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Siamo stati invitati a partecipare ad un “Week-end formativo per famiglie” svoltosi
a Loppiano (una cittadella del Movimento dei Focolari vicino Firenze) cui hanno parte-
cipato circa novantacinque coppie provenienti da tutta Italia. Si sono approfonditi i
temi della “Comunicazione e dell’Educazione”, con lezioni di docenti universitari, segui-
te da dibattiti, lavori di gruppo, analisi di casi ed esperienze, work-shop, lavori di inter-
gruppo. Il clima era veramente quello di “famiglia” sia tra di noi che con coloro che si

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alternavano sul palco nelle varie relazioni. In questo primo articolo vi riassumiamo sin-
teticamente il primo tema: “ La Comunicazione” al 349; suo padre Secondo,
profondamente cristiano, era
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Un primo intervento - BISOGNI E ATTESE DELLA FAMIGLIA- Fra tradizione e cambia-
mento- ci ha fatto ripercorrere i cambiamenti della famiglia negli ultimi cento anni, da un generale dell’esercito ro-

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quella “patriarcale” a quella “contemporanea” . La famiglia patriarcale “istituzione ricca mano di stanza in Asia Minore.
di ruoli” (impresa agricola, depositaria della tradizione della cultura tra le generazioni, Qui conobbe Antusa, una don-

sede di vita e di lavoro, centro della vita sociale). La famiglia contemporanea “libera na giovane, bella, intelligente,
scelta tra individui” non più sostenuta e condizionata da quei ruoli, con unico “punto anch’ essa cristiana. Si sposa-
fermo” “il rapporto tra i due coniugi”. Un secondo intervento –LA COMUNICAZIONE
La liturgia del mese di settembre offre al
popolo cristiano nume- rono e misero al
NELLA COPPIA E IN FAMI GLIA- ci ha introdotto nei vari scenari che è la comunica-
rosi esempi di santità mondo il loro unico
zione in famiglia:
il passaggio dal matrimonio tradizionale (nel passato spesso frutto di una negoziazione straordinaria e, nello figlio; una gioia che
combinata) al matrimonio fondato sull’amore ha provocato un aumento delle recipro- scegliere, mi sono tro- venne però ben pre-
che aspettative da parte di entrambi i coniugi. Paradossalmente, però, invece di pun- vata di fronte ad una sto oscurata dall’ im-
tare sulla centralità della relazione si cerca l’auto-realizzazione personale. decisione piuttosto diffi- provvisa morte di Se-
Cosa fare ? La famiglia ha in sè le risorse per superare questi condizionamenti: cile. Quello che vorrei, condo. Giovanni, che
far rivivere il patto coniugale come Sacramento, gratificare, confermare, esprimere infatti, non è semplice- all’ età di 18 anni a-
affetto, saper ascoltare, rinegoziare come dono i ruoli e le funzioni in famiglia, riorga- veva già concluso
mente fornire i dati bio-
nizzare le relazioni interne ed esterne. brillantemente gli stu-
Ecco i capitoli di un itinerario affascinante che ci ha svelato come “l’amore che unisce”
grafici di un santo, ma
far sì che dalla vita di di classici, dimostrò
è frutto di fatica, volontà, fiducia, reciprocità.
questi uomini innamora- fin da giovane una
Ultimo intervento –ESSERE FAMIGLIA IN UNA SOCIETA’ COMPLESSA- Dalla domanda:
La famiglia è capitale sociale non solo per se stessa ma anche per la società? un’analisi ti di Dio possa venir naturale propensione
“laica” ha delineato il quadro della famiglia italiana oggi sotto l’aspetto sociale con i fuori una riflessione che per la vita religiosa.
cambiamenti in atto, scoprendo come la famiglia permetta alla nostra Ma, con disappunto
era e resta il fondamento della società. La famiglia comunità di crescere della madre, invece
stabile (famiglia pro-sociale) è il capitale sociale nella grazia e nell’ amo- che prepararsi al bat-
più importante per la società perché è da essa re vicendevole. Allora, tesimo, si concesse
che si genera la coesione del tessuto sociale nella “alle sollecitudini del
dopo aver meditato a
sfera del lavoro, della partecipazione civica, mondo e alle chimere
dell’impegno pro-sociale ed etico -religioso.
