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Enrico Linaria

La vera storia, senza veli, di Roberto P, collaudatore di carta igienica


LAVORO DI MERDA

edizioni AURORA

In certi passaggi ho sognato che Roberto P fosse un po Jack Lemmon e il Favilli un po Walter Matthau... e litigassero come nella Strana coppia. lautore

uno scrittore, lo conosco. Scrive libri. Il paraurti lha preso nelle gambe, ma lauto stava gi frenando. No, lha colpito al petto. Il vecchio disse il ragazzo scivolato su della merda.
Julio Cortzar Rayuela (1966)
cap. 22 Dallaltra parte

non penserete mica che quella cosa marrone che comincia per m non abbia dignit letteraria?

Dopo Dante e Sartre chi pu scrivere dInferno? Dopo Melville e Conrad chi pu scrivere di mare? Dopo Manzoni e Camus chi pu scrivere di peste? Scrivendo di carta igienica questi problemi non ci sono.

in mezzo a tanti libri metaforicamente di merda questo un autentico, fuor di metafora,

libro di merda!

2007 by Enrico Pieruccini prima edizione: giugno 2007 ISBN 88-86899-47-5 Edizioni AURORA realizzazione editoriale: Enrico Pieruccini

Enrico Linaria

La vera storia, senza veli, di Roberto P, collaudatore di carta igienica

personaggi principali
ROBERTO P, collaudatore di carta igienica presso la Soft Clean SONIA S, sua moglie, insegnante e casalinga MARCO, loro figlio sedicenne NICOLETTA, loro figlia, sette anni ORLANDO FAVILLI, detto LANDO, chimico della Soft Clean CINZIA BALLINI, impiegata della Soft Clean ILARIA PUCCINI, stagiaire ALESSANDRO BACCI, direttore del personale della Soft Clean BARBARA FERRARO, sua segretaria, detta Barbie LUIGI RISALITI, veterinario, consulente MISS ROSSELLA MOORE, alias Ross Arsella, collaudatrice di carta igienica, consulente SALVATORE FIORILLO, agente di commercio GIUSEPPE RAGUSA, direttore generale della Soft Clean DON REMIGIO BERTOLACCI, monsignore a riposo MARIO ANDREONI, sindacalista dello Slaci MASSIMO LANDI, informatico GILBERTO DONATEO, compagno di scuola di Marco azienda SOFT CLEAN

La vicenda si svolge ai giorni nostri prevalentemente a Porcari e dintorni (vicino a Lucca), regno della carta igienica. Qualsiasi riferimento a fatti e persone puramente casuale.

PERSONAGGI PRINCIPALI

Lavoro di merda
La cosa insolita per Roberto P era che per lui, farla, anzich un bisogno fisiologico, era un lavoro. O se anche era un bisogno fisiologico, in primo luogo era un lavoro: sodo per di pi, soprattutto quando la faceva dura. Nel suo lavoro dura (D) era una delle cinque tipologie base della merda. Le altre quattro erano molla, untuosa (a pasta fine e molto scura), pallottine style (ovvero caprina, a piccoli stronzetti secchi) ed emulsionata (a pasta grossa, con pezzetti di cibo riconoscibili, normalmente chiara), in codice, rispettivamente, M, U, P ed E. Disattendendo i proverbi che mettono sullo stesso piano tempo, culo e signori (tutti e tre farebbero sempre quello che vogliono loro), Roberto P era spesso apostrofato al cuor non si comanda al cul s. Per ragioni di lavoro capitava infatti che fosse costretto a farla per un certo periodo, ininterrottamente, ora dura e compatta, ora molla e squacquerosa, ora untuosa, ora caprina, e ora emulsionata allindomani di assunzione di fibra e di acqua in grande quantit. A Roberto P lintestino rispondeva sempre al tipo di alimentazione: al millimetro, con meccanismi di causa ed effetto precisi non solo nei risultati, ma anche nei tempi di transito. Per questo, Roberto P era stato assunto come collaudatore dalla Soft Clean, azienda leader nel settore delle carte igieniche, dopo una durissima selezione che laveva visto trionfare su quasi mille concorrenti che stando ai si dice erano stati inizialmente selezionati in base ai curricula. Con le inevitabili battute che mai il termine curriculum si era rivelato cos ad hoc. Tutto era cominciato con un annuncio un po strano apparso sui principali quotidiani nazionali nelle pagine ricerca di personale specializzato.
Azienda internazionale leader nel settore igienico-sanitario cerca persona veramente capace, massimo 40nne, preferibilmente perito-chimico o con laurea in chimica, da inserire nel settore ricerca-sperimentazione. Richiedonsi ottimo stato psico-fisico, attitudine al movimento e grande capacit di concentrazione. Inviare curriculum e dati corporei quali altezza, peso e taglia a Searching Professional eccetera eccetera.

LAVORO DI MERDA

Roberto P, laureato a pieni voti in chimica industriale con una tesi sulle carte senza cloro, non aveva perso tempo. E neppure la Searching Professional. Neanche due settimane dopo avere inviato il proprio curriculum, Roberto P riceveva la convocazione per un colloquio. Nel corso del colloquio le domande, per Roberto P che non poteva certo immaginarsi il tipo di lavoro, suonarono davvero strane. Perdoni lindiscrezione. Ma considerato il prodotto che lei dovr eventualmente seguire nella fase finale, necessario che le facciamo delle domande indiscrete e insolite. Lei va regolarmente di corpo? L'intestino risponde a quello che mangia? Ha mai sofferto di stitichezza? Ha problemi se mangia cibi con molta fibra vegetale? Riesce ad assumere, per qualche giorno di seguito, cibi un tantino unti, con olio e burro cotti? Quando le capitato di avere la diarrea, lha tollerata bene? disposto a portarsi il lavoro a casa? Quanti siete in famiglia? Quanti bagni avete in casa? Sono spesso occupati? I suoi familiari ci stanno tanto in bagno? Ha problemi, quando magari in giro, mettiamo per una passeggiata nel bosco, a fare i suoi bisogni senza poi poter fare il bid? Tra un risposta e unaltra e tra spiegazioni varie per fargli comprendere lenorme importanza di questo lavoro, la responsabilit che si sarebbe assunto nei riguardi di migliaia, se non milioni, di culi, Roberto P giunse alla conclusione a cui chiunque sarebbe arrivato: ossia che quello era, anche se di un certo livello, un lavoro di merda.

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LAVORO DI MERDA

Ma i tempi erano duri e qualsiasi lavoro, anche quello pi di merda, andava benissimo. Purch la retribuzione fosse buona. Lesito del colloquio fu ottimo. E Roberto P, dopo dodici anni come dirigente in una grossa azienda di trattamento rifiuti speciali e svuotamento pozzi neri in quel di Verona (dunque ai lavori di merda cera abituato), disse s alla Searching Professional ed entr alla Soft Clean. Non pi merde altrui da trattare dunque, ma le proprie. Oltretutto con un richiamo, le lauree prima o poi tornano buone, alla sua specializzazione cartacea.

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La famiglia
In famiglia nessuna tragedia per il nuovo lavoro in quel di Porcari* vicino a Lucca. Anzi, visto il risparmio sullacquisto della carta, Roberto P not con un certo dispiacere (quale marito non avrebbe preferito notarli in altri ambiti?) veri e propri orgasmi nella moglie che per via di sensibilit andava gi tanto al chilo, col maglio e, in quanto a tirchieria, niente niente che sarebbe morta soffocata pur di risparmiare il fiato. I figli no, loro se ne sbattevano le palle: che il padre trattasse i rifiuti speciali o avesse a che fare con la carta igienica li toccava n pi n meno come la critica della ragion pratica di Kant o lanalisi fenomenologica dellesistenza in Heidegger. La moglie invece, Sonia S, insegnante dinglese alle medie, aveva la fregola. Tignosa come se fosse nata da padre scozzese e madre genovese (dunque destinata a vivere tra i lucchesi che a detta di pisani e livornesi sono dei taccagni di merda), gi aveva fatto i conti sul risparmio annuale della carta igienica che lazienda dava gratis al marito in aggiunta a quella da collaudare: considerando che in famiglia erano in quattro (lei, il marito e due figli, Marco, sedicenne, liceale, e Nicoletta, sette anni) e che un rotolo durava allincirca cinque giorni, erano sei rotoli al mese, dunque settantadue rotoli lanno. A 70 cent a rotolo, il risparmio era di 70x72 = 50,40 euro allanno. Se poi, pensava, la uso anche come carta-rotolone in cucina e risparmio quattro rotoli al mese, fa quarantotto rotoli allanno, a 90 cent a rotolone, sono altri 43,20 euro di risparmio che aggiunti ai 50,40 fa 93,60 euro. Non contenta ipotizzava un risparmio anche sui fazzolettini. Se la carta igienica fosse stata di buona qualit, avrebbe potuto fare a meno anche di quelli: se li sarebbe preparati a casa con due pezzi di carta igienica uniti e ripiegati in quattro, tirati fuori dalla borsa con nonchalance al momento giusto... e chi se ne sarebbe accorto? Per lei, e per suo marito, non cerano problemi. Semmai i problemi ci sarebbero stati per i figli... a scuola, i compagni, il rischio di essere presi in giro. A Marco e a Nicoletta avrebbe per insegnato la tecnica della nonchalance, una disinvolta tecnica per tirarli fuori dalla tasca senza dar adito a sospetti. Che poi tutto questo potesse mettere in difficolt 12
LA FAMIGLIA

i figli e lei in ridicolo ai loro occhi, neanche la sfiorava lidea. E cos, visto che il consumo di pacchettini di fazzoletti in quattro era di circa 60 al mese nei periodi freddi e di 16 in quelli caldi, facendo una media di 38 al mese, 38 x 12 fa 456 allanno, a 25 cent luno, sono 114 euro che aggiunti ai 93,60 fa 207,60 euro. Incredibile ma vero, Sonia S un autentico disastro in matematica, da non riuscire a calcolare, con carta penna e calcolatore, laumento di velocit in dieci secondi di un treno che accelera di cinque metri al secondo, questi conti di economia domestica li faceva a chiusocchi, senza neanche sbagliare i centesimi, in una frazione di secondi. Quei sensitivi dotati di poteri extrasensoriali e capaci di percepire i campi magnetici ed energetici, se lavessero vista nei momenti di calcolo domestico le avrebbero visto scorrere, sotto le iridi, potenza del demone della tirchieria, numeri ed euro come nelle slot machine. Sonia S non sarebbe poi male. Sui quaranta, un corpo ben fatto e un visino simpatico che un po ricorda Elizabeth Montgomery, la protagonista della serie televisiva americana degli anni Sessanta Bewitched (in italiano Vita da strega), tutto di lei va poi alle ortiche nel vederla allopera, l a calcolare sempre ogni cosa, nei dettagli. Capacissima, nel corso degli anni, di essere arrivata a quantizzare il logorio dellepitelio vaginale per ogni trombata col marito. Roby, come lo chiama lei, un buon diavolo sulla quarantacinquina, ottima intelligenza, piccoletto, uno e settanta gi di l, un po di pancetta, e un bel faccione da culo che comunque non stato determinante per lassunzione alla Soft Clean.

nota importante: chi la salta un pirla * Porcari non uninvenzione dellautore per stare in sintonia con la merda. Esiste veramente. un comune in provincia di Lucca (32 metri sul livello del mare, 7.078 abitanti nel 2001) ed la patria della carta igienica. Situato in prossimit dellautostrada Firenze-Mare, a una decina di chilometri a est di Lucca e a una ventina a ovest di Montecatini, fa parte del disastrato triangolo industriale Capannori-Porcari-Altopascio, uno dei luoghi pi inquinati e urbanisticamente pi degradati della Toscana. Da farlo rassomigliare a quegli insediamenti industriali che tappezzano molte zone della pianura Padana, soprattutto nel Nord-Est.
LA FAMIGLIA

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Padri, figli e lavoro dei padri


Non frequente che uno lavori di culo, per lo meno ufficialmente. Che poi una fetta consistente dellumanit, anzich di cervello, lavori di culo affidandosi al caso ma soprattutto parandoselo o vendendolo, questo un altro paio di maniche. Per un figlio il lavoro del padre che spesso un modello, un punto di riferimento pu essere un argomento di conversazione con i compagni. E cos, che fa il tu babbo?, e il tu babbo qui, il tu babbo l, veramente tuo padre ha partecipato alle olimpiadi invernali?, la verit: tuo padre avvocato per professione e ciclista per diletto o il contrario?... ecco dunque padri la gamma infinita che lavorano di bisturi (chirurghi), di fiato (cantanti, artigiani vetrai, suonatori di trombe e affini), di lingua (assessori e consiglieri comunali, avvocati, venditori, addetti al marketing, agenti di commercio, meteorologi radiofonici e televisivi) e persino di nerchia (donnaioli impenitenti che stravedono per la gnocca)... Ma che lavorino di culo, no, proprio di culo ufficialmente, non ce ne sono. Sapessero invece i figli quanti padri (apparentemente culo & lingua estranei) vendono il culo come prassi consolidata e quanti lavorano di lingua leccando spudoratamente da consumarsela in quattro e quattrotto, subito, alle prime schermaglie per la carriera, che pi duno rimane senza e per il resto della vita lavorativa sattacca al tram. Padri, figli e lavoro dei padri. Nel caso di Marco e Nicoletta, lui liceale e lei ancora bambina, stando alle loro definizioni del lavoro del babbo, addirittura potrebbe sembrare che i padri sono due. Per Marco suo padre laureato in chimica ed responsabile di un settore ricerca della Soft Clean. Per Nicoletta suo padre si chiude in bagno, prova le carte igieniche e quelle che vanno bene le fabbrica in vari colori e con tanti profumi diversi. Tradotto in soldoni per i compagni di Marco suo padre un softicino, per quelli di Nicoletta, pi terra terra, e nonostante let che dovrebbe essere quella delle non parolacce, un merdaiolo.

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PADRI, FIGLI E LAVORO DEI PADRI

Merda quotidiana
Linvocazione di una celebre preghiera Roberto P la parafrasa inevitabilmente, riferendola a s, in dacci oggi la nostra merda quotidiana. Nessun dubbio che la merda, per lui e la famiglia, autentica fonte di vita. Certo, il suo un insolito modo di sbarcare il lunario: ma i lavori, purch onesti, continua a ripetersi Roberto P, uno vale laltro. E il suo lavoro, autenticamente di merda, alla fin fine non lo metaforicamente come lo sono parecchi lavori inutili e stupidi che in questa Italia allo sbando dove agricoltura, industria e ricerca sono andate a farsi fottere, permettono comunque a tanti poveri cristi di tirare avanti in qualche modo. Questa una giornata lavorativa tipo di Roberto P. Dopo la sveglia, alle 7, con pisciatella, lavata di viso, colazione a base di caffellatte, pane integrale, burro e marmellata, quasi sempre di prugne, la vera e propria giornata lavorativa comincia intorno alle 8. A questora i figli sono appena usciti per andare a scuola e anche la moglie che accompagna la piccola Roberto P rimane solo. Lui allora va nel bagnetto, che sempre a sua completa disposizione mentre il bagno grande per il resto della famiglia, e ascoltando il notiziario su radioUno assolve i suoi impegni contrattuali con un rituale piuttosto strano. La defecazione, quella, nella norma. Non diversa da quella di un architetto, di un operaio, di un impiegato del catasto, di un merdaiolo qualsiasi. Non che cacando per lavoro Roberto P lo faccia senza sentimento, cos tanto per farla. No, no, anzi: ci mette il giusto impegno e tutta la sua dose di poesia. quando arriva a pulirsi il culo, l che diventa un lavoro, l che cominciano le stranezze. Come prima cosa guarda dentro il water e annota sul blocco notes relativo alla carta che sta collaudando il tipo di merda. Una volta definita, comincia la pulitura del di dietro. I movimenti devono essere sempre rigorosamente gli stessi, standard previsti per il collaudo: stessa intensit pressoria su epiteli anali e cute circostante, stessa velocit di strofinamento, stesse modalit nel fare pressione, a turno, ora con quattro dita (escluso il pollice), ora con tre (niente pollice e mignolo), ora con due (indice e medio) e ora persino con uno, il medio. Spesso
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rimbalzandogli in testa quella vecchia filastrocca che da bimbo sentiva canticchiare dai cugini pi grandi, loro parlavano poi di ditalini e lui ovviamente non capiva, filastrocca che pi o meno, chiss se la grammatica corretta, se la ricorda cos.
Matrona romana se tergebat culum cum charta velina. Charta fregit et digitus in culum penetravit.

Conclusa la fase defecatoria, poi quella immediatamente successiva della pulitura del culo, Roberto P entra, dopo il rituale del bid, nella fase pi delicata del lavoro: lanalisi, in loco, dello stato della carta. Se il risultato positivo, ovvero nessuna lacerazione e ottimo effetto pulente, annota con cura i parametri richiesti, in primo luogo la tipologia dellalone dassorbimento che compare sul retro della carta l dove pi forte stata lazione pressoria della mano. Poi anche quelli importantissimi legati alla sensazione, o no, di morbidezza, di piacere o di fastidio per il culo. Se invece la carta si rompe (come nella filastrocca della matrona romana) le cose si fanno pi complesse. Roberto P deve allora esaminarla al microscopio, studiarne le lacerazioni e fare nei giorni successivi delle prove comparate con pressioni pulitorie sia maggiori che inferiori, ovviamente con lo stesso tipo di merda. Queste analisi comparate comportano dei rischi non da poco. Per quanto Roberto P sia preciso nel lavoro e tenga ordine nelle sue cose, pu accadere che qualche reperto rimanga esposto nei pressi del microscopio o sul suo piano dappoggio. Fosse anche per due tre minuti il tempo, per Roberto P, di andare a bere un bicchiere dacqua o di farsi una pisciata (per lui, a volte ci pensa con un certo orgoglio, pisciare come per Schumacher andare in moto o come per Valentino Rossi guidare unauto) il pericolo di dimenticarsi l il reperto sempre in agguato. Come quella volta che Marco aveva invitato quel rompicoglioni di Gilberto Donateo, il secchione della classe, per fare i compiti. Lepilogo non fu indolore.

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MERDA QUOTIDIANA

Secchioni rompicoglioni
Vieni oggi a casa mia che si fa i compiti insieme? chiede Marco, una mattina sul finire dellultima ora, a Gilberto Donateo nellimminenza di un compito in classe di matematica. Donateo, il secchione della classe, accetta. Nel pomeriggio a casa, fai unespressione e fanne unaltra, a un certo punto, pi che naturale, subentra quel certo desiderio di staccare. Desiderio che se per gli adulti oggi, molto meno di una volta la sigaretta, per i ragazzi (alla facciaccia dellentrarci come i cavoli a merenda) una di quelle merendine-cavolate proposte dalla pubblicit. Alzate le chiappe dalla sedia, Marco va in cucina a far man bassa di merendine (destinate alla sorellina e dunque mamma Sonia e Nicoletta sincavoleranno) mentre il secchione, gironzolando in corridoio, viene attratto da un microscopio in bella mostra su un piccolo tavolino nella stanzetta accanto, tutto piuttosto in disordine, attorno al microscopio vari pezzetti di carta e rotoli di carta igienica. Incapace di pensare ai cazzi suoi, Donateo savvicina al tavolino. Vede cos che i pezzetti di carta sono brandelli di carta igienica irregolarmente piegati, uno l sul microscopio per essere analizzato. Subito complice il film Chocolat con Juliette Binoche, inno alla disobbedienza in nome della felicit che il padre ex sessantottino gli ha fatto vedere qualche sera fa attratto dal marrone che fa bella mostra di s sul bianco della carta. Curioso come una scimmia, si porta un pezzetto vicino al naso. Sente odore di merda e schifato lo getta. Ammutolito se ne torna al tavolo di studio che Marco ha intanto riempito di merendine. Prendine gli fa Marco. No, grazie... Posso lavarmi le mani? dice sconvolto il secchione. S, il bagno grande laggi in fondo... Ehi ma che cazzo hai? chiede Marco. Ora te lo dico la risposta del Donateo che si avvia lesto in bagno. Al ritorno dellamico, Marco si sente in dovere di scoprire il perch di tanto turbamento. Cazzo, ma in questa casa analizzate la merda al microscopio?
SECCHIONI ROMPICOGLIONI

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Marco arrossisce. Poi, non senza imbarazzo, gli spiega per filo e per segno il lavoro del padre. Laltro, che ha il padre psichiatra e che, da buon secchione, se sa uno, vuole fare apparire, nel classico stile degli adulti, di sapere dieci, coglie la palla al balzo e fa tesoro di certi discorsi sentiti in casa. L per l dice ho pensato che eravate dei coprofili. Marco non ha la pi pallida idea di cosa voglia dire coprofilo. I coprofili gli spiega lamico con un tono saccente sono quelli che provano piacere sessuale con la defecazione. Sono patologie, autentiche perversioni, come la necrofilia... Cio? chiede Marco. Necrofili erano ad esempio certi imbalsamatori che nellantico Egitto si trombavano i cadaveri delle donne prima dimbalsamarle e necrofili sono oggigiorno quei becchini o infermieri che da noi se le fanno nellobitorio parlando come un libro stampato e dandosi una sistemata alluccello che gli diventato duro. Che schifo! Meglio farsi una sega! esclama Marco. S, ma immagina che la morta sia Halle Berry, o Jennifer Lopez o Rebecca Romijn! con luccello che gli diventa ancora pi duro. Ma vaffanculo! commenta Marco. Dunque tuo babbo prosegue il secchione con tono saccente si prende cura dei nostri culi come mio babbo dei cervelli! No tuo padre i cervelli non li cura, li strizza!... Ma va l, fatti una sega merdaiolo! No, semmai, merdaiolo sarai tu visto il mestiere che fa il tu babbo! replica Donateo. Oh, vuoi fa a puntate? dice Marco intendendo, con questa espressione appresa in classe da un loro nuovo compagno giunto da Livorno, se vuol fare a botte. Laltro accetta. Se le danno di santa ragione, distinto, senza conoscenza di particolari tecniche di lotta e Marco ha la meglio. Nel rispetto di unantica regola di Livorno e dintorni, Donateo incassa e porta a casa senza permettersi di dire una parola sia dellaccaduto che del padre di Marco. Una botta nei coglioni, di quelle belle forti che oltre c solo la castrazione, Marco per se l presa. Per difendere, grande attestazione di amore filiale, quel merdaiolo di suo padre. 18
SECCHIONI ROMPICOGLIONI

Scherzi di merda
movente: la goliardia
Tra la variegata fauna della Soft Clean, spicca Orlando Favilli, detto Lando, responsabile della ricerca chimica. lui, insieme a un fisico, a scegliere e a sperimentare in laboratorio la materia prima, dallovatta di cellulosa vergine alla carta riciclata, a realizzare dei protorotoli (che poi Roberto P collauda) e a studiare gli odori giusti da abbinare ai colori e ai disegni che uno studio di design elabora per la Soft Clean. Favilli, detto anche Madonna svizzera per via di questa interiezione che frequentemente gli esce di bocca confondendo guardie e madonne e conferendo a torto una nazionalit tutta a discapito delluniversalit, un goliardone godereccio che ha da poco superato i cinquanta. Stimato sul lavoro, ha il chiodo fisso della figa (quanto poi combini in pratica non dato saperlo, ma novantanove su cento sono soprattutto chiacchiere), gli piace andare in moto, gozzovigliare con gli amici e, quasi fosse per lui un secondo lavoro, combinare scherzi. Favilli non uno di quei mattacchioni che architetta scherzi e poi se li gode standosene zitto, in disparte. Essendo, i suoi scherzi, goliardate che di solito non inducono le vittime a rivolgersi ad avvocati e alle forze dellordine se vogliono giustizia e alla malavita organizzata se vogliono vendetta, Favilli gli scherzi li fa e poi ci ride pubblicamente palesandosi pure, con grande soddisfazione, come loro autore. Le risate non si fermano l. Perch anche in seguito il Favilli, nel raccontare lo scherzo, magari in presenza della vittima, ne ride a crepapelle con sobbalzi diaframmatici e singulti che pare sia l l per soffocare mentre a fiumi gli grondano gi le lacrime. Un bel giorno il buon Favilli, che si ritrova con un gran bruciore al culo per via di una serata con gli amici, piccantissimo salamino calabrese per antipasto, e poi vai con due piatti di penne alla superarrabbiata e porcate le pi incredibili, ha unidea terribile. Due tre telefonate quelle giuste dopodich, nel giro di una settimana, tutto pronto. Telefona allora a Roberto P. Per favore passa subito di qua che c una nuova carta da provare, precedenza assoluta sugli altri collaudi, ti aspetto domattina.
SCHERZI DI MERDA

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Allindomani Favilli consegna a Roberto P due rotoli rosa da provare: aromatizzati con esotiche bacche Isola dei famosi gli dice lui, in realt stracarichi di peperoncino rosso. Il giorno dopo, sono le 8 poco pi e Roberto P al lavoro nel bagnetto col sottofondo delle notizie sportive del gr1. Compiuto il suo dovere fisiologico, entra nel vivo dellattivit lavorativa. Nel farlo emette un urlo bestiale tipo quelli resi celebri da Fantozzi-Villaggio. Scena da cartone animato (autore del tiro mancino quel bastardo di Daffy, vittima il povero Porky), Roberto P riempie il bid di acqua fredda e ci mette il culo in ammollo. Ci resta una decina di minuti imprecando contro il Milan, contro il traffico sulla Pesciatina e contro Rosy Bindi. Mezzora dopo, incazzato nero, si precipita in azienda. Invano cerca di dire su a Favilli. Pi Roberto P urla, pi Favilli ride. Lunica sarebbe mettergli le mani addosso: solo cos laltro uscirebbe da quellirrefrenabile orgasmo ridanciano che va di pari passo con le urla di Roberto P e che si autoalimenta da non poterlo pi fermare. Quando poi vede Favilli sedersi su una sedia e dare vita a un raggomitolamento di singulti, con sguaiati battiti di piedi sul pavimento e pugni a tutto spiano sulle ginocchia, Roberto P capisce che starsene l tempo perso e pi incavolato di quando arrivato, esce dal laboratorio sbattendo la porta. Nel chiuderla e allontanarsi lungo il corridoio sente che la sua uscita ha scatenato ulteriormente le risate del Favilli e una sfilza interminabile di Madonne svizzere. Imprecando contro tutto e tutti, giura tra s che, fosse anche lultima cosa della sua vita, gliela far pagare. Passata la rabbia, riprende il solito trantran. Roberto P coi suoi collaudi, Favilli con le sue sperimentazioni. L per l, i primi giorni, rapporti un po freddini. Poi, pian piano, nel giro di una settimana, e un caff insieme, e laperitivo, e la Juve di merda prima in classifica, dai che allora si raccolgono le firme e mettiamo la Juve fuori legge, un discorso, si sa, tira laltro, e se non si scherza un po questi quattro giorni che si al mondo, tutto torna nella norma.

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SCHERZI DI MERDA

Il gioco si fa pesante
goliardia estrema
Una bella mattina (non proprio bella per Roberto P e per la famiglia che abita di fronte) compare sul muretto di cinta della casa davanti a quella di Roberto, l a Segromigno in Monte dove abita, la scritta blu su sfondo bianco

CONTRO IL CUL RAGION NON VALE

Bestemmie da fuoco dei dirimpettai che nulla sanno del lavoro di Roberto P e si scervellano tutto il giorno ipotizzando chiss quali doppi sensi per via del capofamiglia che si chiama Valeriano e che moglie e amici chiamano amichevolmente Vale. E parolacce a non finire di Roberto P che sospetta di Favilli e giura di fargliela pagare. Il signor Valeriano e Roberto P si ritrovano nel tardo pomeriggio, di ritorno dal lavoro, a fare gli imbianchini dopolavoristi: il buon Vale inizialmente sorpreso dal vedersi aiutare da Roberto P, poi consapevole che una scritta cos davanti casa non piace a nessuno; il buon Roberto P, subito coinvolto nella ricerca di doppi sensi, timoroso che il dirimpettaio venga a sapere da qualcuno qual il suo lavoro alla Soft Clean. Una settimana dopo, una nuova scritta:

FINCH SI PARLA DI CULI E DI MERDE, LA SPERANZA NON SI PERDE

Roberto P se la fa sotto mentre il signor Valeriano va su tutte le furie per via di sua moglie che, ironia della sorte, si chiama Speranza. Anche questa volta i due si ritrovano nel tardo pomeriggio a spennellare il muro, solita vana ricerca di doppi sensi e le solite bestemmie e parolacce. Vale rosso di rabbia, Roberto P bianco di paura, il timore, da farsela addosso, che venga fuori il perch di quelle scritte.

