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NORME PER LIMPAGINAZIONE

INDICE
1. Introduzione 2. Limpostazione della pagina 3. Caratteri, corpi (dimensione del carattere) e interlinea 4. La numerazione delle pagine 5. Esempio di indice 6. Righe bianche e spazi bianchi 7. Le note 8. Maiuscolo e minuscolo 9. Le parole straniere 10. Trattino medio e trattino corto 11. Gli elenchi 12. Apostrofi e virgolette 13. Gli accenti grave e acuto 14. Riferimenti bibliografici p. 1 p. 2 p. 2 p. 3 p. 3 p. 4 p. 4 p. 4 p. 4 p. 5 p. 5 p. 5 p. 5 p. 5

1. Introduzione Le norme di impaginazione di Caravilla editore sono uno strumento utile sia per lautore sia per leditore, per una serie di ragioni: - per stabilire tra lautore e leditore un medesimo linguaggio di comunicazione; - per consentire allautore di cominciare a prendere consapevolezza della complessit degli elementi di cui si compone un testo, ognuno dei quali devessere curato nel dettaglio; - per permettere alleditore di esaminare, consultare e valutare le opere ricevute con una certa rapidit, riducendo i tempi di correzione delle bozze e di impaginazione, e garantire allautore una risposta immediata sulla sua opera inviata; - per assicurare luno e laltro sullefficienza, la qualit, la professionalit dei servizi. Ogni autore oggigiorno tende a impaginare la propria opera sulla base del proprio gusto e questa pratica, il pi delle volte, diviene una delle ragioni per cui lopera inviata da un autore a un editore scartata. Ogni editore infatti possiede i propri criteri di impaginazione, stabiliti sulla base della/e principale/i tipologia/e di volume/i che solito pubblicare. Spesso lautore, e la sua opera, non preso in considerazione perch il suo gusto di impaginazione si scontra con quello fissato da un editore. Occorre rimarcare per che se da un lato lautore, spesso, non prende direttamente visione dei criteri di impaginazione comunemente impiegati dalleditore a cui invia la propria opera, dallaltro lato, leditore stesso non fornisce allautore (n fisicamente n interattivamente) uno spettro dei criteri di impaginazione che solito usare. Insomma, tra autore ed editore, il pi delle volte, si spalanca un abisso incolmabile che impedisce la comunicazione e il confronto. Caravilla editore vuole colmare questa voragine offrendo allautore la possibilit di
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prendere visione delle norme di impaginazione che leditore solito usare, e di applicarle alle proprie opere per instaurare una prima forma di comunicazione, un primo dialogo necessario per proseguire insieme unesperienza editoriale. Nei paragrafi successivi, le norme per limpaginazione e la compilazione delle opere usate da Caravilla editore. 2. Il formato e limpostazione della pagina Formato: A4 (21x29,7). Orientamento del testo: verticale. Margini: superiore cm 2; inferiore cm 2; destro cm 2; sinistro cm 2,5. Intestazione: cm 0. Pi di pagina: nessuno o automatico con note a pi di pagina. Rilegatura: cm 0. Colonne: 1. Numero di riga: nessuno. Sillabazione: nessuna. Filigrana: nessuna. Colore pagina: nessuna. Bordi pagina: nessuno. Rientro: nessuno. Spaziatura: nessuna. Interlinea: singola. Correttore ortografico automatico: disattivo. Il testo cos impostato sar di cm 16,5 di larghezza e 25,7 di altezza. 