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Have you come here for forgiveness?

(U2, One )

Intro

Non sono tornata da Houston per lasciarmi sommergere dalla polvere, dai ricordi, da sudaticce strette di mano. Sto cercando di spiegarlo alla direttrice della casa di riposo, quando mi sento avvolgere dall'ennesimo, tentacolare abbraccio. Ed quello di una vecchina ossuta e nodosa, che trema tutta. Mi dice che s, somiglio tanto al mio povero pap. Lui era una brava persona ed io, io ho gli stessi, identici occhi. Sar. Ma non sono tornata da Houston per sentirmelo dire. Seguono altre strette di mano ed innumerevoli frasi di circostanza, poi la porta si apre con una lentezza esasperante. Un odore di anni perduti, rappresi, mi fa venir voglia di alzare i tacchi e andarmene. la prima volta che entro nella stanza di mio padre.

Non gli ho mai fatto visita per le feste, una cartolina d'auguri pu bastare.

per

compleanni, n per tutte quelle occasioni per le quali Ma ora la vecchina ossuta (nel frattempo, ho scoperto che si chiama Sandra) mi fa strada tra le pareti umide, senza mai smettere di tremare. E mi rendo conto che quelli che dovrebbero essere i miei ricordi, in realt appartengono a lei. Vedi - mi sussurra - sono le ultime foto del tuo povero pap. Tutte scattate qui, nel giardino. E questa la sua scrivania. Poteva star qui a leggere per ore. Si dimenticava persino dellora di cena!. La cosa si fa interessante, mi accendo una sigaretta. Sandra, perch sei gentile con me? Su questa mensola invece, teneva le cose pi care: cartoline, scartoffie varie Ed io io ti ho gi vista, sai, signorina? Ad una mia occhiata interrogativa, lei risponde ridendo. E tremando. S, s, tho gi vista, sai? In una di queste foto. Tu sei la bambina con la frangetta cos lunga che non le si vedevano pi gli occhi Guarda, eccoti qui! Faccio cenno di s. Diamine, quella sono proprio io! E che capelli orrendi! Soffoco una risatina isterica, mi sembra impossibile e folle rivedere me stessa, credevo non esistessero pi mie fotografie.

Ti canceller, aveva giurato mio padre prima che ripartissi per gli Stati Uniti. Ed ero certa che lo avrebbe fatto davvero. Fino in fondo. La direttrice ha il passo pesante e il fiato corto. Mentre Sandra indica la mia foto, la sento arrivare in tutta fretta e non riesco ad impedirle di entrare come una furia. Non riesco ad impedirle di afferrare Sandra per un gomito. Non riesco ad impedirle di parlarle. Come si fa con unidiota. Sandra! Ancora qui? Andiamo... La signora Rachel avr molto da fare.... Chi? Io? Su, lasciamola sola ed andiamo a raggiungere gli altri ospiti per il pranzo. Chiss quante cose la signora dovr fare, organizzare per tempo... Vorrei fermarle, spiegare a entrambe che sono ben contenta di non trovarmi negli Stati Uniti adesso. Qui nessuno si aspetta da me un rinfresco dopo le esequie, e dunque non devo neppure chiamare Suzanne per il catering... Vorrei spiegare. E continuare a parlare. Invece mi mordo le labbra, ringrazio educatamente la signora direttrice e stringo un'ultima volta la mano di Sandra. Che scivola via.

La dentiera per le schiocca in un ultimo sussurro. A dopo, cara, a dopo. Resta ancora qui, mi raccomando... Non andar via, non andartene ... No, non lo far. Non questa volta.

Take care my love, she said Dont think that God is dead Take care my love, she said You have been loved (George Michael, You have been loved)

-1Dallelenco scelgo lagenzia funebre Last Travel. Il nome insolito e buffo mi strappa un sorriso, e la signora direttrice mi fulmina con uno sguardo. Calma, vorrei dirle, non ho piantato a nessuno il coltello nel cuore. Laddetto dellagenzia per fortuna proprio del mestiere: pratico, concreto, sbrigativo. Che tipo di legno vuole? chiede premuroso e per nulla disinteressato. Che ne dice di qualche intarsio della Nativit ai lati? Oppure ci mettiamo questa bella Madonna piangente? Guardi, tutto in vera radica e ad un prezzo specialissimo La Madonna in lacrime mi sembra eccessiva, dato che finora io non ne ho versata neanche una. Meglio un Ges con la croce in spalla. La direttrice approva ed io, sollevata, chiedo un caff. Ok, ho scelto la bara.

