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Introduzione

Dalla lettura de La teoria della classe agiata abbiamo appreso, con nostro dispiacere, che essa non sicuramente lopera di Thorstein Veblen pi indicata per cogliere immediatamente la critica che questi rivolse alla societ capitalista, ch di Veblen avremmo voluto commentare il pungente sarcasmo piuttosto che la lezione di metodologia che, a nostro avviso, contenuta, appunto, ne La teoria della classe agiata. Tuttavia, non pu negarsi che il tempo da noi impiegato per comprendere e riflettere sullopera non sia stato inutilmente consumato, avendo noi, comunque, assunto la prospettiva evoluzionistica istituzionale dellautore per trarre lo stimolo ad alcune riflessioni con cui concluderemo questo nostro lavoro. La lettura del testo di Veblen non stata per niente facile vista la complessit e la lunghezza del discorso, ma siamo sicuri che, sostenuti da unadeguata letteratura, avremmo potuto lavorare con maggiore celerit e soddisfazione. Infine, per cercare di cogliere tutti gli elementi importanti de La teoria della classe agiata abbiamo suddiviso il nostro scritto in tre parti con cui trattiamo, nellordine, del metodo danalisi vebleniano, della sintesi dellopera, di alcune riflessioni personali cui avevamo gi accennato, nella speranza che ci possa essere sufficiente per concludere in modo pi che degno un primo ciclo di studi universitari. stato un parto lungo e difficile, ma pensiamo di aver fatto del nostro meglio.

Della metodologia
Riteniamo che La teoria della classe agiata, apparsa nel 1899 dalla penna di Thorstein Veblen, sia da considerarsi pi unopera di sociologia che deconomia, ma riteniamo altres che per il suo autore in realt non vi dovesse essere una sostanziale differenza tra queste due scienze, non perch trattassero lo stesso oggetto, ma perch era proposito di Veblen superare la distinzione tra scienze sociali onde addivenire ad una sorta di scienza sociale unificata. Secondo unidea molto diffusa al tempo in cui Veblen oper, infatti, il limite di ciascuna disciplina sociale consisteva nella mancanza di una degna comunicazione con le altre, come a voler affermare di ciascuna la propria autosufficienza. Durante la seconda met dellOttocento leconomia politica fu duramente messa alla prova da pi parti: dai primi veri economisti, che ne riscontravano la non puntuale coerenza interna, ai socialisti, che la vedevano come la scienza del capitalismo e dello sfruttamento dei lavoratori, da un po tutti gli osservatori, che notavano notevolissime incongruenze tra la teoria e la pratica. Mentre la gran parte degli studiosi, per, in un tale contesto cerc di correggere la teoria classica e perfezionarla, Veblen prefer colpirla al cuore, nella sua metodologia, dacch era proprio l che avevano origine tutti i problemi della scienza economica. Leconomia politica, che a partire da Marshall prese a chiamarsi semplicemente economia, era accusata da Veblen di non essere scientifica in quanto pre-darwiniana e teleologica, non essendo essa altro che pura teoria, vale a dire unastratta costruzione intellettuale definita a partire da talune ipotesi e collocata in una dimensione astorica. Questa visione delleconomia fu imposta dal successo del modello ricardiano il quale, mirando a darle le stesse caratteristiche di una qualsiasi scienza naturale (per esempio la fisica) volle che fossero definiti dei postulati e delle leggi universali per sempre valide nella convinzione che, anche per quanto atteneva alle dinamiche economiche, esistessero delle leggi di natura: questa concezione della scienza economica fece s che essa si sviluppasse ignorando che esistesse una realt dinamica. Nel 1859 apparve di Charles Darwin The Origin of the Species e Veblen ne fu molto colpito: da quel momento egli apprese a considerare la realt come se in costante cambiamento evolutivo e lindividuo come determinato dalle condizioni ambientali. Ecco, la scienza economica non poteva pi ignorare il fatto che luomo perfettamente razionale, il cosiddetto homo oconomicus su cui aveva fondato la sua teoria, nella realt non esistesse cos come non poteva negare che la comprensione delleconomia doveva passare necessariamente dalla comprensione di come le istituzioni si modificano nel corso del tempo. Inoltre, essa non poteva ancora per molto reggersi sulla convinzione dellesistenza di un equilibrio di lungo periodo che, considerato 2

come il fine a cui tendeva naturalmente lordine economico, era anche il risultato postulato prima che lanalisi iniziasse (questa era laccusa di teleologia), per cui lo studioso non formulava unipotesi e ne provava in seguito la validit, bens costruiva tutta una teoria per arrivare allipotesi di partenza. Insomma, la teoria ortodossa era sbagliata perch poggiata su delle idee che in realt erano delle vere e proprie dogmatiche verit di fede: lindividuo perfettamente razionale, lequilibrio di lungo periodo, legoismo produttore di benefici pubblici, lequa distribuzione del reddito nel lungo periodo, lesistenza dei mercati concorrenziali, tutte ipotesi non provabili empiricamente. Se le scienze sociali fossero unificate, doveva pensare Veblen, leconomia conoscerebbe meglio luomo tanto attraverso la psicologia, che sottolinea come lindividuo sia fortemente condizionato dai suoi istinti pi intimi, quanto con lantropologia e letnologia, che spiegano come il comportamento sia determinato dalle combinazioni ereditarie che si sviluppano a partire dai temperamenti caratterizzanti ciascun tipo umano e come maturano gli abiti mentali. Impossibile dunque conoscere le dinamiche economiche insistendo solo sulle forze economiche. Ma cosa ha spinto Veblen a fondare il pi importante filone del pensiero economico eterodosso? Oltre alla sua vasta cultura scientifica, di cui abbiamo gi accennato, non pu certo dimenticarsi che molto egli deve alla sua cultura di base germanica, data la sua origine norvegese: non potrebbe, infatti, dirci qualcosa che lottica evoluzionistica fosse gi presente, in qualche modo, nellapproccio storicistico della Scuola Storica Tedesca, con cui Veblen ha in comune la convinzione che la teoria economica non debba essere astratta, non sia valida sempre ed ovunque, e che il sistema economico sia passato attraverso vari stadi? Anche il marxismo, che muove dallhegelismo (e che quindi germanico) ha influito sul pensiero vebleniano: Veblen, anzi, pi di Karl Marx denunci con superba ironia laspetto primitivo, perch legato alla vita di rapina, del capitalismo e la sua profonda ingiustizia. Nonostante che la distinzione marxiana tra forze di produzione e rapporti di produzione richiamino alla mente la dicotomia vebleniana tra istituzioni finanziarie ed istituzioni industriali, per, non sembra che Veblen possa essere considerato un complemento di Marx come una certa letteratura faziosa vorrebbe far credere. Innanzitutto, Veblen non teorizz lavvento della societ comunista e per sfuggire al rischio di teleologia e perch secondo lui erano anche possibili o una svolta nazionalistica, se la classe dei lavoratori e degli ingegneri avessero ceduto alle ambizioni imperialistiche delle classi finanziarie, o laffermazione di una vera e propria tecnocrazia. Va anche sottolineato che in Veblen sembra mancare lidea della lotta di classe giacch, nonostante la competizione per la sopravvivenza, pi che una guerra vi un in corso un tentativo delle classi inferiori di elevarsi al rango di classe agiata assumendone, volutamente o 3

inconsciamente, i comportamenti e i modi di pensare. Infine, dalla lettura della teoria della classe agiata non traspare minimamente lidea dellalienazione. Ovviamente, queste nostre conclusioni sul rapporto tra Veblen e Marx possono essere erronee, dato che abbiamo voluto farle solo per andar contro una certa letteratura che spopola su internet e che tende a rendere proprio patrimonio esclusivo tutto ci che le di gradimento. Tuttavia, quello che ci appare pacifico la diversit degli intenti dei due pensatori. Infatti, pur dovendosi ammettere uninnegabile somiglianza dei metodi, Veblen e Marx hanno avuto scopi diversi: il secondo, preso dal profetizzare il comunismo, si interess pi che altro a fornire la dimostrazione della debolezza del capitalismo; il primo, invece, leg la sua analisi critica delleconomia e del capitalismo al problema di dare il carattere della scientificit alla teoria economica e alla dimostrazione di come elementi atavici siano ancora presenti nelle menti degli uomini e siano tali da ostacolarne il progresso.