3. Caratteri, corpi (dimensione del carattere) e interlinea Titolo capitolo: corpo 16, grassetto (G), carattere Times New Roman, orientamento centrato. La distanza tra il titolo e il testo (o il paragrafo) devessere di due righe. Autore capitolo (quando il caso): corpo 12, grassetto (G), carattere Times New Roman, orientamento centrato. Devessere preceduto dalla preposizione di in minuscolo. Titolo paragrafo: corpo 12, grassetto (G), carattere Times New Roman, orientamento centrato. La distanza tra il paragrafo e il testo (o il sottoparagrafo) devessere di due righe. Titolo sottoparagrafo: corpo 12, grassetto (G), carattere Times New Roman, orientamento centrato. La distanza tra il sottoparagrafo e il testo (o il sotto-sottoragrafo) devessere di due righe. Titolo sotto-sottoparagrafo: : corpo 12, grassetto (G), carattere Times New Roman, orientamento centrato. La distanza tra il sotto-sottoparagrafo e il testo (o il sotto-sottosottoparagrafo) devessere di due righe. Titolo sotto-sotto-sottoparagrafo: : corpo 12, grassetto (G), carattere Times New Roman, orientamento centrato. La distanza tra il sotto-sotto-sottoparagrafo e il testo devessere di due righe. Testo: corpo 12, carattere Times New Roman, orientamento giustificato, interlinea singola. La prima riga di ogni capoverso va rientrata (tasto tab). Citazioni: fino a due righe, corpo 12, carattere Times New Roman, orientamento giustificato, interlinea singola, incluse tra le virgolette a caporale (); oltre le due righe, corpo 10, carattere Times New Roman, orientamento giustificato, interlinea singola, incluse tra le virgolette a caporale (), la prima riga devessere rientrata (tasto tab), devono essere staccate dal testo precedente e seguente di una riga. Note a pi di pagina: corpo 10, carattere Times New Roman, orientamento giustificato, interlinea singola, la prima riga devessere rientrata (tasto tab). Tabelle, grafici, figure: corpo 10 (o 12 a seconda della tipologia e della grandezza), carattere Times New Roman, interlinea singola, devono essere staccate dal testo precedente e seguente di una riga.

Didascalie tabelle, grafici, figure: corpo 10, corsivo (c), carattere Times New Roman, orientamento giustificato, interlinea singola. La didascalia della figura va al di sotto di essa, mentre quella della tabella va al di sopra. Frasi in evidenza nel testo: corpo 12, corsivo (c), carattere Times New Roman, orientamento giustificato, interlinea singola. Appendici, glossari, bibliografia: corpo 12, carattere Times New Roman, orientamento giustificato, interlinea singola. Appendici e glossari: la prima riga di ogni capoverso devessere rientrata (tasto tab); bibliografia: la prima riga devessere a filo sinistra della gabbia mentre tutte le altre vanno rientrate (tasto tab). Numero di pagina: in basso a destra. 4. La numerazione delle pagine Le prime 4 pagine del libro saranno gestite direttamente dalleditore. pagina 1: copertina; pagina 2: colophone; pagina 3: frontespizio; pagina 4: vuota. Lautore deve cominciare a numerare da pagina 5, seguendo il seguente criterio: presentazione, premessa, introduzione: iniziano a pagina dispari; titoli delle parti: iniziano a pagina dispari; primo capitolo: inizia a pagina dispari (i capitoli successivi ove capita, sia pagina dispari sia pagina pari); conclusioni: iniziano a pagina dispari; bibliografia: inizia a pagina dispari; indice: inizia a pagina dispari. 5. Esempio di indice INDICE Nota delleditore Nota dellautore Prefazione Premessa PARTE PRIMA: REGGIO GRECA E DINTORNI 1. Il concetto greco di regginit 2. Lodore dei secoli 3. Fortezza di Italia e di Sicilia Ecc. PARTE SECONDA: PILLOLE DI STORIE REGGINE 11. ANTICHITA, MITI E TRADIZIONI 11.1 Lorigine del nome Italia 11.2 Le antiche leggi dei reggini 11.3 Il primo storico di Occidente Ecc. BIBLIOGRAFIA SITOGRAFIA p. p. p. p. p. p. p. p. p. p. p. p. p. p. p.

