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NORME CEI 0 -10

GUIDA ALLA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI La guida contiene le indicazioni relative alla manutenzione degli impianti elettrici di bassa tensione allo scopo di favorire il mantenimento nel tempo dei requisiti di sicurezza previsti dalle norme CEI e, più in generale, della regola dell’arte. Premessa L’esecuzione a regola d’arte di un impianto elettrico è un obbligo sancito da leggi: in particolare dalle leggi 186/68 e 46/90. La progettazione, l’esecuzione e la verifica fatta secondo le norme CEI è considerata a regola d’arte. L’utilizzo di un impianto elettrico nel corso del suo esercizio va tenuto costantemente sotto osservazione per valutare il permanere nel tempo delle caratteristiche di sicurezza e di affidabilità dei componenti e dell’impianto nel suo complesso. Scopo Scopo della guida è di fornire gli elementi utili per una corretta gestione della manutenzione degli impianti elettrici. Essa si propone di evidenziare le procedure che è necessario rispettare nella attività di manutenzione al fine di rendere sicuro il lavoro degli operatori e garantire, per quanto possibile, la funzionalità dell’impianto elettrico e gli standard di sicurezza. Manutenzione Per manutenzione ordinaria si intendono interventi finalizzati a contenere il degrado normale d’uso. Per manutenzione straordinaria si intendono gli interventi con rinnovo o sostituzione di parti, che non modifichino in modo sostanziale le prestazioni dell’impianto. La manutenzione si articola in manutenzione preventiva, correttiva, controllata, programmata, non programmata, ciclica, predittiva, sotto condizione, migliorativa. Lavoro elettrico Per lavoro elettrico si deve intendere un lavoro su impianti elettrici, o in prossimità di essi, che consente l’accesso alle parti attive e conseguente rischio di folgorazione o arco elettrico. Pianificazione della manutenzione Finalità della manutenzione

La manutenzione di un impianto elettrico è finalizzata a mantenere lo stesso secondo le condizioni progettuali di funzionalità e di sicurezza. Gli obiettivi della manutenzione sono:

aumentare il tempo di buon funzionamento dell’impianto, ridurre la frequenza dei guasti, diminuire i tempi di riparazione dei guasti (manutenibilità e risorse a disposizione), accorciare i tempi di attesa per la disponibilità delle risorse, ottimizzare la disponibilità dei ricambi. Ed inoltre:

aiuta a conservare gli standard di sicurezza e funzionalità previsti a progetto, facilita la continuità nell’erogazione di servizi, riduce i danni economici. La manutenzione elettrica non può evitare il naturale degrado dei vari componenti in quanto ogni componente subisce un invecchiamento in relazione al tipo di materiale e di ambiente. La periodicità deve essere stabilita considerando, per ciascun componente dell'impianto, i deterioramenti prevedibili. Più in generale, è opportuno che i componenti dell’impianto siano sottoposti a manutenzione secondo la periodicità e le modalità indicate dai costruttori nei relativi manuali d’uso e di manutenzione e nei casi di evidenti segni di deterioramento o di non regolare funzionamento.

Criteri di pianificazione della manutenzione Redazione del piano di manutenzione Esso deve definire gli interventi necessari e le modalità (chi, come e quando) di esecuzione. Elementi che si ritengono necessari per la definizione del piano:

opportunità, ai fini del mantenimento delle condizioni di sicurezza e della continuità dell’esercizio, dell’uso di una struttura interna in collaborazione con una struttura esterna

livello di manutenzione,

livello di competenza del personale,

diagramma logico delle sequenze di operazioni elementari da eseguire.

Gestione della manutenzione Il piano della manutenzione

Il piano della manutenzione viene, in genere, realizzato mediante programmi di lavoro.

Il piano si articola essenzialmente in due parti: la prima sarà dedicata alla programmazione ed alla identificazione dei contenuti dell’attività di manutenzione; la seconda alla

identificazione degli equipaggiamenti e della documentazione tecnica necessaria. In definitiva il piano deve contenere la valutazione dei rischi dell’intervento; le procedure di lavoro, le schede di lavoro, le attrezzature necessarie, i DPI da adottare durante l’intervento

e le competenze professionali degli operatori.

