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Corriere.della.sera.07.09.11

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01/15/2013

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Roma, Piazza Venezia 5

Tel. 06 688281
MERCOLEDÌ 7 SETTEMBRE 2011 ANNO 136 - N. 211-212
Milano, Via Solferino 28 - Tel. 02 6339
Servizio Clienti - Tel. 02 63797510
In Italia EURO 1,20
Fondato nel 1876 www.corriere.it
1:25000
Carta
Allegato a Meridiani Montagne N° 52 - Direttore Responsabile Marco Albino Ferrari - Errestampa (Orio al Serio - BG)
▲Sentieri, itinerari di scialpinismo
e il Mountain & Garda Bike, grande
anello di oltre 200 chilometri
▲ Tutti i rifugi e i numeri utili
Valle del Sarca ca
IN REGALO
LA CARTINA INEDITA
Con Sette Azzurri qualificati con due turni d’anticipo
Giannelli
Messaggio dalla latitanza
di A. Bocci, A. Costa, A. Pasini, M. Sconcerti alle pagine 64-65
Berlusconi alla Camera
Pazzini porta l’Italia agli Europei 2012
Domani in edicola a 1 euro
più il prezzo del quotidiano
«Chiedo aiuto
per ritrovare
il feretro
di papà Mike»
Sono morte
le gemelline
nate unite
a Bologna
I conti degli altri
I tre milioni e le manette
METTETE UN PUNTO
Nota di Lavitola
«Il premier disse:
assisti Tarantini»
Polemiche e tafferugli al via della corsa
Battuta la Slovenia con un gol nel finale
La lettera del figlio La tragedia
IL PECCATO TEDESCO SUL DEBITO
I VITALIZI
SCANDALOSI
E NASCOSTI
NELLE REGIONI
L’inefficace norma
sui grandi evasori
«Inutilizzabili
le intercettazioni
su Ruby»
La manovra cambia ancora. Au-
mento dell’Iva dal 20 al 21%, contri-
buto di solidarietà del 3%sui reddi-
ti oltre i 300 mila euro annui, inter-
vento sulle pensioni delle donne:
anticipato dal 2016 al 2014 l’iter per
l’aumento a 65 anni. La Ue: bene.
Cortei della Cgil, ieri, per lo sciope-
ro generale. Accuse al governo.
DA PAGINA 2 A PAGINA 13
Pensioni delle donne, anticipato al 2014 l’iter per l’aumento a 65 anni. La Ue: bene le misure
Cortei della Cgil in cento città per lo sciopero generale. L’accusa della Camusso al governo
di ALDO GRASSO
Inediti d’autore
Donato Carrisi
A PAGINA 35 A PAGINA 35
C
ome Achille piè veloce,
che nel paradosso di
Zenone di Elea rincorre
la tartaruga senza riuscire
mai a raggiungerla,
l’operaio Ernesto
Vernacchia insegue da
anni la pensione e quella
via via si allontana.
Immaginate la sua rabbia:
e i diritti acquisiti?
Risposta dello Stato: è
il destino, si metta l’animo
in pace. Va da sé che
questo vale per i comuni
mortali. Per «loro» no.
CONTINUA A PAGINA 16
Approfondimenti su
pensioni e fisco
ALLE PAGINE 14, 15, 17
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di LUIGI FERRARELLA
e GIUSEPPE GUASTELLA
Iva al 21%e prelievo sopra i 300 mila euro
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di DARIO DI VICO
A PAGINA 29
di BEPPE SEVERGNINI
N
oi italiani, anche nei momenti di crisi nera, mentre la Borsa crolla e sale la sfiducia dei
partner europei, non ci facciamo mancare nulla. L’ultima trovata è il Giro della Padania, la
più immaginaria delle corse ciclistiche, visto che la Padania non si trova su nessun Baedeker, è
solo un miraggio secessionistico di una geografia immaginaria. CONTINUA A PAGINA 31 Muschella
di MICHELE BONGIORNO di MARIO PAPPAGALLO
Incontri nel 2010 dopo l’indagine della Corte dei Conti
di MASSIMO MUCCHETTI
Il Comune di Milano annuncia controlli fiscali sui furbi del parcheggio
di SERGIO RIZZO
e GIAN ANTONIO STELLA
A PAGINA 58
A PAGINA 28
Cambia ancora la manovra, messa la fiducia. Torna, ma da una soglia di reddito più alta, il contributo di solidarietà: sarà del 3%
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di FIORENZA SARZANINI
Penati e il caso Serravalle
La diplomazia segreta
per giustificare il prezzo
A
ngela Merkel paragona l’Italia alla Grecia.
Per quanto si possa dir male del nostro
governo, il cancelliere sbaglia. CONTINUA A PAGINA 58
I
l Comune di Milano annuncia
controlli fiscali per chi parcheg-
gia abusivamente negli spazi riserva-
ti ai portatori di handicap. Fa bene,
fa male? Be’, è semplice. Farebbe ma-
le se, tra i diritti dell’uomo, ci fosse
quello di rubare i posteggi ai disabi-
li. Poiché non è così, fa bene: avanti
coi controlli fiscali per i furbastri. E
magari qualche pomeriggio ad ac-
compagnare anziani su e giù dal
metrò, quando l’Atm si dimentica
di aggiustare le scale mobili.
CONTINUA A PAGINA 39
Caccia a chi ruba i posti dei disabili
di MASSIMO FRACARO
di F. BUFI e D. MARTIRANO
N
essuno a questo
punto può offen-
dersi se comincia-
mo a chiamarlo
governo Penelope. Come la
sposa di Ulisse anche l’ese-
cutivo di centrodestra pre-
sieduto da Silvio Berlusconi
ha cucito, disfatto e ricucito
la tela della manovra. Sia-
mo arrivati al quarto re-
styling e a questo punto c’è
solo da pregare che ci ri-
sparmino il quinto. E che
approvino velocemente il
provvedimento per tampo-
nare la crisi di credibilità in
cui siamo caduti. Già le no-
stre banche stanno pagan-
do a caro prezzo l’allarga-
mento dello spread e anche
un solo punto in più di tas-
so di interesse del debito ci
costa a regime l’1,2 del Pil.
È evidente, poi, che ope-
rando con continui ram-
mendi le coerenze alla fine
risultano impossibili e il go-
verno messo di fronte al ri-
proporsi dell’emergenza, e
incalzato dal Quirinale, ha
finito per fare la scelta più
scontata: aumentare le tas-
se dirette e indirette. Il tut-
to condito da un incredibi-
le balletto delle cifre che è
cont i nuat o anche nel
weekend di Cernobbio. Così
ieri, nell’ennesima convul-
sa giornata in cui l’onore na-
zionale è rimasto appeso al-
l’altalena del differenziale
Btp-Bund, abbiamo dovuto
subire persino lo sberleffo
del portavoce del governo
spagnolo, il signor José
Blanco, che ha ironizzato
sullo stop and go del nostro
piano di aggiustamento e ci
ha accomunati alla Grecia
come affossatori dei merca-
ti finanziari.
Sia chiaro: gli iberici stan-
no molto peggio di noi in
quanto a tenuta dell’econo-
mia reale ma politicamente
hanno fatto le mosse giu-
ste. Hanno confezionato
una manovra coerente e
l’hanno approvata con voto
bipartisan. Noi, da masochi-
sti, abbiamo operato al con-
trario. Prendiamo le pensio-
ni. Un esecutivo coraggioso
avrebbe completato la rifor-
ma e avrebbe colto l’occa-
sione per delineare una pri-
ma tranche di scambio ge-
nerazionale, il governo di
Roma invece prima ha cedu-
to ai veti di un singolo parti-
to, poi ha rivolto i tagli ver-
so un settore di pensionati
salvo cambiare successiva-
mente direzione e rivolger-
si altrove.
Anche in materia di libe-
ralizzazioni ci si è rimangia-
ti qualcosa. La deregulation
delle aperture del commer-
cio era una delle poche mi-
sure rivolte a stimolare la
crescita, ebbene nottetem-
po la maggioranza ha mes-
so in atto un blitz amputan-
do il provvedimento e circo-
scrivendolo alle sole città
d’arte o turistiche. Stessa
(perversa) logica è stata ap-
plicata alla liberalizzazione
delle farmacie, con un
emendamento il centrode-
stra ha reintrodotto il nume-
ro chiuso per evitare che
prevalesse — testuale —
«la logica della convenien-
za economica»!
Confidiamo, dunque,
che la manovra venga ap-
provata già oggi e che il
Consiglio dei ministri do-
mani, quando varerà il dise-
gno di legge costituzionale
di abolizione delle Provin-
ce, operi con onestà intellet-
tuale. L’iter è già di per sé
lungo, tocca al governo scri-
vere un testo rigoroso e deli-
neare un percorso accelera-
to. Un dubbio, però, resta:
che fine ha fatto il dimezza-
mento dei parlamentari?
twitter@dariodivico
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Giro di Padania, in fuga dalla realtà
R
iparte l’inchiesta per
abuso d’ufficio sull’ac-
quisto del 15% dell’auto-
strada Serravalle da parte
della Provincia di Milano e
dalle carte spuntano le
mosse di Penati, mentre
l’indagine viene trasferita
alla Procura di Monza che
già indaga sulla presunta
tangente da due milioni al-
l’esponente del Pd.
Dalle intercettazioni del-
la Finanza emerge il nervo-
sismo dei protagonisti del-
l’affare Serravalle, a partire
da Penati, quando un anno
fa si scoprì che la Procura
contabile indagava su di lo-
ro per un danno erariale di
almeno 76,4 milioni. Sms,
incontri riservati e contatti
per una linea comune.
A PAGINA 27
Assegni d’oro
italia: 515249535254
Codice cliente:
Alla fine, nella manovra per
l’anticipo del pareggio di
bilancio, entra anche
l’aumento dell’Iva, l’imposta
sui consumi. L’aliquota
ordinaria sul valore aggiunto
sale dal 20 al 21%, e diventa
tra le più alte d’Europa. Si
applica a tutti i beni e i servizi
diversi dai generi alimentari di
prima necessità, prodotti
editoriali, alberghi, bar,
ristoranti, particolari
operazioni di recupero edilizio.
L’eliminazione del contributo
di solidarietà sui redditi medio
alti fa ripartire il prelievo sugli
stipendi dei dipendenti
pubblici e il contributo sulle
pensioni d’oro. Funzionari e
dirigenti pubblici subiranno un
taglio del 5% sulle
retribuzioni sopra i 90 mila
euro, e del 10% sulla parte
eccedente i 150 mila. Anche
per le pensioni oltre 90 mila
euro l’anno scatta il taglio del
10%.
ROMA—Aumento dell’ali-
quota ordinaria dell’Iva dal
20 al 21%, contributo di soli-
darietà del 3% sui redditi ol-
tre i 300 mila euro annui, ac-
celerazione del percorso di
adeguamento dell’età per le
pensioni di anzianità delle
donne, nel settore privato, a
65 anni. Di fronte al nervosi-
smo dei mercati, e dopo l’ap-
pello del presidente della Re-
pubblica a rafforzare la ma-
novra per renderla più credi-
bile, il governo rimette le ma-
ni sul piano per l’anticipo
del pareggio di bilancio al
2013.
Nella manovra di Ferrago-
sto, insieme a una modifica
delle nuove norme penali sul
carcere per gli evasori, entra
così, a integrale migliora-
mento dei saldi e non per co-
prire altre spese, un nuovo
aumento delle tasse che vale
altri 4 miliardi di euro l’an-
no. Portando il totale delle
misure di correzione del defi-
cit pubblico a 4 miliardi sul
2011, 10 sul 2012, 28 nel
2013 e a 51 nel 2014. Che na-
turalmente si sommano agli
interventi decisi già a luglio
che portano l’entità della ma-
novra complessiva a cifre da
capogiro: 4 miliardi nel
2011, 28 l’anno prossimo, 54
nel 2013 e 60 nel 2014. Tutte
le nuove entrate arriveranno
dall’aumento dell’Iva, quindi
dalle tasse sui consumi, vi-
sto che il gettito del contribu-
to di solidarietà, come i ri-
sparmi di spesa sulle pensio-
ni delle donne nei primi an-
ni, sono irrisori.
A essere colpiti dall’ina-
sprimento dell’Iva saranno
tutti i servizi (da quelli pro-
fessionali alle bollette e alle
tariffe) e un gran numero di
beni. Di fatto restano esclusi
dagli aumenti solo gli ali-
mentari (ma non tutti, solo
quelli considerati essenzia-
li), l’editoria, bar, ristoranti,
alberghi e ristrutturazioni
edilizie. Con l’incremento de-
ciso ieri, per giunta, l’aliquo-
ta ordinaria dell’imposta sul
valore aggiunto in Italia di-
venta tra le più alte nella zo-
na euro: ci superano solo la
Finlandia (25%), poi Grecia e
Portogallo (23%), e arrivia-
mo al livello del Belgio e del-
l’Irlanda.
Per integrare la manovra
sotto il profilo dell’equità
(l’aumento dell’Iva colpisce
tutti nella stessa misura,
quindi fa più male ai poveri
che ai ricchi), arriva anche il
contributo di solidarietà sui
redditi più alti. Era già entra-
to nella prima versione del
decreto (quella decisa ieri è
la terza modifica sostanziale
della manovra bis), e doveva
colpire con una sovrimposta
del 5% i redditi oltre 90 mila
euro e del 10% quelli oltre i
150. Poi era saltato e ora ri-
torna, ma solo per i super ric-
chi, e in misura più limitata.
Il vertice di maggioranza, nel
pomeriggio, aveva proposto
una soglia di 500 mila euro,
il Consiglio dei ministri l’ha
ridotta a 300 mila. Chi dichia-
ra più di quella cifra dovrà
versare al Fisco, sulla porzio-
ne di reddito eccedente, un
3% in più. A essere colpiti, in
buona sostanza, saranno ap-
pena 34 mila contribuenti: il
53% sono dipendenti del set-
tore privato, l’8,5%dipenden-
ti pubblici, il 34% lavoratori
autonomi. Con un gettito an-
cora da cifrare, ma che do-
vrebbe aggirarsi intorno ai
200 milioni di euro.
L’ultima modifica alla ma-
novra riguarda l’età per la
pensione di anzianità delle
donne nel settore privato. Il
progressivo adeguamento
dai 60 ai 65 anni partirà nel
2014 e si concluderà nel
2026. Nel primo anno è previ-
sto l’aumento dell’età mini-
ma di un mese, due nel se-
condo anno, tre nel terzo e
così via, per procedere con
scatti semestrali a partire dal
2020. Anche questa è una
norma di sistema, introdotta
per rendere più credibile il
piano di risanamento anche
sul lungo periodo, perché co-
mincia a portare gettito do-
po il 2014 (appena 112 milio-
ni di euro), quando il pareg-
gio di bilancio dovrebbe esse-
re già raggiunto, e produce i
suoi pieni effetti solo nel
2026.
Ieri il governo ha deciso di
accelerare anche la riforma
della Costituzione, dove ver-
ranno inserite la cosiddetta
«regola d’oro», ossia il vinco-
lo al pareggio di bilancio, e
l’abolizione delle Province,
con il passaggio alle Regioni
di funzioni, competenze e
personale. Il disegno di leg-
ge costituzionale, secondo
quanto ha deciso il vertice di
maggioranza, sarà approva-
to domani stesso dal Consi-
glio dei ministri.
Mario Sensini
msensini@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’aumento graduale dell’età della pensione delle donne a 65
anni scatterà a partire dal 2014


L’imposta sui consumi sale al 21%, contributo del 3% oltre i 300 mila euro
I punti
Negozi e farmacie: la liberalizzazione rallenta
Riforma degli ordini, la protesta degli avvocati
Statali e pensionati d’oro
Prelievo del 5-10%
La manovra Le misure
34 mila
Il superprelievo
La misura riguarda 34
mila contribuenti: il
53% sono dipendenti
del settore privato,
l’8,5% dipendenti
pubblici, il 34%
lavoratori autonomi
100%
Enti locali
I Comuni italiani che
saranno coinvolti nella
lotta all’evasione
fiscale incasseranno il
100% delle somme in
questo modo
recuperate.
1,8 miliardi
Energia
Sulle imprese
dell’energia arriva una
nuova tassa, la Robin
Hood Tax, che porterà
maggiori entrate «non
inferiori» a 1,8 miliardi
nel 2012.
4 miliardi
Saldi
Il totale delle misure di
correzione del deficit
pubblico nella
manovra vale 4
miliardi sul 2011, 10
sul 2012, 28 nel 2013
e 51 nel 2014.
Iva, pensioni e super prelievo
Ecco la nuova manovra
L’Iva sale dal 20 al 21%,
Porterà 4 miliardi l’anno
Donne Manette Per chi non sale l’Iva
Mercato e regole
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L’innalzamento dell’età
del ritiro per le donne
anticipato di 2 anni rispetto
all’ipotesi di partenza
Manette ai superevasori,
la soglia dei 3 milioni
vale se rappresenta
il 30% del fatturato
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Esclusi dagli aumenti gli
alimentari essenziali,
editoria, bar, ristoranti,
alberghi e ristrutturazioni
MILANO — Ripartono le porte girevoli della
liberalizzazione. Da luglio a oggi sono tante le
categorie entrate e uscite dal testo della
manovra correttiva. Adesso che si avvicina il
varo definitivo si risentono proteste e appelli.
Tornano a placarsi le ire dei commercianti: dal
testo sparisce la possibilità per gli esercenti di
derogare ai limiti su apertura e chiusura e sul
periodo di festività. Un emendamento,
approvato in commissione Bilancio, fa saltare
un progetto caro al ministro Brambilla e così la
liberalizzazione delle chiusure sarà limitata
solo alle località turistiche e alle città d'arte.
Quindi si torna di fatto a quanto previsto dalla
manovra varata a luglio. Situazione molto più
ingarbugliata sul fronte delle professioni
ordinistiche: raggiunto l’accordo sul
mantenimento degli esami di Stato e sulla
conferma dell’attuale struttura ordinistica,
rimane ancora qualche insoddisfazione. Per gli
avvocati dell’Oua (Organismo unitario
dell’avvocatura) non basta: «Rimane forte
l’attacco alle libere professioni con una forzata
e ingiusta equiparazione alle imprese: gli
avvocati, come i medici e i notai, non sono
imprenditori, perché tutelano diritti sanciti
costituzionalmente». Anche nel mondo dei
farmaci serpeggia delusione: a lamentarsi sono
i titolari delle parafarmacie che attendevano
un’apertura che permettesse anche a loro di
dispensare farmaci con obbligo di ricetta. E
invece tutto rimane com’era. Infine arriva dal
Senato notizia di una raccolta firme condotta
da Franco Mugnani (Pdl) per non far inserire
nel maxi emendamento alla manovra una
norma che prevede il dimezzamento
dell'indennità di senatori e deputati che hanno
un introito dalla loro professione.
«Rappresenterebbe una vera e propria
discriminazione — sostiene Mugnani — nei
confronti di tutto il lavoro autonomo. Meglio
parametrare l’indennità alle presenze in Aula».
Isidoro Trovato
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il ministro
Giulio Tremonti
2 Primo Piano
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
La manovra anticipa ancora
di due anni l’adeguamento
delle pensioni di vecchiaia
delle donne nel settore
privato. Il percorso che
gradualmente porterà l’età
da 60 a 65 anni inizierà così
nel 2014, per concludersi nel
2026. Il primo anno ci sarà
un aumento dell’età di
pensione di un mese, il
secondo di due mesi e così
via, mentre dal 2020 gli scatti
saranno di sei mesi l’anno.
La manovra stabilisce che
entro il prossimo anno sia
varata la riforma
dell’assistenza (invalidità,
pensioni di reversibilità) con
un taglio di spesa di 4 miliardi
nel primo anno, di 12 nel
2013 e 20 nel 2014. Se la
riforma non arriverà a questi
risultati, automaticamente
scatterà il taglio lineare di
tutte le agevolazioni e
detrazioni fiscali, per un pari
importo.
I nuovi contratti di lavoro
aziendali o territoriali, con
l’accordo delle imprese e dei
sindacati, potranno derogare
al contratto collettivo e allo
Statuto dei lavoratori.
Compreso l’articolo 18 che
tutela i lavoratori nelle aziende
con oltre 15 dipendenti. I
nuovi contratti, tuttavia, non
potranno mai derogare alle
norme che impediscono il
licenziamento delle donne in
congedo di maternità.
I dipendenti pubblici che
optano per il pensionamento
anticipato dovranno attendere
due anni per avere dallo Stato
la buonuscita, che corrisponde
al Trattamento di fine
rapporto. La misura dovrebbe
riguardare nel 2102 poco
meno di 20 mila lavoratori.
Sparisce, invece, la norma che
prevedeva il congelamento
della tredicesima in caso di
sforamento degli obiettivi di
budget.
Dopo quelle degli anni scorsi,
e quella decisa nello scorso
mese di luglio, arriva un’altra
sforbiciata alle dotazioni
finanziarie dei ministeri. La
manovra di agosto prevede
una riduzione della spesa di 6
miliardi nel 2012 e di altri 2,5
l’anno successivo. Che,
sommata a quelle precedenti,
porta il taglio complessivo a
11,5 miliardi nel 2012 e a
oltre 7 miliardi di euro nel
2013 e nel 2014.
I Comuni saranno coinvolti
nella lotta all’evasione e
incasseranno il 100% delle
somme recuperate. La
manovra prevede poi il carcere
per chi evade grosse somme
(che saranno commisurate al
fatturato), e un aggravio del
10% sull’Ires delle società di
comodo. Il fisco potrà accedere
più disinvoltamente ai conti
bancari dei contribuenti, non
più solo caso per caso e sulla
base di un accertamento.
Il superprelievo sugli alti redditi si applicherà a partire dai 300 mila
euro di guadagno lordo annuale, per una quota del 3%
Nonostante le proteste di
sindaci e governatori,
Regioni, Province e Comuni
dovranno fare altri sacrifici.
La manovra prevede altri 6
miliardi di tagli nel 2012, e
3,2 nel 2013, che potranno
essere parzialmente
compensati con gli incassi
della Robin Hood Tax. Per le
amministrazioni locali, in
tutto, ci sono 6,5 miliardi di
tagli nel 2012, 9 nel 2013,
11,4 nel 2014.
Con l’Iva che passa dal 20 al 21% l’Italia si allontana dalla Germania, ma
anche da Francia e Gran Bretagna, raggiungendo il livello di Belgio e Irlanda
A carico delle imprese che
operano nel settore
dell’energia viene stabilita
una nuova tassa, la Robin
Hood Tax, che porterà
maggiori entrate «non
inferiori» a 1,8 miliardi nel
2012 e 900 milioni nei due
anni successivi. Il gettito che
ne deriverà andrà ad
alleviare i tagli operati a
carico degli enti locali. Tasse
in aumento anche per le
cooperative.
Domani il governo
approverà, a corredo della
manovra, un disegno di
legge di modifica della
Costituzione per
l’inserimento del vincolo del
pareggio di bilancio e
l’abolizione delle Province.
Funzioni e competenze di
queste ultime, ma anche il
personale, secondo quanto
stabilito dal governo,
saranno assorbite
direttamente dalle Regioni.
Introdotto sui redditi oltre 90
mila euro, poi cancellato,
ritorna nella manovra il
contributo di solidarietà sui
redditi più elevati. La soglia
oltre la quale scatterà il
prelievo è stata fissata dal
Consiglio dei ministri a 300
mila euro, e si applicherebbe
sulla quota di reddito
eccedente quella cifra. La
sovrattassa sull’Irpef, secondo
i dati del Tesoro, riguarderà
34 mila contribuenti.
Stato ed enti locali dovranno
adeguare entro un anno le
proprie leggi al principio
secondo cui «l’iniziativa
privata è libera ed è
ammesso tutto ciò che non è
espressamente vietato». In
vista c’è anche la riforma
delle professioni regolate
dagli Ordini. Più libertà anche
per gli esercizi commerciali:
almeno nelle città turistiche
potranno avere orari di
apertura più lunghi.
Buonuscita, rinvio di 2 anni
per incassare l’assegno
Pensioni delle donne,
verso i 65 anni dal 2014
Via libera, con un
emendamento
dell’opposizione accolto dal
governo, alla revisione della
spesa storica della pubblica
amministrazione, preludio
all’applicazione dei "costi
standard", come per gli enti
locali. Previsto l’accorpamento
degli enti previdenziali e di
tutti gli uffici del governo a
livello provinciale. Le norme
attuative sono attese tra due
mesi.
Contratti aziendali,
si potrà licenziare
Ministeri, nuovi tagli
da 6 miliardi
Spesa, parte il check up
verso la «SuperInps»
Riforma delle professioni
e orari liberi nei negozi
Enti locali, risparmi
per altri 6 miliardi
Riforma assistenza
o taglio alle detrazioni
Imprese energia e coop,
aumentano le tasse
Una modifica alla Carta
per abolire le Province
Contributo del 3%
oltre i 300 mila euro
Contro l’evasione
più poteri ai Comuni
Attenuanti cancellate
Imposte Non cambia la soglia automatica dei tre milioni di euro per l’arresto di chi non paga le tasse
Restano le norme che cancellano le attenuanti
per le fatture sulle operazioni inesistenti di
importo elevato, superiori ai 150 mila euro
Fisco, manette
agli evasori
per chi nasconde
il 30% del fatturato
ROMA —Cambia la norma sulle manette agli eva-
sori. Tarata su un valore assoluto, l’evasione o il
mancato pagamento di imposte per più di 3 milioni
di euro rischiava di riempire le patrie galere di ban-
chieri, per i quali un’evasione di tale portata potreb-
be rivelarsi ben poca cosa, visto che diverse magi-
strature in tutta Italia indagano su presunte evasio-
ni di miliardi di euro. E così il vertice di maggioran-
za di ieri pomeriggio ha deciso di ritoccare la nor-
ma introdotta nella manovra solo pochissimi gior-
ni fa con gli ultimi emendamenti del governo in
commissione Bilancio. Non ci sarà più un limite in
valore assoluto, ma questo sarà commisurato al fat-
turato: chi evade o non paga imposte pari ad alme-
no il 30% del volume d’affari non potrà più benefi-
ciare della sospensione condizionale della pena.
Solo in questo caso, dunque, si apriranno le por-
te del carcere, con una pena che può andare da uno
a sei anni. Mentre dovrebbero restare immutate tut-
te le altre norme appena inserite nella manovra per
rafforzare il regime penale tributario, abbassando
le soglie di punibilità e aumentando i termini della
prescrizione, che può arrivare a 15 anni da quando
il reato è stato commesso.
Restano, dunque, le nuove norme che cancellano
le attenuanti per le fatture sulle operazioni inesi-
stenti di importo elevato, superiore ai 150 mila eu-
ro, così come le sanzioni per le dichiarazioni fraudo-
lente compiute utilizzando elementi fittizi nella de-
nuncia al fisco (bastano appena 30 mila euro di eva-
sione, purché l’ammontare complessivo delle com-
ponenti inventate per abbattere il reddito sia di al-
meno un milione). Vengono riviste al ribasso le so-
glie della cosiddetta dichiarazione infedele, per la
quale basterà un’imposta evasa di 50 mila euro, e
per l’omessa dichiarazione, per la quale sarà suffi-
ciente un’evasione di 50 mila euro.
Con il nuovo giro di vite, per beneficiare delle at-
tenuanti, bisognerà sempre aver prima estinto tut-
to il debito con il fisco prima dell’apertura del pro-
cesso di primo grado, e pagate tutte le relative san-
zioni, ma lo sconto sarà decisamente minore. La pe-
na si potrà ridurre al massimo di un terzo, e non
più della metà, come avviene oggi.
M. Sen.
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3 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
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Codice cliente:
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Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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i va verso il «sì» alla manovra oggi in Senato, ricor-
rendo alla quarantanovesima richiesta di fiducia.
Ma la sensazione amara di avere perso inutilmente
molto, troppo tempo, è difficile da cancellare. La
spinta decisiva a aumentare l’Iva, l’Imposta sul valo-
re aggiunto, dal 20 al 21 per cento è arrivata sotto la pressio-
ne di mercati sempre più scettici sulla credibilità del governo
italiano; e di un presidente della Repubblica che ha quasi inti-
mato al governo di «rafforzare l’efficacia e la credibilità» del-
la manovra per arginare una deriva finanziaria tuttora non
scongiurata.
I miliardi di euro bruciati in giorni di ripensamenti sono
un atto di accusa contro la maggioranza. Per quanto la crisi
tocchi l’intera zona dell’euro e
investa gli Usa, la peculiarità del-
l’Italia è di aggravarla con la con-
fusione politica. Le tensioni fra
Silvio Berlusconi e il ministro
dell’Economia, Giulio Tremon-
ti, i veti della Lega, il pasticcio
sulla riforma delle pensioni han-
no prodotto un cortocircuito.
Il governo ne esce più indebo-
lito di un mese fa, quando la
BCE ha cominciato a comperare
titoli di Stato per arginare l’ag-
gressione da parte degli specula-
tori internazionali. Perfino la disastrata Spagna ieri si è ritenu-
ta autorizzata a dare lezioni di serietà. «Siamo molto preoccu-
pati perché alcuni Paesi sono in una brutta situazione e non
stanno rispettando i loro obiettivi: la Grecia e l’Italia, che si è
rimangiata in pochi giorni il suo piano di aggiustamento», ha
dichiarato il portavoce José Blanco. D’altronde, anche le deci-
sioni di ieri sono state contrastate.
Tremonti si è opposto a lungo all’Iva al 21 per cento. Ne
aveva spiegato le ragioni, a cominciare dai timori per l’infla-
zione. Il fatto che Berlusconi l’abbia imposta dice quanto sia
ridimensionato il ministro. Ma dice anche che erano necessa-
ri provvedimenti tali da garantire un gettito valutabile subito
dai mercati. In più, lo scandalo che ha colpito il braccio de-
stro di Tremonti, Marco Milanese, e che sarà discusso in Par-
lamento fra una settimana, ha ristretto i suoi margini. Ritene-
re che l’ultima versione della manovra significhi un recupero
per i titoli pubblici italiani non è scontato.
La tassa per chi guadagna più di 300 mila euro l’anno ha
un valore soprattutto simbolico, e comunque non tocca l’eva-
sione fiscale. Quanto alla legge costituzionale per abolire le
Province, appare ancora più aleatoria negli effetti, visti i tem-
pi biblici prevedibili per l’approvazione. Resta la richiesta di
fiducia, motivata da Palazzo Chigi con «la gravità del conte-
sto internazionale», per approvare finalmente la manovra:
un buon motivo fornito a gran parte dell’opposizione per ade-
rire allo sciopero solitario della Cgil, e additare l’ennesimo
rifiuto del centrodestra a discutere.
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Gli altri sì «blindati»
ROMA — La manovra rive-
duta e corretta, versione nu-
mero quattro, arriva nell’aula
del Senato «blindata» dal voto
di fiducia, per essere approva-
ta nell’arco di una manciata di
ore. Il pressing dell’Europa, i
segnali di allarme che arriva-
no dai mercati finanziari e so-
prattutto il duro monito del
capo dello Stato, che ha chie-
sto misure «più efficaci» per
restituire credibilità al Paese,
hanno convinto il governo ad
accelerare. E a rafforzare i
provvedimenti per il pareggio
dei conti.
«La crisi è grave, bisogna fa-
re in fretta» ha spiegato Silvio
Berlusconi in Consiglio dei mi-
nistri, motivando l’esigenza
di mettere al sicuro il maxie-
mendamento con la quaranta-
novesima questione di fidu-
cia, che il premier a metà ago-
sto aveva sperato non fosse
«necessaria». Le opposizioni
protestano, ma domani si riu-
nisce il consiglio direttivo del-
la Bce e il timore è che la Ban-
ca centrale europea decida di
tagliare l’acquisto di bond ita-
liani. E così, recita il comuni-
cato stampa della presidenza
del Consiglio, la fiducia è sta-
ta imposta per via della «gravi-
tà del contesto internazionale
di crisi finanziaria».
Un’altra giornata convulsa.
Al Senato la riunione dei capi-
gruppo convocata per le 12
slitta alle 15.30 e poi ancora al-
le 16, segno che qualcosa sta
per accadere. E infatti all’una
Berlusconi rientra a Roma do-
po giorni di assenza dalla Capi-
tale e convoca un vertice di
maggioranza. A Palazzo Gra-
zioli salgono Giulio Tremonti,
Roberto Calderoli e i capigrup-
po Fabrizio Cicchitto, Mauri-
zio Gasparri e Federico Brico-
lo. Due ore di discussione per
trovare l’accordo su un nuovo
testo, destinato ad approdare
in Senato a notte inoltrata do-
po una lunga serie di modifi-
che. Alle 18 si riunisce «in via
d’urgenza» il Consiglio dei mi-
nistri e dà il via libera alla fidu-
cia. E alle sette della sera il mi-
nistro della Giustizia, Nitto
Palma, chiede pazienza: «Tra
due ore — dice lasciando Pa-
lazzo Chigi — trasmettiamo il
maxiemendamento». Come
vanno i rapporti con la Lega?
«Tutto bene, il clima è sere-
no» assicura il Guardasigilli.
Sono le 16 e 30 quando l’in-
quilino di Palazzo Madama,
Renato Schifani, apre i lavori
su un testo che ancora non
c’è. «Anche il presidente del
Senato, che aveva provato a
evitare la fiducia — lo sfida il
capo dei senatori dell’Idv, Feli-
ce Belisario —prende uno sga-
nassone come noi». Dalla ri-
sposta di Schifani trapela il
rammarico per non essere riu-
scito a evitare la fiducia: «Mi
sono mosso sapendo che pos-
so esercitare solo una moral
suasion — spiega il presiden-
te —Non me ne pento, ma oc-
corre coniugare l’ampiezza
del dibattito con l’esigenza di
tempi celeri per approvare il
decreto».
L’attesa del testo si rivela as-
sai più lunga del previsto. «Ar-
riverà a sera, molto tardi» con-
ferma il presidente della com-
missione Bilancio e relatore di
maggioranza, Antonio Azzoli-
ni. Ma Stefano Ceccanti, vel-
troniano del Pd, è pessimista:
«Secondo me il testo non sarà
pronto fino a ora di pran-
zo...». Conclusa ieri sera la di-
scussione generale sul vec-
chio testo, oggi alle 9.30 l’aula
del Senato riapre i battenti.
L’obiettivo è approvare in
giornata il decreto, che poi
passerà alla Camera dei depu-
tati.
I mal di pancia sono forti,
soprattutto in casa leghista. Il
ministro dell’Interno, Roberto
Maroni, fa trapelare il suo ma-
lumore per i tagli agli enti lo-
cali e la misura sull’età di pen-
sionamento delle donne nel
settore privato. Soddisfatti in-
vece i «frondisti» del Pdl, Gui-
do Crosetto, Giorgio Stracqua-
danio e Isabella Bertolini. Il
percorso è stato «incerto e tal-
volta rischioso», gli italiani
hanno visto passare «come in
un videogame i mostri dell’in-
ferno delle aliquote e della go-
gna fiscale», ma adesso i parla-
mentari che avevano fatto bal-
lare la coalizione sono conten-
ti: «Sono state adottate molte
delle nostre proposte...».
Monica Guerzoni
mguerzoni@rcs.it
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Secondo me il testo della manovra non sarà pronto fino all’ora
di pranzo... Stefano Ceccanti, Pd
La richiesta
alle due Camere
Il decreto legge
sullo sviluppo
Il parere dell’Aula
sul processo lungo
Vertice di maggioranza e Consiglio dei ministri per definire le ultime modifiche
❜❜
Rammarico
La Nota
La manovra Le scelte
di Massimo Franco
Sulla manovra, il
governo ha chiesto e
ottenuto la fiducia in
entrambi i rami del
Parlamento: il 14
luglio al Senato con
161 sì e 135 no; il 15
luglio alla Camera
con 316 sì e 284 no
In precedenza la
doppia richiesta è
stata avanzata anche
sul decreto legge
sviluppo: il 21 giugno
alla Camera con 317
sì e 293 no; il 7 luglio
al Senato con 162 sì
e 134 no
Un governo indebolito
dalle tensioni interne
e dal tempo perduto
❜❜
L’ultima fiducia
chiesta dal governo
Berlusconi, la
quarantottesima, si è
votata al Senato sul
processo lungo lo
scorso 29 luglio: i sì
sono stati 160, i no
139, nessun astenuto
Schifani rammaricato
per non essere riuscito
ad evitare il voto di
fiducia sulla manovra
Oggi il voto in Senato. Con la fiducia
Palazzo Madama Il presidente del Senato Renato Schifani insieme con Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl
Decisiva
la spinta
del Quirinale
per rispondere
subito ai mercati
5 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
Vincino
Con le modifiche annunciate dal governo e la fiducia non faremo
la fine della Grecia, come vorrebbe l’opposizione Federico Bricolo, Lega
Irritazione per i rilievi della Merkel e di Madrid
❜❜
ROMA —L’ultimo ritocco —e or-
mai non si contano più — lo ha pro-
posto lui stesso, nel mezzo di un
Consiglio dei ministri che perfino
nel comunicato finale, in cui si ac-
cenna alla «gravità» del quadro eco-
nomico internazionale, esprime
drammaticità: «Forse potremo met-
tere la soglia per il contributo di soli-
darietà a 300 mila euro, anziché a
500 mila...», ha buttato lì il premier.
Si è capito in quel momento che,
rinunciando al suo storico motivo
di vanto («Mai messo le mani nelle
tasche degli italiani, mai lo fare-
mo!»), Silvio Berlusconi ritiene che
ormai sia stato fatto «tutto quello
che era umanamente possibile fare
per varare una manovra seria, rigo-
rosa, pesante, che risponde alle ri-
chieste che ci sono arrivate dall’Eu-
ropa». E si è capito in Consiglio dei
ministri — così come in precedenza
nel vertice di maggioranza tenuto a
palazzo Grazioli —che a questo pun-
to secondo Berlusconi e i suoi alleati
«non potranno più pretendere nien-
te da noi: abbiamo fatto sacrifici
enormi, non so quale altro governo
sarebbe stato capace di metter su
una manovra così imponente in così
poco tempo. Se continuano a criti-
carci e ad attaccarci non sarà per
quello che abbiamo o non abbiamo
fatto, ma solo per una manovra con-
tro di noi». Alla quale, ha intimato il
premier «risponderemo come si de-
ve, perché noi siamo un governo le-
gittimo che ha la fiducia in Parla-
mento, e nessuno può pensare di so-
stituirci».
Parole pensate, che sono più di
uno sfogo. Perché Berlusconi è dav-
vero convinto che a questo punto la
sua manovra non possa essere criti-
cata nel merito da nessuno. Certo, fi-
no a domenica anche lui pensava
che in fondo la manovra potesse pas-
sare senza altre modifiche, che le ras-
sicurazioni ricevute da Angela Me-
rkel in persona mettevano al sicuro
il Paese da ulteriori attacchi. Ma
quando lunedì i mercati hanno sono-
ramente bocciato le decisioni del go-
verno, e il capo dello Stato è arrivato
a chiedere nuove misure in triango-
lazione con i vertici della Bce che le
pretendevano, dopo aver sentito Ma-
rio Draghi che gli ha ribadito che co-
sì non si poteva andare avanti, non-
ché il nuovo ultimatumdel Quirina-
le, Berlusconi si è convinto che biso-
gnava per forza fare di più, «e lo fac-
cio io, sono io a decidere».
Ha vinto così la resistenza di un
Giulio Tremonti che, raccontano, an-
cora fino a ieri mattina insisteva per-
ché non si toccasse l’Iva visto che
«tanto hanno deciso di attaccarci
sui mercati, mirano al nostro Paese
e a questo governo, c’è un piano di
destabilizzazione politica e qualun-
que cosa facciamo continueranno a
tenerci nel mirino». Ha insistito fino
all’ultimo con la Lega per strappare
qualcosa di più che non il mero anti-
cipo di due anni dell’equiparazione
dell’età pensionabile per le donne
che lavorano nel pubblico e quelle
del privato, ma la diga del Carroccio
non ha ceduto.
E così, si è tornati a quello che era
il suo tradizionale cavallo di batta-
glia: l’Iva che «io avrei voluto mette-
re dall’inizio, se vi ricordate...». Se
basterà, diventa la grande domanda
alla quale nessuno sa rispondere.
Nel vertice a palazzo Grazioli sono
riecheggiate le paure per quelle che
potrebbero essere le valutazioni di
Moody’s, che «ci tiene sotto osserva-
zione», si è ragionato con toni acce-
si sull’atteggiamento «arrogante» di
chi — come nel governo spagnolo
— ha preso a «darci lezioni». Ma si è
anche criticata, e pesantemente,
l’uscita di Angela Merkel, che secon-
do Berlusconi fa male a indebolire
l’Italia con certe dichiarazioni (la
cancelliera ha accostato il nostro Pa-
ese alla Grecia per definire entrambi
«molto fragili»): «Ma si rende conto
—è sbottato Berlusconi —che se ca-
de l’Italia cade l’euro? Ma i tedeschi
pensano davvero che in quel caso la
Germania si salverebbe?».
Dunque, la speranza è che oggi il
segnale forte mandato con la quarta,
e ormai si ritiene definitiva, versio-
ne della manovra serva a fermare gli
attacchi violentissimi all’Italia. Ma
quello che Berlusconi non crede è
che si fermino gli attacchi alla sua
persona: anche nelle ultime ore —
raccontano —il premier è parso pro-
vato e preoccupatissimo per le in-
chieste che lo hanno fatto riprecipi-
tare nello scandalo escort: «Voglio-
no farmi fuori», il suo refrain. Ango-
scia che si somma a quella della de-
bolezza di un governo che «parados-
salmente — dice un ministro — è
meno a rischio di quanto si pensa
proprio perché nessuno vuole pren-
dere il nostro posto e accollarsi le mi-
sure impopolari che ci stiamo accol-
lando noi e che potremmo dover so-
stenere anche nei prossimi mesi, a
partire dalla riforma delle pensio-
ni».
E però, girano comunque voci in-
sistenti su possibili manovre guida-
te da pezzi di Pdl (Pisanu, Dini,
un’area vasta di scontenti) per arri-
vare a un governo di unità naziona-
le, una volta varata la manovra. Quel
governo istituzionale di cui conti-
nua a parlare Casini. Berlusconi sa
che il malessere è diffuso — anche
nella Lega, dove Maroni non ha na-
scosto il suo scontento per le ultime
mosse del suo partito che lo hanno
visto lontano dai luoghi di decisione
—, ma la sua linea del Piave è sem-
pre la stessa: «Se cade questo gover-
no, non ce n’è un altro, ma solo il
voto».
Paola Di Caro
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E Scilipoti gli scrive una lettera:
solo il condono tombale ci salverà
La manovra Il Cavaliere
ROMA (M.Gu.) — Ci vuole del
coraggio per lanciare l’idea di far
quadrare i conti dello Stato con un
doppio condono, edilizio e fiscale.
E al «re dei peones», politicamente
parlando, il coraggio non manca.
Domenico Scilipoti, deputato
di Popolo e territorio e segretario
del movimento di Responsabilità
nazionale, ha scritto una lettera
aperta a Tremonti e Berlusconi per
offrire il suo «modesto contributo»
alla soluzione della «maggiore crisi
economica dal dopoguerra». Scilipoti
chiede «poteri eccezionali alla stregua
del sistema anglosassone» per il Fisco
italiano, che così potrebbe riscuotere
«entro sei mesi» tutti i suoi crediti.
Poi prova ad addolcire la pillola
di una proposta che, lo sa bene
anche lui, a molti potrebbe risultare
sgradita: «L’urgenza dettata dalla
straordinarietà della situazione
economica giustifica il ricorso al
tanto vituperato condono fiscale...».
Un’idea che, vista la drammaticità del
momento, appare a Scilipoti «meno
bieca e accettabile». Il deputato ex
«responsabile», che il 14 dicembre
lasciò l’Idv per approdare in
maggioranza salvando il governo,
sprona a trovare «il coraggio» per il
condono «tombale» dal 2006 al 2010
e per una nuova sanatoria edilizia.
Ne sarebbero oggetto «tutte
le opere abusive realizzate entro
il 31 dicembre 2010», basta che
l’ampliamento di fabbricati già
esistenti non superi il 25 per cento
del volume della costruzione
originaria, o comunque i 130 metri
quadrati. E il «bonus» varrebbe anche
per abitazioni sorte su terreni non
edificabili, parchi esclusi.
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Correzioni
La versione
numero 4 della
manovra arriva
oggi al Senato
«blindata» dal
voto di fiducia,
per essere
approvata nel
più breve
tempo
possibile
Accelerazione
Il pressing
dell’Ue,
l’allarme dei
mercati e il
duro richiamo
del capo dello
Stato, con la
sua richiesta di
misure «più
efficaci» per
restituire
credibilità al
Paese, hanno
convinto il
governo ad
accelerare e
rafforzare i
provvedimenti
per il pareggio
dei conti
Le misure
Innalzamento
di un punto di
Iva, super
prelievo sui
redditi più alti,
adeguamento
delle pensioni
per le donne
In Aula
Domenico
Scilipoti, 54
anni, laureato
in Medicina
e Chirurgia,
ginecologo,
deputato,
ex dell’Idv e
di Iniziativa
responsabile,
appartiene
al gruppo
parlamentare
di Popolo
e territorio
La proposta dell’ex «responsabile» su Fisco e edilizia
La scheda
Berlusconi: sacrifici enormi
Ora basta critiche europee
Decisioni
A sinistra il
presidente del
Consiglio Silvio
Berlusconi:
sua la
correzione
(cioè
l’abbassamen-
to della soglia)
al contributo di
solidarietà. La
battaglia
sull’Iva con
Tremonti e le
resistenze
della Lega
sulle pensioni
6 Primo Piano
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera
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Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
Questa manovra non ci piace e non la voteremo, ma quello che hanno
deciso almeno lo facciano senza perdere altro tempo Lorenzo Cesa, Udc
Il Tg2: no a direttori esterni
Ad interim
Marcello Masi,
direttore del Tg2
ROMA — Il cda Rai oggi dovrebbe
discutere del caso di Serena Dandini,
tentata da La7. Non dovrebbe essere
affrontato il capitolo delle nomine ai
vertici delle testate tv. Su questo fronte
l’assemblea dei giornalisti del Tg2 ha detto
«no» a un nuovo interim o a un direttore
esterno, minacciando uno sciopero: «Al
Tg2 c’è già la soluzione ed è stata indicata
dallo stesso cda all’unanimità: Marcello
Masi». Cioè l’attuale direttore ad interim.
Raccolto l’invito del Colle sui saldi. E Letta chiama per spiegare la fiducia
❜❜
MILANO — Contestazioni,
ieri a Genova, per Massimo
D’Alema. Prima mentre sfila-
va per le strade del capoluo-
go ligure durante il corteo
per lo sciopero della Cgil: è
stato fischiato da alcuni pas-
santi in piazza De Ferrari. Poi,
D’Alema è stato invitato da
un partecipante alla manife-
stazione della Cgil a «vendere
lo yacht». In serata, un grup-
po di una cinquantina di citta-
dini genovesi, in coro, ha fi-
schiato e gridato più volte
«vergogna, vergogna» nei
confronti del presidente del
Copasir, proprio pochi minu-
ti prima che intervenisse a un
dibattito alla Festa democrati-
ca in corso a Genova.
I contestatori erano soprat-
tutto lavoratori precari di
Amiu, l’azienda dei rifiuti ge-
novese, e di Amiu Bonifiche.
A D’Alema i lavoratori di
Amiu Bonifiche (il cui posto
di lavoro è a rischio perché i
tagli impediscono nuovi con-
tratti a tempo determinato)
sembra abbiano contestato il
modo di agire di Pietro Anto-
nio D’Alema, cugino dell’ex
premier e amministratore
unico di Amiu. Ma c’era an-
che chi protestava per la linea
politica del Pd: «Il centrosini-
stra sta avallando i provvedi-
menti del centrodestra — ha
spiegato una contestatrice
—. Questa non è un’opposi-
zione vera, non è la sinistra.
Vogliamo un’opposizione
che ascolti i cittadini». E tra i
fischi, qualcuno ha gridato
frasi come «siete una casta».
Le proteste sono andate avan-
ti anche quando il dibattito è
iniziato. Immediata la replica
di Massimo D’Alema: «L’estre-
mismo è innanzitutto igno-
ranza, poi è estremismo».
Il presidente del Copasir ha
chiesto di poter proseguire il
suo intervento e ha trasforma-
to la selva di fischi in applau-
si rivolgendosi ai precari:
«Auspico che gli amministra-
tori di questa azienda li incon-
trino per trovare una soluzio-
ne ai loro problemi». Poi ha
attaccato il governo: «In Euro-
pa il premier italiano è consi-
derato una nullità. Oggi l’Eu-
ropa è fatta da Sarkozy e Me-
rkel che si incontrano, e dalla
Bce. Noi viviamo in una situa-
zione in cui il Paese è com-
missariato. Ed è l’unico in cui
se il presidente del Consiglio
si dimette c’è un rimbalzo po-
sitivo in Borsa».
R. P.
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«Il richiamo
alla verità»
Gli appelli
«Scelte rapide
ed efficaci»
A Genova Una cinquantina i contestatori
La manovra I giudizi
«L’impegno
comune»
D’Alema fischiato
alla festa del Pd
Minaccia di sciopero al cda Rai
Per il capo dello Stato
è stata nascosta la
gravità della crisi. Un
messaggio duro
lanciato il 21 agosto
dal meeting di Cl. Un
richiamo a «parlare il
linguaggio della verità
soprattutto per chi ha
responsabilità nelle
istituzioni»,
accompagnato da
critiche all’opposizione
In corteo D’Alema ieri a Genova
Risale a lunedì scorso
l’ultimo monito del capo
dello Stato, che ha
invocato scelte rapide,
credibili ed efficaci.
Tutto per salvare il
Paese da una
pericolosa deriva che
potrebbe avere
conseguenze
drammatiche senza
misure convincenti
per l’Europa
Il cauto sollievo del Quirinale
È necessario un
«impegno comune» di
maggioranza e
opposizione per
approvare al più
presto la manovra
bis in Parlamento. È
stato questo il monito
lanciato sabato scorso
da Giorgio Napolitano,
nel suo intervento al
forum Ambrosetti
a Cernobbio
2
3
1
ROMA — Giudizi di merito
non ne esprimono, anche per-
ché la bozza della manovra
bis (scritta e riscritta quattro
volte in un mese) è arrivata
agli uffici tecnici del Quirina-
le solo a notte fonda. Ma die-
tro la «presa d’atto» che i con-
siglieri di Giorgio Napolitano
fanno trapelare, si percepisce
un certo sollievo. Perché l’in-
vito del presidente è stato rac-
colto, almeno quanto a garan-
zia di numeri più sicuri.
Aveva chiesto di corregge-
re subito — «si è ancora in
tempo» — il provvedimento
con «misure capaci di raffor-
zare l’efficacia e la credibili-
tà» del decreto messo in can-
tiere il 13 agosto. E si era ap-
pellato a tutte le parti politi-
che «perché sforzi rivolti a
questo fine non vengano bloc-
cati da incomprensioni e da
pregiudiziali insostenibili».
Sul primo punto, adesso i
saldi richiesti dall’Unione Eu-
ropea dovrebbero essere gros-
so modo assicurati. Sul secon-
do, la partita non è più nelle
sue mani e la scelta di Palazzo
Chigi di porre la fiducia è que-
stione che rientra nelle re-
sponsabilità del governo. E,
come gli ha spiegato ieri al te-
lefono Gianni Letta, si è «resa
necessaria per rispettare i
tempi stringenti richiesti dal-
la crisi e per evitare fratture
nella stessa maggioranza».
Data la situazione genera-
le, il capo dello Stato di più
non poteva sperare. E chissà
se basterà. Il suo intervento
dell’altra sera, un segnale d’al-
larme irrituale (o «bizzarro»,
come ha recriminato con toni
malmostosi il deputato della
Lega Giovanni Fava), era ma-
turato al termine di una gior-
nata infernale per l’Italia.
Con tre pessime notizie, re-
gistrate con grande ansia al
Quirinale: 1) a parte le brutte
performance della Borsa, pe-
sava il fatidico spread, cioè
l’impennata del differenziale
tra i titoli del nostro debito
pubblico e quelli della Ger-
mania; 2) c’era poi il minac-
cioso annuncio delle agenzie
di rating, che ci avevano mes-
so sotto osservazione e si di-
chiaravano pronte a declas-
sarci; 3) la cancelliera tede-
sca Angela Merkel ci parago-
nava ormai alla Grecia, che
da più di un anno sta tenen-
do sotto stress il mondo inte-
ro.
Ecco come, al termine di
molti contatti telefonici ad al-
to livello, il presidente della
Repubblica ha deciso di incal-
zare il governo. Ancora una
volta. Parlando spietatamen-
te quel «linguaggio della veri-
tà» da lui stesso sollecitato a
Rimini e a Cernobbio.
Dopo i tanti e univoci se-
gnali di «persistente difficol-
tà a recuperare fiducia», biso-
gnava uscire da balbettii e di-
visioni. Altrimenti avremmo
vanificato la provvidenziale
(ma provvisoria) apertura di
credito che ci è stata conces-
sa dalla Banca centrale euro-
pea. Bce che proprio domani
si riunirà per esaminare «il
problema italiano» e, in so-
stanza, decidere se continua-
re a comprare i nostri Btp. E
guardacaso, Jean-Claude Tri-
chet e il suo prossimo succes-
sore Mario Draghi avevano a
loro volta avvertito che non
era affatto scontato che la
Banca si dissanguasse per sal-
varci.
Insomma: se da Bruxelles e
Francoforte suona la campa-
na del time over, non è serio
credere sia possibile di cavar-
cela con una politica di an-
nunci che, dopo la contratta-
zione infinita vista in queste
settimane, rischiano di mate-
rializzarsi in una manovra
confusa e debole rispetto ai
vincoli assunti. È un fatto di
credibilità e affidamento reci-
proco, tra noi e i nostri part-
ner in Europa.
Questo pensava, e pensa,
Napolitano. Lo stallo va supe-
rato senza ambiguità e incer-
tezze. Magari attraverso una
larga assunzione di responsa-
bilità in grado di coinvolgere
pure le opposizioni, secondo
speranze ormai forse troppo
difficili da realizzare. Da oggi
la manovra sarà all’attenzio-
ne degli uffici giuridici del
Quirinale. Scontato che non
tutto piacerà al capo dello Sta-
to, perché non tutto è coeren-
te con le sue richieste di prov-
vedimenti equi. Ma questo
passa il convento, oggi.
Marzio Breda
© RIPRODUZIONE RISERVATA
8 Primo Piano
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
Tre fronti
Di Pietro: dal governo
atto di vigliaccheria.
Rutelli: ci inoltriamo verso
un precipizio senza fine
Restiamo in trepidante attesa. Salvi i saldi, è lo slogan,
ma saremo salve anche noi Regioni? Luca Zaia, governatore del Veneto
Il rischio
L’appello del terzo polo
e l’invito «a far presto»
❜❜
Le accuse dell’Idv
e l’invito ad «andare a casa»
Dal Pd no all’aumento Iva
e ok all’imposta sui patrimoni
Le imprese
«Il decreto venga
approvato rapidamente
e si apra una stagione di
risanamento strutturale»
Bisogna confermare il confronto con le forze di opposizione
che si dimostreranno costruttive Franco Frattini, ministro degli Esteri
ROMA — No al punto in
più di Iva, sì a un’imposta ordi-
naria sui grandi patrimoni im-
mobiliari. Carica a testa bassa
il segretario del Pd, Pier Luigi
Bersani, che contesta l’idea di
fondo di una manovra «ineffi-
cace e iniqua»: così, infatti, il
governo intende «scaricare il
peso del risanamento su molti
per tenere al riparo qualcu-
no...». E poi c’è la mannaia del-
la fiducia che cancella il ruolo
della minoranza: «Avevano
promesso di non presentarla
ma hanno cambiato le carte in
tavola». E dunque, lamenta
Bersani, «nessuna proposta
dell’opposizione tesa a mette-
re equità nel carico della mano-
vra è stata accolta», mentre il
governo «testardamente ha vo-
luto insistere sull’inutile e scri-
teriata proposizione dell’artico-
lo 8».
La manovra «non ci piace e
non la voteremo», annuncia il
segretario dell’Udc Lorenzo Ce-
sa. Che poi aggiunge: «Ma quel-
lo che hanno deciso di fare al-
meno lo facciano subito senza
perdere altro tempo». Come di-
re, «meglio tardi che mai». Il
t er z o pol o chi ede «una
discontinuità del governo» e
stavolta entra in sintonia con
Antonio Di Pietro (Idv), che de-
finisce la fiducia come un «at-
to di vigliaccheria» e invita il
governo ad «andare a casa».
L’aspetto più inquietante di
questo parto travagliato, secon-
do il parere di Francesco Rutel-
li (Api), riguarda i continui
cambi di rotta del governo:
«La manovra di agosto è già
stata divorata dai mercati e ora
abbiamo la sensazione che stia-
mo andando verso la quinta
manovra destinata a vedere
poi l’arrivo della sesta e della
settima e a inoltrarci fino a un
precipizio senza fine». Insom-
ma, osservava ieri sera il lea-
der dell’Api, «qui c’è un’oppo-
sizione che ha dichiarato di es-
sere pronta a votare misure, an-
che difficili e impopolari, ove
fossero strutturali e credibili».
Confindustria valuta «positi-
vamente la decisione presa dal
governo di introdurre alcune
misure che vanno nella direzio-
ne di rafforzare l’efficacia della
manovra». Ma ora, oltre alla
Cgil, anche Cisl e Uil — che sa-
bato saranno in piazza a Bolo-
gna — tornano ad alzare la vo-
ce: «Siamo contrari sia all’au-
mento dell’età pensionabile
per le donne sia all’aumento
dell’Iva», ha detto Raffaele Bo-
nanni. Che si trova a proporre
la stessa ricetta sostenuta da
Bersani: «Il governo introduca
una patrimoniale, escludendo
la prima casa, e ripristini il con-
tributo di solidarietà facendo
pagare chi guadagna di più e
possiede di più». Per Luigi An-
geletti (Uil), poi, «l’emergenza
finanziaria non può giustifica-
re l’aumento dell’Iva, soprattut-
to delle aliquote più basse».
Contro l’incremento dell’Iva
si schiera anche la Confcom-
mercio, perché ne risentiran-
no consumi e occupazione:
«Occorrono certamente misu-
re efficaci e credibili per raffor-
zare la fiducia dei mercati».
Nelle pieghe della manovra, de-
nuncia il Forum del trasporto
ferroviario (Ntv, Arriva Db,
Arenaways, Assofer, Fercar-
go), c’è «un articolo che ha
l’evidente obiettivo di ostacola-
re ulteriormente la liberalizza-
zione del trasporto su ferro a
esclusivo beneficio del mono-
polista statale».
Dino Martirano
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il cardinale Re
e la Via Crucis
dedicata
ai senza lavoro
La riunione
Il direttorio della
Banca centrale
europea, guidato da
Jean-Claude Trichet
(foto) si riunirà
domani a
Francoforte. Sul
tavolo il programma
di acquisto dei titoli
di Stato, che finora è
servito ad attenuare
sui mercati gli effetti
della crisi sui Paesi
più deboli, tra cui
l’Italia
I numeri
Il rischio è che si
arrivi alla conta
sull’opportunità di
intervenire a favore
dei Btp, una scelta
già contestata dalla
Banca centrale
tedesca. Ieri, il
differenziale tra Btp
e Bund tedeschi a
dieci anni è arrivato
a 373 punti base, a
378 per la scadenza
a due anni
Segnali di attenzione dalla Bce, domani si decide sui Btp
Le reazioni Per Bersani interventi «inefficaci e iniqui». Il terzo polo chiede «discontinuità» con un nuovo esecutivo
L’Udc di Casini boccia la manovra
ma «invita a far presto». Anche se
il leader dell’Api Francesco Rutelli,
chiarisce «che qui c’è
un’opposizione che ha dichiarato
di essere pronta a votare misure,
anche difficili e impopolari, ove
fossero strutturali e credibili»
❜❜
L’Idv di Antonio Di Pietro è in
sintonia con il terzo polo nel
chiedere «una discontinuità del
governo». E lo stesso leader idv
definisce la fiducia sulla manovra
economica come un «atto di
vigliaccheria». Invita infatti il
governo ad «andare a casa»
Il segretario pd Pier Luigi Bersani
spinge per il no al punto in più di Iva,
sì a un’imposta ordinaria sui grandi
patrimoni immobiliari. E contesta
l’idea di una manovra «inefficace e
iniqua»: il governo «scarica il peso
del risanamento su molti per tenere
al riparo qualcuno...»
FRANCOFORTE — Arriva in serata
il giudizio della Commissione euro-
pea. E questa volta è favorevole. Sono
state accolte positivamente le nuove
misure annunciate ieri dal governo. Se-
gnali importanti — si legge in una no-
ta di Bruxelles — vengono dalle deci-
sioni prese in materia di età pensiona-
bile e abolizione delle Province. Positi-
va anche la conferma della decisione
di introdurre nella Costituzione il prin-
cipio di pareggio di bilancio.
Nessun commento ufficiale, invece,
è arrivato dalla Banca centrale euro-
pea. Il pressing di Francoforte rimane
centrato su un punto: la manovra ita-
liana deve entrare in vigore il più pre-
sto possibile. Per questo a Francoforte
negli ultimi giorni i banchieri centrali
hanno seguito passo passo tutte le mo-
difiche dei provvedimenti mantenen-
do alta la guardia sulla manovra. In vi-
sta della riunione del Consiglio diretti-
vo prevista per domani, nella quale i
23 membri potrebbero anche frenare
sui prossimi acquisti di bond italiani e
spagnoli.
Questi provvedimenti straordinari
sono risultati molto controversi in Bce
e in Germania, fin dalla ripresa delle
operazioni, iniziate quattro settimane
fa e per le quali la Bce ha impiegato cir-
ca 57 miliardi di euro. Nel frattempo, i
differenziali fra i titoli decennali italia-
ni e tedeschi hanno ripreso a crescere
(a 373 punti base), malgrado gli inter-
venti attuati anche ieri dalla Bce.
Ciononostante, ai piani alti della Eu-
rotower si è diffusa una cauta soddi-
sfazione per le ultime misure annun-
ciate ieri sera dal governo italiano. Per
i banchieri centrali europei la riserva-
tezza è d’obbligo. Ma dietro le quinte,
si coglie una prima sfumatura di otti-
mismo per l’adozione del voto di fidu-
cia nell’approvazione della manovra.
Potrebbe trattarsi, insomma, di un pas-
so nella giusta direzione, di cui c’è
estremo bisogno. E potrebbe segnala-
re l’apertura di una maggiore certezza,
sia sulla tempistica, sia sulle quantità.
In quanto le misure annunciate, come
l’aumento dell’Iva, una nuova tassa di
solidarietà, le misure di flessibilizza-
zione del lavoro e l’annuncio della «re-
gola d’oro», sono quantificabili e più
gradite ai mercati.
I «se» e i condizionali per i banchie-
ri centrali sono indispensabili, dopo i
vari rimaneggiamenti della manovra
attuati negli ultimi dieci giorni. Nel
frattempo operatori e politici si divido-
no. Ma secondo Federico Ghizzoni,
ceo di Unicredit ieri a Francoforte,
«l’Italia non è assolutamente a rischio
default».
Comunque sia, per la Eurotower la
guardia rimane alta, in attesa dei fatti.
Dopo Cernobbio, dove il presidente
della Bce Jean-Claude Trichet aveva
proseguito il pressing sul governo ita-
liano a «rispettare gli impegni» presi
di un pareggio di bilancio entro il
2013, si era moltiplicato il malumore
della Eurotower per le modifiche alla
manovra. Ed erano emerse voci di un
ripensamento riguardo agli acquisti di
bond italiani e spagnoli. Voci confer-
mate lunedì da Mario Draghi, governa-
tore di Bankitalia e successore designa-
to a capo della Bce. Il quale da Parigi
ha spiegato che la decisione presa un
mese fa di acquistare titoli di Stato ita-
liani per fermare la speculazione,
«non è affatto scontata». Nel frattem-
po, dalla Germania arrivano segnali di
nervosismo per i finanziamenti dei bi-
lanci altrui. E il capo della Bunde-
sbank, Jens Weidmann, ha messo in
guardia dall’introduzione di eurobond
e dai rischi correlati di un fallimento
dell’Unione monetaria.
Marika de Feo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il no delle opposizioni. Il sindacato boccia i ritocchi
DAL NOSTRO INVIATO
ANCONA — La prima
caduta di Gesù è alla terza
stazione, «quante persone,
Signore, cadono nello
sconforto perché hanno
perso il lavoro o perché
non lo trovano...», la
meditazione della Via
Crucis guidata ieri sera dal
cardinale Giovanni Battista
Re (nella foto), a
rappresentare il Papa, si
accompagna ai gesti dei
figuranti e alle preghiere
dei vescovi e di migliaia di
fedeli che sfilano lungo il
porto di Ancona. La Croce
della Gmg retta dai ragazzi,
le luci delle navi. Poco
distante c’è l’area della
Fincantieri — quasi 600 in
cassa integrazione — dove
Benedetto XVI celebrerà la
messa domenica prima di
incontrare a pranzo un
gruppo di cassaintegrati e
di poveri. Il tema della crisi
e della «precarietà della
vita» è al centro del
congresso eucaristico di
Ancona, la giornata di oggi
sarà dedicata al tema del
lavoro. La gente «ha fame
di futuro, di salute, di
felicità, di giustizia, di
vittoria sulla povertà»,
diceva ieri il cardinale
Paolo Romeo, arcivescovo
di Palermo, nella cattedrale
di San Ciriaco. Dove è
arrivato anche il cardinale
Dionigi Tettamanzi:
«Soprattutto in certe
situazioni sociali, storiche,
economiche e politiche, c’è
bisogno di una parola di
speranza, di amore
concreto, segnato dalla
solidarietà». Nel giorno
dedicato alle «fragilità», dai
malati ai carcerati, nella Via
Crucis si è pregato anche
per i lavoratori immigrati:
«Sono tanti gli stranieri che
curano i nostri anziani,
fanno i lavori più scomodi,
contribuiscono a sostenere
la macchina dello Stato
sociale...».
G. G. V.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ad Ancona
La Ue promuove le misure:
bene su pensioni e Province
I nodi Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
La scelta
Bonanni e Angeletti critici:
no agli interventi su Iva e pensioni
Ma Confindustria: direzione giusta
L’Europa Per la Banca centrale significativa la scelta del voto immediato
9 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
ROMA — È stato uno scio-
pero contro una manovra de-
finita «iniqua, ingiusta, inuti-
le, incivile e irresponsabile»
quello della Cgil, che ieri ha
manifestato in cento città, tra
cui Roma, Milano, Venezia,
Torino, Genova, Firenze, Bo-
logna, Napoli, Bari, Cagliari e
Palermo, con un’adesione me-
dia, secondo proprie stime,
del 60% e notevoli disagi nel
trasporto pubblico. Percen-
tuali di adesione che sarebbe-
ro più alte, pari all’80%, nello
stabilimento Fiat Mirafiori
(ma per la Fiat la media è del
25%), alla Thyssen Krupp di
Terni e alla Fincantieri di
Monfalcone e di Palermo, e al
70% nello stabilimento della
leader di Confindustria, Em-
ma Marcegaglia, a Mantova.
Il sindacato, guidato da Su-
sanna Camusso, che ha avu-
to il pieno sostegno di Pd,
Idv e Sel, rappresentate nel
corteo di Roma dai rispettivi
segretari Pier Luigi Bersani,
Antonio Di Pietro e Nichi Ven-
dola, ha deciso di «non forni-
re numeri di piazza per evita-
re una sterile guerra di cifre».
Ma la polemica non è manca-
ta nel commento del mini-
stro del Welfare Maurizio Sac-
coni, secondo cui «le adesio-
ni rimangono quelle tradizio-
nalmente basse degli sciope-
ri promossi dalla sola Cgil,
tanto nel pubblico quanto
nel privato». Mentre il mini-
stro Renato Brunetta, ha par-
lato di un’adesione media del
3,6% nella pubblica ammini-
strazione.
Susanna Camusso dal pal-
co del Colosseo (da cui è sbu-
cato a sorpresa uno striscio-
ne contro l’articolo 8 della
manovra sui licenziamenti),
ha lanciato un chiaro messag-
gio al governo: «Se il Parla-
mento approverà la manovra
così com’è, noi non ci rasse-
gneremo. Saremo nelle piaz-
ze, saremo al fianco dei lavo-
ratori, delle Regioni e dei sin-
daci. Per noi cambiare è pos-
sibile».
Nel mirino c’è soprattutto
l’articolo 8 con cui, secondo
Camusso, «non si cancella so-
lo l’articolo 18 ma, con l’in-
troduzione del principio del-
la deroga, si cancella tutto lo
Statuto dei lavoratori». Il
provvedimento dunque va
stralciato senza esitazione o
sarà impugnato in tutte le se-
di possibili, mentre il mini-
stro Sacconi passerà come
«il peggior ministro della Re-
pubblica».
Camusso ha ribadito il
«no» all’intero impianto della
manovra che «scarica tutti i
pesi della crisi e dei sacrifici
sui lavoratori e le classi più
deboli». Secondo il segreta-
rio, «non paga nulla chi non
ha mai pagato e chi ha di
più». Mentre sarebbe oppor-
tuna una nuova tassa-
zione dei grandi patri-
moni e delle grandi
ricchezze. Il leader
della Cgil ha difeso
anche il lavoro pubbli-
co che, ha detto, «è
sempre nel mirino»,
e ha chiesto un piano
straordinario per l’oc-
cupazione giovanile.
Polemico l’accen-
no agli altri sindacati, Cisl e
Uil, cui il corteo romano ha ri-
servato una bordata di fischi,
subito richiamato all’ordine
da Camusso. Al leader della
Cisl, Raffaele Bonanni, che ie-
ri aveva definito lo sciopero
generale, in questo momen-
to di difficoltà per il Paese,
«demenziale», Camusso ha ri-
sposto: «Mi sembra che il se-
gretario generale della Cisl
sia sull’orlo di una crisi di
nervi». Pronta la replica: «La
Niente cifre
La Cgil ha scelto
di «non fornire numeri
di piazza» sulla
partecipazione allo
sciopero di ieri «per
evitare una sterile
guerra di cifre», ma
parla di una adesione
media del 60%
La polemica
Secondo il ministro
Sacconi, le adesioni
«sono state quelle
tradizionalmente basse
degli scioperi promossi
dalla sola Cgil, nel
pubblico come nel
privato». Per il ministro
Brunetta l’adesione
media nella pubblica
amministrazione
è stata del 3,6%
60
%
L’adesione media
allo sciopero generale di ieri
secondo le stime della Cgil
La scheda
La Camusso a Roma: l’articolo 8 cancella lo Statuto
La manovra Le reazioni
Contestato
il sindaco pd
Il caso Dopo la mancata uscita del giornale
Il segretario
La leader e il «Corriere»
«Nessun ricatto»
La Cisl e la Uil: leso
il diritto di informare
«Non erano possibili
deroghe. Né per il
Corriere né per gli altri»
A Livorno
«Scelte contro i lavoratori»
Cgil in piazza in cento città
MILANO — «Lo sciopero è
un diritto dei lavoratori e non è
mai un ricatto. Altri sono i ricat-
ti». Susanna Camusso ieri ha re-
plicato direttamente dal palco
della manifestazione nazionale
indetta dalla Cgil al corsivo del
direttore del Corriere della Se-
ra, apparso sul quotidiano in
edicola lunedì e nel quale Fer-
ruccio de Bortoli aveva scritto:
«Lo sciopero nazionale della
Cgil impedirà domani (ieri,
ndr) l’uscita del Corriere. La
maggior parte degli altri quoti-
diani sarà in edicola. In prece-
denti occasioni, i lavoratori po-
ligrafici, con grande senso di re-
sponsabilità, avevano garantito
tutte le pubblicazioni. Questa
volta no. La decisione è stata
presa direttamente da Susanna
Camusso. Ed è stato minacciato
un ulteriore sciopero nel caso
si tenti di far uscire ugualmen-
te il giornale con le maestranze
presenti».
Il corsivo del direttore del
Corriere della Sera ha suscitato
subito molte reazioni. La stessa
Camusso lunedì sera, il giorno
prima di salire sul palco, aveva
detto: «Lo sciopero generale è
stato convocato in condizioni
straordinarie e per questo non
sono possibili deroghe. Né per
il Corriere né per altri giornali
che ce lo hanno chiesto e han-
no ricevuto la stessa risposta,
senza però lamentarsi e insinua-
re come ha fatto il direttore del
Corriere». Poi, sempre la segre-
LIVORNO (m. ga) — Il
sindaco di Livorno
Alessandro Cosimi (Pd) è
stato contestato da un
centinaio di manifestanti
che partecipavano al corteo
della Cgil. Non era mai
accaduto in 60 anni di
giunte di sinistra. «Quando
ci si divide in una giornata
come questa — ha detto
Cosimi — il rischio è non
capire che saranno i più
poveri a essere colpiti».
SMETTILA
DI GIOCARE.
DA OGGI SI GIOCA CON SOLDI VERI.
CASINÒ ONLINE DI SISAL.IT
DOVE LA ROULETTE, IL BLACKJACK
E GLI ALTRI GIOCHI, LI VIVI DAVVERO.
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10 Primo Piano
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
❜❜
Gentile direttore,
abbiamo letto con
amarezza la nota a sua
firma con la quale ha
inteso stigmatizzare l’operato
della Cgil, e del suo segretario
generale, per un presunto
atteggiamento discriminatorio
contro il Corriere della Sera in
occasione dello sciopero generale
del 6 settembre. Ci spiace
contraddirla ma le affermazioni
contenute non sono riscontrabili
in alcun atto, e a tutti i livelli,
della Cgil in quella azienda. Il
Corriere della Sera rimane uno
degli esempi migliori del sistema
di relazioni industriali dell’intero
comparto dei poligrafici. I fatti
sono noti: questa volta lo sciopero
generale contro la manovra
economica del governo ha visto la
partecipazione dei lavoratori
poligrafici della Cgil, a differenza
di altri scioperi in cui, per
garantire il diritto
all’informazione, si è deciso di
esentarli. Questa volta non
sarebbe stato giusto, vista la
particolare rilevanza della
iniziativa e le attese degli iscritti
alla Cgil. Lo sciopero, come
sempre avviene e sempre avverrà,
talvolta blocca interamente la
produzione, qualche altra la
rallenta: ma è e resta, in una
democrazia, un diritto non minore
rispetto alle esigenze di mercato.
Lo sciopero non è uno strumento
di dumping e non è nemmeno
l’occasione per consumare
vendette, azione in sé riprovevole
e comunque lontana dalla nostra
cultura. In ogni caso la
informiamo che a decidere
l’esenzione da uno sciopero
generale sono sempre le stesse
strutture e le stesse persone: la
categoria nazionale, di concerto
con la confederazione, sentite le
Rsu interessate e le strutture
territoriali. Questo è quello che
avviene normalmente ed è quello
che è avvenuto in occasione
dell’ultimo sciopero generale del 6
maggio, ed in tutti quelli indetti
dalla sola Cgil, nel quale abbiamo
deciso di esentare i lavoratori
poligrafici. Probabilmente, in
quest’epoca di estrema
personalizzazione della politica
che ha contagiato non poco il
modello di democrazia di questo
Paese, la Cgil rimane un
organismo dove i processi
decisionali hanno un’architettura
più complessa. Non riusciamo,
sinceramente, a registrarlo come
un limite! Ovviamente nessuno ha
mai minacciato ritorsioni in caso
di uscita del giornale. Non è nella
tradizione e nella storia personale
dei suoi dirigenti, in azienda e
fuori. La Cgil non usa l’arma del
ricatto ed il Corriere della Sera non
è in alcun modo ricattabile.
Rsu/Cgil Corriere della Sera
Segreteria Slc/Cgil — Milano
Segreteria nazionale Slc/Cgil
(f. de b.) L’amarezza è tutta mia.
Ho rispetto della Cgil, ho dato
atto pubblicamente della vostra
passata disponibilità. Ma io
difendo il giornale, chi lo legge e
chi lo fa. E ieri tutti i giornali
c’erano, compresi l’Unità
con uno speciale dedicato alle
cento piazze della manifestazione
e Liberazione, uscito grazie alla
scelta responsabile dei poligrafici
Cgil. Tutti tranne il Corriere.
Vi sembra giusto? A me no.
Cisl ha i nervi saldi e con
grande senso di responsabili-
tà si sta mobilitando in que-
sti giorni per cambiare la ma-
novra seguendo le indicazio-
ni del presidente della Repub-
blica, Giorgio Napolitano».
Le manifestazioni si sareb-
bero svolte senza particolari
disordini se non fosse stato
per i cortei del sindacalismo
di base, aderenti allo sciope-
ro generale, che a Napoli, Mi-
lano e Torino hanno creato
momenti di tensione. Sem-
pre a Torino, c’è stato un blitz
dei «No Tav» sul palco di piaz-
za San Carlo, al termine dei
comizi conclusivi, che ha pro-
vocato agitazione tra i manife-
stanti e le forze dell’ordine.
A Roma, mentre le notizie
finanziarie negative si diffon-
devano tra i lavoratori accal-
dati, la manifestazione si è
chiusa con «Bella Ciao» into-
nato dal palco. A Genova han-
no preferito l’Internazionale
all’Inno di Mameli.
Antonella Baccaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ROMA —Sono le 11 del mat-
tino quando, in mezzo al corteo
anti-manovra, arriva Pier Luigi
Bersani: gran mucchio di foto-
grafi e telecamere, il servizio
d’ordine della Cgil fatica obietti-
vamente a contenere la ressa, il
leader del Pd si mette a fianco di
Susanna Camusso e comincia a
scendere lungo via Merulana.
Era il momento più atteso, Ber-
sani l’aveva promesso: «Anche
il Pd sarà in prima linea». I lea-
der dell’opposizione, Terzo polo
escluso, ci sono tutti: Vendola,
Ferrero, Diliberto, Bonelli, Di
Pietro. «Qui la coalizione c’è —
sibila il leader dell’Italia dei Valo-
ri —. Il problema non è chi c’è,
ma chi manca. Se alcuni hanno
la puzza sotto il naso, è un pro-
blema della loro coscienza».
Già, chi manca. Nelle cento
piazze della Cgil, certe assenze
si sono notate. «Ma il Pd da che
parte sta?», si chiedeva ironico
a fine giornata il deputato della
Lega Nord Giacomo Stucchi.
Ma non solo lui, in realtà. Pd di-
viso, spaccato. Tra chi c’era e
chi no. Al corteo di Firenze, per
esempio, non è pervenuto il sin-
daco Matteo Renzi. C’era, inve-
ce, uno striscione velenoso:
«Renzi, il sindaco che la destra
ci invidia». Nella stessa piazza,
però, s’è vista Rosy Bindi, che
del Pd è la presidente. Sibillina,
la Bindi: «Ci sono persone che
ritengono che non si debba ri-
correre a strumenti di lotta radi-
cali, estremi, anche se pacifici,
come quello che la Cgil ha scel-
to. Si assumano le loro respon-
sabilità: noi non abbiamo dubbi
da che parte stare».
Il sindaco «rottamatore» del
Pd, qualche ora più tardi, ha ri-
sposto a modo suo alle gerar-
chie del partito: «Bersani tiri fuo-
ri le idee, non solo gli striscioni.
Gli elettori del Pd non si aspetta-
no di sapere se siamo in piazza o
no, ma se abbiamo prospettive,
proposte, per il lavoro e per i gio-
vani. La manovra del governo
sembra fatta dal mago Silvan,
con provvedimenti che appaio-
no e scompaiono. Poi però i mer-
cati te la fanno pagare...». E così,
a Firenze, Renzi non c’era, men-
tre — per dire — i suoi colleghi
di Torino e Bologna, Piero Fassi-
no e Virginio Merola, hanno se-
guito Bersani. E non s’è visto a
Trieste nemmeno il sindaco Co-
solini, mentre l’europarlamenta-
re Debora Serracchiani, del Pd
come lui, non ha fatto mancare
la sua presenza («Il partito è il
partito e il sindacato è il sindaca-
to, ma l’articolo 8 fa proprio
schifo...», ha spiegato).
Eppoi a Brescia c’era il funera-
le di Mino Martinazzoli: «Coinci-
denza simbolica», sospira il se-
natore pd Lucio D’Ubaldo, che
infatti c’è andato, disertando il
corteo di Roma insieme ai suoi
colleghi ex popolari Garavaglia,
Rusconi e Galperti. Tutti al fune-
rale del vecchio segretario della
Dc: anche Franceschini e Follini.
Però la Bindi e Bersani hanno
fatto ugualmente in tempo a par-
tecipare alle esequie. D’Ubaldo
glissa: «In questo momento ser-
ve coesione, per dare fiducia ai
mercati...». Roberto Giachetti,
ex rutelliano, è un altro che non
ha aderito: «Il risultato di que-
sto sciopero, scusate, qual è sta-
to alla fine? S’è rotta di nuovo
l’unità sindacale». «Le divisioni
sindacali non fanno mai bene»,
aveva chiosato alla vigilia Wal-
ter Veltroni, che infatti s’è tenu-
to alla larga. Eppoi c’è Giuseppe
Fioroni, il caposquadra degli ex
popolari, il primo a schierarsi
nettamente contro lo sciopero:
«Già, ma ora non mi sento più
solo. L’altra sera a Pesaro sono
stato insultato, ma alla fine la
gente applaudiva. Noi dobbia-
mo essere forza di governo, la-
sciamo cavalcare a Di Pietro e
Vendola l’onda della protesta.
Noi non siamo surfisti».
Fabrizio Caccia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La lettera del sindacato, la risposta del direttore
Bersani con Di Pietro e Vendola
Renzi attacca, Veltroni assente
Il sindaco al segretario: servono idee, non striscioni
L’attacco

Liberazione
«condivide»
ma non sciopera
Divisioni
Bonanni (Cisl)
Nel corteo toscano la
scritta «Renzi, il sindaco
che la destra ci invidia»
ROMA — Il giorno dello
sciopero generale indetto dalla
Cgil, in edicola, tra gli altri
quotidiani che sono andati in
stampa c’era anche Liberazione,
l’organo di Rifondazione
comunista. Un’apparente
contraddizione per un
«giornale comunista» — ieri
titolava in prima pagina
«Sciopero!» — che però è stata
spiegata con una nota a firma
de «I lavoratori poligrafici di
Liberazione». Ecco il testo: «Pur
condividendo profondamente
le ragioni dello sciopero, non
condividiamo le modalità di
esecuzione dello sciopero per il
settore quotidiani; infatti
scioperando il 5 settembre si
privano dell’informazione le
migliaia di lavoratori che
aderiscono allo sciopero e
saranno in piazza per
protestare. Abbiamo chiesto
invano, purtroppo, lo
spostamento dello sciopero al 7
settembre in modo da avere la
massima copertura informativa
sia il giorno dello sciopero sia
quello seguente. Difronte al
diniego dello spostamento
della data dello sciopero per i
lavoratori poligrafici dei
quotidiani, pur ribadendo
l’adesione alle motivazioni
dello sciopero, i lavoratori
poligrafici di Liberazione
hanno deciso di accompagnare
con il proprio quotidiano in
edicola ed in piazza le migliaia
di lavoratori in sciopero».
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I presidi
I cortei
«Dopo il 28 giugno
la Camusso è tornata
tra le braccia di Landini»
Il giornale del Prc
«L’articolo 8 della
manovra cancella l’intero
Statuto dei Lavoratori»
Italia dei valori Antonio Di Pietro, 60 anni
taria generale della Cgil, ieri ha
aggiunto: «Il direttore de Borto-
li ha ragione quando dice che
sono pochi i giornali non usciti
oggi (ieri, ndr), lo prendiamo
come monito per essere più pre-
senti nei giornali. Lo sciopero è
un diritto dei lavoratori».
Di tutt’altro avviso, invece, il
leader della Cisl Raffaele Bonan-
ni, che lunedì sera aveva subito
preso le difese del quotidiano
di via Solferino: «È molto grave
quello che è successo per il Cor-
riere della Sera. È lesivo della li-
bertà di informazione. Negli
scorsi scioperi la Cgil aveva
mantenuto l’equilibrio, invece
questa volta ha minacciato
l’uscita del quotidiano. L’unico
a non uscire». E ancora: «Ca-
musso, come si vede con la vi-
cenda del Corriere, invece vuo-
le imporre la sua opinione. Do-
po l’accordo del 28 giugno scor-
so è tornata nelle braccia di Lan-
dini». Presidi della Cisl si sono
tenuti, ieri, davanti alle sedi del
Corriere di Milano, in via Solfe-
rino, e di Roma, in piazza Vene-
zia.
Solidarietà al Corriere, ieri, è
arrivata anche dal leader della
Uil Luigi Angeletti. Che in una
lettera indirizzata al direttore
ha scritto: «L’astensione dal la-
voro proclamata dalla Cgil ha
impedito al Suo quotidiano di
essere in edicola nella giornata
del 6 settembre. Caso raro. Con-
seguenza, forse, di un clima te-
so oltre misura. Troppa contrap-
posizione e poco dialogo posso-
no generare anche scontri tra
diritti: quello allo sciopero, da
un lato, e quello all’informazio-
ne, dall’altro. Non è un bene, so-
prattutto se il diritto all’infor-
mazione viene sacrificato a dan-
no di coloro che sembrano pro-
spettare idee diverse. A Lei,
dunque, caro de Bortoli, che ha
dovuto subire le conseguenze
di questi contrasti, va la solida-
rietà mia e della Uil tutta».
Infine, anche Davide Boni,
presidente del Consiglio regio-
nale della Lombardia, ieri ha
espresso la sua solidarietà al
Corriere della Sera: «La manca-
ta concessione della deroga rap-
presenta un precedente molto
pericoloso nei confronti dell’in-
formazione e degli stessi lavora-
tori».
Angela Frenda
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sinistra ecologia e libertà Nichi Vendola, 53 anni
Chi c’era e chi no Bindi a Firenze, Fioroni e gli ex popolari disertano
Nella foto,
un’immagine
del presidio
della Cisl, ieri,
davanti alla
sede milanese
del Corriere, in
via Solferino.
Un altro si è
tenuto davanti
alla sede
romana del
quotidiano, in
piazza Venezia
Da sinistra, il comizio
romano di Susanna
Camusso dal palco
allestito all’Arco
di Costantino,
la manifestazione
di Milano in piazza Duomo
e gli scontri di Napoli,
dove è stato arrestato
un manifestante di 22 anni
Partito democratico Pier Luigi Bersani, 59 anni
Il confronto
11 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
12
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
MILANO — L’unità politica della
zona euro inizia a vacillare. Ieri,
Richard Sulik — portavoce del
Parlamento della Slovacchia, Paese
membro dell’Unione monetaria — ha
fatto sapere che i deputati non
voteranno prima di dicembre
l’approvazione del rafforzamento del
Fondo europeo di stabilizzazione
finanziaria e la creazione del Fondo
permanente di salvataggio (Esm) che
dovrebbe entrare in funzione nel 2013.
La decisione ha provocato
preoccupazioni serie a Bruxelles: la
Commissione Ue aveva invitato
Bratislava ad approvare in fretta le
decisioni prese dal Consiglio europeo
dello scorso 21 luglio, necessarie per
garantire alla Grecia l’erogazione del
secondo pacchetto di aiuti finanziari.
Atene, in difficoltà sempre maggiori
a mantenere gli
impegni di
stabilizzazione
promessi in
cambio degli aiuti,
chiede che il
secondo round di
sostegni venga
deliberato al più
presto dai membri
dell’eurozona. La
scelta degli
slovacchi va nella
direzione opposta.
Addirittura, sono
elevate le
probabilità che
Bratislava non
ratifichi mai le
decisioni europee
del 21 luglio: il
partito di Sulik, che
fa parte della
coalizione di
governo guidato da
Iveta Radicova, è
infatti deciso a non
approvarle e a fare
mancare
all’esecutivo i
numeri per farle
passare. Il fatto è
che la Slovacchia è
il Paese più povero dell’Unione
Europea dopo l’Estonia e a gran parte
della popolazione sembra ingiusto
dovere aiutare Paesi più ricchi.
Soprattutto dopo che, per potere
entrare nell’euro, Bratislava ha imposto
sacrifici alla popolazione: sacrifici che
non si può dire siano stati eguagliati
da altri, per esempio dai greci.
Sulik parla di «doppio standard», di
«ingiustizia». In più, dice che non ha
senso cercare di curare la crisi del
debito permettendo alla Grecia di fare
nuovo debito: l’unica soluzione, a suo
avviso, è che Atene (e gli altri Paesi in
difficoltà) tagli drasticamente deficit e
debito pubblici.
L’ostacolo slovacco si aggiunge a
quello già posto da qualche settimana
dalla Finlandia, Paese ricco e virtuoso
che ha chiesto ad Atene garanzie
collaterali in cambio della sua quota di
aiuti. Richiesta che è subito risuonata
in altri Paesi, con numerose forze
politiche intenzionate ad avanzare
domande del genere alla Grecia nel
caso le pretese finlandesi venissero
accordate. La questione dovrebbe
essere affrontata nella riunione dei
ministri finanziari dell’eurozona del 16
settembre.
D. Ta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
C’è un possibile impatto della crisi europea del debito sui
mercati finanziari globali Ben Bernanke, Federal Reserve
L’irritazione
degli alleati
spagnoli
A giudizio
Spread a quota 373, Milano giù dell’1,98%. Madrid accusa: l’Italia ci mette a rischio
❜❜
La ratifica
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BERLINO — «I giudici non sono eroi»,
avvertiva ieri sera, scetticamente (come
del resto ci si può aspettare da un euro-
scettico), il professor Joachim Starbatty,
docente emerito all’università di Tubin-
ga, uno dei promotori delle azioni legali
contro i piani di salvataggio dei Paesi del-
l’eurozona. Sarà anche vero che c’è sem-
pre la possibilità di un bicchiere mezzo
pieno e mezzo vuoto, ma il solo fatto che
la Germania attenda con ansia il verdet-
to della Corte costituzionale federale,
previsto per oggi, la dice molto lunga sul
momento di incertezza che sta vivendo
un Paese che si pone molti dubbi, sia nel
mondo della politica che nell’opinione
pubblica, sui costi del sostegno ai part-
ner dell’Unione meno virtuosi e sullo
stesso futuro della moneta unica.
La Corte è chiamata a stabilire se con
gli aiuti a Grecia, Irlanda e Portogallo il
governo di Berlino abbia violato le leggi
tedesche e perfino i Trattati europei, che
non prevedrebbero la necessità di farsi
carico dei debiti degli Stati membri. Lo
affermano, da una parte, un parlamenta-
re della Csu (l’ala bavarese del partito del-
la Merkel), Peter Gauweiler (rappresen-
tato da un professore di diritto dell’Uni-
versità di Friburgo, Dietrich Murswiek),
e, dall’altra, quattro vecchie conoscenze
della battaglia antieuro, tra cui, oltre a
Starbatty, l’ex membro del Consiglio del-
la Bundesbank William Nölling. A giudi-
zio di questi ultimi, è indispensabile al-
meno una ristrutturazione radicale del-
l’eurozona che dovrebbe essere compo-
sta al massimo da sette «nazioni forti».
Ad attendere con ansia cosa diranno i
magistrati di Karlsruhe è in primo luogo
la cancelliera, impegnata proprio in que-
ste settimane a convincere la propria
maggioranza sulla necessità di sostenere
in modo compatto il rafforzamento del
fondo salva Stati deciso dal vertice euro-
peo di Bruxelles. Se è chiaro che un pare-
re negativo avrebbe conseguenze cata-
strofiche, sarà importante vedere quali
saranno le valutazioni dei giudici nel ca-
so di una presa di posizione interlocuto-
ria, che, come è molto probabile, rivendi-
chi la necessità di un maggiore ruolo del
Parlamento nelle scelte del governo ri-
guardanti gli aiuti alle nazioni indebita-
te. Quello della funzione del Bundestag è
infatti il grande tema che sta animando
il dibattito in vista del voto del 27 settem-
bre che dovrebbe dare il via libera al fon-
do salva Stati. Oltre ai dissensi di merito
(che non vanno certamente sottovaluta-
ti) nel gruppo parlamentare cristiano-de-
mocratico e in quello cristiano-sociale è
forte infatti la voce di chi lamenta il fatto
che i deputati siano chiamati soltanto a
ratificare a scatola chiusa decisioni prese
altrove, magari a Bruxelles. Un interven-
to della Corte costituzionale in questa di-
rezione darebbe fiato ai critici o rende-
rebbe quanto meno il percorso ancora
più complicato. Che la situazione sia
molto difficile lo dimostra il voto infor-
male di lunedì notte in cui 19 parlamen-
tari Cdu e Csu si sono rifiutati di appog-
giare l’aumento dei poteri e della dotazio-
ne dell’Efsf. Per non parlare di quanto
sta accadendo nel partito liberale, alleato
della Merkel nella coalizione nero-gialla,
che vive una crisi profonda (come testi-
moniano le recenti elezioni in Meclem-
burgo-Pomerania Anteriore) e che sulle
politiche europee sta giocando una parti-
ta rischiosa sulla pelle del governo di cui
fa parte.
