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PARTE II

ALESSANDRO

GIANNI BONERA VOLTA: LUOMO E LO

SCIENZIATO

LUOMO LATTIVIT DAL


DI RICERCA PRIMA DELLA
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101

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SCIENTIFICA DOPO LA

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* Questo primo capitolo si rif ampiamente a quanto appare nel volume G. Bonera e P. Vanzan, Alessandro Volta: luomo, lo scienziato, il credente, Pavia, CdG, 1999. ** Esergo alla cantica Alessandro Volta di Silvio Pellico. Cantiche e Poesie di S. Pellico, Firenze, Le Monnier, 1860, p.393

Erat vir ille simplex et rectus et timens Deum (Job. 1,1)**

LUOMO*

I fratelli di Alessandro, in successione cronologica, furono: Giovanni, poi Canonico della Cattedrale; Cecilia, morta in tenera et; Marianna, poi monaca benedettina; Giuseppe, poi eloquente oratore Domenicano, anche alla corte di Vienna; Luigi, poi Arcidiacono della Cattedrale, per due volte in procinto dessere fatto Vescovo; Nicolao, morto in tenera et; Maria, morta in tenera et; Chiara, la bellissima, poi moglie del Conte Lodovico Reina. 2 Michelangelo, parlando col Vasari della sua balia, moglie di uno scalpellino, amava dire: Giorgio, sio ho nulla di buono nellingegno, egli venuto dal nascere nella salubrit dellaria del vostro paese dArezzo, cos come anchio tirai dal latte della mia balia gli scarpegli e il mazzuolo con che io fo le figure. 3 Merita sapere anche per le ricadute che il fatto avr pi tardi sul figlio Alessandro che don Filippo Volta era stato nella Compagnia di Ges per 11 anni (ottobre 1710 - ottobre 1721). NellArchivio romano dei gesuiti le valutazioni non sono esaltanti. Nel 1714 leggiamo: Ingenium modicum Iudicium mediocre Prudentia mediocris Experientia rerum iuxta aetatem Complexio [naturalis] aerea Aptitudo: est in experimento et speratur parum. Nel 1717 si conferma Ingenium sufficiens Iudicium mediocre Prudentia mediocris Experientia rerum modica Complexio temperata Aptitudo: ad docendum grammaticam [il livello pi basso degli studi inferiori di lettere]. Nel 1720, prossimo ormai alle dimissioni, i giudizi appaiono pi benevoli (ma il rettore, che li ha formulati, dimostra la stessa benevolenza verso tutti i membri della comunit): Ingenii boni et laudabilis prudentiae specimen praebet. Indoles illi suavis. Complexio delicatior. Aptus ad plura futurus, si ingenium excolat, praecipue ad dicendum e suggestu; etiam ad negotia gerenda. Non risponde quindi a verit quanto pi volte scritto da molti biografi, che il giovane Filippo abbia chiesto la dispensa dallordine per potersi sposare e continuare il nome dei Volta. Sembra infatti che le sue dimissioni siano state fortemente sollecitate dalla Compagnia. Del resto la sua successiva vita spensierata e dissipata conferma questa ipotesi.. 4 Zanino Volta, A. Volta, Milano, Civelli, 1875.
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Comera usanza presso la nobilt del tempo, Alessandro fu messo a balia per quasi tre anni in quel di Brunate, ridente paesino tra colle e lago, presso una donna il cui marito era un abile costruttore di barometri e termometri. Pi tardi, un eccentrico abitante del luogo orn quella casa con la seguente lapide (ora scomparsa): VISSE A BALIA IN FANCIULLEZZA ALESSANDRO VOLTA PRESSO ELISABETTA PEDRAGLIO, IL CUI MARITO LODOVICO MONTI, FABBRICATORE DI TERMOMETRI, GLI INFUSE I PRIMI AMORI PER LA SCIENZA 2 CHE GLI DIEDE LA PILA.

Alessandro Volta nacque a Como, settimo di nove fratelli1, il 18 febbraio 1745, da don Filippo e donna Maddalena dei Conti Inzaghi , in Contrada Nuova, ora via Volta, n. 62. Una lapide ricorda levento con queste parole: FU QUESTA LAVITA CASA DI ALESSANDRO VOLTA - IL MUNICIPIO POSE.

LI ANNI DELLA GIOVINEZZA.

Alla prematura morte di Filippo3 (1752) che aveva sperperato un patrimonio, come scrisse Z. Volta4, trascurando le norme di una savia economia, incontr la taccia di prodigo, o come ebbe a dire lo stesso Alessandro, mi ha lasciato meno che povero. Mio padre possedeva soltanto una casetta nel borgo dellospedale, che venne stimata 14.000 lire; ma i suoi debiti, quando mor, ammontavano a 17.000 lire , la famiglia fu costretta a dividersi.

Si racconta che Alessandro fu tardo a parlare e fino a sette anni molto incerto nel discorrere, ma subito dopo rivel particolari capacit e interessi nello studio, cos da far esclamare al padre Filippo: Avevo in casa un diamante e non me nero avveduto.

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ALESSANDRO VOLTA: LUOMO

E LO SCIENZIATO

Nel 1757 Alessandro inizi gli studi umanistici, retorici e filosofici presso il Collegio dei Gesuiti a Como e risulta che, nonostante la vivacit del carattere, fu sempre il primo della classe, sbrigando in unora quello che per gli altri richiedeva molto pi tempo e dedicando tutte le ore risparmiate allo studio dei fenomeni naturali: tanto che a soli 12 anni compose sullargomento un trattatello di notevole interesse. Spicca anche nel latino e italiano gli autori preferiti sono Virgilio e il Tasso e da solo, a 13 anni, impara il francese. In pieno Enciclopedismo colpisce la grinta del Volta nello studiare quei testi anticattolici, per confutarne gli errori. Trapela fin dallora la notevole sua vena apologetica, che ritroveremo in molti momenti della sua vita. Merita ricordare che Alessandro oltre allitaliano, latino e francese parlava bene il tedesco e linglese, conosceva lolandese, il russo, lo spagnolo e il greco antico, mentre, grazie a una costituzione fisica robusta, pratic da giovane il canottaggio, la pesca, la caccia e lalpinismo.

Alessandro, con la madre e le sorelle Marianna e Chiara, and presso lo zio Alessandro, canonico, mentre gli altri tre fratelli Luigi, Giuseppe e Giovanni si trasferirono presso un altro zio, lArcidiacono Antonio e, secondo luso del tempo, abbracceranno presto la vocazione degli zii.

Epistolario di A. Volta, Edizione Nazionale, voll. 5, Bologna 19491955, Zanichelli, Vol. I 6 Nel Grandi leggiamo che il Volta fu aiutato negli studi dai gesuiti, con libri e macchine e ricolmato di mille carezze onde, com naturale, inclin per quella religione, mentre pi caustica una lettera del fratello Giuseppe che ritiene infondata la vocazione di Alessandro e insinua che laver voi ricevuto ora della cioccolata coi biscottini, ora del caff ha finito per conquistare chi non troppo accorto [] e ben di rado soleva bagnare la bocca in simili liquori. E conclude meravigliandosi che da un poco di cioccolata si lasciasse cos facilmente persuadere il vostro perspicace intelletto e muovere la vostra cos stabile volont. [Ep. I, p. 7] 7 Giovanni Polvani, Alessandro Volta, Pisa, Domus Galileiana, 1942.
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Non meraviglia quindi che un simile ragazzo di ottima famiglia, spiritualmente pio e intellettualmente dotato attirasse le cure speciali del gesuita Padre G. Bonesi, insegnante di retorica e poi di filosofia nel Collegio di Como ma, insieme, attento pescatore vocazionale. Di fatto, allepoca il Volta manifestava evidenti segni vocazionali, confermati anche dalle oltre 30 lettere scambiate col Bonesi [Ep. I5, lettere 3-29 e 31-38] e nelle memorie del fraterno amico C. Gattoni [Ep. I, p. 2], ma i biografi restano orientati pi verso unesaltazione momentanea, forse un po artificiosa, dellinnata, forte sua religiosit, o anche verso un riflesso dellambiente familiare ricordiamo che tre zii paterni e altrettanti fratelli maggiori (per tacere della sorella monaca) facevano parte del clero regolare e diocesano ; il tutto ovviamente amplificato dalla scuola gesuitica.6 Come ebbe a dire Giovanni Polvani nella sua bellissima monografia su Alessandro Volta7 quella religiosit, che in Volta ragaz-

Lautore del saggio pubblicato in queste pagine, Gianni Bonera, Presidente del Comitato Promotore Pavese, Universit di Pavia.