IL GIOCO SI FA PESANTE

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Nuovi profumi, colori e disegni


Nuovi profumi, nuovi colori e nuovi disegni alla Soft Clean. Per seguire la moda, basta col profumo di fragola, pesca e lavanda. Dopo una ricerca di mercato viene ventilata lipotesi di nuovi profumi: incenso per cultori di filosofie orientali, vaniglia per golosi di dolci, assenzio per intellettuali che non disdegnano lo sballo, mirto e rosmarino per gli amanti della macchia mediterranea, mugo e conifere dalto fusto per gli appassionati di montagna e, ancora, menta abbinata a un bel colore verde, cannella, chiodi di garofano, limoncello con cromatismi giallo-verdini, cioccolata col suo colorino marrone, patchouli col suo esoterismo hippy-freak stile Hair per attempati figli dei fiori, lo speziato cardamomo e persino banana per chi ha certe predilezioni. Roberto P d unocchiata alla lista delle possibili carte aromatizzate da sperimentare e gli trema il culo. Gli trema allidea di mettere a contatto i suoi epiteli anali con essenze forti che non sono le solite fragola, pesca o lavanda. A incutergli un certo terrore sono soprattutto lassenzio e la menta (se pensa a quella forte neanche ci dorme su) e poi c quella strafottuta banana che proprio non la digerisce. E se gli trema il culo per i profumi, gli tremano gli occhi allidea di dovere analizzare al microscopio carte non pi bianche, ma carte dai colori e dai disegni pi strambi: come, legge nella lista, le milaniste carte igieniche rosso-nere, le interiste nero-azzurre, le juventine bianco-nere, tre tipologie base per la gioia dei tifosi avversari che sono presenti su tutto il territorio nazionale e che dunque rappresenterebbero un target piuttosto consistente. Nel calcio, spiegato sulla lista, non sarebbe laffinit a fare il mercato ma linimicizia. Un interista mai e poi mani si pulirebbe il culo con carta nero-azzurra, ma con carta bianco-nera e rosso-nera s. Completerebbero la gamma calcio altre due squadre che, nonostante il pi contenuto numero di tifosi (e conseguentemente di nemici), si sono dichiarate odio eterno: la Roma e la Lazio, ciascuna con centinaia di migliaia di fan nella capitale, i fan di una nemici a oltranza dellaltra. Dunque Roberto P potrebbe dover

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NUOVI PROFUMI, COLORI E DISEGNI

fare dei collaudi su rotoli bianco-celesti, carta cromaticamente non problematica, ma anche, accidenti, su rotoli giallo-rossi. Rotoli, quelli giallo-rossi, che avendo i colori sociali di altre squadre (il Lecce ad esempio che sta sui coglioni a quelli del Bari), potrebbero avere, oltre ai laziali, altri acquirenti. Come i rotoli nero-azzurri che potrebbero essere graditi a Lucca per antipatia verso il Pisa e quelli rosso-neri a Pisa per la storica antipatia verso la Lucchese. Forse anche per questo, e non solo per ragioni di diritti nellusare un marchio, i rotoli, legge Roberto P nella lista, avrebbero solo i colori e nessun stemma societario. Tra le carte igieniche con disegni la lista ne riporta una decina e pi indicando anche un target di massima. Per la loro natura di gadget questi rotoli (alcuni, come per il calcio, concepiti sullantipatia, gli altri, quasi tutti, sullaffinit) sarebbero venduti anche nei negozi di regali, non solo nei circuiti di vendita tradizionali. Ci sarebbero cos il rotolo cannabis con foglioline di marijuana, quello nature-nature con disegni di grosse foglie di castagno (la classica carta igienica di chi si ritrova a farla in un bosco appenninico e non ha la carta) e persino il rotolo leopardato concepito, sta scritto in maniera irriverente sul foglio, per quelle signore di mezza et che hanno unincontenibile libidine per giubbetti, gonne, pantaloni e addirittura bikini a pelle di leopardo. Giocati sempre sullaffinit, sono ipotizzati terribili rotoli con cavolatine di ogni ordine e grado: uccellini, biciclettine, paperottini, macchinine, trenini, aeroplanini, cappellini, seggioline, cavallini, casine, elefantini... addirittura rotoli con sopra disegnati rotolini di carta igienica. Qui sta dando di volta il cervello a tutti pensa Roberto P che trema davanti a questa valanga di ipotesi. Lo sa benissimo che per il suo lavoro quando si esce dal bianco sono cazzi amari. E poi, pi la grafica complessa nel disegno e nei colori, pi la carta rischia di essere disomogenea risentendo dellaggressione della stampa coi suoi inchiostri che vanno a compromettere i naturali equilibri di vuoto e pieno nella struttura della carta, riempiendo e dilatando spazi, comprimendone altri. Se poi pensa alla carta leopardata e a quellaltra cazzo di carta alla banana gli girano i coglioni che una meraviglia.

NUOVI PROFUMI, COLORI E DISEGNI

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Venditori alla carica


Lo tarmano di brutto il buon Roberto P, non lo mollano un istante. E cos se li ritrova fuori dalla Soft Clean, qualche volta quando esce di casa o vi fa ritorno, al supermercato di Lunata, nei boschi su per la Pizzorna quando va a farci una camminata e persino, accidenti a loro, se li ritrovati nella sala dattesa del dentista, dallelettrauto e al funerale della vecchina delle galline che gli vendeva uova ruspanti e verdure dellorto. A tarmarlo non sono venditori qualunque: sono addetti alle vendite di water e bid col chiodo fisso di rifilare a Roberto P gli ultimi modelli perch li provi. Nessun impegno economico. Noi glieli montiamo blaterano tutti e i sanitari sono suoi per sempre. A casa sua, in azienda, noi glieli istalliamo dove vuole, anche a casa di amici. Vedr che quando li ha provati non torna indietro. E la sua soddisfazione il nostro miglior premio, e la certificazione ISO, e i nuovi modelli ergonomici, Roberto P finisce con laverne le palle piene. Un bel giorno a rimetterci per tutti il povero curatino che, fattosi avanti con orgoglio per mostrare la certificazione ISO ottenuta dalla sua parrocchia, ulteriore garanzia della qualit dei corsi di catechismo a cui, a detta del prete, Roberto P dovrebbe iscrivere Nicoletta, viene trattato piuttosto male e deve darsela a gambe. Pochi giorni dopo a essere trattato ancora peggio, a calci in culo, un rampante venditore della WaterGold intenzionato a rifilargli un nuovo modello: il Gold Number One, rivoluzionario water che al momento della defecazione pu essere momentaneamente svuotato dallacqua per evitare lantipatico e antiigienico effetto sbruffata bagnaculo. Sbruffata che il tallone dAchille di tanti water dove la merda, anzich scivolare gi, cade dritta nellacqua con le conseguenze che tutti ben sanno. Soprattutto quando dura e abbondante. Non uno che incute terrore il povero Roberto P. E cos, da l a pochi giorni, ecco il pretino fargli telefonate anonime con una voce che sembra venire da lass e che minaccia terribili punizioni divine. Dalle cavallette che gli distruggeranno il giardino a un bel paio di 24
VENDITORI ALLA CARICA

corna che gli orneranno la frontina bassa che si ritrova. Ma quel che peggio, una bella mattina, nellemulare la peggiore tradizione italica di Biancaneve e dei sette nani in gesso, il giardino di Roberto P mostra un'improvvisata fioritura di water: uno grosso e sette pi piccoli, tutta roba vecchia, da discarica, sicura vendetta del venditore della WaterGold. Ma non ci sono prove, e Roberto P deve incassare. Un altro venditore di water, agente della Royal per la Toscana, arriva addirittura a organizzare una cena preceduta da una dimostrazione pratica nella sede espositiva della Royal a Montecatini: delle modelle, a turno, faranno i loro bisogni davanti a tutti dando ai presenti la possibilit di gustarsi i raffinati design di water e bid. Poi tutti a cena, modelle comprese. E poi.. al... ulteriori dimostrazioni personalizzate, cos le chiama lagente della Royal, saranno possibili in luoghi pi discreti e intimi. Venuto a conoscenza delliniziativa della Royal, Favilli non ci dorme la notte. E se la notte non dorme, di giorno tarma ogni momento Roberto P: dai che ci vado io, quelle puttane, a tutte glielo faccio assaggiare, sentiranno che leccornia, quelle troie, se me lo ciucciano!, il Favilli non la smette un istante di elogiarsi la fava e di denigrare quelle povere ragazze. Quasi tutte dottoresse in scienze della comunicazione che sbocchi di lavoro possono scordarseli, se non lavori di merda e del cazzo: in questo caso luno e laltro, fuor di metafora. Alla fine a Montecatini ci vanno sia Roberto P che il Favilli. In un primo momento Roberto P pensava di lasciare perdere: la paura che la cosa potesse finire sui giornali e di conseguenza sai che casino in paese e in famiglia, un certo senso di colpa nel partecipare a un puttanaio annunciato, e poi un certo puritanesimo, Roberto P si era convinto che fosse meglio lasciare perdere. Poi per leccitazione del Favilli, neanche ci fosse stata la top model Martina Klein, ha finito col contagiarlo. E simile a un gattonzolo da cartone animato che non ha la fregola di andare a gatte, che a fare a botte con gli altri maschi neanche ci pensa, che insomma non vuole rotture di coglioni e nonostante questo finisce col partecipare a qualche scorribanda damore, allo stesso modo Roberto P sale sullauto del Favilli per avventurarsi in quel di Montecatini.

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La notte brava a Montecatini


Non sta pi nei panni il Favilli. Alla guida della sua Alfa 156 ha imboccato la Pesciatina e procede combattuto tra il desiderio di arrivare in fretta e quello di andare con la massima calma per ridurre al minimo il rischio di incidenti e dunque essere certo di arrivare. Madonna svizzera, stasera si tromba! sottolinea ogni tanto mettendo una mano sul ginocchio di Roberto P, guardandolo negli occhi e rantolando risatine a sobbalzi che gli scoppiano in gola e gli si perdono dentro fin gi ai piedi con la macchina che un po, anche lei, si mette a sobbalzare. Poi, tanto per rimanere in tema, non la finisce pi con la storia della smerigliata alla cappella, che lui se l tirata a lucido e luccica che uno spettacolo, pi che se fosse di platino. La sede della Royal tutta a festa. Una hostess li accoglie e gli indica dove parcheggiare. Favilli commenta che tanto per scaldarsi un po una trombatina con la tipa l del parcheggio se la farebbe subito. Non la fa finita un istante il Favilli e Roberto P comincia a essere preoccupato. Teme, ora che sono entrati nella sede della Royal accolti in pompa magna dal responsabile della sede toscana, che i discorsi del Favilli fatti neanche tanto sottovoce giungano alle orecchie delle persone vicine e insomma ci scappi la classica figura di merda che, date le circostanze (loro due della Soft Clean e il luogo unesposizione di water), avrebbe pi che mai del ridicolo. Anche l hostess, tutte molto carine. Con tutte, sostiene Favilli, un giretto, giusto per scaldarsi, ce lo farebbe volentieri. I preamboli del responsabile della Royal fanno venire a tutti le palle: anche a Favilli che per si salva con fantasie erotiche le pi disparate, protagoniste le hostess in tutte le possibili posizioni e lui, al, davanti, dietro, e tromba, e chiava, e loro a ciucciarglielo, tutto un darsi da fare senza un attimo di tregua tra gemiti bestiali e sussurri dorgasmo. Roberto P nel frattempo, segue il discorso, e addirittura fa cenni di assenso al relatore che finisce col parlare guardando sempre lui. Poi, improvvisamente, il colpo di scena. Povero Wagner! Se dallaldil ha gradito che la sua Cavalcata delle val26
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chirie accompagnasse lattacco degli elicotteri in Apocalypse Now di Coppola e, in chiave umoristica, la scena in cui il manipoletto di maldestri neonazisti insegue invano i Blues Brothers, qui no, qui proprio no, La cavalcata delle valchirie poteva restarci fuori. E invece c, di sottofondo, e poi neanche tanto, anzi piuttosto sullassordante. Allapparire della prima modella che esce da dietro un tendone, Favilli fa subito le bavette, qualcosa comunque di meno focoso delle faville che saspettava Roberto P visti gli impeti chiavatori palesati durante il tragitto in macchina. Ammutolito Favilli guarda la bella tipa in tailleur e tacchi a spillo ora a pochi metri da loro: stereotipo della segretaria gnocca, occhiali da vista e trucco che sono cazzuolate di roba, fa dietrofront e si allontana sculettando a passi lunghi e incrociati da modella. La cavalcata prosegue e da dove uscita la stangona ne entra unaltra, stesso passo, stesso sguardo da troia, una mini mozzafiato e stivali al ginocchio stile quei poster con cui da sempre i meccanici o tentano di erotizzare lambiente di lavoro o mascherano unomosessualit repressa. Favilli ha un sussulto, forse unerezione, e comincia a dare di matto. Accavalla, disaccavalla e riaccavalla le gambe rumando con la mano per rimetterselo a posto, si guarda attorno e guarda

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Roberto P, lancia ingiurie alle modelle, colpevoli, a suo parere, di essere delle grandi gnocche. Gli scappa un cazzo, questa ancora pi figa della prima proprio mentre la tipa con gli stivali scompare dietro a un paravento e ne viene fuori una Venere nera, nulla da invidiare a Naomi Campbell, in aderenti jeans a vita bassa e T-shirt che mettono in mostra un ombelico e due fianchi da sballo. Roberto P non capisce se quellancora pi figa della prima riferito alla seconda appena uscita o alla terza appena entrata. Poi luscita storica del Favilli. Alla frase la passerella continua detta dal direttore della Royal, Favilli salta su e, nel suo classico stile, corregge in altro che passerella, qui tutta una passerona, un trionfo come mai si era visto!. Nel dirlo, cerca lassenso dei presenti che subito arriva con urla varie e con un lapidario ebbene, se trionfo della gnocca , sar anche trionfo delluccello!. A ruota, immediatamente, un piercapponesco sfoggiate pure le vostre fighe, noi sfoggeremo i nostri uccelli e ancora urla e anche una bestemmia, di gioia. Ora Favilli (che ha sempre fatto le bavette, navigando in rete, per top model come Gisele Bundchen, Christy Turlington e Nadja Auermann) non crede ai suoi occhi e sembra Mastroianni in sollucchero davanti allo spogliarello di Sophia Loren in Ieri, oggi, domani: batte le mani come una scimmietta e cerca ulteriori consensi maschili su quanta gnocca l davanti ai loro occhi tutta in un colpo solo. Gli occhi, per divorarsi meglio le modelle, gli sono fuorusciti di qualche centimetro dalle orbite dandogli un aspetto folle da iper-ipertiroideo. In confronto, Jack Nicholson in Shining un pacioccone alla Ollio. La quarta devessere una polacca, carnagione bianco latte, alta come le altre (per tutte si va dall1.80 in su), capelli biondi corti: ha ciabattine infradito e un abitino aderente che lascia intravedere slip e reggiseno neri, quelli in microfibra per chi fa sport. Dopo la polacca la passerella continua alla grande. Per incantare Favilli & company chi lha organizzata ha furbescamente pensato di proporre tutte le tipologie possibili di gnocca: dopo la segretaria tirata a lucido, il puttanone dalto bordo, lacqua & sapone e la sportiva, ecco la velina, la donna manager, la palestrata fino ad arrivare alle perversioni pi tipiche, dallinfermiera alla cameriera Fra tutte quella che pi eccita la fantasia del Favilli la Venere nera in jeans per via dei suoi coscioni: una morsa che pu anche stritolarti 28
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dice Favilli a Roberto P anche lui frastornato da tanta gnocca cos tutta assieme in un colpo solo e dalleccitazione del Favilli. Addirittura orgasmo, quando, rimosso un paravento, compare un bagno completo di tutto dove la segretaria tirata a lucido si toglie la giacca sulla musica di Lambada, si tira su la gonna, fa scivolare gi collant e perizoma e si siede sul water: il Royal Acapulco, spiega il venditore elencandone le caratteristiche tecniche, lottimo rapporto qualit-prezzo e un design perfetto abbinato a una confortevolezza pi unica che rara. Ci crediamo, per mi garberebbe anche toccare con mano! esce fuori il Favilli tra fischi di approvazione, urli di gioia ed elogi dei presenti. Poi tocca al puttanone dalto bordo dimostrare le eccelse qualit del water Royal Mediterrane. Mentre avanza su uno strano mix etnico di taranta e mandolini napoletani fa danzare, in un magico orgiastico tuttuno, stivali e cosce, degne di Jennifer Lopez, lucide di collant. Poi si siede sul water e mozza il fiato ai presenti. Favilli pare ansimare, sembra uno di quei pesci disgraziati che una volta pescati, vengono staccati dallamo e messi da pescatori figli di puttana dentro a un sacchetto di nylon ad agonizzare. Poi, allapparizione della Venere nera sulle note struggenti di Moon river, Favilli comincia a dare di matto. Prima di sedersi sul water (Royal Amazon lo chiama lo speaker), la neo Naomi si tira gi i jeans e mostra un capolavoro assoluto di forme avvolte in aderenti boxer neri e opachi che esaltano curve e volumi e una pelle meravigliosamente lucida. Come c lodore di santit salta su Favilli c anche quello di gnocca, con sfumature, direi, di... vaniglia e cannella. Sentite il profumo! incredibile, Madonna svizzera, mai vista una cosa del genere! conclude il Favilli tra urla di approvazione dei presenti mentre lo speaker decanta invano le caratteristiche ergonomiche del Royal Amazon e tenta di annunciare il modello seguente, il Royal Empire. Lo presenta la polacca bianco latte, stessa bella, prorompente fisicit di Magdalena Wrobel e stessa altezza della Venere nera. Mentre entra in scena laltra esce, sfuma Moon river e parte Sul bel Danubio blu. Non cala leccitazione. E la polacca prima e le altre modelle poi, tengono alta la tensione. Lultima che sfila, perversamente vestita da cameriera col classico grembiulino bianco su minigonna nera, annuncia, dopo avere fatto la sua dimostrazione sul water, che il momento di andare tutti al ristorante l a un centinaio di metri.
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Meno male Madonna svizzera sbotta Favilli che lannuncio lha fatto la cameriera. Se lo faceva linfermiera, o che ci mandava tutti allospedale? conclude Favilli ridendo con i suoi soliti sobbalzi diaframmatici. Durante i consueti preamboli di chiacchiere inutili prima di sedersi a tavola ma c anche chi, buon per tutti, non pu farle perch ha il fiato mozzato dallemozione Favilli le escogita tutte per eludere i posti assegnati e mettersi vicino alla gnoccona nera. Ce la fa, ed subito al settimo cielo. Parte allora in quarta per tenere banco e incantare la tipa. Lei lo ascolta e quando apre bocca per dire il suo nome, Rebecca, rivela una voce tipo quella di Maria De Filippi e di Amanda Lear. Favilli si eccita ulteriormente: Voce grossa, potta che d la scossa pensa tra s sciorinando a Rebecca e ai commensali pi vicini discorsi su funghi, automobili, scherzi da fare col water e tiv del cazzo. Sono ventidue i commensali: le nove modelle gnocche alternate con i nove invitati alla dimostrazione, tutta gente che conta
metamorfosi da MARVEL, campagna pubblicitaria 1991

nel giro delle carte igieniche, e i quattro della Royal, due uomini e due donne. Appena vista la tavola e studiato il placement, Favilli aveva capito (il segnaposto delle gnocche ha il loro nome e quello del modello di water) di essere tra il puttanone del Mediterrane e una dirigente della Royal. Lesto come un ladro, Favilli ha subito cambiato il proprio segnaposto con quello di un certo Bacchi ritrovandosi cos tra la Venere nera - Amazon e la modella infermiera. Roberto si ritrova invece tra la polacca, in realt bielorussa, di nome Mara, che viene da un paesino vicino alla capitale Minsk, e la responsabile dellufficio stampa della Royal, una di quelle tipe tutta palchi e frasi fatte che con due acche di pseudoconoscenza gestiscono il loro mondo fatto di un accidente di nulla. E mentre Roberto parla con le commensali che ha al fianco di considerazioni meteorologiche, vacanze e lavoro, Favilli sciorina imprese motociclistiche con la sua Ducati 900 e invita Rebecca a un giro in moto sulla Cisa. Si scalda sempre pi latmosfera e vai con un Nobile di Montepulciano e con un Brunello di Montalcino, quelli della Royal fanno presente che per evitare spiacevoli controlli con letilometro, sono a disposizione, nel ristorante stesso che fa anche albergo, delle camere e delle suite. Favilli ha la conferma che le modelle sono l per questo e che con Rebecca una bella trombata ci scappa. Come un fulmine stringe a s Rebecca e se la porta in camera. Sono i primi. Roberto, che non ha pi grandi impeti scopatori, capisce invece che gli toccher aspettare in macchina sperando che Favilli non abbia velleit, viste le circostanze, di doppiette e triplette. Mara e laddetta stampa tutta palco se ne sono andate, e altri se ne sono andati mentre altri sono saliti nelle camere per godersi una bella notte brava. Roberto, che si fatto dare le chiavi per tempo, si siede in macchina con lidea un po di sonnecchiare e un po di ascoltarsi la radio. Passa qualche stazione ma non trova nulla che lo interessi, allora spegne la radio e socchiude gli occhi. Improvviso, di l a poco, un urlo lacera il silenzio. Roberto P salta su. Cazzo! Ma Lando! Il tempo di uscire dalla macchina e vede Favilli precipitarsi di corsa fuori dallalbergo-ristorante. in mutande, scarpe e pantaloni in mano, la giacca, un braccio infilato nella manica e laltro no, che gli
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pencola dietro mentre corre verso il parcheggio. Rebecca una sega! Quello un trans, fianchi e tette da sballo ma avessi visto che sberla di uccello, porca puttana, e va a capire come cazzo se lera nascosto sotto i jeans! Dai, presto, metti in moto la macchina! urla Favilli svizzerando a tutto spiano. Per far prima non sinfila neanche i pantaloni. Si rimette le scarpe per guidare lui e poi via, in autostrada a tutta velocit verso Altopascio. Vaffanculo le multe, ci arrivano in un attimo. Nel salutare Roberto P sul cancello di casa, Favilli tira una bestemmia e parte sgommando. Notte di merda devessere il pensiero di entrambi. Con la postilla, da parte di Roberto P che s addormentato ma non incazzato, che non poteva essere diversamente trattandosi, Royal fin che si vuole, di water. Per Favilli, sconvolto, con ancora davanti agli occhi il pisellone di Rebecca, le postille sono invece bestemmie e ancora bestemmie e il proposito di spaccargli il culo a quelli della Royal. E ripensa, mentre si rode il fegato, al finale di A qualcuno piace caldo quando il vecchiotto miliardario che ha perso la testa per la suonatrice di contrabbasso (in realt Jack Lemmon vestito da donna per sfuggire ai gangster che vogliono farlo fuori) non fa una piega quando Lemmon si toglie la parrucca bionda e gli confessa di essere un uomo. Nessuno perfetto! la celebre esclamazione del vecchiotto. Favilli questa frase non riesce a togliersela dalla testa. Se non era davanti era dietro. Un corpo da gnocca a quella maniera l non mi ricapita di certo. Lei o Naomi da dietro non cambiava un cazzo, bischero che sono stato! ripete Favilli a se stesso, sulla via di casa, incavolato nero.

patente, punti & cervello


La paga cara il Favilli la corsa da Montecatini ad Altopascio. Gli coster una multazza salata e sei punti sulla patente. Dovevano toglierteli dal cervello! il commento di Roberto P, raro caso di battuta che gli riuscita.

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LA NOTTE BRAVA A MONTECATINI

Arriva il veterinario e arriva Billo


Tracagnotto, culo basso, gambe storte, passo veloce, scarponcini tipo Clarks vistosamente sformati da piedi che sgambettano appoggiando solo la parte esterna della pianta e che gli fanno sembrare le gambe ancora pi storte, pantaloni di velluto a coste grosse, dolcevita, giacca tweed piuttosto sul logoro e bisunto, un odore (dove passa lascia inconfondibilmente una scia) che sa di capra e cavallo con sfumature bovine: Luigi Risaliti, veterinario appena assoldato dalla Soft Clean per studiare, con laiuto di Roberto P, un nuovo prodotto destinato ai possessori di cani: la dog napkin, una salvietta raccoglimerde di cane umidificata per pulirgli alloccorrenza il culo. Si decide di cominciare in maniera molto artigianale chiedendo a Cinzia Ballini, segretaria del responsabile amministrativo della Soft Clean, di portare con s, in azienda durante le ore di lavoro, il suo cagnotto e fare cos tesoro delle cacatelle della bestiola. Assister il Risaliti, tenendo il cane a guinzaglio, una stagiaire neolaureata a pieni voti in scienze della comunicazione, esperienza che di sicuro le conferir referenze a non finire per trovare lavoro. Per assumerla le aziende, cinofile e non, si scanneranno allinverosimile. Il cagnotto, Billo, un West highland white terrier tutto bianco, pelo lungo, muso barbetta e baffi da peluche trudino, zampe corte e orecchie dritte, sempre stato, a detta della Ballini, un angioletto. Due tre giorni alla Soft Clean ed eccolo trasformato in un rompicoglioni, un attizzino di primordine pronto ad attaccar briga con chiunque. Con grande soddisfazione del Favilli (ancora sotto shock per il fattaccio di Montecatini) che ce lha subito messa tutta, e continua a mettercela, per istigarlo a compiere gesti malsani. Al primo approccio col cane lungo i corridoi aziendali, Favilli si subito portato le mani alle tempie con le dita a mo di corna dalce e si messo a muoverle avanti e indietro zufolando sibilii labiali. Attirata lattenzione di Billo, il Favilli prima lha fissato standosene immobile, poi, di scatto, ha battuto il piede destro e ha finto di scagliarsi contro di lui buttando le braccia in avanti e facendo un versaccio, uno sssccc prolungato troncatura di quello sci che in campagna si usa
ARRIVA IL VETERINAIO E ARRIVA BILLO

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per mettere in fuga le galline. Billo, chiss se impaurito o seccato, ha cominciato ad abbaiare come un dannato. Dopo la cagnara di quellincontro altri hanno emulato il Favilli che nel frattempo ha escogitato ulteriori sistemi per stuzzicare Billo. Dalluso infame di estrogeni di cagna in calore (Dio solo sa dove andato a procurarseli) per fargli perdere la testa a quello di ultrasuoni non percepibili da orecchie umane ma in grado di disorientare la bestiola soprattutto in quei momenti di religioso raccoglimento necessari per sperimentare la dog napkin. Ma la trovata pi infame del Favilli stata, una bella mattina, piazzare un palloncino allelio raffigurante Sponge Bob, fuori, nel giardino, davanti alla finestra della stanzetta al piano rialzato dove Billo era stato lasciato solo soletto per un po, legato, col guinzaglio, alla gamba di un tavolo. Ancorato a un sasso, il pallone, mosso dal vento, appariva e spariva mostrando bocca e denti a Billo che rispondeva con abbaiate e ringhi. Frastornato da mille cose, Billo si rivelato un pessimo sperimentatore e ha fatto tremare la padrona che a un certo punto ha persino temuto il licenziamento. Il fattaccio (artefice ovviamente il Favilli che aveva di nascosto spruzzato degli estrogeni sui pantaloni del direttore generale) stato quando Billo, sfuggito alla stagiaire, corso al tavolo dove era in corso una riunione e con lipercinesia di un coniglio ha montato la gamba del direttore strusciandoci il pisellino allaltezza di tibia e perone. Una scena ci ricama sopra il Favilli sghignazzando che avrei pagato anche duecento euro per vederla. Billo con le zampe davanti avvinghiate come unedera al ginocchio del direttore l per l impietrito, poi che si mette a imprecare e a dimenare la gamba, ma pi la dimena, pi il cane stringe la presa e accelera la montata! La Ballini il posto lha conservato. Non Billo, licenziato nel giro di qualche giorno, non prima (col Favilli abilmente impegnato nel favorire le malefatte della bestiola) di avere lasciato il segno sullo stinco del Risaliti, di essersi pappato una ricca merenda a base di pane e salumi entrambi fatti in casa (a detta del derubato, Giannarini, uno degli uscieri, un bel mistero, non si capisce proprio come Billo labbia tirata fuori dal cassetto della scrivania aprendolo e poi richiudendolo ammodino), e di avere pure morso Roberto P che, importunato da una mosca, cercava di scacciarla con le mani accennando un apparentemente innocuo sci e battendo, quel che peggio, il piede destro. 34
ARRIVA IL VETERINAIO E ARRIVA BILLO

Cagnare, malanni e botte nelle palle


Licenziato Billo, per mettere a punto la tanto attesa dog napkin dal canile municipale arriva Leo, un bastardone mezzo pastore belga e mezzo collie. Anche nei riguardi di Leo, un santo di cane che non farebbe del male a una mosca, Favilli ce la mette tutta per mandarlo in bestia. Ma qualsiasi cosa escogiti il Favilli, a partire dalla mossa, a Leo non gli fa un baffo di nulla. Addirittura pi il Favilli lo stuzzica, pi il cane se ne sbatte dei versacci e dei dispetti che invece mandavano in bestia Billo. La presenza di Leo non comunque indolore. Quaranta quarantacinque chili di cane mai un attimo che si mette tranquillino a cuccia, sempre pronto invece a esternare affetto ed entusiasmo e a buttarsi a capofitto su offerte di biscotti e cioccolatini, si fanno sentire. Soprattutto quando piomba a ballino addosso al suo anfitrione di turno, il muso, novanta centimetri da terra, giusto allaltezza dei coglioni, dunque impatto da non escludere... Impatto che quando avviene, sono bestemmie, urli, calci, guaiti, presto portate del ghiaccio!, il cane che scappa, gente che accorre, il tapino che ha ricevuto la botta l a terra che si rotola e si lamenta, laltro tapino (il cane) che fugge e combina ancora malanni buttando gi altri birilli. E una bella mattina succede a Roberto P di essere investito dritto nei coglioni, non in prima battuta, ma nella fuga da uno scontro avvenuto poco prima. Portano anche del ghiaccio e la botta tale che Roberto P senza remore si tira candidamente gi i calzoni per infilarsi i cubetti tra palle e mutande. Gesto immediatamente condannato dalla direzione del personale mentre i sindacati, bastardi, non fanno un accidente per difenderlo. Doveva commenta lapidario Mario Andreoni, segretario provinciale dello Slaci (Sindacato Lavoratori Cartiere Italiane) darsi un contegno! Un lavoratore non pu disattendere, anche in situazioni di emergenza, certe regole di decoro e buon gusto che devono essere connaturate con la sua personalit. Sarebbe, secondo le malelingue, una figlia che sta per laurearsi e che
CAGNARE, MALANNI E BOTTE NELLE PALLE

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lui vorrebbe piazzare alla Soft Clean la causa di tanta moderazione. Ci pensa allora il Favilli, che sa disegnare e in questi casi non gli par vero ergersi a paladino degli oppressi, fare una caricatura dellAndreoni che si tira gi braghe e mutande davanti ai vertici aziendali della Soft Clean. Sotto, la scritta:

DAVANTI AI POTENTI ANDREONI CALA SEMPRE I PANTALONI

La vignetta, tramite e-mail e in fotocopia, gira in azienda e nelle sedi sindacali. Sputtanato lAndreoni tutto viene ridimensionato e, comera prevedibile, la direzione del personale ci mette una pietra sopra. Al di l degli scontri e dellespansivit di Leo, gli esperimenti per collaudare la dog napkin non danno grandi risultati. Roberto P raccatta decine e decine di merde di Leo, in qualche occasione gli d anche una passata sul culo, ma la conclusione che praticamente, per raccattare gli escrementi canini, qualsiasi pezzo di carta pu andar bene. E se proprio proprio c da dare una passata al culo del cane, sufficiente una di quelle salviette umide che si usano nei ristoranti per pulirsi le mani dopo avere mangiato il pesce. Magari che non sappiano troppo di limone per evitare bruciori di culo al cane ed evitargli anche fastidi al naso. Per lolfatto ipersensibile del cane quelle salviette l devono essere come per noi lammoniaca pura. Va cos in pensione lidea di una dog napkin e ci va Leo che per fortuna non torna al canile e viene adottato dalla stagiaire che almeno, poveraccia, se ne torna a casa con qualcosa in mano.

