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La verit

S
i volto e strinse la presa sullelsa del pugnale. Questa non ci voleva. Si nascoste a lato dellingresso da cui proveniva il rumore e si prepar ad attaccare. Appena scorse una figura indistinta valicare la soglia, le appoggi la mano libera sulla bocca, poi la spinse contro il muro, facendole battere la testa. Alz il pugnale, pronta a colpire con tutta la forza che aveva in corpo, ma a un nulla dalla gola si ferm. Di fronte a lei, con gli occhi grandi per lo stupore, cera Learco. Dubhe si senti trapassare dal suo sguardo e mollo subito la presa. - Chi va l?Una voce tuon dal fondo delle scale. Poco dopo il suono metallico di una spada sguainata dal fodero riempi la volta del corridoio. Dubhe sent le gambe farsi molli. Fu Learco a spingerla prontamente fuori dalla sala e a infilarla dietro una porta socchiusa nellandrone di fianco. Le fece segno di stare in silenzio, quindi si rimise a posto le vesti e attese larrivo della guardia cercando di darsi un contegno. - Sono io- disse con calma glaciale quando il soldato comparve dal corridoio. - Scusate, Altezza, non sapevo che fosse qui - La voce del soldato era un soffio dalla porta. Dubhe senti il suono della lama che rientravano nel fodero, e subito dopo luomo si inginocchiava. - Non devi chiedere scusa, soldato. Stavi soltanto facendo il suo dovere. Ora va.Quando furono soli, il principe la prese per il polso. - Zitta e seguirmi - le intim. Lei non reag. Si lascio trasportare come un peso morto per i corridori del palazzo, finche non giunsero a una ripida scaletta di ferro. Dubhe sapeva che portava allo stenditoio, una bassa mansarda che raramente era controllata dalle guardie.

Una volta arrivati, Learco la gett per terra senza curarsi di farle male. Teneva la mano ferma sullelsa della spada, ed era serio, terribilmente serio, come Dubhe non laveva mai visto. - Che ci facevi l?Non cera traccia del giovane che lei aveva conosciuto durante i loro incontri segreti. Il suo volto era freddo e ostile. Lo devi uccidere, le disse una voce con dolore. Avresti dovuto farlo la prima volta, quando eravate nella raduna dopo lo scontro con i briganti. Hai preso o no una decisione, ieri sera? - Perch sei vestita cos?- la incalz lui. Dubhe non riusciva a staccargli gli occhi di dosso, senza smettere di pensate che avrebbe dovuto ammazzarlo l, in quel preciso momento. - Ti ho portata qui invece di consegnarti alla guardia. Capisci cosa significa?Nel tono della sua voce cera un residuo di tenerezza, ma a Dubhe venne da ridere. Lui non sapeva niente di lei, neppure adesso riusciva a capire. La sua bocca si incresp in un sorriso. Learco la fissava, incapace di definire quella reazione. - Si pu sapere cosa ce di tanto divertente?Dubhe incroci il suo sguardo, e la sicurezza della sere prima valic. Qualcosa in lei continuava contro ogni logica a farle credere che poteva esserci una fine diversa, che lui era davvero la sua ancora di salvezza. Mi diverte vedere che tu non hai la pi pallida idea di chi io sia- disse con una punta di studiato sarcasmo. Learco sguain la spada e gliela punt alla gola. Cos e meno divertente?Lei non si tolse il sorriso via dalle labbra. Sarei in grado di ucciderti in qualsiasi momento. Non basterebbero tre spade e neppure altri due soldati a fermarmi.I veli stano per cadere, e con essi tutte le bugie. Finalmente capirai chi sono, e sar lultima cosa che farai prima di morire, penso, mentre unondata di gelo risaliva dal suo cuore fino alla testa. Learco non finse la propria delusione. Chi sei veramente?Ci fu un attimo di silenzio, nel quale nessuno dei due ebbe la forza di continuare quella farsa. - Il mio nome e Dubhe.La mano di Learco tremo appena sullelsa della spada, ma strinse la presa con vigore. Sei qui per me?- No.- E per mio padre, allora.-

