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Carla Casu

Alla fine della strada

Lulu

I edizione: novembre 2010 Copyright 2010 Carla Casu Tutti i diritti riservati Foto di copertina: Carla Casu ISBN 978-1-4466-8331-6 www.lulu.com

Alla fine della strada

A mio padre

Io sono certa che nulla pi soffocher la mia rima, il silenzio lho tenuto chiuso per anni nella gola come una trappola da sacrificio, quindi venuto il momento di cantare una esequie al passato. Alda Merini

Nota biografica
Carla Casu, nata nel 1984 a Sassari, in Sardegna, studia Scienze della Comunicazione presso la Facolt di Scienze Politiche dellUniversit degli Studi di Sassari. Collabora come consulente editoriale con case editrici, come recensore con siti di informazione libraria e come reporter con testate online di giornalismo partecipativo. Ha scritto poesie raccolte nelle antologie Nostalgia (Perrone LAB, 2008), Festa della Repubblica (PoeBook, 2008), L, tra le strade sottili di linfa e rugiada (Perrone LAB, 2010) e nel n97 di voceDonnainpoesia. Alla fine della strada la sua prima silloge poetica.

XI

Prefazione

Ognuno di noi arrivato alla fine della strada almeno una volta. Alla fine di un ciclo che pu condurci ad un bivio, di fronte ad un burrone, o al nulla. L'autrice giunge alla fine del suo percorso dopo un viaggio iniziato nel 2003 e conclusosi nel 2009, in seguito ad un cammino caratterizzato da tre differenti cicli. La seguiamo su una strada che si percorre a fatica, costantemente aggrappati al ricordo che si dapprima appreso attraverso parole e sguardi altrui e poi provandolo sulla propria pelle, nel profondo della propria anima. Un ciclo in cui la notte rappresenta la linfa vitale della poetessa che, nello scontro col mattino, scivola nel tormento, nelle bugie che si obbliga a ripetere come disco incantato nel scoprire dallaltrui voce che nel reale non si pu. Il secondo ciclo si apre come unalba. Il buio dellimpossibile viene squarciato dalla luce della speranza, si riesce finalmente a respirare e a provare un sentimento che pareva ignoto al nostro petto, si riesce a sentirsi vivi; tuttavia lillusione di poter crescere seguendo il battito di quel sentimento, si scontra con quel mai inciso dolorosamente prima ancora di poter assaggiare la realt, con quellimpossibilit di poter essere ci che non si pur di vivere in quegli occhi che hanno dato vita.

XII

Cos ci ritroviamo al termine del cammino, inevitabilmente ricongiunti alla strada che avevamo iniziato, ricongiunti a quellinerzia che credevamo di aver abbandonato sul ciglio dei nostri passi. Passi che si fanno pi pesanti perch obbligati a trascinare la sfera del passato, la maledizione del rimpianto di ci che poteva essere e non stato. L'autrice giunge al termine del percorso senza consapevolezza di quel che c oltre, senza una risposta, ma con domande che interrogano il passato, interrogano se stessa, interrogano lanimo sofferente per sapere se si pronti a muoversi verso unaltra strada. Il filo conduttore che accompagna il viaggio la mancanza. Una mancanza costante pur nella presenza, una mancanza cosciente che la dipartita fisica sar solo seguente a quella dellanimo. Una consapevolezza che non illuminante, quanto piuttosto una condanna allincapacit di godere della bellezza dellistante che consente, tuttavia, di riporre la spada e lo scudo e lasciarsi scivolare verso quel che si ha di fronte, sia pur col rischio desser trafitti in quel luogo dietro lo sterno che per lungo tempo si cercato di proteggere. Non una traccia di rimpianto nellanimo della poetessa: tutto stato vissuto fino in fondo, tutto stato inciso sulla pelle e nei suoi strati invisibili e perpetui, tutto valso la pena pur di sentire un brivido per la prima volta.