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La troiata della carta riso


Potrebbe essere la troiata del secolo ma siccome di troiate se ne fanno a migliaia ogni giorno in ogni angolo della terra, e pure nello spazio (fortunatamente non oltre quel millimetrico velo che sta a ridosso del nostro pianeta), la troiata escogitata dalla Soft Clean passa del tutto inosservata. Sulla scia dei prodotti per chi allergico al glutine e mangia dunque parecchio riso, il settore marketing studia lipotesi di una carta igienica riso che sul mercato avrebbe un suo potenziale target. Uno studio non da poco che coinvolge allergologi e gastroenterologi e che poi non approda a nulla per assoluta mancanza di qualsivoglia valenza scientifica. Dunque tutto si arena sul nascere: ma tra passaparola e i vari si dice, la voce, nellambiente, compresa la stampa specializzata, gira. Nessuno per comprende la portata della troiata e tutto in poco tempo svanisce nel nulla. Roberto P non ha dunque neanche il piacere di provarla la carta riso. A dire il vero ci sperava e il culo un po gli si eccitava allidea. Bella e morbidona, di quella leggerezza letteraria che rende veramente belle certe collane di libri, nella sua immaginazione pulirsi il culo con la carta riso, avrebbe conferito allevento (in casa, tra i pochi libri, possiede la raccolta completa delle poesie di Quasimodo in unedizione pregiata in carta riso) valenze particolarmente poetiche. Con risvolti anche comici, allidea malsana, quasi automatica vista la pubblicit televisiva che Jerry Scotti fa da anni, che fosse proprio il buon Jerry a fare da testimonial a questa carta con un rassicurante invito a strusciarsela libidinosamente su per il culo. Nel dirlo, e nel farlo con la mano destra, Scotti avrebbe potuto tessere unapologia del prodotto parlando nella cornetta tenuta con la sinistra, il volto gaudente e faunesco come se avesse di fronte Michelle Hunziker nuda.

LA TROIATA DELLA CARTA RISO

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Simulazioni di merda
Sono strane le aziende. Il sottile e delicato equilibrio tra innovazione e conservazione (teoricamente si rinnova l dove le nuove tecnologie portano vantaggi e si conserva l dove la tradizione unindiscussa garanzia di qualit) in realt risente degli umori dei responsabili di questo o quel settore: se hanno dormito o trombato bene, se in famiglia ci sono storie di corna, se lintestino regolare, se i figli si fanno di droghe, leggere o pesanti che siano, se la prenotazione per la vacanza fila liscia... insomma tutte motivazioni extralavoro. Ne sa qualcosa Roberto P... e la cosa pi sconcertante di quanto si possa pensare. Una bella mattina gli viene ventilata lipotesi di farla finita con carte igieniche, sfregamenti anali, analisi al microscopio e via dicendo. Potrebbe essere che in futuro lavorer seduto tranquillo in ufficio, al posto dei water e delle carte igieniche una sofisticata playstation che simuler al millimetro la defecazione (tutti i possibili tipi di merda), gli epiteli anali (anche questi di ogni tipo), e il tipo di carta che si vuole collaudare. Addirittura, questa simulazione con milioni di variabili tipo quelle dei crash-test, permetter di studiare carte speciali senza bisogno di produrle. Poi, una volta testate con successo nella prima fase tutta virtuale, si passer alla loro produzione e si sperimenteranno nuovamente. A proporre questa troiata alla Soft Clean stato un certo Massimo Landi di Fucecchio, uno di quegli informatici che virtualizzerebbero tutto, dal jogging al gioco delle freccette, dai processi in appello alle gite in campagna, dai colloqui con i genitori alle cure termali. Gi noto nel giro della programmazione per Tromba e scappa, simulazione di avventure erotiche con mariti gabbati, mogli gaudenti, amanti insospettabili e corna a tutto spiano tra seconde case al mare, alberghi e persino conventi a luci rosse, il Landi ha avuto anche rogne con la giustizia per via della simulazione Prendi i soldi e scappa, rapina da un milione di euro in una banca ricostruita nei minimi dettagli con tutte le variabili possibili: dallarrivo della polizia alla reazione di un impiegato o di un cliente, dallincidente durante la fuga in auto alla rovinosa caduta del capobanda a causa della scaracchiata di un vecchio catar38
SIMULAZIONI DI MERDA

roso sui gradini appena fuori la banca, dallarma che si inceppa nel bel mezzo della sparatoria allerronea assunzione di sonniferi anzich anfetamine. In ben tre processi per rapina a mano armata ad opera di stranieri che non spiaccicavano una parola ditaliano (bande pericolosissime rispettivamente di islandesi, danesi e di residenti in Liechtenstein) la pubblica accusa ha riscontrato che le parole usate dai rapinatori erano al millimetro quelle della simulazione. Da qui le rogne. Forte di referenze pi politiche che tecniche (non a caso coautore dello stradiscusso Fai il ponte e scappa, costruzione simulata del ponte sullo stretto di Messina che per non tiene conto di mafia, impatto ambientale e rischio sismico), il Landi ha incantato i vertici dellazienda ipotizzando risparmi stratosferici e tempi molto pi brevi nella realizzazione di nuove carte. Ma non come nei crash-test che risparmi milioni di euro evitando di distruggere auto e sofisticatissimi robot androidi! ha commentato Roberto P preoccupato di salvarsi il culo. Di tuttaltro genere il commento, piuttosto entusiasta, del Favilli. Madonna svizzera! Nella simulazione spero bene che ci saranno culi come quelli di Naomi Campbell, Monica Bellucci o Britney Spears! Le donne invece (dopo luscita del Favilli, alla Soft Clean non si parla daltro), optano per i culi di Tom Cruise, Richard Gere (de gustibus) e Mick Jagger, lintramontabile Stone. Fanno eccezione due giovani madri di famiglia: per loro i culi maschili top, non hanno dubbi, sono quelli di Biagio Antonacci e Tiziano Ferro. Neanche due giorni e il livello del dibattito degenera del tutto. A dare il la sempre il Favilli. Considerando che la carta igienica viene usata anche per unasciugatina alla passera, nella simulazione ci dovr pur essere, con dovizia di particolari, anche la parte davanti! Per le donne, per quelle che non conoscono la prassi della scrollatina e che immaginano i maschietti asciugarsi la cappella con carta o salviette, largomento diventa ovviamente il pisello. E il pi gettonato Antonio Banderas. Come in politica, alla Soft Clean giorno dopo giorno inesorabilmente i livelli della conversazione calano a vista docchio. E la colpa non pu essere solo del Favilli.

SIMULAZIONI DI MERDA

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Una stagiaire per Roberto P


Non ha la solita strafottuta laurea in scienze della comunicazione e affini, ha una laurea concreta in scienze e tecnologie chimiche per lindustria e lambiente ed pure carina. Ilaria, la prima (e forse ultima?) stagiaire di Roberto P, da qualche giorno in azienda e subito presa di mira dal Favilli con prevedibili uscite sui luoghi dove lei e il capo lavoreranno e doppi sensi vari. Come suo solito, battuta e sghignazzata sono tuttuno. Lavorando in coppia, dove ci sono i servizi per gli uomini e per le donne, andrete in quelli maschili o in quelli femminili? chiede a Roberto P. E ancora: La lascerai fare i collaudi da sola o le darai una mano? E tu, te la farai dare una mano? Anche se dette in sua assenza, Ilaria capisce le continue illazioni del Favilli che la costringe, incontrandola, ad abbassare lo sguardo mentre lui lo alza, si carica e, girato langolo ne ha subito pronta unaltra delle sue da dare in pasto al primo che incontra introducendola con lincipit voglio chiedere a Roberto P se.... Se a Ilaria fa usare la carta igienica anche per asciugarsi la passerotta... Se le ha gi fatto fare relazioni dettagliate sulle sensazioni che i vari tipi di carta possono averle suscitato nellerogena zona anale... Se hanno mai fatto insieme prove comparate per verificare se con le stesse identiche condizioni ambientali, la risposta pu essere diversa. Se Ilaria normalmente indossa boxer, slip o perizomi... Roberto P per quello si scoccia ma, alla fine, gli sta anche bene perch essendo tendenzialmente una nullit con le donne, il fatto di averne vicina una carina e di lavorare con lei su questioni piuttosto intime, lo fa sentire meno sfigato e persino un po invidiato dai colleghi. Ilaria, venticinque anni, centodieci e lode a Pisa con una tesi sugli altissimi costi energetici della carta riciclata (megaconsumo di acqua, processi di deinchiostrazione e deplastificazione della carta straccia e altri processi che richiedono notevoli dispendi di energia) giunta alla Soft Clean presentata da uno zio, da anni consulente legale dellazienda. Bionda, capelli a caschetto, occhi azzurri, un fisico asciutto e atle40
UNA STAGIAIRE PER ROBERTO P

tico (ha fatto danza contemporanea e col rampichino macina chilometri in montagna), Ilaria ha conquistato un po tutti. Non solo per la bellezza e per i modi raffinati: anche simpatica, intelligente e, per quanto discreta e riservata, sa stare allo scherzo. Non col Favilli che, bastardo, non le risparmia, incontrandola un giorno nei servizi e approfittando che non c nessuno, una battuta scontatissima che non sarebbe neanche da lui. Allora, sei contenta di questo stage di merda? senza potere fare a meno, e questo lo frega, dei soliti sghignazzamenti a singulto. Questa volta Ilaria non abbassa lo sguardo. Anzi lo alza e seccata gli risponde. Di merda sar il suo lavoro molto adatto alla sua... faccia da... lei mi capisce! Ma sentitelo il dottor fa faville che a Montecatini va in visibilio per una gnoccona nera, ci a va a letto, e al posto della cosina scopre che ci ha il pisello! Ma vada a quel paese, maniaco dei miei stivali che non distingue neppure un uomo da una donna! Favilli, completamente spiazzato, non fiata e se la svigna mogio mogio guardandosi attorno. La sua preoccupazione, uscendo dai servizi, che qualcuno abbia sentito. Fa bene a battersela in ritirata commenta sarcastica Ilaria affacciandosi sul corridoio e a tornarsene nel suo ufficio di... lei mi capisce! Pop o pip che sia, la faccia l, quello il posto giusto. E se pop la guardi bene e si guardi bene in faccia: vedr che rassomiglianza perfetta. Due gocce dacqua!

UNA STAGIAIRE PER ROBERTO P

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Ancora venditori
I venditori, pi o meno rompicoglioni lo sono tutti. Ma un certo Salvatore Fiorillo, per tenacia, faccia tosta e pelo sullo stomaco, li batte tutti. Fiorillo avrebbe il coraggio di vendere digestivi a chi muore di fame, costumi da bagno ai nudisti, preservativi a chi non gli tira pi. Che sia o non sia il migliore sul mercato, per Fiorillo lo smerdolino prodotto dalla Lonard che lui rappresenta, il meglio del meglio. Forte di questa convinzione, si sente in missione divina e tarma in continuazione Roberto P per mostrarglielo (lo smerdolino) e, quel che pi importa, farglielo provare (sempre lo smerdolino). Mai una volta che perda un colpo. Lo aspetta, lo pedina, gli fa telefonate, gli invia e-mail, cartoline, lettere, e lo invita persino, nella speranza dincontrarlo, a tutte le possibili presentazioni dove lui si reca per tessere le sue trame. Presentazioni di libri, nuovi modelli di auto, vini novelli, fino a quelle pi strampalate di nuovi tosaerba, casseforti di ultima generazione, addirittura, accaduto di recente, di sofisticate macchine grafiche per la stampa digitale. Anche per via di inaugurazioni di mostre Fiorillo si d parecchio da fare: mostre di pittura, di cani e gatti, di filatelia e numismatica, mostre aerospaziali, di oggettistica varia, persino mostre di arredo sacro e abbigliamento talare. E quasi sempre a Roberto P, per posta, arriva linvito. Gliene arrivano a decine di inviti alla settimana: un mezzo incubo per Roberto P che ormai li considera spam cartacei e neanche li legge. E pi di qualche casino gli capitato: come quando non si recato al matrimonio della nipote pensando che fosse lennesimo tranello escogitato dal Fiorillo. Tranelli a parte, Fiorillo bazzica spesso dalle parti della Soft Clean e in molte occasioni ce la fa a intrufolarsi in azienda e a inchiodare il buon Roberto P. Ci riesce anche questa mattina, la terza volta nellultimo mese, con la sua immancabile ventiquattrore e una sorta di valigetta tipo quelle portastrumenti per violino o clarinetto che in realt contiene linseparabile smerdolino. Buon giorno dottor P, sta bene, no? La vedo molto molto in forma, 42
ANCORA VENDITORI

sa? In famiglia tutto bene? Anche il lavoro? blatera Fiorillo in automatico piombandogli alle spalle e non facendola pi finita. Roberto P tenta di sgattaiolare ma laltro non molla la presa. Sa, dottor P, ho qui lo smerdolino. loccasione buona per provarlo. Se lo prova non torna indietro, glielo assicuro. Roberto P ritenta la fuga. Guardi, col rispetto parlando, se le scappa, c qua lo smerdolino, a sua completa disposizione. Ho fretta, devo andare taglia corto Roberto P. Aspetti, aspetti dottor P. Ma sa che lei fortunato! Guardi, lei non ci creder ma scappa a me. Facciamo in un attimo, mi segua! ed entra nei servizi, nellampia zona con i lavabi. Ma non intender mica che io... abbozza timidamente Roberto P. Nooooo! Ci mancherebbe altro dottor P! Lei aspetta fuori, poi, quando ho finito, il resto lo fa lei. Io le do lo smerdolino, lei entra, tira lo sciacquone e... (facendo latto di pulire il water al ritmo di sibili-fischiettii) d una bella pulita e cos lo prova. Allora vado. Lei aspetti qui, faccio in un attimo. Beh, me lo presta il giornale? Permette, vero, dottor P, che do una letta? Sa, una vecchia abitudine! e glielo sfila da sotto il braccio. E Fiorillo si chiude nel cesso. Esterrefatto, Roberto P sappoggia al davanzale del finestrone e si mette a fissare le porte dei singoli cessi delimitati da pareti divisorie che non arrivano al soffitto. Da quello dove entrato Fiorillo escono rumoretti vari e lievi gemiti di spinte. Dagli altri, tutti chiusi, nessun rumore: esce invece, dal secondo da sinistra, del fumo rivelando a vista e olfatto il cambio di destinazione avvenuto con la legge antifumo. Mentre l che aspetta, entra Barbara Ferraro, segretaria del direttore del personale, gran bella gnocca nonch presidentessa delle pink ladies, detta Barbie per come veste e si atteggia. Ciaaaooo Roooby! fa lei prolungando la ao di ciao e la o di Roby. Ciao! risponde lui con una certa agitazione, una paura boia che giusto in quel momento esca Fiorillo con lo smerdolino in mano. Poi, chiss perch, valle a capire certe donne, lei intavola una conversazione che poteva tranquillamente non andare oltre il ciao. Ah, sai Roby che a volte ci penso, fare il collaudatore devessere
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una cosa bellissima. Io ho conosciuto un collaudatore di aerei e anche un collaudatore di auto, due persone meravigliose, sicure di s, che bella gente! Gi! replica lapidario il buon Roberto P pensando se una stronza autentica o se, senza volerlo, fa la stronza con candore, come pu farla unoca giuliva. Luscita di Fiorillo con lo smerdolino in mano (proprio come se limmaginava), sullagitato, che si precipita verso di lui e glielo passa neanche fosse il testimone di una staffetta quattro per cento, gli fa venire i sudori freddi. Accidenti a Fiorillo, lo attende di sicuro uno schifo di puzza, e poi c la figuraccia di merda di lui con lo smerdolino in mano che va a completare unopera altrui. Se pensava di lasciare un segno come collaudatore nel cuore della Barbie, pu mettersela via. Faccia in fretta dottor P! insiste Fiorillo. Roberto P, schifato, entra nel cesso, tira lo sciacquone e tappandosi, fuor di metafora, il naso, si mette ad armeggiare nel water. Non ha limiti Fiorillo. Vede dottor P, intanto per la speciale struttura attutente della spazzola, non ci sono rischi di sbruffate sulla mano qualunque sia la forza del getto dello sciacquone. E poi, dottor P, questo il punto forte dello smerdolino Lonard, riesce a raggiungere e a pulire, qualsiasi angolo. Non dunque come altri smerdolini che sono validi come design, e pure costano, ma dal punto di vista della praticit non valgo-

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ANCORA VENDITORI

no nulla. Qui, dottor P, lei ha alto design abbinato ad elevatissima praticit. Per lei questo uno strumento di lavoro indispensabile. Ed un aggeggio che non dovrebbe mancare in nessuna casa. Trattiene il respiro il buon Roberto P. La puzza tremenda. Pezzo di merda di un Fiorillo, una puzza del genere non laveva mai sentita. Assolto in fretta il suo compito, molla in un angolo lo smerdolino ed esce. Allora dottor P, che ne dice? Abbiamo fatto novantanove... beh facciamo cento! La farebbe una breve relazione? Guardi, se pu esserle utile, ho qui un dischetto con un resoconto gi pronto sullo smerdolino, scritto in word. Lei, dottor P, pu fare tutte le modifiche che vuole e firmarlo. Va bene dice scettico Roberto P che quella maledetta puzza se la sente tutta addosso e gli pare di lasciare anche la scia. Nelluscire dai servizi vede con la coda dellocchio Barbie che si allontana. Si atteggia a Barbie pi che mai, lo sguardo volutamente dallaltra parte, il culo stretto in unaderentissima gonna a tubino con in alto il ricamino triangolare del perizoma. Aspetti dottor P, lo smerdolino, dimentica lo smerdolino, questo suo, pu tenerselo sente blaterare alle sue spalle. Roberto P fa come quei ladri che nei polizieschi americani rubano unauto e fuggono nel traffico. E Fiorillo fa come la polizia americana che a sirena spiegata si mette allinseguimento. C anche il suo giornale, aspetti dottor P!

Insuccessi di merda
ormai un anno e mezzo che Roberto P lavora alla Soft Clean. Non un lavoro facile. Gli imprevisti sono sempre dietro langolo e tra i tanti spauracchi in agguato, c il peggiore in assoluto la spada di Damocle della stitichezza. Dunque niente megapranzi con troppe carni, e guai eccedere col fico dIndia, le albicocche, le noci, le cotogne, le nespole, i mirtilli, il riso. Niente merda, niente lavoro. Ma prova oggi, prova domani, routine, o chiss, le mucose anali un po alterate da quegli sfregamenti ripetuti, quasi abusi pulitori, Roberto P qualche colpo comincia a perderlo. Accidenti a quel pezzo di merda di P! urla Giuseppe Ragusa, il direttore generale, ai responsabili commerciali. Due mesi persi per colpa sua! Il sondaggio consumatori ha bocciato la carta che lui aveva promosso a pieni voti, ffanculo! La nuova linea di carta igienica doveva essere lasso nella manica (o forse sarebbe il caso di dire nel culo) della Soft Clean per gli anni a venire. Dunque, a detta dellazienda, miliardi persi per colpa di Roberto P. Siamo nella merda fino al collo urlano ai vertici. E io ci sono pi di voi replica Roberto P. No, semmai ceri nella merda gli dice il direttore generale. Sei destituito dal tuo incarico: dal collaudo passi, cominci domani, alla promozione e ringrazia il cielo se non ti ritrovi usciere o pulitore di cessi! Dallo shock Roberto P se la fa addosso. Allora proprio non ha capito! gli urla il capo del personale notando il filino marrone che fuoriesce da sotto i pantaloni e scarpa e calzini non raccolgono pi. Lei con le cacate di lavoro ha finito. Guai a lei se gliela rivedo fare in azienda! Roberto P ci resta di merda. Oddio quanto devi avere lavorato oggi commenta la moglie 46
INSUCCESSI DI MERDA

vedendolo arrivare a casa con le tracce del filino su pantaloni e calzini. Vaffanculo sbotta lui. Sai caro, oggi venuto il camion a ritirare i pacchi di carta igienica che cerano in garage... Strano per, non ne ha portato di nuova... Oltretutto in casa labbiamo finita. E allora? Una volta non ci si puliva il culo con i giornali di merda che tra laltro erano meno di merda di adesso? urla lui guadagnando in fretta il bagno. Mamma, mamma, hai visto che pap se l fatta addosso? urla Nicoletta. E subito intona una filastrocca:
Cera una volta Cecco Rivolta che rivoltava i maccheroni... se la fece tutta nei calzoni!

Ma unimprecazione di Roberto P interrompe la filastrocca e mette in fuga la bimba.

Marcel Duchamp, Chair, replica (1965) delloriginale ready-made del 1923 andato perso nel corso delle operazioni di lavaggio e disinfezione dopo che parecchi visitatori del Museum of Art di Filadelfia che lavevano scambiato per un water ci avevano fatto i loro bisogni liquidi e solidi.

INSUCCESSI DI MERDA

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Arriva miss Rossella Moore


Dottor P, le ricordo che oggi gli dice al telefono Alessandro Bacci, direttore del personale alle 11.20 arriva a Pisa con un volo da Londra la signora Rossella Moore. Come si diceva la scorsa settimana, mi piacerebbe che andasse a prenderla lei dandole il benvenuto da parte della Soft Clean. Va bene lassenso non entusiasta di Roberto P che si sente degradato a chauffeur. Dopotutto riprende a dire il direttore del personale miss Moore una sua... chiamiamola collega. Anche se lei momentaneamente trasferito ad altro incarico, laugurio che sia presto reintegrato nel suo ruolo. Tengo a dirle che sarei molto contento che lei desse una mano a miss Moore che si fermer da noi per circa due mesi come collaudatrice, ruolo che ha ricoperto per aziende leader nel nord Europa. Certo, pu contarci di nuovo lassenso non entusiasta di Roberto P. La porti pure a pranzo alla Buca di SantAntonio, magari prima prenoti. Alle 10.00 laspetta qui nel cortile il signor Manetti con la macchina aziendale per andare a Pisa. Poi vi porta a Lucca e viene a riprendervi nel pomeriggio. Ci vediamo dottor P, arrivederci. Arrivederci il commiato di Roberto P un peletto risollevato per avere almeno a disposizione auto e guidatore e rappresentare lazienda che dunque non lha ancora scaricato. Arrivato allaeroporto di Pisa, dettagli concordati giorni prima tra la Moore e il Bacci, Roberto P si piazza agli arrivi internazionali con in mano un poster delle mura di Lucca. Quel bastardo di Favilli aveva consigliato che per farsi riconoscere tenesse un rotolo di carta igienica in mano e nel dirlo si era messo a ridere a crepapelle. stato appena annunciato larrivo, uscita dei passeggeri al cancello 4. Roberto P si guarda un attimo attorno, no che... puttana la miseria, ti vede altri due pirla, uno a ridosso del cancello duscita e laltro pi lontano in direzione del bar, entrambi con un poster delle mura di Lucca. Entrambi, ognuno per i fatti suoi, con tutta laria di aspettare qualcuno da 48
ARRIVA MISS ROSSELLA MOORE

Londra. Dunque, sfiga massima, nel bailamme del settore arrivi in quel momento affollato, tre passeggeri o tre gruppi di passeggeri punteranno dritti a un poster di Lucca. Un bel casino. Cazzo, pensa Roberto P, tutto sommato era meglio fare come diceva quel coglione del Favilli! E ora che cavolo fa? I passeggeri del volo da Londra iniziano a uscire. Due suore zompano verso Roberto P. Ma lei don Renato! esclama la pi baffuta delle due. No, no, don Renato devessere quello l dice Roberto P indicando il tipo vestito di nero verso il bar. Non che sembri un prete, laria pi da magnaccia, ma quello a ridosso del cancello di arrivo, un tipo atletico molto giovane tirato a lustro, griffato dalla testa ai piedi, uno cos non pu essere un prete. Andato in porto uno dei tre rendez-vous, ora miss Moore, pensa Roberto P, ha il cinquanta per cento di probabilit dincontrarlo. Quando due ragazze, una pi gnocca dellaltra, accelerano il passo verso Roberto P, si coglie lontana un miglio la loro delusione nel vederlo. E quando una delle due, sconcertata, gli chiede in inglese, con la voce strozzata in gola, se lui Alexander, Roberto P le indirizza al volo dal tipo atletico tutto griffe e lui si mette alla ricerca della sua miss Moore. Il dottor Roberto P? gli chiede una tipa quasi sulluno e ottanta, occhiali scuri, capelli neri raccolti a chignon, tailleur grigio antracite stretto in vita, foulard viola e sabot dcollet a punta con tacco basso anchessi viola, nellinsieme una bella tipa sullelegante-stronzetto un po anni Cinquanta alla Lauren Bacall, et per sui quaranta. S sono io! Miss Rossella Moore immagino, benvenuta! Finalmente, ormai non ci contavo pi! Pensi che prima mi trovo davanti un tipo losco che non spiaccicava una parola ditaliano, poi invece, e l mi stava bene, un ragazzo fighissimo, forse un modello o un attore. Ma qui a Pisa avete lusanza di accogliere la gente con un poster delle mura di Lucca? chiede miss Moore. A Roberto P i conti tornano: le due suore e lo strano prete, le due gnocche e mister muscolo griffato... i rendez-vous, nonostante il disguido mura sono andati in porto. Sarebbe il caso di dire in aeroporto, ma sta zitto: non il caso di cominciare con una freddura, con una cavolata del genere.
ARRIVA MISS ROSSELLA MOORE

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Roberto P fa allora i complimenti, per il suo italiano, alla Moore e viene a sapere che lei piuttosto di casa in Italia anche perch italoinglese. Mentre si avviano verso la macchina, nota che la tipa non male, anzi un bel tocco di figa. Nota anche, con la coda dellocchio, e stenta a crederci, le due suore che insieme al tipo griffato stanno caricando le valigie su unauto e le due modelle che col tipo con la faccia da magnaccia, chiss chi diavolo , stanno salendo su un taxi. Incredibile! Apparenze di merda! pensa sorpreso Roberto P.