6. Righe bianche e spazi bianchi Tra un capoverso e laltro: non lasciare mai una riga bianca, fuorch nel caso in cui si desidera staccare intenzionalmente una parte del testo da quella che la precede. Righe vedove e righe orfane: sono denominate in questo modo la prima riga o lultima di un capoverso quando rimangono sole allinizio o alla fine di una pagina. Da evitare.

Spazi bianchi allinizio della pagina: da eliminare. Spazi tra le parole: lasciare sempre un unico spazio bianco tra una parola e laltra. Spazi prima e dopo la punteggiatura: lasciare sempre un unico spazio dopo (e non prima) un segno di punteggiatura. Non lasciare mai uno spazio dopo lapostrofo. 7. Le note Esistono due tipi di note: bibliografiche e di approfondimento. Nelle prime si riporta gli estremi bibliografici dellautore citato. Nelle seconde, appunto, si approfondisce largomento trattato nel corpo del testo. Quando si usano le prime, nel corpo del testo non si riportano gli estremi bibliografici dellautore citato. Le note vanno inserite, di norma, a pi di pagina. La loro numerazione devessere crescente in modo progressivo, a partire dalla 1, e valevole per tutto il testo dellopera. Proseguire, mai ricominciare da 1, con lapertura di una nuova sezione del documento. Numero di riferimento della nota: in apice nel testo, corpo 10, prima della punteggiatura, senza parentesi. Testo della nota a pi di pagina: corpo 10, interlinea singola. Il numero di riferimento in nota devessere in corpo 10 ad apice, ed seguito dal testo della nota. Eliminare il filetto di separazione testo/nota e ogni riga bianca di spazio che si presenta tra una nota e laltra. 8. Maiuscolo e minuscolo Titoli di capitoli e paragrafi: minuscolo (escluso, ovviamente, liniziale). Singole parole nel testo: evitare il maiuscolo per metterle in evidenza ( preferibile il grassetto o il corsivo). Maiuscole di rispetto: da evitare. preferibile mettere sempre in minuscolo liniziale delle parole comuni (es. risorse umane, direzione, azienda), e lasciare le maiuscole soltanto per Paese, Repubblica (quando si riferisce alla Repubblica italiana), i nomi di uffici e reparti specifici (es. Direzione amministrativa, Ufficio spedizioni, Direzione del personale, ecc.), i termini comuni facenti parte di un nome proprio (es. Banca di Napoli), Stato. Usare liniziale maiuscola soltanto quando si vuole evidenziare in modo particolare un termine, che giustificato nel testo (es. la Verit). Qualifiche/titoli: minuscolo (es. dottore, presidente e non Dottore, Presidente). Nomi di discipline: minuscolo (es. la filosofia e non la Filosofia). Sigle di aziende o Stati: non puntate qualora la sigla formata da soltanto una lettera seguita dal punto (es. non F.I.A.T: ma Fiat, non U.S.A. ma Usa). Lasciare il punto quando segue pi lettere (es. Co.Re.Co). Lasciare maiuscole le sigle di due lettere (es. IT, UK), mentre per quelle di 3 o pi lettere lasciare la prima lettera maiuscola e le successive minuscole. Sigle di programmi: maiuscolo o in maiuscoletto: es. IHIRMS o IHIRMS. Sigle in psicologia: maiuscolo (es. DSM); Sigle della forma sociale: minuscole puntate, quando seguono un nome proprio (s.p.a., s.r.l., ecc.). Stesso dicasi per le sigle dei diversi tipi di legge e circolari (es. d.p.r., d.lgs., d.m., c.m., d.lgt., ecc.). Lasciare maiuscola la L. di legge. Usare un criterio uniforme per tutto il testo. 9. Le parole straniere Corsivo: soltanto per le parole che hanno un corrispettivo esatto in italiano. Tondo: parole straniere duso corrente tra i lettori o tra i tecnici di una disciplina. 10. Trattino medio e trattino corto Trattino medio (): usare in apertura e in chiusura quando in un periodo si inserisce un inciso. Trattino breve (-): usare soltanto per congiungere due parole. 11. Gli elenchi

