Sei sulla pagina 1di 590

NUOVO DIZIONARIO PATRISTICO E DI ANTICHITA CRISTIANE

----------------

........
INSTITUTUM PATRlSTICUM AUGUSTIN IANUM

ROMA

I
r

NUOVO DIZIONARIO PATRlSTICO EDI ANTICHITA CRISTIANE


,
diretto cia Angelo Di Berardino


p-z

MARIETTI 1820

presentazione

Realizzaaione editoriale: Alta sue, Genova Starnpa e confezionc: Rilcgatoria Varzi - Citta di Castello (PG) I edizione 1983 II edizior-e aggiornata e aumentata 2008 - Genova-Milano

© 2008 Casa Edirrice Marietti S.pA ISBN 978-88-211-6742-3


www.mariettieditore.it

Finito di stampare nel mcsc di gennaio 2008

La PYl!lI" editdone del «Dizionario patristico e di "ntichlla cristiane» (= DPAC) ba rIC scosso un notevole successo percbe »enioa inrontro a una sentita esigenza di uno strumenta in/armata e completo sultantichita cristiana in generate e sui Padri in particolareo Oltre alia ristompa In ualiano nel 1999 esso ha auuto diverse traduzioru in altre lingue (spagllolo, inglese, francese e portogbese). Negli tlltimi anni altri editori dell'est europeo ne hanna cbiesto Ia tradtaione. Dopa 22 anni daiia prima ediuone gli editori hanna sentito 10 nccessita non di una semplice ristampa, poco comnncente in questo genere di opere} ma di qualcasa di dioerso e nuooo. Rispcttando La stessa struttura e lo Jh'JJ'O laglia della prima ediZIone, con impegno noh'vole della Casa Editrice italiana, la Marietti, obbiamo proceduto a questa nuooa edizione. La stcssa Casa Editrice, cot! spinto di continuita e di servino ali'antrcbisa cristiana, aueua pubbliauo net [rattempo due poderosi ooiumi (il quarto e il quinto) della Patrologia. I.:aggiunta di "Nuouo" (= NDPAC) a questa edizione uuole indicare la continuita con tapeta precedente e f'intervento operata in pro/anditd nella nuooa edizione. Ahbiamo d£SCUHO tre possibilit» di interuento: una semplice reuisione de.'!/' opera can correzione di euentuali errori; qunlcosa di totalmente nuouo con altro taglio - nan facile da realiziare nel breve tempo ~; una protondo reutsione del g~aesistente con aggiunte e rifacimenti. Abbiama sceito questa terza via agenda in diverse direzioni. Reuisione di tutti i lemmi con correzioni e agg'ornamento del testa e della bibllogra/ta, possibilmente fatti dallo stesso au/ore precedente, se ancora viuente e dispcnibile, nuoui lemmi da inserire (ne 50no stati aggiunti circa GOO)}' sostitunone di malti femmi con una nuova redazione da parte di un dioerso autore. Questa sostituzione talvolta era rtcbiesta da nuooe scopertc, oppure dall'aoanzamento degli stud,: 0 ancbe percb,; I'artiwlo precedcnte e state giudicato tJHu//iciente. ]ra i lemmi sostituiti segnaiiamo alcuni ira i piu irnportanti: Agostinismo, Atanasio, audientia episcopalis. Burdesane, cattedra, Cosma e Damiano, Ccrrnania, gnosticisrno, Gregorio Magno, Ippolito, laico, Lusitania, manicheismo, mistica, mondo, paideia. Negli utllmi decenni i cosuldetti apocrifi banno aouto Uno soiluppo noteoole. An;;iche un lemma unico, abbiamo preferito offrire una breue trattazione di caraucre generale e inserire speci/iche ooci per ogni testa apocrt/o cristiano. Aitrcttanto abbiamo fatto con i papi: in precedenza solo alcuni aoeuano un lemma specz/ico, mentrc per ia maggioranza erano inclusi sotto una voce generale. papi. Ora ognuno di essi ba una breve presentazionc. L'archeologia cristiana, in continua euolunone, ba nchiosto ancbe nnmerosi rifaciment: e aggJornamenti. Tra i lemmi nuovi si possono segnalare: ateismo (accuss), autobiografia, coronal gctice (Ietteratura}, giudaismo, intolleranza, matristica (I),
J

VIr

pRESENTA7JOf\£

Mesopotamia, metcmpsicosi, miracolo, nave, Omero, Padri (Merlioevo, Rinascimento e periodo della Riforma), panegirico, pcesia cristiana, presbitcri apostolici, progresso, quaresima, reliquie, santo/sandra, Scrittura sacra (versoni), sigillo, sogni nei Padri, suicidio, teologia negative, traduzioni patristiche in lingue orientali, vcscovo. LJinseritnento di lemmi nuooi di una certa lunghezza, 10 spauo accordato agli apocri/i e at"papi hanna ampliato notevoimente fampiezzt1 delFopera, cbe avra ancbe una suddiuistone piil equilibrata tra prime, secondo e terzo volume. It volame contenente le carte geograjiche, 10 parte iconografica e l'indice analitico non subisce inveee una radtcalc reuisione, ma sola aggiornamenti, Un ricordo va ai grandi patrolog: cbe banno collabonuo alla prima edizione e [urono prodighi di consigli e coiiaborarione, tra i qual: meritano una menzione: Jean Gribomont, Charles Pietri, card, Michele Pellegrino, vincemo Lai, Achille Triacca, CYril Vogel, Salvatore Costanza, Henri Crouzel, Carmela Curtt~ lrenee-Henri Dolmais, Ivan DUllev Umberta Fasola, Paul-Albert Feorier; Margherila Cuarducci. Adalbert Hamman, Richard HanJon, Sandra Leanra, Roger Le Deaut, Joseph Lecuyer, Pierre Nautin, Burkhard Ncunheuset; Joseph-Mane Sauget, ViCtor Saxer, Agostino Trape. Ringraziamo sentttamente ancbe a nome dell'lstituto Patristico Augustiniantrm la Casa Editrice Mariotti. che ba consentito di portare a termine i'opera in due anni.
l

presentazione della prima edizione (1983)

Ii -Dizionario patrtstico e di anlichita cristiane» (= DPAC) nato dalla sempliee costatazione della mancanza di un'opera simile net panorama librario; doe di uno strumento d'uso immediate per ogni persona di una certa cultura, desiderosu di un'mjarmarione rapida e precisa su un quaisiasi argomento riguardante i prirm otto secoli della storia del cristianesimo. Si prese atto dr· tale mancanza durante fa preparauone del terro volume di Patro/agia, in continuazione di quelli del prof Johannes Quasten, pubbitcati dalla Casa Editrice Marietu, smmediatamente ci si pose aliopera per raccoghere suggerimanti e proposte sulla struttura e sui taglio da dare al Dizionario. Poicht aitorno all'lstituto Pamstico Augustinianum gravitano numerosi studiosi deli'onticbita cristiana, sia per ragioni d'msegnamento sia per i tradinonali lncontri di maggiu era epidente else taie centro poteva assumersi l'incarico di procedere alia preparazione del Dizionario. Del resto una fitra rete di conoscenze e di amicizie permetteoa di prendere immediato contatto can molti e competenti studiosi dei uari setcori dell'anticbit« cristiana e cosi poter preparare l' opera in tempi brevi. A questa fin« occorreua assicurare un ampio numero di collaboratori, ria come estensori degli articoli sia come tmduttori di erst' nel caso di collaborarioni straniere
J

Angelo.Di

Berardino

LJampio coinuoigimento di studiosi.e stato raggiunto: essi sono 167 di 17 nazionalua diverse, di di_fferenti conjessioni religiose e dai moltepiic: interessi culuerali. Questi studiosi intendono ora mettere a disposinone di tutti. secondo fa rispeuioa competenza, !1 noteuole iauoro di aptrofondimenra c di rtcerca compiuto nel set/ore del cristianesimo antico in questi ult£mi decenni, confcrcndo cosi all' opera non solo un ampio respire scientifico rna anthe uarietd di approccio e diuersa sensibilitd nella trattazione degli argomenti. Per tale motioo t! DPAC, con t! suo carattcre plundisciplinare, oflre taimo di un ben documentato retrotcrra stonco e patristico alia teologia, alia cultura cristiana e alia vita della Chiesa di oggl; andie nelle diuersita delle sue confession; di fede. Per la sua impostazione, il DPAC destinate cost' a un pubblico ampio e diuersificato, dcsideroso ria di un primo orientamen10 sia di ulterior! approfondimenti gtazie a una bib/fogra/ia sceita e au,omata, Cronologicarnente il Dizionario si estcnde da/l',poca delle origini cristiane fino alia fine dell' eta potristico: per l'Occidente fino a Beda (673-735 CdJ e per l'Oriense greco /ino a Giovanni Damascene (675 ca."749 ca.), Per le aiue aree cristiane (siriaca, copta. etiopico, georgiana e armena), in alcuni casi concreti, i criteri C7onologici sono stat!"piu elastia in ragtone dell'evangelizzaziane di tali aree e della pariicolarc natura degli scritti e delle traduzioni in queste lingue.
J

Vllt

IX

PRESENTAZ.~ONE DELLA PRl'vL4. ED1ZIONE

I lemmi cbe compongono it DPAC riguardano perwnaggl, dourine, correnti cuiturali, sette cnstiane, oicende storicbe, geograjia, lit.urgia, monacbesimo, spintualit», realizzazioni artisticbe e testimonianze archeolog£che, sen:a trascurare aspetti sociali, politici, mora Ii e ascetici dei primi otto secoii della storia cristiana. Quando if stato possibile 0 creduto opportuno si optato per uno studio di insieme di alcuni temi neli'intento di offrire un discorso globale e articolato su di em (p. es. apocrifi, cimiteri, edifici di culto, Iibri sapienzali ecc.). Un posto panicolare i! siato riseruato alla prosopografia: molti personaggi, ancbe secondari, sono stati inseriu per i primi quattro secoli can precisi ri/erimentt;· per il periado successioo si operata una maggiore selezione, imposta chi [atto cbc esso meno importante per la nascita e la [ondauone del cristianesimo e dal jauo della presenza di numerosi popoli nuovi con una miriade di petsonaggi. II Dizionario, pur l.:on alcune inevitabilt" lacune, presenta una riccbczza di informaiioni insospettabile: sufficiente una vetoer: scorsa delle sue pagine per rendersene canto. Per esempia fa /iloso/ia arnica. nelle sue relazioni con il cristianesimo, »iene a/frontata sotta diverse angounioni in vari lemmi: in quell: propriamente teologia, in alcuni Padn e in trattazioni spea/iche (aristotelisrno e i Padri, cllen.smo e cristianesimo, filosofia e i Padri, plan tonisrno e i Padri, stoicismo e i Padri), oltre all'insenmento di alcuni pensaton pagan: del periodo patristico e di correnti della [dosofia di quel tempo. Souente la redauone di un lemma ba richiesto l'Interoento di piu competenze: p.es. Alessandria ba ricbiesto i/ contributo del captotogo (Orlandi), del patrologo (Simonetti) e dell'areheologo (Falla Cas.eljranchi). In tali casi, '0 uoile, e necessaria leggere le diverse trattarioni - poichi queste offrono un approccio dioervo - cbe si integrano a uicenda, come atnnene per angdo con l'articolo del patrologo ('}tuder), che esponc lc rtflessioni teologjcbe patristicbe, e quello della stone co dell'arte (Carlett!), cbe documents come tali riflessioni trovino un'espressione artistica ne/ticoHogra/ia, Sana stati inoltrc inseriti argomenti non [acilmente reperibili alrrcoe: p.es. argomentazione patristica (Studer), protologia (Bianchi e S/amenf Gasparro) (questo lemma cffre un diuerso approccio ad altri temi. creazione. percaro originale, matrimonio, verginita) , paleoslavo Wuji'ev), riguardante ie traduzioni In quell. /Ingua ecc. Un vivo ringraziamento a P Claude i.WondeSerl, direttore di Sources Cbretiennes", "he it 12 maggio 1978 gentilmente ci o/fri ospitaltid nella sede di "Sources Cbretiennes" a Lione per programmare il Duionano do parte dei rappresentanti dell'lstituto Patristico Augustimanum, e di alcunc case ediiria. Uno speciale nconoscimento poi oa data alla Casa Editn'ce Madettz: cbe ha consentito di portare a termine l'opera net breve spoxio di quattro anni.

If

DIREZIONE
ANGELO DI

BERARDINO

Angelo Di Berardino

CONSULENTI

SCIENTIFICI
JEAN GRIBOMONT, VITTORJNO GROSSI, ADALBERT HAMMAN, TtTO ORLANDI, MANLIO SIMONETTI, PWLO SINISCALCO, BASIL STUDER, PASQUALE TESTlNI, ACHILLE TRIACCA, SEVER J. VOICU.

Lndicazioni per l' U50 del Dizionario


I [emmi sana disposti alfabeticamente e quindi facilmente reperibili. Normalmente esS1 sono in lingua italiana, anchc Sf in casi specifid si prefer ita la dicitura latina 0 greca, Siccome a volte, come si e gia. accennato nella presentazione, per alcune tematiche SL preferita una presentazione d'insieme, per rintracciare argomeuti specifici i: bene ricorrere al dcttagliato indice finale posto al terrnine dell'intcra opera. Tale indice offre inoltre il vantaggio di reperire anche alcri luoghi dove 10 stesso argomento viene rrattato oppure di vedere dove altri personaggi 0 nomi propri ricevono una speciaie menzione. In tal modo si potra pcrcepire meglio la ricchezza delle informazioni offeree dal Dizionario,

..~

I I

TRADUTTORI
MARCOCONTI (illglesel, ANG£!.O DI BERARDINO (inglese, franccsc), ANrONINO GALLICO (/rancese), DANIELSGIANOTTI (mgtesel, PAOLO MARTINO (tedesco. green), LEANDRO NAVARRA (jrancese, ingtese)j CARlA NOCE (tedr:-sco), GIANLUCt\ PILARA (spagnola), LEU.A SCARAMPI (/rancese), GruSEPPE SGHERRI (francese. tedcscos, VINCF.NZOVENANZI uedescofrancese), MARIA G""ZLA TIBALDI (j,anem), LUIGI VICARIO (francese, spagnolo), GIOVANNAZIt'lCONE (jrances,l.
XI

I
!

J
r

ELENCO DEI COLLABORATOR!

BARBARA ALAND, Univ. di Munster FRANCESCO ALEO, Ist. 'Ieologico S. Paolo, Catania PAULINE ALLEN, Catholic University, Brisbane BL\GIO AMATA, Pont. Univ. Salcsiana, Rome MAM AJvIODIO, Univ di Napoli Federico Il l\.1AruA LUISA ANGRISANI SANFILIPPO, Uni v, di Roma «La Sapienza» ANTONIOAPPELLA, Univ di Roms «La Sapienza» IM~L\COLATA AULISA. Univ di Ban BELLARM1NO BAGAITI (tl, Srudium BibL. Franciecunum, Ccrusalemme IRENA BACKUS, Univ di Ginevra JON BARr."ffiA (t), Univ. di Bucarest PTER FRA.:t·:co BEATRICE, Uniw di Pad ova PAOLO BETTIOLD, Uniw di Venezia Uco BIANCHI (tJ, Univ di Rorna «La Sapienza>, .M.AluA GRAZJ:A BIANCO, Liber-a Univ Maria S5, Assunra, Rome f.ABRIZTO BISCONTI, Univ. di Rome 'Ire; Pont. Isr. di Archeologia Crisriana, FRANCO BOLGL'lNI, Univ, di Torino SALVATORE BORZI, Univ di Catania

Rcma

KARf B0RRESEN, Univ. di Oslo


CECILIABRAIDOm, Univ di Roma «La Sapiem:a;.) HUGO BRANDENBURG, Ist. Arch. Cermanico, Roma UMBERTO BROCCOLI, Rome SEBAST!.Ai'l P. BROCK, Oxford University C.ARLESBUENACASA, Vniv. Central de Barcelona CLARA BLRI"r DE LORENZI, Univ, di Perugia JUAc'-lANTONIO CABRERA MONTERO, Augustinianurn, Roma D/,NIELA CALCAGNINI CARLEm, Univ di Rome «La Sap ienza» f...1ATILOE CALTABIANO, Univ, di Milano NENc"lD CM1BI, Univ. di Split: ALB.E.RJO CAMPLAJ\II, Univ, di Rom;"!' «L<I Sapienza»: Augustinianur», Roma PAm. CANART, Bibliorcca Aposrolica Vaticana, Citra del Varicanc GLSELU CA.NTIN"OWATAGHIN, Univ del Picmontc Orientale, Vercclli CARlO CARLE1TI, Univ di Ban EPHRl!Ll,.j CARR, Pont. Ateneo S. Anselmo; Augustinianum, Rama GIUSEPPE CARUSO, Augu~tinia.fl!.lm., Raffia ELENA CAVALCA.i\JTI (t), Univ. di Roma Tre MARGHERITA CECCHELLI, Univ di Rome «La Sapienza»: Augustinianurn, Roms ANSCAR CHUPUNGCO, Pone Ateneo S. Anselmo, Roma MARIA PIA. CICCARESE, Ijniv, di Roma «La Sapienza» NELLO CIPRIANI, Augustinianum. Roma CHARBEL CHAHINE, Univ, Saint Joseph, Beirut MI'Rlo CIMOSA, Pont. Unlv Salesiana, Augusunianum, Roma BENEDEITO CLAUSI, Univ, della Calabria FRANCF.sCA COCCHINI, Univ eli Roma «La Sapienza»

ELENCQ DEl

COLLABORATORl

ELENCO DEI COLLABORATORI

FRANCAELI'NA CONSOLINO, Univ dell'Aquila MMCO CONTI, Pont, Univ. Salesiana, Rcma SALVATORE COSTANZA (t/. Univ di. Messina KEVIN]. COYLE, Univ di Ottawa ROBERT CROUSE, Univ. di Halifax; Augustinianum, Rome HENRI CROUZEL (t), Insr. Cath., Toulouse; Augustinianum, Roma CARNrELO CURTI {t}, Univ di Catania GlUSEPPE CUSCITO, Un iv di Trieste Al..BERTO D' ANNA, Univ di Roma Tre ENRIco DAL COVOLO. Pont. Llniv. Salesiana, Roma hl~EE·HENRI DAL!v1AIS (0, Insr. Catbolique, Paris ERN.~T DASSMANN, Dolger Insritur, Bonn LORENZO DATTRINO, Pont. Univ. Lateranense, Rome YSABEL DE AL'-IDlA, Institut Catholique, Paris BERNARDO DE ANGELIS, Bologna DAllli\ DE BERNARDI FERRERO, Polirecnico, Torino PIO DE LlJ1S, Estudio Agustiniano, Valladolid PATRICIO DE NAVASCu:tS, Sun Damaso, Madrid; Augustinianum, Roma ANGELO DE NICOLA, Univ di Pavia PEDRO DE PALOL, Univ. di Barcellooa RUSSELL J. DE SL\10NE, Univ di Villanova, Pennsylvania; Augustinianum, Roma CARLO DELL'OSSO, Ist. Teologico Pugliese, Molfetta: Augustinianum. Roma KEEs DEN BIESEN, Terni LAZAR05DERITIOTIS, Arch. Mouseion, Larissa PAOLA DE SAl\JTIS, Univ. di Bari MANUEL e. DiAZ Y DiAZ (t), Univ. di Compostela ANGELO Dr BERARDINO, Augustinianuru, Rcma ANTONELLA D1 NINO, Roma JuITA DRESKEN WEILAND, Univ, di Regensburg HiJllERTIJS R. DROBf'!ER Fac. di 'Ieologie, Paderborn; Augu5tiniLlllum, Rorna .MAlm.NE DUlAEY, Ecole Pratique des Hautes Eludes, Paris. IVAN DUJCEV (tl, Accademico, Sofia NOEL DUVAL, Univ La Sorbonne, Paris PATRJCK FAHEY, Augustinianum, Rome: Sydney MAmNA FALLA CASTEL FRANCHI, Univ. di Leece RAFFl1ELE FARINA, Bibliotera Apostolica Vaticena, Cins del Vaticano UM1lERTO FASOLA (t), Pont Ist. di Archeciogia Crisnana, Roma FEDl3RlcO FAm. Univ di Perugia PAUL-ALBERT FEVIU.ER (t), Univ de Provence
GiOVANNI ALLAN

FILORA.MO,

Univ.

di

Torino

VINCENZO FIOCCHI NICOLAI, Univ di Roma Due; POn(, Ist. di Archeologia Cristiana, Roma FITLGERALD, Augustinianum, Rome MIGUEL FLORES, Madrid SEGUNDO FOLGADO (t), Univ. Maria Cristina, El Escorial: Augustinianum, Roma JACQUES FONTAlN'E, Univ, La Sorbonne, Paris l'\.1ARC.l::LLA FORLIN PATRUCCO, Uolv di Torino WILLIAM He. FREND (tl, Univ ill Glasgow ALP.sSANDRO GARRIS1, Univ di Rome «La SapienzaDANIELE GELSI (tlo POnt. Areneo S. Anselmo, Roma MASSThilLiIlNO GHILARDI, Istituto Naz. di Srudi Romani; Augusrinianum, Rcma ELENA GIANNARELLI, Univ. di Firenae CLAUDIO GIANOITO, Univ di Torino ROBERTO GIORDAN1, Univ; Ji Perugia MARIO GIRARDI, Univ di Bari ANNA MAI<IAGlUNTELLA (tl, Univ. di Chieti F!W'-ICO GORI, Univ di Urbino; Augusrinianum, Roma ANTONIO GRfUJPONE, Citta del Vaticano PROSPERGRECH, Augustinianum, Roma RfGLNALD GREGOIRE, Univ dl Pavia JEAN GRlBOMONT {t), Pont. Ateneo S. Anselmo: Augustinianum, Roma XIV

W. JARDiNE GR15BROOKE (t), OSCOti College, West Midlands, Gran Bretagna VrrrORINO GROSSI, Pont. Univ. Laterunense; Augustinianum, Roma PETER GROSSMANN, Deutsch, Arch. Institut, II Cairo MARGHERITA GUARDUCCr (t), Univ. di Roma «La SapienzaADAlBERT HAMMAN (t), Augusunianum, Roma RICHARD HANSON (t), Univ di Manchester STEFANHEID, Pont. Ist. di Archeolcgia Cristiana, Rome YITZHAKHEN, Univ of the Negev BONIFACIO HONINGS, Pont. Univ Leteranense, Roma FOTIOS IOA:-1NIDIS, Univ. ill Thessaloniki JOHANNES IRMSCHER {t), Accademia delle Scienze d:i Berlino JUAN ANTONIO JIMENEZ, Univ. Central de Barcelona OSCAR ]1;o...ffiNEZ, Augustinienum, Rome CHA>LF.s KANNENGIESSER, Concordia Unlv, Montreal WOLFRAM KINZIG, Univ di Bonn ALBERTUS FJ KLI)N, Univ. di Groniogcn ANTONIO LABATE, Univ di Messina GASPAR LADOCS( Seminario di Eszrergom LAWRENCE LAHEY, Tulane University, New Orleans JOSEPH LAM CONG QUY, Wur.bu'g REN:t: LAVENANT, Sources Chretiennes, Lyon Jf.R6NL\10 lEAL, Pont. Univ della Santa Croce; Augusunianur», Roma SANDRO LEANZA (t), Univ. di Messina ROCER LE D:EAUT (tl, Pont. Ist. Blblico, Roma JOSEPH: LECUYER (t), Pont. Univ, Lareranense, Rome FRANCESCO LENTINO, POnt. Far. Teologica, Napoli L\.:1.ICHEL LIBAJ\iBU, Universlr€ Carholique, Kinshasa SALVATORE LILLA, Biblioteca Aposrolica Vaticana, Cina del Vaticanc: Augustinianum, Cl-lIAfu\ LOASSES, Univ, di Roma «La Sapienza» VmCENZO LOI (t), Univ. di Cagliari V~'CENZO LOMBINO, Pont. Fac. Teologica, Palermo LUIG! LONGOBARDO, Pont. Fac. Teologica, Napoli A."'JDREW LOUTH, Univ di Durham BRUNO LUISELLI, Univ. d.i Roma "La Sapienza»; Augustlnianum, Roma ELENA MALASPINA, Univ di Roma Tre: Libera Univ Maria SS. Assunta, Roma ANNE-MARIE MALINGREY (tl, Univ, ill Lille TANIOS BOU IvlANSOUR, Univ Saint-Esprit de Keslik :MAroA GRAZIA 1\1ARA, Univ. di Roraa «La Sapienza»: Augustinianum, Roma ANTONIO MARCHEITA, Univ. di Rome «La Sapienza» l'rfAJUANGELA,. l'.1A.RINONE, Univ, di Roms «La SapienzaMARro MARlTANO, PDm .. Univ Salesiana, Roma 'pAOLA M.f\RONE, Univ di Roma «La Sapienza» PAUL .MA.TTEI. Univ di Lyon; Sources Chretiennes, Lyon PERE MAYMO I CAPD£VILA, Univ. Central de Barcelona Bf.RBARA iMAZZEl, Pont. Commissione di Archeologia Sacra DANILO .MAZZOLENl, Pont. Ist. di Archeologia Cristiana: Univ, di Roma Tre, Roma MrCHELE iMEES (t), Augustinianum, Roma PIETRO MELONI, Vescovo di Nuorc MARIO l\1..ENDOZA, Augusrinienum, Rcma VL\lCE.N.ZA l\1ILAZZO, Univ. di Catania
ALESSANDAA

Roma

MILELLA, Roma
Etudes, Paris

S:u..10N CLAUDE MIMOUNJ, Ecole Pratique des Hautes MAmo MIRABELLA ROBERTI (tl, Univ di Trieste ADELE MONAD CASTAGNO, Univ. ill Torino LUCA MONTECCHIO, Univ ill Roma «La Sapienza» CLAUDIO MORESCHINI, Univ di Pisa; Augustinianurn, CHA>LES MUNIER, Univ di Strasbourg Manto NALDIN1 (t), Univ eli Perugia CARlO NARDI. Pont. FeC".Teologica, Fircnzc PlERRE NAUTIN (tl, Unie, La Sorbonne, Paris

Raffia

xv

HENCO LE/\NDRO

DEI COLl.i\BORAT01U

ELENCD DEl COLLABORATORI

NAVARRA., Univ, di Roma «La Sapienza» ANTONIO NAZZARO, Univ di Napoli BURKHARD NEUNHEUSER (r), Maria Lasch; Pont. Ateneo S. Anselmo, Rome CARLANOCE, Univ. di Roma Tre; Auguselnlanum, Rom" ADRIEN NOCENT (t}, Pont. Ateneo S. A.nselmo, Rorna VALERIA NOVEMBlU, Univ di Firenze DANiELA NUZZO, Univ. di Leece LAzLO ODROBlNA, Univ di Szgeged ILmA OPELT (t), Univ di Dusseldorf ANTONIO ORBE (t), Pont. Univ, Gregoriana, Roma TlTO ORLA~DI, Un ill. di Roma «La Sapienza»: Augu~tinianllm, Roma Emc OSBORN (t), Unlv di Melbourne LlIJGI Pl\DOVESE, Pont. Ate'rICOAntonianum, Roma: Vesccvo di Amiochia KENNETH PAlNTER, British Museum, London DE'J\ofETRlOS PALLAS (t), Univ di Arene !I.'[AUR,O PALMIERI, Isntuto Teologico Ahruzzcse-Molisano, Chieti GlA.\'CARLO pANI, Univ di Rorna «La Sapienza» LETIZIA PANT E&\1INI, Uruv di Roma «La Sapienza» CAR.,\1ll0 PAPPALARDO Studium Bibl. Franciscanum, Gerusalemme FRAN~OLS PASCHOVD, Univ. di Ginevra OrrORINO PASQUATO, Pont. Univ Salesiana. Rome VLNCENZQ PAVAN, Unlv di Bari Ew PELEKANIDOU It), Thcssaloniki GILLES PELL'lND, Pont. Univ Gregoriana, Roma MICHELE CARD. PELLEGRINO It), Torino ELlO PERETTO, Univ. di Chicti; Marinnum, Roma PHILIPPE PERGOLA, POnt. Ist. di Archeologia Crisnana, Roma

FRANCESCO SCORZA BARCaLONA, Univ di Rome Toe Vergara HANS·GEORG SEVERIN, Berlin GruLIA SFAMENI GASPARRO, UIlL v. di Messina lvlARKSHERIDAN, Pont. Arcneo S. Anselmo; Augustiniunum. Roma J\.iA.NLIOSIMONETTI, Univ. di Roma «L,. Sapienza»: Augustiniaaurn. Roma PAOLO SINISCALCO, Univ, di Rome «La Sapienza»: Augustinianum, Roma KUla SMOLA.K, Unlv di Vienna GEORG SbLL (t), Pam. Univ. Salesiana, Romu j\1Ai,,,UELSOTOl\1AYOR, Pont. Fac. Teologica, Granada LUCREZIA SPERA, Univ, di Roma Tor Vergara, Pont. Isr. di Archeologia Cristiana; Augustinianum, THONlil.5 CARLl. SPIDLIK, POM, Isr. Orientale, Roma Mxnro SPINELLI, Augusrinianum, Raffia l-,:L\REK STARO\XlJEYSKI, Univ di Varsavia; Augmnni:mum, Roma CHlUSTOPHEF. GEORGE STEAD, UJliv. eli Cambridge ALISTAIRSTEW.ART-SYKES, Dorset, Gran Bretagna DANIEL STIERc'JON, Pont. Univ. Lateranense: Augusti.njamlffi, Roma BA:;lUO STUDER, Pcnr. Areneo S. Anselmo; Augusrinianum, Roma PASQUALE TESTINI (t), Univ di Roma «La Sapienza», Augustinianum, Roma C.w.o TIBILEm (t), Univ, di Macerate AGOSTINO TRAPE (t), AllguSl"lnianum, Rome RA.\:t6N TREVIJANO, Pont. Univ di Salamanca ACIULLE TRIACCA It), Pont, Um« Salesiana. Roma WALDFjy£AR TURFK, POl1t. Univ, Urbaniana, Roma LUCREZIA UNGARO TESTINI, Sovrinrendenza Beni Culrurali, Rcma
UMBF.RTO UTRO, Musei Vaticani, Cine del Vaticano: Augustinianum. Roma Efl.it\NU.EU. VALER1A.J.'\JI, Uoi-, Ji Roma (<La Sapienza» .. MICHAELVAN ESBROEK (t), Pone Ist. Orientale, Roma; Univ di Monaco LAZLO VANY6 it), Univ di Budapest JOSEP VILELLA, Univ Central de Barcelona ALBERT VICTANO, Univ. di Murcia CY1UL VOGEL (t), Univ. di Strasbourg IlER..\.IANN VOGT, Univ. dl Tbbingen SEVER1- VOICD, Biblioteca Apostolicu Vatican a, Cina del Vaticano: Augustinianurn, lv1AR'JTh' ALLRA.FF, Univ di Bema; Augusrinianum, W Rome DOROTI-lF:.£<. WEBER, Univ. di Vienna EWA 'WIPSZYCKA, Univ cii Varsavia EDWARD YARN"OLD (0, Univ. di Oxford V[NCENZA SERGIO

Rome

KARL·l-IEINzUTIIEMANN.

Univ. di Utrecht

MYLAPERRA.YMOND, Univ. di Roma Tre


LORENZO. PERRONE, Univ di Bologna FRA.NCESCO PIERI, Fac. Teologica dell'Emiiia-Romagna, Bologna CHi\.RLE.~ PIETIli (t}, Univ La Sorbonne, Puis; Augustinianum, Rome Lues PIETRI, Univ La Sorborme, Paris GIANLUCA PILARA, Libera Univ. Maria S$, Assunta, Roma lORD[ PINELL (t), Pont. Atcneo S. AnsElmo, Roma UBALDO PIZZANI, Univ. di Perugia T. EVAN POLLARD, Univ, di Otago, Dunedin ALE.SS.WDRA POLLASTRI, Univ di Roma «La Sapienza» SALVATOBE PRlCOCQ, Univ Ji Catania EMANtlELA PRINZIVALLI, Univ di Rome «La Sapienza»; Augm(iniElflum, Roma AtuoN[O QlJAQUARELLI (f), Univ. di Roma •• La Sapienza»; Augustinianum, Rorna O.sV,\l.DO RAiNERI, Bibiiorecn Aposrolica Vancana, Citra del Vatiomo IU\.RlA RAMELLJ, Univ S. Cuore, Mibno GR4.ZL\ RAPISARDA, Univ di Catania SAI'.'TIKO RAPONI {t), Accademia Alfonsiune, Roma VII'\CENZO RECCHIA (t), Univ, di Bari CRlSTINA RICCI, Univ. di Bema DAVlDl:: RIGHI, Fa-c. Teologica dell'Emilia-Romagna, Bologna FREDERIC RILLlET, Ginevra UMBE.RTO ROl>r1At'JO, Univ di Roma «La Sapienza» EUGE)"\lO ROMERO POSE It), Vesccvo ausiliare di Madrid Wll.LY KORDORF, Univ. ell Neuchdtel PI-llL[PPE ROUILLARD, POOL Ateneo S. Anselmo, Roma JOSE FERNANDO RUBIO, Bogota STEF,\N SAMULOWITZ, Paderbom JORDtNA SALES, Univ. Central de Barcelona GlUllANA SANTAGATA, Roma TERESA SARDELLA, Un iv di Catania JosEPH-MARIE SAUGET (tJ, Biblioreca Apostolica Varicana, Citra del Vaticanc; Augusrinianum, Victor SAXER (t), Pam. [sr di Archeolcgla Cristiuoa: Augustinianwn, Roma Rocco SCHEMBRA, Catania

Rorna

ZANGARA, Ilniv, di Torino


Univ di. Roma «La Sapienza» Pont. Ateneo S. Anselmo, Roms ZUPI, Pone Univ Gregcriane:

ZlNCONE,

ELENA

ZOCCA, Univ di Rome «La Sapienza"

]\1AsS!I'IHLlAi";O

Roma

XVI

XVLl

! !
~

I
I
I

ABBREVIAZIONI

BrnLICHE

Abd Act
Agg

Abdia Atti degli Aposeoli Aggeo

JDS
jud Lam

Am Ap B" 1-2 Chr Col


1-2 Cor

Amos
Apocalisse di s. Giovanni Baruc Cronache Lcrtera ,,1 Colossesi Lenere ai Corinzi Can rico dei Cantici Daniele Deuteronomio Ecclesiaste Lertera agli Efesini

Ce Lev
1-2 Mac

Giosue Lerrera di s. Giuda Lamentazioni Luca Levitico Maccabei

Mal Me
Mich

Malachia
Marco Michea

C,
Dan

Mt
Nuh Neh Num

M'iUeG
Nahum Neemia Numeri Osea Letters ai Fiiippcsi Lettcra a Filemone Proverbi Salmi Lettcre di s. Pietro

Dt
Ecd Eph Esd

Esdra
Ester

0, Phil
Phm Pr

E" Ex
Ez

Esodo
Ezechiele Lettera ai Galati Genesi Abacuc Letters agli Ebrei Isuie Lertera eli s. Giacomo Giudici Ciudirra Geremia Giovanni Lertere di s. Giovanni

p,

Gal Goo
Hab

]-2 Ftr

Hbr Is
jac Jde jdr

3-4 Reg Rom Ru


1-2 Sam Sap Slr

Libri dei Re
Lerrera ai Romani

Rut
Libri di Samuele

Sapienza
Siracide

Soph
1-2 Th

Sofonia
Lenere ai 'Iessulonicesi Lettere a Timoteo Lertera a Tito

Jee Jo 1-3 Jo Job Joel Jon

1-2 Tim
Tir

Giob""
Gioe1e Giona

Tob
Zach

Tobia
Zaccaria

XIX

ABBREVIAZIONI BlBLIOGRAFICHE E COMlJNI

Non sono incluse Enquestc elenco 1<: bbreviaaioni a

in qualche modo sciolte e pertanto

comprensibili

AA
AAAd AAPill

Archaologischer

Anaeiger,

Berlin, 1896

5S.

Andchlta altoadriatiche, Udinc.


Atti dell' Accademia di Scienze, Lertere e Aru di Palermo. Am deil'Accademia Romanistica Costantiniana. Atti c Memoric dcli'Accadcmie delle Scienze di Torino. Classe di Scienzc morali, storiche e filosofiche, Torino. Abhandlungcn der Akademle der Wissen.scha{tcn in Berlin, 1788 S5. Abhandlungcn der Akademie der Wissenschafte:n in Gortingcn, 1942 SS. Anzeiger der Os(erreichische-n Alcademie Jec Wissensch.afren, Wien.

AARC
AAT

AAWB
AAWG

AAWW AB ABAW

Analecrc Bollandiana, Bruxelles.


Abhandlungen der Bayerischen Akadcrnic dcr Wisscnscbaften, Philos.. hisr. Klasse, Munchen. The American Benedecune Review, Collegeville, MI"l. Annual of the: British School at Athens, London. FJ Dolger, Ansiee und ChnSIe,lIUm, Munster i.W. 1929·1950. Ancient Christian Commcrnary on Scripture, ed. Th. Oden, Institute of Classical Christian Studies, Inrer'varsity Press, DO\VTIers Or-, IL 2001 55. Acta Conciliorum Oecumenicorum, ed. E. Schwartz Straub, Berlin 1914 ss. Ancient Christian Writers, edd. ]. Quasten j.C. Plumpe, Westminster, MD . London 1946 ss. Archaiclogikcn Deltion. Atene. Abhandlungeu der Deutschen Akademie der Wj.~~Cl1sch;Jften, Berlin 1815 ss. Archaiologike Ephemeris, Atene. Archive Espafiol de Arqueologfa, Madrid. Ammaire de l'Ecole Pratique des Haures Etudes, N" section, Sciences hist. ct philol., Paris. Aevum. Rassegna di Scienzc sroricbe. Iinguisdcbe e filologiche, Milano. Annali della Facolta di Lettere e Filcsofia, Universita di Macerata. Annali della Facolta di Letrcre e Filosofia, Universita cl Perugia. Analecta Gregoriana, Roma 1930 ss. Arbeiten zur Geschichte des Spdtjudentums und Urchristemums. Annuarium Histcriae Conciliorum • Amsterdam. Annuaire de l'Insutur de Philologie et d'Hisroirc Orientales de l'U· niversite Libre de Bruxelles. Apocryphon j ohannis. American Journal of Archaeology, New York. American Journal of Philology, Baltimore. Anrfke Kunst. hrsg. von dcr Vereinigung der Freunde antiker Kunst in Basel. Olten.

ABR

ABSA AC ACCS ACO ACW AD ADAW AE


AEA AEHE, Aevum AFLM AFLPer AG IV' sect.

J.

AGSU AHC AJPbO AJA AJPh

AJ

AK

XXI

ABBRf.VlAZrONI

BmUOGRAFICHE

ABBREVfAZlONI

BLBLLOGRAFICHE

Allen

P. Allen, Euagnus Scbolatticus tbe Church Historian, Louvain

1981.

ALI.lA
Altaner

BKV' BKV' BLE BLTW


at

ANF ANRW AnSE ARAM AS ASE ASN1' ASS AT AugL BA BAA

Archivum Letinirutis Medii Aevi. Bruxelles. B. Alraner . A. Stuiber, Patrologia, Torino '1977. Ante-Nicene Fathers (riar. Grand Rapids, Ml 1950 55.). Aufstieg und Niedergang der rornischen Welt, Berlin. Annali di Scoria dell'Esegesi, Bologna 1984 SS. Ara-n Periodical, Leuven 1989 $S, Anatolian Studies. Journal of the British Institute of Archaeology Ankara, London.

J.

EO
Bolton Bonser Bovini, San: Brown, Bede Brunhclzl

Anglo-Saxon England, Cambridge.


Annali della Scuola Ncrmaie Superiore di Pisa. Acta Sanctorum, ed. Socii Boliandienl, Anrwerpen 1643 55·; Venezia 1734 5S.; Paris 1863 5S. Antico Testamento. Augustinus Lexikon, Basel-Stuttgart 1986 55. Bibliotheque Augustinienne. (Euvres de S. Augustin, Parts 1949 SS. Bulletin d' Archeologie algerienne, Alger. Bulletin de la Classc des Lertres de I'Ac.ademie Royale de Belgique.

BAE
BAC BACr BAGE EALAC
Bardenhewer Baumstark

Bruxclles.
Bfblioteca de Autores Cristianos, Madrid 1954 55. Bullertino eli Archeologia Cristiana, Rcmu 186.3-1894. Bulletin de l'Associarion G, Budc, Paris. Bulletin d'ancienne Iitterature et d'archeologie chreriennes, Paris. 0. Bardenhewcr, Cesdncbte der t1!tkirchlichef! Liremtor. I, 1902 (Z1913); II ('1914); ill ('1923); Iv; 1924; V, 1931. A. Baumstark, Gescbicbtc der syriscben Litemtur, Bonn 1922. Baamuvep, Venezia 194.3 ss, Biographisch-Bibliographischen Kirchenlexikon, Herzberg. Banbor Marenaclarani. Bulletin de Corrcspondance Hellenique, Paris. M. Lapldge . R Sharpe, with foreword by P. MacCana, A Bibhography 0/ Celtic-Latin Literal"". 400·1200, Dublin 1985.

BS BSEAA BStudLat BT Byzantion


ByzF

Bibliorhck der Kirchenvarer, edd. O. Bardenhewer - T Schermann . C. Weyman, Kcmpten-MlincheIi. 1911-1930. Bibliothek der Kirchenvater, Zweite Reihe, edci. O. Bardenhewer Zeilinger . Marrin, Munchen 1932·1938. Bulletin de Litterature Ecclesiastique, Toulouse 1877 ss. Bede. His Life, Times and Writings, ed. AA. Hamilton Thompson, Oxford 1935. S. Assemani, Bibiiotbcca Orientali!i Clemennno-Yancana, .3 voll., Roma 1719·1728. W.E Bolton, A HZJlory 0/ Anglo-Latin Literature (597-1066), vel. I, Princeton 1967. W Bonser, An Anglo-Saxon and Celtic Biblrog'aphy (450·1087), 2 voll., Oxford 1957. G. Bovini, 1 sarccfagi paLeocris/£ani della Spagna, Ciua del Vaticano 1954. G.H. Brown, Bede the Venerable, Boston 1987. F. Brunholal, Histoire de la litterature ianne du moyen age, trans. H. Rochals, 4 voll., 'Iurnhout 1990 ss. Bibliotheca Sancrorum, Rama 1961 ss. Boleun de! Serainerio de: Esrudios de Arte y de Arqueologia, Valla-

J.

dolid. eli Studi Latini, Napoli. Bibliotheca scriptorum graecorum et [:,manorwn Teubneriana, Leipzig, Byzantion. Revue i.ntcmarionrue des Etudes byzantines, Bruxelies Byzantiniscbe Forschungen, Amsterdam. Byzantinische Zeirschrtft, Miinchen. Commcntaria in Arisrorelem Graeca. Berlin 1882·1909. Compendium Auctorum Latinorum Medii Aevii (500· 1500}. SISi\1£LEdizioni del Galluzzo, Eirenze 2000 SS. M. Occrard, Clovis ApocryphoTum Nom Testamerui, Turnhout 1992. Cahiers Archeologiques. Fin de l'anriquite et Moyen Age, Paris. Catholiclsme, Paris 1948 55.
Bclleninc

Baz BBKL BbM

ByzZ CAG CALMA CANT CArch Cath CAVT CCAB CCAp CCG CCL CCM CD CE CEA Cerchelli, Rabb Gorp. CF CGG Chabot Chevalier. Rep. Hymn. ChHiS!
CI

BCR BCLL
BECh Beck
Bedjan Benoit, Sate. Bertolini

Bibliotheque de i'Ec;o!e des Chartes, Ceneve. H.-G. Beck, Kircbe und tbeoiogiscbe Literatur im byzantiniscben Reicb, Munchen :1977. Acta Martyrum et Sunctorum (JyrraceJ, a c. di P. Berijan, 7 volt, Paris 1890·1897. E Benoir, Sarcopbagcs paliochrilienr de Aries et de Mllrseille, Paris 1952. O. Bertolini, Ramo difrontc rl Bisanzioe ai Longooardi, Bologna 1941. Bibltorheca Epherneridum Theologicarum Lovanicnsium. P. Bettiolo, Lineament:' di patrologia siriaca, in Complement!' (nterdisciplinari di patrologia, a c. di A. Quacquarelli, Rome 1985, 503 -603 Berciinensis Cnosncu, 8502. Beitrage zur Ceschichre der Philosopbie und Theologie des Mlnelaltees, Munster. Bfbliotheca Hagiographicn Craeca, eci. Socii Bollandiani, Brueelles '1957. Bibllozheca Hagiographica Latina, ed. Socii Bollandism, 2 '1011., Bruxelles 1898·1901 (rist.1949), Novum Supplementum '[911. Biblicrhcca Hagiographica Orienralis, cd. P. Peeters, Bruxelles 1910. Bulletin de l'Institut francais d'Archeolngie Orientale, II Cairo. Bulletin of the Institute of Classical Studies of the University of London. Boletfn del Institute de Estudios heienicos. Barcelona. 1. Bieler, Ireland ilnd tbe Culture 0/ Early MediC1_J.a1 Europe, London 1987. Bibliothek de- Kirchenvdter; cdd. Rcithmayr . V Thelhofer, Kempten 1869·1888.

j.C. Haelcwyck. Clevis Apocrypborum Vcten's Tcstamemi, 'Iurnhout


1998. Corsi di culrura sull'arte ravennatc e bizannna, Bologna. Corpus Christianorum, Series Apocryphorurn, Turnham. Civiira Classlca e Crisriena. Corpus Christianorum, Series Graces. "Iumhout 1977 ss. Corpus Christianorum, Series Latina, Turnham 1953 SS. Corpus Cheisdencrum. Continuatio Mediaevalis, Turnhour 1966 SS, Ciudad de Dios, E1 Escorial. The New Catholic- Encyclopedia, New York 1967. Collection d'erudes anciennes. C. Ceccl-elli G. Furlani . M. Salmi, The Rabbule Gospel, Lausanne 1959. Classical Folia. Studies in the Christian Perpetuation of the Classics, New York.
L

CCC

BETL
Bettiolo, Lineamenti

BG BGPhM BHG

BHL
BHO
BlAO

Das Konzil von Cbaleedon. Ccscbidne und Gegenwart, edd. A. Crill.


meier - H. Baehr, Wurzburg 1951-1954', 1962. J.B. Chabot, La {iuerature syriaque, Paris. 193~. U. Chevalier. Repeflorium Hynnologiaon, 6 voll., Louvain IS82·1921. Church History. American Society of Church History, Chicago. Codex Iustinianus. Corpus Inscriptionum Graecarum, Berolini 1828-1877. Corpus [nscriptionum Latinarum, Berolini 1869 ss. E.A Lowe, Codices Latini Antiquiores, 12 voll., Oxford 19_34 1972. Classics et Mcdiaevalia, Kdbenhavn.
c

rut.

BICS BIEH
Bieler

BKV

F.x.

CIG CIL CLA CM

XX[!

XXIII

I
ABBKEVIAZIONI BIBLIOGRAflCHE

CMCS
Coccia

CoeD
Cordiolani

Cambridge Medieval Celtic Studies, Leamington Spa, Warwickshire. E. Coccia, La cuimra irlandese precarolina miracolo 0 mito>: SM 8 (1967) 257-420. Condllorum Oecumenicorum Decreta, Bologna). L 973. A. Cordiclam. Les traites de compat du baut Moyen Age: AL\!1A. 17 (1943) 51-72. G. Valenti Zucchini - M. Bucci, Corpus delta scultura poleocristiana bizan tina cd ehomedieuale di Ravenna, II. I sarco/agi a !igun· e a caratterc simboiico. Roma 1968. M. Geerard, Clavi:} Patrum Graecorum, 'Iurnhour 1974 SS. Classical Philology, Chicago E. Dekkers - A. Caar, Clams Patrum Lainorum, )1996 (SE]G 3). Clevis Parrisrica Pseudoepigraphorum Medii Aevi, Tumhout, I, 1990; II, 1994. Classical Quarterly, Oxford. Comptes rencius de l'Academie des Inscriptions et Belles-Lettres, Paris. M. Craved, I vdJtgeb" apocrifi, Torino 1969. Corpus Scriptorum Christianorum Oricntalium, Paris-Lou vain 1903 ss. Corpus Scriptorum Ecclesiasticorum Latinorum, Wien 1865 ss. Corpus Scriptorum Historiae Byzantinae, Bono 1828·1897. Codex Thcodcsianus. Collana di testi patristici, Rome 197655. Dissertation Abstracts, Ann Arbor, MI 19)8 S5 Dictionnaire d'archeologie chretiennc cr de .lirurgie, Paris 1907-1953. Dicuonnaire des untiquires grecques e: romaines, dir. Ch. Daremberg _ E. Saglio, Paris 1877-1919. Dictionnaire de Ia Bible, Paris 1895-1912. Dictionnaire de biograpbie Irancaisc, Pans 1923 ss. Dizionerio Biografico degli Italiani, Roma 1960 ss. Dictionnaire de lu Bib Ie. Supplement, Paris 1926 ss. Dictionary of Christian Biography, Literature, Sects and Doctrines, edd. W. Smith - H. Wace, 4 voll., London IS87. Dictionnaire de droit canonique, Paris 192.4·1965. H. Delehaye. Les passions des martyrs a les genres Iiuemires, Bruxellcs 1921, Diccionario de Hisrorfa eclcsidstica de Espana, Madrid 1972-1975. Dictionnaire d'histoire et de geographic ecclesiasrique, Parts 1909 S5_ M.e:. Diaz y Diaa, Index Scriptorum Lntrfwrum Medii A~(J·t·Hispanorum, Madrid 1959. E. Diehl, lnscripciones Lannac Cbristianae V;>teres, 3 voll., Berlin 19251931; ed. aitera con supplernenro a c. di j. Moreau, Ivi 1961 F. Diekcrnp (ed.), Doctrine Patrum de incamatione Yerbi; Munster 1907; II ed. rivista a c. di B. Phanourgakis - E. Chrysos, Munster 1981. Dizionario dcgli Isrlruti di perfezione, Rome 1974 50S Dissertation Abstracts, Ann Arbor, Nfl 19}8 ss. U. Dominguez del Val, Histone de 14 antigurJ Iueratura latina btsponocristiana, 5 voll., Madrid 1997-2002. Durnbarton Oaks Papers, Cambridge, MA 1941 S5. Dizionario Patrisrico c di Antichita Crisuane, a c. di Angelo Dr Be. rardino. Casale Mooferrato 1983-1988, Downside Review, Barb. Downside Abbey and Exeter. H. Denzinger - A. Schdnmetzer, Encbiridion Symbo!orum, Freiburg i.Br-Bercelona !~1973. de spiritualite ascerique et mystique, Paris 19}3 ss, de theologie catholiquc, Paris 1903-1970. Liber Pontificalis, a c. di L. Duchesne, 2 voll., Paris 1886-1892; cd. a c. ill C. Vogel, J voll., ivi 1955-l975. XXIV Dictionnaire Dicrionnnire

AllllREVIAZIONI BlBLiOGRAFlCHE

Duchesne, Duval

Fastes

E1\1\ EAC EAM EC


EHBS EI

CORPliS

ePG

CPh
CPL epPM

EJ
Emerton EO EOMIA EPapi Ephl.ir Eranos Eranos-jb

eQ

CRAI
Craveri

Fastc:'scpiscopc/tlx de i'ancienne Gaule,3 voll , Paris 1910. R. Duval, La litterature syriaque, Paris 1907, Enciclopedia deU'A.rte Antica, Classlca e Orientale, a c. d.i R. Bianchi Bandinelli, Roma 1958-1961; Supplement! 197055. Eaits Apocryphes Cbretiens, red. F. Bovon - P. Ceoirmin. Paris 1997 Enciclopedia dell'Artc Medievale, Istituto della. Enciclopedia Italiana, Tre-cc:ani, Roma 1991"2002. Enciclopedia Cattolica, Citra del Vaticano 1949-1954. Epereris Hetaireias Byzantinon Spoudon, Arene. Enc'clopedin Iraliana (Treccani}, Roma 1929-1977, e Supplementi. Encyclopaedia udaica, Jerusalem 1971 S5. E. Emerton, The Letters 0/ St. Bam/ace, New York 1940. Echcs d'Orienr, Bucarest. Eccleslae occiclentalis monuments [uris antiquissima, ed. CH. Turner, 2 vcll., Oxford 1899-1934. Enciclopedia dei Papi, Istitutc della Enciclopedia Iteliena, Treccani,

L. Duchesne,

Rom. 2000.
Ephemerides Lirurgicae, Clrrs del Vaticanc. Eranos. Acta Philologies Suecana, Uppsala. Eranos-jahrbuch, Leiden. M. Erbetta, Cli apocnfi del Nu.Of)O Testamento, Torino 1966-1981. E. Florez, Espoiia Sagrad.a, Madrid 1747 ss. M. Esposito, Latin Learning and Medieval Ireland, London 1988. Estndios Eclesiasticos, Madrid. Etudes Byzantines, Bucarest. Ephemerides Theologicae Lovanienses, Louvain. Fcrschungen und Berichte, hrsg. von den Sracdichen Museeo, Benin. The Fathers of the Church, ed. RJ. Deferrarl, New York 1947 ss. Fontes Chrisriani, hrsg. von N. Brox, W. Ceerlins et ai., Freiburg 1990 so, G. Fedalto, Hierarcbia ecclesiastic» oricntalis, 2 voll., Padova 1988. A. Ferrua, Le pitture della mwva catacornba detla via Latina, Cirta del Vaticano 1960. Fragmenta Historicorum Graccorum, Paris 1841-r870. Fcuilles de l'Institut Francais d'archeologie orientale, II Cairo. A. Flichc - V. Martin, Storia della Coieso, rr. Lt. Torma, I l195S; II '1972; III '1972; TV '1972; V '1971. Fnihmittclaiterlichc Studien, Berlin, Felix Ravenna, Faenza. \'7.1-I.C Frend, The Rise 0/ Monophy5ite MOIlement, Cambridge 1972. Forschungen zur Religion und Literatur des Alrcn und Neuen Testaments, Gottingt::tt 1903 ss. Festschritt. R. Cerrucci, Storia deli'erte italiana net" primi otto secoii della Chiesa, Prato 1573-1551. ]. Caudcmcr, Conciles gauiois du IV siccle, SC 241, Paris 1977. Gazette des Beaux-Arts, Faris Die gricchischen christllchen Schriftsteller, Leipzig-Berlin 1897 ss. Gotringische gelehrte Anaeigeo. G6ttingcn. Glcrcalc Italiano di Filolcgia, Roma. Grande Lcssico del Nuevo Testamento {mid. del TW'NTl, Brescia. Glotta. Zeitschrift fur griechische und lateinischc Sprnche, Gor-iogeo. Greek. Roman and Byzantine Studies, Duke University, Durham, NC. A. Orillmeier; Jesus &'7 Chnrtu5 im Clauben der Kircbe, Frciburg-BaselWEen 1979 5S.

eseo
CSEL

CSHB CTh DA DACL DAGR DB


DBF

CTP

Erberta ES
Esposito

DB! DBS DCB DOC Delehaye PM DHEE DHGE


Diaz

EsrEcl EtByz EThL FBSM FC FCh Fedalto F errua Via La tina FHG FIFAO Fliche-Martin

FMS

Di,hl Diekamp
DW Dissa Dominguez DOP

FR Frend FRLANT FS
Carrucci, Gaudemet

Storia

del Val

DPAC DR DS DSp DYC Duchesne LP

GAZ B.A. GCS GGA


GIF

GLNT
Glona

GRES
Grillmeie: Grumel,

Reges/e!J

V. Grumel, Lcs regestes des act cs du patriarcat de Constantinople, 1,1,


Kedikoi-Bucaresr Hendcs Amsorya, 1932. Wien.

ill HA

AlJ,BJ,U.VlAZ10Nl

BlBlIOGRAfICHE

ABBREVlAZIONI

BlliUOGRAFtCH£ SOurces /01'

Harnack, Die Vcberlie/enmg


Harp

HAW
HDG

A. Harnack, Die- Ueberlieferung lind Bestand der altdmstlicben Literatur his Euscbius, Leipzig 1893. The Harp, a Review of Syriac and Oriental Srudies, Kortayam, Kerab, India 1989 ss. Handbuch der Alrertumswisseeschaft. Milnchen 1922 ss. Handbuch der Dogrnengeschichte, Freiburg LBr. 1956 ss.

Kenney

E.F Kenney, The

tbe E(lriy History of Ireland, I, New York

1929.
Der kleine Pauly, Stuttgart 1964-1976. K. Krumbacher, Geschichte der by:wn.!inisehen Literatur VON his rum Ende des ostTomrschen Reiches (527-1453), Munchen

KLP
Knimbacher La Maisonl).

[ustinian
l1897.

La Maison-Dleu,

Hennecke-Schneemelcher
Herzog

E. Henn~e,

N eurestamentlicbe Apokryphen in deutscber Ubenetzun.g,

Laoourt LACL Lampe


Lauchert

J.

Labourt.

Le

cbristianisme dans t' Empire past: sous le dynt1$tM SdSLiteratur, brgs. S. Dopp .

Paris.

Hfl-Lecl
Histoire des Saints

hrsg. von R. Herzog und P. Lebrecht Schmidt, vol. IV Munchen 1989. C.]. v. Hefele, Histoire des conciies d'apri!s les documents originaux, Paris 1907-1952. Histoire des JIlZ/US et de ia sainrete chre/iennc, a c. di F. Chfovaro Delurneau - A. Mandouze . B. Plongeron - P Riche . C. Sal/art - A Vauchea, 11 voll., Paris 1986--1988. P. Abraham - R. Desne (edd.), Histoire lutcraire de fa France 10 veil Paris 1974-1980. . ., traduite par H. Leclercq,

hrsg. W Schneemelcher, Berlin '1968-1971. Hancibuch der lareinischen Literatur der Aodkc,

sanidc 1224-632), Paris 1904. Le:xikon del" Andken Christlichen boll', Freiburg

W. Geer-

'2002. G.\Xr.H. Lampe, A PrJtnslic Greek Lexileon, IV risternpa


zioni e aggiunre, Oxford 1976.

can corre-

F. Lauchert, Dre Kanones der wicht£gsten altkirchlichen Concilien, Freiburg i.Br. 1896 (rist. anast., Frankfurt 1961!. Lexikon der christlichen Ikonographie, Freiburg i.Br, 1968-1976. H. Aurenhammer, Lexiko» der cbriJtlichen lleonographie, Wlcn 1959. Loeb Classical Library, London-Csmbridge, NfA 1912 ss. E. Le BIant, Los sarcopbages cbretiens de fa Goule, Pads 1886,

I Iisroire iitterairc de 13 Franee


Honigmann

LCI LCIK LCL


Le Blant,

HTR ICL

HWP
ICR ICUR IER

E. Honigmann, EViques et EuiJche! monopbysues d'Asic anteneure au VI' siede, CSCO 127, Louvain 1951. H41'Vard Theological Review, Cambridge, MA. Historlsclies \'7orterbuch der Philosophie. D. Schaller - D. Konsgen, lnitia carmmum latincrum saeculo undecimo antiouiorum, G6:rtingco 1997. G.B. de Rossi, Insaiptiones Ch!'isfianae Urbis Romae, Roma 1857-1888; Suppl. fuse. J, cd. l. Gatti, ivi 1915. Inscripsiones Cbristianae Urbis Romac septimo saecido antiquiorcs, nova series, Citra del Vaticano 1922 55. Irish Eccl esiasti cal Record. Irish Historical Studies. J\1, Dessau, [nscnptiones Latinae selectee, 3 voll., Berlin 1892-1916 (' 1962). S. Impelliazeri. La lenerasera bizamma, Firenae 1975. Instrumema patristica, 's-Gravenhage 1959 55. Isranbuler Mitteilungen, Istanbul 193 3 ss Irish Theological Quarterly Dublin. Ph. Jaffe, Rezesta Pontlfiaon Romanorum, ITS!. anest., Grae 1956. jahrcsbericht uber die Forrschritte der lclassisrhen Ahertumswissenschafe, Berlin. Jahrbuch fur Antike und Chnsrenrum, Munster 1958 SS. jahrbuch des Deutscher; archaclogisrhen Insriruts, Berlin. Journal of Egyptian Archaeology, London. Journal of Early Christian Studies, Baltimore 199J ss. Journal of Hellenic Studies, London. Journal of juristic Papyroiogv

Sore.

LFC Ubyca LM LIviA LNPF LP LQF

Library of the Fathers of the Holy Catholic Church, edd. G.B. Pusey -). Kcble - ].H. Newman, Oxford 1838-1888_
Libyca. Bulletin Lurherische des scrvk~s des nntiquites , Alger. Monatshefte.

Lexikon des Mittelalters, Miinchen-Ziirich 1977 ss, A Select Library of Nicene and Post-Niccnc Fathers of the Christian Church, edd. Ph. Schaff - H. Waco (rist. Grand Rapids, Nfl 1951 ".J.
Liturgiegescbicbtlkhc

ILS Irnpelliazeri Instr. Patio


IstM..iu

IHS

LTK
Maassen

Liber Ponti/ieahs Ictr. Duchesne LP). Quellen und Forschungen, Munster i.W. 19021940; 1957 ss. Lexikon fur Tneologie und Kirche,Freiburg i.Br.'1957·1965;'l993-2001. F. Maassen, Cescbicbte der QueUe" und der Liscratur des canoniscben
Recbts im Aiendlande, Medium Grea 1870 (risr. Graz 1956).

ITQ JaffE JAW ]hAC JDA! JEA JECS

MAE Magi
MAL

L. Magi, La sede romana nella rorrispondenza degti imperasori e patriarcht' bizantr'ni (VI-VII Jec), Roma-Louvain 1972. Memorie della Clesse di Scienze morali e stoncbc dell'Accademia det des Mittelalters, Munchen 1923, J.D. Mansi, Sacrorum Conciliorum nooa et (1mptt'ssima collecuo, rist.
anast., Graz 1960-1962. D. Mansilla Reozo, Geogta/ia Lincei, Roma. Monuments. Ashe minoris antiqua, London 1928 S5. M. Manitius, Gescbicbte der latcinischen [iteratur

Aevuffi, Oxford

MAJviA Manitius Mansi Mansllla, Geogra/ia lIII

]HS JJP
]LW

}KPh joannou

jahrbucher

rur

klassische Philologic.

JOBG

Jahrbuch fur Liturgiewissenscheft, Munster 1921 ss. P. J oannou, Disdpunc generate antique, Grocrafcrreta 1962·1963 jahrbuch clef osterreichischen byzantinischen Ccsellschafr, Wien

geogrd/ico de las diocesis Marienlexicon, hrsg. Im Marienlevlcon e.v. R. Baumer urxl L. G. Martinez Diez - FE Martinez Diez, H ispana N IV
Maspero

edesiasJ!ca de Espana. Euudio bistorico I y II, Iglesia nacional Espanola, Rome 1994.
Marianum Regensburg

Aufrrag des Institutum

1951·1968. JOEAl JOEByz


jonlcers Jahreshefte des Ssterreichischen arcliaologischen Instiruts, WIen 1898 5S. Jahrbuch der dsterreichischen Byzanrinistik, Wien 1969 ss. E.]. jonkers, Acta er symbola Conciliorum quae saeculo quarto habita sunt, Leiden 1954. Journal of Religious History, University of Sidney. Journal of Roman Studies, London. Journal des Savants, Paris. Journal of Theological Studies, Oxford. Kommentsr zu den aposrolischen Vatern. XXVI

Scheffczyk, St. Ortilien, 6 voll., 1988·1994, Rcdnguey, La coleccion canonic-a bispena. 1'1, Barcelona-Madrid 1984; V, Madrid 1992. J. Maspero, Histmre des patriarcbes d'Atexondrie depuis la mort de tern· percur Anastase jmqu'(j /4 reconciliation des eglises jacobues (518-616), Paris 192.3.
Mitteilungen des deurschen archiiologischen Instituts, U Cairo. Mitteilungen des deurschen :J.rchaologtsche:~ Instituts, Roma. Melanges d'Archcologie ct d'Hiscoire de l'Ecole Francaise de Rome, Antiquite. Monumenta Cermaniae Historica, Hannover-Berlin 1826 ss. Museum Helveticum. Revue Suisse pour l'Etudc de l'A.miqurte sique, Bille.

JRH
JS JTS KAV

MDAI(K) MDAI(RJ
MEFRA

JRS

MGH MH

clas-

t\ABKEV[A7,rONr

BIBLIOGRAFICHE

,\I313REVfAZ10Nf

BIHLIOGRAfiCHE

MIL

MIOF
Mirbt Monceaux Moraldi Mordek Moricca

MSR MTZ
MUB

Museon NAWG NBA NH NHC NHS


Niermeyer

Mcmorie dell'Istituto Lombardo, Accademia di scienzc e letterc. C185se di lettere, scienze mcrali e sroricbe. Mitteilungen des Institute fll[ Orienrfcrscbung, Berlin. C. Mirbr - K. Aland, Quellen ZUt Gescbrcbte des Papsttums und des rOtlJf5,hen Katboluismus, Tiibingen "1967. P. Monceaux, Histoire Iitteraire de l'A/rique cbretierme, Paris L901-1923. L Moraldi, Tutti gl:' apocrijJ del NT, I-J, Casale Monfcrraro 1999.200L H. Mnrdek, KZ-I'chf'l1rechtrmd Reform im Franlereicb, Berlin 1975 U. Moricca, Stona della laueratura latina cnstiana, Torino 1928-1934. Melanges de Scien-ce Religieuse, Lille. Munchener theologische Zeitschrifr, Miinchen. MClanges de J'Universice Saint Joseph, Beirut. Le Muscon. Revue d'Etudes Orientales, Louvain. Nachrichren der Akedemie dec WiSSe.llSddtcn in Gottingen. Phil-hisr. Klasse, Gi:ittingen (cfr NGWG). Nueva Bfblioteca Agostininna. Opere di s. Agostino, iraliana, a c. di A. Trape, Roma 1965 ss. Nag Hammadi. edizionc letino-

Perrone

PG
PhW

PL PLRE PLS PMS PO


POC

PP
PRIA

PS
PSt

NovT

NP
NRTh

NT NTS
OC OCA OCP

ODB ODC
OLP Opitz, OrChr

The Facsimile Edition of the Nag Hammadi Codices, Leiden 1972 S$. Nog Hammadi Studies, Leiclen 1971 ss. Mediae Latinitatis Lexicon minus, compcsuit IF Niermcycr; perficicndum curavit C. van de Kieft, Lcidcn 1993, Novum Testamentum, An international Quarterly for New Testament .and related Studies, Leiden. De- Neue Pauly, Stuttgart- Weimar 1996-2003, Nouvelle Revue Theologique, Louvain. NUQVO Testamento. New Testament Studies, Cambridge. Oriens Christianus. Hefte fur die Kunde des chris-weber} Orients, Wiesbaden. Orientalia Christiana Analecra, Roma. Orie.ntalia Chnsnana Periodica, Rome. Oxford Dictionary of Byzantium, edd. A.P. Kazhdan et a/.• 3 voll., New York-Oxford 1991of the Christian Church, ed. FL. Cross, London 1974; "1997. Orientaiin Lovaniensia Periodica, Leuven. H,G. Opitz, Atbanasius Welke, Berlin-Leipzig 1936-1941. Oriens Christianus, Rorna. ]. Orlandis . D. Ramcs-Lisson, Historic de los conaiios de La Espaiia ramona y msigoda, Pampiona 1986. Orient Syrien, Paris. I. Ortiz de Urbina, Patroiogia svriaca, Roma "1965. Ostkirchliche Srudien, Wurzburg. The Oxyrhyncbus Papyri, London 1896 S5. Praknka res Akademias At.httmfl, Arcs-c. Pmktika res en Athenais Archaiclogikes Hctaireias, Arene. Dizionario dei Concili, direrto cia P Palaazini, Roms 196-'-1967. Proceedings of the American Philosophical Society, Philadelphia. Patrologia III. I Padri latini (secoli IV-V), a c. di A. OJ Berardino, To" rino 1978 (rr, sp. BAC 422, Madrid [98il; vol. IV, Genova [996; vol. V, Genova 2000, Pntmabanesirakan Handes. Papers of the British School ar Rome, London. Prosopographie Chretiennc du Bas-Empire, Rcma 1982 ss. Proceedings of the Cambridge Philological SOCLCty, Cambridge. Parole de l'Orient, Kaslik. XXVlIl

PTS PWK
Quasten

PTA

RA
RAAN

RAC
RAL

Patrologiae cursus completus, accur ante J.-P. Migne, Series Graeca, Paris 1857·1866; Ind. 1928-1936 Pliiloicgische Wochensciuif(, Leipzig. Parrologiac cursus cornplcrus, accurante j,-P. Migne, Series Latina, Paris 1841-1864. The Pro.scpograpby of the Later Roman Empire, Cambridge 1971 1980. Patrologiae Latinae Supplemenrum, ed. A, Hamman, Paris 1957-1971. Patristic Monograph Series. Parrologia Orierualis. Paris 190} 55., ora eclita 3. Turnhour. Proche-Orient chrcrien, Jerusalem 1951 ss. Purola del Passaro. Rivista dl Srudi antichi, Napoli. Proceedings of the Royal Irish Academy, Dublin. Patrologia Syriaca, ed. R Graffin, Paris 1894-1926. Patristic Studies, eel. RJ. Deferrari, Catholic University of America. Washington D.C., 1922 >S. Papyrologische 'Iexre und Abhandlungen, BODfl 1968 55. Patristische Texte und Srudico, Berlin 1963 5S. Paulys Renl-Encyclopadie der classischen Aitertumswissenschaft, edd. G. Wissowa - \VI. Kroll - K. Minelhaus - K. Ziegler, Stuttgart 1893 53. J. Quasrcn. Patrologia, 2 voll., Torino 1967·1969. Revue Archcologique, Paris, Rendiconti dell'Accademia di archeologia, lettere e belle arti di Napoli, Napoli. Reallexikon fur Antike- und Chcistentum, Stuttgart 1950 S.5.

La cbicso di Pales/ina e le cantroucrsic oistotogtcbe. Dal concilio diEfcso (431) at secondo conatio di Costantinopcii (553), Brescia 1980.
L. Perrone,

Rendiconti della Classe di Scienae morali, storichc e filologiche dell'Accademia dei Lincei, Roma. Revue d'ascetique et de mystique, Toulouse, Reallexikon der Byzantinistik, Amsterdam 1968 S5. Revue Benedi-ctine, Abbaye de Maredsous. Revue Biblique, Paris. Reallexikon fur byaantinischen Kunst, Stuttgart 1966 S$. Revue Belge de Philologie er d'Histoire, Bruxelles, Rivista di culture classica e medievalc, Rome Revue Historique de Droit francais et etranger; Paris. Revue de droit canonique, Strasbourg. Realencyklopadie fur prcrestaruische Theologie und Kirche, Leipzig '1896-1913 Revue des Etudes Anciennes, Valence. Revue des Etudes. Armeniennes, Parts. Revue des Etudes Augustinicnncs, Paris. Revue des Etudes Byzantines, Paris. Recherches augustiniennes (Supplement .a REAug), Paris, Recherches de Science Religieuse, Paris Recherches theologiques. Faculte de rheologie prorestanre de l'Universire de Strasbourg, Paris. Revue des EtuJes Crecques, Paris. Revue des Etudes Larines, Paris. Ani della Pontificin Accoderma Romana di Archcologia, s. III, Rendiconti, Rocca. G. Bovini H. Brandcnburg . FW. Deichmarm, Rcpcrtorium del' cbristlr"ch(l.ntiken Sarkophagen I: Rom und Ostia, Wiesbadcn 1967. Repertorium Fontlum Historiae Medii Aevi, Roma 1962 ss. Revue des Etudes sud-est-europeennes. Bucarest. Rivista di Filologia e di Istruzione Class.ce. Torino. Die Religion in Geschichre und Gegenwart, Tubingen JI957-1965.

RAM RB
RBen

Rbi
RBK RBPh

The Oxford Dictionary

RCCM RD RE

A,W.

ROC

Orlendis, Conciltos OrSvr


Orti; de Urbina

REA

REArm REAug

OS OXP PAA
PAAH Palazzini

REB

RecAog

RecSR RccTh REG REL


Rend PARA

PAPhS
Patrologia

PbH PBSR

Rep.
Repcrtorium

PCBE PCPhS Pd~

RESE RFIC
RGG'

XXIX

ABBREVIAZrON[

BIBLIOGRAF1CHE

,\BBREV1AZIONI

BTBUOCRAHr.HE

ImCE RHD JmEF RhM RHPhR RHR RIiT RIA RIL Riv. lit. Riv. St. Biz. Necell. RivAC RivBib RMAL ROC ROE
RomBarb

rum

RHL

RPhL RQA RSBN RSCI RSLR RSPh RSR RTAM


RThom

RThPh SA SAB

RTL

Secchi

SAW
SBF

Repertorio de Historia de las Ciencias eclesiasricas en Espana, Scla man" 1967-1977. Revue d'histoire du droit, Gmningen. Revue d'lusroire erclesiastique, Louvain. Revue d'histoire de l'Egbse de France, Paris. Revue d'histoire cr de litteraturc religieuses, Paris. Rheinisches Museum, Frankfurt. Revue d'histoire et de philosophie religieuses, Paris. Revue de l'hisroire des relIgions, Paris. Revue d'histcire des textes, Paris. Rivista dell'Istiruto Nazionale di archeologia e storia dell'erte. Roma. Rendiconri deli'Istiruto Lombardo. Classe di Lettere, Scienze rnorali e storiche, Milano. Rivisra liturgica, Torino-Leumann, Rivisra di Studt biznntini e neoellenicl, Roma. Rivisra di Archeologia cristiana. Rivisra biblica. Ron-a. Revue du Moyen Age Latin, Paris. Revue de l'Orienr chretien, Paris. Romisches Osrerreich. ]ahress-chrift der osterreichischen Cesellschafr Hir Archaologie, Wien. Romanobarbarica, Roma. Revue Phiiosophique de Louvain, Louvain. Rdmiscbe Quartalschrift fur christ. Alrertumskunde und fur Kirchengeschichte, Freiburg j.Br. Rivista di Studi bizantini e neocllenici, Roms 1964 5S. Rivista di Storie della Chiesa In Italia, Roma. Rivisra di Storie e Lenerarura relfgiosa, Firenze. Revue des Sciences Philosophiques et Theclogiques, Paris. Revue de Sciences Rcligieuses, Strasbourg. Recherches de theologic andenne et rnedievale, Louvain. Revue thomiste, Bruges. Revue de Theologle ct de Philosophic, Lausanne. Revue Theologiguc de Louvain, Louvain. Studia Anselmiana, Roma 19.33 .5i5. Sitzungsberichte der Deurschen Akademie der Wissenscb.aft(!I} zu Berlin, Philos.Just. Kiassc, Berlin. P_ Sacchi, Apocrii: dell'AT, 1-2, Torino 1981, 1989,3-5, Brescia 1997, 1999, 2DOO. Sirzungsberichce dcr Osrerreicluschen Akademie cier Wissenschafcen in

SIFC
Simonetti

SM SMSR SNT SO SP SPM SSR ST


Starowieyski Stone del cristianesimo

Studi lraliani rii filologia classica. Firenze. M. Simonetti La aisi atiana net IV secoso, Roma 1975 Studi Medievali, Spoleto. Studi e materiali eli storia delle religioni, Roma. Supplements to Novum Testamentum, Leiden. Symbolae Osloenses, auspiciis Societatis Gracc-o-Latinae, Oslo. Srudia Pa-risrica (in TU), edd. K Aland - EL Cross, Berlin 1957 ss.,
I

poi Leuven. Stromata Patristica

et Mediaevalia,

edd.

'c. Mohrmann

J.

Quasten,

Utrccbr-Bruxelles 1950 5S. Studi Storico-Religiosi, Universha di Rorna. Studi e Testi, Citta del Vadcano 1900 5S. M. Starowieyski (ed.), Apokryfy Nowego Testamento,

111-2; 3. Krakow

2001, 2003. Storie del cnstianesimo, a c. di J M. Mayeur . Ch. e L. Pietri - A. Vauchez - M. Venard, vol. I. 11 Nuovo popo (Dalle origt't!r' rtf 250), Rorna 2003, tr. it. (orig. fro 2000); vol. II. La nascita d£ una cristianita (250-430), Roma 2000. tr, it. (orig. fro 1995); vol. III. Le cbiese £0" riente c d'Occidentc (432-610), Roms: 2002, tr. it. (mig> fro 1998).
Studia Monastica, Barcellona.

StudMon
StudRom

Scudl Romani. Rivista himestrale dell'Istituto di Studi Romani, Roma

SVF

Synodcn

J-

Sroicorum vetcrum fragmcma, ed. jo. von Armin, 4 voll., Stuttgart 1906. Orlandis - D. Rnmos-Lisson, Die Syrwden <lui der Iberischen Halbinsel bis rum Einbruch des Islam (711), Paderborn 1981.

SZG TAD Theol. Hisr. Thiel ThLL ThLZ ThQ


ThRev ThRu

Schwcizcrische Zeitschrift fur Ceschichre. Zurich.


Turk Arkeoloji Dergisi, Ankara 1933 5S. Theologie Historique, Paris 1953 ss , Thiel. Epistolae Romanonox Pontificxm, Brunsbergae 1868. Thesaurus Linguae Latinae, Leipzig 1900 SS. Thoologische Literaturzeitung, Berlin. Theologische Quartalschrift, Tiibingcn. Theologische Revue, MUnster. Theologische Rundscbau, Tlrbingen. Theological Studies, Baltimore. S. Le Naill de Tillcmont, Mimoires paul' servir l'bistoire er:disiasti· que des six premiers steeles, 16 voll., Paris 169.3·1712. Teroi di lconogrefia puleocristiana, cura c intr, di F. Blsconti, Citra del

ThS Tilkmont
TIP Tors),

J.

Wien, Philos-hisr. Klasse, Wien.


Studii Bibiici Franciscani Liber annuus, Jerusalem Sources Chreucnnes, Paris 1941 S5. Studies in Celtic History, Cambridge. M. Schanz (C Hosius - G. Kruger), Gerchichtc der romiscben Lueratur

SC SCH
Schanz

TPAPA TRE TS,


TV Turner

Vaticano 2000. Torsy, Leason der De~tschen Heiligen ; Koln ~959. Transactions and Proceedings of the American Philological

..
ASSOCiatIon. 55.

Tbeologlsche RealenzykJopadie, Berlin-New York 1976 Berlin 1882 ss. cfr, EOMIA.

Texts and Studies, cd. JA. Robinson, Cambridge 1891 SS-. Texte und Untersuchungen zur Gesell. der altchristl. Literatur,

Leipzig.

Schneernelcher SDHI SE SEA


Sharpe

Munchen

1907-1920.

'

W. Schneemelcher,

1990-1997'.

Ncutestamentlicbe

Apokryphen,

1-2, Tubingen

TWNT VChr
Verzeichnis

Theologisches Worterbuch aum Neuen Testament, Stuttgart 1953 S~. Vigiliac: Christianae. A Re-view of Early Christian Life and Language, Amsterdam. HJ Frede, Kircbenscbriftstclter.

Srudia et Documents Historiae er Iuris, Rome. Sac-tis Erudiri. jaarboek vocr Codsdienstwctenschappen, Stecnbrugge, 1948 ss. (cal vel. 38 sotrotitolo: A j oumal on me Inheritance of Early and Medieval Christianity). Studia Ephemeridis Augustinianurn. be/ore 1540, Iurnhout 1997. Sitzungsberichte dcr Heidelberger

Verzet'chnis »nd Siegel, Freiburg

LEr.

VetChr
Vies des SS Vives,

1995 Verera Chr'suanorum,

J.

Bart.
Vier des Saints
el

Baudot ct Chaussin.

des Bicnbeureux,

Paris L935-

R Sharpe, A Handlist 0/ the Latin WriteTJ 0/ Great Britain and Ireland


Akademie der Wissenschaften,

Concilios

]. Vives,

SHAW

Heidelberg.

Vclb am -Hirmer WK

Los concilios oisigodos e bispano-romanos, Barcelona-Madrid 1963. W.E Volbach - M, Riemer, Arte pafeocristtt1t1CJ,Firenze 1958. J. Wilpert, Die Malereien der Kateleombe» Roms Freiburg LBr. 19D3.
l

1959.

xxx

XXXI

AB.BREVI,.\ZIONI

BIBliOGRAFlCHE

WMM

Wp

WS Zahn ZDMG ZKG ZKTh ZKWL ZNTW


ZPE

IV,

]. Wtlpl'::([, Die romiscben Mosaieen und M.alereien der kirchiichen Bauten vom IV bis XIII [abrbundert, Freiburg i.Br. 1916. ~. W~pc:rt, Le piUme delle casacombc romano, Roma 1903. G. Wilpen, I sarco/agi cristiam antichi, Cinl del Vaccsno 1929-19.36 Wiener Studien. Zeitschrih fiir klassische Philologie und Parrisrik, T. Zaho, Gesdndue des ncerestamentlicben Kanan 2/1 Leipzig 1892

Wren:

(Hildeshelm 1975).

'

Zeitschrifr [878 ss. Zeitschrijt Ze!rschrift

der deutschen

morgeniandischen Stuttgart. Theologie, Wren

Geselhchaft

Wlc-sb:aden

fill Kirchengeschichte,
fur kerholische

Ze~tschrift ~r ki.rchlichc Wissensdwfr unci kirchliches Leben, Leipzig. Zeuschnf fur die neutesramcntliche \\7isseos.:haft und die Kunde cler alreren Kirche, Berlin. Ze~tscbrift Papyrologie und Epigraphik, Bonn. Zenschnf der Savigny-Stiftung fUr Rechtsgeschkhte tcilungl, Weimar. Zeitschrift fUr Theologie und Kirche, Tubingen.

ZRG
ZThK

rur

(Roman

Ab-

P()rphyr-ium, ed EX. Funk ED. Diekcmp, Faires Apo· s/oild, ll, Tubingcn 19l}, 39-7·400'. EpistlJ//J de obit., Pautini: PL 53, 859·8G6: E_ Gallt-tier, Panr!gy:riqut'I latins. Ill, Paris 1955, 49, nota 4: J,E Manhcws, Gililie Supporters rJ/ Tbeodostus: LUOIT1uS 30 (l971J 1073.1099; A. Pastorino, If De cbnu sanrti Paulini di Uranio: Augusrinianum

cristiancsirno alia ccmprensionc del tcrmine PACATO (t dope 410 ce.l. Personaggio difp., intesa normalmente in rapporto alla guerficile de individunre. Gii1 Harnack cerco di ra e come Sua assenza. 2. La p. dl Cristo e identificarlo con Latinio Drepaaic P., un rcquale frutto dello Spirito {Gal 5,22; Rom tore dell'Aquimnia vissuro fra il Neil V sec. (Sitzungsb. der preuss. Ak. Berlin, 1921,26614,17), dura a chi crcde in Cristo (<<Vi laSCLO La pace .. , vi do le mia pace»: Jo 14,27). Essn 284~ 834-835). Altra ider.tificazione proposta cia Harnack (art. cit.1 era il nome di que] P., e Ia p. propria dei credenti, distinta cia quelIa che regna in altri gruppi. Nei Padri vicne apo.ogista e autore di un trattato Contra Por. pbyrium, di cui restano solo pocbi frammenforternente sotrolineata la ricezione da parte ti (PL 68, 359; PG 5. 1025-1028). Escluse dei cristiani di questa p. che e lore propria quesre ipctesi (W Bahrer-s, Pacatus: Hermes (i commend a}o 14,27 di Origene e di Ago56 [Inl] 443-445J, semora preferibile il ri- stino). Qrigene parla di «figlio della pace» (Le chiamo a un certo P., amico pcrsonale di P'.I.O- 105"7), che idendflca con l'uomo nuovo In line di Nola. A lui infatti venne inoirizzata C ristc: dunque, i cristiani, operance all'inuna lcncra sulla mone di Paolino stesso, da terno della storia umana al fine di raggiunparte del presbitero Urania (EpiswlCl de obigcre Ia p. con Dio e la concordia tra gli uo ru Paulini ad Paaatums. Sernbra certo, come mini, divcntano annunciator] di p. 3. La p, in si puc. presumere dalla lenera stessa, rhe querelazione aile isrituzioni, civili e religiose. ni 5[0 P. uvesse I'intcnzione di celeb rare in verrapporti era populi che si contendono 13 SU" si la biografia di Paolino (cap. 1: Nunc autem prernaaia di beni economici e eli modclli culveniatnus ad ea quae tibr; qui vitam eius oerrurali utopiri e politici. sibus illustrarc disponis, diccndi materiam La prima accezione di p., riferita a Cristo e subministrem}, all'uomo, trove arnpio spazio nella lirurgia e nella rifless.one anrropologtca, scprarturto CPL L L52;t; Pacasns (PI. Pni:FCdrpi Smym~)1j"i5) Contra agostiniana; [a seconds, relative alia p. «dei

credenrf come gruppo religioso, si resc molto prescnte nella dialettica interna ortodossiaeresia c nel rapporto tra le vade chicsc (in tal sensa gli scritti di Cipriano e quelli eli Ago"
stinc in relazione alia polemics donatistc); la

s;,::~~:~ :ffi~r:t~~ri!oi,2nfK:~do~~r rm5:~;?A~:.fr~;~~


VetCb.
26 (989) 371·376.

24 (1984) H5.141; to the Emperor Tbeodosius,

!\1CiUUs

Drepanius, Pjlfugyrrc Liverpool 1987; A. LO<.'l[lO,

L. Danrino PACE. Il termine p. fu una voce importanre nella cristianica antica. Le sue accezioni fureno molte e ne indichiarno le principali.

1. La p. in rclazionc a Cristo, P: di ogn: uo mo (Epb 2,14). Il riferimcntc del concetto di P. alb persona di Cristo sviluppn poi, soprattutto in Agostino, la comprensione di tao le terrnine in relazionc alla persona umaria Fu forsc questo l'appat['o pili specifieo del XXXII

terza andc soggctta all'cvolversi della comprensionc cristiana del suo situarsi nel mondo. Prima d; Costantino si ebbe una COnIe" srazione della guerra e, in gcncrc di tuna cia chc poreva atrentare aU[i vita umana (Traditio Atoscolica, 16) eel. B. Bottc 1963,36, che vieta al catccumeno e a] Icdele di uccldere in guerra c di andare ad arruolarsi: e al giudice di usare della ius gladii: e il Contra Ceisum, nei libri '5 e 7-8 Ji Origcnc sono Ie testimouianze piu chiare). Tale orientamentc venue

riassunto nella Vita Martini (cap. 4) nella confcssione: «non mi e lecitc cornbattcre» pugnarc mihi non licet). Dopo Cosramino, si eb-

be, nella stcssa linea, Ia risposra di Agostino 3718

3717

PACE

PACE

PAOANO pace: sfida I.lII'linivenita R Pizzorini, 1.11pace /m!. to delta gW.'i"tl:l.fa deNa amta seccmlo S. AgQj"lzno e S. e lomma$O d'Aquirw, in F. Biffi [ed.], Lr pdCt!_· ,fide 411'unri..'e!!ila cattouca, Rorna 1988. 562-572; I, Lann. DidM dd/d pace nett''''llichilii, S. Domenico di Ficsole !991; E. G~lllcN, ~ax Baby/~m5. pax sostra. pax /inalis.- fa pace in Agmtino, ill R. Uglione {ed.I, La paa /leo( ItJOfrda 4JJJ!ico. Torino 1_991, 291-}08; P_ Siniscalco, L'uomo e la pace in scrini crisuani det 11 e del III secao, in R Uglione Ied.I, La pace net mondo antico, Torino 1991, 257·275; ELan· nc. S(ii'}t.lritrie de Lyon, artisan de 1(/paix entre te, E;gl,~ 1t'J: Irenfkon 69 (996) 451-476; M. van Parys, Pai:.; et di CeSarf'd, in F. Biff (ccl.l, attotica, Romu InS, J27,337;

P . l"COMIO

Ep». 220; 229; 230; 231J negli anni 426427 prima dcll'invasione dei Vendali. E rimasto famoso il suo principio che [e guerre
lIe si clebellano al tavolo delle trattative e che [a p. si raggiunge COn mczzi di p. e non con

guerre (ipsa bel!(1 uerbo occidere ... et acquirere vel obtinerc pacem pace, n.on bello:

Ep,

Dio concede all'assemblea (Phil. 7,2). Cirillo chiede [he si preghi per le autorita afflnche promuovano I. p. (Cat. 15,6). Presso gli altri Padri si possonc disringucre diversi orientamcnti. Tutti sviluppano lespetto snrerinlogico c spirituale della P: serondo il vangelo. Terruiliano rimane Fedele alia linea evangehca (Adv. Marc. 3,14; 4,28; 5,14.17). La rio conciliazione con Die conclude Ia p. (Pud.

esortare In comunita di Corinro a vivere Per Ignazio la p. e un bene escatologico

in p.
che

l.d

tex/I! dl: Pa(:U""1ide BU.,cr;tQlle·. nn, "C/1 de i3arC<'tmli!' et l'IIiJpallie de D. Ber-trand et ai., Paris 2004.
elf!

fl. Siracide

34,25:

notes JUr tit/jluenc!:' dE Cyp'i~}1 dam

Em 30 (1999) 180·194·, Pd· IV< Steele, scus 1<1. dir,

M. Simonetti PACOMIO (292 ca.-347). Fcodarore del ceo nobitismo. Di famiglia pagana dell'estremo sud dell'Egino, S1 convert! alia vista della Carita dei crisriani per Ie reclure irnperiali. Sin
dal battesimo (13), si senti attratto verso una

229,2), La situazione dei cristiani era civilmente carobiara ai tempt di Agostino. Non si
ha I'obietrore di coscienza, rna ln necessita del soldato di dover combatterc, s'insisre sui capi perche 10[0, I responsabili, non facciano le gucrrc e adoperino ogni mezzo per differirle o per mirigarle. Cia che nella chiesa precosrantiniana era un'Istanaa eli tutti {contra ogni aggressione alia vita omanal. dopo Costanrino divenra una disuneione tra il vivere da cittadino che comporta anche il dovere di difendere 10 state e il vivere de cristiano chc consiglia eli non fare nessuna guerra. COSt Agostino riassumeva [a nuova situaaione: «Se mi domandi un consiglio con forme aile massirne di questc mondo ... non si puc dare un consiglio sicuro Sll cose malsicure. Se invcce ... mi domandi uo cons.glio con forme alia legge di Dio, so perfettarnentc quello che ti dcbbo dire ... i soidati di Ccis[o comb.anoua noD per ucciclert glJ. uomini rna per debetla-

2,12,15). Nel suo periodo montanista, egli disringue pox bumana, pax ecclesiastica,pax divina. Cosi pure Clemente (Strom. 1,29,4), Gregorio di Nissa interpreta Ia bearitudine della p. in senso psicologico, pur occupandosi dei danni della guerra (De beat. hum.

rriconaliatir)"17 ckn. trJ rradifilm palri!riqm.· et monastique: Irenikon 69 (1996J 163-188; R Farina, La ~·()/1ce::iotlt! de/in pace net IV secoio, A proposuo di Costantino if Grande ed Errsebio Jj Cesarca, in Supr:r /I.mdaml·ntum Apostniarum, Roma 1997, 229·239; V Grossi, Tesumoni. Od· gene. AgQ.ftiJ1O, ill. L Lorenzetti (ed.l, Dizir:mlln-o di Teo· top),. detla Pace, Bologna !997, 926.9)0.9)2.936; F RuggIero, I ooln dell" pace. Te~(1 datl'EpHtolarw di Agmtil10

vita monastics al servizlo dei suoi frareili e


segul la scuola austera del solitario Palamone. Dopo un csperimcnto infrunuoso di vita comune, capt che occorreva irnporre ai suoi una stretta povena e una rigicb disciplina, Possedeva [] dono di giudicare gli uomini, di con-

7,2-4). L'interpremaione dell, p. sul piano di una teclogia poiitica compare gia in Melito,
ne. Essa si afferma sopratturto a partire dal IV sec., nel senso di una identificaa'one del. 101pax Christi e della pax Cosstannni, in Eusebio, Ambrogio, Lattanzio, Orosio. Agostino si discosrs gradualmente dalla visione poUtica per giungere al riconoscimento della p, come bene inreriore ed escatologico; passo privilcgiato della riflessione agos[iniana it

di lpprJnd, R()m~. 19'99; S. Ago~~ino, G pace. It libro XIX de t» crl.Jii di Dw. a c: c!i R. Piccolomini, Horne 2000; ] Fernandez Ubtn.a, Crisiianos y miiuares. LA Igi.e~ia antigun ante ei eji"c!lU y ta gIJet1"a,Gran"d:1 2000; o.x Bun, PIIZ, in A. Fin';!l~rilld [ed.}, Dr"cdrmario de San AgustlH, Burgo~~2001, lO~9-i014 (or, ing], Augustim through the Agt's, Grand Rap.lds, MI 1999~ 629.6n); TJ Weh:en,oerg, DIe Iriedensiebre des Augu5(mus, Snmgarr 2005

A. Hamman

- M. Flores Colin

XIX libro della Citta di Dio. Altro pensiero,


dalla terminologia origeniam1. (filius pacis), applicato alls sua tcoria di prescienza e di predestina7.ione divin!a (De corr. et gra· ripreso

PACIANO (IV sec.). Fu vescovo di Barcel·


tona verso 1a fme del IV sec. c mort sono Teodosio> Scrisse vari opuscuJa (GiroL, Vir. ilt. IOG.)~ Era cui Cervus (0 Cemu/us), per distogliere i fede.li dalle feste .in onore dell' anno nuovo. Di lui ci sono giunte 3 lettere scritte al [lovaziano Simproniano in cui combatte 1)c[dcsiologia rigorista di ques.ti eretiei, eontrappanenJo alia pluralit.a delle ertsie l'unitii. della chiesa eattohca, ricorJanJo che Novazlano steSSD avcva apprOl1ato il perdono ai lapsi prima di dtvent<l.rc scismatico, e dimostrando sulla scort<~ d..i. nl1merusl passi del NT che anche dopo il battesimo la chiesa con· sente al pentimemo del peccatorc di cui non vuo1e la morte rna la converslone. Di penitenza P. tratta nella Paraenesir ad paeniLentiam per esort:are i pecc.uturi aUa pcnitenza pu6blica che allora molt! cristiani rifiutavnno sr:l per Ie penalita che imponeva sia per rispetto umano. Di P. possediamo anche un sermone bancsimulc. Invece non sono suoi il Libel ad Iustinum Manichaeum e il De )in1Z~ lifudine carnis peccati, che G. Morin gli ha artribll.ico. La seconda opera. stata rivendi-cata a Eutropio.

re i principt; /e potenze e gtt" spin!i del mate {Eph 6,12) ... i doveri coniugali non t'impe.,. di cetcare 1a pace perfino nelle guerre, se mai oecess.ario [he til vl prenda ancora parte>:. (Ep, 220, ~ e 12,. In tale prospettiva va anche letto il p~lSSO di Ago.stino (De dv. Dei 4.15) sulk guerre giustificate dalIa malvagita dei vicini, secondo 10 schema di Tito Livia applicato aU'espandersL Jell'impero romano. In uno sguardo d'insieme osserviamo ancona che i1 termine p_ adoperato a indic:are ora i rapporti di a[eordo tra 13 chiesa e 10 srato, Ot<l. 10 stato di rkoociliazione ddl'uomo con Dto, il riposo elerno, la comuniti cristiana fondam sull'o.rtodo5s£a E la concordia (Tertull., De or. 18; Orig., 111 Jer. hom. 9,2). E perch') sino~imo di commum·o (Urs.<l.c10, Ep. f1d Atha.nasmm). Come la guerra, 1a p" nel vangelo, non collegam a uno stato politico, bensl alia vcnu[<l, di Cristo, SCeSO sul1a terra pee ristabilire 1a p. dcll'uomo con Dio (mal i1 contrario, paiche la tensione viene dal pcccatoL Paolo chiama Cristo {illostra P,}) (Epb discono

quisrarsene la fedelta, ill organizzarc 1a loro collaborazione. Aveva a volre la mano assai dura: il che non piaceva uguaimente a tutti. .Alcun.i 10 tacciavano anche eli agire in base a visioni e intuizioni spiriruali, perche non era ce:t0 un'Intelligenza astratta. Riunl in parecchi monasten, specialmente a Tabenncsi e a Phou, migliaia di monad c rnonacbe mantenuti da una florida econornia. Poco prima della morte~ nel347, fu sottoposto a1 giudi:Gio di un sinodo di vescovi locali, radunarosi a Latopoli, rna l'energia dei suoi discepoll ]0 salvo. Suo costante sosttnitore £u pure Atanasio d'Alessandria. Scbbene all'ultimo momento abbia scartato i! Jiscepolo Teodoro, che semb.rava destinato a succ:edergli, quest! ne conserve a 1ungo i ricordi piu vivi, pili dspeuo~i rna nTIche piu umani, e proprio ques[i sonG alla base deIle Vite copte e della: Vita pn·ma green. (redatta forse prim.a che il testo copto Fosse rnesso per scritto, poiche fratetli intcrpreti sl trovavano pili a loro agio col greco, mol sullil base d.ei rkordi meglio conservah in copto; la recenslone greca pensa al pubblico lantana, ornette diversi particolari, attenua Ie visioni e !'alltodta carismatica del fondutore}. Le alrrc ':ite greche, e 1<.1 ita latina che oe dlpende, V SI allomanano gia dalla sicuta autentidta dei do~umentL :mtichi. Quanta aile Regot.e, difficilc sap ere sc: slarw state messc per s.critto prip1:a della m.orrc del fondatore. Nella traduzione di Girolamo esse si prescmano in quatteo coUezio~ non co?cordare, e proprio questa testo Janno eserclt6 una grande infIuema in OccIdeme. In capto ne sono .stati ritrovati solo dei frammenti (10 stesso si dica delle Vitel; in greco si hauno solo degH estratti, P. ancbe ]!aulore cli.lcttere in linguaggio criptlco, tr.adottt da Glfolamo, scoperrc poi in copto e ill greeo. Sooo state inoltre scopertc alwne cateche;si .copte_

tia 15,46). La p. figura nell'acdamuzione funerana in pace, mai u;sata dai pagani, frequent.issima nell'epjgrafla cristiat"J.<l. In Africa si ha: fide/is in pace. Lo scisma fa nascere la f01iTWLa epigrafica: pax et uuitas. La liturgia conosce il bacia di p. fin da Giustino (1 Apul. 65,2), per 1<1 nconciliazione fratcrna. La p, ricorre nelle
salutazioni liturgiche 15,10). Vi troviamo (Com!. Ap. VIII, 13,1; una preghiera per b p.

(Const. Ap. VIII, 10,3; 15,4; Giov. CrisoSl., In Ac. hOIJl. 37,3).
Me 8, 4.34-505; ..... Via.no, CQntrihuIQ alia sf6ria s~1. marttica d~!M fo.1ll1igJii.! lt1tina di pax: AAT S8 (1953) 168· 183; C. Tibuetu, 11 sr;n.so c5r:ai%gico di pax e di re!rlgc. nlirn lin PdHO di Tertld!wno: Maiil. 10 (1958) 209-219; }, Luufs. DeT Ffll'dl.·mgedmlkc bei Aug:fJtil7u~. Uncewlch~llJgm :!..uPi 19. Bach der Wt'r'k.tj. «I?'" d!Jij~rt: Dei», W1E'sbaden 197.3; W.K S.::boede1, ChrHJMI1 aAthe:sm" and rh" Pea.ce of the Roman Empir~: ChHis, 42 (197.)) 30~ .319; A. Portolano, L'etica della paa ne-i primi secoiz" de! crisJ:lll7esil!1n~ N:.poli 1~74; AM. Papes, U cornE'aO JI-pll. c~ in T~f!r.rtltt.ir.G: Sillc.i3QI,lffi 42 (1981)) 341-.3.50; M. To· schi, Pace e I)ongelo} La tradizjon~ aistiana di fron/I: u!t1J f,lIerra, B~~c:i~ 1980~ V Gro~;i. 1 nodi defla p,:c" ncfttJ slana del {1'tHttJnesimo, in La pacedd Rcf!.l'fo. TorlIlo 1983. 73·'J5~ S. Budzik, Doc,or pr1ci•. 'l"h!':6logic d(!~ Friedt:rr1 bci Au~ustimi5, Inn3bruck 19.88; E,. Cor~ini, ~t PdCE'nelta. ... aa d. Dro» Jr S. Ago5imo: Clvutil Cl:mlCll e Cns,ia· G nc~i.mo 9 (988) 205·215·, R Fa.rina, L1 pace ifl Eusebio
in

2,14). II discepolo di Cristo deve quindi <ssere lUl <~artefice di p.>} (J\tft 5,9).
Clemente di ROlna annette grande Unportanza alia p., termine che ricorre sene volte nella sua leltera. La p. della ceeazione, secondo il mode1Jo ,stoico, gli serve da paradigma per

,hl!l:. PIJ~"1t.'n t: Barce[one; Jources d


def Yel!reJ~ Si"rprOJ1i!IIIU'i H.lr 38 (998) 355·370; Id., Bapthue

CPL 561-563; Pl 13, 1051.1094; d<::Z", Barcelona 1958~ PatrGlug.i~ BBKL VI, 1423.1426~ P. Mattei.

Ed. L. RubiQ Fernun· IIl, 124-126 (bib!.); figure de NOI)/Jtlel1 el Vl1lr:ur documemaire te !iujet; AlIgmtinia.num

J...a

hbhique,

ecdesiologit:

3719

3720

3721

3722

PADRE

~nome

di

DiD)

PADRE

,nome di Oio)

PADRE NOSTRO

PADRE

NOSTRO

Le Vite fanno di P. un avversaric di Origcne: probabilme:nte si tratta di un ri-lesso del l~ controversie dell'inizio del IV sec. L'ipote51 che nella sua cornunita [ossero racccln L1ibri «gnostici», ritrovati a Nag Hammadi, rimane molto con testata.
ePG 2353·2358; J?lP 6, 1067·1073; BBKL 6,1413-1419; A. Boon. Pocbomiona Iattno, L01)V;1.tn 19)2; Halkin. S, P,u_,homii Vitae Greae. Bruxelles 1?32; L.Th. Lefort, LI'S Vie. coptes de s, Pdc/;6mr!', Lcuvain 1943, 1966; LTh.

:r.

Lefort,

(EmJrl'S

de

J.

159-1(0) Louvein

Louvain

A. Veilleux, Pacbomll1n Kr;JtrlOllIlI, Llll. K;:!I~m;l;2C)O I')P,Q. [981; F. Moacarelli, VI'tel copta di 5. Pacornia, Padova 1981: ~. Baclit, DdS Ver'",ichlm1 des Ursprul1gs: Siudinr zmlJ!ruherr Mf.if[chrum II: Par:humim - Der Afmw uvd rein Wt'rk, Wuuburg 19~n; p. Rousseau, Pdr:h9miIlJ.- '[hI: AfiJking oj a C~llummi'~ in Fourth-Century Egypt, Herkc. [ey, CA. 198); 1',Baumelster,_Deraktudlc Fonchungn/r1ltJ 7.U ~en Pachomwsregeln: Munchenec Theolcgische Zeitschrif ~O (1989J 313-321'.1':. de Vogue, De Saint Pdcham" if [ean Cassien: Etude; irUirairer N docrniudes SIll te m{J}uu:hmne egypt/en .i if'S debut> (SA 120) Rome 1996: A Caml?l;mi, Sulie' ddtt" det Sirrodo di La/opo/i, e- deNa mom d/ PawmlO: SmdMon 37 (1995) 7-18; A. K1os· tOyb~ Df~ Bibliotkek po" Nag H_Jlmf11rldi. inige ProbfmJe E des C.hmtcfltums aT A~'fi:~n wJhrNrd del Jilhrhunderte (Arbeitr:::n Zutn 5patantiken und koptischen Agyp~en 7)., AlterJ.berge L995', E. WLp~zy(;ka, Thl.' Nag Hammadi LlhreJry and Ibe Af?nkj_' A Pdp.l'rolot,ht's POIlU a/ Vin.t.J; The Joum.a.l of Jllll~tic Papyrology.30 (20GO) 179-191. Gribomont
aftfJJ

,CSCO 107, Coprici 11, Traducrionl J964~ L.Th. Lefort, S. P<lch(Jmii Vitae SiJhidice {CSCO 99, 100', Cop.tici 9,10J Louvain 1965', A]. Festugiere, L:! premier~ V!e grecq!le de S. Pr1r:home. Lei moines d'Oriel1f. ~~.2, Paris 1965; A. Veilleux, U taurgic dans ie cr!JJobrttsme pJChiJmf(,ll, Roma 1968; F Ruppert. Dos piJchomi4Qi.chl! Mi;im;/;tum, Munsterschwaraacb i971i A. de Vogue, Saint P(JchOmL'et JOt.! cellvre d'apre. plmit:un ilude, rrcentes. RHE 69 (974) 42)· 45.3; 1:1. Qucckc, Di; Briefe Pd~homs, Regensburg 1975;

Bohairice Scripta.

?achoml! et de rer divciples, (CSCO 1956: i.n; Lefort. S. Pc1chumii Vit ..

Scriprae.

a Gesu di Nazurer, Die P. di Gesu, nc il ,<Figlio» (Me 13,32; Rom 15,6; 2 Cor 1,3; Eph 1,3; 1 t» 1,3), anzi il figlio «unigeniro» (in tradizione di Ciovnnni). La tradizione sinottica di Die P., in particolure quella di Matteo, si sviluppo nella piet.a dei cristiani, soprattutto in quella liturgica (Drd.ache 8,2-3-; i commentari a] Pater di Terlu1Iiano, Cipriano, Agostino) evidenziandc 13. traternita dcgli uomini e 101 conOSCeI1Za di Dio nella chicsa, madre dei credenti. La tradiaione giovannea invecc, piu strcttamcnte a COQtatto con la culture green e misterica, porto all'approfondimento e alla precisazione dei nomi di Die, tra i quill quello di E, che era il ,pili comune, rna enche alb difficolta di applicarlo a Cesu il Cristo, riconosciuto Dio, rna indicate nclle Scrirrure come Figlio. Il titolo di P. quale nome eli Dio connotava, nel platonisrno del Timeo e nel successive medio-platonisrno, l'originc del tutto da parte di un principio non identificanresi con l'universo sensibile. Al titolo di Pater em percio legato, di per sc. l'aggettivo agennetos (ncn-genecator nei confronti della creazione chc vecc «generata>}. II contesr o delle religioni misteriche, cocvc al cristianesirno, conosceva aneh'essa ]a denominazIom: di Dio come P. nel significate di Dio che sf rivela aJl'iniziato guardo Questi

/'anrlchi(J cnitiana: AlJgu.s~i.1I1um 16 (1976) 257.269' Id Terw[!ilmo,Clpda/JQ-Agoslmo. It Padre nostro. Grossi

Romn i980: v.

Ln-

COIne

«i1 E del

tut[O~)

PADRE (nome di Dio). cito[o Ji P. dato a Dio nella cri.stiao.lt.a ha rarucL biblicbe ben precise. Ndl'AT si em giunti al concetto di paternid di Dio :attraverso ];1 cosdenza deUa paternita degli amenati (i paniarchi), concetto che in Abramo ({{padre di una mohitudi110" cioe Ji molti popoU [Gen 17,5J e che porta in 1a benedizione di «tuttc le nazio· ni della Eern:m (Gen 12.3J), aveva .raggiutHO il suo culmine ill paternita .spirituale cd unrvcrsalc. U passaggio da tale: paternita a quell" ill Diu, P_ dTsraelc e pOI dell'amanita Us 64,7; Mal 2,10) perche creatore nniversale, non fu difficile. Nel NT la paternita di Dio diviene espli-cita, sia rigtlardo agli uommt, s1a, sopmttutto, rigLl<3.rdo a Gesu i1 Cristo. Riguarcio agU u()nlini, Dio prcsenrato come il P «dei piu piccoli» (Mt 11,25), giade[ (MI 21,31 so.) a pagani (MI 25,32 55.), figli che pregano DlO loro P. (MI 6,9; Mc 14,36; Le 11,2) e 10 1mitana (/vI! 5,44 SS.; 18,33). ill·

se

1,1,12; 21; 30) e che Provvidenza (op. CIt. I~, fr. 26,3). La coneezione di Dio-tutto, applteata alla creazione si e!splicitava in queUa di Dio Padre-Figlio, una dualita·unita daila quale dipende ogni vita lOp. Cli. 1,1,6). In tale COnl:esto va lena il titolo di P. applicaw a Cristo da Melilone di Sardi (Peri Pa5Cha 9,63) e poi da Sine:sio nei suoi inni. In ambiente cristiano di cstrazlone grcc.a, benche fosse possibile intendere Cristo-Dio come P. nella concezionc del «demiurgm. C'reatore (il Verba) da! quale dipende il cosmo visibile, tale appllcazione incDntr.o moltt difficolta, petchc la n~z~one. dJ Verbo siporta\'a dietro quclla di Ftlms ewe di gencrato. 11 Cristo veniva a essere presemato come generato e ingenerato (Giusr., Ap. 1,14 eo: 22L La quesl:ione monarchiana, che poi pose il problema d.i Dio sulla base dell'epistemologia grec. e che porto all'eresia modalista, feee definitivamente applicare nel cristiaocsimo solo a Dio-Padre tale t.iwlo. anzl getto una lute sospetta sull'lntera ]etteratura cristia:na premonarchiana dove si parIava al medesimo tempo di Cri.sto PaJre-Figlio_
j

(Corpus Hermef;.(:t('Jt!

'fIX'NT 5,952 t 1023', SC 210, 325-3.3l; HI. MarrQI,l, SC JJ bis, 192; V. Gro~si. fl ritolo mstr;/r;gim di ... adre" /'IetP

PADRE NOSTRO. Il testo old P.n. preserite in MI 6,9-13 e in Lc 11,2·4 in due formule parzialmente diverse: quella di Matteo pili iunga ed cntrata nell'uso liturgico (come quell. di Did. 8,2), quella di Luca pi" breve rna inserita in un contesro (Lc 11,1·2) che presentn l'occesione in cui Cesu insegno U Pn. Ci si ch'esti la ragione delle varianti Luca -Matreo: Origene si pone il problema chieclendosi se si trutti di una stessa preghiefa,. p~onunciata prima nel testo pili lungo e pOI rrpetuta a uno dei discepoli, 0 se le due versioni corrispondano a due prcghiere di. v~rse con p~rti cornuni (De or. 18,2·3); Agosttno (Enchzr. 30,116) ccnsidera Lc [1 2-4 una riduzionc di Mt 6,9·13. ' Il Pat:,. divenne presto preghiera liturgica e fu recttato tre vohe al giorno 'Did. 8). Verso [a meta del IV sec. 2: ettesrata Ia recita del P.n. durante La celebraaione eucaristica (Cir. di Ger., Catecb. 23,11; Ambr., De sacr. 5,4,24; 6,5,24; GeroL, Ado. Pel. 3,15; Agost., Sam. 58,10,12). Si ,tabili presto, inoltre, il collegamento del En. con il batttsimo: Tertulliano scrivc un trattato Sulla preghiera per i catecwneoi. in cui largo spazio ha il eommento aI Pater, Cipriano nel De damr'nica oratione tra.ttat? che commenta il P.n., fa esplidti ri~ {'blaml aIla condizione dei banezz:ati (De domin. or. 9; 10; 18}; Agostino attesta ruso delhi traditio e redditio orationis dominiwc che se~uiva la traditio e redditio symbolr: nell'immmente prepamzione <11 battesirno (Sum 56,1,1; 57,1,1; 58,1,1; 59,1,1). . I commend patristid al Pn. prendono come base il t.esto di Matteo, probabi1mente per 1a conneSSlone con l'uso lirurgico. Troviamo comrnenti sistematici al PatN in test! di divers?, gene!'t lctterario: trattati sulla preghiera (IertulJ., De Oral:, Cipr., De dom. 0,..; Orig., De oral.; Cass,. ConI. 9,18-25), catC"chesi rivolte ai clltecumeni 0 ai neofiti (Teed. di Maps., Hom. catech. XI: ST 145, 281-321; Cromaz., Serm. 40; Agost., Serm. 56-59; Pier. CrisoL Sm". 67-72; Ces. di Arles, Serm. 147) ome~ lie ~atechetiche che es.pongono la liturgia eucart~tica (Cir. di Ger., Catech. 23,11-18; Ambr., De sacr. 5,18-30; ),24), omelie 0 trattati di commento specifieo a1 Pater (Gceg. Nis.s., Or. dam. 2-5; Ps. Quodv_, Sermo de dam. or.: PLS 3, 299-303; Ps. Giov. Crisost., Hom. de OT. dom.: ed. Bouhot: Augustini,murn 20 [1980J 69-78; Ps. Giov. CrisoSl. lat., Sermo

28; PLS 4, 817·821; Mass. Conf., Or. dom; Yen. Fort., Expos. orat.; Pier. di Lacd .• Or. d?m.), con;.menti. 0 ornelie su Matteo 0 pam di esse (GlOV. Crisosr., Hom. 19 in Mat 4-7' Girol., [" MaUD. I, 6,9-13; Cromaz., In Matlh: 28, ohm 14; Agost., De Serm. Dom_ II, 4,1511,39; 0P'" I~np.in MI. Hom. 14; Ps, i\gost., Serm. 64 e 6): PL 39, 1866-1871) 0 su Luca (Cir. di AI., Comm In Lc. lU-4, hom. 71-77), resti di altra [isionomia Ietreraria {Agost., Ep 1)0,11,21-23; Encbir. 30; Persev. II 4-VII 15' Sedul., Carm. pascb, II, 231-300; 'Op. p;sch: II, 17). Nel commento all'invocazione inizia-

~c e aile singo]e petizicni si rillcttono sia gli


Inter.essi ?ei d~v€:si commentarori, sia gli inflU.SSI recrprocr, SIa Ia situazione delle cornunita. in cui essi vivo no. Cosl, p.es., si pun co~liere I'ardente artesa della parusia in Tertull~an~ ,(De "": 5), l'~.sistenza di Cipriano sul1 umta tra 1 frarelli, rirenuta superiore allo s:esso mart;irro (De dom. or. 24), ['approfrmdimento di Agostino nei riguardi dei temi peccato e tentazione nell'ampio commento elIa quinta e sestu domanda del Pater {Serm, 56,7,11-14,19; 57,8,8-12,12; 58,5,6·9,11; Perrev. ~ .8- VII, 15). E rlcorrente il rilievo data ad alcuni dementi: "aJozione a figli di Dio (8 commemo del1'invocazione iniziald. l'esigenza della santificaziQne dei cris(iani che da gloria aI nome di Dio (I petizionel, il colle· gamento con la parabola dei debitori (Mt 18,23 55.; V petizione), 1a differenza tra tCDtazlane di<lbolic.a e t-cntazione-prov3 della fed.c (VI petizione). «regno» della II petiZlOne viene dai pili coUocato neI futuro (Tertull., ~ipr., .Teod. di Mops., Cromaz., Agost., Opus Imp. In M!., Sedul., Cir. di AI., Ces. di Arles); altri invece calgona 1<1 tEnsiane tra il gia realiz.zato e il non ancora compioto (Orig., Greg. Nrss.., Ambr., Piet. CrisoI.) 0 semplice" mEnte accostano le due .imerprcrazioni {Giov. Cri~ost., Girol., Cass., Ven. Fort.). Per quanto r.lguarda ]a domanda relariva al <~pane~~(IV pCt!zione), alcuni 10 intendono in sensa esclusivamentc materiale (Greg. Ni55., Giov. Cd· 50St., Teod. di Mops., Opus imp. in 1\1.1., Ps. ~gost,), aItri 10 iJent.ifieano con Cristo-Eucamtia (Cic. ill Ger., i\mbr., Cass., PieL Cr!sol., Ven. Fort.), Ago.stino 10 lnterpreta come Cristo- Verit?! e Paroh di Dio (efr. anchc Ces. di ~IIes): quest'ultima esegesi em gia prcscnte In QrLgeoe; nutncfOsi autori, inoltre, accolg_ono sia il.signifkato rnaterialc che quello ~pintuale (Tcrtull., Cip]'., SoduI., Ps. Quodv., Pletr.o. di L{I?d.).o riportano entr<lmbi pur prediligenJo il pnmo (Cir. di AI.) 0 il seCOndo (Girol., Cromaz., Mass. ConE.).

3723

3724

3725

72

PADRE,

PADR1 DELLA CHIES-A

P.'I.DRE, PADRI

DELLA CHIESA

pt\DRE,

PADRI DELL..\, CHIESA

PADRE,

PADRI

DELLA

ClIlE-SA

The Lord's Preyer in the Early Church, Texts Cembndsc 1891;],P. B-ock, Die' Brotbute des '\.~ler.unserL Ein Beirr<1gxum VersMndnis dieses Univrmaigebe-tl!'s and einschliigiger pdtristisch·fdurgiscber Fragen, Pederbcrn 1911; G, Walter, Ul1ferJuchungen zur Ge~dJ1i:h(e der gn·echircherr Vaterlrm['r.Exeg~..rc, nr 40/3,
Ch9;~, and Studies),

F.H.

(Adv. Haer. IV; 41,2; cfr. anche Clemente Strom. l. 1,2,1 c I, 1,1,3).

Al.,

M.·B_ von SUilZky, Studien tIotr UberiiejIJT!4ng!4nd Inter prelarion des Vp~cnm5eT' in der j,-uh,hnjti!l;.ht:n U'eratu,:, Mnnsrer 1989; A.G. Hamman. Le Notre Pere dans t'B. gJi5e ancimne: cboix de textes des Peres de J'1~~ii1f,Faris 1995~TRE.34, 504-529 (bib!.); RF. TalL, The Lord's Prayer in the Eucharistic Utlfrg)'.- When and Why?: Ecclesia orans 14 (1997) t.37.155; M. Philonenko, II:! Notre Pcre. de la priere de [esus Ii 10 prihe des disciples, Paris 2001A. Pcllastri

~:;;~J;~;~l~n~~!.~· s~.r1J:r:~oR1~ef; t~t~~;;n:' (~bdjl~'

to,..r cristiuni. in COJ1uiuium Daminicum, Catania 1959, 217-255: A. Hamman, Le Pacer expliqui par ies Peres, Pads 1962; AA.W., Le notre Pe-e. La MaisonD 85 (1966) 7-100; J. Carmignac, Recherches sur le Moire nre),l, Paris 1969; W Ror ciorf Le «pain quotidien", (Mdt/h. 6,11) darn l'eJl.eghe de Gregoire de Nym': Augusunianum 17 (1977) 193·199; V Grossi. Terfulii;Jtlo·Cip,iano--Agoslinoc II Padre nostro. Rome 1980; nsp 12. 388·4B; K.B Schnurr, Haren und Hl1nddn. Lateimscbe Austegrmgerr des VdfemmeJ"l in der Alten Kirche bis zum 5. J!1hrhun-

~ij;~f.o;~;i:;d~!~I1~~ ~ a~~;;~~ :~~j'~~t~;rp~~t~l~~:~ :;:;~

PADRE, PADRI DELLA CHIESA


L Padre scirneato. II. Padri nei Medioevo - ill. Pedri nel Rina-

L Padre. Nel giudaismo e nella Bibbi. la parola p. designa l'antmato (trasmettitore della vita e so prattutto il depo.sitario delle prow messe divine) e anche il maestro, in quanto «genitore spiritualc>'J- del discepolo: tale il rabbi, cosi corne presso i Pit-agodd e i Cllld colui inizfa alla Hlo.sofia gil alliCv:1. P.aolo utilizza l'immagine nei confronti dei cristiani da llli generati a! vangdo (1 Cor 1415}. Nell'eta subapostol1ca con il termine «pad.ri;.) si indicano i grandi pc[sonaggi vctcrote.stamentari. modelli di fede e di virtu U Clem. 30,7; 60,4); e .nche gli .postoll (1 Cleln. 62,2; efr. sopratturto negli arti .poerifi: Act. 10. 81; Act. Andreae et Mtlthiac 17); i fond3tori di una scuola f.i1osoflca 0 di un sistema gnosti· co (efr. Giustino, Dial. 2,2; 3,7; 35,6; Clemente AI., Protr. V, 66,4; dr. 13,5). I pagani chiamano Policarpo «maestro dell'Asia e padre dei crtsuani» (Marl. Pol. 12.2). j fedeli di Liane indiri-zzano 1a lora letrera al vcscavo di Roma Eleuterio chiamandalo «padre» (efr. in Eusebio, HE V, 4,2). SoprattllttD i vc:scovi sono designati come p., in quanto maestri nella fecl.e. Ireneo scrive: ~Khi ha ricevuto l'insegoamento dalla bocca d'un altro chiamato figlio di colui che l'h. istruiw e quest'ultimo chiamato padre»

me

n,

I [atini (Cipriano, Ambrogio. Agostino) usa no pEr il vescovo la parol a della lingua farniliarc papa Irirolo che molto pili tardi in Occidente sad. riscrvaro solo al Sommo Pontefice, vescovo di Roma). Per esrensione la parole applicate anche ai sacerdoti (Crisostomo, 111 Illud~ Paulus vacatur" hom. 4,1) e: ncl mcnachesimo agli abati e agli asceti (Pallaclio. Hi". Laus. 17). Dalla meta del N sec. in poi il termine S1 applica ai vesccvi, difensori dell'ortodossia e della discipline. riuniti nel concilio cit Nicea (eft. Basilio, Ep., 140,2; Gregorio Naz .• Or. .35,15}. Nel corso delle grandi controversie tcologiche del IV e V sec., la conforrnira 0 meno di una dottrina all'insegnarnento dei «Padri» una prova di ortodcssia 0 di eresia. A Efeso Cirillo fa leggere un dossier di cstratti patrisrici (Mansi IV. 1183-1195; E. Schwartz, ACO I, 1,1, pp. 31-44, ecc.). Orrnai il termine designs contemporaneamente sia p. conciliari (testi in E. Wiest, lnstiuaionos patrotogiae, Ingolstadr 1795.530-534) sia i singoli vescovi il cui accordo dottrinale una garanzia di ortodossia. Quest'ultimo asperto avra una particolare irnportanza nel corso della storia Agostino nelle sue coorroversie con i donazisti e -con i pelagiani elabora aIcune idee che predsaoo il Conct:tto e l'autorita di «p. dena Chiesa>~. Tale Cipriano per senso di misu· ra e per quei comporcamenti approvati in seguito dulla Chiesa (efr. De Bapl. 4.5,7; 5,25,36); contro i pelagiani allega vari testi patnstici, indudcndovi anche quelli di Giro hmo. che non era vescovo (c. Iulian. I, 7,34), ed -afferma che Ie testimonianze dei singoli harmo valore in quanta con-Lordano con le teo stimonianze dcgli altri, i quali, grazie a questa c()ncordanza~ sono voce della Chiesa. V.incc:nzo di Lerina eh.iama. i p. -«Ihagistd probabiles» (Comm. 3). Poi prcciscra che essi, 01· tre aUu prerogativa dell'antichita, «vissero, insegnarono e rim.a.sero nella fede e nella cornunIone cattolica santamentc, saggiamente e costanternente, e meritarono di morire fedeli ;a Cristo e di dare la vita per lui» (ibid. 28, 6; efr. mcho 2,5: 3.4; 29,6; 33,2). Pcrcio esdude scrittori come Tertulliano e Origene, mal· grado Ie lora qualitil (CQmm. 17 e 18). decreta apocrifo, attribuito a papa Gelasio, De libr-is rccipiendts et non recipiendis, stabili5ce infine un cataloga di autori accrediwti nella Chiesa cattolica cd cnumera i libri acc-ahi e riflut3ti. Malgrado la sua non autcnticita, que-

sto decreto ha esercitato un influsso considerevole sulla trasrnissione dei tesri. Tmdizionalmcnte sono stari fisseti quattro requisiti per caratterizzare i P. della Chiesa: (1) orrodossia, ncl sense di una fedele comunione con [a Chiesa nella vera dortrina, almeno globalmente; (2) santita eli vita, come risultato di una esistenza conforme al Vangelo e di una testimonianza coerentc ('00 I'inscgnamente, testimcnianza che spesso arrivava fino a1 martirio: (3} approvazione da parte della Chiesa, che 51 manifesra sia direttamente ed espressamenre con Ia cirazione di testl, rna piu spesso implicitamentc can allusioni 0 rio mandi al pensiero de.I' nutore; (4) untichita- si tratta di persone chc vissero nei primi secoli

cristiani. Benche qucsti requisiti sianc ancora validi, tuttavia non debbono essere assolutizzari. Gli autcri me mancano di qualcuno dei primi tre requisiti sopraccitati sono detti pili esattamente «scrirrori ecclesiastici» (come li avcva definiti gia Girolamo, lll'r. tll. prol.; Ep. 112,3). ]. Madoz, Et concdio de rtjr'fO, ejempio de argumentaaon palri5tica: Estudios eclesiesucos 10 (I9JU 305·338; [ Backes. Der Wimbeweis in de., Dogmatik: ThQ 114 (1933) 208-221; 1;.. Dun, Hl:tiige Vaferscha.jt im antiken Orient: Heilige Uberllefcrong, Ed. O. Casel. Munster 1938, 1-20; H. Emends, 1l.TI. Ab" RAe 1 (1950) 45.5,; Lampe 1051; A. Benoit, AUualita dei Flldri dl'o/I.fJ Chiesa, Bologna 1970. rr. it.; E. Bellini, [ Padri !lelia tradizione m".!liarra, Milano 1982; E. dal [ovalo· A.M. TriacCfI <cdd'), La ltuJin def Pildri delfa Cht{,51l oggi, Rama 1991, J.-L. Quantin, Le CtJrboiici~mt:da5Jiqlt-f! ef Peres de rt,· glis~. Un retour .;lUX 50UW'{ (1669-1713), Paris 2000; L Datu-mo. Padri Pt!1fc}Tl- per 11M 1/UOJl/J umallitli, .i.n M. Marita[lO (ed'), HfstoritJln p('rsr:ru~dri. Miscella.nea Pa.

una scelta eli auctoriiates, e spesso vi il problema eli valutare un' auto rita net confronti di un' alrra, 0 il bisogno di riconciliare delle autorita apparentemente in confliiro. Agostino, come sempre, occupa il primo posro, come sottolinea Norkero Balbulo (t 912): «Si Augustinus adesr, sufficir tibi» (De interp, dio. script. 5, PL 131, 998)_ Nelle Sententiae di Pietro Lombardo, p.es., vi SODa 680 estratti da Agostino in confronto ai 66 da Ambrogio, il Suo diretto rivale (Bougerol, 1997, p. 115). Nel Decretum eli Graziano le proporzioni sono simili: infam il Decretum una fonte prima ria delle Sententiae, fornendo 236 citazloni, soprattutto in Sent. IV, sui sacramcnti. Le auctotitates di Pietro Lombardo sana derivate in massima parte dai P. latlni, fra j quill Ambrogio, Ilario, Girolamo, Gregorio Magno, Ambrosiaster, Fulgenzio, Beda, Isidcro, Leone Magno e Gennadio, rna anche da E greci: Giovanni Damascene, Giovanni Crisostomo e Origcne. Ma Ia citazione di estratti non corrisponde necessariamenre alle opere parristiche effecrivamenre letre, Bougerol (ibid. 115) osserva che Pietro Lombardo

conosceva dircttamenre

solo quattro opere di

't!~

r;'

sqllatO,

Roma

2002,

611·624

M. iYi;uitano

n.