Sintesi dellopera
1 Le societ umane sono state sempre e dovunque organizzate su una base discriminatoria tale da distinguere gli individui di uno stesso gruppo per rango e per appartenenza a determinate classi sociali: cos lantropologia ci insegna che allinterno di una societ primitiva si fanno differenze tra religiosi e guerrieri da un lato e resto della trib dallaltro; in societ pi prossime a noi queste differenze riguardano aristocratici ed ecclesiastici contro masse contadine; e, infine, nellattuale stadio evolutivo, vale a dire la societ industriale, la vita comoda prerogativa del mondo finanziario. Inevitabile, dunque, appare che allinterno di una societ vi sia sempre un ristretto numero di individui che ha avuto accordato il privilegio di non svolgere alcuna attivit lavorativa e che, nonostante ci, pratica uno stile di vita sfarzoso e per nulla faticoso con la possibilit-capacit di determinare la stessa natura delle strutture sociali. Ebbene, proprio pensando a queste categorie di persone che Veblen coni il concetto di classe agiata. Lesistenza della classe agiata fa s che le istituzioni umane siano costantemente squilibrate e fondate sulla contrapposizione tra classi produttive e classi che consumano ci che altri hanno faticosamente prodotto. Ma come possibile che uomini razionali siano arrivati a questo punto? Secondo Veblen la prima forma di discriminazione che si afferm nella storia fu di carattere sessuale, riguardando la distinzione tra uomini e donne: in un tempo assai remoto, quando lumanit era ancora ben lontana dalla conoscenza scientifica e le sue relazioni con la Natura erano guardate in termini magici, le funzioni religiose e, soprattutto, quelle venatorie erano viste come mezzi per dominare gli elementi e per questo motivo i santoni e coloro che tornavano vittoriosi da una battuta di caccia erano tenuti in somma considerazione. I cacciatori, per, lo erano pi degli altri, perch non solo avevano sfidato le violente forze della Natura dimostrando cos di avere molto coraggio e molta virt, ma perch avevano anche consentito alla trib di sfamarsi. Questi uomini erano ritenuti talmente degni di un particolare rispetto che finirono con lessere oggetto di una vera e propria venerazione in quanto persone dalle qualit eccezionali: insomma, nonostante contribuissero con la loro attivit ai bisogni del gruppo, erano considerati degli eroi e alla loro vita quotidiana era connesso un certo sacro cerimoniale. Tuttavia, non fu propriamente questa la prima distinzione di sostanza tra gli uomini, quanto quella che vedeva le mansioni pi umili e servili rimesse alle donne: questo permetter a Veblen di affermare che tutte le future attivit industriali si svilupperanno a partire dalle primitive funzioni femminili. Perch la donna era discriminata? Lo era perch incapace, assieme a taluni rappresentanti poco degni 5

del sesso forte, di affrontare la Natura e domarla, in quanto giudicata debole e fisicamente e psicologicamente. Se lorigine della classe agiata stata cos individuata, quello che adesso bisogna capire il motivo per il quale essa si perpetuata e la forma che ha di volta in volta assunto. 2 Per capire tutti i passaggi che hanno realizzato la conservazione, seppure secondo modalit diverse, della classe agiata prima necessario chiarire che dalle sue letture di antropologia Veblen apprese che non tutte le specie umani denotano le medesime caratteristiche, essendo, invece, possibile distinguere gli uomini per tipi. Per quanto attiene al mondo occidentale, i tipi umani sono tre, il dolicocefalo biondo, il brachicefalo bruno, il mediterraneo, e ciascuno di essi ha dei propri tratti caratteriali esclusivi: un uomo, dunque, non matura casualmente il proprio temperamento, ma lo acquista per trasmissione ereditaria. Se vero che parte del carattere fornito dagli ascendenti, per altrettanto vero che ogni individuo risponde diversamente ai propri istinti: dai suoi studi di psicologia il Nostro ricav che luomo risponde agli istinti di parentela, di curiosit, di bravura e di acquisizione. Veblen, insomma, mostrando come un individuo sia frutto delle combinazioni tra temperamento e istinti da un lato e tra tipi umani dallaltro, mir a spiegare in modo del tutto scientifico, ossia basandosi su delle conoscenze certe, le determinanti del pensare e dellagire, contrapponendo cos la sua realistica idea di uomo allerronea ipotesi di hom oconomicus tanto cara alla scienza economica. Una volta definito in tal modo lessere umano, semplice e comprensibile diventa capire come, sotto la spinta della maggiore forza economica, le istituzioni abbiano potuto svilupparsi e la classe agiata prosperare. Questa forza economica prende il nome di emulazione finanziaria. La parola emulazione viene spesso usata nel linguaggio corrente quale sinonimo di imitazione sulla base di una certa somiglianza, che in effetti esiste, tra i due termini. Tuttavia, il primo raccoglie il significato del secondo per poi superarlo. Lazione di emulare consiste in due fasi: nella prima, ha luogo la ripetizione delle gesta di un superiore che si ammira e si stima per le sue straordinarie capacit; nella seconda, per, limitazione lascia il posto alla volont di superare il modello di riferimento, ormai divenuto uno scomodo antagonista. Lemulazione comporta, dunque, lassunzione di un comportamento competitivo. La competizione un elemento che da sempre caratterizza luomo, poich frutto di uno dei suoi maggiori istinti: essa cara alla teoria economica tradizionale, ma questa non spiega perch gli uomini competono fra di loro. Veblen ha la risposta. Lemulazione ha lo scopo di selezionare gli individui che vivranno secondo agiatezza: essa, dunque, alimentata 6

dallaspirazione degli uomini a far parate della classe agiata. Concretamente, come opera lemulazione finanziaria? Essa si manifesta come accumulazione antagonistica, giacch solo chi ha qualcosa in pi rispetto agli altri pu essere rispettato e tenuto in somma considerazione. Ora, se vero che le popolazioni primitive erano fondamentalmente pacifiche, altrettanto vero che ad un certo punto, quando alcuni uomini furono innalzati al rango di semi-dei, la venerazione raggiunse livelli troppo alti per non scatenare delle reazioni opposte: gli uomini cominciarono a competere per superarsi reciprocamente in quanto a coraggio e forza, e quando queste virt furono cos diffuse da non esser pi facilmente ostentabili, fu il trofeo, il bottino, a costituire il nuovo oggetto della caccia. A quel punto, perch finalizzata allaccumulazione di oggetti di valore e di persone, lemulazione diventa realmente finanziaria. A differenza della selvaggina il trofeo non utile alla trib, ma al solo cacciatore, sempre pi guerriero in verit, perch serve unicamente a dimostrare di aver avuto pi coraggio e pi ferocia di altri sulla base dellequazione: maggior bottino=maggior virt e maggiore rispettabilit. In fondo, il parametro che ancora oggi spesso utilizzato per giudicare un uomo non forse la sua automobile? Quando lo spirito demulazione ha raggiunto il livello in cui sfocia in uno stile di vita rapace e violento, levoluzione ha raggiunto il cosiddetto (da Veblen) stadio di rapina, a cui particolarmente incline sembra essere il dolicocefalo biondo. 3 Il passaggio successivo dellevoluzione quello che Veblen chiam industria quasi-pacifica.: questo lo stadio, che storicamente rappresentato dal feudalesimo, in cui la classe agiata ha conosciuto la sua massima affermazione. Nello stadio dellindustria quasi-pacifica la crescita della popolazione ed il fenomeno dellurbanizzazione hanno reso non pi praticabile la caccia ai trofei; nello stesso tempo, per, lo sfruttamento del lavoro degli schiavi ha consentito comunque lesibizione di nuovi beni e laccumulo competitivo di nuove ricchezze. Proprio limportanza assunta dalla produzione qualifica questa tappa dello sviluppo come industriale; tuttavia, la permanenza del tipo umano sleale, astuto, invidioso e presuntuoso, connesso alla tendenza a circondarsi di persone con cui condividere per motivi dostentazione il proprio agio, fa in modo che questo stadio sia da definirsi pi correttamente, come abbiamo gi detto, di industria quasi-pacifica. La societ diventa vieppi complessa e sempre pi differenziata e stratificata cosicch nuove funzioni ausiliarie a quelle principali (la caccia, la religione, la politica) si vengono a sviluppare per impulso degli stessi signori: la fabbricazione e la manutenzione di armi, arnesi e imbarcazioni da guerra; lallevamento dei cavalli, dei cani, dei 7

