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lezione 29

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Il subsistema gestionale

L’economicità e la scomposizione della gestione aziendale in classi di operazioni omogenee

SUBSISTEMA GESTIONALE:
SI OCCUPA DI DEFINIRE L’INSIEME COORDINATO DI OPERAZIONI FINALIZZATE AL RAGGIUNGIMENTO DI PREFISSATI OBIETTIVI (raccolta dei capitali, investimenti, trasformazione interna dei fattori ed ottenimento dei prodotti,…)
2

 Il sistema azienda pone in essere un insieme di atti ordinati e finalizzati al raggiungimento dell’obiettivo del soddisfacimento di bisogni umani.  Tale obiettivo è perseguibile con modalità di manifestazione diverse in relazione ai vari settori di operatività e in riferimento ad aziende operanti all’interno dello stesso settore.  L’osservazione di tali accadimenti, secondo la prospettiva economica consente di individuare una logica unitaria che sovrintende al processo di scelta tra i
3

Qualsiasi tipo di azienda, sia essa produttrice di beni o erogatrice di servizi, pone in essere un processo economico che si svolge mediante:
Acquisizione di risorse Impiego di risorse

Ottenimento di prodotti e/o servizi

Cessione a terze economie

Ritorno (in misura incrementale/decrementale) delle risorse inizialmente investite

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Azioni elementari
Emissione ordine d’acquisto Stipula contratto d’acquisto Presa in consegna dei beni Ecc.

Tutte le azioni elementari mediante le quali si esplica l’attività produttiva vengono convenientemente raggruppate in operazioni economiche caratterizzate da un certo grado di significatività. Ad es.

Operazione unica Operazio ne di acquisto
5

Le operazioni economiche possono essere aggregate in cicli produttivi.

Ciclo produttivo Schema di svolgimento atto a ripetersi

Processo produttivo

Il reiterarsi di più cicli dà luogo al processo produttivo.

Insieme ordinato di operazioni omogenee sia nella specie che
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Il processo produttivo, in senso economico, è classificabile in relazione alle aree funzionali in cui si articola l’impresa:
Processo di acquisto Processo di vendita Processo della produzione di un bene Processo di reperimento delle risorse finanziarie Ecc.

Esso dà origine, nei reciproci vincoli di interdipendenza, all’unitaria gestione aziendale, scomponibile in cicli distinti, includenti operazioni omogenee.

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In riferimento al periodo della vita aziendale durante il quale le operazioni vengono poste in essere è possibile distinguere: Operazioni
di istituzione Operazioni di funzioname nto Operazioni di cessazione
Operazioni necessarie all’avvio della normale attività aziendale e relative sia all’acquisizione delle risorse necessarie sia alla loro organizzazione di primo impianto. Operazioni relative al prescelto processo di investimenti di tutte le risorse e del loro successivo recupero. Operazioni rivolte al disinvestimento di tutte le risorse ancora utilizzate (o in attesa di utilizzo) nell’attività gestionale e finalizzate 8 alla disgregazione del sistema aziendale.

L’analisi economico-aziendale basata sull’individuazione degli aspetti comuni che caratterizzano determinate classi di operazioni (l’attenzione è focalizzata sulle operazioni d’impresa in fase di funzionamento) conduce ad una scomposizione astratta della gestione in aree distinte includenti operazioni omogenee rispetto agli obiettivi prefissati:
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Le aree gestionali del subsistema gestionale sono: • La gestione economica (comprendente tutte le
operazioni inquadrabili nel modello investimenti-realizzi):

 Attività caratteristiche;  Attività accessorie;  Attività straordinarie;
• La gestione finanziaria (volta a dare copertura al • La gestione monetaria (volta a sincronizzare le
fabbisogno finanziario generato dalla gestione economica);

entrate e le uscite monetarie originate dalle precedenti10 gestioni).