Miss Rossella Moore alias Ross Arsella


Tutto per colpa di una cena di pesce a Marina di Pisa, una sera con i vertici dellazienda, una settimana dopo larrivo della Moore per darle il benvenuto. Nel men, tra i vari primi, gli spaghetti con le arselle, nomignolo ligure-toscano per telline, molluschi bivalva pi piccoli della vongola, di forma meno circolare, pi allungata. La Moore va in estasi per questi spaghetti. Favilli, che dallinizio della cena non le toglie gli occhi da dosso e continua a dire che la tromberebbe subito, tira fuori che culo in slang arse e le appioppa, cominciando a sghignazzare rivolgendosi a Roberto P che gli seduto vicino, il soprannome di Ross Arsella. E non la fa finita, Favilli parlando con Roberto P, che un bel culo cos per testare la carta (la Moore in pratica sostituisce Roberto P nel lavoro di collaudo) sprecato. Lo saprebbe lui come impiegarlo bene... e anche la topa. Nel frattempo il direttore del personale incanta la Moore o forse lei che si lascia incantare appartenendo la Moore a quella schiera di persone, tante, che trovano fascinosi e interessanti solo quelli che gerarchicamente stanno molto in alto. I discorsi del Bacci sono i discorsi che in Toscana chiamano a bischero, vale a dire convenevoli o frasi fatte tipo: Miss Moore, andato bene il viaggio? (...) Le piace Lucca? (...) Come pensa di impiegare il tempo libero qui da noi? (...) Le piace la cucina italiana? (...) Conosce la Versilia? Favilli sogna intanto cenette intime con la Moore: antipasto e spaghetti alle arselle, lei che si eccita, lei che appena vede le arselle comincia ad alzare il viso, a ruotarlo ora a destra e ora a sinistra, a toccarsi le cosce, a sussurrare che s, le arselle s... ma Roberto P lo interrompe nellatto (nel sogno) di tirarsi gi i pantaloni per saltarle addosso. Roberto o no, Favilli li avrebbe mollati in ogni caso i sogni da erotomane nel sentire la Moore chiedere ai commensali se le arselle sono allevate o se sono naturali. Mollate le fantasie, Favilli si butta a
MISS ROSSELLA MOORE, ALIAS ROSS ARSELLA

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capofitto sullargomento e racconta con trasporto alla Moore di possedere una vecchia rastrelliera che fu del nonno e che usano sia lui che il babbo. Se vuole, subito, domani mattina che sabato, possono fare un salto l a Marina di Pisa, o a Tirrenia o anche a Vecchiano o in Versilia, cos le mostra come si pescano le arselle. Non contento il Favilli aggiunge che quando c la nascita dei funghi lui va a porcini e ovuli su in Pizzorna, mentre in primavera va per asparagi selvatici e per bruscansi come li chiama una sua zia veneta. Dunque, quando vuole andare con lui, non fa che dirglielo che lui contentissimo. La Moore, dopo i convenevoli, o che bello, o come gentile dottor Favilli, o qui o l, tira in ballo un giro a Pianosa e a Giannutri concordato da tempo con degli amici che hanno la barca a Punta Ala. Volentieri, ma sar per unaltra volta. L per l Favilli potrebbe anche cantare vittoria. Ma ecco la Moore rivolgersi subito al direttore del personale e chiedergli se anche lui va ad arselle con la rastrelliera e a porcini e ovuli facendo imbestialire il Favilli che urlando sottovoce nellorecchio di Roberto P le affibbia una serie di epiteti, troia di sicuro il pi gentile. Si mette a sostenere, il Favilli, e ci scommetterebbe le palle, una certa similitudine tra miss Mielosetta, la giovane e bna insegnante di ginnastica interpretata da Kim Cattrall in Porkys, e Ross Arsella. Come la prima va in fibrillazione erotica entrando nello spogliatoio maschile e

sentendo gli odori di felpe e T-shirt lasciate l, la Moore si ecciterebbe alla vista delle arselle. Ancora di pi sentendone il profumo di mare... Le arselle vive in un secchiello pieno di limpidissima acqua di mare, sul fondo del secchiello, su uno strato di sabbia, le loro valve un po aperte da cui fuoriescono carnosi lembi di polpa interna che sensuali spingono nella sabbia e accarezzandola la penetrano con vigore... E Favilli riprende a sognare. Spiaggia deserta, al tramonto. La Moore in bikini china sul secchiello, l che sinebria di arselle, lui che lagguanta da dietro, lei che parte in quarta, s, s, s!. S, s, anche per me il caff! La voce della Moore disorienta il Favilli e pone fine anche al sogno della spiaggia deserta. A furia di sognare quasi ha le occhiaie il Favilli, spossato come se avesse corso una maratona, le occhiaie quelle che vedi in bella evidenza sulle facciazze dei segaioli. Ed pi nero del babau il Favilli nel tornarsene a casa alla guida della sua Alfa 156, seduto accanto a lui Roberto P che deve sorbirsi le tirate sulla Moore colpevole, a detta del Favilli, di avere incantato quel coglione del Bacci, ovvio, per farsi poi accompagnare a casa. Niente niente che quella troia blatera il Favilli gi glielha data prima di arrivare sotto casa e farlo salire. Messo gi Roberto P, prevedibile partenza con sgommata come la notte infausta del ritorno da Montecatini.

MISS ROSSELLA MOORE, ALIAS ROSS ARSELLA

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Ok il peso giusto
(risalgono le azioni di Roberto P)
Rimosso da collaudatore di carte igieniche, Roberto P (che pur deve dare una mano a Rossella Moore) viene trasferito al commerciale e in pratica finisce col fare ingloriosamente limbonitore di piazza. E, sfiga, comincia proprio a Lucca dove, ci spera tanto, nessuno lo riconosca. Comincia in uno stand allestito nella piazza del Teatro del Giglio per pubblicizzare con un gioco una nuova carta igienica. Il gioco parafrasa quello della trasmissione Ok il prezzo giusto condotta da Gigi Sabani prima e da Iva Zanicchi poi negli anni Ottanta e Novanta su reti Mediaset. L il gioco versione italiana della troiata Ok the price is right nata nel 1956, come sempre in questi casi, negli States consisteva nellindovinare il prezzo esatto di alcuni prodotti. Qui il gioco indovinare il peso preciso della merda che uno si appresta a fare. Ehi, lei col canino, venga, partecipi al gioco dice Roberto P a un ometto piccino che se ne sta a cinque sei metri da lui con un bassottino tedesco al guinzaglio. Lometto savvicina al camion su cui sono allestite tre cabine-toilette di quelle usate per fiere e congressi. Cammina a fatica preso com a tenere il canino che tira di qua e di l come un demonio. Avanti signori, la partecipazione gratuita. Lunica cosa che vi chiediamo che facciate il vostro dovere. E se siete bravi matematici e avete un po di fortuna, potete anche vincere migliaia di euro. Avanti, signori, provare non costa nulla. Fatevi sotto! dice Roberto P invitando gli astanti a provare. Tanti, pi in l, i commenti. A casa ne facevo sui due etti e venti, no che qui non ne ho fatta neanche uno e novanta. Ma ora vo piglia una purga, ch prima di 54
OK IL PESO GIUSTO

stasera vo riprova. E io ieri, porco demonio, mi tiro gi i pantaloni, niente da fare: scoregge, quelle, hai voglia, non finivano pi, per il resto nulla. Sicch dopo dieci minuti, m toccato alzare il culo da l. Loro ti danno dieci minuti, di pi no. Avanti lei del canino, venga a provare la carta igienica Soft Clean. Mi dica quanta ne far e se sbaglia di non pi di dieci grammi, vince premi esclusivi ed eccezionali. Avanti, si accomodi, il canino glielo tengo io dice Roberto P allometto. Allometto era da un po che scappava un bisogno. Non gli par vero. Lui non ha capito il gioco ma chi se frega, butta l un peso a caso pensando a quando compra il prosciutto. U... un e... etto, un etto e mezzo... gi di l. Ma no, deve dire un peso preciso! Uu... un etto e quaranta! Bravo, avanti si accomodi. Tranquillo che il canino glielo tengo io. Vada, vada dice Roberto P prendendogli in consegna il cane. Tutto avviene nella privacy assoluta. Ma il prodotto fisiologico, quello, anche per dimostrare che la carta igienica Soft Clean va bene per tutti i tipi di merda, quello finisce in bella mostra dentro a un contenitore trasparente collocato sotto un cubo di plexiglas accuratamente sigillato. E una bilancia, su cui sta il contenitore, ne d subito il peso non appena la merda ci cade dentro. una bilancia digitale che d anche i decimi di grammo, e l a fianco, in bella mostra, c il peso dichiarato, in questo caso un etto e quaranta. La gente che sta l attorno e che si agita se i due pesi tendono a equivalersi ma chi dentro alla cabina-cesso non pu sentire nulla perch allinterno c musica a tutto volume questa volta si agita pi del normale. E non perch i pesi tendano a coincidere. Motivo dellagitazione lo stronzo gigantesco, mai visto dicono i presenti, che continua ad accrescersi arrotolandosi su se stesso man mano che scende gi: tre etti, quattro, cinque, sei e qualcosa, una quantit incredibile. A un chilo, nove etti e ventiquattro grammi la colata ha fine e lometto di l a poco viene fuori. La gente agitata, e il canino pure. Qualcuno accenna a unoOK IL PESO GIUSTO

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vazione, ma i pi, compreso Roberto P, sono senza parole. E chi via via arriva e chiede lumi, e gli dicono quello che successo, non crede a una parola e attribuisce come minimo a quattro cinque persone tutto quello smerdamento l. C... ci voleva. M... mi sento un altro dice lometto dirigendosi verso il canino. E subito sallontana a gran dimenamenti con la mano infilata nella tasca destra dei pantaloni per cercare di rimettersi a posto luccello. Poi, tirata fuori la mano dalla tasca, si gratta il culo e attraverso i calzoni si rassetta le mutande imprecando contro il canino che anche lui si dimena di qua e di l. Roberto P, che ha il cognato addetto stampa di unimportante fondazione teatrale di Torino e i meccanismi dellinformazione un po li conosce, intuisce laffare. Quella massa di merda vale oro. Blocca lometto, e con laiuto del cognato chiama la stampa: i due quotidiani regionali, La Nazione e Il Tirreno, che hanno entrambi una redazione a Lucca, due radio, una televisione privata e la Rai regionale che ha sede a Firenze. Subito la notizia, grazie anche a unAnsa, rimbalza a livello nazionale.

Incredibile exploit escretivo di


Ne fa qu asi

Alcuni dei titoli

i in un due chil

sol colpo

Stupisce tutti con unevacuazione record

un ometto

Fortuna o abilit dellex collaudatore di carta igienica, grazie a Roberto P la Soft Clean ne esce alla grande. E Roberto P viene rivalutato, immediatamente promosso da imbonitore da piazza a promotore di carte igieniche grazie anche allometto di cui su consiglio del cognato giornalista si subito autoproclamato angelo custode. 56
OK IL PESO GIUSTO

Test eccellenti ovvero politically rect


Rossella Moore non fa segreti delle sue altolocate conoscenze romane. E quando ne parla si alza di buoni venti centimetri e se ne riempie la bocca: con quello stesso godimento, per lei vero, che certe professioniste delle pratiche orali fingono di provare coi loro clienti. E quella volta la cena col presidente del Senato, e quellaltra con i membri della commissione dei Beni culturali per lassegnazione dei finanziamenti, e lufficio stampa della presidenza del Consiglio che col responsabile si danno del tu, di vie per fare testare una nuova linea di carta igienica nelle toilette di Camera e Senato, ce ne sono fin che si vuole. Non c che limbarazzo della scelta. La nuova linea di carta igienica, una vecchia idea che giace da anni alla Soft Clean con il nomignolo di politically rect, torna cos a galla per linteressamento della Moore spronata da Alessandro Bacci a cui, sostiene il Favilli, lei glielha gi data, e pi volte. In quattro e quattrotto viene incaricato un ragazzotto che fa lassistente universitario a Pisa di trovare citazioni inerenti a politica e partiti. Quello, scartabellando una Garzantina delle citazioni e andando su un sito di testi letterari (un gioco da ragazzi da qui scaricarsi i testi e fare il search con parole chiave come politica o partiti), in un pomeriggio poco pi fornisce materiale a iosa per riempire un rotolone ad hoc per culi eccellenti. Invano il giovane universitario saccheggia Aristotele, Massimo DAzeglio, Otto von Bismark, Franois-Ren de Chateaubriand, Alcide De Gasperi, Luigi Einaudi, John Galsworthy, Joseph Paul Goebbels, Rmy de Gourmont, Hugo von Hofmannsthal, Henry Kissinger, Karl Kraus, Nikolaj Lenin, Charles Maurras, Emmanuel Mounier, Napoleone III, Boris Pasternak, Marcel Proust, Franklin Delano Roosvelt, William Shakespeare, George Bernard Shaw, Andr Suars, Robert Louis Stevenson, Paul Valry. I rotoloni prototipo (realizzati in tempi record e immediatamente collocati nei servizi di Camera e Senato) con frasi tipo Luomo per natura un animale politico, In politica la saggezza non rispondere alle domande, larte non
TEST ECCELLENTI

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lasciarsele fare o La politica la dottrina del possibile cadono nellindifferenza totale. E addirittura qualcuno, indispettito, arriva a sostenere che se proprio proprio carta igienica personalizzata devessere, sia almeno con barzellette di quelle belle spinte, o con le foto di tutte le finaliste di Miss Italia... oltre alle foto, per allontanare sospetti di voyerismo, magari una breve intervista con ognuna delle aspiranti miss. Rammaricata dellesito nefasto di questo progetto fortunatamente costato poco, Ross Arsella riduce per qualche giorno nel nominare i vip romani quella sua labiale volutt pompinara di riempirsene la bocca, significante metafora di altri possibili riempimenti, naturalissime combinazioni di vuoti e pieni. Ma una telefonata, sul suo cellulare, di un pezzo grosso del sottobosco politico romano, riaccende allistante i suoi istinti vocal-pompinari ed subito la Ross di sempre.

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Roberto P si accultura
(elogio del cinema trash)
Ringalluzzito dai successi ottenuti come promoter, Roberto P si ributta con entusiasmo nel lavoro e ci si mette di buzzo buono. Lespressione che prima era da intendersi nella sua realt, fuor di metafora ora decisamente metaforica. E il Nostro contento come una pasqua di dovere lavorare di testa e non pi di corpo. Oddio, dei rimasugli igienici nel comportamento gli sono rimasti: come quando nei servizi si struscia e ristruscia il culo per pulirsi, sotto sotto lantica abitudine di verificare la tenuta della carta. Lavorando di testa, pi che di culo e di mano, si fatto arrivare dalla Francia su indicazione di un vecchio amico che insegna alluniversit di Bologna il libro Histoire de la merde di Dominique Laporte edito la prima volta da Christian Bourgois nel 1978 e successivamente ristampato. Sempre consigliato dallamico universitario, si messo a leggere Rabelais, esperto di anime in quanto monaco ed esperto di corpi e di merde in quanto medico, e Il malato immaginario di Molire dove Argan coi clisteri ci va gi pesante. Leggiucchiando qua e l, impara anche una vecchia filastrocca.
Non ver che sia la merda la peggior dogni sostanza. Merda segno di speranza e di sano digerir.

La impara a menadito e pi volte la canticchia ai figli che la imparano subito e a loro volta la canticchiano. Nel giro di un mese poco pi Non ver che sia la merda diventa linno ufficiale della scuola e persino della squadra di calcio dei pulcini della Segromignese. Dovresti vergognarti, non pensi ad altro! Merda, merda, sempre merda! gli fa la moglie. Senti chi parla: Natale e sotto lalbero mi ci ritrovo lo smerdolino, il mio compleanno ed ecco il nuovo portacartaigienica... Sempre merda! E sarei io a non pensare ad altro?

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Sempre in sintonia col bisogno di acculturarsi, Roberto P chiede a don Remigio Bertolacci, un prete ottuagenario che per un lungo periodo, negli anni Settanta e Ottanta aveva condotto i dibattiti nei cineforum dei cinema parrocchiali, se pu suggerirgli qualche film di merda. Non glielo chiede cos. Su consiglio dellamico universitario, al prelato, che si ritirato a vita privata in un miniappartamento nella palazzina vicino alla sua, un bel giorno chiede se pu dargli qualche lezione privata di scatologia cinematografica e lo delucida cos sui film dove poco o tanto centra quella cosa che non bello nominare. Ovviamente pagando e sottolineando che tutto questo dettato da ragioni professionali. Il prete, con un sorrisetto che lascia trapelare una certa simpatia per largomento, una simpatia goliardica, sincera, addirittura solare, accetta e di l a qualche giorno lo invita a casa per la prima lezione. Fa accomodare Roberto P in uno studio pieno zeppo di libri dove campeggiano il manifesto dei Sette samurai di Akira Kurosawa e quello di Quarto potere di Orson Welles e, chiarito che di soldi non se ne parla neppure, lui volentieri gli d qualche lezione per diletto, parte in quarta. Direi di cominciare, lei prenda pure appunti e consideri che diversi di questi film li ho in dvd, da Michel Piccoli che nella Grande abbuffata (1973) di Marco Ferreri, emette grandi flatulenze e muore facendosela addosso sotto gli occhi impotenti di Ugo Tognazzi, Philippe Noiret e Andra Ferrol. Poco prima, ma guarda cosa mi fai raccontare figliolo, c la scena prosegue il prete di Marcello Mastroianni che entra nel bagno e l viene investito a tutta persona dal liquame fognario per la rottura degli scarichi di quel piano e del piano sopra. La scena, metafora della caducit del corpo (il cibo, anche il pi etereo e raffinato, destinato a diventare feccia) provoca un irresistibile riso in Tognazzi mentre Michel Piccoli, quasi conscio che la fine per lui vicina, cerca di rimediare e si mette a ripulire il bagno. Diverso il discorso seguita il prete per Amici miei del 1975 di Mario Monicelli, il primo della serie, dove Duilio Del Prete ha un approccio molto goliardico, devo dire simpatico nellassoluta mancanza di coprolalia, alla questione. Scappandogli un bisogno incontenibile e trovandosi allinterno di una villa dove si svolge una festa a cui lui e i suoi compari si sono autoinvitati, si precipita nei servizi: qui ci trova, seduto sul vasino, un bambino di neanche due anni, il figlio dei 60
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padroni di casa messo l dalla nurse. Tolto il bimbo dal vasino il lazzarone di Del Prete ce la fa dentro dopodich rimette il piccolo al suo posto. Da l a poco gran putiferio con la nurse che fa accorrere i genitori seguiti dagli invitati, tutti sconcertati dall'enorme massa defecatoria che addirittura deborda dal vasino. Direi che per quanto fine a se stesso, questo episodio, privo di qualsivoglia volgarit, ha una sua valenza umoristica. Rimanendo nellambito della goliardata, ma questa volta involontaria continua il prete che pare averci preso gusto a parlare di cinematografia scatologica, lui normalmente impegnato su versanti... escatologici merita ricordare la scena della conferenza stampa in Una pallottola spuntata di David Zucker. Qui il tenente Frank Drebin interpretato da Leslie Nielsen (memorabile il suo film desordio, Il pianeta proibito di Fred MacLeod Wilcox del 1956, rivisitazione fantascientifica della Tempesta di Shakespeare) va in bagno senza spegnere il sensibilissimo microfono che ha addosso obbligando relatori e giornalisti presenti alla conferenza stampa a sorbirsi linfinita gamma di suoni connessi alle sue impellenti e massicce emissioni corporali con tanto di sciacquone finale. Dallo humour al melodramma thriller porno La orca di Eriprando Visconti del 1976 con Rena Niehaus e Michele Placido: lei una ragazza borghese rapita da tre banditi, lui il suo carceriere. Placido, che alla fine sinnamorer di lei, la costringe a violenze varie tra cui quella di farle fare i suoi bisogni davanti a lui. Cambiando film, consentimi figliolo, di ricordarti La moglie in vacanza... lamante in citt di Sergio Martino: qui, affiancato da un Lino Banfi in gran forma, Renzo Montagnani lautore del pi imponente atto defecatorio del cinema trash italiano. Dopo avere preso numerose pillole di lassativo da lui maldestramente scambiato per un digestivo e dopo avere vagato per lalbergo alla disperata ricerca di un bagno, siamo a Courmayeur durante la stagione sciistica, finalmente lo trova, ci si precipita dentro, la porta si chiude e assistiamo a un metaforico terremoto. Decisamente e fin troppo realistica, senza mediazioni metaforiche, invece labbondante defecazione che si vede nel film in bianco nero Nel corso del tempo (1975) di Wim Wenders: ne autore, mi par di ricordare, un guidatore di camion che la fa ai bordi della strada. Mi viene poi in mente la scena di Amarcord di Federico Fellini dove il padre dei ragazzi (il marito, per intenderci, di Pupella Maggio) se la fa addosso dopo essere stato purgato dai
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fascisti con lolio di ricino. Lei allora, amorevolmente, scalda lacqua e gli fa fare il bagno in un tinozzone di legno. Squilla il telefono. Monsignor Bertolacci alza la cornetta e si mette a parlare di Ingmar Bergman, in particolare del Settimo sigillo e del Posto delle fragole. Due capolavori. Il Morandini spiega il prete a Roberto P non appena messa gi la cornetta gli d rispettivamente quattro e cinque stelle! Sto preparando una retrospettiva dedicata a Bergman e finalmente mi hanno trovato due buone copie in lingua originale con sottotitoli in inglese. Dopo avere ricordato a Roberto P la grandezza di Bergman e avergli consigliato lacquisto del Morandini e del Mereghetti, due autentici vangeli per i cinefili tiene a precisare, gli presta La grande abbuffata, Amici miei, Una pallottola spuntata e La moglie in vacanza... lamante in citt (questo per in VHS registrato da una televisione privata) e gli d appuntamento alla settimana successiva. La settimana dopo, monsignor Bertolacci, riavuti dvd e cassetta e scambiate due parole sui film che Roberto P si visto con piacere, riparte dal punto esatto dove si erano interrotti. Parlavamo di Amarcord. Sempre in Amarcord c la colorita scena del nonno e del suo rituale postprandiale: in sala solo soletto, mani sullo schienale di una sedia, intona due volte un un-due-tre seguito da

metamorfosi da PELLIZZA DA VOLPEDO

una pernacchietta vocale, mentre al terzo un-due-tre lemissione, con tanto di piegamento sulle gambe, non certo boccale ed ha una consistenza assai maggiore. Cambiamo film: in F.F.S.S. Cio: ...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi pi bene? di Renzo Arbore del 1983 la scena iniziale ci mostra un sosia di Federico Fellini che non ce la fa pi a trattenerla e davanti al cesso di casa invoca Giulietta di fare presto per non farsela addosso. Ovvio che la cosa non piacque a Fellini. In Amo non amo, film femminista di Armenia Balducci del 1979, Monica Guerritore urla, rivolta a Jacqueline Bisset, la fatidica frase siamo tutti nella m.!. E se qui siamo nella metafora, non cos per il povero Ninetto Davoli nei panni dellingenuo Andreuccio gabbato alla grande nel Decameron di Pier Paolo Pasolini del 1971. Ingannato da una bella giovane signora che in quel di Napoli (dove lui si reca per comprare dei cavalli) si finge sua sorella, lo ospita in casa, gli frega i soldi e se ne libera facendolo cadere nella latrina, Davoli costretto a vagare per la citt tutto sporco e maleolente. Fuori di metafora anche una celebre scena di uno dei tanti film di Pierino con Alvaro Vitali, una delle serie cult per i fan del trash: la scena vede Vitali camminare per strada in modo strano e attirare lattenzione di due ortopedici intenti a parlare di patologie della postura. Ma lanamnesi dei due medici risulta completamente errata: PierinoVitali, interrogato dai due ortopedici, spiega di camminare cos semplicemente perch se l fatta addosso avendo male interpretato uno stimolo che a lui pareva solo aereo. E se il film Decameron prosegue il prelato ci d una visione luridissima della latrina, che la puzza ti pare proprio di sentirla, in 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick avviene il contrario e i servizi di unastronave in viaggio dalla terra alla luna danno addirittura unidea linda, sterile, di sala operatoria. Col raffinato tocco di humour delle istruzioni per luso in bella vista: ZERO GRAVITY TOILET, i passeggeri sono pregati di leggere le istruzioni (ben dieci punti) prima delluso. Una telefonata, questa volta largomento Eric Rohmer e il film in questione Perceval le gallois, e monsignor Bertolacci liquida educatamente Roberto P dandogli in prestito Amarcord, F.F.S.S. Cio: ...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi pi bene? (in cassetta), il Decameron e 2001: Odissea nello spazio: dei compiti per casa niente male.
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La terza lezione manda in visibilio il buon Roberto P. Esaurito forse il filone alto, quello della Grande abbuffata e di 2001: Odissea nello spazio, ora monsignor Bertolacci costretto a volare piuttosto basso. Con grande gioia di Roberto P. Questa volta comincerei con Lassistente sociale tutto pepe di Nando Cicero del 1981. Il film, celebre per un particolare anatomico di Nadia Cassini che va in bicicletta per Roma, ha tra gli interpreti Renzo Montagnani e il balbuziente Nino Terzo. Il primo beve per errore un caff avvelenato che lui voleva rifilare a una vecchia signora: anzich morire, gli effetti, stranezza dei veleni, sono rumorosamente lassativi e immediati. Il secondo invece, in una delle scene cult del film, se la fa addosso nel corso di una rapina in banca. E se qui lo scatologico sicuramente fine a se stesso, in Vieni avanti cretino di Luciano Salce del 1982 c il tentativo di conferirgli qualche piccola valenza in pi tirando in ballo voyeurismo e uranismo: mi riferisco a Lino Banfi che rimane chiuso nel cesso dellufficio di collocamento e che nel tentativo di passare in quello adiacente (da cui lo separa una parete che si ferma a cinquanta sessanta centimetri dal soffitto) viene mal apostrofato dal direttore seduto sul water: un goffo, anche perch alto e magro, Paolo Paoloni coi pantaloni gi, ginocchia unite, camicia e cravatta, e il bordo della giacca che si allarga attorno al water. Molto comico, nel film Belli e brutti ridono tutti di Domenico Paolella del 1979 anche lepisodio Un bisogno urgente che ha per protagonista Cochi Ponzoni: il tapino, che si mangiato uno yogurt scaduto, resiste per un po finch non ce la fa pi a trattenerla e letteralmente esplode in un ascensore. E molto trash possiamo giudicare la domanda che Carol Alt (medico in Bye bye baby di Enrico Oldoini del 1987) rivolge a Jason Connery: Ma sei andato di corpo?. Tremenda anche la sequenza di Gian Burrasca (1982) di Pier Francesco Pungitore con Alvaro Vitali-Giannino che mette nella zuppa destinata ai professori e alla direzione del collegio una purga potentissima che agisce dopo neanche un minuto. Gli effetti saranno molto catastrofici. Piuttosto volgare, ad un livello persino sotto gli standard del trash, la scena, in Pierino il fichissimo del 1981 di Alessandro Metz, della moglie di Nino Terzo al ristorante: per porre rimedio alle sue ripetute flatulenze le mettono un tappo in quellorifizio posteriore che tutti ben conosciamo. Nella scena successiva uno strillone annuncer unedizione 64
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straordinaria relativa a una pioggia di... a una pioggia marrone in quel di Roma mentre una vacca in Val Padana risulter misteriosamente accecata da un tappo. Sempre in questo film che segna il pi basso livello mai raggiunto in Italia, Pierino, interpretato da Maurizio Esposito e non da Alvaro Vitali, dopo avere offerto alla maestra una spuma (in realt della vomitevole orina) che lei trova discreta, si offre di prepararle un panino con un ripieno che della cioccolata ha solo il colore. Altro film: in Il sergente Rompiglioni diventa... caporale (1974) di Mariano Lauranti, protagonista Franco Franchi, e qui possiamo terminare questo nostro terzo incontro, le gag spiega il prelato sono tutte piuttosto sul triviale e il tema della latrina assai ricorrente. Liquidato Roberto P, monsignor Bertolacci, si mette a scrivere, con la sua cara vecchia Olivetti lettera 22, un saggio sul film Mare matto di Renato Castellani del 1963 con Gina Lollobrigida e Jean-Paul Belmondo. Il saggio gli stato richiesto da un cineclub livornese che sta allestendo una rassegna di film ambientati a Livorno e la vicenda di Mare matto ha inizio proprio nel porto labronico. Quarto incontro. E monsignor Bertolacci, sempre pi scatenato, si rivela una miniera inesauribile, un pozzo senza fondo. Piuttosto originale, oggi partirei da questo, lepisodio che vede Paolo Villaggio (in Signori e signore, buonanotte, film a pi mani del 1976 che prende in giro lItalia televisiva degli anni Settanta) nei panni del conduttore del gioco del Disgraziametro. Incredibilmente un concorrente se la fa addosso e Paolo Villaggio esclama: La sua non una cabina, un gabinetto!. Nello stesso film, firmato tra gli altri da Ettore Scola, Mario Monicelli, Nanni Loy e Luigi Magni, c (interpretato da Ugo Tognazzi) un generale che dopo avere perso tutte le sue medaglie cadute ahim dentro al cesso, decide stoicamente di suicidarsi e lo fa. Passiamo a Pasquale Festa Campanile che in Culo e camicia (1981) firma lepisodio Un uomo, un uomo e... evviva una donna dove Leopoldo Mastelloni tenta il suicidio con un lassativo. Secondo gli schemi pi scontati del trash finir nei servizi con rumoreggiamenti la cui natura facilmente intuibile. In Squadra antifurto di Bruno Corbucci del 1977 si arriva persino al tentativo di dare un pizzico di valenza ideologica alla defecazione per sfregio: Bombolo, nei panni di un ladruncolo detto er Pancia, la fa infatti sui divani delle case
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dove va a rubare, per puni il suo credo chi se porta i soldi in Svizzera. In una scena che un omaggio per eccellenza al trash pi trash, il poliziotto Tomas Miliam e Bombolo danno vita a una digressione (che sfocer addirittura nel culinario) sulla massa marrone che sta sul divano. Da Roma allAfrica. Nellepisodio S, buana di Luciano Salce in Dove vai in vacanza? del 1978 ci sono Paolo Villaggio e Daniele Vargas che fanno pop alla maniera africana (sotto il cielo, open air) e il secondo ci finisce dentro. A proposito di open air, in Quattro marmittoni alle grandi manovre di Franco Martinelli del 1974 il sergente Lino Banfi al comando di un manipoletto di soldati sente odore di nemico e simbatte in un commilitone nemico che dietro a un cespuglio sta facendo pop. Pop anche nel finale di Spell (Dolce mattatoio) di Alberto Cavallone del 1976, film porno, ma guarda che film mi fai citare figliolo, dove si mescolano vita di paese, il conte di Lautramont e Georges Bataille. Tutto finir in un autentico mare di merde, detto in francese non pare neanche volgare, ottenuta, secondo Marco Giusti, mescolando polenta e cioccolata. Incredibile ma vero, in Sognando la California di Carlo Vanzina del 1993, road-movie casareccio che vede un gruppo di amici capitanati da Massimo Boldi coronare il sogno che avevano da ragazzi di andare in California, c la gag classicissima, da anni Trenta-Quaranta, dei bisogni fatti dentro la carta di giornale. Banalit delle banalit il giornale, accartocciato ben bene con dentro la massa defecata dal Boldi, finir sulla testa del suo padrone di casa. Vana, per tirare su il film, la presenza di Bo Derek nel ruolo di se stessa. Proseguiamo: incredibilmente trash, in Il trucido e lo sbirro di Umberto Lenzi del 1976, la frasaccia che Tomas Milian nei panni di Monnezza dice allinizio del film rivolgendosi a un suo compagno di carcere: Ah, reggeme er posto che vado a c..!. E oggi per terminare prosegue il prelato passerei al cinema comico alto. Per la precisione a La pantera rosa sfida lispettore Clouseau di Blake Edwards del 1976 a cui Morandini d ben tre stelle e mezzo. Grandissima la scena allOktoberfest di Monaco, quando dodici agenti segreti di altrettante nazioni cercano invano di far fuori Clouseau che interpretato da Peter Sellers. Nella confusione della festa, dopo che dieci hanno fallito e si sono fatti fuori tra loro, gli ultimi due seguono Clouseau nelle affollate toilettes e occupano rispettivamente il servizio a destra e quello a sinistra del servizio dove entrato il buon 66
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Clouseau. La macchina da presa inquadra frontalmente i tre servizi, strutture non in muratura con porte che non arrivano a terra e che dunque permettono di vedere, da fuori, i piedi di chi c dentro. E qui il colpo di genio. Al maldestro Clouseau cade la carta igienica che rotola fuori. Lui allora si china per raccoglierla e proprio in quel momento i due agenti fanno fuoco e si uccidono tra loro. Sarebbe il caso di dire commenta Roberto P che la carta igienica allunga la vita! Ben detto! aggiunge il prete. E sempre Peter Sellers memorabile nellinvolontaria distruzione di un bagno in quel capolavoro del burlesque americano che Hollywood party del 1968, un Sellers in gran forma che spacca i water e rende inutilizzabili i rotoli di carta igienica. Sorta di Giano bifronte, di schizofrenico dottor Jekill e Mr Hyde, monsignor Bertolacci, una volta terminata la lezione a Roberto P, cambia radicalmente registro e si butta a capofitto su film impegnati. Questa volta addirittura straimpegno. Il film I Nibelunghi di Fritz Lang del 1924, pietra miliare del muto, e il prelato deve metterlo in relazione con il tema del destino, motivo conduttore del cinema langhiano.

