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Le origini preistoriche dell'onomastica italiana

Le origini preistoriche dell'onomastica italiana

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Guglielmo Peirce

LE ORIGINI PREISTORICHE DELL'ONOMASTICA ITALIANA.

Prima stesura depositata alla S.I.A.E.-SEZIONE OLAF con il n. di repertorio 9800376 e con decorrenza 3.2.98, inoltre alla Società Napoletana di Storia Patria con Prot.679/IV.II.3 del 17.9.98. Opera finalista della X edizione – Anno 2001 - del Premio Italia Letteraria per opere inedite. 1

LE ORIGINI PREISTORICHE DELL’ONOMASTICA ITALIANA by Guglielmo Peirce.

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A Guido e Gaia, amatissimi figli, perché sempre si chiedano l’origine delle cose.

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INTRODUZIONE. Il sapere umano è come il tronco di un albero partitosi in cima in quattro grossi rami e cioè nel sapere di oggi o tecnica, nel sapere di domani o scienza, nel sapere di ieri o filologia e nel non sapere o filosofia. Solo tre o quattro secoli fa questa nostra suddivisione sarebbe stata differente, perché, per esempio, la filosofia e la scienza coincidevano e infatti gli scienziati erano stati sino ad allora chiamati filosofi; in seguito la scienza vera e propria e il conseguente pensiero scientifico hanno avuto un tale sviluppo da emanciparsi dal puro pensiero teoretico e quest’ultimo, privo del grande e importante supporto che aveva sempre ricevuto dalle pur ancora poche evidenze scientifico-matematiche, è andato di conseguenza sempre più allontanandosi dal reale, sino a perdersi nelle perversioni degli apriorismi idealistici e infine a crollare sotto i colpi della giusta e attesa protesta esistenziale, riducendosi pertanto oggi la filosofia teoretica a un mesto raschiare il fondo del barile per raccoglierne rancidi rimasugli da rimestare e presentare come costruzioni di nuovi grandi sistemi, in verità però molto più improbabili che nuovi. La storia, poiché puro metodo d’indagine (gr. Iστορία, indagine, investigazione, ricerca), è un antico strumento della filologia e i suoi prodotti storiografici sono appunto risultati filologici; la religione invece è non sapere come la filosofia, ma, mentre questa è non sapere critico, quella è all’opposto non sapere del tutto acritico. L’arte infine non è un ramo dell’albero del sapere, essa è tutt’altro e cioè il tentativo di soddisfare una nostra comunissima esigenza interiore, quella di essere apprezzati e amati dal nostro prossimo indipendentemente dal nostro sapere, e quindi non è altro che il voler imprimere nel mondo circostante in qualsivoglia materia - o anche direttamente nelle gente, come fanno gli attori l’immagine di quello che noi riteniamo il nostro vero e miglior essere, realtà di cui altrimenti gli altri difficilmente s’accorgerebbero, quindi non apprezzandoci e amandoci come meriteremmo; vero è che tale desiderio di riconoscimenti personali non è una caratteristica solo dell’arte e infatti non ne sono certo esenti nemmeno tantissimi scienziati, filologi e pensatori. Possiamo però definire l’arte in questo modo solo oggi e solo noi che viviamo in una civiltà dove non si soffre quasi più la fame, perché sino a un tempo non lontano è stata anch’essa invece soprattutto qualcosa di diverso e cioè un mestiere, un modo di guadagnarsi da vivere utilizzando doti naturali; infatti, a dispetto delle incredibili farneticazioni a cui è arrivata oggi la critica estetica, anche i più grandi artisti del passato – da Cellini a Caravaggio, da Michelangelo a Raffaello – erano soprattutto dei mestieranti. Insomma le umane discipline, proprio come tutte le altre vicende e condizioni della vita dell’uomo, non restano immutabili nel

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trascorrere dei secoli, cambiando infatti ogni tanto o il nome o l’oggetto del loro esercizio. La filologia è dunque un riscoprire quanto una volta si sapeva ed è andato poi dimenticato nel susseguirsi di tante generazioni ancora prive di efficaci strumenti di registrazione, duplicazione e comunicazione dei dati; certo essa si avvale in questa ricerca del validissimo ausilio del sapere di oggi, cioè della tecnica, ausilio spesso imponente, come nel caso di alcune delle sue più significative discipline quali l’archeologia e la paleontologia, allo stesso modo in cui la tecnica si alimenta continuamente dei successi del sapere di domani, ossia della scienza; in sostanza il nostro sapere è un perenne procedere verso l’ignoto, un avanzare fatto costruendo ponti e segnalando gli utili guadi a chi ci seguirà. Lo studio etimologico dei cognomi italiani ci riporta molto indietro nel tempo e non solo al basso Medio Evo, quando cioè essi nacquero, non solo all'alto Medio Evo, quando i barbari longobardi invasero la penisola e, dapprima imponendosi violentemente e in seguito fondendosi alle preesistenti popolazioni italiche, dettero origine all'attuale popolo italiano; non solo all'antichità celtica, romana e greca, ma addirittura il nostro studio ci riconduce alla preistoria europea, vale a dire alle popolazioni indeuropee che invasero il continente nel terzo millennio a.C. Di questa origine preistorica forniamo una prova ed un chiaro indizio; la prova è che i barbari che le legioni dell’antica Roma si trovarono di fronte in Germania già avevano, come tutti possono notare studiando la storia antica, i medesimi antroponimi che poi troveremo portati dai longobardi e dagli altri germani che invaderanno l’Italia nel Medioevo, essendo innegabile che tali barbari mettevano per la prima volta piede nella storia proprio al primo incontro che facevano con i cavalieri, praecursores o speculatores, mandati in avanscoperta dagli eserciti romani; il chiaro indizio è invece il mondo umano che viene fuori dalla nostra indagine, un mondo cioè privo di qualsiasi riferimento a insediamenti urbani, a luoghi di culto e ad arti meccaniche. Dimostreremo inoltre che di quegli uomini preistorici noi europei conserviamo, nei nostri nomi e cognomi, la cultura, il lavoro, le attese, la religione e gli stessi antroponimi, finendo quindi lo studio dei nostri attuali cognomi per diventare sorprendentemente un'ampia finestra che s’apre sulla vita quotidiana dell'uomo che abitava l'Europa preistorica e l’onomastica viene di conseguenza ad affiancarsi alla paleontologia ed all’archeologia nello studio della preistoria.

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ABBREVIAZIONI. snvd. = sanscrito-vedico t. = tedesco g. = germanico i. = inglese it. = italiano sp. = spagnolo ie. = indeuropeo l. = latino bl. = basso latino. agr. = antico greco. n. = norreno c. = celtico fr. = francese p. = portoghese. gt. = gotico. sv. = svedese. sc. scandinavo ol. = olandese. nap. = napoletano. fi. = finnico. prit. = proto-italiano. piem. = piemontese. gen. = genovese. pfr. = proto-francese. rum. = rumeno. rus. = russo. cat. = catalano. sar. = sardo. biz. = bizantino

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Parte prima. LA NASCITA DEI COGNOMI. In genere l'etimologia è scienza trascurata, perché considerata più curiosa che utile, e i filologi preferiscono dedicarsi invece alla semantica, anche perché questa necessita solo di attento ed assiduo studio e non, come al contrario quella, di quel lampo intuitivo originale di cui non tutti sono dotati; insomma essi si comportano come degli ufficiali di marina che sanno calcolare precisamente la rotta del loro vascello, del quale conoscono sì ogni aspetto tecnico e nautico, ma poco o nulla intendono del carico che trasporta nelle sue stive; eppure come la comprensione del significato originario di una parola può chiarire le idee e come l'abitudine a ricercare tale chiarezza può contribuire ad illuminare il cammino della vita, educando alla razionalità, alla logica, al giusto senso delle cose! Provai questo gusto della chiarezza quando lessi L'origine dei cognomi gentilizî nel Regno di Napoli, opera principale di quell'ottimo erudito napoletano del Settecento che, non a caso, si chiamava Gennaro Grande; parliamo di un trattato in cui ogni asserzione è dimostrata con citazioni da antichi marmi e documenti, oggi purtroppo in massima parte perduti, e che spazia dalla Magna Grecia fino a tutto il Medio Evo. Il Grande narra come, con la caduta dell'impero romano, s’era perso in Italia l'uso dei cognomi e questo perché tutti i popoli che nel tempo venivano a conquistarla (goti, longobardi, bizantini e normanni) non ne facevano uso ed anche i loro più importanti esponenti non avevano che il nome proprio; vedi per esempio i re Alarico e Odoacre, i generali Belisario e Maniace, Guglielmo il Normanno, ecc., nessuno dei quali aveva infatti un cognome. Mentre gli antichi greci avevano anch'essi usato solo il nome proprio (Platone, Socrate, Senofonte, Aristotele, ecc.), gli antichi romani, dotati di un forte e innato senso di strutturalismo sociale, avevano inventato e introdotto l'uso di distinguere ogni persona gentile prima con due nomi (Numa Pompilio, Tullio Ostilio, ecc.) e poi con tre e cioè con prenome, nome e cognome (Caio Giulio Cesare, Marco Tullio Cicerone, ecc.), dove il prenome era appellativo familiare e amichevole, il nome distingueva il ceppo gentilizio originario e non s’usava mai come appellativo e infine il cognome s’usava come appellativo pubblico; quest'ultimo, avendo generalmente avuto origine dal soprannome di un singolo antenato, distingueva una sola delle famiglie che dalla stessa primigenia gens s’erano poi originate. Per esempio Cicerone era 'Marco' per i suoi familiari e amici ma 'Cicerone' per i suoi colleghi senatori, pur provenendo dalla gens Tullia, stirpe che aveva a Roma dato origine a diverse famiglie, tra cui la Cicerone.

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Questa triplice denominazione degli antichi romani si cominciò a perdere al tempo delle persecuzioni religiose anticristiane, perché i giovani convertitisi al Cristianesimo, vedendosi perseguitati, erano costretti a lasciare le loro famiglie e, a evitare che i persecutori si accanissero poi anche contro di quelle, abbandonavano due dei loro nomi, ritenendone così uno solo, oppure ne assumevano uno del tutto nuovo, per lo più ebraico. Più tardi i dominatori bizantini e i popoli barbarici che si trasferirono in Italia, distruggendovi la preesistente società civile o ad essa sovrapponendosi, indussero gli italici sopravvissuti ad adeguarsi giuocoforza ai loro usi e costumi, quindi anche alla loro consuetudine di possedere un solo nome; in tal modo molti cognomi romani sopravvissero alle invasioni, ma esclusivamente nel nuovo ruolo di antroponimi unici, tipici a questo proposito quelli con la desinenza -one della terza declinazione, come per esempio Acquarone, Acone, Ascione, Carbone, Mirone, Mingrone, Caldarone, Pinzarrone, Marrone, Milione, Melone, Mincone ed infiniti altri, i quali ridiventeranno poi dei cognomi non prima del Basso Medioevo e tuttora come tali ancora esistono. Inoltre, collateralmente al permanere dei detti antroponimi della tradizione grecoromana, si diffusero in Italia innumerevoli nomi unici ebraici, gotici, longobardi e greci e di conseguenza, mentre oggi i nomi propri che gli italiani usano sono quasi esclusivamente quelle poche centinaia dei santi e dei martiri che si leggono nel calendario cattolico, nell'alto Medio Evo erano talmente tanti che - si può dire - quasi ogni abitante dell'Italia aveva un suo nome proprio unico che nessun altro aveva, eccezion fatta per i nomi ebraico-cristiani portati dalla nuova fede (Giovanni, Luca, Matteo, Marco, Giuseppe, ecc.) e per altri che si potevano ritrovare uguali qua e là casualmente, quali quelli d'origine germanica (Guglielmo, Riccardo, Alfero, ecc.), ma comunque anche questi ultimi sempre diversi per le differenti forme in cui erano scritti e pronunciati. Citiamo a tal proposito la Morlicchio: "... Se si confrontano raccolte antroponimiche studiate anche in base numerica, si nota infatti un graduale passaggio dalla grande varietà di nomi dell'alto medioevo, per cui i nomi non sono portati da molte persone e i nomi con frequenze molto aldilà della norma sono solo quelli non germanici (om.) alla situazione moderna dove da una parte un gruppo di nomi è portato da un'altissima percentuale di persone e dall'altra ci sono moltissimi nomi a bassissima diffusione..." (1) I pochi predetti nomi che si ripetevano erano per lo più usati dalle famiglie di buon censo e livello sociale, mentre quelle plebee 1) Elda Morlicchio, Antroponimia longobarda a Salerno nel IX secolo. I nomi del 'Codex diplomaticus Cavensis'. Napoli 1985, p.185.

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e rurali usavano infiniti nomi, spesso inventati per l'occasione con valenza di soprannomi o provenienti dalla preesistente civiltà rurale italica, come si è detto. Troviamo quindi nei più antichi marmi e documenti medievali i nomi propri più strani e inusitati, nomi di cui poi una parte, come vedremo, darà origine a tanti moderni cognomi e di tali stranezze vogliamo qui di seguito riempire almeno una pagina: Abronzino; Quaglione; Apetino; Nannarone; Appone; Paccagnino; Iavarone; Opizzone; Chiacchiararello; Rago(ne); Ciccone; Prattichizzo; Piscitello; Zirone; Apostolico; Iascone; Zaccagnino; Annicello; Apostolito; Amistano; Pa(v)one; Battino; Matrone; Iarnone; Apreadimino; Corcione; Ardone; Aquilone; Arbone; Zampone; Zimone; Pataccone; Chiappellone; Buglione; Zincone; Arnone; Ono; Aimone; Alberio; Zingo(ne); Alberone; Paglino; Abusso; Restaino; Agliottone; Pullone; Annigliato; Manzo(ne); Nardacchione; Ciarambino; Zan(n)one; Ciullo; Elmone; Martone; Buttazzone; Pinzarrone; Ardissone; Arcamone; Scinicariello; (I)pando; Colacione; Filacchione; Scinicarello; Anzoise; Anno(è); Gia(ca)lone; Franzone; Morbidello; Scognamillo; Caccioppolo; Scognamiglio; Aiazzone; Boccaccio(ne); Ambone; Annazzone; Ammone; Paturzo; Anemone; Calone; Angione; Antolino; Ansino; Spampinato; Buccurullo; Panzirone; Ardizzone; Jacone; (Ber)togliatto; Buttiglione; Mac(c)arrone; Antacido; Cuccurullo; Anzovino; Anniorio; Giambone; Ansalone; Anzivino; Giallo; Spiridigliozzo; Anziso; Ansolone; Anzuino; Arcione; Antarello; Anzalone; Ansuino; Giancone; Pardino; Cucumetto; Coleone; Casaburo; Matalone; Arzarello; Zampaglione; Casabulo; Antico; Abbondanziero; Mar(r)one; Ascione; Amarone; Barcaglione; Amicuccio; Antino; Arzarello; Giardomentrone; Buscaglione; Antilico; Melappione; Casizzone; Affatato. Bisogna che sia chiaro al lettore che i nomi predetti erano usati nel Medio Evo come nomi propri, così come oggi usiamo quelli di Guglielmo, Giovanni, Marco, Alfredo, ecc.; tali nomi poi, a cominciare dal Duecento e fino a tutto il Cinquecento, si trasformarono, per esigenze nate solo col feudalesimo, in cognomi familiari e infatti oggi solo come tali li usiamo. Molti dei suddetti antroponimi si presentano oggi terminanti con la desinenza -i, ossia al genitivo della seconda declinazione latina, forma di cui presto diremo; quando a presentarsi con la detta desinenza è un antroponimo della terza declinazione, come per esempio Colleoni (da Corleo-nis), Meloni e tanti altri, non si tratta della forma dativa, la quale oltretutto non avrebbe senso, bensì di quella genitiva priva ormai della –s finale, non pronunciata nel volgare del basso latino e forse nemmeno in quello dei tempi classici. I cognomi dunque, nei secoli anteriori al tredicesimo, non esistevano affatto ed è pertanto sempre profondamente errato quando, come spesso si fa, si vogliono attribuire pretesi cognomi a personaggi vissuti prima di quel secolo e a volte anche dopo. 9

In effetti, poiché ovviamente anche prima del Duecento si sentiva in Europa la necessità di distinguere gli omonimi, il problema s’era allora risolto con il diffusissimo uso degli appellativi toponimici, ossia di provenienza o di origine, quali per esempio Iolanda di Brienne, Guido da Velate, Lamberto di Spoleto, Gioachino da Fiore, Jacopone da Todi, Alvise di Ca' da Mosto, Berengario d'Ivrea, Ugo di Provenza, Rodolfo di Borbogna, Anselmo da Aosta, Arnaldo da Brescia, Ezzelino da Romano, ecc. Vero è che in qualche caso s’usarono questi appellativi toponimici anche per personaggi che già avevano un cognome e vedi per esempio il caso del condottiero cinquecentesco napoletano Cesare Maggi, il quale combatteva per la parte imperiale nelle guerre di Piemonte ed era conosciuto però come ‘Cesare da Napoli’. Un secondo modo per risolvere il suddetto problema fu l'uso di soprannomi, specie per quanto riguarda i regnanti, ed ecco pertanto che la storia ci ricorda di Filippo il Bello, Carlo il Grosso, Carlo Magno, Carlo il Semplice, Carlo il Calvo, Ludovico il Pio, Enrico l'Uccellatore, Alfredo il Grande, Edgardo il Pacifico, Giovanni Senza Terra, ecc. Anche qui è vero che tale uso persisterà in qualche caso anche molto più tardi, quando cioè l'uso dei cognomi sarà ormai da molto tempo stabilmente affermato e vedi il caso, addirittura settecentesco, di Federico il Grande di Prussia, il quale il cognome ovviamente l'aveva. Sia i suddetti appellativi toponimici, sia questi soprannomi differiscono dai cognomi soprattutto perché chi li portava non li trasmetteva ai loro figli, essendo infatti l'ereditarietà la principale caratteristica dei cognomi familiari che il feudalesimo reintrodurrà dopo tanti secoli dalla caduta dell'impero romano; e, se pur già allora alcune persone portavano, come terzo modo per evitare le omonimie, un patronimico, questo ricordava solo il genitore diretto e quindi nemmeno esso era ereditato dai nipoti; si consideri per esempio l'integralista cattolico Giovanni Gualberto (cioè figlio di Gualberto), il capo dei Ciompi Michele di Lando (ossia figlio di Lando), il vescovo Pier Damiani (vale a dire figlio di Damiano), lo scultore Benedetto Antelami (figlio di Antelamo), ecc. Resta qualche caso dubbio, quale quello di Papa Alessandro III, al secolo Rolando Bandinelli, il cui padre Bandinello dette forse origine alla famiglia (credo genovese) dei Bandinelli; ma con lui siamo ormai all'alba dei cognomi e qualche caso incerto è dunque concesso. Questi appellativi toponimici, epitetici e patronimici del Medio Evo non possono quindi assolutamente giustificare il dire che i cognomi già esistevano e che, per esempio, il giureconsulto Martino Gosia, uno dei consulenti di cui si serviva l'imperatore Federico Barbarossa, già aveva un cognome; infatti questo personaggio si dovrebbe più giustamente ricordare come 'Martino da Gosia', essendo questo ultimo non altro che il suo luogo d'origine; né dunque è utile insistere che Flavio Gioia era nativo d'Amalfi, dal momento che si trattava in realtà di 'Flavio da Gioia' e bisognerebbe pertanto solo 10

sapere se era nativo di Gioia Tauro, di Gioia del Colle, di Gioia dei Marsi o di Gioia Sannitica. L'ereditarietà del beneficio terriero introdotta dal feudalesimo portò di conseguenza la necessità di doversi determinare con certezza la discendenza per distinguere gli eredi dai non aventi diritto e quindi, non essendo più sufficiente la distinzione per appellativo personale, nei rogiti e nelle scritture pubbliche si cominciarono a usare, dopo i nomi, cognomi, i quali non erano altro che i predetti appellativi medievali divenuti ereditarî, poiché attribuiti adesso anche ai nipoti, bisnipoti ed a tutti i loro discendenti. Un'importante categoria di atti pubblici che, pur non esprimendo esigenze né ereditarie né alienative in genere, dette un grosso contributo alla cognomenizzazione dell'Europa fu quella dei rolli (ruoli) dei reclutamenti militari, dove i soldati, i quali erano stati fino allora registrati con i loro nomi e appellativi - specie di provenienza, data la grandissima abbondanza di figli di padre ignoto che c'era nel Medio Evo - e con i loro segni caratteristici (colore dei capelli e degli occhi e la posizione dell'immancabili cicatrici ), cominciarono ad essere elencati con il loro cognome e, quando non lo avevano, erano cognomenizzati seduta stante dai commissari dell’esercito, i quali utilizzavano a tal scopo i loro preesistenti appellativi. Quest'importante contributo militare s'accentuò particolarmente a cominciare dal Quattrocento, cioè con la nascita delle grandi fanterie nazionali, costituite in massima parte da rurali e plebei. La cognomenizzazione iniziò dunque nel Duecento, ma fu lenta e ancora nel Cinquecento c'erano persone che non avevano un cognome; vedi per esempio il famoso matematico Nicolò Tartaglia, il quale come egli stesso narra autobiograficamente nel suo Quesiti et Inventionia diverse, Venezia 1554, dove immagina di dialogare con Gabriele Tadini di Martinengo, governatore di Barletta - prese questo suo cognome da un soprannome che gli fu dato da ragazzo, perché una brutta ferita di guerra alla testa, ricevuta a soli 12 anni, lo aveva prima quasi ammazzato e poi reso balbuziente, né d'altra parte gli risultava che il suo defunto padre, certo Michele di professione cavallaro, ossia corriere, avesse alcun cognome. A seconda quindi della loro origine, i cognomi moderni si dividono in due principali categorie e cioè i patronimici e i toponimici; tratteremo ora dei primi.

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Parte seconda. I COGNOMI PATRONIMICI. Abbiamo detto che i cognomi cominciano ad apparire nelle iscrizioni e nei rogiti del Duecento e si tratta ovviamente di scritti ancora in lingua latina; i cognomi in essi riportati, se patronimici, terminano per la maggior parte con la desinenza -i. Perché questo? Immaginiamo un primogenito che, per vedersi riconoscere l'eredità paterna, aveva bisogno che il notaio chiaramente scrivesse negli atti che lo riguardavano di chi egli era figlio; immaginiamo ancora che costui si chiamasse Giovanni e il padre suo Alfiero o Alfero; negli strumenti era indicato come Johannes filius Alfieri, dove filius finiva però per essere omesso per brevità. Ammettiamo ancora che detto Giovanni avesse avuto poi un figlio di nome Boario; questo ultimo, in base al nuovo uso feudale, non era indicato negli atti come Boarius (filius) Johannis, perché in tal maniera la linea ereditaria sarebbe restata incerta, come incerta sarebbe stata prima del feudalesimo, cioè in epoca barbarica; anche Boario era dunque cognominato alla stessa maniera di suo padre ed era quindi detto Boarius Alfieri, così come da quel momento vennero poi cognominati tutti i suoi discendenti, ossia con lo stesso patronimico Alfieri, il quale, tramandato così di generazione in generazione, era quindi divenuto il cognome della famiglia. Ecco dunque perché tanti cognomi italiani terminano con la desinenza -i del caso genitivo della seconda declinazione latina; perché sottintendono l'apposizione filius e facciamo un altro esempio, quello del cognome Brutti, derivato da un antenato che portava come nome proprio quello latino di Brutus, quindi (filius) Bruti. I notai usavano comunque anche forme diverse per affermare la certa discendenza e allora nei primi strumenti di epoca feudale s'incontra, per esempio, Rinaldus (filius) Romanaczi filii Velocti, per dire che Rinaldo era figlio di Romanazzo e nipote di Velotto; ma si tratta di forma rara, perché ovviamente poco pratica e proseguibile; più fortunata e frequente fu invece la forma Rinaldus de Velocto, dove il de seguito dall'ablativo del nome significa provenienza generativa. Più tardi, quando gli atti s'incominciarono a scrivere anche in volgare, i cognomi in -i già formati rimasero così com'erano; quelli invece di nuova formazione erano ora resi con la preposizione specificativa ‘di’ della lingua italiana e abbiamo dunque, per esempio, 'Biase (figlio) di Gennaro', dove il cognome della famiglia sarà d'ora in poi appunto dato dal complemento 'di Gennaro'; ecco perché l'uso di scrivere talvolta sia il predetto 'de', sia il 'di' con la 'd' maiuscola è sempre errato e privo di qualsiasi significato.

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Talvolta il patronimico include già un precedente cognome, com'è il caso del cognome Francobandiera, spesso corrotto in Francabandiera, il quale significa ' (figlio di) Franco Bandiera'; e vedi ancora Tittamansi o Tettamanzi od ancora Tittamanzi, ossia ' (figlio di) Battista Manzi', ancora: Tittaparola, cioè ' (figlio di) Battista Parola'; Palopoli, vale a dire ' (figlio di) Paolo Poli', e, poiché, il nome proprio Polo viene dal latino Paulus, vuol dire che sia il padre, sia il nonno s’erano chiamati in questo caso Paolo. Altri esempî consimili sono Paloianni, Palantoni (-io), Devitofrancesco ('De Vito Francesco'); qui il cognome incluso precede il nome proprio), Ghisalberti ('Ghiso Alberti'), Bertolingrande ('Bertolino Grande'), Prestifilippo ('Presti Filippo'), Prestigiacomo, Prestiacopo, Ritarossi, Buongiovanni ('Buono Giovanni'), Barbalinardo (Barba Leonardo). Nell'Italia settentrionale, dove s'usa di far precedere il nome proprio, specie se femminile, dall'articolo determinativo (es.: la Giovanna, la Maria, ecc.) e dove erano consueti anche soprannomi includenti lo stesso articolo (es.: il Griso, l'Innominato, Il Parmigianino, Il Canaletto, Il Guercino, ecc.), molti cognomi hanno avuto appunto origine da tali nomi o soprannomi articolati ed iniziano infatti con le preposizioni 'Del, Dello' e 'Della', oppure semplicemente con 'Lo' o 'La'. Si tratta dell'unica categoria di patronimici che contiene un cnsiderevole numero di 'matronimici', a dimostrazione che nell'Italia settentrionale i figli illegittimi erano molto più diffusi dei trovatelli, mentre l'opposto avveniva in quella meridionale. Si tenga comunque presente che nell'elenco che segue, come del resto in tutte le categorie di patronimici, alcuni dei cognomi inizianti con 'La' o 'Della' potrebbero facilmente essere dei toponimici e vedi per esempio Lovino, il quale potrebbe essere corruzione di Luino, od anche Lo Bianco ed altri: Locatelli; Lucatelli (Lo Catello) La Danza; Laddanza; Latanza; La Tanza Laisa (e) (o); La Isa; La Izza L'Astorina; L'Astarina; Lastaria; Lastorina Lomanno (Lo Manno, ossia L'uomo) Lavagna; La Vanna; Lavanga Lo Vento; Lo Vente; Loviento Lovino; Lo Vino; Luvino Loiacono; Lo Iacono; Lojacono Lafaci; La Faci; La Fauci Laprovitera (La Provitera) Labriola (La Briola) Lofaso; Lo Faso; Lofase Loperchio; Lo Perchio; Loporchio Loperto; Luberti (o) (ossia 'Lo Berto') Laglia; Lalia (La Lia) La Faya; La Faja 13

Lapia; La Pia; Lappio Lo Cascio; Locascio (a) Lasagna; Lazagna La Proba; La Prova Lo Mele; Lomelli La Cara; Lacaria La Vezza (Lavezzi); Lavazza (La Vazza); E poi ancora: Losego (Lo Sego); Lasorsa (La Sorsa); Laddonada (La Donata); Del Sette; Ladisa (La Disa); Laezza (La Ezia); Del Tinto; Lafata (La Fata); Losanno (a); Lafelba (La Felba); La Feltra; Dell'Agata; Lafera (La Fera); La Feroca; Laferola (La Ferola); Della Giovampaola; Della Melina; La Fianza; Della Ragione; Laide (La Ide); La Iacona; Lorea (Lo Rea); Lagrasta (La Grasta); Laiena (La Ena); Laghezza (La Ghezza); Laieta (La Eta); Laferla (La Ferla); Laloè (L'Aloè); Lo Baido; Lamanda (L'Amanda); Lamagra (La Magra); Lamalfa (La Malfa); Lo Iacono; Lamatta (La Matta); Lamattina (La Mattina); Lambiase (i) (L'Ambiase); Lamesa (La Mesa); Lametta (La Metta); La Cecilia; La Milza (La Smilza?); La Favia; Lamiranda (La Miranda); La Graia; Lamoglia (La Moglie?); La Mela; Lamorgese (La Morgese); La Tina; Lania (La Nia); Lanina (i) (La Nina); La Nizzola; Lanna (i) (o) (L'Anna); La Deda; Lannino (L'Annina); La Perchia; La Motta; La Nova; La Palorcia; Lapuca (La Puca); La Pasta; Laquara (o) (L'Aquara); La Pepa; Laraspata (La Raspata); Lovisolo (Lo Visolo); Laredina (La Redina); Losbefero; Larenza (La Renza); Ledda (La Edda); Lo Scocco; La Scocca; Larobina (La Robina); La Sorella; Lo Senno; Losito (Lo Sito); Lastina (La Stina); La Sacra; La Starza; Lastella (La Stella); La Salandra; La Targia; Lauletta (L'Auletta); La Cerenza; Laurora (L'Aurora); La Tosa; La Tempa; La Tessa; Lossoso (Lo Sossio?); Laveglia (La Veglia); La Cecilia; La Venia; Lacovara (La Covara); Laviola (La Viola); Lavitola (La Vitola); Lavorgna (La Vorna?); L'Insalata (Linzalato?); Labonia (La Bonia); Labroca (La Broca); Lobetti (Lo Betto); La Brusca (La Brusca); La Bua; Lacagnina (o) (La Cagnina); Lo Buono; La Calamita; Lo Celso; La Forola; Locicero (Lo Cicero); La Fortuna; La Francesca; La Frazia; La Gioia; Locozza (Lo Cozzo); Lagnena (La Nena); Lo Duca; Lagnese (L'Agnese); La Gorga; Lofiego (Lo Fiego); Loforese (Lo Forese); Lotito (Lo Tito); Lo Francesco; Lo Sacco; Lotrecchiano (Lo Trecchiano); Lovati (Lo Vate?); Lo Vetro; Loviso (a) (Lo Viso); Loianno (Lo Ianni); Lovriso (Lo Vriso); Loiola (Lo Iola); Lovisco (Lo Visco); Lomaglio (Lo Maglio); Lucattoni (Lu Cattone); Ludione (Lu Dione); Luezza (Lu Ezra?); Lomanto (Lo Manto); Lupico (Lu Pico); Lomellino (Lo Mellino); Lomoncelli (Lo Mongello); Lustrini (Lu Strino); Lutasi (Lu Taso); Lopane (Lo Pane); Lo Pasto; Lubertacci (Lu Bertaccio); Lopino (Lo Pino).

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Qualche rara volta l'apposizione filius resta procliticamente incorporato nel cognome, come nei seguenti casi: Filangieri, ossia filius Angieri. Filangi (filius Angi). Filacchioni (filius Acchioni). Fileti (filius Leti) Filolongo ('figlio di Longo') Sbaglia però il Grande laddove, utilizzando patronimici germanici corrotti dal tempo, vuole interpretare alla stessa suddetta maniera il cognome Filomarino, il quale è invece diminutivo del nome germanico Vielmahr, come quello di Rodimarino lo è di Rothmahr; cognomi di origine germanica sono anche Filiberto o Viliberto (Vielberth) e Filloramo (Vielrahm). Filius non è però l'unica apposizione proclitica che si ritrova conservata nei cognomi patronimici; molto diffusa è infatti quella di ser (signore), come Seripando ('il signor Ipando'); Sarnicola, corruzione di Sernicola ('il signor Nicola'); Sersale, corruzione di Serisale ('il signor Isale'), e poi tanti altri, come segue: Serrandino; Serrantino; Serrentino (Ser Randino) Serratiello; Serretiello; Serritello (Ser Ratiello) Serrigno; Ferrigno (Ser Rigno o Ser Rino) Sargiotta (Ser Giovambattista) Sergiacomo Serrone (Ser Rone) Sergnese Sersante (Ser Sante) Serillo (i) Serù (Ser Ugo) Serpico (Ser Pico) Saralli (Ser Rallo) Serpieri (Ser Piero) Serluca; Sarluca Serpillo Sarsale; Sersale Sermone (Ser Mone) Sergianni Sergardi (Ser Gardi) Serpino; Serpini Perdonati Serpone; Sarpone (Ser Pone) Serrafiglio (Ser Rafilio o Ser Afilio) Serrafino; Serafini (Ser Rafino) Serrapiglio; Serratigli Serrapede Serrao; Serao; Sarrao (Ser Rao);Serraro 15

Sarnello (i); Sarneli Sarniola (Ser Nicola) Sarracco; Saracco; Sarrocco Serrato (Ser Rato) Ser(r)azzi Serricchio Sarvello Serriello; Serraiello (Ser Riello) Sarrapochiello Serreli Seraponte; Serappo (Ser Aponte) Sarraino; Sarreino; Serrani Ser Filippo Sar(r)acino; Sarracinu; Saraceni; Seragino (Ser Racino) Sarrantonio; Sera(n)toni Sar(r)ub(b)o (i) Sermarini Naturalmente non tutti 'Sar-' hanno quest'origine; più probabilmente scaturiti d'origine. Si ritrovano poi proclitiche: i cognomi inizianti con 'Ser-' o con infatti, se terminanti in '-aro', sono da mestieri e, se da '-ano', dal luogo anche residuate le seguenti apposizioni

Abate-: Abategiovanni; Abaterusso; Abatangelo; Abatianni; Abate Gianni); Abbatecola, ecc. Mastro-: Mastrogiovanni; Mastrosimone; Mastrolonardo (Mastro Leonardo); Mastrolitto (Mastro Litto); Mastroddi (Mastro Oddo); Mastrofini (Mastro Fino); Mastrorilli (Mastro Rillo); Mastrantonio; Mastrogiacomo; Mastromattei; Mastrofrancesco ecc. Console-: Consolmagno ecc. Duca-: del Ducagiuliano ecc. Notaro-: Notarnicola; Notargiacomo; de Notaristefani (corr. di de Notaristefanis) ecc. Barone-: Barsanti (Baron Sante) ecc. Vicario-: de Iacovo Vicario ecc. Monsieur-: Monsurrocco; Monsurrò (abbr. del precedente) ecc. Proto-: Protonotaro (i); Protomastro; Proto Giudice; Proto Nobilissimo ecc. Pater-: Paterniti (Padre Nito) ecc. Parecchi sono poi i cognomi inizianti per 'Do, Don-' e 'Dom-', i quali rivelano pertanto la ritenzione della apposizione Dominus, come i seguenti: Dolombrino (Dominus Lombrinus) Dominijanni; Donnian(ni); (Dominus Janni) Dommarco (Dominus Marcus) 16

Dominioni; Dono (Dominus Onus) Dontravaglino (Dominus Travalinus) Doncondini (Dominus Condinus) Donelli (Dominus Nellus) Dongiovanni Donini; Donnino (Dominus Ninus) Donniacuo (Dominus Iacuus) Donnorso (Dominus Orsus) Donsanto; Donsando (Dominus Sanctus) Donvito Doppio (Dominus Pius) Doppietto (Dominus Pietus) Domenico (chi); Domenicone; Domanico (Dominus Menicus) Domenichelli (Dominus Menichellus). Molti altri patronimici ritengono le apposizioni 'Fra-' e 'Frat-' (fratello) perché originati dai nomi propri di frati secolari, tanto comuni nel Medio Evo, i quali non erano ovviamente obbligati al celibato; in qualche raro caso tali apposizioni significavano invece 'cavaliere di Malta', perché era appunto uso comune il far precedere al nome di tali cavalieri questo appellativo nel senso di 'confratello': Francillo; Frangillo (i); Francioli; Franciullo (Fra' Angelo) Fracasso (i);Fragasso (i); Fraccascia Frascarino (i); Frascarno Fragiacomo; Fraggiacomo Frascano (i); Frascà (Fra' Scano) Frabotta; Frabbotta (Fra' Botta) Fragnelli; Fragnul (Fra' Agnello) Fraschetto(ne) (i) [Fra' Schetto(ne)] Fragale; Fragalà (Fra' Galano o Fra' Galasso) Fraola; Frauolo; Fraioli Franzon(e) (i); Francione (i) (Fra' Angione) Fraiese; Frajese Francin (o) (i); Frangino (i); Franzin (o) (i) (Fra' Ancino) Francolino (i); Frangolino Frazzino (i); Frascino (Fra' Azzino) E poi ancora: Frabasile (Fra' Basile); Fragapane; Fradeani (Fra' Deano); Fracarro (Fra' Caro); Frari (Fra' Re); Fraccacreta; Fragiello (Fra' Giello); Fracchiolla (Fra' Chiolla); Fragliasso (Fra' Lasso); Fraconte; Fragliola (Fra' Liola); Fraddanno (Fra' Danno); Fragnito (Fra' Nito); Fragomele; Fraietta; Frassetto; Fratepietro; Francorsi; Frascione (Fra' Ascione); Fraldi (Fra' Aldo); Frascogna; Frallicciardo (i) (Fra' Licciardo); Frascolla; Fralotto; Frasnedo (i); Framesi; 17

Frazzetta; Framilia; Fratacci (Fra' Taccio); Francario (Fra' Angerio); Fratagnolo (Frate Agnolo); Francica; Fratano (i) (Fra' Tano); Francillotti (Fra' Angelotto); Fratantonio; Franciotti; Fratarcangelo (i); Fratazzi (Frate Azzo); Fraternali; Frateso (i); Fracanzano (i) (Fra' Canzano); Franzi; Fratianni (Frate Janni); Frat(t)ino (i) (a) (Fra' Tino); Frattas(i)o (i); Francipolo (i); Fratticcio (i) (Fra' Ticcio); Frattolillo (Frate Lillo); Frangiamone; Frattolucio (Frate Lucio); Franicola; Frattura (Fra' Tura); Frantina; Fraumeno (i) (fra' Umeno); Frantone; Fraumuneso (i) (Fra' Umuneso); Frasso (i) (Fra' Asso); Frassica; Frazzica (Fra' Sica); Frantellizzi; Fratalocchi (Fra' Talocco); Frappolo (a) (Fra' Polo); Fradeani (Fra' Deano); Fraraccio; Fragano; Frarricciardo (i); Francorsi (Fra' Ancorso). Ci sono cognomi patronimici costituiti dalla sola apposizione, mentre il nome proprio che la seguiva andò perduto; ciò è frequente nelle apposizioni di titoli nobiliari od ufficiali come le seguenti: Previti; Preti; Del Prete; Loprete; Lo Prete (o); Lopreiato (Lo)Lubreto; Loppette (forme sincopate di 'Presbitero') Signore (i) (a) (ia) Manzù (nota corr. di Monsieur) Domino (i) (Lo) Conte (i); Loconte Marchese (i) Pulicano Barone Ufficiale Carmelitano Cardinale Castaldo (i) Del Duca; La Duca (Proto)notari Podestà Vicedomini (e la corr. Licedomini) Siniscalchi Ab(b)ate (i); Labate (a) (L'Abate) Abbadessa; Badessi; Labadessa Scrivano Arcidiacono (i) (da cui le forme corrotte Arcidiacone ed Arcidiaco) (L')Arciprete Barricelli; Bargelli; Bargellini Vicario (i) (e la corr. Vicaruo); de Vicariis (impreziosimento di Vicarii) Vescovi; Del Vescovo Dottore Primicerio Diocesano 18

Patriarca (del) Frate (i); Delfrati Fratello Castellano Cavaliere Proto; Protto Corteggiano; Cortigiani Pennese; Pennini Coronelli (ossia colonnello in spagnolo) Cugini Magistri; de Magistris (impreziosimento di Magistri) Lo Maistro; Loma(i)stro; Lo Masto; Lomasto; La Maestra Marescalco (cioè 'maniscalco') Maniscalco Odelscalchi Scudiero (i) (del)Monaco (i); (Lo) Monaco; Lomonaco (Lo) Priore (i) Cancellieri Console (i) (o) Ragionieri Confessore Baglivo Mercanti; Mercatante; Mercadante Patrone; Patrono; Patrono Còmito Reale Barbiero (i) (e); Barbéro (i) (a); Barbàro; Barberino (i) La Barb(i)era Cappellano (Del) (Lo) Giudice; Logiudice; Lojodice; Lo Iodice; Lo Iudice Lo Curatolo; Locuratolo; Locoratolo. C'è ora da spiegare il significato di qualcuno dei predetti titoli e iniziamo da quello di Pulicano; è questa corruzione di publicanus, il quale era l'appaltatore delle imposte, e, a proposito di quest'antico agente delle tasse, ci piace qui ricordare un antico detto napoletano, e cioè Tene 'e recchie 'e pulicano. Infatti, una persona che ha le orecchie del publicanus non è altro che uno che sta sempre teso ad ascoltare i discorsi degli altri, proprio come faceva l'appaltatore delle imposte nelle osterie e negli altri luoghi dove si riuniva la gente a parlare; egli doveva sempre cercare di carpire notizie di nuovi affari, eredità, guadagni, vincite, onde poi andare a esigere dagli interessati i competenti tributi. Balivi e castaldi erano titoli baronali anteriori al feudalesimo, si trattava cioè di funzionari regi che godevano di benefici non ereditari; il Protonotaro era il primo notaio del regno di Napoli, ossia quello di cui si serviva la Corte per tutti gli atti 19

che oggi definiremmo pubblici. Siniscalchi e odescalchi erano dignitari regi del periodo barbarico; il primo di questi due titoli sopravvisse anche in epoca protomoderna con il Gran Siniscalco, una delle principali cariche del regno di Napoli. Proto è abbreviazione di Protomastro e significava architetto, ingegniere e comunque capomastro; 'ragioniere' non è altro che corruzione di razioniere, il quale era il contabile dispensatore di razioni civili o militari che fossero, e quindi non ha nulla a che fare con la ragione! Il patrone era, fino al secolo scorso, il comandante di ogni tipo di vascello, poi detto 'capitano'; questo cambio di titolo era però avvenuto, per quanto riguarda le galere e la marineria da guerra in genere, già nel Cinquecento. Sulle galere resterà comunque un patrone anche dopo, ma si tratterà dell'inferiore ruolo di razioniero, ossia di contabile- magazziniere. Il còmito era nella marineria a remi quello che nei vascelli a vela era il nostromo, ma in più doveva governare i galeotti remiganti; il Reale era il còmito della galera 'Capitana' della squadra; il pennese era ed è tutt'oggi il vicenostromo della marineria commerciale, ma può anche significare nativo di Penne. Il barbiero o barbàro (barbéro, in spagnolo) era il pratico di chirurgia a bordo delle navi, ossia un aiuto-chirurgo, come diremmo oggi, il quale anche somministrava semplici medicinali ai malati e si chiamava così perché il suo più ricorrente compito era sulle galere quello di radere i galeotti, ai quali non era concesso di maneggiare rasoi; ciò si faceva quindi d'ufficio, ma non perché ci si preoccupasse del bell'aspetto dei remiganti, bensì perché le capigliature e le barbe erano, specie su quegli angusti e affollati vascelli, nidi di pidocchi, insetti che ben presto invadevano tutta la galera, annidandosi anche nei comenti del tavolato di coperta. Il barbiero dipendeva dal cerusico (chirurgo) della squadra navale, il quale era uno solo e si trovava imbarcato sulla galera capitana o sulla nave ammiraglia; quando si trattava di una grande armata che disponeva anche di un medico fisico, allora, essendo quest'ultimo superiore al chirurgo, dipendeva ovviamente anche da questo. Infine diremo che il bargello o barricello di campagna era il caporale dei soldati di polizia giudiziaria di un'udienza o tribunale provinciale. Per quanto riguarda poi i cognomi derivati da titoli nobiliari, ci sembra opportuno chiarire, soprattutto oggi che di nobiltà e di araldica in Italia quasi più nulla si sa, che quello di barone non era un titolo, bensì un sinonimo di grande feudatario; infatti, erano chiamati con l’epiteto generico di baroni i nobili titolati di prima sfera, ossia principi, duchi, marchesi e conti, che condussero la famosa congiura del 1486 contro Ferdinando I d'Aragona re di Napoli. Si cominciò invece a usare il termine ‘barone’ come ben individuato titolo nobiliare solo nei primi anni del Settecento, secondo un uso allora portatoci dai conquistatori austriaci, e infatti in Italia s’usava con tale significato solo nel riferirsi a nobiltà alemannama, 20

mentre, per quanto riguarda quella italiana, a partire dall’Ottocento, l'appellativo di barone prenderà un significato totalmente opposto a quello originario e cioè quello di piccolo feudatario non titolato. Sbagliano perciò oggi i tanti che lo credono esser stato anche in Italia un titolo nobiliare ben definito e ben determinato inferiore a quello di conte; nulla di più errato, nel senso che, mentre sono nel passato esistiti contati, marchesati, ducati e principati, non vi sono mai stati feudi denominati giuridicamente - 'baronie', anche se qualche toponimo campano (Baronia, Baronissi) potrebbe indurre a pensarlo, ed i re non facevano i loro vassalli 'baroni', bensì conti, marchesi o duchi, mentre quello di principe era titolo derivante unicamente dal nascere di sangue reale, come quello di re, e non si poteva quindi conferire ex-novo, a meno che non lo facesse il Papa, il quale pure conferiva il titolo di 'granduca', essendo questo e per lo più anche quello di duca considerati titoli degni solo di persone di sangue reale. Mentre 'granduca' (dal biz. megadoucs) era dunque titolo di nobiltà riconosciuto in Italia, quello francese di 'visconte' e quello austriaco d'arciduca', come il suddetto di ‘barone’, non facevano parte del titolario nobiliare italiano. Per quanto riguarda l'appellativo 'principe' bisogna dire che, oltre al suo proprio predetto significato titolare, ne ebbe un secondo e cioè quello di sovrano regnante in senso lato (vedi il Machiavelli), per cui principe era chiunque possedesse uno stato importante e lo erano quindi il granduca di Toscana, il duca di Savoia, il marchese di Saluzzo, gli Estensi, gli Scaligeri, i Gonzaga, i Visconti, ecc. e ciò indipendentemente dal titolo o dai titoli in possesso della loro Casata; non erano quindi principi i viceré di Napoli e di Sicilia ed i governatori di Milano, perché questi non possedevano gli stati che governavano e, d'altra parte, ne erano posti a capo solo per qualche anno. Qualcuno potrebbe pensare che i predetti cognomi possano derivare non da apposizioni di nomi propri, come abbiamo detto, ma da vocativi; questo sarebbe impossibile perché non ci si rivolgeva mai ai titolati ricordando il loro titolo, bensì con aggettivi qualificativi d'etichetta. Infatti, per esempio nel regno di Napoli, non ci si rivolgeva a un marchese chiamandolo 'Signor marchese' come oggi si crede erroneamente, ma lo si chiamava Illustrissimo e lo stesso si faceva con i duchi, i principi e gli altissimi dignitari; a conti, colonnelli e mastri di campo toccava invece il complimento di Molto Illustre; ai gentiluomini appartenenti a famiglie di titolati quello di semplice Illustre; ai gentiluomini di famiglia nobile non titolata ma imparentata con altre titolate, quello di Molto Eccellente; ai gentiluomini di famiglia semplicemente nobile e ai dottori in legge, quello di Molto Magnifico; ai possidenti di città, terre e castelli, quantunque non nobili, quello di Eccellente; alle persone di condizione civile, le quali non esercitassero però arti meccaniche, quello di Magnifico o di Messere. 21

Un'altra categoria di cognomi patronimici deriva da apposizioni di mestiere, dove, similmente a quanto abbiamo detto essere avvenuto a proposito delle apposizioni titolari, il nome del progenitore si è perso, sopravvivendo nel cognome il solo appellativo; si tratta per lo più dei cognomi terminanti in '-aro, -ero, -arulo ed -arolo', suffissi significanti fabbricante o venditore di qualche merce o strumento: Carbonari Pignataro Ferrar(i)o (i); Ferrero (i); Ferraris; Ferriere (i) (a) (o) Arcaro (i) (fabbricante di archi) Acidaro Spadaio Cappellaro Coltraro Agliarulo Protospataro (ossia capomastro spadaro) Collaro (cioè fabbricante di colla) Fornasaro (ossia 'fornaciaro'); Forneris Cavallaro (i); Cavallero (i) (si tratta, come abbiamo già detto parlando del Tartaglia, del corriere o dello avvisatore a cavallo) Montaruli Nazzari (fabbricante di nasse) Massari (i) (o) Augugliaro (fabbricante di aguglie, cioè di aghi) Lobaccaro (il venditore di bacche) Cannavaro (antica dizione di cantiniere o bottigliere; deriva infatti dal latino cannaba, ossia cantina. Il canavaro era il tavernaro di bordo della galera veneziana.) Corrieri Bottiglieri Cedraro (venditore di cedro) Casciaro (fabbricante di casse) Centaro ( e la corr. Centauri) Ciprari Concari Coppari Cordero Calderaro; Caldaro Bottaro; Bottai Cocchieri Argentieri Boccac(c)ieri Balestrieri (fabbricante di balestre) Lanari Boccieri Carpentieri 22

Falconieri Luminari; Lumiero Tessitore Cacciari (corr. di Caciari, ossia venditore di cacio) Finocchiaro Maccari (venditore di macco, ossia di favata) Madaro; Madaio Molinari Montanari; Montinaro Naccari Mustari Pagliari (o) Paparo Passari Pecoraro (i) (e) Locantore; Cantore Lococo Pellicciari Farinari Farnararo; Farnerari Bardaro (i) (fabbricante di barde per cavalli da guerra) Baril(l)aro (i); Bar(r)ilà; Barilla Bertolero Lanzaro; Lanzieri; Lancieri (fabbricante di lance) Lardaro; Lardieri Parmolaro Perrero (venditore di cani, in spagnolo) Frascaroli Franzaroli (fabbricante di france, ossia di frange) Lettiero (i); Lettierri; Letteriello (fabbricante di letti) Calafato Artieri (ossia artigiano) Cal(l)igari(s); Callegaro (i) (scarparo, dal latino caliga) Alcuni dei predetti, come nei già elencati casi di Bottai e Madaio, si presentano già con la moderna corruzione '-aio' del suffisso '-aro'; ma si tratta di pochi cognomi e possiamo infatti ora ricordare ancora solo Mugnai e Calderai. Si trovano poi naturalmente anche molti cognomi di mestiere privi dei predetti suffissi oppure dotati del più antico suffisso latino '-ore'; eccone un breve elenco: Agozzino; Lagozino. Pastore Sartor(e) (i); Sartoris; Sarti Cantatore Frascadore Spaccapietra 23

Spaccamonte (i) Spaccaforno Guardavaglia (corr. di guardavalle o guardavallo) Spaccagna (forma sincopata di 'spaccalegna') Forasassi Muratori Fabbri Tagliaferro (i) Labrador (spagnolo) Cositore (ossia 'cucitore') Molti cognomi patronimici iniziano con 'zi-' (zio) e ciò perché tale appellativo era spesso usato in volgare non solamente nel suo significato parentale, bensì anche come titolo di rispetto attribuito a persone anziane; eccone un elenco: Zifarelli; Cifarelli; Cifariello (Zio Farello) Zimbardo(i); Zimardo(i) (Zio Umbardo) Zicarello (i); Zigarello (i) (Zio Carello) Zicaro (i); Zigaro (i) (Zio Caro) Zizolfo (i); Zizolso (i) Ed inoltre: Ziaco (Zio Aco); Zitulliu (Zio Tullio); Ziariello (Zio Ariello o Zio Riello); Zibaldo(ne) [Zio Baldo(ne)]; Zizzo (i) (Zio Izzo); Zimei (Zio Meo); Zicca(r)do (i) (Zio Icardo); Zincone; Zicchiero (i); Zicco (abbreviativo del precedente?); Zigon; Zefilippo; Ziantonii; Zichichi (Zio Chico); Ziello; Zigiotto (i) (Zio Giotto); Zignani (Zio Nano); Zigotto (i) (Zio Gotto); Zigrosso (i) (Zio Grosso); Zilembo (Zio Lembo); Ziliano (i) (Zio Juliano); Zil(l)o (i)(abbr. del precedente?); Zimbaldo (i) (Zio Umbaldo); Zimbetto (Zio Umbetto); Ziiviello; Zimmaro (Zio Ummaro); Zinardo (i) (Zio Nardo); Zinzaro (Zio Inzaro); Zinzo (i) (abbr. del precedente); Zirbo; Zirattu; Zirillo (i) (Zio Rillo); Zirollo (i) (Zio Rollo); Zirpolo (i) (Zio Irpolo o Zio Polo); Zitano (Zio Tano); Zit(i)ello (i) (Zio Tello); Zitola; Zito (abbr. di uno dei precedenti); Zepponi (Zio Pone); Zeppi (abbreviativo). Un'altra categoria di cognomi sono quelli originati da nomi propri composti da due nomi propri o da un nome proprio ed un preesistente cognome, patronimico o toponimico che sia, caso quest'ultimo di cui abbiamo già detto; vedi quelli numerosi inizianti per Cola- (Nicola): Colucci; Coluzzi; Colussi (Nicola Uccio) Colantonio (i); Colantuono (i); Colatonio de Nicolantonio Colaleo; Colalè (Nicola Leo) 24

Colesanti; Colasanti (Cola Santo) Colucciello; Colicelli; Colurciello; Colurcio (i) (Nicola Uccello). Ed inoltre: Colabello (a) (Nicola Bello); Colaceci (Nicola Cecio); Colaminè; Colaciccio (Nicola Francesco); Colamonico (i) (Nicola Monico); Colacicco (Nicola Francesco); Colamusso (i) (Nicola Musso); Colacino (Nicola Cino); Colamuzzi; Colacurcio (i) (Nicola Curcio); Colandrea; Colafiore (Nicola Fiore); Colanero (i) (Nicola Nero); Colabona; Colangelo (i); Colameo (Nicola Meo); Colafranceschi; Colosimo (Nicola Osimo); Colagrande (Nicola Grande); Colapietro; Colagrosso (i) (Nicola Grosso); Colapinto (Nicola Pinto); Colaiacono (Nicola Iacono); Colaretti (Nicola Retto); Colaiacovo (Nicola Iacopo); Colarieti (Nicola Rieto); Colaiacomo (Nicola Giacomo); Colaiaco (abbr. dei precedenti); Colarusso; Colasanto (i)(Nicola Santo); Colaianni (Nicola Gianni); Colasanzio (Nicola Sanzio); Colaiocco; Colasuonno; Colaiacolo; Colatosti (Nicola Tosto); Colaizzo (i) (Nicola Izzo); Colatruglio (Nicola Trullo); Collinvitti (Nicola Invitto); Colalillo; Colavecchio (a) (Nicola Vecchio); Colalongo; Co(la)velli (Nicola Vello); Colaluca; Colavero (Nicola Vero); Colavincenzo; Colturi (Nicola Turi); Colacione; Colasimone; Colamarco; Colavito (a); Colamatteo; Colaviz(z)o (a); Colamazzo (a); Colavolpe (Nicola volpe); Colecchio (a); Columbro (Nicola Umbro); Colimodio (Nicola Imodio); Colimoro (i); Colursi (Nicola Urso). Altri patronimici composti - questi numerosissimi - sono quelli che iniziano con gli accorciativi di Giovanni e delle sue antiche versioni Johannes, Ianni e Zanni; quindi iniziano con 'Gia(n), Cia, Giam-'; inoltre con 'Ia, Ian, Iam, Ja, Jan, Jam-'; infine con 'Zen, Za, Zan, Zam-'. Eccone una lunga lista: Ian(n)(i)ello (i) (a); Iannilli (Gian Aniello) Iandolo(i-a); Iantoli; Ianodolo; Jandolo (i) Jaccarino; Iaccarico (Gian Carino) Annecchino (i); Annicchino (i); Iannacchino (Gian Nacchino) Iannac(c)one; Jannaccone Iannicelli (a); Ianniciello (Gian Cello) Iannaco (apocope del precedente) Iannarelli (a); Iannarilli; Iannariello; Iannario (a) Iadecola; Iadicola (Gian di Cola) Iannattone; Iannettone Jandiorio; Iandiorio (a) (Gian di Iorio) Iansiti; Ianzidi (Gian Sito) Iannuccelli; Iannuccilli; Iannuzz(i)elli (o) (a); Iannuzziello (Gian Uccello) Iannucci; Iannuzzo (i) Iarrubino; Iarrobino (Gian Rubino) 25

Ianniruberto; Iannirberto (Gianni Ruberto) Iannitto (i); Ianniti (Gian Nitto); Jalongo; Ialongo ('Gianni il Longo') Iavicoli; Javicoli Iasio; Iasiulo Iaselli; Iasi(e)llo Iazeolla; Jazeolla Iafusco; Jafusco (Gian Fusco) Iaquinto (a); Jaquinto(a) (Gian Quinto) Iarmano; Iermano (Gian Armano) Iadanza (Gian de Anza, toponimico) Iadaresta (Gian da Resta, " ) Iadarola (Gian da Airola, " ) Iaderosa (Gian de Rosa " ) Iadevaia (Gian de Baia, " ) E molti altri: Iannantuoni (Giann'Antuono); Jaboni; Iannamico (Gian Amico); Iannarone; Iannascolo (i); Iadelise (Gian d'Elise); Ianneo (i) (Gian Neo); Iadevito (Gian de Vito); Iadecicco (Gian de Cicco); Iannibelli ('Gianni il Bello'); Iadonidi (Gian d'Onido); Jannaccaro; Jaccheo; Iadonisi (Gian Donisio); Iafante ('Gianni il Fante'); Iann(i)ello (i) (a); Iaboni (Gian Bono); Iacampo (Gian Campo); Ianfulli (a); Iacapraro (Gian Capraro); Iapalucci (Gian Paoluccio); Iani(g)ro (i) (Gian Nigro); Iacoletti (Gian Coletto); Iacolo (Gian Cola); Iaciancio (Gian Ciancio); Iacuelli (Gian Coviello); Iacullo (i); Jannaci; Jamunno; Iacuzio; Iannalfo (Gian Alfo); Iafisco (Gian Visco); Iaforte ('Gianni il Forte'); Iafrate ('Giannni il Frate'); Iapicca ('Gianni il Picca'); Iafullo (i) (a); Iappelli; (I)apicella (Gian de Apicella, toponimico); Iagrossi ('Gianni il Grosso'); Iaione (Gian Ione); Ialacci; Iarnone (Gian Arnone); Ialeggio; Iavossi; Ialenti; Iascone; Iallonardo (Gian Lonardo); Iarussi ('Gianni il Rosso'); Iamarco (Gian Marco); Iamaro; Iase(v)oli; Iambrenghi (Gian Brengo); Iasimone (Gian Simone); Iamele; Iammarile; Iammarino; Iassogna ('Gianni il Sugna'); Iammarrone (Gian Marrone); Iattarelli (a); Iammazzo; Iavarone (Gian Varone); Iammenno; Iavecchia ('Gianni la Vecchia'); Iamunno (i); Ianco (accorciativo); Iavolato. Zambon(i); Zanbo; Zaniboni ('Gianni il Buono') Zammito; Zammitti Zamparelli; Zampariello Zampiello (sincope del precedente?) Zambardino; Zampardino; Zanfardino Zancaro; Zangaro (Gian Caro) Ed anche:

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Zamolo; Zambardi (Gian Bardo); Zanussi (Gianni Usso); Zanzarella (Gian Zarella); Zambello ('Gianni il Bello'); Za(ni)ratti (Gianni Ratto); Zambianchi ('Gianni il Bianco'); Zanisi; Zambinio (i); Zambito (Gian Vito); Zattini (Gian Tino); Zambrino; Zampiglia (Gianni il Piglia); Zambrono; Zanesco; Zambrano; Zappalà; Zammartino; Zapparoli; Zammattia; Zappone (Gian Pone); Zappulla; Zampaglione (Gian Palione); Zampelli (Gian Pello); Zampetti (Gian Petto); Zampicini ('Gianni il Piccino'); Zamolo; Zampieri (Gian Piero); Zaccagnino (i) (Gian Canino); Zamponi (Gian Pone); Zampino (Gian Pino); Zampi (accorciativo di uno dei prec.); Zandegiacomi (Gian de Giacomo); Zampitelli (Gian Pitello); Zampol(ini); Zanardo (i); Zanarini; Zanolini; Zancaglione (Gian Calone); Zandomeneghi (Giandomenico); Zanfagnini (Gian Fanino); Zanfillo ('Gianni il Figlio'); Zanfino ('Gianni il Fino'); Zanfrillo (Gianni Frillo); Zangani; Zangaraci; Zangrillo ('Gianni il Grillo'); Zangrossi ('Gianni il Grosso'); Zanichelli (Gianni Chello); Zannelevigna ('Gianni la Vigna'); Zanniello (Gian Aniello); Zannobbi; Zamparella (Gian Parella); Zantonelli (Gian Antonello). Gialanzè (Gian Lanzero, ossia 'Gianni il fabbricante di lance') Giallanza (Gian la Lanza, ossia 'Gianni il lanciere') Giacquinto; Giaquinto (Gian Quinto) Giammatteo; Giamattei (Gian Matteo) Giannalavigna; Giannelevigna ('Gianni la Vigna') Gianmusso; Giammuso (Gianni Musso) Giampetraglia; Giampatraglia; Giampaolo; Gianpaolo Giannat(t)asio; Giannettasio (sincope di Gianni Attanasio) Giandinoto (Gian di Noto, anche toponimico) Gia(n)calone; Giacolone (Gian Calone) Gialone (apocope del precedente) Gianfrano; Gianfrono (i) Giam(m)inelli (Gian Minello) Giammelli (apocope del preced.?) Gian(ni)cola (o) (i) (Gian Nicola) Giannucci; Giannuzzi (Gian Nuccio) Giampietro; Gianpietro Altri: Giaccari (Gian Caro); Giancarlo (i); Giagantiello; Gialantonio ('Gian l'Antonio'); Giallonardo (Gian Lonardo); Giallorenzi (Gian Lorenzo); Gialluccio (Gian Lucio); Giambattista; Giambelli ('Gianni il Bello'); Giamberini (Gian Berino); Giamberti (Gian Berto); Giambitto (Gian Vito); Giamblanco ('Gianni il Bianco'); Giambotti (Gian Botto); Giambriello; Giambrocono; Giambruno; Giamoleo; Giammarco; Giampaglia (Gianni Paglia); Giammarino; Giammei (Gian Meo); Gianquitto; Gianpetraglia (Gianni Petraglia); Giampetruzzi (Gian Petruzzo); 27

Giantomasi (Gian Tommaso); Giangualano (Gian Gualano); Giampieri; Giaffreda; Giaganelli; Gianfrungillo (Gian Frungillo); Giammaria; Giampaoletti; Giampitti (Gian Pitto); Giansicura; Giampuzzo (Gian Puzzo); Giovannangeli; Giarrusso ('Gianni il Rosso'); Giancaspro (Gian Gaspare); Gianfei (Gian Feo); Gianciobbe (Gian Giobbe); Giambone (i) (Gian Ambone); Giaquonto; Giancristofaro; Giandonato; Giardomentrone; Giampedrone (Gian Pedrone); Giandolfi (Gian Andolfo); Giandomenico; Gianfelice (i); Gianforte (Gianni il Forte); Giancone; Gianfrancesco (a); Giangoli; Giangrande ('Gianni il Grande'); Giangrasso ('Gianni il Grasso'); Giangr(i)eco ('Gianni il Greco'); Giancone; Giambone (i) (Gian Ambone); Giangregorio; Giannacchi (Gian Nacchio); Giannaccoli (Gian Naccolo); Giangualano (Gian Gualano); Giannalia (Gianni Elia); Giannandrea; Giannangeli (Gianni Angelo); Giannantonio (i); Gianmascoli (Gian Mascolo); Giannatiempo; Gianniello (Gian Aniello); Gianneo (Gian Neo); Giannicchio; Giannico (Gian Nico); Gianninelli (Gian Ninello); Giannitto (i); Giannoccari; Giannoccolo (i); Giannolo (i) (Gian Andolo); Giannulli; Gianturco ('Gianni il Turco'); Giarrusso (Gianni il Rosso); Gianlombardo (Gianni il Lombardo). Cianci(o)(ola)(ulli)(ullo); Ciangiulli Cianferoni; Cianfarani; Cianfrano Cianf(a)lone Cianci(o)(ola)(ulli)(ullo); Ciangiulli Ciambelli(ni); Ciambiello (e le corr. Ciambrelli; Ciambriello) Ciara(r)mell(a)(i) ('Gian Ramella'); Ciaramelletti Ciar(av)ella Ciavatta ('Gian Battista') (e la corr. Ciavotta) Cian(elli)(nelli)(niello)(oli) Ciampi(nelli); Ciam(m)inelli Ciarmiello; Ciarn(iello)(elli) ('Gian Arnello') Infine: Ciambellotti; Cian(i)(o)(ni); Ciampo(li)(lillo); Ciamarra; Ciambone; Ciamillo; Ciampa(glia); Ciampagna; Ciampitti; Ciancaleoni; Cianchetti; Ciancia(relli); Cianciaruso ('Giangiacomo il Rosso'); Ciancone; Cianfruglia; Ciannoccoli; Ciann(ar)ella; Ciantino ('Gianni Tino'); Ciappa(relli) ('Gian Parello'); Ciaraffa (Gian Raffa); Ciaraldi (Gian Raldo); Ciarall(i)(o)(e) ('Gian Rallo'); Ciaramaglia ('Gian Ramaglia'); Ciariello; Ciaravino; Ciaravol(a)(o); Ciarrocchi ('Gian Rocco'); Ciasull(o)(i) ('Gian Sullo'); Ciattaglia ('Gianni la Taglia'); Ciavarro ('Gian Varo'); Ciavarell(i)(a). A proposito del predetto soprannome 'Gianni il Turco', questo non significava che si trattasse effettivamente di un antenato di nazione turca, bensì di un uomo di grossa corporatura, perché infatti tali erano reputati nei secoli passati i turchi nei confronti dei 28

popoli cristiani delle sponde del Mediterraneo; vedi infatti l'antico detto napoletano O sorice s'è pigliato 'o turco ('Il topo s'è preso il turco'), adagio oggi considerato oscuro, ma in realtà a esso si ricorreva per dire che una coppia era male assortita e cioè lei molto piccola e lui molto grosso o viceversa. Per quanto riguarda poi il nomignolo 'Gianni la Taglia', bisogna ricordare che quest'ultima era un'antica macchina per sollevare grandi pesi, simile alla 'capra' o 'capria' di cui presto anche diremo; doveva quindi trattarsi d’un Gianni particolarmente nerboruto. Ci sono poi anche cognomi patronimici composti originati dal nome proprio Giacomo e dalle sue forme antiche Jacono, Jacopo e Jacovo; eccone qualche esempio: Giacomardo; Giacomarosa; Giacomarra; Giacomobello; Iacorossi; Iaconantonio. Per quanto riguarda il predetto nome Giacomo, bisogna notare che esso, più di Nicola e Giovanni, ha originato cognomi semplici ed eccone un elenco: Iacobacci; Jacobaccio; Iacovacci (accrescitivo, da Jacobazzo) Iacobelli (is); Iacoviello; Iacovelli (a); Iacuvelle (i); Iacavelli; Jacobelli (is) Iacono (a); Iaconi(si) Iacomino (i); Jacomino Iacobbe; Jacobbe Iacobino; Iacovino (i); Jacobino (i) Iacobitti; Iacovitti; Jacobitti Iacobone (i); Iacovone (i); Iacopone (i) Iacone; Jacone (sincopi dei precedenti) Iac(c)opo; (de) (dello) Iacovo; Iacobo de Iaco (apocope del precedente) dello Iacuo (corruzione del precedente) Iacomo (i) dello Iacono Iacotucci Iacouzzi Iachetti Giacomazzo (accrescitivo) Giacomelli Giacometti Giacomin(i) Giacomo Giacomucci Giacchetti Giacovazzo (accrescitivo) Giacoppo Giacovetti; Giacobetti 29

Giacobbe; Giacò Giacobelli Giacobini de Giacomo (i); di Giacomo; del Giacomo Covelli (aferesi di Iacovelli) del Giacco (apocope dei precedenti) C'è da notare che in napoletano jacuvella significa 'ragazza civettina' ed anche l'atto di civettare; esisteva evidentemente una volta a Napoli una Giacomella che particolarmente si comportava in tal disdicevole maniera. A proposito delle predette forme accrescitive del nome Jacopo, dobbiamo chiarire che nell'italiano primigenio il suffisso accrescitivo non era il moderno '-one', bensì -azzo, il quale nel Medio Evo si scriveva -aczo e pertanto si corruppe poi in '-accio'; ecco qualche altro esempio: Galeazzo ('Il grosso Galeo') Romanazzo ('Il grosso Romano') Aiazzo(ne) ('Il grosso Aio') Albertazzo ('Il grosso Alberto') Mattiaccio ('Il grosso Mattia') Cagnazzo ('Il grosso Cane') Belliazzi Zanazzi; Iannazzo(ne) ('Il grosso Gianni'). Come si sarà notato, in qualche caso sull'accrescitivo antico si è inserita la desinenza della terza declinazione latina -one, la quale è altra cosa dalla suddetta accrescitiva oggi in uso. Dall'accrescitivo Michelazzo nacque nel Rinascimento l'adagio Fare l'arte di Michelazzo, mangiare, bere e andare a sollazzo, ma, poiché andare a sollazzo significava andare dalle prostitute, il proverbio fu in seguito pudicamente censurato in Fare l'arte di Michelasso, mangiare, bere e andare a spasso, dove però l'accrescitivo è ormai stravolto. Curiosamente, ad alcuni più antichi patronimici includenti un accrescitivo fu in seguito aggiunto il diminutivo '-olo', come per esempio Caracciolo ('il piccolo grosso Caro') e Martinazzoli ('il piccolo grosso Martino'); ciò perché evidentemente s’era voluto in tal modo distinguere il figlio di Carazzo e quello di Martinazzo dai loro rispettivi padri. Ecco ora alcuni cognomi composti con il nome Iaquino (Gioacchino): Iaquinangelo; Iaquinancelo; Iaqunangelo (Gioacchino Angelo) Iaquinandi (Giacchino Nando); Iaquaniello; Iacuaniello (Giacchino Aniello).

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Poiché abbiamo già più volte usato questo nome 'Aniello', dobbiamo chiarire che esso è - con 'Anello' -corruzione di 'Agnello' ed originato quindi dal santo di tal nome. Ecco ora cognomi composti con il nome 'Cecco', diminutivo di Francesco: Ceccantoni; Ceccobelli; Cecconi; Ciccone (i); Cecamore (Cecco Amore). Altri ancora, questi molto riconoscibili, iniziano con il nome 'Pier, Per, Pietr-' e 'Petr-', ossia Pietro: Pierfederici; Pie(t)rantoni (io); Pierimarchi; Pie(t)rangeli; Pierangelini; Pierantozzi (Piero Antozzo); Pierdonati; Pietroluongo; Piersanti; Piervergili (Pier Virgilio); Pietrogiacomi; Perleonardi; Petrungaro (Pietro Ungaro); Pernicola; Pergianni; Peraino (Pier Raino); Peraimo (Pier Raimo); Pergolizzi (Pier Golizzo); Pierosara; Pieranunzi (Pier'Annunzio). Diversi patronimici s’originano da soprannomi civili e vedi per esempio il predetto Tartaglia oppure Carafa, soprannome di un forte bevitore della famiglia Caracciolo, dal quale prese quindi nuovo cognome un ramo della stessa: Cacapice (estinto) Acconciagioco (estinto) Ammaccapane Amordeluso Appicciafuoco Zappacosta (ossia 'zappariva') Bevilacqua Mangiapia (sincope di 'mangiapigna') Mangiacapra (e) Mangiaracina Mangiaterra Bevivino Passalacqua Panebianco Mangiavacca (e le corr. Mangiavacchi e Mangiavecchi) Schifalacqua (ossia 'buon bevitore di vino') Mangiaruga; Mangiaruva (cioè 'mangiaruta') Trequattrini Quattrocchi Settepani; Settipani Cavacece Parvopassu ('uomo dal piccolo passo') Piccolpasso (idem c.s.) Ferracane (i) Barbagallo (e la forma sincopata Barbagli) 31

Barbacane [e le corruzioni Barracane (o)] Barbalunga; Barbalonga Barbarossa Barbarulla; Barbaru(o)lo (ossia 'barba a buccoli') Barbavecchia Basadonna ('donnaiuolo') Saltalamacchia ('brigante') Scacciavillani Strappaveccia Capecelatro (poi censurato in Capece) Bucalossi (cioè 'povero succhiatore di midollo') Rodilosso (dal significato simile al precedente) Gambacorta; Gambacurta (e la corr. Gammacurta) Gambadoro Pelagalli Pelabasti Coltorti Occhipinto Ligabue (e la corr. Ligabò) Capodicasa Cacciamali (ossia 'cercaguai') Coltorti (vale a dire 'impiccato') Lo Re; Lore; Luri; Del Re. (Del) Greco; Logrieco; Lagreca. (Lo) (Del) Turco. Lacommara. Lobraico (L'ebraico) Lo Prinzi (Il principe). Molti cognomi epitetici sono di origine militare, avendo nei secoli passati la guerra avuto continuamente tanta parte nella realtà umana, come per esempio il diffusissimo Pica (spagnolo per 'picca' o ‘picchiere’); infatti i picchieri erano i fanti più comuni negli eserciti del Rinascimento: Spatafora (corr. da Spataphoros, cioè colui che portava la spada al sovrano), sebbene nel caso italiano questo cognome sia evidentemente sempre mediato dal noto toponimo siciliano. Arcomagno (corr. di Arcomanno, ossia arciere). Pignata e Pignatelli (dalle pignatte esplosive che nel basso Medio Evo si lanciavano sul nemico a mo' di moderne granate). Cannonieri. Balestrieri. Archibusi. Balestra (i). Sergente (i) (dal l. serviens-tis, ossia colui che ‘serve’ con le armi, armigero). Sargentini (coor. di sargentina, cioè l'alabarda da sergente). 32

Moschetti (ma il moschetto era anche un tipo di falchetto, detto anche moscardo). La Capria; Lacapria; La Capruccia (essendo capria corrotta dizione di capra, vale a dire una macchina rinascimentale per sollevare le artiglierie). B(u)onavoglia (remigante volontario di galera). Saccomanno; Saccomani; Saccomando (saccheggiatore al seguito dello esercito). Bombarda (o) (i). Bombardieri. Spada; La Spada; Spadetta; Spadòla; Spadone (i); Spaduzzi; Spadaccio; Spadarella; Spatarella; Spadi; Spadanuda. Spadaccino. Testaferrata (ossia testa protetta da cervelliera o da elmo). Picca (vedi sopra). Frizza (antica dizione di freccia). Rivellini (elemento di fortificazioni). Brandispada (lo stesso che brandistocco, cioè quell'arma di fanteria detta poi anche mezzapicca ed infine spuntone). Buttafoco (l'arnese per allumare l'artiglieria). Centofanti. Corazza (i); Lacorazza. Cortellessa (corta sciabola della cavalleria pesante). Cortelli. Lancieri. Lanza (i) (o); Langella (i); Lancella (o); Langia; Langione; Lancia; Lancione; Lanzetta (i); Langiu; Lanzini; Lanzoni; Lanzuto; Lanzutti; Lanzotti; Lanciotti; Lanzi(e)llo (i); Lanzuolo; Lancetti; Lancellotti; Langellotti; Lanzarotti; Lanzillotti (a); Lanciato; Lanzalone (corr. di lanzellone) (e le corr. Lamza (i) (o), ecc.) Saitta (arc. per saetta). Scaramuccia (i); Scaramuzza. Scudiero (i) (colui che portava lo scudo al cavaliere). Spaccarotella (la rotella era lo scudo circolare piccolo, mentre il rondaccio era quello grande). Capitanio (arc. per capitano); Capitano (i); Capitanini. Vinciguerra. La daga; Laddaga. Contestabile (corr. di conestabile, dal lat. cohonestabilis; era il capitano di fanteria del basso Medio Evo; nulla a che fare quindi col fantasioso e pretenzioso comes stabuli che molti credono e che lo stesso Grande credeva). A(l)mirante; Ammirante (spagnolo per 'ammiraglio'; in it. arc. admiraglio), dal lat. admirabilis. Era cioè colui il cui vascello non doveva per mare essere mai perso di vista perché doveva essere sempre seguito; pertanto di giorno ci si doveva

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tenere a vista dei suoi vessilli e di notte della sua speciale fanaleria di poppa. Trabucco (precursore medievale del mortaio). Colonnello (sineddoche rinascimentale del tardo-medievale capo di colonnello, ossia 'capo di reggimento di fanteria'). Maresciallo [dal lat.-ger. marescallus, ‘sovrintendente dei cavalli’, nome che potrebbe però anche semplicemente trovar la sua origine nella tarda pronuncia del lat. martialis e che comunque non è da confondersi con quello di ‘marescalco’ o ‘maniscalco’ (ger. Mahreschalch), ossia con il semplice veterinario dei cavalli (lt. equiso-nis, da cui l’it. ‘scozzone’), come comunemente invece si crede, e lo dimostra la mancanza della finale -ch in tutte le versioni presenti nelle lingue europee (i. marshal, fr. e p. marechal, t. Marschall, sp. mariscal, ecc.] La Venuta (antico termine militare: 'una strada da cui può venire il nemico'). Ovviamente alcuni toponimi possono esser travisati per cognomi d'origine militare e vedi per esempio Battaglia, che è invece località nel Salernitano. A proposito del proto-italiano frizza ci piace ricordare il detto "accogliere qualcuno con frizzi e lazzi", il quale in origine non certo significava dileggiare come oggi, bensì ricordava gli scontri tra le fanterie medievali prima della invenzione delle armi da fuoco; cioè quando in prima fila si ponevano i frombolieri, armati appunto di frombole o lazzi (lacci) e, dietro di questi, gli arcieri, in modo da cercare d'indebolire il battaglione nemico con questi lanci di pietre, palle di piombo e frecce prima di scontrarsi con lui all'arma bianca. Tanti erano un tempo i trovatelli e s’usava raccoglierli nei conservatori, ossia ospizi, dove poi si sarebbe anche inventato per ognuno di loro un cognome e non solo il solito Expositus - da cui Esposito, Sposito, degli Esposti ecc., ma generalmente cognomi beneauguranti o esortativi ed eccone una lunga lista: Dio(ti)guardi (Dio)taiuti (o) (Diot)allevi; Diodalevi Diomaiuta (o) Diotisalvi; Diotesalvi (e); Dietisalve; Detisalvus; Detesalvus Diadeus ('che Dio ti dia') Diograzia Graziadei Bentivenga; Bentivegna ('che ti venga il bene!') e le corr. Bencivenga; Bengivenga; Benci(venni) Bentivoglia (o) (cioè 'ben ti voglia il Padreterno!') Buonasorte Buonaspeme B(u)onaccorsi (o) 34

Buo(nca)mmino (e la corr. Boncimino) Bonapace Bonaventura B(u)ontempo (i) ('che tu abbia un buon tempo terreno!') Servid(d)io ('servi il Signore!'); Servedeo; Servo(di)dio Benass(a)i ('che ti venga bene assai!') Benemeglio ('che ti vada di bene in meglio!') Pensabene ('che tu abbia buoni pensieri!') Bonvicino ('che tu sia un buon vicino!') Bonafede Bonaduce ('Signore, conducilo alle cose buone'); Benadduce; Beneduce; Benaduci; Bendusi. Lauda(dio) ('Sempre loda Dio!') B(u)oninsegna (i) ('Signore, insegnagli il bene!') B(u)oni(n)contri (o) ('fa buon incontri durante la tua vita!') e le corr. Buonoconto; Buonocunto; Buoni(n)conto (i). Bonaccolti ('che tu sia ben accolto!') Buonaugurio e le corr. Buonagurio (a); Buonaurio (a) (i); Buonauro; Bonacurio; Bonaurio; Bonagura; Bonaviri Buonafine ('che tu faccia una buona fine!')e le corr. Buonfino; Bonfini Buonandi ('che tu vada verso il bene!') e le corr. Buonandì; B(u)onante; B(u)onanno (i); Bonannini Lungavita B(u)onavita (o) Bonavia ('che tu faccia una buona via!') B(u)oncompagni ('che tu abbia buoni compagni!') Carotenuto ('che tu sia tenuto caro dal Signore!') B(u)onifacio ('che tu faccia il bene!') e le corr. Bonifazi(o); Bonifico Nonfarmale (di significato simile a quello del precedente) B(u)ongiorno; Bonjorno ('che tu abbia buoni giorni!') Buonevento; Bonivento ('la tua nascita è un buon evento!') Bonsignore (io) (i) ('t'affidiamo al buon Signore!') Bonuso ('fa buon uso di questa libertà che ora ti diamo!') Bonagrazia Bonapace Bonaparte Bonasera Cacciamali ('sempre scaccia i mali!') Beltempo ('che tu abbia un bel tempo terreno!') Bonai(u)to (i); Bonajuto Spera(i)ndeo ('spera in Dio!'); Sperandio; Speradios Tornabene ('che ti torni bene!') Bellavita Centanni ('che tu viva cent'anni!') Crescimbeni ('che tu cresca nel bene!') 35

Salusest (abbr. di Salusesttibi: 'la salvezza sia con te!') Bellevicine (un augurio sempre gradito!) A parte diremo ora di alcuni dei nomi benaugurali cristiani che nulla hanno a che fare con i predetti per trovatelli e che hanno dato anch'essi origine a varie corruzioni e cognomi; sono per lo più i seguenti: Da Adeodatus: Adeodato; Diodato (i); Deodatus; Deusdede; Dausdedi; Adeo; Addio Da Benedictus: Benedetti; Bonditto Da Amodeum: Amodeo (i); Amad(d)eo; Amadio; Amedeo; Amideo (i); Amod(d)io; Omodeo (i) Da Donumdei: Donasdei; Donedeo Da Perdeum: ('in nome di Dio!'); Perideus Da Beatus: Beati Da Sperindeo: Sperendeu; Spendeo; Spenteo Era anche molto diffuso l'uso di dare ai trovatelli, dato il loro elevatissimo numero, non solo cognomi beneauguranti, ma anche altri che rispecchiassero una loro precipua qualità o un loro precipuo difetto morale o una caratteristica fisica; ovviamente però ciò non significa che tutti i cognomi che seguono nacquero in orfanotrofi e non invece talvolta anche da soprannomi: Lodeserto ('l'abbandonato') Abbisogno ('il diseredato') Di Bisogno; De Bisogno ('figlio di un bisogno'; erano i bisoños le reclute spagnole che arrivavano dalla madrepatria a rinfoltire i ranghi dei corpi militari spagnoli che servivano all'estero; quindi 'figlio di ignota recluta'). Astuto Accanito Terribile Scaricabarozzi ('scaricabarocci') Malizioso Ben(e)nato (i) (a) (e); Beninato (i); Bonanata e le corr. Benvignati; Benfenati Aggiudicato Aggressore Ammirevole Ammutinato Amorevole Animoso Ardente Ardimento(so) Sanguigno (i) Camuso Bellico(so)(a) (e) 36

Belligerante Loquace Perfetto (i) Sorprendente Buonadosa; Buonadose (corr. di 'buona tosa', vale a dire 'buona figlia' in triestino) Bonafiglia Benemerito Benesatto Benfacente (i) Benforte (i) Benincasa Peluso (i); Pelosi (io) Buonissimo B(u)on(o)core; Boncordo B(u)onom(m)o (i); Buonomolo e la corr. Bonanomi; Buonomoto Buon(o)pane; Buompane (cioè 'buona pasta') B(u)onvino (idem c.s.) Buonerba (idem c.s.) Bonsangue (idem c.s.) B(u)onora (o) e la corr. Bonura Buonpastore Buonpensiero Buonsenso B(u)onventre (cioè 'forte mangiatore') e la corr. Lo Ventre. Buo(n)volere e la corr. Buovolo Pensieroso Provvisionato ('dotato di provvisione', ossia di pensione o rendita) Incostante Malafarina (cioè 'farinello') Malacarne (idem c.s.) Malerba (idem c.s.) Malapelle (idem c.s.) Malatesta (idem c.s.) e la corr. Malatasta Malafronte (idem c.s;) Malaspina (idem c.s.) e la corr. Malapena Malavita (idem c.s.) Malantuono (ossia 'Il cattivo Antonio') Malasomma (corr. di Malasoma, dal greco soma, il corpo umano) Buonissoma (il contrario del precedente) Malossi (significato analogo a quello di Malasomma) Malpeso (idem c.s.) Malamisura (idem c.s.) Malandrino (dal greco anér, andros, uomo) Malvestito (i) Buo(n)figli (io); Bon(i)figlio (i); Bonafiglia Sicurezza 37

Solitario (i) Lusoli (Colui che sta solo) B(u)onafede Calfapietra ('scaldapietra', vale a dire fannullone) Scaldapidocchio (i) (idem c.s.) Schivazzappa (idem c.s.) Carnemolla (idem c.s.) Buonag(g)iunta (o) Carassai ('caro assai al Signore') B(u)onamano e la corr. Buonomano B(u)onamassa B(u)onamico (i) B(u)onavolontà e le corr. B(u)onavota Boninfante; B(u)onfante (i) e la corr. Benfante B(u)onfantino (vale a dire 'buon fantolino' Occhiuto; Occhiati ('dai grandi occhi') Occhiuzzi ('dai piccoli occhi') Occhiobuono ('guercio') Pelorosso e le corr. Pelarosso; Pelerusso; Pellirosso Laboriosi Occhionero Lanabella ('buona lana') La Zazzera; Lazzazzera; Lazzazzara ('dai lunghi capelli') Buongarzone Buongiardino ('carattere fertile') Bonfrisco Bonvissuto Settanni Bonacita Bonalume Bonarrigo Benincampo ('buon combattente') e la corr. Bellincampo Buccigrossi (corr. di buccagrossa) Boccarossa e le corr. Boccarusso; Buccirossi Boccane(g)ra Boccanfuso Boccasavia ('che parla bene') Buccapicciola Buccafusca Buccapianula (estinto) Buccurullo (ossia 'bocca sporgente') Boccaccio(ni) (cioè boccazzo, bocca grande) Boccadifuoco Boccuti; Boccato; Bozzuto (dal lat. medievale boczutus) Bocchino Boccalatte ('inesperto') e le corr. Boccalà; Boccolà; Boccola(to) Faccipecora ('faccia di pecora') Capalbo; Capialbi ('canuto') 38

Lobianco; Lo Bianco; La Bianca ('l'albino') Capolunghi Capor(r)aso Malafronte Malfatto (i) Ricci(o); Rizzo (i) (' uomo dai capelli ricci') e la corr. Izzo (i) Lariccia; La Riccia; Larizza; La Rezza; Laressa; Della Riccia Caporicci(o); Caporizzo (i) (idem c.s.) Rizzitelli (idem c.s.) Capobianco (i) e le corr. Cappabianca; Caprabianca Capogrosso (i) Caporosso (i); Caporusso; Capirossi; Caporuscio ('dai capelli rossi') Rossi; (Lo) (La) Russo; Lorusso (idem c.s.) Lo Rubbio (idem c.s.) La Rossa; La Russa; Laros(s)a; (Del)la Ros(s)a; De Rosa; Capone(g)ro e la corr. Cappanera Capasso (corr. di "Capazzo", quindi 'testa grossa') Mezzatesta Mezzasalma ('persona di piccola taglia', essendo la salma un'antica misura siciliana di capacità degli aridi, usata soprattutto nel commercio dei grani) Mezzasoma (di significato simile a quello del prec.) e la corr. Mezzaroma. Testaverde Testasecca Testaguzza (o) Toccaceli ('persona molto alta') Trovato ('trovatello') Gambalonga Capitummino ('Capo di tombino'?) Occhibove Piedipalumbo ('piede di colombo', ossia 'piede cavallino') Piedisacco (idem c.s.) Malpede (simile al precedente) Pieditorti (idem c.s.) Bellassai Bellezza Bellinfante Bellipanni ('ben vestito') Bellaroba (idem c.s.) Bellissimo Bellobuono (che ci può esser di meglio?) Belcolore ('bella cera') e la corr. Belcore Bel(lo)fatto Belfiglio Belgarbo (cioè 'bella forma') Belgiovine (più chiaro di così!) 39

Belgrande Bellachioma Belladonna Bellagamba Bell(u)omo; Bell'homo; Belluomini e la corr. Bellomia Saggiomo Bellocchi (io) Bellinato ('bello in culla') Bellofiore e la corr. Bellafiore Bellarte Bellamacina Bellaneve Bellant(u)onio (i) Bellastella Bellatalla ('bella taglia') Bellavigna e la corr. Bellavia Belloburzo Bellop(i)ede (o) e le corr. Bellofede; Belperio; Belloprete Bellomuri Belmuso Belnome (ossia 'di nobile famiglia') Belpasso e la corr. Belpasto Belsanti Beltà Beltolti Beltratti Belvedere (ma può esser anche toponimo) Bellavista (idem c.s.) Belvino Belviso (i) Belzaino (cioè 'gobbo') Bellacera Belbusti ('bellimbusto') Dabbene B(u)ondonno ('buon dono del Signore') e le corr.Bondoni; Buonadonna Pensabene Sottile Maligno Malizia Malinverni (malaugurale; che cattivi!) Maltempo (idem c.s.) Malinconico e la corr. Malingonico Malvezzi (ossia 'mal abituato') Malagusto (i) ('Il cattivo Augusto') e la corr. Malaguti Malepasso ('claudicante') Malagrida ('profeta di sventure') Pocointesta ('scervellato') Malimpensa ('persona dai cattivi pensieri') 40

Maltinto (i) (forse 'albino') Miserandino (cioè 'piccolo da commiserare') Malleone ('Il cattivo Leone') Malangone ('Il cattivo Angone') Mal(a)volta ( 'malvolto', cioè 'incline al male') Piccolomino (i) ('piccolo uomo') Lopiccolo Acconcio Di Donna ('nato da donna', ossia 'nato da padre ignoto') Di Gesù (‘figlio di Gesù‘’) Stancato Imprudente Insolito Forte(nato); Loforte; Lo Forte Benenato Vincente; Vincenzo. (Lo) Bruno; La Bruna; Labruna; Lu Brauno; Lo Brano; Lubra Luvrano; Lufrano; Lofrano Lo Bosso; Lobozzo Lamonica; La Monica; Lamonaca La Morticella Lopresto (i) ('lo svelto') Loguercio; Lo Guercio; Loquercio Lomuto (i); Lo Muto (i) Lobascio; Lo Bascio; Lo Basso Lobello; Lo Bello; Lubelli La Grassa ( e la corr. La Grasta) Lamorosa ('l'amorosa') Losavio; Lo Savio; Lo Sap(p)io Lo(s)calzo Losurdo; Del Sordo; Losarda (Del) Buono Del Nero Lanera (o) (i); La Nera Lafflitto; d'Afflitto ('l'afflitto') Lo (S)torto Lo Chiatto Lamorella; La Morella Lagrande; La Grande Lupia ('lo pio') Lo Schiavo Lo Goluso La Strega Lo Zopone Lufino ('lo fino') Lo Martire Lomoro; Moro Lonigro; Nigro 41

(Del) Lungo; Longo; Luongo Lotondi Lo Pinto Talvolta i funzionari degli ospizi si divertivano malvagiamente ad attribuire cognomi infamanti a trovatelli che non fossero loro particolarmente simpatici; vedi per esempio i seguenti: Losco Spurio Zimbello Peretella ('coreggina',in napoletano; offensivo) Perchiacca ('vulva', in napoletano; offensivo) Aspettapesce ('aspettapene', in napoletano; offensivo) Molti cognomi sono aggettivi di nazionalità o di cittadinanza, rimasti anch'essi privi del nome del progenitore; tra questi frequenti sono quelli con il suffisso '-ese', corruzione di quello latino "-ensis", il quale significa appunto 'originario di'; vedi per esempio "Mediolanensis", divenuto in volgare 'milanese', e gli altri che seguono, premettendo però che diversi si riferiscono a località oggi scomparse o che hanno poi cambiato nome: Milanesi Fiorentino Genovesi Todisco (oggi 'tedesco') Albanese Calabrese Siciliano Ajese Aladanese Savarese Pugliese Laporese Spagnolo Allamprese Apruzzese; Abbruzzese Arcinese Arcolese Ragonesi (oggi 'aragonesi') Castigliani Fabbianesi Imolesi Barlese (i) Bergamasco Bernese Villoresi Pistagnesi Piazzese (i)(orig. di Piazza) Ferrarese Pennese (orig. Penne) Tombesi Senise (orig. di Siena) Calise Cassinese Sampaolesi Cuccarese (orig. di Cuccaro Vetere o di Cuccaro Monferrato) Battagliese (ossia originario di Battaglia nel Salernitano) Francese; Franciosa (i); Frangiosa; Fransosa; Franzosini Schiavone (cioè 'dalmata', in protoitaliano) Chianese (corr. napoletana di Planese, ossia originario di Piano di Sorrento) Letterese (originario di Lettere nel Napoletano) Barrese (i) (orig. di Barra, sobborgo di Napoli) 42

Pasanese (orig. di Pasano e non di Pasanisi) Marcianese (orig. di Marciano e non di Marcianisi) Pistolesi (coor. di 'pistoiesi', quindi di Pistoia) Scalise (ossia 'scalese', quindi di Scalia o Scalea) Fa eccezione il cognome Ungaro, il quale non è affatto di nazionalità, essendo nel Medio Evo nome proprio di persona, e dunque si trova anche il cognome Petrungaro ('Pietro Ungaro' e non quindi 'Pietro l'Ungaro', come si potrebbe pensare). Con riferimento poi al cognome Chianese sopraelencato, non deve sorprendere la corruzione del gruppo fonetico iniziale "Pl-" nell’allotropo 'Chi-', perché essa è tipica dell'antico napoletano e ne riportiamo infatti ora un buon numero d'esempi: Chiummo (piombo) dal lat. plumbum Chiatamone (isolotto di Napoli) dall’agr. platamon Chiatto (largo, grasso) dal lat. platus Chiattone (idem c.s.) dall’agr. platon Chiattillo (piattola) dallo spag. platillo, ma anche dal lat. blatta attraverso il volgare plattola Chiazza (piazza) dallo spag. plaza Chiaia (spiaggia) " " playa Chiaja (piaga) dal lat. plaga Chioggia (pioggia) dal lat. pluvia Chiovere (piovere) " " pluere Chiane, chiane (pian pianino) dal lat. plane Chine (pieno) dal lat. plenus Chiejare (piegare) dallo spag. plegar Chiagnere (piangere) dal lat. plangere (lamentarsi) Chiuppo (pioppo) Cchiù (più) dal lat. plus Chiasso (baccano) dal lat. plausus (strepito) Chianura (pianura) " " planus Chianca (lamina) dallo spag. plancha, ma soprattutto dal lat. planca (tavola, asse). A proposito di chianca, dobbiamo aggiungere che a Napoli tale termine significa anche 'macelleria' e il chianchiere è dunque il macellaio; infatti il banco del macellaio è rivestito da una lamina di metallo, in modo da resistere ai colpi di mandara (mannara). La maggior parte dei cognomi di cittadinanza termina però, come si sa, in '-ano': Aquilano; Siciliano; Adriano; Tebano; Napoletano; Palermitano; Visano; Apuano; Capuano; Geracitano; Pisano; Bresciano; Marchigiano; Trevigiano; Troiano; Lodigiano; Urbano; Valligiano; Tramontano; Tarsitano; Volterrano; Lodigiano; Campano; Toscano; Amalfitano; Baiano; Parmigiano (Parmiciano). 43

Ed inoltre: Farano (dal germanico farah) Lauretano; Lauritano (da Lauro, AV o CE) Villano (da villa, villaggio) Pagano (dal lat. pagus, villaggio) Sciacchitano e la corr. Scicchitano Romano (ma può esser anche toponimo, e.g. Ezzelino da Romano) Imbriano (i) (dal volgare umbriano, ossia umbro, secondo il solito processo grafico u→y→i, o più probabilmente per assimilazione; ma, quando terminante in –o, può più facilmente essere un semplice toponimico, essendo Umbriano un piccolo paese abbandonato sito nel Ternano e famoso per il suo antico castello.) A proposito di quest'ultimo aggettivo, c'è da spiegare perché gli zingari si chiamino ROM, ossia 'romani'. Come si sa nel 330 d.C. l'Imperatore romano Costantino ebbe quella pessima idea di trasferire la capitale e le legioni dell’impero a oriente, lasciando così l'Italia pressoché indifesa dagli attacchi dei barbari e dando un diverso e peggiore corso alla storia del mondo; egli battezzò il suo nuovo dominio 'Impero Romano d'Oriente', ma nel 1453 i turchi lo conquistarono e cominciarono a chiamare la Grecia e tutti gli altri territori balcanici così ottenuti Romania, perché terra dei 'romani' d'oriente, nome che è oggi rimasto alla sola Romania propriamente detta e vedi infatti e.g. Napoli di Romania, vecchio nome di Neapolis, città greca situata sulla costa meridionale del Peloponneso; ecco perché gli zingari - genti balcaniche - ancor oggi vogliono chiamarsi così. Volendo fare una sottile distinzione, diremo che, mentre la desinenza '-ano' significa, oltre che "nativo di", anche "nativo del circondario di", quella '-itano' indica proprio "cittadino di" e vedi infatti la sua comunanza tematica con l'inglese town (città) e con il tedesco Zaun (recinto), ambedue originati dall’indeuropeo -dun (recinto o mercato di bestiame). Da ricordare poi, a proposito di Imbriano, la leggenda napoletana de la bella Imbriana, ossia della fata che si dice compaia a volte alle persone a cui ella vuol fare del bene, così come anche farebbe il generoso folletto detto Munaciello; figura malefica della superstizione napoletana è invece la strega Janara (Gennara), corr. del latino Ianuaria. Questi nomi leggendari, essendo quindi del tutto comuni, nacquero probabilmente da persone realmente esistite. Molti cognomi siciliani e alcuni calabresi sono apocopati, secondo una pronunzia tipica di quelle regioni, come per esempio Niccolò è apocope dell’antico Nicolosio. Si tratta in genere di cognomi patronimici ed eccone un elenco:

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Mandalà; Lorè; Santè; Memè; Fantò; Munafò; Pulicanò; Sampò; Gazzè; Zacchè; Sanzò; Sansò (Sansone); Zanghì; Zappalà; Cassarà; Allarà (Allarante); Alì; Ferrè; Alfò (Alfonso o Alfonsi); Arcà (Arcari); Farì; Basciù; Calà; Cannatà; Piccichè; Codecà; Boccalà; Buccalà (Boccalatte); Calì (Calise); Miccichè; Ferrò; Ferraù (Ferrauto); Currà; Terragò (Terragona); Malagrinò; Saccà (Saccaro); Lo Pò; Donà (Donato o Donaddio); Rubà; Fefè; Molè; Mulè; Papè; Gullì; Patè; Gilì; Collurà; Calò (Calone); Carserà; Urrà (Urraro); Macrì (Macrino); Laganà. Ed ancora : Monsurrò (Monsieur Rocco); Demattè (De Matteo o De Matteis); Fragalà (Fra' Galano o Fra' Galasso); Paternò ('Paternoster'); d'Angiò (ossia 'figlio di Angione'; nulla a che fare dunque con la regal casata!) Anche nell'Italia settentrionale le forme apocopate non sono però infrequenti e vedi infatti il veneto Azzuè (Azzuetti), i lombardi Ambrò (Ambrogio o Ambrosio) e Bernabò (Bernabone); inoltre i seguenti: Bar(r)ilà (Barilaro); Barà; Barnà; Barscigliè; Bertè; Perì; Bertò (Bertone o Bertoldo); Varrà. Una categoria di cognomi patronimici molto più diffusa di quanto si possa immaginare è quella dei cognomi araldici, cognomi di origine militare che nacquero dagli stemmi o dalle livree ostentate dalle famiglie nobili. Accadde infatti nel Duecento, contemporaneamente al nascere del feudalesimo, che i cavalieri medievali cominciassero a usare in combattimento grandi elmi a forma di pentolone per proteggersi anche il viso dai colpi del nemico, ma nascondendo così le proprie fattezze anche agli amici; pertanto sul campo non era più possibile riconoscerli e accettarne quindi gli ordini con certezza, il che era quindi molto pregiudizievole e pericoloso per un esercito in battaglia; era inoltre sconveniente nei confronti del nemico, a cui il cavaliere, senza farsi da lui riconoscere, non poteva opporsi onorevolmente. Lo stesso problema si presentava in occasione dei tornei, dove ogni cavaliere doveva esser molto ben conosciuto e riconosciuto dall'araldo reale che li chiamava in campo e li presentava al pubblico. Per le suddette ragioni ogni cavaliere prese ad adottare un segno distintivo ben visibile che lo distinguesse da tutti gli altri, segno o disegno che il cavaliere portava dipinto in più posti e cioè sulle guance dell'elmo, sullo scudo, sulle alette degli spallacci e portava inoltre ricamato sulla casacca che ricopriva la sua armatura 45

e su ambedue i lati della gualdrappa del cavallo. Tale disegno o simbolo colorato divenne, a ragione dei diritti feudali, stemma familiare trasmissibile ai propri figli. Si trattava o di motivi prettamente geometrici oppure d'immagini figurative ricordanti per lo più la principale impresa di guerra compiuta dal cavaliere che per per primo aveva in famiglia adottato quell'insegna (da qui dunque anche il nome di imprese dato agli stemmi araldici) od infine di disegni geometrici e figurativi insieme, i quali ultimi divennero presto i più comuni. Poiché era quello il tempo in cui, per le esigenze feudali che abbiamo già detto, rinascevano in Europa i cognomi familiari, accadde che molte volte lo stemma portato dal cavaliere o ne determinò il cognome, poiché egli magari non ne aveva ancora uno, oppure lo soverchiò a causa del grande valore distintivo che aveva assunto e gliene procurò così un altro che fece presto dimenticare il primo, generalmente patronimico, a tutta la sua famiglia; e così Cangrande della Scala prese non solo il cognome, ma anche il nome dall’abitudine di portare come impresa o stemma la figura di una scala, ricordante evidentemente un assalto a mura nemiche, e come cimiero, ossia come ulteriore elemento distintivo sulla sommità del suo elmo, una grossa testa di cane. Il cimiero era una decorazione distintiva anch'essa molto usata a quei tempi ed era costituito da una figura tridimensionale di materiale leggero, forse cartapesta, spesso rappresentante un animale vero o fantastico, simbolo che talvolta richiamava quello dello stemma stesso che il cavaliere portava. A somiglianza del precedente, il cognome del famoso condottiero Bartolomeo Coglione o Coglioni (1400-1475) mostra anch’esso una chiara origine araldica; il suo stemma infatti, riproducendo tre scroti umani, ricorda con ogni probabilità un episodio bellico in cui i nemici, per aver forse coraggiosamente scelto di resistere all’assalto dell’antenato di Bartolomeo invece di arrenderglisi subito a buona guerra, come allora si diceva, furono alla fine puniti dai vincitori con l’orrenda evirazione, rappresaglia non insolita in quei tempi crudeli. Questo cognome sarà più tardi dalla storiografia romantica pudicamente eufemizzato e snaturato in un altro già alquanto diffuso in Italia, cioè Colleoni, la cui origine è, come abbiamo già detto, perlopiù da ravvisarsi nel cognome latino Corleonis, il quale, come è noto, dette anche nome al famoso feudo siciliano. Molti vedono però un’origine araldica anche in quest’ultimo cognome (Co’ leoni), il che, per qualcuna delle dette famiglie, non è da escludersi a priori; ma in tal caso, data la presenza del complemento di compagnia, si potrebbe pensare forse meglio a un’origine araldica anomala, cioè da supporters di blasone più che da imprese propriamente dette. Una delle maggiori famiglie nobili napoletane è la Pignatelli, altro lampante esempio di cognome araldico; l’impresa rappresenta appunto tre pignatelli o pignate esplosive di creta, cioè quelle 46

antenate delle granate che nel basso Medioevo, riempite di misture incendiarie e più tardi di polvere pirica esplosiva, dalla prima fila della battaglia e dopo averne acceso lo stoppino si lanciavano sulle prime file dello schieramento nemico prima di azzuffarcisi; allo stesso modo c’erano stati, prima dell’invenzione delle armi da fuoco, altri lanciatori della prima fila armati di frombole con le quali tiravano palle di piombo o, in mancanza di queste, pietre, e altri ancora muniti di soffioni o trombe di galera, cioè di armi antenate dei moderni lanciafiamme, cariche di misture incendiarie dotate anche di una certa forza propulsiva. Gli arcieri invece, tirando con tiri arcuati, non avevano necessariamente bisogno di stare davanti a tutti gli altri. Naturalmente, poiché lanciare tali proiettili significava dover stare in battaglia in prima fila, quindi essere dei più coraggiosi ed abili combattenti, il ricordo di queste azioni diventava l’onore storico della famiglia ed eccole pertanto rappresentate come imprese negli stemmi araldici. Ma, abbandonandosi l’uso d’una certa arma a causa dell’evoluzione tecnica della guerra, se ne dimenticava subito anche il ruolo avuto magari sino a solo un paio di generazioni prima; ed ecco dunque, in testi araldici familiari della famiglia Pignatelli, anche molto antichi, leggersi di fantasiosi vasi d’argento conquistati a Gerusalemme come bottino di guerra, di antenati della famiglia dal cognome Pignatelli vissuti nel secolo dodicesimo, cioè quando i cognomi familiari medieval-moderni ancora non esistevano, e altre assurdità del genere. La nobilissima famiglia spagnola Cabeza de Vaca, già menzionata nelle cronache iberiche del Trecento, si chiamava quindi così perché il suo stemma originario rappresentava una tal testa di bovino e così anche le famiglie italiane della Gatta, La Gatta, Lagatta, Lagattola, Lo Gatto, dell'Orso, Lo Tauro; Lotoro; La Rana; del Granchio; Loragno; Laratta; Lamartora; della Vipera, della Torre, Villadicani, Pappacoda, Scannasorice, Scannapieco, La Scala, La Serpe, La Gamba, Lagamba, La Morte, della Morte ed altre usavano portare come imprese le immagini dei predetti animali, cose o scene, tenendosi però conto che i soldati ignoranti chiamavano generalmente gatta l’abusata immagine araldica della leonessa, simbolo di fedeltà, probabilmente perché la vedevano priva di criniera. La titolata famiglia siculo-napoletana Coppola, detta in origine talvolta anche dei Coppolati, prese appunto il suo cognome dal rappresentare il suo stemma una coppa (coppola in proto-italiano), ossia un calice da messa in campo azzurro seminato di gigli di Francia e ciò in diverse versioni, secondo i rami in cui la famiglia si scisse; nulla a che fare dunque, in questo caso, con la berretta rinascimentale che fu anche detta coppola, poiché aveva la forma di coppa rovesciata. Ricordiamo ancora, a proposito d’emblemi religiosi, la famiglia ispano-napoletana Panevino (Pan y vino, in Spagna) che derivò tal cognome dal riprodurre il suo stemma, oltre alle tre croci del Golgota, i due principali simboli dell'Eucaristia e cioè il 47

calice da vino predetto e due pani; allo stesso predetto sacramento si rifaceva evidentemente anche il più antico blasone della nobile famiglia Frangipane (i)(anche “Francipane”). Molti cavalieri portavano infatti nello stemma un'immagine della loro fede e quindi talvolta anche una Madonna con bambino (Linfante; del Ninno) oppure una figura rappresentante lo Spirito Santo (Laugelli; Augello)o il sacrificio dell’agnello (Scannapieco) o S. Pietro o Dio stesso [(Del) (Lo) Vecchio; (Del)la Vecchia; Lo Santo] ecc. Diversi cognomi araldici ricordano le 'branche', ossia le zampe di fiera appunto presenti in molti stemmi nobiliari, come i seguenti: Branca Brancaccio (i) (a) e la corr. Bracaccio Brancadoro Brancaforte; Branciforte Brancatelli Brancalassi Brancaleone e le forme apocopate Brancale; Bracale, ma può esser anche toponimico. Brancato (i) e la corr. Bracati. Branciforte C’è da tener presente che, se talvolta non si vede un cognome di tal tipo corrispondere all’impresa di famiglia, non bisogna affrettatamente concludere che non si tratta di un caso di cognome araldico e ciò perché talvolta lo stemma originario di una famiglia può esser nel tempo stato cambiato, cioè sostituito da altro parentale ritenuto, magari anche a torto, più significativo o prestigioso del precedente. La famiglia partenopea Rossi, da non confondersi con altre omonime specie settentrionali, derivò da un ramo dei Caracciolo detto “i Caraczioli rossi”, perché rosso era il campo del loro stemma in contrapposizione a quello blue dei “Caraczoli turchini”. A volte il semplice colore principale della livrea del cavaliere, ossia il colore di fondo della sua casacca e della sua gualdrappa, era sufficiente a dare origine al suo cognome e vedi il cognome siciliano Lo Verde (ossia “lo cavaliero vestuto de' verde”) e talvolta i napoletani Lo Russo, Lobianco, ecc. C'è però da osservare che, a cominciare dal Cinquecento, ma ciò avvenne soprattutto nel Seicento, col nascere della nuova classe sociale dei civili, ossia di popolari benestanti perché professionisti, ricchi commercianti o agricoltori possidenti, costoro cercavano man mano di 'nobilitarsi', a volte proprio comprando dei feudi, e si disegnavano o si facevano disegnare stemmi di famiglia che erano pertanto frutto di pura invenzione, dando così origine a una vastissima falsa araldica, la quale s’andava ad aggiungere alla corruzione sistematica di quella vera, ossia medievale, perché a partire dalli stessi predetti secoli i nobili, soprattutto quelli 48

dell'Italia meridionale, si dettero al pessimo abuso di manomettere i loro stemmi originarî, aggiungendovi figure di leoni, palle di cannone, stelle e altro, cancellandovi simboli antichi araldicamente molto più importanti e significativi, quali i bisanti, le tre croci del Golgota, le leonesse ecc., non rispettando più nemmeno le debite proporzioni delle figure geometriche, ossia di fasce, bande, pali ecc., proporzioni dovute perché dettate da convenzioni araldiche ben precise. Questa corruzione proliferava poiché i funzionari delle corti italiane preposti alla registrazione degli stemmi delle famiglie negli stemmari ufficiali, alla loro conservazione e alla sorveglianza dell'araldica, perché appunto i nobili non l'adulterassero né gli ignobili la falsificassero, questi funzionari dunque, i quali si chiamavano Re dell'Armi (intendendosi per armi gli stessi stemmi od imprese o blasoni che dir si voglia) oppure araldi reali, erano in effetti per lo più incompetenti e corruttibilissimi. Ecco dunque perché chi volesse approfondire seriamente l'araldica dovrebbe farlo su testi inglesi e francesi, mentre quelli italiani il più delle volte non sono altro che cumuli di votaggini e di ridicolissime fandonie! C'è però da dire, per tornare alla 'falsa araldica', che questi stemmi inventati facilmente si riconoscono dalla loro simbologia per lo più non guerresca e cioè dallo ostentare strumenti professionali, quali compassi, penne, libri, squadre, oppure navi mercantili, pesci ed altri elementi marini, ecc.; alcuni cercarono di crearsi uno stemma che ricordasse il loro cognome, tipologia più tardi detta delli ‘stemmi parlanti’, ossia adottarono il procedimento opposto a quello da noi più sopra spiegato per i cognomi araldici, dove cioè erano gli stemmi a far nascere i cognomi, e quindi, per esempio, la famiglia de Risi si fece dipingere uno stemma in cui appaiono simulacri di piantine che vorrebbero essere di riso, ma che in effetti non avrebbero necessariamente potuto ispirare tal nome a nessuno che l'avesse visto in un torneo o su un campo di battaglia; e come si poteva infatti capire che si trattava di piante proprio di riso e non magari di semplici cespugli? Altrettanto fece la famiglia Salvia, la quale adottò un leone che stringe nella zampa una piantina che vorrebbe essere appunto di salvia; ma, come sappiamo, nulla hanno a che fare i predetti vegetali né con il cognome de Risi, il quale è evidente corruzione di Alderisi, né il cognome Salvia, il quale è toponimico derivante dalla cittadina di Salvia, alla quale nell’Ottocento fu mutato il nome in Savoia di Lucania. A proposito poi della semplice corruzione dei simboli araldici, chiariamo che le 'palle di cannone' erano in origine dei bisanti o iperperi, ossia le diffuse monete di Bisanzio con cui erano pagati i crociati e che quindi sono molto importanti perché vogliono appunto attestare una partecipazione alle crociate; che le stelle', se tre, erano originalmente le tre croci del Golgota e, se una, la sola croce di Cristo, volendosi quindi testimoniare una tradizione di fede cristiana in famiglia; infine, i 'leoni' erano in effetti leonesse 49

(gatte) - quindi senza criniera, essendo la femmina del leone antico simbolo di fedeltà, e poteva quindi voler dire fedeltà al sovrano oppure alla stessa religione. Nessun'influenza sui cognomi sembrano aver avuto invece le devises, ossia quei motti che poi s’userà scrivere in un cartiglio posto sotto l’immagine dell’arme di famiglia; queste non erano state altro in origine che i gridi di guerra familiari che le famiglie più importanti, come per esempio le francesi Montmorency e Beaufremont, usavano tradizionalmente in battaglia invece di quelli nazionali, i quali evidentemente s’imposero a tutti solo più tardi; questo loro significato però dopo il Medioevo si perse nella memoria comune e la maggior parte delle famiglie nobili fece poi a gara ad adottare motti intellettuali o intellettualistici, spesso dal senso oscuro, i quali non avevano più nulla del grido di guerra, volendo ora invece affermare una forza morale o religiosa, e certo, se gridati in guerra, non avrebbero avuto alcun senso. Per chiudere l'argomento dei cognomi nobiliari bisogna però anche chiarire la differenza tra appellativi feudali e cognomi toponimici; per esempio, l'appellativo 'd'Aragona' aggiunto al cognome della famiglia significa che i re aragonesi di Napoli ne avevano concesso l'uso a tale famiglia per significare il gran merito guadagnato per i particolari servigi resi alla Corona da qualche suo esponente; in questo caso la concessione anche comportava l'inserimento dello stemma della Casa d'Aragona nel primo quarto dello stemma della famiglia in questione, cioè in quello superiore destro; ma, se una famiglia si chiama semplicemente d'Aragona per suo cognome, allora è altra faccenda, potendosi trattare sia di un semplice toponimico ('originario dell'Aragona'), sia della nobilissima famiglia siciliana Aragona. Altro esempio di un possibile equivoco è il cognome Altavilla e vogliamo dire che la circostanza che Tancredi il Normanno e i suoi figli, i quali -come tutti allora - non avevano un cognome, fossero signori di Hauteville in Francia non significa che coloro che hanno preso il loro cognome toponimico Altavilla od Altovilla dal paese di Altavilla Irpina siano nobili né tanto meno siano discendenti di quegli illustri conquistatori! Crediamo utile ora dire qualcosa sulla corruzione alla quale sono andati soggetti molti cognomi, specie patronimici. Abbiamo riportato prima tutte le variazioni che si sono formate nel tempo, per esempio, dall'originario Amadeus, ma ci sono dei cognomi corrotti non dall'usura del tempo, bensì dall'equivoco e vedi infatti Allarante, divenuto talvolta Allagrande, cognome quindi alquanto buffo; Aldemaro (-i), divenuto, oltre che il predetto de Mari, anche Altomare, anch'esso alquanto curioso; Venditti si è trasformato a volte in Vendetta. Insomma, alcuni patronimici si sono corrotti per semplice ignoranza, in modo da trasformarsi nel nome di una cosa o in un detto notorio e così, per ulteriore esempio, il cognome Architrave - come pure Archivolti e Arcopinto - chissà da quale nome di persona greco o cognome latino si è trasformato poi in questo nome di cosa 50

nota! Naturalmente tali corruzioni sono spesso indice di tradizioni familiari un po' trascurate; quelli che si sono conservati invece per lo più immutati nel tempo sono i cognomi più gentilizî, nobili insomma, e non tanto per motivi culturali, quanto per una molto maggior attenzione alla genealogia familiare. Ci sono poi due ricorrenti modifiche medievali dei cognomi patronimici, modifiche che si possono definire però 'dotte' e quindi non delle corruzioni. La prima è quell'uso che durò dal Duecento al Seicento, quando, scrivendosi i documenti in latino, i cognomi spesso si declinavano, per cui - per esempio - Johannes Buccini diventava Johannes Buccinus; ma lo stesso Johannes e suo fratello Marinus erano collettivamente chiamati Buccini, cioè al plurale, e la loro sorella Iselda era menzionata nei documenti come Iselda Buccina, ossia al femminile. Tale uso può aver dato origine a differenti cognomi derivanti però dallo stesso ceppo familiare, anche se quelli matronimici terminanti in '-a' sono, come abbiamo già detto, piuttosto rari. Tipico poi del Quattrocento fu un abuso che potremmo definire oggi una 'snobberia'; cioè molte famiglie italiane, quando avevano acquistato potere feudale, economico o politico per successi conseguiti nella vita civile o in quella militare, considerando il loro cognome patronimico troppo modesto per il loro conseguito stato e desiderando dargli una veste che lo facesse apparire più nobile e importante, ne modificavano la struttura aggiungendo alla desinenza '-i' una 's', la quale a volte si è poi persa nel tempo, e facendo preceder il cognome stesso dalla preposizione 'de' oppure da 'delli' o 'degli'. Per esempio, così venne talvolta ablativizzato il cognome Alberti (filius Alberti, come sappiamo) e divenne pertanto de Albertis, volendo in sostanza significare 'della stirpe degli Alberti'. Tali cognomi sono numerosissimi: De Angelis (quindi dal semplice Angeli) de Magistri(s); de Magistis (da Magistri) de Curtis (da Curtî), ossia 'di Curzio') Bolis (da Boli; qui s'è perso il 'de') de Benedictis; de Benedectis; de Benedittis; de Benedetti de Ecclesiis; d'Ecclesi(i)s (dal genitivo del nome Ecclesius) de Cieri (ma può esser anche toponimico e cioè 'da Ceri') de Divitiis; de Devitiis (dal genitivo di Divitius) de Vendittis (dal genitivo di Vendittus; dunque non dalle vendette) de Vit(t)i(s) (dal genitivo di Vitus) e la corr. de Vitiis de Zelis (dal genitivo di Zelus; quindi non dallo zelo) de Forgellinis (impreziosimento di de Porcellinis) de Feudis (dal genitivo di Feudus; quindi niente a che fare con i feudi!) de(lli) Paoli(s); de Paulis; de Polis; delli Paolo de Fil(l)ip(p)i(s); de Felippis de Laurentis; de Laurentiis (dal genitivo di Laurentius) del Balzi (apocope di delli Balzi) 51

de Lictèris; de Littèris (dal genitivo di Litterio; quindi non dalle lettere) de Liguori; de Liquori (dal genitivo di Liguoro; quindi non dai liquori) dell'Agli (dal genitivo di Alius; quindi niente a che fare con l'aglio) delli Carri (dal genitivo di Carus; quindi nulla a che fare con i carri) de(lli) Santi(s); de Sanctis (dal genitivo di Santus) delli Venèri (dal genitivo di Venerus, nome germanico) Dellonci (io) (corr. di delli Onci, ossia dal genitivo di Oncius) delli Bovi (dal genitivo di Bovus; quindi non dai buoi) de Rensis; de R(i)enzi(s); de Rentis de Ritis (dal genitivo di Ritus o di Ritius, quindi nulla a che fare con i riti) de Rogati(s) (dal genitivo di Rogatus; dunque non dai rogiti) de Salvi (dal genitivo di Salvius) de Scalzi (dal genitivo di Scalzus; anche Scalzo, Scalzonis) Descani (dal genitivo di Scagnus o di Scanius) de Sortis (probabilmente corr. voluta di de Sartis) de Turris (dal genitivo di Turrus; quindi niente a che fare con le torri). Da notare anche: de Cupis; de Cusatis; de Pretis (da Preti); de Dilectis; de Actis (da Acti); de Donati; de Accattatis (da Accattati); de Falchi; de Blasiis (da Blasî); de Fanis; de Notaris; de Faveris; de Flaviis; de Febis; de Marinis; de Feis; de Conciliis (da Concilî); de Felicis; de Tollis (da Tolli); de Finis; de Florentis; de Andreis; de Forgellinis; de Asmundis (da Asmundi); de Fortis; de Astis (da Asti); de Franchis; de Alteriis; de Gaetani; de Antonellis; de Gemmis; de Aracangelis; de Mascellis; de Masellis; de Ascenti(i)s (da Ascentî); de' Medici; de Augustinis; de Meis; de Bartolomeis; de Miccoli; de Bellis; de Minicis; de Mitri; de Berardinis; de Musis; (de) Bernardi(s); de Nardellis; de Boni(i)s (da Boni); de Nictolis; de Bustis (da Busti); de Nicolais; de Camillis; de Nisi; de Caprariis; de Nobili; de Caroli(s); de Novellis; de Causis (da Causi); de Nozzi; de Siati; de Cesaris; de Nucci; de Ciampis (da Ciampi); de Orsi; de Ciantis; de Pamicis; de Pan(i)cis; de Cillis; de Ciuccis (da Ciucci); de Pertis; de Ciutiis; de Colangelis; de Panti; de Clementi; de Pellegrini; de Conti; de Petris; de Coppi (da Coppo); de Petrocellis; de Gregori(is); de Corneliis; de Philippis; de Alfieri (dal genitivo di Alfierus); de Pofi; de Angi (dal genitivo di Angus); de Pompeis; de Pompessi; de Angioletti; de Bastiani; de' Rossi; de Battisti; de Prosperis; de Bernocchi (dal genitivo di Bernocchius); de Gisi; de Bianchi; de Giacomi; de Biasi; de Gioannis; de Brasi; degli Onofri; de Brovedani (dal genitivo di Brovedanus); degli Uberti; de Carli; de 52

Guidobaldi; de Carlini; dei Giudici; de Lucis; de Cotiis; de Iris; de Cubellis; de Iuliis; de Cupertinis; de' Rubeis; de Cupis; de Lellis; de Lisi; de Domenicis; (de) Dominicis; dell'Albani; de Lollis; de Lorenzi(s); de Marcellis; de Franceschi; de Francisci(s); de Longis; de(l) Gais (dal genitivo di Gaius); de Luptis; de Martini(s); de Maffutiis; de Marti(i)s; de Marzi; de Nittis; de Maddi; de Tellis; de Matt(ha)ei(s); Lais; Grappis; de Margheriti; del Biondi (apocope di delli Biondi); Lampis; de Micheli(s); de Sinini; de Nagelis (da 'Nageli'); de Marianis; de Nardi(s); de Rasis; de Riccardis; de Pari(s); de Riggi; de Pascali(s); de Virgiliis; de Pisi(s); de Vergori; de Mutiis (dal genitivo di Mutius); de Togni; de Negri; de Nigris; de Varti; de Lucis; Perris; de Grassi (dal genitivo di Crassus); de Liberti; de Crignis; de Rinaldi(s); Barberis; de Amicis; Calligaris; de Luti(i)s; de Marchi(s); de Giorgi; de Georgis; de Robertis; de Rubertis; de Silvestri(s); de Simini; Dessimini; de Stefani(s); de Toni; Dettoni; Dettori (cioè d'Ettori); de Tommasi(s); de Vincenti(s)(is); de Vincenzi(is); de Vescovi; Devescovi; de Acutis (dal genitivo di Acutius); de Vecchi(s) (dal genitivo di Vecchius); de Vellis (dal genitivo di Vellus). In alcuni casi per il predetto impreziosimento del cognome fu usato - propriamente o impropriamente - l'ablativo plurale della terza declinazione, come nei casi che seguono: de Iudicibus; de Judicibus e la corr. de Indicibus (da Judex) de Leonibus (da Leo, Leonis) de Colibus (da Cola, ossia Nicola) de Bonitatibus (da Bonitatus) ecc.