falconi; la preparazione degli apparati sacri. Attraverso un meccanismo posto in rilievo per la prima volta da Franois Quesnay, possibile vedere come gli artigiani vivessero grazie agli ordini dei proprietari terrieri e come il loro relativo benessere derivasse direttamente dai signori: questa fu chiamata da Veblen agiatezza derivata. A cosa era finalizzata lagiatezza derivata? Essa non era motivata dalla generosit dellagiato principale (come abbiamo visto sono tutte negative le virt del tempo), ma dallemulazione finanziaria: poich tutte queste attivit si sviluppavano attorno al castello del signore e ne testimoniavano la ricchezza, egli era interessatissimo a che la pompa che lo circondava fosse il pi possibile accresciuta, onde permettergli di conseguire maggiore rispettabilit presso i simili ed il popolo. Di agiatezza derivata, per, vivevano anche molti nobili minori e decaduti. I primi erano coloro che, seppur di alto rango, non avevano i mezzi per poter vivere facendo mostra di ampia ricchezza e di illimitata generosit: essi spendevano le loro fortune per curare il cerimoniale attraverso lacquisto di abiti di ottima foggia e di cavalli e carrozze, ma in prossimit delle ore di pranzo e di cena dovevano necessariamente onorare la tavola di un pi titolato aristocratico. I decaduti, invece, erano quelli che non avevano rinunciato a niente e che si erano infine indebitati smisuratamente fino a dipendere interamente da altri. Queste persone popolavano la corte e facevano la felicit del signore, il quale, sempre pi ambizioso e sempre pi onnipotente, organizzava festini e banchetti per il piacere dei suoi invitati e linvidia dei suoi avversari. Oggi noi chiameremmo queste persone scrocconi, ma allepoca erano dal popolo riveriti. 4 Lindustria si svilupp con il solo scopo di alimentare il processo dellemulazione finanziaria, ma ad un certo punto essa divenne importante per s, cio, per il solo fatto di produrre ricchezza ed efficienza: quando ci accadde, dallepoca dellindustria quasi-pacifica si pass a quella dellindustria pacifica, in cui venne progressivamente meno la strutturazione classistica della societ e apparve la figura del lavoratore salariato. In linea generale, poich gli interessi collettivi di una comunit progredita vengono adesso a consistere nellefficienza della sua industria, lutilit dellindividuo risiede nella produttivit di cui capace: le virt necessarie, quindi, in questo nuovo ambiente sono lonest, la diligenza, lamor di pace, la buona volont, il riconoscimento dei nessi causali. Le comunit stesse cessano di essere in competizione per i mezzi di sussistenza e per il diritto allesistenza, salvo i casi in cui non siano le loro classi dirigenti ad alimentare la guerra e la rapina; nessuna di esse ha pi linteresse materiale nel sopraffarne altre. La stessa cosa, per, non altrettanto vera tra gli individui, dato che la 8

societ si fa sempre pi individualista e votata alla competizione. Affinch una societ industriale moderna possa essere al massimo del suo funzionamento, occorre che le qualit anzi dette siano costituenti, in maggioranza o tutte insieme, del temperamento degli uomini: dato che, per, esse sono presenti solo in misura minore presso il tipo predatore, bene si spiega perch le persone con caratteri ereditari in prevalenza arcaici forniscono una minore utilit alla comunit. Ci che caratterizza lo stadio dellindustria pacifica , per, il fatto che la distinzione tra classe agiata e resto del mondo viene a corrispondere con quella tra istituzioni finanziarie e istituzioni industriali. Le istituzioni finanziarie sono dette anche istituzioni dacquisto perch, al contrario di quelle industriali, non producono niente, avendo a che fare solo con il commercio, la pubblicit e le attivit di marketing. Nonostante ci, esse sono guardate con maggior rispetto che quelle industriali, tenute in una certa considerazione solo quando entrano in rapporto con le prime; e ancora, malgrado abbiano un interesse esclusivamente commerciale verso le istituzioni industriali, sono proprio loro, quelle finanziarie, a prendere le decisioni relative agli affari della comunit. Il rapporto tra le due istituzioni , dunque, tutto sbilanciato a favore delle finanziarie che, pur non essendo connesse alla produzione, permettono un maggior arricchimento mediante lappropriazione di beni industriali: nei confronti di quelle industriali, le istituzioni finanziarie assumono un comportamento che, in buona sostanza, parassitario e fondamentalmente dannoso per la societ. Lanalogia fra questa situazione e quella con la quale ebbe origine lera della rapina ci consente di capire perch coloro che agiscono secondo le istituzioni finanziarie costituiscono la classe agiata dei nostri giorni. Veblen non pot, comunque, negare limportanza della funzione svolta dai maggiori rappresentanti della moderna classe agiata, proprietari e imprenditori (chiamati capitani dindustria), nello stimolare lindustria (qui non si vuole per niente deprezzare la funzione economica della classe proprietaria o dei capitani dindustria); tuttavia, non pu disconoscersi il fatto che, con le loro scelte tuttaltro che disinteressate, essi hanno finito col selezionare le istituzioni a loro pi congeniali per lacquisto di una maggiore ricchezza finanziaria: ne sono esempi linviolabilit della propriet, lobbligatoriet dei contratti e la facilit delle operazioni finanziarie. Insomma, stabilendo le regole e gli indirizzi dello sviluppo e foggiando a proprio comodo i processi industriali, cio cosa si dovr produrre e in quale quantit, quali prodotti dovranno fare tendenza e quali no, cosa dovr essere stimato utile e cosa inutile, le istituzioni finanziarie definiscono da sole gli assetti della societ ed il sistema dei valori . Laspetto veramente negativo , per, un altro: costretta a produrre i beni inutili richiesti dal mondo finanziario,

lindustria spreca molte delle sue risorse in attivit che, non favorendo lo sviluppo, pongono in costante ritardo le istituzioni rispetto alle reali necessit sociali. Come le istituzioni finanziarie si distinguono da quelle industriali, similmente possibile separare gli impieghi finanziari da quelli industriali. Gli impieghi finanziari, come le corrispondenti istituzioni, sono quelle occupazioni che hanno a che fare con la propriet e con tutti i processi relativi alla sua acquisizione e accumulazione; gli impieghi industriali sono relativi, invece, alla produzione. Nonostante che i beni di cui la comunit ha bisogno siano forniti da chi opera nellindustria, sono gli impieghi finanziari a determinare un alto grado di rispettabilit. Il motivo di questa drammatica verit risiede nella persistenza nelluomo del carattere della rapina e di tutto ci che ad esso connesso: come nella barbarie viene considerato maggiormente meritevole di rispetto e di onorabilit colui che accumula ricchezza sottraendola a chi lha prodotta, cos nellepoca industriale pacifica rispetto ed onore toccano a chi riposa sul lavoro delle classi produttive. Per esempio, il capitano dindustria, che sintetizza un po tutte le qualit ed i vizi della nuova classe agiata, tra cui figurano anche politici, ecclesiastici e sportivi, un uomo pi astuto che ingegnoso, pi legato al mondo degli impieghi finanziari che, come farebbe intendere il nome, allindustria: ebbene, non un caso che egli affidi la sua attivit a persone tecnicamente pi competenti e pi capaci di lui. Gli impieghi finanziari non sono tutti dello stesso rango, ma di essi possibile stilare una classifica secondo livelli diversi di rispettabilit. La posizione pi alta e pi onorevole occupata da chi dispone della propriet, poi viene chi impegnato nella difesa della stessa (carriera giudiziaria) e nella sua accumulazione tramite operazioni finanziarie (banche e uomini daffari); il gradino pi basso occupato dalle attivit commerciali. Dato che i parametri adottati per attribuire buona reputazione alle varie attivit finiscono per alimentare antagonismo, lo stile di vita degli addetti agli impieghi finanziari permette la sopravvivenza della cultura di rapina. Anzi, lo schema convenzionale del vivere onorevole richiede un esercizio notevole delle caratteristiche barbariche. Per gli impieghi industriali il discorso diverso, perch le persone che li ricoprono non sono coinvolti nello sforzo emulativo e nello spirito antagonistico tipico degli impieghi finanziari, ma chiamati a svolgere compiti utili alla vita umana e a risolvere problemi concreti, coordinando i fatti e valutandoli alla luce dei nessi causali. I massimi valori che queste persone apprendono nei loro ambienti di lavoro sono ispirati alla cooperazione, piuttosto che alla competizione, e al benessere dellintera collettivit. Levoluzione istituzionale che ha luogo con il passaggio alla matura societ industriale manifesta la tendenza a creare due nuovi tipi umani con due psicologie, attitudini e 10