metamorfosi da CARLO CARR

Quinto incontro. Tema: la flatulenza. Gi labbiamo ritrovata qua e l. Proseguiamo. Tre esempi non certo edificanti di flatulenza sono inizia a dire monsignor Bertolacci che non riesce a trattenere un sorrisetto nella Banda del Trucido di Stelvio Massi del 1977 dove la moglie di Monnezza (Tomas Milian) una cicciona insuperabile nellemettere fragorose puzze, in Bella, ricca, lieve difetto fisico, cerca anima gemella di Nando Cicero dove una prosperosa macellaia ha doti analoghe che vengono ben palesate quando, in un ristorante, si lancia in un tuca tuca accompagnata da unorchestrina, e nel Buon soldato (1982) di Franco Brusati dove dei soldati accompagnano a suon di peti un concerto di flauto. Campione assoluto della flatulenza kitsch comunque Renzo Montagnani in I carabbimatti di Giuliano Carnimeo del 1987. A un vecchietto che si lamenta per laumento del prezzo della benzina Montagnani ha il coraggio di dire che, meno male, lui ha messo su limpianto a gas. E nel dirlo emette rumori a tutto spiano. E qui monsignor Bertolacci tradisce un sorrisetto che tutto pu palesare fuorch disapprovazione. Da ricordare anche prosegue le scurrili flatulenze di Coluche in Dagobert (1984) di Dino Risi. Memorabili, in questo ambito, le performance della cameriera nellInfermiera di notte di Mariano Laurenti del 1978 (Almeno questa, quando passa, avvisa commenta Mario Carotenuto) e della suora nellInfermiera nella corsia dei militari (1979) di Mariano Laurenti. Sia la cameriera che la suora interpretate da Linda De Felice. Esotiche sono invece le flatulenze in Una moglie, due amici, quattro amanti di Michele Massimo Tarantini del 1980 con Luciano Salce, il solito Renzo Montagnani e Lucio Montanaro impegnato in pi ruoli. Al centro della vicenda un frutto afrodisiaco, il pamango che funziona, s, ma che ha la controindicazione di fare emettere rumori non proprio raffinati a chi lo mangia. Ma non tutto: in Linsegnante va in collegio (1977) di Mariano Laurenti c un certo professor Morlupo, interpretato da Carlo Sposito, che avendo il vizietto di farle terribilmente rumorose e pestilenziali, cerca sempre di farle in stanze vuote per non infierire sui presenti. Finch un bel giorno, lui orbo come una talpa, non si accorge che in una stanza c tutto il corpo insegnante in riunione e fa esplodere la bomba. Morlupo-Sposito ce lo ritroviamo lo stesso anno con lo stesso vizietto 68
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in La liceale nella classe dei ripetenti sempre di Laurenti. Tra i grandi virtuosi del peto (dal latino peditum) anche delle insospettabili: tra queste Margaret Lee (stellina televisiva degli anni Sessanta accanto a Johnny Dorelli) che in un film di Dino Risi del 1982, Sesso e volentieri, interpreta Lady Jane, una distinta signora inglese che emette terribili ariette ogni volta che si siede per mangiare. E pensa figliolo a cosa pu portare la flatulenza: nel film per eccellenza del trash romanesco che Trastevere - Nel cuore di Roma (1971) di Fausto Tozzi con un cast di primordine che va da Nino Manfredi a Vittorio De Sica, da Vittorio Caprioli a Rosanna Schiaffino, da Ottavia Piccolo a Milena Vukotic, c una certa Mickey Fox nei panni della sora Regina che addirittura morir per un megapeto mentre in viaggio per il santuario del Divino Amore. Proseguiamo: tragicomica la morte di Alvaro Vitali nellepisodio Amore e manette del film La liceale, il diavolo e lacquasanta. Suicida per amore, muore, dopo avere ingerito un potente veleno, su arie verdiane emettendo rumoracci di chiara provenienza intestinale. Grandi emissioni, da guinness dei primati, anche nel Malato immaginario di Tonino Cervi del 1979 protagonista Alberto Sordi, dove il testo di Molire diventa il pretesto per abbinare in continuazione clisteri e flatulenze intestinali. Le emissioni assurgono addirittura a spettacolo nel Petomane di Pasquale Festa Campanile del 1983, protagonista Ugo Tognazzi nei panni di Joseph Pujol, attore francese di variet (la storia vera) divenuto famoso come Paganini del peto per la sua abilit nellemetterle addirittura dando vita a celebri melodie. Sempre Tognazzi, torniamo indietro al 1968, al film Satyricon di Gian Luigi Polidoro, un triviale Trimalcione, gran maestro nellemettere rutti e peti. Incontenibili nelle loro emissioni anche Alvaro Vitali in La soldatessa alle grandi manovre di Nando Cicero del 1978 e Massimo Boldi nei panni di Severino Cicerchia nel Ragazzo di campagna di Castellano e Pipolo del 1984. Al punto di meritarsi un appellativo che non d spazio a dubbio alcuno. Leccesso viene comunque raggiunto nellInsegnante di Nando Cicero del 1975 dove Alvaro Vitali stabilisce il nuovo record liceale di fiammata (ben trentacinque centimetri) emettendo la propria flatulenza su una candela accesa o un accendino, non ricordo. Stessa scatologica bravata, e qui direi di chiudere, viene fatta da quella facciaccia di gomma di Jim Carey protagonista di Scemo & + scemo (1994) di Peter Farrelly.
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Come da copione monsignor Bertolacci cambia registro e persino fisionomia. Caro Roberto, ora devo buttarmi su Gilda di Charles Vidor, sui suoi latenti contenuti omosessuali evidenziati dalla critica europea e ignorati da quella statunitense. Ci vediamo la prossima settimana. Sesto incontro. Tema: il cesso come luogo fisico. Prima di addentrarmi in questa carrellata di toilette di vario ordine e grado, permettimi di ricordarti inizia il prete Banane al cioccolato di Riccardo Schicchi del 1986, protagonista Ilona Staller alias Cicciolina al suo terzo hard cinematografico. Di questo film Marco Giusti, nel Dizionario dei film italiani stracult che ovviamente figliolo ti consiglio di acquistare (tra laltro appena uscita la nuova edizione), ricorda una scena di defecazione con pioggia dorata su un falso moralista. Passando invece alle scene supertrash al cesso, permettimi di ricordarti quella di Daniela Poggi in La cena (1998) di Ettore Scola e quella di Tomas Milian che nel Figlio dello sceicco di Bruno Corbucci del 1978 apostrofa un beduino seduto sul water con la frase Abdull Abdull, non rompere er c. e pensa a c... Altra scena con cesso nel film Limbranato di Pier Francesco Pingitore dove Pippo Franco dorme in un letto piazzato davanti al gabinetto proprio la notte in cui

metamorfosi da HENRI MATISSE

lintera famiglia di Bombolo ha fatto indigestione di cozze ed tutto un avanti indietro dal bagno dove provocano rumoreggiamenti non da poco. Negli Inaffidabili di Jerry Cal del 1997 i vecchi amici di un tempo che adesso hanno oltre quarantanni, si abbandonano a goliardate volgari come spiare le ragazze che vanno nei servizi. Piuttosto insulsetta la scena di Massimo Boldi che in Vacanze di Natale 95, appunto del 1995, di Neri Parenti, affina le tecniche di sciata standosene in piedi sul water. Molto simpatica invece la sequenza nei cessi dellaeroporto in Nati con la camicia di Clucher del 1983: i due protagonisti, un ex carcerato interpretato da Bud Spencer e un vagabondo ventriloquo interpretato da Terence Hill, sono scambiati dalla CIA per due suoi importanti agenti segreti. Un petardo che dei ragazzini fanno esplodere nei cessi dellaeroporto dove i due si recano, fa credere a decine di agenti delle squadre speciali che Bud Spencer e Terence Hill siano in pericolo e irrompono cos nei servizi. Mitra spianato, sfondano porte e infrangono lintimit di incolpevoli utenti seduti sul water. Tra le frasi loro rivolte ci sono, inevitabilmente, questa volta lhai fatta grossa e, ma senti figliolo cosa mi fai dire, non fare stronzate. Di l a poco, un funzionario CIA che li sta aspettando nella stanza dei bottoni, viene informato su come sta Fidel Castro che ovviamente spiato da un satellite ventiquattrore su ventiquattro. Dal responso il barbone, cos lo chiamano alla CIA, sta benissimo: pressione arteriosa 80-130, frequenza cardiaca a riposo quarantadue, sotto sforzo quarantatr, defecazione abbondante e della consistenza giusta. Terzo elemento scatologico del film uno speciale rotolo di carta igienica che viene fornito alla coppia Spencer-Hill, rotolo allapparenza normale, da usarsi alloccorrenza anche per il suo scopo primario, in realt capace di reggere pesi dellordine delle tonnellate. Cambiamo registro. Tremenda la scena, passiamo a Porkys II - Il giorno dopo di Bob Clark del 1983, in cui linsegnante di ginnastica odiata dai ragazzi, la signorina Balbricker interpretata da Nancy Parsons, vede spuntare una biscia dal water su cui seduta. Sempre in un cesso, nel film La sai lultima su... i matti (1982) di Mariano Laurenti, Bombolo si toglie dal naso una, perdona il termine, caccola, la tira in aria e di testa la manda dentro il water urlando goal!. Mi viene in mente anche Paulo Roberto Cotechio, centravanti di sfondamento del 1983 di Nando Cicero, letteralmente un inno al cesso che inizia con
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Alvaro Vitali che si alza dal water e termina con una instamatic collocata in prossimit della tazza per fotografare lintimit posteriore degli utenti. Senza contare che Vitali vi interpreta un idraulico che (non ricordo se intenzionalmente o per maldestraggine) inverte le condotte dellacqua per la doccia con lo scarico del water. Per il centravanti Cotechio una calda doccia diventer lesperienza pi maleolente della sua vita. Ma il clou lo raggiunge Alvaro Vitali in La liceale seduce i professori di Mariano Laurenti del 1979: seduto sul water fischietta e dirige la musica (vera, eseguita da unorchestra) che si sente in sottofondo. Finch non inserisce altri tipi di suoni in un crescendo finale capace di surclassare anche i fiati wagneriani. In Scuola di ladri di Neri Parenti del 1986 dove Lino Banfi un maldestro allievo, insieme a Paolo Villaggio e a Massimo Boldi, di uno zio ladrone interpretato da Enrico Maria Salerno, c invece una delle scene cult della waterologia dellassurdo: ovvero Lino Banfi che, dopo un avventuroso viaggio per le fogne della citt insieme ai soci, sbuca su da un water proprio mentre il guardiano della gioielleria impegnato in una prolungata minzione. Passando dal ridanciano voluto al ridanciano senza volerlo, mi viene subito in mente lhorror supertrash Quella villa intorno al parco (1988) di Anthony Ascot (nome de plume di Giuliano Carnimeo), protagonista un mostro mezzo uomo e mezzo topo interpretato da un indio nano, Nelson Aquino de la Rosa. Nella scena clou del film luomo-topo viene su dal water spaventando Janet Agren qui al suo ultimo film. Nella Principessa nuda di Cesare Canevari del 1975 il cesso dellaeroporto diventa invece il luogo di un incontro amoroso non certo platonico tra la principessa protagonista del film e Luigi Pistilli che interpreta un giornalista. Il film, un istantmovie, si rif alla vera storia di una principessa ugandese amante del dittatore africano Idi Amin Dada qui interpretata dal transessuale Ajita Wilson. Nel gi citato La soldatessa alle grandi manovre il cesso arriva addirittura ad assumere valenze sadiche: per fare un tiro mancino al colonnello Fiaschetta interpretato da Renzo Montagnani, la coppia Vitali-Montanaro collega allelettricit il copriwater del bagno normalmente usato dallufficiale: ne rimarr per vittima un povero sergente (Renzo Ozzano) che quasi ci rimane secco. Da segnalare anche, un curioso video hard, Donne sul bidet del 1997, non mi ricordo di chi, che riguarda i rapporti che le donne hanno con il bid. Il punto 72
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di vista ovviamente, come sottolinea Marco Giusti, quello del bid verso lalto. Molto curiosa anche la candid camera nascosta nei servizi di un treno nel film documentario Mondo cane 2000: lincredibile di Gabriele Crisanti del 1988, un pazzesco miscuglio di gag. E se mi permetti, figliolo, due curiosit finali. C un film del 1969 di Vittorio Sindoni dal titolo quanto mai originale: Italiani! severamente proibito servirsi delle toilette durante le fermate, ma per quello che mi ricordo, di riferimenti ai servizi ferroviari non ce ne sono. Laltra curiosit lepilogo per eccellenza del nostro strano percorso, un epilogo che riguarda proprio quella specialissima e preziosa carta della Soft Clean di cui tu, in quanto dottore in chimica, ti occupi professionalmente. una battutaccia che c nel filmetto Sapore di mare 2 - Un anno dopo di Bruno Cortini (al contrario non niente male il primo Sapore di mare) quando due giovanotti, non mi ricordo i nomi degli attori, cercano di abbordare ragazze e uno dei due mette gli occhi su Eleonora Giorgi che appena scesa da un macchinone. Quella al posto del cervello ha un portafoglio! dice allamico quello che si fa avanti. La Giorgi lo manda subito a c....e. Replica dellamico: Macch portafoglio! Quella al posto del cervello ci un rotolo di carta igienica!. E qui, figliolo, direi di avere esaurito il percorso trash che tanto tinteressa per il tuo lavoro. Aspetta che prima che te ne vada, vorrei darti in prestito un libro piuttosto importante. Eccolo qui. Si tratta di Paris Sewers and Sewerman (Le fogne e i lavoratori delle fogne di Parigi) di Donald Reid pubblicato dalla Harvard University Press. Non un libro recente: del 1991 ed una lettura molto interessante. Unultima cosa e qui finiamo: nel capitolo 22 della prima parte del grandissimo romanzo Rayuela di Julio Cortzar (in italiano Il gioco del mondo edito da Einaudi) c un vecchio scrittore che attraversando a piedi una strada parigina scivola su una... merde, cade a terra, viene investito da unauto, fortunatamente si fa poco o nulla e insomma la merde assurge a determinante strumento del destino. Puttan di prete, pensa Roberto P, non sintende solo di cinema. Oddio, che sia coprofilo? pensa Roberto P fermandosi per subito perch, a rifletterci bene, pure lui, agli occhi del prete, potrebbe esserlo. Andandosene, dopo avere ringraziato e straringraziato, Roberto P arriva alla pi ovvia delle conclusioni: quello tra lui e il prete un autentico e profondo rapporto di merda.
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Roberto P mette a frutto gli insegnamenti


Quasi non ci dorme la notte. Dopo essersi acculturato con monsignor Bertolacci e avere gi visto parecchi dei film consigliati, Roberto P ha delle idee grandiose. Non riesce a togliersi dalla testa lidea di carte igieniche a fotogrammi, una decina di immagini che ricostruiscono la sequenza di un film e che, di dieci in dieci, si ripetono per tutto il rotolo. Tre i rotoli che gi ha in mente. Il rotolo Vieni avanti cretino con la sequenza di Lino Banfi che rimane chiuso nel cesso aziendale. Il rotolo Porkys II con la professoressa seduta sul water finch non sbuca su la biscia e lei fugge sfondando la porta. E infine il rotolo Amici miei con la celebre sequenza di Duilio Del Prete e del bimbo sul vasino. Lidea della carta igienica a fotogrammi non piace per in azienda. O forse anche piace ma timori vari, dal costo dei diritti alla burocrazia per ottenere le autorizzazioni necessarie, smorzano tutto, compreso lentusiasmo di Roberto P. Gli insegnamenti di monsignor Bertolacci non finiscono comunque alle ortiche. E i rumorosi effetti di piattoni di fagioli e di minestroni di legumi che gli piacciono e spesso mangia, Roberto P, novello Alvaro Vitali e Jim Carey del peto fiammante, li mette a frutto. Inizia cos, nella tranquillit domestica, quando la famiglia fuori o a letto, a sperimentare quel perverso quanto goliardico e sciocco gioco di darsi fuoco alle scoregge. Le prime volte, usando maldestramente una candela accesa, con qualche strinatura dallinconfondibile odore di lana bruciata. Poi, prendendo via via pratica e arrivando a usare un accendino da sigarette: con una sincronia niente male tra emissione aerea e accensione, la fiamma alla distanza giusta per non bruciarsi il culo e per esaltare al massimo linfiammabilit dellemissione. Grande rammarico, per Roberto P, non potere parlare con nessuno degli ottimi risultati raggiunti. Da un lato la soddisfazione per i cinque centimetri di fiammata ottenuti in pi occasioni, dallaltro per una cosa che non si pu certo fare alla luce del sole una certa vergogna come quando da ragazzino si faceva le seghe.

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ROBERTO P METTE A FRUTTO GLI INSEGNAMENTI

Cosa direbbe uno psicologo pensa Roberto P se gli confessassi queste brucianti performance, il grosso piacere che mi danno, pi o meno come quando, da ragazzino, scoreggiavo sotto le coperte e poi centellinavo quella puzza neanche fosse oro? Preoccupazioni che forse altri non si pongono. Mai e poi mai Roberto P potrebbe immaginare perch tante persone hanno sempre con s laccendino anche se non fumano e che nel silenzio della notte, complice un po dinsonnia, anche monsignor Bertolacci si talvolta dedicato a questo passatempo. E neanche per sogno potrebbe immaginare che quella volta che il prete si frattur due falangi della mano destra (scivolando nel bagno disse lui), in realt scivol gi dal divano dove, nel tentativo di dare fuoco a una scoreggia, tentava contorsioni un tantino os per un ottuagenario. Ci scommetterebbe invece le palle che Favilli di queste bravate ne ha fatte e ne fa. Ma Roberto P con Favilli tace. Ha una paura boia che quello subito comincerebbe a ricamarci sopra con il rischio di mettere tutto in piazza. Capace, Favilli, dinventarsi dalla sera alla mattina uno scoreggia party, premi divisi per sesso (miss e mister fiammata pi lunga) e persino una gara a squadre. Meglio tenersi le proprie perversioni per s.

Srotola e vinci
ovvio. Quella troiata di Gratta e vinci, quel suo affascinare milioni di cervellini regrediti a dispetto di unevoluzione in corso da milioni di anni, quel suo finto senso di gioco non poteva non suggerire una troiata analoga. Nasce cos Srotola e vinci, megabischerata brevettata e depositata alcuni anni fa alla Camera di Commercio di Avellino da due disoccupati creativi e poi venduta alla Soft Clean. Dopo gli atti notarili previsti dalla legge e le autorizzazioni ministeriali ottenute in quattro e quattrotto, parte alla grande una campagna pubblicitaria curata da una mega agenzia di Milano. Inserzioni su cartaceo, spot televisivi e radiofonici, cartellonistica stradale, migliaia di banner in rete, servizi su settimanali e mensili e sulle pagine di cronaca dei quotidiani, la novit si fa subito sentire sul mercato. Nasce immediato un collettivo orgasmo defecatorio: nellintimit delle case ma anche nei luoghi pubblici con gente che non si fa scappare loccasione per andare nei servizi di bar, ristoranti e uffici nella speranza dimbattersi nel magico rotolo: chi (pochi) usandolo correttamente, con parsimonia, chi (tanti) srotolandolo selvaggiamente alla caccia della vincita. E se alcuni esercizi pubblici mettono al bando la carta Srotola e vinci per non avere assembramenti nei servizi, altri ne sottolineano la presenza con cartelloni esposti fuori e ne fanno addirittura un veicolo pubblicitario. Anche quei figli di puttana pensano i gestori che vanno nei servizi a srotolare la carta e poi la riavvolgono, dal bar devono pur passarci e bersi almeno un caff. Malelingue sostengono per che i gestori, quasi tutti, prima di mettere il rotolo nei servizi, lo passino ben bene. La fortuna cieca, e chiunque in qualsiasi momento e luogo... definiamolo serio, pu incontrarla. Il momento della vincita, nei giochi in generale, ha una sua ufficialit, una commistione di entusiasmo personale e di ridondante partecipazione collettiva. Se invece pensiamo, nel caso specifico di Srotola e vinci, a uno che sta facendo i suoi bisogni (sia che abbia difficolt evacuatorie o, caso opposto, che scarichi con una certa dirompenza), gi il fatto che stia seduto sul water o accucciato su una turca, ha del buffo e non molto serio. Se poi un pirlotto 76
SROTOLA E VINCI

qualsiasi calzoni e mutande gi o una pirlotta qualsiasi gonna su e mutande gi, improvvisamente, nel mettere mano alla carta, si rende conto di avere vinto dieci o ventimila euro, inevitabilmente la situazione si fa ancora pi buffa. Novantanove su cento prende il sopravvento, coi suoi eccessi, un incontenibile entusiasmo e senza un briciolo di quel contegno che, visto il dshabill, il vincitore dovrebbe assumere, niente niente che linteressato/a si abbandoni a gesti inconsulti col culo, e pisello o passera, allaria. Con tutte le conseguenze immaginabili in famiglie puritane dove persino al gatto e al cane, se potessero, metterebbero i mutandozzi. Per non parlare di quello che pu accadere in bar e ristoranti. Non a caso le cronache hanno fatto registrare in poco tempo due casi di atti osceni in luogo pubblico. Uno con disapprovazione dei presenti quando a Canino, nel viterbese, un vecchiottino uscito seminudo dai servizi, uccellotto e cadenti palle grinzose al vento, tirando bestemmioni di gioia e urlando che aveva vinto cinquemila euro. Laltro, che ha invece suscitato unesplosione di entusiasmo, in un bar di Afragola dove una bella gnocchetta diciottenne, ultimo anno di liceo alle Orsoline, fuori di s per avere vinto diecimila euro, uscita dai servizi in perizoma e canotta e sul bancone ha dato vita da autentica professionista a una sensuale e spinta lap dance. Tra ovazioni e urla bestiali, lepilogo lha vista in scena con il solo perizoma. Ornato per, oltre che dal pezzetto di carta igienica della vincita, da decine di biglietti da dieci e venti euro messi l dai clienti del bar (tra questi anche un fratonzolo col vizietto del biliardo) per poterle dare una palpatina. Tutto fa brodo: e i due fatti hanno contribuito a far parlare di questo Srotola e vinci diventato, in men che non si dica, unautentica mania nazionale. Entusiasti i vertici della Soft Clean per il grande incremento di vendite legato al concorso, entusiasta il Favilli che fa le bavette per la ragazza di Afragola presto in visita allo stabilimento, indifferente Roberto P che con questo Srotola e vinci non centra un cavolo e fatica non poco a coglierne quel fascino ludico che appassiona la gente. Ed entusiasti a Camera e Senato, e nei vari parlamenti regionali (ad eccezione di Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Abruzzo) dove Srotola e vinci stata adottata allunanimit.

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LOrlando furioso
Va in bestia Orlando Favilli quando il direttore del personale gli chiede la rastrelliera per le arselle. Capisce al volo che il bastardo si fatto o sta per farsi la Ross. E per il Favilli, che non pu rifiutargli la rastrelliera, scatta il desiderio di vendetta. Invano cerca di coinvolgere Roberto P aizzandolo contro la Ross. Quella troia continua a dirgli ti ha inculato il posto, se cii le palle devi fargliela pagare! Roberto P, le cui azioni in azienda sono salite per via di Ok il peso giusto che con un tir sta facendo con successo il giro dellItalia e che insieme a Srotola e vinci lattuale fiore allocchiello della Soft Clean, con Rossella non ce laveva prima e a maggior ragione non ce lha adesso. Favilli decide allora di fare tutto da solo, e appurati, Dio solo sa con quali sotterfugi, giorno, ora e luogo delluscita (sabato, primo pomeriggio, Marina di Pisa), eccolo per tempo in zona, binocolo al collo e pinne e maschera nel borsone. Li cagna subito, stando a debita distanza, i due piccioncini appena arrivano. Lei, bella gnoccona, ha una bandana bianca e un elegante costume blu notte intero, quasi un bikini con corde e fascette che sincrociano sulla pelle nuda. Lui, il Bacci, anda da pirla, tiene la rastrelliera con la destra e avanza verso il bagnasciuga goffo e rigido come un baccal impegnato com, e fa una fatica boia, a tenere la pancia in dentro e il petto in fuori. Poco avvezzo agli sport, il Bacci paga caro il prezzo del petto in fuori: per una sorta di compensazione vertebrale il tentativo dirrigidire i muscoli toracici gli fa andare in fuori il culo da farlo sembrare seduto, intento a cacare. Il mento rigido, alto, neanche fosse un corazziere di servizio allAltare della Patria, fa il resto. Favilli nota anche, al binocolo, un grosso pacco sotto i boxer piuttosto strettini che il Bacci si deve essere comprato per loccasione oppure deve avere inculato al figliolo. Un pacco pensa il Favilli eccessivo per la su fava: potrei giocarci i coglioni che quel bastardo ci s infilato due tre fazzoletti per farla sembra pi grossa e fa colpo su quella troia dellArsella. Lei cammina sciolta dietro di lui, coi piedi che sincrociano ed eviden78
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ziano un bel culo sodo. Alla Moore non deve sfuggire la goffaggine del Bacci. E infatti, anche se gli vicina, sembra l per i fatti suoi. Lentrata in acqua fa sembrare ancora pi inamidato il Bacci mentre lei entra sciolta, da sembrare al Favilli, per quanto troia, una bella Venere nel suo disinvolto rapporto con acque e conchiglie. In acqua, con la scusa di farle vedere come si usa la rastrelliera, il porco del Bacci, forte della sua autorevolezza aziendale valida anche fuori dalla Soft Clean, comincia a palparla alla grande. Favilli non perde un istante. A un centinaio di metri da loro guadagna il largo e si ferma alla boa che delimita la navigazione. Da qui li osserva pronto a entrare in azione. Per avere pi mano libera il Bacci ha portato la Moore, il fondale degrada molto dolcemente, lontano dal grosso dei bagnanti, abbastanza in l, con lacqua che arriva alle ascelle. Il posto ideale per il piano che il Favilli ha in mente. E quando palpate, tocchi e controritocchi superano il limite, eccolo intervenire. Nuotando sottacqua parallelamente alla riva tiene con una mano, a fior dacqua, una grossa pinna di plastica che pare quella di un pescecane. Dopo tre quattro passaggi avanti e indietro stando bene attento, nel caso qualcuno da riva guardasse col binocolo, a nascondere il tubo del boccaglio dietro la pinna (buon per lui non ci sono imbarcazioni e dunque la burla pu anche riuscirgli), tira gi la pinna e si apposta dietro una boa a guardare. C riuscito: nellacqua non c pi nessuno e tutti sono sul bagnasciuga a scrutare il largo. Spacca allora la pinna in pi pezzi per non farla ritrovare, nuota sottacqua per un bel pezzo e se ne esce quattro cinque bagni pi in l, dove la notizia dellavvistamento dello squalo deve forse ancora arrivare. Per poco. E i bagnini che si chiamano al cellulare, e la capitaneria di porto subito allertata, e i carabinieri della locale stazione che subito si sono attivati, in quattro e quattrotto la notizia della presenza dello squalo da Marina di Pisa gi a Tirrenia e in Versilia con i corrispondenti del Tirreno e della Nazione gi a caccia di testimoni. Esulta il Favilli tornandosene a casa. Intanto ha rotto le palle, ben bene, ai due piccioncini. E poi ha messo in piedi una burletta niente male, una zingarata degna di Amici miei. Luned mattina alla Soft Clean largomento squalo tiene ancora banco. Ne sente di cotte e di crude il Favilli, autentiche cazzate che non stanno n in cielo n in terra. E soffre le pene dellinferno a non potersi
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palesare come autore della beffa: arriva a pensare che meriterebbe quasi farsi licenziare pur di dirlo. Non dice una parola, ma dura, da rovinarsi fegato e stomaco peggio che mangiare tre giorni filati hamburger e hot-dog. Tace il Favilli e tacciono i due piccioncini che si ritrovano inevitabilmente nel bel mezzo di pseudodiscussioni dove la gente obbligata a fare da cassa di risonanza a giornali, radio e tiv e dunque a spararle grosse. A chi le parla dello squalo la Moore replica con monosillabi abbassando lo sguardo. Ma niente rossori di chi ha la coda di paglia: lidea che d che dellargomento non gliene fotta un bel nulla. Il Bacci invece si butta a capofitto nelle discussioni e finge interesse con domande le pi svariate a cui rispondono al volo i pi fumini del gruppo intercalando fior di bestemmie e improperi vari. Gran figlio di puttana pensa un Favilli insolitamente estraneo, la cosa non passa inosservata, alla bagarre in corso. Altro estraneo Roberto P. Sa tutto gi da sabato sera. Favilli, figurarsi se quello resisteva, gli aveva telefonato subito, da Marina di Pisa. I toni l per l erano stati quelli distaccatamente telegrafici, militari, da missione compiuta. Poi, nel raccontare il gran bailamme che si era creato a riva, era partito coi suoi sghignazzi senza farla pi finita. In azienda, stamani, i loro sguardi neanche si sono incrociati. E Roberto P, a chi gli chiede cosa ne pensi dello squalo, risponde lapidario che lui sintende di merde e non di elasmobranchi. Nello sfoggiare il nome scientifico degli squali appreso dallenciclopedia un inconscio sogghignetto che tradisce una certa saputella indole secchiona... di merda.

