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Emigrazione

Triste conferma della miseranda esistenza condotta da molti abitanti di queste aspre zone montane labbiamo osservando il fenomeno dellemigrazione verso le pianure del Nord. Pavia, Vigevano,Lomellina, le mete pi frequentate quali sedi di lavoro stagionale sin dal XVI Secolo. Dalle filze criminali: 1618 - Gio Traverso di Pentema va a lavorare a Pavia. 1678 - Questo inverno passato essendo a Vigevano ove concorrono molti della Villa di Montebruno a procacciarsi il vitto. 1680 - Giovanettino Mozzo di Caprile, andato in Lombardia conforme al solito per guadagnarsi il pane. 1681 - Mi chiamo Angelo Costa detto il Camia della villa di Moconesi, Capitanato di Rapallo et il mio esercitio di lavorare in Lombardia, cio segare, batter noci, fare il fachino. Di ordinario abito a Vigevano; vendetti le scarpe per soldi trenta di Milano, atteso che Agostino Barbero detto Fratte le disse che essendo in Vigevano dei Garbarini e dei Barberi di Montebruno, haverebbero conosciuto dette scarpe 1746 - Gio Biggio di Fontanigorda I miei hanno svernato nella Lombardia, cio nella Lomellina 1743-1751 - Dalle annotazioni del registro delle morti troviamo registrazioni di decessi a Tromello Lomellina. Dal diario di Don Giovanni Carraro. 1800/1850 - Ogni autunno ci voleva il passaporto per entrare a Pavia, l giunti si davano a qualsiasi lavoro i pi erano schiappalegne, tanti lavoravano alla pilatura del riso da settembre a marzo, anche le giovinette andavano a raccogliere viole per gli argini del Ticino e le offrivano agli Ufficiali Austriaci.1
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P. Asborno - La Grangia di Magioncalda.

1940 In autunno, finita la raccolta delle castagne andavamo in citt a fare le servette nelle famiglie dei Signorisi era intorno agli anni 40, la nostra paga si aggirava sulle 100 Lire che mandavamo regolarmente a casa. Laltro lavoro a cui potevamo accedere, compiuti 16 anni, era la monda del riso. verso sera ci scaricavano in una piccola stazione del Vercellese infine sui grandi carri che usavano per il trasporto del riso imparavamo ad andare a piedi nudi e vincere il ribrezzo a scendere nelle acque putride della risaia, piene di rane e bisce.lorario si allungava a 11/12 ore sotto il sole cocente, le punture dei moscerini ed il terribile mal di schiena.2 Altri curiosi flussi migratori, anche questi profondamente innestati su abitudini secolari, quello dei Maestri da Muro Lombardi, quello dei Suonatori di Piffero e Musa, e i Viaggi della Salute.

I Maestri da Muro Lombardi


Lantica consuetudine di ricorrere a mano dopera Lombarda penso risalga al XIII secolo con gli importanti lavori di ristrutturazione del Castello Di Torriglia commissionati da Nicol Fieschi ai Magistri Antelami. La provenienza dei Mastri da Muro operanti nel Feudo Imperiale di Torriglia sin dal 500: Villa Bieno e Armi, Lacus Majoris, Status Mediolani da identificare con due frazioni di Veddasca nel Luinese: Armi e Biegno. Ulteriore conferma la fornisce il cognome Saredi, presente a Veddasca ed in Val Trebbia ove i Saredi conservano la tradizione di costruttori. Una terza frazione di Veddasca Lozzo, denominazione forse trasportata a Lozzo di Ottone (Pc) sempre in Val Trebbia. Dalle filze criminali:
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C. Ferretti La Trebbia 13/8/1999

