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Universit degli Studi di Roma La Sapienza

Facolta di Ingegneria
Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Civile



ASPETTI DI ANALISI DEGLI EFFETTI INDOTTI NELLE
SOVRASTRUTTURE DA SCAVI DI LINEE METROPOLITANE







Relatore: Prof. Ing. Franco Bontempi
Correlatrice: Ing. Stefania Arangio
Laureando: Giuseppe Panetta


1
INDICE

INTRODUZIONE ......................................................................................... 5




CAPITOLO 1
SPOSTAMENTI DEL TERRENO IN CONDIZIONI DI GREEN FIELD.................. 7
1.1 SPOSTAMENTI SUPERFICIALI....................................................................... 8
1.1.1 PIANO TRASVERSALE ALLO SCAVO SPOSTAMENTI VERTICALI ............. 8
1.1.2 PIANO TRASVERSALE ALLO SCAVO SPOSTAMENTI ORIZZONTALI....... 10
1.1.3 PIANO LONGITUDINALE..................................................................... 12
1.2 SPOSTAMENTI IN PROFONDITA................................................................. 15
1.2.1 SPOSTAMENTI VERTICALI............................................................................ 15
1.2.2 SPOSTAMENTI ORIZZONTALI....................................................................... 17



CAPITOLO 2
SPOSTAMENTI DEL TERRENO IN CONDIZIONI REALI................................ 18
2.1 INTERAZIONE TERRENO-STRUTTURA......................................................... 18
2.1.1 METODO DELLE SITUAZIONI LIMITE ................................................... 18
2.1.2 METODO DELLA RIGIDEZZA EQUIVALENTE......................................... 21
2.1.3 METODO DELLA RIGIDEZZA RELATIVA............................................... 22
2.2 CAMPO DI SPOSTAMENTI.......................................................................... 23




2

CAPITOLO 3
DEFORMAZIONI INDOTTE NELLE SOVRASTRUTTURE.............................. 24
3.1 METODI EMPIRICI ..................................................................................... 24
3.1.1 DEFINIZIONE DEI PARAMETRI DI DEFORMAZIONE ................................ 24
3.1.2 CORRELAZIONI EMPIRICHE ................................................................ 26
3.2 METODO DELLA RIGIDEZZA EQUIVALENTE................................................ 28
3.3 INFLUENZA DEGLI SPOSTAMENTI SULLE DEFORMAZIONI ............................ 29
3.4 INFLUENZA DELLA RIGIDEZZA DELLA STRUTTURA..................................... 30
3.5 INFLUENZA DELLA POSIZIONE DELLA STRUTTURA ..................................... 32



CAPITOLO 4
VALUTAZIONE DEL DANNO STRUTTURALE ............................................. 34
4.1 DEFORMAZIONE CRITICA.......................................................................... 34
4.2 CLASSIFICAZIONE DEL DANNO.................................................................. 38
4.3 VALUTAZIONE DEL DANNO....................................................................... 42
4.3.1 VALUTAZIONE PRELIMINARE.............................................................. 43
4.3.2 VALUTAZIONE DI SECONDO LIVELLO .................................................. 44
4.3.3 VALUTAZIONE DI DETTAGLIO............................................................. 48










3

CAPITOLO 5
ANALISI NUMERICHE PRELIMINARI ........................................................ 49
5.1 ESEMPI CANONICI DI VALIDAZIONE DEI RISULTATI ................................... 49
5.1.1 PROVA DI TAGLIO BI-ASSIALE CON MODELLO DI SUOLO ELASTICO
LINEARE......................................................................................................... 49
5.1.3 CARICO NASTRIFORME SU SUOLO ELASTICO ALLA GIBSON .................. 52
5.1.4 COMPORTAMENTO FLESSIONALE DI UNA PIASTRA ............................... 55
5.2 MODELLI DI GALLERIA - CONDIZIONI NON DRENATE ................................. 57
5.2.1 CARATTERISTICHE COMUNI AI MODELLI ............................................. 57
5.2.2 MODELLO CON LARGHEZZA DI 50 METRI............................................. 58
5.2.3 MODELLO CON LARGHEZZA DI 70 METRI............................................. 60
5.2.4 MODELLO CON LARGHEZZA DI 100 METRI........................................... 61
5.2.5 MODELLO CON LARGHEZZA DI 150 METRI........................................... 62
5.2.6 MODELLO CON LARGHEZZA DI 200 METRI........................................... 63
5.2.7 CONFRONTO DEI RISULTATI ................................................................ 64
5.3 MODELLI DI GALLERIA - CONDIZIONI DRENATE......................................... 65


CAPITOLO 6
ANALISI DEI FENOMENI DI INTERAZIONE TERRENO -STRUTTURA.......... 66
6.1 IPOTESI ALLA BASE DELLA MODELLAZIONE............................................... 66
6.1.1 CARATTERISTICHE DEL TERRENO........................................................ 66
6.1.2 CARATTERISTICHE DELLA SOVRASTRUTTURA ..................................... 67
6.2 SCENARI ANALIZZATI .............................................................................. 69
6.3 EFFETTI DELLINTERAZIONE TERRENO-STRUTTURA .................................. 70





4

CAPITOLO 7
VALUTAZIONE DELLO STATO TENSIONALE INDOTTO .............................. 73
7.1 SCENARIO 1: SAGGING.............................................................................. 73
7.2 SCENARIO 2: HOGGING ............................................................................. 78
7.3 SCENARIO 3: ZONA MISTA......................................................................... 82
7.4 SCENARIO 4: HOGGING PER DOPPIO TUNNEL.............................................. 85
7.5 SCENARIO 5: SAGGING CON SCAVO IN CORSO ............................................ 88


CAPITOLO 8
CONCLUSIONI.......................................................................................... 91
8.1 INTERAZIONE TERRENO-STRUTTURA ........................................................ 91
8.2 STATO TENSIONALE E QUADRO FESSURATIVO........................................... 93





BIBLIOGRAFIA......................................................................................... 97





APPENDICE I
VALUTAZIONE DELLONERE COMPUTAZIONALE ..................................... 98





Introduzione
5
INTRODUZIONE


Nelle grandi citt e nelle metropoli la crescente domanda di mobilit, unitamente alla carenza di
spazi ed inefficienza dei trasporti vista la problematica condizione di traffico veicolare su strada,
offre motivazioni sempre pi valide per la progettazione di linee metropolitane che vadano a
formare una rete di connessione posta a livello profondo al di sotto del tessuto urbano.
Per la realizzazione di questo tipo di opere dunque necessario effettuare lavori di scavo sia di
tipo puntuale (stazioni, spazi di servizio) che lineare (sviluppo planimetrico dellinfrastruttura), i
quali inevitabilmente comportano una sensibile variazione dello stato tensionale agente nel
terreno, e quindi la formazione di un campo di deformazioni.
La presente trattazione volta allanalisi degli effetti indotti dai suddetti fenomeni deformativi,
ed in particolare ai conseguenti danni alle strutture in superficie manifestati attraverso uno stato
fessurativo pi o meno grave nel materiale costituente.
Questo tipo di esame indispensabile, essendo molto probabile che le costruzioni presenti in
grandi centri urbanizzati quali sono quelli in cui necessario realizzare una linea metropolitana
abbiano un elevato valore storico-monumentale.
Il problema viene trattato partendo dallo studio del campo di spostamenti indotto dallo scavo,
considerando sia le condizioni di campo libero (ovvero in assenza di strutture), il cosiddetto
green field, che quelle pi realistiche di interazione terreno-struttura. Vengono successivamente
presentati i diversi criteri esistenti in letteratura per la valutazione del danno indotto nelle
costruzioni.
Una stima attendibile degli spostamenti in condizioni di green field pu essere ottenuta usando
metodi empirici; tuttavia questi sono poco adatti per descriverne il campo degli spostamenti
laddove la presenza di strutture superficiali o sub-superficiali modifica sostanzialmente
landamento ed i valori. Per analizzare i problemi di interazione si far riferimento anche a
metodi di risoluzione numerica, in particolare a quello agli elementi finiti (finite element method,
F.E.M.), utilizzato nei moderni software di modellazione: questo approccio assume
unimportanza sempre maggiore per la possibilit di illustrare in modo pi chiaro il problema, ed
allo stesso tempo di comparare i risultati con i dati provenienti da esperienze sperimentali per
testarne la validit.


Introduzione
6
Per effettuare stime preventive di danneggiamento verr descritto un procedimento di calcolo
che si articola in diversi livelli di approfondimento per mezzo di analisi sempre pi affinate allo
scopo di limitare solo agli edifici pi severamente colpiti le indagini pi onerose.
Anche in questo caso, come per la previsione dei cedimenti, ormai pratica comune quella di
utilizzare programmi di calcolo agli elementi finiti per ottenere valutazioni di dettaglio per le
situazioni pi critiche.

OBIETTIVI DELLO STUDIO
Lo studio stato effettuato con lobiettivo di descrivere lo stato tensionale indotto in una
sovrastruttura per differenti scenari, ciascuno caratterizzato da una diversa posizione
delledificio superficiale rispetto alla linea dasse del tunnel. Landamento delle tensioni stato
illustrato visualizzando le direzioni principali di tensione, e quindi studiando la configurazione
delle isostatiche di trazione e compressione.
Per ogni scenario (sagging, hogging, sagging - hogging, hogging per doppio tunnel e sagging
con scavo in corso) stata valutata linfluenza della presenza di elementi strutturali come platea
di fondazione e telaio portante in c.a., in particolare analizzandone le differenze in caso di
assenza.
Anche per quanto riguarda il legame costitutivo della muratura, che costituisce la tamponatura su
cui stato effettuato lo studio tensionale, sono stati realizzati modelli con un legame elastico
lineare simmetrico, confrontati con modelli con legame elasto-plastico perfetto, con resistenza a
trazione limitata.
Prima di valutare lo stato tensionale ed operare una previsione del quadro fessurativo, stata
svolta unanalisi dei campi di spostamenti in caso di interazione terreno-struttura, evidenziando
laspetto benefico della rigidezza della sovrastruttura che tende a ridurre la curva dei cedimenti,
oltre che a linearizzarne landamento.




1. Spostamenti del terreno in condizioni di green field
7
CAPITOLO 1
SPOSTAMENTI DEL TERRENO IN CONDIZIONI DI
GREEN FIELD

Lo studio teorico del campo di spostamenti generato da uno scavo profondo nel terreno molto
complesso, trattandosi di un fenomeno dipendente da molti parametri, tra cui il principale e pi
difficile da comprendere il legame costitutivo del terreno.
Per questo motivo, lequilibrio nel mezzo viene analizzato con metodi approssimativi (analitici o
numerici), o pi frequentemente per mezzo di metodi semi-empirici. I primi, non illustrati
integralmente in questa sede, si basano su ipotesi semplificative inerenti alla geometria del
problema, alla stratificazione omogenea del terreno ed a legami costitutivi pi o meno
complessi.
I metodi semi-empirici verranno discussi pi approfonditamente nel seguito.
Gli spostamenti indotti nel terreno da scavi profondi si diffondono dalla quota di scavo (asse del
tunnel) al piano campagna. Di conseguenza, necessario distinguere landamento dei cedimenti
in superficie da quello indotto ad una certa profondit.
Unulteriore distinzione legata al fatto che il fenomeno in questione a sviluppo
tridimensionale; ci nonostante, per comodit di rappresentazione e di studio, usuale
differenziare landamento degli spostamenti, a seconda del piano di giacitura, in trasversali e
longitudinali rispetto allasse della galleria.
Tra gli spostamenti trasversali, inoltre, possibile osservare sia spostamenti verticali (dovuti alla
formazione di una conca di subsidenza) che orizzontali (convergenti verso lasse della galleria).

Figura 1 - Campo di spostamenti indotto dallo scavo
1. Spostamenti del terreno in condizioni di green field
8
1.1 SPOSTAMENTI SUPERFICIALI
1.1.1 Piano trasversale allo scavo spostamenti verticali
I metodi semi-empirici, basati su osservazioni sperimentali in situ connesse a risultati analitici
(Peck, 1969), considerano che landamento dei cedimenti
v
S indotto in superficie dalla
realizzazione di una galleria in assenza di sovrastrutture in un piano ortogonale allasse del
tunnel lontano da zone diffusive, possa essere schematizzato da una funzione di distribuzione di
probabilit di tipo Gaussiano con la seguente legge:
2
,max 2
( ) exp
2
v v
x
x
S x S
i
| |
=
|
\


Figura 2 - Andamento dei cedimenti trasversali
La funzione dipende da due parametri che ne definiscono la forma e lampiezza:

max , v
S : cedimento massimo in asse alla galleria. Dipende da diversi fattori, quali la
geometria (diametro, copertura), la tecnologia esecutiva dello scavo ed il
comportamento meccanico del terreno. Pu essere stimato sia mediante
correlazioni empiriche (basate su dati di letteratura relativi a situazioni analoghe),
sia mediante correlazioni con il volume perso (concetto meglio descritto in
seguito);
i
x
:

distanza del punto di flesso dellandamento gaussiano dallasse della galleria.
Diagrammando landamento del parametro al variare della profondit dellasse
0
z per diversi tunnel realmente esistenti, gli studi di OReilly e New (1982)
hanno dimostrato la proporzionalit diretta
0 x
i Kz = , con costante di
proporzionalit K differente a seconda del tipo di terreno:
K = 0,2 0,3 per terreni incoerenti sopra falda;
K = 0,4 0,5 per terreni incoerenti sotto falda;
1. Spostamenti del terreno in condizioni di green field
9
K = 0,6 0,7 per argille tenere;
K = 0,45 0,55 per argille consistenti;

Si pu vedere che la distanza dallasse pari a i
x
separa due zone caratterizzate da campi di
cedimenti con diversa concavit: la prima zona caratterizzata da un campo di cedimenti con
concavit rivolta verso lalto (sagging), mentre la seconda zona caratterizzata da spostamenti
aventi curvatura opposta (hogging).
Larea sottesa dalla funzione di distribuzione gaussiana rappresenta la probabilit che la
grandezza x assuma un valore compreso tra e + : di conseguenza per definizione
equivalente ad 1.
Essendo i parametri
max , v
S ed i
x
indipendenti, il volume dellandamento dei cedimenti per unit
di lunghezza longitudinale pu essere espresso come:

1 2
max ,
= = =

+

V x V S
S i dx S V
x x
V
i i
S

=
5 , 2
1
2
1
max ,


da cui
2
2
1
( ) exp
2 2
v
x x
x
S x
i i
| |
=
|

\
.

Labbassamento del piano campagna riconducibile al sovrascavo, dovuto in modo pi o meno
accentuato a qualsiasi tecnica di esecuzione dellopera adottata. Si produce dunque una tendenza
al restringimento del foro eseguito, generando del volume perso.
Per volume perso ( )
L
V si intende, infatti, il volume di terreno scavato in eccesso rispetto a quello
strettamente necessario per il volume nominale della galleria, racchiuso in sezione dal perimetro
esterno del rivestimento del foro. Si pu dunque formalizzare tale definizione in un rapporto
percentuale che fornisce anche unindicazione della bont della tecnica adottata:
100 (%)

=
N
N S
L
V
V V
V dove:
S
V il volume di terreno effettivamente scavato;
N
V il volume di terreno nominale di progetto.