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Parte terza. I COGNOMI TOPONIMICI. Quando, affermatasi l'ereditarietà dei castaldati, dei balivati e dei possedimenti terrieri in genere, i nobili cominciarono ad adottare cognomi patronimici per meglio affermare i loro diritti successori, tale cognomenizzazione si diffuse rapidamente anche tra i populares, i quali si divisero a tal proposito in due categorie. La prima fu quella di coloro che, essendo proprietarî di beni oggetto di compravendite, donazioni, costituzioni in dote, lasciti ecc., trasformarono in cognomi familiari i semplici appellativi patronimici con cui sino allora erano stati identificati negli atti notarili relativi alle predette alienazioni, quindi uniformandosi all'uso dei nobili. Alla seconda categoria appartenevano invece quelli che, non essendo possessori di beni immobili giacché poveri lavoratori plebei, braccianti agricoli o servi della gleba, mendicanti, ecc., non avevano necessità di acquisire un cognome, anzi spesso non avevano nemmeno un appellativo patronimico poiché erano figli di padre ignoto, stato comunissimo nel Medio Evo; costoro erano, come abbiamo già ricordato, registrati nei ruoli militari, marittimi o di mano d'opera con il nome proprio seguito da quello del loro luogo d'origine e dai segni caratteristici. Nei rogiti invece, quando a fine atto si nominavano testimonî poveri, costoro erano molto spesso identificati con il solo nome proprio in quanto, essendo legati per la vita ai poderi in cui lavoravano a colonia o a salario, si dava per scontato che fossero persone originarie dello stesso luogo dove l'atto era rogato. L'uso quindi solo identificativo e non successorio dei suddetti appellativi toponimici fece sì che la categoria dei cognomi toponimici si affermasse in maniera molto più lenta di quella dei cognomi patronimici e abbiamo già menzionato il caso del Tartaglia come quello di persona appartenente a una famiglia che, ancora nel Cinquecento, non possedeva un cognome né ne avvertiva la necessità. La maggior parte dei cognomi toponimici, ossia dunque di quei cognomi che esprimono non una paternità originaria, bensì il luogo d'origine dell'antenato da cui il cognome della famiglia ebbe inizio, derivano dal nome di piccoli villaggi (terre), addirittura di singoli poderi privati, nomi pertanto spesso sconosciuti dalla toponomastica ufficiale o addirittura andati perduti nel tempo, i quali oggi si possono solo rintracciare negli antichi cedolari feudali; vedi, per esempio, i cognomi Valle rotonda, Valdinoci, Acquafredda, Acquaviva, Acquafresca, Pontesilli, Domonuova, Pietranera ecc., i quali sono chiaramente toponomici, ma si riferiscono a località non più rintracciabili perché cancellate dal tempo. Altri cognomi derivano poi da toponimi tuttora esistenti, ma poco noti; quanti in Italia sanno infatti di Bianco, paese della provincia di Reggio Calabria, di Cavallina e Maresca, paesi toscani, e poi di Morcone, Acava (da La Cava, ossia Cava dei Tirreni), Baronissa, Leonessa, Siano, Fiano 54

(nome pluritoponomastico), Chiaia, quest'ultimo antico sobborgo di Napoli? A proposito del suddetto termine terra vogliamo qui ribadire al lettore che esso significava anticamente villaggio, contrada, luogo abitato in genere, mentre i loro abitanti erano appunto detti terrazzani e non ancora paesani o cittadini come oggi invece s'usa. Generalmente i cognomi italiani terminanti in '-a' sono tutti toponimici, eccezion fatta per pochi in sospetto di "matronimicità", come Franciosa, Annavecchia, Annella, Zitarosa, Zianna, Donnarumma (Domina Rumma), Donnabella, Donnaperna, Annarumma ecc. e per quelli articolati di cui abbiamo già detto. Parecchi sono poi i cognomi, quali Piemonte, Milano, Salerno ecc., che sono tanto palesemente toponimici da non dar motivo di discussione alcuna in proposito. I cognomi toponimici hanno a volte conservato la loro originaria preposizione latina de, significante in tal caso 'originario di', e a volte, quando si tratti di cognomi nati più tardi e quindi in lingua già volgare, la corrispondente preposizione italiana 'di' con lo stesso significato di origine topica; abbiamo quindi cognomi come de Muro, località della Lucania, de Napoli o di Napoli, della Rovere, nome quest'ultimo pluritoponimico, ecc. Anche nel caso dei cognomi toponimici, come si è già detto per quelli patronimici, scriverli con il 'de' o il 'di' maiuscolo non ha alcun senso se non quello di ignoranza filologica. Da notare, in questo contesto, il cognome Di Tria, che noi riteniamo voluta e pudica corruzione di Troia, località del Foggiano; vedi ancora Deroma, corruzione di de Roma, Delahaie, ossia dell'Haia, ecc. Era forse un appellativo toponimico il nome di Pulcinella, maschera napoletana per antonomasia, il quale potrebbe derivare da contrada medievale sita nei pressi del paese di Pulcino (oggi Buccino) nel Salernitano, ma siamo più propensi a credere all’origine da ‘Paolo Cinella’; infatti Cinella è un cognome italiano ancor oggi esistente. A giudicare dalla maschera nera, ma ancor di più dall'abito totalmente bianco e di foggia islamica, si potrebbe pensare che Pulcinella fosse in origine un personaggio realmente vissuto, e cioè uno schiavo mussulmano, il che giustificherebbe il viso dalla pelle scura e il candore dell'abito, colore riservato ai soli schiavi affinché, in caso di fuga, fossero facilmente riconosciuti e ripresi. Così come abbiamo visto a proposito dei cognomi patronimici, anche tra i toponomici se ne ritrovano molti che includono l'articolo determinativo: La Posta; Laposta; La Placa; La Rocca; Larocca; Laporta; La Tegola; La Rota; Lamendola ('L'Amendola'); La Rotonda; Le Donne (ossia l'Isola delle Donne); La Rovere; Lo Bosco; Lobosco; La Salsa; La Selva; La Salvia; Lasiepe; La Verde; La Siesta; La Volpe; La Tela; Latel(l)a; La Tilla (oggi Atella); La Grotteria; (La) Torraca; La Foresta; La Torrata (cioè 'La Turrita'); La Macchia; La Torre; Latorre; Liturri; Lamantia; La Terra; La Noce; La Terza; Laterza; La 55

Palombara; La Cava; Lacava (Cava dei Tirreni); La Pentolaccia; La Certosa; Lacertosa; La Penta; La Corte; La Pergola; La Creta; Laperuta; La Croce; Le Foche; La Cerra; La Serra; Le Grottaglie; Labadià; Le Luna; Labagnara; Leore; La Banca; Labanca; Labanchi; Lerose; La Boccetta; Laboccetta; Lezoche; Labruzzo; Ligrani; La Gala; Lagala; Lacala (s'intende una cala marittima); Litrenta (Trentaremi presso Napoli?); Lo Casale; La Camera; Locorotondo; La Fortezza; Lofaro; La Fragola (oggi Afragola); Lomonte; La Fratta; Laltalena; Laganara; Laganà; Lonoce; Lapice; Loparco; La Vigna e le corr. Lavina; Lapigna; Lopalco; Lapignola (ossia 'La Vignola'); Lo Passo; Lapolla; La Volla (oggi Volla); L'Opera; La Pietra; Lapreta; Lapreda; Laprea; Loporto; La Pusata (ossia 'La Posada'); Losasso; La Ragione (cioè 'La Razione'); Lostritto; La Sala; Lasala (oggi Sala Consilina); Lovreglio; Lavella (o) (cioè Avella); La Valle; Lavalle (o); La Grotta; Lagrotta; Lagrutta; La Dogana; Ladogana; La Fontagna (cioè 'La Fontana'); La Guardia; Laguardia; Lamar(r)a; Lamari; La Marca; Lamarca; La Forgia; La Forgia; La Montagna; La Mondagna; La Neve e la corr. La Nave; La Mura; Lamura; La Padula (oggi Paduli); Lapenna; Lapegna; Lo Vasto; Lovasto (Vasto presso Pescara); Lov(i)ento; Loviendo; Loviglio (ossia "l'ovile"); L'Isola; (La) Battaglia; Labattaglia (nel Salernitano o nel Padovano); (La) Nota e le corr. Lanotte; Della Notte; Lannutti; La Ferrara; Delfiore (cioè da Fiore in Calabria); La Fem(m)ina (ossia dall'Isola delle Femmine; Lavitoria (da una località che prende il suo no me da una chiesa dedicata a S. Maria della Vittoria, ossia della vittoria di Lepanto . Alcuni cognomi toponimici derivano da località che traggono il loro nome dal latino "cannaba" (cantina) e vedi infatti i seguenti, anche se taluni di questi toponimi possono invece ricordare coltivazioni di canapa: Canova; Canapa; Canape; Canepa; Canavaccio; Canepina; Caneva (2); Canevara; Canevare; Canevino; Cannavò; Cannobio; Canove (2). Frequenti sono i cognomi toponimici inizianti con il termine 'Casa-" e vedi appunto i seguenti: Casavolo (a) ('la casa di Avolo') Casabur(r)i (o); Casaburra ('la casa di Buro o di Burro') Casaceli ('la casa di Celio') Casavatore ('la casa di Salvatore') Casadei; Casadio ('la casa di Dio') Cassettino (corr. di 'Casettina') Casacc(h)ia (o); Casassa; Casazza ('la grande casa') Casalino (i) (io) ('la casa di Lino') Casalbore ('la casa di Albore') Casalegno ('la casa di legno') Casorio; Casoria ('la casa di Orio') 56

Caserta; Caserza ('casa erta') Casaldi ('la casa di Aldo') Casolaro (e); Casularo Casamichele ('la casa di Michele') Casalvieri ('la casa di Alviero') Casamassa ('la casa dove si fa la massa delle pecore') Casamassimi (a) ('la casa di Massimo') Casuscelli ('la casa di Uccello') Casandra ('la casa di Andro') Casandrino; Casantrino ('la casa di Andrino') Casarino (ma può esser anche patronimico, equivalendo a Cesarino) Casarano (idem c.s., equivalendo a Cesarano) Casareo (idem c.s., equivalendo a Cesareo) Casalaina ('a casa di Laino') Casapulla (o) ('la casa di Pullo') Casaretta (i) ('la casa di Retto') Casarubea ('la casa rossa') Casaula ('la casa di Aulo') Cas(s)ol(l)a (o) (e); Casula (e); Cassioli; Casullo Casuccio (i) ('la casa di Uccio') Inoltre: Casa (e); Casa Satriano; Casavecchia; Casabianca; Cas(s)etta; Casagrande; Casalicchio; Cas(s)ella (o); Casalaspro; Casesa; Casale; Casolino (i); Casaletta; Cas(s)one; Casal(i)nuovo; Casalta; Cas(s)otta; Cas(s)ino; Casamento; Cassibba; Cassitto; Casano(va); Casapaseda; Casapesenna; Casalanguida; Casarella (i); Casasanta; Caserma. A proposito del predetto Caserma dobbiamo dire che questo nome deriva dallo spagnolo Casa yerma, ossia 'casa isolata', perché, prima dell'istituzione delle caserme, avvenuta nella seconda metà del Seicento, i soldati avevano generalmente alloggiato a pagamento in case private e quindi non 'isolate' da quelle dei civili. Alcuni cognomi, inizianti anch'essi con 'Cas-', ma terminanti con la desineza '-i', sono ovviamente dei patronimici, come per esempio Caselli, Cassini, Casolari, Casali, Casagli, Cassi ('di Cassio'), Casotti, Casati, ecc. Altri cognomi toponimici iniziano invece con 'Campo-' ed eccone alcuni: Campolattaro e la corr. Campolattano Campol(u)ongo; Campilongo e le corr. Capilongo; Capol(u)ongo; Capoluogo. Camponesco (hi) ('il campo di Nesco') Camposano (edulcorazione di 'camposanto') Camposarcone ('il campo di Sarcone') 57

Campostella e la corr. Compostella Campodonico e la corr. Capodonico Altri: Campobasso; Camporeale; Campochiaro (a); Campovisano; Campopiano. Tantissimi altri iniziano ovviamente con 'San, Sant, Santo-' o 'Sam-', perché infinite sono le piccole località, tra le quali anche quartieri urbani, che presero il nome dal santo a cui era dedicata la locale parrocchia o il locale monastero; a Napoli, per esempio, la via detta Egiziaca a Pizzofalcone prese questo nome da una chiesa in essa eretta e dedicata a S. Maria Egiziaca e la piazza detta della Vittoria fu così chiamata perché in essa s'affaccia la chiesa di S. Maria della Vittoria, vale a dire della vittoria di Lepanto. Facciamo dunque ora seguire un nutrito elenco di cognomi toponimici di tal genere, facendo però osservare che molti di essi ricordano località dedicate a santi oggi pressoché dimenticati, quindi divenuti sconosciuti ai più, e che altri hanno subito, soprattutto nei rogiti, un processo di 'patronimicizzazione', ossia una forma di corruzione che li ha portati ad assumere la desinenza finale '-i' dei patronimici: Samperi(si); Sampiri(si) (corr. di 'San Parisio') Santaniello; Sandaniello; Santanelli ('Sant'Aniello) Sanangelantoni ('San Angelo Antonio') Sanzano (i) ('San Zani', ossia S. Giovanni) Santulli; Sandulli (o) ('San Tullio') Sant'Angelo; Santangelo (is) e la corr. Santanagelo San(to)nicola; Sanniola; Sannolo (a) Sansullo; Sanzullo ('San Sullo') Santanastasia (o); Santoanastasio; Santonastasi (o) (io) (ia) Santoriello; Santorelli; Santarelli (a) ('Santo Riello') Santeramo ('Sant'Eramo' o 'Sant'Erasmo') Santamarino (a) ('Sant' Amarino') Santorio ('Sant'Orio') e la corr. Santoro Sammarco; San(to)marco Sammartino; Santomartino Sammauro; San(to)mauro Samp(a)olo; Santopaolo Sampino ('San Pino') Sanarico (a) ('San Arrigo') Sanciulli ('San Ciullo') Sansanelli ('San Sanello') Sandolo (i); ('San Jandolo') Sanzari ('San Zaro') Sandonnini ('San Donnino') Sandrigo ('San Andrigo') 58

Sammarone ('San Marone') Sammarruco ('San Marruco') Sangi(u)olo ('San Gioele') Sangiovanni; Santojanni Sanguinet(t)i ('San Guinetto') San(n)ipoli ('San Polo') Sannacchiaro ('San Nacchiaro') Sannalo ('San Nalo') Sannataro ('San Nataro') Sannicandro ('San Nicandro') San(to)nino (i) (a) ('San Nino') Sannitu; Sannito (i) ('San Nito') Sannitizona ('San Nitizone') Sansalone ('San Anzalone') Sanse(v)erino; Sansiverino Salselmo ('San Anselmo') Sansiv(i)ero ('San Severo') Sansosti ('San Sosto') Santagata (i) (o); Santagada Santamaro ('Sant'Amaro') Santammaro ('San Tammaro') Santanera ('Santa Nera') Santarpino ('Sant'Arpino') Santarsiero ('Sant'Arsiero') Santelia e le corr. Santella (i) Santelmo(ne); Santermone Santeusanio ('Sant'Eusanio') Santinelli ('Santo Nello') Santiprosperi ('Santo Prospero') Santirosi ('Sant'Iroso') Santoliquido ('Santo Liquido') Santonocito ('Santo Nocito') Santoruf(f)o ('San Rufo') Santostasi ('Santo Stasio') Santosuosso ('Santo Sossio') Ed in più: Sanfasi; Sanduzzi; Sanfelica; Sanfilippo; San(to)vito; Sanfrecola; Sangermano; Sangiacomo; San(to)chirico; Sangiorgio (i); Sangiuliano; Sangoi; Sannazzaro; Sannella; Sandomenico; Sancricca; Sansalvatore; Santachiara; Santacroce; Santafede; Santagostini; Santalucia; Santamaria; Santamato; Santandrea; Santantonio; Santarcangelo; Santarpia; Santasilia; Santocelo; Sant'Aspreno; Santolicandro; Santomaso; Santomassimo; Santomenna; Santopietro; Santospirito; Santobono (i); Santostefano; Sanvitale.

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Alcuni cognomi derivano da toponimi che terminano con la desinenza '-ara', la quale sta a significare che in quel luogo s’esercitava un'attività prevalente, così come 'tonnara' vuol dire un luogo marittimo dove s’esercita la pesca dei tonni; eccone alcuni: Pescara ('luogo dove si pesca') Orsara ('luogo dove si cacciano gli orsi', oppure 'luogo dove si allevano cavalli', dal germanico Horse, cavallo). Falconara ('luogo dove s'allevano i falconi') (Ab)bagnara (La Bagnara; 'luogo dove si fanno i bagni') Serpentara ('luogo dove si catturano i serpenti') Boccaciara (i) (o) (corr. di beccacciara; 'luogo dove si cacciano le beccacce'). Lanzar(i)a ('luogo dove si trova il legname da farne aste di lancia'). La Palombara ('luogo dove si cacciano i colombi') La Saponara ('luogo dove si fabbrica il sapone') Amendolara ('luogo dove si coltivano le amendole, mandorleto') Perticara ('luogo dove gli alberi sono adatti a ricavarne pertiche'). Formigara ('formicaio'). Molti toponimi, in seguito divenuti cognomi, nacquero da nomi di feudatari e vedi il paese di Roccaraso ('la rocca di Raso'); quello di Rivisondoli, il quale nel Medio Evo si chiamava S. Giacomo, ma fu feudo della famiglia Rivisondoli; Bacoli, che significa 'di Bacolo', essendo Bacolo un nome proprio e S. Bacolo fu vescovo di Sorrento; Buccino, che all'epoca delle crociate ci chiamava Pulcino, come risulta dal Catalogus Baronum, e il cui nome si trasformò così nella prima metà del Trecento, quando, essendo morto il suo feudatario Guidone d'Alemagna ed essendo suo figlio Guiduccio ancora minorenne, il re Carlo I d'Angiò ne affidò il baliato a Ettore Buccino, suo fiduciario. Ma la maggior parte dei toponimi di questo tipo sono quelli con la desinenza '-ano', la quale trasformava un nome proprio (p. es. Pomilius) in un aggettivo determinativo d'appartenenza (Pomilianus, oggi Pomigliano); ciò perché tale aggettivo sottintende un sostantivo omesso dal tempo e cioè il latino vicus, termine filologicamente omonimo dell'altro pure latino pecus (bestiame) e che significava quindi nella preistoria ovile, caprile, porcile o stalla; in seguito, in epoca proto-latina, questa voce vicus assunse il significato di masseria, podere e infine, in tempi tardo-latini e barbarici, quello di villaggio,casale, borgo; pertanto, per restare nell'esempio predetto, il vicus Pomilianus fu in origine il possedimento armentario o agricolo di un certo allevatore o agricoltore di nome Pomilius, una masseria cioè che poi nei secoli successivi,per l'aggregarsi di nuove case, si trasformò in un casale di nome Pomigliano e ciò man mano che la famiglia originata da questo Pomilio s'allargava e da essa si formavano altri nuclei familiari; in

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epoca moderna poi tale casale diventerà una vera e propria cittadina di provincia. Numerose evidenze di quanto abbiamo appena detto si trovano nell'opera dello Jarnut(1), senza dubbio la più completa e utile raccolta di antroponimi longobardi che sia mai stata compilata, antroponimi che nei documenti superstiti di quella lontana epoca sono spesso seguiti dai relativi luoghi di domicilio e quindi vi troviamo, per esempio, habitator in vico Civiliano, habitator in vico Libidiano, habitator in vico Valeriano, habitator in vico Arianu, ecc. Ecco il perché della desinenza ablativa '-o' di questa categoria di toponimi, eccettuandone qualcuno in '-a' perché già corrotto da aggettivo a nome toponomastico. Ne facciamo ora seguire un elenco significativo, ma sono infiniti; né vanno confusi con i patronimici di nazionalità o cittadinanza di cui abbiamo già detto e in cui la stessa desinenza '-ano' sottintende non il nome comune vicus, bensì un nome proprio di persona: Giugliano ('il podere di Giulio') Parravano (il podere di Parabo') Pomigliano ('il podere di Pomilio') Pellicano ('il podere di Pellico') Calvizzano ('il podere di Calvizzo') Ferrazzano ('il podere di Ferrazzo') Medrano ('...di Medro') Ferulano ('...di Ferulo') Barano ('...di Baro') Rusciano ('...di Ruscio') Abagnano ('...di Abano') Bertano ('...di Berto') Acchiano ('...di Acchio') Parinzano ('...di Parinzio') Agliano ('...di Alio') Pasano ('...di Paso') Agnano ('...di Agno o di Anio') Pererano ('...di Pererio') Alfano ('...di Alfio') Pettorano ('...di Pector')

1) Jörg Jarnut, Prosopographische und sozialgeschichtliche Studien zum Langobardenreich in Italien (568-774), Bonn 1972. 61

Alfarano ('...di Alfero') Picchiano ('...di Picchio') Ariano ('...di Ario') Pirano ('...di Piro') Ambrosano ('...di Ambrosio') Pignano ('...di Pino') Barbarano ('...di Barbaro') Platàno ('...di Plato') Amoresano ('...di Amoreso') Scorrano ('...di Scorro') Angarano ('...di Angaro') Soldano ('...di Soldo') Rutigliano ('...di Rutilio') Sparàno ('...di Sbaro') Antelisano ('...di Antelisio') Tofàno (i) ('...di Tofo') Antignano ('..di Antinoo') Turriziano (i) ('...di Turrizio') Appignano ('...di Appino') Vetraino (i) ('...di Vetrio') Arciano ('...di Arcio') Vita(g)liano ('...di Vitale') Cremano ('...di Cremo') Zuliano (i) ('...di Giulio') Balvano ('...di Valvo') Cammarosano ('...di Cammaroso') Merano ('...di Mero') Violano ('...di Viola') Caivano ('...di Caivo') Cammarano ('...di Cammaro') Chiaiano ('...di Plaio') Bucciano ('...di Buccio') Arbizzano ('...di Arbizio') Bruzzano ('...di Bruzio') Bonzano ('...di Bonzo') Zaffarano (i) ('...di Zaffàro') Alberano ('...di Albèro') Landano ('...di Lando') Fabiano ('...di Fabio') Lanciano; Lanzano ('...di Lancio') Fabriano ('...di Fabro') Laprano ('...di Lapro') Laurenzano (a) ('...di Laurenzio') Lariano ('...di Lario') Bucchignano ('...di Bucchino') Laudano ('...di Laudo') Franchignano ('...di Franchino') Laur(i)ano ('...di Lauro') 62

Pugliano ('...di Pulio') Lav(i)ano (i) ('...di Lavio') Cajano ('...di Cajo') Lavitrano ('...di Lavitrio') Contigliano ('...di Contile') Lavizzano ('...di Lavizio') Staiano ('...di Staio') Leporano; Levrano ('...di Lepore') Marano ('...di Maro') Lompognano ('...di Lomponio') Maiorano (a) ('...di Maior') Lucugnano ('...di Lucunio') Marchesano ('...di Marchese') Lupicano ('...di Lupico') Marigliano ('...di Marilio') Lusignano ('...di Lusinio') Maugliano ('...di Maulo') Lussana ('...di Lusso') Mesiano ('...di Mesio') Saviano ('...di Savio') Miano ('...di Meo') Ottaviano ('...di Ottavio') Modigliano ('...di Modilio') Mogliano ('...di Mollo') Morano ('...di Moro') Morisano ('...di Moriso') Ortolano ('...di Ortolo') Pacciano (i) ('...di Paccio') Pagliano ('...di Palio') Avezzano ('...di Avezio') Pantano ('...di Panto') Perifano; Perisano ('...di Perise') Baris(s)ano; Bar(r)isciano; Barrigiano; Pariggiano ('...di Parise'). Pers(i)ano; Bersano ('...di Persio') Marzano; Marciano ('...di Marzio') Parulano; Parolano; Paruano ('...di Parulo') Per(i)ano ('...di Perio') Anche in questo caso - come in quello precedente dei toponimici inizianti per 'San, Sant-' ecc., la desinenza '-i' significa cognome patronimicizzato nei documenti medievali o rinascimentali. Chiudendo il discorso sui cognomi toponimici, c'è da aggiungere che ce n’è qualcuno così corrotto dal tempo che, a prima vista, non si ravvisa come derivato da un toponimo e vedi, per esempio, il caso di Portovenere, giunto a noi oggi corrotto in Portovennero. Per riassumere ora un po' quanto finora detto e per introdurre quanto ci apprestiamo ancora a dire ci sembra ora opportuno citare un antico documento duecentesco dato alle stampe nel secolo scorso da 63

tale Carlo Cipolla, il quale ne volle fare oggetto di una di quelle preziose piccole edizioni nuziali che furono tanto in voga fino all'inizio del Novecento; si tratta in questo caso di un atto giurativo del 1246 rogato nel Veronese e si riferisce all'osservanza di uno statuto locale. Tale documento è molto interessante giacché è del tempo che precede immediatamente la nascita dei cognomi e riteniamo quindi molto utile, ai fini di questo nostro studio, riportare qui di seguito tutti i nomi sia dei giuranti sia dei testimoni che in tale rogito risultano, aggiungendo qualche nostro commento esplicativo (1); cominciamo pertanto col dire che, mentre i nobili (domini) si nominavano semplicemente col nome proprio seguito dal luogo dal quale provenivano o del quale erano possessori, i populares s'indicavano anche con il nome del loro padre, se noto, e questo a voler dire che i nobili, proprio giacché l'aggettivo latino nobilis non è altro che una forma sincopata di notabilis, erano personaggi considerati sufficientemente noti perché si dovesse specificare di chi erano figli: Dominus Nicholaus de Domina Maria (Il signor Nicola proveniente da oppure signore di un luogo che si chiamava 'Donnamaria' perché evidentemente dedicato alla Madonna). Dominus Temalinus de Puiaga (Il signor Temalino da Puegnago, nel Bresciano). Dominus Johannis Clericus de Fanis (Il signor Giovanni da Fane, nel Veronese; o si trattava di un chierico di nobile famiglia oppure agli ecclesiastici si dava del dominus in ogni caso). Johannis de Turre (Giovanni da 'Turbe', forse Torbole nel Bresciano). Paltonerius filius Endridi de Lamara (Paltonerio, figlio di Endrido da Lamara; un bell'esempio di quanto fin qui spiegato; infatti filius è destinato a scomparire perché sottinteso, Endridi diventerà il cognome patronimico degli eredi di Paltonerius e quindi non ci sarà bisogno che l'ablativo d'origine de Lamara venga da questa famiglia usato come cognome toponimico). Omodeus filius quondam Gecii de Pruno (Omodeo, figlio del fu Gezio da Prun nel Veronese). Macolus filius quondam Acci de Pruno (Macolo, figlio del fu Azio da Prun). Albertus filius quondam Jeni de Caxano (Alberto, figlio del fu Geno da Cassano).

1) MISC. 103(9 della Biblioteca Nazionale di Napoli. Fonte citata: Ant. Arch. Veron., Ospitale n. 705, Orig.

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Renoardus filius Montobelli de Albiøano (Renoardo, figlio di Montobello da Arbizzano di Valpolicella). Montus filius Prandi Albiçani (Monto, figlio di Prando da Arbizzano; qui Albiøani è errore materiale e sta per de Albiçano come nell'esempio precedente). Dominus Texius de Plebe Nigrarii (Il signor Tesio dal comune di Negrar nel Veronese). Aminus de Iago (Amino di Iago; si tratta probabilmente di uno di quei patronimici di origine che abbiamo spiegato). Marchesius de Prado. Bosolinus filius Senaroli de Egi (forse "...da Eggi di Spoleto"). Buçacarus filius quondam Albertini de Campi, qui moratur a Novare ('...il quale risiede a Novara'). Robacontus de Novare. Petrus de Ceriago. Coradinus Piçoli (Corradino, figlio di Pizzolo; qui filius è omesso) Masarinus filius Bonagneli. Gerardus filius Gitaldi. Delaitus (de) Trentino, qui moratur Sancto Vito (Delaito da Trentino, il quale dimora a Santo Vito;forse S. Vito di Leguzzano nel Vicentino). Dominus Mançius de Caneaço. Trufaldus filius Senaroli. Borius de Manço. Teroius de Maçano. Canerius de Coena (Canerio da Cene, nel Bergamasco). Sinus de Caveço (Sino da Cavezzo, nel Modenese). Ventura filius domini Vilani de Fanis. Tobaldinus de Parona (Tobaldino da Parona di Valpolicella, nel Veronese). Boconcinus filius quondam Fie (sic) de Turbe. Giscellus filius quindam Magistri Crescentii de Capane Giscello, figlio del defunto Mastro Crescenzio da Capane). Cugnus filius quondam Wioti de Turbe. Cuius de Çena Ceriagi (Zuio dalla zona di Ceriago; zena viene dal germanico Senne, alpeggio). Primus de Turbe. Dominus Musius Clericus de Nigrario (altro ecclesiastico nobile). Mucius filius Magistri Viviani de Turbe (Muzio, figlio di Mastro Viviano di Turbe). Girardinus filius quondam Braceti de Turbis. Dominus Premeeçius de Pruno. Vermesus Sartor (questo sartore era evidentemente non solo figlio di padre ignoto, ma altresì anche d'ignota provenienza). Tosus de Uberto (Toso di Uberto; altro patronimico d'origine). Columbus de Cerna (Colombo di Cerna, nel Veronese).

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Dominus Taxius da Plebe (Il signor Tassio, da Plebe Nigrarii come sopra?) Dominus Nicholaus de Niraga (Forse Negrar?) Bonaconsus de Ciriago. Bonetus de Cerleto. Dominus Acius filius Domini Blasii, Vilici et Gastaldii Regule, Faeto, Vaone et Covelungi (Il signor Azio, figlio del signor Blasio, fattore e castaldo di Regola, Faggeto, Baone nel Padovano e Zovelungo). Pelegrinus de Balbo, Sindicus Communis Negrarii (Pellegrino discendente da Balbo, sindaco del comune di Negrar). Runcius de Sancto Vito, Sindicus Communis Sancti Viti. Carlaxarius de Albiçano, Sindicus Communis Albiçani). Braçaletus de Novare pro suo Communi (Brazzaletto da Novara nello interesse del suo Comune). Widus de Caxano, Sindicus Communis Caxani (Guido da Cazzano, sindaco del comune di Cazzano di Tramigna, nel Veronese). Gandolfus de Macapano, Sindicus Communis Capani (Macapani?). Almenardus filius Domini Talenti, Domini Fedrici Imperatoris Notaius (Almenardo, figlio del signor Talento, notaio dell'imperatore Federico di Svevia).

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Parte quarta. L'ANTROPONIMIA GERMANICA. Una grandissima parte degli antroponimi italiani sono derivati da nomi germanici, soprattutto da quelli longobardi, nomi che sopravvivono oggi in massima parte nei cognomi, mentre ben pochi si conservano nei nostri nomi, cosa che si può facilmente costatare già nell'elenco che segue; ecco perché abbiamo voluto iniziare questa nostra trattazione con l'origine dei cognomi e le categorie in cui questi sono da suddividersi. Iniziandosi a dire dei cognomi d'origine germanica, si deve premettere che si tratta soprattutto dei cognomi che terminano in -ero (i), -aldi, -ardi, -isi, -olfi, -mari, -mondi, -righi, -berti, -andi, -elmi, -brandi, -vichi, -redi, -mani" ecc.; facciamo quindi seguire un elenco di nomi germanici italianizzati da cui derivano i predetti cognomi; ma sono in realtà innumerevoli: Albèro; Alibrando; Carriero; Alicandro; Staffiero; Aliero; Alf(i)ero; Alinaro; Adaldo; Adoldo; Miniero; Grimaldo; Alt(i)ero; Alterio; Riccardo; Artiero; Adalgiso; Altrude; Adardo; Gertrude; Adelchi; Americo; Amerigo; Emerico; Agaudiero; Amaro; Agliero; (Fil)angiero; Ag(l)iardo; Aicardo; Annibal(l)o; Airardo; Viberto; Airoldo; Matricardo; Alabiso; Bennardo; Accordo; Adelfo; Bentrando; Bonardo; Adero; Bel(l)ardo; Velardo; Ad(in)olfo; Dover(e); Albiero; Anigeldo; Abbamondo; Abbamonte; Annero; Abenando; Abonando; Ansaldo; Accardo; Anselmo; Anzelmo; Altimaro; Aldemaro; Guglielmo; Vil(ig)elmo; Alfio; Alamaro; Antelmo; Velardo; Antiero; Alari(c)o; Antinolfo; Alberico; Alberigo; (A)picardo; Appierdo; Appierto; Aldiero; Araldide; Alderisio; Arardo; Arciero; Aldobrando; Ardiero; Ardire; Aldoraso; Giamundo; Aldorisio; Giarniero; Aldrovandi; Colardo; Al(l)eman(n)o; Colomberto; Alfredo; Ianiero; Guidobaldo; Algero; Alghiso; Guido; Algo; Venèro; Venièr; Vignero; Rinaldo; Roberto; Ruberto; Pacero; Cas(i)er(i)o; Cassero; Palmiero; Al(i)berto; Albertario; Aliperto; Ferramosca; Fieramosca; Barberisi; Cafiero; Drisaldo; Barberio; Gandolfo; Pandolfo; Corrado; Panziero; Caudiero; Parascandolo; Razziero; Parisi; Parigi; Franconiero; Ferriero; Bucciero; Bucchero; Bocciero; Passèro; Boccacciero; Anzalone; Boccardo; Bocciardo; Boccia; Grimaldo; Rimoaldo; Capaldo; Guardascione; Gerardo; Faragallo; Ciuffero; Faraglia; Farago; Gotho; G(i)otto; Arumberto; Faraon(e); Berlingiero; Perlingiero; Berlinguer; Feraudo; Ferauto; Maucero; Fergola; Tartarello; Ferlaino; Refrigero; Milardo; Ferragina; Ferrugine; Ferruggine; Baraldo; Bulgàro; Burgàro; Burgarella; Barlero; Arnaldo; Bartiromo; Cataldo; Bergaldo; Ciardo; Bertoldo; Ciliberto; Giliberto; Berisio; G(h)ilardo; Bergavo; Ghirardo; Berhane; Giribaldo; Bernardo; Guarnero; Bertiero; Guerriero; Bertrando; Bertaldo; Barbagallo; Icardo; Paragallo; Ilar(d)o; Paribello; Ildebrando; Ildebrante; Paribuono; Impero; Parnolfo; Pernolfo; Lerar(i)o; Parolise; Liardo; Pallavico; Pallavicino; Libardo; Parravico; Parravicino; Levr(i)ero; Livriero; 67

Peràgo; Perègo; Peragine; Linar(d)o; Luna(r)io; Lunare; Lunardo; Magaldo; Perobello; Maimero; Maniero; Piromallo; Mallardo; Perciballo; Perciavalle; Maramaldo; Percosso; Pilero; Manmano; Pomarico; Marchion(n)e; Possiero; Marero; Landruise; Landrino; Meinardi; Lanzuise; Mon(t)aldo; Lanfranco; Lanfredo; Odoardo; Eduardo; Edoardo; Lante(ro); Oddo; Laudiero; Lautiero; Odorisio; Oderisio; Laudisio; Laudisia; Laudioso; Oliv(i)ero; Lovèro e le corr. Lavoro, Lavorino; Lamberto; (C)ottolengo; Cottolengo; Ferrando; Ferrante; Ferrandino; Ferrantino; Ferentino; Baron(e); Barione; Baronio; Berardo; Berardino; Berard(in)one; Berardozzo; Bergamene; Bergamino; Bergameo; Bergàme; Paris(s)(e); Paris(i)o; Perise; Parisotto; Parisella; Lapo; Lappòne; Lapi(e)llo; Lardiero; Lardo; Lardone; Larduccio; Lepòre; Lepère (a); Leperino; Lepe; Legg(i)èro; Liggèro; Luggèri; Leggio; Liggio; Ligòr(i)o; Liguoro; Luguoro e la sua corr. Liquore; Longardo; Longarzo; Libèr(i)o; Lojero; Land(i)èro; Lucibello; Lucèro; Lucivero; Lucifero; Ludoviso; Lugàro; Puliero; Raimondo; Raymondo; Rinaldo; Rainaldo; Randolfo; Raniero; Ranieri; Raineri; Recchione; Ridolfo; Ricc(h)ione; Reginaldo; Ribaldo; Riboldo; Ricc(i)ardo; Ricciardo; Rinauro; Rogà(r)o; Rossomando; Rubimarco; Rubimarca; Rugg(i)èro; Sargiero; Saverio; Severo; Scabardo; Sciamanno; Sciamanna; Sciommer(o); Sidèro; Sinibaldo; Sobrèro; Siniscalco; Soliero; Luonocore; Solimene; Soliman(o) (vedi il turco Sulaiman); Spalviero; Sparviero; Stalfiero; Trinchiero; Trinchella; Uliviero; Vergori; Vettòr(e) e la sua corr. Vittorio; Zanghero; Zangaro; Ziccardo; Versace; Vernice; Vicovàro; Laschero; Lat(t)ero; Latiero; Lib(b)erto (da non confondersi con il libertus romano); Landolfo; Lando; Landone; Landino; Landinetto; Landolino; Landolina; Landrisco; Landriscino; Landriscina; Landro; Lupièro; Lupò(ne); Luponio; Lupo; Lupolo; Lup(p)ino; Luparello; Lurasco; Lusuardo; Lutrario; Lutricuso; Filocaso; Liccardo; Tancredi; Villàro; Fenderico; Diliberto; Giliberto; Gualberto; Gualtiero; Walter; Bosmano; Cusimano; Prestièro. Alcune somiglianze di nomi germanici con nomi romani non devono meravigliare dal momento che ambedue le lingue trovano comune origine in quella indeuropea e, a proposito del singolare significato che il termine meridionale ricchione prende nella lingua napoletana e cioè quello di sodomita, c'è da ricordare il quasi perduto tema indeuropeo RYCHIO (orso; snvd. RKSA), il quale infatti ben si presta alla terza declinazione latina (richio-onis). L'orso maschio, com'è noto, usa abbracciare i compagni dello stesso sesso e trascinarli, così avvinti e in piedi sulle sole gambe posteriori a mo' di esseri umani, in uno strano balletto, atteggiamento al quale gli zoologi non hanno mai saputo dare spiegazione e che non si riscontra tra maschi in nessun'altra specie animale; invece gli antichi napoletani, adoperando la loro fervida mordacità, l'attribuirono, a quanto pare, subito a omosessualità e quindi presero a chiamare 'orsi' i pederasti. 68

Un altro esempio, anche se di origine meno remota, delle grandi trasformazioni semantiche che possono subire i vocaboli è la parola napoletana guappo, termine che fu introdotto a Napoli dai dominatori spagnoli. Infatti nelle cronache di Napoli della fine del diciassettesimo secolo si legge che i soldati spagnoli in libera uscita erano chiamati dai loro stessi compatrioti guapos, cioè 'intrepidi, valorosi', appellativo che - scrive un diarista del tempo - si traduceva in napoletano con smargiassi, volendo mettere così in evidenza la tracotante sicumera e il prepotente sussiego di questi militari nei riguardi dei popoli da loro dominati; ora Attanasio Mozzillo, in quel suo bellissimo recente libro che si chiama Il napoletano, cita tra l'altro il diario di un viaggiatore tedesco del Settecento, Johannes Wilhelm Archenholz, il quale, a proposito di Palermo, scriveva che in tale città un gentiluomo che avesse bisogno di una scorta assumeva a tempo indeterminato uomini armati di professione detti colà vapos, i quali lo avrebbero accompagnato e difeso dappertutto e si trattava insomma dell'equivalente dei bravi di manzoniana memoria. Questo termine, che in spagnolo ha oggi invece il significato di 'bello, grazioso' e che s’usa infatti anche al femminile, si può facilmente accomunare tematicamente con il tedesco Waffe (arma); si tratta dunque sempre dello stesso nome comune che non significava in origine altro che 'uomo armato' e che nel corso dei secoli ha preso e prenderà forse ancora significati diversi nei diversi paesi. I popoli germanici, poiché l'Europa centrale, da loro abitata, era ancora nel Medio Evo in massima parte coperta da foreste ed essi, per poter praticare l'agricoltura, erano pertanto costretti a faticose, rudimentali e poco produttive tecniche di disboscamento, si davano a frequenti guerre per conquistare nuove terre da coltivare, usando a tal fine trasmigrare completamente e non inviare solamente degli eserciti per conquistare i nuovi territori, come facevano invece i franchi e i bizantini e come avevano fatto in romani prima di questi; infatti ancora nel Rinascimento i tedeschi si distinguevano in guerra dalle altre nazioni tra l'altro anche perché i loro battaglioni mercenari si portavano dietro lunghe teorie di carriaggi con le mogli e i figli di tutti gli uomini sposati. I longobardi furono, come abbiamo già ricordato, il popolo germanico che più a lungo dominò in Italia e quindi ebbe il tempo d'imporre i suoi usi e costumi ai popoli autoctoni della penisola; ho pertanto ritenuto indispensabile completare questo mio studio con una trattazione del significato etimologico sia degli antroponimi sia dei toponimi d'origine longobarda e germanica in genere e ciò in conformità a una mia tesi originale, tesi semplice e chiara come molto semplici e chiari dovevano essere i processi logici dei predetti popoli barbarici. Ritengo che la mia chiave interpretativa dell'onomastica germanica sia scaturita originalmente e dalla lettura di germanisti seicenteschi, quali il Turmair, il van Groot e il Rhenanus, e dai miei più che venticinquennali studi di filologia 69

militare rinascimentale, studi che mi hanno indotto a capire che la struttura bitematica dell'antroponimia germanica e quindi prototedesca è costituita da un complemento oggetto per primo tema e da una terza persona di presente o imperfetto indicativo per secondo; ecco spiegato perché i secondi temi adoperati per comporre questi antroponimi bitematici sono così pochi rispetto al gran numero di quelli usati invece come primi e anche perché nei bitematici cosiddetti 'ibridi', ossia formati da un tema non germanico e da uno germanico, quello non germanico è sempre il primo, adottandosi infatti, quando s'incominciano ad accogliere parole straniere, prima i più facili e immediati sostantivi e solo più tardi anche le più difficili forme verbali. All'obiezione che alcuni temi appaiono usati sia in prima che seconda posizione rispondiamo che trattasi in realtà solo di processi d'assimilazione e non effettivamente degli stessi temi. Della necessità che i due temi dovessero essere uniti in un rapporto organico è consapevole, per esempio, la Morlicchio: "... La probabilità che questi temi si unissero per causalità è molto bassa, eppure le unità onomastiche sono portate da più di una persona. L'uso e l'accostamento di questi temi doveva quindi essere volontario, consapevole..."(1) Un esempio illuminante di quanto ora detto è quello dei nomi comuni bitematici tedeschi rinascimentali composti con l'ormai perduto verbo knechen (servire, prestar servizio con, essere addetti a); di questi noi conosciamo i seguenti: LANZKNECHT, 'colui che serve con la picca o lancia' (LANZE). RUDERKNECHT, 'remigante, colui che serve con il remo' (RUDER). TROSSKNECHT, 'carrettiere, addetto alle salmerie' (TROSS). VIEHKNECHT, 'addetto al bestiame' (VIEH). EDELKNECHT, 'capraro, addetto al caprile' (EDEL). WEBERKNECHT, 'ragno tessitore, che si dedica alla tessitura' (WEBER). KOCHSKNECHT, ‘addetto alla cucina’ (KOCH). A questi si possono associare i seguenti due antichi antroponimi germanici, anche se qui espressi in forma latinizzata: PETRONACIS (antroponimo germanico latinizzato), 'addetto all'acqua' (i. WATER); con le variazioni PETRONAX e PETRONAXILDUS. PRASINASCI (idem c.s.), 'addetto ai porci' (i. BOARS). Da knecht, divenuto poi un sostantivo col significato appunto di ‘addetto, servente’, tramite il sassone cnicht, s’arriva all’inglese 1) Elda Morlicchio, op. cit., pagg. 161-163.

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knight, cavaliere, ossia ‘addetto alla persona del re o ad altri nobili compiti’. Simili sono i bitematici basati sul verbo schalchen, anch'esso perduto e dall'analogo significato di 'servire a, essere addetto a' e vediamone ora alcuni: Forma latina-Forma germanica-Significato-Primo tema-Variazioni MARESC(H)ALC-US (MAHRESCHALCH) 'colui che è addetto al cavallo' (t. MÄHRE; i. MARE; sv. MÄRR; c. & g. MAHRA; MIERE; n. MARR; MERR; it. MARRONE; MORELLO) Marisc(h)alc-us; Mar(a)scalc(o). EHUSC(H)ALC-US (EHUSCHALCH) 'colui che è addetto al cavallo' (l. ECUS; EQUUS; gt. AÌHA; AÌHS; g. EHU; EOH; n. JÒR). SINISC(H)ALC-US (SINESCHALCH) 'colui che è addetto all’alpeggio' (n. SINN; t. SENN(E); g. SIND) Senisc(h)alc-us; Seneschall; sénéchal; senescal. GUDISC(H)ALC-US (GUTHSCHALCH) 'colui che è addetto alle capre' (i. GOAT; gt. GAITS; g. GAT; GET; GEIZ; t. GEISS) Godiscalc-us; Gotoschalc-us; Odescalc-us; Godescalc-us; Gottschalk. MANISC(H)ALC-US (MANSCHALCH) 'colui che è addetto al bestiame' (l. MANNUS; f. MANÉGE; it. MANZO; t. MÄHNE; sv. MAN; i. MANE) Mascalzone (1). MALISC(H)ALC-US (MAULSCHALCH) 'colui che è addetto al mulo' (t. MAUL; g. MUL; i. MULE; l. MULUS). I secondi temi usati nell'onomastica femminile risultano molto meno numerosi di quelli adoperati in quella maschile; ciò dimostra la scarsezza dei ruoli attribuiti alla donna nel podere della preistoria indeuropea. I filologi germanisti hanno, per quanto concerne l’etimologia antroponimica, così tanto costantemente brancolato nel buio che la cosa non può non suscitare - in chi ci rifletta - il massimo stupore

1) In questo, come anche nei simili casi di 'paltoniero, ribaldo, balordo, manigoldo, bastardo, farabutto, bugiardo, beffardo, tanghero, becero, bigordo, buzzurro, cialtrone, guidone' e altri, c'è un antroponimo che diventa un epiteto dispregiativo e ciò non può che dimostrare inequivocabilmente e ulteriormente la rozzezza degli invasori longobardi e la disistima che le popolazioni italiche nutrivano nei loro confronti. Fa eccezione il termine 'bizzarro' che si distingue dai precedenti per aver assunto via via - secondo i tempi e dei luoghi - significati a volte dispregiativi ('stizzoso, irascibile') e a volte invece apprezzativi ('valoroso, vivace').