Il modello investimenti- realizzi
INPUT
(Combinazion e)

OUTPUT

Mercati di approvvigionamento

Capacità di rigenerare investimenti

Costi

Ricav i

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Mercati di sbocco

Investiment i

Realizzi

Gestione economica
Attività straordinarie Attività Attività accessorie Estranee al normale tipiche/ funzionamento caratteristich aziendale Necessarie a garantire un impiego e remunerativo delle risorse finanziarie eccedenti rispetto alle Legate allo esigenze della gestione tipica e di svolgimento quella finanziaria. del processoproduttivo
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La gestione produttiva o caratteristica
Nella gestione economica caratteristica, o tipica, sono riconducibili tutte le operazioni direttamente collegate allo svolgimento del processo tecnico-produttivo prescelto dall’azienda. Si tratta di operazioni relative: all’investimento delle
risorse acquisite dall’azienda in fattori specifici della produzione alla trasformazio ne interna dei fattori all’ottenime nto di prodotti/ser vizi

Alla cessione all’esterno d prodotti/serv izi

Al recupero degli investimenti originari

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attori specifici del processo prescelto

Classificazi one dei fattori in base alla loro natura

Fattori materiali

Fattori a fecondità semplice (a rapido rigiro) Fattori a fecondità ripetuta (a lento rigiro) Il lavoro umano, i servizi acquisibili all’esterno, i diritti di marchio, ecc.

Fattori immateriali

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attori specifici del processo prescelto
I beni (materiali e immateriali) acquisiti dall’impresa, per essere considerati fattori produttivi, cioè entrare a far parte della combinazione produttiva devono:
Mostrare un certo grado di utilità cedibile nel corso dello svolgimento del processo produttivo Presentare un marcato carattere di complementarità alla struttura produttiva di cui fanno parte.

In assenza di tali requisiti, il bene acquisito non entra a far parte della combinazione produttiva, perciò non entra a far parte della gestione caratteristica ma di quella accessoria
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volgimento del processo di trasformazione tec
Dopo aver acquisito i fattori della produzione l’impresa può, attraverso l’impiego degli stessi, svolgere il proprio processo di trasformazione tecnica. L’attività gestionale si svolge in un articolarsi di acquisizioni di fattori e di utilizzi degli stessi nei diversi cicli produttivi che si reiterano continuamente.

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Circuito della produzione ( impresa industriale

Mercati di approvvigionam ento

Mercati di collocamento Combinazione dei fattori produttivi e ottenimento dei prodotti

Acquisizione dei fattori produttivi

Vendita dei prodotti finiti

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L’ efficienza interna o tecnica
Da un punto di vista tecnico, la combinazione produttiva deve tendere all’ottimizzazione delle risorse attraverso un soddisfacente livello di efficienza tecnica:
quantità di output Efficienza interna = ceduti quantità di input acquisiti

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L’ efficienza esterna
L’osservazione economica del processo produttivo presuppone la misurazione in termini di valore delle operazioni tecniche di trasformazione interna, di acquisizione dei fattori e di collocamento dei prodotti:

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L’ efficienza esterna
In particolare l’impresa misura il grado di utilità dei fattori produttivi impiegati in termini di costo di acquisizione e quello dei prodotti ottenuti in termini di ricavo di vendita perseguendo l’obiettivo di creare una congrua relazione tra il flusso dei prezzi-costo che deve sostenere e il

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L’ efficienza esterna

Misurazione delle quantità:
dei fattori impiegati A mezzo dei costi di acquisizione Prezzicosto dei fattori Prezziricavi dei prodotti

dei prodotti ottenuti

A mezzo dei ricavi di vendita

Efficienza esterna =

Prezzi - ricavo Prezzi - costo
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Circuito della produzione ( impresa industriale
Nel circuito della produzione, in una prospettiva economica, le operazioni di investimento, che originano costi di acquisto dei fattori, sono collegate con quelle di recupero, realizzabili attraverso i ricavi di vendita dei prodotti.
Mercati di approvvigionam ento Mercati di collocamento Combinazione dei fattori produttivi e ottenimento dei prodotti

Acquisizione dei fattori produttivi
Sostenimento dei COSTI

Vendita dei prodotti finiti
Conseguimento dei RICAVI
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La gestione produttiva o caratteristica
Pertanto l’oggetto della gestione tipica è da ricercarsi nella correlazione che viene ad instaurarsi tra: Flusso dei COSTI di Flusso dei RICAVI di
acquisizione dei correlazione fattori specifici della produzione Attraverso cui si manifestano le risorse investite vendita dei prodotti/servizi Attraverso cui si manifestano le risorse rigenerate

Grado di economicità aziendale
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L’ economicità aziendale
Può essere intesa come tendenza all’impiego ottimale delle risorse, e misurata solo in base al raggiungimento di condizioni di equilibrio economico a valere nel tempo, ossia condizioni che consentano l’ottenimento di un flusso di ricavi capace di rimunerare adeguatamente tutti i fattori produttivi L’economicità dell’azienda va ricercata impiegati. indagando i tratti caratteristici della sua gestione.
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L’ economicità aziendale
Il raggiungimento di un “soddisfacente” livello di economicità presuppone che la correlazione tra il flusso dei costi ed il flusso dei ricavi sia “adeguata” rispetto alle aspettative del soggetto economico, date le condizioni che qualificano gli investimenti ed i realizzi aziendali.