Padri neI Medioevo


gcncr..J.c .

L lnttaJlli:lc:me
~ec{}lo.

S"cita C:l1rclingia - 3. La r1na.<;dla

2. L'Alm Medioevo nd Xl] secolo

~ la 4.

nniln XII[

L Introduzione generale. L'in£luc:nza dei P. della Chiesu un~ caratteristica dominanre della vita intelletruale e spirituale dell'Europa medIevale. Come sottoline:a E. Amann: «It suffit d'ouvrir tes Sentence,> de Pierre Lombard ou lc DA:ret de Graden, ces deux I'tn~sors" du Moyen Age, pour voir la place qu'y tient l\~rudition patristique» (Amann, coL 1204). Ma mentI'e evidente il faUo che vi sia gtata un' influenza patristica, i dcttagli tale influenza variano consiJerevolmenre cia st':talo a .secolo, cia luogo a luogo, e d:a un auton~ all',dtro, per quanto dguarda Ie fonti usate, la relativa autorita di dascun P., c il modo d'intcrpretazione. InevltJ.bilmente si ha

oi

Agostino; turto il resto derive dalla Glossa ordinaria e dall'Exposit!o di Floro di Lione. Llnfluenza del P. greci varia a seconda dena disponibihta di traduzioni, e a seconda di certt prc:dllezioni teologiche. Vi in primo luo· go, que! .corpus di traduzioni latine ereditato dall'antichita cristiana che cotnprendeva opere dL Ongene, det P. cappadoc:i, dl Giovanni Crisosromo e eli altri (Gribomom. 1978). Que! corpus di cesti fu accre.sduto sostanzIa1mente ne] IX sec. dalle tra.duzioni dello PseudoDlorilgi, di Gregorio di Nissa e di Massimo Confessore fatte da Giovanni Scoto Eriugena; e neI XII e XIll sec. dalle traduzioni dei P. greei fatte da Giovanni Saraceno (meta dd XII sec" aUCOre di una nuova traduzione del· 10 Pseudo-Dionigi), Burgunclio di Pisa (t 1193; autore di tmJuzIoni dj Giovanni Damasceno, Giovanni Crisostomo, Nemesio di Emcsa) e Roberto Gross<l.testa (t 125.3; autore della tra· duzione delle Ep!5lulae di Ignazio, del Testamento dei XII Patriarchi di Giovanni Damascen~ e di una nuova vcrsione dcl10 PseudoDionigi). In ogru caso Ie nuove tmduz.ioni erano il prodono e, ailo stesso tempo, 11 nutrimento di rmnovati interessi patristici, sia nel contesto della religioslta monastica, sia nell'e. mergenre movimemo scolastko delle scuole delle cattedrali e delle nascenti unlversira. Henri de Lubac, nel Sllo magistrale studio s.ull'interpretazione biblir.:a in epoca medievaIe, sottolInea grandemenre l'importanza cen-

e,

3727

3728

3729

3730

PADRE,

PArJRI DELLA

CHiESA

PADRE,

t'ADR[

DELLA

CHIES,,\

PADKE,

FADRI

DELLA

CIHESA

PADRE::, PADRl

D£LLA. CHIESA

trale di Origene, «I'un des 'pricipaux educateurs du moyen age latin>:' (de Lubac, 1959, p. 219); e Jean Leclercq evidenzia l'impor tanza di (Jrigcne nella reologia e nella spiritualita monastica del XII sec., soprattutto fra i cistercensi (Leclercq, 1957). Ma l'entusiasmo per Ie fonti greche non comporta mai un isolarnento da, 0 un'opposizione contra i P. larini, piuttosto rapprescnta un erricchimente di quella tradiaione patristica della qua]e, come ripere Bernardo di Clairvanx, Agostino e Ambrogio sono «i due pilastri» IDe baptismo. II, 8, PL 182, 1036C). Secondo Etienne Gilson e, in realta. l'esegesi spiricuale di Ambrogio del Centicc dei Cantici la fonte principale del «Socratisme chretien», che pervade tutta la teologia di Bernardo di Clairvaux e di alrri maestri cistercensi (Gil son, 1947, p. 92). Nella stcria alquanto complessa della teologia scclastica e mistica della scconda meta del XII sec. e di tutto il XIII, 10 Pseudo-Dicr.igi risulta l'autcritu patristic a greca principele: 10 stesso vale per figure tra lore moho diverse come Bonaventura (t 1274), Tommaso d'Aquino (t 1274) e Meister Eckhart (t 1328);

Isidore di Siviglia (I 636) c al Venerabile Beda (t 735). Del punro di vista della storia medicvalc qucsti prirni secoli appaiono come essenaiaimenre uri pericdo di assiroilazionc dell'eredita patristica, carattcrizzam dajlorilegia, cxcerpta, collezioui eli senten title, che hu inizio gi.a a partire dal Liber sententiarum di Pro-

(t dopo 86B), erurambi gli autori si bcsavano su autorita patristiche (spccialmcntc Ambrogio e AgOSTinO), rna dissentivano riguardo 13 loro interpretazione. Nel contesto delle controversie teologichc ca-

10, Ratramno

rolinge senza dubbio


porrante interprere

spero di Aquirania Iche gli valse il titolo di «Le premier representant de .l'augustinisme medieval>" Cappuyns, 1929), e dagli Excerpta di Vincenzo di Lerins (scritti nel 434). Ma fu anche un penodo di valutazione, di consolida-nento e, a volte, anchc di messa in discussione delle amorita patristic he, come accadde soprattutto in cccasione della controversiu «semi-pelagiana», quando Fulgenzio di Ruspe (t 532) e Cesario di Aries (t 543) di-

del

ma questo autcre viene sernpre mterpretato in un contesto chc c profondarnente latino e agostiniano. Cia e senz'alrro vero per Bonaventura e Eckhart, rna anehe per Tommaso d'Aguino, a proposito del guruc Leo Elders souolinca giustamente: ~{lndee-d, throughout the Summa the%giae Augustine is the Father of the Church who enjoys the greatest authori[y and is quoted most, over four times more than Gregory and over five times more
than Dfonysius. One may say that ThomaS

composed his works in an uninterrupted dialoguewith Augustine» (Elders, 1999, p. 3641. !via Ii:lthtre r grandf scoiastici e mistid sono tutti profondamente leguti all'autorit~ clef P.,
Dante (t 1321), una generazione dopo Bo-

naventura e Tornmaso d' Aquino, si rivolge ill cardinali italiani lamentando the i capi della Chiess, demcrrndosi a fini terreni, hanno messo da parte i granJi P, Era i quali nomina Ambrogio, Agostino, Dionigi, Giovanni Damasceno e Beda, in favore dei decrctalisti (Ep. XI, "Cardinalibus ytalicis Dante5 de Flo,
rentia»). 2. L'Alto Medioevo e la rin~scita c.aro1ingia. La linea chc divide l'antic:hita cristiana dal meruoevo europeo non pUG essere stabilila facilmente. Mcntre la grande Gesd)ichte deT lateiniscben Literatur des i\fittelallers di Max Manitius mizia con Boezio (t 526) e Cassiodoro (I 5801, gli 5tudiosi di stori. della Chie· sa spostano illimite dell'era patristica fino a

fesero la posizione di Agostino contro la dotdi Fausto di Riez (t 490 ca.], e l'autodi Agostino fu can fermata da due papi (Gelasia I e Ormisda), e dal secondo concilio di Orange ncl 529. Boezio rimase isolato nella sua rice-en eli una spiegazione della dottrina patristica (specialmente «ex Augustinis scriptis semina rationurn»: De trin., prol.) per meZZO dei prlocipi delle logics eristorelicc e neoplatonica, un tentativo, il suo, apparentemente ignoratc dai suoi conternporanei, rna che ebbc grandissima imporranza nei secoJi succts~t\'i, spedalmente nel XII sec., 1a cosiddetta <~Aet:asBoetlana}) (ehena, 1957, cap. VI). Questi primi s:ecoli videra anche il can· .'iolidarsi dell'orJine dei benedettini (Monte Cassino, 5291, educatori dell'Europa doJl'N· to Medioevo, che avrebbero estcso Ia cultu· fa patrisrica attraverso i secoli del rnedioevo (Leclercq, 1957, cap. VI). TtJttavia solo nel IX sec. l'influenz:a dei E rnggiunse la sua massima fioritura nel corso del[a ,{rinascita carolingia/>, lin dsorgcre deUa cultuea promosso dal grande imperatore e guidato da Ncuina di York (t 804), "il maestro e creatore deUa nuova dvilta carolingia}) (Crlsbani, 1987, p. xi). II biogtafo di Carlomagno,
trina rita

va Ie opere di Agostino, in particolare la Citta di Dio (Vita Karoli Magni, 24), un'opera d.a cui mold lettori del IX sec. tnuisero principi di teologia politica (Contrini, 1999, pp. 124· 129). E «in an age replete with iconoclastic, predestinarian christological, trinitarian, and other stonny controversies, Augus.tine's worb served all sides» (ibid., p. 126). C05i 1" con· troversta Era Giovanni Seato Eriugcna eGo· descalco d'Orbais (e altri) fu per 10 pili un di· battito sulla corretta imcrpretazione di Agostino. Similinenlt nella controversia !ra Pascasio Radberto (t 860 ca.) e il suo diseepo·
l

Einhard,

ci dice che l'impermore

stesso

ama-

Eriugcna. immigrate irlandese e docente ~l11a corte di Carlo il Calvo, notevole per i1 suo esteso usa di for-ti parristiche greche: Basilio e Origene. COSI come le sue traduzioni eli Gregorio di Nissa, dello Pseurlo-Dionigi e di Massimo il Confessore. e per il suo rniscelare tali fan ti grcche con la sua formazicne culturaste tenderize cornportavano un vivace impe.e latina nella «piu brillante e geniaje sistegno verso 1a tradizione patrisrica, e tune eramazione di un imponenre rnateriale patriatico no influenaate considercvolmentc dalla sco che I'alto medioevo abbic conosciuto» (Criperta di nuove fcnti a partire della meta del stiani, 1987, p. xxx), Questioni rfguardanti Ie secolo in avanti. E l'impegno a organizzare esatte fonti di Eriugena e le proporzioni deli'eredita patristica in forma sistematica (p.es. Ia sua sintesi ell Oriente e Occideare sono stale Summae Sententiarums ricevette grande imte alquanto studinte dagli srorici modemi. In pulsn dulla crescenre irnportanza acquisita una delle sue prime opere, il De diuina praedille colleaioni di canoni, civili ed ecclcsiadesiinasione, tutti i nferimenti parristici esplistici (Werckmeistcr, 1997; Grabmann, 19I1, ciri sono [atini (scprattutto cia Agostino), rna pp.86·87L alcuni studicsi vi vedono gia I'lnfluenzn Ji fenUna valutaz.one precisa delle rlimensioni delti greche (Mainoldi, 2003, pp. xlvi-Ii) , e nel I'influenzn parristica greca sullo sviluppo delPeripbyseon lc citazioni di Origene, Basilio, la scolastica e del misticismo dipendera dalGregorio di Nissa, Pseudc-Dionigi e .ivIassimo le ricerche che gli studiosi faranno in futuro. il Confessore sono eS[e5t. Quasi scmpre EriuUno dei testlrnoni pili mpprescntativi di tali gena trova che i suoi auton greci sono .in 13.r- llteres.sE e 1a Clams phYJtcae di Onorio Aumonia can !a tradizione latina {speci.almcnre gustodunense (ed. P. Lu("cnrini, Roma 1974), quella ago.stiniana): ~~nec inter se dissonant, niun sommario SQtto pseudonimo dell'intero si in ~ignificationibus vocabulorum» (PeriphyPeriphyseo"l1f e noi sappiamo dai Gltaloghi delJean V, 31). Dove sembra v[ sia disaccordo, si le biblioreche medievali e dai manoscritti r£chiama in causa Ambrogio per mediare (D'Omastid che i testi dcl10 Pseudo- DionIgi e Ji nofrio, 1994, PI'. 118-119). Edugena (a volte ver mezzo del sommano di La sintesi di Eriugeoa della tradizione or[ellOnorio) ermo disponibili in lutta Europa. 11 tale e occidentale e di grande importanza per Periph},reon viene menzionato, sotto pseudoLa storia dell'rn.terpretazione patristica tncdle- nimo, nelle Sententiae Anselmi, cd e5tratti vale. Come sostiene W. Otten: «it is in his delle opere su Giovanni di Eriugena furono establishment of a connectioo between inr[odoni nella Glossa ordinaria e! interlineaDionysius and Augustine that Eriugena ris a Laon, e nelle Enarrationes in juhannem showed tremendOliS foresight. For it is predl Anselmo dI Li:l.on~ vi sana significative e cisely through its fascination with the.se difindicazioni d1 tale influenza in almeno due fetent but hot divergent Christian-Platonic dozzine di autori del XII sec. (Crou.se, 1994, strands of the patris.tic tradition in Eciugena p.406). that Carolingian theology became firmly Alla meta del secolo II) Pseudo-Dionigi era linked to the inteUecruru revival of twelfth mppresentato specialmente alia Sc':uoladi San century Europe" (Otten, 1997, p. 43). Men· Vittorc da una nuova traduzione di Giovantre 1a ljucsrione riguardante l'lrnmediata inni Saraceno, e dal commento di Ugo di San fluenza di Eriugeo.a rirnane in parte oscura Vittore. Come nel -casodelle opere es(:getiche (una sintesi si trova in O'Meam, 1988, pp. di Origene e di altri P. gred, i testi ill Dio198-212), tale influenza diviene alquanto evi- nigi furono assimii:Hi in un COntcsto che era deme in quel moviruento che E. Je:aunea.u de· fondamemalmente latina e ago.5tiniano. P{'r scrive come 1a «renaissance erigenierme}) det Onorio, p.es., Agostino C: sempre una fonte XlI sec. (Jeauneau, 1987), in cui, come os- primaria; tuttavia si tmtta di un Agostino servs M.-D. Chenu, .Ambrogio, Origene e comprcso secondo la pros.pettiva di Eriug-cAgo;stino si uniscono in Eriugcna per nutrirc na, e spessa espresso secondo il suo caratte3733 3734

u pili Interessante e imP. e Giovanni Sccto

«Ia rnentalitc syrnboiique» della teolngia del XII sec. (Chenu, 1957, p. 174). 3. La rinascita nel xn secolo. La storia delI'influenza patristica ncl XlI sec. e estremamente complessa. segnata com'c de una rinnovara liberta spcculativa, co-ne nel casu di Anselmo di Aosta e dei platonisti di Chartres, de uno spirito maggiormente critico, come nel Sic et not! di Abelardo, e cia una rinnovara fioritura della spiritualita rnonastica, come quella rappresenrata in modo particolare da Bernardo di Clairvaux e dai suoi seguaci cistercensi (Pranger, 1977). Tutze que-

3731

3732

MDRE,

PADRI DELLA CHTE,~A

PADRE,

PADRl

DELLA CHIESA

PADRE,

PADRT DELLA

OUESA
<1

PADRE,

PADRl

DELl.A

CH[ESII

ristico vocabolario. Nella storia del pensiero medievale l'«Agostinismc» puo significate a voltc cose differenti, dal momcntc chc i testi
sene selezicnati e reinterpretati in relazione ai nuovi .interessi, e in relazione a inconrri con nuove fonti. Cos} non possiamo parlare sem-

ca e neopiaronica. Cost per Bonaventura c i suoi seguaci Aristotele ci da gli elementi Iondemcntali della scientia, e Platone della sapientia, mentre Agostino ebbraccia entrambe (Bonaventura, Serrao 4 de rebus tbeol. 181) Opera X, 572). Anche Tomrnaso d'Aquino,

The- CO/leardia of AugllJtlne and Dionyu'tw Touerds Hnrrrenwric ()f tb« DiMg_,~emerli of PrItrlJrr"cSources i" j()hl1 thl' Scot's Peripbyseo«, ill B. McGinn W. Otten (cd d.], Eriugena: East and WI!~t, Neue Dame-London

J.

plicemente di un «Agostinismo mecievale». Anselmo di Aosta, p.es., «il padre della scolastica», e sicuramente un seguace di Agostino, e nel prologo del suo M01101ogion ci invita a un ccnfronco can i1 De Trinitate di Agostino (MonQ/ogion, cd. Schmitt, J, p. 8); rna mentre il tratrato di Agostino dedica i suoi
primi quartro libri aIle. auctoritates delle Scritture, Anselmo insiste su] procedere 5010 ratione, come imrnediatamenre fece rilevare Lanfranco (Viola, 1975, p. 2), Anche i <<Vit· torini» sana agostiniani, rna adoperano prontamenre terni dionisiani che Anselmo (che doveva avere famitiaritn con questi testi) evira completamente. Come osserva S. Vanni Rovighi: «ci sono modi diversi di essere agostiniano» (Vanni Ravighi, 1978, p. 102). 4. Il XIII secolo. Nella scconda meta del XII sec., e per tutto il Xlfl, la vita inrelletruale ddl'Europa fu grandemente arricehlrl dal· l'acquisizione eli molti testi precedentememe sconosciuti: testi aristotelici, platonLci, neoplatonid e pattistid, molti dei quali di imporranza fDndamentale nella formazione della scolastica alta, e che suggccivano nuove prospcttivt':: nell'interpret3zionc di fonti gia farniliari, Oltre;;l traduzioni di alcune delle opere maggiori di Arlstoceie, e di alcuni dei suoi commentatori greci, e di diversi significativi

sebbene non eviti del rutto di rivolgere critiche ad Agostino (Gilson, 1926), rimane «proprement un scholastique authentiquement egli e, alia stesso tempo, un commentarore essolutamente favorevoie delle Pseudo-Dienigi, i': osscrva chc «Dionysius fcrc ubi que SC~ quitur Arisrotelem» ([I Sent. d. 14, q.l, ad 2). E mcntre il suo rotale concerto del sistema fi[osofico-teclcgicn basato sul modello pseudo-dionisiano dell' exitus e reditus, il mcdello

1994,115·140; R Crouse, Whar Ie; Au.gt<rti"l1i.r<JI in "fivel/ih· Ceillury My.ti.rism?, in F. van Pleteren . j.C. Scluiaubelr Reine (edd.l, Cotlec/urlt!fJ Augustiniona: Augusti'1e, My sric I1nd MysragoJ?ue, New York 1994, 401-4l4; A. Dl Berardino [eel.I, Pd!Tofog,ia IV, Genova 1996i J. Ccibomcct. The Trensiations: [erome and F.ufilHH, in Parrologia III, cap. IV; I. Backus (ed.l, The Reception of th.: Cbur,/;

ri patristiche. Gli umanisti che lavorarono specialrnente al di fuori delle universita favorirono 11 rnetodo conoscluro COme lettura imitativa dcgli eutori antichi, che consentiva 10ro <.11 assorbire la dottrina, il velorc etico e 12

retorica di un date autore, Questa spproccio richiedeva la disponibilira di un teste com" pleto, In questo case l'enfasi non era tanto
posra su una dottrina della chiesa antica e sulla sua autorira, senza ccnsiderarne il contesto, .quanta piutrosro sull'insegnamentn e l'e.

nourri d'Augustin» (Chenu. 1957, p. 31): rna

Fathers in th(!' Wut!rom the Cllroii/Jgi'lns to the Maurists,


Lciden.New York-Cologne, I, 1997, in particolarc:

Onen. it, Tt!xtur~ of Tradition. T!.U! Rare of tlu! Chunh Fatbers 111Carolingian Theology, )·50;]. Werckmchlcr, The R~cep(iol1 of the Cburch Fath.e1f in Canon UW, 51.81; J.-G. Bougerol, The Church Fath~r5 and the Sentenres 0/ Peter Lombard, ID·l64; B. Pranger, Sic er Non; Patristic Aurbon"ty betuseen Refutal and Acceptance: Anc selm of CrJ.fJt.t;",bury, eter Abelard and Bernard 0/ ClairP
fNl'UX,

w.

loquenza di un certo autore, che rlsulravano


dalla somma torale dei suoi scritti. Nelle universita I testi crisuani continuarcno ad essere visti come strumenti per fornire vere proposiaioni di fede, che potevano essere estratte del lora contesto e riunite in raccolre di sentenze. Tuttavia I due merodi spesso S1 combinavano, il che fece 51, fra Ie altre cose,

165-193;J.·G.

Bougerol,

The Church Fatbers

r1~ 4!iC-

fatto est ran eo ad Agostino. L'autorita prirnariadelle Scritture,

di creazione e ritorno, tale concerto non

e af-

e l'autorita

interpretativa dei P. rimane intatta, c, come in Aristotele tutte le alrre scienze sono subordinate alia teologia (efilosofia prima»), negli scolastici In teologia aristntelica e neoplatonic. subordinata alia teciogia della .:.:pagina sacra», interpretata secondo l.a tradizione patristica. Cos1 per Dante, poets della

of John Dillon, Aldershot 1999, .389.405; C. Leonardi [ed.], Lesteratura latina medieoale (secolo VI·XV), Firen ze 2002; E. Mainold.i [ed.), Gi()J}(J1tJJi Scoto E,iugEllll. De prado:.(iIlQtrone liber, EIeJlZe 2003.

toriJai~J in S.holn,ti, Th~dogy to Bonaventure, 29{1·.3.35; L. Elders. Th()m~s Aquinaf and the Fatbers of tbe Churr;h, 337-366; J Conuinl, Carolingian Era, Err,ly, in A. Fitzgerald (ed.), Augu.i.il1~ Through the Age" Grand Rapids-Cambridge 1999, 124.]29j J. McEvoy, Thoma, GaJ· iUJ, Abbas Vercellensis, and tbe Commentory on De stica tbeologia ascnbed to [obsnnes 5cotus Eriugena, Cleary {ed.), Traditions of PlatoniJrn. Essays ill Honour

.le racccite di deni parristici del XIV e XV sec, rossero piu corrette e meglio fondate testualrnente, dal memento chc venivano scoperti nuovi manoscrirti di opere complete,
1. Riscoperta nel XIV e XV secolo dei testi

me

lesti teologid neoplatonid

(p.es. iI Liber de

caufTs), per 10 pili artraverso fonti islarniche e bizantine, vi furono importanti acqui.sEzioni patristiche, come Ie nuove versioni di Giovanni Damasceno e della Pseudo-Dionigi dL Robeno Grossatesra (t 1258), e l'Extradio (una ~~par.afrasi empIificat3.)} di Tommaso da s Vercclli (, 1246). Questa «seconda ricezlone l"tina» della Pseuda·Dionigi (McEvoy, 1999), fu di fondamentale importanza, spedalmente per 10 sviluppo della teologia mfstica, <:ort 1 suoi concetti di excessUJ mentis, principalis a//ect'o, Jupermentaiis un£cio, ecc., che esprimevaoo una divisione radicale Era la sfera in· tdlettiva e quella affettiva, facendo cosi l.m.a divisione fra scolastica e mistka - una divi, sione estranea alla tradizione agostiniana, dove la sfera incellettive e quell a affettiva rima" neVCl.OO sempre in cot"re1azione trinitaria. I grandi filosofi scolastici e teologi del XIII ~cc. cercano tutti, ognWlo a modo suo, di attenere una smtes.i coerente della cultura pan tristica (greca e latina} e di quella aristoteli-

trina pervade la Commedia dall'inizio aHa fiDe; rna il filosofo stcsso rimane nel Limbo, mentre Bernardo di Clairvaux, <d'ultimo dei Padri», ha iI privilegio di aCCOmp"gnaTe il pellegrino alla visione trinitaria finale, in cui la sfera intdlettiva e qudla affettiva ~ono perfcttamcntc; unite.
M. GIabmann, GelC/'iclJte deT ",hok15ti.>r:hen Merfhade, 2 voll., FreiburgIB., 1909, 1911; E. Gilson, Pourquol saint Thomas a r:rftiqui j,;il1( Aflgfl5tin: Ar-chi ..'¢; d'nlst. docl. et litt. du moyen age 1 (1926) 46·80; M. Cappuyns, Le premir;r rep,dlr:ntant de t'auf,u:;;tirril!m: midilivai: Pralp,,'" d'AquitJIrre-: RTtW I (1929) 309·337; E. Gilson, W thiokgie r!tJ£'ique de ~aint Br:mard, Paris 1947; M,-D, Chenu, Jrrtfodru:tian a i'irude de fdint Thomas d'Aqain, Pa.ri5·Momreai1950, C. MU!l.lel", Ler our,e5 patn·.tique; du •• droit de rEg/ire du WIJc au XJIlc 5ihie, Strasbonrg t957", J. Leclercq, L'llmr:mr d~~h:ftT~".:'Iie dri.r, de Die:., Pari5 1957; M.·D. Chenu, 1..3 the%gie au douzihne riecie, Pans 1957; C. Viola, L'in/luenn:: dt! fa methode an.elmiomtl.(', in H. Kohlenberger (ed.), Ana!ecta Anselmlantl, 412, Fmnkfmt 1975, 1·32; H. de Lubac, Exighe midii~'ah:. Premiere partie, I e II, Paris 1959; E. Amann. Peres de I'tgfrse; DTC :xIVI, 1192-1215; S. Vanni Rovig.hi, Studi di filmo/r"a medioe1laLe, I, Milano 1978; D. Bdl, William o/5llinl Thil!Try and Jeall .swt En·ugmr.l; Cit.etlux: 22 (1982) 5c28; ,\1. Cristiani (<,d.), Giovafmi Scr"lto. Omelia mJ pm. logo di GiQvamri, Vlcenl:a 198]; E. JeaWleau, Etude. brig,lnieHner, Paris 1987; E. Jefr.lmeaU, Le Renouu{'du e·n·ginien du XII' siede, in W. Beierwaltes {eci.), En·uge!fa Rediuivur, He.i:delberg 1987; ]. O'Meara, EritJf,ena, Oxford 1988; G. Madec, Jean S'Qt et >~> aute-flU. AJ1no"'tiom lrzugenie1wes, Parm 1988; K. Ruh. Ge5chicbte der abendl.r.indi5d,t:n Mystik, I, M\lI1ich 1990; G. d'Onofrio,

scolastica. Aristotcle e <dl maestro di color che sanna» (Inferno, IV, 131), e I. sua dot·

R Crouse III, P:adti nel Rinascimento L. Riscopcrta ncl XIV e xv secolo


lora

parristici e loro usi. Lorenzo VaUa (1407-1457) i: generalmente considerate come il rappresentante pili r:adicale del metodo umanistico.

d~i te:s.ti patristici

C!

usi .

Riforma sa nella

Stuw patriscid nel XV] se<:olo: Umane:;imo, e Conrroriforma - J. Uso de.i Padri della Chie· Riforn1a e De.l.la Conuorllonna.
2.

Nel respingcrc l'applicazlone d~ categorie filos.ofiche alia teologia, sostcnne esp1icitamente un ritomo ai P. greci e latini come BasiHo, Gregorio dE Nazianzo, Ambrogio e: Girolamo, dal momento che solo loro prescrvavano il
vero metoda senza mescoinre teologla e filo-

II pedodo ffa Ia metil del XIV sec. e l'ioizio del XVII vide W10 sviluppo senza preceden[i sia nel numero delte opere patristichc rcse
disponibili, sia nei diversi trattamenti e usi in 51 fanori. La crescente enfa5i data a] rirOllO aIle antiche fona pagane nei sec:oL XIV e XV inevLtabilmente ebbe come cmollario un rio tomo alIe fonti cr:1stiant antkhe. Queste furono allora trovate d.i vitale importanza nella r.isoluzioo.e di problemi dottrinali nel dim(:1 di turbamcnti religiosi determinati prima dal Grande Sdsma e dOll movimertto conciliarlsea, e in seguho, in qualche modo, dalla seTie eli eventi che seguirono alla rottura di Lutero corl Roma. Nei seco][ XIV e XV possiamo, parlando in senso lata, distingucte due fenomeni che portawoo alIa riscoperta della cultura patristica: i1 Rinas-cimento dovuto alIa cultura um:anistica, soprattutto a sud delle Alpi, e un cresceote bisogno nei circoll teo" Iogici deUe universita d.i definire casa costi" tuisse la vera chiesa. I due fenomeni non risultarono nello stesso tipo di revival delle foo-

cui fur-ono impicgate, Cio fu dovuto a diver-

sofia. Villa mise anche in dubbio l'autenticita del corpus dionislano, un punta eli vista che non trovo largo favorc nei sccoli XV e XVI. Mentre Valla. preferiva illl approc::cio filologi. co alla teologia., altri fra i primi umanisti fa· vorirono un approccio retorko. Quc:sto era basato sulla loro viSLone ottimistica dell'uomo creato a immaginc di Dio, la quale, do, po essen::: stata OS-CUr"Olta d.al peccato; originale, si era rinnovata attraver.so la redenzione.
L'esernpio migliore di questo approcclo rappresentato da Pier Paolo Vergerio (ca. 1370·J444), il quale contribul a far ricono· sccre CLrolamo come figur:a ideale di cultura dassica e virtU. morale dedic3ta ilia dottrio.a e all'eloquenza cristiana. Fu anche il primo a mett~re gil aposcoli e i primi martiri sui me desimo piano di leader< pubblici dell'antichita pagana the promossero la pace politica, e a considerare il cristi2nesirno antico come madeLia Ji virtu civica. 11 pili vivace centro di cultura patristica alla fine del XIV sec. e gIl lnizi del "XV fu Flrenze, dove Coluccio Salutati promosse studt Sla greci {fu lui che chiamo il famoso maestro gre-co Manuele

3735

3736

3737

3738

P,\DRE,

PADRJ

!JELL,\

CHLESA

PADRE,

.PADlU

DELLA

CHIESA

I,,\DRE,

PADRI DELLA CHIESA


3

P,\DRE,

PAORl DEl.I,l\

CHll:$,\

Chrysoloras) "he lacini. La collezione personale di Saluruti comprendeva macoscritti di gran parte dei P. Ieuni, {fa i quali, in particolare. Lattanzio, Girolamo, Agostino e Ambrcgio. Insieme ai P. greci, nel modo in cui egli conosceva tali aurori (in special modo Crisostomo), essi rappresentavano, a suo modo di vedere, il piu alto risuitato in campo Ietterario, morale, civico e teologico. Cic ern dovuto in larga parte al [atto che cvessero 10-

bero

un ruolo

cruciale

nelle

discussioai

sul

Hiioque con la delegazione grcca, Nel 1440


Bessarione fu nominato carrlinale rla Eugenio IV, e continuo a sostenere l'interesse verso la patrologia greer cia Roma. Giorgio, che SJ.rebbe divenuto un rnembro importante del circolo di Bessarione. fu anche responsahile

E, Ie universita rendono ]'approccio in sentenze.

rimanere

Per la tuttavia, i teologi si resero como del fat:o che

legate ulprima volta,

Giovane,

ro stessi ricevuto un'educazlonc


Sa.utati che chiese a Leonardo

classica. Fu
Bruni di tra-

delle traduaioni latine del Thesaurus di Cirillo di Alcssaodria (oman; del quale furono anche usati nel corso dei diliettiti ccnciliari}, delle Omelic di Crisostomo su Mt 26·88, e della Praeparotio euangelica di Eusebio. Fra
gli urnanisti .italiani soszenuti da Bessarione Cristoforo Persona (t 1485) tradusse i com-

ciascuna sententia UDa citaaione du un testa pili crnpio. Le cerchie universitarie furono anche Ierne nei riconoscere I'importanza dei P_ grcci, can [a sola significativa ecceaior-e della Pseudo-Dicnigi OJ cui autenticita fn messa in dubbio nelle universira solo molro tempo dope).

(1522), (1525) Ireneo (1526), Aranasio (1527), Ambrogio (1527), Agostino (l529}, Gregorio di

che confuse con Arnobio it Vecchio Ilaric (523), Giovanni Crisostomo

Nazianzo (1531), Basilio (532), Origene (1536), Fra quesrc le sue ediaioni di Girolamo, Ambrogio, Agostino, Cipriano e I!at"LO cornprendono Ie opere complete di queste autori disponibili ai suoi tempi. La sua ediaione eli Agostino fu intesa come uri rniglioramenta di quelle stampata a Basileu nel 1505.

durre l'Ad iuoenes di Basilio nel 1403 come parte della sua difesa di un programma educativo umaaistico. vat a in oltre 300 Lepera

manoscritti C clrre 100 edizioni uscitc fra il 1470 e il 1560 ca. Tuttavia il prime umanista a dedicarsi attivamcnrc agli
stucli patristici, trarter.doli come

tuttora

censer-

IE

sua mate-

menti paolini di Teofilatto, che egli attrtbui ad Atanasio, un ampio numero di sermoni moruli di Crisostomo e il Contra Celso di Origene. Altri risultari irnportanri in campo patristico risalenti al pontificate di Sisto IV e
successivi ailu rnorre di Bessarione comprendono Ia rraduzione cia parte di Giovanni Argyropulos dell' H cxaemeron di Basilio, e da parte cii Lilio Tifemate dei commenti sull' AT di Filone. Tutre queste opere, can l'ecceaio-

Oltre all'urilita di alcuni P. grcci nd dibattito sulla doppia processione, e all'impiego delle omelie di Crisostomo su lvI, 16 e}o 21 a sostcgno del prirnato di Pietro, 1a letteraturu patristica per rutto questa periodc fornlsce agli umanisti un'utilc conrro-aurorita allo scolastirismo. Fomisce cache una fonte preziosa per lu dctrrina del primate dell'uomo sulle alrre creature. Ma in primo luogo e in sense asso[uto tutti gli umanisti tennero in gran como i P. come espositori del testa bibiico, che consideravano I'uaica espressione normativa de! rristianesimo, al di 1ii dei lore punti di vista personali sui primate di Pietro, ecc. Nelle uni-

La prefazionc di Erasmo non fa rl'crimento


della grazia e del Iibero arbitrio, (he tanto preoccupaveno gran parte dei teologi della sun epoca e di quella a ness una delle dourine niene come la qucstionc tipicarnente agosri-

ria privilegiata c non sempiicemente come un derivate dci classici pagani, fu Ambrogio Traversari (1386-1439), un monaco camaldolese. Olt-e a trascrivere ed cmcndarc mancscritti di numerosi P. latini, come 'Ienullianc (che fino ad allora era stare dirnenticatol, Lattanzio, Ambrogio e Girolamo, che egli rispettava parricolarmentc, fu il primo studioso oc-

e quella del De Spiritu Sando di Basilio (1532). L'intcrcssc di Erasmo per i P era in parte dottrinale, in parte linguistico e rc. rorico. e in parte devorionalc. Egl! mirava anche a produrre testi pili corretti possibile. Possiamo notare che la sua preferenaa vc ai P, occidcntali e chc, come gli umanisti iraiiani della generazione precedente, unisce un interesse per Ia patristica all'inrercsse pet l'antichitn paguna. Fra gli nltri notevoli esempi di questa ripe di cultura umanistica possiamo dtare Beatus Rhenanus (1485-1547), che tUfO l'edizione di diversi autori pagani, COSl. come produsse Ie prime edizioni di Tertullhln0 (521), della Storia Ecdesi(1uica di Eusebio-Rufino e della Hi~toria tripartita (1523). Jacques Lefevre d'Etapb (1450 03.-1536), pic "perlO eli Erasmo nel suo atteggiruncnro verso gli scritti della chiesa antica, .e soprattutto now per le prime edizioni delle versioni interpolate delle Epistolc di Ignazio (1498), del Pa'torc di Erma (1513) e della versione dj Rufino delle Ricognizioni pseLldo-clememine (1504). Man mana the it Stco]o procede vediamo che un cre.scente numeto di edizioni patdstiche viene procio[to dalle cerchie universitarie. s.iano esse cattoliche 0 protestanti. Alcuni esempi sono costiruiti dille edizioni in greco e latino dei Dzillng,- de Trinltale della Pseudo-Atanaslo e del Contra Eunomiwn di Basilio (Gintvra, 1570) da parte del proteSl:mte Tc.:odoro Beza (t 1605), dall'edizione di Tertuliiano

precedente. portante

La sua

sola ediaionc

greca

im-

ne della traduzione del De Spiritu Sanae d. parte di Giorgio, che cadde in oblio in seguito a un'omissione accidentale, furono sueccssivamcnrc stampatc c ristampatc fino al XVI sec. rnoltr3to. Un altro notevo]e rappresentante del traduttori italiani dei P_ Raf-

versita e cei circoli ecclesiastic! un aumento dcil'inrcrcsse per la donrina di Agostino sul[a predestinazione, nel XIV sec. coincise can la presa di coscienza del bisogno di un appmccio pili critico 3i SUOL te.sti. .AJlo stesso tempo r P. venivano citati con pili frequenza Delle discU$sionr su!b natura dclla vera chiesa durante il periodo -concili:.1r{!, e autori <..:0me John W'yclif e Marsilio da Padov:a fecero un uso esteso dL Agostino e Girolamo nei loro attJ.cch[ contro 1a dottrina del prlmato cI.i Pietro, I canorusti de! periodo, menu·e si baSilvana ffilcom sul Decre/a di Graziano e s.ulle Sentem.. ill Pietro Lombardo, fcc::cro un erc· e scen(e uso degli altl dei primi concili (che coo.oscevano solo indirettamente) e dell-a f-hstorra Eccles/ar/iea di Eusebio nella versione di Girolamo. In genera1e, nHtavlu, [ circoli eccksiastici c univcrsitari del XIV e sec. mostmno un interesse meno attivo rispetto agli urnanlsti nd P. Come espositorl della Blbbia. T:i11e attcggiamenw sarcbbe cambi<1to con 1<1 pubblicazione de! Nuovo Testamento da pmte di ErasIno (1516), e con l'inizio della Rlform<l. da p:arte Jj Lur.tro.

cidentale, dal tempo di Burgundio di Pis. (ca. 1110-1193), a tradurre divers! testi patristlci gred in latinQ. Le prime tmduztoni di Traversari di Basilio, Crisostomo e della Scala Pafadi.si di Climaco erano tutte da tes.Ii che eSOftavano alia vita monasti-ca_ Intomo alia meta degli anni venti del XV .sec. si imptgno anche nella traduzione del Contra Gentes e del
De incornatione verbi di Atanasio. Fra Ie sue altre traduzioni possiarno drare i Sermon! di Efrem, le Omelie dt Crisostomo su 1 c 2 Timateo e su Tito, cosl come parte del Contra Eunomium ill Basilio per il Coocilio di Firenze (1439). Tuttavia conosciuto soprat· tutto per la sua ver5ionc latina dello PseudoDionigi. che trov.o un pubblico assai piu va-

faele Maffei (1451·1522), the trade'se aleu·


ne opere di Crisostomo, e molti trattati dei Cappadod, compresa una raccolta di sermoni di Basilio e lettere io seguito stampate con Ie versioni di Giorgio e di Argyropulos. Nelle universita il periodo immediatamente precedente alIa Riforma fu caratterizzaro dal revival delle doctrine e dcgli saitti dl Ago· srino_ Mentre la natura dottrinal.e dell'Agostinismo de! tardo medioevo e, in un certo S-ensD, difficile da definire, uoa delle sue manifestazloni fu un aumento dellJinteresse ne1 corpus delle opere di Agostino, c una prcferema per testimoni pili antIchi dei suoi testi. Tale interesse non fu limitato ad AgoS-ti· no: altri P come 10 Pseudo-Dionigi, Ambrogio, insicrnc ad aurorita pili recenti come Anselmo, furono sottoposti ad un trattamento

sto al tempo. 11 c.:unc.:ilio di Firenze contribul molto aUo sviIuppo e all'approfon.d.imemo delJo studio dei P_ gred. Sulla sua scia Giorgio di Trebisooda (1396 ca.-1474), un em [grato crett$(; divtnu" to sCTivano pontillcio, tradusse Contra Eunomium I-Veil De Spirdu Sancto di Bas.ilio (1442). Entrambe Ie v-erslonl furono poi da lui rivedutc nel 1467/68. Esse furono originariamente complelure su frchiestfl di Bessadone, che avtV3 partecipato al concillo come vescovo Ji Ntcea favorevole aU'uniont. Lc versionL «occidell[aID) del Contra Ezmomium, che presentavano diversi pass.i interpo]ati sulla dopp£a processione della Spirito S<lnto, eb-

x:v

simile, sebbene mena imenso. II pedodo fu


anche caratterizzaro da un;;; piu alta produzlone di florilegi patrlstici nene cerchre universitade. Mentre i £lorilegi agostiniani come

2. Studi patristid nel XVI ,ecolo: Umanesi·


Rifonna c Controriforma_ Signific'Jtivamel1te nel primo quarto del XVI ~ec. i piu emincntL editod di testi patristid come Erasmo,]acque5 Lefevre d'Etaples 0 Beatus Rhe nanus agiscono aI di fuod delle cere hie universitarie. Enlsmo C il piLI boto fra 10ro. Net corso dena SLlll vita produsse edizioni Ji GimOl

Bartolomeo da Urbino erano Ji particolare importanza, vcnlvano prodotti anche milleloquia di altri P, come Ambrogio. Menne cit"coli umanistici non univcrsitari del periodo favoris.cono b di[[m;ionc di testi completi del

i1 lvfillclnquium

Veri!(lUS

saneti Augustini di

(590) del protesrante Fran,ois duJon; e dal· l'edizione della versione dello Pseudo-AbJia delle Vite degli t\postoli (1551) del cattolim Wolfgang Lazius, ('os1 come l'cciizionc di Clemente Alcssadrino (1551) Ja parte del cattolicu Gcnticn Hcrvct. Sebbene vi fosse una cresceme t<;:nc.l<;:nza Del corso del 5ec010 So pubblicare i P. greci in edi-

rolamo (15161, Cipriano (152UI, t\rnobio il 3741

3739

3740

3742

PADRE,

PADlU

DELLA

<':HfESA

PADRE,

PADRl

DELLA

CHIES,\

"/\DRE,

PADRI

DELLA CHlESI\

PADRE,

P,\OlU

DELLI\

CHIl::SA

x.v

zioni in greco e latino, le versioni solo latine rirnasero 101 norma. Moltc delle traduzioni 0 edizioni dei P. la-ini e greci che apparvero ncl XVI sec. costituiscono un coscienre sforzo di migliorare precedenti pubblicazinni. In que· sto sense i migliori esempi sono rappresemati dai tcntativi del riformatore di Berna Wolfgang Musculus e del certosino Francese Geoffroi Tilmann di migiiorare Ie versioni di Giorgio eli Trebisonda, di Argyropulos e di Maffei di Basilio (pubblicate rispeuivamenre a Basilea nei 1540 e a Parigi ncl 1547). Ledialone di Mus-culus uscl nclio sresso anno della traduzione inreramenre nueva ad opera del medico rcdcsco Janus. Cornarius (t 1558), che si dimosrro pili popoiarc, sia Ira ! cuttolici sia Era L protest anti, delle vcrsioni rivcdure delle precedent! traduzioni ad opera Ji Musculus e .Tilinann. Lo stesso Cornarius fu responsabile della prima cdizione del teste greco delle opere complete di Basilio (Basile", 1551) c della prima traduzione latina del Pananon di Epifanin eli Salamina (Basilea, 1543), Sebbenc la crescente preoccupazione verso un'csattezza restuale, che si csserva nei cocso del secolo, sernbri essere conrraddetm dalla prevalenrc tendenza a pubblicare solo le traduzioni latine dei E greci, SLama in rcalta ben Jungi da un caso di incaetcnza. Molto SIJesso F aSSenza Jel testo grec~, che si rilcva pIli frequemememe nelle cdizlOni cattoliche, .semplicemente dovuta alla fhaneanza di tipogmfj competeoti. Jacques de Billy (1535-1581), iI b~ncdettino francese respolls.abilc della prima edizione delle opere di Gregorio di Na2ianzo (1569), S1lamemo apertamentc di questo pro· blema. InEatti, sebbene fosse in grado di ottenere copie ill moItl manoscritti gred dal Va[ieano non solo di Gregorio, rna anche di Istdoro di Pdusium (585) e de; Sacra Parallela di Giov.annl Damasceno (come parte deH'Opera Omnia, 1577), Billy pLlbblico solo versioni ladue di gl.les[i P. Mo s.tesso tempo·il Vaticano, che agiva come fomitore di tnano5crini, esigev<l che It: eitazioni bibliche dai P come Gregorio, fossero ttadotte secondo il sto della Vulgata. Questo ci sllgger:isce una pre:fcren.za nel manda cattolico verso ]01 Ycrsionc latina del cristIanesirno, dopo il concilio ill Trento. Tali ingiunzioni nOn si registrano in campo protestame. I tipogra£i protestanri, .spe" daLnente qlJdli di Basilea e Ginevra, erano spcsso anc:he quelli che possedevano i caratteri da stampa greci> Infatti, in pane per questa mgione, in parte: per 1a tradjziooe st.abilita da Erasmo e Frob{::n Basilea divenne nel sec. i1 centro della p1."Ocluzione di ediziaoi p:atristiche latme e gr{'che. Solo queUe edi-

at
_3.

zi~f1t che avevano uno scopo apertamente anri-riformista espresso nella prefazione, nelle note margin ali 0 negli indici, rendevano ad appadre a Rome 0 a Parigi. AlIa meta del XV1 scc., tuttavia, rurte Ie edizloni perrisuche, qualsiasi fosse il loro punto di vista confessionalc, erano caratterizzute daila preoccupazione dl conseguire la maggiore esattezza tesruale possibile. Quesru eredlra umanistica era comune sia ai cattolici che ai protestant], e ottennc un ultcriore slancio dille riforrne che seguirono

concilio di Trento.

t~:

Uso dei Padri della Chiesa nella Riforma e nella Controriforma. Martin Lutero fu inIluenzato piu dall' agostinismo tardo medicvale che dnll'umanesimc. Tuttavia, una volta che S1 convinse che il rnessaggio biblico dan maggiore importanza alla fede a scapiro delle opere buone, divenne intcressato a stabilire una nett a distinzione fra l' amorita della Bibbjn, che considerava assoluta, e quelja del. P., conslderavn [irnitata e rciativa, cioe soggena a correzione alia luce dell'evidenza delle Scrirture. Egli afferrnn questo principia in particolarc nel Von den Konziliis und Kitchen (1539), dove elenca ; principali P. can i low contnbuti alia dortrina cristiana. Questo a.tteggiamen[o leggenne-me cauto non impedl molto presto ad :1ltri rlformatori di l1sare gli scritti dei P. per difendere la Riform,t dagli attacchi dd teologi carrolid in partie-olare, rna anche dagli .anacchi che si muovevano 1'uno contro j'a1tro, per cscrnpio neUe diatribe eucaristiche del 1525-36 fru gli Zwingliani ei Luterani. Le cdizioni [ceentl, soprattuno quelle di Erasmo, fomiv,mo una dserva: inestimabile di prove storiche e [estuali, chc era spess.o aperta ad intcrpretazioni teo!ogiche in conflitto fra di loro. Sia i protestanci che i catrolici usarono qucstc edizioni. Mentre Lu" tCrO cercava di djsrin.guere nertamente j'autorita dei P. d. quella della Bibbia, Ulrich Zwing1i e lvlanin Bueer adottarono 1>approccio della .:monnarivita implicira>:" Essi tendevano ad interpret are la Bibbia anraverso seritti istituzionali e illdividuali delia chiesa antiea, che .a lora volta interptetavano attraVtrso la Bibbia. Questo approccio favor! una piu stretra coesistenza del1Jautorit~ biblica e patristic~ nelle lora opere. Tuu:avia erano eonsapcvoli delle limitazioni deL P. tanto quao.to Lutero, e non esitarono a criticare sia la 10' ro do!tril1a sia H 10m metodo esegetico quando 10 ritenoeIO necessario, per es·etnpto quando divergevano tl'OppO daUe lOrD opinioni Pel;" quanta riguard<l l'esegesi, mentrc coodlvrdevano 13 tendcnza umanistica a considerare i P. come esposL!ori principali della Scrit-

me

tufa [piu del cartolici di qucl periodo), nondimeno erano estremamente critici verso I'inelinazione di questi a ricorrere all'allegoria, In particolare Origene era impopolare per questo motive. Giovanni Calvino, consapcvolc sia della supremazia della Scrittura, sia del suo silenzic su cern punri, usc i P. la dove pensava che Ia Scrittura non potesse foru ire tutte le prove hecessaric, 11 suo ricorso ai Cappadoci e a Cirillo di Alessandria per sostenere Ia dottrina nicena sulla Trinita, ad Agostino per sostcnerc [a sua dottrina della predestinazione e a una varieta di fonti patristiche per sosrenere il modelle di amministrazione della chiesa di Ginevra sono esempi di questa suo principio. Una volta che I conflni fra le contcssioni divcnnero pill defiru.i. 10 scopo principale per entrambi, protestanti e cattolici, fu quello d1 mare le dottrine della chiesa antica per aiutare a costrulre uu'idenrita confessionule. Quesrc desiderio da parte di entrambi gli srhieramenti di darsi un passato spiega anche

larmino, che era inteso come un equivalence conternporaneo al De uiris illustribus di Ci. rolamo, ricoprirono una funzione simile in campo canolico. Nel cornplesso SL puo dire che ci sono evidcnti affinira ncll'approccio agli studi patrisrici Ira gli studios! cattolici e quelli cajvinistingue e la loro rutin.dine verso UD consensus petrum, Per i cattolici fondarnenzale I'idea che i P. primi sette secoli costituisscro un corpo di dottrina unificato che sostiene l'insegnamento delia chicsa romans. I calvinisti tenclono a privilcgiare certi P. per sostenere certe dourine e non vedono il corpo della dottrinu dei primi settc secoli come omogeneo, sebbene, secondc illoro puntc di vista, esse sostcnga ncl cornplesso le loro dottrine. Significativamente nel penoco post-tridentine gli studiosi pili cmincnti delia patrologia scno culvinlsti 0 cattolici. Cia che caratterizza Ia chiesa luteruna del periodo il suo interesse per [a storia della chicsa, chc comprende [a scoperta c la pubblicazionc di materialc crisdano apocrifo. Significativamente sene le edizioni di Michael Neander del catechismo greeD di Lutero del 1564 e 1567 ad Includcrc testi come l'editio princeps del Protovangelo di Giacomo e gU Ani di Giovanni secondo Procoro. Questa tradi:zione viene continllata nell'ampia raccdta dcgli Orthodoxograpba di Johann Jakob Grynaeuso pubhlicara net 1569 prilna della conversione dell' autore dal lllter.anesLrno a.l. calvinisrno. Tutti qucsti testi furono pubblicati a Basilea. Un interesse per la letteratura -criSELana.apocrifa particolarmtnte in testi come la versiolle dello Pseudo-Abdia dcUc: VL, te degli Apostoli, pubblicate in tre differenti versioni ncl 1531, 1551 e 1552 e ristampatc molte volte, fu presente anche tn akunl studiosi c:attolici. Tuttavia la lora pubblic:azione non era WnW voila a incoraggiare un interesse nella storia, quanta a sostenere 18 dtvozione nella forma dd c:ulto dei santi ecc. Altd studjosi caLtolici, come it Bellarmino, era no d'accordo con Ie lora controparti ca1viniste nel respingere fermamentc l'autenticit<3. e 11 valore dl tutta 13 letteratura cristiana <lpacrifa, non solo dc-no Pseudo-Abdia, ma anche degli Ant di Giovanni secoodo Procom, ecc. La'varieta degli ::lutori pubblicati! cosl come l'actresciuta preoccupazione nei coofronti dell'esauezza tesrnale e storim mosrrano che gli editori del XVI sec., mcntrc ccrcavano un'identita confessLonale nella s[oria della chiesa anti-cu, aprirono la strada aUo studio dcl1a Patmlogia ne! sen;so moclemo del tcrmine.

sri nel periodo post-tridcntino, Cio che Ii di-

ad

l'npparizionc
antica chiese

di nuove Historiae dell-a chiesa


orientate, Ie Centu-

confessionalmcnte

ria' di Magdeburg (1554-1574) per tuttc le sarte in seguito alia riforma e gli Annali Ecderlatiei di Cesare Baronio (1588-1603) per i cattolici. Entrambe erano ba.s:att SU edi· ziani patristiche recentf e su materiale i.nedito e da.scuna portava gli swJi storici a vette scnza prccedcnti. La tendenza da parte degli stuJiosi siR cattalici che protestand a produne edi.zionl patristkhe me fo.ssero Iibere da queUe che consideravano esscrc g10sse etcfodosse e {{corruttele.>~ risale parllnemi al pt· rioda tridentino e post-tridentino. Le edizioni di Ireneo fornisc:ono un buon esempio in questo s.enso. L'edizione di Erasrno del Contra Hacrescs riccvc un'idcodta protcstante ncl 1570 ad opera dl Nicolas Des Gall~:lfS, che aggiunge i frammcnti in gre:cQ di Epifanio c glosse Hnti·C:llwliche. Alcuni anni pili tardi (1575) Frilil~ois feuardent, o.f.m., pubblica il testa (ompleto per la prima volta dandogh illl orientrunellto aper[ameote anti-protestante. II tardo XVI sec. e i'inizio del XVlI videro is pubblk3zione Ji un certo numero di guide alle edizioni calIa lenermura patristica. In ~rea protcstamc teologi -come Andreas HyperiLls (Methodu" (567), Ahraham Sculterus (Synlagma, 1598-1613) c Andre Rivet (Critlcus ,(leer, 1612 c:d produssero compil~ziooi intese ad aSSLcurare che i pastod desser-o un'interpretazione protes.tante deL E Le guide c:attoliche come 1a Bibliotheed Sancta di Sisto dEl Siena, l'Apparatm Saar di Possevino, a il De ScriptorihuI eccieJIalli;is (1613) di Bel

3743

3744

3745

3746

PAFNl.'ZIO propos del idi(iolls patriltiqlles de /1/ f/, 'j111111 Aligns/iII' de fa typagro1pblr? l-4· 4 (1966) 199-251; C. Stinger, Hwmmiwl and tbe Cburcb Fathers. Amhmglr'l' Tr!Wf'rS'c1ri i8fi-14J?) ([ .md ChriJfiarT Antiquity ill tbe III/{iart Re'UlJ-.Wln{;(.', Alb:m.l' 1977; 1. Backus, L ..ctures blwllmlI,es de Bafill' Ii" Ci~drr!e (1i-adl/.ctiolH fa/inn 1439· 16l8), Paris 1990; Eacl., L1 peP. Petirmengln. C{mtr{'-Ri!nrm{'_' ucaoc. RecAug
1'/1

PAGJlNO·PAGA:-.!lSIMO

Pr\.liLtiVI

Era 0/ tbe Reformation, U78·1615, Leiden 200}; Receplion o] tbe Chl/reh Fail)en I'n fhl: ~resl. frorn flu" Cam· Iinj}/(iflJ to tht' Maurists, ed I. Backus, 2 voll., Leden 1997 (il vol. 2 condene 1:5 articoli di diversi autori sui P. della Chiesa Del Rincscirnemo, nella Riforma e nella Coruroriforma): At.lcton'ta5 pdtriml I-I!: Zm RC7,epfio'1 der Kirc/1f!f(vJfer fm 15. lind 16. ; .. brhunderl ! Contriblltrrms on tbe Recep(ion of ,he Church Fd/h!'!1'J in th~ 15:h and 16'& Cen(ury, cd. L. Crane . A. Schindler . M. Wriecil. Metna 1993, 1998; Tmd(1.iofli pdfriJfichr: 1Ie1I'UmdlrCIiml) Ani del ccnvcgno Isrituro l\'~?jonJle di smdi sill llinascimento, Blblioteca Medicee Laurenziana, Firenze 6·8 febbraio 1997, ;.! Co di M.R. Cortesi e C Leonardi. T(Ivarnuzzc 2000; Ant del convcgnc [ Padri SOn() II torchio. Le edi::.iQ'l-idettanlidJirii cnstiana nei Jew'i 15 . 16, ed, M.R Cortesi, 'Iavnrnuaae 2002.

hi5fiqlu! rt les g_uerresde religioll Trance f,;tude dO'I'acli~'iri! {iaeMino de Jd('qtJr?f de Bilty (1535.80 O_5_B., d'rI' pres le MS Sens 167 et les sources imprlmeeI. Paris 1993: End.. HirUJricat Metbad fwd Con_leSJiOllai Identity in fbI,'

1. Backus PAFNUZIO. Nome di divers! asceti 0 eremiti egLdilnl. II primo nolo dl't Rufino c Sozomeno, sarebbe stato un vescovo, confessore della fede, membw del concilio di Nicea {J.25), dove 51 sarebbe schiemto contra il ce· liboto ecdesiastico (sembnl leggellJano). seconclo, morto prima del .394, noto dalla H~jfori.a monachorum in Aegypto. Un omQoi· rna con[cmporanco, soprannominato Buhalo (bue se1v<\ggio), figllr<l I'Ltgli Apoftegmi, presso Cassiano e Palladio. pili noto, e del tUfto leggendario, sarebbe infinc il discepolo di 5. Onofrio e: suo pre-Sllnto biogmfo.
1

BS 10, 3S-37.

26-28;

BBKL 2[,

l1B-lIl4.

]. Gribomoot

PAGANO-PAGANESIMO. II termine la[ino paganus, a, um (de.! pagu_'f, ~i: villaggio) ciesigna cia che e mstico, di campagna, di villl1ggio; suo significato secondario C: qucllo di ci. vile, borghese, in oPPoslz[one a mditare. S1 cdiscusso intorno al processo chI:! ba data migine al signifiC<lto religioso della parola paganus, rimasto nel corrispondente aggettivo pagano equivalente a chi (0 a che) apportiene all'antico politei,Jmo, gentile. Alcuni hanna frrtto derivar-c il significaro teligioso da qud!o se-condario (Th. Zahn. e, dopo di lui diversi studios!), altri da quello originario (J. Zeillcr). La questione assai compiessa ed stata a Jungo discussa con differenti iporesi. Si cleve cornunque osservar-e che solo nel IV sec. al-

cia

cuni documenti attcstano che il [ermine paganH! acquista nella lingua dei crisriani il sensa oggi corrcnte di {{paganm}: il primo documente, da situate cronologicamcnre tra il300 e il 330, un'iscrizione (cCIL Xl2, 7112) re[ativa a una luur.bina, Iulia Fiorentino, la qua[e essendo nata «pagana» (pagana nata) riceve il battesirno, ossia fide/is facta, Nel secondo documento, rappresentato uguaimente da un'iscrizione (mutila; CIL VI, 30463; Diehl, iscnps. Lat. Cbrin.. vel. I, 1342), si legge di una donna che inter fuleles /idelzs [uit, inter [alhen(JJ pagana [uit, Un significate questo che divenra usuale nella seconda meta del IV sec. Orosio. ell'inizio del V, dira che i pa. gani sono alieni 0 ciuitate Dri (cfr. Hist. ado. paganos, prol. 1, 9). Tale cvoluzionc semanzica ardua da spiegare: don de Ie varie opinioni -che sono state avanzate. Nella seconds meta del IV Sec. si incontra, anche se di fado, l'uso della parola paganismus, p.es., in Mario Vitrorino (cfr. Comm. in epist. Pauli Galatas 2,9). Se poi S1 vuole risalire all'idca d.i «paganesirno», quaie religione e modo di vita che non ha atrinenza con il giudaisrno e ncppcrc con il cristianesimo, neCeSSflrLO ,were presentl attrc nozioni. Fin dal II sec. gli 3pologeti eli lingua greea solevano dividcre l'umanita in tre gruppi: Greci ("EAJ"l1Va;), Giudei ('I01)OCli'Ot) e cristiani (XPlo'1."lffi'OO; do derivava dal f.atto che i cristiuni non si idcntificavano ne con 1a cultura ellen rca ne con la tradiz-ione giudaica, Di qui la defmizione che essi davano di sc sctssi di 1'pi"Co'V 'YE-'Vo; 0 KatVOV 'YE-Vo;; con !'intento di difcndere Ia no· vita e l'originalita del cristianesimo di frame appunto 31 p2ganeS1rnO e al giudoaismo; perdo Ie loro 3poiogie si dires-sero sia np&; '101)liai01X; che npOi; "EUT]vru;, Quando poi Tertulliano, il primo a uno dei primissimi scrittori cristiani di lingua latin.l, scrive un'opem contra i pagani, la intiroia Ad natiOnt5; COS! facendo eg1i, can ogni probabilitu, riconosce che il concerto fomanus conserva innanzinmo il suo significmo etnicQ 0 politico e nOD priva i cristiani del [([010 di dttadini rOm ani intendt mctterii fuori del· la res publica. termine nation!?! (0 gerrtes) traduce Ll greeo E'9vT) come stato suggerito (dr. A Schneider, Lf' premier livre, 13 55.), ri,ulta £o",e dall'inBusso dell'AT - 10 LXX design:> i1 popolo santo con Aa&; e Ie ~<nazioni» pagane con E9\1'!l,termine quest'ultimo ripreso dal NT, con il suo dcrivato e6vu;:oL e da11'influsso del ~<n:lZi0nali::;mo) romano, cbe apponeva il popolus romanus alle gentes o alle na.tione! in quanta popoli stranlcri, provinciali, non 10ntani dai bllrLari.

Alb. fine del III sec. Amobio inrirclera allcora ln sua opera apologetica Adversus natiolies Phi. rardi prevarra it termine paWl11us; si pensi all'nperu di Paolo Orosio. Historiarutn

PAIDEIA. Un2 concezione organica della p., intesa corne espreseione di una nueva visione del mondo e del rrasccndente, e quindi come educarione dell'uomo sulla base di tali
principi, fu cerro un prodotto del cristianesi010, rna non fu (come, del resto, rnolte altre dourine) teorizzata nei primi tempi delia nuova religione. Solo con l'approfondi-ueruo tecricc. operata dalla scuola di Alessandria, con Clemente e Origene, S1 giunge ad una prima organica rificssionc sul problema, Nel Pedagogo Clemente pone come modello del cristiano la culture greca, la p. ellenica, quale sradio pre[iminare della verira cristiana. Nel Pedagogo Cristo rappresentato ne] ruolo di educatere divino. In tal modo Clemente si mette eli fronre ai Gred anche per quello che riguarda l'idca di cuirura nella Sua totalite. Presentare Cristo come pedagcgo implicav.a un programm-a, e il suo pieno significate pun essere compreso solo consicerando 10 sfcndo sto-

adversus paganot libn VII. E chiaro il sensa peggiorarivo che le nozioni eli «puguno» e eli «paganesimo» assumono presso i cristiani: esse rapprcsentano ie eredenze negli dei falsi, alle quali fanno corona
riti, prariche. costumi e usi negutivi e condannabiH. Me nello stesso tempo aprono lo

scenario sul rapporto tra paganesimo e cristianesimo appunto, che costituisce un alrro tema di grande interesse per comprendere le dinarniche storiche dei primi periodi della nosera come dimostra l'encr-ne bibliografia che ric tratta.

era,

Zeirschr, 10 (1399) 18 Imrrinologie lnstonque, ZKG 58 (1939) DO SS.; ellr. Mohrmann, Encore 11m; /oi~Ngrmus: VOu 6 (1952, 109·121 (;= E~(L, t:,'Wdl'5 sur Ic latin des Chretielts. t. Ill. Rome 1979, 277-289); E. Dernougeot Jl..emQrquf;'~tur t'emploi de Pagll1'Jf.lJ, in Studt in onore di A. Clllcierini e R Paribeni, I, Milano t9:56, }37·}50, H. Gregoire, Les perse[J.ifionJ d{/!1J "Empire Romain, Bruxelles 11964, lRS220; I. Dpelt, Gn-ech':rche und fdltJlJi;c/H: Be~eichfJlmgl'n der Nichtdmlte?l. Elll terminoioglJcber Vt'mlch: VChr 19 (1965) 1.22; A. SJl!leider, Le premier tilme uAd J1at/ones" d/! 1'",tul!i"n. G~ncn--Rorne 1.968, 10 55., 187 ss. (i ni· >tiani come tertium genus) e p(]ssim. Sullu ~l;orl!ro.in. conHO tra pilgilIlesimo eo criscl:lnesimo si veda 11vol. dass;co di P_ de L<lbrioUe. L1 !cactiOJJ p,li;:rlnl', Pafis I9.34 (2. ed. 1948). Piu reo;;cntclIlcrlle d[, L, Pado .... cse, Lo _rcan· daia dcrto. ancc. l.d polemics mrtiaistiOlI(] lid pTim: JewIf, Raffia 1988; E Ruggiero, Lr jollia dei r:ri.lliam·. La T~(i· :jam! pag,iUUJ Crisriallesima /'Jeisl'cofi J-V, Roma 2002 011 (~lle pp. 213.2,1 ~rnpi riferimenri bibi.); p, Siniscalco, II camml!lG di Cr:ltu I1l:'tNmpero romam). Romll-Bari 12007 (con bre~'e bibl. :illt: pp. }}j ~J
S5.;

Th. Zahn,

J. Zeiller, Pl1glInuf_ etlJdc de


1917; B. Altuner.

Po.gl1J1US:

Neue

Klrchi.

Parjs-Fribourg

rico di tutta [a tradizione della p, greca. Non si tratta, quindi, di limitarsi solo al confron. to tra [e dourine, rna di osscrvare il princi11 sensa COSt elevaro con cui e usaW d:a Clemente il termine -\~ped3gogOl-) e vicino at significato filosofico che Platone aveva dato a Dio, Jdinendolo, nelle Leggi (X, 897b), «pedagogo del mondo intero». AnHLogameme, secondo Clemente, Cristo deve -essen:: considerate, su guesto pLano ,JtisSLmo, come il peL dagogo di rutn gli uamini. La «peuagogi,m degli altrI filosofl t': scrittori, grcci c barbari, puo csscrsi artuata solamente gta:zIe 11 un progeuu provvid~nziale eli Dio, La. filosofi:a greca, per quanto imperfena, qujndi, una specie di educ<lzionc preliminare del perfetto gnosrico. La vern p., di conscguenza. si identifica con la stessa religione cristEana, rna tratt<.lSl di un cristianesimo nella sua forma intel1ettualistica, quale era concepito da Clemente, giacch.e ovvio che solo se conccpito come gnosi, lJ. cri.slianesimo vienc a esprimere 13. p. divina. Daro questo presupposto, Clemente attribuisce una parte importante della gnosi alIe discipline della enkyklios p., cioc- dena cultura <:<umanistica_:.}, quali la di3lettica, l' astronomi<l, la geo1TIetria< La funzione principalc della -dialettfca quella di candurre 10 goostico .ana CO[105CenZa delle case intelligibili (Strom. I, 176,3; 177,1; VI, 80,8), 1'llstronomia 10 aima ~ pass are da.lloa contemplazLone del mondo sensibile a quella del rnondo trascendentc. Lo g[]o-stico non rifiuta 1a cnntempb?iooe del ruondo c delle sue bel· lezze (Strom. IV, 16),1; 169,1), perche sa che, pia teorico che soggiace a questa confronto.

P Sinisca1co
PAHLAVI Lingua morta del gruppo iranico occidentale, in cui sembra sinna state tradotte, in genere da modelli sLriaci. numerose opere di interesse cristiano, di clli pero -sussis[Ono solo alcuni testi mantchei e frammenti di un s-alterio.
C.A. F.iedrich, Bruchstiid:r: !liller rt'hiror~(jbersef7.mJr. de,PMimejj. AtfS dc:trt Nl1chias. herdlls.gl:gr:bm vo" K<l) Bdr'r', Berlin 1933; B.M. M-elzger, The F:l2dy Versions 0/ the New Tc"ftame"t..., Oxford [977, 276,277; W. Sundcrma.nn,

e,

ne

Cbri'iJliclJe EJ;angeiien1e;r;!r: in df:r Oberlir?fer:mg der ira niiCh-mtlnich,iisr:hen Liierl1tur. MTOF 14 (l9GS) 388-415; Ph. Gignoux, L'aU/IlI,r de 1(1L'eTSlonpehfevie d" P'<ll.llir:T serai{ II m:ilori ..n?, in Memori:l.ll'.!gr G_ Khouri.Sarkis, LO\lv~in 1969, 233-244; D, Shapira, BiUi,,,,l QUOIiJt:OIlS in P.:1hlaui: Henoc:h 23 (2001) 187-195 (lieteroteslamenta[k]; CG. Cen::[i, 1...:. if;'tler(JtlmJ pahtaf.li, Mihno 2001, CG. Cereri, I.e Croci d; SIlII TmmftdJ() e rfl tefteralma cn'· Jf/twa in ling,rre meJioirrmicbe, in StUili in Dlwrt: di Um· bl1rlo SCC!Mto per 11 suo s('uIlIIMcillqluri"u; c{]!tlpiellJ1llO. a c. di MV fontanil . B. Genito, Napoli 20{}~, 193-206. SJ_ Voicu

3747

3748

3749

3750

pA1D8A

PAIDEIA

pt\IDEJA

PAID1:-:IA

l'arcionia e I'ordine deli'universo, la sua anima si liberera da ogni cootatto con Ia terra (Strom. VI, 80,3; 90,3 ecc.}. Questa valutaaione positiva delle discipline

contemplandc

enciclopediche si accords anche

COh

la tradi-

delia conoscenaa interiore diviene quindi centrale in un cerro tipo eli educazione cristlana, o anche solamente umana: partendc dalla mulriforme esperienza della culrura pagans, essa attraversa la coscienza della cristianita e

alone platonica. Giii. Pia tone nel settimo libro della Rcpobbiica aveva specificate ruolo di ciascuna di esse. La dialcttica rende Ia mente umana capace di ccnoscerc prime principio (533 cd). Lastrono-nia, a sua volta, deve essere 10 studio di qucllo chc si trova u] cit Ie del mondo (529d), perche la contern-

del mondo pagano tardoantico, fino all'epoca di s. Bernardo. Quesro tema delia conosccnza dl se, rivissuto In modo cristiano, ripreso da Basilio, in particolare nella omelia Auende tibi ipsi, che interprera l'analoga esorrazione di Dt 15,9:

Fa' attenzione a te stesso, aI/inch! il tuo pensiero non diventi net tuo more iniquitd. La posizione di Basilio in quelia omelia t comune a quella degli altri due grandi Cappadoci: Basilio propone, seguendo l'msegna-

plazione dell'ordine dcll'universo fa scrgcrc


ncll'uorno Ia vera fede in dio (Leggi 966del.

Anche [a geomerria aiuta l'inrelletto a sollcvarsi alia contcmplazione della realta, perche gli oggetti di questa. scienza non sono sotto-

posti al mutamento pubb/ica 527b1_

alla corruzione 'Re-

mento eli Origenc, una claborazione, ispirata ai principi cr.istiani, delle concezioni, di ti·
po prevalentcmentc Plotino filosofico, che sono svol-

La sressa concezione si coglie nelle ccrrenti di pensicro da cui Clemente dipeode, came Pilone, 0 a lui conrempcranee, come 11 medicpjatonismo e I'ermetismo. Per esempio, secondo Alcinoo, la dialettica conduce alla conoscenza dei primi principi c delle: cose divine (Didask. P. 162,8-10 e 17-18); l'astronomia permerte ill'uomo di passare dal mondo scnsibilc • quello intelligibile e di ottenere qual(he conoscenza del crcatore dell'univ-er5o (162, 22-28 e 30-321_ Per concludere, solo dopa 10 studio di tutte ques.te dourine propedeutiche puo aver luogo 10 studio della teologi.a. In O.cigene il discors{) SL fa pili complesso, anche a causa della sua mmore: simpatin per !a filos-aha greca, nonostante che egli !a avesse impiegata in misura non minore di Clemente. Anche Origenc rttiene che una p. debba c:aratterizzare is. reHgione cristiana, e an· cb'egli la attribuLsce al Fig!io dt Dio, che considcra non tanto nell'aspeuo del pedagogo che insegna agl.i uomini la verita, rna, pLuttosro, del Logos che venmo in terra nella flU):done del Maestro. Vaspeno pedagogico del· l'insegnarnemo di Cristo consiste neU'inse· gnare all'anirna umaml, 1a quale sl rivEstita della carne e della materialita corne conseguenza del Suo ptccato cii {{saziera}> nella vi. s.ione- di Dia, pecc3to conlthcsso prima dei tempi, ad adempierc alia sua missione di Cunos:cerc 1a verita e di tomare all'unione finolle con il suo crc-atore. Come attes[aW in un nota e ampio s<1ggio del COllrcelle, fu Orige· oe a riassumere in certo senso e a milizzare i due valori che l.a tradizione pagana aveva espresso con il precetto delfieo ~{conosci te stcsso>:>, quello originario essenzialmente rcUgioso e quello propriameote filosofico riconoscluto e proposro da Socrate. Vesigenza

te da1la tradizione platonica. 11 pensiero eli SL riassurneva in una sintctica espresslone delle Enneads: «Chi conosce se sresso. conosccra anche 13 sua originc» (VI, 5,7,131, All'ultenore esplicitazione delle Idee del maestro su questo punta, attese Porfir.o, in particolare nei suo opusrolo Sui "conosci te JteJSo", neUe sue Sentenze e nella Lettera a
Marcella. Nlomento conclusIvo della rillc.ssLone porfiriana l'affennazione che d'anirna mediante 13.vera conOSCC:nza della nostra essenza ". raggiunge il Bene, che 1a sua fclicita. Vintelletto delruomo purificato il rinesso di Dio~>. L' esortazione di Dt 15,9 viene interpretata in modo an.alogo a qudla del precetw greco: '«conoscl le stesso», nel senso che Basilio csorta a conoscere se sressi, SIa Ie proprie debolezze sia le virtu che abbiamo rrcevuro da Dio. Basjlio, quindi, mantiene sempre 1a necessaria distinzione [ra i due enunciati e i dlle ambiti di pensiero, risolvendo il {CcoTIoscere se stessi.>~ nell' atllocontraDo che richiesto daHa morale: cristiana. Di conscguenza non si cleve rns.istere sull'a spetto «greco}) de-I1'esortazione, come molti hanna fatto, rna eonservurb nella sua spedficita cristiana. Ceno, all'interno di questa omelia, vi sonO alcuni dementi che dedvano innegabilmente dalla fllosofia pag<lna. Nel cap. 3, infanL, Basilio riprende 1a tradizione alessandrina, secondo cui l'uomo staro fatto a irnmagine e somigli.an2a di Dio non nc113 sua totalito, rna solamente nell'intelletto. Un accermo a tale concezione si legge anche nelle Omelie sul/'Esamerone (VI, 1,6): «Tu conosccrai te: stessD, ter:r:estre per natura, rna oper<l uscita daUe mam di Dio: moho infe· riore per fotz-a fisk::! agH csseri irrazionali, eppure signore detco' degli Mtm.w e degli es-

sed sena'anirna. Pc- qualita naturali inferiore, rna per la superiorita della ragionc capacc eli elevarri fino al cielo» {tr, Naldini). Se nci poniumo attenzione a noi stessi, prosegue [' omelia, avremo la possibiiita di tr~vare Dio in nci stessi: infatti l'uo-nc un micro cosmo, e quello stesso Dio chc si dispiega al[a nostra ammirazionc nelle creature dell'universo presente in noi. Basilio roerenremente respinse, pmbahilmente fin dal primissirno periodo dope la Sua partenaa da Atene. le pretcsc del curriculum tradiaionale degli studio E 1'irnpressionc fomitaci daI Discorro ai giovoni non diverse da ajtre effc.rmazioni di quegli anni. Secondo Basilio, tutto l'edificio della educazionc era gll stato smantellato, e doveva essere riciclato r-ntro La co.struzione cristiana. Solo quello che egli aveva assorbiro dallc sue lerture cristiane senza accorgersene poteva rimancre intatto nei suoi cesti. In Basilio quello che per ajtri autori cristiani, specialmcnre dell'area latina, cosritui un dissidio talvolra drammatico, fu risolto con pacata determinai:ezza nell'intimo ill una coscicnza equilibrate e insieme [erma e Lnnovatrice. Certo, i suoi interessi ascetid sono indlscutibili~ rna egli seppe maniftstarIi in modo dOl.evitare gli estremIsrni dt tipo eustazinno net campo ctico.dogmatico, come anche (ed quello che qlli ci interessa) Ie esaspcrazi{}ni di condanna e di rigetto dei valori di culture non cristianc. Anche l'inreres-se pedagogico del Dircorso m" giovani risente dell~in.segnamento di Origene, .in qu~nto 1'0pera esegue, come aveva [atto l':\lessandrino, una cemita all'interno della paideia pagana, per giungere alia sceIta di guello che valido per un cristiano. Questo vale anche per Ie discipline cQsiddette {{scientifkhe)}, per I' ({utile:. inteso in sensa dlsri,Jno, per Ie lettere e Ie filosofie non cristinne, che sooo fu06io~ali corne propc-deutica alia conoScenza delle Sacrc SCl'ittute calla penctrazione nei rnisteri della Rivelazione. La :it'essa impostazionc ripresa da Gregorio Nazianzeno (Orazione IV, 101 ss.), chc pcotesta il proprio dlritto a servirst della p. grecn, quando Giuliano l' apostata avc:va creduto di str.apparla at cristi,mi, con il pretesto the cs-

sierc teologico. «Dunquc la paideia [100 deve csscre disprezzata», egli conclude. In quegli stcssi anni il problema teorico viene effronraro enche in ambito latino, e vi si dcdicar;o due grandissi.ne personalita chc dedicano ia lore attenzione non solo alla sapientia, rna anche alb eloquentia, cbe. a.i 10ro occhi presence anche negli sorittori eric sriani. Se, in pussato, lc critiche allo stile di. sadorno e scorretto delle Bibbia erano state respinte dai cristiani facendo ricorso al concetto del vero e dell' mile, chc quegli scriui procuravano all'uorno, ulla fine del IV sec. e agli inizi del V, Ia cultura cristiana possiede una ricchezza che non puo cssere piu rnessa in dubbio. Da qui l'orgogliosu affermazLone di Girolamo nella dedica del De uiris illusmbus. i pagani che crit.icano la Chiesa percbc, ai lo.ro occhi, non avrebbe avuto ne filosofi ne ora tori, dcvranno ricredersi leggendo il catalogo degli scrittori cristiani, greci e latini, dalle origin: fino a Girolamo stesso (molti dei giudizi del De oiris iltl-15tribus tornano anche nella epistola 70, a Magno). Agostino affrcnra il tema neI De doctrina christiana, che oontiene un esplicito programma cultutale, incenttato sullo studio serio e appro[ondito della Scritruta. Infatti, se fino ad allom la fonnulazione del prodess(!' era stata dpresa dagli. .scrittori cristiani, secondo la norma ora:zlana, rna era stata ten uta dlstlnta clal deleetart', nel senso cbe il primo elemento si poteva riscontrare nella Bibbia, il secondo nell'.cducazionc retorica pagana, adesso Agostino ritiehe che gIl auctoreS no:stri~ cioe quelli cristiani, siano in grado di forniI;"eentrambi gli dementi costitutivi di un" p. cristiana. Tali auct()res sono sia In Bibbia, Ia gualc poss.iede un suo pregio artistico trin:seco, che non puc essere gludicato con il metro della retorica pag::mu, sia gli scrittori cristiani, oramai classici, che presentanu un 101'0 m{}(lo di delectare e prodeHe, stretramente uniti tra loto.

rn-

E. Koch, Pranala Iwd Paid,cJiriy, Berlin·Leipzig 1932; H.I- 1'->turoll, Saini AI'gustilJ e( /{f fin d[.' ki c:J-/t;m:,:mii· que, Paris 195B: /\. QtlllCqU;]fCJli, L~ IOffl; della ptl;J~ri:1 a1ltenrCl!na (RcnawtlO /JIundiJ. Br'CsCL;] 1967; rd., SerlO!a
t!

J(io.nt:5ima pn'milir.rQ e p~ideia greca,

sa non apparteneva 10ro, ma solo ai pagil.ni;


alia stesso modo egli 1a duende cantro quei Fedeli mlopi e insensibili che 1a ritenevano inadatta a uno scrittore cristiano (Oramme 36,4)j finch€: proprio ne.il'Epitafio di Basili() (Orc1~io· n(! 4.3,11) si soffenna a lungo a difendeme l'utilita per uno scrittore crisriano, sia sul prano lettcrario sia su1 piano dell'educazione a1 pen·

cutllifG ttei pI'ilTi./ recoli, Brescia 197~; W Jseger, Cri· Fin~nze 1~74; P. CourcelJe, COllmi!I toi toNtt~mc" De S()D'a/c {j J<lllti Ber· nard, Paris 19'74·1975; M. Naldini, La p01lzionr? mfturait: Ji B,uitio Magno. in BaH/to di CeMTca, La JU<J la JU{l opera e r1 baHiil1l1{)simo Sidlia. A[ti del COflgr. in MC-SSinil 1983. 199·210; M. Sir]lQlldti, i~ Si.U1.t'AgQ~tirlo, L'htmti()!Je cnsrimla, :l c cit M.S., Milano 1994: C. ~·[o· tC~l:hini, Fiimojr'd I! I<!t!ertlttUil ir} Gregorio di NilJ;icJIJ~{J. Mil:mo 1997; M. Sirncme"i. Au-clore! nOilri (Ag-ostino. dodr_ Chrhl. 4,6.9): A<lctorc5 nomi I (2004) 183-.2G-O.

C. Morcschini

3751

3752

3753

3754

--_._---------PALEOGRAFIA PALEOGRAF!A

......

_------------------PALEOGRAFI,\ PALEOGRAFTA

PALEOGRAFIA
1.
La scrinura latina greca dal 1 all'VIII sccolo secolo d.C. IT, La scrittura del 1 all'ViII

La p. cerca di ricostruire la srorla della ecrittum, in tutte le sue manijesraaioni, collocandola nel suo quadro socio-culrurale. Per buona parte dcll'epoca qui considerate (I-VIII sec. d.C.) scrittura greca c scrittura latina si evolvono nello stesso quadro culturale, una vera p. green-latina rests perc' uncora da ("0-

struire. Le grandi noeioni di base sono comuni. La scritrure usuale, quella delle note e dci document! privati, per tagioni di rapidna e di economia, rende a ridurre il numero dei tratti e a legarli tra [oro: una scritrura corsiva, La scrittura destinate ai Iibri mira soprattutto alia leggibilita e all' estetica: i tratti sene disrinti, l'esecuzione piu lema (posura) c accurata, l'cffetto estetico ottenuto attraverso una stiliazazione volute. Le forme e le trasformezioai della scrirtura [ibraria, autonome sino a un certo punto, possono perc cssere comprese solo se si tienc conto dei mutllmemi che si produsse:ro nell':>.mbito della scrittura usuaie, sede normale dcll'evoluziont deUa scrittura.

I. La scrittuta greca daI I alPVllI secolo d.C. Cia prima del I sec. sl e operata La diffcrenzia:;;:ione tra la scrittura usuale e quella libra"
ria. L'una e l'altra SOno ancora maiuscole, (ornprese cioe tra due linee rettrici; rna, mentn': la prima a:ccentua il Carattere corsivo punto da compromcttere la sun lcggibilita, 1a seconda .si sviluppa, oltre che in forme piutwsw banali, vicine all'uso corrente rna I1tjlizzate nella maggior pane de-I testi <detteracD), anche in veri e propd stili calligrafici, due dei quaIi, moho caratteristici, segnano I'cpo· ca romanrr della storia della scritwm grecu (30 a,C.·324 d.C). Lo «(stile severo» 0 «ma.iuscola bacchilidea» ha come rappttSentaDte tipica il E Brit. Mus. 733 di Bacchilide: priyo di trarti otnamentali, es.so alrerna [ettcre larghe e Iettere strew.!, opposiziotlc, questa, chc ritomer-a a pili riprese nella staria della serlttura greca; fiorisce ad periodo compreso tra l'inizio del II e la fioe del III sec. L'«onc:i:nle romana» 0 «maiuscoia rotonda» ha uno degli csempi pi" beU[ nell' Hawara dell'fliadc; Ie lettere, di stilizzazione rolonda, $ono sob6e ed estremamentc rcgo!ari; l'eta d'oro d1 questa s.crittura coincide con qudla degH Antonini. La fioe dcU'epoca romana vedc 1a na· scita di scrittme che .uffcnneranno si fis· seranna e si perpctuer::mno in forma - Canonizzata - in eta bizantina. Quesr'ultim<l vcde, con il trionfo del eodtce sul rotalo e della

,u

sr

pergamena sui papiro, I'affermarsi e il diffo». dersr della «maiuscola biblicn». Benche nata in ambicnte pegano, questa scritturn raggiunge La perfezione nci ccdici biblici Jet pieno IV sec, (il Vaticl1nm e il Sinai!i· cus) e, con 1£1 vittoria del cristianesimo, si diffonde ovunquc. 11 suo aspertc estrcmamente CJlligrafico, nctta Ia tendenza a forme geometriche (quasi tune Ie Ietrere, anche quelle roronde, possono essere inscritte in quadrati), il tracciato t posato, equilibrate il contrasto tra pieni c filerti; i tratti ornamentali sene assenti, almena sino al pe-iodo di perfezione. «Canonizzata», 1a rnaiuscola biblica conoscera una lunga sopravvivenza, dal V all'VIll sec.: contrast! pill marcati e presenza di «apici» ornamcnrali sernpre pill artificiosi ne segneranno ln progresslva decadenza. Accanto alia maiuscola bibl.ca, un'altra scrittura S1 affermu soprattutto in ambience alesscndrino: ia «maiuscola alessendrina» (denominaaione preferibilc a quella di «onciale di tipo coptc»]. Scrittura pill fluidu (1 tratti si Iegano mediante occhielli), presenra nel tipo piu comune il gia rilevato contrasto tra lettere largh~ c lenere strene (v. il celebre codex l'vIar· cha{ianus dd Profeti, Vat. gr. 2125). In uso .sino all'VIII sec., esaspera, col tempo, le sue cawtteristichc. La maiuscola bibliea e-la maiu· scola alessanJrina sono scritturc ad asse ver· ticale. Nel tipo pIli antico, la cui originc da cercare forse in una fonna di maiuscola bac· chilidea. la <;~maiuscola ogiva1e,~ una scnttu· ru inelinam a desua, che preSen!ll aoch' essa il contrasto tra lettere Iarghe c lenere: streW:: e i cui tratti curvi, col pa.ssare del tempo, ten· dono progres.sivame-ote a spezzarsi. Questll .scritturn, che raggiunge la perftzione nd co· dice Freer dei VangeL (databile al V sec.), si diffondera .sopmttutto tra il VI e il IX sec, sostituendosi gradu.al.rnente alla maiuscota bibuca e aIessrrndrina (::;i creera anche un tipo vcrticale), scomparendo pOI dall'uso con l'av· vento della mfnuscola. Se, nell'uso librario d' alto livello, la malusco1a hoI conscrvato il monopolio sma all'VIII sec., giil d<-l tempo, nel· la s,r:rittura usuale, era in -atto un processo di evoluzionc verso 1a minuscoia, scrittura compresa tm quattro tincc. Dal VI seC. la SCtittura dei documenti, e in misunl cresccnte quel· la dei testL <<1ettcrari», eomp1etmneme minusC'oh. La s.ua evoluzronc eben distinta d:1 quella dclIa maiuscoh librarin, ormai dcl tutto .1rt1ficia1e-, m~l le cui forme canontzzate re, sistono renacemente. Mentre ]a scrIttura dei primi libri cristiaru, essi stessi cii fattura mo· desta, era spe~sa vicina a qucUa d'uso corrente, 1a scrittura dei codici, 50prattutto bi-

blici, divcnta sempre pill ierarica, scgno di un carnbiamento nella funxione de! libra, Tuttavia dall'VIll sec., e prohabilmente dal VII, si utijizzano nei libri senza pretese [copie personali su papiro.cp.es.) vane forme di minuscolc corsiva pin omena stilizzata: una di esse sad. all'origine della minuscola libraria che trionfera nel L'C sec. II. La scrittura latina dal I all'VJTI secolo. Pi· no alla caduta dell'impcro romano d'Occidente, l'evoluzione della scrittura latina alquanta parallela a quella della scrittura greca. I primi documenti scritti su papiro risalgonc ul I sec. a.C; i primi papiri jetterari all'inizio ddl'era crisriana. La scrittura libraria di que· sr'epoca una maiuscola, la capr'talt:i rusti~a: l'uso di un calamo a punta larga e flessibile crea un contrastn neno tra pieni e filcni, il tracdato posato cd accurate. Diverse Ie carartcristiche della capitalis cursiva, scritrura dci documenti; qui il ealamo duro e sortile genera tratti ugual.i, me terxlono a fondersi e, a volte, ad allungarsi. L'uso della capitalis rustica documcnratc fino al VI sec.; in qualrhe mmoscritto esse fu perc sostituita da una scrirrurn piu maestosa e- solenne, che si modelia sulla rnaiuscola quadrara de~ monurncn· ti, ta capitalis e/cgans (p.e-s. nel Virgilio delto ({Augusteo,». Tra ilil c 11 IV se~" f.marl te~· nid (uso della pergamen:a, camblO della P0:Sl' zlonc del calamo rispetto al fogUo) e cultUrJIi (diffusione dellibro cristiano), SU cui aneora S1 discute, favoriscono evoluzioni (dana mait.lscola :alia rninuS-cala) e innovnzioni, che porteranno poi, nel VI .sec., al sorgere e a1l'affcrmarsi di nuove sc-rirt:ure: andale e se· tnionciale nel Iibri, mLnllscola corsiva nei do· cumenti. L'oncia1e, it cuj significato originario resln oscuro, C carattcrizzata dalla stilizzazlone arrotondata delle lettere, alcune delle qua· Ii traggono ispir.azione da1la C'orsiva; Ie piiJ ripiche sona A, D, E, M. Assai accuratn nel IV e ad V sec I'onciale si evolve poi in forme piu a meno curate, sopravvivcndo fino a1 IX sec.; dal IV all'inizio del VII sec. 1a scriuufa libracia piu diffusa. Controversa origine della semiondale;.si tratta, in ogni ca.so, di una scrittllra mista, in cui il forme maiuscole si mescola no numerase minuscole di ongine co[siva: particoi.armente camtteristidle SOnG a, b, d, g. m, r, s. Anche nei documemi, nellV sec., appare una nuova fom)u ili scriuura corsiva: la rninuscoia .cOfsiva, carattcrlzzllta dalla decisa adoziQm: del sistema qu:adrilinc:sxe e da una serie di forme gmfiche che, qunle che .sin 1a loro origine, S1 adattano e si trasfonharto li· bemmetlte nd gioco dei numerosr legamcnti Forme piiJ. disciplinate d1 minuscob e semi-

minuscola

corsiva

SODO

adopernte

anche

nei

gra

libri, soprattutto nell'Italia del VII c dell'VIII sec, Con Ia decadenzn e Is successive disgrcgazione dell'impeco romano d'Occidente. nascono e S1 affermano culture locali e scritrurc particolari dette nazlonali. Dal V all'VIII sec. i mcnasteri e le scuolc vescovili, che si sostituiscono agli ateliers eli copia professionali, adottano le scritrure rnaiuscole e sviluppano, sulla base della minuscola corsiva, scritture libraric particolari. Si distinguono COS! in !talia settenrrionalc e centrale diversi tipi di rninuscola precarolina; nell'Italia meridionale, che subisce una lunga eclisse culrurale, Ia minuscola beneventana acquista I suoi trarri caratteristici nel corso dell' VIII sec.; in Spagna la scrirtura visigotica, sia libraria che corsiva, si

distingue per un gran nurnero di forme molto particolari (p.es. a e g). In Francie s: in
Gennania, sotto i Franchi, [a scrittura rnercvingica, cancelleresca e poi Iibraria, concscc, dill VI all' VIII scc., un breve rna notevole Sv1[uppo; se ne distinguono piu tipi, legati ai centri di Luxeuil, Laon e Corbie e :1 quelli della Germanin c della Svizzera, Ma l'area piu car<lueristica senz'alrto qudla dell'Irlanda c dell'Inghilterra, che esercito una forte influeoza anchc sul contincntc, grazie aile foo· dazioni dei monaci rni!isionarl ~rhmJesi come, p.es., Bobbio. Lc scrinure in uso in quest'area, dette insulari, sonD due: l'una, dcnomi· nata maills(;ol.a 0 semiondale insulate, uti· liz7.<lta nei rnanoscl;'tttl piG. solenni e calligrafid, come rEvangeliario di Lindi.sfame·, l'alrr3, dalle fonne sttcttc e appunthe e caratterlzZOlt:a dall'usa di legamenti particolari, detta minuscola insulare. Sad quest'ultima a dillon· dersi £lei rnonasteri del continente, prima cbe la minuscola carolina, scrittura lcgata alia for· rnazione del nuovo impero romano germani· co e alb, rinascita ['ulrurrue di Carlo Magno, ponga fioe all'eta del p:lf1icoiar-ismo grafico. Ma l'epoea patristica ormai tramontata.

e ]'

Bibliof.r!1jit1 rerrospeutV<1: ]. gra/ia paleogra/i!:Q, B<1rceionJ tela). Bfbfl~grafid correnu:

,\LD. Maletl Ibars, B,biio· 1974 (~a •. iliZ-2Il.re ~OL1 cau· H Scripcorlwll. Rt"~'m~ mtern:1tiollall! d€~ etudes rcbtive-s .1UXmam~:>crils, dal 1946 Icon il.fHlCSSO "Bllllcrin codko].ogique~)~ eccdlcr.te retrospetll' V<I per il settore gtCCO; J. Irigoin, Les marmscn'ts greu 1931·196Q: LU5trum 7 0%2) 5·93, 33-2·335: bibliograHe Kcltc- re-cenci: B. Bi~t;:hoff, Pilteogra/!!l farina. AI'1(.ichitii e meJiol:lJlJ, lr. it. a c. di C.P. Mfl.:nrovani I" S. Z~mpolli IMcdioc ... e Umam::sirno, 81). PudoY~ 1992, 341-375; J ·-Q lrigoin, Bibliograpbl'e. iII A. Dilln, Le5 matHiserits, PilriS )1975. 191·205; D, f--brlflnger, Griec!JiKhe KoJikotogie Jald Tr:xtiiberlie!errm!!., Darmstadt 1980, 657·678; P. en llart, Paleografi'li. e codiculDgi£l gre(-<1. UncI: rU$sr:gl1<1 bibli:O. [',1'a/ica (Lirrem iHlriquu, 7). Citta del VaLicano 1991: L Boylc-, Pain}gr(J/ia idhmJ JJU;diffr:de, Vtr.;iorrc: itc di M.E. Bl;'[{oldi. Romo 1999'. Storia delln 5crilturB latlna, e!:P'" si:dMi gerr~raJi: B. BhdlOff. dr. sop,a; A. P-:irucci., B1["
e

3755

3756

3757

3758

PrlLEOSLAVO

((u.:imiorli

in p.I

P:\LF,OSLAVQ

(~r~du~i(J1l1 p.) in

PACEOSL,\VQ

[naduaioni in p-l

PAlEOSLAVO

{traduzioni

;11 p.)

grecquE er by7ftntinE,
Ccllcque

garsi !:~I~:c~~t~lb~';~~;~;~~:)19g·; t.1~~%;r:;£~;pureazarjotrrine ;r~: della H_ Maeliler, GT~ek Bookh.mds nod, AD. 300-800 (Institute
international Paris 21-25 octcbre 1974 (eN.RS. n. 559), Paris t977; G. Cavallo

uo slana dettrr $r:riUrn .. Jahnl1, Romil 1992; Ccnceni, C(Jl?Jpen~i{)di Pdleografia 1~II'ra, N::CPGli196J; Id., Lineament. dt stona delta sxrutura i.uina, Bclogoa 21997; G_ Banelli, Lerioni Ji prJleowafra, Cj~.it del Vaticeno dOCLlJ1leflt~zione ?-i p~r l't-poca patristicaE.A. Lowe, Ccdices !<1fmi dhtlq41Ijr~s, l-U e suppl., Oxford 1972; A Bruckner - A. Mancha], Chartae {dfit/de I1nrtqui{)j~., ed. A. Bruckner A. Meochal, Olren - Leu sanne 1954; 2~d series, ed. G. Cavallo _ G. Nicolai, Die. nkon etc. 19'97-. Storia della scrntura greca, manuale di b-ase; V. Gardth"u~e:n.. Gn'ljr:hische PrlL1'ographir:,111, LdIJzig 1911~!913 [rtst. anast. Leipzig 1978)i per il pcriodo della maiuscola. E.G. Turne:r, Gra!c MarrUfCripf! of thE Ancient World, Oxford 11/71 (raccolta di facsirniii con

c.

~1999;

base_

[a Sacra Scrirtum e dci libri lirurgfci fondamenrali, rna anche di resti patrisrici che potessero offrire materiale per una ulteriore formazionc. La conoscenza di questi scritri era veramente il miglior espediente per consolidare c approtonriire [a dorrrins cristiana nei

desiderio di dare risposte a dubbi 0 a quesiti sorti nella vita religiose. I nomi dci grandi Pudri, COme s. Basilio d.i

Cesarea, s. Giovanni Crisostomo e s. Gregorio Nazianzenc, divennerc largamcnte conosciuti con in traduzione delle Ioro liturgic: essi vennero venerati come santi e Ie lore ill . magini furono regolarmenre dipinte in luoghi d'onore sugli ahari. S. Giovanni Damascene, questo rappresentante illustre della patrlstica green, fu anch'cgli tradotto. Verso 1'893/894 venne tradotta in pnleobulgaro [a sua famosa opera De fide ortbodoxa, rna solo 48 capiroii tra i 100 di cui s: compone, e precisamente quci capitan che porevano essere particolarmente rilevanti per i neoconvertiti e: forse pili accessibili per il loro contenuto: sul mondo terrestc e celeste, sull'organismo umano, su certi fenomeni naturali, ecc. In un'epoca alquanta postcriore vcnnc rradotta anche Ia sua Dialectica. Ncnostnnre Ic varie difficolta che il traduttore ebbe a superare per rcndere .la complicate terrninologia teologica t filosotica, Ia traduzione tuttavia venne Farra con lodevole acribia, Gia nelrAlto Mediocvo le correnti dualistiche fra gli Slavi rncridionaIi venivano parzialrnente identificate con Ia dottrina di ArLO, e precipuamente a causa della nc-gazione della Trinitii. Eben noto infani che durante il Basso Medioevo la domina dei bogomili, dei pararini e dei (.atari, veniva qlwlificata co~ me an'ana haeresl!;. Certafficntc non contro l'arjanesirno ~<autentko~>, ormai da secali scomparso dalla storia, intendevano combattere i Bulgari, alIorche, proprio all'lnizio del X sec., iJ vescovo Costantino di Preslav (13 c:lpirale bulg:<ml di aTIora) si accmse a tradurre i f.amosi sermoni comro gli ariani di Atanas.io di Alessandrin; cgJi termino la sua traduzione nd 906, su richiesta del principe Simeone (893-9271. Supetando nwn.rose diffico1tii per rendere questa testa, partica!a.rmente com plica to a CauSa di una tcrrninologia astratta, in una lingua mancava ancora di traJizione letteraria del generc. il vescavo di Preslav ha offertO ai suoi contemporand un'arma efficace per combattere l'eresia dualistic-a che :md-:.l.V"JcristaIlizz;mdosi proprio in quei tempi. Gregorio Nazianzeno em tra gli autori piu noti 3gli SJavi gla in un'epoca (I~sai antlca. Merita rilevnre che Costantino il Filos.ofo (:::: Cirillo) gia nella sua giovinezza conobbe i suol scdttt e cosi ebbc una panicolare venerazione per lui, venerazione che serbo durante tueta 1a sua vita. II Sll.O biografo (Vita Constantini-Cyrifli 3-) narra che egli, 6glio gio-

neoconvertiti; cssi erano una ricchezza lerteraria comune non meno preziosa dei liori usati nella pratica liturgica, e diventavano tanto pili. aeccssari per il fatta che fra i necconvertiti ben presto lucominciavano a Prcpacretiche, che rninacciavano [a retta fedc. Una testimonianza in tal sensa si trova nci celebri Re-

tin Suppjcment 47), London w [aon d'Eglfto. Ric!:rcht> stn »mnosoitti greco·orief/JIl/i di originf: norr !!gir;il1!11l J..I IV secoio a.C. llil'VIII d.C, (Papyeologica Floreutina, 27), Fuenae 1996_ Paleogr"rljia e cf)~ir;ofogj"a gu,"~. Ani del II Colloquia in~erllazjon3.le WerUno·Wclfenbtine!, 17-21 otrobrc 1983), a c. di D. Hari£nger - G, Prato, I-IT, Alessandria 199t; Scntture, 'ibn' e tati nelle arce provi!1do.h di Bisanuo. Aui del semlnario di. Erice (18-25 novcmbre 1988), I-ll (Biblicrc(a del ..cel1!.r~ per i1 c?l1egarne~to degli swill medievali e urnamsnci nelI'Umversita eli Perugie», 5), Spcleto 1991; I milnmr:riu( greci tTt; ri/1t:Hionc e dibaf(zto, Atti d~l V COllOg11io Imernazionaie di PaJecgralJa gre-ca (Cremo

of Classical Srudies. Bulle1987; E. Crisci. Scriver!? gre-

0/ the Early Byrannne Pe-

importante

sponsa Nicolai I Papae ad consul/a Bulgarorum dell'866 (cap. 106): il papa istruisce i Bulgeri neoconvertiti, scrivendo loro: de his autem,
quos in patriam vest ram de dioersis locis advenisse perhibetir varia ct diversa docentes. De aitre fond storiche siamo informati che nel

vane di una famiglia agiutn, dopa 'aver avuto una delusione, si rinchiuse in casa e si mise ad imparare a memoria le opere di Crcgono. Fu precisamente sotto il suo influsso che Costantino compose [a sua prima opera Ierteraria: una poesia di setre strofe in lode c in onore del prune «maestro». Senza dubbio Costantino aveva Ietto e imperate «a memoria» non solrantc Ie grandi opere di Gregorio, cioe i SUOl sermoni e le beilissirne poesic. rna anche [a sua corrispondenza: 10 testimonia un altro passo della Vila (cap, 5), dove al giovane studioso si ertribuisce una citazione artinta da una delle le-rere di Gregorio, GiiI i primi autori slavi, che composero sia Ia Vita Con-

nanttni-Cyriili e la Yira i.'vf.ethodd, sia g1i eIogi in loro onore, dimostrano, fra l'altro, di
aver subito l'influsso del Padre cappadoce. Lo scrittore bulgaro Giovanni Esarca - vissuto fra I'inizio della seconds meta del IX sec. e la fine del terzo decennio del secolo s-eguente - compose non motto prima del 918 il suo volurninoso Hexr1emeron. Esso una vesta compilaaione basata principajmente sull'opera omonima dE Basilio dl Cesart'.Cl., su Se· vetillnO di G,lb111a, Giovanni Crisostomo e attre fonti non meglio iJentificatc. L'EJamerone fllpprc-scnta, com ben nato, un vasto commento a1 primo capitolo del Genesi, con ampie divagazioni su prob1emi connessi. In esso, come risposra at tent::!.tivi degli eretici dualisdd che negavano, in generale, l'importanza dell'AT come libro sacra per In chiesa crisriana, vLene ruev2to il suo valore fondamenta1e, nd memre si inslste sul legatnc intrmseco [ra i due Testamenti, Ai lertori slavi, l'Esamero1fe offriva un'autorevo1e esposizrone .sui problemi deUo cn::azione, secondo Ie Cattgorle concettuali Ji Mose. Ncl suo vasto quadro sono inscrite notizie sul momlo celeste e rerrestre, :iUlla faLma e sulla flora, sovente in forma vetamemc realistka can dettagH ptovenienti dall'osservazione anenta della natura. Pur utilizzando anziruno scritti di proventenZ3 patristica, 10 SCftttore bulgaro medieva.le aveva sfruttato anehe a1tre fonti e naturalmente a1cune personali osservazioni, riuscendo in talc maniera a redigere una vera encidopedia di corHtnuto dogmatico e [1aturaHstieo. Segucndo I'ispirazione fondnmentale di Basilio, come di qualche altro Padre (p.cs. leodoreto di Cirro, dallo cui opera Graecarum a/fectionMm cmafio dta lllrtghi br:nn..i), Giovanni Esarca ha redo-tto 1a sua compi1azione con proEondo senso ill eIogio alIa Sapienza divma t alIa mirabile armonL;';\ dean (;fcazi-OQe...ii:If!ll:w_llverso e dell'uomo. An-

paese neoconverriro giunsero predicatori di


vane dottrine ereriche: pauliciani, manichci, rina.isti, perfinc seguaci di Maometto, Si risvegliarono anche gil dementi di dualisrno, ormai da lungo tempo dissemin.ati che poi si cristallizzeranno nell'eresia dci bogornilL La letteratlJra JXllcoslava, in p3ni-colarc quell

4.1~{]O~~[~~:,I;f)~)Fi~~?:2~QOPratn, (PapytuI-III p, Canart

PALEOSLAVO (tr.duzioni in p,). Mcrodio, uno dei cre8tori dell' alfabeto slavo e, nello
stesso tempo, uno dcj promotori della Jettecalma paleoslava, operava prmcipalmente Come rraduttore cial greco sia lnslcme a suo fratella Costantino il Filosofo (~Cirillo), sia per conte suo, particolarrnente dopo la morte di questi (f.bbraia 869). Ora i1 suo biografo _ probabilmente iJ sUo discepolo Clemente di

Ocrida - narra nella Vila Method,i (cap. 15) ch'egli tradusse, fm l'altro, i cosiddetti 0(;1_ skt}"a knfgy, doe 1 «libri dei Padri>;>. Ltnterpre[azione ill questa affermazione h;a destato una vera polemic"! fra gli .speclalistE. L'ipotesi c:he S1 rratti del Patericon, dove si narrano hi vita e le gesta dei Padri del desetto, Sembra poco verosimlle, poiche ti non era indispensabile tale sarta di serit-

vertici al crjstianesimo.

agli Slavi neo(on~ M01to piLI probabile

itwece pare che si tratti della traduzione di scrim dei ~(Padri della Chiesa», cioe di opere patristiehe neI senso stretto del termine, in quanto un tale genere di opere er'J veramente necessaria per ogni popoio subito dopo aver ubbr.acc:iato la fede crisriana. La converSlone al cristianesimo di un num"o popoIo esigcva la traduzione, nella lingua rispettiva~ del-

ia pa1eobulgara, consisteva prevalememente, insieme alIe poco numerose opere originali~ di tradu::::ioni dal greco e precisamente eli opere patris[iche, r: non dl scritti di autori propr1ameme bizantini. Essendasi convcni[a per prima fra i paesi meridionali ed orientali, loa Bulgaria divento il vera Centro eli traduzione e quindi di diffuSlone di_ tcsti pattistici Era gil Slavi ortodossi. Ql1est'attivitii venne pili tardi ripres.a e continuata dai Serbi e ciai Russi, cosicche durante l'epoca mcdicvale furano tradotte, in generale, guasi tutte- Ie opere dei rnaggiori Padri e perfino, talvoira, gli sedtti cH aurori meno nod. Cos) le traduzioni d_j opere patristiche divem:arono una componente esse:nziale della letteratura medievale. Tunavia difficile detenninare ja lora cronolQgia, SOpfllttutto per i .secoH successivi allo COTIversione, -allorche si forrnarono in tali paesi sl:lvi nwnerosi centri di operosir<1 letteraria, scbbene pero, pet alcuni di essi, s.ia rclutivJ. mentc facile stabilire La predsa cronologia cli ttaduzloni, fatte in Bulgaria durante Ja second" meta clellX Sec. e in qUellD scguente. Talune di queste tn~du7.ioni portano una data espIidto, mentrc di rutre 1a si puc determinare grazie ad indizi prueografici, linguistici 0 storid Si cleve notare: pero chc la scdta delle opere da tradurrc era deterrninata da esigerIze della. vita spirltualc e nOD casualmente, in quanto tale scdta era motivata Jal

do

'e

me

che in ci~O ..

3759

~.\'lC=J!~Va'f.tlfm ..... {~ 71!.\

f.

crvida

rlsposta

aile

3760

3761

':" BlUtWHli[lV-,\t:
Q~ __ ~,'{o'......

3762

~VI ••

PALEOSL.iVO

(traduzioni

iJl p,)

P,\LEOSLAVO

ilr;<edtlzioni

ill pJ

PAL.E.OSLAVO Itrnduzioni in p.J

PALERMO verb 1 A. Vaillant, LI! Milt! L. Scharbau, UlIte~SUChUll~EIlztrm Tentplni!,EbrfTllch im GutiJcbe~ and Att/c.m:henstavuchen. PhD dissertation, ljniversira di Kid 1958; G. N.1.[1d:ris, Handbook of Old Cburcb SlalJr'mic, London 1959; A. de Santos Otero, Los Evan~etios apD,,"!!m, ~<"Idri~ 1196J.; D, Bo_gdano~c,Jovat1 L~sJurcnik u Vl"1I1t1tl]skoJ I SMm; ubsku) kn}.iO"V1105t:, system of lenses of the Akad. nauk SSSR, Moscow

concezioni materiale,

pesstmistiche come pure

degLi eretici l'uomo,

duaiis-i-

ci, che preteodcvano che 11mondo visibile e


Fosse creazione

quesr'opera cffriva ai lcuon si-no quadro di informaaioni

slavi un ricchis, geografiche. er-

del principio del male. Egli critira inoltre, sernpre seguendo le sue Ionri, Ie credenzc astrologiche del Protobulgari
Verso le fine de! IX sec. c iniaio del seguentc, vennero trndorti in Bulgaria i cosiddeni Dialogl quattuor (CPG 7482) delle PseudoCesario, il preteso fratello di Gregorio Nazianzcno, vissuto nel IV sec. In realm si tratta di uno scritto di aurore ignore dell'ambicrite degli acemeti, vissuto verso la meta del VI sec. Anchc in questo caso, insieme a inreressanrisslme notizie di carattere ernografico, si leggono critiche all'astrologia. L'anonlmo autore ha utilizzato il Libra delle Leggi dei paest di Ba-desane (t 222), riportando copiosi esrratti, molto interessanti pet il 10m contenurc. da norare chc [a rraduzione paleoslava pili complera e pill correrra del teste greco pcrvcnutoci e costituisce una fonre per supplire e correggere questa teste, conscrva. to in manoscritti relativamcntc piu rardivi. Nella panoplia di scritti tltilizzati nella lotra contra Ie rendenze ariane si deve menzlona-

nografiche e muuralistiche su Etiopia, India,


l'rsola di Ceylon (Sri Lanka} ecc., con notizie sulla flora e sulla fauna e Con illusuazioni dipinte probabilmente dallo stesso autore, rip.rodoue fedelmcnte nelle copie della rraduatone slava. Lepera cosrituiva una precise risposta aile concezioni diffuse nella Grande Moravia, giii verso 13: meta del X sec., riguardanri Ie sfericita della terra c l'esistenza dE81i

sta A. Vaillant 09J.2). Conosciamo in traduzione slava medievale anche uicune opere di Epifanio di Salumina di Cipro (,403). Sccgliendo diversi scrim Ji famosi Pudn. come Gregorio Nazianzeno e Giovanni Crisestomo, i traduttori usavano formare voluminose raccolte (sbornikJ), (he abitualmenre trovarono una [arga diffustone. Una di qucstc raccolte quelIa su Giovanni Crisostomo, conosciuta con l'eloquenre tirolo di Zlatostruj tcbrysorrbemons; composta verso l'i-

Old Church
1959;

Slavonic

Ephrl:"m slave: ibid. 19 (1958) 279·286;

.E

re anche 1.a Vi'sio S. Petri Alexandrini, collegata con i1 nome del veSCOVQ e ruartire di.
A1essandria, Pietro (t 311), tradotta in un'e· poca antics non esaUamente precisabile. La popolarita di qucsto testo ag!ografico fu tale ehc la seena delia visiane venne rtprodotta. In pittUl·e !Durali e kone, dove il veS-COllO \liene taffigumto dinanzi all'.imm;agine di Cristo con la veste lacerata e con l'iscrizjone della richiesta del vescov'o che domanda chi ha cau. sato 13 1acerazione e della rispos.ta de! Signo. re: ~<L'empio Ario}}. Persistcndo 1e tendenze d~a~st.iche assai a lungo, queste raffigurazionI, ISplrate d:a fonte agiografica, si perpctu:a. rOno sino all'epoca t.ardomedievale. Come rispo;sta al Jeterminismo filosoHco degli :~e_[i~i ~~aliscici, che negavano 1a respon. sabilita rndlVlduale per Ie proprle 3.zioru, 1<\risurreziooc e la retribtnione del pc::ccati, durante i primi deccnni del X sec. venn~ tradotto .il De amextfsio (De libero drbifJ'io) di Mctodio Jj Olimpo. ES.'lcndo perduto nella sua intcgrita. l'originale greco, la traduzione paleoslava - edi,,, nel 1930 da A. Vaillan, in PO 22,5, pp. 631-889, con saggio di retroversione in greeD e traduzione fra.ncese - acquista un valore considerevole per gh :swdi patristici. Nella stesso petiodo venne tradotta in shlvo la Topogra/ia crisliana di Cosma In. dicopleuste, eOJhmerciante e poi monaco ad AiessanJria in Egina. Olue a una confutazione del sistema cosmografico di Tolonteo,

cla Costantino i1 Filosofo nel suo soggiorno nella lana e andre dallu cluesa uffic;iale. Succcssivamenre venncro tradorti altri numerosi scritri patristici, sia eli prosa che di poesia, del quali non qui possibi]c offrire un elenco dettagllato: p-er questo conviene menzionare solo alcuni tra i pill. importanti. Cosi, p.es., si sa che quando riel terzo deccnnio del X sec. venne istituito il piu grande cenmonastico nella Bulgaria sud-occidentale, il mcnastero di Rila, qui venne tradotta, per I'edificaalone dei monaci, l'opera fond amentale di s. Efrem Slro, le Parsmeseis (Admoni. tionesi. Framrnenti di questo scritto e ellusioni a eSSO si ris(;ontrano nel Testamento spinlua/(' del fondatore del monastero (s. Giovanni di llila), redarto verso il 940; inoltr!"'! ne restilDO altri framrnemi in s.crittura giagoIiti· ea deUa fine del medesimo secolo e una -COr pta imcra delb traduzionc pa1eosIava in un m,lnoscrltto cirillico del XIV sec. Fu tradotto in slavo anche il Commenta il Daniele di Ippolito, il cui testo grtco incornp!eto, mentrC .e integmle in questa tradLJ~ione. Grazie aile traduzioni, ai lenori slavi erano accessi· bili, nella s[esura odg.inale, anche aItri scritti patristici di edificazione .':ia ptr i monad che per i lafcl, come it Pralm'lt spiritUdle di Giovanni Mosco (VI sec_) e la celebre Scala Paradisr· di Giovanni. CHrnaco (VI-VII sec.) che ebbe Iarga popoI:arita: fu c()piata, letta e ci· tata spessissimo sino alia fine del periocio me· dievale, eome pure in tempi pili recenti. Un frammento del Diafogo della vita di S. GioI,·,wni Cnsostmno, composto suJ made:Uo del Fedone Ji Platone, da Palladio di Elenopoli, e contcnente notizie dei «popo1.i dell'India e dei Bramani», attira particolarmcnte J'interesse e venne diffuso come lina narrazionc a se sta.nte. Grande fama godctte Isidoro di Pelu.sin {t 435 ca.), di cui varie lenere vennero tradotte e diffm:ie nel mondo s.lavo ortodosso. Gia Jurantc l'epoca altomedicvalc veonero tradotte in slavo Ie CatecheJi di Cirillo di Gerusalemme (t 387); ]a seconda di eSSe fu magistralrncme anafuzata e edita dailo slavi·

antipodi, concezioni aspramerue combarture

nizio del X sec. sotto l'Ispirazione del re Simeone, ebbe una patrkolare rinomanza. Nei primi decenni del medesirno secolo fu tradotto in paleobulgaro il Commento ai salmi di Esichio di Gerusalemme (V sec.], la cui traduzione venne aggiunta accanto al testo sresso dei salmi: i due testi cosl S1 presentano nel celebre codice della Biblioteca Universitar ia eli Bologna, conosciuto come Psalterium Bononiense, databile ella prima meta del XTII sec. Tn risposra a certe tenderize ri-

:TO

nascimentali di interpretazione nuturalistica del Carnico dei Canna, venne tradotta, probabilmente prima della fine del XIV sec., Ia relative Interpretatia di Teodcreto di Ciro (V sec.), la cui opera venne citata, anc;he racicamente, da :aurori slavi di quell'epoea. Lo Ps. Dionigt Areopagita era conosduto agli Slavi gia verso il IX·X SeC., e da essi cltaro pill di una volta, rna un3 traduzione rntegrale del SUO! .s-critti fu compiuta, corne pare, solt:ll1to durante la seconda meta del XIV .sec., trJ· duzione conservata, fra l'altfo, in una copia Per condudere, si pUG dire che la traduzr(]ne di COst nwnerosi scritti deL Padri costitui 1a base piu solid a per la nascita e 10 sviluppo della lerteratura degli Slavi ortodossi. Tali tradUzIoni slave hanno, d'altronde, un COil· siderevole interesse anche per 1a conoscenZ2 della Ietteraturn parristica greca c devono essere utilizzate con gratitudine e attenzione. erG il·lII
T valenija (utile rna incompleto); DlemJ Cf!r;'wi IJ drevfle

Beograd 1%8 [cfr. Duicev. ByzZ 66 [!973] 102 103); I. Dujcev, Medioeuo brzamino-sl!tuo, ll, Roma 1%8.3·27, (per [a versionc slava dei DidlrJfj,br' della Ps. 1~1·205, 604·605); R. Riedinger, PseudoKaisarios, i.JberliejulIl1gS;'r!slhfLhfe "tid Ver/t1JrL·rsfrage, Mtmchec 1969 (cfr, Dujcev. EyzZ 67 [1974J 403·406); G.Mc Prochorov, Korpus !oiim'nii r imenem Dionisija Areopagitr1: Trudy Otdeia drevnerussku] litcratury 3] (1976) 351·361.; A. de S;I,ntosOtero, Dil! h(wdst:hrr/tliche rJb,.rUc/erunJl, de, atHtauiJchm Apolerypben, I·II, BerlinNew York 1978·1981; 1. Dujct:v, 1.4 tene-emra gr,.CIl patriszica nella Bu/garitl medil'"ul1{e: rrccvccoo; 25 (983) 17}·178; R. P~cch:"o· H. Go1Jbl;l~t (eds.), Arp("c!s of the Stavi,' umgu.1_g.t= Question, vnl. 1, New Haven, CT 1984; E.M. Vcrcshcbag!n, I.lortt}'dvQznikQlJemjo dreonego ob,hchl!5rauyallrkogo (iterarunwgfJ )'a~igll.' pcreoodicbeskoyo deyatel'nosr Kirita i me/6di}'a i ih 1,c.nt:llik!;JV, Moskva 1997; W.R.. vcder, Utrum in Airr?mm Ablturum Erat?: A Study ill fbI: Bcgjnnin gs 0/ text transmission in Church SlaVIC, Bloomingron, IN 1999; ]. Schaeken H. Birnbaum, Die Airkirchenst!Jui5Ch(: Srhri/tkultur G(,Jchichtl!, Leete und Schrl1t:u:icheH.. Sprecbdenkmoier (Tnit li:-:rtprobe", Giossor :111dFlexionsmustern), Mcncheo 1999; H.G, Lunt, Old Church S~uoHlc Grammar, New York 12001·, Kirll{J.Metodif!1.JJka bibliogI"a/iya 15[6·19"31. Pocl
589·594 Cesario: obcllchata redaklisiY:l il3 S. Niko]oYJ, Sofiy~ 2003; D. P~d"Jnova, s'~t<1Virc1, Stlll"ob'tgdr$kd /JiadtU!d. enlnkt{)p<c· dkh~rr redmik, 2. p[eraboteno j do-p'lncno izdanie. Nauchni rerhktori 1. Dobl"CV i A Miltenova., Vdiko T'm~wD 2003

l. Dujtcv

del U7l.

b;utdelllj'a

it ruk~piuj

AS. Ar;::hangelskij, ru,rskoj pi/m<!tllloifi. i opyly iswriko- tiJeratum,,!r:h

Kommen, .. ZU!l1 Hoheniiede, Leip~Jg 1897 (dr. Duicev: m M ..dioevo biz.a'ltiJ1o ..lava, II, Rom;3- 1968, p. 10, n. 2:); veSCQ\'O Mich.ail, Agra/y IJ tl.Jorl}rrijacb Sv. Metodija: Zurnal Moskolrskoj pat.rillrchii 6 (1954) 43·50; M. Hcppell, Slavonic rrn!/s'~lr(!I'S 0/ Early i3yzo71tim? Aut:tical Lltera(ure. A Brblwgrapf;zco.i Note: JEH 5 (1954) 86·1O{)', V.V, Daniov, Pis'Tft(l [:;idora PdUil".rJ!d U ~!XbMnikl! Svjr1.to>illva 107) goda~: Trudy Otd~b drev[]cru.sskoj l..iterat1.lJ;)' 11 (1955) 335·341; M. Hcppcll, Some SlalJonic Mrmur;cript5 of th[! "S,,"{,, PllradiJi (LestLJic;z); Bvz"ntirt6~lav:iC.a 18 (957) 233·270; LK. Bunma< Sisfe~'11 '.il'(,mefT r(l1rosiavjl1t1skogo grag(Jra [The
n

rzuct'nj, I-IV, K;J<;;l.u 1889·1890 (opel:!. fc:.mdnmenralc, <lJ"t("u:rn non s03tiruim); G.H. Bm1Wf"[SCn" Hippolyt'l Komm<,nlar ;;.r.wrBI,chf Ddm~l JmJ Jlf:" Frag.'l1ente it's

PALElUv[O. b zona di P. era abita,a da lunga data, quando nd VB sec. a.C i Peni-ci si insediarono a Pano171tos, citra cosi denomina· ta in greco per l'arnpiezza del ,~uo porto (~{tutto porto»), forse i Fcnici 101 denominarono ziz (diore»); poi nel480 fu)" volta dell'arrivo dci Cartaginesi. Scoppiato il confliUo [ra Rorna e C[!rtagrne, la Sicilia divenro tcatro di guerra e P. senrl da base alIa f10na c::trtaglnese. Le ba· si militari furono attacc:ate per prime da Ro· rna; dopo Kamflrina (2:58 a.C.) ROffia conqui"0 P. (nel 254 a.c.). Anch. per i Romani P_ costitui una base importantc con fiorente traJfico mari[timo. Allorche la Sicilia divcnto 1a prima provincia ramana, alcune delle ciua siciliane conservarono una lora autonomia. Fra Ie ciUa <Jibert': e immunh> al tempo dl Cice· rone c'era anche P. j\ll'epoca di Augusto P. ebbe 10 StiltW· di colonia ramana. La Sicilia, gia dai tempi d1 Catone, em consiJ.erata nu· trice del popolo romano, csscndo una delle mag:giori pwJuttrici meditcrranee di grana insicrnc a Spagna, Africa e Egitto. Anche neI IV sec. d.C vi era in Sicilia abbondanza dr gr.a·

3763

3764

3765

3766

PALERMO

PALER,.\10

PALF..STJNA

PALESTINA

no, come ricorda Prudcnzio nel Contra 5ym»tacbum (ll940-942). Anche nel V sec. per la sua ricchezza agricola e per la sua posizione strategica Ic Sicilia continuo a esserc W1 polo di arrrazione per i popcli; fu occupata da Gen. serico re dei Vandall nel 440; il goto Teodorico penso bene di non confiscate Ie terre in

Notevclc il fatto che I'iscriaione provenga proprio da P., citra non cerro generosa nel testituirci rnateriale epigrafico (EP. Rizzo, Eremin e itinerari commerciali nella Sicilia orientale tardo-imperialeif caso sintomatico di Ila-

Sicilia per non danneggiare [a fiorente agricolrura. P. fu sottratta ai Goti da Belisario per
l'imperarcre hizantino nel535, data. (he segna la fine del governo romano e l'inizio della do"

riane, in Storia della Sicilia. e tradisione agiografica nella lama antichitii, a c. di S. Pricoco, Soveria Maonelli 1988, 81). Fino al VI! sec. il corpo sacerdorale in Sicilia fu di estra
zicne prevalenremenre latina, determinate,

nastero del quale fu a capo I'ebate Mariciano (pare si tratti del monastero Pretoriano) (Oreg. M., Epist. 1,54, 1uglio 591). Uno solo fu 10 xenodochio situate a P., quello annesso al monastero di S. Teodoro, fonduro da Pietro, del guale fu direttore Bacauda {Greg. M., Epl5!. I, 9, ottoore 590). Dalle epistole

pitale della P. I era Gerusalcmme,

della II Sci-

grcgorianc sappiamo che raggrupparnenti di


ebrei erano presenti a P. e in ehre importanti citta sicdiane: Catania, Siracusa, Agrigento.
D,C.

minazione blzantina (535-831}. P. fu conquistata dagli Arabi (831) e dlvenne la prima citra della Sicilia, togiiendo il prirnato a Siracusa che 10 era stata fino ad ni'ora. Gli Arabi fecero di P. la capitale deil'emirato musulmano eli Sicilia. Non si sa COn certezza quando il cristianesiroo comincio a diftondcrsi in Sicilia, data la scarsa dccumcntazione a noi pervcnuta. Le tracce storiche piu anriche e sicure risalgono al III scc., quando Cipriano, vescovo di Cartagine {250-258 d.C) accennu a un mC3saggio riguardante i laPS1-, desrinato ella Sicilia; do presuppone I'esisrenza di cornunita cristiane crganizzate noll'isola, di persecuzioni anti-cristiane locali e anche di martiri e di iapsi. Le dispute creticali che scossero l'Oden. re e l'Africa Era il ITI e il V sec. non attecchirono mal neU'isola. I primi vc-scovi conosduti di P. risalgono al V sec. inizi~ndo COn
un ("eno Graziano (Gams 951). II processo di cristiani.zzazfone fu piu intcnso a Catania e piu debolc a P., forse per la presenz.a frenantc di aristocratici pagani. Un prezioso titolo catanese, sicuramente dalato per ]a menzione di un Zoi!us Gotr(ector! pr{olJinciae) attesta a Catania, nei primi de· cennr del IV sec.,l'esistenza di un Martyrium, Si tml:ra della nota eprgrafe di Iulia Florentina, la bimba dulassima atque innocentissimll, morta a Hybla a diciotto mes! e venti due giorill e battezzata in punte di !norte. Ii suo corpo - si legge nell'is.crizione - fu inumato per prosbiterum in loeulo pro /orihus MartXPo. Tum. La prove.nienza dd titolo indic.a che il Martyrium presso il guale <lVvenne l'rnumazionc cleve essen~ riccrca[o a Catania. L'epigrafe conscrvata ora al Louvre (G. RiZZ;], Un A1artyrium palcoctistiano di Catania e [1

[orse, della prcscnza nell'isola di senatori residenti a Rorna rna spesso presenti nei loro latifondi siciliani, La predominanza di ecclesiastici di estrazione latina provata, fra I' altro, dal fatro che Pas casino, vescovo di Lili-

primi

beo, nel concilio eli Calcedonin del 451 d.C. S1 devette servire di un inrcrprete greco quando, per incarico di Leone Magno, devette rappresenrare Ie ragioni di Roma centro Ie tenderize aurarchiche della Chiesa di Oriente (cfr. Leo M., epist. 88 a Pascasino, vescovo di Lilibcol. Degno eli rilicvo per Ia ricostruzione del cristianesimo a P. e il fatto chc Leone abbia affiduto i prcpri scripta a Silanm, diacono della Chiesa palermitana, perche fossera trasmessi a Pascasino. La conferma della prcvalente estrazione latina nel ciero siciliano e vista da L. Cracco Ruggini in tutta una serie di nomi eli monaci) di abaft, di monache e di abbadesse menzlotJ.ati nell'cpistolario di Gregorio !vlagno in riferimento ai cenobi di Sicilia (dr. L. Cmcco Ruggin;, II pril

S~udi pJ1]fOcristidm pubblicl1ti ill onorc del Concilio Earmenico Vilticano II, Catania 1964,593·612; G. Rapisarda Lc Menzo, L'Erf!patia di Gregorio MagliO attraucrso il eopisfo{ario: Orpheus 24/1·2 (19"77)15·65; AA.VV., Ii Cristienesimo in SICilia doile t)'1ip.rnia Grr'gorio Magno, a c. di V. Messana e S. Pricoco, Caltarussene 1987; AA.VV., Slana Jd~ Sicilia e tradiuone agio~r4i[li I1t:Ua tarda antichifd, a c. di S. Pricoco. Soveria Manne lli 1988; R Marino, La sr,,"/ia dDt 241 af 210 a.C, suppl, a Kokalos 7, Roroa 1988· AA_VV. SidfieI e" Itoha suburbicaria (fa IVe VIII H!coio: a c. di Pricocc, F. Rizzo Nerve e T. Sar;110

Lancia di Bro10, Stand dd/a ChieM in Sic/1M nci dieci secdj.dei CmJian_etimo,.2 vou .• P~ermo 188~. 1884; F. Lsneonl, Lr: dwc.esr d'rta/ttl do.Ue (Jrtgini at prm cipio del secoto VII, 2· voll Faenza 1927" {risr. anast., Modena 1997); G. Rizza, Un Marryrium pafMcrirtir1flC! di CMania eo it sepolcm di Julia Florentine, in Oikollm.mr:.

topoli e della ill Petra. (Ncll'Idcntificazlone delle diccesi si seguono: FM, Abel, Ceograpbie de la Palestine II_ Paris 1938, 200-202; B. Bagatti, The Church [rorn the Gentiles In Palestine, Jerusalem 197[, 92-951. I. Palestina 1. Lungo la costa, verso nord vi to Dora, sede episcopale a partire dnl V sec. GL scavi hanno rnesso in luce i resti del pore to, delle mura, un ternpio, il teatro e eicune chicse. TI mosaico di una delle chiese nell'fscrizione ricorda il vcscovo Acacio (Ene. Arc. Excavations 1, 334·337; New Enc. Arc. Excavotions 1, 357-.372). Una pietra reca l'autentica di un frummento di roccia del Calvario

esposto alla vcnerazione dei Iedeli (Bagani, Villaggi d, Galileo, 110. AKa/on e Maiuma di Asculon. Gli sravi di Barnes, a nord dcll'attuale recinto medlevaIe di Ascalon. ora parco pubblico, hanno dimostrato che questa zona era largamente abitata nel periodo romano-blzantino. Sono
5[;3.·

della,

So .... eria

Marmclll

S.

te scoperte due chiese, una a tre navate, l'nltra, che semora un annesso di altre costruzioni sane, reca nel pavimento la cirazione

1991;

G. Rapisarda

Lo Menze,

mo cristiancsimo in Sialic! (I[1- VII sew/oj, In 11 cristianesimo ,·n Sic:tiia dalle origini a Gregorio Magno, a c. di V Messana e S. Prieoco, Caltanissctt' 1987, Il3-1I4). L1episrolario di Gregorio Magno C! oEfre prezio.se testimonianze su monasterl, or:atori e
ospizi siciliani del VI sec; alcuni di guest! giii. eSlslenti da tempo, altri fondati e realizzati materialmente su posscdimenti fanilliarI di Gregorio e da lui donati alla Chiesa sicilian;] (Greg. Tur., Hist. Franc. X, 1), A P_ i rnona~ steri menzionati dOl Gregorio Magno furono·

Studi gregoriiJni. GreglJTio MagnQ e" jp. .Si~iI(d, Catania 1993: AA.vv., L1 Sicilia nella tarda IlnftchrM f' nelt'atro m('dioe'.'oc Religione e JOcil;iJ., a c, di R. .sarcd1ofla e S Pricoco, SOl/eria Manllelli 1999; G. Mammino, Grr:gon'o M(Jg110 e Jg 10/CJrma ddln Chiera i11Sicilia, AnrliiJi del Regisrrum EpiJwi{jTlmr, CatilIlia 2004; L. GiorJ:m.o, Ifin~· r..ri di girf5'r~i.[J. gre~(Jr;a,,~: rf's'lfaf~"tJ ~ rr'r:ni(Jl1e, Eari 2005·, F.P. RiZlO, Gi, a/bort delfa SrClfriJ Lmt:rma. Secort I· V, nari 2005; p.p, Riz.zo, Sidlia Criftidnd d41 I at V seclp

del primo versetto del salmo 23 e il nome del vescovo Anastasio con la data del 493.
Questo farea fa pensare: cbe iVl Sl trOvasse l',mtica Ascalon del p(;riodo cristiano. 1Vlaiuma altro non che il porto di Ascalon (Bagani, A"nlon: SBF 24 [1974] 227-264;

to,

2 voll, , Roma

2006

G. Rapismh PALESTINA
I.
Palcsrina I II. P~lest.i.nfl

n . III.