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e, a chi volesse rendersi conto di tale secolare incapacità intuitiva, consigliamo di leggere quanto lucidamente e sinteticamente ne scrive la Morlicchio nel capitolo che intitola ‘Semantica’ (1). L'antroponimia germanica rispecchia unicamente una cultura agropastorale rimasta pressoché immutata sin dalla preistoria indeuropea, se s’eccettua l'introduzione di pochi elementi innovatori welsch, ossia celtici e mediterranei, quali per esempio il vino; citiamo a tal proposito lo Scardigli e il Pellis: "... Alla rimarchevole religiosità cristiana, cui dobbiamo tutto quello che sappiamo di gotico, (i longobardi) paiono opporre un atteggiamento spiccatamente 'laico' e positivo-realistico. Come se l'unica, vera preoccupazione non fosse tanto l'Aldilà quanto l'Aldiquà... (om.) E così, mentre il vocabolario gotico sovrabbonda di termini presi dal greco biblico (om.) quello longobardo è contraddistinto da termini (di conio germanico) di tipo prevalentemente giuridico- organizzativo, dal significato di 'denaro', 'percossa', 'furto', 'colpo di mano', 'recinto'...”(2) “...Anche i dialetti germanici primitivi, nati per generazione spontanea, presentano caratteri simili al greco ed al latino; ma essi erano poveri di spiritualità, esprimendo in primo luogo bisogni fisici (om.) Vogliamo ricordare in quest'occorrenza l'amore particolare dei popoli germanici per il creato, per il mondo animale e vegetale, per l'ambiente in cui le creature nascono, vivono e si spengono (om.) L'amore per la natura non è astratto; esso attribuisce alle selve, ai monti, alle acque virtù umane, talvolta ingrandite talvolta ridotte. La natura appare popolata di spiriti..."(3) L'importanza del luogo fisico ai fini agropastorali è sottolineata già da Tacito (Germ. XVI), laddove dice che i germani fissavano la loro dimora "ut fons, ut campus, ut nemus placuit"; infatti il significato augurale degli antroponimi germanici è rivolto quasi esclusivamente ai possedimenti agrari e armentari e dunque ai nuovi nati s’augurava generalmente il possesso dei seguenti beni: Caprini: HAEDUS/GAITS/GET/G(O)AT/GEIZ/GEISS/KAITO/HEIDE/HAIDE/WEIDE/ GUAITA/BAITA/BETTOLA/KATE/KÜTA/KOT/COT/HÜTTE/HUT(TE); ZICKE/ ZIEGE; ADAL(I)/ODIL/ODAL/EDEL/ADEL/EDILI/ÖDEL(U)/ODEL; SIB(B)IA/ SIBB(E)/SEBHA/SIPPE/ZIBBE/ZEBA/CHIVO; HIRCUS. 1) Elda Morlicchio, op. cit., p. 180. 2) Piergiuseppe Scardigli, Appunti longobardi, in Filologia e critica. Studi in onore di Vittorio Santoli. Roma, 1976. Tomo I°, p. 91. 3) Arturo Pellis, Breviario di filologia germanica. Napoli, 1975. Pp. 33 e segg. 72

Ovini: OVIS/OU(WI)/OUWE/EWE/EOWU/AUE/AVI/AJA(VÁYAH); TUP; GREX; WIDDER; FLOCK; RAM(M); LAMM/LAMB; SCHAF/SHEEP. Bovini: KALB/CALF; BEEF/BÜFFEL/BUF(F)ALO/BUBALUS/BOUBALOS; RIND; OCHS(E)/OX/UKSAN; VEAL/VEEL/VILLA/BULL; FARM/ARMENTUM; NAUT/NOT/ NAT/NEAT/NOZ; WIESE(NT)/VATSA/BISON(TE). Equini:(PARA)VEREDUS/PFARIFRIT/PFÄR(WR)IT/PERID/PAARD/PFERD; HENGST; HUF/HOBBY/UBINO/ÍPPOS/AÇVAS; HORS(E)/HARS/HERS; HRUSSA/HROS(S)/ROSS(E)/ROZZA; MULUS/MUL(E)/MAUL; MARE/MARR/MÄRR/MIERE/MERR/MÄHRE/MARRONE/MORELLO; RAPPE; AÍHS/ EOH/JÓR/AÍHA/EHU/ECUS/EQUUS;WALLACH/CABALLUS/CAVALLO/ CHEVAL. Suini: (S)US/SU/SOW/SAU; SUINUS/SA /S(CH)WEIN/SWIN(E). Cervidi: ALCES/EOLH/ELAHO/ELCH/ELK; REH; CERF/CERVUS/CIERVO; HART/ HEOROT/HIRUT/HIR(U)Z/HIRSCH. Gallinacei: LARK; KANA/HANA/HAHN/HENNE. Palmipedi: BRANT; ANAS-ANATIS/ENED/ANUT/ENTE/GANTA/GANOT/GAN(A)ZO/ (H)ANSER(A)/GANS; GOS/GAS/GOOSE; SCHWAN/SWAN. Roditori:BE(A)VER(O)/BIVARO/BIBAR(O)/FIBER/BIBER/BEBER/BIÈVRE/ BÄ(F)VER; HASE; HARA/HARE. Bestiame in genere od in gruppo: CHUO/KUH/COW/HOG/GAU(A)S/GO; (S)TIER(A)/STEER/THER/FER(A)(US)/THEORIA/TAUROS/TAURUS; BOSKÉ; BOUS/BOS,BOVIS/PASU; FÅR/VERRACO/VARRAO/BARRAC(C)O/BARRAO/ BURG(O)/BORGO/BOROUGH/PORCUS/FERKEL/FEARH/FAR(A)H/BOAR/ BOR(R)O(V)/BURRO/BURRICO/BOURRIQUE/ARIES/BERRE/V(I)ER(RO)RES)/ VERRAT/ FARROW/FORUM/OUROS/UR(US)/AUER/AUROCHS; BOCK/VAC(C)A/ WEGH/BECH/BECCO/PECUS/PAGUS/VICUS/WIC(H)/WI(E)K/PIG/WEIG/FEHU/FI HU/FEE/VIEH/AIX,AIGOS/HACK/HAKKE; EBER/(C)APER/CAPRA/KAFRA/ HÖFER/HAFR/HABER/(H)ARA/CRAPA/CRAVA; MAN(NUS)(E)/MANÉGE/ MANZO/MÄHNE; BRANCO. Terreno forestale dissodato: LUCUS/LOCUS/(U)LOK OUKOS; RODE/REUTE; BLANK/BLÄNKE; SCHWENDE. Terreno coltivato in genere: AKKAR/ACKER/AGER/AGROS/AKRS/OECER / ACRE/EKKER/ACKAR/AKR/ACCHAR; JOCH/IUGERUM. Pascolo: MAT(TE)(A)(O)/MASSA/MAST; HOLM/ALM; AGWJO/AUE; ALP; SOD(E); SINN/SIND/SENN(E); RAIN/RAHNEN. Terreno recintato: FRID/VRIT; KAMP/C(H)AMP(O)/CAMPUS; VALLUM/WALL/ WALD/WOLD/WELT/F(I)ELD/PELTO/HOLD/HOLZ/HELD/(H)ALDE(I)(IA)/ CULTA. Terreno in genere: SPENDE; MALM/MELMA/MOLMA/MULM; MALTA/MOLTA; LANGE; M(E)ARH(A)/MARIHA/MARK/MARGA/MARGO/MARCA/MARCH(E); NERTH/ NERTHUS; SILPHE/SIL(V)A/SYLVA/SELVA; BREITE/BRAIDA/BREDA/ BREADTH; TRUHT/DRUHT/DRECHT/DRYHT/DROTT/DROST/DRAÜHTS/TRAKT/ TRACTUS/TRUCHSESS; PLANUM/PIANO/CHIANO/LLANO/LOAN/LANE/LEH(E)N/ LAND/PLANT(A); TAL/ZOLLA/SCHOLLE. Recinto armentario: STADT/STATUS/STAZZO; SPARRE/SBARRA/BAR(A); HAIRDA/HERD(E)/KORTOS/HORTUS/C(O)(H)ORS,C(O)(H)ORTIS/HORDE/ HÜRDE/(H)ORDA/CERDO/CORDERO/WARD/WART(E)/ARTHE; (W)RAND(A); POUND/WAND/BUND/BIUNDA; TENNE/(-DUN(UM)(A)(E)/TU(I)N/ Z(A)UN/TOWN/DOWN/THÌS,THINÒS; TRAP(PE)/TRAPPOLA. 73

Podere: REICH/REACH/REIKI/RICE/RIKE/RIHHI/RIKI/RIJK; WOHN/OWN/BONUM; HOF/HUFE. Casa: VASTUS/GUASTO/CASTA/HOSTEL/HOSTAL/CASTELLUM; SCHAUER/SCHEUER; SAL(O)R/SAAL/SALLE/SAL(A)/SEL(E)/SOLUM; HOME/HAM/HEIM; HAUS/ HOUSE/HU(I)S/CASA/GASSE/CHIASSO; TENT(E)/T(I)ENDA; ROST; DOMOS/ DOMUS/DAM(S); SITUS/SITZ/SEAT/SEGGIO;GROT(TO)/GROTT(A)(E)/GRUTA/ CRYPTA/KRUPTE; HEAL(L)/HALL(E)/HALLA/CELLA/KALIA(S)/KALIOS/KULA. Luogo in genere: PLATZ/PLACE/PIAZZA/PLAGA/PLATE(I)A. La propria gente: VOLK/VOLGO/VULGUS; JUNG/YOUNG/YÙVAN/YUVATÍ; THIUDA/THEOD/THEUDO/THIADE/THIOD(A)/THJOD/DEOTA/DIOTA/DEOD; LEOD/LEUTE; TRE(A)B(H)/TRIBUS/TREF; HAUPT/HAUBI/HOUBIT/HEAFOD/ KIND/KYN/CYNN/KENN/KUNI/KUNNI/CHUNI/GENUS/GENS-GENTIS; HEAD/ CAPUT; MAGUS/MEGS; KANSA/HANSA; BRUTIS/BRYD/BRIDE/BR(A)UT/ BRU(I)D. Braccianti: KNOTE/KNIGHT; LUEMMEL;GASINTH(J)A/GISINDO/GESINDE; FLAPS; THIUS/DEO(W)/DIO; N(A)R(R); ZAENKER/TANGHERO; KERL/CH(I)URL(O)/ E(O)(A)RL/ERILAR/CLARUS; HAR(R)/HARJIS/HERR(O)/HEER/HE(H)R(E)/ HERI(RO)/WAÌR/VIR/FIR/VERR/WER; STAMM/ÁSTAM. Buoni geni: WICHT/WITCH; (W)ELF; ODIN; W(U)ODAN/WOTAN; DWARF; WANEN; ANGIL/ENGIL/ENGEL(L)/ANGEL/ÄNGEL/AGGILUS/AGGELOS; AS(S)(EN)/OS. Lavori: WIMM; SCHWAD(E); DRESCHE(N)/THRESHING. Fonte: BURN(A)(O)/BRUNN(A)(O)(R)(EN)/BRONN(EN). Cibi: DA(I)G(S)/DOUGH/D /TEIG; SCHAUB; FLOUR; KRUME/KRUMB; AWIS/AWES; MAZ/MAT/METE/MOET/MATH/METI/MEAT; PLT/SPELT; LEIPA/LAIB/LEIB/ HLAF/HLEF/HLAIFS/HLEIFR/HLAIBA/LOAF; GERSTA/GERSTE; SA(U)ME)/ SEMEN; LESE; ÖPPEL/AP(P)EL/APLUS/EPLI/APPLE/APFUL/APFEL; GRIES(S)/GREASE/GRAS(S)(O)(A)/CRESS/KRESSE/GRASCIA; KAÚRN/CORN/ KHORN/KORN; UNNA/YNNE/ÜNNE/UNIO/UI/OIGNON/ONION. Bevande: VINUM/VIN/WIN/WINE/WEIN/WIJN; TENK; ALE/ALU; MUMME; PIWO; LAC,LACTIS; WAT(E)R/WASSER/WÖTER/WAZZAR/WATOLEIT/LEITHU. Non infrequenti sono le comunanze tematiche di nomi di animali di specie diverse, quali HIRSCH/HIRCUS/PORCUS; HAMMEL/KAMELOS; HOG/KUH; BORRO/BOAR/BURRO; VAC(C)A/BOCK/BECH/BHUK; HORSE/ORSO; HART/HAIRDA/HERD; GOAT/GET/GAT/GAITS/GATTO; PIG/BECH/BHUK/PECUS; MANNUS/MANZO; ZEBA/ZEBRA/ZEBÙ; (C)APER/HÖFER/BEFER/BE(A)VER(O)/ (B)EBER/FIBER/BIBER, il che ci riporta forse addirittura più indietro della preistoria europea e cioè a tempi asiatici o comunque protoindeuropei, tempi in cui o la zoonomia era ancora informe e incerta o addirittura le stesse specie animali domestiche erano differenziate e specializzate molto meno di quanto lo siano oggi; si dovrebbe trattare cioè di un processo di diversificazione simile a quello subito dai frutti commestibili, i quali antiquitus erano chiamati in maggioranza 'mele' e vedi infatti l'italiano melanzana (ossia 'mela nera', dal proto-italiano anzano = nero), il greco crysómelon, corrispondente al lat. aureum malum ('mela d'oro', cioè la albicocca), e poi melagrana, melarancia, melacotogna, melangolo, melarosa, meliaca, (mela)persica (lat. malum persicum), da cui 74

l’ipocoristico (sincope) grafico ‘pesca’), melone, melopopone ecc. Residuo del predetto primitivismo zoonomico ci sembra, per esempio, il termine greco-latino CAMELOPARDALIS (giraffa), il quale designa un ruminante molto diverso dal cammello. Probabilmente, a causa del confronto sostenuto con le più evolute civiltà celtico-greco-latine, già in epoca tardo-barbarica i germani tendevano a nobilitare il significato etimologico del loro nome proprio - in ciò agevolati dalla mancanza di memorie scritte - e quindi, per esempio, ZIEGE (capra) diventava SIEG (vittoria); RA(U)M (montone) si voleva che fosse RUHM (fama); ODAL (caprile; poi podere) si faceva passare per ADEL (nobiltà); FRID (recinto) s’equivocava con FRIEDE (pace); addirittura GET/GAT/GOAT (capra) si faceva GOTT (Dio) e lo stesso avveniva per il gt. THIUS (servo), questo confuso con il greco THEÓS (Dio)! Inoltre non s’era ormai più consapevoli che il secondo tema dei nomi propri di persona era una forma verbale e se ne faceva quindi un secondo sostantivo o un fantasioso aggettivo; insomma si è poi oggi arrivati a dire, presi forse ancora da spirito wagneriano, che ogni antroponimo germanico sarebbe addirittura "un piccolo poema epico" e tutti si sono sempre più intestarditi a conferire ai temi antroponimici improbabili significati bellico-eroici o poeticofilosofici, comunque spirituali, senza tener assolutamente conto del sostanziale materialismo dei germani, materialismo primitivo e incolto che solo eccezionalmente andava aldilà dell'animismo; essi, come del resto già millenni prima di loro gli invasori indeuropei, proprio perché materialisti, rifuggivano da un apprezzamento ideologico del valor guerriero e delle distruzioni che la guerra provocava, solo pertanto apprezzando e augurandosi costruttivamente i beni terreni; la guerra, come abbiamo già detto, era per loro una dura necessità agrario-armentaria, anche se talvolta vi erano anche costretti dalle iniziative ostili di altri popoli che, trasmigrando verso di loro, li opprimevano a loro volta. La suddetta errata interpretazione romantico-idealistica è stata tramandata sino ai nostri giorni acriticamente, insieme a vere e proprie assurdità, quale quella, per esempio, d'intendere il nome ostrogoti come 'goti orientali', mentre tutti sanno che 'Ostro' è sinonimo non di oriente, bensì di meridione e pertanto anche il nome Austria (Österreich) non significa 'regno orientale', ma 'regno meridionale'. La lingua germanica non aveva una sua scrittura alfabetica e, d'altra parte, possedeva suoni che né la lingua latina né la greca conoscevano; in aggiunta, presentava varie diversità di pronuncia perché suddivisa in dialetti; i latini pertanto, trascrivendo gli antroponimi germanici, facevano del loro meglio nel cercare di rappresentarne fedelmente perlomeno i suoni consonantici e bisogna dire che ci riuscivano discretamente, se si considerano i rari casi di aferesi e la quasi totale mancanza di apocopi e di sincopi; nelle versioni grafiche latine abbondano invece le allitterazioni, le 75

metatesi, le metafonie e soprattutto l'epentesi eufoniche, le quali si vanno ad aggiungere a quelle -el- e -en- già preesistenti e molto frequenti nella lingua germanica; tutte queste figure però non costituiscono generalmente un grosso problema ai fini etimologici perché quasi mai nascondono interamente le originarie strutture consonantiche che distinguevano i vari temi indeuropei. Certo il riprodurre graficamente gli antroponimi per tanti secoli ha inevitabilmente portato a delle gravi corruzioni della loro pronunzia originaria, corruzioni che possono portare fuori strada l'etimologo. Vedi per esempio il caso di mareschal(ch), con il quale i latini volevano evidentemente rendere graficamente la pronunzia germanica del titolo mareskal(k) e che invece poi finì per essere corrotto in maresciallo/marschall/marshal a causa di una palese contaminazione tra il germanico mareschalch e il latino martialis. La complessa differenziazione prima in dialetti e poi in vere e proprie lingue subita dall'originario indeuropeo nel corso dei millenni e la rozzezza della versione grafica che ne tentarono i latini obbligano ad associare in gruppi assonantici sia i suoni vocalici sia quelli consonantici riportati da detta grafica ed ecco dunque uno schema molto semplificato di queste equivalenze alfabetiche che presentiamo senza alcuna pretesa cronologica e che il nostro lettore deve tener sempre ben presente : T=TH=D=Z=GJ=C=S(C)H=SK. H=C(H)=K=Q=G(H)=GU. GU=W=Y=U=V=B=F=P. L=GL. OU=Y=IU=U=AU=O=OA=A=EI=EA=E=AI=I=IE. É da notare soprattutto la trasformazione di W in H attraverso i seguenti passaggi: W>GU>GH>H. Per quanto concerne l'etimologia vera e propria degli antroponimi che abbiamo qui raccolto, antroponimi tratti soprattutto dalle analisi dei documenti di epoca longobarda pubblicate dallo Jarnut, dall'Arcamone e dalla Morlicchio, premettiamo che seguiremo il seguente metodo schematico suddiviso per verbi: a) b) c) d) antroponimo latinizzato longobardo o comunque indeuropeo. ipotetico antroponimo originario pre-germanico. significato presunto all'indicativo presente. nomi comuni antichi e moderni affini al primo tema dell'antroponimo. e) differenti versioni dell'antroponimo, qualche equivalente in greco e latino e qualche derivato moderno.

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Premettiamo inoltre di aver tratto gran parte dei predetti nomi comuni dall'ottimo lavoro della Manganella (1) e che, se anche in ogni gruppo da noi considerato i loro significati spesso non sono coincidenti, bisogna sempre tener presente che stiamo cercando di dare alla maggior parte d'essi un unico significato preistorico, anteriore quindi alla stessa civiltà greco-latina. Avvisiamo infine il lettore che, pur essendo fermamente convinti della nostra chiave etimologica dell'onomastica germanica, certamente abbiamo potuto equivocare il significato di alcuni temi e ci auguriamo pertanto che altri, molto più di noi consumati nella filologia germanica, vorranno perdonarci e correggerci tali errori con indulgenza.

1) Gemma Manganella, Antichi dialetti germanici. Origini e sviluppo. Napoli, 1979.

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g. BERAN; gt. BAIRAN; t. GEBÄREN; i. BEAR; l. FERRE; agr. FEREIN; snvd. BHR (possedere). LAMBERT-US (LAMBERT) 'colui che possiede agnelli' (i. LAMB;t. LAMM) Lam(i)pert-us; Lamprecht. LAND(E)PERT-US (LANDBERT) 'colui che possiede terra' [t. & i. LAND; i. LOAN; LANE; t. LEH(E)N; l. PLANUM; it. PIANO; nap. CHIANO; sp. LLANO] Lanpert-us; Ladipert-us; Landeper; La(n)diper(s). HUGOPERT-US (HUGHBERT) 'colui che possiede il bestiame' [i. HOG; COW; g. CHUO; t. KUH; snvd. GÁU(A)S; GO] Ucpert-us. HUMBERT-US (HOMBERT) 'colui che ha casa' (i. HOME; t. HEIM; g. & i. HAM) (H)umpert-us; Gamipert-us; Gumpert-us; Gunpert-us; Gompert-us; Cumpert-us; Ami(m)pert-us; Amalopert-us; Gumpulus; Hubert-us; Obert-us. VISIBERT-US (WISBERT) 'colui che possiede bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE) Visipert-us; Chispert-us; Gissebrecht-us; Ghis(i)pert-us; Isimbert-us; Gise(l)pert-us; Gisilpert-us; Wiselpert-us; Gil(i)bert-us; Cilibert-us; Wil(l)iper(t); Guil(i)pert-us. ILMIPERT-US (YLMBERT) 'colui che possiede l'alpeggio' (i. HOLM; t. ALM) Ilmiper. GOTOBERT-US (GOTBERT) 'colui che possiede capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; l. HAEDUS; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KÜTA; KAITO; t. GEISS; KATE; HüTTE; HUT; HEIDE; HAIDE; WEIDE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; f. HUTTE) Gotopert-us; Gau(di)pert-us-ulus; Gautpert-us; Caupert-us; Gudipus; Godepert-us; Godebert-us; Gudipert-us; Godipert-us; Gudepert-us; Godopert-us; Wudepert-us; Cotebert-us; Gai(de)pert-us-ulus; Itipert-us; Ga(i)dipert-us; Cheipert-us; Guidepert-us; Audepert-us; Cheipulo; Au(di)pert-us-ulus; Aut(i)pert-us; Odipert-us; Audibert-us; Aodebert-us; Godelbert-us; Godelpert-us. ADALOPERT-US (OTHALBERT) 'colui che ha un caprile' [g. ADAL(I); ODEL; EDEL; OTHIL; ODAL; ÖDEL(U); EDILI; t. ADEL] Et(h)elbert-us; Edelbert-us; Edilbert-us; Adelbert-us; Adelpert-us; Odelpert-us; Odelbert-us; Adalbert-us; Audelbert-us; Alber(t)-us; Al(a)pert-us; Alipert-us-ulus; Alprecht-us; Dalipert-us. (H)ELDEPERT-US (HALTHEBERT) 'colui che ha terra' (t. HALDE; WALD; WELT; FELD; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Eldevert-us; (C)hildepert-us; Hildebrecht-us; (C)hildebert-us; Walpolus; (H)ildipert-us; Ildepert-us; Ildeper;

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Wal(i)(t)pert-us; Gualdepert-us; Wal(d)bert; Gualdipert-us; Gualbert-us; Qualdipert-us; Galimbert-us; Paulipert-us; Altipert-us; (W)aldipert-us. FILIBERT-US (VILBERT) 'colui che possiede vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA) Filipert-us. DOMNIPERT-US (DOMMBERT) 'colui che ha una casa' [agr. DOMOS; l. DOMUS; snvd. DÅM(S)]. TEODOPERT-US (THEODBERT) 'colui che ha tribù' (g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOTA; DIOTA; DEOD; n. THJOD; gt. THIUDA) Te(u)pert-us; T(h)eudepert-us; T(h)eutpert-us-ulus; T(h)eo(t)pert-us; Tetteupert-us; Teudipert-us-ulus; Teupus; Teopus. FLORIPERT-US (FLORBERT) 'colui che ha farina' (i. FLOUR) Fluripert-us; Flaubert. ANGELBERT-US (ANGELBERT) 'colui che ha numi tutelari' (g. ANGiL; ENGIL; ENGEL; n. ENGELL; sv. ÄNGEL; i. ANGEL; ol. & t. ENGEL; gt. AGGILUS; agr. AGGELOS) Angilbertus; Angelpert-us; Angilpert-us. PERTIPERT-US (PERTHBERT) 'colui che possiede il cavallo' [t. PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS]. FRIDIPERT-US (FR ERT) 'colui che ha recinto' (g. FRÎD; VRÎT) Fridipertulus; Fredelpert-us. FLAVIPERT-US (FLABBERT) 'colui che possiede bifolchi' (t. FLAPS). RACHIPERTA (REICHBERTE) 'colei che ha un podere' (t. REICH; gt. REIKI; g. RICE; RIHHI; n. & g. RIKI; ol. RIJK; sv. & g. RIKE; i. REACH) Rigoberta; Bert(h)a. RODEBERT-US (RODEBERT) 'colui che possiede terreno dissodato (1)' (t. RODE; REUTE). Rad(i)pert-us-ulus; Ra(c)t(ti)pert-us-ulus; Ratbert-us; Rod(e)pert-us; Radiper; Rodipert-us; Ritpert-us; Rup(p)ert-us; Rotpert-us-ulus; Chrodebert-us; Raudipert-us; Rubert-us; Robert-us; Ruprecht-us; Roppert-us; Rappert-us; Radalpert-us; Radelpert-us; Roppolus; Ro(t)p(p)ulus. ROSPERT-US (ROSBERT) 'colui che possiede il cavallo' (g. HRUSSA; HROS; n. & g. HROSS; t. ROSS; fr. ROSSE; it. ROZZA). Raspert-us; Rospolus; Rospulus. RATPERTA (RATHBERTE) 'colei che possiede terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Bert(h)a. 1) Come abbiamo già detto, l'Europa preistorica non era altro che un'immensa selva e quindi, per poter coltivare, l'uomo indeuropeo quasi sempre doveva prima dissodarsi faticosamente il terreno; questo, così preparato, costituiva quindi un bene importantissimo.

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RACHIPERT-US (REICHBERT) 'colui che ha un podere' (t. REICH; gt. REIKI; g. RICE(N); RIHHI; n. & g. RIKI; ol. RIJK; sv. & g. RIKE; i. REACH) Ra(u)cipert-us; Rig(h)ipert-us; Rispert-us; Richipert-us; Rispolus; Ragi(n)bert-us; Ragimbert-us; Ragi(m)pert-us. RUNDIPERT-US (RAUNTHBERT) 'colui che possiede un recinto armentario' (t., i. & sv. RAND; it. RANDA; g. WRAND) Prandipert-us. SCAMBERT-US (SCHAMPBERT) 'colui che possiede un terreno recintato' (f. CHAMP; t. KAMP; i. CAMP; it., sp. & p. CAMPO; l. CAMPUS). SISIPERT-US (SYSBERT) 'colui che ha il maiale' [l. SUS; g. SU; i. SOW; t. SAU; agr. (S)US]. DAGHIPERT-US (DAGBERT) 'colui che ha pasta panicea' [g. DAG(EN); DAIGS; n. D ; t. TEIG; i. DOUGH] Tac(h)i(n)pert-us; Tag(h)ipert-us; Dagopert-us; Da(c)ipert-us; Dagobert-us; Dacupert-us. SIGOBERT-US (SIEGHEBERT) 'colui che possiede capre' (t. ZIEGE; ZICKE) Sigopert-us; Sigipert-us; Sichebert-us; Siegbert; Sigepert-us; Sichipert-us-ulus; Sichelpert-us; Seipert-us. SUNIBERT-US (SYNBERT) 'colui che possiede l'alpeggio' [t. SENN(E); n. SINN; g. SIND] Sun(d)iper(t)-us; Sinde(l)pert-us; Sanibolus; Sanipolus. SAMBOLUS (SAMBERT) 'colui che possiede le sementi' (g. SAUM; t. SAME; l. SEMEN). TINDPERT-US (TINTHBERT) 'colui che ha la tenda' (i. TENT; sp. TIENDA; it. TENDA; f. TENTE). TRASIPERT-US (DRASCHBERT) 'colui che ha biade trebbiate' (t. DRESCHE(N); THRESHING). CORBULUS (HORTHBERT) 'colui che ha un recinto armentario' [l. HORTUS; C(O)(H)ORS,C(O)(H)ORTIS; agr. KORTOS; gt. HAIRDA; t. HERDE; WART(E); HÜRDE; i. HERD; WARD; sp. CERDO; CORDERO; t., i. & f. HORDE; sp. & p. HORDA; it. ORDA, snvd. ARTHE]. WI(G)BERT-US (WIGHBERT) 'colui che possiede bestiame' (t. BOCK; -WIEK; -WEIG; VIEH; g. WEGH(EN); WIC; WIK; BECH; FEHU; FIHU; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; l. PECUS; VICUS; PAGUS; VACCA; it. BECCO; agr. AIX,AIGÔS; ) Guicbert-us; Vipert-us; Agepert-us; Ac(h)ipert-us-ulus; Wipert-us-ulus; Agipert-us; Vucolpert-us. RAGINBERT-US (RAHINBERT) 'colui che possiede un pascolo' (t. RAIN; RAHNEN) Reginpert-us; Raginpert-us; Ragimpert-us; Rignipert-us; Ragimbert-us. TANIPERT-US (TANBERT) 'colui che ha il recinto' (t. TENNE; ZAUN; g. ZUN; g. & n. TUN; ol. TUIN; l. -DUNUM; it., sp. & p. DUNA; fr. DUNE: i. TOWN; DOWN; agr. THÌS,THINÔS) Tanepert-us. NOR(TE)PERT-US (NÖRTHBERT) 'colui che ha terra' (g. NERTHUS; NERTH) Noldebert-us; Norbert-us. 80

WANDELBERT-US (WANTHELBERT) 'colui che ha un recinto armentario' (t. WAND; BUND; i. POUND; gt. BIUNDA) Guandelbert-us; Guandilpert-us; Wan(del)pert-us; Wandilpert-us; Bandipert-us. URSIPERT-US (HORSBERT) 'colui che possiede il cavallo' (g. HARS; HERS; HORS; i. HORSE)(1) Urpulu. ERMEBERT-US (ARMBERT) 'colui che possiede armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM) Ermepert-us; Ermipert-us; Framipert-us; Frampert-us; Quarnipert-us; (W)arnipert-us-ulus; Arnepert-us; Arniper; (H)erbert-us. CUNINCPERT-US (KUNINGBERT) 'colui che ha un signore' (t. KÖNIG; i. KING; sv. KUNG; ol. KONING; fin. KUNINGAS; n. KONUNGR; g. KUNING; KENING; CYNING). AUSTRIPERT-US (HASTREBERT) 'colui che ha la casa' (l. CASTRUM; VASTUS; CASTELLUM; i. HOSTEL; sp. HOSTAL; CASTA; i.a. GUASTO) Austripert-us; Austrepert-us; Ostripert-us; Wistripert. TEUSPERT-US (THEUSBERT) 'colui che possiede servi' [gt. THIUS; g. THIO; DIO; DÈO(W)] Tassipert-us; Tauselpert-us. MARCHAMBERT-US (MARHENBERT) 'colui che possiede la terra' [c. & g. MARHA; g. M(E)ARH; MARIHA; l. & snvd. MARGA; l. MARGO; it. & sp. MARCA; i. MARCH; fr. MARCHE; t. MARK]. A(U)NIPERT-US (HENBERT) 'colui che possiede pollame' (t. HENNE; HAHN; gt. HANA; fi. KANA) (H)aunepert-us; Io(h)annipert-us; Anpulus. LIUSPERT-US (LYSBERT) 'colui che ha il raccolto' (t. LESE). Li(o)spert-us; Lispulus. NANDIPERT-US (NANTHEBERT) 'colui che ha richiami' (g. NANTHE). CUNIBERT-US (KUNIBERT) 'colui che ha famiglia' (gt. KUNI; g. KUNNI; CHUNI; CYNN; KENN; n. KYN; t., n. & i. KIND; l. GENUS; GENS, GENTIS) Cun(t)ipert-us-ulus; Gonpert-us; Genipert-us; Gun(de)pert-us; Guntipert-us; Gundipert-us; Guntepert-us. LIUTBERT-US (LYTHBERT) 'colui che possiede gente' [g. LEOD(EN); t. LEUTE] Liut(i)pert-us-ulus; Lautpert-us; Liu(de)pert-us; Litopert-us; Lippert-us; Lupe(r)tianus; Lupercianus; Leo(de)mpert-us; Liopert-us; Leo(n)pert-us.

1) Il tema HORSE (cavallo) negli antroponimi germanici non è mai da travisarsi con l'italiano 'orso', giacché quest'ultimo non era un animale augurale, ossia uno del quale si potesse augurare a qualcuno il possesso, bensì era una fiera predatrice, dannosa, pericolosa e dalla quale quindi stare alla larga. 81

ATRIPERT-US (WATERBERT) 'colui che ha l'acqua' (i. WATER; t. WASSER; g. WÖTER; WAZZAR; gt. WATO; snvd. VÂR). MAGIPERT-US (MÄHBERT) 'colui che ha ragazzi' (gt. MAGUS; MEGS). MALAMBERT-US (MALMBERT) 'colui che ha terra' (t. & sv. MALM; t. MULM; it. MELMA; sard. MOLMA). FULBERT-US (VULKBERT) 'colui che possiede gente' (t. VOLK; it. VOLGO; l. VULGUS). GOSPERT-US (GOSBERT) 'colui che possiede oche' (g. GOS; n. GAS; i. GOOSE) Cospert-us; Cospulus; Cospula. BONIPERT-US (WOHNBERT) 'colui che ha podere' (g. WOHN; i. OWN; l. BONUM) Bonipertulus; Bonepert-us-ulus; Boneper; Vonipert-us; Bonbu. MALIPERT-US (MAULBERT) 'colui che possiede il mulo' (t. MAUL; g. MUL; i. MULE; l. MULUS). WINEPERT-US (WINBERT) 'colui che ha vino' (t. & gt. WEIN; l. VINUM; i. WINE; g. WIN; n. & sv. VIN; ol. WIJN) Vinpert-us. MANIBERT-US (MANBERT) 'colui che possiede il bestiame' (l. MANNUS; f. MANÉGE; it. MANZO; t. MÄHNE; sv. MAN; i. MANE) Magnipert-us-ulus; Man(g)ipert-us; Munipert-us. (G)AUSPERT-US (HAUSBERT) 'Colui che ha casa' (g. HUS; t. HAUS; GASSE; i. HOUSE; ol. HUIS; sv. HUS; it. & sp. CASA; it. CHIASSO). ASPERTA (ASBERTE) 'colei che ha numi tutelari' [g. AS(EN); OS; n. ASS] Bert(h)a. LUCIPERT-US (LOUKBERT) 'colui che possiede radura dissodata' [l. LUCUS; LOCUS; agr. LOUKOS; snvd. (U)LOK] Lucibellus. ANSBERT-US (HANSBERT) 'colui che possiede anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. (H)ANSER(A); GANTA; ANAS,ANATIS] Ans(o)pert-us; Ansepert-us; Ans(s)ipert-us; Ansobrecht-us; Hinsepert-us; Antipert-us. MITEPERT-US (MITBERT) 'colui che ha cibo' (i. MEAT; g. METI; MAT; MAZ; MÖTE; METE) Mitipert-us. GRISEPERT-US (GRISBERT) 'colui che ha grasce' [t. GRIES(S); GRAS; KRESSE; i. GREASE; GRASS; CRESS; sp. GRASA; it. GRASSO; GRASCIA] Grisi(n)pert-us; Gri(si)mpert-us; Grinpo; Grippo; Groppo. RUDI(L)PERT-US (TRUHTHBERT) 'colui che ha un appezzamento' (g. TRUHT; DRUHT; DRECHT; DRYHT; DROST; n. DROTT; gt. DRAÙHTS; t. TRAKT; TRUCHSESS; l. TRACTUS) Trudelpert-us. SADELPERT-US (SADELBERT) 'colui che ha pascolo' (t. SODE; i. SOD) Sadelperd-us. LUPIPERT-US (LAUPBERT) 'colui che ha pane' (g. HLAF; HLEF; LEIPA; LEIB; gt. HLAIFS; n. HLEIFR; t. LAIB; i. LOAF). 82

MAURIPERT-US (1) (MAUHRBERT) 'colui che possiede il cavallo' (c. & g. MAHRA; g. MIERE; n. MERR; MARR; t. MÄHRE; i. MARE; sv. MÄRR; it. MARRONE; MORELLO) Mauripertulus. DULCIPERT-US (THAULCHBERT) 'colui che ha sego' (t. TALG; i. TALLOW). ERC(H)ENPERT-US (WERKENBERT) 'colui che possiede bestiame ' [l. URUS; FORUM; VERRES; PORCUS; t. FERKEL; (A)U(E)R; g. BURG; sc. FÅR; FEARH(N); FAR(A)H; i. BOAR; FARROW; BOROUGH; AUROCHS; sp. VERRACO; BARRACO (2); BORRO; BURRO; BURRICO; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; sp. & p. BURGO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. VERRAT; BOURRIQUE; it.BORGO; agr. OUROS] Erchempert-us; Ercerpert-us. OSPERT-US (OSBERT) 'colui che ha i numi tutelari (3)' [g. OS; AS(EN); n. ASS] Ospulus; As(o)pert-us; Asperulus. CARIPERT-US (HARIBERT) 'colui che possiede braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Gairipert-us; Gairepert-us; Gheiripert-us; Gerbert-us; Ari(o)bert-us; Ari(o)pert-us; A(u)repert-us; Auripert-us-ulus. AURIPERTA (AURBERTE) 'colei che possiede braccianti'[g. HER(E); HERI (RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Auripertula; Bert(h)a. t. WALTEN (disporre di, esser padrone di, governare); g. WALTAN; WEALDAN (dominare); i. TO WIELD (reggere). FUS(C)OALD-US (VYSEWALTH) 'colui che ha bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE) Gesuald-us. LUPO(V)ALD-US (LAYBWALTH) 'colui che dispone di pane' (i. LOAF; t. LAIB; n. HLEIFR; gt. HLAIFS; g. LEIPA; HLAF; HLEF; LEIB) Lopuald-us; Lopoald-us; Leopold-us. 1) Probabilmente i mori erano così chiamati dalla loro usanza di combattere per terra principalmente a cavallo, così come del resto facevano anche i turchi e tutti i mediorientali; gli ottomani si servivano infatti come fanteria ordinata unicamente dei giannizzeri, ossia di balcanici cristiani sottratti da bambini alle loro famiglie. 2) Da cui barraca ('baracca'), termine che quindi in origine doveva significare porcile. 3) Che li possiede nel senso che ne ha le effigi a casa; quindi che ha una casa.

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GUNDUALD-US (GYNDWALTH) 'colui che ha famiglia' (t., n. & i. KIND; gt. KUNI; n. KYN; g. CYNN; CHUNI; KUNNI; KENN; l. GENUS; GENS, GENTIS) Gunthold-us; Gundoa(l)d-us; Gonduald-us; Cunoald-us; Hunold-us. HUMBALD-US (HUMWALTH) 'colui che ha casa' (i. HOME; t. HEIM; g. & i. HAM) Gumpald-us; Camald-us-olus; Gemoald-us; Ubald-us-inus; Ubold-us; Gibuld-us; Aboald-us. DOMOALD-US (DOMWALTH) 'colui che ha casa' [l. DOMUS; agr. DOMOS; snvd. DÀM(S)]. VILIBALD-US (VILWALTH) 'colui che dispone di vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA) Bilibald-us; Vivald-us; Gibuld-us. SCHIRALD-US (SKYRWALTH) 'colui che dispone di casa' (t. SCHAUER; SCHEUER). GRIMO(A)LD-US (KRYMWALTH) 'colui che dispone di pane' (t. KRUME; i. CRUMB) Crimuald-us-ulus; Grim(u)ald-us. SVINTHIBALD-US (SCHWENTHWALTH) 'colui che dispone di terreno disboscato' (t. SCHWENDE). SVINTRUALD-US (SWINTHERWALTH) 'colui che dispone di disboscatori' (t. SCHWENDER) Svintroald-us. GROTHOLD-US (KROTHWOLTH) 'colui che dispone di grotta' (t. & f. GROTTE; i. GROT(TO); it. GROTTA; sp. GRUTA; l. CRYPTA; agr. KRUPTE). RACHIPALD-US (REICHWALTH) 'colui che ha un podere' (t. REICH; gt. REIKI; g. RICE; RIHHI; n. & g. RIKI; ol. RIJK; sv. & g. RIKE; i. REACH). REIN(B)ALD-US (REINWALTH) 'colui che dispone di pascolo' (t. RAIN; RAHNEN) Ra(he)nald-us; Reginold-us; Rachinald-us; Reginald-us; Ragin(b)ald-us; Ra(ina)ld-us; Rambald-us; ribald-us (1); Ribold-us; Rivald-us; ribaud; Rupald-us; Rubald-us. ISOLDE (WISWOLTHE) 'colei che dispone di bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE). AIALDUS (EYALDUS) 'colui che dispone di pecore' [l. OVIS; g. OWU; OU(WI); OUWE; i. EWE; t. AUE; snvd. ÂVI; AJA(VÂYAH)]. ANSOVALD-US (HANSWALTH) 'colui che dispone di anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. (H)ANSER(A); GANTA; ANAS, ANATIS]

1) Vedi precedente nota a Manisc(h)alc-us. Tra il significato antroponimico preistorico e quello dispregiativo moderno ci fu comunque, come si sa, anche quello medievale di 'saccomanno, saccardo, galuppo, bagaglione'. 84

Anspald-us; Ans(o)ald-us; Ansuald-us; Anduald-us; Androald-us. A(U)NUALD-US (HANWALTH) 'colui che dispone di pollame' (t. HENNE; HAHN; gt. HANA; fi. KANA) Genuald-us; Hannibal. ATREPALD-US (WATERWALTH) 'colui che ha l'acqua' (i. WATER; t. WASSER; g. WÖTER; WAZZAR; gt. WATO; snvd. VÂR) Adruald-us; Adroald-us. DONALD-US (DONWALTH) 'colui che dispone di un recinto' (l. -DUNUM; g. ZUN; g. & n. TUN; ol. TUIN; t. ZAUN; TENNE; it., sp. & p. DUNA; fr. DUNE; i. TOWN; DOWN; agr. THÌS, THINÔS) Donigaglia. FULCOALD-US (VULKWALTH) 'colui che ha tribù' (t. VOLK; it. VOLGO; l. VULGUS) Fulcuald-us. LUMULIPALDIUS (LUMELWALTH) 'colui che dispone di braccianti' (t. LÜMMEL). MACHINALD-US (MAGHENWALTH) 'colui che dispone di ragazzi' (gt. MAGUS; MEGS) Mainoald-us. MARCOALD-US (MARHAWALTH) 'colui che dispone della terra' [c. & g. MARHA; g. M(E)ARH; MARIHA; l. & snvd. MARGA; l. MARGO; it. & sp. MARCA; fr. MARCHE; i. MARCH; t. MARK] Marcegaglia. FRIDUALD-US (FRIDWALTH) 'colui che dispone di recinto' (g. FRID; VRIT). RODUALD-US (RODEWALTH) 'colui che dispone di terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Radaldellus; Rodoald-us; Radoald-us; Raduald-us; Rodpald-us; Roppald-us; Rupald-us; Riodoald-us. ROMUALD-US (RAUMWALTH) 'colui che dispone del montone' (t. RAMM; i. RAM) Romualdulus; Romald-us-ulus; Romoald-us; Rumuald-us; Rambald-us; Ram(i)pert-us; Romwald. SISALD-US (SYSWALTH) 'colui che dispone di un maiale' [l. SUS; g. SU; i. SOW; t. SAU; agr. (S)US]. GUNTELDA (KYNDWALTHE) 'colei che ha famiglia' (t., n. & i. KIND; gt. KUNI; n. KYN; g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; l. GENUS; GENS, GENTIS). ANSELDA (HANSWALTHE) 'colei che dispone di anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. (H)ANSER(A); GANTA; ANAS,ANATIS]. BERTOLD-US (PERTHWOLTH) 'colui che dispone del cavallo' [t. PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS] Pertoald-us; Portuald-us; Pertuald-us; Ber(i)thold-us; Bertald-us; Ferduald-us; Portugallus; Berchtold. LITO(VA)LD-US (LITHWALTH) 'colui che dispone di gente' (g. LEOD; t. LEUTE) Liodoald-us; Le(o)pald-us; Luitpold. 85

SMORALD-US (SCHMOERWALTH) 'colui che dispone di strutto' (t. SCHMER). SENUALD-US (SENWALTH) 'colui che dispone di alpeggio' (t. SENN(E); n. SINN; g. SIND) Sinibald-us; Sinibold-us; Sinoald-us; Sonoald-us; Sun(d)uald-us; Senigallus (1); Santipert-us. MA(G)NUALD-US (MANWALTH) 'colui che dispone del bestiame' (l. MANNUS (2); MANÉGE; it. MANZO; t. MÄHNE; i. MANE; sv. MAN) Mansuald-us; Munuald-us; Munoald-us; manigold-us (3); Manovald-us; Monduald-us; Munduald-us; Mundvalt; Mundwald-us; Mundwalt. T(H)EODOVALD-US (THEODWALTH) 'colui che ha tribù' (g. THEOD; THIOD (A); THIADE; DEOD; DEOTA; DIOTA; THEUDO; gt. THIUDA; n. THJOD) Teuduald-us; T(h)eudoald-us; Teudvald-us; T(h)eodoald-us; Teoduald-us; T(h)eu(t)pald-us; Teopald-us; T(h)e(o)bald-us. ADALOALD-US (ATHALWALTH) 'colui che ha un caprile' (g. ADAL(I); ODEL; ETHEL; EDILI; ÖDEL(U); OTHIL; ODAL; t. ADEL) Etelbald-us; Adelold-us; Adoloald-us; Adelbold-us; Adalbo; Adelwold-us; Aethelwold-us. GOTOVALD-US (GOTWALTH) 'colui che dispone di capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KÜTA; KAITO; t. GEISS; KATE; HEIDE; HAIDE; WEIDE; HÜTTE; HUT; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; f. HUTTE; l. HAEDUS) Coduald-us; Godeld-us; Gud(u)ald-us; Gudoald-us; Catald-us; Goduald-us; Godoald-us; Gaidoald-us; Gadoald-us; Haduwald-us; A(u)duald-us; A(u)doald-us; Autpald-us; Auduala; (A)odoald-us; Catuvolcus (Catuvold-us?). EMERALDA (EMERWALTHE) 'colei che dispone di frumento' (t. EMER). CORINALD-US (KORNWALTH) 'colui che dispone di frumento' (t. KORN). VIVALD-US (VIHWALTH) 'colui che dispone di bestiame' (t. VIEH; g. FIHU; i. FEED; FIEF; FEUD). ERMUALD-US (WARMWALTH) 'colui che dispone di armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM) Ermoald-us; Framuald-us; Erminald-us; (H)ermenoald-us; Hermenald-us; Arn(u)ald-us; Ar(io)nold-us. THUSENELDA (THUSENWALTHE) 'colei che dispone di servi' [gt. THIUS(EN); g. THIO; DIO; DÈO(W)]. MASTALD-US (MASTWALTH) 'colui che dispone di pastura' (t. MAST; MATTE; it. MASSA; sp. & p. MATO; p. MATA)

1) Da un signore longobardo di tal nome potrebbe quindi aver preso il nome la città di Senigallia. 2) Ecco perché poi 'maniscalco, maneggio', termini ambedue relativi all'equitazione e derivanti appunto dal latino mannus (cavallo). 3) 'Cavallaro', antroponimo che come tanti altri ha dato dunque origine a un aggettivo spregiativo, come abbiamo già appena detto. 86

Meduald-us; Madelbert-us. STADOALD-US (STATHWALTH) 'colui che dispone di un recinto' (t. STADT; it. STAZZO; l. STATUS). SUMU(O)ALD-US (SAUMWALTH) 'colui che dispone di sementi' (g. SAUM; t. SAME; l. SEMEN) Somuald-us; Summoald-us. TRASUALD-US (DRASCHWALTH) 'colui che dispone di biade trebbiate' [t. DRESCHE(N); i. THRESHING] Trasoald-us. DACOALD-US (THAKWALTH) 'colui che dispone di pasta panicea' (g. DAG; DAIGS; n. DEIG; t. TEIG; i. DOUGH) Tacuald-us; Deciphilede. TANUALD-US (TANWALTH) 'colui che dispone di un recinto' (t. TENNE; ZAUN; g. ZUN; g. & n. TUN; ol. TUIN; i. TOWN; DOWN; l. -DUNUM; it., sp. & p. DUNA; fr. DUNE; agr. THÌS,THINÔS) Tanoald-us. TROCTOALD-US (THROHTWALTH) 'colui che dispone di un appezzamento' (g. TRUHT; DRUHT; DRECHT; DRYHT; DROST; n. DROTT; gt. DRAÙHTS; t. TRAKT; TRUCHSESS; l. TRACTUS) Dracoald-us; Drudbold-us. TOBALD-US (TOBWALTH) 'colui che dispone del montone' (i. TUP) Tipald-us; Tobald-inus. HAGUSTALDA (HAUSTWALTHE) 'colei che ha casa' (l. VASTUS; CASTELLUM; CASTRUM; i. HOSTEL; sp. HOSTAL; CASTA; i.a. GUASTO) A(n)struelda; Anstrualda. BON(U)ALD-US (WOHNWALTH) 'colui che ha podere' (g. WOHN; i. OWN; l. BONUM) Bonald-ulus. MARUALD-US (MARWALTH) 'colui che dispone del cavallo' [c. & g. MAHRA; n. MERR; MARR; g. MIERE; t. MÄHRE(N); i. MARE; sv. MÄRR; it. MARRONE; MORELLO] Maramald-us (Maranald-us); Marescald-us (1); Mirald-us. TRABALD-US (TRAUBWALTH) 'colui che dispone di un recinto' (i. TRAP: t. TRAPPE; it. TRAPPOLA) Truf(f)ald-us (2); Truppoald-us. OSVALD-US (OSWALTH) 'colui che dispone di numi tutelari' [g. OS;

1) Per quanto riguarda la presenza della consonante S e del suono CH in quest'ultima variante, noi spieghiamo la prima come una desinenza plurale di MÄEHRE alternativa a quella in -N e il secondo con un processo fonico W-G-CH subito dalla consonante iniziale del verbo WALTEN. Ancor'oggi esiste a Napoli il cognome Marescaldi. 2) Dal possesso o dall'uso del recinto-mercato alla truffa il passo doveva essere spesso molto breve, se questo nome ha dato origine all'aggettivo dispregiativo italiano 'truffaldino'! 87

AS(EN); n. ASS] Oswald; Asuald-us. SIGOALD-US (SIGHEWALTH) 'colui che dispone di capre' (t. ZIEGE; ZICKE) Segioald-us; Siguald-us; Sicuald-us; Sigualt; Sigibald-us. PERGOALD-US (FERKWALTH) 'colui che dispone del bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; g. BURG; FEARH; FAR(A)H; sc. FÅR; i. FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; t. FERKEL; (A)U(E)R; sp. VERRACO; BARRACO; BORRO; BURRO; BURRICO; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. VERRAT; BOURRIQUE; sp. & p. BURGO; it. BORGO; agr. OUROS] Arcibald-us; Parsivald-us; Parsifal; Parzifal; Far(o)ald-us; Faruald-us; Varald-us; Ber(o)ald-us; Peruald-us; Ferold-us; Persoald-us; Baraldinus; Viruald-us; Verwalter. CHARIOVALD-US (HARIWALTH) 'colui che dispone di braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Ga(i)ripald-us; Garibald-us; Gario(v)ald-us; Harald-us; (H)ar(i)old-us; Haraldr; Araldo; Girald-us; Gairuald-us; Gheiripald-us; Ariovald-us; Ariovalt-us; A(i)r(u)ald-us; Aiaroald-us; Ar(i)(o)ald-us; Auropald-us; Aripaldus-us. CHARIOVALDA (HARIWALTHE) 'colei che dispone di braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Arelda; Ariflada. TINDOALD-US (TINTHWALTH) 'colui che ha la tenda' (i. TENT; f. TENTE; it. TENDA; sp. TIENDA) URSOALD-US (HORSWALTH) 'colui che ha il cavallo' (g. HORS; HARS; HERS; i. HORSE). SEBALD-US (SEBWALTH) 'colui che ha capre' (got. SIBJA; g. SIBBIA; SIBB(E); SIPP(E)A; t. SIPPE; ZIBBE; it. ZEBA; sp. CHIVO) Sibold-us; Spavaldus (1). CASTALD-US (2) (KASTWALD) 'colui che ha casa' (l. VASTUS; CASTELLUM; CASTRUM; i. HOSTEL; sp. CASTA; HOSTAL; i.a. GUASTO) Castald-ulus-ellus; Gastald-us-ius; Hagustald-us; Austrovald-us; Castaldione; Kastaldis. VALIVALD-US (WALTHWALTH) 'colui che dispone di una terra' (t. WALD; HALDE; WELT; FELD; HOLZ. i. HOLD; HELD; FIELD; WOLD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Balordo (3).

1) Metatesi EB - PA. 2) E' questo nome che dette origine a un titolo amministrativo molto diffuso e che indicava il precursore del feudatario. 3) Vedi nota a Mascalzone. 88

CAUSUALD-US (HAUSWALTH) 'colui che dispone di casa' (t. HAUS; GASSE; i. HOUSE; g. HûS; it. & sp. CASA; it. CHIASSO) Gausuald-us; Gausoald-us; Causoald-us; Usuald-us. AHALD-US (VAHWALTH) 'colui che dispone di bestiame' (g. WEGH-EN; BECH; WIC; WIK; FIHU; FEHU; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; t. VIEH; BOCK; -WIEK; -WEIG; it. BECCO; l. PECUS; VICUS; PAGUS; VACCA; agr. AIX, AIGÔS) Aginuald-us. ERMUALDE (HARMWALTHE) 'colei che dispone di armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM). TRUDEPALD-US (TRUHTHWALTH) 'colui che ha un appezzamento' (g. TRUHT; DRUHT; DRECHT; DRYHT; DROST; n. DROTT; gt. DRAÙHTS; t. TRAKT; TRUCHSESS; l. TRACTUS) Trudpald-us; Trudpold-us; Drudbold-us.

t. WAHREN; GEWÄHREN; g. WARJAN; snvd. HR (badare a, prendersi cura di, occuparsi di, dedicarsi a, esser dedito a, guardare, avere la responsabilità di). MENARD-US (MANWARTH) 'colui che ha cura del bestiame' (l. MANNUS; f. MANÉGE; it. MANZO; t. MÄHNE; i. MANE; sv. MAN) Munari; Minurus; Magnoviro; Magniviro; Manierus (1); Mundiburd-us (2). GOTARD-US (GOTWARTH) 'colui che bada alle capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; g. GET; GAT(EN); GEIZ; KAITO; KÜTA; t. GEISS; KATE; HÜTTE; HUT; HEIDE; HAIDE(N); WEIDE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; gt. GAITS; f. HUTTE; l. HAEDUS) Baudacharius; Audan(c)car; Odengari; Gaidenard-us; Wadari; Odoard-us; Odogarius; Odagrius; Aut(h)ar-i-itus-ius-enus; Utharius; Otarius; Auturinus; Eduard-us; Autecari; E(d)oard-us; Edgar-d-dus; Gotthard; Audac(c)ar(i); Gauder-us-ulus; Vottier-us; buttero (3); Waiferius; Guafarius; Odager; Od(o)ac(h)er; Odoaker; Odoacre; Oterus; Paterius; Petelgar; guattarus (4); (s)guattero (4); fidalgo; (h)idalgo. GRECORIUS (GRECHWOR) 'colui che bada al gregge' (l. GREX) Gregor-i-ius; Grigor-ius-i; Cricorius; Gregarius (5). 1) Era dunque quello che oggi s'intende un castello in origine null'altro che un semplice stazzo per bestiame grosso. 2) Trattasi di titolo significante 'protettore, tutore' e non di un antroponimo. 3) Si sarebbe trattato quindi in origine di un capraro montato e non di un bovaro qual è invece oggi. 4) Il capraro è dunque finito in cucina a lavare i piatti! 5) Nessuno certo dubitava dell'umile origine di questo termine! 89

COMARE (1) (HOMWARE) 'colei che bada alla casa' (i. HOME; t. HEIM; g. & i. HAM). LONARD-US (LONWARTH) 'colui che s’occupa della terra ' [t. & i. LAND; i. LOAN; LANE; t. LEH(E)N; l. PLANUM; it. PIANO; nap. CHIANO; sp. LLANO]. Lenard-us; Linard-us; Lin(h)ar-es-i; Lunar(d)us; Leonhard; Lienhard; Leonarianus. BASTARD-US (2) (VASTWARTH) 'colui che s’occupa della casa' (l. VASTUS; CASTELLUM; CASTRUM; sp. CASTA; HOSTAL; i. HOSTEL; i.a. GUASTO) Castor-ius-inus; Ostorius; Asterius; Pastor; Cassiodorus; Est(h)er (3). REICHARD-US (REICHWARTH) 'colui che s’occupa del podere' (t. REICH; gt. REIKI; g. RICE; RIHHI; n. & g. RIKI; ol. RIJK; sv. & g. RIKE; i. REACH) Reccaredus; Ricciardus; Richard-us. GUNTARI (KYNDWARTH) 'colui che ha cura della famiglia' (t., n. & i. KIND; gt. KUNI; n. KYN; g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; l. GENUS; GENS, GENTIS) Contari; Cunari; Connor; Canerius; Gunt(h)er-us; Gundaker. BURCHARD-US (BURCHWARTH) 'colui che bada al bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; g. BURG; FEARH; FAR(A)H; sc. FÅR; i. FARROW; BOAR; BOROGH; AUROCHS; t. FERKEL; (A)U(E)R; sp. VERRACO; BARRACO; BORRO; BURRO; BURRICO; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. VERRAT; BOURRIQUE; sp. & p. BURGO; it. BORGO; agr. OUROS] Burkhard; Berard-us; Barbarus. GERARD-US (HERWARTH) 'colui che bada ai braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Gyrard-us; Girardinus; Gerhard; Gerhart; Gerierus; Guerriero. PERTARI-US (PERTWAR) 'colui che s’occupa del cavallo' [t. PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS] Bert(h)ari-us; Bertaridus; Perctarit. ADELARD-US (ADELWARTH) 'colui che si dedica al caprile' (g. ODIL; ODAL; EDEL; ADAL(I); EDILI; ÖDEL(U); ODEL; t. ADEL) Odelgar(i); Otelgari; Adelgarius; Aloard-us; Aloari; Alvart-us; Alvar-i-us; Taloard-us; A(de)lferius; Alfier-o-us; Oliv(i)er-(i)us; Algerius. 1) Ancor'oggi si dice nell'Italia meridionale 'avere una comare' per dire avere un'amante a buon mercato! 2) Ecco perché 'fare un figlio bastardo' significava in origine concepirlo con una serva o comunque con una donna che serviva nella propria casa. 3) Non sono rari i casi di antroponimi maschili usati oggi come femminili. 90

BARBARA (VARWARE) 'colei che bada al bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; g. BURG; FEARH; FAR(A)H; i. FARROW; BOAR; BOROGH; AUROCHS; t. FERKEL; (A)U(E)R; sp. VERRACO; BARRACO; BORRO; BURRO; BURRICO; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; sc. FÅR; sp. & p. BURGO; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. VERRAT; BOURRIQUE; it. BORGO; agr. OUROS] Barbel. HILDEGARDA (HYLTHWARTHE) 'colei che ha cura della terra' (l. CULTA; VALLUM; t. & i. WALL; i. HOLD; HELD; FIELD; WOLD; t. HALDE; WALD; WELT; FELD; HOLZ; fi. PELTO; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Hilda; Helga; Halga; Ilaria; Valeria. BEFFARD-US (1) (BEEFWARTH) 'colui che s’occupa dei manzi' (i. BEEF; BUFFALO; it. BUFALO; t. BÜFFEL; l. BUBALUS; agr. BOUBALOS). Averard-us; Ivorius; Eberhard. ECARD-US (WECHWARTH) 'colui che bada al bestiame' [it. BECCO; g. BECH; WEGH(EN); FEHU; FIHU; WIC; WIK; t. VIEH; BOCK; -WIEK; WEIG; l. PECUS; VICUS; PAGUS; VACCA; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; agr. AIX, AIGÔS] Agare; Pacorus; bugiardo (2); becero (3); Ag(h)enard-us; bigard-us (4); bagher(o)(5); Vicarius; Piciar-us-enus; Picard-us; pícaro (6); Ficar-us; Buzacar-us; Eginard-us; Acupard-us; Aicard-us; Guicciard-us-inus; Guizzard-us; bougre (7); bugaro (7). NOTORIUS (NOTWOR) 'colui che bada ai bovini' (g. NOT; NOZ; NAT; g. & i. NEAT; n. NAUT) Notarius; Nazar-ius-enus; Notocher-us; Notker. LIVARD-US (LYBWARTH) 'colui che s’occupa del pane' (g. LEIPA; LEIB; HLAF; HLEF; n. HLEIFR; gt. HLAIFS; t. LAIB; i. LOAF) Labari; Leubard-us; L(e)opard-us; Lopari; Lopelghari; Lopelgaridu. GODOARA (GOTHWARE) 'colei che bada alle capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; g. GET; GAT; GEIZ; KÜTA; KAITO; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; gt. GAITS; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; f. HUTTE; l. HAEDUS) Katharine; Katharina; Caterina; Trine.

1) Altro spregiativo. 2) Idem c.s. 3) Idem c.s. 4) Idem c.s. In spagnolo infatti questo termine significa 'dissoluto, scostumato, vizioso, vagabondo' e in italiano a dato origine al sostantivo 'bigordo, bagordo', termine anch'esso spregiativo. 5) Tipo di carro che potrebbe dunque aver preso nome da un antroponimo. 6) Era innegabile un'origine umile anche per questo umile epiteto! 7) Sorta di eretico, quindi anche questo termine dispregiativo. 91

ALPARIUS (ALPWAR) 'colui che è dedito all'alpeggio' (t. ALP) (H)alpari. ALVARA (ALWARE) 'colei che s’occupa dell'alpeggio' [t. ADEL; g. ODIL; ODAL; EDEL; ADAL(I); EDILI; ÖDEL(U); ODEL] Alfarana; Elvira. OSKAR (OSGAR) 'colui che si prende cura dei numi tutelari' [g. OS; AS(EN); n. ASS] Oscar; Ascarus; Assuerus. AMARI (HEIMWAR) 'colui che bada alla casa' (t. HEIM; i. HOME; g. & i. HAM) Amar-us-one; Aimard-us; (H)amilcar-i-e; Amolcari; Camerinus; (V)omeros. MALARD-US (MAULWARTH) 'colui che s’occupa del mulo' (t. MAUL; g. MUL; i. MULE; l. MULUS) Mallard-us. ANECARD-US (HANWARTH) 'colui che bada al pollame' (t. HENNE; HAHN; gt. HANA; fi. KANA) Anacard-us; Anucard-us; Angari; Ang(h)iari; Aynard-us; Heiner. FULCARD-US (VOLCHWARTH) 'colui che ha cura del popolo' (t. VOLK; l. VULGUS; it. VOLGO) Fulc(h)ar-i-ius-enus; Volgare (1); Folgore (2); Folgierus (3); bulgarus (4); Polcari; Publibor; Volgerius; Follierus. EBERARD-US (EBERWARTH) 'colui che bada al bestiame' (t. EBER; HABERGEISS; piem. CRAVA; nap. CRAPA; l. CAPRA; CAPER; APER; (H)ARA; ARIES; g. KAFRA; HÖFER; n. HAFR) Gebar-i-enus (5); Abelard-us (6). RODE(L)GARD-US (RODEWARTH) 'colui che s’occupa del terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Rot(t)(h)ar-i-ius-it-is; Rodcari; Rotcari; Rodegar(i); Rotthard-us; Hrodgar; Rudiger-ius; Razzierus; Rother (7); Rüdiger; Roger-ius. CAUSARI (HAUSWAR) 'colui che bada alla casa' (t. HAUS; GASSE; g. HUS; i. HOUSE; ol. HUIS; sv. HUS; it. & sp. CASA; it. CHIASSO) Gausari; Casaburus; Cusselgari; Cæsar; Ahasver-us; huszàr (8).

1) Cognome dell'Italia meridionale. 2) Cognome piemontese e meridionale. 3) Cognome meridionale nelle due versioni Folgiero e Folgieri. 4) Il popolo dei bulgari avrebbe quindi preso nome da un antroponimo, probabilmente da un suo condottiero di tal nome. 5) Ipocoristico (sincope) di Geberari. 6) Evidente contaminazione di Aberard con l'ebraico Abele. 7) Chiaro esempio di come l'uscita in er e quella in ar siano differenti espressioni dello stesso verbo. 8) 'Ussaro', cavalleggero di origine ungherese.

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LUCIARIUS (LUCHWAR) 'colui che si dedica al terreno dissodato' [l. LUCUS; LOCUS; agr. LOUKOS; snvd. (U)LOKÂ, g. LOUKO] Lichard-us; Ligure; Leg(g)(h)erus; Lucifer; Luc(i)er-(i)us-ulus. LOCTHARI (LOCTGAR) 'colui che bada al terreno dissodato' (g. LOIKT). BRANDUARD-US (BRANTHWARTH) 'colui che s’occupa delle oche' (i. BRANT). (E)LEONORA (LONWARE) 'colei che s’occupa della terra' [t. & i. LAND; i. LOAN; LANE; t. LEH(E)N; l. PLANUM; it. PIANO; nap. CHIANO; sp. LLANO] Le(o)nore; Lore; Nor-a-e. BIANCARD-US (BLANCHWARTH) 'colui che bada al terreno dissodato' (t. BLÄNKE; i. BLANK). LUCERIA (LUCHWERE) 'colei che si dedica al terreno dissodato' [l. LUCUS; LOCUS; agr. LOUKOS; snvd. (U)LOKÂ; g. LOUKO] Liceria. VOLIFARD-US (WOELFWARTH) 'colui che bada agli elfi' (t. WELF; t. & i. ELF) Belfard-us; (V)ulfari(s); Gulfari; Folfarius. FILARI (WILWAR) 'colui che bada ai vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA) Filari; Williar-i-enus; Velardiniellus;Villari;Guillari;Gilardo. ANSGAR (HANSWAR) 'colui che bada alle anatre' [t. GANS; ENTE(N); GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. (H)ANSER(A); GANTA; ANAS,ANATIS] Ansvart-us; Naswurst; Ansari; Insar-i-ius; Antibar-us; Antenore; Entener-us; Ant(en)er-us. KASPAR (GASWAR) 'colui che bada alle oche' (g. GOS; n. GAS; i. GOOSE) Gaspare; Gaspero. VINTHARIUS (WYNTHWAR) 'colui che s’occupa del recinto armentario' (i. POUND; t. WAND; BUND; gt. BIUNDA). BONARI (WOHNWAR) 'colui che s’occupa del podere' (g. WOHN; i. OWN; l. BONUM) Onorius; Ongard-us; Funari; Bonebarbe. GRIMARIT (KRYMWART) 'colui che s’occupa del pane' (t. KRUME; i. CRUMB). LANDARI (LANTHWAR) 'colui che s’occupa della terra' [t. & i. LAND; i. LOAN; LANE; t. LEH(E)N; l. PLANUM; it. PIANO; nap. CHIANO; sp. LLANO] Landoari. PANDORA (POUNDWORE) 'colei che s’occupa del recinto armentario' (i. POUND; t. WAND; BUND; gt. BIUNDA). TAMMARUS (THOMWAR) 'colui che s’occupa della casa' [gr. DOMOS; l. DOMUS; snvd. DÂM(S)]. LEODEGARIUS (LIYTHWAR) 'colui che s’occupa del popolo' (g. LEOD; t. LEUTE)

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Leutari; Leotari; Liutsari; Liutarius; Lotarius; Liliodarus; Leocard-us; Liodelgar-us; Liuttard-us; L(e)opard-us; Lothar; Lilioderus; Luther-(i)us; Letorius; Liberus; Liverus. PERTUARA (PERTHWARE) 'colei che bada al cavallo' [t. PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS]. WALCARI (WALCHWAR) 'colui che bada al cavallo' (t. WALLACH; l. CABALLUS; f. CHEVAL) Val(i)car-i-ius. STATORIUS (STATHWOR) 'colui che s’occupa del recinto' (t. STADT; l. STATUS; it. STAZZO). THEUTHARIUS (THEODWAR) 'colui che ha cura della tribù' (g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA) T(h)eodorus; Teuduros; Teudorus; Titurius; Teotard-us; Teodelgard-us; Totelgard-us; Teodelgar(i); Dieter; Teudirus; Theoderus; Theoferius; Teuderus; Theodor; Teusterius; Desiderius. SUNDERARI (SYNTHERWARTH) 'colui che ha cura dei pascolatori' (g. SYNDER) Sundrarit. DICHARD-US (DIKWAR) 'colui che bada alle capre' (t. ZICKE; ZIEGE). Sic(h)ard-us; Sichenard-us; Ziccard-us; Sicorius; Sigelard-us; Zacharias; Sigerio. WALKUERE (WALKWERE) 'colei che bada al cavallo' (t. WALLACH; l. CABALLUS; fr. CHEVAL) Valchiria (1). VISEGARD-US (WISWARTH) 'colui che s’occupa dei bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE) Isimbard-us; Usimbard-us; Isenard-us; bizzarro (2); buzzurro (3); Wisegari; Ghisilari; Giselher; Wiselgar(d-us); Fusc(h)ari; Foscarus; Biscard-us; Guiscard-us. MASARUS (MASWAR) 'colui che s’occupa dell'alpeggio' (it. MASSA; t. MAST; MATTE; sp. & p. MATO; p. MATA) Masarinus; massaro (4); Madelgari; Madelgariu. CAMPARI (KAMPWAR) 'colui che si dedica al terreno recintato' (t. KAMP; f. CHAMP;it., sp. & p. CAMPO; i. CAMP; l. CAMPUS) Campero (5). 1) Nome che è stato in epoca contemporanea sin troppo mitizzato! 2) Nel senso italiano di 'stizzoso, irascibile', ma non in quello spagnolo di 'valoroso', è anch'esso termine dispregiativo. 3) Allotropo del termine precedente, ma dal senso molto più spregiativo. 4) Termine che - fino a non molto tempo fa - mantenne il suo originale significato di addetto alla transumanza. 5) Guardia campestre, in spagnolo.