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L’ economicità aziendale Economicità = flusso dei ricavi / flusso dei costi Economicità  Σ Costi + α = Σ Ricavi α costituisce il margine di economicità e rappresenta il reddito prodotto dalla gestione
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L’ economicità aziendale
È possibile individuare diverse determinanti che agiscono sul livello di economicità. Lo studio del subsistema gestionale è finalizzato all’individuazione di tali determinanti.
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L’ economicità aziendale
L’economicità è scomponibile in:
Aspetto tecnico del processo produttivo

Livello di efficienza interna (o tecnica) Livello di efficienza esterna

Studio della funzione di produzione Area delle ragioni di scambio: vengono valorizzate le
Aspetto economico del processo produttivo

Utilità acquisite (prezzi-costo degli input)

Utilità cedute (prezzi-ricavo degli output)
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Economicità aziendale: efficienza interna ed efficienza esterna
Area dei ricavi Q X Area dei costi f
rea dell’efficienza tecnica (efficienza interna)

P = p
ECONOMICITA’

Area delle ragioni di scambio (efficienza esterna)

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L’ economicità aziendale
Affinché si possa raggiungere un soddisfacente grado di economicità è necessario raggiungere sia condizioni di efficienza interna che condizioni di efficienza esterna. Infatti, ai fini dell’economicità, il raggiungimento di elevati livelli di produttività fisica dei fattori produttivi (ottimizzazione tecnica dell’utilizzo dei fattori) può rivelarsi non sufficiente a garantire l’ottenimento di ottimali rapporti tra il flusso dei costi e il flusso dei ricavi (efficienza esterna).
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La gestione produttiva o caratteristica
La gestione economica caratteristica o tipica rappresenta la fonte principale del livello di economicità aziendale in quanto atta a poter garantire stabilità ai flussi economici. Per cui il quoziente di economicità può essere riferito ai soli costi e ricavi tipici: Ricavi Econ = caratteristici Costi caratteristici
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Il modello investimenti- realizzi riferito alla gestione caratteristica
Acquisizion e dei fattori Mercati di approvvigionamento
Impiego (Combinazion e)

Vendita dei prodotti Mercati di sbocco
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Investiment i caratteristic i

Realizzi caratteristi ci

Capacità di rigenerare investimenti

Costi

Ricav i

Costi caratteristici
I costi caratteristici sono dati dalla somma algebrica delle seguenti componenti:  Costo del prodotto venduto (Cpv);  Costi commerciali e di distribuzione (Cc&d);  Costi generali e amministrativi (Cg&a);  Costi di ricerca e sviluppo (Cr&s); Tali singole componenti di costo, se rapportate ai ricavi caratteristici (Rc) consentono di individuare un primo gruppo di indicatori di economicità:

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Indicatore di economicità

Cpv Rc

+

Cc&d Rc

+

Cg&a Rc

+

Cr&s Rc

=

Cc Rc

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Inoltre, dal momento che il costo del prodotto venduto è dato dalla somma algebrica delle seguenti categorie di costi:     Costo Costo Costo Costo delle materie (Cm); del lavoro tecnico (Clt); degli ammortamenti tecnici (Cat); dei servizi tecnici (Cst);

Il primo indicatore può essere ulteriormente scomposto: Cm Rc + Clt Rc + Cat Rc + Cst Rc = Cpv Rc
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Inoltre, è possibile considerare il complemento ad 1 dell’indicatore di economicità Cc/Rc precedentemente individuato, senza mutarne il significato, in Cc quanto di valore Econ = 1 speculare: Rc L’equazione può essere riscritta anche: Rc - Cc
Econ =

Rc Che diventa:
Econ =

Ro Rc
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Il ROS –Return On Sales
Econ =

Reddito operativo

Ricavi caratteristici È l’indice di redditività delle vendite ed esprime il grado di economicità aziendale attraverso l’incidenza del reddito operativo sui ricavi tipici: Ro
ROS =

Rc
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La gestione economica accessoria
La gestione economica accessoria: riguarda l’impiego (l’investimento) di risorse finanziarie, provenienti dalla gestione tipica e da quella finanziaria, momentaneamente eccedenti rispetto alle esigenze del normale funzionamento del sistema.

