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LE RADICI CRISTIANE DEUROPA E I MILLE ANNI DI MEDIOEVO

PREFAZIONE Si inizia, con questo numero, unimpostazione alla lettura dei momenti salienti della storia dellumanit. Perch proprio con il Medioevo? Perch stato linizio della civilt cristiana in Europa, per cui oggi, anche se con vicendevoli disastri della societ, ne sentiamo gli effetti. Si andr contro lignoranza comune che cerca di identificare ( il medioevo Croce), come fino a oscurantista scendere lo associa a Benedetto

nellimmaginario comune che

sensazioni da romanzi da letteratura gotica. E stato ben altro. Si unirono vari elementi, tra cui i principali furono lo ius romano, che aveva intessuto tutta lEuropa, la filosofia greca, la genuinit delle gentes
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barbariche

tutto

sublimato

dalla

spiritualit dettata dal cristianesimo, che era forza indiscussa nel nostro continente. Questi elementi impregnarono tutto: dalla vita quotidiana, allarte e alla musica. Furono mille anni in cui si incise nellimpostazione di vita di un intero continente. Fu in questepoca che si sald il principio dellunit del trono e dellaltare. Solo nel 1789, con la rivoluzione fu abrogato definitivamente. Ci vollero, comunque, secoli di decadimento, spirituale, psicologico e fisico, sia personale che comunitario, con pseudoculture sempre pi nocive allanima e al corpo, per arrivare a ci. Ci furono malefatte ed omissioni. Questo scritto non vuole essere una riproposta di un disegno politico, anche se millenario, ma una rilettura scevra da retoriche delluna e dellaltra parte. Fu una res publica christiana, e continuatrice della res publica romana, prefiguratrice della futura Europa divisa politicamente, ma unita moralmente (Enciclopedia Cattolica)
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PREMESSA Il medioevo che cosa fu? stata soprattutto let di transizione tra le macerie dellimpero e la nascente civilt cristiana, dove i principi di diritto naturale e la spiritualit cristiana impregnarono le leggi, gli usi e i costumi.

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Come avvenne? Roma sia nelle sue gentes che nei suoi cives aveva perso ogni principio di moralit che gli aveva permesso, in precedenza, di essere auctoritas. Lo stesso Plutarco nelle sue Vite parallele ne portava il problema. La tirannide aveva sostituito, ormai, lautorit. Il diritto, quello ius che era stato esportato nel mondo di allora, veniva calpestato dallarbitrio. La religiosit olimpica, rispettata da tutti, era stata soppiantata dalle credenze di altri popoli. Questo paganesimo, alla fine, minava le fondamenta di Roma. Basti pensare che nel culmine di lotte tra cristianesimo e paganesimo, lo stesso Giuliano lApostata (331d.c.363 d.c.) si trovava nellassurdo di difendere in nome della tradizione romana, dalla religione cristiana, la misteriosofia mitriaca, proveniente dalloriente iranico. Non era il cristianesimo contro Roma, ma la romanit e i suoi principi, contro il paganesimo orientale. Il tessuto sociale dellUrbe e del suo impero era, ormai, squassato dalle fondamenta.
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Molti tra la nobilt e i guerrieri vedevano nella religione, emergente, un riaffermazione dei principi di diritto naturale, sublimato dalla Carit. Che dire del sangue donato? Come scordarsi dei martiri che sconvolsero lo stesso Tertulliano mentre li sentiva cantare quando andavano a morire? E il massacro perpetrato per volonta settarie dalla corte di Cesare Massimiano (298 d.c.), che tocc anche le strutture militari? Quando diecimila legionari romani, con i loro ufficiali, furono martirizzati alle Tre Fontane (Aquas Salvias) per la legge ignominiosa religio. Quanti martiri militari morti per la fede in Cristo! Sempre pi si perdeva il monito di Cicerone, che gi nellet repubblicana poneva il problema di una classe aristocratica (dal greco aristos = i migliori).

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Le frontiere, in questultimo periodo dellImpero Romano, erano difese dagli stessi barbari, ormai divenuti cives. Lo stesso Attila nel 451d.c.fu sconfitto dal generale Ezio, romanizzato, a Azio, che per difendere Roma, mor in battaglia. Papa Leone lo ferm definitivamente. La stessa Chiesa, oltre che a vedere espandere la religiosit cristiana, veniva considerata, nel momento di difficolt della civilt romana, supplente allinsufficienza dei poteri pubblici. La superiorit del papato, appare rifugio e difesa. Lo ius romano, le gentes barbariche ed il cristianesimo, unito dal sangue dei suoi martiri, saranno elementi cardine dellet futura: il Medioevo. ORA ET LABORA

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Lalto Medioevo (V secolo-X secolo d.c.) inizia con leredit degli elementi sopraddetti. Il Papato con la sua autorevolezza, diventa il principale interlocutore dei nuovi vincitori: le

gentes barbariche. Esse si ritrovano forti e vigorose con la conquista ed invasioni fatte, ma sicuramente si trovavano impreparate a costituire una societ, sulle rovine di quellimpero che per quanto decaduto aveva conquistato il mondo con il gladio e la lodobra.

