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IL CONTRATTO

DISPOSIZIONI PRELIMINARI
Libro IV - Delle obbligazioni
Titolo II - Dei contratti in generale Capo I Disposizioni preliminari (artt. 1321-1324 c.c.)

Disciplina del contratto. Il contratto disciplinato nel titolo II del libro IV del Codice civile (artt. 1321 e ss.), subito dopo le obbligazioni delle quali costituisce la fonte principale (ex art. 1173 c.c) Altra funzione assegnata all'istituto quella di modo d'acquisto della propriet (ex art. 922 c.c.). Tra i contratti, quelli a effetti reali assolvono entrambe le funzioni sopraccitate: permettono il trasferimento della propriet di una cosa determinata (o di altri diritti) e danno luogo al sorgere di reciproche obbligazioni (per esempio: il pagamento del prezzo). Le norme regolatrici dei contratti (ex titolo II, libro IV c.c.) sono applicate anche ai contratti atipici: Tutti i contratti, ancorch non appartenenti ai tipi che hanno una disciplina particolare, sono sottoposti alle norme generali contenute in questo titolo (art. 1323 c.c.). Ci permette di rispondere a un'esigenza di uniformit della disciplina: Si assoggettano anche i contratti atipici al rispetto delle norme sugli elementi essenziali, sulle cause d'invalidit e inefficacia nonch alle regole sullo scioglimento del contratto. Dal momento che quello bilaterale il pi diffuso tra i negozi inter vivos, il legislatore ha regolamentato compiutamente solo quest'ultimo, per mezzo della disciplina del pi significativo tra di essi: il contratto. La stessa disciplina, in quanto compatibile, si applica anche ai negozi unilaterali tra vivi aventi contenuto patrimoniale: Salvo diverse disposizioni di legge, le norme che regolano i contratti si osservano, in quanto compatibili, per gli atti unilaterali tra vivi aventi contenuto patrimoniale (art.1324 c.c.). Bisogna ricordare, inoltre, che i negozi unilaterali sono tradizionalmente soggetti a una rigorosa tipicit (ex art. 1987 c.c.), estranea ai contratti, che giustifica la mancanza di una disciplina generale a loro interamente dedicata. La promessa unilaterale di una prestazione non produce effetti obbligatori fuori dei casi previsti dalla legge (art.1987 c.c.). Una parte minoritaria della dottrina pi moderna ritiene ammissibile negozi unilaterali atipici per mezzo dei quali un promittente offre una prestazione che generi un incremento del patrimonio di un terzo, il quale pu pur sempre rifiutarla.

Indice sistematico della disciplina dei contratti in generale contenuta nel Codice civile:
Libro IV - Delle obbligazioni

Titolo II - Dei contratti in generale Capo I Disposizioni preliminari (artt. 1321-1324 c.c.) Capo II - Dei requisiti del contratto (art. 1325 c.c.) Sezione I - Dell'accordo delle parti (artt. 1326-1342 c.c.) Sezione II - Della causa del contratto (artt. 1343-1345 c.c.) Sezione III - Dell'oggetto del contratto (artt. 1346-1349 c.c.) Sezione IV - Della forma del contratto (artt. 1350-1352 c.c.) Capo III - Della condizione del contratto (artt. 1353-1361 c.c.) Capo IV - Dell'interpretazione del contratto (artt. 1362-1371 c.c.) Capo V - Degli effetti del contratto Sezione I - Disposizioni generali (artt. 1372-1381 c.c.) Sezione II Della clausola penale e della caparra (artt. 1382-1386 c.c.) Capo VI - Della rappresentanza (artt. 1387-1400 c.c.) Capo VII - Del contratto per persona da nominare (artt. 1401-1405 c.c.) Capo VIII - Della cessione del contratto (artt. 1406-1410 c.c.) Capo IX - Del contratto a favore di terzi (artt. 1411-1413 c.c.) Capo X - Della simulazione (artt. 1414-1417 c.c.) Capo XI - Della nullit del contratto (artt. 1418-1424 c.c.) Capo XII - Dell'annullabilit del contratto Sezione I - Dell'incapacit (artt. 1425-1426 c.c.) Sezione II - Dei vizi del consenso (artt. 1427-1440 c.c.) Sezione III - Dell'azione di annullamento (artt. 1441-1446 c.c.) Capo XIII - Della rescissione del contratto (artt. 1447-1452 c.c.) Capo XIV - Della risoluzione del contratto Sezione I - Dell'impossibilit sopravvenuta (artt. 1453-1462 c.c.) Sezione II Dell'eccessiva onerosit (artt. 1463-1466 c.c.) Sezione III Dei contratti del consumatore (artt. 1467-1469 c.c.) Capo XIVbis Dei contratti del consumatore (artt. 1469bis-1469sexies c.c.)