Laura Di Maio

14

Disegno ritratti... Disegno ritratti di abitudini antiche, disgrazie divenute prigioni, pensieri somiglianti a catene. Vivo a margine dell'esistenza nell'onirico gioco di ruolo e porto un fardello che individui, altri da me, rendono pesante. Respiro il vento dalla terrazza del mio universo di fiati sprecati e volo gi, verso il suolo di un'altra latente monotonia.

15

Ricordo... Ricordo la lontananza e linsostenibile mancanza, in attesa di quel giorno di un ritorno breve e intenso. Ricordo il suono della sera come un appuntamento. Il tramonto sullAtlantico, la marea e il vento, colonna sonora del mio interminabile lamento. Ricordo... la tua voce rassicurante, il tuo sguardo affascinante, i tuoi passi autoritari, la dolcezza dei tuoi gesti. Ricordo la malinconia accendersi sul tuo viso alla comparsa dei ricordi.

16

E vedo me, oggi, provare la medesima tristezza danimo nel ricordare.

17

Consapevole bugiarda Di rabbia grida il cielo al di l delle vetrate, gocce disperate bagnano le vie. Per il mentir sovente con scuse fatte mie e il veleno d'un serpente che sputo con coscienza. Illumina la stanza e in codice mi dice che non avr pace ma solo cicatrice.

18

Amarti Amo l'esister dolce del tuo essere nei miei pensieri, nel mio cuore, nei miei gesti. Amo il viver silenzioso dell'anima tua entro il corpo mio Amo il penetrar discreto del tuo verbo nei miei ricordi Amo perch null'altro posso far che amarti.

19

Il risveglio Tra labbra carnose e profumo di caff s'accende il mattino senza fiori n rose.

20

La partenza La sera precedente la partenza, con silenzioso camminare, un taschino cercavo ove riporre frasi scritte alla rinfusa su fogli stropicciati. Lettere damore atte a ricordare che, seppur il cor piangeva, la mente comprendeva quellandar via frequente per viver in terre lontane a sudar su sabbia e pietre, respirando polvere e miseria. Perdono le festive assenze compensate da parole che ancor rammento nelle pieghe dellinconscio che maestre e vive le conserva. Comprendo la negazione dellestremo abbraccio e per questo non perdono allio la mancata ricerca dellultimo taschino.

21

Ho Ho conservato, tra i cassetti dell'essenza, il calore immaginario degli abbracci mancati. Ho riempito il giorno di inutili azioni, trascinandomi lenta verso il domani. Ho scavato il fondo con le nude mani, vietando alle orecchie di udire i suoni. Ho annullato gli occhi cospargendoli di fumo per impedir la vista dei giorni perduti.

22

Ho anelato baci sulla fronte calda mentre leggera danzavo sulle grandi scarpe. Ho scordato di viver l'oggi intenta com'ero ad aggrapparmi incosciente al ritorno di ieri.

23

La mia poesia Pagina bianca che insolente mi sfidi, ti sporco di versi pensati o sputati di getto alla luce del buio. Ti ubriaco dinchiostro blu cobalto che sinebria di te ed eccitato sbava fuori dal rigo. Vi osservo indiscreta fondervi in uno per partorir colei che da bianca insolente diviene creatura pensante.

24

Muoio, amore Morire nellistante che tho avuto, amore. Guardarmi mentre spiro dallalto del mio essere spirito. Non piangere, amore. Mhai dato te, ho avuto tutto. Non chiedo altro al fato, ho avuto troppo. Muoio, amore. Stringimi! Trattieni il fiato, non rubarmi lultimo residuo daria, allungami lesistere. Lasciami, amore. Respira! Con un bacio mi tolgo la vita.

25

Ma tu vivila, amore. E dividi nuova aria con chi sar altro da me e tamer come io tho amato, seppur non lamerai come mhai amato.