Mille anni erano passati (756 a.c. 476 d.c.). LEuropa aveva assorbito lo ius romano, erano circolate le idee filosofiche della Grecia, come il platonismo e laristotelismo. Le nuove aristocrazie si ritrovavano a dover ricostruire tenendo conto di questi elementi. Il cristianesimo si era espanso portando civilt; basti pensare allalfabetico cirillico. Le divisioni tra gli stessi popoli barbari dovevano trovare ununione, un denominatore comune. Lardimento guerriero doveva conciliarsi con il senso di stabilit della popolazione ormai troppo vessata. Si riprende, di fatto, quindi la tripartizione clero, guerrieri e contadini, ricordando lo Iuppiter, Mars e Quirinus dei romani. Una suddivisione semplice, ma che portava con s un progetto di stabilit e concordia. Sacerdoti e religiosi, nel complesso avevano conservato il sapere; il comunicare con la scrittura e la stessa lingua latina, da sempre considerata sia un elemento di comunicazione internazionale e sia una chiave di lettura, per far rimanere viva la memoria
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storica. Il sacerdote era comunque colui che univa, con il sacrificio eucaristico, il cielo con la terra. Colui che propagava benefici. La figura del guerriero si present pi complessa. Era quella che aveva conquistato il potere con la forza: questultima era la sola legittimazione. Le culture delle singole trib barbariche si dovevano fondere con il concetto militare del romano, sublimato dalla Carit. Il lavoro non fu da poco. Con landare del tempo la bipartizione guerriero-schiavo, divenne cavaliereservo della gleba, permeando il rapporto tra persone, confermato dagli usi e costumi di allora. Quindi il contadino diventa responsabile nella sua terra della produzione di cibo, rispetto al signore. Tale stabilizzazione diventa sempre pi ordinata da costituire quella piccola societ chiamata feudo. Diventa sempre pi importante la famiglia, sia in senso teorico verso il proprio signore come pater familias, sia come numero di famiglie, di focolai, come forza morale ed economica.
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Limpostazione della giustizia

ad ognuno il

suo, unicuique suum. Ognuno partecipava secondo il suo status. Il clero con la devozione e la preghiera, il nobile e il guerriero con il tributo di sangue ed il contadino con il tributo di grano.

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La Chiesa, per, non partecip con le sole preghiere. Proprio in questepoca sorge lordine benedettino, fondato da S. Benedetto da Norcia (480 d.c.- 547 d.c.), allora ventenne, membro di famiglia patrizia, che impost la regola (529 d.c.): la preghiera unita al lavoro. Limpegno quotidiano come orazione. Ora et Labora fu uno dei cardini del Medioevo. Si dava lesempio e la protezione. Spesso i conventi stavano in cima ad una collina o ad un monte, con doppia valenza: sia simbolica che pratica. Erano il riferimento del contadino sia per lesempio che per lausilio e la difesa. Si recupera la tradizione romana con i suoi collegia e si trasmettono i mestieri. La comunit benedettina doveva essere di dodici persone, come gli apostoli. La convivenza, comunque, si ispirava al pater familias romano.

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Ricordiamoci che la famiglia era stato sia il principio di convivenza di Roma, riaffermato anche dal codice giustinianeo, sia il quarto comandamento cristiano. Cio il primo comando tra i doveri verso Dio e quelli verso il prossimo: cio la societ. Il convento era il punto di riferimento sia simbolico che pratico per il contadino. Non erano certo tempi tranquilli: nella stessa regola S. Benedetto invita i confratelli a non dormire con il coltello perch ci si pu ferire. Quindi ancora la Chiesa entra dentro la societ ed indirizza i suoi costumi. Cerca di dare stabilit supplendo alle carenze istituzionali. Si riorganizzano le modalit di lavoro anche per dare sostentamento alla popolazione. La societ feudale diventa sempre pi organica, pervasa dallo spirito familiare della stirpe e della patria (dal latino pater-ia =cose dei propri padri). C da considerare anche lelemento della conversione al cristianesimo tra i feudatari. Non fu un elemento da poco. La classe dirigente ormai comprendeva lo spirito cristiano. La stabilizzazione
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della societ avviene con il lavoro della terra da parte del contadino. Le leggi gli usi e i costumi permettono ad intere famiglie di avere casa e lavoro, nel rispetto della persona. Il tributo era sullo stesso bene che il grano. Il signore, re o feudatario, aveva dominio sui beni e persone che veniva mitigato dal diritto-dovere di capo famiglia, verso i sudditi, applicando il senso di giustizia, imperniato sia al senso di comunit, sia al tributo di sangue che nobili e guerrieri erano tenuti a dare per la difesa della comunit. Il servo della gleba aveva il diritto-dovere di entrare nel castello ed essere difeso.1 La chiave di lettura della societ medievale la famiglia. Ci si rif al modello della famiglia, inteso in senso generico, di quello del signore con il suo vassallo. La famiglia dava stabilit. Limportanza di un paese si valutava dal numero dei focolari non della popolazione.2 Il focolare portava con s il concetto di famiglia, nel rispetto del diritto naturale,
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Regine Pernoud Luce del Medioevopg. 41 Ed. Volpe 1978