La percentuale di volume perso una grandezza necessaria per rappresentare adeguatamente,
attraverso delle elaborazioni numeriche semi-empiriche, la forma e lentit delle dimensioni
1. Spostamenti del terreno in condizioni di green field
10
della conca di subsidenza. Il suo valore pu essere determinato sulla base della valutazione della
stabilit del fronte di scavo, di cui si tratter pi avanti.
Le relazioni che legano il volume perso al profilo di cedimenti sono le seguenti:
4
2
D
V V
L S

=
x
L
x
L
V
i
D V
i
D V
S
2 2
max ,
313 , 0
5 , 2 4
=

=



I fattori che influenzano landamento dei cedimenti trasversali sono:

il tipo di terreno: i maggiori cedimenti avvengono in terreni coesivi teneri e in terreni
sciolti che possono subire elevate deformazioni plastiche se il fronte di scavo non
sostenuto;
dimensioni della galleria: maggiore il diametro della galleria, maggiore il volume
della conca ( )
S
V e, di conseguenza, risulta maggiore anche il cedimento massimo e la
deformazione;
profondit della galleria: allaumentare della profondit della galleria, il cedimento
massimo diminuisce poich la conca tende ad estendersi in direzione trasversale. Inoltre,
il cedimento diminuisce sensibilmente in terreni incoerenti addensati a causa degli effetti
della dilatanza, ma pu invece aumentare ulteriormente nei terreni coesivi a seguito dei
processi di consolidazione primaria;
metodo di scavo: importante la capacit di mantenere direzione ed inclinazione delle
macchine (scudo). La perdita dallineamento dello scudo contribuisce ad aumentare il
volume perso di terreno;
tipo di rivestimento: dopo linstallazione del rivestimento, gli spostamenti superficiali del
terreno dipendono dalle caratteristiche di rigidezza e dalla distanza dal fronte del
rivestimento.

1.1.2 Piano trasversale allo scavo spostamenti orizzontali
I dati sperimentali relativi agli spostamenti e deformazioni orizzontali sono pi scarsi di quelli
relativi agli spostamenti verticali. stato suggerito (OReilly e New, 1981) di valutare queste
grandezze assumendo lipotesi di deformazioni piane a volume costante, considerando il vettore
degli spostamenti in superficie diretto verso il centro della galleria.
1. Spostamenti del terreno in condizioni di green field
11
Seguendo questa idea, landamento degli spostamenti orizzontali pu essere espresso dalla
seguente relazione:
0
) ( ) (
z
x
x S x S
V H
=

Il campo di deformazioni orizzontali indotte, di conseguenza, sar dato dalla funzione derivata
dello spostamento:
x
x S
H
H

=
) (


La figura 3 mostra entrambe le funzioni in un generico piano trasversale, insieme allandamento
dei cedimenti verticali:


Figura 3 - Cedimenti, spostamenti e deformazioni orizzontali nel piano trasversale

Da unanalisi immediata della forma dei due campi, si pu osservare che il massimo valore dello
spostamento orizzontale si presenta al valore di ascissa
x
i x = ed pari a 45 , 0 25 , 0
max , V
S .
Inoltre, dalla stessa figura, si evince che per le strutture in superficie le deformazioni pi
pericolose sono quelle di estensione. Tali deformazioni si evidenziano nella zona di hogging
(zona avente concavit verso il basso) che si estende dallestremit della conca sino al punto di
flesso.
1. Spostamenti del terreno in condizioni di green field
12
La massima deformazione di estensione ) (
ht

)
si verifica alla distanza
x
i 3 dallasse della
galleria, mentre la massima deformazione di compressione ) (
hc

)
si ha in asse alla galleria ed ha
un valore pari a 2 3 volte la massima deformazione di estensione.
1.1.3 Piano longitudinale
Gli studi di Attewell e Woodman (1982) hanno dimostrato che landamento degli spostamenti
indotti nel terreno in direzione longitudinale a causa di uno scavo profondo determinabile
considerando lavanzamento del tunnel come la generazione di una serie di punti sorgente, e
quindi sovrapponendo le conche di subsidenza originate. Dal momento che il profilo dei
cedimenti trasversali segue uno sviluppo di tipo Gaussiano, landamento dei cedimenti in
direzione longitudinale seguir la legge di distribuzione di probabilit cumulata (integrale della
Gaussiana) secondo la seguente relazione:
|

\
|
=
=
i
y
S y S
V x V max , 0
) (
dove ) ( y la legge di probabilit cumulata, ed y lascissa longitudinale.
La funzione di probabilit cumulata espressa come:


|
|

\
|

=
y
y y
i
y
i
y
2
2
2
exp
2
1
) (


ed i valori che assume sono stati raccolti in tabelle dagli autori, seguendo la teoria probabilistica.
La figura 4 mostra landamento illustrato:

Figura 4 - Andamento dei cedimenti nel piano longitudinale

Si pu notare che i cedimenti longitudinali aumentano allaumentare dellascissa y, assumono un
valore nullo allinizio dello scavo ed il valore massimo
max , V
S in corrispondenza dellascissa
finale. Al fronte, i cedimenti si attestano al valore medio della funzione
max ,
5 , 0
V
S . In realt, gli
1. Spostamenti del terreno in condizioni di green field
13
stessi autori hanno sperimentato che questa assunzione non ricalca perfettamente la situazione
reale, ma comunque usuale considerare i cedimenti superficiali in direzione longitudinale pari
alla met del valore massimo in corrispondenza del fronte della galleria.
Lampiezza del profilo di spostamenti visto definita dal parametro
y
i , che generalmente viene
assunto pari a
x
i . Anche in questo caso, si tratta di una approssimazione, tuttavia ampiamente
accettabile. Per questo motivo, il pedice pu essere rimosso considerando ununica grandezza i.
Attewell e Woodman hanno inoltre proposto una valutazione dellandamento degli spostamenti
orizzontali nel piano longitudinale, con la relativa deformazione indotta. Questa parte dello
studio pu essere trascurata in questa sede, dal momento che i danni pi severi indotti nelle
sovrastrutture dipendono principalmente dai fenomeni che avvengono nei piani trasversali, e non
da quelli lungo lo sviluppo longitudinale.
Valutazione del volume perso
Per quanto riguarda la stima del volume perso, esistono diverse correlazioni che riconducono al
fenomeno di stabilit del fronte di scavo, ed al relativo fattore di stabilit N .
I fenomeni di instabilit del fronte di scavo di una galleria profonda possono presentarsi secondo
due meccanismi di collasso differenti, al variare del tipo di terreno.
Nei terreni coesivi, il collasso include un grande volume di terreno davanti al fronte scavo, che
porta allo sprofondamento del terreno in superficie (fig. 5).
Nei terreni granulari, invece, il meccanismo di collasso che si presenta detto a camino, sopra
il fronte di scavo (fig. 6).

Figura 5 - Instabilit del fronte di scavo in terreni coesivi

1. Spostamenti del terreno in condizioni di green field
14

Figura 6 - Instabilit del fronte di scavo in terreni granulari
Per stimare la possibilit di instabilit del fronte scavo, si calcola il valore di N:
u
t v
c
N

= in cui:
v
la tensione agente alla profondit dellasse del tunnel, dovuta al terreno sovrastante e ad
eventuali sovraccarichi;
t
la tensione data dai supporti interni del tunnel, se presenti;
u
c la resistenza non drenata del terreno, indice della resistenza a taglio.
Se:
3 N => la stabilit del fronte scavo quasi certa;
6 3 N => necessario valutare attentamente il rischio di collasso al fronte;
6 N => fenomeni di instabilit certi.

Le correlazioni per la stima del volume perso (%)
L
V a partire dal valore del rapporto di stabilit
N sono numerose; alcune di queste sono illustrate nella seguente figura (fig. 7):

Figura 7 - Correlazioni di letteratura tra il volume perso (V
L
) ed il rapporto di stabilit (N)
1. Spostamenti del terreno in condizioni di green field
15
1.2 SPOSTAMENTI IN PROFONDITA
Fino ad ora sono stati trattati solamente gli effetti indotti in superficie da scavi profondi. Sebbene
questo sia probabilmente il modo pi rapido e diretto per descrivere il problema, bisogna
considerare che il meccanismo di interazione galleria - terreno - sovrastruttura si sviluppa sub-
superficialmente ed essenziale capirne landamento, soprattutto per lo scopo che ci si
prefissati in questa trattazione, ossia lo studio degli effetti provocati sulle costruzioni presenti in
superficie. Infatti, evidente che le fondazioni delle sovrastrutture, che sono il tramite tra i
fenomeni profondi e quelli manifesti in superficie, giacciono solitamente a qualche metro di
profondit dal piano campagna: risulta perci necessario determinare una sorta di legge di
attenuazione che descriva landamento di certe grandezze, come ad esempio il campo di
spostamento verticale, al variare della profondit.
In letteratura, i dati sperimentali sugli spostamenti del terreno in profondit sono pochi rispetto
ai dati riguardanti gli spostamenti in superficie. Tale carenza dipende essenzialmente dalla
necessit di realizzare un piano di monitoraggio che, oltre ad essere di difficile esecuzione,
molto oneroso dal punto di vista economico.
Per questi motivi, il problema stato studiato pi in modo teorico che empirico: in particolare,
Mair e Taylor (1993) hanno risolto lo studio dello scarico tensionale indotto da una cavit
cilindrica con le soluzioni della teoria della plasticit, determinando cos i movimenti profondi
sia verticali che orizzontali.
1.2.1 Spostamenti verticali
Il profilo di cedimenti in profondit in direzione trasversale segue essenzialmente landamento
descritto per gli spostamenti superficiali (Gaussiana). La modifica da apportare alle relazioni gi
valide per il piano campagna ( 0 = z ) riguarda lintroduzione della quantit ) (
0
z z in cui
0
z
la profondit dellasse della galleria mentre z la profondit del punto generico misurata rispetto
al piano di campagna.
Il parametro i , che individua lestensione trasversale della conca, si modifica come riportato di
seguito:
) (
0
z z k i =
La figura 8 illustra landamento di i in funzione di z/z
0
: i dati puntuali provengono da misure in
sito e da modelli in scala in terreni coesivi, e sulla base di essi stata determinata lequazione
della retta interpolante
|
|

\
|
+ =
0 0
1 325 , 0 175 , 0
z
z
z
i
.
1. Spostamenti del terreno in condizioni di green field
16

Figura 8 - Interpolazione di dati per la determinazione in profondit del coefficiente i
Da questa relazione, viene individuato anche il valore del parametro k; esso assume un valore
pari a 0,5 in superficie, e tende ad allaumentare della profondit, come si evince dalla figura
9:

Figura 9 - Andamento del coefficiente k con la profondit
Inserendo lespressione di i per i cedimenti in profondit nella equazione precedentemente
illustrata che descrive landamento gaussiano della conca di subsidenza in superficie, possibile
valutare lentit del massimo cedimento sub-superficiale (normalizzato al raggio del tunnel) con
la relazione:
0
max ,
25 , 1
z
R
k
V
R
S
L
V

=
Qualitativamente, la forma e lentit delle conche di subsidenza al variare della profondit sono
rappresentate in figura 10:

Figura 10 - Variazione delle conche di subsidenza al variare della profondit
1. Spostamenti del terreno in condizioni di green field
17
1.2.2 Spostamenti orizzontali
In superficie, il campo di spostamenti orizzontali stato derivato dallespressione degli
spostamenti verticali, ipotizzando che i vettori risultanti fossero orientati verso il centro della
galleria.
Allo stesso modo, in profondit si pu definire il campo di spostamenti orizzontali, ipotizzando
che i vettori spostamento siano diretti verso un punto, detto fuoco, dato dallintersezione tra
landamento di
0
z
i
e lasse del tunnel, e posto ad una certa profondit h.
Conoscendo la posizione dei fuochi, possibile prevedere la distanza dal punto di flesso allasse
della galleria (i) e perci individuare il profilo di spostamenti in profondit.
Grant e Taylor (2000) hanno proposto dei risultati riassunti nei seguenti diagrammi (fig. 11):


Figura 11 - Determinazione grafica dei fuochi per la valutazione degli spostamenti orizzontali

Dunque, gli spostamenti orizzontali sono valutabili tramite semplici correlazioni geometriche, a
partire dagli spostamenti verticali:
h
x
x S
x S
V
H
=
) (
) (

h
x
x S x S
V H
= ) ( ) (






2. Spostamenti del terreno in condizioni reali
18
CAPITOLO 2
SPOSTAMENTI DEL TERRENO IN CONDIZIONI REALI

Nella realt dei fatti, inusuale se non impossibile che si realizzi unopera di scavo profondo, ad
esempio per la costruzione di una linea metropolitana, in unarea non urbanizzata. Di conseguenza,
evidente che le condizioni di green field discusse nel precedente capitolo non rispecchino la
situazione reale e si possano utilizzare solamente come caso semplificato di studio.
Allo scopo di valutare correttamente gli effetti indotti da una galleria in superficie, allora, si rende
necessaria lintroduzione al concetto di interazione terreno-sovrastruttura, ripreso in gran parte dal
lavoro di Carlo Viggiani (Carlo Viggiani, Fondazioni, Hevelius, 1999).
2.1 INTERAZIONE TERRENO-STRUTTURA
Nella situazione reale, in cui non esistono condizioni di green field, linfluenza delle rigidezze delle
sovrastrutture pu comportare una sostanziale modifica dei profili di spostamento.
Nei paragrafi successivi verranno illustrati i diversi metodi in uso per stimare questa influenza; i
metodi hanno validit generale, e quindi non sono relativi solo al caso di scavo di gallerie
(tunnelling).
2.1.1 Metodo delle situazioni limite
Il metodo delle situazioni limite si basa sullipotesi che le situazioni reali di interazione si pongano
concettualmente nel mezzo di due casi estremi, che sono (fig.12):
1) sovrastruttura infinitamente flessibile rispetto alla fondazione;
2) sovrastruttura infinitamente rigida rispetto alla fondazione.

Figura 12 - Casi limite di sovrastruttura infinitamente flessibile ed infinitamente rigida
2. Spostamenti del terreno in condizioni reali
19
Definita quindi una struttura di fondazione (ad esempio, trave rovescia) ed uno schema di
sottosuolo, le sollecitazioni variano al variare della rigidezza relativa tra sovrastruttura e
fondazione.
Nel primo caso, le azioni trasmesse dalla struttura alla fondazione vengono calcolate ipotizzando
vincoli fissi. Tali azioni dipendono dalla geometria e dai vincoli della sovrastruttura, e dalla
distribuzione dei carichi. Sono invece indipendenti dal modello di sottosuolo.
Ci equivale a dire che si trascura linfluenza che la rigidezza della sovrastruttura esercita
sullinterazione terreno-fondazione.
Nel secondo caso, invece, le azioni trasmesse dalla struttura alla fondazione vengono determinate
imponendo condizioni di equilibrio e di congruenza. Il procedimento varia a seconda che la
risultante dei carichi sia centrata ovvero eccentrica.

Risultante dei carichi centrata (fig.13)

Figura 13 - Caso di risultante di carico centrata

n equazioni di equilibrio alla traslazione

1 equazione di congruenza

in cui:
i
Q il generico carico esterno applicato nel punto i, che sommato agli altri porta alla risultante di
carico Q;
i
w il cedimento nel punto i ;
j i
w
,
il cedimento indotto nel punto i da una forza Q applicata nel punto j.
w il cedimento uniforme, considerato costante in ogni punto i di attacco tra pilastri e fondazione.
Si ottiene dunque un sistema di (n+1) equazioni lineari nelle (n+1) incognite ( ) w Q
i
, .

= =
=

=
=
n
j
j i j i
n
i
i
w w Q w
Q Q
1
,
1
2. Spostamenti del terreno in condizioni reali
20
Risultante dei carichi eccentrica (fig. 14)

Figura 14 - Caso di risultante di carico eccentrica

n equazioni di equilibrio alla traslazione

1 equazione di equilibrio alla rotazione

1 equazione di congruenza

dove sono stati introdotti i nuovi parametri:
i
x , ascissa rispetto ad un sistema di riferimento stabilito del generico punto i;
x, ascissa delleccentricit della struttura;
0
w , cedimento uniforme della costruzione;
0
, angolo di rotazione rigida della costruzione.