Una semplice constatazione, che gli usci dalle labbra quasi con vergogna. Dubhe chiuse gli occhi, e fu capace solo di annuire. La severit dello sguardo di Learco cominciava a incrinarsi,e lei riusc a intravedere dietro quella possa da principe guerriero il ragazzo del torrente che gli aveva confidato il suo passato. Qualcosa le infiammo il petto, qualcosa di intollerabile che le faceva salire le lacrime agli occhi. - Ti manda la Gilda?- No.- Ido?- No.Dubhe distolse lo sguardo, incapace di sostenere quellinterrogatorio. - Mio zio?- chiese lui dopo un attimo di pausa. - No.- rispose sconsolata. Sentiva di non poter scacciare le lacrime pi a lungo. Learco appoggio la spada sul suo collo, dolcemente ma con fermezza. Dubhe gli leggeva la fatica che gli costava quel gesto. - Voglio la verit, e ti conviene dirmela, altrimenti ti ammazzo.Non stava bluffando, perch laveva detto con il tono di chi non aveva niente da perdere. Dubhe senti una lacrima scenderle lungo la guancia. Non sarebbe stato un cattivo momento per morire, soprattutto se la quiete arrivava per mano di Learco. - Sono venuta qui per uccidere tuo padre, ma non mi ha mandata nessuno. Il mio e un affare personale- disse con un filo di voce. - E per questo ti sei fatta salvare da me, e poi mi hai sedotto per entrare a palazzo?Qualcosa in lei urlava tanto forte da coprire ogni altra voce, ma come spiegargli? Come dirgli che tutto quello che cera stato tra loro non aveva nulla a che fare con la sua missione, e che invece costituiva proprio un ostacolo per lei? Come spiegargli quanto lo amava conto ogni logica e buon senso? Come dirgli che forse fino a quel momento non lo aveva mai davvero ammesso nemmeno con se stessa? - Non e andata cosi- rispose tutto dun fiato. Fu Learco stavolta a ridere. Tu menti- disse con disprezzo. - No e vero. Sono qui perch un anno fa si e salvato la vita a costo della mia,e lunica che ora posso fare per evitare una morte orrenda e ucciderlo.-

Learco non si lascio impressionare, anzi, aumento la pressione della spada sul suo collo. Perch dovrei crederti?- Perch non ti ho mai mentitoIl principe scoppi a ridere di nuovo, e lei si senti sprofondare. Mi hai raccontato solo bugie. Il tuo nome, chi sei, da dove vieni- No! Quello che ti ho detto del mio passato e vero, e tutto vero!Le lacrime scesero inarrestabili lungo le guance e gi per le labbra. Si scopr il braccio, tanto leffetto della magia di Theana era ormai al termine; lo sapeva perch sentiva il simbolo pulsava sotto la stoffa di casacca. Glielo mosto, e tra i singhiozzi gli racconto di come era stata raggirata. Gli disse del furto, non gli tacque neppure uno degli orrori che aveva compiuto. Gli parl del suo lungo viaggio per salvarsi la vita, e di quellunica via che Sennar era stato in grado di indicarle: uccidere chi laveva maledetta. Alla fine di quel racconto, si sent come svuotata, esausta, stanca del suo stesso dolore, ma in qualche modo anche confortata. Adesso che lui sapeva tutto, non aveva pi importanza quello che sarebbe potuto accadere. Learco abbasso lentamente la spada e si sedete a terra, accanto a lei. Si pass la mano tra i capelli, sospirando. Cosa devo fare di te?- disse guardandola con un sorriso sconsolato. Lei rimase immobile. Uccidimi- disse in un soffio. - Cosa?- O io dovr uccidere te. Non ce scelta. Tu devi salvare tuo padre e io devo salvare me stessa.Learco la guardo con tale disperazione che Dubhe si sent annientare. - E perch dovrei farlo?- disse infine. Per proteggere un uomo che vive sulla morte degli altri? No, grazie. Io non ti fermeraggiunse gettando la spada lontano. Vuoi uccidermi? Fallo!- i suoi erano accesi da una smania febbrile. Se e vero tutto quello che mi hai detto, per, fallo ora- concluse indicando il pugnale che Dubhe teneva ancora in mano. Lei lo vide luccicare nel buio, come se la lama avesse catturato e imprigionato ogni scheggia di luce dentro la stanza. Per un instante lo sollev. Il pugnale che le aveva regalato il Maestro Poi lo gett via, e mentre sentiva tintinnare il metallo sul pavimento, si butt al collo di Learco e si permise di piangere disperatamente. Lui rimase inerte tra le sue braccia, ma a lei bastava poterlo stringere a se e pensare che niente di tutto quello era accaduto per davvero.

Poi la mano di lui risal lentamente lungo l profilo della sua schiena e si ferm allaltezza del collo, dove la sua presa calda le fece rabbrividire di piacere. La baci come la prima volta, e fu un bacio lungo, senza tempo. Dubhe senti che qualcosa era cambiato irrimediabilmente. Cercare di percorrere una strada diversa, fingere che Learco non ci fosse mai stato e ritornare quella di un anno prima era pura follia. Finalmente si sentiva libera; il Maestro e Lonerin erano soltanto dolci, lontani ricordi. Esisteva solo la muta promessa di Learco che labbracciava e delle sue mani che la accarezzavano, che sfioravano lievi lansa della sua gola, la curva del suo seno. Le sfil la casacca delicatamente, adagiandola a terra,e lei lo strinse a se con forza. Forse la bellezza di quel momento sarebbe durata un attimo soltanto, ma Dubhe era certa che quel tempo valeva quanto una vita intera