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ma anche della stirpe, con le sue radici nelle tradizioni da cui vengono e in cui si stabiliscono. La propriet ha una funzione sociale, nel rapporto di relazione con le altre classi sociali. Il signore, sovrano o feudatario, il padrone dei beni, ma li d in concessione alle comunit familiari per il loro sostentamento e la loro stabilizzazione. Loro producevano il grano, fino alla soddisfazione dei beni primari. Parte, in maniera irrisoria rispetto ad oggi, andava in tasse. Ognuno partecipa in funzione del suo status, e, quindi, del suo ruolo. Si applica cos la giustizia in senso tradizionale: ad ognuno il suo. Le molteplici famiglie nellinterscambio di strumenti e manodopera, vivevano in pieno il concetto di solidarismo.
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Regine Pernoud Luce del Medioevo pg. 24 Ed. Volpe 1978

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IL SACRO ROMANO IMPERO Erano passati soltanto quattro secoli e i mille anni di Impero Romano riecheggiano nella memoria. Nel Natale 800 d.c. avvenne un fatto che avrebbe cambiato le sorti dEuropa: il Sacro Romano Impero. Papa Leone un III incoronava europeo, Carlo un Magno(742-814), sovrano

imperator per volont di Dio. Il trono e laltare si unirono. Si applic, nei vertici pi alti della societ, il vecchio detto cristiano: ogni messaggio teologico porta con s un messaggio politico Il Cristo Re aveva con s il sovrano dEuropa. LImperium prima di essere unistituzione deve essere una virt per chi lo rappresenta. LImpero
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aveva la sua anima e la Chiesa il suo corpo politico. Non vi era dualit tra i due poteri: un solo gregge sotto un solo pastore. Il Pontifex , il vicario di Cristo, aveva legato il cielo con la terra. Con quellunzione si proclam quellunit che per secoli decret il destino dEuropa. Quel sangue donato dai martiri e da quei legionari romani aveva dato i suoi frutti.

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Con la rivoluzione del 1789, tra i massacri perpetrati in ogni ceto, si distrusse anche lampolla di Reims, dove cera lolio dellunzione. Non era un sacramento, ma un sacramentale; ma quante benedizioni! Charles Murras, capo del movimento Action Francaise dir che quella rivoluzione fu grande e francese grande per la vastit di drammi che ha portato, e francese perch dalla Francia vengono quei drammi LImperium non era unistituzione centralizzata, come lo stato moderno, ma ununione armonica di realt (grazie al realismo aristotelico) di quelle autonomie locali, chiamati feudi, che potevano avere usi e costumi propri, ma dentro quella comunit chiamata impero. Sotto lo scettro di questo sovrano, per volont di Dio, che

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ciascuna nazione si potuta fondere sulla tradizione di sangue e di linguaggio3. Con il peccato originale luomo aveva perduto quelle due prerogative: lo scire rectee il recte agere, ma con la complementariet delle due istituzioni, Chiesa e Impero, si potuto restaurare ci. Non fu confusione di poteri, ma armonia. Il messaggio teologico della regalit di Cristo, si univa al messaggio politico di porre il vangelo sopra le genti. Di porlo, non di imporlo. Quando ci fu guerra fu per libert e giustizia, non per imperialismo. Fu un epoca, ma fu anche unepopea. la Chanson de Roland fu cantata dai trovatori. Le gesta del cavaliere Roland, uno dei dodici conti palatini (paladini), di cui amava circondarsi Carlo Magno, morendo in combattimento invoca Carlo, il suo signore che lha nutrito4. In questa frase c quel giuramento scelto in libert di cui si compone
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Attilio Mordini il Tempio del Cristianesimo pag. 69 edizioni sette

color
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Regin Pernoud- luce del medioevo edizioni Volpe 1978 pag.44 XXIII