26

Lalba Odo fischiettar fuori la finestra, cinguettano pennuti al nascer del sole, anime operaie si svegliano nel buio, si stanca un uomo al bordo della via. Le cinque son fatte. Sazia mi adagio, pregando Morfeo. Con la luce si spegne il mio giorno.

27

Valigia vuota Piccola imitatrice di gesti ordinari, accanto al mio faro cos mi ammiravo nell'abbaglio pi caro. A piegar camicie da riporre con cura nel pesante bagaglio, grondante di ebbrezza e curioso spiraglio. Ma il reale era altro, - non si pu! - dicevi. E sognavo i diciotto, la fine di tutto. L'inizio del volo senza la stretta e il crudele saluto.

28

Ma ai diciotto non eri. E vuoto il bagaglio pazienta inerme che smetta di odiarlo, per colmarlo di sogni e far mia la tua vita.

29

Eterno riposo Riposi allombra dei cipressi di legno e marmo vestito. Ascolti in un forzato silenzio lululato del vento e degli uccelli il canto. Osservi allesterno della casa quadrata il lento camminare di ospiti sgraditi. Ne odi il vociare molesto, che occulta la musica soave e turba la dolce quiete. Divieni fatuo al calar del sole e coi compagni delleterno viaggio intoni i canti di giorno imparati rimembrando afflitto i bei tempi andati.

30

Onirico mondo Quando mi vieni a trovare nell'onirico mondo ti siedi al bordo del letto e rimbocchi il corpo, narrando storie di indiani. Quando mi vieni a trovare nell'onirico mondo accarezzi in punta di dita le palpebre chiuse. Quando mi vieni a trovare nell'onirico mondo schiaffeggi di baci le guance arrossate. Quando mi vieni a trovare nell'onirico mondo un rumore mi sveglia, svanisce l'incanto e m'abbraccia il tormento.

31

Lamor che non provo... L'amor che non provo mi tiene a riparo. Su spiagge deserte brillo e t'invoco, anima candida. Sei tu la risposta all'eterno vagare negli assolati spazi di pensieri vestiti. E ci che non dici si fa assordante. Mi perdo in fatue speranze sbiadite.

32

Nelle tue mani Nelle tue mani metto i miei sogni, affinch morbide rughe ne accarezzino il soffio. Respirano librandosi, con ali di cartapesta, su aria inquinata d'avanzi d'umana festa. Sorridono alla notte che nella morsa li stringe e finge ruffiana il non esser padrona di idee recitate a memoria e liberate nell'aere da un lungo sbadiglio.

33

Nuda sentivo... Nuda sentivo l'agitarsi del tempo dentro l'ignoto. E mi vestivo del passato, inafferrabile e sfuggente. Come il Cristo che ho pregato quando il pianto del presente soffocava la libera espressione dell'impavida coscienza.

34

Apatia Vita che scorre lenta, in un tempo infinitamente chiuso, nelloscuro senso che riempie il vuoto del giorno infame.

35

5 dicembre Ti vidi varcare la soglia stremato da una magrezza triste che annienta le forze e la voglia di esistere. Ti vidi e il mio respiro s'interruppe in gola, silente e mentitore, dinanzi alla cruda realt. Ti vidi e le gambe arrestarono la corsa venendoti incontro con lentezza confusa e spaurita. Ti vidi e non capii, che non ti avrei pi rivisto.

36

Le tue parole Qual potere hanno in me le tue parole. Vocali e consonanti d'un parlar maligno che genera dolore. Angoscia si chiama, mi hanno detto, il peso del macigno che mi schiaccia il petto.

37

Vorrei in prestito... Vorrei in prestito lala dun gabbiano per danzar nel cotone delloltremondo lontano. Vorrei in prestito il genio dun poeta morto per scriver damore senza dir che tamo. Vorrei in prestito il pennello dun pittore andato per colorar dazzurro il nero e di rosso il verde prato. Vorrei in prestito il palpito duna donna amata per sentir calore e fuggir via dal tedio.