Ma non mi va affatto di decidere cosa indosser il defunto nella camera ardente. Non voglio neppure toccare i suoi vestiti. Sandra quindi che traffica rapidamente nel suo armadio e sceglie labito giusto. Lei sa perfettamente quale cassetto mio padre aveva destinato alle cravatte, quale alla biancheria intima Non mi va di fare domande e nemmeno mi interessa avere risposte: voglio solo che tutto finisca, e al pi presto. Ecco, Sandra ha trovato un distinto completo grigio, che va abbinato con quella bella cravatta rossa S, perfetto. Cos abbigliato, durante la veglia funebre, mio padre fa proprio un figurone. Davvero, un morto pieno di charme. Non per nulla, le vecchie signore venute a dargli un ultimo saluto sono stordite dalla sua immobile eleganza. E forse anche da tutta la colonia che ho spruzzato nellaria per coprire lodore di morte. Com bello, dicono in coro, che bella persona era. E guardate, neanche sembra che se ne sia andato. No, proprio non sembra. Invece lui per me non c pi, vorrei gridare, e certo non da ieri. Ma mi mordo le labbra e chino la testa come in un silenzioso s, ma certo, proprio cos. Poi il turno degli uomini: i compagni di bocce, di partite a carte, di passeggiate in giardino. I meno

originali si fanno il segno della croce. I pi audaci gli toccano o gli baciano la fronte. Io non li imito: mai toccato un morto. Una volta mia madre mi disse che il freddo della morte ti resta nelle vene e non va pi via. Da allora, mi tengo diligentemente alla larga da chi si addormentato per sempre e neppure oggi non faccio eccezione. Sebbene il deceduto in questione sia mio padre e non avr altra occasione di fargli una carezza. Ben presto mi rendo conto che nella piccola stanza, nessuno si aspetta da me un coinvolgimento particolare. Leggo le rughe delle vecchine vestite a lutto e non sembrano dire altro che: mah, questa qui s che strana, strana davvero, ma in fondoin fondo una straniera

What shall I do just to feel a little over zero? (Elisa, A little over zero)

-2Per, devo proprio ammetterlo, ce la sto mettendo davvero tutta. Mi sto impegnando al massimo per riuscire a scuotermi. Risvegliarmi. E durante il breve incontro col prete poco prima delle esequie - cerco di mostrare pi partecipazione che posso. Toccandosi la pelata almeno dieci volte, lui si sente in dovere di dirmi che mio padre si faceva la comunione tutti i giorni e che nella recita del rosario non lo batteva nessuno. E che questo significa senzaltro che era davvero un bravo ragazzo. Iniziamo poi unaccesa discussione sulla religiosit in Italia e negli Stati Uniti. Lui un anziano sacerdote di provincia e non riesce a capire cosa sia un Battista, n ha mai sentito nominare i Mormoni e quando gli racconto che la settimana scorsa una mia amica ha battezzato la figlia sedicenne scaraventandola in un enorme vasca, e lui sgrana gli

occhi e non pu soffocare la sorpresa beh, in quel momento proprio non posso fare a meno di ridere dentro. Vorrei continuare a parlare e continuare ancora, ma bisogna pur dare il via alla cerimonia. La Chiesa piccola e gi gremita. E come se non bastasse, la stragrande maggioranza degli anziani presenti ha lartrite e feroci calli ai piedi. Ma in fondo, non posso lamentarmi: sono tutti cos comprensivi con me. Non sono mica obbligata a farmi la Comunione, mi dicono gentilmente. E poi non devo recitare preghiere che non ricordo quasi pi. Una signora particolarmente premurosa mi d persino lezioni di segno della croce. Bravissima, mi dice, per tutto il resto guarda me. E cos, guardo lei per capire quando bisogna inginocchiarsi e quando alzarsi in piedi. Ed lei la prima persona con cui mi scambio un segno di pace. Lei scandisce il Padre Nostro con tutta la chiarezza che le consente la dentiera, permettendomi di richiamare alla mente la preghiera perduta. Guardo lei anche quando il momento di stare in silenzio, a capo chino. Guardo lei anche per capire quando sarebbe il caso di versare qualche lacrima. Anche se le mie proprio non vogliono saperne di venir fuori.