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Biglietti anonimi
(movente: linvidia)
Dopo il successo di Ok il peso giusto, a Roberto P capita di ritrovarsi sulla scrivania pi di qualche biglietto anonimo, sicuramente dettato dallinvidia. E se le offese solite, per tutti, sono cornuto, ricchione e figlio di puttana, per lui vanno per la maggiore pezzo di merda e stronzone. Un giorno si ritrova anche la fotocopia (tratta da un vecchio dizionario ditaliano) della voce merda. mrd a, f. plb. MERDA. Sterco, Escrementi, Fecce. / Vanit, Boria. / escl. di disprezzo e rifiuto. // -acchio, m. Fecce della lisciva di allume. // -aio, m. Luogo dove si raccolgono merde. / Luogo di costumi e azioni immonde. // -aiuolo, m. Chi va attorno spazzando e raccogliendo escrementi. // -ellone, m. Merdoso. // -cco, m. Impiastro che si usa invece del rasoio per levare i peli della barba; Depilatorio. // -one, ag. s. plb. Cacone. / Pusillanime. // -osamente, Sozzamente. // -oso, ag. Imbrattato di merda. / le unghie di Taide (Dante). Con laggiunta, a pennarello rosso, della scritta:

ROBERTOSAMENTE = SOZZAMENTE

Due tre giorni dopo, un altro biglietto anonimo, la stampata di un testo scritto al computer.

Storiella: pomodori e stronzi


C un enorme campo di pomodori. Ogni mattina, non appena il sole fa capolino, le piante iniziano a fare un casino del diavolo: prima una, poi due tre, poi a decine, poi a centinaia, non appena il sole le scalda, iniziano a cantare:
Oh come siam contenti desser pomodori! Oh come siam contenti desser pomodori!

Dopo il culmine del primo pomeriggio quando tutte le piante cantano a squarciagola, il canto, a mano a mano che il sole cala, si fa pi sommesso. Finch a cantare rimangono poche piante, poi soltanto due tre,

BIGLIETTI ANONIMI

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poi una sola... e infine il silenzio. A questo punto una boassa (megacacata di mucca quasi sempre semiarrotolata su se stessa) rompe il magico silenzio subentrato al bailamme delle ore precedenti. Con voce rauca si mette a cantare:
Oh come son contenta desser pomodoro! Oh come son contenta desser pomodoro!

Immediatamente tre quattro piante di pomodoro, quelle pi vicine alla merda, si fanno sentire. Ehi, ma come ti permetti di cantare la nostra canzone, di definirti un pomodoro? La risposta, lapidaria e inconfutabile, immediata. Voi li avete fatti gli stronzi tutto il giorno? E io adesso faccio il pomodoro!

Roberto P = uno stronzo o un pomodoro che fa lo stronzo?


Il giorno dopo un altro biglietto anonimo:

NON JUVEMERDA... BENS ROBERTOMERDA


Due giorni di quiete, poi:

Con incursioni anche colte.

Roberto P = ex

analizzatore

di merde

La storia delluomo si riflette nella storia delle cloache. Victor Hugo, I miserabili Il romano, come linglese che ne segue i passi, portava in ogni nuova terra la sua mania cloacale. Si guardava attorno diceva: Qui star conviene. Costruiamo un watercloset. James Joyce, Ulisse

Altro che dispetto. Un autentico regalo, queste ultime due, per un progetto a cui Roberto P sta lavorando su indicazione del settore marketing. Del progetto, viste le tensioni e le invidie, non ha spiaccicato n spiaccica parola con nessuno. 82
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Sponsor del calcio?


Si chiedono da tempo, i vertici della Soft Clean, se il caso di fare da sponsor a una squadra di calcio di serie C. Dalla pallavolo, da una squadretta femminile poco pi di quartiere, la Soft Clean passerebbe alla C1, con visibilit, cosa non da poco, nazionale. Unoperazione a rischio, vista la tipologia merceologica della Soft Clean e la propensione di tutte le tifoserie agli striscioni grassi ma, proprio per questo, unoperazione dai mille possibili risvolti con ritorni inaspettati. Sullargomento Roberto P viene invitato a un vertice col settore marketing. Non alla luce del successo di Ok il peso giusto. Solo per opportunismo. In azienda sono infatti venuti a sapere che Roberto P ha una ricca documentazione relativa a calcio e pubblicit. Dunque due piccioni con una fava: invitandolo al vertice si procurano la documentazione a costo zero e danno importanza a quel fesso di Roberto P che cos si sente qualcuno. In questo modo lo ripagano del successo di Ok il peso giusto che inaspettatamente capitato tra capo e collo allazienda senza investirci un cent. Alla riunione Roberto P appena lo degnano di uno sguardo, figuriamoci se lascoltano quando parla. Roberto P dice quello che un po tutti direbbero e conferma ci che pensano ai vertici. Per le tifoserie avversarie la squadra sarebbe di sicuro una squadra di merda e nel caso di non bel gioco inevitabilmente giocherebbe da far cacare. Per non parlare aggiunge Roberto P leggendo appunti e note che gli ha inviato suo cognato giornalista degli eventuali problemi di attacco. Se non dovessimo fare goal di sicuro il nostro attacco sarebbe stitico e potrebbero esserci titoli di giornale tipo Stitichezza in campo nel caso di uno scialbo zero a zero. Gli arbitri poi (considerati dalle tifoserie arbitri di merda) diventerebbero automaticamente nostri alleati di e nella merda... Dottor P lo interrompe Giuseppe Ragusa, il direttore generale lei dunque esclude questa tipologia di sponsorizzazione? S, e se mi consente userei un parametro. Il prodotto merceologico ideale per una sponsorizzazione nel campo calcistico quel prodotto che concretamente presente nella quotidianit...
SPONSOR DEL CALCIO?

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Accidenti, pi quotidiana e concreta della carta igienica! lo interrompe provocatorio il vice direttore marketing che ha gi tessuto le trame per arrivare a sponsorizzare una squadra toscana di C1. S certo... riprende titubante Roberto P che non avvezzo alle fosse dei leoni e le vipere non sa affrontarle ma direi che perch funzioni deve essere un prodotto di cui il calciatore famoso pu essere anche testimonial. Prendiamo ad esempio Del Piero e lacqua Uliveto. I calciatori sudano e bevono tanta acqua: per questo Uliveto ha sponsorizzato la nazionale e il fatto che abbia scelto Del Piero come testimonial, e che funzioni, conferma che la scelta giusta. Come giusta quella di Vodafone Life is now che ha scelto Totti e Gattuso per i telefonini che ormai tutti abbiamo. In passato, nei giorni scorsi ho consultato un mio archivio personale che da anni aggiorno per passione*, diversi personaggi del mondo del calcio si sono prestati a campagne pubblicitarie. Ve ne ricordo alcune. Forse vi annoierete un po, ma merita vedere come hanno assolto il loro ruolo di testimonial alcuni campioni del calcio e anche un arbitro, Pierluigi Collina. Tutto questo pu inquadrare meglio il problema che stiamo trattando. (Nel dirlo, tira fuori dei fogli, ne d delle copie ai presenti e inizia la sua relazione-lettura).
Antonio Cabrini e Paola Dominguin Bos sono testimonial degli orologi TISSOT nel 1982. Tra i due, che stanno in piedi, la scritta Coshanno in comune un asso del pallone e una famosa indossatrice? In basso la risposta: TISSOT. Leleganza e lo sport finalmente daccordo. Paulo Roberto Falcao, il 1983, indossa la maglia della Roma campione dItalia, sulla maglia la scritta Barilla. Sorridente sta mangiando una pastasciutta al pomodoro e basilico e dice: Non ho mai mangiato cos bene come in Italia. E la cosa pi buona la pasta. Obrigado Barilla, grazie Barilla!.

Il responsabile marketing e il suo vice iniziano a sghignazzare. Uno dei due ha detto allaltro dimmaginarsi un campione del calcio che si pulisce il culo dicendo di non esserselo mai pulito cos bene e ringrazia la Soft Clean.

* in realt il materiale glielha fornito il cognato giornalista dopo averlo ottenuto da un collega che, lavorando in un importante gruppo editoriale, pu avvalersi dei documentalisti della banca dati del gruppo.
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il 1983 e Dino Zoff, che ha quarantanni e lanno prima ha vinto il campionato mondiale, pubblicizza lolio Cuore. Gli slogan sono Dino Zoff: 40 anni e non sentirli e Mangiar bene per sentirsi in forma.

Questa volta Roberto P li precede. Lo so, lo so: pulirselo bene per sentirsi in forma ma nessuno ride. E Roberto P prosegue, un po sullimpacciato, la lettura.
Marco Van Basten il protagonista nel 1991 della pubblicit DIADORA: lo sport di vincere con la scritta, sotto la scarpa da calcio, Ai piedi di Van Basten per scattare, driblare e segnare da numero uno, ai vostri piedi per il calcio.

E in sala scoppiano le risate. Qualcuno, non tanto sottovoce, ha commentato al culo del campione per pulirselo bene, al vostro per fare altrettanto. Imbarazzato Roberto P prosegue.
Roberto Baggio al posto di Van Basten nella stessa pubblicit DIADORA dellanno successivo. Sotto la scarpa da calcio la scritta Ai piedi di Baggio per mandare in visibilio i tifosi, ai vostri piedi per il calcio.

E riscoppiano le risate al commento al culo del capocannoniere per mandargli in visibilio gli epiteli anali. Roberto P cerca di non farci caso e prosegue la sua relazione.
Walter Zenga nel 1991, 1992 e 1993 il protagonista delle campagne Walter Zenga e INCOM: lo stile vincente. In entrambe veste ovviamente Incom e ha vicina una giornalista televisiva che lo intervista. Ruud Gullit e la moglie Cristina pubblicizzano nel 1992 e 1993 una linea sportiva di maglioni Baroni in pura lana vergine. il 1994 e Paolo Maldini testimonial dellorologio Keos di Lucien Rochat. Chi ha carattere e personalit come Paolo Maldini sta scritto porta Keos come se fosse un orologio normale. Stefano Tacconi diventa nel 1994 per Elsamec (automatismi per serramenti) il portiere della tua serranda. Col motore Elsamec avrai un portiere per amico. Di nuovo Antonio Cabrini, direttore, nel 1994, della scuola di calcio A.S. Holding Club di Bologna. Questa volta testimonial della carta American Express di cui titolare dal 1987.

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Oddio, carta... fuocherello! mormora qualcuno dal fondo della sala e sono ancora risate. Roberto P si fa forza e va avanti.
Fabrizio Ravanelli testimonial nel 1996 dei car hi-fi Sony e contemporaneamente Sony Italia sponsor della Juventus per la stagione 95-96. Lo slogan: FUORI DAGLI SCHEMI / I veri fuoriclasse hanno il coraggio di essere diversi. / Come Ravanelli e i nuovi car hi-fi Sony. Olivier Bierhoff, goleador dellUdinese e gran tifoso del benessere, pubblicizza in tenuta da calcio nel 1998 le spiagge di Lignano Sabbiadoro. Lo slogan Campioni si nasce / A Lignano si rinasce. Sempre nel 1998 Olivier Bierhoff testimonial dello shampoo vitalizzante Elvive LORAL col motto Ho un nuovo allenatore per i miei capelli.

Responsabile marketing e vice iniziano a ridere a crepapelle. Ho un nuovo allenatore per il mio culo! interviene sottovoce il direttore generale guardandoli e ridendo. Roberto P fa finta di nulla e prosegue la lettura.
Ancora Paolo Maldini, il 1998, questa volta testimonial degli occhiali da sole POLICE. Larbitro Pierluigi Collina testimonial nel 2000 del cronografo Lorenz, collezione Montenapoleone. Roberto Pancini testimonial nel 2000 della regione Marche con lo slogan Un bel gioco di squadra. Stefano Bettarini e Simona Ventura pubblicizzano nel 2000 lidropulitore EQ-18 della Lavorwash.

Lui poi, dopo la separazione dalla Ventura, si scatenato interviene il responsabile marketing a fare tiv, vedi La talpa, e a pubblicizzare orologi e intimo. Troppo. Per le aziende una presenza, la sua, entropica. Terminata luscita, questa volta seria, del responsabile marketing, Roberto P continua la sua relazione.
Giovanni Trapattoni pubblicizza nel 2002 lintegratore alimentare Bluefish che contrasta il colesterolo. Di nuovo Pierluigi Collina. il 2002 e dopo gli orologi tocca al gorgonzola. Sorridente, Collina se ne porta un po alla bocca con un

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dito. Anche il celebre arbitro stato colto in fallo, beccato con le mani nel gorgonzola.

Qui invece la mani sarebbero nel culo! blatera uno dal fondo suscitando risate pi che mai sguaiate. Lasciando stare arbitri, gorgonzola e le battute di cattivo gusto, ce lo vedreste Totti decantare Roberto P ci tiene a concludere con un po di humour le morbidezze della nostra carta igienica sullepitelio delle mucose anali anche se questa terminologia sar sostituita da termini pi indiretti? Effettivamente no. Totti, nonostante il successone con Vodafone poteva magari andar bene commenta malignamente Giuseppe Ragusa ricordando Italia-Danimarca degli Europei 2004 come testimonial di una sputacchiera! Al che il responsabile del settore marketing scoppia a ridere guardandosi attorno, il viso illuminato, bocca e guance terminate le risate che con assensi a raffica suggeriscono ehi gente, ma lavete sentita che battuta! neanche a Striscia la notizia le fanno cos!, unammirazione palesata allinverosimile, oltre i limiti del buon gusto. Subito gli fanno eco gli altri con megasorrisi al megadirettore, pi che sorrisi, degli autentici inchini. In due addirittura si alzano e ricurvi e ossequiosi vanno a complimentarsi, quasi un baciamano. Roberto P capisce che nessuno lo segue pi e termina dicendo, orgoglioso della metafora calcistica, che la palla ora passa al settore marketing. Ma nessuno lascolta, compreso il megadirettore dedito com a ricevere complimenti e strette di mano. La battuta del direttore generale fa subito il giro dellazienda. Rossella Moore (la porta della sala riunioni ora aperta e tutti vanno e vengono) tra le prime ad accorrere e a complimentarsi con il grande capo. Per arrivare prima del dottor Bianchi, quello dellamministrazione, la Ross racconter in seguito il Favilli gli ha addirittura mollato una botta nei coglioni per costringerlo a farsi da parte. Buon per la Moore, tutto quello che esce dalla bocca del Favilli, il caso di prenderlo al trenta per cento e con le pinze.

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Sponsor di una corsa podistica


Spesso dietro le strategie di mercato ci sono motivazioni molto terra terra che esulano da qualsivoglia metodo di analisi e dintervento. E pi si scende nel piccolo, pi questa discrepanza si fa maggiore. Se infatti la Soft Clean fa le opportune verifiche prima di un intervento a livello regionale o nazionale, nel caso della corsa podistica sui Colli di Matraia la sua partecipazione come sponsor quasi automatica. Molti dei suoi dipendenti operai, impiegati, dirigenti abitano in zona e bazzicano normalmente su quei colli per funghi, camminate, scalate della Pizzorna in bicicletta e, nel caso di relazioni clandestine, anche per trombate in macchina. Della Soft Clean sono in parecchi a partecipare alla corsa. Se dunque da un lato non c alcuna esigenza di promuoversi e farsi conoscere, dallaltra lazienda interviene quasi fosse uniniziativa del suo cral. Molte, anche questanno come in passato, sono state le richieste, da parte dei dipendenti, di un suo intervento come sponsor. Domenica mattina, ore 9. La folla dei partecipanti sta prendendo dassalto Segromigno in Monte da dove partir la corsa. Il parcheggio vicino alla chiesa esaurito e chi arriva adesso costretto a lasciare la macchina un po dove capita. Una famigliola di Camigliano la molla nel cortile della canonica ed subito rissa con il prete. Due pirlotti della Brancoleria la schioccano nel giardino di una casa privata e la fanno pure lunga che di posto non ce n e loro la macchina la lasciano l. Quelli della casa non mollano. Morale della favola due podisti in meno e cinque lottatori liberi in pi. C una lunga coda per le iscrizioni: la bella giornata settembrina ha invogliato la gente a partecipare. Il nutrito drappello della Soft Clean formato da vari gruppi. Quello pi chiassoso, che non passa inosservato, tenuto su da un extrapimpante Favilli che fa il galletto con Ilaria, la stagiaire di Roberto P, visto che non pu farlo con la Moore. Rossella sta infatti incollata al direttore del personale che allultimo momento ha deciso di partecipare: per questo c anche lei, altrimenti se ne sarebbe rimasta a casa. E infatti aveva risposto picche allinvito del Favilli. Completano il gruppo Cinzia Ballini che parla con il Risaliti, e Roberto P 88
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tarmato anche qui da quel rompicoglioni del Fiorillo, il famigerato venditori di smerdolini. Appena partiti c la salita che porta su a San Pietro a Marcigliano. bella ripida e il Favilli, costretto a risparmiare il fiato, la smette di cianciare. Si messo invece nella posizione giusta per osservare la Moore da dietro, canotta grigia a spallina centrale, spalle nude e parte della schiena anche, e il culo che ancheggia stretto in aderenti boxer neri. Niente male: lo spettacolo sono in tanti a notarlo. Ma anche Ilaria si batte bene: sotto gli stretti pantaloni da fitness che le arrivano al ginocchio un bel culetto e delle gambe slanciate e ben fatte, sotto la T-shirt elasticizzata due belle spalle e un vitino senza un grammo in pi. Finita la salita, Favilli inizia a sproloquiare del pi e del meno con Ilaria, comportandosi per civilmente. Se lo ricorda e come il cazziatone in azienda, nei servizi. Chi poi lavesse informata della transavventura di Montecatini rimane un mistero. Roberto, la cosa certa, non ha mai spiaccicato parola. E Ilaria il Favilli lo fa parlare. Ha capito che alla fine un buon diavolo, uno smargiassone in realt innocuo. Largomento, allaltezza della chiesetta romanica di san Quirico e santa Giuditta, diventa la via Francigena che passa da l e che Favilli anni fa lha quasi percorsa tutta in moto. La Moore e il Bacci (che nonostante sia finita la salita ha ancora un fiatone della Madonna) parlano di abiti, barche a vela e Isola dei famosi. Ora lei gli chiede lumi su uno spaccio Armani alle porte di Firenze. Lui tergiversa e non le d risposta: o non conosce questa frazione o proprio gli manca il fiato per risponderle. Non manca invece il fiato, ora la strada piana, a Fiorillo che aveva taciuto per tutta la salita. E non la fa finita con Roberto P, tarmandolo sulla questione dello smerdolino, se a casa ha avuto modo di sperimentarlo bene saggiandone le eccelse qualit pulitorie e la maneggevolezza. Lo smerdolino Fiorillo non concede tregua potrebbe essere unidea anche come regalo natalizio. Lei dottor P me ne ordina il quantitativo che le pare appropriato e gli smerdolini glieli faccio arrivare a casa. Ovviamente le faccio un ottimo sconto, intorno al venti per cento. Vedremo, vedremo replica rassegnato Roberto P che, se non fosse per Fiorillo, vincerebbe sicuramente il primo premio per labbigliamento pi fantozziano fra tutti i partecipanti alla corsa. Indossa,
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Roberto P, un paio di larghi bermudoni, delle megascarpe da jogging che sembrano il 50, una felpona scolorita con le maniche che scendono venti centimetri buoni sotto i polsi. Ma il Fiorillo lo batte: ha una tuta giallina che devessere della moglie, pantaloni acqua alta a Venezia e la parte sopra che gli sta per miracolo (maniche lunghe che tendono addirittura a corte, pi che a mezze) e che gli scopre met della canottiera bianca che ha sotto. Completano il quadro una cacioletta rosso bordeaux in testa e calzettoni verdini che debordano da vecchie scarpe da tennis blu. Cinzia Ballini, segretaria del responsabile amministrativo, per una sorta di solidariet aziendale, ogni tanto molla la conversazione con il Risaliti e tenta di sottrarre Roberto P dalle sgrinfie del Fiorillo. Ma il Fiorillo, non per furbizia ma per uninnata e rigogliosa presenza di pelo sullo stomaco che lo rende un ariete inarrestabile nellandare avanti coi suoi piani di vendite, cerca di accalappiare pure lei. Anche a lei, signorina Cinzia, posso praticare uno sconto se mi ordina degli smerdolini per Natale e, visto che ci siamo, faccia venire qui anche il dottor Risaliti che, ne sono certo, anche lui interessato. Buon per Roberto P, inizia il salitone che da Matraia porta al Colle, una pendenza che fa paura, che incute suggezione a tutti, joggisti o ciclisti che siano. E Fiorillo non fiata pi. Non la smette invece di cianciare, qualche centinaio di metri pi in su, il buon Favilli che racconta a Ilaria di quella volta che col rampichino, in quel punto l, in discesa, tocc i 72 chilometri orari. Che vero, ma per lei che ascolta come se Favilli raccontasse di avere un cazzo lungo trenta centimetri. Tra i battistrada e la coda di questo gruppetto Soft Clean, la coppia Moore-Bacci si appartata dietro una vecchia capanna su un piccolo pianoro di fianco alla stradina: lei bella pimpante, lui, ormai allo stremo, adagiato in qualche modo su un secolare tronco di ulivo che striscia a terra prima di farsi radice. Ross, non ce la faccio pi ansima il Bacci. Dai Ale, ormai siamo quasi in cima lo consola lei. Nel dirlo gli accarezza la guancia e gli sorride togliendosi gli occhiali per dargli una pulitina. Cazzo, me lo sentivo. Per me unimpresa troppo impegnativa, questa salita bestiale! ribatte lui. 90
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Balle! Niente impossibile per il direttore del personale! Tu sei ber alles, sopra a tutti! replica lei lecchina rimettendosi gli occhiali. E mentre lui tenta di riprendere fiato, lei si allontana un attimo e si accuccia dietro un poggio dove, non vista dal Bacci e da quelli che transitano dalla strada, pu fare pip. In una bella giornata di settembre, tarda mattinata, sulle colline un po lora di punta. Gira di tutto: farfalle, mosche, gatti randagi, pappataci, roditori, e... uccelli. Che non sono un pericolo. Loro volano. Semmai ti lasciano un ricordino addosso, che pare porti anche fortuna. Il pericolo vero sono gli imenotteri, in particolare i vespidi, in particolare i pi grossi fra i vespidi: i calabroni. Che probabilit c che un calabrone nel bel mezzo di un volo rasoerba tra viti e ulivi, scelga un culo allaria (nudo al novantacinque per cento, solo un cinque per cento di copertura da microperizoma) per posarcisi sopra? Pochissime, men che minime. Eppure pu accadere. E accade proprio una bella domenica di settembre sui colli di Matraia. Lei, la Moore, tirati gi i boxer, si accuccia, sposta da un lato la parte sotto del perizoma e comincia a fare pip. In quel preciso momento il calabrone si posa sulla chiappa destra. Lei non lo sente il ronzio del volo terminare giusto quando le pare che un fiore le tocchi e le solletichi il culo: non lo sente perch il passaggio di due moto, probabilmente due vigili urbani di servizio per la gara, coincide con latterraggio (o acculaggio?) dellimenottero. Mentre continua a fare pip, con la mano destra, senza voltarsi, cerca il fiore per spostarlo. Subito il pungiglione, inesorabile, le penetra nel culo. Rossella Moore emette un urlo tremendo e fugge via tirandosi su i boxer. Non capisce neanche, Bacci, quando la Moore gli passa vicino e corre verso la strada urlando oddio povera me che male!, cosa pu essere accaduto. E poi, anche avesse capito, invece di star meglio, di avere ripreso fiato, sta peggio di prima. Di l a poco unambulanza nuova di zecca con servizio medico a bordo accoglie la Moore e, su indicazione di lei, anche il Bacci. Non c tregua per i volontari della Misericordia che fanno servizio corsa. Neanche dieci minuti dopo, lequipaggio della seconda ambulanza al seguito della manifestazione deve prelevare Salvatore Fiorillo e trasportarlo allortopedia di Lucca. Non per sfiatamento logorroico, ma per sospetta frattura multipla della rotula annota il capoequiSPONSOR DI UNA CORSA PODISTICA

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paggio causata da una caduta mentre rincorreva a piedi Mario Cipollini che transitava in bicicletta sul colle di Matraia per salire in Pizzorna*. I fatti: mentre Fiorillo continuava a tarmare Roberto P ed erano intanto giunti sulla sommit del colle, il Risaliti ha notato che il ciclista che saliva di gran lena il pezzo di strada su cui erano appena arrivati era proprio Cipollini che quando in lucchesia ama farsi questo giro. Con un balzo felino che ha sconvolto tutti, Fiorillo si subito buttato allinseguimento del campione. Per convincerlo a fare da testimonial dello smerdolino, ovvio. E tra elogi, proposte varie, offerte di smerdolini (con lo sconto del dieci per cento) per fare regali di Natale, e questo e questaltro, pare che gli abbia tenuto testa per un centinaio di metri buoni, finch laltro, scoglionato, si alzato sui pedali, e ti saluto. A questo punto, nel vano tentativo di raggiungerlo, il volaccio. Non tutto il male viene per nuocere. Tre anni fa, dopo un ricovero di Fiorillo allospedale di Pescia per unappendicite, le varie aziende ospedaliere della zona, tutte, adottarono nei servizi, tutti, lo smerdolino Lonard. Puttan dun Fiorillo! fu il commento, in quelloccasione, di una suora della chirurgia. E grazie proprio alla suora, che acquist pure sette smerdolini da regalare ai parenti in occasione della festa di San Giuseppe (vallo a capire il nesso), Fiorillo lasci il segno anche nella casa madre di Pistoia e in altri conventi dellordine.

salita della Pizzorna

* La salita della Pizzorna, a nord di Lucca, stata ed la palestra di Mario


Cipollini. Come lo di Jan Ullrich che ama la cucina toscana e ha lallenatore in lucchesia. Ivan Basso e Damiano Cunego prediligono invece il monte Serra, che sta dalla parte opposta, tra Lucca e Pisa.

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LOrlando strafurioso
una iena Orlando Favilli. Non si d pace. Chiede a destra e a manca, in particolare a Roberto P, ma ricostruire i fatti un bel casino. Madonna svizzera! Portano via i due piccioncini insieme in ambulanza continua a imprecare il Favilli e io, coglione, a quattrocento metri da l non mi accorgo di una sega! Ma lo sai che tanti anni fa dice a Roberto P in un paese qui vicino, a Marlia, portaron via in ambulanza due amanti, parole del mi zio che era presente, sdraiati sulla lettiga ignudi come vermi col bischero di lui che un sortiva pi dalla topa di lei, mezzo paese l a guarda compresa la moglie di lui che faceva il gelataio e compreso il marito di lei, il pasticciere, fuorch loro due, tutti che ridevano da non poterne pi. E poi aggiungeva sghignazzando: altro che sesso dolce visto che ceran di mezzo gelati e paste, quelli trombavano come dannati, e la fine fu amara per davvero!. Lando, te lho detto e ridetto: non erano risottolinea Roberto P avvinghiati nudi sullambulanza. Ross aveva i pantaloncini gi perch, poi lhanno appurato dal pungiglione che le hanno estratto, era stata punta sul culo da un calabrone. Per questo aveva le chiappe coperte da una garzona imbevuta di ammoniaca. E il Bacci, sicuro che non era in mutande? richiede Favilli. Nooooo! Quando io, il Fiorillo, la Cinzia Ballini e il Risaliti siamo arrivati, il Bacci lavevano appena portato sullambulanza su indicazione della Ross che mentre la medicavano deve averli pregati di andarlo a prendere perch forse gli era venuto un collasso circolatorio. Che gli venuto mentre trombavano, magari la paura che lei, che era senza pantaloncini a cavalluccio di lui, fosse stata pinzata da una vipera insiste Favilli incazzato nero per essere andato avanti con la stagiaire anzich restare con loro. Figurati! Quello era spompato per la salita, non c abituato e certe cose si pagano commenta Roberto P. Ridimmi esattamente come erano messi sullambulanza torna a chiedere Favilli. Ancora! La Ross Roberto P scandisce bene le parole sdraiata sul
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lettino, a bocconi. Lui seduto su una poltrona con lo sfigmomanometro al gomito, ovvio che gli stavano misurando la pressione... Non che lo stavano visitando alluccello? lo interrompe Favilli. Stai a vedere che non distinguo un avambraccio dalla fava! precisa seccato Roberto P. Hai notato insiste Favilli se per caso la Ross aveva la canotta al rovescio, idem il Bacci, insomma se si erano rivestiti in fretta dopo essersi spogliati? Ma vaffanculo! Dimmi tu risponde Roberto P se in frangenti simili vado a osservare questi particolari! Dai, lascia stare! Invece il Favilli non lascia stare. Si fa dare da Roberto P il cellulare di Fiorillo perch, poveretto, vuol sentire come sta e prosegue imperterrito le indagini. Con Fiorillo, gi tornato a casa ingessato, sta al cellulare una mezzoretta buona. Idem, di entrambi ha il numero di cellulare, col Risaliti e con Cinzia Ballini. Addirittura, venendo a sapere che un amico di suo cognato, arriva a telefonare al capoequipaggio dellambulanza. Ascolta e confronta, elabora e rielabora, Favilli cerca lanello debole di una versione ufficiale che effettivamente traballa. Colpa anche di Rossella Moore che per il puritanesimo perbenista di non dire di essersi tirata gi i boxer per fare la pip, ha raccontato che il calabrone, non sa come, entrato nei boxer da dietro. Peccato che i boxer fossero cos aderenti da non fare entrare neanche una pulce. Gran cazzata quella di non dire la verit fino in fondo. Come la NASA rifece, perch non erano riuscite bene, molte foto lunari su un set allestito in un deserto alimentando dubbi sulla reale conquista della luna, anche Rossella ha fatto la sua frittatina. Alimentando in Favilli un casino di dubbi.