Atto di nascita di Alessandro Volta conservato nella parrocchia di S. Donnino a Como. LUOMO 75

8 Nei ricordi del Gattoni leggiamo anche che allo scroscio strepitoso di s spaventosi fulmini inorridij, mabbandon la parola, me nandai sbalordito a casa, e per quel poco tempo che rimase in Como Bonesi nol vidi [I superiori lo mandarono nel Collegio di Bergamo]. Mille ringraziamenti feci al Cielo che falsi siano stati ed il Profeta e le profezie, e che la morale religiosa condotta del Volta, e lindefessa sua applicazione, fecero conoscere il nome suo a tuttil mondo [Ep. I, p. 3]. 9 A conferma di quanto Volta fosse istintivamente rivolto oltre che allo studio, anche allosservazione di tutti i fenomeni naturali, riportiamo questo episodio singolare. Quando i contadini di Monteverde gli dissero che nellacqua della fonte vi erano pagliuzze doro, Volta raggiunse il luogo e a tal punto si sporse dalla riva per osservare, che cadde in acqua, rischiando lannegamento se non fossero accorsi in aiuto dei passanti. Le pagliuzze doro erano soltanto i riflessi della mica gialla. 10 Callisto Grandi, A. Volta, Milano, Bertarelli, 1899

Ma, nonostante la vigilanza dello zio canonico, il Padre Bonesi riusc, anche durante quelle vacanze estive, a far giungere varie lettere al Volta, proprio servendosi del Gattoni che, nella sua ingenuit e buona fede, si prest a questo segreto commercio epistolare come a unopera di bene, pensando che nellamico fosse sicura la vocazione religiosa. Nelle lettere del Bonesi, infatti, si moltiplicavano gli incitamenti a entrare nella Compagnia di Ges, insieme spingendo Alessandro a esaminare col Gattoni la questione del loro avvenire. Non sappiamo quali confidenze intercorsero tra Volta e Gattoni, ma sta il fatto che questultimo peraltro gi ben orientato al sacerdozio si persuase che non eravi pi la menoma idea di vocazione nel Volta per la Societ [la Compagnia di Ges]. Ma quando spiattell chiaro e tondo la verit al Bonesi, questi vista persa la causa molto stizzito dichiar che Volta era lanima pi tenebrosa che esistesse nellinferno, e pronostic di lui che avrebbe tenuta una condotta la pi iniqua, immerso nellozio e ne vizj con sommo disonore della famiglia, e della patria.8

In ogni caso, le attenzioni del padre Bonesi insospettirono la famiglia Volta, e specialmente lo zio e tutore, il canonico Alessandro, per cui alla fine dellanno scolastico 1761 il ragazzo fu allontanato dai Gesuiti e iscritto al Seminario Benzi. I motivi di tanta ostilit nei confronti della possibile vocazione gesuitica di Alessandro sembrano essere: la probabile antipatia dello zio canonico per quellOrdine del quale tra laltro si ventilava il possibile scioglimento (avvenuto nel 1773) e il negativo ricordo della mancata vocazione di Filippo (vedi nota 3).

zo non era riuscita a fiorire del tutto perch sopraffatta dal fascino del mondo fisico, si svilupp poi completamente nelluomo, cui gi la scienza aveva procurato fama, onori, gloria, ma non gli aveva potuto dare la calma dello spirito.

Probabile ritratto del giovane Alessandro Volta con il gesuita Gerolamo Bonesi (olio attribuito a Martin Knoller, 1725-1804).

Comunque sia, dopo quel periodo abbastanza critico, Alessandro tra il 1761 e il 65, anni in cui frequent le scuole del Seminario simpegn da solo a una intensa preparazione scientifica9, dedicandosi in particolare allo studio dei fenomeni elettrici. un periodo nel quale Alessandro scrive molto, componendo poesie in latino, italiano e francese di questi versi giovanili il Grandi10 scriver che farebbero onore a distinti professori mentre, a conferma degli interessi anche biblico-teologici, ricordiamo che nel 1762, a 17 anni, durante la villeggiatura a Gravedona, scrisse ben 11 quaderni, senza lausilio di nessun testo, nei quali sostenne (contro lamico Gattoni) che pure negli animali c un qualche principio di spiritualit.

Al contempo Volta sostenne in un latino di tutto rispetto che la poesia e la fisica (nel senso greco di physis), ossia il bello e il vero, sono perfettamente conciliabili tra loro. E, ispirandosi al Tasso che nella Gerusalemme Liberata (c. I, v. 3) scrive: L corre il mondo ove pi versi/ Di sue dolcezze il lusinghier Parnaso,/ E che l vero condito in molli versi/ I pi schivi allettando ha persuaso protesta indignato:
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E LO SCIENZIATO

A GRANDE PASSIONE PER LA SCIENZA.

Coloro che troppo amanti del vero oltraggiano la possibilit della sacra poesia, temo che ritengano pronunciato per tutti ci che stato detto da Ausonio: Poeti ingannatori: essi che macchiano la verit con la poesia. Perci malvolentieri sopportano che vengano trattati in versi le questioni filosofiche, come se a tal punto indistintamente vengano macchiate dal contatto delle favole, che a fatica si possano distinguere le cose vere da quelle false. Al contrario la maggior parte, datasi interamente con eccessiva temerariet alla medesima Poesia, va predicando che la sua dignit ed eccellenza minimamente pu essere rapportata con le spiegazioni fisiche, com naturale in quanto essa [la poesia], disprezzando le realt umili e aride, gode di aggirarsi libera in un campo pi elevato e pi fecondo. Tra questi due estremi il Volta rivelando anche qui quellequilibrismo che meglio vedremo pi avanti continua: Seguendo la via di mezzo tra le due parti, la pi sicura, abbiamo deciso di stabilire la possibilit di accordo, cosicch eliminate generiche e ipotetiche composizioni lontano dalla Poesia, appaia chiaramente che non venga contaminata la seriet e la verit delle trattazioni fisiche, n venga lesa o diminuita la dignit e leleganza della facondia Poetica, se viene rivolta, come dicono, a studi [argomenti] pi sterili; anzi siamo del parere che la Fisica e la Poesia siano in sintonia cos debitamente e convenientemente che a vicenda e da reciproco aiuto traggano ornamento.

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Cartella Voltiana B.I. Il testo, in latino, riportato in Polvani, op.cit, p. 9

Nel 1764 compose due poemetti: uno (andato perduto) di 800 versi latini, riguardanti le stagioni, e laltro ispirandosi al De rerum natura di Lucrezio di 492 esametri latini, riguardante loro esplosivo, la polvere pirica e i fuochi fatui. Anche se le difficolt letterarie non erano poche, come lui stesso riconosce N mi nascondo quanto difficile sia/ Esporre in versi latini ardue scoperte,/ specialmente dovendo usare molte nuove parole/ Per la povert della lingua e la novit delle cose , lentusiasmo per quei fenomeni naturali come per tutto quanto c nel libro dove il senno eterno/Scrisse i propri concetti era pi forte, addirittura travolgente. Dal momento che luoghi squallidi circondano i sepolcri e quasi alla medesima ora ogni giorno fuochi fatui sogliono essere visti, il volgo, spaventato, ritiene che cadaveri ritornati in vita, divinit orribili e schiere immonde di spiriti cattivi, o realt che con nome vano chiama Fantasmi, infestino la notte con il loro vagare, e incutano terrore, e portino minacce ai tristi mortali; credono ancor di pi a questo perch se, talvolta, qualche viandante, aborrendo la vista della sgradita luce, si affretti ad evitarla con fuga rapidissima e con veloce corsa, essa [la luce] avanzando con ugual passo, insegue da dietro il cammino ormai abbandonato, continua, e incalza alle spalle i fuggiaschi, e seguendo individua le medesime tracce. Oh cieca superstizione! Forse che non siamo in grado di comprendere il motivo per cui queste cose accadano spontaneamente senza il volere degli dei? Osserva: le piume solleLUOMO 77

Riportiamo qui, tradotta in prosa, la parte riguardante i fuochi fatui.

Autografo di Volta: introduzione al poemetto del 1764 sulla polvere pirica, loro tonante e i fuochi fatui (Cart. Volt. B. I., Istituto Lombardo).