Paolo Lepri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il ministro delle
Finanze Elena
Salgado (foto)
ha appena guidato in
Parlamento
il voto sulle
modifiche alla
costituzione per
l’austerità. Ma ora
Madrid critica
i ritardi dell’Italia
Il vertice
europeo del
21 luglio
scorso ha
stabilito le
nuove funzioni
del Fondo
europeo
salvataggi.
L’Efsf potrà
comprare titoli
di Stato sul
mercato e
partecipare alla
ricapitalizzazio-
ne delle
banche. Ma
prima che il
nuovo Efsf
entri in vigore,
serve la ratifica
di tutti i Paesi
dell’area euro
Il veto di Bratislava,
la Slovacchia
punta i piedi
sul Fondo europeo
Il caso Oggi il verdetto dei giudici supremi di Karlsruhe dopo il ricorso di un gruppo di professori liberali
La crisi I mercati
Gli interventi
Processo al salvataggio di Atene,
la Corte di Berlino decide sull’euro
Il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble
Il voto
I giudici stabiliranno se con gli aiuti
a Grecia, Irlanda e Portogallo
il governo abbia violato le leggi
ROMA —Una giornata stra-
na, forse più di attesa che al-
tro, ma che ha confermato la
forte diffidenza dei mercati sul-
l’Italia e sulla sua capacità di
venir fuori con una manovra
economica efficace. I rendi-
menti dei Btp decennali hanno
fatto su e giù, e con essi, i diffe-
renziali con i Bund tedeschi di
uguale durata, i titoli più affi-
dabili. La Borsa di Milano ha ar-
chiviato un’altra chiusura in
perdita, evitando in finale la
debacle ma segnando il risulta-
to peggiore tra le piazze euro-
pee che comunque non hanno
brillato neanche loro. Mentre
Wall Street ha subito il peso
dei timori sui destini dell’Euro-
pa e dell’euro.
A guidare l’incertezza della
giornata dei mercati sono sta-
te anche le aspettative per l’an-
nuncio da parte del governo
Berlusconi, di nuove più seve-
re misure di bilancio per rim-
polpare quella manovra che
ha scontentato gli operatori e
che ieri è arrivata in Aula. Le
comunicazioni di Palazzo Chi-
gi, che ha assicurato il voto di
fiducia in Parlamento per blin-
dare le misure, però non han-
no avuto effetto. Forse il fatto
che l’esecutivo ha finora varia-
to le misure da varare, appe-
santendole a singhiozzo, un
pezzetto per volta, non accon-
tenta gli investitori che vedreb-
bero meglio un’azione decisa,
severa in una volta sola. In
ogni caso si vedrà oggi che ef-
fetto faranno sui mercati i nuo-
vi interventi su Iva e redditi
più alti. Ieri l’annuncio, come
si è detto, non ha provocato la
schiarita sperata.
Non sul prezzo, e sul rendi-
mento dei Btp i cui spread coi
titoli tedeschi si sono all’inizio
ampliati per poi flettere fino a
350 punti base e quindi risali-
re di nuovo su 365 punti e an-
cora più su fino a quota 373
per i decennali e 378 per la sca-
denza a due anni. In pratica
sui livelli, alti, del giorno pri-
ma. Sui mercati, hanno riferi-
to gli operatori, sono tornati
gli acquisti da parte delle ban-
che centrali, ma non con inter-
venti straordinari. I Bonos spa-
gnoli, sotto pressione come i
titoli italiani, sono andati me-
glio. Tanto che il portavoce
del governo José Blanco è arri-
vato ad accusare l’Italia di non
far molto, come la Grecia, per
centrare i suoi obiettivi di risa-
namento finendo così per ali-
mentare «una fase di turbolen-
za dei mercati che danneggia
anche la Spagna». Sotto pres-
sione anche i titoli del Belgio,
mentre non sono al sicuro ne-
anche quelli francesi.
Le Borse europee hanno
chiuso tutte in negativo, tran-
ne Londra, ma Piazza Affari è
scesa più delle altre dell’1,98%.
Durante la giornata era arriva-
ta a perdere fino al 3,3%, trasci-
nata in basso dai titoli bancari
che hanno terminato in deciso
calo con Unicredit in perdita
del 4,45% e Intesa Sanpaolo del
3,11% scendendo per la prima
volta dalla sua quotazione sot-
to 1 euro. In flessione anche
Montepaschi e Fiat. Nel resto
d’Europa, Madrid, è arretrata
dell’1,6%, Parigi dell’1,13% e
Francoforte dell’1%. Tutte le
piazze del Vecchio Continente
avevano tentato un rimbalzo,
sull’onda della svalutazione
del Franco svizzero, ma poi
avevano ceduto dopo l’apertu-
ra al ribasso di Wall Street i cui
listini hanno risentito dei timo-
ri per la crisi dei debiti sovrani
europei. Crisi, che, ha detto il
presidente della Fed Ben Ber-
nanke, pesa sui mercati finan-
ziari. Negli Usa comunque la
paura di una nuova recessione
ha determinato il boom di ac-
quisti dei titoli del Tesoro a 10
anni, i Treasury, il bene rifugio
per eccellenza i cui rendimenti
sono scesi all’1,90%. Quanto in-
fine all’euro ha chiuso in ribas-
so a 1,4012 dollari.
Stefania Tamburello
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Btp sotto pressione, la Borsa cade
13 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
Previdenzae donne
Come cambia il Welfare
Approfondimenti
I risparmi previsti dalla riforma
54
anni
Età attuale delle lavoratrici
per le quali dal 2014 scatterà
il tetto dei 65 anni per la
pensione di vecchiaia
La quota
112
milioni di euro
Risparmi stimati per
il 2015 dall’innalzamento
a 65 anni delle pensione
di vecchiaia per le donne
Per le donne nate nel 1951 non cam-
bierà nulla, la pensione di vecchiaia arri-
verà a 60 anni. Ma le signore che ora
hanno 54 anni saranno le prime a con-
frontarsi con la nuova misura del gover-
no che fa partire dal 2014, nel settore pri-
vato, l’adeguamento graduale dell’età
pensionabile delle donne a quello degli
uomini: i 65 anni di età. Per le impiegate
nel pubblico il nuovo requisito entrerà
in vigore già dal 1˚ gennaio prossimo,
la decisione risale alla scorsa estate. Ma
per il settore privato c’è stata un’accele-
razione a partire dal decreto di luglio.
Inizialmente era stato stabilito che
l’innalzamento dell’età pensionabile ro-
sa cominciasse nel 2020. La relazione
tecnica alla prima manovra aveva stima-
to risparmi per 145 milioni nel 2021
«progressivamente crescenti» fino allo
«0,4% del Pil nel 2031-2040», cioè 6,5
miliardi a valori attuali. Però era luglio e
subito dopo i mercati hanno detto all’Ita-
lia che sui conti doveva fare di più. Nella
manovra-bis del 13 agosto si ipotizzò di
far salire gradualmente l’età a partire
dal 2016 per arrivare al completamento
della riforma nel 2028. In questo caso ve-
niva stimato un ulteriore risparmio: 112
milioni nel 2017, 320 milioni nel 2018,
565 milioni nel 2019, 1,2 miliardi nel
2020, 1,8 miliardi nel 2021. A questo
punto, con la norma decisa ieri, questi
risparmi verranno anticipati già al 2015.
Ma «i provvedimenti si mescolano»,
fa presente Sergio Sorgi, vicepresidente
di Progetica, perché bisognerà tenere
conto anche degli adeguamenti periodi-
ci alla speranza di vita stimati dall’Istat.
Nel 2026, anno di completamento del
passaggio a 65 anni stabilito ieri, una
donna per andare in pensione dovrà
avere 67 anni e 3 mesi nello scenario
peggiore, oppure 65 anni e 9 mesi in
quello più ottimistico. A voler poi guar-
dare il futuro delle giovani trentenni, il
momento del ritiro dal lavoro si allonta-
na di molto. La pensione di vecchiaia ar-
riverà a 70 anni e 9 mesi (ritiro previ-
sto, dunque, nel 2046).
Certo, l’età non è l’unico parametro
per calcolare il momento dell’addio al la-
voro. C’è il sistema delle quote che rego-
la il pensionamento di anzianità. Attual-
mente e fino a tutto il 2012 si può lascia-
re l’impiego con quota 96, avendo cioè
36 anni di contributi e 60 di età oppure
35 di contributi e 61 di età (per gli auto-
nomi la quota è 97). Mentre dal 2013 la
quota salirà a 97 per i dipendenti (36 an-
ni di contributi più 61 anni di età oppu-
re 35+62) e 98 per gli autonomi.
L’innalzamento dell’età pensionabile
per le donne avrà inevitabilmente una ri-
caduta sociale. «Ogni provvedimento
che tocca il Welfare — sottolinea Sorgi
— ha un impatto sulla società. E poiché
ormai le donne non sono solo madri ma
hanno anche il ruolo di accudire i genito-
ri anziani, tale decisione avrà un peso
notevole». Nel pubblico l’equiparazione
partirà già del 2012 ed è il risultato del
pressing europeo. Il 3 giugno di un an-
no fa, infatti, la Commissione europea
invitò con una dura lettera il governo ita-
liano a rendere immediatamente operati-
va la sentenza del 2008 che imponeva l’e-
quiparazione previdenziale tra uomo e
donna. Ma «la richiesta europea —
obietta Sorgi — era di non discriminare
le donne sul lavoro e questo sarebbe sta-
to possibile rendendo flessibile l’età pen-
sionabile». A questo punto, l’iter per uni-
formare i requisiti tra uomini e donne
per ritirarsi dal lavoro è avviato: il punto
d’arrivo per le pensioni di vecchiaia sarà
65 anni a cui dovrà essere aggiunto l’in-
cremento legato alla speranza di vita.
A futura memoria dei tempi passati re-
stano le pensioni baby, mezzo milione
—secondo il Casellario centrale dei pen-
sionati 2001 — liquidate a lavoratori
con meno di 50 anni d’età che costano
allo Stato circa 9,5 miliardi di euro l’an-
no. Attualmente l’età media di questo
mezzo milione di baby pensionati sta tra
63,2 anni (per chi ha lasciato il lavoro
tra i 35 e i 39 anni) e 67 (per chi ha smes-
so tra i 45 e i 49 anni): stanno incassan-
do l’assegno da 18-24 anni e continue-
ranno per circa altri quindici anni (consi-
derata la spettanza di vita).
Francesca Basso
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’innalzamento a 65 anni si raggiungerà nel 2026
❜❜
Attualmente
e fino a
tutto il 2012
si può
lasciare il
lavoro con
«quota 96»
DONNE, ANTICIPATO AL 2014
L’AUMENTO (GRADUALE) DELL’ETÀ
14 Primo Piano
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
Gli effetti del provvedimento
Caro direttore,
nella difficilissima si-
tuazione del Paese, poli-
tici, sindacati dei lavo-
ratori e dei datori e media discutono
con grande verve e a volte troppa sicu-
rezza dei temi economici tra i quali
quello previdenziale assume un ruolo
centrale. Concentrandoci su questo te-
ma che assorbe oltre un terzo della
spesa totale dello Stato, penso possa
essere utile analizzare qualche dato.
A) Sotto il profilo del bilancio previ-
denziale (rapporto tra contributi effet-
tivamente incassati e prestazioni ero-
gate) si evidenzia un crescente deficit
che deve essere coperto dalla fiscalità
generale; nel 2009 il sistema pensioni-
stico pubblico, nonostante i numero-
si interventi correttivi, ha presentato
un deficit di circa 8,9 miliardi. La spe-
sa complessiva è stata pari a 192,176
miliardi, con un aumento rispetto al-
l’anno precedente del 3,7% (+4,2% nel
2008) mentre le entrate contributive
sono ammontate a 183,276 miliardi.
B) Al deficit annuo si devono som-
mare: 1) i trasferimenti all'Inps a cari-
co dello Stato, tramite la «Gestione
per gli Interventi Assistenziali»
(Gias), per un ammontare complessi-
vo di 33,48 miliardi, che vanno a favo-
re delle gestioni previdenziali per
compensare la quota parte di pensio-
ni integrate dallo stato, quelle correla-
te al reddito (maggiorazioni sociali) e
le contribuzioni figurative relative ai
periodi di disoccupazione e Cig. 2) le
contribuzioni aggiuntive (oltre 9,5 mi-
liardi) alla gestione dei dipendenti
pubblici a carico dello Stato e gli one-
ri per le pensioni sociali, invalidità e
accompagnamento e le pensioni di
guerra (ancora oggi oltre 340 mila).
In totale la quota da finanziare con la
fiscalità generale raggiunge i 75 mi-
liardi di euro (circa 5 punti di Pil).
C) Le aliquote di equilibrio teori-
che al lordo dell’intervento della
Gias, cioè quanto dovremmo preleva-
re dai redditi dei lavoratori per paga-
re le prestazioni, rivelano andamenti
preoccupanti rispetto alle aliquote di
versamento effettive: tra datore di la-
voro e lavoratore, i dipendenti privati
e pubblici versano il 33% della loro re-
tribuzione annua lorda mentre per fi-
nanziare le prestazioni occorrerebbe
prelevare il 46,6%e il 45,1%rispettiva-
mente per i lavoratori dipendenti pri-
vati e pubblici. Per artigiani e com-
mercianti l'aliquota per finanziare le
prestazioni è pari rispettivamente al
30% e 20,2%, contro il 20% di aliquota
di contribuzione.
D) S o t t o i l p r o f i l o d e l l a
sostenibilità finanziaria il rapporto
«spesa pensionistica su Pil» è destina-
to, come abbiamo visto, ad un’ulterio-
re crescita e raggiungerà il 15,4% in-
torno al 2040 per poi ridursi ad un li-
vello più che accettabile (13,5%) solo
verso il 2060.
E) Su un totale di oltre 23,4 milioni
di prestazioni previdenziali (una ogni
2,5 abitanti e anche questo è un re-
cord), oltre 9 milioni (quasi il 40%!)
sono correlate al reddito, cioè usufrui-
scono di maggiorazioni a carico dello
Stato perché i beneficiari non sono riu-
sciti in 65 anni di vita a mettere insie-
me un numero sufficiente di contribu-
ti per raggiungere almeno la pensione
minima. Questo problema è sempre
stato sottovalutato e anzi, nel tempo e
ad ogni governo di centrosinistra o de-
stra, sono sempre state aumentate tan-
to che oggi non v'è quasi differenza
tra pensioni pagate con contributi e
quelle finanziate dallo Stato; pensate
voi che voglia dovrebbe avere un ita-
liano di pagare i contributi.
Nel 2001 abbiamo elaborato, estra-
endo centinaia di migliaia di posizio-
ni vere presenti nell’anagrafe degli
enti, una tabella per verificare quanti
anni di pensione sono coperti da ef-
fettivi contributi; in sintesi abbiamo
preso i contributi effettivamente ver-
sati, li abbiamo capitalizzati al tasso
di interesse dei titoli di Stato (un tas-
so generoso) e calcolato il montante
(cioè la somma dei contributi versati
rivalutati); a questo punto abbiamo
diviso il montante per l'importo an-
nuo della pensione vigente alle date
in tabella. I dati si commentano da
soli; un autonomo che ha iniziato a
lavorare nel 1970 ed è andato in pen-
sione nel 2005, in media, si è pagato
5 anni e mezzo di pensione su alme-
no 19 di fruizione della pensione.
Ma è cambiata la situazione? Abbia-
mo ancora un 40% di soggetti che
nel difficile futuro dovremmo (non
so se le condizioni economiche lo
consentiranno) assistere finanziaria-
mente? Purtroppo sì.
Dalle dichiarazioni dei redditi del
2009 si ricava che su oltre 41 milioni
di contribuenti 14,5 non dichiarano
nulla al fisco; sarebbe interessante ca-
pire da quanti anni non dichiarano e
capire come vivono. Di questi, 6,5 mi-
lioni sono pensionati che su tali pen-
sioni non pagano tasse. Altri 13 milio-
ni di contribuenti dichiarano redditi
tra i 10 e i 20 mila euro, per cui su una
media di 15.000 euro annui pagano
una media di poco meno di 4.000 eu-
ro di contributi; togliendo dai 13 mi-
lioni i 5 milioni di pensionati risulta
che in questi due primi scaglioni di
reddito abbiamo 16 milioni di sogget-
ti ai quali dovremo in qualche modo
dare o integrare una pensione.
È così difficile dire queste verità
agli italiani, che sono certamente più
ragionevoli e comprenderebbero me-
glio i motivi dei sacrifici richiesti? Evi-
dentemente sì; nessuno vuole taglia-
re i costi nel proprio «orto» e tutti
hanno un pensionato o un cittadino
da difendere dai «tagli» di un’odiosa
manovra che invece dovrebbe tocca-
re i ricchi: quelli (lo 0,9% del totale)
che hanno un reddito sopra i 100 mi-
la euro (meno di 51 mila netti quindi
pagano spesso più tasse loro in un an-
no che i primi 27 milioni di contri-
buenti in 15 anni); oppure quelli che
hanno risparmiato o messo su una
fabbrichetta dando lavoro ai quali
una «giusta» patrimoniale sarebbe
quasi cristiana. Credo che a furia di
massacrare il risparmio e condannare
la «ricchezza» proseguiremo il percor-
so verso il declino.
Che fare, dunque, per raggiungere
l’obiettivo di riduzione di questo pe-
sante debito imputabile per il 70% al-
l’espandersi della spesa sociale? L'Eu-
ropa ci chiede l'obbligo del pareggio
di bilancio e, a partire dai prossimi
anni, la riduzione dello stock di debi-
to fino a giungere al 60% previsto ori-
ginariamente dal trattato di Maastri-
cht. Sarà difficile non intervenire sul-
la spesa per la macchina pubblica
(Comuni, Province, Regioni e Stato
centrale), come sarà impossibile non
intervenire sulle pensioni: l'innalza-
mento delle età pensionabili di uomi-
ni e donne, l’applicazione di un con-
tributo di solidarietà a tutte le presta-
zioni in pagamento soprattutto a
quelle non supportate da contributi,
le baby pensioni ecc.; la riduzione
delle contribuzioni figurative, la ri-
modulazione dei benefici sulle pen-
sioni di reversibilità e su quelle di in-
validità, comprese le indennità di ac-
compagnamento.
A completamento dell’analisi è uti-
le segnalare che il totale delle presta-
zioni per la protezione sociale (inclu-
sa la sanità) erogate in Italia incide
per il 26,5% sul Pil ed è in continua
crescita, mentre alcuni Paesi caratte-
rizzati da un welfare molto esteso
stanno progressivamente riducendo
tale incidenza. La media europea con-
siderando i 25 Paesi membri è pari al
25,5%, mentre quella storica a 15 Pae-
si è al 26%. In pochi anni l'Italia è pas-
sata da circa 1,5 punti percentuali sot-
to la media a 0,5 punti sopra la media;
il tutto a debito visto che il rapporto
debito pubblico/Pil è ritornato a quo-
ta 120%. E quota 26,5% è stimata per
difetto, basti pensare ai sussidi per la
casa che l'Istat considera zero mentre
per la funzione «esclusione sociale»
stima costi pari allo 0,1% del Pil; in re-
altà superano abbondantemente il
punto percentuale di Pil. Credo che in
una situazione così difficile sia utile a
tutti, politici ed elettori, conoscere la
vera dimensione della spesa che, è do-
veroso precisare, si è tradotta in più
tasse e meno competitività.
Alberto Brambilla
Presidente Nucleo di Valutazione
della Spesa Previdenziale
Ministero del Lavoro
I nuovi scaglioni per il ritiro dal lavoro
❜❜
Nel 2009 14,5 milioni di contribuenti su 41 non hanno dichiarato nulla
❜❜
A 16 milioni di
soggetti bisognerà
integrare l’assegno
Alberto Brambilla
(foto) è presidente
del Nucleo di
valutazione della
spesa previdenziale
al ministero del
Lavoro. «Nel 2009
— scrive Brambilla
— il sistema
pensionistico
pubblico, nonostante
i numerosi interventi
correttivi, ha
presentato un deficit
di circa 8,9 miliardi.
La spesa
complessiva è stata
pari a 192,176
miliardi, con un
aumento rispetto
all’anno precedente
del 3,7% (+4,2%
nel 2008». E «sotto
il profilo della
sostenibilità
finanziaria il
rapporto "spesa
pensionistica su Pil"
è destinato ad
un’ulteriore crescita
e raggiungerà il
15,4% intorno al
2040».
L’esempio
«ECCO I VERI NUMERI SUGLI ASSEGNI
E CIÒ CHE GLI ITALIANI DEVONO SAPERE»
La lettera
Welfare
Ma che cosa cambia in concreto con l’ac-
celerazione del cammino verso il traguardo
dei 65 anni per la pensione di vecchiaia del-
le donne? L’ultima versione della manovra
anticrisi anticipa al 2014 (era stata fissata al
2016 nel decreto legge del 13 agosto) l’ini-
zio graduale del passaggio dagli attuali 60
ai 65 anni, che a partire dal 2026 raggiunge-
rà l'assoluta parità di età con gli uomini.
Come gli uomini.
Per le donne del pubblico impiego si era
già provveduto la scorsa estate allorché si è
deciso — sotto la spinta di una sentenza
della Corte di giustizia europea — di innal-
zare il requisito dell’età a 65 anni a partire
dal 2012. Questa volta tocca alle donne del
settore privato, cui è stato offerto però un
percorso che andrà a regime nel 2026, ter-
mine anticipato rispetto al 2032 previsto
con la precedente manovra di luglio. Pertan-
to, a decorrere dal 1˚ gennaio 2014 per le
lavoratrici iscritte all’Inps il requisito dei 60
anni per l'accesso alla pensione di vecchiaia
sarà incrementato di un mese. Di ulteriori 2
mesi dal 1˚ gennaio 2015, di altri 3 mesi dal
1˚ gennaio 2016, di altri 4 mesi dal 1˚ gen-
naio 2017, di ulteriori 5 mesi dal 1˚ genna-
io 2018, di altri 6 mesi dal 1˚ gennaio 2019
e per ogni anno successivo fino al 2025 e di
ulteriori 3 mesi a decorrere dal 1˚ gennaio
2026. Da quest’ultima data, dunque, anche
l'età delle donne sarà fissata a 65 anni.
Un caso concreto.
Vediamo quindi concretamente gli effet-
ti dell’innalzamento dell'età prendendo ad
esempio la signora Bianchi, classe 1970,
che sino all’anno scorso cullava l'idea di la-
sciare il posto di lavoro nel 2030 (a 60 anni)
per riscuotere la pensione dopo 3 mesi (l'at-
tesa prevista dalle vecchie finestre). Invece
ora, facendo la somma dell’incremento del
requisito anagrafico, della cosiddetta fine-
stra scorrevole (posticipo della riscossione
di 12 mesi introdotto dalla manovra dell’an-
no scorso) e l'adeguamento alle aspettative
di vita, dovrà aspettare come minimo il 67˚
compleanno, nel 2037.
Domenico Comegna
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Impiegata,
40 anni
Potrà lasciare
a quota 67
15 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
SEGUE DALLA PRIMA
Per loro un diritto acquisito, anche dopo l’in-
dignazione popolare del 2007 sui costi della poli-
tica, è sacro e inviolabile come la Ka’ba alla Mec-
ca o la reliquia del dente di Buddha a Senkadaga-
lapura.
In nessun altro caso il solco tra normalità e
privilegio è profondo come quando si parla del-
le pensioni. E lo dimostrano appunto certe sto-
rie come quella di Vernacchia, un operaio della
Irisbus, lo stabilimento Fiat che produce auto-
bus per il trasporto urbano a Valle Ufita, nella
provincia di Avellino. È il primo gennaio del
2008. La fabbrica, che dà lavoro a 750 persone, è
in crisi. Sullo sfondo, lo spettro della chiusura. Il
nostro Vernacchia ha 55 anni e più di 35 di con-
tributi e le regole in vigore fissano come requisi-
to per la pensione di anzianità 57 anni di età e,
appunto, 35 di contributi. Accetta di andare in
mobilità. La prospettiva è chiara: un sussidio di
4 anni, il licenziamento, il passaggio morbido in
pensione. Quando arriva a compiere i 57 anni e
inoltra la sua brava domanda all’Inps, però, se la
vede rifiutare: la «finestra» del 1˚ gennaio 2011
non c’è più. Le regole sono cambiate: adesso per
avere la pensione di anzianità di anni di contri-
buti ce ne vogliono 40. Deve dunque aspettare il
31 dicembre 2011, che coincide con la scadenza
della mobilità e dell’assegno di sussidio. Ma non
è finita. Via via che la situazione dei conti pubbli-
ci peggiora, infatti, l’anzianità contributiva è sta-
ta nel frattempo portata a 41 anni. Risultato: po-
trebbe andare in pensione solo il 1˚ gennaio
2013. Ma non è finita ancora: la manovra finan-
ziaria decide di spostare l’agognato appunta-
mento di un altro mese all’anno. Totale più due.
Quindi se ne parlerà a marzo 2013. Intanto, per
più di un anno, naturalmente a scanso di altre
sorprese, il nostro Vernacchia sarà senza sussi-
dio (in scadenza il 31 dicembre 2011), senza sti-
pendio (dato che nel frattempo scatterà il licen-
ziamento) e pure senza pensione. (…)
Gerardo Bianco, l’ex segretario del Ppi (…) è
un uomo sensibile e certamente soffrirà per
l’amaro destino dell’operaio che per di più, es-
sendo lui pure irpino, è quasi un compaesano.
Dei diritti acquisiti, però, gli interessano soprat-
tutto quelli degli ex parlamentari. E nella veste
di presidente dell’Associazione parlamentari
cessati dal mandato (…) ha scritto un paio di
accorate lettere ai colleghi in servizio. Lettere il-
luminanti. Per cominciare, a proposito del «pro-
blema delicatissimo, demagogicamente agitato
in questi giorni, che riguarda lo status del parla-
mentare e il suo futuro», tuona che (…) «l’in-
dennità e il vitalizio, strettamente connessi nel-
la loro funzione di garanzia della libertà di deli-
berare, sono conseguenza diretta del dettato co-
stituzionale, come previsto dagli articoli 67 e
69. Il vitalizio non è una pensione, ma un’assicu-
razione di vita rivolta a garantire anche nel futu-
ro l’indipendenza del parlamentare…». (…) A
farla corta, ammonisce Bianco, «con tutto il ri-
spetto per chi lavora» ogni paragone è inaccetta-
bile perché «l’indennità parlamentare, nata con
il suffragio universale, è l’essenza di una demo-
crazia non elitaria e della libertà di chi rappre-
senta il popolo» ed «è finalizzata a garantire il
pieno e libero esercizio del mandato in condizio-
ni di eguaglianza per tutti i parlamentari». Co-
munque (...) l’Associazione degli ex parlamenta-
ri è «del tutto disinteressata» (…) perché «la mi-
nacciata cancellazione dei vitalizi non può inci-
dere sui diritti acquisiti, per un elementare prin-
cipio di legalità».
Domanda: che differenza c’è, nell’«elementa-
re principio di legalità» costituzionale, tra i dirit-
ti acquisiti dell’operaio Ernesto Vernacchia e i lo-
ro? È demagogico chiederlo? Sono stati toccati
mille volte, i diritti acquisiti dei cittadini. (…)
E lì torniamo: come può chiedere la compren-
sione dei cittadini su un taglio radicale, e proba-
bilmente necessario, un ceto politico che rifiuta
di toccare il «suo» sistema nonostante sia un co-
labrodo? Perché questo dicono le cifre. I vitalizi
sono arrivati a pesare nel 2011 sui bilanci di Ca-
mera e Senato per un totale di 196 milioni di eu-
ro: 15 in più rispetto al 2006, nonostante l’ade-
guamento automatico sia stato congelato. (…)
Vogliono inserire il pareggio di bilancio nella
Costituzione? Inizino col riconoscere, concreta-
mente, che la cosa oggi più lontana dal pareggio
sono le pensioni parlamentari: alla Regione La-
zio i contributi versati sono un decimo di quan-
to esce per i vitalizi. Alla Camera e al Senato me-
no di un undicesimo. Al netto dei reciproci ver-
samenti, dovuti al fatto che molti sono stati ora
deputati, ora senatori, addirittura un tredicesi-
mo. Fosse accaduto qualcosa di simile a qualun-
que ente previdenziale, quell’ente sarebbe stato
commissariato e rovesciato come un calzino. Il
loro sistema, no. (…)
E se questo accade in Parlamento, dove l’atten-
zione dei giornali, dei cittadini, dei blogger è
più vigile, nelle Regioni è spesso ancora peggio.
In Puglia, ad esempio, nell’estate 2010 (…) Gio-
vanni Copertino, ex democristiano ora berlusco-
niano, un politico di lunghissimo corso, già sin-
daco, assessore, presidente della giunta e del
Consiglio regionale della Puglia, uscito dopo
vent’anni dall’assemblea, ha incassato una buo-
nuscita («assegno di reinserimento») di 492 mi-
la euro. Una somma extraterrestre, resa possibi-
le dal fatto che a differenza dei comuni mortali,
per i quali la buonuscita a fine attività si calcola
sulla base di una mensilità per ogni anno di lavo-
ro, quella dei consiglieri regionali pugliesi è pari
a una annualità per ogni legislatura: cioè 2,4 sti-
pendi mensili per ogni anno di lavoro.
Un privilegio assurdo, che ha comportato so-
lo nel 2010, per chiudere le pendenze delle legi-
slature precedenti, un esborso per le casse regio-
nali pari a 8 milioni di euro. Superiore addirittu-
ra ai 7.251.000 euro scuciti nel 2008 da Palazzo
Madama per pagare gli «assegni di solidarietà»
ai senatori rimasti senza seggio. «I soliti terro-
ni!» dirà qualcuno. Non è così: la stessa regolet-
ta è in vigore anche in Lombardia senza che a
Milano, «capitale morale d’Italia», nessun parti-
to, e men che meno la Lega Nord, abbia organiz-
zato manifestazioni di piazza davanti al Pirello-
ne per chiedere l’abolizione di questo incredibi-
le trattamento extralusso.
Nella Regione Lazio le pensioni sono ancora
più favorevoli. Al punto che si può incassare l’as-
segno anche a 50 anni. Un esempio? Piero Mar-
razzo, travolto quando era presidente dallo scan-
dalo dei ricatti trans e oggi (dopo aver incassato
una liquidazione di 31.103 euro) «pensionato»
dal 12 maggio 2010 quando aveva 51 anni, con
la possibilità di cumulare i circa 4.000 euro lordi
allo stipendio, non proprio miserabile, di giorna-
lista alla Rai, dove è rientrato dopo aver chiuso
con la politica. Cumulo possibile proprio perché
la sua non è una pensione: è un vitalizio…
Sergio Rizzo
Gian Antonio Stella
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I costi dellapolitica
Approfondimenti
Il libro
Le pensioni
Dal Parlamento alle Regioni. Alla Camera gli affitti aumentati di 41 volte
VITALIZI D’ORO, I 196 MILIONI AI POLITICI
È stato «un decennio
orribile», dice Bankitalia. Ma
non per tutti. Mentre il Paese
arrancava e il Pil pro capite
precipitava di 5 punti, i costi
degli organi costituzionali
dal 2001 al 2010 sono
cresciuti in media di oltre il
49 per cento. Con un record
del Senato: + 65 per cento. E
hanno continuato a crescere
a dispetto di tutti gli impegni
di maggiore sobrietà seguiti
all’indignazione popolare del
2007. Lo dimostra il
pamphlet di Sergio Rizzo e
Gian Antonio Stella da oggi
nelle librerie (Rizzoli, 186
pagine, 9 euro) col titolo
Licenziare i Padreterni.
Titolo ripreso da un
durissimo editoriale firmato
sul Corriere del 1919 da Luigi
Einaudi, liberale cristallino
ed estraneo al
qualunquismo, contro una
classe politica che anche
allora faceva troppa
confusione tra soldi pubblici,
economia, interessi elettorali
e di bottega per accorgersi
che il Paese scivolava verso il
baratro. Nel libro,
sottotitolato «L’Italia tradita
dalla Casta», c’è la prova,
numero dopo numero, di
come i tanto sbandierati tagli
ai costi della politica siano
stati, soprattutto a fronte
della drammatica gravità
della crisi, solo delle
volonterose sforbiciatine. Se
non addirittura artifici
contabili. Qualche dato? Gli
stipendi del Senato sono
cresciuti di un altro 19 per
cento in quattro anni e sono
oggi il quadruplo di quelli
dei commessi e dei
dattilografi della House of
Commons inglese. Un
semplice consigliere
regionale lombardo come
Renzo Bossi o Nicole Minetti
guadagna quanto i
governatori del Maine, del
Colorado e dell’Arkansas
messi insieme. Il numero dei
Palazzi della politica è salito
a 52 nonostante l’allarme per
gli affitti della Camera,
cresciuti in meno di tre
decenni di 41 volte. E via
così… A riprova del fatto,
sostengono gli autori, che la
macchina è impazzita e che
quanti confondono i costi
della democrazia con certi
privilegi megalomani vivono
ormai sulla luna. A partire
dall’inaccettabile disparità
tra il tabù intoccabile dei
vitalizi parlamentari e la
violazione dei diritti acquisiti
sulle pensioni dei cittadini.
Tema cui è dedicato il
capitolo di cui pubblichiamo
un estratto.
65
19
49
Per cento La crescita
delle spese del Senato
nel 2010 rispetto al 2001
Per cento L’aumento
degli stipendi dei
dipendenti del Senato
negli ultimi 4 anni
5.802 euro
Secondo L’Espresso è l’importo
mensile del «vitalizio» che,
dal 2008, l’ex ministro Alfonso
Pecoraro Scanio percepisce
dalla Camera dei deputati
Per cento L’aumento
medio dei costi degli
organi costituzionali
dal 2001 al 2010
Le Regioni
31.103 euro
492.000 euro
È la somma che Giovanni
Copertino (oggi berlusconiano)
ha avuto come «buonuscita»
dopo 20 anni di attività politica
alla Regione Puglia
Nelle Regioni
i trattamenti
extralusso
sono spesso
più assurdi
rispetto a
Palazzo
Madama e
Montecitorio
È l’importo che l’ex
presidente della Regione
Lazio, Piero Marrazzo, ha
ricevuto come «buonuscita»
alla fine del suo mandato
16 Primo Piano
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
Il Fisco della manovra cambia
ancora. Torna il super prelievo, ar-
riva il dibattuto aumento dell’Iva
ordinaria (dal 20 al 21%), mentre
la lotta all’evasione si ridimensio-
na in omaggio alla privacy: niente
redditi in piazza, niente conti cor-
renti nel 730. Ma la manovra con-
segna all’Agenzie delle entrate
un’inedita libertà di utilizzare
l’anagrafe dei dati finanziari per
fare controlli anche senza che ci
siano accertamenti già in corso.
Evasione & nuovi poteri
Contrordine. Non dovremo di-
re al Fisco quanti conti correnti
abbiamo, dove sono i nostri fon-
di e i nostri depositi. Nelle inten-
zioni del governo la novità dove-
va servire ad alzare la pressione
psicologica e a sveltire alcune at-
tività di controllo. Senza però ag-
giungere molto a quello che il Fi-
sco sa già. Perché l’Erario, grazie
all’anagrafe dei conti correnti isti-
tuita nel 2007, ha un immenso
bacino di dati che vengono perio-
dicamente comunicati da banche
e affini. A oggi contiene già quasi
un miliardo di segnalazioni, a di-
sposizione della Finanza che fa
ispezioni e accertamenti. La ma-
novra però consegna all’Agenzia
delle entrate un’inedita libertà di
movimento nell’uso di questi da-
ti. Finora infatti il controllo sui
conti correnti e sui depositi è fat-
tibile ex post e caso per caso, so-
lo se c’è un’ispezione in corso. La
nuova norma apre invece al Fi-
sco la possibilità di «elaborare
specifiche liste selettive di contri-
buenti da sottoporre a controllo»
dopo aver sentito le associazioni
di operatori finanziari. In pratica
l’Anagrafe si aprirà anche se chi
controlla vuole compilare una
sorta di «lista nera» di contri-
buenti sospetti da accertare in
un secondo tempo.
Sindaci in trincea
Anche l’idea di autorizzare i
sindaci a pubblicare i redditi
(non le dichiarazioni integrali)
abbinati ai nomi dei rispettivi per-
cettori è naufragata. Sempre nel
nome della privacy. Molti ricorde-
ranno che nel 2008 l’iniziativa del-
l’allora ministro Vincenzo Visco,
che mise online i redditi di tutti i
contribuenti, ebbe vita brevissi-
ma. Nel giro di qualche ora le in-
formazioni furono oscurate dal
Garante. I primi cittadini degli ot-
tomila Comuni italiani, comun-
que, potranno mettere in Rete
dei dati complessivi, elaborati
per categorie. Nomi e cognomi,
però, verranno messi a disposi-
zione dei Consigli tributari locali,
che potranno incrociarli con altri
elementi per scovare i contri-
buenti che barano. Un’attività
che dovrebbe interessare agli en-
ti locali perché il 100%del ricava-
to andrebbe a rimpinguare le cas-
se comunali, provate dai tagli.
Manette agli evasori
La maggior severità penale in
caso di evasione non sarà retroatti-
va: le soglie più basse per far scat-
tare le manette, che nel caso di ma-
xi-evasioni conducono al carcere
senza possibilità di condizionale,
varranno per il futuro non per il
passato. Una delle ipotesi è che
l’evasione venga commisurata al
fatturato. Il dibattito apertosi tra
gli esperti su questo delicato tema
è molto ampio. C’è chi nutre forti
dubbi sulla reale portata deterren-
te e chi teme un ingolfamento
monstre delle Procure. Oggi una
denuncia penale su due da parte
delle autorità tributarie finisce
con un’assoluzione.
Solidarietà
Il contributo di solidarietà rien-
tra dalla finestra, ma solo da quel-
la dei 34 mila contribuenti che di-
chiarano più di 300 mila euro. Pa-
gheranno il 3% sulla parte ecce-
dente questa soglia fino a quan-
do i conti dello Stato non saran-
no in ordine. Chi sono? Nel club
c’è una minoranza di dipendenti
pubblici (5%-10%) che verseran-
no solo sulla quota di reddito che
non sia già assoggettata al contri-
buto di solidarietà imposto nel
2010. La fetta più larga è quella
dei privati con busta paga, segui-
ta da una quota un po’ più esigua
di autonomi.
Il contributo sarà deducibile (e
quindi il peso finale del balzello
sarà inferiore al 3%) e applicato
al reddito complessivo: fondiario
(ma non prima casa), lavoro di-
pendente, imprese, autonomo,
capitale e diversi. Un provvedi-
mento simile (stessa aliquota,
ma la soglia di reddito è oltre i
500 mila) è stato appena approva-
to in Francia, mentre la Spagna
l’ha bocciato e la Germania ha
aperto una discussione.
Valore aggiunto
A tutti invece tocca l’Iva più
pesante, l’imposta sul valore ag-
giunto che si paga su tutti gli ac-
quisti, indipendentemente dal
reddito. L’aliquota ordinaria —
applicata per esempio ad abbi-
gliamento, mobili, elettrodome-
stici — sale dal 20 al 21%. Quelle
agevolate (il 4% del pane e il
10% dei farmaci da banco) non
dovrebbero invece subire ritoc-
chi. Il salto al 21% ci porta un
punto più su della Gran Breta-
gna (20%), tre gradini in più del-
la Spagna (18%), due in più del-
la Germania (19%), quattro in
meno della Svezia (25%), tanto
per fare qualche paragone euro-
peo. Quanto vale? Per le casse
dello Stato 3,7 miliardi di euro
l’anno. Quanto pesa nelle nostre
tasche? Circolano diverse stime.
Alcune firmate da Coop e Coda-
cons arrivano a 290 euro l’anno
a famiglia, secondo altri calcoli
si resta sotto i 200 euro.
Giuditta Marvelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Fiscoe controlli
Approfondimenti
Ai sindaci l’en plein dei gettiti emersi
No ai nomi dei contribuenti in Rete
Alle società di comodo
un’Ires maggiorata del 10,5%
I sindaci antievasione
Pene più severe per gli evasori
Ma vale solo per il futuro
Il ritocco dell’Iva su mobili e vestiti
Risparmiati pane e farmaci da banco
L’Erario non leggerà il nostro Iban
nel 730 o nel modello Unico
La scheda
Nuove indagini preventive
con i dati dell’Anagrafe
Via la pubblicazione nome per nome
34 mila
100%
All’Agenzia delle entrate la libertà di indagare sui depositi bancari dei clienti
L’inasprimento delle «manette agli evasori», con soglie più basse per la
configurazione del reato e la sospensione della condizionale per chi
evade diversi milioni di euro, è confermata. Ma non retroattiva. Viene
quindi rispettata la regola generale del nostro ordinamento giuridico
per cui le nuovi leggi, soprattutto quelle tributarie e quelle penali,
valgono da oggi in poi. E non anche per quel che è accaduto ieri
I Comuni potranno contare sul recupero integrale dei redditi emersi
dalla lotta all’evasione condotta sul territorio, con l’ausilio dei consigli
tributari e dell’incrocio dei dati fiscali con quelli di altri elementi utili per
scovare chi non paga. La lista dei contribuenti locali però non verrà
messa in Rete: la privacy lo vieta. Finiranno online elaborazioni
anonime, fatte in base alle dichiarazioni delle varie categorie
Confermata la stretta sulle società di comodo, che pagheranno una
maggiorazione del 10,5% dell’Ires. Il governo ha precisato che tale
incremento di tassazione si applicherà al reddito «imputato per
trasparenza». Inoltre le società che presentino dichiarazioni in perdita
fiscale per tre anni consecutivi saranno considerate «non operative». Ed
equiparate di fatto a quelle «di comodo»
Il salto dell’Iva ci
porta un punto
più su della
Gran Bretagna e
tre della Spagna
L’Iva ordinaria più salata (dal 20 al 21%) farà salire di un punto
percentuale i prezzi di vestiti, scarpe, mobili ed elettrodomestici, tanto
per fare qualche esempio. Non verranno invece toccati quelli di generi
alimentari di prima necessità, sanità, istruzione, edilizia, ovvero tutti
quei beni che sopportano le aliquote del 4 o del 10%. O quelli che ne
sono del tutto esenti
La privacy ha fatto capitolare anche la norma che obbligava tutti i
contribuenti a inserire nella dichiarazione dei redditi gli estremi
identificativi dei conti correnti bancari. Un provvedimento che, secondo
alcuni esperti, avrebbe per esempio reso più immediati controlli e altre
attività (per esempio i pignoramenti) per chi avesse delle pendenze
aperte con l’Erario
Il Fisco potrà costruire delle «liste selettive» di contribuenti da
sottoporre a controlli, basandosi sulle informazioni che riguardano i
conti correnti e in genere i rapporti finanziari degli italiani che vengono
periodicamente comunicati dagli intermediari a un grande database
(contiene un miliardo di dati) che, fino a oggi, si apriva solo per
rispondere a quesiti su accertamenti già in corso
I contribuenti interessati dal
super prelievo sopra i 300
mila euro di reddito, calcolato
su redditi immobiliari, da
lavoro e da capitale
Degli introiti della lotta
all’evasione, condotta
sulla base dei dati forniti
agli uffici tributari locali,
andrà ai Comuni
CONTI, L’OCCHIO INDISCRETO DEL FISCO
17 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
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Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
DAL NOSTRO INVIATO
TRIPOLI — Alla fine si con-
cretizza lo scenario che veniva
già prospettato come il più pro-
babile diversi mesi fa. Muam-
mar Gheddafi cerca asilo tra gli
antichi alleati nel cuore del-
l’Africa. Ancora non sappiamo
se anche lui si trovi tra il miglia-
io di militari e alti dignitari del
suo regime che a partire da lu-
nedì sera sono entrati in Niger
(sembra passando per l’Algeria
sud orientale) con centinaia di
gipponi, forse oltre 250, divisi
in diversi convogli. Ieri in matti-
nata erano a Agadez, nel pome-
riggio venivano dati nella capi-
tale, Niamey, 950 chilometri
più a sud, sulla via del Burkina
Faso, dove sanno di poter trova-
re un porto sicuro. Gheddafi è
con loro? No secondo il mini-
stro degli Esteri nigeriano, Ba-
zoum Mohamed. Anche per il
Dipartimento di Stato Usa
Gheddafi sarebbe ancora in Li-
bia. Dove? Certo non a Bani Wa-
lid, una delle ultime roccaforti
degli irriducibili a 190 chilome-
tri da Tripoli, dove però i capi
tribali stanno trattando la resa.
E neppure a Sirte, ormai com-
pletamente circondata dalle for-
ze dei ribelli e destinata a cade-
re con lo scadere dell’ultima-
tum fissato per il 10 settembre.
Forse nel deserto, tra le oasi di
Sabha e Jalu, un’area gigantesca
del Sahara libico, dove anche i
droni e il sofisticatissimo siste-
ma di osservazione e monito-
raggio della Nato non possono
controllare ogni mezzo in movi-
mento.
I militari francesi offrono uf-
ficiosamente una spiegazione
plausibile. Gheddafi le ha pen-
sate tutte. Due settimane fa ha
fatto partire la moglie, la figlia
Aisha e i due figli meno combat-
tivi per l’Algeria. Ora manda il
fior fiore dei suoi uomini a pre-
parare la nuova base operativa
in Burkina Faso. Tra loro alcuni
colonnelli dei corpi speciali, il
capo del suo servizio di sicurez-
za personale, Mansour Daw, e
soprattutto i fedelissimi guerri-
glieri tuareg. Combattenti nati,
i cui fratelli maggiori e padri so-
no stati addestrati da lui negli
anni 70 e 80. Li ha pagati e ar-
mati, aiutati nelle loro periodi-
che rivolte secessioniste, con
un progetto in testa: diventare
l’imperatore dell’Africa centro
settentrionale, esaltare il ruolo
di una Libia cerniera tra Medio
Oriente arabo e cuore nero del
continente. Un progetto che
ora proprio i ribelli libici rifiuta-
no, determinati a riportare il Pa-
ese alla sua anima «bianca» più
arabo-mediterranea. Nel convo-
glio si dice vi siano alcuni mez-
zi carichi di oro, oltre a milioni
di euro e dollari. Prelevati, ma
sarebbe meglio dire rubati, dai
fedelissimi del Raìs dalle ban-
che centrali di Tripoli e Sirte. Se-
condo i ribelli, in quest’ultima i
forzieri sarebbero stati aperti di-
rettamente da Moatassim, uno
dei figli del Colonnello, che poi
avrebbe puntato verso Sabha. A
sua volta Gheddafi si starebbe
ora dirigendo con estrema cau-
tela a sud ovest, cercando di re-
stare il più invisibile possibile.
Non è nel suo stile mischiarsi
con centinaia di altri veicoli in
fuga. E forse non va del tutto
screditata come pura propagan-
da la dichiarazione ieri del suo
portavoce più noto, Mussa
Ibrahim (sembra dal chiuso di
un rifugio nel centro di Bani
Walid), che lo dà «in ottima sa-
lute, di morale alto, an-
cora in Libia».
Le notizie della
rotta verso il centro
Africa di ciò che re-
sta della dittatura contribuisce
in ogni caso alla normalizzazio-
ne del Paese. Ai rubinetti di Tri-
poli dall’altra sera è arrivata fi-
nalmente l’acqua. I tecnici lega-
ti al Consiglio transitorio sono
riusciti a riparare i danni causa-
ti dalle milizie di Gheddafi in ri-
tirata dopo la presa della città il
21 agosto. I negozi aperti sono
ormai quasi la maggioranza. Le
armi sono progressivamente ri-
tirate e censite nel tentativo di
imporre il monopolio della for-
za. E la nuova polizia si sta orga-
nizzando per una caccia siste-
matica agli uomini del regime
con identikit, informatori e
squadre speciali di agenti.
Lorenzo Cremonesi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La tribù alleata Arruolati negli anni 80, sono una milizia che controlla le piste di sabbia
3
I tuareg, figli del deserto
ultime sentinelle del Raìs
4
Giorni: alla scadenza dell’ultimatum delle
forze anti Gheddafi al Raìs per la resa
WASHINGTON — I tuareg sono
stati con Gheddafi dall’inizio alla fi-
ne. Un legame storico rinsaldato nel
tempo da finanziamenti, aiuti e intri-
ghi che hanno portato la Libia ad usa-
re e ospitare molti «figli del deserto».
Le ultime informazioni indicano
che nuclei di tuareg avrebbero fatto
da scorta alla famiglia della Guida
fuggita in Algeria e altri erano le ve-
dette attorno ai misteriosi convogli
diretti in Niger. I fieri guerrieri non
hanno molta scelta: se restano saran-
no puniti dagli oppositori, meglio al-
lora tornare nel proprio santuario,
un territorio immenso compreso tra
Libia, Algeria, Niger, Mali e Burkina
Faso. È lì che li ha arruolati, molto
tempo fa, il Colonnello.
Siamo negli anni 80, la Libia vuole
esercitare un ruolo di influenza nel-
l’area sub-Sahariana e ricorre alla Le-
gione islamica. Ne fanno parte anche
i tuareg. Conoscono bene le piste del
deserto come le vie del contrabban-
do. E sanno combattere. Quando
l’epoca della Legione si chiude con il
disastro del Ciad, Gheddafi continua
a mantenere alcuni gruppi di tuareg
sul suo libro paga per alimentare la
ribellione nel nord del Niger. Tripoli
gioca con la pace e con la guerra. Isti-
ga le incursioni e poi conduce media-
zioni.
I servizi libici, inserendosi tra le
inevitabili divisioni, non faticano a fa-
re breccia nel movimento tuareg. E
qualcuno accetta l’offerta del Colon-
nello. Tra questi Ibrahim ag Bahanga,
uno dei capi più estremisti e Rhissa
ag Boula. Molti tuareg si stabiliscono
in Libia con le famiglie. Hanno uno
stipendio mensile di circa 1300 dolla-
ri più l’assistenza medica e la scuola
per i figli. In cambio devono entrare
nell’esercito. Prima agiscono in mo-
do indipendente e —come ha raccon-
tato un reduce alla rivista The Atlan-
tic — sotto la bandiera della Brigata
Awbari, poi sono associati alle unità
dei figli di Gheddafi. Nei giorni suc-
cessivi alla rivolta, il regime cerca al-
tre reclute. Emissari libici aprono in
un alberghetto di Bamako (Mali) un
ufficio di arruolamento. Una volta as-
soldati, i miliziani proseguono verso
Nord, verso Sebha e Sirte. Sono state
avanzate diverse stime sulla loro con-
sistenza: il primo gruppo era compo-
sto da almeno 800 uomini. Poi sono
arrivati altri lungo il corridoio algeri-
no. Fonti dell'opposizione racconta-
no che durante l'assedio di Misurata
uno dei reparti era guidato proprio
da Bahanga. Forse per questo «ragaz-
zo terribile» è stata una delle sue ulti-
me battaglie. Dopo la caduta di Tripo-
li il capo tuareg ha ripreso la via di
casa. Ma non vi è mai arrivato. Alla
fine di agosto è morto in uno strano
incidente stradale. Una versione che
appare poco credibile. Molti credono
che lo abbiano fatto fuori. Tante le
ipotesi. Un’azione condotta dalle for-
ze speciali alleate oppure un regola-
mento di conti. Bahanga era entrato
in possesso di molte armi e probabil-
mente voleva venderle sul mercato
nero. Poteva offrire di tutto. Si era im-
padronito del materiale nei depositi
libici e, sembra, avesse intercettato
dei carichi paracadutati dai francesi
in favore degli insorti. Altri ritengo-
no che il capo tuareg avesse in mente
di rilanciare il suo movimento in Ni-
ger. Lo hanno fermato prima. Più for-
tunato, invece, Boula, avvistato in Ni-
ger al seguito di una carovana leali-
sta.
Il giallo di Bahanga fa tracciare agli
osservatori nuovi scenari. Gli irridu-
cibili di Gheddafi, grazie al denaro,
«comprano» gruppi di tuareg ai quali
affidano raid contro i nuovi dirigenti
libici. Certo, le distanze sono enormi
ma questo non spaventa i guerrieri
del deserto. I confini, per loro, sono
qualcosa di astratto. Linee tracciate
nella sabbia. Che il vento come la
guerra possono cancellare in fretta.
Guido Olimpio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le località ancora nelle mani dei pro
Gheddafi: Bani Walid, Sirte, Jufra e Sabha
Carovana di 250 veicoli. Ma gli americani: «Non c’era Gheddafi»
L’intifada inizia
da Bengasi e dall’Est
La rivolta libica inizia
il 17 febbraio dopo la
violenta repressione
delle proteste
antiregime svoltesi
due giorni prima a
Bengasi. I disordini si
estendono in altre
città. Il 21 i primi
scontri a Tripoli. In
serata Gheddafi
(foto) smentisce in tv
le voci di fuga. Il 27
si forma il Consiglio
nazionale di
transizione. L'Onu
denuncia mille morti
Le sanzioni Onu
e i raid della Nato
Dopo le sanzioni
Onu contro il
regime del 26
febbraio e quelle
Ue, il Consiglio di
Sicurezza il 17
marzo vota il
ricorso alla forza
per proteggere i
civili. Partono i raid
di Francia, Gran
Bretagna e Usa. Il
20 marzo la prima
missione italiana. Il
31 la Nato prende il
comando militare
delle operazioni
La caduta di Zawiya
e della capitale
Dopo tre mesi di raid
aerei che non
sembrano dare
grandi vantaggi agli
anti Gheddafi, il 14
agosto la conquista
di Zawiya, 50 km da
Tripoli, segna il più
grande successo e
apre la strada per la
capitale. Questa è
liberata il 21 agosto,
anche grazie ai droni
della Nato. Il 23 viene
conquistato il bunker
di Gheddafi a Tripoli
Gli abiti
Assalto alle ultime
roccaforti del Raìs
Dopo la resa di Tripoli
la battaglia si
concentra sulle ultime
roccaforti dei lealisti.
Il 29 agosto cade
Ghadames al confine
con Tunisia e Algeria.
Resistono Sirte e Bani
Walid dove si pensa si
sia rifugiato Gheddafi
con alcuni di figli,
mentre un’altra parte
della famiglia sarebbe
in Algeria.
L’ultimatum dei ribelli
al Raìs per arrendersi
scade il 10 settembre
Il tè I gioielli La tenda
Esteri
La cultura
2
3
Gli «uomini blu» sono
così detti dai veli e gli
abiti tinti con l’indaco
che lasciano una traccia
bluastra sulla loro pelle
4
Nella «cerimonia del tè»
i tuareg ne offrono tre
bicchieri: amaro come la
vita, forte come l’amore,
dolce come la morte
Portati da uomini e
donne, i gioielli tuareg
sono d’argento, pietre e
cuoio. Molto tipici, alcuni
hanno forma di croce
Popolo nomade per secoli,
l’abitazione tradizionale
dei tuareg è la tenda
poligonale e bassa, fatta
di stuoie e pelli
Il mistero del convoglio libico in Niger
1
Il giallo Anche il portavoce del regime assicura che il Colonnello è ancora nel Paese per guidare la controffensiva Le tappe
19
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
Bocciato da oltre metà degli americani
Il graffio
Usa Da Hollywood ai sindacati, anche la base si ribella
Tutti contro Obama
Rielezione a rischio:
«Ha tradito la causa»
Maureen Dowd attacca
Barack sul «New York
Times»: «Presidente
da un solo mandato»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK — Barack Oba-
ma? «L’Eletto spacciato», ovve-
ro «un presidente da un solo
mandato». La sua squadra alla
Casa Bianca? «Ripugnante».
Nel suo ultimo, graffiante fon-
do sul NewYork Times intitola-
to «One and Done», la nota edi-
torialista Maureen Dowd non
lesina insulti nei confronti del
presidente di cui un tempo era
simpatizzante, se non proprio
fan. «Obama è affetto da Illusio-
ne da discorso», maligna la
Dowd, descrivendo la patolo-
gia come «l’idea di poter scen-
dere dalla montagna, leggere
dal teleprompter (suggeritore
elettronico, ndr), compiere l’in-
cantesimo magico con le sue pa-
role e poi scalare di nuovo la
montagna mentre noi comuni
mortali corriamo a fare ciò che
lui ha proclamato».
Alla vigilia dell’attesissima
presentazione, giovedì prossi-
mo al Congresso, del piano del-
la Casa Bianca per rilanciare la
crescita e l’occupazione, il presi-
dente Usa deve fare i conti col
muro di disapprovazione dei
suoi stessi elettori.
Almeno tre sondaggi indica-
no come, per la prima volta,
più della metà dei cittadini boc-
ciano la sua azione sul fronte
dell’economia e del lavoro.
Secondo il rilevamento di
Wall Street Journal/Nbc solo il
44% degli americani approva il
suo operato come presidente
(per la prima volta da quando è
entrato alla Casa Bianca il 51%
lo disapprova apertamente),
mentre per il 73%degli interpel-
lati il Paese sta andando nella
direzione sbagliata. Analogo il
risultato del sondaggio Washin-
gton Post/Abc, (che indica co-
me il livello di pessimismo nel-
l’opinione pubblica Usa non sia
mai stato così alto dalla crisi fi-
nanziaria del 2008) e di quello
svolto dal sito Politico insieme
alla George Washington Univer-
sity, da cui emerge come il nu-
mero degli elettori convinti che
Obama stia guidando il Paese
nella direzione errata è balzato
al 72%, 12 punti percentuali in
più rispetto al mese di maggio.
A dargli addosso, oggi, non
sono solo i conservatori del Tea
Party. «È la base stessa del parti-
to democratico che si sta ribel-
lando», spiega AdamGreen, co-
fondatore del Progressive chan-
ge campaign committee che
nel 2008 si schierò con lui. In
quella che i media hanno già ri-
battezzato «l’estate dello scon-
tento democratico», Obama è
stato attaccato da tutte le lobby
progressiste che tre anni fa lo
spedirono alla Casa Bianca.
I liberal non hanno digerito i
suoi compromessi col Gop sul
tetto al debito pubblico per pro-
rogare le esenzioni fiscali ai su-
per-ricchi dell’era Bush. I sinda-
cati sono furiosi su come sta ge-
stendo la crisi occupazionale e
minacciano di boicottare la
prossima convention democra-
tica in segno di protesta. I Lati-
nos gli rinfacciano il numero re-
cord di deportazioni di illegali
sotto la sua amministrazione.
Gli afroamericani si sentono
traditi dal tasso record di disoc-
cupazione che li penalizza.
Un’atmosfera sempre più av-
velenata che il settimanale New
Yorker ha sintetizzato in una re-
cente vignetta dove politici e
vip di entrambi i partiti fanno
la fila per colpire con la palla
l’effigie di Obama. Tra i nuovi
detrattori c’è il guru clintonia-
no James Carville («tra il discor-
so di Obama e il dibattito repub-
blicano sceglierei quest’ulti-
mo») e David Letterman («per
la festa del Labor Day Obama fa-
rà tutto ciò che gli ordinano i re-
pubblicani»).
Persino Hollywood gli sta
voltando le spalle e star quali
Robert Redford, Spike Lee e Mi-
chael Moore non perdono l’oc-
casione per accusarlo di aver tra-
dito le loro cause. Se Obama
non saprà riconquistare questi
elettori, è probabile che la cupa
previsione della Dowd si avvere-
rà. «È difficile che alle prossime
elezioni i liberal voteranno per
un candidato repubblicano —
afferma Cornell West, docente a
Princeton e suo ex ammiratore
oggi deluso — ma se non apri-
ranno il portafoglio per contri-
buire alla campagna, i giorni di
Obama sono davvero contati».
Alessandra Farkas
©RIPRODUZIONE RISERVATA
20 Esteri
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
DAL NOSTRO INVIATO
SHANGHAI —Avevano comincia-
to col portarle via il padre. Adesso è
toccato ai giocattoli, ai libri, alla
scuola. Chen Kesi ha 6 anni e ne ha
passati molti senza vedere il papà,
cieco, avvocato autodidatta, emerso
nel settembre 2010 da 51 mesi di de-
tenzione. Chen Guangcheng da allo-
ra vive agli arresti domiciliari insie-
me con la moglie Yuan Weijing e la
figlia a Linyi, nello Shandong, speri-
mentando una forma di controllo
che lo stesso Chen ha definito «una
prigione più grande dopo essere
uscito da una prigione più piccola».
La condizione cui sono sottoposti il
padre e la madre comincia a ritorcer-
si contro Kesi. È cominciata la scuo-
la ed è cominciata senza di lei.
La notizia è filtrata attraverso per-
sone in contatto con la famiglia. He
Peirong, a sua volta attivista, ha rac-
contato all’Associated Press che
«funzionari locali mi hanno detto
che la piccola ha i requisiti e che ci
avrebbero fatto sapere entro il 1˚
settembre se sarebbe andata a scuo-
la». Ma le lezioni sono cominciate, e
«dunque è ovvio che non può fre-
quentarle». Un resoconto analogo è
uscito a Hong Kong sul quotidiano
Apple Daily. «L’educazione di Chen
Kesi è adesso la cosa più importante
per i suoi genitori, che sono preoccu-
patissimi», ha aggiunto He, che ha
poi riferito dei libri e dei giochi sot-
tratti alla bimba.
La figlia di Chen potrebbe essere
considerata una giovanissima pri-
gioniera di coscienza. Il suo destino
ha dei precedenti. Geng Ge, scappa-
ta quindicenne negli Usa con la ma-
dre Geng He e il fratellino due anni
fa, è la figlia di un altro avvocato per-
seguitato, Gao Zhisheng: le era stato
impedito di frequentare la scuola e
per questo aveva tentato il suicidio.
Nel 2010 l’intellettuale uiguro Ilham
Tohti è stato avvertito che la figlia
non avrebbe potuto frequentare la
scuola americana scelta per appren-
dere l’inglese. «Sì, è accaduto in pas-
sato che ai figli di dissidenti o attivi-
sti fosse negata la scuola. Tuttavia
accade di rado. Si tratta di una for-
ma di pressione aggiuntiva», spiega
al Corriere Nicolas Bequelin, ricerca-
tore di Human Rights Watch. Il giuri-
sta Jerome A. Cohen, interpellato
sempre dall’Associated Press, ha
commentato che la vicenda «non ha
nulla a che vedere con la legge, se
non per il fatto che viola i diritti al-
l’educazione sanciti dalla Costituzio-
ne cinese». E se il fratellino di Kesi
può frequentare la quinta elementa-
re è perché da anni vive con la non-
na in un’altra località.
Chen è entrato in rotta di collisio-
ne con le autorità locali quando ha
cominciato a contrastare aborti e
sterilizzazioni forzate decise dai fun-
zionari responsabili della pianifica-
zione familiare, pratiche in teoria
non ammesse ma diffuse là dove il
controllo centrale si allenta. Ulterio-
ri capi d’accusa, per Chen, aver osta-
colato il traffico e assaltato uffici go-
vernativi. In febbraio lui e la mo-
glie, pare con la complicità di un
quadro dell’amministrazione loca-
le, sono riusciti a lasciar circolare
un video in cui raccontavano la loro
detenzione non formalizzata: nien-
te telefono né Internet, porta chiusa
dall’esterno la notte e decine di per-
sone a darsi il cambio per controllar-
li attraverso le finestre in aggiunta
alle telecamere, né visite né medici
né medicine.
In più occasioni i giornalisti che
hanno cercato di raggiungere la loro
abitazione sono stati circondati, mi-
nacciati e allontanati da gruppi di
sgherri, e persino una delegazione
di diplomatici occidentali era stata
respinta. La piccola Chen Kesi tutto
ciò sarebbe autorizzata a non saper-
lo, ma ci sono cose che si imparano
anche senza andare a scuola.
Marco Del Corona
leviedellasia.corriere
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Figlia di dissidenti, è chiusa in casa e non può andare a scuola
Le autorità le hanno sequestrato i giocattoli e i libri: il padre si era opposto agli aborti forzati
La scolaretta cinese di sei anni
prigioniera del regime di Pechino
La storia
52
Arresti
Liu Xia, 52 anni, moglie
del premio Nobel per la
pace Liu Xiaobo, 55,
con una foto del marito,
incarcerato dopo una
condanna a 11 anni per
aver promosso il
movimento Charta ’08:
anche lei è agli arresti
domiciliari, senza essere
stata accusata di nulla
(Reuters/P. Kujundzic)
Libertà
Il dissidente Hu Jia, 38
anni, con la moglie
Zeng Jinyan, 27. Dopo
l’arresto di Hu, nel
2007, la moglie e la
figlia neonata sono
finite ai domiciliari e
sono poi scomparse alla
vigilia delle Olimpiadi
del 2008. Sono tornati
tutti in libertà il 26
giugno scorso
Reclusi
Il dissidente
cieco Chen
Guangcheng,
39 anni, con
la moglie
Yuan Weijing
e la figlioletta
Chen Kesi,
che oggi ha 6
anni: vivono
dal
settembre
2010 ai
domiciliari.
Lui ha
scontato
51 mesi di
carcere per
essersi
opposto agli
aborti forzati
Gli oppositori arrestati in Cina
dal 20 febbraio 2011, «giornata
dei gelsomini» di Pechino
I precedenti
COMUNE INDIRIZZO
Clusone Via Mazzini, 29-31
Dalmine Via M. Buttaro, 4/A
Desenzano del Garda Via Agello, 14
Gardone Val Trompia Via Matteotti, 50
Gorlago Piazza Gregis, 3
Gussago Via Diaz, 36
Inveruno Via Fiori
21 Esteri
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
22
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
23
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
André Glucksmann,
74 anni, filosofo e
attivista dei diritti
umani francese.
Appoggiò
l’intervento militare
in Afghanistan e
Iraq. Il suo saggio
«Dostoevskij a
Manhattan» è del
2002
Si sa veramente tutto di quanto successo l’11 settembre?
O restano delle zone d’ombra che possono continuare a
dare adito alle teorie cospirazioniste circolate in questi
ultimi dieci anni?
L’
11 settembre fu immediatamente vissuto
come impossibile. I testimoni non credo-
no ai propri occhi, i responsabili, disorien-
tati, si ritengono in piena fantascienza, i
prudenti, che vogliono mantenere la testa fredda, la
perdono fantasticando deliranti cospirazioni (la Cia,
gli ebrei, speculatori immobiliari).
Resta il fatto che l’impossibile ha avuto luogo e
che questo luogo, non a caso, fu chiamato «Ground
Zero», cioè lo spazio devastato delle prime esperien-
ze atomiche. Né è un caso se le supreme autorità
vengono imbarcate manu militari in rifugi anti-nu-
cleari: si misura il nuovo impossibile con il vecchio
impossibile. Si affaccia l’apocalisse, ma non quella
che era prevista durante la guerra fredda. Occorre
riapprendere a «pensare l’impensabile», come pre-
scriveva un celebre libro di strategia nucleare negli
anni 50.
Per quanto folgorante appaia, un evento non è
mai un inizio assoluto. Una volta dissipato il genera-
le smarrimento, è giocoforza constatare che l’attac-
co di New York non è radicalmente inaudito. Né il
progetto di mirare indiscriminatamente ai civili na-
sce nel settembre 2001: da Guernica, i fanatismi pro-
fani o celestiali hanno spopolato senza rimorsi il XX
secolo. Il modo operativo stesso non è privo di ante-
cedenti: il bersaglio fu attaccato nel 1993 (nel sotto-
suolo, con un’auto imbottita di esplosivo); il mezzo,
un aereo dirottato, fu provato a Natale del 1994 (l’air-
bus di Algeri doveva schiantarsi su Parigi). Quanto
all’aspetto suicida degli assassini che si ergono a
missili umani appare inverosimile solo agli ingenui:
tra bolscevichi, nazisti, integralisti d’ogni genere, ab-
bondano i sacrificatori professionisti decisi a immo-
larsi per la «buona causa». Le tessere del puzzle era-
no sparpagliate, mancava il concetto che permette
d’immaginare l’inimmaginabile.
Sebbene alcuni responsabili americani o europei
subodorassero l’esistenza di un rischio rilevante, il
vantaggio lo aveva Bin Laden, che calcolava alcuni
colpi in anticipo. La cecità generale viene spiegata
dalla paralisi burocratica (Cia contro Fbi) e dalle ri-
valità ai vertici. Spiegazioni troppo scarne: una visio-
ne acuta e consensuale dei rischi corsi in comune
avrebbe spazzato via questi conflitti. Al contrario, il
pregiudizio di vivere «la fine della storia» inebriava
i nostri bravi impostori: la guerra fredda è termina-
ta, le minacce gravi sono abolite! L’ottimi-
smo strategico celebrava la scomparsa del
Grande Nemico Unico: non c’era più l’avver-
sario onnipresente, quindi non c’erano più
avversità. Questo ragionamento fallace
equivaleva a un passaporto per il migliore
dei mondi; i bilanci militari si dissolvevano,
la pace universale era a portata di mano,
sussistevano soltanto «conflitti di debole in-
tensità» che devastavano le periferie del
mondo. L’11/9 fracassa questo quietismo condiviso.
In politica come in economia basta postulare che
una crisi generale sia definitivamente esclusa per ab-
bassare la guardia e aprire le porte del disastro: il
«Candido» di Voltaire, con la sua critica dell’ottimi-
smo Leibniz-panglossiano, deve diventare l’introdu-
zione obbligata a qualunque geopolitica del XXI se-
colo.
Dieci anni dopo, abbiamo superato il cerchio in-
cantato dei nostri euforici sonni pagati a caro prez-
zo? Sì e no.
Sì: l’America ha rivalutato le proprie alleanze in-
condizionate. L’Arabia Saudita non aveva forse forni-
to a Al Qaeda l’ideologia (il salafismo), i finanzia-
menti e una base di reclutamento (14 dei 19 pirati
appartenevano alla buona società saudita)? Conse-
guenza teorica: «Il fatto che per 60 anni le nazioni
occidentali abbiano scusato e accettato la mancanza
di libertà in Medio Oriente non fu per nulla d’aiuto
alla nostra sicurezza, perché nel lungo termine la sta-
bilità non può essere acquistata al prezzo della liber-
tà» (G. W. Bush, 7/11/2003). Conseguenza pratica:
Saddam Hussein, che nel 1991 ebbe la vita rispar-
miata per la pressione saudita al prezzo del duplice
massacro dei curdi e degli sciiti, viene impiccato.
Dopo, i despoti in preda a sommosse popolari sono
«mollati» (Tunisia, Egitto, Libia). Mediterraneo, Vi-
cino e Medio Oriente si sradicano da una storia fred-
da e da società congelate. La cappa di piombo salta,
nel migliore dei casi, perché ovunque le rivendica-
zioni democratiche accrescono sogni di libertà. Op-
pure, nel peggiore dei casi, perché bisogna contare
fino a tre: 1) una gioventù irrequieta parzialmente
conquistata dai Lumi; 2) partiti religiosi che sogna-
no il califfato; 3) apparati militari immersi nella cor-
ruzione, inclini a reprimere. E nell’entroterra padri-
ni (Russia e Cina) che appoggiano, in Iran come in
Siria, il marciume dei poteri tirannici.
No: le illusioni di un ottimismo menzognero an-
nebbiano daccapo i cervelli dei dirigenti. Eliminato
Saddam, Washington ritenne risolto il problema.
Mal gliene incolse. L’assassinio di iracheni da parte
di iracheni, grande sport del defunto regime, conti-
nuò sotto altre etichette. Ancora oggi — ad eccezio-
ne forse della Tunisia — i Paesi che festeggiano la
loro primavera non sembrano gran che immunizza-
ti contro la peste del terrorismo, dell’intolleranza,
della xenofobia e delle guerre tribali.
L’Unione Europea, incline al laisser-faire dei
non-interventi, sfarfalleggia e si divide. Quando,
francesi e britannici in testa, alcuni europei osano
un intervento umanitario armato (bravi!), corrono
il rischio di cantar vittoria troppo presto: il dopo
Gheddafi promette d’essere teso quanto il dopo Sad-
dam, se coloro che condannavano a morte le infer-
miere bulgare passano, una volta compiuto il volta-
faccia, per democratici autentici; e se gli uomini di
Al Qaeda, che hanno bombardato gli arsenali del
vecchio regime, sono visti come gente di buon cuo-
re. Il vecchio continente naviga alla cieca. La sua
condiscendenza nei confronti della Russia di Putin,
corrotta fino all’osso, violenta e nichilista, protettri-
ce degli Assad, prova quanto la lezione dissuasiva
dell’11/9 si stia dimenticando.
Bin Laden è morto, la sua rete sopravvive, ma di-
spersa. Tuttavia, la potenza nociva che colpì Manhat-
tan rimane. Sono bastati qualche regione fuorilegge
(questo non manca mai), padrini senza scrupoli
(nemmeno questi mancano) perché un piccolo
gruppo armato di cutter colpisse al cuore la potenza
mondiale numero uno. Immaginate i danni se aves-
se preso come bersaglio una centrale nucleare! Il pa-
radigma di Hiroshima è decaduto, ormai la capacità
di devastare la storia e di porre fine all’avventura
umana sfugge al monopolio dei grandi Stati. A van-
taggio di chi? A vantaggio di chiunque. «Una volta
abbattuti i limiti del possibile, è difficile rialzarli»,
stipulava Clausewitz, annunciando che l’era delle
battaglie massacratrici non sarebbe finita con Napo-
leone. La Belle Époque se ne infischiò, ma il secolo
seguente lo confermò. Bin Laden è scomparso, non
la strategia degli odi radicali e senza pietà.
(traduzione di Daniela Maggioni)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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Le parole e le immagini:
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E’ in edicola con il Corriere della Sera il primo di due volumi
dedicati all’11 settembre («11.9, il giorno che ha cambiato
il mondo»): s’intitola «Le parole» (336 pagine più cofanetto)
e raccoglie gli articoli più autorevoli usciti sul Corriere
dal settembre al dicembre 2001 (oltre 50 firme, con i pezzi
di Oriana Fallaci e Tiziano Terzani). Il secondo volume
(«Le Immagini», 352 pagine, 300 foto) esce sabato 10
settembre (con un portfolio di James Nachtwey).
Illusioni Le minacce all’Occidente e i rischi di un eccesso di ottimismo
24 Esteri
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
P
er dieci anni non ha voluto par-
lare. Ha tenuto dentro di sé il ri-
cordo di quel terribile 11 settem-
bre 2001. Ma anche l’orgoglio
di aver salvato la vita ai 300 colleghi del-
la compagnia assicurativa Fireman’s
Fund (gruppo Allianz) di cui era il capo.
Arthur Moossmann, 55 anni, Art per gli
amici, lavorava al 47˚ e 48˚ piano della
Torre Sud (WTC 2), quella colpita per se-
conda e crollata per prima: sono i piani
più alti ad aver avuto il 100% di soprav-
vissuti. Lui, ora responsabile del busi-
ness marittimo globale di Allianz, non
se ne è mai vantato. A pochi giorni dal
decimo anniversario ha accettato di rac-
contare la sua storia al Corriere della Se-
ra: calmo e sorridente, con la voce solo
a tratti incrinata dall’emozione.
Com’era iniziato quell’11 settem-
bre?
«Come un martedì qualsiasi, alle
7,30. Ero con la mia assistente per pro-
grammare la giornata, quando abbiamo
sentito un forte rumore e il nostro palaz-
zo, il WTC 2, tremare. Fuori dalle fine-
stre abbiamo visto cadere macerie in
fiamme. Secondo le prime notizie un ae-
reo privato aveva perso la rotta ed era
finito nella Torre Nord».
Come ha reagito?
«Mi sembrava molto strano. Ero in
corridoio, fuori dal mio ufficio, quando
è arrivato il manager del palazzo, un
funzionario della Port Authority, dicen-
do che si trattava di un incidente mino-
re e non dovevamo muoverci: non vole-
vano che la gente uscisse per strada e
rischiasse di essere colpita dai rottami.
Qualche collega ha tirato un respiro di
sollievo».
Lei invece?
«Non so perché, ma mi sentivo che
non era giusto e ho ordinato di evacua-
re subito i nostri due piani. Ora so che
è stata la miglior decisione della mia vi-
ta. Ho anche detto ai colleghi di non
usare gli ascensori e scendere per le sca-
le: molti non erano contenti di fare a
piedi quasi 50 piani. Ma io ho insistito
e, dopo aver controllato che tutti fosse-
ro usciti dagli uffici, sono sceso an-
ch’io».
Quando ha sentito il secondo col-
po?
«Ero al 37˚ piano, quando c’è stata la
seconda scossa, questa volta molto più
forte: ha sbattuto per terra me e chi mi
stava vicino. Abbiamo continuato a
scendere mentre molta altra gente pren-
deva le scale e mentre i pompieri e la
polizia invece salivano. Qualcuno ha
detto che un altro aeroplano aveva col-
pito la nostra torre, altri parlavano di
una bomba».
Che cosa ha visto, arrivato giù?
«Sono uscito nella piazza fra le due
torri ed è subito stato chiaro che era suc-
cesso qualcosa di molto drammatico.
La scena era spaventosa: c’erano corpi e
parti di corpi sparsi dappertutto. La gen-
te era sotto shock, gridava, piangeva o
guardava ammutolita all’insù le due tor-
ri in fiamme. Sapevo che tutti i miei col-
leghi erano usciti dalla nostra torre ma
non potevo controllare dove fossero.
Ho cominciato ad avviarmi verso Wall
Street».
Dov’era quando è caduta la Torre
Sud?
«Mi ero rifugiato vicino al negozio di
un calzolaio: la polvere ha inghiottito
tutto, me compreso. Ma ero vivo e ce
l’ho fatta a raggiungere la Penn Station
e prendere il treno per Long Island, do-
v’erano mia moglie e i miei due figli, di
quattro e sette anni: erano in ansia; non
potendo telefonare, credevano fossi
morto. Ci siamo riabbracciati a mezza-
notte».
Come ha passato la notte?
«Ho parlato al telefono con il presi-
dente del Fireman’s Fund che era in
Germania per una riunione: la prima
preoccupazione era contattare tutti i col-
leghi. L’ho fatto il mattino dopo, grazie
ai contatti telefonici d’emergenza e ho
scoperto che erano tutti salvi».
Se avesse obbedito ai pompieri e al-
la Port Authority, sarebbero morti…
«Con il senno di poi, il loro consiglio
era sbagliato. Ma non mi sento di criti-
carli: tutto è successo così in fretta e lo-
ro hanno pagato caro l’errore. Solo i
pompieri hanno perso oltre 300 perso-
ne».
Quanti amici di altre aziende lei ha
perso?
«Un centinaio che conoscevo perso-
nalmente e che lavoravano per Aon,
Cantor Fitzgerald e altre società del
WTC».
Oltre 10 mila persone soffrono an-
cora per lo stress da trauma dell’11 set-
tembre: lei come l’ha superato?
«Per ognuno è stato diverso. In me
ha prevalso la gratitudine di essere vi-
vo, di poter guardare ancora negli occhi
i miei cari. Mi è rimasta l’incredulità di
poter andare al lavoro un giorno e non
tornare più. L’impatto emotivo più pro-
fondo è stato rendermi conto di quanto
prezioso è ogni giorno, ogni minuto del-
la vita».
E i suoi colleghi?
«Tutti hanno avuto alti e bassi. Ma so-
no felice di dire che tutti sono tornati al
lavoro, in uffici temporanei, entro il ve-
nerdì successivo a 9/11. Ricevo ancora
cartoline da loro e dai loro familiari per
ringraziarmi di averli salvati. È la mia
maggior soddisfazione».
Non ha mai fatto ricorso a un aiuto
terapeutico?
«No. Qualche collega li ha usati per
curare le cicatrici del trauma. Altri l’han-
no affrontato in privato. Io mi sono con-
centrato sul futuro, nella ricerca di un
nuovo spazio per gli uffici dove riunire
di nuovo tutti i 300 collaboratori come
un solo team: obiettivo raggiunto nel
gennaio 2002, quando ci siamo spostati
presso la Dresdner Bank a Wall Street».
Le piacciono le nuove torri che stan-
no sorgendo?
«Sì. Vivo lì vicino, ad Albany Street e
per anni Ground Zero è stato un buco
che ricordava sempre l’attacco terrori-
stico. Era frustrante vedere i lavori fer-
mi. Ma ora l’area è di nuovo vibrante,
piena di energia, proiettata sul doma-
ni».
Se la sentirebbe di tornare a lavora-
re in un ufficio ai piani alti delle nuo-
ve torri?
«Non avrei problemi. Abbiamo impa-
rato molto da quell’esperienza e siamo
più sicuri oggi».
Che cosa ha provato alla notizia del-
l’uccisione di Osama bin Laden?
«Non mi piace festeggiare la morte
di nessuno. Tuttavia il mondo è un po-
sto difficile e ci sono persone orribili.
Suppongo che il giorno della scompar-
sa di Bin Laden per molti sia stato la
chiusura di una fase, per altri l’inizio di
una nuova. Per me solo un altro gior-
no».
Cosa farà per il decimo anniversa-
rio?
«Non credo parteciperò a cerimonie
ufficiali. Non l’ho mai fatto. Rifletterò
per mio conto, con famiglia e amici, sul-
le cose positive della mia vita in questi
dieci anni. E renderò omaggio alle vite
perse andando in chiesa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Manager
Ar|hur Hoossmann,
55 ann|, nc| 2OOl
|avorava a||c Torr|
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sopravv|ssu||.
Hoossmann v|vc a
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Cround Zcro
Nell’indagine sull’11 settembre restano molti aspetti da chiarire. Il
primo è legato all’abilità dei «piloti» kamikaze: ossia, alla capacità di
guidare gli aerei contro Torri e Pentagono. Il secondo dubbio riguarda il
supporto esterno: di recente è stata rilanciata la pista saudita,
«Quel mattino nella Torre Sud
ho disobbedito ai pompieri
Così ho salvato 300 persone»
L’odissea del World Trade Center
nel diario di un piccolo grande eroe
Il boato una ma|||na|a comc |an|c, po| un boa|o da|
gra||ac|c|o accan|o. E |’ord|nc. «Rcs|a|c dovc s|c|c...»
un coinvolgimento di 007 del regno, di ideologi e principi molto vicini a
Osama Bin Laden. Infine il mancato intercettamento dei jet dirottati da
parte dell’Us Air Force. Sembra impossibile che i caccia siano arrivati tardi.
Guido Olimpio
La preghiera
di Springsteen
per le vittime
Dirigente
O
L
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C
O
M
Delle venti persone estratte vive dalle macerie,
l’ultima fu una segretaria di 29 anni: Genelle
Guzman-McMillan rimase incastrata al buio per
27 ore, pregando Dio di «darle una seconda
possibilità». Sotto la Torre Nord per 27 ore: il
tempo necessario al suo salvatore per arrivare
dal Canada. Si chiamava Trakr e faceva il cane
poliziotto. L’addestratore James Symington, fuori
servizio, vide la tragedia in tv e partì in auto da
Halifax. Il 12 settembre, alle 9 e 15, Trakr fiutò
Genelle a 15 metri di profondità. I pompieri la
tirarono fuori dopo mezzogiorno. Dieci anni
dopo Genelle lavora alla Port Authority di New
York, vive a Long Island, sposata con 4 figli.
Sopravvissuta celebre: nozze riprese in tv, il libro
«Angelo nelle macerie» che l’ha appena portata
in tour fino in Australia. Symington, sospeso
perché andò a New York senza autorizzazione, fa
l’attore a Los Angeles. Il cane è morto a 16 anni
nel 2009, con due zampe paralizzate. Una ditta
specializzata ha regalato al suo padrone 5 piccoli
Trakr, l’unico eroe clonato dell’11 settembre.
Michele Farina
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I protagonisti dieci anni dopo
di MARIA TERESA COMETTO
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pro|ondc — |a spcran/a,
|’amorc, |a |or/a dc||o sp|r||o.
Con can/on| chc par|ano dc||a
vcdova d| un pomp|crc («ln|o
|hc l|rc»), d| un soccorr||orc
|rauma||//a|o («lo|h|ng
Han»), d| uno dcg|| a||cn|a|or|
(«Parad|sc»). È un d|sco chc
cv||a || scn||mcn|a||smo pcr
co|p|rc a| cuorc. «l| c|c|o
cro||ava, squarc|a|o da| sanguc
| la| ch|ama|o || m|o nomc
pr|ma d| svan|rc nc||a po|vcrc
| Su pcr |c sca|c, dcn|ro ||
|uoco», can|a Spr|ngs|ccn
dando vocc a| do|orc d| quc||a
vcdova, «ho b|sogno dc| |uo
bac|o ma |’amorc c || scnso
dc| dovcrc || hanno ch|ama|o
|n un |uogo p|u a||o | 0a
qua|chc par|c su quc||c sca|c,
dcn|ro || |uoco» («ln|o |hc
l|rc»). E |n una can/onc
scr|||a pr|ma dc||’ll
sc||cmbrc, quas| un prcsag|o,
«Hy C||y o| Ru|ns»,
Spr|ngs|ccn can|a «la m|a
c|||a c |n rov|na | 0ra con
qucs|c man| || prcgo o
S|gnorc | Pcr |a |or/a, S|gnorc
|Pcr |a |cdc, S|gnorc», |a
prcgh|cra dc| poc|a a| qua|c ||
suo popo|o avcva ch|cs|o
a|u|o a un scma|oro rosso
v|c|no a| marc, a Asbury Par|.
Matteo Persivale
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Canzoni
Genelle
L’ultima
sopravvissuta
e il cane
che la trovò
Trakr
25 Esteri
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
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italia: 515249535254
Codice cliente:
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Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
MILANO — Dopo 5 anni
sembrava ormai scontata l’ar-
chiviazione dell’inchiesta pe-
nale di Milano sull’acquisto
del 15% della Serravalle da par-
te della Provincia, ma ora a sor-
presa l’indagine resuscita: vie-
ne trasferita a Monza per con-
nessione con quella dei pm
Walter Mapelli e Franca Mac-
chia sulla presunta tangente
da due milioni che sarebbe ar-
rivata al pd Filippo Penati na-
scosta dietro una finta caparra
per una casa e si affianca all’al-
tra della Corte dei Conti. E dal-
le intercettazioni emerge il ner-
vosismo dei protagonisti del-
l’affare Serravalle quando un
anno fa si scoprì che la Procu-
ra contabile indagava su di lo-
ro per un danno erariale di al-
meno 76,4 milioni.
L’inchiesta del procuratore
aggiunto milanese Alfredo Ro-
bledo e del sostituto Stefano
Civardi ipotizzava il reato di
abuso d’ufficio. Pareva finita
sul binario morto dell’archivia-
zione, dopo che una perizia
dei docenti universitari Mario
Cattaneo e Gabriele Villa riten-
ne che, sebbene gli 8,831 euro
pagati per azione dalla Provin-
cia presieduta da Penati al
Gruppo Gavio fossero fuori
mercato, il prezzo era «ragio-
nevole», «congruo» e frutto di
«condizioni economicamente
sostenibili» se lo si valutava
nell’interesse dell’ente che ave-
va ottenuto la maggioranza
della Serravalle. Un affare che
costò alle casse provinciali
238 milioni facendone guada-
gnare 179 a Gavio che le azio-
ni le aveva pagate 6 euro.
Di tutt’altro avviso l’indagi-
ne contabile del viceprocurato-
re generale Paolo Evangelista,
anche questa avviata nel 2005
come quella penale dopo un
esposto ad agosto 2005 dell’al-
lora sindaco Gabriele Alberti-
ni che con altri legava l’affare
all’appoggio da 50 milioni di
Gavio alla scalata dell’Unipol
di Consorte alla Bnl. Ma la Pro-
cura della Corte dei Conti, in
carenza drammatica di organi-
co e pressata da indagini im-
portanti su tutta la Lombardia,
per evitare la imminente pre-
scrizione di un’inchiesta or-
mai conclusa, il 24 giugno
2010, «mise» in mora tutti i
protagonisti dell’affare: Penati
e gli 8 assessori che avevano
firmato la delibera per l’acqui-
sto, oltre al segretario genera-
le e presidente dell’Asam (so-
cietà della Provincia che aveva
acquistato il pacchetto) Anto-
nino Princiotta, al direttore
centrale Giancarlo Saporito e
al consigliere Asam Giordano
Vimercati, gli ultimi due inda-
gati a Monza come Penati.
Quel giorno su di loro scese
una doccia scozzese. Telefona-
te e sms si fanno frenetici, il
nervosismo sale sempre più
per decidere la strategia difen-
siva, si fissano incontri riserva-
ti che vengono via via riman-
dati, registra la Guardia di Fi-
nanza di Milano che intercetta
movimenti e comunicazioni.
Penati chiede a Princiotta se
«il pm è sempre lo stesso». Ri-
sposta: «Non c’è più Spataro
(Domenico Spadaro, diventa-
to nel frattempo presidente
della Corte dei Conti dell’Alto
Adige, ndr) ed è la cosa miglio-
re perché con quello non pote-
vamo nemmeno parlare». Non
è che possano sperare vada
meglio con Evangelista, uno
dei pm contabili più stimati.
Secondo lui l’intera operazio-
ne Serravalle era in contrasto
con le norme del Testo unico
enti locali perché conclusa gra-
zie a un finanziamento di Ban-
ca Intesa garantito da un pe-
gno su tutte le azioni detenute
dalla Provincia. Nel caso in cui
l’ente, che certo non naviga
nell’oro, non dovesse pagare il
debito, le azioni finirebbero
immediatamente alla banca
causando «una automatica di-
smissione del servizio pubbli-
co» e «la perdita del controllo
da parte del settore pubblico
della società Milano Serravalle
a favore dell’istituto di credito
finanziatore». C’erano anche
altri possibili danni: il Comita-
to pro Brianza Provincia aveva
presentato una diffida prote-
stando che l’acquisto erodeva
quella parte di patrimonio che
sarebbe dovuto andare un do-
mani alla nuova Provincia; un
consigliere aveva fatto un
esposto denunciando che la
Provincia aveva rinunciato a
un credito di oltre 2,3 milioni
nei confronti dell’Asam; in più
l’acquisto «ha dato origine a
un contenzioso» per la viola-
zione del patto di sindacato
vinto dal Comune. Un’opera-
zione che per Evangelista era
«priva di una qualsiasi utilità»
dato che Comune e Provincia
già detenevano il controllo del-
le Serravalle attraverso il patto
di sindacato che ne assicurava
la gestione «nell’esclusivo inte-
resse» pubblico.
Giuseppe Guastella
guastella@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
MILANO — Tutti che corrono da Bru-
no Binasco, tutti mandati in tilt dalla Cor-
te dei Conti nel giugno-luglio 2010: l’ex
braccio destro di Penati si precipita a un
appuntamento con l’imprenditore Bina-
sco addirittura ai binari di un treno Mal-
pensa Express; il portavoce di Penati, al-
l’esito di un altro incontro lampo con Bi-
nasco, comunica in codice al politico pd
il sollievo di un «niente scarpe, niente cia-
batte, niente mutande»; Penati telefona
direttamente a Binasco per chiedergli un
dato con il quale difendersi; il presunto
collettore di tangenti di Penati (Di Cateri-
na) reclama e ottiene da Binasco il rispet-
to di patti pregressi da 2 milioni di euro;
e il direttore generale del Comune di Se-
sto si preoccupa di trovare un posto sicu-
ro dove fare un incontro, nello studio del-
l’architetto di Binasco che nel 2008 aveva
intermediato la caparra immobiliare usa-
ta come pretesto per far riavere a Di Cate-
rina 2 milioni di pregressi finanziamenti
a Penati.