38

Vorrei in prestito il gemito di unamante grata per goder beata della vita che ho avuto in prestito.

39

La fine la meta Desolato il cammino prosegue a stento, inciampa. La fine la meta. Le gambe doloranti percorrono a fatica le scale dell'impervia esistenza. Stanche si abbandonano. Il viso non sfior mai la terra, n le ginocchia si piegarono alla tiepida tentazione di sconfitta. Ma ora che ripreso il cammino, quando la vita sembra ancora agli albori, seppur sopravvive nel cuore dei suoi anni migliori... ... la fine la meta.

40

Lui Aveva gli occhi neri e la pelle di sabbia, sapeva di caldo torrido e fatica, amava i gioielli e sfidare la vita. andato via portandosi dietro un grido di rabbia.

41

Silenziosa parli Silenziosa parli al mio petto, agitando le acque del tenue sentire, e vedi, oltre pareti di ghiaccio, il timido pulsare di un sogno riemerso, che profuma di giornate ubriache e appagato accarezza le tue calde mani.

42

Posso darti... Posso darti la mia assenza, poich il non essere tutto ci che sono. Posso darti il mio silenzio, poich il non detto tutto ci che dico. E infine posso darti le mie ore, poich in fondo sono tutto ci che possiedo.

43

Lenta agonia di una fine Piango le sere mancate e gli abbracci negati da parole non dette. Non pi profumi n mani, n sguardi. Solo attese agonizzanti di chiamate mai giunte.

44

Ti sento ancora Il ricordo m'avvolge nel silenzio facendomi parte di s. Riesco ad udire il rumore dei tuoi passi mentre mi attraversi la mente. Sento il tuo respiro rimbombare nella mia testa come un eco sottile. Il buio mi assale, ma non ho paura. Ti sento ancora e perci non posso dire dessere sola.

45

Respiro lassenza Ti aspetto e respiro l'assenza che l'aria avvelena. Dilania il pensiero della tua figura imbevuta d'incanto, mentre lontana dagli occhi esegue, carezzando le corde, il melodico assolo che mi giunge col vento.

46

Senza luna n stelle Mi adagio sul respiro di colui che mi dorme accanto, sognando al ritmo cadenzato del suo dolce russare, che scandisce il fievole mutare di immagini, ricordi di gesti incompiuti e frasi rubate agli astri che muti parlano di te, rapito dall'immenso, per vegliar sul sonno di coloro che hai lasciato in una fredda notte d'inverno senza luna n stelle.

47

Passeggiata al chiaro di luna Odo le parole fissate tra la vita e la morte di un uomo cosciente del fato che nel deserto lo attende. Inspiro l'odore della pelle che mi abbraccia confusa nel vento e foglia si posa sulla goccia che nasce, da uno sguardo immerso nel niente. Mi parla attraverso un essere che cinguetta e usa le stelle per ricordarmi che il reale non aspetta.

48

Di vino e tristezza Cammino per sole abitudini, ascoltando il silenzio gocciare e osservando l'effige sbiadita di ricordi condotti dal mare, nel buio di un mesto pensiero. Vesto il passato di sorridenti sospiri, vivendo il presente con ripetuti deliri. Scrivo il futuro ispirata dall'ebbro gioire di una vita percorsa con lieve fermezza, tra attimi di vino e sorsi di tristezza.

49

Nel tuo pensiero Perdermi nel buio del tuo spirito, per ritrovarmi in un angolo del tuo pensiero. - Null'altro chiedo! Mi basta il saper, che di tanto in tanto, i reconditi spazi della tua mente arguta vengo a turbare.

50

Desiderando te Un fremito mi colse nel mirar la tua schiena e nel pensiero, venendoti incontro, dei tuoi languidi fianchi saziai la mia sete. Poi un rumore mi ricondusse al reale. Ed eri l, accanto al mio maldestro esser ci che sono, in bala di ci che desidero e non so mostrare.