Palestina

HL

Pompeo conquisto la Sma negl.i anni 64163 costituendola in provincia romana dai confini non ben definiti, in gU3ntO <lndav,mo

a.c.,

di Ascaion e ricordato solo nel VI sec. Ne1 parco sono posti capite]li provenienti. da chrese e ahri oggetti sacri (Ene, Arc. Excavations, 125-130). Gaza e lvlaiuma d{ Gaza. La cina aveva moIte chiese, ornate con mosa.ici (Abel, Gm:a: RBi 40 [[931]5-31). Rccentemente a nord eli Gaza, a Jabaliah e stata scoptrt<l LUl3 chiesa con
dcgli ambienti anncssi tra cui un battistero, ornata con pavimenti mllsivi di vnric epoche. 11 mosaieo del dillcomcon dacato alia meta Jd V sec., mentre gucllo della chiesa i: degli

NEAEHL 1, 103-1I2). 11vescovo di ,v!aiuma

dalla Cappadocia all'Egitto, al deserto arabico e all'Eufrate. In genere, nei vari territori

sepolcro di lulia Florentina, in Oikoumene. Studi paleoCfistillni pubb/icat£ in onore del Conc!lio ECtl1nenico Vaticano II, Catania 1964, 593-612). A P. SLha nd V Sec. una s.ola anest'l'?lone della diffusione del mon<lcbesimo in Sicilia·. l'iscriziooe sepoIcnlle dj ]dunatia Eul{alia) rdigiosa lemina, morta nel 488 (elL x, 7329).

S. Teodoro, S. Erma, 5S. Massimo e Agat.a (detto Lw.::us.c<lrJo),Pretoriano, S. Adriano, S, Martino: due di essi furono skurameme fondati da Gregorio ;\1<l:gno: i.l monastero oi S. Erma d1 cui era superiore Urbico CUrbicus monasterii mei praepoJit1ts: Greg. M., Epist. V, 4, settembre 594) e quello dei SS, MassimO e Agata, def.inito dal ponteficc m011aste. ritIm nosttum (Greg. M., Epist. IX, 20, ottobre 598, indirizzata aU'abate Urbico). Ancora a P. vi fLl i'oratorio della beata Maria: fRtto .cdificare, come scrive Gtegorio Magno, cia poco (nuper) per iniziativa della stesso ponteficc (coepta nostra) In cella jratfUltJ nd mo-

vennero lasciar.idel re: clienti 0 costituite dua indipendenti. Dopo la caduca di Ge!Usalemme nel 70 J.c., b Giudea divenne una provincia romana imperiale a se, sotto un legatu.<; e, dopo 13:guerra del 130/131, assunsc il DOme di Syria·P., che dal 295 si estese ad alcuni territoti dell' Arabia. Dill 358, la provincia venne sudJivis.a in P. e P. Salutaris. Verso il
400, 1a P. era suddivisa in tre parti: due
eOffi-

prendtvano la P. propriamente detta (1'. IeI'. lIJ e I" terza (1' lID comprendcva mche alcum territor! posti a est del Mar rvforto. Dopa di quest£, verso nord, sj estcndcva la pro· vincia di Arabia confiDante con la Siria, Cae

inizi dell'VIII (The Madaba Map, 216-218). Si conoscono anche molte iscrizioni sepolcrali prevalentemtnte del VI SeC. chc ricordano i fedeli, p.es. due diaconi Alessandro e Patrizio, e la caratteristica Erase auguralc al defunto ~~[iposa in Cristo fm i sartti». Un'iscrLzione latina ricorda Giovenale, probabilrnente, il primo patriarca Ji Gerusa!emme (Clcrmont-Ganncau, Archaeological Researchi's, 397-429}. Si suno anche ritrovate instal.1azioni, anche can pavimenti musivI, nOD ricordate nei testi iettcrari. Alcune ptesentano anche un interesse .artis[lco: i mos:aic:i della chiesa di Umm Germ, can llccelli; di Klssujin, con fi-

3767

3768

3769

3770

PALES,T1NA

PALLSTlNA

PALES TINA

gure umane: un cavaliere e dei rirratti, che sono rra i piu belli della P; di Magen, con uccelli, uva e ritrarti nella ch.esa dedicate a s. Cirieco: della chiesa di Sbellai, con quadrupedi, uccelli, pesci, [rutri mosaicati nell'cnno 561-562. A .Mazimta state novato un mosaico di una sinagoga con Davide che suona l'arpa, can vari animal! (Bagatti, Villaggi

sclvatici che azzannanc quef domesrici, La dataaione a] II sec. proposta nriginariamente per il rnosaico e per: l'edificio si t dirnostrata 110n atrendibile. P£U ragionevolmenre pare che Sl tratti di una chiesa J. tre sbsidi, databile enche per 10 stile dei mosaici :11V sec., costruita su strutture murarie del periodo roo

come sede episcopa]e a partire dal IV sec. Due edirid religiosi si son a conservati del tarde pedodo romano e palcocristiano: la chiesa di A!uhatt el-Urdi, C011 mosaici con animali e scene di Grona e quella con ie staglooi e secDe di caccia con una cappella dedicata a Cri sto, re universale, giii sulla collina di el-Muqarqal e ora trasporrati a Gerusalemme (Bagatti, Eleuteropo/i: SBF 22 [1972] 109-129)_ Piu verso sud sono i resti dl una grande chiesa dena Sanhanna, gia studiata nel secolo SCOfSO, che va deperendo ogni gicrno di piu {Ovadiah. Corpus, 135-137l- AlI'intorno sono state trovate delle tombe cristianc decorate con croci e uccelli dipinti. Diospoli/Lidda. COD la fondazione arabu di Ramle, Lidda venne quasi abbaodonata, do· po essere staia un importante centro giudai, co e colonia ramana al tempo di Settimio Se\'ero. Nel VI sec. venne ancbe chiamata Georgiopoli, gr:3.zie aUa tradizione che loca!izza qui il rnartirio e 1a tomba dd santo. Niente rimane ill edrfici del periodo romano e delL l'antica chIesa di S. Giorgiu, se non forse qualche resto inglobnto nella posteriore chies.a crociata. Un'iscrizione mezzo cance.llata .su una colonna dusata nella moschea che ba preSQ il posto del complesso del santuario dt S. Giorgio, diceva che «I degnis!iimi pastori>;. a\'evano avuto cura di ~<omare questa illustratissirno tempio;.~ (Bagatt!, Villaggi di Samaria, 160-169}. Essenda una chiesa cimitedale probabilmente doveva trovarsi ai margi· ni della dtta. Nicopo/i'J/Emm(lUS, gia Am-was. Importante ~itta mila strada d-a Gerus.a1cmme a Giaffa. E una delle loca1ita in cui vieoe arnbientato l'episodio evangelico ddl'app-arizione di Cristo risono a Clcofa (Le 24,U-32)_ Rifondara he! III sec. con il nome di Nicopolis, t ricordata come sede: episcopale il partin; dallY sec Dapo 13 distruzione cotnpleta del villaggio, di questa localit3 non rimangono ormai c:hc tre absidi rostruite con gmndi blocchi senza calee secondo In [ccnIca romana e un complcsso di edifici cristiani, tutti in !:Ovilla, con lIna chiesa a tre navate, bauistero con vasea quadrilobata e scene nmsive con aoimali

d, Ciudea e Neghev, 150-189)_ Eleuteropolis/Beit Gebrin. E ricordata

mano, rnentre alcune ccidizioni furono Fette (Bagarti, Vi/law,; di Samaria, 148152: Enc_ Arc- Excavations 2, %2-364). Genco. Ha rcsti di vatic chiese: sul Kelt quel
nel VI sec Ia di S. Andrea con iscrizioni del VI sec., nelI'abitaro odierno quella di S. Giorgio, piccolo oratorio fatto dal prete Giorgio morto nel 566, poi Ia chiesa a Tell Hassan che si crcde

probabilira trastormatn in basilica del vescovo M:.Ircellino nel 518 (Ovadiah, Corpus, 182 s.). In basso. a nord) vi un'iscrizione ebruica, dove i crociati eressero la chicsa di S. Anna (Ene. Arc. Excavations 4, 1051-1055). Ca/amao. Lo scuvo nella rradiziooale «casa di Pierro» ha rivelato, sotto il pavimentc della chiesa ottagonale costruita nel V sec. dai gentilo-cristiani, una primitiva sala sostenuto cia un grande arco, dove i pellegrini graffirono norni e invocazioni in vade lingue: cbraica, aramaica, greca c latina, attestando cost it culto che vi s: praticava. Piu in basso si trovano casette riunite presso un cortile risalenti

vcnne Ll!1 complcsso comprendente in basso una chiesa piccola e in alto una del VI sec. La prima presenzava un' architctrura singolare, forse adattamento di un ambienre pagano, che si supposta opera del conte Giuseppe, ebrco convcrtito al tempo Ji Cosrantino (Ovadiah, Corpus, 180)_ Della residenaa del vcscovo giudeo-cristiano ricordatc da s.

Epilanio non si conosce ancora nulla. Frammenti cristiani sono un pezzo di architrave con CI'Oci, gia riusato Delia moschea piccola,
ora rnuseo, e un'iscrizionc grcca, ora perduta (Bagani, Villaggi di Galilca, 48-61)_ Bet- YerakJPhilot.eria. Piu a sud di Tiberiade, suila stessa sponda del [ago Ia rovina di Bet-Yerak, comprendente una sinagoga e una chiesa con battistero che ha avuto diverse fasi e un bagno. Un'iscrizione ricorda i preshiteri Elia e Basilio nell'anno 528-529 (Ovadiah, Corpus, 40 s.: Enc. Arc. Excavations,

fino al periodo ellenisticc. La sinagoga cocan frcgi e simboli non c. anteriore al IV sec. Et.Tabga i1 trcdizionale luogo dove Gcsu era solito parlarc alia folla e compiere mira- , coli ricordato dai pellegrini anti-chi con il nome eli Eptapegon «settc fontb- a causa delle molteplici fonti di acqua pre senti in zona, Sl conservano resti di chiese del IV e V scc.; una ricorda is moltiplicazione dei pani e dci pesci operaca de Cristo: in ess~ vi sono motivi nilo-ici nel pavirnento mUSJVO (Loffreda, SCr1lJi di et Tabgha, Gerusalemme 1970j Ene. struita coo dei conci bianchi e ornati

la cattedralc vescovilc c. verso la fontana :3. nord, quelln appartenente 03.1 monaco Antimo, che ha pavimcnti con uccclli, quadrupedi, pesci e l'iscrizione dei tre diaccnf Daniele, Mecario e Giovanni. La chiesa costruita propri-o suila fonre, vista paraiaimentc Dei secoli seersi, oggi non si vede piu (Augusunovic, Genco, 65-92; Enc- A,,_ Excavations 2, 550-575)_ Flavia Neapoli" oggi Nabius fonda-a d. Vespasiano non lcntano dalla bibiicn Sichem, non conserve rcsti di chiesc antiche, rna probabilmente ha la proseuchi en~ttn come foro per 1a compagnia dd messaliani che reca iscrizioni dei loro membri nei sedili di pietra (Ea· gatti, Villaggi d'SamarIa, 52)_ A suJ, al Foz20 della Samaritana, n:sti di mosaico hanna daro modo di ricostruire la chie.sa a croce, ereUn nel IV sec., quando il pozzo era gia Jivenuto un b<.ltdstero. Un sarcofago, con 10 scudo delle Amazzoni e 1a cro-c:e, riveIa un culto cristiano su.I posto, anterlore all'erezione della chIesa. materiale, tratto dal pozzo in (lccnsiooe di una ripulitura, mostra cbe esso era usato gil dall' eta del ferro. Seba:ste aveva il tempio di Augusto con un'ampia .scalluat:a, parzialrncme distrutto da· gil scavatori per indagare i pedodi piu antichi lBugarti, Vdlaggi di Samaria, 31-36)_ Nel fianco est della collina vi e, come vuole la tradizione, la tomba del Battista, racchiusa poi nella chiesa del IV sec. (ritrovat3 parzi-almente) e quindi. in quella crocium. A sud della citta, presso la fontana che fomiva acqua, quasi all'inizio del canale, vi una cappella sottewmea dedicara ad A.ronne, che ha pure graffiti cristiani (Ovadiah, Corpus, 157-159; Enc_ Arc_ ExcavariQtIS 4, 1047-1050)_ II. Palestinn TI. Dlocesarea, oggi Ziporis, fu uno dci centri pili importanti per il giudaisma dopo la distruzione del Tempio di GerusaIemme e sede episcopale a parrirc dal VI sec. Una chiesa rupcstre presso la cima del coUe, dov' era castruita 1a citta, fu con ognj

260-262)_ A Pella, citta della Decapoli e rifugio dei cristiani nella guerra del 70, sono state trovate tre chiese. Una a ovest avcva rre absidi c un atrio chc poggia su resti piu antichi dov'e stato trovato un sarcofago omato con grappoli
d'uva e una croce; mentre nella zonn es.[ vi era un'alrr<l. chiesa triabsidata. Entrarnbe sono databili alIa finc del V sec. Una tcTZ.l. chiesa a tre navate e una sola abside cia far risalire, nella 5-ua fas.e piu antiea, alIa prima med del V sec Labbandono di questa e probabilmente deile altre cbiese da siruare all'VIll sec_ avanzato (Michel, Les igitse" 120-128)_ Hctenopol£r. La si vuole iJentificare con il vil· laggio di Daburieb, posta ai piedi det Tabor sul versante ovest, il cui vescovato [u poi trasferito suI monte. Non si trovano perD rcsti cri5uani anti.cru. Se ne sono rinvenuti, five· -ee, a Kc-fet Kama, villaggio circasso posta ai !?iedi del monte, rna nella pane orientale. Qui, in due cappclIc, una accanto all'altrJ. e comLmicanti, Con livelli sovrapposti e iscri~ ;doni musivc, sf ricordano un diacono, un 11resbitero e un vescovo chiamato Eustazio. Net mosaLco p-avimentale sono r.appresentati uccelli, pcsci t disegni geometric!. VL pure un reliquario. Grnie Ii quesra dovizia di reperti si puo credere che 1a sedc vescovi!e sia st~lt,1 ncll'aUlIale Kefer Kama (Bagani, Vdlaggi di

Arc_ Excavallims 2, 497-501)_ ScitopoliIBeth-Sbeal1: citta della Dec,poli, f-ondata dal tolomei d'Egitw Del III sec. a.C.,
era la metropoli della provincia. Sulla cima della callina la cattcdrale, a piama circolare absid:otta co-o arrio e celie lltorna, fu distrutta dagli sC;;1.vatori per espLorare gli edifid pill anrichi (Ovadiah, Corpus, 38-40)_ Non tutti i dettag}i della costmzione sono ccrti (si ignora p.es. sc i -can ali servivuno per il battistero che stato trovato). La chiesa, dedkata a s. Procopio, aveva mos.aki a disegni geometrlci. 1'fosaici con figure umane, .wdi.aco, meSI e uccelli si trovano iove((~ nel momlstnO della Signora Maria, sul fianco rocdoso :a nord del wadi, dove vi era anche una cappella funeraria can 1a rapprcsenEazione musLva dd mesi (Ene. Arc. Excavations, 221·228), e un mosa.ico con iscrizione che ricorda l'edificia adibito a bagno dei lebbrosi, non ancora ri· trovato, Gli scam, che proseguono ancora oggi, stann a portnndo alia lllct molti monll· mcnti della cia:".!. Tiberiade. Fondata da Erode Antip"J nel 18 d_C sulla sponda sud-orientale del Marc di Gal1lea, fu uno del ceneri piu import anti del giudaismo. Sona stati rirrovati dei bagni, l'antiea 'm:qlledotto, parte delle mura, alcune Stnagoghe e: delle chiesc. In oCCl.1sione della posa in opera deD.'<lcguedo[[o, che dcvia le acque sai3te della rcgione di Er-Tabga, si rin-

Gall/,",274-280)_ Kursi, sulla sponda est de11ago Ji Tiberiade, e il posta in cui tradizionalmertte si localizza i.1 rnira<:-olo degli .indernoniati gudal'eni (lv1t 8,28-34), Vi sono una chiesa e una cappella dove viene ricordato il rniracolo evao.gdko. Anche Hipp051Susita e situat:I sulla sponda
est dellago, su un colle ehe, applinta per ]a

3771

3772

3773

3774

PALES'rIMA

PALESTlNA

PALE.STINA

PALlNSESTO

posizione, he riccvuto questo nome. Di questa citra della Decapoii, olrrc at resti delle mura, Ji strade pavimentate, del teatrc e d1 altri edifici, si conoscono quell! di quartro chiese, di cui pero nessuna finora scavata COffipietamente. Una ha 11 bunistero sul laro nord e pavimenro in opus sectiie; dalle iscrizioni si sa che I'ambiente era dedicate ei 55. Cosma e Damiano. La vasca bartcsiruale situata nel centro dell'absidc (Ovediah, Corpus, 174-178;

sic in mosaico che su pietra. Vanno ricordatc: Eboda 0 Avdat, in cui sono state trovate

Aila, oggi Aqaba, conserve


cui due: capitelli:

due chiese. Nitzana, gia Haugia el Hafi, dove sono stan trovati, oltre a due chiese, an-

resti cristiani, tra uno con i santi Longino e

Teodoro e due angeli rhe tengono il globo:


I'alrro con isanti Giorgio e Isidore, tutti dichiarati dalle iscrizicni (Saller-Bagarti, Nebo, 233; Piccirillo, Mosaics, 337)_ Pbaran sta sul Sinai sul Gebel Meharret. Capitelli con croci e un uomo _p~egn, ~orse per ricOfd~re. Mose, so~o stan VIS!I nell orro dei monaci eli S, Caterina, dove e state elevata una nueva cappella. Nella basilica della stesso monastero-fortezza costruito dall'impcratore Giustinicno S1 puc ancora ammirare 10 spier-dido mosaico sulja parete e sulla calotta deU'abside, dove raffigurate la scena della '[rasfigurazione (Piccirillo, Mosaics, 333-334),

chc manoscritti

liturgici e profani tra cui un

Enc. Arc, Excavation,

2,521-523).

Gadora, cggi Umm Qeis, gia dioccsi, conserva l'impianto urbanistico romano con cdifici classici e W1 bel colonnato. Gli scavi hanna rimesso in luce un bagno del periodo bizant~~ con pavimenti musivi a disegni geomernci e lscriaionl greche. Sono state rinvenute due chiese: una a pianta centrale, esternamente quadrata e internamente onagonale con otto colonne paste al centro e quattro absidi agli angoli del quadraro, preceduta a ovesr da un portico coionnaro, L'altra, solo paraia]mente scavata, a pianta basilicale c si trova »cdossara ilia parete meridionale della chiesa ottagonale (Michel, Les riglises, 128-132) Del tcrrircrio diocescno fa parre a/Salt, dove stato trovato un mcnasrero con chiesa in cui si conse:rva un pa.vimento mmivo con scene nilotiche e f.igura di r<lgazzo, gia rovinate durante l'VIII sec. Caprlolias, oggi Beil Ra5, serba bei monume-oti cl.aSSLCi.I'm i restl ct1stinnL (Sallcr~Ba' gatti, Nebo, 222) vi sono rovine: di ut:J<l chiesa di Weli El-Khade[, Un edil'icio a pianta centrale, absidato e con pavimemo ad opus st'r:tile, stato scavato nel 1976-78 presso iJ teatro piccolo occidentale. Piu di recente, a panire- d.a1198_3., sono state .scavate due chieSt. Una 5i trova a nord delL.! ciua l'altra forse 1a cattedrale, a1 cemro della .s~essa (Piceiriilo, ChieJe e most/iei della Ciordania settentrionale, 31-32),

dlzionaricrto virgilianc-greco. Sbiot» 0 Sbaita, con tre chiese. Me/is 0 Komuh in cui vi sono tre chiese, Rehooot 0 Betomolacbon con tre chiese. Lo studio d'insicme c la comparaaione dei vari dementi architettonici di quesci edifici sacri hunno perrnesso di prop one una. cronologia dettagliata delle vade fasi stilistico-ccstruttive di queste rhiesc, che va dalla meta del IV sec, ai primi anni del VII (Negev, The Cathedral Elusa). Charachmoha, oggi Kerale. non serba alcuna pianta di chiesn bizantina, rna ben 200 iscri-

0/

aioni greche, in gran parte tornbali, spesso


riusate nei pavirnenti. Quelle dararc vanno dal 375 al 661. Nei dimorni, vari villaggi censervane ancoru resti crisuani, rra cui qualche eremitaggio, p.es. El-Habis 0 un altro sul Wadi ed-Defali COn resti di pitrure religiose (Sailer . Bagarti, Nebo, 229 s.}, Arcopoiis, oggi Rabba, conserva, oltre a] tempia nabateo, i resnci una chlesa, iscriaioni con il nOme del vescovo GLovanni (597-8) c del metropolita di nome Stefano (687) • in una nLcchietta W1'lnvocaz.ione aIla Theotokos (R. Canova, Iscrizioni, 198-208; Michel, Les

Encyclopedia 0/ Arcbaeol(Jgl~at Excavations in the Hoi! LAnd, Jerusalem 1970: New Encyciopedia of Arr;ba~o!og:._cal ExcatJatiom in the Holy Land, Jerusalem 1993, ~. Clcrmonr-Cormeau, Archaeowglcal Reseorcbes m PII!~5!1n .. Ii, London 189'6~ EM. Abel, Ca!1l au Vl ~i~r.l(! d'aprhi !e Thiteur Chorikios: RBi 40 093115-J-L; lci., Gio9,rl1ph1e de' la Poil!Jtiue fl, Fans L938; S. Sailer - R Bagatri, Thl:
dintorni. Genl.a1emm~ 1951; G.R Forsyth K. W~lt;:;mann, The MOml!ta-y of S, G.thm'na, f~nr'l At6.:Jr, [v1I 1965~A. Ovad.i;JJ, c.f)7'US of the B'ilA~tme C_hr.<rches m the Holy f__"nd, Berlin 1970: B. B~iPttt, Arrlu;h, mlLigF,l crist/ani di GcJii1~(I,Gerusalemme 1971; Id., The Church fTom Ihe Gt'nlli{,J In P~JO'sll/"H',Jenls<llern 1971; Id., Il CTI~ 1tial'le'simo tid EiEuU:rop(Jti (Ben Gebrm): SBF 22 (!972) 109-129; Id" ASCII/on e Maiuma dl &cakm rid V7 Jr!COlo: SBF 24 (1974) 227.264; Id" AnIfchi IJI1faggi m~riani di SamIJrla, C~rusale-mme 1979; V. C~rb~ . S. Loffredn . E, Tesla - A. Spijke.tmiln, Cajarnr'lo, 4 VGil., Geru.alemme 1972-1975; RH. Smi.h, Pelld cf D('cr:J_Do!i., Vooster
if

Town

0/

Nebo. Jerusalem

1949; A. Augusrinovic.

Gt'~ico

eg[,ses, 139). Di Zoara, oggi Ghor es-Sa/i, la carta di Ivfad:aba ticorda la chiesa d1 Lot {SaUer-Bagatti, Nebo, 2.30)_, che gli scavi hanno riporrato at1a luce suilc pendier della montagn:3 sovrastante, in locatitii Dayr 'Ap' 'Abota. La cru(sa, a tre navate can tre absidi addmsate alJa parete della montagna, comunicava trarnL(e un'apertllra sull'abside nord con una grotta contenente una tomba, L'c-dificio deve esscre stato castruito neI VI seC. su una chiesa pre, ccdente e subj in seguito resrauri e rifadmenti come diruostnmo Ie due tscrizloni twvate: una nella navata nord datata al 606, l'altra davanti al prcsbitedo datata al 691 (Picciril. lo, ivIoroics, 336; Michel, Les iglises, 148-152;

Ad Abila, oggi EI-Qvwetlbe, gil seavi hanno messo in iuce Ie tcrme, un teatro e sci chiC':" sc. Tra 1e rovine vi SOn a pure resti di un cirnitero (Saller-Bagatti, Nebo, 221; Piccirillo, Chiese e mosmci della Giol'dania settentrionaIe, 5-34; Michel, LeI igilm, 111-120), III Palestina Capitale del Negev era la cltta nabatea EhHfl, 0 Khalasa, giil anticamente spogliata pcr reCllperare materiali cia coS-truzione. Scavi recenti hanno tuttavia riIU~SsO in luce parte dL una grande basilica) pnma a una sola tlbsidc poi con tre (Ene. Arc. Ex~a~atf01H, 35_9 s.): Rinvcnimenti piu fortu~ natl in alae cmadine del Negev hanno rimesso in luce importanti ravine di ehiese, Litle o pili in ciascun centro, con moIre iscrizioni

m.

Madaba Map, 225-227). Ad An·nde!to oggi GhaJ'andal, son-o stati ritrov<l.ri i restl di una chiesa a tre Ilavate prej

K. Wci12Blann, Tbe leon!, Princeron, :t\'J 1976; K Antichi viil4ggi di SaD1aria, G_t'~Tusillemme 1979; D, Baldi - B. Bi!.gllrtl, Saint J<,an-BllptH~e ~atlJ ie, mW)I;nirs de sa patrie, Jeru5~em 1980; I\.I. Plcruillo, ChieSt! e m(J,a;Ci dena CiMdaHia retl~/1mon.:1.'e, Gerus:lL(!mme t981: B. Bag£l.tu, Aniichi v;lkgg,i Ji Gr'udN e NegneJ,', GeTU5alemml': 1983; A. Ovndiah - e.G. J. Silva, Supplementum to the COrpUf oj the By;;atUirte church". itl the H/Jty Land, JemsaJem 1984; S. LoffreJa, Rec/Jt'ai~lg Caphar!laum. Jcm5~Ic.m 1:985; C.A.M. Glllc-~er. The CI1.y ()J GrJza iff the Roman and By:::anrme Penods, Oxford r987: A. Nege\', The Cathdral oj Elu.ta and tbe New TyPQJQgy and_ Chroll%gy 0/ the BYW:nline Churches in 'he Negev: SB}· 39 (l989) 129-142;]. She-te~he-vski, By:wnt1nO' Urban S('Il/ements iff the Negev Deff:rl, Beer-Sheva 19':11; M. Piccirillo, He MosaiC~ of}orddll, Amman 1993; Y. Tsa.frir . L. Dj Segni ]. Green (edd.), Tabula Imperii Rom:1.Ili ]uJlJea-Palaertif{rI, E,e/~ 11rrId in tht' H ellem

Bagatti

197);

]crus"lcm

plemerrt

ccduta da un vestibolo e pavimentata a mo,aieo (SaUcr-Bagatti, Neho, 131; Michel, Les igizses, 420).

Feinan, Iuogo ben nota ai condannati ai Iavori forz~ni durante Ie pil! tardive persecuzionI, ha i resti di trC': chiese, Lscriztoni (una con dedica a1 tempo del vc:scovo Teodoro deI. l'anno 587-88) e utoh sepolcrali.

,Iil:. Roman and Byzantine PeriOds - M~PI :md Gr)];en~eT, 19"94; C. Dauphin, 14 Pale-slme by~an.lI.ne.Peu· d poprtwtioJlJ, Oxford 1998; M. Ptccmllo E. Allium (edd'), The Mad~bll Mnp CeJtterrary l897-1997,Je· ru$alem 1999; A Michel, U5 ig!i5CS d'ipoquc byt.dntirtt'! e/ umayy ..d?: d~ Jorda,,/;! (Province5 d'Arabie el dt: Pale· ftiHC) V-VIII .tiede, Tumhorlt 2001; n Bar, Chri11idmfing ~{;~;~~a~a~~:~~.:d~~i(~l~t)e 'ilia.lm; Key Ele;jt('fIl in the Chri!tirJniVltinn of Dyzanti· ne PrItestifle: JITR 98 (2005) 49-65 (rleca bibU; I. Greco, l.:r tara t'!Ie ori&,ini c,.istiane, Napuli 2005, B, Bagatti - C. Pappalardo
il $(Jl1fit

4~7~~!~?ilO~~r~} ~o;~~

PALINSESTO, ccsl chiamato un marioscritto, eli solito di pergarnena, ehe conserva tracce di una scrutura lavata 0 raschlata tscnptio inferior 0 antiquion per fare spazio a una nueva scrittura (scr-iptio superior 0 recentior) 0 a pili strati successivi. Da qui la definizione di codex rescriptus, oggi preferita a quella di P'I dal greco nAWO\j!6.ro «raschio di nuovo», La scrittura sottostante era fatru scomparire per lavaggic con laue e crusca di avena (una ricctra dcll'Xl sec. in W Wattenbach, Vas Sdmftwcsen im Mitteldler, Graz '1958,303), per mezzo della cosiddetta spangJa delenlis, 0 cnche per rasura, grartnndola cioe con polvere di pietra pornice, dope aver ammorbidito [a pergamena con una miscela di lane e farina. Net primo case riaffioravano traccc dello scritto precedente, che si per-eleva pet sempre, invece, nel secondo. NDn ignota alla produzione Iibraria antica anche su papiro, una tale pratica divenne comune ne] rnedioevo, in prime luogo per gli alti prczzi della pcrgamena e per 1a scarsita della produzione di questa rispetto alle richieste del «mercato». ll. bisogno di materialc scrittorio spinse a riunlizzare codici antichi (specie dei seccii IV-VI) ormai ridottl in frammenti 0 intenzionalmentc smcmbrati, come testimonia implrcitamente il can. LXVIIT del con cillo in Trullo (691 0 692), che fa espresso divicto, pcna ]a s(;omuhica per un anno, «ill diS-ttuggere un volume dell'Antrco e del Nuovo Testamento, nonche dei nostri santt e autorevoli predicatar.i e dottori, dl smembrarlo in arti e dar-Ii, pcrche sia distrutto, ai mercanti di libri {.. -J R meno cbe un tale volume non sia stato totalmente dan· ncggiato dill tarIi, dall'acgu<l 0 in quaiche altro modo» (tr_ C. Noce). All'i.nizLo in Occidence la pratica si diffus.e nei monasteri irlaodesL, Jai qu.ali passo poi [acilmente sul continente, in cenobi ehe sono a loro volta fondazioni irlandesl, come Luxcuil, San Gallo, Bobbio, liutentid protagonisti del proces50 ill rifondazioDc c rccupcto del sapere del quale sana espressione i p. Le ragioni di 0[dine eCDnomico e pratico, infaru, si intrecCLano can scelte di natura spirituale e cuhurale in genere, connesse aU'idea della cancellazione come dmmIatio. I tcsti pagani vcruvano ricoperti con 1a parola di Dio (su 241 co· did biblid in maiuscola, 55 sonG p.); la VIIIgata fu spes so soprascritta alle Vetere5 e Ie opere degli eretici cancellate (un'altern:ativa al rogo); o5i eliminav3na lnolcre scritti consid-eraci irri1evanti (testi giuridici non pili validi, p,es" 0 te.stj liturgici divcntati obsolcti a St· guito di riforme; oppure lesti scriui in lingue

Ie

ne

PAi.lN5ESTO

Pt\L1NSESTO

pALLAma

PALLADLO

Dr ELENOPOU pCI'

srraniere 0 con grafie divenute ormai illeggibili, Come avvenne a opere in grec::o 0 in gorico 0 in ebr aico), per scprascnverc trattati 0 opuscoii di carattere tecnico-pratico 0 scolaaticc, nel quadro di quello che state definito «uso srrurnentale dcll'eredita del passato» (Cavallo) .. Materiaie di riciclo, del resto, la pergarnena ahrasa era per 10 pill destinata a una produzione libmria di non alto livello. A partire dnll'era carolingia, l'uso del p. comincia a Farsi pili raro e Era ie opere erase si trovano soprattutto test] liturgici. L'ambito liturgico quello privilcgiato anche nel monachesirno greco-orientale. Il numero di p. (anche framrnentari) oggi COT nosciuri considerevolc c coinvolge Ie principaf bibliotechc europee. Qualchc esempio: Flrcnze (il coci. plut. 87.21 della Biblioteca Medicea Laurcnziana, il cui strata pili antico risale al IX sec. e contiene }'Hisf()ricJ philothea di Teodoreto di Cirro; quello inrerrncdio alI'X! sec. e COntic:ne Ylliade, quello piu recente

oppure di rarne. Mentre ncl primo case iI recupero delle scritrure era arduo, se non addiritrura irnpossibile, nel caso degli inchiostri metallo-gallici 1a componenrc base permetteva 11rtemcrgere di rracce della scrirturn scornparaa. Due le recniche di recuperu tradizionali: I'una faceva usc di tannlni vegctali, l'ai-

Per far nemergcrc le scritture scornparse vennero sperimcntati vari merodi e possibili so[uzioni, tenuto conto anche della vanera delle scstanze usate per Ia composizione dcgli inchicstri medievali, cbe potevano essere: a) a base di carbone, ricavati dalla rnescolanza di un pigmento nero con un [egante; b) metallo-galiici, orrenuti dalle reazionc chimica WI un rannino vegetate e un solfaro di ferro

prima della prima guerra mondiale Gusrav Kogel fondo nell'abbaain benedet. tina di Beuron il Paiimpsestinstitut e pubblico riproduzion1 di numerosi P. Un ccnno va infine fettc al progctto pilota della Comcnird europea finalizza:o alla riccrca nel campo della decifrazione dei P. greci. progettc, chia. maw Rinasamento tnrtuale, reccoglie piu di 50 istiruzioni eli 26 Pnesi curopei e ha portato - Ira il 2001 e il 2004 - all" creazionc di una rete aperta a nuovi sviluppi tecnojogici.

riale. Poco

simo tempo. Ncl viaggio di andata passe. Auxerre per incontrarc Germano. Forse

tra utilizzava reagenti sintetlci. Lc due tecniche [tlmno adottarc ciescuna da uno dei due rnaggiori decifratori italiani di p, del XIX sec.: Angcio Mai e Amedee Pcyron. Mentre lvl<li rirnase sempre fedcle all'imp.egc dei tannini vegetali. Peyton, utillzzo un reagente sinrctico rnesso a pun to alia fine del XVllI sec. Limpiegc del reagente chirnico ebbe esiti in moltl casi norevoli, sia per il tasso di leggibilira sia per il grado di conscrvazione della pergatnena, non mancando di produrre tuttavia dannt irreversibili. Da qui 1a sceha di ricorrere, nel sec., alla fotografia e aila Duort."scenza ai raggi Oggi SL s.frmt:ano Ie Ii· sorse della digitalizzazione, del1'analisi multispear.alc e delia rielaborrezione dettrooica delle immagini, che cvirano danni per i librL Pet que] che riguarda inGne la cDsiddetra P(1limpJest!orJchung, benche I'esistenza di p. fosse da tempo nota, solo nel 1692 fu fatto un tentativo sperimentale di lettura di pcrgamene riscritte, quando Jean Boivin scopri il codex Ephrr1eitu' .Syri resct'(tJtuJ, di cui ali'iniz:io del XVJII sec. Bernard de Montfaucon pubblic6 il primo facsimile. Poco dopa Scipione Maffei studiava e desccivcv;1 i p, della BLb!ioteca Capitolare di Verona. Solo nci1762, [uttavia,.si eboe la prima [rattazione esaustiva sui p. (origine, storia. mctodologia di ricerca) ad opem di Franz Anton Knittel di Wolfeobiit tel 1172l-1792), nel CommEnwiU' chc apre la Sl1:R edizione dei fnuruneo.ti gotica-Iatini sco· perti nel ms. Weissemburgtnsis 64. Scoperte e segnalazion! di p. St susseguirono per turta h stcomla meta del sec., sop.mtutto in Italia, rna ra.ri rimasero i 1avori di tmscrizione e di edizione. 5i distillse, a partire dal primo decennio del XIX. sec., il cardinale .A.ngd.o Mui, bibliotecado dell'Ambrosiana di /l.i1ilano, cui si dellono scoperte come queile dei p. dell'eprstolario di Frontone 0 del De re pubhca di Cicerone, unite a un'inrensa ani vita edito-

risale al XlII sec. e conricne diversi testi tra i quali enche opere di Arisrotelc): Leon (il p. della cattedrale contiene pane della Lex Romano- Wisigoth()wm del VI sec., can 1a Storr"a ecciesiaJlica di Eusebio di Cesarta e parte ddl'Ilal. del VII sec.); Londra (in un cod, del Brftish Mu.seum un'opera eli Severo di Antiochia ddl'inizio del IX sec. e sopras(."ritt.a a fogli di un ms. dell'lliade e di uno del Van· gelo di Lllea, entrJmbi del VI sec. e dcgli Elementi cii Euclide del VII 0 dell'VIII ~ec.; in
un altro della stC5sa collezione una tr. siriaca Ji Giovanni Crisostomo del IX-X sec. ('opre un tmttato di grammatica latina del VI sec. cbe a sua volta Hveva sostiruiw gli Annales dello storteo Granio Liciniano, del V sec.: codex hiJ rescriplus); l'-'Iadrid (1:3 Storfa ecclesiasliea di Eusebio del IX sec. sui Codtce Teodosiano dei secoh VI-VII, nell. Biblioteca deU'Es:coriaH; Milano (aU'Ambrosiaf1a si conserva un testo di rlamo eld IV 0 V sec. ri" scntto con bruni della Bibbia nel IX sec.); Parigi (p.es., il cosiddetto cod. Ephraemi r{'scriplus: parti deU';\T e del NT in greco, dd V sec .• coperto con opere di EfreI1l nel sec.); Vaticano (VaL Ln. 5757, con il De re pubtica di Cicerone del IVIV sec_ ricopcrto dalle Enarrationcs in Psa/mas di Agostino a Bobbio, nel VII sec., recuperato d.al cardinale A. Ms:i)~ Verona (le Jmtitutiones Jj Gaio! opere di Gerohmo). MOl gli csempi potrebbero essen! molto pill numerosi. Un elenco completo dei 1110gru europei di conservazione attuall dei manoscrirti cor.ttenitori di p. si legge al sito \v\lr'iv.bmi.firenzc.sbn.it/rin'lscimentovirtU<l!e/p;l.t"J.nello03_shtm_

Fr. Mone, De 'ibns palimpH!ftiS" tam Latinis quam Cmecis, Csrlsmbee 18.55; R Kogel, Di,. Po.iimpjt!;lp/Jot(JgraplJi!! (Pbcuograpbie der radierten S(hnf!~lI) IN. Ihlm uns~e'/Sf:h4t]{chen Gr'lndJagen tm'! praktt5chen AIIWendll!fgel!, H:alIt: 1920; PaHmpsrm-sflldim I-II. hsg. und bearb. V{)t'l A. Dold. B<':l..I.ton 95, e 1957: E.A. Lowe, 1 Codices Rescripti, A List 0/ the Oldest GJIl{ Patimpseft~ with Stray abje-rodtion, Oti TJ;j~ir Origin, in M,J[tllJgeJ E:Jge-ne Tis· m·Onl, V, Citta Jd Vancanc 1964,67·112 (= Id., Paiaeograpbiclil Papers. 1907·1%5, Oxford 1972. Il, 480-519: [ista di paiinscsti Ianni fino all'SOO); R Gryson, Les ptilirnp,nt~S" arirns !allm de Bobbto. cr;Jt1lribufkm J ta mcth{}do/..ngie de l'fttw'e des paiimp'ii'IteJ, 'Iurnhout 1983; B. Bischof], P£JJp·ogTrJphic es romJJchen AjtelUtllH wid des d Abendliindi;chcn Mirtell1l1efs, Berlin 21986, 26 s.: L. Crisci. 1 patin:)e>.fi Ji Grotla/errata: studio ccdicCJlogicr) r pJjeograjil."rJ, Napoli 1990; L. Fossier - J. Irigoin (edd.}, Dkhr!f,.er le5 emiure~ ~/!a,ir: . ActO'S"de 10 Tablf ronde • (Pdr,s, 4·5 mai 1981), Pnri~ 1990; LMA VI. 1993, coU. 1Ft mt1rglne "i paiinsr:Jti: Quin.io 3- (2001) 5-16; G. De· E"rly P.:1!imp5C"'~. Pwcr:edinrJ ojthr.· Work rhCJp Early Medie1JIiJ P.:11imp~erlS (Brusse1, S February 2001), 1'umhout 2007.
c1ercq (ed.). 1641·1642 (G. EcarppL G. Cavallo, I.:immagin.e n"tTor!C!.t(1

Britannia [ucciso in Irlanda invece-) C 5. Patrizio ne riceve notizia quando e in Gallia. AI~ lora immediatamente fu ordinato vescovo Patrizio da Germano e inviato in Irlanda per conrinuare e ampliare [a sua missionc (anna 432). I1 suggerirnenro dato a Celestino e il fatto di esscrsi recato personalrncnte tra quelle popolazioni suggcriscono che egli avesse conncssione con Germano e potrcbbe esscre di origine gallica, poichc in Gallia il nome del Palladii era diffuse. 11tcrritorio della sua cvione coveva essere I'Irlandu del sud, dove evrebbe fondato unche tre chiese. La Festa si celcbray. il 7 ottobre, 0[3 il 7 luglio. L.
Grosjean. Notes Pdtrict; C'n Caule-:!I.E Traditio G (1948) Irish Ecclesiastical chronologiques snr te JejouT de S 63 (1945) 73-93·, 70 (1952) ).15; L
111Jf!rpn:tiitj(Jn~, Patncianae

00po aver compiuro la sua missione specifica ripane per Rome c durante il viaggio muore in

BIeler, TJ;e Mission

0/ Pdi/4dius: A Comparatioe Stud')":

1-32; Id.,

Record 5li' eer., 107 (1967) 1-13; Scriptorrs Wfini Hibermoc X, The Potricion T.f!;"\;ts tbe Book in of Armat,h. 00., intr .• ttunsl., comm. by L. Bieler, Dublin L979, Hi5;]. Carney, The problem 0/5aint P",'rick. Dublin 1%1, 49 9S.; T.M. Charll::';S-Edwllrds, Eady CbrirJian Ire· Lmd, CambriJge 2[)OO, 202-214. A. Di Berardino

.xx

uv.

V Milazzo

PALLADIO di Elenopoli 063/364-prima del 43]). Nacque in Galazia verso il 363-364;


abbla ricevuto una buona istruDivenuto mOnacO verso 11386, visse per qualche tempo in Palestina; s(abill guindi di [eears] in Egirto, dove £u incrodot· to alia vita dcgli as.ceti egiziani. NeI 390 ando in Nittia, quindi .si [eeo ne! deserto delle Celie, dove visse nove anni e incontro Evagrio Pontieo che esercito su di lui un lIlflusso profondo (dr. Hi,1 Lam'. 38). Verso il 400 dive-nne Vt':5cavo di Elenopoli in Bit.inia; nel 403, all'epoel dol sinodo della Querci., [u coinVQi:ro neUa poiemicJ origenist<;l.. Quando Giovanni Crisos.tomo fu mandata in esilio, P. permo ta sua causa a Rama presso scmbra the

zione dassica.

xvm

PALLADIO (prima meta del V sec.). Primo vescovo dell'Irlanda, di cui si conosce moIro poco. Diacono della chiesa ramana, rna non sappiamo st dl origine romana 0 dell<l Gallia: nel 429 consiglia papa Celestino di concede· re a Germano, vescovo di Auxerre, :mtorira perche potesse combattere i pe1a.giani in Britannia, spedalmente il vescoVO pdagiano Agtl· cola (Prospero, Chronicon, MGH M 9,472). Muirchu suC'cessivarnente, ne1Ja vita di s.. Patrizio, 10 qualifica come 2rddiacano (V:ita Patneil). Quindi Palladio era in rapporto con GCffnano e COnosceva 1a situazione rciigiosa delle isole. Fu ordin.aw vescollo da! papa nel 431 e inviato in misslone in Irlanda principalmente a contrastare i pelagiani (Prospero, Chronicon, MGH AAA 9,473), preservandovi la fede c<lttolica; dum romanam insu/am stUn det serome catholicamJfecit etiam barbaram chrir/ia.am (Prospero, C Coli. 2: PL 5l, 2711. L'invio di lm vescovO $uggensce che gia ci fo::;· sc LUla consi":>tel1tecomunita cri.sti:ana. Anche se Prosperc parla di evangelizz2zione degli abitanti pagani, in rea1ra P. vi rimase pochis3781

il papa Innocenzo 1. Tomato a 'Costantinopoli nel 406, fu arrestato ed esijimo in Egit· to. Quando pote rientrare dall'es;ilio, P. SLreca nel suo paese d'origine, la Galazia, e, secondo 50crate (HE VII, 36), divenne vescovO di Aspuna. Non si conosce Is: data della sua motte; comunque non era pili in vita ne1431, in quantn a qllesta data Eusebio figura come veSCO\'O di Aspuna. DUf3nte iI suo esilio, verso il 408, P. compose il Dialogus de vita S. Iohannis Chrysostomi, import:ante fonte bingrufica soprattutto

3779

3780

3782

PALl:\DIO

.nr

ELENOPOLI

PALLADrO

Dl SAINTES

pt\LLADIO

-SUEDRI

PALi\-HRA

per gji ult'mi anni di vita del vescovo di Costantinopcli, di cui fu amicc e grande arnmiratore. Qnesr'opern, che de un puma di vista forrnale prcnde a modcllo il Pedone platonico, conccpita in forma di dialogo, svolrosl a Roma, tra un vescovo orientale e il diacono romano Teocoro. Nel Diaiogo, P. difende il Crisostomo dallc accuse che gli erano state rivolte de Teofilo eli Alessandria in un sua libello diffamarorio (cfr. Facond., De[ens, VI, 5L om perriuto. Intorno at 419·420 P. scrisse La His/aria Lausioca, dedicate <I Lauso. ciambellano di Teodosio II. Essa costituita cia una raccolta di profili di vari asceri. uomini e donne, preva[entcmente di ambiente egiziano e, in misura minore, palestinese. P. si rifa sia a ricordi pcrsonali di asccti conosciuti direrramente, sia a racconti che aveva appreso da altri e in cui ampio spazic date :aU'elemenro [eggendario. Egli fa opera soprattutro di edificazione e vuole metrere in rilicvo il valore spirituale della vita del deserto che conosceva assai bene; questa un mondo che ritrae con vivacita e di CUI osserva pregi e ancbe difctti, come, sopratrutto, I'orgoglio. Dill punta di vista testuale, OCCOfrc rikvare che ddl'Hiftoril~Lazmi1Ctl esi5tooo tre recc-nsioru: una breve (G), chc sembra es_~ere quella originale, una lunga (EI, che, secondo E. Horugmann, sarebbe stata compo· sta da Eraclide di Nissa, e un'alt,a (A), rlsulta essere una cQntami.nazione delle- due precedenti reccnsioru ed fusa con [a Histo-

mann e teste e comm. a c. di GJ),.1. B~-rtdi[1k Dd Trialogps ricordiam? [a tr, ingl. di H. Moore. New Yo.rk.Lon. don 1921; sp. dl D. Ruiz Bueno, BAC 1&9, Madrld 195_8, 125-296; red. di L SchHipf~r,. Dusseldorf 1966; it.: D'~' lugo ~utl(}_Vltd dl Gi()"·r:mni Crm:JSJomo, a c. di L. Danrino, CTP 125. Roma 1995. Per il De gentibus esiste la tr I!. a c. ill G. Desantis. LE gemi de1l'Indid E i Bramani, CTP 99, Roma 1992. Ampia bibJ. 5U P. in Questen, II, 178.182. Fl'a i numerosi studi segnaliemo: C. Buder, Th~ tal/5Im; Hi"tory a/.P"tlr:lJius, TS[ VI, 1. Cambridpe 1898;

JI~ 22 (I9~!) 21.3), 138.1)),222·238; F. Halk~,


rtOlrt' Lausiaque

Ale.

P Ubaldi, APPJtrll1 Sc Tor. 56

sui

~DtdtOg_a

S/Drico·'

(906)

217-296:

C. Butler.

di PdiladlO: Mem Pall.adiaTi~

I:Hi· fit les Vies f.rrxqu~s de' 5. Pachomt!; AB 48 (l930) 257·301; E. Schwartz, Pll.iladiana: Zr-ITW 36 (1937) i61·204; S. Linnet, Syntaktisr:he una hxlkalische Stlldlbl J;u,. Hutori« Utrsiacd des Pallodios, Uppsala-Leipzig 1943~ R Draguer, L'HiIwirf Lausiaquc, Une aaore iCritt'" Jan! lupri~ d'Evd?re~ RI-IE 4L (1946) 321·364; 42 (1947) 5·49:). Dumonier, U vcleur hiJIQriquf' Ju D,illo·

! ISR B {I951l 51·56; E. Honigmann, v Herlldzdo.l 0/ Nys· sa lelbllut 440 AD.), in PotrisIic Studies, ST 173, Citra del Vatiomo 1953. 104-122; J.D.M. Derrett. History 0/

o« de Pol&diilS et W chmn(')log_ie d~ S. [ean Chry.t(;u(')me-.

"Pollodius on tbe &ice.!

of India and the Brahmams

i:...

ll :

eM

60), fece costruirc basilichc dedicate a s. Mar, tina di Tours, a s. Eutropio {prime vescovo di Saintes}, a s. Stefano, ai ss. Pietro. Paolo, Lorenzo e Pancrnzio. Di qucsri Gregorio Megno gli mando le reliquie (Ep, VI, 48). Partecipo al IV concilio di Parigi (573). Per dine del metropolira Bertcranno di Bordeaux consacro vescovo di Dax, nel 584. Faustiano, favorite rlall'usorpatore Gondovaldo (Greg. di Tours. llist, Franc. VII, 31; VIII. 2). Patrecipe, II concilio di Miicon, convocate dal re Guotrano nel 585; -csso depose Fausriano -e ordino a P., a Bertcranno e a un altro prelato, Orestc, di paga:.rc annualrnente una pensione a Faustiano Upid. VIII, 20}. GH fu esterto pol un terreno per essersi cornpromesso ospitando messi -d.i Fredegunde, nemicaidi Guatrano (Ibid. VIII, 43). La sua festa 10calmenre ricordata il 7 ottobre.
0[-

at

portrait

21 (1960) 64-9"9~ E. Berg, Dilndami.: em ~r1l"ly cbristian QfIndidn asceiism, J1 (1970) 269·305; F."\Ian Ommeslaeghe, Que vaur Fe t~m01gnage de Pdi.Jde sur le procfs d~ lain! [eon Chry,oJ/r;JI?If_J: AB 95 (1977) 389-4lJ; P. Devos, Approche! de Patiljde ,j trevers te Dfdtf.'gue sur ChrysQstr"mre et !'Hi~toin' Lrncuaque: AB 107 (1989) 243· 266; N. Malinit"l", Aldse, contemplasion et mJ-ni5'im~ d'iJpres l'.cHi5toire Lausiaquc» de Pel/lack d'HJiiNopolis, Be· grolles-en-Meuges 199?: A. Isola .. Alii.' fonu det moniJ'

eM

B5 10,59-60;

C:1I11454 (Palais)

DeB 4, 177: DACL

15,557·561

(Saulles);

delle p. (Ex 34,3). All'entrum dr Cesu in Gerusalemme il popolo 10 accoglie con p- e acclamazioni (fa 12,13). L'Apocalissc presents i salvari «davanti all'agnello, avvolti ill vesti candide e portav<lno palrnc in mario» (7,9). Nel mondo gre-co-romano sirnbolo di vittoria; al vir.citore viene consegriata una p. Tertulliano considera [a p, simboio del martirio subitc: haec palmala uestis (Apol. 50,3); essa per i cristiani divenra anche scgoc di virtoria: nella Passio Perperuae Ia vincitrice rice, ve un TJrnO (10,9 e 12), Per Agostino le p. indicano i martiri (De Dei 8,27,1), ai quaIi t concessa per affcrmare Ia propria fedc mediante la morte subita oictoriae debita iustiuae palma reddatur {De ciu. Dei 1.3,7), Anche Ambrogio afferma che: palma oincentis est proemium (De obits Valent.; Damaso, Epigrammata damasiana, ed. Ferrue 47,6). NeI.l'jconografia cristiana la p. puo avere talvol-

ciu.

E. Malaspina

,hnil7lo r;n.twno: r «H!~/orra LaUShlCel» Irel pecc.<ltoed estd· ,i: Slclllomm £ymnasium n.5. 49 iI996) 101-117 S. Zincone

me

ria monachorum in Aegypto. L'Historia siac(l, che resta una fonte importante per 1a storia degli inizi del monacbesimo, ebbe una gr:mde fortuna; fu presto tradotta in latino e in nurt'lcrosC': linguc orientali, Per quanto riguarda il trattato De genfibu5 In· diae et Bragmanibu5, conservato sotto il no~ me di P, sembra esse-re opera sua soltanto reo
lativamente alia prima part-e, che conriene aIrune storie: sull'India, mentre la seconda par· te, attribuita dail' autore steSSO ad Annano, un amalgama di tendenze e influssi div-er::;i.

uu-

PALLADIO di Ratiaria (t dopa 383). Leader degli ariani dell'illirioo, intorno al 380 chiese a Graziano la coovocazione di un concilio esteso anche agli orientali. Mao il coneilio di

Aquileia (381), ristretto


taU da Ambrog~o,

vescovi itali~ni ispie Io depose

LO condanno

per arianesimo iosieme can Secondiano eli Singidun\lm. 0Jel 383 si reeo COn Vu1fila a Costantinopoli per chiedere a Teodosio ],~brogar zione della sentenza aquileiese, rna senza .succe;so. Nella Di5Jerlaiio Maximini contra Ambrosium compreso un suo lungo passo polemico oei confronti del concilla e di Ambro, gio. Non ha consistenz<ll'arcribu7.iooe a lui deI Sermo Arrianarum e dei Fragmenta Arn(ma,

epG 111, 6036-6038; Hi.tto,.iJ Lausirll":1: G 34. 995-12t.O; P C. Burh:r. TS( \11, 2, Cambridge 191)4~ G.J.M BaneJink, Milano 1974. Dialug_u!; de vita S. IohalfHis Chrysortomi: PG 47, 5·821 P.R. Coleman Norton, Cambri.dge 19"58. De sent/bul !lidi,u r:t BragJT1anrbu~: .~.M. Derrett: C?vf J :21 (19-6-0) 100·135; W. Berghoff, Me15enheim .am Gl::m 1967; Didtog_/i!, SC 341·)42. Nume-rose :s-ono Ie n:. deUa HirwniI L4usim:.J neUe lingue mod~me; ricordiamo quelIa fro di A. Lucot, Paris 1912 e la recentE' His/oire- fa,,· iielC{ue, par N. Molinier, Spirituilire oliemale 75,lH:groJj

tioIT

.M. l\{e:Slin, LeJ Ari~ns a"Occidenl, Paris t967, 85-92, 111· 134; P:mologin III. 89.97·98; Y·M: Duval, l.JJ crmvQ"".· JII cO!lr:iI.E J'Aqui{ie: d~ }81, m I C(')Hcili d~lf.<lm· Itil1~i.rj ou:iderr!ail', semii lJI· XXX Im;onJro di Studio· Ii dcll'driti.chiIci Cn"sIiana, RQma 3-5 ml1ggi() 2001: SEA 78 12002) 421-437.

di Suedri. Di questa regionc deltomata dopa Costantino ad avere LIn proprio governatore. P. fu un politeuomenos, doe un cittadino (Biirger, secondo K. Hom, ovvero un ffiagistrato (curiale 0 s<::natore, ;secondo il Petau), cerro un cittadino cscmpiare, secondo Epifaflio, avendo vendu· to tutto per SQccorrerc i paved e la chiesa, (ardente di zelo e di vita sama, ammircvoie pc-r la fedc csttolica e per Ia perfetta comu· nione)-. 5i rivoIse COn una lettera al vescOvu eli Cipro, invocandolo come principe della sua anima e della chiesa, per sollecitare it suo interv-ento nelle queslioni pneurnatologiche che agitavano 1a comunita di Suedri, f:acendQ il punta sulla fcde mediante la stesura parti· colareggiata dd credo trinitario secondo la fe· de ortodossa. La Panfilia era da tempo 1m. mcmorabilc in comuruone can Cipro, e il suo stesso d£aletto era affine a qudlo cipriQt3;. Al magistrato cristiano e agil altrr, chc gliene avevano fatto richiest.a, Epifarlio rjspose Con l'Ancomtus, nelluglio dell'anno novanteslm0 dcll'cta di Diodeziano (J74).

PALLADIO

ra solo funzione omamenrale c decorative (Rep, 34, tav. 11; 200, tav. 47; 638, tav. 96; 675, rav 103; WK taw. l!; 15; 17a-b; 82; 101). S£ incontra anche la p, insieme alla fenice, che e un segno di rigencrazione, per Indicarc un ambie:nte
9,

la Panfilia,

ultmterreno. 650;
TIP 238·240

LeI 3, }64·J6-5~ Ee

A Di Berardino
PALMAS Ji AmaSlris (II sec.). Vescovo eli Amastris del Ponto alia fine del II sec. Eusebio tiL Cesarea (1 b-r.forma che nello stessO periodo (al tempo di papa Vitrore, 189-199) oitre ai concili romano, pales.tioese, gallieo, ne fu convocatO uno anche dai ves-covt del Ponto, per discutere 1a dara della Pasqua; ne fu presidentc P. (-(come il piLI u!)?:iano» (HE 5,23,3). Gli ani di qu.esti concili locali erano conm;cluti al tempo di Eusebio, sk::che sappiamo che tutti ponev:mo Ia celebraziOI1e del· Ia Pasqua la domenica .successLva a114 di Nisan, cio.e seguivano la tradizione rom::tna. DionigL di Corimo in una lettera (160·170 ca.) ai fedeH di Amastris menziona P. come loro ve· scovo (HE 4,23,6). DHGE 2, 971·274;
DCB 4.177.

G. L,docsi

S, Samulowitz

V:

CPG 3744; PG ·13, 1).17; GCS 25, )·5; C. mo. L'"flCOra ddra /ede. Rarm 1977, 35·37.

Riggi,

EpljaPALMIRA Siori.-. . II

C Riggi
PALMA. Ndl'AT l'uso delle p. assume vati significari: come omamcnto (1 Reg 6,32; Ez 40,26,31,34); nel "lmo 93,13 si dice del giusto «che fiorira come palma»; Gerico cla cina

M. Simonetti

I.

Archcdogi;3.

r. Stotia.

1~.cn"Mauges 1999; ted. di St_ KroltE-nthaier, BK\f.! 5, Kempte-n MLinche-n 1912,315-440; ingj. di RT. Meyer, ACW 34, Londurl 1965~ it. di G. Gocmrdi, Siena 1961, e di i\1. Barchic:si, Milano 1.974, con intr. di eh. Mohr·

PALLADIO

di Sainte.

(VI sec.). Vescovo

di

Saintes nella prima meta del VI scc. Di fa~ rniglia facoltosa (Greg. ill Tours, Glar. con.! 3784

L'odrerna Tadmof, in Siriil (picco!o villaggio abitilto da bedulni s-cdcntari.J, em citra. carovaniera di origini atltichisstntC, ricordat<l per la S.ua notorieta anche nell'!' Bib·

3783

3785

3786

PALMIRA

PALUT

PAt>fMACl--IIO

FANE

bia (Tadmurc 2 Chr 8,4). Grande oasi ncl deserto siro.arabo, circa a meta strada tra il Mediterraneo c l'Eufrate (a 300 km dal fiume), era percorsa claire grand! corrcnti del traffico commerciale provenience da Oriente, favorira della presenza di ebbondar.ti sorgenti d'acqua. Coinvolta nelie lunghe guerre tra Roma

maggioranza cattclica dell'Orienre, che 10 nveva condannato in due coneill; Paolo venne cacciaro dalla sede episcopaie solo con l'aiuto di Aureliano <Eusebio, HE 7)0,19).

e i Patti (ne141 a.C. rischio di subire un sacda pane di Amunio, rna gli abitanti vi sf sottrassero, rifugiandosi con i low averi
cheggio .1 di Iii dell'Eufrate), dovette la propria stcaordinaria fortuna a1 suo carattere di cirta neutrale serni-indiperujentc, nella quele si potevano scambiarc Ie merci delle due grandi potcnzc tra lora osuli, Roma e il regno dei Parti. II commercia porto .il lusso e I.,. co-

Diocleziano vi costruisce un accarnpamento, rerrne e mum. Giustiniano ricostruiscc lc mufa e chiese: passu sottc il dominic ambo nel 634. Le ravine di P. furono riscoperte nel
XVIII sec. Non abbiamo notizie della presenza cristiana a P. per il III sec.; il prime vescovo conosciuto Marino, presente al concilio di Nicea.

reco ad Antiochia per ric everc I'ordinaaione episcopale della mani di Serapione (par. 102), verso I'anno 200_ L'episodio indica La dipendenza delia comuniza edesscna de quclla ann tiochena. Il Martyritun Barsamya prescnta P_ come primo vescovo di Edcssa (w. Cureton 1864,63-72). I cristiani ortodossi di Edcssa. se-

condo Efrem, dopa la morte di Po, vennero in opposizicne ai cisside»prima 'Abslama c poi Barsamya, che muore martire tra il 249 e il 260.
chiamari Palunaru ti. A lui succedono Edasa "Thl!! Blessed City", Oxford t970, 7981: E:. Pereno. Jl problema d<"gfiiniri de! ctistl(}_n~51·rlW in Sirt"':: Augustinianum 19 (979) 197-214:Erbena II, 574578; A. Desreumaux, Histoire dl-l roi Abgar et de [estes, Paris 1983; ]. Teixidor, Bardesane d'lidcne; Ia premiere phdDJOphie Iyr/aq;.re, Paris 1992:]. Gonzalez Nunez, La !eyendrt del Try Abg.ar y [esus, Madrid 1993_
].13. Segal,

mart. 38) parla dell'usanza in base alla quale gli accusati potevano, con un giuramenro fatto nella chiesa, esscre sciolti dane accuse ]0ro rivoite, I Sacramentcri geiasiano e grcgoriano riporrano una messa in onere del martire nel giorno della sua festa. La Passio latina di tipo epico, e risale nl VI-VII sec.: P_ eli una ricca famiglia [rigia arrivato aRoma sotto Diocleziano 0 Valeriano, fu battezzato e martirizzato. In Oriente non c'e uu culto di P.; BlIG 1408 una traduzionc fatta in Italia meridionale, della quale BHG 1409 una

struzione di una importante e splendida citta


combinando diversi stili: semitici, grcci, romani e parti: mum e: templi rornani, fori. una struda colonnata, ecc. Lc classi colre conoscevano il greco, rna mclto usato ern anche l'aramaicc, come lingua franca. II suo pantheon religiose, testimoniato dallu presenza di nurnerosi templi, univa divinita arabe e iI Bel

[roneiera neli'lmpero Romano. Forme Jefla. romaniaaziotie da AugflyrO ai Sfl'm, Ban 1999; T. Gnol.i, Rome. Edes5'; e Pafmr"rd nei III sec, d.C. problemi rrtiflizirmdii. Uno
5frrdio mi papiri deU'EujmJe, Pisa-Roma 2000.

M_ Rostovrzeff ('iuti carouaniere, rr. it. Ban 1971i]. Teixidor, Un pors romain dr. dh~rt_·Pa{m'jre, Paris 1984; R SroDeman, Polmyra lind its Empire: ZI!I'1Qb'Il'S wolt ag~im( R Rome, Ann Arbor,.Ml 1"992,1994; E. Equini Schneider, Sepfimia Zenobia Sebsste, Rorca 199)i L. Dirwin, The Poimyrenes 0/ DUfa-Europm. A Srudy of Rl!'figioU5 Interaction in Roman Syria, Leidcn 199'9; E. Savino, CiuJ di

parafrusi, usata da Panfilc di Gerusalemme (BHG 1642).


BHL 6420-&128;EHG 1408.1409~BS 10,81-89; LeI B, llO-ll1; BBKL Q, 1483-1484; R Krautheimer et ai., COt. pus Badrcl/rom Chn"stMtlarttm Ramee 3, Citra del Vari. cano 1971, 154-175; A. Amore, I martin- di RlJInd, Rome 1975. 25l~253;]. Declerck, rt:cwfionr greeqw:s de fa S. Pancracc, martyr d Rome: AB 105 (1987) 65·85; M. Cecchelli, Cbiese di Roma illustrate. S. Pancrd7,fo. Roma 1972; H_R Drobner, Der heifige P'1ffkMIiIlf,
P"U.!!Cm de Paderbom
rna

A. Di Berardino PAMMACHIO (t 410). Sene-ore della famigiia dei Furii, fu compagno d1 studi e arnica di Girolamo. Sposo Paolina, Bglia della matrona romana Paola e, rirnasto vedovo (397). si diede a vim monastic a; spese il suo pattimonic per assistere i povcri, Ieee costruire un ospizio per pellegrini a Porto e edificare Ia chiesa del SS. Giovanni e Paolo a] Celio (titulus Pammadnis a Roma. Si interesse we -controvcrsie relative a Gioviniano e a Orjgene operando attivamente nel contrastare Ru· fino. Glrobmo gh uedico akune opere e gli indirizzo numerose lettere (Epp_ 43; 49; 57; 66; 83; 84; 97). Ricevctte anche una lenera da Paolino di Nola (Ep. 13)' aIlorche fu informato della mone di Paola, e una lettera dogiatilf:l da parte di Agostino (Ep, 58) cancernente 13 s.ua attivita antiJonatrsta in Numidia. rv-fori nel410 durante l'occupazione di Roma ad opera dei Goti di .Alarico. PnlL1dj_a, Hi-fi, l:ms_ 62; 13S 10, 72-74 (bib!,); PLRE 663; LTK) 7, U06-130i; PCBE 1576-1:581.

uJ

M_ Forlin

Patrucco

21999,

198-8; Ph. Pergola, 234-2)7,

Le cdta<ombe rQmlJn~, Ro-

(Bal) cananeo. Entre nell'orbita dell'influenza roman a dopo la vittoria di Traiano sui Parti, quando [a Mesopotamia divenne prcvincia. Adriano visito P. ne! 129 ca. Settimio Sevcro rente ill fame una base di azione contro l'Orit:ntt, rna }'avvento della dinastia deL Sassanidi favori }'autonomi;,t, ddlEl dtta: dopo la disastrosa 5confina romana d:a parte di 5hapur ne] 258, il palmireno Odenaw, della patcnte famiglia degli lulif Aurelii Septimii vrnse in bnttaglia il re persiano. ricevendo dall'imperatare Gallieno il [itola onorilico di im, perala,. (res#tutor, corrector) totius Orientis. Odenaco este-se anOIa la propria auLotit~ illa Siria e a gran parte dell'Orieme; morl nel267 in una canj;[um, e gL SUCCE$se il figlio Settimio Vaballato, sotto 13 tutela de-lla madre Zenobia (Bath Z.bbai), che, dopa la morre di Claudio nel 270, continuo la politica di conquiste arrivando al disconoscimento della sov~anit:l di Roma: la grande avvtntura di P. si conclude nel 272, con la sc:ol1fitta da pane di Aureliano prima ad Antiochia e poi :3. Emesa (Hom:;); l'lrnperatore rOmano assedia la citra di P_ e catrurn la stessa Zenobia, mcntre fug· giva~ la quale fu portata a Roma per il trionfo di Aureliano. Qualchc mese pili tardi, per una rlvolta contra i romani, AureIi.ano disrrus.sc P., che da qucl momento avra se:mpre meno imporumza anche commC'.:rci-alc. P., al tempo di Odenaro e Zenobia, era dLventata anche un centro cuhuralc, dove aftIuivano dei siri colti. Zenobia Jveva protetto Paolo ill Sarno· sara, vcscovo eretlco dt A.ntiochia, contra 1a
j

II. Archeologia. Dentro 11grande rccinto del[e mura custruito su piano romano, a ovesr del grande tempic, si conscrvano resti di due chiese a tre novate, una delle quill perc ha la cararteristica dell'abside munita di contrafforri a raggia come nella chiesa dell'Ascensione ,'iul Monte Oliveto. Altre due chieSl': si trovano fuori delle mura della citta (Lassus, Sanctuaires, 168-231). GU scavi piu recend hanno rimesso in luc::r::: monumenti pagani, a ecce7.ione di un ritrauo di Cristo. Ne· gIi scavi poIacchi del 1960, JemIO una piccola giara furono trovate gemrne e orecchini pendenti lra cui uno a forma di croce; negH scavi del 1962 un sigillo con croce di lvlalra e iscrizrone greGl. Vsrie fscrizIoni 5epokrali rkordano i cristiani. Per l'ln£lm:nza giudalca e cristiana si veda 10 studio di L.D. Merino_
1. Lassos.

V. Saxer· S. Heid
PANE. L'uso del termine lat. pami} estremamcnte «pane» (gr. Cip1:'0<;, vasto in ambito P<~_

tristico, in connessione, del rcsto, can la sua


frcquenza nci testi bibllci ove sono prescnti utiljzzazionl diverse del \'ocaboio (per 11 NT I, 1267-1272). Sl possono dlstinguc-re i seguenti significaci dati al p. cbgli autori crlstiani anrichi: 1) P. Come indicativa di qualsiasi cibo e di tura te le necessira corporali (Ong_, Com_ in Jo. X, 17,100; De or. 27,4; Greg. Niss., Or. dam. 4; Agost., Serm, 57,7,7) e corne nuttimento quotidiano spesso in rdazione con lvIt 6,1111Le 11,3 (dr. illemma Padre nmtra). 2) P. in scn.so eucaristico; dl pane eli Dim} da carne di Gesu Cristo della stirpc di David" (Ign., Rom. 7,3); il p. l'elelllento nt. cess(l.rio per l'eucaristia (Giust., 1 ApoL 65, 67; Tenull., Ad", Marc. I, 14,3; Trad. up. 21 led. Batte]; Cir. di Ger., Cat. 22,3,6; 23,20); di un p_ ordioario espre-ssione della condisccndenza divina verso ]e -cansuetudini umane (Giav_ Dam., De lid. art. IV, 13). rna esso diventa corpo di Cristo (Greg. Ni.ss.,

dr. GLNT

l>1ichalowski, Pollmyre. POl/iUes pu!orrl1iJI!'I 1960, Puis ]962; L.D Mt;:rino.ll1fluenci4>fud(~ y "istlal/a en los Jig· n05 e illscripcimn:!'5 palmirellds: snp 21 09il) 76-148

S;;nctllalrer

ehretiem

de

SJTit.",

Paris

1947;

K.

r,

A. Polb"," PANCRAZIO, martire, P. e iscritto nd Mart. hier. dopa i :is. Nereo e Achilleo, al 12 maggio. Papa Simmaco (498-514) castru! 0 fece ingnmdire Ia ba.silica edifkata sulla sua tornba; fuori dalla porta omonima s-ulla via Aurelia (Ducbesne. LP 1,262). Gregorio Magno vi pronund6 rHom. in Ev. 27 (CCL 141,229238), e vicino fonelo un mOr1astero (Reg. epp_ 4,18; CCL 140,236-237). Onario I (625-638) sistemo net coro della chics-a una Crip[l d[ form.a semi-anulare e un ahare ad corpm (ICUR 2. 24 e 156). Gregorio dl Tours (Clor.
l

B. BagJtti PALUT (II-III sed. Nome semitico cbe,lgnific:a iJ <~riscattato». Discepolo del lcggcncon cui avrebbe evangelizzato la che divenne fmportante c-entro cristiano neUa Mesopotami:a e polo eli diffusion-e del cristianesimo a oriente del Tigri. Stc:ondo la Dot/n'na de'Addat' P., discepolo dr Addai, essendo stato ucciso Aggal senZ:l aver avuto tempo di «imparre Ie manD~ sa di lui, gia presbilero ordinato Ja Addai (par. 77), si dario Addai,

ruso

citt.a di Edessa,

Bapf. chr.; dr. Orig .• C Cel,. VIII, 33) non


appena viene santiHc.aro 21,3; 23,8; Teod. di Mops., Hom. cat. 15,12) o consacrato con le parole del Signore Gesu (Ambr .• De mcr. IV. 14.23); Cristo chiama p. la sua carne, perch? possa cssere mangiar,~ {Teod. dl Mops., 6,31 ss.). II p. eucaristi.

Adv. huer.

rv,

con l'epiclesi

(Iren_,

18,5; Cir. di Ger .. Cat. 19,7;

Ja.

3787

3788

3789

3790

P-,\NE

PANE

PANF,.GlRfCf

L;,TINI

PANEGHtICI

1.1\TrNI

Dial. (Terrull., Adv. i\-iarc. V, 8,.3). Per Irenco, il discorso sui p. eucaristico si inserisce in un contesto di polemica antigncstica: si pUG essere certi che il p. offerto nella eucaristia sia jJ corpo del Signore solo se si riconosce in lui il Figlio di Colui che h. create il p. (Adv. baer. IV, 18,4; cfr. IV 33 2J. Secondo Mac<lrlo di Magnesia (Apocr. III, 23), Cristo ha possibiliril eli operare sui
co memoria della incarnazionc 70,4) e ne dimcstra [u reulra (Ciust.,
j j

p. in quanta crearore della terra da cui provengono sia il P. sia il ccrpo umano sia il suo proprio corpo. Il P. eucaristico rende immcrtali (Ign., Eph. 20,2; Teed. di Mops., Hom. cat. 15,12) e inco.rruttibili (Ircn., Adv. boer. IV; 18,5; V, 2,2·3; Agost., Tract. 26,17); nella storia dell'umanita ha posto fine alla morre (Cir. di AL, Ador. III) e da Ia vita WaL, In ps. 128,10), non tcmpora]e rna eterna (Agost., Ep. 186,2; Jo. 26.15), perche rimette i peccati (Ambr., Ben, patr. 9,38). Il p. eucaristico Eo anche visto come sacramento di units spcsso in connessicne con 1 Cor 10 17: come cia tanri chicchi si forma un unico p. (Did. 9,4; Cipr., Ep. 63,13; 69,5; Giov. Crisosr., Hom. 24,2 in I Cor.j Agosr., Serm. 272). cos!. col oro chc 10 ricevono, pur essendo molt], divemano un p. solo. cioe un solo corpo cii Cristo (Agost., Sum. 227; Serm. Guelferh. 7,1-2); esso fonte di concordia C segno CSC3tologico della socied dei santi (Agost" Tract. ,-n }o. 26,14J7); rna anche scgno di una unit.1 gia realizzata - unita di [elit (Fausto di R, Se,.".,. 16,10·11)' unita ne! carpo di Cristo compiutasi COD il battesimo (FuL di R, Ep. 12,11,24) - e quando viene offerto, tutto il popolo s.ignificato in esso (Ambrosiast., In I Cor. 11,20). Circa il moda di preparare il p. per l'cucaristia, infinc, st::mbra che in epoca patristica Ie cruese :lbbiano US<l[O sla p. azzimo sia p. lievitaw e che entrambe Ie cnn.suetudini sf ricolleghino a un'antica tradizione (efr. Parisot; Alym" DTC 1,2653-2664; F. Cabral, Alymer; DACL 1, 3254·3260; A. Penna· M. Jugie, Azimo, EC 2, 578·580). 3) P. di benediziane a p. benedetto 0 eu!o· gia (o Cnl'ri&Opov nella liturgia brzanttna); .sembra designasse il p, offerra dai fed eli per l'ell' caris.till ma non consacrato, che veniva benedetta e distribw[o ai cattcumeni 0 a quanti non avevano ricevutQ la comunione. Essa vienc distinto daila eUC:lrlstia (Trad. ap, 26). In alcune chiese orkntali, forse in relazione a 1 Cor 10,16, futono definiti e"'AOY(~ il p. e iI o;,.'inaconsacrati (Act. Thorn. 50; Orig., HiJm 19 (I8),lJ in Jer.·, Cir. di AI., Ador. XIII; Jo. IV, 2; Nest. IV, 5). Venne poi a indkarc anche il p. 0 qualsiasL dono inviato dui sacer-

10.

$1 c fatto came pc::rche l'uomo pottssc mangiare il p. degli angeli (cfr. G. Madec, "Pani, angelorumN. selon les Peres de rEglise, surtout s. Augustin, in Forma futud. Stud1 in Qnore di M. Pellegrino, Torino 1975, 818·829). 5) ~re£igurazioni veterotestamentarie relative al
ncgIi autori cristiani andi 6,31·33; 49·51, il c::onfronto tra 1a manna e Cristo con i suoi doni (Cipr., Ep. 69,14; nar., In ps. 57,9; Am· bL De myst. 8A7-49i Ambrosiast.. Quaest. 95,3; 20,2; Giov. Crisost., Hom. 46,2 in Jo.; Hom. 47,1 in Jo.; Agost .. Tract. in Ja. 25,13; 26,12·lJ; Cir. di AI., Jo. IV,2·3; Claph. Ex. II, mann. e/ cotum.)j la manna, p. che non t prodotto dill. terra, i: figura del Verba il quale s.i presenta a ogni persona ncl1'aspetto che corrisponde aile sue esigenzc cOSI come: h:t manna aveva la capadta di soddisfarc ogni gusro (dr. Sap 16,20·21) (Greg. Niss., V. Mos. II, 137·140). I p. di uso cultuale menzionati nell'AT vengono prevalentememe interprctati .in sem;o tipologico. I dodici p. di proposizione (Lev 24,5·9; efr. DES 6, 973 ssJ prefi· gur.vano il p. eucaristico (Trad. ap. 41; Gi· ro!', In Tit. 1,8-9; Cit. di Al., Jo. IV, 4), che p. E molto freqllente

doti at lora vescovi 0 amici come simbolo di comunione frarema (Paol. di N., Ep. 3,6; 4,5; 7,3; Agost., Ep. 31,9) (cfr. DACL 5, 733·734; LTK J, [180·[181). 4) P. in sensa metaforico- il p. Cristo (Orig., Cant. IT [su Ct 1,12J; Prud., Cat. 9,61; Agcst., Serm. 1.30,2), in quanro vita come il p. vi, ta (TenulL, De or. 6,2); il Logos, [a Parole eli Dio (Orig., Com. in 10. X, 17,99; XXXIl, 24,310; De or. 27; Mt. ser. 85; Greg. Niss., V. Mos. II, 140; Agost., Serm. 56,6,10; In pS. 95, s. It 6; per [a relaaionc tra la divinits di Cristo e il suo essere p. cfr, Giov Crisost., Hom. 45,2 In Jo.); i; la sapienza (Atan., Ep. fest. 7,5.8; Greg. Niss., Hom. 5 in Eccl), Ia Scrittura (Agost., Serm. 95,1), Ia legge mosaica (Amhrosiasr., QuaeSf. 47.3; Agost., In 83 quaest. 61,1), la dottrina di Cristo (Tertull., Adv. Marc. IV, 7,6) e Ia fede in lui (Giov. Criscst., Hom. 46/1 in [o.), la preriicazione del NT a l'opera delle Spirito santo (Agost., In 83 quaest. 61,4; cfr. Serm. 95,2), Ia conoscenza della Trinka (Agost., Serm. 105,4; cfr, In ps. !02,IO), la carita (Agost., Serm, 105,6), il mar-ire (Ign., Rom. 4,1) (per eltri signifiesti del tcrminc P. cfr, Greg. J\C Moral. XXIII, 49J. Particoiare rlsalro ha nella patristica il «p, degli angel» eli Ps 77,25, da alcuni identificato (Ort la manna materialc, da altri can il Logos, manna vera e p. supersost.anziale. con Cristo p. vivo; Agostino, in parti(:olare, afferma che il Verba di Dia, p. degli angeli,

ora Ii sostituisce (Cir. di Ger., Cat. 22,5), e it Verbo che clisceso dal cielo (Euseb., PJ. 33,6-8). Per Origene, srando al sensa letteralej i p. di proposizicne rapprescntavano le do-

mistio a Costanzo II, Valente e Teodcsio, 0 il discorso di ringraaiamenro di Ausonio a


Graziano; seguiranno Aezio e di Ennodio I P. di Merobaude ad a Teoderico. QU<.UltQ al

did trlbu d'Israclc che dovevano essere memoria e irucrcessione davanti al Signore, rna,
egli osserva, secor-de «la grandczza del misrero», I'unica memoria che rer-dn Dio propizio agli uomirii quella di cui pula Cristo Istituendo l'eucaristia, egli che il P. disceso dal cielo e datore di vita e pane di proposizione percbe Die 10 pose quale propiziazione mediante la fede nel SIJO sangue (Hom. 13.3 in Lev.). Per aIcuni autori, inoltre, i 1'. di proposizione rappresentano 1a parole dei dodici apostoli (Orig., Hom. 9,4 in Ex.; Procap. di Gaza, Lee.: PG 87, 779 5.) 0 i dedici mesi deil'anno (Girol., Ep. 64,9). Anche i p. azzimi che gli ebrei mangiarono all'esodo (Ex 12,8) e poi ogni anna nella festa dcgli azzimi (Ex 13,.5-10) ricevono una interpretazioDe tipologicn in relazionc alia euc:.uistia (cfr, soprattutto Efrern, lnni JUgli azzimi 6,1-6; 17,5; 19,1·3; cfr, anchc Hymm. crec. 2,5). Es. si vengono anche intesi in sense morale in riferimento all'eliminazione del peccato (Greg. Nlss., V. Aim. II. 126; Cromuz., Serm. 17A; Greg. M., In nang. hom. 22,S), Come Figura della eucaristia viene comunemen1:e imerpretata, in fine, il p. offeno da Mekhisedek (Gen 14,18) (Clem. di Al., Strom. IV, 25,161,3; cfr.

corpus dci p.l., al P. eli Pli-iio il Giovane rivolto a Traianc nel lOa e rielaborato per [a pubhlirazione nel 103, che viene per prime nei codlci e chc prop.riamente e una Gratiarum actio, SI aggiungcno gli undici p. Ianni cosiddetti minori, tutti di molro successivi a quclin e datebili dal 289 al 389. Questi diillustri gallici, professor! di retorlca e/« alti funzionari dell'amrninistrazione imperiale, in presenza dcgli imperatori in cnrica, alia scopo di idealiaaarne la figura e creare e conso Iidarc un consenso politico e sociale attorno ad essa, esaitsndo le virtu etiche, civili e mi. lirari di quello che spesso, sia ail'inizio del p. sia ui suo interne, chiamato sacratissimus imperator e sovente cristiano, e fornendo anche particolari biografici e stcrici, come la vittoria di Cosrantino al Mllvio, evocate dai due p. del 313 e del 321, e tesrirnonianze delJ'opinione pubblica diffuse nelle circa della Gallia riel UI· IV sec. II sovrano che traspare da questi dis corsi clemente, g:illsto e generoso, invincibile in guerra, pio, il cui potere e kgittimato dalla diyjcita, prescntata con t.ratti ralon, ch.iaramcnte pagani, talaItra cOmpa.tibili con i1 cristianesimo .. A.lfimperatore so no rivolte sia lodi sfa ringraziamenti si.a inVoc3z!oni. di S{)CCorso, talo.ra militare rna 50prattutto economlco e: fiscale. Alia cdebraziane dtll'.imperatore secondo Ie linee dell'ideologi. imperiale del IV sec., fa da contral· ta.re l.a demonizzazione dei nemici, sia i bar· bad sia gJi avversari pohtici c usurpatori, .sia i rivoltosi come i B:agaudi: dr. F Del Chicca, Panegirist' e barbari' RomBarb 11 (1991) 109~128; D. Lassandro, L'il1tegraziom: romascorsi encomiastici sene stati pronunciati cia

].L Ska, Melchisedech: DSp !D, 969·972). 6) Gli anrichi .autori cristla.ni menzlonano l'uso del p. neI culto mitraico (Giust., 1 Apot. 66,4: Tertull., De prctt$cr. 40A), pre~so gh eretici (Clem. di AL, Strom. I, 19,96,1; Epif., Pan. 30,16), nei .rid gnos[ici (Clem. di AI., Exc, ex Thead. 82) e manichei (Agost., C. FauJt.
20,13),
Olen: w. testi cirali. dr. TRE 1, 229·27.8 (bibl.J: LTKl 2, 70.3·JOG. P~r la prcse.D.Z;l. del t~rlllirJe p. ncsli auton cristiani a.ntichi cfr. A. Blaise· H. Chirar, DfclirJnNaire &. Jin-!rdn(riz"s d~> r;hrefir!!J1, Str;asbourg 1945, 591; Lampe 231·232: per presen211 dei termine p. in Ago-

richi, spesso a commento

10

J.

$tino ds. Pl 46. 484·485. Per Ie innlilllerevoLvohe in cui p. viene U39[O in sensa eucadstico, efr. J. Solano. Te:;.:· lOs em;rmsticoi pn·mitil,Jor. BAC Ril e 118, Madrid 1962
c 1964 (paruc:cJarmente l'lnd.ke dd vol. II, 846·847 c 8S7): AAW .. L'E;J.wnst1a riel P"dr-I dr!tkJ Oie>a, "Dj· zionario di spi.rirualira. biblico parristic~~, llama 199.8. Per l'intel"pretaziOlle -del p . ..Ii Mr 6,11IIu' 11.J dr. ~nchcil lemma Padre noitro. Per I'USllo della ftazlone del p. helle liturgic efr. DACL 5. 21OJ·2116~ EC 5, 1564·1565.

nobarban'ca nei Panegirici Latini: CTSA 12 (1986) 153·159; IJ., Sacratim/nll, imperator, Bari 2000, 3,·81; 105·144. Roma, eli cui e ceo le:bra:t::tIa aeternitas, e presentgrn come Ia civilizzatrice dd mondo, in discorsi Ja cui prosa solenne e sl ispira a Cicerone, Con altri riferimemi classIci qurui Virgilio e Orazio, e nel quill spesso traspare l'orgoglio di qucsti not:abili gallici per avere ottenuto da lu.ngo tempo il nome onorifico di jratres populi Ro· mani, attestuto gia da Cesare, BG r, .33, e da Tacita, At/n. XI, 25. L'ordine in cui i ("ociicL tramandano i p.L non cronologicoi pertaoto, li si numera in mo, do duplice: con numero tomanD per I' orcline crooologico, spesso scguito nelle tr.adm:ioni e commenti (p.es. Panegirrci Latini, tr, it. D.

A. PoUasrri PANEGlRICI LATINI (IV ,eeolo). I p.l. si sttuano ncl quadro di un ampi2 lettemtura encomiastica, che, per chare solo e:sempi contcmporanci, cOII1prt':ndeva It orazioni dt Tej

3791

3792

3793

3794

PANEGlRICl

LATlN!

PANEGllUCI

LATLt'H

PANEG.!BJCI

LATINr

PANEGIlliCr

LjiTINI

Torino 2000), c con dei mss., scguito in gcncre nelie edizioni critiche, come XII Pa~ negyrici i.anni, fee. D. Lassandro, Torino 1992. Intcndeodo come primo il p. pliniano. gli eltri sono: IV10, p. di Mamertino, retore gallico, per Massiminnc e Diccleaiano, pronunciato a Treviri, una delle nuove residenze imperiali. nel289; IlIlll, discorso del medesirno per El compleanno ill Massimiano Augusto, pronunciatc a Treviri ncl 291; in queste due oreaioni sono esalrate le vinorie di Massimiano sui Bagaudi, sui Germani e sui pirati, La sua concordia con Diocleziano e la sua [elicitas; f'llI8, p. di aurore inceno della citra dl Augustodunum, ossia Autun, a Costanzo Cesare, recitato a Treviri rid 297, in occasione dei Quinquettnali.a di Costanzo, con il ringraziamento all'imperatcre per aver visitato le Callie, con le celebrazione della campagna di Britannia dell'imperstore e le sue vitrorie sugli usurpatori Carausio e AlIetto, grazie alle quali omnibus nanonibus securitas restituta [e5t] (18,4), e con la descrizione di Trcviri, ricca di portici e di mercari, ovc i barbari sono inregrati in varje attivita umi(9,1-4); V/9, discorso eli Eumenio, protessore di Autun di origini greche, per la rinasdta deUe seuole «meniane» dopo la distruzione causata dai Bagaudi, Al1g11stodunurn 298: nel c. 5 eV'ocata Ia storia cii [uli SC\,JOIe, note gia a rae., Ann. Ill, 43,1, ove msegnavano professori illustri, garantet1do [a for· mazione di una giovtrttu che avrebbe poi :svolto imponanti funzioni nella burocrazia impcria1e: per quesco gli imperatori 51 curavane di queste scuole e m: Dominavano i direttorl. Eumenio nel c. 14 riporta la tetter a imperiale ,he 10 nominava tale, e nei cc. 2021 spiega I'Lrnportanza did attica delle carte geografiche dipinte SU tnLlri e ponici cittadini, che facilitavano i':apprcndimento della storia e ~ella geografia, e deUa gmnJezza dl Roo mao E questa l'unico discorso non dircttamente rivolto all'impcratore, in tal caso Costanzo Clow, rna g un !lir pe;jectissimus governatore della provincia lioDese. An(or<1, abbiamo: p. di <l.lltore incerto, forse un disc::tpolo di Mamertino, per Massimiano e Costantino, pronunciato a Treviri nel 307: vt si ceIebrano le nDZze dl Costantino, appena prodatrtato Augusto, con Fausta, figlia di Massimi,mo, e la concordia tra genera e suocera, eIogiati entrambi; VIlI6, p. di amore ineerto orlginado di AugllstodLlnum all'imperntore COS-tamino, Trellm .310: vi si esalta Costantino agli inizi dd :suo regno, mentre vi malvisto Massirniano. che nel fratternpo era

Lassandro . G. Micunco, cif-e arube per l'ordine

morto in disgrazia, ed ricordato Del c. 22 il vincolo di fra.ellenaa tra Augustodunum c Rome (rr. c comm, in B. Mueller-Rettig, Der Panegjricus des [abres 310 auf Kanstcntin den Crossen, Stuttgart 1990); VIII/5, discorsc di ringraziamento di autore incerto originario di Augustodunum all'imperarorc Cosmnrino, Treviri 312: pronunciato per f Qu'-nquenmdia eli Costantino, celebra la liberalita dell'impe. ratore, che ha ridouo Ie imposre ad Augu-

vrn,

tolo di [ratres populi Romani esprime, sccondo J' aurore, le communitas amort's e [a dtgnitatis aequalitas; 0012, p, di autore incerto di Augustodunum a Costantino figlio di Costanzo, su cui romeremo, pronunciato a TIeviri Del 31.3i XJ4, p. del famoso retore Nazario di Bordeaux, riccrdato anche de Ausonio e da Girolamo) ell'imperatore Costantino, Roma 321: gli uitimi due p. celebrano entrambi [a discesa di Costantino in Italia e Ia sua vinoria el Milvio su Masscnaio, quclla che, secondo Lattanzio ed Eusebio, fu dovuta al segno divino chc detcrrnino la «conver sione» di Costantino al ctistianesimo; XIl3, disrcrso di ringraziemeoro di Claudio Mamoreno all'impcratore Giuliano, Costantinopoll ,362; l'autore forse discendeme del Marnertino nominata in preccdcnza t sostenito· roe di Giuliano, e per guesto arnministmtore del tesoro, pre£etto d'lllirico e poi console, cbe descrive i! buon govemo eli Giuliano sia in Gallia 5ia nelle tegioni danubiane, elogiandone anche Ie virtU militari e morali; XI1I2, p. di Latino Pacato Drepanio, oratore originario di Bordeaux, all'imperatore Teodosia, Rom,~ 389: pronunciato dava.nti all'imperatore e al Senato, cdebra le virtU civili e militari di Tcodosio e la sua vittoria s.uU'usurpatore Ma:ssimo, senza esitare, a chiamare c~dio» l'impcratore. primo dei p.1. Plinio propone, come Dione nelle sue orazioni 1-4 Peri basileias, anche un rnonito aJj'impcratore, the egli non vede come dio 0 come divino, rna come un essere: dotaro di grandi che vanno paste al servizio dell'impero: il suo mole una laboriosa statio (86,3). II prindpe diis 5imillimus (1,3), rna non un dio - come Domiziano ave\r-a prete-so eli farsi chlamare -, anche se 1a sua asceSa al trono stata voluta daIla providenuiJ dcorum; un concittadino e un padre, Don un padrone; deve onorart Ie leggi, gnranore 1a Hbertas senatoria e rinuncLare a governare con 13 cosrrizionc:, altrimenti :sara un uranno, laddove principaw e tLrano.ide sonG

la citta degli Edui, Ia cui fedelca fino ai tempi di Cessre, con riferimenro a BC VI, 12,5, e u cui tiSWdUflUITI,

a Roma

e {atta risalire

Net

virtu

e e

opposti per natura. I buoni imperatori sono esemplificati de Augusto, Tiro e Nerve, i cattivi da Tiberio, Nerone e Domiziano, e P'I. nio amrnonisce Traiano che per merit are l'amore degti dei e necessario meritare prima quello degli uornini, altrimenti c'e it rischio di fore Ia brutta fine di altri cattivi imperatori, che sono stati elirr inari (cfr. G. Zccchini, II pcnsiero politico romano, Roma 1997, 101-102; il mio Disus e Deus negli autori del I sec. d.C.: Seneca, Lucano e Plinio if Ciovane dz /ronte al culto imperiale. lUL 134 [2000] 125-149). I p. successivl sana rivolti alia propaganda Imperiale, rna nemrneno in essi mancano alcuni elemenu parcnetici e monirori (c. Odah], Propaganda. poNtica y opinion pubLica en los Panegjncos latinos, Salamanca 1991; M. Meuse. Die Darvteliung des Kaisers in der l.P., Stuttgart 1994; il mio 11 concetto di res publica nei panegirici iatini: RIL 1)3 [1999] 177-197; K. Enenkel, Panegyriscbe Gesdncbtsmythologisienmg tmd Propaganda: Hermes 128 [2000J 91-1261. In gcnera]e, si e giunti a un maggiore apprezzamenro di qucsti scrim, che in pnssaro hanno risentiro di un tipo eli giutlizin come quello di E. Gibbon in Dedine and Fall the Roman Empire: il loro eii linguaggio dell'adulazione» (tr, it. Torino 1967,320 n. 3). La low raccolta forse dovuta all'.autorc ddl'ultirno pl, Pac<lto, ('he seleziono i pili significativi di quel tempo, indudcndo anche il proprio p. in una sillogc che forst ebbt anent impiego scolastico, ma che poi scomparve per esscrc ritrovata sol· tanto nel 14.33 a Magonza dail'umanista GiovannI AurLspa. Tra questi p., particolare rilievo cia] punw di vista religio5o assume quello dell 31.3 per Costantino: l'autore ne cdebra la vittoria su .N1asst:nzlo, cOJ"JsiJer<.ltrl di origio.e divina e ow::· nura nonostante i responst ufficiali degli aruspiei. Il retore pada di una divillitH, Ji una divina mens (2,5; 16,2) di una maiestas, del clemente deus HIe mundi creator et dominus (13,2), del summur rernm sator cbe ha voluto avere tanti nomi quante sono Ie linguc dei populi e di cui non possiamo sapere come egli Slesso vaglia essere n(lminato, e potrebbe essere sia immanente al mondo sia trascendenle (26). Mni sana nominali gli dei del politeismo tra.dizionale, che sono detti dii mtJlOfes CUl sono affidate Ie cure dei conumi mortali, mentre il Dio somma si degna dl manife<tJrsi solo a Costantino (251. Somb,. il modo con cui il retore pagano, rLcorrendo a formule enotersr[che gia present! m:Ua filoscfia s.toica e platonica, prende atto del nuovo atteggiamento re1igio5o dimostrato da Costami-

no da quod memento: dr. M. Sordi, I cristiani e I'impem romano, Milano 22004, 174-176. In effctti si riscontra ditfercnza rispctto ai p. precedenti rivolti a Costantino riel 307 e nel 311, dove erano ripetutamente nominati, in-

vece, gli dei tradixionali, Cerere, Libera, Mercurio, Glove Capirolino, Apollo, Vittoria, Ercole, eel era emmirata Ia devcaionc di Costantino verso dl essi e i loro ternpli. Appare interessante anche l'applicaaioae, nei p.l., del concetto di divinita all'imperatore stesso: csso e descritto come deus praesens ncl p. II, per imperatori pagani. a 2,11; nel ill, pure per un pagano, a 10,5; nel VII, per Costantino prima della conversione, a 22,1; come praesens nume» nel p. IX, di un pagano per Costantino appena «convertitos al cristianesimo, a 4,4. Similmente, l'imperatcre dctto deus 0 magis qzeam deus quasi esclusivamente in p. di pagani per irnperatori pagani: deus in II, 2,1 e 5,1; Ill, 10,4-5; VII, 4.2; 17,4; 21,5; 22,1; IX, 2,4 e 25,4; xi, 22,1. Ma c'e un'eccezicne vistosa. Nel p. di Pacato per 'Ieodosio, che invece era crisnanissimo e fece anai del cristianesimo la rcligione di Stato. Pimperatorc assimilato a una divinita e detto deus senza alcun problema e insistentemente. Pacato ricorda il culm imperiaIe reso a Teodosio; ehe in quanta cristiano uv(ebbe dovuto rifiut:arlo (2)1 ~ ad contuendflm te adoTandumque; 6,4: qui getrtibus adora!or,

0/

uei

cur: toto orbe lerrarum privata vel publica vota redduntur, (] quo petitt' navigaturus seremlm
J

peregrin!J.turm reditw1l, pugnatur1ts auspicium); 10 -chiama deus per Jue volte (4,5: deum quem videmus; 30): itt nos oculos deus rettulitl e 10 assimil. agli dei (10,1: g"udenl pro/ecta perpetuo divina moto, et iugz· agi!a!ione se 'Vegetat aetemitas, et quidquid homines VQcamus labore-m vertra natura e5! ... St piumque mortalihur aestimare caelestra, ave caelestia riferito al principe), oltte a dichiamre derivata da! cielo la bellezza di Teodosio (6,3), e aEfermare che Dio assiste l'imperawre {6,4) e partecipa della sua maeSl:a (18,4). bacio di Teodosio santifica (20,2: iLle osculo comecratus est) e tn 21,2 Teodoslo chiamato numen, ta cui v!sione beatifica per i sudditi, come pure in 47,2. Nota che Tcodosio dctto «50vrana umano e dlo», theM, ancbe in un inc· elito Pros baSilea di Temistio probabilrnente rivoIto aHo stesso Teodosio, e da eonsiderar5i una delle ultime opere dell'autore, come cereo di dimostrarc in L'inedito Pros ba.silea di Temi:rtio, ed. tr. e comm., in call. can E. Amato: ByzZ 99 (2006) le67, cui rinvio anche per documentazione s.ulle ;;lscendenze nella teologia politica di Eusebio, per cui ag-

las

3795

3796

3797

3798

PANEGIRICI

LATINI cam

PANEG1RICO 256-263; IJ., Mmumjo (2002) )02·508; R Rces, J.Ay!!T!J 0/ loYIl!ty in Cp., AD 289.307, Oxford 2002; D Lassandro, II CClI1CemU5 omnium laudum in onore deltimpadiofe nel PaHC'giric()di P'itlio e lui P.L., in Plinius der jiirrger([ uud seine Zeit, Munchen-Leipeig 20D3, 243, 255; C. Epplett. Wimer warfare in Illlllqmf-/: Mouseon 3 (20m) 269-28}; D. Perea . M,], RodrigueL:, Paneghico y cit/dad: SHHA 21 (20m) 223-245; M. Sordi, Fidacia n~/~ propria {orza e PQrtra dd nemico !leila p'tt~ti.r.io!le dl'i IJtJJf!: Bbrcdl.nr n (20m) lOO-to3-; A. Hostein, Le co, pUJ des P.L. Jam denx orwrag~I rir:l?nlr: Ant'Tard 12 {2004) 373-3SS: B. Leadbetter, Belt 0/ brothers. CPh 99 {2004) 257·266; C Macias, ReJl'rt!ndas a 05 astros en el panegiriro iumo: Mene 4 (2004) 141-171.

PANEGIRICO

PANEGHuCO

giurigo qui B. Studer, Dio salvatore net" Padri della Cbieso. Rome 1986, 184-185, e J_Iv!.Sallsterre, Eusebe de Cesaree et la naissance de 10. thia/ogie "Cesarooapiste": Byzanrion 42 (1972) 131-195; 532-594. T p.L si rivelano dunque di grande interesse anche per 10 studio della ccncczione religiose nella loro epoca e nella low cukura. idMJ.6gicos de' 'as relaciones de depemlenc ..te; SHHA 6 (1988) 189-195; ' D. Lassandro. Th"rd m,U~r /t"ugum de Orazio ai Panegiri. c i utitri, in Onnio in colloquio. ed. P. Fedeli, Venosa 1988, 123-128; IJ., Bibliog,ra/i.l1 dei P.L.: In"'igil~la Iuccrnis 11 \1989") 219-259; L L~1l11,La storiografia lPtlna dd IF sec. d.C, Torino L9W; R Ferorelli, Un manoscritto dei PL.- it cod. Uxoniernu BQflioi Cdfeg-:- 315: Invigijata lccemls 12 {199-[}) 161-180; A. Levine, UI1 menoscru to del PL.: ii cod. MQ!,ilensiJ 8251 (V 210), ibid. 261 29-6; C. Odil.hl, .Ii pa.gal1'r reaction to Constantine's ron version. The Ancient world 21 (1990) 4:5.63~ M.·C. L'Huillier, L'emplre des mots: oratcurs gauloiJ et empe· leurs romains, Yet 4< sricin, Paris 1992; C. Zlnk, La oision de Cosstomin d'aprh le Panegyrioue REL 12 (19"92) 21; D. La.s5andrQ, Aedsu, /rdirer populi RomalJ!"; CISA IS (1992), 261-2-65; C. Nixon, Comtantinus oriens impemtor. Histone 42 (199J.), 229.246: K. Rosen, Coestantins Weg rum Chrisft1l1ltlm und die P.L .. in CostamiM.J. Rodrigues. Las vZrCudt'J del emperodor SHIrA. 2·3 (l984-5) 239-247·, rd., Aspectos Constantino:

di aduwrllJ principis: ibid. bis in Parr. TV (X): Histone 51

remi e regole pratiche di composiaionc. Dato 10 scarso C poco onginalc contribute JJLO all'epidittica dai trattati d'oratoria latini, ci lirniteremo qui ai testi di ambito greeo pili Importanti ai fini del nostro discorso, rinv.ando per pill ampie inforrr.azioni ai lavori citati in bibliografia.

sana segni di una disposizionc morale: circostanze come nobilra di nnruli e educaaione possono cccrescemc [a credibilita (Rbet, I,

9,

D67b).
Se in seguito [a distinzione fra eacrvo; ed encomic non Sil.t.1 da tutti recepita (0 non 10

sad negli sressi termini proposti da Aristotelc), l'attenzione a virtu, dati, azioni, proposi-

La voce piu autorevolc e di maggior influenza I1e1 tempo e stata per greci e latini quelln di Aristorele, la cui reorizzazione presuppone l'esperienza del sofistie di Gorgia in particolare (SLJ quest'ultimo, cfr. Buchheit, pp .. 27)8). In Rbet, 1. 3 1358b ss., Aristotcle dlstingue trc diversi generi (e:1.'0Tl) ll discorso: i deliberative (c"U,u.i301)M;:U"Cl"KOV: in latina sara deliberatinurn), giudiziaric (Bn;:u"Vtx6"V: in latino sent .. diciale) u epidinicc (E.7l1.oEtK't1.KOV: in latino sara demonstranoum). La distinzione SL bas a sul ruolo dell'ascoltatore, che nei prirni due casi giudice e dcve decidere suI futuro (oratoria deliberative) 0 sui passato (aratoria gjudiziarial, menrre nel gencrc cpidittico, che esprimc lode 0 biasimo c riguarda 11 presente, egli spettatore (atc.op6;) e de-

ti e realizzuzioni del pcrsonaggio elogiato costrtuira una costante del discorso di lode. Net
lodare qualcuno, bene ricorrere a moire forme di amplificaaione {l'elogiato ha fatto qualcosa da solo, 0 per prime, 0 can pochi ecc.), qualora .il soggetto di per se non offra molri

1 Ramelli PANEGIRICO
1.
Elogio e discorso pratichc epidinico. prernesse eeorlche, indicazioni . ll. I panegirici [:l.rdotmlkhi.

en

vn

Il termine latina pancgyricus, poi passato aile lingue europcc, la traslirterazione dell' aggettivo greco nCXVTrrUptKOt;, derivate dal so· stantivo navTl'iUptC; «adunanza, assembles solerme», come quellc [en ute in occasione delle

spunti in tal sense, egh va posto a confronto con alrri. Poiche e bello risultare migliori di persone ammirevoli, si dcvc prcferirc il para gone con uomini famosi; se questa non e possibile, il confronto sara fane eon la maggieranza degli uornini (Rho. T. 9,13683). 1m portanti - sia perche faranno scuola sia come attestezioee della prassi vigcntc - sono
all-

lW

nOIJlJeausur fa ~Jo.tiun du Pal1lJgyriqut! de Memilla?: K~[]· non 8 (1992) 17-24; L Hajdu, Beirr;igt: atlJ der Therau res-Asbeit, XXV]; MH 50 (993) 181·182; T. Kotula, Au· to(lr dt' C~ude Il ie Gothique: REA 96 099"4) 499-5D9; M. MlIus~<Der Kaiser ais fQchmllllll in okonomi.chf:1"r FTi1· gen?: MBAH 13 (1994) 8-9"-101; A. Taldorle, Reparorio dElle c.ou norev;JJi I1df'rm1.7.ionedi Latr"no Facato Drepa· tJio a Teodo;io: IrlViguam lucerni.> t5-16 (L99;;-4) 291· 311; D. LJssaIldro, 510'111 ~ ia.'m!ugid rJr!iP.L., in Sum/om:
ed. N. Crilliti, Brescia t995, 111·121; A. r-.hn· Iredl, Un'£dilio umarri~ifca Jt:i P.t. milloJ""" in Studj C Tardili, Milano 1995, !313-1325; P. KQ:i-, ub fTincip~ Gal. S lieno ... .I1miHd RR<'tia~:Gemania 73 (1995) 131 ..J44; in prQife oj filter RomQn ~mpero,., ed. by C. Nixon - B. Rod· geT>, Berkdt:y, CA 1994~ R Orihuda, Camideracioner 50· bre e'l Prlnl1f,lrico XJ(J) del Corpus P.L.: .Myrtia 11 (1996) 47·60; G. D'A.lessandro, SulfQ cunJrapposivo1lt' tra Co· stlln/INo e }.-taHl!JJ:;:iomol PL.: Invigibt~ \l.1CE:rnls 18,19 (19'96.97) 13-1.138: D. Lam.ndro, Exhar..rJtQ.f' mvincr.iu ... p prQ.(lsidemium rlJpinis: VetChr 34 (1997) 2.51-261; /\1. Lol, li, It wWlo d,.gfi arrem: .'vlH 54(997) 226-229; ld., l...J celent.il.5 pri.m:ip~ Ira tattieD m.litare- ~ nECeHifd politica lui P.L.: Lil.[Clmt.l5 8 (1999)620·625; D. Lassandra, R1J5' 5 segnl.l g~nfrr1t~ di di7.ioni ~ rtudi Juf XII P.f.: BSnJdL.'I~ 28 (998) 132-2(1..1.; Id., I P.L. del flJ-JV It'wro, in Staria ddlil dl.'lita {mulln·a grenr e kI#!U., III, Torino 1998,476 483: M. Chrismi, Ie metier d'empemrr ~t re", r,,"prisel1ia' tiam Ii &; jilt dif !JI< ~t 0. .. dihut du IV' Jrecl~ CCG 10 (1999) 355-J.68; N. Baglivi, Sit Prmeg. 4,5,1: J3SrudL;J;t 30 (2000) 134·142; kL, Sli Pane-g. 4)),4: Ibid. 55'-1-560; Id., matHia,

il Gnrnde,

II, Macerata

199.3, 853-863;

A. Poulon,

Du

Su r,meg. -9,30,3: BSmdLil.' JI (2001) 5J8·542, Id" S:J Pi.meg, 4,}J,6: Vich.iana 4 (2002) 73.81; M. A prof/mira ili imper(J, imperoltori e P.L.: ibid. 107-115; Id., S.. P"fleg 6,2,5: BStl)dLat: 32 (2002) 102-LLO; A. Bruzwne, Due re c""ltti IJudi sui p.r.: RFIC 1.29 (200L) [10·120; J]. Cieu.
h.Jegos, E[ cilrf.ma: E:AcPhi.loilO-12. (2000-2) 199-213; R Cica[ello, If VII capitola det De mortibus pcrse~lItCltum di uUQrrz;io: Sdtl 6,7 (2001.2) 2tL-2J4: F. PJschoud, Les P.r. eJ l'Hlstoire Arrgu,/t', in MikJng':5 C. Deraux, II, Bru.'1ciles 2002, 347-356; A. CbauvOl, Difaib!s lnilitaires

Panatenaiche 0 dci giochi olimpici. Come attribu;o rii AO,,(Ot;, iscorso, il termine e per la d prima volta arlopcrato - senza spccifiche connotaztooi di ordine tecoico-retorlco - da Tsonate, che cosi definisce l'orazIone da lLJipubblicata nel 380 a.C. in occasione del raduno dei Greci a Olimpia. n greeD navrrruptKOs conservers a lungo questa accezione generica, che si riscontra anCDra neU'aT! rhetorica dello P.~eudodlonigi (v. infra), probabilmeme composta verso la fine del III sec. d_C., dove naVTlYlJP1KO;; e riferito :ai discorsi pwnundati nelle pubbliche cetebrazion1 di solenni feste religiose. E .solo in eta bizamina .che il significato d i nCXVTIytlpU;;a v va awicinandosi a quello di £YK(J)~16:~ElV, fino a diventamc iJ s!nonirno in greco moderno. In ambito latino, invec;e, gla in eta imperiaJe panegyrt"cus e utilizzato, come sinonimo Ji /autiatio, nell' accezione teeni-ca di (di.scorso celebrauvo di un personag· gio illusttc»). La. prima attesta~Lone sicuramente databile di tale signifLca[o e in Lattanzio, Div. i1Hi. I, 15,13 (sicut fadunt qu': apud reges eHam malos panegyricis mettdacibus 4du· lantur), mtn[re I'uso del termine prmegyrista per designare l'autore di un discorso eneo· miasiLco SL troV3 per la prima volta in Sido· nio Apollioare (Episi. IV, 1,2). I. Elogio e discorso epidittico: prernesse teo·
ric-be, indicazioni pratiche. nca, cbe 10 cataloga fra

cide sull'abilita dcll'oratore. Ognuno dei tre ha un suo fine spec.fico. il delibemtiper fine l'utile e il nocivo, il genere giudiziario il giusto e I'ingiusro: il genere epidittko il bello e il bruttD. Diversamente da· gli altri due gcncri, che perseguono scop1 con· (teri, il genere epidinico risulta duoque in Ari.stotele sganciato da &nallta pratiche immediate (d'altra parte, in Rhr3!. ITT, 12,1414a, vena esplicitamente derto che il discorso cpidirtieo e destinato aila lcuura, e rlchiede dunque uno stile adatto alia 5crittura piu ,he:: alL
generi vo ha

che alcune Indicaaioni pratiche offerte dal III libro della Ketortca (cfr. Buchheit pp. 169· 188) relative all'esordio (Rhel. III, 14,1414b· 1415,), al modo in cui esporre le azioni del perscnaggio (Rhet. Ill, 16)416b), al ruolo
delj'amplificazione (o:\j~Tlm~), che cleve mostrare come tali 3ztoni siano belle c utili (Rhel. III, 17,1417b)_ Moho pili che da Aris,totele, il punto dl arrivo delJa tr;ldl%[one softS,[iC'1 rappresent<lto dall, Rhetorica ad Alexandrum (Rhetare! Graeci I, II, ed. C. Hammer ex rccognitioDc leonard; Spengel, Lipsiae 1894, pp. 8-104;

sllccessivamcntc M. Fuhrm:ann, Anaximenis


ars rhe/mica Atexandrutlt
j

di un uomo, di un dio, di altri esseri animati 0 ill oggetti inanimati, obicttivi di chi biasima e di chi lodJ sono rispettiv"nnente iI vizio e la virtu, i.I bello e il turpe (Rhet. I, 9,1366a). Parti della virtu soDa la giustizia, i.l coraggio, la tempcranza, la ma· gnificeriz3., la m03;gnanimita, la liberalit~, l'as.· sennatezza e la sapienz3 (Rhet. I, 9,1366a-b): qualira che turte ritroveremo nei p, tardoanti-chi_ Nellodarc kosi come nd bi.asimare), si dovr.l. ricondurre l'eccesso alb quruira c::hep1li gli e prossima (p.e:;. J temerario vena definite {'omggioso), e Ie azioni del per-s.onaggi verrannO interpretate come mani.festazioni delle virtu e1ogiat~. ArLstote1e dis[ingue poi fnt Enalvcx; (elogio, lode) ed encomio. L'ena.lVOC; mette in rilievo lil grandezza della virtu, che si manife.sw. nelle a7.!oni: sara dunque importante. porre in evidenza sia Ie azioni, sia il proposfto can cui si ag[sce; l'ellcoc mio ha invece per oggetto Ie opere (Ep-"ya),che

]a redtaziond Che si tratti

..

quae

vulgo /ertur

AriJtoteliI

ad

LeLpzjg 196G!J opera anonirna (sulla. possibile paternita di AnaSSLmene dr, Buchhei[ pp. 189-2071 cronologrcamente vieina - non sappiamo sc: antc:riore 0 postcrio· re - alla Reton~'a di Aristorde, Del.I nostrO punto di vista, ess~ e importance perche per

vari aspetti antic-ipa gli svilllppi delJ'epidirti· en tardoantica. genere encomiastico qui definito o:ij~TlOl~ di i.ntenzLoni,azioni e p~rolc gloriose, ma. anche attribuzione di qualirs che il soggctto lodato non possicdc (auvQn;:eiro('H.~ ~ti npocroV"tO)v). Degoe di lode sono le cos.e giuste, legittime, utili, belle, p1a· c<voli e queUe (si suppone difficui) che U pers.onaggLocia celebrare ha facilrnente realizr.a-

et probMme,
313):

Ktema

in.tenr~s d(1fT.Y!~Jp. J'JPrJq/i.1? tdrdiue (289· 27 (2002J 271·279~ M. Lolli, Uri singo!.flr~

i epidittico, si C occupata dell'eocomio s.ia per teorizzarne malo e caratter1stiche nel pili ampio contcsto dell'oratoria, sl<l per indicarne 3800

La trattatistica andiscorsi di genere

te (cap. 3, p. 28 Hammer). Le qualita positive (1:0: a:yaM) sono distinte in due categorte: doti come nobilra, forza, bcllczza c rrcchczz~, chc danno lustro Scnza p.r:r quo;:sto essen: ('"[:0". E!;W 't~c; OpE'tll~), e virtu vere e propric (&pE.l:ai) , che sona identificate nelle virtu
Virtu

3799

3801

3802

PANEGlftlCO

PANEGIlUCO

PI~NEGIRICO

PANEGtRICO

ccrdinali di sapienza, giustizia e coraggio (cap. ;), p. 30 Hammed, Per Ie prime - poiche non dipendono da lui rna dalle clrcostanze - bisogna felicitarsi con colui chc [e possiede; bisogna invccc Iocinrlo per Ie seconde. Per quanta riguarda Ia disposizione dcgli argomenti, si partir. della famiglia dell'clogiando per poi passare a que] che egli lie compiuto da ragazzo e da ado.esccntc, e .infine alle sue azioni ill adulto, raggrupparc secondo le virtu di giustizia, sapienza e coraggio (cfr. Buchheit, Pp. 208·231l. Sulie tecniche di composizione. fin dall'ete elIenisrica erano in uso sperifici Iiori di escrciai (progymnasmata: cfr. W. Kroll, RE suppl. VII, 1118 s.) che insegnavano a impostare i divcrsi tipi di discorso. I progymn(1srnata piu entichi a noi pervenuti si debbono al retore alessandrino del I-II sec d. C. Elio Teone ted, L. Spengel, Rbetora Graeci II, Leipzig 1854. pp, 57~130), che fra l'alrro do grande rilievc alla CriYYKpIOU; (ulreriori indicezioni in RussellWilson p. XXVI s. e soprattutto RE V A, 2, coli. 2040·2047, Theon 5), Dopo Teone, tra In fine del III e g11 inizi del IV sec. trattano di epidirtica quattro tcsti [a cui cronologia assoluta e relative tutt' altro (he certa: i progymmHmata del cosiddetto Ennogene (ed. H. Rabe, Rhetore, Graeci VI, Leipzig 19U: la sezione sull'encomio alJe pp. 14-18, segue un capitola sulla O'1r(Kplcnr;), l'Ars Rhetor£ca dello Pseudodionlgi di Alicamasso (tn Dionysii Alicarnassei opurcultJ, cd. H. USl!Ilcr - L. Radermacher, Leipzig 1904-1929, vol. II: la sezione s.ui panegirici) alle pp. 255-260; ora tradolt, in Englese in Russell· Wilson, pp, 362· 381), e i due trattati ala[pe(J'_~ 'twv ~llt.SE.IX~ "CU(WV C 1I£Pl EJUOCIK'1:U;_Qrv attribuiti al rctore M-eoandro di Laudkea. Succt:s;sivamente, destineranno all'encomio un capitolo dei loro prog,)'mnasmata AftoOLO {ed. H. Rabe, Rhetores Graed X, Leipzig 1926: s-uU'encomio il cap, VIli. pp, 21·27) e Nicolao di Mira (ed, 1. Felten, Rbetorc5 Graeci XI, Leipzig 1913: la se.zione su encomio C' biasirno aile pp. 4758), attivi fTa la finc dd IV e gH ini,i del V sec., che- entrambi dedicano alia -ouyqnoll; una traunzione a p-arre. 13asanOosi .sulJa pratica vigente in ambIto gr-eco aUa fine del III sec. d,C" tutti e quamo i [rattati di fine III-ioizi IV sec:. tentano una 51stematizzazione dell'oratorIa epidittica_ Piuttoseo distahte dalla prassl testirnoniata dai p. a ooi pervenuu l'Ars RJ)e/oricn della Pseudodionigt, che manti-ene a {(p.}} l'antico signUkato dl discorsi dOltenere in o-ccasione di Eestc sQlcnni (v. sopr:a): in tale contesto, si prevede cbe parte culminante dell'orazione s.ia-

no le lcdi dell'irnperatore.