Si deve quindi risolvere un sistema di (n+2) equazioni nelle (n+2) incognite ) , , (
0 0
w Q
i
.

In questi due casi di rigidezza relativa tendente al valore infinito, le azioni in fondazione dipendono
dal modello di sottosuolo, dalla risultante dei carichi e dalla sua retta di applicazione e dalla
posizione dei pilastri. Sono invece indipendenti dalle caratteristiche della sovrastruttura e dalla
distribuzione dei carichi.

Il metodo delle situazioni limite utile perch consente di capire la rilevanza del problema di
interazione: se il campo tra i due stati estremi limitato linfluenza della rigidezza della

+ = =
=
=


=
=
=
n
j
i j i j i
n
i
i i
n
i
i
x w w Q w
x Q x Q
Q Q
1
0 0 ,
1
1

2. Spostamenti del terreno in condizioni reali


21
sovrastruttura poco rilevante e, in questo caso, non si commettono grossi errori considerando
unicamente il caso di sovrastruttura infinitamente flessibile.
Se invece il campo delimitato ampio, allora bisogna considerare la rigidezza della sovrastruttura.
Solitamente, accade che la situazione reale sia molto prossima ad uno dei due casi limite (ad
esempio, per strutture intelaiate in calcestruzzo armato per civile abitazione, usuale considerare il
caso di struttura infinitamente flessibile rispetto alla fondazione).
2.1.2 Metodo della rigidezza equivalente
Un secondo metodo consiste nel considerare la rigidezza della sovrastruttura attribuendo alla
fondazione una rigidezza flessionale maggiorata, detta appunto rigidezza equivalente.
Le seguenti immagini (fig. 15) mostrano come il metodo possa essere applicato a due casi di studio
semplici: il primo rappresenta un modello in cui gli elementi strutturali pi rigidi sono i pilastri, con
conseguente comportamento a maschi murari, o a mensole incastrate alla base; nel secondo, invece,
sono le travi ad avere una rigidezza maggiore, e ci riconduce ad un modello di tipo shear type.

Figura 15 - Schemi strutturali a elementi verticali rigidi o elementi orizzontali rigidi

Nel primo modello linerzia equivalente (che moltiplicata per il modulo di Young E restituisce la
rigidezza flessionale equivalente) data semplicemente dallinerzia della fondazione. Nel secondo
modello, invece, linerzia equivalente data dalla somma dellinerzia della fondazione e delle
2. Spostamenti del terreno in condizioni reali
22
inerzie di ciascun orizzontamento, essendo questi dotati di rigidezza flessionale, al contrario del
caso precedente.
Nellambito di questa seconda tipologia di comportamento, secondo Koenig e Sherif (1975) occorre
distinguere tra strutture con piani collegati efficacemente a taglio, in cui linerzia equivalente
devessere incrementata dai momenti di trasporto, e strutture senza connessioni rigide a taglio in cui
linerzia equivalente semplicemente quella esposta nel caso di modello shear type.
Nonostante il metodo esplicato sia di rapida applicazione, presenta lo svantaggio di portare ad errori
di valutazione maggiori al crescere della rigidezza della sovrastruttura, e quindi proprio nelle
situazioni in cui sarebbe di fondamentale importanza valutare l influenza sul comportamento del
complesso terreno-fondazione-sovrastruttura.
2.1.3 Metodo della rigidezza relativa
Lapproccio in rigidezza relativa costituisce un terzo metodo che permette di stimare linfluenza
della rigidezza della sovrastruttura sugli spostamenti del terreno. Esso si distingue dagli atri due
precedentemente esaminati sia per il suo aspetto empirico, piuttosto che teorico, sia per essere
impostato secondo lo schema dello studio degli effetti indotti da uno scavo profondo.
In particolare, il metodo proposto da Potts e Addenbrooke (1997) considera la rigidezza della
struttura nella valutazione delle deformazioni indotte sulla costruzione stessa.
Il procedimento risulta di semplice applicazione, dal momento che si basa su due soli parametri che
sono:
4
2
*
|

\
|
=
B
E
EI
s
;
|

\
|
=
2
*
B
E
EA
s
.
Ledificio stato modellato dagli autori come una trave elastica equivalente, caratterizzata da un
modulo elastico E, un momento di inerzia I ed unarea della sezione A. I parametri definiti, quindi,
rappresentano rispettivamente una rigidezza flessionale relativa ed una rigidezza assiale relativa,
avendo introdotto nelle espressioni anche il modulo di rigidezza secante del terreno
s
E e la
geometria della trave, tramite la larghezza B.
Lo scopo dellapproccio quello di studiare la variazione del campo di spostamenti e delle
conseguenti deformazioni al variare dei due parametri.

2. Spostamenti del terreno in condizioni reali
23
2.2 CAMPO DI SPOSTAMENTI
Se, da un lato, generalmente accettato che il campo di spostamenti indotto in superficie da scavi di
gallerie in condizioni di green field venga descritto da una semplice espressione analitica, una
soluzione di questo tipo non adottabile per situazioni pi complesse, come quelle di condizioni
reali in cui linfluenza della rigidezza delle sovrastrutture non trascurabile.
Per questo motivo non possibile fornire una relazione di validit generale per leffettivo
andamento delle conche di subsidenza in presenza di edifici.
Da misurazioni in sito ed analisi inverse, emerso che linfluenza delle rigidezze delle costruzioni
pu comportare una sostanziale modifica dei profili di spostamento.
Infatti, per quanto riguarda i movimenti verticali, leffetto quello di una generale riduzione
dellampiezza della conca di subsidenza, con conseguente diminuzione della curvatura e della
distorsione angolare del profilo dei cedimenti: si vedr nei prossimi capitoli come questi parametri
incidano pesantemente sullo stato di danneggiamento delle sovrastrutture soggette a deformazioni
indotte.
Per quanto concerne gli spostamenti orizzontali, linfluenza esercitata dallinterazione tra il terreno
e le sovrastrutture pi evidente, e porta ad una macroscopica riduzione degli spostamenti
differenziali previsti in condizioni di greenfield. Tale fenomeno dipende dalla natura del contatto tra
suolo e fondazioni.
I metodi esaminati nei paragrafi precedenti sono sicuramente uno strumento valido per la previsione
(da effettuare sempre in stretta connessione con lanalisi delle condizioni di green field) di
spostamenti e deformazioni sulle opere esistenti; ad essi si affiancano le analisi pi raffinate
effettuabili tramite metodi agli elementi finiti con lausilio dei calcolatori.
Nello specifico, il metodo della rigidezza relativa proposto da Potts e Addenbrooke (1997) quello
che si utilizza nella pratica progettuale per analisi di dettaglio sulle strutture in cui sia gi stato
stimato precedentemente (per mezzo di studi meno approfonditi) uno stato fessurativo indotto di
grande severit.
Per questo motivo, limpossibilit di descrivere analiticamente il campo di spostamenti generato in
condizioni reali non pregiudica la valutazione del danno che per la maggior parte degli edifici viene
effettuata considerando le condizioni di green field. Il procedimento verr esposto con maggior
precisione nei capitoli seguenti.


3. Deformazioni indotte nelle sovrastrutture
24
CAPITOLO 3
DEFORMAZIONI INDOTTE NELLE SOVRASTRUTTURE

E stato visto nei precedenti capitoli che la costruzione di gallerie in terreni deformabili ingenera dei
campi di spostamento tridimensionali, osservabili principalmente nella forma di conche di
subsidenza superficiali.
Nelle aree urbanizzate questi cedimenti si ripercuotono sulle sovrastrutture, sia sul piano campagna
che sub-superficialmente. Di conseguenza, la fase di previsione delle deformazioni indotte su tali
opere parte integrante dello studio di fattibilit, del progetto e della costruzione di infrastrutture
metropolitane.
Esistono due approcci metodologici per determinare lentit delle distorsioni: nel seguito verranno
trattati prima i metodi empirici, assieme alle correlazioni presenti in letteratura; successivamente,
verr esposto il metodo della rigidezza equivalente, che prende spunto dalle trattazioni di Fraser e
Wardle (1976) e di Padfield e Sharrock (1983).
Una volta definite le deformazioni, possibile esporre, almeno qualitativamente, un quadro delle
sollecitazioni indotte.
3.1 METODI EMPIRICI
Seguendo un approccio empirico proposto da Burland e Wroth (1974), possibile valutare lo stato
deformativo indotto tramite la determinazione di alcune grandezze misurabili direttamente in sito,
che qui di seguito vengono descritte ed illustrate.
3.1.1 Definizione dei parametri di deformazione
Le grandezze di interesse direttamente o indirettamente misurabili sono (fig. 16):
w, cedimento assoluto: indica lo spostamento di un punto, ed definito positivo se un
abbassamento;

ij
w , cedimento differenziale: dato dalla differenza tra i cedimenti calcolati nei punti i e j;
, rotazione: indica la pendenza della linea spezzata che unisce i punti di misura in
fondazione;
, variazione di pendenza tra due tratti della spezzata: se di valore positivo, evidenzia una
zona di sagging o di concavit verso lalto, altrimenti di hogging o concavit verso il
basso;
3. Deformazioni indotte nelle sovrastrutture
25
, inflessione: rappresenta il massimo spostamento rispetto alla corda, ossia alla linea che
unisce i due punti estremali. Anche questo parametro un indicatore di situazione di
sagging (se positivo) o di hogging (se negativo);

L

o DR, curvatura o rapporto dinflessione: dato dal rapporto tra linflessione massima e
la lunghezza della corda. Essendo correlato al comportamento flessionale della
struttura, un indicatore delle deformazioni flessionali;
, tilt o rotazione rigida: data dallangolo tra la corda e lorizzontale. E di difficile
definizione, dal momento che la struttura solitamente ha un comportamento
flessionale;
, rotazione relativa o distorsione angolare: rappresenta langolo di rotazione tra un tratto
di spezzata e la corda. Questa grandezza fornisce indicazioni utili a proposito delle
deformazioni a taglio sperimentate dalla struttura.

Figura 16 - Grandezze geometriche di deformazione
3. Deformazioni indotte nelle sovrastrutture
26
E evidente che le grandezze sopra definite descrivano unicamente le deformazioni nel piano: gli
effetti tridimensionali non sono infatti tenuti in conto nei metodi empirici.
Considerando invece il campo di spostamenti orizzontali indotto da uno scavo profondo, le
grandezze significative sono schematizzate in figura17.

i h
S
,
lo spostamento orizzontale del punto i;

j h
S
,
lo spostamento orizzontale del punto j;

ij
j h i h
ij h
L
S S
, ,
,

= la deformazione orizzontale tra il punto i ed il punto j.



Figura 17 - Grandezze geometriche di deformazione orizzontale
3.1.2 Correlazioni empiriche
A corollario del metodo empirico, sono stati raccolti dei dati al fine di determinare delle
correlazioni che possano facilitare la valutazione di alcuni parametri sulla base di altri, direttamente
misurabili. Cos facendo, si pu risalire ai valori delle grandezze secondarie.
1) ) (
max max
w f w =

Figura 18 - Correlazioni tra cedimenti differenziali ed assoluti massimi per terreni coesivi o granulari

3. Deformazioni indotte nelle sovrastrutture
27
In ascissa del diagramma mostrato in figura 18 ci sono i valori del cedimento assoluto massimo
misurato ed in ordinata i valori del cedimento differenziale massimo. I risultati mostrano una netta
distinzione tra il comportamento della sovrastruttura a seconda che essa sia fondata su terreni
granulari ovvero coesivi, ed in questultimo unulteriore differenza si presenta tra il comportamento
di strutture rigide o flessibili rispetto al terreno di fondazione.
Dal diagramma si evince che i cedimenti assoluti massimi sono di entit maggiore nelle argille
piuttosto che nelle sabbie; tuttavia, mentre per il primo tipo di suolo i cedimenti differenziali
massimi risultano pi contenuti, nellaltro i cedimenti differenziali sono dello stesso ordine di
grandezza di quelli assoluti, perci in proporzione pi rilevanti.
2) ) (
max max
w f =
Un secondo studio di correlazione stato proposto da Grant (1974), che interpolando i dati
sperimentali raccolti per terreni granulari o coesivi, e relativi a fondazioni isolate o continue, ha
proposto le leggi seguenti:

sabbie, fondazioni isolate

sabbie, fondazioni continue

argille, fondazioni isolate

argille, fondazioni continue


Si pu osservare come
max
aumenti passando da argille a sabbie, e da fondazioni continue a
isolate. Queste stime non sono comunque adatte per edifici soggetti ad elevati cedimenti
differenziali; in questi casi consigliabile riferirsi al metodo esposto nel seguente paragrafo.







=
=
=
=
3500
3000
1800
1500
max
max
max
max
max
max
max
max
w
w
w
w

3. Deformazioni indotte nelle sovrastrutture


28
3.2 METODO DELLA RIGIDEZZA EQUIVALENTE
Nellapplicazione di questo metodo, la prima operazione necessaria quella di assimilare la
fondazione e lintero edificio ad una piastra equivalente soggetta a carichi distribuiti. Lo spessore
p
h di questa piastra viene calcolato in modo tale da rispettare la condizione:

=
+ =
n
i
i s f p
J J J
1
,
dove:
p
J rappresenta linerzia della piastra equivalente;
f
J rappresenta linerzia della fondazione;
i s
J
,
rappresenta linerzia del piano i-esimo delledificio;
n indica il numero di piani nelledificio.

Le dimensioni in pianta, invece, corrispondono alla lunghezza L ed alla larghezza B della struttura
in esame.
Noti quindi geometria e carico q agente, possibile descrivere landamento dei cedimenti assoluti e
differenziali della piastra rettangolare al variare di un parametro di rigidezza relativa tra piastra e
terreno, definito come:

( )
( )
2 3
2 3
1
1
3
4
p t
t p p
B E
h E
K



=
in cui compaiono le grandezze:
p
E modulo di elasticit della piastra equivalente (dipende dal materiale di fondazione ed edificio);
t
E modulo di elasticit del terreno;
p
coefficiente di Poisson della piastra equivalente;
t
coefficiente di Poisson del terreno.


Dopo aver individuato il valore di K, si utilizza il grafico riportato in figura 19 per determinare il
coefficiente di influenza I.
A questo punto, noto I per i diversi punti, sia in senso assoluto che differenziale, finalmente
possibile stimare i cedimenti tramite le relazioni:
( )
i t
t
i
I
E
qB
w =
2
1 ( )
ij t
t
ij
I
E
qB
w =
2
1
3. Deformazioni indotte nelle sovrastrutture
29


Figura 19 - Correlazione per la determinazione del coefficiente I al variare del modulo di rigidezza relativa K
3.3 INFLUENZA DEGLI SPOSTAMENTI SULLE DEFORMAZIONI
In sintesi, i movimenti indotti in una struttura da lavori di scavo in profondit sono i seguenti (fig.
20):
1. cedimenti uniformi;
2. rotazioni rigide;
3. spostamenti orizzontali rigidi;
4. cedimenti differenziali;
5. rotazioni differenziali;
6. spostamenti orizzontali differenziali.