51

Ho sognato i tuoi occhi dannati Ho sognato i tuoi occhi dannati cullandomi nell'oscurit del tuo sguardo di giada. Ho visto abissi che non posso domare, assaporando l'estasi dell'ineffabile piaga che a s attira il mio adesso, trascinando il possibile nella certezza del mai.

52

Inquietudine Piove cenere di morto dai cieli dell'anima mia. Lasciatemi brindare al caos che al niente anela, quando la notte bussa alla finestra del mio io inquieto e taciturno.

53

Scorrono note di corda... Scorrono note di corda su fiumi di bionda. Sfiorano di malizia il pensiero le mani posate sul corpo che ansima cosparso di fumo e danza al ritmo del tuo parlare.

54

Non ho lune tra le mani Profumi di mistero, passione e malinconie lontane. Quale forza ti ha condotto alla mia vita di sogni, ore, pensieri... astratte speranze, immagini infrante... Cosa possono darti le mie giornate stanche... un bacio, un silenzio, un'ora, un sogno... Non ho lune tra le mani, spero soltanto tu possa accontentarti di avere il mio domani.

55

Vorrei... Vorrei essere il cuscino sul quale i tuoi sogni prendono forma, la coperta che accarezza la tua pelle oscena, le pagine del libro che sfiori con le dita. Vorrei abitare le tue notti e cacciar via il pensiero che le turba, essere la folata di vento che sfiora il tuo viso la mattina, quando spalanchi la vita al nuovo giorno, lo specchio dove ammiri la tua tremenda bellezza, e guardarti attraverso i tuoi occhi.

56

Vorrei essere infine ci che non sono per poter vivere cos in ci che sei.

57

Il bacio sul collo Violento pagine bianche con spasmodica lentezza. Scrivo di te, di me, dellardore ritrovato, del bacio consumato tra il silenzio della notte e luscio di un portone. Cammino tra lignoto e il possibile in un indefinibile ritorno allesistere che pareva lontano, perduto in un sempre di nitida incertezza. Passo i giorni ricordando lirresistibile contatto delle tue labbra sul collo e la fiamma che in quellistante divamp bruciandomi lanima.

58

In quanti uomini In quanti uomini rivedr le tue labbra e in quante donne le mani. Non ero ieri ed lontano il domani per nascondere le ombre di oggi... e godo di te senza pensare alla fine di ore vissute in un lucido sogno amorale.

59

Di pace irrequieta si bagna il mio notturno vagare, senza sapere ci che aspetta l'incedere lento di un camminare pesante.

60

Per buie prigioni... Per buie prigioni si perde il mio nome che canta di incerto, nel vuoto assoluto, un malessere malcelato. Si nutre di stenti e vive di birra, ricercando il calore di furtive illusioni e sfuggendo impavido il tedio assassino.

61

Soffia su fogli Soffia su fogli macchiati di inchiostro il vento d'un avvenire che non verr... e mi lascer nel dubbio eterno su ci che era scritto e non ho saputo leggere tra quelle righe distanti di parole abbozzate. Soffia e sussurra alle pagine bianche che futuro non sar per gli amanti... e non lontano avr concretezza una fine degna di essere scritta.

62

Alla fine della strada Alla fine della strada un fantasma sorride, osservando il moto ondulato dell'andare e si compiace dell'eretta postura di un corpo segnato dal livido vissuto. Alla fine della strada un fantasma sorride, osservando silente il respirare affannoso di uno strazio che balbetta incomprensibili lamenti e giace in attesa di divenire immagine.

63

Lasciami credere che sia vero... Lasciami credere che sia vero, concedi al mio modesto sentire il privilegio di entrare. Fammi vedere l'abisso, tortura la mia anima fino all'ultima goccia di sangue. Bevila, scoprimi, prendimi... afferra lo sguardo che rubasti quando di rosso camminasti nel sentiero della mia apatia, rendendola ci che un anno dopo si nutre delle tue spalle e del tuo tutto che provoca in me gioia e agonia.