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Un luned di casini
Si sono subito rimessi Rossella Moore e Alessandro Bacci dagli infortuni della corsa podistica. Li attende per un bel luned di casini. Con Favilli che non il solo a fare insinuazioni. E se non sono insinuazioni sono atteggiamenti che sottintendono quel non so che di pruderie o addirittura una certa ripicca per le attenzioni che Bacci avrebbe riservato alla Moore. Deve averle prese, queste attenzioni, come un affronto al suo sentirsi gnocca number one dellazienda. E cos questa mattina la Barbie, la segretaria del Bacci, si presentata al lavoro con addosso il minimo indispensabile: un perizoma, una mini mozzafiato e un corpettino senza reggiseno sotto. La performance saltata agli occhi di tutti dando adito a ulteriori immotivate insinuazioni. Tra la Ferraro trentasette anni, divorziata, due amanti entrambi fuori dellazienda e il suo capo mai e poi mai c stato qualcosa. Ma vallo a spiegare a Favilli cos veramente e dove pu arrivare certo orgoglio impiegatizio femminile. E poi Favilli non cerca attenuanti. Anzi, al contrario, sattacca a tutto, come quei politici che danno sempre contro agli avversari o un pubblico ministero che vuole inchiodare limputato. E buon per il Bacci che sua moglie, avvocato in un affermato studio di Lucca, non l ad assistere alla performance della segretaria: gi incazzata per quanto avvenuto alla corsa (la sera di domenica in tutta la piana di Lucca e nel Morianese non si parlava daltro, versioni ovviamente ampliate e parecchio ricamate), che accadrebbe se disgraziatamente dovesse capitarle sotto gli occhi tanto dshabill e soprattutto vedesse Barbie da dietro, con la mini nera dove campeggia la scritta bianca GO! NO MORE!, Vattene! Non pi!? Palese, anche un bimbo se ne accorgerebbe, il parallelo more-Moore. Un bel casino nel casino. E pure doppio per il Bacci: da una parte c coinvolto in prima persona, dallaltra come direttore del personale chiamato a dirimere una controversia (sotto gli occhi di tutti) tra la sua segretaria e la Moore che non se ne star certo con le mani in mano. Favilli esulta. Sente che lelettricit nellaria tanta e che la giornata si preannuncia caldissima. Non a caso stamani arrivato in ufficio con
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una mezzoretta danticipo. Col suo Nokia 6170 ha gi fotografato il culo-slogan della Barbie, se l messo come sfondo sul desktop del computer e ne ha stampate diverse copie. E ora in attesa del grande evento: larrivo della Moore. Rossella invece ritarda e comincia a circolare la voce che forse non verr in azienda. lora del caff e Favilli, che da casa si portato un bel po di roba sui calabroni, cerca Roberto P per metterlo al corrente di cosa intende farne. Roberto ormai luditore ufficiale del Favilli. La sceneggiata di stamattina della Barbie taglia la testa al toro. Quelli trombavano! esordisce Favilli. Te, caro il mio Lando, devi sempre partire in quarta! ribatte Roberto P. Mi attengo precisa Favilli ai fatti. E, a proposito dei fattacci di ieri, mi sono procurato foto di calabroni e anche il dialogo tra Petruccio e Caterina, quello della Bisbetica domata di Shakespeare, quando lui paragona lei a una vespa. Lei allora gli dice che lo trafigger col pungiglione, e lui replica che, peggio per lei, glielo strapper. Questo in sintonia con le leggi di natura: solo le femmine di calabroni, api e vespe hanno infatti il pungiglione. Ribaltando la natura il

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pungiglione di ieri va invece inteso come metafora del pungiglione maschile, la nerchia del Bacci che... zac, ha trafitto la Ross. Ma fammi il piacere! commenta Roberto P. La puntura riprende a dire il Favilli stata doppia: il Bacci, zac, davanti! E il calabrone, ri-zac, dietro! E sai qual la sintesi di tutto? Il disegno di un calabrone, con la faccia del Bacci e con una sberla di uccello al posto del pungiglione, che si monta la Ross al punto da spomparsi e stare male. Lui per un verso, e lei per un altro: quello che accaduto ieri. Te Lando hai troppo il chiodo fisso della trombata. Non sarebbe pi elegante dice Roberto P un bel culo femminile che richiama un panda, un calabrone che lo punge, e la scritta proteggiamo il culo pi prezioso della Soft Clean? Te bimbo lo incalza Favilli sei un po troppo raffinatino. Ci penso io a impostarla la campagna giusta. Arrivano altri per il caff. E colorita potenza diffamatoria del passaparola, aumentano i colpevolisti. Arriva anche la notizia che la Moore, a causa di un residuo di irritazione, oggi non verr in azienda. Oro colato per il Favilli che con quel residuo di irritazione ci va a nozze e pu proseguire i suoi ricami alla grande.

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Operazione tromBaccione
Dopo il luned di fuoco, alla Soft Clean, il giorno dopo, regna la calma. Bacci ha lisciato ben bene la Barbie che dopo le plateali rimostranze ora gli risorride alla grande, e la Moore tornata al lavoro. Tutto sembrerebbe dimenticato. Non cos. Come preannunciato a Roberto P, Favilli, bastardo, ha disegnato un calabrone con il volto assatanato del Bacci e con un enorme cazzo duro, e una pin-up girl, copiata da internet, con il volto gaudente della Moore. loperazione tromBaccione, come lha battezzata Favilli, che mette assieme, in ununica parola, trombata, Bacci e calabrone. Il disegno, che Favilli prima ha scandito e poi stampato in molte copie a colori, finisce anonimo in due tre punti strategici dellazienda. In men che non si dica quasi tutti, allinterno della Soft Clean, ne hanno una copia. Anche il direttore generale che, incazzato nero, convoca al volo il Bacci. Alla richiesta di spiegazioni, Bacci gliele d raccontandogli per filo e per segno quello che accaduto. E chi pu essere chiede il megadirettore lautore, pezzo di stronzo, del disegno? Bacci (che senza averne alcun onore, ha pi nemici che amici) non ne ha la pi pallida idea e il direttore generale va via di matto. Sa cosa possiamo fare? Domani a ogni dipendente sbraita incavolato nero gli facciamo disegnare un calabrone. Un grafologo riconoscer, ne sono certo, la mano dellautore. E io a quello, giuro, gli cavo i coglioni! Bacci pensa subito ai casini che di sicuro verrebbero fuori. I sindacalisti, quelli, nessun problema, farli star zitti con qualche favorino ormai routine. La stampa invece, l il casino. Due battaglieri quotidiani regionali, due-tre radio, una televisione privata e, come se non bastasse, anche dei siti web, tentare di metterli tutti a tacere sarebbe unimpresa gi persa in partenza. Penso dice il Bacci che sia unipotesi non percorribile. Forse meglio darsi da fare e trovare il colpevole senza tanti clamori. Bene. Allora si dia subito da fare. Se posso darle un consiglio, io 98
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comincerei suggerisce il direttore generale con quel Roberto P che deve averci un cognato vignettista e dunque indagherei su quel fronte. S, ha un cognato ma giornalista spiega il Bacci. Giornalista o vignettista che sia, nel giro e dunque un attimo per lui farsi preparare una caricatura. Io per queste cose ci ho il sesto senso! Si dia da fare! conclude il direttore generale. Convocato in fretta e furia nel pomeriggio, Roberto P cincischia non poco e dice al Bacci di trovare la vignetta molto volgare. Sarebbero stati molto pi carini ed eleganti prosegue candidamente accennando un sorrisetto due bei sodi glutei femminili che richiamano un panda, un calabrone che zac, ci affonda il pungiglione, e la scritta proteggiamo il culo pi prezioso della Soft Clean. Bacci, ammutolito, comincia a nutrire dei sospetti. Anche se Roberto P non stato, qualcosa per pensa tra s deve entrarci e sapere. Ci vorranno, pi avanti, lintuito e lintelligenza femminili della Moore a scagionare il buon Roberto P e a far cadere i sospetti su una rosa di quattro cinque nomi senza, per la cronaca, traccia alcuna del Favilli. Ma come quei reati che vanno in prescrizione nelle aule di tribunale, anche di queste bravate dopo un po il ricordo, nellinteresse soprattutto di chi ne stato vittima, svanisce completamente.

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Regali di Natale
Sotto Natale Roberto P si prendeva la solita incazzatura per via dei regali. La sua tesi era che se una ballerina riceve in regalo uno scaldamuscoli, un ragioniere un calcolatore, un pittore dei pennelli, uno chef dei mestoli, un somelier dei vini, mica detto che a un becchino si regalino manuali per la vestizione dei morti o trattati di bon ton per funerali di prima classe. E allora perch a lui si regalavano smerdolini, portacartaigienica (un anno in legno, un altro in lega metallica alla moda, un anno in plexiglas) o saponi per ligiene intima? Vaffanculo, pensava, sognando confezioni di vini, rampichini, cestoni pieni di leccornie per la tavola, videocamere e orologi con cronometro. Il fatto di non essere pi collaudatore di carta igienica ma di esserne diventato promotore, non porta a novit ragguardevoli per la tipologia dei regali. Una sorta di abitudine fa s che sotto lalbero, mentre risuonano, come sempre, Jingle bells e Still Nacht, ci trovi i soliti regali di merda. Anche se non sono smerdolini o portacartaigienica, sono libri sul disegn dei bagni, sui water ergonomici, su bid e lavandini divenuti oggetti cult del modernariato. Non essere pi in prima linea, non essere pi un cartaceo militante, gli ha dunque dato una piccola promozione sul campo, su un campo di merda dove da caporale maggiore diventato sergente: con grande orgoglio della moglie che se prima stava sul vago quando le chiedevano che lavoro facesse il marito, ora si riempie la bocca con anglismi come promotion, trend o engineeringe promuove il marito a funzionario di massimo livello. E c pure il regalo di Rossella Moore a dar man forte agli anglismi della moglie. Il regalino un libretto del 1987 che la Moore dice di avere trovato a un mercatino dellusato e che ha pensato di regalare a Roberto P. Si tratta di Good Loo Guide - Where to go in London, edito dalla Banyan Books, guida ai gabinetti pubblici e privati di Londra con tanto di voti e di giudizio per via di igiene e frequentabilit. Il regalino ha mandato su tutte le furie il Favilli a cui Rossella Moore non ha regalato un accidente di nulla. Quella puttana urla il Favilli a Roberto P o non ha regalato a quel coglione di merda del Bacci un rotolino di carta igienica in oro di quelli 100
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da applicare allocchiello della giacca? Troia! E a te invece ti regala un rimasuglio della sua biblioteca e a me una sega di nulla! Il Bacci eh? Con quello che successo, come continua a leccarselo ben bene! Sbraita il Favilli e se la prende anche con Roberto P che lui almeno qualcosa ha ricevuto. Nel prendersela con lui ride del fisichetto molliccio e con pancetta che P si ritrova e che la Moore potrebbe richiedergli di esibire nel caso di un incontro ravvicinato. Dai, ti chieder, sono vogliosa, mostrami i tuoi muscolacci! Voglio vedere se sono meglio di quelli del Bacci! continua a dirgli il Favilli ridacchiando dalla testa ai piedi. Roberto P non se la prende e arriva persino a gustarselo quel regalino. Per gli autori, Jonathan Routh (linventore della Candid camera) ed Enzo Apicella (napoletano proprietario negli anni Ottanta di celebri ristoranti londinesi), la Golden chain, la catena doro, del miglior cesso londinese del 1987 spettava ai servizi della Guildhall, il palazzo delle corporazioni della City. A un livello leggermente inferiore, seppure di qualit, e contrassegnati da due stelle anzich tre, erano i servizi del Brown Hotel, della Wallace Collection, del Portobello Hotel, della National Gallery e della stazione di Euston. Una stellina, segno anche questo di qualit, andava ai servizi della casa daste Sothebys, del Connaught Hotel, del Museo delle Scienze, del Savoy, del Great Eastern Hotel e del Cafe Royal. I rimanenti, anchessi indicati, da quelli del Parlamento a quelli di McDonalds e di Harrods, potevano essere frequentati a proprio rischio e pericolo: gli autori non garantivano. Un libro utile lo definivano gli autori. In dieci anni annotava Routh il centro di Londra ha visto sparire ben 1.250 sedili pubblici e, considerando anche i cubicoli e i chioschi, si sono persi quasi tremila tra gabinetti e bagni. stato calcolato che ogni cinque minuti 2.800 persone e ben 400 mila nelle dodici ore del giorno si pongono il problema della toletta senza riuscire a risolverlo subito. N i ventiquattro ridicoli gabinetti automatici che lamministrazione ha disseminato in posti strategici, possono considerarsi sufficienti. Sfogliando il libretto Roberto P si sofferma sullo strano nomignolo che Routh d ai gabinetti automatici: 10p-Automatic-Sliding-DoorMusic-Playing-Secret-Flushing-Seatless-Toilets ma non ci capisce un accidente di nulla. Una scampanellata selvaggia, improvvisa, rompe lincantesimo di un
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rilassante pomeriggio domestico. il Favilli che, di ritorno da un giro in rampichino in Pizzorna, non sta pi nella pelle e assolutamente deve dirgli cosa ha combinato.. Ma lo sai gli dice che dal mio amico orafo mi faccio fare un waterino doro di quelli a spilla da mettere alla giacca? E quando si torna al lavoro organizzo al volo una lotteria su Firenze primo estratto, cos prendiamo per il culo la Ross e quel rotto in culo del Bacci! E poi prosegue il Favilli sullo scatenato ho in mente di preparare una parodia di quel cazzo di guida ai gabinetti di Londra. Il titolo potrebbe essere Guida ai pisciatoi e alle toilette di Lucca. Oh, te non centri! Io ho visto sul tuo tavolo la guida di Londra e ho avuto lidea. Ma te lo immagini? Lucca, contrariamente ad altre citt meno fortunate, pu vantare, almeno per gli uomini, una rete capillare di pisciatoi lungo tutti i passaggi pedonali allinterno delle mura: luoghi per eccellenza della pisciata mettendosi a sghignazzare dove si pu pisciare con calma dal momento che non ci passano donne e nuclei familiari giusto per non incontrare quelli che, uccello allaria, pisciano contro il muro. Continua a sparlare e a ridere il Favilli. Finch una bella scottata alle palle (e ridi e batti i piedi, un po di t bollente che gli offre Roberto P scorre gi, passa la sottile tuta in goretex e gli finisce giusto sui coglioni) mette fine alla performance e Favilli decide di andarsene. Ma dura poco. Nello scendere le scale esterne e raggiungere il rampichino appoggiato allulivo in fondo al giardino, riprende la sceneggiata sui pisciatoi e sulla lotteria rivolto al buon Roberto che uscito sul terrazzo per salutarlo e spera non ci siano vicini che sentono, in particolare i dirimpettai, il signor Vale e la signora Speranza.

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La lotteria
di parola il Favilli e, tornato in ufficio, organizza la lotteria. Il waterino doro, col suo bel coperchietto tirato su, lha pagato novanta euro e il bar dellazienda glielo mette in bella mostra vicino alla cassa e gli mette anche in vendita i biglietti: novanta biglietti, prezzo due euro, vincitore unico il primo estratto sulla ruota di Firenze. Quelli del bar dubitano che tutti e novanta i numeri vadano venduti, Favilli invece ottimista. Giusta lipotesi del Favilli. In due giorni i numeri vanno a ruba. Dipendenti ma anche ospiti e visitatori fanno incetta di biglietti. Il direttore generale ne compra addirittura dieci e tre li prende il curatino di Segromigno che alla Soft Clean compra allingrosso per poi rivendere la carta a molte parrocchie della provincia. C per chi nota (indirizzato dal Favilli?) il rotolino di carta igienica alla giacca del Bacci, trova la spillina molto carina, e allora d via al dibattito se sia pi raffinato il waterino o il rotolino. Favilli esulta. Anche perch il Bacci, a chi gli chiede dove abbia trovato quella bella spillina, risponde che lo chiedano alla dottoressa Moore, lei che lha trovata, e dunque, linduzione ovvia, lei che glielha regalata. Tutti vengono cos a sapere che il rotolino lha fatto un orafo di Lucca su indicazione della Moore mentre il waterino opera di un orafo di Segromigno in Piano che lha realizzato partendo da un disegno del Favilli. Lazienda si spacca in due: quelli pro rotolino e quelli pro waterino, come esistono nella vita quelli pro presepe e quelli pro albero di Natale. Favilli al settimo cielo: tanto clamore sul regalo di Rossella Moore al Bacci non se laspettava. Soprattutto va in visibilio per la Moore che ha messo il muso al Bacci, reo di avere stupidamente e indelicatamente palesato la provenienza della spillina quando invece era suo dovere essere pi discreto. Felice come una pasqua, Favilli, ricuperati i soldi dellorafo, rinuncia persino alla met dei novanta euro di guadagno (gli altri quarantacinque sarebbero stati per il bar) e su indicazione proprio di quelli del bar, accetta che i novanta euro vengano dati a Emergency.

LA LOTTERIA

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Firenze primo estratto: 34. E subito, alla ripresa del lavoro, di prima mattina al bar si scatena la caccia al vincitore. Sul blocchettino quelli del bar hanno annotato i nomi di chi ha acquistato i biglietti. Il 34 corrisponde al Giannarini. Uno degli uscieri! Quello che abita a Ombreglio di Brancoli, che fa il vino buono! esclama il Favilli. Al bar, una volta arrivato il Giannarini, iniziano i festeggiamenti con il Favilli che si fa in quattro perch il casino resti alto. Non fa a tempo il Giannarini ad appendersi il waterino allasola del risvolto della giacca, che Favilli parte in quarta. Oh che fai bischero? Con lalito che cii che ti si sente a cento metri, ti vai ad attacca l il waterino? Oh Madonna svizzera! Sarebbe come se un cornuto ci sattaccasse due belle cornina dalce! O un mafioso una bella luparina o una coppoletta! Ci ridono un po tutti, il Favilli poi, al settimo cielo dal ridere. Ma pi che per la burletta al Giannarini, Favilli ride e se la gode per il dibattito pro rotolino o pro waterino che ha messo in piazza gli affari della Moore e spifferato ai quattro venti la storia del regalino al Bacci che lei avrebbe voluto rimanesse segreto.

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LA LOTTERIA

Uno spot niente male


strano Roberto P. Con quella faccia da pirla che si ritrova, eppure capace alloccorrenza di combinare qualcosa di buono, persino di lavorare di cesello. Come in questa occasione, invitato dalla direzione generale (che ovviamente ha il suo tornaconto) a un incontro con lagenzia che realizzer il nuovo spot della carta igienica e col regista che lo firmer. Lo spot, una volta svanita leco di Ok il peso giusto e di Srotola e vinci, dovr competere con gli spot della concorrenza: formiche che fanno acrobazie, corse di cagnotti dietro a rotoli che non finiscono mai e rotoli cos lunghi da diventare la linea di mezzeria di strade senza fine. Una durissima battaglia, quella con la concorrenza, senza esclusione di colpi per conquistarsi i cinquantasette milioni di culi che scaricano in Italia, un patrimonio di deretani per cui vale la pena lottare fino allultimo sangue, o meglio fino allultimo culo. Roberto P sta per illustrare nei dettagli il soggetto che, buttato gi in un momento doro, ha entusiasmato i vertici della Soft Clean e il regista francese (nome piuttosto famoso a livello europeo) che realizzer lo spot senza palesare il suo nome. Seduto vicino a Roberto P c lometto col canino, quello che capit a Lucca allo stand di Ok il peso giusto e che fin sui giornali per averne fatta un chilo, nove etti e ventiquattro grammi in un colpo solo. Dellometto, che gli port fortuna, Roberto P si autoproclam immediatamente langelo custode. E ora se l portato alla riunione: nello spot potrebbe fare unapparizione veloce, con quella sua anda di ometto di altri tempi, faccia dolicocefala da garfagnino, cavallo dei pantaloni molto basso, unapparizione etnica-folclorica a impersonare un mondo che non esiste pi e che la gente va cercando a destra e a manca. Questa lidea di Roberto P che si avvale anche di tre citazioni cinematografiche (una iniziale e due finali), tre perle suggeritegli da monsignor Bertolacci mentre il resto, a parte lometto col canino che farina del suo sacco, glielha consigliato una nipote etologa. Una struttura familiare, la sua, che rassomiglia a quella del tenente Colombo dove c sempre qualche parente o conoscente (lui ovviamente mica lo dice) in grado di dare consigli, fornire consulenze e sciogliere dubbi.
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Questo lo spot come lo illustra ai presenti con lausilio di un computer per far vedere loro i tre spezzoni di film. Sinizierebbe spiega Roberto P con il primo Amici miei, con la megaevacuazione attribuita al bambino: Duilio del Prete, che l l per farsela addosso, si getta nel bagno che finalmente ha trovato, vede un bambino sul vasino, lo toglie via, la fa lui nel vasino, ci rimette seduto il bimbo e se te torna al piano sotto. Seguono lurlo della nurse e la corsa di genitori e invitati alla megafesta in villa, tutti che corrono a vedere quella massa enorme e ne restano stravolti.

Velocissimo cambio di scena. Su un ricostruito set di Ok il peso giusto prosegue Roberto P avviene una defecazione record. La location potrebbe essere la piazza dellAnfiteatro a Lucca. Due donnette presenti urlano nel vedere quella massa enorme piovere dentro il contenitore in plexiglas. Il nostro ometto sallontana col suo canino al guinzaglio dimenandosi per sistemarsi mutande e quello che c sotto. Una delle due donnette commenta: opera sua, beato lui!. A seguire la didascalia o la voce fuori campo: Siate pure bestiali!. In successione veloce un elefante ne fa a iosa sulla pista di un circo e 106
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decine di vacche di un allevamento ne fanno in quantit industriale. Di nuovo la voce fuori campo: Dalle stalle alle stelle! e qui ci deve pensare il regista ad associare alle stelle la nostra carta igienica. E mentre la voce fuori campo, o la didascalia, dice Adottata infatti molto in alto ecco linterno della navetta che fa servizio tra la terra e la luna in 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick (1968), in particolare la porta dei servizi della ZERO GRAVITY TOILET dove sono in bella evidenza le istruzioni che i passeggeri devono leggersi attentamente prima delluso. Ottimo! commenta il responsabile dellagenzia. E i presenti applaudono. Roberto P al settimo cielo. E conclude. Se posso aggiungere unultima cosa, ecco io non mi rendo conto dei tempi, ci sarebbe la stupenda sequenza di Hollywood party di Blake Edwards, quella dove Peter Sellers distrugge un bagno e prima di farlo usa nella maniera pi maldestra possibile la carta igienica. Sarebbe, in sintonia con la ZERO GRAVITY TOILET, una chiusura con un certo humour. La voce finale fuori campo potrebbe dire: E usatela sempre con cura!.

Di nuovo appalusi. E applaude anche il regista francese che, tramite linterprete, dice di trovare interessante il soggetto e simpegna a
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lavorare allo spot appena terminato il montaggio del suo ultimo film. Teme per che ci siano problemi di diritti. Per Amici miei spiega il responsabile dellagenzia sentiamo la Rizzoli Film. Devo dire che qualche problemino potrebbe esserci con la Metro Goldwyn Mayer. Per Hollywood party credo che sia superabile. Potrebbe invece essere dura per Odissea nello spazio, ma se proprio proprio, la porta dei servizi di unastronave si camuffa come si vuole e sfido chiunque a vantare dei diritti! Porca puttana! Al regista, che invece ci terrebbe a citare esplicitamente 2001: Odissea nello spazio, piace anche lometto col canino. Roberto P non simmagina lontanamente che, mondo davvero di merda, gi ce lhanno in testa dinculargli di brutto lo spot e anche lometto col canino che il regista francese user per due spot in terra dOltralpe e per un suo film che finir addirittura a Cannes. Lometto e il canino, da Deccio di Brancoli, finiranno, due anni dopo, sulla Croisette di Cannes fotografati al loro passaggio tra uno scazzato Tom Cruise e unesuberante Nicole Kidman. Due tre giorni dopo la riunione, Roberto P intuisce linculata. Non tipo da bestemmiare o da fare sceneggiate. Consapevole di non avere nulla di scritto in mano e di non potersi avvalere di testimonianze a suo favore, Roberto P scoppia a piangere. Piange seduto alla scrivania, in azienda. Le lacrime gli bagnano i pantaloni, davanti, e una barretta di cioccolata che distrattamente si messo in tasca e si fusa, gli ha macchiato i pantaloni dietro. In tanti pensano, vedendolo uscire dalla Soft Clean, che se la sia fatta di nuovo addosso, questa volta in maniera completa. A casa poi, la moglie (incipit di una crisi coniugale?) inizia a questionare che togliere macchie di cioccolata assai pi difficile che toglierle di merda. Roberto P ascolta ma non si rende conto. Cincischia, si guarda attorno, mette la mano nella tasca dove si sciolta la cioccolata, tocca la camicia e sporca anche quella, si lecca il dito e sorride. Sembra Stanlio.

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Scherzi in azienda
Negli ultimi tempi Favilli va gi pesante con gli scherzi. Recrudescenza collegabile con il fattaccio dello spot che hanno inculato a Roberto P, una bruttissima storia che ha risvegliato in Favilli certi suoi donchisciotteschi intenti a emulare Robin Hood. Gi era accaduto con quel pirla dellAndreoni, il sindacalista calapantaloni, preso per i fondelli con una vignetta. Convinto che in questi casi lo scherzo diventa una sorta di arma, di sabotaggio terroristico al sistema, ovvero allazienda, non fosse altro per il tempo rubato a quello lavorativo (capita infatti che vittime e spettatori dello scherzo ne parlino a lungo), Favilli sullo scatenato e non concede tregua. Cosa non facile per lui, gli scherzi li fa nellanonimato assoluto, con la tecnica del mordi e fuggi, e a malincuore taci. Gi diverse volte, nei servizi vicini alla direzione generale e agli altri uffici che contano, ha coperto i water con la pellicola trasparente, ben tirata per non farla vedere e per renderla pi micidiale. Inevitabilmente il getto orinario, soprattutto quello maschile che piove con un certo vigore da almeno cinquanta centimetri, in pi occasioni ha finito con lo sbruffare a raggiera tuttintorno con controrimbalzi anche sui calzoni. Meno vittime tra le donne. Tra queste, vittima per eccellenza secondo un si dice assurto a leggenda aziendale stata Barbara Ferraro alias Barbie. Secondo una collega sua amica, piuttosto stronza, che andata a riferire in giro una confidenza che Barbie le aveva fatto, una normale seduta fisiologica si sarebbe trasformata in un paciugo coi fiocchi. Seduta senza che i glutei avvertissero, a causa del notevole spessore del copriwater, quella sottile presenza, loperazione era proseguita come da manuale. Peccato per lei, sulla pellicola ben tirata la consistente massa fuoriuscita con una certa forza sarebbe rimbalzata con altrettanto vigore sbruffando di marrone, alla grande, culo, cosce e gonna. Con una fantasia tra il perverso e il sadico, Favilli ha pure imbrattato di nutella water, specchi e lavandini. Non contento, con un autentico coup de thtre, Favilli arrivato a mettere carta igienica della concorrenza nei servizi, quasi sempre
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rotoli Queen. Ne seguito un gran putiferio, pari a quello per i preservativi abbandonati in due tre occasioni, sempre annodati e sempre con un po dalbume duovo dentro. Altri bei casini li ha combinati mettendo inchiostro di china nei distributori di sapone, attaccando su tutte le porte dei servizi il disegno della donnina (pi di qualche maschietto che corso al cesso tenendosi la pancia ha rischiato grosso) e collocando una finta telecamerina, ma sembrava vera, allinterno di un servizio con tanto di cartello zona soggetta a videosorveglianza. A quel punto i servizi vicini alla direzione generale sono stati messi sotto sorveglianza, addirittura controllati a vista (stando fuori ovviamente) da una guardia giurata. E Favilli i suoi scherzi ha cominciato a metterli in atto altrove. In particolare con fialette puzzolenti attaccate con lo scotch sulla parte superiore di porte in modo da rompersi al momento della chiusura. Dai oggi dai domani, in azienda la tensione ha cominciato a farsi sentire. Fino al fattaccio del portiere beccato con una fialetta in mano, al che, poveraccio, tremiti, imbarazzo e gran stato confusionale nel cercare di fornire spiegazioni. Va gi di brutto il direttore generale nel condurre in prima persona linterrogatorio. Bastardo, su quale porta intendeva piazzarla? Forse nellanticamera del mio ufficio? Il tapino non d risposte esaurienti. Lei sta scherzando col fuoco! Io la licenzio! rincara la dose il direttore generale. Poi, dopo un banalissimo controllo del contenuto della fialetta da parte del Bacci, la verit. Si tratta spiega il Bacci di un mucolitico, c anche scritto in piccolo sulla fialetta, per gli aerosol. Per la cronaca si tratta di acetilcisteina che l per l ci ha anche tratti in inganno perch sa un po odore di uova marce per via dello zolfo che contiene. Non pensavo dice timido lusciere che assentarmi tre quattro minuti dal posto di lavoro per fare linalazione creasse tutti questi problemi. Favilli molla per tre quattro giorni. Poi, con fare ancora pi deciso, riprende la sua guerra di logoramento.

