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Lurgenza della storia. Ieri verso il domani.

Alcune riflessioni
di Salvatore Bellantone

Il 13 settembre 2011, presso la piazza Matteotti di Bagnara Calabra, in occasione del Costaviola Incontra, si svolto lincontro culturale intitolato Lurgenza della storia. Ieri verso il domani. Relatori: Natale Zappal, Oreste Kessel Pace, Saverio Verduci, Domenico Raso. Pochi i partecipanti, circa tenta persone, cinquanta contando i passanti che si sono fermati per alcuni attimi. Lincontro culturale coincideva infatti con altri avvenimenti: il concerto di Raf, la festa di Madonna di Reggio, la partita di coppa Milan-Barcellona, i programmi televisivi che si segue abitudinariamente, la stanchezza della giornata lavorativa, gli impegni casalinghi, la cura dei figli in prospettiva del nuovo giorno di scuola a venire, la crisi economica, la perdita dei valori e dei diritti, la disperazione, i problemi di salute, sociali, psicologici, farmacologici e via dicendo di ognuno. Lincontro culturale non aveva pretese, consapevole che ognuno sceglie liberamente in quale maniera definire, intraprendere e gestire i propri impegni quotidiani e vitali, cosciente che ognuno decide di per s come occupare il tempo della propria vita. Pochi infatti hanno deciso di passare il proprio tempo partecipando allincontro culturale anzich fare altro, e questo un segnale indicativo. Lorario, la data, il luogo, naturalmente, hanno giocato la loro parte nel condizionare la scelta di ognuno. Le ore 21:00 del 13 settembre, quando ormai la scuola, il lavoro e tutto il resto ripreso, hanno chiesto troppo a chi avrebbe voluto parteciparvi. Forse sarebbe stato meglio un altro orario, unaltra data, un altro luogo e vi avrebbero aderito molti altri ancora. Ma lincontro culturale si svolto lo stesso, per quei pochi secondo i quali orario, data, impegni ed altri eventi non costituivano un peso, rispetto al tema che si sarebbe affrontato. Nel suo svolgimento, lincontro culturale ha confermato ci che recitava nel suo titolo: urgente tornare alla storia. Viviamo in un momento storico nel quale la globalizzazione, la tecnica, la mercificazione del reale, lomologazione, la crisi dei valori, laccelerazione forsennata e quantaltro impongono in modo onnilaterale uno stile di vita da formica, termite o ape. Siamo diventati schiavi, macchine al servizio di unape regina che c ovunque e non si rende visibile da nessuna parte: il potere. una lotta di tutti contro tutti, provocata da una serie di errori, fatti, contingenze che, dal passato, condiziona la nostra vita, il nostro presente, sfiancandoci. La crisi economica, lelevazione a potenza delle tasse, lo sfrenato consumismo, la nostra precariet (esistenziale, lavorativa, familiare, sociale, mentale, politica, economica, giuridica, di salute e di sussistenza), il culto dellapparenza e dellavere, il condizionamento subliminale dei mezzi di comunicazione di massa, compreso quello operato da internet, dalla scuola, dalle universit, dai partiti, dalle amicizie e dagli amori, ci ha spinto a unesistenza misera, tetra, grigia, disperata, povera, incerta. Non riusciamo a trovare, oggi, uno spiraglio di luce per sospirare un domani. E tutto ci, ci spinge alla solitudine e allabbandono di noi stessi; a mollare.