64

Di rassegnate vertigini... Di rassegnate vertigini sanguina l'ego nascosto tra presenza e saluto, in un giorno che allontana il ritornar perenne di un pensiero costante, fisso nei meandri di un'ombra che stoltamente desidera.

65

E la terra trema Ogni respiro canta di sfuocati ricordi, conoscenze divenute espressioni. Lui non pi, lei sopravvive. Io voglio, loro esistono. Muoviamo i passi con diversa andatura e la terra trema al passaggio di vite che non hanno resa.

66

Non si muore di dolore Il futuro ieri negato da aggettivi nati per il parlar muto di un pensiero che giace coperto da ferrea difesa. Quel domani, avvenire di un oggi, futuro impossibile di un passato immobile, volto a ricordare che di dolore non si muore.

67

Una macchia su un foglio gi scritto Volevo sfidare l'abisso oltre l'altura delle parole caute e avvolgenti di uno spirito ribelle, cercando nel movimento di tempeste infuocate una fuga verso l'indicibile rumore dell'esser solo. Ho amato qualcuno in una fredda illusione d'abbraccio, aprendo il cammino verso il deserto dell'anima che avvolge il mio io, straniero al mondo. Ho lasciato che afferrasse la mappa e portasse da me il suo tormento,

68

vaneggiando su un possibile sogno di appaganti momenti. Infine mi arresi alla maestria del suo verbo, bagnato di lucido controllo, e divenni una macchia su un foglio gi scritto.

69

Conosco memorie... Conosco memorie di un flebile bisbiglio, acque che riflettono, al di l del torto, un bagliore di luce soffusa, slancio di passioni consumate nel tepore di notti invernali. Un alito di speranza percuote le membra, e non pi lontano pare il probabile avvento del mancato anelito.

70

Morte mediante sguardo Il mio inverno canta monologhi di versi decadenti nel surreale concerto di poemi narranti avventure maledette. Eroine armate di corpo e pensiero, vestite di verit e fascino, che salvano la bellezza immutabile del loro divenire attraverso la morte, mediante sguardo, di ingenui e consapevoli altrui respiri.

71

Carezze indelebili... Carezze indelebili sulla pelle profumata di notte e vita... Ricordi divenuti costante presenza in ore spese nel sonno vigile di un silente lottare, tra buio e memoria, per l'ardore impetuoso di sospirati amplessi.

72

Rinascita Camminava sulla mia strada vestita di timore e voleva il mio silenzio far divenire suono. Cos cedetti all'inganno delle sue parole e spalancai l'io mostrandole il sentiero.

Indice
p. X XI 14 15 17 18 19 20 21 23 24 26 27 29 30 31 32 33 34 35 36 37 Nota biografica Prefazione di Laura Di Maio Disegno ritratti... Ricordo... Consapevole bugiarda Amarti Il risveglio La partenza Ho... La mia poesia Muoio, amore L'alba Valigia vuota Eterno riposo Onirico mondo L'amor che non provo... Nelle tue mani... Nuda sentivo... Apatia 5 dicembre Le tue parole Vorrei in prestito...

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La fine la meta Lui Silenziosa parli... Posso darti... Lenta agonia di una fine Ti sento ancora Respiro l'assenza Senza luna n stelle Passeggiata al chiaro di luna Di vino e tristezza Nel tuo pensiero Desiderando te Ho sognato i tuoi occhi dannati... Inquietudine Scorrono note di corda... Non ho lune tra le mani Vorrei... Il bacio sul collo In quanti uomini... Per buie prigioni... Soffia su fogli... Alla fine della strada... Lasciami credere che sia vero... Di rassegnate vertigini... E la terra trema

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Non si muore di dolore Una macchia su un foglio gi scritto Conosco memorie... Morte mediante sguardo Carezze indelebili... Rinascita

Pubblicato nel mese di novembre 2010 Stampato da Lulu.com carlacasu.altervista.org