lungo, la mia scelta è caduta su Giovanni,
vescovo di Costantinopoli, uomo forse sco- della giovinezza”. Non proget-
Cosa è stato per noi questo primo Family Point?
nosciuto ai più, le cui omelie sono però cele- tava niente di male: sentiva
Ci ha fatto comprendere maggiormente la fami-
glia nel suo interno e nel suo ruolo sociale specifi- berrime in tutto il mondo cattolico e che la semplicemente il bisogno di
co, dandoci gli strumenti per crescere personal- Chiesa celebra il 13 di questo mese. Egli provare a se stesso e agli altri
mente e soprattutto “metterci in gioco” nella co- nacque ad Antiochia, probabilmente intorno la propria forza oratoria, e as-
munità in cui viviamo. saggiare un po’ di libertà gio-
vanile. Nessuna devianza dalla diventò zelante collaboratore nel governo
dimost r ar gli quest ’amor e amiamo i nost r i f r at elli e sor elle, pr ont i a giocar e t ut t o
legalità. Al compimento del della chiesa antiochena. Giovanni, uomo di
per lor o. Anche se non ci può sembr ar e, abbiamo t ant e r icchezze da met t er e in
ventesimo anno di età chiese grande cultura, eccelleva nell’ arte oratoria e
comune: abbiamo af f et t o nel cuor e da dar e, cor dialit à da est er nar e, gioia da co-
alla comunità antiochena di fece di questo talento un dono per tutti; pa-
municar e; abbiamo t empo da met t er e a disposizione, pr eghier e, r icchezze int e-
poter diventare figlio di Dio, e store e moralista, preferì all’ esposizione ra-
r ior i da met t er e in comune; abbiamo a volt e cose, libr i, vest it i, aut omezzi, soldi...
gli venne amministrato il bat- gionata del messaggio cristiano, l’ ardente
tesimo. Poi, sostenuto dall’ desiderio di trasformare il comportamento Doniamo senza t r oppi r agionament i: "Ma quest a cosa mi può ser vir e in t ale o t al
affetto e dalle preghiere della pratico dei suoi uditori. I sermoni di Giovanni alt r a occasione...". Tut t o può esser e ut ile, ma int ant o, assecondando quest i sugge-
madre, condusse per un certo duravano oltre un paio d' ore, ma il dotto pa- r iment i, si inf ilt r ano nel nost r o cuor e t ant i at t accament i e si cr eano sempr e nuo-
periodo di tempo vita monasti- triarca sapeva usare con consumata perizia ve esigenze. No, cer chiamo di aver e solt ant o quello che occor r e. Facciamo at t en-
ca in casa propria. Alla morte tutti i registri della retorica, non certo per zione a non per der e Gesù per una somma accant onat a, per qualche cosa di cui pos-
della donna, si recò nel deser- vellicare l'udito dei suoi ascoltatori, ma per siamo f ar e a meno. Per un "t ut t o" che si per de c’è un "t ut t o" che si t r ova, inest i-
to dove trascorse sei anni di ammaestrare, correggere, ammonire. Il fede- mabilment e più pr ezioso. Chi ne guadagner à, cr ediamolo, sar emo pr opr io noi, per -
intenso dialogo col Padre, tra le servizio svolto da Giovanni assunse un ché al post o del poco o molt o che abbiamo donat o, avr emo in cambio la pienezza
digiuni e privazioni, che mina- ruolo importantissimo nello sviluppo della della gioia e della comunione con Dio. Divent er emo discepoli ver i. Ché se un bic-
rono irrimediabilmente la sua cristianità dei primi secoli e gli valse l’ epiteto chier e d’acqua dat o avr à la sua r icompensa, quale r icompensa avr à chi dona t ut t o
salute già cagionevole. Era di “Crisostomo”, “bocca d’ oro”, probabilmen- quant o può per Dio nel f r at ello e nella sor ella? Lo conf er ma uno t r a i t ant i episodi
forse questo quello che il Si- te ad opera del popolo bizantino. Nel 398 egli che mi vengono comunicat i cont inuament e da quant i vivono con noi la "Par ola di
