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MARE-MMA CHE VACANZE!

L'estate sta arrivando ed i turisti, come la marcia di una parata, si avviano per le
strette vie costeggiate da alberghi, con in mano i loro asciugamani, gli zaini pieni
di palette e secchielli, i lettini gonfiabili.. per prendere la quotidiana dose di sole
e per rinfrescarsi dal gran caldo che quest’inizio di stagione regala loro.

Un gruppo di giovani, più vivaci, procede con grande fretta per arrivare sulla
battigia. Uno di loro mastica 2-3 big-bubble, cercando di mostrare ai compagni la
grande abilità nel far il pallone più grosso, ma, alla fine, in modo assai
maleducato, sputa per terra la cicca, incurante di chi ci sia.

Dietro di loro, con passo assai tranquillo un gruppo di anziane signore che si
coprono dai cocenti raggi solari, con strani cappellini colorati e riviste da leggere.
Una di loro senza che se ne possa accorgere, schiaccia con una ciabatta la cicca,
trascinandosi dietro di sé tanti fili increspati, che la tela di uomo ragno non era
nulla in confronto. La signora si accorge solo quando rischia di cascare, visto il
filo appiccicato fa da freno alla sua ciabatta e, proprio in quel momento, tira fuori
il suo dialetto, mandando ogni sorta di accidente a chi ha gettato per strada
quella odiosa big-bubble.

Con La leggera brezza che tirava l’imprecazione giunse alla orecchie del
colpevole che non fece altro che ridersela sotto i baffi, mentre ai suoi amici,
senza farsi sentire, prendevano in giro la donna, imitandone le parole.

Le signora anziana, arrivata in spiaggia assieme alle amiche, lasciò da parte


quello spiacevole episodio e, coccolata dai raggi solari, le tornò presto il sorriso,
adagiando il telo da mare in un punto libero, visto che la spiaggia era abbastanza
affollata.

Il gruppo di giovani cominciò a giocare a pallone vicino alla riva, incuranti di tutti
gli altri turisti, finché una grandissima pallonata giunse al gruppo degli anziani
che erano distesi, facendo prendere loro un gran spavento. Essi, senza esitare un
attimo ne dissero di cotte e di crude a quegli screanzati.

I ragazzi, durante quella piccola partita giocata, avevano sudato abbastanza, così
decisero di far un bel bagnetto rinfrescante. Uno di loro si procurò un secchiello
e, senza farsi notare, tirò una grande secchiata all'amico che incurante di ciò che
stava accadendo, si spostò per puro caso. Così quell'ondata d’acqua finì addosso
completamente ai malcapitati anziani che, dopo l'ennesimo episodio rincorsero i
giovinastri con l'ombrellone tra le mani ed urla a non finire.

Passò un'oretta finché gli animi si placarono un po’ ed il manipolo di giovani


ritornò nel punto in cui si era insediato con i propri teli da mare.

A quel punto arrivò un gruppo di cinque belle donzelle che, con gambe formose e
grandi seni, si misero a prendere il sole proprio vicino a quel gruppo.

Avevano tutte dei piccoli tanga, sicché, tra le natiche, sembrava vedersi solo un
filo interdentale ed ogni ragazzo, a quella piacevole vista, avrebbe voluto pulirsi i
denti. Il gran caldo si faceva sentire: pian piano tutte le ragazze si misero in
topless e, agli occhi dei ragazzi, il paesaggio che si mostrava non sembrava di
certo la classica riviera, ma la catena montuosa dei Pirenei.

Tutte quante, come raganelle al sole si accingevano a prendere la tintarella,


bagnandosi di tanto in tanto con tutti i loro spruzzi d’acqua che, al contatto della
crema sparsa sul corpo, quel profumo ondeggiava nell’aria, attirando sempre più
gli impulsi frenetici di quei maschietti che non esitarono a far domande per
cercar di abbordare.

Le signore anziane, tutte verso la settantina d’anni, si trovavano a poca distanza


dai giovanotti e, vedendo quella scena, che si presentava dinnanzi ai loro occhi,
la loro mente andò per qualche istante indietro nel tempo, quando anche loro
erano giovani e belle. Ora sembravano ipnotizzate e aver perso totalmente i
sensi.

Uno dei ragazzi, per mostrare alla fanciulle il suo fascino, cominciò a mostrare i
suoi muscoli, compiendo ogni serie di acrobazia sulla sabbia e, a causa di un
abbassamento di pressione che lo colse all’improvviso, sbagliò la piroetta,
cadendo sopra alla malcapitata anziana, finendogli proprio faccia a faccia. Perciò,
quando l'anziana si svegliò dal suo fantastico sogno ipnotico, vide il bel giovane
proprio davanti ai suoi occhi e non potè fare a meno di cercare di baciarlo,
perché credeva ancora di sognare: la scena che si presentò suscitò una grandiosa
risata plateale ed anche molto imbarazzo tra tutti gli astanti.