Figura 20 - Sintesi di movimenti e deformazioni strutturali dovuti a spostamento del terreno

I primi tre condividono la caratteristica di non indurre sovratensioni, e di conseguenza
deformazioni.
3. Deformazioni indotte nelle sovrastrutture
30
Al contrario, gli spostamenti differenziali sono causa di deformazioni, degenerabili in fessurazioni e
danni anche gravi.
Un concetto introdotto da Burland e Wroth (1975) per studiare la causa interna della fessurazione,
di cui si parler nello specifico al prossimo capitolo, quello di massima estensione interna o
deformazione critica
crit
che rappresenta la deformazione ultima che la sovrastruttura sperimenta
prima della fessurazione.
Tale grandezza pu essere collegata ad effetti flessionali (assumendo la valenza di estensione
flessionale,
b
) oppure ad effetti di taglio (estensione diagonale,
d
).
Nella figura 21, in cui la sovrastruttura schematizzata per mezzo di una trave elastica, viene
meglio descritta la differenza tra i due comportamenti limite:


Figura 21 - Deformazioni per flessione e per taglio

Nelle prossime sezioni, si vuole mettere in luce il ruolo della rigidezza e della posizione della
struttura nellanalisi del comportamento deformativo.
3.4 INFLUENZA DELLA RIGIDEZZA DELLA STRUTTURA
Linfluenza della rigidezza della struttura mostra che, a seconda del materiale costituente la
costruzione esistente in superficie, spesso determinante anche del modello statico di riferimento, si
presentano aspetti differenti nellinterazione terreno-struttura.
Strutture intelaiate flessibili e murature portanti armate sono generalmente soggette a distorsione
sotto leffetto di sforzi di taglio. La misura delle deformazioni data dal valore della distorsione
angolare , intesa come rotazione di un elemento relativamente allintera struttura.
3. Deformazioni indotte nelle sovrastrutture
31
Le murature portanti non armate hanno scarsa resistenza a trazione e si deformano in genere
seguendo il profilo della superficie del terreno; i danni in questo caso sono associati
prevalentemente allazione delle sollecitazioni flessionali. La stima delle deformazioni delledificio
data dal valore del rapporto di inflessione
L

. Allaumentare del numero delle aperture presenti gli


elementi diventano sempre pi vulnerabili al taglio e le prime lesioni che si formano sono dovute a
sollecitazioni diagonali di trazione.
Boscardin e Cording (1989) in uno studio sul probabile comportamento delle strutture in muratura
hanno dedotto che in genere la deformazione delledificio dovuta alla combinazione di flessione e
taglio. Spesso i movimenti del terreno che si sviluppano allavanzare dello scavo durante la
costruzione della galleria comportano prevalentemente deformazioni di taglio. In direzione
longitudinale il terreno inizia a muoversi ad una certa distanza dal fronte di scavo: il rapporto
H
L

inizialmente basso ed aumenta man mano che il cedimento si propaga durante lavanzamento dello
scavo.

Figura 22 - Fessurazioni connesse a deformazioni di taglio e di flessione

Le strutture rigide sono caratterizzate da unelevata resistenza a taglio, cui segue la tendenza ad
essere soggette pi a rotazioni rigide che a distorsioni. Questo tipo di comportamento dipende
dallaltezza delledificio, dal numero di aperture e dalla tipologia strutturale (per esempio la
presenza di setti).
A tal proposito si ricorda che anche le proporzioni geometriche delle dimensioni della costruzione
concorrono a determinare la tendenza ad un tipo di comportamento piuttosto che un altro.
Infatti gli stabili caratterizzati da dimensioni in pianta elevate ed altezze modeste presentano quadri
deformativi di tipo flessionale, mentre in quelli aventi sviluppo superficiale relativamente limitato
rispetto allaltezza usuale osservare rotazioni rigide o fessurazioni per taglio. Nel prossimo
paragrafo sar meglio chiarita la differenza, considerando anche la posizione delledificio rispetto al
tunnel.
3. Deformazioni indotte nelle sovrastrutture
32
Anche la tipologia delle fondazioni influenza sensibilmente le modalit di deformazione
delledificio: un edificio fondato su una piastra dotata di rigidezza elevata sar soggetto
prevalentemente a rotazione rigida mentre un edificio con fondazioni isolate sar soggetto
prevalentemente a distorsione.
3.5 INFLUENZA DELLA POSIZIONE DELLA STRUTTURA
Il comportamento della sovrastruttura dipende fortemente dalla sua posizione rispetto alla conca di
subsidenza, perch essa ne determina lo stato deformativo.
Come gi detto, sia sul piano trasversale che su quello longitudinale, si distingue una zona di
sagging, in cui la concavit del profilo rivolta verso lalto e le sollecitazioni ingenerate sono
prevalentemente di trazione - compressione, ed una di hogging, in cui la concavit verso il basso e
le sollecitazioni derivanti sono sostanzialmente di trazione.
Inoltre, come accennato nel paragrafo precedente, il comportamento varia a seconda della geometria
della struttura: nelle immagini seguenti (figura 23) vengono descritti gli effetti indotti sia su
strutture snelle che su strutture tozze.

Figura 23 - Influenza della posizione per edifici snelli

Gli edifici snelli reagiscono spesso sperimentando moti rigidi, piuttosto che deformazioni.
Come si vede dalla figura 23, il campo di spostamenti longitudinali induce deformazioni poco
significative, sia in zona di sagging che di hogging. Nel piano trasversale si possono notare
rotazioni rigide alternate a deformazioni poco rilevanti.

3. Deformazioni indotte nelle sovrastrutture
33


Figura 24 - Influenza della posizione per edifici tozzi
Negli edifici tozzi la risposta prevalente ai cedimenti prevede deformazioni non trascurabili.
Nel piano longitudinale, come illustrato in figura 24, si nota un graduale adeguamento alle
condizioni al contorno, dettate dallandamento degli spostamenti longitudinali, che comporta anche
un progressivo aumento delle deformazioni indotte. Si vede anche come, allavanzamento del fronte
di scavo, vari la forma della conca di subsidenza, e di conseguenza anche le sollecitazioni
ingenerate.

Nel piano trasverso possono distinguersi tre situazioni:
1. se la costruzione situata sopra lasse del tunnel (sagging), il comportamento dominante
sar quello di deformazione a taglio, pi che flessionale: di conseguenza, anche la
deformazione critica sar legata a distorsioni angolari;
2. se la costruzione situata accanto allasse del tunnel (sagging), il comportamento prevalente
sar di tipo flessionale, e cos il relativo andamento deformativo;
3. se la costruzione vicina al punto di flesso della conca di subsidenza (hogging), allora le
deformazioni saranno pi severe.




4. Valutazione del danno strutturale
34
CAPITOLO 4
VALUTAZIONE DEL DANNO STRUTTURALE

Come gi esposto, la previsione del danno dovuto alle deformazioni indotte in una sovrastruttura
parte integrante nonch discriminante dello studio, del progetto e dellesecuzione di opere di scavo
in profondit. Ovviamente, questa fase assume un risvolto ancor pi importante laddove le
costruzioni esistenti in superficie siano caratterizzate da un alto valore storico, architettonico e
monumentale.
In questa sezione vengono evidenziati i passaggi necessari alla previsione dello stato di
danneggiamento, dapprima analizzando le grandezze significative in base a quanto illustrato a
proposito delle deformazioni nel capitolo precedente; saranno poi indicate alcune delle
classificazioni utilizzate per definire le categorie di danno; infine sar illustrato il procedimento in
uso per una valutazione dei danni volta a restringere i casi di studio attorno alle situazioni pi
critiche.
4.1 DEFORMAZIONE CRITICA
I danni sono dovuti al fenomeno della fessurazione, che si manifesta in materiali che vedono
esaurite le proprie capacit di resistenza a trazione. Di conseguenza, la larghezza delle fessure
rappresenta un parametro fondamentale per determinare lentit del danno.
Proprio in questo ambito si colloca lintroduzione al concetto di deformazione critica di
allungamento
crit
ad opera di Polshin e Tokar (1957) : questa grandezza, infatti, associata a alla
formazione di lesioni visibili in un dato materiale, indipendentemente dalle modalit di
deformazione.
Sulla base di studi condotti su vasta scala dalla Building Research Station su edifici in muratura e
strutture intelaiate, Burland e Wroth (1974) hanno concluso che:
per edifici in muratura la
crit
assume valori compresi fra 0.05% e 0.1%;
per elementi strutturali in cemento armato la formazione di fessure visibili si verifica per
valori della deformazione pi bassi, nellintervallo 0.03%-0.05%.

La valutazione della deformazione di allungamento estremamente complessa in quanto le
sollecitazioni non sono uniformi: stato mostrato che i valori locali della deformazione critica di
allungamento possono essere molto minori della deformazione media.
4. Valutazione del danno strutturale
35
Gli studi condotti da Burland e Wroth riguardano elementi strutturali la cui stabilit non dipende
dalla resistenza a trazione dei materiali. In questo modo il concetto di deformazione critica di
trazione relativo allinsorgere di danni visibili indipendentemente dalle modalit di collasso della
struttura.
Non sempre per la formazione di lesioni comporta la perdita di funzionalit della struttura: se la
fessurazione controllata, come avviene in una trave di cemento armato, si pu accettare che la
struttura continui a deformarsi.
Allo scopo di studiare la formazione di fessure Burland e Wroth (1974) hanno ipotizzato che il
comportamento degli edifici possa essere assimilato a quello di una trave elastica rettangolare priva
di peso proprio di lunghezza L, altezza H in condizioni di deformazione piana, come mostrato in
figura 25:

Figura 25 - Modellazione di un edificio reale per mezzo di trave equivalente e deformazioni possibili

In queste ipotesi, se si conosce la deformata delle fibre di intradosso, si possono valutare le
deformazioni di estensione e si pu stabilire quando ha inizio la fessurazione. I risultati ottenuti
dallo studio di tale modello estremamente semplificato si sono rivelati in accordo accettabile con le
misure di deformazione effettuate su edifici reali.
Le possibili configurazioni deformate della trave sono comprese fra due condizioni limite:
deformata per sola flessione e deformata per solo taglio. Quando la trave soggetta a flessione la
fessurazione legata alle deformazioni di trazione massime che si verificano agli estremi della
sezione. Quando la trave soggetta a taglio le deformazioni massime di trazione sono diagonali per
cui le lesioni che si formano sono inclinate a 45 (fig. 25).
Timoshenko (1957) ha fornito lespressione dellinflessione relativa in corrispondenza del punto
di mezzeria di una trave dotata di rigidezza a flessione e taglio, soggetta ad un carico concentrato P
applicato in mezzeria:
4. Valutazione del danno strutturale
36

+ =
HG L
EI
EI
PL
2
3
18
1
48

dove:
E il modulo di Young;
G il modulo di taglio;
I il momento di inerzia della sezione.
Per un materiale elastico e isotropo vale la relazione
) 1 ( 2 +
=
E
G
nella quale, ponendo = 0.3, si ha 6 . 2 =
G
E
.
Ipotizzando che lasse neutro sia a met della sezione il comportamento sar di tipo flessionale e
lequazione per determinare la curvatura pu essere riscritta in termini di deformazione massima
della fibra estrema:
max ,
65 , 0 167 , 0
b
L
H
H
L
L

+ =

con
EI
PLy
b
4
max ,
=
Nel caso in cui, invece, si assuma un comportamento deformativo a taglio, la relazione per
determinare la curvatura diventa:
max , 2
2
1 25 , 0
d
H
L
L

+ =

con
HG
P
d
8
3
max ,
=
Queste relazioni risultano pi significative da una analisi della figura 26, dove sono rappresentati
sia gli andamenti deformativi per taglio che per flessione, al variare del rapporto H L :

Figura 26 - Variazione della curvatura al variare del rapporto delle dimensioni geometriche (a.n. centrato)
4. Valutazione del danno strutturale
37
Nel diagramma in figura 26, il valore minimo di
crit
L

per deformazioni diagonali assume il valore


unitario ed aumenta con il quadrato di
H
L
.
Nel caso di deformazioni laterali, il valore minimo del rapporto
crit
L

pari a 0.66 e si raggiunge


per 2 =
H
L
.
Concettualmente, ci che importante notare che per una trave di sezione rettangolare costante
soggetta a flessione e taglio, la modalit di fessurazione varia al variare del rapporto
H
L
:
per travi tozze
|

\
|
6 , 0
H
L
le condizioni critiche si raggiungono per sollecitazioni di taglio;
nel caso di travi pi snelle, invece, la formazione delle prime lesioni dovuta a flessione.

Negli edifici reali, in cui le fondazioni sono vincolate in modo tale da ridurre le deformazioni,
lipotesi di asse neutro centrale perde di significato; perci pi realistico ipotizzare che la sua
posizione coincida con la fibra inferiore della trave.
In questo modo le relazioni caratteristiche della modalit di deformazione assumono la forma:
max ,
3 , 1 083 , 0
b
L
H
H
L
L

+ =


max , 2
2
1 064 , 0
d
H
L
L

+ =



Essendo lasse neutro posizionato al lembo inferiore, la prima equazione pu essere applicata solo
per deformazioni dovute a hogging. In caso di sagging, invece, non ci sono deformazioni di
trazione.
Le relazioni sopra esposte sono diagrammate qui di seguito in figura 27:

Figura 27 - Variazione della curvatura al variare del rapporto delle dimensioni geometriche (a.n. al lembo inferiore)
4. Valutazione del danno strutturale
38
Un edificio situato allinterno della conca di subsidenza indotta in superficie dallo scavo soggetto
non solo alle deformazioni dovute alla curvatura del profilo dei cedimenti, ma anche alle
deformazioni orizzontali al piano di fondazione; queste deformazioni sono di compressione nella
zona centrale della conca, di estensione nella zona esterna.
In particolare se ledificio si trova allestremit della gaussiana in direzione trasversale soggetto
alla combinazione delle deformazioni di estensione del terreno e di quelle di hogging.
Analogamente in direzione longitudinale, in asse allo scavo durante lavanzamento e prima del
passaggio del fronte, si generano delle deformazioni di estensione che si sovrappongono alle
deformazioni di hogging.
Boscardin e Cording (1989) hanno studiato il comportamento di un edificio nellipotesi di
deformazione orizzontale di estensione
h
uniforme sulla sezione. Nellanalisi del problema gli
autori hanno assunto il modello di trave rettangolare e hanno valutato la deformazione risultante
utilizzando il principio di sovrapposizione degli effetti.
La deformazione flessionale risultante nella fibra estremale
br
data quindi da:
h mac l br
+ =
,

La deformazione diagonale risultante
dr
invece data dalla relazione:
max ,
2
2
2
2
1
2
1
d
h h dr

+ |

\
|
+ |

\
|
=
dove il modulo di Poisson della trave in esame.
Alcuni studi (Geddes, 1991) hanno messo in luce che non del tutto verificata lipotesi che le
deformazioni orizzontali si trasmettano identicamente dal terreno alle fondazioni delledificio.
Infatti, linterazione si manifesta nella sensibile riduzione delle deformazioni orizzontali indotte.
Perci, stato dimostrato che lapproccio di Boscardin e Cording generalmente sovrastima le
deformazioni orizzontali nella struttura.
4.2 CLASSIFICAZIONE DEL DANNO
Dal momento che la subsidenza del terreno e quindi le deformazioni degli edifici adiacenti la
galleria sono conseguenza inevitabile delle operazioni di scavo, necessario stabilire dei metodi per
la valutazione dei danni, per la classificazione di questi e per le verifiche di sicurezza, dopo aver
stabilito una soglia limite di deformazione.
Una prima classificazione quella proposta dalla Institution of Structural Engineers (1978,1989)
in cui si distinguono:

4. Valutazione del danno strutturale
39
un danno di tipo estetico;
un danno di tipo funzionale;
un danno di tipo funzionale.