Piu ampi

riscontri

sui punti e i topoi in cui si articola l' encomio di una persona (cfr. Russell-Wilson, P' XXVII s.) offre Ia trattazionc attribuita a Ermogene, che e Forse [a piu antica, e che perairro non considers il p. come una forma Ietteraria autonoma, rna come un genere del discorso che ricorre in opere eppartenend ai gencri letterari pill disparari. Di maggiore rilcvanza per 10 studio e la comprensione degii encomi tardcantichi sene perc i due trattati, probabilmente di dioclezianea, trasmessici sotto il nome di Menandro rna verisimilmcnre opera. di due diversi autori (cfr. Pcrnor 1986). II primo dei due (otCl.tp.e.cr~ 'trov £nt&l"K'tlxffiv), che ha taglio piu tcorico e S1 organizza sulla base degli oggetti di lode, fornisce schemi validi per qualsiasi discorso elogiativo 11 secondo (m:pl em'&u;:'ttKooV) - che proprio per questa ragione e per noi il piu importante - indica in dettaglic i punti (xECpO:A.cna) in cui clebbono articolersi ie diverse varlets di ,-Uscorso epiditrico, da recirare in occasioni sia pubbliche che private. Di specifico interesse ei nostri fini sono i precetti relativi all'elogio dcll'imperatore (~""lAlKO, Myo,: cap, I), rna temi encomiastici sono previsti pure dal discorso funebre ii.m,&qllOC; 1.010.:;:cap, XI), cia! di-s(ors(J per }a corona (o"{:e:cpo:v(l.YnK6~: cap, XII) ~ che s.volge in breve l'elogio del sovrano cui 13 corona conferita -, e infine daUa lamentaziol1e funebre (J.l.ovCf"3(o:: cap. XVD. Pcr il I3w:>cAlxo<; ~&Ioc; Menandro prescrive che, Jopa un esordio camtterizz3to dail' ampHj-icatio, l'oratorc proccda all'dogio dclla dtta natale dd s()vrano e della provincia di cui originario se queste sonG illustri; in caso contrario pass.era subito alIa famiglia. Se questa 2: oscura, egli did che non ha senSQ lodarla vista che il prindpc non ha bisogno (Ii farsi bello dell'altrui gloria, oppure gli attr:ibuira origine divina. Si ticorderanno poi i prodigi Iegati alIa sua nascita, aspetti della sua natura (1;-a. nEpl 'Gii~ cpfuEOOC;} come p.es.. la be]!CZZil, la sua crescita (Ctva'Lp0{p~), l'educazione (-n:o:1.&icd, i suoi comp(Jrtamenti (tm't-rt3l:!ujJ.O:~ '(:0:), Ie sue azioni {npci~eU;! - divise in. azioni del tempo di guerra c azioni comptute in tempo di pace -, andraI1Ilo raggruppate ;sot· to Ie etichcrte di temperanza, giusrizia e saggezza. Infme se ne ricorderii la fonuna ('Cu 1:fi~ 1:-UXllSfe si fara un confronto globale fra 11 suo regno e quel10 di un aItro mona rca (p.es. Alessandro}. A conelusIone, l'epitogo esaltera la fdicita dcllo stato prcscntc. Poiche - come }'autore .stesso di volta in volta sQttoHne~ - moire delle pres.crizioni date (fra queste iI frcqucnte ri{;OISO, anche su sin-

eta

alb O'U)'KpU:HI;) on sono csclusive n delllacttA.l.j(\S~ A6yo~, ma si applicano a qual, siasi discorso di lode, [a trattazione di Menandro sull'encomio imperiale rappresenta il riscontro pili prossimo enche per i discorsi celebrativi che nOD abbiano a destinatario un sovrano, Il. I panegirici tardcantichi. Prcmesso che temi encomiastici possono cssere presenti anche in altri generi letterari (un cuso di tutta evidenaa e rapprescntato dall'epos di Claudiana -7), e che quanto ci resta solo una minima parte dei p. (usiamo questo terminc per tutti i discorsi celebrativi, indipendentemente dal tirolo can cui d sono tramandati] effettivamente pronunciati. passiamo eta a esarninare 10. produzicne della tarda entichita. 1. Panegirici pro/ani: A. In greco. trat-

goli punti,

nel contemporanco encomia dell'imperatrire Eusebia (or. In, dove peralrro introduce alcuni tocchi di carattere pili pcrsonalc, come il ringraziamento per avergli consentito di dedicarsi agli studi filosofici (Or. II, 12 S5,). Posteriore al I gennaio 362 (cfr. Ouida, p. 73 ss.) un p. in onere dl Giuliano: ce ne sono giunti alcuni frammenti led. A. Guida). Encomi sono anche varie orazioni di Temi-

teggiarc l'clogio di un personaggio pubblico,


gli orarori di lingua greca potevano ispirarsi a due famose hiografie di carattere encomiastico: l'Evagora di Isocrate c l'Agesitao di Senofonre. NeU'Evagora, composto ncl .365 ca. a.C. per celebrarc il signore di Salemina di Cipro assassinate nel 374/373 :a.c., Isocrate propone un ritratto ideale del principe (di qui Ie varie coincidenae con le raccnmandazioni di Menandro sul ~"cnALKO<; <6'[0:;); la narra· zioo(; non segue l'ordine cronologico degli avvenimenti, ma 1i organizza in base aile qualita di Evagora che essi illustrano: coragglo, S<lpienza. giustizia. L'altro testa e1ogiativo che fara dOl modc.llo prcstigioso agli encDmi tardoanuchi. l'Agesdao di Senofonte (357 ca. a.c.), che segue invece l'ordlne cronologico cd enumera in un .secondo momento Ie virtu det protagonista, offrendone opporruna esemplificazEooe. Sebbene sia Succetisivamtnte e._o;;istita una tradizione elleniscica di orazioni connesse a evcnti pubblici, per II periodo anterLore ai trattati di Menandro non d ~ perve.nuto al(un discorso formalc in lode di un pEfSOnaggio pubblico. L'encomi{) pilI anuco e. 1'0razione 59 di Libanio (su Costanzo c Co· stante, pronunciara prob<lbi)mente intorno 348 d,C.: dr, Malosse pp. 7·11), ehe delinea i ritrattl di C:Dtrambi i princIpi secondo uno schema confrontabile con quelH teorizzJ.ti per il p, dalio P,eudoermogcnc c dal nrpi EITt&t'K1::lKWV eli Menandro. Dell1insegnamento di Libanio risente il p. di Giuliano per Costanzo II (Or. I, prob:lbilmente posterlore a1 genna;o del 357: efr. Tantillo, 1'1', 36-40), nel· la quale il giovane Cesare si confronta con Ie orazioni di Temistio per e su C;::ostmzo {suI1a questione v, ora Tantillo, pp. 33·36), Giuliano segue uno schema panegiristico anehe

Net

at

me:

(Costanzo 0 I'umanita del principe); or. 11 iodirizaara a Valente per il decennale del regno nel 373 - in cui l'oratore ;:;1sofferma suiIn clemenza del principe e i suoi provvedi menti in favore di escrcito e civili; or. 18, rivolta nel J84 a Teoclosic. di grande peso ideologico pcrche Temisrio vi teorizza la collaborazionc tra filosofia e regalita. Gli encomi di Temisuo - cost come I suoi d'scorsi a carattcre Iatamente elogiativo - vanno oltre la lode per farsi strumento di una proposta politica e fiiosofica personale, e costituiscono un'occasione per consigliare e dissentire, come S1 vede p.es, moho bene in or. 7, rivolta a Valente nell'inverno 366/367 dopo la sanguinosa repressione della rivolta dell'usurpatore Procopio; in essa Tcmistio - nel dclineare i comportamenti del per-fetto principe - di fano consiglia a1 sovrano moderazione e demenza. Va infint ritord<:l(o it p. per Anastas[o pronundato d:a Procopio di GJ.za: (465 ca.-530 ca _ _)-,che ha camttere profano nonostante l'accertata fede crLstiana dell'autore. ~. In tdlino. 1. In prosa. I Pat1tgyrici Latini. E cos.. denominata una raccolta di undici discorsi ufficiaH, scaglionati nel periodo che va da! 289 a! }39 d,C" coi stato premesso il testo - ridaborato e cOllsiderevolrnente ampliato - del p. (l'attesrazione pili antica di questo titolo to Sidonio Apollinare lip. VII, 10) di Ttaiano. pronundato da Plinio il Gio· vane nel 100 d.C. Can l'eccezione del Palinsesw Ambrosiano (E 147 sup. del VI sec., provenLcntc da Bobbio c scoperto da Angelo Mai), che pero conserva solo frammenri del discorso di POOio, i codici che ci hanno trasmcss.o i Panegyrici Latini derivano tutti dalla copia di Lin manoscritto scoperto a Ma· gonza ne1 1433 da Giovarmi Aurispa_ L'edit!o pn'nceps Eu opera di Cuspinianus, Wien 1513 mentre la prima ediziohe critica modem a fu eurata da Emil Eaehrens (Leiplig 1874). Al p. di Plinio segue nella raccolta il pili recente (II), che quello recitato oel 389 in onore eli Teodosio da L<Itinio Drepanio PaCgto, arnico e collega di Ausoruo. Abbiamo poi la gmtiarum actio di Mamertino a Gill' liano nel 362 (III), il p, di Nazario pet Co·

stio (317 ca,-}83 d.C}

in particolare or, I

3803

3804

3805

3806

PANEGHUCO

PANEGIRICO

PANEGllUCO

PANEG!lUCO

stantino

(lV, pronunciato

a Roma

nel .321), i

panegyrici dn-ersorum septem (V-XI), e per ultimo il p. del 313 in onere di Cosrantino
(XID. Degli undici dis corsi, pronunciati per parte a Treviri (V, VI, VII, VIII, X, XI, XII), cinque (V, VI, VII, VIII, XII) sono ancnimi. Non possono propriarnenrc definirsi ~C«1l.A.1.Kai ?..oym il discorso per la ricostruzione delle scuole tcnuto nel 298 ad Autun da Euruenio davant! al prefetro delle Gallia Lugduncnsc (IX) ~ e l'orazione pronunciata nel 362 a Cosrantinopoli da Claudio Mamertino per ringraziare Giuliano del consolato (TID. I diversi aurori - tutti retori attivi nelle piu irnportanti sccole eli Gailia (Autun, Bordeaux, Treviri] - sono pagani, rna pariano della divinita in termini estremamen te gcnerici, chc possano adattarsi anche al Die dei cristiani. Gil undid discorsi, cbe sembrano essere stati trascelti per la loro qualita letreraria, nel proporre un ritrattc idealizzaro del principe hanna quale modello prestigioso (considerate cvidentemente tale anche da chi la pose in testa ella raccolra, chc I'unica ad avercene conservato il testa), Ia gratiarum actio di Plinio all'imperatore, che avcva

[a maggior

volute ccnfenrg.i il consolato e di cui egli


pronunda I'e-ncomio. Molto forte anche l'influsso di Cicerone, in particolare delle orazioni in cui egli definisce Ie qualita ricbieste dall'tserdzio del comando: de imperio

Pompei, pro lege lvIani!ia, de pro1Jinciis con-

en.

\'10 a Eel. IX, 36 apptendiamo che i1 poeta Anscr scrisse ie Iaudes di Antonio, mentre i comrnenri di Porfirione e delle Pseudo.Aerone a Hor., Ep. I, 16,25 danno notizia di iaudes (Porfirione usa il termine panegyricus) composte in onore di Augusto, Abbiamo poi lc landes Messtllae 0 panegyricus Messalae (Ia denominaaione eli panegyricus dovrebbe essere posteriore al Hl sec.), un Carrol': in 211 esametri tradito dal corpus Tibnliiannm (III, 7 ~ Iv, 1) che elogia Ie dati militari e oratcrie di Mcssala, c [a lam Pisonis, poemettc anonimo in 261 esarnetri il cUI dedicetarlo Iorse de identificare con il Gaio Calpurnio Pisone che capeggio [a congiura antineroniana del 65 d.C, Sappiamo infine che nel 60 d.C, Lucano aveva composto le laudes Neronis, a noi non pervenute. Toni enrcmiastici caratterizzane anche vade Silvae di SWZLO (ricordiamo in particolare Sil». IV, 1, dove Giano pronuncia un breve elogio di Domizianc che inizia il suo diciassetresimo ccnsolaro) c, in eta costantinlana, parecchi carmi composti da Opraziano Porfirio in lode di Costantino. I primi p_ in sense pieno si dehbono turtavia a Claudio Ciaudiano, sulla cui linea si cellocheranno Merobaude e Sidonio .Apollinare. Trani comuni a questi tIe poeti sono l'uso deU'esametro, l'adozione di un linguagglo alto ed epicheggi-ante, la presenz.a Ji uno .scenario mLwlogLco e I' assenza di riferimenti al crlstianesimo.

mlar£bus e pro Marcel!o. A parte i Pallegyrici Latini, abbiamo notizla di quattro p. composti da Quinto Aurelio S.immaco: queW per Valentiniano I (Or. I e 11 tenute nel 368-.369 e nel 370) e per Gra7.I.mO (369) che sono parzialmcntc conserv8:ti da1 Palinsesto Arnbrosi:1no (.commr::ntati tutti da A. Pabst, Darmstadt 1989; il i anehe da E Del Chicc", Roma 1984), e quello perduto per l'usurpatore Massimo (probabilmente del gennaio 388). Al 379 risak la graliamm actio di Ausonio al suo ex allievo, I'imperfltore Grazra.no, che 10 ha designato console_ Una gratia rum actio per il con.£crimcnto di un'alta carica anche il I p. di Merobaude (efr. Ie-mma). Dopa la cadU[a dell'impero d'Ocddente, la tra.dizioL1e del p_ irnperiale verra riprc-sa da Ennodio nel p. di Teoderico. 2, In versi. Accanto a quellj in pros-a, dalh tarda antichid latina ci giungono ilIlche p. in versi, La lora cornposizione nOn In assoluto una novita, perch.e !'encornLo in versi era con ogni probabilita praticato gia presso Ie coni dlenistiche (una confer-rna in tal setIso potrebbc essere ljidillio 17 dl Teocrito), e l'u· s,tnz:! venne ripresa in ambito Imino. Da Serj

Atrendtbilita del panegirico e molo de! paneg,insttL In un famoso passo delle Con/eJsiones, Agostino cicorda l'angoscia che provo da giovane retore alia corte di l\1ilatJo, Cum PeIrarem reCil(lre imperaton· laudes, qmhuJ plum mentirer et mentienti /averetur ah scientibus (Can! VI, 6,9). La falsit' del p, e d'altra parte un Juogo comune per gred e I-atini (dr. Giardina, pp_ 604-607) ed entra a far parte della defmizione che di quesro dad lsidoro di Siviglia; Pd!1eg_yricum tst licentiOJum et la-

sciviosum genus dtcendi in laudibm regum


witts

t'n

comp05iltone homines m~dtis mendaciis adulantur (Ong. VI, 8,7). lndipendentemente dalla verididta delle 10ro afferma;.o:!oni, [ul' tavia, difflc:ile negare ai p. un vruore d.i testimonianza s.torim, se: non altro per la presen.za di temi ricarrcnti the tradiscono l'esistem:a di scottanti problemi (p.es.. Ie: reiterate lodi per 13 remissione dei lributi e l'insistcnza sui successi militari del principe traggono giustifica:zione ed efficacIJ daU'esistenza dl un'esosa tass3ZLone e di fromiere sempre pili prccaric). DeCLsamente pili problematico il dcono:scimento ai panegiristi di una cffettiva incidenza

politica. Nei loro discorsi si vista un'espressione della politica impcriale {cfr. in particolare MacCormack), e agli autori dei Panegyrici Latini si attribuiro un ruolo di mediazlonc [ra l'iceologia della corte c It esigenze d.i un pubblico bisogooso di risposte che abbiano la garanzio irnpcrialc (Sabbah, p- 371), Risulta perc poco credibile che semplici professori di retorica potessero avere il prestigio, il potere e le competenze per un ruolc cod impcgnativo, ed mclro piu verisimilc che nella maggior parte dci casi [a recita di un p. siu statu per gli orntori un'occasione di escesa 50ciale, peraltrc testirnoniata in parecchi casi (cfr. Giardina, pp. 599-604), Fenno restando che successo di una carriere - Agostino ne era consapevole - poteva dipendere da una buona performance aratoria, sarebbe tuttavia opportuno non metterc tutti i panegiristi sullo stesso piano, perche ovvio che 130 loro capacita di suggerire 0 esporrc una interpret azione pili 0 meno manipoluta dei fatti doveva essere tanto maggiore quanto piu cssi erano eddenrro alia vita di corte. Si dovrebbe insomma distinguere un Temistio, che si permetre di elaborare un programma per it principe, 0 ancbc un Claudiano, tribunus et notar/us che al corrente dei fatti e si sforza di pre5emarli nella lucc PLU favorevole a Stilicone, da professori di retorica come 11 glovane Agostino 0 gLi autori del Paneg;yrici Lati· m", Ia cui massUna as.pcrazLone sara stata dL fare bella Figura per garantirsi una brillame carriera nella pubblica amministrazione. 2. p(lnegirid cr£!iliani: A. In greco. Un encomia - seppure sui generis pcrche si incentra suI rappotto Era il :sovnmo e Dio e non vi sono lnvece svolti i punti relativi alla famigIlc! e aile azioni dell'Lmperatorc - (dr. Dr:ake, pp, 36-38) puo esstre constderato il discorso can cui Eusebio di Cesare a celebra nel 335/336 il trentennale del regno di Costantino (Triakontaeterik05 0 Laudes Constandm'), esaltando sopranuno Ie virtu -criS-tiane del sovrano, le cui azioni veogono di preferenza interpretate come rnanifestazioni di pietas (EOO-E~EW.). 10 linea di massim3. tlltta.via il discorso di lode cristianQ ha a suo oggetto martiri e santi (indieazionr su tall scrittl in Payr, pp. 338-342). Un grande eontributo in tal sensa fornito in special modo dni discorsi di Basilio il Grande, Gregorio di Nazianzo, Gregorio di Nissa e Giovanni Crisostomo. Dal momenta chi': gli elogi.Hi sono gLa marti, i loco encomi risultano pili vicini alia schema proposro dallo Psclldoermogene (v. sopra), il quale [r,l i punti su cui i' oratore deve insistel'e aveva posto la mortc e la gloria

chc la segue (per sant i e martiri .e ovviamente quella celeste). In questc genere di tcsti, inoltre, i confini fra p., E:1lL'"[(itplD~ AO,¥Ot;, e aglografia sono estrernamentc incerti. B_ 111 Latino. 1. in prOS;3 (cfr. Gennad.o. Vir. ill. 49 e Pricoco) doveva essere anchc il perduro p. d.i Teodosio composto dn Paolino di Nola, che ne celeorava la vittoria sugli usurpatori, Iodando in lui - come Paolino stesso dice (Ep. 28,6) - non lam imperatorem quam Christi seruum, non dominandi superbia sed bumiiiuuc /amulandi potentcm, nee regno, sed

[ide principem. 2, in verst. Carartcrc cristiano hanno i p. imperiali de laude imperutoris Anastasii (pronunciato a fine 513-inizio 514: cfr. Cbauvot pp. 98-107) di Prisciano in 312 esametri con prefazione di 22 trimetri giambici, i 4 libri in
esamerri con prefazione nello sresso metro in

laudem Iustini Augusti minoris recitati nel 567


di Corippo e infine, dello stessc Corippo, j 51 esametri del Panegyricus in louder» A~wst asii quaestoris ct magistri (56.'5-566). Un p. cristiano puc, considerarsi anche la dictio in esametri composta da Encodio per celebrate il trentcsimo anniversario della consacrazione

di Epifanio a vescovo (XLIII ed. Vogel ~ Carm, 1. 9 cd. HatteD. La traJi'tione de1l'enCarIlLO poetico tardoimperiale verra pOL rio
presa da Venanzio Fortuuato a heneHcio dei re mctovingi (in part. Carm, VI, 1; VI, 2; c

IX, 1, rLspettivamente in lode eli Sigeberto, Cariberra e Chllperico: dr. Reydellet, pp.

321~331; George

Slt

Venanzio in \Xihitby,
E

panegLrista in gcnerale pp. 225-246).

Sut disror5() e-piditticr'J ~u!f'mcomio: V. Buchheit, UnJamdnmg,en '.!u,rTb~orie des Genos Epidciktiko .. ,mn G(JrI'Jas bi, Anstatelr:5, MLinchen 1960; H, Lamberg, FJrmdbuch Jr?r fiurarircherr Rht.'torit: 1. ,\lUfl-:hen 1973" (~ul.;;t' I1U5 dflJ"WnrJnUiuuJJt !)§ 239-254, pr- 129"-DS) [lr. ingl. Leiden ... 199-8, 102-11ll J. M.ntin, An/ike IUutorik,
1974 (sul d~SCOr5Ll1"pi.djttko pp_ L77-21O); M. M(lu~e, PoIm.'gJ,rik: His.oru.dICS Wortcrbl-lch der Rh<:torik, hrsg. von G. Uding, VI, TUbEngen 2[)03. -495-502; Th. Payr, E!!komioll: RAC V, .3.32-34.3; L Pernot, [_L1 rhitmique de i'etog{! rims Ie mmJde grew-romain, I-II, Paris ]99)~ M Whitby (cd.), The PF{)pilgdftdt! of Powe!'.' The Role 0/ Pd-regy;ic in uti' AmJ(lui.y. Mnemosync Suppl. l83, Leiden 1998; K. Zic::gler. Pdfleg_yrikor: RE 3-6. 559-581. Su Menandm: D,A, Rmsei - N".G. Wilso[l [ds.). M(·mJn· dn R),etUF, edited with Translation and Commcntrlry, Ox· ford 1981; L. Pernm, us LO~oi d~ N!9gl! cht'J; M.!,Jd/idfOr!1.' Rhhellr: REG 99 ([986) 33-53. Sui Panegyrili latini: C.LV Nixon· B. Saylor Rndgc~, il1 Prdi~~ of fater Roman emperors: ibr.:Pa.negyric:i Latini, Introduction. Tr;3,nslatio~, and Historical C[Jrr~mcmaty, with the Latin text of R.A.B. M,rrl.ors,Berkdey ... L990\;

P. Fedeli, U 'Pdnegin'co' di Plinio mdla critica maJeml.l:


ANRW 33,1 (989) 387-5I4; D. L;Iss,md[o - R. DI· vaccaro, Rassegrra gr!ne"rate di edi:rjoni e 5iudi sui XJl Fa· flegiric-i latini: BStudLat 2'8/1 (t998) 132-204; S. Mac· Conmtck, Lalirl Prme PanfJ!.Yricr. in T.A. Dorey (cdJ, Empire I1ndAjtt:nmub. Siivt'1' Lain II, London 1975, t4J 205 (n-orr limitate ai P .. m:gyrici Lr-tlnrJ; G. S~bb.m, D~ fa

3807

3808

3809

3810

PANODORO

PI\NTETS~10

PANTEISMQ

PANTENO

to scavaro un edificio sulla necropoli, chiarnata Kamenice. a 1,5 km della citra, Jove molto probabiimente era sepolto il martire Pcllione che era lector nella chiesa di questa citra. Un'altra supposra basilica era nel centro di Cibolae. A Murra sono stati trovati un

nica del IV-V sec., che facilitava l'armonizzazione tra scoria cristiana e sturia pagnna: questa tesi fu in parte ridimensionata da R. Laquem (SynkeIl05: PWK 11,4, 1388-1410)_ CPG 5535; G. Dindort,
rU5 CmnJl1nrinopo/itr:1II1f!

90 Dids, Die Fragm. der Vo". J', 1951, Pl'. 145 e 171), in Diogene di Apollonia (Die i:

idcnrico all'aria che giunge dappertuttc, fro 5


Diels, II', 1952, p. 61), in Eschilo (Zeus

monogramrna di Cristo, parecchie iscrizloni,


lucerne e mold altri piccoli oggetti, A Certissia (odierna Srrbinci, vicino Dekovo) so no state trovate tombe cristinne affrescate. In que-

sta necropoli sono stati trovati due fondi d'oro con rappresentazioni eli ritratti familiar: e coo iscrizioni votive. Da Cibalao proviene un sarcofago con la tabella ansata senza iscnzione, rna ton [igurazioni d£ pcscc c pane.
j- Zeiller, nabiennes

62"·l _ 6)11 _ 66\ Van Den sen de periodo DXXXIl At:;!,)'pJii:Dissertationes de cyclis pascbalibus, Amsterdam 1736, Krcmbucher 340-342', O. Seel. Panodoros; PWK LB, 6.32-635; Altaner 236; V Grumd, ChrotloUJgie, Pens 1955, 86-92> W. Adler, TIJm? Im,m:mori,d; Archaic History and its SrJuuer in Chn'rl1ilH Chrrmagraphy from Juliu! AfricarmJ to George Syrrce/ll-/;, Washington D.C. 1989, 72-105.

Syncdilq ct Nicepha((SHE), I, Bonn 1829, 6!)'~ Hagen, Dt" ~)!c!omtignQ pr15chdti amlOntm Panodori, monochi
Gmrgius

ss.ro..

idcntico a tuttc le cose che si trovano nella natura, fr. 70 Nauck, Trag. graec. /mgm.] Upsiae 1889, p. 24) e in Eunpide (Zeus e identificato con il «carro» del rncndo e con il fato, Troiane 884-886),
Tcndenae «panteistichex nell' Aristote1e giovanile, cornpaiono anche nella scuola perioe.

puc osservare p.es, in Clustino martirc (Apol. I, 20 [I, 180, 7-11 0"0], II, 7 [I, 300,6-7 e 9-12]), in Clemente (Protr. 66,3 [I, 50,24·27 = SVF II, 10}91. Strom. I, 51,1 [II,33,12-14 = SVF 11,1040]' V, 89,2 [II, 384,18-19 ~ SVF II, 1035] e V, 89) [ll, 384,22-385,1]) e in al cuni passi del Contra Celsum e del Commonto a Giovanni di Origene, cirati in SVF II,
1051, 10)2, 1053 e 1054. Pass. di Teodorcto,

Ippolito, Eusebio, Tertullieno, Lattanzio e Saviano in cui viene riportata c spesso anche
rigettata questa dottrina stoica si trovano in

A_

Lobate

LI'~ Migiller chritiwne5 ci:J11f 11'1 prooinces dade' l't:mpin: remain, Paris 1918 (list. Rome 1967); T Nagy, LA storia del Cristi,urn/mo iff ParlnoJllc1 sino atla caduta d,d/a copertura romallO di confine, Budapest L939 (in ungh., con riassunto ted.): A Mccay, Panncnia lind Uppe'r Mow/;, London 1974; R Koscevic - R Makjanic, Sircia·Pannonia Superior, Oxford 1995; B. Migotti, Eoidence for thr: ChriHlrmiry ill Romrm southern Pannonia {Nortbern Croatia). A Cat,,[ui,Jltof FindJ dnd Sites, Oxford t997: B. Migoni - M. ~lalB Z. Dukar Lj. Perinic, Accede ad Cmr'Hidm. Aniickl i ranokrkafl.kl h-aril:oni arheolofhog nalazifto 11rbind kod Bakova, Za-

«tutto miscricordioso». P. iscritto Del Mart. bier. al 27 luglio. La notizia non ha equivalenre nel Mart. syr., Iacunoso in questa punto. I sinassari orientali tiportano it nome di P. a: date diverse. Forse gia Teodorcto nella Grsecnrum Affecfirmum Curotio conosce [a sua fesra {rna non f rnanoscritti pili affidabi-

PANTALEONE MEGALOMARTIRE. P_ e 101 forma latinizzata del greco Panteleimon

SIrbl1lC1(Dokooo. Nonhem

greb 1995~ D. Gasoer, ChtijlfdlJity in Romi111 Pannonia. An evaluilliun of Efiriy Ch,iIUim finds and sites from Hun~ary,_ Oxford 2o[)2. B. Migorti, 1il-'o Gofd.C/(We.l from

CroaJirl), Zagreb 2002

N. Cambi PANODORO (N-V sec.). Monaco cgiziano, fiorito tra il 395 e il 408, autore di una Ch1o1Jographia andata perdma, contiouatorc di Scsto Giulio Africano e di Eusebio, conosciuto solo per i brani ripottati da Slnceilo. di cui fonce princlpale. La sua opera, completata da un -Jluo monaco egiziano, Anni3no (CPG 5537), nel 412, iniziava dalla creazionc del mondo fatta Ja lui r:i:salire a 5493

li- SC 57, 335). Secondo la Passione del VVI sec. e i Penegirici. E, nato a Nicomedia, medico person ale di Massimiano, sarebbe stato un «anargiro», (apace di guarire tutte [e
malattie: si trat:a di una leggcnda cziologica ricavata del nome. Le numerose versioni della leggenda attestallO anche Ia sua popolarita. 11 martirologio di Floro di Lione segue la ver-

tctica, nel libro X delle Leggi di Platone (dove tuttavia a! disopra dell'anima mundi c'e il nous, principia disunro da essa: cfr. Leggi X, 897b 1) c nell 'Epinomuie: per I'Arfstotele giovanile cfr, Sulia filosofia, fro 26 Walzer (= Cicerone, De nat. deor. I, 13,33: Arissotelesque .., modo mundum ipsum deum dicit esse), Clemente, Protr. 66,4 (1, 51,1-2) e Plurarco, Plac. pbilos. V, 20,90SF (citato da R Walzer, Aristoteiis dialogorum frogmen/a, Firenzc 1934, p. 92, n. 2,; per la scucla peripatetica cfr. Cicerone, De nat, dear. I, 13,35: nee andiendus eius (Teofrasto) auditor Stratu._., qui omncm vim divinam in natura 5/tam esse censet, c Clemente, Protr. 66,5 (I, 5 1,6-7); sui libra X delle Leggi e sull'Epinomide cfr. i due passi riportati do R \X7a]zer, op, cit., p. 92, nn. 2 e 3. Ma .la concez'cne panteistica caratterizza soprattutto la fila sofia stoica. nelln quale I'inthrcnza craclitea partkolarme:ntt evicien[(';. Per essa, il principio divino altro non che 10 SpirLto (pneuma) identico all'etere, al fuoco, allogos, a1 [ato e alia provvidenzu; esso immanente nell'universo, 10 perrnea di se, 10 artrav-ersa da parte a parte procedendo dal centro alia periferia e d:alla periferia al centro, e lo govcrna c .amminis.tra in quanta ]a sua legge suprema: cfr. SVF I, 153-177, II, 1021-1056 (per lo stoicismo esisre dunque una stretta affinita tra i concetti di phyn·J. nomos, logosl COJmos, pneuma, aither, pyr, heir ml1Tmenc, pronoia). Gli 3utorL patristici, pur accettando in genere la coDcezione stoica e

SVF II, 1029-1043.


A. Rodriguez Bachiller, El probLema de: Dios en ia /i/o. solta de Seneca, Madrid 1965; M. Simon, Eady Cbriuionity dud Pdli.dl1 Thought. ConjluNrces tmd Couilias: Roilgious Studies 9 (913) J85-J99; U. Pizzam, Lucreuo, if pamcismo. La :r.oogpmd r.: Pietro Gl1ssetdi, in U~gtle teeniche del greco e det letino, a C. di S. Sccnocchia . L. Tonearto. Bologna 1997, IT, 105-126; Cath 10,515 :S.; TRE

25,611-615.

S. Lilla PANTENO (II sec.), Tuite Ie testimonianze relative [conservate da Eusebio, Girolamo,
Clemente, Origene. Alessandro di Gerusa-

sione latina della leggenda. Centri del culto di P. sona Costantin-opoli (chiesa co-Stru1m da Giu:stiniano), Gerusalemme, il moO'astero di P nel des.no del Giordano (Procop_, De aed. 1,9,11; 5,9,3), Rom" (quamo chiese in suo La S\13rappresentazione pili antica e un relievo di orgilla nordafric:mo del V-VI sec.; del 708 e un suo affrcscu insieme con Cosma e Damiano in S. l\1atia Antiqua a Rama,
BHG l412-14", BHO SJ)-S}7; BHL 6429.6448; BS lO, l08-U8; LeIS, 112cLt5~ BBKL 6, 1485-14.86: C. Hudsen, Le ,hiese di Roma IUd media evo, Fir.~nze 1926, rio st. Roma 2000. 410-412; A. Pazzioi, I .ami tleli.l stori"a detfa medir:inll, Roma 1937, 178-182; J. Zandcc, Some C"ptic F,agmelJ!r from th~ Martyrdom of SI. Pantoll'rm: VCbr 16 (1%2) 42-52; Y. Duval, LoCii S<lncionrm Africl<f
2, Rome 1982, 665·6-6-6

lemme, Pantilo, Anastasio Sinaita, Massimo il Confcssorc) sono state raccolte e riportate integralmenre da A. von Harnack in Gescbicbte der altcbristlicben Literatur bis Eusebisa, I, Leipzig 1893, pp. 291-296). Eusebio (HE V, 11,1 [II, 452,10-12 Schwartz'[) ha ragionc nel ritenere che Clemente (Strom. I, 11,2 [II, 8,229,3]) p~rlanda del maestro che trove. (<n<lseoslo in Egitto» abbia alluso proprio a Po;
questa stesso passo di Clemente ci informa

onore) e Colonia passiede la tomba

(monastero benedenino, ddl'Lmpcratricc Teafana).

anni prima della nascita di Cristo, ed era mtta inguadrata in uno schema cronologico fondata mila traJizione biblica e nel quale egli insedva di volta in volta 1a .storia profana. Da lui fu introdotto nella cronologia cristiana il Kanon hasileian di Tolomeo, il c,mone di Manetone, illibro di Soti, la dista der re tebaDD~ di Erato.stcDc c ApolJodoro. Sue fonti

te_ Decisivo il suo influsso su Giorgio cello. H. Gelzen (Sextus Iulius Ajdcanur

principali furono Dexippo, Giulio Afri-(ano ed Eusebio, che Sincdlo conobbe s.uo tramiSinurJd

V. Saxer - S. Hcid PANTEISMO. Concezioni panteistiche della


reaha si possono osservare gia in Emdita Oil

die byzantinische Chronographi" 3 voll., Leipzig 1880-1898) nego qualsiasi origin alit it al
del IX sec e attribui ogni merito al monaco egiziano, legato alb chiesa. uffidaIe, rna inserito anche nella cutrura neo-platocronografo

divinita e rappresentata dal fuoco univcrsak, che S1 trasforma in tutte Ie cose, test. 8 e fr. 3816

dell'origioe siciliana. dl P.: LtKEi.l.Kl1 'tq:, oV'tt iiv iJL\n"1;~ (ok T. Zahn, Forrchungen ZUT Geschichte des neutestamentlichen Kanom, III, e Erlangen 1884, p. 161); e 1e parole &~va""t &, am", npii"rto<; ijv (Strom. I, 11,2 [II, 8,2324]) provano che Clemente 10 teneva in considerazione piiJ di tutti gli altri maestri, i «presbiteri}} custadi deUs tradlzione apostolica) i cui insegnamcnti orall Clemente sresso dice di aver ascoltflto (Strom. I, 11,1 e 11,3)_ Eufiloniana del logo! divino immanente nell'universo, non possono certo condfvldere ~ <11 sebio (HE V, 10,1-4 [II, 450,12---152,5])ci dipari di Filone e dei ftlosofi platonic] conce chc P., dopo eSS-C':rtstato filo-sofo s.toico, diresse con grande fetvore la scuola curechetemparanei - l'identificazione stoica tea rutiC;3. ill Alessandria durante il regno di Comniverso sensibiie e il primo prindpio creatomodo, e fece anche UD vinggio in India allo re, che in tal modo vienc a. esserc materiale, cor-poreo e corruttibile, e polemizzano coscopo di annunzlare a quei popoll lontani il messaggio cristiano. Secondo Zahn (p. 176), stantemente contro di essa (per lora infatti, la sua mOIre va posta intorno :al200. Nei suoi COOle per Pilone, illogos non e piu i1 primo principia, rna i1 figlio di Dio generato da lui, scritci cscgetid c:: soprattutta Delle ipotiposi, Clemente si richLamava di regola all'insegnala sua potenza, il suo strumchto nelia creazione dell'urlLverso :sensibile e l'anima e la legmenta dei presbiteri - il pili autorevole dci ge dl quest'ultimo). 11 rifiuto del p. stoico :si quali fu senza dubbio P. - 0 ~ddirittur3 al

3815

3817

3818

PANTOCltATOR

PANTOCRATOR

PANTOLfONE

presbyter

ricordaro soitanto in due passi, riportati per csteso come gil unici due sicuri frammenf cia M.], Rauth (Reliquiae sacrac, J, Oxonii 1846, pp, 378·379: Clemente, Ed. proph, 56,2 [llI, 152,28·153,4 ~ fro I Routh P. 378], dove a proposito di Ps 18,6 i: detto che i profeti usano di solito il tempo presentc in Iuogo de! futuro 0 del passato [arbitrario e tuttavia il tentative di far nsalire a P. un ccntesto mol[0

per eccellenza, me va senz'altro idenrificato can P. (cfr. le varie tcstimonianze in Harnack, pp. 292·293, e Zollo, pp, 157· 160· II nome di P. tuttavia esplicitamenre

dai paralleu rra Clemente e Plotinc norati da \VIilt (CQ


come principio creature, rna anche 25 [1931] 195-204); a essi si pLIO aggiungerc quello relative all'infinira di Dio tra Strom, V, 81,6 {II, 380,22,23) <ma nl MW;["~TOV VOOUj.lEVOV ed Enn. VI, IX, 6 (Ill, 310,10 Henry-Schwyzer) oi; ''9 MtES"~'''' (cfr. S, Lilla, ]TS n.s. 31 [1980J 100 n. 2), Infine, poirhe P. presentato da Clemente 'Strom. I, 11,2·3) come uno dei depositari della trudieione esoterica risalente agli apostoli, [egittimo ritenere che snche P., al pari di Clemente/ fosse un scsrcnirore dell'esistenza di una tradizione segrcta, idea questa caratreristica delle gnosticismo cristiano Fiorito in Eguto ncl II sec. d.C. left, S, Lilla, Clement of Alexandria, Oxford 1971, p, 234),

re il graduale tale concettcc

estendersi rlell'applicazione di a partire da un iniziale rifcri-

Apollinare Nuevo, navata sud)

risale alia

ou

pill vasto

comprendente

buona

parte

del-

le Edogae propbcticee e degli Excerpta ex Tbeodoto compiuto dol W. Bousset in Jiidz5Chcbristlicber Scbulbetneb in Alexandria und Rom, Gortin,~en 1914, pp. 156 ss., 174 55" 263]; e Massimo il Ccnfessorc, De oariis diffiaiibus iocis Dion-yrii ct Gregoni: PG 91, 1085 AIO,BI2 [~ fr. II Rauth, pp, 378,379; Clemente, Fr. 48 Stdhlin, ITT p. 224] dove i: posta in risalto la volonra di Dio COme principia creature). Quest'uiiimn passe. sul qua-

le ha giustamente richiamaro l'attenzione H, Langerbcck QHS 77 [1957]71 e AA\VIG phil. hist. Kl. 69 [1967] 157), mostra una stretta analogia Con i due passi ill Fozio {B£bl., cod. 214, 172a [III, 126,25·26 Henry] e 251, 461b [VII, 192,8-9J) relativi a lerode e rispec, chianti con ogn.i probabilita dottrine di Ammonio Sacca. La qualifica di filosofo sroka .attriburt.a a P. da Eusebio, (HE V, 10,1 [IT 450,18·19]) presa in senso uoppo stretto d2 Pohleni (NA\VIG phil, hist. KL 1943, p, 166, n. 3), data il carartere sincreristko della fIlo~ofia gre-c:a alia fIne del II sec. d.C. Non Eo azzardata supporre chc Clemente abbia eredit.ato da P. la tendenza a cornbinare in un unico sistema, riflcttentc Ia verita, Ie migliori dotttine dei vari sistemi ftloso£id (efr. Strom. I, 37,6 e 1,57,6), l'immagine deU'apc usara da Clemente (in Strom. 1, 3.3,6 e IV, 9)2) in sostegno della polymath/a .e applicata semprc da Clemente anche a P. (Strom. I, 11,2); la stes, sa tendenz3. «edetticiJ)) si ritrova del resta in Amtnonlo Sac-C:l, -che insegno ad AlessanJri:3 nelio stesso perlodo e mira ad armonizzare tra Ioro }Jlatone e Aristotele (ef!. num. 7 in Ammoni() Sacca). Assai verosimile anchc: l'ipotcsi gL' formulata da R.E, \VIitt (CQ 25 [1931J 195) sull'esistenzu di lcgami molto strettl tea Ammonia Sacca e I' runbiente cdstrano nell'AJ.essandda clel1'ultimo scorcio del II sec. d.C.: esst sembrano confermati non solo dalla carrispondenza sopra ricordata tra P. e .A..mmonio nella dottrina del volerc d.i Dio

RO'tiqmae Sacrac; I, Oxonii 1846, )/5-379·, T. Zahn. F()m:hungen WT Gescbichle des J1euiestamentlichO'fI Kancns Imd der allkirc/;/khe'1 Lir~/JtuT, Supptemenrum Cl.;-menfimJnJ, Erlanger, 1884, J56-176; A. von Her. neck, Geschichte dn aftchrljtiict.';-1f Literal,",' bis EurehiuJ, 1. Leipzig 189), 291-296; G. Bardy, Atl'>: artgjnes de ('d· mte d'AiexeJlld,ie: RccSR 27 (1937) 65·90; S. Lilla, Clemen' 0/ Alexandrta, Oxford 1971,233.234; A. Van DOl Hoek. How Alr:xand,iaJl was Clement of Alexandn·a? Rejlf;'cliolTS on Ctemco1Jf lind his Akxdltdrialt BdckgromJd;
MJ. Rourh,

nr.

Heyrhrop JOU[T..,j 31 (l990) 179·194; G. D'Ippolito, Una teummmanea di Panteno scnttore recupcmta in Teodoro MetDcbitf!, in Scnni classia e m5!i,,111 a!ff:,ti o F. Corso ro, a c, di C. Cllrri C. Crimi, Catania 1994, I,227.233; ClIt.h to, 510 s.; B. Poud-e.ron, Re/le.>:imH HI' '" furma· rioll d'l.me iii/I;; inl£lfectueile (briticonnl' Ju Ii' i.: Its «100' les)} dJAtheneJ, de Rome et d'Ai.;-xr:mdrie, in I.eJ Ap%gi.fIef chretieM et ill {u/wr[' grecque, sous k Jir. de B. POll. deron d]. Dcr~, Pilt1., 1998,237-269.

S, Lilla PANTOCRATOR, L'epiteto di P. indica l' 00nipotenza creuuice e la SOvranlt3 cosmica di Dio. Ricotre circa 180 \lolte nella LXX, per 1a quale peninentemente O. Montevecc.hi sot· tolinea tnlttarsi non di una rigorOSCi tmdu:;,done del concetto ill Y1-f\X'H Sebaotb, quanto di una sua interpretazione tealogic:a in chiavc universalistica, punta culminante dell'evoluzione semantica gin riconos.cibile entro La Scrittura ebraica. Nd NT si conlano 10 occorreoze dd tennine, di cui ben 9 nena sola Ap, quasi semprt in contesto dos$oIogico e sullo sfondo di c:ita.zioni 0 ecbi del linguaggio religioso veterotestamcntario, L.a novira di Ap il fatto che rucuni di questi test! co11ochino I'epiteto, tradizionalmeme riservaro a Dio, Stl di uno .sfcndo criscologico che prelude .all'attribuzione diretra aUo stess.o Cristo del tirolo di P,; cosi in particolare Ap 1,8 {spesso inteso in tal Sensa dal successivi interpreti), ma anche Ap 19,6,15_ La docLlmcnta:done patristka permette infatti di osserva-

KiJpwr; Ccsu kOSI ancora Del Simbolo niceno-costantinopolitano}, all'ipostasi del FiglioLogos, nel quale sussistono tutte le cose. Decisiva sembra essere in tal scnso 1a riflcssione alcssundrine: giii Clemente (e.g. Paed. 1,9, 84,1; 3,7,39,4), poi soprattutto l'Origene sia Latino (ripetutamente in Prine. 1,2,9-10, al cui interne si nova anchc un frammenro da Giustiniano che conserve il rermine di P. nell'originalcl sia grccc (Fr Io, 45 e 46) utilizzano in senso crisrologico il ntolo cii P. e ne difendcno 1a pertinenza. Tra le piu antiche attestazioni di tale impiego si collccano inohre Teofilo di Antiochia (Ad Au/of. 1,4 ci passim) ed Ippolito (Adv. Noesam 6,18), Tra i Ierini, avvertendo come non completamcntc scddisfaceme Ia traduzione corrente di P. con omnipotcns, Agosuno (Yr, in Io. 106,5) propane queila alternativa di omnitenens. Ispirato alia raffigurazione imperiale, il tipo iccnografico del P. assornma per 10 piu in se stesso quei tratti fisiognomici indiviciuenti e spedfici (barbs, folra capigliatura, sglIardo intenso .. .) che imponendosi a partite dal IV scc., finisce col rimpiezzare Ie rappresentazioni tipizzate quali il Cristo apolIim:o, maestro Hlosa£o, taumaturgo prevalenti nel periodo prccedente. In b<lse all'ilggiunta di tale caracrerizzazione fisiognomica Grabar distingue l'iconografia del P. - COme la si puo dscontrare (Omphlt:rune::nte affenmtt.a nell'ambito biz:antino tra Vlll e IX sec. - dalle raffigurazioni del Co· smocrator, anch'e-sso in trOno come: i ~ovrani romani, presenti nei s.arcofagi del Basso Impcroo Contrnddiscinguono inoItre l'lconografia del P_ la posizione fraDtale e bencdiccnte con la manO de~tra, 1a prese:nza di atttibuti simboIici quali il codice incaston.ato di gemme preziose nella sinistra, talvolta completato daU'is-crizione A Q rehe rimanda ad Ap 1,8) a analoghe, Scampata alit due fasi della controversia ko~ noda..sta dei secoli VIII e IX, l'ieona su tavoi:3 a eneausto raffigurante il busto del P. consttvata al monastero di S. Caterina al Sinai, di fattura -costantinopol.itana e datata d.a Weitzmann alla prima meta del VI sec., da molti consider:ua come l'ascendente eli ogni sllecessiva rappresentazione del Cristo P. ndl'artc bizantina, anche per-che eSsa sarebbe derivata a sua volta daIl'immagine pcrduta di CristO sovrastante la porta bronzea 0 XMKf}; del1a capLta1c d'Oriente, che ne fu rimossa in forza di un decteta deIl'impcratore Leone III Isaurico per es.servi sostLtuita cial simbolo non iconico della croce. A Ravenna (basilica ill S.
1

mente csdusivo a Dio Padre,

distinto del

cornrnittenza reodericianu arianu un'analoga immagine maiestatica di Cristo in trono, barbato e in vesri imponali, che reggeva in originc un codice aperto con la sc~irta Ego sum rex glol'iae, Cronologtcamcntc di poco posteriore sarebbe la rilffigurazlone del P. (Figura intera in trono, rna dar tratti piu anaiani e se

veri) sul dittico ebumeo. ancor a di origine costantinopciitana, om conservato a Berli-io. Un decisive influsso sulla diffusionc e 13 preva[cnza di quesro tipo iconografico di Cristo si riticne aboia avuro Is sua presenza sulla monetazione di Giusrir.iano II (565-578). Di 11 a breve il bustc del P. apparc Inflne frequentemente nelle absidi, come sull'arco trionfale di S, Apollinare in Classe (VII sed, e quindi (dal IX scc.) nelle cupole.
Carh 10,522 s.: LeI 1, }92·394~ ODB 3, D74; O. MOiljevecchi, Pantokrator, in Sudi in 0I10,e di A,inide Caldetini ~ R(JheTfo Paribe",·, 2, Milano 1.957,401·432; C. Capizzi, nt:;Ol1:0~, Saggio d'r:segc.ti lr:nera,.io-icOlwf.t"Ii{ica, Rome 1964; F.W. Deichmann, Rave-nnD: Hmpt· rtadl des ;pijtantihn Ab-l'lIdlatlJe$, Ed. 2.1, Wtesbaden 1974, 146-149;J. Manhews Timken. The Pantocmtor . .I" tte and image, Di.;~. l.Iniv, New York t97-6; K. WeJtz.mann, The" M.ofUtrJery 0/ Salllt Cetbenr:e at Mount Si'141. The icons; 1, Princeton, l\TJ 1976,13-15; Id. {cd.), Age to Seoentb Century, Princeton, N] 1979,527-:30; A. Gmbar, Le f)ie ddta creali-olll! m:fi'ir:onogrr;fia cnuldrul . .A.lttz{hira I! Medioet,o, MilrulO 1983, L9.8 s. ~ed, or. Wll~blllgI{JIl 1968 Paris 19i9l; S. B:;.rb:J.g~IIo, l<:xmogfafid {ifur&oiea Pantdk.rrJtor, SA 122. RQrna 1996 (im.p0rtame j':anl}!1a classi£ic3Z1onc tJpoio(;ic:J:, pp, 179-213)

d rpirirualr"ty. Late Atttique Il,!d ElJrty C.?n·~tial1A'i, Thi,d

4d

F. Pieri

PANTOLEONE (VIIIVIII sed, Pre,bitero di un monastero ~{dei bizantinl;.) probabilmente a Gerusalemrne. E l'autore deJl'Hom£lia in fxa!tationem cruds (BHG 43OJ. Fu colloc:<lto in passato tra il V c i1 XII sec. Quest'ultima data fu conhUata dallcl scoperta di due manos-critti gred {Marc. II, 17 e Vat. Palat. 205), risruenti al IX sec. e C"ontenent11'Homilia, e di un codice (Berolin. S)w. 28) can la traduzione siri<lca dell'opera, databile all'VIIIIX sec. Honigmann, dopo aver chiarito il tempo dcll'istltuzione della fesca dell'U1.VOJ(jt~ e swbilito che i1 monastero (~dci bizan[ini)) era prob3bilmenre quello fondato da Abrab<lrn in Gerusalcmme, ha indica[O come tempo di composizione deli' Humiha di P. iI periodo compreso tra il 650 e il 750. Questa collocazione cronologica esdude l'identificazione del nDstro con il diacono e cartofilace deUa Grande Chiesa di Costaminopoli P. (0 Pantaleone) autore dl a1cune omelie Cv. GruPanto/eou:

mel, PantaMon; DTC 11, 1855; H,G, Beck, LTK2 8, 31). Forse il presbitero p, 3822

3819

3820

3821

PAOLA

PAOLiNO

DI ANTlOCHIA

PAOLlNO

Dl EOlUJ£AUX

puc essere 10 stesso c-ui Martino I papa indio riazo una Iettem (Jaffe 2068) ull'indomani del concilio del Laterano per rimproverar]o dell'opposizione alie Sue decisioni. Mancano elementi per riconoscergli l'attrfbuzione delI'Homilia de exaltanone crucis (BI-IG 427 p] Incdita, presente net Messao. gr. S. Salvo 4 (XII sec.]: e non certamcnte sua Ia paternita del Traaatus contra errore: Graeconc» (PG 140, 487-574), scritto nel 1252 da un omonimo. Recentcmenre Sachot ha Sostenu-

ospizio per pellegrini, un monustero rnaschile e uno fernminile: in quest'ultirno visse fino alia morte avvenuta il 26 gennaio 404.
Girolamo. Epp. 3-0 [a Paola sul Sill 118J; 39 (a Paola per la motte di Hlesilla); 46 {letrera di Paola ed Eustochio a Marcelia, ~on~e[Vata nell'episrolario geeonlmianoj; 108 (a Eusrochioj: Palladia, Hitt. Laus. 36; 41; LTKJ " 1487 (bib!); PCBE 1617-1626; N. Adkin, The letter of Paula and Eustodiinm to Afarcd16.- rome »oten Maia 51 (1999) 97·110

deme P. non riuscl a farsi riconoscere unico vescovo di Antiochia, e in Iuogo ill Melezio fu eletto Haviano. concilio di Rorna del 382 rieanobbe ancora P. unico vcscovo di Antiochia, rna il ricono.scimento teste senza effetto. P. morl di li a poco e fu sostitulto da Evagrio alla testa della comunita scisrnatica.

A. Pcllastri
PAOLINIANO (IV sec.dniai V sec.). Frateithe segui, CDn la so-ella, nella vita monastica. Con Vincenzo, amlco e benefartore ill Girolamo, lascio RoIDa alia volta dena Palcsrina. Non ancora trentenne, nel 394, nonostante lc sue- resistenze, fu ordinate sacerdote da Epifanio, vcscovo di Cipro, vialando i diritti dell'ordinario del luogo, Giovanni vescovo eli Cerusalemme, con cui Girolamo era in polemica per le questione origenianu. P, che desiderava solranto aIUtare il f-arello nel monasrero, esercirc in csso il suo ministero sacerdotale. Con G'rolarno rimase sempre in buonc relazioni, nonostante le Insinuazioni di Palladia (Hisr. taus. 79) e aI fratello terse soprevvisse, rna nulla sappiamo delle vicende successive della sua vita.

DeB Paris

to che P., presbitero e archirnnndrita del monastero ccstanunopolirano ta Benantiou, sarebbe uno dei firmatari della petizione del 518 centro Severo Antiocheno (cfr. ACO V, 7,37) e inolrre avrebbe cornposto anche 1'0. melia sulla Trasfigurazione BHG 1978 (PG

10 pili giovanc di Girolamo

Homoer: der Orren bir zum Ende dn bomoiscbc» ReiLhrki,.c!u. Tubingen 1988. 177 s.: 19-6 5.; ::SJO·2n·, A. Mer tin, Ath(JJl<lg J'Aip:andrif: el rEg.lire d'Egypu all N' siede (328·373), Rome 1996. passim, L.L Field. On tbe cornmunion oj DIJJtJdjiij and Meierlus. Pounb-Centurr Syno-dnt Formulae in the Codex VeroMI1.H5 LX, Toronto 2[}[)4.

4. 2)2·2:;':;'·, F. Cavallcra, 1..{" .uhirme d'Antiocbe, 1905; H.C. Brennecke, Sltrdi~rI zm GC:5d}/dt~ der

efricano che P., su invito di Agostino, la Vita s. Ambrosii. Per quanta concerne la datu di composizionc dell'operu, pare pili anendibilc il 422 del 412 (cfr. M. Pellcgrino, Paolino di MiLano). sul suo valore storico S1 e molto discusso, Gggi. sostanziulmente, ritenuta atrendibile (M. Pellegrino, op. cit., 2.3) perclie l'intentc encorniastico, l.a

giomo scrisse

ptedicazione morale, la prescnza del meravrglioso, I'intcrcsse per la dimerisione ecclesiale della vito di Ambrogio, nulla tolgono alia serieta di informazione che P. offre. L'opem, di scarso valore lctrerario, priva di retcrica, segue l'ordine crcnologico deJa vita del vescovo di Milano. A P. anche attribuita [a

M. Simonetti
PAOLINO di Bordeaux. Contemporaneo di Fausto di Riez, forse il medesimo P. che Gennadio presenta come autore di opere sul-

98, 1253-1260).
791S-i91S; PG 98, l265-1169; Krumbarher !67; Baumstark 264; E. Hcnigrnann. L:J date de l'hOT)ufli~ dIl prerre Penroteon sur iJ fite dt: t'Exaltotion de to. Croix (VIJc .i-?de) et l'ongln~ des roticctirms hamiliaires: Bell. de I'Arad. royalc de Belgique 36 (1950) .547-559; Beck 457-458; Petrologia V, 299; M. Sacher, L'homelie puudocbrysostomiesne sur- M TraI!Jfi~jm.u!r:J11erG 4124, ENG 197.'5·CDntexfes iitllrp,iqIU!J,restitution Ii Leone.:, prhrt! de Consmntmople, idition critique ct cornrnentee, traduction et dude'j tonnexcs, Frankfnrr a.Mi-Bem 1981, 451.463.

ere

patcmira del Libellus adversus Caelestium 20sirno Episcopo datos. Lidenrificazionc tra P. biografo di Ambrogio e P. avversario di Ceo
iestio lemont

la penitenza, sull'inizio della quaresima, sulla Pasqua, sull'obbedienza. sui neoflti {M:.'. ill. 63) Di lui e rimasro uri frammento di uno scritto De paenitentia, attribuito a torto n Pausto di Riez. Forse e del medesimo P. l'Ep,
4 tra Ie lcrrere del suddetto Fausto (CSEL 21, 181-18.3), mentre dubbia l'attribuaione a lui dei Tractatus duo de initio quadragesimae (A. Mai, Spici/egium Romanum, IVf Roma 1840,

e ccnfermara da Palancue. ve scritto, P., che nell'assemblea

stata

sostenuta

da Baronio

e da Til-

In talc bredei vescovi

A. Labate

PAOLA, madre di Eusrochio (347"404). Nobile matrona romano della cui vita abbiamo ampie notizie nell'Ep. 108, I'epitaffio che Girolamo scriss-c su di lei poco dopo la sua mor· teo Sposo il pagano Tossozlo da cui ebbe cinque figli, [t',a cur Blesilla, Euswchio e Paolina rnoglie di Pammachio. Alia mortc del marito, avvenuta prima del 381, si dedico a vita ascctica e £ece parte del gruppo di nobill rOrhane che sf riuniva nella ca~a di Marcella sull'A~ ventino, sotto la guida spLritu.a1e di Girol:una a partire dal 382, quando qllCSti venne a Rorna can Epifanio di Salamina e Paolino di Ane tiochia. E aspite nella Sua casa Epifanio Ja cui ascolto il raCC:Onlo della vita degli 3sceti orientali e ne rimase profondarne-nte attratta. Sorco ]a goida di Giro!amu SI dedic;6 alIo SUI·' dio della Scrittura edell' tbraica, conosccndo FiLa La l.ingua greca. Nei 385, insil.':me con la figlia Eustochio, S1 imbarco per i'Oriente per seguirc Girolamo e, dopa una sosta a Cipro presso Ep.ifan1o e ad Antiochia presso Paolino, si dircsse a Gerusalemme e poi a Be[lem~ me, Dopo aver percorso con Eustochio i luoghi santi della Palest ina, con lei e can Girotamo S1 reeD in Egitto per visitare i mon aei del deserta Ji Nitria. InEinc nel 386 5i st.bill dcfinitivamente a Beciemu"je, Jove fondo un

DCB

-1-, 230 s., Parrologie

III, 203-207.

309-313),
Poschmaen, Die dbCltdMndische Kircbenbusse im Ausgarlg des cbristlicben Altertmns, Munchcn 1918, 128.129, n. 4 S. Zincone CPL 981·982: 1-'L 58. 8i5·876 (::0: PL 103, 699.7(2); B

M.G. Bianco
PAOLINO di Antiochia (, dopo 382). Prere antiocheno, intorno al3 50 era a capo della piccola comunLta nicena di Amjochia, che si era separata dal grosso della chiesa, in quamo que· sta, dopo la deposizione di Eusrazio {327), era stata sempre presiecitlta da vescovi £iloariani. II contrasto continuo anche quando il vescovo locale Melezio, frn il 360 e il 363, si avvicino alia teologia rucena. Nd 362, Luellcro df Cagl.iari OJ:din6 P. vcscovo end 363 Atanasio 10 riconobbe come vescovo di Antiochia in luugo di Melczio: ques[i fatti aggravarono i() sdsma antiocheno, in qLlanto Egitto e Oeddente S1 s-chierarono per Paolino e tutto 1'0riente antiariano per Melezio. Particolarmeme ostiie a P. fu Bas:iiio di Cesarea, che 10 accuso am·he di tendenze sabe1Iiane e nw!celliane. La comrover.;;iu aponinaris.ta rese aoeor pill trilV,lgliata 1a vita della piccola comuni[a, rna P. respinsc, intarno al .380, una proposra di conci. liazione presentatagIi, nan sappiamo in che termini, da Melezio. Qllando Me-lezLo morl, dumnte 10 svolgimenro del condlio di Costanti· nopoli (381), nonostante l'appoggio dell'Occi"

riunitisi a (lartagine ne] 412 aveva preso posizione contro le teoric pelagiane (Agost., De gratia Christi et de pccc. orig. IT, 3.8; Contra duas epist. Pd. TI 6), SI rifiure di -co.o:parir:. come papa ZOSlrnO vorrcbbe, davanti al tribunale romano per rinnovare le sue accuse; dimostra quale sia l'errore di Pelagia c Celestio; chiede che ne venga ratificata [a coodanna. Le notizic su P. si perdono dopo questu episodic. CPt L69",Viicl 5. Ambrorr'i: PL 14,28-50; Lsbellas cdveruts ClJl!h.titllll Zosimo epi>copO,d<ltm: ?L20,·7lt.716; L. 1il1emonr, Mimoire$ PlJu!' servrr a I'hcWfre ecciimIS/rt]ue des 5i;.; premier. 'ji~de., Vct'lis~ 1732, X. 81; E. Bouvy, PduliJ1 de Mr'wn: Revue Augumnlennl! 1 (t 902) 497 ·514; J.R PaJanqlle, l.o V"itaAmbnmi de Paulin. fe'tude am· qm:: RSR 4 (1924) 26-42, 401·420~ Id .. Somr AmbrolJ.f: ~t
Lamir~md~, EmlirJ de Mium er la "\liI'.:I AmbniJir~, Pad. 198-3· L C:mali • C. C:uena (a c. di), Vita d: Cipriano. Vita ;H Ambrogio. Vita di Agostino. MLar:O 1975; M. Nil· voni (a c, aj), ParJiirro di MifdrrO, Vita d, s<J!Jr'Ambrog:o: pn"ma bioJ!.!'a/ili del patn}no di Milar.':), Cini:s:dlo Bah-a. mo 1996; f'CBE IT, [;:;54·1658

PAOLINO di Milano (t dopa 412). Biografo di Ambrogio. Le poche nodzie su cur lJrima il BouV}', poi il Pa1anque hanno cereato di ri~ costruire la vita si basano sulropera da lUI scrru"d (Vita s. Ambrosil) e sulle nocizie riportate da lvfarlo Mercator.: .(Commonito· rium, ACO I,V, 1, 66A), Agostrno e Isidaro di Siv1glia (De vir. ill. 17). Testimonc oeulare dell'ultimo perrodo della vLta dt Ambrogio (lJ. prima notizia esplicita che DC del 3951, non sappiamo quando sia entrato in familiarita con il vescovo di lviilano. di cui divenne poi notari,,:;. Dopo 1a morte di Ambrogio (397), nmase ancora a Iv1ilano e qui si trOvava quando dall'Africa vi gtun.se Mas.cezd, vinorios.o sui frateila Gildone, e aneora quando vi furono trasfedte Ie ~poglie dei mart.iri Sisimo, Martirio e Alessandro. Non S3ppi.amo quando sia stato inviato da SimplicLano in Africa per <:Intministrarvi i beni della chiesa milanese. E perc con moita probabilita durante il 50g-

~~;;;:~e ~,~:d~,9PA!~Or~~'~'; Jfo;;~i:~. i!~;~9gf~~:

iv1.G. Mara

da e

PAOLINO di Nola. Poet' cnstiano del IY V sec. 1355-431), del quale ci sono pervenute una raccolta di Epistote e una di Carmi (ed. Hartel, CSEL 29,30). Nara a Burdigala nell'Aquitania nel355 (se nOll prima) da nobile e ricca Eamiglia senatoria, imparentata aile pili illustri ddl'impero, venne educato nei drcoH legad al magistero eli Ausonio, meritandosi succ:essi forcnsi e an.che la laurea poetica. Nel 378 ~bbe la nomina :a ~tnatore e, di eonseguenza, ottenne una magIStratura

3823

3824

3826

PAOLINO 01 NOLA

PAOUNO

DI ~·OLA

PAOLINO DI NOLA

il governatorato della Campania, che esercitc con urnanita. Ne1 .383, dopo la rnorte di Graziano C I'ascesa al potcrc di Valenrinieno 11, che da arianc pcrseguitc i magistrati di fedc ortodossa e specialmente colore che in Gallie avevano socurule, probaoilmente stenuto l'usurpatore Massimo, P, ritomando in Aquitania e Forse passando per Milano, incentro il vescovo Ambrogio, con cui pate abbia avuto in seguito altri Inconzri e dn cui riceverte i primi emmaestratnenti per 11 batresimo, chc riceverte poi in patria ne! 389 dal vescovo Delfino. In ques:o stesso anne ~ forse enche per sourarsi alia persecuxionc ern veniva allora sottoposta la sua famiglia - si rifugio can la moglie Terasin in Spagna, nei recessi dei Pirenei, rornpendo i !egami con gil arnbienti con cui era stare in tap POrto fin allora e perflno col maestro ed arnico Ausonio. In Spagna S1 convert) defininvamenre al cristianesimc integrale, c perciu alieno Ie sue

gia 0 d'esegcsi biblica, ci offre perc l'esempic eli una fede pura e intensamente sentita, di una profonda e ricca umanita. L'rmivid poetica (33 carmi secondo red. Hartel, rna i carmi I, Iv, V, XXXII e XXXIII gli sono stati
atrribuiti erroneamenre}, che prima del 389 si era indirizzata ad argomcnri pmfani. a partire de quell'anno fu tutta rivolta a cantare le lodi di Cristo e di s. Felice: ancora in Spagna, dal 389 al 394, compose i carmi VI, VII, VIII e IX; nel 393-394, i carmi X e XI ad Auso-

nio: nel 395 il carme XII, il primo nctalicio in onere di s, Felice; a Nola, nel .396, COmpose i1 carnie XIII, il secondo dei natalici e, da allora, ogni anne, W1 carme per il giorno netaic di s. Felice al rri 12 in tutto, da1397 al 408 0 409 (XIV ncl 397, XV net 398, XVI nel 399, XVIII nel 400, XXIII nel 401, XXVI nel 402, XXVII nel 403, XXVIU nel 404,

XL,( ne! 405, XX ncl 406, XXI nel 407, il


XXIX ne!408 0409); aitri carmi compose per ahre occasion]. iI XVII. propcmptico per Niceta, e jJ XXIV, epistola a Citterio, nel 400; il XXV, epitalamio per le nozze di Giuliano d'Edana e Tizia, dal 401 al 404; il XXXI, consolatorio per la morre di Cclso, cii datu 10certa, cia! 393 al 408, pill probabilmcnre tra 11393 e il 401. In tutti quest_[ carmi, ad eccclione deI VI in ooore di s. Giovanni Battista c dei carmi VII, VIII e IX ch-e sona parafrasi dei salmi 1, 2 e 136, P. .si serve degli sresS1 generi ~etterari gia con.sacrati daUa tradi:done dassica (_IJropemprlco. epitalamio, consolatorio, naralicio}, rinnovandone per6 profondameme i contenuti in smso cristiano_ P. come Prudenzio, al quale 10 awidnano 1a formazlone culturale, la panecipfl:zione alia vi~ ta pubblic2 ed e-specienze religiose molto si· mill, in una concezione glob ale della vita ui:stiana, dnnovo secondo queste esigenze Ie concezioni poetiche non sota dei poeti pa.gani, ms perfino degli stessi predecessori stiani e affido alia poesia. consa.crandola a Cristo, il cornptto di ogol esercizio spirituale e soprattutlo qudlo che, sulla base della lectia divino, ha di innalzare la creatura al Creatore c di otteoerIe Ia salvezza_ giudizio sulla poesia di P. staW traviato da! confronto con l'opefll di Prudenzio, Ia quare pili vatiR e immaglnrfica e percie piu canmnicativa. Vero che i carmi di P. soDa ralvolta eccessivamcnte prolissi e troppo oratori, rna speST so anche Ie digrcssionl assolvano una precisa funzione poetica. La sua poesia, anche sc pue sembrarc semplice, di facto di -difficile le[tura e peraltro Don si esaurisce nella simp atio per il prossimo (quale sl manifesta ne~ ran· ti quadreui di avvenimenti realisticamente

immense ricchezze, suscitando grande scandappertutro, rna ancbe il consenso e l« di Agostino, di Girolamo, di Severo. A Barcellona, nel 394, fu ucclamato sacerdore dal pcpolo. con. una procedura poco chiara, Abbcr.dono perc la Spa. gna, nel 395, per rifugiar.sl a Nola, dove Mcora avcva dei beni, attrattovi daIla vocazione di porsi a1 servizio di s. Felice, al quule .si era coDSucrato fin dagli anni dd suo governa[orato in Campania; quj visse fino a1 4090410, conducendo vita Rscetica insieme alia moglie Terasia e ad alcuni confratelli, aCT canto al santuario di S. Felice a Chnit11e, nei pressi di Nola, intrattcnendo tuttavia rap~ porti episcolari CO! piG autorevali vescovi e dotd cristtani e ricevendo :amici e visltatori, che venivano da ogni pane per avere colloqui con lui. Verso 11 409AlO lascio 11 ritiro c.li Cimirue per ricoprlrc I", ca.ttedra vescoviie di Nob, vacante dopo la mortc dd vescovo Paolo. Tntarno al 409 era frattan[o marla Ill. moglie Terasi.l.. Egli stesso ITIo~i il 22 giugno 431. Nd periocio della permancnza a Cimlrile, E scrisse 1a maggiot parte delle lettere e dei carmi che c1 sono pervcnuti. Le lettere (51 secondo l'ed. HartelL indirizzate a vati dtstrnatari, tIa cui Agostino, Girolamo, Rufino, Giovia, Pammachio, Desiderio, Sulpieio Severo, Am and 0, Delfmo, manifestano i sentimenti di una calda amicizia, tlnnovata dilla nUava spiri[ualit2 cristian:a e da una sOclcvolez:za resa pill pura attraver.so l'ascesi, ciai vincoll della fratellanza in Cristo. In esse P., SI;' non si rio vda teologo acmo e orlginale ne esegera profondo quando affronta problemi Ji teoladale

iodi di Ambrogio,

narraei e nella caratterizzazionc ora di sanri e colti visitatori ora di umili paesani e pellegrini, dove pcrsiste il [egarnc con la poesl,a mondana) ne nella descrlzione delia Festa, V1vacemente rappresentata (in corrispondenza, perc, dell'amore dell'asccra per s. Felic~ c, suo tramite. soprattutro per Cristo), rna rrvelu una costante tensionc poetica. sernpre operante, anche quando viene affievoii(a da manierismi e intemperanze. . Lu mitezza comuncmcnte considerara la nota principale del carattere di P. Questa giudizio derivato dal tono amichevole col quale egli si rivolge ai suoi amici e della "simpatia verso gli umili. Questa mitezza, nmavra, non deve cssere scambiata per debolezza d'animo: che P. seppe enche dimostrarsi aspro e deciso come quando respinse i rirnproveri di Ausonio per aver abbandona:o la pocsia c' argomento profano 0 le cririchc dei. s~oi dc~ tratrori, c come quando ebbe a blaslma~e L citt:J.dini di Nola cbc gli avevano negate I acqua per il suo santuario. Predominante piuttosto, nd carattere ill p" il fervore del1~ jede religiosa, che condiziono tutte le sue azioni e la stcssa atrivica letteraria, rivolgendole. nella carita verso il prussimo, all'amore e alla lode

Ji19tiiUdTE

S;lflt;1niello, SQIl Pf1(diIlD 11 NoJa: ~upoJj 1994, F.~. COll_~olilJ?, I'epita{amto: it carme 2:5 al Plio/inn di N~/tl: Cassiodcrus 3 (1')97) 199·20; M. Sb::~, Christo tJ~v.e. re; StuJif';n 7.tJ,'tJ titt!tdn'fCben ChrJ:rtu5hdd dc~ Pat/tmus !)OJ1 NollJ, Bonn 1997, G. Luongo (cur.l. Aflmora vllu:, Atd d~l II ccnvegno paQlini:ano, Napoli 1998; S. Prleoco, Ancora Jut Panegirica di Paolino di Nora. per T.EodQsio c if nnouo concetto oisnano dr!"i poterc Imp.erllile: Ccssiodorus 4 (t998) 225-246;D.E. Trout. Pantinos 0/ Nota LII.:, Lessen and Po;;tfJJ, l3erkdey, CA 19~9; C. Conybeare, Pautinus Noster: Self fmd Symbais '" t~e Letters 0/ Pilu{imlJ 0/ No/,~, Oxford 20.00; R. KlCsrern, PrJt<lim.H NoicUfUS: Carmen 17, Basel 2000; S. Mrerschck, De- Bn'ejwechrel dEJ Pau{iml5 von Nolet: K;om'JiI,nikllfiofl ImJ mziafe Kontakte suuscben chr::uIlrhcn II1U'l1ek.tueilen, Goningen 2001. 'Iumhour I,mel vita !98B~ G

per Cris!/J,

S. Costanza

C. Ricci

di Crhto.
Edi~iQrli: PL 61; Paulinu,

Hmd
linus

Nolauus. Epllmlae. ed. G· de . M. Kamptner, CSEL 29, Vindubon:t12:1899; PauL

NoJIillUB, Carmil1rJ, ed_ G. de Hartd M. KamPt~ ncr, CSEL JO, V~ndobLniae-~8'99; M. Sk-:=bGig), Paullni No/ani operum conw,dantll1c. J Bd., Hilde:shelm 2000 'fradw.iofTi. jngl.; P,G. Wal~h, utU'rf eo: Poems, J voll., Londorl-Wesunins!er 1966, 1967, 1975 (ACW 35. 36, 40l; jL~ P;lolino di Nola, 1 G:Ifmi, (tr: iT.) A Ruggiero, Napuli 1992 (bt., cr. it:); Paolino di ~ola, I Camu, A

di Pella it dopa 459). Le notizie della sua vita si ricavano dal suo poemetro. Nat-o a Pella {Macedonia), dove suo padre Talassio era oicarius, alla fine del 376 o inizio del 377> dope aver soggiornaro brevemcnte a Cartagine, dove H padre era staW proconsolc, passando per ~oma: si r~co in Gallic (Bordeaux), terra del suer gen1tO· ri dove vissc dall'ere di tre an ni (vv 22-49}. S;}{) padre aveva avuto quegli incarichi .5icuramente pet influs.sa del cog:tato Ausc:.mo, che P mcontra nel .379. La sua eJucaztone avvtnne a Bordeaux, smdiando ambedue Ie lingue, rna iII C3sa con i servi _?ada~'R grcco_ Daile sue relazioni con qualche scI-uava nacgue un figlio ehe morl presto (vv., 169. sJ. I gcnitori 10 fceero sposare a vent anTIl con una ragaZla di famiglia iIIusrre, dalla quale

PAOLINO

Rorna 1990; Paolino ill Nola, Le I(Hrer~, G. Samam~llo,

Ruggiero, 2 lJoU. Napoli 19% ~at., If. 1r.): t:d.:. PauI__Ulus ~-on Noh, 13n4·~, M. Skeb, [FOt'lt6 Chru:rr:am 25JD],
~~~bu~geli~~~~9;:;~'tl~tivo dillnernali sonG i due degli HuJi P- ina cui fan· di P. Fllbre, EHar' $ur fa chrmw· logi.::de i'omvr~ dE St. PtI;dil1de .No/t:, Pari~ 1948, eSt. Paulr'n de Nol.: d I'llmitl.e dmiJrtrrne, Pam 1949) dr.
~I,l

en-

s. CDS~<lTlza.

M,f'ropia P01lZIO Paolino: AIJtoiogi4 d. carmi, Messina 1971. 17-36, e J.T. Lie[Jhard, Palitim.H 0/ NQla and Elirly W::,st~rn MOffd:Uicirm, B?nn 1977, 1116 e 192·204. AIle opere tvi. indicate bls-ogna ora ~ggi.ungen:; W. Erdt. Chri,limtum un.d bddnirch.aJJf!k,. Bifdung b~i Paulinuf V{JJI Nota, mit .Kommentar urrd Costanza la; Swdi'

"{)ber$e;:r.ull~ d.::s l6 .. Brie!~s. Hei:}~hclm a.G: 1976; S. Cristitl!H'5ZmO {' R()mamta itl Faalmo d: No· in on. dj Sc P-ugliatti, Me~sin<l·MiIanu 1979, .·01. '1./, 179-192; Kl. Kohlwe-;, Chn·'iJfiche Dtchttmg f.lfTd ,Idistiscbe Form b('i PllulimH NOla, BOlen 1979·, A: Ruggiero, N!1ia c-rocevil1delta Ipmta (con tr. del carmi
!)Q'I

XXI
,liE

e x)(VIO;

A. RlIggicro

.H

Crom.:d

. G. S-3n[a-

nidlo, Pl1olino dr' Naill, momenti della mil VIJI1e detle


opere. Nola 19-83, con tr. Jei car:niXV, ~Vr,~III [Ruggioero) e dcll'ep. XXHI ($amame~o); studl rac· <:-r::.lti negli Au. dt;i COHvegtiO JU Pdoimo dr NoIIJ (Nola 10-21 mllrzo 19'82), Rom .. 1984; TJ. Brown· T.W.

l?l

M!lckay,

Early

[mular

Codex Vaticamn Pall1timu Latil1Uj 2:35.' _art Mon1ircript of PaulinfIs of Nola Carmma,

ebbe tre figli. Ailor. cgli si dedica alla cura dei sui poderl. S~o padre muore verso tl 40?, quando cominciano Ie invaslorj ~~gli ~anl, VanJali e Svev-i; gualche anna plU tardi arrivano i Visigoti, con i quill cerca una qualche collaborazione. L'usurpatore Attalo (409-410 e 414-415), un importante ,enatore, pt6damata imperatore prima da Alar~co e poi dOl Ataulfo. gli conferisce una carIca impotwme; col1abora can i Goti, _291317). Riesee nel 414 a salv3re ]a cItta dl Ba· zas. (Vasatis), dove si era rifugiato con 1 paT renti Iw_ 328-376). Per la SUa seel" poi ebbe 2 soffrirc sia d. parte dei b.rhari (w. 31732]) che dei gallo-romani (vv_ 424-430), che gli procurarono notevoli sofferen~e e b perdita di moltc delle Sue propriedl. Nella Pasqua Jel421 si coUoca la sua «(con~ersi~ne>)-, doe il ritorno alia fede dell'in6mz1:l; diven· ta {~Un asecta per costrizione» (2v1arcone 21). Passo gli ultimi annr della sua vira a Marsi· glia, dove aveva una proprieta ~vv. 520-5.35L Morl. dopa il 459. P. nipote cd pocta Au-

(::v.

3827

3828

3829

3830

PAOLINO

Dr- P~tUGUElJX

PAOLINO

Dl TREvrRJ

PAOLO

APOSTOlO

PAOLO

APOSTOLO

sonia, [a cui so-ella aveva sposato Talassio. Non e perc da escludere chc sia nato da un precedente matrimonio di quesr'ujtimo, in quanta non viene mai nominato da Ausor.io.

vita S, Martini, parafrasi poetica, in sei iibri,


dell'opera martiniana di Sulpicio Severo,

condanna di Aranasic, Fu deposto ed esiliato

imposta de Costanzo. in Frigia, ove mort di

12 s.}, un inr;o di ringraziamento nlla divine misericordia sperimcntata nelle sue vicendc person ali; rna anche una giusrificazione della sua vicenda personale centro evenruaIi accuse. L'aurore non pretende, come avverte nella pretazione, di nan-are 1.,. sua bio-

P. compose un pcemetto autobiografico, l'Eucharistti;m (discorso di ringraziamento), pubblicaro ne1459 quando aveva 83 anni (v,

cornposra, Forse per essere letta in pubblico. su invito eli Perpetuo, vescovo di Tours, if
quale gli suggcn di aggiungere anche Ia ver-

slflcazione di un suo opuscolo sui miracoli compiuti da s. Martino dopa Ia motte. Ma P. amplio can enfasi, a voltc stuccl-evole, il raeconto di Sulpicio Severo, aboandonaudosi
con eccessiva taivolra. vazione [requenza a digressioni, morali

I.i a poco, perche indignus eccicsiae episcopus, dignus exilio t1 rege est iudicatus (Ilario: CSEL 65, p, 102).
DCB 4, 232; R'p.C. ian dCJc/n'ne oj Cod·
inburgh Hanson, ThE udn:h for rh~ Chn'sltho' A,t"r<n oontmuersy, 318-381, Ed1988, }~2 s,' 460 s.: A. Marlin, Athrmau d'Alexllndrie d t'Eg[iu d'Egypfe.:lu I~ 5ii}d", (]28-37J), Rome 1996,455; 461; 466.

Sergius Paulus (Act 13,7), e da que~to memento (Act 13 ,9), quasi a sottolineare I'm serimento missionario deH'Apostoio riel mondo ellenistico-romano, e chiamazo Paulos; del resto negli ambienti della diasporu era USU8· le it duplice nome, semite ed ellenko (.dr. Act Cipro

e apologetiche, e a descrizioni minute,


pero, non e vivacira
manCJ.DO

dove PAOLINO

1\11. Simonetti

grafia per la curiosita dcgli alrri, rna per reno


dcre graaic a Dio. che l'ha sempre guidato e custoduo nellc diverse vicissitudini della vita. Per questa il poemctto, di 616 versi,

un ripensamcnto della vita passatu, alia Iuce della fede e della provvidcnza davanti a Die, non ha una vera tensione spirituale e poetica. Poesla scadente sia per le forme poetiche che per il contenuto. A E si artribuisce anchc il carmen IV di P. di Nola (Hartel, CSEL 30,3), che e una preghiera a Dio per chiedergii una vita Serena insieme con la famiglia e senza far del male ilgli altri.
CPL lA72·l473', PLS J_, 11l5-1123~ CSEL 16 (1888) 2'91. )18: H.G. E~'elYIl W'h![e, London 1921 Itra le opere di Ausonio e con rr, ing\.): C. Moussy, SC 209, Paris 1974 (can rr, fr.J; Paolino di Pella, Dhcorto di rmgjaziornento, [tesw ccitico, tr. ~ COJ1)m,J ~ c. di A. Marcone, Fircnze 1995. G. Flll1~ioli, De Poulini Pl!iJl1ei cdnnim's ~euchariL rliCD$~ jo"tibrtf: Le Muse~ Edge 9 (l9{)5) 159-179; P. 1 (947) 101·1I3 (m-=he In Hi-fI. Litl. dl's grail des irw. germ" Pam lL964, 293-302); P TordC':ur, Com;orddm:-: df' P.P., Bru){eUe:<: 1964; Pa[rologia III, JU-313; G. Sciascia, PaolillO di Ptd~; A.A,RC 4(981) 193-199; A. Fo, Tmta· tiVG di :":Jroduziofle a Panlin(j di Pdl<J, in Mewd(Jtop/(' del· 'a n'c{:ml ,ullil tardo. ~ntl;:hi,ii, a c. di A Gil.!7:}'a, Napoli 1989,361·382; N.B. McLynn, PrtulinlU the impelli!llnt: a study oj th~ t::uchlln'Jtir:os-: lEes} {19"95) 46t-486: L. Zur· li, Paolino di Pe/tll r:d E'JJ/;d: BStudLat 26 {I9%1559·567: E. Colombi, RUlt:dtas 0" vitll in f)i{!a nella Gaiu',,_ !drdo.:mlicil_' Ira '<'i1itr1~ letteratll'i1: Atht;!li1-eum 84 09%) 405-431; S,M, P~tevalo\l, BIll.tls 411-_- In ruptur!" de tal· lialH:e (/.ian(J-gothiqrr~: Dialogues d'h~c()irt:! ~ncienl1e 26

di saitazione del mlrecoli di s. Martino si devono due componimcnti minori, di scarso valore [ettemrio, un'iscrizione di 25 esametri Dc orantibus, destinate ad abbeili-c una nuova basilica di S. Martino, e gIi 80 esametri De visitatione 1JepomN sui.
Studi; A. Huber, Die p{)~tiu·f:re Bearbt'iturrg der Vita S. Martini des Sttlpici,.. Si:vernr dercb Pauiinus r)(J/1Pit--(· gueux, K=p:err 1901:]. Fomaine. HagiogmpbiO" et poli ftqu{' de ~'lItpu~e SeVen: a V.ml1n.c;e ForJunll!: L4 chdstid1J!·, satson du P4Y. entre Loire et Rhin (Acres du c,:.-Uoqm: de (986) 567·573; G.H. Mahb<lry. The epic hllg,iograp!:ry0/ E. Granberg Studie,; !ur Vita S. Martil1i d"'t Pauiona von Petric()r~i~, Witn 1991; A.V. Nazzaro, ~'ii.g'-og~afia ~t!r!i' mllna df ~u'piao Seoero <! {{' partJjnm ~ptche dl Prloilllo di Pririguet,.I:e Vt"tI<lntioFortunato, in Mut,J(io rerum, a c. di M.L. Silvestre M. Squillmte, Napoli 1997, J-Ol·34fi, S. Labarre, Le manlnm partllgri:- dellx metl1morphr)s{,1 poiiiqM. dO"ta «Vi.. de saini M<1l1mH cht! PrJtdilJ de- Phi· gm!ux (V 1".) et VO'Hr}HCt' Fortuna! (VI' $.), Turnham 1998; T]-,. GannE"r, 2"r .hnj;clicben lmilalJ-OnslI.'chnik in der ,Nita JaJ1cli Martini!! d"s Pl1ulirrU5von P';-'licordio.; VelIr 55
(.2001) 71·85 Paulimu oj P~rigtteux, Univ of Toronto, Ontario 1988; CPL l474-1477; PL 61; M. Persrhcmg, CSEL 16, 1, 1888.

flnesza rappresentazione.

d'osserAli'e-

di York (t 10 ottobre 644), Fu consacrato vescovo di York il 21 lugl:o 625 prima di giungervi, proveniente dal Kent, al seguito di Ethelburga, sorella cattolica di re Edbaldo di Kent, le quaje andava a York per sposare Edwin, re pagann della Norrhurnbria
(Beda, Hist. eccl. gent. angl. II, 9). La scope del trasferimento di P. a York era qucl]c di rrmvertire al cdstianesimo il re e la corte, e a tal fine si dcdico con zelo, battczzando non solo il re, rna ancbe nurnerosl nobili (Be-la, ihid. II, 12.14). Era state inviato nel Kent cia

1,23; 12,25). Egli si dlchiara «circonciso I'cttavo giomo, della razza di Israde, dena tribu di Bcniarnino, ebreo figlio di ebrci, sccondo Ia legge {ariser» (PhlI3,5; cfr. Rom 11.1), Nato a Tarso (Act 22,3), Il grande emporio comrnerciale della Cilicie. poco [ontanc della face del fiume nnvignhile Cidno, tra il 5 e il 10 d.C., si rcco-da giovane a Gerusalemme (Act 22,3 c 26,5), dove fu discepo.o del Rabbi Camaliele (Act 22,3) e si distinse nella zelo per [a Legge e [e tradizioni mosai-che (cfr, Gal
1,13-14L avversando fortemente la chiesa na-

scente (cfr, Gal 1.13-16; 1 Cor 15,10-11; Phil 3,5). Per chiametc ed elezione divine (cfr. Gal 1,13-16; 1 Cor 15,9-10; Pbil 3,6,12), divenuto improvvisamentcscguace e aposrolo di

~:~~e~?~i~~x 6~H~t;:p;};:51~~~u~~1 9 ~:~:a;4

Coun:dle,

Un

nOM)I'r'lU

poe,ne de Paulin de

Pead:

VChr

Gregoria Magno nel 601 (Beda, Ibid, I, 29) e ne] Kent fu costretto a ritornare (Bedc, ibid. II, 20) dopa la scontitta del re Edwin, nel 632, da parte del bretone Cadwallon che riporto il paganesirno nelle zone cristianizz<lre. P. fu in seguito nominato vescOVO di Rochester e morl il 10 onobre 644. r. Cocchini PAOLO apostolo
[ t:uomo e Ia

Cristo (J Cor 15,8·9), apparsogli neil a splendorc della sua risurrezione (cfr. 1 Cor 15,8-9; 9,1) sulla via ill Darnesco (Act 9); 22,6; 26.12; rna qucsto dato non nova conferma es?lic~ta nelle Epistole pauline). rimase in Arabia Circa rre anni, per ritomare poi ancoru a Damasco (cfr, Gal 1,17), L'unica data rclativamente certa si puo ricavare da! facto rhc riuSc1 a sfuggire al governatore de~ re Areta (efr. 2 Cor 11,32-33), marta nel40 d.C. Raggiunt:l rocambolescamente Gel1.1salemme vi rimase per poco tempo, rna ebb.c l'opportunita. di
mcuntrarvi Giacomo e PietrO (dr. Gal 1,18

s.

Costanza

sua

opera .::vangdiu.auic-e paolino

.U

Paolini.smo •

III. Commemi

all'('pislolarro

IV. Icon()_grafi11o

(2000)m-l93.

A. Di Betardino

di Perigueux (V 5cd. Non si hanno mohe notizie della vita ill qucsto poet3 del V sec., spessO confu5o nella stess<-! anriehita con il pili nota P. dl Nola. La sua oascita si pone aWincirca nei primi anoi del 400, come si de.sume da un verso del carme De visitatione ncpotuli sui, scdtto tra il 470 e il 473, dove i1 poeta fa riferimenta alia sUa gravir seneeta (v. 20), Malta dubbio e che egll Fosse veSCOV0 dl Perigueux (Petricordia_)_L'opera pili nota dt P. e i1 poema agiografico De 3831

PAOLINO

PAOLINO di Tiro (t 327)_ So,tenitorc di Aria fin dilla prima ora (320 ca.), ne condivise loa dottrina e fu il destmatario di un'imponance 1ettera di comenllto dottrinale eli Eusebio eli Nicomedia. A Nicca si p£ego a sottoscrlvert, per volere di Costantino, la formula di fede aIltiarian:J, rna coopero alla suc· cessLva reaztone anrinicena. Nel 327 fu eletto vescovO di Antioehia in Iuogo del deposto Eustazio, rna marl dopa qualche mesc,
(PC 2, 2065', DCB 4, 23-1-232; RP_(_ Hiln.ofl" Tb~ f{'tJ,ch jar the Christian dQr;trine oj G{)d: !Ix: Ar:tl"n con" !191.1~1">y, 318·381, Ec:linbtugh 1938, 44 S., 277 s M. Simonetti

I. L'uomo e Ia sua opera evangelizzatrice. La fonre primaria per hi cOnoscenza ddla personalit~ c ddl' opera cvangclizz:atricc di P. sono Ie letterc da lui scrirte alle comunita che aveva fondate e per Ie quali visse- e opero {dr. Gal 1,11-2,14; 1 Cor 15,9; 2 Cor 11,22-23', 12,1-10; Rom 11,1; Phil 3,4-6; Phm 9). Ma 1 riferimenti autobiografid delle leHere, offrcndo un qU3dro incompleto della .sua vita, .sonD integrati dalle- notizie degli Aui degli Apostoli, nOnostantC i prob]emi che essLpongono, corne opera storLca compoS-til da Luca, suo discepolo, dal momenta che tre quard harmo per protagonlsta Paulos, come s1 firma lui st."o (dr. 1 Th 1,1; Rom 1,1), nella forma greca del soprannome romano Paulus «<piccolo>~), originariamcnte usuale ndIa

ss,), prima di tomare nella Cilicia (Gal 1,21). Con ogni verosimiglianza si fenna a T-nI'SO (cfr. Act 11,25) per alcuni anni senza svolgere una :s.pedfica attivita evangclizzatrice. Fu Barn.ba a invitarlo ad Antiachia (Act 11,25) e a unirlo alia sua missione (cfr. Act 13,2). Daile Epistale paolLne si possono identificare alcune tappe significative della sua missione evangelizzatrice in ASLa Mir.:orc e: in Grecia, rna non s.i puc, ricostruire il quadro com~ preto della sua viccnda mis.si()r~ar:ia. Gli Atti
descrivono missionari invecc: diffusamen te tre viaggi atrraverso Ie:regioni dell' Anatolia, dell' Asia Minore, della M.."ccdonia e della Grecia. Al te:rmine de! cerzo viaggio, egli si rceo a Gerusalcmme per offrire ill fratelli della Giutie:l la colletta raccolta nene comunid da lui fondate refr, Act 21,17 ss,). A Gerusalemme fu arrestato dai soldflti romani, essehdo scoppiato un tumulto popolare a ("Jusa sua nell'axea del Tempio (efr, Act 21.27 ss.), Innanzi a1 peri colo ill una sua elioinazi-one viclenta per manO de! Giudci, il tribuno roma-

PAOLINO di Treviri (N sed. Nel concilio di Arb del 353 Eu 1'unico dei vescovi gilli. ci parcedpanti che rifiuto di souoscrivere la 3832

«Gens Aemilia». Neg1i Afti egH e chiarnato Saulo fino all'inCOIltrO coo il governatQ.re di 3833

3834

PAOLO

I\POSTOLO

PAOLO Al)O~TOlO

PAOLO

,\POSTOLO

PAOLO

APOSTOLO

10 Ieee condurre a Cesare-a de Felice, procuratore dal 52 "I 58 d.C. (questa data perc
no c volcva rinviarlo al giudizio religiose del Sinedrio. Fu allora che P. si appello <11 tribunalc imperiale, essendo cittadino romano fin dulla nascira (cfr. Act 22,28,. Fu il successore di Felice, Festo (5862 d.C.) a farlo condurre a Roma, Gli At/i narrano Ie peripczie del viaggio marittimo fino ullo sbarco a Pozzuoli, e terminano bruscamente Informando che rimasc per due anni in .soggiorno coatto a Roma, avendo la pasconrrovcrsa). Felice tergiversava

Col: il carattere cosmico, universale di Cristo e la redenzione).


sta cia giudei e pagani; Nell'ambi:o d'influsso del pensiem paolino si trovano 1 Ptr e, con rninore evidenza, Hbr. Aneor piu problemar:co resta tuttavia i! rapporto tra P. e Giovanni. Quanta, da un late, nati concerti di fonda {legge e grazia: fede: amore), che H ccntradclisringuono rispcttc ai vangeli sinottici, tanto indipendente dnl-

Lettera a Diogueto che, scnza esserc affauo marcionicase cccezionale l'autore della. ta, mauifesta uri vera e proprio disprezzo per l'AT e una netta prerlilczione per P. Per gli gn_ostid, P. non fu un testimone particolarmente autorevole, bench€: sia state definite da Terrulliano «apostolo degli eretici» (Ado. ~'Vfarc. 3,5 4). Sopruttuttc i valentini ani hanna cercato di sfrurtarlo nel loro sistema, a causa della sua esegesi allegorica, nonostante alcune idee paoline eli rondamentalc importanza (Die come Padre di Gesu Cristo, l'universalita del piano salvifico di Die, la risurrezione della carne come memento irrinunciabile degli cschatas fossero inconciliabili con le loro ccncezloni. ,Gil scritti in cui S1. notano reali consonanze can [a rjottrina paolina della risurreaione, come p.es. la Let/era a Reg/no, prescntano dubbi sulla genuinita dellaro carattere gnostico. Sul finire del secolo, Ireneo (Adv. baer) e Tertclliano (Ado. Marc.) hanno non solo affermato l'integrazione delle lett ere paoline negli scritti riveleti neotcstamentari, rna I'hanno anchc dimostrata. Da allora l'uppartenenzn del Corpus Paulinum al canone neotestamentaric chc si andava formando non stata PlU contestata. 2) LC1lradizione paolinr'l jn Oriente e in OCCt~ dr3nte, In nessun'epoca P. staw utilizzato nella sua interezza sw piano reoiogicoi si sempre privilegiato ora uno ora un altro aspetto del s.uo pensic:ro, Can il ill sec, aceade the l-a tradizione paolina segua strade dh'ergenti nella chiesa orientale e in quella occidentale. La prima cont-esta decisamente n P. la dottrina della giustificazione, cui 1nvece l'Ocdd-cntc di lu mass.ima importanza. L'Oriente ha diffuso il P. delle lctterc a1 Corinzi, l'Occidente qucllo delJa lettera <iL Romani (Benz 291), Clemente di Alessandrla cita sl Rom, rna nOD accerta fa dottrina della giustificazione; Origene commenta persino Rom, ma il com::erto di fondo della lettcra manca !.lel suo sistema teoIogico. Atanaslo e Gregorio di Nissa commentano solo 1-2 Cor, tacdono invece su Rom, SoIamcntc- a pattire del1

mentate dena predicazione paolin-a con l'accentuazione della conformavione a Cristo, della nueva nascita, della nuova creazionc c

cornune a enrrambi I'Insistenza su determi-

della sanrifirazione degli uomini. Nella teologia occidentale, p, non svolge per molro tempo un ruolo che possa definirsi, in una prospettiva globalc. rieterminante. Una
seria considerazione delle lettere paoline inizia non prima della fine del IV sec., innanzitutto - e do e significative - ai margini del-

I'alrro, .l'esposizione giovannca, In alcune lettere neozestamentarie tarde (Jac, 2 Ptr), si notana gia alcune rendcnze critiche nei con-

e,

sibilita di ricevere visite c eli predicate il Regno di Dio e il Signore Gesu Cristo. Sernbra perc certo chc P. riprese Ia SUa attivita missionaria dope la prigionia romana, giacche dal suo epistoiario si evince che egIi fondo le comunita di Colossi c di Laodicea in Asia Minorc, c anche di Creta {Tit 1~). Un'anrica rradiaione, fondata. sulla lerrer.i di P. ai Romani (15,24,28) e implicitamenre confermata
dana lertcra di Clemente Romano ai Connzi (c. 5,7), rlferisce di un viaggio rnissionario in Spagna, prima della morte, coronata secondo un'altra antica tradizione della chiesn romana con il martirio assicme a Pietro (Clem. Rom., ce. 5-7), aRoma nel quadro della peru sEcuzione scatenata da Nerone (tra il 64 e il 68 d,C,), A questa tradizione scmbra aUudere Ignazio di Smime nella sua Epistola alia

fronti di P. e raluni accenni a una deformazione della dorrrina paolina della giustificazione; tali tenderize nonici come pure e acccnni, negli scriui canei pili tardivi scritti della

la tcologia ufficiale della chiesa. I commentari a P. del cosidderco Ambrosiasrer e il manoscritto di Aquileia sono di eurore igncto, menta'; quelii di Mario Vittorino si devono a
un retore venuto da poco alia Iede del neo-

platonisrno. Perc anche Ambrogio di Milano 51 occupa seriamente di P, soprattutto in alcune lettere tardive indirizzate ai confrate.Ii

chiesa ortodossa, non si spingcno mal fino a un aperto rifiu:o e a una condanna dell'A.
postolo. Tale attcggiamenro limitate che sparuto gruppo di giudco-cristiani

a qualereri-

ci (cfr, Ps. clementme). Gli scrini dei Padri aposrolici {1 Clem, [gnazio e Policarpo) presuppongono la conoscenza di alcunc Iettere paoline, soprarrutto di 1 Cor, rna non lesciano trusparire con evidenza in forza di quale
concetto basilare essi si preocGJpano di conservare viva eredita teologica di p, La s.toessa cosa vale per te Lettere Pastorali (1 e 2 Tim; Ttl) che, alia fine dcll'epoca neotestnmentaria, con la loro preoccup<l;donc per 1a pre.servazione imegrale della dottrina genuina, si richiamano ancora una volta, con forza, alia sola amorita ddl'Apostolo. senZf! inoltmrs1 peraltro in discussioni con gli oppositori suI cont-eo.uto delle espressioni paoline, Ai Padri apostolid e aUe Lettere Pastorali cornune]a grande stima per P. quale missienario e apostoio che ha molto sofferto per Crista. 1) Controverrie intorno a Paolo net II xu. Gran parte degli scrini .ecdesiastic-i (Bamaba,

ncll·episcop.to (dr. Epp. 73·76). Una particolare conoscenza di P. it attribuita a Priscil[iano, che fu condannato come erericc. In Gal e poi, piu compiutamente in Rom. P. ha data forma alia sua teologia della grazin e della giustificazicne. che fu eccolra s.oprattutt_o
in Occiclerne, nrroventando le conrroversre tru Pelagia e Agostino sulla cooperazione tra grazia c libero arbitrio, e che fu sviluppata nelle sue esrreme consegucnz:e (dottrina del peccato original.:: e dena predestinazione). Lutero e 1<1 Riforma poi, mettendo unilatcr,,1mente a-ccento su Rom c sulla dottrina della giustificazionc, hanno ulteriormeme approfondito it solco tr:a la teologia occidenta~ Ie e quella orientale. P., che ha voluto farsl <4utto a tutti}:> (1 Cor 9,22), scrivcva a Grcci e a Romani adeguandosl alia lora imJ.ote diversa. Tale intcnzione dell' Apostolo ;si trasfarma nel suo contrario quando 5i dimenu· ea che egli ha voluto aci.eguarsi ill proposito a dcstinatari e sttl1<1zioni particolari, e 5i pr-etende Ji assumere il p, di determinate lettere 0 di determinate asserzioni teologiche co· me la dottrina paaiina nella sua globalit

comunit" di Roma (Ign .• Rom. 4.3). Alla fine del II sec., il presbLtero Gaio con osee il «(fOpaion» dt P. martjre sulla Vi-a Ostiense (efr. Euseb .• HE II, 25,7)
H,D. Sa£fl~Y, 'sa" P_t1oi.oprJJtoh· Un-rl biograjilI J
~foric(J

~_~;':oJ:~Z~~f?~~:~lp(J~t:om~~~; rusello Balsamo 1996; G.E Hawthorne· RP. Martin· D.G Reid, Diziorwno di Paolo eo JeUr: Stu: lelte-rr:, Cinc,elJQ Bal· samo 22000; R Penn:a, Pnoh di TtIrso: Un m5tilme51ltW prmlbi!e~ CinisellQ Balsamo 2000; J..M. Poffct. Paolo di T,wn, CmheUo Balsamo 2002.

g~~:~;:~!~', g~

{n.

V. Loi - B. Am.ta II. Paolinismo. Con la Slla teologi::3:, P. e, fin dall'inlzio. un elemen(o eli stimolo e inquiemdine nelle discussioni teologiche della chiesa. GiS. gU A/tl, dedicati per una buona meta all'Apostolo, ne custodis(ono la memoria, esaitanJone lu Figura e presentandolo mme: grande taumarurgo e potence pt:edicatore, e intanto tacclona la sua asplrazione ad essere considerato apostolo ailo steSSQ dtolo dei Dodici. Altrc lettere composte (redatte), nella pill stretta cercht<1 delb predicazione paolim~, da coliaboratori e discepoli dell'Apos.tolo, toccano singali aspetti e li approfondiscono (Eph: la chiesa una sanCia, aoc-he s.e compo-

2 Clem. Ia maggior parte degli apologeti, Pa·


pia) tmscurano P. senza dichiarare una predsa intenziom: di questa low comportarnento e sen'la che se nc possa intuire chiaramente la ragione. In seguito a1b manipolazione estrcmisuca delle lettere ill P. da parte di Marcione, anche gH scrittori eccIesiastic.i furona castretti a prendere poslziol1e, Se la ptedi1e;>;ione per P. del presbitero dell'Asia !vii, nore e autore degli apocrifi Att.- di Faolo (Tertull .. De bapt. 17) sia dctcrminata cia un at· teggiamento antirnarcionita non si pub stabilire can ccrtCzza, Per la sfavorevote conc.lizione delle fanti non possiamo farci un'idea preci.sa della conos.cenza che Giustina e i1 vescovo Melitone di Satdi avevano di P., del-

a.

la svolta del V ,ec., Didimo il Cieco. Gio· vanni Crisostomo, Diodoro di Tarsa, Tcodoro di Mopsuestia e Teodoreto di Cira co~ minciarono a trattare l'intero Corpus PaulimO!1_ Secondo Benz (297) quei comment:ui danoo rirnpressionedi esse['i!: s-tati compilati pili per scrupolo di completezz:a letterarta che per l'approfondimento Je1 loro cDntenuto teologico; manca pero ancora uno ;studio d'insicrnc delia recczione paolina nel IV e V sec. In ogni caso, appare infatti assai marcato, in tutti i reologi gred, l'<lspeno mistico-sacra-

la lora stirna della domina dell'Apostolo. Uo

ne

5wJi gr:netali: A. Somer, The Earliest Latin Comm.fnta. des 011 fhl;' Episdl?5 of St. PdIIl, Oxford 1927; K. ~l8ilb, Pau[rJikom»unrareo au; de, griechischf!1 K,rch.:, MU!l:5ter 1933 = "1984; E. J\l'!ith, P,mll4svrmtiim;:.'tJlr di!' ALien in Kirche, Be:rlin ]937; E. Benz, DoH Pmdus-Verrtiindnrs in der margnr.iiindirchen lind abendliindiKhE"l1 Kirche: ZRGG 3 (1951) 28'9.309~ M.F. Wiles, The Divine ApCl,tie, COlmbridge 1967: W. SchIl~:mdchcr, faul;.n ir: dEr fviechiw:;,{'" KjTCh~ de! 2. lh.: ZKG 75 (1964) 1·20; A. LlllJcmann, Paulus im ii/1t;s:en ClJTi.leflIUTlJ, Tij_bing~n 1"979; E, Dm,s" rn;3.llil, D~r Sttlchci im Flei5ch. PauLus in de,- jriihchriltlleh!!" LiJl1ra(ur bis lret/iills, Mu~ster 19~9; W. Geerlings,' Hinb lind Paulus. TheoJ['l.(:e lind Paulmumm In der (art-tniKhen Theflwgie am Arl>gal1g.des 4. ]h.,: ]hAC 24 ,.(1981) 5,(;·66; E. Dassrn3llIl, Pall/". III /riilx:hnstltcher Fmmmtg· lwl fl'ld KJ.lI1It, Opladen 1982; L.F. L:J:Jaia, Paul cbez Ie> Pere$ de I'Egiise: DSp 12 (19&+) 513·22; E. Dassmann, Zum PauiWiUenliiJJdnis in der 6stlichen Kirche: JbAC 29

3835

3836

3837

3838

PAOLO (986) %I~~:l~

APOSTOtO 27-39; WS< Babcock

Pi\OLQ Ied.). Hmf

APOSTOLO

S/udipllr:iw!ori: A. MeI"7_~gor~, Giovanni Crisostomo commmrt1.iore Ji S. Paolo; Dideskal. I'!.S. 9 (19)1) 1-73· U. \'l7.icken, Slud;eff ZII den Pauluskommemaren Tlur'JdoT; l)?11 J"'!ops{/Wi(1, Berlin 1962: H, Rsrhke, [!rnatiut I'on An. tiodrien und die PtJuilubrieje, Berlin 1967; P.M. Parvis, Tbeodoret's COmfnt:!1fary on tbe Epistles of St. Paul, 0:;;· ford 1975; E. Lohse: B('()bach'~!1gt:n wm PtJlllus-Kom
mmlar des Alarluf Vrcjr;m~II.!s end lur Wiederentdr!d;:mg Jej PIWiuJ"m der itJ!l:zl11fcheh Tht"()logi~ des 4. Kerygma und Logos (Fe.'il"$chr.ift C. Andresen), G6ningen1979,

~ctU\.:~o:l 2~~~9~~f\f;~:. ~~~~;.


nettA51a

and

the Legacies

u:

351·366; W. Erdr, Mflril.ls Vic/arit)uJ Ale .. dl?r ent" faleinnchC' P,wiru·K01nmentar, Frankfun/M. 1980·, A. Viciano, Cnuo ef QUlOr de nuestro Jalullci6,,_ E.IlIJio score e! romentario de Tl!o&m:lo de Ciro 11 IIJS ep/strJldS p(]!ilr~ tJi1S, P,'lI'nplo[);J,1990; F. Cocchlcf, 11 Paolo di Ongene,
R<:m.a 1992·, R, Noortnaon, Irendus als Pllulwll1terpret, Tubmge~ t994; }.-N. Gl1inoc, e!":dg.ese de Thr!odorf!i de Cyr, Pans 1995; U. S~iJ.rnid, Afnrcicm /.md sein Apostoios.

Rekons/l1dciiJJrl ul1d hiJtorische F.in"rdmmg d(!r marcia",luchM Palli/JJb"ef<lusgo.b~, BC'r!i1l 1995; B. Delaroche. PdO/O, Palermo 1996; L Wdu, Petrus und Paulus _ KolftnJhen. teFt u71J Penner. Dt"e beiden Apostel iw Spiegel des Neue" !esiamerm, de, ApQ!lolis(hrlrl Valer lind Iriihe~ ZCllp,msre Lrer yerehmng, MLin~[er 1996; J. Pichler, Pau/lJm!Zep. non en JeT Ap(Jrte!gt'Jchichte, lnnahruck 1997', M.M Mitchell, The 1-!l!al.J<mly rumpet. lc:hn Chrysoslom Ilnd T the Art of Pdl.l.lzlli.' iHterp'etaflOll, Tubiogen 2000. E. Dassmann - I-I.R. Drobner Commenti alfepistolarjo paoiino E stuto riperuro pill volte e da divers! studios! (H8~aackJ Lagran.ge, Wiles, Lyonnet, Godsey) -che il corpur paolmum, e in particolare la Lettera ai Romani, ha segnato, con Ie rillessioni e i commenti cui ha data iuogo, i rnomemi pill saliemi deUs storia del cristianesimo. Am~ pIe notizie sui commenti gred 5i tiscontrano in GirolanlO: nell'cp, 33 egli ripon. il c.talogo dei commenti di Ocigene al corpus ptIul;~ num~nuO\'ameme preseore in Vii-. it!. 54; adl'Ep. 49 menziona diversi commenti patristici a 1 Cor e, ncl]'Ep, 119, quelli a 1 Th. Cornplc:ssivamente da Girolam.o abbiamo notizia di una vemina di commenti gred dedkati a diverse lenere paoline t releaco dei Padri cita~ ti comprende j norni di Orige'Dt~, ionigt, Pie. D rio, Eusebio di CesareG'.Didimo, DiodaTO di TRrso, Teodoro eli Eraclca e ApoUmare di L"odicea, Notizie di W1 Comm. Rom. da parte- di Eunomio si trovano in Socrate (HE Iv, 7). Tali riferirncnci indicano cbe verso la flIle del IV sec. circo13v'IDO ancora commend paolini dcl III sec. e della prima meta del TV che, per la maggior parte, .sono a noi sconoscillti. Notizie di altri commenti S1 ricavano, an-che se in modo fr<lmmeotario, da quei COh1l:1lenti scritturisrici di epoca bizantina che vanno Sotto il nome di caiene. Se wtlasciamo le inc-c-ne notizie di lliI po.ssibile corrunento marcionita aJl!epis[olario paolino e di un altra commento III.
Sainr Aug,ll5tin iectew et imerprete de sa/If! Paul, E}96~G. Raspanti, Mario Vit/()rino esegeta di J. Paris

'Vi·r. ill. 36) ora a Eraclito (Euscb, HE V, 27), il pill anrico e importanre commentatore di P. appare Origene. Di tutti i comment! a lui attribuir], oltre alla traciuzione rufiniana del Comm. Rom. e ai capt tali 3-5 del mcdesimo commente, giunti a noi ncl testa grecc riportato da un papiro di Tum, ci sono rirnasti solo dei frammenti tramandati dn Panfilo, Eusebio, Epifanic 0 riscontrari nclle catene (per i frammenti al Camm. Eph. Cfr_ ].A.F. Gregg, in ]TS 3 [1901-1902J 233-244,398-420,554·576; per i frammenti a Comm. 1 Cor. Cfr. Cl. Jenkins, in JTS 6 [190.3-1904J 1l3·i16; 9 [1907-1908J 231-247, 353-372, 500-514; 10 [1908-1909J 29-50. SODagiunti a noi solo frammenr! catenici del Comm. Rom. e Comm. Gal. eli Eusebio di Emese, del Comm. Rom. di Acacio di Ccsarea, del Comm. Rom. c 1 eo2 Cor, di Didimo. Dei commenti a cinque Iertcre paoattribuito ora a Panreno (Cirol., ad Apollinare, co-

PAOLO

APOSTOLO

PAuLO

AT'OSrOLO

rna cornmenrarore e M Vittorino, di cui conosciamo parte dei cornmenti a Gal, Eph, Phil, do.uinati dsll'attenzione al testa onde dame un'esegesi lerterale, di poco posteriorc a lui e l'Ambrosiaster, di cui e giunto a noi il commenta sisternatlco a tutte le lerrere dl P. Attraverse i cornmenti di questa autore, dorr.inati dail'esegesi storico-letteralc, anche se non privi di interpretazioni tipologiche, conosciamo

trasmissione

del

teste latino

delle lette-

frammenri del Comm. Rom. Anche dei comrnenti dl Diodero sono rimasti solo frammenti catenici su Rom. Conosciamo invece le 250 omelic del Crisostomo a rutto il corpus pasdinum e i1 suo cornmcnto sistematico alia Lenera at Gi,1/ati.
In quesre- omelie e in quesro commento, 11carattere pastorale, proprio delle opere cr!sosromichc, e posto in evidenza dalle continue appu-cnzioni pratiche a cui da luogo il testo; Don e pero normalmente trascurato un primo approccio lettcraIe. Ancora nelle c:ltene SOno conservati numerosi frammenti dei .commend paolini di Severiano di Gabala e del cornmcnti a Rom, 1 e 2 Cor, Hbr di Teodoro eli Mops-uestin. Di quest'ultimo e giunto a noi, in versione Latina del V sec., il Commento alie 10 Ietterr:~ minori dt P. La perdita delI<lmaggior parte delJe opere di questa autore e da colJe~ gare con l'accusa di nesrorianesimo rivoltag!i e Ia cODsegucnte condanna inflittagli oltre un s.ecola dopa 13 sua mone. Dei commemi paolmi di Cirillo di Aless..ndria conosciamo fram. menti a Rom, 1 e 2 Cor, Hhr. Possediamo in'ieee i commenti sistematid eli Teodoreto di Cirro alle 14 epistole dd corpus paoiinum. Ta. li comrnenti, della prima meta del V sec., si carattenzzano, a dena deli' autote, per la lora brevita e flOG riccrcata origmalita. Al V sec. ino1trato appartiene Gennadio di CostantinopOll, autore di commenti aile 1cttere di P., di cui tonosciamo solo esresi frammenti catenid del Com-m. Rom. t di brevi passi eli altre epistole. Per quanto COQcerne i COmment! 1atinI ai corpus paolinum, 11 fano ('he siano nUmerosi quelli pervenuti

line atrribuiti da Girolamo nosciamo solo importanti

te di P., cos! come era in uso nella scccnda meta de! IV sec., prima della revisione della Vulgata. E del 1973·74 la scoperta di un comrnentario anonimc contenuto in un codice di Budapest. Poco dope il 386, durante il suo soggiomo a Betlemme, si collocano i comrnenti di Girolamo a Phil, Gal, Tit! in cui sorio [argamente ripresi i precedenri commend di Origene. Didimo e Apollinare soprattuuo per quanta si riferisce a Gal e Epb. E del 394 il prime tentative agcsriniano di commentarc la Lonero m Romoni, egli si limite pero aspicgame brevemente esegesi lcrrcrale solo alcuni passi con una

stero di Marcione: RivBib134 [1986J 578·586) e gli ambienri gnosrid (E, Pagels, The Cnossic Paul. Gnostic exegesis 0/ the Pauline Letters, Philadelphia 1975)' dall'alrru di fronte al forte antipaolinisrno (AA.VV.! Antipaoiinismo: remioni a Paolo Ira I e II secoio. Ricerchc Storico Bibliche V2 [1989J), sorto particolarmente in circoli giudeo-cristiani. Ma [a fioritura di commenti paolini nel IV e V sec. non pare casuale se si pensa che autori come M. Viuorino, l'Ambrosiester, Pelagic - che non S1 suno preoccupati di commcntare tutta la Bibbia - hanno dedicate gran parte della 10' ro opera esegetica quasi esdusivamcnte alle lettcre di P. Non pare sulficiente spiegare 18 presenza di qucsti commend con I'artenuarsi del pericolo rappresentuto nel II sec. da marcioniri e gnostici, cia ebioniti e in genere da giudnizzanti. Non sono sicuramente esrranei al fencmeno: 1) la maturezione che dal punto di vista dottrinale la comunita cristinnu doveva aver compiuto c chc

{Expositio quarundam propasitionum ex Epist. ad Rom} Alia stessa data risale il suo commento completo alla Lettera ai Galati. Poco dopa, Agostino tomava nuosistematicamente rna i1 lavoro non <lndavaaltre Rom 1,1-7 (Epirtutae ad Romanor inchoata exponiio). Nel397 spiegava per Simpliclano i cappo 7 ~9 ~ ~om (Quaest. ad Simplicianum). Altn caplto1i eli Rom sono commentati in De peccatorum meritis et remiJTione e in De rpiritu e/ 'Jittera. L'interesse per iI c.orpUJ paolr'num e vivo in Pelagio (he Ua it 406 e il 409 commcnta tredid lettere dell'Apostolo. L'esegesi pdsgiana e let· terale, sobria, can rare digressi-onij la spiegazione, inrerlineare, che Ia t:aratterizza rende l'opera pelagiana pill simile agli scolii che a un vera e proprio commento. II Souter ha restituito a Cassiodoro il CO!1lm. Rom, pubblicato nel XVI sec. sotto il nome di PrUnas[o. Nella meta del VI sec.lnf3i::ti~ devono a Cassi siodoro e alia sua scuola guei commend paolini cht modificano i commenti di Pelagio in sen50 antipebgiano (Expmitin r. Pauti epl~·tutae tId Romanos, una cum compiexionibus in Xll sequenles r. Pauli epistulas a quodam Cassiodori dEj'cipulo anonymo coneimiatis). La presenza hmitata del corpus paulinum nel II sec, e dei pochi commcnti. in gran parte penluti, del ill sec e stata spiegara come conscguenI

varuente sulle Letters zionc di corrunentarla

ai Romani

con l'intcn-

fazto che ora, proprio in polernica antieretica, si fa ricorso al corpus peuiinum (dr. Ambrosiaster,' Comm. Rom. praef); 2) il sorgcre di un accentuato interesse da parte di giudei e cristiani per un reciproco proselitismo: ancora una volta una riletrura di P, particularmente: di Rom, poteva chiarire i problemi che 1l3SCeVano da tale circos.tanza; 3) 1a mutata stwazione. politic-a che lIede Ia proscrizione del p:aganesimo da parte dell'impero e Ia consegllente conversione al crisriancsi.mo dl moldrudini di pagani: Ie lettere dt P. divenivano punta di riferirncnto tanto per chi souoll~ neava la suffIdenza della fede quanta per chl si soffcrmava .sui peCC8:CO deU'wnanita e ]a CODseguente responsabilita deU'uomo dal punta di vista etlco; 4) I'ascctismo monastico che istituzionalizza nella nuova situazione storica Ia nostalgia della testimonianza d.i vita da rendere, con accenti che st diversificano a seconds ddI'intensita con cui S1 privilegia In grazia 0 i1 Jibero arbitrio, la misericordia 0 i meriu; temi tutti che [rovavano ampio sviluppo in P. J.A.
Cmmer, Catmcu Grrtr:a;mJ!'l Pdfrum z"n N{]l)um Testc1me/'lium, Oxfmd 1844 (per l frammem! paolini t. IVVTI); CH. TlItner, Greek PatristiC (()mmentam:s 0/'1 II)!! Paul:'lIe"Episties< in D!dioJll1ry of (he Biblc:, J c· di J. Ha~tings. New York 1906. 485-531 {~xtr.a val. 434-531, Edinburgh t947h A. SOUler, "",[ie~t Latin Commcnlane. iff fhl!' Epistle'> o/Sf. Paul, Oxford 1927; K. STaab, Pawtu!ikommemo,e au, der C,j"chiKben Kirch!!, Mumte:I 1933; KH. Schclkle. PaU/Uf Lehrer der Viiu?, DUsseldorf 1959; M.E Wiles, The Dil'in~ Apostle. Tb(" it/laprettIlioH of J. PdUi'J Epjjt/~5 in ih~ EarLy Chtm:h, Cilliloridge 1967; E. Pe.e,w, La hnera (Ji Romani a;. 1·8 ru:!t'AdVe"rSti5HaercseI d'!reneo, Iscimto di Lcm'nuurll Cr.iniana UniveL"sita di Bari 1,)71; H.J. Flede, Ein neuer PaulUI Tot! u"d Kom

testimoniata

dal

ne

te di dame un quadro

integralmente pili puntLlale.

cousen-

Se il pri3840

za dell'attcggiamento assun[O d.illa Grande Chiesa) una pa.rte di front'! alia urilizzazionc che di P facevano }'eresia marcioruta (cfr. E. Norelli, La junziolle di Paolo nel pen·

ua

3839

3841

3842

___ -------_._--PAOLO APOSTOLO PAOLO APOSTOLO PAOLO APOSrOLO PAOl.O APO~TOLo


(Jpoc-rl{jl

mcnfr:rr, 1-11, Fceiburg I 973-7cl, F. Con (a c. dil, Mana l/itlQflIW. CommenMti aile EpiJfoit: di Paota agli E[esiIJE, a! Calatr; ai Frlippm', Torino 1981: A Piedagnel (a c. dil, JCIiIl Cbrysoscomc, P(megyriqfl~! dE S. Paul, SC 300, Paris t982; S. Zin~om~ (a c. dil, GilJtla.nlll Cnsoxoino. COnt. memo at/a tenera ai Golosi, Roms 1982; LF Ladaria, Paul t;/;er.lcs Pires de l'l:.glise: DSp 12 U'983); A. Pollasrri (a c. di). Ambrosiasil!r. Coumcwo l1l& iett era m Romani, Ro. rna 1984; M.G. Mara, II liglJifir:.liO ,toriC{)-Cfegplco dt:i commel1Mri at corpus paOlinQ dot tv a1 V srcoio: ASE 2 (1985) 71-87; F. Cecchini (3 C dn, On'gC'fJe. Commento at/a lettrra ai Romani. Ubri I-VJ, L Casale Mcnf 1985; Eil.d" 1..ib,j VII-X, Il, Genova 1986; L. Farica (11 c. dt), Ambmsil1Jter. C(J1Wfu:nfO ail" ieacra ai Gaiati, Roma

1986; S. Zincone, ProhiellJaJirh<!' ewIiv~ alla resurrenone r ne/f'e$egesi anri"chena di 1 Cur 15,20 rs.: ASE ;. (193-6) 99·i08; S. Zincone (a c. ill), GioIJtIlfni Cnsouomo. Panegirici su San Paolo, Roma 198B; 1. F~tir;:u [a c. dil, Am· bl'Oria.m!'r.Comml'nto arla Pn'mtI letrcra di Corimj, Rome
1959; M. Pesce, It casnsento dell'AmbrosfiJSler attn. Prl~

fisionomia di P., come pure quelia non e ancora ben determinate coqualche decennia dopa. Lo sresso si riscontra in alcuni sarcofagi del mcdesirno pericdo a di poco pill tarcli, nci quali la cicfunra appare sffiancata da due apestoii delle cnratteristiche sornariche ancora varinbili, rna che si deboono identificare con ogni probabilita in Pietro e P, rapprescnranti per eccellenza dei Dodici (cfr; p.cs. Ws 81 A = Rep. 855; Ws 269,3 Rep. 5651. Dalla piena epoca costantiniana, perc, [e ruffigumzio-

tro, rna Ia di Pietro, me 10 sara fenomeno

ture del cubicoio del fossore Diogene a Domitilla (Wp 182,2) 0 dell. saln I deUa catacombs dena via Larina (Ferrua, Via Latina, tv. CVIII e p, 69J; fra Ic piu tarde la pittura della basilicbena del cimitero di Commodil]a, sicurarnente del pieno VI sec. (WMM 146). Fra le scene musive, da ricordare quel10 del mausolea di Costanza a Rom. (WMM 4) con 1a traditio legis (con norevoli interventi di restauro posteriori) c dell'arco tr10nfale di S. Maria Maggiore, dove appare s. Pietro ai loti del rrono (V scc.) (cfr. C. Cecchelli. Lrnounci della basilica di S. Maria ]i.,laggiote, Torino 1956, tv. XLVII). Fra i rilievi scultorci. si possono ricooosce-e i profili di Pietro e P. [0 un pczao de! Musco Paleo cristiano di Monastew ad Aquileia, databile alia fine del IV 0 agli inizi del V sec. (E. Forbri Tamano - 1. Bertacchi, Aquileia. II Museo Paleocrisuano, Padova 1962, fig. 0 p. 37J. L'Apostolo ruffigurate anche in oggettt di avorio, come nella scena della traditio leg~sdella c<3.pseHacburnea di Samagher, ora al Museo Archeologico di Vene:l';ia (M. Guardllcci, La capse/14 ebur-

lore soggetto, perc, e note artraverso gli acquarelli, eseguiti da Antonio Eclissi .intorno al
1635 e conservati nella Bibiioteca Vaticana (ms. Barb. lat. 44061. DACL 2, 2694-2699; EC 9, 720·722; Apostolica L

de Bn1y:ne, I'icorlo2,/"llphiedel Apofrcs Pierre er Po1//t dans unc illllJi~{f:~ nOIflfel!e, in Soecnlorio Petri e: Pmdi, Cina del Varicano 1969, 35-84; P. Tesriai, L'icotlogr.tljia dcgli Apo323; Id, L'apmroto Pao/" tr~!tiC{Jllografia ';TiS/lanaf/no at VI secolo, in S'udi Paolilli, RQm~ 1969, 6.1-9.3; Id., Lei [ti· pide dl Anagpi con kJ ui'raditlo teg)j": Aecbeologia Class. 25·26 (197.)-l974) 718-740; Y. Cbriste. ./loa.catyp.>eet ''Traditio Jr:f.isH~ RQA 71 (976) 42-55~ E. Dessmann, Paubl!i in friihchri5ilirhen Frommizkeit 11IIdKlfJlst, Opledec 1981;
In

tcr s. 128·147;
1!l_-m)Ti,

ftoli Pietro e Paolo tre!!~ i:o!idd<!Ue arti

ibid., 241·

ni del Principi degU apostoli assumono pecu[iarita nuove e si diffondono sempre piu nel
repertorio figurative paleocristiano, in pirrura, scultura. mosaico e nelie ccsiddene arti mi-

m,j Il!ul/rtJ ai Connu. Alid ricrrca dc!l1 dilfcreww tra ~JC'geJi cllUica ed t'segl!si stonce. ASE 712 (1990) 593-629; A Viciano, Csiuo eL otuor de naeura saiuaaon, E:)fudio sa1m: et cnmprentaTio J'! l',;odoreto de Giro las epir/lJws pmdlnas, Pamplona 1990; v_ Ugcnti (a c. di). Cirillo d, AletsandTia. Commento alia ie/jeTa.{lj Rosnassi, Rome 1991; E Cecchini. Ii Paolo di Origene. Contributo alla stona delt" receuone ddle epliwle paolinO! fld III secoio, Rama. 1992; M.G_ Mara, AgoJtiflo inlerprete di Hww, Torino 19;1); E Cm;hini, I.'esegNi pllo/illa dt "l'eoJoreto di Cirr6
!}

nori (avori, vern donati. toreutica]. TI fenomeno si puc spiegare con la grande espansione del cul:o martiriale, come pure con la lora sernpre pili [requente rappresentazione nelle vesri dl accornpagnanti e patrocinatori delle- anime di molti defunri. Verso Ia meta del IV sec. l'iconografia paolina (analogamente a: qtlella perrina) ormai n~sata c ritorna in numeros[s5-iml esempi eli varia cIOnologifl e provenienza, con poche varranti di scar-so riHevo: testa abbondantememe calva, barba per 10 piulunga ed appuntita, tratti generalmente piuttosto fini. A questa fisionomia si contrappane quell;.! di Pietro, che probabilmente per 1egge del contrasto, si after· rna con car:Jttensticbe diverse: capelli corti e crespi, barba. nOD flue-ote e- ric-cia, lineamenti marcati. Andie se Ie raffigurazi-oni (sopmttutto pirrorichc) appaiono in gualchc C:lsa SOthmarie, l'identificazione dei due apostoli certa ed talora avvalor;J.ta anchc da didasc::die can i due nomi, che S1 le:ggono aCcanto aile fig1lIC, P. appare spesso a lata del Cristo (opposto a Pietro) nella. SCena della cosidderta traditio leg!s, appure, nel gruppo Jei sarcofagi (soprattutto romaru e gallici) denominati .;.;di Passione~>, nell' episodio dell' 8Hesto (legato tra dlle so1dati, 0 c()n un soldato che- gli pone la corda LllcolJo) e del m8rtirio, mcntre sta per essen~ derapitaio da un milite, che sgllaina la sPJda. L'escmpio piG nato, nel quale Ie due raffigumzioni compaiono in:sieme, la fronte del sarcofago di Giunia Basso (Ws 13 ~ Rep. 680,1), datJto al 359 e conservato aile Grotte Vaticane. Tra i tanti, si possono rkordare anche il sarcofago a colo nne ("onservato nella basilica vaticann (Ws 154,4 ~ Rep. 675,3) e un'altra frome di sarco[ago dd Musco Pio Cristiano (Ws 142,3 = Rep. 61), gi. della Ei~ ne del IV sec. . In pittura, particolarmente chi are appaiono Ie Gl.ratteristiche fisionomiche paoline nelle pjt-

J.M. Huskinsnn .. Concordia Apo~tolonmt. Christian Propsl.r'mdo al /(orm: m Fourtb rrrr-d Fifth Cmtrl-rier. A Silidy Eariy Chriwi;m laJ'lograpby and Jconoiogy_ London 198.2; H.L Kessler, Tbe met:fitlf, of Peler and PaiJ! in Rome. An Embte!!lllti.· Narrative 0/ 51'in'1I111 Bmther.Qood; DOP 41 (1987) 265-215; F Blscood, L'llhlmlw(J 11'.1PiNTO If' Paoin ed lin 4!resw im!diw del amuero ra".;.:mo ddt ex Vigila Cbrl1ravig/io, in Ric-m:h .. di AI'ChMlogi.1 cristiana e bi r ..ntina. XLIJ Corso di Crl{tIIrll sull'Anc Fsnrennate e Bi7.IlJJtitiil, Ravenna 1995,71.93; ld., Pietro e Paulo_' rifle V~nllO!1edelto, immagim; la ncoocauone df!i!~ stone, fa geLa ltona, II milO, fa memoria ne-i pTimi sea;I;, :VWano 2001),43-53; D_ Urro, Di>C-[}/li reid/fvi aHa d<'Cor(!~dOlTe di San Paolo/non If! Mura, ibid., n. 56, 211·222; f. Biscomi, Faaio (x.u.): TIP, 240-241 D. Mazzoleni ncsi delle
teD/dlllr:,

to A. DO!l3t.i

(a c. dil, Pierro e Pardo

ASE

m CriJOJtamo. Comme?lto aila Prima Lettera .. Timouo, Rami! 1995~ F C(Jcchini,l Commel1tc]Ti dt Origene e Teo dordo Ji Ci,m alia !erteTa ai ROfffatd· con/irtt.nta e J10vitJ J1el!~ stortd deIIIl rWeziOfi,; Jr" Filoto: Augusrinianum J6 (996) 3iJ·JJ6; F. Cucchini liner __note, (amm. c.J, Teo· doreto di Cirro. Commetlw't_'o ;ji~ letter" l1i ROIJ1(mi. Rorna 1998; J. Ries • E Decre, W_H.C. Frend M.G. Mara, Ie ('pistofe p,;oIine net Manidiei, i Dom:direi If' it prk rna Agostino, Roma 2001).
J_

11/2

(1994) 511·532;

G. Di Nol~ (3 c. di), Gio!JrJ/1-

ne(1 di Satnogher_

Un cime!io d)arte p(1/eocrij

ta

M.G. Mara
IV. Iconografia. «Piccolo di srarura, testa calva, garnbe curve) corpo hen formato, sopracclgba congiunte, nasa un po' sporgente plena di bontii. Talora scmbraw. un uomo, tabltra il volro di un angelm~, In questa modo descrivt P. I'anonima autore degli Acta P(1u, ti et Thee/ae, apocrifo paolino risalentc ad epoca anteriore 200 (Erberta II, 259). UguaImente, corporatura minuta, spalle CUt· ve, fronte alta, naso .aquilino e volto allungu· to erano Ie caratteristkhe fisiche deil'Aposralo secondo Nieeforo (HE I, 2,37J. Per quanto riguarda l'ar1:e p-a1cocristi.:.ma, nOn t anCOra completamente cbiarito i1 problema dcll'origine dell'iconografia paolin. e del motivo per cui essa si affermi solo in epoca relativamtnte tarda. Quel10 dl P., comunque) fu un ritratto di ricostruzlonc, cos} corne avvenne in molti alrri casi per personaggi biblici. Le p6me raffigurazioni pervenuted dell'ApostoIa sono riferibili ulia fine del III sec., quando in almne pitrure di catacombe romane (p.es., a Domitilla: Wp 126: 148,2J efEigiato il coilegio aposwlico con il CristO al cenj

ar

stiana del lordo Impero: Atti e Mernorie della Soc. Istr1ana di s.taria patria n.s, 26 0978, 1-146J. Il busto di P., solo 0 insieme a Pietro, ad altri sami e a defunti, si riconosce spesso nei vtrti il fonda oro. Molto rlra in rappresentllZLone di P. Ia_pid8to a Lisua (Act 14,19), che compare su una -cassetta d'uvorio di produzione ocddentale, ri:salentc al terzo decennio del V seC. e cotlservat() al British Museum di Lond(,!1 (Testini, L'iconogra/ia degli Apo>toli, p. 293, n. 16J. Da segnalare, lnfme, la scena del simbolico abbraccio fra Pietro e P, allusivo all'urUrl delle due componemi della Chiesa e affine ulla pili frcquente concordia apostolorum, gB. nota dal gia citato rilicvo incompiuto aqLlileiese e da alcuni veai dorati. Tale raffigurazione do cotn: in un avorio di Casteilammare di Stabia e in un affresco dcgli illizi del V sec., [Wvato in anni recenti nella eatacomba romana, conoscluta come Vigna Chiaraviglio, rna Sleuramente pertlnente a1 complt$so della Memoria Aposrolic. (0 ill S. Stb.stianoJ. Singolare anche un sarcofago frarnmentario daI cimi[ero romano di S. Valention, in cui p.~fornita di didascalia compare neUe vesti di rj" monicrc, mentre governa una nave, sulla qua· Ie inciso il nome allusivo di Tecla (Rep. 832 ~ ICUR X, 27284). E invecc complctamente perdu to, in seguiw al diS85tfOso incendio del 1823, il delo Ji affreschi dell'epoca di s. Leone Magno 1440-461), che dovev" omare Ie pared della Basilica di S_ Paolo fuari le luum. 11

gra

PAOLO ,postolo (apocrifi). Il mderiale "POcruo Sll s, P. e pJrticola.rmemc ricco, Si puc dividerc ill tre parri: a. Pseudoepigrafia; b. scritti di tipo biografico sulla vita e ;sull'aULvita di s. P.; c. gli altri apocri£i riguardanti P. a. Tra Ie Iettere apocrife esistono alclme lettere attribuite a s. P: ai Laodices: (cfr.) , agli Alessandrini kfr.l, la cordsponde-:iza di s. P. con i Cor1llzi, parte dcgli Atti di S, PtiO/O lc'-1p. X) e Ia corrispondenza eli s. P_ con Seneca (14 lettere) del IV sec., menzionata da Girolamo (De vir. ill. 12J e da s. Agostino (Ep. 153,3" r:iconosciuta corne autent~ca fino al XV sec.; l'Dpera costifUiscc forse un esercizio tc::[arico scolare ed il risultato cella popa· larita di Seneca tr~ i primi c:ristian': ma anche canscgucnza di una leggenda a propostto -eli una pos.stbile conversione al cristic!.neslrno dn parte di Seneca (cfr. Tcnulliano De anima 20,1). Lo scopo di questo apocrifo apologetko'. Olostrare ai pagani come s. P. Fosse stimaw dal grande Hlosofa pag:3.110-e cOme i due:: discutessero aila pari. Interessamc:: l'undi· cesima lettera relativa ali'incendio di Roma e alia persecuzione dci cristiani_ Esiste in-oltre una lettera del sommo sac-crdote: Giudeo Anna a Seneca.

CANT 30-6; CPL 191; L. VOlJaux, Le~ Act"'-J de 5O'J leJlr~., Pouis 1913; CWo Barlow, Roma 1938;

Paul et L. Boc:-

3843

3844

3845

3846

PAOLO

APOSTOtO

(:lp(lo~rim 17 (1%3) 2·23; J.P

PAOLO APOSTO['O A:>Mll.5sen,

(i3.pocrifn

PAOLO

DI I!.FRODlSIA

PAOLO DI CALUNICQ

cioliru-Palagi, Firenzc 1978,1985; M .Nau!i,. M~a[}o 1995. Tr{]dUliuni~ it.: L Bocriulini P~jSg.I, op. Cit.; ~~~1.: Ellimt 547·553; Erbcna 3, 8:5.92; Moralili J..~ 107-~b, ..f.: R Kappler, EAC I, 1581·1594; .t<::d.:~. Ro~er, In Scbneemclcher 2, 44-50; K. Obrycki, ill Sterowieyski ), 5~66, 356 s. lbibi.]. K. Pin.k, Die prt:lldnpaulmiscbe:1 Brle[c: BbM 6 1i92)} 179-200; A. !'-10migliano, Lo leggmd" del aiuianesimo dd S.we~·r1: RivStorhal.~2 (1950) 32~~44: L.D. Reynolds, The Medie~'al Tradition oj S~nad J Letters, Leiden 1%5; A. Purst, pjeudoepl~'l1phre Imd AprmoUdtiil im apoeryphen B"e!wedJJeI "lwl!cben Sene(11 IIrrd P!1UlM:JAC41 (1998) 77-L17.

Del" <1rokryphe. drItt~ Korlntherbrie/ ill der armenuchen Tradl/rorr: Orientalia jj (1972) 51-55; T.W. Mackay, Obscroa!r{J/H ou Bodmer

X in Acres du XV' Congres

Int. de papyrologie,

Bruxel-

b. Tre i cinque grandi Alii apocrifi degli Apostoli del II-III sec. esistevano gli Atti di PaoIn rna it loro testa fino al XIX sec. fu sconosciuto. Con 101scoperta dei papiri copti di Heidelberg IC, Schmidt 1904), greci di Ham: burg (1936, C. Schmidt, W. Schubart), di Bodmer 1M, Testuz, 1959) c degli altri papLri state constataro cbe nlcune parti di A.P e;~no gia cooosciute (A~li di ~. e Tecla, Cor~ rispondenza colt i CQrirl:U). La rI~ost~uzl~ne CL mostra gli A.P. divisi in 14 2m_ (Vl?~glO da Darnasco 2. Gerusalcmmc, soggiorru In An-

le~ t977, 119-128~ Id.. CO!TU!nJ ,md Style in Two Puua'o,Pauline Epi5J!cI (J Corinth, and the Rpmle to tbe uodlceans), in Apocryphal \Vrlling5.l1fJdutJerDay, Salt LIke City 1986, 215·240~ G. Luttikhuizcn. The Apocryph<ll Correspondence with 'he Conmbinns and the Ads <;;/ ~,ml, in ].N. Bremmer, op, ot., 75-91; W. Rordo-F, Ht!r'tlm et onbodosie selon I.a correspondance apocryphe entre ie! Corimbiel15 N i'ap6tre Paul, in [[ireJie et orthodDx/e Jan; l'tigli~1! encimne, Fribourg t99.3, 2[·63 ~ Id .• Lex m<1.IJdi tex Ct"C'dendi Freiburg 199}, 389·431, V. Hovh~ncssi~ll, Third Co;illthianl. Recidiming Paul for ChrHlulII Orthodoxy, Srudlsfbll.n 1S, New York 2000. c. Esistonc altri testi legati alia figura di s. P., come le Apocalusi di Paoio; rnentre l'esis ... ten-.

CANT 192-194, 197,2[1-1,203.206,211-214,239,305, 306,323,325; BEG i45!·1:.J65; BHL 6644.6686; BRO 882.90·~: Lipslus 2, I, 1·467; Egiil1:amgsblwd J2.6J; i!...NR\'(i" 2, 26, vel. 2 dedicate a s. Paolo, W Schneemelche-, Pmlll!I ill det jritchi5chcn Kircbe des :'11.'ciUrl jahrhul1dert.r: ZKC 75 (1964) 1-20; E. Dassmann Del Stacbel im F!eiS{"h. P~ldJ;J in der /tUchn'jlfrchell Liferattrr his trenaue. Mlinst~r 1979; A_ Lindemann, PdUlll5 iet iiLtf'Jfen Carinenrum Del> Bild de5 Aposfet5 und Ji~ Reuprion der pa.u/iniuiH:rr Tbfotogie in der /n"ichnJlfichen Lneratur bi:s M,m::ian, Tilbmgen 1979;].N. Br~mmer, The' Ap{Jcryphal ACt5 of Pall/and Tlm;/(J, Kempen 1996 [raecoha di articoh].

Iogi non-calcedonesi,

P. com bane ia tendenza

dena triteisra, vedendosi accusnr c di sabellianismo. Dur-ante quesre discordie, quando la sua autorita fu ridonu a poco, novo sernprc l' appoggio delle tnbu beduine ghassanidi, e srette a lungo presso ii lom sceicco Al- Harem bar Cabala. Le lenere che scrisse pet giustificersi sana cdire in siriaco in ,B. Chabot, Do-

cumenta ad origines monoplrrsrtarum strandas (CSCO 17, Louvain '1952).

illu-

M, Starowicyski

tiochia di Sirio a Iccnio e ad Amiochia ill Pisidia [i celebri Atti di P, e Tecla], poi a Mira, a Sidonc. a Tiro, viaggio a Gerusalemm~, ill Cilicia e a Smirne, soggiorni a Efeso e FIlippi, a Corinto, viaggio in leal,ill ~ suo martirio a Romal. Di ale-ani episodi esistono $01· tanto frammcnti papiracei di cui spess~ dif· ficile capire il senso; gii altri episodi sono completi. Da Termlliano sappiamo .che quesri AUi sona s.tati scriti da uri presbnero dell'Asia Minore il quale fu deposro dalla sua funzione (De hapt. 17,5). Gli Alii di P_ sano scr~tt.i in greco, probabilmente tra il 150 e ~ 200; resta il problema deUa rdazione. fr~ gli Afti di He/ro e quelli di Paolo (quali siano amerrori, quail posteriari}. Esistono, inohre, altri testi apoctifL -su P.: due m.mirii di ~_, del10 P,. Lino e U libro II della Ps. AbdLas d,,: dic-aco a P. ESlstono inoltre. testi dove gli Aposrol.i PLetro e P. sonG collegati (p.es. la Pasiione dello Ps, Marcelia, ta .Leltem di Din-

za di un Kerygma Paulou (analogo al K. d, Pietro) e discutibile. Il pili famcsc apocrifo coH~gato a s. PI accanto alb Corri'ipondenzil dt Paolo con Seneca (N s.) e l'ApocaliHe di Paolo IV sec.I. Il suo fondamento e il frammenro di 2 Cor 12,24 in cui P. parla del suo rap!mento in del.a. Una Apocalisse dt· Paolo cststeva probabilmente gia nel II sec. (EpiE.mio, Haer 38,2,5), L'Apncalisse Ji Paolo in ling~a latina ;tsale
probabilmente 011V scc., Iil~ e [rutto dt un~ successive e graduale evo.uzione del tes,to. si racconta il viaggio dell' Apostolo nell aldil:a ove questi vcde la gloria dei salvati e Ie pene dd condannati, per i quali intercede. Questa Apocalisse - in greco, latino, arabo~ armeno, etiopico, georgiana, ,c::opto, paleosl:avo, siriaco - era moho popolare e na influenzato Dante nella Divin<J Commedti:J; una elabora-

PAOLO di Afrodisi. (VI sec.). Oriundo dell'Asin Minore (Efeso:'), fu ordinaro metropoUta di Afrodlsla in Carin ncl 558 da Giacorna Baradeo assistito da due altri vescovi mo-

erG 721)3·7214; E. Honigmann. Eseqoes et evecb!!.rmonopbvsues d'Jhic anterieure dll VI' 5iide, Louvain 1951, 195.205; \X~HC. Frend, The fuse of tbe ,Honophysifl! Mo!Jt'mmt,

V, 21)

Cambridge

1972, 291-293,

J.18-328;

Pacrologia

J,

Gribomont

nofisiti. Nel 566, a Costantinopoli,

sotto-

Y,l

scrlsse una lettcra ui colleghi orient ali. Nel 571, all'iniaio della perseruzione contra i monofisiti, venne prelevato dill monastero di Caric Jove da tempo si era ritiraro e, condone incarenaro nella capitale biaantinn, fu incarcerate nel palazzo patriarcale. 11 patriarca Giovanni Scolastico 10 cnstrinse a ritrattare la sua adesione al monofisisrm, e 10 rinvio ad AIrodisia per essere dcposto C riordinatn del metropclita calcedonese, creando cosi un singolare caso di riordinaz1ooe episcopale. Marl in miseria prima del 576-577.
7234~ E. HOtllgmJnn. {;dqueJ er il.'rJchis phyriles d'Alir: Ameriellre <Ill VI" Jil!cte, LOUlrilln 218-231. CPC
11:0110-

PAOLO di Apamea IV sed, Vcscovo dli Apamea e metropolita della Syria Secunda, dopo La deposizione del mcnofisitu Pietro, compiut<1 dall'imperatcre Ciusrino nel 513. Seguace della dorrrina calcedonfana, Ell preserite a] sinodo di C()sr2.mIDopoli del 536 e scrisse a Giustiniano, a nome de; vescovi suffmganci, una .cttera conrenente una profes. sione di fede ortodossa e la condanna di Antimo, Severo e Pietro, suo predecessore, rnonofisiti (Mansi 8, 980-9841 Fedil.h.o 2, 775. E. Prinzivalli

1951,

D. Stiernon

zione dcll'ApocaliJ"st' d~· Po{]lo ~ I'Apocatlsse di Maria. Accanro i1 questa ApoC"tJlisse di Paolo ne esiste un'altra goostica di Nag Hammadi (cod. V). Nd testi di NH si trova tnaltre una pr<ghiera di P. delllllll sec. (cod, I),
Hd 'K<,r'}'f, 2, 302 [] 6~SO·6j82.; BHO 899.901. T. Silverstein A. Hilhors", G~e\·~ 1997, Cahler, .d'Orio::m.allime 21, (bibl.); C. Carozn, 1i.r{"htJtolo;ie et tau-de/a, Aix-en-Prcve!lce 11994 (cOil. 11:. fr.); !r~_ dU1.iom: fr.: e R Kapler, EAC 775~826~ mgl.: Ellwtt 616·644; it.: Erbt":tt(l 3, 359-3l:l6; MoraidiJ, 369-425; pol.: Starowieyski 3,241-279,369 (bib!,); teJ.: H. Duensm,1l A. de S~lItQ~ Diem, in Schnecmekher 2, 63.9-667: LA: pocalim: dr' P. di Nag f:famn:a~ c h Prr:g~le~a ~I P. 51 trOVW10 nel1e cQUa.o.e del tesl1 di ~. G. RiCC10tu, ApQ[olinr! di Panlu Jiriaca, £·2, Brl:SCla t932 :>.; R.. Kas.ser, Orajio. Pauli, TTad<1W5trip<Irfitl.Jj Ii ul1d Berlin t975; A. Koscnorke, P/JUillS in den Nag H"mmrJdJ rex-ten: ZThK 78 {{9"81) 177-205; H.J. KlalJck, Die Himmeif~~rt de! Pal/lUI, in Id" Gemeinde, Amf ,wd S(Jk'iil1t~tl.I, Wur~burg 1989, 39L-429; P. Dinzelbacher, LA 'Visro S. ~aull: crr_ culation r;t ill!frrwce d'WT {ipocryphe esc?a.tolof,lque.: Apo.;:ryph<l 2 {1991) 16j:-18{): P. Piovandli, Le.; ongmCf de rrJpoc/Jiypr;e de Pmd rer:ww"deTces: Apocrypha 4 (1993J C. 7..urnagn.i . A. D' Anna, Accert{Jmenri rna Pau!tw': SE.A 74 (2001) 67-124; Erbetta Apo('"aji,si: CANT 325; ~HG 1460; BHL
Kerygma:

m'gi Pr, Areopagitl1 mila passione di Piet~o ~ Paolo, in versionc latina e numerose VerSLom orientali); esistono, inoitre, gli Aftf di Andrea e Paolo.
CANT 2il-2H; Edi:t.i(Jlli: At!i: Lip.sius·Bnnnet 1, 1231.44; L04-117, 235-272; C Schmidt, A'~iJ Pau.lt dU~ d:r Hl!iJdhe'rgu koptischm PrrP.'mlShamischrifi Nr 1, LelpZ-lg 19051 (Hilde:;heirn 1965); L. VOl).3UX, Lt! Actes de Paul, P:ui:l 191.3; C Serunidt· W. S(hubart, I1P~J1A:rILOi: Acta Pauli lUu:h don PapJrt1! der Hamburger :-'Ja~ts-. nd u UniVf'r5itjjH-IJ[bliothl;;k, Hamburg L9J.6. Trrr_dIlZrr)fTt: .il.: W Rodot:f - R. Kassel, EAC 1, 1117-1177; mgl.: EllIOtt
35D.J88~ it,: Erbett~ 2, 243<\.01; Mor:aldi 2, 141-210,536542 692 s.; ted.: Schnecmekher 2, 193-242. Studi; J.N, Bremmer, The Apocryphal Acts of Pallll1nd Theclo. Kempen 1996 (biOI.); A,E). Klijn, ~hc 1p(x:ryphal

c.c.

fI!,

CorreJPQ"dcnce BetweeN Pall! I1l!d tht Corrnthlan,; VChr

25-64.

PAOLO di Antiochia It 582). Patria,ca noncalcedonese di Antiochia, P. (eli Bern Ukkame 0 il Nero) nacque \'erso il500 (?) ad Aless<lnciria. Sin cello (segretaria) deI patriarca nDo,cakedonese Teodosio di Costaminopali, nominato da guesti successore di Sergio J.i. Tella, fondalore della gerarchia non-caIcedonest:' dissidente di Antiochia, marl all'inizio del 561. P. s[ mastIC. assai moderato verso ta chiesa imperiale, dispos.to a ririrarsi se aves.'ic c:ondannaco Cal~edonia, c.d entro anche per un ceno tempo m ComllnLOne con essa, cooviota chc Fosse sul punto eli annunciate tale condanna. Frese parte a piu riprcse a colloqui di pace nella capit:ale. Fu combattuto da dementi pill estremisti, tra cui Giacomo Baradco, il grande organizzatore delia gerarchia non-crrkedonese in Oriente, che aveva <:ertamente sperato di divenlare lui stesso patrlarca. In Egltto, noel 575, P. sosteone i~ candidato moderato alla sede di .Alessandria, Teodoro, chc fu bocciato. Nel serlO stesso dei teo.

PAOLO di C.Uinico IV-VI secJ_ Non si conoscono che pochi partico1ari su p., vc:scovo eli Callinico (oggi Rnkkah) in Osroene. Le sue dichiarate tendcnze monofisite er2l1O state all'origine dena sua eIevazione all'episcopato verso il 503. at tempo dell'impe:-atore Anastasio, rna furono ,lilche la causa c.ella sua deposizLone, insieme con una clllquantina di ves(;ovi anticalccdoniani, poco dopo l'avventa deU'imperatote GiuMino. P. si rifugio allora a EJessa, dove si dcdico alia traduzione dal greco in siriaca deUa maggior parte d_elle opere de! p<ltriarca Severo di Antiochia. E cosl che ha potuto sopravvivcrc (nonostar:.te ia damna/io memoriae di cui ques.ti scrI-:::ti in greco furono fatti oggcno; la corrispondenza polemica tra Severo c Giuliano di Alic2.rnassa swla incorruttibilita del corpo di C:cisto prima ddla risurrezione e un discorso contro Giuliano. Si cleve probabilmente anche a P. la Wlduzione della corrispondenza. tra Severo e Sergio i1 Grammatico, dei trattati del patriarca Contta impium Grammatr"cum, c.ioe Giovanni di Cesarea, e di un trattato dello stesso aut ore in[irolaro Philalcthes -'dr. CSCO

3847

3848

3849

3850

PAOLO

Dr

CANOPO

PAOLO

O! COSTANT1NOPOLI

PAOLO

II

FA 01.0

Dr E.ME~A

le -ell questc traduaioni con un'antica versione delle Cmeite Cattedrali, sempre di Severo di Antiochia, S1 e attribuira, dopo W. Wright, quest'Liltirna versione a P. Non bisog~a coofondere P. con l' omonimo vescovo di Edessa che [u esiliato a Euchaita net 522 e rista2) e che mod Panna seguente.

133' 1.34). Tenuto ccnto della parentela

eli sti-

bil;w nella sua sedc nel 526 (Duval 316, n. anchc distinguerlc del vcscovo P. di Edesse
(Chabot 79) che, sfuggendo all'invasione dei Persiani (619), un secolo piu tardi quindi, si rifugi» nell' isola di Cipro e vi tradusse 1:0('-

necessario

vcnne direttamente inviata la [ettera 10 (ad Paulum senesn Concordiae): Girolamo chiede in prestito alcuni libri e, in cambio, invia la Vito di Paolo I'ercmita, appena scritta (Ia lettern forse del 376). L'era ujtmrentcnaria di P. induce Girolamo a compiacersi di quella verde senilita, cosl singolare da apparire quasi un premio concesso de Dio a P per Ie sue virtu, came nvveniva per gli antichi patriarchi (Tu semper Domini praecepra custod£enL.}. Girolamo ricorda ancora P. nel De vir. ill. 53, per una testimonianza resa alia cclebrita di Tertulliano.

capire che l'accusn pcrtata contra di loro non era di carattere religiose, P. fu trasferito a Cu. cuso, in Cappadocia, dave mod di ll a poco. La notizia di fonrc antira che 10 vuole strangelato non sembra molro attcndibile.
\Xl. Tdferr, P'1Uf 0/ COnJf/J/1finople: HThR 43 0950) J 1-92; Simonetti 395; R.P.c. Hanson, Tbe Jf;an;h lor the Chri,tthe An'an controoersy. 318-3.81, Edin. burgh 1988, 265 S.; 279-284; A. Martin. Atbanose d'AIt!xandrie drEg/i.e d'Egypfe au IV~ sihte (328,J7J), RLiome 1996, cfr, Indice; R Fusco, Lt Vila premd!J/m,tica di Pa(JiD Ii C()nfn>or~ (l.3HC 1412a). U« !)f'SWIJ{j di CmfrJrJ_ fln<.Jpoli ira uoria e Jegge#.da, Roma 1996. .

nasterc di Qenr.esre. di circa 300 componimenti liturgici di Severo di Antiochia e altri autori, traduzione che fu poi r.ivista da Gia-

como di Edessa e succcssivamente risistemata, nell'Octoichos, secondo gli orto toni {ePG 7072; cfr, il postscriptum di Giacomo alia sua
traduzione. in PO 7, 801). Baumstark ricorda che ncl calendario sire-occidentale P. viene soprannominato «il traduttore di libri» (cfr. PO 10, 84 e 124) e suggeriscc d'idenrif.cnrlo con

tim dOr:ln,;;:o/God:

M. Simoneni PAOLO II. Patriarca di Cos-aruinopnli (64165.3). Prima economo e resoriere di S. Sofia,
venue eletto patriarca 11 l " otrobre 641
j

l'abate P. cbe pubblico sull'isola eli Cipro, nel 624, una traduzione del Discorss d.i Gregorio

di

taecbus di Severo di Antiocbia (raccolta ell ca. 3-00 inni per le [este dell'anno [iturgico). TaIe P eli Edessa sarebbe a sua voila da distinguere (contra F. Nau: ROC 7 [1902] 100, n.
5) cia UP alrro ornonimo, "abate P., che verso la stessa epoca (624), e semprc a Cipro, tradusse in siriaco Je opere dl Gregorio di Naztanzo. Si ricorda che sia [a trncjuzicne delle omelie sia quellu deU'Octoechus, furono ri

J.

Labourt, S(linl N:orm, Lenres, Paris P. Zovatto, Paoio d. ConcwdUl: AAAJ:5 PCBE 2, 1670 ~. In. 1).

l.949. I, 17 e 27; (1974) 165-180;

Nazianzo che avra grande autoritu nelie varic chiese di lingua siriaca. Questa identifieszicoe, perc, non del rurto evidente.

L. Dattrino

co-

PAOLO di Costantinopoli (t do pc :>50). Ve· scovo di Cos.tantinopoli nel 332 (la sua elezione fu contestata dai vescovi vicini: Sacra'

me successore del dimissionario monafisita Pirro. Il papa Teodoro De respinse Ia troppo


vaga sinodica, esigendo dal neo-eletro la coodanna sinodale del predecessore. A nuove insistenze del papa per ottenere de lui garan. zie di ortoclossfa, P. rispose ncl 646-647 con una protessione di fede monotelita. pur confessando di non essere in discordia Con il vescovo di Rorna. Teodoro replico con una sen-

by James of W.Ec Barnes,

Baumstark, others in

190; E, \YJ. Brooks, The Hymn~ o/Sevl!nlJ and fbe SyT/dC oenion of Paulo/ Edena tIJ. r('I.Ji.rd

Edesul {PO 6/0, Paris 191!; RL. Bensly . Thi! Fourth Bo"k CJ/ Maccabees, Cambridgc 1895, 55-74 e 27-3'~ (testa e It. di un frammenm della rr. dci Discarsi di Gregorio Naaianzcno}; B. Coulic, Cor.

~~r

viste ne] VTI sec. de Giacomo di Edessa.


Duval 35-9; Barnn~(ftrk 17~: Chabot 70·71; Ortiz de Ur-

te, HE 2,6; SDwmeno, HE 3,3), partecipo nel 335 31 concilio dl Tiro e sottoscrisse Ia con danna di Atanasio; rna poco dopo anch'egli
fu deposto ed esiliato nel Ponto. Successivemente egli si ilccredito e fu rhenuto marure della causa antiariana, rna 11 suo anriarianesirna turt'alrro che sicuro: fu deposro come suscitatore di sedizioni, e tale sara l'accusa portata semprc in scguitc contro di lui. Ri~na. Costantinopah alIa mane di Costantino (3.37), rna ne fu subito :scacciato e al suo po· sto fu elerto Euscb[o di Nicomedia- P. si rifugio a Rom;l, rna illa rnortc di Eusebto (342 ca.) .si ripresento a Costaotinopoli. Gli eus.cbLani gli contrapposero .Macedonto, e i tumulti deoeoerarono in una vent insurrezlonc, a seguit; delhl quale P. fu di nuOVO eSl?uiso dalla citta ed esilimo prima a Sinagra, VlCinO al confine con la Persia, e pDi a Emesa. Comunque non desistette: e S1 riprcseoto a Cost:mtinopoli nel 344, sempre forte del favore di parte della popolazione, ma £u n~scostamente arrestato e :sbarcato a Tessuiol1lca, che era ndla parte delrimpero amministrata dol Costante. Per pressionc d.i qLltsti, Costanzo gli pennise di denuare a Costantinopoli nd 346, dove Macedonia, che era stato eletta in sua sostituziooe, si :ridusse ad esercttare le sue funziOnl in una sola chiesa. Quando Costante fu ucciso dall'usurpatore Magnem.:io e:: Costanzo entr6 in guerra contro co:stui (350), p. fu nuovamente arre~tato. II fatto che Magnenzio aveSse mandato lm'ambascena 8; lui e Atanasio poteva favorire l'accusa di traJimenta; e il fatto che alcltni SUOl partigiani, i cosiddetti Santi Notari, Eurono giustiziati, fa

de Crer,rJi,e dl' l'i<1ziIlIJ'{e; Museon 98 U935l 10}-147: A van Roev . H. Moors, DiJCCJI'mde r. Grr!goirt:: OLP 4 (1973) 121·133 ~ 5 (974) 79·126.

d~h~uJj:e:.~~"'r_;; :~:;:~d~;;~n~~~~;J~~t~
K_ den Biesen

bina

163-,245-246.

}.·M. Sauget

PAOLO

AltSsa:r:tJrLa (538.540). Nacque a Tarso. fu monaco eli Tsdi Canopo. Patriarca di

bermesi ed abate di un monastero presso Ca" nopo. L'impel'atore GiUSUnLaTIO, per s.uggerimento d.i Pelagio, 3pocrisario ill papa Vigilia e fururo papa, 10 nomina patriarca di Alessandria a1 posto dl Teodosio, [he fu deposto perche non accettava la fede cakedoniana. P. fu consacraro da 1-1enna, patriarca eli Costanri.nopoli. Con aiuu militad e privilegi e-ccezion<lli da parte della corte imperiale pard da ~o~ s{antinopuli per reprimere la setta monofisira in Egitto; 1a sua azione fu t:mto brusca e im· prudente che fu deposto dal_ con~ilio ~-li~aza (540), al quale partedparono L pamarchi di~" tiochia e GerusaJemlne e l'apocr:isario Pdaglo (Procop. Caes.. His!. arc. 27,11·9; Liberato eli Bizazena, Brw_ 23,160-162). Piu wrdi E cerco di riconquistare la sua cattedra co.rrompendo l'imperatote, rna il suo piano faID. Zoilo, il SUD stJccdsore, una figllra insignifkante.

tro

tenza eli deposizione, suscirando Ie rappresa, del parriarca bizantino centro l'altare dell, cappella del palazzo papale e contra gli apocrisari romani. Persuaso da P, Costante promulgo, nd 648, un nuovo editto di feT de monorelita, il Typos, res-pinto dal sllodo romano presieduto da 1lartino I. il quale ringlie

PAOLO di Elusa (t 522). Native della Grecia e, Jopo essere enduro in Palcstina prcsumibilmenre in peliegrinaggio, entre nel monastero fondato da Teogonio (t 522). P. eli" venne succesSivamet1te eremita a E1Llsa citra
vicino a Beersheba. statu a volte id~ntiflcato con P. il GrecD (<<HeUadikos»), e anche con un P. che successivameme dil,l'enne igumeno del cenabio di S. Teodosio, entrambi menzionati cia Giovanni Mosco (Pratus Spirituale 163, 160), Di lui d restano: 1) Vila di s. Teogonio, ve.,covo dt' Betyli05: una biografia del suo maestro Teogonio, che Cirillo di Scitopoli conosceV3 c della qualc si servt 2) Ci pervenuta anche una lenera d.i P.

novo ]'an<itema contro P. (onobre 649), mcntrc il patdarca bizantino mandava agIL Armeni un documemo dogmatico (verso il 650) ;3 5COpo uniunlsta. Poco prilna di mOflfe (27 cembre 653), egli sarebbe intervenuto a fa\lore dello s.tesso Manino procc:ssato a Costantinopoli nel dicembre 653. II sesto con· (itio ecumeruco (680) l' anatematizzo insierne a Pirro, dopa aver dato Iettura di tre sue lettere e a1tri scrim sull'uni-ca volont:a di Cristo.

ru-

