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APOPTOSI O MORTE

CELLULARE PROGRAMMATA
NECROSI E APOPTOSI
MORTE CELLULARE:
fenomeno complesso,
caratterizzato da una
sequenza di eventi biochimici
e morfologici.

•Processo che si sviluppa nel


normale ciclo vitale dei tessuti
•Reazioni difensive
•Danno tissutale conseguente
all’azione di fattori lesivi esogeni
ed endogeni
NECROSI E APOPTOSI
La morte
cellulare è un
processo
irreversibile
che evolve
secondo due
modalità ben
definite:
la necrosi e
l’apoptosi.
NECROSI
Morte non programmata di
cellule e tessuti viventi. E’
causata da cancro,
infiammazioni, ferite, infarto,
ecc.
•Le cellule si rigonfiano
•Lesione della membrana cellulare e
degli organuli
•Lisicellulare e rilascio del
materiale cellulare nell’ambiente
circostante (risposta infiammatoria)
•Fenomeni di infiammazione e
autoimmunita’
NECROSI

Nel nucleo dopo


l’addensamento della
cromatina che forma
aggregati a tessitura fine
ai margini:
Picnosi: diminuizione del
volume
Cariolisi: dissolvimento
Scomparsa del nucleo
NECROSI: RUOLO DEL Ca2+
APOPTOSI
Fino agli anni ’70 si riteneva
che la morte cellulare fosse
la conseguenza solo di eventi
traumatici o della morte
dell’intero organismo. Fu da
studi sullo sviluppo e la
metamorfosi degli
invertebrati che risultò
sempre più evidente che
esisteva anche una morte
cellulare di tipo fisiologico,
che come tale poteva non
causare infiammazione e
dolore ed avere delle
finalità proprie.
APOPTOSI
L’ apoptosi è una modalità di morte cellulare attiva,
tipica delle cellule di organismi pluricellulari. Al contrario
della necrosi, che è una forma di morte cellulare
risultante da un acuto stress o trauma cellulare,
l’apoptosi scaturisce dall’attuazione di un programma
preordinato, richiede consumo di energia (ATP) e
generalmente porta ad un vantaggio durante il ciclo
vitale dell’organismo (è infatti chiamata da alcuni morte
altruista o morte pulita).
APOPTOSI

• Le modalità della morte


(fagocitosi) sono
finalizzate a evitare
l’instaurarsi di fenomeni
di INFIAMMAZIONE e
di AUTOIMMUNITÀ
• Il fatto che non dia
luogo a fenomeni di
infiammazione fa sì che
la morte cellulare non
sia avvertita
dall’organismo (morte
indolore)
RUOLO DELL’APOPTOSI
L’apoptosi è la principale forma fisiologica di morte
cellulare.

L'omeostasi tra la produzione di nuove cellule e l'


eliminazione delle cellule "vecchie" è uno degli obiettivi
principali di ogni organismo pluricellulare. L’apoptosi si
verifica tutti i giorni in tutti i tipi di tessuti: 50-70
milioni cellule/giorno.
RUOLO DELL’APOPTOSI

Turnover tissutale: in un organismo adulto, il


numero delle cellule contenute in un organo deve rimanere
costante entro un certo margine. Le cellule del sangue e
degli epiteli di rivestimento, ad esempio, sono
costantemente rinnovate a partire dai loro progenitori
staminali; ma la proliferazione è compensata da una
costante morte cellulare.

L’omeostasi è mantenuta quando la consistenza delle


mitosi (proliferazione cellulare) in un tessuto è bilanciata
dalla morte di un numero equivalente di cellule.
RUOLO DELL’APOPTOSI
Se questo equilibrio è disturbato si hanno due scenari:
•Se le cellule si dividono più velocemente di quanto
muoiano, si sviluppa un tumore.

