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INCONTRO CON UN UOMO STRAORDINARIO - 41

tratto dal blog http://ilgrandeignoto.blogspot.com di Angelo Ciccarella

Grande come Piazza del Comune, simile all'otturatore centrale di una macchina fotografica, la bocca gigante si trovava perfettamente al centro del cratere. Lentamente ci avvicinammo e con la medesima lentezza una serie di lamelle poste sullo stesso piano, sei per la precisione - imperniate su due circonferenze concentriche che si muovono una al contrario dellaltra - si mossero verso lesterno e ci consentirono di passare. Una corrente fluida mi sospinse dolcemente fuori dalla tavola volante e mi sentii sospeso e con un movimento rallentato planai verso il piano sottostante. Gli uranidi, con le rispettive navicelle interdimensionali, scomparvero alla mia vista e mi ritrovai solo soletto dentro un cratere lunare. Cacchio! E adesso? Una debole luce verdastra a mala pena illuminava quel luogo. Le lame sopra di me si richiusero senza rumore. Gi, sulla Luna non essendoci atmosfera i suoni... A quel punto, ebbi uno scuotimento formidabile per tutto il corpo. Vomitai pure quello che non c'avevo e colpi di tosse che sembravano non finire mai mi fecero stramazzare al suolo. Percepii tutto il mio corpo e la mia natura di essere umano, proprio l dentro. Chiuso e, pensai, prigioniero. Lo stato sidereo era meno di un ricordo. La carne mi bruciava e le sensazioni psichiche ritornarono ad invadere la mia mente. Il peso dell'umano si faceva sentire, eccome. Caspita. Era tutto vero, reale, maledettamente tosto. Respiravo, sentivo l'ossigeno che mi riempiva i polmoni. Ma allora prima, quando quegli esseri eletti mi traghettavano da un universo ad un altro, come facevo? Non avevo memoria di aver respirato. E ora? In quel momento, l'esperienza e gli insegnamenti di Scandurra dove sei? - mi ridiedero forza.

Quando procedo da solo - mi suggeriva il rapporto ispirativo scandurriano cui non sarei stato pi in grado di sfuggire - mi lascio abbandonare all'istinto magnetico, esso mi guider sostenendomi anche e specialmente in quei posti senza voce, senza variazione di forme. Un altro aspetto del bagliore, del lumen che viene in mio soccorso. Grazie ad esso, non mi prender al collo la cosmofobia. Sar invece investito da una provvidenziale onda rivelativa senza limiti di spazio e di tempo, attraverso impulsi di alto magnetismo immaterializzato.

L'area circolare dentro la quale mi trovavo, divenne pi chiara. Ci mi permise di intravedere sulle pareti pannelli di metallobronzo e meccanismi composti da perni, rocchetti, ruote seghettate; riquadri indicatori, leve e pulsanti di varia grandezza. Vu meter quadrati rotondi, triangolari si alternavano a maniglie verticali e bobine. E poi morsetti, raccordi, canaline, manicotti. Da alcuni condotti fuoriuscivano vapori grigiocelesti che formavano colonne-serpentoni che toccavano il soffitto del locale. Mi trovavo veramente sul satellite della Terra e in quale epoca? Tutto lasciava intendere che mani umane avessero toccato quel posto dimenticato. Sentivo, ormai, con assoluta certezza che uomini come me si trovavano sulla Luna da un bel po' di tempo. Mi avvicinai a quei pannelli elettrotermo-meccanici. Toccai una maniglia. Era concreta, solida. La superficie dura e porosa, mi dava la
Incontro con un uomo Straordinario 41 / tratto dal blog http://ilgrandeignoto.blogspot.com di Angelo Ciccarella

strana sensazione di essere familiare e al tempo stesso extraterrestre. Mi feci guidare da quell'istinto magnetico che mi diresse verso una porta rettangolare. Come per magia si apr da sola e una valanga di vapore caldo mi invest. Mi venne in mente l'immaginario letterario di Giulio Verne. Forse non era fantascienza quella che leggevamo da ragazzi. Eravamo proprio sicuri che la tecnica e la scienza nata dalla modernit fossero il prodotto pi avanzato della storia umana?

La civilt di Atlantide aveva raggiunto livelli di conoscenza incredibili. Avevano esplorato mondi e dimensioni, costruito macchine stellari e manipolato ogni tipo di energia e dopo la sparizione del continente, un bagaglio di sapienza e di tecnologia era pur sopravvissuto e trasmesso a pochi superstiti. Scandurra era considerato in quella parte di universo, un atlantideo. Usava spolette che gli permettevano di immergersi in varchi interdimensionali attraverso botole cosmiche. Era lui stesso una spoletta e ne avevo potuto apprezzare le gesta. Perch escludere che la Luna fosse abitata? Perch considerarla soltanto un ciottolone che girava intorno al nostro pianeta? Quali segreti custodiva? Non era solo appannaggio di poeti e romantici credere alla sua natura animata e qualcosa mi diceva che tracce del continente scomparso le avrei trovate proprio l.

Gli esuli di Atlantide avevano comunque conservato intatte le capacit fantastiche tipiche del loro elevato grado di sviluppo, ci non escludeva quindi che potessero muoversi a piacimento dappertutto, indipendentemente dalle ere storiche. Extrastorici, tuttavia interagivano a volte con noi. Operavano in segreto, sebbene qualcosa traspariva dalle cronache e dai miti degli antichi popoli sumeri, maya, ind. Egiziani, greci, romani e germani ci raccontavano cose prodigiose, magiche, sovrumane. Innalzavano monumenti immani per collegarsi al faro-pinnacolo galattico. E i costruttori di cattedrali? Le pietre soniche, gli archi a basso magnetismo e gravit limitata, i demoni cristallizzati da furbi alchimisti, le loro ubicazioni a terra che rimandavano ad una mappatura celeste, gli spinotti cosmotellurici... Quante conoscenze andarono sepolte o tradotte male? Quanti uomini si fecero custodi di segnacoli ed energie mascherate per i profani?

Attraversai la porta. Ero in ballo. Avrei incontrato sicuramente qualcuno che mi avrebbe parlato del futuro della Terra. Avevo un compito pazzesco, ingombrante e pesante per le mie possibilit, ma non potevo certo tornare sui miei passi. Mi toccava. Un'altra porta di ferro a pochi metri si apr e intravidi un salotto, credo stile ottocento, decisamente terrestre. Vi entrai. Una lampada dalla luce soffusa era accanto ad un signore seduto in poltrona. Era un giovane uomo vestito in linea con l'epoca dell'arredamento. Egli si alz e mi venne incontro con fare cordiale, anzi, si mostrava contento. Ma io lo conoscevo. Un vecchio allievo di Scandurra... e che abitava sulla Luna. Ero fuori di testa, evidentemente.
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Angelo ti aspettavo. Bello rivederti. Siediti mi indic una poltrona a fianco della sua - che sarai abbastanza scosso dal viaggio. Il nostro compito quello di far comprendere a tutti che soltanto un atto di conoscenza pu farci uscire dalle paludi del nostro tempo. Esso prelude al grande cambiamento. Ricordo che sei astemio, ma un brandy quello che ci vuole.

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