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Il testo latino riportato in Polvani, op.cit., p. 10

Fu osservato che, al tempo in cui Volta scriveva questi versi, erano di moda i poemetti didascalici. Ma quanti furono scritti da giovani di 18 anni, con la forza e lo slancio di Alessandro? N mancata la critica dessere imparaticci o rifritture scolastiche. Ma se ci pu valere per alcuni sonetti posteriori, scritti in occasione di vestizioni monacali o altre poesiole, che risentono della forzata preziosit dellArcadia, noi pensiamo col Polvani che i due poemetti didascalici appena ricordati e quello che scrisse 23 anni dopo, in occasione dellascensione del Saussure sul Monte Bianco abbiano origine, ispirazione e consistenza ben pi elevata: quelle di un animo esuberante, innamorato di quella bellezza arcana che nella fisica si congiunge alla verit, anzi che la verit medesima impersona.

vate rimangono sospese nellaria: se le insegui fuggono: se tu fuggi, ecco ti seguono: perch ci? Senza dubbio quando qualcuno avanza, laria percossa viene divisa, e lascia un piccolo spazio alle spalle di quello, e, quando lo occupa la nuova aria, le piume vengono trascinate nello stesso vortice, scorrendo allindietro e, smossa laria, entrano in solchi stabiliti. Esse precedono volando, sono incalzate dalla spinta di colui che cammina, e sono costrette a cedere dal progressivo movimento. Cos il leggero vapore del fuoco fatuo acceso gira di qua e di l librandosi nellaria, come se fosse una parte della stessa aria, talvolta insegue, e viceversa fugge.12

Alessandro Volta, durante la vecchiaia (olio di ignoto; Camnago, Famiglia Volta). 78 ALESSANDRO VOLTA: LUOMO
E LO SCIENZIATO

Nel 1771 scrisse un secondo lavoro, puresso in latino, dedicato questa volta allo Spallanzani, professore di Scienze Naturali presso lUniversit di Pavia, col quale da poco era in contatto epistolare, trattando di fisica e biologia. Nel 1774, pressato da esigenze finanziarie, fece domanda per un incarico dinsegnamento presso le Scuole di Como, allegando i suddetti due lavori, che affascinarono il conte C. Firmian, ministro plenipotenziario dellimpero asburgico per la Lombardia, il quale lo nomin Soprintendente e Reggente delle R. Scuole di Como13. Nonostante

Gi a partire dal 1763 intraprese una corrispondenza con il Nollet, che lo stimolava ad approfondire i propri studi teorici, e con il Beccaria che lo invitava invece a fare esperimenti. Scrivendo a questultimo, confessava senza reticenze davere il genio per lelettricit, ossia di sentire per lo studio dellelettricit una passione incontenibile. Tant che nel 1769 (a soli 24 anni) edit il suo primo lavoro in latino dedicato al Beccaria.

Non meraviglia allora che, finito il ginnasio nel Seminario Benzi, nonostante le pressioni dello zio canonico perch intraprendesse gli studi forensi, Volta abbandonasse ogni curriculum regolare e procedesse da autodidatta nello studio dei fenomeni elettrici, studiando i testi del Musschenbroek, del Nollet e del Beccaria, tre dei maggiori scienziati che si occupavano in quel periodo di elettricit.

13 Anche in questo ufficio Volta rivel la sua genialit proponendo uninteressante riforma scolastica, tratta dalla Ratio studiorum dei Collegi gesuitici, soppressi lanno precedente, con dettagliatissime proposte non solo intorno a un nuovo ordinamento didattico-educativo, ma anche circa le nuove metodiche dinsegnamento (Ep. I, App. II e III). Notevole anche il suo ruolo nella fusione dellex biblioteca gesuitica con quella pubblica. Volta sollecit linteressamento del conte Firmian (agosto 1776), invitandolo a non differire oltre la fusione e avanzando la richiesta di una congrua somma per lacquisto di libri scientifici moderni. Alla fine, il 16 novembre, Firmian gli diede l'autorizzazione per unire le due biblioteche.

Volta nel suo studio (olio di Nicol Barabino, 1832-1891, Genova, Palazzo Orsini Spalletti-DAlbertis). LUOMO 79

Alessandro Volta in unincisione di R. Focosi e L. Rados, 1828.

Per quanto riguarda la ricerca, sono da ricordare in questo periodo gli studi sul condensatore che lo portarono alla realizzazione dellelettroscopio condensatore, uno strumento di misura estremamente sensibile in grado di rivelare stati elettrici estremamente deboli.

Nel 1785, venne eletto dagli studenti, secondo la pratica in uso, Rettore dellUniversit. Le lezioni di Volta erano talmente affollate che venne appositamente costruito nellAteneo pavese un nuovo e pi ampio Teatro Fisico, oggi Aula Volta. (p. 23)

Appena arrivato a Pavia, Volta si dedic, oltre che allinsegnamento, a ristrutturare il Laboratorio di Fisica, arricchendolo di molti strumenti sia di ricerca che didattici, progettati direttamente o comprati durante i suoi viaggi in Europa. In questo periodo infatti, dal 1780 al 1784, egli comp numerosi viaggi di studio in Savoia, Svizzera, Germania, Olanda, Francia, Inghilterra e Austria. In particolare a Parigi, dove si fermer per quasi quattro mesi, ebbe modo di lavorare con Lavoisier e Laplace.

Presso lAteneo pavese erano gi stati chiamati, grazie alla lungimiranza dellImperatrice Maria Teresa, altri grandi scienziati, quali Lazzaro Spallanzani e Antonio Scopoli ed altri ancora verranno chiamati tra cui Antonio Scarpa e Luigi Brugnatelli.

Lanno successivo il conte Firmian, ormai convinto del valore scientifico dello scienziato comasco, lo nomin Professore di Fisica Sperimentale allUniversit di Pavia.

La fama raggiunta negli anni successivi grazie alle nuove ricerche e scoperte nel campo della chimica dei gas, le cosiddette arie , gli permise di ottenere, direttamente dallImperatore, un congruo contributo per intraprendere un viaggio di studio in Svizzera, che realizz nellautunno del 1777. In tale viaggio ebbe modo di incontrare molti illustri scienziati, tra cui H. B. de Saussure e J. Senebier, visitarne i laboratori e mostrare loro le sue macchine.

Nellottobre dello stesso anno, il conte Firmian gli attribu la cattedra di Fisica Sperimentale presso il R. Ginnasio di Como, esonerandolo dal concorso, al quale probabilmente non avrebbe potuto partecipare, in quanto privo di alcun titolo accademico.

il nuovo lavoro, Volta continu a impegnarsi nei suoi studi sullelettricit, arrivando nel 1775 a costruire un nuovo apparecchio in grado di fornire elettricit senza bisogno di un continuo strofinio, come nelle macchine elettrostatiche in uso. Questo nuovo strumento, lelettroforo, venne in poco tempo apprezzato e utilizzato in tutti i laboratori europei.

Fra il 1786 e il 1792 si dedic in particolare allo studio della meteorologia elettrica e delle propriet fisiche degli aeriformi, arrivando a determinare, dieci anni prima di Gay-Lussac, la legge di dilatazione uniforme dellaria.

Nella primavera del 92, venuto a conoscenza degli esperimenti di Galvani sulla possibile elettricit animale, inizi una serie di esperimenti che lo portarono, verso la fine del 1799, alla realizzazione della Pila (Cap. III).
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E LO SCIENZIATO

Negli anni successivi limpegno scientifico and lentamente affievolendosi (Cap. IV), sia per let avanzata, sia per i numerosi impegni che il successo della Pila gli aveva, suo malgrado, procurato. Nel 1804, in particolare, chiese e ottenne di essere sostituito nellinsegnamento, ma lanno successivo, aderendo a un invito cordiale quanto fermo dello stesso Imperatore, riassunse linsegnamento, limitatamente a poche lezioni allanno.14

In questo periodo ebbe modo di interessarsi anche della fisica dei vapori saturi, anticipando di alcuni anni le leggi che oggi vanno sotto il nome di Dalton.

Il distacco finale dallinsegnamento avvenne nel 1813, ma il governo imperiale prima e quello austriaco poi, per non privare lAteneo dei preziosi servigi del grande fisico, lo nominer Direttore della Facolt di Filosofia, carica che Volta tenne, almeno ufficialmente15, fino alla morte.

Nel 1823 rischi un attacco apoplettico, rimanendo balbuziente. Ritiratosi definitivamente a Como, sua patria, dopo una breve malattia, si spegner il 3 marzo 1827, allet di 82 anni.

Per il Cant18 la mitezza danimo che respinge tanto lambizione quanto lo spirito di rivalit era la qualit principale del Volta. Basterebbe a confermarlo la seguente osservazione: Nella sua lunga carriera, trascorsa fra quella che chiamano irascibile genia di letterati [da intendersi come scienziati], in 148 autografi e 72 atti suoi diversi che noi raccogliemmo nellArchivio di Stato, e nella preziosa collezione allIstituto Lombardo, non incontrammo mai una parola offensiva, un sentimento di rancore, n tamLUOMO 81

RATTI FISICI E MORALI. Circa il ritratto fisico del Volta, ecco quanto scrive il Bianchi16: Era di persona alta, ben configurata, di portamento grave e pieno di quella maestosa negligenza, che propria di unattenzione, che consacrata a grandi meditazioni non vede altro a s dintorno. [] I lineamenti erano ben pronunciati, ma n aspri, n duri, n fieri: e se il suo sguardo non lampeggiava del foco di un genio altero, brillava della punta penetrante della pi viva riflessione. La sua faccia, anzi che essere austera per severo cipiglio, o superba per disdegnoso labbro, era umana per maestosa dolcezza, e veneranda per dolce maest17. Per quanto riguarda il bel tratto e le alte qualit danimo, citiamo ancora il Bianchi: I suoi modi erano pieni di dignitosa e non affettata modestia, ed erano di quella cortesia aggraziati, che pi gradita riesce nei grandi personaggi. [] Indole dolce, mansueta, era congiunta a sapienza e glorie da levare in orgoglio il pi sprezzante dei cinici; ed al genio vivace e creatore era accoppiato candido costume; e tante e s belle virt erano coronate dalla pi sincera e pi meravigliosa umilt. [] Buon padre, ottimo marito, fu lidolo della famiglia; liberale, cortese, fu carissimo agli amici; pietoso dellinfelice, fu benedetto dal poverello. [] Era di umore allegro, amicissimo dellinnocente scherzo; e nelle colte e sollazzevoli brigate colto ed allegro ad un tempo. [] La sua vita moderata dalla pi temperante parsimonia.