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La gestione economica accessoria
L’impresa può disporre di risorse finanziarie che nell’immediato non sono assorbibili dal proprio processo produttivo tipico; Essa può impiegarle, al fine di rendere minime le giacenze di cassa ed ottenere una remunerazione delle stesse, in investimenti non caratteristici che  Siano di facile realizzo e quindi facilmente presentino le seguenti caratteristiche: smobilizzabili;  Presentino un soddisfacente livello di economicità.
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L’impiego accessorio di risorse finanziarie
• può consistere nell’accensione di crediti di finanziamento: le risorse monetarie eccedenti vengono concesse in prestito a terze economie al fine di conseguire un vantaggio economico.  L’impatto economico può essere valutato come differenza tra il costo di accensione del prestito ed il relativo ricavo di estinzione (investimento e realizzo).

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L’impiego accessorio di risorse finanziarie
2. Può consistere anche nell’acquisto di beni specifici, accessori rispetto all’attività caratteristica, dal cui utilizzo l’impresa riesca a conseguire un reddito soddisfacente. Ad es:  L’acquisto di un bene immobile da parte di un’impresa industriale da dare in locazione o da rivendere sul mercato a prezzi più vantaggiosi;  L’acquisto di partecipazioni in altre imprese a fini speculativi.
41

La gestione economica straordinaria
La gestione economica straordinaria comprende tutte le operazioni estranee ai normali accadimenti aziendali, distinguibili:  in modificazioni impreviste di attività e passività aziendali estranee al processo investimenti-recuperi;  in operazioni di realizzo delle vendite di fattori produttivi a lento utilizzo.
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La gestione economica straordinaria
Anche le operazioni straordinarie sono in grado di influire sul grado di economicità aziendale, attraverso la produzione di costi e ricavi straordinari.

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La gestione economica straordinaria
I costi e i ricavi straordinari relativi a modificazioni impreviste di attività e passività aziendali estranee al processo investimenti-recuperi sono ad esempio: furti e ammanchi di beni (denaro, beni di magazzino, cespiti vari, ..); i relativi rimborsi assicurativi; perdite o danneggiamenti di beni a seguito di eventi naturali straordinari come alluvioni, terremoti, incendi, inondazioni, ecc.); liberalità ricevute, in denaro o in natura; oneri per multe, ammende e penalità; oneri da cause e controversie di natura straordinaria; perdita o acquisizione a titolo definitivo di caparre; 44 ecc.

  

    

La gestione economica straordinaria
In generale sono:  I ricavi legati al sopravvenire di elementi dell’attivo (sopravvenienze attive);  I costi legati al venir meno di elementi dell’attivo (insussistenze passive);  I costi legati al sopravvenire di elementi del passivo (sopravvenienze passive);  I ricavi legati al venir meno di elementi del passivo (insussistenze attive).

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La gestione economica straordinaria
I costi e i ricavi relativi ad operazioni di realizzo delle vendite di fattori produttivi a lento utilizzo sono:  I ricavi legati alle plusvalenze da realizzo;  I costi legati alle minusvalenze da realizzo.
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La gestione finanziaria
 L’intervallo temporale che intercorre normalmente tra il momento del sostenimento dei costi e quello del conseguimento dei ricavi richiede che l’impresa riesca ad acquisire risorse finanziarie da investire nei fattori specifici della produzione;  Tali risorse permangono nell’impresa fino al momento del loro recupero, che avviene a seguito del processo di vendita.  Si genera in tal modo un fabbisogno
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La gestione finanziaria
 Il complesso degli investimenti che l’azienda deve affrontare nel corso della sua attività genera un fabbisogno finanziario.  Tale fabbisogno finanziario può trovare copertura:  anzitutto nel ricorso ad economie esterne da cui attingere le risorse necessarie;
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 Successivamente esso può trovare

Il fabbisogno finanziario
La gestione finanziaria, nell’ambito del subsistema gestionale aziendale si occupa della gestione delle problematiche di natura quantitativa e qualitativa relative al fabbisogno finanziario derivante dal complesso degli investimenti (IMPIEGHI di capitale) che dovrà affrontare nel corso dell’attività d’impresa.

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Il fabbisogno finanziario La determinazione del fabbisogno finanziario
dipende direttamente dalla dimensione aziendale prescelta e dal processo produttivo che l’impresa intende svolgere, la cui stessa realizzazione deriva dalla possibilità di reperire il capitale occorrente nelle quantità e nelle qualità richieste. La quantificazione del fabbisogno finanziario lordo è preventiva rispetto allo svolgimento dell’attività e avviene fabbisogno finanziario è Una volta determinato il in sede di pianificazione necessario provvedere e programmazione. alla relativa copertura,

attingendo a mezzi di provenienza e natura diversa, e 50 ricercando una corretta correlazione con l’andamento e le caratteristiche del fabbisogno.

