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SLOW TRAVEL

Polesine. Il caos calmo

  • di Isa Grassano

Alla scoperta del Delta del Po. Colonie di uccelli, canneti, acqua. Silenzi inframmezzati da rumori che evocano Madre Natura

SLOW TRAVEL Polesine. Il caos calmo di Isa Grassano Alla scoperta del Delta del Po. ColonieDelta del Po , la porzione di territorio più giovane d'Italia, dove il mondo diventa una prospettiva di cielo che si riflette sull'acqua, tono su tono, azzurro su azzurro. Soprattutto in estate, per una vacanza slow, a ritmi naturali. L'importante è non avere fretta per godere appieno della dolcezza del paesaggio, dell'accoglienza calda della gente, dell'emozione dei ponti di barche, del mistero dei folti canneti. Il paesaggio è un alternarsi di ambienti diversi che si susseguono dalla terraferma al mare: dopo la campagna troviamo le dune fossili, visitabili, che corrispondono alle antiche linee di costa (sono stati individuati otto cordoni litoranei, ciascuno associabile a un'epoca, dalla Preistoria al 1600). Poi ecco gli argini, le golene, le valli da pesca, le lagune, gli scanni, in buona parte percorribili. Un paradiso anche per gli appassionati di birdwatching: oltre mille specie (Aironi Cenerini e gli Aironi Rossi, le Poiane, i Falchi, le Anitre, i Masurini, i Cavalieri d'Italia, le Volpoche) in uno scenario di specchi d'acqua dolce e salmastra. Ecco perché bisogna munirsi di cannocchiale e macchina fotografica: non manca la possibilità di fare scatti eccezionali. Tutti i sabato pomeriggio (fino al 27 settembre) vengono organizzate escursioni guidate tra il Po di Maistra e la golena protetta di Ca' Pisani, un tempo valle da pesca e zona di caccia, ora curata dal Servizio Forestale e gestita dall'Ente Parco (info: Compagnia di navigazione Cacciatori Marino, tel. 0426/380314). Oppure si può andare in barca. La lenta navigazione permette di scoprire i segreti del grande fiume e di immergersi nella verde vegetazione palustre delle tamerici, dove flora e fauna regnano sovrane ( tutte le domeniche ) . E si può navigare anche tra musica e parole (info: Navigazioni Marino Cacciatori, tel. 0426- 380314), tra letture e gruppi d'ispirazione classica (prossimi appuntamenti, venerdì 29 luglio, "L'Araba Fenice e il Fuoco del Tramonto sul Delta", e mercoledì 10 e venerdì 12 agosto con ""Luce di Stelle Cadenti alla Foce del Po"). L'esperienza più bella resta però quella di imbarcarsi con i vongolari del Delta sulle loro batane (le barche a fondo piatto) per vivere l'esperienza di un giorno da pescatore e raccogliere le vongole (le veraci d'Italia) che si trovano sul fondo sabbioso. Poche ore per sentirsi parte di una natura " id="pdf-obj-0-10" src="pdf-obj-0-10.jpg">

Un placido battere d'ali, quasi andasse al rallentatore, sembra incapace di sostenere il cormorano che spicca il volo. Plana in fondo, tra le alte e verdi canne che ondeggiano ad un lieve soffio di vento, sfiora le acque creando un guizzo che scintilla al sole. Spettacoli straordinari che da sempre affascinano l'uomo. Scene che si ripetono spesso nel parco del Delta del Po, la porzione di territorio più giovane d'Italia, dove il mondo diventa una prospettiva di cielo che si riflette sull'acqua, tono su tono, azzurro su azzurro. Soprattutto in estate, per una vacanza slow, a ritmi naturali.

L'importante è non avere fretta per godere appieno della dolcezza del paesaggio, dell'accoglienza calda della gente, dell'emozione dei ponti di barche, del mistero dei folti canneti. Il paesaggio è un alternarsi di ambienti diversi che si susseguono dalla terraferma al mare: dopo la campagna troviamo le dune fossili, visitabili, che corrispondono alle antiche linee di costa (sono stati individuati otto cordoni litoranei, ciascuno associabile a un'epoca, dalla Preistoria al 1600). Poi ecco gli argini, le golene, le valli da pesca, le lagune, gli scanni, in buona parte percorribili. Un paradiso anche per gli appassionati di birdwatching: oltre mille specie (Aironi Cenerini e gli Aironi Rossi, le Poiane, i Falchi, le Anitre, i Masurini, i Cavalieri d'Italia, le Volpoche) in uno scenario di specchi d'acqua dolce e salmastra. Ecco perché bisogna munirsi di cannocchiale e macchina fotografica:

non manca la possibilità di fare scatti eccezionali.

Tutti i sabato pomeriggio (fino al 27 settembre) vengono organizzate escursioni guidate tra il Po di Maistra e la golena protetta di Ca' Pisani, un tempo valle da pesca e zona di caccia, ora curata dal Servizio Forestale e gestita dall'Ente Parco (info: Compagnia di navigazione Cacciatori Marino, tel. 0426/380314). Oppure si può andare in barca. La lenta navigazione permette di scoprire i segreti del grande fiume e di immergersi nella verde vegetazione palustre delle tamerici, dove flora e fauna regnano sovrane (tutte le domeniche).