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SCHERZI IN AZIENDA

Citazioni di merda
Un bel giorno il direttore generale della Soft Clean chiede che in tempi brevi si progetti e si dia vita a una linea di carta igienica con frasi-citazioni su argomenti vari, dallamore allo sport, dallamicizia alle vacanze. Da non escludere, su quella stessa linea o su unaltra, anche la presenza di miniracconti a firma di scrittori celebri e di microfiabe della tradizione popolare, che con le fiabe dice il direttore generale allargandosi pi del dovuto si potrebbero anche creare cinque linee etniche, una per continente. Per le citazioni spiega un consulente letterario subito interpellato basta attingere da dizionari delle citazioni che abbondano un po in tutte le lingue, italiano compreso. Ovviamente, se si tratta di frasi tradotte, baster cambiare qualcosina come fanno certi registi che spacciandosi da adattatori teatrali, invece di tradurre, riscrivono a loro modo parafrasando maldestramente frasi di un testo gi tradotto in italiano e inserendo parolacce qua e l la commedia che intendono mettere in scena. Evitando pure di pagare qualsiasi diritto di traduzione, e addirittura conclude il consulente introitando una percentuale sugli incassi in quanto traduttori e adattatori. Verrebbe invece affidato a Baricco, per desiderio della presidenza, il compito di selezionare dei miniracconti di scrittori del passato e anche di scriverne di nuovi. Ma il consulente, consiglia di affidare lincarico a Giovanni Arduino che riesce tranquillamente a scrivere come Baricco e di sicuro costa molto meno. Arduino spiega il consulente ha fatto una parodia di Seta scrivendo Setola e di Senza sangue scrivendo Senza sugo, entrambi con lo pseudonimo di Leandro Barocco. Per quanto riguarda invece la selezione dei racconti di altri scrittori, l c il problema, come avviene puntualmente per le antologie, dei diritti. Ovviamente non c nessun problema per gli scrittori dellOttocento e dei secoli precedenti. E ora il consulente a fare domande, a volere saperne di pi su questa svolta letteraria dellazienda, anche perch convinto che per leventuale autore di nuovi testi non sar proprio il massimo finire sulla carta igienica con tutto quello che pu derivarne per via dei prevediCITAZIONI DI MERDA

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bili commenti sul rapporto testo-supporto, per il luogo della lettura, per lorifizio che potr bearsi di tanta cultura. Tutto nasce, che un po luovo di Colombo, dal fatto spiega il direttore generale che il luogo dove si legge di pi il cesso. Durante le pause devacuazione tutto buono: vecchi giornali, vecchi Topolini, persino bugiardini di farmaci aperti in bagno e lasciati l, addirittura manuali duso di lavatrici. Perch allora, ci siamo detti, non fornire testi di un certo livello con la carta igienica? Detto fatto, consapevoli che un testo stampato sulla carta igienica quasi automaticamente un best seller, non abbiamo perso tempo ed eccoci qui. Senza scomodare scrittori noti, il consulente consiglia, per la raccolta di frasi celebri, una docente universitaria sua conoscente, in realt la sua amante. Due settimane dopo arrivano le prime serie di frasi, in primo luogo, a centinaia, su amore, donna, uomo, felicit e vita. Ci sono poi frasi, su altri argomenti, con imbarazzanti, e forse voluti, doppi sensi. Come quelle relative alla voce bisogno, da intendersi ovviamente come necessit, ma visti contesti e substrati...

Potente la legge, ma ancora pi potente il bisogno. Johann Wolfgang Goethe, Faust, atto I Tinsegni il bisogno a ragionare in modo da persuaderti che nessuna virt pu eguagliare il bisogno. William Shakespeare, Riccardo II, atto I, scena terza Il bisogno avvelena quei mali che non in grado di guarire. Luc de Clapiers, Riflessioni e massime Nessuno ti dimostra pi amicizia di un amico nel bisogno. Plauto, Epidico

Ma altre frasi imbarazzano Roberto P che, demotivato e deluso, e retrocesso a segretarietto di redazione, ha il compito di raccoglierle e di girarle a unequipe grafica che studier come adattarle al rotolo di carta igienica. A imbarazzarlo c anche una citazione da Landa in fiore di John Galsworthy sugli occhi. 112
CITAZIONI DI MERDA

Gli occhi ti dicono quello che siamo. La bocca quello che siamo diventati.

E il culo, pensa Roberto P immaginando una sortita del Favilli, che dice il culo? Quello che diventeremo? Altre frasi ancora e sono tante imbarazzano Roberto P.
Guai a chi si accontenta di poco! Henri Michaux, Ecuador

Inevitabile il rimando, con Michaux, a uno piuttosto sullo stitico.


Non nella novit ma nellabitudine che troviamo i piaceri pi grandi. Raymond Radiguet, Il diavolo in corpo

Ovvero labitudine di farla sempre alla stessa ora, crogiolandosi dei propri piaceri, sigaretta, giornalino e cruciverba. E lui, Roberto, che per un certo periodo laveva fatto come lavoro!
Larte, in fondo, come tante tra le cose pi belle, vien meglio un po di nascosto. Emilio Cecchi, Pesci rossi

Arte e merda accomunate dallintimit. Farla lontano da occhi indiscreti, quello benissimo. Ma anche larte, farne una questione di intimit... Roberto P non ci aveva mai pensato.
Il blocco non parteggia per lo scultore, contro di lui. Thomas Mann, La legge

Il blocco intestinale, per pi di un anno e mezzo lo spauracchio di Roberto P. Il pensiero gli torna l. Il blocco comunque contro tutti.

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Niente come lattivit per un ben determinato fine rende sopportabile la vita. Friedrich Schiller, Lettera a Krner

E infatti, lo sa bene Roberto P, facendo moto, lintestino lavora meglio.


Nasciamo con un capolavoro dentro di noi, e sovente lo manchiamo per averlo voluto. Max Jacob, Histoires littraires

Di nuovo la questione della stitichezza.


Lanima eterna, e quello che non fa oggi, pu farlo domani. Il corpo passa presto, e quello che non fa oggi, non potr farlo mai pi. Vitaliano Brancati, Paolo il caldo

Una sorta di cogli lattimo fuggente anche nella cacata, pensa Roberto P.
La causa nascosta, leffetto notissimo. Ovidio, Metamorfosi

Inevitabile il pensiero di Roberto P corre alle scoregge di Pierino il fichissimo, dellInsegnante va in collegio e del Petomane...
Cominciare gi essere a met dellopera. Orazio, Epistole

Giusto per prendere per i fondelli uno che da mezzora se ne sta sul water senza avere combinato un bel nulla... Come succedeva a scuola con i temi, dopo mezzora il foglio ancora bianco.
Piuttosto che interromperlo, meglio non cominciarlo neppure un buon lavoro. Beda il Venerabile, Storia ecclesiastica degli angeli

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CITAZIONI DI MERDA

Favilli, pensa Roberto P, subito lo riferirebbe alla trombata. Ma forse vale anche per una sana cacata.
La vera contentezza la capacit di tirare fuori da una situazione tutto quello che contiene. difficile ed rara. Gilbert Keith Chesterton, A Miscellany of Men

Come tutti, lha provata anche Roberto P la gioia immensa di svuotarsi completamente e di sentirsi una piuma.
La coscienza la percezione interna della rimozione di un particolare desiderio che opera in noi. Sigmund Freud, Totem e tab

Invertendo rimozione di un desiderio in desiderio di rimozione, di evacuazione... un certo nesso a Roberto P pare di coglierlo.
Non dare agli altri ci che non timporta di perdere. Giovanni Boine, Pensieri e frammenti

Ovvero, linduzione di Roberto P, non buttare merda sugli altri.


Il denaro come il letame: se non viene sparso, non serve. Francis Bacon, Saggi

E gli viene in mente la moglie di un industriale della zona, una tipa snob vegetariana e salutista a oltranza, che abita in una villa settecentesca e obbliga le figlie, anche dinverno, a farla nel parco ai piedi degli alberi per concimarli.
Gli eroi non hanno buon odore! Gustave Flaubert, Leducazione sentimentale

Ehi, ma non sar allora che se la fanno addosso? si chiede Roberto pensando che a lui successo.
Esitare va benissimo, ammesso che poi fai quello che devi fare. Beltolt Brecht, Lanima buona del buon Sezuan

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Il pensiero torna al tipo seduto sul water senza combinare nulla: non deve per superare la mezzora.
Le masse credono che evadere sia facile, invece una cosa difficilissima. Jos Ortega y Gasset, La disumanizzazione dellarte.

Se di masse intestinali si tratta, la loro difficolt di evasione chi soffre di emorroidi la conosce bene.
Riuscire facilmente in tutto un errore. Herbert George Wells, La macchina del tempo

Dunque non nuoce un po di stitichezza a chi perfettino in tutto.


Cosa difficile, miei concittadini, discutere con il ventre: non ha orecchie. Catone il censore

la legittimazione del proverbio veneto (ma Roberto P ne ha sentite altre versioni regionali) che tempo, cul e siori fan sempre quel che vol lori.
Tutto quello che merita essere fatto, merita che sia fatto bene. Philip Dormer, Lettere

Un inno alledonismo cacatorio? Roberto P, molto poco epicureo nellaffrontare le cose, pi propenso a interpretare Dormer nellottica di fare tutto ammodino-perfettino.
La fretta quella eccitantissima perversione di vita che spinge a compiere qualcosa in un tempo minore di quanto in realt ne occorrerebbe. Ernest Hemingway, Verdi colline dAfrica

Sulla scia della contrapposizione slow food - fast food, un evviva, pensa Roberto P, per la slow defecation? Convocato dal direttore generale candidamente Roberto P fa presente di avere tolto le frasi contenenti doppi sensi e di averle provvisoria116
CITAZIONI DI MERDA

mente raccolte nel file da togliere. La lettura delle frasi tolte manda in bestia il direttore generale. Pi del dovuto. Sentendosi infatti in colpa verso Roberto P per lo spot che gli hanno inculato, lunica cosa che riesce a fare aggredirlo e ancora aggredirlo . Lei, dottor Roberto P, proprio un merdaiolo che non capisce un cazzo! Macch amore, vita, felicit e quelle minchiate l! I doppi sensi, quelli che lei getterebbe alle ortiche, pensi, eccone qui uno, a La causa nascosta, leffetto notissimo che rimanda alla scoreggia, quelli sono la nostra carta vincente! Frasi sugli argomenti pi disparati rese interessanti proprio dal doppio senso, sorta di valore aggiunto alla carta e alla merda, una carezza non solo per il culo, anche per la mente in questo modo invogliata a rilassarsi ancora di pi durante il rituale defecatorio! Lei, dottor Roberto P, non capisce un cazzo! Ma io la licenzio, vedr se non la licenzio! E ringrazi il cielo se non la inculo qui, subito, seduta stante! Come nel precedente cazziatone, quello del capo del personale, Roberto P, per la tensione e la fifa e soprattutto pensando agli eroi che non hanno buon odore, lo sa da poco, lo dice Flaubert nellEducazione sentimentale, si sente legittimato a farsela addosso. Contrariamente alla volta prima nessun filino marrone scende dai calzoni. Il direttore generale sente per un certo odore. Allora, caro il mio merdaiolo lo incalza il direttore generale lei proprio non vuol capire! Non che lei torna a collaudare la carta igienica, io proprio la licenzio e se proprio proprio rimane in azienda, lei ci rimane per pulire i cessi, merdaiolo che non altro! Roberto P si alza mesto dalla sedia ed esce piagnucolando.

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Paura al bar
Affranto per la lavata di capo da parte del direttore generale, prima di rincasare Roberto P entra in un baretto lungo la strada che dalla Pesciatina porta a Marlia e a Castelnuovo di Garfagnana, e si siede al tavolo vicino allingresso. Non gliene frega nulla della puzza. Ha limpressione che il mondo gli stia crollando addosso e se merdaccia (lui, non il mondo), si sente uninsignificante merdina in balia della cloaca che, questa s, rappresenta giusta il mondo. Noi a quei merdaioli che se la fanno sotto gli spacchiamo il culo! sente dire da un energumeno appoggiato al banco in compagnia di due tipi anche loro sul robustino. Roberto P inizia a tremare. finita. Questi pensa sono emissari della Soft Clean pagati per eliminarmi. Poggibonsi di merda! urla uno degli altri due. No, Poggi Roberto di merda tiene a precisare Roberto P. Poggi una sega! il Poggibonsi di merda che domani dobbiamo battere! sbraita il terzo del gruppetto, tre tifosi sfegatati del Castelnuovo Garfagnana (serie C2, girone B) impegnato domani in uno dei tanti derby toscani del girone. Oh un sarai miha un tifoso del Poggibonsi? gli chiede minaccioso uno dei tre. So na sega io di calcio. Io sono solo un merdaiolo! risponde lapidario e filosofico Roberto P. Limportante un esse merdaioli della Carrarese, del Prato e del Poggibonsi sbotta uno del terzetto avvicinandosi a Roberto P. Oh bimbo, ma te puzzicchi! E tremi! commenta subito. Ve lo dicevo che sono un merdaiolo. Della Soft Clean, dello stabilimento qui di Porcari, e praticamente sono stato licenziato. Un te la piglia! Via, bevi qualcosa con noi. Anche gli altri due si avvicinano, uno con un bianco di Montecarlo per offrirlo a Roberto P. Il primo che si gli avvicinato intona, guardando Roberto P negli 118
PAURA AL BAR

occhi, il recitativo iniziale (ve lo sareste aspettato?) della canzone clou del concerto dei Blues Brothers al Palace Hotel Ballroom. Remember that no matter who you are and what you do to live and survive / theres still some things that make us all the same! You, me, them, everybody! detto da tutti e tre allunisono. Sempre allunisono il terzetto esplode in un collettivo Everybody needs somebody to love con sguaiate camminate alla Dan Aykroyd mentre gli altri clienti del bar iniziano a battere le mani come il pubblico del Palace Hotel. Roberto P ha la forza di sorridere.

altra nota importante: chi la salta un pirla


Cari lettori. Su questa immagine musicale che grazie al film The Blues Brothers un certo fascino ce lha, sul sorriso di Roberto P lautore scriverebbe volentieri la parola FINE lasciando quellindeterminatezza che pur sempre una scappatoia, sia nella narrativa che nel cinema, per non rompersi i marroni alla ricerca di un finale decente. E invece, cari lettori, vi dovete beccare il capitolo Bel fine settimana di merda e anche un epilogo perch vi venga raccontata tutta, fino in fondo, la vera storia di Roberto P, collaudatore di carta igienica. PAURA AL BAR

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Bel finesettimana di merda


Sotto lincubo di un possibile licenziamento Roberto P decide di concedersi un po di relax in compagnia della famiglia in un agriturismo nel grossetano, tra Monte Antico e Paganico. Vai l, vedrai lo consiglia Cinzia Ballini che posto stupendo! Io ci sono stata alcuni anni fa. vicino a Montalcino, alla Val dOrcia, a diverse zone termali, in primo luogo Petriolo, e vicina c una chiesa romanica da pelle doca, SantAntimo. Prenotate due stanze e fatti in quattro e quattrotto i bagagli, la Golf imbocca il casello di Capannori, va per Migliarino, poi Livorno, lAurelia fino a Grosseto, superstrada per Siena fino a Paganico, da qui la provinciale per Monte Antico lungo la vecchia ferrovia non elettrificata per Siena. Non senza difficolt, bellissima la campagna ma non ci sono centri abitati e in giro non c anima viva, arriva allagriturismo. una vecchia costruzione su una collinetta, classico rustico toscano, muri con pietre a vista, finestrelle rosso bordeaux, attorno alla casa, liberi, tra tondini, recinti e stalle-tettoie, parecchi cavalli, una pecora e un asino dellAmiata. A Roberto P sembra il paradiso. Nello scendere dalla macchina, locchio a due pastori maremmani che gli si fanno sotto anche se con aria amichevole, Roberto P pesta una merda di vacca. E infatti vede delle chianine, laggi, sotto le tettoie. La merda supera il bordo della scarpa e un po, essendo fresca, gli penetra dentro. Marco e Nicoletta, i figli, si mettono a ridere. La moglie parte invece con la tiritera che bisognerebbe stare pi attenti, che poi le scarpe deve pulirle lei. Latmosfera da sogno: attorno a loro colline con querce, ulivi, qualche cipresso e castagno, sotto di loro lOmbrone con le sue rive alberate, sullo sfondo lAmiata. Un incanto. Solo che hanno appena concimato alla grande i campi attorno (letame bovino, suino ed equino) e c una gran puzza di merda. Come se non bastasse, uno dei due maremmani va ad avvoltolarsi nel liquame vicino agli stallini dei maiali (ci sono anche loro, cinte senesi), si avvicina a Roberto P e si scuote inondandolo di pestilenziali spruzzetti marroni. Di nuovo 120
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Marco e Nicoletta si mettono a ridere mentre la moglie riprende la tiritera che le cose poi tocca lavarle a lei. Scazzato, Roberto P batte il piede per spaventare e cacciare il cane. No che con laltra scarpa va a ripestare una seconda merda di vacca. E questa volta la merda fa pi malanni. Ancora risate dei figli, ancora tiritere della moglie e, questa volta, bestemmione di Roberto P. La mattina dopo, costeggiando lOmbrone, scarpinata di tutta la famiglia verso Paganico. A due chilometri dal paese, la poesia della campagna toscana si fa improvvisamente poesia di gabbiani che volano: a centinaia, voli radenti e gabbiani sospesi nellaria che si fanno portare dal vento. Sembrano aquiloni nel cielo dice Nicoletta. Che bello, quanti uccelli! sbotta la moglie. Ehi, quello l grosso sembra il protagonista del Gabbiano Jonathan di Richard Bach, ce ne ha parlato la prof ditaliano commenta Marco. Vaffanculo! impreca invece Roberto P colpito in testa da una merdina piovuta dallalto. Di nuovo risate dei figli, tiritere della moglie e bestemmione di Roberto P. Torna la poesia dei gabbiani che volano, ma dura poco. All'improvviso da dietro un dosso, sbuca fuori un reticolato lunghissimo e oltre, a perdita docchio, una discarica: quella di Cannicci, una delle pi grandi della Toscana. La famigliola ci resta di merda. Nel silenzio solo i gorgheggi rauchi dei gabbiani: ma non fanno pi poesia. E alla famigliola pare anche di sentire una puzza schifosa che in realt non c. Allungano il passo e si allontanano pi in fretta che possono da quellobbrobrio. Ora sono di nuovo immersi nella poesia della campagna toscana. Finch un ronzio nellaria come se qualcosa friggesse fa alzare loro gli sguardi, oltre le cime degli ontani. I fili di un megaelettrodotto compaiono sulle loro teste, migliaia di padelle piene dolio che friggono a tutto spiano, da avere paura a starci sotto. Rassegnati tornano allagriturismo. Roberto P resta indietro e nel silenzio riflette. Un pensiero continua a martellargli in testa: merda sei e merda tornerai. Non la merdaccia fantozziana. Gli pare quasi una filosofia di vita, una chiave di lettura dellesistenza. E arriva persino a elaborare,
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tra s, un merda bello. Assorto nei suoi pensieri, non si accorge che un trattore spande merda nellaria. La merda ricade su Roberto P come neve di una tormenta. marrone anzich bianca, ma leffetto quello. Roberto P si rende conto di cosa sta cadendo dallalto. Non ha dubbi: s, merda sei e merda tornerai. Camminando nella tormenta pesta unaltra merda. Poco conta di cosa. Questa o quella per me pari sono pensa tra s. Dopo la doccia e la cena Roberto se ne torna a fare due passi. Moglie e figli no. Restano dentro a vedersi Amici su Canale5. Nella notte di luna, lontano il profilo dellAmiata domina il paesaggio. Pensando alla telefonata del Favilli che lha chiamato mentre erano a tavola e gli ha preannunciato licenziamenti in blocco perch la Soft Clean si trasferir in Uzbekistan, Roberto P sale su per una collinetta. Si siede su un masso e guarda gi verso lOmbrone. Una sagoma scura gli si avvicina. Bakunin, asino dellAmiata, che vive in libert l allagriturismo, allunga il muso verso di lui. Sa benissimo che dagli ospiti qualcosa pu sempre ricavarci. Roberto P non ha nulla e lasino, in risposta, si mette a ragliare a squarciagola. I ragli risuonano fin oltre lOmbrone. E risuonano anche le scoregge di Roberto P. Possenti, tre di fila, accordate perfettamente con i ragli e allunisono. Finalmente usa il culo come pare a lui. Il culo ora ce lha libero. Non sa Roberto P cos una sineddoche, ma sente che la libert del suo fondo schiena rassomiglia a una libert totale. Forse, pensa,

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quella stessa sensazione di libert che le donne avvertivano per lutero negli anni Settanta quando lottavano per lautodeterminazione. Arriva a sentirsi un re. Ancora di pi quando, avvertendo un certo stimolo allevacuazione (minestroni di farro e ribollite non hanno certo effetti astringenti), tira gi calzoni e mutande e nel profumo notturno di macchia mediterranea ne fa in quantit con scoppiettii che nel silenzio paiono una meravigliosa partitura da poema sinfonico. La libert va cercata fino in fondo. E allora, terminata levacuazione, alla malora carta e fazzolettini di carta, Roberto P allunga una mano verso un castagno (l vicino c anche un fico ma le foglie di fico quelle proprio no, sono troppo da culi duri alla Rambo), stacca delle foglie e ci si pulisce il culo come si usava fare una volta allaria aperta. Lo stellato da sogno. E Roberto P, che non sa un accidente di costellazioni, cerca almeno il Gran Carro per poi individuare la stella Polare e dunque il Nord. Nel cercare un tratto di cielo libero, senza fronde e rami di alberi, muove qualche passo in qua e in l. Pesta una merda, la sua. Evento statisticamente molto improbabile: nella vita capita allo 0,2% delle persone, ovvero a due su mille. Sobbalza, retrocede, rif un passo avanti stando pi a destra. E nel buio la ripesta con laltro piede. Evento, questo, quasi impossibile, con una probabilit che avvenga intorno allo 0,0002%, ovvero una persona su cinquecentomila. Come dire che una volta nella vita pu capitare a centoventi italiani sui quasi sessanta milioni che siamo. E Roberto P tra i centoventi.

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Nel buio stellato verso lAmiata una stella cadente fuori stagione solca il cielo in direzione del mare. Merda e stereotipi della poesia della notte creano la giusta atmosfera. Vaffanculo tutto dice allora tra s, sorridente, Roberto P mentre lasino riprende a ragliare. Come, ma lui non lo sa, Zorba il greco. Roberto, non lasino, pezzi dimbecilli!

Henri Rousseau Ritratto di Joseph Brummer (1909)

per un Roberto P che termina di collaudare carte igieniche in quel di Porcari un altro Roberto P inizia a collaudarle in Uzbekistan...

metamorfosi da BALTHUS

Epilogo
Licenziato dalla Soft Clean che si trasferisce in Uzbekistan lasciando tutti a casa, Roberto P vive la terza fase escrementizia della sua vita. Dopo dodici anni come dirigente in unazienda di trattamento rifiuti speciali e svuotamento pozzi neri (prima fase) e dopo i quasi due anni alla Soft Clean (seconda fase), eccolo accudire vacche, cavalli e maiali e spandere merda in unazienda agricola nel grossetano (terza fase) dove subentrato a un bracciante agricolo nativo del Ghana passato a miglior lavoro dopo avere vinto un concorso al comune di Grosseto. Mollato dalla moglie che gli ha preferito un bancario, un ragioniere d.o.c. durante le ore di lavoro e ancora pi ragioniere in famiglia (i figli ridotti poveracci a pendolari nel fare la spola tra i nonni e listituto di ragioneria che diventata la nuova famiglia), Roberto P ha finalmente trovato una giusta dimensione di vita.

Gli altri epiloghi


ORLANDO FAVILLI. Rilevata una gelateria, lha chiamata Gelateria svizzera con il motto, nellinsegna, puntuale il tuo buon gelato. Punto di forza della tifoseria lucchese, pi che far gelati, conia sfott ed elabora scherzi ai danni degli avversari, in primo luogo i pisani. MISS ROSSELLA MOORE, alias Ross Arsella. Dopo avere raggirato ben bene Alessandro Bacci alleggerendogli pure il conto corrente (quello personale e quello aziendale), tornata in Inghilterra a cercare, a dispetto dell'aviaria, nuovi pollastri. CINZIA BALLINI. Mamma a tempo pieno, accudisce con gioia bimbi, marito e Billo che, lontan dal Favilli, tornato a essere un cagnotto ammodino. ILARIA PUCCINI. Con la sua laurea concreta in scienze e tecnologie chimiche per lindustria e lambiente ha superato brillantemente un concorso ed entrata come ufficiale nel Corpo Forestale dello Stato. ALESSANDRO BACCI. Mandato a quel paese da tutte le aziende a cui si era rivolto per unassunzione, ha trovato lavoro come venditore in una concessionaria di auto indiane e cinesi a Livorno.

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EPILOGHI

BARBARA FERRARO, detta Barbie, stata assunta come segretaria

factotum, tramite amici degli amici, presso la federazione provinciale di Alleanza Nazionale a Lucca. LUIGI RISALITI. Andato in fumo il progetto dog napkin, la salvietta raccoglimerde di cane umidificata per pulirgli alloccorrenza il culo, si buttato a capofitto nel riciclaggio clandestino dei polli invenduti per via dellaviaria, quelli con la data scaduta rimasti a lungo sugli scaffali dei supermercati, destinandoli allalimentazione di cani, gatti e non solo. SALVATORE FIORILLO. Puttan di Fiorillo, riuscito a piazzare un milione di smerdolini Lonard in Iraq nellambito di un progetto internazionale di ricostruzione e di sensibilizzazione alluso dei servizi igienici. GIUSEPPE RAGUSA. Due mesi dopo la chiusura dello stabilimento andato a dirigere unagenzia di pompe funebri ad Altopascio. DON REMIGIO BERTOLACCI non perde un colpo e prosegue le sue consulenze cinematografiche. Ben tre le rassegne organizzate nel giro di poco tempo: Per chi suona Mr. Chips?, personale dedicata a Sam Wood e, rivelando un certo amore per il cinema francese, Processi e diari, omaggio completo a Robert Bresson, e Dites-lui que je laime, personale dedicata a Claude Miller. MARIO ANDREONI. Mollato il sindacato, si messo in politica ed entrato, voltando gabbana, in Forza Italia. Svanita la possibilit di piazzare la figlia alla Soft Clean, ha intenzione di tarmare, con metodo, tutti gli imprenditori della zona simpatizzanti per il centro-destra. Ometto con canino. Dopo la celebrit da chilo, nove etti e ventiquattro grammi, poi da spot e da film, con la sua inconfondibile icona di ometto col canino stato candidato sindaco al comune di Lucca per la lista civica dispirazione animalista Cani in politica ottenendo per solo lo 0,03%. Tra i voti mancati quello di Roberto P, alla data delle elezioni residente gi da due anni nel comune di Civitella Paganico.

fine
EPILOGHI

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indice

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Personaggi principali Lavoro di merda La famiglia Padri, figli e lavoro dei padri Merda quotidiana Secchioni rompicoglioni Scherzi di merda Il gioco si fa pesante Nuovi profumi e colori Venditori alla carica La notte brava a Montecatini Arriva il veterinario e arriva Billo Cagnare, malanni e botte nelle palle La troiata della carta riso Simulazioni di merda Una stagiaire per Roberto P Ancora venditori Insuccessi di merda Arriva miss Rossella Moore Miss Rossella Moore, alias Ross Arsella

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Ok il peso giusto Test eccellenti ovvero politically rect Roberto P si accultura Roberto P mette a frutto gli insegnamenti Srotola e vinci LOrlando furioso Biglietti anonimi Sponsor del calcio? Sponsor di un corsa podistica LOrlando strafurioso Un luned di casini Operazione tromBaccione Regali di Natale La lotteria Uno spot niente male Scherzi in azienda Citazioni di merda Paura al bar Bel finesettimana di merda Epilogo

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metamorfosi dal BEATO ANGELICO

Non essendo stato possibile stampare questo volume su carta.igienica le GRAFICHE AURORA di Verona lhanno stampato su carta patinata opaca. Autore ed editore non nascondono il sogno di vedere un giorno queste centoventotto pagine stampate (dopo gli opportuni adattamenti) su un rotolo di carta igienica. Stampato il 23 maggio 2007

Enrico Linaria il nom de plume di un tipo dallaria solo apparentemente distinta e raccomandabile nato in Maremma nel 1953 e da decenni trapiantato nel Nord Italia. Dopo Sillabario (1995) e Un curiosone al telefono (1996), nel 2004 firma col suo vero nome un romanzo umoristico, Corrusco, presentato al Salone del libro di T orino. Con questo nuovo romanzo intende affrontare un argomento che ci riguarda tutti.

Davvero buffo che per Roberto P, il protagonista di questo libro, finisca con lessere un lavoro quello che per tutti noi un bisogno fisiologico. Dunque in mezzo a tanti libri metaforicamente di merda questo un autentico, fuor di metafora, libro di merda. E poi, se dopo Dante e Sartre non il caso di scrivere dInferno, n di mare dopo Melville e Conrad, n di peste dopo Manzoni e Camus, con la carta igienica questi problemi non ci sono.

il libro pi divertente dellestate 2007


LAVORO DI MERDA

ambientato tra Porcari (la capitale della carta igienica), 132 Lucca, Marina di Pisa, Segromigno e le Pizzorne, con un finale in Maremma

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