~~~i

D03 4,

223; J.l.D. van Dieten, dcr von Sf7'g,ios [_ biJ Jahmmn VT. (610-715), Amsterdam 1972, 76·103~P. COnt~, Cbiesll e pn'mdtrJ net/I: frUerf' dei Npi del see. VII. Ruma 1971, pa,ril71 {dr. indice p. 582); Pa_ rrolOgl~ V, 109-110.

;~:~<:~.o;;:;dnnati:~/(~~a~:;tR~m~l~~:akT~~~·e2~: Geschkhte Par"it1Trhf~


D. Sdemon

erG

7620-21;

Grumd,

R.eJI.eJter,

299-301,

L Maggi,

1..1

(emenJazlmli: AB 11 [I892] 472). Lectcm: CPG 7531' ~ Llll}ds~r6~, 11n('cdotiJ Byzan:imJ. e ~d/~ibu$ ,ib:H cum alti; coliat!>, Upps.ala"Ldpzlg [902, 17-23.

7fl~~~~~1~~s~;·1:~;Aa~; ';ill 1~n{I~~~r781~;


UpJa!ien~
A. Louth

250 s.

G. Ladocsi

- S. Sarnulowitz

VescoV'o di Ernesa

PAOLO di Concordia (t dopo 381). DaIl'c· pistolario di GIrolamo (Ep ~,2) r.lsulta. c~e questa P., amico anchc di Rufu:o dl Aquilel:a~
era vecchio e arnico d-ello Srrldoncse. A lUi

PAOLO dj Ed.". (VII sed. Ordinato ve· scovo eli Edesso verso il 602, ncl 619 sfuggl

all' invasIon..:: dei Persiani e si stabill a Cipro. Qui tradussc una raccolta; forse facta nel mo-

so, Eu membre del sinodo capeggiato da Gfovanni di Antiochia che scomunico Cirillo di Alessandria e Memnane dl Efeso. L'anno succes.sivo. Giovanni 10 scelse come suo amba· sdatore ad Alessandria per avvia=e Ie tratta-

PAOLO <Ii Emesa (prima meta del V sec.). in Fenicia Libanese Coggi IIom" in Siria), dol'O il41O. Nel431, ad Efe·

3851

3852

3853

3854

PAOLO

DI i'MRBONA

p;\OLO

DI NISIB[

(o

PAOLO

It

PERSL·\Nn)

PAOLe

or SAM05ATA

tive di pacfficazionc
dogli cuello

COn Cirillo,
poi essere

conscgnanil Sirubo-

che dovevu

lo d'unionc. Ad Alessandria, P., avendo eccettato di scomunicare Nesror.o e di riconoscere Massimiano quale vescovo eli Costantinapoli, venne ricevutc nella comunione eli s
Cirillo e invitato a predicare pill volte nella cattedralc, Nel 433, recatosi di nuovo in Egitto, se ne torno ad Antiochia can In letreru Laetentur coeli di Cirillo alessandrino chc coronava Ielicernente La propria missionc pacificarrice. Mori rra il 433 e il 445, anna in cui compare un altro vescovo sulla sede di Ernesa, Di lui rimangono parte della corrispondenza relative alle suddetre trauative e frammend delle tre omelie ulessundrioe.

rusalem 1931; W,H.C. Frend, The Rise of the Monophy· siso MOl)fment, C:lmhridge 1972; P.L Gatier, NO!Jv~llc~ inscriptions de- Gerasa. Syria 6211985) 2')7-312; A. Hoffmann S. Kerner, Gtldara Guam und die Dckapotis, Mainz 2002.

p, Marone

n.

CPG 6365·6369; PG 77, 165.t68, 1433·1444; HfI·Le:cl


1, 39}-402; Panclcgia V, 179·180.

PAOLO ill Leon (t 5721575), P. Aureliano, monaco gallico, conosciuto attraversc una tardive biografia cbe eli lui scrisse Wrmonoc (884). dOVE, tra i tanti dementi leggendari, ci vengono offerti dati ccrti, come la sua nascita in Gran Bretagna (480 ca.). Varcata la Manica con alcuni rompagni, si fer-ne nell'isolctta di Barz (Bretngna), dove fonda un rnonastero e nella [ortezza di frontc, sul continentc, un centro missionaric di prcri (Kastel-Paul a

D. Stiernon

PAOLO di Cerasa (VI sec.), Originario probabilcicnte eli Calcedonia e vescovo di Cerasa dal 526 Ca. 3.1539~ p.~che alcune iscrizioni ricordano come un «gran bcncfattorc» {Gacier, 299, e un uomo «saggio» e «giusto» (Wenes, 306 e 314), all'epoce degli imperatori Giustino e Giustiniano ebbe un ruolo di primo piano nell'evoluaicne archirenonica della citra chc ospitava la sua sede episcopale e nella fattispecie ccllaboro attivamente alIa costruzione di vari edifici, non solo religiosi. Negli anni lmmediatamente successlvi al 526 si occupo delle chiese di Procopio (Welle>, 304), eli S. Giorgio (Welles, 309), eli S. Giovanni Battista (Welles, 306), di SS. Co,rna e Damiano (Welles, 3141, come pure dd10 cattedrale di Boma (Welles, 293), e conrribui in qualche modo alIa rrasformazione della sinagoga in un luogo di cuho per i crisdani (Welles, 323), Inoltre nel539, ormai al1a fme Je1Ia sua vita, f-ece edificare una pngione da destin are agli imputati in :.ottesa di giudizio (Gader, 299). Si trattava della seconda prigione di Gera:sa che daveva servire come «carcere preventivo» per que! detenuti cite non erano st.Hl ancora condannatL Certamente tale prigione, verosimilmente riservata al clero (Gatier, .303), l'unica che sia mai s.tata meS.5-a a dispo;siz_tone di una cittadinanza da parte di un ves.covo, rna resta ancora da accertare se sia stata inaugurata per far frome- all'aumertto della popolazione carceraria provocato clalla persecuzione dei monofisiti (Frend, 271-274),

Saint-Pol-de-Leon). Childeberto, re dei Franchi, fece sl che accettassc Ia scde episcopalc di Kastel-Paul. Egli morl a Batz ne1 572/575, rna fu sepolto a Kastel-Paul. Attorno alia sua tomba si sviluppo la citta che p-csc da lui il nome. La sua festc si celebra il 12 matzo.
ASS .I.lc'lrtii 2, lOj·I19; 7,1.514;.BS 10,296·299; Speculum

Vies des Saints

Om[ JnJ Vlri:ten. Suin:s, miracles, and relics in Bdfcmn},:


65 (1990) 309·343.

3, 260·262; LTKJ Calh 10, 917·918;].M.H. Smith,

E. Romero

Pose

PAOLO di Merida (Vii sec.). Diacono di Merida (Spagna), all'inizio del VII sec scris~e: It Vitae saffctOrntn patrum Emeritensium, <l. dichiarat:a imitazione dei Dialog~' di Gregorio Magno, e in forma semplice per non riuscire oscuro agli imperiii. Lo seritto mole essen: il racconto dei miracoli dei monad e clei padri <lntichi, 11l:l a mano a mal10 che iI raeconto s1 avvicina ai tempi dell' aU[QfC S1 fa rleco di notizie storiche importand, relative soprattutto ai vescovi Fedele e Massona. Di quest'ultimo, -c:he era di originc gotica, sono lungamente narrate Ie perlpezie V!S5ut-e durante In «per·

:sccuzionc>~ di Lcovigildo.
Cl)L 2069: PL 8, 11'5·164;
VitPJ JpnctOTW"

Diaz 214;

A.

patmm Enreretensium:

Maya Sanchez, eeL illS (1992);

PlItm]og_ia IV, 102·103.

M, Simonettt
PAOLO di Natbon. (III sed. primo vescovo chc conosdamo di Narbona si chia, maya P., e sernbra si::\ stato il primo in a5SOluto. Fu s.epolto ad Albolas, sulla via Domizia, Jove pill tardi fu costruit<:t una basilica a suo nome, al centro della necropoli sud della citta, La tomba era gia venerata nel rv sec.; si trj,[ta di una delle pill antkhe testimonianze

Ciry

C.B. Welles,

0/ fht! D~TapoliJ, New

The Trumpfiotlf,

rillQ,

Chi-esc i' masaia della Gior&mi<1 Ie"ttefllnOnaie, Je·

in c.H. Krading, G.;rasa. Haven, 1938; M. Picci·

c1'

PAOLO di Semosata (259/60-268/69). P. di Sarnosata, succcssorc di Demetriano e prcdecesso-e di Dornno, fu uno dei vescovi della prestigiosa sede ill Anriochia, durantc Ja scconde meta del III sec. (259/60·268/691. La fine del suo episcopate coincide con la celebruzione di vari sinodi nella sua sresse sede i quali terminarono con [a condanna della dottrina eli P. c la sua conseguente deposizione. Lintervenro del presbitero antiocheno Malchione, capo della scuola di rerorica della 6590), dati. quale sembra derivi [a Passio 55_ citra. fu decisiva per la sconfltta di P. Da parDionvsii, Russia et Eieutberii. Acone di Viente sua il vesccvo, appoggiato dai suoi sostene confonde il santo con Sergio Paolo degli nitori, rifiuto di abbandonare l' edificio della Act 18,7·8. chiesa -e proVOCC) alia fine I'mtervento dell'imperatore Aurcliano, che sentenzio a favoBHL 6589·6590; BS 10, 261-2(,2; icr 8, 149; P·A. Fcvrier re degli evversari di R, in comunlone episto- X. Barrel, Topographi~ Cbfitl~wm! de. cites de la C;m111 dl"~'origines au milieu du lIlU' J'o;& 7, Paris 1989,21.22 lare can Roma e l'Izalia. Nella storiografia V. Saxer - S. Heid modcrna una lunga polcmica ha coinvolto la figura e [a dottrina del Samosatense, rafforzata pure dalla fremmentarieta delle fonti e PAOLO di Nisibi (0 PAOLO il Pcrsianol del.e infcrmaaioni giunte fino a noi. Le fen(t 571). Esegcta e teologo nesroriano, eruditi si possono ridurre. in breve, (a) a una letto e dotcto di grande giudizio. Dircttorc per tera che Imeneo di Gerusalemrne c altri VeT 30 anni, ai tempi dl mar Aba I, della scuola scovi delta zona siropaiestinese inviano a P. di Hadiab; dal 551 IlCSCOVO di Nisibi, morto di Samosata, anteriorc alia sua dcposizionc; nel .571. Alia testa di una forte deleguzione, (b) a quattro framrncnri della epistola sineprese parte a un ccllcquio a Costantinopoli dale dci vescovi che 10 condennarono riporcci teologi di Oiustiniano (532-53.3J, dave ditati da Eusebio di Cesarca, insicme a ulteriofesc (per la prima volta.") la dom-ina delle due ri informazioni 5U di lui (HE 7,27-30); (e) e iposrasi in Cristo. Si pUG senza dubbio idcna una serie di poco piu di 40 frammenti (nei rificarlo can Paolo il Persiano, moho attlvo a greco originale, e nelle truduzicni siriaca, arCoshHltinopoll attomo al 527, portavoce dei mcna e latina), dove drversl autori, a partire cristiani, su rkhle$ta dL Giusriniaoo, dUI3me cia Eusehio di Dorileo, trasmettono con piu una disputa ufficiale col manicheo Potioo o meno esattezza affermazioni di P., dei SUO] (efr. PG 88, 529-574). La sua Introduzione avversRri c di cntrambe i gruppr dvali. Akualla Bibbia serv! di base agli Im!itula regula· ni di questi frammenti appartengono agJi atritl divif1(le legis redatti in hrino a Costantiti sinadali, i primi, secondo quar:;to ci data napoli, aliora, daJ. quaestor S(Jcri palatii Giucredere, della stocia della chiesa. oHio Africano e da lui dedicati a Primasio di La questrone incorno a P. di San::osata pasAdrumeto (PL 68, 15·54, ed. crit. di H. sara nd corso del XX sec, per vari stadi. Le Kihn). Questa manuale lucido, di spirito arimonografie di F. Loof5 e G. B .. dy (1924), cbe 5tott':lico, riassume la dottrina della 5cuola di segnano l'inizio, c la posteriore di. H. de RiedNisibi, vale a dire di Teodoro di Mopsuestia; matten (1952) forniscono il dossier di resti VI S1 trova un insegnamento sulla Trinita, I'In .. fondarnentali in merlto vescO\:o amiochecamazione la Legge. OUenne vivo successo no. Studt posteriori hCU' area ceDtroeuropea, a San Gallo t nella Gcrmania meridionale nel come quelli di M, Richard (! 959 leT. HubIX sec. ner (1979), suscitarono il sospcttO su queSIO dossier, cbe venne coosiderato in sostanza una ePG 7010.7015; BBKL 7, 37-38; H. Kihn, 'I'hmdo..- 1m?: Mopwl!''itiQ und lunitlus Airictlma, Fribour_g 18g0~ G. falsificazi.one di conio apollinarista, dove i seMcrr-C1ti, Per 111vita ~ gli len-ai di Fao/v ,1 Pi:TJ/l:l/IO; ST guad di ApoUinare pretenderebbero inten5, Citra del ValicallO 1~{Jt, 180-206; A. Viiobl.1;;, History zionalmente dl Iegare la loro dottrina a qudof the Schoo! of Nisibr"s rcsco 266), LQ'IV:lin 1965. 170172, A. GlIulaumoot, Un mi10que entre orthoJoxes e( 1a degli avversari di p, di Samosilt:l, ossia, a. tbiotogi~m ne~lorierr5 Je P!:rsesom jUJtiHit'n: CRiu 1970, 1'Ylakhione, Imeneo e :a una larga serie Ji ve201·207; rd., JustiniC'H a l'Ep.lije de p"rse; DOr 2)·24 scovi c presbiteri presenti nei smodi di An(1%9·70, 39-66; M. Richard, Iohanni, CJeSariemis Ope tiochia, i quali decrerarono 101 cor::danna di P. fl1~ CCG 1 (Tumhoul 1977) XXXL,,{.XLI; P::JtrQlo-glil V, 216 ~. dE Samosata. In realra, tale ipotesi si dimo], Gribomont strata, quakht decennio dopa, p_::-iva di foodi un cultc reso a un vescovo non martire. Fenno il suo nome Prudenzio (Peri5t. 4,34), il .A1art. bier. (22 marzo, reccnsione italice). Cesario di ArIes (G. Morin, Sanai Caesarii ep. Are/. Opera omnia 1, 1942, 179), Gregorio di Tours {His!. Franc. 1,30), Cesario 10 dice discepclo degli aposroli, Gregorio 10 annovem tra i sette missionari mendati da Rorna in Gallia verso il 250, AllJVIII sec., enoca in cui i Franchi riconquistarono Narbona (759), potrebbe risalire una Viia (BHL 6589-

at

3855

3856

3857

3858

PAOLO

01 SAMOSATA

PAOLO

01 SAMOSATA

PAOLO

lL SEJI,lPLlCJ::

PAC,LO

DI

TAMMA

damento, I due ccntributi di M. Simonetti (1986, 1988) sonc risultati decisivi in questa sense, confermati poi da altri studi di diver-

Piuttosto deve essere inresa come derivata


dalla tradizione antiochena precedente. Alcuni dart della dottrina di P. consentono di attribuirc a questa una certa ispirazione peripatetica. soprattutto nella linea dell' esegete di Aristote]e, Alessandro di Afrodisle. Lo schema di Malchione, in certo sense apol-

sa origine: c_ Stead (I99}, 2000), U.M. Lang (2000), P. de Nnvascucs (2004). Per quanta riguarda la figura di P, di Sarnosata, le coordinate sroriche fondamentali restarono fissate da F. Millar (1971). La via reroricn come analisi della notizia dl Eusebio fu segnalata inrelligenternente cia V. Burrus
Da studi recenti, infine, si deduce che la serie di accuse di tone morale rivolte contro P non differiscono per nulla dane denigrazioni abituali delle scuole pagane. Ciocano con il verosimile e ci nescondor.o la vera (1989).

rill/an. The church, IDad wl'lIr!', and polirir;;{l/ utleg_icUfce in thirJ·cen:ury SYl"ld:)TS 61 (1971} 1·17; M. Simonetti, Pf!r fa n·wiultL.:ir:m;: di aicnne iestim(!'1r~rr:;.f!sa Paolo d, Samosata.: RSLR 24 1l9SS) 177-210; V. Burrus, Rbetoncal Jtl;r~Qtypt.'J In thf! portrait 0/ PrJut of Sa17lDS(1ta;VChr

Loafs, Paulus !JOlt S<tmosdM (TU 44, 5), Leipzig L924; G, Bardy, P(luf de SrWJOf(lte-, Louvain 21929; H. de Ricdmetren. Les ActO"s du pro;;b de Pilul de Samosae, Freihourg 1952; F Millar, Pad ojSamo:wta, Zenobia, and Au·

F.

spetro letterario e storico, hanna notevole interesse per la stcria dell'srte bizantina: l'uu-

chiarail Logos e si impose su quello di P, di Samosata. n vcscovo antiocheno, de parte sua, continuando, sotto veri aspetti, [a tradizione dei SUOL predecessori .lgnazio e Teomente l'icentificazione l'uorr:o Gesu Cristo, personalrra filo (come l'accento

Iinarista

ante iitteram, difcndcndo

.:n

(1989) 215·22'J; P. de Navascues, Pablo de Samcsata "/ sus ddlJe-rJlJr'irJf, Roma 2004 (con bi.bl.l.

P. de Navascues PAOLO iI Semplice, santo (IV sec.). E ricordate da Rufino 'Hia. monacb. 31 [PL 21, 457~459]) e d. Palladio (H,s!. Laus. 28: PG 34, 1076-1084; efr. Appendix ad Palladium: PG 65, 381~385; De vitis Patrum seu verba seniornm, 167: PL 73, 795 s.: Soz., HE 1,13: I'G 67, 900 BC). Visse no! IV sec. Contadino egiziano, abbandono pacatamente Ia mogIie sorpresa in adulterio e si porto presso s, Antonio abate nella Tebaide, il quale prima di ecccnario come discepclo (aveva 60 anni)
volle metterc a dura prove la
SUiJ

tore infatti indugia nel descriverc 13 magnificenza de! ternpio, ricco di marrni policromi, di alte colonne, di rnosaici, ill stoffe preziose c di vescllamc d'cro e d'argenro (candelabri, lucerne eli vade forme, ecc.), L'Anthologia Palatina contiene 78 suoi Epigr(lf71mi di argomento prevalentemente amoroso. Non e suo il poemetto in 190 coliarnbi In tbermas pythiCas [in Birinia).
ePG m. 751J-75t6~ PG 86. 2119·2268; P Friedlander, [abonnes von GaZ!] l./ffd Pal/lur Sitefltii2l"W5, Leipeig-Berlin !912; G. vissstno, Paolo Silenziario, Epigrammi, testa, tr. e commenrerlo, Toone 196J.; An-bologm Palatma (ed. P. W.utz. ·L~ belles leures"), Bandenhewer v, 24 a.: PWK ), 2J66-2377; Impellizzcri 247 5. e 434 s. (bib!,); Patrologia V, 46-48.

personalita del vescovo P. Funzionavano come chiave di comunicazione tra lc diverse


chiese dove venisse lena la lettem sinodale, fine di riconoscere, senza Iasciar spazio al dubbio, Ia dottrina di P. come eretica. D'altro canto circa le presume relezioni tra P. e la regina Zenobia, unico fatto cerro Ia pos·sibilita di un contatto tra i due, rna sempre

al

successivamente alla deposizione di R, ossia, dopo l'anno 270. L'i.mervento dell'irnperarorc Aureliuno in favore degli alleati di Roma e dell'Italla, al momenta di decidere a chi consegnare l'edificio della domus ecciesioe, oggetto di dispute tra P. e i SU01 avversari, deve cssere Inquadrato nell'ambuo della P'> [itica imperiale religiosa di tone cemralizzatore tipica dell' epOCEl. Ecce-zion falta per 'J.lcune divergenze in rela:done con 1a politica e l'orgmizzazione ecclesiaie, 1a discussione imorno a P. si presento in vedta, in ambito dottdnale. Gli avversari de P., guidati da! ptesbitero Malchione, ri~ spondono a uno schema origeniano di base neoplatonica. Salvaguardano a1 masslmo 101 personalita del Logos, Figlio di Dio. che pos~ sonG chiamare con diversi appellativi a ep~·noiai (Sapienza, Forz2 ... )j ipostasi eterna in· sierne a1 Padre, incarnatosi per mi.sericordia in vista della sruvezza e UIlitosi personalrnente con I'umano (il cOIpo) procedeote dalia Vergine. La: dottrina dl Mruchionc e dei suoi discep-oli non poteva che scontrarsi frontrrlmente coo guella difes:8. da P., di tendenza monarchiana. Questa, contrariamente alIa dottrina odgeniana delle ipostasi, distingueva tra il Logos Eglio, da un lata, e Gesll Cristo, dalrai[ro, l'uomo nato cia Maria, e fatto Figlio di Dio attraverso la sua unionc eccelsa con la. Sapienza (o Spirito santo). L'aspetl

co della umanita to che nmancve chione), tuttavia, sembra prendere le distanze da questi nella stabilire una spaccatura trn il Lagos invisibile e I'uo nc Gesu Cristo vislbile unito a1 Logos. Eustazio di Antiochia non si allontancra molto de P., sebbene corregga la disrinzione che quest'ultirno stabiliva tra il Logos e I'uomo Cristo. proponendo, in cambro, una dist-naione tra Cristo Logos invisibile e Cristo uomo visibile, II dibanito rra P. di Samosara e Melchiorre illumina i successori dci secoli IV e V, intomo ad Ado e a Ncstcrio. In un corte sensa, le questione della maggiore 0 minore dignita di un Logos visibile e passibile, con risultati diversi da quelIi provocati nella controversia Minna, si palesa gil neUe discu.ssioni sinodah del III sec. in Antiochia. Altro punto notevole nella questione di P. di Samas<1ta e 13 pre.sunta cond:mna in questi 5inodi del tennille homoousios. In realta que:s.to termine era evitato tanto da Malchione quanta da P., poichc entrmnbi intravedevano in esso connotazloni materLaliste, come ad attribuire a Dio una generazionc propria delle

soteriologiintegr-a di Cesu Cristo, punnotcvolmente debole in Mal-

sul carattere

A. De Nicola PAOLO di Tamma (IV sec.I. Anacorera egiziano, nato nel vill.aggio di Tamma ~ vicinanze di Dahut, sulla riva del Nilo opposta a Sharunah -', vissuto al tempo di Antonio e di Pacomic, del quale la grande trcdizione grecolatina (Palladio, Cassiano, Historia monncborum, Apophthegm(1t(l) non ha lasciatc memoria; iI fatto rende difflcile collocarlc nel contcsto gcncrale della storia E della. spiritualira monastica egiziana. Due codici copti {perve-

vocazione

monastica. Umilta, semplicita, obbedienza e grande fede caratterizzano Ia sua vita; cbbc grande potere sui demoni.
ASS Mali 1, 643·647; LTK 8, 214; BS 10,264
5.

A. Dc Nicola

[0

peculiare

di questa

formu1azione

La rende

sostanze corporee. Non bisogna. dimemicare che in ambito teologico il termine nacquc in un contcS-to gnostico, per spiegare l~gtnerazioni rntrapleromaticht. In un momento del dibattito, P. probabilmente sembro prevalere ~mlla posizlone di Malchione, accusandolo di difendere un Cristo homoousioi con il Padre. Contra l' argomentilZLone ad ab5urdum prontlnciata d-a P. (cosi (:ome la riporta Atana~ sio) si sarebbero irrunediatamente dichhuati Malchione e i s.uoi seguad, La condanna, d'al[ronde, e inscrira in un contesta assai diver·· so da quello di NiceSt ave il tcrmine homoousios se e vera 1a tesdmoruanza di Eusebio di Cesare a, si sa:rebbe imposw solamenj

irridudbile ad una posizione ndl1zionist:a (in consiJera-;;:ione del falto che difende moltre I'esistenza di un Logos Figuo preesistentt). 3859

te grazie all'intervento ddl'irnperawre 13 clau:sola che non dove sse essere maticamente.

c con

inteso so3860

nuri frammentarD contenevano un testa sulPAOLO Silenziario (VI sec.). Poeta bizanti· la Vll<l elf P.. 0 c:omunque che ne narrava alno, ricopri aila corte di Giustiniano (527~565) cuni episodi (i frammenti pili estesi provenIa carica di primicerio dci suenziari (ciamgono cia un codice del Monas[ero Bianco [sibell ani che dovevano mantcnere ]' ordim: ndgl. CMCL ~ MONB.PI], io gra" parte pub~ Ie udicnzc e process toni irnperiali). Fu arnica bUeato da Amelineau 1888, pp. 759~769 e dello storieo e poets Agati3 (Storie 5,9). Se835~836 [= pp. 67~68 e 83~96 del ms.]; due guendo 1:1 tradlzione ales5andrina, compose fogli daUa Michigan Univers;ty Library, epigrarrymi e descrizioni di opere d' arte in 158.44, sana inedici [pp. 59~62 del ms.]). Piu versi. E amore della Descriptio (ekphrast"s) tardi oel Sinassario copto-arabo fu induso un sanctac Sophiae in 887 esametri (ana manier:] riassunto del testa disponibilc a.:. tempo deldi Nonno), preceduti da due introdllzioni 011- la compilazione (XII sec,}, Nui ritenia.mo che t'indirLzzo l'una dell'impcratore, l'altra del paall'originc siano esistiti due testi diversi e intriarca Eutichio. n second{) eompooimento dipendenti. Mentre queHa testimoniato dal sidid ascalico e 1a DeJcriptio ambonis in 275 esanassario e scarSamtnte significativo, quello metri con introduzione in trimetri giambici. dei due manoscritti copti ci mostra l'opera eli Questo pulpito dei camori si trovava sotto 1a un ambiente interessato a raccogliere Ie mecupola di S. Sofia sorrctto da otto co]onne morie relative ad un certo numero di monamarmoree. II terrernoto del .558 aveva d01n- d, mettendali in stretta rebzior.:.e l'uno con ncggiato gravemente S. Sofia, inaugurata da l' altro, rnagari forzando Ia realtd storka. QueGh.l.stiniano net 537. La chiesa venne res-lausti rnonaci furono comunque dirr:.enticati dalrata in cinque anni, c, alla vigilia del Natale la cradizione greco-latina. del 562, im::orninciilrono Ie solennita della seE difficile stabilire qurue infonnoazione storrconda dnaugurazione>,.. Frobabilmente il 6 ca si PUQ trarre da questi documeoti. In Ugenna.io del 563 Eu letto il primo componi~ ne;l generaIe pare emcrgere una tradizione mento e pochi gioroi dopo il secondo, semspecificameme medio-egiziana relativa a copre alia prc5cnza dcll'lmperatore e del pamunita monastiche del territorio compreso triarca. 1 due poemetti, importanti sotto }'afra Menfi e Shmun, i cui persQ[~.i3.ggi princi3861

3862

PAOLO

DI TAMMA

PAOLO

or

THE

PI\OLO

DI TEBE

PAuLO DL VElWUN

pali etano,

olt-e

a P., Apollo

Phib,

Anup,

(pfAmoun, Aphu. Quest! personaggi dovrebbero collocnrsi nella prima meta del IV sec., e la loro aaione sembre possa cssere considcrata in contrasto con le aneloghe iniziative

dcgli Scetioti (da cui derivarono Kellin e Nitria) a nord e dci Pacomiani (da CUL derive Shenute) a sud. Pili tardi Ieremias, con il compagno 0 disccpoio Enoch (e forse una ama Sibilla) si riallaccio alla memoria eli quesci personaggi (e forse soprattutto ad Apollo) per fondare una nuova comunira. fedele alla parte anti-calcedonense. P. di Tamma l'unicc dci personaggi sopra menzicnoti di cui ci sianc pervenute delle opere, e non solo resoconti delia vita, possibile pens are chc Fosse considerate I'ispiratore 0 la punta uvanzata culturule del gruppo chc abbiamo idcntificato. Ledizionc di quanto pervcnuto si trova in T. Orlandi, Paolo di Tamma, Opere, Rome 1988. Le opere sono: 11 Epistuia. Breve teste tramandato complete, comprenrlente raccornandaaioni per gli anacoreti. 2) De cella. Qucsro lungo testa esortatorio appare in due redazioni differenti. La prima, sostanzlalmence completa (vi sono brevi lacune interne dovute (lilo staCO di cons-ervazione del manoscritto), quella di MU0166; la seconda mutila all'inizio (il tcstQ comincia in con·isponden-za del par. 49 dell'altra redazione), prosegue parallel a all'altra redazLone fino al par, 98 (chc rapprt:sentil. quasi Ia fine de.ll'alIra redazione), quinc.li presenta un lungo brano che nell' alaa manea (par. 99-125)_ 3) Alui brani fWlllmentari tmttano delia povertJ, del giudi,io, 0 dcll'wnilta. li genete letterarto Ji tune queste opere riconducibile a quello delle regale 0 csortazio· ni monastiche, testimoniato soprattutto dalle Lettere ill Amonio, di Ammol1a, di 1vlacario Egizio, e dagli scritti di Pacomio, Teodoro e Horsiesi. Quello cbe stmbra distinguere 10 stile di P. un clemento basilare in un tcsro letrerario, c: cioe l'organizzazione del mgionamento, che in P. manca quasi del tutto. Si WHta di 5ingole rententiae riunitc insreme appa, rentemente senza un filo condunore. Se ne trOVilllO accenni qua e la, e si trovano gruppi dL senlentiat! dunit-e intorno:a un concetto, rna non si trovano argomentazioni anche tendcnzialmcntc dimoSlrative che non conslstano nells .semplice citazionc della Scdttuta. Siamo vicini a un ccrto Pacomio delle LeffeTe (e delle Regole), a quelli che possiamo presume-re (orne i testi primitivi aUa base del1a raccolta dc:gli Apophthegm(1!i1 Pa1rum, ad altri autori. Del carattere teologico 0 spirltuale delle opere di P. 5i occupato tcccnttthth[e Mark She-

ridan, che metre in lucc, oltrc a dementi comuni a tutto il prime mcnnchesimo egiziano (in particolare I'attenzione a 5C stessi. prcsocbe, e [a vigilanza, nepsis), alcuni caratteri specifici: la qualjta e natura dei pensieri, e 50prattutto la Iotra contro i pensieri vani; la lotta contro le passioni per la purczza del cuo-

re e [a trunquillita: aicune interpretazioni di


passi scritruristici. Sheridan rrova analogie- fra queste ultime e l'arnbiente origenistico. Quanto cia contrasti con la dlstinzione ambientale da noi proposta premature giudicare.

E. Amelineau, ,vfol1umnw pour seruir t'hi~roir~de J'S g;ypJc cbretienne aux lV', V', Vl~ et ViI" uecies, PJris 1981:;'; T. Orl:mdi . A. Campegnano, Viie di monad copu, RD· mil 1984, Paolo di Tamrna: opere, intr., teste, tr. e concordanze a L. di T. Orlandi. Roma E988; M. Sheridan. lbe D~I:'opm,mt of ,he t-uc-or LifE' ill CerfJin Early MOt/astle Writings in Egypt, ill The SplriJllafiry of Allci~n! Monaslld.wr. Acts of the [nternatjona] Colloquium held
in Crsecw-Tynicc wieyski. Cracow, 39; E. Lucchesi,

nod deser:o viveva un asccta supcriore a lui. Con l'aiuto di un ippocentauro e di un fauno trove. l'ercmo di P. Convinse ereruita ad epri-gli la porta della grotta e trascorse con lui una parte della giornara, condividendo con lui la preghiera c il pasto (il corvo, quel gicrno, aveva portato un pane Inrero, e non meta, come eli solito). P chrese ad Antonio di portargli Il mantello che questi aveva ricevuto in dono da Atanasio. Quando Antonio rirorno con il mar-telle, trove P morro, La fossa fu scavata da due leoni. Girolamo afferma pili dl una volta e con insistenza che do che scrive su P. e vera. Tunavia, nnche se Iasciamo da parte I'ippocentauro, il fauno, il corvo che porta il pane e i leani che scavano Is. 'fossa, non possiamo accettare il racconro come conforrne a fatti reali, Le numcrose fonti di provenienza egiziana di cui

nianza della sua esistcnza datata a] XIII sec. Ampliaro durante i sccoli, esse oggi uno dei principaii luoghi di pellegrinaggio per i copti.

Edrzioni: PL, 2;, 17·28; B. Deg6rski [ed.), Ediucne crilim della "Vita sonai PlJfrll Eremitae" di Giro/amo, Roms 1987; SC 50-8, 144·183 (con tt; ff.). TrJdllv'WJI!: it.: S. Cirolumo, viee di Paolo, I!arione e Maim, Milano 1975. Studt': BS 10, 269·280; M. Fuhrmann, Du Monchfg_uchicb· ten des Hieronymus. Fotmexperimcnte in- t:niih{ender Literatl/f, In Cbrijtidllijm~ et {ormes iiuerain!$, EntrNi~m sur /'anhqllit~ diJssiq/.l~, 2), Fondation Hardt, Geneve
1977, d l ·99; P. Leclere,
Allt.:l-i!J~ el Pa::rt:

meumarpbose

d'iln beros, in V.·M. Duval lcd.l, J~rt5l11eentre I'Occideni et t'Onent, Paris 1988,257·265; A. de Vogue, Histair!' tittirairr:-J,I WQu/J{;"wmfmonastioue da!J' i'antiqll;"ti, T,Pa-

ris 1991, 150·}84.

E. Wipszycka

A propos d'une edllion receme des omvres de Paul dr: Tammo: Studi,. Christian:. Oriemalia 18 (1995) 161.L66·, M, Peain, Nomm,H/ [ragment copse COli· cement Pasd de TammfJ (P. SorbQJ1J1~ inv. 2C;J2), in Chrl· nianisme d'Egypte, Md. R.·G. Cequin, Louvnin 199.5, 15· 20; L'EgIUo cmtiono, a c. eli A Campleoi. Roma 1997 sr:eti[:us d'b'fifnm: IE Thibairl: An 11 ([997) 2.52~ T. Vi, vian, Salili Pall! oj Tllmma: Four IVorhr CWlceming Mom)!· ticSpiritllr1iity: CGpt:ic Church Review 18 (r997) L05·116~ Td .• Sainf Paul oj Tilmmll_· Of{ Ihe- MOrlastic C(!'tL (DE Cd111) (with B ..!\. Pe<:Irson): H:illd)3 (199B) 86.t07; E. Luc chesi, VefS f'identification dO'Etienne de- Tbebes: All 116 (1998) 106; L.S,8c M;lCCQul!, Paulo/ Tdmtfla and tho" Moflar/ic Prit'5thood: VChr 53 (1999) 316·320; A. Wadi, f.:l recen.rirme breve di Pdolo df. TrJmma. in AegyptM chriJti,wa, MiMJ1ge5 P P Devm, a {:. di U. Zmcni e E. Luc chesi. Gel1ev~ 2004, 195-21-0; Coptic Ene. G, 1923·[925
(LEt. illdicd; E. Lucchcs1, Ulle IN!nr'O/'l rop~e du Semw a·

16·19~ November 1994, ed. M, St:UD· Bcrwdicdne A6hey of T yniec, 1995, 79·

dispcniamo non mettono mal gli inizi del monachesimo in rapporro con il dcslderio di sfuggire alle persecuzioni ritirandosi nel deserto.
La rappresentazione del deserto, qualc reelta. Si osservi infine che su E di 'Iebe non possediamo alcuna testimonienzn che siu indipendente da Girolamo: tutti i testi posteriori attingono m:mifeswmente alia Vita Pauli. Puo darsi che Girolamo abbia avuto qunlche vaga nottzia, del tutta priva di dcttagli (oncretl, sull'esistenza di un asceta egiziano piu vec-cruo di Anwruo. In questo caso egli si comporcato in uh modo perfettamente aInmissibile per un biografo antko; poiche era impossibile -conoscere i fatti reali ciguardanti qudl'asceta, egli ha imrnaginato ql1ale doveva essere stata la sua v:lta pe .. e:sstre conforme a un ideale che egli, Girolamo, :aveva in mentc. Le r-egole del genere lerterario alfintemo del quale ha scritto quest' operetta. 10 autorizzavano a pensare che il suo compito non Fosse tanto di rapprescntare 13 lleriti fattualc, quanto di fornir-e ai lettori un esempio morale. PUQ darsi pcro anchc che l'esistenza ste.ssa di P. l'Eremita siu llna £inzione letteraria. Ccno che il personaggio di un :altro nlL'conto di Girolamo, la Vita Matchi mOl1achi capt£vi, puramente immaginat"io. L'operetta di Girolamo ebbe un'immensa importanza per il nascente generc lctterario dell'agiografia. La figura di P. di Tebe divenne un mooello per molri aurori c rimase durante mold sccoli Wl elemento della cultura cri5tiana. Non lantano dal Mar Rosso, in un profondo wadi roccios-o, in prossimi[~ dd mon:flstero di s:ant'Antonio, nacque Dd medioevo un enorme rnO!)<lstero di S. Paolo, che esiste :meOra oggi (Dayr Anba Bula). La prima tesrimo-

con I'aiuto traduzione

PAOLO di Tello (VII sed. Vescovo micfisita di Tells d-Mauzalat che tra il 615 0 il 617, di alcuni collaboratori, fece una
siriaca della cosiddetta Settant a

dall'aurore, non ha niente a che fare

e data

eOD

[a

esaplare, doe di una cdizione o rigeniana del la LXX corretta sull'eoraico. Questa traduzione siriaca, chiamata Siro-esapiare, non sopne siro,occidentale, mentrc: e attestaco anche il suo uso li[urgico. Quasi tutto il testa della Siro-csaplaTe ci e stato conservato; mancano alcune pani de! Penrateuco c eel libri storid. La tradizlone mnnoscritta attribuisce aP
anene
Baumstark,

pianto le Pesitm rna fu utilizzata nell' ambito dell'esegesi biblica, soprattutto nella tradizio-

delle traduzioni
186
55.;

di tcsti liturgici.
50 s.;

T Orland, PAOLO di Tebe (IV sed. Erae della prima opera letIeraria di Girolamo, la Vda Pauli,
5critta duranIe il suo prLffio soggiorno nel de· serto pres-so Ch<.l!kis in Siria (molto probabilmente nel 37'5/376). Girolamo dichiara che P. di Tebc - e non Antonio l'Eremita, comeaveva affermato Atanasio - fu il primo a praticare l'asccsi nd deserto. La 5uperiorid. (e non SOtO l'anteriorita) di P. ris.petta ad Amonio un motivo ricorreme ndl'opera. All'eta di quindici anni P. si sarebbt rifugiato nel deserto per sottrarsi aile persecuzioni di Dedo e di Valeriano, Avcndo trovato una grona, un1apertura della quale- Java su uno spiazzo munito di una sorgcnte d'acqua pura e di una palma (un vero locus amoenus), decise ill s:rabilirvisi, Un corvo gli portava ogni giorno mezzo pane. Quando P. avcva 113 anni, Antonio, che allora <lvevCl 9& anni, ebbe da Dio una visione da cui appres.e che

A. E-iluIT.srark, Nicblevan. geli5Ch~ zyn·"hi; Peri.kop~nQrdmmgel1 de:; enren Jllhrtau. send" M-(insler 1921, 88·110; A.M_ eer:ani, MDJlUmenta J(Jr;ra I!t pro!tJl1;l V1I. Code:-; syro·he-XlJplcril AmbrasJllll1l!i photoiiJh" Milano 1374 ':comit:t1e Iii ~(':c('J:1da !ncd dd co
Duval. dice ortginale, d~ S;Ilmi, Giobbc, Libri sapicm:iali c Pro· feu); P. d" LagllTde. Bibtr'oriJeme Syril'lcc.e quae ad phi/ola· girlm ~drrttm pt-rJim:nf, Gottingen 1892 (00 che- rml<1nc dd PCntatcllCG c dei l.ibri 5loriciJ; W. Bam, New Syro·Hexa· pldrit· Tt'xlr, Lt:ideo. 196.8; J\. VOObU5, Tb~ P"nta.tmch in thr. Verr:l)}3al1he 5yro-Hexilp/<1.A FacSi-mle Edi1iol1 of d MiJ_1-'dt M_t DiJCOOl?"r~J 1964, cseo 369, Louvain 1975,

. K. den Biesen PAOLO di Verdun (t 648/9). OriginariG delIa regione di Autun, dopo aver passato un breve periodo di tenlpo alla corte di Clotario II (584-629), SL riciro su una montagna vicino a Trcviri (PauIusberg 0 Bulisberg), rna nOn s.i un! a forme eli vita mon:lstica organil,ata. Dal 625/,0 al 648/9 fu vescovo di Verdull, elena dal clero e dal popolo e now minato dal re Dagoberto (inizio \111 sec.-639). MolLO lavoro per La Slla chiesa che si trovava in misere condizioni: restauro il cu1ta divino, die de nuavo fePiore alla vita canonic ale, 51 occupo grandemente dc-lla formaziohc del 3866

3863

3864

3865

PAPA

PAPArO

PAPATO

PAPATO

clero. Si distinse per il culm dell'eucaristia, la devozione alia Madonna, la bonta verso i po· veri. Si conoscono due graziosc e affettuose lcttere serine da P a Desiderio di Cahors in. tomo al 641~ e un biglietto di invito da parte di Desiderio a P. pcrche intervenga all'inaugurazione di una basilica,
CPL 130.3; PL 87, 260.261; CCL 117. 3J}.3J4; BS 8, 280·281; DCB 4,271; LTK 7, 1529; N. Gauthier, Levan· geii~arlon des pay. de fa Mlmdil!'. La province romaine de

mea, uorno sapiente e saggio», ordinate dal vescovo di Arbela Aha-d-Abuhi (273-291) e da Hal-Bel. vescovo di Susa, dietro preghiera clegli abitunti d1 Cresilonte e «con il COnsense di tutto il popolo»: poi perc, dopo il 313, vollc imporre il primate di Seleucia-Ctesifonte sugli a1tri episcopati oricntali, e in-

Prf!!mib'e BeLgiquc entre aluiqtdte et moyen·Jge (!IIe. VIII' r.), Paris 1980,407-412; F.G. Hirschmann. Vl!'rdunim bohen Miruta!ter: eine lotbaringi!che Kl1thedralstadt IItJd ihr U",lmrd im Spiegel der geistlir:hen In!itirutionen. Trier 1996; Th. Bauer, Lothilringien als hr5!Ori!cher Raum: Rml1l:hifdung und Raumbewufitscin im MiUelatter, K0ln
1997, 254.257, 599.605

contra l'opposiziori\': dei presbiteri e del popolo di Scleucia, che avrebbero volute deporlo, Anche Simone, il suo arcidiacono, i cui genitori crane vicini <11 Re, 10 denuncio. Papa scrisse nllora ul vescovo ci Ecessa, Sa'da, e ad altri «d'occidente», che inviarono in suo
favore una len era a Costantino, Facendo presente che, come nell'Impero Romano c'erano

i patriarcati di Anriochia, Rome, Alessandriu c Costantinopoli. ccsi nel regno d'Oriente era
giusto che ci fosse almeno un patriarca. EPa· pa «fu assunto come presule universale per tutti i vescovi e i cristiani della terra d'orieate: tutti i vescovi acconscntirono a do che era

PAPA. II nome ((papID), cal greco «1tan1ta(s)}) (= padre), En quasi al IX scc., rna specialmentc

nei secoli III· V era date agli abati e ai vescovi quale espressione di affettuos.a venerazione. P. era talvolra daro a semplici sacerdcti (come: ancora oggi in Oriente). In Egitto il ncl.mtca;: per eccellcnza era perc 11 vescovo di Alessandria. Come tirolo de! vescovo di Roma, p. si trova per la prima volta in una isctizione della fine del III sec. Durante il IV sec. il titolo viene applicato al ve5COVO romrul.O anzitutto in lettere Ll1lliate dall'Orlente aRoma, ma anche in documenti oecidemaU, come nella leltem dd vescovl. riuniti aJ Aries che salutano Silo vestrO come gioriQsissimus papa (Pietri 1609). Verso la fine del seco10 il titolu tende a divent are un suo titolo specifico (v. Arnbr., 42; sinodo di Toledo [400]: Mansi III, lODG s.; Vinc. di Lerino, Comm. }2 s_l. Turtavia, durante il V sec., il nome v:iene aneora spesso acc:ompagnato da ceni determinativi come papa

stare definite dall'occidente», e riusci a convincere il suo crcidiacono Simone promettendogli di nominarlo suo successore. Dei

assai problemntici. Quello di Ireneo (Adv. boer. Ill, 3,3) merita qualche crcdito per i nomi che sono ripresi dn tradizioni credibili. La iista perc non permette dl stabilire il rnomento in cui la direzione collegiale della comunits roman-a i: pnssata ell'episcopato monarchico. Ancora piu inccrta 13 cronologia che Eusebio It 3)9) e, dopo di lui, il cosidderto catalogus hberianns (336 0 .354) hanno tentato eli fissare, sincronizzando i singoli pontificati con i dad del governi imperiali. Nonostantc il caranerc frammentario delle lnforrnszioni storicemente accertate, si puc ritenere che quasi fin dall'inizio il cristianesime si sia diffuse rapidamente fino alla capitale dell'impero (efr. Act 2,10). La notizia storica piu antica sulla presenza crisrianu a Rorna s'incontra nella Vita di Claudio 141-54), scritta da Svetonio nel II sec. (Mirbr n. 3; cfr, Act 18,2). Pero non si pLIO considerate la comunita romana come fondazione ne di Pietro ne di Paolo, come vuole la tradizione riferita pel' III prima volta ds Ireneo t.Ado. boer. III, 1,1; ill, 2~3). stata fondara piuttosro dn

ottiene una valide conferma dan' attrazione che hi comunita di Roma esercitava sui crisriani dei primi tempi. Come viene nferito dn Eusebio, non pochi andavano nella capitale per trovare una maggiore sicurezza nella fcde, 3nZL per aderire ad una comunita tanto [amosa: Policarpo di Smime, Giustioo, il filosofo e martire, Egcsippo, Mnrcione (139), Montano, Ireneo e Origene. Norevole in perticolere la testimonianza cpigrafica del viaggio effettuato da Abercio al tempo di Marco Aurelio. Questa attrazicne non si spicga solo can il fane che Ia ccmunita romana si trovava ne] centro rlell'Irnper o. Comunque, certi dati della storia del simbolo cosiddetto apostolico. della forma del can one del NT e della prima elabcrazione delle tradizioni liturgiche nella Traditio Apostotsco attribuita a Ippolito dirnostrano incontestabilmente chc verso il 200 la comunita di Roma, quale ne sia la spiegazione esattn, posse deva in effeni

un'autorita

che ncssun'altra cornunita aveva

mold vescovi con cui entre. in urto, diversi sarebbero morti martiri nelle persecuzicni che seguirono. P. si adopero per creure il centro del raggrupparnento cristiano sotto i Sas· sanidl nella capitale. Gll e attribllita llna lc-t· tera sulla. gerarchia ecclesiastica quale spec· chio della gerarchia celeste, secondo ]a. linea dello Ps. Dionigr An::opagita, lndlrizzara al suo discepolo Aggor, che perc scritto pseudoepigrafico piu t-ardo.

giudeo-cristiani

sccnosciuti, La. sua impor.

cp.

EC 9. 777: B~tlm5[Cl..k 29·)0;


rIlU,

Syri 200, p. 65 11• .35; 1. &.mdli, II Chronir;on di Arbda pre!r"nJa'doJu, tfrJduziMt~ e Hole, Madrid 2002, 'llu Auejm V11I, 50, 52·53, 55

DTC 11. 164 P. K:t..,vc· Die Chr"Otlikvrm Arbela, Lnyltnii 1985, CSCD 46-&.
:joe;

L Ramelli

Urbis aetemae, papa Urhis Rvmae. COIl 11 VI sec. esso diventa, nei documcntl uffidali, salvo eccezioni sempre piu rare, titolQ distintivo del vescovo ill Roma (v. il Lib. Ponti!, dalla vi'a di Agapito I [535 s.l in poD. EC 9, 752: 5.; B, Labanca, De/l'lome di "pdpa» ,utte Chie se en·friant! di Oriem!: e Occidenle, in Ac-tc::;du Xllo CQOgres des OrielltaliStes. III!2, Rom!! 181)9,47-101 (riSf. Ro m~ 1978J; Ch.. Pie~ri, Roma Chnstit;llJIJ, Roma 19'76, t609· 1612 (bib!.)', M, GLlemt Gomez, UJs n{Jmhres det Papa, Burgo!> 1982; G. Scbwaiger, TRE 25 (1995) 647; K ScbiltZ, LTK 7 (1998) 1327 5

PAPATO L L;1 comwUtil c;:6~ti:rnadi Rom? nd primi tre SELOLi • 11. L\~Im':Igere del papa.w nd sec.,jj rvv III, II pas· sliggio a.l pflpnto m~dievalo: (VI-VIIJ 5ewlol - IV. Ele· menti di "alutazioll'e ~tori<,;a . V. Storiografia del P<lNto • VI Lette-re dt:i papi

B. Studer

Sdeuda-Ctesifonte, ordinato verso il 291 e marta nel 329; il Chronicon di Arbela,


43,46-47 e 52 K., 10 cita come ~(Pap[l l'Am"

PAPA ca di

BAR

AGGAI

(t 329). Primo

pa'riar-

I. La comunita -cristiana di Roma nei prim] tre secoB. Per il pedodo che precede I'cta: co· stantiniana, Ie informazioni csatte sui vescovi di Roma sono poco nllmerose. La docUIJientazione, che stata racca-Ita anzitlltto da Eu· sebio di Cesarca, nella Hist. Ecd., piutto· sto scars a e poco sicura. Cosi i cataloghi dei papi, composti in vIsta di una dimostrazione apologetica della successione apo::;toiica sana

tanza invece viene ben presto nettamcntc at. testata dalla iettcra che verso il 57/8 Paolo sed sse ui Romani. Molto pili chiara Ia teo stimonianza della Prima Clementis (96), COI1 cui la comlln!ta ramona imerviene in oe(3stone di discordie emerse in quell a dr Corinto. il modo in cui e.~sa 5i riferisce a1 marIirio Ji Pietro e dl Paolo (C. 5), ed rnsisre sw principio della successiont, garanzia dell'ordine neUa comunita (cc. 40,44), al1nunda in qual· che modo la sollecitudine che prendera Ia chiesa romano per le altre cbiese. Oltre la lestimonianza deila Prima Petri (dopo il 94), notevole quclla della letterll di Ignnzio :Ii Ro· mani (verso illlOl con iJ suo indirizzo molto solcnnc cd il suo rifcrimcnto a Pietro e Paolo (C. 4,2<l), poic:::he contiene gil qualche e1emento della teoria papale posteriorc: l'importanza della capitale, 1a presenZil del due aposwli, i1 primato nella fede e nella carita. (prae/.), Verso la fine del II sec., si inCODtra la testimonianza piu famosa, quella di Ireneo, che non fa. soitanto risalitc la c::omllnit3 romlma <I Pietro e Paoro, rna considera la co· munione con questa comunira come dirnostrazione piu sicura del Eatto di trov::m~i nel· la tradizione dottrinrue dcrivante dagli apostoll (Adv. haer. III, 3,2). Quescll cestimo nianza viene confermata dalle posizLoni simi· Ii, benche mene csplicite, di Tertulliano (Praesa. 32.36) e di Otigene (Euseb_, HE VI, 14,10) e pure dalla cosidde:tta iscrizione di Abercio (dr. DPAC 1171 s.). E soprattutto

o che almeno fosse ad essa paragonabile. Quest'importunza della comunita roman a non e comprcnsibile senza tenere presenti iniVJUve concrete prese du alcuni papi. Verso il 20D infatti, Ie notizie riguarcianti non solo l'organizzazione monarchica, finoru Iasciata in ombra, mJ anche sui singoli ve.sc.ovi divema· no pili precise. Cornelio (251-253) CL fomisec- 1<.1 prima de:scrizlone del cltro romano, guidato da un solo vescovo (Ellseb., HE VI, 43,11 S.; v. Ie tesrimonianze url po' amerior.i di Ippolito Romano). Non si sa se il vcscovo rorn:mo di aUora avesse gia un~ residenza fLs· sa, E now invece che da Calbto (217-222) in pDi, i pa.pi furano s.epolti Ll un cimitero dtlla comunita. 11 primo dato biografico di cui si conos.ce fa data storica esatta la ri· nunda di Ponziano (230-235), avvenuta il 28 sdttmbre 235. Anterlorc a qll-esta data sap· piamo dell'intcrvento di Vittore I che, verso il 190, scornunico Policra(e di Efeso e altri vescovi dell'Asia l'vlinore, perche non volevano ammettere l'uso di celebrare La. Pasqua la domenica dopa il 14 nisan, uuervento criticato, beoche acecttato, da lreneo (Euseb., HE V, 23 55.). Parimcnti da Vittcre fu esduso Teodoto (he cercav:a di diffond~rc Ie sue opinioni adozioniS-tiche l:J Rom8. Secondo le informazfoni polemiche dei Phtlosophumr:na, Zcfirino (199-2171) e Callisto avrebbero difeso una dottrina trinitaria troppo unitarist3. II secondo viene inohre accus"J-::0 di lnssismo morale. Dopo il 250, Cornelio fu impegnato, assieme a Cipriano di Cartagine (t 258), nel· la controversla sutJa riammissi'Jne di col-oro che dut"aote 1a pcrs.ecuzione di Declo nveV3-

3867

3868

3869

3870

PAPATO

P-,'\PATO

PAPATO

PAPATO

no in qualche modo negate la fede cristiana e che, secor-do Novaziano e Novato, erano da cscludcre per sempre dalia comunita, COnsiderata come chiesa dei sunti. Cipriano scrisse in quella cccasione la sua opera piu famosa, De ttnitate catbolicae ecclesiae, in cui presenra la confessione di Pietro, raccontatu da M! 16, come simbclc dell'unira della chiesa, non senza sottolineare la responsabilita di tutto il ccllcgtc episcopale per I'unita della Chiesa (Ep. 68,3). In un secoodo rnomento, opponendosi alla posizione di Stefano I (254257), a proposito della validita del battesirno amminisrrato da eretici, Cipriano fece pero vederc che secondo lui il primate di Pietro nan si estendevn ai successori di questi. An-

fcdc apustoiica. Cosi la tinuava a gocere grande

Prima Cicmenns conauto rita come atte-

sia una lettera di Dionigi di Corimo (Euseb., HE IV, 23), Ircneo che ammoni Vittore I riconobbe nondimeno 1<1sua aurorltd (HE V) 24). Dionigi di Alessandria finaimenre, pur ditendendosi contro Ie accuse mosse centro 11 suo preteso triteismo, non mise in questione l'intervenro del siocdo romano sotto La guide di Dionigi che ego, in una lene-n prelc (HE VII, 6), Infine notevole come Ignazic e pili tardi Basilio abbiano reso omaggio all'azione caritativa di Roma. II. Lemergere del papato nei seccli IV-V. Con l'ediuo di Galcrio (11) una nueva situaaione politica inizio ufficia.menre per il cristiancsimo. Questa periodo, denominate tempo della chiesa irnperiale oppurc eta costantimana, fu decisive per 1a scoria del p. All'inizio di questi tempera christiana, il p. perc appena emerge, Mllziade (310-314), a cui Costantino avcva regalaro il palazzo lateranense come rcsidcnza, fu incaricato dallo stesso impcratcre di risolvere il problema donatista, .sorto dopa Ie persecuzloni, quando a Canagine una mi.noranza aveva contestnto il vescavo Ceciliano. considerato come traditore. lvIa J'arbilraggio di lvIilziade falB, Costantmo si occupo lui stesso dell'affare, canvocando il sinodo eli Arles- (314), a cui non assi.stettero lvIilziade, no Silvestro (314-335L Que,d non ebbe alcun ruolo al concilio di Nkea. (325), riu!lito da Costantino per mcttcre fine alla criS! ariana. Pur rkonoscendo i pdviItgt della scde alessandrina, sul modello di quelli romani, ques.to sinodo pose le basi della gerarchia eccIesiastka secondo la ripartiziortc d· vile dell'impero. Questa c!ecjslone (e;mn. 6 s.), stara tanto importame in quamo Costantino, nel 330, trasfer'i 1a sua residenza a Costantinopoli, La cui sede episcopale entred in lizza non solo con Ie sceli principali ddrOriente) rna anche con quell a antica di Ramao Nella contro\'ersia ariana, aggtava.tjs1 dopa la morte di Costantino (337), GiuJio [ (337352), can il suo sinodo (341), prese Ie difese ill Atanasio e Ji !Ylarcello di Ancira, rivendicando la prioritii. della sua senten:za in tali affari (DS 132), I Padri occidemali del smodo ill Serdk3 (43) giustificarono questa giudi· zio, approvando il diritto di appeUo alla sede romana, senza pero trovare 11consenso dei VEs-cmri orle-otali (DS 133 ss.). Died anni dopo, Liberio (.352-366) ottertne an COra di meno. Cedendo aile press[oni politic he, sOltoscrisse la cosiddetta ttrza formula di Sinnio (DS 139

stano sia la sua trasmissione quasi canonica,

cedente, considerava ucmo erudite e mirabi-

zi, ricuso espllcitamenre le pretcsc romane


che Stefano sembra aver fondato lui sresso su

s.), compromettendo la sua fedelta nicena, senza perc rompere con Atanasio, c provocando una grave crisi nella comunira di Rorna. Solo can Damasu (366-.384) comincic una politica papale coronata da successo. Questa «svelte» (Picrri) certarnente dovuts all'ingegno personale di Damaso e dei suoi successon, Me state nondimeno favorite dalln congiuntura politic a ed ecclesiastics e etten uta anziturto grazic alla convcrsione dell'aristocreain romana che sosteneva ormai economicamente la comunita rornana e contribuiva in particolare alla forruazione dell'icleologia della Roma aeterna, scnza la quale 11p. non si sarebbe impasto nel V sec. Dopo aver supcrato Ic difficelts sorte al memento della sua elezione, e doe non senza I'aiuto eli Graziano 07:5-38)) che approve la SU3 giurisrlizione riguardo a

nei quali i] regime metrcpolitano non era ancora abbastanza affcrmaro, ma osservando anchc i campi rclativamente r-isrrerti, causae maiores, inzerventi in occasione di clezioni

contestare di vescovi, constatiarno

LUl

nctevo-

le contrasto fra ln giurisdiaione praticamente iimitata alJe sole regioni occi dentnli - delle quali l'Africa settentrionale ancora dol ec-

cettuare - e concemente questicni piuttosto


discipiinari, c la reoria che sembra estendere Ia cura, gli onem e il principntus aile chiese di rutto I'impero romano, Non mcno considerevole it farto che questi papi, pur evocendo l'origine apostnlica della loro eutorita universale, ccrcanc di confermarla non solo can la consuetudo, rna me-he con il diritto sinodale. A questa proposiro, Sincio semora esscre stato il primo a riferirsi cosiddetto corpus ro manum doe a quella tradizione che aveva confuse i .rancni di Nicea con quelli di Serdica (Ep. 5,2). Anche se questa riferimento ai Carloni si spicga anzitutto ron la premura di

at

lvi! 16) non senza sotrolineare Ia respcnsabilita di rutto il collegia cpiscopale per l'unita della Chiesa iEp. 68,3), Il dissenso, in cui pure Eirrnilieno di Cesare-a Eu coinvolto, finl con
fa nuovu pcrsccuaione, in cui i due protagonisti morirono come martin. Dopo che CalIieno revoco I'editro anticristiano di sua padre. le chiese godettero di un pericdo di P3ce per circa 40 anni, Dionigi (260-268) ne approfitto per riorg~nizz:are la COffiunitii, tanto provata dalle persecuzioni di quasi dieci allni. Siccome fu interpellato da prcsbiteri aIcssandr.ini a proposito della controversia ninitaria scoppiata in Egitto, in un s.inodo prese posi:zione contro ]a tendcnza sabelli<.lfla e triteism e comunico a1 suo omonimo di Ales.sandria, DionigL, Ie accuse a rui rivalte. Questi s1 giustlfico, came riferiscono Eusebio (HE VII, 26) e Atanasie, Dionigi Romano aiut6 pure la comunid ell Cesarea in Cappadocia -che soffriva per Ie invasioni barbariche (dr. Basil., Ep. 70). Notizie e.satte !mi pontificati .seguenti ci mancano. Marcello I (307/8) ed Eusebio I (308·310 ?) morirono in esilio. Da quesce informazionL piuttosto scarse: e non sempre sic:ure sulla comunid romana e .sui :suol Ves.covl risuIta che, duril11te i primi ~ecoli, la chic-sa di ROIha prcsc delle iniziativr.': ruJorche ::;i tnHtava Ji mantenerc La concordia neUe comunita 0 eli ritrovare l\mita dei eri· strani. In particolare difendeva l' apostolicita della fede, ricordando la success lone di coloro chc ne crano rcspon.sabili Pcro la tcologia roITlana era scarsameo.te O[iginale. Sadl 10 sresso anche in seguito. Roma avd sempre 1a custodia jide£ c:t dz:w'plin(1(', ma quasi mai prendera lniziative teologiche nuove. D'altra p"lrtc $i trOv<'lt10 tcstimonianze secondo Ie quaL aItre chLese accetrarono gli interventi in favore della comunione armoniosa nell'unica

tutte Ie sedi metropclitane

dell'Occidente

ne

piu

(Mirbr n. 305), Damaso, COI1 i suoi sinodi, inzervenne nelle controversie rlogmetiche di a]lora (Tomu> Damasi. del 377: DS 152·161). Interpellate nello stesso tempo dagli orientali sulle discussioni intorno allo scisma di Antiochia, Dameso riceveue nel 380 una conferma solenne della sua politica prirnaziale da parte di Teodosio I nel cosiddetto editto dei tre imperatori (Mirbt n. JI0). Un aono dopo pero il concilio di Costantinopoli (81), COn 1a Sua decisione concerneme il secondo rango spet (:ante alia nuova Rorna (can. 2: 11irbt n. 312), mostro che Teodosio nOn avev<1. pitl bisogno del sostegno romano. Nella protesm contro la decisione 'modale (Mirbt n, 313) e m altre occasioni, Damaso fece vedere che dietro .i suoi intcrvc:nti stavano idee molto chiare sul molo della Sedes ApostlJiica, dal V sec. in poi titolo distintivo della .sede comana, Riferendosi In un clima eunai giuridico a I,il 16,18 s, cbe ,weva giii. s~rvito aUa tt':adj7,iolie africana per sottolincarc l'uni[a della chiesa, sirnboleggiata dalla cattedra di Pietro, nuovo Mose, c appoggiandosi anzitutto sull'autorit3 di Pietro e eli Paolo, venerari a Roma come i principi de· gli apostali, egli ha fondato unn teo ria del primato romano che i .sUOt successori. non avranno che da <1pprofondire. Siricio (384-399) appIka per primo 13 sollicitudo omnium ecclesiamm di Paolu (2 Cor 11,28) al ministero apostolico dei papi, Anastasio I (399-402) e Innocenzo I (402-417) l'hanno fatto nelle lettere «decretali;>1 neUe qlJali rispondevano aile qucstioni disciplinari poste da vescovi di pacsi di missione, come Gallia e Spagna, 0 cornunicavano Ie dec!sioru dei smodi ai vescovi che non potevano ilssLsrervi (eft'. Leffere del Pap i). Consider:ando non solo i de.stinatari, per la maggiore parte vcscovi d'Italia 0 ill pacsi

appoggiare i propri interventi anche su quel


diritro che valeva pure in carn?o civile (Speigl), rimaoe signiiicativo quanm qucsti papi siano preoccupati di sottolineare la conforrnita del dirirto decrersle con quello sinodale. I11oro atteggiamento illustra comunque rimportanza storira dei sinodi che per molto tempo sono statl i garanti prindpaJi cell'unita eedesiale (Schwaiger. IRE 650)_ I1 contrasto fra 1a prassi rciarIva.llletJ.te limhata c la teoda .apparen[emente Llniversale me-ora manifesto, se si constdera che gh inceriocuton dei papi non davano sempre 10 stesso peso at lora in· ten"end, anzi li contestavano addirittura. Que" sto vale soprattutto per la pos:zione che 20s.ima (417·418) aveV3 preSQ in iavore di PclaSio e di Celestio (417), ma ancbe nel caso di Apiario, presbitero di Sicca, che si era appellata ailo stcsso 2osllno e pili tardi a Celestino I (422-4321. Bonifacio I (418.422) che esprimeva con tanto vigore ]a necessita della comunione can la chiesa romar:;a, capo di mtte Ie chiese (Ep. 14,1)· doveva nconoscere an~ che lui L limiti della giuris.di.zioce romana, tr;,iscumt-a da un sinodo africano (419) e contesmta dalle pretese di COSCaTI[in opoli, espres.se neU'cditto di Tcodosio II (42L (Epp, 13 ss_L II suo successore, Celestino, interpellato sia. dal1a sede costantinopolitana, sia da qudla alessandrina, si pronuncio ·a.ssieme al suo sinodo sulla qucstione di Cristo, Dio nato dal1a vergine, e incarico Cirillo, come suo vice, di prendere Ie misure necessade contra Ncstorio (Epp, \1-14), Pero cgli dovette non soltanto constatare che il concilio di Efesa, convocato da Tcodosio II (431), riprendcva Ia di-

piu

3871

3872

3873

3874

P,\Pr\TO

scussione . della questionc che lui credevn di aver risotto, rna anche chc Cirillo si curava poco della forma giuridica con cui la chieaa romana perseguiva i suoi interessi. Rcsta da norare che Celestino, come i suoi predcccssari, non si interesse troppo delle discussion! reologiche. Si acconrento piuttosto, anche lui, di escludere con amorita gli errori di Nesrorio, come ave va gia prima confcrmato la conclanna dei pelagiani (Ep, 21). Sisto III (432. 440), informato sull'unione raggiunta, nd 433, Era Giovanni di Anriochia e Cirillo di Alessandria, si felicito con i due vescov. riconciHad per Ia pace ecclesiastica ristabilita, approvando successivarnente il simbolo d'unionc e cttribuendo il successo alia presenza di Pierro, garaore della vetu fede (Epp. 5 s.). Egli aveva seaz'altro collaborate sin dall'inlzio a una riconciliazione delle due sedi principali dell'Orienre (Epp. 1 s.). Peril- e ovvio che que]Ia unione fu un affare orientale. Tuna questa stcria del p., can i suoi progressi e regressi, trove il punta culminante nel pontificate di Leone Magno (440-461). Ben prcparato all'incarico da svoigere, in un tempo politicamente ed ecclesiasricamcrne difficile, non solo per una Iormazione letterariu salida, rna allche per lc sue ani vita al servizio della chiesa mmana, questa papa ha merLt.ato di essere chiamato «il Grande}) specialmente per quanto ha conrribuito alio svUuppo del p., conducendo a tennine l~opera che Damasa e i SUOl successori avevano fandato. Grazie aile sue numerose lettere, in parte snehe ai suoi sermoni, .si c::onoscono abbastanz-a bene il rninlstero che egli ba svoho nella comunic:a romana nonch~ i stloi interventi En favorc~ delta retta fede e della disciplina in Ocddente, spe· cialrnente in Ita1ia e in GaLliu, In<-1 <lnc-he LSUO! rapporti con Ie chiese orientali, in particolare il :suo contributo alb. ddinizione ed alia difesa della fede di Calcedonia, Impegnilndosi con molta .sollecitudinl:::, rna anche can una mode· tazione squlsita alla cUitadialidei et alnon.um (Ep, 115,0, in favore dcll'W1ita di tutte I, chLe~e, egli rlconosce sempre Ie implicationl politichc della Sua azione pastorale, come la sitUalLOne della ~{chiesa impedale» richiedeva in que! tempo. Collaborava per 1a comunlone della fede, fondamento dell'unitil po~tica del· t'im pero. Si metteva pure a disposizionc delle popolazioni d'Itwa, inva .. dagli Vnni e dai Vandali. Non esitava neppure a I:'iconoscerc una certa dignita sac[';rdotale all'imperatore, il dovere doe di itnpegnarsi per La concordia delle chiese, neil'interesse dello sres.so imperoo suo 3ttcggiamento molto aperto alla 50Ius rei publicae, accentuato ancora da tin cer-

to parriottismo romano, non gli impcdl tunavia di rifiuta-e il can. 28 de! concilio di Calcedonia, In cui l'ordine Eta le grandi chiese era state stabilito secondo criteri unilateralmente polirici. Non manco dunque di ricerdare all'imperarore Marciano La distinaione fra la religione e 10 state, esigendo cosi la iiberta eli azione per [e chiese c affermando, in tal modo, con vigore, il primate della Sede Apo-

I
I

P.\p·UO

PAPATO

stolica, scnza trovare pero molta corrispondenzn du parte delle corte eli Costantinopoli. In tutta l'attivita pastorale, di estensione piu
o rneno universale, Leone segul Idee molro chi are sul primato romano, esprcsse nelle sue Ietrere, specialmenre nelle low introduzioni e conclusioni. ncnche nei sermoni pronunciati nell'anniversario dcl1a sua ordinazione episcopale. Possono riassumersi nella trilogia: Cristo-Pletro-Papa. II ruolo primaziale della Sede Apostolica fondato quindi su due fatti: sull'unione intima frn Cristo e Pietro, princiPe dcgli apostoli, e sull'eredita apcsrolice che sopravvive net vescovi di Roma, successori e vicari di Pietro, semprc presente nella sua chiesa. Come! suoi prcdecessori, Leone si appoggia principalmentc sulle successione petri-

II

na, srabilira anche secondo lui dill' ordine del


Signore Sfesso (MI 16,18 ss.; Lc 22,32; fo 21,15·19), Del resta applica questo principia pure alle sedi dl Ale$s~ndria e di Antiocrua (he dunque devono avere la precedenz.a ri. sperto illa scde di Costantinapali (Ep. 106,5). Peri) hI sua reinterpretaziofle dell'autorita aposrolica, concessa da Cristo :a Pietro e ai suoi erecli, rillette, piu nettamcnte aneora di que!la dei suoi predecessori, un certo orientamento politico. Leone, giusti£icando Ie sue rivendicazioni, non sl serve 5olranto, come 10ro, di categorie politico-giuridiche, come pnnCipt11US, dzgltitm', haere5, vices, ius potestatis, consortium patelta/is, rna si pone pill di lora nella prospettiva deIla Roma tlclema, caput 01'bi! e Fonte della pace. Nel sermone su Pietro e Paolo (5erm. 82), non riprende soltmto il tema tradiziooale del ruo]o provvidenziale della Roma pagana per l'evangelizzazione del mondo, rna insiste, con un vigore che non St incontra prima di lui, suil'azione pacifica, .anCOra piu gloriosa, della Roma cristiana, 00~ovata orrnai sill fonciafneDto degli apostoli. E vera che il eontrasto fra la teoria di pretefla universale e la pmssi ovviamente limira[u dal quadro politico-ecdesiastico di allom si ritrova ancbe in Leone, specialmcntc sc si parngona la presentazione pi rami dale della gerarchia ecdesiastica in una lettera ad AnastaSIO di Tessaloninl (Ep. 14,11) con l'eserci7.lo concreto della sollicitudo omnium ecclesiarum,

[?3rticolarmentt dl Ironte aile chiese orientali, E pure notevole vedere coo quale delicatezza Leone rispetti la consuetudo, i canoni dei 51nodi c anzitutto i diritti dcgli altri vcscovi chc costituiscono assieme a lui il collegium caritatIS (Epp, 5,2; 6,1; 12,2). Rimane il fatta che cgli ha formulate, con una precisione teologien ignorata fino ad allora, la dotrrina romana sul primato del successori di Pietro riguardo alia custodia fidei et disciplinae. Mentre l'azione di Ilaro (461·468) si limirata a qualche inrervento nellc controversie giurLsdizionali in Gallia e in Spagna, Simplicia (468-483) e Felice III (48}·492) si con[romano con Ia poiitica religiosa della corte costantinopolitana che, nelle discussioni postcalcedonesi, Iavoriva H rnovimento mono-isita, Tale contrasto fu piu grave per il fatto che in que! frauempo 13 part-c occidentale dell'irnpero passava sotto il controllo di popoli germanici di religione adana. Le proteste di Felice III centro i1 cosiddetto Reno/ikon, promulgate ncl 482 cia Basiiisco, provocarono [a rottura [ra Iui e Acccio, vescovo di Costantinopoli. Questa primo grande scism a fra Oriente e Occidenrc, dena scisma acacieno, duro fino al 519, avendo come efferro che, nel 490, turte Ie sedi patriareali dell'Oriente fossero occupate da Vlor)ofisici. Inwnto, Gelasio I (492-496), impegnato anchc lui nella controvcrsia con 1a nuova Roma, formula. nella sua lettera all'imperarore Anastasio la dottrina sui due poteri 1a qualc dcterminera per un mil1ennio il pensiero politico Jd Mediot':va accidentale (DS 347). Riprendendo la cli· s.tinzione leoniana fm l1uctor£ta5 dei vescovi e potestas imperiale, affermo l'indipend-enza dei due cnmpi, quc-llo civile c qudlo ccdesiastico, senza pero volerli separare. Nelle sue lettere e nei suai trattati difese ulteriormente e in modo energko Ia sua poslzione contra ogni ingen::nza imper-iale neg:li affari ecdesiastid. Nello stesso tempo cerco d_j impocrc i suoi dirittl primaziili n~lle chiese latine_ Ill, JJ passaggio ,I papato medievale (VI·VIII secolo). Nei pomificati della seconda meta Jel V sec. si erano gta annunciate Ie vieende che caratterizzeranno I'epoca bizantina, il peri-odo in cui il p. dipende alleora pill 0 meno dalla coree imperiaLc di Costantinopoli, rapprc5cntata in patte dall'esarca dl Ravenna, fino alia collaborazione stretta dei papi con il regno dei Franchi: la rivalita fra le sedi di Roma e di Costantinopoli, b latta dd papi per la libert' della chiesa, l'orLentHrnenLo crescentc della Sede Apostolica verso i regni gerrnanici. Dopo il breve pontificato di Anastasio II (496· 498), considerato come troppo favorevole 31-

101politica bizantina,

anzi al monofisismo.

la

maggioranza, contrana a guestc atteggiamento filobizantino, scelse Simmaco (498-514), a cui la rninoranza appose Lorer.zo (498·506). Pur essendc sostenuto du Teodorico, re dei Goti, e poi an-che dal sinodo ritmito I1d 501.

Simrnaco aveva Jiificolta ad irnporre la sua amorita. Fu una situazione rriste che dimestrava quanta evesse avuto nell'insiste-e sulla distinaione ragione Gelasia dei due poteri,

c che spicga pure le aspirazioni che stavano


dietro le felsiflcazioni, detre simmachiane, nelIe quali si affermava, in base a ciocumcnti falsi. il principle che sad tante volre evocate durante il Medioevo: prima sedes a nemine iudicatur (Mirbt n. 468). Anccra legato cl «(patriottismo romano», Simmcco iii interesse appena alia diffusione del cristianesimo catrolico nei regni dei Franchi e dei Burgundi. Solo da Or.nisda (514·523) in poi. una riconciliazione fra Occidente e Oriente fu resa pessibile, percbe Giustino I (518-527) e suo nipotc Giustiniano I (527-565) si impegnarono in una politira pro-calccdonese nell'irueresse dell'unita dell'impero. Nel 519, la corte imperiale accetto 13 Regul4 /tilei h"ormirdae cbe non insiste solo sulla fede di Calcedonia, rna afferma pure che I. Sede Apos-clica l'uni~ co gamnte della \'era re1igione cristiana. Benche Giustino e dopa di lui Giustiniano non comprc-ndesscro allo stesso modo questil. affermazione del primato fondata su Aft 16,13 55., avendo un altra concetto della COeSu,tcllla JeUa chiesa e dt::llo st;lto, La formula entr6 nel diritto ecclesiastico occidentale come una delle basi dello sviluppo del pr:mato papale. L'avvlcinarnento della Sede Apostolica e delIa cone di Costantinopoli crea ruttavil difficolta sia in Oriente, sia in Occideme. Teodorico, il re del Goti, 10 guardava con diffidcnza crescente. Come Boezio, an(;be Giovanni I (523·526) divenne vittima dei conrrasti politi· ci fra Germani c Bizantinl: segno dcllu Fututa .situazlone in cui il p. .soffrinl a causa delle vicende polittche. A papi piu~tosto £avorevoli ai Goti, Felice ill (526-530:' e Bonifacio II 1530·532), contestato da Dioscow (530), se· guirono papi aperti alb politka bizantina, Giovanni II (5)}·5J5) e Agapitc I 15}5·536). Dopo Silverio {536-537), sostenuto dai Gati e percio condannato da un tdbunale- marziale dei Bizantini, che nel 536 avcva.."1O preSQ Rorna, fu e1e(to Vigllia (537·555) che fu com· pktarnente travolto daDa politica e-cdcs.i:astica bLzantina. Un<l. prima volta, noel 548, poi, dopo una certa resistenza, una seconda volta nel 554, accetto la cosiddctta condanna dci Tre Capitoli, imposta od 543/4 da Giustioiano

3875

3876

3877

3878

PAf'ATO

j-lAPATO

PAPATO

PAPATO

nell'interesse di una riconciliazione con i ruenofisiri, e riconobbe anchc il concilio ill Costantinopoli II (553)) cui non aveva volute partecipare e U1 cui era state scomunicaro pure lui. Fu un disastro. VOlI gran parte dell'episcoparo occidentale, in particolare Ie sedi di Milano t di Aquileia, si separarono da Roma. Pur confessandosi fedele a Calcedonia, il suo successore, Pelagic I (556-561), dipendeva anche lui da Giustiniano c non era quindi in grado, neppure aiutando la popolazione romana oppressa da necessita cconomiche, di superare 10 scisrna in Occidente. Giovanni TIl (561-574), finalrnente approvaro da Giustiniano, risrabiil in gran parte la pace. Dopa [n suo mane (565), Ie invasioni dei Longobardi pagnoi creurono nuove difficoltir di Ironte alle quali Benedetto I (575-579) e Pelagic II (579590) si trovarono impotenti. Ci volcva una nuova politica, un'apertura verso i popoli germanici chc da un cerro tempo erano pili apcrti al cauolicesimo. La svolta che per l'Occidente includeva il passaggio decis.vo dail' An-

tichim <II Medioevo

si ebbc sctro Gregorio

Magno (590-604), Nato verso il 540 da una [amiglia scnetcriale, era profondamente romano. Ma non gli impediva di riconoscerC la voca.zionc dcUa chiesa di Rama a con· vertire i popoli e a integrarli nella chiesa univers-ale. Grazie alle Slle Iiwl1erose letten~ (854 conserw.ce) si conoscono moho bene non 50Jo b. sou attraenre personaliti'L, mil <lnche i suoi ideali polirici e pastoraL. Pur accettando il potere imperia1e di Bisanzio, -cercD una intesa con 1 Longobardi e c:omLncio pure ad ilvvici· narsi ai Franchi. La politica nuova c anzi persino 103 difesa del primato romano in ess.a indusa non costiruis:cono il titolo principrue della SU<I gnllldez7U. Questa emerge molro di piu nella s.ua azione car:itativa in vista della quale riorganlzzo il patrimonium Petti, Ie praprieta della chiesa romana, nel suo ministero pasto· rale (formazione del clero e predicazione stancablle)1 nel suo interesse per b vita monastica, intesa ne1 senso eli Agostino come: act£o e crJnlempw!io, e nel .suo imp-cgno missionario, stimolato dOl un certo atteggiamento es(;(]tologico, verSO gli Anglosassoni. doe 01· tre Ie frontiere della civilta romUt1<l. I suoi sue· ce.ssori, ch-e per 1a maggior parte govemaroDO solo poco tempo, non riLIscirono a rnantenere il p. su quellivcl1o, Nonostante I<l se· parazione progres5iva Era Occidentc e Orientel eSSL rimanevano aneOn!. orientati verso ia corte bizantina sl che si puo dire che aRoma il Medioevo occidentale inizlo solo verso la meta dcll'VllI sec. Nella lunga serie di quei papi ancora <cbtzantini)} ci sono pochi avveni·

cia

m-

mend di rilievo da rcgistrare, Nel 607 un sino do romano regolo meglio l'elezionc del vescovo di Rama. II pontiticato di Oncrio I (625·638) divenne famoso per Ia «questionc di Onorio», ramo discussu nelle controversie modeme sull'infallibilita papalc. La posiaione ambigua (he Onorio aveva presa di fronre al problema del monoenergismo indusse il con cilio di Costantinopoli III (680) a includere nella Sua condanna del monctelismo nnche Onorio. Leone II (682-683) accetto la decisione, rimproverando il suo predecessore di aver tradito la tradizione apostolica, conservata sempre integra dnlla Sede Romana. Onorio che certamenre non era all'altezza delle richieste teologiche di allcra, si distiasc petaltro nell'amminisrrazione serie dei benl ecclesiasrici 1<1. quale gli permise di svolgere un grande influsso nella siruazione politics d'Italie, nonche nella sua attivita missionaria rivolta verso gli Anglosasscni e i Longobardi. I suoi succcssori Severino (640), Giovanni IV (640642) e anzituttc Teodoro I (642-649) prcsero chiaramente posizione contro il monofisismo. Nella situazione politica diffidle dell'impero questa questione di fede divennc un facto po· Iitico. Martino I (649-653) che nel 649, con I' aiuto d[ Massimo il Confessore, avcva hmo condannare dni suo sinodo 11 tnonotelisrno, fu deportato nel 65) a Costantinopoli, e II cond~nnato ed esili:lto. 1vlorl nel 655 come martire della lib-crta della chiesa. I SUO! successori Eugenio I (654-657) e Vitaliano (657-672) si sottomiseto all'influenza bizant.i.na. Ne1 666, l'imperatore eressc pure Ravenna come chie· sa autocefrrla, intervenendo brutalmenrc net diriui del patriarcato occidentale. Poiche il potete bizantino era sentito come straniero in Italia e nello stesso tempo i rapporri fr<I b. Se· de Apostolicl con l'Occidente, spccialmenre COn l'InghHterra, diventavano pill stretti, la sv()ita ddinitiY<l verso i regni germanici non era pili che W1a quesl:ione di tempo. Questa svolta nOb fu ostacalata dalla rlpresa della co· munione ecdeslastica fra Roma e BisanZLO in oecasione del cancilio Ji Costantinopoli IV (680/68!), sotto Agatone (678-681), e neppure':;dall'atteggiatnento piuttosto favorcvolc dci papi di origine sicilian a, greea e siriaca che occupnrono, Era il 678 e il 752, la Sede Apostolica. La separazrone crcscente di Rom~ d'" Bisanzio e 1a sua unione semprc pili stretta can l'Occideme, che s.tava passando sotto il dominio franco, venivano invece pramosse dall'inrervenro impedale contrQ Sergio (687· 701), protetto dal popalo Tomano contro i militari bizantini (692: dopa il cosiddctto «1'rullanum II,,), dalle difficolta politiche e militaT

ri dello sresso impero bizantino, specialn.cnre nell'Italia dorninata dei Longobardi, dalla controversia iccnoclasta che diviclevu l'Oriente (dal 726 in poi), dall'intcrcsse romano per le rnissioni, intrapresc anzitutto da Bonifacio, in Frisonia e Sassonia (719,754) e finalrnenre calla riconciliaaione del p. e del Longobardi sottc Zaccaria (741-752). QuestI incaricc pure un mcrropolita franco di consacrare Pipino re dei Franchi, Sotto Stefano II (752-757), I'unione tra Sede Aposrolica e regno franco, condizionata dall'atteggiamento cstile sia -dei Biaentini sia dci Longobardi, inizio definitivamente una nuova era nella storia papule. IV. Elementi di valutnzicne srcrica. Non c'e alcun dubbio chela cosciccza dei vescovi romani di essere incaricati della curd ecclesiae umoersalis, come successor! tli Pietro, sin etcsciuta solranto lentamente durante i primi se-

coli cristiani. Non

impegno sernpre pit netto pet Ia sollccimdo omnium ecciesiarum, contribute decisive alla difesc della liberia ecclesiastica, costituisca una storie complessu di rivcndicezioni da una parte e di ritluti dall'altra, di momenti di avanzamento e di altri di stagnazione, 0 addiritrura di rapidi progressi (Stefano I, Damaso, Leooe I, Geiasio, GregorIo I); a volte i1 processo era lento, rna foriero d~ altri pLU incisivi (Uberio Zosimo, Vigilio). E pure rilevante che, sotto molti aspetti, b. tcoria pa· pale precedene l'eserdzjo effetdvo del prjmato universale (distinzlone delle zone d'lnflusso). In che senso qL)esta storia tortuosa, caratterizzata da tante vki:ssitudini llmane, corrisponda ulia dinamlca insita nella chiesa aposro1ica non Eo: cia dis-cutere in questa sedc. Tale discussione supporrebbe non solo tame premesse della teologia sistematica, rna anche della storiografja, papale ulteriore che oltrepassano la prospcttiva patristic:a. Pm ri£enendo iI ministero petrino come parte integrante della missione afftdata cia Gesu agli apostoli, in questa sede siamo rimasti entrO l'ori:;:zonte della storia della chiesa antica. A questa propos ito convie::ne ricordare una frase famasa: Si qmd !taque rJ nobis recte agitur recteque dcarnt·tu," si quid a 'm.t"sencordia Dei cotidlam:'i supplicationibus ohtinetu," ;llim est operum atque merjtorum cuim in sede ma vi!lit po!estm~ excel/it auctorifas: ccco come 10 ste.sso Leone I, il pi.) grande teorico antico del p., ha indicato nello stesso tempo l'ec· cel1enza ideale -c- i limiti conereti del ministe ro petrino (Serm. 3,3). Comunquc non s1 comprende la storia di ess(} se nan come evo· Iuzione lunga e complessa.
l

mcno certo che il low

In tale sviluppo storico inrcragiscono Iattori contrastanti, tavorevoli e frenunti. Perc il giudizio non sempre facile. Farti che apparivane come ostacoli si sono rivelati, a distanza, come cause di progresso, e viceversa. Sul piano citnle state un vantaggio per p. di esserc legato al destine storico cell'Urbe, ceotro govcrnativo dell'Impem fino alia fine del III sec. La condizione privilegiata, chc csso doveva a questa situazicne poliuca, stata perc messa in quescionc quando le residenze impcrlali 51 sono stabilite in altre citta. Tutravia 111. degradazione politica di Rorna, particolarme-ne ::I [avore di Costantinupcli, si ribaltara nci tempera christiana di nuovo come punto posirivo, poiche il p, ne ha approfittaro per una indipendenza p grande dagli .imperutori, che si inrcressavano sempre di piu e anche HOppO agli affari e-r-lesiastici. rna risiedevano ormai Iontano dall'Urbe. Sui piano della poiiiica ecclesisstica i'cmcrgere di grandi sedi episcopaii, chiemate piii tar. di putriarcati, hu senz'alrro favorite 10 .sviluppo del p. Da una parte, la giurisrlizicne di questo sull'Occidenre srata riconosciuta sen-

iu

za treppe difficolta dalle scdi orientali. anzi

servita a Nicea da rnodelio per la giurisdizione di Alessaodria sull'Egitto; d'aitra parte, Ie rivalita che hanno opposta Ia se-de egiziana a qllella deIb nuova Roma harmo permesso 1<1. Sede Apos[olica eli rivestire un ruolo mediatore fra Ie due sedi rivali e di rinforzare COS! b propria poslzione-. Nella parte occidentale dell'impero, Rama ha. s~perato mana a mano tutte Ie reslstenze delle altre sedi imporcanti. !v:lilano, anzitutto Cartagine, pili tar· di anche Ravenna sano .state cosnette ad arTIm-ettere, oltre que! rango di cr:;prtt et on"go sempre riconosciuto una giuriscizione motto piu ampi" della Sede Apostolica, poiche Ie LittS. rispcttivc avevano perduto la lora importanza politica. Sul piano teorim S·l incontra ugualmcmc un contrasto dj idee politiche e ill premesse teologkhC':. L'idea della Urbs aeterna, dopo la C'onvers:ionc dell'arisrocrazia rom al1 <1, tlptes<l. con uno spinto cristiano pure dai papi del V SCt., ha certamente dato un fondamcmo ideologico alle rivendkazioni papaii. Una aspirazione simile poteva pero anima.re anchc ratteggiamemo dei vcscovi della n uova Ruma, spedalrnente dopo che ]a romanita5, per non parlare della graecitas, era stata compromes· S::l nell'Occiden£e (v: il titolo di patriarca ecu, menico imperialC:). 11 principia di ,1postolidta era suprattutto a favore di ROlna. fonJazione di Pietro e Paolo) principi degii ",postoL. Tuttavia anchc Alessandda e Antiochia pot eva-

run

3879

3880

3881

3882

PAPATO

PIINTQ

PAPATO

PAPATO

no vantarsi di cssere sedi apostoliche. come g1i srcssi papi mettevano in riiievo contra Ie prerese di Costantincpoli, che piu tardi non manco di presenrarsi COme sede di Andrea aposto]o. Anzi, il principle dell'aposrolicita di tutti j vescovi era pili antico, come attcstano Terrulliano e Cipriano. Ci voleva dunque rutra una sene eli rued fattori perche [a sede mana si affermasse (orne unica Seder Apostolica. Fra qucsti fatrori 10 sviluppo del culto di Pietro e di Paolo e della visita delle lora tom[0-

Gregorio 1. Turtavia questa ascesa e stata talvolta contestara da personalita altrettanro irnportanti: Cipriano, Basilio di Cesarea, Am-

brogio, Parrcclo Jj Arles, Cirillo cii Alessandrie. D'alrra parte, cerri regrcssi, anzi offuscamenti, del primate romano erano dovuri soprattutro a papi deboli, poco circosperti, troppo arrcndcvoli: Liberia, Zosimo, Vigilia, Onorio, Eugenio 1. Peri) anche vera the Ie necessita e Ie difficolrh di cerci vescovi, causate spesso cia manchevoiezze di alrri, civili 0 ccclesiastici, hanno dare alla Sede Apostolira

Vicarir.u Chrifli.Slo,ja del Langg-iirt!ler, Dse Galll<:n. poiilik der Piips!e im V. uffd VI. jabrhl.mde'rt: Bonn 1964; M. hlaccl1rrone, S. Pierro sn rapporso a CI'"rJIOndle plU
M~irr!-rel" 1952·, M, Maccarrone. /i(oto plIpa/~, ROn!!1 ~952; G.

origine, canza

durata della

del pontificatc,

decreti,

isticon-

tuzioni jirurgiche, crdinazioni, funerale, vatiene poche cc comprende


scde). La prima redazione notizie sirure. La seconds

be

merit a una

ccnsiderazione

partlcolare.