«Quel pm? Inavvicinabile»
A fare da miccia sono il 22 giugno 2010
il provvedimento con il quale la Corte dei
Conti ipotizza 80 milioni di danno all’era-
rio nell’operazione Milano-Serravalle, e
la conseguente lettera con la quale il 24
giugno il Comune di Milano (sindaco Mo-
ratti) mette in mora Penati, l’ex suo capo
di gabinetto Giordano Vimercati, l’ex di-
rettore generale Antonino Princiotta e al-
tri nove ex amministratori della Provin-
cia di Milano acquirente nel 2004 del tra-
vagliato pacchetto azionario della società
autostradale Milano-Serravalle, ceduto al-
l’ente pubblico dal gruppo Gavio-Bina-
sco con una plusvalenza di 6 euro per
azione. E tutti, sul versante dell’acquiren-
te pubblico, «per valutare una linea difen-
siva», corrono proprio dal privato Bina-
sco. Che da un lato è il top manager del
gruppo Gavio venditore a peso d’oro del-
le azioni nel 2o04; ma dall’altro lato è an-
che l’uomo che, secondo i pm di Monza,
avrebbe poi illecitamente finanziato nel
2008 il pd Penati con 2 milioni di euro,
«mascherati» come caparra concessa in
un preliminare immobiliare a Di Caterina
attraverso una simulata opzione d’acqui-
sto di un immobile, lasciata apposta sca-
dere entro il 31 dicembre 2010.
Pur confusi e dispersivi come sono
sempre i brogliacci riassuntivi delle inter-
cettazioni, il loro esame svela ora il clima
di panico determinato nell’estate 2010
dai rilievi della Corte dei Conti. La sera
stessa del 24 giugno Penati chiama Prin-
ciotta e si informa su chi stia conducen-
do le indagini contabili: «Penati chiede se
il pm è sempre il solito, e Princiotta dice
che il pmè un altro e che da un certo pun-
to di vista è meglio, perché con quello (di
prima, ndr) nemmeno potevano parla-
re». Poi Penati chiama direttamente Bina-
sco, gli spiega che «la Corte dei Conti do-
po 5 anni sta cercando di sospendere i ter-
mini di prescrizione», e gli chiede «quale
è stata l’ultima transazione. Binasco ri-
sponde che l’ultima fu con un privato che
gli ha venduto un 1% ex Comune di Co-
mo, ma al momento non rammenta sulla
base di quali prezzi, farà delle ricerche.
Penati ringrazia».
L’ufficio «sicuro» dell’architetto
Il 5 luglio il portavoce di Penati, Mag-
gi, si incontra al Bar Basso «per un caffè»
con l’architetto Renato Sarno, professio-
nista vicino sia a Binasco sia a Penati, e
tramite nel 2008 della caparra da 2 milio-
ni di Binasco a Di Caterina. Subito Maggi
avvisa Penati, che gli raccomanda «dopo,
eh», per una spiegazione a voce in uffi-
cio. Sarno la mattina dopo chiama Bertoli
(attuale direttore generale del Comune di
Sesto San Giovanni) per comunicargli
che «ha bisogno di parlargli 10 minuti», e
lo raggiunge già nel pomeriggio, quando
poi spedisce al portavoce di Penati un
sms per fissare un appuntamento («Va be-
ne per Filippo lunedì alle 18 da me»). Slit-
terà più volte, fino a essere rimandato a
settembre. Ma deve essere un appunta-
mento particolare se Bertoli l’8 luglio si
pone il problema che «però c’è anche il
bisogno di un posto...»: l’architetto Sarno
subito lo rassicura che, «anche se lui è as-
sente», possono «andare pure nel suo stu-
dio».
«Tutto a posto, niente mutande»
Il 13 luglio tocca a Pietro Rossi, consi-
gliere d’amministrazione della società
«Tangenziali esterne di Milano spa» desi-
gnato dalla società Milano-Serravalle,
chiamare Binasco e chiedere «un incon-
tro per la settimana prossima»: ma non
per sé, bensì un incontro «per loro», che
«questa settimana sono a Roma». Bina-
sco però va in ferie e rimanda a fine lu-
glio, quando il 29 Binasco ricontattato
ma non da Rossi, bensì dal portavoce di
Penati, Maggi, che «ricorda a Binasco che
Rossi gli ha detto di chiamarlo». Concor-
dano un incontro nel pomeriggio nell’uf-
ficio di Binasco, e Maggi appena uscito
comunica il tutto a posto a Penati: «Nien-
te scarpe, niente ciabatte, niente mutan-
de». Frase criptica che però Penati decodi-
fica: «Oh la Madonna, nessun problema
insomma».
«Sono in corso ulteriori approfondi-
menti — tira le fila sul punto la Gdf —
finalizzati a comprendere quali siano le
motivazioni, a oggi ignote, per cui Rossi
per conto di terzi ("Loro sono a Roma")
abbia contattato Binasco e poi delegato a
incontrarlo Maggi», il portavoce di Pena-
ti. «E sono ignoti i reali contenuti della
comunicazione di Maggi a Penati subito
dopo il suo incontro con Binasco ("Nien-
te scarpe, niente ciabatte, niente mutan-
de")».
Appuntamento urgente sui binari
Intanto il primo luglio anche «Vimerca-
ti ha cercato Binasco «per un consiglio»,
e Binasco, «compreso che si tratta della
Serravalle, gli fissa un appuntamento il 7
luglio all’ingresso della stazione ferrovia-
ria del treno Malpensa Express». L’impre-
visto incontro tra Binasco e un conoscen-
te, però, spiazza sia la coppia Binasco-Vi-
mercati che voleva parlare in maniera ap-
partata sia la Gdf: «Dall’intercettazione
ambientale si è potuto comprendere che
i due hanno effettivamente parlato della
Serravalle», ma solo «in termini generali,
perché accanto a loro era seduta una ter-
za persona, conoscente di Binasco, so-
praggiunta inaspettatamente ancor pri-
ma dell’arrivo di Vimercati e presente per
tutto il tempo dell’incontro».
«La caparra? Rispetterò il patto»
Tra tutti, però, a luglio 2010 è l’impren-
ditore Piero Di Caterina (che in giugno ha
iniziato a parlare coi pm) ad avere l’inte-
resse materiale più immediato: dopo l’af-
fondo della Corte dei Conti, infatti, è evi-
dente che teme che Binasco non rispetti
più i patti cristallizzati nella strana capar-
ra immobiliare concessagli nel 2008 ma
in teoria ancora appesa all’opzione che
scadrà il 31 dicembre 2010. Perciò «il 5
luglio, peraltro su indicazione di Penati e
Princiotta», anche «Di Caterina contatta
Binasco allo scopo di dare ulteriore corso
al preliminare». Binasco si irrita, taglia
corto in maniera brusca, dice a Di Cateri-
na che non ha intenzione di incontrarlo.
Ma gli assicura che «comunque avrebbe
rispettato il contratto». Cosa che in effetti
farà, «disinteressandosi dell’affare» e la-
sciando scadere l’opzione per regalare di
fatto i 2 milioni a Di Caterina.
Luigi Ferrarella
lferrarella@corriere.it
È stato sospeso dal partito
Berlinguer: una linea severa
La Commissione di garanzia
❜❜
Il documento
Il testo con
cui il
viceprocuratore
generale della
Corte dei Conti
mette in mora
la Provincia
di Milano
sull’affare
Serravalle
Con il gruppo Gavio
I contatti per una linea comune dopo la richiesta di 80 milioni della Corte dei conti
«Niente ciabatte, né mutande»
Frasi in codice e riunioni in stazione
Il pm è cambiato?
Meglio, con l’altro
non si parlava
Cronache
Le intercettazioni
I contatti con il gruppo
Gavio dopo
l’intervento della
magistratura contabile
Penati, sms e incontri riservati sulla Serravalle
ROMA — Una misura «molto severa», dettata da una forte
esigenza di «rigore». Luigi Berlinguer, presidente della
Commissione di garanzia del Partito democratico, spiega così
la decisione di sospendere dal partito Filippo Penati, al centro
dell’inchiesta di Monza sulle presunte tangenti nell’area Falk
di Milano. L’ex sindaco di Sesto ed ex presidente della
Provincia si era autosospeso, il che non rende meno simbolica
la decisione (all’unanimità) dei garanti. Dopo tre ore di
discussione al Nazareno, lunedì pomeriggio, la Commissione
ha sanzionato Penati mettendolo temporaneamente fuori dal
partito, in attesa delle decisioni dei giudici. «Una sospensione
dolorosa e inevitabile» è stato il commento di Rosy Bindi,
presidente del Pd. Penati, ex capo della segreteria politica di
Bersani, ha affidato la sua reazione a una nota, nella quale ha
ribadito la sua estraneità alle accuse: «Ho fatto tutti i passi
indietro doverosi, compresa l’autosospensione senza
attendere la decisione del partito, necessari a scindere
nettamente la mia vicenda da quella del Pd».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ex presidente L’ex presidente pd della Provincia Filippo Penati, ora sospeso dal partito (Salmoirago)
Milano Riparte l’inchiesta per abuso d’ufficio sull’acquisto dell’autostrada. E spuntano le mosse segrete dello staff dell’esponente pd
27
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
Controlli
Lettera alla giunta per le autorizzazioni. Tarantini, i pm di Bari al Csm
Il cardinale
Tettamanzi:
tutto uguale
dopo
Mani pulite
L’obiettivo
di quella
indagine
era il
controllo
del
premier
❜❜
ROMA —Ancora a tarda se-
ra il presidente del Consiglio
era in riunione con l’avvocato
Niccolò Ghedini perché, insie-
me alla manovra economica,
ora l’agenda impone una parti-
colare attenzione alle vicende
processuali lasciate in sospeso
prima delle ferie: in primo luo-
go il processo sul caso Ruby,
in cui il Cavaliere è accusato
di aver ricevuto in casa una
prostituta minorenne, ripren-
derà il 3 ottobre a Milano e pri-
ma di quella data il deputato
Berlusconi chiede che la giun-
ta per le autorizzazioni della
Camera af f ront i i l t ema
dell’inutilizzabilità delle inter-
cettazioni telefoniche captate
dalla «cella» di Arcore. Quelle
in cui si sentono le voci di Ni-
cole Minetti, Marysthel Polan-
co, Lele Mora ed Emilio Fede.
In altre parole, l’obiettivo della
difesa è quello di ottenere dal-
la Camera ciò che è già stato
negato dai magistrati: la viola-
zione dell’articolo 68 della Co-
stituzione nel momento in cui
i pm di Milano intercettavano
a tappeto gli ospiti di Berlusco-
ni con lo «scopo di controllare
il padrone di casa».
Per questo il deputato Berlu-
sconi ha scritto il 1˚ settembre
una lettera di tre cartelle che
poi è stata consegnata da Ghe-
dini al presidente della Giun-
ta, Pierluigi Castagnetti (Pd):
il premier chiede alla giunta di
esprimersi sull’inutilizzabilità
di tutte le intercettazioni effet-
tuate «a rete» su utenze mobi-
li seguite fin dentro la sua re-
sidenza. Perché, sostiene Ber-
lusconi, l’obiettivo di quella
indagine «era il controllo del
presidente del Consiglio» e
questo dovrebbe indurre la
Camera a ravvisare la violazio-
ne dell’articolo 68 con conse-
guente inutilizzabilità delle
trascrizioni già depositate in
giunta nelle quali, per altro,
le rare parole captate al pre-
mier sono omissate. Oggi in
giunta Castagnetti comuni-
cherà il contenuto della lette-
ra di Berlusconi e il Pdl chie-
derà di esaminarla subito an-
che se non se ne parlerà pri-
ma del 16 settembre, data ulti-
ma per chiudere il dibattito
su Marco Milanese (Pdl), l’ex
braccio destro di Tremonti,
che rischia l’arresto.
Ma al centro del vertice di
palazzo Grazioli c’è stata an-
che l’inchiesta sulla presunta
estorsione ai danni di Berlu-
sconi. I pm Piscitelli, Curcio e
Woodcock, che oggi riceveran-
no dai legali del premier le da-
te disponibili per l’interrogato-
rio, sentiranno domani nel car-
cere di Poggioreale, Giampao-
lo Tarantini, l’imprenditore ba-
rese accusato insieme alla mo-
glie Angela Devenuto e al diret-
tore dell’Avanti Valter Lavitola
di aver estorto oltre ottocento-
mila euro al premier, che
avrebbe pagato per evitare che
dalla strategia difensiva adotta-
ta da Tarantini a Bari, dove è
imputato per sfruttamento del-
la prostituzione, emergessero
particolari imbarazzanti circa i
rapporti tra Berlusconi e le
escort che lo stesso Tarantini
gli procurava. Ieri è stato ascol-
tato un ex difensore di Taranti-
ni, Nicola Quaranta. Assistito
da Alessandro Diddi e Ivan Fi-
lippelli, Tarantini è già stato
ascoltato sabato scorso dal gip
Amelia Primavera per l’interro-
gatorio di garanzia. E al proce-
dimento barese contro Taranti-
ni è legata l’apertura di un’in-
dagine del Csmsui presunti ri-
tardi che l’inchiesta avrebbe
subito. A denunciarli, indican-
do come responsabile il procu-
ratore capo di Bari Antonio
Laudati, fu l’ex pm Giuseppe
Scelsi quando era titolare del-
l’indagine.
Fulvio Bufi
Dino Martirano
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Ruby, intercettazioni inutilizzabili»
Mossa del Cavaliere alla Camera
Le inchieste Oggi la riunione dei deputati sulla richiesta d’arresto di Milanese, ex collaboratore di Tremonti
ROMA — «Gli anni della cosiddetta
Tangentopoli pare che qui non abbiano
insegnato nulla, visto che purtroppo
la questione morale è sempre d’attualità».
Lo dice il cardinale Dionigi Tettamanzi
in un’intervista al settimanale Famiglia
Cristiana. Dopo nove anni, mentre sta per
lasciare la guida della diocesi di Milano,
il porporato entra nella cronaca senza fare
riferimenti particolari ma lasciandosi
andare con considerazioni amare.
«Ogni giorno, leggendo i giornali —
dice pensando evidentemente non solo
a Milano — si è portati a pensare che si
stia sprofondando sempre più in basso.
L’immoralità è dilagante, a tutti i livelli
della società, e pare che al peggio non ci
sia più limite, che la catastrofe sia alle
porte». Ma se «molti sono corrotti», «non
mancano gli amministratori onesti».
Il cardinale lascerà il testimone di
arcivescovo di Milano al patriarca di
Venezia Angelo Scola — giovedì sera alle
20.30 ci sarà il saluto in duomo e il 25
settembre e l’arrivo di Scola. A Milano
ha deciso di donare la sua biblioteca
personale, oltre 9.000 che andranno alla
Biblioteca Centrale Sormani. Parlando
della città il porporato spiega che è molto
cambiata e ha un’altra preoccupazione: i
giovani. «Chi governa — dice — dovrebbe
avere il coraggio e la determinazione
di impostare le manovre economiche
assicurando una vera speranza ai giovani,
all’infanzia, alla scuola».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
28 Cronache
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
L’ex ministro
Casa Scajola
I primi
interrogatori
La vicenda
Nell’inchiesta nomi di mogli di professionisti con quelli delle escort. Laterza: sembra Sodoma
Caldarola: la chiamavano
Milano del Sud, ora la capitale
della Puglia ha assimilato il
peggio, con 20 anni di ritardo,
della Milano da bere
❜❜
L’inchiesta e l’accusa
Le indagini della Procura
di Napoli riguardano l’accusa
di estorsione ai danni del
premier Silvio Berlusconi.
I pubblici ministeri
napoletani Curcio, Piscitelli
e Woodcock hanno chiesto
il carcere per l’imprenditore
barese della sanità
Gianpaolo Tarantini,
36anni, per sua moglie
Angela Devenuto, 34,
e per il faccendiere e
direttore dell’Avanti! Valter
Lavitola (all’estero)
Le cifre dell’estorsione
Secondo la Procura,
Berlusconi avrebbe pagato
una quota una tantum da
500 mila euro e poi 20 mila
euro al mese a Tarantini. Dei
500 mila ne avrebbe tenuti
per sé 400 mila Lavitola,
intermediario fra il premier e
l’imprenditore. I soldi, stando
all’accusa, servivano perché
Tarantini sostenesse
che Berlusconi non era
consapevole di aver fatto
entrare delle escort
a Palazzo Grazioli
DAL NOSTRO INVIATO
BARI — L’appuntamento è davanti al Pala-
ce. «Sul marciapiede, così restiamo in te-
ma». E’ una ragazza spiritosa, Terry De
Nicolò, storica vestale della scuderia di
Gianpi. E non teme certo che le luci della ri-
balta le sciupino la pelle, ha appena finito
un’intervista alla Zanzara, «tocca rivederla,
sa?, per le querele. Comunque: benvenuto
nella Bari dei magnaccioni!». Alle sette della
sera sulla città incombe un’afa plumbea as-
sieme all’attesa di nomi e carte, di quella spe-
cie di ordalia mediatica dentro cui i maggio-
renti locali temono di veder saltar fuori cugi-
ne, sorelle e, soprattutto, consorti (i loro ne-
mici lo sperano, dandosi di gomito).
Mogli di notai, avvocati e imprenditori ba-
resi facevano la fila con Tarantini per incon-
trare Berlusconi («e ti credo! Io ci tornerei a
piedi, a palazzo Grazioli!», trilla Terry, incon-
tenibile): poche righe, filtrate dagli atti d’in-
chiesta, bastano per far ripartire un ritornel-
lo che qui non s’è mai fermato davvero, dalla
notte dei tempi, da quando la pornostar Ros-
sana Doll (al secolo Rossana Di Pierro) scris-
se un indimenticabile bestseller intitolato
Membri di partito, raccontando che per di-
ventare hostess dell’Alitalia aveva dovuto
concedersi a tre politici pugliesi di primo pia-
no (Patrizia D’Addario non s’è inventata nien-
te di nuovo).
Dietro i cristalli dei bar del corso, celando
un sorriso malevolo nella tazzina dell’espres-
sino, o dietro i tavoli di storiche abbuffate ta-
rantiniane al Blanc de Noir o alla Bella Bari,
tra i professionisti appollaiati al bordopisci-
na del club Nilaya o tra le loro mogli che si
scolpiscono i glutei nella palestra Wakeup e
tra i tiratardi del risto-night Fuoriluogo, in-
somma nei posti storici dei ragazzi e delle ra-
gazze della Gianpi generation, la domanda è
quella di sempre, di ogni elenco e tormento-
ne: «Tu ci sei o no?».
Tubino bianco, caschetto di capelli corvi-
ni, delizioso nasino alla Carfagna, Terry se la
ride, sorseggiando il suo espressino mentre
il barman del Palace la sbircia senza troppa
discrezione. «Me ne hanno dette di tutti i co-
lori: mignotta, spacciatrice! Adesso che esco-
no i nomi mi metto sulla spiaggia sotto l’om-
brellone a ridere. Perché, sa, a me le ipocrite
della santa inquisizione fanno più schifo di
tutte... quante sono queste signore? Più di
dieci, sì... sicuro. Come lo so? Lo so. Però, pia-
no, sono chiacchiere, lei che vuole da me?».
Terry è come Bari, o forse Bari è diventata
come Terry: un’omertosa chiacchierona. Tut-
ti sanno tutto e tutti raccontano tutto, fino ai
confini dell’irresponsabilità, poi s’acquieta-
no, e questa cappa di quiete sta soffocando
peggio dell’afa una città in piena mutazione
antropologica.
«Vedi, il puttanesimo è eterno, c’è sempre
stato. Qui la gente si giocava la moglie ai cir-
coli, lo scambismo è storico. Ma la variante è
gente come Tarantini, quello è l’uomo nuo-
vo», mormora un vecchio avvocato che ne
ha viste di tutti i colori e non vuole grane.
Alessandro Laterza, presidente della commis-
sione cultura di Confindustria, la traduce co-
sì: «Vedo una distanza incolmabile tra questi
comportamenti... disinvolti e un’idea del la-
voro che qui viviamo in maniera seria. Penso
al vecchio mercante barese che faceva della
reputazione parte della sua attività. Vorrei
dirle che Bari è Sodoma, un caso unico, ma
temo che tutta l’Italia si assomigli».
La generazione successiva ha cambiato re-
gistro rispetto ai padri. Ora si ostenta quello
che prima si faceva in silenzio. Un giovane
imprenditore, affogando tra gli squali, rac-
contava qualche tempo fa: «Non ho donnine
da presentare... ». Le tangenti hanno cambia-
to forma. «Adesso si offrono servizi... in car-
ne e ossa», dice Peppino Caldarola: «Il punto
è la decadenza. Di Bari si diceva: è la Milano
del Sud. Con vent’anni di ritardo, ha assimila-
to il peggio della Milano da bere. Tarantino è
amico della destra e della sinistra, e soprat-
tutto campione di una borghesia depravata».
Che il tarantinismo abbia attecchito tra-
sversalmente tra i trentenni e i quarantenni
è palese ascoltando il gossip che mette tra le
frequentatrici delle mitiche feste nella villa
di Giovinazzo o in certe dimore patinate di
Rosa Marina persino due giovani donne ma-
gistrato, una delle quali sarebbe stata trasferi-
ta per eccessiva vicinanza a Gianpi: all’occor-
renza volava fino in costa Smeralda, portava
mozzarelle e burrate in dono, dicono. Ma ba-
sta scorrere certi fascicoli per avere confer-
me meno pettegole di questa seduzione ge-
nerazionale. Due anni fa, Tarantini è stato ar-
restato assieme al rampollo di una nobile fa-
miglia leccese, Alessandro Mannarini: la
mamma di Alessandro era legata a quel tem-
po a un consulente di Tremonti e poi di Ber-
lusconi. Tato Greco, nipote dei Matarrese e
figlio del senatore Mario, ha un processo in
corso assieme al nostro: lo accusano di esser-
si dato un gran da fare, come consigliere re-
gionale, per piazzare negli ospedali le famo-
se protesi di Gianpi (che ufficialmente non
smerciava solo belle donne). Le feste, le fe-
ste baresi, sono il mare in cui tutti i pesci so-
no grigi. Marina è una che c’è, in certi giri,
ma niente cognomi: «Non sono feste di
delinquenti. A Bari ogni sera puoi tro-
varne cinque, di feste simili. Coca?
Mai vista, giuro».
«Io non pensavo che finisse così,
Gianpi si sentiva padrone del mon-
do. Ma quando stai proprio lì, in ci-
ma, ti tirano giù», medita Terry, al-
l’ultimo sorso di espressino. Trop-
pi amici, certo, alla fine si fa indige-
stione. Come alla cena elettorale
del 2008 per il Pd, alla Pignata, con i big lì
attorno a Gianpi e tra i tavoli perfino il sinda-
co Emiliano, che da pm lo aveva indagato.
Ha detto Emiliano di essere sbiancato e anda-
to via dopo pochi minuti, altri malevoli so-
stengono sia rimasto in comitiva. Non è così
importante. Perché Tarantini ha argomenti
migliori dei soldi per scardinare altri cuori
politici. Lo ha sperimentato Sandro Frisullo,
ragazzo maudit della sinistra pugliese: trami-
te Gianpi, ottenne i favori di un’avvocatessa
e di una giovane mamma disoccupata, già
con lui il mestiere più antico del mondo
s’era popolato di avventizie. Frisullo l’ineffa-
bile giurò che non aveva immaginato si trat-
tasse di escort, come il Cavaliere, perché
quelle gli parlavano di politica, «e perfino di
Ségolène Royal».
Questa era un tempo la città di Pinuccio
Tatarella. E già allora la padrona di casa, in
certe cene elettorali, trescava col candidato e
poi faceva compere con la moglie. «Ma c’era
quest’aria da romanzo francese dell’Ottocen-
to, tutti un po’ sapevano ma era tutto più
soft», sorride Italo Bocchino, che alla scuola
di Tatarella c’è cresciuto. Adesso ci vogliono
certi racconti disperati di Carofiglio o un
filmbello e terribile come Mio cognato di Ser-
gio Rubini per narrare quei miscugli di bene
e di male che nella Bari vecchia ormai gla-
mour sono diventati come i taralli da accom-
pagnare col Locorotondo dopo mezzanotte.
Colletti bianchi e nuovi boss. Trent’anni fa di-
cevano ghignando «la società civile si sta dif-
fondendo come un cancro nel corpo sano del-
la malavita», ma era una battuta. Oggi la
D’Addario conciona: «A Bari nessuno è inno-
cente». Con testimonial come lei e Gianpi, la
città rischia di restare presto senza voce.
Goffredo Buccini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ROMA — Prime
testimonianze per
l’inchiesta sulla casa
del Colosseo
acquistata dall’ex
ministro per lo
Sviluppo economico
Claudio Scajola
(è indagato per
violazione della legge
sul finanziamento
dei parlamentari).
I pm hanno sentito
Barbara e Beatrice
Papa (nella foto
Jpeg), ex proprietarie
dell’immobile.
Il caso Terry De Nicolò, una delle ragazze dell’imprenditore in carcere per estorsione: «Le donne della città-bene coinvolte? Sono più di dieci»
ROMA — Un comunicato per difen-
dersi e, soprattutto, per lanciare mes-
saggi. Una nota di tre pagine che suona
come un vero e proprio «avviso» agli
altri indagati e pure al presidente del
Consiglio. Perché dalla latitanza lati-
no-americana, il faccendiere Valter La-
vitola manda a dire che sul «caso Taran-
tini» non s’è mosso di sua iniziativa,
ma su indicazione di Silvio Berlusconi.
Per negare l’accusa di essere un ricatta-
tore, assicura che lui e il premier erano
d’accordo. E fornisce una serie di indi-
cazioni per dimostrare quanto stretto
sia questo rapporto. Tanto che rivela
l’esistenza di una telefonata avvenuta
il 17 luglio sull’utenza di Arcore, che
non è stata resa nota dai pubblici mini-
steri di Napoli. La linea è chiara: «Sono
stanco di passare per l’Uomo Nero. Pos-
so solo affermare che il presidente Ber-
lusconi mi ha chiesto di aiutare Taranti-
ni e mi chiese anche di assisterlo sul
piano personale, perché aveva intuito
lo stato di afflizione in cui versava».
Le intercettazioni dell’inchiesta na-
poletana hanno rivelato come Lavitola
fosse di casa a palazzo Grazioli. Fu lui a
consegnare schede telefoniche estere a
uno dei collaboratori di Berlusconi con-
vinto che in questo modo potesse par-
lare senza essere intercettato. Non a ca-
so ieri il partito Democratico è tornato
a chiedere che il capo del governo chia-
risca la «natura di questo legame». An-
che perché è lo stesso Lavitola a sottoli-
neare come ad agosto fosse all’estero
«per conto di Finmeccanica di cui so-
no consulente» e il sospetto è che que-
sti incarichi con aziende pubbliche —
così come i milioni di euro finanziati
con i fondi per l’editoria — gli siano
stati concessi proprio per il suo rappor-
to con il capo del governo.
È ancora il faccendiere a raccontare
il motivo dell’incontro avvenuto il 9
agosto con lo stesso Berlusconi e i co-
niugi Tarantini a palazzo Grazioli «per
chiarire la questione dei "500 mila eu-
ro mancanti" postami da Giampaolo».
La storia è nota. Secondo la procura di
Napoli i 500 mila euro, così come i pa-
gamenti mensili da 20 mila euro, servi-
vano per tenere «sotto controllo» Ta-
rantini riguardo all’inchiesta di Bari do-
ve è indagato per favoreggiamento del-
la prostituzione. L’imprenditore, con
la mediazione di Lavitola, si sarebbe
fatto consegnare il denaro in cambio
del silenzio su quanto avveniva duran-
te le feste, ma anche per cercare di evi-
tare il processo e così impedire la pub-
blicazione delle decine di telefonate
con il premier. Conversazioni «mediati-
camente pesanti», come ha riconosciu-
to lo stesso Tarantini, perché riguarda-
vano il reclutamento delle donne, ma
soprattutto i commenti successivi alle
serate affollate di donne che spesso ac-
cettavano di fermarsi per la notte.
Il comunicato di Lavitola viene dira-
mato proprio nel giorno chiave della
trattativa tra Procura di Napoli e legali
del premier per fissare la data dell’in-
terrogatorio. E anche questo appare
un modo per dettare la linea che — al-
meno a quanto fa intendere il faccen-
diere — dovrà essere comune. «La vi-
cenda Tarantini — è scritto nella nota
—non ha mai monopolizzato i rappor-
ti tra me e il Presidente, trattandosi di
un argomento residuale e per nulla al-
larmante. È bene si sappia che il Presi-
dente mi onora della sua amicizia e mi
riceve —come emerge dalle intercetta-
zioni e come risulterà di certo ai suoi
collaboratori — da vari anni, prima
che conoscesse Tarantini. Come si
evince dalle intercettazioni, Nicla e
Giampaolo mi incalzavano affinché
convincessi il premier a riceverli; non
potevano certo chiamarlo loro, per i
motivi di opportunità prima citati. Ma
avevano necessità di incontrarlo per-
ché per loro era un balsamo psicologi-
co». Affermazioni che lasciano stupito
il difensore dei Tarantini Alessandro
Diddi, che sottolinea come «Lavitola fa
i processi mediatici, mentre i miei
clienti sono agli arresti».
È lo stesso Lavitola a sostenere di
aver chiamato Berlusconi il 17 luglio,
anche se questa telefonata non è sta-
ta allegata agli atti depositati, «alle
21.47 sull’utenza di Arcore, dopo che
Tarantini mi aveva posto la questio-
ne del 500 mila euro. Ho disturbato a
quell’ora il Presidente in quanto, per
il tono concitato di Tarantini, non sa-
pevo come regolarmi nelle risposte
e, intuendo il giudizio che il Taranti-
ni andava formando nella sua mente,
per evitare qualsiasi dubbio ho senti-
to il bisogno di chiarire la questione
con chi aveva disposto gli aiuti dele-
gandomi con estrema fiducia». Poi
parla dei tre incontri ed evidenzia di
«aver chiesto al presidente di confer-
mare loro che frequentemente di ri-
ceverli, ma i suoi avvocati lo sconsi-
gliavano».
L’ultima parte serve a prendere le di-
stanze da Nicla Tarantini con la quale
aveva un legame sentimentale: «Le
"millanterie" attribuitemi, alle quali
non sono uso, o erano frutto di sarca-
smo o dettate dalla mia intenzione di
spegnere l’interesse di Nicla nei miei
confronti, a tutela della mia e della sua
famiglia».
Fiorenza Sarzanini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il faccendiere Messaggi dalla latitanza. «Non sono l’uomo nero, Silvio mi chiese di aiutare Gianpi»
«Ma tu c’eri?». I timori delle signore di Bari
Roma
Lavitola, il premier e il giallo
della telefonata non trascritta
Protagonisti
Nella foto grande
Gianpaolo
Tarantini (Arcieri),
qui sotto Valter
Lavitola
La escort
Patrizia
D’Addario
29 Cronache
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
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Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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SEGUE DALLA PRIMA
Eppure la corsa ha ricevuto la be-
nedizione dal Coni, dalla Federci-
clismo, dal ct della Nazionale Pao-
lo Bettini e vede in gara i big della
bicicletta, a cominciare dal varesi-
no Ivan Basso e da Giovanni Vi-
sconti, campione tricolore e sicilia-
no di nascita. Partita da Paesana
(Cuneo), il paese simbolo della Le-
ga Nord, dove ogni anno a metà
settembre si tiene il comizio che
apre la «Festa dei Popoli», dopo il
rito del prelievo dell’acqua con
l’ampolla alle sorgenti del Po, la
corsa ha avuto il suo primo intop-
po a Mondovì, dove un gruppo di
manifestanti capeggiati da Paolo
Ferrero, segretario di Rifondazio-
ne Comunista, ha tentato di ferma-
re il passaggio della carovana: una
scena quasi comica.
Dicono che il Giro della Padania
sia un’idea di Umberto Bossi, dun-
que sacra e inviolabile per il popo-
lo del Carroccio. Noi italiani siamo
fatti così: se il capo dello Stato par-
la di segnali allarmanti noi rispon-
diamo inventandoci una corsa. Al-
tro che un punto in più d’Iva o la
supertassa o la patrimoniale. La cri-
si si supera con la fantasia. Pier Lui-
gi Bersani, segretario del Partito
democratico, ha in mente un tor-
neo di calcetto fra ricchi e poveri,
reddito dichiarato alla mano. Se
vincono i ricchi, i poveri non an-
dranno più in pensione. Se vinco-
no i poveri potranno fare un giro
su Ikarus, la barca a vela di Massi-
mo D’Alema prima della vendita.
Antonio Di Pietro, presidente del-
l’Italia dei Valori, pensa invece a
una gara di tiro alla fune da svol-
gersi nelle campagne di Montene-
ro di Bisaccia: in palio ci sono pro-
sciutti, quote sugli acquedotti co-
munali e un set di canottiere d’an-
tan. Anche Lorenzo Cesa non è da
meno: si è fatto prestare tutti gli
oratori d’Italia per una mega tor-
neo di palla prigioniera. I vincitori
andranno con la Destra, i perdenti
con la Sinistra, pur restando un
gruppo unico.
Silvio Berlusconi ha in testa un
solo sport, chiamiamolo così: è
uno sport di resistenza, di contat-
to fisico, di volteggio. Avrebbe po-
tuto coinvolgere anche dissidenti
alla Italo Bocchino. Angelino Alfa-
no, dopo aver consultato un son-
daggio, ha preferito però suggeri-
re un più tranquillo torneo di
golf: «C’è buca e buca, gli italiani
devono capirlo». Angelo Bonelli,
della Federazione dei Verdi, ha in-
detto una gara di curling, giocato
però con ghiaccio naturale, ad al-
ta quota.
Tuttavia, per onestà, va detto
che l’idea del Giro della Padania re-
sta la più fantasiosa. Dietro a Bos-
si, devono esserci finissimi intellet-
tuali, viaggiatori d’ingegno, erudi-
ti ideatori di mappe. Com’è noto,
la Padania (o Padanìa) non esiste,
e mai esisterà, è un luogo invisibi-
le come quelli creati da Italo Calvi-
no, appartiene all’inventario delle
contrade create da scrittori di tutti
i tempi e di tutte le letterature.
La Società Ciclistica Alfredo Bin-
da sta già preparando il Giro di An-
dorra, piccola repubblica dell’Euro-
pa meridionale, da non confonder-
si con lo staterello pirenaico omo-
nimo. È un paese di strette vallate
e campi pietrosi su scoscesi pen-
dii. L’ha inventato Max Frisch e
piace molto ai Comunisti Italiani
di Oliviero Diliberto. Bruno e Ro-
berto Reverberi, padre e figlio, resi-
denti a Ghiardo di Bibbiano, team
manager e direttore sportivo della
Colnago Cfs Inox, pensano invece
al Giro di Bengodi, contrada situa-
ta in Berlinzone, terra dei Baschi.
Vi sorge una montagna tutta di for-
maggio parmigiano grattugiato,
sopra la quale abita gente che non
fa altro che impastare maccheroni
e ravioli. L’idea è di Boccaccio ma
piace molto al Movimento per l’Au-
tonomia di Raffaele Lombardo. C’è
già lo sponsor: il signor Rana.
Il Coni, per non essere da meno,
suggerisce il Giro della Terra di
Mezzo, quella del Signore degli
Anelli. La Terra di Mezzo trova il
consenso di tutti partiti politici,
proprio perché è di mezzo ed è uti-
l e a l l a me di a z i one e a l l a
mediocrità. Del resto, alzare la me-
dia, come suggeriva Luciano Bian-
ciardi, è la nostra unica possibilità
di superare la crisi: l’età media, la
statura media, la terza media, l’in-
telligenza media, l’onda media, la
birra media, la produttività media
e la media oraria del Giro della Pa-
dania.
Aldo Grasso
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sport e politica Tafferugli al via della gara voluta da Bossi. Oggi nuova mobilitazione
Parte il Giro di Padania:
proteste e due agenti feriti
Militanti di Rifondazione ostacolano i ciclisti a Mondovì
Ivan Basso
L’atleta varesino: «Ci
hanno urlato di andare a
lavorare, qualcuno ci ha
spinto. Siamo corridori,
la politica non c’entra»
Luoghi invisibili
La gara
Il Giro di Padania è
partito ieri da Paesana
(Cuneo) e terminerà
sabato a Montecchio
Maggiore (Vicenza). La
gara (nella foto, le
contestazioni di ieri) si
articola in 5 tappe e
toccherà 176 Comuni,
distribuiti lungo i 900
km del tracciato che
attraversa Piemonte,
Liguria, Lombardia,
Emilia, Trentino, Veneto
Le squadre
Hanno preso il via oltre
190 corridori suddivisi
in 25 formazioni, fra cui
le nazionali di Slovenia,
Polonia e Argentina. Fra
gli atleti più conosciuti,
il varesino Ivan Basso e
il campione d’Italia
Giovanni Visconti
Il sindaco di Savona
Federico Berruti, primo
cittadino di Savona:
«Oggi sarò anch’io
con il tricolore
al passaggio della tappa»
In vendita
«Ikarus»,
barca a vela
di D’Alema
MILANO — Annunciata lo
era da giorni. La «protesta co-
munista» contro il primo Giro
della Padania —ideato dalla Le-
ga, fortemente voluto da Um-
berto Bossi e ufficialmente rico-
nosciuto da Federciclismo e Co-
ni— ieri ha investito i ciclisti a
Mondovì, 70 chilometri dopo
la partenza a Paesana (Cuneo).
Una sessantina di militanti di
Rifondazione, guidati dal segre-
tario Paolo Ferrero, ha cercato
di bloccare la corsa subito dopo
il passaggio dei primi tre fuggi-
tivi: bandiere rosse, cartelli iro-
nici sull’inconsistenza geografi-
ca della Padania, il segretario
del partito steso sulle strisce pe-
donali, la polizia impegnata a
sgomberare la strada. Tanta
confusione, urla, qualche spin-
tone e due agenti lievemente fe-
riti. L’intervento delle forze del-
l’ordine ha permesso agli inse-
guitori di proseguire verso Lai-
gueglia (Savona), termine di
questa prima tappa.
Erano settimane che Ferrero
protestava contro il Giro. Ave-
va anche scritto una lettera al
capo dello Stato Giorgio Napoli-
tano, per chiedere al Colle di fer-
mare «una manifestazione inco-
stituzionale e di chiaro segno
politico di parte». Ieri, poi, ar-
mato di megafono, ha incitato i
militanti contro «un’iniziativa
di regime»: «È dai tempi del fa-
scismo che non si vedeva una
manifestazione politica e ideo-
logica sotto le insegne di parti-
to». Per il Prc la gara «è fuori
dalla Costituzione» e la Federci-
clismo «si è prestata a un gioco
di partito perché la Padania
non esiste». Ferrero ha intenzio-
ne di continuare la protesta nei
prossimi giorni e a dargli una
mano ci sarà la Cgil, con la pro-
posta di esporre il Tricolore al
passaggio della corsa che oggi
riparte da Loano. «Ci sarò an-
ch’io con la bandiera italiana in
pugno», assicura il sindaco di
Savona, Federico Berruti.
Ieri, a caldo, l’azione di di-
sturbo è stata interpretata con
filosofia dalla Lega. Per l’orga-
nizzatore del Giro, il sottosegre-
tario Michelino Davico, «mani-
festare è lecito purché non si
tocchino i corridori e si rispetti
il pubblico. Figuriamoci se noi
del Carroccio contestiamo la li-
bertà di protesta: ne abbiamo
fatto la nostra bandiera. Il pun-
to è che il Prc ha sbagliato pal-
coscenico. Questa è una celebra-
zione dello sport: hanno tenta-
to di fermare la carovana ma
per fortuna non hanno rovina-
to la festa. Non è stata una cosa
bella da vedere, comunque».
Con il passare delle ore, pe-
rò, lo staff ha voluto sottolinea-
re anche «le responsabilità dei
sindaci e dei politici che in que-
ste settimane hanno contribui-
to ad aumentare la tensione nei
confronti del Giro. Stigmatizzia-
mo ogni forma di violenza rivol-
ta contro la corsa e gli atleti che
da ogni parte del mondo sono
giunti qui per prendere parte al-
la gara. Tali comportamenti so-
no il segno di un’assoluta inci-
viltà oltre che di una grave man-
canza di spirito di accoglien-
za». Infastiditi e arrabbiati an-
che i ciclisti, il vincitore del Gi-
ro d’Italia 2006 e 2010 Ivan Bas-
so in testa: «Ci hanno urlato
"Andate a lavorare", qualcuno
ci ha anche spinto. È giusto ma-
nifestare, ma non superare il li-
mite. Ci hanno fermato per 20
secondi, non di più, però è sta-
to un brutto gesto. Era una fe-
sta dello sport, siamo atleti: qui
la politica non c’entra».
La corsa ciclistica in 5 tappe,
con 25 formazioni al via — tra
le quali le nazionali di Slovenia,
Polonia e Argentina — coinvol-
gerà fino a sabato 176 comuni
del Nord snodandosi su 900 chi-
lometri di strada tra
Piemonte, Liguria,
Lombardia, Emilia,
Trentino Alto Adige
e Veneto. «È un’ini-
ziativa importante
che fa bene al cicli-
smo — insistono i
leghisti —. Permet-
terà al ct della nazio-
nale italiana profes-
sionisti su strada di scegliere
gli azzurri che parteciperanno
all’appuntamento».
Per la cronaca, il trevigiano
Sacha Modolo, della Colnago, si
è aggiudicato la tappa di ieri sul
traguardo di Laigueglia: maglia
verde dopo un’applauditissima
volata a ranghi compatti.
Elsa Muschella
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Martinazzoli,
i funerali
celebrati
a Brescia
La Padania, com’è noto,
non esiste e mai esisterà:
è un luogo invisibile
come quelli creati
da Italo Calvino
Maglia verde
Il commento Ma la corsa ha avuto la benedizione dal Coni, dalla Federciclismo e dal ct della Nazionale Paolo Bettini
Il caso
L’ex leader dc
Miraggio secessionistico e geografia immaginaria
ROMA — Ad un certo
punto nella vita, per il
bene dell’economia
familiare, si devono fare
delle scelte. E tra azienda
agricola e barca a vela
Massimo D’Alema, non
senza rimpianti, avrebbe
scelto per la prima. Il
mitico Ikarus II, sul quale
si sono spesi fiumi di
inchiostro, è infatti in
vendita — rivela «Il
Messaggero» —, così
come appare dal mensile
specializzato Nautica. L’ex
presidente del Consiglio
sarebbe arrivato a questa
decisione per compensare
il mutuo acceso per
acquistare 15 ettari di
campagna tra Otricoli
e Narni, in Umbria.
Laddove si dedica invece,
con la sua famiglia, ad
un’altra sua passione,
quella dei vitigni da
coltivare. Ikarus II era
stato varato nel 2002 dal
cantiere Stella Polare di
Fiumicino e acquistato
insieme al cugino.
Quest’estate è stato
utilizzato da D’Alema solo
negli ultimi venti giorni
di agosto: a luglio era
stato noleggiato «per fare
cassa». Non è noto il
prezzo di vendita del
veliero, ma i 750 mila
euro, per il quale è stato
assicurato, potrebbero
costituire la base
dell’offerta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
MILANO — Si sono svolte
ieri, alle 15.30, nel Duomo
di Brescia, le esequie
funebri di Mino
Martinazzoli, l’ultimo
segretario della
Democrazia cristiana,
che è venuto a mancare
nella sua abitazione di
Caionvico l’altro ieri, dopo
una lunga malattia, all’età
di 79 anni (ne avrebbe
compiuti 80 il prossimo
30 novembre). A celebrare
la messa il vescovo del
capoluogo lombardo,
Luciano Monari. Per
l’ultimo saluto si sono
ritrovati i bresciani,
comuni cittadini e politici,
ma anche ciò che rimane
dello stato maggiore
della Dc, partito che
Martinazzoli sciolse dopo
la bufera di Tangentopoli;
per il Pd Pier Luigi Bersani,
Rosy Bindi, Enrico Letta,
Dario Franceschini e
Marco Follini; il leader
dell’Udc, Pier Ferdinando
Casini; il professor
Giuseppe Frigo, collega
di Martinazzoli avvocato
e ora giudice della Corte
costituzionale. Nessun
esponente di governo.
Anche il corteo dello
sciopero generale della
Cgil contro la manovra
ha deviato il suo percorso
per rendere omaggio
all’ex sindaco di Brescia
che con la sua giunta di
centrosinistra diede idee
e impulso all’Ulivo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sacha Modolo, della
Colnago, vince in
volata la prima tappa
del Giro di Padania
sul traguardo di
Laigueglia: il corridore
di Vazzola (Treviso)
veste la prima maglia
verde della storia
della «corsa leghista»
I volti Renzo Bossi
(a destra) dà il via
alla prima tappa del
Giro di Padania. Nel
tondo Paolo Ferrero,
Rifondazione (Ansa)
La scheda
Bersani potrebbe organizzare un torneo
di calcetto fra ricchi e poveri: se vincono i
ricchi, i poveri non andranno più in pensione
31 Cronache
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
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Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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I pm: un avvertimento. Come in un libro di Leonardo Sciascia
Il capoclan: «Ognuno ha scheletri nell’armadio»
La lettera garbata del boss
per minacciare il sindaco
Protagonisti
’Ndrangheta
Cosca
Rocco Pesce
(sotto), uno dei
capi della cosca
di ’ndrangheta
di Rosarno
Neoeletta
Elisabetta
Tripodi (sopra)
sindaco di
Rosarno da un
anno e
destinataria
della lettera
(foto Cufari)
Vassallo,
delitto senza
colpevoli
Ne Il giorno della
civetta Leonardo
Sciascia racconta
la mafia siciliana
prendendo spunto
dall’omicidio di
Accursio Miraglia,
un sindacalista
comunista, ucciso
a Sciacca nel
gennaio del 1947
(sotto, una scena
del film diretto da
Damiano Damiani)
L’inchiesta
DAL NOSTRO INVIATO
REGGIOCALABRIA —All’apparen-
za è una lettera garbata, dai toni fin
troppo ossequiosi: «Sono qui con la
presente per esprimere tutto il mio
rammarico e disappunto…», «data la
stima che io e la mia famiglia abbiamo
sempre manifestato nei suoi confron-
ti...», «le scrivo in modi ed enfasi del
tutto confidenziale...», fino alla conclu-
sione: «I miei più rispettosi e cordiali
saluti». Il problema sono la firma —
Rocco Pesce, uno dei capi della cosca
di ’ndrangheta che controlla Rosarno
— e il destinatario, il sindaco della
cittadina Elisabetta Tripodi, eletta
nemmeno un anno fa dopo un lun-
go commissariamento prefettizio
dovuto al «condizionamento mafio-
so» esercitato sulla politica locale
proprio dal clan Pesce. E sono al-
tre frasi, considerate allusive al
punto di trasformarsi, secondo
gli inquirenti, in intimidazioni,
minacce, vero e proprio ricatto.
Perciò, anche se il mittente è detenuto
da vent’anni e sta scontando l’ergasto-
lo, l’altro ieri i carabinieri gli hanno no-
tificato l’avviso di una nuova indagine
e un nuovo ordine d’arresto per il rea-
to di «minaccia aggravata a un Corpo
dello Stato». Perché la lettera di Pesce,
accusano i magistrati, rappresenta un
avvertimento «idoneo a incutere timo-
re e preoccupazione, finalizzato a impe-
dire o comunque turbare l’attività poli-
tico-amministrativa della Giunta co-
munale di Rosarno».
Iniziativa inedita e dirompente, deci-
sa dalla Direzione distrettuale antima-
fia guidata dal procuratore Giuseppe
Pignatone e avallata dal giudice dell’in-
dagine preliminare Domenico Santo-
ro, che fa capire come in Calabria il li-
vello di attenzione da parte di magi-
stratura e investigatori non voglia ri-
schiare alcun tipo di sottovalutazione.
Ultimamente i Pesce hanno subito
duri colpi sul piano giudiziario: arre-
sti, sequestri di beni, un burrascoso
«pentimento» in famiglia dai contorni
inquietanti, sfociati in un processo nel
quale la nuova Giunta del sindaco Tri-
podi s’è costituta parte civile. Perché,
com’è scritto nell’atto presentato al
giudice, «il Comune di Rosarno ha su-
bito e subisce un grave danno dalla
presenza sul suo territorio dell’associa-
zione mafiosa denominata cosca Pe-
sce». E Rocco — fratello del capocosca
Antonino, pure lui in carcere, e zio di
Francesco, ultimo «reggente» cattura-
to un mese fa — non l’ha presa bene.
L’ha vissuto come un affronto e nella
lettera raccomandata inviata il 20 ago-
sto dalla prigione milanese di Opera,
dov’è rinchiuso, si lamenta col sinda-
co: «Da parte nostra non vi è stata alcu-
na azione penalizzante a danno delle
Istituzioni, dei commercianti o degli
abitanti nel Comune da lei rappresenta-
to... Ritengo di non aver recato alcun
disturbo e tantomeno inquinato
l’aria... Sono in galera innocentemen-
te».
Qualche mese fa il palazzo in cui vi-
veva la madre di Rocco, ottantaquat-
trenne signora anch’essa imputata nel
processo, è stato sgomberato perché
abusivo, e il figlio fa notare che la metà
delle case di Rosarno sono abusive. Par-
la di «persecuzione a noi riservata», at-
tribuisce al sindaco Tripodi «giudizi af-
frettati» dovuti alla «giovane età», si
duole che l’amministrazione comunale
abbia «tra le sue priorità il benessere
dei extracomunitari clandestini anzi-
ché i problemi dei miei familiari, e co-
munque dei cittadini di Rosarno». Per
poi affermare: «Io e la mia famiglia era-
vamo soliti godere della reciproca com-
pagnia con i suoi (del sindaco, ndr) più
stretti familiari, in occasione dei con-
sueti aperitivi in corso Garibaldi, dove
a memoria ricordo piacevoli e cordiali
scambi costruttivi di opinioni».
Il sindaco nega qualsiasi relazione
tra le due famiglie, ma al di là di que-
sto particolare le espressioni di Rocco
Pesce vengono bollate come vera e pro-
pria sfida. Tanto più che, dopo aver ri-
badito «la stima che io e la mia fami-
glia abbiamo sempre manifestato nei
suoi confronti, soprattutto il giorno
delle elezioni amministrative dove lei
è stata eletta», aggiunge: «Mi viene in
mente un detto, senza alcuna allusio-
ne, che ogni persona ha i propri schele-
tri nell’armadio, e converrà con me
che l’estremo perbenismo è solo ipocri-
sia... Lei è una persona molto intelli-
gente per poter cadere in si-
mili bassezze»; cioè
proseguire con la «per-
secuzione» nei confron-
ti dei Pesce.
Per gli inquirenti si
tratta di «un esplicito av-
vertimento e/o richiamo
al sindaco e alla giunta a
non ricadere nello stesso
"errore"», completo di am-
monizione: «La famiglia
Pesce non è più disposta a
tollerare azioni ritenute
dannose e ingiuste». E il ri-
ferimento agli «scheletri nel-
l’armadio», nota il giudice,
«rappresenta un classico mo-
dus operandi delle consorte-
rie mafiose, che quando non
operano in maniera decisa-
mente più violenta affidano i
progetti di attacco all’avversa-
rio alla sua delegittimazione»,
personale e politica.
Come nella Sicilia descritta
da Leonardo Sciascia ne Il gior-
no della civetta il boss Mariano
Arena si rivolgeva al capitano Bel-
lodi mescolando deferenza e minacce,
mezzo secolo dopo la stessa scena si
realizza in Calabria — stavolta senza
finzioni, secondo l’accusa — tra un ca-
pomafia detenuto e il sindaco che, in
nome e per conto dei cittadini, preten-
de di essere risarcito dei danni subiti
dall’attività della ’ndrangheta; com-
mettendo, agli occhi del clan, un gesto
di indebita e inammissibile ribellione.
Tre mesi fa a Monasterace, nella Locri-
de, è stata incendiata la farmacia del
sindaco; a Rosarno — sostengono i
magistrati — l’intimidazione è arriva-
ta attraverso una lettera firmata con
nome e cognome, insinuante e forse
perfino più insidiosa. L’interessato di-
rà forse di aver espresso delle legitti-
me critiche, ma intanto il comitato
provinciale per l’ordine pubblico ha
messo Elisabetta Tripodi sotto prote-
zione. E per Rocco Pesce è stato propo-
sto il «carcere duro» con le restrizioni
del «41 bis».
Giovanni Bianconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La stessa del
vicequestore
Pisani
Donati gli organi
del tenore Licitra
Salvate tre vite
Il gip: Misseri
non uccise Sarah
«Yara colpita
con un taglierino
da muratore»
Un anno fa
l’omicidio di Angelo
Vassallo, il sindaco
di Pollica famoso per
le sue battaglie
ambientaliste. Tante
le iniziative per
ricordarlo, ma chi lo
ha ucciso è ancora
ignoto.
NAPOLI — Ai tempi in cui si
indagava su Luciano Moggi e il
suo presunto sistema per favori-
re la Juventus, era frequente ve-
dere entrare in Procura nomi
più o meno famosi del mondo
del pallone. Ma quella era una
inchiesta sul calcio (e infatti la
chiamarono Calciopoli) e chiara-
mente anche i testimoni non po-
tevano che appartenere a quel-
l’ambiente. I prossimi giocatori
che varcheranno il portone del
palazzo in cui lavorano i pm na-
poletani, saranno invece ascolta-
ti in un’inchiesta in cui le vicen-
de sportive non c’entrano nien-
te. Qui si parla di riciclaggio di
soldi della camorra, provento di
estorsioni e traffico di droga, e
ad essere chiamati a rispondere
alle domande dei magistrati sa-
ranno due protagonisti assoluti
del calcio italiano, anche se uno
è straniero e l’altro invece gioca
all’estero. Ezequiel Lavezzi e
Mario Balotelli sono stati con-
vocati dai sostituti della Direzio-
ne distrettuale antimafia Sergio
Amato ed Enrica Parascandalo,
titolari dell’inchiesta che portò
all’arresto dell’imprenditore
Marco Iorio, proprietario di al-
cuni tra i più famosi ristoranti
della città, e all’iscrizione nel re-
gistro degli indagati — per fa-
voreggiamento — del viceque-
store Vittorio Pisani, ex capo
della squadra mobile di Napoli,
incarico dal quale è stato rimos-
so dopo il coinvolgimento in
questa storia.
Balotelli e Lavezzi saranno
ascoltati entrambi in qualità di
testimoni, in relazione a due vi-
cende emerse durante le indagi-
ni e che li vedono coinvolti.
Quella che riguarda l’attaccante
del City è stata ampiamente ri-
portata dai giornali. Risale allo
scorso anno, quando il giocato-
re, ospite di una manifestazione
che si stava svolgendo a Sorren-
to, volle andare a fare una sorta
di giro turistico a Scampia. A far-
gli da guida nel quartiere consi-
derato la più grande piazza di
spaccio d’Europa, nonché tea-
tro dell’ultima sanguinosa faida
di camorra, proprio Marco Iorio
e altre persone individuate poi
come appartenenti a clan ca-
morristici della zona. «C’era tan-
ta gente intorno a me, ma io
non avevo assolutamente idea
di chi fossero», si è sempre dife-
so Balotelli, che in quegli stessi
giorni avrebbe fatto una visita
anche ai vicoli del Pallonetto di
Santa Lucia, che negli anni Set-
tanta erano il regno dei contrab-
bandieri di sigarette.
Anche Lavezzi è stato convo-
cato perché in rapporti con Mar-
co Iorio, ma il Pocho sarà ascol-
tato anche in merito a un episo-
dio nel quale, secondo i magi-
strati, sarebbe coinvolto diretta-
mente proprio Pisani, che avreb-
be contattato il dirigente del
commissariato di Posillipo do-
po che in quel quartiere l’attac-
cante argentino del Napoli era
stato protagonista, insieme ad
alcuni amici, di una rissa in cui
i suoi antagonisti ebbero la peg-
gio. L’inchiesta sul riciclaggio
dei soldi della camorra nei risto-
ranti della movida ha fatto
emergere in più occasioni lega-
mi molto stretti tra Iorio e perso-
naggi famosi del mondo del cal-
cio. Ben prima di convocare La-
vezzi e Balotelli, i magistrati
ascoltarono, sempre in qualità
di testimone, anche Fabio Can-
navaro, che di Iorio fu socio.
F. B.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Camorra Convocato come testimone il calciatore della Nazionale. Gli inquirenti ascolteranno anche l’attaccante del Napoli Lavezzi
Delegittimazione
CATANIA — «Ha voluto sempre dare il
meglio di sé, nel teatro come nella vita.
Lui avrebbe sicuramente voluto questo».
Fabio, il fratello di Salvatore Licitra,
spiega che accettando di donare gli
organi la famiglia ha «interpretato il suo
grande desiderio di essere sempre
generoso con tutti». Ora grazie a Licitra
tornano a sperare tre pazienti in lista
d’attesa ai quali sono stati già trapiantati
fegato e reni. Impossibile l’espianto di
cuore e polmoni danneggiati
nell’incidente, mentre le cornee sono già
state depositate nella banca degli occhi di
Palermo. È stato il gesto estremo di un
grande artista che aveva conquistato il
cuore del pubblico e che, per giudizio
unanime della critica, era destinato ad
una carriera ancora ricca di successi. Ma
Catania, dove lunedì mattina si è spento
dopo 9 giorni di agonia, è anche la città
del suo primo debutto siciliano. Per
questo gli ha reso omaggio aprendo le
porte di quel Teatro Massimo Bellini dove
nel 2007 incantò il pubblico nella Tosca
di Puccini. Nella camera ardente allestita
nel foyer d’ingresso del teatro c’era anche
una gigantografia di quella esibizione.
Centinaia le persone che gli hanno reso
omaggio stringendosi ai famigliari e alla
giovane fidanzata cinese. La camera
ardente resterà aperta anche nella
mattina di oggi prima del trasferimento
della salma a Monza per i funerali.
Alfio Sciacca
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Trapianti
Passeggiata a Scampia, i pmvogliono interrogare Balotelli
Il gip di Taranto Martino Rosati ha
scagionato Michele Misseri
dall’accusa di aver ucciso la nipote
Sarah Scazzi. Restano le accuse di
soppressione di cadavere, furto
aggravato e danneggiamento
seguito da incendio.
Taranto
BERGAMO — Un taglierino da
muratore. Ecco l’arma con cui l’assassino
ha infierito su Yara Gambirasio (foto
sotto). Ma ecco anche la «prova» che
potrebbe portare a svelare l’identità di
chi il 26 novembre di un anno fa
abbandonò morente la tredicenne di
Brembate Sopra in un campo alla
periferia di Chignolo d’Isola. Dalla
relazione dell’anatomopatologa Cristina
Cattaneo, consegnata ad agosto dopo
oltre 5 mesi di lavoro, secondo quanto
scrive il settimanale Oggi in edicola,
emerge una indicazione importante: i sei
tagli, superficiali ma netti, trovati sul
corpo della ginnasta (sulla schiena, sul
collo e sui polsi) sono stati provocati da
una lama sottile. Proprio come quelle dei
taglierini in uso a muratori, piastrellisti,
stuccatori. Gente che lavora nei cantieri.
E la mente, allora, corre subito a Mapello,
al cantiere dove si diressero, nelle ore
successive alla scomparsa di Yara, i cani
«molecolari». La rivelazione sul
taglierino si aggiunge a un altro
particolare già emerso: nei polmoni della
ragazzina sono state trovate tracce di
polvere di cemento. I due elementi
rafforzano le convinzioni di chi ha
sempre pensato che Yara quella sera fu
rapita e portata nel cantiere di Mapello.
Fu lì che, secondo questa ipotesi, scattò
un tentativo di violenza sessuale.
Respinto dalla giovane.
Cesare Zapperi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La perizia su «Oggi»
Un anno dopo
L’opera
Il giudice: le consorterie
mafiose, quando non operano
in maniera violenta,
delegittimano il loro avversario
33 Cronache
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
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Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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D
omani cade per la seconda volta la
ricorrenza della scomparsa di mio
padre Mike Bongiorno. Il primo anno in
cui sentivo avvicinarsi questa data
provavo una profonda inquietudine per
questo evento che prima o poi spetta a
tutti un giorno nella vita. Come avrei
reagito ? Aver sopportato questo lungo
anno di tensione avrebbe permesso
dopo un senso di liberazione ? In fondo
la vita deve andare avanti…dopo un
anno di lutto bisognerà pur tornare alla
vita normale…seppure questa non sarà
mai più come prima… Certamente ho
capito che le ricorrenze non sono dei
punto e a capo, che il dolore e la
mancanza continueranno a essere
presenti ogni giorno e che la guida e i
consigli di un padre, di un grande
padre, si ricercano nei propri pensieri
per sempre. Per nostra madre, per me e
i miei fratelli questa seconda ricorrenza
avviene otto mesi dopo la profanazione
della tomba e il rapimento della sua
salma. Per quanto il clamore della
notizia e lo sdegno suscitato in tutta
Italia abbiano smosso un sentimento di
solidarietà fortissimo, le ricerche
investigative non hanno purtroppo
portato a piste concrete per il
ritrovamento.
Da molti mesi è però calato un silenzio,
sicuramente anche di rispetto verso la
nostra famiglia visto la delicatezza della
situazione, ma che a volte suona anche
di arresa. Viviamo questa seconda
ricorrenza non solo con ancora più
dolore della prima, ma con in più un
forte senso di «spaesamento» verso un
gesto che non si è ancora chiarito e che
facciamo fatica a pensare di dover un
giorno spiegare ai nostri figli o nipoti.
Desideriamo chiedere alle istituzioni,
alle forze dell'ordine e a chiunque
sappia qualcosa di non abbandonarci e
che venga fatto ancora tutto il possibile
perché sia risolta questa situazione per
ciò che è giusto. Al di là di ragionamenti
su chi soffre e chi tanto non può più
soffrire, su chi ha commesso un atto vile
e vergognoso e su come e quanto va
punito, sul non concedersi mai a
sentimenti di vendetta, nonostante il
conforto degli italiani che incontriamo
per la strada che ci abbracciano si
commuovono e ci chiedono se ci sono
novità, e anche oltre a filosofie sull’
anima e sul corpo, crediamo che siano
di immenso valore la memoria, le nostre
tradizioni e la nostra cultura.
E mio padre per primo ci ha insegnato
che è giusto e bene poter andare a
trovare i propri cari e portare loro un
fiore sulla tomba.
Michele Bongiorno
New York Times
La morte
Mike Bongiorno (foto
in alto) è morto l’8
settembre 2009 in
una suite dell’hotel
Metropole di
Montecarlo, dove era
in vacanza con la
moglie, Daniela
Zuccoli. Il presentatore
è stato sepolto nella
tomba di famiglia, al
cimitero di Dagnente,
frazione di Arona
(Novara)
Il rapimento
Il 25 gennaio 2011
la salma viene
trafugata. Alla famiglia
(da sinistra Nicolò,
Michele e Leonardo
con la madre Daniela
Zuccoli) arriva solo
una richiesta di
riscatto da parte di
due pregiudicati che
poi però negano di
aver rapito la salma
Erano nate a fine giugno al
Policlinico Sant’Orsola di Bolo-
gna. Lucia e Rebecca, gemelli-
ne siamesi unite per il torace e
l’addome, con un unico cuore
e un solo fegato in due. Non
avevano speranze. L’unica, re-
mota, possibilità era tentare di
dividerle prima che la loro con-
vivenza impossibile aggravas-
se la loro salute. Cosa accaduta
ieri sera.
Dividerle, però, significava
sacrificarne di certo una e
avrebbe offerto solo labili spe-
ranze all’altra. E, soprattutto,
gli accertamenti diagnostici
eseguiti durante la degenza
«hanno mostrato progressiva-
mente le difficoltà di un inter-
vento di separazione», a causa
di «malformazioni particolar-
mente complesse di molteplici
organi e apparati».
Lucia e Rebecca non ce l’han-
no fatta. Il bollettino medico di
ieri sera era già un tragico pre-
avviso: «Progressivo ed incal-
zante aggravamento delle con-
dizioni generali, con modesta
risposta ai trattamenti». Tradot-
to: non c’è più nulla da fare.
Le condizioni delle piccine
si erano aggravate una prima
volta il 29 luglio, soprattutto
per la funzione ventilatoria,
«con difficoltà a mantenere un
equilibrio degli scambi gassosi
e del metabolismo». I medici
avevano dovuto potenziare le
cure intensive, per garantire il
mantenimento delle funzioni
vitali. E in un primo tempo si
era notato un «miracoloso» re-
cupero. Il primo agosto la situa-
zione clinica era stata definita
«sostanzialmente recuperata».
E, ancora, una settimana dopo:
condizioni serie ma staziona-
rie. Speranze di carta, scritte
sulla carta. Anche se gli alti e
bassi sono continuati fino ai
due mesi di vita.
Lucia e Rebecca ci hanno
provato a sfidare il destino già
scritto. Come se sapessero che
i medici cercavano di farle cre-
scere di peso il più possibile
(2,5 chili alla nascita, avvenuta
alla 30ma settimana) per au-
mentare le poche probabilità
di salvezza di almeno una delle
due. Ma così non è stato. E Lu-
cia e Rebecca hanno salutato
tutti, insieme come sono nate.
Mario Pappagallo
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Per la prima volta nella sua storia il New York Times
ha un direttore donna. Jill Abramson, 57 anni, già
caporedattore centrale e capo della redazione di
Washington, da ieri guida i 1.100 giornalisti dello
storico quotidiano americano. Il passaggio delle
consegne tra Bill Keller e la Abramson (insieme nella
foto Ap) era stato annunciato in giugno. Keller
assume l’incarico di editorialista.
La vicenda
Appello di Michele, il figlio di Bongiorno
La tragedia Lucia e Rebecca non ce l’hanno fatta: erano nate unite due mesi fa
Morte a Bologna le gemelline siamesi
Direttore donna
per la prima volta
«Aiutateci a ritrovare
il corpo di papà Mike»
La lettera
Mike Bongiorno è morto l’8
settembre 2009, a Montecarlo, in
una suite dell’hotel Metropole
dove si trovava con sua moglie
Daniela Zuccoli: infarto. Dopo
aver gentilmente rifiutato l’invi-
to del Comune di Milano a una
sepoltura nel Famedio del cimite-
ro Monumentale, accanto ai più
illustri cittadini del capoluogo
lombardo, la moglie e i figli, Mi-
chele, Nicolò e Leonardo, hanno
scelto per lui la tomba di fami-
glia, al cimitero di Dagnente,
una frazione di Arona (Novara).
Dopo sedici mesi, il 25 genna-
io 2011, il feretro e la salma del
presentatore vengono trafugati.
Un rapimento che sembrava ri-
solto il 4 marzo successivo quan-
do i carabinieri di Novara ferma-
no due pregiudicati di Cerignola
mentre da una cabina di Milano
telefonavano a Daniela Zuccoli
per chiedere il riscatto e restitui-
re la salma di Mike Bongiorno. Si
trattava però di due sciacalli, che
si sono proclamati innocenti ri-
spetto al furto del feretro assu-
mendosi la sola colpa dell’estor-
sione. Successivamente vengo-
no identificati altri due compo-
nenti della banda. Ma della sal-
ma nessuna traccia.
E così, a due anni dalla scom-
parsa del presentatore e a oltre
otto mesi dal rapimento del fere-
tro, rimane il mistero sulla spari-
zione delle spoglie del presenta-
tore.
Nella lettera pubblicata in que-
sta pagina, il figlio Michele ha vo-
luto ricordarlo, perché non scen-
da l’oblio sulla vicenda.
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Il giallo L’anniversario della morte del presentatore e la salma sparita
35 Cronache
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
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37 Cronache
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
IL COMMENTO
di Guido Santevecchi
nelle Idee&Opinioni
In aula
Telecamere accese durante le arringhe e le sentenze
Dopo i disordini di agosto
obiettivo del premier è
rendere trasparente il
lavoro svolto nei tribunali
I verdetti famosi
DAL NOSTRO INVIATO
LONDRA —La Gran Breta-
gna ha sete di giustizia. Do-
po i disordini di agosto la
gente, ancora sotto choc, ha
bisogno di riconquistare fi-
ducia nel codice penale. Per
questo il premier David Ca-
meron ha deciso di fare un
passo plateale: consentire al-
le telecamere di riprendere i
processi in modo che i citta-
dini possano seguirli diretta-
mente e comprenderli me-
glio. È una decisione storica
per un Paese che ha un gran-
de senso della privacy e che
fugge da ogni spettacolariz-
zazione. Non sarà, infatti,
proprio un giudizio all’ame-
ricana con la televisione
pronta a filmare ogni respi-
ro. Ai media sarà consentito
di riprendere solo i momen-
ti salienti come le arringhe
degli avvocati e la lettura
del verdetto. Ma non si po-
tranno filmare i giurati, le
vittime, i testimoni e anche
gli imputati. Ieri il ministro
della Giustizia, Kenneth
Clarke, ha confermato la pro-
posta del governo che, però,
dovrà essere avallata dal Par-
lamento con una legge ad
hoc. «È giusto che la gente
possa sentire la sentenza di-
rettamente dalle labbra del
giudice — ha spiegato —.
Noi vogliamo che i cittadini
abbiano fiducia nella giusti-
zia e pensiamo che la tv pos-
sa avere un ruolo in questo.
Finora ci sono stati troppi
malintesi». Clarke ha assicu-
rato che si eviterà accurata-
mente il processo spettaco-
lo alla O. J. Simpson: «Non
abbiamo alcuna intenzione
di trasformare i tribunali in
un teatro».
Il divieto alle riprese è in
vigore dal 1925 nelle aule in-
glesi e gallesi mentre la Sco-
zia lo ha parzialmente can-
cellato nel ’92 prevedendo
però il consenso delle parti.
Oggi le telecamere devono
fermarsi sulle scale dei tribu-
nali e dentro l’aula lavora un
disegnatore che poi fornisce
alcuni ritratti delle persone
presenti. Per questo non ab-
biamo immagini di Julian
Assange, il fondatore di
Wikileaks, alla sbarra e ci
siamo persi le condanne dei
deputati che avevano trucca-
to le note spese. Ora il pro-
getto di legge prevede che le
telecamere siano presenti
dapprima nella Corte d’Ap-
pello, come già accade da
due anni in Corte Suprema,
per poi passare anche ai tri-
bunali di ordinari. Il ministe-
ro della Giustizia fornirà an-
che dati sulla lunghezza dei
processi, i tassi di recidività
in ogni area e l’età, il sesso,
la razza delle persone con-
dannate.
Favorevole all’iniziativa è
anche il ministro ombra del-
la Giustizia, il laburista Sa-
diq Khan: «Penso che la fidu-
cia nel sistema giudiziario
aumenterebbe se i verdetti
fossero trasmessi in tv» ha
dichiarato ieri. Ma non man-
cano le voci critiche. E qual-
cuno è sicuro che giudici e
avvocati daranno battaglia
in Parlamento. «Per gli im-
putati è un grosso rischio —
ha detto alla Bbc Julian
Young, avvocato — perché
il giudice quando fa le sue
considerazioni sulla senten-
za potrebbe fornire informa-
zioni personali sul detenuto
mettendolo in una situazio-
ne pericolosa in prigione do-
ve si sa essere molto crudeli
con chi è debole».
ADowning Street, comun-
que, sono convinti che il si-
stema penale debba essere
profondamente riformato.
Ieri il governo ha fornito da-
ti più precisi sui disordini:
circa tre quarti degli adulti
che sono stati accusati di es-
sere coinvolti nei saccheggi
aveva precedenti penali.
«Questo significa — ha det-
to il ministro della Giustizia,
Kenneth Clarke — che il co-
dice penale è in frantumi. Il
nostro Paese ha un proble-
ma di base se non riesce a
riabilitare i criminali».
Monica Ricci Sargentini
msargentini@corriere.it
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Florence Maybrick
Nel 1889 accusata di aver ucciso il marito
con l’arsenico e condannata all’ergastolo
Le tv entrano nei tribunali
Cameron cancella il divieto
Elton John
Al processo contro la società che gestiva
il suo patrimonio accusata di negligenza
Londra Il ministro: così giustizia più vicina alla gente. Finisce l’era dei disegnatori
Danilo Restivo
Accusato dell’omicidio Elisa Claps, in aula a
Londra per aver ucciso la sua vicina di casa
Naomi Campbell
Al processo contro il quotidiano Mirror
che l’ha descritta in cura da alcol e droga
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Le cifre Come a Londra
Il piano: WiFi in un istituto su 4
L’8 Settembre
a fumetti
SEGUE DALLA PRIMA
Sottrarre il posteggio ai
disabili è uno dei
comportamenti più odiosi.
Accettarlo e rassegnarsi sarebbe
il marchio di una società fallita.
Stato orwelliano? Macché: Stato
vigliacco, invece, quello che
lascia correre certe cose. La
nostra libertà finisce dove
inizia quella degli altri, ci
insegnavano da bambini. E la
libertà di chi è debole è
particolarmente importante. A
Milano accade spesso, a Londra
non succede più da tempo:
perché la polizia ti fa passare la
voglia. La segnalazione al fisco
(e non solo), lassù la praticano
da anni. E ha fornito risultati
interessanti. Chi viene pescato
a parcheggiare abusivamente
nei posti per disabili si rivela,
spesso, un farabutto. È come se
si autodenunciasse: eccomi,
sono capace di fare questo e
molto peggio!
Smettiamola di illuderci che
basti la pedagogia. Solo dopo le
prime multe abbiamo imparato
a mettere casco in moto e
cintura di sicurezza in auto: e
ora ci sembra di non poterne
fare a meno. Solo grazie ai
controlli e a una norma che
impone ai neopatentati di
astenersi dall’alcol i ragazzi
(non stupidi) hanno imparato a
non guidare quando bevono.
Il milanese che ruba il posto
al concittadino disabile
dovrebbe far bollire il sangue
degli onesti. Allo stesso modo,
sia chiaro, è nauseante chi
circola con un permesso
abusivo: e succede, eccome se
succede. Agli assessori alla
Mobilità e alla Polizia locale,
Pierfrancesco Maran e Marco
Granelli, diciamo: avanti così.
Se per un posteggio in doppia
fila basta un avvertimento (la
prima volta) e una multa (che
per quest'infrazione non arriva
quasi mai), per l’abuso dei
posti per disabili occorre essere
più convincenti. Chi fa certe
cose, infatti, ha la testa di
basalto.
Ricordo, nei pressi del
giornale, uno di questi
galantuomini all’opera. Quando
ho fotografato col cellulare il
macchinone sopra il simbolo
giallo dei disabili s’è messo a
gridare: «Lei non ha il diritto!
La mia privacy!». Gli ho
risposto: «Quello è il Corriere
della Sera, e questo è diritto di
cronaca. Se si toglie di lì entro
trenta secondi, cancello la foto.
Altrimenti diventerà la più
cliccata su Corriere.it». Non ci
crederete: se n’è andato
(imprecando, ovviamente).
A Milano i posti riservati ai
disabili sono oltre 4.000, di cui
2.700 generici e oltre 1.300
assegnati (sotto casa o
l’ufficio). Nel 2010 sono state
10.802 le multe per sosta
vietata sugli spazi generici, e
5.474 nei primi sei mesi del
2011. Sugli spazi assegnati,
nello stesso periodo, le
infrazioni sono state 1.763.
«Siamo pronti a scommettere
che nel giro di pochi mesi il
numero delle multe non sarà
più così alto» dichiarano i due
assessori. Scommessa già
vinta: a patto che non si tratti
del solito annuncio, non
seguito da controlli e sanzioni.
Perché, non ci crederete,
gentili Maran & Granelli: ma a
Milano e in Italia accade anche
questo.
Beppe Severgnini
www.corriere.it/italians
www.beppesevergnini.com
La sperimentazione
Quest’anno saranno 13 le
«scuole 2.0», dove tutta
la didattica sarà fatta con
l’aiuto dell’elettronica
Addio gessetti
Uno studente su dieci
potrà seguire le lezioni
su schermi che offrono
anche foto e musica
Lavagne elettroniche
e Internet senza fili
Così cambia la scuola
Comportamenti e misure
I posti riservati sono
4.000. Dall’anno scorso
ci sono state quasi
duemila multe
Il libro per gli studenti
La segnalazione al fisco (e
non solo) a Londra la
praticano da anni. E ha
dato risultati interessanti
ROMA — C’è la scuola che
fatica a ripartire, come ogni
anno, con gli edifici ridotti co-
me sono ridotti, i laboratori
che mancano, i soldi che non
bastano mai e vengono chie-
sti alle famiglie sotto forma
di contributo volontario, per
carità. Ma c’è anche la scuola
che guarda al futuro e, pur fra
mille problemi, usa le nuove
tecnologie per cambiare la vi-
ta in classe. L’anno (scolasti-
co) che sta arrivando è impor-
tante anche per questo.
A partire dalla lavagna elet-
tronica, il grande schermo ap-
peso dietro la cattedra che
prende il posto di gessetti e
cancellino. Le Lim (lavagne
multimediali interattive) so-
no 25.800, e vengono utilizza-
te da poco più di mezzo milio-
ne di studenti, il 7% del tota-
le. Quest’anno se ne dovreb-
bero aggiungere altre 9 mila,
arrivando a coprire uno stu-
dente su dieci. Per questo sa-
ranno investiti 20 milioni di
euro, non briciole specie in
epoca di tagli. Sono soldi ben
spesi? La lavagna elettronica
consente agli insegnanti di ar-
ricchire la spiegazione tradi-
zionale con foto, filmati, mu-
sica. Ed è forse il modo mi-
gliore per capire come l’uso
delle tecnologie fra i banchi
non sia un capriccio. Ma un
modo per riavvicinare quei
due mondi che nella scuola vi-
vono fianco a fianco e, pur-
troppo, stanno diventando
sempre più lontani. Da una
parte gli insegnanti che, per
motivi anagrafici, sono spes-
so abituati ad una cultura tra-
smessa dai libri e a spiegare
quello che a loro volta aveva-
no imparato a scuola. Dall’al-
tra parte ci sono i nativi digi-
tali, cioè ragazzi abituati da
sempre al computer. E che or-
mai usano internet al posto
della memoria (basta cercare
su Google) e imparano a fare
le cose per tentativi piuttosto
che applicando regole precon-
fezionate. Una rivoluzione
che oggi porta i ragazzi a svi-
luppare l’80%delle loro cono-
scenze fuori dalla scuola. Due
mondi distanti, dunque, ma
che possono essere riavvici-
nati se quello che succede in
aula non è troppo diverso da
quello che succede fuori dal-
l’aula. Anche per questo di-
venta essenziale avere inter-
net in classe.
Il piano scuole WiFi — cu-
rato dai ministeri dell’Istru-
zione e della Pubblica ammi-
nistrazione — porterà la con-
nessione alla rete in 2.808 isti-
tuti, circa un quarto del tota-
le. È vero che il problema è a
valle, perché spesso nelle
scuole a mancare sono i com-
puter mentre cercando cer-
cando alla fine una connessio-
ne non protetta si trova. Ma
anche questo è uno strumen-
to per riavvicinare quei due
mondi lontani, operazione
spesso lasciata alla buona vo-
lontà dei singoli insegnanti e
alla pazienza dei singoli stu-
denti. C’è poi una scadenza
che farà sentire i suoi effetti
fra dodici mesi. In primavera
i collegi dei docenti dovran-
no adottare i libri di testo per
l’anno scolastico 2012/2013.
E per la prima volta non po-
tranno più scegliere volumi
con la sola edizione cartacea
ma dovranno indicare obbli-
gatoriamente quelli digitali o
almeno misti (libro + cd). Do-
vevamo partire un anno fa
ma alla fine il ministero ha de-
ciso per il rinvio perché non
tutti erano pronti: oltre agli
aspetti didattici, si stima che
le famiglie potrebbero rispar-
miare 100 euro l’anno.
Infine una sperimentazio-
ne piccola ma significativa.
L’anno scorso c’erano le clas-
si 2.0, dove tutta la didattica
veniva fatta con l’aiuto della
tecnologia, dalla lavagna elet-
tronica ai libri digitali. Erano
416 e coinvolgevano 8.900
studenti. In questi giorni par-
tono le scuole 2.0: non singo-
le classi ma interi istituti (13)
che scelgono le nuove meto-
dologie. Un’altra tappa lungo
una strada ancora lunga ma
da percorrere senza perdere
tempo. Altrimenti allarghere-
mo quella trincea che divide
la cattedra dai banchi.
Lorenzo Salvia
lsalvia@rcs.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Istruzione Rinviato di un anno il debutto dei libri digitali
Rubi il parcheggio a una persona disabile? Milano ti fa il controllo fiscale
ROMA — L’8 settembre del 1943, il giorno
dell’armistizio, molti militari schierati
attorno a Roma diedero la vita per
impedire ai tedeschi di conquistare la
Capitale. Il loro sacrificio e i molti atti
eroici sono ora raccontati in un libro a
fumetti dal titolo «Difesa di Roma» (foto
sopra). Lo ha fatto realizzare il consigliere
comunale capitolino Antonino Torre, per
far rivivere attraverso un mezzo
divulgativo insolito una data cruciale della
storia della città. Ne saranno distribuite 6
mila copie agli studenti. La sera dell’8
settembre, subito dopo l’annuncio di
Badoglio, le truppe tedesche cercarono di
forzare gli sbarramenti che i granatieri di
Sardegna presidiavano a sud della Capitale.
I fumetti mostrano i granatieri schierati sul
ponte della Magliana, a porta San Paolo,
sulla Laurentina. Fronteggiarono per tutta
la notte gli assalti tedeschi. La mattina del
9, mentre il re e i capi delle Forze armate
fuggivano da Roma, i granatieri
continuarono a combattere. Molti ufficiali,
come i tenenti Raffaele Persichetti e Luigi
Perna, furono massacrati. Finché nel
pomeriggio del 10 gli italiani furono
costretti a deporre le armi. I tedeschi
occuparono Roma e vi rimasero fino
all'arrivo degli alleati nel giugno del 1944.
Marco Nese
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riservata Sosta per i disabili (Fotogramma)
39 Cronache
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Il presidente della Fiera Ditri e gli appuntamenti «Choice» e «About J»
Eventi
Per passione
per affetto
(o per gioco)
In edicola il 10
La svolta
R
i c e r c h e , m o s t r e ,
workshop, concorsi. L’atti-
vità intellettuale e progettuale
che contraddistingue Vicenza-
oro, permette di confrontare
la diversità dei percorsi del
made in Italy. Uno dei brand
più potenti in assoluto. «Il bel-
lo e ben fatto», come viene de-
finito, si è espresso soprattut-
to attraverso due grandi aree,
il design e la moda, che hanno
calamitato consensi in tutto il
mondo per la qualità estetica e
manifatturiera dei prodotti.
Ritenuti quasi coincidenti,
questi due settori mostrano in
realtà metodologie e riferimen-
ti profondamente diversi. Se il
design risulta strettamente le-
gato all’utilità, alla corrispon-
denza che, da Vitruvio in poi,
«si stabilisce tra un oggetto e
la sua destinazione d’uso, la
moda al contrario è libera da
finalità pratiche e risponde in-
vece a una necessità estetica e
un’ambizione artistica». Come
il gioiello, con il quale avrebbe
molti punti in comune non
fosse altro perché orna e tra-
sforma il corpo ma che ha avu-
to una storia di ben diverso
successo.
Eppure moda e gioiello par-
tirono alla pari, scontando la
modestia sociale di un’Italia
ancora in trasformazione,
mentre in Francia, nel volgere
tra Ottocento e Novecento, na-
scevano grandi marchi come
Vuitton, Cartier, Chanel e tutta
la galassia a loro intorno. Ma
dopo aver gettato le basi alla fi-
ne della Seconda guerra mon-
diale, negli anni Cinquanta, ri-
velando al mondo talenti co-
me Emilio Pucci e Roberta di
Camerino, il fashion system
ha preso la rincorsa ed è diven-
tato uno dei motori dell’econo-
mia del nostro Paese e del ri-
spetto di cui, ancora e malgra-
do tutto, possiamo godere.
Perché la gioielleria non è
diventata un fenomeno simi-
le? Secondo gli esperti, il setto-
re si è accontentato degli otti-
mi risultati dei decenni tra-
scorsi, quando era tra i princi-
pali trasformatori d’oro del
mondo, senza puntare su una
politica del marchio, senza al-
cuna connotazione. L’unbran-
ding ha garantito occupazione
e buoni risultati economici
per decenni, finché sul palco-
scenico internazionale si sono
affacciati Paesi come l’India e
la Cina, che sono considerati
concorrenti ma che possono
diventare clienti se l’offerta è
quella di una griffe nota e di
un nome famoso.
Ma si può ancora mettere a
punto, oggi, una strategia vin-
cente, che valorizzi qualità e
capacità della nostra gioielle-
ria: inserirla a pieno titolo in
quell’arte del vivere che com-
prende le tre F, food, fashion
and furniture. In questo sen-
so, la mostra The Italian Way,
allestita nella centralissima
piazza Matteotti di Vicenza (11
settembre-10 ottobre) rappre-
senta una importante dichiara-
zione d’intenti.
Ideata da Alba Cappellieri,
professore di Design del Gio-
iello e presidente del corso di
laurea in Design della Moda al
Politecnico di Milano, presen-
ta una selezione di oggetti
esemplari dell’eccellenza pro-
gettuale e manifatturiera italia-
ne: dalla scarpa di Ferragamo
alle borse intrecciate di Botte-
ga Veneta. Denominatore co-
mune è il corpo, considerato
come ispiratore di proporzio-
ni e forma. È in questo paesag-
gio unico che il gioiello si defi-
nisce come manifestazione di
artigianato e tecnologia italia-
ne, e trova una dimensione di-
versa.
Giusi Ferré
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il lusso
Il gioiello italiano cerca una nuova identità
Dopo gli anni dell’oreficeria senza griffe
una sfida internazionale imparando dalla moda
Sale l’export verso Cina e India
«Se l’oro schizza ai massimi
puntiamo su stile e innovazione»
e l’ingegno
A cura di
Roberta Scorranese
U
n po’ beni rifugio, un po’ veicoli di
emozioni. I gioielli non conoscono cri-
si, quasi a confermare la famosa frase di Ma-
rilyn Monroe: «I diamanti sono i migliori
amici delle donne». Il culto del bello non
passa di moda, ecco perché il mercato dei
preziosi cresce senza gli intoppi dovuti agli
alti e bassi dell’economia. Il gioiello piace
ma non si vende da solo. Bisogna capire co-
me promuoverlo per arrivare a un business
redditizio. Un’occasione unica d’incontro
tra aziende di gioielleria e buyer è la fiera
Vicenzaoro, manifestazione tra le quattro
più importanti del mondo.
Due gli eventi principali: Vicenzaoro
«About J», dall’8 al 10 settembre, dedicato
all’alto di gamma, a cui si accede soltanto
su invito (per 24 aziende, 26 brand e un cen-
tinaio di buyer) e Vicenzaoro «Choice», dal
10 al 14 settembre, riservato a 1.400 azien-
de espositrici, italiane e straniere prove-
nienti da oltre 30 Paesi. Qualche orafo è ri-
Da domani In mostra l’eccellenza di una tradizione da rilanciare
Patricia
Urquiola
Il gioiello a cui sono più legata
si porta dietro una storia
ormai entrata nel novero
delle leggende familiari. È un
bracciale fatto di cerchi
mobili, in platino, che mia
nonna aveva acquistato in
gioventù a Roma, poi passato
a mia madre e poi a me. Un
monile che in qualche modo
racconta un periodo lontano
e splendente della mia nonna.
Lo amo.
Cristina
Parodi
Il gioiello del cuore me lo ha
regalato mio marito Giorgio,
qualche anno fa. È un
bracciale, grande e
consistente, a cui sono
agganciati dei piccoli
riquadri, a mo’ di cornicetta.
Dentro, le foto dei nostri
ragazzi e la sua. Più che un
gioiello direi che è un
talismano. Ogni qualvolta mi
allontano dalla famiglia lo
indosso, per averla con me.
Eleonora
Giorgi
Sono un’appassionata del
gioiello d’epoca, avete
presente quelli antichi eppure
con uno splendore non ancora
scalfito? Ebbene, possiedo un
bracciale a cui sono molto
legata, ma l’emozione più
forte l’ho vissuta quella volta
in cui, a New York, nel bel
mezzo di Madison, ho
scoperto un negozio
straordinario, interamente
dedicato ai monili d’epoca.
Pamela
Villoresi
Ero giovane, appena sposata
e senza un soldo. Ricordo
che dovevo andare in scena
a Spoleto, quando il regista
mi chiese di indossare un
paio di orecchini. E chi
poteva permetterseli? Stavo
per comprarne un paio di
plastica quando mio marito,
in segreto, ne fece fare un
paio d’oro con le perle da un
orafo di Valenza Po. Il gioiello
della mia vita.
Philippe
Daverio
Amo i gemelli e credo che chi
mi conosce se ne sia accorto
da tempo. Un gioiello
discreto, eppure abbastanza
inusuale da non risultare mai
banale. Sono molto legato a
un paio di gemelli che mi
sono stati regalati da
Veronesi, storico gioielliere di
Bologna, tanti anni fa. Il
ricordo di una visita
piacevole, chiacchierando di
arte e ori.
Margherita
Granbassi
Un inserto speciale di 36
pagine, della serie «Italie —
Territori & distretti»,
dedicato al comparto
vicentino dell’oreficeria, sarà
allegato gratuitamente al
Corriere della Sera del 10
settembre. In apertura,
l’editoriale di Dario Di Vico
sulle prospettive economiche
e di sviluppo del territorio.
All’interno, tra l’altro, un
ritratto storico-economico di
Sergio Romano su Vicenza e
la sua provincia. Molte le
storie delle aziende del
territorio. Inoltre, excursus
storici e nuove tendenze del
mondo del gioiello.
L’Italia è stata per
molto tempo tra i
maggiori trasformatori
dell’oro al mondo. Ora
l’obiettivo è entrare a
pieno titolo in quell’arte
di vivere rappresentata
da cibo, moda e design
Nemmeno sotto la tuta da
gara, mentre tiro di scherma,
rinuncio ai gioielli del cuore.
Per carità, niente di
inarrivabile: una collanina, un
anello sottile, a volte degli
orecchini piccoli e leggeri. Il
gioiello della mia vita è un
piccolo anello che i miei mi
regalarono in occasione delle
qualificazioni alle Olimpiadi
di Atene. Un cerchietto esile
ma importante.
L’icona e la canzone
Marilyn e i diamanti, «migliori
amici delle donne» (Corbis)
Un monile della nonna, una
catenina dell’infanzia, una
spilla trovata in un luogo
particolare: le vie della
passione per i gioielli sono
molteplici. Dieci personaggi,
uomini e donne, confessano
il loro «debole» tra ricordi
familiari e piccole vanità.
Con una dimensione
supplementare: quella del
gioco
LA FIERA
VICENZAORO
Uno speciale
di 36 pagine
40
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
A sinistra la collezione
Fuseau di Vhernier; a
destra in successione
campanelle della
collezione Capri 1947
di Chantecler; anello
maia di Esmeralda
Enriquez; anello digital
di Stefania Lucchetta;
bracciali di
Manuganda; Sotto,
anello Liberty Diana di
Pasquale Bruni;
bracciale Indossami di
Elviro Di Meo e
Antonio Rossetti; anelli
miniplink di Luisa Bruni
U
na collana d’ambra e d’oro, splen-
dente come un sole; due pendenti
di tre perle, grossi come le more;
un cerchio da collo, bellissimo...:
sono i doni che alcuni dei pretendenti alla
mano di Penelope, i famosi Proci, offrono
alla moglie di Ulisse, sola ormai da vent’an-
ni, sperando di indurla a scegliere un nuo-
vo sposo. Sono gioielli rari, di grande valo-
re: l’ambra, tra l’altro, arrivava dal mar Balti-
co, al termine di
un difficile e costo-
so viaggio per via
fluviale.
E le donne era-
no felici di ricever-
li, non solo perché
amavano adornar-
sene ma anche per-
ché erano il segno
tangibile del loro
valore e del loro status. Ai tempi, infatti, re-
galare beni preziosi alla donna che si aspira-
va a sposare significava riconoscere agli oc-
chi di tutti le sue virtù. Non a caso, dunque,
era stata la stessa Penelope a sollecitare i
Proci a comportarsi secondo le regole, vale
di dire, appunto, a offrirle dei doni. E poi-
ché i Proci erano ben centotto, a Penelope
furono offerti molti gioielli. Nè il fatto che
non aveva alcuna intenzione di risposarsi
le impedì di accettarli (sembra lecito dire,
con una certa soddisfazione). Al termine
della cerimonia, infatti, rientrò nelle sue
stanze, «e dietro a lei — scrive Omero — le
ancelle portavano i doni bellissimi».
E ora spostiamoci a Roma. Molti, molti
secoli dopo, nel 215 a.C., venne approvata
una legge, la lex Oppia, che al fine di evitare
eccessive esibizioni di ricchezza vietò alle
donne di indossare per strada più di mezza
oncia d’oro. Per le donne romane, un divie-
to inaccettabile: con grande scandalo di Ca-
tone scesero in piazza per protestare. Ma in
loro favore intervennero i tribuni della ple-
be: «Le donne — disse uno di loro — non
hanno le magistrature, né i trionfi, né le in-
segne... Le loro insegne sono i gioielli: è
questa la loro gloria».