Nozione. Il legislatore del 1942 definisce il contratto come l'accordo di due o pi parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale (art. 1321 c.c.). Il contratto un accordo in quanto si configura quale atto consensuale, caratterizzato dall'incontro di due o pi dichiarazioni di volont. Tali dichiarazioni sono giuridicamente rilevanti secondo il significato oggettivo che, in buona fede, pu essere loro attribuito (in virt della teoria dell'affidamento), anche se contrasta con l'intimo volere delle parti. L'accordo costituisce un prius logico del contratto, un elemento costitutivo, un fatto storico che rileva giuridicamente solo quando la volont delle parti esternata nel rispetto delle modalit strutturali e formali richieste dal legislatore. In mancanza dell'accordo delle parti il contratto non si perfeziona e risulta inesistente, piuttosto che meramente nullo per mancanza di un elemento essenziale (nullit strutturale). Attraverso le dichiarazioni di volont le parti esprimono l'intenzione di modificare la propria sfera giuridica, producendo effetti: costitutivi. (Contratti costitutivi: contratti meramente costitutivi di un nuovo rapporto giuridico patrimoniale; novazione soggettiva o oggettiva, costitutiva di un nuovo rapporto giuridico patrimoniale ed estintiva di un vincolo precedente) regolativi. (Contratti regolativi: contratti modificativi di rapporti giuridici patrimoniali preesistenti; contratti normativi di futuri rapporti giuridici patrimoniali) estintivi. (Contratti estintivi: novazione soggettiva o oggettiva; risoluzione convenzionale)