la fedelt feudale. Quel vincolarsi al suo signore che ne attende in cambio assistenza materiale e protezione morale. Cera quel solidarismo impregnato di generosit dalluna e dallaltra parte, chiamata carit. Nello stile di vita medievale, cera anche il vissuto noblesse oblige, essere nobili obbliga. Un modo di essere diverso dalla futura Europa. Il cavaliere Roland, prefetto, d il suo sangue a Roncisvalle, per colpa di un traditore, al suo signore, contro i mori. Cera la funzione sociale del proprio status. Si perder sempre di pi, sino a divenire tristemente noblesse noblige. Nell814 d.c., con la morte di Carlo Magno, si sfalda quellImpero Sacro e Romano, che a tuttoggi da ogni posizione politica, incute rispetto. Era cambiato il destino dEuropa, con quel progetto politicamente innovativo, del tutto occidentale: lunione del trono e dellaltare. Si sfalda lasciando quella nostalgia che ha pervaso i volumi dei filosofi, delluna e dellaltra parte.
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La S.Chiesa ha espresso un giudizio positivo sul Medioevo. Fu gi il tempo che la filosofia del Vangelo governava gli stati, quando la forza e la sovrana influenza dello spirito cristiano era entrata bene, addentro nelle leggi, nelle istituzioni, nei costumi dei popoli, in tutti gli ordini e regioni dello stato, quando la religione di Ges Cristo, posta solidamente, in quellonorevole grado, che le conveniva, traeva su fiorente allombra del favore dei Principi e della dovuta protezione dei Magistrati; quando procedevano concordi il Sacerdozio e lImpero, stretti avventurosamente tra loro per amichevole reciprocanza di servizi. Ordinata in tal modo la societ, rec frutti che pi preziosi non si potrebbero pensare, dei quali dura e durer la memoria, affidata ad innumerevoli monumenti storici, che niuno artifizio di nemici potr falsare ed oscurare. Enciclica Immortale Dei
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Leone XIII

IL BASSO MEDIOEVO Fu lepoca(sec.XI-XV) in cui la vita quotidiana sempre pi stabilizzata. Si riscopriva sempre pi la cultura, il lavoro (come mestiere) e la cavalleria(intesa anche come ascesi). La spiritualit del cristianesimo aveva sempre pi influenzato landamento della vita quotidiana e la stessa storia medievale.
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Il

cristianesimo,

con

il

suo

monachesimo

benedettino e certosino (1084 d.c.) stava sempre pi ponendo i capisaldi per i futuri secoli. E anche lepoca di S.Francesco dAssisi(1182- 1228), cavaliere, figlio del mercante Pietro da Bernardone, dopo una giovent dissipata, fu ferito, in guerra. Dopo la guarigione ecco i primi segni della sua vocazione. Fond lOrdine dei Francescani. Cercava di rivalutare la povert evangelica. Leresia del pauperismo che incominci a serpeggiare fu debellata. Il Cristo chiedeva di ricostruire la Chiesa. Era lepoca in cui la classe mercantile diventava sempre pi un soggetto politico. Lauctoritas imperiale, come gi fu per limperatore Barbarossa, veniva ripudiata. Al Feudo venivano preferiti i Comuni. In questepoca sorge lascesi monastica francescana. Pax et Bonum. La pace romana e il bene sia per le persone e sia per il creato: non si mercanteggiano le persone ed il creato. La saldezza dellEuropa
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nei

mille

anni,

fu

data

anche

dall'Inquisizione che inizi con decreto del 287. Nel

Medioevo si diresse soprattutto contro i Catari e i Valdesi dal XII al XIII secolo e contro le eresie francescane nel XIV. Furono atti per la difesa dellecumene. La ricerca degli eretici e la loro repressione fu organizzata soprattutto nel sec.XIII, nel Basso Medioevo, di comune accordo dalla Santa Sede, dai vescovi e dai principi dell'intera cristianit (ad eccezione, pare, dell'Inghilterra). E che dappertutto furono stabilite le stesse regole generali contenute nelle costituzioni del III Concilio Laterano del 1179, dell'assemblea di Verona del 1184 e del IV Concilio Laterano del 1215. Si permise, quindi, la stabilizzazione di una cultura nata sul diritto naturale, sublimato dalla Carit. Lo gnosticismo veniva combattuto. Un Europa nota sullo spiritualizzare la materia e materializzare lo spirito, rischiava di soggiacere ad un annientamento della materia. L'Inquisizione comunque riusc a soffocare il Catarismo (setta che promuoveva il suicidio e
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condannava la procreazione). Il numero degli adepti perseguiti diminu nel primo quarto del XIV secolo. La cultura La cultura (dal latino colere = coltivare), un talento. Luomo del medioevo ne era pienamente cosciente. Comprendeva limportanza della memoria storica, basti pensare ai volumi dei greci e dei romani arrivati a noi. E Dante Alighieri (12651321), nella Divina Commedia, non si fa accompagnare da Virgilio? Vi era un rispetto reverenziale per il passato: per la cultura tradizionale. E stata unepoca che aveva avuto radici spirituali e culturali, dalle societ sacrali. Si viveva cosciente di appartenere ad una societ teocentrica, ma non teocratica. Luomo e la donna di cultura, come ricorda Regin Pernoud, vivevano innestati dentro la comunit umana, secondo il proprio ruolo.