E la legge fu abrogata. Oggi, fortunata-
mente, la nostra gloria non sta più nei gio-
ielli ma questo non ci impedisce di amarli.
Vanità, forse? La solita «leggerezza» femmi-
nile? Prescindendo da una mia personale ri-
vendicazione al diritto a una (sia pur con-
trollata) frivolezza, io credo sia giusto ricor-
dare che i gioielli possano essere anche uno
stimolo intellettuale. Tra l’altro, possono
anche sollecitare la curiosità storica. Un
esempio: a Pompei, nella «Casa del poeta
tragico», due splendide perle illuminano il
volto severo di Hera, la moglie di Zeus; un
altro affresco raffigura una giovane donna
— identificata spesso come Saffo — con
nella mano sinistra delle tavolette (il mate-
riale scrittorio dell’epoca), in quella destra
un calamo e alle orecchie due semplici, ele-
gantissimi cerchi d’oro. Per non parlare del-
la cosiddetta Venere in conchiglia, che navi-
ga su un mare popolato da delfini e amorini
con al collo un eccezionale collier.
Opere d’arte come queste e tante altre, ol-
tre a educare alla bellezza, inducono ad avvi-
cinarsi alla storia della moda e del gusto. Al
qual proposito: i miei orecchini preferiti so-
no una copia di quelli di Hera e di quelli del-
la cosiddetta Saffo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
S
arà perché Eros è capriccioso di
suo. Sarà perché i miei genitori mi
hanno cresciuta all’ombra (loro di-
rebbero alla luce) di un vago calvi-
nismo. E perché, come se non bastasse,
mio padre nascondeva male la delusione
che non fossi nata maschio.
Sarà perché sono stata bambina negli
anni Ottanta ma adolescente nell’ansia e
nell’illusione ostinate e generali di dimo-
strare a se stessi e
al mondo che gli
anni Ottanta si po-
tevano superare.
Operché nel tem-
po ho maturato
una certa vocazio-
ne per un ti po
d’uomo più impe-
gnato a convincer-
si di quant’è pre-
zioso lui che a convincere me di esserlo.
Fatto sta che di fronte a una vetrina di
gioielli sono sempre passata con assoluta
indifferenza. Al massimo, come in ogni al-
tra vetrina, posso fermarmi per controlla-
re quanto mi fanno male i capelli, per dir-
la alla Monica Vitti ne «L’Avventura», o, in
giorni di particolare dismorfismo, per veri-
ficare che la mia faccia sia sempre lì dove
l’ho lasciata: segno inequivocabile che gli
uomini narcisi e insicuri di cui sopra non
sono una maledizione per donne altrimen-
ti smaniose di scambio reale e profondo
ma sono l’unica possibilità per donne così
narcise e insicure a loro volta, che incon-
sciamente pretendono dal compagno
un’indifferenza che consenta loro di scor-
razzare indisturbate nelle loro paturnie.
Paturnie che, invece, non disdegnano
bancarelle di braccialetti di spago colorato
o negozietti di bigiotteria pazza, indiana,
più vicina al giocattolo che al gioiello: co-
se insomma in grado di testimoniare iro-
nia e dunque distanza. Dal bisogno di esse-
re femmine, chissà, da quello di essere de-
siderabili, dal sospetto che si potrebbe ge-
nerare di volere essere guardate: tanto più
forte quanto è forte l’abitudine di farlo da
sole.
Insomma, lo confesso: ho acceso il com-
puter, nella hall di un albergo di Sarzana,
dove era in corso il Festival della Mente,
per esprimere un fiero e deciso supera-
mento generazionale del modello di don-
na a cui basta portare qualcosa che vale al
collo, possibilmente regalata dall’uomo
che si ama, per sentire di valere e di essere
amata.
Ma mentre stavo per digitare la prima
parola mi è apparso davanti il professore
Edoardo Boncinelli, in tutta la sua gran-
dezza. Che scrivi? Mi ha chiesto. Un parere
sull’importanza del gioiello, ho risposto,
intimorita dalla stima ma convinta di tro-
vare in lui il più illustre sostenitore possi-
bile della mia stessa tesi all’insegna della
sostanza. E invece: «Io ho sempre regalato
gioielli a mia moglie. Sempre. Perché è ve-
ro, un anello, un bracciale possono essere
una scemenza. Ma a furia di considerare
tutto una scemenza, in un rapporto, e nel-
la vita in generale, che rimane?», ha detto.
E ha messo tutto in crisi.
Il diritto di dire «no, grazie» ha imme-
diatamente assunto le meschine sembian-
ze di un alibi...
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Nell’antichità un segno tangibile di valore e di status sociale
Il mio «no, grazie»
messo in crisi
da uno scienziato
Il concorso
A Roma la lex Oppia
vietò alle donne di
indossare per strada
più di mezza oncia
d’oro: fu la ribellione
❜❜
Ho un problema: la
vocazione per un tipo
d’uomo più impegnato
a convincersi di
quant’è prezioso lui
❜❜
La due rassegne
Le proposte
masto senza stand: la richiesta ha superato
l’offerta e questo sembra un segnale di otti-
mismo. «Stiamo costruendo un nuovo padi-
glione per il 2013, per accogliere circa
200-300 espositori — spiega Roberto Ditri,
presidente della Fiera di Vicenza —. L’obiet-
tivo è di raddoppiare il numero totale di
stand nei prossimi anni ma gli investimenti
si fanno in funzione dell’andamento del
mercato». Al momento i preziosi non han-
no problemi: i loro fatturati sono in cresci-
ta, grazie all’incremento dell’export (+17%).
«Il made in Italy ha grande appeal in Paesi
come India e Cina o Brasile, dove contano
la qualità, la bellezza e il gusto — commen-
ta Ditri —. Su queste piazze non possiamo
distinguerci con il prezzo a peso (dell’oro).
Noi siamo bravi a produrre con stile e inno-
vazione ma siamo poco capaci nel promuo-
vere». La fiera è il momento giusto per im-
parare strategie d’internazionalizzazione,
capire quali sono i mercati di sbocco, indivi-
duare partner e compratori, adeguare il bu-
siness ai cambiamenti, ormai mensili, del-
l’economia. La lista dei workshop è ricca.
«È un’occasione per confrontarsi tra player
di diversi Paesi. Per esempio, c’è chi prende
lo stand vicino al principale competitor per
osservare le sue mosse».
A livello di tendenze saltano agli occhi i
gioielli «contaminati», quelli che mescola-
no metalli preziosi a materiali meno nobili.
«Nel gioiello conta il bello, il design, di cer-
to non la composizione. La nostra forza è
proprio il design degli oggetti: nella proget-
tazione non ci batte nessuno. Gli altri ci cor-
rono dietro velocemente, ecco perché è fon-
damentale creare soluzioni stilistiche al-
l’avanguardia». Per far emergere i progetti-
sti under 30 la fiera propone un concorso
per i nuovi talenti: «Next Jeneration —
Jewellery Talent Contest». La gara ha uno
scopo ambizioso: sostenere e incoraggiare
le nuove idee, quelle più fresche e geniali,
per mantenere il made in Italy del metallo
giallo in vetta. Ma perché la gioielleria italia-
na ha pochi marchi forti? «Nella moda gli
italiani sono stati bravi a "brandizzare", la
gioielleria è rimasta un po’ indietro. Un
evento esclusivo come "About J" con i com-
pratori numeri uno del mondo può accele-
rare questo processo».
Paola Caruso
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sto con Penelope
Giusto ricevere
quei doni preziosi
di EVA CANTARELLA
L’importanza di un gesto a dispetto dell’indifferenza per i gioielli
di CHIARA GAMBERALE
Barbara
Alberti
Giampiero
Mughini
Il gioiello della mia vita riposa
da qualche mese in un
cassetto: è l’anello che mio
nonno ha indossato fino alla
fine dei suoi giorni. Un grosso
cerchio con su impresse le
iniziali GB, credo fossero
quelle del mio bisnonno,
Gioacchino Battiato. Credo
anche che l’anello fosse in
realtà un sigillo, quello con cui
si marchiava la
corrispondenza. Che nostalgia.
Paola
Maugeri
Quando voglio stupire o
semplicemente emozionarmi,
indosso un anello che mio
padre ha regalato a mia
madre per un anniversario,
credo il ventesimo delle
nozze. È un anello d’oro, dalla
struttura antica, massiccia,
come se fosse composto di
più piani sovrapposti. Con
uno smeraldo al centro e dei
brillanti intorno. Fatto per
durare. Magari per sempre.
Marco
Goldin
Non indosso gioielli particolari,
credo che siano una
prerogativa prevalentemente
femminile ma non rinuncio a
una sottilissima catenina,
ormai l’ennesima replica
dell’originale che mi
regalarono i miei e che mia
moglie, con infinita pazienza,
continua a rimpiazzare: io
l’avrò persa chissà quante
volte e lei, tenace, me la
ricompra sempre.
Vicenzaoro Choice con la
partecipazione di 1.400 aziende
provenienti da 30 Paesi dal 10 al 14
settembre, solo per gli operatori del
settore. Vicenzaoro About J,
dedicato al top di gamma, visitabile
solo su invito, dall’8 al 10 settembre
Alla ricerca di nuovi
talenti under 30.
«E dobbiamo
promuoverci meglio»
Possiedo dei «giocattoielli»,
dei gioielli giocattolo, che
acquisto da un meraviglioso
giocattolaio a Roma. Hanno il
pregio di essere spiritosi,
divertenti e... riciclabili con la
mia nipotina che ha quattro
anni. A me piace giocare con
quello che indosso, ecco
perché scelgo grosse collane
colorate, bracciali con
ciondoli divertenti, anelli
esagerati.
41 Eventi
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
42
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
43
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
PROVINCIA DI VENEZIA
San Marco, 2662 - 30124 Venezia
ESTRATTO DI ESITO DI GARA
GURI V SERIE SPECIALE
N. 31 DEL 14/03/2011
Si informa che la procedura aperta
per l’appalto relativo all’assunzione di
mutui fino a un importo massimo di
€ 9.000.000,00 a tasso variabile per il fi-
nanziamento di opere e lavori di viabilità
ed edilizia CIG 129551117F è stata aggiu-
dicata con determina prot. 2011/44639
del 24/06/2011 all’operatore economico
Unicredit S.p.A. con sede legale in Via
Alessandro Specchi, 16 - 00186 ROMA.
Il Dirigente Dipartimento
Economico Finanziario
Dott. Matteo Todesco
ESITO DI GARA
1. STAZIONE APPALTANTE: ANAS S.p.A. VIA MONZAMBANO 10 - 00185 ROMA.
2. OGGETTO: LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA RELATIVA AGLI
INTERVENTI DI DISTESE GENERALI IN TRATTI SALTUARI DELLE STRADE
STATALI DI COMPETENZA DEL COMPARTIMENTO - SS. SS. nn. 6 DIR - 16 - 87 -
647 - 647 DIR A - 647 DIR B - 650 - NSA 250 - NSA 250/250 BIS.
3. TEMPO DI ESECUZIONE: 120 GIORNI.
4. IMPORTO AGGIUDICAZIONE: € 649.700,51 ONERI SICUREZZA INCLUSI.
5. RIBASSO OFFERTO: 29,669%
6. SISTEMA AGGIUDICAZIONE ADOTTATO: PREZZO PIÙ BASSO AI SENSI
DELL’ART. 82 CO. 2 LETT. A) DEL D.LGS. N. 163/06.
7. IMPRESA AGGIUDICATARIA: COSTRUZIONI GENERALI CIMORELLI SPA.
8. DIRETTORE DEI LAVORI: GEOM. GIUSEPPE SARDO.
PROCEDURA APERTA N. 32/L10
IL CAPO COMPARTIMENTO
VALTER BORTOLAN
ANAS S.p.A.
Compartimento della viabilità
per il Molise
VIA GENOVA, 54 - 86100 CAMPOBASSO
Tel. 0874/430234 - Fax 0874/96794
sito internet www.stradeanas.it
ESITO DI GARA
1. STAZIONE APPALTANTE: ANAS S.p.A. VIA MONZAMBANO 10 - 00185 ROMA.
2. OGGETTO: LAVORI DI REALIZZAZIONE DELLE CABINE ELETTRICHE A SERVIZIO
DEL 2° TRONCO DELLA SSV “ISERNIA - CASTEL DI SANGRO” NEL TRATTO
COMPRESO TRA LO SVINCOLO CON LA S.P. 11 E LO SVINCOLO CON LA S.S. 652.
3. TEMPO DI ESECUZIONE: 180 GIORNI.
4. IMPORTO AGGIUDICAZIONE: € 1.231.982,06 ONERI SICUREZZA INCLUSI.
5. RIBASSO OFFERTO: - 28,831% - PUNTEGGIO ATTRIBUITO: 72,076.
6. SISTEMA AGGIUDICAZIONE ADOTTATO: L’AFFIDAMENTO SOPRA INDICATO È
STATO AGGIUDICATO CON OFFERTA ECONOMICAMENTE PIÙ VANTAGGIOSA AI
SENSI DELL’ART. 83 DEL D.LGS. N. 163/06.
7. IMPRESA AGGIUDICATARIA: AR.CO. LAVORI SOC. COOP. CONS.
8. DIRETTORE DEI LAVORI: L’ING. VINCENZO LOMMA.
PROCEDURA APERTA N. CB LAV 03/2011
IL CAPO COMPARTIMENTO
VALTER BORTOLAN
ANAS S.p.A.
Compartimento della viabilità
per il Molise
VIA GENOVA, 54 - 86100 CAMPOBASSO
Tel. 0874/430234 - Fax 0874/96794
sito internet www.stradeanas.it
TRIBUNALE DI VENEZIA - FALLIMENTO N. 39/2010
LORENZON TECHMEC SYSTEM S.R.L. IN LIQUIDAZIONE
Avviso di procedura competitiva, ex art. 107 co 1° L.F., per la vendita in unico lotto del complesso aziendale della fallita Lorenzon Techmec System Srl in liqui-
dazione come sotto determinato
Il sottoscritto dott. Danilo Capone, Curatore del fallimento in intestazione
premesso
- che la società fallita è proprietaria del complesso aziendale sito in Noventa di Piave (VE) Via Pacinotti n. 5 composto da tre rami d’azienda per lo svolgimento dell’attività
di progettazione e lavorazione dell’alluminio nonché di carpenteria;
- che detto complesso aziendale, formato da compendio mobiliare ed immobiliare è condotto in affitto d’azienda dalla Simco Tecnocovering Srl giusta contratto del 31
marzo 2010 ed atto integrativo dell’11 ottobre 2010 a rogito del Notaio Bruna Panella di Udine;
- che il contratto di affitto d’azienda, siccome integrato, ha la durata di anni due dalla data di sottoscrizione (31 marzo 2010);
- che, la Curatela intende procedere alla vendita del complesso aziendale a mezzo procedura competitiva ex art. 107 L.F., in lotto unico, ed in costanza di contratto di
affitto d’azienda che pertanto proseguirà con l’acquirente secondo le modalità, i termini e le condizioni previste nel contratto;
- che Simco Tecnocovering Srl gode di diritto di prelazione, ai sensi dell’art. 3, co° 4, legge n. 223/91 e dell’art. 104 bis della L.F., siccome previsto dall’articolo 21 del
contratto d’affitto d’azienda;
- che, il prezzo base di vendita, di euro 6.150.000,00 oltre imposte di legge è determinato, siccome da offerta irrevocabile formulata dall’affittuaria:
• quanto ad euro 1.350.000 per il compendio mobiliare;
• quanto ad euro 4.800.000 per il compendio immobiliare;
- che Simco Tecnocovering Srl, al momento della sottoscrizione del contratto d’affitto d’azienda, ha assunto ex novo n. 44 dipendenti di cui 2 con qualifica dirigenziale;
- che, allo stato, la società fallita non ha lavoratori alle proprie dipendenze avendo dato corso alle procedure previste dalla legge n. 223/1991 per la messa in mobilità
del personale eccedentario all’esito della stipula dei contratti d’affitto d’azienda;
invita
gli interessati all’acquisto, in unico lotto, del complesso aziendale di cui in premessa a far pervenire offerta irrevocabile di acquisto in conformità a quanto di seguito
previsto:
OGGETTO DELLA VENDITA: è il complesso aziendale composto da tre rami d’azienda per lo svolgimento dell’attività di progettazione e lavorazione dell’alluminio nonché
di carpenteria formati da: macchinari, mobili ufficio, impianti generici e specifici, attrezzature, mezzi di trasporto interni, automezzi, nonché dal compendio immobiliare
costituito da porzione, ad un unico livello ad uso opificio e porzione su tre livelli, ad uso direzionale.
Il tutto sito in Noventa di Piave (VE) Via Pacinotti n. 5
Alla presente cessione si applica l’art. 104-bis L.F. ultimo comma.
CONDIZIONI DI VENDITA:
Corrispettivo: il complesso aziendale sopra descritto viene posto in vendita al prezzo base di Euro 6.150.000 oltre imposte di legge:
- in unico lotto nello stato di fatto e di diritto in cui si trova anche con riferimento alle singole componenti, assumendosi, quindi l’aggiudicatario ogni rischio relativo
all’effettiva loro consistenza e rinunciando a sollevare qualsivoglia futura eccezione in ordine all’identità, condizione giuridica e qualità di quanto (beni e diritti) oggetto
di cessione intendendosi il Fallimento liberato da ogni responsabilità al riguardo anche in deroga agli artt. 1490 ss. Cod. Civ.;
CONDIZIONI DI VALIDITA’ DELL’OFFERTA: i soggetti che intendono partecipare alla procedura competitiva dovranno far pervenire la loro offerta, non inferiore al
prezzo base sopra indicato, presso lo studio del Curatore, dott. Danilo Capone, in Mestre (VE), Via Respighi n. 4, entro e non oltre le ore 12.00 del giorno 10
ottobre 2011.
L’offerta dovrà essere contenuta in busta chiusa e sigillata, recante esternamente la dicitura “offerta acquisto rami d’azienda fallimento n. 39/2010 Lorenzon Techmec
System s.r.l. in liquidazione”.
La medesima busta dovrà anche contenere:
• assegno circolare non trasferibile, o fideiussione bancaria a prima richiesta, a titolo di cauzione, dell’importo almeno pari ad euro 307.000, intestato “Fallimento n.
39/2010 - Curatore dott. Danilo Capone”;
• i documenti identificativi del soggetto che presenta l’offerta e, nel caso di offerta presentata da parte di società, anche la visura camerale e l’indicazione dei poteri di
firma del soggetto che sottoscrive l’offerta; Laddove la società offerente voglia acquistare tutti e/o alcuni cespiti di cui al complesso aziendale tramite società di
locazione finanziaria dovrà essere anche indicato il nominativo della società di locazione finanziaria nonché dichiarazione da parte della stessa attestante la propria
disponibilità all’acquisto;
• dichiarazione di accettazione dei rami d’azienda nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano;
• dichiarazione di aver preso visione e di accettare, senza riserva alcuna, le condizioni tutte riportate nel presente avviso;
Le buste verranno numerate sulla base del giorno e dell’ora di arrivo.
CRITERI DI AGGIUDICAZIONE: le offerte pervenute nei termini e modi del presente avviso saranno aperte il giorno 11 ottobre 2011 alle ore 17,00 dal Curatore che
provvederà a verificarne la validità.
All’apertura delle buste sono invitati a partecipare i componenti il Comitato dei Creditori nonché i creditori ipotecari iscritti a prescindere da riconoscimento o meno
del grado ipotecario in sede concorsuale cui il presente avviso è stato notificato.
In caso di unica offerta, validamente presentata, il Curatore aggiudicherà provvisoriamente il complesso aziendale all’unico offerente.
In caso di pluralità di offerte, validamente presentate, quella più alta, costituirà nuovo prezzo base per lo svolgimento di una gara informale con rilanci minimi di euro
18.000,00.
Trascorsi tre minuti dall’ultimo dei rilanci, senza che ne segua un altro maggiore, il Curatore aggiudicherà provvisoriamente il complesso aziendale all’ultimo offerente
il cui rilancio sia stato giudicato valido.
In entrambi i casi sopra indicati viene fatta salva la facoltà dell’affittuario, all’esercizio del diritto di prelazione all’acquisto di cui all’art. 21 del contratto di affitto d’azienda.
Dell’apertura della buste, della verifica della loro validità, dell’esito della gara, e comunque dell’aggiudicazione provvisoria, sarà redatto apposito verbale.
Della definitiva aggiudicazione verrà data comunicazione, al solo soggetto interessato, mediante lettera raccomandata all’indirizzo indicato nell’offerta.
Sono applicate, per quanto compatibili, le disposizioni di cui agli artt. 105 L.F. e ss.
PAGAMENTO DEL PREZZO, CAUZIONE, PENALI: Il saldo prezzo, da pagarsi a mezzo assegni circolari non trasferibili intestati “Fallimento n. 39/2010 - Curatore dott.
Danilo Capone”, dovrà essere corrisposto in unica soluzione al momento di stipula dell’atto notarile di trasferimento dei rami d’azienda che avverrà entro 90 gg dalla
aggiudicazione definitiva.
Le imposte gravanti sul trasferimento del compendio aziendale, quelle di cancellazione delle iscrizioni e trascrizioni nei pubblici registri, nonché il compenso spettante
al Notaio rogante, sono a carico esclusivo dell’aggiudicatario e da questi dovranno essere versate direttamente a favore del Notaio rogante, a mezzo bonifico bancario
o assegno circolare entro cinque giorni dalla comunicazione dell’importo da parte di quest’ultimo e comunque, al massimo, contestualmente alla stipula dell’atto di
trasferimento del complesso aziendale.
Per l’aggiudicatario, la cauzione, infruttifera di interessi, sarà imputata ad acconto prezzo al momento del saldo.
Per gli altri soggetti, la cauzione, infruttifera di interessi, sarà restituita entro 30 gg dalla data delle operazioni di apertura delle buste.
In caso di inadempienza dell’aggiudicatario al pagamento del saldo prezzo, la cauzione da questi versata sarà definitivamente trattenuta dalla Curatela a titolo di penale.
ATTO DI TRASFERIMENTO E CONSEGNA DELL’AZIENDA: la stipula dell’atto notarile di trasferimento dei rami d’azienda dovrà avvenire entro il termine massimo di 90
giorni dall’aggiudicazione definitiva.
La consegna dell’azienda, che avverrà entro 10 gg dalla stipula dell’atto di trasferimento, verrà fatta constare da apposito verbale sottoscritto dal Curatore e dal legale
rappresentante dell’aggiudicatario.
Copia del presente avviso, visionabile presso la Cancelleria del Tribunale di Venezia, viene pubblicata sui siti www.asteannunci.it e sui quotidiani “Corriere della Sera”
e “Il Gazzettino”.
Ogni ulteriore informazione e/o richiesta di sopralluogo potrà essere formulata al Curatore dott. Danilo Capone con Studio in Mestre (VE) Via Ottorino Respighi n. 4
tel. 041 959000 fax 041 959954.
Mestre, lì 1 settembre 2011
Il Curatore - Dott. Danilo Capone
Azienda “Complesso Ospedaliero San Filippo Neri”
Roma
BANDO DI GARA PER ESTRATTO
Questa Azienda ha indetto una Procedura di Gara Aperta
per: la fornitura “in full service” di apparecchiature elettro-
medicali occorrenti alla UOC Gastroenterologia dell’Azienda
Complesso Ospedaliero San Filippo Neri di Roma per la du-
rata di tre anni. Importo complessivo € 300.000,00 IVA
esclusa. C.I.G. (Codice Identificativo lotto): Lotto n. 1 CIG:
3177675C5A - n. 1 (uno) apparecchio per esecuzione breath
test all’idrogeno valore stimato IVA esclusa 24.000,00 EUR;
Lotto n. 2 CIG: 31777233F9 - n. 1 (uno) sistema analitico
per la ricerca helicobacter pilori su aria aspirata valore
stimato IVA esclusa 90.000,00 EUR; Lotto n. 3 CIG:
317774996C - n. 1 (uno) sistema per termoablazione del fe-
gato valore stimato IVA esclusa 186.000,00 EUR; Il bando
integrale della presente gara è stato pubblicato sulla Gaz-
zetta Ufficiale dell’Unione Europea n. 2011/S 164-271102 e
sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Ita-
liana V Serie Speciale n. 104 del 05/09/2011. Le offerte con-
tenente la documentazione di cui al bando integrale di gara
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana,
formulata e recapitata secondo le modalità ivi indicate, do-
vranno pervenire entro e non oltre le ore 12.00 (ora italiana)
del giorno 31.10.2011 all’Ufficio Protocollo dell’Azienda
Complesso Ospedaliero San Filippo Neri, P.zza Santa Maria
della Pietà, 5 - Padiglione 90 - 00135 Roma - ITALIA. Il Ca-
pitolato d’oneri e la documentazione complementare sono
disponibili sul sito Aziendale: www.sanfilipponeri.roma.it.
Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Unità Operativa Inge-
gneria Clinica dell’Azienda Complesso Ospedaliero San Fi-
lippo Neri Piazza S. Maria della Pietà n. 5. - 00135 Roma -
telefono 06/33062758 - fax: 06/33062780 - posta elettro-
nica: mp.farallo@sanfilipponeri.roma.it.
IL DIRETTORE GENERALE - Dr. Domenico Alessio
Azienda “Complesso Ospedaliero San Filippo Neri”
Roma
BANDO DI GARA PER ESTRATTO
Questa Azienda ha indetto una Procedura di Gara Aperta per: Per la
fornitura “chiavi in mano” di apparecchiature elettomedicali occorrenti
all’Azienda Complesso Ospedaliero San Filippo Neri di Roma e relativo
servizio di manutenzione, ai sensi del D. Lgs. 163/2006. Importo com-
plessivo €. 704.100,00 IVA esclusa. C.I.G. (Codice Identificativo
lotto): Lotto n. 1 CIG: 3059294146 - n. 1 sistema per stabilometria sta-
tica e dinamica per ORL valore stimato IVA esclusa 15.000,00 EUR;
Lotto n. 2 CIG: 3059366CAD - n. 1 sistema per videonistagmografia,
n. 1 sedia rotatoria, n. 1 vibratore vestibolare, n. 1 otocalorimetro, n. 1
verticale soggettiva valore stimato IVA esclusa 57.100,00 EUR; Lotto
n. 3 CIG: 30594122A6 - n. 1 sistema per potenziali evocati uditivi, n. 1
sistema per emissioni otoacustiche, n. 1 audiometro clinico, n. 1 im-
pedenziometro clinico valore stimato IVA esclusa 42.000,00 EUR; Lotto
n. 4 CIG: 305947891B n. 1 cabina silente faradizzata per l’esecuzione
di esami audiometrici, campo libero ed esami ABR - valore stimato IVA
esclusa 10.000,00 EUR; Lotto n. 5 CIG: 30595368F8 - n. 1 neuronavi-
gatore valore stimato IVA esclusa 180.000,00 EUR; Lotto n. 6 CIG:
3059575927 - n. 1 microscopio operatorio per neurochirurgia valore
stimato IVA esclusa 180.000,00 EUR; Lotto n. 7 CIG: 30597319E3 - n.
1 microscopio operatorio per oculistica valore stimato IVA esclusa
120.000,00 EUR; Loto n. 8 CIG: 30597601D4 - n. 1 laser chirurgico -
valore stimato IVA esclusa 70.000,00 EUR; Lotto n. 9 CIG: 3059815F33
- n. 1 doppler transcranico valore stimato IVA esclusa 30.000,00 EUR;
Il bando integrale della presente gara è stato pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale dell’Unione Europea n. 2011/S 148-246218 e sarà pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana V Serie Speciale n. 104
del 05/09/2011. Le offerte contenenti la documentazione di cui al bando
integrale di gara pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Ita-
liana, formulata e recapitata secondo le modalità ivi indicate, dovranno
pervenire entro e non oltre le ore 12.00 (ora italiana) del giorno
03.10.2011 all’Ufficio Protocollo dell’Azienda Complesso Ospedaliero
San Filippo Neri, P.zza Santa Maria della Pietà, 5 - Padiglione 90 - 00135
Roma - ITALIA. Il Capitolato d’oneri e la documentazione complemen-
tare sono disponibili sul sito Aziendale: www.sanfilipponeri.roma.it.
Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Unità Operativa Ingegneria Cli-
nica dell‘Azienda Complesso Ospedaliero San Filippo Neri Piazza S.
Maria della Pietà n. 5. - 001135 Roma - telefono 06/33062758 - fax:
06/33062780 - posta elettronica: mp.farallo@sanfilipponeri.roma.it.
IL DIRETTORE GENERALE - Dr. Domenico Alessio
Ente Nazionale di Previdenza ed
Assistenza dei Veterinari
Roma, Via Castelfidardo, 41
Avviso di Appalto Aggiudicato
Si informa che il servizio di polizza assicurativa
sanitaria “Piano sanitario - base ed integrativo - iscritti,
pensionati, cancellati, dipendenti e rappresentanti
ministeriali dell’Ente Nazionale di Previdenza ed Assi-
stenza dei Veterinari”, di cui al bando pubblicato sulla
G.U.R.I. V serie speciale n. 53 del 06.05.2011, è stato
aggiudicato con procedura aperta alla Società Unisalute
con sede in Bologna, Via del Gomito 1, con il ribasso
del 6,10%. Aggiudicazione definitiva 19 luglio 2011.
Roma, 5 settembre 2011
Il Responsabile del Procedimento
Dott.ssa Eleonora De Santis
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
Avviso di aggiudicazione della gara aperta per l’affidamento del servizio di portierato e di supporto alle attività ausiliarie - CIG 24336539FA
Il Consiglio regionale del Veneto ha indetto una procedura di gara aperta, ai sensi del D.Lgs. n. 163/2006 “Codice dei contratti”, per l’affidamento
del servizio di portierato e di supporto alle attività ausiliarie - CPV 98341120-2, 98342000-2. La gara è stata aggiudicata con il criterio dell’offerta
economicamente più vantaggiosa, ai sensi dell’art. 83 del D.Lgs. 163/2006, e con decreto del dirigente regionale della Direzione amministra-
zione, bilancio e servizi n. 137 del 12 agosto 2011, è stata disposta l’aggiudicazione definitiva della procedura di gara per il servizio di portierato
e di supporto alle attività ausiliarie per il Consiglio regionale del Veneto alla società COLSER SERVIZI soc. Coop. R.L. con sede in Parma, Via
G Sonnino 35/A - 43126 PARMA, CF e P.IVA 00378740344.
Il responsabile del procedimento - Dott.ssa Paola Rappo
TRIBUNALE DI CAMERINO
ESTRATTO DEL DECRETO
nella procedura di concordato preventivo della INDUSTRIA ALIMENTARE MEDITERRA-
NEA SRL IN LIQUIDAZIONE con sede legale in Matelica (MC), Zona Industriale Cavalieri
in persona del legale rappresentante pro-tempore;
Il Tribunale di Camerino
letta la relazione informativa del Commissario Giudiziale;
con Decreto del 19-20 agosto 2011, dispone l’apertura del procedimento ex articolo 173
L. Fall. per la revoca dell’ammissione della s.r.l. “Industria Alimentare Mediterranea in
liquidazione” alla procedura di concordato preventivo.
Fissa, a tal fine, l’udienza in camera di consiglio dinanzi al Collegio per il giorno
20 settembre 2011 alle ore 9,30.
Fissa, inoltre, quale nuova data in cui dovrà tenersi l’adunanza dei creditori, il giorno
21 OTTOBRE 2011 ALLE ORE 10,00, presso il Tribunale di Camerino, alla presenza del
legale rappresentante della ricorrente e fissa il termine di 3 giorni prima dell’adunanza
dei creditori per il deposito a cura del Commissario Giudiziale della relazione particola-
reggiata sulla proposta di concordato.
Informazioni presso il Commissario Giudiziale, Dott, Ugo Maria Fantini, con studio
in Morrovalle (MC), Contrada Crocette, n. 12, Tel. e Fax 0733-222344; indirizzo
email: ugo.maria@tiscalinet.it., e presso i siti Internet www.tribunalecamerino.it -
www.asteimmobili.it - www.publicomonline.it - www.portaleaste.it (a cura di Asteimmo-
bili.it S.p.A. Tel. 075/5005080).
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
Avviso di aggiudicazione della gara aperta per l'affidamento del servizio di somministrazione di lavoro a tempo determinato - CIG 2110567EF8
Il Consiglio regionale del Veneto ha indetto una procedura di gara aperta, ai sensi del D.Lgs. n. 163/2006 “Codice dei contratti”, per l'affidamento
del servizio di somministrazione di lavoro a tempo determinato - CPV 79620000-6. La gara è stata aggiudicata con il criterio dell'offerta econo-
micamente più vantaggiosa, ai sensi dell’art. 83 del D.Lgs. 163/2006, e con decreto del Dirigente regionale della Direzione amministrazione,
bilancio e servizi n. 136 del 12 agosto 2011, è stata disposta l’aggiudicazione definitiva della procedura di gara per il servizio di somministrazione
di lavoro a tempo determinato alla società UMANA SPA con sede in Marghera - Venezia, Via Colombara 113 - 30176, CF 05391311007 e P.IVA
03171510278.
Il responsabile del procedimento - Dott.ssa Paola Rappo
CASSA DEPOSITI e PRESTITI spa
BUONI FRUTTIFERI POSTALI (BFP) E LIBRETTI DI RISPARMIO
Esemplificazione del tasso di rendimento
effettivo a scadenza al variare dell’inflazione
0 0,60 0,53
1,00 1,61 1,42
2,00 2,61 2,32
3,00 3,62 3,22
4,00 4,62 4,14
BFP A 18 MESI - SERIE D21
Mese Tasso effettivo lordo alla fine di ciascun semestre (%)
6 1,50
12 1,82
18 2,21
BFP INDICIZZATO A SCADENZA - SERIE X16
premio legato allʼandamento dellʼIndice azionario
EURO STOXX 50
durata massima: 5 anni dalla data di sottoscrizione
rendimento minimo annuo lordo a scadenza: 1,25%

Tassi nominali
annui lordi (%)
1 1,25
2 1,25
3 1,25
4 1,25
5 1,25
Tassi reali
annui lordi (%)
1 0,60
2 0,60
3 0,60
4 0,60
5 0,60
6 0,60
7 0,60
8 0,60
9 0,60
10 0,60
Esemplificazione per il calcolo
del premio a scadenza
Variazione Premio a scadenza
dell’Indice sul valore nominale
di riferimento (%) del buono (%)
0 0
20 10
40 20
BFP ORDINARIO VENTENNALE - SERIE B83
Tassi nominali annui lordi (%)
1 1,40 6 2,35 11 3,40 16 4,25
2 1,60 7 2,45 12 3,60 17 4,25
3 1,95 8 2,55 13 3,75 18 5,20
4 2,05 9 2,65 14 3,75 19 5,20
5 2,20 10 2,80 15 4,25 20 5,20
durata massima: 20 anni dalla data di sottoscrizione
BFP INDICIZZATO ALL’INFLAZIONE ITALIANA - SERIE J16
durata massima: 18 mesi dalla data di sottoscrizione
durata massima: 10 anni dalla data di sottoscrizione
capitale rivalutato sulla base dell’Indice nazionale dei prezzi
al consumo per famiglie di operai e impiegati (ISTAT FOI)

Tasso di
inflazione
medio (%)
Tasso di rendimento
effettivo a scadenza
lordo (%) netto (%)
V
I
I BFP sono garantiti dallo Stato italiano, esenti da spese e commissioni, disponibili presso tutti gli uffici postali. Sono rimborsabili in anticipo
con restituzione del capitale investito e, al termine del periodo di infruttiferità, anche degli interessi maturati e degli eventuali premi.
Con lʼemissione dei BFP di settembre 2011 non sono più sottoscrivibili i BFP delle serie J15 - X15 - P47 - B82 - D20 - Z01- M62
BFP DEDICATO AI MINORI - SERIE M63
intestabile solo ai minori da 0 a 16 anni e mezzo
scade al compimento del 18° anno di età
offre un capitale rivalutato in funzione dellʼetà del
minore al momento della sottoscrizione
“BFPPremia” - SERIE P48
2° settembre 2013 5,00 20 1,10 3,54
3° settembre 2014 3,50 10 1,10 3,82
4° settembre 2015 4,50 10 1,10 4,14
5° settembre 2016 5,50 10 1,10 4,47
6° settembre 2017 6,50 10 1,10 4,77
7° settembre 2018 7,50 10 1,10 5,06
Scadenze premi
anno
compiuto
periodo
Premio
eventuale
%
Variazione
dellʼIndice
%
Tasso effettivo
di rendimento lordo
min % max %
IV
IV
IV
IV
IV
IV
durata massima: 7 anni dalla data di sottoscrizione
premi al compimento del 2°, 3°, 4°, 5°, 6° e 7° anno, in funzione
dell'andamento dell'Indice azionario EURO STOXX 50

www.cassaddpp.it
EMISSIONE SETTEMBRE 2011: SERIE J16 - X16 - P48 - B83 - D21 - Z02 - M63 (G.U. n. 202 del 31/08/11)
BFP A 18 MESI PLUS - SERIE Z02
Mese Tasso effettivo lordo a scadenza (%)
18 2,50
durata massima: 18 mesi dalla data di sottoscrizione
Premio massimo: 20% del capitale investito
*
*
*
*
V
I
IV
* minore o uguale; maggiore o uguale
V
I
IV
Offerta Doppio Oro per lʼanno 2011: ai risparmiatori che nel corso del 2011
incrementeranno la giacenza media sul Libretto di oltre il 17,5% rispetto al
2010, verrà assegnata la classe di rendimento “Oro”, che per il 2012 prevede
una maggiorazione dello 0,50% rispetto alla classe di rendimento “Giallo”.
LIBRETTI DI RISPARMIO
Ordinari Giallo 0,90
Ordinari Oro ** 1,15
Ordinari 0,35
Giudiziari 1,25
Minori
Io cresco 1,55
Io conosco 1,55
Io capisco 1,55
Tassi di rendimentolordi (%) dal 01/05/11 (G.U. n. 99 del 30/04/11)
Libretti Nominativi
Libretti al Portatore
**
“AZIENDA OSPEDALIERA DEI COLLI” Monaldi-Cotugno-CTO
Via L. Bianchi 80131 - NAPOLI
ESTRATTO DI BANDO DI GARA
Quest’Azienda ha indetto pubblico incanto per l’appalto dei lavori di ristrutturazione, messa a norma e ammo-
dernamento dell’Ala posteriore destra dell’Ospedale Monaldi. Importo a base d’asta: € 5.122.738,75 oltre
€ 63.482,00 quali oneri per la sicurezza. Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa ai
sensi dell’art. 120 D.P.R. 05/10/2010 n. 207. Termine di presentazione delle offerte: 24/10/2011. Il bando inte-
grale e i documenti di gara sono scaricabili dal sito aziendale www.aziendadeicolli.it. (sezione Monaldi). Data
di invio alla C.E.E.: 01/09/2011.
IL DIRETTORE GENERALE - Dott. Antonio GIORDANO
AUTORITA’ PORTUALE DI TRIESTE
Servizio Gare e Contratti
Via Karl Ludwig von Bruck, 3 - 34143 Trieste
tel. 040.6731 - fax 040.6732406
E-mail: protocollo@porto.trieste.it
sito Internet: www.porto.trieste.it
AVVISO DI GARA D’APPALTO
PROCEDURA APERTA
Lavori di realizzazione dei sistemi di controllo ac-
cessi alle aree portuali del Porto di Trieste. Progetto
A.P.T. n. 1601/B. 1° lotto / 2° stralcio. Opere comple-
mentari al controllo accessi del Punto Franco Nuovo:
varchi 1 e 4. Importo lavori a base d’appalto, al netto
di I.V.A.: € 999.379,47 di cui € 975.833,27 per lavori
a corpo ed € 23.546,20 (non soggetti a ribasso) di
oneri per l’attuazione dei piani di sicurezza. Categoria
SOA prevalente: OG11 Impianti elettrici e opere edili
di assistenza - cls. II (subappaltabile 30%); categorie
SOA scorporabili: OG3 Opere stradali - cls. I (subap-
paltabile); OG1 Opere edili - cls. I (subappaltabile). Ter-
mine ultimo per la ricezione delle offerte assieme alla
documentazione richiesta nel disciplinare di gara: ore
12,00 del giorno 10 ottobre 2011. Il bando integrale
viene pubblicato su: Foglio Inserzioni della G.U.R.I.,
Albo dell’A.P.T., siti informatici del Ministero delle in-
frastrutture e presso l’Osservatorio. Lo stesso è visibile,
assieme al Disciplinare di gara, sul sito Internet A.P.T.
di cui sopra - sezione “Avvisi e bandi di gara”.
Trieste, 02 settembre 2011
AUTORITÀ PORTUALE DI TRIESTE
Il Segretario Generale f.f.: Walter Sinigaglia
ESTRATTO DELLA SOLLECITAZIONE
ALLA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE
In virtù dell’incarico ricevuto da Società Autostrada Tirrenica p.A. (“SAT”),
Roland Berger Strategy Consultants S.r.l. (“Advisor”) intende avviare le
procedure competitive descritte nella tabella sottostante, dove, per ciascuna
autonoma procedura competitiva, si riporta: (i) il numero di lotto identificativo
della procedura competitiva, (ii) l’area di servizio nella quale il servizio
oggetto di affidamento dovrà essere svolto, (iii) la tipologia di servizio oggetto
di affidamento e (iv) la scadenza dell’affidamento.
Lotto Area di servizio
Tipologia di
servizio
Scadenza
dell'affidamento
342 Fine Est - A12 – Km 200.100 Servizio Ristoro 31.12.2013
343 Savalano Ovest – A12 – Km 196.100 Servizio Ristoro 31.12.2013
I soggetti interessati a partecipare a una o più delle suddette procedure
competitive potranno ottenere, a far data dal giorno 7 settembre 2011, copia
integrale della sollecitazione alla domanda di partecipazione contenente le
modalità di partecipazione e di svolgimento delle procedure competitive
consultando il sito internet www.rbadvisory.com o contattando direttamente
l’Advisor all’indirizzo e-mail info@pec.rbadvisory.com. Le domande di
partecipazione dovranno essere ricevute dall’Advisor, all’indirizzo di via A.
Salandra 18 - 00187 Roma, entro e non oltre le ore 17.30 del giorno 28
settembre 2011. La pubblicazione del presente estratto della sollecitazione
alla domanda di partecipazione non comporta per SAT e/o l’Advisor alcun
obbligo nei confronti dei soggetti interessati né per questi ultimi un diritto a
qualsivoglia prestazione e/o indennizzo da parte delle società a qualsiasi
titolo.
REGIONE SICILIANA
AZIENDA SANITARIA
PROVINCIALE
DI SIRACUSA
Estratto avviso bando di gara
Si rende noto che è stata indet-
ta gara a procedura aperta in
Unione di acquisto fra tutte le
AA.SS.PP. della Regione, per
la fornitura, per anni tre, del
vaccino anti papilloma virus
(HPV). Il bando è stato inviato per
la pubblicazione sulla G.U.U.E.
il 24/08/2011, l’avviso del ban-
do sulla G.U.R.S. il 02/09/2011
e pubblicato sul web aziendale
www.asp.sr.it ove sono disponibili
i documenti di gara.
IL DIRETTORE GENERALE
Dott. Franco Maniscalco
Ai sottoscrittori del Fondo chiuso di investimento immobiliare “FIP – Fondo Immobili Pubblici”,
riservato ad investitori qualificati
Si informa che:
- Il Rendiconto di gestione al 30 giugno 2011 del Fondo “FIP – Fondo Immobili Pubblici” è stato approvato dal
CdA della Investire Immobiliare SGR S.p.A. in data 29 agosto 2011 e messo a disposizione dei sottoscrittori
presso la sede della SGR e della Banca Depositaria.
- Il valore della quota del Fondo al 30 giugno 2011 è pari ad € 142.957,073.
- A seguito dell’approvazione del Rendiconto, nell’interesse dei partecipanti e in conformità a quanto stabilito dal
Regolamento di gestione, la Investire Immobiliare SGR S.p.A. distribuisce ai partecipanti del Fondo “FIP -
Fondo Immobili Pubblici” l’importo di € 64.133.900 a titolo di proventi, corrispondenti a € 4.825 per quota, al
lordo della ritenuta fiscale eventualmente applicabile, e l’importo di € 17.266.308 a titolo di rimborso capita-
le, corrispondenti a € 1.299 per quota.
- Il pagamento avrà luogo a far data dal 12 settembre 2011. Si invitano i sottoscrittori a presentare la propria
richiesta di pagamento alla Investire Immobiliare SGR S.p.A. secondo le modalità pubblicate nel sito internet
www.fondoimmobilipubblici.com
COMUNICATO
Investire Immobiliare SGR S.p.A. - Gruppo Banca Finnat Euramerica
Soggetta all’attività di direzione e coordinamento di Banca Finnat Euramerica S.p.A.
Sede legale Palazzo Altieri Piazza del Gesù, 49 - 00186 - Roma – Uffici Piazza del Gesù, 48 - 00186 - Roma - Tel. +39 06 69629.1 Fax +39 06 69629.212
Iscritta all’Albo matricola n. 144 - Cap. soc. Euro 8.600.000 i.v. - R.E.A. 998178 - C. F., n. Iscr. Registro Imprese di Roma e P. Iva 06931761008
www.fondoimmobilipubblici.com
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Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
Private equity
MILANO — Dopo Blackstone e Kkr,
un altro colosso del private equity, si
prepara allo sbarco a Wall Street. Il
Carlyle group ha presentato ieri alla
Sec i documenti necessari all’Ipo al
New York Stock exchange.
Nonostante la volatilità dei mercati,
Carlyle è convinta della sua scelta;
secondo il Wall Street Journal online,
i vertici del fondo Usa lavorano da
mesi all’offerta e i due cofondatori,
David Rubenstein e William Conway,
hanno già avuto contatti con gli
investitori per presentare
l’operazione. Un’operazione da 100
milioni di dollari (valore che può
subire cambiamenti anche perché la
società non ha indicato il numero di
azioni che intende vendere né il range
di prezzo) che dovrebbe sbarcare in
Borsa nella prima metà del 2012 (nella
speranza di mercati più «accoglienti»).
E le risorse raccolte saranno usate per
ripagare il debito e più in generale per
«obiettivi corporate». A gestire
l’offerta sono JPMorgan, Citigroup e
Credit Suisse. Il superfondo,
storicamente noto (e criticato) per i
rapporti stretti con Washington (vi
hanno lavorato anche George Bush
padre e figlio) gestisce attività per 153
miliardi di dollari ed è praticamente
dappertutto. La sua presenza in Cina
ha sbaragliato la concorrenza,
fornitore di armamenti per il
Pentagono e uno dei primi dettaglianti
dell’aeronautica americana (grazie alle
tre filiali, United Defense, Vought
Aircraft e Aerostructures Corporation)
negli Stati Uniti controlla dalle
ciambelle di Dunkin’ Brands alla
salute e bellezza di Alliance Boots, ai
semiconduttori di Freescale. Opera in
Africa, Asia, Australia, Medio Oriente,
Nord e Sud America, Europa, con
partecipazioni in oltre 200 società. In
Italia, sotto la guida di Marco De
Benedetti, Carlyle controlla tra gli altri
Moncler. Secondo il quotidiano
americano, a un certo punto i vertici
di Carlyle «assumeranno» un ceo di
«alto profilo» che possa governare il
gruppo dopo l’Ipo. Il trio che al
momento lo gestisce, Rubenstein,
Conway e D’Aniello, viaggia oltre i 60
anni di età. Le prime riflessioni sulla
Borsa sono cominciate nel 2007 ma la
crisi dei mercati ha fatto fare un passo
indietro alla società. Con l’Ipo il
gruppo spera anche di ridurre il gap
con la concorrenza, in particolare con
Blackstone che nell’ultimo anno ha
visto crescere i suoi asset del 43%.
Antonia Jacchia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Carlyle sfida la bufera
Pronto l’ingresso in Borsa
Il fondo americano
La Banca centrale fissa un tetto: 1,20 sull’euro. La valuta cade dell’8,5%
Economia
CONTRATTO FS
PER TUTTI,
BLITZ DELLA LEGA
La lente
MILANO — Nessuno proba-
bilmente l’avrebbe mai detto,
ma da ieri anche il franco sviz-
zero si è aggiunto alla lista de-
gli investimenti «caduti» nella
tempesta dei mercati finanzia-
ri. La Banca nazionale svizzera
ha promesso di intervenire con
acquisti illimitati di valuta este-
ra per tenere il cambio eu-
ro/franco al di sopra di quota
1,20. L’altro ieri bastava un
franco e 11 centesimi per com-
prare un euro, ieri invece, do-
po l’annuncio dell’istituto con
sede a Zurigo, la valuta elvetica
ha perso in pochi minuti l’8,5%
arrivando a 1,20.
La Banca centrale svizzera si
è dichiarata pronta a interveni-
re «con la massima determina-
zione» per impedire un eccessi-
vo apprezzamento della valuta
nazionale, citando rischi di de-
flazione legati a un’ipervaluta-
zione del franco. Secondo l’Au-
thority elvetica un’«estrema
ipervalutazione» del franco
svizzero «rappresenta — si leg-
ge in un comunicato —una mi-
naccia grave per l’economia
del Paese». A cominciare dalle
esportazioni. La Banca centrale
«non tollererà più un corso in-
feriore a 1,20 franchi per un eu-
ro sul mercato dei cambi» e di-
fenderà questa soglia «con tut-
ta la determinazione richiesta
ed è pronta ad acquistare valu-
te in quantità illimitata».
Ma non basta. Zurigo ha
spiegato di mirare a un indebo-
limento sostanziale e sostenu-
to del franco svizzero. Se le pro-
spettive economiche e i rischi
di deflazione lo richiederanno,
«saranno adottate misure sup-
plementari».
Per la valuta elvetica si è co-
sì interrotta la lunga corsa che
l’ha portata dagli oltre 1,50
franchi per un euro di due anni
fa fino ai valori record dei gior-
ni scorsi, con la parità addirit-
tura sfiorata ad agosto. Stando
alla chiusura di ieri, chi ha com-
prato franchi svizzeri a settem-
bre 2009 (o anche pochi mesi
fa) ha quindi fatto comunque
un affare, chi ha acquistato nel-
le scorse settimane invece no.
Entusiastiche le reazioni al
«tetto valutario» in Svizzera,
più «fredde» quelle in Eurolan-
dia. La Borsa di Zurigo, in una
giornata negativa per i listini
internazionali, è volata del
4,3%. E il ministro elvetico del-
l’economia Johann Schnei-
der-Ammann, citato dalla Ra-
dio svizzera italiana, si è detto
«molto felice che si sia osato
compiere questo passo». Intan-
to l’oro, bene rifugio ancora
senza freni a differenza del fran-
co, ieri ha toccato il nuovo re-
cord di 1921 dollari l’oncia.
A Francoforte «il consiglio
della Bce è stato informato»
dall’Authority elvetica, si legge
in una nota dell’Eurotower, «e
prende atto della decisione che
è stata presa dalla banca centra-
le svizzera sotto la propria re-
sponsabilità». In agosto il presi-
dente della Bce Jean-Claude Tri-
chet si era espresso contro in-
terventi sul mercato valutario
di singoli Paesi, mentre si era
detto a favore di mosse concer-
tate. Toni simili a Bruxelles:
«La Commissione europea
prende atto della decisione del-
la Banca nazionale svizzera,
presa sotto sua esclusiva re-
sponsabilità», ha detto il porta-
voce del Commissario europeo
per gli affari economici e finan-
ziari Olli Rehn.
Giovanni Stringa
gstringa@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
È
stata inserita all’ultimo
momento nella
manovra la norma che
obbliga tutte le imprese
ferroviarie operanti nel
territorio italiano sul
trasporto merci e persone
ad applicare il contratto
delle Ferrovie dello Stato, al
momento in attesa di
rinnovo. A evidenziare il
blitz, messo a punto dai
senatori leghisti, è il Forum
del Trasporto ferroviario
(composto da Ntv,
l’azienda ferroviaria
privata presieduta da Luca
Cordero di Montezemolo,
Arriva DB, Arenaways,
Assoferr e FerCargo) ma
anche Confetra, la
Confederazione dei
trasporti e della logistica.
Secondo i denuncianti, la
maggioranza ha inserito un
articolo che ha «l'evidente
obiettivo di ostacolarne
ulteriormente la
liberalizzazione, a esclusivo
beneficio dell'ex
monopolista statale».
Questo perché il
provvedimento, «irrompe a
gamba tesa nelle trattative
in corso tra sindacati e
imprese ferroviarie,
mettendo a rischio la
ricerca di una reale
condivisione sul contratto
unico di settore
(mobilità)». Per Confetra si
finirebbe per «allineare il
costo del personale su
valori insostenibili,
rallentando qualsiasi
processo di
liberalizzazione». Il Forum
inoltre fa notare come la
norma, «manifestamente
incostituzionale», abbia del
«paradossale» visto che la
manovra introduce norme
che valorizzano i contratti
aziendali e territoriali.
A. Bac.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ha attività per 153 miliardi
di dollari e partecipazioni in
oltre 200 società. In Italia
tra gli altri controlla Moncler
La Svizzera svaluta il super franco
Indici delle Borse Cambi FTSE MIB La settimana Impregilo La settimana
FTSE MIB 14.049,71 -1,98%
FTSE It.All Share 14.921,22 -1,84%
FTSE It.Star 9.337,81 -2,07%
Dow Jones 11.139,30 -0,90%
Nasdaq 2.473,83 -0,26%
Londra 5.156,84 1,06%
Francoforte 5.193,97 -1,00%
Parigi (Cac40) 2.965,64 -1,13%
Hong Kong 19.710,50 0,48%
Tokio (Nikkei) 8.590,57 -2,21%
1 euro 1,4099 dollari -0,19%
1 euro 109,0900 yen 0,48%
1 euro 0,8771 sterline 0,22%
1 euro 1,2036 fr. sv. 8,32%
1 euro 9,0888 cor.sve. -0,09%
S&P 500 1.165,24 -0,74% Madrid 7.936,40 -1,61% 1 euro 1,3992 dol.can. 0,17%
Titoli di Stato
Btp 01-01/11/11 1,900% 99,81 2,94
Btp 09-01/07/12 2,500% 99,48 2,84
Btp 10-15/12/12 2,000% 97,73 3,59
Btp 02-01/02/13 4,750% 101,00 3,43
Btp 08-15/12/13 3,750% 98,90 3,81
Btp 10-01/11/13 2,250% 95,93 3,99
Btp 11-01/04/14 3,000% 96,64 4,03
Btp 04-01/02/15 4,250% 99,22 3,99
Btp 10-15/04/15 0,742% 94,67 4,28
Btp 06-15/09/17 2,100% 88,90 5,95
Btp 96-01/11/26 7,250% 107,44 5,68
Btp 11-15/09/26 3,100% 82,13 6,69
Btp 05-01/02/37 4,000% 71,23 5,72
Btp 07-01/08/39 5,000% 81,01 5,83
Cct 07-01/12/14 0,980% 92,51 4,71
Cct 08-01/09/15 1,220% 89,94 5,03
Cct 09-01/07/16 1,140% 88,00 5,01
Ctz 10-31/12/12 - 95,61 3,46
Titolo Ced. Quot. Rend. eff.
06-09 netto %
Titolo Ced. Quot. Rend. eff.
06-09 netto %
La Banca nazionale svizzera
La guerra delle monete La reazione elvetica dopo una rivalutazione fino al 33% in due anni. L’oro sale a nuovi massimi
45
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
TRIBUNALE DI MESSINA - SEZ. FALLIMENTARE
Fallimento della Società a r.l. BAZIA GARDENS - N. 15/94 R.G.F..
Il Cancelliere
rende noto che il giorno 10 ottobre 2011, alle ore 12,00, nel Tribunale
di Messina, avanti al dott. Liborio Fazzi, Giudice Delegato al suddetto
fallimento, si terrà una gara per l’aggiudicazione della gestione annuale
del porto turistico di Portorosa (Comune di Furnari - ME): l’aggiudica-
zione riguarda le c.d. “aree private” della struttura portuale, come tali
dovendosi intendere l’intero porto escluso il canale di accesso dal mare
fino alla linea ideale di prolungamento di via Camparia che attraversa
il canale stesso nel suo punto più stretto, evidenziata nella planimetria
allegata al verbale di rilascio del 24 maggio 2010 (agli atti della proce-
dura); qualora la Curatela acquisisse la disponibilità anche della parte
demaniale e/o demanializzata del porto, l’aggiudicatario avrà diritto di
prelazione nell’affidamento della sua gestione ad un corrispettivo la cui
misura verrà concordata fra la Curatela e l’aggiudicatario. Prezzo base
d’asta € 450.000,00 (euro quattrocentocinquantamila/00) per l’intero
periodo (anno). Le altre condizioni dell’aggiudicazione fanno parte del
bando di gara. Le offerte devono essere presentate, nella forma di pro-
posta irrevocabile, in busta chiusa ed anonima presso la cancelleria del
Tribunale Fallimentare entro e non oltre le ore 12.00 del giorno
07.10.2011, in carta legale da € 14,62. A pena di inefficacia, all’offerta
deve essere allegato un assegno circolare non trasferibile intestato a
«Tribunale di Messina - Curatela fallimento n. 15/94 R.G.F.», di importo
pari al 25% del prezzo proposto. L’aggiudicatario deve essere in pos-
sesso di tutte le prescritte autorizzazioni di legge. Sulla più alta offerta
pervenuta si procederà a gara, col prezzo minimo in aumento di
€ 10.000,00. Il prezzo di aggiudicazione dovrà essere depositato, de-
tratta la cauzione già versata, nel conto corrente intestato al fallimento
alla stipula del contratto di affidamento. In alternativa sarà possibile ver-
sare immediatamente la metà del prezzo e fornire una fideiussione a
prima richiesta, emessa da primaria società di assicurazione o istituto
di credito, per il pagamento della restante parte alla data del 31 marzo
2012. Tutti gli oneri fiscali sono a carico dell’aggiudicatario. Per informa-
zioni rivolgersi al Curatore: prof. avv. Massimo Basile, tel. 090/719851,
o alla Cancelleria Fallimentare.
Messina, 29.07.2011
Avviso di gara d’appalto - procedura aperta ai sensi degli artt. 3 e 55 del D.Lgs.
12/04/2006, n. 163. Ente appaltante: Regione del Veneto - Giunta Regionale,
Dorsoduro n. 3901 - Venezia - tel. 041/2791514, fax 041/2791562, sito web:
www.regione.veneto.it Oggetto: Affidamento del servizio operativo di supporto
alla gestione ordinaria dell’Archivio Generale della Giunta Regionale - Codice
Identificativo Gara: 3178276C50. Importo massimo dell’appalto: € 189.535,00
(euro centottantanovemila cinquecentotrentacinque/00) IVA esclusa. Criterio di
aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa. Luogo e termine di
ricezione delle offerte: a pena di esclusione di gara, l’offerta dovrà pervenire
entro le ore 12:00 del giorno 11/10/2011, al seguente indirizzo: REGIONE DEL
VENETO - GIUNTA REGIONALE, Direzione Affari Generali, Dorsoduro
3494/A - 30123 Venezia, Responsabile del procedimento: Giancarlo Boa-
retto. Il testo integrale del bando viene pubblicato sulla G.U.U.E., sulla G.U.R.I.
ed è disponibile unitamente al capitolato d’oneri e al disciplinare di gara nel sito
della Regione Veneto: www.regione.veneto.it.
Direzione Affari Generali Il Dirigente Regionale - Giancarlo Boaretto
DIREZIONE CONTROLLI E GOVERNO SSR
AVVISO RELATIVO AD APPALTO AGGIUDICATO
Oggetto appalto: Fornitura di Ausili per incontinenti ad uso ospedaliero in fabbisogno
alle Aziende Sanitarie della Regione Veneto; Numero di gara: 600982; Data di aggiudi-
cazione dell’appalto: 29/07/2011; Numero di offerte ricevute: 7; Nome dell’operatore
economico aggiudicatario: LOTTI 1 - 4: Ditta Santex S.p.A.; LOTTI 2 - 3 - 7: Ditta
Artsana S.p.A.; LOTTI 5 - 6: Ditta Fater S.p.A.; Valore finale totale dell’appalto:
€ 4.839.253,1014= IVA esclusa (al 20%); L’avviso di esito integrale è stato inviato
alla G.U.U.E. il 30/08/2011. Il Responsabile Unico del Procedimento Dirigente Regio-
nale Direzione Controlli e Governo SSR Dott. Francesco Dotta
ESTRATTO BANDO DI GARA CIG: 31534938BD
si rende noto che l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento (APSS) ha indetto una
procedura aperta per l’affidamento dell’appalto del SERVIZIO DI RISTORAZIONE PRESSO ALCU
NE STRUTTURE DELL’AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI SANITARI, SITE IN TRENTO, della dura
ta di cinque anni, prorogabili discrezionalmente due volte per un anno, per un importo com
plessivo presunto di € 52.512.285,00 = IVA esclusa, di cui € 12.285,00 = fissi per oneri della
sicurezza (cioè € 7.501.755,00 = annui moltiplicati per sette anni complessivi, eventuali proro
ghe comprese). L’aggiudicazione avverrà con il criterio di cui all’art. 83 del D.Lgs. 163/2006,
ossia in favore del concorrente che avrà presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa.
I soggetti interessati a partecipare alla suddetta procedura di gara dovranno presentare il plico
contenente l’offerta e le documentazioni richieste all’Ufficio Protocollo dell’Azienda
Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento, Via Degasperi 79, 38123 Trento, entro le ore 12,00
del giorno 28.10.2011, termine perentorio. La documentazione di gara è reperibile sul sito
Internet www.apss.tn.it, sezione “gare ed appalti”. Per ulteriori informazioni rivolgersi
all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari Servizio Procedure di Gara e Contratti, tel. 0461
/ 904194 fax 0461 / 904016, oppure via email all’indirizzo servizio.gare@pec.apss.tn.it.
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO PROCEDURE DI GARA E CONTRATTI dott. Luciano Bocchi
Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari
Provincia Autonoma di Trento - Via Degasperi n. 79 - 38123 Trento
Piazzale degli Archivi, n. 34-36 - 00144 Roma
AVVISO PUBBLICO PER L’INDIVIDUAZIONE DI
PROFESSIONISTI ESTERNI
La Società Risorse R.P.R. S.p.A. rende noto che ha avviato una proce-
dura per la individuazione di professionisti esterni specializzati nel set-
tore della pianificazione urbanistica e trasformazione urbana.
E’ possibile reperire sul sito www.risorse-spa.it tutte le informazioni
inerenti la modalità di partecipazione ed i requisiti di idoneità dei
partecipanti.
Le richieste di partecipazione dovranno pervenire presso la sede della
società entro il giorno 19/09/2011 alle ore 14.00.
L’ Amministratore Delegato
MINISTERO DELLA DIFESA
CENTRO GESTIONE SCORTE NAVALI
Viale S. Bartolomeo n. 400 - 19126 LA SPEZIA
Ufficio Contratti
Avviso di procedura ristretta accelerata
Il Centro Gestione Scorte Navali della M.M.
di La Spezia indirà una gara, denominata gara
n. 04/11 con il sistema della procedura ristretta
accelerata in ambito U.E. per la fornitura a quan-
tità determinata di pitture e diluenti omologati
specifiche MM varie, con aggiudicazione ai
sensi dell’art. 82 del D.Lgs 12/04/2006 n. 163.
La gara sarà effettuata secondo le procedure di
cui al D.Lgs. 12/04/2006, n. 163. Le ditte inte-
ressate dovranno far pervenire, all’indirizzo
sopra citato ed entro il 20.09.2011, apposita do-
manda di partecipazione corredata dalla docu-
mentazione prescritta nel bando di gara inviato
per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana in data 04.08.2011. Il bando
di gara è stato pubblicato in data 03.08.2011
sulla Gazzetta Ufficiale della U.E.. Consultando
il sito http://www.marina.difesa.it/ è possibile
prendere visione del bando di gara e delle
relative specifiche tecniche oppure presso
l’Ufficio Contratti di Maricegesco possono es-
sere richieste informazioni sulle modalità di
compilazione della domanda di partecipazione.
- Fax. 0187787527 tel. 0187787487 - Non si
effettua servizio fax.
IL CAPO SERVIZIO AMMINISTRATIVO
C.F. Giovanni DI GUARDO
Programma integrato di rigenerazione urbana dell’area tra aeroporto e porto
detta - per brevità - Sciaia:
Avviso pubblico per la manifestazione d’interesse (Estratto)
L’Amministrazione comunale di Brindisi intende procedere ad una azione integrata di rigenerazione
urbana relativa all’area tra aeroporto e porto, comprendente tra l’altro il porto turistico, il Castello
Alfonsino e la Sciaia.
Tale azione si svolge sulla base del Programma “Supporti strumentali all’incentivazione delle forme
innovative di partenariato pubblico-privato nei processi di trasformazione urbana sostenibile” del
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Direzione Generale per lo sviluppo del territorio, la
programmazione ed i progetti internazionali, con cui è stata conclusa apposita Convenzione.
A tale scopo, l’Amministrazione comunale:
1. pone una ipotesi di Master plan dell’area a disposizione della città, degli stakeholder e di poten-
ziali investitori - presso l’Albo Pretorio online alla voce Delibera di Giunta n. 346 del 9/8/2011:
http://89.97.223.113:8081/gesti oneal bo/i ndex.php?opti on=com_chronocontact&
chronoformname=atto_10_mostra&valore=4769&Itemid=5.
2. invita pubblicamente a manifestare il proprio interesse, inclusi commenti e proposte, con
particolare riguardo ai seguenti soggetti:
• Proprietario, concessionario o utilizzatore di terreno o immobile posto nell’area
• Operatore economico dell’area
• Operatore economico in grado di offrire servizi all’area e/o complementari ed accessori alla sua
riqualificazione
• Potenziale investitore nell’area
• Rappresentante di banca, fondo d’investimento o ente creditizio
• Membro di Università, ente di ricerca, scuola o istituto di formazione professionale, anche
nell’ambito paesaggistico e naturalistico
• Rappresentante di una associazione di cittadini interessata al processo ed ai risultati della
rigenerazione
3. individua l’Ufficio di scopo come interlocutore di tali manifestazioni, da esprimersi secondo il
modulo predisposto disponibile sul sito sito internet del Comune (www.comune.brindisi.it).
I moduli compilati, inclusa la fotocopia di un documento d’identità, dovranno pervenire entro il
20 settembre 2011 (ore 12.00) all’Ufficio Protocollo del Comune.
Brindisi, 07 settembre 2011
Arch. Fabio Lacinio - Responsabile unico del procedimento
Comune di Brindisi
Servizio Programmi
Innovativi per la Sostenibilità
Urbana
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
DIPARTIMENTO PER LE
INFRASTRUTTURE, GLI AFFARI
GENERALI ED IL PERSONALE
Direzione Generale per lo sviluppo del territorio,
la programmazione ed i progetti internazionali
ISMA - ISTITUTI DI S. MARIA IN AQUIRO
Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza
Sono disponibili per la locazione ad uso abitativo, ai sensi dell’art. 2, comma 1, della legge
n. 431/1998, le seguenti unità immobiliari di proprietà dell’IPAB I.S.M.A. - Istituti di S. Maria
in Aquiro:
1. Unità immobiliare sita in Roma, Piazza Navona 43, int. 3
2. Unità immobiliare sita in Roma, Via del Seminario 104, int. 3/4
3. Unità immobiliare sita in Roma, Via Vittorio Fiorini n. 13 int. 3
4. Unità immobiliare sita in Roma, Via Vittorio Fiorini n. 13 int. 15
5. Unità immobiliare sita in Roma, Via Vittorio Fiorini n. 15 int. 6
6. Unità immobiliare sita in Roma, Via Vittorio Fiorini n. 15 int. 17
7. Posto moto contraddistinto dal n. M/1 presso la rimessa condominiale dello stabile di proprietà
dell’Isma sito in Roma, Via Vittorio Fiorini n. 15.
Per i dettagli relativi alle modalità di assegnazione delle unità immobiliari in disponibilità, ai criteri
di selezione e alla successiva stipula del contratto di locazione si rinvia alla lettura degli Avvisi di
disponibilità delle unità immobiliari e del Regolamento per l’assegnazione in locazione degli
immobili di proprietà degli Isma pubblicati sul sito web dell’Ente www.isma.roma.it - sezione
“Avvisi di disponibilità”.
IL SEGRETARIO GENERALE - Avv. Maria Capozza
Provincia di Reggio Calabria
Stazione Unica Appaltante Provinciale
AVVISO DI GARA INFRUTTUOSA
OGGETTO: Appalto di progettazione esecutiva,
previa acquisizione della progettazione defini-
tiva in sede di offerta, ed esecuzione “chiavi in
mano” di un Istituto scolastico da destinare a
sede del nuovo Istituto Professionale Alber-
ghiero (IPSSAR), con annesso convitto, nel
Comune di Locri (RC). CIG: 048695799E.
C.U.P.: B19H08000320002; Importo comples-
sivo dell’appalto: € 5.740.000,00, oltre IVA, di
cui €.5.500.000,00 per lavori a base d’appalto,
€ 90.000,00 per oneri di sicurezza non sog-
getti a ribasso ed €.150.000,00 per progetta-
zione esecutiva e servizi a base d’appalto;
Categoria prevalente: OG1 - €. 3.446.149,84 -
class. IV.; Categoria scorporabile e subappal-
tabile: OG11 - €. 1.950.636,34 - class VI; Ult.
categorie: 0S24 e OS31; Criterio di aggiudica-
zione: offerta economicamente più vantag-
giosa ai sensi dell’art. 83 del D.Lgs 163/2006;
Imprese partecipanti: n. 10 - Imprese escluse:
n. 7 - Imprese non ammesse all’apertura del-
l’offerta economica: n. 3; Con determina n.
2615 Reg. Gen del 25/08/2011 la procedura di
gara è stata dichiarata infruttuosa. Pubblica-
zione bando di gara: Albo Pretorio dell’Ente il
26/11/2010. Organo Competente per le proce-
dure di ricorso: T.A.R. Calabria - Sez. di R.C..
Il Dirigente - Mariagrazia Blefari
COMUNE DI FONTANELLA
(Provincia di Bergamo)
Avviso esito di gara
Ente appaltante: COMUNE DI
FONTANELLA. Oggetto appalto:
servizio di refezione scolastica
anni 2011/12 - 2012/13 - 2013/14;
Aggiudicatario: S.I.R. SISTEMI
ITALIANI RISTORAZIONE Srl.
Data di spedizione alla G.U.C.E:
26/08/2011.
Il Segretario Comunale/Direttore:
Crescenza Gaudiuso
46
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
Prima dell’annuncio di un default
c’è sempre un fine settimana, un lun-
go «weekend del crac» in cui l’irrepa-
rabile e le angosce vengono al petti-
ne. È stato così per il fallimento della
Parmalat nel 2003. È stato così con la
bancarotta di Lehman Brothers il 15
settembre del 2008. Il lunedì nero,
brutalmente, sembra essere solo l’uf-
ficializzazione sui mercati di ciò che
molti sapevano e nessuno osava di-
re. E l’Argentina non ha fatto eccezio-
ne: il lungo weekend del crac fu quel-
lo del 23 dicembre 2001, quasi dieci
anni fa. Nemmeno il Natale alle por-
te potè fare nulla per allontanare il
destino del Paese o, forse, fu usato
apposta per sacrileghi fini mediatici:
quella domenica il nuovo presidente
peronista Rodriguez Saá salì alla Ca-
sa Rosada per il mandato più breve
della storia, 7 giorni, se non fosse
per quello del suo predecessore,
Ramòn Puerta (3 giorni), e del suo
successore Eduardo Camaño che —
vero record mondiale — governò so-
lo l’1 e il 2 gennaio 2002.
Nemmeno il tempo di giurare e
Saá dichiarò che l’Argentina non
avrebbe pagato il proprio debito este-
ro da 100 miliardi di dollari, una
mossa chiesta dalla piazza inferocita
e consumata dalla crisi: il bilancio di
Buenos Aires era ufficialmente in
bancarotta e gli italiani che ne dete-
nevano il 10% furono travolti.
Il coraggio al neopresidente filtrò
probabilmente dalla paura: nelle 48
ore precedenti un’Argentina che non
aveva ancora dimenticato l’oscuranti-
smo sanguinoso della dittatura mili-
tare di Videla si era riversata sulla
piazza simbolo della storia del Paese,
Plaza de Mayo, al grido «Que se va-
ya», vada via, rivolto a Puerta. Bollet-
tino di guerra: 22 morti e 500 feriti
negli scontri. Puerta era l’uomo-tap-
po che l’establishment argentino ave-
va tentato di mettere al posto di Fer-
nando de la Rùa. Le crisi — nel 2001
non c’era Twitter — arrivano al-
l’esterno semplificate per immagini.
E una di queste è sicuramente la foto-
grafia di de la Rùa costretto a fuggire
dalla Casa Rosada in elicottero per
scampare a un possibile linciaggio
della folla. Le altre fanno parte del-
l’immaginario collettivo: le file dei
correntisti esasperati davanti alle
banche chiuse dopo il corralito, cioè
l’insieme di manovre con cui il gover-
no di Eduardo Duhalde bloccò i con-
ti in dollari dichiarando la fine del
cambio fisso peso-dollaro america-
no. I cacerolasos prima della crisi —
gli assordanti manifestanti che usa-
vano vecchie pentole per arrivare nel-
le stanze del potere e che ricordano
gli attuali Indignados — e i cartone-
ros dopo, la ex classe media che al
netto della retorica della maxi-ripre-
sa del Pil finì in miseria tra i cartoni
per non uscirne più. Ancora oggi li si
può incontrare lungo l’Avenida 9 de
julio che collega la piazza del Con-
gresso con la residenza presidenzia-
le. Unica giustizia che hanno ottenu-
to: non essere allontanati dal centro
e dalle coscienze dei politici. Le im-
magini potrebbero
continuare: i sac-
cheggi del centro di
Buenos Aires, lo sta-
to d’assedio. Il bellis-
simo e aristocratico
quartiere della Reco-
leta con i cartelli
vendesi sulle fine-
stre sbarrate: nel
2002 100 metri qua-
drati venivano offer-
ti anche ai turisti
per 100 mila dollari,
un prezzo già rad-
doppiato nel 2003.
L’ unica cosa che
non si è mai ferma-
to è stato lo spetta-
col o di t ango al
Viejo Almacen.
Il default, certo, ha aiutato la ma-
croeconomia pur non arrivando a di-
stillare risorse nelle microstorie. Dei
100 miliardi ne sono stati pagati solo
tra i 30 e i 40 in due piani di concam-
bio, tutti e due firmati dalla nuova di-
nastia emersa dal crac, quella dei co-
niugi Kirchner, Nestor (morto di in-
farto nel 2010) e Cristina, attuale
«presidenta». Da outsider —come ri-
chiedeva la crisi il cui unico pregio è
stato quello di fare piazza pulita nel-
la politica incancrenita dell’Argenti-
na spazzando via tutta la generazio-
ne cresciuta all’ombra del potentissi-
mo Menem — i Kirchner hanno ca-
valcato la nuova vita dell’Argentina
facendo del concambio del debito il
loro cavallo di battaglia populista.
Come dicono gli argentini il peroni-
smo è una delle cose più dinamiche
che esista: assorbe tutti quelli che
possono andare al governo. Alla lun-
ga sono tutti peronisti. E i Kirchner,
in questo, hanno seguito le orme dei
predecessori. Ma ancora oggi, a dieci
anni di distanza dal crac, gli anni del-
l’entusiasmo per Evita Peron sono
lontani: dagli scontri del 2001 non è
più possibile avvicinarsi alla Casa
Rosada più di tanto e le pesanti tran-
senne non sono state più tolte quasi
a voler tenere lontani i fantasmi.
Oggi nella «Terza Buenos Aires»,
Puerto Madero, vero simbolo dell’Ar-
gentina a più velocità, quartiere dei
ristoranti italiani e dello shopping, ci
sono tra gli alberghi più lussuosi del
mondo. Sembra di essere in un ango-
lo di New york. Il prodotto interno
lordo — grazie al neo-dinamismo
delle economie sudamericane — ha
superato anche quello pre-crisi degli
anni Novanta. Insomma, nel bene o
nel male l’Argentina ha dimostrato
che anche uno stato sovrano può fi-
nire in bancarotta senza morire. Ma
tra le vittime se ne contano almeno
tre: 1) i risparmiatori esteri, molti ita-
liani, che hanno dovuto subire l’of-
ferta giudicata «capestro»; 2) la clas-
se media del Paese estinta; 3) i buoni
del Tesoro argentino: qualche emis-
sione locale è stata fatta, ma tornare
massicciamente sul mercato sarà
un’altra cosa. I Tango bond sono or-
mai un marchio di fabbrica.
Massimo Sideri
twitter @massimosideri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il weekend del crac e l’addio al cambio fisso sul dollaro
Il presidente che dichiarò il default, Rodriguez Saá, durò alla Casa Rosada per non più di sette giorni. Il suo successore resistette solo per due
Dieci anni dopo i Tango Bond
L’Odissea dei 300 mila italiani
Addio alla Casa Rosada Bollettino di guerra La presa di coscienza
La storia
DAL NOSTRO INVIATO
SHANGHAI — Troppo dol-
laro, troppa America. E troppo
potere alla trimurti del rating,
Fitch, Moody’s e Standard &
Poor’s. Il convincimento della
Cina trova una eco nell’annun-
cio che la maggiore agenzia di
rating made in China, Dagong,
sta muovendo i suoi pezzi. Pre-
para, cioè, un’offensiva sotto
forma di «un’agenzia superso-
vrana» con l’obiettivo di «ri-
durre la dipendenza» dalle in-
fluentissime «tre sorelle». Da-
gong, secondo un’anticipazio-
ne del China Daily,
starebbe infatti con-
tattando con que-
st’obiettivo diverse
«organizzazioni»
in Europa, negli
stessi Stati Uniti e
nei paesi Brics, l’as-
sociazione che ol-
tre alla Repubblica
Popolare mette in-
sieme Brasile, In-
dia, Russia e Suda-
frica. E, per l’opera-
zione, Dagong guar-
da a Romano Prodi
che — ha scritto il
quotidiano — «ha
aiutato a formulare
i piani per fondare
l’agenzia» del futu-
ro.
Dagong, che dif-
fonde a pieno regi-
me le sue valutazio-
ni dall’anno scorso, ha saputo
cogliere l’attimo un mese fa,
quando ha anticipato di pochi
giorni il brusco downgrading
imposto da Standard & Poor’s
al Tesoro statunitense con una
bocciatura analoga. Adesso,
dal giornale che si rivolge alla
comunità internazionale, l’am-
ministratore delegato Guan
Jianzhong spiega di «sperare
che l’agenzia possa guadagna-
re una posizione leader nel
mercato globale del rating nel
giro di cinque anni» e poiché
«siamo perfettamente consa-
pevoli che un’organizzazione
internazionale non può essere
spinta da una sola agenzia,
dunque dobbiamo coinvolge-
re altri Paesi».
La strategia di Dagong, in re-
altà, sarebbe a due livelli. Da
una parte coinvolgere più part-
ner (si parla di otto attori), pe-
scando appunto fra chi ritiene
necessario, se non urgente,
contenere il monopolio della
triade Fitch-Moody’s-Stan-
dard &Poor’s, che da sole satu-
rano il 95% del mercato. Il se-
condo canale consisterebbe in-
vece nel muoversi, da parte di
Dagong, autonomamente sul-
la scena europea, e qui, tra le
possibilità concrete, c’è quella
di una partecipazione del fon-
do Mandarin (al quale contri-
buiscono Intesa Sanpaolo, la
China Development Bank e la
Export-Import Bank of Chi-
na). All’inizio del 2012 la Esma
— l’autorità europea compe-
tente per gli strumenti finan-
ziari e i mercati — dovrebbe
valutare il piano di Dagong e,
se non sorgono problemi, la
nuova agenzia di rating po-
trebbe essere operativa entro
la metà dell’anno.
Romano Prodi non ha al-
cun ruolo formale in queste
operazioni. Gli interlocutori ci-
nesi, piuttosto, sembrano an-
siosi di attingere alla sua espe-
rienza. Il passato di ex presi-
dente della Commissione eu-
ropea ed ex premier italiano
fa del Professore una voce che
la sua rete di contatti, coltiva-
ta negli anni, considera credi-
bile e utile. A Pechino le sue
posizioni favorevoli a un mag-
gior coinvolgimento della Ci-
na su scala globale trovano at-
tenzione. Dagong intanto
guarda all’Europa. Potrebbe
scegliere Francoforte come se-
de, starebbe già selezionando
personale. E sogna che la parti-
ta del rating, ora un affare a
tre, possa diventare presto un
poker globale.
Marco Del Corona
leviedellasia.corriere
De la Rùa fu costretto alla fuga in
elicottero per evitare il linciaggio
Prima del Natale 2001 gli scontri
causarono 22 morti e 500 feriti
Il default fu dichiarato da Saá il
23 dicembre del 2001
Gli effetti dell’insolvenza
Il progetto Dagong punta a intese e alleanze internazionali
La dinastia Kirchner
Il default ha aiutato
l’economia a crescere
ma il ceto medio non si è
più ripreso dalla crisi
La Cina sfida i giganti del rating
Superagenzia con l’aiuto di Prodi
A Pechino
Il default
Il crac ha spazzato via i
politici dell’era Menem
facendo emergere la
dinastia dei Kirchner
Nei suoi progetti per la
creazione di un istituto di
valutazione del credito Dagong
si avvale della consulenza di
Romano Prodi (nella foto nel
suo viaggio in Cina del 2006)
La fuga Gli scontri
47 Economia
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
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48
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
MILANO — La riunione, dicono a Piazza
Cordusio, era programmata da tempo. Prima
dell’estate, ovvero prima che Unicredit, insieme
alle altre big del credito, finisse al tappeto sotto
i colpi delle speculazione. Così, vista l’aria che
tira sui mercati, il vertice informale di venerdì
prossimo tra l’amministratore delegato,
Federico Ghizzoni, il direttore generale, Roberto
Nicastro e i presidenti delle fondazioni azioniste
di Piazza Cordusio, rischia di trasformarsi in un
«consiglio di guerra». Sul tavolo ci sarà il
dossier sul piano strategico, che si incrocia con
l’altro tema caldo: l’aumento di capitale. Ieri
Ghizzoni ha detto di ritenere «sufficiente» il
livello di patrimonializzazione della banca (9,1%
di Core Tier 1 a fine
giugno) aggiungendo che
sull’eventuale aumento si
deciderà entro l’anno.
Probabilmente in
concomitanza con
l’approvazione del piano.
Per il mercato Unicredit
potrebbe chiedere 6-8
miliardi di euro.
Venerdì le fondazioni
dovrebbero anche iniziare a discutere del
rinnovo del board che scade a primavera del
2012. La partita si giocherà soprattutto sul
presidente, Dieter Rampl. Giovanni Puglisi,
numero uno della Fondazione Banco di Sicilia e
consigliere Unicredit ha già detto che Ghizzoni
non è in uscita: «Escludo che si possa toccare».
Rampl, invece, «era tutelato da un accordo
(sottoscritto all’epoca della fusione con i
tedeschi di Hvb, ndr) che non c’è più». Il pallino
è in mano alle fondazioni, che però con il loro
13% non pesano abbastanza per determinare da
sole il nuovo equilibrio, sul quale dovrà essere
quindi costruito un consenso più ampio.
F. D. R.
fderosa@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
MILANO — Sarà un incon-
tro cruciale, quello di questo po-
meriggio fra i vertici della Popo-
lare di Milano e la Banca d’Italia.
A Palazzo Koch il presidente del-
la Bpme il direttore generale En-
zo Chiesa esporranno termini e
condizioni dell’aumento di capi-
tale definito dal consiglio di am-
ministrazione lo scorso 25 ago-
sto fino a 1,2 miliardi di euro.
Ma contemporaneamente si ap-
presterebbero a chiedere alla Vi-
gilanza una riduzione dell’am-
montare della ricapitalizzazione,
attorno a 800-900 milioni, e in al-
ternativa (o in aggiunta) un leg-
gero slittamento in avanti dei
tempi di esecuzione, di una quin-
dicina di giorni.
Da un lato un importo inferio-
re renderebbe l’operazione me-
no complicata, riducendo la di-
luizione dei soci e degli utili per
azione, e meno gravosa per le
banche del consorzio che devo-
no coprire la parte di capitale
non sottoscritta. Dall’altro, un
rinvio consentirebbe di struttu-
rare l’intera operazione a valle
dell’effetto che, si spera, la mano-
vra del governo avrà sulla stabi-
lizzazione del mercato.
A ogni modo, se da Bankitalia
arrivasse un no alla richiesta di
rinvio, la Bpmè pronta a convo-
care l’assemblea per l’aumento
alla riunione del board di marte-
dì 13, forte della copertura offer-
ta dal consorzio di garanzia gui-
dato da Mediobanca, con Bar-
clays, Rbs, Bnp Paribas, Nomu-
ra, SocGen, Santander, Ing e Ban-
ca Akros.
È proprio per evitare gli effet-
ti negativi di un fallimento del-
l’operazione che Ponzellini, Chie-
sa e la stessa Mediobanca mette-
ranno oggi sul tavolo l’ipotesi
dello sconto e dello slittamento.
Bpm sarebbe disposta anche a
valutare una cessione di asset, si
parla di Cassa di Alessandria o di
Banca di Legnano, per rafforzare
il patrimonio, sebbene ai prezzi
iscritti a bilancio è difficile trova-
re un compratore.
Ad Anna Maria Tarantola, il vi-
cedirettore generale di Bankita-
lia che segue il dossier, Ponzelli-
ni e gli advisor di Mediobanca fa-
ranno sicuramente presente an-
che le difficoltà che alle attuali
quotazioni (ieri Bpmha chiuso il
calo del 3,74% a 1,26 euro), si in-
contrerebbero nel definire lo
sconto sul Terp (prezzo teorico
dopo il dividendo) da applicare
alle nuove azioni: le simulazioni
delle banche del consorzio, che
lunedì hanno tenuto una confe-
rence call plenaria, sarebbero ar-
rivate fino al 30-35%, ma il calo
dei mercati sta rendendo sem-
pre più sottili i margini di mano-
vra, considerato che oggi tutta
Bpm vale 546 milioni.
Federico De Rosa
Fabrizio Massaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
A Palazzo Koch
Il vicedirettore generale
della Banca d’Italia, Anna
Maria Tarantola ha in mano
il dossier su Bpm
Chrysler, Marchionne diventa presidente
546
milioni: è la capitalizzazione
di Borsa della Bpm ai prezzi
di ieri di 1,26 euro (-3,74%).
In un anno la Popolare
ha perso il 64,55%
Unicredit,
Ghizzoni chiama
le fondazioni
L’amministratore delegato di Fiat e di Chrysler
Sergio Marchionne è stato nominato anche
presidente della società automobilistica americana.
«Restituire i prestiti pubblici sei anni prima del
previsto e rifinanziare il nostro debito rafforzano la
nostra convinzione che siamo sulla giusta strada
per ristrutturare quest'azienda e ricollocarla al
posto che merita nel panorama dell'industria
automobilistica mondiale», ha ribadito
Marchionne in una nota in cui ha salutato poi la
nomina di due nuovi membri del board Chrysler:
Leo W. Houle e John B. Lanaway. Escono invece di
scena Robert Kidder, Goerge Gosbee e Scott M.
Stuart. «La loro leadership — ha affermato
Marchionne a proposito delle due new entry —
sarà preziosa nel rafforzare la nostra
determinazione di raggiungere gli obiettivi
finanziari fissati nel piano industriale 2010-2014».