Organizzazione delle verifiche Le verifiche si possono effettuare secondo scadenze prestabilite o in concomitanza di interventi manutentivi.

Interventi manutentivi Costituiscono la parte fondamentale del programma di manutenzione. Oltre alla descrizione degli interventi con relative scadenze temporali, dovranno essere indicate le modalità di esecuzione delle operazioni con il piano di sicurezza, a la professionalità e specializzazione

degli operatori addetti. Gli interventi manutentivi vengono stabiliti e pianificati sulla scorta delle indicazioni fornite dal progettista dell’impianto, dai costruttori delle apparecchiature, da obblighi di legge o normative e da prescrizioni contrattuali. Le attività di manutenzione potranno essere articolate in interventi a breve, medio e lungo termine. Il programma di manutenzione, redatto con schede, dovrà pertanto contenere:

la frequenza dell’intervento,

la tipologia dell’intervento,

la individuazione del componente interessato,

il costo dell’intervento,

la disponibilità del materiale.

Controllo della manutenzione E’ opportuno che l’attività di manutenzione venga periodicamente sottoposta a verifica.

Esecuzione dei lavori

Figure interessate ai lavori di manutenzione Le figure interessate all’esecuzione del lavoro sono: il responsabile dell’impianto, il preposto ai lavori e gli addetti al lavoro. Addetti Possono effettuare lavori elettrici le persone idonee ossia le persone esperte 8PES) e le persone avvertite (PAV) alle quali il datore di lavoro ha riconosciuto l’idoneità ad effettuare lavori elettrici. Disposizioni di carattere generale Prima dell’inizio dei lavori di manutenzione l’impianto deve essere messo in sicurezza. La zona di lavoro deve essere individuata e , se necessario, delimitata prendendo in considerazione tutte le possibili posizioni di lavoro che gli addetti devono assumere, anche accidentalmente, nel corso della manutenzione ed il tipo e la dimensione degli attrezzi e dei materiali utilizzati.

Informazione degli addetti Prima dell’inizio della manutenzione il preposto deve fornire agli addetti tutte le informazioni circa il lavoro da svolgere, le modalità di esecuzione del lavoro, le misure di sicurezza prese e le precauzioni da prendere durante l’effettuazione della manutenzione (programma di lavoro).

Lavori sotto tensione Deve essere vietato a chiunque accedere a parti attive in tensione senza aver ricevuto l’ordine del preposto ai lavori.

Codice civile L0imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori del lavoro. Decreto Lgs 626/94 Le misure generali per la protezione della salute e per la sicurezza dei lavoratori sono:

… regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, macchine e d impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti.

DPR 547/55

Gli impianti elettrici, in tutte le loro parti costitutive, devono essere costruiti, installati e mantenuti in modo da prevenire i pericoli derivanti da contatti accidentali con gli elementi sotto tensione ed i rischi di incendio e di scoppio derivanti da eventuali anormalità che si verifichino nel loro esercizio. Gli impianti devono possedere, in relazione alle necessità della sicurezza del lavoro, i necessari requisiti di resistenza e di idoneità ed essere mantenuti in buono stato di conservazione e d efficienza. Legge 46/90 Il committente o proprietario è tenuto ad affidare i lavori di installazione, trasformazione, di ampliamento, e di manutenzione degli impianti di cui all’art. 1 ad imprese abilitate. Sono esclusi dagli obblighi della redazione del progetto i lavori concernenti l’ordinaria manutenzione degli impianti. Legge 109/94 Il progetto esecutivo deve essere altresì corredato da apposito piano di manutenzione. Legge 554/99 Il piano di manutenzione è il documento complementare al progetto esecutivo che prevede, pianifica e programma, tenendo conto dei dati progettuali esecutivi effettivamente realizzati, l’attività di manutenzione dell’intervento al fine di mantenere nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità, l’efficienza ed il valore economico. Il piano di manutenzione assume contenuto differenziato in relazione all’importanza dell’opera ed alla specificità dell’intervento, ed è costituito delle seguenti parti:

il manuale d’uso,

il manuale di manutenzione,

il programma di manutenzione.