temperamenti differenti. Per quanto riguarda la linea evolutiva relativa alluomo impegnato in impieghi finanziari, questa ha la propensione a conservare maggiormente i caratteri arcaici dellegoismo, della dignit di casta e del comportamento cerimoniale; la linea evolutiva che riguarda luomo occupato in impieghi industriali sviluppa, invece, un atteggiamento non antagonistico e lefficienza produttiva. Ora, non solo la classe agiata unesclusiva di chi riveste impieghi finanziari, ma essa non accoglie neppure coloro che non manifestano spiccate qualit predatorie. Nella vita reale la distinzione tra queste due categorie di persone non cos chiara, perch gli impiegati nellindustria sono sempre pi coinvolti anche in attivit finanziarie: questo fa s che, malgrado laccresciuta importanza dellindustria e dei suoi valori, molti elementi arcaici siano ancora in grado di condizionare le istituzioni sociali che, cos, manifestano la tendenza ad essere costantemente in ritardo rispetto alla parte pi attiva della societ. 5 Oggi noi utilizziamo correntemente il termine istituzioni per indicare qualcosa che non vediamo, ma che riusciamo comunque a percepire in quanto tratti strutturali della nostra societ i quali, in primo luogo, incarnano lidea di potere pubblico e, secondariamente, lo implementano quotidianamente: limpiego comune del termine , dunque, quello giuridico. Nel linguaggio sociologico tanto caro a Veblen, invece, le istituzioni sono i modi di pensare e di giudicare, nonch i comportamenti che gli uomini hanno adottato nel corso dei secoli per affrontare e risolvere particolari problemi sociali e che per la loro efficacia vengono mantenuti uguali a s stessi per lungo tempo e percepiti come se immodificabili e naturali. Poich, per, i problemi variano nel tempo, anche i modi di pensare e dagire debbono cambiare, facendo s che levoluzione delle istituzioni si venga a configurare come un processo di adattamento detto selettivo perch volto a selezionare le istituzioni pi adeguate alle contingenze: tale processo, tuttavia, non armonico, giacch la sua maggior tendenza il conservatorismo. Il conservatorismo sia un fenomeno culturale che un fenomeno legato alla fisiologia dello sviluppo istituzionale. Il motivo per il quale i membri della classe agiata si schierano decisamente per la conservazione ovvio: il loro desiderio di mantenere le posizioni di comando e di prestigio; per ottenere tale risultato essi si opporranno in tutti i modi e in tutte le sedi ai propositi riformistici provenienti dal basso. Inoltre, da notare che la classe agiata non avverte il disagio tra istituzioni e realt, dunque, nemmeno comprende la necessit del cambiamento. Le forze sociali che spingono verso la definizione di istituzioni aggiornate, allora, non possono che essere quelle popolari, quelle, cio, che alimentano i ranghi degli 11

impieghi industriali. Nondimeno, ci sono due motivi altrettanto validi che spiegano perch il conservatorismo non sia solo un atteggiamento della classe agiata. Il primo che, esasperate dalla urgenza di reperire mezzi di sussistenza in modo competitivo, le classi inferiori svilupperanno, o meglio riscopriranno, i caratteri egoistici ed antagonistici tipici delluomo rapace, tendendo cos a non differenziare di molto i propri comportamenti da quelli della classe agiata. Poi, se la classe agiata pu razionalizzare la sua emotiva avversione per le novit negli assetti sociali adducendo il caos che si genererebbe con i cambiamenti, per il popolo il cambiamento richiede unenorme spesa in termini di costi e sforzi per lapprendimento di un nuovo codice morale, di nuove abitudini, di nuove forme dinterazione, ma essendo esso preoccupato per il reperimento dei mezzi di sussistenza, come potrebbe mai rendersi disponibile ad impiegare risorse ed energie in attivit di riconversione della propria coscienza? listituzione di una classe agiata concorre a rendere conservatrici le classi inferiori, togliendo loro fin dove possibile i mezzi di sussistenza e riducendo cos il loro consumo e conseguentemente la loro energia utile, a un punto tale da renderle incapaci dello sforzo richiesto per apprendere e adottare nuove abitudini mentali, ne deriva che la classe agiata ostacola il progresso a causa della sua inerzia, della sua tendenza allopulenza e attraverso la costituzione di una societ che distribuisce la ricchezza prodotta in modo diseguale. Il secondo motivo che, in armonia con lo spirito demulazione, le classi inferiori tendono ad assumere gli stessi deleteri comportamenti della classe agiata: le classi popolari, cio, non vogliono abbatterla, bens aspirano ad elevarsi al suo stesso livello assumendo a loro volta comportamenti cerimoniali e disvalori come norme di condotta. La conclusione di questo paragrafo che si dimostrato come la classe agiata riesce a far coincidere, volutamente o meno, le istituzioni su quelle che sono le sue aspettative quando sarebbe, invece, pi opportuno che tale coincidenza fosse relativa agli interessi della classe industriale. 6 Quali sono questi comportamenti della classe agiata che ostacolano il progresso e corrompono lo stile di vita degli strati produttivi di una societ? Essenzialmente essi possono essere definiti come agio vistoso e consumo opulento. Come abbiamo gi visto, essendo stata assunta ad un certo punto dello sviluppo umano la ricchezza a base convenzionale su cui giudicare gli uomini, questi, a prescindere dalla classe sociale a cui appartengono, sono stati stimati positivamente solamente in virt di una buona ricchezza. Ma come possibile conoscere le potenzialit finanziarie di un tale senza che questi ne faccia sfoggio? E di che 12

utilit sarebbe la ricchezza se non permettesse lacquisto di ottima fama e reputazione? La vita agiata deve allora consistere non nella saggia amministrazione del proprio patrimonio, ma nello spreco del proprio denaro perch solo chi pu dimostrare di avere una capacit di spesa illimitata veramente ricco e, dunque, degno di ammirazione e rispetto. Un individuo comincia a vivere secondo il criterio dellagio vistoso non tanto apprendendo a non svolgere alcuna attivit lavorativa, quanto imparando a sprecare il maggiore dei beni che consegue non lavorando: il suo tempo. Lagiatezza viene definita da Veblen proprio in questi termini, cio, come tempo speso senza un lavoro produttivo. Insomma, fin quanto lagiato vive pubblicamente tutti possono vedere come egli stia di tutto facendo pur di non calarsi in unattivit indegna quale il lavoro, ma chi pu offrire la garanzia che anche nella sua vita privata lagiato non stia lavorando? Ecco perch nel momento storico della massima affermazione della classe agiata egli dovr dimostrare di aver sciupato il suo prezioso tempo ed ecco perch a tal fine nulla pi utile di una lunga serie di attivit inutili fra le quali lapprendimento di una lingua non pi parlata come il latino o il greco (meglio se entrambe) e delle buone maniere, la scrittura di trattati di falconeria, la pratica di attivit sportive, la speculazione metafisica, laddestramento dei servi. Le buone maniere sono state elaborate sulla distinzione tra superiori ed inferiori, vale a dire tra latteggiamento di chi assume funzioni e portamento di comando per mostrare la sua superiorit e quello servile di chi si presta a rendere un servizio ad un altro. Una simbolica pantomima della padronanza da una parte e della sommissione dallaltra: ecco cosa sono le buone maniere ed ecco perch si affermano col regime di casta e si estinguono con lestinzione di quelle. Sotto le buone maniere c il rapporto servo-padrone e, quindi, listinto di rapina, tuttavia: Nellopinione popolare, le buone maniere sono presentemente diventate detentrici di una sostanziale utilit in s stese; esse hanno acquisito un carattere sacramentale, in gran parte indipendente dai fatti di cui erano in origine i simboli. Proprio perch simbolo dellagio, le buone maniere verranno acquistate anche dal popolo allorch potr, tanto che al giorno doggi tutto si pu accettare fuorch lineducazione. Particolarmente dispendioso poi laddestramento dei servi. I servi non sono che poveri ignoranti avvezzi agli stenti, alla puzza e allineducazione strappati dalla generosit del signore al loro anonimo destino: riuscire a farli odorare, a mantenerli in salute e ad insegnar loro larte della sottomissione richiede senzaltro un grossissimo sforzo finanziario. Ecco spiegato il motivo per cui fin dallantichit il numero dei servi indice di rispettabilit. Inoltre, i servi sono vestiti di livree che, seppur testimoniando lappartenenza alla categoria, sono seconde in bellezza ed in qualit solo agli abiti dei loro padroni. Campare senza muovere un dito: questa lagiatezza! Lagio vistoso, per, ha un 13