In tale classificazione vengono considerati i danni visibili sugli elementi delledificio e ci si riferisce
alla facilit della riparazione senza tenere conto delle possibili cause e dellevoluzione delle lesioni
nel tempo. La classificazione stata sviluppata esclusivamente per edifici in muratura di mattoni o
pietrame e non pu essere applicata al comportamento di elementi strutturali in cemento armato.
Il danno estetico riguarda esclusivamente le finiture, cio i rivestimenti, gli intonaci, i tramezzi privi
di funzione portante.
Il danno funzionale inficia la funzionalit delledificio ma non pone problemi di stabilit e di
sicurezza nei riguardi delle condizioni di collasso.
Il danno strutturale legato alla fessurazione o deformazione eccessiva di elementi con funzione
portante e pu avere come conseguenza il crollo del singolo elemento, la perdita di continuit o
linstabilit dellintera struttura. Talvolta lintonaco pu mascherare la formazione e la
propagazione di lesioni.

Concettualmente analoga alla precedente la classificazione riportata in figura 28, proposta da
Burland (1995) che individua sei categorie di danno numerate da 0 a 5 al crescere della severit.


Figura 28 -Categorie di danno definite in base alla deformazione orizzontale ed alla curvatura

4. Valutazione del danno strutturale
40
Generalmente le categorie 0, 1 e 2 corrispondono al danno estetico, le categorie 3 e 4 al danno
funzionale, la categoria 5 al danno strutturale.
In tabella 1 riportata la descrizione del danno alle murature con particolare riferimento alle
possibilit di ripristino ed indicata lampiezza delle fessure per ciascuna categoria.

Tabella 1 - Categorie di danno: definizione e descrizione

Particolare importanza assunta dal confine fra le categorie 2 e 3 in quanto fino al livello 2 il danno
pu aver luogo per diversi motivi: non solo per via del movimento del terreno ma anche per varie
cause interne alla struttura come il ritiro o le dilatazioni termiche. quindi estremamente difficile
valutare la causa e la combinazione di cause che provocano un danno di lieve entit.
Le curve che delimitano ciascuna categoria di danno sul piano
h
L

sono linviluppo delle


condizioni limite per diversi valori di
h
, per una trave rettangolare con asse neutro coincidente con
4. Valutazione del danno strutturale
41
lestremo inferiore, 1 =
H
L
e 6 , 2 =
G
E
. La deformazione limite di trazione
lim
un parametro
relativo alle condizioni di servizio delledificio; sulla base del danno osservato su edifici di vario
tipo soggetti alla subsidenza indotta dallo scavo Boscardin e Cording (1989) hanno stabilito una
corrispondenza fra le categorie di danno e gli intervalli dei valori assunti da
lim
per ciascuna
categoria (tab. 2) :
> 0.3
0 - 0.05
0.05 - 0.075
0.075 - 0.15
0.15 - 0.3
molto leggero
leggero
da moderato a severo
da severo a molto severo
Categoria di danno Severit del danno lim (%)
0
1
2
3
4 - 5
trascurabile

Tabella 2 - Categorie di danno in relazione alla deformazione limite


Unulteriore classificazione del danno correla landamento della rotazione relativa e quello della
deformazione orizzontale
h
: sia lo studio di Boscardin e Cording (1989), che quello di OReilly e
New (1991) sono volti a determinare dei campi di iso-danno, come illustrato rispettivamente nelle
due immagini di figura 29:

Figura 29 - Classificazione dei danni per Boscardin&Cording (1989) e O'Reilly&New (1991)







4. Valutazione del danno strutturale
42
4.3 VALUTAZIONE DEL DANNO
Come normalmente accade in ambito urbano, il campo di spostamenti del terreno indotto da una
galleria interessa un gran numero di edifici.
Si rende quindi necessaria una stima dei danni generabili che proceda a diversi livelli di
approfondimento, per mezzo di analisi sempre pi raffinate, al fine di limitare in numero gli studi
pi onerosi a determinate costruzioni, in funzione della severit del danno previsto e
dellimportanza dellopera stessa.
Questo approccio operativo prevede perci una valutazione preliminare del danno, a cui fa seguito
- se ritenuto necessario - una analisi di secondo livello, ed eventualmente una valutazione di
dettaglio.
Lo schema operativo riassunto nel seguente diagramma di flusso:

4. Valutazione del danno strutturale
43
4.3.1 Valutazione preliminare
In una valutazione preliminare necessario considerare tutte le strutture presenti nella zona
interessata dalla conca di subsidenza. Disegnando le curve di livello dei cedimenti della superficie
del terreno lungo lasse della galleria si possono differenziare le zone in base alle categorie di
rischio e si possono escludere dalle valutazioni successive tutti gli edifici che presentano
trascurabile probabilit di danno.
In questa fase si trascurano gli effetti di interazione terreno-struttura e si procede alla valutazione
del danno sulla base dellentit di grandezze quali cedimenti w, rotazioni relative massime
max
e
rapporti dinflessione massimi L , ottenute in condizioni di green field utilizzando i metodi gi
esposti. I risultati vanno confrontati con i valori ammissibili, esposti nelle tabelle 3 e 4:

1/150 1/250 1/200 1/150
1/300 1/500 1/500 1/500
Murature
Fessurazione per sagging
Strutture intelaiate e
murature armate
Danni strutturali
Lesioni murarie
0,030,04%
(L/H=3)
0,04 %
(L/H=1)
0,02 %
(L/H=1)
Fessurazione per hogging
0,04%
portanti
non
armate
Valori di /L
Meyerhof
Polshin &
Tokar
Burland &
Wroth
STRUTTURA TIPO DI DANNO VALORE LIMITE
Valori di
max
Skempton &
McDonald
Meyerhof
Polshin &
Tokar
Bjerrum

Tabella 3 - Valori limite di rotazione relativa e curvatura

VALORE LIMITE
0,003 L
Strutture intelaiate
Ciminiere e silos
TIPO DI MOVIMENTO FATTORE DI LIMITAZIONE
Funzionamento impianti
Accesso
Probabilit di cedimenti differenziali
Murature portanti
15 30 cm
30 60 cm
2,5 5 cm
5 10 cm
7,5 30 cm
Inclinazione
Rotazione torri e ciminiere
Operativit macchine
Binari di carro ponte
Drenaggio pavimenti
0,04 H
0,0002 L 0,003 L
Cedimento w
0,01 L 0,02 L
Cedimento differenziale w
Murature portanti - multipiano
Murature portanti - 1 piano
Lesioni intonaci
Telai in c.a.
Tamponature di telai in c.a.
Telai in acciaio
Strutture semplici in acciaio
0,0005 L 0,001 L
TIPOLOGIA DI STRUTTURA
0,002 L
0,005 L
0,001 L 0,02 L
0,001 L
0,0025 L 0,004 L
0,003 L

Tabella 4 - Valori limite di cedimento assoluto, inclinazione e cedimento differenziale
4. Valutazione del danno strutturale
44
Dopo aver analizzato il quadro deformativo indotto, si passa quindi ad una analisi di maggior
precisione delle strutture superficiali per le quali i valori limite siano stati superati.
4.3.2 Valutazione di secondo livello
In questo stadio di valutazione del rischio, la struttura associata ad una trave elastica equivalente,
soggetta al campo di spostamenti ottenuto considerando le condizioni di greenfield; il metodo di
previsione si basa sul concetto di rigidezza relativa introdotto da Potts e Addenbrooke (1997), gi
accennato precedentemente. In questo procedimento si parte dal calcolo di due parametri, che sono:

4
2
*
|

\
|
=
B
E
EI
s
,
parametro di rigidezza flessionale relativa, che in condizioni piane ha dimensioni [ ]
1
L ;

|

\
|
=
2
*
B
E
EA
s
,
parametro di rigidezza assiale relativa, che in condizioni piane adimensionale.
Nelle due relazioni precedenti compaiono il modulo elastico E, il momento di inerzia I e larea della
sezione A relativi alla trave, il modulo di rigidezza secante del terreno
s
E e la geometria della trave,
tramite la larghezza B.
Gli autori hanno tratto la maggior parte dei risultati che inspirano il metodo dal caso di studio pi
completo, ossia quello effettuato per la Jubilee Line Extension di Londra. I diagrammi nel seguito
illustrano alcuni di questi risultati (fig. 30). Come si osserva, viene mostrato landamento dei
cedimenti indotti al variare dei parametri di rigidezza relativa.


Figura 30 - Cedimenti valutati per diversi valori dei parametri di rigidezza assiale e flessionale relativa
4. Valutazione del danno strutturale
45
Nel primo grafico di figura 30, in cui * costante ed il parametro che varia * , si nota che il
cedimento massimo si ottiene nelle condizioni di green field, e che allaumentare della rigidezza
assiale relativa i cedimenti decrescono.
Nel secondo, invece, il parametro fisso * , e * varia. In questo diagramma, emerge che per
valori molto bassi della rigidezza flessionale relativa il cedimento massimo risulta essere maggiore
rispetto alle condizioni di green field, e che allaumentare della rigidezza flessionale della struttura,
il profilo dei cedimenti risulta ridotto in misura maggiore.
In ogni caso, evidente che sia la rigidezza assiale che quella flessionale della trave comportano
variazioni del profilo dei cedimenti.
Anche landamento degli spostamenti orizzontali risulta influenzato dalla presenza della struttura
(figura 31):

Figura 31 - Spostamenti orizzontali valutati per diversi valori dei parametri di rigidezza assiale e flessionale relativa

Allaumentare della rigidezza assiale relativa gli spostamenti diminuiscono; se invece si assume una
rigidezza assiale costante e di valore elevato i movimenti del terreno in direzione trasversale nella
zona di impronta della trave si annullano indipendentemente dal valore assunto dalla rigidezza
flessionale. La zona in cui gli spostamenti orizzontali risentono della presenza della struttura si
estende per una distanza pari a circa il 30% della larghezza della trave oltre larea dimpronta.

Le grandezze di deformazione della struttura pi significative ai fini della valutazione del danno
strutturale sono linflessione relativa e la deformazione orizzontale.





4. Valutazione del danno strutturale
46

Figura 32 - Descrizione delle grandezze di deformazione in relazione alla geometria del problema

La figura 32 mostra il campo di spostamenti e le dimensioni in gioco per la determinazione di :

sag
sag
sag
L
DR

= inflessione relativa di sagging;



hog
hog
hog
L
DR

= inflessione relativa di hogging;


e eccentricit del punto di flesso rispetto allasse del tunnel.
Poich le grandezze determinate in questa analisi devono essere confrontate con quelle relative alle
condizioni di green field, opportuno definire i seguenti coefficienti correttivi adimensionali:
gf sag
sag DRsag
DR
DR
M
,
=

gf hog
hog DRhog
DR
DR
M
,
=

in cui le grandezze con pedice gf sono riferite alle condizioni suddette.
Allo stesso modo si opera riguardo alla deformazione orizzontale
h
:

hc
deformazione orizzontale di compressione (per sagging);

ht
, deformazione orizzontale di trazione (per hogging);

g hc
hc hc
M
,

= ,
g ht
ht ht
M
,

= coefficienti correttivi per le condizioni di green field.


E da notare che per
g hc
, si intende il massimo valore (assoluto) che le deformazioni orizzontali
assumono nel caso in cui sia trascurata linterazione.
4. Valutazione del danno strutturale
47


Figura 33 - Andamento dei coefficienti correttivi al variare dei parametri di rigidezza relativa
Grazie ai grafici descrittivi dei coefficienti correttivi (fig.33), con i quali gli autori hanno corredato
il proprio studio, quindi possibile definire i valori DR e
h
:
gf sag
DRsag
sag
DR M DR
,
=
gf hog
DRhog
hog
DR M DR
,
=
gf hc hc
hc
M
,


=
gf ht ht
ht
M
,


=

Infine, i valori ottenuti possono essere confrontati con un diagramma di classificazione di danno,
come quello realizzato da Burland e mostrato al paragrafo precedente, per determinare la categoria
di danno atteso.
In sintesi, il metodo di valutazione di secondo livello si compone delle seguenti fasi:
5 si individua landamento di cedimenti e deformazioni orizzontali (condizioni di green field)
nella sezione di interesse delledificio in esame;
6 si calcolano le caratteristiche di rigidezza relativa della struttura rispetto al terreno, utilizzando
le definizioni dei parametri * e * ;
7 si stimano i coefficienti correttivi
DR
M ed

M per mezzo dei diagrammi riportati in figura


33;
8 si quantificano i valori di inflessione relativa e deformazione orizzontale (che tengono conto
dellinterazione terreno-struttura);
9 si valuta il livello di danneggiamento previsto: se lo stato di danno ricade in categoria 3 o
superiore, sar necessaria unanalisi pi accurata per la struttura in esame.


4. Valutazione del danno strutturale
48
4.3.3 Valutazione di dettaglio
Le strutture che in base alle analisi svolte nella seconda fase risultano appartenere ad una categoria
di rischio uguale o superiore a 3, necessitano di una analisi pi dettagliata che tiene conto di vari
altri fattori riguardanti ledificio, il terreno e la loro interazione, quali:
metodo e velocit di scavo con particolare riguardo alla stima delle perdite di volume;
continuit strutturale delledificio: per esempio edifici intelaiati in acciaio e in calcestruzzo
caratterizzati da continuit strutturale sono meno vulnerabili rispetto a quelli in muratura;
interazione terreno struttura: la rigidezza delledificio modifica la conca di subsidenza
diminuendo i cedimenti assoluti, e quindi anche i differenziali;
tipologia delle fondazioni e loro rigidezza: edifici con fondazioni continue sono soggetti a
cedimenti differenziali minori rispetto a quelli su fondazioni isolate;
orientamento delledificio rispetto allasse della galleria: se ledificio obliquo rispetto
allasse pu essere soggetto ad effetti di distorsione, soprattutto se la linea dasse passa in
corrispondenza ad uno spigolo delledificio.

Per considerare questi aspetti vengono generalmente svolte analisi numeriche piane o
tridimensionali agli elementi finiti, in grado di seguire levoluzione dello stato tensionale e
deformativo della struttura e del terreno.
La stima definitiva porta generalmente ad una riduzione del livello di danno previsto rispetto a
quelli individuati nelle fasi precedenti, entrambe basate su ipotesi fortemente conservative.
Se una struttura ricade nella categoria 3 o superiore anche dopo le valutazioni pi accurate sar
probabilmente necessario ricorrere a misure precauzionali.











5. Analisi numeriche preliminari
49
CAPITOLO 5
ANALISI NUMERICHE PRELIMINARI

Prima di rivolgere lattenzione alle analisi numeriche relative al caso di studio ed ai problemi di
modellazione connessi, sono state svolte alcune analisi preliminari su modelli semplici con
soluzione nota allo scopo di valutare leffettiva affidabilit del codice di calcolo che si scelto di
utilizzare.
Il presente studio stato svolto con lausilio del programma di calcolo agli elementi finiti
STRAUS7 Ver. 2.2.3 prodotto dalla G+D Computing (il software anche noto nei Paesi
anglosassoni con il nome di Strand7).
In questo capitolo verranno prima descritte le caratteristiche del programma relative alla
realizzazione dei modelli; verranno poi presentati degli esempi utilizzati per la validazione dei
risultati forniti dal software.
In seguito verranno presentati alcuni modelli di interazione terreno-struttura, realizzati al fine di
determinare il range di variazione delle geometrie e delle grandezze significative del problema, cio
quelle al di fuori delle quali non si hanno variazioni apprezzabili dei risultati.
In relazione alla fase di modellazione, in appendice 1 sono stati riportati i risultati dello studio
effettuato per valutare laumento di onerosit computazionale allaumentare degli elementi con cui
il modello reale stato discretizzato.
5.1 ESEMPI CANONICI DI VALIDAZIONE DEI RISULTATI
In questo paragrafo vengono trattati alcuni esempi con soluzione nota per confrontare i valori con
quelli ottenuti dalla modellazione realizzata per mezzo di STRAUS7.
5.1.1 Prova di taglio bi-assiale con modello di suolo elastico lineare
La prima prova effettuata quella di taglio bi-assiale su un volume di 1 m
3
di terreno, modellato
come mezzo elastico lineare omogeneo ed isotropo. Le caratteristiche meccaniche associate al
mezzo sono:

modulo di rigidezza E = 1000 kPa
coefficiente di Poisson = 0,25

5. Analisi numeriche preliminari
50
Il volume di terreno stato modellato attraverso elementi bricks (elementi solidi tridimensionali),
vincolati ai nodi di vertice (tratti verdi), e caricati tangenzialmente da una pressione uniforme di 1
kPa (frecce rosse in figura 34).

