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Cronaca del Patranico

ovvero fuga et avventure attraverso i monti dalla Riviera alla Lombardia


di tre Banditi Capitali dal Dominio Genovese che stante lhinimicitia avevano ammassato sul Monte di Barbagelata il Re di parentado Ferrari di Ferrada nel mentre che sappava, dandole unarchibuggiata di dietro alle spalle per la quale morse subito, ..con dirle che li aveva fatto dieci buchi nella schiena e cio con sette palle e gli altri pallini e quindi postosi in fuga senza scarpe atteso che non ard pi andarle a prenderle dove le aveva lasciate a causa per andar a far detto omicidio

La Fuga
I nostri eroi: Agostino Barbero app.to il Fratte, Angelo Barbero figlio del Grillo di Moconesi ed Angelo Costa detto Camia, dopo varie vicissitudini nei piccoli borghi vicini decidono di rifugiarsi in Lombardia per sfuggire alla giustizia del Principe Doria , passano a Montebruno in casa di Agostino appellato Piastrone e gionti in detta casa e picchiata la porta, la moglie di detto Agostino dicendo chival e detto Fratte rispondendole, aprite che sono vostro parente, essa aprendo, si introdusse in casa ove chiedendo vino le dette dei denari per mandarne a comprare et ivi mangiando del pane e formaggio le soggiunse che conveniva havere un paro de scarpe per il suo compagno e cos le diede un paro di bianche, di gi usate ma ancor buone e postele nei piedi detto Camia et indi partiti tutti tre giunsero di giorno alle Capanne di Carrega ove Angelo ed il Fratte lasciorno i loro archibugi con le loro cazaline cio una di dodici cariche chera del Fratte e laltra di dieci che era del Camia e se ne andarono verso le ventidue ore avendo mangiato e bevuto e consegnato dette armi al figlio di essa

con mostrarle un rasoio e dire questo sar il segno quando manderemo a prenderle Partiti da dette Capanne, vollero andare per il monte tutta la notte, ma gionti sopra il Monte di Salogni et accortisi aver falito la strada calorono gi alla Cabella e acortisi essere in detto luogo, esso Fratte disse, oh meschini noi, siamo alla Cabella e cos con passo frettoloso andorsene a Dernice ove fatta colazione andorono a dormire in un luogo detto La Bastia ove detto Camia vendette le scarpe per soldi trenta di Milano, atteso che il detto Fratte le disse che essendo in Vigevano dei Garbarini e dei Barberi di Montebruno haverebbero conosciuto dette scarpe e cos scalcio detto Camiotto and sino a Vigevano ove se ne compr un paio da un savatino per soldi venti, ed andati a casa del detto Fratte, che vi aveva la moglie , stettero ivi, andando in quella sera nellHostaria del Castello in compagnia del Grillo, di suo figlio e di Blanchinetto di Montebruno ed altri, e fermatisi a Vigevano fino alla Fera di San Simone, decidono di tornare alla montagna passando prima da Pavia per cercar la compagnia, ove giungendo alle quattordeci ore si partirono alle venti di compagnia di Domenico Barbero di Raffelino che sta alli Tartogni il Sartore, Il Molino di Montoggio e Gio Costa di Marzano.

Il Ritorno e lincontro imprevisto


Giungendo alla sera cio allAvemaria sonata al Gabione, schivata lhostaria andorono in certe case che li fecero dei taglierini, schivorno il Gabbione, ateso che lontano un miglio incirca dal detto luogo del Gabione serano incontrati col Marchese che sta ivi vicino incontrandolo prima detto Domenico Barbero in un sentiero stretto, che avendo un mandillo al collo non voleva dar strada al detto Marchese che era a piedi, e dicendole detto Marchese, dove avete imparato la creanza, Barroni! esso Domenico, non stimando che fusse il Marchese. Non avete creanza nepur Voi, detto Marchese datole un urtone in un bracio, lo giet gi dalla strada, onde il Gioannino che era armato darchibuggio,

voltandosi al detto Marchese le disse con chi si stamasse trattare..?? Onde il detto Marchese cacciando mano ad una pistolla, le disse Becco fottuto, vuoi parlare ancora?....Dicendo ad uno dei suoi servitori.prendi larchibuggio a quel cane becco fottuto,se si muove lammasso e slanciatosi detto servitore allarchibuggio di detto Giovannino, con dirle lascia questarchibuggio et cacia mano ad uno stiletto ponendoglielo allo stomaco, detto Giovannino le lasci larchibuggio con cacciar mano ad un coltello, come fece detto Fratte, in quel momento giongendo detto Molino che era restato indietro a loro per i suoi bisogni, essendo sopra ad un costigliolo e vedendo quanto sopra, immascandosi larchibuggio allo loro volta, e dicendo, cani, lasciateli andare se no vammasso! Esso Marchese disse ai suoi servitori, lasciateli andare quei cani bechi e recuperato il detto Gio il suo archibugio con laiuto del detto Domenico, ognuno se ne and per i fatti suoi.

Il disimpegno
Poi tutti e cinque andarono in dette case ove mangiorno gli taglierini e racontando al padrone delle case del successo, dopo haver mangiato, le disse: levatevi di qui per lamor di Dio, perch detto Marchese lhaverebbe fatto dar adietro e cos venendo tutta notte si trovarono alla mattina nel luogo di Varci di dove si partirono ben presto per tema della giustizia e vennero al Castellaro giungendovi al tempo di pranzo passando per la villa di Monteforte et andati allhostaria del Marchese, ivi mangiorono dei taglierini e volendosi fermare ivi tutto il giorno, detto hoste le disse che se volevano stare farebbero quello le parrebbe, ma egli avendo ordine dal Marchese di Santa Margarita di dar da mangiare a chi passava, ma se alcuno si fermava et era armato, bisognava che andasse a denontiare e prendendosi venti soldi di pane, se ne vennero verso le Cabanne di Carrega pian piano giungendo in cima di Borbera, fra il chiaro ed il scuro, ove fermandosi si posero a dormire in una fossa di costi che vi sono et alla mattina pian piano partendosi vennero nelle Fraccie di Artanna ove stetero fino a unora di notte non

volendo far camino per ritrovarsi quel giorno che era la vigilia di San Simone alle Cabanne di Carrega, ove partitisi dalle Fraccie ad unhora di notte arrivarono alle dette Cabanne alle tre hore.. Il Camia ed i suoi compagni verranno acchiappati da alcuni abitanti e consegnati al Bargello ed ai birri che li condurranno nel carcere della Torre del Castello di Torriglia dove verranno sottoposti ad interrogatorio e tortura e poi condannati.

Figura 1 - Disegno di pistolla sequestrata - F.c.c.

Figura 2 - Disegno di stiletto sequestrato F.c.c.