Oltre all’incarico di amministratore delegato
1,2
miliardi di euro
è l’ammontare massimo
dell’aumento di capitale
che la Popolare di Milano
si appresta a varare
La garanzia
L’incontro con Tarantola, possibile un mini rinvio
Il nodo della ricapitalizzazione
Federico Ghizzoni
Le banche del consorzio
di garanzia sono pronte
a coprire la parte di
aumento non sottoscritta
Bpm, cessioni e aumento
Ponzellini in Banca d’Italia
Il presidente di Bpm, Massimo Ponzellini, e il direttore generale Enzo Chiesa
Popolari La richiesta di ridurre l’importo sotto un miliardo. Il consiglio di martedì 13
49 Economia
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
#
italia: 515249535254
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AcomeA Breve Termine (A1) 05/09 EUR 11,419 11,481
AcomeA Breve Termine (A2) 05/09 EUR 11,427 11,489
AcomeA ETF Attivo (A1) 05/09 EUR 3,452 3,516
AcomeA ETF Attivo (A2) 05/09 EUR 3,452 3,515
AcomeA Eurobbligazionario (A1) 05/09 EUR 12,368 12,452
AcomeA Eurobbligazionario (A2) 05/09 EUR 12,380 12,464
AcomeA Europa (A1) 05/09 EUR 8,273 8,610
AcomeA Europa (A2) 05/09 EUR 8,294 8,631
AcomeA Globale (A1) 05/09 EUR 7,252 7,349
AcomeA Globale (A2) 05/09 EUR 7,279 7,376
AcomeA Italia (A1) 05/09 EUR 12,474 12,998
AcomeA Italia (A2) 05/09 EUR 12,499 13,023
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AcomeA Liquidità (A2) 05/09 EUR 7,712 7,736
AcomeA Obbligaz. Corporate (A1) 05/09 EUR 6,176 6,239
AcomeA Obbligaz. Coroprate (A2) 05/09 EUR 6,188 6,250
AcomeA Paesi Emergenti (A1) 05/09 EUR 5,719 5,811
AcomeA Paesi Emergenti (A2) 05/09 EUR 5,730 5,821
AcomeA Patrimonio Aggressivo (A1) 05/09 EUR 3,024 3,072
AcomeA Patrimonia Aggressivo (A2) 05/09 EUR 3,032 3,080
AcomeA Patrimonio Dinamico (A1) 05/09 EUR 4,092 4,141
AcomeA Patrimonio Dinamico (A2) 05/09 EUR 4,100 4,149
AcomeA Patrimonio Prudente (A1) 05/09 EUR 4,840 4,872
AcomeA Patrimonio Prudente (A2) 05/09 EUR 4,846 4,878
AcomeA Performance (A1) 05/09 EUR 16,655 16,777
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Amundi Eureka BRIC 2017 - EUR - -
Amundi Eureka BRIC Ripresa 2014 30/08 EUR 5,379 5,244
Amundi Eureka China Double Win 30/08 EUR 5,592 5,567
Amundi Eureka Cina 2015 - EUR - -
Amundi Eureka Cina Ripresa 2015 30/08 EUR 5,082 5,073
Amundi Eureka Crescita Az. 2017 02/09 EUR 4,484 -
Amundi Eureka Crescita Cina 2017 02/09 EUR 4,687 -
Amundi Eureka Crescita Fin. 2015 - EUR - -
Amundi Eureka Crescita It. 2015 - EUR - -
Amundi Eureka Crescita Set.I.2017 02/09 EUR 4,942 -
Amundi Eureka Crescita Val. 2017 02/09 EUR 4,831 -
Amundi Eureka Doppia Opp 2014 30/08 EUR 4,982 4,878
Amundi Eureka Double Call 30/08 EUR 5,148 5,136
Amundi Eureka Double Win 30/08 EUR 5,404 5,374
Amundi Eureka Double Win 2013 30/08 EUR 4,671 4,612
Amundi Eureka Dragon 30/08 EUR 6,534 6,525
Amundi Eureka Europa Em.Ri. 2017 - EUR - -
Amundi Eureka Materie Prime 2015 - EUR - -
Amundi Eureka Oriente 2015 30/08 EUR 4,876 4,835
Amundi Eureka Prog.Im.Verdi 2017 02/09 EUR 4,996 -
Amundi Eureka Ripresa 2014 30/08 EUR 5,130 5,095
Amundi Eureka Ripresa 2016 - EUR - -
Amundi Eureka Ripresa Due 2014 30/08 EUR 4,744 4,689
Amundi Eureka Settori 2016 30/08 EUR 4,715 4,716
Amundi Eureka Sviluppo En. 2016 02/09 EUR 4,351 -
Amundi Eureka Svi. Ma.Pri.2016 02/09 EUR 4,969 -
Amundi Eureka Sviluppo USA 2016 02/09 EUR 4,657 -
Amundi Eureka USA 2015 30/08 EUR 4,975 4,898
Amundi Europe Equity 05/09 EUR 3,787 3,885
Amundi For. E. Eq. Op. 2013 30/08 EUR 4,419 4,375
Amundi For. E. Eq. Op. Due 2013 30/08 EUR 4,436 4,396
Amundi For. Em.MktEq.R.2014 30/08 EUR 5,048 5,026
Amundi For. Gar. Hi. Div. 2014 30/08 EUR 4,921 4,926
Amundi Form Gar.E.Mk.Eq.R 2013 30/08 EUR 5,040 5,039
Amundi Form Gar.Eq.R.DUE 2013 30/08 EUR 5,006 5,009
Amundi Form Gar.Eq.Recall 2013 30/08 EUR 4,962 4,963
Amundi Form Gar.Mer.Emergenti 30/08 EUR 5,749 5,750
Amundi Form Garantita 2012 30/08 EUR 5,043 5,048
Amundi Form Garantita 2013 30/08 EUR 4,982 4,988
Amundi Form Garantita Due 2013 30/08 EUR 5,022 5,023
Amundi Form Priv.Div.Opportunity 30/08 EUR 5,012 5,013
Amundi Global Emerging Equity 05/09 EUR 4,793 4,876
Amundi Global Equity 05/09 EUR 4,025 4,068
Amundi Liquidità 05/09 EUR 8,995 8,998
Amundi Obbligazionario Euro 05/09 EUR 5,374 5,374
Amundi Più 05/09 EUR 5,635 5,629
Amundi Premium Power 05/09 EUR 5,064 5,066
Amundi Private Alfa 2007 30/08 EUR 4,779 4,759
Amundi QBalanced 05/09 EUR 8,096 8,207
Amundi QReturn 05/09 EUR 5,465 5,493
Amundi Soluzione Tassi 05/09 EUR 4,730 4,744
Amundi Strategia 95 05/09 EUR 4,921 4,923
Unibanca Plus 05/09 EUR 5,183 5,187
Numero Verde 800 255783
info@animasgr.it - www.animasgr.it
Anima America 05/09 EUR 3,738 3,737
Anima Asia 05/09 EUR 5,759 5,845
Anima Convertibile 05/09 EUR 5,893 5,939
Anima Emerging Markets 05/09 EUR 9,485 9,617
Anima Europa 05/09 EUR 3,443 3,590
Anima Fondattivo 05/09 EUR 12,793 12,940
Anima Fondimpiego 05/09 EUR 18,424 18,546
Anima Fondo Trading 05/09 EUR 11,156 11,354
Anima Liquidità 05/09 EUR 6,622 6,639
Anima Obbligaz Euro 05/09 EUR 6,885 6,954
Anima Obiettivo Rend. 05/09 EUR 5,690 5,711
Americhe 05/09 EUR 8,628 8,577
Corporate Bd 05/09 EUR 7,119 7,149
Emerging Markets Bd 05/09 EUR 6,717 6,707
Emerging Markets Eq 05/09 EUR 6,297 6,439
Europa 05/09 EUR 11,168 11,582
Iniziativa Europa 05/09 EUR 5,948 6,180
Italia 05/09 EUR 11,316 11,826
Monetario 05/09 EUR 11,848 11,918
Pacifico 05/09 EUR 4,536 4,611
Pianeta 05/09 EUR 10,202 10,148
Risparmio 05/09 EUR 7,445 7,458
Sforzesco 05/09 EUR 9,872 9,922
Tesoreria 05/09 EUR 6,837 6,862
Valore Globale 05/09 EUR 17,226 17,471
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
Visconteo 05/09 EUR 33,020 33,441
Capitale Piu' C.Azionario 05/09 EUR 4,158 4,239
Capitale Piu' C.Bilanc. 15 05/09 EUR 5,103 5,142
Capitale Piu' C.Bilanc. 30 05/09 EUR 4,748 4,808
Capitale Piu' C.Obbligaz. 05/09 EUR 5,428 5,440
AZIMUT SGR - tel.02.88981
www.azimut.it - info@azimut.it
Azimut Bilanciato 02/09 EUR 21,793 22,036
Azimut Formula 1 Absolute 02/09 EUR 5,916 5,920
Azimut Formula 1 Conserv 02/09 EUR 6,138 6,151
Azimut Formula Target 2013 02/09 EUR 6,403 6,419
Azimut Formula Target 2014 02/09 EUR 5,999 6,036
Azimut Garanzia 02/09 EUR 12,186 12,212
Azimut Prev. Com. Crescita 02/09 EUR 9,053 9,162
Azimut Prev. Com. Equilibrato 02/09 EUR 10,553 10,582
Azimut Prev. Com. Garantito 02/09 EUR 9,664 9,696
Azimut Prev. Com. Protetto 02/09 EUR 11,433 11,436
Azimut Reddito Euro 02/09 EUR 15,354 15,369
Azimut Reddito Usa 02/09 EUR 5,705 5,687
Azimut Scudo 02/09 EUR 7,263 7,281
Azimut Solidity 02/09 EUR 7,622 7,632
Azimut Strategic Trend 02/09 EUR 4,743 4,829
Azimut Trend America 02/09 EUR 8,385 8,519
Azimut Trend Europa 02/09 EUR 10,118 10,331
Azimut Trend Italia 02/09 EUR 11,421 11,852
Azimut Trend Pacifico 02/09 EUR 6,068 6,103
Azimut Trend Tassi 02/09 EUR 8,766 8,765
Azimut Trend 02/09 EUR 17,750 18,325
AZ FUND MANAGEMENT SA
AZ F. Active Selection 02/09 EUR 4,472 4,524
AZ F. Active Strategy 02/09 EUR 4,755 4,759
AZ F. Alpha Man. Credit 02/09 EUR 5,046 5,049
AZ F. Alpha Man. Equity 02/09 EUR 3,905 3,946
AZ F. Alpha Man. Them. 02/09 EUR 3,137 3,166
AZ F. American Trend 02/09 EUR 2,149 2,183
AZ F. Asset Plus 02/09 EUR 5,198 5,202
AZ F. Asset Power 02/09 EUR 4,829 4,847
AZ F. Best Bond 02/09 EUR 4,978 4,971
AZ F. Best Equity 02/09 EUR 4,822 4,878
AZ F. Bond Trend 02/09 EUR 5,323 5,318
AZ F. Bot Plus 02/09 EUR 5,155 5,162
AZ F. Commodity Trading 02/09 EUR 5,122 5,112
AZ F. Conservative 02/09 EUR 5,439 5,448
AZ F. Corporate Premium 02/09 EUR 4,873 4,866
AZ F. Dividend Premium 02/09 EUR 4,718 4,773
AZ F. Emer. Mkt Asia 02/09 EUR 5,453 5,504
AZ F. Emer. Mkt Europe 02/09 EUR 3,588 3,629
AZ F. Emer. Mkt Lat. Am. 02/09 EUR 6,017 6,097
AZ F. European Dynamic 02/09 EUR 4,282 4,331
AZ F. European Trend 02/09 EUR 2,498 2,549
AZ F. Formula 1 Absolute 02/09 EUR 4,324 4,327
AZ F. Formula 1 Alpha Plus 31/08 EUR 5,368 5,366
AZ F. Formula 1 Alpha Plus 20 02/09 EUR 4,258 4,284
AZ F. Formula 1 Conserv. 02/09 EUR 4,583 4,593
AZ F. Formula 1 Dynamic Trading 02/09 EUR 5,453 5,447
AZ F. Income 02/09 EUR 5,514 5,516
AZ F. Institutional Target 02/09 EUR 4,936 4,951
AZ F. Italian Trend 02/09 EUR 2,326 2,411
AZ F. Opportunities 02/09 EUR 3,767 3,797
AZ F. Pacific Trend 02/09 EUR 3,541 3,567
AZ F. Qbond 02/09 EUR 4,951 4,950
AZ F. QProtection 02/09 EUR 4,788 4,788
AZ F. Qtrend 02/09 EUR 4,522 4,537
AZ F. Reserve Short Term 02/09 EUR 6,050 6,057
AZ F. Solidity 02/09 EUR 5,212 5,218
AZ F. Strategic Trend 02/09 EUR 4,349 4,429
AZ F. Trend 02/09 EUR 3,934 4,061
AZ F. US Income 02/09 EUR 5,666 5,646
Carige Azionario Europa 05/09 EUR 4,712 4,899
Carige Azionario Internazionale 05/09 EUR 6,295 6,355
Carige Azionario Italia 05/09 EUR 3,935 4,118
Carige Bilanciato 10 05/09 EUR 5,406 5,463
Carige Bilanciato 30 05/09 EUR 4,904 5,001
Carige Bilanciato 50 05/09 EUR 5,377 5,534
Carige Corporate Euro 05/09 EUR 6,626 6,628
Carige Total Return 1 05/09 EUR 5,088 5,100
Carige Total Return 2 05/09 EUR 4,355 4,369
Carige Liquidita Euro 05/09 EUR 6,384 6,386
Carige Monetario Euro 05/09 EUR 11,672 11,678
Carige Obblig Euro 05/09 EUR 11,043 11,038
Carige Obblig Euro Lungo Termine 05/09 EUR 5,876 5,862
Carige Obblig Globale 05/09 EUR 6,065 6,049
Fondo Pensione Aperto Carige
Difesa Classe A 31/08 EUR 13,778 13,671
Difesa 31/08 EUR 13,580 13,478
Obiettivo TFR Classe A 31/08 EUR 11,158 11,037
Obiettivo TFR 31/08 EUR 11,012 10,895
Rivalutazione Classe A 31/08 EUR 10,108 10,484
Rivalutazione 31/08 EUR 9,777 10,149
Valorizzazione Classe A 31/08 EUR 12,629 12,696
Valorizzazione 31/08 EUR 12,354 12,426
Num tel: 178 311 01 00
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Bluesky Global Strategy A 02/09 USD 1294,764 1296,622
Bond Euro A 02/09 EUR 1166,804 1165,765
Bond Euro B 02/09 EUR 1139,127 1138,123
Bond Risk A 02/09 EUR 1134,781 1139,710
Bond Risk B 02/09 EUR 1100,479 1105,272
CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. A 02/09 EUR 1378,470 1379,455
CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. B 02/09 EUR 1341,239 1342,214
European Equity A 02/09 EUR 1084,049 1099,334
European Equity B 02/09 EUR 1040,701 1055,393
Multiman. Bal. A 01/09 EUR 104,844 104,593
Multiman. Bal. M 01/09 EUR 106,454 106,197
Multiman. Eq. Afr. & Mid. East A 31/08 EUR 66,914 65,989
Multiman. Eq. Afr. & Mid. East M 31/08 EUR 68,531 67,575
Multiman.Target Alpha A 31/08 EUR 104,513 104,350
DB Platinum
Agriculture Euro R1C A 01/09 EUR 90,870 92,730
Comm Euro R1C A 02/09 EUR 152,240 155,420
Comm Harvest R3C E 02/09 EUR 101,440 101,290
Croci Germany R1C A - EUR - -
Currency Returns Plus R1C 02/09 EUR 952,570 956,450
Dyn Aktien Pl R1C A 02/09 EUR 98,980 100,820
DB Platinum IV
Croci Euro R1C B 05/09 EUR 71,970 75,320
Croci Japan R1C B 05/09 JPY 5584,930 5699,880
Croci US R1C B 02/09 USD 101,960 104,600
Dyn. Bd Stabilität Plus R1C A 02/09 EUR 96,990 96,520
Dyn. Cash R1C A 05/09 EUR 101,420 101,420
Dyn. ETF Selector 3 R1C A 01/09 EUR 99,060 99,230
Dyn. ETF Selector 6 R1C A 01/09 EUR 85,790 85,740
Dyn. ETF Selector 8 R1C A 01/09 EUR 105,100 105,000
Paulson Global R1C E 31/08 EUR 7468,680 6981,710
Sovereign Plus R1C A 02/09 EUR 106,260 106,250
Systematic Alpha Index R1C A 31/08 EUR 10287,730 10280,110
Tel. 02/88219.1 - direzione@gruppoesperia.com
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Duemme Sicav
Asian Equities C 05/09 JPY 5342,000 5408,000
Bond Euro Area C 05/09 EUR 137,280 137,240
Bond Inflation Linked C 05/09 EUR 99,810 99,850
Corporate Bond Euro C 05/09 EUR 119,080 118,730
Dynamic Equity 05/09 EUR 65,640 66,840
Efficient 05/09 EUR 98,640 98,820
Equity Opportunity C 05/09 EUR 100,000 101,530
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
Euro Equities C 05/09 EUR 73,600 76,320
Euro Investments C 05/09 EUR 100,940 101,150
Flexible Strategies C 05/09 EUR 94,130 94,200
Glob. Tactical Asset All. 05/09 EUR 108,090 108,140
Global Convertible Plus 05/09 EUR 93,240 93,760
Global Equity 05/09 EUR 81,520 82,680
Global Total Return C 05/09 EUR 95,580 95,330
Gov Bond Euro Medium Term C 05/09 EUR 115,990 116,040
High Dividend Euro 05/09 EUR 73,070 75,460
Money Market C 05/09 EUR 106,110 106,120
Private Equity Strategies C 05/09 EUR 78,170 80,870
Systematic Diversification C 05/09 EUR 97,940 97,740
Strategic Portfolio C 05/09 EUR 78,970 81,550
US Equities C 05/09 USD 99,940 102,080
Usa Short Term C 05/09 USD 111,410 111,430
Duemme Sgr
Duemme Hedge Dynamic 31/05 EUR 415459,745 418410,385
Duemme Hedge Performance 31/05 EUR 573681,251 573572,108
Duemme Hedge Protection 31/05 EUR 575578,405 571552,543
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tel. 02 88101
Eurizon Az Asia Nuove Econom. 05/09 EUR 9,953 10,142
Eurizon Az Area Euro 05/09 EUR 19,452 20,366
Eurizon Az Energie Mat Pr 05/09 EUR 8,347 8,472
Eurizon Az Internazionale Etico 03/12 EUR 5,271 5,291
Eurizon Az Salute E Amb 05/09 EUR 13,712 13,805
Eurizon Az Teconol Avanz 05/09 EUR 3,680 3,686
Eurizon Azioni America 05/09 EUR 8,210 8,167
Eurizon Azioni Europa 05/09 EUR 6,900 7,196
Eurizon Azioni Finanza 05/09 EUR 13,669 13,908
Eurizon Azioni Internazionali 05/09 EUR 6,562 6,630
Eurizon Azioni Italia 05/09 EUR 8,851 9,233
Eurizon Azioni Pacifico 05/09 EUR 3,602 3,664
Eurizon Azioni Paesi Emergenti 05/09 EUR 8,270 8,424
Eurizon Azioni PMI America 05/09 EUR 19,376 19,257
Eurizon Azioni PMI Italia 05/09 EUR 3,751 3,925
Eurizon Azioni PMI Europa 05/09 EUR 7,375 7,640
Eurizon Bilanc Euro Multiman 05/09 EUR 33,424 33,861
Eurizon Diversificato Etico 05/09 EUR 7,732 7,782
Eurizon Focus Cap Protetto 12/2014 05/09 EUR 4,760 4,794
Eurizon Focus Gar 06/2012 05/09 EUR 5,079 5,098
Eurizon Focus Gar 09/2012 05/09 EUR 5,039 5,062
Eurizon Focus Gar 12/2012 05/09 EUR 5,032 5,062
Eurizon Focus Gar 03/2013 05/09 EUR 5,045 5,086
Eurizon Focus Gar II Sem 06 05/09 EUR 5,222 5,222
Eurizon Focus Gar I T 07 05/09 EUR 5,118 5,122
Eurizon Focus Gar II T 07 05/09 EUR 5,093 5,100
Eurizon Focus Gar III T 07 05/09 EUR 4,946 4,952
Eurizon Focus Gar IV T 07 05/09 EUR 5,130 5,142
Eurizon Liquidita' A 05/09 EUR 7,282 7,296
Eurizon Liquidita' B 05/09 EUR 7,483 7,497
Eurizon Obbligazioni Etico 05/09 EUR 5,423 5,427
Eurizon Obbligazioni Euro Corp 05/09 EUR 5,628 5,624
Eurizon Obbligazioni Euro Corp BT 05/09 EUR 7,553 7,553
Eurizon Obbligazioni Cedola 05/09 EUR 5,966 5,987
Eurizon Obbligazioni Emergenti 05/09 EUR 12,202 12,216
Eurizon Obbligazioni Euro 05/09 EUR 14,032 14,062
Eurizon Obbligazioni Euro BT 05/09 EUR 15,049 15,092
Eurizon Obbligazioni Euro HY 05/09 EUR 7,208 7,242
Eurizon Obbligazioni Internazionali 05/09 EUR 8,889 8,855
Eurizon Obiettivo Rendimento 05/09 EUR 8,022 8,022
Eurizon Profilo Conservativo 05/09 EUR 5,411 5,431
Eurizon Profilo Dinamico 05/09 EUR 5,147 5,195
Eurizon Profilo Moderato 05/09 EUR 5,276 5,301
Eurizon Rendimento Assoluto 2 A 05/09 EUR 5,209 5,217
Eurizon Rendimento Assoluto 3 A 05/09 EUR 5,366 5,374
Eurizon Team 1 05/09 EUR 5,948 5,956
Eurizon Team 2 05/09 EUR 5,628 5,646
Eurizon Team 3 05/09 EUR 4,654 4,677
Eurizon Team 4 05/09 EUR 3,915 3,956
Eurizon Team 5 05/09 EUR 3,740 3,785
Eurizon Tesoreria Dollar 05/09 EUR 11,798 11,718
Eurizon Tesoreria Euro A 05/09 EUR 7,691 7,704
Eurizon Tesoreria Euro B 05/09 EUR 7,759 7,772
Eurizon Tesoreria Dollar $ 05/09 USD 16,650 16,649
Eurizon Rendita 05/09 EUR 5,768 5,813
Eurizon Soluzione 10 05/09 EUR 6,711 6,735
Eurizon Soluzione 40 05/09 EUR 5,877 5,910
Eurizon Soluzione 60 05/09 EUR 22,493 22,687
Eurizon Strategia Prot III Trim 11 05/09 EUR 5,252 5,252
Passadore Monetario 05/09 EUR 7,154 7,167
Teodorico Monetario 05/09 EUR 7,518 7,529
Unibanca Azionario Europa 05/09 EUR 4,950 5,178
Unibanca Monetario 05/09 EUR 5,764 5,773
Unibanca Obbligaz Euro 05/09 EUR 5,797 5,806
EQUITY- I 29/07 EUR 544485,181 564467,902
ABS- I 29/07 EUR 7717,805 7673,807
Tel: 848 58 58 20
Sito web: www.ingdirect.it
Dividendo Arancio 05/09 EUR 34,390 34,760
Convertibile Arancio 05/09 EUR 48,720 48,820
Euro Arancio 05/09 EUR 54,140 54,100
Bilancio Arancio 01/03 EUR 48,380 48,320
Borsa Protetta Agosto 31/08 EUR 53,940 53,130
Borsa Protetta Febbraio 31/08 EUR 48,240 47,150
Borsa Protetta Maggio 31/08 EUR 51,780 51,210
Borsa Protetta Novembre 31/08 EUR 50,970 49,850
Inflazione Più Arancio 05/09 EUR 49,420 49,890
Mattone Arancio 05/09 EUR 34,710 35,620
Profilo Dinamico Arancio 05/09 EUR 50,230 51,020
Profilo Equilibrato Arancio 05/09 EUR 50,540 51,030
Profilo Moderato Arancio 05/09 EUR 50,640 50,790
Top Italia Arancio 05/09 EUR 33,370 35,050
La lista completa dei comparti Invesco autorizzati in Italia
è disponibile sul sito www.invesco.it
Invesco Funds
Asia Balanced R 05/09 USD 9,540 9,620
Asia Balanced E 05/09 EUR 11,660 11,650
Asia Consumer Demand R 05/09 USD 9,040 9,270
Asia Consumer Demand E 05/09 EUR 8,120 8,260
Asia Infrastructure R 05/09 USD 8,430 8,680
Asia Infrastructure E 05/09 EUR 9,370 9,570
Balanced-Risk Allocation R 05/09 EUR 10,960 10,880
Balanced-Risk Allocation E 05/09 EUR 13,100 13,010
Em. Loc. Cur. Debt R-Dis.M 05/09 USD 9,999 10,075
Em. Loc. Cur. Debt E 05/09 EUR 10,621 10,608
Em. Loc. Cur. Debt A-Dis.M 05/09 USD 11,252 11,338
Energy R 05/09 USD 7,840 8,090
Energy E 05/09 EUR 16,320 16,700
Euro Corp. Bond R-Dis.M 05/09 EUR 9,606 9,632
Euro Corp. Bond R 05/09 EUR 9,712 9,739
Euro Corp. Bond E 05/09 EUR 12,827 12,862
Euro Corp. Bond A-Dis.M 05/09 EUR 10,703 10,733
Euro Inflation-Link. Bond R 05/09 EUR 9,954 9,999
Euro Inflation-Link. Bond E 05/09 EUR 14,189 14,253
Gold & Precious Metals R 05/09 USD 10,050 9,900
Gold & Precious Metals E 05/09 EUR 9,040 8,820
Greater China Eq. R 05/09 USD 8,840 9,110
Greater China Eq. E 05/09 EUR 22,320 22,810
Pan European Eq. R 05/09 EUR 8,190 8,510
Pan European Eq. E 05/09 EUR 9,380 9,740
Pan European Struct. Eq. R 05/09 EUR 8,890 9,110
Pan European Struct. Eq. E 05/09 EUR 7,760 7,950
Invesco Funds II
Global Small Cap Value R 05/09 USD 29,610 30,410
Global Value Eq. R 05/09 USD 32,690 33,430
Japanese Eq. Advantage R 05/09 JPY 1552,000 1572,000
Japanese Value Eq. R 05/09 JPY 530,000 542,000
US Value Eq. R 05/09 USD 16,220 16,370
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
Per ulteriori informazioni, visitate il sito
www.invescopowershares.net
Dynamic US Market 05/09 EUR 5,328 5,472
EQQQ 05/09 EUR 37,534 38,309
EuroMTS Cash 3 Months 05/09 EUR 102,096 102,095
FTSE RAFI Asia Pacific Ex-Jap 05/09 EUR 4,966 5,032
FTSE RAFI Dev. 1000 Fund 05/09 EUR 7,741 7,928
FTSE RAFI Dev. Europe Mid-Sm 05/09 EUR 8,039 8,201
FTSE RAFI Emerging Mkts 05/09 EUR 6,466 6,561
FTSE RAFI Europe 05/09 EUR 6,077 6,261
FTSE RAFI Hong Kong China 05/09 EUR 13,223 13,426
FTSE RAFI Italy 30 05/09 EUR 3,934 4,096
FTSE RAFI Switzerland 05/09 EUR 6,914 7,017
FTSE RAFI US 1000 05/09 EUR 5,968 6,114
Global Agriculture NASDAQ OMX 05/09 EUR 8,871 8,938
Global Clean Energy 05/09 EUR 3,648 3,736
Global Listed Private Eq. 05/09 EUR 5,058 5,198
MENA NASDAQ OMX 05/09 EUR 7,637 7,602
Palisades Global Water 05/09 EUR 6,637 6,746
Tel: 02 77718.1
www.kairospartners.com
KAIROS PARTNERS SGR
Kairos Div. + I 30/06 EUR 533874,087 543385,719
Kairos Div. + P 30/06 EUR 528572,217 538171,624
Kairos Equity A 30/06 EUR 754306,267 762646,247
Kairos Fix. Inc. A 30/06 EUR 575556,357 582044,040
Kairos Fix. Inc. I 30/06 EUR 511779,649 517563,477
Kairos Italia A 15/08 EUR 515463,254 539387,930
Kairos Low Vol. A 30/06 EUR 734261,952 739653,675
Kairos Low Vol. B 30/06 EUR 502668,298 506551,662
Kairos Low Vol. I 30/06 EUR 511095,346 514856,123
Kairos Medium Term A 30/06 EUR 548506,054 557665,398
Kairos Medium Term B 30/06 EUR 519340,284 528412,063
Kairos Multi-Str. A 30/06 EUR 793065,641 805118,049
Kairos Multi-Str. B 30/06 EUR 567088,255 576022,490
Kairos Multi-Str. I 30/06 EUR 528151,964 536050,760
Kairos Global 05/09 EUR 5,633 5,668
Kairos Income 05/09 EUR 6,739 6,749
Kairos Small Cap 05/09 EUR 9,127 9,250
KAIROS INTERNATIONAL SICAV
KIS - Ambiente A 02/09 EUR 95,210 96,390
KIS - Ambiente I 02/09 EUR 95,250 96,430
KIS - Absolute A 02/09 EUR 90,020 90,850
KIS - Absolute F 02/09 EUR 89,430 90,260
KIS - Absolute I 02/09 EUR 90,210 91,040
KIS - Ambiente D 02/09 EUR 94,610 95,780
KIS - Ambiente F 02/09 EUR 94,240 95,420
KIS - Ambiente X 02/09 EUR 95,510 96,690
KIS - America A-USD 02/09 USD 191,490 189,610
KIS - America D 02/09 EUR 134,050 132,700
KIS - America F 02/09 EUR 135,510 134,150
KIS - America X 02/09 EUR 136,620 135,210
KIS - Asia A 02/09 EUR 120,840 117,220
KIS - Asia D 22/07 EUR 128,560 127,790
KIS - Asia F 02/09 EUR 119,990 116,410
KIS - Bond A 02/09 EUR 107,160 107,070
KIS - Bond D 02/09 EUR 106,330 106,240
KIS - Bond F 02/09 EUR 106,910 106,820
KIS - Bond I 02/09 EUR 107,460 107,370
KIS - Dynamic A 02/09 EUR 117,070 116,970
KIS - Dynamic D 02/09 EUR 115,900 115,810
KIS - Dynamic F 02/09 EUR 116,910 116,820
KIS - Dynamic I 02/09 EUR 117,240 117,140
KIS - Dynamic X 02/09 EUR 118,120 118,020
KIS - Global A 02/09 EUR 78,120 78,760
KIS - Global D 02/09 EUR 75,570 76,190
KIS - Global F 02/09 EUR 77,650 78,300
KIS - Global I 02/09 EUR 78,170 78,820
KIS - Global X 02/09 EUR 79,150 79,810
KIS - Income A 02/09 EUR 106,370 106,380
KIS - Income D 02/09 EUR 104,450 104,460
KIS - Income I 02/09 EUR 107,220 107,220
KIS - Income X 21/06 EUR 107,500 107,500
KIS - Long - Short A 02/09 EUR 106,510 105,680
KIS - Long - Short D 02/09 EUR 105,330 104,510
KIS - Long - Short F 02/09 EUR 106,220 105,400
KIS - Long - Short I 02/09 EUR 106,590 105,750
KIS - Long - Short X 02/09 EUR 107,520 106,660
KIS - Selection A 02/09 EUR 108,750 108,770
KIS - Selection F 02/09 EUR 108,390 108,430
KIS - Selection I 02/09 EUR 108,860 108,880
KIS - Sm. Cap A 02/09 EUR 87,480 88,060
KIS - Sm. Cap D 02/09 EUR 86,650 87,220
KIS - Sm. Cap F 02/09 EUR 87,220 87,800
KIS - Sm. Cap I 02/09 EUR 87,680 88,260
KIS - Sm. Cap X 02/09 EUR 88,760 89,340
KIS - Target 2014 X 02/09 EUR 106,540 106,370
KIS - Trading A 02/09 EUR 81,630 83,280
KIS - Trading D 02/09 EUR 80,490 82,130
KIS - Trading F 02/09 EUR 81,310 82,960
KIS - Trading I 02/09 EUR 81,790 83,450
KIS - Trading X 02/09 EUR 82,410 84,070
KIS - Trend A 02/09 EUR 100,750 100,720
KIS - Trend F 02/09 EUR 100,450 100,430
KIS - Trend I 02/09 EUR 100,910 100,880
ASIAN OPP CAP RET EUR 05/09 EUR 7,999 8,064
DYNAMIC GROWTH RET EUR 05/09 EUR 804,147 807,033
FLEX DUR CAP RET EUR A 05/09 EUR 1122,693 1122,186
FLEX QUANTITATIVE HR6 A EUR 05/09 EUR 95,497 95,134
FLEX STRATEGY RET EUR 05/09 EUR 96,282 96,267
HIGH GROWTH CAP RET EUR 05/09 EUR 58,297 60,661
ITALY CAP RET A EUR 05/09 EUR 17,713 18,164
SHORT DURATION CAP RET EUR 05/09 EUR 901,336 901,604
www.newmillenniumsicav.com
Distributore Principale: Banca Finnat Euramerica - Tel: 06/69933475
NM Augustum Corp Bd A 05/09 EUR 156,570 156,590
NM Augustum High Qual Bd A 05/09 EUR 128,760 129,150
NM Augustum Pan European Eq A 05/09 EUR 68,080 69,530
NM Euro Bonds Short Term A 05/09 EUR 127,510 128,170
NM Euro Equities A 05/09 EUR 30,600 32,100
NM Global Equities A 05/09 EUR 49,660 49,980
NM Inflation Linked Bond Europe A 05/09 EUR 103,690 104,240
NM Large Europe Corp A 05/09 EUR 115,890 115,690
NM Previra World Cons A 05/09 EUR 115,310 116,530
NM Q7 Active Eq. Int. A 05/09 EUR 71,990 71,860
NM Q7 Globalflex A 02/09 EUR 103,360 101,360
NM Total Return Flexible A 02/09 EUR 114,150 114,030
Numero verde 800 124811
www.nextampartners.com-info@nextampartners.com
Nextam Bilanciato 05/09 EUR 5,533 5,592
Nextam Flessibile 05/09 EUR 4,194 4,242
Nextam Obblig. Misto 05/09 EUR 5,831 5,873
NEXTAM PARTNERS SICAV
AAM Pro Select A 05/09 EUR 4,531 4,601
AAM Pro Select I 05/09 EUR 4,585 4,655
BInver International A - EUR - -
BInver International I - EUR - -
Citic Securities China A - EUR - -
Citic Securities China I 25/11 EUR 5,016 -
Fidela A 05/09 EUR 4,793 4,809
Fidela I 05/09 EUR 5,120 5,137
Income A 05/09 EUR 5,304 5,305
Income I 05/09 EUR 5,315 5,316
International Equity A 05/09 EUR 4,807 4,858
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
International Equity I 05/09 EUR 4,809 4,860
Italian Selection A 05/09 EUR 4,420 4,569
Italian Selection I 05/09 EUR 4,451 4,601
Liquidity A 05/09 EUR 5,298 5,298
Liquidity I 05/09 EUR 5,339 5,339
Multimanager American Eq.A 05/09 EUR 3,190 3,206
Multimanager American Eq.I 05/09 EUR 3,289 3,307
Multimanager Asia Pacific Eq.A 05/09 EUR 4,030 4,099
Multimanager Asia Pacific Eq.I 05/09 EUR 4,140 4,210
Multimanager Emerg.Mkts Eq.A 05/09 EUR 4,125 4,193
Multimanager Emerg.Mkts Eq.I 05/09 EUR 4,209 4,278
Multimanager European Eq.A 05/09 EUR 3,215 3,290
Multimanager European Eq.I 05/09 EUR 3,301 3,379
Strategic A 05/09 EUR 4,475 4,525
Strategic I 05/09 EUR 4,599 4,650
www.oysterfunds.com
Absolute Return EUR2 05/09 EUR 147,160 147,670
Asia Opport. EUR2 05/09 EUR 140,280 143,690
Asia Opport. USD2 05/09 USD 142,840 146,370
Credit Opport. EUR2 05/09 EUR 158,420 157,990
Diversified EUR 05/09 EUR 220,320 221,380
Dynamic Allocation EUR 05/09 EUR 127,680 131,930
Emerg. Mkts Dynamic EUR2 05/09 EUR 97,990 100,880
Emerg. Mkts Dynamic USD2 05/09 USD 104,070 107,190
Euro Liquidity EUR 05/09 EUR 151,151 151,111
Europ. Corporate Bds EUR 05/09 EUR 199,820 199,810
Europ. Fixed Income EUR 05/09 EUR 194,970 195,000
Europ. Opport. EUR 05/09 EUR 243,760 253,390
Europ. Opport. EUR2 05/09 EUR 137,010 142,420
Europ. Small Cap EUR 05/09 EUR 233,300 243,030
ForExtra Yield (EUR) EUR 05/09 EUR 155,400 155,400
Global Convertibles EUR 02/09 EUR 186,410 188,210
Global Convertibles USD 02/09 USD 184,450 186,270
Italian Opport. EUR 05/09 EUR 22,020 22,870
Italian Value EUR 05/09 EUR 163,240 170,630
Japan Opport. EUR 05/09 EUR 107,920 109,770
Japan Opport. JPY 05/09 JPY 10394,000 10578,000
LatAm Opport. EUR2 05/09 EUR 145,490 149,070
LatAm Opport. USD2 05/09 USD 147,980 151,680
Market Neutral EUR 05/09 EUR 150,330 150,330
US Dollar Bds USD 05/09 USD 324,800 325,210
US Dynamic EUR 02/09 EUR 94,400 96,800
US Dynamic USD 02/09 USD 98,500 101,020
US Small Cap USD 02/09 USD 167,490 173,850
US Value EUR 02/09 EUR 124,360 128,300
US Value USD 02/09 USD 126,050 130,060
World Opport. EUR 02/09 EUR 124,410 126,170
World Opport. USD 02/09 USD 255,900 259,570
3A Dyn. UCITS Fd (EUR) A 01/09 EUR 968,810 968,810
Tel: 0041916403780
www.pharusfunds.com info@pharusfunds.com
PS - Absolute Return 06/09 EUR 95,600 95,360
PS - Absolute Return B 06/09 EUR 100,540 100,280
PS - Aliseo A 06/09 EUR 92,110 91,770
PS - Best Global Managers A 06/09 EUR 98,690 98,300
PS - Best Global Managers B 06/09 EUR 100,040 99,620
PS - Best Global Managers Flex Eq A06/09 EUR 91,350 93,200
PS - Bond Opportunities 06/09 EUR 137,610 138,070
PS - Bond Opportunities B 06/09 EUR 101,870 102,210
PS - EOS 06/09 EUR 95,840 96,310
PS - Inter. Equity Quant A 06/09 EUR 90,560 91,740
PS - Inter. Equity Quant B 06/09 EUR 91,020 92,200
PS - Liquidity 05/09 EUR 118,950 118,850
PS - Opportunistic Growth 06/09 EUR 93,600 93,750
PS - Podium Flex A 06/09 EUR 92,990 93,000
PS - Podium Flex C 06/09 USD 92,710 99,820
PS - Soprarno Global Macro A 06/09 EUR 0,000 0,000
PS - Soprarno Global Macro B 06/09 EUR 106,850 106,910
PS - Soprarno Relative Value A 06/09 EUR 96,390 96,250
PS - Soprarno Relative Value B 06/09 EUR 96,440 96,290
PS - Strategic Colibrì 06/09 EUR 68,490 69,960
PS - Titan Aggressive 06/09 EUR 88,670 88,650
PS - Titan Conservative 06/09 EUR 94,630 93,590
PS - Valeur Income 06/09 EUR 100,930 101,100
PS - Value 06/09 EUR 90,940 90,060
PS - Value B 06/09 EUR 92,280 91,380
www.pegasocapitalsicav.com
Strategic Trend Inst. C 02/09 EUR 102,570 103,460
Strategic Trend Retail C 02/09 EUR 101,880 102,870
Numero Verde 800-533377 - www.schroders.it
Schroder International Selection Fund SICAV
Asia Pacific Property Sec. A 05/09 USD 115,270 117,500
Asian Bond Abs.Re. A 05/09 USD 12,370 12,360
Asian Convertible Bd A 05/09 USD 104,350 105,060
Asian Equity Yield A 05/09 USD 19,230 19,790
Asian Smaller Companies A 05/09 USD 153,310 157,320
BRIC (BR,RU,IN,CH) A 05/09 EUR 130,530 133,470
BRIC (BR,RU,IN,CH) A 05/09 USD 184,170 190,270
China Opportunities A 05/09 USD 212,070 219,370
Em. Eur. Dbt Abs. Ret. A 05/09 EUR 17,630 17,650
Emerging Asia A 05/09 EUR 16,010 16,340
Emerging Asia A 05/09 USD 22,600 23,300
Emerging Europe A 05/09 EUR 19,260 19,570
Emerging Markets A 05/09 EUR 8,510 8,690
Emerging Markets A 05/09 USD 12,040 12,420
Emerging Mkts Dbt Abs Ret A 05/09 USD 26,340 26,390
EURO Active Value A 05/09 EUR 20,970 21,740
EURO Bond A 05/09 EUR 15,730 15,690
EURO Corporate Bond A 05/09 EUR 15,980 16,000
EURO Equity A 05/09 EUR 16,710 17,310
EURO Government Bond A 05/09 EUR 8,790 8,780
EURO Liquidity A 05/09 EUR 121,810 121,810
EURO Short Term Bond A 05/09 EUR 6,710 6,720
European Allocation A 05/09 EUR 17,370 17,470
European Defensive A* 05/09 EUR 9,160 9,160
European Dividend Max. A 05/09 EUR 63,750 65,310
European Equity Alpha A 05/09 EUR 31,980 33,040
European Equity Yield A 05/09 EUR 9,810 10,070
European Large Cap A 05/09 EUR 131,260 135,200
European Smaller Comp A 05/09 EUR 17,440 17,900
European Special Sit A 05/09 EUR 89,160 91,900
Glb Emer Mkt Opps A 05/09 USD 13,130 13,620
Glb Emer Mkt Opps EUR A 05/09 EUR 12,030 12,340
Global Bond A 05/09 USD 11,590 11,590
Global Convertible Bd A 05/09 USD 102,180 102,840
Global Clim.ChgeEq.A 05/09 USD 7,890 8,160
Global Corporate A 05/09 USD 8,820 8,790
Global Credit Duration A 05/09 EUR 103,640 103,600
Global Div.Maximiser A 05/09 USD 6,960 7,140
Global Energy A 05/09 USD 32,910 34,180
Global Equity A 05/09 USD 13,460 13,890
Global Equity Alpha A 05/09 EUR 79,430 81,000
Global Equity Alpha A 05/09 USD 112,210 115,620
Global Equity Yield A 05/09 EUR 72,490 73,560
Global Equity Yield A 05/09 USD 102,280 104,880
Global High Yield A 05/09 USD 30,230 30,290
Global Infl Linked Bond A 05/09 EUR 26,830 26,780
Global Prop Securities A 05/09 USD 109,940 113,420
Global Smal Companies A 05/09 USD 109,270 112,640
Greater China A 05/09 USD 34,190 35,220
Indian Equity A 05/09 USD 115,520 116,470
Italian Equity A 05/09 EUR 17,350 17,970
Japanese Equity A 05/09 JPY 497,720 506,340
Japanese Large Cap A 05/09 JPY 677,310 688,970
Japanese Smal Companies A 05/09 JPY 49,170 49,870
Latin American Fund A 05/09 EUR 34,840 35,860
Latin American Fund A 05/09 USD 49,460 51,440
Middle East A 05/09 USD 7,690 7,690
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
Pacific Equity A 05/09 EUR 7,390 7,550
Pacific Equity A 05/09 USD 10,440 10,780
QEP Global Quant Act Val A 05/09 EUR 89,700 91,530
QEP Global Quant Act Val A 05/09 USD 127,640 131,610
Strategic Bond A 05/09 USD 133,070 132,780
Swiss Equity A 05/09 CHF 21,540 22,220
Swiss Equity Opps A 05/09 CHF 89,350 92,210
Swiss Small & Mid Cap A 05/09 CHF 17,730 18,300
UK Equity A 05/09 GBP 2,740 2,800
US All Cap A 05/09 USD 92,960 95,200
US Dollar Bond A 05/09 USD 19,430 19,380
US Dollar Liquidity A 05/09 USD 105,110 105,110
US Large Cap A 05/09 EUR 44,610 45,160
US Large Cap A 05/09 USD 63,050 64,490
US Small & Mid-Cap Equ A 05/09 EUR 96,350 97,720
US Small & Mid-Cap Equ A 05/09 USD 136,740 140,130
US Smaller Companies A 05/09 USD 67,470 69,520
*I LIVELLI DI PROTEZIONE RELATIVI AI FONDI DEFENSIVE
SONO CONSULTABILI SUL SITO INTERNET WWW.SCHRODERS.IT
www.sorgentegroup.com
Fondo Donatello-Michelangelo Due 31/12 EUR 54575,179 56242,509
Fondo Donatello-Tulipano 31/12 EUR 49811,098 50282,489
Fondo Donatello-Margherita 31/12 EUR 28627,386 27332,950
Fondo Donatello-David 31/12 EUR 57372,027 57301,183
Fondo Donatello-Puglia Uno 31/12 EUR 55416,101 -
Caravaggio di Sorgente SGR 31/12 EUR 2981,761 3083,178
Si tratta di Fondi Immobiliari chiusi
Tel: 800/614614
Bim Az. Small Cap Italia 05/09 EUR 5,901 6,132
Bim Azionario Europa 05/09 EUR 7,488 7,878
Bim Azionario Globale 05/09 EUR 3,217 3,310
Bim Azionario Italia 05/09 EUR 5,204 5,435
Bim Azionario USA 05/09 EUR 5,098 5,069
Bim Bilanciato 05/09 EUR 19,990 20,316
Bim Corporate Mix 05/09 EUR 5,566 5,560
Bim Flessibile 05/09 EUR 3,637 3,652
Bim Obblig. Breve Term. 05/09 EUR 6,545 6,555
Bim Obblig. Globale 05/09 EUR 5,969 5,943
Bim Obbligazionario Euro 05/09 EUR 6,992 7,006
Sicav Asia Flessibile 05/09 EUR 5,698 5,733
Sicav Azionario Euro 05/09 EUR 4,140 4,377
Sicav Azionario Italia 05/09 EUR 7,943 8,292
Sicav Bil.Equ. Italia 05/09 EUR 4,989 5,043
Sicav Fortissimo 05/09 EUR 2,049 2,119
Sicav Europa Flessibile 05/09 EUR 4,482 4,554
Sicav Monetario 05/09 EUR 7,477 7,484
Sicav Obblig. Area Europa 05/09 EUR 9,548 9,538
Sicav Patrimonio Globale 05/09 EUR 4,583 4,653
Sicav Patrimonio G. Reddito 05/09 EUR 7,044 7,065
Synergia Azionario Europa 05/09 EUR 4,651 4,890
Synergia Azionario Globale 05/09 EUR 4,968 5,110
Synergia Azionario Italia 05/09 EUR 4,298 4,488
Synergia Az. Small Cap Italia 05/09 EUR 4,641 4,821
Synergia Azionario USA 05/09 EUR 5,301 5,275
Synergia Bilanciato 15 05/09 EUR 5,118 5,150
Synergia Bilanciato 30 05/09 EUR 5,091 5,160
Synergia Bilanciato 50 05/09 EUR 5,007 5,118
Synergia Monetaria 05/09 EUR 5,024 5,031
Synergia Obbl. Corporate 05/09 EUR 5,466 5,459
Synergia Obbl. Euro B.T. 05/09 EUR 5,036 5,045
Synergia Obbl. Euro M.T. 05/09 EUR 5,223 5,228
Synergia Tesoreria 05/09 EUR 5,072 5,078
Synergia Total Return 05/09 EUR 5,035 5,066
Symphonia MS Adagio 05/09 EUR 5,693 5,720
Symphonia MS America 05/09 EUR 3,554 3,592
Symphonia MS Asia 05/09 EUR 4,884 4,975
Symphonia MS Europa 05/09 EUR 4,744 4,885
Symphonia MS Largo 05/09 EUR 5,263 5,316
Symphonia MS P. Emer. 05/09 EUR 12,244 12,419
Symphonia MS Vivace 05/09 EUR 4,628 4,710
Tel. 02 - 430241
www.ubipramerica.it
UBI Pr. Active Beta 05/09 EUR 4,555 4,556
UBI Pr. Active Duration 05/09 EUR 5,478 5,487
UBI Pr. Alpha Equity 05/09 EUR 4,876 4,913
UBI Pr. Azionario Etico 05/09 EUR 3,982 4,149
UBI Pr. Azioni Euro 05/09 EUR 4,644 4,820
UBI Pr. Azioni Europa 05/09 EUR 4,903 5,100
UBI Pr. Azioni Globali 05/09 EUR 4,033 4,084
UBI Pr. Azioni Italia 05/09 EUR 3,729 3,896
UBI Pr. Azioni Mercati Emerg. 05/09 EUR 10,009 10,261
UBI Pr. Azioni Pacifico 05/09 EUR 6,061 6,201
UBI Pr. Azioni USA 05/09 EUR 3,838 3,813
UBI Pr. Bilanc. Euro Rischio Cont. 05/09 EUR 5,507 5,575
UBI Pr. Euro B.T. 05/09 EUR 6,651 6,692
UBI Pr. Euro Cash 05/09 EUR 7,264 7,281
UBI Pr. Euro Corporate 05/09 EUR 7,809 7,816
UBI Pr. Euro Medio/Lungo Ter. 05/09 EUR 6,890 6,918
UBI Pr. Obblig. Dollari 05/09 EUR 5,233 5,197
UBI Pr. Obblig. Glob. Alto Rend. 05/09 EUR 9,315 9,314
UBI Pr. Obblig. Globali 05/09 EUR 6,026 5,989
UBI Pr. Obblig. Globali Corp. 05/09 EUR 7,257 7,244
UBI Pr. Portafoglio Aggressivo 05/09 EUR 4,697 4,778
UBI Pr. Portafoglio Dinamico 05/09 EUR 5,243 5,291
UBI Pr. Portafoglio Moderato 05/09 EUR 5,813 5,835
UBI Pr. Portafoglio Prudente 05/09 EUR 6,133 6,137
UBI Pr. Privilege 1 05/09 EUR 5,390 5,419
UBI Pr. Privilege 2 05/09 EUR 5,259 5,313
UBI Pr. Privilege 3 05/09 EUR 5,051 5,122
UBI Pr. Privilege 4 05/09 EUR 4,633 4,730
UBI Pr. Privilege 5 05/09 EUR 4,255 4,368
UBI Pr. Tot. Ret. Mod. A 05/09 EUR 5,019 5,023
UBI Pr. Tot. Ret. Mod. B 05/09 EUR 5,048 5,051
UBI Pr. Tot.Ret. Dinamico 05/09 EUR 4,786 4,788
UBI Pr. Total Return Prudente 05/09 EUR 10,585 10,590
www.vitruviussicav.com
Asian Equity B 05/09 EUR 72,370 74,300
Asian Equity B 05/09 USD 100,070 102,740
Emerg Mkts Equity 05/09 USD 415,390 421,350
Emerg Mkts Equity Hdg 05/09 EUR 411,410 417,310
European Equity 05/09 EUR 185,990 192,570
Greater China Equity 05/09 EUR 81,140 82,010
Greater China Equity 05/09 USD 114,960 116,220
Growth Opportunities 02/09 USD 49,510 50,500
Growth Opportunities Hdg 02/09 EUR 55,050 56,150
Japanese Equity 05/09 JPY 83,210 84,430
Japanese Equity Hdg 05/09 EUR 110,530 112,150
Swiss Equity 05/09 CHF 85,070 88,700
Swiss Equity Hdg 05/09 EUR 64,020 66,740
US Equity 02/09 USD 104,040 106,480
US Equity Hdg 02/09 EUR 116,520 119,250
Tel 0332 251411
www.ottoapiu.it
8a+ Eiger 05/09 EUR 3,630 3,810
8a+ Gran Paradiso 05/09 EUR 5,280 5,291
8a+ Latemar 05/09 EUR 4,770 4,841
8a+ Matterhorn 26/08 EUR 498486,701 481849,397
8a+ Monviso 05/09 EUR 4,974 5,004
Legenda: Quota/pre. = Quota precedente; Quota/od. = Quota odierna 132DE3AB
50
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
Piazza Affari
SCIVOLANO MPS ED EXOR
LUXOTTICA GUIDA I RIALZI
A
ncora un pesante ribasso,
mitigato solo parzialmente
in chiusura da un dato
americano (l’indice Ism dei
servizi) migliore del previsto. Nel
corso della seduta per il Ftse-Mib
di Piazza Affari è stato un
susseguirsi di cali e successivi rimbalzi: è arrivato
a guadagnare l’1% e a perdere oltre tre punti
percentuali. Alla fine l’indice principale del listino
italiano è riuscito a mantenersi sopra quota 14
mila punti, con una flessione rispetto alla vigilia
dell’1,98%. Sul fronte delle banche hanno pesato
non solo le prospettive negative per l’economia
ma anche i cali dei titoli pubblici. Unicredit
(-4,45%) e Monte Paschi (-4,33%) i titoli peggiori
del comparto. Ma le vendite hanno colpito ben
più duramente la galassia Agnelli, con Exor
(-6,52%) maglia nera, Fiat Industrial giù del
5,40% e Fiat del 3,87%. La lista dei migliori,
nell’ambito dei 40 titoli più capitalizzati del
listino, è guidata invece da Luxottica (+1,98%);
seguono Parmalat (+1,47%), Enel Green Power
(+1,12%) e, con progressi più contenuti, Atlantia
(+0,68%) e Tenaris (+0,67%).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A.S. Roma .....................(ASR) 0,673 -0,15 -36,21 0,628 1,249 90,4
A2A.......................................(A2A) 0,876 -2,56 -16,46 0,854 1,231 2767,0
Acea......................................(ACE) 5,525 -0,45 -35,53 5,025 8,580 1182,0
Acegas-Aps...........................(AEG) 3,396 -3,52 -6,38 3,352 4,640 185,9
Acotel Group * ......................(ACO) 23,400 -2,42 -46,81 23,400 44,140 97,2
Acque Potabili .......................(ACP) 0,897 +1,87 -37,53 0,807 1,477 32,2
Acsm ....................................(ACS) 0,832 -0,83 -23,18 0,832 1,192 62,3
AdF-Aerop.Firenze ..................(AFI) 9,020 — -16,71 9,020 12,500 88,4
Aedes * ...................................(AE) 0,091 -6,97 -52,88 0,085 0,231 66,9
Aedes 14w *.....................(WAE14) 0,016 -0,62 -62,05 0,012 0,049 —
Aeffe *...................................(AEF) 0,799 +6,32 +57,28 0,477 1,477 81,8
Aicon * ...................................(AIC) — — — — — —
Alerion ..................................(ARN) 4,262 -4,78 -19,36 4,262 5,820 189,2
Amplifon...............................(AMP) 3,624 -1,47 -4,13 3,598 4,502 801,6
Ansaldo Sts *.........................(STS) 5,855 -1,01 -36,22 5,540 9,600 820,8
Antichi Pell ..............................(AP) 0,300 -0,17 -36,48 0,300 0,596 13,7
Apulia Pront...........................(APP) 0,215 -5,83 -39,18 0,215 0,384 50,6
Arena ....................................(ARE) 0,010 — -62,89 0,009 0,029 13,2
Arkimedica...........................(AKM) 0,090 -0,55 -80,02 0,090 0,453 7,7
Ascopiave *...........................(ASC) 1,370 — -13,35 1,370 1,718 321,1
Astaldi * ................................(AST) 3,800 -4,71 -23,31 3,638 5,960 378,8
Atlantia ..................................(ATL) 10,400 +0,68 -29,46 10,330 16,095 6546,1
Autogrill ................................(AGL) 8,060 -0,43 -24,32 7,935 10,970 2050,3
Autostrada To-Mi .....................(AT) 6,945 -1,70 -31,98 6,775 11,400 614,6
Autostrade Mer. ................(AUTME) 18,950 +0,32 -16,89 18,550 24,380 82,8
Azimut..................................(AZM) 4,518 -0,18 -33,12 4,518 8,461 647,6
B&C Speakers ...............(BEC) 2,770 -1,07 -26,33 2,500 4,080 30,1
Banca Generali .....................(BGN) 6,535 +0,54 -28,66 6,270 11,560 734,4
Banca Ifis *...............................(IF) 4,060 -3,33 -23,25 4,060 5,585 220,6
Banca Pop. Emilia R. .............(BPE) 6,590 — -30,63 5,980 9,895 1660,1
Banca Pop. Sondrio.............(BPSO) 5,650 +4,05 -8,87 4,922 6,600 1695,2
Banco Popolare .......................(BP) 1,063 -2,66 -56,88 1,063 2,753 1891,6
Banco Popolare w10.........(WBP10) — — — — — —
Basicnet................................(BAN) 2,182 +1,96 -22,07 2,000 3,100 129,8
Bastogi......................................(B) 1,179 +2,52 -23,19 1,150 1,660 21,0
BB Biotech *............................(BB) 39,300 -4,61 -19,14 39,300 55,000 —
Bca Carige............................(CRG) 1,386 +3,28 -11,72 1,240 1,812 2232,1
Bca Carige r........................(CRGR) 1,960 -2,49 -29,37 1,860 2,780 344,0
Bca Finnat * ..........................(BFE) 0,380 — -23,31 0,377 0,522 137,8
Bca Intermobiliare .................(BIM) 3,250 -1,52 -22,25 3,250 4,388 516,4
Bca Pop.Etruria e Lazio * .......(PEL) 1,601 -3,67 -47,51 1,543 3,210 121,9
Bca Pop.Milano......................(PMI) 1,261 -3,74 -52,68 1,261 3,163 525,5
Bca Pop.Milano 13w.......(WPMI13) 0,416 — -65,33 0,369 1,254 —
Bca Pop.Spoleto....................(SPO) 2,420 -1,63 -29,75 2,188 3,455 73,2
Bca Profilo ............................(PRO) 0,300 -0,56 -31,80 0,300 0,440 201,0
Bco Desio-Brianza ................(BDB) 3,450 +3,17 -14,81 3,010 4,120 402,0
Bco Desio-Brianza rnc ........(BDBR) 2,980 -0,27 -19,73 2,898 3,750 37,6
Bco Santander ....................(SANT) 5,700 -1,04 -27,66 5,700 9,300 —
Bco Sardegna rnc ...............(BSRP) 6,630 -2,50 -29,84 6,630 9,950 44,1
Bee Team..............................(BET) 0,365 -1,88 -9,09 0,365 0,541 24,9
Beghelli ...................................(BE) 0,440 -3,89 -35,92 0,440 0,732 88,8
Benetton Group.....................(BEN) 4,730 -0,80 -5,40 4,202 5,725 874,9
Beni Stabili ...........................(BNS) 0,458 -5,28 -28,63 0,455 0,765 892,2
Best Union Co......................(BEST) 1,385 +0,36 +0,36 1,241 1,450 13,0
Bialetti Industrie *...................(BIA) 0,266 +2,31 -24,86 0,235 0,425 20,3
Biancamano *.......................(BCM) 1,365 -2,01 +3,41 1,286 2,012 46,7
Biesse * ................................(BSS) 2,944 -1,87 -45,28 2,944 7,810 83,5
Bioera.....................................(BIE) 0,500 -0,04 -50,61 0,470 1,012 15,0
Boero Bart.............................(BOE) — — — — — —
Bolzoni *................................(BLZ) 1,940 -0,26 -9,03 1,940 2,350 50,1
Bon.Ferraresi ...........................(BF) 24,000 +2,30 -18,45 20,770 31,430 132,6
Borgosesia..............................(BO) 0,903 -16,08 -30,05 0,903 1,349 41,7
Borgosesia rnc......................(BOR) — — — — — —
Brembo * ..............................(BRE) 6,270 -3,39 -20,08 6,075 10,310 423,8
Brioschi ..................................(BRI) 0,122 -1,14 -12,49 0,116 0,173 95,5
Bulgari ..................................(BUL) 12,220 — +49,57 7,280 12,330 4120,1
Buone Società .......................(LBS) — — — — — —
Buongiorno *.........................(BNG) 0,960 -2,64 -17,53 0,960 1,460 103,8
Buzzi Unicem........................(BZU) 6,065 -1,38 -30,17 6,065 10,760 1008,9
Buzzi Unicem rnc ................(BZUR) 3,330 -2,86 -38,90 3,330 6,090 138,1
Cad It * ..........................(CAD) 3,618 -4,79 -11,65 3,450 4,447 33,5
Cairo Comm. *........................(CAI) 2,570 +1,10 -5,25 2,470 3,290 199,7
Caleffi....................................(CLF) 1,141 +0,09 -1,38 1,120 1,399 14,9
Caltagirone ..........................(CALT) 1,530 -3,04 -13,51 1,530 2,118 183,5
Caltagirone Ed.......................(CED) 1,269 -2,38 -26,18 1,269 1,945 160,3
Camfin .................................(CMF) 0,255 -2,12 -31,86 0,255 0,429 171,7
Camfin 09-11 w ............(WCMF11) 0,025 -3,85 -62,18 0,026 0,083 —
Campari ................................(CPR) 5,500 — +12,82 4,438 5,935 3183,2
Cape Live ................................(CL) 0,141 +4,44 -43,94 0,132 0,411 7,1
Carraro ...............................(CARR) 2,092 -5,94 -46,19 2,092 4,468 97,0
Cattolica As.........................(CASS) 16,400 -1,20 -14,36 15,120 20,310 889,2
CDC......................................(CDC) 1,410 -1,26 -14,08 1,240 1,939 16,8
Cell Therap...........................(CTIC) 0,813 +3,31 -50,49 0,739 1,932 —
Cembre * .............................(CMB) 7,800 +0,13 +25,60 5,965 8,715 131,9
Cementir *............................(CEM) 1,820 +0,17 -13,85 1,660 2,340 281,7
Cent. Latte Torino * ................(CLT) — — — — — —
Ceram. Ricchetti .....................(RIC) 0,190 -4,90 -24,67 0,190 0,305 15,7
CHL.......................................(CHL) 0,075 -2,98 -43,29 0,075 0,150 12,0
CIA.........................................(CIA) 0,250 +1,79 -15,57 0,238 0,340 22,6
Ciccolella ................................(CC) 0,581 -4,76 -10,83 0,476 0,777 104,4
Cir..........................................(CIR) 1,378 -1,71 +0,36 1,337 1,789 1110,1
Class Editori ..........................(CLE) 0,271 -3,21 -39,91 0,263 0,520 28,8
Cobra * .................................(COB) 0,870 -2,25 -34,44 0,821 1,440 35,9
Cofide ...................................(COF) 0,640 -1,54 -4,97 0,632 0,784 451,7
Cogeme Set ..........................(COG) 0,108 -0,55 -70,84 0,102 0,371 6,6
Conafi Prestito' .....................(CNP) 0,645 -2,27 -35,37 0,645 1,070 29,9
Cred. Artigiano ......................(CRA) 1,070 -6,06 -17,57 1,070 1,461 311,4
Cred. Bergamasco...................(CB) 20,180 -0,84 -1,94 20,180 24,770 1247,4
Cred. Emiliano.........................(CE) 2,860 -4,35 -38,79 2,622 5,505 965,9
Cred. Valtellinese .................(CVAL) 2,310 -0,17 -30,26 2,266 3,695 622,4
Cred. Valtellinese 10w ....(WCVA10) — — — — — —
Cred. Valtellinese 14w ....(WCVA14) 0,110 -0,45 -51,55 0,105 0,281 —
Crespi ...................................(CRE) 0,043 +0,71 -56,05 0,040 0,161 6,8
Csp .......................................(CSP) 0,960 +1,05 -10,78 0,880 1,295 31,5
D'Amico *........................(DIS) 0,607 -8,25 -38,61 0,607 1,000 94,0
Dada * ....................................(DA) 2,082 -5,02 -57,42 1,960 5,020 34,7
Damiani *.............................(DMN) 1,055 -0,85 +25,60 0,819 1,260 87,7
Danieli ..................................(DAN) 15,510 -2,76 -35,91 14,340 24,580 644,8
Danieli rnc..........................(DANR) 7,960 -4,50 -39,56 7,705 13,690 326,6
Datalogic * ............................(DAL) 5,745 +0,79 -5,28 5,490 6,540 332,3
De'Longhi .............................(DLG) 7,000 -4,31 +19,86 5,820 9,300 1066,7
Dea Capital *.........................(DEA) 1,409 +1,95 +22,52 1,125 1,600 423,5
Diasorin *...............................(DIA) 28,050 +0,57 -11,09 26,710 36,090 1556,8
Digital Bros *..........................(DIB) 1,210 +4,31 -20,92 0,937 1,573 16,3
Dmail Group * ......................(DMA) 2,320 -2,77 -20,41 2,306 3,265 18,3
DMT * ..................................(DMT) 16,710 -1,42 +8,65 15,040 23,510 187,1
Edison ............................(EDN) 0,770 -1,41 -10,98 0,736 0,907 3981,2
Edison r ..............................(EDNR) 0,880 -0,06 -27,97 0,858 1,287 95,0
EEMS * ...............................(EEMS) 0,620 -8,28 -52,96 0,620 1,539 28,9
El.En. * ..................................(ELN) 8,560 -4,89 -32,39 8,560 15,140 42,5
Elica * ...................................(ELC) 1,000 -0,60 -30,56 0,994 1,768 62,6
Emak * ...................................(EM) 3,110 -2,81 -29,56 3,110 4,600 87,0
Enel.....................................(ENEL) 3,100 -1,59 -17,88 3,100 4,832 29361,0
Enel Green Pw....................(EGPW) 1,540 +1,12 -2,04 1,492 2,048 7654,0
Enervit ..................................(ENV) 2,000 — +60,77 1,217 2,398 35,3
Engineering * ........................(ENG) 21,000 +0,48 -2,28 20,510 24,320 262,3
Eni .........................................(ENI) 13,020 -1,14 -20,71 12,170 18,420 52385,7
Erg........................................(ERG) 8,010 +0,38 -22,61 7,900 10,440 1210,4
Ergy Capital...........................(ECA) 0,318 -1,76 -34,66 0,308 0,498 29,5
Ergy Capital 11w................(WECA) 0,010 -6,80 -67,46 0,009 0,029 —
Ergy Capital 16w............(WECA16) 0,077 — -41,88 0,078 0,143 —
Esprinet * ..............................(PRT) 3,062 -2,79 -45,90 3,062 6,275 160,5
Eurotech * .............................(ETH) 1,716 -5,35 -8,24 1,563 2,440 61,4
Eutelia...................................(EUT) — — — — — —
Exor ......................................(EXO) 13,770 -6,52 -44,77 13,770 25,760 2264,6
Exor prv.................................(EXP) 12,710 -2,75 -32,39 12,710 21,300 988,3
Exor risp................................(EXR) 11,350 -0,79 -39,30 10,850 20,100 102,8
Exprivia *...............................(XPR) 0,719 -3,56 -24,65 0,699 1,155 37,1
Falck Renewables * .........(FKR) 0,797 -4,95 -52,45 0,730 1,758 235,6
Ferragamo...........................(SFER) 11,250 — — 9,920 13,700 1861,4
Fiat............................................(F) 3,672 -3,87 -47,73 3,672 8,050 4076,8
Fiat Ind. priv............................(FIP) 2,888 -4,18 -53,79 2,846 7,415 300,0
Fiat Ind. risp ...........................(FIR) 3,130 -2,67 -49,35 2,990 7,395 245,5
Fiat Industr................................(FI) 5,695 -5,40 -36,72 5,635 10,660 6318,5
Fiat prv....................................(FP) 2,578 -4,52 -51,27 2,578 6,385 268,1
Fiat rnc....................................(FR) 2,620 -4,10 -50,43 2,620 6,375 212,6
Fidia * ...................................(FDA) 2,790 -7,00 -24,34 2,700 4,140 14,4
Fiera Milano * .........................(FM) 3,450 -5,99 -20,69 3,450 4,916 147,7
Finarte C.Aste .......................(FCD) — — — — — —
Finmeccanica........................(FNC) 4,684 -0,85 -45,60 4,516 9,865 2727,7
FNM.....................................(FNM) 0,370 -4,22 -26,67 0,370 0,515 95,0
Fondiaria-Sai .........................(FSA) 1,299 -3,42 -64,44 1,299 4,366 481,3
Fondiaria-Sai rnc.................(FSAR) 0,751 -2,34 -70,85 0,751 2,941 93,7
Fullsix....................................(FUL) 1,703 +0,18 +54,82 1,071 3,262 19,3
Gabetti Pro.S. .................(GAB) 0,059 +0,85 -73,18 0,059 0,245 15,2
Gabetti Pro.S. 13w.........(WGAB13) — — — — — —
Gas Plus................................(GSP) 2,230 -5,11 -43,54 2,230 4,160 101,9
Gefran * ..................................(GE) 3,720 -2,11 -16,96 3,620 5,250 53,2
Gemina ................................(GEM) 0,610 -0,73 +12,96 0,532 0,766 889,5
Gemina rnc ........................(GEMR) 0,800 -9,09 -15,79 0,800 1,170 3,0
Generali ....................................(G) 11,250 -2,60 -21,88 10,680 16,990 17621,0
Geox .....................................(GEO) 2,592 -2,78 -24,71 2,592 4,950 677,8
Greenvision ............................(VIS) 5,400 +1,89 +14,95 4,290 5,400 31,1
Gruppo Coin..........................(GCN) 6,495 — -16,52 6,415 7,870 929,1
Gruppo Edit. L'Espresso...........(ES) 1,272 -1,93 -25,66 1,272 2,104 532,4
Gruppo Minerali M...............(GMM) 3,090 — -30,87 2,970 4,490 18,5
Hera ...............................(HER) 1,100 -4,35 -29,03 1,100 1,760 1233,2
I Grandi Viaggi..................(IGV) 0,880 +1,15 +7,38 0,776 1,080 39,6
IGD *......................................(IGD) 1,300 -1,52 -11,56 1,025 1,755 402,9
Il Sole 24 Ore ........................(S24) 0,875 +0,06 -37,31 0,852 1,510 37,0
Ima * .....................................(IMA) 13,030 +0,23 -12,96 12,570 15,200 479,6
Immsi ....................................(IMS) 0,620 -3,05 -25,30 0,601 0,910 212,0
Impregilo................................(IPG) 1,625 -2,23 -24,24 1,557 2,462 654,2
Impregilo rnc........................(IPGR) 7,655 — -1,23 7,280 8,200 12,4
Indesit....................................(IND) 4,900 -1,61 -40,21 4,622 9,015 562,8
Indesit rnc ...........................(INDR) 5,150 +7,07 -25,20 4,652 7,340 2,7
Intek.......................................(ITK) 0,314 -0,63 -20,23 0,314 0,540 40,3
Intek 11w..........................(WIT11) — — — — — —
Intek r ................................(ITKRP) — — — — — —
Interpump * ..............................(IP) 3,982 -2,78 -30,57 3,880 6,175 391,7
Interpump 12 w * ..............(WIP12) 0,666 -0,60 -0,15 0,573 0,874 —
Intesa Sanpaolo......................(ISP) 0,997 -3,11 -48,27 0,997 2,429 15544,7
Intesa Sanpaolo rnc..............(ISPR) 0,856 -2,51 -48,99 0,856 2,087 796,2
Invest e Sviluppo ....................(IES) 0,531 -6,02 -57,18 0,516 1,870 6,8
Invest e Sviluppo 09w......(WIES12) 0,002 -8,00 -20,69 0,002 0,007 —
Irce *......................................(IRC) 1,937 -2,17 +21,90 1,528 2,708 55,3
Iren ........................................(IRE) 0,814 -3,78 -35,19 0,814 1,407 973,7
Isagro * ..................................(ISG) 2,642 -1,71 -24,03 2,642 4,034 46,4
IT WAY * ................................(ITW) 1,417 +3,36 -44,95 1,221 2,764 10,7
Italcementi................................(IT) 4,392 -0,81 -33,45 4,392 7,650 783,2
Italcementi rnc .......................(ITR) 2,140 -2,01 -41,33 2,140 3,886 226,0
Italmobiliare...........................(ITM) 21,130 -2,18 -17,91 21,130 29,900 464,4
Italmobiliare rnc...................(ITMR) 13,600 -2,86 -23,98 13,600 19,730 222,6
Italy 1 Invest w...................(WIT1) 0,480 — — 0,379 0,788 —
Italy 1 Invest. ..........................(IT1) 9,800 — — 8,768 9,955 147,0
Juventus FC * ...............(JUVE) 0,883 +3,76 -7,54 0,780 0,986 176,2
K.R.Energy......................(KRE) 0,031 -2,80 -54,70 0,029 0,074 31,8
K.R.Energy 12w..............(WKRE12) — — — — — —
Kerself ..................................(KRS) 1,357 +1,04 -60,98 1,300 3,700 24,0
Kinexia..................................(KNX) 1,440 -2,64 -32,55 1,400 2,135 30,9
KME Group ...........................(KME) 0,263 -1,13 -20,45 0,263 0,391 117,6
KME Group 09w.............(WKME09) 0,004 — -79,66 0,003 0,021 —
KME Group 11w.............(WKME11) 0,006 — -58,45 0,004 0,017 —
KME Group rnc ...................(KMER) 0,556 -3,22 -4,39 0,556 0,724 25,3
La Doria *..........................(LD) 1,494 — -20,19 1,494 2,068 47,0
Landi Renzo *..........................(LR) 1,522 -2,44 -48,97 1,522 3,015 173,5
Lazio .....................................(SSL) 0,580 -2,03 -23,78 0,410 0,761 39,7
Lottomatica ...........................(LTO) 10,320 -1,34 +9,67 8,925 15,440 1786,5
Luxottica ...............................(LUX) 19,590 +1,98 -14,49 18,810 23,490 9086,0
Maire Tecnimont ..............(MT) 0,721 -5,63 -78,60 0,721 3,638 236,6
Management e C. .................(MEC) 0,215 -2,36 +0,23 0,205 0,230 101,6
Marcolin ...............................(MCL) 3,226 -10,39 -29,37 3,226 5,470 209,6
MARR * ..............................(MARR) 8,005 -1,05 -8,41 7,800 9,460 531,9
Mediacontech ......................(MCH) 1,698 -1,28 -27,74 1,698 2,470 31,9
Mediaset ................................(MS) 2,400 -0,66 -47,19 2,400 4,923 2843,6
Mediobanca............................(MB) 6,160 -0,40 -8,88 5,400 8,010 5282,9
Mediolanum.........................(MED) 2,344 -2,50 -25,05 2,248 4,084 1734,9
Meridiana Fly........................(MEF) 0,047 -3,49 +3,98 0,043 0,092 65,8
Meridie...................................(ME) 0,111 -0,09 -67,57 0,111 0,358 5,6
Meridie 11w....................(WME11) — — — — — —
Mid Industry Cap ...................(MIC) 10,170 -0,29 +1,70 9,250 10,730 38,6
Milano Ass. ..............................(MI) 0,255 -4,00 -66,54 0,239 0,895 503,7
Milano Ass. rnc......................(MIR) 0,250 -3,40 -67,93 0,243 0,868 25,9
Mirato * ................................(MRT) — — — — — —
Mittel .....................................(MIT) 1,905 -1,50 -37,95 1,905 3,197 135,1
MolMed ...............................(MLM) 0,500 -2,25 +22,10 0,381 0,767 105,7
Mondadori ..............................(MN) 1,905 -2,51 -29,31 1,867 2,868 478,6
Mondo HE.............................(MHE) 0,459 -0,65+189,09 0,157 0,720 9,4
Mondo Tv * ...........................(MTV) 5,330 -0,19 +12,86 4,690 7,200 23,1
Monrif ..................................(MON) 0,341 -2,82 -15,07 0,341 0,460 51,3
Monte Paschi Si. ................(BMPS) 0,374 -4,33 -48,50 0,374 0,859 4130,5
Montefibre..............................(MF) 0,121 -2,18 -19,62 0,119 0,175 15,7
Montefibre rnc....................(MFNC) 0,263 -0,87 -10,88 0,243 0,330 6,7
Monti Ascensori ....................(MSA) 0,229 -3,38 -73,00 0,208 0,848 3,0
Mutuionline *........................(MOL) 4,122 -2,78 -16,40 4,100 5,579 162,3
Nice *............................(NICE) 2,690 -0,37 -11,59 2,686 3,400 308,9
Noemalife .............................(NOE) 5,385 -0,09 -15,73 5,335 6,390 23,3
Novare....................................(NR) — — — — — —
Olidata ............................(OLI) 0,357 -3,77 -40,99 0,342 0,670 12,7
Panariagroup * ...............(PAN) 1,069 +4,60 -30,36 1,022 1,622 48,1
Parmalat ................................(PLT) 1,657 +1,47 -19,95 1,479 2,640 2912,7
Parmalat 15w ................(WPLT15) 0,685 +5,79 -35,19 0,517 1,554 —
Piaggio...................................(PIA) 2,348 -4,16 -3,08 2,138 3,000 885,2
Pierrel ...................................(PRL) 1,700 -0,58 -48,76 1,555 3,813 25,0
Pierrel 12w.....................(WPRL12) — — — — — —
Pininfarina............................(PINF) 3,294 -6,15 -14,44 2,894 7,100 103,1
Piquadro .................................(PQ) 1,987 -1,73 +2,95 1,811 2,910 99,6
Pirelli & C. ...............................(PC) 5,030 -1,76 -18,01 5,030 7,675 2404,5
Pirelli & C. rnc .......................(PCP) 4,194 -2,10 -26,42 3,900 6,310 49,5
Poligr. S.Faustino *.................(PSF) 6,715 -0,67 -26,09 6,310 10,110 7,9
Poligrafici Editoriale...............(POL) 0,410 -1,28 -16,34 0,382 0,495 52,9
Poltrona Frau.........................(PFG) 0,840 -10,64 -13,27 0,840 1,468 123,5
Pop Emilia 01/07.............(BPER15) — — — — — —
Pramac .................................(PRA) 0,899 -2,07 -13,61 0,720 1,205 27,1
Prelios...................................(PRS) 0,249 -4,46 -45,44 0,221 0,593 212,0
Premafin Finanziaria ................(PF) 0,308 -0,49 -59,80 0,277 0,792 120,1
Premuda .................................(PR) 0,560 — -25,58 0,560 0,766 103,7
Prima Industrie * ....................(PRI) 6,315 -5,75 -12,90 6,100 10,030 56,0
Prima Industrie 13w *......(WPRI13) 1,500 -0,66 -5,00 1,200 2,973 —
Prysmian...............................(PRY) 9,950 -3,02 -22,87 9,510 15,950 2162,8
R. De Medici * ..................(RM) 0,194 -0,26 -18,14 0,194 0,249 73,9
R. Ginori 1735.........................(RG) 0,325 +1,53 -28,91 0,290 0,584 14,8
R. Ginori 1735 11w..........(WRG13) — — — — — —
Ratti ......................................(RAT) 1,896 -3,61 +1,61 1,618 2,420 51,6
RCF.......................................(RCF) 0,650 -7,14 -23,21 0,650 0,887 20,8
RCS Mediagroup ...................(RCS) 0,768 -2,85 -26,77 0,753 1,354 565,0
RCS Mediagroup risp ..........(RCSR) 0,610 -2,24 -15,98 0,610 0,880 18,0
RDB * ...................................(RDB) 0,439 -2,49 -78,38 0,425 2,078 20,7
Realty Vailog............................(IIN) 1,850 — -23,40 1,850 2,890 43,3
Recordati *............................(REC) 6,505 +1,25 -8,25 6,360 7,805 1364,1
Reply * ..................................(REY) 18,010 -0,72 -8,90 17,000 21,490 166,1
Retelit .....................................(LIT) 0,340 -2,58 -4,23 0,330 0,607 54,8
Retelit 11w......................(WLIT12) 0,062 — +41,59 0,031 0,183 —
Risanamento...........................(RN) 0,123 -0,73 -44,41 0,123 0,293 94,9
Rosss....................................(ROS) 1,000 — -28,16 0,955 1,392 11,6
Sabaf S.p.a. * .................(SAB) 13,240 -1,63 -47,65 13,240 25,300 151,4
Sadi .......................................(SSI) 0,243 -2,60 -26,41 0,235 0,400 22,6
Saes *.....................................(SG) 5,385 -4,69 -20,81 5,385 8,800 80,4
Saes rnc *.............................(SGR) 4,150 +3,75 -16,16 4,000 6,180 29,8
Safilo Group...........................(SFL) 8,245 -1,32 -39,91 8,200 13,720 474,6
Saipem.................................(SPM) 27,890 -0,78 -25,98 27,060 38,520 12343,4
Saipem risp........................(SPMR) — — — — — —
Saras ....................................(SRS) 1,142 -0,95 -28,63 1,031 2,022 1092,8
Sat ........................................(SAT) 9,600 -0,67 -4,19 9,105 10,700 92,9
Save....................................(SAVE) 6,615 +0,15 -12,62 6,605 8,100 367,4
Screen Service......................(SSB) 0,431 -4,65 -32,35 0,430 0,640 60,3
Seat PG...................................(PG) 0,044 +0,45 -45,71 0,044 0,095 84,6
Seat PG r ..............................(PGR) 1,200 — +46,34 0,725 1,700 0,8
Servizi Italia * .........................(SRI) 4,944 -0,92 -16,91 4,900 7,350 78,0
Seteco International * ............(STC) — — — — — —
SIAS .......................................(SIS) 5,530 -0,45 -23,83 5,515 8,780 1240,3
Snai ......................................(SNA) 2,020 -0,20 -23,63 2,020 2,773 228,7
Snam Gas .............................(SRG) 3,192 -1,54 -14,14 3,192 4,286 11488,2
Sogefi *...................................(SO) 2,018 -3,90 -19,44 1,930 2,950 234,3
Sol ........................................(SOL) 4,840 +1,77 -2,22 4,756 6,050 438,6
Sopaf.....................................(SPF) 0,040 -4,75 -47,58 0,039 0,096 17,1
Sorin.....................................(SRN) 1,600 -1,66 -6,71 1,600 2,102 765,0
Stefanel * ............................(STEF) 0,350 -1,19 -28,61 0,350 0,660 29,7
Stefanel risp * ...................(STEFR) — — — — — —
STMicroelectr. ......................(STM) 4,028 -3,82 -49,90 4,028 9,645 —
Tamburi ...........................(TIP) 1,490 +1,02 +6,13 1,400 1,590 195,7
Tamburi 13w ...................(WTIP13) — — — — — —
TAS .......................................(TAS) 0,676 -5,66 -1,03 0,493 1,450 28,9
Telecom IT..............................(TIT) 0,770 -3,08 -21,51 0,770 1,144 10426,2
Telecom IT Media .................(TME) 0,171 +1,18 -28,36 0,166 0,240 244,9
Telecom IT Media rnc .........(TMER) 0,225 -2,22 -30,23 0,224 0,400 1,2
Telecom IT rnc......................(TITR) 0,707 -2,68 -13,94 0,707 1,025 4281,6
Tenaris ..................................(TEN) 10,550 +0,67 -42,97 10,480 18,510 —
Terna ....................................(TRN) 2,442 -0,65 -23,45 2,424 3,476 4920,1
TerniEnergia *........................(TER) 2,580 +0,78 -29,32 2,470 3,780 70,0
Tesmec * ...............................(TES) 0,355 — -45,17 0,355 0,712 38,3
Tiscali.....................................(TIS) 0,047 -1,26 -41,45 0,047 0,090 87,3
Tiscali 14w......................(WTIS14) 0,001 — -39,13 0,001 0,003 —
Tod's.....................................(TOD) 75,450 +0,40 +2,14 71,850 96,550 2310,3
Toscana Fin .............................(TF) 1,525 -6,15 +6,20 1,436 1,720 47,4
Trevi Fin.Ind. ...........................(TFI) 7,205 -3,55 -33,66 6,830 11,340 467,9
TXT e-solution *.....................(TXT) 8,045 -2,48 +48,98 5,360 9,500 21,4
UBI Banca .......................(UBI) 2,252 -2,60 -63,78 2,252 7,374 2060,6
Uni Land ...............................(UNL) — — — — — —
Unicredit ...............................(UCG) 0,795 -4,45 -49,81 0,795 1,997 15573,6
Unicredit risp ......................(UCGR) 1,501 -3,53 -21,62 1,501 2,150 37,2
Unipol ....................................(UNI) 0,296 -4,58 -36,80 0,285 0,548 637,2
Unipol 13w......................(WUNI13) 0,010 -4,81 -58,05 0,009 0,024 —
Unipol prv ............................(UNIP) 0,233 -4,24 -35,72 0,225 0,419 307,6
Unipol prv 13w...............(WUNP13) 0,012 -2,52 -49,57 0,011 0,025 —
Valsoia............................(VLS) 4,162 +1,22 -0,37 4,096 4,780 43,5
Viaggi Ventaglio .....................(VVE) — — — — — —
Vianini Industria......................(VIN) — — — — — —
Vianini Lavori .........................(VLA) 3,990 -0,45 -0,25 3,658 4,640 171,6
Vittoria Ass. *.........................(VAS) 2,970 -1,00 -17,15 2,970 4,110 199,5
Yoox *...........................(YOOX) 9,575 -2,45 -3,38 8,150 13,320 511,7
Yorkville Bhn ...........................(BY) 1,965 -1,75 -63,27 1,902 5,350 1,9
Zignago Vetro *.................(ZV) 4,754 -1,53 -1,73 4,650 5,690 383,2
Zucchi ...................................(ZUC) 0,880 +4,76 +90,68 0,445 1,569 21,1
Zucchi rnc...........................(ZUCR) 0,730 +0,07 +43,89 0,469 1,150 2,5
B.O.T.
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
15.09.11 7 99,968 -
14.10.11 36 99,882 1,02
15.11.11 68 99,748 1,13
15.12.11 98 99,649 1,06
16.01.12 130 99,325 1,65
15.02.12 160 99,028 2,00
15.03.12 189 98,751 2,18
16.04.12 221 98,562 2,16
15.05.12 250 98,152 2,48
15.06.12 281 97,874 2,54
16.07.12 312 97,385 2,67
15.08.12 342 97,082 2,81
Borsa Italiana Quotazioni in diretta sul telefonino: invia QUOTA <sigla titolo>, ad esempio: QUOTA ACE al numero 482242. Costo 0,5 Euro per SMS ricevuto. Info su www.corriere.it/economia
Valuta al 08-09-11 Monete auree
06 set Denaro Lettera
Sterlina (v.c) 277,85 320,20
Sterlina (n.c) 277,85 321,75
Sterlina (post.74) 277,85 321,75
Krugerrand 1.210,06 1.363,45
Marengo Italiano 226,98 255,65
Marengo Svizzero 226,21 255,13
Marengo Francese 226,21 255,13
Oro
06 set Mattino Sera
Oro Milano (Euro/gr.) 43,67 43,72
Oro Londra (usd/oncia) 1.891,00 1.895,00
Argento Milano (Euro/kg.) —1.004,90
Platino Milano (Euro/gr.) — 44,81
Palladio Milano (Euro/gr.) — 18,27
1 sett. 1,089 1,104
1 mese 1,343 1,362
2 mesi 1,413 1,433
3 mesi 1,534 1,555
4 mesi 1,589 1,611
5 mesi 1,651 1,674
6 mesi 1,732 1,756
7 mesi 1,789 1,814
8 mesi 1,834 1,859
9 mesi 1,893 1,919
10 mesi 1,944 1,971
11 mesi 2,010 2,038
12 mesi 2,066 2,095
Euribor
Periodo T. 360 T. 365 Periodo T.360 T.365
Tassi
Italia 1,50 1,50
Area Euro 1,50 1,50
Canada 1,00 0,00
Danimarca 1,25 1,25
Finlandia 1,50 1,50
Francia 1,50 1,50
Giappone 0,30 0,10
G.B. 0,00 0,50
USA 0,75 0,25
Svezia 2,00 2,00
Sconto Interv Sconto Interv Scadenza Giorni Pr.Netto Rend. Scadenza Giorni Pr.Netto Rend.
* Titolo appartenente al segmento Star.
A
B
C
E
G
R
S
T
U
L
M
V
Z
F
Dati a cura dell’agenzia giornalistica Radiocor. Monete Auree: ConFinvest F.L. Milano
D
P
Y
H
J
K
O
N
I
(s.ta.) Il Consiglio Superiore della Banca d’Italia si riuni-
rà il 28 settembre. La convocazione è per una seduta ordina-
ria, di quelle mensili. Ma certo non si può negare una certa
suspence per l’eventualità che possa essere trasformata in
seduta straordinaria. Che è quella che servirebbe per dare il
necessario parere sul nome del nuovo Governatore della
Banca, sulla base delle procedure previste dalla legge e dallo
stesso statuto dell’Istituto di via Nazionale. L’impegno del
presidente del Consiglio era di individuare entro settembre
il successore di Mario Draghi, che dal 1 novembre assumerà
l’incarico di presidente della Banca centrale europea. Le da-
te potrebbero quindi quadrare, se non fosse che il governo e
il suo premier sono impegnati nella definizione di una ma-
novra economica che plachi le attese dei mercati e non han-
no avuto tempo per affrontare la questione della scelta di
un candidato da proporre per la nomina al parere del Consi-
glio superiore della Banca, alla delibera del Consiglio dei mi-
nistri e alla firma del capo dello Stato.
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L’incontro Ghizzoni-Profumo. A teatro
(n.sa.) L’occasione era di quelle insospettabili: una coda.
Ma una di quelle code nelle quali vale la pena aspettare, per-
ché al termine li attendeva un biglietto per il concerto
d’inaugurazione alla Scala del Festival MiTo. Alessandro Pro-
fumo e Federico Ghizzoni, rispettivamente ex amministrato-
re delegato e amministratore delegato in carica di Unicredit,
si sono incontrati lì e si sono salutati cordialmente. Poco
dietro nella stessa fila l’amministratore delegato di Medio-
banca Alberto Nagel. Poi tutti dentro, in platea, a sentire Da-
niel Barenboim interpretare simultaneamente il piano e la
direzione d’orchestra del concerto dell’incoronazione di
Wolfgang Amadeus Mozart. Un’interpretazione originalissi-
ma, a momenti quasi post moderna specie nel primo e se-
condo movimento. I banchieri sono rimasti tutti naso
all’insù a seguire il virtuosismo di Barenboim. Non da soli.
Una volta seduti, si sono accorti che poche file più in là c’era
il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera.
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Sim multate per vendite allo scoperto.
Di due anni fa
(f.mas.) Le vendite allo scoperto sono state le operazioni
speculative più contrastate in questi mesi, tanto che la Con-
sob, in accordo con le altre autorità di controllo dei mercati
di Francia, Spagna e Belgio le ha espressamente vietate sia
pure temporaneamente per i titoli finanziari. Ma la pratica è
diffusa e costante, come dimostrano le sanzioni irrorate dal-
la Commissione presieduta da Giuseppe Vegas e rese note
ieri: nel mirino, appunto per vendite allo scoperto, sono fini-
te Centrosim e Intermonte, due fra le più blasonate case di
intermediazione italiana, multate per 60mila euro a testa. Le
due sim sono state poste sotto osservazione dalla Commis-
sione per aver operato su Pirelli Re senza verificare prima la
disponibilità e la proprietà dei titoli venduti. I tempi sanzio-
natori della Consob tuttavia non si sposano bene con la rapi-
dità di intervento richiesta sui mercati, e non a caso anche
per questo si è deciso di puntare sullo stop radicale piutto-
sto che attendere la verifica ex post. Basta un occhio alle
date per rendersene conto: le due sim hanno operato sui ti-
toli Pirelli Re (che peraltro non esiste neanche più in Borsa)
tra il 15 giugno e il 3 luglio 2009. Due anni fa.
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Il consiglio «aperto» di A2A e la clauso-
la del patto
(fr.bas.) Siamo ai tempi supplementari. Si gioca ora fino
al 30 ottobre per concludere la partita sul riassetto di Edison,
che ha come protagonisti Edf, i soci italiani riuniti in Delmi e
il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani. Il patto
parasociale di Transalpina di Energia, il veicolo attraverso il
quale Edf e Delmi controllano Edison, sarebbe scaduto il 15
settembre, ma nell’incontro di lunedì a Milano tra il numero
uno di Edf Henri Proglio e il ministro Romani, i francesi han-
no accordato il rinvio, fondamentale per gli italiani per met-
tersi d’accordo sul futuro del secondo produttore di energia
del Paese. Oggi si chiude il consiglio di gestione di A2A, rima-
sto aperto da giovedì scorso in attesa del vertice, per fare il
punto della situazione. La proposta Zuccoli punta a una cor-
data tutta italiana che rilevi Edipower. Romani ha messo sul
tavolo la possibilità di una collaborazione con Edf su diversi
settori del comparto energetico in Italia e in campo interna-
zionale. Le diplomazie sono al lavoro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
di GIACOMO FERRARI
Sussurri & Grida
indici
MERCATI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 06-09 var.%
Amsterdam (Aex) . . . . . . . . . . . . . 273,33 -0,41
Brent Index . . . . . . . . . . . . . . . . . 115,15 -0,34
Bruxelles-Bel 20 . . . . . . . . . . . . 2109,89 -0,36
DJ Stoxx Euro . . . . . . . . . . . . . . . 208,61 -1,06
DJ Stoxx Euro50 . . . . . . . . . . . . 2080,10 -1,29
DJ Stoxx UE . . . . . . . . . . . . . . . . 221,98 -0,66
DJ Stoxx UE50. . . . . . . . . . . . . . 2091,50 -0,78
FTSE Eurotr.100. . . . . . . . . . . . . 1874,71 -0,70
Hong Kong HS . . . . . . . . . . . . . 19710,50 +0,48
Johannesburg . . . . . . . . . . . . . 26366,27 -0,94
Londra(FTSE100) . . . . . . . . . . . . 5156,84 +1,06
Madrid Ibex35 . . . . . . . . . . . . . . 7936,40 -1,61
Oslo Top 25. . . . . . . . . . . . . . . . . 324,04 -0,59
Singapore ST. . . . . . . . . . . . . . . 2774,33 +0,04
Sydney (All Ords) . . . . . . . . . . . . 4160,71 -1,50
Toronto(300Comp) . . . . . . . . . . 12518,54 -0,67
Vienna (Atx). . . . . . . . . . . . . . . . 2094,27 -0,94
Zurigo (SMI) . . . . . . . . . . . . . . . 5367,24 +4,36
selezione
FRANCOFORTE. . . . . . . . . . . . . . . 06-09 var.%
Allianz . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62,89 -1,50
Bayer Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37,75 -7,53
Beiersdorf . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40,21 +1,34
Bmw . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50,66 -0,41
Commerzbank Ag . . . . . . . . . . . . . . 1,75 -3,37
Deutsche Bank n. . . . . . . . . . . . . . 23,50 -0,89
Deutsche Post . . . . . . . . . . . . . . . . . 9,83 +0,39
Deutsche Telekom n . . . . . . . . . . . . 8,24 -1,06
Dt Lufthansa Ag. . . . . . . . . . . . . . . 10,63 -0,47
Hugo Boss Ag . . . . . . . . . . . . . . . . 57,17 -2,27
Metro Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28,95 -1,85
Porsche Vz . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42,08 +1,64
Siemens n . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65,70 -0,39
Volkswagen Ag . . . . . . . . . . . . . . . 96,09 +0,04
PARIGI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 06-09 var.%
Air France. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5,99 +0,79
Air Liquide . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87,58 +1,21
Alstom . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27,92 -3,44
Axa SA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9,62 -1,65
Bnp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29,66 -5,24
Cap Gemini . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24,75 -1,30
Carrefour . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16,47 -1,67
Casino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54,36 -1,66
Ciments Francais. . . . . . . . . . . . . . 58,15 -0,58
Crédit Agricole . . . . . . . . . . . . . . . . 5,57 -4,72
Danone. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46,13 +0,40
France Télécom. . . . . . . . . . . . . . . 11,97 -1,85
Havas. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2,54 -0,74
L'Oréal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 72,08 -0,61
Michelin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44,60 -1,57
Peugeot S.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . 17,91 -2,95
Renault . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23,99 -3,15
Saint-Gobain. . . . . . . . . . . . . . . . . 30,66 -2,08
Sanofi-Synthelab. . . . . . . . . . . . . . 48,88 +1,66
Société Générale . . . . . . . . . . . . . . 18,93 -6,54
Sodexho Alliance . . . . . . . . . . . . . . 50,70 +2,23
Total . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31,69 -1,00
NEW YORK. . . . . . . . . . . . . . . . . . 06-09 var.%
Amazon Com. . . . . . . . . . . . . . . . 216,18 +2,94
American Express . . . . . . . . . . . . . 48,06 -0,93
Apple Comp Inc. . . . . . . . . . . . . . 379,74 +1,52
At&T. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27,83 -0,78
Bank of America . . . . . . . . . . . . . . . 6,99 -3,59
Boeing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62,77 -1,97
Carnival . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30,47 -1,26
Caterpillar Inc . . . . . . . . . . . . . . . . 85,70 +0,37
Cisco Systems. . . . . . . . . . . . . . . . 15,28 -0,84
Citigroup Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . 27,68 -2,54
Coca-Cola Co . . . . . . . . . . . . . . . . 69,43 -0,44
Colgate Palmolive . . . . . . . . . . . . . 88,99 +0,53
Dow Chemical . . . . . . . . . . . . . . . . 26,15 -2,10
DuPont . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46,14 -1,33
Exxon Mobil . . . . . . . . . . . . . . . . . 71,14 -1,39
Ford Motor . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10,22 -1,92
General Electric. . . . . . . . . . . . . . . 15,25 -3,24
General Motors . . . . . . . . . . . . . . . 21,44 -2,85
Goldman Sachs . . . . . . . . . . . . . . 104,56 -2,34
Hewlett-Packard . . . . . . . . . . . . . . 23,63 -2,92
Honeywell . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45,05 -0,88
Ibm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 165,11 -1,12
Industrie Natuzzi Sp. . . . . . . . . . . . . 2,69 -1,82
Intel Corp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19,54 -0,51
Johnson & Johnson . . . . . . . . . . . . 64,64 +0,89
JP Morgan . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33,44 -3,44
Lockheed Martin . . . . . . . . . . . . . . 71,22 -0,21
Luxottica Grp Spa . . . . . . . . . . . . . 27,85 -1,52
McDonald's. . . . . . . . . . . . . . . . . . 88,82 -0,30
Merck & Co. . . . . . . . . . . . . . . . . . 32,25 -0,37
Microsoft . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25,51 -1,12
Monsanto Co. . . . . . . . . . . . . . . . . 64,86 -1,43
Morgan Stanley . . . . . . . . . . . . . . . 15,33 -3,95
Nike Inc. Cl. B . . . . . . . . . . . . . . . . 83,76 -0,33
Occidental Pet . . . . . . . . . . . . . . . . 82,72 -0,83
Pfizer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18,65 +1,03
Procter & Gamble . . . . . . . . . . . . . 62,38 -0,27
Texas Instruments . . . . . . . . . . . . . 24,91 -0,68
Unilever NV . . . . . . . . . . . . . . . . . 32,76 -2,12
Us Steel Corp. . . . . . . . . . . . . . . . . 27,39 -0,98
Walt Disney. . . . . . . . . . . . . . . . . . 31,75 -2,19
Whirlpool . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55,82 -4,35
Xerox . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7,81 -1,26
Yahoo Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12,91 +0,31
LONDRA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 06-09 var.%
3i Group . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 197,00 -0,40
Anglo American . . . . . . . . . . . . . 2383,00 +0,61
AstraZeneca . . . . . . . . . . . . . . . 2769,50 +1,10
B Sky B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 645,50 +0,70
Barclays Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 150,75 -2,21
BP . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 367,09 +1,07
British Airways . . . . . . . . . . . . . . 276,46 -2,14
British Telecom . . . . . . . . . . . . . . 162,60 -0,49
Burberry Group . . . . . . . . . . . . . 1272,00 +1,03
Glaxosmithkline . . . . . . . . . . . . . 1272,50 +0,63
Marks & Spencer. . . . . . . . . . . . . 301,80 -0,20
Pearson Plc. . . . . . . . . . . . . . . . 1064,00 -
Prudential . . . . . . . . . . . . . . . . . . 565,50 +0,18
Rolls Royce . . . . . . . . . . . . . . . . . 616,00 +1,40
Royal & Sun All . . . . . . . . . . . . . . 109,30 -
Royal Bk of Scot . . . . . . . . . . . . . . 21,17 -2,80
Schroders Plc . . . . . . . . . . . . . . 1436,00 -0,62
Unilever Plc. . . . . . . . . . . . . . . . 2021,00 +1,40
Vodafone Group. . . . . . . . . . . . . . 160,15 +1,68
ZURIGO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 06-09 var.%
Nestlé. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49,73 +3,65
Novartis . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47,47 +6,79
Ubs . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10,46 +1,36
Borse Estere
A NewYork valori espressi in dollari, a Londra
in pence, a Zurigo in franchi svizzeri
Banca d’Italia, Consiglio il 28 (con suspense)
51 Economia/Mercati Finanziari
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Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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«N
omen omen». Ovvero, in ogni
nome c’è un destino. A metà
del Settecento, è vissuto un fra-
te: Giovanni Battista Boetti. Na-
to nel Monferrato, sotto il nome di profeta Man-
sur, Giovanni Battista Boetti conquistò l’Armenia,
il Kurdistan, la Georgia e la Circassia. Attraversò
l’Europa occidentale e orientale, animato da una
sincera passione per il viaggiare. La sua ambizio-
ne: risolvere se stesso nel movimento, liberarsi
dei legami fissi, trovare la stabilità in un’incessan-
te trasformazione, essere privo di meta, di punti
di partenza e di arrivo.