Figura 34 - Modello del terreno: vincoli, pressioni e caratteristiche meccaniche

I risultati, espressi graficamente, sono riportati in figura 35 e confrontati con quelli esatti (tab.5). La
differenza tra le soluzioni del codice di calcolo quella teorica accettabile, con una sovrastima
dell8%.

Figura 35 - Risultati in termini di spostamento orizzontale
Spostamento
orizzontale (mm)
Soluzione esatta 2,5
Risultato modello 2,7
Errore (%) 8

Tabella 5 - Confronto dei risultati
5. Analisi numeriche preliminari
51
5.1.2 Serbatoio circolare su suolo saturo elastico
Il secondo esempio di studio riportato quello di un serbatoio circolare fondato su di un suolo
elastico lineare, omogeneo ed isotropo che risponde in condizioni non drenate.
Il volume di terreno interessato ha dimensioni di 280 x 280 x 120 metri. Il diametro del serbatoio
pari a 48 metri, ed il carico applicato al terreno dalla sua impronta di 263,3 kPa. Le caratteristiche
meccaniche del suolo di fondazione sono anchesse mostrate in figura 36:

Figura 36 - Descrizione del problema

Il modello realizzato per mezzo di STRAUS7 caratterizzato da una mesh discretizzata ad hoc per
approssimare al meglio la zona circolare centrale. In questa porzione, visualizzata in rosso (fig. 37),
stato applicato il carico areale proveniente dal serbatoio. Il colore differente dovuto allutilizzo
di un materiale differente (ma, ovviamente, di uguali caratteristiche meccaniche) per facilit di
visualizzazione.
Anche in questo caso il suolo realizzato per mezzo di elementi bricks.


Figura 37 - Modello realizzato in STRAUS7
5. Analisi numeriche preliminari
52
Le condizioni di vincolo imposte sono di impedimento alla traslazione, per il confinamento operato
dalla restante parte di terreno non considerata nel modello.
I risultati in termini di cedimento del punto centrale alla base dl serbatoio sul piano campagna sono
riportati in figura 38, assieme alla tabella 6 di confronto con la soluzione teorica.
In questo caso lerrore del codice di calcolo si attesta ad un valore inferiore, pari allo 0,95%.


Figura 38 - Risultati in termini di cedimento
Spostamento
verticale (mm)
Soluzione esatta 74
Risultato modello 74,7
Errore (%) 0,95

Tabella 6 - Confronto dei risultati

5.1.3 Carico nastriforme su suolo elastico alla Gibson
Lultimo caso di studio analizzato per la validazione dei risultati quello di carico nastriforme
applicato su di un terreno elastico lineare isotropo ma non omogeneo, caratterizzato da un modulo
di rigidezza crescente con la profondit (c.d. suolo alla Gibson).
Il volume di terreno considerato ha dimensioni di 7 x 1 x 4 metri. Vista la simmetria del problema,
stata considerata solo met del volume significativo. Il carico applicato di 10 kPa su una striscia
centrale di semilarghezza pari a 1 metro.
La risposta del terreno stata ipotizzata in condizioni non drenate, conferendo cos al terreno un
valore del coefficiente di Poisson = 0,495 (prossimo al valore teorico 0,5).
La figura 39 definisce meglio i dettagli del problema:
5. Analisi numeriche preliminari
53

Figura 39 - Geometrie del problema e caratteristiche del terreno

Come nel caso precedente, il modello stato realizzato considerando lo schema vincolare dettato
dalla simmetria del caso.
La variazione delle caratteristiche meccaniche, continua nella realt, stata discretizzata
suddividendo nel senso della profondit il volume considerato in strati di spessore pari a 0,5 metri
ed attribuendo a ciascuno di essi il valore del modulo di rigidezza proprio del punto medio dello
strato stesso. Per questo motivo, il codice di calcolo offre la possibilit di distinguere con colori
differenti gli 8 strati che hanno propriet diverse tra loro.
Il modello in configurazione indeformata mostrato in figura 40.


Figura 40 - Modello del terreno con carichi applicati, vincoli e distinzione delle caratteristiche

5. Analisi numeriche preliminari
54
Lesito dellanalisi svolta per determinare il campo degli spostamenti generato dal carico
nastriforme evidenziato in figura 41: il valore del cedimento nel punto centrale della striscia di
carico applicata pari a 50,6 mm, mentre la soluzione teorica prevede un valore di 50 mm esatti
(tab. 7). Occorre per notare che nella costruzione del modello in STRAUS7 le approssimazioni
fatte sono significative, visto che il valore del modulo di rigidezza non varia con continuit, e che il
coefficiente di Poisson stato posto pari a 0,495 invece che 0,5.
Lerrore inferiore all1,5%.

Figura 41 - Configurazione deformata e campo degli spostamenti verticali
Spostamento
verticale (mm)
Soluzione esatta 50
Risultato modello 50,6
Errore (%) 1,20

Tabella 7 - Confronto dei risultati









5. Analisi numeriche preliminari
55
5.1.4 Comportamento flessionale di una piastra
Come ultimo esempio di calcolo viene riportato lo studio del comportamento flessionale di una
piastra, sottoposta ad un carico uniformemente distribuito di 200 kPa, vincolata solamente a due
bordi e avente dimensioni di 1 x 1 x 0,10 metri (fig. 42).
Il materiale costituente caratterizzato da E = 10
6
kPa e = 0.

Figura 42 - Geometria del problema
Questo modello stato utilizzato per effettuare unanalisi della precisione del codice di calcolo al
variare della mesh, cio del passo di discretizzazione del corpo continuo. Per questo motivo sono
stati realizzati 6 modelli differenti, con discretizzazioni via via crescenti.
La grandezza misurata per valutare la precisione stata il valore del cedimento nel punto centrale
della piastra; il valore del momento flettente, invece, non stato utile poich uguale ed esatto in
ogni modello.
I risultati di questo studio sono riportati nella tabella 8 e nel grafico riassuntivo di fig. 43.
MESH (m x m) 0,5 x 0,5 0,25 x 0,25 0,125 x 0,125 0,10 x 0,10 0,05 x 0,05 0,025 x 0,025
Spostamento
verticale (mm)
Spostamento
verticale (mm)
Spostamento
verticale (mm)
Spostamento
verticale (mm)
Spostamento
verticale (mm)
Spostamento
verticale (mm)
Soluzione esatta 31,25 31,25 31,25 31,25 31,25 31,25
Risultato modello 25 29,7 30,9 31 31,2 31,2
Errore (%) -20,00 -4,96 -1,12 -0,80 -0,16 -0,16

Tabella 8 - Confronto dei risultati

Figura 43 - Grafico dell'andamento dell'errore commesso
5. Analisi numeriche preliminari
56
In figura 44 e 45 vengono riportati i risultati relativi alla mesh di passo 0,10 m.


Figura 44 - Campo degli spostamenti verticali



Figura 45 - Andamento del momento flettente









5. Analisi numeriche preliminari
57
5.2 MODELLI DI GALLERIA - CONDIZIONI NON DRENATE
La risposta del terreno ad una sollecitazione esterna, varia a seconda che esso abbia comportamento
coesivo piuttosto che attritivo, tra risposta in condizioni non drenate e risposta in condizioni
drenate. Lo studio della larghezza significativa stato effettuato con riferimento alla prima
tipologia; successivamente, una volta determinate le geometrie, stato realizzato un modello
considerando anche un terreno granulare. Le caratteristiche geotecniche del suolo sono state
modellate con lausilio di dati di letteratura. Allo scopo di determinare il volume di terreno
significativamente interessato da variazioni tensionali a seguito di uno scavo, sono stati confrontati
diversi modelli.
Occorre chiarire che rispetto allasse dello scavo, il volume significativo identificato dalle tre
dimensioni di lunghezza (direzione longitudinale), profondit e larghezza (direzione trasversale).
Per quanto riguarda la prima, evidente che essa dipender dalla lunghezza del tunnel, dal suo
sviluppo planimetrico e dalla necessit o meno di studiare eventuali fenomeni.
Nel caso della profondit, invece, il valore da considerare nel modello dipende principalmente dalla
stratigrafia del terreno reale, poich, oltre la quota del substrato roccioso (bedrock, considerato
indeformabile), non sar possibile apprezzare variazioni indotte dalla realizzazione del tunnel.
Inoltre, diversi testi di letteratura suggeriscono, in relazione al diametro del tunnel, dei valori di
spessore di terreno da considerare nei fenomeni deformativi.
Di conseguenza, lunica grandezza che resta da definire la larghezza; per questo motivo i diversi
modelli realizzati differiscono luno dallaltro per la dimensione trasversale considerata; per ognuno
stato valutato il profilo dei cedimenti ed i risultati sono stati confrontati per decidere a quale
distanza sezionare il volume.
5.2.1 Caratteristiche comuni ai modelli
Le caratteristiche che accomunano i diversi modelli realizzati sono riportate in tabella 9:
Lunghezza (m) 20 Modulo di rigidezza E (MPa) 50
Spessore totale (m) 20 Coefficiente di Poisson 0,49
Profondit asse tunnel (m) 10
Diametro tunnel (m) 4
Mesh (m) 1
Caratteristiche geometriche Caratteristiche meccaniche

Tabella 9 - Caratteristiche generali
Il volume di terreno stato modellato per mezzo di elementi bricks, e sono stati impediti gli
spostamenti nella direzione normale alle facce di bordo della porzione di terreno analizzata.
5. Analisi numeriche preliminari
58
Dal momento che il problema simmetrico rispetto allasse del tunnel, stato modellato soltanto
met volume, e questo ha permesso di ridurre fortemente lonere di calcolo. Le larghezze studiate
sono perci definite come distanza tra lasse della galleria ed il bordo del volume modellato.
Come gi detto, nei modelli esposti nei paragrafi seguenti stato ipotizzato che il terreno sia saturo;
per ci che riguarda le caratteristiche meccaniche, lo studio stato basato su dati di letteratura (A.R.
Selby, Tunnelling in soils ground movements, and damage to buildings in Workington, 1999).
Anche lazione di rilascio tensionale, operata sul volume globale dallopera di scavo, stata
modellata seguendo schemi comunemente utilizzati.
5.2.2 Modello con larghezza di 50 metri
La prima larghezza considerata stata di 50 metri. Il modello illustrato in figura 46, in cui le
condizioni di vincolo sono rappresentate in verde, e le pressioni applicate allinterno del foro sono
evidenziate in rosso:

Figura 46 - Modello di larghezza 50 metri
I risultati in termini di spostamento verticale sono visibili in figura 47 e 48; il massimo cedimento
sul piano campagna (in corrispondenza dellasse) di 4,7 mm, mentre alla distanza di 50 metri il
valore di 0,6 mm.
In figura 49 e 50, invece, viene riportato landamento degli spostamenti orizzontali, che non
saranno utilizzati nel raffronto, ma presentati per convalidare le basi teoriche illustrate nei primi
capitoli.
5. Analisi numeriche preliminari
59

Figura 47 - Risultati in STRAUS7 (campo degli spostamenti verticali)

Figura 48 - Grafico della conca di subsidenza

Figura 49 - Risultati in STRAUS7 (campo degli spostamenti orizzontali)

Figura 50 - Grafico dell'andamento degli spostamenti orizzontali

5. Analisi numeriche preliminari
60
5.2.3 Modello con larghezza di 70 metri
Il secondo modello realizzato ha una larghezza di 70 metri. Il massimo cedimento del piano
campagna in corrispondenza dellasse del tunnel pari a 4,5 mm mentre allestremit del volume si
attesta sul valore di 0,4 mm (fig. 51 e 52):


Figura 51 - Risultati in STRAUS7 (cedimenti)


Figura 52 - Grafico dei cedimenti






5. Analisi numeriche preliminari
61
5.2.4 Modello con larghezza di 100 metri
Il terzo modello caratterizzato da un volume di terreno con larghezza pari a 100 metri; in questo
caso, il cedimento massimo di 4,3 mm ed alla distanza di 100 metri di 0,3 mm (fig. 53 e 54):



Figura 53 - Risultati in STRAUS7 (cedimenti)


Figura 54 - Grafico dei cedimenti






5. Analisi numeriche preliminari
62
5.2.5 Modello con larghezza di 150 metri
Nel quarto modello la porzione di terreno studiata ha una larghezza di 150 metri. I risultati
mostrano che il cedimento massimo pari a 4 mm, mentre il cedimento allestremit di 0,2 mm
(fig. 55 e 56):

Figura 55 - Risultati in STRAUS7 (cedimenti)


Figura 56 - Grafico dei cedimenti







5. Analisi numeriche preliminari
63
5.2.6 Modello con larghezza di 200 metri
Lultimo modello realizzato ha una larghezza di 200 metri. Per questa tipologia, i risultati mostrano
che il cedimento massimo, sempre allasse, di 3,9 mm; il minimo, invece, ha un valore di 0,1 mm
(fig. 57 e 58):

Figura 57 - Risultati in STRAUS7 (cedimenti)


Figura 58 - Grafico dei cedimenti







5. Analisi numeriche preliminari
64
5.2.7 Confronto dei risultati
Dopo aver esaminato i differenti modelli esposti nei paragrafi precedenti, i risultati in termini di
cedimenti sono stati confrontati (fig. 59). Si pu notare che:
il cedimento massimo assume valori compresi tra 4,7 (larghezza di 50 metri) e 3,9 mm (con
una larghezza di 200 metri) con una variazione massima del 20%;
il cedimento minimo, in corrispondenza dellestremit della porzione di terreno considerata,
pari a 0,6 mm nel caso di larghezza pari a 50 metri, e tende a diminuire raggiungendo il
valore di 0,1 mm nel modello con larghezza 200 metri. Poich per qualsiasi larghezza
studiata il cedimento minimo si raggiunge gi a diversi metri dallestremit, si perviene alla
conclusione che sia stato raggiunto un valore asintotico;
in generale, si evidenzia il fatto che la curva dei cedimenti rispetta landamento previsto in
fase di studio teorico (cos come la curva degli spostamenti orizzontali vista al 5.2.2). Come
previsto, inoltre, larea sottesa costante al variare della distanza trasversale considerata.
Infatti il valore del cedimento massimo diminuisce allaumentare della larghezza presa in
esame.

In conclusione si reputa opportuno prendere in considerazione per le analisi future una larghezza
trasversale di 50 metri, allo scopo di limitare lonere computazionale ed ottenendo, tuttavia, risultati
di precisione accettabile.