Non si deve perc trascurare

del tutto che ]0

stesso fenorneno, cioe la venerazione delle reliquie e i pellegrinaggi verso altri santuari, hn contribuiro nOD poco a un cerro «nazlcnalismo cristianoche ha accentuate le forze cenrrifughe, Ie lingue e lc rncntajita diverse. Mol-

l'occusione ill intervenire a favore di vescovi oppress! e di aumcnrare cosi il proprio prestigio, come dimostranc gli appelli di Aranasio, Crisostomo, Nesrorio, Plaviano e in un certo sensa anche di Basilio. In vista di tutti questi fatrcri diversi e in gran parte pure contrastanri, non dun que facile arrivare a una spiegazicne giusra ed equilibrate della sroria antica del p. (cfr. storiografia del p.]. Considcrare tutti questi fenorneni umani, ed anche trappo umani, non vuol dire per un c:l(toli· co merten;": in dubbio che 1a chiesa abbia bisogno del millistcro continuo di Pietro, Sl~ gnifica solo pre:ndere sui serio la storicita, doe la struttum lncarnazlonistica della chiesa di Cristo.

to piu importante

e Finalrnente un

conrrasto,

si direbbe ecclcsiologico. La sede romana aveva vantaggio di rapprcsentare J'Una Sancia. Quesrc ruolc doveva essere spccialmeure sentito da quando il cristianesimo era stato ricorlosciuto COmt religionc ufficiale deH'impero e i cristiani si eranO talmeote identificati con quello che l'idea dell'extra E(;ciesiam nulla salus significava: praticamente extra Ecc!esiam imperii nul/a salm (v. l'atteggiamento di AmhrogIO e di nlOlti altri VersO i barbari). L'origa tltJita/is, simboleggiaca dalla vocazione singolarc di Pietro, includeva del resto, spe· cialmente riguardo aile chiese occidentaH, il privilcgio dell'antlquzf(1S, anche m:I senso crono]ogico. Di fmote aUe chiese orien[ali, quc~ sta prerogativu potella eSSere faHa valere almeno nd sensa che Ia chiesa di Roma era sempre t1m,t"ta Fedele alia 1:radizlone aposta· lica, ill parricolare che eSSa non aveva mal abbandonato la fede di Nicea. 11 principio dell'unlcOl thies-a apostoiica 31 trovava tuttavia confrontato con qutilo della catholicu, delJa koinoma di [uHe Ie chiese apostoliche, prin, dpio non meno semito nel comesto stOfko della chiesa imperiale, QUe'Sto confromo em tanto piu cruciale in quanta la cattolicita comprendeva l'idea del consensu.s, nO!) meno caea agli antichi di quella del1'anL~tllUita.s. Era senz'altr:o pill se.tnplice aHennare il proprio accordo con tutte Ie chiese, dimostrando ]a ("omunione con quella chiesa ('he possedcva 1a principalitas di t1ltte Ie chicse apostolicbe (v. Ireneo), Tuttavia non era piiJ convincente l'uoione con tmte 1e dliese? Infine ii piano perJonale. Non (Ie dubbio che la chiesa di Rom.a dovc-tte la sua ascesa:, per grat1 patte, aile forti personaIitlt che stavano alb sua guida: Vittore I, Stefano I, Dionigi, Darnaso, Innocenzo I, Leone I, Gebsio e

Mtho1irismuj, I: VOrr d"'?1AnJa!rgr:n bis I(mf Tridentin.um, TiJb.ingen 61967 Studi generati: dr_ i MaIiU:.tll di StOriil della Chiesa a ldi A. Fl_jcbe . V. Marrin, H. Jedin, LJ. Rogier, ece., C.

n!:i manu:di di S[Qrl~ Jell a Chiesa gU stu· dl sui slngoli papi, e illlzittJ.Ho l'Archivum hi~(. pont., Ro 1963 5~,~ P. Levillain (ed), DicJionnair<! blJt(Jrt1ue de itl PllpaMi, Paris 1994, tr.lt. MihIlO 19"97',EPapi. Fonti: dr. le edd. degLi scrini del papi e ddle epp. lore lndirina!e, indicate dalla CPL It dalla (PG; Ph. Jaffe G. Wawmbach, R"!:,"'JI1 Ponll!iomt Rrmttl?t()r1.Jm,, Leip I 7.ig 1885, ris!. 1956-; C. Vogel (L. Ducheslle), Le Liber porrti/iwiis, Pilri~ .l:1955; H. Foe-r:;[er. Libel' diurtJus Ro mt:.nomm Potltificum, Bern 1958; C. Mtrbl - K. Aland, Qrrel!en. Zlir Geswichfl' des Pilp5uum, f/,'Id des r6·,m'scbe,l

Bib/lagro/it:; cfr.
m3

of Pllp!1i GOI)<!mtjU!i1tin the M.idJte W".Marschall, Klirihago urul Rom, Die Stetiung der ffordA/rikanrrcben Kircbe ~um aposto!lscben StuM i" Rom, Stuugan 1971; P.P. joannou, Die OJfkirche und die Cathdra Petri iff! 4. Jahrhutrdert, Srungart 1972; L. Magi, l~ sede r~manll nella canispondema dfgli imperatori e patrr(Jrchihlzantini(VI-VIl sec), Rome 1972~]. Hennig. Zur Ste11IINgder PlIpSJI: in de,. monyrotrJg!~chel1 Trl'1d:"i(J/f~ AHP 12 0974) 7·32·, 0: \'Qermclin· ger, Rom IJlJd P"/{lg_tU:J, Srurrgan 197?; J. Speigl. Das estncbende Papw.um, die K"IJonej 1.'. N::iJ"aund die BtuhaJs. eiusetiunge}} in G<J!fr~n; Festschrift H. Tuchle, Paderbcm 1975, 4J·6-1; Ch. Plerri, Rc.!!fa Cbristiana (311-440), Rorna 1976; P. Stockmd-=~, Romisr::h~Kirche end Petrus ami im LichJ fl'ii.hchristlicher Zi:'ugnisj,,: AHC 14 (1976) 3-)7· J72; P, Conte, Il :Jigni{icl1todd pnmata papaie nci "adnd"t VI concitio ecumomco: AHe 15 (1977) 7 ·111; Apo· S/O/flt: mE J (1978) 458·462; V. Monachino, Ii canonc 28 df Cekedonia, (":rent'si tories, L'Aqoilu 1979; M. Woj· s rowych, PaprttUJn I-Ind Kon:zi!e I'on den An/tingen hIS- IU Leo I.. Srungarc .ssr kEr. ARC 17 [19351 9·17); B. $c:;himmelpfe:nnig, Drr.r Paputam. Von dcr A'1tike bis :;:ur R.eJUus•snce, Dermsrudr -"1988;J. Hofmann, Die amdiche • Srdlung der in dn aiit:Jten rOffu,dnn. Bisroo/sli:Jff!" iiba· {fe!eruw ,Hanner I/': dolTKirch!! Rc.m: H1 109 11989, 1.23; A. Gamti, 11 papa patridTCIl d'Qccidentl', Bologml. 199U; M. M,1ccarone (ed.J, Il primatrJ del veiCetVO- Ro· tii ntd Jt~! primo millennia, Cilta dd V~tjcmQ 1991; M .• \-lac· cafOn~, Ramana Eccif'sia . ClthfNirll Pc-tri, a c, di P. Zerb'l Nat, Roma 1991; R 1-linnewh, D .. Nrusa!"'-171 iJ Ro· me. Pier'-~ et i'umN de i'ip,/iH' <1pmJOfiqrlf, Parts 1994; H Feichringer, Ch,.is:fuj prae£e"!u in Ecdeiia, Tesi AUgllSti
V011

tmljl.-Dr: testimoniame: Ullmann, Tbc growth Age'5, London 31970;

Srudkom

15 11967)

)97·420;

W.

anche informazicnl

invcprecise.

Mentre poi nel Medioevo la storiografia papale si inserisce nella sroriografia ecclesiastica del tempo che sl distingue per Io schema piurtosto edificante delle- eta del mondo, quellu del Cinquecento si mostra troppo dorninata delle polemiche confess.ionali eli quel pericdo, Dall'inizio de! Seicento invece una storiografia piu critica e piu oggettiva presc orrginc, graaie ag1"1sforzi d ei Panvinro, Baronio, Tillemcnt e di aitri. I metodi nuovi, Iandisti

elaborati dai Maurini (Cousranr) e dai Belc finaimente dalla critica storica dell'Ottocenro, contribuirono a un progresso enormc pure- delle ricerche sui p- (v. Schwai-

ger 1337 s.). L'apertura degli archivi vaticani c 1a fondazione de:gli Istiruti nazicnaii eli Sroria a Roma, PUt facendo progredire maggiormenre la storiografia rnedievale e mode rna del p., non potevano che stimolare anche lo studio del suoi illizi (v. Schwaiger 1338). Cosi Duchesne, l'editore de! Llher

POl1ti/icahs

(1886-92), Caspar

(1930-37),

111~l1um,

ROn1<l. 200:5.

B. Studer
S!otiografia del papa to. I:intcressc storiografico per il p. appare dapprirna nei Ca~ taloghi del vescovi romani. Per mettere in risalto l'apostolidta delia tradizlooe :mtenticamente cristiana, Ege:i-ippo e Ircheo di Liane, gia nel II sec., e, sulle lora orme, Eusebio di Cesarei {t 339) composero, fra l'alrro, queste liste cronologiche, Una preoccupazlone -csclusivamente ct'onogr.afic:a indusse l'autor.c Jel coslddetto CrO!'wgr-ajo del 354 a concordare i1 c:Halogo dibcriano» can i fasti consoI<Iri romani. Cene cranache del V sec. nooche Teodoreto e Saccate, tutti e due comj· nuatori della HiItoria EcclesztJstica di Eusebiu, complctarono i cat:lloghi anteriori fino alla loro eta. La serie dei prlmi ritr ...ti pont tifid, effertuarI per la basilica di S. Paolo, attesta altrettanto 1a solledwdine di qud tempo PC! la st-oria del p. II tentativo cronogra£jco del IV e del V sec. rrove una continua·

v.

coni. Sto,-ilJ del papaw e deipapi, ROffia 1967 55: A. Fr~n· 2e!1 - R. Ballmer, Pap,IgesdJirhte, Frcibllrg 21980;j.M.R. l'illant T)le Btsbop of R.ome, London 198J.; K. S..-:harz, De,- Piipxl!iche Pd'lTat. Seine G~.,hir::hte !J(J11 den Ur· spn'ingt'rI his zur GegerrUXlrt, Wi.ir:l"burg EJ-90~ H. Fuhr· mann, 5!r;JI1'r1 d'ei papi Jp Pietro a GiwlIn.'1i Pavro II, Ba-

Andresen, K.D. Schmidt· E. Wolf; E. Casp<1r, Gerr:bid)flj de, PaprUumr van den An/iingen biJ !ur Hohe der Wdt· hemchrJjt, TLibingen 19.30.1933; P. Bi.lti!foI. Cathedra Petri, Paris 1938;]. Hflller, Dt/. Papsuum, I, Stmtgatt 21950, EX. Seppelt, G~>chl[·hte dt!T Pit-plfe, J.II, MWII;:hen 1]954 s.; V. i\IuIlilchmo, I papi neNa dorr'cr I, Roma 1961; G Sdl'.l.'niger, CNc!Jir::hlr: da Piiprtr:, Munchen ]961; C. Fal·

Haller (1934-45J, Seppelt (1931-41] noncho alcuni studiosi itali-ani, particolarmentc della storia di RomQ~ come il Brezzi, si dedicarono a!lo studio delle origini_ del p. Come fa pero vedere l' opera pib re:cet1te in qU(:stlOne, quclla del Pietri, purtroppo lirnitata aI IV e alia. prima meta del V s.ec., anche La storiografia pontificia dtve prenclere dimensionl piu vHste, consider are cioe non solo i documenti papali e gli scritti antichi rna anche 10 sviluppo della citra di Roma, le forme de! miniscero pastorale, 1e condizioni sociali, come risultano anche dai datL archeologici. TLJt ravia owio tali lrnprese .sofftooo .1IJcora per la penuria di monografie prepuato de, come dimostra per esernpIo i] caso, pure ristreuo, della lista dei papi.
l

roe

neb!! einem Anbange: Die iit~He rOrmscbe Bhr::ho/rlirte

FQn/l: olrre Ie I~Here d-ei papi (v. (PL 1627·174-4r e Ie opere storiche de-gil a\HOn ;(Jlbo;:hi menz:ionati, v. .in _PiU· liro];m:, il Lb. Ponti/.; eJ. t. Duchesne, P:uis 181:l6·92, risr.1955 S/udl: C. Schmidt, S/udif.:t1 ZIJ dell Puudo·Ciemellti!Ui?I uud die P,eud<;!-Clementlm:n (TU 46, 1), Leipzig 1929; A. Me.cati, La scn·e d~i papi neli'AritT-Udr!o. pr!tftifido per l'anrlO 1941; OS~. Rom. 19 genoaio 1947 (ver:;. fig!. Me· diaC'.,al Stud. 9 [r947J 7I·80)~ A. FnJtG7., Papa· TV fA crotlotassi papale: EC 9, 756·765; Ch. Pio::t~, Rcmra Chri· 1tilIM, RDm<l. 197(j; M. WOi[O"wyt~ch, apst1um u/'Id KOHP 1.ile von den AnjflngeJ1. biJ ~ I. (440·461), SRl!tgart1981; W UlImaf1tt, Ge!o~iur I t192-496), Stuttgart 1981; G. Schw.aigl"'r, PlIpIJg{!schichmchreibuflg: LTK 7 (1998) 1)36·1339; Id., Pcrp;dr:~'e: LTK 7 (1998) 1345 SS.

ri 1992: K Schat~, Papsf, Papmum, L Alre Kirch::: LTKJ 7 (1995) 1328·).331; G. Schw<'Iiger, Pllp.tlllllT [,3. lm ,0· IJJitohf:JJRdch: TRE 25 (1998) 648·651 Studi sui singoti pi:noJi 0 su aspc!ti purtic-olari: P. B~tiffol. Le 5i~ge ~postoliqNI', Pans 2i924; G,B. Ladner. Dit! Papstbl1dllrrre des Aiterfttms ulld dej Miuelahtu, I, Gttil del VaticanQ 1941; O. Bcrrolini, ROllia di!wl'lte a Bt:,Cl1/· 7.io e ai Longobardi, Bologfla 19·H~ J. L,ldwig, Dio: Pr!~ m,Uswot1/.: Mt 16,18-19 in der artkirchfiLhell Excg<'5e',

zione nel Liher Ponti/icali5, Ie cui prime due recensioni (fino al 530 e fino :lIla fine del VII sec.) riguardano l'eta pa_tdstic~. Si tratta d1 una raccolta di biografie clei vescQvi ro~ mani, le prime/ fino a] 400, br.cvj, le seguenti pili estese, tutte in fonna stereotipa (nome, 3885

uo

E. Studer 3886

3883

3884

PAPr\TO

PAPATO

PAPIA Dr GERAPOU me 1937-39; C. Andresen. Die Kir<hr:nder aken Christenbeit, Stuttgart 1971, specia]m. pp. :>79-601; Ch. Pietri, ROM'1l Cbristmno (JIl-440), Roma 1976; Pauologic ill. 346 as. {6ib!'); EA. McShfille, L1 RomdrtitdJ ct Ic Pave Lion Ie Grand, P,1ri5 1979 (bib!.); LtK 7 (1993) 1.335 PJlrolo-giil IV, 1-15, 123-189 (bibl.L

PAr~.'\

Dr GERArOLI

VI. Lertere dei papi. Sette U termine generico di Lcttcrc del Papi (epistulae pollti/iei",), gli storiogrufi ecclesiastici comprenclono tutti I documcntl attribuiti ai vescovi ill Rorna, senza distinzione delle forme particolari, come le decretali che risalgono alln fine del IV sec., le enciclicbe, attestate per la prima volta con Martino I (649-653), chirograti, lertere apesrclicbe, ecc., cccetto i cosiddetri privilegi papili. Per questi documenti, fonri sene' altro prirnordiali per la storia del P» anzi di tutta La chiesa, conviene distinguere quelli dei prirni tre secoli da quelli posteriori. Per il primo periodo notevole la scarsita del documentl conservati. Eccetto la Prima Clementis che si presenta come lettera della comunita di Roma, pcssediamo per intero solo due lettere di Cornelio I (251-253), riprese nell'epistolario di Cipriano (CPL 50). I frammenti delle lerrere di alcuni cltri papi (Soreto, Eleurer:o, Vittore I, Ponaiaco, Lucio I, Stefano I, Dionigi) sono stati trasmessi, come: tanti altri scritti dei primi secoli, nella Historia Ecdesiastica dl Eusebio di Cesaree. Fra questi documenti, i piu importanti sono quelIi di Vinore I sulla questionc pasquale, di Ste. farm I sul bartesimo amministrato da eretici (DS 110 s.) e di Dionig: sulla teologia trinitaria (OS 112-115)_ Altre lettere invece sono menzionate 0 parzialmente -conservate in altd aut-od cedcs.iastid, corne Ie due lettere di Giulio I (3)7-352) in Atana,io (CPL 1627) e Ie lettere di Liberio 052-366) in Ihria e io Socrate (CPL 162~ 55_). Can Oamaso I 066-384) inizi. il secondo periodo, molto mcglio documentato. Grazie a registri pontifi-ci (rcgesta, registnj nei quail dBl IV sec. in poi, secondo usanze ramane, le copie del documenti usciti dalla cancclleria aposwlim Eurono inseriti, bench€: trasrness:i in UDO state solo frammentario, e anzitutto grazie aile coilezioni di ca.rattere sia eecitsiastico-politico, sia canonico {diritto decret:ale}, fra Ie qL1ali quella Aveilana La [amosa, conosciamo ass:ar bene la corrisporrdenza pontificia di qlles.to secondo pcriodo, spcdalmente per che riguarda lnnocenzo I (401-417; CPL 1640, Leooe 1(440-461; CPL 1656: pill di 170 lenere), IIario (461-468; CPL 1662 s.), Gelasia I (492-496; CPL 1667 s.l, Simmaco (498- 514; CPL 1678) e Gregorio I (590-604; CPL 1714). Anche 'e questi scritti sono da attribuire pili all'artivita -anonima ddla canceileria apostolica cbe all'iniziativa letteraria di singoli <l.utori, tecttto Forse qualche lettera di Leone e di Gregorio, essi merit~mo nondimeno di es.serc considerati non soltunto come fonti della storia dena chic5a roma-

na, rna nnche come testimonianza della etcria delia lettcrarura crlstiana anti ca. Le lettesc pontificic. infani, specialrncnte quelle cornpeste nei tempi caldi della storia papule. hanno una grande importanza pet Ia storia delle donrine cristiane, del dirino canonico e della liturgia, in panicolare per la teologia agostiniana della graaia, alcune questioni sacramentarie, la cristclogia. Ie posizioni ecclesio[ogiche della curia romana in rapporto J. quelle della corte irnperiale e di nltri vescovi. Nel10 stcsso tempo, esse ci perrnettono di cornprendcre pitt a fondo Ia situazione teologica ed ecclesiale di diversi Pedri della rhiesa: Ambrogio, Giovanni Crisostomo, Agostino, Giovanni Cassiauo, Cirillo di Alessandria, Teodoreto e, naturalmente, gli stessi papi che come Leone e Gregorio vengono annoverati [ru i Padri della chiesa. Anche sotto l'asperto letterario esse: non sana privc d'inreresse, consentencloci di seguire 10 sviluppo della prosa

L'ambiellte storico-calruraie greco-romano e fa missione cristiana nel I rec: Ri-cerM. Sordi, che Sronco-Biblicbe 10 (1998) 217-229; A.D. Baum, Der Presbyter des Papias i.ber einen Hermeneuten des Petrus: 1hZ 56 (2000) 21-35. Quanta a Matteo, secondo P., cgli scrisse il suo vangelo :8~po:t51 OlaAEX-tcp, ossia in ebraico a in ararnaico: Marrco raccolsc in questa lingua i Aoyta di Oesu e -li T,wirveooe, ossia 11 «interpreto», 0 li «tradusse», evidentemen-

s.;

B. Studer PAPrA di Gempcli (II sec.). Nato a Ger ipoii in Frigia, dove fu anche vescovo. P. scrisse verso il130/140 una Spiegazioll' det'deftl [:1.6rw] del Signore che iofluenzc molto Ireneo, Ippolito e Vittorino. I 13 Irammenti rimasti sono conservati delle sresso Ireneo (Han. V, 33,4) e da Eusebio, HE II, 15,2; III, 36,2; 39, 1.3-17, e ne abbiamo oggi diverse cdizioni e trnduzioni anche "recenti. Si tratta di un'interpretazione di chc il Signore disse e fece, corne indica iI titulo sresso. Secondo Eusebio, HE ill, 39,15 S5' P_ era seguace di uno del scttc disccpoli di Giovanni, i quali appartenevano al gruppo dei presbiteri Aristione e Giovanni, anche se spes50 i modemi ritengono cbe soltanto gli ultimi due siano figure storiche, supponcndo che i settc discepoli possano rappresentare uno schema aritrnologico-letterario diffuse all'epoca (p.es. discussicne del pres unto Giovanni di P. in M.L Rigato, La testimonia"la di Papi" di Ctrap(Jli mi I'Jecondd' Giovanni e rf conlesto eusebiauo, in Atti del VI SimpoJio di E/eso su 5. Giovanni ApoS/%, a -c, d[ L. Padm'ese, Rorna 1996,237-272), P, 5i pone in strett:a connessione con I'eta apostouca: secondo !renea, Adv. haer. V, 33.4, era ~~molto antico;l-), seguaced.i Giovanni e comc.mporaneo d.i Policarpo. NeU)oltica della tra5missione diretta del messaggio apostolico, moho importante l'istanza delia no.pf:tJjoou;/traditio attraverso la <<viva voce» (~droTI rpwvij, viz,'(1 vox), come ha posto illuce A.D. Baum, Papia5, der Vorzug der Viva Vox und die Evengelienschri/ten: NTS 44 (998) 144-151. Eusebio, che non riconosce a P_ vigoria eli pensicro, oe pone in luce lendenze giudaico-cri5tiane (HE III, 39, L3}. 11 frammcnto pili famoso, di.scu:sso gia nelI'antichita (ibid. 15), rifedsce la notizia di un rrpEGf3-6t:E.pO~ secondo cui il vangelo di lvbrco fu scritto in base all-n prcdicazione di Pietro aRoma t indica Marc:o come «interprete)) di Pietro. La questione stata studiata p.es. da T.y. Mullins, Papt·(1J and Clement and Mark's two Gospels: VChr 30 (1976) 189-192;J. Kiirzinger, Die Aussage des Papias von Hierapolis l..ur literari.fchen Form des }vfarkusevangehumJ: Biblische Zeitschrift 21 (19771 245-264; A. De]aux, Deux timoignaf.es de Papias sur fa. composition de Marc: NTS 26 {l981) 401-411;

te in grcco, ancbc se Gero.am o, l'.ir. 011. s.v


Matthaeus, afferma di non sap ere chi avesse tradotto in greco il «Matteo ebraico». Un tilIe vangelo fu poi usstc da gruppi giudaicocristiani quali i Nazorei c, scccndo Panreno, maestro di Clemente Alcssancrino, sarebbe state addirittura in posscsso di alcuoi gruppi cristiani d'India, che 10 avrebbcro avuto da Bartolomeo: documenrazicne nel mio cap. III in Gli Apossoli in India nella tradiuone patristica o nctlo leneratura samcrita, in collaborazione can C. Dognini. Mil3JlO 2001, 4559. Si pone infatti 1a qucstione se quello chc Murteo scrisse «in lingua ebraica» secondo Papia sia la raccolra di detti di Cesu di cui parlano Ireneo e Origene come di un «Matteo ebraico». 11 problema molto dioattuto tra gI.i. studiosi e 1a lctrc-ratura in rnerito sarebbe ampia. efr. almeno Amphoux, L'itHwgile setof1 Its HibreHx: Apocrypha 6 (1995) 67-77; A.D. Ballin, Ein aramii':,cher UrmatthiiUJ im kf.einasiati:schen Gotfesdienst: ZNTW 12 (2001) 257-272; u1-eriori indica· zioni nella biblIografia.

do

ritmica, il passaggio doe da! ritmo quantiraLive a qucllo acccntuativc nclle clauscle fineIi. Dimostrano inoltre gli influssi della menralita polinco-giuridica romana sul Iatino dci cristiani, come si vede in particolare in Leone e nei suol successori immediati, Costituiscone pure un caso tipico di adattarnento cristiano a un genere letterario profano, la ripre.sa doe di forme della legislazione imperiale in quella decretrrle della Sede Aposwli· ca. Infine, Ie Ictterc posteriori, di Gregorio e di altri, aUestano anche il passaggio dalla mentalita antica a quella medlevale. Uno studio ill tutta questa documemazionc pontificia che interessa Jungue Don solo la storia della chiesa di Rama, 1a patrologha, loa s.toria delb lettemtura latina posteriore e anche Ia storia della frne deU'impero romano, ddl'irtiz.lo ddl'impcro bizantino e dei regni germanici, richtede pure una cono.scenz ....pill vasta di edizioni, di sussidi e di sludi di quella normalmente pre51Ippo5ta per Ie ricerche patristiche. SulIe -eJ.izioni: CPL 1568·1774, e in panic. Ph. J:lif~ G. Wattenbach, Regestd R()jtlaHoritlJt PoHtJ!ir:rml ab COrtdiilJ E,c/w·a ad a. 1198, Leipzig 218B5-1888; C. Sil<J~·TarouCJ., Le ant/chI! lettere dei Papl e it: [OrO diyjom· (sec. lV VI): CivCan 72 (I92Il 13-22, 323·33CJ.; rd., i,'uovi swdi sulle antichl! lettere dei Pap!: Gre_gorhumm 12 (1931) 3CSEL, eeL, efr. A. Thiel, EpiRomfwomm Pon(Jjirnm genuillae et quae ad erJS scriplae Sr.lnt, Braunsbcrg 1867/8 (ris.r. Hild~~hdm 1974); C. M;rbt - K. Al~nd, Qu~ilell ;;;.urG~ghir;btt' det Papst111ms mrd des r6mischen Katboth:isJJws, 1, Tlibitkgen 71967. Studi: Qltre Ie StQrie; dclli1 Chiesil, dr. in partlc-olilTc "F... Caspar. GeJchJi:hte des Pl1p~ar;m:; lion den Anfiil"lJ},enbis
slZ/fiJl!

c.B.

RGG V. '-17-48; (1952) 234·240;

piu

l..IJ,d in P.: HTR 52 ([959) 223-243-; -II. Bo:IucJ:. Re{:htgti"ubigkt}it urrd Ke'!zerer"im (illes/en ChnJJenrum, Tlibin g~n 2196&. t87 ss.; GJ'.!. Lee, EIiUbiuf, H.E. ),39,4: Bi· b!ica 53 (1972) 412; C.M. N.ielsen, Papias. Polemicist again,t whom?; ThS 35 0974J 529-535; Ah~m:r 54 ~.; E Cu~ng€m.an.ns. In wekhern Sinn!! is( [.uk.:1sHl5wriker? Die Bt!~iEhurrg lIun !..uk 1,1..-1 unJ Papi.a~ ;;:_~·r rlnJiketi. Rheton"k: LingBib1541I9.83} 9-26; U.H.]. Koert[ler, Papia.von Hir:rr!potis. EiN Bdur!fl. <,1,,. GEJchicbtt' des /rubell Chrl~ st"ntrJmJ, Gattingen 1983; J. Kurzinger, Pap.;;'~ von I-iie· rapntr:~Imd die EVJ.lrgl!tif'Jl de-f NT. Rcg"'.nsburg 1983; L. Cirillo. Un re((!I"rte volllmE ru P.: Cristia:lesiwQ ndla Storia 7 (1986) 5)3-563; RH. Sc-hm1dt, Sc~mitimtf:n bei Papias: ThZ 44 0988) 135-146; J.-D. DL:.bois, Remarqm ..s 'ilir Je fragment d~ PapiilJ cite par lrel1ee: RHPhR 7 I (1991) 3·1-0; G. Zllili2, Papiarr.o: ZNTh.' 82 (1990 242263; R. Ballckh3m, PapiaJ cmd P(j[ycrtlte.~ on Jh{' rmg/n of tb~Fourth GoJPfhJrS 44 (1993) 24·65·; W,R Schoedd, Papios, in ANRW 2i, 1, Berlin·New York 1993,235270; WA. L6hr, KBn(Jn~g_E:jchid;!J(ir;h~ ~cjhr:Tch!tmp,pt wm B Verhiiltni. VO/1 mU/1dli ...hl:r ulld schd!ttidl1r Tradition im ZWr'i:CfI JahrhuJtdm~ ZNT\Xl 85 (1994) 234·258; A. St~wan-Syke~, Taui in Papias: ]EeS 3- (1995) 487-492; P. Bruns, Papr{u: LThK" i, Freiburg 199&, 1325-i326; c.E. Hill, Wbat Papid.t .taid about John (and Luh!)~JTS 49 Ii998) 582-629; c.p, Thiede. Der Petrus Report, Aug~burg 2002,153-170; 1. &tmelli, I mnllm:::.t" anlichi e il Ct"l~ Jtit1m:~imo: cont"rto e comotJi, Madrid 2001, 163-192,

J,I\ Bligh, Tbe Profog c/ Pap/a::;: TbS J. Munek, Prdrytm ar..d Disciples of

12 the

do

56, )49·42), 547-498 Edh:.iemi: olrrc PL, MCH,

n.

zur Bahe dcr We!themchd./t, ].H, TDbingen 1930,1933; E OJ Capua, J/ ntmo prosaiC(! netle {,,!te-re dei Papi E !Tei Jocuml"1lJi dl!ll<l cancelleria roJJt<1J1a dat IV (1t XIV sec., Ro

3887

3888

3889

3890

pt\pmO·}>r\prROlOGI,\ part, !-67; E~d., Tb~ Altdl1nJ Novels and PcmiMf Con· teas u;ith the New 1'e:.ita1!1etll, ill Ilrmwl M{?eting of the AmeriCan Ar:aJ~J)IYof Rr:!rgwn & the Society of Bihlrcal Literature, Atlanta, G~rgia, November 22·25, 200J, sec. non Ana'ent FictioJl and EaAy Cbmtia» and Je:I.'ish NarReeders. A Hir;t{)rico/ Introduction to tht! First Cospet. Bloorningro», IN 2003; B. Ehrman, The Apostolic Fathers, Cambridge 2003: M .. L_ Rigato, It 1ilolo de/h.

PAPmo·pAPIROLOGI,\

PAP1RO·pAP[ROLOGIA

PAP[?,O·PAPTROLOGIA

ratioe Croup; H Clerke. The Gospel oj Mdt/hew

rind

Itt

il migiiore era [a pergarneria}, inoltre materiali che costavano poco 0 niente: ravoietre di leo gno cerate, tavoictte di cal-care, cocci (ostJ'aka). I testi scrini su tali materiali, sopratturro se sono stati trovati ill Egirro, vengono per lo pili
srudiati e pubblicati dagli stessi specialisti che si occupano dci p.; percic il rerminc «p.» viene spesso appiicaro - impropriamente, mil ccmcdamcnre - anche ad essi. La carta papiracca costitui per rnohi secoli il

a/trl amon pagetni de! I SEC. in Atti del Convegno It ConJributo ddle sciense ~toriche alIa mterpretozione del Nuov(J Te5tattu:nlO [Roma. 2·6 ortobre 2002), a c.
ill

:n~~;;;;:' iel~~.~~;JTc~;a~!~!~~ I~I!~:t~~J~;~~~~,~7:i~ sc:


e per I documenri

em.

tjc] Pcmificio Ccmuero di Scienee Storiche, Cina del V;l,' tic~o 2005: Papia di I-lie-mpoji~, Esposiuone deg/i ora· cob dd 5ig1wre: 1 [mmmenti, inrr., tesro. tr. e note .dt E. Noreili, Milano 20-05

materiale principale per la produzionc libraria, per gli atti dcjl'amministrazione statale,
privati, per le lettere.

I, Ramelli PAPIRO·PAPIROLOGIA
I. Papiri lenerari . II. Papiri docurnenmn

11 p., come materiale scrinorio ricavato dalla pianta ornonima tcyperus papyrus) con un minuzioso trattamento delle stele, ebbc origine in Egiao, dove gL3 nel III millennio a.C. se ne faceva usc corrente. La tecnica adotrara
nella fabbricazione della carta papirucen deseritta da .Plinio nei dettagIi, sia pure: cot! gualche inesattezza (Nat. Hi". XIII, 74·77; 81-82). La carta papimcea era usata in !Utto il mOn· do amico. Resti dl p. s1 sono conservati, gra· zie a condizioni clim:.uicht favorevoli, soprattutto neila valle del Nilo, ai margini del· 1.1zona soggc:tta aile 1nondazioni, inoltre, ma, .in quantita di grunlunga infcriori, in altri luo~ ghi dotatl di un elima sec-co: Dura Europo5. e Phout<lia sull'Eufrate Ness.an;l. c Ie grotte presso il Mar .l\.'lorto in Pales tina, Petra in Arabia, Nbu-Ndjem in Libia. Spor<ldicamentt si trovano aDche alrrove. rna in questi ra· ri casi e.ssi di solita S1 disfano completarnente al momento ill cui vengono estraHL dalla terra. Un casO particolare sono i numerosi ro· toll di p. carbonizza.ti trovati a Ereolano nel~ lEI seeooda meta del XVIII Sec e di cui al· runi attendono aneara oggi di esserc svo1ti e lctti. La maggior parte dei p. che posse-diaT rna pruviene da seavi regola.ri, rna ci sono an· che molti p. (be, seop.en:i da privati, SOna en~ trati in mllsci 0 bibiioteche pilssando attraverso il mercato antiquario, e in qucsti -casi, di soli to, la proveniem:n non si puo stabilire se non ipoteticarnent-c. Oltre p., si usavano nel mondo antico on· che altri materiali per scrivere Oasciruno qui da parte 1 rnateriali [he .scrvivano per Ie !scri· zioni destinate a csser lette da crutrnql1e), in particolare Ia pelle conciata di v3d tipi (dl cui
l

at

vamente la prima ne] corao dci secoli XI· XIt Gli studiosi dividor.o normalmente i p. in due grandi gruppi: p. Ietterari e dorumenrari. La divisione eomoda, per quanto sommaria e irnprecisa. AI prime gruppo vengono assegnati anche tesu paraletterari, p.es. esercizi scolastici, Formulc di preghieru seritte a usa private, orcscopi ecc. Ii sccondo gruppo comprende non solo docurncnn emananti dalI'apparato statalc e docwnentt re1U[ivl a operazioni cornpiute da slng~e persone (p.es. atti di eompro.vcndita, eontrani di affino, di· chiarazioni di presti to, quietanze ecc.), rna ill1eoe lettere private. Con il termine ({papirologia)-} si intenJc quella disciplina, nata tra 1a fine del XIX e l'ini· 2io de-! XX sec., che si OCCllpa dei p., sia lcttcrari, sia documentari. Per do che riguarda !'epoca ('he ci interessa in questa Dizionario, 1a stmgrande maggioram:£! dei p. conservati scritta in greea; fa· ti sona quelli scritti in Latino; abbastanza nu· merosi sono quelli conlenenti testi in hngua egiziana, scrttti, fino a1 II sec. d.C. per mezzo della scrittura demorica, piti tardI per mei::zo ddl'alfabcto copto. Rari all'ini2jo, i p. cop· ti conservati diventano poi sempre pill numerosl. Possediamo anche un certo nutnero ill p. documentari .in arabo e in persiano. I. Papirlletterari. La fonna originaria de1 li bro, net mondo antico, fu il retolo costituito da un certo numero di fogli di p. incollati co· s1 dOl formate una .striscia pill 0 mcno lunga, cbe sl arrotobva in rnaniera cbe 101scrittura .restasse nella parte- lnterna, usualmente pili ~evigrrt£!. A partirc dal II sec. d.C. entra un po' aUa volta in uso il codke. Net corso del IV sec. esso soppiant.a il rotolo. A lungo i codid furono (utti cOn fogli di p. piegah. seb· bene questo materiale si rovinasse facilmente nelle pieghe. Solo gradualmenre iI p. fu so·

In Egirto, Ia carta papiracea era usata ancora nei secoli VIII-IX d,C., sebbene l'uso della carta [atta dj stracci corninciasse gia .1 diffondersi. Qucsr'ulrima soppianto dcfiniti-

srituito, in questa campo, dalla pc-garnena mareriale di gran lunge piu resisientc e piu comodo, rna anche pili costoso. I rristiani cdottarono molto presto, per i lora libri. la forma del ccdice, Essendo meno legati dei pagani e degli ebrei a: una tradizione [ctteraria, poteronc piu Iacilmente abbando· nate la forma del rotoio. Questa rirnase invece per gli ebrei [a forma librariu norm ale, quando si trattava di trascrivere la B'bbia. Trc 1 p. lerterari cristiani, greci e copti.. dominano i testi biblici, sia dell'AT che del NT La quantita e le caratteristiche.riei p. biblici cristiani sccperti in Egitto confermano e arricchiscono lc testimcnianze circa l'uso quo· tidiano e 1a diffusione a tutti i livelli delle Scrirture sa ere all'interno delle comunita cristiane dei primi secoii. Di questi p. 1 pill antichi sono U P. Yale I, 1 (fine I sec.), (rammento di codice papiraceo della Genesi. [] notissimc P. Ryl. TTl 457, frammento di codice papiraceo proveniente forse dal Fayum 0 da Oxyrhynchcs, datnbile paleograficamente ai primi decenni del II sec. e contenente fa 18,31-32,37·38; e il notevole complesso dei P. Chester-Beatty, alcuni c.ki quali son a data· bili a1 II see. Segue per anrichita e 1mportanza il P Bodmer II (II-III sec.), trovato pro· babilmente ncll'Alto Egitto (P,nopoli), cod;. ce papiruceo can ediz10ne aecurata dell'mte· r() vangelo di Giovanni. Fra gli apocrifi ncotestamentari il pill nne· staro i_I ProtovangeLo dI Giacomo, di cui il P. Bodmer V (ID sec.)1 pfoveniente dall' Alto Egiuo, can il titolo Nascita di Maria, ci re· stituisce 1a reda2ione pili antiea. Notevoli, se pure inferiori a quelli biblici, So· no i contriburi della p. nd campo stretta· mente patristieo, di cui gia U testa neotesta· memarjo eos[iwisce 1a base e un costante punto di rife::rlmento. La patrisril:<l, oltre a estendere i SllOr interessi .al di Ii dei confini tradizionali, ba assunto sernpre pili, ai nostri tempi, gli a:spetti stod[Q-filoIogid nel suo am· bito propriamente teoiogico (K. Trcu) , e b stessa p., sia per la pecu1iaridi della documemrrzione, Si3 per questa fruttuosa conver· genza, ha nJatcato il contatta del dati speci· fLeamente fllologici can i contcnuti del pensiero teoiogico, restandone a sua volta in· flueozata. In tale prospetriva si mseriscono al· Curll degli esempi pi!) notevoli fra i tnnti rcgistrati nei rispettivi catal()ghi specializznri. II P. Oxy. XV 1782 (line IV scc.), che .p. parten eva a un piccolo eodiee pt'rgamenaceo, eontiene un frarum-cnto della Didache 1,4, can due interessahti Iezloni che Jivergono dal te· sto che conosciamo da a1cri testimonio

I1 Pastor He-mae he i suoi principali tcstimoni papirologici in P Mich. 130, un [rammento

di rotolo pupiracec ddla fine del II SeC. (Fayum), contenente Mand. II. 6-III, 1; e in P Mich. 129 della seconda meta del III sec. (Teadelfia a Licopoli?). [ungh i frammenti di codice papiracco, che ci resriruiscono patti
norevoli dei «Precetu» e delle «Similitudini» e confermaco l'ipotesi secondo cui l'opera non sarebbe stata pubblicata in una sola volta e la redazionc origin,lria sarebbe cominciata con Ia quinta Visione. II De Pascba eli Melitone di S«.rdi trasrnesso in due serie dl fogli di codice papiraceo:

P. Chester-Beatty XII e P Bodmer XIII, darabili rispettivamente al IV e a] III-IV sec. I rontatti di questa celebre scritro con gli apecrifi Acta loannis (II sec.] hanno fane sup·
porre una comune tradizione teologica sui teo rna centrale conccmente fa dottrina trinitaria c crisrolcgica. It piu entice e interessante testimcne dirertc delrAdversu.l baereses eli Ireneo il P Oxy. III 405, settc frammenti dl un rotclo papiraceo quasi contempornnco all'aurore. In uno del frammenti compare una citaaione di Mt 3,6-7 mnfanne al ms. D del NT; de cia ri· swta Ireneo cleve aver conosciuto il testo oggi rappresentato da! «cDdiee di ~ezaj). Fca 1 numerOS[ ritrovamenti -vaplracc:i che han no arricchito la conoscenz; dei testi dl Origene va rieordaro un codice di TLJfa (VI· VII sed, pubblicata cia Scherer nel 1949: vi riportata l'imeressante discussione c-rismlogica di Origem;· con Erac:.!de, in cUI messa in Iuee l'attiva partecipazione dej fe· deli al diba:Ulto sinodale. Ant:ora da Tun ci pervenmo un codice papiract;':o databile aI VI·VII sec. e contenen!C- il De Parcha di Ori· gene (pubblicato da O. Gueraud e p, Nau[in}: un teste trova utili riscontri neUe ca· tene esegetiche. I diverSE commentari di Didimo .il Ckco, pro· venientl dar rnonasterc di S. Arsenio di Tu· ra, rirenuto di [enden'!..<1orrgenista, hanna lID grande vruore per Ie rieercbe patdstiche. Non mancano, fta i p., testi ill Basilio Ma· gno, Gregorio Nazianzeno, Gregorio Nisse· no, Giovanni CrtSOSlomo, Cirillo Alessandrino. Rilevante anche i1 gmppo cei fratnrnthti patristici non idemificati 0 adespoti (pitt dj un centinaio nel catalogo di van Haeist), che costituiscono un notevole arricchimento let· terado. Frn i_ pochi p. Iatini rieordiamo quartro fogh pergamenacel dd IV sec. COn sezioni dei ser· mont .34 e 38 di Agostino, e un Psaimus re· sponsor£ur (P. Bare. Inv. 149·153), improprh-

roe

roe

3891

3892

3893

3894

PAPIRO-PAPIROLOGIA

PAPIRO-PAPmOLOGIA

P,\PISCO

E FILONE

{Dielogc

di1

PAP1SCO E Fr~ONE

(Din logo

dil

mente

gine oangslo di Giacomo,

rlenomi-iato dall'cditore [tUJO Maria, La cui fonre principalc

alta V.cril Proto-

Maim imporranti

sono i documenti nati in

Tea i p. Iet-erari trovati in Egitto, un postc a parte spetta a un grande insieme di codici

copti scoperti nel1945 a Nag Hammedi nelI'Alto Egiuo. Esso si cornpone di traduzioni copte, fatre nel IV sec., di opere di carattere religloso-filosofico scriue in greeo e il cui te-

sro greco non si conservato. Per In maggior parte sono opere gnostiche cd ermetiche, rna. presentc anche un teste sapienaia]e, gli In-

ccntri monastici. Essi consentono di correggert;! e di completare le inlormazioni fornire dallc fonti lettcrarie (Ia Storia. dei monaci in Egiuo, [a Storie Lausiaca, Ia documentazione pacomiana. gli apoltegmi erc.). Sono stati i p. documenrari, p.es., a convincere gli studiosi che la coesistenza di vade forme di monnchesimoc- eremitismo, laure scmi-anacoretiche. cenobi - fu in Egitto una situazione normale durante secoli, fino alla ccnquista mentari

segnamenu dt Silvana. La cosiddertc «biblioteca di Nag Hammadi» ha ettiraro e continua ad ettirare ['attenzione di molti studiosi, Cataloghi dei P. lerterari crisriani si possono trovare in K. Aland, Repertorium der griechi-

aruba. Analogamente, sono stari i p. docua. mostrare chc l'obbligo della rinuncia agli averi, nel memento in cui uno entraUn caso a parte

tr, ir. (con annorazioni suppiemenrari di M, Manfredi) Papin· greci, Firenze 1984; O. Monrevecchi L:I papirologla, rist. rivcduta 'C corrctta con Adde~da, Milano 1988 {Lt973). Ra5segnc di edieicni di p.: E.A. Judge' S.R. Pickering, P£IpvrrIJ Dncumc-nttll[on. oj Cbrch and Commtmit'j in Egypt to tbe AIid·Fourth Couury: JbAC 20 (977) 47·71; O. Montevecchi, La docnmentazionc ptlpln1Cea del III sc. coto d.C, kPdti e problemi: Aegyptus 7.3 (993) 57-69: M. Na.ldini, Egitto cnssiano: testimonuuize papimi,!giche. in A. Camplani (a c. eli), L'Egrtlo cnstiano. Aspen, probfemr" ill eta tasdo-antica, Rome 1997, 273·289; E .. Wipszvcka, LO's pt1pyms dt)m'~reJJir1ir~~ r:o_J1ct."rnant'EgliSl: f d'I1IJIJntc toumant camtannnicn Un hiian des vingt deri lIiJr>", annecs, in Aui del XXII Con gr. Inr. ill Papirclugia, Firenzc 200t, 1307.1330.
t:

II9G8,

La ricostruzione della Iisionornia del nucleo originario deil'opera e del su o progressive


sv.iluppo va collocate nell' amb-co del gcncre

letterario del dieiogc di polernica anrigiudaiC3, L'opera, infatti, ripropone, LI"1Unea i masd
sima, le ternutiche crmai tradiaicnali della

M. Naldini . E. Wipszycka PAPISCO E FILONE (Dlalogo di). Nel 1889 Arthur McGiffcrt pubblicol'ed,tlo princeps di un dialogo anonimo tra un monaco cristi?lnQ C due giudei, P. e F. (Papi5ci et Phifonis Iudseornr» cum »zonacbo colloquium"
collocnndonc In composizionc ncll'Egitto di

va nella vita monastica, era, nel monnchesimo egiziuno, un'eccezione, c non Ia regola.

plurisccolare polemica tra gilh~ei e cristiani, rna riflctte anche il conflino srilln vcnerazione delle immagini, che travag'[io pro fonda mente il pericdo tra VII e VIII sec., pur se le unita testuali in cui ricorre il riferimento a tale questione appaiono autonome e fortemente sospetre di esscrc piii tarde rispetto al nucleo originario dcll'opcra. Non sl regiscr..l no spunti csegetici di particolare originalita
rispetro alla tradizione precsis tcnte. se non per la qucstione della veneraaicne delle im-

scben christlichen Papyr~·, I: Bibliscbe Papyri, Berlin 1976, c in J, van Haelst, Catalogue des papyrus {itterm·res jUffs et cbreuens, Pnris 1976, inolrre in alcuni prograrnmi elettronici, tra i quali il pill importante e ccrnodo e il Leuven Database of Ancient Books (LDAB), accessibilc in Internet <http.z/Idab.arts.kuleuven.ac.be>.

e costituito

dullc cosiddette
che questo del-

Iettere si lettera

private.

rermine

Bisogna

evvertire

applicate dai papirologi a qualsiada un p., a eccezione

conscrvata

II. Papiri dccumentari. Gli srudicsi che si oc cupano di vari aspeni della storia. deU::l Chiesa, e speclalmente della Chiesa cgizLma, pos· sono trovare dati interessanti allJinterno delt'el1orme ma.ss.a di p. documentJri di varia ge" nere, gred e copti - massa che creSCe costantemenre grazie a nuove pubbIic3?ioni. La probabilid di trovare dati utili tamo grande quando S1 ha a che fare non con do~ eumemi isohti, ma con [aeeolte (dette Unproprlamcnte -«(a..rchivi))), cioe con gruppi di dOCllml':ntl scritti da, 0 telativI a, una singola persona a lstituzione, 0 provenientl dall'archivio di una persona 0 di una istituzione (p.es. di una cbiesa 0 di un Ccotro monasttco). Particolarmente preziosi :;ono due insiemi dl testi copti, cbe sono i resti degli archivi dl due vescovi dell'Alto Egrtto, vissuti nelIn prima meta del sec., Abraham e Pisenthios. I p. documcnt.arl «((::ristianL., COminC[dnO all'ini7.io JellII sec. J1 lora numero aumenta nel corso del secoia, e poi molto pill rapidamchte nd IV sec. Essi d fomiscono p:J.recchie ihformazioni sulla vita delle comunita cr:istiane ddl'Egtfto (purtroppo, non di A1essandria: nessun p . .si conservato ad AlessanJria, nel Delta). Rendono possibile conoscere, molto piu pre~ cisamcnte (he in altre regtoni del mondo tardo-amico, 18 rete delle chiese, Ie !ora entrate c Ie loro spese, la composizione del clero, il modo di agire Jd vescovi.

Ie lerrere serine da, 0 indiriaaate a, una qual. siasi istanza dell'appnrato sratale. Secondo questa convenzione terminolog'cn, una [ottera, p.es., che il capo di una comunica cristiana indirizza al capo di un'alrru comunita cri.
stinna pCI' raccomandare un Fedele che parte per un viaggio, traHata come ~dette[a privata». Le lettcre private cristianc forniscono un'enorme- guantita di dati che non si trova· no in altre fonti. Esse SOhO scrittc in un lin· guaggio vicino aI linguaggio parlato, poco 0 per Diente infl uenzato dalle maniere letterarie. Ci consentono di veJere concretamcn"te dei cristiani ordinari immersi nelle faccende qumidiane e di osservare i roro rapporti quo· ticiiaoL con i pagani. Per la s!oria dei con£l.itti dottrinali i p. documcotari sono meno imporranti (sebbene meritino di ess{'re prcs.i in considerazianc).

piu

VII sec. Nei decenni successivi, rna soprattutto negli ultirni annl, sono stati segnalati numerosi alrri mnnoscritti ed c state notato che quanro si legge in molti dei codici diverge profondarnente dal testa eoiro. L'analisi della tradizionc manoscritta del Diaiogo di Papisco e Fitone - assai pili ricca d.i quanta sf [hen esse, rna anche complessa e car:atteri7,Z<1ta da proce.ssi di contaminuzione e di mHnipolazione del testo - -consente di affermare
che l' opera in reaita UD coace:rvo di unita tcstuali di divetso). provenienzJ; ie puntuali convergenze che s.i notana con altd scritti antigiudaici coevi (Tro/ei di Dc1Jnas(o, Qm1.estio 137 ad Antiochurn ducem, rna anche IJApo!ogill di Leonzio di Neapolis per una seZLone SHlla venerazianc delle immaginl) dipendono con ogni probabilit~l, Jall'impiego di un mcdcsimo reperrorio di fonti. La. genes! del DiaJ

magini, the comunque il Dialogo condivide con scritti antigiudaici coevi: il giudeo accusa il cristiuno di tributare alia cr oce e alle imrnagini di Cristo e dci santi, ovvero II dei rnanufatti. quella venerazione che e dovuta solo a Die; i1 crisriano controbatte esserendo di non venerare .e immagini, ber.si Dio attraverso ill esse. A caratterizzare con una certa precisione il Diatogo e a fornire indizi per una comesrualizzazlone sto.rica sono i .iferlmenti a.lle conquiste delle reg~oni oricntali dcl1'Impero bizantino dn. p~tte delle popolazioni persiane e ambo-islamiche, Nell'opera Persiani e Arabi appaiono comt;; un ltrZO inrerlocutorc, privo d.i una definIc<l fisioIlOmis. dialeuica, rna percepito piuttos ~o come una presenza ineombc:nte e minrrcciosa, e, pertanto, s\lscettibik di essetc associata agli ebrei corne e!emento sDvverslvo pl:"r l'irnpe· roo NeI complesso, l'e:segesi s:nch'essa tradi:ziohalt: tipologica, cristologica, cdstoceo(flCa, volt.a a interpret are ogni figura ed evento dell'AT come pre.figurazione del NT in una linea di cantllmita stoTim. Proprio per' che il Dialogo ha conQsciuto dh'erse fasl redazionali e If!. sua genesi non pea ricondursi a un progetto (oerente e unitario, non si puc. dreoscrivert con precisionc i1 momento storico in. cui es.so fu composto: o:.a la Sll:;l ampia diffusione e il suo progrcss:ivo accrcscimento Sono con ogni evrJenza I'cffetto dd confronto c deUo scontra Ira comunita giudaiche e comunita cristiane, sem?re vivo dalla prima epoca dcll'e1aborazione dello scritto (VII sec.) e per tune Ie fasi della sua trasmissIonc. Constawziooe non J:1eno irnportante per la compren.sione della storia del Di(1/ogo che esso fu pili volte t: r<3;dotto: non solo in latino, come em gia not·'), rna anche in ;.-;Iavo (con differenti versiooi: mediobulga· r.a, russa, rutena) e in mediotedes.co.

vn

ne

chhcben ch,irflichett P!Jpyri, volt I.II, Bcrlin-:--.Iew York 1976.95; K. Treu . ). Diethart. Grir;cbIJ·che fiterarrJcht' Pl1pyri chrt";:tfkhcn b,baru. II: Textband, Wiel"l 1993. Due e(:cdlenti illtroduziolli alla papirologia: E.G Turm:r, Gn't'k Papyri. A,t Imr-oductioff, Oxford 21980,

Un comodo elenco ddle edi..t.:i()n..ipJpirologi,hc, per cia che rigu:.lIda i ciocume:!mi grcd, ~ f-orni!o da ].F Oa~es . R.s. B~gn.al1- WHo Willl~ - KA. Warp, ("-h<;:c.t..tist 0/ Edi~i(lIiS of Greek Pllpyr-j and Orfrakii, '-I' cd., AtLuua 1992:, e per j docume.ntr capri d~ A.A. Schiller, A ChlXkii,: of Coplic DOClmieJi(J lInd Lefler,: Bulletin of the Amerir;il.11 Society of PaPyrology 13 0976, 9"9·123, jJ. Joc-umen· tan pl.1bblic.ari in rivi:;'[e w:ngono slstematictllTJcr"!tc ri· pubblic:ati in due !""".<lJ.:coite special;; pcr i p. document:uj g_p:~ci abbtW10 il Sl1mmclhuc;' g,rier::histher UrklmJen £IUS Ag,)"ptf:ft, in molti volumj, cl.a11915 in poi, fI Co di F Bi· label, poi di E. Kiessling, poi di H.·A. RlJpptc'.:(_'ht, ~[ i p. d(Jcumentan copd a6biamo il Koph,dJr:. Sl1mme/fmch, (It cui il vol. I. a c. Ji M.R.M. Hasirzka, e_ merte nd 1993. Una riedizio[J~ di luni i documenti ;;opti, disp{]sti ~econdo c::negone, lJl corso [Jd Journal of Juristic PapymIogy, a ))<l.di.re dill vol. 29 (1999), a opera d.i T.S. Richter. K. Aland H.·U. Rosenbaum, ReperM,.ium der f!.ric-

logo non puo as.crivers! a un individuale :atto


{'rea1:Ivo, rna va coosiderata come un procc~so sviluppatosi oel tempo ovvero come esito di un lavoro svolto da pili autori in momenti dive-rsi. Si puc, collocarc artomo ilia sc-

conda met;! del vn sec. la g~nesi del nudea piu antico e origrnario del Dialogo, cui si sono ~mdate progressivameme accorpando nuove w1ita reswau. Lo stesso IItolo, Dia/ago d~· Papisco e Pilone che si continua a impiegare per chiarczza tn oS5equio a una tradiziom: consoHdata, t: discu[ibile. S1 mma, in sostan~
J

za, di un'opera aperta e flessibile, probabilmente composta in una regione orientule sot:top0.'ita a domina:ztone araba: in Palestina, Ovvero in Siria,

3895

3896

3897

3898

PARA'BAL[INl

PARABOLA

pARABOLA

PARABOLA

edited witb intrcduc tion and notes, together with D. dlscussio» of Christian p-olemics against ,he jews, Marb-l1rg 1889; 1. Aul.lsa C Schiano, Dia/ago di Papisco e Fuone giudei COlt uri mOJ1I1' CO, Bad 2U05, 177-210 Silidi: V. Deroche, fA poilimiqtl(! anti-jtlda(qtu: au Vi' et (111VIle siede. Un memento i~idii. ie, Kiphotail1~ Travaux et Memoires 11 (991) 275-311; H.C. Thdmmcl, Di:C

Edilf[mi~ AC. McGiffcn, Chrirti;1t! and a Jew, the GIO::l!k text


CPG 77%.

DialoglH' befw~I!JJa

nomlnati sotto il tl-olo de clerias, non siamo sicuri se appartencsscro a1 clero. La Iegisl:azione del CTh parzialmente passata ncl C1 (CTh 16,2,42 ~ CI 1,3,17; CTh 16,2,43 ~ C1 1,3,18),

Friihge;chichre Jr:r ostkirchiicben Bildff'rlehrc. Texu lind Urrtenuchwlgen. zur Zeit vor dem BildetjJreit, Berlin I Sl92; A Cameron, Th~ [ewz in Sellen:h·Ct'n!ury Pc1teftine~ R(JjJf;1J!D4e(u, Cbristian Response and she Lirerary COjJstrncnon oj "he Jew, PhiLldelphia 1994; A. Kulzer, Dj· !pllldt(one! Graeaie contra ludaeos. Unfer!.!u:hungen 1;ur bY:WfW!JtJchel1 anJi_iiidischen Dialaglite-ratUi lind ihrem [udenb!fd, Stuttgart-Leipzig 1999~ P. Andrist, Pour un rio Scripta Classica Iseeelicn I3 (1994) 75·9)~ D.M. Olscer,

F. Marrroye. us parabalani d'AlexJJlldri;:: Bulletin de la Societe narlonele J~$ Ant. de France (1923)275.281; H. Gregoire, Sur ie personnel ho ~pit(JlieTdrs tigliuJ. ·Parl1balo.ni et Priuatarii~: Byzannon IJ (1938) 283-285; A. Pbilipsbom, Lo compagnie d'emhll!(/I1c1efI "parrTbdhmi"" d'Aiexanaril1: Byzantion 20 (1950) 185-190; W. Schubarr, Pr1raba!o/ti~JEA 40 (1954) 97-101; ]. R~ug~.L1 potitiqul! de Cynlh d'Allix4ndrie et Ie mUlrIre d'Hypafie; Crisrianesimo nella storin 11 (1990) 48-5504 (spec. 500 s.); Cyrille de Alcxandrie, Lcnres [estates, SC 372, Paris 199L. 57 5S., -69, n i. DACL 13, 1574.1578.

pl'rt~r!e des manuscrits de polimiquf! antijuddtqlOe: Byzanuon 70 (20GO} 27{l-306: 1. Aulisa, "Papisci et Phi/on is
Iudaeonan cum monacha colloquium": note per una rico-

A. Oi Berardino Nel Iinguaggio tecnico della reil [ermine 1tO'pa.l30At; (lat. conlatio, similitudo; cfr. Cic. De invent. 1,30,49) inPARABOLA. toricn anticn dica un paregone piiJ 0 meno ampio e particolareggiato fra due termini appartenenti ad ambiti diversi. Aristotele (Rhet. 11,20), mentre distingue la p. dallu favela che S1 colloca fuori dalla realra, annovera la prima tra gli esempi che Fomiscono all'oratore prove gcneralmente accettate. Ne1 NT, oltre che in Hbr 9,9; 11,19, dove assWhc il significato di simbolo, il termine napa,BoAr; si t('Ova numerose valte nei vangeli slnottici ed usata in tuna la vasta gamma di acce:doni che presenta }'ebr. mashal (aram. mathla); esso puo design are Ji volta in volta una sentenzil solenne cd enigma.tica, un consiglio di saper vivere~ un caso tipico, una metafara, una. breve immagine, una comparazione, un'analogi:a, LIn raccomo. In altri luoghi dd NT troviamo il tennine nClp04-L'LU, il cui senso oscilla tra similirudinc (fa 10,6), proverbio (2 Plr 2,22), discorso enigmatico (fa 16,25.29)_ Come 05serva Dodd (Le parabole del Regllo, 19·21), nella Sua forma semplice la p. una metafora 0 similitudine [rafta dalIa natura 0 da!· la vita quoridiana che colpisce l'ascoitatore e ne stitnola la riflessione; Ia semphce merafo· ra puc. csscre arricchita da particolari e dive· nire un'irnffiagine cornpleta e Sllccc$sivamen· [e una storia e un vero e proprio racconl:o. Nei Padri Apostolici il terrninc J[apaj)OA~ si trova nelIa cosiddetta Epistota di Bamaba e nel Pastore di Erma. In Barn. 6,10, a proposito di Ex 33,3, esw indica un'affermazionc enigmatica che va interpret at a allegorkamen· te (efr, aDehe Barn. 17,2). La terz. parte del Pastore dL Erma designata come napa(3owl, che, per quanta riguarda !e prime cinque, so· no simili a quelle sinottiche; si tratt:a di p. che hanno bisogno di splegazionc kfr. Sim. V, 3.1;

stnarone det corfnnuc Ira giudei of! cristiani In f!'POC" aitomcdieuale: VetChr40 (200)) 1741; C. Scbano, Dat dialogo. ai tratteto nelia polemico dntigiuddica. Ii NDialogo di P<1PHCO Fiwne" e in ~Di.fputa coruro i giudd' di Anac ttasto abate: V~(Chr 41 l2(04) 121.150; P_ Andrist, Trot! du Dialogue Tirnothei et AquJ1.'J(~): LAura K 113,Vatopedt 5JJ,' J&rnkaliou 60. Esseis sur ia tradirion Allastasi~a Andiudelca notaltlmEJJt du Dialcgus Papisci
dl:J'

remoim ca {et

a(hrJnites mal connm

de. Anasrasiann

Antiiudai.

4,1), secondo una conrezfone analoga a quella prcscnte in lvfc 4.34 (e- da not are che ap· pate i] medesimo termine E1UAUCO, con riferimenta alia spiegazione delle p.), Secondo Clemente Alesssndrino, la p. un discorso che guida l'ascoharore da cic che i: simile cl sensa proprio a che vero e proprio, oppure un' espressionc che, in altro modo, mostra con efficscia che dctto in sense proprio (Strom. VI, 15,126). Origene, (he ha prcsente anche questo tipo di definizione della p., rte aggiunge un'altra: la p. un discorso relative a un ferro presentato come se Fosse avvcnuto, mentre non avvenuto realmente, rna puc. accadere: tale discorso indica, in sense figurate, delle rcalra in virtu di un rrasferimento di significate eli quanta delto nella p, (III Ps, 77,2: Analecta Sacra III, p, 111; cfr; anche Fragm. in Pr. 1,6: PG 13, 20C). Egli distingue ]a p. dull'cdvtjun che consistc nclj'cspcsizicne di avvenimenti che non si sono verificati e non POSS0[10 accade-

cose sensibili e quasi tangibili (Comm. cap, VIII: PG 72, 624 CD), Per quanta riguarda gli autori cristiani

in Lc.
latini,

cio

Tertulliano, in rifcrimento aile p. evangclichc, usa il [ermine parabola in alternanza con 5"1, militudo (cfr. De praescr. boer. 26,3; De paen.
8,4); Daria considern comunemente le p. del NT similitudines (In MI, 13,7; 21,8) e comparationes (In Mr. 6,6; 20,5; 2[,13). Sulla pa~ raboia = compamtio cfr. anche Cassiodoro (Exp, in Ps. 56,2 a proposito di MI 23,37). L'associazionc del concerto di p. a quelli di similitudo e di comparatio si ritrova in Gaudenzio di Brescia che rileva come sia proprio del perferto maestro servirsi del linguaggio parabolico per istruire i discepoii e spingerli all'azione (Tmrl. 18: CSEL 68, 15}). Girolamo, chc nota come sia consuerud'ne del Sid e sopratrutto dci Palestlncsi inserire p. in ogni loro disccrso, perche quanta non puc essere inreso degli ascoltatori per mezzo del SerTIplice insegnamento sia invece compreso mediante la similitudine e gli esernpi (Comm, Mt. 18,23), consideru La p. come una similitudine ~~quae ub eo vocutur, quad alreri n«po:~6:At..e'fo:t,hoc est adsimilatur, ct quasi umbra prooemiumve veritatis est» (Ep. 121,6: CSEL 56, 23. Per la contrapposizlone parabola·vert/as, si veda Ep, 49,13: CSEL 54, 370; dr, anche Teodr!., In Ez. 20,49: PG 81, 1008 AI. Egli mette in rilievo ehe il Signore dieeva molte p. alle turbe~ affinch~ accogliessero i vari insegnamentL secondo lJ disposlzione d'animo di ciascuno, e univa case chiare a cose oscure ilio scopo dl spingere 11 suo uditorio alla conoscenz.a eli che: non capiv3, per mezzo delle case che capiva (Comm. in j\4.t. 1},}), Ambrogio, 'pet il quale la p, una figura che neceSSIrl di soluzione (Expl. Ps. 4),56), distingue la narralio dalla parabola, come nel caso della p. del ricco e di Lazzaro, in cui presente (lrIche il nome': di unO dci personaggi (Expos, ev, rec, Le, VIII, 13; cfL anche Girol., Hom. de Lazaro et divite: eeL 78, 507J. -In Agostino S1 trm'ano associati i concetti eli parabola con quelli di simi· litudo e eli aenigma (efr. En. il1 PJ. 68, Serrl2. 1,15; In Ps, 48, Sam. 1,5 dove affcrmato: <;d\enigma est obscllta parabola quae dlffidIe intclligiQ"'>; Serln, 93,1); nelle p, e nelle fi· gure, che non vanna imese in senso proprio, «aliud ex alio est intellegenduill)} (Contra mend., 24), Le p, evangcliche sono divise do Agostino in due gruppi, di cui il primo si configura «secundum similitudinern aliquarn;>, come MI18,23~35; Lc 7,4[·43; 15,1 [~32, il secondo «ex ipsa dissimilitudine>}, come Mt 6,30; 7,7-11; Lc 16,1·13: nel pti..-no ca50 ca·

cio

et Plulocis

cum monacho:

Byzantion

76 {200G) 402.422

I. Aulisu il CTb i p. erano qui ad euranda debiLium aegra cQrpora depu·


PARABALANI, Secondo lalltur (CTh 16,2,43) ad Alessandria: pertan~ to [orm:.1vano il ptrsonale infennieri:;tico dd· la chiesa di Alessandri.a, rna non conosciamo esattamente la natura del loto Iavoroj parimend igt1oriHmo il tempo della loco origine, rna gia all'inizio del V sec. costituivano una potente corporazione, che a volte, potcva causare pers.ina der disordini in citta. Per que5ro, dopo la morte di Ipa.zia - non sappiamo se anch' essi vi fossero stati implic<J.ti -, Teo· dosia emana nel 416 una legge per restringe~ [C i loro privilegi e Ie loro attivita non :speei· fimtamentc as.sistenziali; inoltre prescrive cbe essr debbano essere di origine povcra - gli honorati c i curiales non possono essere p. _, illora numero non deve Sllperare i 500 16,2,42), numero che due anni pili tardi fu port,ta a 600 (CTh 16,2,43). E"i non dovcvano immischiatsi negli affari pubblici (spet[aeoli, la curia dttadina, tribunall per timore che intervenissero nci giudizi). I p., secondo questa Legge del 418, erano sotto il contralia del v.::scovo di Alcssandria (per un breve periodo erano stati setto il prefetto augusfa!r:r;); in certe occasioni potevano eSScre il suo braedo destro, come ncl Latmcinio di Efeso del 449 (M,nsi 6, 828), 1 p, godevano di eerti privilcgi del ciero, m<J.benehe nel CTh siano
j

te e che esprimono un significate arcano in modo nnscosro (Fragm. in Pro 1,6: PG 13, 25B; cfr, GiroL, Tract, de Ps, 77,2; CeL 78, 65); i1 fstto raccontato dall'enigma quindi i:
inverosimile a differenza della p. D'alrru purte, Orlgenc mastra dr distinguere la p. anche d;1.11asimilirudin-e, in base a Me 4,30, sottolim~s.ndo che 1a prima specifica e la seconda generica (Comm. in MI. X, 4} rna pili avan[i egli sembra mettere in discussiane tale di· stinzione (ibid. 16 e anche 11). Ad ogrri mo~ do, per Origene l'insegnamento velato espres· so dalle p, ha 10 scopo di spingere 10 spirito umana alIa rieerea, c:ondizione di ogni sea· perta del vero (efr. M. Harl, Ong,ene et fa lonetion reviia/rice dtl Verbe il1ceJmi, Paris 1958, 245); il Logos, per esercilate l'intelligcnza dcgli ascoltatori, ha indicato alcune ve· rita sotto forma di -enigmi, altre in discorsi oscuri, altre in p., altre in questiani proble· matiche (Contra C.::ls. ill, 45). Da parte sua, Giovanni Crisostomo, che pare associare il termine napo:~oA~ a qoello di «'(V'YIle< (In Jo, hom, 47,1), a propos;to di MI 13,15 osserva che il Signore, sc non avesse 'wIuta !a sal· vezza dei slloi a.scoltatori, avrebbe taeiuta e non avrebbe parlato in p., mentre invece pro· prio con questa linguaggio parabolico, con questa esprimersi in modo ve1nto soUec1ta Ia loro Jttenzione (In MI, hom, 45,2), Per Ciril· 10 Alessandrinu Ie p_ sonD irnmagini di eose non visibili, ma piuttosto intelligibili e spiritu:ali; che non possibile vedere con gil oeehi del corpo, lo mastca la p. can gli occhi della mente, dando una bella forma alla souigliezza delle cose inrelligibili mediante Ie

In

do

Plu

(en

do

3899

3900

3901

3902

PARACLITO

(jJ'H.ld~«J)

PAR.t\DIS:O

PARADISO

rattere distir tivo dei due termini di confronto della p. C 1a somiglianza, nell'cltro la dissomigjianza (Quaest. evang. lib, 11,45)' Negli scrittori cristiani antichi, pur nella varieta di atteggiamenti e di modi cspressivi, si puc cogliere un dato cornune: illinguaggio parabclico espresso da Gesu tende scstanzialrnente a sollecitare lu rillcssione e l'intelligen-

za degli ascolratori perche, qualora siuno mossi cia rettn intenzione, possano pill agevolrnente comprendere i1 messaggio salvfico del Signore e tradurlo conscguenterncnte nell'czionc.
GLNT 9. 519-568; DBS 6, 1149-1177; j. jeremias. i- parabolc di Gmt, tr. it., Brescia 21973; C.H. DDdd, LI! pambo/I! del RI~gno, cr. it., Brescia 21976; M. Morin, Rice}'<:he;u!tf!"egesi a9,MtiJiian<J delta p<lr(Iboia delle died VIH· gin! (Mt 25.l-13), Ban 1981, 49-64; V. Fusco, Oilre 1<1 parabob .:Introdiaiane alte- prnabol~ di Gesu, Rome 1"983: A. Saenz, us pardbolas Jet evl1ng{!fio Jt:glirr los Padres de La iglr!.tra, Ru<",nos Aires 1994 (La misericordia dt: DioIJ, 1995 (Ll mr5m'wrdi(j con el prrijimoJ, ]997 (La figllrd uh[Jriai d( Crisro), 1999 (EI miIt(,Tio de Israel y de lOll nacio"es)~ S. Zincone, PIlr/are in perabole: ()JU'rtM,:tjani sIIItt'iegt:si a.isoltomillltd Ji Mt. 13, 10 SR,R., Omaggio a D Subbaruccl, SMSR 62, n.s. XX (1996) 685-690

solatori» (GLNT 9, 6R7 [TWNT 5. 802]). I Padri interpretano il termine, applicate a GeSU, come Intercessors {Clemente At, Quis dives 25,7); per Origene Cristo 2: interccssore (Comm. in fob. 1.33; De prine. 2,7.4). Accanto a questa significate, appiicato allo Sprrito santo, csso viene inteso come consolarorc (Eusebio, De ecc_ theol . .3;5,11 s.; Giovanni Cris.,

su ne

continuare ie sua missione nel mondo (fa 16,7 bene per VOl che 10 me ne vada, perchc. se non me fit: vade, non verra avo! il paracliro; rna quando me ne sara andato, ve lo mandero»). Gesu identiflca p. con Spirito santo. Il reruune, in mol-e lingue, viene rradot:o can consolatore, che non rendc pienamente il significaro del teste giovanneo, perche «ne Ge10 Spirito vengano dcscritti come con-

«c

di «fruttetn, fcresta». La versione dei LXX 10 be trador-o can n:o:paoEtO'DI;, termine che p.es. in Senofonte indicava il parco dei re persiani: Ciro stesso avrcbbe mosrrato a Liscndro II p, di Sardi, da lui stesso
significate

misurato e disposto ad arte, del quale aveva


pianraro personalrnente enche alcuni alberi

S< Zincone

PARACLITO (paraclero). n termine moderno viene dai larino peraclitus (pc/radetm"), che e un celco dal greco parJkletos (da paraka/eo:
da para [presso] e kaleo [chiamo]). Parakletos signwca avvacato, intercessore, portavocC': di qlJalcuno. Qulndi ha un primo significato non strettarnente giuridico; chi t chiamato deve difender:e e alutare l'accusato {Demostene, Oratio 19,1; Diogene 1. 4,50), rna non diventa tennille tecnko COme il Latino I1duocatus. tennine mane!! nei Sectmta; vitne usato da Filane di Alessandria nel senso di .incercessore presso gli uomini (In FUicc. 13.151 e 181) invoco, prega, consolo, esorto; composto

Hom. in loh. 75: PG 59, 403). Le traduzloni latinc della Bibbia rendono it terrnine parakletos a volre con la semplice traslinerazlone in paraclitas, altre con advocatus, eltre can cansolotor. Questa fcnorneno e moho importuntc per l'uso che ne faranno i Padri e le 10m spiegazioni. Tertuiliano lo intende come aduocatus conservando il sapore giuridko (De ieun, 13: Paraclitus id est advocatus; De monog . .3), rna anche nei Padri Iatini viene inreso come consolarore, ove Ilario, Tr. in Ps. 125.7; Girolamo, Ep. 120.9. Lo stesso llario talvolta 10 intende come advocatus (De irinifate 8,19: cum advenent advocalus ille); Agostino affenna paradettls enim lafine dicilu/" advocatIls (Tr. in Ioh. 74,4); allzi prcdsa: cOnIoiator ergo dle vel
advocatus (utrumque interpr-etatur quod est graece parade/us) (Agosrino, Tr_ in loh. Ev 94,2). La questione terminologica solo parzialmenre colleg.ata con 10 sviluppo della dottrilla sullo Spirito santo; per questa tematica si veda illemma Spirito Janto.

Ia misurs in cui 10 ha csreso anche a] raeconto di Cen 2,3, Di qui, infinc, il paradisus della Vulgate. Nel giudaismo intcrtcstamehrar!o 11 giardino edenico divenra il soggiorno delle anime dei bead, patriarchi e visionari. Si nffermn c051 la concezione che it p. origimario, ora nascosro; ritornera in modo visibi[e ella fine dei tempi, concczione che ha il suo parallelo in certi passi del NT (Lc 2.3,43;

(Oecon. IV, 20-21). I LXX hcnno attribuitc a questa .rermine un significate religiose nel-

2 Cor 12,4; Ap 2.7). S. Paolo moser. una tenstone tra 1.>. prospettiva escatologica e Ia nostra dimensione celeste sin d'ora che potremmo riassumerc nella frase emblernatica nostra autem conuersatio in caeiis est, undc etiam Salvatorem exspectannn, Phil 3,20. Su questa binomio nella conceaione paolina del p. si veda A.T. Lincoln! Paradiso ora e non ancora: cielo e prospcuiua escatoiogica nel pen. sino di Paolo, ed. it. '8. C. di A. Zani, Brescia Nei Padri il Termine ha assunto una p1UDlLii:8 di significati, a indican,: la scde definitiva in cui sf cornpirii il de.seino e;;;catologico dei bea· ti, i1 sene d'Abramo in cui si riposeranno, Ja Gerusalemme {:eicste desrinata ad accoglierli, la vita beata e La sua 3ede il ddo, sovente idenrificato -con il p. cdcnico. Cos1 Cipriano (Ad Fort. XII} ricarda, nei glomi della persecuzione, chc, se La morte ci porta via da questa terra inganne\'ole, ptr trasportarcl nci rcgni del ciela, nel p. Basilio usa indifferentemente ie due denominazloni di cielo c p. Inolrre, e::gli si occupa per primo di fOhl

o p. (In }o. 91; Semi. 280,5)) anche se non va confuse con il cielo deg1i angeli (Serm. 26,5; Encbir. 73). Del resto, sc ii P. fosse distinto dal cielo, dove altrc 10 si potrebbc collccare (Enarr. in Ps. l,8)? In rondo, dierro i veri nomi si cela la sressa realm: la sede dei becti (De Gen. ad lilt. XII, 34,65); per concludere, di fronte a PLUpressant: richieste di localizzazione: Dio sresso sara, dopa questa vita, il luogo dove riposeranno le nostre anirne {Enarr. in Ps. XXX, 3,8}. Le difffcoka di Agostino riflettono inevitabih osciilaziom dci Padri sul problema della 10cslizzezione. Ireneo, p.es., aveva dlsrinto il cielo del p. d. qucllo della citra santa (Adv. haer. v, 36,1): e cia perche mer-iti rlisuguali comporterebbero disuguaglianza di retr'buaione. Efrem Siro ha a eucre dl precis are: I'ammlssione de! sami avra lucgo riel regno

xxx.

dei cieli solo dopa la risurrezione. Le anime dei beuti, nel [ratternpo, attendcno in cielc, Don nella parte suprema della gloria, rna nelI'Eden e cioe riel ciclo del p.: Carmma nisibena LXXIII, ed. Bickell, Leipzig 1866, 222-

223; Ephrem de Nisibc, Hymnes sur te Paradis, tr. R Lavenaiu, intr. e comm. F Graffin, Paris 1968 (SC 137).
Quesre variazioni non toccano pero le rapil con ten uto della vita paradisiaca dc-gil ultimi tempi su .cui troviuma signifiC:1tive testimonianze anche ndl'epigrafia e nell'iconografia. Gia i P~dri aposwlici ricordano iI premio c:he attende gli eredi del regno: a essi sara, concesso di vedere 11 Cristo e di vivere in sodetii con lui {Bam_ VII, 11), to(;chera in sorte una feLcita infinita (Clemente. 1 Cor. XXXIV. 7·8). Gli scrir· ti ill Ignnzio sono clnirnati da questa idea: ave-

1985 (Biblioreca ill cultur. religiosa 48).

presencazioni concerneml

e presso Dio (GLNT 9, 682 s. [TWNT 5. 801]). Nel NT e us.to dnque voltc solo ntgli
scrit[i giovannei. Gesu Cris[Q giusto il p. U:lvanti al Padre per i peccatori (1 jo 2,1: ~(abbiamo "un Jwocato presso il Padre: Gesu Cristo gLDSto"}}). Accanto a Gesu il Padrl': invieta un aJtm p. (Ia 14.16: «10 preghero il Padre tJ egti vi dara lli1 altro paracHto perch§- rimanga con voi per sempre:.'). Lo Spirito santo, raltro p., e maestro di verita per i disce-

poli (fo 14,26: «M" il paraclito. 10 Spirito Santo cbe il Padre manded nd mio nome, cgli v'rnsegnera ugni cosu e vi ricorded wuo do
che io vi ho detto»); rendera testimonianza a Cristo (Jo 15,26: ,<Quando verra iJ pllradito cbe io vi rnanJero dal Padre, 10 Spirito di veritO, che procede da! Padre, egli mi r:endcra testimonian2a>~). Cristo stesso manded il p. per

qupr'o VfJngelo E m:f traUMa trim'iario di 5am'Agostino, Cina d~l Vatk:mLl 1997; L Dil-urine - G. Di Noh, Lo Spiri'1J Santo 'leIla il!stimonian'b1. dei Podn' e dl!f,/i scric'(}o ri cristioni (I, V sec.), Rom .. 1999; D.L RLnkin, Tef/ul/ian's vOC/Jblll/Jry of the dil/inc «individr.ui!5N fn «'<1dverms Praxealt»: SE 40 ,2001) ).46; R Uglione, Teril/llllInQ; teo togo e scrrdorf!, Brescia 2002. A. Di Berardino

GLNT 9,67'5-715 (TW:-:T 5, 798.8r2)~ L;lmpc, 1018 ~.; A. CJ.Su.H~na. Jo/;!{wnine Parar:/ete in thl! Chllrch Filthers, Ti.ibingcn 1983; E. Franck, Rt'VelrifiOIl faugbt. The Paradet;: il1 thE Go.pet vi John, Lund-Malmo 1985; S.,J. Bulgakov, It ParacHto, Bc[ogml. 1987; G. FeInIo, Ii PrIme/i,o. en'rlo, /1 Padre net quarto Vangelo, Cina del Varlc,1n-c 199'1; IJ., Lo Spin'to e G"itto net (OmmWfQ rd

ne

PARADISO. Dall'avestico pain'-daeza, ~<parco (recrntato)}>, da cui il tardo-babilon.ese pardim e I'ebr.aico pardes. Quest'ultimo tennille compare neil'AT in Neh 2,8; Ct 4,13 can i1

tempo, l'origine e la narura particolari di queseo cielo paradisiaco. Si tratta eli lm luogo empireo, che sfugge l1d ogni definLzione, in pos.sesso di una fulgida luce, creato per ricevervi le nature angeliche e rendcr:c felici gli amici di Dio (Hom. I itl Hex. VJ. Cirillo di Ge" rusalernme, di contro, sostiene c:he it ('ieio costituito {Jlacqu3, l'elememo pili bello (Cat. III; De bapt. ~). Bisogna, inoltre ric0t103cere - sostiene - la pluralita dci deli: solo il ter20, a cui asceso s. Paolo, SL identifica can il p. (Cat. XIV; De m. 26), Anchc Agostino colloca gl.1esca· sede dei be3ti ne1 sommo der

dare, dal punto ill vista della eosmologia del

re in sortc: Dio (OeoG E1t1.:tUX,E:tv; Rom, IV, oJ 1; ad Eph. X, ll. godimento di Dio chc sara dal Cristo. QUESti t-emi sonG anche al centro delle Passioni e dei Martiri. I martiri di Lione aneIano dill desidcrio di affrertarsi verso il Cristo per ricevere la corona di immorlilitii (Euseb .• HE V. 1). Samra (Pas510 Perp. el Fel. XlJ ha I. visione, nelle al
mediato tezze del cicio, verso oriente, di un irnmenso spazio simile a un giardino fiorito. II deJo appare cas} ai m:artiri come il p,' promesso, il luogo luminoso del riposo e della pace. I teologi sllccessivi hanna appro[ondito queste imm<lgini. Significativo il quadro che delinea Origene. Egli ricorJa che 12 sede della vita beata, comunque la si collochi .e al di sopra del firmamemo ed un mo:ndo di ve, ra luce in cui sara possibile abitare grazie ai corpi gloriosi di cui si eotrera in posscsso con la risurrezione (Contra CeLs. III, 42). Quan-

dell ([liud summum coelum: De Gen. ad litt. XU, 35} che coincide COn il scnD d'Abramo 3905

3903

3904

3906

PARADISO

PARADISO

PARflFll,>,SI (journal for the study of rhe Old Testament, Sllppl, 136);

l"ibljc~

c-

,,-giografjo:ar

i redenti avrannc raggiunto questo cielo, essi apprenderanno da Dio stesso le vere CaUdo se dei fenomeni c, in seguito, conosceranno

ccsc iovisibili e incffabili. Al termine di questo processo, saranno intelligenzc pure, in grado di contemplate direuamente le sostanzoe razionali (De princ. II, 11,7; sulla questione della presenza di un corpo spiritualc per i beati nel p, 0 della torale assenza di corpo,
[asciata aperta dn Ongene, si veda da ultimo

ce, ana ai carpi gloriosi rivestiti della luce ce bite e nutriti della divinita, Un'eterna primavera destinate a far fiorire gil nlberi mer avlgliosi piantati del Slgnor~ in un giardino senaa iimiri e confinl (Dem. VIII, De res. marl. 22: PS 1,4021_ Per Agostino, infine, Ia nostra perfczione me-

ctf tbe Eden gardelJ jn BibficI11 Hehrcio lilr'tatllre, Leuven 2000 (Contributions to 61hlicill exegesi~ and thcology 25), con ricca bibl, alle pp- -49)·560.

T. .:itordaler'l., Echoes ()f Edell: Genesis 2-3 and symbolism

pc) in prosa tucrsus primo solaere), pOLsara


con parole diverse unox mutatis uerbis interprezuri) e inflne di una parafrasi piuttosto libera (tum parapbrasi audadus uerrere), che permettera di sunreggiare it teste e di abbellirlo senza offenIa volta della spiegazione

G. Filorarnc - I. Ramelli PARAFRASI (bfblica e agiogmfica) 1. Per p. (biblica e agiograflca) si Inrcnde il


genere lerrcrario, cui si ricollegano. cia una

rale e 1<1. nostra felidta finale consisteranno riel conoscere e amare !a divina 'Irinita: e questa

l'esame in M.], Edwards, Ort"gen against Plato, Aldershot 20021. La discussa teoria dell'apocamsrasi origeniana prevede Inolrre che p. vengu a comprendcrc, alia fine, tutti gli esseri, perfino il nemico per eccellenza, chiamalo morre, ossia il diavolo, che non sara pill. nemico e rnorte in quanto sara volto al bene, poicbc, come afferma s. Paolo in 1 Cor 1),28, «tutto sara sottornesso a Cristo» c «Die sara tutto in turti» (De princ. I, 6,2 e 4; III, 5,68; 6,1-6; efr. M, Simonetti, Origene. I Principi, Torino 1968,59,71 e pam'n). Infatti «nul-

dentl (De Trin. VIII, 4-81. Cio sara possibile grazie agli occhi del corpo risorto e rrasfigurata (De CIV. Dei XXlI, 29,3-6). La piu grande gioia conslstera nellu lode di Dio. Vi saranno gradi di onere fondati sill merito, rna
non vi sad gelosia. I santi continueranno a fare uso del lora Libera arbirrio, privo final-

la hestirudine

che attende

angeli

e rc-

pane. l'ampia produzione poetica di contenuto biblico, che attraversa la civilta leueraria tarrioantica, medievale e rnoderna europea

dcrne il sense». E in 10,5,4, dopa aver sotrolineatc I'urilita della traduzione dal greco in [atino, efferrnn che altrettanto utile C 1-13. conucrsio ex Lasinis, che, come e stuto dimostrato, non e una traduaione dal latino, Ina la p- di un modello latino, e soggiunge: Neque
ego parapbrasin esse interpretation em ton tum

mente della possibilira

di peccare. La vita

per l'Onnipoterue, nulla e in(De princ. I, 6,5; cfr. VIII, 721. 11problema della deificazicne dei bean, della natura del corpo spirituale e del suo rapporto con il ccrpo terrestre, dei compiti e delle funzioni dei redemi costituisce LUl tern a prl' la
sar-abile per il Crea-ore» Hom. in ler. I, 16; C.

c impcssibile

ererna sara, per i redenti, un sabato Perpetuo, nel quale saranno ricolmi della benedizione e della sanrlficazione di Dio. Sf adempiranno (osi Ic parole del salmista: «Sra' in pace e COilOSc1 me io sono Die» (De civ. Dei

(de Giovenco [inc a Vida, Tasso, Milton, Klopstock, e oltre) e, dall'altra, la mcno ampia, rna non per questo meno significatlva, produzione poetica di conrenuro agiograflco, che attraversa soprarrutto, ITIa non solo, [a civilta [etteraria biznnrins. Risperto a «Poesia bibliCi1 (0 agiografica)», che defioieione sto generic.a. quando non sddiriuura

uolo, sed circa eosdem sensus certamen atque aemuiationem (1(},5,5), La parapbrasis non
deve, insomrna, ridursi a una pure e semplicc intetpretatio. questa, in quanto truduzione, ambisce alia fedelt:a del sense: quelia, in quanto aemulatio, appartiene all'ambito dell'auro. nomic Ienerarie. Ailo stesso modo Girolamo (riel prologo a] Libro dei Rei all'illteryres, che nella traduzione tratta con risper to il testo, contrappone i1 parapbrastes, che traduce permettcndosi non pcche liberte, e altrove (In Is. 17,64,4-5} precisa me La p. non e una trasposizione lenerule di un tcrrnine, rna W1 edatrarnento a senso. Lesercizio parafrasneo - sulla cui utillta net campo dell'eloquenza Cicerone (De oral. 1,34,154) esprime qualchc ptrplessita - era praticaro soprattutto in prosa. Temi mltologici e s[orici (progymna5mata), spesso anintt dilla poesia, erano trattati in

piuttoambi.

c-i:

XXII, 30,1-4).
DTC 2. 2~74-2511 (Ciell: RGV 5, 96-9R [Parodies. II ir» AT); J. Gouben . L Cristiani, LN p!UI beau).· rexres sur l.'ozl4·dc-lJ,Pans 1950; H. Bierenbard, Die himmtilche Welt in Un:hristentutlt und Spiirjudentum, Tubingen 19-51 fWissenschaftlicbc Untersuchungen zum Neuen Te;ta· ment 2)~ ].pr.. McClam. Tbe docuim; of HediN;,) in .he wntingJ of Saint Gregory the erN!, Washirtgl:on D.C 1956 (S-rudics in s.. crcd theology. Second :;.c-r.1es 95); G.L. Rossi, Te<)Mgir1dell'o/"elomb(J_- paraJi:;o, Torino 1957; G.M. C()lomb~~·. IITGlim y Vida Ang~Hica.- selHldo eICIl P wf<jgi;~() de & voccrd611 c,-ir/laNG, Barcdona 1958; 1. Cu

gua (Kruger, Kartschoke) e a «Epos biblico (0 agiogeafico)" (Wehrli, Herzog, Kirsch), che e deflnixione, che nOD si artagiia a tutti i cornponimenti poetici (non essendo l'esamcrro sufflcienre a qualiflcarli tout COUrtcome cpidO, Ia nostra definizione di «p. (biblica e

vikgiato

di rillessione. Lattanzio, p.es., sattDlinea la trasformazione che aVnl luogo nelle l10srre facolta, "tdattate aile nllOVC (ondizioni del soggiorno celeste (Div. Insf. VII, 26), Ambrogio privilegia il tema mistico dcll'unione

degli eletti tea di loro c con Dio (De ob. Th. XXIX). Eusebio di Ces<irca mostr.a l'anima di
Costantino mentre S1 61InLsce a Dio rivc-stirs con gli splcndorl della luce, 10 sguardo fisso verso la volta celeste (De vita Con5!. 1,2). I Cappadoci dcs-crivono con vivicle irnrnagini la ,.,jta pamdistaca. Basilio ricorda che, dopa Ia risurrczione, gli eIetti comempleranno Dio cli-

iosio, Inchlelfj1 je()lo~jc(/ Hll P(JraJiw <: sllggi Jtoriro-bi· b/iograjici mila visione bmtt!iCd, Firenz~ 196-4; MySal XI, Brescj" 1978;JL R\ll:;:de- ia hiia, U otra dimoni.Qn, Madrid 1975! (cap_ VTI: La uir.k eterrra) (tr. ir. Assisi 1981); A O.rbc-, Cnjtojogia gl1orHcd,· irrtroduo;r'rjn.1 fa 50-. tf:l"iofogta de los rig,im II y III, I-ll, MllJriu 1976 (HiblioteC,l dt ;il.urora crisli;1_no~ 384·3B5);). ~1ilgrte, FrrJm itincMr/ J!Jroug_brb~ textf trJ and from the Tree of Paradiu, ArIama 199.3- {BWWIl Judaic StudJ~s 286); J-B. R~l.'selJ, Ston~ det PtJ.radi.ro, R~ma-B:1n 1996; G.P. LutcikhuizCI] (cd,), ParadiH' Intel"pretd: TfpreJenfiJtionJ ofBI~ Meal Paredile iff JUMism (md Chnstil'Jl1ity, Proceedings of rhe Congr['5J; Grot/ingell [99-8, LC'idct'J 1999 (TIccmes m Biblical narrative 2);]. Ddumeau, Quel L·hl:,eita. a'd Paradiso, tr. it. Mll.mo 2001. Sulla coru:eziollc ZOrQilstriana -del p.: Thf Book 0/ (he
Mainyn-I-Kh,ud, Stuttgart-London 1871', The Book of Arda VirlJ/, Eombay-Loudon 1872. Sull'iconografia dd p .. Ph. Camby, Le pafr1dis et t~jJ1difj, Paris 1983; WA. MeChmg, Dimore cele,ti.l'arcbit<:ifuTa del Paradiso, Balogli:! 1987 (Inrersezioni JJ), Sui rappoITo n-a p. e p. terrC'S([c~ A. Gtaf, Mill: leggt!tldt! {' JUpfrsth.ioni del Mt"diQ [110, TOT rino 1925~RR Grimm, P..radisul cae/eHli, P~T'lldr~IIS('frrestris_.-"lurAtt5i<!gfltfgSge'IChkbtE def Parodit"!ie; im Ahend· umd bis urn 1200, M-iinchen 1977 {Medium AevwlJ; phi· lologiseh~ Studicn J.3 l; P. Giovettl, Inchiesta JUt paT'tldi10, 1-lll.ano 1986; J. Delwneau, Une Hisroire du Ht"IJIs· Ii! jardin des diffus, Paris 1992, tr. it, Scoria del Pamdi· jO_' il gic1rdino delle de/izie, Bologna 1994; P. Morris - 0 Sawy~r (edd.), A walk in thf! garden_- biblical, icon{Jgraphiciit ,md literary image'S 0/ Eden, Sheffield 1992 Chn'lficnity fa gnQs;s and from J'.nQril to Cfm'stianit}'. an

rettamente (Hom. In Ps. XXXIII,

111. Egli

paragona 1a gioia calma e Lnfinita di questa contempbzione con gil improvvisi rapimenti estarici che talon>. si possone sperirncntare in questa vita (ibid. X;:XI1, 1). Per Gregorio di Nazianzo, la nostra gioia cansisted~: nel contemplare la Trinitil: do sara possibile perc::h6 diventeremo veramente figli di Dio (Or. XXIV; 9), Questo tema ritoma nel pcnsLero di Gregorio di Nissa: oltre :ill'i..mmortalid, la nostra natura si trovera rivestita di qualita divine come la gloria, la potenza, la perfezione (De et res.; PG 46_ 156 so.l. Ritche di dettagli sonG poi Ie descrizioni di certi Padri orientali. Afraate, p.cs" sostiene che l'aria eli quelle regioni sublimi sara in£initamente dol-

"ti.

agiografica)», fondandosi sulla nozione di riscriuura della Bibbia c delle Vitae del S<)'11t1, pill. appropriata a qualificarc componimenti, che hanno per pill di un millennia coo.servato inalterati 1 tr<lui dlstintivL del gtnere, pur neI mutaTe delle tecniche compositive e peosa ai tempi eli Agostino (Con! 1,17,27) e nd variate del1oro spessorc religioso ed edtappaiono piG. tardi nelle dictiDnes di Ennodio. [icante, La «p,;», che nelle mod erne letteraAil' antica p. rcrori-ca (in pros a) 5i riallacctano rure ha avula il soprawemo s-u u:tmini COnl~ p, biblica e la p. agiografica, composte nel correnti della trattaristica retorica anrica coverso epko di Omero e di Virgilio, rna anche me ~~fhetafrasi», <~met:abole;>;>j {{perifrasi)-\ de- specie in arnb[w bizantino - nel giambo, Sesigna ogni tipo eli composizione che comporta guire Ie hnee di sviluppo e delineare i caratuna transcodific9.zione da una lingua all':altra, ted della poesia cristiana parafrastica, che ('0, ovvero, neil'ambito della medesima lingua, da nobbe il suo masslmo splendorc nei secoli IV~ uno stile all'altro, da un metro all'altro, dalVI, significa in gran parte ripcrcorrere la staia poesia aUa prosa e viceversa. Tesri fondana dcl1'epos brblico, che prcsuppone -sja tm'inmentali della trattatistica dassica sulla p. soterprelatio chn"sticIna dell'epica clflSStCa, sin no Elio Teone (Prog}'!tln. 1 CUF 1997, 1-9) un'mlapretatio eplca delli Bibbia (ThraedeL e Quintiliano (1,9,2 e 10,5,4-5)_ Per Teone Ia La p, si puo ascrillere aHa rela_zione metateItttura, l'ascolto e 1a p. sono i He escl;"cizi del stuale (Genette), nasccfldo essa e sviluppanprogramma ,.;colastico iniziale; la letwra predosi a partire da litri resti (biblici a agiograpara all'actio oratoria; l'ascolto alia composifici), che sono prcsupposti necessari per la zione scritta, di cui arrlcchis.ce il vacabolario; sua intclJigenza. La eomprensione della p, co1<1.p. lnsegna I' arte di formulare Ie idee atme fenomeno meta[estuaJe agevola l'intellitraverse qU<lttro modi prindpah (permutagenza sia det singoli componimemi, sia, pill ;done degli elementi, addizione, sotttazione e in generalc-, di questa ineelito gcnere poctlco sostituzionc), Per Quintiliano la p, precedecristiano, SOrto non dalla giustapposizione di va l'esercil:ro della cornposizlone letteraria. In due distime tfadizionr cuhurali (la tradizione 1,9,2 egli si sofferma :<mIle f[lsi di quest'eserdeU'epo::i greco-romano e la tradizione giu· ci.zio: ~dl primo lavoro (degli aIlievi} sad 1a deo-cristiana ddl'intetpretazione scritturistitrasposizione dd versl (dcl1e favolette di Esoca), rna dalloro libero e feconda interagirc,

3907

3908

3909

3910

2.1. Parajrasi bibliche gredre. Esernpi preenstiooi di p- esametriche dell'AT sono attestati per l'ambitc giudaico-eilcnistico da Eusebio, rhe ccnservn rre [rammcnti del De lerusalem eli Filonc il Vecchio (III sec. a.c.), che imita Licofrone cd Euforicne (Praep. eu. IX, 20,24,37) e uno del De Iudaeis di Teodoro (II sec. a.C}, che omerizza Cen 33)4 (,bId, IX, 22), La prima. p. biblica cristinna in area green [a Meta/r(1.5£ deitEccle5iaste di Salomone di Gregorio Taumaturgo (PG 10, 987 ·1018), che traspone nella prosa classics il libra bibIico secondo i LXX. Secondo Socrate (HE 3,16) e Sczomenc (HI] 5,lS" il genere poetico cristiano dena p, sarebbc iniziato in ambito greco, menc di un secolo prima, nel 362, come risposta all' edina di Giuliano contra gii insegnanti rristiani. allorchc gli Apollinare (padre c £lglio, qnest'ultimo da idenrificare con il futuro erctico) avrcbbero, il padre, versificato (esametri, rna anche trimetri tragici e metri pindaricil a scopo .ljdattlco i libri mosaici, e, i1 figlio, riscritto i Vangcli sotro forma di ilia-

Apollinar:io (che non e ne l'eretico, nc uno dci due della crisi giuliane'<.d {::, invece, da collocare intorno al 460, 0 poco dopo. L'autore, prababilmente un religioso egiziano giunto a COS-tantinopoli per motivi politlco-dourinali, giustifLca il ricorso al vcrw epico con l' esigenza di recuperare ]a dignita metrico·formale del Salterio ebraico, andata paduta nelIa traduzione grecn dei LXX, per la qualc Tolemeo ha preferito la prosa alIa poesia, e, di apprestare uno strumcnto apologetico nci riguardi dei pJg"ni (dr. Protheor;a 15,23 Goleg"): la rraducibilita dei salmi sl puo realizzare nell'immanenza della lingua di Omero, anch'essa {rtara da Dio come lingua del canto. La mel'afnlSi a noi giunta segue pedlsscquamcn~ Ie il testo sacra, sostituendo con un es:amttro ogni stieo del salmi, ed ortodossa sotto tutti ~punti di vista. Alia stesso torIlO di tempo risalc anche la Para/ras! (Metabo/ii) del Van· gclu di S. Giovanni, orrn<li rlvtndicata a NODe no di Panopoli, aurare delle Diol1isiachc, Wla gig<lntesca Jumma in 48 canti. La Metabole amplifica il testo giovanneo e ]0 tilegge secondo I'esegcsi di Cirillo di Almandria. 2.2. Para/rasi h;hl,ehe latme. La p. dena Bib· bia, prevalentcmcnte esametrica, assume. nell'area latina un<l sorprcndente variet:a dl caratted c di forme: ora fede1e traseri~ione, rispeuosa dell' ordine del fatti nella lora suecC'::ssionc cronologica e :alien:a da amplificuzioni retor.iche; ora libc:ra retracfatio, ravviva ta da digres:sioni 0 imprezio.sita da squard di ese-gesi dottrinale. Utilizzando in maniera pili

loghi platonici. La Meta/ra5i del Soiterio di

o meno cmulativa Virgilio, Ia p. ronferisce al rcsto sacro un colorito cpico e 10 romanizza. Nella voce Epas del Thraede ha delinearo una mappa rrorfologica e npologica deIl'epos cristiano e , quindi, anche della poesia parafrastica biblica in lingua latina, etichettandone i differenti componimenti. Sebbene queste definizioni sottoiineino taicra solo uno ~ c non semprc il piu importantc ~ degli aspetti di opere in genet" piuttosto complesse, quello di Thraede testa un tentative apprezzi1biIe di sistemazione. La p, neotcstamentaria in esamerri rapprescnta;a dal presbitero spagnolo Giovenco, che, sollecitaro dal programma Ji politica religiosa eli Costantino, tra il 329 e il 330 compone gli EaatJgeliorum liori IV, una riscrittura esametrica piuttosto letterale dei Vangeli: da Sednlio, uutore nel secondo quarto del V sec. del Paschaie carmen in cinque libri, di cui il prime i: dedicate all' AT e del Paschal. opus, una p. del Carmen in una prosa nltamentc retorizzara, me [naugura I'opus geminatum, cioe Ia composizlone Ji una stcssa opera in prosu e in versi cia parte del rnedcsirno autore, cbe avra fortuna nel Medioevo (Bcda, Alcuinol: claI suddiacono Aratore, che nel 544 !esse in S. Pietro aRoma la versiooe metrica degli At" Ii dogli Apastoli: e da Severo eli Malaga (fine VI sec.), probabile autOf(:- del .A1f!trum in Evang,elitJ in dodici libri, di cui p~rventJto un frammento di 717 esametri, reLwvo ai li·

RAe

bri VIII-X. Nell'ambito

della p. den'AT (e in particolare del Genesi) Thraede distingue: a) Ie p. stodco-grarnmfltkali (Paraphr(1se): gli .an.onimi De 50doma e De lona, il De martyrw Maccabaeorum di liario, il De Maccabaeis di Vicrorino e l'Hepatl1eucho:s di Cipriano poeta (una riscrittura senza ambizioni poetiche 0 teoIagichel; b) Ie p. retorico-didnttiche (ParaphTa~ se): il Metrum in Genest"n deUo PSt Darlo e l'Alethia eli Claudio Mario Vittorio; c) la rie· LJ.borazione eleginco-mnica (Umdlf;htung): Ie Lauder Dei di Draconzio; d) la dclaboraziane !irlco-dramm.atic<l (Umdichtung): il De ~Pl~ ritalis historiae gestis di Avita. Da questa :rassegna, {'he mostra anche attra· verso 1a distinzionc terminologic3 (P(1rt1phr(1se e Umdlchtung) come Ia definizione eli «Epos biblico» non si adalti a opere diverse tea lorD, accomunatc solo dall'impiego del tradizion ale verso eroico, restano inspiegabLlmen· te fuori il CentDne virgiliano di Proba, chI:'! mnta 1a Crel17.!mle e la vita di Cristo, e Paolino di Nola. che, dopo essersi cimentato con Ia riduzione del De regibus di Suetonio (il Carme III De un fcammentO], nel carme VI ha

parafrasato Lc 1,5·80 trarteggiando con Iibcra invenzione la figura di Giovanni il Precursore e nei Carmi Vll (in trimetri giambicil, VIII e IX rtspettivamente i Salmi I, 2 e 136. 3.1. Porafrasi agiograficbe greche. II rapporto lnrercorrenre tra [a P' biblica e la p. agiografica legato al rapporro eli continuira esistente tra i 10m due ipotesti: la Scrittura e 13 Jetteratura agiografica. Questa sf prescntava come un'esegesi prarica di quells. 11 rapporto tra Scrirtura e agicgrafia e chiaramente affermato da Su'picio. che nella chiusa della sua Vila (2,468-472) reclama per il suo serine [a sressa fedc che $i deve alia parnla di Dlo e nei Dialogi (1,26,5) afferrna che il non credere ai rniracoli eli Martine equivalc a rinnegare i1 Vangelo. 1 santi scno i successori dei personaggi della Bibbia, COSI come i loro gesta sono il naturale prolungamento del gesra degli eroi biblici. Vcnanzio nd prologo del I libro del suo poema martiniano (vv. 10-25) sf presents come l'erede dei parafrasti b.blici e las cia trasparire la volonra di Inserirsi nella lore tradizrone poetic a, tesdrnoniando in tal modo che anche l' agiografia can ii racconto delle azioni dei sar:-ti, simili a quelle dei persona.ggi dellu Bibbla, pot eva e doveva essere celebrata in forma eievata. Nel parafrasare, essl attl1a1izzano il lora tesro e nc consentono 13 frlIizione in contesti .spazio"temporali cliversi: la lora opera st pone come il pco]lmgamento del modcllo e contribuisce non menD di esso a diffonderc tra i loro contempocanei 1.1 COnoSCcnza delle uirtutes de! sa.nto e a cdificare i1 pubblico dti Fedeli. Esigenze formali e d1 ed.i4cazione coesi:;rono, dunque, nelle p. agiograticne sia greche che brine. L'uso deUa p, poetica di testi non bib!ici doveva es" sere assai diffuso nella [arda antichita, [ra il Ve VI sec >, .se Venanzio propone- a Gre· gorio di mertere in versi Ia sua raccolta di miracoli marriniaJ)[ (uita Mart. epist. ad Greg. 2) e Gregorio .conclude I'HiJloTia Francorum (10,.31) COn b raccomandazione che i stlccessari non cancellino 0 riscrivano i suoi libri rna 111ascino !nrcgri cosl COme Ii hanno rice~ vuti. Tutt'aI piLI, se qualcuno vorta, potra vers,wcaene qualche parle, lasciando immlUatn Iopera. La p. agiografica greca rapprescntata da du-c s~rittori del V Sec.: l'impera[rice Eudocia, autrIce, tra l'aItro, dt lU1 pocrnetto esametrico, cornunementc designato con il tito!o Mart'yrmm raneti Cypriani, una versificazionc, arricchrta da partico!ari tomanzesehi ed edificanti, di tre documenti, provenient! da autori diversi e rclativi aila [eggenda d1 Cipdano Mago e ps. Basilio di Seleuei3, autore di

un'cpera

in prosa

in due libri e arnpliata

Sullo vita e i

»siracoti di S. Tecla. Il prime


scrittura, abbellua scorsi, degli Ani

Jegatl al santuaric ed interessante per Ia SCoria della citra eli Scieucia e dei pejjegrinaggi cristiani. I due libri sono preceduti da una prrU/atio, nella quale l'nutore en uncia i crireri della sua operazicne paratrastica. 3.2. Parafrasi agiogm/icht latine. Alia p. veterotcstamentaria seguono nella sopra ricordata classificazione di Thrsede la p. metrica delle vite dei senti in pros a con Paolino di Perigueux (rna assenre Venanzio Forrunato') e ia P: aurooiografica con l' Eucbnristicos d.i Paolino di Pella, che sostiruisce 1a gratia rum actio panegirisrica. II caso piG signilicativo nella tarda antichita di riscrittura esarnetricu di opere agiogrefir-he certamente quello relative ail'agiografia martiniana, che nascc COIl Sulpido Severo, autore dcUa Vita l',Iartini, pubblicata nel 397, qnalche mese prima della rnorte del vescovo;

di Paolo e II sec.; il secondo libro conriene 31 miracol i

libra una ricon lunghi diTecla risalenti al

eli tre Iettcre indirizzatc tra il 397 e ll 398 a


Eusebio, Aurelio e alia SHocera Bassula, alia quale des-crive 1a morte edificame del vescovo e il trionfa1c trasferimento delle spoglie mortali a Tours, dove forono depos~e in un'umile sepoirura. Sei aoni dopa, Su1pido incarica Gallo, monaco eli Marmoutier. di estrarre dagL attl rnarliniani Wla scelta di miracoIi; quesr[ senz<l. prc.':occupazioni cronologiche o compositive raccoIse a caw lll:3 trentina dJ fa.tti mcraviglios.i e Ii presento al suo Committente, che Ii utilizzo- sotta forma di dialoghi e 1i scancli In tre momenti. Ttent'anni dopo la marte, Martino ebbe sul 1uogo della sepo]tura - grazie a1 SIJO succes· sore Brizio (398--442) ~ un sanruario, che divenne it punto di pan:enza di till culto cbe cre:sced. sotto I'azione congiunta ddl'alto dero 0 dei pellegrini, rna mehe dell' arte, dolla 1etterarura e dell'iconografi.a, morore e rifles, So della devozione popobre. II sesto vescovo della citra, Perpetuo (459·488/89), sostitul il primo samuario can una sontuosa basilic.a, fana erigere nel st.burbium, per la cui cons-acr.,ione (4 luglio 471 0 472) chi.se a Paoli, no eli Perigl1eux e a Sidonjo Apollinare epfgramml che ne ornassero le pflceti. Egli stesso compose, come te.stimonc ocware, una raecolta di undici miracoli operati da Martino dopa 1a sua morte. Tra il 463 e il 470 (e cioo gualchc decennio piu tardi delle sopril citate p. Jgiografiche grcche) Vita e Dialogi furono parafrasati nd metro dell'epica c1assrC3 da Paolino, figIio di un

.u

}911

3912

3913

3914

PARAFRAS[, Ibiblice e agio_grafioi

PARAUnCO

(iCCllug[;l[i;l)

PARALITICO

\ico"ogr~fiJI

PARAPET

AS M.t\

rerore eli Perigueux, nel quadro dell'opcraalene di propaganda religiosa intrapresa da Perpetuo, probabilmcntc incoraggiaro dal successo del Carmine Natalicia di Paolino di Nola in onore di s. Felice, c, un sccolo pili tardi, cia Venanz:o Fortunato, su richicsta del vcscovo di Tours, Gregorio, il dedicatario del poem a, 0, pill vcrisimilmente, su sol.ecitazione di Agnese e Radegonda, ulle quali indirizzata Ia prefazionc in distici elegiaci. A Gregorin eli Tours, che iniala I'Historia Francorum can la creazione del rnondo e Ia chiude sfgnificativarnente con Martino, si devono I quattro Iibri {in prosa] De uirtutibus sanai

Martini Episcopi. Con 1a sua p. in sei libri, definite ora translatio (q,I), ora transcripta oratio (5,872 s.), Paolino di Perigueux rompic un'incdita c rilevantc operazione sul piano leue.mrio, trasformando il race onto sulpiciano in poema
epico e, nel contempo, In un cnntcsto storlco-religiose dove non era pill necessaria [a difesa di Martino, ccnrribuisce - in sintonia con Ie lntenzioni e le direuLvedi Perpetllo ~ ailo sviluppo del culto martiniano e alla valodzzazione della cristiana dna di Tours, Se la parafrasi paoliniana piacque a Perpetua, come dimostrano i ringraziamentr all'autore e I'invito a comporre un'iscrizione metclcrr per [a nUOV<l chiesa farra C"o.struLre a Tours in anore del Santo, essa non davette soddisfarc i gus.li dei lettori. Venanzlo, ancor prima di ricevere la richiesta di Gregorio di versuiC"arc il suo De uirlutibus s. Martini, compose il De tala s. AJartini in quattra llbrl (2243 esametriL per ringraziare il santO per la guarigione a.gli occhi ottenuta per sua intercessLone. Quest'opera privilegi"J i miracoli di Martino, che dovevaoo soddisfare le esigtnze dei contemporanei piu che Ie viccnde della vi.ta del s.anto, ampiamente note. L'opera Eo prececiuta dall'epistola a GregorIo e da una prae/atia in distid elegi~d indiri7.zat<"la Radegonda e Agnese e S1 chiude con un comm1rrto a1 1ibrelto, -(he ricorda Hor., Epist. I, 20 e Ov., Irist. 1,1: che il libretto s1 rechi in hall ..., ::; Ravenna, rifacendo a ritro.so 1'itinerari.o da lui stesso percorso anni prima nel viaggio alia volta della Gallia, e invhi i suo1 antkhi soda· les ravennati a far conoscere attravers:o componimenti in greeo le gesta del Santo in Oriente. Un grande succcsso personalc For· tWUlto sl attende natutalmente dalla diffusiohe del pocma tea i letterati di Ravenna, dove Martino era as.sai popolare. BrN. generate: G. Kruger, Die Bibeldichtllng wr Aloisgr.lnR de5 Atfr!rtums, Giess~n 1919; M. Wehrli, Silcril Pcesis: Bi· bt?lepik dls eUrOpiiiJr;hf1Tradition, in Fe5t5chn/l fiir Frie·

dricb i'v./(]1Jrer, $tl,lttgan 1963,262.-2:33; D. Kcnschoke. Bibcldtcbtung. Swdien zur Gescbicbte der ephchen Bibetpl1rapbrase von }l1V:-nalS bis Olfrid 1,.1.011 W~lss-t:':'Ibr-lrg, M~· chen 1975; A. Ptgn:lrlI, Para/rasi 0 met4r~w (ii prarnJ5Jco delta 'Statua RqJa' di Nice/oro Bt<:mmidaJ: Atti Ace. PQllt. Napoli 24 0976J 219-22.5; E:J.d.., La pa,ajras:i forma d't/EO ,frwl1cntale: Jahrb . der Osrer. Bya, 32 (1982) 21J2;]. McClure. The Bib(ir;a/ Epic iind ill Audience in ute AJlfiqllifj', in F. Cairns: (ed.], Papers 0/ ,he Liverpool Latin Seminl1r.3 (t98l) 305-321; G. Mdsbery, Epic Esegesis and tbe Use 0/ Ve-rg,Jin ,be E:1.lfy B,biic;at P{JeJs. Florilcgium 7 (1985) 53·83; DJ. Nodes, Doctrwe and. Escg~.srJIn Bibt:·ct1IIAlirr Poetry, L-eeds 11;193;A.V. Na.zz.~m, Poesia hibtirl1 come espressione feot6gu~a: jra t;]rdoanttcfr e a/~omdi()et.Jo, In F. StdJa {a c. dU, La ScritlunJ in/inita. Bibbi;1 e poesia in era' medievole c umal1i5tiCl1, Firenae 2001, 119.15};j..E Cottier, LA paraphrtl5~tafm~, de Ql1in· tilim r.i Erasme. REt 80 (20(}2) 237-252; F.E. Consclino, II U1I1(j dt'! tossato: genui luU'rtlri e repponi CO!! fa !ra_ dizione nelt~ 'pllrtl/ra.si biblicrl' /atinll, ill L Gualandri et Ill. [a c. eli), Nuooo ~ antrC<Jnella cultara greco-latina di N-VI 5I!WtO, i'l.-1i1.:mc 2005, 447-526; A.v. Nazzaro, Riscrutnre metricbe di testi biblici e tlp,iogra/id in ceres dei
C{)11U

c~ppel1a de: Sacramenti A3 nel cimirero di


Callisto, del secondo quarto del III 5CC., che ne offre una delle testimonianze pili anriche: Wp 27,3). Spesso 13 sua Figura t posra accanto ad una scene di battesimo a sorro.ineare

125, 142, 152, 170, 179, 180, 181, 185, 221, 23), 234) e de; metalli (Volbach, Meta/far· beitcn, p. 38, tv. 7), II, 293.'>5.; E. Baldwin Slnhh, Earl·,) ('..hris,ian iwnography and .choat 0/ IVOry carr-·cr! in Provence, Princeton, NJ 1:18, 102 ss.;. W.F. Vol~3,dl, Mel4llarbe[tt'n des ch,.i."liWf'n KiiltlH m de]" Splitdnlike and jrl{lJett Miffeiai,e]". Maina 1921; M. Simun, SliT /'ongine a"s s3.rcophageJ chrfdu lypc Brffh~~J{l: .\[EFR Ant. 55 0938) 207 ss.; F. GE'rlu:, Di.. Chnjtliche-n Sarkopbage aer l!orkonstt!MiniI:hm Zert, Berlin 1940, 216 ss.: L. de Brujnc, L'impasiticn dcs mains rkml'art dm!ti~n ancien: RivAC 20 (1943) 1D.26~; W.E VolbaC'h:, EilenheinarfH'llw deT Spdiantike affd /ruk~jl M,t/e~ltm, Maim: '1952; F.\\j~ Deicbmann, FriJlxlm.'liche BiiUle!1 ditd MO;'lI"ken von Rtw~nnll, Baden B~den 1958; CR Morey - C. Ferrari, The g()ld-Ktl1s~ codeaion 01 rhe Vatic.ttl LiDrary wilh additiDl1ai c'-;Ia/ogues of otbcr gold glllss CfJitc:ctW!H, Cinn del Vllticano 1959; J.W: Sslomcnson, Lite R~ma" eartbenunrr with reli4 decoMtf.on found in. Northern Africa and Egypt·. OuJheidkundigc Mededeliegen 4) tI96f).72 5.; R Giordani, Di WI ungol.ii1"/i' rl/il:ooj:meran·u cnsnanc det .\1use-oA"hl.'Otog:Co_ Na,jrJffflte di Cog/iar;: Ri.".AC 52 (976) 171.184; L ~Qtl.ljche, in Age of 5piritudlity. Late Aniique and E.-;riy Chm.lum ~rt. ti-: to sevouh century, New York 1"979; A: Nicclcni, f sarcofagi eli BethnJa, Milano 1981; E Mon· frm, La. guh'fMn du gn-·iteur (jtl. 4.43·54). Vile Houveite Illferpret(]tJon dr:~ f.rJJ"Copho1~es e l3eth(.'5da: MEFRA 1]7 d
ftEM

DACL

U, 1615-1626;

EC 9, B06·80R; Wp,

201 ss., Ws

il nessc sirnbclico csisrenre [fa 1a guarigione


remiss~onc del pcccaro. Sana pogli esernpi in cui accanro al miracclato raffigurato nnche il Cristo (e [ra qUCS!L il piu rilevunre c. quello dei battistcro di Dura Europos, del secondo quarto del HI sec.: cir. Ch. Kraeliog, The Christian budding, The excavations at Dnra-Furopcs. Final report VIII. 2, New Haven 1967, tv. 18), diversamente da quanto avviene sui rilicvi funerari dove la figura del Redentore, nel gesro della parole 0 ill queljo della impositio manus e Irequentemente anche quella di uno 0 pill di~a

d~

chi, In pitrura,

P'

genere

negalo: Auctores

Nosrri

~ (2006)

;91.439.

Sutta p, hihlicl1; S. Gamber, Le 111m!de ia Gt3nestI Jam la pocsie latine au V' liecie, Paris 1899 (rist. Cenece 19_!7); J. Golega. Der J,ol!teri5chr: Psalter, En.ru1960; K. Th~aJe, Epos: RAe 5, 983-W42; A.V. Nazzaro, La pIJra/Wf Sl1tmica di PaortJlo di Nola, in Aui del Convegno. XXXI Dn· qUdtlfenc:JrioJrdfd morle di S. Paolino (4Jl-1981), R()m<l. 1983, 93·119; ld., La jig,urd di PaD/a nd& HiSlOrl.1. ApostOliC;1 di Arcltore, in 1. Pildovcse la c. di), Afti dt:! VJ[ Simposi() Ji Tl1fSO m S. Paolo APOSWI(J, Roma 2002, 227251; ld., LA p()~Jia crisfllwa !aima., in E. dalCovolo Sodi (~c. di), II i.JJtmr) e i C]"Huani. Uti bdarrdo /Jitmr-

-!"f.

7.i()

(Jdlo ~t~~Q 3utme v. R H.... rzog, Die .Bibdepik

d~'teno

mriil'>f"i(),

Cinil del Vatlc.a[Jo 2002, 109-149 bib!. dr. sotlO l~ voce Gim)enco);

der tateinighelt.