Dalla definizione di contratto si evince la sua natura negoziale: Il contratto un atto umano lecito, i cui effetti giuridici -e non solo il suo compimento- sono determinati dalla volont del soggetto agente. Il contratto differisce dagli altri contratti in quanto posto in essere da due o pi parti (, cio, un negozio bilaterale) e i suoi effetti incidono esclusivamente sui rapporti giuridici patrimoniali -ossia suscettibili di valutazione economicadelle parti (un negozio unilaterale, come il testamento, o uno bilaterale non patrimoniale, come il matrimonio, non sono contratti). L'accordo , ex art. 1325 c.c., un elemento essenziale dei contratti e dei negozi giuridici bilaterali in genere non per di quelli unilaterali, in quanto questi ultimi si perfezionano con la sola manifestazione di volont di una parte venendo a mancare l'accordo quale convergenza di dichiarazioni di parti diverse. Le due o pi parti del contratto sono le destinatarie degli effetti giuridici dello stesso, sono cio centri portatori di interessi divergenti che trovano comune soddisfazione mediante l'accordo. Ciascuna parte pu essere costituita da una persona fisica o giuridica (parte monosoggettiva) o da pi (parte plurisoggettiva). Pu accadere che le parti che manifestano la volont negoziale siano diverse da quelle sulle quali ricadono gli effetti del negozio giuridico; quando ci avviene si verifica la rappresentanza: un soggetto si sostituisce, nel compimento di un atto giuridico, a un altro -sul quale ricadranno gli effetti giuridici conseguenti- agendo in nome e per conto di questi. Dalle (due o pi) parti sostanziali -i centri di interessi sul quale ricadono gli effetti del negozio giuridico- si differenziano pertanto le parti formali -i soggetti che manifestano la volont negoziale- che divergono dalle prime nel caso della rappresentanza. Da un punto di vista funzionale, i negozi giuridici e, in particolare, il contratto sono atti di autonomia privata mediante i quali consentito ai singoli di disciplinare autonomamente i propri interessi patrimoniali. Nel rispetto dei limiti imposti dalla legge, i privati possono cos modificare la propria sfera giuridico-patrimoniale, producendo effetti (costitutivi, regolativi o estintivi) giuridicamente rilevanti. L'autonomia contrattuale dei privati cos delineata: Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge. Le parti possono anche concludere contratti che non appartengano ai tipi aventi una disciplina particolare (art. 1322 c.c.). L'autonomia contrattuale una specificazione del principio dell'autonomia negoziale e della libert di iniziativa economica privata che ha fondamento nella costituzione, la quale statuisce che: L'iniziativa economica privata privata libera. Non pu svolgersi in contrasto con la utilit sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libert, alla dignit umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perch l'attivit economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali (art. 41 Cost.). Stante la libert di autoregolamentare i propri interessi patrimoniali, i privati possono concludere atti al quale l'ordinamento riconosce valore vincolante (forza di legge) tra le parti nel rispetto delle norme imperative, dell'ordine pubblico e del buon costume. L'autonomia contrattuale ha due accezioni: 1. Accezione negativa:

Gli effetti giuridici del contratto non possono incidere sulla sfera giuridico-patrimoniale di terzi non consenzienti, salvo i casi previsti dalla legge. I privati sono pertanto liberi di regolamentare i propri interessi patrimoniali liberi da interferenze altrui. L'art. 1372 statuisce che il contratto ha forza di legge tra le parti. Non pu essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge. Il contratto non produce effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti dalla legge. Il principio della relativit del contratto mitigato dagli artt. 1333 e 1411 c.c. i quali sanciscono la validit di contratti aventi effetti sulla sfera giuridico-patrimoniale altrui, anche senza l'esplicito consenso dell'interessato, purch tali effetti siano migliorativi e lo stipulante abbia un interesse lecito, patrimoniale o morale, che giustifichi l'attribuzione a favore del terzo.
Approfondimento: Il contratto a favore dei terzi un contratto con il quale un soggetto, il promittente, si obbliga nei confronti della controparte interessata, lo stipulante, a eseguire una prestazione a favore di un terzo, che ne diviene creditore. Il terzo beneficiario, pur non essendo parte del contratto concluso dal promittente e dallo stipulante, pu rifiutare la prestazione nel termine richiesto dalla natura dell'affare o dagli usi (art. 1333 c.c.) e, qualora decida di volerne profittare, la sua dichiarazione rende definitivo l'acquisto del diritto, impedendo allo stipulante di modificare o revocare, in seguito, il beneficio. Il contratto a favore di terzi cos disciplinato: valida la stipulazione a favore di un terzo, qualora lo stipulante vi abbia interesse. Salvo patto contrario, il terzo acquista il diritto contro il promittente per effetto della stipulazione. Questa per pu essere revocata o modificata dallo stipulante, finch il terzo non abbia dichiarato, anche in confronto al promittente di volerne profittare. In caso di revoca della stipulazione o di rifiuto del terzo di profittarne, la prestazione rimane a beneficio dello stipulante, salvo che diversamente risulti dalla volont delle parti o dalla natura del contratto (art. 1411 c.c.).