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LEuropa ebbe maggior fioritura letteraria proprio nel basso medioevo. Il fanciullo come in ogni altra epoca va a scuola, o nella parrocchia o nel monastero pi vicino, giacch lo stesso Concilio Lateranense del 1179 ne fa stretto obbligo. Non mancano delle fondazioni feudali che assicurano listruzione. Ecco la libert di cultura che dovrebbe esserci sempre in ogni societ. E con il giacobinismo rivoluzionario che incomincia a sorgere la scuola statolatrica. Fu grazie anche a questa cultura estesa nella popolazione che poterono eccellere personaggi come Papa Urbano VI, figlio di un piccolo calzolaio di Troyes, e Gregorio VII, grande Pontefice del Medioevo, figlio di un povero operaio. La cultura e lamore per il bello, come criterio aristotelico, impregnavano il sentire comune. Anche gli stessi re-guerrieri ne erano partecipi. Lo stesso Riccardo Cuor di Leone scrive poemi, e Alfonso X, re di Spagna, scrive anche opere di diritto e di astronomia (le tavole alfonsine). Orleans e Bologna,
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sono centri culturali, rispettivamente di diritto canonico e romano. La grandezza degli scritti e del significato, sempre pi espresso con i criteri aristotelici del vero, del bello e del giusto, sono ancora da riscoprire, coperti da una propaganda anticristiana che non ne fa giustizia. Vi la Chanson de Roland, dove i guerrieri non sono semidei, ma uomini, con le loro debolezze, ma pronti a morire con intelligenza e coraggio, per i principi in cui credono. C la grandezza teologica e filosofica di S.Tommaso dAquino (1225-1274), dottore comune della Chiesa che commenta tutte le opere di Aristotele, e non solo! Il tomismo la conciliazione tra aristotelismo e cristianesimo. E come scordarsi le opere di Dante Alighieri (12651321), che dalla cultura politica (il De Monarchia) alla metafisica ( la Divina Commedia) esprimeva i suoi concetti rifacendosi alla filosofia tomista, quasi contemporanea. Queste opere hanno forato i secoli: hanno forgiato varie generazioni.
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Le arti e il lavoro

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I criteri aristotelici del vero, del bello e del giusto erano incardinati nella societ. Gli stessi mestieri artigianali ne risentivano; ecco perch diventa difficile distinguere il lavoro con la stessa arte. La societ medievale stabilizzandosi si evolveva sempre di pi, avendo bisogno di altre cose complementari che il contadino non produceva. Aumentava sempre di pi lesigenza delle arti e dei mestieri. Per dare limpressione di armonia, lopera darte doveva tenere conto della geometria e della decorazione, doveva subordinarsi allarchitettura. Creazioni, scene, personaggi e monumenti sono espressioni del genio cristiano . Il Medioevo ignora larte per larte ed in questepoca lutilit determina tutte le creazioni.

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Tutto ci non avvenuto ex nihilo, dal niente, ma stato il risultato degli elementi presenti nella societ, compreso lora et labora benedettino. Laltro dato da non sottovalutare, nel mondo del lavoro, nelle arti e nei mestieri, la memoria storica. Historia magistra vitae. La storia maestra di vita. Gi Roma nei suoi oltre mille anni di vita quotidiana, aveva compreso limportanza di ordinare, secondo il diritto naturale, anche il

mondo del lavoro con il suo carico di conoscenze. La storia maestra di vita. La societ medievale aveva bisogno di regole nel lavoro. La conoscenza delle arti e dei mestieri era stata riportata nella costituenda societ medievale, da chi aveva memorie dei collegia romani, come gli stessi benedettini. La santificazione della vita quotidiana, per la gente comune, era stata avviata con lora et labora dellordine di S. Benedetto anche una translatio che permise nel mondo del lavoro, tra

lantico e il nuovo: tra la Roma aristocratica e guerriera e la Civilt Cristiana e feudale.


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Lo stesso ordine di S. Benedetto, patrizio romano, aveva dato solide fondamenta per secoli. Lascesi del lavoro e la conservazione della conoscenza di quei mestieri e di quelle arti, svolte per il bene in comune, potevano esistere solo nelle fondazioni di altri corpi intermedi: le corporazioni cristiane. Durarono per secoli, sempre pi indebolite da spinte rivoluzionarie ed anticristiane. Lo stesso Dollfuss (1892-1934) cerc con i cristiano sociali ucciso dai nazisti durante il di riportare, attualizzate, le istituzioni corporativa. Fu putsch nazionalsocialista del 1934.

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Perch se ne rimane ammirati? Non solo permisero una sempre pi forte prosperit, ma grazie a quelle istituzioni, riprese dal passato romano, e rivisitate con una realistica organizzazione, si possono a tuttoggi ammirare le cattedrali gotiche che sembrano sfidare le leggi della staticit. Ecco la grandezza della societ cristiana del Medioevo. Ognuno nel suo ruolo si approfondiva e si evolveva, raccordandosi con le altre classi sociali per il bene comune.