•Se le cellule muoiono più velocemente di quanto si


dividano, si hanno disordini da perdita di cellule (morbo di
Parkinson, morbo di Alzheimer).
RUOLO DELL’APOPTOSI
Ontogenesi: sviluppo embrionale e metamorfosi degli
organismi pluricellulari

Durante il suo sviluppo,


l’embrione umano presenta
gli abbozzi di mani e piedi
“palmati”: affinché le dita
si differenzino, è
necessario che le cellule
che costituiscono le
membrane interdigitali
muoiano.
RUOLO DELL’APOPTOSI
Ontogenesi: sviluppo embrionale e metamorfosi degli
organismi pluricellulari

Il riassorbimento della
coda del girino durante la
metamorfosi in rana
avviene per apoptosi
RUOLO DELL’APOPTOSI
Processi immunitari: nel sistema immunitario, sia
l’eliminazione selettiva delle cellule timiche (linfociti T)
autoreattive, sia lo spegnimento dei cloni al termine di
una risposta immunitaria si avvalgono dell’apoptosi.
Inoltre, le cellule citotossiche del sistema immunitario
possono indurre le cellule bersaglio al suicidio cellulare.

Difetti nel macchinario apoptotico sono associati


all’insorgenza di malattie auto-immuni.
RUOLO DELL’APOPTOSI

Eliminazione delle cellule con danno al DNA: il


danno al genoma può fa sì che una cellula 

•alteri il proprio sviluppo embrionale


•diventi cancerosa
Le cellule rispondono al danno al DNA aumentando al
produzione di p53, un potente induttore dell’apoptosi 
eliminazione delle cellule difettate.
Mutazioni nel gene che codifica per p53 sono state
riscontrate in cellule tumorali ....
SEGNI MORFOLOGICI DELL’APOPTOSI
Una cellula apoptotica presenta caratteristiche
morfologiche osservabili al microscopio:

•Coartazione (shrinking)
•Protrusioni del plasmalemma simili a bolle d’aria (blebs)
•Degradazione della cromatina (DNA e proteina)
nucleare

•Lisi mitocondriale con rilascio di citocromo C


•Frammentazione in piccole vescicole rivestite da
membrana (corpi apoptotici)

•Esposizione della fosfatidilserina sul foglietto


membranale extracellulare
SEGNI MORFOLOGICI DELL’APOPTOSI
•La fosfatidilserina (segnale “eat me”) è legata da
recettori su cellule fagocitiche che circondano i corpi
apoptotici

•Oltre all’esposizione della fosfatidilserina si hanno


ulteriori alterazioni delle molecole di superficie, con
variazioni che coinvolgono anche gli oligosaccaridi del
glicocalice (lectine).
CELLULE APOPTOTICHE AL MICROSCOPIO

Figure 21.17
2 µm
PERCHE’ UNA CELLULA DECIDE DI
SUICIDARSI?
Adesione alla
superficie sulla
quale cresce
(perdita del legame
- APOPTOSI - Fattori di crescita
tra molecole di
adesione)
+ + +
Danno al DNA
Accumulo di proteine Legame sulla superficie
(agenti ossidanti,
con struttura terziaria cellulare dei cosiddetti
raggi ultravioletti,
non corretta segnali di morte
farmaci chemioterapici)

•TNFα (si lega ai recettori TNF)


•Linfotossina (TNFβ; si lega ai recettori TNF)
•Ligando Fas (FasL; si lega ai recettori Fas)
MECCANISMI DELL’APOPTOSI

Induttori specifici dell’apoptosi innescano uno specifico


programma di autodistruzione eseguito dai prodotti di
geni specifici e con dispendio di energia.

L’apoptosi comprende tre fasi principali:

3) Induzione

5) Esecuzione

7) Riconoscimento e fagocitosi
MECCANISMI DELL’APOPTOSI

INDUZIONE: è regolabile e reversibile, in quanto vede


un “colloquio incrociato” (cross-talk) tra stimoli
contrastanti (segnali di sopravvivenza e segnali di
morte). I diversi stimoli ed eventi apoptogeni seguono
due (o forse più) distinte pathways (vie di
segnalazione): una attivata da "segnali di morte" che
giungono a specifici recettori di superficie, l'altra
attivata da segnali endogeni e regolata dal mitocondrio
(via recettoriale e via mitocondriale). La segnalazione
specifica dell'apoptosi non richiede in genere
attivazione genica né sintesi proteica de novo.
MECCANISMI DELL’APOPTOSI