Una casa en el cielo Un jardn en el mar (Cesaria Evora, Tiempo Y Silencio)

-3Ho pianto invece quando morto il criceto che lui mi aveva regalato. Nientaltro che un batuffolo di pelo: rachitico, dentone e pure un po maleodorante. Ma da me amato ed adorato. Incondizionatamente. Vivevamo ancora in Texas allora, e neanche ci sfiorava lidea di ritornare in Italia. Vivevamo ancora in Texas e il pulmino della scuola era giallo e strombazzante, e lapparecchio per i denti mi faceva sputare lacrime di saliva. Doodley (il criceto) era a testa in gi, quel giorno. Mio padre cercava di rianimarlo, tenendogli la testa sotto un getto dacqua gelida. Non niente, honey, tutto ok; il tuo stupido Doodley ha sbattuto contro le sbarre... anzi, no rimasto incastrato nella ruota della sua gabbietta, ed svenuto, ma ora vedrai, sta tranquilla che pap te lo resuscita. Tutto ok, honey, tutto ok. S, pap. Ma la lingua di Doodley viola e rugosa, pende verso destra tra peli bianchi e neri. Lacqua scorre forte,

veloce, violenta ma lingua di Doodley resta nella stessa posizione. E le zampette rimangono penzoloni. Tutto ok, honey, tutto ok. Ora pap te lo resuscita. Solo un attimo, eh. S, pap. Io a te ci credo.

Abbiamo seppellito Doodley due ore dopo, tra la cassetta delle lettere ed il pino. Lunico angolo di prato non invaso dalle rose Thea di mia madre. Lunico angolo di giardino dove mio fratello non seppelliva i suoi bisogni e i robot cui spezzava le braccia. Quella sera morto il mio criceto adorato. Insieme alla mia idea di supereroe, da intendersi come: mio padre, lui s che forte. Lui pu. Praticamente tutto. Ed cos bello che proprio lui sia mio padre. Lui mi solleva in alto fino al soffitto. Mi dice che il costume da tacchino per la recita scolastica del giorno del Ringraziamento mi dona molto. Uccide le lucertole con me. Mi dice di non aver paura. Lui pu, mi dicevo, praticamente tutto. Ma quella sera morto il mio criceto adorato. Insieme allerrata (ma profonda) convinzione che un pap sia un Superman di provincia, sotto le spoglie di

un italo-americano che si fa la barba nel gabinetto di casa tua.

Nascer un nuovo mondo gentile e imperfetto ma immune da tutto (Moltheni, Suprema)

-4L'incenso. Io non l'ho mai potuto soffrire. Il prete ora comincia a spargerlo qua l durante il funerale, mentre la preghiera per i defunti fa da colonna sonora. Dona loro, Signore... Una vecchietta piange. La luce perpetua.. L'altra ha il capo chino. mesta e solenne. Dona loro, Signore... Forse conta le sue vene varicose. E risplenda ad essi Forse ricorda mio padre. La luce perpetua.. O pensa che presto toccher anche a lei. Signore...

Si diffonde l'odore d'incenso, dolciastro, irritante, mi copro la bocca con un fazzoletto. Non piango, no, proprio che lincenso non l'ho mai potuto soffrire. Sa di freddo, e voci stonate, e... Signore, dona loro ... Cos che dona loro, il Signore? Ah s, il riposo. Quello che mi toccava fare la domenica, dopo il pranzo domenicale. Ma no, quello non lo chiamerei un dono. Piuttosto un obbligo. Un ordine. Cosaveva tua madre? Mi ha chiesto un giorno, la mia amica. La mia per picchiarmi usava un cucchiaio di legno. Piatto e doloroso. Le ho sussurrato piano che fortuna, la mia invece usava il battipanni.

Ma ricordare il Texas come suonare il piano con le dita spezzate. Non si pu. Fa male. E le note sono stupide grida sgraziate. In cucina c' del pollo fritto, e the ghiacciato. E mia nonna che dice we're lucky, siamo fortunati. Perch abbiamo il pollo fritto, e del the ghiacciato, e l'aria condizionata. Molti, troppi, intorno a noi stanno morendo.