forte limite dapplicabilit: esso non affatto adeguato come comportamento esagerato nelle societ che hanno raggiunto un notevole grado di complessit e grandi dimensioni, perch il difetto di conoscenza tra le persone che caratterizza le societ suddette, impedisce che sia diffusamente nota la ricchezza di qualcuna di esse. Ci spiega bene perch, e questo vale ancora nella nostra societ, la classe agiata deve praticare il consumo opulento. Durante il feudalesimo il consumo opulento corrispondeva alle due maggiori spese della corte: il cibo e larredamento domestico. Il cibo era costoso per due ragioni: la prima era che si dovevano sfamare attraverso banchetti e festini una gran quantit di bocche, costituenti la gi citata agiatezza derivata; la seconda consisteva nella tendenza del signore di stupire i propri commensali con piatti sempre pi esotici ed abbondanti. Ci che tuttavia degno di particolare citazione che in questa situazione lagiato doveva necessariamente sviluppare un raffinato gusto per i cibi ed una reale capacit di bene individuare gli ingredienti migliori e che per intrattenere i suoi ospiti doveva imparare ad essere un abile oratore e ad essere competente in molte materie. Tutto ci ne accresceva lonorabilit. Per ben figurare davanti ai propri invitati, per, il signore aveva bisogno anche di una casa accogliente che in ogni sua parte provasse lo sciupio del suo padrone: per conseguire tale risultato luomo riabilit la donna, che da serva divenne cos la signora della casa. La riabilitazione della donna fu, per, strumentale dacch ad ella fu affidata la funzione di far aumentare le spese del marito. La donna, infatti, per adeguarsi ai canoni della bellezza corrente, deve sottoporsi continuamente fin dallantichit a numerose cure estetiche e acquistare capi dabbigliamento ed accessori particolari. Al contempo, dovendo occuparsi del governo della casa quando luomo via per la guerra, ella deve dare giuste disposizioni affinch la casa possa conservare la sua reputazione di prosperit, generosit ed accoglienza. La donna, dunque, fu innalzata a signora non perch i tempi per la fine della discriminazione fossero maturati, ma per la fama, attraverso le sue spese, che avrebbe conferito al suo signore. 7 Unulteriore prova del fatto che lemulazione finanziaria costituisca una delle pi significative forze trainanti dello sviluppo istituzionale che i canoni finanziari influenzano profondamente il senso comune di bellezza, di utilit, di dovere e la direzione della conoscenza scientifica: ne consegue che la stessa condotta morale, la distinzione tra ci che bene e ci che male, viene determinato in ordine ai principi dagiatezza e di consumo vistosi. Un esempio costituito dalla definizione della propriet come bene sacro ed inviolabile. La propriet il requisito che la societ moderna richiede per poter far ingresso a 14

pieno titolo nella classe agiata perch rappresentativa della disponibilit finanziaria di una persona: violarla, allora, significherebbe commettere un vero e proprio oltraggio ch, venendo meno la propriet, verrebbe a mancare la stessa classe agiata. Essendo lelemento finanziario assunto a canone decisionale, anche la scelta che distingue tra bello e brutto rimessa allapprezzamento economico. E innegabile che molte cose siano dotate di una bellezza intrinseca perch capaci di stimolare efficacemente le impressioni estetiche degli uomini; questo aspetto delle cose non tuttavia sufficiente a comprendere in pieno il motivo per cui il pregio estetico si affermi nella dimensione sociale piuttosto che rimanere confinato nellesperienza soggettiva delle sensazioni. Oggetti come loro, i metalli pregiati e le pietre preziose colpiscono certamente i sensi, ma assumono un alto valore estetico definitivo solo quando tutti gli uomini si saranno trovati daccordo nel conferire loro un tale pregio: laccordo raggiunto sulla base del valore finanziario. Possedere un gatto assai frequente per le famiglie moderne; tuttavia questo animale non aiuta il suo padrone a guadagnare in termini di reputazione e onorabilit, perch il gatto tanto poco costoso quanto poco incline a porsi con luomo in una condizione diversa da quella paritaria, mostrando anzi la tendenza a comportarsi in modo autonomo e ad agire secondo listinto predatorio. Si tratta, allora, di un animale senzaltro bello altrimenti luomo non se ne sarebbe appropriato ma non bellissimo. Il cane gli di gran lunga preferito, manifestando, questo, aspetti diametralmente opposti al gatto: il cane, infatti, pi che fedele sottomesso e rispondente in tutto e per tutto al desiderio umano di comandare e sentirsi signore; inoltre, costoso in termini di necessit alimentari e di pulizia, dato che tra gli animali, per parlare alla Veblen, fra i pi sozzi del creato. Avere un cane significa spiegare alla gente che si dispone della ricchezza necessaria a mantenerlo e chi ne possiede uno pi agiato di chi ha un gatto. Il pi bel animale che si possa possedere, per, il cavallo, perch capace di combinare perfettamente lesigenza del puro senso estetico con lo sforzo della spesa vistosa. Il cavallo ha un portamento nobile, forte e solo dopo unaccanita lotta si lascia domare; come se non bastasse, mantenerlo difficilissimo. Ecco perch non tutti se lo possono permettere. Anche la bellezza dei luoghi del culto misurata in base al loro valore economico. Il primo compito che gli ambienti religiosi debbono assolvere, per esempio, quello di suscitare nel devoto un senso misto di magnificenza e timore per creare, in ultima analisi, il sentimento della sottomissione alla divinit. Gli stessi riti sono stati elaborati per lo scopo, ma essendosi questi ridotti alla mera ripetizione di formule e di gesti sempre uguali da tempo, essi smettono di originare una comunicazione tra uomo e dio per diventare una sorta di rappresentazione teatrale in cui un signore ordina e tanti servi eseguono. Gli stessi abiti del sacerdote, pesanti e 15