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DAGARIUS (DAGHWAR) 'colui che s’occupa della pasta panicea' (g. DAG; DAIGS; n. DEIG; t. TEIG; i. DOUGH) Dagrus. OPTARIT (HAUPTWART) 'colui che si prende cura del condottiero' (t. HAUPT; gt. HAUBI; g. HOUBIT; HEAFOD; i. HEAD; l. CAPUT). Ufitahari. RENOARD-US (REINWARTH) 'colui che s’occupa del pascolo' (t. RAIN; RAHNEN) Reginhard-us; Ranier-us; Rainer-us; Rigord-us. AIARI (EYEWAR) 'colui che bada alle pecore' [i. EWE; t. AUE; g. EOWU; OU(WI); OUWE; l. OVIS; snvd. ÂVI; AJA(VÂYAH)]. MAGELGARD-US (MAGHELWARTH) 'colui che s’occupa dei ragazzi' (gt. MAGUS; MEGS) Maucerus; Mahler. ERMENGARDA (ARMENWARTHE) 'colei che s’occupa degli armenti' (l. ARMENTUM; i. FARM) Bernhardine. ERMEN(G)AR(I) (ARMENWAR) 'colui che s’occupa degli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM) Ermen(g)ari; Germenar; Arionard-us; Ber(e)n(h)ard-us; Veronard-us; Berengar-ius; Nardus; Veronierus; Bernerius; Werner. WALTHARIUS (WALTHWAR) 'colui che si dedica alla terra' (t. WALD; WELT; FELD; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Baluard-us; boulevard (1); Boulevart; Balsarius; Galerius; (G) (Gu)alt(i)er-(i)us; Gualtar-i-ius; Bel(l)isar-ius; balord-us (2); ga(i)llard-o; gagliardo; goliard-us (3); Goller; Helarius; (H)ilarius; Ilard-us; Hildegard-us; Pallor; Palder; paltonierus (4); Pelarus; Pelerinus; Val(l)er-ius-iolus-inus; Valerius; Valorus; Valt(h)er-(i)us; Vollarus; Waltar-i-enus; Wallari; Walter-ius; cialtrone (5); Vialard-us. TANGHER-US (6) (TAUNWER) 'colui che ha cura del recinto' (i. TOWN; DOWN; t. ZAUN; TENNE; l. -DUNUM; it., sp. & p. DUNA; fr. DUNE; g. ZUN; g. & n. TUN; ol. TUIN; agr. THÌS,THINÔS). 1) Ecco un esempio d'antroponimo che, oltre che nella forma aggettivale Gaillard (forte), si è anche trasformato in un sostantivo dallo stesso senso; d'altra parte anche lo stesso Gaillard si è sostantivato poi nel significato di 'castello di nave'. 2) Anche la balordaggine ha dunque un'origine longobarda! 3) Da 'uomo di terreno recintato' a 'uomo di corte' il significato resta sostanzialmente e sorprendentemente lo stesso. 4) Antroponimo che, come tanti altri che vedremo, in Italia divenne epiteto dispregiativo, assumendo infatti il senso di ribaldo, mascalzone, ecc. 5) Vedi nota a Ribald-us. 6) Idem c.s. 95

SELURUS (SALWAUR) 'colui che bada alla casa' (g. SELE; SELI; SAL; t. SAAL; fr. SALLE; it., sp. & p. SALA; l. SOLUM). CARLAXARIUS (KARLSWAR) 'colui che si cura dei braccianti' [t. KERL; i. EARL(S); CHURL; it. CHIURLO; g. E(O)RL; n. ERILAR; l. CLARUS]. SABELGARD-US (SCHABELWARTH) 'colui che s’occupa della paglia' (t. SCHAUB). TRASARI (THRESHEWAR) 'colui che bada alla trebbiatura' [t. DRESCHE(N); i. THRESHING]. IOHANNELGARI (ÜNNELWAR) 'colui che s’occupa delle cipolle' (t. ÜNNE; g. UNNA; YNNE; l. UNIO; ol. UI; f. OIGNON; i. ONION). ROMARI (RAUMWAR) 'colui che accudisce al montone' (i. RAM; t. RAMM) Romarius. ORSEARI (HORSWAR) 'colui che accudisce al cavallo' (g. HORS; HARS; HERS; i. HORSE). HEOROGAR (HEOROWAR) 'colui che bada ai cervi' [i. HART; g. HEOROT; HIRUT; HIR(U)Z; t. HIRSCH]. RADOARA (RADEWARE) 'colei che si dedica al terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Raduara (1); Raduare. THEODORA (THEODWARE) 'colei che ha cura della tribù' (g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA) Theuderia (2); Theoderuna. WECHTARI (WICHTWAR) 'colui che si prende cura dei folletti (3)' (t. WICHT; i. WITCH) Vector; Vittor-e-io; Victor-ius-ianus; Viktor; Veturius; Hektor; Vicoterius. LANGOBARD-US (4) (LANGEWARTH) 'colui che si dedica alla terra' (it. 1) Singolare la somiglianza con la parola italiana radura. 2) Altro esempio di come siano coincidenti i significati delle uscite in er ed ar/or. 3)Vorrà evidentemente significare il prendersi cura dei luoghi boschivi in cui si riteneva abitassero i folletti. 4) Anche di questo nome noi diamo dunque un'origine antroponimica e riteniamo che solo molto più tardi - cioè in epoca storica, quando questo antroponimo era ormai divenuto un nome di nazionalità, il suo significato originario fu equivocato e creduto 'uomo dalla lunga barba' e ciò perché, come testimoniano Paolo Diacono e altri storici, questi barbari usavano appunto portare la barba molto lunga; si narra infatti che Federico II di Svevia, nell'imporre un capitolato tributario ai longobardi di Benevento, pretendesse tra l'altro che essi si tagliassero la barba in segno di sottomissione. Anche il significato 'uomo dalla lunga ascia' è solo ipotetico, perché non sappiamo se i longobardi usassero effettivamente come principale arma di guerra l'alabarda. 96

LANGHE) Longobard-us; Bardus. VICOTERA (WICHTWERE) 'colei che si prende cura dei folletti' (t. WICHT; i. WITCH). LARGIARIUS (LARCHWAR) 'colui che bada all'allodole' (i. LARK). ALMENARD-US (ALMENWARTH) 'colui che s’occupa degli alpeggi' [t. ALM; i. HOLM]. SENAROLUS (SENNWAR) 'colui che s’occupa dell'alpeggio' [t. SENN(E); n. SINN; g. SIND] Sindari; Sintari. VISEGARDA (WISWARTHE) 'colei che s’occupa dei bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE). BRUNARI (BRUNWAR) 'colui che s’occupa della fonte' [t. BRONN(EN); BRONNEN; BRUNNEN; gt. BRUNNA; n. BRUNNR; g. BRUNNO; BURNO; BURNA]. Brunuri. IOCHARD-US (JOCHWARTH) 'colui che s’occupa del terreno coltivato' (t. JOCH; l. IUGERUM). ARTHORIUS (HARTHWOR) 'colui che bada al recinto armentario' [gt. HAIRDA; t. HERDE; HÜRDE; WART(E); i. HERD; WARD; agr. KORTOS; l. HORTUS; C(O)(H)ORS, C(O)(H)ORTIS; sp. CERDO; CORDERO; t.,i. & f. HORDE; sp. & p. HORDA; it. ORDA; snvd. ARTHE]. Art(h)ur; Artù. PINZER-US (WINZWER) 'colui che ha cura delle vigne' (g. WINZ). CUCCIARD-US (KUHWARTH) 'colui che bada al bestiame' [t. KUH; g. CHUO; i. COW; HOG; snvd.GÂU(A)S; GO] Cicero. ENGHELERIUS (ENGELWER) 'colui che si prende cura dei numi tutelari' (ol., t. & g. ENGEL; g. ANGIL; ENGIL; n. ENGELL; sv. ÄNGEL; gt. AGGILUS; agr. AGGELOS; i. ANGEL). SIVIERUS (SIBWER) 'colui che si prende cura delle capre' (got. SIBJA; g. SIBBIA; SIBB(E); SIPP(E)A; t. SIPPE; ZIBBE; it. ZEBA; sp. CHIVO) Sev(i)erus; Saverio; Xav(i)er. CHRAVER-US (CRAVWER) 'colui che bada al bestiame' (piem. CRAVA; nap. CRAPA; l. CAPRA; CAPER; APER; (H)ARA; ARIES; g. KAFRA; HÖFER; n. HAFR; t. EBER; HABER-GEISS). PAPIRIUS (PAPWER) 'colui che si prende cura dei vecchi' (l. PAPPUS; gen. FAFFO). SCOTER-US (SCHWOTHWER) 'colui che ha cura delle biade falciate' [t. SCHWAD(E)] Scoter-o-one. DAUFERIUS (DAUFWER) 'colui che bada al montone' (i. TUP) Daoferius; Tiberius. MASARIA (MASWARE) 'colei che si dedica all'alpeggio' (it. MASSA; t. MAST; MATTE; sp. & p. MATO; p. MATA).

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PINARIUS (WINWAR) 'colui che s'occupa del vino' (t. & gt. WEIN; i. WINE; n. & sv. VIN; g. WIN; ol. WIJN; l. VINUM) Vinarius; Inardus; Vinerius. AWARDE (EYEWARTHE) 'colei che bada alle pecore' [i. EWE; t. AUE; g. EOWU; OU(WI); OUWE; l. OVIS; snvd. ÂVI; AJA(VÂYAH)]. NANTEGARI (NANTHEWAR) 'colui che s’occupa dei richiami' (g. NANTHE) Nante(l)gar(i); Nanteigari; Nantari.

t. WISSEN; GISSEN; g. WIZZAN; g. & gt. WITAN; l. VIDERE; i. TO WIT; snvd. VID (conoscere, intendersi, essere esperti di). ALDECHIS-US (WALTHGHIS) 'colui che s'intende di terreni' (t. WALD; FELD; WELT; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HELD; HOLD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Aldefus-us; Altifus-us; Wal(l)fus-us; Bellovesus; Volusesso; Gualistulus; Valesius; Volusius; (W)alfa; Walfe; Alfo. ADELGISE (ADELGHISE) 'colei che s'intende di poderi' [t. ADEL; g. ODIL; ODAL; EDEL; ADAL(I); EDILI; ÖDEL(U); ODEL] Adelgisa. HÈLOïSE (HELWISE) 'colei che s'intende di terreni' (i. HELD; HOLD; FIELD; WOLD; t. WELT; FELD; WALD; HALDE; HOLZ; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) El(o)isa; Elise; Hilde; Helda; Helsa; Hilse; Lisa-e-ina. GODEGIS-US (GOTHGHIS) 'colui che s'intende di capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KÜTA; KAITO; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; f. HUTTE; l. HÆDUS) Ga(u)disteus; Godist(h)eus; Godesteus; Iudecaus-us; Widicaus-us; Widicau; Badussius; Faichis-us; Videgis-us; Vitrasius; Audogis-us; Autchis-us; Autheghis-us; Audechis-us; Audefus-us; Atitioni; Atjtjonis. ALBICHIS-US (ALBGHIS) 'colui che s'intende d'alpeggio' (t. ALP) Ilbichis-us. HEDVIGE (HEITHWISE) 'colei che s'intende di capre' (t. HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; GEISS; g. KAITO; KÜTA; GET; GAT; GEIZ; gt. GAITS; i. GOAT; COT; ol. KOT; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; f. HUTTE, l. HÆDUS). VILIGIS-US (VILGIS) 'colui che s'intende di vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA) Guilichis-us; Guilifus-us; Wilifus-us; Wilichis-us; Filichis-us; Filicaus-us; Wilecaus-us. ADALGIS-US (ATHALGHIS) 'colui che s'intende di poderi' (g. ODIL; ODAL; EDEL; ADAL(I); EDILI; ÖDEL(U); ODEL; t. ADEL) Adelch-i-is-us; Adelg(h)is-i-us; Adelhis-us; Odelg(h)is-us; Odelchis-us; Auleste; Alvise; Alaisi; Alex-is-ius.

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HILDEGIS (HYLTHGIS) 'colui che s'intende di terreni' (l. CULTA; VALLUM; i. HOLD; HELD; FIELD; WOLD; t. HALDE; WALD; WELT; FELD; HOLZ; t. & i. WALL; fi. PELTO; sp. ALDEA; p. ALDEIA) (H)ala(h)is-us; Elis-ius-eus; Eligius; Hlewagast; (H)elvis; Elvigis; Alechis; Aliseus; Aloigis-us; Al(i)chis-us; Alois-e-i-ius; Aligi; Alghis-us; Luise; Luigi. WANDELHIS-US (WANDELGHIS) 'colui che s'intende di recinto armentarî' (i. POUND; t. WAND; BUND; gt. BIUNDA) Venederusus. WANDISA (WANDGHISE) 'colei che s'intende di recinti armentarî' (i. POUND; t. WAND; BUND; gt. BIUNDA) Isa. LUPOGIS-US (LAYBGHIS) 'colui che s'intende di pane' (t. LAIB; gt. HLAIFS; n. HLEIFR; i. LOAF; g. LEIPA; HLAF; HLEF; LEIB) Luvis-us; Lupigis-us; Leupchis-us; Lopichis-us; Lopecinus; Lupelghis-us; Lup-icinus-ecinus-icenus-icis(us). MATTICHIS-US (MATTEGHIS) 'colui che s'intende di alpeggio' (t. MATTE; MAST; it. MASSA; sp. & p. MATO; p. MATA). STANECHIS-US (STAMGHIS) 'colui che conosce la gente' (t. STAMM; snvd. ÁSTAM). CUNICHIS-US (KUNIGHIS) 'colui che s'intende di famiglia' (got. KUNI; g. KUNNI; CHUNI; CYNN; KENN; n. KYN; i., t. & n. KIND; l. GENUS; GENS,GENTIS) Cunicaus-us; Genesius; Genculus; Gunthigis-us. AMECHIS-US (HEIMGHIS) 'colui che s'intende di casa' (t. HEIM; i. HOME; g. & i. HAM) comes (1); Gemmusus. DOMINIS-US (DOMWYS) 'colui che s'intende di casa' [l. DOMUS; gr. DOMOS; snvd. DÂM(S)] Domnecaus-us. GEMMOSA (HEIMGHISE) 'colei che s'intende di casa' (t. HEIM; i. HOME; g. & i. HAM). THEODOGIS-US (THEODHGHIS) 'colui che conosce la tribù' (g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA) Theodichis-us; T(h)eodosius; Teudicis-us; Teodelg(h)is-us; Totelgis-us; Diutisk; Thiudisko; Deodisc; Todisco; Tedesco; tudesque; Deutsche; Duits; Dutch; tysk. DIONIGIS-US (DIONGHIS) 'colui che s'intende di servi' [g. DIO(N); DÈO(W); THIO; THIUS]. ANSEGIS-US (HANSGHIS) 'colui che s'intende di anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. (H)ANSER(A); GANTA; ANAS, ANATIS] Ansvit; Anscaus-us. 1) Nasce quindi il 'conte' come famiglio del signore, ossia come persona di casa. 99

ANSELGISE (HANSELGHISE) 'colei che sintende di anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. (H)ANSER(A); GANTA; ANAS,ANATIS]. SCULDAIS (SCHULTHGEIS) (titolo) 'esattore d'imposte' (t. SCHULD) Schultheiss; Schulze. AU(RI)FUS-US (HARIWYS) 'colui che s'intende di bestiame' [l. FORUM; VERRES; PORCUS; URUS; t. FERKEL; (A)U(E)R; sc. FÅR; g. FEARH(N); FAR(A)H; BURG; i. BOAR; FARROW; BOROUGH; AUROCHS; sp. VERRACO; BARRACO; BORRO; BURRO; BURRICO; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; ARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. VERRAT; BOURRIQUE; sp. & p. BURGO; it. BORGO; agr. OUROS] Baros-usius-ulus; Fareca(u)s(t)-us; Barison; Aurifia; Varosus; Orosius; Orestes. ARUCHIS-US (HARIWYS) 'colui che s'intende di braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR; g. WER; FIR; n. VERR; gt. WAíR; l. VIR] Ariogaisus; Aric(h)is-us-ius; Arig(h)is-us; Ariovistus; Carisius; Ar(i)caus-us-ulus; Arochis-us; Gervasius; Harigast; Hariogais-us; Aregis-us; Quiris,Quiritis. AUNICHIS-US (UNNEGHIS) 'colui che s'intende di cipolle' (t. ÜNNE; g. UNNA; YNNE; l. UNIO; f. OIGNON; i. ONION; ol. UI) Aunigis-us. EBREGAUS-US (EBERGAYS) 'colui che s'intende di bestiame' (t. EBER; HABER-GEISS; l. APER; CAPER; CAPRA; (H)ARA; ARIES; piem. CRAVA; nap. CRAPA; g. KAFRA; HÖFER; n. HAFR) Evaristus; Apecis-us. FERMOSIULA (FARMWOSE) 'colei che s'intende d'armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM) Formosiula. VANESIUS (WANWIS) 'colui che s'intende di vino' (t. & gt. WEIN; i. WINE; n. & sv. VIN; g. WIN; ol. WIJN; l. VINUM ) Ghinassus; Panisius; Winizo. INIELGISE (WINELGHISE) 'colei che s'intende di vino' (g. WIN; i. WINE; gt. & t. WEIN; ol. WIJN; sv. & n. VIN; l. VINUM) Inielgisa. MARICHIS-US (MARRGHIS) 'colui che s'intende di cavalli' (t. MÄHRE; i. MARE; sv. MÄRR; c. & g. MAHRA; MIERE; n. MARR; MERR; it. MARRONE; MORELLO) Murichi-s-sus; Mauritius; Maurutzolus; Maurisculus; Moritz; Marp(h)a(h)is (1). REMICISIUS (REMGIS) 'colui che s'intende di montoni' (t. RAMM; i. RAM)(2) Rimichis-us; Rimega(u)s-us; Rimigis-us; Romias. 1) Era questo non antroponimo, ma titolo significante 'scudiero, cavallerizzo'. 2) All'origine della città di Roma ci sarebbe stato quindi un semplice ovile. 100

AMBRO(S)IUS (AMBERWIS) 'colui che s'intende d'ambra' (i. AMBER) Ambrogio. TROCTICHIS-US (TROKTGHIS) 'colui che s'intende di appezzamenti' (g. TRUHT; DRUHT; DRECHT; DRYHT; DROST; n. DROTT; gt. DRAùHTS; t. TRAKT; TRUCHSESS; l. TRACTUS). ERMECHIS-US (ARMGHIS) 'colui che s'intende di armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM) Fermosus; Ermeca(u)s(t)-us; Ermicaus-us; Vermesus; Warnichis-us; (W)arnicaus-us; Warnecautius; Warnegaus-us; Irnicaus-us; Ern(e)st-us; Arnasclus; Ervigius. LAUTCHIS-US (LAYTHGHIS) 'colui che s'intende di popolo' (g. LEOD; t. LEUTE) Leode(l)ghis-us; Liegast. LUNISSIUS (LAUNWIS) 'colui che s'intende di terreni' [t. & i. LAND; i. LOAN; LANE; t. LEH(E)N; l. PLANUM; it. PIANO; nap. CHIANO; sp. LLANO] Lunicis-us. MACISTE (MAGEWISTH) 'colui che s'intende di ragazzi' (gt. MAGUS; MEGS) Magister (titolo). MAGELCHISA (MAGHELGHISE) 'colei che s'intende di ragazzi' (gt. MAGUS; MEGS). MANICHIS-US (MANGHIS) 'colui che s'intende di bestiame' (l. MANNUS; f. MANÉGE; it. MANZO; t. MÄHNE; i. MANE; sv. MAN) Manechis-us; Munichis-us; Magnoaster; Meniscus. SVATCHIS-US (SCHWATHGHIS) 'colui che s'intende di falciatura' [t. SCHWAD(E)]. PERTICAUS-US (PERTHGAYS) 'colui che s'intende di cavalli' [t. PFERD; g. PERID; PFÄR(WR)IT; PFARIFRIT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS] Vertiscus; Bertefus-us; Bertehis-us; Protasius; Protestulus. FRIDICHIS-US (FRIDGHIS) 'colui che s'intende di recinti' (g. FRID; VRIT) Fridicaus-us. ROD(I)(EL)CHIS-US (RODEGHIS) 'colui che s'intende di dissodamento' (t. RODE; REUTE) Rad(e)(i)chis-us; Ratchis-us; Ratchait; Ratfus-us; Rotchis-us; Ratc(h)aus-us; Rad(i)caus-us; Ratogis-us; Radegas-us; Radel(c)his-us; Rad(e)(el)(eli)g(h)is-us. RACHIS-US (REICHWIS) 'colui che s'intende di poderi' (t. REICH; gt. REIKI; g. RICE; RIHHI; n. & g. RIKI; ol. RIJK; sv. & g. RIKE; i. REACH). Ribis-us. TIRABUSCUS (TIERWYSCH) 'colui che s'intende di bestiame' (t. & i. TIER; it. TIERA; t. STIER; i. STEER; agr. THER; FER; THEORÌA; TAUROS; l. FERA; FERUS; TAURUS) Tirabassi; Ziraxes.

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THERESE (THERWISE) 'colei che s'intende di bestiame' (t. & i. TIER; it. TIERA; t. STIER; i. STEER; agr. THER; FER; THEORÌA; TAUROS; l. FERA; FERUS; TAURUS). VAGISE (VAKWYS) 'colui che s'intende di bestiame' (it. BECCO; t. BOCK; VIEH; -WIEK; -WEIG; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; g. FIHU; FEHU; WEGH; BECH; WIC; WIK; l. PECUS; VICUS; PAGUS; VACCA; agr. AIX,AIGÒS) Gau(i)gios-us-ulus-is; Augis-us; Auchis-us; Aigistos; Egisto; Augustus. BONICHIS-US (WOHNGHIS) 'colui che s'intende di poderi' (g. WOHN; i. OWN; l. BONUM) Bonecaus-us; Bonitus. MARCHESIUS (MARHWIS) 'colui che s'intende di terra' [c. & g. MARHA; g. MARIHA; M(E)ARH; l. & snvd. MARGA; l. MARGO; it. & sp. MARCA; fr.MARCHE; i. MARCH; t. MARK]. Marchisius, Marquis-us, Marques(s), Marchese, Marchio-nis (titolo). FRANCISCUS (FRANKWISH) 'colui che s'intende di mandrie, mandriano' (t. BRANKE) Francesco; Franziskus. LYCISCUS (LUKWIS) 'colui che s'intende di terreni disboscati' [l. LOCUS; LUCUS; agr. LOUKOS; snvd. (U)LOKÂ] Lucifus. NARCIS(S)US (NRGIS) 'colui che s'intende di uomini' [snvd. NR; t. NAR(R)]. TIPASIUS (TYPWAYS) 'colui che s'intende di montoni' (i. TUP) Dabicis-us; Dabelgis-us; Dabi(l)gis-us. PAPISIUS (PAUPWIS) 'colui che s'intende di bambini' (l. PUPUS; i. PUP) Vopiscus. VOLOGESE (VOLKWIS) 'colui che s'intende di popolo' (t. VOLK; l. VULGUS; it. VOLGO). ALCESTIS (ALCHWISTH) 'colui che s'intende di alci' (t. ELCH; i. ELK; g. EOLH; ELAHO; l. ALCES) Alcestes. SIGOVESUS (SIGHEWIS) 'colui che s'intende di capre' (t. ZIEGE; ZICKE) Segestes. ACERISIUS (AKERWIS) 'colui che s'intende di terra coltivabile' (t. ACKER) Agrestius. ANGIS-US( HANGIS) 'colui che s'intende di pollame' (gt. HANA(S); fi. KANA; t. HAHN; HENNE) Agnichis-us; Anescaus-us. TANICHIS-US (TANGIS) 'colui che s'intende di recinto' (t. TENNE; ZAUN; l. -DUNUM; i. TOWN; DOWN; it., sp. & p. DUNA; fr. DUNE; g. & n. TUN; g. ZUN; ol. TUIN; agr. THÌS, THINÔS) Tanigis-us; Tanusius; Tanculus.

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NANDE(C)HIS-US (NANTHEGHIS) 'colui che s'intende di richiami' (g. NANTHE) Nandichis-us; Nandel(g)his-us. ROSCAUS-US (ROSSGAYS) 'colui che s'intende di cavalli' (t. ROSS; fr. ROSSE; it. ROZZA; n. & g. HROSS; g. HROS; HRUSSA). LUPELGHISE (LAUBELGHISE) 'colei che s'intende di pane' (t. LAIB; i. LOAF; n. HLEIFR; gt. HLAIFS; g. LEIPA; HLAF; HLEF; LEIB). Lupelghisa. WISELGISE (WISELGHISE) 'colei che s'intende di bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE). GISELIS-US (WISELWIS) 'colui che s'intende di bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE). TRASELGHIS-US (DRASCHELGHIS) 'colui che s'intende di trebbiatura' (t. DRESCHE(N); i. THRESHING). FRUMELGHIS-US (FROMELGHIS) 'colui che s'intende di benefici terrieri' (t. FROMMEN). CASTELCHIS-US (CASTELGHIS) 'colui che s'intende di case' (l. CASTELLUM; VASTUS; CASTRUM; i. HOSTEL; sp. HOSTAL; CASTA; i.a. GUASTO) Ostrifus-us; bastazo (1). CALVISIUS (CALFWIS) 'colui che s'intende di vitelli' (i. CALF; t. KALB). AREDISIUS (HARTHWIS) 'colui che s'intende di recinti armentari' [i. HERD; WARD; t. WART(E); HERDE; HÜRDE; gt. HAIRDA; sp. CERDO; CORDERO; agr. KORTOS; l. HORTUS; C(O)(H)ORS,C(O)(H)ORTIS; t.,i, & f. HORDE; sp. & p. HORDA; it. ORDA; snvd. ARTHE].

g. & gt. WINNAN ; t. GEWINNEN; i. TO WIN; snvd. VAN (conseguire, ottenere, acquistare, vincere). ALF(W)AN-US (2) (ALFWAN) 'colui che ottiene gli elfi protettori' (t. & i. ELF; t. WELF) Alfenus (3); Wolfgang. GODANIA (GOTHWANE) 'colei che acquista le capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KÜTA; KAITO; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS).

1) Facchino, in greco. 2) Quest'antroponimo dimostra l'origine verbale del suffisso specificativo latino -anus. 3) E' questo cognome latino; vedi P. Alfenus Varus, giurista. 103

ADALWIN(D)-US (ATHALWIN) 'colui che ottiene il caprile' [g. ADAL(I); ODIL; ODAL; EDILI; ODEL; ÖDEL(U); EDEL; t. ADEL] Allowin-us; Al(h)oin-us; Albin-ius-ianus-oni; Albuin-us; Alboin-us; Alvin-us-ianus; Alanus; Alcuin-us. BALDEWIN-US (WALTHWIN) 'colui che ottiene terreni' (t. WALD; WELT; FELD; HALDE; HOLZ; i. FIELD; HOLD; HELD; WOLD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Paldoin-us; Galdin-us; Baldovin-us; Baldowin; Balduin-us; Aldoin-us; Gallonius; Altegianus; Baudoin. FILICENTUS (VILGENTH) 'colui che acquista i vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA) Wilichenus; Biliantius. ANSEVIN-US (HANSWIN) 'colui che acquista le anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. (H)ANSER(A); GANTA; ANAS, ANATIS] Anton-ius-inus; Antuninulus; Answin; Ansuino. FLORIN(D)-US (FLORWINTH) 'colui che ottiene la farina' (i. FLOUR) Florent-ius-ianus. EBUROVIN-US (EBYRWIN) 'colui che acquista il bestiame' (t. EBER; HABER-GEISS; piem. CRAVA; nap. CRAPA; l. CAPRA; CAPER; APER; (H)ARA; ARIES; g. KAFRA; HÖFER; n. HAFR) Coponius. REICHAVIN-US (REICHWIN) 'colui che ottiene il podere' (t. REICH; gt. REIKI; g. RICE; RIHHI; n. & g. RIKI; ol. RIJK; sv. & g. RIKE; i. REACH) Riccobene; Racinius; Rocculenus. IOCUNDUS (JOCHWYNTH) 'colui che ottiene il terreno coltivabile' (t. JOCH). GUNTABUNDUS (KYNDWYNTH) 'colui che ottiene la famiglia' (t., i. & n. KIND; gt. KUNI; KYN; g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; l. GENUS; GENS,GENTIS) Gunduin-us; Gundoin-us; Caninius. EOIN-US (EYEWIN) 'colui che acquista le pecore' [i. EWE; t. AUE; g. EOWU; OU(WI); OUWE; l. OVIS; snvd. ÂVI; AJA(VÂYAH)] Auondus; Iobuin-us; Ovinius; Ivan(nes); Iw(h)annes. REGNIPINCTA (REINWINTE) 'colei che ottiene il pascolo' (t. RAIN; RAHNEN). AULENDA (AUTHELWINTHE) 'colei che ottiene il caprile' (t. ADEL; g. ODIL; ODAL; EDEL; ADAL(I); EDILI; ÖDEL(U); ODEL; t. ADEL) Adeline; Alina. HELINA (HELTHWINE) 'colei che ottiene la terra' (t.WALD; FELD; WELT; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Helene; Pauline. GUDUIN-US (GUTHWIN) 'colui che acquista le capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; t. GEISS; HAIDE; HEIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS) 104

Wodan; Wotan; Woden; Bauduin-us; Baudo(w)in-us; Gaiduin-us; Gaidoin-us; Widon-us; (V)atinius; Vettulenus; Godin-us; Auduin-us; A(u)do(v)in-us; Odin(n)-us; Widalvin-us; Widukind; Vitichind-us; Godilanus; Gudolinus. GASIND-US (1)(HAUSWINTH) 'colui che ottiene la casa' (t. HAUS; GASSE; i. HOUSE; it. & sp. CASA; it. CHIASSO; g. HUS; ol. HUIS; sv. HUS) Ca(u)sind-us-ulus; Cassonius; Gesinde(l); gisindo; gasinth(j)a. FLANDOIN-US (FLANTHWIN) 'colui che ottiene la piantagione'(i. PLANT; l. PLANTA) Ladoin-us. LADU(H)IN-US (LAUTHWIN) 'colui che ottiene il popolo' (g. LEOD; t. LEUTE). LANDUHIN-US (LANTHWIN) 'colui che ottiene la terra' [t. & i. LAND; i. LOAN; LANE; t. LEH(E)N; l. PLANUM; it. PIANO; nap. CHIANO; sp. LLANO]. SICOIN-US(ZIKEWIN) 'colui che acquista le capre' (t. ZICKE; ZIEGE) Sicinius; Sicanus. RODOIN-US (RODEWIN) 'colui che ottiene il terreno dissodabile' (t. RODE; REUTE) Radoin-us; Ratfuns; Ravennus; Roland-us; Orlando. RESTAINUS (ROESTWEIN) 'colui che ottiene la casa su palafitte' (t. ROST). SCABIN-US (SCHAFWIN) 'colui che acquista le pecore' (t. SCHAF; i. SHEEP) Èchevin; Schöffe. SINDUIN-US (SINTHWIN) 'colui che ottiene il pascolo' [g. SIND; n. SINN; t. SENN(E)] Sindoin-us. SUMMINUS (SAUMWIN) 'colui che acquista le sementi' (g. SAUM; t. SAME; l. SEMEN). PETRONIA (VÖTERWONE) 'colei che acquista l'acqua' (g. WÖTER; WAZZAR; gt. WATO; t. WASSER; i. WATER; snvd. VÂR). MALWINE (MAULWINE) 'colei che ottiene il mulo' (t. MAUL; g. MUL; i. MULE; l. MULUS) Malavenda; Mel(l)on(i)a; Malvina. THEUTODOIN-US (THEUDWIN) 'colui che ottiene la tribù' (g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA) Titinius; Todin-us; Teudelend-us. URSI(CI)NUS (HORSGIN) 'colui che acquista il cavallo' (g. HORS; HARS; HERS; i. HORSE) Orsinus. 1) I 'gasindi' sembrano dunque esser stati coloro a cui il re concedeva l'usufrutto dei poderi conquistati al nemico, quindi sottoposti ai 'castaldi'. 105

AUMUND-US (HAUMWYNTH) 'colui che ottiene la casa' (i. HOME; t. HEIM; g. & i. HAM) Aumundulus; Cominius; Gemin-us-(i)anus; Immacinus; Gomon; Amalovind-us; Amin-us; Cumianus; Emulinus. DOMINUS (THOMWIN) 'colui che ottiene la casa' [l. DOMUS; agr. DOMOS; snvd. DÂM(S)] Domnin-us-ulus; Temalinus; Damon. SABINUS (SEBWIN) 'colui che ottiene le capre' (got. SIBJA; g. SIBBIA; SIBB(E); SIPP(E)A; t. SIPPE; ZIBBE; it. ZEBA; sp. CHIVO) Savin-us-ianus; Zaban. SABINA (SEBWINE) 'colei che ottiene le capre' (got. SIBJA; g. SIBBIA; SIBB(E); SIPP(E)A; t. SIPPE; ZIBBE; it. ZEBA; sp. CHIVO). ARMIN-IUS (ARMWIN) 'colui che acquista gli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM) Firminus; Fermuns; Pirminus; Garmening; Hernianus; Armogenus; Hermogenes; Herennius. ALMERIND-US (ALMELWINTH) 'colui che ottiene l'alpeggio' (g. ALM; i. HOLM]. MA(U)RIN-US (MORWAN) 'colui che acquista il cavallo' (t. MÄHRE; i. MARE; sv. MÄRR; c. & g. MAHRA; g. MIERE; n. MARR; MERR; it. MARRONE; MORELLO) Ma(u)rinulus; Maurontus; Ma(u)ri(g)n-(i)anus; Moranus. ANSELENDA (HANSELWINTHE) 'colei che ottiene le anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; GAN(A)ZO; ANUT; ENED; l. GANTA; ANAS,ANATIS; (H)ANSER(A)]. ROSELINDE (ROSELWINTHE) 'colei che ottiene il cavallo' (g. HROS; HRUSSA; t. ROSS; fr. ROSSE; n. & g. HROSS; it. ROZZA) Roselinda; Rosalinda; Rossana. THEODELINDE (THEODELWINTHE) 'colei che ottiene la tribù' [g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA] Theodelinda; Theodolinda; Theudelinda; Theudelinde; Theodolinde. AUSILINDA (HAUSELWINTHE) 'colei che ottiene la casa' (t. HAUS; GASSE; i. HOUSE; ol. HUIS; g. & sv. HUS; it. & sp. CASA; it. CHIASSO). HERMINE (ARMWINE) 'colei che acquista gli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM) (H)ermione; Hermiona; Vermina; Erminia; (H)ermelinda; Ermilinda; Hermilind(e). CALVIN-US (CALFWIN) 'colui che acquista il vitello' (i. CALF; t. KALB). Kalvin. TASGUNUS (THAIGSWYN) 'colui che ottiene la pasta per il pane' (g. DAIGS; DAG; n. DEIG; t. TEIG; i. DOUGH). TURAN (TYRWAN) 'colui che ottiene il bestiame' (t. & i. TIER; it. TIERA; t. STIER; i. STEER; agr. THER; FER; THEORÌA; TAUROS; l. FERA; FERUS; TAURUS) Tùrannos; Tyrannus; Zauronius. 106

TROCTONUS (DROHTWON) 'colui che ottiene un appezzamento' (n. DROTT; gt. DRAÙHTS; g. TRUHT; UHT; DRECHT; DRYHT; DROST; t. TRAKT; TRUCHSESS; l. TRACTUS). CLORINDA (KÖRLWINTHE) 'colei che ottiene i braccianti' [i. EARL; CHURL; it. CHIURLO; t. KERL; g. E(O)RL; n. ERILAR; l. CLARUS] Karoline; Line; Lina. PISINNULUS (BISWIN) 'colui che ottiene i bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE) Passienus. TARPANO (TRAPWAN) 'colui che ottiene la terra' (bl. TURFA; gt. THA ; g. THERP; THORP; g. & ol. DORP; g. & t. DORF; t. TORF) trappano (1); Trebonius; trabant (2). LICINIUS (LYCHWIN) 'colui che ottiene la radura dissodata' [l. LUCUS; LOCUS; agr. LOUKOS; snvd. (U)LOK] Luxinius. LEMINOSULUS (LEMWINTH) 'colui che acquista gli agnelli' (t. LAMM). RABENNUS (RAPEWIN) 'colui che ottiene il cavallo' (t. RAPPE) Ravennus. LAMPONIUS (LAMBWON) 'colui che acquista gli agnelli' (t. LAMM; i. LAMB). MENENIUS (MANWIN) 'colui che acquista il bestiame' (l. MANNUS; f. MANÉGE; it. MANZO; t. MÄHNE; i. MANE; sv. MAN) Maninolus; menino (3). RUMINA (RAUMWINE) 'colei che acquista il montone' (i. RAM; t. RAMM) Romina. VEGONIA (WEGHWONE) 'colei che acquista il bestiame' (g. WEGH; BECH; FEHU; FIHU; WIC; WIK; l. PECUS; VICUS; VACCA; PAGUS; t. VIEH; BOCK; -WIEK; -WEIG; it. BECCO; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; agr. AIX, AIGÔS) Vigilanda. VENNONIUS (WEINWON) 'colui che ottiene il vino' (t. & gt. WEIN; i. WINE; n. & sv. VIN; g. WIN; ol. WIJN; l. VINUM). ARCOPINTUS (WARKWINTH) 'colui che acquista il bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; t. FERKEL; (A)U(E)R; sc. FÅR; sp. BURRICO; VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. VERRAT; BOURRIQUE; sp. &p. BURGO; it. BORGO; agr. OUROS] Borgolinus; Varenus; Varinius; Verginius; Virginius; Verbonus; Veranius; Auribon-us; Baront-io-us; Baruntus; Prasin-us; Auriwandalus; Auriquandalus; Uranius; Urban.

1) Dunque questo dispregiativo, usato particolarmente in napoletano, sarebbe sinonimo del moderno 'terrone'. 2) Alabardiere della guardia di lingua tedesca. 3) Paggio reale, in spagnolo. 107

LUCINDA (LUCHWINTHE) 'colei che ottiene la radura dissodata' [l. LUCUS; LOCUS; agr. LOUKOS; snvd. (U)LOKÂ] Luzinde. WACHONUS (WACHWON) 'colui che acquista il bestiame' (g. WEGH; BECH; FIHU; FEHU; WIC; WIK; it. BECCO; l. PECUS; VICUS; VACCA; PAGUS; t. VIEH; BOCK; -WIEK; -WEIG; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; agr. AIX,AIGÔS) Voconius; Boconcinus; A(u)genus; Augin-us; Wiking; Eginus; Iginus; Veglantis; Eland-us; Hugolin-us; Buc(c)inus. AUTRONIUS (WAUTERWON) 'colui che ottiene l'acqua' (i. WATER; t. WASSER; WÖTER; WAZZAR; snvd. VÂR) Petronius. GAROIN-US (HARWIN) 'colui che acquista i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR; g. WER; FIR; n. VERR; gt. WAíR; l. VIR] Garronodus; Guarin-us; Gerin-us; Gerunius; Jürgen; Hyrkan; Quirinus; Querinus. BARONTA (BARWYNTHE) 'colei che acquista il bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; agr. OUROS; FERKEL; (A)U(E)R; sc. FÅR; sp. BORRO; VERRACO; BARRACO; BURRO; BURRICO; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. VERRAT; BOURRIQUE; sp. & p. BURGO; it. BORGO] Barunta; Parrontiola. VESTINUS (VASTWIN) 'colui che ottiene la casa' (l. VASTUS; CASTELLUM; CASTRUM; i. HOSTEL; sp. HOSTAL; CASTA; i.a. GUASTO). COSSINUS (GOSWIN) 'colui che acquista le oche' (g. GOS; n. GAS; i. GOOSE). MAURUNTE (MAURWYNTHE) 'colei che acquista il cavallo' (t. MÄHRE; i. MARE; sv. MÄRR; g. MIERE; n. MARR; MERR; it. MARRONE; MORELLO) Maurunta; Emerent-ia-iana. PERTIFUNS (PERTHWYN) 'colui che acquista il cavallo' [t. PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS] Pertingus; Petronius. DULCINEA (THAULGHWINE) 'colei che ottiene il sego' (t. TALG; i. TALLOW). LUP(U)IN-US (LAYBWIN) 'colui che ottiene il pane' (t. LAIB; i. LOAF; n. HLEIFR; gt. HLAIFS; g. LEIPA; HLAF; HLEF; LEIB) Lipun-us; Luponius. BRUNINGO (BRUNNWIN) 'colui che ottiene la fonte' [t. BRUNNEN; BRONN(EN); gt. BRUNNA; n. BRUNNR; g. BRUNNO; BURNO; BURNA] Brunenguni. BOSOLIN-US (BOSELWIN) 'colui che ottiene il bestiame' (l. BOS,BOVIS; gr. BOUS; BOSKÉ; snvd. PASU). FRIDOLIN-US (FRIDELWIN) 'colui che ottiene il recinto' (g. VRIT; FRID). PIP(P)IN-US (PIWWIN) 'colui che ottiene la birra' (g. PIWO) Pepinus; Vibenna. 108

DARDANUS (DARTHWAN) 'colui che ottiene i dardi' (i. DART; l. DARDUS). SINELINDA (SINELWINTHE) 'colei che ottiene l'alpeggio' [n. SINN; g. SIND; t. SENN(E)]. MATELONUS (MATELWON) 'colui che ottiene l'alpeggio' (t. MATTE; MAST; it. MASSA; sp. & p. MATO; p. MATA) Maddalonus. MATELONA (MATELWONE) 'colei che ottiene l'alpeggio' (t. MATTE; MAST; it. MASSA; sp. & p. MATO; p. MATA). SUSANNE (SYSWANNE) 'colei che ottiene il maiale' [l. SUS; g. SU; i. SOW; t. SAU; agr. (S)US]. ASINIUS (ASWIN) 'colui che ottiene i numi tutelari (1)' [g. AS(EN); OS; n. ASS]. RODELENDE (RODELWINTHE) 'colei che ottiene il terreno disboscato' (t. RODE; REUTE) Rodelinda.

gt. WILJAN; g. WILLAN; WELLEN; WELLIAN; WILLIAN; t. & g. WOLLEN; i. TO WILL; l. VELLE (volere). ARACELUS (HARGIL) 'colui che vuole i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR]. BRUN(EC)HILD(E) (BRUNWILTHE) 'colei che vuole la fonte' [t. BRONN(EN); BRUNNEN; gt. BRUNNA; n. BRUNNR; g. BRUNNO; BURNO; BURNA) Brünnhilde. BARIGILD-US (2) (WARWILTH) 'colui che vuole il bestiame' [l. VERRES; URUS; PORCUS; FORUM; t. FERKEL; (A)U(E)R; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; BURRICO; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; sc. FÅR; fr. VERRAT; BOURRIQUE; sp. & p. BURGO; it. BORGO; agr. OUROS] Vergilius; Virgilius. VOLTACILIUS (WALTHGYL) 'colui che vuole un terreno' (t. WALD; WELT; FELD; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL;

1) Ossia ottiene la casa, la quale dalle effigi di detti numi è protetta. 2) Da questo antroponimo-titolo deriva, attraverso la forma barigillus, quel bar(i)gel(lo)/barricello/barisel/barrachel, che, come abbiamo già detto a proposito dei cognomi italiani, corrisponderà alla carica di alguacil mayor in Spagna e di 'caporale di campagna' in Italia, ossia di capo della squadra di sbirri di un'udienza (tribunale provinciale). 109

fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Volild-us. ATANAGILDUS (WOTHANWILTH) 'colui che vuole Odino' [g. W(U)ODAN; WOTHAN]. THUSNELDA (THIUSENWELTHE) 'colei che vuole i servi' [gt. THIUS-EN; g. THIO; DÈO(W); DIO]. GODELD-US (GOTHWILTH) 'colui che vuole le capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KÜTA; KAITO; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS) Vidacilius; Otacilius; (H)eldo; (H)eldolus; (Gh)ildulus; Aiskulos. OTHILDE (WOTWILTHE) 'colei che vuole le capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GAT; GET; GEIZ; KÜTA; KAITO; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS) Hilde; (H)ilda. LANDILDA (LANTHWILTHE) 'colei che vuole la terra' [t. & i. LAND; i. LOAN; LANE; t. LEH(E)N; l. PLANUM; it. PIANO; nap. CHIANO; sp. LLANO]. BRAMBILLA (BRONWIL) 'colui che vuole la fonte' [t. BRONN(EN); BRUNNEN; gt. BRUNNA; n. BRUNNR; g. BRUNNO; BURNO; BURNA]. LEVIGILD-US (LEIBWILTH) 'colui che vuole il pane' (g. HLEF; HLAF; LEIPA; LEIB; n. HLEIFR; gt. HLAIFS; t. LAIB; i. LOAF). MATHILDE (MATWILTHE) 'colei che vuole l'alpeggio' (t. MATTE; MAST; it. MASSA; sp. & p. MATO; p. MATA) Mitilda; Mechthild. KLOTHILDE (KLOTWILTHE) 'colei che vuole la legna' (t. KLOTZ). KRIEMHILD(E) (KRYMWILTHE) 'colei che vuole il pane' (t. KRUME; i. CRUMB). CHUNIGILDA (KUNIWILTHE) 'colei che vuole la famiglia' (got. KUNI; g. KUNNI; CHUNI, KENN; CYN; n. KYN; t., n. & i. KIND; l. GENUS; GENS,GENTIS). ROMILDA (RAUMWILTHE) 'colei che vuole il montone' (t. RAMM; i. RAM). ANTENILD-US (ANTENWILTH) 'colui che vuole le anatre' [t. ENTE(N); GANS; g. ENED; ANUT; GANOT; GAN(A)ZO; l. GANTA; ANAS,ANATIS; (H)ANSER(A)]. GRISILDA (GRISWILTHE) 'colei che vuole il pascolo' (i. GREASE; GRASS; CRESS; t. GRAS; KRESSE; GRIES(S); sp. GRASA; it. GRASCIA; GRASSO). GRISILD-US (GRYSWILTH) 'colui che vuole il pascolo' (t. GREIS(S); GRAS; KRESSE; i. GRASS; GREASE; CRESS; sp. GRASA; it. GRASCIA; GRASSO). RICCHILDA (REICHWILTHE) 'colei che vuole il podere' (t. REICH; gt. REIKI; g. RICE; RIHHI; n. & g. RIKI; ol. RIJK; sv. & g. RIKE; i. REACH) Rochilda.

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ZENÔFILOS (SENWIL) 'colui che vuole l'alpeggio' [t. SENN(E); n. SINN; g. SIND]. FRITEGILDA (FRITHWILTHE) 'colei che vuole il recinto' (g. FRID; VRIT). TANELDIS (TANWELTH) 'colui che vuole il recinto' (t. TENNE; ZAUN; l. -DUNUM; i. TOWN; DOWN; it., sp. & p. DUNA; fr. DUNE; g. ZUN; g. & n. TUN; ol. TUIN; agr. THÌS,THINÔS) Danihel; Daniele; Tancol. THEOTHILDA (THEODWILTHE) 'colei che vuole la tribù' (g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA) Thekla. VINEGHILD-US (WINWILTH) 'colui che vuole il vino' (n. & sv. VIN; g. WIN; gt. & t. WEIN; i. WINE; ol. WIJN; l. VINUM) Wnichueldu. PHOKYLIDES (FOKWILTH) 'colui che vuole il bestiame' (g. FIHU; FEHU; WEGH; BECH; WIC; WIK; it. BECCO; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; l. PECUS; VICUS; VACCA; PAGUS; t. VIEH; BOCK; -WIEK; -WEIG; agr. AIX,AIGÔS). THEÓFILOS(THEODWILTH) 'colui che vuole la tribù' (g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA). ERMINIGILD-US (WERMENWILTH) 'colui che vuole gli armenti' (l. ARMENTUM; i. FARM) (H)ermenegild-us; Germenildis; (H)eldo; (H)eldolus; (Gh)ildulus; Herakles; Herakleitos. ERMENEGILDA (WERMENWILTHE) 'colei che vuole gli armenti' (l. ARMENTUM; i. FARM). PONCIUS (WONGHYLTH) 'colui che vuole il podere' (g. WOHN; i. OWN; l. BONUM) Pancus. OSTACILIUS (HOSTWIL) 'colui che vuole la casa' (l. VASTUS; CASTELLUM; CASTRUM; i. HOSTEL; i.a. GUASTO; sp. HOSTAL; CASTA). DECIVILE (DEIGWILE) 'colei che vuole la pasta panicea' (n. DEIG; t. TEIG; g. DAG; DAIGS; i. DOUGH) Decebele; Docebele; Decibile; Docibile. PASÍFILOS (BOSWIL) 'colui che vuole il bestiame' (l. BOS,BOVIS; agr. BOUS; BOSKÉ; snvd. PASU). ISOLDE (WISWOLTH) 'colei che vuole i bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE) Isabel.

g. & n. FRIA; g. VRIEN; FRIOGAN; FRIOHAN; gt. FRIJON; t. FREIEN; snvd. VR (amare, prediligere). VI(L)FRED-US (VILFRETH) 'colui che ama i vitelli' (f. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA) 111

Guilifred-us;Wil(i)frid-us; Wilifrit; Wil(l)fried. GUDIFRID-US (GUTHFRITH) 'colui che ama le capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KÜTA; KAITO; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS) (G)o(to)(de)fred-us; Godefrid-us; Gotefrit; Godefrit; (G)ot(e)frid-us; Gudifrit; Godifred-us; Godifrid-us; Gudifred-us; Gaudifret; Auferat; (G)ot(t)fried; Gaifridus; Cheifrid-us; Gheifrid-us; Gaifrit; Cheifred-us; Gai(del)fred-us; Petelfrid-us; Au(di)frid-us; Aut(e)frid-us; Aufrit; Aufret; Butifredus (1). WALFREDA (WALTHFRETHE) 'colei che ama la terra' (t. WALD; WELT; FELD; HALDE; HOLZ; i. HOLD; HELD; FIELD; WOLD; ; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA). HADOFREDA (HATFRETHE) 'colei che ama le capre' (t. KATE; HüTTE; HUT; HEIDE; HAIDE; WEIDE; GEISS; g. KüTA; KAITO; GET; GAT; GEIZ; i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; f. HUTTE; l. HÆDUS). Gaidelfreda; Petelfreda. ETELFREDA (ETHELFRETHE) 'colei che ama il caprile' [g. ODEL; ÖDEL(U); EDILI; ADAL(I); EDEL; ODAL; ODIL; t. ADEL] Etelfleda; Odelfreda; Adelfreda. WAL(A)(DI)FRID-US (WALTHFRITH) 'colui che ama la terra' (t. WALD; WELT; FELD; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Wal(di)frit; Waldefrit; Walfred-us; Gualfred-us; Altifrid-us; Aldifret; Eldefrid-us; Ildefrid-us; Walfried; (V)alfredo. HUMFRID-US (HUMFRITH) 'colui che ama la casa' (i. HOME; t. HEIM; g. & i. HAM) Gumfred-us; Gumfrit; Gumfrid-us; Cumfrid-us; Amalofrid-us. ODALFRED-US (ODALFRETH) 'colui che ama il caprile' [g. ODIL; ODAL; ADAL(I); EDILI; ÖDEL(U); ODEL; EDEL; t. ADEL] Etelfred-us; Al(e)(i)frid-us; Alfrit; Al(i)fred-us-ulus; Alfre; Alifret; Aelfred-us; Adelfrid-us; Odelfrid-us; Offrit; Ofret. LUPOFRED-US (LAUBFRETH) 'colui che ama il pane' (t. LAIB; i. LOAF; n. HLEIFR; gt. HLAIFS; g. LEIPA; HLAF; HLEF; LEIB). SIG(O)FRID-US (ZIEGHEFRITH) 'colui che ama le capre' (t. ZIEGE; ZICKE) Seifrid-us; Si(g)frit; Sichifred-us; Sichifrid-us; Siffo; Siegfried; Sig(i)fred-us.

1) Quest'antroponimo, attraverso la sua ulteriore corruzione battifredus, prese a denominare quella torre militare medievale fatta di travi che s’accostava alle mura nemiche per meglio combattere i loro difensori e perché le si potesse battere con l'ariete ad essa incorporato. 112

ACEFRID-US (VACHFRITH) 'colui che ama il bestiame' (it. BECCO; t. BOCK; VIEH; -WIEK; -WEIG; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; g. FIHU; FEHU; WEGH; BECH; WIC; WIK; l. PECUS; VICUS; VACCA; PAGUS; agr. AIX,AIGÔS) Augefrit; Ahcifrid-us; Agilfred-us. ACEFREDE (VACHFRITHE) 'colei che ama il bestiame' (it. BECCO; t. BOCK; VIEH; -WIEK; -WEIG; g. WEGH; BECH; FIHU; FEHU; WIC; WIK; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; l. VACCA; PAGUS; VICUS; PECUS; agr. AIX, AIGÔS). ANS(E)FRID-US (HANSFRITH) 'colui che ama le anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. (H)ANSER(A); GANTA; ANAS, ANATIS] Ansfrit; Ans(i)fred-us; Ansifrid-us-anus; Ansefridanus. ANSFREDA (HANSFRETHE) 'colei che ama le anatre' [GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. (H)ANSER(A); GANTA; ANAS,ANATIS]. BRAIFRED-US (BARFRETH) 'colui che ama il bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; agr. OUROS; t. FERKEL; (A)U(E)R; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; BURRICO; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. BOURRIQUE; VERRAT; sp. & p. BURGO; it. BORGO; sc. FÅR] Barafulus. ARIFRET-US (HARIFRETH) 'colui che ama i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Garofalus. AUNEFRID-US (UNNEFRITH) 'colui che ama le cipolle' (t. ÜNNE; g. UNNA; YNNE; l. UNIO; f. OIGNON; i. ONION; ol. UI) Aunefrit; Aunifrit; Aunifrid-us-ulus; Onofrius. ERMEFREDA (HARMFRETHE) 'colei che ama gli armenti' (l. ARMENTUM; i. FARM) Warnifrida. CUN(TE)(THE)FRID-US (KYNDFRITH) 'colui che ama la famiglia' (t., n. & i. KIND; gt. KUNI; n. KYN; g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; l. GENUS; GENS,GENTIS) Gundefred-us; Gun(ti)frit; Gun(ti)frid-us; Guntifred-us; Guntefrid-us; Gumfulus; Gunfulus. MANFRED-US (MANFRETH) 'colui che ama il bestiame' (l. MANNUS (1); f.

1) L'immediato parallelo tra questo termine indeuropeo e il moderno MAN/MANN (uomo), da collegarsi inoltre al snvd. MANAVA, MANUSYA (uomo), ricorda quello tra HOME/DOMUS (casa) e HOMO (uomo); in sostanza nell'Europa preistorica si dovevano distinguere un 'uomocavallo', ossia il nomade, e un 'uomo-casa', cioè l'abitatore stanziale. 113

MANÉGE; it. MANZO; t.MÄHNE; sv. MAN; i. MANE). Magnifred-us; Magnifrid-us; Magnefrid-us; Magnefred-us; Ma(g)nifret; Mangnenfrid-us; Menofred-us; Mangifrid-us; Manifrit; Munifrid-us. GISEFRID-US (WISEFRITH) 'colui che ama i bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE) Gisefrit. ERMEFRID-US (HARMFRITH) 'colui che ama gli armenti' (l. ARMENTUM; i. FARM) Ermifred;us; Ermifrid-us; Ermefred-us; Ermenfret; Erfo; Warnefred-us; (W)arnifrid-us; (W)arnefrit; (H)erfulus. RAGENFREDA (RAHENFRETHE) 'colei che ama il pascolo' (t. RAIN; RAHNEN). LAN(DE)FRID-US (LANDFRITH) 'colui che ama la terra' [t. & i. LAND; i. LOAN; LANE; t. LEH(E)N; l. PLANUM; it. PIANO; nap. CHIANO; sp. LLANO]. LIU(T)FRID-US (LEOTHFRITH) 'colui che ama la tribù' (g. LEOD; t. LEUTE) Liu(t)frit; Liutfret; Leofreddi; Loffredo (i). PERTIFRID-US (PERTHFRITH) 'colui che ama i cavalli' [t. PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS]. ROTFRED-US (ROTHEFRETH) 'colui che ama il terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Rodfrid-us; Rotfrit; Roffrid-us; Roffred-us; Raduful. ROFFRIDA (ROTHFRITHE) 'colei che ama il terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Roffride; Roffred-a-eda. SINTIFRIT (SINTHFRITH) 'colui che ama il pascolo' [g. SIND; n. SINN; t. SENN(E)] Suniefrid-us; Sunjaifrithas; Signifred-us. LAMFRID-US (LAMFRITH) 'colui che ama gli agnelli' (t. LAMM) Lamprad-us; Lamprande. CONFREDA (KUNFRETHE) 'colei che ama la famiglia' (t., n. & i. KIND; gt. KUNI; n. KYN; g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; l. GENUS; GENS,GENTIS). RACHIFRID-US (REICHFRITH) 'colui che ama il podere' (t. REICH; gt. REIKI; g. RICE; RIHHI; n. & g. RIKI; ol. RIJK; sv. & g. RIKE; i. REACH) Rinfrit; Raginfred-us; Raginfrid-us; Raganfred-us; Ragamfred-us; Ragenfrid-us; Refol. RINFRIT (RAINFRITH) 'colui che ama il pascolo' (t. RAIN; RAHNEN) Rimfrit; Ranf-o-ulus; Rampho. TANIFRET (TANFRETH) 'colui che ama il recinto' (t. TENNE; ZAUN; g. ZUN; i. TOWN; DOWN; l. -DUNUM; it., sp. & p. DUNA; fr. DUNE;g. & n. TUN; ol. TUIN; agr. THÌS,THINÔS). THEODOFRED-US (THEODFRETH) 'colui che ama la tribù' (g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA) 114

Teu(di)(t)frid-us-ulus; Teofrid-us; Teufrit; Teufred-us; Teupulus. TONDEFRIT (TONTHFRITH) 'colui che ama la tenda' (i. TENT; f. TENTE; it. TENDA; sp. TIENDA). LUCIFRID-US (LOUKFRITH) 'colui che ama la radura dissodabile' [l. LUCUS; LOCUS; agr. LOUKOS; snvd. (U)LOKÂ]. AGRAFI (ACKERFRITH) 'colui che ama il terreno coltivato' (t. ACKER; gt. AKRS; g. ACCHAR; AKKAR; ÖCER; EKKER; ACKAR; n. AKR; i. ACRE; l. AGER). COSFRID-US (GOSFRITH) 'colui che ama le oche' (g. GOS; n. GAS; i. GOOSE) Cosfridulus. ASFRID-US (ASFRITH) 'colui che ama i numi tutelari' [g. AS(EN); OS; n. ASS] Asfred-us. ASFRIDE (ASFRITHE) 'colei che ama i numi tutelari' [g. AS(EN); OS; n. ASS]. GAUSFRID-US (HAUSFRITH) 'colui che ama la casa' (t. HAUS; GASSE; i. HOUSE; g. & sv. HUS; ol. HUIS; it. & sp. CASA; it. CHIASSO). VIN(O)FRID-US (WEINFRITH) 'colui che ama il vino' (t. & gt. WEIN; i. WINE; g. WIN; ol. WIJN; sv. & n. VIN; l. VINUM) Guinefred-us; Guinifred-us; Vinfried; Winfred. ANFRID-US (HANFRITH) 'colui che ama il pollame' (t. HENNE; HAHN; gt. HANA; fi. KANA). BONIFRID-US (WOHNFRITH) 'colui che ama il podere' (g. WOHN; i. OWN; l. BONUM) Bonirfid; Onofriettus. SIFFRED-US (SIBFRETH) 'colui che ama le capre' (got. SIBJA; g. SIBBIA; SIBB(E); SIPP(E)A; t. SIPPE; ZIBBE; it. ZEBA; sp. CHIVO). LAMELFRID-US (LAMFRITH) 'colui che ama i montoni' (t. LAMM; i. LAMB). MAGELFRED-US (MAGHELFRETH) 'colui che ama i ragazzi' (gt. MAGUS; MEGS). MAGELFREDA (MAGHELFRETHE) 'colei che ama i ragazzi' (gt. MAGUS; MEGS). MADELFRID-US (MATHELFRITH) 'colui che ama l'alpeggio' (t. MATTE; MAST; it. MASSA; sp. &p. MATO; p. MATA). NANDELFRID-US (NANTHELFRITH) 'colui che ama i richiami' (g. NANTHE). VOLFRED-US (VOLGHFRETH) 'colui che ama il popolo' (t. VOLK; it. VOLGO; l. VULGUS) (W)ulfila(s). MURFULUS (MAURFRITH) 'colui che ama i cavalli' (n. MARR; MERR; g. MIERE; t. MÄHRE; i. MARE; sv. MÄRR; it. MARRONE; MORELLO). EUFRID-US (EWFRITH) 'colui che ama le pecore' [i. EWE; g. OWU; OU(WI); OUWE; t. AUE; l. OVIS; snvd. ÂVI; AJA(VÂYAH)].