FEDELTA FEUDALE: ECCO LUOMO DEL MEDIOEVO E vero, luomo unico ed irripetibile, come dice la dottrina della Chiesa cattolica. Porta con se una ricchezza umana e spirituale enorme. Per la giustizia divina quellindividuo, con facolt
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razionali, che ha quei talenti oggettivi e soggettivi, quellunicit che nessun ha e avr. Ogni uomo esprime caratteristiche tali, secondo le sue qualit e i suoi talenti da poter dire: un uomo della sua epoca. Si pu dire che cera il senso di fedelt feudale. Nel Medioevo si era dentro quella tradizione che dalla genesi delluomo si tramandano sia i riti, che i comportamenti anche eroici5. Cera un vincolo che dava stabilit: il vincolo feudale al suo signore, che aveva il patrimonio quasi tutto in terre. La fedelt, il vincolo col proprio signore, era vissuta in tutti i gradi. Lonore del cavaliere sapeva congiungere la fierezza con la modestia., ma questultima era esente da servilismo. I beni venivano dati da sfruttare per il bene comune. Il signore, che aveva il patrimonio quasi tutto in terre, portava con s il problema dei discendenti del ramo cadetto. Ci non fu visto come un rapporto di secondordine. La fedelt feudale non ha a che vedere con nessuna filosofia volontaristica, bens
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Julius Evola: Rivolta contro il mondo moderno Edizioni Mediterranee XXXIX

con il rispetto della gerarchia e del diritto naturale, sublimato dalla Carit. E stato anchesso un modo per vivere la virt dellumilt. Lo stesso Roberto il Guiscardo, con i suoi fratelli, cadetti di una famiglia normanna, troppo severa e troppo numerosa, emigr e divenne una potente dinastia in Sicilia. Ecco luomo del Medioevo, ardimento, senso della famiglia e fecondit. Il contadino ed il guerriero, secondo il proprio stato, pagavano con il grano e con il sangue la stabilit di quella piccola societ chiamata feudo. Il patto donore di servire il proprio signore serviva a s e al bene comune. Combattendo per il proprio signore lo si faceva per la propria terra, lavorando per il proprio signore si lavorava per la famiglia propria e per quella degli altri, il prossimo. Il proprio signore e la propria terra era tuttuno. Cera la propria realt, passata, presente e futura. Cerano le radici della propria stirpe. Cera il monastero dove imparavano i mestieri e dove si faceva cultura, dove cerano sepolti i propri morti. Nel basso Medioevo,
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inoltre, si organizzarono anche le scuole per i propri figli. Si lavorava e si combatteva per la propria vita ed anche per il proprio miglioramento. LE CROCIATE

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Nel secondo periodo, nel basso Medioevo, ormai si era dissolto il Sacro Romano Impero, ma quel tessuto sociale del comune sentire, no. Papa Urbano II invocava, gi nel Concilio di Piacenza, unazione solidale contro lempiet in Terra Santa. Pietro lEremita, con il suo Deus lo vult cerc di fare una crociata per liberarla. Lazione era improvvisata e disorganizzata. Le forze furono distrutte a Nicea, senza raggiungere Gerusalemme. La virt della fortezza, senza la virt della prudenza e della temperanza, avevano dato la sconfitta a quel piccolo esercito disorganizzato. Ci non toglieva il valore del sangue versato. Non si arriv a nulla. Rimase comunque quel sacrificio ( dal latino: sacrum-officere = offrire al sacro) che riunific lecumene europea, per la vera, grande e prima crociata.

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Nei Concili di Piacenza e di Clermont (1095) era stata dichiarata la guerra santa. Cio quellazione santa, a costo della vita, per la libert del culto cristiano. La prima grande vera crociata (10971099), si ebbe con un popolo e molti nobili europei, tra cui Goffredo di Buglione con il fratello Baldovino, i normanni dItalia, Boemondo e Tancredi dAltavilla. Fu diversa dallazione precedente: allautonomia si un la strategia e la tattica, con il coraggio e lintelligenza. Il pericolo islamico non era nuovo per lEuropa. Nel 732 gi Carlo Martello aveva vinto a Poiters. Gli arabi premevano in Sicilia (826), a Creta (832), in Sardegna ed in Corsica. Nel XI secolo si era avuta una crisi nel Califfato di Cordova. La Spagna cristiana riconquist i territori. Fu in questa guerra che si narr di El Cid Campeador.