Il manuale d’uso si riferisce all’uso delle parti più importanti del bene ed in particolare degli impianti tecnologici. Il manuale contiene tutti gli elementi necessari per limitare quanto più possibile i danni derivanti da una inutilizzazione impropria. Il manuale di manutenzione si riferisce alla manutenzione delle parti più importanti del bene ed in particolare degli impianti tecnologici. Esso fornisce, in relazione alle diverse unità tecnologiche, alle caratteristiche dei materiali o dei componenti interessati, le indicazioni necessarie per una più corretta manutenzione nonché per il ricorso ai centri di servizio.

Il programma di manutenzione prevede un sistema ci controlli e di interventi da eseguire a

cadenze temporalmente o altrimenti prefissate, al fine di una corretta gestione del bene e delle sue parti nel corso degli anni. Esso si articola in:

sottoprogramma delle prestazioni, sottoprogramma dei controlli che definisce il programma delle verifiche,

il programma degli interventi di manutenzione che riporta in ordine temporale i differenti

interventi di manutenzione, al fine di fornire le informazioni per una corretta conservazione del bene.

D.Lgs. 626/94

I luoghi di lavoro, gli impianti ed i dispositivi vengono sottoposti a regolamentare

manutenzione tecnica e vengono eliminati, quanto più radicalmente possibile, i difetti

relativi che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori. DPR 547/55

Rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono esposti e portare a loro conoscenza le norme essenziali di prevenzione mediante affissione, negli ambienti di lavoro. Disporre ed esigere che i singoli lavoratori osservino le norme di sicurezza. DPR 577/82

Il responsabile dell’attività per il quale è stato rilasciato il certificato di prevenzione incendi

è altresì tenuto a curare il mantenimento dell’efficienza dei sistemi, dei dispositivi e delle

attrezzature espressamente finalizzate alle prevenzione incendi. DM 569/92

Il responsabile tecnico addetto alla sicurezza deve mantenere efficienti ed in buono stato gli

impianti esistenti nell’edificio. In particolare gli impianti elettrici. Deve conservare in un fascicolo gli schemi aggiornati di tutti gli impianti nell’edificio.

DM 26/8/92 Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica. A cura del titolare dell’attività dovrà essere predisposto un registro dei controlli relativi all’efficienza degli impianti elettrici, dell’illuminazione di sicurezza. DM9/4/94 approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l’attività alberghiere. Siano mantenuti efficienti i mezzi e gli impianti antincendio, siano eseguite tempestivamente le manutenzioni o sostituzioni necessarie e siano condotte periodicamente prove degli stessi con cadenze non superiori a 6 mesi.

DPR418/95norme di sicurezza antincendio per edifici storico artistici. Il responsabile tecnico addetto alla sicurezza deve intervenire affinché: siano mantenuti costantemente in buono stato gli impianti presenti nell’edificio, in particolare, per gli impianti elettrici, deve essere previsto che un addetto qualificato provveda con la periodicità stabilita dalle specifiche normative CEI al loro controllo e manutenzione. DPR 37/98 Gli enti ed i privati responsabili di attività soggette ai controlli di prevenzione incendi hanno l’obbligo di mantenere in stato di efficienza i sistemi, i dispositivi, le attrezzature e le altre misure di sicurezza antincendio adottate e di effettuare verifiche di controllo ed interventi di manutenzione secondo le cadenze temporali che sono indicate dal Comando dei vigili del fuoco.

Verifiche periodiche Il Documento di armonizzazione HD 384.6.61 “Verification”, afferma che, per le verifiche periodiche, l’intervallo tra esse può essere ad esempio, di tre anni, ad eccezione dei seguenti casi, nei quali esiste un maggior rischio di degrado, incendio od esplosione, strutture aperte al pubblico, cantieri edili, ambienti dove sono utilizzati apparecchi elettrici trasportabili. Per edifici residenziali possono essere appropriati intervalli più lunghi.