1572 - A Olcesi (Fraz.di Torriglia) Maestrus Petrus, Maestrus Andrea, Fabri Murrarij et eius famuli. 1594 - G. Carbone fa restaurare la sua casa a Fontanigorda da un mazacane lombardo. . 1617 - Torriglia, massacani Lombardi litigano con delle zingare , vengono arrestati e tradotti il Castello. 1669 - Disgraziata morte di Antonio Santo Faber Murarius di anni 22 da Armo Diocesi di Milanoqui fortuito cecidit ex summitate pinnaculi moderno Ecclesie Parrocchialis 1672 - Pentema, fraz. di Torriglia, Maestro Domenico Barbit di Jacobo, Villa Bieno, Lacus Maioris status Mediolani, faber murarius, Antonio Portisso q,Jacobi faber murarius assieme a Jacobo Traverso di Riola e Antonio Traverso della Pessa, lavoravano in giornata. 1683 - Orcesi fraz.di Torriglia, avendo Giacomo Casaliggio fatto venire un maestro da muro lombardo per designare di fabbricare una casa 1749 - Convegno nel Castello di Torriglia per decidere la costruzione della nuova Canonica presenti i Magnifici Reggenti, Il Commissario Diego Saverio Tassi, il Prevosto Bianchi Guglielmo, i Consoli di Villa, i Priori della Chiesa, e due migliori Mastri da Muro Lombardi del luogo di Armi del Lago Maggiore, Ducato di Milano.

Suonatori di piffero e musa


In altra parte della ricerca ho riportato le tracce del passato in merito a questa singolare migrazione che dallareale detto delle quatto province, Genova, Piacenza, Pavia ed Alessandria vedeva i pifferai lungo il crinale da Varzi o da Cegni fin a raggiungere Propata, Torriglia, Uscio, gi fino in Fontanabuona, ricordo la famiglia dei Sala. A Cicagna attorno ai primi decenni del 900 ebbe grande impulso lartigianato del piffero attorno alla leggendaria figura del Grixu (Nicol Bacigalupo) tanto che ogni suonatore ambiva possedere un piffero di Cicagna.

Viaggi della salute


Un rimedio molte volte efficace in caso di malattie reumatiche o broncopolmonari, era quello di abbandonare le pianure paludose e malsane per stabilirsi in montagna ove certo laria fine e frizzante contribuiva alle guarigioni. Uno di questi viaggi, appare nel 1665 quando la futura moglie di Stefano Musante Bandito di Bavastrelli, certa Agostina, si trasferisce da Pavia a Caprile in Val Brugneto in casa di parenti per migliorare da una febbre fredda, la stessa donna qualche anno dopo, coinvolta in quellambiente di malaffare, viene ritrovata uccisa nelle Mogliette di Bavastrelli con una stilettata alla gola. Interessante la descrizione del cadavere, soprattutto per certi particolari che vanno a confermare le abitudini di questa Lombarda, sarta, imparentata con la Parentella Musante. 1671 - Vulnerata in gula in dextera cum parva pellis incisione e magna sanguinis effusione, pro quo vulnere expiravit. Un busto di saia e scotto di color turchino nuovo, guarnito di lanerino rosso e turchino con falde di bombacina turchina, uno scosale di terlisa bianca, una camisa di tela bianca con scarpe tali e quali, senza calcette Di pi havea nella stacca del pane, formaggio et castagne, una corona di vetro bianco, un borsettino di pelle con Lire 9 di Milano, un involtetto cusito dove era una medaglia di lottone. Appo il quale cadavere stato anche ritrovato un mandillo tale e quale con una canna, ossia tre palmi lombarda da misurar tele et un involto di lana da filare bianca in peso circa una mezza Lira

Varie
1607, ottobre - Due scarlazatori da lana Milanesi denunciano furto a Pentema

1618 - Il Maestro Spinello dice: essendo partito da Nervi per venire a Torriglia dove facevo scola al figlio del Commissario Unemigrazione poco nota, ma di lusso, era quella vissuta nel Sec.XVII, XVIII, dai Funzionari a nomina del Principe Doria nei loro spostamenti da Feudo a Feudo. Torriglia, Carrega, Garbagna, Grondona, Ottone, S.Stefano dAveto le destinazioni. Commissari, Auditori, Bargelli si alternavano in questi Feudi di montagna spostando masserizie e famigliari su muli, cavalli e portantine. Ricordo i Gatto e gli Alvigini di Garbagna, i Cella di S.Stefano che imparentati con le migliori famiglie locali coprirono gli incarichi di maggior rilievo nella gerarchia civile e religiosa e costituirono quella classe dlite che dopo il crollo dellAncient Rgime si sfald cercando spazio nelle nuove istituzioni.

Figura 1 Filze Criminali del Castello di Torriglia