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La prima crociata (1097-1099) fu fatta con un legato papale e con Goffredo di Buglione. Nessun re li appoggi, ma molti nobili vi aderirono. LEuropa unita aveva vinto in difesa della sua cultura cristiana: dellecumene. Lo scontro tra le due culture islamica e cristiana continu, producendo altre crociate in MedioOriente. Le seguenti furono molteplici, come la terza (1189-1192), condotta dallimperatore Federico Barbarossa, dove mor nel fiume Salef. La sesta (1248-1254) e la settima (1270) condotta da S. Luigi IX, dove fu prigioniero e mor, dando la sua vita a Cristo Re. Che cosa furono le crociate? T.S. Eliot disse: solo la fede poteva aver fatto ci che fu fatto di bene, lintegra fede di pochi, la fede parziale di molti. Non avarizia, lascivia, tradimento, invidia indolenza, golosit, gelosia e orgoglio: non queste cose fecero le Crociate, ma furono queste cose che le disfecero6 .
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T.S. Eliot, poesie, Milano 1971 pag. 393

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Gli uomini del Medioevo sapevano benissimo di vivere in un mondo tuttaltro che perfetto; e se da un lato lordinamento civile dellImpero era addirittura meraviglioso, dallaltro la dura realt dogni giorno era fatta spesso di morte e disordini quantomeno violenti. Era unepoca in cui si peccava forse con pi caparbia ed insistenza che nei tempi moderni; e nessuno pensava di crearsi una filosofia come alibi per le proprie colpe. La squallida mentalit del pragmatismo era ancora lontana! La teoria era intesa in senso letterale del termine, non in senso concettualistico. Era contemplazione ed attorno a s si muoveva il mondo dellazione. La schizofrenia tra la teoria e la pratica un modus vivendi moderno. La guerra santa era prima interiore e poi esteriore. Il centro religioso e civile dellecumene cristiana era Roma, centro ideale Gerusalemme.7 Questi erano i rapporti con la Citt Santa: il popolo europeo partecip per Cristo Re.

Attilio Mordini. Il Tempio del Cristianesimo pag.73 Ed.7 Color, XLV

GLI ORDINI CAVALLERESCHI La nascita e la fioritura degli ordini cavallereschi fu senzaltro data dalle crociate. Come avvenne? La cultura della cavalleria era gi, pi facilmente
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dilagata in tutta Europa. Lo stesso ordine degli equites, come ricorda il Dumezil, aveva una sua storia, una sua tradizione, spirituale e guerriera, sia a Roma che nel suo impero. Furono innestati, come ricorda Tito Livio, con lo ius anelorum , il diritto degli anelli, al culto di Apollo, dicatum aspergio sanguinis. Tranne nellepoca di Giuliano lApostata (331-363), dove nella decadenza dei costumi si arriv a celebrare i riti mitriaci, con la pretesa di ripristinare la tradizione guerriera di Roma. Riti dionisiaci a Mithra, deit della misteriosofia iranica, non certo, quindi, a Marte. Lapollineo veniva estromesso dallascesi guerriera. Fu ripreso nel Medioevo anche grazie ai cavalieri del Tempio. Combattevano in silenzio, come a volere riscoprire il motto cristiano del silenzio e della preghiera. Lordine degli equites svolgeva un ruolo importante nella societ romana. La tradizione cavalleresca non fu perduta, come confermano gli stessi poemi. Le crociate posero il cavaliere, e quindi il suo ordine,
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in un particolare prestigio, anche grazie alla sicurezza che davano in Terra Santa: allideale Gerusalemme. La Chiesa, non solo permise, ma auspic che si consolidasse. Non mancarono elogi di carattere filosofico e teologico, come nel De laudae novae militiae, di S. Bernardo di Chiaravalle, fondatore dellordine cistercense.

Come nellantichit il cavaliere della cristianit era tenuto allascesi del combattimento. Il primo per una perfezione spirituale di diritto naturale, il secondo per il fine cristiano della santit e della felicit eterna. Era un dovere vincere la grande guerra interiore dalla passione disordinata e dal peccato, per vincere la piccola guerra esteriore per la pace e la concordia. Pax, non pacifismo, n buonismo. Cera guerra, bellum (dal latino arcaico duellum), ma cera anche lealt. Il cavaliere non si poteva coprire dinfamia, ma doveva mantenere la dignit, cio lonore.

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Le crociate portavano in auge la nobilt della cavalleria. I principali ordini furono gli Ioanniti, i Teutonici e i Templari. I Teutonici furono fondati ad Acri nel 1191, durante le crociate, dalle citt caucasiche tedesche. I Templari erano di un ordine cavalleresco francese, fondato a Gerusalemme (1119), approvato prima da Onofrio II, nel 1128. Erano chiamati cos perch avevano sede inizialmente presso il Tempio di Gerusalemme. Erano inizialmente soltanto in nove, ma tutti provenienti dalla nobilt guerriera. E un ordine monastico militare, che ha costituito molte dispute, a tuttoggi, in quanto fu soppresso, da Papa Clemente V (1312), dopo le accuse di re Filippo il Bello. Ci sono varie teorie: una, che lOrdine si fond su sani principi cristiani, ma dopo devi con filosofie gnostiche e magia nera. La seconda teoria, pone il sospetto che gi dallinizio erano presenti eresie, ma occultate, da non essere scoperte. La terza, pone lipotesi di una operazione politica guelfa, interna alla stessa Francia. Da notare,
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comunque, che il templarismo, una corrente filosofica di stampo massonico da non confondere con lOrdine dei Templari. Comunque, quando con la bolla papale, fu soppresso, non ci furono i massacri. De Molay, il gran maestro, fu giustiziato al rogo. Ma molti cavalieri entrarono in altri ordini cavallereschi. Da notare che S. Bernardo di Chiaravalle, fautore dellistituzione dei templari, non vi appartenne, ma simpatizz per quellascesi di questi monaci combattenti.