2. Accezione positiva: Le parti, nel regolare i propri interessi patrimoniali, sono libere di: a) decidere autonomamente se concludere o no il contratto. b) decidere liberamente la persona del contraente. c) decidere quale tipo di contratto concludere, tra quelli disciplinati dal legislatore, in base all'assetto degli interessi che si intende realizzare. d) determinare autonomamente il contenuto del contratto tipico, nei limiti imposti dalla legge, inserendo clausole atipiche che rendano il contratto conforme ai concreti interessi delle parti. Il contratto con tali clausole aggiunte resta tipico a meno che esse non ne alterino la funzione. e) derogare convenzionalmente alla disciplina del procedimento di formazione del contratto. Per esempio decidendo di ritenere perfezionato un futuro contratto al momento della mera accettazione (prima che questa giunga al proponente). f) richiedere convenzionalmente, mediante atto scritto, il rispetto di una forma determinata, sebbene non richiesta dal legislatore, per il perfezionamento di un contratto. La forma convenzionale si presume iuris tantum (cio salvo non si provi il contrario) che sia richiesta ad substantiam actum ovverosia sotto la pena di nullit in caso di mancato rispetto e non come mera facilitazione della prova dell'avvenuta stipulazione (ad probationem actum). g) decidere di concludere un contratto atipico, diverso dai tipi aventi una disciplina particolare, purch siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico

Se per i contratti tipici, disciplinati dal legislatore, vi una approvazione a priori circa la funzione svolta dal singolo contratto, per quelli atipici necessaria una verifica, da parte del giudice, circa l'effettiva meritevolezza di tutela degli interessi perseguiti dalle parti e la conformit dei loro effetti essenziali (secondo la teoria della causa quale funzione economico-sociale del contratto) o della sintesi degli interessi delle parti (secondo la teoria della causa quale funzione economico-individuale) con i principi dell'ordinamento giuridico. Limiti all'autonomia contrattuale: L'autonomia contrattuale non subordinata solo al perseguimento di interessi socialmente utili (in virt del disposto ex art. 41 Cost.), al rispetto delle norme imperative (nel caso dei contratti tipici) e alla meritevolezza di tutela degli interessi perseguiti (nel caso dei contratti atipici): esistono ulteriori limiti all'autonomia contrattuale, di natura: a) legale:
I)

limiti alla libert di decidere se concludere o no un contratto. A tutela del contraente debole. In talune circostanze la legge stabilisce che i soggetti con particolari poteri contrattuali non possano scegliere liberamente se concludere o no un certo negozio giuridico, al fine di tutelare la controparte contrattualmente pi debole e impedire che a questa venga negata arbitrariamente la prestazione richiesta. Il monopolista legale ha, per esempio, l'obbligo di contrarre con chiunque gli richieda una prestazione compatibile con l'attivit e i mezzi ordinari dell'impresa ex art. 1679 c.c. A tutela di terzi, estranei al rapporto contrattuale. Il legislatore ha previsto un obbligo legale a contrarre a carico di un soggetto a tutela degli interessi di terzi; tale obbligo riguarda il proprietario di natanti e di veicoli a motore i quali devono necessariamente stipulare un contratto assicurativo per la responsabilit civile derivante dalla circolazione di tali mezzi. II) limiti all'autonoma determinazione del contenuto. La libert di determinare il contenuto dei contratti subordinata al rispetto dei limiti imposti dalla legge. Il legislatore vieta espressamente l'inserimento di taluni patti e clausole: il patto successorio, per tutelare la libert testamentaria (art. 458 c.c); il patto leonino, per permettere la equa divisione degli utili nella societ (art. 2265 c.c.); il patto commissorio, per tutelare la par condicio creditorum (art. 2744 c.c.); le clausole vessatorie, nei contratti tra consumatore e professionista, per tutelare il consumatore dal prevaricare della forza contrattuale della controparte professionista (art. 33, D.lgs. n206 del 2005). La legge pu limitare la libert negoziale dei contraenti per tutelare interessi generali (es: la determinazione autoritativa delle tariffe dei servizi pubblici) o per proteggere la controparte debole (es: l'equo canone). Le prescrizioni del legislatore contribuiscono alla determinazione del contenuto del contratto integrandolo o sostituendosi alle clausole convenzionali difformi. Inserzione automatica di clausole: Le clausole, i prezzi di beni o di servizi, imposti dalla legge sono di diritto inseriti nel contratto, anche in sostituzione delle clausole difformi apposte dalle parti (art. 1399 c.c.). La determinazione del contenuto del contratto inoltre limitata da un'ulteriore fonte eteronoma: gli usi negoziali, quando risultano, anche implicitamente, richiamati dalle parti.