Si racconta infatti che alla richiesta di giubilazione (lequivalente oggi del pensionamento) avanzata dal Volta, lo stesso Napoleone rispondesse che un vero generale deve morire sul campo e lo pregasse di continuare a rimanere allUniversit anche per una sola lezione allanno, per non privare lAteneo del prestigio che gli derivava dal suo nome. 15 Nella lettera ufficiale della Congregazione Municipale di Como, con la quale si comunicava la morte dello scienziato, si legge infatti: professore emerito dellI.R. Universit di Pavia, ed ivi Direttore attuale della Facolt Filosofica (vedi nota 56).Tuttavia lultimo atto ufficiale redatto a Pavia in qualit di Direttore, del quale si ha conoscenza, risale al 13 ottobre 1822. [Ep. V , p. 451] Inoltre negli ultimi anni era coadiuvato nella carica da un prodirettore. 16 Tommaso Bianchi, Della vita di Alessandro Volta patrizio, Como, Ostinelli, 1829 17 Utile complemento offrono i dati che C. Lombroso desunse dalle spoglie voltiane quando, nel 1875, furono esumate per la definitiva sistemazione nel Tempio Voltiano. Enorme risult la capacit cranica (pi di 1.865 cm., ossia superiore di un quarto alla media dei crani italiani maschili). Anche la circonferenza cranica (570 mm.) risult superiore alle proporzioni normali, pure dei grandi italiani (escluso Donizetti). 18 Cesare Cant, Storia degli italiani, voll.6, Torino, UTET (IV ediz. riveduta), 1893-96 [sul Volta: Vol. 5, p. 743 e Vol. 6, p.107 e p. 338].
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19 Opere di Alessandro Volta, voll. 7, Edizione Nazionale, Milano, Hoepli, 1918-29, Vol. II, pag. 365.

Dopo linvenzione della Pila, da lui e da altri scienziati ritenuta la prova schiacciante della sua vittoria nella disputa con Galvani, anzich dolersi troppo del fatto che il pi delle volte si utilizzavano, anche nella letteratura scientifica, termini del tipo fenomeni galvanici, corrente galvanica, pila galvanica, scriveva: del che non mi lagno, e sono anzi ben contento che si ritenga un nome, il quale richiama legregio autore, che intraprese per il primo esperienze di questo genere, ed apr questo nuovo campo si fertile di belle scoperte ed utili ritrovati. Proseguendo per con un poco di sarcasmo quantunque andasse errato nelle sue spiegazioni, abbandonandosi a belle ed ingegnose, ma immaginarie ipotesi fisiologiche [Op. II, p. 365].19

poco livide allusioni. E ricorda specialmente: Con quale pulitezza confut il Galvani, e accolse lAldini che volle dalla bocca sua stessa esser convinto della indipendenza della forza elettromotrice!.

E al giovane Silvio Pellico, autore della Francesca da Rimini, non ancora delle Mie Prigioni, diceva: La poesia arrabbiata non migliora nessuno; se vaccade di sentirvi irato e spinto a sfogar la bile, temete divenire maligno; vorrei anzi che allora cercaste raddolcirvi, scrivendo sopra qualche nobile esempio di carit e din-

Monumento a Volta (1878) di Antonio Tantardini (1829-1879) nellomonimo cortile dellUniversit degli Studi di Pavia, dopo il restauro (si veda a p. 295). 82 ALESSANDRO VOLTA: LUOMO
E LO SCIENZIATO

Tra i cento aneddoti ad hoc ne scegliamo un paio, riferiti dal figlio Luigi, che mettono insieme forza danimo e umorismo: Una volta, assalito per istrada da vari masnadieri ben armati, parl loro

Infine, merita ricordare il notevole autocontrollo, che gli permetteva di restare calmo anche nei frangenti pi rischiosi. Cos a Pavia, nel 1796, quando fu oggetto di violente gazzarre per il sospetto che avesse favorito il trasferimento dellUniversit a Milano, non solo affront impavido gli energumeni che lo ingiuriavano, ma anche, come riferisce il Polvani, bench avvertito che era veduto di mal occhio e che avrebbe fatto bene a ritirarsi di col [dal Collegio Borromeo] e da Pavia, egli and anche al Bottegone [poi Caff Demetrio]. La sera poi si rec anche a teatro, sfidando le bollenti ire degli avversari. Anche l vi fu chi lavvis di ritirarsi, ma egli nol fece.

dulgenza.20 Da parte sua lamico Gattoni osservava: Carattere singolarissimo del Volta fu sempre quello di non esaltarsi mai in nulla; di non guatar dalto in basso alcuno, com costume di certi saggi; dessere familiare, affabile con tutti, adattandosi alla capacit dognuno senza disprezzo; e dessere desiderato in ogni ceto come lanima vivificante della societ. So chi li fece damico, e trad il suo segreto, ma di lui verun pot dolersi. [Ep. I, p. 5]

Frase riportata dalla stesso Pellico. Si veda Ep. V p. 292, Nota Comm. ,
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Monumeno a Volta (1838) di Pompeo Marchesi (1789-1858) nellomonima piazza a Como, dopo il restauro (si veda a p. 294). LUOMO 83

21 Francesco Mocchetti, Elogio del Conte Alessandro Volta patrizio comasco, Como, Ostinelli, 1833. 22 Maurizio Monti, Storia di Como, Como, 1829 23 Riportiamo a titolo di esempio i seguenti aneddoti. Passando un giorno per una via di Milano, un amico, che gli era compagno di viaggio, disse: Sente professore che caldo che fa?. Sorridendo Volta rispose: Che vuole? Semm davanti a casa Scotta!. Erano infatti davanti a palazzo Scotti. Unaltra volta rispondendo ad un amico che, non resistendo pi alle facezie delloratore, esclam : Ah, caro Volta, non resisto, ribatt pronto: Ma che re Sisto! Dite papa Sisto. 24 Si veda avanti la nota 108.

Anche Zanino Volta conferma che il suo grande avo partecipava volentieri alle conversazioni serali, nelle quali egli fu desideratissimo anche in et avanzata, perch sapeva nel tempo stesso dilettare ed istruire, lesto al motto arguto e al faceto bisticcio, come compiacente a discorrere di stud o raccontare un viaggio. Sul particolare delle tendenze enigmofile e fredduristiche, Maurizio Monti d maggiori dettagli: [Era] tenace di memoria, facondo, aggraziato nelle conversazioni, lepido valentissimo agli indovinelli, ai giuochi di parole, ai contrapposti, e in quellanalisi e sintesi delle lettere di un vocabolo, onde si producono i logogrifici. Smascellandosi gli altri dalle risa, ed egli immobile in tutta la sua filosofica gravit.22

A proposito dellumorismo e gusto per le facezie, i biografi voltiani, e in particolare il Mochetti, sono concordi nel descriverlo amante delle facezie nelle quali non era certo lultimo21. E come nella sua giovinezza aveva diligentemente studiati i Classici antichi e moderni, ed era egli stesso non ignobil cultore delle lettere e della poesia, cos traeva frequentemente dai tesori della sua memoria di che rallegrare le conversazioni, mostrando col fatto dessersi persuaso di quellantica sentenza, che a nessuno lecito di trascurare affatto le grazie, sotto pretesto di consacrarsi alla sapienza; ch senza le grazie niuna disciplina bella e perfetta.

con molta franchezza, senza punto sgomentarsi, talch un magistrato ebbe a dirgli, scherzando, chegli aveva arringati i malandrini. [] Laltra volta, sbalzato con violenza da un legno, appena rialzatosi da terra, stette alcun tempo tranquillamente pensando come mai potesse essersi impolverato dalla parte opposta a quella della caduta.