Il fabbisogno averso lafinanziario gestione finanziaria l’impresa è in grado  Determinare il proprio fabbisogno finanziario totale (o lordo);  Determinare il proprio fabbisogno finanziario netto;  Ottimizzare la propria struttura finanziaria.

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Il fabbisogno finanziario lordo
Da un punto di vista quantitativo l’azienda esprime un fabbisogno finanziario lordo che sarà determinato:

dalla sommatoria dei costi di acquisto (prodotto della quantità per il relativo prezzo) dei singoli fattori produttivi richiesti dallo svolgimento della gestione in un intervallo di tempo considerato. Vale a dire l’entità dei capitali occorrenti per attuare gli investimenti programmati f Fabbisogno fin. lordo =1 x p1 + f2 x p2 per il periodo considerato. +….+ fn x pn
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Il fabbisogno finanziario netto
Per la rappresentazione del fabbisogno finanziario netto occorre considerare la copertura offerta dal flusso dei ricavi: Le risorse finanziarie impiegate nell’acquisto dei fattori della produzione verranno rigenerate attraverso la vendita dei prodotti ottenuti, liberando risorse finanziarie reimpiegabili per dare copertura a nuove operazioni di investimento. È dato dal fabbisogno lordo depurato della parte coperta dal flusso dei ricavi o realizzi.

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La velocità di L’ ampiezza dell’intervallo temporale intercorrente circolazione
tra l’operazione di investimento e l’operazione di realizzo definisce la velocità di circolazione di ogni singolo fattore.

Essa può essere espressa anche come numero delle operazioni di investimento-realizzo che uno specifico fattore subisce nel corso di un determinato periodo gestionale. Essa è fondamentale ai fini della determinazione del fabbisogno finanziario, in quanto consente di f1 x p1 pervenire alla determinazione p2 fabbisogno pn f2 x del fn x Fabbisogno fin. netto = + +….+ finanziario netto:

V1

V2

Vn

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Il fabbisogno Pertanto l’equazione che esprime il fabbisogno finanziario
finanziario viene costruita sulla base di alcune ipotesi di partenza, originariamente stabilite e cioè:

• I valori assumibili dalle quantità di fattori produttivi da acquisire (fattori produttivi a fecondità semplice, fattori produttivi a fecondità ripetuta) • I relativi prezzi • La loro prevista velocità di circolazione (tempi di realizzo degli
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La copertura del fabbisogno Per far fronte al fabbisogno finanziario
generato dal flusso dei costi (operazioni di investimento) l’azienda deve reperire delle risorse utilizzabili per provvedere alla relativa copertura Facendo ricorso a:
Fonte interna Fonte esterna Mezzi interni
(endofinanziam ento) Risorse attinte con il vincolo della proprietà (capitale di rischio o capitale proprio) Risorse attinte da terze economie con il vincolo del prestito (capitale di credito o debiti di finanziamento) Generati dal flusso dei ricavi (operazioni di disinvestimento o di realizzo)

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Fonti di finanziamento: differenze tra capitale di rischio e capitale di credito
Le due forme di finanziamento differiscono in merito alle seguenti caratteristiche: • Diverso grado di rischiosità: il capitale di credito presuppone l’integrale restituzione a prescindere dai risultati economici della gestione; il capitale di rischio potrà essere restituito solo nel caso in cui la gestione dell’impresa sia equilibrata; • Diverso grado di onerosità: il capitale di credito presuppone una remunerazione fissa (costo) mentre la remunerazione del

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Fonti di finanziamento: differenze tra capitale di rischio e capitale di credito
3. Diversa durata della permanenza all’interno dell’impresa: generalmente, il capitale di credito risulta impiegato nell’attività aziendale per un tempo inferiore rispetto al capitale di rischio che, invece, tende a permanere per un tempo indefinito.