Clausole d'uso: Le clausole d'uso s'intendono inserite nel contratto, se non risulta che non sono state volute dalle parti (art. 1340 c.c.). La legge prevede che uno dei contraenti, generalmente un imprenditore, possa regolare in modo uniforme una molteplicit di rapporti contrattuali predisponendo unilateralmente un complesso di clausole, le condizioni generali, che la controparte, presane visione, si limita ad accettare (o rifiutare) senza poterne modificare il contenuto. Condizioni generali di contratto: Le condizioni generali di contratto, predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei confronti dell'altro, se al momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza. In ogni caso non hanno effetto, se non sono specificatamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilit, facolt di recedere dal contratto o di sospenderne l'esecuzione, ovvero sanciscono a carico dell'altro contraente decadenze, limitazioni alla facolt di opporre eccezioni, restrizioni alla libert contrattuale nei rapporti coi terzi, tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie o deroghe alla competenza dell'autorit giudiziaria (art. 1341 c.c.).
III)

limite alla libera scelta del contraente. La legge limita, in certe occasioni, la scelta del contraente vincolando il proponente a indirizzare la proposta negoziale a soggetti determinati in base al loro particolare rapporto con l'oggetto mediato (la res) del contratto. Il legislatore concede ai coeredi il diritto di essere preferito ad altri soggetti qualora un altro erede voglia alienare una quota dell'eredit o parte di essa, per rispettare la volont degli altri eredi di evitare l'ingresso di estranei nella comunione ereditaria (retratto successorio: art. 732 c.c) Analogamente il conduttore di un immobile adibito a uso non abitativo ha il diritto di essere preferito ad altri qualora il locatore lo voglia alienare a titolo oneroso (diritto di prelazione del conduttore d'immobile di uso non abitativo: art. 38, L. n 392 del 1978). Altri beneficiari del diritto legale di prelazione sono: i partecipanti all'impresa familiare (art. 230bis c.c.); il concedente, nella mezzadria (art. 2157 c.c.); il creditore privilegiato (art. 2778 c.c.); il creditore pignoratizio (art. 2787 c.c); il creditore ipotecario (art. 2808 c.c.). b) convenzionale: I) limiti alla libert di decidere se concludere o no un contratto. Le parti possono obbligarsi, anche unilateralmente, mediante un contratto preliminare, a perfezionare un futuro contratto (definitivo) determinandone il contenuto. Obbligandosi a prestare il loro consenso alla futura stipulazione, le parti pongono convenzionalmente un limite alla libert di decidere l'an della stipulazione. II) limiti all'autonoma determinazione del contenuto. Le parti possono stipulare un contratto normativo mediante il quale regolamentano preventivamente le clausole o l'intero programma negoziale di futuri contratti.
III)

limite alla libera scelta del contraente. Le parti possono stipulare un patto di prelazione. Con esso il promittente concede convenzionalmente il diritto di preferenza, rispetto ad altri e alle stesse condizioni, a un soggetto che non ne beneficerebbe altrimenti (per prelazione legale) qualora decidesse di concludere un determinato contratto. A differenza della prelazione legale, il patto di prelazione non opponibile ai terzi cosicch il prelazionario leso non pu riscattare la res dall'acquirente.