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i. REACH; t. REICHEN; snvd. RAJ (ottenere, raggiungere, pervenire a, conseguire, dominare). ULRIKE (HULTHRICHE) 'colei che consegue la terra' (t. HALDE; FELD; WELT; WALD; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA). GODARICUS (GOTHRICH) 'colui che ottiene le capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS) Gauderis-ius; Goderis-ius-inus; Bod(e)ragus; Caturix; Gheisericus; Ga(i)deris-ius; Videricus; Airis(s)ius; Hadurih; Headoricus. HYLDERICUS (HYLTHRICH) 'colui che ottiene la terra' (l. CULTA; VALLUM; i. HOLD; HELD; FIELD; WOLD; t. HALDE; WELT; FELD; WALD; HOLZ; t. & i. WALL; fi. PELTO; sp. ALDEA; p. ALDEIA) (H)il(i)dericus; Gildiris-ius; Ul(de)ricus; Haleris-(s)ius; Il(i)deris-ius; Il(i)diris-ius; Valtericus; Alderis-(s)ius; Aldiris-ius; Baleric-us; Huld(e)reich; Ulrich; Uz; Uli. ATANARICUS (WOTHANRICH) 'colui che ottiene Odino' [g. W(U)ODAN; WOTHAN). ALBERICUS (ALPRICH) 'colui che ottiene l'alpeggio' (t. ALP) Albrichis-ius; (H)ilpericus; Älfricus. A(THA)LARICUS (ATHALRICH) 'colui che consegue il caprile' [g. ODAL; EDEL; ADAL(I); EDILI; ODEL; ÖDEL(U); ODIL; t. ADEL] Adalricus; Udelricus; A(u)(o)deris(s)-ius-inus-cius; Audiris-ius; A(u)dericus; Autaricus; Eutharicus; Uthericus; (A)talaricus; Odelricus; Alloris-(s)ius; Aleris-(s)ius. G(H)ESELRICUS (WESELRICH) 'colui che ottiene bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE) Vis(c)ellius; Vescellius; Geiserich. ARDARICUS (HARTHARICH) 'colui che ottiene il recinto armentario' [gt. HAIRDA; t. HERDE; HÜRDE; WART(E); i. HERD; WARD; sp. CERDO; CORDERO; agr. KORTOS; l. HORTUS; C(O)(H)ORS, C(O)(H)ORTIS; t.,i. & f. HORDE; sp. & p. HORDA; it. ORDA; snvd. ARTHE]. DARDARICUS (DARTHRICH) 'colui che ottiene i dardi' (i. DART; l. DARDUS). GUNDERICUS (KYNDRICH) 'colui che ottiene la famiglia' (t., n. & i. KIND; gt. KUNI; n. KYN; g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; l. GENUS; GENS,GENTIS) Gunderiscius; Guntherus. BERTHARICUS (PERTHRICH) 'colui che ottiene il cavallo' [t. PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS] Perdrichis-ius; Fe(n)dericus; Potericus; Patrick. FRIDERICUS (FRIDRICH) 'colui che ottiene il recinto' (g. FRID; VRIT). Fridurih; Friedrich; Frerk. FRIEDERIKE (FRIDRICHE) 'colei che ottiene il recinto' (g. FRID; VRIT) Rike; Ricke. 116

ROGERICUS (RAICHRICH) 'colui che ottiene il podere' (t. REICH; gt. REIKI; g. RICE; RIHHI; n. & g. RIKI; ol. RIJK; sv. & g. RIKE; i. REACH). (H)EMERICUS (HEIMRICH) 'colui che ottiene la casa' (t. HEIM; i. HOME; g. & i. HAM) Him(m)ericus; Americus; Amerigo; Iamerisius; Amalaric-us; Emmerich. AGARICUS (VAKRICH) 'colui che ottiene il bestiame' ( l. VACCA; PAGUS; PECUS; VICUS; it. BECCO; t. BOCK; VIEH; -WIEK; -WEIG; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; g. FIHU; FEHU; WIC; WIK; WEGH; BECH; agr. AIX,AIGÔS). RODERICUS (RODERICH) 'colui che ottiene il terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Rotharis-ius; Roderis-(s)ius; Rodoricus; Rod(e)rich. G(H)ENSERICUS (GENSRICH) 'colui che ottiene le anatre' [t. GANS, GÄNSE; ENTE; g. GANOT; GAN(A)ZO; ANUT; ENED; l. GANTA; ANAS, ANATIS; (H)ANSER(A)] Anderiscius. HUNERICUS (HUNRICH) 'colui che consegue la famiglia' (got. KUNI; g. KUNI; CHUNI; KENN, CYNN; n. KYN; t., n. & i. KIND; l. GENUS; GENS,GENTIS ) Honoricus. POMARICUS (POMRICH) 'colui che ottiene le mele' (i. POME; it. POMO). ALMERICUS (ALMRICH) 'colui che ottiene l'alpeggio' (t. ALM; i. HOLM). FARIARIX (FARARICH) 'colui che ottiene il bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; t. FERKEL; A)U(E)R; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; BURRICO; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. BOURRIQUE; VERRAT; sp. & p. BURGO; it. BORGO; sc. FÅR; agr. OUROS]. AR(A)RICUS (HARRICH) 'colui che ottiene i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Arrigo; Er(r)icus; Erich; Erik. ERIKA (HARMRICHE) 'colei che ottiene gli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM). (H)ERME(N)RICUS (HARMENRICH) 'colui che ottiene gli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM) Ermeriscius; Fraimeris-ius; Ermeris(s)-ius; Fromericus. CASIRAGUS (HAUSREICH) 'colui che ottiene la casa' (t. HAUS; GASSE; i. HOUSE; it. & sp. CASA. ol. HUIS; g. & sv. HUS; it. CHIASSO). SINDERICUS (SINTHRICH) 'colui che ottiene il pascolo' [t. SENN(E); n. SINN; g. SIND) Sunericus. MADERISIUS (MATHRICH) 'colui che consegue l'alpeggio' (t. MATTE; MAST; it. MASSA; sp. & p. MATO; p. MATA) Moderic(h)us.

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MAURIC(C)IUS (MAURRICH) 'colui che ottiene il cavallo' (t. MÄHRE; i. MARE; sv. MÄRR; g. MIERE; n. MARR; MERR; it. MARRONE; MORELLO) Moricius; Mauric(c)iunus; Mauric-ulus-icillus; Mauris-(s)ius-cius. SEGERICUS (SEGHERICH) 'colui che ottiene le capre' (t. ZIEGE; ZICKE). MAURICA (MAURRICHE) 'colei che ottiene il cavallo' (t. MÄHRE; i. MARE; sv. MÄRR; g. MIERE; n. MARR; MERR; it. MARRONE; MORELLO) Marika. MANRICUS (MANRICH) 'colui che ottiene il bestiame' (l. MANNUS; f. MANÉGE; it. MANZO; t. MÄHNE; i. MANE; sv. MAN) Magnaris-ius. REINARIS-IUS (REINRICH) 'colui che ottiene il pascolo' (t. RAIN; RAHNEN). SEMERIS-IUS (SAMRICH) 'colui che ottiene le sementi' (t. SAME; g. SAUM; l. SEMEN). OPTERIS-IUS (HOPTRICH) 'colui che ottiene il condottiero' (t. HAUPT; gt. HAUBI €€g. HOUBIT; HEAFOD; i. HEAD; l. CAPUT). T(H)EODORICUS (THEODRICH) 'colui che consegue la tribù' [g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA] Ditericus; Tederisciupulus; T(h)euderis-cius-ciulus-ius; Theoderich; T(h)euderic-us-ulus; Theodoris-ius; Diotrih; Theoderis-ius; Teutorix; Teudorichus; T(h)eodericus; Dietrich; T(h)eoderac-ius-es; Tricus; T(h)euderac-ius-is-isius; Teudoracius. GHEBERICUS (KEBERRICH) 'colui che ottiene il bestiame' (g. HÖFER; KAFRA; n. HAFR; t. HABER-GEISS; EBER; l. CAPER; APER; CAPRA; (H)ARA; ARIES; nap. CRAPA; piem. CRAVA) Evaricus. HAINRICUS (HEINRICH) 'colui che ottiene il pollame' (t. HENNE; HAHN; gt. HANA; fi. KANA) Anricus; Enricus; Heinrich. LEUDERICUS (LEUTHRICH) 'colui che ottiene la gente' (g. LEOD; t. LEUTE) Lithorx; Liodoris-ius; Lodoricus. ENGELIERIS-IUS (ENGELRICH) 'colui che consegue i numi tutelari' (t. & ol. ENGEL; g. ANGIL; ENGIL; ENGEL; n. ENGELL; sv. ÄNGEL; i. ANGEL; gt. AGGILUS; agr. AGGELOS). VENEROS-IUS (WENRYCH) 'colui che ottiene il vino' (t. & gt. WEIN; i. WINE; g. WIN; ol. WIJN; sv. & n. VIN; l. VINUS). VESTRICIUS (VASTRICH) 'colui che ottiene la casa' (l. VASTUS; CASTELLUM; CASTRUM; i.a. GUASTO; i. HOSTEL; sp. HOSTAL; CASTA). BONERIS-(S)IUS (WOHNRICH) 'colui che ottiene il podere' (l. BONUM; g. WOHN; i. OWN). MAGERIS-US (MAGHRICH) 'colui che ottiene i ragazzi' (gt. MAGUS; MEGS) Maioris(s)-us. DACHERIS-IUS (DAGHRICH) 'colui che ottiene la pasta panicea' (g. DAG; DAIGS; n. DEIG; t. TEIG; i. DOUGH). 118

DOMNERIS(S)-IUS (DOMMRICH) 'colui che ottiene la casa' (l. DOMUS; agr. DOMOS) Domniris(s)-ius. SCAMPERIS(S)-IUS (CHAMPRICH) 'colui che ottiene il campo' (t. KAMP; f. CHAMP; it., sp. & p. CAMPO; i. CAMP; l. CAMPUS). MARMORICUS (MALMRICH) 'colui che ottiene la terra' (t. & sv. MALM; t. MULM; it. MELMA; sard. MOLMA).

gt. HILPAN; g. HELPAN; HELPHAN; t. HELFEN; i. HELP lavorare a, contribuire a).

(aiutare,

ADINOLF-US (ODINHOLF) 'colui che aiuta Odino (sacerdote)' (g. ODIN). (B)IL(L)ULF-US (VILHULF) 'colui che lavora ai vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA). GOTHULF-US (GOTHULF) 'colui che lavora alle capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS) (G)aidulf-us; Hathu(wu)lf-us; Vidulf-us; Guidolf-us; Guitolf-us; At(h)aulf-us. ADALULF-US (ATHALHULF) 'colui che lavora al caprile' [g. ADAL(I); EDEL; EDILI; ODIL; ÖDEL(U); ODEL; ODAL; t. ADEL] Adalelf-us; Alolf-us; Etelvulf-us; Adelf-us; (A)udulf-us; A(u)dolf-us; Aolf-us. RUDOLF-US (RODEHOLF) 'colui che lavora al terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Radulf-us; Ra(i)dolf-us; Raoul. FERDULF-US (FERTHHULF) 'colui che lavora ai cavalli' [t. PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS] Bertulfus. GUNDULF-US (KYNDHULF) 'colui che aiuta la famiglia' (t., n. & i. KIND; gt. KUNI; n. KYN; g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; l. GENUS; GENS,GENTIS) Indulf-us; Candolf-us; Cunulf-us; Hunulf-us; Cynewulf; Gandolf-us. EGINOLF-US (WEGHENHOLF) 'colui che lavora al bestiame' (g. WEGH(EN); BECH; FIHU; FEHU; WIC; WIK; it. BECCO; l. PECUS; VICUS; VACCA; PAGUS; t. -WIEK; -WEIG; BOCK; VIEH; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; agr. AIX, AIGÔS) Aginulf-us; Agilulf-us. UNULF-US (UNNEHULF) 'colui che lavora alle cipolle' (g. UNNA; YNNE; t. ÜNNE; l. UNIO; ol. UI; f. OIGNON; i. ONION). RANDOLF-US (RANDHOLF) 'colui che lavora al recinto armentario' ( t., i. & sv. RAND; it. RANDA; g. WRAND). ANSOLF-US (GANSHOLF) 'colui che lavora alle anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; GAN(A)ZO; ANUT; ENED; l. GANTA; ANAS,ANATIS; 119

(H)ANSER(A)]. BLIDULF-US (PLYTHHULF) 'colui che lavora alla farina' (ie. PLT; t. SPELT). AYSTULF-US (HAUSTHULF) 'colui che lavora in casa' (l. VASTUS; CASTELLUM; CASTRUM; i. HOSTEL; sp. HOSTAL; CASTA; i.a. GUASTO) A(h)istulf-us; (H)astulf-us; Astolf-us. DROCTULF-US (THRAKTHULF) 'colui che lavora all'appezzamento' (g. TRUHT; DRUHT; DRECHT; DRYHT; DROST; n. DROTT; gt. DRAùHTS; t.TRAKT; TRUCHSESS; l. TRACTUS). GISULF-US (WISHULF) 'colui che lavora ai bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE) G(h)isolf-us; Chisolf-us; Wis(en)olf-us. RIXSOLF-US (REICHHOLF) 'colui che lavora al podere' [t. REICH(EN); gt. REIKI; g. RICE; RIHHI; n. & g. RIKI; ol. RIJK; sv. & g. RIKE; i. REACH]. Rechinolf-us. GRADOLF-US (GRATHHOLF) 'colui che lavora agli ortaggi' (t. KRAUT). GRASULF-US (GRASHULF) 'colui che lavora al pascolo' (t. GRAS; GRIES(S); KRESSE; i. GRASS; GREASE; CRESS; sp. GRASA; it. GRASCIA; GRASSO) Grasolf-us. LUDOLF-US (LYTHHOLF) 'colui che lavora al sidro' (g. LID) Litholf-us. RAINULF-US (RAINHULF) 'colui che lavora al pascolo' (t. RAIN; RAHNE) Regnolf-us; Rignolf-us; Regnulf-us; Ragenolf-us. SCAPTOLF-US (SCHAPTHOLF) 'colui che lavora alle frecce (1)' (i. SHAFT; t. SCHAFT) Scattolf-us. MAGNOLF-US (MANHOLF) 'colui che lavora a bestiame'(l. MANNUS; f. MANÉGE; it. MANZO; t. MÄHNE; sv. MAN; i. MANE) Maienolf-us; Manulful; Mondolf-us; Mundolf-us. NORDULF-US (NÖRTHHULF) 'colui che lavora alla terra' (g. NERTHUS; NERTH). BRYNOLF-US (BRUNNHOLF) 'colui che lavora alla fonte' (t. BRONN; BRONNEN; BRUNNEN; gt. BRUNNA; n. BRUNNR; g. BRUNNO; BURNO; BURNA) Pronulf-us. RIMULF-US (RYMHULF) 'colui che lavora ai montoni' (t. RAMM; i. RAM) Rimolf-us; Rimalf-us. SIGIULF-US (SIEGHEHULF) 'colui che lavora alle capre' [t. ZIEGE; ZICKE(N)] Siconolf-us. 1) È questo, con i precedenti NAND ('richiamo') e DARD ('dardo'), uno dei tre unici accenni all'attività venatoria che ci sia stato dato d'interpretare. 120

SECONDULF-US (SCHWENDHULF) 'colui che lavora al terreno disboscato' (t. SCHWENDE). MIM(I)ULF-US (MYMHULF) 'colui che lavora alla birra' (t. MUMME). TACHINOLF-US (DAGHENHOLF) 'colui che lavora alla pasta panicea' (g. DAG; DAIGS; n. DEIG; TEIG; i. DOUGH). SINDULF-US (SINDHULF) 'colui che lavora all'alpeggio' [t. SENN(E); n. SINN; g. SIND] Sindolf-us. GANDOLF-US (GANTHHOLF) 'colui che lavora alle anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; GAN(A)ZO; ANUT; ENED; l. GANTA; ANAS,ANATIS; (H)ANSER(A)] Grandolfo. TANOLF-US (TANHOLF) 'colui che lavora al recinto' (t. TENNE; ZAUN; l. -DUNUM; g. ZUN; g. n. TUN; ol. TUIN; i. TOWN; DOWN; it., sp. & p. DUNA; fr. DUNE; agr. THìS,THINÔS). ASSIULF-US (ASSHULF) 'colui che aiuta i numi tutelari' [g. AS(EN); OS; n. ASS]. TEODOALF-US (THEODHOLF) 'colui che aiuta le tribù' [g. THEOD(ER); THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA]. Teud(er)olf-us; Theodulf-us; Theudulf-us. AUSTROLF-US (HAUSTERHOLF) 'colui che lavora alla casa' (l. CASTRUM; CASTELLUM; VASTUS; i.a. GUASTO; i. HOSTEL; sp. HOSTAL; CASTA). ZANGRULF-US (ZANGERHULF) 'colui che aiuta i braccianti' (t. ZÄNKER; it. TANGHERO). FA(R)OLF-US (FARHULF) 'colui che lavora al bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; t. FERKEL; (A)U(E)R; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; BURRICO; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. BOURRIQUE; VERRAT; sp. & p. BURGO; it. BORGO; sc. FÅR; agr. OUROS] Werwolf-us; Guerolf-us. HÄRIWULF-US (HARIHULF) 'colui che aiuta i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Airolf-us; Ariolfus; Ariulf-us. AVEROLF-US (ABERHOLF) 'colui che lavora al bestiame' (g. HÖFER; KAFRA; n. HAFR; t. HABER-GEISS; EBER; l. CAPER; APER; CAPRA; (H)ARA; ARIES; nap. CRAPA; piem. CRAVA). BEOWULF-US (FEHUHULF) 'colui che lavora al bestiame' (g. FEHU; FIHU; WEGH; BECH; WIC; WIK; it. BECCO; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; t. VIEH; BOCK; -WIEK; -WEIG; l. PECUS; VICUS; VACCA; PAGUS; agr. AIX, AIGÔS). AMALF-US (HAMHOLF) 'colui che lavora alla casa' (g. & i. HAM; i. HOME; t. HEIM). AIOLFUS (AYEHOLF) 'colui che lavora alle pecore (pastore)' [t. AUE; i. EWE; g. EOWU; OU(WI); OUWE; l. OVIS; snvd. ÂVI; AJA(VÂYAH)].

121

GERMENWULF-US (HARMENGHULF) 'colui che lavora agli armenti' (l. ARMENTUM; i. FARM) Ar(io)nulf-us; Vernulf-us; Arnolf-us. PANDOLF-US (PANDHOLF) 'colui che lavora al recinto armentario' (i. POUND; t. WAND; BUND; gt. BIUNDA).

t. BERGEN (custodire, preservare); g. BEORGAN (difendere). RATOBERGA (RATHEBERGHE) 'colei che custodisce il terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Ratperga; Rotperga. RADALPERGA (RAUDELBERGHE) 'colei che custodisce la mandria' (t. RUDEL). CONIBERGA (CHUNIBERGHE) 'colei che difende la famiglia' (g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; n. KYN; gt. KUNI; t., n. & i. KIND; l. GENUS; GENS,GENTIS) Gundiperga; Gundeperga. CUNINGPERGA (KUNINGBERGHE) 'colei che difende il re' (g. KUNING; CYNING; KENING; ol. KONING; sv. KUNG; i. KING; t. KÖNIG; fi. KUNINGAS; n. KONUNGR). SEGIPIRGA (ZIEGHEBIRGE) 'colei che custodisce le capre' (t. ZIEGE; ZICKE). ADALPERGA (ATHELBERGHE) 'colei che custodisce il caprile' [g. ADAL(I); EDEL; ODIL; ODAL; EDILI; ÖDEL(U); ODEL; t. ADEL] Adelperga; Al(i)perg-a-ula; Adelperge. ALTIPERGA (WALTHBERGHE) 'colei che custodisce la terra' (t. WALD; FELD; WELT; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Valpurga; Valburg(a); Walpurg-a-is. AURIPERGA (AURBERGHE) 'colei che custodisce il bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; t. FERKEL; (A)U(E)R; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; BURRICO; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; sc. FÅR; fr. BOURRIQUE; VERRAT; sp. & p. BURGO; it. BORGO; agr. OUROS]. CARIPERGA (HARIBERGHE) 'colei che custodisce i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Garioberga. ANSEBERGA (HANSBERGHE) 'colei che custodisce le anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. GANTA; ANAS,ANATIS; (H) ANSER(A)]. Anselperga; Antiperga. STAMBERGA (STAMBERGHE) 'colei che custodisce la gente' (t. STAMM; snvd. ÁSTAM).

122

LUCIPERGA (LOUKBERGHE) 'colei che difende il terreno dissodato' [l. LOCUS; LUCUS; agr. LOUKOS; snvd. (U)LOKÂ] Lucipergula. GAIPERGA (GAISBERGHE) 'colei che custodisce le capre' (gt. GAITS; g. GAT; GET; GEIZ; KAITO; KÜTA; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; i. GOAT; COT; ol. KOT; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS) Geipergula; Audeperge; Audeperga. HILCIPERGA (HELCHBERGHE) 'colei che custodisce gli alci' (t. ELCH; i. ELK; g. EOLH; ELAHO; l. ALCES). LAMPERGA (LAMBERGHE) 'colei che custodisce gli agnelli' (t. LAMM; i. LAMB). LIU(T)PERGA (LEOTHBERGHE) 'colei che custodisce la gente' (g. LEOD; t. LEUTE) Lioperga; Lioperge; Liutpergula; Litopirga. MAGNIPERGA (MANBERGHE) 'colei che custodisce il bestiame' (l. MANNUS; f. MANÉGE; it. MANZO; t. MÄHNE; i. MANE; sv. MAN) Ma(g)nipergula; Manipergule. BONIPERGA (WOHNBERGHE) 'colei che difende il podere' (g. WOHN; i. OWN; l. BONUM). RACHIPERGA (REICHBERGHE) 'colei che custodisce il podere' (t. REICH; gt. REIKI; i. REACH; g. RICE; RIHHI; g. & n. RIKI; ol. RIJK; sv. & g. RIKE). SINDIPERGA (SINDBERGHE) 'colei che custodisce l'alpeggio' [t. SENN(E); n. SINN; g. SIND]. TACIPERGA (THAGBERGHE) 'colei che custodisce la pasta panicea' (g. DAG; DAIGS; n. DEIG; t. TEIG; i. DOUGH) Tachipergula. TEUDIPERGA (THEUDBERGHE) 'colei che custodisce la tribù' (g. THEUDO; THEOD; THIADE; THIO(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA) Teudipergula; Todelperga; Todelperge; Teoperge; Teoperga. WILIPERGA (WILBERGHE) 'colei che custodisce i vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA) Wilipergula. GAUSPERGA (HAUSBERGHE) 'colei che custodisce la casa' (t. HAUS; GASSE; i. HOUSE; ol. HUIS; g. & sv. HUS; it. & sp. CASA; it. CHIASSO) Cussiperga. TEUSPERGA (THEUSBERGHE) 'colei che custodisce i servi' [gt. THIUS; g. DIO; THIO; DEO(W)] Teuspergula. REGINOPIRGA (REHINBIRGHE) 'colei che custodisce il pascolo' (t. RAIN; RAHNE). VISALBERGUS (WISALBERGH) 'colui che difende i bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE).

123

WISELPERGA (WISELBERGHE) 'colei che difende i bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE) (G)iselberga. ERMEPERGE (HARMBERGHE) 'colei che custodisce gli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM) Ermeperga; Germenberga; Arniperge. AUNIPERGA (HAUNBERGHE) 'colei che custodisce il pollame' (t. HAHN; HENNE; gt. HANA; fi. KANA). RISEPERGAM (GRESBERGHE) 'colei che custodisce il pascolo' (i. GREASE; GRASS; CRESS; t. GRAS; KRESSE; GRIES(S); sp. GRASA; it. GRASCIA; GRASSO). AMALOBERGA (HAMELBERGHE) 'colei che custodisce la casa' (g. & i. HAM; t. HEIM; i. HOME).

t. RATEN; g. RATAN; RADAN; RÖDAN; n. RADA; gt. GAREDAN (consigliare, suggerire). W(IL)LERADA (VILRATHE) 'colei che suggerisce i vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA). VILLERAD-US (VILRATH) 'colui che suggerisce i vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA) Filerad-us; Filerat-us; Wil(l)erad-us-ulus; Guil(l)erad-us; Guilerat-us; Wil(l)erat-us; Wiliarith; Wiljarith. AUDERADA (HAUTHRATHE) 'colei che suggerisce le capre' (t. KATE; HÜTTE; HUT; GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; f. HUTTE; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; l. HÆDUS; i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA). ÆTHELRED-US (ETHELRATH) 'colui che suggerisce il caprile' [g. EDEL; ODIL; ODAL; ADAL(I); EDILI; ÖDEL(U); ODEL; t. ADEL] Al(l)erad-us; Allerat-us; Älred-us; Adelrat-us. GODERAD-US (GOTHRATH) 'colui che suggerisce le capre (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; l. HÆDUS; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA) Coderad-us; Bod(e)rad-us; Bodratus; Hoderad-us; Codirad-us; Gaiderad-us; Viderad-us; Guiderad-us; Kaidelrad-us; Au(de)rad-us; Auderat-us. VALDERAD-US (WALTHRATH) 'colui che suggerisce il terreno' (t. WALD; WELT; FELD; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Galderad-us; Fildiradus. (W)ALDERADA (WALTHRATHE) 'colei che consiglia il terreno' (t. WALD; WELT; FELD; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Walderata; Aldereda.

124

CUNIRAD-US (CHUNIRATH) 'colui che consiglia la famiglia' (g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; n. KYN; gt. KUNI; l. GENUS; GENS,GENTIS; t., n. & i. KIND) Chunrad-us; Conrad-us; Cor(r)ad-us-inus; Honoratus; Gunderat; Gunderad-us-ulus; Konrad-in; Kurt; Kunz. PERTERAD-US (PERTHRATH) 'colui che suggerisce i cavalli' [g. PERID; FARIFRIT; PFÄR(WR)IT; t. PFERD; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS] Bertradus. ARDERADUS (HAIRDERATH) 'colui che suggerisce il recinto armentario' [gt. HAIRDA; t. HERDE; HÜRDE; WART(E); i. HERD; WARD; agr. KORTOS; l. HORTUS; C(O)(H)ORS,C(O)(H)ORTIS; sp. CERDO; CORDERO; t.,i. & f. HORDE; sp. & p. HORDA; it. ORDA; snvd. ARTHE]. ANSERADA (HANSRATHE) 'colei che suggerisce le anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; GAN(A)ZO; ANUT; ENED; l. GANTA; ANAS,ANATIS; (H)ANSER(A)]. ANTERAD-US (ANTERATH) 'colui che suggerisce le anatre' [t. ENTE; GANS; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. GANTA; ANAS,ANATIS; (H)ANSER(A)] Andreatus; Andreas; Antreanti. THEODERADA (THEODRATHE) 'colei che consiglia la tribù' (g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA). CAUSERAD-US (HAUSRATH) 'colui che suggerisce la casa' (t. HAUS; GASSE; i. HOUSE; ol. HUIS; g. & sv. HUS; it. & sp. CASA; it. CHIASSO) Gauserad-us-ulus; Causeradulus. CHISERAT-US (GHISERAT) 'colui che suggerisce i bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE). CAUSERADULA (HAUSRATHE) 'colei che suggerisce la casa' (t. HAUS; GASSE; i. HOUSE; ol. HUIS; g. & sv. HUS; it. & sp. CASA; it. CHIASSO). GUNDERADA (KYNDRATHE) 'colei che consiglia la famiglia' (t., n. & i. KIND; gt. KUNI; g. KUNNI; KYN; CHUNI; CYNN; KENN; l. GENUS; GENS,GENTIS) Gunderata; Gunderadula; Contrada. GHISERADA (GHISERATHE) 'colei che suggerisce i bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE). ILMERIT (YLMERYT) 'colui che suggerisce la pastura' (i. HOLM; t. ALM). MAGNERADA (MANRATHE) 'colei che suggerisce il bestiame' (l. MANNUS; f. MANÉGE; it. MANZO; t. MÄHNE; i. MANE; sv. MAN) Magnerata. PERTERADA (PERTHRATHE) 'colei che suggerisce i cavalli' [t. PFERD; g. PERID; PFÄR(WR)IT; PFARIFRIT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS]. CURERAT-US (HURRAT) 'colui che suggerisce gli uri' (t. UR).

125

RODERATA (ROTHERATE) 'colei che suggerisce il terreno dissodabile' (t. RODE; REUTE). SICHERAD-US (SIKERATH) 'colui che suggerisce le capre' (t. ZICKE: ZIEGE) Sigherad-us; Sigerat-us; Sigerad-us; Sigirat-us; Decoratus. SILVERAD-US (SILVERATH) 'colui che suggerisce il possedimento boschivo' (t. SYLPHE; l. SILVA; SYLVA; it. SILA; SELVA) Silverat-us. SUNDERAD-US (SYNDRATH) 'colui che suggerisce l'alpeggio' [t. SENN(E); n. SINN; g. SIND]. THEODERAD-US (THEODRATH) 'colui che consiglia la tribù' [g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA] Teuderad-us; Teuderat-us. FULCHROD-US (VULKROTH) 'colui che consiglia la tribù' (t. VOLK; it. VOLGO; l. VULGUS) Fulcherad-us; Gilgerad-us. TANCREDI (TANKRATH) 'colui che suggerisce il latte cagliato' (ie. TENK) Tankred. LAMPRIDIUS (LAMBRYTH) 'colui che suggerisce gli agnelli' (i. LAMB; t. LAMM). PERSERAD-US (VERSRATH) 'colui che suggerisce il bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; t. FERKEL; (A)U(E)R; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; BURRICO; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; sc. FÅR; fr. BOURRIQUE; VERRAT; sp. & p. BURGO; it. BORGO; agr. OUROS] Perseradulus. LANDERAD-US (LANDRATH) 'colui che suggerisce la terra' [t. & i. LAND; i. LOAN; LANE; t. LEH(E)N; l. PLANUM; it. PIANO; nap. CHIANO; sp. LLANO]. PIPERAT-US (PIWORAT) 'colui che consiglia la birra' (g. PIWO). MARGARETE (MARHARATHE) 'colei che suggerisce la terra' [c. & g. MARHA; g. M(E)ARH; MARIHA; it. MARCA; fr. MARCHE; i. MARCH; l. & snvd. MARGA; l. MARGO] Margareta; Margherita; Meta. LUCRETIUS (LUCHRAT) 'colui che consiglia la radura' [l. LUCUS; LOCUS; agr. LOUKOS; snvd. (U)LOKÂ]. HIFFERAD-US (HEFERRAT) 'colui che consiglia il bestiame' (g. HÖFER; KAFRA; n. HAFR; t. HABER-GEISS; EBER; l. CAPER; APER; CAPRA; (H)ARA; ARIES; nap. CRAPA; piem. CRAVA).

t. MEHREN (aumentare, accrescere).

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(V)ALDEMAR-US (WALDMAHR) 'colui che ingrandisce il terreno' (t. WALD; WELT; FELD; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; fi. PELTO; l. PELTO; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Voldemar-us; Baldomer-us; Vladimir-us; Wal(d)emar-us-ius; Valimir-us; Palmi(e)r-us; Calimer-us; Balde(lo)mar-us; Woldemar. A(DE)LMAR-US (ADELMAHR) 'colui che accresce il caprile' [t. ADEL; g. ODIL; ODAL; EDEL; ADAL(I); EDILI; ODEL; ÖDEL(U)] Ädelmär-us; A(u)demar-us; Audimar-us. GOTOMAR-US (GOTMAHR) 'colui che aumenta le capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; t. KATE; HÜTTE; HUT; HEIDE; HAIDE; WEIDE; GEISS; g. GEIZ; KAITO; KÜTA; GAT; GET; gt. GAITS; l. HÆDUS; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; f. HUTTE) Godemarius; Haudimar-us; Gaudmar-us; Catumer-us; Gademarius; Marius; Videmar-us; Vadomar-us; Guadimar-us; Gaidemar-us; Catumar-us; Hadumar-us. VILEMAR-US (VILMAHR) 'colui che aumenta i vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA) Bilemar-us; Gelimar-us; Gilimer-us; Filimar-us; Wilemar-us; Filomar-us-inus. HUSMAR-US (HUSMAHR) 'colui che ingrandisce la casa' (t. HAUS; GASSE; i. HOUSE; ol. HUIS; g. & sv. HUS; it. & sp. CASA; it. CHIASSO) Cassiomar-us; Kasimir; Casimir-us; Husmer-us. ASOMAR-US (ASMAHR) 'colui che accresce i numi tutelari (1)' [g. AS(EN); OS; n. ASS]. GUNDEMAR-US (KYNDMAHA) 'colui che accresce la famiglia' (t., n. & i. KIND; gt. KUNI; g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; l. GENUS; GENS, GENTIS) Conodomar-us; Windemius; Connemar-us. MARCOMAR-US (MARHMAHR) 'colui che aumenta la terra' [c. & g. MARHA; g. MARIHA; M(E)ARH; l. & snvd. MARGA; l. MARGO; it. & sp. MARCA; fr. MARCHE; MARCH; t. MARK]. VIRIDOMAR-US (FERDMAHR) 'colui che aumenta i cavalli' [t. PFERD; g. PERID; PFÄR(WR)IT; PFARIFRIT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS] Britomar-us. ROTEMAR-US (ROTHEMAHR) 'colui che accresce il terreno dissodato (t. RODE; REUTE) Rodimar-us-inus; Rodomar-us-inus; Hrotmar-us; Crodmar-us. LITOMAR-US (LEUTHMAHR) 'colui che aumenta la gente' (t. LEUTE; g. LEOD) Lodomir-us; Lademar-us; Leomar-us. RICEMAR-US (RICEMAHR) 'colui che ingrandisce il podere' (g. RICE; RIHHI; g. & sv. RIKE; g. & n. RIKI; gt. REIKI; t. REICH; ol. RIJK; i. REACH). VISIMAR-US (WISEMAHR) 'colui che accresce i bovini' (t. WIESE;

1) Che accresce, cioè, in casa il numero delle loro effigi. 127

WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE) Wiselmar-us. VINOMAR-US (WINMAHR) 'colui che aumenta il vino' (n. & sv. VIN; g. WIN; gt. & t. WEIN; ol. WIJN; i. WINE; l. VINUM) Fenimore. VAGOMAR-US (WAGHELMAHR) 'colui che accresce il bestiame' (l. VACCA; PECUS; VICUS; PAGUS; it. BECCO; t. BOCK; VIEH; -WIEK; -WEIG; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; g. FIHU; FEHU; WEGH; BECH; WIC; WIK; agr. AIX,AIGÔS). SUNOMAR-US (SYNMAHR) 'colui che accresce l'alpeggio' [n. SINN; g. SIND; t. SENN(E)]. CICIMAR-US (KYHMAHR) 'colui che aumenta il bestiame' [t. KUH; g. CHUO; i. COW; HOG; snvd. GÂU(A)S; GO]. LANDEMAR-US (LANDMAHR) 'colui che accresce la terra' [t. & i. LAND; i. LOAN; LANE; t. LEH(E)N; l. PLANUM; it. PIANO; nap. CHIANO; sp. LLANO]. Landemar-is-ius. THEODOMAR-US ((THEODMAHR) 'colui che aumenta la tribù' (g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA) Ditmar-us. HARSEMAR-US (HARSMAHR) 'colui che aumenta i cavalli' (g. HARS; HORS; HERS; i. HORSE) Herfemar-us. SEGIMER-US (SIGEMEHR) 'colui che aumenta le capre' (t. ZIEGE; ZICKE) Sigimer-us; Segomar-us. INGEMAR-US (YNGHMAHR) 'colui che aumenta i figli' (t. JUNG; i. YOUNG; snvd. YÙVAN; YUVATÌ) Inguiomer-us. ALBIMAR-US (ALPMAHR) 'colui che accresce l'alpeggio' (t. ALP). Albimarinus. EBREMAR-US (EBERMAHR) 'colui che aumenta il bestiame' (t. EBER; HABER-GEISS; g. HÖFER; KAFRA; n. HAFR; l. CAPER; APER; CAPRA; (H)ARA; ARIES; nap. CRAPA; piem. CRAVA). CHARIOMER-US (HARMEHR) 'colui che aumenta i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Chiaromer-us. GENNAMAR-US (HENNEMAHR) 'colui che accresce il pollame' (t. HENNE; HAHN; gt. HANA; fi. KANA) Iohannemar-us. ERMEMAR-US (ARMEMAHR) 'colui che accresce gli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM). TANCOMAR-US (TANKMAHR) 'colui che accresce il latte cagliato' (ie. TENK). IUSTEMAR-US (HUSTMAHR) 'colui che accresce la casa' (prit. GUASTO; l. VASTUS; CASTELLUM; CASTRUM; i. HOSTEL; sp. HOSTAL; CASTA).

128

g. TREUEN; t. BETREUEN; snvd. TRA; DRH (avere in cura, custodire, preservare). RAGINTHRUDA (RAHINTHRUTHE) 'colei che custodisce il pascolo' (t. RAIN; RAHNE) Reginotruda. PLUTHRUDA (PLYTHRUTHE) 'colei che custodisce la farina' (ie. PLT; t. SPELT). AMETRUDA (HAMTRUTHE) 'colei che si prende cura della casa' (g. & i. HAM; t. HEIM; i. HOME) Amaldruda; Himeltruda (1). RUMETRUDA (RAUMTRUTHE) 'colei che ha cura del montone' (i. RAM; t. RAMM) Rimetruda. GUDRUDA (GOTTHRUTHE) 'colei che ha cura delle capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS) Geitruda; Gaitruda; Gaitroda; Autruda. AGEDRUDA (VAKTHRUTHE) 'colei che ha cura del bestiame' (l. VACCA; PAGUS; PECUS; VICUS; t. BOCK; VIEH; -WIEK; -WEIG; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; g. FIHU; FEHU; WIC; WIK; WEGH; BECH; it. BECCO; agr. AIX,AIGÔS). ADALTRUDA (ADALTRUTHE) 'colei che custodisce il caprile' [g. ADAL(I); EDEL; ODAL; ODIL; EDILI; ÖDEL(U); ODEL; t. ADEL] Alitruda. ANSTRUDA (HANSTRUTHE) 'colei che ha cura delle anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. GANTA; ANAS,ANATIS; (H)ANSER(A)]. (G)ARIODRUDA (HAURATRUTHE) 'colei che si prende cura dei braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Gertraude; (Gel)trude; Gertrud-e. GUNTRUDA (CHUNTRUTHE) 'colei che si prende cura della famiglia' (g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; n. KYN; t., n. & i. KIND; gt. KUNI; l. GENUS; GENS,GENTIS) Guntrut; Cuntruda; Contruda. AUNITRUDA (HAUNETRUTHE) 'colei che ha cura del pollame' (gt. HANA; t. HENNE; HAHN; fi. KANA). (H)ERMETRUDA (HERMTRUTHE) 'colei che ha cura degli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM) (H)ermedruda; Ermitroda; Ermetrude; Arnitruda. 1) Qui si tratta di palese contaminazione con il g. HIMEL; HIMIL; t. HIMMEL (cielo).

129

MAGNITRUDA (MANTRUTHE) 'colei che ha cura del bestiame' (l. MANNUS; f. MANÉGE; it. MANZO; t. MÄHNE; i. MANE; sv. MAN) Magnitrudula. WILITRUDA (VILTRUTHE) 'colei che ha cura dei vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA) Piltruda; Wiletruda; Wieldrud. RODTRUDA (RODTRUTHE) 'colei che custodisce il terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Ra(d)t(t)ruda; Retruda; Rotrud; Roctrud-a-es. EUTRODA (EWETRUTHE) 'colei che ha cura delle pecore' [i. EWE; t. AUE; g. EOWU; OU(WI); OUWE; l. OVIS; snvd. ÂVI; AJA(VÂYAH)]. SINDRUDA (SINTHRUTHE) 'colei che custodisce l'alpeggio' [n. SINN; g. SIND; t. SENN(E)]. LUCITRUDA (LOUKTRUTHE) 'colei che custodisce la radura dissodata' [l. LOCUS; LUCUS; agr. LOUKOS; snvd. (U)LOKÂ] Lucitrudula. WALTRUDA (WALTHTRUTHE) 'colei che custodisce la terra' (t. WALD; FELD; WELT; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Waltruta; Paltruda. BONETRUDA (WONTRUTHE) 'colei che custodisce il podere' (g. WOHN; OWN; BONUM). GISELTRUDA (WISELTRUTHE) 'colei che si prende cura dei bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE) Wiseltruda; Wiseltrude. ASSTRUDA (ASSTRUTHE) 'colei che si prende cura dei numi tutelari' [g. AS(EN); OS; n. ASS]. MART(H)E (MARTRUTHE) 'colei che si prende cura del cavallo' (n. MARR; MERR; g. MIERE; t. MÄHRE; i. MARE; sv. MÄRR; it. MARRONE; MORELLO) Mart(h)a. ABENETRADA (ABERTRUTHE) 'colei che si bada al bestiame' (g. HÖFER; KAFRA; n. HAFR; t. HABER-GEISS; EBER; l. CAPER; APER; CAPRA; (H)ARA; ARIES; nap. CRAPA; piem. CRAVA). t. BRENNEN (bramare). LIU(T)PRAND-US (LEODBRANTH) 'colui che desidera la gente' (g. LEOD; t. LEUTE) Leoprand-us; Luitprand-us; Lioprand-us-os. AGIPRAND-US (VAKBRANTH) 'colui che desidera il bestiame' (l. VACCA; PAGUS; PECUS; VICUS; it. BECCO; t. BOCK; VIEH; -WIEK; -WEIG; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; g. FIHU; FEHU; WEGH; BECH; WIC; WIK; agr. AIX, AIGÔS) Aceprand-us. ADALPRAND-US (ADALBRANTH) 'colui che desidera il caprile' [g. 130

ADAL(I); EDEL; ODAL; ODIL; EDILI; ÖDEL(U); ODEL; t. ADEL] Adelprand-us; Al(a)prand-us; Odelprand-us. ANSPRAND-US (HANSBRANTH) 'colui che desidera le anatre' [t. GANS; NTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. GANTA; ANAS,ANATIS; H)ANSER(A)] Ansprans. GUDIPRAND-US (KUTHBRANTH) 'colui che desidera le capre' (g. KÜTA; KAITO; GEIZ; GET; GAT; gt. GAITS; i. GOAT; COT; ol. KOT; t. GEISS; KATE; HÜTTE; HUT; HEIDE; HAIDE; WEIDE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; f. HUTTE; l. HÆDUS) Hadubrant; Gaiprand-us; Audeprand-us. PER(I)PRAND-US (FERBRANTH) 'colui che desidera il bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; t. FERKEL; (A)U(E)R; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; BURRICO; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; sc. FÅR; fr. BOURRIQUE; VERRAT; sp. & p. BURGO; it. BORGO; agr. OUROS] Auriprand-us. ARIPRAND-US (HARIBRANTH) 'colui che desidera i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR]. (G)AU(S)PRAND-US (HAUSBRANTH) 'colui che desidera la casa' (t. HAUS; GASSE; i. HOUSE; ol HUIS; g. & sv. HUS; it. & sp. CASA; it. CHIASSO) (G)au(s)prand-ulus. GHISPRAND-US (WISBRANTH) 'colui che desidera i bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE) Giselprand-us; Guselprand-us. CUNPRAND-US (CHUNBRANTH) 'colui che desidera la famiglia' (g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; gt. KUNI; n. KYN; t., i. & n. KIND; l. GENUS; GENS,GENTIS) Gumprand-us; Cumprand-us; Conprand-us; Gunprand-us. GUMPRANDA (CHUNBRANTHE) 'colei che desidera la famiglia' (g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; gt. KUNI; n. KYN; t.,i. & n. KIND; l. GENUS; GENS,GENTIS). LIUPRAND-US (LEUSBRANTH) 'colui che desidera il raccolto' (t. LESE) Lisprand-us; Liosprand-us; Leosprand-us. LUCIPRAND-US (LOUKOBRANTH) 'colui che desidera la radura dissodata' [l. LOCUS; LUCUS; agr. LOUKOS; snvd. (U)LOKÂ]. RACHIPRAND-US (REICHEBRANTH) 'colui che desidera il podere' (gt. REIKI; t. REICH; i. REACH; g. RICE; RIHHI; n. & g. RIKI; ol. RIJK; sv. & g. RIKE) Richiprand-us; Ragenprand-us; Ragemprand-us. ROTPRAND-US (ROTHBRANTH) 'colui che desidera il terreno dissodabile' (t. RODE; REUTE) Ropprand-us; Radeprand-us; Rod(e)prand-us. FRADIPRAND-US (FERDBRANTH) 'colui che desidera il cavallo' [t. 131

PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS]. DANIPRAND-US (THANEBRANTH) 'colui che desidera il recinto' (t. TENNE; ZAUN; g. ZUN; i. TOWN; DOWN; l. -DUNUM; it., sp. & p. DUNA; fr. DUNE; g. & n. TUN; ol. TUIN; agr. THÌS,THINÔS). TEU(DI)(T)PRAND-US (THEUDBRANTH) 'colui che desidera la tribù' [g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA] Teudipradus; Teoprand-us; T(e)otelprand-us. GOSPRAND-US (GOSBRANTH) 'colui che desidera le oche' (g. GOS; n. GAS; i. GOOSE) Cosprand-us-ulus. OSPRAND-US (OSBRANTH) 'colui che desidera i numi tutelari' [g. OS; AS(EN); n. ASS] Asprand-us-ulus. SIGIBRAND-US (SIGHEBRANTH)'colui che desidera le capre' (t. ZIEGE; ZICKE) Sigiprand-us; Sichiprand-us-ulus; Sichelprand-us. HILPRANDA (HELDBRANTHE) 'colei che desidera la terra' (i. HELD; FIELD; WOLD; HOLD; t. HALDE; WELT; FELD; WALD; HOLZ; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA). (H)ILDEBRAND-US (HYLDBRANTH) 'colui che desidera un terreno' (i. HOLD; HELD; FIELD; WOLD; t. HALDE; WALD; WELT; FELD; HOLZ; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Hiltibrant; (H)ildeprand-us; Ildiprand-us; Ileprand-us; (H)il(l)(i)prand-us; H(e)lprand-us; Hiliprannus; Waldeprand-us; Eldeprand-us; Wal(a)(i)(t)prand-us-ulus. TEUSPRANDA (THEUSBRANTHE) 'colei che desidera i servi' [gt. THIUS; g. THIO; DIO; DEO(W)]. TEUSPRAND-US (THEUSBRANTHE) 'colui che desidera i servi' [gt. THIUS; g. THIO; DIO; DEO(W)] Teo(s)prand-us. ORSEPRAND-US (HORSBRANTH) 'colui che desidera il cavallo' (g. HORS; HARS; HERS; i. HORSE). ERMEPRAND-US (ARMBRANTH) 'colui che desidera gli armenti' (l. ARMENTUM; i. FARM) Warniprand-us; Warneprand-us; Heribrant; Heriprand-us. IAMPRAND-US (HAMBRANTH) 'colui che desidera la casa' (g. & i. HAM; t. HEIM; i. HOME). ANGELPRAND-US (ANGELBRANTH) 'colui che desidera i numi tutelari' (g. ANGIL; ENGIL; n. ENGELL; sv. ÄNGEL; ol., g. & t. ENGEL; i. ANGEL; gt. AGGILUS; agr. AGGELOS) Inghelprand-us. BONEPRAND-US (WOHNBRANTH) 'colui che desidera il podere' (l. BONUM; g. WOHN; i. OWN). LEOMPRAND-US (LOENBRANTH) 'colui che desidera la terra' [t. & i. LAND; i. LOAN; LANE; t. LEH(E)N; l. PLANUM; it. PIANO; nap. CHIANO; sp. LLANO]. 132

g. WIKEN (dar ricetto); t. HEGEN (cingere, custodire, proteggere). HARTOVICUS (HARTHAWIG) 'colui che custodisce il recinto armentario' [gt. HAIRDA; t. HERDE; HÜRDE; WART(E); i. HERD; WARD; sp. CERDO; CORDERO; agr. KORTOS; l. HORTUS; C(O)(H)ORS,C(O) (H)ORTIS; t., i. & f. HORDE; sp. & p. HORDA; it. ORDA; snvd. ARTHE] Herwig; Aristovicus. ADALVICUS (ADALWIG) 'colui che custodisce il caprile' [g. ADAL(I); ODIL; ODAL; EDEL; EDILI; ÖDEL(U); ODEL; t. ADEL] Gætulico; Odoaker. VALDEVICUS (WALDWIG) 'colui che custodisce il terreno' (t. WALD; WELT; FELD; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; fi. PELTO; l. PELTO; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Altovicus; Balvicus; Olonicus; Paulicius; Paulleccius; Pollecius. HEDOVICUS (GETHWIG) 'colui che custodisce le capre' (t. HEIDE; HAIDE; WEIDE; GEISS; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; gt. GAITS; i. GOAT; COT; ol. KOT; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS) Cedicius; Pudicus; Jodokus; Hedwig. HEDOVICA (GETHWIGHE) 'colei che custodisce le capre' (t.HEIDE; HAIDE; WEIDE; GEISS; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; gt. GAITS; i. GOAT; COT; ol. KOT; l. HÆDUS; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA) Pudica; Hedwige. MEROVEUS (MERRWIG) 'colui che custodisce il cavallo' (n. MERR; MARR; g. MIERE; sv. MÄRR; i. MARE; t. MÄHRE; it. MARRONE; MORELLO) Mirica; Mauricius; Mauritius. AMICUS (1)(HAMWIG) 'colui che custodisce la casa' (g. & i. HAM; i. HOME; t. HEIM) Amichulus; Homicius. RUSTICUS (2) ( RUSTWIG) 'colui che custodisce il villaggio su palafitte' (t. ROST) Rustecus; Rustic-anus-ianus. SYNDICUS (3) (SINDWIG) 'colui che custodisce il pascolo' [t. SENN(E);

1) Il significato etimologico del latino amicus sembra dunque essere, come anche quello di comes, 'persona di casa, familiare'; forse, proprio per la perdita di questo semplice senso originario, in seguito il concetto di amicizia è divenuto tanto problematico e discutibile! 2) Chi si può definire infatti più 'rustico' di un palafitticolo? 3) Questo termine ha dunque sempre avuto il prevalente significato di difensore di una estensione territoriale.

133

n. SINN; g. SIND] Xenodicos. VINDICES (WYNDWIG) 'colui che custodisce il recinto armentario' (i. POUND; t. WAND; BUND; gt. BIUNDA). CLODOVEUS (KLOTHWIG) 'colui che custodisce la legna da ardere' (t. KLOTZ) (C)hlodwig; Claodicus; Claudius. RAD(EV)ICUS (RODEWIG) 'colui che custodisce il terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Reticius; Radicus. LUDOVICUS (LEODWIG) 'colui che protegge la gente' (g. LEOD; t. LEUTE) Litavicus; Ludwig. LUDOWIKE (LEODWIKE) 'colei che protegge la gente' (g. LEOD; t. LEUTE). BERIVICUS (BERWIG) 'colui che custodisce il bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; t. FERKEL; (A)U(E)R; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; BURRICO; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; sc. FÅR; fr. BOURRIQUE; VERRAT; sp. & p. BURGO; it. BORGO; agr. OUROS] Berwik; Faricus; Barsucis-us. ARIOVICUS (HARIWIG) 'colui che protegge i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR; g. WER; FIR; n. VERR; gt. WAíR; l. VIR] Quiricus; Chirico. FIRMICIUS (FYRMWIG) 'colui che custodisce gli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM) Firmic-us-ianus. VERONIKA (VERNWIGHE) 'colei che custodisce gli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM) Veronica; Vroni. MARIKA (MARWIGHE) 'colei che custodisce il cavallo' (n. MARR; MERR; sv. MÄRR; g. MIERE; i. MARE; t. MÄHRE; it. MARRONE; MORELLO). THEODICIUS (THEODWIG) 'colui che protegge la tribù' [g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA] Teudic-us-ius-inus. ESICHIUS (HESWIG) 'colui che custodisce le capre' (g. GEIZ; GET; GAT; KAITO; KÜTA; gt. GAITS; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; i. GOAT; COT; ol. KOT; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA). VANICIUS (WOHNWIG) 'colui che custodisce il podere' (g. WOHN; i. OWN; l. BONUM) Bonicus. VINICIUS (WINWIG) 'colui che custodisce il vino' (g. WIN; sv. & n. VIN; ol. WIJN; l. VINUM; gt. & t.WEIN; i. WINE). SPARICES (SPARWIG) 'colui che custodisce il recinto' (t. SPARRE; it. SBARRA). 134

MARCUCCIUS (MARHWIG) 'colui che custodisce la terra' [c. & g. MARHA; g. M(E)ARH; MARIHA]. ANICIUS (HANWIG) 'colui che custodisce il pollame' (t. HAHN; HENNE; gt. HANA; fi. KANA) Gannicus. PRETICUS (PRETHWIG) 'colui che custodisce il recinto' (g. FRID; VRIT).

t. RÜHMEN (vantare); snvd. RAMH (sollecitare). GUTORAM-US (GUTRAM) 'colui che vanta le capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS) Witheram-us; Videramn; Auteram-us; Auderam-us; Aoderam-us. GUDRUN (GUTHRAUME) 'colei che vanta le capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS). INGRAM-US (YNGRAM) 'colui che vanta figli' (t. JUNGE; i. YOUNG; snvd. YÙVAN; YUVATÌ) Inghiram-us. ADELRAM-US (ADELRAM) 'colui che vanta un caprile' [t. ADEL; g. ADAL(I); EDEL; ODIL; EDILI; ODAl; ODEL; ÖDEL(U)]. VOLIFORAM-US (WÖLFRAM) 'colui che vanta gli elfi' (t. WELF; t. & i. ELF) Wolfram; Gulferam-us. BERTRAM-US (PERTHRAM) 'colui che vanta un cavallo' [t. PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS] Beltramo; Bertrand. ANSERAM-US (HANSRAM) 'colui che vanta anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. GANTA; ANAS,ANATIS; (H)ANSER(A)]. CAUSERAM-US (HAUSRAM) 'colui che vanta una casa' (t. HAUS; GASSE; i. HOUSE; ol. HUIS; g. & sv. HUS; it. & sp. CASA; it. CHIASSO) Gauseram-us; Causeramulus. WALD(E)RAM-US (WALDRAM) 'colui che vanta un terreno' (t. WALD; WELT; FELD; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Walleram-us; Valeram-us. GUNT(H)ERAM-US (KYNTHRAM) 'colui che vanta una famiglia' (t., n. & i. KIND; n. KYN; gt. KUNI; g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; l. GENUS; GENS,GENTIS) Gunderam-us; Contramus. OCTERAM-US (WYKTRAM) 'colui che vanta gnomi' (t. WICHT; i. WITCH). SIGERAMNUS (SIGRAM) 'colui che vanta capre' (t. ZIEGE; ZICKE). 135

SINDERAM-US (SINDRAM) 'colui che vanta alpeggio' [t. SENN(E); n. SINN; g. SIND] Simderam-us. TEUDERAM-US (THEUDRAM) 'colui che vanta una tribù' [g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA]. GUILERAM-US (WILRAM) 'colui che vanta vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA) Williram. FORTERAM-US (FORTHRAM) 'colui che vanta un cavallo' [t. PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS]. ACERAM-US (WACHRAM) 'colui che vanta bestiame' (l. VACCA; VICUS; PECUS; PAGUS; it. BECCO; t. BOCK; VIEH; -WIEK; -WEIG; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; g. WEGH; BECH; WIC; WIK; FIHU; FEHU; agr. AIX,AGÔS). DOMNERAM-US (DOMMRAM) 'colui che vanta una casa' [gr. DOMOS; l. DOMUS; snvd. DÂM(S)]. SILBERAM-US (SILVRAM) 'colui che vanta possedimenti boschivi' (l. SILVA; SYLVA; it. SELVA; SILA; t. SILPHE) Selberam-us; Salberam-us.

g. GEUNNAN; t. GÖNNEN (proteggere) (1), concedere). ASCONDA (ASGONTHE) 'colei che protegge i numi tutelari' (2) [g. AS(EN); OS; n. ASS]. KUNIGUNDE (KUNIGUNTHE) 'colei che protegge la famiglia' (gt. KUNI; g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; n. KYN; t., n. & i. KIND; l. GENUS; GENS,GENTIS) Cunegonda. ADELGONDA (ADELGONTHE) 'colei che protegge il caprile' [t. ADEL; g. ODIL; ODAL; EDEL; ADAL(I); EDILI; ÖDEL(U); ODEL]. RANIGUNDA (RANEGUNTHE) 'colei che protegge il pascolo' (t. RAHNE; RAIN). JUGUNDA (JUHGUNTHE) 'colei che protegge il terreno coltivato' [t. JOCH; gt. JUK(A); g. GEOC; JOH; JUKKO; n. OK; l. JUGUM; fi. JUKKO; i. YOKE] Gioconda.

1) La circostanza che il verbo in esame si riferisca quasi eslusivamente a nomi femminili fa pensare che si trattava probabilmente di quella protezione della proprietà che le donne esercitavano quando gli uomini erano assenti per la guerra. 2) Nell'ovvio senso che protegge le loro effigi.

