono che in quel luogo appunto PJutone, cioe il sole, rapito avesse la vergine figliuola di Cerere ~ simboleggiata dalla corona, e l' avesse con seportata sotterra. Non fliversa spiegazione dli a questo milo il cb. Inghirami (Mon. Elr. III, p. 91), richiamando un luogo di Teone (ad Arat. ScAol. P: 116) ;ma . egli sembra non ravvisare la ragione della scelta del luogo per quel rapimento. Or questa corona, detta fulgidissima in un frammento d' Arato presso Cicerone "

Un mite pere .pra volgare rolea ch' ella fossa quella stessa da Baceo donata ad Arianna, mito che sembra venir dicbiarato ·da Germanico Cesare COn le seguenti parole: Haec corona dicilur esse Ariadnes, quam Liber: Gstris ,,,tu[isse dicitvr, dum ei"s "uptias dii in itlSUla Creta celebrarent, eogiltJlfl

Hie ilia eximio posita est (ulgore' Corona· (Frag. X, p. 5, ea. BvIi~), .

Digitized by

Coogle

( 19 )

e rappresentata in molti monumeati eti'ulclli ,COl Ie -geata del sole, qoella raJligurata· 00' meandri .de' n. 6, 12, 13, 19, 24, i quali .. essi per 10 pUt di riscootro ai tipi di Bacoo 0 dell';po., streUameate COD essi si toDDettoao per Ie ragioni addotte di sopra.

e

Ne' meandri de' n. 1, ..., 5, 8, 11,14, 15, 20, 23, 26 rappresentato il ·labtninto, essa del-sole . Pi•. XXXVI, 13), e percio simbolo del cielo e dena vita. La v.rie figure che prende quest' ipotetico fahbricato ne' monumenti, mi faneo scorgere anche nel meandro del n.,7 la stessa jmmagine, sebbene aIle ceUette quadrilatere siesi voluto sostituir Ie UOV(J, che pin efficacemente simboleggiaeo il sole. Di ciO nOB a meravigliare , coo gli Egiziani e quei di Lenno fabbricarooo famosi laberinti con colonne , ma non vi erano in quel di Porsenna, secondo appare da Plinio. In un bassorilievo della villa Albani baritonosciuto il Winchelmann la prigione eli Dedalo, indicata da tante pielr, quadrilungAe (MOIl. ant. P. 11, cap. t t ), simili ,. queUe de'meandri de' D. ,4, 5, 11 e 14 (12t).

<

e

e

3.

UOf)()

C0.9l11Of07lico.-4.

UOV(J

6.$ ana

0

di uda-5 Ciroo pol4re.

.. 0tadI delraarr.

S'intendano

dette Ie stesse cose della page 7" e seguenti.

ll.
IIONETE A BILIEVO.

Le monete a rilievo, siccorne di stile meno antico delle altre , rappresentan per 10 pin gli stessi ornati, rna oscurate quelle severe significazioni, essi non hanno pin alcuna relaziene col soggelto rappresentato, Merita cio non pertanto speciale attenzione quello del n. 28, che ricorre in una moneta di Metaponto ov' effigiato Acheloo (Milling. _4nc. Coins, Tav. I, n. 2 t), e che rassembrando Ie acque, convenientemente si addice a quel tipo, Quel del n. 37 interpetrato dal eh. Rochette per un nimbo 0 "';seo, flo"",' f1"X~ (0. c. p.. 175), veggendosi anche in moneta sensa testa

e

(t2t) Nel elipinlo eli Teeeo ed Ariann. eifel-ito dal (MOIUUfI • .An'. P. II, IV, Op. Tom. V, P: 80), pure poWiDaeJmaDa tnola CXVJII, n, parmi bOo trebbe esaer credat. uo'aUegoria .1 Ubcrioto, per quell mole I' OI'AaIo cfella VeMedeUa doDD., i1 quale leb. tanto fucette qu~i1u., dae OSte"uui ill '1ueet' or.. eemki 11M 6cIaoI,imI, e l'ahito intero dell. specie DlIlo, DOn diverte dai meandri, dc·,D, • , If, 11 e 14, di I{UCUi cbe diQCllDIi ~'~~i %,WII, ... Ie.

.en.

m,

l1li'-

Digitized by

Coogle

( 80 )

od effigie di uomo, sieeome In quella indicata nella pag.:1 5, ~ forse un semplice circolo, simbolo della vita: e dell' .eternit&, essendo emei: nota eo~e gli anticbi solesserone' monumenti riehiamar spesse questa usitata: allegoria. Tali sono le principali varieta de'meandridelle antiehemenete 'd'JtaliD.
d. Di taluni monogmmini solili in monete tarentine.
Sogliono in monete tarentine esser frequentl tra gli: altri i' nomi de' magistrati APEenN, API};'T'CJu,InnTPOl: (122), }HPAKAHTOl:, 'MTttS' e NIK1lN, scritti per 10 piu in monogrammi, siecome .ho ootato a suo luogo: percio che tai monogrammi ho -riferiti nella tarolaS, n. 38-43'.:

e

e. Di una moneta di Sames della Lidia, malamente att-ribuitrJ a Capua, ed or4 a Caiatia'.· -' p. 33 )ed
Questa moneta pubblieata gUl da1 Daniele (Numism. C apuan«, n. 9; attribuita a Capua con l'autorita. del Mazocchi; «Y stata ultimamente riprodotta negli Annali dell'lnstituto (Tom. XII, p. '214, tav. d' 4gg. P, n. 5-6), e restituita a Caiatia, credendosi leggervi nel riverso le iniziaIi CAl. La fabbrica peru affatto diversa dalle altre della Campalna, sebbene dicasi assolutamente tale s , ela testa di Bacco nuova all' intutto in questa serie mi faeean sospettare sulla vera sua attribuzione, quando in un conservato esemplare posseduto dal sig. Tuzii -m' riuscito leggere al disotto del leone l'epigrafe CAP, non diversa da quella delle monete di Sardes della Lidia, nelle quali sogliono spesso incontrarsi i medesimi tipi (De Dominicis, Rep. Num. Tom. I, P: 382) (t23). Non esito quindi a restituire a questa citta l' incerta moneta, - the per la paleografia e la fabbrica sembra indubitatamente spettarle.

e

(122) Qoeslo steuo nome Iesgai piU ~olte in un'iMrizioae dell'Attica (BoeclA, P: t61, II. t., "•• 2, 28. D). ~23) Fu plU'C cod lelia llueela. moneta dal Combe

(Mtu. BIU1&. 81), II. H, Tafl. XIV, II. t9), e daI de p, Domiaici. (Rep. lV_. TOM. II, P: 412) , ma a.i IDalameJlte l'attrihuiroao a CtIp#MI, ,uppoDCDclo iDcoatrVri II.... laUaa. , .

,.eada

Digitized by

Coogle

( 81 )

INn I U E.
ITALIA. Latium Campania Apulia CaloJritJ Lucani" Byrina. . Veseris 7 . . Campania in gen. Canusium. .. Luceria. Venusill. Azetini. Tarentum . Posid.-Syharis Paestum.. Sybaris. . Thurium • Croton. ••. Croton-Metapontum . Mesma. • . . . Terina. Valentia all' Italia . Panormus. Lopadusa. MOES.INF. Marcianopolis EPIRUS in gen. ACARNANIA. Leucas 69 ivi

pag.

68
IVI

Alba. .

. pag.

4 3 ivi 4 5 6 43 ivi 50 52 53 54 59 62 64 65 ivi 66

42

-

.

70

.4ggiuma.
c. Numi incerti Sieiliae. . . 74 6. MODeledi Luceria aventi l'epigrafe ROMA. • . • • • ivi c. I meaodri delle an\iche moDele d' Italia. .•• 72 d. Di taluni mooogrammi soliti in monele tareotioe. . . . . 80 e. Di UDa moneta di Sardes della Lidia, malamenle attribuita a Capua, ed ora a Caiatia. lVt

BMlUii

-

SlIJ'Plnnento

SICIL. ET INS. ADJAC. Agrigeotum . 68

..

C:O•••

ZIONI.

correggasi !:IOPX", 0 !:IOPXGIJIOIt. SI. II minuto esame d' altr] pia consenati esemplari , ha mostrata 18 divel'8itach' e lr. I. letter. B della leggenda n. fl pag. 25, ed it resto di quell' epigrafe (Tav. III, n. ,"). Questa steua lettera, cbe al pari dell' altra A 6 in monete di Crotone e di Petelia (Tav. c. ,.. U-7) , deve dunque reputarsi iodilio della seconda officinaI 0 iI numero SI de' conii monetali,
PUBBLICATO IL

t. Trovasi per errore supplito piu volte Cra i magistrati Tarentini it nome =OP.doc:

ni

!O APRILE 1843.

11

Digitized by

Coogle

,~~r1,," ~~

\~

~-~----j~ ~

O-~

or.

c0
"'.-

'''' e
;;.\

'e:>

Digitized by

Coogle

Digitized by

Coogle

.'/,-;";. /I.

~__!_.

_i»\

~~

, :/',,60,.0

c ~~,

.:

,~.

,.,t' I;... .

Digitized by

Coogle

Jill'. Ill.

--

l-I r" 't-I . ., "i . .~. . 1~1 . fl Iii P
i,

:'
'
,,\

'S

-~ l;:i
'~ '

:~

I~
u
IJ

~.

,s

....

" U----. ~ ;:
q -

= r~. § ~,
~I

iii

=:

~! .~
" ,,' " "I
~j

c.

,~.

;); .},

5
J

'J..

>


e-

J

..

3

~

~!-~

~I

3

;,);

i,

<)

...

!

~ 3 ~
<)

" :3-.
• ~

.. ~

21.

• • •

w

uo ~~ .....
Q. Q.

~ u..

"'~

~~

.... ~ ,.
.... ......

~

"'~ ...

~.
.

~.,a-i ,~ "

H

~ 14...

I

<Ii:
.>j

:::l

. ,

, 'Iii:1J· ., ,
" '"J I~

'tR
i

I>

3 '

I

"

-:

Jo .• ~
"

I~

"

·

• • • ~
~

· I

31.

· ·

3 • ~

• .I • ·
~

3~.

I

33.

! ~

~

I

3-

•. ....~ 3S.

I
!

36:,

"
3#. ~ EY ~4.
39·

". . "

..

t-¥. •
T A PAi

1t\
'.1'.

,"0.

41.

IzsP
1,6'.

:z:
~POT.n.NIATAN

4z.·

'-3.

I!r

e.
-

B

,,~

S

rETHAINl\N

B-,

Digitized by

Coogle

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->