gnore voleva da lui? Continua- successe al patriarca Nettario sulla prestigio- vit a". Un padr e di f amiglia di Car acas r imane senza lavor o. Dopo due set t imane si
mente alla ricerca della propria sa cattedra di Costantinopoli; e nella capitale ammala gr avement e. I n quegli st essi gior ni subisce il f ur t o della macchina. Per lui
vocazione, Giovanni comprese dell'impero d' Oriente esplicò subito un' attività e per la sua f amiglia è un moment o molt o dif f icile. Pr est o si r endono cont o che
che la vita solitaria non era il pastorale e organizzativa che suscitò ammi- dovr anno lasciar e l’appar t ament o per ché non possono più pagar e l’af f it t o. Nel
mezzo per poter raggiungere il razione e perplessità: il patriarca Giovanni f r at t empo un lor o amico pover o avver t e int er ior ment e la spint a a r isponder e in
Regno dei Cieli. Chiamato in non era né un politico che vive di compro-
modo più t ot alit ar io all’amor e di Dio e a viver e la Par ola sull’esempio dei pr imi cr i-
città e ordinato diacono, dedi- messi e di diplomazia, né un uomo di mondo
st iani che met t evano in comune
cò cinque anni di studio alla che si nutre di feste, di lusso e di vita como-
t ut t o. La ser a st essa, conf idan-
preparazione del ministero da. Attuò subito un programma di riforme,
do quest o suo desider io alla mo-
della predicazione. Ricevette l’ cominciando dal proprio palazzo: disse un
glie, decide insieme a lei di ce-
ordinazione sacerdotale dalle addio senza rimpianti ai ricevimenti sfarzosi
mani del vescovo Fabiano e ne per i signori della corte e delle loro dame di der e par t e della lor o casa a
compagnia, ridus- quella f amiglia. La lor o pover t à
se i propri beni e non pot eva esser e un mot ivo per
riuscì anche ad lasciar li sulla st r ada. La casa
eliminare le spese per ò non è ancor a ult imat a… I l
inutili della diocesi. gior no dopo ar r iva, inaspet t at o,
Risult at o? Più un aiut o economico per por t ar e a
mezzi per assiste- t er mine quello che mancava alla
re maggiormente i cost r uzione della casa.
poveri, erigere Chiar a Lubich
nuove chiese, pro-
gettare ospedali
efficienti, nei quali
pellegrinaggio che ci ha vist i ai piedi della Sant a Casa, sim bolo di t ut t e le pose non solo il personale del santo a Costantinopoli, dove giunsero la
case e fam iglie del m ondo. La pr esident e nazionale ha det t o: ” …per pr im a medico, ma anche cuochi e notte del 27 gennaio 438, tra una folla o-
cosa v or rem o che fosse una profonda esperienza di Dio. Sappiam o che a cappellani. Con i suoi sermo- sannante. Leggendo attentamente e medi-
Loret o il Signore ci parlerà, andiam o per ascolt arlo nel suo m ist erioso m et - ni di fuoco fustigava vizi e tando la biografia di Giovanni Crisostomo,
t ersi in com unione con noi. A Lor et o andiam o per chiedere a Maria, il dono tiepidezze, richiamando se- cercavo tra le righe lo spunto per una
della novit à. Maria, colei che genera vit a nuova, segno della novit à per ec- veramente i monaci indolenti qualche riflessione; mi colpirono allora que-
cellenza.” Anche noi dell’Azione Cat t olica di Silvi vogliam o ripart ire da Lo- e gli ecclesiastici troppo sen- ste parole: egli “capì che ci poteva essere
ret o port ando nel cuor e la gioia e il gust o della novit à, che quest o pellegri- sibili al richiamo della ric- una via alla santificazione personale insieme
naggio rigeneri la nost r a associazione e la com unit à e ci r enda fort i e saldi
c h e z z a . agli altri e per gli altri, cioè nell’azione, non
nella fede.