scomodi, dimostrano la sua sottomissione; le chiese denotano un grado di ricchezza superiore alla media delle abitazioni del luogo, non comportando, tuttavia, alcun beneficio al popolo. Fatto sta che il popolo stesso a ritenerne scontata la necessaria grandezza architettonica, decorativa ed oggettistica, perch non pu esistere un retto culto senza sfarzo finanziario. Anche per la bellezza delle persone vale il principio dello sciupio vistoso. Ai tempi dellantica Grecia la donna veniva considerata bella se robusta e ben posata, ma gi nel medioevo la bellezza femminea passava per lesilit del corpo, i fianchi stretti, i polsi e le caviglie delicate, il volto angelico. Ora, mentre lidea greca di bellezza era dovuta al fatto che la donna dovesse avere un fisico adatto al lavoro, essendo ella ancora alla stregua di una serva, la donna medioevale la signora di un uomo rispettabile e, al contrario, deve mostrare di non lavorare, o meglio di non poterlo fare in alcun modo. Vista la sua appartenenza alla vasta schiera di agiati derivati, la donna deve adoperarsi solo per riflettere la ricchezza, la magnanimit e, conseguentemente, la rispettabilit del signore, cos come uno specchio riflette ed irradia per rifrazione la luce solare nellambiente circostante. A differenza degli altri, per, la signora la moglie del gentiluomo ed in quanto tale deve distinguersi: ella, quindi, acquister una gran quantit di vestiti tra i pi costosi e i pi eleganti, si truccher con cari cosmetici e si sottoporr a qualunque sofferenza fisica pur di adeguarsi al modello di donna bella stabilito dallabito mentale della societ. Il busto ed il tacco alla francese sono due esempi di quanto fondamentalmente doloroso fosse e sia vestire con sfarzo, giacch impossibile appare riuscire ad indossare questi capi per lunghe ore per via della loro scomodit palese. Neanche le mode nel vestiario possono essere estranee alla legge dello sciupio vistoso dato che un vestito tanto pi costoso quanto pi sar elegante e bello. La mutevolezza delle mode testimonia che esiste una costante ricerca dellaffinamento del gusto estetico puro. Comunque, la novit pu essere accolta solo se fatta nel rispetto della legge dello sciupio, per esempio, comportando la dismissione di vestiti ancora nuovi e non consumati. Buttare via vestiti non consumati per una famiglia di operai quasi come bestemmiare contro il dio in cui si crede, ma per gli agiati lennesima dimostrazione della capacit di spendere inutilmente, contando solo, in definitiva, far trasparire dal modo di vestire la propria ricchezza.

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Qualche commento
1 A questo punto pensiamo di disporre di tutte le informazioni necessarie sulla teoria della classe agiata per poterci avventurare in qualche riflessione personale. In verit, abbiamo limpressione di aver bruscamente troncato la sintesi dellopera, tuttavia ci difendiamo sostenendo che a quel punto Veblen fornisce, con i capitoli conclusivi, una serie di esemplificazioni a dimostrazione della validit della sua teoria, attualizzandola alla luce della societ americana del suo tempo. Ma essendo quella realt lontana da noi tanto geograficamente che culturalmente che, infine, cronologicamente, abbiamo pensato di riflettere un po sullesperienza del nostro vissuto quotidiano a cominciare dal modo in cui noi individui ci comportiamo: inizieremo proprio dalla concezione di uomo perfettamente razionale. Il cosiddetto homo oconomicus che sta alla base della teoria economica classica e il cui comportamento stato forse meglio definito dalla sociologia che non dalleconomia, un individuo che agisce in modo egoistico per il soddisfacimento dei propri esclusivi interessi, per esempio il profitto, e per i quali egli assumer sempre una serie di comportamenti non casuali onde dispiegare una strategia coerente a partire dalla conoscenza della realt (che tendenzialmente completa) di cui dispone. Fu Adam Smith ad assumere questo modello di uomo come base per la sua indagine economica e fu su tale base che egli pot definire il funzionamento dei mercati concorrenziali, perch solo su questa conoscenza spiegabile il motivo per cui, per esempio, un imprenditore si butta in un mercato perch ha determinate caratteristiche piuttosto che in un altro che ne manifesta diverse (quando, cio, in equilibrio e non produce profitti). Il vero problema delluomo economico, per, non stato tanto Adam Smith che, va detto per la felicit di Veblen, comunque segu un certo metodo storico, quanto quel processo di idealizzazione a cui questo modello di uomo stato successivamente sottoposto fino a diventare un tab incontestabile nemmeno alla luce del sapere proveniente dalla psicologia. Per Veblen, che si era interessato agli studi condotti in quel periodo da Freud, era chiaro che il comportamento dellindividuo non fosse determinato solo da fattori razionali e dal calcolo egoistico, a cui egli non attribuiva neanche la miracolosa capacit di generare il bene collettivo, bens dalla combinazione di una pluralit di elementi tra cui, come abbiamo gi visto, le caratteristiche del tipo umano dappartenenza e la risposta agli istinti. Infatti, come giustificare il fatto che il consumatore continui ad acquistare presso un certo commerciante, nonostante questi applichi rinomatamene prezzi (di poco) superiori a quelli medi? La giustificazione listinto di parentela. Quando il consumatore procede ad un acquisto non fonda la sua decisione solo sul prezzo o sul rapporto qualit-prezzo, ma tiene in 17

forte considerazione anche i rapporti che si hanno con il venditore, la prossimit fisica del negozio, la possibilit e la facilit del parcheggio e lelenco potrebbe continuare ancora a lungo. Tutto ci fa andare in crisi le teorie sul comportamento del consumatore e le previsioni degli analisti. Questo, per, non significa che lindividuo non metta nemmeno un briciolo di razionalit nelle sue azioni, anzi, la teoria dellagire razionale verificabilissima e catastrofico sarebbe se cos non fosse, ma non si pu certo negare che luomo sia capace di provare sentimenti e che subisca i condizionamenti non indifferenti della storia, della cultura e dei fattori ambientali. Ogni uomo, infatti, essendo uno zoon politycon, vive assieme ai suoi simili in una societ organizzata sulla base di un sistema di valori, i quali altro non sono che quei principi che permettono di discernere il bene dal male e che, quindi, spiegano con estrema chiarezza come luomo debba comportarsi: pur appartenendo al piano delle idee, esse si manifestano nella realt prendendo la forma delle norme. I valori, per, non sono eterni ed oggettivi come vengono pensati abitualmente, perch il fatto che essi vengono appresi nella societ e che ad essi ci si abitua prontamente e necessariamente a creare la percezione che essi abbiano le qualit suddette: in effetti, si tratta solo di credenze, opinioni a cui stata sottratta la suscettibilit del giudizio critico. Luomo, tuttavia, non pu comportarsi sempre allo stesso modo perch levoluzione, che rende la societ sempre pi complessa, richiede un costante aggiornamento dei modi di pensare e dei registri comportamentali, ma si scontra con la tendenza a non mutare i valori, che da mezzi si sono tramutati in fini, i quali dettano azioni e atteggiamenti che a lungo si vengono a configurare come sbagliati perch ormai trapassati. Ci che Veblen vuole spiegarci proprio questo: le istituzioni, che sono dalle norme di un determinato momento storico definite affinch si possano affrontare con successo i problemi del momento, una volta mutate le condizioni in cui nacquero sono da ostacolo al progresso e andrebbero, perci, adeguate. Ma cosa sono le istituzioni se non i nostri stessi abiti mentali? Ecco perch, essendo luomo un prodotto della societ in cui vive, il suo comportamento non pu essere spiegato solo in termini di razionalit e questo fu il primo vero grande errore dellortodossia. 2 Da quando comparso sulla terra luomo si trovato di fronte al problema della sussistenza. Tale problema ancora oggi nella gran parte del mondo abitato non risolto, ma senzaltro superato nel mondo occidentale, dove, addirittura, ha avuto inizio, per dirla alla Veblen, una vera e propria societ dellopulenza: la strada intrapresa dalla nostra societ in questa direzione non totalmente spiegabile in termini di agire razionale. Infatti, se ad un certo punto 18

