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Sui bambini rom di Roma

, p.33, 9/2/2011 Caro direttore, torniamo a rivolgerci ad Avvenire. Siamo mamme, maestre e cittadini milanesi che conoscono bene i campi rom e molte delle famiglie che vi abitano. Oggi il nostro pensiero va ai quattro piccolini di Roma e ai tanti altri che hanno subito un destino orribile, bambini che i genitori hanno cercato di proteggere con ogni mezzo, magari una candela che scaldasse un po o tenesse lontani i topi. Conosciamo limpegno di questi genitori per garantire ai loro bambini cibo, affetto, protezione, istruzione. Molti di loro vivono nelle baracchine, altri in tenda; ad altri invece, soprattutto dopo ogni sgombero, come casa rimangono solo un cavalcavia e un telo di plastica. irresponsabilit questa? mancanza di giudizio? No, povert, una povert cos estrema che solo avendola vista si pu credere che in Italia esista. A essere irresponsabili e senza giudizio non sono le mamme e i pap rom. Ora qualcuno invocher la distruzione delle baracchine, luoghi in cui morire facile. Chiss quante ne saranno abbattute nei prossimi giorni, cos invece che morire bruciati, i bambini rom moriranno di freddo. Non si risolvono in questo modo i problemi, sgomberando e basta, senza alternative. Esistono soluzioni positive e anche a basso costo; esistono esperienze di integrazione avvenuta con successo, basterebbe volerle realizzare. Tutelare la vita innanzitutto mettere i bambini nelle condizioni di poter diventare grandi. Perch la vita dei bambini rom continua a valere cos poco e per loro ci sono sempre e solo le ruspe e nullaltro? Assunta Vincenti, mamma Flaviana Robbiati, maestra del gruppo mamme e maestre di Rubattino, Milano