Z. Volta asserisce che gli allegri convitti fra persone a modo andarono sempre a sangue al suo avo. Tale predilezione confermata da cenni pi o meno brevi che si riscontrano nelle sue lettere. Nel 1781, in una lettera alla madre, la informa di tre sontuosi pranzi a cui aveva partecipato a Colonia, ospite del nunzio apostolico C. Bellisomi. Da Parigi, nel 1782, scrive al fratello Luigi: Tutte per queste mie occupazioni letterarie, non mi tolgono di godere delle belle passeggiate e dei buoni pranzi in diverse case nobili, massime di quelle ove sono degli amatori delle scienze naturali. E ancora da Parigi, nel 1801 : Siamo invitati a pranzo dal famoso chimico Berthollet; Il ministro Marescalchi ci aspet84 ALESSANDRO VOLTA: LUOMO
E LO SCIENZIATO

Insomma Alessandro era di umore allegro e lo si potrebbe dire un fine umorista. Amava scherzare anche trattando di argomenti scientifici. Lo mostr nella famosa dissertazione sullidentit del fluido elettrico23 con quello galvanico, da lui stessa stesa nei primissimi anni dellottocento e presentata dal Baronio al concorso bandito dalla Societ per le Scienze di Modena. In essa egli adoper larma dei frizzi piccanti contro lAldini ed i suo seguaci ci fu uno dei motivi per cui da parte di uno dei censori quella memoria fu giudicata immeritevole del premio, Scrivendo in proposito al canonico A. Bellani nel 1807 diceva: Riguardo ai frizzi piccanti, non li ho risparmiati, perch ho voluto divertirmi, e ridere; e adesso ho riso di nuovo.[Ep. V p. 86] ,

Come gi detto allinizio di questo paragrafo, qualit preminente nel Volta fu la modestia. giudizio concorde di tutti i suoi biografi. Questo celebre uomo scrive il Mochetti port fino alla tomba lumilt dello scolaro. Per [perci] non isdegnava i consigli de suoi amici in quelle stesse materie, nelle quali egli era sovrano maestro; e sedette perfino confuso tra giovani uditori, dovio gi suo scolaro tentava il difficile esperimento della congelazione del mercurio; e vedutolo riuscire a buon fine, ne mostr quella gioia sincera e cordiale con cui luomo dabbene riabbraccia lamico non veduto da gran tempo. Nessuno [] ebbe mai a dolersi di lui, come vantatore importuno delle sue scoperte, anzi nemmeno come desideroso di volgere i consueti discorsi a quelle materie, nelle quali avrebbe potuto esser primo, e far pompa del suo ingegno e delle sue cognizioni. N i tanti onori e riconoscimenti che lo investirono, specialmente nel 1801 a Parigi, risvegliarono nel Volta qualche moto dorgoglio.27

Il carattere spesso conviviale degli incontri che Volta ebbe durante i suoi viaggi allestero con i pi eminenti scienziati dellepoca ben documentato da quanto scrisse nel 1785 il fisico tedesco G. C. Lichtenberg: A proposito del Volta, mi viene in mente un indovinello, che io gli diedi da risolvere quando pranz da me, ch eravamo molto allegri e di cose simili ne capitarono parecchie. Io gli domandai se conosceva il modo pi facile di fare il vuoto in un bicchiere da vino, senza macchina pneumatica. Quando egli ebbe risposto No, io presi il bicchiere da vino, che era pieno daria come tutti i bicchieri vuoti e lo riempii di vino. Egli ammise a questo punto che era vuoto daria e allora io gli mostrai il migliore procedimento per far entrare laria senza violenza e lo bevvi fino allultima goccia. Lesperienza raramente non riesce, se ben preparata; essa lo rallegr non poco e fu ripetuta da tutti noi pi volte. [Ep. II, p. 287, in tedesco]

ta domani a pranzo; Siamo stati tre giorni sono ad un pranzo dal ministro dellinterno Chaptal; Noi continuiamo cos ad occuparci di oggetti scientifici [] ed a conversare coi vari letterati, che ci danno anche dei buoni pranzi. Secondo il Volpati25, gli inviti a pranzo che il Volta ebbe durante il suo soggiorno a Parigi del 1801 furono ben 37.26

25 Carlo Volpati, A. Volta nella gloria e nellintimit, Milano, Treves, 1927. 26 Questa sua passione per la buona cucina diede adito a vari pettegolezzi. In particolare lo Spallazzani, nella sua famosa polemica con lo Scopoli, di cui fu vittima lo stesso Volta (vedi nota 34), ebbe a scrivere di lui: Possibile che invece di spendere lintera giornata a far visite, a fiutare intorno qual sia la casa onde esca odore di pi lauta e abbondante imbandigione, non si metta a studiare seriamente un corso di Fisica?. Il risentimento del Volta fu tale che tre anni dopo, nel 1791, ebbe a dire: Una tal ferita mand s al cuore che non potei aver buon sangue con chi da traditore me la lanci. Daltronde il mite carattere voltiano ebbe la meglio anche questa volta, e gi nel 1792 in varie lettere egli esprimeva la sua stima per il collega. 27 Come scrive M. Friedlnder a C. E. Pfaff, il 15 dicembre 1801, ricordando le trionfali accoglienze parigine: Ella non crede con quanta modestia il Volta parla delle sue scoperte, e questo in un momento in cui godeva una distinzione cos rara, che certo sarebbe stata in grado di rendere ebbro ogni altro. [Ep. IV, p.130] E confessa un tal modo di considerare se stesso deve nobilitare ai nostri occhi un uomo tanto benemerito e che questo spirito, cos felicemente preparato per le indagini fisiche, pu ben osare di misurarsi con quello di Franklin. Modestia e umilt tanto pi ammirevoli se ricordiamo che alla fine della seduta presso lInstitut de France lo stesso Napoleone, nella biblioteca dellIstituto, raschi le ultime tre lettere della scritta Al grande Voltaire e rest Al grande Volta (Venosto Lucati, Iconografia ed Epigrafia voltiana, Como, 1982).

Emblematico quanto scrisse al fratello Luigi, il 17 novembre 1801, allorquando pi clamorosi erano gli echi della Pila, illustrata al mondo scientifico, presente lo stesso Napoleone: Lallargarsi di qualche linea o lo stringersi delle mie pagliette nellampolla, e i miei giocolini hanno interessata lattenzione non solamente di alcuni fisici, ossia dilettanti di simili inezie, ma dei ministri e del primo console, e han fatto parlare tutto Parigi, non che i fogli pubblici. Guardate, dir, dove vanno a perdersi tante teste! Io stesso, lasciando le burle, mi stupisco come le mie scoperte vecchie e nuove sul cos detto galvanismo, le quali dimostrano altro non essere, che pura e semplice elettricit mossa dal contatto di metalli fra loro diversi, abbiano prodotto tanto entusiasmo. Valutandone disappassionatamente le trovo ancor io di qualche
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LUOMO

Ma tutta quellumilt e modestia al punto di ironizzare sui trionfi parigini non lo rese insensibile a onori e riconoscimenti, specialmente quando corredati da vantaggi economici; n le nomine presso le varie Accademie furono esclusiva iniziativa altrui. Sicch, memori che a grandi virt fanno spesso corona umanissimi difetti, non ci meravigliamo se, anche quando indagava le pi ardue verit e frugava nei riposti segreti della natura, il Volta mai perdesse di vista le necessit pratiche della vita, esercitando una particolare cura degli interessi economici. Sorprende in particolare vederlo tanto oculato nel trattare degli emolumenti professionali, come quando (il 1 agosto 1795) scriveva allabate G. Bovara perch interponesse i suoi buoni uffici presso il conte J. J. Wilzeck, successore del conte Firmian, che mi fece concepir lusinga lanno scorso di conseguir, continuando il mio servizio allUniversit, qualche aumento dappuntamenti, e mi assicur del suo impegno a giovarmi in ogni occasione, vorrei avanzare nuove preghiere al medesimo or che sento sia per portarsi in breve a Vienna e augurargli col buon viaggio que maggiori ingrandimenti e onori, che pu mai desiderare, ma temo dimportunarlo con mie lettere [Ep.

importanza: portano dei nuovi lumi sulla teoria elettrica; aprono un nuovo campo di ricerche chimiche per alcuni singolari effetti, che cotesti miei apparati elettromotori producono, di decomporre cio lacqua, ossidare, ossia calcinare i metalli, ecc., ed offrono anche delle applicazioni alla medicina, che potranno forse diventare utili. Ma finalmente non la mia una scoperta capitale: non ho trovato un nuovo agente sconosciuto; era nota lesistenza del fluido elettrico, varii modi di eccitarlo, ossia sbilanciarlo, e i suoi potenti effetti []. Quanto al nuovo apparato, a cui sono stato condotto mano a mano dalle sovraccennate scoperte, ho ben creduto che avrebbe fatto dello strepito (e ve lo dissi, se ve ne ricordate, appena lebbi costrutto, son quasi due anni); ma non mi sarei mai immaginato che dovesse farne tanto. Da un anno e pi tutti i giornali di Germania, di Francia, dInghilterra ne sono pieni. Qui poi a Parigi vi , si pu dir, furore, perch, come per altre cose, vi saggiunge quel ch furore di moda. [Ep. IV p. 93] ,

Gilet indossato da Volta in occasione della presentazione della Pila a Napoleone e spada di senatore del Regno dItalia (Famiglia Volta). 86 ALESSANDRO VOLTA: LUOMO
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III, p. 265]. Poco tempo dopo, si rivolgeva per lo stesso scopo a M. Landriani, il quale si trovava a Vienna mentre appunto vi era anche il Wilzeck. Nella lettera, scrittagli il 16 novembre 1795, dopo una lunga esposizione delle sue esperienze riguardo allelettricit metallica, scriveva: Ora che sono maritato, e gi padre (di un erede, che non sar ricco) non posso pi mantenermi in Pavia con lo stipendio che ho, che non arriva a 300 zecchini [Ep. III, p. 276]. Il 25 novembre tornava a chiedere al Governo austriaco laumento di stipendio, insistendo sulla maggiore prestazione di servizio che le lezioni e il gabinetto di fisica gli imponevano.28