luomo riesce a trovare il modo di sfamarsi quotidianamente e sufficientemente, perch comincia a sentire il bisogno di beni e di industrie di dubbia o di nessuna utilit, come lo sport, la pubblicit, lalta moda, e a spendere consistenti risorse in tali attivit? Veblen spieg che non fu la competizione tra gli uomini, i quali ad un certo punto si accorsero che quei beni erano richiesti e che qualcuno doveva pur fornirli, ad averli generati e ad aver portato agli attuali livelli di benessere loccidente sulla base di un semplice calcolo, ma la brama di ricchezza e la sua accumulazione, perch quello che successe ad un certo punto fu che la ricchezza venne assunta a base convenzionale per giudicare gli uomini. Insomma, fu un istinto di autocompiacimento che risponde alla legge della maggiore forza economica, vale a dire lemulazione finanziaria, ad aver spinto verso la societ in cui ci sono cose di troppo che si buttano. Lemulazione finanziaria ci che porta gli uomini a competere non per sussistere secondo la formula homo homini lupus, cio per la sopravvivenza, ma per vedere chi pi ricco e dunque pi rispettabile, onorabile e venerabile. Tutto iniziato quando, molto tempo fa, ci si accorse che la caccia, praticata per mantenere la trib nelle sue necessit alimentari, forniva, sulla base di un sistema primitivo di credenze, onori speciali ai cacciatori che durante la battuta di s facevano mostra in quanto a coraggio e forza; col tempo, per, essa divenne il luogo della competizione per conseguire le prove che, esibite in pubblico, avrebbero permesso di riconoscere queste virt in grado maggiore ed ottenere, cos, maggiore venerazione ed agiatezza. La lotta tra gli individui non pi, quindi, la stessa competizione che riguarda tutti gli animali, ma propriamente emulazione finanziaria. 3 Si stava meglio quando si stava peggio il detto che spesso ricorre tra il popolo per indicare che un tempo, nonostante la miseria, la comunit era pi a dimensione duomo e solidale perch la lealt, la fiducia e lo spirito di collaborazione la permeavano abbondantemente: tale scenario rinvenibile ancora oggi tra molte societ non occidentali o nei centri periferici (ma molto periferici) del nostro mondo. Non dovrebbero i poveri competere in modo esasperato? Non dovrebbe essere il popolano, alle prese con il problema del mangiare, un homo homini lupus? Tali domande che implicherebbero una risposta prevedibile alla luce del comportamento egoistico, spiegano, invece, come la competizione tra queste persone sia minima e comunque tale da favorire un clima di cooperazione. Perch? Questo discorso si inserisce perfettamente nella dicotomia vebleniana: la distinzione tra impieghi finanziari ed impieghi industriali. Coloro che ricoprono gli impieghi industriali, infatti, sono individui semplici, onesti, leali e costruttivi che guardano la realt in termini 19

scientifici, vale a dire come relazioni tra cause ed effetti, e che vedono il loro lavoro non come una condanna, ma come un completamento della propria essenza di uomo. Fra queste persone, sullistinto predatore prevalgono quelli della parentela, della bravura e della curiosit, gli unici che possono favorire la cooperazione ed il progresso culturale, spirituale e tecnologico; impossibile rappresentare delle classi industriali completamente pacifiche e dalla competizione immuni, specialmente al giorno doggi, ma in questi ambienti secondo Veblen tale comportamento, non raggiungendo livelli distruttivi, funge da stimolo al superamento degli altri e di s stessi e, quindi, al miglioramento. Lo spirito di competizione , invece, il tratto caratteristico dei membri della classe agiata, coloro, cio, che nella nostra societ sono gli addetti agli impieghi finanziari: qui la lotta serrata e la collaborazione inesistente, visto che ciascuno auspica la sconfitta altrui. In definitiva, lonore ed il rispetto che queste persone cercano con insistenza mirata ad un obbiettivo chiaro ed inequivocabile: il prestigio del potere. Perch il potere? Perch consente di realizzare una certa volont di potenza nel dare ordini agli altri e fare la bella vita oziando sulle fatiche altrui. Non sbaglia affatto Veblen quando afferma che la miglior affermazione della classe agiata stato il feudalesimo, epoca in cui pochi immorali esseri umani vivevano di festini e di debiti sulle spalle dei contadini. Il potere inteso come rapporto servo-padrone, che quello che si manifest nel Medioevo, potrebbe da noi essere definito tribale, perch una nozione evidentemente troppo rozza di potere; tuttavia, fu questo concetto tribale ad essere presente nelle mente della nobilt nei suoi tempi doro ed fondamentalmente questa nozione ad essere presente nellistinto di rapina che alimenta molte istituzioni finanziarie. Questultima considerazione, per, legata pi che altro alla critica del capitalismo di fine Ottocento.

4 Nel mercato la tendenza delle grandi imprese quella di costituire monopoli dopo che sono state fagocitate o annientate le concorrenti minori: perch i possessori del capitale (diciamo un Bill Gates?) sono cos ingordi? Il motivo di ci che il loro stile di vita dispendioso, essendo questo tutto improntato allostentazione della propria ricchezza. Nel nostro mondo si biasima spesso il fatto che un uomo venga giudicato solo per via della propria ricchezza ed il capitalismo perch, con la sua morale corrotta, ha stabilito questa legge. In verit, come abbiamo gi detto la ricchezza fu assunta a base convenzionale su cui giudicare gli uomini molto tempo prima. In virt di tale principio, le persone aventi labitudine di assecondare 20

listinto predatore hanno dovuto costantemente mettere in mostra i propri averi alimentando cos tutto un cerimoniale che, conservandosi e praticandosi ancora oggi, ha consentito a Veblen di parlare di comportamento cerimoniale legato alle istituzioni finanziarie. Laspetto cerimonial-teatrale connesso alla vita dei politici, degli ecclesiastici, degli uomini daffari, di quelli dello spettacolo, degli sportivi, consiste soprattutto nel modo di vestire, ma anche nel modo in cui bisogna loro rivolgersi: i particolari abiti che indossano le loro signore altro non sono che uneredit della sontuosa pomposit che era labbigliamento, per esempio, dei capi trib. Questi, essendo costretti al fin di ricevere la giusta considerazione ad esibire i loro, come li abbiamo chiamati nella sintesi, trofei, dovevano tenere le loro ricchezze in qualche strano modo tutte addosso tanto che alla fine erano molto simili ad un albero di Natale dei nostri tempi: questo spiega quei, a volte buffi, abbigliamenti e monili dei capi trib indiani o africani o ancora dalle nostre parti lusanza di guarnire con oro e denaro le statue di taluni santi portati in processione. Ora, visto che labito maschile dei nostri tempi praticamente immodificabile, esso non rappresenta adeguatamente la ricchezza di chi lo indossa e ci spiega perch la moglie a dover vestire in modo sfarzoso e costoso. Fino a che il benessere ed il successo erano prerogativa di pochi, il processo di raggiungimento generalizzato dello standard di ricchezza oltre il quale si otteneva considerazione era piuttosto lento; quando, per, la ricchezza cominci a diffondersi, ecco che quello stesso standard non fu pi adeguato e fu quindi innalzato ad un livello superiore, perch nessuno sopporta di condividere il proprio status con molte altre persone. Ma questo innalzamento anche giustificato in altro modo: lindividuo assuefatto allo stile di vita fin l praticato e decide di dover far sfoggio di nuove ricchezze e spostare pi in alto il livello del proprio decoro, alimentando cos una folta selezione (e qui centra Darwin). Tutto ci pu aiutarci a capire perch allora negli ultimi due secoli, ma soprattutto nellultimo, le innovazioni si siano succedute ad un ritmo impressionante a differenza che nel passato: la spiegazione non sta nella libert e nella democrazia in s stesse come da pi parti si sostiene, che in quanto elementi ambientali giocano comunque un ruolo importante, ma in ci che queste conquiste hanno permesso, cio, una distribuzione pi equa del benessere, il fatto, in definitiva, che la competizione per avere di pi degli altri si allargata smisuratamente fino a riguardare non pi poche persone, ma praticamente lintera nazione. Infatti, nella nostra societ, nonostante la distinzione tra impieghi finanziari ed industriali, vi una sempre maggiore compenetrazione tra le due (per esempio loperaio acquista un portafoglio di titoli), tale che latteggiamento predatore e cerimoniale si ormai diffuso in qualche modo anche tra gli impiegati dellindustria: basti pensare a come molti beni, che fino a poco tempo fa erano di 21