Perch non ce l'hanno. E fa tanto caldo, cos tanto che la sera ti addormenti stremato e non sai se ti sveglierai. Nemmeno le mucche del nonno si risvegliano, a volte. E allora le portiamo nel deserto. Ma noi continuamo a contarci e ci siamo tutti, e siamo fortunati. Io ho solo sette anni, ma lo so gi. Che il plurare di country countries, e non countrys come ha scritto mio cugino Travis sul quaderno di bella. Ma non importa, tanto lui gioca gi a rugby, e andiamo tutti a vederlo domenica, suo padre non c' ma non fa niente, nessuno lo aspetta. Perch lui se ne sta nel recinto, con i cavalli, mentre la bomba gli riesplode nella testa. cos, il Vietnam non si pu dimenticare. Io ho solo sette anni, ma lo so gi . Io ho solo sette anni e prendo i pastelli a cera, e tutte le matite colorate dalla scatola di legno. E disegno dei fiori sul gesso di mia cugina Christine, e siccome sono brava, le scrivo anche Get well soon. Guarisci presto. Christine, ride, contenta. Christine ride quando le faccio girare la sedia a rotelle come in un vortice, come se fosse su una giostra. Mia zia vorrebbe uccidermi, ma poi Christine ride, e ci lascia stare. Christine non si rialzer pi e lo sanno tutti.

Tranne me. Ma non mia, la colpa il Texas. estate. And yes I know. We're lucky. -5I don't know your thoughts these days We're strangers in an empty space (Keane, We might as well be strangers)

-Che poi, lei lo sa cosa vogliono queste nostre anziane ospiti? -No, direttrice...me lo dica lei! -Guardi, non chiedono poi molto. Vogliono solo un Natale con la neve. Ed una cerimonia in cui la bara non sia portata in auto ma in una splendida carrozza finto rococ, trainata da un cavallo bianco...La prego, le accontenti! Non sa quanto lo vorrei. Non sa quanto vorrei vederle felici, perch un sorriso rugoso scalda il cuore. E laddetto alle pompe funebri scuote la forfora dolcemente, come per incoraggiarmi. Un colpetto al catalogo ed ecco che i centimetri di ununghia da fumatore indicano una carrozza Luigi XV. Scontatissima, signora.

Fantastico. Dov che firmo? La mano della direttrice sulla spalla e un sorriso a denti stretti. Date le circostanze, proprio non si pu fare di pi. Ma va bene cos. Nel percorso dalla Chiesa al cimitero, mi sento una Gretel post-moderna che non segue sassolini ma le tracce di letame lasciate dal cavallo. Con la mano libera dai crisantemi mi turo il naso ma le parole, quelle mi arrivano lo stesso. Questa qui s che strana, strana davvero, ma in fondogli voleva bene. Sorrido. Si capisce dalla carrozza, dal cavallo! Mi scoppia dentro lespressione di orrore che gli si sarebbe stampata sulla faccia nel vedersi trascinato da un quadrupede con chiare tracce di rogna, in una carrozza di latta trafugata dal set di qualche B-movie. Quanto affetto! Che magnificenza! E sono riuscita a far passare tutto questo per devozione. Di dubbio gusto, certo. Ma pur sempre calda impacciata nostalgica devozione filiale. Che brava figlia! Eh s. Sono la figlia di mio padre. Da lui ho ereditato questi occhi. E il gusto per la finzione.

Liberi com'eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi per tirare la maniglia della porta e andare fuori

(Samuele Bersani, Giudizi Universali)

-6Toccava a mio fratello, per primo. Poi arrivava il mio turno. Mio padre mi diceva di non stare sulle punte. Di non allungarmi apposta. Allora trattenevo il fiato, e lo lasciavo fare. Ci vuole un attimo. Un attimo soltanto! E su questo, non mi ha mai mentito. Pochi secondi, e poi quel suono familiare. Come di unghie che rigano una lavagna. Pochi secondi e poi quella linea, tracciata proprio sopra la mia testa. Dall ultima volta, sei cresciuta di due centimetri! Ma ovviamente, mio fratello mi aveva battuto.

Lui era aumentato di pi ma avrei giurato di averlo visto alzarsi sui talloni. Me ne sarei accorto! Sei tu, quella che racconta bugie! Allora ho capito: non cera storia, non cera verso, nessuna possibilit di replica. Its a mans world. Ovvero, muovevo i miei sandaletti bianchi in un mondo di uomini, che si sorridevano e si davano man forte luno con laltro. Se non fosse stato per questa solidariet maschile che puzzava di maglie sudate, e partite di calcio, e birra, forse mia madre lavrebbe capito prima. Forse avrebbe spalancato