136

ARICONDULA (HARIGONTHE) 'colei che protegge i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR]. VERGONDUS (VERGONTH) 'colui che protegge il bestiame' [l. VERRES; FORUM; PORCUS; URUS; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. BOAR; FARROW; BOROUGH; AUROCHS; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRICO; BURRO; t. FERKEL; (A)U(E)R; sard. BERRE; rum. VIER; sc. FÅR; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. BOURRIQUE; VERRAT; sp. & p. BURGO; it. BORGO; agr. OUROS]. AUTCONDA (HAUTGONTHE) 'colei che protegge le capre' (t. HÜTTE; HUT; KATE; HEIDE; HAIDE; WEIDE; GEISS; g. KÜTA; KAITO; GEIZ; GAT; GET; f. HUTTE; gt. GAITS; i. GOAT; COT; ol. KOT; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS). BONECUNDA (WOHNGUNTHE) 'colei che protegge il podere' (g. WOHN; i. OWN; l. BONUM). PIANEGONDA (WIENGUNTHE) 'colei che preserva il vino' (sv. & n. VIN; g. WIN; gt. & t. WEIN; i. WINE; ol. WIJN; l. VINUM). MANIGUNDA (MANGUNTHE) 'colei che protegge il bestiame' (l. MANNUS; f. MANÉGE; it. MANZO; t. MÄHNE; i. MANE; sv. MAN). PERTICUNDA (PERTHGUNTHE) 'colei che protegge il cavallo' [t. PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS]. FR(I)EDEGUND(E) (FREDGUNTHE) 'colei che protegge il recinto' (g. FRID; VRIT) Fre(de)gunda; Fredegonda. RODICUNDA (RODEGUNTHE) 'colei che protegge il terreno dissodato' (t. RODE; REUTE). TEODEGUNDA (THEODEGUNTHE) 'colei che protegge la tribù' [g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA] Theotconda. HILDEGUNDE (HYLTHGUNTHE) 'colei che protegge la terra' (l. CULTA; VALLUM; i. HOLD; HELD; FIELD; WOLD; t. HALDE; WELT; FELD; WALD; HOLZ; t. & i. WALL; fi. PELTO; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Walcunda; Hildegunda; Ildegonda; Aldegonda; Aldegunde. MARICINDULA (MARGYNTHE) 'colei che protegge i cavalli' (n. MARR; MERR; g. MIERE; t. MÄHRE; i. MARE; sv. MÄRR; it. MARRONE; MORELLO). AUSTRICHUNDA (HAUSTERGUNTHE) 'colei che protegge la casa' (l. CASTRUM; VASTUS; CASTELLUM; i.a. GUASTO; i. HOSTEL; sp. HOSTAL; CASTA) Austreconda.

g. HELMEN (governare); i. TO WHELM (avere il sopravvento su, dominare).

137

AUSELM-US (HAUSHELM) 'colui che governa la casa' (t. HAUS; GASSE; i. HOUSE; g. & sv. HUS; ol. HUIS; it. & sp. CASA; it. CHIASSO). GONSELM-US (GÖNSHELM) 'colui che governa le anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. GANTA; ANAS,ANATIS; (H)ANSER(A)] Anselm-us; Ansilm-us. T(H)EUSELM-US (THEUSHELM) 'colui che governa i servi' [gt. THIUS; g. THIO; DEO(W); DIO]. AGELM-US (VAKHELM) 'colui che governa il bestiame' (it. BECCO; t. BOCK; VIEH; -WIEK; -WEIG; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; g. FIHU; FEHU; WEGH; BECH; WIC; WIK; l. VACCA; PAGUS; PECUS; VICUS; agr. AIX,AIGÔS) Ahulmus. HAUTHILM-US (HATHHELM) 'colui che governa le capre' (g. GAT; GET; KÜTA; KAITO; GEIZ; gt. GAITS; i. GOAT; COT; ol. KOT; t. KATE; HÜTTE; HUT; HEIDE; HAIDE; WEIDE; GEISS; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; f. HUTTE; l. HÆDUS) Gudemus; Adelm-us; Aut(h)elm-us-ius. GHISELM-US (WISHELM) 'colui che governa i bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE). CUNTELM-US (KYNTHHELM) 'colui che governa la famiglia' (t., n. & i. KIND; gt. KUNI; g. KUNNI; CHUNI; CYNN; KENN; n. KYN; l. GENUS; GENS,GENTIS) Guntelm-us; Gontelm-us-oni; Gondelm-us; Cantelm-us. LANTELM-US (LANTHHELM) 'colui che governa la terra' [t. & i. LAND; i. LOAN; LANE; t. LEH(E)N; l. PLANUM; it. PIANO; nap. CHIANO; sp. LLANO]. PLITTELM-US (PLYTHELM) 'colui che amministra la farina' (ie. PLT; t. SPELT). ROT(T)ELM-US (ROTHEHELM) 'colui che governa il terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Rat(t)el(l)m-us-is; Rattilm-us. SICHELM-US (SIKEHELM) 'colui che governa le capre' (t. ZICKE; ZIEGE). VIL(IG)ELM-US (VILHELM) 'colui che governa i vitelli' (g. VEEL; i. VEAL; BULL; l. VILLA) Wil(ig)elm-us; Guil(l)erm-o-us; Wil(l)i(e)m-o-oni; William; Wilhelm; Guillome; Guglielmo. KENELM-US (HENHELM) 'colui che governa il pollame' (t. HENNE; HAHN; gt. HANA; fi. KANA). ERACHILMUS (HERHILM) 'colui che governa i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Gerolam-us-inus; Girolim-o-one; Limone. MADELM-US (MATTEHELM) 'colui che governa l'alpeggio' (t. MATTE; MAST; it. MASSA; sp. & p. MATO; ).

138

t. SEHNEN; g. SWENEN (bramare). ERMISIND-US (HARMSINTH) 'colui che brama gli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM). ERC(H)ENSENDE (WERCHENSENTHE) 'colei che brama il bestiame' [l. VERRES; FORUM; PORCUS; URUS; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. BOAR; FARROW; BOROUGH; AUROCHS; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; BURRICO; t. FERKEL; (A)U(E)R; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. BOURRIQUE; VERRAT; sp. & p. BURGO; it. BORGO; sc. FÅR; agr. OUROS] Erc(h)ensenda; Persona. PERISIND-US (FERSINTH) 'colui che brama il bestiame' [l. URUS; VERRES; FORUM; PORCUS; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. BOAR; FARROW; BOROUGH; AUROCHS; sp. VERRACO; BARRACO; BURRICO; BORRO; BURRO; t. FERKEL; (A)U(E)R; sard. BERRE; rum. VIER; sc. FÅR; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. BOURRIQUE; VERRAT; sp. & p. BURGO; it. BORGO; agr. OUROS] Perisund-us; Perensind-us. GARISIND-US (HARISINTH)'colui che brama i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR]. TIRISIND-US (TIERSINTH) 'colui che brama il bestiame' (t. & i. TIER; it. TIERA; t. TIER; i. STEER; agr. THER; FER; THEORÍA; TAUROS; l. FERA; FERUS; TAURUS). EMISOIND (HÖMSYNTH) 'colui che brama la casa' (t. HEIM; i. HOME; g. & i. HAM). AMALASVINTHA (HAMELSWINTHE) 'colei che brama la casa' (g. & i. HAM; t. HEIM; i. HOME) Amalasu(e)nta; Amalaswintha. CLARISINDA (KARLSINTHE) 'colei che brama i braccianti' (t. KERL; i. EARL; CHURL; it. CHIURLO; g. E(O)RL; n. ERILAR; l. CLARUS). MELISENDA (MÖLSENTHE) 'colei che brama il mulo' (t. MAUL; g. MUL; i. MULE; l. MULUS). VINSENTUS (VINSENTH) 'colui che brama il vino' (sv. & n. VIN; g. WIN; gt. & t. WEIN; i. WINE; ol. WIJN; l. VINUM) Vincent-ius; Vinzenz; Vincenzo. FILICENTIUS (VILSENTH) 'colui che brama i vitelli' (g. VEEL; i. VEAL; BULL; l. VILLA). VAGLIASIND-US (WALTHSINTH) 'colui che brama la terra' (t.WALD; FELD; WELT; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA). CHINDASVINTA (KINDSWINTHE) 'colei che brama i figli' (t., n. & i. KIND; gt. KUNI; n. KYN; g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; l. GENUS; GENS,GENTIS). ANGHELSENDA (ANGHELSENTHE) 'colei che brama i numi tutelari' (sv. ÄNGEL; ol., t. & g. ENGEL; g. ANGIL; ENGIL; n. ENGELL; i. ANGEL; gt. AGGILUS; agr. AGGELOS). 139

VONESINDA (WOHNSINTHE) 'colei che brama il podere' (g. WOHN; i. OWN; l. BONUM). MATESUENTA (MATESWENTHE)'colei che brama l'alpeggio' (t. MATTE; MAST; it. MASSA; sp. &p. MATO; p. MATA). ALPESVINDA (ALPSWINTHE) 'colei che brama l'alpeggio' (t. ALP) Alb(u)swinda; Albusvinda. LANDESHUNTA (LANDSWYNTHE) 'colei che brama la terra' [t. & i. LAND; i. LOAN; LANE; t. LEH(E)N; l. PLANUM; it. PIANO; nap. CHIANO; sp. LLANO].

gt. THIUSAN (servire, accudire). ANSTEUS (HANSTHEUS) 'colui che accudisce alle anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. GANTA; ANAS,ANATIS; (H)ANSER(A)]. ERMITEUS (ARMTHEUS) 'colui che accudisce agli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM) Ermiteulus; Firmiteus. LAMITEUS (LAMTHEUS) 'colui che accudisce agli agnelli' (t. LAMM; i. LAMB). FONTEIUS (WOHNTHEUS) 'colui che serve nel podere' (g. WOHN; i. OWN; l. BONUM). VARGUNTEIUS (VAURGHENTHEUS) 'colui che accudisce al bestiame' [g. BURG; FEARH; FAR(A)H; i. FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; sp. VERRACO; BARRACO; BORRO; BURRO; BURRICO; t. FERKEL; (A)U(E)R; l. PORCUS; URUS; VERRES; FORUM; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. BOURRIQUE; VERRAT; sp. & p. BURGO; it. BORGO; sc. FÅR; agr. OUROS] Viredeus; Peredeus; Peret(h)-eus-eulus; Perideus; Peritheus. ARIT(H)EUS 'colui che accudisce ai braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Garutius. WALATEUS (WALTHETHEUS) 'colui che serve alla terra' (t. WELT; FELD; WALD; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA). AMALATHEUS (HAMELTHEUS) 'colui che serve in casa' (g. & i. HAM; t. HEIM; i. HOME) Alat(h)eus. ALATIA (HAMELTHIE) 'colei che serve in casa' (g. & i. HAM; t. HEIM; i. HOME).

t. LIEBEN; g. LUFIAN; LIPAN (amare); snvd. LUBH (desiderare).

140

GOTOLIBUS (GOTLIB) 'colui che ama le capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS) Gudilub; Gudilebus; Gaidilapus; Gaila(fus); Gidilapus; Gottlieb. AUDELAPUS (ADELLAYP) 'colui che ama il caprile' [t. ADEL; g. ODIL; ODAL; EDEL; ADAL(I); EDILI; ÖDEL(U); ODEL]. FILIPUS (VILLIB) 'colui che ama i vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA) Philippus. GRAF(f)ILAPUS (GRAFLAYP) 'colui che ama il pascolo' (t. GRAS; KRESSE; GRIES(S); i. GRASS; GREASE; CRESS; sp. GRASA; it. GRASCIA; GRASSO). TEODELA(U)PUS (THEODLAYP) 'colui che ama la tribù' [g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA] Teudela(u)p-us-ius. WACHILAPUS (WACHLAYP) 'colui che ama il bestiame' (l. VACCA; PAGUS; PECUS; VICUS; t. VIEH; BOCK; -WIEK; -WEIG; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; it. BECCO; g. WEGH; BECH; FIHU; FEHU; WIC; WIK; agr. AIX,AIGÓS). GUINELAPUS (WINELAYP) 'colui che ama il vino' (i. WINE; g. WIN; gt. & t. WEIN; ol. WIJN; sv. & n. VIN; l. VINUM). DEGALAIFUS (DEIGLAYP) 'colui che ama la pasta panicea' (n. DEIG; t. TEIG; g. DAG; DAIGS; i. DOUGH). RUODLIEB (ROTHELIB) 'colui che ama il terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Rodelaupus. GAINELAPA (WAINLAYPE) 'colei che ama il vino' (gt. & t. WEIN; i. WINE; g. WIN; ol. WIJN; sv. & n. VIN; l. VINUM). DAGILEPOA (DAGLEPE) 'colei che ama la pasta panicea' (g. DAG; DAIGS; n. DEIG; t. TEIG; i. DOUGH). OPTILEOPA (HOPTLEPE) 'colei che ama il condottiero' (t. HAUPT; gt. HAUBI; g. HOUBIT; HEAFOD; i. HEAD; l. CAPUT). HOSDELEVA (HOSTLEBE) 'colei che ama la casa' (l. VASTUS; CASTELLUM; CASTRUM; i. HOSTEL; sp. HOSTAL; CASTA; i.a. GUASTO). SALLUVIUS (SALLYB) 'colui che ama la casa' (g. SAL; SELI; SELE; t. SAAL; fr. SALLE; it., sp. & p. SALA; l. SOLUM).

g. & t. NENNEN (comandare, chiamare). AURINAND-US (AURNANTH) 'colui che comanda il bestiame' [l. VERRES; FORUM; PORCUS; URUS; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. BOAR; FARROW; BOROUGH; AUROCHS; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; BURRICO; t. FERKEL; (A)U(E)R; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. BOURRIQUE; VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr.

141

VERRAT; BOURRIQUE; sp. & p. BURGO; it. BORGO; sc. FÅR; agr. OUROS]. THEODENAND-US (THEODNANTH) 'colui che comanda la tribù' [g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA]. CUNAND-US (KUNNANTH) 'colui che comanda la famiglia' (g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; n. KYN; gt. KUNI; t.,n. & i. KIND; l. GENUS; GENS,GENTIS). EONAND-US (EOWNANTH) 'colui che comanda le pecore' [g. EOWU; OU(WI); OUWE; i. EWE; t. AUE; l. OVIS; snvd. ÁvI; AJA(VÁYAH)]. GUILINAND-US (WILNANTH) 'colui che comanda i vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA) Willienant. FER(DI)NAND-US (PFERDNANTH) 'colui che comanda i cavalli' (t. PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS] Vernand-us; Pertinand-us; Ferrand-us; Ferrant(e);Nand-o-us. ERMENAND-US (ARMENANTH) 'colui che comanda gli armenti' (l. ARMENTUM; i. FARM). MAGENAND-US (MAGHENANTH) 'colui che comanda i ragazzi' (gt. MAGUS; MEGS) Maienand-us. POTENAND-US (WOTNANTH) 'colui che comanda le capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; l. HÆDUS). RODENAND-US (RODENANTH) 'colui che comanda il terreno dissodato' (t. RODE; REUTE). TRA(N)SENAND-US (THRASCHENANTH) 'colui che comanda la trebbiatura' (t. DRESCHE; i. THRESHING) Trasenund-us. LOPENAND-US (LOPNANTH) 'colui che comanda la panificazione' (i. LOAF; t. LAIB; n. HLEIFR; gt. HLAIFS; g. LEIPA; HLAF; HLEF; LEIB) Lupenand-us. FRED(E)NAND-US (FREDNANTH) 'colui che comanda il recinto' (g. FRID; VRIT) Fridunand.

t. MUTEN (chiedere). ARIMOD-US (HARIMOTH) 'colui che chiede i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Aremod-us. ALAMOD-US (ADALMOTH) 'colui che chiede il caprile' [g. ADAL(I); EDEL; ODIL; ODAL; EDILI; ÖDEL(U); ODEL; t. ADEL] Alamud-us; Alamoths. 142

ALAMODA (ADALMOTHE) 'colei che chiede il caprile' [g. ADAL(I); ODIL; EDEL; ODAL; EDILI; ÖDEL(U); ODEL; t. ADEL]. HELMUT (HELDMUT) 'colui che chiede la terra' (i. HELD; HOLD; FIELD; WOLD; t. HALDE; FELD; WALD; WELT; HOLZ; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA). MARAMOTTUS (MARMOTH) 'colui che chiede un cavallo' (n. MARR; MERR; g. MIERE; t. MÄHRE; i. MARE; sv. MÄRR; it. MARRONE; MORELLO). TREMOD-US (THRESCHMOTH) 'colui che chiede la trebbiatura' [t. DRESCHE(N); i. THRESHING].

t. GESELLEN (accompagnarsi, unirsi, dedicarsi). GOTOGISELUS (GOTGISEL) 'colui che s'accompagna alle capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; t. KATE; HÜTTE; HUT; GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; f. HUTTE; l. HÆDUS). ULIGISALUS (WODALGISEL) 'colui che si dedica al caprile' [g. ODAL; ODIL; EDEL; ADAL(I); EDILI; ÖDEL(U); ODEL; t. ADEL].

t. NEHMEN; g. NEMA(N); NIMA(N); n. NEMA (prendere). GERONIMUS (HERNIM) 'colui che prende i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Hieronimus.

g. WEARNIAN; WARNJAN; WARNON (provvedere, munire); t. WARNEN; i. WARN (avvertire, ammonire). FRIDIGERNUS (FRITHWERN) 'colui che provvede al recinto' (g. FRID; VRIT) Predicernus. FILICERNUS (VILWERN) 'colui che provvede ai vitelli' (g. VEEL; i. VEAL; BULL; l. VILLA).

t. STÖHNEN (sospirare, implorare). ÄTHELSTAN (ETHELSTAHN) 'colui che sospira il caprile' [g. EDEL; ODIL; ODAL; ADAL(I); EDILI; ÖDEL(U); ODEL; t. ADEL]. WULFSTAN (WYLFSTAN) 'colui che implora gli elfi' (t. WELF; t. & i. ELF). 143

t. LEGEN; g. LEGGEN; LEGGIAN; LEGGAN; n. LEGGJA; sv. LEGGA; ol. LEGGEN; gt. LAGJAN; i. LAY (porre, porsi, darsi a). PERTOLIGUS (PERTHLIGH) 'colui che si da ai cavalli' [t. PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS]. RODOLICUS (RODELIGH) 'colui che si pone al terreno dissodato' (t. RODE; REUTE). HADULEICH (HADELAGH) 'colui che si da alle capre' (t. HAIDE; HEIDE; WEIDE; GEISS; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; l. HÆDUS; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA) Adalocus. HADULAIKA (HADELAGH) 'colei che si da alle capre' (t. HAIDE; HEIDE; WEIDE; GEISS; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; l. HÆDUS; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA).

t. LEHREN; g. & ol. LEREN; g. LÖRAN; LERA; LERIAN (insegnare, guidare, condurre). ANZOLERIUS (HANSLEHR) 'colui che conduce le anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. GANTA; ANAS,ANATIS; (H)ANSER(A)]. BIGLOR (BIHLÖR) 'colui che conduce il bestiame' (t. VIEH; BOCK; -WIEK; -WEIG; g. FIHU; FEHU; BECH; WEGH; WIC; WIK; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; it. BECCO; l. PECUS; VICUS; VACCA; PAGUS; agr. AIX,AIGÓS).

t. LASSEN; g; LATAN; LAZAN; LÖTAN; n. LATA; gt. LETAN (lasciare). SIGELAIS (SIGHLEIS) 'colui che lascia in eredità le capre' (t. ZICKE; ZIEGE). HAUNELASIUS (HAUNELEIS) 'colui che lascia in eredità il pollame' (gt. HANA; t. HAHN; HENNE; fi. KANA) Aunelahis. TEUDELASIUS (THEUDELEIS) 'colui che lascia in eredità la tribù' [g. THEUDO; THEOD; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA]. Theodelais; Teudilascus. AUDELASIUS (AUDELEIS) 'colui che lascia in eredità le capre' (t. HEIDE; HAIDE; WEIDE; GEISS; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; gt. GAITS; i. GOAT; COT; ol. KOT; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS) 144

Audilascus. HENNELISA (HENNELISE) 'colei che lascia in eredità il pollame' (t. HENNE; HAHN; gt. HANA; fi. KANA) Hannelise. RABELAIS (RABELEIS)'colui che lascia in eredità il cavallo' (t. RAPPE). GRISILISSUS (KRISELIS) 'colui che lascia in eredità le grasce' [i. GREASE; GRASS; CRESS; t. GRIES(S); GRAS; KRESSE; sp. GRASA; it. GRASSO; GRASCIA]. MARLIESE (MARLISE) 'colei che lascia in eredità il cavallo' (i. MARE; t. MÄHRE; sv. MÄRR; g. MIERE; n. MARR; MERR; it. MARRONE: MORELLO) Mieze; Mizzi.

g. LÖDAN; LEDIAN; g. & t. LEITEN; i. LEAD (condurre, dirigere, guidare, governare). TEUFLADA (THIUSLEITHE) 'colei che dirige gli schiavi' [gt. THIUS; DIO; THIO; DEO(W)]. ADALEDA (ADALLETHE) 'colei che governa il caprile' [g. ADAL(I); EDILI; EDEL; ODEL; ÖDEL(U); ODAL; ODIL; t. ADEL] Adelaide. LISELOTA (LESELÖTE) 'colei che governa il raccolto' (t. LESE). CHARLOTA (KARLLÖTE) 'colei che dirige i braccianti' [t. KERL; g. E(O)RL; n. ERILAR; i. EARL; CHURL; it. CHIURLO; l. CLARUS]. ARLOT (HARLÖT) "colui che dirige i braccianti" [t. KERL; g. E(O)RL; n. ERILAR; i. EARL; CHURL; it. CHIURLO; l. CLARUS].

g. WACIAN; t. WACHEN; i. TO WAKE (vegliare, invigilare, badare a). MAURACES (MAURWACH)'colui che bada al cavallo' (i. MARE; t. MÄHRE; sv. MÄRR; g. MIERE; n. MARR; MERR; it. MARRONE; MORELLO) Maurcae. VARBACI (VARWACH) 'colui che bada al bestiame' [l. VERRES; FORUM; PORCUS; URUS; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. FARROW; BOROUGH; AUROCHS; BOAR; sp. VERRACO; BARRACO; BURRICO; BORRO; BURRO; t. FERKEL; (A)U(E)R; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. BOURRIQUE; VERRAT; sp. & p. BURGO; it. BORGO; sc. FÅR; agr. OUROS] Baruc(c)-ius-iolus-ioni; Baronac(c)-es-i-ulus; Versace; Baroncaces; Barbandaci; Guaraces. GERACI (HERWACH) 'colui che bada ai braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR] Ierace. 145

PERTUACES (PERTHWACH) 'colui che bada al cavallo' [t. PFERD; g. PERID(EN); PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS] Pertinace. AIACES (AYWACH) 'colui che bada alle pecore' [t. AUE; i. EWE; g. OU(WI); OUWE; EOWU; l. OVIS; snvd. ÁVI; AJA(VÁYAH)]. SIFACES (SIBWACH) 'colui che veglia sulle capre' (got. SIBJA; g. SIBBIA; SIBB(E); SIPP(E)A; t. SIPPE; ZIBBE; it. ZEBA; sp. CHIVO). SINNACES (SINNWACH) 'colui che invigila l'alpeggio' [n. SINN; t. SENN(E); g. SIND]. SILACES (SILWACH) 'colui che invigila il possedimento boschivo' (it. SILA; SELVA; l. SILVA; SYLVA; t. SILPHE). Seleucos. ATRACES (WATERWACH) 'colui che invigila l'acqua' (i. WATER; gt. WATO; g. WÖTER; WAZZAR; t. WASSER; snvd. VÁR). OLTHACES (HOLTHWACH) 'colui che veglia sul possedimento terriero' (t. WELT; FELD; WALD; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Walache; Voluce. OSACES (OSWACH) 'colui che si prende cura dei numi tutelari' [g. OS; AS(EN); n. ASS]. PELLAGIA (WALTHWACHE) 'colei che veglia sulla terra' (t. WALD; FELD; WELT; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA). AELFEAG (ELFWACH) 'colui che veglia sugli elfi' (t. WELF; t. & i. ELF). AUD(U)ACI(S) (HAYTHWACH) 'colui che veglia sul caprile' [g. KAITO; KÜTA; GET; GAT; GEIZ; t. GEISS; HEIDE; HAIDE; WEIDE; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; l. HÆDUS; i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA] Aud(u)aces. GENUCIUS (HENWAUCH) 'colui che bada al pollame' (t. HENNE; HAHN; gt. HANA; fi. KANA) Iohannaci. VOLCACIUS (VOLKWACH) 'colui che veglia sul popolo' (t. VOLK; it. VOLGO; l. VULGUS) Vulcacius. LAMPSACUS (LAMBSWACH) 'colui che veglia sugli agnelli' [i. LAMB(S); t. LAMM]. BISACCIONI (WISEWACH) 'colui che invigila i bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd: VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE).

t. WÜNSCHEN; g. WÜNCHEN; snvd. VANCH (desiderare). A(DA)LFONSUS (ADALWONSCH) 'colui che desidera il caprile' [g. 146

ADAL(I); EDILI; ÖDEL(U); EDEL; ODIL; ODEL; ODAL; t. ADEL] Alfuns. (H)ILDEFONS-US (HYLDEWONSCH) 'colui che desidera la terra' (l. CULTA; VALLUM; i. HOLD; HELD; FIELD; WOLD; t. HALDE; WELT; FELD; WALD; HOLZ; t. & i. WALL; fi. PELTO; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Volifangus; Wolfgang. BARUNCIUS (BARWUNSCH) 'colui che desidera il bestiame' [l. VERRES; FORUM; PORCUS; URUS; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. BOAR; FARROW; BOROUGH; AUROCHS; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BURRICO; BORRO; t. FERKEL; (A)U(E)R; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. BOURRIQUE; VERRAT; sp. & p. BURGO; it. BORGO; sc. FÅR; agr. OUROS] Barinchus-ulus; Baronc-(i)us-ellus-ioni; Barunc-i(ol)us-ellus. MATANCIUS (MATEWONSCH) 'colui che desidera l'alpeggio' (t. MATTE; MAST; it. MASSA; sp. & p. MATO; p. MATA). ERMINCEUS (ARMWYNSCH) 'colui che desidera gli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM). HORTENSIUS (HORTWYNSCH) 'colui che desidera il recinto armentario' [l. HORTUS; C(O)(H)ORS, C(O)(H)ORTIS; agr. KORTOS; gt. HAIRDA; t. HERDE; HÜRDE; WART(E); i. HERD; WARD; sp. CERDO; CORDERO; t., i. & f. HORDE; sp. & p. HORDA; it. ORDA ; snvd. ARTHE]. BRUNING(H)US (BRUNWYNCH) 'colui che desidera la fonte' (t. BRONN; BRONNEN; BRUNNEN; gt. BRUNNA; n. BRUNNR; g. BRUNNO; BURNO; BURNA) Brunengus. FILINGHUS (VILWYNCH) 'colui che desidera i vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA). PERTING(H)US (PERTHWYNCH) 'colui che desidera il cavallo' [t. PFERD; g. PERID; PFARIFRIT; PFÄR(WR)IT; ol. PAARD; l. (PARA)VEREDUS]. RODINGUS (ROTHEWYNCH) 'colui che desidera il terreno dissodato' (t. RODE; REUTE). RAM(N)INGUS (RAMWYNCH) 'colui che desidera il montone' (i. RAM; t. RAMM). HUSINGUS (HUSWYNCH) 'colui che desidera la casa' (g. & sv. HUS; ol. HUIS; i. HOUSE; t. HAUS; GASSE; it. & sp. CASA; it. CHIASSO). MERVINGUS (MERWYNCH) 'colui che desidera il cavallo' (n. MERR; MARR; g. MIERE; sv. MÄRR; i. MARE; t. MÄHRE; it. MARRONE; MORELLO) Mirangulus. AMALONGUS (HAMELWONCH) 'colui che desidera la casa' (g. & i. HAM; t. HEIM; i. HOME) Amolongus.

t. HABEN; g. HAPEN; HABBAN; i. TO HAVE; gt. HABAN; snvd. AP (avere, ottenere).

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ARABUS (HARHAB) 'colui che ha i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR]. BARNABA (WARMHABE) 'colui che ha gli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM). GUSTAV (HAUSTHAB) 'colui che ha la casa' (l. VASTUS; CASTELLUM; CASTRUM; i.a. GUASTO; i. HOSTEL; sp. HOSTAL; CASTA). GENOVEVA (GENHABE) 'colei che ha famiglia' (l. GENUS; GENS,GENTIS; gt. KUNI; g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; n. KYN; t., n. & i. KIND) Genoveffa. HELIOGABALUS (HELDHAB) 'colui che ha un terreno' (i. HELD; HOLD; FIELD; WOLD; t. HALDE; WALD; WELT; FELD; HOLZ; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA).

t. ZUFÜHREN (procacciare). PHILOSOFROSIUS (VILZUFYRTH) 'colui che procaccia i vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA).

gt. BIDJAN; n. BIDJA; g. BIDDA(N); BIDDIAN; t. BITTEN (chiedere, pregare). MEROBODUS (MERBOTH) 'colui che chiede il cavallo' (n. MERR; MARR; g. MIERE; i. MARE; sv. MÄRR; t. MÄHRE; it. MARRONE; MORELLO) Maroboduus. AGIBODUS (VAGBOTH) 'colui che chiede il bestiame' (l. VACCA; PAGUS; PECUS; VICUS; g. WEGH; BECH; FIHU; FEHU; WIC; WIK; it. BECCO; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; t. VIEH; BOCK; -WIEK; -WEIG; gr. AIX, AIGÓS). FARABUTTO (1) (FARBYTH) 'colui che chiede il bestiame' [l. VERRES; FORUM; PORCUS; URUS; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. BOAR; FARROW; BOROUGH; AUROCHS; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; BURRICO;

1) Nome divenuto poi epiteto dispregiativo come diversi altri di cui abbiamo già detto. Esiste oggi in francese (faraud) e in spagnolo (faraute) con diverse sfumature di significato; non è conservato invece in tedesco, dove però ancora nel Settecento esisteva e denotava gente al seguito dell'esercito, probabilmente miliziani irregolari o saccomanni. Per esempio, in un avviso milanese del 7 giugno 1702 così si legge tra l'altro: "... Sono passati per questa città circa 200 tedeschi prigionieri di guerra fatti in Canneto (om.) e alcuni di quei resisi in Castel Goffredo con alquanti ferabutti e volontarj disertati(;) s'incorporeranno in un reggimento per farli servire in Fiandra." 148

t. FERKEL; (A)U(E)R; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. VERRAT). REGEBAT (REICHBATH) 'colui che chiede il podere' (t. REICH; gt. REIKI; g. RICE; RIHHI; n. & g. RIKI; i. REACH; ol. RIJK; sv. & g. RIKE). FREDEBAT (FRIDBATH) 'colui che chiede il recinto' (g. FRID; VRIT). SUNDEBADUS (SYNDBATH) 'colui che chiede l'alpeggio' [t. SENN(E); n. SINN; g. SIND]. BOURRIQUE; sp. & p. BURGO; it. BORGO; sc. FÅR; agr. OUROS]. GENOBODUS (HENBOTH) 'colui che chiede il pollame' (t. HENNE; HAHN; gt. HANA; fi. KANA). RATPO(TUS) (ROTHBOTH)'colui che chiede il terreno dissodato' (t. RODE; REUTE). SEGIBOTHUS (SIGEBOTH) 'colui che chiede le capre' (t. ZIEGE; ZICKE) Sisebut. GUILLIPAD (WILBATH) 'colui che chiede i vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA). MAIELPOT (MAGHELBYTH) 'colui che chiede i ragazzi' (gt. MAGUS; MEGS). TRASELPOT (DRASHELBYTH) 'colui che chiede la trebbiatura' [t. DRESCHE; i. THRESHING]. LISBETH (LISBITH) 'colei che chiede il raccolto' (t. LESE) Lisabeth; Elizabeth; Lisette; Bett-y-i-ina.

gt. MUNAN; snvd. MAN (credere, pensare, volere); t. MAHNEN (sollecitare). ADALMUND-US (ADALMUNTH) 'colui che vuole il caprile' [g. ADAL(I); EDEL; ODIL; ODAL; EDILI; ÖDEL(U); ODEL; t. ADEL] Alamund-us; Adelmann; Ad(e)ælman-n-us; Edelmann; Alaman-n-us; Al(l)eman-n-us; Odelman-n-us; Iodelman-n-us; Adelmund-us. GOTOMUND-US (GOTHMUNTH) 'colui che vuole le capre' (i. GOAT; COT; ol. KOT; t. HEIDE; HAIDE; WEIDE; GEISS; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; l. HÆDUS; g. GET; GAT; GEIZ; KAITO; KÜTA; gt. GAITS; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA) Ottoman-us (1); Houtman; Adhamund-us; Idemund-us; Ed(o)mund-us. RICIMUND-US (RICEMUNTH) 'colui che vuole il podere' (g. RICE; RIHHI; gt. REIKI; n. & g. RIKI; ol. RIJK; sv. & g. RIKE; t. REICH; i. REACH) Racemund-us; riccomanno (2).

1) La capra era certamente l'animale domestico più frequente nel Medioriente. 2) A dire del Tommaseo, sarebbe voce del dialetto cortonese significante 'signorotto' oppure 'spaccone, smargiasso'. 149

MAREMUND-US (MARRMUNTH) 'colui che vuole il cavallo' (n. MERR; MARR; g. MIERE; i. MARE; sv. MÄRR; t. MÄHRE; it. MARRONE; MORELLO) Maremonti. FILOMENA (VILMÄNE) 'colei che vuole i vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA). ALTEMUND-US (HALTHMONTH) 'colui che vuole la terra' (t. FELD; WALD; WELT; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; t. & i. WALL; fi. PELTO; l. CULTA; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA) Bellomunno; Valmond-us. GUNDAMUND-US (KYNDMUNTH) 'colui che vuole la famiglia' (t., n. & i. KIND; gt. KUNI; n. KYN; g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; l. GENUS; GENS,GENTIS). Cunimund-us; Hunimund-us; Kunimund. AUNEMUND-US (HANAMUNTH) 'colui che vuole il pollame' (gt. HANA; fi. KANA; t. HAHN; HENNE) Aunimund-us. CUNIMUNDA (CHUNIMUNTHE) 'colei che vuole la famiglia' (g. CHUNI; KUNNI; CYNN; KENN; n. KYN; gt. KUNI; t., n. & i. KIND; l. GENUS; GENS,GENTIS) Cunemonda. RAIMUND-US (RAINMUNTH) 'colui che vuole il pascolo' (t. RAIN; RAHNE). ROSIMUND-US (ROSMUNTH) 'colui che vuole il cavallo' (t. ROSS; fr. ROSSE; n. & g. HROSS; g. HROS; HRUSSA; it. ROZZA). ROSIMUNDA (ROSMUNTHE) 'colei che vuole il cavallo' (t. ROSS; fr. ROSSE; n. & g. HROSS; g. HROS; HRUSSA; it. ROZZA) Ros(a)munda; Rosemunde; Rosamunde. REUDEMUND-US (REUDEMUNTH) 'colui che vuole il terreno dissodato' (t. REUTE; RODE) Rodomontis; Radomund-us; Rottelman-n-us; Rattemund-us; Ractemund-us. ANSEMUND-US (HANSEMUNTH) 'colui che vuole le anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; ANUT; ENED; GAN(A)ZO; l. GANTA; ANAS,ANATIS; (H)ANSER(A)]. Ansilmund-us. BLIDEMUND-US (PLYTHMUNTH) 'colui che vuole la farina' (ie. PLT; t. SPELT). VARIOMUND-US (VARMUNTH) 'colui che vuole il bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; t. FERKEL; (A)U(E)R; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; BURRICO; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; i. FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; sc. FÅR; fr. BOURRIQUE; VERRAT; sp. & p. BURGO; it. BORGO; agr. OUROS] Farema(n)-nus; Berimund-us; Faramund-us; Aurimund-us; Aurimo. ARIMUND-US (HARIMUNTH) 'colui che vuole i braccianti' [g. HER(E); HERI(RO); HERRO; HAR; n. & t. HERR; n. HARR; gt. HARJIS; t. HEER; HEHR]

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German-us; (H)er(i)man(n)-us; G(h)a(i)rimund-us; Armano; Gairemond-us; Ga(i)remund-us; (H)ariman(n)-us; Careman(n)-us; (H)or(i)man(n)-us. HEBREMUND-US (HEBERMUNTH) 'colui che vuole il bestiame' (l. CAPER; APER; CAPRA; (H)ARA; ARIES; g. HÖFER; KAFRA; n. HAFR; nap. CRAPA; piem. CRAVA; t. HABER-GEISS; EBER) Gebemund-us. T(H)EUDEMUND-US (THEUDMUNTH) 'colui che vuole la tribù' (g. THEUDO; THEOD; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA) Theodemund-us. SISIMUND-US (SYSMUNTH) 'colui che vuole il maiale' [l. SUS; g. SU; i. SOW; t. SAU; agr. (S)US]. TRASEMUND-US (DRASCHMUNTH) 'colui che vuole le biade trebbiate' [t. DRESCHE; i. THRESHING] Tra(si)mund-us; Tra(n)samund-us; Tresemund-us; Trasimenus. FRANCOMAN(N)-US (FRANKMAN) 'colui che vuole la mandria' (it. BRANCO). SIC(H)IMUND-US (ZICKEMUNTH) 'colui che vuole le capre' (t. ZICKE; ZIEGE) Segi(s)mund-us; Sigi(s)mund-us; Sigemund-us; Saccomando (1); sac(c)oman(n)o; Siegmund; Sigismondo. NOR(DE)MAN(N)-US (2) (NÖRTHMAN) 'colui che vuole terra' (g. NERTHUS; NERTH). Normand-us. CUSIMAN-US (HUSMAHN) 'colui che vuole la casa' (g. & sv. HUS; ol. HUIS; t. HOUS; i. HOUSE; it. & sp. CASA) Gusmann; Guzman; Gasmann; Asmund-us. 1) Quest'antica versione di 'saccomanno', tuttora esistente come cognome, dimostra - come del resto anche Tachimando - che il secondo tema -man di questi bitematici non significa 'uomo', ma è bensì derivato dalla terza persona singolare del presente perfettivo del verbo gt. munan; noi riteniamo pertanto che solo in epoca storica l'antroponimo abbia subito contaminazione con il titolo di saccheggiatore. 2) Anche qui vale il discorso fatto per SACCOMANDUS e TACHIMANDUS; infatti il francese normand, da cui Normandia, e l'antico italiano Normando dimostrano chiaramente che i bitematici germanici terminanti in -man e -mann nulla hanno a che fare con il sostantivo tedesco Mann (uomo), ma seguono la regola di tutti gli altri, essendo costituiti da un sostantivo oggettivo per primo e da una terza persona di forma verbale per secondo. Nulla poi giustifica l'interpretazione tradizionale di 'uomini del Nord', attribuita ai normanni, nel senso di 'originarî della Scandinavia'; infatti essi erano genti di pura lingua francese e quindi, se anche fosse quello il significato del loro nome, bisognerebbe semmai intenderlo come 'uomini dell'estremo Nord della Francia'. 151

ORSOMAND-US (HORSMANTH) 'colui che vuole il cavallo' (g. HORS; HARS; HERS; i. HORSE) Orsoman(n)-us. TACHIMAND-US (THAGMANTH) 'colui che vuole la pasta panicea' (g. DAG; DAIGS; n. DEIG; t. TEIG; i. DOUGH) Dicheman(n)-us. HARTMAN(N)-US (HARTHMAN) 'colui che vuole il recinto armentario' [gt. HAIRDA; t. HERDE; HÜRDE; WART(E); i. HERD; WARD; sp. CERDO; CORDERO; agr. KORTOS; l. HORTUS; C(O)(H)ORS,C(O)(H)ORTIS; t., i. & f. HORDE; sp. & p. HORDA; it. ORDA; snvd. ARTHE]. PLACEMUNT (PLACHEMUNTH) 'colui che vuole la masseria' (i. PLACE; t. PLATZ; it. PLAGA; PIAZZA; agr. PLATEIA; l. PATLEA). PLACEMUNDA (PLACHEMUNTHE) 'colei che vuole la masseria' (i. PLACE; t. PLATZ; it. PLAGA; PIAZZA; agr. PLATEIA; l. PLATEA). WILIMUND-US (VILMUNTH) 'colui che vuole i vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA) Filamond-us; Filomenus; Wilemund-us; Philemon. MARCOMAN(N-US (MARHAMAN) 'colui che vuole la terra' [c. & g. MARHA; g. M(E)ARH; MARIHA; l. & snvd. MARGA; l. MARGO; it. & sp. MARCA; fr. MARCHE; i. MARCH; t. MARK]. AUSTREMUND-US (HAUSTERMUNTH) 'colui che vuole la casa' (l. CASTELLUM; VASTUS; CASTRUM; i.a. GUASTO; i. HOSTEL; sp. HOSTAL; CASTA) Castelman(n)-us. (H)ISEMUND-US (GHISEMUNTH) 'colui che vuole i bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE). HILBREMUND-US (GHILBERMUNTH) 'colui che vuole gli elfi' [t. WELF(ER); t. & i. ELF]. FRIDIMUND-US (FRIDMUNTH) 'colui che vuole il recinto' (g. FRID; VRIT). GRIMOND-US (KRYMMONTH) 'colui che vuole il pane' (t. KRUME; i. CRUMB). BOEMUND-US (BOWEMUNTH) 'colui che vuole il bestiame' (l. BOS,BOVIS; gr. BOUS; BOSKÉ; snvd. PASU) (B)osman-e-us. CHAROLOMAN-N-US (KARLMAN) 'colui che vuole i braccianti' [t. KERL; i. EARL; CHURL; it. CHIURLO; g. E(O)RL; n. ERILAR; l. CLARUS] Karlmann. HOMANN (HOMMAN) 'colui che vuole la casa' (i. HOME; g. & i. HAM; t. HEIM). ACIMUND-US (VACHMUNTH) 'colui che vuole il bestiame' (l. VACCA; PAGUS; PECUS; VICUS; it. BECCO; t. BOCK; VIEH; -WIEK; -WEIG; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; g. FEHU; FIHU; WIC; WIK; WEGH; BECH; agr. AIX,AIGÓS) Agi(l)mund-us; Age(l)mund-us; Acemund-us. AGRIMUND-US (AKERMUNTH) 'colui che vuole il terreno coltivabile' (t. ACKE; gt. AKRS; n. AKR; g. ACCHAR; AKKAR; ÖCER; EKKER; ACKAR; i. ACRE; l. AGER). 152

LANDMANN-US (LANTHMAN) 'colui che vuole la terra' [t. & i. LAND; i. LOAN; LANE; t. LEH(E)N; l. PLANUM; it. PIANO; nap. CHIANO; sp. LLANO].

t. HÜTEN (custodire, guardare); i. TO HIDE; snvd. GUH (nascondere). BARACO(T)-US (WARAHOTH) 'colui che guarda il bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; t. FERKEL; (A)U(E)R; sc. FÅR; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; BURRICO; g. EARH; FAR(A)H; BURG; i. FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. BOURRIQUE; VERRAT; gr. OUROS] Baracottulus; Barutt-us-olus. BARUTTA (WARHUTTE) 'colei che guarda il bestiame' [l. VERRES; PORCUS; FORUM; URUS; t. FERKEL; (A)U(E)R; sp. VERRACO; BARRACO; BURRO; BORRO; BURRICO; g. FEARH; FAR(A)H; BURG; sp. & p. BURGO; i. FARROW; BOAR; BOROUGH; AUROCHS; sard. BERRE; rum. VIER; pfr. VER; p. BARRACCO; BARRAO; VARRAO; cat. VERRO; rus. BOROV; fr. BOURRIQUE; VERRAT; it. BORGO; sc. FÅR; agr. OUROS] Baruttula; Bergita; Brigida; Brigitta. GRISOD-US (GRISHOTH) 'colui che custodisce le grasce' [i. GRASS; GREASE; CRESS; t. GRAS; GRIES(S); KRESSE; sp. GRASA; it. GRASSO; GRASCIA] Grisodonus. ISENOT-US (WISENHOTH) 'colui che custodisce i bovini' (t. WIESE; WISENT; snvd. VATSA; agr., l., i. & f. BISON; sp. & it. BISONTE). T(H)EODOT-US (THEODHOTH) 'colui che guarda la tribù' [g. THEOD; THEUDO; THIADE; THIOD(A); DEOD; DEOTA; DIOTA; n. THIOD; gt. THIUDA] Thetidius. ARMOD-IUS (WARMHOTH) 'colui che guarda gli armenti' (i. FARM; l. ARMENTUM) Gernot; Herodes; Herodotos. ELPIDIUS (ALPHYTH) 'colui che custodisce l'alpeggio' (t. ALP). VEGETIUS (WEGHYTH) 'colui che guarda il bestiame' (g. WEGH; BECH; FIHU; FEHU; WIC; WIK; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; l. VACCA; PAGUS; PECUS; VICUS; it. BECCO; t. BOCK; VIEH; -WIEK; -WEIG; agr. AIX,AIGÓS) Iacot; Egidio. HOSIDIUS (HOSHYTH) 'colui che custodisce le oche' (g. GOS; n. GAS; i. GOOSE) Hesiodos. ESUDE (ASHUTHE) 'colei che custodisce i numi tutelari' [g. AS(EN); OS; n. ASS].

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CALIDIUS (HALHYTH) 'colui che custodisce la casa' [i. HALL; t. HALLE; g. HEAL(L); HALLA; l. CELLA; agr. KALIA(S); KALIOS; snvd. KULA]. CANIDIUS (HANHYTH) 'colui che guarda il pollame' (t. HAHN; HENNE; gt. HANA; fi. KANA). DOMITIUS (DOMHYTH) 'colui che custodisce la casa' [l. DOMUS; agr. DOMOS; snvd. DÁM(S)]. UMMIDIUS (HAUMHYTH) 'colui che custodisce la casa' (i. HOME; t. HEIM; g. & i.HAM). LEPIDUS (LEIPHYTH) 'colui che custodisce il pane' (g. LEIPA; HLAF; HLEF; LEIB; gt. HLAIFS; n. HLEIFR; i. LOAF; t. LAIB). OVIDIUS (OWHYTH) 'colui che guarda le pecore' [l. OVIS; g. EOWU; OU(WI); OUWE; i. EWE; t. AUE; snvd. ÁVI; AJA(VÁYAH)] Avidius. TIGIDIUS (TIGHHYTH) 'colui che guarda le capre' (t. ZIEGE; ZICKE). VENTIDIUS (WANTHHYTH) 'colui che custodisce il recinto armentario' (i. POUND; t. WAND; BUND; gt. BIUNDA). CERVIDIUS (CERVHYTH) 'colui che guarda i cervi' (l. CERVUS; fr. CERF; sp. CIERVO). CONSIDIUS (GONSHYTH) 'colui che guarda le anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; GAN(A)ZO; ANUT; ENED; l. GANTA; ANAS,ANATIS; (H)ANSER(A)]. CAROTJTUS (CORTHYTH) 'colui che custodisce il recinto armentario' (l. HORTUS; C(O)(H)ORS, C(O)(H)ORTIS; agr. KORTOS; i. WARD; HERD; t. WART(E); HERDE; HÜRDE; gt. HAIRDA; sp. CERDO; CORDERO; t., i. & f. HORDE; sp. & p. HORDA; it. ORDA; snvd. ARTHE) Carozzio. HITTITA (HYTHYTH) 'colui che guarda le capre' (t. HÜTTE; HUT; KATE; HEIDE; HAIDE; WEIDE; GEISS; f. HUTTE; g. KÜTA; KAITO; GEIZ; GET; GAT; gt. GAITS; i. GOAT; COT; ol. KOT; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS). METHODIUS (MATHHOTH) 'colui che custodisce l'alpeggio' (t. MATTE; MAST; it. MASSA; sp. & p. MATO; p. MATA). BRIGITTE (VRITHHITE) 'colei che custodisce il recinto' (g. VRIT; FRID) Brigida. CHARLOTTE (KARLHYTHE) 'colei che cusatodisce i braccianti' [t. KERL; g. E(O)RL; i. EARL; CHURL; it. CHIURLO; n. ERILAR; l. CLARUS] Lotte. SOSIDES (SOSHYTH) 'colui che guarda il maiale' [l. SUS; g. SU; i. SOW; t. SAU; agr. (S)US].

gt. HAITAN (chiamare); g. HATAN; HETAN; n. HEITAN; t. HEISSEN (comandare). ANSCHEIDUS (HANSHEITH) 'colui che comanda le anatre' [t. GANS; ENTE; g. GANOT; GAN(A)ZO; ANUT; ENED; l. GANTA; ANAS,ANATIS; 154

(H)ANSER(A)]. ROTC(H)AIDUS (ROTHHAITH) 'colui che comanda il terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Rocheid; Ratchait; Radagathus. ERMIC(H)AIDUS (HARMHAITH) 'colui che comanda gli armenti' (l. ARMENTUM; i. FARM). ZENICETE (ZENHETH) 'colui che comanda il recinto' (t. TENNE; ZAUN; i. TOWN; DOWN; l. -DUNUM; it., sp. & p. DUNA; fr. DUNE; g. & n. TUN; g. ZUN; ol. TUIN; agr. THÍS,THINÓS). TASGETIUS (THAIGSHÖTH) 'colui che comanda la panificazione' (g. DAIGS; DAG; n. DEIG; t. TEIG; i. DOUGH). PALLADIUS (WALTHHATH) 'colui che comanda il possedimento terriero' (t. WALD; FELT; WELT; HALDE; HOLZ; i. FIELD; WOLD; HOLD; HELD; fi. PELTO; l. CULTA; t. & i. WALL; VALLUM; sp. ALDEA; p. ALDEIA). VULCATIUS (VULKHAT) 'colui che comanda il popolo' (l. VULGUS; it. VOLGO; t. VOLK). FILECAIDI (VILHAITH) 'colui che comanda i vitelli' (i. VEAL; BULL; g. VEEL; l. VILLA). AGATO-NIS (WAGHHAT) 'colui che comanda il bestiame' (g. WEGH; BECH; FEHU; FIHU; WIC; WIK; it. BECCO; VACCA; l. PAGUS; PECUS; VICUS; t. BOCK; VIEH; -WIEK; -WEIG; i. FEE; -WICH; PIG; HACK; ol. HAKKE; agr. AIX,AIGÓS). ADELHEID (ADELHAITH) 'colei che comanda il caprile' [t. ADEL; g. ODIL; ODAL; EDEL; ADAL(I); EDILI; ÖDEL(U); ODEL]. AMEDEUS (HAMHETH) 'colui che comanda la casa' (g. HAM; t. HEIM; i. HOME). HORATIUS (HORTHHAT) 'colui che comanda il recinto armentario' [t. HERDE; HÜRDE; WART(E); i. WARD; HERD; sp. CERDO; CORDERO; gt. HAIRDA; t., i. & f. HORDE; sp. & p. HORDA; it. ORDA; agr. KORTOS; l. HORTUS; C(O)(H)ORS,C(O)(H)ORTIS; snvd. ARTHE].

t. SICH KRÜMMEN ('inchinarsi');g. CRUMEN (chiedere inchinandosi). ADELGRIM-US (ADELGRYM) 'colui che chiede il caprile' [t. ADEL; g. ODIL; ODAL; EDEL; ADAL(I); EDILI; ÖDEL(U); ODEL]. Telgrim-us. RODE(L)GRIM-US (ROTHEGRYM) 'colui che chiede il terreno dissodato' (t. RODE; REUTE) Radelgrim-us. RSELGRIM-US (HORSELGRYM) 'colui che chiede il cavallo' (g. HORS; HARS; HERS; i. HORSE). WIDALGRIM-US (WIDELGRYM) 'colui che chiede le capre' (t. WEIDE; HEIDE; HAIDE; GEISS; KATE; HÜTTE; HUT; f. HUTTE; g. GET; GAT;

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GEIZ; KAITO; KÜTA; i. GOAT; COT; ol. KOT; gt. GAITS; it. GUAITA; BAITA; BETTOLA; l. HÆDUS). SADELGRIM-US (SADELGRYM) 'colui che chiede il pascolo' (t. SODE; i. SOD). t. DANKEN; i. TO THANK ('ringraziare'). ERMETANC-US (HERMTHANCH) 'colui che ringrazia degli armenti' (l. ARMENTUM; i. FARM). IMETANC-US (HIMTHANK) 'colui che ringrazia della casa' (t. HEIM; i. HOME; g. & i. HAM).

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Parte quinta. LA PROVA. Che gli antroponimi germanici siano d'origine preistorica è dimostrato, oltre che dai loro etimi, i quali mai ricordano insediamenti civili, luoghi di culto o arti meccaniche, ossia i fondamenti della civiltà storica, soprattutto dalla lettura della storia dell'antica Roma, durante la quale c'imbattiamo in numerosi barbari indeuropei che già portavano quegli stessi nomi tanto più tardi portati in Italia dai longobardi, anche se però spesso espressi in forma tritematica celtica; ora, come abbiamo già detto nella nostra introduzione, poiché la maggior parte delle tribù germaniche facevano il loro ingresso nella storia appunto nel momento in cui per la prima volta s’imbattevano negli esploratori dell’esercito romano, è evidente che gli antroponimi da loro allora usati e ricordati dai romani erano preesistenti; eccone dunque un elenco che si riferisce ai personaggi più significativi: FARASMANE (FARSMAN), re degli iberi caucasici. LUCTERIUS (LAUKTWER), capo cadurco. MALORIX (MAULRICH), re dei frisoni. MAROBODUUS (MAREBOTH), re dei marcomanni. SHAPUR (SEBWAUHR), re di Persia. RADAMISTE (ROTHEMYST), figlio di Farasmane, re d'Armenia. RAGAISUS (REICHWIS), re franco. RAUCILLUS (REYCHWILL), allobrogo. SEGESTES (SIEGWIST), germano cherusco. SIGOVESUS (SIGWIS), capo biturigo. SEGIMERUS (SIEGMEHR), re dei suebi marcomanni. SEGIMERUS (SIEGMEHR), germano cherusco. TEUTOBODUS (THEOTHBOTH), re dei teutoni. TEUTOMATUS (THEOTHMAUT), re dei nitiobrogi. TUSNELDA (THIUSENWALTE), moglie di Segimero. UNIMANNUS (UNNIMAN), pretore romano. VELLOCETUS (WEALLHET), marito di Cartimandua, regina dei briganti. VERRITUS (VERRHEIT), re dei frisoni. VERTISCUS (WARTHWISH), capo dei remi. VENUTIUS (WEINHÜTH), marito ripudiato da Cartimandua. VIBILIUS (PIWWIL), capo degli ermunduri. ARIARICUS (WARARICH), re dei goti. BALLOVARIUS (WALLWAHR), re marcomanno. BELLOVESUS (WALLWIS), capo biturigo. BERICUS (VERRICH), capo britanno. BRITTOMARUS (BRYTHMAHR), re gallo. BRITOMARTE (BREITHMAHRT), capo senone. DEIOTARUS (THEOTHWAHR), galato. 157

CÆSORIX (HAUSRICH), capo cimbro. CARTIMANDUA (HORTHMAHNTHE), regina dei briganti. CATUALDUS (KATWALTH), principe dei cotini. CUNOBELLINUS (KUNIWILL), re dei trinovanti. EGRITOMARUS (AGRESTMAHR), allobrogo. EROCUS (WERHÖG), capo alemanno. GENNOBOUDES (KENNBYD), re franco. GUNTHERICUS (KYNTHRICH), capo barbaro. INGUIOMERUS (YNGHMEHR), germano. LYTHVICCUS (LITHWIK), gallo. ARMINIUS (ARMWIN), figlio di Segimero, re dei cheruschi. ASCARIUS (ASGAHR), re alamanno. AUTARITUS (WAUTWAHRTH), capo gallo. VIRDUMARUS (WYRTHMAHR), re degli insubri. VIRIDOMARUS (WYRTHMAHR), capo degli edui. VIRIDOVIX (WYRTHWICH), capo degli unelli. MAGILUS (MÄHWIL), gallo. CONDILUS (KYNDWIL), capo dei bastarni. PIPINUS (PIWWIN), re dei franchi. GANNASCUS (HANWASH), capo dei caninefati. DAPIX (DAGHWICH), re dei geti. VELLEDA (WALLHETHE), profetessa bructera. VIRIATUS (VERHAT), capo dei lusitani. LUERIO (LUHVEHR), re degli arverni. VADUCO (WATHWYCH), capo goto. VEDIOVIS (WETHWIS), divinità arcaica, poi 'Diovis' o 'Jovis'. ORTIAGO (HORTWACH), re dei tolostobogi. MACHARE(S) (MÄHWAHR), figlio di Mitridate VI. XIFARES (SIPWAHR), figlio di Stratonice. BOIORIX (BOHURICH), re dei cimbri. DUMNORIGE (DUMNORICH), fratello di Diviziaco. EPOREDORIX (EBERHETRICH), capo gallo. ORGETORIGE (VORKHETRICH), ambasciatore degli elvezi. VERCINGETORIGE (VERKENHETRICH), re degli arverni. Non sembra dunque essere alcuna differenza sostanziale tra l'antroponimia celtica e quella germanica ed è questa un'altra evidenza che gli antroponimi europei trovano una loro comune origine nella preistoria.

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Parte sesta. L’ANTROPONIMIA IPOCORISTICA. Mentre abbiamo già posto tra gli antroponimi predetti i pochi accorciativi risultanti dalla contrazione di ambedue i temi e gli altrettanto pochi ipocoristici (sincopi) derivati dal solo secondo tema (quello verbale), elenchiamo ora quelli derivati invece dal solo primo tema (quello nominale), i quali sono invece numerosissimi e hanno anch'essi spesso dato origine a cognomi italiani tuttora esistenti; non essendo questi riferibili a un particolare verbo, come i precedenti bitematici, li classificheremo in base ai sostantivi dai quali derivano: GANS/GANOT/GAN(A)ZO/ANUT/ENED/ENTE/GANTA/(H)ANSER(A)/ANAS,ANATIS. Genzo; (H)ans(ul)-a-o-us-ulus; Banso; Anzo; Indula; Wenzel; Ant-o-olus-ulus; Hannes; H(e)inz. THEOD/THEUDO/THIADE/THIOD(A)/THIUDA/DEOD/DEOTA/DIOTA. T(h)eud-us-o-oni-ulus-ila; T(h)eod-o-us-ulus; Tiuto-us; T(h)eut-o-oni-a; To(u)d-(i)o-(i)oni-inus; Datulus; Teulo; Tot(h)-o-oni-one-ila; Tit-o-us-ius; Ta(d)t-o-ulus; Tatzo. GOAT/GAITS/GET/GAT/GEIZ/GEISS/KAITO/HAIDE/HEIDE/WEIDE/GUAITA/BAITA/ BETTOLA/KATE/KÜTA/HÜTTE/HUT(TE)/COT/KOT/HÆDUS. (G)ot(t)(h)-o-on(i)(e)-us-olus-ellus-ilie; Baudo; Bauto; (G)aud-o-a-ulus-olus-one-ialia; Baodolinus; Caudio; Fozio; Get-a-ulius; Patto; Gesil-o-us; (H)(o)ut(t)-o-ilius-ila; Kate; (H)a(u)t(t)(h)-a-(i)o-(i)us-(i)on(i)-ulus-ula-il(i)a-ilius-ala; Eudo; Veit; Pet(t)-o-us-ulus-ula; Ga(u)t(t)-o-oni; Käthe; (G)o(u)d-o-u-ulus-il(i)a; Wattulus; Gud-olus-ulus-olinus; Ida; Pot(t)(h)o; (B)ed(d)a; (Gu)ait-a-io; Cetus; Bett-a-o; Etzel; Pit(t)-o-us-ulus-oni-uni; Co(t)zulus; (G)hit(t)-o-(i)a-ie; (C)heid-i-o-ulus; Vet(t)-is-io-ilius-ulius; Bitulus; Wiotus; Ezio; Vit(h)-o-us-ulus-alis-alius-alianus-ila-ellius; Gaedellus; Ga(i)d-o-one-uni-ulus-ellus; Wid-o-us-onis; Guid-o-one (1); Cat(t)-o-ius-ellus-ullus-(i)oni-iuni-ilius; Aetius; (H)edda; Ad(d)-e-o-oni-oneis; Cot(t)-o-a-ius-iulus-ys; Vidal-e-ianus; G(h)ed-ulus-eone. H(A)US/HOUSE/HUIS/GASSE/CASA/CHIASSO. Gaoso; Gaus-o-oni-oala; Cassius; (C)aus-o-ula-ulus; Cuss-o- oni.