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LA FINE DEL MEDIOEVO: DAL TEOCENTRISMO ALLANTROPOCENTRISMO. Ogni epoca ha un inizio e una fine, come sostenevano sia Toynbee che Spengler. Il primo vedeva la storia come una linea retta protesa verso il progresso, il secondo paragonava le quattro stagioni (primavera, estate, autunno e inverno) alle quattro stagioni di ogni epoca. Con buona pace per i progressisti, non si pu vedere la storia dellumanit come una linea retta, piatta, che porter ad un automatica evoluzione delluomo, senza considerare la decadenza morale e materiale sia delle singole nazioni, sia dellumanit intera a cui si pu essere soggetti. Non possiamo abbracciare neanche le tesi di Spengler o di Vico. Nella filosofia della storia dellumanit, oltre che analizzare le cause di un evento, non si pu scivolare in una sorta di fatalismo da corsi e ricorsi storici. Dobbiamo andare oltre, non fare filosofia della
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storia, ma teologia della storia. La relazione che le nazioni vivono gli eventi, sono in funzione alla Provvidenza. E una sfida, cambiare le nostre menti. E interpretare gli eventi storici, con lo Spirito Santo che influisce sulla storia dellumanit. E la relazione che luomo ha con Dio, il suo Creatore e i suoi comandamenti, per il rispetto della sua natura. Il dovere portare le istituzioni a Cristo Re, come definito dallenciclica Quas Primas o permettere, con lomissione, lesistenza di strutture di peccato come se ne parla nella Sollicitudo rei socialis, parlando degli imperialismi americani e sovietici. Imperium non imperialismo. Come fin il Medioevo? Per imborghesimento? Forse. Non si seppe trasportare la societ che cambiava ad un nuovo Sacro Romano Impero. Ad una nuova prospettiva. Scherzando si pu dire che fin con il 1492, con la scoperta dellAmerica in tutti i sensi. Il Medioevo, era nato, come gi detto, dalle rovine di un impero durato mille anni, ne dur altrettanti. Furono messe le fondamenta della
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civilt cristiana

in Europa. Il Sacro Romano

Impero aveva dato una struttura alle istituzioni, talmente bene che la sua caduta port nostalgia. LAlto Medioevo era stato fatto di spirito guerriero e di lavoro stabilizzatore, sia dalla classe contadina che dai benedettini. Il Basso Medioevo fu fatto di arti e di mestieri, di classi emergenti come la borghesia che si dovevano innestare dentro una nuova societ. Le guerre tra guelfi e ghibellini furono anche questo. Il vecchio feudo, che sempre pi si stabilizzava, aveva portato un cambiamento di vita, la classe artigiana e la borghesia, che nasce dal borgo mercantile emergevano e chiedendo sempre pi un riconoscimento sociale e politico incrinavano quel feudo fatto di sangue e suolo. La rivolta di Milano, contro limperatore Federico Barbarossa cre un primo colpo nel tessuto sociale feudale: una rivolta contro lauctoritas imperiale. Era disceso nel legittimo tentativo di esigere il tributo dai comuni lombardi. Imposte che rispetto ad oggi erano sicuramente esigue. Fu combattuto
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dalla legadal guelfismo. I Comuni diventavano, per volont della borghesia e di una parte del clero, sempre pi autonomi e sempre pi soggetti politici. La nuova societ che si stava delineando era sempre pi lontana dal concetto di Imperium, ma anche dal teocentrismo: da quella societ che viveva e vibrava dentro i dieci comandamenti, e dove si cercava di portare tutto a Cristo Re. Forse fu un decadimento rispetto alla situazione precedente, si configur una borghesia pi lontana dallauctoritas imperiale. Il teocentrismo dallantropocentrismo, veniva soppiantato del caratteristica

Rinascimento e dellEt Moderna.

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SOMMARIO

PREFAZIONE PREMESSA ORA ET LABORA IL SACRO ROMANO IMPERO IL BASSO MEDIOEVO FEDELTA FEUDALE LE CROCIATE GLI ORDINI CAVALLERESCHI FINE DEL MEDIOEVO: DAL TEOCENTRISMO ALLANTROPOCENTRISMO

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Movimento

Politico

Cattolico

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