Tre secoli dopo c’è stato un altro Boetti, Ali-
ghiero. Anch’egli piemontese. Anch’egli innamo-
rato del viaggio: attratto da geografie lontane
(l’America del Sud, l’Afghanistan) e affascinato
dalla possibilità di compiere scorribande tra i lin-
guaggi (pittura, scultura, installazione, perfor-
mance). Scomparso a Roma il 24 aprile 1994,
l’erede del profeta Mansur (che era nato a Torino
il 16 dicembre 1940) è diventa-
to un autentico mito. Un pun-
to di riferimento, soprattutto
per le ultime generazioni. For-
se, l’artista italiano contempo-
raneo più «internazionale».
La definitiva consacrazione av-
verrà nel prossimo autunno.
Si preparano tre prestigiosi
eventi espositivi, collegati tra
loro, promossi in collabora-
zione con la Fondazione Ali-
ghiero e Boetti e con l’Archi-
vio Alighiero Boetti. Un’anto-
logica itinerante che, con lievi
modifiche, toccherà Europa e
Stati Uniti. La prima tappa sa-
rà il Reina Sofia di Madrid
(dal 5 ottobre al 12 febbraio, a
cura di Lynne Cook), cui se-
guiranno il «momento» ingle-
se (alla Tate Modern, dal 21
febbraio al 27 maggio, a cura
di Mark Godfrey) e quello
americano (al MoMA, nel-
l’estate del 2012, a cura di Chri-
stian Rattemeyer). Un Grand Tour accompagna-
to da un volume pubblicato da Electa, che è l’edi-
tore anche del catalogo generale dell’opera di Bo-
etti (di cui è uscito il primo volume, mentre si
sta approntando il secondo). Inoltre, è di prossi-
ma pubblicazione, da MIT Press, una monogra-
fia di Mark Godfrey (che verrà tradotta in italia-
no ancora da Electa). Ed è appena arrivato in li-
breria un libro — come un’autoantologia — di
Germano Celant, che ospita ampi capitoli dedica-
ti a Boetti (Arte Povera, Electa, pp. 359, e 70).
Senza dimenticare il controverso omaggio, tenu-
tosi a fine maggio a Torino, nell’ambito di «Artis-
sima». E le quotazioni oramai stellari raggiunte
nelle ultime aste (Boetti è nella top rise delle ca-
se d’asta: molta attesa c’è, ad esempio, per un
suo Tutto che verrà battuto da Christie’s a Lon-
dra il 14 ottobre).
Davvero non si era mai vista una tale mobilita-
zione per un nostro artista del Novecento: nean-
che per Burri e per Fontana. Come spiegare que-
sto fenomeno (abilmente pilotato e orchestra-
to)? Quali ragioni sono all’origine di questa risco-
perta? Certo, ci sono motivazioni di tipo mercan-
tile. Ma perché, oggi, in un tempo dominato da
effimeri minimalismi, da vuoti concettualismi e
da inconsistenti provocazioni, abbiamo tanto
«bisogno» di Boetti? Perché, nell’età del disin-
canto, abbiamo necessità di favole. E, probabil-
mente, Boetti, è stato innanzitutto uno straordi-
nario affabulatore: un meraviglioso costruttore
di «storie». Una sorta di compagno di strada di
Italo Calvino e di Georges Perec. Una personalità
che ha provato a «usare» l’arte per sedurre, per
incantare. In lui, non c’è il gusto per i giochi ana-
litici dei concettualisti; né il richiamo a una natu-
ra incontaminata, in linea con le ipotesi dei pove-
risti; e neanche il cinismo meccanico e senz’ani-
ma dei protagonisti della Pop Art. Padre del pop
concettuale, Boetti lambisce le neoavanguardie:
si accosta a gruppi come l’Arte Povera, ma resta
un solitario, impegnato in sofisticate parabole vi-
sive. Ogni suo esercizio di stile si offre a noi co-
me una narrazione evocativa, spesso criptica, nel-
la quale si accarezzano realtà e trasfigurazione.
Con sapienza maieutica, Boetti ritiene che
non si inventi mai dal niente. Da post-dadaista,
parte sempre da qualcosa che c’è già: legni, sassi,
corde, fogli di giornali, cartoline, francobolli, let-
tere, mappe. Sorretto da quello che è stato defini-
to il piacere della constatazione, indugia su dati
elementari. «Tante volte afferro le cose dall’ester-
no», ama dire. Agisce come un archeologo, che
ritrova schegge esistenti. Vuole rendere sacro
ciò che è irrilevante. Il suo intento: servirsi di reli-
quie fragili per far nascere un altro universo, co-
me «un quadrato senza angoli». Il suo sogno:
«Mettere al mondo il mondo».
Per accostarsi a questa utopia, Boetti delinea,
per dirla con Calvino, «sentieri dei destini incro-
ciati». Taglia, sovrappone, effettua sdoppiamen-
ti. Non presenta mai una singola forma, ma mol-
tiplica quella stessa forma, in una serie di ripeti-
zioni differenti. Si abbandona a proliferazioni di
matrici uniche: a variazioni sul tema. Vuole scor-
gere analogie, corrispondenze, interferenze, in-
stabili equilibri, collisioni circolari, per portarsi
oltre le opacità del quotidiano. Pensa l’opera co-
me un meccanismo che deve funzionare. La sua
è un’ars combinatoria densa di assonanze con
gli azzardi letterari di Calvino e di Perec. Le im-
magini si collegano tra loro, preludendo a signi-
ficati ulteriori. Fino a dischiudere, come ha ri-
cordato Giuliano Briganti, «un campo così ricco
di avventure da essere percorso all’infinito». An-
ni fa un critico chiese a Boetti: «Qual è l’aspetto
magico del tuo lavoro?». La risposta: «Le felici
coincidenze. Le cose se non sono segrete s’an-
nacquano».
Per mettere in scena queste coincidenze, Boet-
ti si spinge verso una figurazione che non teme
valori spesso demonizzati da avanguardisti e neo-
avanguardisti come piacevolezza, leggibilità, de-
corazione. Rispetta la visività. Da esteta, insegue
la bellezza. Ricorre a soluzioni prive dell’asceti-
smo poverista: addirittura pop, cromaticamente
ricchissime. La sua è una figurazione sontuosa,
sempre in bilico tra la pluralità delle tracce acqui-
site e la simmetria delle composizioni proposte.
Un’importante chiave di lettura per cogliere il sen-
so di questa ricerca è offerta da alcuni appunti
autobiografici in un diario inedito (conservato
dalla Fondazione Alighiero e Boetti), nei quali l’ar-
tista sostiene che tra ordine e disordine non vi
sono gerarchie. Sono «parole quasi uguali anzi
identiche salvo la particella dis (...) come un trat-
to che caratterizza un fenomeno — che dà una
direzione — un senso — una finalità».
Dunque, disciplinato disordine e, insieme, or-
dinata indisciplina. Si pensi, in particolare, agli
arazzi, la cui esecuzione viene spesso affidata ad
artigiane afghane: un modo per separare la di-
mensione mentale da quella manuale. Ecco gli
«alfabeti», sequenze ricamate di segni, dietro cui
si celano tante confessioni cifrate. Lettere e nu-
meri trattati come figure, come immagini. Fusio-
ne di elementi linguistici e di elementi poetici.
Avventure calligrafiche, rivolte a controllare la
fluidità della parola. Stoffe tessute in tinte lumi-
nose. Ed ecco le mappe. Sono kilim, dove ciascu-
na nazione ha il colore di una bandiera. Tra le car-
tografie più emozionanti, l’ultima — rimasta in-
compiuta — nella quale lo stendardo dell’URSS è
sostituito da quello della Russia. «Pochi giorni
prima di morire, Alighiero aveva personalmente
tagliato i fili…», racconta la prima moglie Anne-
marie Sauzeau. Ed ecco, infine, l’epilogo, come
un addio. Il ciclo di quadri sul «tutto». Ogni archi-
tettura, qui, va in mille pezzi. Siamo al punto ze-
ro, in una Babele dove non possiamo più distin-
guere nulla. È il trionfo di un moto perpetuo, nel
quale ogni tessera si volatilizza in un’astrazione
fatale. Il significato di questa esplosione è in un
altro appunto inedito, nel quale Boetti confessa il
desiderio di «disegnare tutto», perché «in fondo,
il mondo è piccolo e le nostre possibilità di crea-
re nuove forme si esauriscono presto». L’obietti-
vo: dar vita a superfici in cui ogni barlume di real-
tà anneghi smarrendo la sua identità.
A ordire questa deflagrazione è stato uno tra
gli ultimi affabulatori della postmodernità. Il di-
scendente del profeta Mansur, che le antologiche
al Reina Sofia, alla Tate Modern e al MoMA contri-
buiranno a collocare nel Pantheon dei maestri
del secondo Novecento. Di lui si potrebbe dire
ciò che Calvino scrisse commemorando Perec nel
marzo del 1982: «Quella che animava Perec era la
stessa ascesi di quei monaci che chiusi nelle loro
celle cercavano per anni di catturare entro ardui
ingranaggi grafici il nome dell’indicibile».
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Tre grandi mostre all’estero e quotazioni stellari per l’artista che ha ridisegnato il mondo
«Deserto. Cena con una famosa scrittrice — annotava Bret
Easton Ellis su Twitter, ieri — Il più sopravvalutato
scrittore della nostra generazione? Mary Gaitskill è la sua
scelta. La mia scelta è David Foster Wallace». Vecchie
ruggini: l’autore di «Infinite Jest» e l’autore di «American
Psycho» non si sono mai apprezzati sul piano letterario.
di ALIGHIERO BOETTI
Pubblichiamo due brani
inediti del diario di Alighie-
ro Boetti conservato alla
Fondazione Alighiero e Bo-
etti di Roma
Sulla perdita d’identità
Disegnare tutto — ecco il punto di
partenza — fare, così, una superficie
sulla quale qualsiasi altro, nuovo, ele-
mento immerso, si «anneghi», perda
la sua identità, scompaia.
Disegnare tutto. Enorme, faticosa
difficoltà. Perché, in fondo, il mondo
è piccolo e le nostre possibilità di cre-
are nuove forme si esauriscono pre-
sto e facilmente.
Far quadrare tutto
Inizierò con l’elencare i titoli di al-
cuni miei lavori. Ed i titoli sono sem-
pre stati importanti. Sempre o quasi
sempre i titoli sono stati quadrati, va-
le a dire, sistemati in quadrati di 9 -
16 - 25 - 36 e altre volte, per esigenza
sono stati effettuati dei fori centrali.
Ma nessuna regola me lo impediva,
al contrario, era assolutamente neces-
sario:
FAR QUADRARE TUTTO
123 45678 9 101112131415 16
E se la somma delle lettere non
rappresentava un possibile quadrato,
dovevo trovare ugualmente con im-
possibili artifici.
E poi le parole sono importanti in
un lavoro visivo: possono rappresen-
tare qualcosa in più (...). Possono es-
sere unicamente il titolo, oppure
scritte o riscritte nel lavoro — talvol-
ta sono proprio le parole e le relative
lettere ad essere l’esclusivo soggetto
del lavoro. Come «ordine e disordi-
ne».
Esiste una visione estetica del lavo-
ro e poi superata la consuetudine di
leggere dalla sinistra verso destra, ed
iniziata la lettura dall’alto verso il bas-
so, cioè dall’ordinario orizzontale al
discorso verticale, si forma la frase
Ordine e disordine cioè un pensiero
e poi una serie di pensieri di analo-
gie, di indagini sulla particella «dis»
come Segno e disegno, soffermarsi
su codici che trasformano un’imma-
gine «disordinata», cioè priva di sen-
so, di significati, in una visione «ordi-
nata».
© Archivio Boetti, Roma
L’inedito
Easton Ellis contro Foster Wallace
E l’Italia resta a guardare
Cultura
Le mappe di Boetti abbattono i confini
di VINCENZO TRIONE
L’
ultima mostra su Boetti, una personale
stimolante ma piuttosto parziale, si è
tenuta al Madre di Napoli nel 2009. Ora, le
celebrazioni al Reina Sofia di Madrid, alla Tate
Modern di Londra e al MoMa di New York. Un
dato colpisce subito: l’assenza dell’Italia. Come
spiegarla? Difficile rispondere. Per quale
ragione nessun museo del nostro Paese rientra
nel Grand Tour boettiano? Tante le risposte
possibili. Innanzitutto la mancanza di risorse
da investire nell’arte: i nostri musei hanno seri
problemi di sopravvivenza, e spesso non
riescono a gestire l’ordinaria amministrazione.
Ma, forse, la verità è altrove. È
nell’insensibilità della maggior parte delle
nostre istituzioni nei confronti del «nuovo».
Ormai i musei tendono a investire solo sul
politically correct, su mostre «sicure»,
destinate a un pubblico attratto esclusivamente
dall’intrattenimento. Mentre si scommette
sempre meno su ciò che è «d’avanguardia». Per
capirlo, provate a guardare i programmi delle
nostre maggiori sedi espositive. A questi motivi
se ne deve aggiungere un altro, più
drammatico: la mancanza di una seria politica
della cultura sul contemporaneo. E, adesso, ci
tocca assistere alla festa internazionale di
Alighiero Boetti. Non da protagonisti, ma da
spettatori. (v. tr.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’estetica
del disordine
Maestri Da ottobre Madrid, Londra e New York celebrano il talento del padre del Pop concettuale. Un omaggio senza precedenti

Alighiero Boetti (foto di Isabella Gherardi). A destra: una pagina del
diario. Sopra: due «Mappe», con l’Urss (a sinistra) e con la Russia
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Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
N
on è vero che il Re-
gno delle Due Sici-
lie nella prima me-
tà dell’Ottocento
fosse una sorta di terra cara
solo al demonio. Anzi, il re-
gime borbonico «rinnovato-
si nel 1816 sapeva di dover
evitare la contrapposizione tra le sue due nazio-
ni, quella borghese e quella popolare», e per-
ciò «stette ben attento, anche su pressione dei
suoi sponsor europei, a che la restaurazione
non si risolvesse in un altro 1799, in un’apoca-
lisse di stragi, tumulti, saccheggi plebei». Non
è vero che quello stesso regime fosse nient’al-
tro che super reazionario. Anzi, mise fuori gio-
co «gli ultras del legittimismo, e a maggior ra-
gione molti degli elementi di estrazione popo-
lare mobilitatisi in suo favore nel decennio pre-
cedente quali guerriglieri o briganti, e che si
mostravano ora restii a rientrare nell’ordine so-
ciale». Il regno borbonico «si assicurò l’adesio-
ne di un personale militare o in generale buro-
cratico proveniente dal passato regime murat-
tiano, e di cui fu garantito l’amalgama con il
personale che gli era rimasto fedele negli anni
precedenti». E in una logica «definibile in sen-
so lato, di omogeneizzazione nazionale esso
mantenne in vigore le riforme del decennio
francese (1806-1815)». La monarchia sabauda
nell’età della restaurazione fu, quella sì, «codi-
na e reazionaria». Non è vero che i liberali me-
ridionali dell’epoca si sentirono affratellati dal-
la comune fede politica risorgimentale. Anzi,
«si scontrarono, si danneggiarono gli uni con
gli altri» eccezion fatta per i momenti in cui
dovettero subire la repressione della restaura-
zione assolutista dopo il 1821 e il 1849. In Sici-
lia, il termine «napoletano» era «aborrito»
non meno di quanto lo fosse a Milano quello
di «croato». A Palermo si mantenne sempre vi-
va «la rancorosa memoria del tradimento bor-
bonico del 1816, la protesta per il gesto tiranni-
co che aveva abrogato le libertà dell’isola, anti-
che e nuove».
Sono parole di Salvatore Lupo che si leggono
nel libro L’unificazione italiana. Mezzogiorno,
rivoluzione, guerra civile, che sta per essere
pubblicato da Donzelli editore. Lupo parte pro-
prio di qui, da ciò che rese possibile il successo
dell’impresa garibaldina. Cioè dalla dissidenza
siciliana nei confronti del Regno borbonico,
dissidenza che si configurava anche come un
conflitto tra Napoli e Palermo, rispettivamente
la più grande (322 mila abitanti) e una delle pri-
me (114 mila abitanti) città italiane: si pensi che
il secondo centro abitato della parte continenta-
le, Foggia, contava appena 20 mila cittadini,
mentre in Sicilia ce n’erano altri due, Messina e
Catania, che di cittadini ne avevano 40 mila. A
Palermo, poi, le insurrezioni si ebbero in nome
del ripristino della Costituzione filo-aristocrati-
ca del 1812. Nel Mezzogiorno continentale i rivo-
luzionari, invece, si mobilitarono per la Costitu-
zione di tipo spagnolo, cioè democratica, vale a
dire quella concessa da Ferdinando I dopo la
sollevazione del 1820. Per di più le altre città si-
ciliane erano schierate con Napoli. «Fu guerra
dei siciliani contro i napoletani», scrive Lupo,
«e guerra civile dei siciliani tra loro: alla fine
giunse la reazione assolutistica per tutti». Nel
1848 Palermo fu la prima città d’Europa a im-
boccare la via della rivoluzione: avrebbe aderito
anche a una Confederazione italiana, purché —
s’intende — in modo «del tutto autonomo da
Napoli». Ferdinando II concesse la Costituzio-
ne, poi fece marcia indietro e Messina fu la cit-
tà che si distinse per una resistenza davvero
eroica. Ma, anche nella stagione reazionaria
che ne seguì, il re si affidò non già a supercon-
servatori, bensì a personaggi che si distingueva-
no per essere stati murattiani e costituzionali-
sti: Carlo Filangieri, figlio del filosofo illumini-
sta, Pietro Calà Ulloa e Giustino Fortunato, pro-
zio dell’omonimo meridionalista, che tornerà
nella seconda parte di questo racconto.
Il libro di Lupo non si propone di presentare
al lettore rivelazioni o denunce. È piuttosto una
rielaborazione molto acuta di elementi alquan-
to trascurati dalla storiografia tradizionale.
Nessuna concessione al revisionismo meri-
dionalista, una trattazione asciutta (ma ricca di
attenzione ai dettagli) dei casi di quegli anni
più celebri e dibattuti: la rivolta e la repressio-
ne a Bronte; don Liborio Romano che passa da
Francesco II a Garibaldi reclutando camorristi
— «nuje non simm cravunari (carbonari) nuje
non simmo realisti ma facimmo i camorristi
fammo n’c… a chilli e a chisti», era la loro can-
zone —; i plebisciti del 21 ottobre 1860, che die-
dero all’Italia un’adesione unanime ma solo ap-
parente, dal momento che — come notò già al-
lora Massimo D’Azeglio —, a dispetto di quel
voto «straunitario», covavano nelle plebi insu-
bordinazione e propositi insurrezionali. Rico-
nosce, Lupo, che nella prima metà dell’Ottocen-
to, negli anni della restaurazione, «il governo
borbonico si impegnò nel sostegno ai comuni
del Mezzogiorno continentale, e soprattutto in-
trodusse ex novo la riforma in Sicilia: facendo-
ne il punto più alto di una linea antibaronale
che portò Napoli (per quanto possa sembrare
oggi paradossale) nel ruolo del Nord civilizzato-
re-normalizzatore nei confronti di quel Sud bar-
baro-riottoso che era la Sicilia».
Viene poi analizzata la questione dei modera-
ti che, dopo la morte di Cavour, si trasformano
in intransigenti (mentre i democratici restano
perplessi al cospetto dei metodi più spietati). È
un moderato, Luigi Carlo Farini, futuro mini-
stro degli Interni, che, appena giunto al Sud, re-
laziona a Cavour essere «i beduini, a confronto
di questi caffoni… fior di virtù civile». È un mo-
derato Marco Minghetti, che scrive a Farini:
«Credo che un po’ di metodo soldatesco sia me-
dicina salutare a codesto popolo». Riconducibi-
le al potere dei moderati è il generale Enrico
Della Rocca, che ingiunge ai suoi subordinati:
«Non si perda tempo a fare prigionieri, affin-
ché si sappia da quei briganti che arruolandosi
per venire negli Abruzzi si condannano a quasi
certa morte». Espressione di un governo mode-
rato va considerato anche il generale Enrico
Cialdini, spedito (luglio 1861) a reprimere le ri-
volte dei meridionali nei panni di luogotenente
e di comandante del sesto corpo d’armata. Ciò
che fece ricorrendo a metodi spietati.
La loro «non moderazione» a fronte delle
plebi meridionali nasceva dall’idea che, negli
anni precedenti all’impresa dei Mille, si erano
fatti del Mezzogiorno, a contatto con gli esiliati
provenienti dal Sud. La mancanza di moralità
nel Mezzogiorno era stata presentata dai patrio-
ti in esilio a Torino come diretta conseguenza
del malgoverno borbonico. «Non si capiva pe-
rò», osserva Lupo, «se per loro la tirannia (i
Borbone) avesse corrotto la società, o se non
fosse stata la società corrotta a mantenere così
a lungo in vita la tirannide; la colpevolizzazio-
ne della "mala signoria" si situava bene nella
retorica patriottica; se però le cose stavano al-
l’inverso, c’era il rischio che qualcuno pensas-
se il Mezzogiorno incapace di una piena part-
nership nella nazione risorta, bisognoso di
una permanente protezione dell’Italia virtuo-
sa». E a questo punto Lupo ricorda che già nel
1855 Francesco De Sanctis aveva indicato il ri-
schio che la frustrazione-deprecazione degli
esuli provocasse effetti perversi. Rendendosi
conto di tale problema, nell’aprile del 1861 il
moderato siciliano Emerico Amari evocava la
rivoluzione per chiarire che il Mezzogiorno
non era paese di conquista, né quello meridio-
nale era un popolo bambino da educare: «Non
bisogna pensare questi due popoli (napoletani
e siciliani, ndr) come non altro che una cancre-
na», affermava Amari, «abbiamo fatto una rivo-
luzione, e questo basta per dimostrare la no-
stra moralità».
Di qui l’intricata questione delle ribellioni
che si ebbero al Sud a ridosso dell’unità. Non è
il caso, dice (tra le righe) lo storico, di parteg-
giare per i rivoltosi o per i piemontesi. L’inten-
to di Lupo è quello di denunciare un’insuffi-
cienza storiografica. «Io credo», scrive, «che
anche nelle province napoletane abbiano fun-
zionato reticoli interclassisti, sia sul versante ri-
voluzionario che su quello controrivoluziona-
rio; e penso che ulteriori ricerche potranno evi-
denziare il loro ruolo nelle reazioni e nella
guerriglia brigantesca». Va spiegato perché in
Calabria non si ebbe quasi quel brigantaggio
politico che invece si registrò in Lucania. Co-
me mai Napoli rimase a lungo una roccaforte
garibaldina. Cosa spinse l’Irpinia, la Puglia e
l’Abruzzo a «scendere in campo prevalente-
mente a favore dell’antica causa». «Non è faci-
le spiegare questa dialettica regionale», sostie-
ne, «potranno farlo solo indagini approfondite
dei casi locali». Il che è come dire: è una storia
in gran parte ancora da scrivere.
Gli eredi di Cavour spietati contro il brigantaggio
I temi
Il saggio Salvatore Lupo ricostruisce
le origini della questione meridionale
La Rete
Il blogger che difende gli hacker guiderà «La Civiltà Cattolica»
Personaggi
I Premi Balzan 2011, del valore di 750.000 franchi svizzeri
ognuno (670.000 euro, la metà per finanziare progetti di
ricerca), sono stati assegnati a Peter Brown (Irlanda) per
la storia antica, Bronislaw Baczko (Polonia) per gli studi
sull’Illuminismo, Russel Lande (Usa) per la biologia teorica
e bioinformatica e Joseph Silk (Gran Bretagna/Usa) per gli
studi sull’universo primordiale. La premiazione è prevista
per il 18 novembre a Berna. A Russel Lande il premio è
stato assegnato — si legge nelle motivazioni — per «il
contributo allo sviluppo e all’applicazione della biologia
teorica della popolazione»; a Joseph Silk per «il lavoro
sulle prime fasi evoluzionistiche dell’Universo basato».
Peter Brown (nella foto) ha rilanciato gli studi sul Tardo
Antico mentre il filosofo e storico Bronislaw Baczko
«incominciò a scrivere le sue opere in Polonia sotto il
regime comunista». Metà del premio sarà devoluto a
progetti di ricerca che coinvolgono giovani, come
annunciato dal presidente del Comitato premi, il filosofo
Salvatore Veca, e dal presidente della Fondazione Balzan,
l'ambasciatore Bruno Bottai, nella Sala Buzzati della
Fondazione «Corriere della Sera», con il presidente
Piergaetano Marchetti e il sindaco Giuliano Pisapia.
P. Pan.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Indagini sull’universo,
sulla vita e sulla storia:
i vincitori del Balzan
I moderati oltranzisti
che piegarono il Sud
di PAOLO MIELI
N
ell’ultimo numero si è occupa-
to di lui anche l’«Economist»,
due pagine dedicate alla «cy-
berteologia» e a questo brillante gesu-
ita quarantacinquenne, docente di
letteratura all’Università Gregoriana e
studioso di comunicazione digitale,
blogger e animatore di riflessioni sul-
l’«intelligenza della fede al tempo del-
la Rete», del sito di scrittura creativa
«BombaCarta» e di pagine dedicate a
scrittori come Flannery O’Connor e
Pier Vittorio Tondelli.
Di recente aveva fatto parlare di sé
un suo articolo sul tema «Etica hac-
ker e visione cristiana», là dove la pa-
rola «hacker» — a scanso di equivoci
ricorrenti —era intesa nel senso origi-
nario, costruttivo nonché contrappo-
sto ai veri e propri pirati informatici, i
«crackers» distruttori. Ed ora per pa-
dre Antonio Spadaro, dal 1998 «scrit-
tore» e critico letterario della «Civiltà
Cattolica», si prepara un compito che
annuncia novità anche per la presti-
giosa rivista della Compagnia di Ge-
sù: il padre generale dei gesuiti, Adol-
fo Nicolás, lo nominerà domani nuo-
vo direttore.
Padre Spadaro succede a padre
Gian Paolo Salvini, 75 anni, che guida-
va «La Civiltà Cattolica» dal 1985. Na-
to a Messina, dove si è laureato in filo-
sofia prima del dottorato in teologia
alla Gregoriana, il nuovo direttore del-
la più antica rivista italiana — venne
fondata nel 1850 per volontà di Pio IX
ed ha un rapporto molto particolare
con la Santa Sede: prima della pubbli-
cazione, le bozze sono inviate per l’ap-
provazione alla Segreteria di Stato —
ha completato la sua formazione da
gesuita negli Stati Uniti, a Chicago, e
pubblicato un quantità di libri, saggi
e articoli spaziando da Karl Rahner a
Walt Whitman e Jack Kerouac, da ma-
estri del cinema come Krzysztof Kie-
slowski all’arte di Edward Hopper o
Andy Warhol fino alla musica di Bru-
ce Springsteen, Tom Waits o Nick Ca-
ve. E poi, lo studio delle nuove comu-
nicazioni, la Rete, il progetto cultura-
le «BombaCarta» nato nel 1998, «una
delle prime esperienze di scrittura cre-
ativa nate su Internet», il sito persona-
le antoniospadaro.net, i blog.
Un salto generazionale che non
mancherà di avere conseguenze, co-
m’è ovvio, per «La Civiltà Cattolica».
Anche se il nuovo direttore fa osserva-
re: «È dal 1850, dalle sue origini, che
la rivista si è posta come qualcosa di
innovativo sul piano culturale, pub-
blicata in italiano e in tutta Italia
quando ancora l’Italia non era unita».
Ma ora, certo, per «La Civiltà Cattoli-
ca» si aprono nuove prospettive in
Rete: «In realtà c’è già una pagina Fa-
cebook, un account su Twitter non
ancora attivo, però è chiaro che an-
dremo verso una presenza maggiore
anche i n I nternet e sui soci al
network».
Il punto però non è questo, spiega
padre Spadaro, «la questione non è
tecnica, è culturale: che cosa signifi-
ca, oggi, fare una rivista di cultura?».
La riflessione è analoga a quella intor-
no alla «cyberteologia», perché «la
Rete non è un mezzo ma un ambien-
te culturale che determina uno stile
di pensiero, un ambiente di vita: non
si tratta di capire come usare bene In-
ternet, ma come vivere bene al tem-
po di Internet».
Nel sito dedicato allo scrittore emi-
liano Pier Vittorio Tondelli, padre
Spadaro riporta l’immagine di un bi-
glietto scritto con grafia tremante, le
ultime parole tracciate in ospedale
dal romanziere la notte prima di mo-
rire a 36 anni: «La letteratura non sal-
va, mai. Tantomeno l’innocente.
L'unica cosa che salva è la fede, l’amo-
re, e la ricaduta (che è come il tempo-
rale) della Grazia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Passaggi Padre Antonio Spadaro, 45 anni, chiamato alla direzione della prestigiosa rivista dei gesuiti. La passione per Kerouac, Tondelli e Springsteen
Scrittore e critico letterario,
è autore di saggi su Walt
Whitman e su Edward Hopper
Il dissidio A minare il regno borbonico
fu l’aspra rivalità tra la Sicilia e Napoli
di GIAN GUIDO VECCHI
Il suo progetto «BombaCarta»
è una delle prime esperienze
di scrittura creativa su Internet
Padre Antonio
Spadaro, nuovo
direttore della
rivista «La
Civiltà Cattolica»
fondata
nel 1850 per
volontà di Pio IX
UN ASSEGNO DI 670 MILA EURO
Riflessioni sul crollo
degli Stati preunitari
Oltre il determinismo Oltre gli stereotipi
L’unificazione non era ineluttabile,
era un sogno e un progetto
di gruppi politici che si concretizzò
attraverso brusche accelerazioni
Bibliografia
Il Regno delle Due Sicilie non era
così arretrato come lo si è dipinto:
dopo il 1816 vennero compiuti
alcuni tentativi di rinnovamento
Esce oggi in libreria il saggio di
Salvatore Lupo L’unificazione italiana.
Mezzogiorno, rivoluzione, guerra civile,
edito da Donzelli (pp. 192, € 16,50). Le
vicende relative alla formazione del
Regno d’Italia sono analizzate da Paolo
Macry nel saggio Quando crolla lo
Stato. Studi sull’Italia preunitaria
(Liguori) e in quello di Roberto
Martucci L’invenzione dell’Italia unita
(Sansoni). Da segnalare anche
L’inventore del trasformismo, una
biografia di Liborio Romano scritta da
Nico Perrone (Rubbettino).
54 Cultura
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
Così come è ancora, se non da scrivere,
quantomeno da approfondire la questione dei
rapporti tra plebi, malavita e politica in quegli
anni nel Mezzogiorno. E non solo dalla parte
degli sconfitti.
C’è il caso delle «facce sgherre» guidate da
«gentiluomini», cioè di un fenomeno che, più
o meno da vicino, fa pensare alla mafia. Que-
stione che si pone molti anni prima del 1860.
Francesco Bentivegna è un proprietario di Cor-
leone che guida una di quelle «squadre» e nel
1848 «cala» su Palermo. Nel pieno della rivolu-
zione è chiamato a governare Corleone. Poi, al
tempo della reazione, suo fratello Filippo vie-
ne catturato e muore in carcere. Lui resta a ca-
po della sua banda. Nel 1853 viene arrestato e,
dopo tre anni, liberato. Nuovamente alla guida
dei suoi, assale Mezzojuso. Qualcuno lo tradi-
sce e stavolta viene fucilato lì per lì. Stessa sor-
te subisce Salvatore Spinuzza, leader della rivol-
ta di Cefalù. Tra gli eredi di Bentivegna c’è Lui-
gi La Porta che si unisce a Garibaldi. Ma c’è an-
che Santo Meli, il quale, nei mesi precedenti lo
sbarco di Marsala, si mette a capo di una guerri-
glia che tiene testa ai borbonici. La polizia di
Francesco II lo bolla come un criminale comu-
ne e i garibaldini, prese per buone le accuse
dei «nemici», lo arrestano. Meli si difende: «Io
brigante? Eccellenza! Ho combattuto contro i
borbonici, ho incendiato le case dei realisti, ho
ammazzato birri e spie, dai primi di aprile ser-
vo la rivoluzione: ecco le mie carte». Ma, nono-
stante non ci siano prove che sia un combatten-
te diverso dagli altri, gli uomini di Garibaldi lo
passano per le armi. E però un dubbio rimane.
Come risarcimento postumo, a suo fratello e a
suo zio — che erano sempre stati al suo fianco
— sarà riconosciuta una pensione per meriti
patriottici.
I seguaci di Bentivegna, le «facce sgherre»,
venivano definiti anche «faziosi del ceto umile
di Corleone». Protomafiosi? Non si può dire.
L’individuazione di una protomafia è fatta co-
munemente risalire alla relazione del 1838 con
cui Pietro Calà Ulloa, magistrato a Trapani, de-
nunciò l’esistenza di «unioni o fratellanze, spe-
cie di sette che dicono partiti», capitanate da
«possidenti» o «arcipreti» che si configurava-
no come «piccoli governi nel governo» gesten-
do i rapporti tra «il popolo» e «i rei». Nel libro
L’invenzione dell’Italia unita. 1855-1864 (San-
soni), Roberto Martucci ha scritto che i popola-
ni di Sicilia levatisi in armi a sostegno di Gari-
baldi sarebbero stati «strumenti dei proprieta-
ri locali», capaci solo di «sgozzare feriti, sban-
dati e dispersi»; tramite loro la mafia, proprio
nei giorni di Garibaldi, avrebbe cominciato
«ad assumere quel controllo totale del territo-
rio siciliano che, in modi e forme diverse,
avrebbe mantenuto nell’Italia unita nel XX se-
colo». Propende cioè, Martucci, per la tesi che
a parteggiare per Garibaldi fu anche una sorta
di protomafia. Una tesi che appare a Lupo «ol-
tremodo semplicistica», anche se, sulla scia
dei lavori di Paolo Pezzino, Lucy Riall, Leonar-
do Sciascia, Antonino Recupero e di quello di
Giovanna Fiume, Le bande armate in Sicilia
(1819-1849) Violenza e organizzazione del pote-
re (Annali della facoltà di lettere di Palermo,
1984), non si sottrae al confronto con l’innega-
bile «sovrapposizione tra rivolta politica, socia-
le e criminale» che si produce in quei decenni
di storia dell’isola. E non si sottrae in particola-
re all’analisi dell’uso politico di questi fenome-
ni. A cominciare dal 1820 «quando Palermo
aveva mobilitato guerriglie comandate da prin-
cipi, formate da popolani, rafforzate da contin-
genti paesani» e aveva «con queste forze attac-
cato la parte della Sicilia rimasta filo-governati-
va, sino a mettere a sacco la città di Caltanisset-
ta». Per riportare pace e ordine era stata neces-
saria la riconquista di Palermo da parte di
un’armata napoletana. Poi era stato il ’48 con
Palermo in prima linea. Ma quando, nel settem-
bre di quello stesso anno, Messina aveva subi-
to l’attacco borbonico, misteriosamente da Ca-
tania e da Palermo era venuto un aiuto assai
scarso. Cosa che alimentò la polemica dei de-
mocratici contro i moderati (Palermo), accusa-
ti di essersi arresi quasi senza combattere ai
«napoletani».
Altra questione complessa affrontata da Lu-
po è quella del ruolo dei cattolici. Si sa: ve ne
furono che parteggiarono per Garibaldi, altri
che aderirono all’unificazione, altri ancora —
molti — che restarono fedeli ai Borbone. Lo
storico si sofferma sugli uomini di Chiesa (e
siamo ad anni successivi alla rottura del 1848
tra Pio IX e il Risorgimento) che partecipano
alla rivoluzione. Nel 1860 un volontario grosse-
tano dei mille di Garibaldi, Giuseppe Bandi,
racconta che «preti e frati erano intenti a predi-
care, facendosi mallevadori che chiunque mo-
risse combattendo per la Sicilia meriterebbe
subito un posto in paradiso, tra gli angeli, tra i
martiri, tra le vergini e i confessori». E aggiun-
ge: «Notai che gli insorti siciliani avevano ap-
piccicate sul calcio dei fucili le immagini di
Santa Rosalia, e lo stesso avevano fatto sulle cu-
latte dei cannoni».
Poi, dal 1861, fu la guerra civile. L’umile Car-
mine Donatelli detto Crocco, uno dei più im-
portanti capi del brigantaggio, è di Rionero in
Vulture (il paese della famiglia Fortunato). An-
che il «galantuomo» Pasquale Romano diven-
ta un capo dei banditi. «I patrioti italiani di en-
trambi i partiti, moderati e democratici, affib-
biarono la qualifica di briganti a Crocco a Ro-
mano e agli altri che come loro insorsero tra la
primavera e l’estate del 1861; lo avevano già fat-
to, d’altronde, per i protagonisti delle reazioni
dei mesi precedenti», scrive Lupo. Crocco era
in effetti un poco di buono. Romano no, non
aveva niente del bandito. I motivi per cui furo-
no definiti «briganti» possono valere, secondo
l’autore, per molti dei patrioti siciliani che si
schierarono dalla parte della rivoluzione. «Il di-
scorso fatto sulla politicizzazione popolare va-
le per il Mezzogiorno continentale come per la
Sicilia: gli aspetti criminali e quelli strumentali
non escludono quelli ideologici, nel nostro ca-
so i sentimenti di fedeltà alla monarchia e alla
patria napoletana». Sentimenti che ispirarono,
almeno in alcuni casi, le rivolte in Irpinia e nel
Matese. Rivolte che ebbero come conseguenza
rappresaglie davvero terribili a Montefalcione,
Casalduni e Pontelandolfo. Le denunciò alla Ca-
mera dei deputati il milanese Giuseppe Ferrari
in un celeberrimo discorso del dicembre 1861:
stupri, violenze d’ogni tipo in un paese in fiam-
me (Pontelandolfo) «come se
l’orizzonte dell’esterminazione
non dovesse avere limite alcu-
no». Episodi che Lupo imputa
ai «moderati», i quali «a Ponte-
landolfo e altrove si mostraro-
no così estranei a un’idea di pa-
tria in grado di materializzarsi
nelle figure di fanciulli, donne e
vecchi, gente comune». E la
complessità non si esaurisce in
questo. Ce n’è anche per i demo-
cratici. Il partito democratico di
Rionero in Vulture, che già alla
fine degli anni Quaranta aveva accusato la fami-
glia Fortunato di essersi impadronita di terre
che secondo le leggi andavano distribuite tra il
popolo, denuncia come manutengoli (compli-
ci, protettori) di Crocco i membri di quella stes-
sa famiglia, la più ricca del paese, schierata sul
fronte borbonico, a cui apparteneva quel pri-
mo Giustino Fortunato che abbiamo trovato al-
la guida del governo nel 1849. Crocco e il suo
luogotenente Giuseppe Caruso erano stati di-
pendenti dei Fortunato. Le autorità, racconta
Lupo, si convincono che il capobanda sia sem-
pre stato un uomo di quei notabili, sia stato da
loro fatto fuggire dal carcere, ricoverato nelle
loro aziende, sostenuto prima e durante la
grande scorreria. Scorreria, quella di Crocco,
che —tra l’altro —aveva avuto inizio a Lagope-
sole, terra dei Fortunato. Così come di loro pro-
prietà era la tenuta di Gaudiano, dove il «bri-
gante» aveva avuto il fondamentale incontro
con l’ufficiale legittimista spagnolo José
Borjes, giunto nell’Italia meridionale per ricon-
quistarla a Francesco II.
Successivamente il nome dei Fortunato, in
omaggio all’altro Giustino, padre del meridio-
nalismo liberale, sarebbe entrato nel Panthe-
on dell’Italia risorgimentale. La conversione li-
berale e nazionale della super-borbonica fami-
glia Fortunato, scrive Lupo, «indica forse la
norma di una riconciliazione (nazionale, e cre-
do anche locale) basata più che altro sull’oblio
del passato». Anche se Giustino Fortunato
non dimentica. In una lettera del 1928 a Raffae-
le Ciasca, Fortunato ricorda che anni terribili
furono quelli tra il 1860 e il 1862, allorché tre-
cento abitanti di Rionero accusarono i suoi fa-
miliari di essere borbonici e di aver sostenuto
i briganti «tanto che va attribuito a miracolo
se non vennero fucilati!». Suo padre e due
suoi zii furono arrestati e, quando tornarono
in libertà, uno degli zii considerò saggio fuggi-
re in Francia. Poi, quindici anni dopo, a lui,
Giustino, sarebbe toccato di essere eletto de-
putato e, racconta, «avutane notizia, mio Pa-
dre scoppiò a piangere». Il grande meridionali-
sta, osserva Lupo, «guarda all’età di ferro della
guerra civile come al momento fondativo del-
la propria esperienza di vita: con gli oltraggi
subiti da un governo di occupazione militare,
con la comunità paesana che si rivolta contro
la sua famiglia, le imputa il manutengolismo
dopo averla a lungo accusata di essere usurpa-
trice del demanio; l’oltraggio viene solo par-
zialmente sanato dal voto (immaginiamo una-
nime) del 1880, che le restituisce la funzione
di classe dirigente». Laddove i Fortunato ave-
vano svolto da prima dell’unità «un ruolo posi-
tivo di leadership nella società locale mante-
nendosi lontani da quel modello assenteista e
fazioso che molti considerano la quintessenza
del problema meridionale». Scrive Giustino
Fortunato, a mo’ di giustificazione, a France-
sco Saverio Nitti (che appartiene a una fami-
glia di patrioti lucani in cui si conta qualche
caduto nella lotta contro il brigantaggio e che
sarà autore nel 1900 di Nord e Sud, il «primo
grande testo sullo squilibrio economico-terri-
toriale italiano»): «Mio padre fu borbonico
perché non credeva, non immaginava nemme-
no l’unità». Spiegherà lo stesso Giustino Fortu-
nato nel 1875 a Pasquale Villari: «Il brigantag-
gio fu reazione sociale della plebe». E, cin-
quant’anni dopo, specificherà a Carlo Rosselli
che quel fenomeno non era stato «un tentati-
vo di reazione borbonica o di autonomismo»,
bensì un moto positivo ancorché «sostanzial-
mente di indole primitiva e selvaggia, frutto
del secolare abbrutimento di miseria e di igno-
ranza delle nostre plebi rurali».
Il fatto è, sintetizza Lupo, che l’unificazione
italiana (come quasi tutti i grandi eventi stori-
ci) «non era ineluttabile, era un sogno e un pro-
getto di certi movimenti politici che si
concretizzò attraverso brusche accelerazioni,
guerre, imprevedibili vittorie e repentini collas-
si, azioni e reazioni anche incoerenti». Per
quel che riguarda l’Italia meridionale va messa
in discussione la stessa parola «Risorgimen-
to». «Parola che», scrive lo storico, «occulta le
contraddizioni dei patrioti, l’alternarsi di soli-
darietà e faziosità, amore per la libertà e autori-
tarismi, che derivava dal carattere passionale
ed estremo delle loro convinzioni, nonché dal-
la violenza dello scontro in cui essi stessi e i
loro avversari erano impegnati». Il termine «Ri-
sorgimento» ha «un che di edificante, vuole
che noi assumiamo i protagonisti di quei remo-
ti eventi a maestri di morale; noi, invece, a così
grande distanza di tempo, siamo quasi spinti
per reazione a far loro la morale, secondo i me-
diocri standard della correttezza politica oggi
in voga». Ciò che non ci aiuta a capire e a rac-
contare il nostro passato. Né a trarne lezioni.
Per poi concludere: «È lo stesso rischio, d’al-
tronde, che corriamo confrontandoci con l’al-
tro mito fondativo della storia nazionale, la Re-
sistenza». Ma qui il discorso si farebbe ancora
più complicato.
paolo.mieli@rcs.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lionese
La strage dimenticata
Julian Barnes (nella foto) è entrato per la quarta volta
nella shortlist del Man Booker Prize for Fiction,
l’importante riconoscimento di narrativa in lingua
inglese, con «The Sense of an Ending».
Clamorosamente escluso Alan Hollinghurst, e il suo
«The Stranger’s Child». Era tra i favoriti, ma la giuria
presieduta dallo scrittore ed ex direttore dell’MI5,
Dame Stella Rimington, gli ha preferito i romanzi di due
esordienti: Stephen Kelman, con «Pigeon English», e
A.D. Miller con «Snowdrops». Ora i bookmaker danno
come vincente Barnes, che dovrà vedersela con i due
esordienti e gli altri 3 finalisti, tra cui due autori
canadesi: Patrick deWitt («The Sisters Brothers») e Esi
Edugyan («Half Blood Blues»). Carol Birch concorre con
«Jamrach’s Menagerie». Al vincitore, annunciato il 18
ottobre, vanno 50.000 sterline. Quattro dei libri sono
stati pubblicati da editori indipendenti: «Jamrach’s
Menagerie» da Canongate), «The Sisters Brothers» da
Granta, «Half Blood Blues» da Serpent’s Tail e
«Snowdrops» da Atlantic. Gli altri libri con cui Barnes
(pubblicato in Italia da Einaudi) era andato in finale —
senza vincere — sono «Flaubert’s Parrot» (1984),
«England, England» (1998) e «Arthur and George»
(2005).
La quarta volta di Barnes
Due esordienti battono
il favorito Hollinghurst
PARIGI — A Parigi sono i giorni del-
la vittoria militare in Libia e — per
coincidenza — di un romanzo di 635
pagine, che l’autore ha cominciato a
scrivere cinque anni fa, intitolato L’art
français de la guerre. È l’opera prima
di un 48enne professore di liceo,
Alexis Jenni: edita da Gallimard, inizia
con i preparativi del reggimento di ca-
valleria di Valence in procinto di parti-
re per la prima guerra del Golfo, nel
gennaio 1991. «L’esercito — scrive Jen-
ni — tornava nel corpo sociale: ci si
può domandare dove fosse finito, du-
rante tutto questo tempo».
L’«arte francese della guerra» è una
disciplina raffinata, da cui scaturisco-
no storiche imprese, come pure sottili
e giganteschi orrori. Dalla Resistenza
della Francia Libera nel 1940-44, al li-
quame di bufalo cosparso sulle canne
di bambù dei cavalli di frisia in Indoci-
na (affinché le ferite dei nemici si infet-
tassero meglio), alla strage di arabi
compiuta in Algeria l’8 maggio 1945, il
giorno stesso della capitolazione nazi-
sta in Europa: «Fu un gran bel massa-
cro quello che perpetrammo a Sétif.
Le mani imbrattate di sangue, potem-
mo unirci al campo dei vincitori. La no-
stra partecipazione fu entusiasta, sfre-
nata, un po’ sbracata, e soprattutto
aperta a tutti. Fu un massacro pastic-
ciato, certamente alcolico, tutto pieno
di furia francese. Non aveva niente a
che vedere con quello che fecero i tede-
schi, che sapevano programmare le uc-
cisioni e contabilizzare i corpi, interi o
fatti a pezzi. E neanche con quello che
fecero gli anglosassoni, che affidavano
a delle grosse bombe lanciate dall’alto,
di notte, tutto il fardello della morte, e
non vedevano nessuno dei corpi am-
mazzati, vaporizzati in lampi di fosfo-
ro».
Jenni dice di avere voluto scrivere in-
nanzitutto un romanzo di avventure,
«mi piaceva l’idea di un kolossal sulla
guerra, una specie di Apocalypse Now
fatto con i miei soli mezzi». Al posto
degli elicotteri e delle Filippine dove
fu girato il film di Coppola, Jenni si è
servito dei saggi sulla guerra, le memo-
rie dei soldati trovate su Internet, e i
caffè di Lione che lo hanno accolto per
la redazione del testo. Nato l’anno suc-
cessivo alla fine della guerra in Alge-
ria, cresciuto in una famiglia di sini-
stra, educato a detestare gli eserciti e
obiettore di coscienza, Jenni si avvici-
na al mistero della guerra, e soprattut-
to dei soldati, con un orrore e allo stes-
so tempo un rispetto che fanno la gran-
dezza del libro. Dopo il secondo con-
flitto mondiale, un’estenuata Gran Bre-
tagna si rassegnò senza combattere al-
la perdita dell’impero. La Francia al
contrario si imbarcò in una serie di
guerre coloniali, tutte perse, che sono
radicate nel profondo dell’identità na-
zionale, ma rimosse, all’origine del tor-
mentato rapporto con l’immigrazione,
ma raramente evocate.
Non manca una critica alla Batta-
glia di Algeri, il film di Gillo Pontecor-
vo diventato una «leggenda di sini-
stra»: secondo Jenni, il regista italiano
dimenticò che oltre ai parà francesi e i
ribelli del Fln, vivevano ad Algeri nel
1956 decine di migliaia di europei, de-
cisamente trascurati nelle immagini.
I narratori, nel romanzo, sono due:
l’autore stesso e il paracadutista Victo-
rien Salagnon, che ha vissuto le guerre
d’Indocina e di Algeria, incontrato
presso un triste tabaccaio dell’Isère.
L’art français de la guerre di Jenni ha
in comune con Le Benevole di Jona-
than Littell il tema bellico, il fatto di
essere una ponderosa opera prima, se-
guito presso Gallimard dallo stesso
editor, Richard Millet, ed essere giudi-
cato da molti critici — tra cui l’influen-
te Pierre Assouline di «Le Monde» —
il romanzo più interessante del tradi-
zionale «rientro letterario» di settem-
bre. Ieri la giuria del Goncourt lo ha in-
serito tra i primi quindici finalisti del
premio che verrà assegnato a novem-
bre, come sempre, nei locali del risto-
rante Drouant a Parigi. Intanto, a Lio-
ne, il tranquillo professor Jenni atten-
de insegnando biologia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Protagonisti Un’opera prima che ricorda «Le Benevole» di Jonathan Littell, in cui l’autore dialoga con un parà reduce dai conflitti d’Indocina e Algeria
La cattura
Un professore di biologia riscopre le «guerre sporche» della Francia
Qui sopra: Luigi Carlo
Farini. Nella foto
grande: alcuni
esponenti delle forze
dell’ordine dopo la
cattura di Giuseppe
Salomone (al centro),
un brigante siciliano dei
primi del Novecento
Alexis Jenni,
nato nel 1963,
insegna biologia
in un liceo di
Lione. «L’art
français de la
guerre» è il suo
primo romanzo
dal nostro corrispondente
STEFANO MONTEFIORI
Nel 1945 la vittoria sui nazisti
coincise con un eccidio
a danno degli arabi in Algeria
BOOKER PRIZE
] ll famoso
meridionalista
liberale
Giustino
Fortunato
(nella foto qui
sotto) aveva un
prozio, suo
omonimo, che
era stato primo
ministro del re
Ferdinando II di
Borbone (nella
foto al centro)
] Dopo
l’Unità d’Italia, i
famigliari di
Giustino
Fortunato
vennero
denunciati a
Rionero del
Vulture, con
l’accusa di
essere
manutengoli
(complici) della
banda del
feroce brigante
Carmine
Donatelli, detto
Crocco, (nella
foto qui sopra)
che in passato
era stato
un loro
dipendente
In Lucania
55 Cultura
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
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Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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In edicola I prossimi appuntamenti di giovedì e sabato
La scoperta del dolore negli anni 60
di RANIERI POLESE
Rapine
e zombie
ad altissima
tensione
Delitto e castigo per ragazze d’oggi
di PAOLA CASELLA
Inediti d’Autore
Con il racconto Falene di Donato Carrisi in
edicola domani e con L’attesa di Carla Vangelista
in edicola sabato, prosegue l’iniziativa del
«Corriere della Sera» Inediti d’Autore (1 euro più
il prezzo del quotidiano). È una biblioteca di testi
inediti, scritti da autori italiani premiati con
importanti riconoscimenti. Il volume numero 31,
in edicola il 15 settembre, sarà Le regole dello
scrittore e criminologo Massimo Picozzi (il libro
Sex crimes scritto con Carlo Lucarelli uscirà a fine
anno): il protagonista Jack, ex negoziatore
dell’Fbi, si trova in una rapina con ostaggi, questa
volta nel ruolo di vittima. Mentre la tensione sale,
Jack ricorda casi di sequestro, dalle Olimpiadi di
Monaco ’72 al Teatro di Mosca nel 2002: ma
questo nasconde un altro, sorprendente, crimine.
Il 32˚ volume, in edicola dal 17 settembre, sarà
l’inquietante Al sangue di Matteo B. Bianchi, in
cui l’autore di Sotto anestesia e Gatta gatta
racconta con toni quasi pulp, ma lievi e giocati
con ironia, il tema dell’Altro. Mentre il mondo è
turbato dall’arrivo di misteriosi zombie, una
cittadina della provincia italiana ne è sconvolta:
solo una ragazza cerca di instaurare un rapporto
con gli «estranei». L’ultima uscita, il 22
settembre, sarà Magari disturbiamo di Matteo
Colombo, vincitore dell’iniziativa «Io scrivo» del
laboratorio di scrittura promosso dal «Corriere».
(Ida Bozzi)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
S
i sono conosciute nel carcere minorile
di Torino, il Ferrante Aporti, e sono di-
ventate amiche. Senza parole di troppo,
l’età, il nome, poco di più, niente o quasi
sul perché si trovano lì. L’unica cosa che le uni-
sce è il sogno — loro lo chiamano così — di
inventarsi un’altra vita, appena fuori, libere, sen-
za padroni né carcerieri. Un sogno modesto, pic-
colo piccolo, un negozio di abbigliamento con
loro, padrone e commesse, che tirano fuori i
maglioni dagli scaffali e si aspettano l’ammira-
zione delle clienti. E per i soldi? Già, i soldi. È
allora che Tecla, la più taciturna del gruppo (le
altre si chiamano Cinzia e Rosi), propone l’idea
di andare a Taranto e rubare in casa di una vec-
chia che, nel giorno di un santo di là, se ne va
sempre dai parenti. Con quel danaro —poca ro-
ba, 40 mila euro o giù di lì, ha detto Tecla — la
vita dovrà cambiare. Falene di Donato Carrisi è
una sorta di ballata sulla falsariga di «Thelma e
Louise», storia di tre ragazze che la vita ha solo
maltrattato. Sceneggiatore di serial e film tv
(«Casa famiglia», «Squadra antimafia», «Nassi-
riya», «Moana»), Carrisi è l’autore del bestseller
«Il suggeritore» (Longanesi, premio Bancarella
2009), inquietante psicothriller sui terribili mi-
sfatti di un assassino seriale. Se nel romanzo
l’ambientazione era volutamente indistinta
(con qualche vaga somiglianza con gli Stati Uni-
ti) qui c’è l’Italia del malessere giovanile, e la ter-
ra di origine di Carrisi, la provincia di Taranto
dominata dal mostro del Grande Siderurgico.
Qui troviamo le tre ragazze che entrano con faci-
lità nella casa del loro piano, ma hanno la brut-
ta sorpresa di scoprire che la vecchia non è usci-
ta. La donna si difende, loro la strattonano, lei
casca, si ferisce alla testa e comincia a rantolare
in una sorta di lunga agonia. E le tre ragazze re-
stano paralizzate in quella casa-prigione. Una
parte del racconto segue queste ore disperate,
con il telefono che suona, la vecchia che ansi-
ma, Cinzia e Rosi che si fanno prendere dal pa-
nico, Tecla che si chiude nel silenzio. Ma c’è
un’altra parte del testo, in corsivo, come un mo-
nologo in cui Tecla racconta la sua storia e ci
spiega come è arrivata lì. Ci parla della sua sorel-
la più grande, 12 anni di differenza, Mara, trop-
po bella perché gli uomini non si facciano avan-
ti. Il primo è il bidello della scuola che si appro-
fitta di Mara ancora bambina. E lei comincia a
odiare se stessa, non mangia più, si rapa i capel-
li, si vende ai maschi che la vogliono, si buca,
corre a testa bassa verso l’autodistruzione. E Te-
cla, che non vuole dimenticare la sorella tanto
amata, finirà per scoprire altre brutture e spor-
chi segreti nascosti tra le pareti di casa.
Le falene del titolo sono le farfalle notturne,
attratte dalla luce, che si avvicinano troppo e si
bruciano le ali. Anche Rosi Cinzia e Tecla si so-
no bruciate e ora cercano un cambiare vita, di
scommettere su un destino diverso. Due di loro
stanno sempre ad ascoltare canzoni, con l’idea
che le parole cantate possano anche spiegare la
vita, dare un’idea di come uscire dalla loro trap-
pola. Tecla no, lei le canzoni non le vuole senti-
re. Perché da bambina le avevano detto che su
certe stazioni radio si poteva ascoltare la voce
dei morti, e i morti lei non li vuole sentire. Sa
solo che deve vendicare Mara, che qualcuno de-
ve pagare per quella vita spezzata. E se le altre
cercano il sogno, lei vuole solo regolare i conti.
Sperando che, come capita a volte, anche le far-
falle imprigionate possano trovare un varco,
una via di fuga.
Il Carrisi di questo racconto somiglia molto
allo sceneggiatore dei minidrammi tv, in grado
di trasformare truci storie di cronaca in narra-
zione realistica di povere tragedie e di miserie
senza salvezza. Sono le vicende di personaggi
maltrattati dalla vita, condannati a pagare prez-
zi troppo grandi solo per essere nati dalla parte
sbagliata. Capaci d’immaginarsi minuscoli e
scarsi sogni di evasione. E se a Thelma e Louise
il film di Ridley Scott concedeva una dimensio-
ne epica, un finale in tono maggiore, le tre ami-
che si aspettano soltanto modesti epiloghi. Di
quelli che la vita, quella vera, riserva.
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Le iniziative del Corriere
I racconti a 1 euro
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L’
estate si percepisce attraverso tutti i
cinque sensi: o almeno così pare a Lau-
ra, la giovanissima protagonista nel
racconto L’attesa della scrittrice e sce-
neggiatrice Carla Vangelista, in edicola sabato
con il «Corriere». La vacanza al mare della picco-
la Laura, che la Vangelista colloca nei primi anni
Sessanta attraverso i successi dell’estate —da In
ginocchio da te a I Watussi —e attraverso picco-
li accenni discreti a un’oggettistica da moderna-
riato (la 500 azzurrina, il ddt) sembra non avere
fine, come succede quando si hanno undici an-
ni e una voglia disperata di diventare grandi. Ma
Laura, come si conviene all’architettura narrati-
va del racconto breve, è ritratta ad un punto di
svolta, di fronte ad un «appuntamento con la vi-
ta» che le consentirà di capire se quella che
l’aspetta sarà un’esistenza accogliente o un per-
petuarsi del senso di esclusione e di interminabi-
le attesa cui è già da tempo abituata.
«La sua vita stava diventando emozionante»,
scrive la Vangelista, che coglie Laura sul crinale
fra infanzia e prima adolescenza, fra le estati pas-
sate sotto l’ombrellone a giocare con le amichet-
te e quelle in cui l’attrazione principale è diventa-
ta il ragazzino dell’ombrellone accanto. Il dodi-
cenne Emilio è «Un grande. Un genio. Un ribel-
le. Un eroe», affermazioni scandite dal punto fer-
mo in quanto categoriche e assolute come sem-
brano esserlo le «certezze» infantili, e come la
determinazione di Laura a rendere possibile ciò
che invece potrebbe richiedere un miracolo: ad
esempio conquistare l’attenzione di suo padre,
un industriale che si è fatto da sé e dunque ritie-
ne giustificabile la sua perenne assenza da casa;
della sua algida madre, conscia del vero motivo
delle tante riunioni del marito; e perfino di Mari-
lena, la domestica sarda con un figlio nascosto
in un istituto, che a Laura viene descritto come
«un fratellino».
Alle tante piccole e grandi bugie che la circon-
dano, di cui ha sospetto ma non certezza, Laura
risponde acuendo i cinque sensi per non perde-
re nemmeno un indizio del piccolo universo da
decodificare che la circonda. Con le dita dei pie-
di sente il calore della sabbia e avverte il contra-
sto con il freddo delle mattonelle della villa al
mare, che i genitori hanno comprato in quanto
simbolo di uno status acquisito emancipandosi
dalle origini umili del nonno paterno di Laura,
un contadino che la nuora definirebbe certa-
mente «volgare» (e in quel corsivo la Vangelista
ci fa udire il tono snob con cui la mamma della
bambina pronuncia la parola).
Laura annusa con struggente nostalgia la ca-
micia del padre lontano, e fa invece scempio del
profumo francese della madre («Le donne vere
sudano», scrive la Vangelista, e la bimba «voleva
essere come loro»: non come sua madre che, ov-
viamente, definisce il sudore «volgare»). Laura
stacca la crosticina dalla sua ferita al ginocchio
per scoprire la pelle rosea che sta sotto, poiché
detesta le coperture di facciata e non ha paura
del contatto fisico, al contrario dei suoi genitori
che dormono in camere separate per motivi che
la bambina non conosce, ma dei quali avverte la
minaccia. Laura ascolta i singhiozzi soffocati del-
la cameriera Marilena dietro l’uscio di una stan-
za, in quella casa le cui porte chiuse nascondo-
no «un dolore da grandi».
La Vangelista racconta le percezioni sensoria-
li di Laura e i suoi infantili deliri di onnipotenza
aderendo al «pensiero magico» della bambina
senza mai ridicolizzarlo, anche quando ne mo-
stra il contrasto stridente con la realtà, quella re-
altà perfettamente comprensibile al lettore adul-
to, ma solo vagamente intuibile dalla giovane
protagonista. E la sua esperienza di autrice cine-
matografica, che ha all’attivo non solo varie sce-
neggiature, fra cui quelle di due film diretti da
Silvio Muccino (Parlami d’amore e Un altro
mondo, entrambi basati su suoi romanzi, il pri-
mo scritto assieme a Muccino Jr), ma anche gli
adattamenti in italiano di successi come Magno-
lia e Il pianista, si «sente» nella capacità dell’au-
trice di proiettarci nell’istante attraverso mille
particolari visivi, zoomando sul dettaglio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un’estate al mare
aspettando la vita
al ritmo dei Watussi
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La tragedia italiana
di Thelma e Louise
in gita a Taranto
Il 30˚volume Sabato «L’attesa» di Carla Vangelista Il 29˚volume Domani «Falene» di Donato Carrisi
57 Cultura
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
C
aro direttore, le difficoltà dell’area
euro sono legate alla governance più
che ai fondamentali economici. Negli
Usa, al contrario, la sovranità del go-
verno federale e la disponibilità di
strumenti centrali di politica economica adegua-
ti permettono il rifinanziamento a tassi storica-
mente bassi sui titoli del Tesoro, e la Fed può
acquistare, senza vincoli, buoni del Tesoro. L’Eu-
rozona è forse persino in migliori condizioni, le
finanze pubbliche meno degradate di quelle
americane. Tuttavia, per ora, il suo sistema di go-
vernance è tale che nessuna istituzione ha la so-
vranità necessaria per finanziare gli Stati mem-
bri, che non hanno sovranità monetaria. La Bce
non può intervenire in base ai trattati europei.
Nell'Eurozona non esiste poi una vera solidarietà
di bilancio. La sovranità limitata degli Stati mem-
bri li colloca quindi sotto la tutela del mercato e
l’impatto delle agenzie di rating.
Il caso Italia è esemplare: fondamentalmente
solvibile, dotata di un patrimonio netto privato e
pubblico (pro capite) tra i più alti al mondo, i
mercati la trattano come se improvvisamente
fosse divenuta insolvente, nonostante l’alto tas-
so di risparmio e un deficit contenuto. Il difficile
approvvigionamento sui mercati per l’Italia nei
prossimi mesi (circa 150 mld di titoli in scaden-
za), conferma questo paradosso. Occorre allegge-
rire la pressione sui titoli di Stato per dare suffi-
ciente spazio e tempo al programma di riforme
per la crescita. Come fare? Un elemento di sovra-
nità nazionale che gli Stati possono ancora mobi-
litare è la tassazione. Partiamo quindi dal dibatti-
to su una possibile patrimoniale in aggiunta alla
manovra corrente, una misura difficile da intro-
durre sul piano sia politico che tecnico.
La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane
è molto concentrata: circa il 50% in mano al 10%
più ricco. Tale potrebbe essere la base imponibi-
le di una patrimoniale. Di recente si è già parlato
della possibilità di un intervento proattivo della
parte più facoltosa del Paese, pronta a contribui-
re al risanamento economico e finanziario del Pa-
ese stesso. Tuttavia sarebbe rischioso procedere
ad una riforma fiscale sotto la pressione del bre-
ve termine. Una patrimoniale sarebbe certo una
misura di equità, ma andrebbe strutturata rispet-
tando l’insieme del sistema fiscale per essere nel
contempo giusta ed efficiente. Se tutti i Paesi eu-
ropei modificassero la fiscalità sotto la pressione
delle circostanze, senza coordinamento, ne na-
scerebbe una acerrima concorrenza fiscale.
Come sfruttare questo elemento di sovranità,
e ridare forza al Paese sui mercati, evitando però
gli svantaggi di una nuova imposta? Tramite un
prestito forzoso. Proponiamo quindi di introdur-
re un prestito forzoso decennale, nella forma di
una sottoscrizione ad una o più emissioni dedica-
te di titoli di Stato. A parità di gettito, tale propo-
sta, implicando la restituzione del patrimonio a
scadenza dei titoli, sarebbe più accettabile per gli
interessati e anche più equa, in quanto i titoli ven-
gono sottoscritti dai contribuenti più abbienti,
ad un tasso di interesse basso, simile a quello pa-
gato sui titoli tedeschi. Già in Francia il prestito
forzoso è stato utilizzato con successo, ad esem-
pio dal governo Mauroy, per facilitare, nei primi
anni Ottanta, il rimborso del debito estero.
Semplificando, il risultato della sottoscrizio-
ne forzosa sarebbe l’incremento di gettito deriva-
to dall’innalzamento dell’attuale aliquota patri-
moniale (in realtà sui cespiti patrimoniali, Ici e
altro) sul Pil, dall’attuale 2,1% al livello in vigore
nel Regno Unito, del 4%. Ciò genererebbe nuove
risorse per circa 30 miliardi di euro annui. La ric-
chezza delle famiglie italiane è stimata pari a cir-
ca sei volte il Pil: perciò il flusso aggiuntivo sareb-
be pari a poco più dello 0,3% della ricchezza tota-
le, un ammontare ragguardevole.
Il fabbisogno finanziario dello Stato nei pros-
simi 12 mesi è di circa 150 miliardi di euro, da
ripartire tra autunno 2011 e primavera 2012. Di
questi, i titoli a lungo termine (Btp) superano i
100 miliardi. Un prestito forzoso di circa 30 mi-
liardi a partire dalla prossima primavera potreb-
be certo contribuire ad alleggerire tale pressione
in misura non marginale. Tale provvedimento
potrebbe durare, in maniera irrevocabile, alcuni
anni (magari la durata di una legislatura) permet-
tendo un parziale ribilanciamento del possesso
del nostro debito pubblico a favore degli investi-
tori nazionali non istituzionali, contribuendo,
anche in base all’esperienza storica bene illustra-
ta da Reinhart e Rogoff in This time is different,
a ridurre significativamente le aspettative di de-
fault sul debito pubblico.
Perché un simile provvedimento sia credibi-
le, sia per i sottoscrittori, che per i mercati finan-
ziari, le aspettative del mercato devono essere
ancorate verso il basso dal religioso rispetto de-
gli obiettivi di disavanzo e da un piano credibile
di riforme strutturali, per avviare la crescita del
Paese. Requisito imprescindibile per il sostegno
al nostro Paese, anche da parte delle autorità eu-
ropee. Affinché le emissioni collegate al presti-
to forzoso siano più accettabili, si può, inoltre,
introdurre forme di «collateral», legate ad esem-
pio al patrimonio immobiliare dello Stato e alle
partecipazioni statali nelle aziende private. Tut-
tavia crediamo che il prestito debba essere effet-
tivamente forzoso e che non basti ipotizzare sot-
toscrizioni volontarie. Non si potrà evitare che
l’emissione sia per alcuni aspetti atipica. Molti
problemi rimangono aperti, come per una patri-
moniale pura. Riguardano soprattutto la
fattibilità e le modalità giuridiche del prestito e
la garanzia dell’equità nella determinazione e
nell’identificazione dei soggetti e dei patrimoni
imponibili. Se l’equità è rispettata e le risorse de-
riveranno principalmente dagli strati più favori-
ti, il prestito forzoso non avrà un effetto restritti-
vo sulla domanda, né diverrà un vincolo alla cre-
scita.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un prestito forzoso decennale
è migliore della tassa sui patrimoni
SEGUE DALLA PRIMA
Roma non ha mai mentito sui suoi conti
pubblici come ha fatto Atene. E poi la Germa-
nia dovrebbe comunque rispettare un partner
commerciale dove esporta più che in Cina. E
infine, quanto a debito pubblico, il governo di
Berlino si avvale di antiche furbizie. Che, alla
vigilia della sentenza della Corte costituzionale
di Karlsruhe sui salvataggi già fatti e in vista
della seduta del Bundestag di fine mese sul pia-
no salva Stati, vale la pena di ricordare.
Da 16 anni la Germania non include nel suo
debito pubblico le passività del Kreditanstalt
für Wiederaufbau, meglio noto come KfW, pos-
seduto all’80% dallo Stato e al 20% dai Länder,
altri soggetti pubblici. Si tratta di 428 miliardi
di euro interamente garantiti dalla Repubblica
federale. La KfW fa mutui a enti locali e piccole
e medie imprese. Detiene partecipazioni crucia-
li in colossi come Deutsche Post e Deutsche Te-
lekom. È vigilata dai ministeri delle Finanze e
dell’Industria, non dalla Bundesbank. Grazie al
legame di ferro con lo Stato, la KfW conquista
la medaglia d’oro nella classifica mondiale
dell’affidabilità, stilata da Global Finance, e il
massimo rating da parte di Moody’s, Standard
& Poor’s e Fitch, lo stesso della Repubblica fe-
derale. Le sue obbligazioni sono dunque ugua-
li ai bund. Ma a differenza dei bund, magica-
mente non entrano nel conto del debito pubbli-
co. Se vi entrassero come la logica del Trattato
di Maastricht vorrebbe, il debito pubblico tede-
sco salirebbe da 2.076 miliardi a 2.504 e la sua
incidenza sul prodotto interno lordo 2011 balze-
rebbe dall’80,7% al 97,4%. Ancora un piccolo
passo, magari per salvare qualche banca tede-
sca ingolosita dai titoli di Stato mediterranei, e
potremmo dire: benvenuta Germania tra noi
del club degli over 100%!
La magia, che nasconde il 17% del debito pub-
blico reale tedesco, si chiama Esa95. È il manua-
le contabile che esclude dal debito pubblico, a
integrazione dei criteri di Maastricht, le società
pubbliche che si finanziano con pubbliche ga-
ranzie ma che coprono il 50,1% dei propri costi
con ricavi di mercato e non con versamenti pub-
blici, tasse e contributi. La serietà di un tale
principio è paragonabile alla considerazione
del rischio di controparte negli Ias-Ifrs, i princi-
pi contabili che hanno favorito il crac Lehman.
Se per ipotesi KfW avesse problemi, chi paghe-
rebbe? Lo Stato. E senza nemmeno l’ipocrisia
degli Usa che qualificavano le loro Fanny Mae,
Freddie Mac e Ginnie Mae come imprese spon-
sorizzate dal governo per far capire che, alla bi-
sogna, il Tesoro avrebbe coperto, ma senza dir-
le statali per non sembrare statalisti.
Ora l’Italia ha la Cassa depositi e prestiti, 70%
Tesoro, 30% fondazioni bancarie, soggetti pri-
vati. La Cdp emette anno dopo anno obbligazio-
ni che godono della garanzia statale e sono col-
locate dalle Poste sotto forma di buoni e di li-
bretti. Mal contati sono 300 miliardi, due terzi
reinvestiti in titoli di Stato e un terzo in mutui
agli enti locali. La Cdp emette anche obbligazio-
ni non garantite per una ventina di miliardi de-
stinate alle iniziative per le imprese e detiene
partecipazioni rilevanti. Ma il suo debito è per
tutta la parte coperta da garanzia pubblica con-
teggiato nel debito pubblico. In un mondo se-
rio delle due l’una: o la Germania ricalcola il
suo debito come si deve perché l’Eurozona sot-
to attacco non accetta più furbizie da parte di
nessuno, ancorché legalizzate a forza, oppure
l’Italia deconsolida dal suo debito pubblico
quei cento miliardi o giù di lì che la Cdp usa
per gli enti locali, dato che questi la scelgono
su un mercato bancario liberalizzato.
Risulta che il ministro Giulio Tremonti ab-
bia talvolta accennato al tema. Ma quando un
governo vuole incidere, compie passi formali,
il premier si mobilita, si muove anche il mini-
stero degli Esteri. Si fa sentire sui giornali e in
tv. E se i media non capiscono, insiste: nessu-
no negherà un’intervista a un ministro che vo-
glia alzare la voce. Ma nell’Italia di oggi que-
st’ipotetica voce avrebbe un suono fesso. Nes-
suno, lontano da Roma, le presterebbe atten-
zione. Il punto è la credibilità. La Germania ne
ha anche quando fa il gioco delle tre carte. Al-
l’Italia manca anche di fronte alla verità.
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Corriere della Sera SMS
NOI E LORO
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di JEAN-PAUL FITOUSSI e GABRIELE GALATERI DI GENOLA

Precedenti e tradizione sono al
centro del sistema giudiziario
del Regno Unito. Uno di questi capisaldi
è sul punto di arrendersi: dopo quasi no-
vant’anni sta per essere cancellato il
Criminal Justice Act del 1925, in base al
quale nessuna foto o immagine televisi-
va poteva essere ripresa all’interno di un
tribunale in Inghilterra e Galles. A noi ita-
liani è sempre sembrato uno dei tanti
esempi di fair play ingle-
se. Ma ora Kenneth Clarke,
ministro conservatore del-
la Giustizia, spiega che am-
mettere le telecamere in
aula è un’operazione di tra-
sparenza in modo che i cit-
tadini possano giudicare il
funzionamento del siste-
ma giudiziario. Il ministro
è convinto che la gente
avrebbe capito di più la du-
rezza delle sentenze a carico dei saccheg-
giatori di Londra, questa estate, se avesse-
ro potuto assistere in tv ai processi.
Da anni le reti tv premevano per accen-
dere i riflettori su «casi esemplari», co-
me i giudizi sui parlamentari accusati nel-
lo scandalo dei rimborsi spesa gonfiati. I
difensori dello status quo additavano il
caso sciagurato del processo per omici-
dio al campione di football americano OJ
Simpson, trasformato dalla diretta Usa in
un serial tv che influenzò il verdetto.
Non c’era solo garantismo dietro il di-
vieto. Non c’era solo la necessità di pro-
teggere i magistrati, le giurie, le vittime e
i testimoni da una pubblicità non voluta
e non consona a una corte di giustizia. E
non c’era nemmeno la volontà di rispar-
miare una gogna mediatica all’imputato.
La legge del 1925, quando la tv ancora
non esisteva, era nata per
disarmare i fotografi dei
giornali che con le esplo-
sioni di luce dei loro flash
disturbavano la «serenità»
dei processi. Da allora il
pubblico inglese era stato
abituato a seguire le vicen-
de giudiziarie attraverso le
cronache della stampa e
gli schizzi artistici che ri-
producevano magistrati e
avvocati con parrucca. Ma a telespettato-
ri e lettori di giornali inglesi non veniva-
no risparmiate scene prodotte in altri Pa-
esi: per esempio in Italia, dove le riprese
di Amanda processata a Perugia merita-
no sempre la prima pagina, con buona
pace dei cultori del Criminal Justice Act
del 1925.
Guido Santevecchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
CHI PRENDE LA RELIGIONE SUL SERIO
STORIA DEL CONFLITTO TRA LUIGI E LUCA
di MASSIMO MUCCHETTI

Lo slogan «manette agli evasori»
piace e fa un bell’effetto. Calma
gli animi (e ce n’è bisogno se solo 796 italia-
ni dichiarano più di un milione di euro). Ma
servono davvero queste manette? A guarda-
re quello che è successo in passato, sembre-
rebbe di no. Leggiamo cosa ha scritto la Cor-
te dei Conti: «L’applicazione della sanzione
penale non è apparsa fino ad oggi in grado
di costituire un argine adeguato». Negli an-
ni le condanne e il numero dei condannati
«hanno subito un drastico ridimensiona-
mento». Tenete presente che ogni anno ven-
gono evasi 120 miliardi di euro. Quindi le
carceri dovrebbero ospitare parecchi evaso-
ri. Invece sappiamo tutti che non è così.
Ora il governo fa risentire il tintinnare
delle manette. La manovra è duplice: abbas-
sa le soglie che fanno scattare la punibilità,
sospende la condizionale se l’evasione supe-
ra i tre milioni di euro e il trenta per cento
di fatturato. Nel primo caso il pericolo, co-
me è successo negli anni Ottanta, è quello
di ingolfare le Procure della Repubblica
con moltissime denunce, almeno seimila
l’anno in più. Spesso infruttuose, tra l’altro,
visto che c’è un’assoluzione ogni due de-
nunce (Corte dei Conti).
Per chi evade più del trenta per cento di
fatturato, per una somma superiore ai tre
milioni, si aprono immediatamente le por-
te del carcere perché il giudice non può ap-
plicare la condizionale, nemmeno se il con-
tribuente è incensurato. Tre milioni può
sembrare limite elevato, ma non è così per-
ché si applica non solo ai comportamenti
fraudolenti, ma anche alle contestazioni
sulle imputazioni di ricavi e costi. Quindi
anche sull’interpretazione di una norma. E
considerata la complessità del nostro siste-
ma tributario, cadere in errore non è così
raro. Il rapporto tra somma evasa e fattura-
to sembra escludere l’applicazione della
norma alle grandi imprese. Una correzione
opportuna perché altrimenti manager e im-
prenditori sarebbero stati esposti a gravi ri-
schi. E avremmo attratto minori investi-
menti dall’estero. Stringere d’assedio gli
evasori è giusto e sacrosanto. Ma serve un
quadro normativo preciso, che indichi i
comportamenti punibili, quelli fraudolenti.
Se si vuole davvero battere l’evasione servo-
no equità, semplicità, credibilità. Una buo-
na amministrazione e buoni controlli. Le
manette possono aiutare, ma non sono riso-
lutive.
Massimo Fracaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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PROPOSTE
Quel debito che la Germania nasconde
B
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C
O
B
B
E
TELECAMERE NEI TRIBUNALI INGLESI
CADE UN TABÙ (E FORSE UN’IPOCRISIA)

Quella di Luca e Luigi è la storia
di un’Italia cristiana che respin-
ge le mezze misure e va fino in fondo. Sof-
frendo e lottando.
Luca è il parroco di un piccolo centro
nel nord delle Marche. Al termine della
messa rivela alla comunità il suo trava-
glio. Lascia il cattolicesimo romano: la
sua nuova comunità è la chiesa evangelica
battista di Cesena. In un messaggio su
YouTube, Luca ha la voce emozionata di
«un figlio che vede la madre comportarsi
male», e «non può tacere in eterno». La
chiesa in cui non può rimanere è «una ma-
gnifica costruzione umana con poco o nul-
la di divino dentro», «una donna bellissi-
ma senza l’anima». Luca ha trovato nella
Bibbia un’altra chiesa di Gesù: in cui chi
sta in alto non è tutto «freddezza e calco-
lo», «non mostra la sua potenza terrena»,
«non vuole privilegi e primi posti». Gra-
zie alla provvidenza ha trovato la chiesa
evangelica battista: «non è una chiesa per-
fetta, nessuna chiesa lo è»; ma è una chie-
sa in cui conta la parola di Gesù e in cui
«mai mi è stato detto quello in cui dovevo
o non dovevo credere».
Luigi è il vescovo di Luca. Si espone
con coraggio e fermezza sul sito della dio-
cesi. Informa i fedeli che un «attacco gra-
ve colpisce il cuore» della comunità, che
«il padre delle tenebre e della menzogna
sferra un colpo grave alla nostra Chiesa».
Quello di Luca è un «gesto gravissimo di
attacco al dogma cattolico e alla discipli-
na ecclesiastica». Anche Luigi è emoziona-
to: «non ho parole per descrivere i senti-
menti che si affollano nel mio cuore». An-
nuncia misure canoniche. Invoca la prote-
zione della Madonna contro l’«avvenimen-
to tremendo», la «terribile prova», e la mi-
sericordia di Dio su chi inizia «una vita ne-
gativa» per sé e per quanti lo seguiranno.
Luca e Luigi avrebbero potuto essere
più morbidi, chiudere un occhio, tollera-
re; cercare il compromesso. Avrebbero po-
tuto essere come l’Italia cristiana che pre-
ferisce il grigio al bianco e al nero. Invece
si sono scontrati perché appartengono ad
un’altra Italia. Quella di chi crede davvero,
di chi pretende coerenza; l’Italia di chi
prende la religione sul serio.
Marco Ventura
©RIPRODUZIONE RISERVATA
MANETTE AI GRANDI EVASORI FISCALI
UNA NORMA SEMPRE PIÙ INEFFICACE
58
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
H
anno diritto almeno a un po’ di rispetto, i morti di
Gibellina.
Lo Stato arrivò per i primi soccorsi con ritardi
enormi, i primi soldi dopo tante chiacchiere furono
distribuiti dopo sette anni, la legge speciale che rico-
nobbe ai siciliani gli aiuti dati a irpini e friulani dopo addirittura
diciannove. E la stessa commissione d’inchiesta riconobbe che lì
non si era «manifestata la forza d’uno Stato moderno capace di
far sentire l’operante solidarietà della nazione nell’approvvigio-
namento di adeguate risorse finanziarie» ma si era visto solo
«un concentrato di inefficienza, incapacità, cinica indifferenza».
Quarantatré anni dopo, il Grande Cretto di Alberto Burri che
coprì le macerie del paese annientato dal terremoto nella notte
tra il 14 e il 15 gennaio 1968, è in condizioni sempre più disastro-
se. Non è un’opera d’arte secondaria, quel gigantesco sudario di
cemento di circa 300 metri per 400 adagiato a partire dal 1985
su quello che era stato il cuore storico di Gibellina, l’«occhio del
monte» (questo significa, in arabo, il toponimo, umiliato dalla
rifondazione del paese a 20 chilometri di distanza, in una piana
paludosa appartenuta ai cugini Nino e Ignazio Salvo) distrutto.
È il più grande esempio europeo
di Land Art.
Quando decisero di costruirlo
per farne la tomba del paese stes-
so («Non c’era niente da conserva-
re», spiegò il sindaco Ludovico
Corrao, «solo i valori nostri della
solidarietà, della famiglia, del la-
voro, il resto era miseria, isola-
mento e oppressione») avevano
immaginato che potesse diventa-
re meta di pellegrinaggi di quanti
volessero rendere omaggio ai
morti e all’artista che aveva voluto costruire quel mausoleo di
cemento che riprendeva nelle fenditure che lo solcavano lo sche-
ma delle antiche vie del borgo. Ci fecero accanto anche un tea-
tro, dove Marco Paolini ambientò la sua struggente ricostruzio-
ne della tragedia di Ustica.
Quel teatro adesso è coperto di erbacce. E di erbacce è coper-
to il grande mantello di cemento ondulato e sono coperte le
feritoie che lo solcano. Qua e là, dove non c’erano le macerie
delle case e delle chiese e dei palazzetti a sostenere il cemento
ma solo una struttura armata, il manto è sprofondato. Qua e là,
è spuntato un albero. In cima alla collina, sullo sfondo, pale eoli-
che a perdita d’occhio. Ovunque desolazione, desolazione, deso-
lazione.
Sono anni che promettono di restaurare quell’opera straordi-
naria che ti pugnala al cuore. Anni. Nel gennaio 2008, quattro
decenni dopo il sisma, lo stesso Corriere scrisse che tutto era
pronto: «partirà la prossima estate, diventando di fatto "il più
grande restauro di arte contemporanea finora mai realizzato in
Italia"». Alla fine del 2009 l’assessore regionale alla cultura Vito
Leanza dichiarava trionfante: «È una promessa mantenuta». L’an-
no successivo il ministero assicurava: «Salvo il cretto di Burri a
Gibellina: dal lotto arriva un milione di euro». E il Cretto è anco-
ra lì, infestato dalle erbacce. E dall’ipocrisia.
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li separati: lun. Corsera + CorrierEconomia del CorMez. e 0,80 + e0,40; m/m/v/d Corsera + CorMez.
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CorVen. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. In Trentino Alto Adige, non acquistabili separati: m/m/v/d
Corsera + CorTrent. o CorAltoAd. e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera + Sette + CorTrent. o CorAltoAd. e
0,80 + e 0,30 + e 0,40; sab. Corsera + IoDonna + CorTrent. o CorAltoAd. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. A
Bologna e prov. non acquistabili separati: m/m/v/d Corsera + CorBo e 0,53 + e 0,67; gio. Corsera +
Sette + CorBo e 0,53 + e 0,30 + e 0,67; sab. Corsera + Io Donna + CorBo e 0,53 + e 0,30 + e 0,67. A
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ISSN 1120-4982 - Certificato ADS n. 7100 del 21-12-2010
La tiratura di lunedì 5 settembre è stata di 647.636 copie
S.p.A.
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
PRESIDENTE
Piergaetano Marchetti
CONSIGLIERI
Giovanni Bazoli, Luca Cordero di Montezemolo,
Diego Della Valle, Antonello Perricone,
Giampiero Pesenti e Marco Tronchetti Provera
DIRETTORE GENERALE SETTORE QUOTIDIANI ITALIA
Giulio Lattanzi
MAGISTRATURA
Le funzioni del Csm
Caro Romano, mi sorprende
che lei definisca la
competenza del Consiglio
Superiore della Magistratura
per «alcune infrazioni» dei
Magistrati una
«giurisdizione speciale». Il
Csm è semplicemente
competente per il giudizio
disciplinare dei magistrati,
così come un qualunque
datore di lavoro, pubblico o
privato, giudica le infrazioni
disciplinari del proprio
personale. La peculiarità
dell’organo giudicante, nel
caso dei magistrati, deriva
solamente dalla particolare
posizione della magistratura
in un sistema costituzionale
moderno. Per quanto
riguarda gli illeciti penali (e
civili) i magistrati sono
sottoposti alla giurisdizione
ordinaria, dunque ad alcuna
giurisdizione speciale.
Daniele Colucci
Giudice Tribunale di Bari
Accetto volentieri le sue
precisazioni anche perché i
giudizi del Csm, come ogni al-
tra decisione disciplinare,
possono essere materia di ri-
corso di fronte al Tar. Forse è
possibile tuttavia ricordare
che la natura dell’organo di
autogoverno della magistra-
tura, composto in buona par-
te di rappresentanti eletti da
correnti ideologico-sindaca-
li, rende i suoi giudizi un po’
più speciali di quelli di un
qualsiasi datore di lavoro
pubblico o privato.
NON SOLO I PARLAMENTARI
Costi della politica
Quando si parla di costi
della politica, erroneamente
vengono indicati solo gli
stipendi dei parlamentari.
Nel nostro Paese ci sono 20
enti regionali, 110 enti
provinciali, 8.100 enti
comunali più qualche
centinaio di enti non ben
definiti dove comunque
incarichi e «poltroncine»
non mancano.
Onesto Centochili
centochili@hush.com
POLEMICHE VANE
Destra e sinistra
Da destra a sinistra sento
solo polemiche ma non vedo
soluzioni, se non timide e
inefficaci. A sinistra sembra
che l'unico interesse sia
quello di far cadere il
governo, a destra di
mantenerlo a tutti i costi; e
noi dove siamo finiti?
Massimiliano Naso
massimiliano.naso@
studiolegalenaso.it
STIPATO IN 2OO CAMION
Il tesoro di Gheddafi
Se è vero che sono serviti 200
camion per portare via oro,
gioielli e soldi che Gheddafi
ha accumulato in 41 anni di
tirannia, anche gli ultimi
lealisti che inneggiavano al
Rais finalmente avranno
capito che tipo di uomo era e
che probabilmente senza di
lui la Libia sarebbe diventata
il Lussemburgo del
continente africano.
Sandra Giorgi
giorgi_sandra@libero.it
ANCHE PER LA RAI
Scheda antievasione
L’idea non è nuova, ma
siccome non se ne parla, la
ripropongo. Per il recupero
dell'evasione del canone tv
della Rai sarebbe sufficiente
che i programmi venissero
codificati (criptati) e che la
Rai consegnasse una scheda
di decodificazione solo previo
pagamento del canone.