Singolare, al riguardo, la vicenda della pensione (un vitalizio di lire 4.000) che Napoleone, a riprova della sua benevolenza, gli assegn nel 1805, attingendola dalla mensa vescovile di Adria. Secondo il Cant, prima di accettare egli da quelluomo religiosissimo che era volle il nulla osta della Santa Sede. In realt, fu solo nel 1807 che il Volta domand a Roma una sanatoria, cio un breve che lo autorizzasse a riscuotere quellassegno: ma il passo fu ancora una volta ispirato dalla sua istintiva circospezione. E risult vincente, come si vide alla caduta di Napoleone, quando il Vescovo di Adria gli fece sapere di non volergli pi corrispondere quella pensione. Al Volta bast metter fuori il breve papale per conservare il non trascurabile cespite.29 Insomma, come riconosce Z. Volta, lavo suo delle ricchezze non fu punto smanioso, ma neanche affett di esserne sprezzatore, forse per effetto dei traumi che, adolescente, sub dallirresponsabile, prodigale amministrazione economica paterna. Il risultato di tanta oculatezza economica fu che il Volta, nellet del pensionamento, totalizzava unentrata annua di oltre 40.000 lire, cos suddivise: 24.000 per la carica di Senatore, 10.000 come professore universitario emerito, 4.000 per lassegno sul Vescovado di Adria, e altri proventi che gli venivano dalla Legion dOnore, dalla Corona di Ferro, dallAccademia del Cimento e via numerando, A onor del vero, per, tali rendite favorivano labbondante sua elemosina (peraltro mai interrotta, neanche in tempi di ristrettezze economiche). Nella stessa linea riteniamo vada pure annoverata lestrema

Di fatto, nel gennaio 1797, il Volta otteneva laumento di stipendio dal nuovo Governo, e certo furono decisive le dimissioni che minacci di presentare: lo stipendio pass da lire 4.500 a 5000 lire, compreso lalloggio. Ma gi nel 1798 torner alla carica, domandando nuovi aumenti al ministro dellinterno Guicciardini. 29 significativo che quando mons. F. M. Molin, vescovo di Adria, gli scrisse di inviargli il breve pontificio col quale gli era stata accordata la pensione, prudentemente il Volta gli mand non loriginale ma una semplice copia.
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Particolare dellAula Volta allUniversit degli Studi di Pavia con uno dei tre esemplari conosciuti del busto di Volta eseguito da G.B. Comolli, 17751831(si veda a p. 294). LUOMO 87

Per questo motivo interruppe lamicizia con Felice Fontana, famoso fisico e naturalista di Firenze. Nella lettera del Volta a Landriani (3 maggio 1778), riguardante leudiometro ad aria infiammabile e la produzione dellossigeno per mezzo di acidi diversi dal nitroso, dopo aver espresso il dubbio che Fontana fosse venuto a conoscenza di quellapparecchio per mezzo del barone Dietrich o dellabate Venini, scriveva risoluto: La mia lettera a Priestley fin dal principio di settembre [1777], la quale pubblicata, far vedere chi sia stato il primo. Anche circa le esperienze di C. H. Pflaff, sopra la potenza conduttrice delle piriti e dei minerali, il Volta affermava la sua precedenza. Nella lettera al dottor F. Mocchetti (a Vienna) il 5 giugno 1795, egli scriveva di aver in tutto prevenuto lo scienziato tedesco, sia nel riconoscimento della conduttivit o no di certi corpi, sia per ci che riguarda lordine o scala, in cui van posti cotesti eccitatori, rapporto al produrre maggiore o minore effetto. Tre volte egli ripeteva daver fatto quegli esperimenti due anni prima e compiaciuto affermava: La scoperta mia. 31 Aggiunge il Bianchi: La conversazione con questo grande uomo era utilissima per le peregrine dottrine a lui domestiche; non grave ned austera per la mirabile limpidezza, con cui le esponeva: amena in ogni modo di quelle veneri che sono ingenue e non affettate; lieta per la festivit di motti lepidissimi, e di vivissimi sali, che spontanei e frequentissimi a lui venivano sulle labbra. Era perci di umore allegro, amicissimo dellinnocente scherzo e nelle colte e sollazzevoli brigate colto e allegro a un tempo.
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cura voltiana nellinformare gli scienziati di mezza Europa, quando giungeva a risultati importanti, onde garantirsi il merito della priorit.30 E tuttavia, per quanto sensibile alle questioni di priorit (e lo dimostr anche con le idee esposte nella lettera del 1 febbraio 1807 al canonico Bellani), mai il Volta apr procedimenti giuridici, accontentandosi di rivendicare i suoi diritti nelle lettere private o al massimo nei discorsi accademici. Lindole mite e listintiva prudenza lo rendevano incapace dintavolar questioni, che sapeva avrebbero eccitato gli animi, sollevando inevitabilmente risentimento e livore. Di nuovo spicca linnata prudenza del Volta: quella gi manifestatasi nellabile suo destreggiarsi tra austriaci e francesi (compresa la questione del giuramento: vedi paragrafo successivo).
A VITA PUBBLICA.

Come docente il Volta, scrupoloso e impegnato, mostr sempre il suo carattere semplice e pratico. Chi stato suo discepolo, attesta il Gattoni, fa testimonianza dello zelo, dellinteresse che prendeva ad istruire la giovent. Non fu mai di quelli che stesse collorecchio teso per udire batter lora e collocchio sul calendario a spiar lultimo del mese. E dopo lora teneva in circolo gli scolari fin a tanto che li fosse piaciuto dudirlo, e siccome non vi erano stromenti fisici al Ginnasio, li conduceva al Gabinetto [il laboratorio che lo stesso Gattoni gli aveva messo a disposizione] e se ne stava delle ore intere a dimostrare colle sperienze ci che nella scuola avevano udito della teoria. Sulle lezioni pavesi il Bianchi riferisce che erano frequentate dagli indigeni e dagli stranieri, e si udivano come altrettanto oracoli di scienza. Il metodo da esso tenuto nellinsegnamento era quello che aveva seguito nelle sue scoperte. [] Cominciava dalladditare i fenomeni che
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Sul primo aspetto, osserva il Cant: A sentirlo discorrere con la domestica o spassarsi fra contadini e con operai, appena lavresti creduto quel sommo chegli era, s gli sovrabbondavano quelle arguzie, che spesso scaturiscono da un animo o scipito o maligno, ma che dal suo labbro piovevano senza offendere persona, e quasi ricreamento duno spirito negli studi affaticato.31

Il primo riguarda quella semplicit di costumi riferita dal Monti: A Campora, volentierissimo si mescolava ai contadini sullaja, nelle tinaie, e sulle panche della rustica cucina. Contava loro le pi strane cose del mondo, mostrava qualche sperimento di fisica, o proponeva enigmi. Adagiatosi ai tempi della vendemmia alle loro mense un po pi liete del solito, mangiava con loro i maccheroni, la polenta, i risi. Ei servivasi delle mani, come gli eroi dOmero [] e a canna beveva dal fiasco. Il secondo riguarda quellinnato pudore che gli faceva evitare temi nei quali poteva emergere tutto il suo valore e, perci stesso, mettere a disagio linterlocutore. Un pudore che non solo ama il tratto e dire semplici magari trincerandosi dietro le facezie , ma anche detesta i paroloni o le astruserie.

Sui rapporti del Volta con gli amici, i colleghi e le autorit pubbliche molto hanno scritto i biografi: qui ci limitiamo a due testi pi significativi.

Molti altri spunti troviamo nelle relazioni tra Volta e i colleghi, prima al Ginnasio di Como quattro anni idilliaci e poi allUniversit Ticinense, negli oltre 40 anni di permanenza. Grazie al suo felice carattere, il Volta ebbe molti amici: tanto a Como (il Gattoni, il conte Giovio ecc.) quanto a Pavia dal Frank al Foscolo (che era tra gli uditori delle sue lezioni e gli don la prolusione Dellufficio della letteratura, con dedica autografa), dallo Scarpa al Tamburini ecc. e anche in mezza Europa (G. C. Lichtenberg a Gottinga, A. L. Lavoisier a Parigi, J. H. Magellan in Inghilterra, H. B. Saussure a Ginevra, ecc.).