SpritclHfike

Fo'mg~llbt[hf~ ~me-~ erl>t1ubcherr Ga1flmg, I. Mum;:hcn. 19'75; W, Kirsch, Dw kJ.temmhc Vawpik de5 4. Jabrhul1-

d::rts B~rlin 1989 Scilla' p'. a.giagra!i<.<1: V. Na;:za.ro, ~·(]gio~T{./lia.miJ;rb'lid~~ A. d, Sufplelo S=e-rQ 0' Ie piJt'afr~5i epfche dr Pao!mo df Pengfli'liX r: Vel1anuo for(una'(), M.l. Silvestre . iY~.Squillante (a c. dil, Mutiltio rerum. LeJferatura F,loJofta Smr,· 7.11. tra farin ant/<:(J e aitomediocr;o, N;lpoli 1997,301.>"16; Id., LI p{Jrajfa,i {Jgiogra/ica nella ftlrda antiJ_:hiiJ, ill G. LuongD (a c. dU, Sm'"ere di san tic Atti del II COn\'E'gno di studio d~Il'AISCA, Napoli, 22-25 mwbre 1997. Rmna
ill

~~;:'e6t~:f:fo~~i

Conv(!'gno Irr,erna"lion(J{e di Studio. it SUD tempo, Tr~so 2003, 171-210

~~~~2;/:CaV1~ d~;'~~~~~.Sr~ \~;:;;~~


Vem:t1Izio Forttmafo

A. V. Nazzaro

PARALITICO (iconogra6aL I vangeli nar· rano di due guarigioni di p. operate da Cristo in luoghl dLversi e in condizioni differenti: la prima ebbe luogo a Cafamao (Mt 9,1· 8; lvfe 2,3-12; Lc 5, 18-26), 1a seconda nei pres· si delia piscina probatica di Bethesda (Jo 5,1· 9). Molto frequente gia nel piu antlco repertorio, nelle figurazion£ pittodche ddle: catacombe, il racconto cvangdico gcncralrncn, te sin[c:tiz.zato in un'unica ilnmagine: il p. si ailont3.na con il reno sulle spalle obbedicnte all'ordine. di Cristo~ <<.Alzatl, prcodi il tuo lcttuccio e cammina~~ (cfL p.es. l' affresco della

sccpoli. diventano parte essenziale delia compO~lzi~ne: M~C;l del turto sia nelle raffigurazrcnr pItt?nC~~ che in qu~e dei sarcofagi u~a bcnchc muuma suggesno.rc di luogo 0 ClrcosWm~a cbe permetta di identiflcare i1 teroa con l'uno 0 l'altro miracolo operato d,l Cdsto. L'interesse Eo incentrato Sullfl Figura del p. in quanta paradigma della potenza soteriCIl del Cristo e simbolo della fiducia in tale potenza ripos{a. Un'eccezlone e offerta dalla figurazione del miracoto sui sarcofagi del tlpo deeto di Bethesda, panicolarmenre ricchi. di dc:ttagli in cui tomano moIti dcgli elementi del test~ giovanneo: l\:pisodio e mppresentato medmll:e due irnmagioi sovrapposte diviSe cla un lisre110 ondulato the vuo1e indican:: racgLJa della pi5c~a probarica: in basso il p., clrcond:ato da altr1 malari, e ~mcora disreso sul letto al quaIe si s(a avvicinando il Cristo; in alto accanto a1 Signore nel gesto del suo comande, il miracolato si aliorJt<U1<lcon iI Ic{tuccio suile spallc (dr. p.es. tra Ie r:affiguraZiOhi pili complete, quelb. del sarcofago 125 del Mllseo Pia Cri.stiano, dell'wtirna quarto del IV sec, ~ Rep, n, 63). Tra le rappecsemazioni musive va scgnalata qucUa splendid a delia basilica eli S. Apolline· re Nuovo a Ravenna del VI sec. (F.W Deich· mann, Frohchristliche Bauten und Moraiken von RauemUl, Baden-Baden 1953, tvv. 1751?6). Mcno frequente c.::he nella pittura e nd nhcvo funerario il miracolo del p. e tlJUavia presentC' anche nd rcperrorio ddl'iconografia
f f

(985)

979.[012;

M. j\fil]~i: TIP

241·243; ill

B. Outtier,

~h:e~!~~.di/'p:d:?/1;;5~!!~~_~4Christ.

Ecriu ilpocryphes

M. lYfarinone PARAPETASMA. Tl termine greeD napa"". 'tC!O.,.l.a, corrispondente allarino wrtinae, vew o Qntependia si usa gcneralmente pet Indicaj

re i tendaggi the, con una Certa frequenza, si trovano, gia dal III sec., su sarcofagi pagani -e cristiani, aile spaUe dci bust! dei dcfunti 0 di orOlnd raffigurati al -centrO delIa fronte, sui p~nndli lattmjj 0 suI coperc-hio, A voltt, qlJestl drappeggi SOnO sarreni aIle estrem..ita da due figurenc (eroti, geni, vittorie), come p.es. ne! coperchio del cosiddttto sarcofago Albani da S. Sebastiano (Ws 40 ~ Rep. 241), rna nella rnaggior parte dei casi essi SOilO solo appes], can vistosi nodi a.gli angoli superior1 (eft. p.es, Ws 98.1 ~ R:p, 73 e Rep. 76). II signi· fica to det p. non sl puo dire del tutto cbiarito; sl pensa, comunqlle, che esso sia un sim-

Leite Raman, 72 s.j L. K6tzsche, op. cit., p: 443, n. 402 [ivi altri e"mpi]); degU avori IVolbach, EI/enheinarbeiten, nn. 113, 119, 3917

de11e cosiJdette ani minDrL dei vetri dornti (Morey-Ferrari, The go/d.g/"'s, nn. 159, 347, 366, 448; L. Kotzsche, Age spitua/,!y, p. 442, n. 401); Jelle ceramiche (Salomotl5oll

0/

bolo che genericamente al1uda al monda ulttate;~eno. Se.condo il Bovini, esso potrebbe porSl 1n tclazlOne con i vdati lISati nelIe cerimonie funebri, rna 13 sua funzione ilUtentica and6 probabilmente perduta col tem.po. In tal modo il p. divennc semplice ornamento
per movimentane e arricchirc 10 sfondo dietro taluni per.sonaggi (ne! cosiddctto sarcofago di Plotino, i1 p. occupa tuUa la fronteL Non ha avuto segww, invecc, 1a teoria del CLiITIOnt, che vedeva nd p. il tlflesso di a!-

)915

3916

3918

PARENE51

NEI PADlU

PARENEsr

NE[ PADm

PARENESI

N£l'

p"nm

P.'\.R[NESX NEI P,\DRl

cuni resti apocrif ehraici, secondo i quali gil spiriti buoni ammantcrebbcro i defunti eli una vestc radicsu (resa (on il p.], per portarii in cielo. Scnso compjetamente diverse. ccnncsso con una reale utilizzazioue pratica, hanno
invcce i velari che appaiono in ratflguraaioni

satire di Persia: discire. 0 misers, et causas co~ gnoscit» rerum.' ... Multi genori spcrifici. come .le consoiationes, comprendevano normalmente aspetti parenetici. Accanto alia P: fliosofica, abbiarno anche un Protrettico alia media: na di Celene, ed. A. Barigazzi, Berlin 1991,

rm.sive ell edifici pubblici 0 privati (p.es. il palalfum di Teodorico a S. Apollinare Nuovo a Ravenna! e nelle rosidcerte ani mincri (si veda, nella Lipsenoteca di Brescia. Ia secna rlell'insegnamcntc del Cristo),
G. Rodenweldr, Cornnee. Ein BeitTflp, anttkr:n Voriage' der mitJeulteriir:b(!/t remitiossrauonen: NGWG (1925) 3:'-49; F De Ruyt, des de rymb(J/irfft(! jlmer<1ire: Bulletin de l'Insdnn his torique Belge de Rome 17 (1936) l4J·185: F CU?l0nt, LilX per[J.:rutl, Recherches sur le 5Y!11b~(f.5!m. fUIlfJnJ1r.~ des Ro." mains, Paris 1942,476; G. BOVU11, J Jarcofagl palMen. stiani, Citta del vaucano 1949, ')7 -.58; Volhnc.h . Homer, flgg. 85·.8-6, r 75·, F.W. Ddchmmn, FJ"!ihchnstiiche Bemten und Mosaiken I)on Rtw~.nna, B~J~n Baden 1958, figg. 107.109; D. Ma.o;zoleni, PaJ"ape!Mma (s.v.1: TIP 243. DAGR 9,670-677; mr Drliienmg JeT

CMGV 1,1. Nell'AT si trova un'occortenaa di 1Capafve:CH~, in Sap 8,9 (LXX). e ncssuna del verbo 0 ago gettivo corrispcndenti, rna le modalita de! ciscorso proferico c, soprattutto, sapienaialc,

TeEtu-

che investe i Ilbri pill recenti dell'AT e pill vicini alia culture ellcnisrica, rient rano spesso
ncll'embitc parenerico, chc si rnanifesta, piu

indirettamente, anche in Iibri «srcricf», (orne Chr, con il richiamo cosrante alia retribuzlone delia condotta umaria (B, Kelly,

Reeribu-

D. Mazzoleni PARENESI nei Pad,i. Dal greea 1tOjJaLVWl" «csortazionc, racromandazione, incoraggiamente», la p. e una tipologia di discorso presenze nel mondo greco e latino, in quello biblico. nel giudaismc end cristianesimo. Nella cultura greca compare gia in E5iodo, che altema modalita espres.sive di p., preccttis[l· ca. mito (J. Kakridis, Hesiod: SIFC 10 [1992J 827-832), e poi in Tirteo, la cui elegia sulla
virtu, p.es., mostra H. Shey, Tyrtaeus cJnd the art of propagand,,: Arcthusa 9 (1976) 5-28, 0 in Teognide, 549-554, 0 anc.:-ora in A1ceo, 140 V che, descrivc:ndo forse una sala simposiuk adoma di armi, svolge 1a sua: p_ belliea. Questa ricusa:ta da Anac:reonte, specialmente nel programmatico [r. 56 G. In filosofia, 1<1: si $voip. ge tiplcamcnte nei protrenici, che, sul1a s:cia di Arjstotele, invitavano Ie persone a aderire alia filosofia. Ques.te opere avranno un notevole influsso sull' apologetic a e sut protrettici cristiani; quelh perduta di Cicerone fu cru~ ciale per Agostino. Ma naturnlmente tutta la filosofia greca, :specialrncnte ecic<l, ha un risvolw parenetico in qunnta esortn a11a virtU da perseguire fini della felidta, e questa fill dagli mizi; nel SLlO poema fi1osofico, Parrnenide, descrivendo i1 suo viaggio dal non sapere a1 sapere, presenta UOf! p. alia filasofla; M. Tulli, L> esortt1zkme di Parmenide sapej

tion and Eschatology in Cbr, Sheffield 1996). La p. e una delle forme cui fa ricorso lin alrro esponcnte del giuda.isrno ellenistico, vicino al rriedioplatonismo, Filcne, in cui la preoccupazicne per I'insegnamento etico e cosrante. anche nelle opere esegetiche (E. Trisoglio, Apost-ofi, p. e preghiere in Fi!one, Torino 1964). La produzione .sibillina greca, pas-

interamente

pan::netica,

come

sara in ambito ebraico a partire dell'era ellenistica, assume un tone di p. morale piu marcute, di pari passe con una piu viva tensione escatologica (J. Collins. The JewIsh transfermatton of Sibylline oracles, in Sibille e linguaggi oraco/.ari, a c. di 1. Chirassi - T. Seppilli, Pisa 1998, 369~387): e un binomio che si ritrova ne! NT, p.cs. in 1 Th, e poi in buo· na parte dei Padri. Nel NT, la cui analisi e fondamentale poiche qui .si radica 1a riflesslone pJ.rristica, compare solo il verba l1a~ p:tlWW, non a. CasD eSclusivamente negli Aui
e soltanto con Paolo come :soggetto, in 27,9.22, quando l'apostolo esorta i compagni di n3vi· gazione alla volta di Roma ad <lvere coraggio; 18:Vulgata rencle co1Jsolabatur e wadeo. In effetti, nelNT Paolo che nelle lettere e nei dis corsi degli Atti, impicga maggiormente il registro parenetico, d211'esonazione al c~nfocto. Negli ultiml decenni fioril8 un'amp18 lectCratura sugli aspeul retorid che Paolo mudalla cwwca ellenistica: dettagliaco resoconto p_es. nel mio Phi!o50phen und Prediger, in Dio von Prusa, hrsg. E. Amato - S. Forn.rO, Tiibingen 2007, cap. N. Alia p. paoli· na, che riprende molti asp~tti dall' etica gre ca mil Ii fonda .in Cristo) un ampio studio dedicato cia H. Cruz, Christologica! motive5

tua

ar

re: MD 31 (1993) 35:50. La p. filosofica si espresse in moIre forme, dai tratt<ltl alle lettere - corne qudla cpicurea a Mcneceo, che

at

e un

protrettico losofici come

rivoho

a tutti ~ ai poemi
0

fl-

il capolavoro dl Lucrezlo,

le

and molivr1ted r1ctions in Pat11ine p., Frankfurt a.1f. 1990. Aleune letterc paoline sona specirumente irnproncate 30i cMoni parcnetkl. come 1 Th e Gal, 0 I COY. A. Malherbe, The Letters to the Tbessalonians New York 2000,
l

Perdue, P. and James: ZNTW 72 (1981) 241insiste sull' aspetto parcnerico di 256, che srudia il conresro e le funzioni so1 Th, come M. Konradr. Gericht und Gemeinde, Berlin 200.3, 38 e passfmj specialciali della p, ~ le Sue srrutture formuli in [ac, mente net cc. 4-5 si concentra l'asperto COn- come pure D_ Edgar, Has God Not Cbosen so.arono ed escrtativo (R. Collins, The Juncthe Poor.', Sheffield 2001. Non solo nelic lettion 0/ p. in lThess; EThL 74 [1998] 398tere, rna anche nei Vangeli si ravvisa uno St3~ 414). In Gal, la sezione propriamcnte paretuto parenetico, principairnentc nei detti, dinetica e nei cc. 5-6, dopo In prernessa, I' exor scorsi e parabo]e, eve il fine e di esortare aldnon, la narratio, Ia propositio e la probatio, b virtu in vista del Regno c, specialmente in [o. della ~coi]airo",,,,; per le para bole lucane come dimosrra H. Beta, The literary camposition and function 0/ Gal: NTS 21 (1975) in parr. v. J Kilgallen, Luke 15.16; Biblicn 78 (1997) 369~376. Una forma profetica parene353-379. Un aspettc parricolare della p. di Gal sf rivolge enche ail'idea del «rivestirsi di tica e riscontrabile unche nella proclemaaioCristo» (3,27) nel battesimo, da riconner-ersi ne alle sette Chiese di Ap 2-3, che riprende alia cerimonia della toga oirilis, occasione ill il discorso oracola-e relative alia salvczza c al esortazione morale, chc ncl corrispondcnte giudizio, mescolandolc origi.nalmente con i.l paoiino si sviluppa nella p. sull'uso respongenere dell'cditro imperia]e. v. D. Aune, The snbile della libertn: v. J. Harrill, Cowing 0/ proclamations to the seven churches: NTS J 6 age and putting on Christ: NT 44 (2002) 252(1990) 182-204 277. Un elemcnro particolure della. p_ paoliGli spunti parenetici, gia norevolmcnre marcati ne! NT,· specialrnentc in Paolo, trovano na e I'efficace riccrso 301 dlscorsc in prima persona e al proprio esernpio: v. BJ, Dodd, nella Perristica amplissimc sviluppo, La moPants Paradigmatic '1', Sheffield 1999. Anche da1i[a parenerica, di esortazione e raccornanCol ed Eph. commentatc da H. Hubner, Tiidazione, si estcnde attraverso molti generi letbingen 1997, e Ia cui paternira paulina e conterari, dalle lettere aile omelie, dai prorrettici testata da veri critici, includono chiarc sezioall'esegcsi. il cui fine ultimo e un insegnani parenetichc, peste in evidenaa p es. da \VI. mente che non rimane puramenrc tcorctico, Wilson, Education and Exhortation. in Col, rna c scrnpre rivolto alIa crescira spirirunle c, Lciden 1997i A. Beven:', Identity and the }.1.o- in prospettiva escetologice, ella salvezza. Uno raf Life in Col. Sheffield 2003. In genere, Ie dei piu antichi esempi di p. crisri~ma si trova lenerc pastorali non mancano di spunti di p. nella lettera di Clerncntf Romano ai Corinzi: aile comunita cristiane, corne osserva p.ts. R. B. Bowe, A Churc/) in crisi5, Minneapolis Karris, The paraenetic elf!ment5 in the pasto1988. Ed esortllzluni alla concordia e .alI'aral epIStles: HThR 64 (1971) 572; E un aspetmore reciproco, e a non susdtare ostilitd to che ricorre anche neU'an<llisi epistolografiestcrne, tra I e inizi Ii sec., si trovanQ nelia ca che di gueste: lettere fomisce W. Richards, leuera probabilmente cnsriana di Ammonia Difference and Distonce in P05t-Pauline Chn~ ad Apollonio, egiziani: v. 11mio Una delle piii ,/iandy. New York 2002, in A. Merz, Die fikantr"che !elte-re cristiane- extra·canomche?: five Selbstaus!egung des Patdus, Gottltlgen Aegyptus 80 (2000) 169-188. Noi Padri Apo· 2004, nel commento a 1-2 Tim e Tlf dt R stolici 1.a seconda pane della Lettera di BarCollins, Louisville 2002, e in Y. Red.lie. Paul "aba e Ia Didacbi contengono il mot.lvo paapre5 Pat.J, Geneva 1994, me analizza Ie sudrenetico delle Due Vie (V. Babbanski, E5chadettc tre epistole per i terni etici e soteriolotology in the Making, Cambridge 1997); il Pagici. Elementi d.i p. caratteriz:zano pure, spertore e fortetncnte parenetko nella sostanza, clalmeme nel c. 13, Hbr, seritta per csortare come tant2. ru[ra letteratura che, guali Ie apoi giudeocristiani alia fede retta, che non precalissi, descrive ricompense e punizioni neI vede 10 statuto angelico di Cristo: v.1\'1. Goulmondo a venire, spcsso non senza influenze der. Hh arrd the Ebioniles: NTS 49 (2003) giudaiehc: v. 10 studio suile apoca1issi giudai393~406; V Rhee. Faith in Hb. New York che e criscione di R. Bauckham, The Fate 0/ 2001. Anche 1 Plr e considerata uno del fonthe Dead, Leiden 1998. II forte influsso della damemi della p. crisrianJ. (1. Thuren, Argup. giudaic<l su quella cristiana del II sec. d.C. ment and Theology In 1 Peler. Sheffield 1995), sernbra attestato nel Teltamento dei XII Pae una forma partlcolare eli p., volta a esorra· triarchi, composto in greco da cristjani e inre alia sottomissione alJc autorita poliriche, rerpolato .i11 edt postni-c:ena; v. J. Charlesworth, compare s.ia qui, in 2,1.3-17, sia in Rom 13.1Reflectiom on the SNTS pseudepigrapha semi7, come OSSttva G. Jossa, La JOt/omirsione aInar at Duke: NTS 23 (1977) 296-304. le automd; RivBibl 44 (1996) 205-211. E molFinalit~ pillenetiche ha chiaramente tuna la ti clementi parcnetici si trovano in Jac: v. L lctreramra protrettica, ove il protrettico alb 86 e passim,
l

3919

3920

3921

3922

FARENES,I NEr PADRI

PARENESI

NEr

PADRl

PAllEN!::::;1

NEI

PADR! nesis

PARENZO

Calloni. Rorna 1991; di E Migliore, Roma 2004) fa parte di un progetto insiemc ill Pedagogo e Forse agli Stromati, ed

filosofia diviene lin invito a adcrire a1 cristianesimo, c vengono ad aggiuugersi fcrme qual! il protrettico al martirio 0 alla castita. Protrettico di Clemente Alessandrinc (ed. O. Stehlin, Berlin 1972', GCS 12bis; a Co di M,

timcnto, classificando i vtu-i tipi di peccato e Iovimndo ad abbandonarli. 1II1aIa p . si trova in (ante opere patrisriche, e
innanzitutto percorre puc arricchirsi anche I'intera omiletica, che di spunti asprarnente

entrambi p. (V. Novembn, Due epistole. una consolarlc: VetChr 40 [200) J 31933 i)- Fortemente parenetico, sebbene moho piu speculative, fu anche il frnrello, ~rcgorio siderati

zione alia filosofia cristiana. secondo un concerro gia chiaro in Ciusrino, per cui il crtstianesimc e «divine filosofia»: e lc opere degli Apologisti in gcnerale posscno essere COnsiderate come una p. alia conversione alb vera filosofia cristiana; v. B. Pouderon, D'Alhenes d Alcxandrie ... lei origines de ia philosophie cbretienne, Louvain 1997', Id. - J. Dore (did, Lcs apologistes chretiens et fa culture grecque, Paris 1998. Clemente in effetti riprende molro dagH apologisti, dalia critica al paganesimo alia dcrivazione della filosofia
grC-C3 della Scrinuru, rna con minore poiemica, rnigliori argomentazioni e pill p.: egli celebra il canto nuovo, superiorc a qucllo del poco grcci, quello di Cristo, che invita anche i pagani alia rivclaaione prima riservata ai giudei, Ia chiusa e un apptllo a1 Logos che, dopo aVer ispirato I filosofi, S1 manifestato pienilooente in Cristo. Abbiamo eli Clemenre anche un frarnmento di Esortazione alia pazj~n'" (a c, Ji A Pieri, Roma 1965), Ma I. p, attravers a ancbe ie altre opere maggiori conservrrte di Clemente, Pedagogo e Stmmati (G.

polcmlci come in Cirillo (5. Wessel, Nestorins.: in Cyril', Hom, IV: AHC 31 [1999J 1In II Lettera di Clemente, che sernbra essere la pili antica omclia cristiana, della prima meta del II scc., eo della seccnda meta, I'Omelia pasqua~ tc di Mclitonc di Sardi. La p. c prcscnte anche 10 rantc lerrere, e giunge, fru l'alrro, all'esegcsi scrinurnie. Iinfa vitale del pensiero 49), rna rimene fondamentalmente ria, come 10 C fin dille origini, Con esortato-

un'esorta-

di Nissa; p.cs. il suo dialogo S!tll'am17la e fa resurrezione, ispiraro da vicino at Pedone piatonica, e un potente inccraggiamento a non cedere allo sconforto (H fronrc alia morte, in quanta dimosrra I'immortalira dell'anima, 1a resurrczione del corpo e Ia gloriosa apocarasasi finale. La p. nei Paclri, insomma, radica, ta sic nella Bibbia, e soprattuttc in Paolo, sia nella cultura classics, puc trcvarsi nelle lett-ere come nei dis corsi, nei protrettici c nelle opere esegenciie, etc. Non infatu un genere leuerario, rna una mcdalita traversale preserite in mold generi impiegati dei Padri, ogni volta in cui esortano alia virtu e alla elevazione spirituale in ogni senso, come gia accadcva net testi fi1osofid, j cui moduli mi. giiori furono sapientemente assorbiti della filoscfia patristica.

in contest, B~rlin 2004; D. Pouderon Ied., tr_), ApoiogiJter greet ,1u IF :fie-elf'. puis 2005; L Rcmelli, La coerenra rlella .o(eriologia (}n~~eni,ma,- a(ta polemka comro d il detemJim!l1W gnostico altunitJenalr: re_"tdtJraziOJU escatol0Yica, in Pa-g<llJi" cnsIrimi af(a ricerca de/it;. slIiv/jUiJ (_re· coli [.JI]), Xxxlv Jnconrrc di studiosi C:ell'am_khir~ crigorio di N,JJd. SlIll'c!nimll ~ In resurreuon e,
stiana (Rome. Acgusrieienum, 5-7 fnaggio 20"1)5), Insntucum Parristicum SEA ;to, Rome 20-06, 661-688; Ead., GselvIiJanu 2007

L Ramelli PARENZO, Poco a nulla sappiamo di Paprima che i Romani abbiano vo'uro urilizzare la felice posizione della penisola parentina a meta stmda fra le due colonie di Tergeste c di Pola e alia naturale convcrgcnza di rurre le vie interne del territorio. Allorentium re, ill relaz.one al trasporto del confine crientalc d'Italia dnl Formione (Risunc. all' Arsa inrorno al 16 a.C; il supposio centro prerumana deve aver riccvuro un'esatra Iimitaaione e uncrganizzazione urbanistica tuttorr .. ri" conoscibili nel tracciato delle due vie principall, nella rete viaria the divide la pianta del-

par ristico. Lcsegesi. in scuole di tendenzc anche diverse, come in quella alessandrina di Ongene, crientata all'allegoresi, e in quella anriochenn di Giovanni Crisostomo, che preIcrisce artenersi al sense srorico, e sernpre finalizzata al pertezionamenro spiritualc e morale, e dunque intrisa di eccenti parenetici. Nel Crisostomo do e imrnediato, in quanta la sua produzione escgerica rende a coincicere con quells omiletica, come in parte accade enche in s. Agostino, dove van nu ricordate almeno 1<:: ometie su Giovannii anche in Origene, tutta\'ia, parte delta cui esegcsi consiste in omelie oltre a commeDtari e scolii 1a fJ.nalit~ de.Ua comprensione spirituale deUe Scrinure ha semprc un risvolta salvifico. Un ottimo esempio esegesl congiunta a p. {data dall'intcrpretazione della pcricope del giovane cicco di Lc 18,29·30 in Cipriano, ove compare anche un'altra costante della p. cristiana, il riferimento alia dimcn'sione escatological il fine a cui tutti I cr:istiani s.ono invl" ta[i a guardare: v. R Cacitri, Ad cae/estes theJaura;: Aevum 65 (19911 151-169; 67 (1993) 129-171. Nella chit-sa siriaca, in Efrem {IV sec.), l'esegesi si svilupp-a anche in opere poetiche, e similmente si sposa ilia p., com~ mostr~ p.es. E. Vergani, La [ueina di verita: erSt 19 (1998) 597-630 a proposi!o dell'esegd oi Dan 3 comenuta negti Inni Jut dig/uno e negJi Inni contra Giuliano. Anche l'esegesi di Basilio, inf1uenzata Ja Origene e da Eusebio, E sernpre rjvolta all'edifkazione, 0 per diret· ta p., 0 comunque per rillessioni a fini mo· tali (T.R Pouchet, L!Egiise dans teJ homelies de S. BaJ!le sur ler PsaumeJ: AugustinLmUffi 33 [1993J 369-405), La p, si riconosce p,es, anche neUe epp. 5 e 6, in consolazione di Nett.arIo e di sua moglie per !a morte di un figliu, che Basilio, ottimo rctDre, impasta secondo 1a tripartiz!one del discorso funebre in Iarnento, consolazione ed esortazionc, di cui gli uhimi due momenti possono essere (onj

Perrare:se, SapicnzialitaJ p. e vera gnosi: Koinonia 11 [1987J 7-26): in Clemente Ie molto forte l'insls[enza suI libero arbitr!o llmano, anche in polemlca antigt1.ostica, COme in Odgene; canto pili. importance, dl.lnque, dlvienc in lui, come poi in Origene, I'esortazione alIa libera opzione per il Bene e at perscguimenta delhi canoscenza che consenee di cavvisarlo. I1 fine ultimo €o, come sempre per i cristillni, 18 salvezza. In Origene, un eJemento di p. moho forte emerge: ncl Pfofreuico 01 martifio, come pure ndl'operetta del primo Tertulliano, Ai martiN°, rivolra a cr:istiani ch-eattendevano il martirio in carcerc, ma anche in uh'altra opera dc-Do s[esso, ormai tcndenle al mont<111isnlO, l'Ewrlaziunc alta castita (a c. di R. Frigerio, 1'v1i1ano 1995). Un at[ra c("lebre protrettico attriblliro a Gillstina, anopera di un aUCorc del ill sec. chc conosceva bene i1 medioplutanismo; la Cohortatio ad Graeco:i komm. C. Riedweg, Basel 1994)' ehe mosua la sllperiorita delle Scritrure suile contraddizioni clei pocti e dei filosofi greci nella ticerca tcalogica. Verso il 375, poi, Paciano di Barceilona scrivcva un ulrenore protrettico, la P. III pen-

or

S. Prete, Escacolagia e p_ lit!~!i scrinori mjtia:m' (atini, Bo [ogna 1966; R Preci, Le conm'.ioni pt!ddgogfche «etta P. didescelica di Ennodio, in UmrimtJ e ttorra ; ll, Napoli 1971, 109-126~E. dal Covelo, If kerygma come crsica wclfa p. di Gill. 5,lr:;·24~ RivBibl 29 (1981) 379-391; G. TJl"di~i.P. e a\etc nel corpus iirtairu: RFle 110 (1932) 2:57· 276~ R. Collins. This is the wilt of God: -p:JI_Jr Jt1nctljiCIIHcm: L .."a} chb:JlogiqLte- eC pbiJo~ophique 3911983) 27-53 lp. .in 1 Th OJ; E. Lowell Theogms' p. rC'! ilualry. Lexis c 1988, .53·60: G. Tedt:~chi, L'Eiegj({ pCITeTl'!tim"gueTriera e 11 simpoHo, in Studi di poefla cwwiuiale, a c. di K_ Fabiltrl et aI., Torino 199'1, 95·11}4; N. Adkin, The date 0/ Pacian 0/ Bllrr;ekma'I P. ad p~eni(elltiam: Pramethf'us 20 (199-4) 73·7iS; K. ErleflJaDJ], Nahernwtullg ..lid ParUIie· 1!frZt5gt.'rl<1Jg im NT, Tubingcn 1995;]. Murphy.O'Con. nor, Paul the LWer·Writer, Cdlcg,"viJie, 1{,'\I J.995; G Colc:sami, La disposizirmedeIfe armi in Alc. 140 V; RFIC 123 (1995) 385·408; D. Allison, Tht' JeIIJS Trl1dition ill Q, HarrubuIg 1997; P. Tit!", CompoIi!imwi Tramitions jtJ IPf, Siln Francisco 1997; J. Montes. Yexto prugrtlmrilim_ .. ett A",rr:norrtf:; E,;cPhiJol 718 11997/8) 49-67; A. Kirk,

ia citeD. in isclati rertangolari e nel foro, il

Tbr: Composition

che se oggi 10 si ritiene

79 (1998J 515-524 [sulia p, neI P;3.ss-o]; C. Sleepcr, lll· mes, r-_'ashvilIc- !998; A ;...~o. Un'epfJto!a encomia,>!i c-a di Camodoro: CilS5iodotiJ~ 5 (1999J 277·88 [Sll Var. 10J. O;:Qrrp_ al sovranQ); J. Scarr, 2Pt 1.·4 Itl Il1 IIellenirtl-, Context, Stockholm 2000, T Eng6erg-h-dcm::rr, P..u! and tb~ Stoics, Louisville 21}OO; D. Ackerman, Cron, remrreairm, .md p. in rhe rberorit: of lCor, Ph.D. Denver 2000: M, J~cbon, La}',.oj lInd LAw in James. Leidc-n 2001: G. Burnett. P,Jui tlJJd the S;]/vatiOJ1a/ the Individual, Lci· den 2001; M. Theobald, Studiell ;wm Mmerbrie}; TG· bingen 2001·, R M~dd;:,x. P. and aegpis, P~.D. FQrt Worth, TX 2001 [~U Hbr 13J; C. Carpenter, JI1me5 4.5= NTS 47 (2001) 189-205; W r-,.lecics, Itt S~(Jrchof the Early ClmJtidtls, New Haven, CT 2002; L. Thoren, Derhe10n'J;ing Pl1ul, H~misbllig, PA 2002; P. Hartin, A Spinll-la!ity of Per!ectIQl1: /llifh in a~tiO/J in 'h~ Lelfu 0/ Jam!'>. C01legt;ville, MN 1999; ld., James, Collcgev-me, MN 2U03; D. Aunc- et at. (edJ), NeoUNafflt:nti';{I et Phi{onicl1, Lei den 2003; M. S(irc-w-alt, Pard The Letter Wni'eJ'", Grand Rapids, MI 200}; S. Elli-ott, Cutting lOo ctos~ Il)r Com/or/, Sheffield 2004 [5U Ca{J; C. Song, Reading Roman,> a.l" d Diafrib<1, New York 2004:]. $~rr, Edrly Christian pl1rae"
("::1

tiOIJ

in Q, Lr:::i.den 1998;

of the Sd)'ings Suurr:e... Wisdoln Redac· J. Lambrecht, Gal 5,17d: Biblj·

strato archeologico stato esploraro sorro 1'0dierna piazza Mara/or, Qui si efjacciavu il piu grande tempio romano cleU'Istria rkostruito da 1'. Abudius Vcms, gil vice amtniraglIo ddla sglladra di Ra.venna st-a:bilitosi a P. Questa citta -e forse I'unica sede che collaudi Con dati archeologid una costituzione epis(opale anterion~ aU' editto dE tollenmza: infatti i1 protovesc:ovo Mauro, che {nonosrante alcuni dubbi recenlcmeme sollev3ti al riguardo) una tradizione costatJ.te venera come martire alT meno fIn da1 VI sec., testa attestato dalla celebre epigmfe (IV-VI secJ che De ricorda la traslazione dal cimirero fuori le r:lUl"fl; ne11a basilica urbana, 11 ubi episi..-opuS et conjessor est jactus. lnoItre non csclu.so che, a settentrlone della 5plendida basilica vollJta dal vescovo Euftasio intorno alIa me:i1 del Vl sec., siano ricona.scibili i resti di una probabile ecdesia domcstic(l rica.vnt-l dalla sala di lma CaSa tOmana successivamente ampliata. nelle prime aulc di cwtD. Le Iscrizioni musive qui registrate per Ia fine de! IV seC. do" cumentano una cOffiunita ormai varia e composita con uothrni di cDndizione sociale diversa. Dopa Mauro, non ci nota alcun altre nome di vescovo fuw a Eufrnslo, ma il carino absidale della sua basilica, dove b sua figura immortalata nd mosalco assieme a quella di Mauro neWatto dl porgece alia Vcrgine b corona con Ie rnanl vdate, ci svela ormal un pumo d'arcivc nel ptocesso Ji cristianizzazione operato in Istria durar:'te l'arco di circa due secoli e mezzo,

CUt

3923

3924

3925

3926

PA.RlGI Parcnm datil' or:igini- 111t'aJ di CfIIJ!lnJdtIO, P~dOV;l 197(j.~Id, Anrom SI/ Mauro "epucopus et corfessor" e sui "lOCII5 d/(p'ic(J(m~ di Parenzo, in DOJHllm lti.am dilcxi. Miucltr'mea in (111M!? di A. NeJ!od, Citri del Vari-CWlO 1998, 185·210. G, CU5dw,

PARIGI

lconeilioj

p;\RMENIANO

PAlUU--I..ESIA

G. Cuscito
L'attuale terrirorio dJ P., allora zona paludosa, era accupato dalla tribu ccitica dei Pvrisii; i Romani 10 conquistaronc net 52 u.C.

PAIUGL

L'oppidum

Parisiorum

celtico (Lute-tid Parisio-

rum: Cesare, De hello gal, 6,3; 7,57·58) si trovava nell'isola della Senna. Dopo Ia conquista csso fu ricostruito dai Romani, rna la nuovn

citradina si estese sul lato .sud della Senna, nella zona dell'odierno Quarticrc iarino secondo la struttura urbrmistice romana: In rue SaintJacques era il cardo tnaximus, Dal IV :sec. si usa il nome di Parisi: al posto di Lutetia Parisiorurn (Ammiano usa eruramoi i termini: 20,1,1; 20,4,12; CTh; Notitia Dignisatura: No~ titia Gallurumr; dal V sec. Parisius. La nuova citra, della provincia Lugtiunensis Scnona, crebbe rapidamentc, csscndo in un posto favorevole per i commerci Iluvinli e per il convergere di strade. A1 tempo dl TIberio venne eretta una colonna in onere di GLove, ritrovata durante gil scavi [atti durante gli anni 1965-72 sotto la chiesa di Notn::.Dame:; dOPQ gIl 50 d.C venne costruiw il foro; al II set. risalc Ia costruzione delle terme (oggi vi,ibili souo I'Hotei de Cluny), allmentate ca un acquedocw dJ 16 lan; poi un antitoatro do 17 mila posti e un teatro da J mila. Si aggiunsero altri due edifid termali. Nel IV sec. Lutetia un punto strategico per la difcsa dcl1a Gallia e spess.o vi stazionuno :cruppe, rna non divent.a mai capitalc d1 provincia, A Lutetia i1 cesare Giuliano sverno tra il 358 e il 360 e vi fu acclamato augustus (marzo .3601; l'iQlperatore VaJe-otlniano VI risiedette nel 365 e 366; ne1 2006 state ritrovato il pavimento df una strada del I sec. con resti di altre costruzioru. Alla fille del IV sec. la citta si riduce di dimcnsioni; l'isota, allora pili piccola di oggi, viene fortificrn<l. Nd 451 Genoveffa avella comrimo Attila, re degli Unni, 11 risp:armiare la citta di P., cbe nel508 diventa capitale del~ Ia dina,stia merovingia ptr opera di Clodoveo, e 10 rcsta a intervalli fino al secolo successivo. Ie Chilperico, nei577, fa ripara.re il tentro offrcndo ""nehe dcgli spettacoli. Non s~ppiamo quando il cristianesimo sia arrivato a Luteda. II primo ves:covo storl('ilmente skura E- Vittorino (VI nella lista episcopale), che: nel 346 partec-ipa al concilio di Colonia in favore di At.anasio; l\>Ia.rcello (IX nella lism) venerato come santo. Dionigi, il

leggendario vescovo, il suo prime martire ucciso verso il 250 {Gregorio di Tours, Hist 1,30, inaieme con Rustico ed Eleuterio, sulla coliina del Mons Mercurius (poi l\f_ons MarlYrttm, Montmartre}; sul luogo di scpoltura, a Saint Denis (view catolacensiss, per iniziativa di s. Genoveffa 502) fu costruita una chiesa, nella quale poi vennero seppelliri alcuni re rnerovingi. 11 re Dagoberto, tra il 628 e il 6}7, for-do .l'abbazia di Saint.Denis, nella quale nel 754 il papa Stefano ill consacra rc Pipino il Breve, Nel 540 fu costruita la chiesa di S. Stefano, i cui resti sono sotto la chiesa di Notre-Dame e nclle strade adiacenti; rna Ie antiche fonti la chiamano semplicemente ecclesia. Germano, di cui I'amico Fortunato scrisse una biogrcfia, fu vescovo ncgli anni 558-576. Nel VI sec. diversi conciii 51 sono tenuti a P., dove ora esistono diversi edifici di cuho: l'eccles,'a senior, baptisterium, orate-

riurn sancti Martini, basilica beau Vincentii (dove furono seppelliti il rc Cbildeberto nel 558, net 584 Chilperico I; nel 576 anche il vescovo Germano, che poi dara il nome alia chiesa), basilica sancti Marcelli, oratorium Criscentiae virginis, basilica beati Iuliani, basilica
Aposla/orum

Sancti Petn} Questa

anm

anche semplicernente fu fat-a costruire dal re Clodoveo sulla tomba di s. Ccnovcffa, nella quale furono seppetli[i sia il re cne sua moglie Clotilde c altri membri della famiglia rea· Ie. Nella basilica Apostolorwn si cengono an~ che coneili dwante il VI sec. P.-M, Dl)val, Pari_' an!lqu{', dn

(detta

on'i!.Inn flU iroisiJmf! sid-d.e. Puis 1961; P. Ferin, L:.Jhe. Paris de Cesilr J Cloui" CatJlu;,ur!" de texpO$ifiM du musit' CnmtIV41'!t, P;lrls 1984; M.VV" Topogfaplil'1 dmfllenn(;' dO' fa Gaule, VITI, Pro-vince eccM5iastique deSens, PMis 1992,97.129; F. de: Carbonnieres, Lutia: Pan! 1)111.:romain~', Paris '2001; J.P. Adam - H. DelhurneaLl, Les ,he/me:; dntique:; de Lu!ece, Pari5 l200L; D. Bus.on, Paris) a Rmmm dty, Paris 2001.

A.

Di Berardino

PARlGI (conci1io). Nella citta romana di Lu· telia Parisiorum i1 cristianesimo Joveue giungere nd corso dd II sec. Tuttavia il suo primo vescovo conosc:iuto Dionigi, della seconda meta del 111 sec. In ques.ta dtd., nd corso dell' estate del 360, convcnnero ves.covi galli per un concilio, dove sconfcssarono la loro adesionc agli atti dd concilio proariano di Rimini (359) e sotto:scrissero aile definizioni dl Nicea, Saturnino ill Ades e Paterno di Perigueux furono dichiamti Jecaduri dall'episcopato, come fautori dt quell'eresia_

PARMENIANO. Vescovo donatista di Cartagine del 362 el 391/2. Di nascita era gallo o spagnolo, non dell'Africa del nord (Ott, di M., De scbismate II, 7). Probabilmenre nderi alia causa di Donato durante I'csilio di questi ed emerse come capo dope Ia motte di lui attorno al 355. Divenne vescovo di Cartaginc dopo il rizorno trionfale dei capi rlonatisti neil' Africa del nord con il sostegno deil'imperatore Giuliano, nel 362 (Ott, di M" De sdnsrsato II, 16 e Agost., Contra liiteras Petiiiani II, 97,224), La mOrte di Giuliano, il 26 giugno 363, non ostacolo [a reviviscenaa donatista rna, verso il }64. P. scrisse un trartaro, Adversus ecciessam traduorum, che giustificava Ia legittimita della sua chiesa e asseriva I'indegnita irredimibile dei cattolici (Ott" 1,4-6)_ I cinque libri in cui si dividevc i] trattate riguardavano il barresimo, I'unira della chiesa, l'indcgnita dci cattoiici in quanto traditores e istigatori della persecuzione messa in alto cia Paolo e Macario, commissari imperiali nel 347/8, e flnalmente il motive del rlfiutc dei sacrament; catrolici, «l'olio delI'cmpio» (cfr. Ps 141,5). P. mosrru eli essere [ortemente influenza to dagli argomenti e dnl linguaggio del De Imitate Ecclesiae catbolicae di Cipriano, sebbene la sua defi-iizione della chiesa mediante i1 riferimcnto a1 possesso di quelie doti (dotes) che sona attribuite alb sposa nel Cantico dei Cantiei recasse un contributo originale all' ecclesidogia occidentale. Egli rivendicava per i Jonatisri 1<1 cathedra. segno del1'autorita e unita del1'episcopato, I'cm· gelus, l'angelo cne SI hbrava suIle acque del battesimo, la/orIS, doe il fonte battesimale, il sigillum del battes.imo e l'altarc. Mostrava una volta di piu 13 grande imporunza che i donatisti annettevano alIa liturgia e al simbo!isma del battesimo. La sua energica negazione del diritto dell'irnpewto.re a interferire negli affari ecdcsiastici (Ott., I, 22) seguiva Ie concezioni di Donato. II suo trattato rkevet~ te risposta verso il 365 con il De schismate
DonatiJ1arum

'Pracdcsnnatus, De boer. 43; Agost., 55,18,34), Il suo prestigio rivalcggio quasi COn quello del predecessore Donato. Verso i1380, perc, P si trove in conflitto con il teologo donatista Jaico Ticonic, che sernbrava evversare la giustiiicazione dello scisma e I'insistenza donatisra nel ribattezzarc i propri ccnvertiti (Agost., Ep, 93,10, 43"44, c Contra Epistoiam Parmeniani I, 1,1). P. tento dapprima di convincere Ticonio che ['universalita della chiesa era accenebile solo nel contesto della sua intcgrite (Epistola ad Tyconium). c, non essen, dcvi riuscito, fece condannare Ticonio de un concilio: 385 ca. (Ago st., C. Ep. Pormen. I, 1,1), La sua fermezza perc' eboe successo, in quanto sernbra che Ticonio abbia ascoltato l'appello a non Iasciare [a chiesa donatistu (Agost., C. Ep, Parmen, III, 6, 29) e non ci fu scisma tra le file dei donatisr.. P. em rispettato de Agostino per Ia sua ubilita come teologo c amminist.ratore: «Ha rafforzato 13 setta donatista» (Agosr., Serm, 46,8,17); era considerate da Agostino e da Ottaro come un abile parlarore, con una lingua

nord

Iip.

mordenre (Ott., II, 14l. La sua accettazione


del donatismo mostea anche l'esistenzu di un punto di vista simile a quello donatisra in alcurie comunira cristianc occidenrali. Alla sua mane lascio una chiesa clie era indiscutibilmente quella della maggioranza dci cristiani nard·africani (Ott" VII, 10 Agost., Ep, 22,2)
Alc:ul1i emani delie opere di P. si t.mva:lO in Ottato di !vlilcvi, De rchis.mate DO!1(uirtrlmm (ed. C. Ziw'>a, CSEL 26) c Agosuno, CO"tnJ Epislutam P(:mm:n~ni (ed. Pe::t~cbenig, CSE1. 51). PCEE I, 816·821; P. ~Ic-nceaux, Parm!!· nrunliJ, prinr{ll Jr;JI1ufl5te d~ C(lr~hjli!.t'; IS ~ef", 7 (1909) 19-26, 157-169; rd" Hi£tmTe litt. de !,A_fJ:iquechllit., V, 2205$.; A PirtLh~tlc, L't'cc{,.jio!og_ianel!a controlJu.ilJ do nafisia; Ricerche Religiose I (925) 35-55: W.Re. Frcnd, The Donatii! Church. O:dor-d ~1971, cap. 13~ P. Langll, Ri.tdica a la carta de Prlrmi.'niano. fntrorlucci6n, bfbtiogm. /fu y nO!,u, BAC 32, Madrid 1988, 19j·}77.

-:v

\'(:',H.c.

Frend

di OHato di 1Y1ilevi.

eeL

148,32-34; SC 241, 90·99; di P()idl':r:>, Frdgm. Hi_\l. }{]

Pala:alni

3, 295; liario

Cb, Munier 3928

Nei suoi trent'anni di epis.copato P. mantenne un fermo controllo sulla chiesa donatist." In Mauretania fu controJ1ato 10 scisrna di Rogato, cosi come le artivita dei circDncellion!, am-he se P. non dusci reprimere 10 sdsma daudianista chc aveVl colpito i donatisti di Roma verso il 385 (Agos.t., Serm. II in P5. 36~20)' PersIno gli ufficiali irnperiali superiorio donatfstf, cosl come Fiaviano, Vicarius A/ricae net 377, errrno sottoposti alla disciplina ecclesiastica (Agost" Ep, 87,8), I Salmi dJ P., scritti in uno stile popolare, diffusero rinsegnamento donatista attraverso l' Africa de!
(j

PARRHESIA. Nella po Ii, la p. significava li· bert. dJ parola, liberta del cittadino, Nella lettemtura patris[ica s.i usa il termine nel senso peggiorativo di disinvoltura e:ccessiva, familiarita offensiva. frutto delb. vanid. (Doro!., DOc/Tillae IV, 5~6: SC 92, 252), In senso po~ sitivo, lu p, caratte.rizza Ie rclaziont fra l'uomo e Dio prima del peccato, Gregorio dl Nissa l'idemifica con Ia «tiberta» con la damiliaritim che Dio concesse ai sl~oi eletti (J. GaIth, La concepttan ... , 65 50.). Diversi autori uniscono 1a p_ con qlla!che virtu speciale, piu SpCS50 Con la prcghicra (Nilo, P~risteria 4.2: PG 79, 828ab), con 1a sophia e la verita {i contemplativi), con i'umilta, cor~ il martirio.

3927

3929

3930

PAR1{OCCHI,\

PARRQCCHIA

PART[:MlO

Fi\RUSIA

Esse ccstituiscc una prerogativa della Tbeolokor (Ps. Epif., Hom. 5 In laudes s. Martae Deiparae: PG 43, 501b). Infine Ia p. can Dio si riflettc ncl contatto Iratcrno con gli uomini, in specie nel fiducioso rapporto con il padre spirituale. conception de la fiberti cbrz Grigoir~ de Ny.~ se, Paris 1953, 65 5.; H. jaeger, rrcponctc ct jiduda: SP L (1957), TV 6), 221·2)9; W. Volker, Gregor 1)011 Nywi ats M}'rtike,. Ied. ir. n C'. di C. Morescbini. tr. di Ch.O. T-ommasi: Gregorio dl- Nlmr filor% e Imitiw, Milano 1993). T Spidlik
La

J. Ganh,

scire della comunita cristiana, c'e l'impossibilitil di convenire in solo centro, sia pet lc distnnze sia per [a capacita del luogo di riunione, Aliora si imponc un decentramen:o liturgico con il sorgere del sistema parrocchiale. Notizie sroriche, degne di fede, di comunita che sotrostanno al vcscovo, rna che

non sono diretramente guidate de lui, le nbbiamo dal concilio di Antiochia (41) per 1'0· riente, e dal concilio di Serdica (34.3) per
I'Occidenrc. II vescovo non guida solamente la comunita urbana, rna anche quella del villaggio (xwjJa). Se vi sono vescovi nei villaggi (x_cuPf1t(OX01to-d, questi deb bono amministrare solo le chiese alia loro dipendcnza (concilie di Anriochia, (an. 10). Se ne deduce che non rutte le chiese di campagna hanno il loro vesccvo e the eslstono delle p. eli campsgnu. A Serdica fu proibitc al vescovi di interferire nelle p. di un alrro vescovo (can. 18). Papa Innocenao (402-417) dice che tutte le sue chiese si trovano entre le mura della citra; suppone pero che gli altri vescovi amministrino p. pili lontane. Roma al contrario non sembra averc p. eli campagna. Solo quei presbitcri in runzionc nci cimiteri fuori le mura della cittd serebbero da paragonare ai parroci di campagna di alt-e circoscrizicni episcopali. Innccenzo chiama lc chiese in Roma Tiluli (Ep. ad Deem. 5). Le p. romane dovrebbero essere sarte molto prima dl Innocenzo. Le reIazioni in proposito the troviamo nel LP sono pero state redatte dopo lnnocenzo, alia fine del V sec. Gi:i verso meta del III sec. Cornelio t':Ilumtra nella comullita roman3 46 presbiteri, 7 diaconi, 7 suddiaconi, 42 a.ccoUti, 52 tm esorcisll, leuuri e OS-tiari, oltre a 1500 tra vedove e bisognosi, che vengono sfarn"ti dalla comunita (Eusebio. HE VI, 43,11). La comunita romiloa dovevn essere composta Ja decine di migliaia di fedeli, ehe non avrebbero pOtuto essere insieme anna s.tcssa cdebeazione eucaristka. Secondo il LP! gia Clew (ca. SO-90) avrebbe ordinato 25 presbitcrl, cd Evaristo (dopo il 100) avrebbe ripartito in Roma i Tlluli (efr. lemma 711010) ai presbiteri (e ordinaro 7 dillconi), Urbano (t 230) avrebbe acquistato 25 patene d'argemo (probabilmente per 25 Titnli). Fabiano (236250) avrebbe ripartito tra 1 diacani Ie regioni rnllnicipah e insediato 7 suddiaconi (Ia circoscriziolle delle diaconie non iJentica a guelb dei Titoli). Che papa Dionigi (260-26P;) avesse afftdato Ie chkse ai presbiteri c:osa da situare certamente in epoca anteriare; cgli avrcbbc cretta anche dmiteri (e Ie p.) corne diocesi, cioe <lvtebbt cr-ctto a p. anche Ie chiese dei cimi-

PARROCCHIA. II termine deriva dal greco ncpoudc, chc significa «cimora temporanc-a», specialmenre in terra straniera: illuogo della dL1UJra. Ben presto, dal II sec., il terrnine in-

ted fucri Ie mura, Marcello (ca. 300) avrebbe elevate i 25 Titoli 3 diocesi, per i nurnerosi battesimi (ceofiti) e penitenti. L'autore chiama con il termine diccesi dunque comunita presbiterali autonome con dititre di cooferire il battesimo. Questo uso linguistleo e attestato la prima volta da Sulpicio Severo nella sua relazione 5U Martino di Tour, (Dial. II, 9,6; Ep. 1,10, 3,6) chc nella vasta regione della. sua citts vcscovile avrebbe fondato circa 10 p. di campagne (dioeceses). Net Vend VI sec. viene completata dappertutto I' organizzazione parrocchialc di campagne: come vediamo specialmente nella Gallia dove solo verso il 600 entre nell'uso comune il termine dioecasis per Ie comunita

PARTENIO

di Costantinopoli

(V sec.). Pre-

sbire-o e archimandrite costantinopolitano, fautorc di Nesrorio, Una sua Lenora, censervata in laono (Synodicum, 153~ cfr. 152: PG 84,767 s.), diretta al metropolira Alessandro
di Gerapali di Siria, imransigerue Nestorio e avversario di Cirillo seguace di (Synodiaom

152: PG 84, 767b\ chiama Nesrorio sanctisSlUW illo et deo bonorabtli arcbiepiscopo 110stro et teste Christi domino Nestorio. Percio
va interpretata in senso nestcriano la sua professione di fedc, chc segue apprcsso: Veritas

vescovili, mentrc Ie comunira presbiterali si


chiamavanu allcra p. Le p. urbane potrebbero essersi sviluppate, nelle altre grandi citra, come in Roma, gia dal III sec. Al tempo di Agosrino nella Numidia trcviamo de: presbiteri nei piccoii ccntn i quali svolgono fun-

dica una cornuaira cristiana (lyrart. Polye., proemio; Eusebio, HE 5,18,9). Ancora piu precisamente W1a comunita cristiana stabile organizzata gerarchicameote (ccncilio di Ancira, can. 18, Alessandro eli AL PG 18, 548, concilio di Nicea, can. 161. Nel IV sec. il suo senso ordinario era quello di diocesi. Solo a partire da questa periodc -e molto lentamente il termine assume quel]o modemo - la de£inizionc precise si ha solo nel XITI sec. - per indicare una strutrura territoriaje come parte di una dioced, quando con Ie conversionc e la diffu.siane del cristianes1mo anche neIle campagne, era impos-sibile rtunlrsi attoma al vescavo, che risicdcva ncll-c citta. Nei primi secoli il cristianesirno em stato soprattutto un fe nomeno urbano; tuttavia in alcune province romane si diffondcva anche nelle campagne, come attesta Plinio, Del II sec., per Ia regione del Ponto: nei "iei e n€gli agti (Ep. 10,961. I primi rnartiri africarll provengono da una ]0calitit sconosciuta, Scilli, che doveva essere una borgara, c pcrramo non scde episcopalc. Nei priml tempi il vescovO al centro della liturgia cristiana e dell'amminis.trazionc ecdesiale, coadiuvato dai di:3.coni c pr-esblteri. L'eucaristia e i1 hattesima erana amministrati normalmente solo da lui; in caso di necessit3, per esempio durante la persecuzione, anche Jai preshiteri. Nel momento tn cui it cd· stianesimo raggiunge anchc i villaggi e i lat,~ jundia, per i s.ervizi liturgici invece di moltiplican:: Ie chiese episcopali si costetUsce un luogo di wlto. In alcuni di quei luoghi ,i diffoncle Ia figllfa del periodeuta, un pre:sbi. rera ambul:mte; in altre pard si preferisce il corepiscopo (vescovo della campa.gna). In Oceioeme SI s.viluppa il sistema delle plebes, comunita dove il servtzio liturgico prestato d,1 presbiteri. Ne1le grandi dtta, con b cre-

vera est confiteri Dominum nostrum Lesum Cbrisuon, Filium Dei vici, Denrn perfectum bominemque perfectum: et darnus passiones quidem burnanitati Christi, dii-'im'tati vero mlracula, unum Cbristum, unum Dominum praedicarues.
CPG III, )720; ACO I, 4, 175 s.; Bar denhewer 4, 212;

Pauclogia V,29. A. De Nicola

zioni lirurgirhe (Ep. 83; Ep. 139,1), alcuni presbiteri sono stati uccisi dai donatisti (Ep.
133,1; 134,1).
Duchesne LP 4 (1923) 1212-!219; DACL 13 (1938) 2197-2199; LTK 8,162-170; Caw 10, 671·674; Diaionario Encicl. del medioevo, a c. di A. Vauchez, Rome 1999, L 1409-1411; K. MUlier, Parocbie und Dioxese im Abendland ill 5pa"triJmirr;hr:rund met'owlngixc!;er Zeit; ZNT'X' (19.)3) 149.185; E. Griffe, Lr'J prf'mi?ref paroiues de 1<1 Gdule~ BLE 50 (1949) 229·239; rd., A trall!:"rsles paroisJe_f rura/d de la Gaule au VI' st'ede; BLE 75 (1975} 3· 26: W. Geerlings, Augu.tilUf5 und rein Bistum: ThQ 158 (1978) 27 •.35; A. Martin, Topographie N iimrgie: Ie proMente des 'paroines' d'Air:xandn.!3, i.n Acre. dll XI' Congres intermttirmal a"4!'chio!ogie chritienne, Roma 1989, 113-114; V. Bo, Siona ddfa pfJrror;chi(1,1: w:oli delle tjngitTi (uc. IV- V), Roma "1992, II: 1 sewli dcif'il1/am.ia (J/II~:. Y1·XV, Roma 1990; M. Caia[ddk, IB prJmifSr?S rmates, in Arial archtoiogiqlle d!1 la hance, PurlS 1992~ Plntora! ca,e hejr)rc- the part$h, ed. J. Blair, R. Sharpe, Leicester, ~ 1992; Ch. Pietri. Regions e.dirfastiql-fcs et paroissfs romalnd, in Christianr1 respublica, Rome 1997,173·200; Id., ChieJe ~ camunifa lOo.:llil1~Il'OCCldl:rllecristiano ([1-'VI uc. d,C.), ibid. 475·521; Aft~ C!rig,ini delh parTotxbio. rnrate. IV-VIlI sec" a c. di Ph. Pergola, Cin~ dd VaticanD 1999~ C. Cantino W~wflh[n, Christianist1.tiDn et orga-

PARUSIA. tal prcscntc

Termine greco (~ p rcscnza.


ncl NT dove, a par-ire

vcnuclagli scrit-

ti paolini, indica la seconds venuta di Cristo nella gloria, da lui stesso annucciata piu vo!te. L'incertezza della data ha provocato varie speculezioni, sia nella grande Chiesa sia in ambito eterodosso, volte a stabilirr:e 11 momenta precis.o: tca queste emerge la dc[trma del millenarisrno. Per gli scrittori eccles:iastid la p. indica il giudlzia Cicatologico (Diogn. VII, 6), la presenza di Dio a fianco dei I:):artiri (Diogn, VII, 9) rna anche, sopra[tutto, la venut!! di Cristo nell'incarnaztone (Ign" Phik;d. 9,2; Giust., Dial. 88,2; I Apol. 48.2, 54,7; Clem. di Al., Sirom. I, 18; II, 16, Orig_, Hom Ier. 7,1). In relazione con la prima p. di Cristo nclla carne, rna opposta a es.Srl in quan IO ai car<l.neri esteriori, .La p. escatologica, 0 seconda p. (Giustino, Dial. 14,8; 31-32, IppoEto, Anticririo 44,lj Ireneo, Adv. Haer. 4,22,1.2), demento della catechcsi in conncssione con i temi del giudlzio, della nsllrrezione di uomini -e cose dell'attesa vigilante rna scevra da ibdaginl curio,,, (Cir. di Ger., Calech. XV, 1-4); si verifimer?! in due lDomenti: prima ~pparid, la croce, a condanna dei r-eprobi, poi gIl 30geli a glorificazione del giusti (Giov. C:-isost., In i\1.at. hom. 76)-4). L. p. di Cristo aU~ fine dci tempi fad. ;;.1che ogni uorno :si potrii coooscere e in tal modo avverra Ia separazi,:mc tra buoni c cattivi (Orig .. Com MI. 70).

ra

niSlliion ea:lesil1-Jiique de t;(lmpagrre. L'IJa1i" du Nord d!JX IV"· Vlli' sieeles, in Towns and Their Tl1ffiiones bl!tU-'l!l!n Uili' A~riql-iily and th .. Ea,]y Midil .. A/l:e.r, c-d. by G_B B:rog_iolo et Ilt., Leid~ 20[}Q, 2U'::1·2_}4. Vogt . A. Di Berardino

H.J.

PARTEMIO. Ignoto pre,bitero del V 0 VI sec., for.sc africano, di cui si conserva Ia risposta a una lettera del conte vrrndalo Sigi· steo, in uno stile valutamentc riccrc<l.to, con UfM condusione in dodici esametri e un distieo elegiaco.
ePL 804-805: PLS J, 448-449; PC BE I, 821.

A. Oepke,
ZUffl

•. v. ~ap¢-.;oCLC!in GLNT DC, 839.878; N. Erox, Jiferarischen VerhJ·(rmr zwischen ]l<-Tflll Imd ium(im 58 (967) 124.127; y napoua(o;.en

F. Scorza. Barc;:el1ona 3933

ZNW oquln

Ori~enes:

R_ Tre;:vij;-mo ~rche ...errht, ':Em· S-cri.ptoril.lm Viet. 16

3931

3932

3934

PASCASINO

D1 L1UBEQ

PASCENlI()

ARIANO

PASCH ALE

CAMPANUM

PASQUA

(1969) 315.337", Lampe 1043 Clemmfi' Aft!JIandrino, Rnmu

s.:

A. Brcrxesi, La rolcna in 1912, rtr. indicc pp. 725 s

Sepff;m capiNli" I.lbbatiJ Moysi~


Dominguez del Val 2, 322-324

VCllr

50 (1996) 100-209;

E Cocchini

L. Dsrtrino

rontesto aspramente Agostino (Ep. 240) e questi rispose alle calunnie dell'ariano con la sua Ep. 241. CPL 703: Ep, ad Augu,tinmrr: PL 33. 1051; CSEL 42,
559·560; CPL 3066: Atlm::lltio W174 P(1KeJ1t/o Animo: PL 3), 1!56-1162; PCRE 1,827-830; A.A.R. Basriacnsen, Vitil di Cipn;m(J •... Vita Ji AgQJfino, Milano 1975.393·394.

PASQUA
L II contenurc reclogico della fesra. II. La celebraz!onc della [eata. - III Conrroversia pasqualc.

PASCASINO di Llllbeo. Vescovo di Lilibeo in Sicilia (oggi Marsala), P. gad eva della fidud, di Leone I (440-461) cbc, nel 444, 10 consultc sulla questione della data pasquale. P gli rispose (Leone, Epp. 3~ 16,7) dando [a prcfcrenza alle soluaione alessandrina rispetto a quella rom ana. Sette anni dopo Leone si rivolse di nuovc a P. in vista. della data pasquaje del 455. Ignoriamo In rispcsta di P. Nel 451 il papa invio P. come capo della de.lcgazione pontificia a Costantinopoli, per rappresentarlo come suo vice at can cilio di Calcedonia (efr. Epp. 88; 89; 91; 92). Come risuha dagli atri sinodali, P fu infetti il portavoce romano nelle discussion] del concilio. Ep. 3;.PL 54,606·610; B. Xrusch, Studim :l.Urt:hristl.-miueitJiterf. Cbronologi« I, Leipzig 1880, T Iellend, Tbe Life and Times oj St. teo tbe Great, London 194 I. p{mim; ctr. pure le note dei Ballcrini in PL 54; Pasasino ii Lilibeo Ii il suo tempo, a c. di M. Crcciaro. Sci.il..Scia20U2. B. Studer
CPL 1656", Leone, 247-278;

PASCASro di Roma It prima del 514)_ Il suo nome legato alle vicende dell'antipapa Lorenzo (498-507), in favore del quale egli Sl dichia-c COD cstinata persistenza in occesione della scisma deterrninntosi a Roma dopo I'eleaionc di pap" Simmaco (498). La fedelrs del diacono P. all'anripapa trova l'unica spiegazionc nell'esser state probabilrnente crdinato da lui. Papa Gregorio Magno diede di lui, a distanza di tempo, e forse in vista della sua vita pcnitente, tin giudiaio positive: Mirae sanctitatis vir, eleemosinarum max/me ope-

E. Romero

Pose

ribus vaCI1?H, cuitor pauperum et contemptor sui (Dial. 4,42,1). 1'. e venerate a Roma dopa la Sua morte. Lo stesso ponrefice auribuisce piu a ignoranza che a malizia Ia sua scelta per il partite delle sciema. Risulta che egli scrisse un'operu sullo Spirito santo, oggi perduta rna posseduta cia papa Gregorio (Gregorio M., Dial. 4,42,1: SC 265. 152 ss.) Resta di lui una lertera scritta net 513 all'abate Eugippio (CSEL 9, 2, pp. 2-4), chc vi-

PASCASIO di Dumio (t dope 556). Monaco del monastero di Durnio (Calizia) e discepolo del vescovo delia citra, s. Martino di Braga (515 ca.-580 ca.). La fondazione di qucl monastero, volute da Martino gil prima del13 sua elczIone all'cpiscopato, 5i ispiro aile regole professate d:agli antkhl monaci dell'Oriente. A questo fine, Martino incarico il dotto monaco P. di tradurre da! greeo Ie sentenze dei Padrt del de-serto (Prologus [PL 73, 1024]: Vita5 Pa/rum grtlecorum caetcra} cundia ftudi()se cOnscriptfiS, lunus ate, Sdnc-

veva nella vicinanze di N apoli, il quale gli aveva fcmiro del rnateria]e per scrivere una biografia di 5. Severino del Norico: rna egli dedina l'lnviro. CPt 678
olta

[ChaSi dio.r;um PL 62, }9 SS.~ CSEL 9, 2, i ;s~.; R. C1!S5i, J.() rc/tJ)1i/ IaUTfllX.i,U/o e fe onginz del"'- d!:Jurit1.d PrJlttiLd delia Chie5a di ROFIJIl:Archh'. Soc. Romana di Storia pa(nil 42 (1919} 5·229; BS 10, 347; T. Sardella, SocietJ, chil'Sa e staw ne/reld dz" Teoder-lco: Papa Simmllm e fo sosma
c :

s.

e 962; CPPM 2, B15; Comoronoretonum de S~~'t'riJ1i rum J.:Pis(ulis amoeboeir Ellgippii e: Pa-

rut

/0-

lattrl!rl~i{Jno,

Sov(':ria M:moelli

1996; PCBE

1, t606.

Dattrino

tissime pater, in latinum trans/erre sermo~ nem .. .}. La versione attribuita a P. e contenuta ne111bro VII della grande raccolta Vitae
Fa/rum pubblicat<3. per 1a prima volta dal gesuira H. Rosweyde (Anver-sa, 1615)j e fa parte dena coilezione nota con i1 nome d~ Verba Jet/fQrum. P. di Dumio e Martino di Br.aga appaiono COS! i maggtori tnnanisti del primo Medioe-vo porroghese.
Dfil~ 315; PL 73,102"5.1066; 74, 381·394; C.W. Barlow, M"flini episcopi Brar;arenJfs opeY<'J omnia, New Haven, CT 1950,30-51; M. Mnnins, Pd.C,Wo DIIfl/lente (f"dur;tor d05 Padres df) d~<;do; Brot-eria 51 0950) 295-:)04; J.H Waszink: VChr (:. (1952) 60; A. KlItb", Weitu£' Te:ttlmtische BC!merhmgr?fI l,u Martin ep. 13rar;arefnrs opera: At"hcn"el.lm 33 (1955) 60·6); C.W llarl-ow, M<lrtln of Bfa· gil. Pllschenius oj DlIJltium, WashinBton 1969, 1U-171; Quasten, Patrologia 2, 189·191;].G_ Frerne,A vemiQ tatina por Pinalsia de Dume dos AprJphthegm/t(11 PI1!n{m, 2 voll., Coimbra 1971; G. folliet, L1 tradiliM latitte dr:~

PASCENZIO ariano [iai7.i V sec.). Come ariallo della .corre irnpcnale (IV-V sec.). Nel 4{J6 sEida Agostino a un dibattito a Cattagiae IPossid., Vila Allg. 17), che 5i ,volse al mattino e ill porneriggio, Ma P rifiuta che Je sue parole venissero meSSe per iscritto per paura che si fabbricasse una c;alunnia (Ag. Ep. 238,1,7). Di (runto ,ll'insistenza di Agostino pass. agli insulti (Ep. 238,1,8). In seguito Sl vanten'i. di avcrlo vlnto. Agostino profe-sso 1a propria fede neUe trc persone divine (Ep. 238,2,10), espose ilmistel'O della Trinita (Ep. 238,2,11; 238,4,25; 238,5,28), la parola homousio5 (Ep_ 238,1,4; 238,5,27) cd esorto P. a esporre la propria fede (Ep. 238,5,26) perche Fosse felice credendo, senza deformare la verita (Epp. 239,1; 238,5,29; 239,2·3). P.
1 j

PASCHALE CAMPANUM. ICEprioma lemporum et indiculum pascbac del Pascbale campanum fu composto ncl 464, sotto il consolatc di Olibrio e Rustico, da un anonirno eomputista e propone, sulla base del compute di Virrore d' Aquitania (v il lemma Computo ecclesiasiico), una tavola pasquale che segue un dele di 84 anni, ammettendo la celcbrazione della Pasqua a partire del XV giorno della [una, secondo la tradizicne alesssndnna, e fissando quindi come termini estremi il 22 mar20 e il 25 aprile: il periodo di tempo va dol 464 at 599, cui furono aggiunti successivamente da un ahro scrittore gli anni 600-61). Il luogo di origine certamente 1a Campania, come si ricava anche dalle ennotczioni storiche circa le eruzioni del Vesuvio negli anni 505 e 512 e l'entrata di Belisario a Napoli nei 536. Il computo preceduto da una raccolta di alcunc opinioni sul calcclo degli ann] trascorsi dall'origine del mondo: Flavio Giuseppe, con 5605 anni fino ella motte di Domiziano nel 96 d.C. (Epitoma 3, ab exordia mundl); Giulic AfIkano, COil 5500 anni fino alia nascita del Signore (Epiloma 4, a primo homine); quindi tre ipotes[ ehe pongono l'Ineamazione 5200 anni dopa 1a Crcazione: Prospera di Aquitania, COil 5228 fino alia Passione di Gesu, nd quindicesLmo anno di Tiberio Cesare: (Epitomo 5); Eusebio di Cesarea, con 5578 anni fino alia marte di Valente, come si legge nella sua CronllcrJ, tradotta in latino da Girolamo (Eptioma 6, a pritJ.cipio mundi)i Oro SIO, con 5618 IUlni fino a Onorio {Eptloma 7. nb initio mundi); infine) un [esto anonimo che mIcola {iuxta diligentissimam su.pputatronem' 5943 Jooi fino al consolato <Ii Olibrio e Ru· stico, nel 464 (Epiloma 8, a principio mundi): 11 che significa che la nas.cita di Gesu sarcbbe ilvvenuta 5479 anni dopa 13 Creazione, un numero vicino a quelio dl Giulio Afrkanot rna difficile da spiegare, a menD Ji un errore nella tradizione manos.crina

teologicc della festa. R Cantalamessu ha mostrato come bisogna clistinguere, nella tradiaione cristiana. due concezioni della P. risalenti entrambe a] giudaismo. 1. La tradizione giudaica. All'iniaio, la P. una fcsta nomadc (probabilmente in rapporto COn la transumanza]; il rite del sangue dell'agnel10 cosparso sull'architrave e sui montanti delIa porta he un significate apot ropaico: deve proteggere contro 10 Sterminatore. Nell~ re[igione israeiitica, colui che «passa» DLO, il qU31e risparmia Ie case del suo populo (Ex 12,27). A questa prima conceaione SE n'e aggiunta una scconda: 113. stata rnessa in rcP. lazione coo i] ricordo dell'esodo dall'Eguro, che nchiama agli isracliti Ia liberuzione dell'uomo dalla sua schiavitu (Ex 13,8.14; DI 16,1). Nel giudaismo ellenistico (cfr, p.es, Fit .. Leg. spec. II, 147), e nel giudaismo posteriore aile distruzione del secor-do Temple, questa concczlonc antropologica della fcsta ha prevalso sulla conrezione prim-tiva. 2. La tradnione cristiana. Gesu e morto in occasione di UD::! P. giudaica (sia chc si tratti del 14 Nisan, secocdo la cronologja giovannea, sia del 15 Nisan, seccndo [a cronologia dei sinortici). Questa coincidenza non poteva non influirc sulla rradizione cristian.a. Si assiste a unn «pcscaluaazione» progressive riegli avve-

1. Il contenutc

nimcnti

dd Ven-e:rdJ Santo

:sull3. base de:U'in-

CPL 2297; Th. Momrnsen, ChroniCll minortJ I, Hedin 1982,744-750 (MGH IX, .!luct. Ant.); H. Inglehert, romailH chrhiens face d l'hir!oiJ'e de Rome: Etudes Au· gustinienne:;: (1996) 593-609j Repert{)ri\lm 8, 43S.

us

L. Longobardo 3937

terpret:az.ione tipologica ddl'AT . carattcri· stieo il f,uto ehe, daDe origini, Ie due concezioni giudaiche suila P. siano :;J[esenti nella tr::ldizione cri-stian:3. (efr. 1 Cor 5,7-8). 5i possono tuH.avi-a distinguere due ti;:-i di teolo_gie pa.squali: a) nd tipo asiaticCJ, 1a P. mess.a in rap porto con n&.tsxr.w/pasJio c assume un significato quasi esclusivamente 17'istologico (il contenuto della festa 1a commemorazione del passato e J'attesa fervida degli event! escatologici). E questa P. quartodeciman.: che S1 riflette, tea l'altro, nell'omdia Sulfa PaJqua di Mcliwne di Sjrdi. Notiamo tuttavi2 che la P. ro" mana non S1differenzia dalla fes:a asIatica per 11 suo contenuto, rna solnmto per la sua data (l'originc della p, ramana potrebbe d1altronde risalirc anch'cssa alia chiesa primitiva), b) nel [ipo ales5andrino, la P. mess ... In mpporto ;;on !'idea di transilus-passaggio, CaSsume un significaw quasl esclusivamente antropoiogico (si passati dall'omc.ra alia realra, si vive nel presente anticipando :'_a verita eSC3tolDgic.a e celeste; Ia te:ndehza alla <~destori-

.E

3935

3936

3938

PASQUA

rami di olive e di palma icu. Me 1!,l-10 e par.: 12,1.12-19); sembra che, 10 stessu glorno, abbia luogo ia redduio svmboli (46) du pane dei catecurneni, COme in Occidente. II ruartedi si fa lettura del discorso escatologico dei vangeli (lvle 13,5·57 e- par) sul Monte degli Uiivi, il mercoledi quella del racconto del tradimento di Giuda (Me 14,1011 e par.) al Santo Sepolcro. b) II Triduo parquale cornincia di fatto il gicvedl sera. A Ccrusaiemrne sf passa [a notre cia! giovcdl at venerdi in veglia al Monte de tradizioni, sulla base di ]0 13,1 (Tract. in gli Ulivi e al Cersemani (Me 14,32-52 e par.): Evang. Joh. 55,1). «E con la sua passione che in Siria, durante questa vegliu, con-memoil Signore "passaro" dalla morte ella vita e rata I'isriruzione dell'eucarisna (cfr, Afraate, ha apertc a n01 credenti la via verso la sua riDemonstr. 12). II Yenerdi Santo ~ sempre sesurrezjone, perch.e anche noi passiamo dallu condo il racconto di Egeria - 51 rievoca, al morte alia vita» (Enarr. in Psalm. 120,6; cfr. mattino, Oesu che compare di fronre a PilaDe au. Dei XVI, 43). Questa slotesi permetto (Me 15,2-15 c par.) e la flageliazione (Me rc a lui ~ e permettera at suoi successori - di 15,16,20 e pad. A mexzogiornn, si mosrra il combinare l'asperto storico, sacrarnenta]e, mi .legno della croce nrrovato cla Erena, e 51 fc stico cd escarologico della festu di P poi lctrura del racconto della Passione, acII. La celebeazione delle fcsta. Sulle origin! cornpagnato dalie profezie dcli'Af per tre (chc sono d'altrcnde difficili da chiarire) e are. Ccrti fedeii fanno veglia cnche nella norsulle differcnti forme della celebraa'one del. te del venerdi ill sabato. Il giorno del Sabato la P. nei primi sccoli, sl veda I'articolo sulla Santo non conosce ufficlo speciale; in tutte le conrrovc:rsia delis P Ncl IV sec., I'organizzachiese si digiuna, in ricordo dell'~{assenzadelzione e la cdcbrazione del ciclo pasquale co. [0 sposo» (Me 2_.2D e par.) e del «riposo» del rninciano a uni[orrnu.si neUe diverse regJoni Cristo (Canst. Aposl. VII, 23,4; VIII,47,67), ecclesiastiche. rna Sf ramrnenta anche la sua drscesa agli In" 1. La dil(.:1. II I concillo ecurnenico di Nicea fcri dlverra. per la tradizionc bizantina, (325) imp one a tutte Ie chiese di festcggiare il primo scgno della sua virtoria sui regno del1a P.. in aecordo con I romani e gli ales::;anla morte (efr. Anfll. eli leonio, 0;. til diem drjru, ciae l<l.prima domenica dopa la. prima sabbatir. I). La veglia pasquale nella notte dal luna pjena chc segue Fequinozio di primave. sabato alia domenica il pumo C1..ilrninante ra; i vescovi eli AlessandrIa inviano ogru andeUs.: festa: ~<:Iamadre di tune le sante veglie, no una lenem endclica alie altre chiese per durante la quale il ruondo intero sta a vcannunciare la data della P. Ma differen::::e di gliar"" (Agost., SemI. 219). Lo svoIger5i delca!endario tra Occideme e Oriente fanna SI la veglia affonda Ie sue radici nella tradizio. che questa volonti di festeggIarc la P. dapne della celebrazione pusqu.aIe primitiv<l qua. per!Utto neUo stt;s:so giorno resti un bel so~ Ie- si rillette aneora nella Didaswlia sin"aca del gno, [ino ai nostri giomi (eEr. Ie recenti con" III Sec.; «Restate rluniti in uno stesso l11ogo, .swtazioni eCllmcniche in vista di una fissaperseverando nella veglia tutta Ia notte, fa· :-.ione del giomo di P. alia domenica che se. cendo suppliche t: preghierc leggendo i Progue il secondo sabato del mese di .aprile), feti, il Vangelo c i Salmi con tim Ore e [[e2. La lz"t1trgia. La qnaresima men.zionst.a, per more, in una .supplica fcrvente fino alla ter~ I. prima volta, ne! 334 do Atanasio (Ep.jest. za ora JeUa notre che segue il s.abato, e aUo. 6,13; dr. 13,8; poi [lin. Egen;'e 27,29), r.a mangiate, datcvj alla gioiil, raliegratevI, a) La Settimana santa $cmbra essere una iso" eSllhilte pctche Cristo, pegno deUa nostra dtuzione che riflette 1a devozionc dei primi pelsurreziane, rtsusdtato» (V, 19). Nd IV sec. legrini crlstiani che si recavano in Terra San(e probabilmente gia nella. Tradiz£{me Apota per vivere sul paste 1 diversi momemi delsto[ica del III sec.; cfr. Tertull., De bapt. 19,1), la passione di Cr::jsto. 11 primo mccomo detin veglia pasquale anche il momenta solen" tagIiaro dello svo!gersi di questa settin1<l.ha d ne del battes-imo; Ie omelle catecheticbe sia conservato nell'!tinerari:im Ege;iae della fi" ocddentali che Dricntali ci descrivono in detne del IV sec. ()O-38). Eccone i dati: Ia Dot.aglio i riti e simboli bactesimali. Con il de" menica del~e palme ci .si reca sul Mome degli dino del catecllrnena[O della chiesa antieR Ulivi e si discende in dtta in processione, con (con la generali_zza.zione del battesimo dei

cizzazione» della Festa e nnchc sacramen. ti qui nettu}. E, questa, Ia teologia pasquaie di un Clemente, di un Origene, chc 51 confoncera con 13 rradizionc asiatica nella P:J." tristica greca posreriorc, c) Nella patristica latina, chc S1 basa soprattutto sulla tradizione asiatica, Ia tradizione alessandrina si introduce a partire da Amerogio (De sacr. 1,4,12; De Cain et Abel 1,8)1; Ep. 1,10) c da Girolamo (Com",. in Evang. Malth. IV, 26,2). Sara meriro eli Agostino ope. rare una nueva sintesi cristologica delle due

ad

PASQUA

PASQUA

PASQUA

in mana

10

bambini), Ia vegha pasquale perdera d'importanza, assieme anche a tutto il Tridco pa-

squalc: fortuna.amenre SI sta riscoprendo questa «madre delle veglie» in tutte le chiesc c) Caaoa di Pasqua. Negli otto giorni che .se· guono le P., si da ai nuovi battezzati l'istruzione mistagogica sui sacrarnenti appena riccvuri, cioe il battesimo, l'unzione e i'eucerisria, come pure una spiegaaione del Padre nostro. La Domenico in a/bii 0 Quasitnodo· gc" niti, che segue la fine dcll'otrava, i cerecu meni pcrtano per l'ultima volta ie loro vesti bianche. Penrecoste: i 50 giorni che separano la P. dalla Pentecoste formano il tempo pasquale, qui est proprie die, festus (Ter-ull., De bapt. 19.2). ancoru a partire dal IV sec. che la festa

domcnica immediatamente successive a] plenilunio di primuvcra, invcce le chiese dell'A. sia Mincre, tra cui era eminente quella di Efeso, la cclcbravano il 14° giorno del plenilunio di prirnavera (il 14 di Nisan secondo il calcndario ebraico}, ispirandosi alia tradizlone giovannea, seccndo cui Gcsu fu immolato quale veto agnello pasqua]e ]1 giorno stesso in cui gli ebrei celcbravano la P. legale. La diversita di data uveva anche Implicanze dottrinali c disciplinari, in quanro nella interpretazione della liturgia pasquaie lc chiese di osservanza quartodecimana souolincavano Il

significate soteriologico delia passione di Gesu e nella celebrazione pasquaie alia data fissa del 14 di Nisan c'era I'immediara sospensione del digiuni penitcnziali preparatori alla P" differenziando cosi anchc in qnesto la press! liturgica delle chiese dell' Asia Minore rispetto ail'osservunza della P. domenicale (cfr. Euseb., HE V, 23,1). Eusebio (HE V, 23,2) rilcrisce di numerosi sinodi sia occidentali sia orientali riel corso del II sec. per srabilire chc {(IImistero della risurrczione del Signore dai morti non debba essere celcbr.uo in altro giomo se non la domenica e che solo in quel giorno S1 interrompano i digiuni di Pasqua». La storko riporta pure b testimonianza di lreneo di Lione (HE IV, 14,1 2a mtcpretare alla luce di V, 24,16) su un primo confronto tm Ie due prassi liturgkhe gl:l al tempo del ves(;-ovo di Roma Aniceto e del vescovo di Efeso Palicarpo (154 ca.), risultato ineffkace, perche ne Anieeta pote persuadere POllcarpo a non osserv"are la prassi quarwdecimana, Policarpo pon~ pcrsuadere Aniceto a osservaria. Rima.sero tuttavla nella concordia end· la comuruone ecdesiale, perc A.niceto i! suo successore Sorere ruppero 1a comunione con gli orient ali (dr. Euseb., HE V, 24,14). Ma verso Ia finc del ,ocolo, sotto il papa Vittor-e, sf :Keese Lin dr<lmmatico confIitto a proposito dcll'osservanw quartodedmana, quasi (ertameote a causa dcll'attivira di proscliti.smo. a favore di qlleila os:servan· Zil, svolta aRoma dal presbitero Blasto (dr. Euseb., HE V, 15, da confrontBre can V, 20,1 e con 10 Ps. Tcrtull., Adv. omn. haer. 8,1). II veSeovO di Roma Vittore, dopo aver convocato un smodo (efr. EU5eb., HE V, 23,3), scrisse una lettera a Policrate dl Efcso. rl" chiamandolQ all'osservanzil della P. domeni· c:lle e min~!cciandolo di scomuruca se avesse continuato a celebrare b P. il 14 di Nisan; la lettcra di Vlttare andata perdura, rna suo contenuto si puc, dedurre dalla risposta di Policr:are, frammenti dena quale d sonO tra" maod,lti da Eusebio (HE V, 24,2-8). Policra-

testata

dell'Ascensione, il 40" giorno dopo P., e ar([tin. Egcnae 42).

";gc'n-~,Journal de ~oyag.:',SC 296, Pnris 1982; Pc t\!.,utin, Homdies pafcal<!!, I, SC 27, Paris 1950: n, SC 36 Paris 1953: B. Lohse, Das PaHIJ/cJl drr QIi(mddecl~ m;ller (Edtr. z. Ford. christ]. Theel. 2, 54}, Gutersloh
p. Maraval. sacrertmts. bis. Paris
J{ef

}~~;~~;:\x~~ ~;~;;a~r. {f~~~:~n~a;nbM~;;;~~ ~~;:a~;;


Expliwiian du Symbol", SC 25 W. Rordorf, Zur Unpnmg des DIrer/e· 1hZ 1.8 (1%2) 167·1.89; O. Casd, L file de Pdqm' dmu t'f'g/i,e des PCreJ, (Lex Orandi 37)-, Paris 1.963: R Le DC.:::lut,.d Nmt Pt1scale, Roma 1963; l O. Peric-r, MdiIioH de Sard<15,Sur ~ Poque, SC 123, Pa· ri:;; J966; A. Pi~d;lg[ld . P. Paris, Cyritte de P'IIStriem, C.ukhe'ii's mYSfr1gogiques, SC 12o, Pori:;; 1966;~. Puque, Augluti" d'Hippr;m;;, S.('fI1JOn;~[}ur fa PJque, SC 116, Pari:,; 1966; H. Auf det Mallr, DIe OJtt'rhomdlum de; Aste· n'os Sophistes als Qua!e Ilir die Gt:,;ehichte aet" OJwfei· 1'1', Tner 1967; R. C~ntalumessa, L'omdia "[n S. Pasch,]" dd{n PsmdQ Ippa/_ito di RrJI1id. fucerdJe sl,1b Im!ogia delt'.-hia Minore nella seconda metd de! II ~ecolo, Milano 1967;]. van Goltdeever, Fhl', er o,;;/endrierI biMt'quej, PlI· ri_.; 1967 (or. ingL Leiden 1.96lJ; W Huber, Pr:ma lmd OJtem. Unfewu.hungcn :[ur ON~r!eiet" der afU1: Kin:he, Berlin 1969; R Cantalame~5a, fA PasqulJ de!J_anQSrM "lat· Ot'ua. Ie 'n,diaimi pasquaii dt'"lkr Bibhia e della pn'mlii· OQ Chiesa I Co~alc- MonE. 1984 (riS(.); M, Aubineal.l, Homi· ties pagilles, SC 187, Pari~ 1972; G. Kretschm.ar. tnrr'sl· fiches PaS5.'1 im 2. }./lhrhund-:rt and die Au.rblidu'TK der chn!ttichf:l1 TheoltJgiE: RecSR 60 0972) 287.)23; R Mu· dn Achard, ESJ4Z bibliqul! ... r ies /iJlEJ d'Imlei, Gen':;"'!! 19'74, 29·72; A. Strobel, Ursp!"hJIR. urld Gl'Jcliichle des fdihchn'ytiich(!1f Ouerkafendm; TU 121, BeIlin 1977; M. Au:6ineau, Hdsyr.:hfus dE NroJafem, Ler hometieI festa/N, I·n, Bruxelles 1978·1980; R Ca[l(alJme-s~a, LA Pa.qlla nelta Chiem untied, Torino 1978 {tr. fro Bern 198Gl; p. Nautln. Origene, Sur-I.a PJque, Paris 1979; H. A~f den Mour, Fciem 1111 RhYlbmtll der Zeit, I: Ht!"orjer1e Tn Wo° che and ]ahr. Regensburg 19-83, 56·153: G. V~s0nii, Or/ern: TRE 2',517.5.30 (l:JiblJ, Id_, Puudo Ippolzro, [" rmrctllm Pascha, i\1ilano 1988; K. Gerlach, Th[! Anteni· cm~ Prn.cJ;IJ, LeU'len 1998.
1il"JJ SOHtHlIg:

Des 1961;

mvsteres.

me

oe

ne

he ne

W. Rordorf

III. Conrroversia pasquale. Net II so;:;c. le ehlese cli Roma e di Alessandria e nLlmerose
ahre ch£csc sia occident ali sia oriemali cdebravano la P. ill dsurrezione di Cri5LO nella

3939

3940

3941

3942

Pl\SQUA

PASQUA (Omefic p:J.~qu~iil

PASQUA

IOnldil'" pol:5qu:l.lil

PASQUA

IOm~lk

pasquJlil

tc rivendico con inflessibile fermezza stolicita della rradizione quarrodecimana

l'upoe ri-

badi Ia vo.onta delle chiese orienrali di restare fedeli alia trsdizionc. Per conciliere gli animi eel evitare 18 rotrura della cornunionc ecclcsiale Intervcnne nel conflir-o Ireneo di
Lione «a nome del fratelli della Gallia» (cfr. Euscb., HE V, 24,12-17): egli si dkhiara pienamcnte d'accordo sui principio cbe Ia testa di P. debb a esserc ceiebrata di domenica, rna non ritiene opportune procedcre con severna contra Ia prassi degli orienraii che egli rico. nosce fondara sull'auronta Ji Giovanni, eli"

to PseJldQ-lppotito di RMW. Milano 1967, 67-1OB·, Id., LI Pasqua d~ila nosrra rdtvt!"~a, Casale Monf t98-4 teisr.l. l1G-lJ.7; rd .• Lo PaIqtt.:l netlil Chies<1 <1t1!ica,Torino !9.8l, ]. Ri:;" s.v V.iktnr-. BBKL 12 (1997) 1334-LJ37; L. Duchcsnc, L qrc.:sJion p-ncaie au amalc dl.' Nicer:: R~... ·QUe"stHiSl 28 {ISBO] 5·42; M. Richard, La question pascale df/ second siidt:; OrSyr 6096.1) 179·212; Ch. Mohr. mann, Le wnfljt parmi au lIe sif:ci(".Notl!' pbild'JgiqlH!; VChr Hi (19'62) 15+171; v. Lui, u 25 Man{) data Pr:1souale e i(l cronologia gt",waflJ1ed deft.. Passion" ill ("tJ PI1tristiar: EphenlLiturg 85 (197048-69; A. Di Berardino,

Iaaionc

come

punto

di pnrtenza

per delimi-

tare la novita del crisrianesimo in confronrc al giudaismo ormai superaro, inclusa la polemica che i giudei respinsero il Messia e 10
ammazzaronc. Inoltre la scoperta dell'orneli» di Melitone nei 1940 cause un carnbiamento fondan-entale nella valuteaione della sviluppo omiletico nella chiesa anrica: eSS<1 si presents COme un grande inno complete di tutti gli dementi della rerorica «asiatica»: allinerazioni, anafore, titesi, chiasrni, epifore, parallelisrni ecc. Fino a quel momenta si era suppos:o che l'uso della rerorica classica nelle omelie del Padri avessc avuto inizio solo dope [a «svolra costunriniana- hellV sec., nella quale [a riforma era stata vista come una delle cause per la decedenae della chiesa. Lo stile iOTIiC"Ocontinua anche nei secoli seguentl, sempre provocato

scepolc del Signore c permease dai predecessori di Vittore. I dccumenti a nor giunti non permertono di conoscere l'arreggiarnento conclusive di VEttore, rna non sernbra si sia giunti alia rottura dena comunione eccie. siale. Perc la chiesa di Roma considero eretici i quartodecimani seguaci di Blasto ed signillcativ() chc gia Pbilos. VIII, 18. iritorno ill 235, cataloga tra g11 eretici anche i quartodecimani, e I'enonimo autore del1'Adv. omn, baer., tramundaro sotto il nome di 'Ier. tulliaao, quasi certamente ispirato al Syntagrna di Ippolito) dra. tra gli e-retici i quartodecimani di Blasta (8,1), La cOhtroversia pasquale ha nel II sec aItre manifestazioni di natura storico-esegeti.ca: alrinrerno :stesso del])osservanza qua:rtodecimana dovette essere accaoitamente discu.ss:a }'osservanzd. della cronologia giovannea de11a passione, chc poneva Ia morte d£ Gesu. nel 14 di Nisan, giorno della P. ebraica, rispetto alb cronologia sinottica, secondo cui Gesu consumo la P. legale il 14 di Nisan e Eu cro(ifisso U giorno seguent:e, cioe il 15 di Nisan. Di questa disputa, che ebbe come centro Laadicea, d inform a Eusebio (HE IV, 26,3): in essa dovenero essen:: cainvohi direnamente Me!.itone di Sardi e Apollinare di Gerapoli, ma se ne senre l'eco nello serino su1Ja P. di Clemente Alessandrino e neUe opere di Ippolito di Roma (dr. testi del Chronican PaJchale, ed Dindor£, Bonn 1832, \3-15). In eta successiva 81 ripererono controversic pasquali, rna esSe furano llcentratc sui problema specifico della data dcl!a dotn.enica di P., fiss::Jt.a talont in giorTIt diversi, secondo i diversi computi ecdesiastici adonmi, come la controversia COntro Ie chicse di Siriu e di Cilicia dopo il concilio di Nicea. (cfr. illemma Protopaschiti) e- Ie dispute tra l'osservanza ccltica e l'osservanza romana nell'Irlanda di s. Colonlbario.
c

L'impeMJOre Cosiasneo t: U cl'tebm:d(Jn(" dl.'!la PaUIUji, in Costa!slino /1 Grande, Macerate 1992,363·384; Pe. .1, La MId comnne deNa P,Uqu4: Riv. lit. 1-2/88 (2001) 103·t24 (cfr. XI.2003: lmp:llwviw.r1visw.HTurgi.ca.iu·ntl. mero.asp?cociice=120IJ V Loi - B. Amara

R..v.

an-

temi avcvano avuto una grande fortuna sin dai prirni tempi: tl La: questic-ne di dove e come Cristo passe il tempo fr a morro e rio surrezione: ullo stesso tempo nel «eucre della terra» (M( 12,40), nel parad.iso coo il Iadrone (L, 23,43) e nellc mani del padre (Lc 23,46), per spiegare il metoda della salvezaa. 2) II motive della clscesa agli infe-i, basato sulla predicazicne «agli spiritix seccndc 1 Ptr ),19, per spiegare come i giusti, chc vivcvano prima di Cristo, furono selva-d. Questo tc-

rna ottennc

il SUCceSS.Opiu grar.de nella for-

PASQUA (Omelie pasqualr). Le ornelie pasquall dei Padri cccupano un posto di speciale importanza nell'omileticn unricu per due motivi: 1) Dopo la celebraztonc settimanale della morte e delia risurrezione de! Signore sin dall'inizio del crisrianesimo lu P. non 50Iarnenre le piu antica Festa annuale del calendario [irurgico, rna anche ia Festa fondarnentale, pili alta e, inclusa la Penteccstc, [a piu lunga del cristianesimo. 2) La teologia .P'~. squaIe comprende mtto il mistero della salveZZ3, cominciando dalb creaz.i.ane del mondo, 3rtraverso peccato originalc ddl'l1omo, In prcparazione della venuta del Salvatore nell'AT, In sua incarnazione, morte e risurreziobe fino a1 suo ritomo alia fine dei tempi. Conseguentemente, !'omiletica pa:sgua1e dei Padti la pill s\,jluppata e 1a piiJ rjcca di turto l'unno liturgico. Le due piu anti-che omelie pasquaH c Imichedel primi tn: .secoli che conosciamo Sf dar.lno nello ste.sso periodo delle piu ::mtiche 00tizie tmmandatod su dl Una festa annuale del· la P. cnstiaoa: Mclitone di Sardl, Peri Pa5cha (ca_ 160-170) e Pseudo-Ippolito, In S"",tUI/i Pascha {fra 164/166 e 1a fine dd II sec.). Ambedue si inseriscono nella pili antica tradizione «quanodecimang) dt celebr<lre la P «con i Giudei)}, cioe nel 14 di Nis:an sem:a t"jguardo al giorno della scttimana, chc. neUo stesso periodo, provoco ia conttoversia pasquale. Conseguentemente Ie omdie insiMo· no suila tipologia dt Cristo come nuo\'o agnel10 pasqu<lIe (1 Cor 5,7) e 1a sua prefigumzione nella E veterotestamentaria (Ex IZ) COsICcome l'adempimento di tutte le profezte/fIgurc ddl'AT, specialmente del sacrifido di Isacco (Gen22,1-8) e Ie pcrsecuziooi del profeti (Is 53,7 «era come agnello condotto al maceIlo»; jer 11,19 «ero come un agnel.1o man:l1.lCto»; efr. Mt 5,12). Nelio stesso momento Ie omelie pasguali prenJono questa re-

dal paradosso del mistero della salvezza, della [norte e risurrezione, dell'antico e nLJOVO,C dell'incapacita di spiegarc il mistero fuori di un canto di meraviglia e at lode.
Nel IV sec. le omelie pasquali seguivano naturalmenre 10 sviluppo del ciclo pasquale a partire da1 380 ca. e I'istituzione del catecumenato, che richiedeva Ia catcche.sl dei tompetentes in preparazione :,tI battesimo nclle vi~ gilie di .p. 0 dj Pentecos.te e I'i.nsegnamenro complcmentare dd l1eo-battezzari durante !a Pentecoste. Pertanto i [erni delle ome1ie paL squ.ali cambiarono in due direzi.oru: 1, I var! dementi dell'intero mtstero della fcdc che fi· nora era stata celebrata in un unico momen~ to, furano distribuiti tra vane occasioni: Do!nenica delle Palme, Vencrru Santo, Sabato Sanro, Notte Pasquale, Giorno di P., Tempo Pasquale, Mesopentecoste, Ascensione, Vigili-a di Pentecoste e Pemecoste, anche se non si arrivo mai a una divisiont: assoluta. 2) Le omel}e della gu:aresima si dedicarono tra &1tro aU'insegnamenw del Simbolo e del Padre Nostro ai catecumeru e Ie omelie del giorno eli P. e del seguente tempo pasquale spiegaronG .sopr;:mutto l'eucaristia, noncbe aIrri ele· menti della fede e della morale per indicare il cilrnmmo di una vi[a cristiana piil perfetta possibile. Tra alEri sona tramandate omelie pasquali dei stguenti. autof1: Agostino AJessandro di AJess:andria, Apollinare, Asterios Saphi5tes, Gall· denzio di Brescia, Giovanni Crisostomo, Gregorio di Nazianzo, Gregorio di Nissa, Leone Magno, lvlassimo di Torino, Pier Crisologo,
l j

rna di una grande lorta e vittoria di Cristo su Hades, 13 conquista dell n sua cirta infernale, [a liberazione dcgli uomlni dei Iacci della mer te c. una grande processlcne vittoriosa verso il CLelO, Lornclia J» sabhato magn a dello Pseudo-Ep'funin (ePG 3768) marca il punto culminante di questa sviluppc ed ebbe un inIlusso vastissirno durante WHO 1 Medioevo Ancora oggi viene citata nel breviario. Il Sa1010 23,7-10 «ajzatcvi, porte anriche, ed entri il re della gloria», citato in questa contesrc, he perc una doppia Junzione nellc omelie pasquali. Fino alla fine del IV sec. S1 ri'eriva ell'ingresso di Cristo nella citra celeste - gli angeli che guardano le porte non vogliono aprirle perche non riconoscono Crist:o che ritor· na COn l'umanid. unita alla SU<l dlvinit.a - e solamente dopo si usava per llar::ivo del salvatore davanti alia dimora degli infcri.
j

P. N"sUlin, Ll' dome, d'Hippotyr~ er d~ .Wttium, P:Uts 1953; PhT \,i:reller, The E4Sft'r Sm]J(Jn~ 0/ Sf. Augustine', Wash.i.ngroIl D.C. 1955: w. Schlleemelch~r, Der Sermo ~De AAitna e[ corpore" t:",,, Wt'"!"'k 1C'xanJI;"rs VONAil"Xdtl." A drien? in Fe~t~chrift G. Dehn, Neukir~·b~1l 1957, 119143·, O. Peder, Ein Hymtrlcl zur Osteroigil Mel/rem?, Fribourg 1961; St. Czerwik, Hmmiil1 pasd:udll Ilpud paIres U'ique ad 'i,ucu{um quinfum, Roma 196t; H. Auf dcr Mal.!r, Die o.rtnhoml/iM dr:s Asle1ior 50ph:lteJ als Qudh jur die Cefchichre der Olter/de,., Tder 1967·, R C:mtalame!>sit. "Cornelia "ill S. Pa~th~H dr:!lo Pre;r.do.lppoiil<J dl Romi!, Milano 1967; J. Bernardi, LA prMiW::.,ion de5 Nrl1"I Cl1pp..dQn~m, Pi3.ri~ 196.8; L Vau~..6, L'Orr..~lia An(ltolir:a HJ!i.:l Pc:lJqW1 nl1"Wr.mnQ 381: Augustillianum :5 (19]5)225· 228; V. Lei, L'Offlt!l.i<1 "III sanmtln Paschi3. di Ipputuo di Roml1: Aug.u~ciIli;lnum 1-6 {1976) 461·484; E. Caa:meo. "l"tois home/iI'S pfeudo-r:hrysostomicmrer .fUT M pJque coml1tl! O!f.UW· d'Apo/llmn,e de l.;;lodicie. Faris 1981; A. Spira· en. Klock {ens.}, The Easter SermOnS 0/ Gregory ujNYH<1, Camhridge."MA. 1981; H.R. Dmbn~, Cregw 1'0T/" Nyssl1. Dit' drd TI2&i:' ZWiiChen_ TCid lind Aujer5lehrmg unrerel H("rrn Jesus Chr'Wul, Letdcn 1982; Id .. Die Deutung des aluestilnU!nlfic/Jen P(JJc/)a (Ex 12) het."G"'~J!or von Nysfa 1fT/" ichte de, Au.iegu>rgitrCldiu(l1I drr l.ri!'chlichen. Ki!"'· L ch(', irr H.R Drobner - Ch. KJock (eru..), Sl:..dien xu Gr~ go!"' (Ion Njlna ratd ~e, r:hri'itlichcn Sp,j"tantike, L~den 1990,273·296; rd., Dn: Himmdfabrtspredlg.' GregorI I.!cm NYH-1, in H. Eisenher~r-t (ed.l, ERMHNEL"."-AATA, Hd· dElbe:rg !990, 95·t15; Id.,Di~lG1r.r4mlttJgspredi/l.r d~lAn:·
V{)(j
H

B. Lohse, Daj PtJHajl"jt der Qw1rladcr;i1fta'lU, Gi.itersloh 1953 (Bdtr, z. F5.Jer, chrisd. l1~eol., 2. Reihc, 54); P.: Namin. LeU,.n r!l ecrivdtlH chretiI'ns dc.~ IIr et IIl~ 5lik:h,s, Pari". l%li R. CantalamessiJ, I.'omelia «Tn S. Parma» dd-

Pseudo-Crisostomo, Pseudo-Epifanio, Pseudo~Gregorio di Niss.a, ZeD One di Verona.


Oltre al fatta che Ie omelie pasquaH tranino tutti g1i aspetti della scoria delia S:3.Ivezza, due

1J1:;~:;'~/~~Oilerpredigr ~;;O~'_~3;S~ti~i/r; J:t~:;u::~6t~b~~~ II uh~r pseudo-l1thawniamu:fle


die Wahrbeit Gouer l.md ihre E,.juttung, in LR Wickham • Col). Bammd (cds.), ChrillilIr; Faith I1nd Creek Philow·
(erG 2247)

3943

)944

3945

3946

PASQUALE

ANttPAPA

PASTORE

{il bum,)

in Late AnJiqmty, Leiden 1993, 4J.-51; A, Stewart· Sykes, The Lamb's High Fepst, Mehta, P-eri Pescha and thf Qr.Jllrfodecimall Pllsd)ll/ Liturgy III Sardis, Leiden 1998; L.H, Cohick, The Peri Pascha attributed to MddQ 0/ Sardis, Providence 2000.

pl_y

RR

Drobncr

PASQUALE antipapa. Arcidiacono romano, inromo alia meta del 687 quando l"anziano Con one S1 ammalo, non esirc ad accordcrsi con I'esarca di Ravenna Giovanni Platyn, per essere eletto vescovo in carnbio di una notevole somrna di denaro. Perc dopa la morte di Conone (21 setrernbre 687) l'instabile elettoraro romano si divise in due fazioni e P., non ancora coosncrato. s~ trove prima contrappostc all'arcipresbirero Teodoro e poi sostituiro da un rerzo candidate, il presbitero Sergio. A differenza di 'Ieodoro. P. non riconobbe mai Sergio come il legittimo pontefice e continuo a tram are con i suoi sosrenirori bizantini per essere riporteto a capo della Chiesa ill Roma, fino a quando non fu precessato, spogliato della dignira ccclesiastica e rinchiuso in un monastero, dove nel 692 morl tmpcnttens,
LP y• .368-382, 5f8; Mansi XI. 737·738, iois. 1097-109.8; E. Casper, Ge.chit:hll'1 des Papenoms. II, Tubingcn 1933, 622·625~O. Bertolini, Roma di/Torrit! a Bisanrio e ai LongobrIrdi, Bologna 1941,399-401; M. Andrieu, RifleHi politici delle controversie religiose COli Bisanzio net/e oiccnde del sc{;()io VII ill Icailiz, i[J Caratfm' det ucolo VII in OccideJJte, Spoleto It: anfipapa, in EPapi

riferimenri occasionali, tale immagine specifico oggctw di attenzicne nei commend sistematici a Giovanni (Giov Crisost., Hom. 5960 in [o.; Tead. di Mope., Jo.; Agosr., In wang. Ioh. 45-48; Cir, eli AI., Jo.; Nonno, Far. Jo.; Ammonio, [c.; Beda, In evm:g. Job.) e in alcune omelie (cfr, Severiano di Gabalu, In memo mart.; Agost., Serm. 137 e 138; Pier. Crisoi., Serm. 40; Bnsil. di Se!., Or. 26; Greg.

I
I

pASTORE

(il buonl

PASTORE li1 bllon)

M., In e"a"g. 14). A volte l'appellarivn «Ps store» viene inserito in un eicnco di titoli cristologici (Orig., Comm. in Rom. VII, 19; Jo- 1,l26267; Hom. in Jer. I [III] 4: SC 238, )26; Basil. di Ccs., Hun. 1,7; De Spiro VIU, 17; Greg. Naz., Or. 30,21; Euch., Formulae 6); esse rlvelu [a divir ira di Gesu {Orig. [o. 1,22; Cir, di Gcr., Cat. 10,3)) evidenzia [a necessira di guida .insita in quanti sono ancora poco dotati di logos (Orig.,Jo. 1,\22,190.198; XIX, 39} e la cura chc Cristo ha per gli uomini (Giov. Crisost., Hom, 59 in 10. 2), Si sotroiinea l'aggetrtvn «b oono» che qualifica it P, (Gerol., Tract. in psalm. 96,10; In Am. II su Am 5,14-15; In Is. II su Is 5,20; XV su t, 55,3); esso dimosrra spesso, in collegamento con Mt 19,17 e passi paralleli, l'uguaglianza Fadre-Figlio (Efrcm., D,at. XI!, 9-[2; Ambr., De lid. 11,2,25-26; In Luc. VIII, 67; Giro!', Tract. in psalm. 142,10; In Mallh. [9,17; Cos. di Arles. Breoierium fidei ad». baerer.). Cristo
«Pastore della chiesa cartolica ncl rnondo» (M_ Folye. 19,2); egli, Logos del Padre, «il solledto Pastore dei bambini», cioe il pcdagogo .:.:che conduce Doi fandulli aHa sah.-ezza» (Clem. eli AI., Faed. 1,7,53,2-3; 9,83,38-4,2); non seta il P dei credenti, in senso generak, rna nell'anima di ogni uomo il p. dei movimenti sprovvisti di ragione (Orig., Hom, 5 In Jer. 6; dr. anche Filone, De sacr. Ab. et Cain 45). Forse in polernica con marcioniti e gnostid, .si sottolinta come j'unico b.P. sia anohe il legislatore (ClClD_ dJ AI., Strom. 1,26,[69,1-2). bP. messo in relazione con alcune figure veterotestamentarie: Abele (CIOmaz., Serm. 23,2), Mose (Tertull., De fuga 11,1; dr. anche Giro!., Ep. 82,3), il pastore di cui parlano Fs 22 (dr. DanieIau, Bibbia e liturgla, Milano 1958, 235-253) ed Ez 34 (Clem_ dJ AI., Faed. 1,9,2-3; Cipr., Ep. 8,1-2; Didim., In Zaeh. 11,39; Agost., Serm. 46 e 47; GeraL, In Ezech. XI su Ez 34,1-31; Basil_ di Sel., Or. 26,2), l'agnclla pasquale (Trad. Ap. 41; Apollinnre, Pmc. 2,2; Orig.,

n,

1958, 785-787; 1. 631·633

U. Longo.

Pa.qua-

P. Marone
PASTORE I. Nei Pad:r-i (il buon) n. ICOriogr.3tla

vcscovi martiri e s. Cipriano (Agost., Serm. 1.38,1,0; alb persona del veSCOVD (Ign., Pbilad. 2,1; 'Iertull., Pudic. 13; Const. App. 2,20,1; Leone M., Ep. 10,5); at capi delle chiese che sana pastori a immagine del b.P. (Clem. di AI., Paed. 1,6,37,3; Orig., Hom. 12 in Lc. 2; Cipr.. Unil. ecci, 8; Ep. 69,5, Greg. Naz., Or. 33,15-16, Ambr.. In Luc. VII, 50; Giov. Crisost., Hom, 60 in [o. 1); a Costantino in quanto conduce il gregge alia conoscenza e al culro di Dio (Euseb., Laud. Coast. IV, 65), a chi Iotra per il Regno e SL sacrifica fino alln motte per ser vire Dio (Ps. Mac. Eg., Hom. 17,1: TU 72, 94). Agostino chia-iscc il rapporto tra l'unico P. e i pas tori buoni ponendo in parallelo Jo 10 e Jo 21,15-17 (Sam. 46,23.30; 1)8,4,4) e dichiarando che i pastcri sono membra del P_ (Serm_ 138,5,5; In evarlg. Job_ 46,7-8). Da tale rapporto si deduce che .i pastcri devono imitare il b.P (Basil. di Ces., Moral. reg. 80,16; reg. 70,19, Agost., In eoang. Joh. 47,2, 1235), emetrere l'unica sua voce (Agost., Serm, 46,30), e che, specie in periodo eli persecuzione, i capi delle chiese non devono fuggire, come mcrccnari, di fronte al pcricolo (Tertull., Dc fug. 1l,2; Cipr., Ep. 8,1-2); quando compare il lupo che viene alla luce 1<1 differenza tra mercenario c vcro P. (Greg, M., In evang. 14,2). Altri pnssi neotestamentari in cui presence l'irnrnagine del P. riferita a Dio 0 a Cristo, pur m:mcando 1a designazione Ji b,P, sonu: Lc 15,4-71IMt 18,12-14; Mt 15,24; Me 14,2711Mt 26,31; Mt 25.32; Hbr 13,20; 1 Ftr 2,25; 5,4; Ap 7,17.

evang. Job. 47,3); agli apostoii,

figurazione abbreviate di una scena pastorale, immagine allegories prima di diventare b.P. nel repertorio cristiano. Simbolo della q>t-

A.o:v8pffi1t(a; della bumanitas, secondo la tra0 diaione iconografica dell'Hermes crioforo,


nell'arre cristiana quesr'immag.ine vuole mettere in evidenza l'uzione salvatrlce e non puc essere considcrata come figurazionc del Cristo, rna come ideogramma, tanto che pUG essere ripetuta pili volte nello srcssc ambiente a sullo stcsso manufatro (Wp 25; W, 178,2; 269,1-4). L'animale portato sulle spalle non vinima destinate al sacrificic, rna la creatufa che viene salvata. Assimilandc ancora una volta l'iconografia conremporanea, 11 porere salvifico del Cristo viene tradotto nell'immagine dell'Oranre [ctr. lemma), componendo il binornio fondamentale della storia della salvezza: il Salvatore e l'unimu salvata (Wp 117,1; Ws 1,2), 11 repertorio paganc suggcrisee quindi una ejaboruzicne di scene all' arte cristiana e risponde alia necessira degli artefici c dci committenti cristiani di introdurre element! simbolici graditi alia spirirualita popolarc ed in sintonia con la rradizionc letteraria dei testi sacri, II terna del bP, trae infarti crigine cia divers! pessi evangelici: oitre alia parabola della pecorella smarr ita (Lc 15,4·7), rievoca le parole di Cristo stesso nel vangelo di Giovanni: «Io sono il buon Pastore» (jo 10,11), secondo la tradlzione piu volte affermata nell'AT come nel NT (Job 10,1-19; Ez 24,11-12; 14-16; 23; 31; Is 44,28; Ps 22,1·5; 118,176, soltanto per citar-e i passi pill noti) del p, come concotticro, come guida, logo_' per il popo1o cris-:iano, salve:zza per il suo gregge del quale Egli ilcapo. In tal sensa Abcrcio, vcscovo di Gerapoli, S1 defmisee nel proprio epitaffio « ... discepolo del pia Pastore ... » (A Ferrua, Epaa/fio di Abercio 279 ss.), Particolunnente cani ai cristiani della chiesa nascente, l'lmmagi.."1c del b.P. ha una la.rghissima diffus.ione in tJ..::tti i generi figumtivi. AI tipo- comune del P. CriOfOfO ora giovanc e imbcrbc, Ora barbato, ora. calvo, si aggiungono akune variazioni iconografi.ehe che confe.riscono un intento narrativQ a una mppresen!8zione di per se stessa simbollca: rappresentato infatti mentre munge la peco~ ra (Wp 117,1) 0 vigila il gregge can il pedum in mano (Wp 117,2), mentre carezz:a il SUO -C<int 0 ticne la secchia dcllattc in mano (Wp 66,2). L'abbigliumemo e- quasi s.empre 10 sless.o con poche variant!: consiste in una tunica carta, elnta, esomide (Ws 1,2; Wp 66,1) 0 manicat3, per 10 pili con (llicul:1 (Wp 116,2) e calzari. Un'eccezionc scmbra ess.ere rapprtse[')tJ.t:l. Jai cosiddetto b.P. dall'«abito sin-

L Nei Padri. Gesll lndica se stesso come <ill buon Pastore):> in 10,1.14 e presenta i tratti Ji tale figura: ii P. entra neU'ovile per la porta (1), chlama per nome le proprie pecore, le conduce fuori daJ rednto (3) e cammina innanzi a lora (4); Ie pecore ascolrano 1a sua voce (327) e 10 seguano (4.27). La conoscenza vicendevole del P_ e delle pecore (4.14.27) fondata suU:a conoscen:Za reciproca del Padre e del P. (15). IT b.P. da la vita per Ie Sue pecore (11.15) a differema del merce· nario che fugge di fronto al lupo (12-13); dona lora In vita etema (28) c intende guidare anche Ie pecore ehe non appartengono alI'ovile, in modo the': s1 abbia «un solo gregge e un solo Pastore)} (l()). L'utilizzazione dell'irnmagine del b.E malta abbandante nelIa letteratura patrisrk'a, fin dalle origini (probabilmente in Abercio, Epitaph. 3 ·6)_ Oltre ai

Jo

GLNT 10, 1193-1227, J. Knabenbauer, Comm€:l1fariuy in quatuor J. EVdnget:a, IV- ell. secundum loallnem, Pari5iis 11906,335-349 (p~r i timandi p;Itr.-5ti<::i);]. QU;l,stCIl. Dt;"r zute.HirJe in heflenirt. :m~ friihchrisll. Thl'oiogie-:._!-!diigO' Ubt;"rJie!emllg, F~~t;hrift fur 1. Herwegc[t, MWlster t9J8, 51-58; I. de la Potterie, i.e Bon P.mer.rr. Poputr.rj Dc-i, in Melanges A. C~rd. Ottaviani, Rami!: 1969. 927968; Pll Trngan. 1...: pardo!e du "P.wnrr el U'j ~ticafions; lea" 10, 1-18 (La g.mese, l!'J milieux linhuiru),
SA 67. Roma 1980 jbLbl.J.

J.

A Pollastd
II. Iconografia. Nella uadizione attistica della tarda eta imperiale, la tematica bucolica particolarmente diffus.a, rispondendo al bisogno dJ raffigurare I' aldila come luogo dt pace e di serenita, rna al tempo stesso a una ideahzzaziooe dell' otium campestre. Un nuovo particolare, rra Ie diverse figure, stato atrribuito a colu! che pona la pecora 0 l' ariete sulle spalle, a lungo consideraro come figurazione del Cristo-hE L'immagine trae origine dOl.rappresentazLoni idilIko·p<lstor,w ed t

Hom. 14 in Gen_ 2).


II titolo e Ie camue.ristiche di b,P' sono anche artribuiti agli uornini: agH apostoli Pietro (Agost., Serm. 137,4,4; 138,4,4) e Paolo (Ambr., Spiro 11,10,108; Agost., Serm. 07,9,11; In

3947

3948

3949

3950

PASTORE

(il

buon)

PASTORE

(jI

buon)

la via Arden-ina,

ra di un srcosolio riel cimitero di Balbina, suldove e rappresentaro un personaggic nimbato, in abiti pastorali, circondato da dodici pesci, disposti su due file, indall'editore, secondo un nato pas-

golare» di ripe orientale, rnolto riccc, raffigurato su un pavimento di un oratorio aquileiese, giunta a nor attravcrso resrauri e adat. tamenti ab antiquo (1. Bcrraccni. Buon PrJstore dall'abito singolore, 429 S5). Si tratta di una enigmatic a figura, Interpretata, suila scarra delle testimonianze letterarie, come rapprescntazione del Cristo. Ma per questa ccme per le figure di pastori, una dell'oratorio della "CAL» ad Aquileia (1. Bartolo!!i, Sacello paleocristiano, 26 ss.), rain. dell. villa romana a Desenaano (M. l'v1.irabdla Roberti, Mosaico co! B.P., 393 5S.), resta ancora aperto il problema se si tratti di figurazioni del b.P 0 sc non siano piuttosto da jnrerpretare come espressionc di un'aspirazione alia pace, di una idealizzazione della feliams temporum che spinge a sceglierc la tematica bucolica per La decorazione di piccoli ambicnti di usa privato. Certamente singolare e insolitn Ia pitm-

Ravenna, dove il Cristo nimbaro, con ctoce astile, siede su un monte, circondaro del suo gregge. Frequenti su piccoli oggetti e sup-

r
I
I

PAS-TORE

P ATRIARCATO

pellettili d'uso (p.es. C.R. Morey, Gold Glass, tw. 1II,14; XX,18; AA_VV., Age of Spirituality, 465), le figure criofore sono note anche ill del b.P. (Ws 52,1; 52,5; 52,8), rna non essendo sru:a ancora chiarita la destinaaione di
quesri manufatti, difficile stablllre se si tratti di generiche figurazioni pastorali 0 di immagini del b.P. Dopa una straordinarin floritura nell'arte cristiana antica, soprattutto in Ocddente, que sro tipo iconogmfico scornpare quasi del tutto nel Medioevo, per fare la sua cornparsa in taluni bassorilicvi 0 nellc miniature eli qun]in alcune statue a tutto tondo, intcrpretate, per Ia lora rronologin, come rappresenrazjo-

pASTORE (t 457). Vescovo antipriscillian.sta della meta del V sec. Di origine galiziano f!, pare, vescovo di Palencia. Non suppiamo nulin della sua vita prima della Sua consacrazione
epl;scopaJe grio, e da Cennadio IDe vir. inform a anche di un Libellu»:

(Chran. 102) come amico di Agrestio e eli SieIll. 65.76), che ci


in modum sym-

(4.31). Viene menaionaro

da Idazio

PATERNIANI. Cosi vengono cb iamati i mcmbri di una setta eretica dell'antlchira, che ritenevano le parti infcriori del corpo, ossia dai lemhi fino ui piedi, opera del diavolo, mcntre le parti superiori opera di Dio. Secondo loro, gil uomini dovevano tenere in considerazione solo la purezz3 dell'anime che
rislede cello stomaco e nella rests, mentre non dovevano precccuparsi affatto della purezza delle patti pubiche. Di fatto, dunque, sost~neveno e praticavano tin lassisrno morale. E

bali, serine da P. Mari a Orleans nel 457, prigtoniero rlei Gori. Egli fu il prime a utilizzare il termine 1t1ioque. II suo sirnbolo era direrto contra i priscillianisri. Morin - seguendo Gennadio - ldentilico il simbolo di fede del prime eoncilio eli Toledo eon il Libellu:» di P.: opinione accettata con riserve. Secondo].A. de AIdama, I'd protessione di fede roletana ebbe due

probabile che il nome paterniani derivasse da qualchc propagandista. Vcnnero chiamati ancbe oenusnani per il-collegamento con Venus)
la dea dell'aruore. E Agostino

che codice.
DACL 13,2272-2390; EC 9, 9JO·9}4~ RAe}, tr $5.; LeI 2, 289·299; EAA 2, 223 s.: Wp I, 45 SS.i Ws L 63 S~" :H.U. von Scbonebcck. Die christli[hen Porodeisos Sarkopha.ge: RivAC t4 (1937) 289·)43-;], Quesren. Dl'r Guter Ilirt in /n·ihd;ri~/!i[.hcr To/wtlmrgii' and Gro!betkun.I, in Misc. G. Mcrc~ri, ST 121, Ciu:3. dd 1946, 373"406: J. Fink, Myrbolo&,15Cbl!und bib1i5che Tht!men Iff den Sar!c()phc1gpkwik de! 3. juh,.hrf11del(s: RivAC 27 (19'51) 167-190: 1. d(" Bruyne. L1 decQration des bdPtirt~reJ pd. !iochritll?m, in Acres du V· Congres Inr. d'Archeologie Ch[.EL, Citra del Vaticano 19-61, 34!·369; A. Sruibcr, RI'"jrigerium interim. Dit: Vorsteltw.gcn uonr ZwiIChenl.UIfr.md and die /riihchriifticae GraheJku1Ht, Bonn 1957, 151 ss.; Th. Klauser, Seidi""r mr Enw .. hungsf,;eghichfe der christ · h,h£n Xwu': ]bAC I·X, 1958-l'967 (dr, nota p. 82 del val. X, indicel; L de Bruym~, Les tois de t'art paliochri· iir:n cumme inmumellJ hermineurique: RivAC.39 (1963) 7.92; A. Gr~bil_r, Om'siiaff Iconography. A Study of iff Origins. Pdnc-eloD. h'J 19M, 105.; Id., ['art dl'" fa fin de f'anriquite et du moyen age, Pari~ 1968; E. Dassffi:mn, 5ul1deliu.ergebtmg durch Tau/e, Bunc and Martyrn/urbit-

redazioni: una breve (Toledo, 400) e una lunga (Toledo, 447). Di questa sarebbe autore P
Lihel/us in modum syntbcli: cPt 559; I!f Syagriu>, deux ectiVdiris perdu! dll
Rben 10 (11;93) 385-390; F(elburg 1902,40.45; JA. dano I. Su texto. .JU origm, to. simholoJ, AG 7, Rorrta dace, Cbromeue. SC 219, A. Kunstle, de Aldama, G. Morin. dnomeme

lora, riportando una notlzla di Giuliano clano che Ii sssimilava at manichei.


DTC 11, 2246-2247; Dli baeresibus 85, Agostino,

che ci parla dl d'EJutianum 5} .26;

emma

Pastor siede: ilntip,iscitfiafTrI,

C. Dell'Osso

terpretato

vaucenc

So di 'Ie-tulliano (sed nos piscicnli secundum iXeuv nostrum Cbristum aqua nascimur: De bant. 1,3: CSEL 1, 277) come immagine alle· gorica del Cristo (A. Nestori, Puture inedite, 156). Inrcnrc descrittivo, ma al tempo stesso simbolico, nella scena di un cubicoio di Pretestata (Wp 51)j presso 13 spelunca magna, dove U P. difende il gregge aIla destr., allontanando con la verga un asino sclvatka e un porco, sEmboll del male, La ce:rtezza della. rie l'accoglienza nell'ovllc del b.P. chiaramente espres:s.a nella lastra di Verazio Nicatora (Diehl 4463), dove 11 b.P. rappresentato tra Gion3 rigettato cia1 pistrice e illeonc:, simbolo deUa marte. AI di fuori de!1'ambito funerario, l'immagine fu particalannente diffusa nella deeornrone dei battisteri cristiant, p.es. di Dura Europos (efr. surrezione

rnroito tirukJdo "Df' juN' do:Agrestio, ohlspo de I..dgo, stg/o v. Bol.R.Acad. rust. CLIX (1966) l?f,209; Dorumgucz del. Val 2, 61-63; H. Cbad\vi<:k, Pnsdlil1JJo de Auf· ia, Madrid 1978,2&4·289 E, Romero Pose

El'ii/nbolo Tole5U posicion en La bistoria de 1934, 29-37; A. Tranoy, Hy· 68-69; e.C. Vega, Un poema

PATERIKON. Termine greeo (sattinteso hibiJa!1 = libra dei Podri: pL: palerikd) che inJica, ne1l3 1ettemtura monastica, quelie conezioni che tatcolgono gli ancddoti e i pensieri dei Padri del de.serto: :a talc proposito Sl veda illemma Apophlhegmata Fa!rum.

dopa la morte

m,

lemma), di Napoli (WMM %-38), dd Latcrano (WMM 256 S., fig. 73), dove compare
accanto a episadi biblici vetero e neotcstamentari, chiaramcnte allusLvi al tema delh salvezza. Ispinno probubilmeme alia sirnilitudi· ne ch Matteo dei caproni e delle pecore, e al solent"lt giudizio della finc dei tempi U... t f 25,3D4), il rillevo del copcrchio di sarcofa-

(Ws 8}) can un P. in abiti filosofid che accare:zzn il gregge alla sUa destrn e re,~pitlge i caproni alla sua sinistra. Ma una completa as.sirnilazione dell' allegoria pastorale in una iconografia cect<1mentecristoiogka s1 ha nd noto mosaico del Mausolea cii GaUa Placidia a

go dd Metropolitan Museum di New York

Frdmmigketl un:i KUrrJf, Mii[Js[crlW. !97J, 322 ss.; N. Himmc:im;l:!lTl, SarrX!/agl romani a riliroo. Prohlemi di crollotogia e di ieo· ~ografh: ASN"P 4 (974) 139-177 (dr. 156 :;:~,);P·A Feyder, NaiSJdnce d'un I1rt .hrhien: Les Do~siel"S de I'a.r ciJeulogie 18 (976) 18 ss.; R. Giordani, Fr(immenlo di rilia'Q i'lt!'dito CQ" fllppre5·enlazione di Bm]n P<1s(ore fTeall basilica di S. Marco c1Roma: RAL 30 (1976) 342·360; W.t\T. Sdh.lm~(.'hcr, JIir/lurd ~Guter HirJ Rom ..Frcibur_g· Wien 1977; N. Himme!m:if'IIl, Ueber Hirtelr GMre in Jw (J.llriken Kumr, Opladen 198-0. Per gli esempi dlati nel te3TO: A. Ferrua, Nuovt! oSJC1'V,n:ioniJultepita//iQ dl Abado: RivAC 20 (943) 279-305; CR i\lorey, The Gold Gt.w C('JUeclioti tJ/ the V,-,i,clm Library, Clue. del Valinno 1959; A. Ne:;tori, Pitfrm! il1~ditl! del cimilem deNa via Ardeatina: Rend. PARi\' 45 (1972/197» 151·163; M. Gua.rdueci, II Brion Pastore tr!1 j pesci: ibid., 165.110; L BO[folotti, II ;accilo pl1te{J(:TistillllO det/a CAL ad Aqmleia, Ud·Tm: 1973; L. B-enacchi., 11 mosairo aquileir::.rr" Buan de! Pl1store JalJ'ahita J{fTgnlar~: AAAd 12 \1977) 42YA44; AA.VV., Age 0/5pirrtttlliily, New York 1978; M. MirabeU~ Rooerd, mDsf)ico COfT Bllon Pastore a Derem:aIe ifT 'Lt'lrgrriSSeN
ll ,

den

/riihchn'stli,her

A. Di Berardino

seconclicerio

PATERIO It dopo 600). Disoepolo e notma di Gregorio !vI. (VI-VII sec.; Epp. 1,37; V, 26: VI, 2; lX, 97; XI, 15; Giovanni Diac., Vita Greg. II, 1ll. Progetto di scriverc un commentario continuo aila Scr:ittUITl, con Ie

ziare una vita di viaggi e di solirudine per il Signore. Stabilitosi a Sesciacum (Scissy), vi fond" un monastero, dove rimase per circa tre anru conduceodo una vitn pima di cigore e di morti£icazloni. Ordinato diacono c poi prete d.al v~s-covo di Coutance-s, Leonziano, s~ dedica a un'inten:s.a attivita' pastorale e: foodo nurnerosi monasteri ne11a regione ill Coutm-ces, B:ayeux, Le Mans, Avrancbes e Rennes, guadagnandosL la fama di t:lumarurgo. A sert:m1tanni ovvero dopa il 549, fu eletto ve.5COVO d'Avrances per acclamazlonc dd popola e mod dopo U"cdici anol di mLnistero epfscopalc.
J

(480-565 ca.). Secondo Venanzio Fortunato, che scrive di lui una Wia artendibile. P. nacque a pojtiers verso il 480 e, da giovane, prese l'eblro mcnastico eel monastcro di Sr. ouin, presso Thouars, dove svolse l'ufficio di cella rio. Successivamente insieme con il monaco Scubilione decise di ini-

PATERNO d'Avranches

in[erprctazioni date dal suo maestro. Divise 1'0pera in tre libri: dlle per l'AT (libri storid, Salmi, Prov., Camico dei Canticr, Sap., Eccles.,

Em. IT, 9.36, 11. 6477; BS 10,390-391; LTK 7, 1457. V. Fortunato, Vito. Sllllrti Pa/erni: PL EE, 487-498; P. Gru~· j(:an, S. Pr1tern~ a"Avrancbl!f ei S. Paleme de Va-nnei dtms /e5 Martyro!oges: AB 67 (949) J84·4(\O; R GoJJing, Pr,itre, en G.:mie rnir()!JI/lgil!nm:, BmxeLcs 2001, 507

Profeti) c uno per U NT. Non sappiamo se abbia termlnato!' opera oppure se redassc soltanto la parte the va da Genesi al Cantico. Molti autori mcdicvali citano Gregorio attraverso P. CPL 1718: Libe, Tl'5trmolllrJrum Velt:TJI TeIrllnum(i quem Pilla-luI ex opusculis S. Gtegoril excerpi curm.. 1: PL 79, 68.3, 1 916; A. Wilman, Le 'l'aml greJ,orien de P. et les /ragmel1t, wirfgpthr'que:J de Pan~~ RBen J9 11927) 81-104; R Etillx, Le Lib!!r Testinwniornm de P.: R)R 32 (r958) 66·78; eeL
142,401·432 Iframmcntil; CPPM 2, 2820; PCBB 2,1613.

C. Dell'Osso

PATRIARCATO
I. Itinerari
fupetti. storie) .

II. fondamemi ccdesioiogid

- ill

UJJ

callollic.i.

no, in Atri de! V Congr. Naz. Arch. Crist., Raffia 1982, 393·405; TIP U8·139; M. D~lhcy, Lf' he:rgfr divin, in ~DeJforits de Jymh(}h,r~. L'initialian {;brr!iienm: et ill FiiMe (1~r.Vlr riedeJ, Puns 2001, 191-2i2.

A.M. Giuntella 3952 3953

E. Romero Pose

Come p. :s.iintende una sede vesCovile sovrurnetrapolitan<l e, da W1 punto d vista istitu-zionale, LID organismo ecclc5ialc superiore, con

3951

3954

PATruARCATO

PATRJ:\RC/\TO

PAl'RIARCATO

PI\TRl.o\RCATO

esercizio di porere giurisdizionale e con privilegio d' onere su una vesta area geografica. I. Itineruri storici. Mentre H rermine patriarcrt comparve nell'uso corrente ecclesiale e nei document! ufficiali dell'irnpcro bizantino solo a parrire dal V sec., come istituxione di govemo della Chiesa, il p. prese I'avvio in seguito alia svelte costantiniena e precisamente con il concilio di Nitta (can. 6), quando i Pa-

11 Fondamenri ecclesiologici, Can Calcedonia si consclidava lu struttura definitive delI'istituro parriarcale, [ormatosi, giii: dal1e SUe origini nicene, non per crcare un contraltare a1 primate di Roma, rna per esigenze di centralizzazione dell'acrorita episropale di grandi aree geografiche orienrali, in modo che tutti i vescovi attraverso il patriarca de cui eli-

pendevanc potesserc esercitare la lore

r't-

dri conciliari riconobbero alle sedi episcopa11 dl Roma, Alessancria e Antiocbia un'exQuria, ovvcro, una vera autorita con responsabilita e funzioni di guida dottrinale c disciplinarc su alrre Chiese circoscritre in grandi aree amministrative chili. La taxis d'importanza attribuita allora allc tre grandi sew, secondo 1> ordine appena elencato, benche seguisse una consue.udine civile (Flavio Giuseppe, Guerra giudaica III, 23), era ruttavia fondatn sullu consapevoiczz.a delle Chiese precostantiniane che l'unira della Chiesa di Cristo si csprimeva visihilmcnte in un orga-

nismo eccleslale gerarchicamcnte disposto, con vescovi ritolari di particolari responsabilita per le Chi-esa universale. Di fano e solo per ragioni pratiche, il concilio diede semplicernente forma giuridica a quella Cum pastorale che d:3. tempo Ie tre grandi :sedi eserci[avano SU comunitii e vescovi residenti ohre- i confini della propria scdc. Insicme a.1 vescovi delle tre grandi citta, i Padri conciliari niL ceni annovttarono anche il vescovo di Geru· salemme, alla cui sede venne perD attribuito, ,{secondo antic a tra9izione e consuettlJine')j solamente 110 posta d'onore, seoza corrispettivi -cornpiti pastorali univer;sali kan. 7). Ne! secondo conc:ilio eeumenico del 381. aIle quattro sedi venne aggiuma ane-be quella di Cos.tantinopoli, the fu eJevata al secondo posw d'onore «perch€: Nuova ROma}f (can. 3). Nd 451, nonostante le proteste del lega ti papali, 1a decisione venne confermata dal coneilio di Calcedoni. (em. 28), che arnpli· [rco notevohnente Ie c-ompetcnze ·pastorali deUa N uova ROffia, riconoscendole sia ugua/i onori che alia prima sede di Rama sia il dirino di ordinare i rnetropoliti d'Asia, del Ponto e della Trada (can. 9; 17; 28). Con ]a mo· tivaz10ne che Gerusalemme era Ia dtta della risurrezione di Cristo, il condlio approvo anche gli :1ccordi prc.si tr.a Giovenale e Ma.ssirna di Antiochia, perche !a sede gcrosolorni· tana Fosse resa indlpendente datia giurisdizione Mtiocheml, confcrcndulc anchc potere suUe tre province palestinesi (dopn il 4DO, 1<1 Palestina era swra suddiv:isa in trc province ammlnistrative, I, II e III, con Ie rLspettive capitali di Gerusalemmc, Scitopoli e Petro.).

sponsabilita pastorale Verso la Chiesa universale. Di fatto, mentre 1a suddivisione calcedoncnsc fu accettata unanimemente dagji orienrali, Roma non accolse il can. 28 di Calcedonia, a motive del dlverso principia ecclesiologico adortaro per individuate 1e sedi episccpaii da erigere a scdi «patriarcali». Gli nrientali intesero i canon! cit Nicea, di Costantinopoli e di Calcedonia, rclativi alia taxis delle: future sedi patriurcali, in maniera pragrnutica, e doe giustiricarono l'elevczionc di Costantinopoli ad «avere il primate d' onore dopo il vcscovo di Romas (can. 3, del cancilio dd 381) per la sua irnportanza politica. A Ca'cedonia, questa interpretazione pill coscienre di prima, dal memento che 51 parla di antichi pn'vilegi concessi alla sede romana e di diritti chc quindi non possono non essere attribuite a Costantinopali perch.f «la onorata dalla presenza deil'lmperatore e del senato» (can. 28), La debolezza dell'.· dozione del solo principia «politico)}, quaIor<l Fosse assunta come l'unico a 50stegno della sede pJ.[tiarcale, 51 rivela nell'.implicazione ecdesiologica secondo la quale qualsiasi sede eplscopaIe avrebbc poruto e potrehbe teoricrunente eSsere elev:::_ta a sede sovrametropo· litana, a condizione chc cio -corrispondesse alIa volontii eli Dio, espressa dal consemo eli tutti i vcscovi, con sanzione conciliare. A Ra· rna, invece, i papi si opposero alia .suddivisione ((poliric[l.)~ del territorio della Chiesa universaIe, a motivo del principio, approfondito in ocddente giG al tempo delle polemiche con lo gnostidsmo~ di una fondazione ~(apostolica}) petrina delle sole sedi di Roma, Alessandria e Antiocnia. Nel maggio del 452, in una letter.a ;t Marciano, Leone Magno dopa aver afferr:nato 13. concezione ramana di apostolicitn delie [re sedi, ammonisce: «:Alia /amen fatio est rf!mm saecu/arium) alia divinarum, nee praeter ii/am petram, quam Do-

citra e

".linus in jundamenfo posuit, stabiHr edt ulla construelio>, (Ep. 104, PL 54, 995 AB). La
concel.ione di Leone potrebbe derivare dill

Decretum Gewsianum, gU<llora si accetti che il suo nuclea originario risaIga a papa Damaso, dove e rivendicatQ i1 fondamenro 9.pOstoUco della Chiesa romana e Jove si trova

unche un'inrerpretazioue del can. 6 di Nicea, me intende i privilegi concessi a Roma, Alessandria e Antiochia, suila base di unu fondazione «petrina» delle tre Chiese (E. von Debschutz, Das Decretum Geiasionum de librts recipicndis et non rccipiendis, Leipzig 1912. 7; PL 13, 374D·376A). ARoma, Sl ern inoltre svilnppata una conceaione «misticadell' autorita papale (Y. Congar). dovuta alla pre· senza nella citta della tomba di Pietro, COTIreaione che in se non avrebbe dovuto comportarc una speciale amorita del pap.l1. sug1~ altri vescovi e che qualche volta gli stessr orientali riconosccranno :1 titolo di on ore. In renlra, nella storia antecedcnte Calcedonia, i due principi, «politico» e «apostclico», trovano eguali attesrazioni di cirradinanza ecclesiologice quando si rice-rca 103. coscienza di ess-i nclle tradizioni delle vade scm patriarcali. Perflno a Costannnopoli, dove il priccipio «politico» prevaleva e di certo non si pote:va invocare 13 fondazionc apostclica della Chiesa, per accedere al principio «apostolico» P'> trine, non si rinuncio a una certa [orzatura teologica del principio d'unita delle Chiese. A motive dl tale princlpio, i Padri ccnciliari calccdonesi. e piu tardi Anatolio, si appellaranD ilia medtazione «03.pos.tolica)} di Roma, poiche di certo W1 raggio della sua. apostollca luce si dovev:3. ben irmdiare sul103.Nuova Roma (ACO torn. II, vol. I, pars IlS; PL 54, 958). Poiche- una CDn Rom;l, Costantmopoli poteva dirsl anche apostolica (W. de: Wries, in M.VV., I Patrr'arcati orientali, 32; 13-3:5). D'altra parte, cosciente del fondamertto apostolko del suo primato universalc, tra i1 IV e l')fl sec.) it papaw non redamo mai un patere patriarcale 5ull'intera occidente, nonOstante Fosse stata ;lccettata l'Idea giustInianea della pentarchia (dr. lemma) e nonostante che gli orientali si rivolgcsscro al papa come pa~ triarca d'occidente e la sua sede lateranense Fosse detta patriarchium. In Occidente, la giu~ risdizione di Rorna si estenJeva originariamente ai terdtori che ricadevano sotto Ia ptef-atum civile dl Roma e i vescovi che avev:.l· no particolari rapporti e obblighi can il pa· pa vennero definiti suburbicari. In seguito. inaItre, Roma non ha avocato ntSSUD diritto per ordinare metropoliti occidentali e tanto meno ha avanzaW diritti patriarcali su importanti sedi occidentali, quali queUe di Milano, Aquileia, delle Gallie 0 dell. stessa Inghilterra. Solo ne! 742 e a rnotivo deIl'ailar~ gamenro della cristianita occidentale con 1a convcrsione di nuovi popoli, per promuovere I'unid dottrinale e disclplinare occidenta~ Ie, Roma 5tabili che i mctropoliti d'occiden~

tc si recassero dal papa per ricevere il palhum (Y Cougar. L'ecclesiolo gie. 204"205) Con il nuovo millennio, infine, l'urgenza di rendcre efferrivc la ricezione c.el primate romano nell'unira cpiscopale P:Jrto Gregorio VII (1073·1085) a trasferire la eoocezione «misrica» del primato in un p otere istituaionale, «stabilito da Dio e non r-egoziabile» (J. Meyenrlcrff 30). Anche in Oriente, perc, quando la pentarchia cesso di [atto lc sue attioita per la perdita del conrrollo Imperiale del territorio medicriet.tale ed egiziano, satto l'invasione Islamica, fu inevitabile che il patriarca dl Cosrantincpoli, che per secoIi era state un polo d'arrrazione per I'episcopato orientale, divenisse l'unico p ortavoce delle Chiesa d'Oriente c il suo p. l'vnico centro di espansione mis.siomcria del cr istiunesimo Oftodosso. III. Aspetti canonici. Benche con Gjustiniano l'istitutc patriarcale avesse rrovatc una ratificazione legislative sotto forma pentarchica, COD Roma inclusa, tuttavia, il p. e. pill propriamcntc, l'espressicne d:~'ccdesiol<:gi.a orientale, imposrara su una visione eucanstrca della Chiesa eo sulla coscienaa che la Chie-

sa

locali in comunione, poste su .:::Ii un piano di perfetta eguaglianza. In O-ccidente, dopo s~coli di altetne fortune (A. Gantti). i1 Conc!lio Vaticano II ha rivailltato 1;antico istituto patriareale (LG 23; UR 14; GE 9); tuttavia. in continuita can il precedenk, it Codex Juris CarlOltid (CIC) del 1983 precisa che Dena Chiesa latina il Patriarca non detentore di una potesta dl govemo ed pcrtatore solo di un titolo di onore a meno c.b: ({non consti divcrsarnente pel:' p6vilegio apostotico 0 per una consuerurune appravata» can. 438). Divcrsamente nel dicitto canonic:) per Ie ChLe~ se cattotiche orientali (Codex Canonum Ecclesiamm Orientahum), Jiisriruzione del P. riconm.ciuta come struttura di govemo ed ampiamente trattata [cann. 55-DO}, scrnpre secondo l'ecdesiologia cattoIica, in connes~ slone a1 Pdmato del Romano Pantcfice. Al Patriarca ric-onosciutcl una (~potes.ta personale, ordinaria e propria>:> sui fedeli, clero, Vescovi e Metropoli[L della propria Chiesa patriarcale (can. 78)) in funzione del mantenimenta dell'unitii della propria Chiesa nella fede e comunione gerarchic3 con la Sede Apo~ swlica e con Ie nltre Chiese (D. Salach:a.s). Per favorire l'ecumenismo, in scguito al Va~ ticmo II si sono cereate piste teologiche di dialogo ecu.rncnico dclla Chiesa latina can qlle:l1e orientali nella vruorizzazione del tiraIo del papa di Patriarca d'Occidetlte, titolo che:

costituita da una molteplicita di Chiese

e e

3955

3956

3957

3958

PATRIARCATO

PATRlMONIO

OJ S. PIETRO

I
I

Pr\.TR1PASS1ANI

P;\TRIZ10

in verita non figurava nei documenti conci[iari e nemmeno nella Cost. apostolica Romano Ponti/id eligendo di Paolo VI (1 OUobre 1975), rna solo neU'Annuarro Pontificio, e che in ortemperanza al can. 438 del sarebbe stato un titolo d'onore. Tuttavia, net 2006, tall pisre ecumeniche sono divenutc irnpraticabili. poiche tra i tirol: del papa che l'Annuarto del 2006 ha elencato, quello eli pa-

eIe

triarca d'Occidente non [igura pili. Nel comunicato del Pontificio Consiglio per l'Unira dei Crisriani chc ha accompagnato la notizia
di soppressione del ritolo (22 matzo 2006), vicne chianta sia l'ambiguita del titolo per Ia scarsa tradizione sia l'inadcguatezza del termine «Occidenre» nel contesto culturale atruale. Cia non di meno, it comunicato giustifica la soppressione per fini ecumenici, In effetti, l'idea patriarcale, contaminarn nella scoria daJJ3. conncssione tra p. e porere politico, non rende un servizio autentico ell'attuale dialogo ecumenico (T,·G. Boeglin, 535), atrento a un ccntcsto ecciesiologico e culrurule in cui si salvaguardino efficacememe le rlspertivc autonomic della Chiesa e dei sistemi di poterc. E. Eid, 1..4 figure jrmJlljUf: du Patnarcbe. Etude hi.t.-jun"diquc, Rom 1962; W. de Wrie:l, Die Ent.tU·bung da P(1triarcbote dE.! OHWI und tbr VErhrittnls zur piipst{icb/jrl Vo!lgell.iOl,: Scholascik 37 0962) 341-366; W. de Wrie:;, Rom und die Patriarr;hale det a.toms, Freibllrg-Miinchell 196J~ 0 Kemme, I.e Cmed,.e apo!ilolicbe r! /" /tm1.i()nc del PafrWr'(1ti "d& Chiesl1, in Y.M.J. Congar - B.D. Dupuy el al, L'Ephc(Jpa.ID e /a Chies.:1!U1f!!t!T~ai(;", RQITja 1965, ~~~~J~:~is\~~k milhnnlo. RElu•.icmi del C1Jllgreno IINlutmi ai POl1t:fido Qricnfatc nri gimni 27·j{l Dir::embrr: 1%7, Roma 1968; V. Pallaco, L'u/fir:lo paJnim;alf:' lililfe Chlese ori~mo11i.:l41iV ill X scco{o, Padm'a 1969; W. de \Xhies, Oriel1t ef O(l:idmt ..LeI 5truCtUTEI ea:lisl~h!'ivue". ~n. tbis/oin: del r;ept prem:ers condie; cecumemqut!5, P~m 1974; ?-1<u.:irm:: de Sardes, l.e Pilrn'arcal (Ecumellique dans rEgfi5e orthGdoxe, (roversre mstol"giche, Oal conalia di Efeso (431) at u· cot/do ootldia di C();tdwrrropoli (553), Bn::;ci:. 1980; W. J~ Wries, Orfodo .. ia e aJfwlic('simo, Brc;;do. 19B3; A. Garuti, 11 pdrd parriarcd d'Oaldentf!? Rijlem·ani mU'angine d&l wow: Anto1l1aIlwn 60 (1985) 42·85; V. Grumel V. Lauren! - J. Darrcl!l~!i, l.es Regel/Es df!I Ac,le.r du Pa· trillrUIt de Cortstanlin()pJe, Paris (932)1989; R. Schicier, Der Pap:;t air Painarch vml Rotl1, in M. Ms.ccarrom: (a c. dil, pn·ma(o del ~'esco!)() nef primo miUenniu, Ciua del V;Jticauo L991, 433-451; G. D~!lmn, Costantr"nopoli. Nasct'la dr' Ulla capitate, Torino t99t; D. S:thc6a~, l$tl!U;:iolli df din·no (w1Onica JeltE Chies~ rAtfotir.hc orientllH, Bologna 1993; F.It Gahbal.l~r, Patri,m:hal 1: mE 26
Paris 1975: L. Perrone, U CfJIe,a di Paresfina e la mfr·

PATRICIAN!. Secondo Filastrio (De baer. 62; CSEL 38. 321 i p, risalirebbero a un certo Patrizio, vissuco a Roma, il quale avrebbe inscgnato chc il corpo umano nOD srato create da Dio, rna dal diavclo. Percio i p_ disprezzavano il corpo, arrivando perfino al sulcidio (cfr Agost., De baer. 61l. Sembrano quindi una setta gnostica (cfr. Agost., Contra ado. legIS II, 12.40: PL 42, 664). Il Praedestinatus (61: PL 53, 608) aggiunge che cssl, a voltc, chiedcvano ad altri di essere de lora uccisi e che la setta era di£fusa in Mauretania e in Numidia, seguira successivamente dai donatisti (cfr. anche Ambrosiasr., In I Ep. Tim. 4; PL 17,499). A. Di Berardino

I
f

rattere sociale e assistenziale. Con il tempo. c a causa dell'instabile sltuaaione politica, una parte delle entrate venne destinate alia difcsa della sede romana. GEL nell'VIII sec. Ste[ano II, per far fronre alia seria minaccia Iongo bard a, chlese personalmente la protezicne di Pipino il Breve, re dei Franchi. Cestui, IIlOSSO non solranto de interessi politid, rna anche da un' autentica vcnerazione sincera e devo-n per la memoria del Principe degli Apostoli. non solo garanfi a Stefano II la propria protezione, rna siglc con lui un patto (Dnnazicnc di Quierzy) con il quale si impegnava a resriruire alia sede rornana i terri tori irnperiali iraliani occupati dai Longobardi. Questi posscdimenti costituircno il nuclec iniziale degli Stati Pontifici e consolidarono it potere temporalc dei papi.
G.
Amaldi, Le origini del PafrimOlJio di San Pietro, in G. Arnaldi - P. Foubert D. Wruey - J-e. Maire Vigucue R. Manselli. Comani e signoTie ndtIt,,!in nordoTientdl~ r: centrale: U:<;IU, Umbn".1 r! MtJI""che, LuUll, Torino 1987, 3-

Ill sec, quella di Ncero, rna c onosce anche una variante: nel Cristo incarnate 1a ccmponente divina f<l.ppreSenr3 it Padre, quella umana il Figlio; questa sola ha patito sulla croce, percic il Padre: non he patito, rna he compatito con il Eglio. Infatn Lc 1,35 definisce Figlio di Dio il nato da Maria. Inoltre i Pbilos. (lX, 10,11) prescntan o le dortrina

patripassiana a Roma nel senso che uno stesso Dio si manifestava ora come: Padre, invisibile, immortale, ecc., ora come Figlio, visibile, mortale, ecc. Questa dottrina fu combattuta cia Tertulliano a Cartagine e dai Philosoph. a Rome. Callisto, intorno al 220, Ieee condannare a Rorna Sabellio, per tenere una via meciana Ira i due estremi; rna egli stesso pmfcssava una dourina di stampo monurchiano: Padre e Figlio si distinguono per nome, rna non per OUSUi (sostanza), sono un solo Spirito indivisibile: uno solo e il laro prosopon, distinto solo per nome, Nell'Incamazione, I'uomo il Figlio, 10 Spirito divino disceso in lui t il Padre; cosi it Padre he cornpatito insieme cDI Figlio. Cal. listo, come i p, accusava i reclogi del Logos di essere diteisti.

PATRIMONIO DI S, PIETRO, Questa espressione viene utilizzata per indicare l'insieme del possedimenti e delle proprieta che
vennero acquisite dalla Sede Romana a partire dal momenta in cui, con hi Legge imperialc costantiniana (CTh XVI, 2,4), venne riconosciutc ella Chiesa il diritto ci possedcrc, ricevere cd credit-are ogni tipo di bene, Lo

stesso Costantino fu uno dei primi a donate


alia Sede Apostolic» svariati beni, principal. mente imrnobili (non prendiamo qui in considerazione, dato il suo canmere apocrifo, Ia c05iddetta Donazione di Costantino)_ Alie donazioni di questo e di altd Lmperatori seguirono queile di numerosi fedeli, COSa che determino una leota crescira degli averi e dei possedimenti del Pontefi.ce Romano, che con I'andate dd tempo assunsero il nOme di Patrimomum Sancti Pein·. Cosl, a causa di molteplici fattod storici tanto ecooomici e s.ociaIi quunlo politici, il Vescovo di Rorna divenne inizialmente un grJnde proj)rietario tetriero, e in seguito un'amorita civile di enor~ me influeo?.<l, sodale, per convertirsl, can il passarc del tempo, in un vero e proprio Sovrana. Tale processo di incremento patrimoniale simile al patrimonium principis, COlltempl.no dal diritto romano. A partire dal VI sec. fonnavano gEl parte di gucstQ p, pie-trino numerosi possedimenti della penisola italian a: la Sicilia la Corsica, la Sardegna, nord Africa, la Galli., j, Dalma· zia e dome zone dell'Oricntc_ Gregorio M.agno (590-640) porto avanti un'audace politicn arnministrativa, dotando di 1.1n'dfkacc organizzazione i diversi terdtori del pc pOD.tifido, I bencfid economlci chc ne risuharono non servirono ;;oltunto n mantenere l'amminhtrazione pontifida, rna vennero impiegati per ]a reaHzzazione di molteplici opcre a. ca-

151: Id.. L'apprortf)if!.iorram~.'1to dr R'.JmlJ e i' ammimstraeione del p<lfnmoniu Ji S. Pietro al tempo di Gregorio Magrto: SUHii Romani 34 (19861 25·39, Id., U r.mj,illi ddlQ Stalo dert+l Chi~#, Torino 1987; L. Duchesne, LI:'5 pre· micrs temps de tita' pontlfica{,Paw 1904; B, Llcrce - R. Garcia Vil1o~lad:!l., Hi!U!TId de /.J. Ig!~jill Cat6Iia:, II, Edad Me-diJ (800-1303): to. r:n·wlmJ a d en eJ mundv euroteo y jeudo./, Madrid 1963; RA. Markus, Gregory tbe Great and hiJ worl ..', Cambridge 1997; V. Recchia, Grq.cm·o Magno e ta Jocielii a.gricola., Bari 1978 (bib!'), Cabrera Montero

J.A.

A. Hllgrnfdd, Die Kmergcschichu de: Urdmstentnms, Leipzig 1884, 615-626; J.N.D. Kelly, Early Christian Doctrines, London 1958, 119"·123; M. Slusser, The Scope of Putripl1niani~m; SP 17, Oxfotd L982, :.69-175; LTK) 7, 1470 s.; M. SLrn.onetti, IppoiiJo, Comro Noeto, Bologna 2000; A. Grillmcicr, l..; (.hri.!l JIlIH III tradition chritienne. De J'dge apostoli"que au condie de Chalcidom"i, Paris
12003.