Figura 59 - Grafico di confronto dei risultati


5. Analisi numeriche preliminari
65
5.3 MODELLI DI GALLERIA - CONDIZIONI DRENATE
Anche per quanto riguarda i terreni di natura granulare, stato creato un modello di suolo con
risposta in condizioni drenate. La geometria stata dettata dalle scelte trattate al paragrafo
precedente, ed rappresentata da un volume di terreno di 50 x 100 x 40 metri, con un tunnel di
diametro 8 metri ed una copertura di 16 metri.
Il legame costitutivo del materiale stato considerato di tipo elasto-plastico, secondo il criterio di
Mohr-Coulomb.
I parametri meccanici sono stati valutati sulla base di dati di letteratura (Mroueh, Shahrour, 2002) e
sono riportati in tabella 10, assieme a quelli geometrici:

Lunghezza (m) 50 Modulo di rigidezza E (MPa) 30
Spessore totale (m) 40 Coefficiente di Poisson 0,3
Profondit asse tunnel (m) 20 Angolo d'attrito 27,5
Diametro tunnel (m) 8 Coesione (kPa) 5
Mesh (m) 2
Caratteristiche geometriche Caratteristiche meccaniche

Tabella 10 - Caratteristiche geometriche e meccaniche del modello

I risultati sono invece riportati nelle figure 60 e 61. Il cedimento massimo sul piano campagna di
13,7 mm, molto prossimo al valore previsto di 13,5 mm.


Figura 60 - Risultati in STRAUS7 (cedimenti)
6. Analisi dei fenomeni di interazione terreno - struttura
66
CAPITOLO 6
ANALISI DEI FENOMENI DI INTERAZIONE TERRENO -
STRUTTURA

Le analisi numeriche realizzate sono state volte alla determinazione di tre tipi di risultati:
lo studio dellandamento degli spostamenti del terreno al variare delle caratteristiche di
rigidezza della sovrastruttura, per differenti posizioni della sovrastruttura stessa rispetto
allasse del tunnel;
lo studio delle tensioni indotte nella sovrastruttura, ed in particolare nella tamponatura, per
le diverse casistiche sovraesposte;
la previsione del quadro fessurativo generato nelle tamponature dallo scavo del tunnel,
effettuata con lausilio della modellazione a bielle equivalenti della parete (truss work).

Nei successivi paragrafi saranno illustrate le ipotesi alla base della modellazione, le caratteristiche
geometriche e meccaniche simulate, le diverse situazioni analizzate e, quindi, lo studio degli effetti
di interazione terreno-struttura. Gli altri risultati estrapolati saranno evidenziati ai capitoli
successivi.
6.1 IPOTESI ALLA BASE DELLA MODELLAZIONE
Le ipotesi di base della modellazione effettuata possono essere distinte tra ipotesi geometriche e
meccaniche.
6.1.1 Caratteristiche del terreno
Le ipotesi geometriche su cui stata basata la modellazione del terreno sono riassunte in tabella 11
ed illustrate in figura 61:

8
20
16
Lunghezza (long.) [m] 30
Larghezza (trasv.) [m] 50
Profondit [m] 30
Volume considerato
Diametro del tunnel [m]
Copertura [m]
Profondit dell'asse del tunnel [m]

Tabella 11 - Caratteristiche geometriche

6. Analisi dei fenomeni di interazione terreno - struttura
67

Figura 61 - Modello del terreno realizzato in STRAUS7

Nei grafici dei risultati, le distanze verranno normalizzate al diametro del tunnel, cos come in uso
negli studi di letteratura consultati.
Le caratteristiche meccaniche del suolo sono rappresentative di un terreno granulare e sono state
riprese da dati di ricerche recenti (Mroueh, Shahrour, 2002).
Lipotesi principale sul comportamento meccanico del terreno riguarda la sua schematizzazione con
un mezzo elastico lineare, omogeneo ed isotropo, ed in cui stato trascurato leffetto delle pressioni
interstiziali.
I parametri meccanici sono riassunti in tabella 12:

E [MPa]

PARAMETRI MECCANICI
0,3
30

Tabella 12 - Caratteristiche meccaniche
6.1.2 Caratteristiche della sovrastruttura
Il modello di sovrastruttura realizzato riguarda unedificio con dimensioni in pianta di 18 x 12
metri, ed un elevazione di 12 metri (4 piani). La struttura portante intelaiata in C.A., con solai
anchessi in calcestruzzo e tamponature in muratura. La fondazione stata ipotizzata continua
(platea in C.A.).
Le caratteristiche geometriche degli elementi strutturali sono sintetizzate in tabella 13 ed illustrate
in figura 62:

6. Analisi dei fenomeni di interazione terreno - struttura
68
18 x 12
4
3
3
6
3
4
30 x 30
30 x 50
15
50 Spessore platea di fondazione [cm]
Luce campate [m]
Sezione pilastri [cm]
Sezione travi [cm]
Spessore tamponatura [cm]
Interpiano [m]
N campate (direz. trasv. asse tunnel)
Luce campate [m]
N campate (direz. long. asse tunnel)
Dimensioni in pianta [m]
Numero piani

Tabella 13 - Caratteristiche geometriche

Figura 62 - Modello della struttura realizzato in STRAUS7

Le caratteristiche meccaniche della struttura sono riassunte invece in tabella 14.
Il legame costitutivo del C.A. stato considerato elastico lineare, mentre per quello della muratura,
materiale della tamponatura, sono state svolte analisi sia in campo lineare che non lineare
(considerando limitata la resistenza a trazione del materiale).

CLS E [GPa] 30
0,2
MURATURA E [GPa] 5
0,2
PARAMETRI MECCANICI

Tabella 14 - Caratteristiche meccaniche


6. Analisi dei fenomeni di interazione terreno - struttura
69
6.2 SCENARI ANALIZZATI
Gli scenari ipotizzati per la modellazione variano al variare dei fattori seguenti:
posizione della sovrastruttura rispetto allasse della galleria;
presenza o meno di platea di fondazione;
presenza o meno di intelaiatura in C.A.;
comportamento lineare o non lineare della muratura.

Per quanto riguarda il primo punto, le casistiche analizzate sono quelle di:
1. edificio posto al di sopra dellasse della galleria (sagging);
2. edificio posto lateralmente allasse (hogging);
3. edificio in zona mista (sagging-hogging);
4. edificio situato tra due tunnel adiacenti (hogging);
5. edificio al di sopra dellasse, con scavo in corso (sagging).

I casi di assenza di platea di fondazione o di assenza di telaio portante in C.A. sono stati ipotizzati
per valutarne linfluenza in termini di rigidezza tramite confronti con in casi in cui, invece, sono
presenti.
Il comportamento non lineare della muratura, contraddistinto da resistenza a trazione minima,
stato ipotizzato per modellare in modo pi realistico questo materiale, di cui la resistenza a trazione
talmente incerta e limitata da poter essere considerata nulla.
Lo schema di figura 63 illustra i diversi casi inerenti la posizione della sovrastruttura:


Figura 63 - Scenari di posizione ipotizzati





Z ZO ON NA A D DI I
S SA AG GG GI IN NG G
Z ZO ON NA A D DI I
H HO OG GG GI IN NG G
Z ZO ON NA A
M MI IS ST TA A
Z ZO ON NA A D DI I
H HO OG GG GI IN NG G P PE ER R
D DO OP PP PI IO O T TU UN NN NE EL L
Z ZO ON NA A D DI I
S SA AG GG GI IN NG G C CO ON N
S SC CA AV VO O I IN N C CO OR RS SO O
6. Analisi dei fenomeni di interazione terreno - struttura
70
6.3 EFFETTI DELLINTERAZIONE TERRENO-STRUTTURA
I fenomeni di interazione terreno-struttura sono stati valutati in due fasi distinte.
Infatti, dapprima stato necessario validare i risultati ottenuti con i dati di letteratura; a tale scopo,
il telaio della struttura giacente nel piano trasversale rispetto allasse dello scavo stato
schematizzato con una trave equivalente in termini di rigidezza (Potts, Addenbrooke, 1997) come
illustrato in fig. 64:

Figura 64 - Schematizzazione del telaio trasversale con trave equivalente

Le dimensioni della trave equivalente sono state determinate come segue:
altezza pari alla profondit del piano di posa delle fondazioni del telaio (2 metri);
lunghezza pari alla lunghezza del telaio (18 metri);
spessore tale da conferire alla trave le stesse caratteristiche di rigidezza del telaio (1,9 metri).

I risultati in caso di sagging, in termini di cedimenti e di spostamenti orizzontali, sono stati
confrontati con quelli ottenuti per linterazione tra lintera struttura ed il terreno stesso (fig. 65).



Figura 65 - Confronto dei risultati (cedimenti e spostamenti orizzontali)


6. Analisi dei fenomeni di interazione terreno - struttura
71
Dopo aver evidenziato la sostanziale coerenza, sono stati valutati i cedimenti indotti (per tutte le
posizioni studiate) per la struttura tridimensionale. Tali risultati sono stati riportati nei grafici
seguenti, in cui vengono mostrati gli andamenti di cedimento in caso di green field, o di interazione
per sovrastruttura con o senza platea di fondazione, e al di sotto di telaio trasversale interno o
esterno, cio con tamponatura (figg. 66 e 67).

Telaio interno Telaio esterno




Figura 66 - Cedimenti in caso di interazione (sagging, hogging, zona mista e hogging per doppio tunnel)


S Sa ag gg gi in ng g
H Ho og gg gi in ng g
Z Zo on na a m mi is st ta a
D Do op pp pi io o t tu un nn ne el l
6. Analisi dei fenomeni di interazione terreno - struttura
72
Telaio interno Telaio esterno

Figura 67 - Cedimenti in caso di interazione (sagging con scavo in corso)

Dai grafici si evince che leffetto dellinterazione di una sovrastruttura con il terreno,
principalmente di riduzione dei cedimenti e di linearizzazione della curva rispetto al caso di green
field, facilmente distinguibile.
Inoltre, la presenza di una platea di fondazione influisce notevolmente, dal momento che la sua
rigidezza tende a limitare i cedimenti differenziali, e dunque a ridurre effetti tensionali dannosi per
la struttura.
Emerge anche limportanza della tamponatura: infatti, leffetto descritto con la presenza di platea, si
manifesta anche nel caso di presenza di tamponatura. E evidente, quindi, lapporto di rigidezza che
essa conferisce ad un telaio.











S Sa ag gg gi in ng g
( (s sc ca av vo o i in n c co or rs so o) )
Piano
trasversale
Piano
longitudinale
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

73
CAPITOLO 7
VALUTAZIONE DELLO STATO TENSIONALE INDOTTO

Dopo aver valutato gli effetti della presenza di una sovrastruttura in relazione al campo di
spostamenti indotti dallo scavo di un tunnel, ed aver evidenziato come influiscono in tal senso
fattori quali la presenza di una platea di fondazione o la presenza di una tamponatura, lattenzione
dello studio stata rivolta alla valutazione dello stato tensionale indotto nella sovrastruttura.
In questo senso, appare chiara la scelta di realizzare dei modelli di calcolo per differenti scenari:
infatti evidente che landamento delle tensioni indotte varia al variare del profilo di cedimenti
presente al di sotto delledificio, e quindi lanalisi in differenti posizioni della sovrastruttura rispetto
allasse del tunnel ha lo scopo di mettere in luce, qualitativamente e quantitativamente, le differenze
che si hanno nei vari scenari.
In questo tipo di valutazione verr sottolineata linfluenza che la presenza o meno di una platea di
fondazione e di un telaio portante in calcestruzzo armato possono avere ai fini del regime di sforzo
agente nella tamponatura delledificio in esame.
Il comportamento del materiale muratura, inoltre, stato schematizzato sia tramite un legame
elastico lineare simmetrico che per mezzo di un legame asimmetrico, ossia con resistenza a trazione
limitata rispetto alla resistenza a compressione.
7.1 SCENARIO 1: SAGGING
Il primo scenario analizzato stato quello di sovrastruttura situata al di sopra dellasse della
galleria, perci interamente contenuta in zona di sagging (fig. 67).


Figura 68 - Scenario 1: sagging
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

74
In questo scenario, cos come negli altri a seguire, lo stato tensionale indotto nella tamponatura
stato visualizzato per mezzo delle direzioni principali di tensione. La visualizzazione della struttura
parziale, allo scopo di facilitare la lettura dei risultati.

Struttura con platea e telaio in C.A. - Analisi lineare
Il caso al quale si far riferimento per valutare linfluenza dei fattori variabili quello con presenza
di platea e di telaio. Limmagine di fig. 69 mostra landamento delle tensioni:

Figura 69 - Andamento delle tensioni principali
Le tensioni rappresentate in bianco raffigurano le linee di compressione, mentre quelle in nero
rappresentano le linee di trazione. Landamento evidenziato in figura 70, con il range di
variazione numerica delle tensioni, mentre in giallo sono state cerchiate le zone di probabile
formazione di lesioni:

Figura 70 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione
Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
80 kPa
-95 kPa
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

75
100 kPa
-130 kPa
Struttura senza platea, con telaio in C.A. - Analisi lineare
Nel caso di assenza di platea, landamento delle isostatiche subisce un cambiamento sostanziale
nella forma (fig. 71), evidenziato in figura 72; i valori numerici mostrano anche un aumento delle
tensioni indotte.

Figura 71 - Andamento delle tensioni principali









Figura 72 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione






Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

76
90 kPa
-95 kPa
Struttura con platea, senza telaio in C.A. - Analisi lineare
Nel caso di assenza di telaio, il regime di sforzo non manifesta una variazione sensibile (fig. 73), se
non nei valori numerici espressi nel range di tensione medio (fig. 74):


Figura 73 - Andamento delle tensioni principali











Figura 74 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione




Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

77
Struttura con platea, con telaio in C.A. - Analisi non lineare
Modellando il comportamento della muratura tramite un legame elasto-plastico perfetto,
caratterizzato da resistenza a trazione ridotta, landamento delle tensioni indotte mostra una
concentrazione nella zona centrale (fig. 75). Ignorando i valori numerici, landamento ricalca quello
determinato nel caso di legame elastico lineare (fig. 76).

Figura 75 - Andamento delle tensioni principali









Figura 76 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione




Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

78
7.2 SCENARIO 2: HOGGING
Nella seconda tipologia di scenario analizzata la costruzione superficiale posizionata in zona di
hogging. La struttura infatti posta a 30 metri dallasse, come mostrato in figura 77:

Figura 77 - Scenario 2: hogging
Struttura con platea e telaio in C.A. - Analisi lineare

Figura 78 - Andamento delle tensioni principali

Figura 79 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione
Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
25 kPa
-20 kPa
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

79
45 kPa
-45 kPa
In caso di hogging, a differenza del caso di sagging, landamento delle tensioni si inverte a causa
del cambio di concavit del profilo dei cedimenti. Rispetto al caso precedente, inoltre, i valori medi
di tensione sono ridotti dal momento che la distanza della sovrastruttura dallasse molto maggiore.

Struttura senza platea, con telaio in C.A. - Analisi lineare

Figura 80 - Andamento delle tensioni principali









Figura 81 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione
Lassenza di una fondazione rigida a diaframma comporta una variazione netta dellandamento
delle tensioni, in particolare di quelle di trazione che vengono a concentrarsi nella zona bassa pi
distante dal tunnel (fig. 80). Anche i valori numerici tendono ad aumentare (fig. 81).




Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

80
35 kPa
-25 kPa
Struttura con platea, senza telaio in C.A. - Analisi lineare
Lassenza di un telaio portante non modifica landamento delle tensioni tanto quanto lassenza di
platea: infatti, landamento resta pi o meno lo stesso, con un lieve incremento nei valori (figg. 82 e
83).



Figura 82 - Andamento delle tensioni principali









Figura 83 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione






Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

81
Struttura con platea, con telaio in C.A. - Analisi non lineare
Lanalisi non lineare mette in risalto una concentrazione di tensioni di trazione nella zona centrale
alta, oltre che un aggravamento del possibile quadro fessurativo nel piano longitudinale (fig. 84).