Basterebbe copiare la
procedura di Sky e delle altre
tv a pagamento. La Rai
recupererebbe una cifra
cospicua oltre a sanare la
palese iniquità nei confronti
di chi il canone già lo paga.
Gilbert Dumoulin
gildum@libero.it
SECONDO IL CT AZZURRO
Il talento di Balotelli
Prandelli dichiara che per
l'indolenza dimostrata in
allenamento e per altri
atteggiamenti irritanti, con
Mario Balotelli avrà
pazienza perché è un talento
che l'Italia non può
permettersi di perdere. Con
Cassano è dieci anni che si
spera lo stesso ma non è mai
cambiato: certe teste non
cambieranno mai. Non è
meglio che ct azzurro cerchi
altrove chi possa giocare in
nazionale per farci vincere?
Vittorio Zanuso
vzanuso@libero.it
4
SUL WEB
Risponde
FONDATO NEL 1876
DIRETTORE RESPONSABILE
Ferruccio de Bortoli
CONDIRETTORE
Luciano Fontana
VICEDIRETTORI
Antonio Macaluso
Daniele Manca
Giangiacomo Schiavi
Barbara Stefanelli
Interventi & Repliche
Vincino
Lettere al Corriere
Manovra: con il sì
dei sindacati, in deroga
ai contratti nazionali, si
potrà licenziare.
Siete d'accordo?
Tuttifrutti
La tua opinione
su corriere.it
Risposte alle 19 di ieri
DINOGRANDI A LISBONA NEL ’44
LA RIABILITAZIONE FALLITA
E-mail: lettere@corriere.it
oppure: www.corriere.it
oppure: sromano@rcs.it
* Con "Sette" e 2,70; con "Io Donna" e 2,70; con "Style Magazine" e 3,20; con "Corriere Enigmistica" e 2,50; con "Agatha Christie" e 8,10; solo a Milano, Varese, Lecco e Monza con "Il cuore, per esempio" e 9,19; con "La Cucina del Corriere della Sera" e 6,10; con "I Classici dell’Arte" e 8,10; con "L’Europeo" e 9,10; con "La storia universale Disney" e 9,19;
con "Biblioteca della mente" e 11,10; con "Classici dell’Avventura" e 8,10; con "Supereroi. Le leggende Marvel" e 11,19; con "Zucchero deluxe edition collection" e 11,10; con "Speak Easy" e 14,10; con "11.9 Il giorno che ha cambiato il mondo" e 11,10; con "Io Scrivo" e 14,10; con "Il Mondo" e 4,00; con "Inediti d’autore" e 2,20
di Gian Antonio Stella
Sergio Romano
L’Australia vuole vietare
per legge i cani pitbull
dopo l’aggressione
a una bambina.
Siete d’accordo?
Non ho mai capito perché
Dino Grandi, bene o male
autore dell'omonimo Ordine
del Giorno che fece cadere
Mussolini, non sia stato
«utilizzato» nel periodo
successivo a quell’evento.
Diplomatico esperto,
addirittura insignito
dell’ordine della S.S.
Annunziata, che lo faceva
«cugino del Re», avrebbe
potuto essere utile in quel
turbolento periodo. E credo
che anche i suoi precedenti
rapporti col regime fascista
non siano stati meno
compromettenti di un Pietro
Badoglio, del quale però era
probabilmente più
intelligente e preparato.
Forse Grandi doveva
«pagare» per qualcosa che
mi sfugge?
Giovanni Ghio
giovannighio@gmail.com
Caro Ghio,
I
l governo costituito dal
maresciallo Badoglio do-
po la defenestrazione di
Mussolini doveva sembrare
ai tedeschi un governo allea-
to, deciso a continuare la guer-
ra a fianco della Germania.
Ma doveva al tempo stesso
rappresentare un mutamento
d’indirizzo politico e istituzio-
nale. Dino Grandi non era
quindi, né per il re né agli oc-
chi dei tedeschi, la persona
più adatta a farne parte, so-
prattutto come ministro degli
Esteri. Fu così che verso la fi-
ne di luglio, con un passapor-
to diplomatico intestato a Do-
menico Galli (un falso nome
che conservava le iniziali del
nome vero), Grandi arrivò a
Madrid e di lì proseguì qual-
che giorno dopo per Lisbona
dove giunse il 26 agosto.
Trovò alloggio a Monte
Estoril, un villaggio nei sob-
borghi della capitale porto-
ghese. Quando tentò di pren-
dere contatto con gli inglesi,
il ministro degli Esteri britan-
nico dette istruzioni al suo
ambasciatore di evitare qual-
siasi incontro. Ma alla fine
del 1944, qualcuno a Londra
si ricordò dell’uomo che era
stato ambasciatore d’Italia in
Gran Bretagna dal 1932 al
1939 e cercò di assegnargli
un ruolo nella politica italia-
na. L’episodio fu raccontato
dallo stesso Grandi ed è stato
rievocato da Francesco Perfet-
ti in un piccolo libro apparso
presso Le Lettere di Firenze.
L’uomo che si ricordò di
Grandi era Lord Beaver-
brook, editore di giornali, fra
cui il Daily Express, personali-
tà della politica e del giornali-
smo, buon amico di Chur-
chill. D’accordo con il gover-
no britannico, Beaverbrook
prospettò a Grandi, per il tra-
mite di un suo inviato, la pos-
sibilità di un ritorno sulla sce-
na pubblica. Dietro questo in-
vito vi era un progetto politi-
co. Gli inglesi volevano evita-
re che il ministro degli Esteri
italiano, dopo la fine della
guerra, fosse Carlo Sforza, re-
pubblicano e gradito agli
americani. Per usare Grandi
come un’alternativa gli propo-
sero di scrivere alcuni articoli
sulle sue esperienze diploma-
tiche e sulla caduta del fasci-
smo a cui il Daily Express
avrebbe dato grande risalto.
Gli articoli vennero scritti,
ma non parvero sufficiente-
mente drammatici e vennero
alla fine sostituiti da lunghe
interviste che lo stesso Gran-
di tuttavia rivide e corresse.
La pubblicazione avvenne
agli inizi del 1945, ma il risul-
tato fu esattamente l’opposto
di quello desiderato da Bea-
verbrook: una violenta cam-
pagna contro l’autore lancia-
ta in Gran Bretagna, come
scrisse più tardi lo stesso
Grandi, dai socialisti, dai libe-
rali, dai comunisti e dagli «ita-
liani antifascisti di Londra,
annidati nella Bbc e sotto la
protezione del News Chroni-
cle». Tre anni dopo, nel 1948,
Grandi lasciò l’Europa per il
Brasile dove visse sino al ri-
torno in Italia negli anni Ses-
santa: un addio alla politica
che gli permise di trasformar-
si in un fortunato imprendito-
re agricolo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Nemmeno l’arte
si salva a Gibellina
@
La domanda
di oggi
Le lettere, firmate con nome, cognome e città, vanno inviate a:
«Lettere al Corriere» Corriere della Sera
via Solferino, 28 20121 Milano - Fax al numero: 02-62.82.75.79
Il referendum proposto da Parisi
Ho letto l'articolo di Passigli sul Corriere
del 1˚ settembre e condivido le sue
argomentazioni. Mi permetto di
aggiungere che non è corretto dare per
scontato che se il referendum proposto
da Parisi e C. fosse ammissibile (del che
giustamente Passigli dubita) esso
porterebbe, in caso di successo, a far
rivivere il mattarellum. L’abrogazione
totale o parziale di una legge non
determina l’automatico ritorno in vigore
della normativa che regolava la
medesima materia prima. Occorre a tal
fine un nuovo intervento del legislatore.
Del resto, è proprio questa la
motivazione che sorregge la nota
giurisprudenza della Corte Costituzionale
circa la necessità che, in caso di
referendum su leggi elettorali, le norme
risultanti dall’abrogazione
(necessariamente parziale) siano
auto-applicative. Perciò ritengo che non
ci si debba limitare a dire che il
referendum Parisi è con ogni evidenza
inammissibile, o che il mattarellum
presenta anch’esso gravissimi difetti.
Occorre spiegare alla pubblica opinione
che lo slogan «abrogare il porcellum per
riavere il mattarellum» è una presa in
giro anche ai danni di coloro che davvero
volessero il mattarellum. Il
contro-referendum che Parisi e soci
hanno promosso in polemica con
l’iniziativa «proporzionalista» di Passigli
ha l’unico risultato, ovviamente voluto, di
perpetuare il porcellum.
Luciano Belli Paci, Milano
Il castello di Torre in Pietra
In merito all'articolo sull’affare
Lavitola-Tarantini-Berlusconi, pubblicato
sul Corriere del 4 settembre, compare il
nome del Castello di Torre in Pietra forse
confuso con altri castelli. Vogliamo
precisare che non abbiamo mai avuto a
che fare con il signor Lavitola e che il
Castello di Torre in Pietra ha ospitato ed
ospita esclusivamente eventi culturali,
cerimonie nuziali e set cinematografici.
Non è mai stato luogo di feste, festini o
altri tipi di incontri.
Amministrazione Castello
di Torre in Pietra (Roma)
Che cos’è un’«attività sportiva»
A proposito della caccia definita da un
lettore «attività sportiva» (Corriere, 30
agosto), senza pretendere il fair-play e le
valenze educative che pur dovrebbero
contraddistinguere le attività sportive,
dal punto di vista puramente tecnico, in
uno sport gli avversari dovrebbero: 1)
partecipare volontariamente alla
competizione o per lo meno essere
consapevoli di farne parte; 2) affrontare
le stesse conseguenze in caso di vittoria
o sconfitta (non mi risulta che un
cacciatore rischi la vita contro una
quaglia o una lepre); 3) competere ad
armi pari (mettiamo i cervi in condizione
di sparare o diamo delle corna ai
cacciatori e vediamo come se la cavano).
George Bernard Shaw diceva: «Quando
un uomo vuole uccidere una tigre si
chiama sport, quando una tigre vuole
uccidere un uomo si chiama ferocia».
Vergil Z. Ozeca, vregilozeca@gmail.com
❜❜ Le promesse non
mantenute per il
restauro del
Grande Cretto
di Alberto Burri
59
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
Il regista: la Chiesa
non è quella
di Roma ma siamo
noi, dobbiamo
aprirci all’altro
Spettacoli
Applausi ai clandestini di Olmi
«Dai cattolici più accoglienza»
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
VENEZIA — Smisurato e insanguinato,
il crocefisso scende giù dalla cupola lenta-
mente, appeso a un braccio meccanico.
Una squadra di traslocatori stacca dalle pa-
reti scuri quadri di santi e di madonne, im-
pacchetta statue estatiche, candelabri e tu-
riboli. In breve, la chiesa è vuota. Nuda, in
tutta la triste bruttezza delle cattedrali di
oggi. Dismessa, forse per mancanza di fe-
deli, forse di preti. Il suo vecchio parroco,
anche lui da rottamare, non accetta però
quell’ultimo sfregio, quel barbaro sac-
cheggio del sacro. Come don Camillo, si
ritrova a parlare con un Cristo di gesso, in-
filzato di spine: «Perché non provo pietà
per te? Sei troppo lontano nel tempo». Ep-
pure, quando lo sconforto è più grande e
tutto sembra perduto, ecco che accade
qualcosa: un gruppo di clandestini cerca
rifugio tra quelle mura. Saranno quei po-
vericristi in carne e ossa a ridare senso al
tempio di Dio e al suo anziano custode.
Filmanomalo, possente, temerario que-
sto Villaggio di cartone che ieri, tra ap-
plausi e ovazioni, ha riportato Ermanno
Olmi alla Mostra, dove 50 anni fa debuttò
con Il posto. Film di bellezza pittorica,
protagonista un intenso Michael Lonsda-
le, musiche di Sofia Gubaidulina. Apolo-
go sul sacro che si vale di considerazioni
di Claudio Magris e Gianfranco Ravasi,
specchio di un cupo presente, auspicio di
un mondo nuovo. Dopo aver inchiodato i
libri di un morto sapere in Centochiodi,
l’ottantenne Olmi ora si fa iconoclasta,
spazzando via idoli e orpelli. «Quel Cristo
di cartapesta è il simulacro di una fede
vuota davanti a cui tutti si genuflettono
— ribadisce —. Quando non è più la casa
di Dio, bisogna abbattere il Tempio. E rico-
struire in tre giorni, come dice Cristo, il
Tempio dell’uomo».
Di cartone oggi però non è solo la reli-
gione. «Anche la politica, l’economia, una
certa cultura che dietro orpelli subdoli ce-
la il nulla. Ci si affanna sul disastro econo-
mico, ma la vera manovra per salvare il Pa-
ese sarebbe una manovra morale, ritrova-
re l’integrità. Ma temo sia un discorso da
Il confronto
Il maestro e Crialese
Se la minaccia
diventa speranza
«Il villaggio
di cartone»
La storia
di un gruppo
di stranieri che
cerca rifugio
e i tormenti
di un parroco
Set Una scena di
«Il villaggio di cartone». A
destra, Ermanno Olmi, 80
anni, e Irima Pino Viney
S
ul red carpet non si sono visti. E
se sono passati non hanno
attirato l’attenzione dei fotografi
né dei fan. Ma i veri protagonisti di
questo festival sono gli
«extracomunitari», i «migranti», gli
«illegali» — chiamateli come volete
— quelle persone soprattutto di
colore che arrivano in Italia in cerca
di un lavoro e di un’occasione per
vivere umanamente. Sono loro che si
rifugiano nella chiesa sconsacrata del
parroco Lonsdale in Il villaggio di
cartone di Olmi e sono loro che
chiedono soccorso in mezzo al mare
in Terraferma di Crialese, dopo che li
avevamo già visti nei film di Guido
Lombardi (Là-bas) di Francesco
Patierno (Cose dell’altro mondo), di
Andrea Segre (Io sono Li). Tanti modi
diversi di raccontare lo stesso tema.
Tutti però rivelatori di una difficoltà:
quella di dare una concretezza e uno
spessore umano a questi personaggi.
Balza all’occhio soprattutto nei film
dei due autori più conosciuti,
Crialese e Olmi. Nel primo i migranti
sono trasformati nei simboli di una
minaccia, che riempie lo schermo
con l’«anonimato» dei corpi in cerca
di soccorso, con le braccia e le mani
che si protendono alla disperata
ricerca di qualcosa cui aggrapparsi.
C’è solo una faccia vera, quella di
Sara, ma resa inespressiva dal dolore,
dalla sofferenza: quasi la maschera di
una condizione senza futuro. Nel film
di Olmi, gli extracomunitari
finiscono invece per essere i
portavoce di un’idea, di una
posizione, di una scelta di vita. Chi
ritrova un’umanità perduta, chi
sogna un domani di speranza, chi
minaccia un futuro di violenza: tutti,
comunque, si fanno «megafono» di
un’ideologia, di una scelta di campo.
Sono due posizioni coerenti con i
rispettivi film: Crialese vuole
raccontare l’impossibilità di chiudere
gli occhi di fronte alla realtà (e
quindi si interessa soprattutto alle
reazioni degli isolani), Olmi ha scelto
la forma dell’oratorio sacro, della
riflessione filosofica e va al cuore
delle domande senza curarsi di
psicologia o di drammaturgia.
Entrambi «usano» gli
extracomunitari per costringerci a
guardarci allo specchio. E così alla
fine finiscono per parlare più di noi
che di loro.
P.Me.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
eni.com
Per il quinto anno consecutivo eni rinnova la sua partnership con il Festivaletteratura.
Vi invita agli incontri della sezione “II Giallo” e all’appuntamento con “Inedita Energia”,
evento dedicato alla figura di Attilio Bertolucci a 100 anni dalla sua nascita, con la
partecipazione straordinaria dei figli Bernardo e Giuseppe Bertolucci.
Inedita Energia al Festivaletteratura di Mantova con Bernardo
e Giuseppe Bertolucci
Sabato 10 settembre, h. 11.30
Cortile della Cavallerizza, Palazzo Ducale
Mantova
60
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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L
a bella sorpresa di questi due giorni di Mostra si
chiama Ah Tao, la tata settantenne al centro del
film A Simple Life di Ann Hui: dopo aver dedicato
tutta la vita alla famiglia Leung, un ictus la
costringe a lasciare il servizio e a ricoverarsi in una casa
per anziani. Ma la riconoscenza non è estranea ai suoi ex
padroni e l’ultima delle persone di famiglia di cui si è
presa cura, il trentenne Roger, si preoccupa di trovarle un
buon posto e soprattutto di non abbandonarla alla sua
solitudine. Così il film può intrecciare da subito le sue
due anime: da una parte ci racconta con pudore ma
anche senza facili infingimenti un percorso di
avvicinamento alla morte, che utilizza al meglio la
sensibilità documentaristica della regista (alcune
immagini sembrano «rubate» tanto gli attori —
professionisti e non — sono usati al meglio) e che ci fa
aprire gli occhi sulla solitudine e le miserie umane che
spesso si nascondono in queste case di riposo; dall’altra,
attraverso la dedizione di Roger (mai esagerata, per non
annullare le differenze di classe e di cultura che pure
restano), sembra voler ricordare a chi guarda
l’importanza della
riconoscenza e del rispetto
per le persone che ci sono
state vicine. Con una
delicatezza e una malinconia
che fanno tornare in mente il
modo in cui Ozu raccontava il
cammino verso il tramonto
dei suoi personaggi. Se
questa era una storia vera,
alla realtà cerca di
aggrapparsi anche il
giapponese Sion Sono, che
ambienta il suo Himizu nel
Giappone segnato dall’ultimo
tsunami. Un quadro devastato
e desolante che ben si adatta
all’egoismo e alla violenza che
mette i genitori contro i figli:
chi rimpiange il mancato
annegamento del figlio che
gli ha impedito di riscuotere
un’assicurazione, chi incita la
figlia a impiccarsi (tanto da
costruirle in casa una vera e
propria forca), mentre tutti
sembrano comunicare solo
con la violenza e la
sopraffazione. Accumulando
citazioni, stili di ripresa, idee
e colpi bassi, il film finisce
però per smarrirsi nel suo
nichilismo, facendo sparire
all’improvviso dei personaggi
o raccontando le stesse cose da prospettive diverse. E alla
fine il guazzabuglio di buone intenzioni, rimandi alla
realtà e invenzioni fantastiche finisce più per infastidire
che interessare. Tomas Alfredson e Andrea Arnold
scelgono invece di affidarsi a due romanzi, a due
«classici»: il primo con Tinker, Tailor, Soldier, Spy porta
sullo schermo La talpa di Le Carrè, giocando tutto su una
sceneggiatura perfettamente oliata e scommettendo su
un cast di fuoriclasse, guidati da Gary Oldman (nel ruolo
di George Smiley), Colin Firth e John Hurt. La seconda
invece adatta il romanticissimo Cime tempestose di Emily
Brönte cancellando tutto il possibile romanticismo: dà a
Heathcliff la pelle nera, accentua la sua emarginazione
sociale e sottolinea con forza l’abiezione e la violenza dei
suoi protagonisti, facendo dell’amore che prova per
Cathy soprattutto uno strumento di sofferenza e di
disperazione. Senza però convincere. Così come alla fine
non convince nemmeno Todd Solondz e il «solito»
ritratto di bamboccione complessato al centro di Dark
Horse: l’inizio è promettente ma quando ricorre al facile
espediente dei sogni, confondendo realtà e
immaginazione, il film sembra avvitarsi su se stesso e
perdere ritmo e cattiveria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Himizu
di Sion Sono
Wuthering Heights
di Andrea Arnold
Dark Horse
di Todd Solondz
A simple life
di Ann Hui
Tinker, Taylor, Soldier, Spy
di Tomas Alfredson
D
al tappeto rosso al tappeto verde. Mentre
Colin Firth firma autografi i fotografi
acclamano Livia, la moglie bella e solidale in
abito argento da lei disegnato per Yoox e
realizzato con materiale da riuso (stock di
fodere invendute). Prototipo di vestito
ecosostenibile, una delle tappe di un progetto
verde (Green Carpet Challenge) che prevede di
coinvolgere i grandi stilisti a produrre
ecoglamour per i prossimi red carpet di Golden
Globe, Cannes, Venezia.
UNO SPAZIO PER I FAMOSI PIÙ FAMOSI
Torna a sorpresa il privé alla festa di Vanity
Fair per il film La Talpa. Attori e cast separati e
seduti allo spazio Excelsior, tanto che a un
certo punto i due principi, Lillio Ruspoli e
Carlo Giovanelli, presenza costante della
mostra, vengono divisi, uno di qua e l’altro di
là. Piccolo imbarazzo per una scelta voluta
dalla produzione americana, sobriamente
risolto da Luca Dini e sua moglie che non si
siedono e stanno fuori, «col vulgo», dove tra
l’altro ci si diverte di più.
I LEONI DI VANZINA
«Primo Clooney, poi Polanski e Scialla!». Ecco
i Leoni di mid term di Carlo Vanzina che se ne
va da Venezia contento di aver visto «tanti
film straordinari» e compila la sua classifica,
assegnando il premio al miglior attore,
Christoph Waltz in Carnage e alla miglior
attrice, Andrea Riseborough, in W.E. «Il film
di Madonna ha sollecitato il mio lato
femminile, una storia struggente raccontata
con attenzioni quasi viscontiane».
LA «DOPPIA VITA» DELLA SGARBI
Doppio ruolo di editore e autrice per Elisabetta
Sgarbi a Venezia. Di giorno passerella al Lido
per il suo Prove per un naufragio della parola
(11 minuti con Sonia Bergamasco e Patrizio
Gifuni, e un premio Strega, Edoardo Nesi, ai
testi), la sera all’Harry’s bar dove incontra per
caso David Cronenberg, suo prossimo autore
con Consumed. «Piacere sono il suo editore: a
che punto è con il libro?». E il regista, come
uno scolaretto: «In ritardo, sono a metà».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
TwittCiak

da evitare
★★
interessante
★★★
da non perdere
★★★★
capolavoro
Giurati
Breakfast di lavoro
per la giuria del
festival: vertice
Martone-Rohrwacher
alle ore 9.30
Fuoriscena
Spaiate
Idee per farsi notare
a Venezia68:
una scarpa blu
e una crema, Gianni
Ippoliti docet
Futura mamma
Beyoncé
incinta
non fa vita
notturna,
si rilassa in barca
IL NICHILISMO
DELLO TSUNAMI
VENEZIA — «Le ho contate,
dicono almeno venti volte la pa-
rola negri, in questo film, ma
noi non li chiamiamo così qui
in Veneto». E come li chiama-
te? «Li chiamiamo per nome».
Luca Zaia, presidente della Re-
gione torna alla Mostra del Ci-
nema per vedere finalmente il
filmdella discordia Cose dell’al-
tro mondo, che aveva polemica-
mente liquidato con giudizio
preventivo già ad agosto dicen-
do: «Ci ritrae come Zulù, ma
non lo siamo». Regista il napo-
letano Francesco Patierno, am-
bientazione nel Nord-Est, dove
un piccolo imprenditore inter-
pretato da Diego Abatantuono
scatena uno tsunami dicendo
da una tv locale agli immigrati
di «prendere pure il cammello
e tornarsene» a casa, e viene
da loro preso in parola.
Conferma ora, dopo averlo
visto, il discorso degli Zulù?
«Certo: è pieno di stereotipi, of-
fende i veneti che nel film rut-
tano, hanno sempre il bicchie-
re in mano, danno la caccia al-
l’immigrato con spranghe e ca-
tene. E invece non siamo pro-
prio così: han voluto metter di
mezzo Treviso, una delle pri-
me cinque Province in Italia
per la qualità dell’integrazione,
come dice anche il Cnel».
E pensare che aveva esordito
dicendo di voler guardare il
film «non con occhio leghista»
ma spassionato, e durante la
proiezione aveva anche riso da-
vanti ad alcune battute po-
co politicamente corret-
te, per esempio quan-
do Abatantuono dice
che gli immigrati
mangiano «sushi di
panda» o quando
confessa in macchina
alla sua amica, prostitu-
ta di colore, che ha paura so-
lo di due sole cose, il tuono e
«i nani vestiti da pagliaccio». O
ancora quando Abatantuono,
nella città ormai vuota di immi-
grati e dei nuovi affetti che ave-
vano scatenato, ritorna sul via-
le delle prostitute e ricorda e
rimpiange, mentre passa un al-
tro cliente anche lui orfano di
amore mercenario che lo apo-
strofa: «Bravo, guarda cosa hai
fatto: adesso vorrei che ci do-
vessi andare tu con quel bido-
ne di mia moglie!».
Ma presto Zaia si riprende e
va all’attacco snocciolando: «È
un’accozzaglia, un agglomera-
to di cattivi pensieri e brutti in-
segnamenti. E mi inizio a pre-
occupare, se è vera la storia
che lo Stato ha dato un milione
e trecentomila euro a questi
che si presentano con un film
da Garagisti e fanno strike, per-
ché in un colpo solo riescono a
offendere veneti e immigrati».
È questa — secondo Zaia — la
vera notizia, il poco rispetto
verso gli immigrati, e si meravi-
glia che non si siano ancora fat-
ti sentire «perché concorrono
per il 5 per cento alla produzio-
ne del Pil veneto e qui in que-
sto film non solo li chiamano
negri, ma dicono pure che
mangiano i conigli!».
Ma lei sa che spesso il cine-
ma, come l’ arte in genere,
estremizza, con licenza di esa-
gerazione, per raccontare me-
glio alcune verità? «E allora io
pongo di rimbalzo una doman-
da retorica: se un veneto aves-
se fatto un film così su Napoli,
cosa sarebbe successo? Glielo
dico io, il finimondo». Poi, pri-
ma di avviarsi verso il suo pic-
colo bagno di folla, cambia re-
gistro e tenta quello cinefilo. È
indulgente con Abatantuono,
cui perdona l’accento veneto a
i n t e r mi t t e n z a :
«Non mi aspettavo
molto di più, sareb-
be lo stesso se chia-
massero noi a fare
l’accento napoleta-
no». Promuove a
pieni voti la moglie
del protagonista im-
prenditore, l’attrice
Sandra Collodel:
«Le darei il premio
per la recitazione in
veneto, anche se
non è nata qui».
E alla fine va sul
sicuro quando sco-
moda Pietro Germi
per dire che, «an-
che non se era vene-
to ma ligure, e an-
che se ha parlato
dei nostri difetti»,
con il suo Signore e
Signori ambientato
a Treviso «lui sì che
ha fatto un capolavoro! E ha re-
so la città famosa nel mondo,
pur prendendola in giro».
M. L. A.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il governatore veneto boccia l’ultrà leghista
di Maria Luisa Agnese
Il programma di oggi
dopolavoro, da Cral…». Anche la Chiesa
non sembra occuparsene troppo. «La
Chiesa non è quella di Roma. La Chiesa
siamo noi. Noi dobbiamo rinnovarci,
aprirci all’altro. Cos’è più importante del-
l’accoglienza? Vorrei suggerire ai cattolici
di ricordarsi più spesso di essere anche
cristiani». Termine che Olmi estende
oltre le barriere. «Cristiani ed ebrei, sia-
mo la stessa cosa. Vero Moni?» dice a
Moni Ovadia arrivato qui per lui. «Sia-
mo fratelli di origine. Io sono ebreo, di-
co parlando con i cristiani. Riuscissimo
a trovare questa continuità, molti pro-
blemi si risolverebbero».
L’idea della chiesa come ca-
sa solletica Claudio Magris.
«Un elemento fecondo pre-
sente già in uno dei primi
film di Ermanno, “Il tempo si
è fermato” — ricorda —. E
Joseph Roth, distrutto dal-
l’alcol come quel suo “San-
to bevitore” portato sullo
schermo proprio da Olmi,
sottolineava in quel libro la
stretta vicinanza tra chiesa
e osteria, luoghi di condivi-
sione del pane e del vino».
Nella chiesa-casa di Olmi
non tutti però la pensano così.
C’è anche il kamikaze deciso a far-
si saltare in aria. «Essere migranti
non significa essere santi — avver-
te Olmi —. Debolezze e confusioni
fan parte dell’umanità». Però, se
non si corre subito ai ripari, il peggio
sarà inevitabile. «La rabbia di chi non
ha più nulla sta esplodendo. L’esercito
degli emarginati s’ingrossa a vista, nes-
suno lo fermerà». Che fare? «La parola
chiave è giustizia. Intesa prima di tutto
come atto d’amore». Parola poco in vo-
ga tra i politici. «Non sempre. Penso a
La Pira. Che intendeva la politica come
la più alta responsabilità civile. Penso a
Parri, a Lussu. A Concetto Marchesi…Bi-
sogna ritrovare la schiena dritta. Spazzar
via quei politici di oggi, scelti perché di-
sponibili a complicità su cui va steso un
velo, non di pietà ma di vergogna».
Per fortuna c’è anche tanta gente perbe-
ne. «È il momento di incontrarci, di so-
gnare l’utopia, di rischiare un futuro co-
mune». E Dio? Dov’è in tutto questo? «L’al-
tro giorno ho letto di una stella implosa e
di un’altra nata nel contempo. Così lonta-
na, che la sua luce ci raggiunge quando
lei potrebbe essere già morta. Quella luce,
che forse non c’è più ma è eterna, a me fa
venire in mente Dio».
Giuseppina Manin
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Imprenditore
Diego Abatantuono (56
anni) imprenditore razzista in
«Cose dell’altro mondo» e,
nel tondo, Luca Zaia (43)
❜❜
Zaia, lo sfogo al cinema
contro Abatantuono:
non odiamo i migranti
di PAOLO MEREGHETTI
In concorso
Quattro i titoli in gara: «Hahithalfut» («The exchange») di Eran Kolirin,
«Quando la notte» di Cristina Comencini (foto), «Last day on earth»
di Abel Ferrara e «People Mountain People Sea» di Cai ShangJun
Protagonista
Irima Pino Viney: nel
film di Olmi è la
clandestina Magdha
In gara Una scena del film «Himizu» di Sono Sion
DEL MEREGHETTI
LE STELLE
Il caso «Girassimo noi un film su Napoli sarebbe il finimondo»
Alcuni dei tweets postati da Maria Luisa Agnese e Maria Teresa Veneziani sul blog «La 27ma Ora»
Firth, la moglie ecologica
e i principi divisi alla festa
61 Spettacoli
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
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081/497.7712, dal lunedì al venerdì 9-
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Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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63 Spettacoli
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
VENEZIA — La sorpresa è che non c’è il film a sorpresa.
Un piccolo giallo. All’ora convenuta del mattino non
arriva la copia del film da Hong Kong con i sottotitoli.
La proiezione viene rinviata alla sera. Ma sembra una
maledizione, la sala alla seconda proiezione serale viene
invasa dal fumo e fatta evacuare. Momenti di panico.
Colpa di un faretto bruciato. Una lampada surriscaldata.
Quando finalmente arriva, secondo tradizione, il
momento del film inserito nel concorso all’ultimo
momento, la proiezione si interrompe, la gente
abbandona la sala in maniera abbastanza ordinata,
mentre le hostess
aprono le porte. Non si
capisce perché non è
scattato l'allarme. C’è
anche la giuria, Mario
Martone fuori parla
concitato al telefonino,
impensierito anche lui
da quell’odore acre,
mentre un vigile del
fuoco si arrampica
sulla scala.
Sembra la maledizione
del film a sorpresa.
Perché i guai col film
Ren shan ren hai (in
cinese significa Mare
di gente) di Cai Shangjun, erano cominciati al mattino,
quando la proiezione era stata annullata. Motivo? Un
black out per un sovraccarico di corrente nella piccola
Sala Pasinetti (già penalizzata alla proiezione interrotta
del film svedese Play). La verità era che da Hong Kong
avevano mandato una copia senza sottotitoli. Film
rinviato in serata, quando accade il secondo incidente
del faretto bruciato. E dopo la nuova interruzione non
pochi spettatori abbandonano il campo, al posto della
storia di Lao Tie e del suo viaggio alla disperata ricerca
della persona che ha ucciso suo fratello, si gettano
nell’altrettanto disperata ricerca di un ristorante libero.
V. Ca.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
E uno degli attori si commuove
Luisi promosso al Metropolitan
Fumo in sala e paura:
debutto sfortunato
del filmsorpresa cinese
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
VENEZIA — Heathcliff, il ra-
gazzino orfano e senza dimora
protagonista di Cime tempesto-
se, ha la pelle nera. È il film in
concorso di Andrea Arnold, ac-
colto da applausi con un pizzi-
co di dissenso. È la prima volta
che accade in un adattamento
televisivo o cinematografico
del romanzo di Emily Brontë
(1847), una delle colonne della
letteratura inglese. Il fatto crea
uno spartiacque su cui vale la
pena riflettere: ignorato da co-
loro che provengono da una so-
cietà multirazziale più antica
della nostra, diventa una ghiot-
ta novità per tutti gli altri. «È
una scelta che ho fermamente
voluto — racconta la regista
che nel 2009 a Cannes vinse il
premio della giuria con Fish
Tank —. L’ho presa per accen-
tuare i contrasti in quella picco-
la comunità dello Yorkshire e
mettere in risalto la caccia al di-
verso, facendo leva sul razzi-
smo del nostro tempo e sulle
sue origini. Nel romanzo l’autri-
ce lo descrive di pelle olivastra,
probabilmente è uno zingaro.
Heathcliff nero è come un alie-
no arrivato in quel luogo. Non
volevo un maschio fallico ma
androgino».
Il trovatello afro odiato da
tutti fuorché da Cathy, la figlia
del fattore che ha adottato per
carità cristiana Heathcliff, è il
simbolo dell’amore impossibi-
le che manda in tumulto il cuo-
re degli adolescenti.
Se William Wyler nel 1939 si
era affidato a Laurence Olivier
e Merle Oberon, la Arnold ha
scelto dei perfetti sconosciuti
presi dalla strada, meglio, dalla
scuola: come Heathcliff e Cathy
da giovani, Solomon Glave, che
alla conferenza stampa si com-
muove e piange, e Shannon Be-
er, reclutata in classe per l’audi-
zione. Poi, da adulti, hanno il
volto di James Howson («Ha
una presenza incredibile, mi ri-
corda Jimi Hendrix», dice la re-
gista) e Kaya Scodelario, unica
del gruppo col curriculum
pronto, era nella serie «Skins».
Cime tempestose ver-
sione 2011 ha dialoghi ri-
dotti all’osso, un crudo rea-
lismo espresso con la mac-
china da presa addosso ai
protagonisti della tormenta-
ta storia d’amore, e l’assen-
za totale di musica. La co-
lonna sonora è il vento
che scuote la brughiera, il
frusciare dei rami, la piog-
gia battente, i cani che ab-
baiano, lo sbattere delle ali
degli uccelli. Ma anche il
pianto, il dolore. Il suono
del silenzio, per dirla con
Simon &Garfunkel. «La na-
tura selvaggia rafforza la
passione dei personaggi e
fa parte del tessuto della vi-
cenda — dice la Arnold —,
noi siamo animali, tutti, nel
senso basico. Facciamo finta di
tante cose ma abbiamo istinti
animaleschi».
Lui, picchiato e frustato dal
fratellastro che lo costringe a
dormire nella stalla come le be-
stie, ha un temperamento im-
pulsivo e orgoglioso; lei, la ra-
gazza libera, selvaggia. I due
crescono insieme, nei giorni fe-
lici si rotolano nel fango. «Lui è
me stessa più di quanto lo sia
io», dice Cathy ormai prossima
alle nozze con un riccone che
non sa di niente. Costretto a
cambiare aria, quando Hea-
thcliff torna comincia la resa
dei conti. E come ha scritto Pa-
troni Griffi in un suo romanzo,
d’amore si muore.
Infatti: «Ho dovuto tagliare
la seconda parte del romanzo
ed è un peccato — racconta la
Arnold —, quella in cui Hea-
thcliff, alla deriva, trova la pace
solo quando giace morto accan-
to a lei. Ho onorato nella sua es-
senza, con un’opera provocato-
ria, un libro cupo, gotico, fem-
minista, freudiano, violento, in-
cestuoso, viscerale».
Valerio Cappelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Una scena del film sorpresa
In concorso al Lido La rilettura del classico
«Cime tempestose»
La prima volta
di Heathcliff nero
La malattia di Levine
Spettatori in fuga
Cast
Scodela-
rio e
Howson
A
sinistra,
Glave e
Beer
NEW YORK — James Levine, 68 anni, da quattro decenni
direttore musicale della Metropolitan Opera di New York, è
stato operato d’urgenza alla schiena dopo una caduta
proprio mentre si accingeva a tornare sul podio dopo mesi
di assenza per malattia. Lo sostituirà ancora, nei prossimi
mesi, l’italiano Fabio Luisi, 52 anni: promosso ieri da
«direttore principale ospite» a «direttore principale» del Met.
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DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
FIRENZE — Il sogno adesso
è realtà. Cesare Prandelli centra
nel suo stadio la qualificazione
all’Europeo 2012, impreziosita
da due record che regalano
spessore all’impresa: quello dei
punti in un girone di qualifica-
zione (22) e di vittorie consecu-
tive (5 come Trapattoni nel
2002 e Donadoni nel 2008),
mentre la difesa è imbattuta
dal 31’ della prima partita con-
tro l’Estonia. L’applauso della
gente, alla fine, è più che meri-
tato e lui non si sottrae all’ab-
braccio della città che lo ha
adottato.
La vittoria contro la Slove-
nia, in una serata afosa e diffici-
le, arriva soltanto al 40’ della ri-
presa per merito di Giampaolo
Pazzini, entrato 24 minuti pri-
ma al posto di Cassano. Per uno
strano scherzo del destino, l’uo-
mo che spalanca all’Italia le por-
te di Ucraina e Polonia è lo stes-
so che il c.t. teneva in panchina
dietro Gilardino durante gli an-
ni di Firenze. Adesso i ruoli si
sono invertiti. Prandelli non ha
paura di cambiare rispetto al
passato: spedisce Gila in tribu-
na e lancia il Pazzo dopo un’ora
al posto di Cassano, quando l’at-
tacco dei piccoletti è in eviden-
te difficoltà perché non riesce
più a sostenere la squadra.
Pazzini è il cecchino della ma-
gica notte fiorentina, ma decisi-
vo è anche l’apporto di Balotel-
li. Mario entra 14 minuti prima
del novantesimo al posto dello
spremuto e impreciso Montoli-
vo e dà una scossa agli azzurri,
in evidente difficoltà e a corto
di ossigeno dopo aver attacca-
to, premuto e sbagliato occasio-
ni a ripetizione. Mario, sostenu-
to dallo stadio, si cala bene nel-
la realtà della partita e mette la
propria qualità al servizio della
squadra.
Prandelli all’inizio voleva
più concretezza e la squadra ri-
sponde all’appello. Però deve
aggiustare la mira: sei le occa-
sioni nel primo tempo, tre in
un minuto nella ripresa, tre an-
che gli errori gravi di Pepito. Il
gol arriva soltanto a 5 minuti
dal novantesimo: lancio lungo
di Marchisio e destro al volo
del Pazzo dopo un difficile con-
trollo di petto.
Minimo risultato, massimo
godimento. L’Italia parte forte
ma, a differenza di quanto acca-
duto alle Far Oer, non si ferma
dopo 10 minuti. Pirlo fa girare
il pallone, Montolivo e De Rossi
cercano il tempo dell’inseri-
mento, Balzaretti scende a ripe-
tizione sulla fascia sinistra. Gli
azzurri seguono le indicazioni
dell’allenatore e, negli ultimi se-
dici metri, stavolta non si fan-
no pregare. La mira, però, è
quella che è. E se il risultato re-
sta inchiodato sullo 0-0 sino a
5 minuti dalla fine è colpa so-
prattutto dell’imprecisione e
della scarsa concretezza dei no-
stri. Rossi è il maggiore indizia-
to: dopo appena 24 secondi sca-
rica tra le braccia di Jasmin Han-
danovic, il cugino di Samir, che
gioca nell’Udinese, la prima oc-
casione; al 18’ non sfrutta il pas-
saggio filtrante di Cassano e nel-
la ripresa (22’) calcia alle stelle
il cross lungo di Pazzini.
Cassano, invece, dura un
Gianfelice svela papà Facchetti, campione eterno
il timbro
Un ricordo originale, una
testimonianza affettuosa e
toccante, di un grande uomo, di
un fuoriclasse immenso per
tecnica ed esempio sportivo,
Giacinto Facchetti, scomparso il 4
settembre del 2006. Lo anticipa
Sette, in edicola domani con Il
Corriere della Sera, che presenta il
libro Se no che gente saremmo
(edito da Longanesi, in libreria dal
15 settembre) scritto dal figlio del
campione, Gianfelice Facchetti,
attore e regista teatrale, penna
sensibile e collaboratore del
Corriere. Un libro bello (perché
ben scritto) come sono belli e
profondi i sentimenti che
emergono dal racconto di
Facchetti jr. Scrive Gianfelice:
«...Io ho un album di figurine con
solo Facchetti, arrivano da tutto il
mondo e le ha raccolte Alice, la
donna che amo. Lo ha intessuto in
poco meno di tre anni e me lo ha
donato come una specie di
testamento in immagini, che
ancora cresce quando ne spunta
una che ‘‘non celo’’. Scovate un
po’ dappertutto, appartenenti a
centinaia di edizioni diverse e
acquistate con l’aiuto di Internet,
dipingono un ritratto dolce e
complesso di mio padre che mi
mancava: quello del campione e
delle sue gesta, per come lo
avevano conosciuto le generazioni
prima di me...». Gianfelice è
generoso nello svelare i rapporti,
forti perché sinceri, di suo padre
con altri compagni campioni,
come Burgnich e Boninsegna, o
con un maestro come Bearzot. Un
libro da leggere e da regalare,
perché è buona cosa conoscere e
donare la storia di un uomo,
campione in campo e nella vita.
Daniele Dallera
Sport
Pazzini mette
L’Italia doma la Slovenia
e si qualifica all’Europeo
Marcatore: Pazzini 40’ s.t.
ITALIA (4-3-1-2): Buffon 6;
Cassani 6, Ranocchia 6,5,
Chiellini 6,5 Balzaretti 6,5; De
Rossi 6,5, Pirlo 7, Thiago Motta
5 (Marchisio 6,5 1’ s.t.);
Montolivo 5,5 (Balotelli 6,5 31’
s.t.); Rossi 5, Cassano 6 (Pazzini
7,5 16’ s.t.). All.: Prandelli 7
SLOVENIA (4-4-2): J.
Handanovic 5; Brecko 5,5, Suler
5,5, Cesar Jokic 6; Birsa 6 (Ilicic
5 12’ s.t.), Radosavljevic 5,
Koren 6, Kirm 6 (Dedic s.v. 42’
s.t.); Novakovic 6, Vrsic 5
(Pecnik s.v. 31’ s.t.). All.: Kek
5,5
Arbitro: Moen (Norvegia) 5
Ammoniti: Koren, Balzaretti,
Brecko, Ilicic
Recuperi: 0’ più 4’
2
i record dell’Italia
di Prandelli nelle
qualificazioni: maggior
numero di punti (22) e
di vittorie consecutive
(5, eguagliato)
Il gruppo C
1
Slovenia
di MARIO SCONCERTI
Italia
Il commento
Su Sette l’anticipazione del libro «Se no che gente saremmo»
0
Giocate ieri
Italia-Slovenia 1-0
Serbia-Far Oer 3-1
Estonia-Nord Irlanda 4-1
Le altre partite dell’Italia
Estonia-Italia 1-2
Italia-Far Oer 5-0
Nord Irlanda-Italia 0-0
Italia-Serbia 3-0
Slovenia-Italia 0-1
Italia-Estonia 3-0
Far Oer-Italia 0-1
La classifica
Italia (giocate 8) punti 22;
Serbia (8) 14; Estonia (9)
13; Slovenia (9) 11; Nord
Irlanda (8) 9; Far Oer (10) 4
Da giocare
7 ottobre
Serbia-Italia
Nord Irlanda-Estonia
11 ottobre
Italia-Nord Irlanda
Slovenia-Serbia
Omaggio
La
copertina
di Sette
e il libro di
Facchetti jr
Decisivo Giampaolo Pazzini anticipa compagni
e avversari e segna il gol della vittoria (Fornasari)
F
inisce in un piccolo trionfo
una partita fredda e
sbagliata. L’Italia si qualifica
camminando per la fase finale
degli Europei con un punteggio
che nessun altro commissario
tecnico aveva fatto in così poco
tempo. E lo fa con giocatori
molto diversi da quelli che
avevano perso il Mondiale.
Questo è il vero merito di
Prandelli, aver trovato una
squadra dove non sembrava
esserci che la ripetizione di se
stessi. È un merito che i nostri
avversari di girone hanno
dilatato. Gli unici possibili
erano i serbi che vivono la
nostra stessa transumanza e
si sono messi fuori da soli con
gli ultrà che costrinsero
l’arbitro a sospendere la
partita un anno fa a Genova.
Prandelli ha avuto un merito
complessivo, ha reso squadra
un’insieme di giocatori.
L’Italia gioca come una
squadra di club di buona
provincia. Non ha grandi
solisti, ma buona
organizzazione. Questo la
porta però a girare intorno
all’avversario per ore senza
riuscire a essere pericolosa. È
il limite di fondo anche di
Prandelli, il tabù
dell’organizzazione a ogni
costo salvo poi scoprire che
senza rabbia, senza cambi di
velocità, nel calcio
l’organizzazione è uno schema
come gli altri. Non solo, ma
disperde la fantasia dei
singoli. Va da sé che non
bisogna lottare per non avere
ordine, ma non bisogna
nemmeno fare dell’ordine,
delle sovrapposizioni, dei
passeggi laterali, dei principi
tattici a priori, l’unica risorsa.
L’Italia ha cominciato senza
attaccanti e ha finito piena
zeppa di punte. Il gol è venuto
da un episodio che solo un
attaccante rapido poteva
cogliere. Ma questa specie di
schema è nato quasi a dispetto
nell’ultimo quarto d’ora. Il
centrocampo è di qualità ma
fatto di gente che gioca quasi
alla stessa maniera. De Rossi,
Pirlo, Motta, Montolivo sono
tutti registi, farne anche
mediani e trequartisti significa
dare un ritmo unico alla
squadra. Voglio dire che
Prandelli ha fatto molto, ma il
difficile viene adesso. È adesso
che torna il piccolo vuoto che
ha sempre trovato sulla sua
strada. Mancano un paio di
passi per riempirlo, il di più di
un tecnico che sa sempre
costruire, ma meno rendere
efficaci le proprie costruzioni.
L’Italia è in una piccola fase
d’involuzione, come avesse
raggiunto un tetto. Temo che
quel tetto sia anche il limite di
Prandelli, saper girare con
eleganza e ritmo fragile
intorno agli avversari.
Mostrare se stessi e la propria
gradevolezza facendo poco
male agli avversari. Sta
arrivando il tempo degli
attributi, anche quelli
dell’allenatore.
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Data Ora Partita Risultato Finale U/O 2.5
1 X 2 Under Over
9/9 20.45 Milan Lazio 1,60 3,50 5,75 1,80 1,85
10/9 20.45 Cesena Napoli 3,30 3,30 2,10 1,70 2,00
11/9 12.30 Juventus Parma 1,45 4,00 7,00 1,83 1,83
11/9 15.00 Catania Siena 1,95 3,10 4,00 1,63 2,10
11/9 15.00 Chievo Novara 1,80 3,25 4,50 1,65 2,05
11/9 15.00 Fiorentina Bologna 1,65 3,40 5,50 1,73 1,95
11/9 15.00 Genoa Atalanta 1,70 3,40 5,00 1,78 1,88
11/9 15.00 Lecce Udinese 2,85 3,25 2,35 1,78 1,88
11/9 15.00 Roma Cagliari 1,45 4,00 7,00 1,95 1,73
11/9 20.45 Palermo Inter 3,75 3,40 1,90 1,85 1,80
Finalmente si gioca!
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Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera
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italia: 515249535254
Codice cliente:
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
FIRENZE — Le grandi impre-
se arriveranno forse un giorno.
Intanto Cesare Prandelli rispetta
le consegne e completa la prima
parte del lavoro per il quale era
stato chiamato un anno fa: rico-
struire sulle macerie del Mondia-
le sudafricano e condurre la na-
zionale agli Europei 2012. Consi-
derata la nostra storia calcistica
si tratta più che altro di un dove-
re compiuto ma, nel famoso Pae-
se dei 60 milioni di c.t. e degli
impegni spesso disattesi, non è
comunque poco. Forse, senza
dare al pallone più valore di
quanto ne abbia, persino un pic-
colo esempio da seguire.
«È stata la vittoria del corag-
gio», dice Prandelli felice alla fi-
ne, e forse esagera un po’. Di
certo, la mossa delle tre punte e
la voglia di spingere fino in fon-
do anche quando il caldo aveva
già impastato il respiro e frolla-
to i muscoli sono un bel segna-
le di vita e di buone prospetti-
ve: «In questo periodo non è fa-
cile avere l’intensità giusta, in
più loro si chiudevano molto. A
volte dobbiamo ancora capire
come tirare fuori dal guscio
una difesa schierata. Comun-
que per me iniziare da zero e
aver dato una fisionomia alla
squadra è una grande soddisfa-
zione».
La missione si compie pro-
prio nella città dove il c.t. è cre-
sciuto e maturato dal 2005 al
2010 fino a guadagnarsi la chia-
mata in azzurro. Forse è un se-
gno anche questo. Così come lo
è il gol decisivo dell’interista
Giampaolo Pazzini, bomber ve-
ro come ne restano in giro po-
chi, ex ragazzo che su questa er-
ba ha conosciuto le gioie e le pe-
ne del calcio dei grandi, tifoso
viola adorato dal popolo che
Prandelli ha tenuto così tanto
in panchina da indurlo ad an-
darsene nel 2009 dopo 133 par-
tite e 33 gol in quattro anni di
Fiorentina intensi e difficili.
Il Pazzo è un tipo che ama le
acrobazie in campo ma sceglie
sempre il basso profilo fuori, co-
sì se gli si parla di un gol-mes-
saggio al tecnico lui rimbalza
subito ogni polemica: «Il mi-
ster mi ha sempre tenuto in
grande considerazione. Non c’è
alcuna polemica, solo la voglia
di dimostrare che ci sono e che
sono un giocatore importante.
Ho fatto un gol da centravanti
vero, fisico e decisivo. Quando
serve io ci sono sempre». Ieri il
suo destino e quello di Prandel-
li si sono riuniti proprio nel lo-
ro ex stadio, semivuoto ma buo-
nista, disposto a un applauso
per tutti (anche per il discusso
Montolivo) e con un brivido mi-
sto a rimpianto nel vedere l’Ita-
lia vincere grazie al suo ex guru
della panchina e al suo ex idolo
dell’area di rigore. Prandelli ha
colto e ha salutato la gente emo-
zionato: «Ce n’era poca, è vero.
Ma questo è un momento parti-
colare per il nostro calcio. La re-
sponsabilità però è nostra: se fa-
remo buone prestazioni allora
saremo in grado anche di ripor-
tare la gente allo stadio».
Se a questo punto del cammi-
no verso Euro 2012 e in questa
fase del calendario non si pote-
va volere di più, di qui in poi
dovrà arrivare altro. La qualifi-
cazione anticipata consente di
utilizzare le ultime due partite
contro la Serbia (7 ottobre) e
l’Irlanda del Nord (11 ottobre)
come test per sviluppare que-
sta buona idea di squadra. Con,
da ieri, un Balotelli in più. I
suoi pochi minuti — per l’im-
portanza tattica, per l’impatto
tecnico e per il significato uma-
no, con tutto lo stadio in piedi a
sostenerlo — sono un altro se-
gnale forte della serata anche
se Prandelli, per ruolo istituzio-
nale e per natura personale,
provvede a non ingigantirli
troppo: «Mario ha fatto bene,
ma per il futuro vedremo. La-
sciamolo crescere. La giornata
al carcere di Sollicciano è stata
importante per lui perché gli
ha fatto capire cosa conta nella
vita. La cosa più importante è
che stavolta sia entrato in cam-
po con l’attitudine mentale giu-
sta». La testa a posto di Balotel-
li, secondo Buffon, se resisterà
«potrà essere l’arma in più per
noi all’Europeo. Magari per far-
celo vincere».
«Sognavo questa notte da
mesi», aveva detto Prandelli pri-
ma del match. L’happy ending
è arrivato. Ma adesso è già tem-
po di ricominciare.
Alessandro Pasini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
lc pagc||c Italia
P|r|o |||um|na || g|oco
Gli inviti alla distensione non
sono serviti a niente: prima della
partita giocata a Londra tra
Inghilterra e Galles un tifoso
gallese, di 40 anni, è morto dopo
un’aggressione davanti allo stadio
Wembley. Ancora non è chiara la
dinamica dell’incidente: si sa solo
che l’uomo ha riportato ferite alla
testa, è stato trasportato in
ospedale dove è deceduto. La
polizia ha riferito di aver arrestato
sei tifosi del Galles. Tensione
anche all’interno dello stadio,
quando entrambi gli inni
nazionali sono stato coperti di
fischi. Poi, sul campo, gli inglesi di
Capello hanno vinto 1-0 (gol di
Young) e hanno allungato a +6 sul
Montenegro (una partita in
meno), semplificandosi la vita per
la qualificazione. Tutto fatto per i
campioni del mondo e d’Europa
della Spagna che rifilano 6 gol (a
zero) al Liechtenstein (doppietta
di Negredo e Villa, poi Xavi
Hernandez e Ramos). Nel girone
E, Olanda a un passo da Euro 2012
grazie al successo a Helsinki
contro la Finlandia 2-0, ma le
vittorie di Ungheria sulla Moldavia
(2-0) e Svezia su San Marino (5-0)
tengono aperto tutto. A Bucarest,
0-0 per la Francia contro la
Romania: resta in testa al girone
ma ha una sola lunghezza di
vantaggio sulla Bosnia vittoriosa
sulla Bielorussia (1-0). Nel gruppo
B l’Irlanda del Trap ha pareggiato
0-0 a Mosca con la Russia.
Inghilterra-Galles, muore un tifoso
tempo. Efficace suggeritore si-
no all’intervallo, scoppia nella
ripresa. Prandelli ha la lucidità
di accorgersene. E lo richiama
in panchina, lanciando Pazzini.
Una mossa vincente. E quando
la squadra, ormai stremata, va
in affanno e la Slovenia tenta
con maggiore convinzione il
contropiede, arriva il colpo del
cecchino. Quello decisivo. Nel
temibile Maracanà, contro la
Serbia avvelenata, sarà una spe-
cie di allenamento. O forse un
esame per saggiare le condizio-
ni psicologiche dei nostri. In-
tanto godiamoci questi 3 punti
d’oro. Ma non c’è solo il risulta-
to. Anche sul piano del gioco,
considerando che non abbiamo
nelle gambe neppure una gior-
nata di campionato, la squadra
fa un passo avanti. Nel primo
tempo la manovra è fluida, nel-
la ripresa invece (con Marchi-
sio al posto dell’infortunato
Thiago Motta) è più pesante.
Ma la squadra sa sempre cosa
fare, grazie soprattutto alla re-
gia dell’intramontabile Pirlo.
Alessandro Bocci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
6 BUFFON 0ua|chc vo||a |n a||anno su||c
r|ba||u|c, comunquc a|||dab||c.
6 CASSANI P|u s|an/|a|c d| 8a|/arc||| chc
scava||a su c g|u pcr || cr|na|c oppos|o, coprc |a
sua |asc|a |n man|cra ord|na|a.
6,5 RANOCCHIA Sc |a cava con |n|crvcn|| pu||||
su||c o||cns|vc osp|||. lnappun|ab||c.
6,5 CHIELLINI lngagg|a duc||| v|r||| con
lova|ov|c c Vrs|c, |a|vo||a a scap||o dc||a
|uc|d||a. Pcrò non mo||a un ccn||mc|ro d| pra|o.
6,5 BALZARETTI Pr|mo |cmpo d| grandc
spcssorc. A||c||a con || s|n|s|ro |a rc|roguard|a
osp||c ma |a sua pcr|/|a ba||s||ca mcr||crcbbc
qua|chc capocc|a p|u vc|cnosa d| quc||c d|
Hon|o||vo c d| 0c Ross| chc accarc//ano
|’|ncroc|o. lrcna nc||a r|prcsa.
6,5 DE ROSSI Poco appar|sccn|c |n avv|o,
quando |a sca||arc || s|n|s|ro |rova comunquc
|n|crcssan|| apcr|urc. lc| pr|mo |cmpo s||ora ||
go| usando |a |cs|a, nc||a r|prcsa a||arga || suo
ragg|o d| a/|onc pungcndo g|| s|ovcn| anchc |n
arca d| r|gorc. Pcr |crmar|o Ccsar dcvc pcr||no
arrang|ars| con un mc//o r|gorc.
7 PIRLO la v|s|onc d’ass|cmc dc| suo ca|c|o c
d| una spanna supcr|orc a quc||a d| |u||| g|| a||r|
a||or| |n campo. R|ncu|a sovcn|c a r|dosso dc||a
||nca d| d||csa a||a r|ccrca d| oss|gcno con cu|
|rrorarc || g|oco.
5 THIAGO MOTTA Con|crma |a dc|udcn|c
scra|a dc||c lar 0cr. lon c né carnc né pcscc c
a||a ||nc dc| pr|mo |cmpo s| b|occa purc pcr un
prob|cma musco|arc.
5,5 MONTOLIVO V|s|o chc pcr qucs||on|
con|ra||ua|| c |ra co|oro chc son sospcs|,
vcros|m||mcn|c vorrcbbc s|ra|arc davan|| a||a
|||oscr|a v|o|a ma |a||ca a |rovarc | |cmp| dc|
g|oco.
5 ROSSI 0opo ncppurc un m|nu|o ha su|
dcs|ro |a pa||a chc po|rcbbc camb|arc |
conno|a|| a||a par|||a ma |a scar|ca addosso a|
por||crc. Po| sprcca una dc||/|a d| Cassano. 0a
quc| momcn|o |n|/|a |cn|amcn|c ad a||ondarc.
6 CASSANO Par|c |sp|ra|o con vcron|chc c
prc/|os|sm| assor|||| smarcando Ross| c Th|ago
Ho||a chc pcrò s| “|ncar|ano”. Pur|roppo dura
mc//’ora c po| s| sgon||a |n man|cra
|rrcvcrs|b||c.
6,5 MARCHISIO lc||a r|prcsa surroga
|’acc|acca|o Ho||a c mc||c |a sua prcg|a|a ||rma
su||a nos|ra qua||||ca/|onc con |’ass|s| vcr||ca|c
pcr |a rc|c d| Pa//|n|.
7,5 PAZZINI L’attacco dei piccoletti si
ammoscia troppo presto e da arma in più,
studiata per non dare punti di riferimento
agli avversari, diventa zavorra per la nostra
manovra. Così Prandelli corre ai ripari
cambiando pelle all’attacco: prima lui al
posto dell’ormai esangue Cassano, poi
Balotelli. È la mossa vincente perché il Pazzo
segna un gol, il suo terzo in azzurro, da
cannoniere a denominazione di origine
controllata.
6,5 BALOTELLI A| suo |ngrcsso |n campo
l|rcn/c g|| dcd|ca una s|and|ng ova||on. C|oca
|’u|||ma mc//’ora comc cs|crno s|n|s|ro dc|
|r|dcn|c con Pa//|n| c Ross| c |a spc||arc |c
man| a||a |orc|da v|o|a. È |u| chc acccndc |a
par|||a c camb|a |’umorc dc||’l|a||a.
7 PRANDELLI l| vo|o c a||a qua||||ca/|onc
(mcr||a|a). lc||o spcc|||co g|| va r|conosc|u|o
buon ||u|o. camb|a |n|a||| marc|a a| momcn|o
g|us|o, |n|ucndo chc pcr usc|rc da||c sabb|c
mob||| s|ovcnc scrvc provarc con un cccch|no
da arca d| r|gorc.
Alberto Costa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Aggressione prima della partita
Socra|cs
|n ||n
d| v||a
Inni fischiati
MARCATORI: Gabbiadini 1’ e
21’ s.t.; Borini 36’ s.t.
UNGHERIA U21 (4-2-3-1)
Gulacsi 7; Szokol 5, Fodor 5,
Kadar 4 (Kalnoki-Kis 5,5 26’
s.t.), Svab 4; Kiss 4, Tajthy 4;
Bodi 4 (Gyurcso s.v. 38’ s.t.),
Gosztonyi 6, Balasz 5 (Bertus
5,5 nel s.t.); Futacs 4. Ct: Roth 4
ITALIA U21 (4-4-2)
Pinsoglio 6; Santon 7, Capuano
6,5, Caldirola 6,5, Crescenzi 7;
Saponara 7 (Donati s.v. 38’ s.t.),
Marrone 6,5, Rossi 7, Florenzi 7;
Gabbiadini 8 (Destro 7 29’ s.t.),
Borini 7,5 (Paloschi s.v. 39’ s.t.).
Ct: Ferrara 7,5
Arbitro: Soares (Portogallo) 5
Espulso: Futacs
Recuperi: 1’ più 3’
Italia
Mossa vincente
Socrates, 57 anni, ex centrocampista
della Seleçao (foto) e della Fiorentina, è in
terapia intensiva in un ospedale di San
Paolo e il suo stato è considerato ormai
gravissimo. Colpito lunedì da una forte
emorragia interna, Socrates è tenuto in
vita solo dalle macchine. L’emorragia è
conseguenza del quadro di ipertensione
dovuto alla cirrosi epatica di cui l’ex
fuoriclasse soffre da anni, provocata
dall’alcolismo. Socrates era già stato
ricoverato il 19 agosto e poi dimesso.
Appena uscito dall’ospedale, ha ripreso
a bere e a fumare.
Il Pazzo: «Quando serve, io ci sono sempre»
0
Balotelli promosso
Partite disputate
Turch|a-l|cch|cns|c|n G-l
lr|anda-unghcr|a 2-l
l|cch|cns|c|n-Turch|a O-3
unghcr|a-l|a||a O-3
Turch|a-lr|anda l-O
La classifica
Turch|a (3 g|oca|c) 9 pun||,
l|a||a (l) c lr|anda (2) 3,
unghcr|a (2)
c l|cch|cns|c|n (2) O
Le partite dell’Italia
G|lO l|cch|cns|c|n-l|a||a
ll|lO l|a||a-Turch|a
ll|ll Turch|a-l|a||a
l5|ll l|a||a-unghcr|a
/|G|l2 lr|anda-l|a||a
G|9 l|a||a-l|cch|cns|c|n
lO|9 l|a||a-lr|anda
DAL NOSTRO INVIATO
SZEKESFEHERVAR — Buo-
na la prima per l’under 21 di Ci-
ro Ferrara. Anzi, ottima. Gli az-
zurrini travolgono l’Ungheria
per 3-0 in trasferta nell’esordio
delle qualificazioni all’Europeo
e mandanoingol i due attaccan-
ti titolari, l’atalantino Gabbiadi-
ni (doppietta) e il neo romani-
sta Borini (gol e incrocio dei pa-
li).
I motivi di soddisfazione per
il c.t. non si fermano qui. La
squadra ha giocatounbuoncal-
cio, creatotante occasioni, gesti-
to la pressione del primo impe-
gnoufficiale e datosegnali di at-
taccamento alla maglia. Vedi
Crescenzi, che ha giocato con
untutore dopo l’increscioso in-
cidente che gli è capitato a fine
agosto nel ritiro del Bari, dove
un compagno di squadra lo ha
tagliato con un piatto (47 punti
di sutura al braccio destro), e
Caldirola che è rimasto in cam-
po con una mano lesionata do-
po uno scontro con il bisonte
Futacs.
L’Ungheria è stata deludente,
ma sarebbe ingiusto non dare
merito all’Italia per averla ridi-
colizzata. Assurdo il 4-2-3-1 dei
magiari, con una difesa di "len-
toni" mai protetti dal centro-
campo. Molto razionale, inve-
ce, il 4-4-2 italiano, con la sor-
presa di Florenzi al postodell’in-
fortunato Fabbrini, come ester-
nosinistro di centrocampo. Flo-
renzi, unaltro dei prodotti della
premiata ditta Alberto De Rossi
nel vivaio della Roma, aveva
sempre giocato da centrale ma
ieri, dopo una ventina di minu-
ti di assestamento, ha iniziato a
macinare gioco servendo an-
che l’assist del primo gol. Buo-
na la prova di Santon: il calcio
italianononpuòsprecare unsi-
mile talento.
Unico difetto: i troppi spre-
chi nel primo tempo. Incredibi-
le averlo chiuso sullo 0-0 anche
per la bravura del portiere Gu-
lacsi (sotto contratto con il Li-
verpool che lo ha prestato al-
l’Hull City). Ma quello che non
è riuscito in 45 minuti è arriva-
to in 45 secondi nella ripresa.
Santon taglia il campo da de-
stra versoil centroe smarca Flo-
renzi: cross preciso e Gabbiadi-
ni, di testa, in tuffo, rompe il ta-
bù. Poi il centravanti dell’Ata-
lanta farà doppietta al 21’ con
un bel sinistro di controbalzo e
Borini sfrutterà un assist di De-
stro per il 3-0 finale.
Soddisfatto Ferrara: «La mi-
glior partita da quando ho pre-
so la squadra, anche perché
questa volta c’erano i tre punti
in palio. Ho fatto i complimenti
a tutti, perché hanno sempre
giocato per mettere in difficoltà
l’avversario. Alla fine del primo
tempohochiestolorose voleva-
no vincere. Mi hanno risposto
di sì e, dopo nemmeno un mi-
nuto, eravamo in vantaggio».
Il prossimo impegno non
può spaventare: il 6 ottobre in
Lichtenstein. Poi, sotto con la
Turchia.
Luca Valdiserri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Qualificazioni Trc go| c buon g|oco. lcrrara. «la m|g||or par|||a da quando ho prcso |a squadra»
Ungheria
3
«Il carcere di Sollicciano
gli ha fatto capire
cosa conta nella vita»
Soddisfatto Il c.t. della nazionale Under 21 Ciro Ferrara (Liverani)
Cassano dura un
tempo, il c.t. cambia le
punte e vince la partita
Prandelli e il suo delfino
«La vittoria del coraggio»
Il gruppo 7
Tensione anche dentro lo
stadio: fischiati gli inni
Poi vincono gli inglesi 1-0
L’Under più bella travolge l’Ungheria
C.t. Cesare Prandelli in Europa (Newpress)
Missione compiuta l| |ccn|co c || bombcr. da||a l|orcn||na a| |r|on|o nc||’cr s|ad|o
65 Sport
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
R?
1) Quanto è grave, per
l’Italia del basket, aver
perso contro Israele nell’ultima
partita della prima fase
dell’Europeo, a eliminazione già
certa?
Comporterà un sorteggio peggiore
nelle qualificazioni al torneo del
2013, macchia la prova di carattere
del giorno prima contro la Francia e
spiega che il salto di qualità non deve
essere solo tecnico, ma anche e
ancora mentale. L’icona della
missione rimarrà Simone Pianigiani
che in un time out urla «ma che c...
avete dentro?» (ormai è già un cult
in Internet).
2) Il giocatore italiano
«tradisce»?
No, si affloscia. Invece, pure una
partita ininfluente crea la mentalità
giusta. Dice Valerio Bianchini in un
social network: «I giocatori di oggi
sono ‘‘analfabeti dei sentimenti’’:
non trasformano gli impulsi in
passione perché non è stato dato loro
il codice culturale necessario. Perciò
la maglia azzurra ha scarso
significato. Ma dovrebbe avere un
alto significato la ‘‘professionalità’’,
visti i guadagni che riescono ancora
a percepire». Verissimo.
3) Italia sfortunata a finire in
quel girone?
Sì: la Finlandia, che nel 2010
avevamo battuto due volte ed è
giunta agli Europei dalle
qualificazioni di agosto, in un
gruppo più facile è stata promossa.
Però ha battuto la Croazia, non certo
candidata a uscire al primo turno.
4) Come se ne esce?
La nostra ricetta: a) Ricompattare
un movimento che non fa squadra,
rovinato da spaccature e ripicche; b)
Investire su vivai, italiani,
reclutamento; c) Venire incontro ai
club che chiedono uno straniero in
più; ma in cambio ci siano
compensazioni per la nazionale e per
il prodotto «indigeno»; d) avere un
general manager che tenga i rapporti
tra nazionale, società e leghe.
5) Pianigiani deve restare?
Sì. Questo k.o. nasce da un’inerzia
della precedente gestione federale (e
della Legabasket) dopo l’argento
olimpico del 2004; anzi, perfino da
prima. Pianigiani ha varato un
progetto: interromperlo sarebbe
insensato.
Flavio Vanetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
DAL NOSTRO INVIATO
TORINO — Francesco Gia-
nello, Venue Director, volgar-
mente il direttore dell’impian-
to, è dimagrito di una trentina
di chili nell’ultimo anno e mez-
zo. Lo Juventus Stadium(lo sta-
dio della Juve) può fare anche
questo effetto, è veramente un
progetto rivoluzionario. Il cal-
cio a portata di mano, senza
barriere, con le panchine all’in-
glese, incastonate tra il pubbli-
co (ma le poltroncine più vici-
ne alla testa dell’allenatore, 3
metri, la Juve le conserva per
gli amici), con lo spettatore
della prima fila a 7,5 metri dal
campo, con l’eleganza del desi-
gn di Pininfarina (dentro) e di
Giugiaro (fuori). Bello, como-
do, simile a uno stadio euro-
peo, anzi meglio: perfino i gior-
nalisti, vil razza dannata, sono
stati trattati benissimo.
È tutto pronto, lo stadio del-
la Juve apre domani con uno
spettacolo sontuoso e nostalgi-
co (toccante il ricordo dell’Hey-
sel), quasi da Olimpiade, idea-
to, infatti, da Marco Balich e
dalla K-events, già protagoni-
sti a Torino 2006. Ieri prova ge-
nerale per gli 800 volontari e
qualche ospite. Domani, davan-
ti agli oltre 34 mila spettatori
che hanno già acquistato il bi-
glietto per il «Welcome Ho-
me-080911» e a stuoli di «fa-
mosi», Andrea Agnelli e il sin-
daco di Torino Piero Fassino ta-
glieranno il nastro portato dal-
la bella Cristina Chiabotto. Il
presidente interpreta se stesso
nel test: «Domani parlerò del-
l’orgoglio gobbo, ma ora rin-
grazio coloro che hanno reso
possibile tutto questo, a comin-
ciare da chi, dieci anni fa, l’ha
avviato». Prima della sfida con
il Notts County, la più antica
squadra al mondo (1862) che,
nel 1903, fornì le prime maglie
bianconere, sfileranno i trofei,
tra cui 29 (ventinove) scudetti
e una parata di stelle biancone-
re.
È tutto pronto, manca solo
la «S» alla scritta Juventus che
campeggia sull’esterno, verso
corso Grande Torino: 41 mila
seggiolini bianconeri a picco
sul prato. Anche lo spettatore
più «sfigato», distante 49 me-
tri, gode di una vista che il suo
omologo negli altri impianti si
sognerà di notte. Dei 355 mila
metri quadrati di superficie to-
tale, 34 mila vanno al Museo
bianconero e al centro com-
merciale con l’ipermercato
Nordiconad. Qui sarà possibile
fare la spesa nei giorni di gara.
Meglio via internet.
Ordini, parcheggi in uno dei
4 mila posti auto, vai a vedere
la partita e ritiri all’uscita. Non
solo: previste due aree baby
(per ora) per 50 pargoli. Par-
cheggi pure il pupo, oltre alla
macchina.
Un altro modo di intendere
il calcio, una sfida lanciata alla
mentalità italiana: birra-pani-
no con la porchetta (chiara-
mente enunciata dallo spot te-
lefonico di Totti) e, possibil-
mente, biglietto omaggio. Qui,
ad esempio, i 4 mila pasti pre-
parati nelle due grandi cucine
per la zona Premium, nel caso
di eventi speciali avranno la re-
gia di un grande chef. Domani,
noblesse oblige, c’è Gualtiero
Marchesi. Al popolo si chiede
di «partecipare» alla vita dello
stadio, sempre aperto. Nei 64
Sky Box sarà possibile fare riu-
nioni di lavoro e l’impianto
ospiterà convegni. La filosofia:
trasformare il frettoloso tifoso
italiano in un socio sostenitore
che si comporta bene e spende
(a gloria del club).
Francesco Calvo, direttore
marketing, spera di incassare
32 milioni di euro all’anno,
contro gli 11,5 dell’ultima sta-
gione all’Olimpico. Uno stadio
da vivere, superando «l’anoma-
lia italiana». In bocca al lupo.
È tutto pronto, manca anco-
ra il nome, ma non è un proble-
ma della Juve, piuttosto di
Sportfive Italia (Lagardere
Group) che ha garantito 75 mi-
lioni (il resto del costo, 122 mi-
lioni, è stato coperto dalla ven-
dita delle aree commerciali e
dal finanziamento del Credito
Sportivo) in 12 anni e ne ha
già versati la metà. Per ora la
cifra richiesta per l’affitto del
nome è ancora troppo alta (8
milioni all’anno), ma a 5 si tro-
verà uno sponsor.
È tutto pronto, mancano so-
lo una squadra e un pubblico
all’altezza, cioè la parte più im-
pegnativa dell’opera.
Roberto Perrone
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La Pennetta
stoppata
dal maltempo
Marin si sfoga
«La mia verità
sulla Pellegrini»
Cartellino viola
il colore
del fair play
Festa «olimpica»
Partite, ristoranti, nidi e shopping: la rivoluzione parte da Torino
Sponsor cercasi
Il caso L’attaccante ammette l’ignoranza della norma che gli farà saltare 6 gare di Champions
Tennis
Basket
Gossip
Al golf Andrea Agnelli con Platini e Van Basten (Ansa)
Ricominciare
dal gruppo
e da Pianigiani
FIRENZE — (a.b.) Lo slogan è accattivante. «Perché
per vincere davvero, vincere non basta». E al centro
di tutto ci sono ancora la Fiorentina e il fair play. La
società di Diego Della Valle (foto), d’intesa con lo
sponsor Mazda, lancia il cartellino viola che, a
differenza di quelli giallo e rosso non sarà punitivo.
Anzi si trasformerà in un riconoscimento.
L’iniziativa, che comincerà tra qualche settimana, è
semplice: ogni mese una giuria specializzata
assegnerà un cartellino viola al miglior gesto di fair
play individuato nei campionati professionistici. A
fine anno sarà scelto il cartellino viola dell’anno.
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Iniziativa della Fiorentina
Il mago degli effetti
speciali dei Giochi
invernali 2006 stupirà
ospiti, tifosi e vip
Manca solo il nome: per
ora la cifra chiesta per
l’affitto (8 milioni all’anno)
è ancora troppo alta
MILANO — Neppure lui lo
sapeva. Questo almeno ha rac-
contato Diego Forlan in un’in-
tervista alla radio spagnola
«Onda Cero». Tornato a Ma-
drid per chiudere casa, l’attac-
cante uruguaiano ha approfit-
tato per salutare i vecchi com-
pagni dell’Atletico e per spie-
gare il caso che ha messo lui
fuori dalla prima fase di Cham-
pions e l’Inter in forte imbaraz-
zo.
«La verità è molto semplice
— la versione di Forlan —:
non conoscevo il regolamen-
to Uefa e mi sono fidato di
quello che mi hanno comuni-
cato, cioè che bastava non gio-
care contro il Vitoria Guimara-
es, nel quarto turno prelimina-
re. Tutto questo nonostante
sapessi che l’Atletico aveva in-
tenzione di vendermi. Mi ave-
vano avvisato della possibilità
di andare all’Inter, e io avevo
parlato con l’allenatore della
possibilità di non giocare. In-
fatti non venni convocato per
quella partita. Non sapevo che
il danno era stato fatto giocan-
do nel terzo turno prelimina-
re. Insomma, ero tranquillo,
finché ho scoperto di non po-
ter essere inserito nella lista
dell’Inter e di dover saltare la
prima fase di Champions».
Forlan ammette l’errore. Ci
tiene, però, a sottolineare
d’aver sbagliato in buona fe-
de. Può capitare. Ma se è abba-
stanza normale che un calcia-
tore non conosca fino in fon-
do un regolamento tutto som-
mato cervellotico, diverso dai
regolamenti di tutti i campio-
nati. Molto più grave, invece,
che la regola che costringerà
Forlan a non giocare le prime
sei partite di Champions fosse
ignota ai dirigenti nerazzurri.
È possibile infatti che l’Atleti-
co Madrid abbia fatto finta di
niente, e che lo stesso abbia
fatto l’agente dell’uruguaiano.
Ma Branca, Ausilio, insomma
gli uomini mercato nerazzurri
il regolamento dovrebbero co-
noscerlo meglio. Avrebbero
comunque acquistato Forlan,
ma avrebbero evitato la pessi-
ma figura di sapere di doverlo
cancellare dalla lista diretta-
mente dall’Uefa.
do. c.
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Forlan: «Non conoscevo la regola»
La Juve lancia lo stadio di famiglia
NEW YORK — Flavia Pennetta,
ultima azzurra in gara all’Us
Open dopo l’eliminazione di
Francesca Schiavone (5-7, 6-3,
6-4 dalla Pavlyuchenkova), deve
aspettare: la pioggia, infatti, ha
cancellato il suo match dei
quarti contro la tedesca Kerber
e tutto il programma di ieri.
Maltempo permettendo (le
previsioni non sono buone), la
Pennetta scenderà in campo
oggi per la sfida che vale la
semifinale. Il c.t. Barazzutti,
intanto, ha convocato Bolelli,
Bracciali, Fognini e Starace per
la sfida di Davis col Cile (16-18
settembre) a Santiago: chi vince
torna nel gruppo mondiale.
«In realtà, la storia tra Magnini
e Federica è iniziata a Tenerife
lo scorso maggio». Chi, in
edicola oggi, ha raccolto la
verità di Marin sulla love story
dell’estate: «Tra me e Fede tutto
filava liscio. Lei faceva
addirittura progetti di famiglia.
Ma a Tenerife notai uno strano
sguardo tra lei e Magnini. A
Shanghai Federica mi ha detto:
Luca, non ti amo più. Le auguro
di essere felice. Fede è presa ma
a Magnini interessa solo il circo
mediatico che lei ha intorno».
La risposta di Magnini: «Ciò che
provo per Federica lo devo
dimostrare solo a lei ogni
giorno». La telenovela continua.
Escluso Diego Forlan in Champions solo a febbraio (Afp)
L’inaugurazione Spettatori vicinissimi al campo, assenza delle barriere. Domani l’apertura in grande stile
66 Sport
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
«Nuove idee, ma siamo al 60% della crescita»
Tre punti chiave
Dopo le sostituzioni di Dyer e Costa, l’inglese è sia direttore tecnico sia responsabile degli ingegneri di pista. Come ai tempi di Ross Brawn
Fry, l’uomo della svolta
«Fantasia e simulazioni
Così cambio la Ferrari»
L’intervista
Coraggio e creatività
Riorganizzazione ok
Gomme in temperatura
Soluzioni per Suzuka
Red Bull più avanti
nella simulazione
Sono consapevole
di cosa significhi Monza
Vincere sarebbe grande,
non ho mai vissuto
l’emozione di quel podio
La storia Sanremese, 23 anni, si è conquistato un posto nei Mariners di Seattle in Major League a forza di fuoricampo
Terza base
«È un sogno. Ho
dimostrato agli americani
di poter fare le stesse
cose che fanno loro»
Liddi, il primo italiano nel paradiso del baseball
Sogno
DAL NOSTRO INVIATO
MARANELLO — Piacere, sono
l’uomo chiave della Ferrari. Pat Fry
non si presenta così, ma nemmeno si
nasconde se glielo fate notare. In fon-
do, c’è poco da nascondersi. Questo in-
glese di Shepperton —47 anni, sposa-
to con Kate, la voce di Paperino — è
l’architrave attorno a cui Stefano Do-
menicali ha deciso di costruire la nuo-
va struttura della Rossa in due mo-
menti drammatici. Dopo l’errore di
Abu Dhabi — che è costato la testa al
responsabile del muretto Chris Dyer
— e dopo l’avvio di stagione nero che
ha fatto saltare il d.t. Aldo Costa, quei
due ruoli sono finiti entrambi nelle
mani di Fry. Come ai tempi di Ross
Brawn. La Ferrari di oggi non necessi-
ta di una tale rifondazione, ma i cam-
biamenti in atto non sono un maquil-
lage. La Rossa si sta trasformando e al-
la guida c’è Fry.
Come arrivate al Gp di Monza?
«Abbiamo lavorato in galleria del
vento per trovare il giusto carico aero-
dinamico. Quest’anno con la novità
del Drs (l’ala mobile posteriore) è tut-
to un po’ diverso. Abbiamo provato di-
verse combinazioni di assetti. Venerdì
scopriremo se funzionano».
Si rende conto di cosa sia Monza
per la Ferrari?
«È la mia 22ª Monza, la seconda in
Ferrari, la prima che passerò in pista.
Sono assolutamente consapevole, sì.
Tutti noi abbiamo aspettative molto al-
te, Monza è un circuito diverso dagli
altri, simile a Spa, e là non è andata be-
ne. Molto dipenderà dalla qualità del
lavoro di simulazione. Tutti vorrem-
mo dire ok, vinciamo, ma non è così
semplice. Faremo il massimo».
La vittoria salverebbe la vostra sta-
gione?
«Esagerato... Certo sarebbe grande
vincere, non ho mai vissuto l’emozio-
ne del podio di Monza».
Ha un desiderio? Magari una gior-
nata di sole...
«Ne ho talmente tanti... il sole può
andare».
Aiuterebbe a far funzionare le
gomme dure. È tutto l’anno che la
Ferrari ha il problema di mandarle in
temperatura: la soluzione è vicina?
«Sotto certi punti di vista, la Ferrari
ha questo problema da 7 o 8 anni. Ma
quando ero in McLaren spendevamo
molto tempo per capire come faceva
la Ferrari a essere così gentile con gli
pneumatici».
E quale dei due problemi è più dif-
ficile da risolvere?
«Suppongo possa essere più facile
mandare le gomme in temperatura
perché in Mclaren non siamo mai riu-
sciti a essere più gentili: nel 2004 o
2007 eravamo veloci in qualifica, poi
subivamo un grande degrado in gara e
la Ferrari ci passava. Conoscendo i
due aspetti del problema, può darsi io
abbia più chance di risolverlo. Per
Suzuka, dove farà freddo, proveremo
un paio di settaggi nuovi».
I problemi con la galleria del vento
sono risolti?
«Molti sono stati risolti, tanto dob-
biamo ancora fare. L’obiettivo è avere
una perfetta correlazione tra la galle-
ria e la pista e possono volerci anche
10 anni perché è un lavoro in conti-
nua evoluzione: quando le gomme
cambiano, per esempio, si ricomincia
da capo».
Nel corso della stagione la Ferrari
è cresciuta, ma non abbastanza: la
Red Bull in qualifica è irraggiungibi-
le. Prenderla è un obiettivo di que-
st’anno o del 2012?
«Stiamo lentamente spostando il la-
voro della galleria sull’anno prossimo,
ma puntiamo anche su nuovi settaggi
per questo. Vedremo se saranno suffi-
cienti».
In percentuale quanto vi state dedi-
cando al 2012?
«Io dedico il 50% del mio tempo a
quest’anno, il 25 al prossimo e il 25 al-
la riorganizzazione. In galleria è metà
e metà».
Dopo le prime tre gare, Nick Tom-
bazis ha ammesso che servivano più
coraggio e più fantasia. A che punto
siamo?
«La riorganizzazione avviata è di
aiuto. I ragazzi dell’aerodinamica sono
più creativi, hanno buone idee e sono
meno conservativi. Se poi troveranno
il flap o l’idea sugli scarichi vincenti lo
scopriremo a febbraio».
Ma lei cosa ha cambiato nell’orga-
nizzazione?
«Tombazis ha cercato di concentra-
re nell’aerodinamica un gruppo di per-
sone capaci, non spaventate dalle idee
nuove ma aperte a condividerle. È più
importante creare il giusto ambiente,
che non cambiare chissà cosa: idee
fantastiche possono nascere dalla di-
scussione. Ora dobbiamo migliorare
le aree degli ingegneri in pista e la si-
mulazione, che è decisiva. È fonda-
mentale che queste tre aree lavorino
bene insieme».
Com’è lo spirito nel team?
«Alti e bassi. Dipende anche dal pre-
sidente (ride)».
Non la spaventa essere l’uomo
chiave della nuova Ferrari?
«Mia moglie due mesi fa ha scritto
una lista dei mestieri più stressanti in
F1: uno era il direttore tecnico alla Fer-
rari, un altro è il race engineer alla Fer-
rari. Io ne faccio due nei primi cinque!
Le ho detto lasciamo perdere. In realtà
io non è che ci penso più di tanto, cer-
co di essere realistico e di fare il massi-
mo che posso».
A proposito continuerà a mantene-
re il doppio ruolo di direttore tecnico
e coordinatore degli ingegneri di pi-
sta o li dividerà?
«Adesso è la cosa migliore per il te-
am, poi quando gli ingegneri di pista
cresceranno, quando la simulazione la-
vorerà al meglio, quando i ragazzi che
stanno nel remote garage contribui-
ranno di più alla strategia di gara, allo-
ra vedremo, magari sarò io a fare la
chiamata finale, ma la squadra avrà
più peso. Stanno tutti facendo un otti-
mo lavoro, siamo al 60% di quello che
vorrei e spero di arrivare al 100% alla
fine dell’anno».
Come reagisce se le dicono che è il
nuovo Ross Brawn?
«Non è mai una persona sola a co-
struire un team. Quando Ross arrivò fe-
ce un grande lavoro in termini di
affidabilità: la Ferrari finiva il 25% del-
le gare, dopo sei mesi era arrivato al-
l’80%. Costruì una grande organizzazio-
ne, ma fu essenziale il contributo di
Rory Byrne per essere al top. Comun-
que se vincerò anch’io sette Mondiali
avrò fatto un buon lavoro».
Cosa ruberebbe alla Red Bull,
Adrian Newey?
«No, i loro programmi di simulazio-
ne».
Arianna Ravelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La convocazione dei Seatt-
le Mariners è arrivata. Alex
Liddi, 23 anni, terza base di
Sanremo, è il primo italiano
a fare il grande salto dai cam-
pionati nazionali alla Major
League Baseball (Mlb). Se ci
fossero stati ancora dubbi,
Liddi li ha spazzati via alla
sua maniera nell’ultima par-
tita con i suoi Tacoma Rai-
niers nel campionato Triplo
A (paragonabile alla serie B
del calcio): ha battuto due
fuoricampo, che l’hanno
portato a quota 30 e hanno
rafforzato il suo record di se-
condo giocatore nella storia
della sua squadra a raggiun-
gere il «doppio 100» in sta-
gione con 121 punti segnati
e 104 fatti segnare.
«Sognavo questo momen-
to da quando ero bambino»
ha detto Liddi, che a Sanre-
mo vedeva il padre giocare a
baseball e la madre a soft-
ball (la versione femminile).
Ma la chiamata dei Mariners
ha coronato anche il sogno
degli appassionati italiani
del «batti e corri», che dalla
nascita della lega nazionale
(nel 1948) aspettavano un
connazionale nel massimo
livello dello sport simbolo
dell’America.
Il ragazzo di Sanremo,
temprato da sei anni di ga-
vetta nelle serie minori Usa,
sa che non sarà facile con
lanciatori che sparano la pal-
la a oltre 150 km orari con
ogni tipo di effetto. «Vorrei
restare almeno quattro-cin-
que anni nella Major League
e dimostrare di saper supera-
re i periodi difficili, che nel
baseball arrivano sempre —
ha spiegato Liddi —. Un gio-
catore si vede quando va ma-
le. Nei primi anni negli Sta-
tes ho avuto periodi duri.
Ringrazio mia madre, che
mi ha spinto a continuare».
A 17 anni Liddi ha accetta-
to l’ingaggio dei Mariners la-
sciando Sanremo, dove ave-
va iniziato a giocare. La sua
trafila nelle squadre minori
del Seattle, scandita da po-
chi dollari in tasca e un giro-
vagare continuo, è partita in
Arizona, nel livello più bas-
so. È passato dal Wisconsin
alla California, dal Tennes-
see allo stato di Washin-
gton. Ha fatto sempre bene,
salendo dal Singolo A al Dop-
pio A e, quest’anno, al Tri-
plo A con il Tacoma, dove i
Mariners possono attingere
in qualsiasi momento.
Liddi ha scontato lo stes-
so scetticismo che accoglie-
va i primi calciatori Usa o
asiatici quando tentavano di
sfondare nel calcio italiano.
«Ora sanno che so fare le
stesse cose che fanno loro»,
dice Liddi, che si è inserito
tra i migliori del Triplo A so-
prattutto con i suoi numeri
in attacco. «Alex produce
tanti punti e sa bucare le di-
fese avversarie», afferma l’al-
lenatore di Tacoma, Daren
Brown, che lo ha schierato
titolare in 138 partite nono-
stante l’alto numero di elimi-
nazioni in battuta diretta-
mente dal lanciatore avver-
sario (strike out), il punto
debole suo e di molti battito-
ri potenti che tentano il fuo-
ricampo. «Devo lavorare
molto sugli strike out», spie-
ga Liddi, che ha fatto qual-
che errore di troppo anche
in difesa. Ma sulla stampa
Usa hanno definito «mo-
struoso» il suo campionato
con Tacoma. «Seattle ha as-
soluto bisogno di giocatori
produttivi in battuta e Liddi
ha mostrato nel Triplo A che
può battere con potenza»,
spiega Tyler Kepner del
New York Times. L’esordio
può avvenire a Los Angeles
contro gli Angels, oggi o do-
mani alle quattro di mattina
ora italiana (diretta su Espn,
canale 214 di Sky) oppure
subito dopo a Seattle, dove
sono attesi i Kansas City Ro-
yals e poi i mitici New York
Yankees.
Ivo Caizzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Mia moglie ha
compilato la lista dei
mestieri più stressanti
in F1: io ne faccio due
su cinque!
Pat Fry ha riorganizzato il
settore dell’aerodinamica:
sotto la guida di Tombazis,
è cambiato l’atteggiamento.
Meno paura verso nuove
idee, più discussione
Il problema di mandare
le gomme subito in
temperatura è centrale:
è l’obiettivo del 2012, ma
già a Suzuka debutteranno
nuovi settaggi
Nella simulazione la Red
Bull sembra molto forte:
questa è un’area da
migliorare, con gli ingegneri
di pista e il garage virtuale
che aiuta nella strategia
❜❜
❜❜
Alessandro Liddi è nato
a Sanremo il 14 agosto
1988. Cresciuto
nel Sanremo Baseball
Club, è entrato nel 2006
nell’organizzazione
dei Seattle Mariners,
club di Major League
Ruolo e record
Liddi, alto 192 cm per 103
chili, gioca terza base ed è
un battitore molto efficace.
Nelle 138 partite con
i Tacoma Rainiers
ha messo a segno 30
fuoricampo, segnato più
di 100 punti facendone
segnare altrettanti
La guida
Pat Fry, 47 anni,
a colloquio con
Alonso e Massa
Sotto, la Ferrari
in gara a Spa
(Colombo/
Insidefoto)
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67 Sport
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
Dopo un lungo viaggio terreno
Benvenuto Brambilla
ha serenamente raggiunto il suo Andrea in
quell'angolo di cielo dal quale continuerà a pro-
teggerci e guidarci con immutato amore.- Danno
il triste annuncio della scomparsa la moglie Tia,
con Vanni e Ilaria, e le figlie Daniela, con Michele
e Bianca, e Paola, con Enrico, Silvia e Lorenzo.-
Un grazie a Lina per quarant'anni di affettuosa e
preziosa presenza, a Giuseppe per le tante "scon-
fitte" a carte e a Maria per le ultime amorevoli
cure.- I funerali avranno luogo giovedì 8 settem-
bre, alle ore 14.45, nella Basilica di San Babila
in piazza San Babila.- Non fiori ma eventuali do-
nazioni a Vidas, corso Italia, 17 - 20122 Milano.
- Milano, 5 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Björn Norén.
– Cinzia Norén.
– Erika Norén.
– Patrik Norén.
– Paola Pierucci.
– Börje Norén.
– Renzo Pierucci.
– Gina Pierucci.
– Carla Balsamo.
– Edmondo, Beatrice, Luca e Cristina.
– La famiglia Barletta.
– Mariarosa e Vittorio Balsamo.
– Salvatore e Wilma Corallo.