secondaria e di terziaria importanza, siano ora beni di prima necessit ed inseriti nel paniere ISTAT. La famiglia media italiana, per esempio, lamenta spesso di ricevere dei redditi non sufficienti a coprire tutte le spese familiari mensili. Anche se in molti casi la lamentela del tutto giustificabile e giustificata, altrettanto molti sono i casi in cui la pochezza dei redditi legata allo stile di vita che i membri della famiglia ambiscono ad assumere malgrado non potrebbero permetterselo. Tra le voci di spesa che maggiormente gravano sul bilancio familiare di oggi, per esempio, figurano: labbonamento alla televisione satellitare, la telefonia mobile, labbigliamento, il cibo raffinato, il fine settimana. Avvertiamo che quello che diciamo non basato su dati statistici, ma sullosservazione dei nostri comportamenti e di quelli dei nostri simili. La famiglia media italiana composta da quattro persone, maritomoglie-due figli: ebbene essa dispone di due automobili di cui paga regolarmente spese di benzina, assicurazione, imposta di circolazione, il che del tutto normale considerando le diverse esigenze di mobilit dei membri della famiglia. Tuttavia, quando sentiamo dire ad una famiglia siciliana di periferia normale, cio a basso reddito se non addirittura mantenuta dalla pensione dei vecchi, che si fanno sacrifici per portare lautomobile presso lautolavaggio ogni due settimane, evidentemente c qualcosa che non v. Perch fare il sacrificio di portare lauto al lavaggio? Per non pi sporcarsi le mani e per fare come tutti gli uomini rispettabili senza considerare, per, che chi lava le automobili, di questo passo, diventer pi ricco e rispettabile di chi vuole ostentar la sua posizione facendosi lavare lauto. Quante volte ci capitato di partecipare ad un ricevimento matrimoniale e di trovarci di fronte ad un sofisticato men di pesce: ebbene, essendo abitudine maniacale del popolo giudicare le famiglie degli sposi sulla base del cibo, dei piatti, del servizio, delle forchette, delle tovaglie, quel men far guadagnare a chi lo ha offerto una rispettabilit straordinaria, a differenza di chi offre un modesto pranzo di carne. Daltra parte fu lo stesso Veblen a registrare il fenomeno nella sua opera, parlando della ricerca di cibi esotici e sofisticati come esempio di consumo vistoso. Gli emigrati in vacanza ed i turisti si stupiscono sinceramente quando, una volta giunti in Sicilia, si accorgono dellinatteso alto numero di motorini, seconde case, ville in campagna (i vecchi poderi?) o al mare, a fronte della fama di disagio e di disoccupazione dellIsola. In verit, gran parte dei siciliani, o beneficiando della riforma agraria dei primi anni dellera repubblicana o per iniziativa del bravo capo di famiglia, dispone di propriet terriere e nessun siciliano che si rispetti rinuncia alla sua buona automobile, al suo motorino, al suo telefonino e alle sue relative tariffe; il siciliano medio ignorante, ma sorprendentemente conosce tutte le tariffe delle compagnie telefoniche, sa tutto delle automobile, ha labbonamento alla 22

televisione satellitare, va allo stadio e manda i suoi figli minori ad ubriacarsi in un pub il sabato sera; per non parlare della baggianiria delle moglie e delle figlie. La morale della favola che lonorabilit e la rispettabilit tribali vengono prima di qualsiasi altra cosa, cos che si preferisce condurre una vita privata e familiare meschina pur di poter ostentare in pubblico una ricchezza superflua ma necessaria. Il pensare e lagire cerimoniali tipici della classe agiata e che contagia sempre pi i lavoratori, gli ingegneri, gli inventori e tutti coloro che militano nella classe industriale, fa in modo che nella nostra moderna societ industriale si sia sempre pi perduto di vista ci che un bisogno primario e ci che secondario, cosicch una sorta di malattia per tutto ci che superfluo si diffonde e si afferma favorendo la dispersione di energie e di risorse in una serie di attivit che producono ricchezza a cascata per pochi, ma che allo stesso tempo non contribuiscono al progresso, come lindustria del calcio e della moda. Anzi, visto lo sciupio che si fa di fattori produttivi, il progresso decisamente ostacolato. Anche la storia della propriet privata interessante per capire come le istituzioni finanziarie si diffondono tra quelle industriali. Durante tutto lOttocento e i primi anni del Novecento la propriet, che tra le istituzioni finanziarie senzaltro la pi importante, veniva definita sacra ed inviolabile, ufficialmente perch rientrante nella cerchia dei diritti di natura, in realt perch sopra di essa dovevasi fondare lordine borghese. Ebbene, malgrado che in quello stesso periodo nuove idee radicali sulla societ andavano diffondendosi e movimenti politici dello stesso tono andavano organizzandosi contro quella nuova forma di oppressione, la lotta di classe si concluse quando la propriet divenne un fenomeno di massa: se la propriet , quindi, un furto ed un residuo dello stile di vita rapace della societ di casta, affermare che essa ancora oggi il pilastro dei nostri ordinamenti non vuol forse dire che la classe agiata ha saputo formare le nuove istituzioni in base ai suoi interessi e al suo sistema dei valori? Questa domanda stata da noi posta per puntare lattenzione su come unistituzione finanziaria, seppur inizialmente contestata, sia in grado di diffondersi tra le classi industriali, le quali imparano, cos, ad assumere anche comportamenti conservativi. La precisazione stata da noi fatta per chiarire che per noi la propriet del tutto legittima come naturale la tendenza alla sua acquisizione. 5 Lultima riflessione riguarder esclusivamente la Sicilia. Ci sar chiesto: cosa centra Veblen con lIsola? Lui non centra niente, ma la sua teoria della classe agiata ci ha aiutato a sviluppare alcuni pensieri che riteniamo degni di nota perch attinenti ai motivi del ritardo, 23

sotto il profilo economico e non solo, della nostra terra. La nostra idea di partenza che il vero problema della Sicilia sia lignoranza, ma un problema altrettanto grande riuscire a definire cosa sia lignoranza. Lignoranza siciliana non risiede nella mancanza di scuole ed uffici, di laureati e validi professionisti: essa pi una condizione dello spirito, dovuta alla mancanza degli abiti mentali, le istituzioni, che la Storia di questi tempi esige e questo dovuto ad un difetto di nascita della Sicilia contemporanea: lassenza di una solida classe borghese. Cosa centra Veblen? Veblen ci fornisce la spiegazione del fatto per il quale alla caduta del feudalesimo non seguita la costituzione di una forte classe borghese. I siciliani hanno vissuto non anni, bens secoli in uno stato di semi-schiavit sotto il giogo di prepotenti signorotti feudali; per secoli, allora, i siciliani alimentarono un sentimenti misto di ammirazione e al contempo di ostilit nei confronti dei loro signori, per i loro modi aggraziati, le loro vesti, le loro carrozze ed i loro castelli, ma anche per le loro angherie e le loro prepotenze. Grazie a Veblen abbiamo scoperto le potenzialit dellemulazione finanziaria e di come essa stimoli la tendenza allassunzione di comportamenti esagerati ritenuti degni alla luce della rispettabilit che forniscono, cosa che nelle classi inferiori si traduce come assunzione del comportamento sfarzoso e cerimoniale della classe agiata. Ecco, non avendo avuto per secoli che il solo esempio della degenerata nobilt siciliana, il popolo ha finito per recepirne integralmente il carattere, cosa ben pi grave, in un epoca in cui il suo costume del tutto scaduto, perch decisamente antistorico. Infatti, il carattere del popolo siciliano, di cui si fa un gran parlare per sottolinearne la specialit come se la cosa fosse motivo dorgoglio, non fa altro che rispondere al codice donore della cavalleria medioevale. Non , dunque, un caso se uno dei primo padrini della storia siciliana form la sua cultura presso lopera dei pupi. Lonore, linganno, la meschinit, la slealt, la vilt, la prepotenza, la consegna del silenzio (unespressione gentile per dire omert), la spirtizza, a fimmina, sono solo alcuni dei valori della retrograda mentalit siciliana, valori che, invero, guardati dal punto di vista giusto, quello della Storia, quello della borghesia, sono dei veri e propri disvalori. E come se la scala dei valori in Sicilia fosse letta al contrario. In una societ che, a dispetto delle apparenze, intimamente arretrata ed ignorante, perch incapace di distinguere il giusto e lerrore, ovvio appare che lo spirito delliniziativa privata, la cultura dellinvestimento, il senso dello stato debbano cedere allo parassitismo dellimpiego pubblico, alla rapacit delle imprese delinquenziali e delle piccole imprese esistenti solo sulla carta e, infine, alla criminalit mafiosa.

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