E si può navigare anche tra musica e parole (info: Navigazioni Marino Cacciatori, tel. 0426- 380314), tra letture e gruppi d'ispirazione classica (prossimi appuntamenti, venerdì 29 luglio,

"L'Araba Fenice e il Fuoco del Tramonto sul Delta", e mercoledì 10 e venerdì 12 agosto con ""Luce

  • di Stelle Cadenti alla Foce del Po").

L'esperienza più bella resta però quella di imbarcarsi con i vongolari del Delta sulle loro batane (le barche a fondo piatto) per vivere l'esperienza di un giorno da pescatore e raccogliere le vongole (le veraci d'Italia) che si trovano sul fondo sabbioso. Poche ore per sentirsi parte di una natura

meravigliosa e inaspettata.

Una natura che per le sue mille sfaccettature ha attratto anche numerosi registi. Da Roberto Rossellini, con il film "Paisà" a Michelangelo Antonioni con "Gente del Po"; da Mario Soldati ("la donna del Fiume") a Tinto Brass che sceglie Polesella (si distingue per le belle ville che dal ‘500 sono state costruite dalle famiglie nobiliari della serenissima come Villa Rosette-Gheughin o Villa Morosini) per girare "Miranda", la rivisitazione della locandiera goldoniana

Una terra detta anche "Esperia", del tramonto, come la definivano i Greci, ritenendo che la zona fosse quella prescelta dal Sole (detto anche Elio) per concludere, ogni giorno, la corsa del suo carro di fuoco trainato da irrequieti cavalli. Ed Eridano (il fiume Po) era praticamente il letto dove il grande Dio si tuffava per dormire. Da visitare Cà Vendramin, museo regionale della Bonifica e sede del Centro visitatori Parco, allestito in una antica idrovora restaurata, testimonianza di archeologia industriale che racconta il lavoro che ha trasformato le terre paludosi in terreni coltivabili.

Da qui si può seguire un lungo itinerario, lungo l'entroterra, che si snoda lungo la strada arginale della riva sinistra del Po incontro a paesi, bianche spiaggette che si aprono all'improvviso e lunghi filari di pioppi lungo le golene (microambienti tra fiume e argine). S'incontra Stienta con l'impianto urbanistico a raggera della piazza sulla quale domina la Parrocchiale. Ficarolo, invece, è caratterizzato dalla torre campanaria fortemente inclinata da un lato. A Trecenta da ammirare il Palazzo Popoli-Spalletti con un ampio salone d'onore con ballatoio e stucchi seicenteschi. Vicino al paese c'è un'area di interesse naturalistico con i Gorghi, specchi d'acqua sorgiva dove si possono scorgere Gallinelle d'acqua, Folaghe, Germani. Ancora Villanova Marchesana con il Palazzo Daclon, sviluppato in altezza su quattro piani, costruito nel 1834 da un ufficiale francese che giunto al seguito dell'esercito napoleonico s'invaghì di una bella ragazza del paese e a lei volle dedicare l'edificio. Papozze, infine, è la porta del Parco del Delta ed è caratterizzata dalle tipiche casette a schiera ai piedi dell'argine.

In qualunque direzione si guardi, si vedono ville venete che impreziosiscono il territorio (ospitano per tutta l'estate i due festival Parco delta Jazz e Tra ville e giardini che spaziano tra jazz, blues, folk, ma anche opera, teatro, musica classica ed etnica).

Tra queste Villa Badoer del Palladio a Fratta Polesine (paese natale di Giacomo Matteotti), un paese piccolo ma in così limitati confini racchiude storia e bellezze artistiche e architettoniche. L'edificio residenziale, dalla semplice volumetria, si erge al centro di un verde prato chiuso da rustici; ai lati si protendono a semicerchio le barchesse su colonnine (la "barchessa" è un'ala laterale adibita ad abitazione o servizi). All'interno affreschi del Giallo Fiorentino che riproducono scene di vita mitologiche.

Infine non si può non fare una sosta a Rovigo, un gioiello dell'arte e della cultura. Si visita a piedi, perdendosi in un labirinto di vicoli e stradine, tra palazzi, chiese e edifici che conservano ancora lo splendore del Settecento. Da vedere la Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, meglio conosciuta con il nome di "Rotonda", per via della sua particolarissima forma ottagonale.

Fu costruita nel 1594 con l'intento di conservare un'immagine della Madonna con in braccio il Bambino, ritenuta miracolosa. A guardarla da fuori, con le mura lineari (bello il maestoso campanile secentesco disegnato da Baldassare Longhena), non si può immaginare quali tesori conserva, mentre una volta dentro il tutto è così ammaliante da far male quasi agli occhi: è il trionfo del barocco veneto. Vi potrebbe venire la tentazione di portarne via i tesori che si offrono tra le navate della copertura lignea, ma soprattutto a colpirvi saranno le tele celebrative dei miracoli della Madonna, considerate una completa antologia della pittura veneta della fine del XVII secolo. Arte e cultura, acqua e terra, l'una nell'altra in simbiosi assoluta: ecco il Polesine. (22 luglio 2011)