Addio
Nutino
mio grande uomo saggio.- Mi mancherai oltre
ogni mia parola.- Un arrivederci gonfio d'amo-
re.- Tia. - Milano, 5 settembre 2011.
È stato un bel viaggio, il tuo
papà
con grandi dolori, ma ricco di soddisfazioni e vit-
torie.- Sei stato un esempio per tanti, un uomo
buono e generoso.- Grazie per l'amore che ci hai
sempre dato: siamo fiere di essere state tue fi-
glie.- Un bacio a mamma e a Ea.- Daniela e Mi-
chele, Paola ed Enrico.
- Milano, 5 settembre 2011.
Ciao
nonno
grazie per tutto quello che hai fatto per noi.- Gra-
zie perché, anche nei momenti difficili, tu ci sei
sempre stato vicino con affetto e serenità.- Siamo
orgogliosi di te e ci mancherai molto.- Un ab-
braccio forte, forte.- Bianca, Silvia e Lorenzo.
- Milano, 5 settembre 2011.
Dina e Giuseppe sono vicini a Tia, Vanni, Da-
niela e Paola nel dolore per la scomparsa di
Benvenuto Brambilla
- Milano, 5 settembre 2011.
Ciao
zio Nuto
con te se ne va un altro pezzetto del mio cuore.-
Ti ho voluto tanto bene e mi mancherai.- Con
Gege, Alessandro e Francesco ti abbraccio forte
forte.- La tua Rossanina.
- Milano, 6 settembre 2011.
Bram
resterai sempre nel mio cuore.- A Daniela e Pao-
la un forte forte abbraccio, vi sarò sempre vicina.-
Mara. - Milano, 6 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Nicoletta Carminati e famiglia.
– Carlo Prandoni.
Gelma con Giorgio, Greta con Zeev sono vicine
alle cugine Daniela e Paola per la scomparsa del
caro
zio Nuto
- Milano, 5 settembre 2011.
Federico e Raffaella, Ettore e Francesca ab-
bracciano commossi Daniela e Paola nel ricordo
del loro papà
Benvenuto Brambilla
- Milano, 6 settembre 2011.
Gino e Vanda Colombo, Francesco e Anna Vi-
sco, Gianni e Donatella Ponte ricordano con af-
fetto il caro
Benvenuto Brambilla
e prendono parte al dolore di Tia e dei familiari
tutti. - Gallarate, 6 settembre 2011.
Mauro, Alessandro, Lina, Evelina, Patrizia,
Massimiliano e Francesca Rosselli sono vicini nel
dolore a Paola e Daniela per la scomparsa del
padre
Benvenuto Brambilla
- Gallarate, 6 settembre 2011.
Il Presidente della Società del Giardino con i
Consiglieri e i soci tutti partecipa commosso al
lutto della famiglia per la scomparsa del socio
Commendatore
Dott. Benvenuto Brambilla
- Milano, 5 settembre 2011.
Il Consiglio Direttivo dell'Università della Terza
Età UTE Milano - Host piange la perdita del Pre-
sidente, Lions
Benvenuto Brambilla
e si unisce al cordoglio della famiglia.
- Milano, 5 settembre 2011.
Il Sodalizio "i Brambilla" si unisce al dolore dei
familiari, parenti ed estimatori per la scomparsa
dell'indimenticabile Presidente Onorario
Commendatore
Dott. Benvenuto Brambilla
eclettica figura milanese, nobile d'animo e d'in-
telletto, amante della cultura e delle tradizioni
milanesi, dinamico, generoso, grande nella sua
modestia, orgoglioso della sua "famiglia Bram-
billa" e della sua autentica milanesità.
- Milano, 5 settembre 2011.
Il presidente, il consiglio direttivo e i soci del
Lions Club Milano Host si stringono affettuosa-
mente a Tia, Daniela, Paola e Vanni nel ricordo
del caro socio
Benvenuto Brambilla
- Milano, 5 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Silvana Scarpini.
– Lucia Scarlassare.
– Gianni Cuman.
– Carlo e Vanna Moiraghi.
– Renata Rioda Guidotti.
– Giulio Rovelli.
– Biancarosa Mingotti Inguaggiato.
– Enrico Colombo.
– Nella e Franco Frediani.
– Gilberto Meneghini.
– Angela e Mario Bossi.
– Nello Burelli e Lisa Mombelli.
– Enrico Perego.
– Pier Paolo Pizzioli Luporini.
– Franca e Mario Bertoni.
– Dario e Giovanna Curti.
– Cesara e Paolo Franchi.
Ruggero ed Elena Comotti sono vicini a Tia,
Daniela, Paola e Vanni per la perdita dell'indi-
menticabile
Nuto
- Milano, 5 settembre 2011.
Il Governatore del Distretto Lions 108 Ib4, Eu-
genio Gallera, anche a nome degli Officers e dei
soci tutti, partecipa con profonda commozione la
scomparsa del Past Governatore e Past Presiden-
te del Consiglio dei Governatori
commendatore
dott. Benvenuto Brambilla
che ricorderò sempre come uomo e Lions di gran-
de spessore. - Milano, 7 settembre 2011.
L'Amministratore ed i condomini di corso Ve-
nezia 39 - Milano, esprimono le più sentite con-
doglianze per il grave lutto che ha colpito la fa-
miglia a seguito della scomparsa del
Dott. Benvenuto Brambilla
- Milano, 6 settembre 2011.
Carmelo, Elena, Roberta, Fabrizio e le collabo-
ratrici dello Studio Cozzi sono vicini alla famiglia
in questo momento di dolore per la scomparsa
del caro amico
Benvenuto
- Milano, 6 settembre 2011.
Annaclara con i cognati Francesco e Roberto
annuncia la morte della mamma
ElenaScarpettaved. Viganò
- Milano - Lentate sul Seveso, 5 settembre
2011.
Partecipano al lutto:
– Cetta Ceccarelli.
– Carlo Ticia Luca Del Bono.
"Anche la Fenice decide di riposare..."
Ricordano la nonna Elvis
ElenaScarpettaViganò
tutti i suoi nipoti.
- Milano - Guanzate, 5 settembre 2011.
Il fratello Ugo e la sorella Marilù con i loro figli
addolorati ricordano la cara
Elena
- Milano - Buenos Aires, 5 settembre 2011.
Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio
Sindacale della Banca Passadore partecipano
con profondo cordoglio al dolore della famiglia
Passadore per la scomparsa del
Dott. Agostino Passadore
Cavaliere del Lavoro
Presidente della Banca Passadore & C. S.p.A. per
tanti anni riferimento e guida dell'Istituto.
- Genova, 5 settembre 2011.
La filiale di Milano della Banca Passadore è vi-
cina alla famiglia Passadore per la scomparsa
dell'amato Presidente
Dott. Agostino Passadore
- Milano, 4 settembre 2011.
Il Presidente del Banco Azzoaglio, in rappre-
sentanza del Consiglio di Amministrazione, l'Am-
ministratore delegato, il Collegio Sindacale, di-
pendenti, funzionari e collaboratori partecipano
con viva commozione al dolore dei familiari per
la perdita del caro
Dott. Agostino Passadore
ricordandone con rimpianto le eccezionali capa-
cità professionali e la sua figura di maestro e di
guida per tutti i collaboratori della banca.
- Ceva, 5 settembre 2011.
Franco, Gaby, Simone, Celina ed Erica Azzoa-
glio porgono affettuose condoglianze alla signo-
ra Franca ed abbracciano Augusto, Francesco,
Giovanna condividendo il loro dolore per la per-
dita dell'amato ed indimenticabile padre
Dott. Agostino Passadore
- Ceva, 5 settembre 2011.
Luca Vitale con lo Studio Luca Vitale & Associati
sono vicini ai Dottori Augusto e Francesco e fa-
miglie per la scomparsa del
Cavaliere del Lavoro
Agostino Passadore
Presidente di Banca Passadore.
- Brescia, 7 settembre 2011.
Partecipa al lutto:
– Stefano Zane.
La Direzione e il Consiglio d'Amministrazione
della SelmaBipiemme Leasing S.p.A. partecipano
al dolore della famiglia per la scomparsa del
Cavaliere del Lavoro
Agostino Passadore
Presidente Banca Passadore.
- Milano, 5 settembre 2011.
Il Presidente Onorario, il Presidente, i Vicepre-
sidenti, il Consiglio di Amministrazione, il Colle-
gio Sindacale, i Dirigenti ed il personale della Vit-
toria Assicurazioni S.p.A. si associano con
profondo cordoglio al dolore dei familiari per la
scomparsa del
Dott. Agostino Passadore
Cavaliere del Lavoro
- Torino, 5 settembre 2011.
Carlo e Maria Henrietta Acutis con Andrea e
Adriana sono vicini con affetto alla famiglia per
la scomparsa del
Dott. Agostino Passadore
- Torino, 5 settembre 2011.
Roberto e Germana Guarena profondamente
addolorati partecipano al lutto della famiglia per
la perdita del
Dott. Agostino Passadore
- Torino, 5 settembre 2011.
Il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio
Sindacale di Fenera Holding S.p.A. partecipano
al dolore per la scomparsa del dottor
Agostino Passadore
Cavaliere del Lavoro
ricordandone la figura di gentiluomo e grande
imprenditore e sono vicini con fraterna amicizia
alla famiglia. - Torino, 5 settembre 2011.
La famiglia Zanon di Valgiurata partecipa con
fraterna amicizia al dolore degli amici Passadore
per la scomparsa del carissimo
Agostino
- Torino, 5 settembre 2011.
Il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sin-
dacale della P.K.P. S.p.A. ed il Presidente Giaco-
mo Stratta ricordano commossi il Dottor
Agostino Passadore
Cavaliere del Lavoro
- Torino, 5 settembre 2011.
Il Presidente Benito Benedini, i componenti del
Consiglio Direttivo e tutti i colleghi della Federa-
zione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, profon-
damente rattristati, partecipano al dolore dei fa-
miliari per la scomparsa del collega
Cavaliere del Lavoro
Agostino Passadore
protagonista dello sviluppo del settore del credi-
to. - Roma, 6 settembre 2011.
I soci PricewaterhouseCoopers partecipano
sentitamente al lutto per la scomparsa del Dottor
Agostino Passadore
esprimendo ai famigliari il proprio sentito cordo-
glio. - Milano, 6 settembre 2011.
Addolorati dalla grave perdita di
Salvatore Licitra
siamo vicini alla famiglia.- Lorenzo Mariani e Sil-
via Aymonino. - Roma, 5 settembre 2011.
Ciao
Salvatore
non siamo pronti a dirti addio.- Ci stringiamo ai
tuoi cari genitori e a Fabio.- Fra le lacrime riaf-
fiorano i momenti più belli della nostra amicizia,
il tuo generoso sorriso rimane per sempre nel no-
stro cuore.- Francesca e Alessandro.
- Milano, 6 settembre 2011.
Elisabetta, Laura, Manuela, Paolo, Monica e
Paola, amici di sempre del Teatro alla Scala,
piangono e ricordano con affetto
Salvatore Licitra
- Milano, 6 settembre 2011.
Grazia Pulvirenti e Lamberto Puggelli ricorda-
no con affetto e ammirazione, orgogliosi di aver
lavorato insieme a lui
Salvatore Licitra
- Milano, 6 settembre 2011.
Alberto e Corrado Roda, con le famiglie, pian-
gono commossi la scomparsa di
Salvatore Licitra
indimenticabile amico, uomo generoso, buono e
purissimo. - Milano, 6 settembre 2011.
Il Presidente del Teatro dell'Opera di Roma
Gianni Alemanno, il Vice Presidente Bruno Ve-
spa, il Sovrintendente Catello De Martino, unita-
mente al Consiglio d'Amministrazione, al Colle-
gio dei Revisori dei Conti, al Direttore Artistico
Alessio Vlad, al Direttore del Corpo di Ballo Mi-
cha van Hoecke, al Maestro del Coro Roberto
Gabbiani e tutte le maestranze del teatro espri-
mono il loro grande, profondo cordoglio per la
scomparsa del tenore
Salvatore Licitra
artista raffinato e generoso che ha meravigliosa-
mente riempito con il canto il cuore del pubblico
del Teatro dell'Opera in serate indimenticabili.
- Roma, 6 settembre 2011.
Il Teatro Sociale di Como e AsLiCo ricordano il
tenore
Salvatore Licitra
indimenticabile interprete e uomo di grande ge-
nerosità. - Como, 6 settembre 2011.
"Finire così... finire così...".- Ciao
Salvo
Giovanni e Alessandra con Elena e Lucia.
- Milano, 6 settembre 2011.
Il presidente Achille Colombo Clerici, il Segre-
tario Generale Giuseppina Bruti Liberati della As-
sociazione Amici di Milano, nel lutto della musica
e della nostra città, piangono la scomparsa del
Tenore
Salvatore Licitra
insignito nell'anno 2000 del Premio Medaglia
d'Oro Amici di Milano per i Giovani.
- Milano, 6 settembre 2011.
Il Maggio Musicale Fiorentino ricorda
Salvatore Licitra
grande artista, amico caro ed indimenticabile,
dalla simpatia umana avvolgente e travolgente,
che negli ultimi anni ha unito il suo nome a quel-
lo dei grandi cantanti del teatro fiorentino.
- Firenze, 6 settembre 2011.
Il Presidente Benito Benedini, i componenti del
Consiglio Direttivo e tutti i colleghi della Federa-
zione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, profon-
damente rattristati, partecipano al grande dolore
dei familiari per la scomparsa del collega
Cavaliere del Lavoro
Socrate Sensi
protagonista dello sviluppo della grande distribu-
zione e del settore termale.
- Roma, 5 settembre 2011.
La musica lo ha reso felice, ha vissuto in un
mondo di gioie ed ora
Renato Caccamo
ci ha lasciati.- Lo annunciano a tutti i suoi amici
e a coloro che gli hanno voluto bene, la sorella
Vanda e la cognata Doretta, con Antonio, Lucio,
Stefania, Laura e tutto il nipotame.- Affettuosa-
mente ringraziamo la signora Katia e il signor
Sanpath per le costanti premure.- Le esequie si
terranno giovedì 8 settembre alle ore 14.45 nella
chiesa di Sant'Alessandro a Milano.
- Milano, 6 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Saverio e Marialaura Borrelli.
– Bianca Canesi.
– Marialuisa Dameno.
– Mario Corbetta.
– Mario Novità.
– Antonio e Gabriella Maci.
Ciao zio
Renato
grazie per la nostra musica.- Elena e Aldo.
- Milano, 6 settembre 2011.
Addio
zio Renato
con affetto Alessandra, Marta, Carlo.
- Bari, 6 settembre 2011.
Ede Palmieri con Valeria, Fabio e Marco piange
la scomparsa di
Renato Caccamo
grande amico tenero e burbero, compagno di en-
tusiasmi e avventure, di emozioni e scoperte.
- Milano, 6 settembre 2011.
Jeffrey, sommerso di tristezza e riconoscenza,
soffre l'abissale vuoto della perdita del grande
amico della vita
Renato Caccamo
- New York, 6 settembre 2011.
Vito Piglionica ricorda con affetto gratitudine e
stima il Presidente
Dott. Renato Caccamo
- Roma, 6 settembre 2011.
Marcello e Michela profondamente commossi
piangono
Renato
amico prezioso ed insostituibile.
- Milano, 6 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Pietro Marani e Stefano De Martino.
– Luca Chierici.
Nandi Ostali con Piero e Carla è vicina con
grande tristezza al dolore della famiglia per la
scomparsa del carissimo amico di una vita
RenataCaccamo
- Milano, 6 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Giovanna Lomazzi.
– Filippo Crivelli.
Il Presidente Pier Andrea Chevallard, il Diret-
tore Generale Luisa Vinci e tutti i collaboratori
dell'Accademia del Teatro alla Scala ricordano
con profonda commozione il Giudice
Renato Caccamo
fedele sostenitore dei giovani talenti dell'istituzio-
ne scaligera. - Milano, 6 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Daniele Borniquez.
– Nadia Nigris.
– Luca Targetti.
Mormone, Zosi, Ciccarelli e tutta la famiglia
della Società dei Concerti partecipano con dolore
alla perdita dell'amico
Dott. Renato Caccamo
- Milano, 6 settembre 2011.
Il Procuratore Generale, il Procuratore della
Repubblica, i Magistrati tutti della Procura Gene-
rale e della Procura della Repubblica di Milano,
rimpiangono commossi il Presidente
Dott. Renato Caccamo
le cui doti di integrità, professionalità e conoscen-
za giuridica rimarranno incancellabili nel ricordo.
- Milano, 6 settembre 2011.
I magistrati e il personale amministrativo della
Corte d'Appello e del Tribunale di Milano parte-
cipano al dolore dei famigliari del
Dott. Renato Caccamo
ricordando con riconoscenza la preparazione
professionale e la vasta cultura profusa nella sua
lunga ed insigne attività di presidente.
- Milano, 6 settembre 2011.
Il condominio di piazza Borromeo 1 Milano
partecipa commosso al lutto per la morte del
Dott. Renato Caccamo
- Milano, 6 settembre 2011.
La nostra cara nonna Cicci è volata in cielo
AnnaSartori ved. Pizzi
ci ha lasciato.- Miky, Sissi, Cate e Michele ti vor-
ranno sempre bene.- Ci mancherai tanto.
- Guello di Bellagio, 6 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Fabio e Lorena Cavallini.
Laura, con Guido, i figli e i nipotini dicendo
addio per sempre alla sorella "grande"
Cicci
si stringe a Michi nel dolore.
- Milano, 6 settembre 2011.
Cara
ziaCicci
ci mancherai tanto.- Luca con Elena, Matteo e
Andrea; Chiara con Massimo, Costanza e Cate-
rina. - Milano, 6 settembre 2011.
Lalla e Luciana piangono con Miki la carissima
cugina
Cicci
- Milano, 7 settembre 2011.
Sandra con Roberta, Matteo, Alessia e i nipoti
piange con Miki e famiglia la morte di una co-
gnata speciale
AnnaSartori Pizzi
- Milano, 6 settembre 2011.
Nuccia, Stefano, Simonetta abbracciano Miki
con affetto ricordando l'amicizia di sempre
AnnaPizzi
- Milano, 6 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Carlisa e Gisella.
Luciana e Toni con Elisabetta, Valentina e Fran-
cesco e le loro famiglie sono affettuosamente vi-
cini a Miki per la scomparsa della mamma
Cicci
- Milano, 6 settembre 2011.
Ad
Anna
per tutti i bei momenti trascorsi insieme.- Mi
mancherai tanto.- Con affetto Nanette.
- Milano, 6 settembre 2011.
Mi mancherai molto
Anna
Sarai sempre la mia amica.- Bianca.
- Milano, 6 settembre 2011.
Tutti i dipendenti della Arti Grafiche Amilcare
Pizzi sono vicini al Dottore Massimo Pizzi e a tutta
la famiglia in questo triste momento per la scom-
parsa della mamma
Anna
- Milano, 6 settembre 2011.
Paolo Mamo, Simona Lazzerini, Francesco La-
scala con tutti gli amici di Altavia Italia sono vicini
a Massimo per la perdita della mamma
AnnaSartori ved. Pizzi
- Milano, 6 settembre 2011.
Patrizio Bertelli e Miuccia Prada sono vicini con
i loro pensieri più affettuosi ai figli Andrea e Sofia
con Mario, alla madre Giuliana, al fratello Mau-
rizio e a Bernardo Tonarelli nel momento della
dolorosa e prematura scomparsa di
PaolaBonaiuti
di cui ricordano le qualità umane, l'intelligenza e
le doti professionali che l'hanno sempre contrad-
distinta. - Milano, 5 settembre 2011.
I colleghi del gruppo Prada si uniscono al do-
lore dei figli Andrea e Sofia con Mario, della ma-
dre Giuliana, del fratello Maurizio e di Bernardo
Tonarelli nel momento della prematura scompar-
sa di
PaolaBonaiuti
di cui ricorderanno sempre le grandi qualità
umane e professionali ed esprimono le loro più
profonde condoglianze.
- Milano, 5 settembre 2011.
Addolorato per l'improvvisa scomparsa dell'
Onorevole
Mino Martinazzoli
formulo alla famiglia e al fratello le più sincere
condoglianze.- Caro Mino l'ultimo saluto e la mia
ammirazione.- Florio Gradi.
- Brescia, 5 settembre 2011.
Addio Comandante
Mino Martinazzoli
la sua amicizia, le sue parole e il suo esempio ci
hanno aiutati a resistere e a non perderci in que-
sti tristissimi anni di scempio della nobiltà e della
grandezza della politica da lei mirabilmente in-
carnate.- Grazie, Leonardo Castellano, Lino Dui-
lio, Giancarlo Moretti, Filippo Caputo.
- Milano, 5 settembre 2011.
Angelo Maj ricorda con profondo dolore e cor-
doglio l'
Avv. Mino Martinazzoli
grande gentiluomo d'altri tempi.
- Milano, 5 settembre 2011.
Ciriaco ed Enrico De Mita partecipano al lutto
della famiglia e degli amici bresciani per la scom-
parsa di
Mino Martinazzoli
ricordando la continua e delicata amicizia e il co-
mune impegno politico in anni difficili e appas-
sionati della nostra vita democratica.
- Milano, 5 settembre 2011.
Paolo Danuvola, Marco Granelli, Fabio Pizzul,
Andrea Fanzago, Paolo Cova, Fabio Arrigoni,
Giuseppe Bonelli, Massimo Maggiaschi, Luca Ci-
vardi, Claudio Lovati, Andrea Carobene, Luigi
Galbusera, Davide Quaglia, Franco Brambilla,
Giulio Boati non dimenticheranno
Mino Martinazzoli
per le sue idee, l'onestà intellettuale e morale, la
fiducia nella convivenza civile, l'impegno di cat-
tolico in politica. - Milano, 6 settembre 2011.
Il Rettore, il Presidente, il Consiglio di Ammini-
strazione e l'Associazione Alunni dell'Almo Col-
legio Borromeo in Pavia si uniscono al dolore dei
familiari per la scomparsa dell'alunno
Mino Martinazzoli
che ha onorato e mai dimenticato l'Istituzione e
i suoi valori di umanesimo cristiano.
- Pavia, 5 settembre 2011.
Il Presidente del Gruppo Pdl del Consiglio Re-
gionale della Lombardia Paolo Valentini Puccitel-
li, unitamente al Vice Presidente Roberto Alboni
e a tutti i Consiglieri del gruppo, partecipa con
profondo cordoglio al dolore della famiglia per
la scomparsa dell'
Onorevole
Mino Martinazzoli
- Milano, 5 settembre 2011.
Il Partito Democratico lombardo ricorda con
commozione
Mino Martinazzoli
uomo politico di straordinaria levatura e profon-
da coerenza, che dalla Lombardia ha saputo te-
stimoniare al paese intero, in anni difficili, il va-
lore dell' impegno politico e la cultura del
cattolicesimo democratico.
- Milano, 5 settembre 2011.
Gli amici Ross e Fausto con Ilaria e Jacopo par-
tecipano commossi alla dipartita del caro
Carlo Capelli
si stringono all'amica Rita, ai figli e ai familiari
tutti ricordando i lunghi anni di sincera amicizia.
- Forte dei Marmi, 5 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Giulio e Daniela Marini.
Antonio, Enrico, Giulio, Luca, Luca, Mauro, Mi-
chele, Remo e Simone partecipano al dolore di
Giorgio, Rita e Pia per la scomparsa di
Carlo Capelli
uomo speciale di cui ricorderanno sempre le qua-
lità umane. - Milano, 5 settembre 2011.
Antonio Vita si unisce al dolore della famiglia
per la scomparsa dell'
Ing. Carlo Capelli
- Milano, 5 settembre 2011.
Carlo
sei stato un grande nella vita nella famiglia nel
lavoro nell'amicizia.- Paolo e Flora abbracciano
Rita, Pia e Giorgio.
- Milano, 5 settembre 2011.
Carlo Capelli
Carissimi Rita, Pia e Giorgio vi siamo molto vicini
e ricorderemo sempre con grande affetto il no-
stro amico Carlo.- Giovanna, Michele e Nicola
con Simona ed Emiliana.
- Milano, 5 settembre 2011.
Alice, Alessia, Julie, Maffy con Matteo sono af-
fettuosamente vicini a Giorgio per la scomparsa
del suo papà
Carlo Capelli
- Milano, 6 settembre 2011.
Josepha e Paolo sono vicini a Rita, Pia e Gior-
gio nel ricordo dell'amico
Carlo Capelli
- Milano, 5 settembre 2011.
I consiglieri, i condomini e l'amministratore del
Grattacielo di Milano partecipano al dolore della
famiglia per la prematura scomparsa del
Dott. Carlo Capelli
- Milano, 6 settembre 2011.
La moglie Annamaria Fiocchi con i nipoti Mo-
nica con Paolo, Giovanni con Betta, Mally con
Patty e Ale con Massimone annunciano la perdita
del caro
Ing. Edoardo Bianchi
di cui ricordano le doti di infinita umanità, gene-
rosità e rettitudine.- Il funerale verrà celebrato in
Novegro giovedì 8 settembre 2011 alle ore 10,45
direttamente nella chiesa parrocchiale Sant'Al-
berto Magno.- No fiori ma opere di bene all'Isti-
tuto per la Ricerca dei Tumori IRCCS.
- Novegro, 5 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Piero Gianna Brambilla Pisoni e famiglia.
– Lella, Giorgio, Ciccia.
– Sergio Rosalia Bastianini.
Mio amato
Edo
te ne sei andato lasciando un immenso vuoto nel
cuore di chi ti ha amato e ha potuto conoscerti.-
Anna. - Novegro, 5 settembre 2011.
I nipotini Tommy, Lalla, Edo, Giulia, Franci e
Arturo ricordano con affetto il caro
zio Edo
- Milano, 5 settembre 2011.
Guido, Cristina con le figlie partecipano con
affetto al grande dolore di Anna nel ricordo del
caro
Edo
- Palazzolo sull'Oglio, 7 settembre 2011.
Piero e Mariella, Luigi e Alessandra, Cesare e
Roberta si stringono affettuosamente ad Anna e
partecipano commossi al suo dolore per la scom-
parsa del caro
Edo
- Milano, 6 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Riva Historical Society.
– Riva Society Italia.
È mancato lunedì scorso un grande imprendi-
tore e una persona speciale, l'
Ing. Edoardo Bianchi
I suoi insegnamenti e il suo ricordo rimarranno
vivi nelle persone che gli hanno voluto bene.- Lo
staff di Acqualife e Bianchi Ottica.
- Segrate, 7 settembre 2011.
Gabriella Magnoni Dompè si stringe con l'af-
fetto di tutta una vita a Sonia ed alla sua famiglia,
in questo imprevedibile, incolmabile dolore per
la improvvisa e prematura perdita dell'amato
Fabrizio Raule
- Milano, 5 settembre 2011.
Ciao
Fabrizio
il vuoto che lasci sarà incolmabile.- Ci stringiamo
con grande affetto a Santina, Raffaela e Sonia.-
Rosa, Tiziana con Matthias e Maurizio con Nico-
letta. - Milano, 5 settembre 2011.
Consuelo e Giacomo con affetto sono vicini a
Sonia per la perdita del fratello
Fabrizio
- Milano, 6 settembre 2011.
Venerdì 2 settembre a Savona è mancato all'af-
fetto dei suoi cari
Pietro Bugané
Ne danno notizia la moglie Gina, i figli Franco,
Angelo. - Monza, 7 settembre 2011.
Il Presidente, Professor Angelo Caloia, e il Con-
siglio d'Amministrazione della Veneranda Fabbri-
ca del Duomo con i Consiglieri Monsignor Luigi
Manganini, Don Carlo Azzimonti, il Professor
Leone Maria Corradi Dell'Acqua, il Dottor Gigi
Martinoli, il Professor Carlo Secchi e la Professo-
ressa Paola Vismara si uniscono al grande dolore
del Direttore Ingegnere Benigno Mörlin per la
scomparsa del caro padre
Emilio Mörlin Visconti
nella speranza della cristiana resurrezione.
- Milano, 5 settembre 2011.
La Professoressa Paola Vismara si stringe alla
famiglia dell'Ingegnere Benigno Mörlin, Direttore
della Veneranda Fabbrica del Duomo, per la
scomparsa del caro padre
Emilio Mörlin Visconti
- Milano, 5 settembre 2011.
Silvio Riboldazzi e famiglia sono vicini a Beni-
gno Mörlin nel suo grande lutto per la scomparsa
del caro padre
Emilio Mörlin Visconti
e si stringono a lui e alla sua famiglia con ami-
cizia. - Milano, 5 settembre 2011.
Gianni Baratta si unisce al lutto che ha colpito
l'Ingegnere Benigno Mörlin Visconti per la perdita
del caro papà
Emilio Mörlin Visconti
- Milano, 5 settembre 2011.
Il personale e i collaboratori della Veneranda
Fabbrica del Duomo sono vicini nel dolore al Di-
rettore Ingegnere Benigno Mörlin e alla sua fa-
miglia per la perdita del caro padre
Emilio Mörlin Visconti
- Milano, 5 settembre 2011.
Roberto Meloni con i figli Marilisa e Vittorio e
la sorella Pinuccia annuncia, con grande dolore,
la scomparsa di
TinaDallera
- Milano, 6 settembre 2011.
Matteo Fabiani con Irene abbraccia Vittorio nel
dolore per la perdita della cara mamma
TinaDallera
- Milano, 6 settembre 2011.
Stefano Sala è vicino all'amico Vittorio per la
scomparsa dell'amata mamma
SantinaDallera
- Milano, 7 settembre 2011.
Mauro Crippa si unisce con affetto al dolore di
Vittorio Meloni per la perdita della madre
SantinaDallera
- Milano, 6 settembre 2011.
Matteo Cardani, Luca Vergani, Alessandro Vil-
loresi, Giorgio Iegiani, Alessandro Bartolini e tutti
i collaboratori di Mec, sono vicini a Vittorio nel
dolore per la scomparsa della mamma signora
SantinaDallera
- Assago, 6 settembre 2011.
Matteo Fabiani, Gabriella Gemo, Danilo
Guenza, Fabrizio Paschina, Mauro Ugolini e Lau-
ra Vescovo, con tutta la direzione Relazioni Ester-
ne di Intesa Sanpaolo, sono vicini con affetto a
Vittorio Meloni nel dolore per la triste perdita del-
la mamma
SantinaDallera
- Milano, 6 settembre 2011.
Giuseppe e Maria Elena con Lavinia e Elisabet-
ta sono vicini con sincero e profondo affetto al
carissimo Biones, a Checca e Camilla, in questo
triste momento e piangono con lui la perdita del-
la sua adorata mamma
sig.raAdaGrasselli
- Milano, 6 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Costante Nichele.
– Marco De Magistris.
– Federico De Pasquale.
– Francesco Nocella.
Luigi, Raffaella e Michele Fontanesi si stringo-
no con affetto a Bio, Checca e Camilla per la per-
dita della mamma
AdaGrasselli
- Milano, 5 settembre 2011.
Francesco e Chiara si stringono con affetto a
Biones e alla sua famiglia nel triste momento del-
la perdita della cara mamma
AdaGrasselli Ferrari
- Milano, 6 settembre 2011.
Federico e Francesco unitamente a tutti i col-
leghi e collaboratori dello Studio Guasti sono
particolarmente vicini al Professore Biones Ferra-
ri in questo momento di grande tristezza per la
scomparsa della mamma
AdaGrasselli
e partecipano al suo dolore e a quello dei suoi
cari. - Milano, 6 settembre 2011.
Il Presidente del Centro di Coordinamento
RAEE Danilo Bonato, i componenti del Comitato
Esecutivo Alberto Canni Ferrari, Giorgio Arienti,
Giancarlo Dezio, Giulio Rentocchini e il Direttore
Generale Fabrizio Longoni insieme con i Sistemi
Collettivi, Apiraee, CCR Italia, Dataserv Italia,
Ecodom, Ecoelit, Ecoem, Ecolamp, Ecolight, Eco-
ped, Ecor'it, ERP, Esa.Ge.Raee, Raecycle, Reme-
dia e Ridomus si uniscono al dolore dei familiari
per la scomparsa della
Dott.ssaDanielaCapaccioli
- Milano, 7 settembre 2011.
Partecipo commossa al lutto per la scomparsa
della cara
DanielaCapaccioli
ricordandola per la cortesia e la professionalità.-
Avvocato Mara Chilosi.
- Milano, 6 settembre 2011.
Il Consiglio di Amministrazione e i dipendenti
del Consorzio Ecodom ricordano con affetto la
dottoressa
DanielaCapaccioli
che con passione ed entusiasmo ha dato un pre-
zioso contributo alla tutela ambientale del nostro
Paese. - Saronno, 6 settembre 2011.
Il Direttore, i membri della Giunta e i docenti
del Dipartimento di Management e Tecnologia
dell'Università Bocconi si stringono con affetto al
Professor Paolo Iovenitti per la perdita della cara
mamma
MariaGiorgianni Iovenitti
- Milano, 5 settembre 2011.
Il Dipartimento di Finanza dell'Università Luigi
Bocconi è vicino al Professore Paolo Iovenitti per
la perdita della mamma
MariaGiorgianni
- Milano, 5 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Maurizio Dallocchio.
– Mario Massari.
– Laura Zanetti.
Alberto Grando, Andrea Gasparri, i colleghi e
lo staff della SDA Bocconi School of Management
sono vicini con affetto al Professor Paolo Iovenitti
e alla sua famiglia in questo momento di grande
dolore per la scomparsa della mamma
MariaGiorgianni Iovenitti
- Milano, 6 settembre 2011.
Dopo sessantuno anni di matrimonio ha lascia-
to la sua "Meri"
Costante (Tino) Mentaschi
Lo annunciano la moglie Maria Rosa Balossini, le
figlie Ornella e Simonetta, il genero Roberto, gli
amatissimi nipoti Alberto e Marta con la piccola
Cecilia.- Il funerale avrà luogo in Monza nella
Basilica del Duomo mercoledì 7 settembre alle
ore 10.45 indi al cimitero di Arenzano (GE).
- Monza, 6 settembre 2011.
Luisa e Patrizia sono vicini, con l'affetto di sem-
pre, alla cara Ornella nel ricordo del suo papà
Tino Mentaschi
- Monza, 6 settembre 2011.
Paolo e Silvana Barbè, con Giovanni e Alessan-
dra, Ilaria e Aldo, Matteo e Bianca, ricordano con
grande affetto e rimpianto il caro
Tino Mentaschi
- Mortara, 6 settembre 2011.
Caro Giorgio, sit tibi terra levis!- La famiglia
Piepoli si unisce al dolore di Alessandro per la
morte del padre
Giorgio Soragna
grande e leale amico degli anni trascorsi.
- Milano, 5 settembre 2011.
Caro Alessandro, ti siamo vicini in questo mo-
mento tanto difficile, ricordando insieme a te l'al-
ta figura di tuo padre
Giorgio Soragna
gli amici e i colleghi dell'Istituto Piepoli.
- Milano, 5 settembre 2011.
Con immenso dolore Renzo Rizzardi annuncia
la scomparsa dell'amata moglie
GiannaRigato
Le esequie avranno luogo giovedì 8 settembre
alle ore 10 nella chiesa arcipretale di Tombolo
(PD).- Si ringranzia anticipatamente quanti par-
teciperanno alla cerimonia funebre.
- Padova, 7 settembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Iva con Giorgio, Furio con Aoife, Carlo con
Maurizia, Dina, parenti e amici.
Pier Silvio Berlusconi, colpito e addolorato, si
stringe a Renzo Rizzardi per la perdita della cara
moglie
GiannaRigato
- Cologno Monzese, 6 settembre 2011.
Il giorno 6 settembre 2011 serenamente è
mancata all'affetto dei suoi cari
MariucciaCeppo Micangeli
Ne danno il triste annuncio i figli Maurizio con
Ileana, Marina, Marco con Vera, Manuela, Mas-
simo con Sara.- Ringraziamo affettuosamente
l'amico Luca De Marchis.- I funerali si svolgeran-
no giovedì 8 nella chiesa San Gabriele viale Cor-
tina d'Ampezzo, 144 alle ore 11.
- Roma, 6 settembre 2011.
Laudomia con Germano, Lamberto, Tancredi,
Delfina, Lamberto, Allegra, Iacopo, Massimilla,
Teodora, Panfilo, Emanuele, Valerio, Costanza e
Alessandro Gianserio ricorderanno sempre con
tanto affetto la
nonnaMariuccia
- Roma, 6 settembre 2011.
Il Centro Interdipartimentale di Studi e Attività
Spaziali CISAS "Giuseppe Colombo" dell'Univer-
sità di Padova partecipa al dolore per la scom-
parsa di
AngiolettaCoradini
collega, amica e infaticabile protagonista
dell'esplorazione planetaria.
- Padova, 5 settembre 2011.
Gli amici ed i colleghi dell'Istituto di Fisica dello
Spazio Interplanetario e dell'Istituto di Astrofisica
Spaziale e Fisica Cosmica di Roma, colpiti dal
grande vuoto lasciato dalla improvvisa scompar-
sa di
AngiolettaCoradini
si stringono al marito Costanzo e alla famiglia
tutta in questo momento di profondo dolore.
- Roma, 7 settembre 2011.
Il giorno 5 settembre è mancato all'affetto dei
suoi cari il
Prof. Gian Franco Rossi
lo annunciano la moglie Anna Lidia, i figli Pier
Paolo con Giuliana, Elisabetta con Paolo e i nipoti
Andrea, Sophie, Michele e Linda, il fratello Piero
con Lena e Cristina.- Le esequie saranno cele-
brate oggi alle ore 14 nella chiesa di Santa Maria
della Misericordia a Bologna - Piazza di Porta Ca-
stiglione, 4.- Non fiori, ma donazioni a ONGVoci
di Popoli nel Mondo - Progetto Cardiologia, C.F.
95002700581. - Bologna, 7 settembre 2011.
Maria Laura Vighi Gozzi con i figli Giovanna e
Piero e le loro famiglie piange con Anna Lidia,
Elisabetta e Pier Paolo la scomparsa del cognato
Gian Franco Rossi
- Bologna, 7 settembre 2011.
Federica e Ruggero annunciano che il loro
adorato papy
Arch. Giorgio Raimondi
non c'è più.- Un sentito ringraziamento ai medici
e agli infermieri dell'Unità di Terapia Intensiva
dell'Ospedale San Raffaele.
- Comnago, 5 settembre 2011.
"D'amore son piene le cose, d'affetto,
struggenti.- Una cosa guardando ne
capisci l'amore dentro, solo sei padre
o figlio, chi o a chi la cosa passerà.-
D'amore son piene le parole".
Grazie
papy
Fede e Ruggy. - Comnago, 5 settembre 2011.
I colleghi della Direzione Centrale Salute del
Comune di Milano sono vicini alla famiglia per
l'improvvisa scomparsa della cara
Noemi Tonali
- Milano, 6 settembre 2011.
Cara
Noemi
ci manchi tanto.- Luisa Anzaghi, Stefania Aude-
nino, Federico Bordogna, Francesca Brunelli, So-
nia Canovi, Elisabetta Corrà, Anna DellaRocca,
Maddalena DiMauro, Paolo Favini, Anna Gardi-
ner, Anna Grossi con Gemma, Giampaolo Landi,
Luigi Macchia, Andrea Meluso, Rossella Panta-
leo, Marino Pron, Lucia Scopelliti, Ornella Tomat,
Anna Zuani. - Milano, 6 settembre 2011.
La Presidenza, il Direttivo e tutti i soci del Rotary
Club Milano Settimo partecipano commossi la
scomparsa dell'
Avv. Franco Brazzabeni
socio onorario e past President del Rotary Club
Milano Settimo. - Milano, 5 settembre 2011.
L'Ordine degli Avvocati di Milano sentitamente
partecipa al lutto dei familiari per la scomparsa
dell'
Avv. Franco Brazzabeni
- Milano, 5 settembre 2011.
Il giorno 6 settembre è venuto a mancare all'af-
fetto dei suoi cari il
Dott. Giuseppe Occhiuzzi
Ne dà il doloroso annuncio la moglie Fulvia con
i figli Manlio, Emanuela e Alessandra ed i nipoti
tutti.- I funerali si terranno in Roma il giorno 8
alle ore 11 nella chiesa di Nostra Signora di Gua-
dalupe e San Filippo in via Aurelia 675 e alle ore
15.30 in Tagliacozzo nel santuario della Madon-
na dell'Oriente. - Roma, 7 settembre 2011.
È mancato all'affetto dei suoi cari il
Cavaliere
Mario Rigoldi
di 83 anni (legatore di libri).- Ne danno l'annun-
cio la moglie Mariuccia, il figlio Ruggero con fa-
miglia e parenti tutti.- Il funerale avrà luogo in
Monza nella parrocchia di Cederna mercoledì 7
settembre alle ore 14.30.
- Monza, 6 settembre 2011.
La famiglia Maffioli Brigatti ringrazia tutti gli
amici che le sono stati vicini nel momento della
scomparsa di
LucaMaffioli Brigatti
Il funerale sarà celebrato nella parrocchia di San-
ta Maria Segreta in piazza Tommaseo; per il gior-
no e l'ora si prega di chiamare il numero telefo-
nico: 02.29514093.
- Milano, 5 settembre 2011.
Lunedì 5 settembre 2011 è mancato all'affetto
dei suoi cari l'
Ing. Prof. Camillo Zanchi
Lo piangono la moglie Luisa, le figlie Fiorenza,
Daniela e Raffaella, con i mariti, i nipoti e i pro-
nipoti tutti.- I funerali si terranno giovedì 8 set-
tembre 2011 alle ore 15,00 presso la cappella
della Residenza Carettoni di Temù - Ponte di Le-
gno. - Ponte di Legno, 7 settembre 2011.
I figli annunciano con dolore la scomparsa del-
la mamma
GiuseppinaBalistreri
D'Acquisto
e ricordano la sua intelligenza, la sua dolcezza,
il suo amore.- Per informazione su ora e data
funerale contattare il n. 3355417219.
- Milano, 6 settembre 2011.
Braccio Oddi Baglioni e tutti gli amici della Len-
zi annunciano increduli l'improvvisa scomparsa
dell'
Architetto
MarcellaFedele
cofondatrice dello studio e per oltre trent'anni in-
sostituibile compagna di viaggio.
- Roma, 5 settembre 2011.
La Compagnia di San Paolo partecipa con do-
lore alla scomparsa di
Padre Pasquale Magni
Ringraziamo Dio per il dono della sua lunga vita
e per i frutti del lavoro che Don Pasquale ha se-
minato nel campo della chiesa.- Ci uniamo nella
preghiera ai suoi familiari e amici.
- Milano, 5 settembre 2011.
Il Direttore Professor Paolo Di Giovine, i colle-
ghi, il personale del Dipartimento di Scienze do-
cumentarie, linguistico-filologiche e geografiche
dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
si stringono con affetto all'amica e collega Tiziana
Pesenti per la dolorosa scomparsa del marito
Prof. Alfonso Maierù
- Roma, 5 settembre 2011.
Amelia, Lidia, Pietro, Paola, Federico e Beatrice
sono vicini a Francesco in questo brutto momento
per la scomparsa della mamma
ClaraCamilletti Bianchi
- Milano, 5 settembre 2011.
Il giorno 6 settembre 2011 è tornato alla casa
del Padre il Maestro
Franco Potenza
Ne danno il triste annuncio la moglie Fiorella, i
figli, i generi, le nuore, i nipoti e la piccola Sofia.-
Il funerale si svolgerà nella chiesa di San Roberto
Bellarmino giovedì 8 alle ore 16.
- Roma, 6 settembre 2011.
Cara
GraziellaSiano
tra i miei ricordi ci sarai sempre e ti sarò sempre
riconoscente di quanto mi sei stata vicino nell'or-
ganizzare il trofeo di golf e i bimbi ti diranno sem-
pre "grazie Graziella".- Un forte abbraccio a tutta
la tua bella famiglia.- Lina con Barbara Gabrielli.
- Milano, 5 settembre 2011.
Colleghi ed amici della Sezione di Milano Bi-
cocca dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
sono vicini a Dario per la scomparsa della mam-
ma
Karoline Bazant
ved. Menasce
- Milano, 5 settembre 2011.
Il Presidente Federico Maurizio d'Andrea, l'Am-
ministratore Delegato Cristiano Cannarsa ed il
Consiglio d'Amministrazione della Sogei prendo-
no parte al lutto che ha colpito l'Ingegnere Gio-
vanni Gasbarrini per la perdita della madre
OlgaDomenicucci
- Roma, 5 settembre 2011.
Il Presidente, l'Amministratore Delegato, il Vice
Direttore Generale, i dipendenti e tutti i collabo-
ratori di Banca Aletti, profondamente rattristati,
partecipano al dolore dei familiari per la scom-
parsa della cara collega
PaolaMariani
- Milano, 5 settembre 2011.
La Direzione ed i colleghi tutti del gruppo Edi-
son S.p.A. sono vicini al Dottor Luca Pini per la
perdita del padre
Lino Pini
e partecipano con commozione al lutto e al do-
lore della famiglia.
- Milano, 5 settembre 2011.
Il 5 settembre è venuto improvvisamente a
mancare
Enzo Rava
giornalista e scrittore.- Ha lavorato tra l'altro
presso l'Unità, Paese Sera e Rai.- La figlia, la fa-
miglia gli amici e i colleghi lo ricordano con gran-
de affetto. - Roma, 6 settembre 2011.
La Sogimut Srl, i suoi agenti e la famiglia Pa-
storino ricordano con sincero affetto il collega e
amico
Franco Simoncini
e si uniscono al dolore del fratello per la sua pre-
matura e improvvisa scomparsa.
- Milano, 7 settembre 2011.
È mancato all'affetto dei suoi cari
Mario Mora
Lo annunciano la moglie Mariuccia e i figli Ga-
briele e Roberto con Fiorenza, Cinzia, Giacomo,
Elena e Francesco.
- Milano, 6 settembre 2011.
Gli amici di TRL si stringono attorno a France-
sco per la dolorosa perdita di
Vitaliano Morace
socio, amico ed esempio per tutti noi.- The Re-
naissance Link. - Milano, 3 settembre 2011.
Giorgio Rietmann
Caro Piccinini ti ricordo nelle tue simpatie, nelle
tue piccole manie e nella tua passione per i ca-
valli.- Il tuo amico Paolone.
- Milano, 7 settembre 2011.
Paul e Annamaria Nicholls ricordano con gran-
de stima e affetto il
Rag. Carlo Boggio Sola
- Milano, 5 settembre 2011.
Carlo Crippa e famiglia partecipano commossi
al dolore della moglie per la perdita del caro
Dott. Italo Lestingi
- Sestri Levante, 5 settembre 2011.
Per il trigesimo, a esequie avvenute del
Dott. Paul Romain Futacchi
la famiglia lo ricorda con una Santa Messa che
sarà celebrata nella chiesa di Santa Maria Segre-
ta in piazza Tommaseo, sabato 10 settembre alle
ore 17.30. - Milano, 7 settembre 2011.
Paul Romain Futacchi
leale, giusto, creativo, ripensare agli anni vissuti
insieme a lui in armonia nella nostra famiglia,
durante una intera vita serena, ci dà conforto.-
Intorno a noi, le tracce della sua presenza, ad-
dolciscono il rimpianto.- Giulia, Siana, Attilio, Ro-
sa Livia, Anna Paola lo ricordano nei gesti del
riciproco affetto. - Milano, 7 settembre 2011.
Caro
nonno Paul
il ricordo di tutto quello che ci hai insegnato, del-
le giornate trascorse insieme, del tuo sorriso, del-
la tua tenerezza e del tuo affetto saranno sempre
con noi.- Sei stato e sarai sempre per noi un gran-
de esempio.- Rosa Livia e Anna Paola.
- Milano, 7 settembre 2011.
Beppe partecipa affettuosamente al dolore di
Siana, di Attilio e dei famigliari tutti per la scom-
parsa del padre
Dott. Paul Romain Futacchi
- Milano, 7 settembre 2011.
Gli insigniti del Premio Internazionale
MyrtaGabardi
la ricordano con stima ed affetto.
- Milano, 6 settembre 2011.
Myrta
la luce della tua bellissima anima illumina sem-
pre la nostra vita e ci aiuta a farti ricordare.-
Mamma e papà. - Milano, 6 settembre 2011.
Myrta
anche in cielo il mio cuore è sempre vicino a te.-
Zio Bobe. - Milano, 6 settembre 2011.
Nel terzo anniversario della scomparsa del
Prof. Franco Gavazzeni
i parenti lo ricordano sempre con immenso affet-
to.- Una Messa sarà celebrata venerdì 9 settem-
bre alle ore 11 nella chiesa parrocchiale di Ba-
veno (Lago Maggiore).
- Milano, 7 settembre 2011.
6 settembre 1995 - 6 settembre 2011
Giorgio e Marina ricordano con immutato af-
fetto la loro mamma
Prof. MarialuisaBozza
Marrubini
- Milano, 6 settembre 2011.
Domani nel quattordicesimo anniversario della
scomparsa, la moglie ricorda
Silvano Lupetti
Una Messa sarà celebrata alle ore 18.30 in Santa
Maria al Paradiso.
- Milano, 7 settembre 2011.
2007 - 2011
Prof. Giuseppe Fichera
sei sempre nei nostri cuori e nei nostri pensieri.-
I tuoi cari.
- Sesto San Giovanni, 7 settembre 2011.
In ricordo di
Claudio Lodi
i colleghi Praise in occasione del settimo anniver-
sario dalla scomparsa, lo ricordano con infinito
affetto e stima. - Monza, 6 settembre 2011.
7 settembre 2010 - 7 settembre 2011
Tiziano Badone
Sei sempre con me.- Giancarla.
- Segrate, 7 settembre 2011.
2000 - 2011
Giovanni Fumagalli
Con immutato affetto e infinita nostalgia.- Lia con
Alberto e Monica. - Milano, 7 settembre 2011.
1991 - 2011
Raoul Nebbiolo
Continua a tenermi per mano.- Con affetto tua
moglie. - Milano, 7 settembre 2011.
6 settembre 2009 - 6 settembre 2011
Martina e Orio con amore
VannaRota
- Milano, 6 settembre 2011.
68
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
10eLotto I numeri vincenti Lotto
Estrazioni di martedì 6 settembre 2011
Superenalotto
Combinazione vincente
Ai 5 stella: nessuno
Ai 4 stella: 42.159,00
Ai 3 stella: 2.003,00
Ai 2 stella: 100,00
Agli 1 stella: 10,00
Agli 0 stella: 5,00
Ai 6: nessuno
Ai 5+: nessuno
Ai 5: 49.800,95
Ai 4: 421,59
Ai 3: 20,03
8 Numero SuperStar 37 Numero Jolly
Jackpot indicativo prossimo concorso: 59.900.000,00
63
Classifica
I lavori del futuro
Medici, ingegneri, consulenti
finanziari e analisti informatici:
le professioni più richieste.
Alimentazione
Niente bis di pasta
Dal ministero della Salute
le nuove linee guida per la
ristorazione nelle scuole.
Australia
Pitbull al bando
I proprietari devono consegnarli
alle autorità dopo che una
bimba di 4 anni è stata uccisa.
60
Rugby
Verso il Mondiale
Tutto pronto per la World Cup
2011, al via venerdì: articoli, foto
e video dalla Nuova Zelanda.
Torino
La casa della Juve
Il nuovo stadio apre i battenti,
domani l’esordio in amichevole
con il Notts County. Il video.
Gossip
La fuga della Canalis
La soubrette dopo la rottura
con Clooney: «Vivisezionata,
costretta a fuggire dall’Italia».
41 21
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4 8 7 6
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7 9 8 1
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1 7 3 5 9 2 6 4 8
7 4 8 3 5 6 9 1 2
9 5 6 2 1 7 3 8 4
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4 6 1 7 2 3 8 9 5
2 3 7 9 8 5 4 6 1
Giochi e pronostici
14
Ogni giorno le PREVISIONI della tua città sempre con te
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Applausi alla
Mostra del
cinema per il
film «Il villaggio
di cartone»
di Olmi. Foto e
video dal Lido.
BARI 1 38 31 65 77
CAGLIARI 33 63 77 89 23
FIRENZE 30 11 80 40 77
GENOVA 65 75 29 4 7
MILANO 37 66 5 71 65
NAPOLI 12 77 50 57 80
PALERMO 55 71 12 35 18
ROMA 12 18 77 25 11
TORINO 39 66 74 76 87
VENEZIA 85 1 22 37 61
NAZIONALE 41 54 57 20 37
Sole Nuvolo Coperto Pioggia Rovesci Temporali Neve Nebbia Debole Moderato Forte Molto forte Calmo Mosso Agitato
MARE VENTO
Nuova Ultimo quarto Primo quarto Piena
Sorge alle
Tramonta alle
OGGI
LE PREVISIONI
IL SOLE LA LUNA
LE TEMPERATURE DI OGGI
Bari Palermo Bologna Firenze Torino Napoli Roma Milano Genova Venezia
IN EUROPA
ASIA AUSTRALIA
Vancouver
Chicago
San Francisco
New York
Los Angeles
Città del Messico
Buenos Aires
Santiago
Caracas
Bogotà
Rio
de Janeiro
Lima
Luanda
Casablanca
Il Cairo
Lagos
Nairobi
Città del Capo
Delhi
Pechino
Tokyo
Shanghai
Bangkok
Giacarta
Sydney
Seul
NORD AMERICA SUD AMERICA AFRICA
DOMANI
R. Calabria
Catania
Palermo
Alghero
Cagliari
Olbi
Aosta
Torino
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Venezia
Trieste
Genova
Bologna
Firenze
Perugia
Ancona
L’Aquila
Roma
Campobasso
Napoli
Bari
Potenza
Cata
LE TEMPERATURE DI IERI IN ITALIA
min max
Ancona
Aosta
Bari
Bologna
Bolzano
Brescia
Cagliari
min max
Campobasso
Catania
Crotone
Cuneo
Firenze
Genova
Imperia
L’Aquila
Lecce
Messina
Milano
Napoli
Olbia
Palermo
Parma
Perugia
Pescara
Pisa
Potenza
R. Calabria
Rimini
Roma
Torino
Trento
Trieste
Udine
Venezia
Verona
min max min max min max
S = Sereno P = Pioggia N= Nuvoloso T = Temporale C= Coperto V = Neve R = Rovesci B = Nebbia
Fronte
Caldo
Fronte
Freddo
Fronte
Occluso
Bassa
Pressione
L
Alta
Pressione
H
Edimburgo
Dublino
Londra
Amsterdam
Parigi
Praga
Oslo
Copenaghen
Stoccolma
Helsinki
Varsavia
Kiev
Vienna
Berlino
Lisbona
Tirana
Atene
Ankara
Algeri
Barcellona
Belgrado
Bucarest
Madrid
Milano
Roma
Tunisi
Aosta
Milano
Torino
Genova
Bologna
Trento
Venezia
Firenze
Trieste
Ancona
Perugia
L’Aquila
ROMA
Campobasso
Napoli
Potenza
Bari
Catanzaro
Palermo
Cagliari
a cura di
VENERDÌ SABATO DOMENICA
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6:53
19:50
6:39
19:37
Residua instabilità tra
Italia e Balcani con
miglioramento del tempo
da metà settimana e
clima più caldo, grazie
all'anticiclone delle
Azzorre. Alta pressione
che mantiene il tempo
stabile anche sulla
penisola iberica. Nel
contempo ancora
depressioni atlantiche
agiscono tra Islanda,
Gran Bretagna e
Scandinavia con tempo
instabile e clima
autunnale. Giornate
variabili sull'Europa
centro-orientale.
Per oggi e domani tempo variabile al Centronord e sul basso versante tirrenico con venti di Maestrale sostenuti al Sud e tra le isole maggiori. Qualche
rovescio sulle Alpi e sulla Calabria tirrenica. Venerdì il sole tornerà a dominare su tutto il territorio con bel tempo anche per la giornata di sabato. Da
domenica graduale peggioramento del tempo a partire dal Nordovest. Caldo in nuovo graduale aumento con temperature massime fin oltre 30 °C.
19 27
13 23
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20 24
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22
Il villaggio
69
Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
Teleraccomando
Teo Mammucari (foto) ha
una passione sfrenata per il
plexiglass. Dopo averci
infilato Flavia Vento, da
stasera, nel cubo trasparente
ci infila concorrenti —
italiani residenti all’estero
— che dovranno affrontare
prove fisiche e mentali per
vincere soldi. Se è vero che a
Mammucari piace provocare
e alzare il tiro, è anche vero
che non è certo lì con la
pistola a mettere sotto vuoto
la gente. Contenti loro....
Vedremo il loro grado di
tenuta. Vedremo anche un
bello studio futurista
londinese pieno di luci laser
e l’arena metallica dove sta il
pubblico.
PER DISTRARSI
di Maria Volpe
Tre corti
di Raoul Ruiz
The Cube - La sfida
Italia 1, ore 21.10
Mammucari
e il plexiglass
Dai Cesaroni al clan di
Banfi-Scarpati, in tv le
famiglie non mancano.
Tutte «strane», allargate,
movimentate. E questa non
fa eccezione. Al via stasera
la seconda serie della
fiction che ha come
protagonista Sabrina Ferilli
(foto), nel ruolo di una
tata, innamorata — e
ricambiata — del papà dei
cinque bimbi che accudisce,
per cui diventa una
seconda madre. Questa
nuova serie non è più
ambientata a Milano, ma a
Roma. Succedono
imprevisti d’ogni tipo. Ma
trattandosi di favola,
trionfa l’amore.
PER SOGNARE
In India
per il pancione
Serata dedicata a Raoul Ruiz,
regista cileno scomparso il
19 agosto. tre corti:
«Querelle de Jardins», «Faux
raccord Henry Alekan», «Les
divisions de la nature».
Fuori orario
Raitre, ore 0.55
Anna e i cinque
Canale 5, ore 21.20
Tata Ferilli
innamorata
Film e programmi
Il documentario presentato
da Alessandro Robecchi è
«Mamma India» di Raffaele
Brunetti in cui si racconta
delle cliniche specializzate in
fecondazione assistita.
Doc3
Rai3, ore 23.25
Film a episodi: 7 diretti da
Scola, 5 da Risi, 2 da Monicelli.
I temi: ospizi-lager, repressione
psichiatrica, politica. Con
Alberto Sordi, Ugo Tognazzi
(foto) e Vittorio Gassman.
I nuovi mostri
Rai3, ore 21.05
Nella Los Angeles anni 50, il
poliziotto Jack (Kevin Spacey, a
destra nella foto) viene
chiamato, con altri due colleghi,
per indagare su un orrendo
massacro. Con Kim Basinger.
L.A. Confidential
Rete4, ore 21.10
Tv in chiaro
Monicelli, Scola
e Risi in 14 episodi
Spacey indaga
su un massacro
Rai1
rai.it
Rai2
rai.it
Rai3
rai.it
Rete4
mediaset.it/rete4
Italia1
mediaset.it/italia1
Canale5
mediaset.it/canale5
La7
la7.it
MTv
mtv.it
20.00 TELEGIORNALE.
20.30 COLPO D’OCCHIO -
L’APPARENZA
INGANNA. Varietà
21.20 FILM LA MIA CASA È
PIENA DI SPECCHI.
(Biografico, Italia,
2010). Regia di
Vittorio Sindoni. Con
Sophia Loren
20.30 TG 2 20.30.
21.05 SQUADRA SPECIALE
COBRA 11.
Telefilm. Con
Erdogan Atalay
22.45 SUPERNATURAL.
Telefilm
23.35 TG 2.
23.50 BASE LUNA - REMIX.
Varietà. Con G-Max
20.00 BLOB A VENEZIA 2011
20.15 SABRINA - VITA DA
STREGA. Telefilm
20.35 UN POSTO AL SOLE
21.05 FILMI NUOVI MOSTRI.
(Commedia, Italia,
1977). Di Mario
Monicelli, Ettore
Scola, Dino Risi
22.45 TG REGIONE.
20.30 WALKER TEXAS
RANGER. Telefilm
21.10 FILM L.A.
CONFIDENTIAL.
(Noir, Usa, 1997).
Regia di Curtis
Hanson. Con Kevin
Spacey, KimBasinger
24.00 I BELLISSIMI DI RETE
4. Attualità
20.00 TG 5.
20.40 PAPERISSIMA
SPRINT. Varietà
21.20 ANNA E I CINQUE 2.
Miniserie.
Con Sabrina Ferill
23.30 TG 5 NUMERI IN
CHIARO.
0.30 TG 5 NOTTE. Nel
programma: Meteo 5
21.10 THE CUBE - LA
SFIDA. Quiz. Con Teo
Mammucari
23.45 FILM GLI
SCALDAPANCHINA.
(Commedia, Usa,
2006). Regia di
Dennis Dugan. Con
Rob Schneider, David
Spade, Jon Heder
20.00 TG LA7.
20.30 IN ONDA - ESTATE.
Talk show. Con
Luisella Costamagna,
Luca Telese
21.10 I KENNEDY.
Miniserie. Con Greg
Kinnear, Barry
Pepper, Katie
Holmes
15.00 MTV NEWS.
15.05 RANDY JACKSON
PRESENTS:
AMERICA’S BEST
DANCE CREW.
Musica
16.00 DISASTER DATE.
Varietà
17.00 COCA-COLA LIP DUB
AT MTV. Musica
17.15 MADE. Varietà
18.00 MTV MOBILE CHAT.
Musica
19.00 MTV NEWS.
19.05 IL TESTIMONE.
Reportage
20.00 GREEK. Telefilm
21.00 16 ANNI E INCINTA.
Varietà
22.00 16 ANNI E INCINTA.
Varietà
SERA
16.00 DVJ ROTAZIONE.
Musicale
17.00 SUMMER HITS.
Musicale
18.00 ROCK DEEJAY.
Musicale
18.45 BELIEVERS.
Musicale
18.55 DEEJAY TG.
19.00 VACANZE ROMAGNE.
Attualità
20.00 JACK OSBOURNE: NO
LIMITS. Attualità
21.00 R.U.F.U.S. Musicale
22.00 UOMINI CHE
STUDIANO LE
DONNE. Attualità
Deejay TV
Rai4
rai.it
Rai5
rai.it
Rai
Storia
rai.it
Rai
Movie
rai.it
Rai
YoYo
rai.it
Rai
Gulp
rai.it
Boing
mediaset.it
La7d
la7.it
6.30 LA SITUAZIONE
COMICA. Varietà
6.50 BEVERLY HILLS
90210 IX. Serie
7.35 ROSWELL III. Serie
8.20 STREGHE VIII. Serie
9.05 ALIAS II. Serie
9.50 FILM ROLLERBALL.
11.25 STAR TREK II. Serie
12.15 4400 IV. Serie
13.00 INVISIBLE MAN II.
Serie
13.45 FLASHPOINT. Serie
14.30 ALIAS II. Serie
15.10 DEAD ZONE III. Serie
15.55 ROSWELL III. Serie
16.40 INVISIBLE MAN II.
Serie
17.25 STREGHE VIII. Serie
18.05 STAR TREK II. Serie
18.55 DEAD ZONE III. Serie
19.40 ALIAS II. Serie
20.25 FLASHPOINT. Serie
21.10 FILM CORSARI.
(Avventura). Regia
di Renny Harlin
22.15 MAD MEN II. Serie
00.10 MAD MEN II. Serie
13.35 NERO WOLFE. Tf
14.30 DAVID LETTERMAN
SHOW. Talk show
15.20 DREAMS ROAD.
Reportage
16.10 BRIAN FERRY:
DYLANESQUE. Doc.
17.10 COOL TOUR. Attualità
17.40 SIGNÈ CHANEL.
Documentario
18.10 TOUS LES HABITS DU
MONDE. Doc.
18.40 5 BUONI MOTIVI.
Attualità
18.45 NERO WOLFE. Tf.
19.40 DREAMS ROAD.
Reportage
20.30 PASSEPARTOUT.
Attualità
21.00 DAVID LETTERMAN
SHOW. Talk show
21.50 ANTHONY BOURDAIN
- IL VIAGGIO DI UN
CUOCO.
Documentario
22.50 EMPORIO DAVERIO.
Documentario
23.45 LES NOUVEAUX
EXPLORATEURS.
Documentario
14.05 STORIE DI DONNE -
DALLA PARTE DI LEI.
Attualità
14.30 MAGAZZINI
EINSTEIN. Attualità
15.00 RAI 150 ANNI - DIXIT
GUERRA. Attualità
17.00 I GIORNI DELLA
NOSTRA STORIA - IL
GIORNO IN CUI
CADDE IL FASCISMO.
Attualità
18.00 RITORNO AL
PRESENTE. Attualità
19.00 DAI NOSTRI INVIATI.
Attualità
19.05 RES GESTAE FATTI.
Attualità
19.10 TV7 - I 70 ANNI DEL
GENOVA. Attualità
19.20 DOCUMENTI DI
STORIA E DI
CRONACA. Attualità
20.00 LE MONTAGNE DELLA
LUCE - I PASCOLI
DEL SOLE. Attualità
21.00 RAI 150 ANNI - DIXIT
FATTI. Attualità
23.00 DAI NOSTRI INVIATI.
Attualità
6.30 FILM IL BIDONE.
8.20 FILM IL TESORO
SOMMERSO.
9.55 FILM IL VOSTRO
SUPER AGENTE FLIT.
11.35 FILM GIURO CHE TI
AMO.
13.00 FILM FANTASMI A
ROMA.
14.40 CIAK POINT -
VENEZIA. Attualità
15.25 FILM NUOVOMONDO.
17.25 FILM MIO PADRE,
CHE EROE!
19.10 FILM I CENTO PASSI.
21.00 FILM NELLA VALLE DI
ELAH.
(Drammatico).
Regia di Paul
Haggis.
23.05 CIAK POINT -
VENEZIA. Attualità
23.50 FILM IN QUESTO
MONDO LIBERO...
(Drammatico).
Regia di Ken Loach.
1.30 FILM KAPÒ.
(Drammatico).
Regia di Gillo
Pontecorvo.
19.00 GRANI DI PEPE IV.
Telefilm
19.30 HEIDI. Telefilm
20.00 THE NAKED
BROTHERS BAND II.
Telefilm
20.30 TESORO DELLE FIJI.
Telefilm
21.00 GRAND STAR. Telefilm
21.25 LA COMPAGNIA DEI
CELESTINI 3. Cartoni
20.20 BOOME REDS. Cartoni
20.30 GLI INDOVINELLI DI
RANOCCHIETTA.
Cartoni
20.35 L’ALBERO AZZURRO.
Attualità
20.50 DISEGNAMI UNA
STORIA. Cartoni
21.00 CUCCIOLI. Cartoni
21.15 DISEGNAMI UNA
STORIA. Cartoni
19.50 LEONE CANE FIFONE.
Cartoni
20.15 SPONGEBOB. Cartoni
20.40 THE GARFIELD SHOW.
Cartoni
21.10 GLI INCORREGGIBILI.
Serie
21.55 MUCCA E POLLO.
Cartoni
22.15 JOHNNY BRAVO.
Cartoni
17.00 LE INTERVISTE
BARBARICHE. Talk
show
18.40 CUOCHI E FIAMME.
Attualità
19.40 S.O.S. TATA. Varietà
20.40 TG LA7.
21.10 FILM GIRLFIGHT.
23.10 SPECIALE UMBRIA
FOLK FESTIVAL -
ORVIETO. Musica
Tv
2000
tv2000.it
20.00 SANTO ROSARIO DA
LOURDES. Religione
20.30 SOGNO. Documentario
20.55 NEL CUORE DEI
GIORNI.
21.20 THE FLYING
DOCTORS. Telefilm
22.10 IN ASCOLTO DEL
PAPA.
22.35 NOVECENTO
CONTROLUCE
La5
mediaset.it
17.15 LA TATA. Serie
18.10 DAWSON’S CREEK.
Telefilm
18.55 PRIVILEGED. Telefilm
19.45 GREY’S ANATOMY.
Telefilm
20.30 EXTREME
MAKEOVER HOME
EDITION. Doc.
21.10 NOKIA AMICI IN
TOUR. Varietà
Cielo
cielo.it
19.15 APPUNTAMENTO AL
BUIO - MADE IN
ITALY. Varietà
20.00 TOP CHEF. Varietà
21.00 CAMBIO VITA... MI
HA LASCIATO. Varietà
22.00 APPUNTAMENTO AL
BUIO - MADE IN
ITALY. Varietà
23.00 SEX THERAPY.
Varietà
Iris
iris.it
17.21 FILM MORTI DI
SALUTE.
19.32 BOSTON LEGAL V.
Telefilm
20.20 LAW & ORDER:
UNITÀ SPECIALE V.
Telefilm
21.05 FILM RITRATTO
NELLA MEMORIA.
23.07 IRIS A VENEZIA.
23.27 FILM CHI LO SA.
6.45 UNOMATTINA
ESTATE. Attualità
9.55 APPUNTAMENTO AL
CINEMA. Attualità
10.00 TG 1.
10.50 UN CICLONE IN
CONVENTO. Telefilm.
Con Fritz Wepper
11.35 PROVACI ANCORA
PROF 3. Serie
13.30 TELEGIORNALE.
14.00 TG 1 ECONOMIA.
Attualità
14.10 VERDETTO FINALE.
Attualità
15.00 UN MEDICO IN
FAMIGLIA 6. Serie
16.50 TG PARLAMENTO.
Attualità
17.00 TG 1.
17.10 CHE TEMPO FA.
17.15 IL COMMISSARIO
REX. Telefilm.
Con Gideon
Burkahard,
Wolf Bachofner
18.50 L’EREDITÀ. Quiz.
Con Carlo Conti
7.00 CARTOON FLAKES.
Ragazzi
10.30 TG2PUNTO.IT ESTATE.
Attualità
11.25 IL NOSTRO AMICO
CHARLY. Telefilm
12.10 LA NOSTRA AMICA
ROBBIE. Telefilm
13.00 TG 2 GIORNO.
13.30 TG 2 E...STATE CON
COSTUME. Attualità
13.50 MEDICINA 33.
Rubrica
di attualità medica
14.00 GHOST WHISPERER.
Telefilm
14.50 ARMY WIVES. Tf.
15.35 SQUADRA SPECIALE
COLONIA.
Telefilm
16.20 THE GOOD WIFE. Tf.
17.05 LIFE UNEXPECTED. Tf.
17.50 RAI TG SPORT.
18.15 TG 2.
18.45 COLD CASE - DELITTI
IRRISOLTI. Telefilm
19.35 SENZA TRACCIA.
Telefilm
9.00 FILMERCOLE E LA
REGINA DI LIDIA.
(Mitologico, Francia
/italia/spagna, 1959).
Regia di P. Francisci
10.40 COMINCIAMO BENE.
Attualità
12.00 TG 3.
12.25 COMINCIAMO BENE.
Attualità
13.10 LA STRADA PER LA
FELICITÀ. Telefilm
14.00 TG REGIONE.
14.20 TG 3.
14.50 TGR PIAZZA AFFARI.
Attualità
15.00 QUESTION TIME -
INTERROGAZIONI A
RISPOSTA
IMMEDIATA Attualità
15.50 FILM CONTRASTI E
AMORI. (Commedia,
Usa, 2008). Regia di
Patrick Sisam
17.20 GEOMAGAZINE 2011.
Documentario
19.00 TG 3.
19.30 TG REGIONE.
8.05 HUNTER. Telefilm
9.30 R.I.S. DELITTI
IMPERFETTI. Telefilm
10.50 RICETTE DI
FAMIGLIA. Attualità
11.30 TG 4
12.00 DETECTIVE IN
CORSIA. Telefilm
13.00 LA SIGNORA IN
GIALLO. Telefilm
14.05 IL TRIBUNALE DI
FORUM. Attualità
15.10 HAMBURG
DISTRETTO 21.
Telefilm
16.15 SENTIERI. Soap
16.35 FILM UN
MAGGIOLINO TUTTO
MATTO.
(Commedia, Usa,
1968). Regia di
Robert Stevenson.
Con Dean Jones,
Michele Lee, David
Tomlinson
18.55 TG 4
19.35 TEMPESTA D’AMORE.
Soap Opera
9.10 FILM L’EREDITÀ.
(Drammatico, Usa,
1997). Regia di
Bobby Roth
11.00 FORUM. Attualità
13.00 TG 5. Nel
programma: Meteo
5
13.40 BEAUTIFUL. Soap
Opera
14.20 CENTOVETRINE. Soap
14.50 DOVE SEI? Miniserie
15.50 FILM UN’ESTATE A
CITTÀ DEL CAPO.
(Drammatico,
Germania, 2010).
Regia di Imogen
Kimmel. Con
Rebecca Immanuel,
Teresa Weißbach,
Ray Fearon. Nel
programma: Tg 5
minuti; Meteo 5
18.30 AVANTI UN ALTRO.
Quiz. Con Paolo
Bonolis. Nel
programma: Tg 5 -
Anticipazione
8.20 MY LITTLE PONY.
Cartoni
8.35 L’APE MAIA. Cartoni
9.00 SPANK TENERO
RUBACUORI. Cartoni
10.00 TOM & JERRY.
Cartoni
10.10 ZIG & SHARKO.
Cartoni
10.25 NINÌ. Telenovela
11.25 UNA MAMMA PER
AMICA. Telefilm
12.25 STUDIO APERTO. Nel
programma: Meteo
13.00 STUDIO SPORT.
13.40 DETECTIVE CONAN.
Cartoni
14.10 I SIMPSON. Cartoni
15.00 E ALLA FINE ARRIVA
MAMMA! Serie
15.30 O.C. Telefilm
17.10 HANNAH MONTANA.
Serie
18.05 LOVE BUGS. Serie
18.30 STUDIO APERTO.
19.00 STUDIO SPORT.
19.25 C.S.I. MIAMI.
Telefilm
9.45 IN ONDA - ESTATE.
Talk show
10.25 LE VITE DEGLI ALTRI.
Documentario
11.25 CHIAMATA
D’EMERGENZA.
Telefilm
12.30 CUOCHI E FIAMME.
Attualità
13.30 TG LA7.
13.55 FILM BULLSEYE!
(Commedia, Gb/usa,
1990). Regia di
Michael Winner.
Con Michael Caine,
Roger Moore, Sally
Kirkland.
16.00 MOVIE FLASH.
Attualità
16.05 AUSTIN STEVENS -
LA CARICA DEGLI
ELEFANTI.
Documentario
17.00 L’ISPETTORE
BARNABY.
Telefilm
19.00 RELIC HUNTER.
Telefilm
TG1 60 SECONDI.
23.45 MUSULMANI
EUROPEI. Attualità.
23.45 68ª MOSTRA DEL
CINEMA DI VENEZIA
2011. Attualità.
0.25 RAI 150 ANNI. Att.
1.20 TG PARLAMENTO.
Attualità
1.30 ANNA WINTER - IN
NOME DELLA
GIUSTIZIA. Telefilm
22.50 TG3 LINEA NOTTE
ESTATE.
23.25 DOC 3. Documentario
0.25 GATE C. Attualità
0.55 FUORI ORARIO. COSE
(MAI) VISTE. Att.
0.05 FILM LADY IN THE
WATER. (Fantastico,
Usa, 2006). Regia di
M. Night Shyamalan.
Con Paul Giamatti,
B. Dallas Howard
1.00 PAPERISSIMA
SPRINT. Varietà. Con
Giorgia Palmas,
Vittorio Brumotti
2.05 TG 5 NUMERI IN
CHIARO.
1.30 POKER1MANIA.
Varietà
2.20 STUDIO APERTO - LA
GIORNATA.
2.35 RESCUE ME. Telefilm
23.40 TG LA7.
23.50 MOVIE FLASH.
Attualità
23.55 NYPD BLUE. Telefilm.
Con Dennis Franz
2.05 LA7 COLORS. Varietà
DATI DI PROGRAMMAZIONE
FORNITI DA COMPUTIME
c
i
e
l
o
t
v
.
i
t
APPUNTAMENTO AL BUIO.
L’amore è cieco, soprattutto al buio.
STASERA ALLE 22.00
CANALE 69_DIGITALE TERRESTRE • CANALE 752_SKY
70
Mercoledì 7 Settembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
P
er il suo ritorno in video, e per inaugurare la de-
cima stagione, Gad Lerner ha scelto un lunedì
di paura, con Piazza Affari a picco e una tempe-
sta sui Btp da far paura. Scegliere, in questi casi,
è un modo di dire: da mesi camminiamo sull’or-
lo dell’abisso, con un Paese che sta perdendo la sua credi-
bilità e con governanti che si dimostrano incapaci di
fronteggiare la crisi. Così, la battuta più efficace della se-
rata spetta insperatamente a
Guido Crosetto: mentre Gad
magnificava la sua sigla, il
«Magnificat» di Johan Seba-
stian Bach (eseguita in studio
dal coro dell’Orchestra «Giu-
seppe Verdi» di Milano), il
sottosegretario chiosava:
«Qui, dopo il Magnificat, ci
vuole il Requiem».
Il tono dell’Infedele non
era difficile da indovinare:
quadro cupo, se non catastro-
fico, incubo della bancarotta,
difficoltà a trovare un via
d’uscita. In studio c’erano, fra
gli altri, Pietro Modiano (che
ha riproposto la sua ricetta
per uscire dalla crisi, già espo-
sta sul «Corriere»), Maurizio
Landini, sempre più preso
dal suo personaggio di sinda-
calista barricadero, Marcello
De Cecco (un po’ assente, la
regia lo ha sorpreso persino
sbadigliante), Massimo Muc-
chetti e Nunzia Penelope (La
7, lunedì, ore 21.20).
Si salvi chi può. Gad si è
presentato in studio bene ra-
sato e pettinato (adesso si ca-
pisce perché nei suoi spot ap-
pare sempre l’Antica Barberia
Colla), quasi a significarci
che, da una crisi del genere, se ne esce per vie individua-
li, visto che chi ci guida si deve preoccupare più dei pro-
cacciatori di femmine che dei destini del Paese. E visto
che tutti gli ospiti sono a conoscenza della formula della
salvezza, ma, loro malgrado, non riescono mai ad appli-
carla.
P.S. Domenica sera Raitre ha presentato un brutto, ba-
nale e sconclusionato documentario di Andrea Salvado-
re sull’11 settembre, introdotto da Giovanni Floris. Era
proprio il caso di rispolverare le teorie cospirazioniste
per descrivere un dramma che ci ha cambiato la vita?
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A fil di rete
Pay Tv
Celentano-Pozzetto
scapoli impenitenti
Due amici, scapoli incalliti
(Adriano Celentano e Renato
Pozzetto, foto) gestiscono una
ditta che affitta auto d’epoca.
Quando uno di loro decide di
sposarsi cominciano i guai.
Lui è peggio di me
Sky Comedy, ore 21
Le telecamere
paranormali
Damon e Affleck
angeli caduti
Libero
De Rienzo
Guerra del
cinema
italiano in
prima serata, perde
l’impegno scelto da
Raiuno: gli spettatori
di «Fortapasc», di
Marco Risi con Libero
De Rienzo, sono
3.424.000, per uno
share del 15,3%.
Lerner prevedibile
(ma ben rasato)
Enrico
Brignano
Guerra del
cinema
italiano in
prima serata in
televisione, vince la
leggerezza scelta da
Canale 5: gli spettatori
di «Un’estate al
mare», con Enrico
Brignano, sono
4.035.000, per uno
share del 19,5%.
di Aldo Grasso
Dopo essere stata vittima di atti
vandalici, una coppia di coniugi
per proteggersi installa una serie
di videocamere di sicurezza.
Durante la notte vengono
registrate presenze demoniache.
Paranormal activity 2
Sky Cinema 1, ore 21.10
Matt Damon e Ben Affleck sono
due angeli caduti sulla Terra.
Hanno trovato il modo per
tornare in Paradiso, ma c’è chi
vuole fermarli. Nei panni di Dio
c’è la rockstar Alanis Morissette.
Dogma
Cult, ore 21
14.20 DIVENTERANNO FAMOSI Un
gruppo di ragazzi con le stesse
ambizioni si ritrova in un campeggio
molto speciale. Sky Cinema Family
15.15 MEDITERRANEO Premiato con
l’Oscar, il film diretto da G. Salvatores
racconta di un gruppo di soldati
italiani dimenticati dalla guerra su
un’isola dell’Egeo. Sky Cinema 1 HD
16.15 WINX CLUB 3D: MAGICA
AVVENTURA Le perfide Trix
interrompono una festa così le Winx
non possono fare altro che cercare di
rimediare. Sky Cinema Family
17.00 THE MANCHURIAN CANDIDATE
L’ascesa politica di un ex eroe di
guerra nasconde un agghiacciante
segreto. Protagonista della pellicola è
D. Washington. Sky Cinema 1 HD
17.05 COSTRETTO AD UCCIDERE Il
cowboy Will si incammina verso il
Montana con i suoi amici Dutchy e
Blue ma i tre si imbattono nella
malvagia famiglia Quint.
Sky Cinema Classics
19.00 CASANOVA ‘70 M. Monicelli dirige
M.Mastroianni nel ruolo di un latin
lover. Nomination agli Oscar. Pellicola
evergreen. Sky Cinema Classics
19.10 FRENCH KISS Un’americana (M.
Ryan) paurosa dell’aereo parte per
Parigi in cerca del suo ex. Ma incontra
un francese (K. Kline) “particolare”.
Sky Cinema Passion HD
20.55 COLPO VINCENTE Stati Uniti, anni
‘50. Un allenatore di basket, accetta
di seguire squadra di un college di
scarsa importanza. MGM
21.00 I GUERRIERI DELLA NOTTE Western
metropolitano incentrato sullo scontro
tra bande di New York.
Sky Cinema Classics
QUANTO È DIFFICILE ESSERE
TEENAGER! La giovane Lola si
trasferisce con la famiglia da New
York al New Jersey e fa amicizia solo
con la stravagante Ella.
Sky Cinema Family
L’UOMO NELL’OMBRA Un giornalista
viene assunto per scrivere le memorie
dell’ex-primo ministro britannico Lang
ma il lavoro si rivela rischioso.
Sky Cinema Max HD
21.10 PARANORMAL ACTIVITY 2 La
sorella di Katie è stata preda di alcuni
vandali e per questo ha deciso di
installare un sistema di
videosorveglianza. Sky Cinema 1 HD
G.I. JOE - LA NASCITA DEI COBRA
Dietro la sigla G.I. Joe si nasconde
un’elite militare addestrata per
sconfiggere il trafficante Destro.
Sky Cinema Hits HD
22.35 ZAMPA E LA MAGIA DEL NATALE
Babbo Natale cerca di risollevare lo
spirito delle feste recandosi a New
York. Qui viene rapinato e perde la
memoria... Sky Cinema Family
Cinema Sport
15.10 VICTORIOUS Nickelodeon
16.30 IL COMMISSARIO CORDIER
Fox Crime HD
17.15 BONES Fox Life
18.10 GREY’S ANATOMY Fox Life
19.00 GRANI DI PEPE IV Rai Gulp
20.00 SEX AND THE CITY Fox Life
20.05 ZACK E CODY SUL PONTE DI
COMANDO Disney Channel
20.30 LA VITA SECONDO JIM Fox HD
21.00 KITCHEN CONFIDENTIAL - CUOCHI
A NEW YORK Fox Life
21.10 THE UNUSUALS Sky Uno
21.50 C.S.I. MIAMI Fox Crime HD
22.00 SPARTACUS: GLI DEI DELL’ARENA
Sky Uno
22.10 CYBERGIRL Disney Channel
22.20 I-CARLY Nickelodeon
22.40 C.S.I. NEW YORK Fox Crime HD
14.00 NON DITELO ALLA SPOSA! LEI
15.55 EXTREME MAKEOVER HOME
EDITION Sky Uno
16.10 S.O.S. TATA Fox Life
17.00 AL PASSO CON I KARDASHIAN E!
18.30 PROJECT RUNWAY - TAGLIA,
CUCI... SFILA! Sky Uno
19.05 JERSEYLICIOUS E!
20.10 HELL’S KITCHEN USA Sky Uno
21.00 KHLOE AND LAMAR E!
21.55 SEX EDUCATION SHOW Fox Life
22.00 THE REAL L WORD E!
22.15 I ROBINSON K2
22.55 AMERICA’S NEXT DRAG QUEEN
Fox Life
23.15 NAKED & FUNNY E!
23.45 PRONTO INTERVENTO Sky Uno
23.50 10 ANNI PIÙ GIOVANE: LA SFIDA
LEI
14.00 BABY LOONEY TUNES Boomerang
15.00 TEEN DAYS Rai Gulp
16.00 SCAN2GO K2
17.15 I PINGUINI DI MADAGASCAR
Nickelodeon
18.00 BEN 10 ULTIMATE ALIEN
Cartoon Network
19.10 LA PANTERA ROSA & CO.
Boomerang
20.05 LEONE IL CANE FIFONE
Cartoon Network
21.00 MISSIONE CUCCIOLI DeAkids
21.20 LA PANTERA ROSA & CO.
Boomerang
21.25 A TUTTO REALITY: L’ISOLA K2
21.30 DUE FANTAGENITORI Nickelodeon
21.40 PIPPI CALZELUNGHE DeAkids
21.45 CUCCIOLI CERCA AMICI
Boomerang
14.00 MITI DA SFATARE
Discovery Channel HD
15.05 BATTLE MACHINE BROS
Discovery Science
16.05 ENIGMI ALIENI-MONDI
SOMMERSI History Channel
17.00 L’ULTIMO SOPRAVVISSUTO
Discovery Channel HD
18.15 A CACCIA DI MOSTRI: LA BESTIA
NERA History Channel
19.55 INVENZIONI A CATENA
National Geographic
21.00 RISING: LA RINASCITA DI
GROUND ZERO
Discovery Channel HD
21.55 11/9 L’INCUBO AMERICANO
National Geographic
22.00 AZIONE ANTISEQUESTRO
Discovery Channel HD
Serie Tv Intrattenimento Ragazzi Documentari
22.40 A PIEDI NUDI NEL PARCO Paul (R.
Redford) e Corie (J. Fonda) sono
freschi sposi che prendono possesso
del loro appartamento.
Sky Cinema Classics
22.55 CLIFFORD - MA CHI ME L’HA
FATTO FARE? Diretto alle Hawaii con
i genitori, il piccolo Clifford vuole però
andare in vacanza a Dinosaurworld a
Los Angeles... MGM
23.15 STAR SYSTEM - SE NON CI SEI
NON ESISTI Il giornalista Sydney
critica da sempre il mondo delle
celebrità fin quando gli offrono la
possibilità di entrarci...
Sky Cinema Hits HD
0.15 NON SONO STATO IO! Le vacanze di
Vincent e Martin sono movimentate
da alcuni ragazzi che vogliono
insidiare il loro rifugio sull’albero.
Sky Cinema Family
0.20 LA CITTÀ CHE AVEVA PAURA Film
basato sulla vera storia di un serial
killer che attorno al 1946 terrorizzò
una cittadina dell’Arkansas. MGM
0.30 ANATOMIA DI UN OMICIDIO O.
Preminger dirige un film sul rapporto
tra giustizia e verità. Protagonista J.
Stewart. Sky Cinema Classics
0.50 MANGIA, PREGA, AMA Tratto dal
best seller di Liz Gilbert, è la storia
vera della scrittrice che abbandonò
tutto per girare il mondo alla ricerca
di sè stessa. Sky Cinema 1 HD
13.45 BILIARDO: GIORNO 3 Mastersit City
di Shanghai. Diretta Eurosport
14.00 RUGBY: LA STORIA DELLE FINALI
MONDIALI Sky Sport 2 HD
14.30 BASKET: CAMPIONATO EUROPEO
MASCHILE RaiSport 1
15.30 RUGBY: LA STORIA DELLE FINALI
MONDIALI Sky Sport 2 HD
16.00 CICLISMO: TAPPA 17 Vuelta di
Spagna. Diretta Eurosport
16.30 SPORT ESTREMI: BOSTON Red Bull
Cliff Diving Sky Sport 2 HD
17.00 RUGBY: IRLANDA - INGHILTERRA
Test Match Sky Sport 2 HD
17.55 TENNIS: QUARTI DI FINALE
UOMINI US Open. Diretta Eurosport
18.00 CALCIO: INGHILTERRA - GALLES
Qualificazioni Europei 2012 Sky
Sport 1 HD
21.00 CALCIO: BRESCIA - JUVENTUS
12/09/04 Serie A Story ESPN
21.30 CALCIO: SAMPDORIA - GUBBIO
Serie B Sky Sport 1 HD
22.00 RUGBY: EP. 3 Mondiali di Rugby -
Greatest Hits ESPN
22.30 RUGBY: IL MONDIALE 2007
DELL’ITALIA Sky Sport 2 HD
23.00 CALCIO: LAZIO - MILAN 07/10/07
Serie A Story ESPN
23.15 CALCIO: INGHILTERRA - GALLES
Qualificazioni Europei 2012
Sky Sport 1 HD
23.30 RUGBY: IL VIAGGIO DELL’ITALIA
Sky Sport 2 HD
Sky
I Warriors
in fuga dalle gang
Film
e programmi
Forum «Televisioni»: www.corriere.it/grasso
Videorubrica «Televisioni»: www.corriere.tv
Vincitori e vinti
14.10 SANCTUARY III. Telefilm STEEL
14.17 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION VI.
Telefilm JOI
14.35 PER CHI SUONA LA CAMPANA.
Film Studio Universal
15.07 UNA MAMMA PER AMICA VI.
Telefilm MYA
15.20 OBSERVE AND REPORT. Film
Premium Cinema
15.26 THE MIDDLE II. Telefilm JOI
15.50 THE MIDDLE II. Telefilm JOI
15.55 UNA MAMMA PER AMICA VI.
Telefilm MYA
15.55 PUSHING DAISIES II. Telefilm STEEL
16.17 MONK IV. Telefilm JOI
16.40 HUMAN TARGET I. Telefilm STEEL
16.50 HOLLYWOOD COLLECTION. Rubrica
Studio Universal
16.55 PREACHER’S KID. Film
Premium Cinema
17.06 UNDERCOVERS I. Telefilm JOI
17.13 UN DIVANO A NEW YORK. Film MYA
17.20 LUNA DI CARTA. Film Studio
Universal
17.54 UNDERCOVERS I. Telefilm JOI
18.25 SQUADRA ANTIMAFIA 3 PALERMO
OGGI. Miniserie STEEL
18.42 THE CLEANER I. Telefilm JOI
18.52 L’UOMO DELLE STELLE. Film
Premium Cinema
19.10 LA FINE DELLA FAMIGLIA QUINCY
- IO HO UCCISO!.
Film Studio Universal
19.34 ER - MEDICI IN PRIMA LINEA XIII.
Telefilm JOI
19.37 COVERT AFFAIRS I. Telefilm MYA
20.21 THE MENTALIST I. Telefilm JOI
20.25 COVERT AFFAIRS I. Telefilm MYA
20.25 HUMAN TARGET II.
Telefilm STEEL
20.40 UNDER THE INFLUENCE. Show
Studio Universal
20.47 RED CARPET. Rubrica
Premium Cinema
21.15 TATA MATILDA E IL GRANDE
BOTTO. Film Premium Cinema
21.15 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION
VI. Telefilm JOI
21.15 SOLO UN PO’ D’@MORE. Film Tv
MYA
21.15 IL COLORE VIOLA. Film
Studio Universal
22.05 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION VI.
Telefilm JOI
22.46 ULTRA. Documentario JOI
23.00 CHUCK IV. Telefilm STEEL
23.02 HOUSE STORY. Show JOI
23.06 RIZZOLI & ISLES I. Telefilm MYA
23.11 JUSTICE - NEL NOME DELLA
LEGGE. Telefilm JOI
Mediaset Premium
Durante un raduno delle gang di
New York viene assassinato un
potente boss. Vengono
ingiustamente accusati i Warriors
che, in fuga verso Coney Island,
vengono inseguiti da tutti.
I guerrieri della notte
Sky Classics, ore 21
Jazz 33 giri: una selezione di capolavori su puro vinile 180g.
E il jazz torna a suonare nel posto dov’è nato: su un 33 giri.
Jazz 33 giri: una selezione di capolavori su puro vinile 180g
Jazz is back
Da Miles Davis a Keith Jarrett, da Billie Holiday a John Coltrane i migliori artisti di sempre su copie anastatiche
fedelissime ai 33 giri originali, per rivivere tutti i riti dell’ascolto e riscoprire il piacere originale del jazz: la
qualità dei suoi suoni, l’intensità delle sue emozioni, il calore delle sue interpretazioni. In più, con ogni album,
un fascicolo ricco di foto, aneddoti e curiosità sull’artista. Jazz 33 giri. Il jazz è tornato al suo stato più puro.
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Primo LP
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Corriere della Sera Mercoledì 7 Settembre 2011 italia: 515249535254
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