Il medico A. Bozzi Granville, ormai ottantenne, cos ricorda nella sua autobiografia32 una lezione del Volta a cui ebbe la fortuna di assistere nel 1800, subito dopo linvenzione della Pila: Ma come descriver i sentimenti che io, insieme ai miei compagni del corso di filosofia sperimentale a Pavia, provammo il giorno in cui limmortale Volta, alla nostra presenza, chiam in vita questa energica potenza! Egli dapprima mise (spiegandone, mentre procedeva, lordine e la ragione) in contatto due pezzi metallici diversi, e su di essi una carta inumidita con acqua salata; poi, dopo aver ripetutamente collocato luno sullaltro questi accoppiamenti fra due metalli (fissati fra sottili sbarre di vetro) fino al numero di cento coppie, ci mostr istantaneamente, e ci fece provare, la scintilla elettrica! Noi eravamo affascinati. [] Tali scene furono troppo sensazionali per non aver lasciato nella memoria una tale sorta di impressione che mi consente, alla distanza di quasi settanta anni, di ricordarle come una cosa di ieri.

avevano dato motivo alle sue nuove osservazioni, e a suoi sapienti sospetti: e come da queste e da analoghi esperimenti discendesse alle conseguenze, di modo che non asseriva mai la scoperta per poscia provarla, ma a rovescio partendo dalle cause, che lavevano fatta prevedere, e passando pei mezzi, coi quali laveva raggiunta. [] In tutto poi conservava un ordine accuratissimo nellesposizione dei principj, da cui partiva, nella narrazione de procedimenti, nella descrizione degli sperimenti, e nella produzione delle prove; aborriva da ogni sviluppo di idee intralciate fra se stesse, e da ogni disgressione, che divertisse dal fine che si era proposto: usava di uno stile semplice, ma gioviale e animato; cos che eccitava lattenzione, non la stancava; istruiva lintelletto, non lo tormentava; dilettava la mente, non lannoiava.

32 Autobiografhy of A. B. Granville, London, H. S. King & Co, 1874 33 Grande amico del Volta fin dal 1774 con vasto carteggio , nel 1778, quando la sua cattedra di Fisica Sperimentale pass al Comasco, gli si volt contro. Le ostilit diventarono acute nel 1793 quando il Barletti lo accus di non svolgere lintero programma di Fisica e, in particolare, di trascurare le esperienze di ottica. Nella sua difesa al Conte Wilzeck, Volta dichiarava che lo sviluppo della Fisica non concedeva tempo sufficiente per le esperienze di ottica che, peraltro, erano un bello spettacolo, ma concludevano poco! e ricordava il proprio impegno (500 o 600 esperienze per anno) a fronte di quello del Barletti (al massimo una ventina). Affermava inoltre che non era nelle sue abitudini fare il censore, poich amava la pace e, premuroso di adempiere i suoi doveri, riposava sul sentimento della sua coscienza, ed esprimeva infine il rammarico per la gran perdita di tempo che questo episodio gli aveva causato.

Ma ebbe pure, come avviene soprattutto tra intellettuali e relative fazioni accademiche, vari incidenti come, per es., col Gattoni prolungata e non chiara interruzione di unamicizia trentennale, forse legata alle divergenze sul giuramento e lantigiansenismo, come vedremo, ma pure a qualche segreta gelosia del canonico per i successi voltiani , con il Barletti33 e con lo Spallanzani. La vicenda risale al 1785-86, quando Volta era Rettore dellUniversit. Mentre lo Spallanzani era lontano, a Costantinopoli, tre professori G. Fontana, Scarpa e Scopoli e il custode del museo, canonico Serafino Volta, lo accusarono di aver sottratto campioni di minerali al Museo dellUniversit per arricchire la sua raccolta privata. Tornato lo Spallanzani, fu istituito un processo; laccusato
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Lo Spallanzani manipol una trachea di pollo, cos da farla apparire un verme. Lo Scopoli la classific come verme, inviando una relazione al Presidente della Royal Society di Londra, gi avvertito dallo Spallanzani. La burla valic i confini dEuropa, mentre lo Spallanzani ne fece ulteriore pubblicit editando, nel 1788, con uno pseudonimo, due lettere dirette allo Scopoli, nelle quali, oltre a demolire il suo valore come fisiologo, aggrediva pure il Volta, reo di essere amico dello Scopoli e degli altri congiurati. 35 Si veda anche quanto riportato nella nota 26 36 Ettore Rota, LAustria in Lombardia, Milano, 1911 37 Osserva il Corradi: Lo Scarpa perplesso nellassumere uffici sotto il nuovo Governo, a cui per indole pi che per devozione al caduto Sovrano, era avverso, attendeva in s grande instabilit di cose, lesito della guerra per decidersi: intanto si regolava in guisa da poter profittare degli eventi, da qualunque parte la fortuna si volgesse. Lo Scarpa, che pur sapeva di valer molto, non aveva fede nel proprio valore e perch non aveva robusto lanimo come la mente, ricorreva per tenersi ritto, alle arti de mediocri e de meschini. [Armando Corradi, Memorie e Documenti per la storia dellUniversit di Pavia, Pavia, 1870]. Come poteva il Volta trovare saggio quello che ad altri, giudicando spassionatamente appariva in luce cos sfavorevole? La risposta non pu che essere che questa: il contegno del Volta coincideva con quello dello Scarpa. Vale a dire che egli, pur avversando di tutto cuore il dominio dei Francesi e lindirizzo da loro dato alla cosa pubblica, sapeva dissimulare abilmente e anzi fingere atteggiamenti collaborazionisti. Di nuovo un test della furbizia insita nellanima semplice del Volta?
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Un discorso a parte merita la controversia, tuttora non esaurientemente risolta, sulle ambiguit politiche del Volta in genere e, in particolare, sullaver egli giurato (o meno) fedelt alla Repubblica Cisalpina. In realt, la successiva ammirazione per Napoleone che oltre a conferirgli la medaglia doro nel 1801, lo nominer Senatore nel neocostituito Regno dItalia (1809) e lo insignir del titolo di Conte (1810) non deve far obliare il risentimento dei giacobini che lo accusavano dessere austriacante, mentre il ritorno austriaco gli port la taccia di semigiacobino. Dicerie calunniose entrambe, secondo il Rota36, anche ricordando quali danni gli port linvasione francese: un assalto alla casa pavese, requisizioni, imposizione di contributi, la sospensione di un pagamento del Banco di S. Teresa e di quello dei Monti di Roma, colpiti da fallimento e presso i quali aveva i propri capitali, alloggiamenti militari nella casa di Como, il pericolo che i due fratelli, Luigi e Giovanni, perdessero le prebende sacerdotali. E se ci non bastasse, a ben guardare, sia leducazione familiare sia lambiente borghese comasco lo inclinavano naturalmente verso lAustria, di cui fu suddito ossequioso per 50 anni. Ma non per questo sotto i francesi come prudenza suggeriva fu meno devoto (pur definendo saggi quelli che non parteggiavano per loro, come scriveva al Frank nel 1798). Significativamente egli definiva la politica un mare tempestoso e, col senso pratico di un anima contadina, riteneva che deviare quando la strada devia necessit di cammini. In fondo egli voleva procedere nelle sue ricerche e perci fu docile con tutti i governi: ottenendo da tutti gli aiuti necessari per continuare gli studi, ma incappando nella taccia di opportunista (destreggiandosi tra Impero Austriaco, Repubblica Cisalpina, Napoleone e ritorno dellAustria). Molto pi coerente anche pagando caro il rifiuto di giurare fedelt alla Repubblica Cisalpina latteggiamento del Galvani a Bologna, o dellOriani a Milano. Ambiguo, invece, quello dello Scarpa, peraltro lodato come saggio dal Volta.37

present al Conte Wilzeck le sue difese e ottenne lassoluzione. Gli accusati vennero ammoniti, il custode allontanato. Quel che segue ha del grottesco34, ma ben rivela quanto altezzoso e vendicativo fosse lo Spallanzani, mentre il Volta tentava di appianare la controversia e togliere lamico Scopoli dalla marea del ridicolo. Lo Spallanzani accus il Volta dessere non solo un Rettore ombra in quanto non intervenne a suo tempo per bloccare i colpevoli , ma anche inutile agli scolari. Non avendo egli toccato i principi della Geometria, dellAlgebra e della Meccanica e delle altre Facolt affini, condannato a dover sempre parlare di arie, di calore, di elettricit senza mai dare un compiuto corso di Fisica.35

Ma veniamo al giuramento del Volta. La Costituzione della Repubblica Cisalpina fu promulgata a Milano il 9 luglio 1797, compilata secondo il Gattoni dai cinque atei, membri del Direttorio Cisalpino, nominati dal Bonaparte. Mezzo di notevole pressione e discriminazione, fu imposto dapprima ai membri dei Corpi legislativi e poi, nel 1798, fu reso obbligatorio a tutti i funzionari statali (quindi anche ai docenti universitari). La formula
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era : Io N.N. giuro inviolabile osservanza alla Costituzione, odio eterno al Governo dei Re, degli Aristocratici e Oligarchici e prometto di non soffrire giammai alcun giogo straniero e di combattere con tutte le mie forze al sostegno della Libert e della Eguaglianza ed alla conservazione e prosperit della Repubblica. Tale giuramento sollev gran clamore e molte dispute, perch la decisione, nellun senso o nellaltro, dipendeva solo fino a un certo punto dal sentimento religioso e dalle convinzioni politiche. Tant che moltissimi ecclesiastici, pure antigiansenisti, giurarono e ne sostennero la legittimit. LArcivescovo di Milano, sul parere duna congregazione di teologi, lasci giurare, spiegando la frase: odio eterno al Governo dei Re, nel senso del testo evangelico: Chi non odia il padre suo, non degno di me, in quanto, dovendo ogni buon cittadino rispettare e coadiuvare il Governo dominante, ne veniva per conseguenza un certo odio per quello precedente.38