Predicat ore insuperabile, solo nella pre-
Giovanni mancava ghiera e nella
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però di diplomazia contemplazione
per cautelarsi con-
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solitaria in una
tro gli intrighi della caverna”. Insie-
corte bizantina. De- me agli altri e
I mpr essiona una r ichiest a così esigent e e r adicale. Non è r iser vat a a una cat ego-
posto illegalmente per gli altri:
r ia par t icolar e di per sone come i missionar i, i r eligiosi, che devono esser e liber i
da un gruppo di ve- questa è la
per andar e ovunque ad annunciar e il Vangelo. Non è neppur e per moment i eccezio-
scovi capeggiati da Chiesa e questo
nali, come pot r ebbe esser e il t empo di per secuzione, quando viene chiest o al di-
quello di Alessan- lo spirito che
scepolo non solt ant o di lasciar e i beni, ma di donar e la vit a st essa per r imaner e
dria, Teofilo, ed esi- deve animare
f edele a Dio. Q uest e par ole Gesù le r ivolge a t ut t i. Dunque t ut t i possiamo r ispon- liato con la complici- la nostra comu-
der e. Si t r at t a di una delle condizioni per seguir e Gesù, condizione su cui Luca tà dell' imperatrice nità. Se nei ge-
insist e nel Vangelo: "Vendet e ciò che avet e e dat elo in elemosina... Per ché dove è Eudossia, venne sti di ogni gior-
il vost r o t esor o, là sar à anche il vost r o cuor e"; "Nessun ser vo può ser vir e a due t em p est i v am ent e no, se nella
padr oni... Non pot et e ser vir e a Dio e a mammona"; "Q uant ’è dif f icile, per color o ricondotto in patria “caverna” della nostra quotidianità, abbiamo
che possiedono r icchezze ent r ar e nel r egno di Dio". Per ché Gesù insist e t ant o sul dall'imperatore Arcadio, in incontrato il Signore, non possiamo restare
dist acco dai beni, f ino a f ar ne una condizione indispensabile per pot er lo seguir e? seguito ad alcune disgrazie soli; se davvero l’ incontro con Cristo ha
Per ché la pr ima r icchezza della nost r a esist enza, il t esor o ver o è Lui! Ecco allor a avvenute a palazzo. Ma due trasformato le nostre esistenze, allora dob-
l’invit o a met t er e da par t e t ut t i quegli idoli - gli "aver i" - che possono pr ender e in mesi dopo egli era di nuovo biamo far partecipi anche gli altri, innanzi-
noi il post o di Dio. Egli ci vuole liber i, con l’anima sgombr at a da ogni at t accament o in esilio, dapprima sulla fron- tutto coloro che amiamo, della gioia che ci
e da ogni pr eoccupazione, così da pot er lo amar e ver ament e con t ut t o il cuor e, la tiera dell' Armenia, poi più ha cambiati. Giovanni aveva compreso che
ment e e le f or ze. I beni sono necessar i per viver e, ma vanno usat i col massimo lontano, sulle rive del Mar la migliore contemplazione consisteva nel
dist acco. Tut t o dobbiamo esser e pr ont i a spost ar e, qualor a pr endesse il pr imo Nero. Giovanni di Antiochia, tenere lo sguardo fisso sui fratelli, e che la
post o nel nost r o cuor e. Non c’è spazio, in chi segue Gesù, per la cupidigia, per il patriarca di Costantinopoli, preghiera più efficace era quella fatta da
compiaciment o delle r icchezze, per la r icer ca smodat a delle comodit à e delle si- sfinito per le fatiche del lun- cuori unanimi e concordi che, insieme, loda-
cur ezze. Lui ci chiede di r inunciar e agli aver i anche per ché vuole che ci apr iamo go e massacrante viaggio, vano, invocavano e ringraziavano Dio. Sull’
agli alt r i, che accogliamo e amiamo il pr ossimo come noi st essi: è a suo vant aggio andò incontro al suo Signore esempio di quest’ uomo, che aveva tentato
la r inuncia ai pr opr i beni. Non c’è post o, nel discepolo di Gesù, per l’avar izia e la
il 14 settembre mentre cor- di amare Gesù nella solitudine, dovremmo
reva l’anno 407. Dal sepolcro imparare a cercare nel prossimo non solo
chiusur a ver so il pover o. Come viver e allor a quest a "Par ola di vit a"?