Il caldo si faceva sentire sempre più come la voglia di qualcosa di fresco: proprio
in quel momento si sentì a distanza esclamare: “ coccoooo…, coccooo.. bellooo…
coccooo! “

I giovani si precipitarono subito a prendere un bel pezzo di cocco fresco e il


ragazzo che, prima, aveva sputato la cicca per terra e aveva commesso altre
marachelle, aveva intenzione di scusarsi con l’anziana signora: così decise di
comprare ed offrirle un bel pezzo di cocco. Lei, tutta contenta, accettò volentieri,
ma non fece in tempo a dare il primo morso, che le si staccò un dente. Il giovane
di fronte a quella scena non riuscì a controllarsi e scoppiò in una risata pazzesca,
mentre l’anziana pianse tutta disperata, incolpando il ragazzo di averlo fatto a
posta per lanciargli disgrazie, mentre le sue amiche la consolavano passandole
dei fazzoletti.

Il sole era sempre più cocente, il gruppo di ragazze decise allora di far un bel
bagno nel mare ed anche i ragazzi le seguirono allupati sempre più, vedendo la
loro tenera pelle sempre più abbronzata e tutte quelle piccole goccioline che
scendevano sui loro corpi longilinei mozzafiato.

Anche le signore anziane si erano dirette sulla riva del mare per rinfrescarsi,
visto che l’acqua salina del mare fa molto bene alla circolazione delle gambe:
infatti si erano messe sdraiate con i piedi a bagno, ma un ragazzo del gruppo era
ancora in spiaggia in procinto di raggiungere gli altri. Fu proprio in quel momento
che una delle bellissime ragazze fece finta di affogare per attirare l’attenzione dei
giovanotti con cui cominciavano a familiarizzare e, a quelle grida, il ragazzo parti
come il cartone animato del “ diavolo della Tasmania “ per aiutarla. Era così
spedito che non guardava nemmeno chi avesse davanti e le signore anziane,
essendo stese a riva e, non vedendo, nella fretta le persone davanti a sé, piombò
sulla testa della solita sfortunata con il suo piedone di misura 45. Per miracolo
non le causò un trauma cranico, ma per il forte colpo le venne il naso gonfio e
rosso, come quello di un clown!

La signora, appena riprese i sensi, cercò di capire chi fosse stato, ma il ragazzo
era stato così fulmineo che dopo essersi lanciato, tutti gli schizzi d’acqua e la
schiuma provocata dal tuffo avevano completamento oscurato la visibilità, finché
il ragazzo si nascose dietro gli scogli, fuori dalla visuale della malcapitata e da
occhi indiscreti.

Il sole stava per salutare tutti e, piano piano, tutti i turisti si preparavano per
ritornare in albergo per la cena. I ragazzi, purtroppo, non avevano rimediato
nulla con quelle bellissime ragazze e così si rassegnarono, avviandosi anche loro
verso l’albergo.

L’ultimo ragazzo, quello che in quel giorno, aveva già combinato parecchi casini,
si trascinò con sé il suo lettino gonfiabile, ancora gocciolante dopo l’ultimo
bagno.

Dieci metri dietro di lui, arrancavano le povere anziane che tutte stremate non
vedevano l’ora di ritornare in albergo, visto la giornataccia che avevano passato.

La più anziana del gruppo era veramente demoralizzata ed anche triste di avere
tutti quegli anni che le rendevano difficile muoversi agilmente; inoltre si
trascinava il pensiero di avere un dente in meno ed un nuovo volto con un naso
alla clown: solo vederla era una comica, ma ecco che accadde l’ultima sfiga di
fine giornata. Infatti tutta l’acqua che gocciolava dal lettino che il ragazzo si era
trascinato, aveva creato sulla passerella, mischiata alla sabbia, uno strato
melmoso e, alla fine, proprio, mentre compiva gli ultimi passi, la signora scivolò
all’indietro e, per poco, furono costretti a chiamare l’ambulanza. Infine, per
camminare, fu costretta a comprarsi un bastone di sostegno in un negozio in riva
al mare.

Il ragazzo, dinanzi a tale scena, non ebbe il coraggio di aiutarla e se ne scappò,


mimetizzandosi tra i turisti, dopo aver sentito tanti di quei moccoli librarsi in
aria, che mai aveva sentito e lui stesso aveva mai detto.

La povera signora arrivò in albergo non riconoscibile: infatti il titolare le chiese la


carta d’identità, non credendo che fosse la stessa signora di poche ora prima, che
si era allontanata verso la spiaggia.

RICORDA:

La gioventù è bella è unica e va vissuta fino in fondo con allegria, ma questo va


fatto sempre nel rispetto altrui, soprattutto delle persone anziane, sebbene in
alcuni casi, la sfiga alla fantozzi possa bussare alla porta.

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