Ma innanzi al buio del nostro oggi, non resta altro che tornare indietro e interrogare la provenienza del buio stesso nel quale viviamo. Non rimane che capire come si oscurata la luce, come siamo finiti nel buio. Lurgenza della storia consiste in questo: per sopravvivere, oggi, occorre guardare al passato, l dove c ancora luce. La questione che ce ne siamo disabituati. Per questo motivo, i relatori che vi hanno partecipato erano studiosi e appassionati di storia. Perch questi non hanno perso quellabitudine e possono risvegliarla in altri, qualora altri decidano di riscoprirla. Pensionati, contadini, madri, casalinghe, avvocati, sindacalisti, dirigenti, un assessore, disoccupati, giovani studenti, operai, lavoratori: i 30 partecipanti si occupano di questo nella vita. Rappresentano parte del nostro tessuto sociale, s, ma quella sera hanno aderito allincontro culturale non per quello che fanno bens per linteresse che avevano: la conoscenza della storia, lurgenza del tema. Sono persone che non vedendo salvezza nel presente, hanno scelto di cominciare o continuare a cercarne le tracce nel passato. Quei pochi che hanno partecipato allincontro, rispetto a tutti gli altri che hanno avuto impegni altrettanto urgenti e disparati, hanno testimoniato la condizione nella quale i saperi, le arti e le scienze si trovano: non esistenza bens resistenza. Oggigiorno, pochissimi desiderano conoscere, malgrado la nera condizione nella quale si vive. Tutti gli altri preferiscono farne a meno, perch conoscere non serve a nulla: non ti offre da mangiare, non ti fa sopravvivere. Quando ci si ancora a una tale certezza sapienzial-popolare pu sembrare che si giunti alla fine e che inutile non soltanto proporre incontri culturali come quello sullurgenza della storia, ma qualsiasi altro evento che ha a che fare con i saperi, le arti e le scienze. E invece no: la fine spetta soltanto a chi si aggrappa a quella certezza. Anche per quei 30 partecipanti, i saperi, le arti, le scienze, insomma la conoscenza inutile ma anche qualcosaltro. Se il presente propone soltanto prospettive mortali, allora la conoscenza diventa una necessit per la vita. Lurgenza della storia consiste proprio in questo. Lincontro culturale si reso testimone di una tremenda verit: i molti se ne infischiano della conoscenza perch non paga n sazia, i pochi sanno di non poterne fare a meno, perch non individuano nessunaltra alternativa alla degenerazione attuale. Il problema che sono i molti a governare loggi, mentre i pochi non sono accettati, non hanno diritto di cittadinanza, perch non la pensano come i primi, non sono come i primi. Mentre i primi infatti preferiscono ignorare perch considerano la conoscenza inutile, i secondi la reputano vitale e scelgono di conoscere. Dal momento che sono i molti a dominare la societ, si comprende perch si assiste alla degenerazione generale: questultima dovuta non soltanto alloblio ma anche allatteggiamento che i molti prediligono, appunto, il non voler sapere. Loscurit nella quale viviamo una conseguenza di questo atteggiamento sviluppatosi nel corso del tempo. Il buio odierno, assieme a tutti i suoi retroscena, primariamente un prodotto nostro, il nostro figlio prediletto. Chi giunge a questa prospettiva, deve riconoscere lurgenza della storia e, quindi, rimediare al figlio che ha messo al mondo: il presente. Per farlo, per, deve crescere diversamente un altro figlio, il domani, ricordando il passato, il suo passato, ricordando chi era ed e trovare la forza per cambiare atteggiamento: conoscere. Lurgenza della storia chiama in causa tutti, nessuna eccezione, ma a rispondere sono pochissimi, come i 30 che hanno partecipato allincontro culturale. Nel corso della serata si parlato dellessenza della storia, del suo metodo, delle strumentalizzazioni politiche e propagandistiche che ha subito nel corso del tempo. Non solo. Si evidenziata la tendenza da parte del popolo meridionale a dimenticare le proprie radici, uninclinazione causata da numerosi fattori, tra i quali: lo stile di vita libertino e americanistico diffusosi a partire dal dopoguerra, i mezzi di comunicazione di massa, il benessere, la criminalit, laffarismo, la politica, le direttive ministeriali, gli insegnanti, la scuola. A scuola si continua a ignorare la storia della nostra terra e a studiare male quella nazionale o mondiale perch non si fa storia. Leggere, imparare a memoria, ripetere la lezione di storia al professore durante linterrogazione e poi fare di nuovo le stesse cose, e ancora ancora ancora per diversi giorni e anni, dimenticando sempre la lezione passata e appena letta, imparata e ripetuta non fare storia. La storia si studia a contatto con le fonti, ha bisogno di altri metodi, di altri professori, di altre direttive

ministeriali. Ma lo stesso vale per le altre discipline. Se non si cambia il metodo, in primo luogo nelle scuole, anzich stimolare i giovani al pensiero critico e alla conoscenza, li si trasforma in macchine, cavie da banco, schiavi. Non a caso, in Calabria si pubblicano molti libri ma se ne leggono pochissimi. Non a caso, specie tra i giovani, aumenta la criminalit, lindifferenza, la tendenza al dolce far nulla. Il tema dellincontro culturale, lurgenza della storia, non era altro che un segnale dallarme pi ampio: lurgenza della conoscenza. Lignoranza ci ha condotti in questo grigio presente, a questa vita morente e decadente. Se il presente zeppo dignoranza, allora occorre guardare altrove, magari in direzione del passato, dove riposano i saperi, le arti e le scienze, dove la dormiente conoscenza attende di essere risvegliata per svegliare lei stessa i sonnolenti. naturale che tutte le scoperte archeologiche, artistiche e sapienziali che avvengono da tanti anni nel territorio calabrese vengono dimenticate, passano in sordina piuttosto che essere valorizzate: lignoranza, appunto, non pu fare altro che ignorare i tesori che ha sotto gli occhi. Ma se questi patrimoni possono essere utili, oltre che per riscoprire chi eravamo dunque chi siamo anche per risollevarci dalla critica degenerazione economica nella quale affoghiamo, allora continuare a ignorarli come gettarsi da soli da un precipizio. Se la moda dominante preferisce ignorare il passato, la nostra storia, i nostri tesori, se predilige il non sapere su queste fondamenta che si fortifica ogni potere allora chiaro che non c scampo: lo strapiombo soltanto a un passo da ognuno di noi. Malgrado questa situazione disastrosa, malgrado regni il potere dei molti e dunque si viva in una perpetua volgarizzazione dellesistenza, i pochi, anzi, i pochissimi resistono, come i 30 che hanno partecipato allincontro culturale del 13 settembre. sempre stato cos! ha detto Domenico Raso, per nulla spaventato della catastrofe attuale. La sua presenza stata il tesoro pi prezioso della serata: appunto, la conoscenza. Ascoltare dal vivo le sue parole, vederlo sorridere, guardare i suoi occhi ancora battaglieri e speranzosi, ammirare la sua pelle testimone di una vita passata nello studio, nella ricerca, negli scavi, nei viaggi, nella lettura, nei saperi, come un monolite che continua a ergersi in mezzo a una bufera, il nostro presente, stata lesperienza che ha fortificato quei pochi, relatori compresi, nel continuare a resistere, nel proseguire a conoscere. Nel buio di quella serata e del tempo nel quale viviamo, i partecipanti hanno potuto trovare la luce che urge diffondere nella propria vita, nella propria terra, ovunque: nella conoscenza si sempre in pochi ma da quando ci si incontra non si mai pi da soli.