di Comana, il figlio di Arca- ciò che ci turba o ciò che ci è di scandalo,
I l modo più semplice di "r inunciar e" è "dar e". Dar e a Dio amandolo, of f r endogli la
dio, Teodosio il Giovane, fe- ma la dolcezza di chi è dono di Dio; do-
nost r a vit a per ché ne usi come vuole, pr ont i a f ar e sempr e la sua volont à. E per
ce trasferire i resti mortali
vremmo imparare a non po-
ter far più a meno dell’ al-
nostra individuali-
tà, con l’ aiuto del- 81$5&2%$/(12', $,3,(',',
tro, perché ognuno di noi
possa contribuire alla santi-
la grazia di Dio,
divent eremo $1,0( 0$5,$&21
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3(//(*5,1,
ficazione dei fratelli; do- “miracoli” l’ uno
vremmo imparare a non per l’ altro e nella ´8QDUFREDOHQRGLDQL
PHµ TXHVWD IUDVH
portare rancore perché le comunione frater-
WUDWWDGDXQEHOFDQWR
I l 26 agost o 2004 ha
SXz U L D V V X P H U H
giovani generazioni possano na, saremo ancora fat t o sost a nella no-
trovare in noi cristiani au- l’ essenza pura del O·HVSHULHQ]D GHO FDP st ra parr occhia la st a-
tentici, degni di essere imi- cristianesimo, co- SR HVWLYR GHO JUXSSR t ua della Madonna di
tati. Anche se molti di noi me lo erano le pri- VFRXW6LOYL,VYROWRVLD*HQJDGDO,DOO·DJRVWR Loret o, che per inizia-
sono portati a negarlo, a me comunità: assi-  /·DUFREDOHQR q VWDWR LO VLPEROR GL TXHVWD DY t iva dell’Azione Cat t o-
causa forse dell’ egoismo e due “nell’ ascoltare YHQWXUD H FL KD ULFRUGDWR FRVWDQWHPHQWH lica I t aliana, ha visit a-
O·DOOHDQ]D WUD QRL H ',2 1HOO· DUFREDOHQR VRQR GL t o t ut t e le diocesi e in
della freddezza dei nostri l’ insegnamento
YHUVLLFRORULFKHXQLWLGDQQRYLWDDGXQRVSHWWDFR part icolare le par roc-
OR IDQWDVWLFR  LO FRQIURQWR VRUJH VSRQWDQHR FRQ L
tempi, abbiamo un dispera- degli apostoli e chie dov e c’erano
to bisogno di qualcuno che nell’ unione frater- GLYHUVL VHQWLPHQWL DVSHWWDWLYH VSHUDQ]H HG RSL gruppi di ACI . E’ st at o
ci stia accanto, che ci guidi, na, nella frazione QLRQL FKH KDQQR DFFRPSDJQDWR WXWWL QRL LQ TXHVWL un m om ent o m olt o
che ci consoli, che condivida del pane e nelle preghiere. Tutti coloro che era- JLRUQLPDFKHKDQQRUHVRSRVVLELOHXQ·HVSHULHQ]D bello, non solo per noi
con noi le fatiche e le spe- no diventati credenti stavano insieme e teneva- LQGLPHQWLFDELOH6RWWRLOJUDQGHDUFREDOHQRVLVRQR dell’Azione Cat t olica,
ranze; abbiamo bisogno, no ogni cosa in comune; ogni giorno tutti insie- VXVVHJXLWH OH WDQWH DWWLYLWj  FKH L UDJD]]L KDQQR m a per t ut t e le perso-
per progredire nel cammino me frequentavano il tempio e spezzavano il pa- DFFROWR DOFXQH YROWH FRQ HQWXVLDVPR DOWUH YROWH ne che con noi si sono