ESECUZIONE: entrambe le pathways convergono


nell'attivazione di proteasi specifiche, dette caspasi.
Questo evento segna l’inizio della fase di esecuzione.
L'attivazione delle caspasi è determinata da un evento
proteolitico e determina a sua volta un'ulteriore
cascata di eventi proteolitici e nucleolitici preordinati,
che amplificano il segnale e portano alle tipiche
modificazioni morfologiche dell'apoptosi. La fase di
esecuzione richiede energia e, nel caso che l’ATP
disponibile non fosse sufficiente per completare il
processo di apoptosi, questa potrebbe abortire e
sfociare in necrosi (per questo motivo per “morte
cellulare programmata” si intendono tutti gli eventi
che portano all’apoptosi o alla necrosi a partire da
segnali di morte).
MECCANISMI DELL’APOPTOSI

RICONOSCIMENTO E FAGOCITOSI: la finalità


dell’apoptosi è quella di predisporre la cellula ad
essere facilmente fagocitata impedendo la fuoriuscita
di materiale potenzialmente pro-infiammatorio o
immunostimolante. Si ha quindi la successiva fase di
riconoscimento e fagocitosi. La superficie della cellula
apoptotica (o dei corpi apoptotici in cui si è
frammentata) espone segnali “eat-me” (mangiami!) che
la rendono appetibile. Inoltre la cellula emette
molecole chemiotattiche che richiamano i macrofagi
professionisti.
APOPTOSI INNESCATA DA SEGNALI
INTRACELLULARI: PATHWAY
INTRINSECO O MITOCONDRIALE

• Bcl-2/Bcl-XL:
proteine anti-
apoptotiche sulla
superficie esterna
del mitocondrio
• Bcl-2/Bcl-XL
inibiscono molecole
pro-apoptotiche
(Bax, Bak)
• Un danno cellulare
(radicali liberi)
inattiva Bcl-2/Bcl-
XL  attivazione di
Bax, Bak
APOPTOSI INNESCATA DA SEGNALI
INTRACELLULARI: PATHWAY
INTRINSECO O MITOCONDRIALE
• Apertura di
megacanali nella
membrana
mitocondriale
esterna  caduta
del potenziale di
membrana
mitocondriale e
moderato aumento
della [Ca2+]i
• Il citocromo C e
Apaf-1 passano nel
citoplasma e si
aggregano
formando gli
apoptosomi insieme
alla caspasi 9
(iniziatrice)
APOPTOSI INNESCATA DA SEGNALI
INTRACELLULARI: PATHWAY
INTRINSECO O MITOCONDRIALE

• Attivazione della
caspasi 9 
caspasi 3
(effettrice) 
cascata proteolitica
 attivazione
della endonucleasi
CAD  digestione
di proteine
citoplasmatiche e
degradazione della
cromatina,
disaggregazione
citoscheletrica 
corpi apoptotici e
fagocitosi
APOPTOSI INNESCATA DA SEGNALI
EXTRACELLULARI: PATHWAY
ESTRINSECO
•Fas ed il recettore TNF sono
proteine integrali di membrana con i
domini recettoriali esposti sulla
superficie cellulare

•Il legame dei rispettivi segnali di


morte (FasL e TNF) trasmette un
segnale al citoplasma che conduce
all’attivazione della caspasi 8

•La caspasi 8 (come la caspasi 9) inizia


una cascata di attivazione proteolitica
che termina con la fagocitosi della
cellula

•Intervento dei mitocondri ad opera di


Bid
APOPTOSI INNESCATA DA SEGNALI
EXTRACELLULARI: PATHWAY
ESTRINSECO
•Le cellule natural killer uccidono le
cellule bersaglio (cellule neoplastiche
ed infettate da virus) rilasciando
enzimi, come le perforine ed i
granzimi
•Le perforine causano la
formazione di pori nella membrana
delle cellule bersaglio, permettendo
ai granzimi di entrare nella cellula

•I granzimi sono caspasi attivate


che attivano una serie di reazioni a
cascata che sfociano in apoptosi
(omicidio cellulare)
L’APOPTOSI E CAENORABDITIS
ELEGANS

Il programma apoptotico si avvale di molecole specifiche, i cui geni sono


altamente conservati. I prototipi di tali geni furono osservati per la
prima volta nel nematode Caenorabditis elegans, la cui importanza per la
comprensione dell’embriologia può essere paragonata a quella della
Drosophila melanogaster per la genetica. Delle 1090 cellule somatiche di
questo piccolo verme, 131 muoiono per apoptosi nel corso dello sviluppo
embrionale. Geni omologhi sono stati riconosciuti in altri organismi, incluso
l’uomo.