1) Ennesimo esempio di antroponimo divenuto aggettivo dispregiativo, qui col senso di 'furfante, briccone, becero' ecc. 159

VASTUS/GUASTO/CASTELLUM/CASTRUM/HOSTEL/HOSTA/CASTA. Vesta; Cestio; (H)ost-us-ius-ilius; Gastone; Austrulus; Cast- o-ulus; Casteleus; Jost; Just. FEARH/FAR(A)H/FARROW/BARRA(C) (CC)O/VARRAO/FORUM/VERRACO/BORGO/BURG(O)/BOROUGH/VERR(O)(ES) (AT)/FERKEL/BOAR/PORCUS/V(I)ER/BURRO/BOR(R)O(V)/ BERRE/BORRICO/BOURRIQUE/AUROCHS/UR(US)/AUER/OUROS/FÅR. Bar-a-o-on(e)-uccius-onias-ulia-u(nu)lus; Var(r)-on-(i)us; Fara-one; Warius; Paron; Fur-(i)o; Pers-o-ulus-eus; Pyrr(h)us; Perulus; Ferulus; Porcius; Börries; Bor(r)-ius-e; Vero; Pharao; Verres; Aur-i(s)-ia-ulus-ula-ona-elius; Aurel-ius-ie. HAR(R)/HARJIS/HERR(O)/HEER/HEHR/HER(E)/HERI(RO)/WAÌR VIR/FIR/VERR/WER. Ga(i)ro; Cyros; Gerone; Georio; Correo; Curi-o-us; Georg(e); JÖrg; Ar-i(s)-ia-ulus-ula-ona-elius. ALDE(I)A/HALDE/HOLD/HELD/HOLZ/CULTA/VALLUM/WALL/WALD/WOLD/WELT/ F(I)ELD/PELTO. (W)(B)ald-o-oni-ullus-ula; (W)alt-o-ulus; Ultianus; Pl(a)ut- o-us; Plotius; Wal(l)-e-i-y; Quala; Paul-us-a; Polo. PFERD/PERID/PAARD/PFARIFRIT/PFÄR(WR)IT/(PARA)VEREDUS. Pard-o-us; Portulus; Bardulus; Bart-alus-olus; Virdio; Pert-o-us-ulus-olus-ulone; Bert-o-one-ulus; (F)ferdulus. FRID/VRIT. Fredulus; Frid-o-a-ulus; Phraate; Fritz. KORTOS/HORTUS/CERDO/CORDERO/HAIRDA/HERD(E)/HORD(E)(A)/HÜRDE/ORDA/ C(O)(H)ORS,C(O)(H)ORTIS/WARD/WART(E)/ARTHE. Gordio; Garzone; Pard-o-olus-ulus; Bart(h)el; Bartolo; Curtilius. WIESE(NT)/VATSA/BISON(TE). G(h)is-o-us-a-olus-ulus; Chiso; Izo; Pis(s)o; Giusso; Zusso; Fus(c)-o-(i)us-ulus-olus-oni-ula; Fosso; Posso; Wis-o-onis; Vuso; Gessio; G(h)is(e)l-is-a; Gisella; Giscellus; Isila; Fosc-(i)o-ulus; Visco. REICH/R(E)IK(I)(E)/RICE/RIHHI/REACH/RIJK. Rac(c)(h)-us-is-ulus-olus; Ra(c)hel; Ragil-o-oni; Reculus; Regulus; Raiulus; Roc(c)(h)-o-us. RODE/REUTE. Ra(t)d-ulus-oni; Rattulus; Rod-o-oni-a-ius-ulus; Rotto; Reto; Rut(h)ius.

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WA(TE)R/WASSER/WÖTER/WAZZAR/WATO. Atr-ius-eus; Petr-o-us-ulus-u-is; Peter. ODIL/ODAL/EDEL/ODEL/ADEL/ADAL(I)/EDILI/ÖDEL(U). Ethel; Adele; Al(l)-o-oni(s); Ello; Tialluni. DA(I)G(S)/DEIG/TEIG/DOUGH. Tac-u-o-olus-oloni; T(h)as(s)-o(s)-ia-oni-ulus-ilus-ilo-iloni; Tax-ius-iles; Texius; Dasio; Dec(c)-ius-ulus; Ducc-io-iulus; Ticheo. THIO/THIUS/DEO(W)/DIO. Tius; Tussiolus; Tusculus. GREASE/GRASCIA/KRESSE/CRESS/GRIES(S)/GRAS(S)(A)(O). Gra(u)s-o-ulus; Gross-o-us-ulus; Gris-o-io-oni. KUH/CHUO/COW/GÁU(A)S/GO/HOG. C(h)ic(c)(h)-o-uni-ulus-ula; (H)ugo; Cako; Aucelius; Acilius: Aghyul; Akilleùs. SCHWENDE. Spentonis; Swinthila. B(I)UND(A)/WAND/POUND. Pando-oni; Panzio; Pont-ios-ius; Bando; Pantius; Quandon; Ind-us-ulus-olus; Pantaleon(e); Leone; Wanda; Wandalus. LEOD/LEUTE. Liodolus; Liutus; L(a)et-us-ula-ulus; Liuzo; Leutu; Ladolus; Lieto; Leo. BONUM/WOHN/OWN. Bon-a-us-ellus; Benno; Pugnula. LAIB/LEIB/LEIPA/LOAF/HLA(I)F(S)//HLE(I)F(R). Lap-o-ulus; Lup-o-us-ulus-olus-onis; Lop-o-us-ulus-uni; Lipo. ARMENTUM/FARM. Erm-o-eo-us-ulus-uluni-ulaus; Firm-us-olus; Quarnulus; (W)arn-o-uni-ul(i)us-ellus; Vernulus; Arno; Erna; (H)ero. KIND/KYN/CYNN/KENN/KUN(N)I/CHUNI/GENUS/GENS,GENTIS. Gunt-io-ulus-uloni; Gund-o-a-el-us-ulus-uni; C(i)untulus; Gonolus; Cin-o-ulus; Cugnus; Ci(o)nt-ioni-ula; Condilus; Gungulus; Quintilius. ZIEGE/ZICKE. Segus; Sic(c)(h)-o-io-oni-ones-ulus; Sigillus; Cecco; Sizo; Cic(c)(h)-us-uni-ulus. 161

SAL(L)(A)(E)/SEL(E)(I)/SAAL/SOLUM. Sil(l)-o-ius-a(s); Sulla. RAM(M). Rom-o-ulus-ilius; Rumulus; Remus; Rimo. PLANUM/PIANO/CHIANO/LLANO/LOAN/LANE/LEH(E)N/LAND. Land-o-ulus. HORS(E)/HARS/HERS. (H)ors-o-us-a-ola; Urs-o-a-us-io-el(l)us-ela-illus-ula-ileus. (H)ROS(S)(SE)/HRUSSA/ROZZA. Roscio; Ros(s)-o-us-a-e-ella-alie-alia; Roff-us-ulus; Ruffus; Rofia. HAM/HOME/HEIM. Homulus; Humulus; (H)emm-o-ulus; Emilius; Gemmulus; Commio; A(i)m-o-ulus; Im(m)-o-ulus; Hein; Ain-o-onis; Camillus. DAM(M). Damio; Thomas. ANGIL/ENGIL/ENGEL(L)ANGEL/ÄNGEL/AGGILUS/AGGELOS. Angil-us-ulus; Angel-us. NOT/NOZ/NAT/NEAT/NAUT. Notho; Notzh-o-oni. LAMM/LAMB. Lampo; Lanpulus. LUCUS/LOCUS/LOUKOS/(U)LOKÂ. Lic-o-ia-ius; L(e)uc(c)-o-ua-ulus-ius-iula-iulus-iolus-ilius. GO(O)S(E)/(G)AS. Cos(s)-o-is; (H)osi-o-us; Coos. W(E)IN(E)/WIJN/VIN(UM). Guino; Wino; Vinio; Vannio; Fannius; Pem(m)o; Venuleius. TENNE/Z(A)UN/TU(I)N/TOWN/DOWN/(-)DUN(UM)(A)(E)/THÍS,THINÓS. Tunn-o-oni; Tino; Tan-o-ulus. ALP. Alp-io-ulus; Albulus. MAT(TE)(A)(O)/MAST/MASSA.

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Matt(h)-ia-eus-eulus-iancello (1); Mastalus; Mas(s)-o-io-a-oni; Mazulus; Messio; Matzolus; Mazzuolo; Mad-olus-ulus. SIBJA/SIBBIA/SIBB/SEBHA/SIBBE/SIPPE/ZIBBE/ZEBA/CHIVO. Sib-o-illa; Subo; Seppius. MAGUS/MEGS. Ma-io-ioni(s)-iun(i)-iolus; Mac(c)-olus-io-iulus-iulunus; Mechis; Mag(g)-o-us-io-iulus-olus; Muc(c)-ius-iolus-ioni. MANNUS/MANÈGE/MAN(E)/MÄHNE/MANZO. Magn-o-a-us-ulus; Man(n)-o-io-ulus-ilius; Munulus; Minnulus; Men-o-ius; Montus; Muntia; Mancio; Manzo; Manso. VEEL/VEAL/VILLA/BULL. Guill-o-ulus; Will-us-ulus-y-i; Bill-o-y; Filo; Villio; Julius. MÄHRE/MÄRR/MA(R)R(E)/MERR/MIERE/MARRONE/MORELLO. Ma(u)r(r)-(i)(j)a-ie-(i)o-(i)on(i)-one-(i)us-ulus-ellus-ella-illus; Mor-a-ello; Mer-us-ulusila-ula-ol(l)a; Mir-us. M(E)ARH(A)/MARIHA/MARK/MARCH(E)/MARCA/MARGO/MARGA. Marc(h)-o-(i)us-ia-ion-ellus-ellinus-olus-iolus-iula; Merculus. VOLK/VOLGO/VULGUS. Fulc-o-ulus; Falc-o-ulus; Alcolus. ALCES/ELCH/ELK/EOLH/ELAHO. Helke; Helgi. SENN(E)/SINN/SIND. Seno; Xeno; Zeno; Sin-us-ue; Zinellus; Sundo; Sintio; Sentio; Sind-o-oni(s)-ulus-olus-ila. CELLA/HALL(E)/HALLA/HEAL(L)/KALIA(S)/KALIOS/KULA. Cell-us-ulus-olus; Cillulus; Gell-us; Gall-o-us. KERL/CH(I)URL(O)/EARL/E(O)RL/ERILAR/CLARUS. Kar(o)l-olus-a; Char-olus-ulus-les; Carlo; Clara. HENNE/HA(H)N(A)/KANA. (H)an(n)-e-a-o-onis.

1) Quest'ultima versione è riportata in un documento con il significato di 'figlio di Mattia'. 163

LESE. Lus-o-ius; Luscio; Loesius; Liosolus; Loise; Luise; Luigi; Li(e)s(i)e; Lizzi; (E)lisa; Elsa; Ilse. WEGH/BECH/BECCO/BOCK/PAGUS/PECUS/VICUS/WIC(H)/WI(E)K/WEIG/ VAC(C)A/VIEH/FEE/FIHU/FEHU/PIG/HACK/HAKKE/AIX,AIGÓS. Ag-io-o; Pic(c)-o-ulus; Acius; Fie; Bago; Wacco; Bucc(i)-o-us; (V)ig-ila-ilius-ellius; Icilius; Cæcilius; Guicciolus. (S)US/SU/SOW/SAU. Sis-o-ula; Sus-e-y. SITUS/SITZ/SEAT/SEGGIO. Sittio. SCHAUER/SCHEUER. Sirola; Sorola; Zurro. WICHT/WITCH. Pict-o-io. CAPUT/HAUPT/HAUBITH/HOUBIT/HEAFOD/HEAD. Optimus. BLÄNKE/BLANK. Blanco; Blanca. TRUHT/DRUHT/DRECHT/DRYHT/DROTT/DROST/DRAÜHTS/TRAKT/TRACTUS/ TRUCHSESS. Trottus; Draco; Trogus; Drog-o-oni. AUE/EWE/EOWU/OU(WI)/OUWE/OVIS/ÁVI/AJA(VÁYAH). Ivo; A(i)bo; Ai-o-ulus; Avilius. HOF/HUFE. (A)uf(f)-o-us-ulus; (C)offulus; Iff-o-oni-ulus-uloni; Gaff; App-o-ius; Op(p)-ius-ilius; SCHWAD(E)(EN). Scatt-o-ulus; Scapto; Sadus. TALG/TALLOW. Dulc-ulus-iolus. TENT. Tent-o-ulus; Tindoni. BEEF/BÜFFEL/BUBALUS/BOUBALOS/BU(F)FALO. 164

Wiffo; Wibil-us-oni; Vib-io-ilius-ellius-ullius. TUP. Dabus. KRAUT Grat-o-ulus; Grada; Grete. KRUME/CRUMB. Grimo. KAMP/C(H)AMP(O)(US). Camp-o-olus. BRONN(EN)/BRUNN(EN)(A)(O)(R)/BURN(O)(A). Brun-o-one-ulus; Brenno. ROST. Restulus. KALB/CALF. Calv-us-ulus. FLOUR. Flor-us-ius; Flurula. STADT/STATUS/STAZZO. Stat-ius-ilius. MUL(E)(US)/MAUL. Mel-a-one-ius; Mil-o-on. DRESCHE(N). T(h)ra(u)s-o-oni; Trosius. SIL(V)A/SYLVA/SELVA/SILPHE. Sil(l)-o-a-as-ius; Sulla; Silv-ius-olus; Silbula. ALM/HOLM. Almulus. (W)ELF. Alfio; Helpo. RAIN/RAHNE. Regnulus; Rignulus. GREX. 165

Grecus; Graicos. BRANKE/BRANCO. Branco; Franco; Franz; Braccuni. NERTH(US). Ner-o-eos-eus. MAMMA. Memmius; Mamilius. TRE(A)B(H)/TREF/TRIBUS. Trebius. (S)TIER(A)/STEER/THER/FER(A)(US)/THEORÍA/TAUROS/TAURUS. Tir(r)-io-eo; Ter-o-oius; T(h)ur(r)-o-us-ullius; Thorius; Turso. TRAP(PE)(OLA). Truppolus; Trebellius. (W)RAND(A). Brand-olus-ulus; Prand-o-us-olus. HAMMEL/CAMELUS/KAMELOS. Amalie; Amalia; Amelia; Amelie. WINZ. Wenzel. HÖFER/HAFR/KAFRA/HABER-GEISS/EBER/(H)ARA/ARIES/(C)APER/CAPRA/ CRAVA/CRAPA. Heborius. SCHWERT. Swartila (1). KLOTZ. Glatzel.

1) Sarebbe dunque questo l'unico esempio di antroponimo d'argomento marziale tra tutti quelli germanici e indeuropei in genere in cui ci siamo imbattuti e ciò, come già detto, a dimostrazione di quanto non amassero la guerra gli antichi indeuropei; ma in verità saremmo più propensi a credere in una corruzione di WARTILA, ossia lo stesso che CURTILIUS. 166

CORN/KORN. Cornelius. BO(U)S/BOVIS/BOSKÉ/PASU. Basilius. PUP(US). Popilius.

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Parte settima. LA TOPONOMASTICA LONGOBARDA. In Italia molti nomi di luoghi ricordano, come quelli di persona, la dominazione longobarda, pur condividendo gli etimi indeuropei con una gran parte dei toponimi preesistenti sin dall'antichità grecoromana. Come gli antroponimi anche i toponimi hanno un significato etimologico molto semplice, legato anch'esso cioè in massima parte o all'allevamento del bestiame o all'esercizio dell'agricoltura; vedi per esempio il 'borgo' - nome comune da accomunarsi con PORCUS/BURG/BOAR ecc. (maiale), il quale in origine doveva quindi essere probabilmente un porcile; vedi il 'vico' questo affine invece a PAGUS/VICUS/PECUS/PIG/WEGH/BECH/FIHU/FEHU/ VIEH/FEE ecc. (bestiame), il quale in principio non era dunque null'altro che uno stazzo per pecore o altro bestiame; vedi il 'pesco' o 'visco', da collegarsi a BOSKÉ/WIESE (pascolo); la 'marca', da MARH(A)/MEARH (terra); la 'lama', parente di LAM/LAMB (agnello); la 'pieve', che va invece con BEEF (manzo); la 'fara' e la 'fiera', provenienti da FAR(A)H/(H)ARA/FERA/FERUS/FORUM (stazzo e poi mercato del bestiame); la 'orta' e la 'ortona', da unirsi a HORTUS/KORTOS/C(O)HORS,C(O)HORTIS/(H)ORDA/HORDE/HÜRDE/ARTHE (recinto armentario); la 'costa' e il 'vasto', da VASTUS/HOST/CASTRUM/CASTA (casa); lo 'stazzo', da STATUS/STADT (recinto); la 'massa' e la 'motta', da riferirsi a MATTE/MAST/MASSE (alpeggio); la 'sala' o 'sale', che va con SAL/SELE/SELISAAL/SALLE/SOLUM(casa); il 'gualdo' o 'galdo', con WALD (bosco); la 'guaita', con BAITA/GAITS/GEISS/GOAT/ COT/KOT/WEIDE/HEIDE/HAIDE/HÆDUS (capra, quindi caprile); la 'terra' in senso però di abitato cinto da mura, con TIER (bestiame); la 'piazza', con PLATE(I)A/PLATZ/PLACE/PLAGA (cortile); la 'cella', con CELLA/KULA/HALLA/HEAL(L)/HALL(E) (casa); la 'isola', anch'essa con WIESE (pascolo); la 'villa' e il 'villaggio', con VEEL/VEAL/BULL (bovini); il 'gaggio', da GAHAG/GAHÄG/GEHEG (recinto, siepe, tenuta, riserva); la 'braida' o 'breda', da BREITE (terreno); infine il 'vado', dal latino VADUM (guado). Facciamo quindi ora seguito con elenchi di toponimi italiani divisi per etimo indeuropeo in generale - quindi non solo germanico, non pretendendo, come sempre in quest'opera, che tali nostri elenchi debbano essere esenti da errori e presunzioni e tenendo in buon conto che alcuni toponimi, come del resto già detto, non sono altro che degli antroponimi - talvolta anche delle qualifiche di mestiere - che hanno dato nome a poderi e quindi a località (vedi per esempio Miraldo, Corinaldo, Turriaco, Solimbergo, Cuccaro, Ottone, Sanarica, Atripalda, Vidigulfo, Recoaro, Rigomagno ecc.; per detto motivo abbiamo generalmente omesso i toponimi terminanti in '-ano' o '-ana', perché - come già spiegato - non sono altro che aggettivi possessivi, i quali sottintendono i sostantivi latini o latinizzati Vico, Casa, Cala, Costa ecc.

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WEGH/BECH/BECCO/BOCK/PAGUS/PECUS/VICUS/WIC(H)/WI(E)K/WEIG/VAC(C)A/VIE H/FEE/FIHU/FEHU/PIG/HACK/HAKKE/AIX,AIGÓS (bestiae) Acaia; Acate; Accadia; Accaria; Acceglio; Accettura; Acconia; Acilla; Acireale; Aguscello; Agello; Aggius; Aica; Aicurzio; Becchi; Bicinicco; Bicocca; Bucchianico; Buccina; Buccino; Bucine; Bucita; Buguggiate; Eggental; Ega; Eggi; Fiè; Fiano (3); Fianello; Fiavè; Figino (2); Fegino; Fucecchio; Ficulle; Fugazzolo; Ficuzza; Fighille; Paganica; Paganico (2); Paggese; Pago (2); Peghera; Pogognaga; Pegola; Pei; Peio; Peia; Piagge (2); Piaggine; Puja; Piaggione; Pikolein; Pezze; Pizzale; Pizzidimonte; Pizzo (2); Pizzoferrato; Pizzoletta; Pezzana; Pezzaze; Pezzo; Pezzolo (2); Vicarello (2); Vicchio; Vicenza; Vico (15); Viciomaggio; Vicobarone; Vicobellignano; Vicomero; Vicofertile; Vigasio; Vicoforte; Vicolungo; Viggiù; Viconago; Vicomoscano; Viconovo; Vicopisano; Vicovaro; Viù; Vecchiano; Vecchiarello; Vecchiazzano; Vimercate; Vigalzano; Viganella; Viganò(2); Vigatto; Vigevano; Vighizzolo (2); Vigo (6); Vigolo (4); Vigodarzere; Vigoleno; Vigolzone; Vigonovo (2); Vigonza; Viguzzolo. FEARH/FAR(A)H/FARROW/BARRA(C)(CC)O/VARRAO/FORUM/VERRACO/BORGO/ BURG(O)/BOROUGH/VERR(O)(ES)(AT)/FERKEL/BOAR/PORCUS/V(I)ER/BURRO/ BOR(R)O(V)/BERRE/BURRICO/BOURRIQUE/AUROCHS/UR(US)/AUER/OUROS/FÅR (bestiame). Auer; Aurigo; Aurisina; Auronzo; Oratino; Oreno; Orero; Oria; Orino; Oriago; Oricola; Origgio; Orio (3); Oriola; Orilo (2); Oropa; Orria; Orfengo; Baressa; Baragazza; Baraggia; Barasso; Barra; Baranzate; Barazzetto; Bareggio; Barengo; Barete; Bari; Berra; Baricella; Baricetta; Barigazzo; Barile; Barisardo; Barolo; Barrafranca; Barrea; Barruccana; Berruiles; Bereguardo; Bore; Beroide; Borello (2); Boretto; Burago; Burana; Buriasco; Borgo (106); Burolo; Buronzo; Borgata (9); Borghetto (9); Borghi; Borgia; Burgos; Burgstall; Burgio; Borgagne; Borgarello; Borgaro; Borgaretto; Borgaria (2); Borgetto; Borgiallo; Borgomale; Borgio; Borgonato; Borgoratto (2); Borgorose; Bergamo; Bergamasco; Bergolo; Bergotto; Fara (7); Farindola; Farra (3); Forenza; Forgaria; Foria; Forino; Forio; Foro; Furbara; Furore; Ferentino; Ferentillo; Feria; Ferentillo; Feriolo; Feroleto (2); Feronia; Fiera (2); Fiernaz; Fierozzo; Porelli; Porossan; Porotto; Porrena; Parre; Porretta; Porrino; Purello; Parola; Parghella; Parlasco; Para; Parlesca; Parona (2); Parrana (2); Paruzzaro; Parabiago; Parè; Parabita; Paradigna; Paratico; Parazzuolo; Parella; Parete; Pareto; Pergine (2), Pera; Pergusa; Perarolo (2); Peregallo; Perego; Periasc; Perino; Pero (3); Perosa (2); Peroulaz; Perrazze; Perrero; Perrillo; Perugia; Vara; Varago; Varallo; Varana; Varapodio; Varazze; Varedo; Varena; Varengo; Varenna; Varese (2); Voran; Variglie; Varisella; Varlungo; Vercana; Vercela; Vercurago; Vergato; Verghera; Verghereto; Vergiate; Verezzo; Verica; Veria; Verona; Verola (2); Verolengo; Verres; Veronella;

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Verrand; Verrayes; Verrecchio; Verretto; Verrua (2); Verucchio; Veruno; Urio; Uras; Urago. (H)ARA/ARIES (bestiame). Ara; Aradeo; Aradolo; Aramengo; Arasì; Arena (4); Arese; Arre; Arezzo; Ariccia; Arienzo; Arigna; Arina; Aringo; Arischia; Aritzo; Ariena; Arola; Arona; Arabba; Arabona; Arosio. HAR(R)/HARJIS/HERR(O)/HEER/HEHR/HER(E)/HERI(RO)/WA VIR/FIR/VERR/WER (braccianti). Cauria; Gerace; Gera; Gerola; Gerenzago; Gerocarne; Gerosa; Gerre; Giralba; Girian; Gironico; BO(U)S/BOVIS/BOSKÉ/PASU (bue). Bova; Bovalino; Bovegno; Boves; Bovezzo; Boville; Bovino; Bovisio; Bovolenta; Bovolone. VAS(UM)(US)(arnie). Vas; Vasanello; Vasia; Vasio; Vessa; Vessalico; Vesale; Vesio; Vesime. H(A)US/HOUSE/HUIS/GASSE/CASA/CHIASSO (casa). Premesso che ovviamente non prenderemo in considerazione qui tutti i numerossimi toponimi italiani inizianti per CA', CASAL(E), CAS(S)(A)(E)(I)- perché questo sarebbe del tutto superfluo, ecco invece un elenco di altri che appaiono originati dallo stesso tema: Chesallet; Chiaserna; Chiassa; Chiasso; Chiassis; Chiazzano; Cosenza; Cosina; Cosio (3); Cosola; Cosoleto; Cossato; Cozze; Cosseria; Cossila; Cozzana; Cozzo; Cozzuolo; Cuzzago; Cusago; Cossogno; Cossoine; Cossombrato; Cusino; Cusio; Cussignacco; Cussorgia; Gossensas; Gossolengo; Gussago; Gussola; Gusciola; Osasco; Osasio; Osidda; Osiglia; Osilo; Osimo; Osio; Osmate; Osnago; Osoppo; Ossago; Ossana; Ossimo; Ossona; Ossuccio; Giusso; Uscio; Ussana; Usella; Usellus; Ausonia; Usseaux; Ussaramanna; Ussel; Usseglio; Ussita; Cadelbosco; Cadimare; Cadipietra; Cadoneghe; Cadorago; Caderzone; Cadibona; Cabella; Cadenabbia; Camaiore; Cadrezzate. GOAT/GAITS/GET/GAT/GEIZ/GEISS/KAITO/HAIDE/HEIDE/WEIDE/GUAITA/BAITA/BE TTOLA/KATE/KÜTA/COT/KOT/HÜTTE/HUT(TE)/HÆDUS (capre). Atena; Atessa; Atina; Attiggio; Attimis; Adami; Aidomaggiore; Ottana; Ottati; Ottiglio; Ottone; Cadeo; Oderzo; Cadine; Ceto; Cadola; Catabbio; Cataeggio; Cataforio; Catania; Catanzaro; Catena (2); Catona (2); Catenanuova; Cattinara; Cazzago (2); Cetara (2); Cetona; Cedegolo; Cotone; Cottanello; Godo; Cozze; Cozzo; Cozzuolo; Cuzzago; Cotignola; Codena; Codevigo; Ghedi; Codevilla; Codogno; Codognè; Guaita; Gaiato; Gaeta (Caieta); Gadesco; Gadoni; Gattaiola; Gatta; Gattatico; Gattara; Gatteo; Gattico; Gattinara; Gattolino; Piadena; Godega; Godiasco; Godia; Godun; Gottolengo; Guidizzolo; Guidonia; 170

Udine; Uta; Vauda; Vada; Vadena; Vadino; Veddasca; Vedegheto; Vedelago; Vedeseta; Veduggio; Viddalba; Vidiciatico; Vidigulfo; Vetto; Waidbruck; Uttenheim; Vettica; Vatolla; Vetulonia; Vattaro; Vodo; Vottignasco. VASTUS/GUASTO/CASTELLUM/CASTRUM/HOST(A)(EL)/CASTA (casa) Tralasciando tutti i toponimi inizianti per CASTEL(L)(O)(INO) (UCCIO)(ETTO)(AZZO), CASTIGLION, CASTR- ecc., perché dal significato immediatamente intuitivo, eccone molti altri che ne condividono il tema: Castana (2); Castanea; Casteggio; Castilenti; Castino; Casto; Castion(e)(s); Castiraga; Custoza; Costa (8); Costabissara; Costacciaro; Costalissolo; Costalpino ('la casa di Albino'); Costalta; Costamasnaga; Costalunga; Costamezzana; Costanzana ('casa nera'); Costarainera ('la casa di Rainero'); Costermano ('la casa di Ermano'); Costasavina ('la casa di Savino'); Costigliole (2); Vaste; Vasto (2); Vastogirardi ('la casa di Girardo'); Vestea; Vesteanuova; Viesti; Guastalla; Guasticce; Guastameroli ('la casa di Merolo'); Guasto; Ustica; Vestignè; Vestreno; Asta; Asti; Ostana; Ostellato; Ostia (2); Ostiglia; Ostra; Ostuni; Austis; Ustica; Custonaci; Custoza. WA(TE)R/WASSER/WÖTER/WAZZAR/WATO (acqua). Vetrale; Vetralia; Vetriolo; Vedrana; Vedronza; Gattorna; Vidor; Vidracco; Aterrana; Atrani; Atri; Atripalda; Etroubles. CELLA/HALL(E)/HALLA/HEAL(L)/KALIA(S)/KALIOS/KULA (casa). Bisogna tener presente che qualche toponimo della lista che segue potrebbe invece derivare da 'cala' - nel senso di 'cala marittima' - o da 'colle': Calabritto; Calalzo; Calamandrano ('la casa di Mandrano'); Calamecca ('la casa di Mecco'); Calasca; Calascibetta; Calascio; Calavino; Calavorno; Calendasco; Calenzano ('la casa nera'); Calice (2); Calimera (2); Calino; Calisese; Calitri; Callabiana; Calle; Callianetto; Calore; Calmasino ('la casa di Masino'); Calmazzo; Calolziocorte; Calopezzati; ('la casa di Pezzato'); Calosso; Caloveto; Caulonia; Calusco; Caluso; Cella (4); Celedizzo; Celesia; Celico; Cellamare; Cellamonte; Celle (7); Cellara; Cellarengo; Cellatica; Cellena; Celleno; Cellio; Cellere; Cellino (2); Cellole; Cellore; Celana; Cola; Celenza (2); Colà; Colazza; Colere; Colico; Colla (3); Collabrigo; Collio; Collagna; Collecchio; Colloredo (2); Colorina; Colorno; Gaglianico; Gagliato; Gaiola; Gaiole; Gagliole; Galatina; Galati; Galatone; Galatro; Galeata; Gallarate; Galleane; Gallese; Gallio; Galleno; Galliate (2); Galliavola; Gallico; Gallicchio; Galliera (2); Gallina (2); Gallinaro; Gallipoli; Gallo (7); Gallodoro; Galloro; Galluccio; Galluzzo; Gela; Golasecca. MAT(TE)(A)(O)/MAST/MASSA (alpeggio). 171

Matarocco; Matelica; Matera; Matierno; Matinella; Matino; Mattarana; Mattarello; Mattinata; Mattine; Mattinella; Mazara; Mazia; Mazzarino; Mazzarò; Mazzarrà; Mazzè; Mazzin; Mazzo; Mazzolla; Mazzo; Mazzorno; Mezzago; Mezzana (5); Mezzane; Mezzanego; Mezzanino; Mezzegra; Mezzenile; Mezzocorona; Meta; Mezzogoro; Mezzojuso; Mezzolara; Mezzolombardo; Mezzomerico; Mezzomonte; Maderno; Madesimo; Madruzzo; Meda; Mede; Medea; Mediglia; Mediis; Medole; Medolla; Meduna; Meduno; Modena; Modica; Modigliana; Modolo; Modugno; Motta (14); Mottafollone; Mottafalciata; Mottola; Motteggiana; Motticella; Mas; Masate; Masainas; Maschito; Masciago; Maser; Masera; Maserada; Maserà; Maserno; Masino; Masio; Masilanico; Masnago; Massa (15); Massafiscaglia; Massafra; Massalengo; Massalubrense; Massama; Massanzago; Massarella; Massarosa; Mascaluccia; Massazza; Massello; Massenzatico; Massenzatica; Massicelle; Massimeno; Massiola; Masullas. WIESE/PASCUA/PASCUUM/BOSQUE/BOSKÉ/BOSCO/BOSCH/BUS(C)H/BUCHE/BOIS/PASU (pascolo). Vische; Visco; Viserba; Viserbella; Visnà; Visnadello; Visso; Visome; Vesale; Vesio; Vesime; Vessa; Vessalico; Vezzo; Vezza (2); Vezzola; Giusso; Pescaglia; Pescantina; Pescarolo; Pescasseroli ('il pascolo di Serolo'); Pescate; Pesche; Peschieta; Pescia (2); Pescina; Pescocanale; Pescocostanzo; Pescolanciano ('il pascolo di Lancio'); Pesconuovo; Pescosansonesco ('il pascolo di Sansone'); Pescopagano ('il pascolo di Pagano'); Pescopennataro ('il pascolo di Pennataro); Pescorocchiano ('il pascolo di Rocchio'); Pesco Sannita; Pescosolido ('il pascolo di Solido'); Piscina; Piscinola; Pisciotta; Pascarola; Pascellata; Pasco dei Monti; Pascoso; Isasca; Isca; Ischitella; Ischia (4); Iselle; Iseo; Isera; Isernia; Isnello; Isola (31); Isolella; Isolotto; Isolona; Isorella; Isoverde; Issiglio; Issime; Isso; Issogne; Pisa; Posina; Possagno; Bosa; Bosaro; Bosentino; Bosia; Bosio; Bosisio; Bosnasco; Bossea; Bosses; Bossico; Bousson; Bozzana; Bossolasco; Bozen; Bozzole; Bozzolo; Busana; Buseto; Busnago; Buso; Bussana; Bussero; Busseto; Bussi; Bussolengo; Busso; Bussoleno; Bussolino; Buzzoletto. MÄHRE/MÄRR/MA(R)R(E)/MERR/MIERE/MARRONE/MORELLO (cavallo). Mara; Marane; Maranola; Maranzana; Marausa; Mardimago; Marebbe; Mareta; Marene; Marengo; Mareno; Marentino; Maresca; Maresco; Mareto; Mariconda; Marino (2); Marola; Marocco; Marostica; Marotta; Marozzo; Marrara; Marudo; Merana; Merate; Merella; Mereto; Merì; Merine; Merizzo; Mira (2); Miradolo; Miranda (2); Mirandola. M(E)ARH(A)/MARIHA/MARK/MARCA/MARCH(E)/MARGO/MARGA/(terra). Marcallo; Marcaria; Marcedusa; Marcena; Marcheno; Marchirolo; Marcialla; Marciaso; Marcignago; Marco; Marcon; Marconia; Marcorengo; Marghera; Marche; Margreid; Mercallo; Mercenasco; Mercurago; Morca; Morgex. 172

(S)TIER(A)/STEER/THER/FER(A)(US)/THEORÍA/TAUROS/TAURUS (bestiame). E' da considerarsi che ai toponimi che seguono andrebbero aggiunti anche molti dei tanti inizianti per TERR, TRE, TRI, TOR(R)e TUR(R),in quanto contaminazioni del tema indeuropeo in oggetto e non derivazioni dai più recenti nomi latini TERRA e TURRIS: Teor; Teora; Teramo; Tereglio; Terelle; Terento; Taranto; Terenzo; Ternate; Ternengo; Terni; Terno; Terontola; Terres; Tiers; Tiriolo; Tirolo; Tuoro (2); Turania; Turate; Turriaco; Tiarno; Dermulo; Dernice; Duronia; Doria; Dorio; Dro; Duronia. SAL(L)(A)(E)/SEL(E)(I)/SAAL/SOLUM (casa). Sala (11); Salsiola; Salandra; Salaparuta; Salara; Salasco; Salassa; Salbertrand; Salboro; Sale (4); Salea; Salento; Salerno; Saletta; Saletto (3); Salgareda; Salino; Salionze; Salitto; Salizzole; Salle; Salmour; Salò; Salorno; Saluggia; Saluzzo; Salussola; Saludecio ('la casa di Decio'); Salutio; Selargius; Selegas; Sella; Sellero; Sellia; Solagna; Solanas; Solara; Solarino; Solaro; Solarolo (3); Solarussa ('la casa rossa'); Soleminis; Solero; Solesino; Soleto; Solicchiata; Soliera (2); Solighetto; Soligo; Solimbergo; Solofra; Sologno; Solomiac; Solonghello; Solopaca. HAM/HOME/HEIM (casa). Ome; Omegna; Ama; Amaro; Amaseno; Amato (2); Amatrice; Ameglia; Ameglio; Amelia; Ameno; Amola; Camagna; Camairago; Camandona; Camarda (2); Camaro; Camarsa; Camastra; Camerana; Camerata (4); Camera; Camerino; Cameriata; Camerota; Camigliatello; Cammarata; Camnago (2); Camo; Comabbio; Comacchio; Comazzo; Comeana; Comeglians; Comelico; Comenduno; Comerio; Comina; Comiso; Commenda; Commessaggio; Commezzadura; Como; Comunanza; Comuneglia; Cuma; Cumiana; Comaro. KORTOS/HORTUS/CERDO/CORDERO/HAIRDA/HERD(E)/HÜRDE/HORD(E)(A)/ORDA/ C(O)(H)ORS,C(O)(H)ORTIS/WARD/WART(E)/ARTHE (recinto armentario). Orta (3); Orte; Ortelle; Ortodonico ('il recinto di Donico'); Ortisei; Ortona (3); Ortonovo; Ortovero; Ortucchio; Ortueri; Gordona; Gorzegno; Ardara; Ardea; Ardenno; Ardenza; Ardesio; Ardore; Ordona; Arta; Artegna; Arten; Artena; Artimino; Artogne; Ortacesus; Garda; Gardolo. ALP (alpeggio). Alpe; Alpepiana; Alpette; Alpicella; Alpo; Alba (3); Albacina; Albagiara; Albairate; Albanella; Albaneto; Albarè; Albaredo (4); Albaret(t)o (2); Albaro; Albate; Albavilla; Albenga; Albe; Albalonga (st.); Albera; Alberona; Alberone; Alberoni; Albiate; Albidona; Albignasego; Albina; Albinea; Albinia; Albino; Albiolo; Albisola (3); Albizzate; Albo; Albosaggia; Olba; Olbia. MANNUS/MANÈGE/MAN(E)/MÄHNE/MANZO (bestiame).

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Manasuddas; Mancasale; Manera; Manerba; Manerbio; Manesseno; Maniago; Manoppello; Mansuè; Monale; Moneglia; Monesiglio; Moneta; Mongnod; Moniego; Moniga; Monigo; Monno; Monsola; Mandara; Mandas; Mandatoriccio; Mandela; Mandello (2); Mandia; Mandolossa; Mandria; Mandrogne; Manduria; Manta; Mantello; Mantignana; Mantova; Manziana; Manzolino. RODE/REUTE (terreno dissodato). Radda; Raddusa; Radein (Redagno); Ratschings; Reda; Redavalle; Redipiano; Redipuglia; Redona; Retegno; Retorbido; Rettorgole; Ridnaun (Ridanna); Rittana; Ritten; Roata (2); Roatto; Rodallo; Roddino; Rodello; Rodeneck (Rodengo); Rodero; Rodia; Rota (2); Rodio; Roteglia; Rotella; Rotello; Rottanova; Rottazzo; Rotzo; Ruda; Rutino. LUCUS/LOCUS/LOUKOS/(U)LOKÁ (terreno dissodato). Laccio; Lacco; Lacedonia; Laceno; Laces (Latsch); Lauco; Leca; Lecce (2); Lecco; Leuca; Licata; Licciana; Licenza; Licodia; Lichtenberg; Licola; Locana; Locara; Locatello; Locate (2); Loconia; Lucardo; Lucca (2); Lucchio; Lucera; Lucernate; Luciana; Lucinasco; Lucinico; Lucino; Lucito; Luco (2); Lucolena; Lugo (3); Lugugnaga; Luicciana; Ligonchio; Ligosullo ('il terreno di Sullo'); Ligurno; Leggiuno; Legino; Lagaro; Lagundo; Lacchiarella. È da considerarsi che i toponimi inizianti per LAG(O)- possono derivare e da piccoli laghi oggi non più esistenti e dal tema in oggetto. VALLUM/WALL/WALD/WOLD/WELT/F(I)ELD/PELTO/HALDE/HOLD/HELD/HOLZ/CULTA/A LDE(I)A (terreno recintato, terreno, recinto, palizzata). Aldein (Aldino); Aldeno; Altagnana; Altare; Altarello; Alte; Altedo; Alteta; Altidona; Altilia (2); Altino; Altivole; Alto; Altolla; Olda; Oldenico; Olzai; Ulten (Ultimo); Ulzio (Ouix); Caltabellotta; Caltagirone; Caltana; Caltanissetta; Calto; Calatavuturo; Caltignaga; Celzi; Coldirodi; Coltaro; Coltodino ('la terra di Todino'); Colzate; Balangero; Balata; Baldaria; Baldasseria; Baldichieri; Baldissero (3); Ballabio; Ballao; Ballata; Ballino; Balocco; Balossa; Balze; Balzola; Bella (2); Bellagio; Bellamonte; Bellante; Bellantone; Bellegra; Bellino; Bellinzago (2); Bellisio; Bellizzi (2); Bellona; Bellocchi(o) (2); Bellocozzo; Belvì; Belluno (2); Bellusco (2); Belveglio; Boltiere; Faltona; Falzè; Pfalzen (Falzes); Feldthurns (Velturno); Felegara; Feletto (2); Felina; Felino; Fellegara; Felitto; Fellicarolo; Felline; Felonica; Gualdo (5); Galdo (3); Gela; Peglio (2); Pelago; Pella; Pellaloco; Pellare; Pellaro; Pellestrina; Pellio; Pelos; Pelugo; Velate; Veglie; Veglio; Veleso; Vel(l)ezzo (2); Vellego; Velo (2); Volania; Volargne; Voldomino; Volla; Vologno; Volongo; Volpago; Volpeglino; Volpara; Volpedo; Vols; Volser; Volta (2); Voltaggio; Voltago; Voltana; Volterra; Voltido; Voltre; Voltri; Volturara (2); Volturino.

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Ai precedenti sono ovviamente da aggiungersi i tantissimi toponimi inizianti per GA(G)L- e per VA(G)L, eccezion fatta per quelli derivanti dall'italiano 'valle' o dal latino VALLIS/VALLES. VEEL/VEAL/VILLA/BULL (bovini). In aggiunta ai tanti toponimi inizianti per VILLA- e VILLE- e che naturalmente non staremo qui ad elencare, sono da considerarsi i seguenti: Bigliolo; Biella; Bolbeno; Bolgare; Bolgheri; Bolladello; Bollate; Bollengo; Bologna; Bolognetta; Bolognola; Bolotana; Bolsena; Buglio; Bulfons; Bulfei; Filago; Filattiera; Filecchio; Filetta; Filettino; Filetto (3); Filettole (2); Filigare; Filighera; Filo (2); Figline (3); Filaga; Pila (3); Pile; Piglio; Puglietta; Pugliola; Pula; Pulfero; Puglia; Vialba; Vialfrè; Villimpenta; Villnoss; Villò; Villongo; Villorba; Villore; Villotta; Vilminore; Vilpiano. MILL/MYLEN/MULI(N)MOLEN/MÜHLE/MOLINA (mulino). Tralasciando ovviamente tutti i toponimi inizianti per MOLIN- o MULIN, ecco quelli che sembrano provenire dal tema germanico: Malagnino; Malamocco; Malanghero; Malborghetto (2); Malcesine; Malè; Malegno; Maleo; Malesco; Maletto; Malgolo; Malgrate; Malito; Mallare; Malles (Mals); Malnate; Malnisio; Malonno; Malo; Malosco; Malpensa; Malpensata; Mel; Melazzo; Meleins (Meles); Melendugno; Melicuccà ('il mulino di Cuccaro'); Mels; Melicucco ('il mulino di Cucco'); Melissa; Melogno; Mola; Molare; Molassana; Molazzana; Moletolo; Molicciara; Molise; Moliterno; Mollaro; Mollia; Molochio; Mologno; Molvena; Molveno; Muhlbach; Muhlwald; Mulazzo Milazzo; Melezzole. PFERD/PERID/PAARD/PFARIFRIT/PFÄR(WR)IT/(PARA)VEREDUS (cavallo). Fardella; Fordongianus; Fortogna; Fortunago; Forza; Pertegada; Pertengo; Perteole; Partanna (2); Partina; Partinico; Partino; Partschins. Sono probabilmente da aggiungersi ai precedenti alcuni toponimi inizianti con PORT, però facilmente confondibili con quelli originati da 'porta' o anche da 'porta'. KUH/CHUO/COW/GO/GÁU(A)S/HOG (bestiame). Cubante; Cuccaro (2); Cucciago; Cuceglio; Cucigliana; Cuggiono; Coccaglio; Coccanile; Coccolia; Cocconato; Cocconito; Coccorino; Cocquio; Cocullo; Cocumola; Cocuruzzo; Cuccurullo; Cocurullo; Covigliaio; Coviolo; Covo; Covolo; Cuveglio; Cuvio; Caccamo; Cacchiamo; Cafaggio; Cafaggiolo; Cafasse. Sono probabilmente da aggiungersi ai precedenti alcuni toponimi inizianti con CAV, confondibili però con quelli originati invece da 'cava' o 'cave'. (H)ROS(S)(SE)/HRUSSA/ROZZA (cavallo). 175

Roaschia; Roascio; Roasio; Ras(s)a (2); Rasiglia; Rassina; Rasun; Rasura; Rosà; Rosate; Rosarno; Rosas; Rosasco; Rosazza; Roscigno; Rosciolo; Rose; Roselle; Rosello; Rosia; Rosolina; Rosora; Rossa; Rossana; Rossino. SENN(E)/SINN/SIND (alpeggio). Senago; Senale(s)(2); Seneghe; Senerchia; Seniga; Senigallia; Senis(e) (2); Senna (2); Sennariolo; Sinagra; Sinalunga; Sinio; Siniscola; Sanarica; Suna; Suno; Sona; Siena (Sena); Songavazzo; Sonico; Sonnino; Sannio; Sindia; Sondalo; Sondrio. ARMENTUM/FARM (armenti). Arma; Armeno; Armento; Armo (2); Armungia; Formazza; Forme; Formegan; Formello; Formia; Formicola; Formigine; Formigliana; Formignana; Formigosa; Germagno; Germasino; Germignaga; Parma; Varmo; Vermezzo; Vermicino; Vermiglio. PLANUM/PIANO/CHIANO/LLANO/LOAN/LANE/LEH(E)N/LAND (terra). Lana; Landiona; Lendinara; Lenta; Lentate; Lentiscosa; Lentella; Londa; Lundo; Lanzada; Lanzo (3); Lanzè; Lancenigo; Lonate; Lanuvio; Lonato; Lenna; Len(n)o (2); Lenoia; Leonacco; Lona; Lone; Lonigo; Lugnacco. ODIL/ODAL/EDEL/ODEL/ADEL/ADAL(I)/EDILI/ÖDEL(U) (caprile). Odolo; Edolo; Odalengo; Atella; Ateleta; Italia (attraverso Itali ovviamente); Adegliacco. HORS(E)/HARS/HERS (cavallo). Orsago; Orsara (2); Orsenigo; Orsigna; Orsogna; Orsomarso; Arzachena; Arzago; Arzene; Arzeno; Arzergrande; Arzona; Arsago; Arsego; Arsiè; Arsiero; Arsita; Arsoli; Orzi (2). BEEF/BÜFFEL/BUBALUS/BOUBALOS/BU(F)FALO (bovini). Biforco; Bufalata; Bivona; Bevagna; Pieve (50); Pievedizio; Piubega; Vibo; Vivavo; Vivo; Fibbiana. TUP (montone). Dupino; Taufers; Tufillo; Tufino. HAMMEL/CAMELUS/KAMELOS (montone). Ameglia; Ameglio; Amalia; Comelico; Amola; Gamalero. RAIN/RAHNE (pascolo). Rain; Ranica; Reino; Riana; Reana; Reane. REH (capriolo). Re; Rea.

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BE(A)VER(O)/B RO/BIBAR(O)/FIBER/BIBER/(B)EBER/BEFER/BÄ(F)VER/BIÈVRE (castoro). Bevera; Beverate; Bevra. LARK (allodola). Lercara; Lurago. ALM/HOLM (pastura). Almè; Almenno; Almese; Elmas; Elmo. STADT/STATUS/STAZZO (recinto). Statte; Stazzema; Stazzo; Stazzona; Stadolina. ROST (palafitta). Rosta; Rustignè. KAMP/C(H)AMP(O)(US) (terreno recintato). Compiobbi; Comparni; Combai; Confienza; Configni; Anfo; Confienti; Ambivere; Ambiar; Ampezzo; Cambiago; Cambiasca; Onferno. Sono ovviamente da aggiungere ai predetti i tanti toponimi inizianti per CAMP-. TRUHT/DRUHT/DRECHT/DRYHT/DROTT/DROST/DRAÜHTS/TRAKT/TRACTUS/ TRUCHSESS (appezzamento). Tret; Tretto. SITUS/SITZ/SEAT/SEGGIO (dimora). Sissa; Sezzadio; Sezze; Sedico; Sedilo. HENNE/HA(H)N(A)/KANA (pollame). Enna (Henna); Enego; Enemonzo; Anela; Genivolta; Anna; Anoia; Annicco; Auna; Ganaghello; Genola; Genova (Genua). LESE (raccolto). Lases; Lasino; Lesa; Lesegno; Lesina; Lessolo; Lessona; Loseto; Losine; Lusen (Luson); Luserna (2); Lusernetta; Lusevera; Lusia; Lusiana; Lusigliè; Lussello; Lusarasco. ALCES/ELCH/ELK/EOLH/ELAHO (alce). Elice; Alcamo; Alcara. VOLK/VOLGO/VULGUS (popolo). Bulciago; Bulgaria; Bulgarograsso; Pilzone; Belgioioso; Belgirate; Bulzi; Bolzaneto. SIBJA/SIBBIA/SIBB/SEBHA/SIBBE/SIPPE/ZIBBE/ZEBA/CHIVO (capre). Sepino; Seppiana; Seppio; Seborga; Sibari.

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TENNE/Z(A)UN/TU(I)N/TOWN/DOWN/(-)DUN(UM)(A)(E)/THÍS,THINÓS (recinto). Duno; Duino; Dunarobba; Don; Donada; Donigala; Donisi; Donna; Donnalucata; Donnaz; Donnici; Donnini; Donoratico; Donori; Denice; Denno; Ton; Tonadico; Tonara; Tonengo (2); Tonezza; Tanas; Tenaglie; Tenna; Tenno; Zandobbio; Zanè; Zanica; Zenevredo; Zenson; Zenzalino; Zone (2). W(E)IN(E)/WIJN/VIN(UM) (vino). Vinadio; Vaneze; Vena (2); Venafro; Venagrande; Venalzio; Venaria; Venarotta; Venas; Venasca; Venaus; Venegazzu; Venegono; Venere; Venetico; Venezia; Venosa; Venusio. LAMM/LAMB (agnello). Lama (7); Lamezia; Lamia; Lamole; Lamon; Lampedusa; Lamporo; Lamporecchio; Lemie; Lemma; Lumarzo; Lumellogno; Lumezzane. RAM(M) (montone). Roma; Ramacca; Ramiola; Ramiseto; Ramo; Rumanedda; Rumo. ZIEGE/ZICKE (capra). Sega; Segariu; Segezia; Seghe; Segusino; Diegaro; Degagna. KIND/KYN/CYNN/KENN/KUN(N)I/CHUNI/GENUS/GENS,GENTIS (famiglia. Cona (2); Coniale; Coniolo (2); Cuneo; Cunevo; Cunico; Cognosco. B(I)UND(A)/WAND/POUND (recinto). Endine. REICH/R(E)IKI/RICE/RIHHI/REACH/RIJK/RIKE (podere). Racale; Racalmuto; Racchiuso; Racconigi; Raccuja; Ragaina; Ragattisi; Ragazzolo; Raggiolo; Ragogna; Ragoli; Ragusa; Recale; Recanati; Recco; Recetto; Recoaro; Recoleta; Regina; Regaibuto; Regaigioffoli; Reggio (2); Reggiolo; Reggello; Ricadi; Ricaldone; Riccardina; Riccia; Riccione; Ric(c)ò (4); Riccovolto; Ricengo; Riciaretto; Rigaiolo; Rigolato; Rigoli; Rigolizia; Rigomagno; Rigoso; Rigutino; Riese. Sono qui da aggiungersi tutti i toponimi inizianti per ROCC(H) (A) giacché il significato medievale di 'rocca', derivando appunto questo dal germanico REICH, era 'podere' e non 'castello' come comunemente si crede. Ecco perché molti paesi il cui nome inizia appunto con tale vocabolo non presentano alcun rudere e nemmeno una semplice traccia di castelli o torri attorno ai quali si siano potuti formare; essi infatti, come quasi tutti i villaggi dell'antichità e del medioevo, nacquero attorno ad un singolo podere originario. THEOD/THEUDO/THIADE/THIOD(A)/THIUDA/DEOD/DEOTA/DIOTA (tribù).

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Tiezzo; Dezzo; Dietenheim (Teodone); Dizzasco; Deutschnofen; Tiedoli; Teti; Tezze (4). GANS/GANOT/GAN(A)ZO/ANUT/ENED/ENTE/GANTA/(H)ANSER(A)/ANAS,ANATIS (anatra). Antagnod; Antegnate; Antella; Anterselva (Antholz); Antey; Antillo; Antole; Antoliva; Anita; Anitrella; Anzio; Anzola (2); Anzù; Vanzago; Vanze. HÖFER/HAFR/KAFRA/HABER-GEISS/EBER/(C)APER/CAPRA/CRAVA/CRAPA/ (H)ARA/ARIES (bestiame). Apiro; Aprica; Apricale; Apricena; Abriola; Averara; Aversa; Aprutium (Abbruzzi); Ivrea. WIDDER (montone). Vidor; Vidracco; Vitriola; Vittorito; Bitritto; Buttrio; Buturo; Butera. (W)RAND(A) (recinto armentario). Rende; Rendinara; Randazzo. RAPPE (cavallo). Ravalle; Ravanusa; Ravello; Ravenna; Raveo; Ravina; Rebbio; Revello; Revine; Revò; Robbiate; Robbio; Robecco (3); Robella; Robecchetto; Rovaenda; Rovagnate; Rovate; Rovato; Rovegno. MALM/MULM/MELMA/MOLMA (terra). Malmantile. BREITE/BRAIDA/BREDA/BREADTH (terreno). Brattirò; Bratto; Breda (2); Braida; Braidi. LANGA (terreno collinare). Langosco; Loncon. BIUNDA (recinto armentario). Binda; Bindo; Bondo (2); Bondanello; Bondeno (2); Bondone. PLATE(I)A/PLATZ/PLACE/PIAZZA/PLAGA (cortile). Placanica; Plodio; Plaus; Plesio; Ploaghe; Piazza (6); Piazzatorre; Piazze; Piazzol(l)a (2); Piazzolo. AKRS/OECER/ACRE/EKKER/ACKAR/AKR/ACCHAR/AKKAR/ACKER/AGER/AGROS (agro). Acciarello; Acciaroli; Acerenza; Acereto; Acerno; Acerra; Agra; Agrate (2); Agrigento; Agromonte; Agropoli; Acri; Agerola; Agira; Agordo. JOCH/IUGERUM (agro). Ioggi; Chioggia.

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HOF/HUFE (podere). Ofena; Offagna; Offanengo; Offida. MALTA/MOLTA (terra). Molteno; Moltrasio; Multedo; Molten (Meltina); Melzo. GEHEG(E)/GEHÄG/(GE)HAG/HÄGHE/HAIE/GAGGIO (recinto). Agaggio; Gaggio (2); Gaggi; Gaiato; Gaiarine; Gaiola; Gaiole.

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CONCLUSIONE. A questo punto la nostra ricerca dei temi indeuropei si potrebbe estendere all'onomastica della Grecia classica, ma riteniamo di aver sin qui dimostrato a sufficienza il nostro assunto e cioè che la moderna antroponimia europea ha origini più antiche della storia e che la sua etimologia è unica per tutte le lingue indeuropee, come è del resto logico che fosse; infatti anche gli uomini preistorici dovevano necessariamente attribuirsi a vicenda dei nomi propri, né è immaginabile per qual motivo e da che cosa a un certo punto dei tempi tale impianto antroponimico dovrebbe esser stato poi eventualmente stravolto in tutto il continente. Altri potranno certo approfondire in maniera più professionale e ortodossa questo nostro studio, il quale prese spunto, come abbiamo già molto tenuto a dire e a mostrare, unicamente dai nostri appassionatissimi studi di filologia militare, scienza questa nuova e utilissima, la quale serve spesso a illuminare quei piccoli angoli del passato che la grande storia a volte ingiustamente trascura.

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FONTI. Beatus Rhenanus Selestadiensis, Rerum germanicarum Libri tres ecc., Basilea 1551. Johannes Turmair ('Aventinus'), Annalium Boiorum, sive veteris Germaniae Libri VII, Francoforte 1627. Hugo van Groot ('Grotius'), Historia Gotthorum, Vandalorum et Langobardorum ecc., Amsterdam 1655. Gennaro Grande, Origine dei cognomi gentilizî nel Regno di Napoli, Napoli 1756. Alexander Adam, Antichità romane Tomi III, trad. di Gaetano Maria Monforte, Napoli 1820. Arthur Anthony Macdonell, A Vedic grammar for students, Oxford 1916. Luigi Pareti, Storia di Roma e del mondo romano Tomi VI, Torino 19521961. Jeffrey Ellis, An elementary Old High German Grammar, descriptive and comparative, Oxford 1953. Giacomo Devoto, Origini indeuropee, Firenze 1962. Giacomo Devoto, Alle fonti del germanesimo in Studi in onore di Vittorio Santoli, Roma 1976. Pierluigi Scardigli, Appunti longobardi in Filologia e critica, ib. Maria Giovanna Arcamone, L'Antroponimia germanica a Pisa durante l'età longobarda, ib. Pierre Guiraud, La semantica, Milano 1966. Vittore Pisani, Mondo nelle lingue germaniche in Miscellanea di studi in onore di Bonaventura Tecchi, Roma 1969. Jörg Jarnut, Prosopographische und sozialgeschichtliche Studien zum Langobardenreich in Italien (568-774), Bonn 1972. Arturo Pellis, Breviario di filologia germanica, Napoli 1975. John Trumper, Filologia germanica, Padova 1976. August Böckh, La filologia come scienza storica, Napoli, 1991. M. Sandra Coletsos Bosco, Storia della lingua tedesca. Origini ed alto tedesco antico, Torino 1977. Louis-René Nougier, L'économie prehistorique, Presses Universitaires de France 1977. Colin Renfrew, Before civilization. The radiocarbon revolution and prehistoric Europe, Cambridge University Press 1979. Colin Renfrew, Archeologia e linguaggio, Laterza 1989. Elda Morlicchio, Antroponimia longobarda a Salerno nel IX secolo. I nomi del 'Codex diplomaticus Cavensis', Napoli 1985. Maria Vittoria Molinari, La filologia germanica, Bologna 1987. Vittoria Dolcetti Corazza, Introduzione alla filologia germanica, Torino 1987. Gemma Manganella, Antichi dialetti germanici. Origini e sviluppo, Napoli 1990. Tiziana Pontillo, Dizionario sanscrito-italiano, italiano-sanscrito, Milano 1996. Nicoletta Francovich Onesti, L’antroponimia longobarda della Toscana: 182

caratteri e diffusione in Rivista Italiana di Onomastica, VI, 2 (2000), pp. 357-374.

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INDICE. P. " " " " " " " " " " " 4 6 7 12 54 67 157 159 168 181 182 184 Introduzione. Abbreviazioni. Parte prima: La nascita dei cognomi. Parte seconda: I cognomi patronimici. Parte terza: I cognomi toponimici. Parte quarta: L'antroponimia germanica. Parte quinta: La prova. Parte sesta: L’antroponimia ipocoristica. Parte settima: La toponomastica longobarda. Conclusione. Fonti. Indice.

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