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I finanziamenti attinti con il vincolo del prestito (capitale di credito o debiti di finanziamento) Il reperimento dei finanziamenti attinti con il vincolo del prestito si svolge secondo una sequenza che prende avvio dall’assunzione del debito e si conclude con la sua estinzione; L’assunzione di un debito di finanziamento comporta la corresponsione di un compenso al finanziatore sotto forma di interessi maturati sulle somme erogate.
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Ciclo dei finanziamenti attinti con il vincolo del prestito
Accensione del debito
Ricavo (valore nominale) Aggio/ disaggio del prestito

Impiego

Estinzione del debito
Costo di estinzione (valore nominale) Oneri del presti to

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I finanziamenti attinti con il vincolo della proprietà (capitale di rischio o capitale proprio) Il reperimento dei finanziamenti attinti con il vincolo della proprietà prende avvio dal conferimento effettuato da parte dell’imprenditore individuale oppure dei soci nel caso di società e si conclude con la restituzione delle risorse originariamente conferite (incrementate/decrementate per effetto della gestione); La restituzione del capitale di proprietà può avvenire al termine della vita dell’azienda oppure in corso di funzionamento qualora
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I finanziamenti attinti con il vincolo della proprietà (capitale di rischio o capitale proprio) Il capitale proprio può diminuire a seguito dell’erogazione degli utili conseguiti, di contro può aumentare a seguito del reintegro di perdite. Ciclo dei finanziamenti attinti con il vincolo della proprietà
Conferimento del capitale di proprietà Reintegro di perdite

Impiego

Restituzione del capitale proprio Erogazione utili
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Circuito dei finanziamenti attinti dalla duplice fonte (aspetto quantitativo della copertura del richiesto fabbisogno finanziario)
Fonte esterna
Accension e del debito

Impiego

Estinzione del debito

Fabbisogno finanziario globale

Fonte interna

Conferimen to del capitale di proprietà

Impiego

Restituzion e del capitale proprio
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Aspetto qualitativo della copertura del fabbisogno finanziario L’aspetto qualitativo della copertura del richiesto fabbisogno finanziario è legato all’individuazione della combinazione ottimale dei diversi mezzi di copertura finanziaria (struttura finanziaria equilibrata). Il collegamento tra “fabbisogno” e “copertura” conduce al confronto delle caratteristiche delle diverse classi di investimento, in termini di durata temporale e di fluttuabilità del relativo fabbisogno finanziario generato con le varie fonti di finanziamento, con particolare riferimento al vincolo dell’acquisizione. La correlazione va ricercata nelle diverse 64 dinamiche evolutive interessanti le due categorie,

L’aspetto qualitativo del fabbisogno e l’equilibrio finanziario
FABBISOGNO COPERTURA

FABBISOGNO DUREVOLE

FONTI FINANZIARIE RIGIDE FONTI FINANZIARIE ELASTICHE
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FABBISOGNO VARIABILE

La gestione monetaria
Indica il complesso di operazioni che permettono all’azienda di far fronte in ogni momento alle uscite monetarie, onorare con continuità i pagamenti cui è tenuta, attraverso un flusso preordinato di entrate monetarie. Essa si caratterizza per il ricorso a mezzi monetari (denaro e mezzi sostitutivi del denaro attraverso cui vengono regolati gli scambi).
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La gestione monetaria
Si rende necessario raccordare il flusso monetario in uscita causato dai pagamenti con il flusso monetario in entrata alimentato dalle operazioni di incasso. Le uscite monetarie devono essere precedute da entrate monetarie ottenute senza forzare i naturali tempi di realizzo degli investimenti e rendendo minimi gli impieghi non remunerativi.
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La gestione monetaria
E’ necessario, inoltre, considerare oltre alle entrate ed uscite di denaro che sono variazioni monetarie in senso stretto, la movimentazione dei mezzi sostitutivi del denaro rappresentati dai crediti e dai debiti di funzionamento

Al fine di trovare la coordinazione ottimale tra i flussi monetari in entrata e in uscita.

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Crediti e debiti di funzionamento
Crediti e debiti di funzionamento: funzionamento sorgono in relazione ad operazioni della gestione economica caratteristica, i crediti per la vendita di prodotti i debiti per l’acquisto dei fattori produttivi, in contropartita di movimenti di risorse reali; e perciò rappresentano l’aspetto derivato di operazione originarie (acquisto-vendita).

69

Crediti e debiti di finanziamento Crediti e debiti di finanziamento: finanziamento sono invece operazioni originarie, sorgono in contropartita di movimenti di risorse monetarie, i crediti nascono nell’ambito della gestione economica accessoria, i debiti nell’ambito della gestione finanziaria.

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Il circuito della gestione monetaria

Entrate monetarie e mezzi sostitutivi

Impiego

Uscite monetarie e mezzi sostitutivi

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