Possono svilupparsi mediante numeri, lettere o simboli grafici. La prima riga di ogni punto dellelenco sar allineata a filo gabbia sinistra della gabbia, mentre le righe successive saranno rientrate, in modo tale che le prime lettere di ogni riga risultino tra loro allineate. Se lelenco preceduto da una frase che finisce con due punti, occorre mettere in minuscolo la prima parola di ogni punto (escluso, naturalmente, i nomi propri) e il punto e virgola dopo lultima parola di ogni singolo punto. Se invece la frase che precede lelenco finisce con il punto, occorre mettere in maiuscolo liniziale della prima parola e il punto dopo lultima parola. 12. Apostrofi e virgolette Apostrofare gli articoli la, lo, una, della, dello se la parola che segue inizia con una vocale (es. unaquila). Apostrofare di soltanto se seguito da una parola che inizia con la i. Qual deve essere sempre senza apostrofo. Non spaziare dopo lapostrofo e usare sempre lapostrofo con le grazie () ( ) e non quello dritto (') ("). Virgolette inglesi ( ): per evidenziare una parola; Virgolette a caporale ( ): per aprire e chiudere le citazioni nel testo. Se allinterno di una citazione contrassegnata da virgolette a caporale, viene riportata una seconda citazione, occorre indicare questultima con le virgolette inglesi. 13. Gli accenti grave e acuto Con accento acuto: poich, perch, s, nonch, affinch ecc.. Con accento grave: la terza persona presente del verbo essere, sia in minuscolo () sia in maiuscolo (). In maiuscolo non digitarla mai con lapostrofo (E); usare il simbolo corretto (). 14. Riferimenti bibliografici Nel testo: riportare il cognome dellautore, spazio, anno della prima pubblicazione in lingua originale tra parentesi tonde Freud (1899) disse che... oppure riportare tra parentesi tonde il cognome dellautore, seguito da una virgola, spazio e anno (Freud, 1899). Qualora si voglia indicare la pagina, questultima va inserita in parentesi nel testo, preceduta da p., dopo lanno, seguito da una virgola, e non nella bibliografia alla fine dellarticolo. Se la pagina si riferisce alledizione originale e non alla traduzione italiana eventualmente indicata nella bibliografia finale, allora si deve aggiungere ed. orig. (Loewald, 1980, p. 56 ed. orig.); se nella bibliografia finale sono indicate pi traduzioni, allora si deve specificare lanno della traduzione a cui si fa riferimento (Loewald, 1960, p. 97 trad. it. 1994). Se vi sono diverse pubblicazioni dello stesso autore nello stesso anno, si fa seguire lanno da lettere minuscole dellalfabeto in progressione. Se vi sono tra parentesi pi riferimenti dello stesso autore con indicato il numero delle pagine, le virgole serviranno a separare un riferimento dallaltro e non lanno dalle rispettive pagine; il punto e virgola preferibile usarlo per separare autori diversi, sempre allinterno della stessa parentesi. Se gli autori sono due, devono essere scritti entrambi e collegati da e, che pu essere usata anche per collegare gli ultimi due autori se sono tre. Se gli autori sono pi di tre, si scrive il cognome del primo autore seguito da et al. (in corsivo dal latino et alii). Esempi possibili sono i seguenti: - Freud (1899) disse che... - Secondo la teoria del sogno (Freud, 1899)... - I principi della terapia cognitiva (Beck et al., 1979) affermano che... - Kernberg (1981, p. 35) testualmente dice che... - Eissler (1953) scrisse che ogni introduzione di un parametro comporta il rischio che venga temporaneamente eliminata una resistenza senza che sia stata adeguatamente analizzata (p. 65). A fine testo: elencarli senza numerazione, in ordine alfabetico secondo il cognome dellautore e, per ciascun autore, nellordine cronologico di pubblicazione delle opere (per opere dello stesso