~~~t 7'p::~~;:~t~r~:t!it~~r;~::~

(1996) 85-9l; J-G, Boegl..Ul, Piem: daru wmmurnon de~ Egiiser, P~ris 2004; J Meyendorff, Lo !ci1ma tra Ramo ~ COJt(mii'WPo~i, ~agnallo 2(l05; M.K. Magee, The specfil1t!! in the Ught of St!"C(wdVaticall Council, Roma 2006; A G~ruti., Patnarco. d'Ocddenfe? Staria. e at/ualitd,

u.

Pamard:w/ ImWuJron

In

'he Church: Ecdc.!lologicat Pc-

Bolog:M 2007.

V, Lombino

PATRlPASSIANI. Cosl i latini definirono quei monarcbiani che furono conosduti in Orlentc:, a p-artire dall-a meta del ill sec., come sabdliani e ('he i rnoJerni definiscono modalisti in quanto fanno del Figlio un modo di es.sere e manifestarsi del Padre. L'tniziatore Ji C[uesta donrinJ fu Noeto di Smirne alia fme det II sec EgH ins.egnava che, se Dio uno solo, CriSlO, che Oro, si identiHca con il Padre, nel sensa- che questi, presentandosi come Figlio, estate generato -comc uoma, ha patito, ha risusC'itato se stesso. Adduceva a sostegno di questa dattrina passi della Scritrura sull'unicitii di Dio (Ex 3,6; 20,3: Is 44,6 c altri) dai qual! ricavava l'identificazione del Figlio con il Padre (fa 10,30; 14,9·10), e an· cora Is 44,6; Bar 3,36·38: Rom 9,5. In'erpre· tRva allegoric.amente Jo 1,1 in base al quale i teologi del Logo, conside<avano il Figlio Dca distinto cial Padre. Noeto fu condilllnato dai prcsbitcti di Smirne, rna Epigono ne: introdusse la dourina a Roma, dove Cleomene e Sabellio 1a potenziarono, mentrc Prassea la diffondtv<l. a Cartagine. La dottrina di questi p. ddl'inizio del

M, Simonetti

PATRIZIO (t 370/371). Mari:o eli Monica (Con/. 9,9,19) e curialis della cictadina di Tagas'" in Africa (Agost., Con/. 2,3,5; Possielio, Vita Aug. I,t) e padre di tre Egli: Agostino, Navigio e una ragazza, di cui nOh S1 conosce il nome (Possid., Vita Aug. 26,1). Pur paga· bO, rispettava la fede d.i Monk:::. e l'educazione che questa impartiva ai figli (Con! I, 11,17); tuttavia, d'accordo con 13.moglic, benche modesto proprietario, era desideroso di far emergere socialmente il figlio Agostino, mediame gli studi .superiori da compiersi a Cartagine: i.n quel tempo 10 studio era uno del mezzi prindpali di ascesa soci:a1c (efr. Coni II, 3,5 e II, 3,8,. Ci riusd con ]'aiuto del ric· co condttadino e parente RO!T'~aniano, il padre eli Licenzio (c. Academ, 2,2,3). P, benche portato alia coller:a e non troppo praticante la fedelta coniugale, ebbe afferto e rispctto per la moglie che, a sua volta, con la sua dokezza e amabihtil serviva e cercavZc di convertir· 10 aI crisriancsimo (Con/. IX, 9,19), riuscendo

3959

3960

3961

3962

PATRfZIO

P."\TRlZ10

r
1
i
r

PA.TROCLO D1 ARLES

PATROFILC:

Dr SCITOPQU

a conquistarsi anche Ie simpatie e la devozione dena suocera (Con! IX, 9,20). P. si converti (Can! IX. 9,22) e morl nel 370/371, quando Agostino era ancora diciassetrenne.
peRE 1833-1834, w'H.C. Frcnd, Th.e Frnmly of Al.Igu seine: A Mi£.70COJm of Religioll! Change in North A/o(:JJ, in Cougresso {nternazionale su S. Agostino nei XVI ccntcn ario delltl r;Ql/v<,nionl!, Rnma, 15-20 settemh~ 1986, vel. 1. Ro~a 1987, 13.5-151; C. Lepe!ley, Spes Jaemii. Le

milieu soCIal d'AuguJIm lIt ses amb:tlOl1J 5&utieres aoant sa canveruon, in op. cn., "99-117; G, Me dec, Ll' nevcu d'Augustin: REAug 39 (1993) 149·15;; R Doni, La madre di Agostino. ~Dolln<1oiriie", Milano 2002. A. Di Berardino

gan con il caporribu britannica Corotico, P. Intervenne can la .letrera di scomunica (scrirta in [atino] che ci conservatn. Net VII sec. Ia sede primazia]e di Armagh indica in P. il proprio fonda tort. rna alt-e tradiaicni facevano di Dun Lethgbisse (Down) illuogo della sua scpohura, Da Armagh il suo culto si diffuse fin dall'VIII sec" anche nel conrinenre, a opera dei missionari idnndesi, e rnolre [eggende fiorirono su di lui. La sua fe-

r:"reu.

Oxford .96:); D.A. Binchy, The PSf'udo-hisrarkal Pmtogllf' 10 !h e Sencbes Mar: Stud~a Celnca 10/11 (1975/76) 15-2.8; F.A. WlI50n, SL Patrlck (wd [rlsh Chn,Iial1 origtnr: Studia Cehice 14/15 (1979/80) J-4Lj.J.79; C.E. Stmddilfe, Kr'lIgJ asd Comersiom some rnmpansons Ireland: FMS 14 (1980) 59-'94: E.A. Thompson.

beuoeen the Roman minion to E11g!Q.flddid Patric.k's to trick and Corolim!i: ]TS 31 119AO) 12-27: Ch. Thomas, Chri,JilJJ1ity in Ronran BriJ,1in to AD 500, London 1981, 295-346; R Sharpe. Sf p"tric.k (md the See 0/ Armagh: CMC..5 4 [1982) 33-59; E. Malaspina, Patririo r {'pradrJir.:1Iionelatina delt'Ir&"da, Roma 1984; E.A. Thompson. Who;>was St. Patrick?, Wooubriuge 198); K. McCon~, Dubtbach 71U1cm Lugar'r and d Mdlur ()/ Llle lind Dear!; in the Pw?uda-HiIforicat Prologlle to 'he Sencbes Mar: Peritia 5 (1986) 1-35; K. Devine, A romputer-g/!'l1emted canco-dance 10 tbc Libri epis!olamm of sai"f p(lfrir:/t, Dublin 1118.9; D.N. Dunville (eJ.), Sf Patrick AD 493·1993, \,\Ioodbridg~ 19"93; C. Bourk!:, PaJn·c1:.~The Areh<1M/oJ.Y oj Sairlt, Belfast 19-93~ L. De Paor, Saml Pllm'.ck'5 world: the Ch"5tian wlture of [rewr;d's iIpOJ/Qlrcage, Blackrock 1993; R..\1. Keogb, Does the l]rmOrican Forest Hald 'he KeY III Saim p.Iuick'!i EJCapt!?: SB.i.b 28 {1994} 1-45-158: T. o Funch, Saini Patrick alld Armagh: SAM 16 (1995) 107-119; G. Markus, WhITt were Pl1t,.ick'J Alphabets.); CMCS J1 (1996),1-15: Th. O'Loughlin. CI1/cic theology, London 2{JOO;B. Luiselli, 1..J /om!!1r.ioJ1ede/itt culumr eurenee occidentale, Rome 2003.152-154.
<l

St. PIi-

stu si celebre il 17 marzo. Cl sono rimasti due suoi scrini: l'Epirlo!a ad mill~f'S Corotici. contra un re brirannico probabilmenr e della Scocia sud-occidentale (Strathrlyce), e In Confessio, serine in tarda etl. In un latina volgare irnpasraro di parole bibliche (perche P. in Irlenda parlay. U gacIico e conosceva il lanno soprattutco come lingua delle Bibbia), egli «confesso» la misericordia di Dio che to ha chiamaro a evange[izzare i'Irlunda, presentandcsi come peccatcr

Santo (t 4921 ca.}, apostolo dell'Irlanda. La cronoiogia della sua vita molto discussa. Dai suoi scritr! risulta che egli nacque in Britannia dar diacono Ca'pornio, decurione, figlio del presbircro Petito e proprierario di una: modesta tenuta a Bannaoenta Bernice (?), localita non identificata, rna Forse situabile nei dinrorni di Carlisle, presso U Valia di Adriano. Rapito da predoni a 16 anni, servi in Irlande come pastore. Dopa sei anni riuscl a fuggirc e rrtorno in patria, passando prcbebiimenre per la Gallia sertentrionale, dove per due mesi (C04 21) fu anche prigloniero prob.abilmcl1te dei Franchi (dr. Ep. 14). Rientrato in famiglia, senti fa chiametta a1!'apostolato e Is segui nonostante tutte Ie opposizioni. Vi si preparo con un perjodo di formazione durato, a suo dire, vari anni (Coni 23) e svoltosi - secondo Ie biografie di Muirchu e Tirechan - in Galha, pr(':sso Germano di Auxtrre c a Lerma (c;:osa poco probabile); tale prcpara2ione potrebbe esscrsi invece compiula nella Gallia scttentrionale (in ambieoti rnonasriCL eli tipo martiniano, rurali e prevalentcmente i.ndotti} e anche nella stcssa Britannia. COhsaCrato vescovo P. sbarco (neI 432, secondo III cronologia d~gIi Annali irlandesL) nell'Irlanda senentrionaie, dove propag6 il c::ristianesirno rinnovanJo in l'esperieoza di s. .PaoIo, da lui cominuamente citato: vesc-ovo itinerante, sapcva tenersI ill buoni rapporti con i capi ttibali (Can! 52) e gli amministratori locali (Con! 53), per ottel1cre libero e sicuro actesso nelle regioni Plu remote (Conj. 50. Si spiugeva cos1 verso ocddente verso gueUa sdva Vocluti dove era stato prfgioniero (Ep. 10) e da do, vc 10 ave-vanO chiamato in Idanda (Can/. 23), rna dove la popolazione era costituita in gran parte da pagani (COff! 41) tra cui frno .d alrom rnai nessuno ern giUflCO a predicare iI Vangelo (Con! 51). Quando una comunitii eli suoi m:offri fu <Js.salita da Scoti e Picti CoUe-

PATRIZIO.

rusticissimus, E si contrappone
tannic] probabilmente

a dorri bri.
pelagia-

di formazionc

E. Malaspina

na. Pur scegliendo ['evangejizzazione di una terra «barbara» (cfr, Ep. 1}, I'Ir'anda, P. rimane profondamenre attaccato aile sue cadici di Celts romanizzato e percio anche ai cristiani galloromani (fip. 14; Conf. 43). o.~ere di clllbbia autenticitii sono l'EPistOM ad epHcopoS in Campo hAi (fcamm.) e i Dicla Patrieii. In qualcuno dei GlOOni delia prima 5ynodus episcoporu1f/. td est Patrini, Auxili£ et hemini, sf pensa possa trovarsi traccia del pensiero di P. stesSO. Leggt:ndario if: lnvtce il racc~mo del proIogo a1 Senchas Mar, in cui !a codi£i-caziuoe dclle tradi%:ioni giuddid1e irlandesi ~ene. attribuita a un accordo stipulato fm autontii. C1vili, filid e vescovi al tempo di Loigaire Hglio di Ntail, <~re d'Idancia», e di Teodosio ~<gran te dd mondo»: secon.do re-censiom tardive, uno dei vescovI sacebbe statu P. Slwpe ll5<1; Lapjd~e-ShaI]>e-25-26;].F. Kenney, The muree! of the early hwory of Ir ../and, New York 1929, I,
29 ~ pp. 323·329; CPL L099-liOO; 1I02-U04, Edizroni " trc1d:n(ol1i: Pi 5".3,80l-826; SC 249, 1978 {~P.C Han~on); L. Bieler, Libri epiSWMmm San.;:!i Par.rim Epm:opr: eM 11 0950) }.150; 12 (1951) 81·214; D.R How~ett, The B.x,k 0/ LeUers of Sarnf PatTick the Rishop, DublIn 1994; 1. Bider, The Irlih hn#.el1'ia{s~ SUI 5 Duhlin 196J., 54-59; MJ._ Paris, The Br'fhop'. Synod, Liyerpool 1976; E. Mala.sPllll'I, eli tadlf Ji !ian Patrizro: alle or'igj,fi d~! crir1iaJ1esimo ir4mJest:, Roml1 1985; D. Cor~nec]y - P. Ea.stl1ble [N at.I. The it-uo'! of !illint P<1irick:a

se

PATROCLO di Aries (t 426)_ Sostituiro ncl 412 a Heros, che era state rrascinato nella cadura dell' usurps-ore Cosranuno, che risiedeva dal409 al 411 • Arles, E, malgr.do il suo avallz.amenw di grado fosse irregolarc. fece c.rriera al tempo del papa Zosimo (417-418), alia cui ordinazione fu pres.ente. Immcdiatamente ottiene da1 papa 1e parrocchie eli Ceyrt5te e di Garguier, con i1 prctesw cbe erano state usorpate da Pmcwo di Marsiglia, e si fa maItre assegnare 1 diritt.i metropolitani sulla Viennese e Ie due Narbonesi, a danna dl Vicnne, Narbona e Aix. Si awale dell'aposLolatD di s. Trofimo, che sarebbe stato inviaw dall'apostolo Pietro a occupare In sede d£ Arks, per agire da meuQPolita e per spadroneggi<lre e trafficare con i vcscovadi. i\la i1 succe.s.sore di papa Zosi.tno, Bonifado {413422J, non nc continuo 1a politica e non rlloovo a Patrodo questi priviJegi esorbitanti. Trascinato a s.ua volta ncl.la tempesta politka che segul 1a mOtte di Onodo (423), fu assassinato (426).
Ronn G. Langgarmer,

5.10: PL 71, 326). Nato nella zcma dei bisungi (Auvergne), nel territorio di Bourges (Aventiaan, Bituriga, ecc.), destina.to dal padre Aetherius a pascolarc il grcgge. mentre suo fratelio Antonio [requenta [a scuola. Poi anch'egli si reca a scuola, che frequenta con grande profitto, per cui viene accclro nella corte de! rc Childeberto, figlio di Clodaven e di Clotildc. a Parlgr. Alla morte del padre fa ritomo al suo pacse e, centro j desideri della madre, si rivolge a1 vescovo Arcadio (536549), che 10 ammette nel clerc dl Bourges. Pe~ la sua vita ascetica vicne costrerro a separursr dal clero locale e fonda un oratorio dedicate a s. Martino a Neris-les-Bain~, antica cittadina gallo-romana, dove si dedica alia istruzione del bambini; Netis-les-Ba.ins aveva gia un presbitcrc c una chiesa, della qtr.ale si censervane tracce. La sua [ama attira visitatori'; crca una comunita di monache t si ritira in un [uogo solitario a vivere da eremita l}vIedt·ocontu5. oggi La Celie, situata a 7 km de ~o]omblcr~. Altre persone 10 seguono, per cur, pur connnuendo a vivere de solitario, fonda per loro un monastern <I Colombier, alcur.i km a nord del suo eremiraggio. verso i1 56C. Muore vetso il 576; II suo ocrpo viene nasportato nel monastcro di Colombier, che att ira pellegrini, e dove a"vengono miracoli. P. o"Jon vic-oe nominaw neg-Ii antichi martirologi, rna neI sec. vienc vcnerato dai monac! di Souvigny. La sua festa 51 celebr.a il 16 no~.-ernbre nella diocesi di Moulins e J 28 • Bourg",.

xn

BHL 6519; BS 10 ,4165.; elltIt 10, 828-~29; de Laug8rdiere, L'EF.ii~1ld~ Bourger oiI!I1rrr h",./entdj,ne, Pa~ C 1951,80-83, e pd.Hlm~ R Godding, Prar~s en Ga,de mE' ruv:ngimnl!, BIUXdl~ 2001, 508.

l"~.

A.

Oi Berardino

6. Jdhr'hundert,
II (indi(T).

Die Gliltierrpotii:1:.d~r P~'pfJe im 5. ul1d 1964; Stona det emtral1~HliI10, vol.

PATROFILO di Sdtopoli (V sed. Fu tra i sosteniwr:i di Ario sin dalla prima ora, e cereo di msteneme 1a causa a1 cQnciEo di Nkca. Coopero al S'l.J(:;cesso della succe':>siva reazione antinicena e a Tiw {3.35} fu :ra i vescovi che condannarono Atana.sia. Eu'Scbio ill Vercelli, che fu esiliato a Scitopoli a seguito del concilio di Milano dd 355, sub: da lui vari maltrattamenti. P., net 358-359, si adopero per contrastarc l' azionc antiariana degli
omoeousiani, che 10 condannarono nel cancillo di Seleucia del 359, rna 1a condanrta. ri" mase seoza effetto. Intomo a1 }c:.....o, all'insorgere della controversia sullo Sprriw santo, si es.pt"esse negativameme sulla sua divinit3 insierne con Acado.
1

magk: SLH 10, PaJl1ck, Dublin Studi:

~~~~. Tbe! PrJtnci.[l11Text!i in the Book 0/rick: t:g~:fiS~~°t.gB%fe~~~;~~L:~r~t:;~~f\i.9$~; ArSLH 8. 197!; rd., 197'9; [d., The Life and the Legend of 5:. 1949; F.J. Byrne - P. Francis, Two lilm S~(;mrda and

V. S,lxer - S. Heid

({t;~)t/f~;~k. Vl"td

VIla

Quarta:

)RSAI

124

Chr. Mohrmann, Th~ LJlin of S.{1r'nr. Patrrck D\Iblin 1961; flEe. Hanson, Saim Patrick. Hif orif.in:, and

.remita (VI scd. Lo pill antilnformazloni su P. pro\'crrgono cia! contcmporaneo Gregorio di Tours (538-594) (Vilae Patrum IX: PL 71, 1051·1054; Hist. Franc.

PATROCLO

me

DCB 4, 216-217; Simonetti 595; R.P.c. Himsoo, ThE !iearch lor the Christian docrrint: of God: ~he Arian con-

3963

3964

3965

3966

PATROLOGL\·PATRlSIlCA trouerey. )13-381, Edrnburgh 1983; d'Aiexdrrdric er t'Egiin! d'Egypre)J1J R-ome 19%, cfr. Inaice.

PATROLQGIA·PiITRlSTICA

A.
lV~

Martin,

5iecie

Athanase (J28.373),

ci furn.isc!:! inscstiruibili

informazionl

sugli

scrittori e Ie loro opere, riportandone ampi


estratti. Ne1 De vir, dl. Girolamo redige 135 brevi notizie, press' a poco in ordine cronelogico, che vanno de Simon Pietro a Scfro. nio, terminandc modestemenre con se stcsso. Sf ispira a Eusebio. Le notizie rnigliori sono quelle sui ccnremporanei. L'opera di Girolamo stata continuata da Gennadio di Marsiglia, chc vi ha aggiunto un centinaio di no. tizie nuove; preziosa per il V sec. La (:00.tinuazione a opera dl Isidore di Siviglia e I1~ defonso di Toledo ai ester-de principalrnente

M. Simonetti

PATROLOGIA·PATRISTICA 1. SigniJj~ato del termini IT. Nascita e sviluppo XIX sec.] , III. L~ patti .. ica nel XX sccolo.

I I II

PATROLOGIA.PAlIUSTICA

PATROLOGIA·PATlUSTICA

gli Acta Sunctorum, e ccntinuata dalla Sucieta dei boliandisrt, tra cui bisogna fare il nome di H, Delehaye (1859-1941), considerato il maggior studioso modemo di agiografia e E Peerers (1887-19501, Il Iavoro prosegue grazie alropera della Cougrcgazicce dei Padri Maurini. nell'abbazia benedettina di Saint-Germain-desMPres a Parigi, centro di promozione di cultura e di rinnovamcnto storico e filologrco. Tra i Maurini, hisogna cirare Jean Mabillon (1632·17071 e Bernard de Momfaucon (1655-17411, fondatorc della paleo, graflu greca. Nel XIX sec., Jacques Palll Migne (18001875) he raccolro in una stessa Patrologia, in due serie, latina e.greca, tutte le pubblicazioni parziali, e Ie grandi ediaioni dei Padn, riuncndo Bibliotechc, Spicilegi, Analeaa, Anecdora, Miscellanee, Monuments e Rciiquiee, ediri a partire dall'Invenzione della stampa. Vi ha unite lc dissertazioni storiche, critiche, teologiche del secoli passati, cui l'eruditc puc ri-

(XVII-

La ricezlone e I'uso dei Padri nel Medioevo e nel Rinascimento sono stati rranati sotto iI lemma Padre (Padri della Chiesa); in questa sedc ci Iimiriamo al periodo piu recente, E state il tito]o di «Padre- a foggiare il termine «patrologia», poi quello di «patristica»; due termini vicini, rna che tendo no a distinguersi. creatore del terrnine «patrologia» state il lurerano ]. Gerhard (t 1637) nel suo studio posturno Patrologia rive de primitiua« Ecclesiae Cbristienae Doctorum vita de Iucubrauonibus, apparsc a jena ncl 1653; il Iibro

In patristica, il chc spiega il posta che le e state date in questa Dizicnario. Papin, vcrsioru, [rammenti, inventari precisi eli manoscritti Favoriscono l'edizione sempre pin rigorosa dei testi anticlii, che si avvantoggle anche oi una pili spprcfondita conoscenza del latino e del greco cristiano.
arricchisce L'apportc della filologia ha pcrmcsso reali progress! per quanta riguarda la fissazione e 10 studio dei tcsti antichi, Non un caso che i lavon di Harnack sisno stati riediri anastaticamente, nonostante il lora disegucle valo-

agli scrittori spagnoli II. Nascita e sviluppo (XVII-XIX sec.). II


Rinascimento e l'invenzione della stamp a favorisc ono 101 diffusione degli scnrti parristlci. II primo testa e un apocrifo di Agostino, De vita christiana, stampato a Magonza nel1461. Poi, nel Cinquccento e riel Seicenro, I'attiviru d1 stampa e [rcnetica. Si contano infarti phi di venri cdizionl sojamente dell'Opera Omnia eli Tertulliano ncl pericdo compreso tra Ia pubblicazione dell'edzIlo princeps aei 1521, a opera di B. Rnenano, e l'ultima edizione del XVII sec. Gli sforzi di Erasmo sono prosegniti da editori di rilievo spesso affiencari da filologi come Robert Estienne (t 1559) e suo £iglio Enrico. Qui bisogna citare il fnInce:scano Feuardent (t 1610), auton: di una serie di edizia· ni patristicbe; il gesuita Fronton du Due (t 1624), editore di Giovanni Crisostomo, di Gregorio d.i Nissa e di Basilio; ·Sirmond (t 1651) msiemc storico e editore del Padri, FulgenzIo, TeoJoreto di efro, Eusebio e Rufioo, t delia eollezione Conal~a amiqua Gat/fae; il domenicano F. Combefis (t 1678), che pub· blica Massimo il Conftssore e un vasto Orne 113r10 patristico; 10 .storieo Etienne Baluze (t 1718) che, lra l'aItro, prcpara una Conctliorum nova co//eaio;J.B, Cotdier (t 1686) che, a Parigi, stabilisce il catalogo dei rnanoscritti

13 di Nirnega ci ha insegnato a discern ere meglio l'originalita del latino cris-iano. Le questiooi di autenticita e di cronologia SOnO sta-

rc storico. Dopa la scuola di Uppsala, quel-

te studiate con nuevo rigorc, Ie fonti degii


autori accuraramente e pazientemente analizzate. Sir: im Leben, l'umbiente culru-ale, rciigioso, politico, sociale, letterario, filosofico sono esplonui minuziosamente. Porta frutti abbondsnti la via aperta da D61ger sul confronto rra Antichita e Crist.anita .. Una rilettura tatta con preoccupaaione pill esisteriziale da maggior consistenza allinrerpretazicne, una dimeosione piu vera n.I' ennlisi.

comprende da Erma a Bellarmino. 1. Significato dei termini. Il termine


logias tendo a esprimere soprattutto

.FJ

«patro10 stu-

dio stonco e lcuerario (vita e opere) degli scrittcri enr.chi. Un cerro numero di srcrici preferisce parlare eli «Storia della Iettcratura
cristiana arnica», titolc condivisc da nurnerose opere cantemporanee, di origine e teo· denze diverse (Batiffol, Pun-h, Labriolle, Bardy, Ivroricca, Pellegrino, Moreschini·No· felli, Slmonetti-Prin7.ivalli). In origine ({patristica» era un aggettivo, (he sottintencleva «teologi~m. Apparve nel XVII sec. presso i [eologi luterani e cattolici, che distinguevano I.a teologia in «biblica, patristica, scolastica, simbolica, speculativ;:l);'. Col OrO che danDa oggi a quesro termine 13 low prefc-rcnza privi-

correre ancora egg! con profiuo, e che sarcbbero difficilmenre reperibili altrove. A partire dalla meta del XIX sec. l'edizionc
critica si basa su criteri pili rigorosi, forrnulati e rnessi in opera da K Lachrnann, ne bend:ic::iuno ormai i testi patristid e i nuovi «CDrpI)S_)-~, innanzinmo il CSEL e i1 GCS, pOI SC e L'Oriente trova il proprio posto ne!~ la PO, in PS c in CSCO. La patristica nef XX secoio. U campo di ricerca s1 enormemente -J.t1argato; si accumu1ano te monografie e 1e riviste .specializzateo La bibEogmfia eli Origem~ e di Agostino richiedono an-cb' eSs.e numerose pagine. La patristica si arricchita gra.zIe alia scoperta dl mlovi tesct latini, geeci. orientali, chc hanno aumen[ano i1 dmrier. Ci SODa voJub qualtra volumi di Supplemento per la .sola Patrolog.-a latin.a. Le ultime $coperte: pill sorprendeoti sono state quelle di Dolbeau di ventisd sennoni di Agostino, pubblicati nel 1996; gueUe del Frede, nel 1983-84, di un manoserino latino delle lettere psoHne con un commentO anonimo completo; e queUe di Divjak, nd 1981, di trenta lcttere di cui ventidnque eli Agostino, Papirologia ed epigrafia hanno offeno testi rneJiti come In Disputl1 con Eracfide di Ongene, i commentllri sulla Genesi SU Giobbe e .su ZacccJria di Didlma, scoperti a TUfa ne! 1941. La biblioreca eli Nag Hamm.di ha aper· to una fase nuova nello studio dello gnosti d.smo. Papiri pili rnodesti d pern1enono di CQnuscere meglio la vita quotidiana dei cristiani del primi secoli. Inolt-re l'archeologia

mente ricca di contributi patr.istici in divers! modi e sonG arriv3ti poi anche i cinqlJamesi-

La seconds meta del XX sec. e stata special-

eeL.

m.

mi: della Patristic Conference! di Sources Chrt~ u'ennes, deJ Corpm Chrirti(mor:Jm. Le Pdtn~ rtle Conference di Oxford, che nei primi do·
quanta anni di moltitudin·arit riunioni Cart!vano quasi al migllaio i partecipami che si riuniscon.o ogni quattro aani) vedono come autorl piu studjati Agosttno, in primo luogo, e 5ubito dopo Origene, Gregorio dl Nissa, Giovanni Crisostom.o e Basilio Magno. 51 .c anche avvertito uno SpOS!2mecto geografico degH studios.i. Infatti nelle due ultime conferenze patristiche del 5ecolo (1995 e 1999) il numero di panecLpanti degli Stati Unlti ha superato qudlo dei britannici, storicamente il gruppo pili numcroso, segwto francesi, tedescbi e ,iwliani, rna hanno avuto pos.ta an· che giapponesi, indiani e sudclricani. Ogni quattro anni sf organ.izzano conferenze parrj, stiche imernazionuli, un po' piu ristrette rna non di qualid divers a, anche IT: Francia c in Australia, I centd di studi che dguard:mo la p.atristica si sono moltiplicati: solo fare l'elenco dei piu recenti sarebbe troppo Iungo. Ricordiamo qui gli incontri romani pressa ]'Augllsti:r'Jianurn c il Centre for Early Christilln Stude'es, creato nel 1997 in Australia. Sono arrivate aI cinquantesimo anna di vita due importanti colJane di test! come il Corpus Christianorum e Sources Chnitiennes. In

J.

legLano 10 studio delle idee e delle donrine piu che l'aspetto fHo1ogico c Ietterario. I primi piltrologi non hanna traccLatQ una frontiera rigida tra l'antichita. cristia.n~ t il 1\1cdioevo; essi hanno Jato facilinente il nome di .<Padrh> agli scrittori posteriori, come nel caSO delle antiche Bib!iothecae Patrum, che vanno fino al XV e XVI sec. La stesso Mabillon
considera aneora s. Bernardo come <d'ultimo Padre». Migne ha scguito questa esempio per Ia sua Patrologia (con grande dispcrazione di J.R Fitm). I modemi fissano limiti pili precisi. Secondo lora, in genere i Padri hanno termine: con Gregorio Magno 0 Isidoro dl Sivig!ia per i latini, Con Giovanni Damasceno per i geed. A1cuni vogliono lnc!udervi Bedu 11 Vencr.abile c it bizantinismo. Si puo considerare Eusebio di Cesarca corne il precursore della Patrologia. Nella sua Hisi. Eee/. eg!i

gred e pubbliea i Graecae jVIonumenta,

He

volumi

dell' Ecclesiae

ca

In Inghilterra, bisognCl citare almena 'Henri Savi1e (t 1622), co-fondatore dena Bod.ieian Library, il qLJaie forrusce una gia note vole eJizione delle opere dl Giovanni Crisostomo, collazionata .sui manoscritti migliori; In Germania, Fabricius (-r 1736), fiJologo e editore di Ippolito e d.i Filastrio (1721). A essi oecorre aggiungere il lavoro di riquipe dei Ma.urini e dei Bollandisti. Infaui, nel corso del Sekemo h'.l or-iginc la stodografia scienT tifica) con I'opera dei cardinale C Baronlo (15}S·1607) Annab &clwcul,d, e del gcsllitaJean Bolland (1596-1665), fondatore de-

TA.

3967

3968

3969

3970

P-AT1{OLQGIA·PATRrSTrC/I

PATRO:-.fO

PATRONO

PATRONO

qucsti anni, rispetto al proxcttc jniziale del Ct.L, la direzlone he dovuto rinunciarc alb quantita a beneficio della qualita, rallentando i ritmi di pubbllcazione, rna pubblicando una scrie di edizioni critiche di ottimo livello, alcline complctamente innovative (Simonetti).

d.. scribe .a i'r'mp,imene. Paris 1985; A. Di Berardino, Te1!Jenz.e aUuati Hf!p)r' 'ituJi patristici, in Comp/emellJi in'erdi~Lip!i/'1/ln'di petrologia, a c. .eli A_ Quac'-jua.dli, Romil t9S9, 25.70; Id.. OrimMJlom actuelles dt'~ recherches Pflfrirfiqm: •• in Lrs Pri-res de {'Eg/is{_' au XX~ Ite-c/e.- Hi .loire-LiuCrMme-Tlu!o!ogit:. «L'tt!Jelttu~ d~1Source. rhri
tiennes», Paris 1997. 379·~02; Id., La svityPP" degri studi p(ltn"s.ia~ in L1 Tealogia del XX sccolo, 1111 bilancio. I, a c. eli C. Csncbbio . P_ Coda, Roma 2003, 327-35j; M. Simoneui. Noth1ttt'amn' di jilo1CJgla pafristitJl, in La /1/0/0-

Lo srorzo e stato anche tecnoiogico, poiche


sono state pubblicate cdiaionl diverse di CDROM conrenenti i resti originali in formate elettronico (come anche per hi PL) e strumenti iessicografici del CCL. Rispetto a SC si pun dire che In qualita dei volumi pubblicati migliorata di pari passe eon Anche in questi cinquant'anni hanna vista 1a luce diverse associazioni parristiche. l' AIEP (965), di ambito inrernazionale, e poi que]le nazionali che adesso iniaiano a sorgere (Canada, Stari Uniti, Ungheria). Gli argomenti trattati pili frcquentemente dagli studiosi vanno dalln Bibbia dei Padri e I'escgesi patristic-a, fino 011 manicheismo, gli apocrifi. i rapporti del cristianesirno con l'ellenismo e il giudnismo, la storia della spirirualita cristiana, il monacheslmo.Ja rontroversiu origenista, !'ecclesioiogia, lrr !itur:gia .. , (DL Be-

se et de fn'I1U ,mI d'exrJ!Cna':

gid mediroalf _gn:-ea latina m:l Jem/o XX, Atu del Congr, e InL, Roma 1993, 17 ss.; P. Marnval, Le Centre d';l//(f/y· Parristioues. hi'Jroire et bil<1Jtde Revue d'hhtoin: er de phiiosophie

DOCm!U/lt<1tion

eeL.

religieuses 76 (J996)C211_221 (Eiblia Petristical: PH Peirier et <11. LitfirtJtllre et histoirt du chriSJirllrisme af/crell: Laval theclQgigu:e ct philosophique 57 (2001) JJi'-365~ 563-604: e 5& (2002), 357-394; J. LCCm.1ns, Fi/ly ~hlrI u/ Corpus Chrisnenorum (1953·200}). From Limited Edl~ lion Project to Muiti-ioCdU.J Schotarly Elfterprist", in CQrPU$ ChrislialJOrum 1')J]-20U), Xcniwn Nataliciutft. il c. di J. Leemans, Turnham 2003, 9·55; M, Simoocni. La /()gia Jd Pedn, in Lo Jv/tuppo 'dcg/i itrrdi pl1lrimd, in L1 T('(J/o;,ia del XX secoto, Wt biMncio, I. a c. di G. Csnob-

teo-

bio . P. Coda, Rorna 2003, J-59-J89".

A. Hamman

. J. Leal

rardino).

A tutti questi ambiti sf PUQ aggiungere l'intlucnza esercitata dai Padri sui .secoli suCccssLvi, onde misurare fino a qual punto TertllJliano, Origene, Lattanzio, Agostino, hanno patuto informare di il pensiero dell'imera Europ •. La patristic:a, un tempo dominio riservato a1 clerc (corne la tcologia), oggi rient!03.ta hel pubblko dominio, interessando rleercatori religiosi e non, cristiant e non-cristiani, cbe concorrono aUa studio dei Padri COn Ia 10ro cultura filologica e filosofica. I Padr! hanno gia ntravato i1 proprio pas to nella letteratufa generale e si rrov~no anche ampia.rnente rapprcsentati in Internet con bibliogra£ie, [e-

se

sri e traduzioni,
Pern de tf'gli,e: DYe 12. 1192-1215 (:ri.-HSllmo deUe di3cll5sionl mUa denorninaztone], efr, :anche i mallua1i di Alr.mer of: d.i QU:J..5ten.H_R Drobner, Lehrbuch der PdJwlogie, Freiburg 1994, )-4. Le$ nrC~ de i't.J!,iiseali Xt-7F siccie: ,ldeJ du (;QUoquedO'Lyon, 2·5 octoDre, 1991, publiCs par E, Bury et B. Mc-urucr, puis 1993 (con una bibl. moho ;lmpia su!J'argomenlol. H. Roswcl'de, JW!I Dolkmd et & recherche der; docum('ti1J. Le NM~_ moride pm R. P. Silvestro pietmr(1r1cta"; Anal~ua B-olE. Afll"l.M, l;mdianii. 120 (2002) l41-150. Per 1e eJizioni e (radU7.io_ oi a!tuuli: De 5tud.i() theotoglc1e put"ltiC:<lt! d Se minJrium 17 (I 977) f01~sa II PI.lrJ{oa oper~ eli ~pecirrlisti). efr. i manuali: QU:Js(cn t, 17-21; Aj(aher.33 ~S_ Pcr la 6161. si "url.,ulti L'AJ1uie Phlw{ogllllJIl {e facIO larg-o po·

hi>torim~:

~lo

u_j_

Padri) e 13ibliographia Patn'5ricl1. A.G.

:;/'';jt~;u:~{tn~s~~n1~;'J

gn~. Le rcWllr /lUX Peres de ('E.g/ise, Pads 1975; line t&CluJ"f! concrete de; tcxteJ: TV 125, 1982, rd" L'epopie du firm!, LA lrammiuiou des textel

9;_a;~~~fd.:~1!:~/:;;o~:u{rd.~
1d., POrtT 285-292;
dl1r:iem,

Halm1Y1an,

PATRONO. Lindagine sulla natura e sulla funzione del patronus parte dalla constatazione deUe potenzialitii etimologiche e delle capadta fuozionali che il termine ha avuto fin dalla sua comparsa neU'ocddente latina. II concetto di patrOf/US, nel senso picno del diriuo, mppresenta anzicutto uno dei due poli di un rapporto impari in cui il secondo soggena cosrituiro dal eliens, dal/ibertur a dal diJcipuiuL II cliens, che non godcva delia civitas romana in sensa pieno, s.i [rova in stato di inferiorita e di obbligo verso 11 p. e per questo cerched. presto anche l<l sua prate" zione. Do questa disparita giuridica derived anche hece~sariamentc la responsabilita del p. sui clientc [Dion. Hal., Ant. 2.9,3; Plu!., Rom. lJ). All" fine deU'etil repubblicana, al tempo di Cesare, .sembrn che la clientcla <tbbia cessaW di tssere rapporto d'obbligo, a eccezione dello schiavo liberato <:he rimare obbliga· toriarnenrc le:g3to at suo affrancatort, per djvenire rapporto volontario (etc., Orat. 1,177). Nell'epo-c:a imperiale i1 rapporto di patronaro rimane volontario e il p. lID cittadino di dguardo, che riceve: dal gran numcro di clienti fam.a e riverenz3, a tal PW)to da meritarsi la deJicazione eli statue (Plill., Nat. hisi. 34.4· 5). Non di rado perC. prevale nell'usa dd termine patron us un'idea una tutela riservata a persone tna anche a cose, idee e modi d'essere (Cicerone parla di Caesaris actomm patroni: Cic., Ph,lipp. 10,16). SonO illvece poohi i pas$i che attribuiscono il [icolo di p_ di una persona a Wla divlnita: il caso di PialltO che defioisce Vencre patf'ona eli una sacerdo-

ui

I .1

I
I

tessa consacrata a] suo servizio (Plaurus, Rudens 258), Sl puo dunque sostenere a rnano a mono che la caregoria di patronus viene a perdcre ia sua base grLJridfc.a, si verifies 10 slittamento del termine verso i sensi traslati. Ndl'ambito delle valcnze scmantiche del periodo pre cristiano non manruno testimonianze di una rclaaione di patronato fra un privaro cittadino romano e una cornunita civile. Si parla in qucsti casi di patronus atatatis, pa/ronUS pagi, »tunicipii, prctinciae. coioniae. Ncl periocio Imperiale fa posizione di p. delle romunita perde il suo significate politico: da intermediarlo fra i popoli conquistati e il senate tende a trasformarsi in una generica protezionc, quasi come un elargitore di opere di interesse pubblico verso In ccmunita diente, In quesro pcriodo, tuttavia, il vinculo tra la comunita e il suo P: tendo a cosriruirsi in un ambito ristretto, anzi sempre pili il p. t originario della ciouas che 10 sceglie come prcrettore. Quando il pctere irnperiale undo perdendo [orzn, da till late la conseguentc decadenza degli organi munlcipali riduceva. il rJpporto p.-citra 3 un riwIo onorifico, dall'a1tro.il pe· so della burocrazia e dei gmvami fis{'al! Eaceva n<lscere l'e.dgenz::J di ricotrere, specie d~ _tJJ:rte Jegli abitanti degli insediamenti petiEerid e delle campagnc, ai grandi proprietari fe-cried 0 agH ufficiali ddl'eserdto per ottenere un wuto specie contro il fiseo, Un talc aiuto rlchredeva tut[avla sempre una contropartir.I, doe 1a cessLone di tutti i propri dirittl. Tale pratio, verca chiamatJ. COn nome eli palrocinium [Cod. Theod. 1l.24,l). E sem· pre in relazione alIa dc-cadenza degli organi c-ittaJini va anche lena la figura del defensor avilait's a cui spettava non soia la rapprcsentanza giuridica rna ancbc- la tutela da Dgni abuso. In tal sensa -questa figtlm equivaJeva a quella del PtltfONUJ, bcnche quest'lIltim;:) haSCelise cla11a Donna uffjclale e I'aItra dalla consUl!rudine, A Iivel10 lesskale 11 larino usa spesso patronU5 come equivalcntc d_j defensor ({vitatis, creando spesso grande confusione. termine de/emor, tllttavia, entro presto e con iarga fortuna nel crisrianesimo, mentre nOH accaJc !o stesso con defemo!' civitatis. Da questi semi traslati muovera la prima ri£lessione degli scrinori crist-iani, (he gi:i ;i partire dalla seconda meta del IV sec, S1 soffermeed anzitutto sulla venerazione del SUnil martiri, nei quali confidare per ottenf:rc intercessione. Se nel periodo delle persecuzlOni, infatti, !'ideale di san[itii. vienc riconosclUto appunto nei mI1rtin.', con !'avvento Jella pa-

me

ce della chicsu e del riconoscimento stianesimo come rdigio licica sono

del criIe figure

del confessori a esscre venerate e ad aspirare al ruolo di protettori di singoli lndividui a di collettivita. AUa sresso modo
t

dei monad

[a disgregazione dell'impcro e Ie invasioni di popoli strunieri portano a identificarc Ia santita di vita con l'impegno per la sopravvivenza e la sussistenza delle citta, e con 1" difesa delIe comunita delle insidie provenienti da calamita naturali e delle invasioni barbariclie. Per tutto il IV Sec. - gli scrittori cristiani dimcsrrano Ji conosccre bene Ie accezioni classiche del rerrnine e II [enomeno dcllo scadirnento della carica civile con conseguentc deprezzamento della valenza semantica strettamente [egara a essa (Minucio Felice, Cipriano, Amobio, Tertul.ieno, Lattanzio, Ausonio, Agostino e Girolamo). Menrre continua I'uso precristiano del termine, il vocabolario del patrccinio entm anche nellinguaggio cristiano, portando con s-e immagini e metafore del mondo civile. Pur rimanendo inratti i suoi significati, sernbra che ci sia un trusferirnento di oriZ2onti, nel sensu che la comullita di cui si parla inizia a essere queih celeste. Ambrogio parla dei martiri come ill coloro che svolgono il lora ministero dl pat:-ocinio in favore: dei viventi. Al pari dell'autorita civile il martire svoIge fWlziom: tutoria verso 1a somma Autor1ta, qLlasi -cht f05se un'aldssima magimatura del cielo (Exp. Ev. sec. Lllc. 10.12: CSEL 32, 460). Jl murtire) patronu5 per eccellenz3 in questa petlodo, intrartiene con I fedeli un rapporto quasi giuridico, in quanto ac:corda di£cSJ ;ai fedeli offrendo la propria in[ercesgione presso Dio, e alIo sresso tempo le sue spogric nc diveogono lin pegno, una g<lranzia·. il suo corpo 0 Je sue reliquie _garantiscono prorczione

e difesa aLIa Chie:sa 0 cina che Ie custodisce. In Ambrogio emergono in particolare due 5en5l del termine: quello di advocatu'i di sin,
gali che godono delia sua p(Otezione e quel10 di dtfesa deila comullitil intera. lYfcrito del sa.nto vescovo, dunque, qllello di aver in~ serito nel linguagg!o ufficiale cristiano un concetto che era comunqLJe starQ formulato in altri scrittori (p.es, Vittrido di Rauen e Su1pido Severo). L'idea di 1ma prediJezionc di un santo verSo una comunita sembra aver rke\'Uto un impulso de:tenniname con il contrlbuto di Paolino di Nola, che attribuisce costantcmente termine patronUJ al confes:sore Felict: che il p. del poet., della citta di Nola e della 00munltj_ cristiana dttadina. pass: che at[e-

3971

3972

3973

3974

PATRONO

PATROND

PAULlCLAN[

PAVONE.

stano il patronato personaie rivelano che Lvalori tradtzionuli del vincolo di pat.ronato che lege Paolino a Felice sono orrnai trasposti ~ una dimcnsionc celeste: il rapporto non nstretto a un tempo determinate, rna eterno, e

legati per aver incontrato in cssa il m.~T[irjo (Valerian. Ccm., Hom. de bono martvru 15,5: PL 52, 740C). Aviro di Vienne. inoltre, atte-

sta che 13 presenza di un p. determine anche un fcnomeno sociele, cioe it modificarsi e l' ac-

ldteriori compiti del vescovo: intervenire in soccorso dei bisogni puramente urnani di membri di collenivira civili e nel caso di una calamLta naturale quale Yincendio e la dtiesa

Felice e patronus, susceptor (colni che h~ clienrela e che difeode nel tribunalc) e dominus tdominaedius, come dice Paolino). Paolino si definisce alumnus e mancipiurn, dot libert us del santo (Carm. 18,1-5; 20,11·12; 21,85·190: eSEL 3D, 97.143.164). I passi in'Ieee the attestano un pasroanio sulfa citta riferiscono sia della protezione celeste del santo sella citta di Nola, sia dell'attribu.zLone a Pelice dell'appdlativo di patronU5 caeiis della citra stcssa (Carm. 13,26·27; 19,153: CSEL 30,45.123). Dana sua rcsrlmonianza emerge che i viventi, Dart aventi pieni diritri nei confrcnti della citra celeste, sonc posti sottc lc tutela di chi ba tale pteneazc. COS-lOro non solo li protcggODO, rna li ccnducono a liberta facendo 10ro conquistare la piena cinadinanza celeste.

Paolino stesso, inoltre, menziona senti p. di diverse regioni 0 citra tra i quali, <lecanto agli apostoli e ai martiri, compaiono ora i grandi vescov£ da poco defunti, come Ambrogio per
l'ltalia, Martino per la Galli", Delfino per l'A· qui"""a (Carin. 19,153: CSEL 30, 123). In quest'ottica Paolino mette in forte evidenzia la similitudine Era Rama, eustodita dagli aposlOli, eNola, fOnWcata d:all<'l presenza di Felice (Carm. \3,28; 14,85: eSEL 45.49). Con Ambrogio prima e con Paolino poi, the prove:nivano cia famiglia iHustre e c:he avevano seguito il C(lnanico cursus honorum, il term ine p(1tronu.s s1 evolve e assume in sf: anche I'L' dea dt patroctnio su singole dttb. piena del V :sec., inoltre, ai testi ietter~rL s1 accastano am:be Ie proJuzioni -aglograflcbe. Ri-cordiarno in marllcra esemplificativa la Passio Genesii, che paria dL lUI come p. ill Arles (CSEL 29, 425-428) e della Passio 5ym/ronitmii in cui il martire patron us et defensor patriae mae, la citra dl Autun (in AASS Aug. 4,496·497). Sempre nel V sec. Sl molti· plicano le espr~ssioni tendenti a e$primere il vincola speciale fra un santo e una comwlitii

Net

qunli pecti/iaris patrQrms 0 pccullare patrocinium che stanno a indicaf(~ cbe oItre all'intercessione dei santi su tuttI;': Ie regioni, a1cuj

ne localid. godono di un'assistenza particolare (efr. Massimo di Torino e la Vita di Amatore di Auxerre). L'appellativo peculiaris patronus vie-nt "ttribuito ai santi e ill vescovL nativl Ji una citta (Cesario di Arles attribulsce patronus pecu/r:aris a 5. Gene:sio in Serrno 225,1: CeL 104, 888) 0 a colora cbe vi sono

crescersi dell'agglomerato civile in seguiro alla presenza stessa del martire locale 11cui culto, con la relativa prescnza di pcllegrini, ~eterrnina il passaggio di semplici opp:da a citta (Hom. 28-29: MGH Auct. Ant. 6, 2, 150). Gli autori del VI sec. non aggillngollo nessuna novira sostanzia!e nll'evoluzionc del termine patronus anche se Cassiodoro, che serfve nel 533, per la prima volta nella lerteracura cristiana latina da i1 titolo di patroni di Roma a Pietro e a Paolo (Var. 11,2,6·7: eCL 96, 427"428). Dane fonti letterarie relative a questa secolo, e in manlera diffusa dille {onti agtografiche, semora che [a Figura del vescova assume un ruo.o nuovo, quello appunw di protettore. Questo fenomeno diffuso anzitutto in quelle citta cbe, non gratificat~ d~la presenza di un martirc 0 delle $~e reliqu ..e, si rivolgono al veSCQVo t alla sua mtercessione. A partite dal pericdo dc11'imperatore Costantino, il vcscovo, infatti, non pili un scmplice istitutc del sistema giutidico della chiesa, rna eotra a picno tLtoIo nell'orJinamento giuridlco dcll'impero. Egli rappresenta un punta di riferimento 101 difesa della libert~ deL dttadini. Dalla fme del IV sec. alia meta del VII, infatti, la funzione rutoria del ves-cova e },l sua capaota giuridica, non sembrano aver subito mod[fkhe sostanziali rl5petto il quanta stabilito nelle leggi linperiali, assurncranno una tale: impor1anza che il persistere Jel vesCOvo determinera anche 1a sopravvivenza deUa comunita civile. 11 vescavo <lSSUITle un molo di primo piano sia per ta dignita della ;sua posizione sia per Pesercizio di vade funzioni pubblichc. Si pos5000 sintetizzare i campiti del vescovO in questa modo: anzftutW 1a capadd. dl vigilare e pYOteggen:. Per questa motivo egli .e_ sos~enitore degli indigenti, colui che accaglie gli ~r" fani e i pellegrini, il redentore dCl prigiomeri kome nel caso ill Namazio di Vienne e di Sergio di Ta.rragona). Egli anche interceJ5o: re per il popo1a dei credenti di fronte lOgO! potere, pubblico 0 privata, un~ pec~arita assai Mfusa neil!l lettetatura aglograflGl del V e VI sec. Sernpre al ves-cova attiene 1a Nberazione dd carcerati (Sulp. Sev., Di(1L ),4: CSEL 1, 200, una caraneri-stica che oltre a rapprcsentarc un topor Ietterado, ~a una certa attinenza call la legislazione gmstinianea per le regioni d'Oriente e per l'Italia. DaIle testimonranza dei secoli VI- Vll si deducono

della comunita dalle minacce esterne, quali i harban·. La conseguenza direrra del fazto che il vescovo si prodighi per il suo gregge e che egli 51 rende benemerito daventi a Dio e agIi occhi dei Fedeli tanto chc la sua preghier(J acqU1SU

Fino ana fine del XU sec:" i p. .sono attestati sporadicamente in Occidente e nel vicino Oriente e con una certa continuita nei Belcani (dove convergono can i bogomili) ea Costantinopoli L'esatta natura della loro dot-

trine

tuttora controversa. Nelle fonti bi

uri efficaca

valore

intercessorlo.

Quando un personaggio presents tutte queste caracteristiche 0 unche una di esse, si creano le prernesse perche una cornunita scelgs come p. un proprio vcscovo di rlconosciute virtu, in quanto nella mente dei fed eli le funzioni svelte dal vescovo in vita non ccssene con Ia sua morte, rna continuano anche quando egli entra a far parte della vita celeste (Greg. di Tour, V;-/.patr. 17,4: MGH Scr, mer. 1,731). Come accaduto gl,a_ per i marriri, anche per quanto riguarda il vescovo, a partite dal V sec., il vincolo di preferenza e di protczionc che si instaura con 19. sua citta e con la sua comunita viene mantcnuto in maniera pili effie ace se di lui si conservano le spoglic mort ali (Genned., Script. eccl. I: PL 58,1062; Dynam., Vita Maximi7: PL 80, 36).

zantine, essi vengono additati, a torto, come «manicher», rna i p. stessi 51 considerano cristiani, e si rifanno volenrieri al N'T, specialmente agli scritti paolini. A prescindere da possibili evoluzioni dottrinali, due tratti sembruno raratteristici della setta: un certo dunlismo e, per quanto riguarda l'i.. ncarnazione, isanti

il docctismo. Nel loro culro non c'e posto per

e le loro reliquie, e nemrneno per la crcce 0 per i sacramenti, Le loro afflnita con gli iconoclasti sembrano esscrc state 8010 apparenti. Lemerle ha conresrato le teorie eli Conybearc (c Garsoian) secondo cui Ia se-ta sarebbe di origine edozionistica e le sue dottrine sarebbero contenute uel tratrato armeno dctro Cbiaoe della fede.
Pc. Conyb;:are, The Key ol Tnub: A Mrm:.oal 0/ the PU&il:cian Church of AnneJJia. Oxford 1S.98~ N. GarsQi:m, Tbc PouliClan IJ(:Tezy. The Hague-Paris 1964; Id., By::.anfl1le Heresy: A Rein/erprt'tdliolJ: DOP 25 (197L) 85·113; Ch. Astruc~' (11.,Lei JOtm:eI gH.'cq14r<J pour f'htscoire deI P<lIi!I~ cienf d'tilil' Mineurt': Ttav3UX et M&nQi,es 4 (1970) 1227; P. Lcmerlc, L'bistoiri' des Paulicie!IJ .:i'A>:-eMin"ur(' d'(Jpr/;~'les JOllrl:esgri'cques: ibid. 5 (1973) :.1-44; G, H~1iley, Th<' hi'itrJrir;1l1 eography of rhe Pauiiaiw and T'OI1g dfilkan beresies. in T.]. SMI'Iudian - M.E. StOlle leek). Medi(Val Arm~ni(1"_ Culmr!! \Universiry of Pennsylvani.a Armenia!l Te:-:ts and Studies G), Chic:o. CA 198), 81·95; V. Ner:s-esstan, The Tondr~kiiln Mnvem,,-"nt: Religiou5 mO~'(!1nena in lh~ Armt'nfl1n r;hurt;hfro", t!:~!ouF,h to the tenth ':enrurin, Lundon 1987 S.]. Voicu

pEr

paUMG

L'idea I! il cuJro del idllfO ~jitld aistitldttd, BoIoIf 1111110 patrono. cittadino.- genesi [' wz/r..pP(} del patrocznio d('i Ifr?r fecoli VI ~ Vll.
RAe J, 649-656;

dttadino

A.M.

Onelli,

nl!ila

lett,.flJ.lurJ

gru! 1965; A.M. Orsill.

f)('SCOI.'O

me

~~!~~g;i~:,,~2~:~~:"~~~a~~~~gfr: 8~~~~~~.~: to M(!.iioetY},in 1..1 curfura in It~lia Ira Tanio Antico e Alto medl~er.ro, Ro.ma 1981, 7_il-?84; W. Speyer, ~i(! HI!ft: unJ 1::.ptphanieeUler Gotfbnt. ~f"_e-> Huoen Imd emf'S HI'Iligen in derScbhcht, in E. Dassmann - K.S. FraTlk tecH). Pie/jjs, MUnster 1-980,55-77; R W~:}ki{chcn, Chri5tU/i Apmtt:lliirst~1T - H",jige - S~lfter. Zur SteUung :md Be7:i~hJ./~g E!nu!figur('f! oder GtttpP(!1I in MMdrken .tad· VON tromrrcher Km:ben. in E. D0l5smann (eli.), Chllnuwe, MUn5ter 199'8. 295-310; E Cmali De Ro:>si, 1l r'u(JIOde( pcwMi neile ft'M:ziofli polilichl! Ira il mondo grem eRa·
ma In

l;~~o

2001; M. Just, Die PlltrozirrreIJ d(!r Kirchen Roms wiihrcnd dn e1sten Juh,tauundI: Hagiographka 8 (2001) 1-34i A Angenendt, In honore Snl(!{lforiJ. Yom Sinl1 ImJ Unr:,m de,- Prltrozil1ienkuncie: RHE 97 (2002J 431456,791.823. F. Lemmo

.:fiJ repubbtic<JIJIJ

eJ

r1ugrrslea..

Miinchen-leipzig

PAULlCIANt Setta eteradassa medievalc origin aria dell'Asia Minore, s'e si prescinde daDe fonti armene, poco chiare, essa attestata per 1a prima volta verso i1 655 (predicazione di Costantino-Silvana) nella Mesopotamia bizantina. Dopo alteme vicendc (pcrs.ecuzioni imperiali, mlgrazionr in territorio arabo), nella prima meta del IX sec. 1a Setta ormai cliffusa ndla parte orientale dell'im. peta~ e ha addirittura uno ""srato» proprio a Tefrik, schiacciato dai bizantini verso 1'878.

PAULINIANI. COS! chiamati pcrche seguaci delle donrine professa(c da Paolo di Samos.ata. Agostino attribulsce la lora dottrina eristologica, di stampo ebionita, a «Un certo Ar· te-mone~> e la dichiara confermat8. da Fatillo We haer. 44; dr .• nche Eusebio, HE V, 28,1· 2). can. 19 del con cillo di Nicea stabill ebe fossero ribattezzati se vo1evano torn are nella chiesa cattolioa (Rufino, HE I, 6; Atan" Or. c. Ar. sec. 43) e attesta l'esistenza_ all'interno ill questo gruppo, dl ehierid, diaconi e diaconcsse. F. Cocchini

PAVONE. Estraneo alla letterarura bibliea Csc si eCecttu:a una menzione in rucunl testimoni di J Rg 10,22 LXX, non aemlta dal· I'edizione Rahlfs), U p. era per la religione greco-ramana sacro a Hera-Giunone:, c:vo-

3975

3976

3977

3978

PAVONE.

PAVONE-

PAZIENTE

Dr LIONE

PAZfEN7.A

cando

[a dirnensione

celeste cui

cedeva con l'aporeosi. Nel mondo latina e


spesso citato calla poesia (Ovidio, Properzio, Marziale) come emblems. di vanita e insieme di eminente bellezza per 13 sua coda a ventagli.o. La stesso Agostino. riecheggia l'esclamaztone dal tone proverbiale: «Quanta bellezza nelle penne del puvonc!» (Com. 103,4), opponendovi la superiore Jignita dell'uomo create a immuginc di Dio. Came mctivo 1COnografico esse e- gia proprio all'arte sassanide e viene mutuato senza soluaione di continuira da quella clussica cd eilcnistica, quindi dal liaguaggio figurative paleocristianc e bi-

i1 defunro

ac-

I principali ambiti della sua raffigurazrone nell' artc paieocrisriana sono: anzitutto, come si detto, quello funerario [catacombe, sarcofagi, lastre sepolcrali); quindi i mosaici pa-

rietali e pavimentali; non ill rado Ie transenne e i plurei. Molti esernpi norevoli antichita si trovano sui territorio rezza, citiamo anche per iruliano:

quelii che. senza elcune pretesa di complcdi seguito privilegiano tale area, pur non ignorando la diffusione del motive in altri contest: geografici quali Gallia, Da1~
maaia, Tunisia, Siria ... Ricchissima la presensa 'iconogrefica del p. nell e cat accmbe, sin romane (Callisto, Priscilla, viale Manzoni ... ) sis siracusane e dell' Africa del Nord. Gli elemcnti di ambientazicne edenica - vegetazione rigogliosa, fonti di acqua rinfrcscanre ... tra cui il p. si trova a essere spesso collocate concorrono ad arricchire il suo valorc di sirnbolo dell'anima destinate alia beatitudinc ultraterrena, faccndone l'animale paradisiaco per antonomasia. Tm i sarcolagi sono irnportanti qucilo dell'arcivescovo Teodcro, in S. Apollinare in Classe e di Teodota a Pavia {VIn sec.): come last-a sepolcrule a graffito si puc. ricordarc quclla proveniente da! dmitero di Pretest:ato (IV sec.), oggi a1 Museo LatCrancnse. Per i mosaici si segnalano qudli parietali del mauso]eo di Coscanza, a RQma (IV sec.), eli S. Vitale a Ravenna (VI ,cd e quem pavimentali della Basilica detta Teodo· rian:J. ad Aquilda (IV sec.), Ancora a Ravcn~ na vi sono le transcnnc in S. Apollinare Nuo· vo e S. Vitale (VI sec.). Un caso a poi Is. cnttedra di Massimiano a Ravenna (IV sec.), can mLfigurazionL di p. nella cornice del ban-ca1e. L'fconografia del p. si troV8 modulata in diverse ripoiogie: PUQ essere isolate, a eoppie 0 gruppi di tre, in rd.azione con altri dementi (albero, traleio di vir-e, grappolo d'uva, fiore ... ) talvo1ta ~on una possibilc valen7.a s.imbolica aggiuntiva (come nella succitata lastn.! daI clnlitero dL Prctestato, che prescn~ ta anche anco.re e delfini, 0 nei numeros.i Casi in cui esso eamposto c-on 1a croed. Par· ticolare fortuna ConOsce [1 nw(ivo della coppia di p. - 0 ill alrernativa una coppia di cer· vi _ spesso rappresentati affrontati ncll'atto dl bere, suI bordo di un calice, di un cnota· ra 0 di un corso d'acqu:a. Secondo Bi5.conti· De Maria l'analogia tra i motivL konografici del p. e del cervo (che 1: tale mche per la 10' ro c-levata frequenza) consiste nell'essere en· tramb.i figure di salva.zione, nelle quill potcva e.ssere irn.tnedlatamente riCOIl()Sciuto un S1gnificato rigencmtivo e battesimale.

nmbo/.w. Aile (Jrigpu dE! best-ario cnsueno, 1; 39', Bolo~I1a 2002 [importante [a bibl.); fi. Dt'r Pj,.iIJ In der <1'tr:hflItlichert Kunst Leipzig i_929'; Reimbold, DerPfi;u. Afythoiogie lind J'ymb . tr'k, ,Munc~en 1983~ P. Tesoni, Ii simbotismo d~gti animal, mdl,me fir.umlWtl p,tl/eoCtWirfNtl, in l.uomo di [ronte af
l

Ammul

ti ." L. De M~.ri~,.Tl'}1Ji_Po1/e("'ni:iani IIEi rrli~vi attomed:evl1lr .. ltai1drllllfCI: Jag!1 all/matt simboiia a{l'immr1 /11(•• no ~(}OI~Or((): ,~d (19'~8~ 441-463; M.P. Ckca~<:::~e

sz

BlbJPa[T LOth~f'

TE.

de~a C~iesa (Sim. lX, 15,2) c Ie consacra tutto 11 quinto precetto «essa restlrnone dena p~esen.za dcllo Spirito, davann alia ccllera diabolica ('J; 1,2·3), sorvegliante di tutti i co~a~damentl (2,81, grande, forte, calma e grorosas (2,.3 c Sim. VIII,7,6).

Jj~OJtM t1f1ttlta/e ndiAfto .l.,.led((}{'vo, 2 (Settim:me:,jj Stu" die del ClS~M 3.1), Spoleto ]985, 1107·1179 (e bib!. d. tatal; R. TOSJ. Diuonario J<!I/{' s~ntr:lI:[e- re~lJe e ttl-tine R i\1iJano 1991, n. L7J9 •

F. Pieri PAZIENTE di Lion. (t 480 ca.). Menziona. to pnrecchie volte dal sue amico Sidooio Apollinare (Epp. 2,10; 4,25; 6,12; 9,3). Dopo Ia SWl elezione a v~scovo nel 469-470, p. fu dev.at? alla sede epl~c-opalc ill Lione quando la ct.tta cad~e sotro il dominio del Burgundi, Ospite gr~dlto. al1a. tavola dei loro re, in parricolare di Chilpcrico, ebbe una benefica influenza. su di lore e sulla nnbilra, c riuscl a convertrre a] cartoiiceslme soprattutto le lora d?nne, P. e conosciuto greaie alia sua attivita di costruttcre: alia SWl epoca furono cditicaIe ~:une basiliche, fra clli ta ca.ttedrale. Part<ClPO,ne1470, aI concilio di Arlos (CeL 148 159); eg~ stes'S_o.ne indisse un alr:w, poco do: po, a Lwne Ubld. 161), per c.saminare il cas~ d~ s~cerdote Lucido, 8CcUSato di predest~a~lOnlSm~. P. ~i~stinse anche per 1a sua carlta; feet 1nfattl disrribuite gratwtamente de! grano durabte I_'incursione dei Visigoti ncl 471. Morto verso il 480, :il suo anniversario nel,Mart. hier., all'll settembre. '

zaurino.

al tema delia morte e della rinascita: Plinio il Vecchic (Nat. Hist. 10,22-23) descrive sulla scorta di Arisrotcle (His! Anim. 6,9,564) In caduta delle sue penne in autunno c la 10m rinascita in primavera, Rispecchiando una credenza diffuse di origine pagana Agostino af[erma, in pole-mica COIl il razionalismo platonico (Civ. Dei 21,4), che il p. possiede una carne incorrattibile, ccsl da s_fuggire per decrete divino alla fissira delle leggi di natura. T2le leggenda dell'incorruttibilita decerrnina, insicme alIa sua stess'" funzionalita ornamen· tale, la fortuna del p. nell'arte sepolcmle prima romana e poi cristian<l. A tale proposico Testinllscrive il p. (cosl come p.es. la fcnlce) nd «paradigma di contulUit~m che riguarda diversi simboli z.ooillDrfi ne! 10m passaggio alIa tarda antichid e aI !vledioevo: il p. costituisce doe un caso it1tennedia tra i due estremi di una dissolvenza del valore simbolico (e il caw eli que-lIe raffigurazloni contenenti ani· mali gia note aila tradizione precedentc, che sembrano sc1c-rotizzarsi nella riper.izione dei modelli antichi senza akun vera carattere di riappropriazione: cosi Ie venatiorJf:s, 0 Ie scene madne e pastorali) e del laro potenzia· menta come ideogramma cristiano dal valore etico 0 didascalico (si pcnsi p.es. all'aquila. al leone, al serpente), La straordmaria diffusione del p. nell'arte pa· !eocristiana e bizantina - Jove costituis-ce l'eleme:nto zoomorfo in assoluto pill rappresentaro fino all'epocil altomedievale - comrasta sin.gDlannentc con la scarsitii. di indicazioni nelle fonti ltuc-mrie. Qllando nel.:XIIl ser.:. esso compare tematizzalO per lH prima volta en· tro un'omelia di Antonio da Padova (Ant. Fa· tav., Senn. Dom. V post Pentamten 10), il p. e, in base aile concezioni fisiolDgiche antiche s.opra rieordate, £igura del corpo mortale de· stinato a risorgere con Cristo e rivcstirsi di irnmortalita.

E connesso

simbolicamente

soprattutto

Nel mo?~o. Iatino classico, Cicerone ci cffre una definizione di p.: patientia est bonestans a'!t utilt'tatis c~uso. re.rum ardnarurn dC diJficilmm.volrmtcma i.1C dns urna pcrpessio {De inoenttonc II, 54). I padri Latini non saranno molto lonrani da questa concerto. Tertulliano s~udi~ meto~icamcnte !a p, nel suo De paile:ztlD. sortolineendo ia Sua origine divina, e spregan?or:e Ia natura, le applicazioni e I frutH. S. Cipriano ncl De bono patientiae considera che questa virtu deve essere accompagnara da altr e due: l'umi1ta e la carita. Per questa ragtone i fi'osof non hanna poturo conoscere ia vera p, (Pat. 2). Patientia est quae deo er commcndar et seruat: ipso est qtlae tram temperas, quae fiJtguam [renat, quae men.

'!OS

tern gubernat, pacem cuuodit, disdplinam reo g~t, bhldims/~petutn jrangit) tumoris uioientt(]':2 comprsrmt, incendnon simuitans exnngmt, coerce! potentr'am dim/utn, inopiam p,wpernm re/oue!> tu{!tur m ui!'ginibus beatam in" tegrl/r2te~, in uzduis laboriosam costitatem in conittnc/ls et maritatis indltltdul1m carita~em (Pal. 20), Per Lattanzio ~a p. malomm quae aut in/e~ntur, aut acaJunt cum aequant'rnitatc per/aI!? C?!~. InJ~it. ~.22,3): sopportarc con tquunUI1lta t mali, c 1 rrnportanza di questa tale che tutt.e 1e virru uma.ne si ridueono a es~a. S .. AgostinQ propane diverse nozioni dJ p.: mterlOrem malum lrenare, et quod habes com· m~me cum pecore non tatllquam pecus in OJn'lIP !~/axat"e (Sermo B); to/ercmtitJ ma/arum pro lUstt/ttl (Senno 150,7J; honesttIffs aut uti/itatls causa re~um a!'duaram ac difficdium uoltmtanrJ, ac dUtturn_a perpessio (De div. quaest. 31). modeJlo di p. Dio: potiens ert dominuS" peccas, et ~arGt; .adhuc perras, adhuc parct/, e~ adhuG addIS (Enorr. m Psal. 6J,19). E 10 ra' wane dl qllt:sta p. l' etemita: Deus a~dem pait~~~ eJ~, qu~a actemus est, e/ 110m! diem iu-

sc e

virtu e

BS 10. 426-427;

;za;f:t;j~:

~:r;;~l;;g':fopograpbie, nkropoles et idd::


V. Saxer· S. Hcid

J_F.

ReynalJd,

Lugdrmum chn"jJiarmm

Curh T, 577; DACL UIl, IO'7,-_lO':J7 (am_pio repenorio di immagini): EC 9, 100-8 ~.; OOB 3, 1611 S.; F. Biscon·

PAZ~ENZA. L~ p. ;toica (K<ljn"p(a), congui· sta di se, se e finalizzata in differisce dall~ p, eeLS-uana (U110JlOvr'j, benche a1 concet. to di p. ~ gre~o, cootrariamente a queUo che sllcc~de ill latlOO, nan corrisponda un unico tcrn~1ne), .che poggia sulln grazia divina nelb spe~anza. Portico, comuoque, ha inRuito stonea.rnent~ sull<l noziOI1e cristiana e talvolta parteclpa ~ ~m:rod~r~e, in epoca patristica, il com'e~to ell Uhpassrbilira (O:1IQ.8eVl). Ignazlo 0.i .Antiocnia lrno dei primi Padrr della Chiesa a parlar.< di p. Per lui (Rom. 10,3) Sl t~atta di essere fani «fino alia fiDe ?ella p. dl Gesu Cristo» e quesra fine viene InteS:il..come mareido. Erma l.a chiama quasi esciUslVamente I-1Cl:Kpo6ujl.la: la riconosce in e una delle guatt('o vcrginj <lecanto alia torre

pe~

se,

examinat (ihid. 91,7). La pati1St1Ca greca nOll ha lasc:iato ness:un trat. tato sullo p. Solo Clemente di A1essandria ha sCr'1tto un Protreprico alh p., di cui res[a sol.

dlCtl sUl~ r:hz omm(1

tanto W1 breve f:amme~t~ ..Negli Stromata (TI, 18,7?,5.~?) ne da.la deftmzlOne; (pre:sso il co. rcltfglO C C le. paZJenza (-UnOjJ.Ovri),che .i greci chiamano Kap-repicx, scienza delle cOse che biS~~8 sopporrare a nOn sopportJre;>;-. E ]a ",rtu dello gnostico, il perfecto (IV, 21,J}O,l), e Vlene aSSOcmta alIa an:6.gew: (II, 20,103,1).

3979

3980

3981

3982

PECC\TO

PECC.I\TO

PECCATO

PECCATO

Nella tradizionc greca Ciobbc vicne presentaro spess-o come mente numerosi. mcdello di unouovr], nelle

omelie c nci commend escgetici, particolarCyprienus. A Donat 131 Ll iertu de patience, Intr., rr. et notes de J. Moleger, Perls 1982; Tcnulllanus, De ia pel tiencc, 111[[., texte critique, rr. et ccmrncntaire par J .. C, Fredouillc, Paris 1984; AugClslinus, De pat/entia, rr, e comm. ill A. Bussoni, Parma 1989; M. Spenneut, Lr ~iQi: cisme dans Tbistoire de fa patience chrelie/,lI1e: Melanges de scienc-e religieuse 39 (1982) LOL-1.30', M Spanncut ,

tatto vivificente con la gruzia divino. La reo missione penirenziale dei p. commessi dopo il barrcsimo doveva innescare un lungo e delicato dibatti:o sulla natura dei p., sulla passibili-a di rimetterli una volta commessi, sul potcrc della chiesa di rnediare per l'uomo

peccatore la misericordia di Dio. Innanzitutto si stabili che esistc una distinzione fonda-

menrale tra i p. (he conducono alla motte a motivo della lore intrinseca gravita e quelli
(he invece sono piu leggeri. e in qualche modo inevitabili nella vita quoridiana di ogni cristiano che 'live in questo mondo (1 Jo 5,16). Ma se nella coscienza delle comunira cerzoliche tutti i p. erano considerati uguaimente re-

Patience: DSp 12, 438-~76

J.

Leal

PECCATO
L Pel:~C1tu persoaale II. Peccato criguiule.

missibili a condlzione di LID sincere pentimenta del pcccatore, nei circoli rigcristi di
ispiraaione montanisrica si impose punto di vista per il quale l'aurorita ecclesiastics conservava il potcre di rimettere, nella penitenza pubblica, solamente i P. pili lievi, mentre Ia remissione di quelli pili gravi vcniva riscrvata alia imperscrurabile misericordia di Diu t: al-

I. Peccato personale. I luoghi teclogici e liturgid nci quill si e svlluppato il pensiero cristiano sul rerna del p. personale sono sostnnaialmenre quattro: Ia carechesi prebartesimaIc per i catecumeni; Ia remissione penitcnzia-

mente (Serm. 19,2; 202,1]. Nella terminologia teologica del IV sec., i peccatores appaiono distinti dagli impii: i primi sono i cristlani che hanno peccato pur avendo la fede, e che pertanto saranno giudicati, mentre i secondi neppure credono. e di conseguenza saranno dannati scnza giudizio (Ilar., In psalm. 1). Da parte 10m, gli scriztori ecclesiastici greci, pm senza trascurare i problemi rclazivi alia class[ficazione dei p, personaji, approfnndiscone maggiormente la qucstione del Iibero arbitrio COme causa efflcienre unica del comportamento moralrncnte negative dell'ucroo. Clemente Alessandrino affetItla chc I'inizio dei p- si trova nella [ioera sceita e nel desiderio (Strom. I, 84,2); il peccere dcriva dal non saper giudicare che si deve fare (~b~"d.

Did. di AI., Job X, 15; Ambr. In psalm. 48,8· 9); unica respcnsabile del male e la libera volonta dcll'Iadividuo a partire dal.'eta della ragione (Did. Ji AI., Exp. in Ps. 57,5; Ambr., Cain et Ab. II, 7,25; [ac. I, 3,lO). Teodoro di Mopsuestia scrive un'opcra intera Contra coforo i quali souengono cbs l'uomo pecc« per natura e non per la sua iibera rolontd (riassunto in Fozio, EiM., cod. 177), mentrc Ago-

Il, 62,3) ed e comunque una questione di vodi natura (ibid. IV, 9.3,.3). Per Orila storia c stata messa in mota dal13 disobbedienza libera degll esscri rezionali
Ior-ta, non gene, rune che he data ccsi engine alla varicta

do

de! BlOi1-

It':del p. commessi dopo i1 [iattesimo; Ia poIemica anticrcrica: l'esperienza monastica.


Le pili antiche liste di p. cnmpaiono nelle istruzioni prebattesirnali rivolre ai pagani e ai

la purificazione vioienta del martirio, interessante risulta seguire I'cvoluaione del pensiero di Tertulliano sull'argornen:o, delle posizioni

giudei chc si apprestavano a riccvere il saCfflO1ento deUa remissione battesimale dei p. (ii<pEen, ,rov Cq!"I'1'LroV); fumi dd NT (eEr. Gal 5,19 sS.; 1 Cor 6,9 ".) si vcdano i testi della DiduchI' 1·6 e dell'Epistola dr Bamaba 18·20 che illustrano ie due vie della vita e della marte, ("ioe della vir[u e della salvez7.<!.Ja un la-

cartolichc dcl De paenitentia a quelle piu ngidc, ispirare da1 momantsmo, del De pudiC£tia. Particolarrnente dibattuto, in questa contesto, Eu il valore che per la remissiane dei p. gnlvi doveva essere ticonosciuto al martirio e
aln.ntercessIone dei confcssori della fede. La prospettivu rigods.tica dei Montani.sti Eu 90i ripresa e sviluppata dai Novaziani. Non mancarono poi d.i.versi tentativi di da~.suicare ed enumerare i p. pill gravi_ Tcrtulliano ne conta sette: fdoJatria, b1asfcmia, omicidio, adulterio, srupro, faIsa testimani-anzil, frode (Adv. MaTc. IV, 9,6; dr. una lista in tut-

do e aile categorie dis-Inte degli aogcli, degii uomini, dei dernoni ID- Prine. II, 9,26). In questa sense he giocato non sclamenrc [a tradizione speculative dell'intellcrtualismc ctico greco, segnararnenre aristorelico e sLOiCD,rna anche la necessit~ polemi.ca di controbattere il determinismo morale predi-cato dalle varie gil gnostlci, l'umanid e divis3 in tre classi: qudla dcgL ilici 0 rancor predestinnti alIa verdtzione, quella Jd pneumatici, predestinati :alIa salvezza, e quella degli p!fchici, l' unica alIa qlta!e sia richiesta una dec.i.sione della l.iben volonta. Si pUG dire che per gli gnostici il bene e il male sona in quruche moJo connarurati alle singole c(ttcgorie di uomin.i.. I mankhd, a partire dalla fine del ill sec.. erediteranno ques[,t teologia predestinazionisfrca, sost.i.~w;~ndo gli gnostici del seco1i II e III cooie bersRglio dei controversistL Ortodossi. Sona la condaona di costoro vengono
a cadere, insiemc con i manichei, tutte: quetIe Sette che, pur serna esserc rigorosa.m<::nte predestinazionistiche e dualis[iche, predicayano la connarurnlic:l del male alia natura fisica, corporea, del1'l.lomo. In part.i.colare ai messuliani viene ripctut.amenre rimpraver<lto, nel (orso dei secoH IV-VI, di sostenere 1a dottrrna del «male naturalo) e del «peccato della nascitm·}. Numerosi autori ccdesiastici, tra IV e V sec., si premurano Ji sattolineare Con vigore che soJtanto i p. liberameme commessi medtano la punizionc e la dann.1ziooe eterna, a differenza della impurita conlrntta nascendo che abbisogna invece di essere purif.i.cata (efr. sette gnostiche. E nato infatti che, secondo

trattenere 0 ortenere do chc [a giustizia vieta e da eui si Iiberi di astenersi (De duab. anini, 11.15). La risposta di Agostino al rna-

stino, Iiberatosi dai vlncoli del rr-anicheismo, dedica un trattato alia difesa del libero arbitrio. Per Agostino, il p. di ogni uomo segue il medesimo meccanismo di quello di Adamo: consiste essenzialmente .in una aversio a Dec mcssa dall'crgoglio, e nello stesso ternpo in una cnnuersio ad creaturas causata dalI'uso autonomo e ribelle del [ibero arbitrio. non illuminate e soccorso dalla grazia divine (Quaest. S,mpi. I, 2,18). I1 p. e dunque, secondo una ben nota definizione, ~a volonta d.i.

to, e dd p. e deli. perdizione dall'a1reo. In orJine di imponanza, i1 p. piu grrrve e sempre l'idolatria seguito dalJa fomLcazlone, dal" l'omicidio, dalla frode, dalla magia, dall'.· bono e via elencando. Ma anche mohe professioni escrcitate dai catccumeni. venivano
considerate peccj,minose [Ii qllanto Lncrinsecamente coinvolte nell'idolatria del paganesirna e dovevano quindi essere abbandonate (Ps.·lpp., Trad. Ap. 16). La convinzionc profond;:;. del cristiancsirno primitivo ~he nel mondo, prima della r.i.velazione cristiana, il p. rego3va sovrano ed era universalmcrttc diffuso produccndo cornl': suo fnmo piu vistoso 1a rnorte morale e fisLca del· l'urnanita (Rom 5,12; Mel. di Sardi, De Pasch a 48 5S.). So]tanto con 1'avvento del cristianesimo e dei SUO! mezzi sacramentaH di salvezza stam introdotta la possibilita stessa di trastare l'uruversalita deI p. e della morte. L'espericnza quotidian a do\'eva pero fa.r comprendere molto presto che, dopa 1a rinascita battesimrue, i cristiani continuavano a peccare, anche gmvemente, perdendo j} privilegio dell'inabirazione dello Spirito santo e il con-

nicheismc si elabora :3 partire da.l'accuisiaione neo.platonica secondo cui il male non e una snstanza, una runura autonorna con trappasta al bene, rna una privazione, una deficienza del bene rnedesirno che l'uorno peeea[Ore subisce allontanando.si d2 Dio e disperdcndosi nella molteplidta del crearurale. L'esistenza della liberta Um.ana presuppone (he la vita etica debba commisu::-.arsi al dettato contenuro neil"J Legge, c.i.oe alia volont.a di Dio manifest3ta net comanuamenti del Decalogo. Solo attenendosi allc prescrizioni salvifiche di Dio si puo sperare di mggiungere !a liberazione pro fonda dalla schiaviru del p. Su questa stmda SL impegnata soprattutto la meditazione monastica, raggiungendo spesso posizioni dichiar.atameme rigorisuche ca-

to simile in Pud. 19,25), rna in Idol. I, 1,2 Ie poi .ncora in Pud. 5 e 12), ba,andosi sul co· siddetto testo occLdentale del DccrdO Apo·
stoJico di Act 15, ne enumera tte: idolatria, foroicaziane e omicidio_ Quest:a tr.i.ade di p. grav.i. e gia presente in Ireneo, A.H. III, 12,14 e ricornparira p.es. in Ongene, Orat. 28,10 (; Paciano di Batct'::llona, ParClen. 3. Agostino cr.i.tichera questa rLduzione {Speculum, de libro ACI. apmt.; CSEL 12, 199 s.) riaffennando da parte: sua la distinzione: tra p. gravi 0 mortali c p. kgged, quotidlani, veniali, la cui renlls-sion-e uffici3ta non alIa pen.i.tenza pub· blic3 rna alle opere del digiuno, dc.ll'demosina e .soprattutto della preghiera (<<R,imetri a not i nostl'i debiti come nai li rimeuiamo ai nostri dcbitod», redta il Pater: efr_ Ep. 167;

me quelle di Basilia
questi maestri

di Pelagr·;). Secondo
:'obbeditn,

della vita ascetica,

za al voltre di Dio deve sempre esscrc pronta e totalc, poiche lJ..[Ja sin pur minima tmsgressione potrebbe far correre i2 !ischio di
compromettere rutti gli sfot'zi as.ceric.i. prece-

("00-

Serm. 351 e )52; In wang. Joh. 56,4, ecc_). Cesario di Arles non si esprimcra diversa-

denti e vanLflcarne i risultati (Ea~il., De judo 7; lVfor. XlI, 1; Reg.juJ. prooem., ecc.). Dio non condanno Adamo per aver m;angiato una mcia, mOl perche aveva trnsgrcdiro il comandamento (Pebg., De div. leg. 5; De oper. U; Vj·rg.Gus 6). Da guesto punt-o di vista, tut~ ti i p. s1 equivalgono, in quanto in tutti si esprime ugualmenre 1a volonta di disobbedire: al precetto di Dio, E perde cosl significato ogni tentativo di classificare i ;:>. secondo il metro umana della 10ro gravita relativa. Ncl rigorismo di questa irnpostazione etica gem' 3986

3983

3984

3985

PECCATO

PECCATO

PECCATO

Pt:.c.:CATO

bra riaffiornre

uguaglianza Ep. 55,16}, rna forse che non e scritto in Jac 2,10: «chi pecca contro un solo comandamente, si rende colpevole di tutti»? In ogni modo a piu riprese inrervennero autori cristiani contro tale rigorismo giudicato teo ricamente errato e irnproponibile alla massa dei

it nota paradosso srcicc della eli rutte le wipe (cfr. Cipriano,

fedcli [Agost., Ep, 167; Girol., Ad". Louin. II,


18 ss.).

II monachesimo antico S1 impcgnc anche riel10 studio della psicologia della rentazione c della lotta contro i! demonic. Aila tradiz.one monustica dotta di Evagrio Pontico (Cap, Pract, 6-33; De octo vito cog.) e Giovanni. Cassiano \Instzl. V·XlI; Call. V) bisogna infatti presiedano delle potcnze demoniecbe spccifichc: gola, fornicazione, avarizia, tristezza, ira, accidia, vanag loria, crgoglio. GH dementi qui riel aboa una antichissima tradizione giudeo-cristiana. gia preserite nci Testamenti dei XII Petriarcbi, nel Pastore di Erma e in Origene, e che ricevcra <lg1i ruti in modo organico risalgono attribuirc la prima elaborazione proprio sistema del p, 0 vizi li, in numero di otto, SLere-de di un vero e capitali ai qua-

20(:,), Rome 1978; C. Rambaux, Tertuifiw /IJce anx tnor"t!!> des trois premiers fiede" Paris 1979; R. Sranrs, Hr;uptsiill&:n: RAe 13 (t 986) 734-770 (bibl.]; C. Stewart, Working tbe Entb of the Heart, The MIii!5fatil1!1 ontroC u<:ny in Hjstu1}~ Texts arid Language to AP 431, O:... ord f 1991; Y. Gehin - C. et A. Guillaumcnr, El!agre ie Pomique. Sltr Ies pensees (SC 438), Puis 1998: P.E Beatrice, LorJ', Prayer: Augustine through the Ages. An Encyc!opedia, 1999,506·509; PP. Karavircs, ErJi!, Freedom, anJ the ROJd 10 Perfection in C/o-melll 0/ AlexIJndria (VCh[S 43), Leiden 1999; J Wetzel, Sill: Acgusnnc through theAges 800·802; G.-H.. Baudry, Le- pechi Jit'!,[girlel tThe~I. rust. nn, Pam 2000; P.F. Beatrice, Sunde', V. Atte Kircbe: 'I'RE 32 (2001) .389·39.5 (bihl.), P.F. Beatrice
[I, Peccaro originale. L'espressione «peccato originale» indica sia il p. personate di. Adamo [p. originnle originante) sia 10 state di p.

to naturale quodammodo, e spicga ia sua trasmissionc con 13 teoria del traducianesimo (De anima 40-40. E anche se non facile de-

rerminare il collegium transgression is che col[ega i] non-battezzato con Adamo (De res. 49,6). esso Indica comunque una partecipazione alla cadura paradisiaca. Cipriano, invece, sostiene [a neccssira del batteslmo per i bambini, Con il quale vengono rirnessi i p. «non propri rna altrw»,perehe, anche se non hanno peccaro personalmente, nascendo da Adamo contraggono «il contagio della morte antic» (Ep. 64 51 Per cntrarnbi quiudi ogni uomo nasce in una condlzionc peccaminosa,
f

De res. 49)6; Ongene, Hom. [er: 8,1; Metodio eli Oiimpo, De re: 2,24; Ilario di Aries, Coram. Mat/h. 18,6; Basilio, Hom.
Sal 94,3; Gregorio di Naaianzo, Serm. 19,14; 38,4; Cirillo di Gcrusalemme, Cal. 2,4-5; Ambrogio, Exp. Luc. 7,234, citato sp.esso da Agostino). Solo con l'Arnbrcsiasrer, con il riferi. menta biblico imrncdiaro a Rom 5,12, dove l'Ecp'ip vicne tradorrc, in modo grammaticalmente ioesarto, can in quo omnes peccaoerunt; si contribuira in modo determinante al formarsi di quclla dottrina sui p. origin ale che dopo di lui in Occidentc si andata articolando can sempre maggiore precis Lone.

(Tenulliano,

trasmessc a. tutti gli uomini fin dalla nascita [p. originale originate). Anchc se il dogma del
p, originale non contenuto formalmente nella Scrirrura, tuttavia ci sono alcuni testi chc

costituiscono il fondamenrc biblico del lenro


sviiupparsi della dottrina sul p. originale: ci riferiamo in particulate a Gen 3,1-20 (raeconto del p. di Adamo e sue conseguenze) e a Rom 5,12-21 (nccessira e universalita della redenzione dl Cristo}, rna pure ad altri passi, come Ps 51(50),7; Job 14,4; Eph 2,3. Nc si puo prescindere dall'anrica prassi [iturgica del battesimo dci bambini e dalla nozione teologica clell'universa.ira della salvezza ope, rata da Cristo, A partire da queste basi, 1:1 tradizione parris rica preagos.tiniana ha matumto 1a (onvinzione che 1'l.!fIlatlita ha ereditato da Adamo 1a corruzione e la morte. Prima di A;;ostino. II rappono ripologico paolino Adamo-Cristo, come pure quello EvaMaria, causa rispettivamentc di moTte c di vita, ricorre con una certa frequenza nei primi P,dri (Giustino, Dral. 100,4·6; heneo eli Lione, Ad". haer. 3,22,4; 5,19,0. Melitone di Sur· di sviluppa questo con£ronto sostcncndo che gli uomini in COI1seguenza del p. di Adamo peccano inevitabilmente e parh dd «peccato -(he stamp a su ogni anima la :sua orma e coloro sui quill La stampa sona votati aHa morte)} (Peri Pascha 54). Anche il principio eli solidarieta di ogni uomo con Adamo e con Cristo presente ed frequente in lreneo, il quale per primo l'avrebbe introdotto ndlalttteratura teologka: ~~NeIprimo Adamo abbia ma offeso Dio non osserv.ando il suo comandamento; rna nel secondo Adamo sLamo sla· ti ricondliati, diventati obbedienti fino alb mmt"'> (Ad". hael: 5,16,3; ofr_ anche 3,18,7). In Occidente, Tertulliano, pur non essendo favorevole a1 b'<iucsimo dci neonati (De hap!. 185), dconosce tuctZlvia il p. come vt"tium or/gr'nis che, per opera del demonio, divema-

cia cui viene Iibcraro con Il battesimo. In Oriente, Origene, richiamando Ia tradiaione di battezzare i bambini, afferma chc gli stesSLapostoli sapeV~lDO chc c'e in turti la rnacchia del p. che deve essere lavata con l'acqus e 10 Spirito santo (Com!,!, Rom. 5,9; Hom. L<.."'V. ,3; 8 Hom. Lac. 14,5). E proprio dell'Alessandrino l'accostamenro eli Job 14,45 e Ps 51(50),7, per dirnostrare che ogni uomo, nato nella carne, e rnacchiato dal p. (da lui ciipendc Basilio, II
quale rioadisce 1a stessa idea riproponcndo gli

Agostino_ La reologia de! peccato originale c Ia sua terminojoAgostino, anche se lui stesso cbbe a dire che nulla e piu diffici[e de comprendere della natura del «peccato ant-co» (De monbus Ecd. 1,40). Fu lui a creatrove la sua formulazione gia propria soltanro can
re l'espressione 395, Del De diu. dicare il pcccatc recnica «peccatc origin ale»:

inizi del V sec. una notevole reintcrpretazione [etteraria nell'Hatnartigema e nella Prycbomacbia del poeta Prudenzio. Sperta comunque a Gregorio Magno l'elaborazione definitiva del pensiero patristico sulI'argomento: egli fa derivare i sttte p. capltali dalla superbia che, seguendo l'insegnamento di Agostino, considera il p. radicale, 1a regina dei vizi (Mar. XXXI, 45,87·91).
lI.1W. Eloomficld, The .sroen Dmdly Sins, EaST Laming, MI 1952; G. Teir:htweicr, DiC'Siindt'"nit'"bre" do Orig/'"/uf (Studien WI Ge5cllichte de:r katholischen Moraltllt::olo· gtC 7J, Regetl.sburg 1958; AAW., The:otogie du pic~1 (BibliorMq\le de rh&ologie, scrie II, 7l, Pans-Tou.ro3..l 19(,0; $, Visint<li.ner, L1 doNf1T/cJ pem:Jlo in 5. Girolamu (Anlldel Ic::cta Gregori.an:. 117), Roma 1962; M, Hufticr, .Le Ir'c!~fquC' d~ ld cOlu!iticJ/I duetienne cbez S. Augmtm, Pam:Tournai 1964; K. luhm::r, La pmdnr7;.c dd/P Chiesa. Saggi t('oiogici c stadci (Biblloteca di cllJmra religiose 60), tr. it. Rom!!. <1968., .311-876; M. Spilnnellt, Tr!rtUflwJ et lr!s premil?rs moratr5JES ajriwiM \Recherch~ e. s~nthc:sC'lsec(ion de mora.lc), Gcmbkll1:l< 19G9;P.F. kunce, L'allegoria ndfa hychomachia di _"pmJm;do; ~tudia PataviO;3; 18 (1971) 25-73; A. e C. GuillauDlollt, EtJagre ,~. Pontique. Trade pratique ou Ie moine (SC 170),. P~Tis 1971,38. 112; W.E.C. Fl.ayd, ClemMi af AieXI1n4rra's Treatment 0/ tbe Problem 0/ Evil, Oxford 1971; E. D:15Sm:mn, SijNd{'llvergf'bu~g durc~ Tauje, Brme !lnd M_iiTty.rl'r/urbiU<> in den Zeu&,!1tHen/mhr:hmtfn:her Frdm,mgkert und Kanst (i\ID'l11 36), Munster 1973; H Kaepp, l...J p~niienzl1. Fonti su:ll'oTigine: ddla pi'nitCft"!/1m:tta Chil'sa dntr"c,l {TrRdi· tiD christian~ 1), te. it. Tod.hO E975; AA.W., COl1JtI1dltdemerits au SdEnel'" er iibiTahOfJ ';vrlfJgcli.qut'. ~rudl!J monlJ;sriqw"sprnpOIei'! e! dhcurees J Saint AN5elJt1(! 1.5-17 /ivrier 197G {SA 70), Roma 1977; P.r. lkHtlce, Tradux pa·cd!i. ARt! fonti della d(Jf!nntJ I1gorJinian(J det peccaio (J.n. ginale (SPMcd. 8), Milano 1978; Th. Spidlik, La rptritualitt de /'Orten: chritif',t. Matmel syslematujUf! COCA

stessi tcstii vedi De bapt. 1,2,7-9). Sempre in Oriente, nel secolo seguente, testimonianze a Isvore deJ p, originale ci vengono dalla Siria (Aframe, Tract. 6,14; 2.3)j Efrem, Hymn' 4,1) c Jail. tradizione alessendrina: Atanasio, pur non accennando mai

sembru che appaia per Ia prima volta verso i1 quacst. ad Simp" 1,1 per indi Adamo, rna solo nc It castrip e II pcrdono de; peccati 1,9·:0, del 411412, egli si riferisce al p. traSmCSSO in seguito alia colpa eli Adamo. Ia sua riflessione. anche in e come conseguenz.e dello sviluppo di vari altri retni teo1ogi-ci (l'origine del male, l'effLcacia del sacramenti, 1a ntcessita della grazia, l'antropologia, la sotcriologiaL Del resto, 11 VesCOVO di Ippona e -::onvimo di inscrirsi nella tradizione dcl1a Chiesa, che attri:l.versopensatori illustl:"i ha difcso e sostenuto la verita del p, origin ale; a pili riprese egG ha raccolto Ie testimonianze patristiche still'argomemo, cilando gli autor: piu rapprcsenta.tivi dell'Oriencc e deU'Occidente: Ireneo, Cipriano, I1ado, Amhrogic, Gregorio di Nazianzo, Basilio, Gh;wanni Crisostorn~, concornitanza
In ogni case, progressivamentc

certo

che Agostino

sviluppo

alla nostra partecipazione ilia colpa di Adarno, dlchiara tuttavia che «peccando Adamo, il peccaro passo in tutti gIi lJOmini,} (Contra Ar> 1 5); e Didimo 11 Cieeo parla esplicitamente della genc:razione come via di trasmisslone dell'antlco p. di Adamo, da -cui e libe, ro solo Cristo perche nato da una vergine
j

(Can Ira Man.

8)

>

L'Oriente, insomm.a, che ha una VLSLone pili oHimisrica deliJOccidente cd e molto piil attcnto a sottotineare Ja libena e 130 responsabilita delI'lIomo, sembm escl.udere una vera e propria dottrina del p. odginale, ill particolare il concetto della nostra solidarieta con Adamo E" quindi la n05tra p~rtecipazione al
suo p" anche se non mancano [estimonianze

opus rmp. 4,72-73).

Giro[.,mo 1,7,30-34;

(Conlra Jui. 1,3,5·10; 2,10,33.37; 3,17,32;

1,4,13-6,27; Conlra Iul.

gia

chi are cLrca la trasmissione del p. di Adamo e le Sue conseguenze.


prima di Agostino, 1a c:ondiappare piG cOme uno stato di corruzione che sploge verso il p" e solo rarameote emerge l'idea che ogni uomo coinvolto in qualche modo nella stessa., disobbedicnza di Adamo. L' affermazionc che noi tutti abbiamo pcccato in Adamo affiora ptogressivamente negli scrltti dei PadIi, con rifel'imento a Rom 7,9·10 e a .1 Cor 15,22
j

Ma in generale

.:done degli uomini

Giii aWepoca della polemk::a antidonatista, Agostino, approfondendo la dortrina dell' efficacia del battesimo dei bambini (De bap!, 4,24), s.i richiam,l alla prassi ecde:.iale per 50stenere che il battesimo d:ato in remission ell"] pecCiltorum iltl.plica che essi siano in qlla1.che modo peccatori, gincche, pur moralmente innocenti (It castigo e it perdono dd pettati 1,17,22; 35,65; Retract. 1,13,5), S"'"lza 10 reo denzione dj Cristo .e predLiso lorD I'ingresso nel regno dei cieli (Sermo 294,3). Ma fu sopranutto nella polemica c-on i pebgiani che egli fu condono a so!:toIioeare e ap-

3987

3988

3989

3990

PECCA10

PECCATO

PECORA

PF..:"ACIO

l PAPP.'\

1,10,11; Contra lul. opw imp. 1,47j De ciIJ. Dei 13,14). Di qui il blsogno aswluto di es· sere salvati da Cristo. I temi della rillessione agostiniana furono aecolti dal magistero ecdesiale. Dopa gli loterventi del Slnodo di Diospoli (Palestina) del 415. che pur assolvendo Pelagic condmmo Ie

2,28,42; It caw&,o e t1 perdono

profcndirc il senso teclogico della corruzione dell'uomo e Ia necessita assoluta e universalc della redenzione, scnza Ia quale si svuoterebbe la croce di Cristo (De natura ct gratia 7; 9; 19). Pelag:o, per difendere I'inregrita dellibero :arT bitrio e della volcnta dell'uomo anche dopo la caduta, rcspinge l'idea di una trasmissione del p_ di origine, ridotro in quesro modo a un cattivo esernpio, chc hs avuto certarnente conseguenze disastrose con l'inrroduaione della morte e l'inaugurazione di un'abitudine alia disobbedienza, rna non he corrotto intrinsecamente la natura umana. Di conse gucnza il battesimo un sacramento ternpeutico e rigenerativo, di sempllce bencdizicne per i bambini, e la grazia soltanto un aiuto esteriore e consisre fondamentalrnente nella rivelazione della legge divina. Contra di lui, Agostino sostennc I'assoluru ne . cessita della grazia. afferrnandc che tutti nascone con un «peccato», nel sensa che la situazionc in cui l'uomo nasce t realmente simile ;L quella in cui I'uomo si mette con un p. personate, private della graaia e con una volonrn pervertita dal dominic della concupiscenza. Il convincimento della condizione peccarninosa in cui versa ogni disceadente di Adamo conduce Agostino a occuparsi cosl del tcma della concupiscc:nza, intesil come erediti1 adamiticll e origine dei peccati personali e, in questa praspcttiva, considerat<l co· me causa di p. nei non-hmezzatL Si com, prende, illora, perche la teologia di Agostino St impcgni in uno s\'iluppo piiJ direttamente antropologico, proprio della fase piu maturJ della sua rifle.ssione suI p. origin ale. Al centro della questiooe t, ora, la categoria dena liberta: illibero arbltrlo eli Ad"",o, peccalore 0 meno, t:: ".I_pact di autentica liberta, doe di una scelta sul piano dc-l bene meritevoLe di vila eterna (il ftne d-ell'uomu), solo se sostenuto dalla grazla di Dio. La noz:ione agastiniana del p, originale comprende quindi tre aspetti, eongiunti tra eli lora: I'esistenza della concuplsccnza, la privazione della gra?la 0 morte dell' anima., la solldaried morale di dascun uoma con il p. di Adamo, Ia -cui u.asrrllssione rende in qualche modo colpevoli tutti 1 suoi figli (De nupt.

allerrnaaicni del discepolo Celestio (Agostino, De gestis Pel.. NBA 17/2, Appendice, 502, 507), e del sinodi africani eli Cartagine e di

1-

Milevi del 416, approvati de papa Innocenzo (Sermo 131,10; Contra duas lnt. Pel. 2,3,5), it
«Concilio plenario di tutta I' Africa», tenuresi a Cartngine nel 418, confermava la dotrrina del p. otiginale (DS 222-22)), e l'Ep,sluia Tractoria di papa Zosimo (pochi frammenti in Agostino, Ep, 190,23; De gratia Christi e It peccato originate 221,24; De anima 2,12,17; DS 231), delle stcsso anno, rinnovava [a condanna delle dourine pelagiane e dci loro autori. Il concilio di Efeso, del 431, ratitico gIL Atti roman! di questa condanna (Mansi 4, 1338; pet Ia Jenera di papa Celestino, cfr. Mansi 4, 1026}, Un successive intervento SL cbbe un secolo dopo, nel secondo ccncilio di Orange del 529, che ribadl la dottrina del P: originalc (DS 371-372). In quella circostanza, Cesario eli Aries si assunse il compito di dirimere la controversia tra Fausto di Riez e Fulgenzio di Ruspe. II prirno, di tendenza antiagostiniana, sosteneva che P: originale, connesso alia ccncupiscenza dell'atro generativo, rappresentava un fattore di morte solo per il corpo e non per l'anima, Fulgcnzio gll si contrapposc insistendo sul carattere realmente peccaminasQ del p. originak. ie dedsioni dL Ornnge furono approvate da papa Bonlfaclo II (DS 398-400), quole si preoccupo di afferm:are soprattuno che illibero arbitrio dell'uama, dopa il P-I certamcnle decaduw rna non estinto. L3 teoLogia di Agostino trovo hrga eeo sia nella letterntura teologica oceiderItale Sill nei docornenti del rnagistero eccksiastico: come tale pass.era alia Scolastka e verd soswozialmente confermata da! concilio di Trento.

gnu . Die lheoL Position der ra/1U5cben lJi:;,·hdje. im pel. Streit m der Jahren 411-432, Stuttgart 1975; P.F. Bearrice, Tt'adu."( ecam. A~!e/on(/ deilo dctmna ogostiniana det p peccl1t~ originate. Milano t978 (cfr. A. Trace, «Iradux Peccati», A propoJitQ di lihm recerue: Augustinianum 19 [1979J 531-538): A. Tupe. I1JiroJu7.io-n~ g_r:meral.f:'!l S Af.ostitIO, Nalu,a to grra.ia •• \'EA XVIIlI, 7-215 (con altr~ b,lbU; V. GroSS) ,L. Ladaria - P. Lecrivain _ B. Sesboue, Lhrm!~n{' et son Mittr, II, Paris L995; I. Sanna (a c. di}, QrrEstlO/ll w! peccata or'igtl1al{', Pedova 1996; A_ Scola G. Marengo Lopez, Lpt"r~onalJml1lJa. Ansropologtl1 teaiogjca, M1I:mo 2000,
U/1

Liebaert, J.JJ haditiOll p,1/rishql.ll! jusq'au V'" siede, in AA.VV., LI mlpllbdlrl! [ond amentale. Pecht origillel, Gt'mGI~ux !975, :J.4-jj; O. Wcrrnelinger, Rom umJ Pllla-

s~mo .in~cative gl~.sn rlSpctto (G10V. Crisosr.


~7~[be, Panib()la!'

della fecondlth di opere dei alia sterilita eel peccatori Hom. 7') in MI.:'.
evOllgifr'CilY ell 5. IrI".'!W],

II, Madrid

F. Cecchini PELAGIA niertire. Il Mart. syr_ e il Mart. bier. commemorano all'S ottobre E di Antiochia. Giovanni Crisostomo pronuncio in suo onore un'omelia (ePG 4350). Ambrogio conosce la martire (De virgillib. 3,7,33; Ep. 27,)8). possibile che i1 primo a fare allus.one alia sanra silt state Eusebio di Cesarea (JiE 8 122). Quesu autori concordano nel p:rcsenta;ra 'came una martire volontaria, gettn -asi dal tetto della sua casa per sfuggire agli oltraggi della soldatesca venuta ad arrestarln (per il preblerna ~orale del suicidio dci santi v, Agostino, De cto. Dei 1,26). Ambrogio Ia reputa, erroneamenrc, soreila di due alrre m artiri di Antiochia, Berenice e Prcsdocc. Lerrore passato riel rnartirologio di Floro, e tramitc suo, attraverso gli aim martirologl, nel Mart_ rom. (9 giugno). In relazione con questa santa sta la P., una celebre attrice di Antiochia che si ~?~v~rre e conduce una vita di penitenza. All ID1Z1o sta probabilmeme un racconto di Gio. vanni Crisostomo (Hom. in loAt1lth. 67). Lo pseudo Giacobbe il diacono scrisse: nel V sec. 1a Vita leggendaria. in cui riprendeva dementi della vita dl P eli ilntiochia (BHG 1478). ~a prostituta P. (andle Margherita 0 Marina) 51 converti, fu banczzata e conduceva sotto iI nome del monaco Fe-Iagius una vi:a ascetica a GerusaIemmc. Infatti, anche la fe-sra deUa second. P cade 1'8 ottobre. Un'altra P., di Tar.so, r:ellc tradi2i~ni si confonde CDn Ie precedentl; que-sta, di nobile nascita, fu UCciS.l al rempo della persecuzione di Dioc2eziano.

I:P.

A. Trapi:: ~ L. Longobardo
PECORA. Gia prcsente nell' AT e nel NT corne Figura simbolica, Ia p, perduta e rirrovata delle parabole di Lc 15,4-7 c Mt 1812-14 variaI?cnte interpretata dagli gnostt~i: per Apelle e l'nngelo che sf pente di aver create ~ mondo, confessandoue cost Ia ncgativita fIert., De car. 8,3); per i simoniani Eanoia ch~, lasciata Ia casa del Padre, vi torna come chiesa .redema {Iren., Adv. boer. 1,23,2; Tert., De amm, 34,4; Ipp., Haer. VI, 19,2.3); per l valentiniani Ie 99 p. sono il pleroma incompleto che deve recuperate l'unita (Iren., Adv, Haer. I, 16,1,-2). In ambito ortodosso, la p. di Le 15,4-7 e tutto il genere umnno che Dio ha creato, perduto, cerrato e ritrovato (Tert Ado. Marc. IV, 32,1.; Iren., Adv. haer. Ill, 19,3; 23,1; Orig., Hom. IX, 3 In Gen.; liar" In Mallh. 18,6; Clr. ill Ger., Calech. XII, 24; Girol., bz Mat:h. Ill; Greg. Nis-s' Hom. II in Cant.; Greg" !v_1agn., Hom. in EVClt.g. II, 34~3); altre vo!te ~ il peccatore (Ten" De paenit. VIII, 3-); Ctpr., Ep. 55,15; Gleo!., In Matlb. III] o. chi non ha peccmo gravcmente e puc. qumdr css-ere perdonato (Ten., De pudic. VII, 17 ~19) 0 la chiesa posta sopra il monte che Cnsro (Agost .• Sam. 37,2). La conoscenza reciprocu. tra le .p. e il Pastore (Jo 10,14) slgnifica unlone dL parentela (Cu. Aless" in loh. 6}. P. titolo di Cilito annundato in If 53 7 c; Jer 11,19 (Cipr., Test/m. II, 15; Cromazi~ Serm. 23,3); figur, dei giudei 0 del gcncl suUa base di MI 15,240 Jo 10,16 (Agost., In evang. lob. 49,27). Le p. di Mt 18,12-14 50no L poveri e i disprezzati (Giov. Crisost., Hom. 59 in Mt.) mentre gucUe eli PI 64,14 e 94,? son.o i patr~archi. e i profeti, dal cui gregge e uscJta Mana, la p. -<"<immacolata e sam,]>} (C.rom~., 5e~m. 2J,3}, La mitezza delle p. Splegll il motNo della somigUamu con esse del discepoli invia(i da Gesu (efr. Mt l0116r: so!? essc:r:do p_ essi possono vincere i lupi (GlOv_ ~rlsost., Hom. 33 in Mt.). Le p, separate claJ capri neI gLudi:.do (efr. Mt 25,3 1 S5_)

it

A. C:tsamma, Upawero dr'.), Ago.ftlll~ IldJ%·}91, Ru· rna 1"319; J. TL"Cc':tOnt, Hi.toire dn dllp_mesdaM tOHfiquitri ehrltil!lIllf!, Paris 1924; J. de B~(,:, Le p~,he orlginei It'IM St, AlIgU~till: Rc~SR 16 (1926) 97-t19; 17 (t921'l 414-

43\ 512-531·, J. Mausbuch, Dr~Ethik de. hEll, AI/g .... m·.


Freibll[g er /e5 i,B •. 1929 (1, 139-4161; N, Merlin. St. Au-

ml~,

dagmes du pe·,h,i originel et df J., grace, P;l· .-is 193-1; t\_ Pirtchc:rie, LA formtlzi{)ne delia doun-l1iJ. ago;rinialld de! peralta orif,imzle, Cagiiari 193'9; F. Floeri, Ie pope Zo:;im;: r;r ta dt)ctrine auguslinien»£! du phbt arizi·
gll5ril1

dei peccutr'

geH:hicht~ dn Eri>Jii!ltlt!ndo,gmas, 1: VOIZder Bib!!"tbis Augusrin, Miincherl-Basel 1960: Cb. BOYl,,;r