FRQ IDWLFD  SHUFKp TXDOFXQR DYUHEEH SUREDELO unit e in preghiera. E’
della fede ed essere santi, ne a casa prendendo i pasti con letizia e sem-
PHQWH SUHIHULWR VWDUH DOWURYH 8Q· HVSHULHQ]D YD st at a un’ occasione
di quegli amici ai quali, co- plicità di cuore, lodando Dio e godendo la stima ULRSLQWD  q VWDWD TXHOOD GHO FDPSR GRYH QHDQFKH per pr eparar ci all’ in-
me dice il Maestro, dobbia- di tutto il popolo”. Chiediamo allora al Signore ODSLRJJLDqULXVFLWDDIHUPDUHODYRJOLDGLGLYHUWLU cont r o con il Sant o
mo dare la vita. Così, come la grazia di riconoscere nel volto di ogni uomo VL H GL FRVWUXLUH LQVLHPH &RVu WUD XQD YHJOLD DOOH Padre a Loret o, un
le gioie apparentemente più che incontriamo sulla nostra strada la dolcezza VWHOOH H XQD JDUD GL FXFLQD DEELDPR FHUFDWR GL UL
insignificanti diventeranno della Sua presenza che, contro ogni logica u- WURYDUHLOFHUYHOORLOFXRUHHLOFRUDJJLRFKHLSHU
qualcosa di meraviglioso se mana, ci fa portatori di un amore universale e VRQDJJL GHOOD IDYROD ´,O PDJR GL 2]µ DYHYDQR SHU
VR H IRUVH QRQ VROR ORUR q VWDWD LQIDWWL SHU QRL
condivise con chi ci è vicino, fratelli dell’ intera umanità.
XQ·RFFDVLRQH SHU ULIOHWWHUH FRQ L UDJD]]L H DQFKH
IUD GL QRL FDSL VXOOH WUH YLUW WHRORJDOLIHGH VSH
anche i dolori più grandi
5,&20,1&,$02
saranno sopportabili se non UDQ]D FDULWj &L VLDPR ODVFLDWL FRQ OD FRQYLQ]LRQH
saremo soli a portare la cro- ,/&$7(&+,602 FKHODIRQWHHODPRWLYD]LRQHSHUFXLIDUHRDFFHW
ce. Non mancheranno certo Domenica 19 set t embr e r iapr iamo le iscr izioni WDUHTXDOFRVDqODIHGHODIRU]DSHUIDUORHDQGDUH
le difficoltà perché la nostra per l’ anno cat echist ico 2004/ 05, ogni domenica DYDQWLQRQRVWDQWHOHGLIILFROWjqODVSHUDQ]DLOIDU
umanità, quella che a volte ORLOPRGRGLIDUORqODFDULWjVXTXHVWDEDVHYRU
UHPPR LQL]LDUH LO QXRYR DQQR DVVRFLDWLYR SURSR
dopo la sant a Messa delle 10.30 i genit or i pot r an-
ostacola il dialogo e genera no incont r ar e noi cat echist i per compila- QHQGRFL GL FHUFDUH QHO SURIRQGR GHOOD QRVWUD HVL
le piccole e momentanee r e le schede d’ iscr izione e scambiar e VWHQ]DOHFRVHSL SUH]LRVH HLPSRUWDQWLHGLSHU
incomprensioni, ci sarà sem- opinioni. Ricor diamo che il cat echismo è VHJXLUOH FRQ IRU]D FRPH ID XQ EXRQ SHVFDWRUH GL
pre compagna in questa vi- f ondament ale per cr escer e nella f ede e SHUOH &L DXJXULDPR SHU OD QXRYD VWUDGD FKH DQ
ta; ma, se riuscissimo a
si f a in collabor azione con le f amiglie a GUHPRDSHUFRUUHUHLQVLHPHGLIRUPDUHXQDUFRED
mettere da parte noi stessi OHQR GL DQLPH FKH SXU DYHQGR OH VXH VIXPDWXUH
ULHVFHDJHQHUDUHLOEHOORHO·DUPRQLD
par t ir e dai 6 anni , vi aspet t iamo!!!
e far dono al prossimo della