Figura 84 - Andamento delle tensioni principali









Figura 85 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione






Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

82
7.3 SCENARIO 3: ZONA MISTA
Nel terzo scenario analizzato, la sovrastruttura situata parte in sagging, parte in hogging. Per
cogliere meglio gli effetti ingenerati, la dimensione in pianta delledificio stata estesa di 6 metri
nel piano trasversale, aggiungendo quindi una campata (fig. 86).

Figura 86 - Scenario 3: sagging - hogging
Struttura con platea e telaio in C.A. - Analisi lineare

Figura 87 - Andamento delle tensioni principali

Figura 88 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione
Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
60 kPa
-75 kPa
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

83
90 kPa
-90 kPa
Struttura senza platea, con telaio in C.A. - Analisi lineare
Nel caso di assenza di platea, landamento delle tensioni tende a mutare rispetto al caso di
riferimento. Infatti, si pu notare una concentrazione di trazione nella zona in basso a sinistra del
piano trasversale ed in quella adiacente allo spigolo destro tra piano trasversale e longitudinale (fig.
89). Anche numericamente, le tensioni mostrano una tendenza ad aumentare (fig. 90).

Figura 89 - Andamento delle tensioni principali








Figura 90 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione





Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

84
75 kPa
-75 kPa
Struttura con platea, senza telaio in C.A. - Analisi lineare
Anche in questo scenario, lassenza di un telaio in C.A. sembra essere meno influente rispetto
allassenza di platea di fondazione (fig. 91). I valori numerici mostrano un lieve cambiamento (fig.
92), mentre landamento tensionale rispecchia quello gi visto nel caso di riferimento.


Figura 91 - Andamento delle tensioni principali








Figura 92 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione





Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

85
7.4 SCENARIO 4: HOGGING PER DOPPIO TUNNEL
Il quarto scenario analizzato quello di hogging dovuto alla posizione della struttura, posta tra due
tunnel adiacenti (fig. 93). La sovrapposizione delle conche di subsidenza generate dai due tunnel d
origine ad un profilo di cedimento avente concavit rivolta verso il basso.

Figura 93 - Scenario 4: hogging per doppio tunnel
Struttura con platea e telaio in C.A. - Analisi lineare

Figura 94 - Andamento delle tensioni principali

Figura 95 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione
Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
95 kPa
-90 kPa
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

86
120 kPa
-80 kPa
Struttura senza platea, con telaio in C.A. - Analisi lineare
Come in vari casi precedenti, anche nel quarto scenario lassenza di una fondazione continua
evidenzia un aumento delle tensioni, con concentrazioni di sforzo di trazione nelle zone dangolo in
basso (fig. 96) e valori medi maggiori (fig. 97):


Figura 96 - Andamento delle tensioni principali









Figura 97 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione





Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

87
105 kPa
-105 kPa
Struttura con platea, senza telaio in C.A. - Analisi lineare
A differenza della struttura intelaiata, nel caso di assenza di telaio portante lo stato tensionale
aumenta in intensit, pur rimanendo qualitativamente simile (figg. 98 e 99):


Figura 98 - Andamento delle tensioni principali








Figura 99 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione






Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

88
7.5 SCENARIO 5: SAGGING CON SCAVO IN CORSO
Rispetto agli scenari precedenti, questo mostra un campo di spostamenti differenziale sia nel piano
trasversale che longitudinale (fig. 100).

Figura 100 - Scenario 5: sagging con scavo in corso
Struttura con platea e telaio in C.A. - Analisi lineare

Figura 101 - Andamento delle tensioni principali

Figura 102 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione
Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
75 kPa
-65 kPa
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

89
90 kPa
-90 kPa
Struttura senza platea, con telaio in C.A. - Analisi lineare
Come nei casi precedenti, anche in questo scenario lassenza di platea di fondazione evidenzia
unaumento dei valori tensionali in gioco con una lieve variazione dellandamento (fig. 103, 104):

Figura 103 - Andamento delle tensioni principali










Figura 104 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione





Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
7. Valutazione dello stato tensionale indotto

90
85 kPa
-90 kPa
Struttura con platea, senza telaio in C.A. - Analisi lineare
Rispetto alla situazione di struttura intelaiata, in assenza di telaio portante landamento delle
tensioni varia con pi uniformit (fig. 105). Le zone di fessurazione tendono ad estendersi, come
illustrato in figura 106.


Figura 105 - Andamento delle tensioni principali








Figura 106 - Tracciamento delle isostatiche e probabili zone di fessurazione





Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
8. Conclusioni

91
CAPITOLO 8
CONCLUSIONI

A conclusione dello studio effettuato, possibile evidenziare diversi aspetti determinati nella fase di
modellazione, di cui nella maggior parte dei casi si trova riscontro nella letteratura consultata.
Questi aspetti verranno illustrati nei due paragrafi seguenti: nel primo saranno trattati gli aspetti
inerenti alla valutazione della variazione delle curve di cedimento al variare dei fattori ipotizzati,
quali i differenti scenari, e la presenza o meno di platea di fondazione.
Nel secondo, invece, verranno analizzati i risultati ottenuti nella fase di studio dello stato tensionale
indotto: anche per questo caso, sar dato spazio alle valutazioni effettuate per le differenze notate al
variare dei fattori introdotti.

8.1 INTERAZIONE TERRENO-STRUTTURA
Dopo aver studiato in letteratura la configurazione dei campi di spostamenti indotti dallo scavo di
una galleria, ed averne riprodotto gli effetti tramite modelli che valutassero le condizioni di green
field, stata presa in esame la condizione reale di presenza di sovrastruttura al di sopra dellasse del
tunnel.
Gli effetti dellinterazione sono stati studiati per i cinque differenti scenari, ed in ciascun caso per
presenza o meno di platea di fondazione, valutando anche linfluenza di misurare il cedimento su un
allineamento di pilastri interno alledificio (perci senza tamponatura) rispetto al caso di
allineamento esterno e tamponato: lo scopo stato proprio quello di valutare le influenze in termini
di apporto di rigidezza.
Le immagini di figura 107 e 108 mostrano due dei casi pi evidenti in cui le rigidezze in gioco
tendono a far variare sensibilmente il campo di cedimenti, di cui si riporta anche landamento in
green field.
Per quanto riguarda la prima situazione (sagging), nel caso di telaio interno si evidenzia come la
curva blu (presenza di platea) descrive un andamento con cedimento massimo ridotto del 10%
rispetto alla curva verde (g.f.), e soprattutto con ridotti effetti differenziali. Landamento della curva
rossa, invece, mostra chiaramente che in assenza di una piastra continua al contatto con il terreno,
sono i pilastri (il cui allineamento quello delle linee tratteggiate rosse) che con la loro rigidezza
tendono a far ridurre puntualmente lentit dei cedimenti. Nel telaio esterno, invece, si evidenzia il
8. Conclusioni

92
fatto che pur senza platea di fondazione, il contributo di rigidezza offerto dalla tamponatura tende a
far assumere al profilo dei cedimenti lo stesso andamento che si ha nel caso di presenza di platea.
Anche nella situazione di hogging per doppio tunnel si evidenziano delle differenze interessanti.
Infatti la curva dei cedimenti in caso di interazione con platea (in blu) taglia la curva di green
field dimostrando leffetto linearizzante dellinterazione di rigidezze. Nel telaio interno, come
prima, la posizione dei pilastri evidenzia la modifica puntuale dellandamento dei cedimenti.
Nel telaio esterno, invece, anche in questo caso le due curve con e senza platea sono
sostanzialmente sovrapposte, grazie alleffetto della tamponatura.



Figura 107 - Curve di cedimento per telaio interno ed esterno, con e senza platea (sagging)


Figura 108 - Curve di cedimento per telaio interno ed esterno, con e senza platea (hogging con doppio tunnel)









D Do op pp pi io o t tu un nn ne el l
S Sa ag gg gi in ng g
8. Conclusioni

93
8.2 STATO TENSIONALE E QUADRO FESSURATIVO
Landamento delle isostatiche di trazione e compressione evidenzia il tipo di deformazione che si
presenta nei vari scenari analizzati. Sono stati ritrovati, quindi, gli effetti che dimostrano come la
posizione della sovrastruttura rispetto allasse del tunnel influisca sullo stato tensionale agente.
A sostegno della tesi, vengono riportati gli andamenti per i casi di sagging e di hogging, nei quali
landamento delle isostatiche si inverte a causa della variazione della curvatura imposta dai
cedimenti al di sotto delledificio (fig. 109,110).



Figura 109 - Andamento delle tensioni (sagging)



Figura 110 - Andamento delle tensioni (hogging)




Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
25 kPa
-20 kPa
Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
80 kPa
-95 kPa
8. Conclusioni

94
45 kPa
-45 kPa
Per quanto riguarda la presenza o meno di platea di fondazione, i risultati per i vari scenari sono
stati concordi nel dimostrare che nel primo caso le tensioni ingenerate sono ridotte e pi regolari
rispetto al secondo, in cui oltre ad un globale aumento dei valori si assiste anche a situazioni di
concentrazione di tensioni in alcuni punti della facciata.
Le immagini in figura 111 e 112, inerenti allo scenario di hogging, mostrano tali effetti in modo
nitido:


Figura 111 - Andamento delle tensioni con platea (hogging)








Figura 112 - Andamento delle tensioni senza platea (hogging)







Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
25 kPa
-20 kPa
Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
8. Conclusioni

95
85 kPa
-90 kPa
La presenza o meno di un telaio portante, invece, ha mostrato differenze meno evidenti rispetto al
caso precedente. Infatti, sono stati i valori numerici relativi allo stato tensionale medio a variare,
aumentando nel caso di asssenza di telaio; tuttavia, landamento rimasto sostanzialmente lo stesso
(figg. 113, 114).


Figura 113 - Andamento delle tensioni con telaio (sagging con scavo in corso)






Figura 114 - Andamento delle tensioni senza telaio (sagging con scavo in corso)








Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
75 kPa
-65 kPa
Isostatiche di
trazione
Isostatiche di
compressione
8. Conclusioni

96
La schematizzazione del comportamento del materiale muratura, che ha portato alla realizzazione di
analisi lineari e non lineari per nonlinearit di materiale, invece, ha evidenziato delle differenze per
quanto riguarda gli andamenti e le zone di concentrazione di tensione, piuttosto che i valori
numerici (figg. 115,116).


Figura 115 - Andamento delle tensioni per legame elastico lineare simmetrico (sagging)


Figura 116 - Andamento delle tensioni per legame elastico non lineare (sagging)

Bibliografia

97
BIBLIOGRAFIA


H. Mroueh, I. Shahrour Computer and Geotechnics 30 (2003)

R.J. Mair Research on tunnelling-induced ground movements and their effects on
buildings (2003)

D.M. Potts, T.I. Addenbrooke A structures influence on tunnelling induced ground
movements (1997)

R.J. Mair, R.N. Taylor, J.B. Burland Prediction of ground movements and assessment of
risk of building damage due to bored tunnelling (1996)

R.J. Mair, R.N. Taylor - Elizabeth House: settlement predictions (2001)

G. Croci - Conservazione e restauro strutturale dei beni architettonici (2001)

R. Di Francesco - Lesioni degli edifici (2008)

J.R. Standing, D.M. Potts - Contributions to Gotechnique 1948-2000: tunnelling
(Gotechnique 58, 2008)

G. Toniolo, P.G. Malerba - Metodi di discretizzazione dellanalisi strutturale (1981)









Appendice I - Valutazione dellonere computazionale

98
APPENDICE I
VALUTAZIONE DELLONERE COMPUTAZIONALE

Quando necessario studiare un fenomeno tramite la realizzazione di modelli su cui effettuare delle
analisi con un calcolatore elettronico, evidente che occorre valutare anche lonere computazionale
che tale studio richiede, sia in termini di tempo di computazione che di memoria del calcolatore
impegnata nellanalisi. Lo scopo di tale valutazione quello di trovare un giusto equilibrio tra
unanalisi molto raffinata, che comporter certamente un onere elevato, ed unanalisi meno precisa
ma anche meno impegnativa dal punto di vista computazionale.
La raffinatezza che caratterizza il modello di studio e lanalisi da effettuare data dalla cosiddetta
mesh, o passo di discretizzazione con il quale si rende discreto un sistema continuo. Al crescere di
tale passo aumenteranno i gradi di libert del corpo modellato, e cos il modello discreto avente n
gradi di libert tender gradualmente a simulare sempre pi correttamente il comportamento del
modello reale continuo, avente gradi di libert.
La presente valutazione stata effettuata considerando un cubo solido di dimensioni 50 x 50 x 50
metri che rappresenta un volume di terreno di 125000 metri cubi interessato da unazione
superficiale puntuale e diretta normalmente al piano campagna (problema di Bousinnesq, fig. 117).
Questo volume stato modellato con mesh sempre pi fitte, e per ognuna di esse stato studiato
lonere computazionale impiegato nellanalisi effettuata. I dati del processore utilizzato sono esposti
in tabella 15.

Figura 117 - Problema di Bousinnesq
CARATTERISTICHE PROCESSORE
Intel Pentium 4
CPU 3,2 GHz
RAM 1 Gb

Tabella 15 - Caratteristiche del processore utilizzato
Appendice I - Valutazione dellonere computazionale

99
Le varie discretizzazioni realizzate sono schematizzate nella tabella 16:

Numero prova 1 2 3 4 5 6 7 8
Mesh (m) 25 12,5 10 5 2,5 1 1 1
Dimensioni solido unit (m) 25 x 25 x 25 12,5 x 12,5 x 12,5 10 x 10 x 10 5 x 5 x 5 2,5 x 2,5 x 2,5 1 x 1 x 10 1 x 1 x 5 1 x 1 x 2,5
Discretizzazioni realizzate

Tabella 16 - Sintesi prove realizzate

Lesito delle differenti analisi svolte riportato nella tabella 17: per ciascun modello, sono stati
mostrati il tempo e la memoria impiegati a concludere lanalisi, ed il numero di nodi e di elementi
solidi presenti nel modello.

PROVA 1 PROVA 2
Tempo (s) 0,641 Tempo (s) 1,016
Memoria (MB) 0,0625 Memoria (MB) 0,125
Bricks 8 Bricks 64
Nodi 27 Nodi 125
PROVA 3 PROVA 4
Tempo (s) 1,234 Tempo (s) 2,141
Memoria (MB) 0,3125 Memoria (MB) 3,3
Bricks 168 Bricks 1000
Nodi 429 Nodi 1331
PROVA 5 PROVA 6
Tempo (s) 47,891 Tempo (s) 145
Memoria (MB) 69,7 Memoria (MB) 136,2
Bricks 8000 Bricks: 15000
Nodi 9261 Nodi 18207
PROVA 7 PROVA 8
Tempo (s) 408,906 Tempo (s) 2362,422
Memoria (MB) 279,2 Memoria (MB) 1175,9
Bricks 25000 Bricks 50000
Nodi 28611 Nodi 54621

Tabella 17 - Risultati delle analisi effettuate

Landamento grafico dei risultati, al variare della complessit del modello, illustra efficacemente la
tendenza esponenziale che lonere computazionale assume. Il numero dei nodi e dei bricks
espresso in scala logaritmica (fig. 118, 119, 120 e 121):



Appendice I - Valutazione dellonere computazionale

100

Figura 118 - Andamento del tempo di analisi al variare del numero di nodi







Figura 119 - Andamento del tempo di analisi al variare del numero di bricks






Appendice I - Valutazione dellonere computazionale

101

Figura 120 - Andamento della memoria impiegata al variare del numero di nodi





Figura 121 - Andamento della memoria impiegata al variare del numero di bricks