autore pubblicate nello stesso anno, si usino le indicazioni a, b, c accanto allanno di pubblicazione). Nel caso di cognomi analoghi (ad esempio Melanie Klein e George S. Klein), secondo liniziale del nome di battesimo; se vi sono cognomi e iniziali di nomi di battesimo uguali, i nomi di battesimo vanno scritti per esteso (e possibilmente non si deve scordare, per maggiore chiarezza, la middle initial a maggior ragione, questa regola va tenuta presente nel testo, soprattutto se vi sono autori che hanno uguale anche liniziale del nome di battesimo, ad esempio Daniel N. Stern e Donnel B. Stern). Lanno va tra parentesi subito dopo il cognome e liniziale del nome dellautore, seguiti da un punto, cos: Freud S. (1910). Se lautore ha due nomi propri (cio se vi anche una middle initial), cos come consuetudine nei paesi anglosassoni, si devono scrivere le due iniziali non separate da uno spazio (ad esempio: Bianchi G.A., Rossi P.F., Kernberg O.F., ecc.). Nel caso di lavori di pi autori, devono essere riportati i cognomi di tutti. Nel caso di un lavoro curato da autore/i, va riportato il nome del curatore/i seguito dalla dizione a cura di per le edizioni in lingua italiana e la dizione eds. o ed. per quelle in lingua straniera. Se lanno di pubblicazione diverso da quello originale, va messo dopo il nome della casa editrice preceduto da una virgola, altrimenti sufficiente lanno tra parentesi allinizio della voce bibliografica dopo il nome dellautore. I riferimenti bibliografici vanno quindi redatti secondo le regole desumibili dai seguenti esempi: Volume: Beck A.T., Rush A.J., Shaw B.F. and Emery G. (1979), Cognitive Therapy of Depression, Guilford Press, New York (trad. it.: Terapia cognitiva della depressione, Boringhieri, Torino, 1987). Curatela, un autore: Merini A., a cura di (1977), Psichiatria nel territorio, Feltrinelli, Milano. Curatela, pi autori: Boltanski L., Claverie E., Offenstadt N. and Van Damme S., eds. (2007), Affaires, scandales et grandes causes. De Socrate Pinochet, Stock, Paris. Saggio da curatela: Liotti G. (1985), Un modello cognitivo-comportamentale dellagorafobia, in Guidano V.F. e Reda M.A., a cura di, Cognitivismo e psicoterapia, FrancoAngeli, Milano. Beebe B. (1983), Mother-infant mutual influence and precursors of self and object representation, in Masling J., ed., Empirical Studies of Psychoanalytic Theories. Vol. 2, Analytic Press, Hillsdale, NJ. Saggio da rivista: Minguzzi G.F. (1986), possibile valutare i risultati della psicoterapia?, Giornale Italiano di Psicologia, 13, 1: 7-13. Testo non pubblicato: Benedetti G. (1988), Intervento nel dibattito sulla relazione di John Gunderson al Convegno Internazionale New Trends in Schizophrenia, Bologna, 14-17 aprile (incisione su nastro). Volume o articolo da sito Internet: Si seguono le stesse indicazioni come nel caso di volumi e articoli stampati, con laggiunta di: testo disponibile al sito: http://www... e la data di consultazione. In tutti questi casi si rammenti: di fare attenzione, se possibile, alle norme che regolano luso delle maiuscole nei titoli delle opere in inglese. Ad es. i titoli in inglese avranno le iniziali in maiuscolo di tutte le parole, eccezion fatta per a, an, the, e le congiunzioni e preposizioni fino a quattro lettere. Per quanto riguarda i saggi, le ricerche e i testi scientifici, le norme per i riferimenti bibliografici saranno comunicate direttamente dai singoli direttori di collana.