Tuttavia Volta, in una lettera scritta verso la fine del 1799, probabilmente a un funzionario del nuovo Governo austriaco, si lament del trattamento ricevuto, ricordando il suo comportamento durante linvasione francese e precisava: Quando poi si tratt del giuramento concordato dal Governo Cisalpino a tutti gli impiegati, e chio pure doveva prestarlo come professore a Pavia, fui ancora ritroso, e solo mindussi ad intervenire cogli altri nella Sala dellUniversit ove dovea esser dato, collintelligenza presa con altri Prof.ri di correggere la mal espressa formula con una dichiarazione. Ma poi trovando sul luogo, che i miei Socj non pensavano pi di fare tale dichiarazione o protesta, o si accontentavano di prestare il giuramento prescritto puramente e semplicemente, io mi sottrassi bel bello, come fece anche il P Fontana Barnabita, e schivai il giuramento [Ep. III, .re p. 465].
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In qualche modo la pensava cos anche il Volta, come risulta da alcune sue lettere, dove ritroviamo la sua abilit nel barcamenarsi per salvare lessenziale [Ep. III, pp. 131, 133]. Non cos la pensava, ovviamente, il Gattoni, avversario implacabile dei giacobini e instancabile polemista contro quanti sostenevano lecito il giuramento. Di qui i suoi reiterati attacchi al Volta, reo di aver giurato tra i primi e di essere assertore risoluto della legittimit di quellatto. In data 14 febbraio 1798, registrando nel suo Giornale il giuramento prestato da tutti i docenti del Ginnasio di Como, egli aggiungva: Don Alessandro Volta, che ha giurato egualmente a Pavia e che in molta stima in Como, sostiene con molta eloquenza essere stato deciso lecito da tutti i legisti, canonisti e teologi il giuramento nostro. Ho avuto con lui una lunga questione, ma inutile.39 E pi avanti: Non mi ha convinto di pi di quello che mi convincesse il primo anno della Rivoluzione francese quando venne da Pavia a sostenere con Tamburini e lex-Vescovo Ricci di Pistoia che lillustre corpo episcopale francese era affatto condannabile per non aver obbedito alle Autorit che esigevano il giuramento costituzionale e per non essere rimasto fermo e costante nella sua Chiesa malgrado le persecuzioni.

Come ricorda il Volpati, anche mons. L. Tosi, allora canonico di S. Ambrogio in Milano e futuro Vescovo di Pavia, che doveva esercitare tanto ascendente sul Manzoni, fu di quelli che accettarono senza difficolt il giuramento. Egli dichiarava: Quanto alla religione, questa si adatta ad ogni forma di Governo, A chi vive in una Monarchia, essa prescrive obbedienza al Re: a chi vive in Democrazia, prescrive lattaccamento alle Leggi della Patria; e se lindole di questo Governo esige che si allontani il pericolo di mutazione in altre forme, la religione non vieta che gli animi e le forze si uniscano alla causa comune per sostenere la propria Costituzione. 39 Tra laltro il Volta si appoggiava sullautorit di un suo collega, il Perondoli, docente a Pavia di Diritto Canonico, e condannava mons. Mattei, Vescovo di Ferrara, che aveva diretto una lettera pastorale al suo gregge, nella quale drasticamente proibiva il giuramento e lobbedienza. Scriveva ancora il Gattoni: Compiango il Fisico e desidero che per bene dellanima sua non esca da limiti delle elettriche atmosfere.
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Medaglione (recto e verso) con il monogramma dei coniugi Volta, realizzato con i capelli di Alessandro Volta (Famiglia Volta).

40 Circa la tematica sessuale-affettiva, il Volpati respinge la tesi ottocentesca, che riteneva il Volta casto fino al matrimonio, e scrive: Per quanto gli studi lo assorbissero, anche in lui ferveva quella parte di umanit, fatta di istinti [] proclivi ai ludi damore. Da parte sua il Gattoni scrive: Dolce, ed assai sensibile e prima e dopo allontanato dalla patria [Como] ebbe le sue peripezie di cuore dallumana natura inseparabili. Ancor pi esplicito il Lichtenberg (lettera del 22 novembre 1784 al Wolf), dove cos si esprime nei riguardi del Volta: un bellissimo uomo [] e in alcune ore, in casa mia, nella quale facemmo baldoria, [] ho notato che sintende molto dellelettricit delle ragazze. In unaltra lettera al Wolf (10 febbraio 1785) il medesimo lo definisce un belluomo, simpatico, estremamente allegro [], un vero cuscinetto strofinatore per le signore.

N AMORE IMPOSSIBILE. Qualche parola doveroso spenderla anche sugli affetti del Volta, generalmente pacati, ma che, in almeno un caso, furono burrascosi. Una vicenda che, lungi dallo scandalizzare, rende il Comasco pi umano o, quanto meno, non troppo disincarnato.40 In realt, anche ricordando quanto gi detto sullindole gioviale di Alessandro, amante del vivere socievole, dei lieti banchetti e delle spiritose conversazioni, n dimenticando il suo bel fisico e la prestanza del suo tratto, pi che lecito ritenere il Volta ben proclive ai giochi damore. Le passioni, afferma il Cant, lo sviarono qualche istante. Se ne pu vedere una manifestazione in quel capitolo bernesco contro i cicisbei che il Volta compose quando era tra i 20 e i 30 anni, dove mostra buona conoscenza del gentil sesso:

Importante poi la chiusa del capitolo: dopo aver passato in rassegna le varie specie di cicisbei, il Volta si classifica in quella dei cavalieri erranti, che cos definisce: Erranti, io dico quei che fan corteggio A questa e a quella e ne han sempre una nuova.

E credi pur, se avessi ben centocchi Da vegliar sempre, io non ti son garante Che alcuna delle tue non te laccocchi: Chi fu mai quella che dun sol galante Fosse contenta? E tu lusinga avrai Di poter solo bastar per tante? Chi sian le donne dunque ancor non sai; Non sai che sempre fu sano consiglio Di donna alcuna non fidarsi mai.

Possiamo quindi ben ammettere che il Volta giovanotto abbia corteggiato le graziose fanciulle, n sbaglierebbe troppo chi lo immaginasse, tra i 20 e 30 anni, nellatto di intrecciare rime madrigalesche per questa o quella damigella. Il frasario poetico classico gli era perfettamente familiare e ne troviamo conferma in questo sonetto, composto a 22 anni, per la monacazione di una gentildonna: Ben hai di doppio acciar recinto il cuore, Nobil donzella, se gli strali ardenti Di quellinvitto nume ancor non senti Ch de mortali e degli Iddii signore. Se di tua verde et nel pi bel fiore I dolci affetti troppo ad arder lenti Dormonti in cuor sepolti, o son gi spenti, Quando fia mai chin te savvivi amore? S parla il mondo forsennato e rio, Cui soltanto lamor profano, e noto Sol de poeti il favoloso dio; Ma hai folle ardir! Non damor gi vuoto, Vergine, il tuo bel cor, s lo fero Quel dio Arcier ch al mondo cieco ignoto.

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Significativamente fu la stessa Marianna a volere che la famiglia venisse informata. Alessandro pensava invece di tenere nascosta la relazione e di affrontare il tema matrimonio solo quando fosse rimosso lostacolo dovuto alla professione della compagna. Quellatto di lealt scaten il finimondo: non solo insorse rabbiosa la famiglia Volta al completo, ma anche il conte Wilzeck; solo lamico e collega Tamburini lo appoggi perch, da buon giansenista, riteneva che a quel punto lonesta coerenza dovesse prevalere (col matrimonio) su ogni altra convenienza o ipocrisia. In una lettera dellottobre 1789 il Volta chiese tempo: passarono tre anni in suppliche, da una parte, e in opposizioni dallaltra (nellEpistolario sono riportate oltre 50 lettere). Volta temeva che Marianna, abbandonandola, discendesse la china e si perdesse: non restava quindi che sposarla e tenerla segretamente a Milano.

Ma non fu Teresa Peregrini che spos nel 1794 quella che per prima il Volta am e avrebbe voluta per moglie. Unaltra la precedette, Marianna Paris, romana, cantante di teatro, alla quale si leg con un lungo e tribolato amore (1788-1792)41. Difatti, il Volta, frequentandola, sent che questa donna andava insinuandosi sempre pi nel suo cuore, fino a scatenare unintensa passione. Alla fine, dopo vari conflitti interiori e scontri con i pregiudizi della borghesia provinciale e della tradizione puritana, scrisse al fratello maggiore Luigi, confidandogli daver tentato invano di staccarsi da lei e pregandolo di non opporsi al matrimonio, ma di badare alla sua pace fisica e spirituale. Infatti egli confessava: Trascorsi un periodo di sregolatezze e, libero e sciolto, corsi dietro ad amoretti vaghi; ma ora che mi diedi ad un amore fisso, sento che sar regolatissimo e dabbene con un attaccamento legittimo. N il seguito fu meno nobile, osservando che lamore per Marianna era fondato principalmente sulla stima, non un fuoco passeggeramente acceso ai sensi: nato e cresciuto gradatamente col lungo conversare, e col conoscersi intimamente lun laltro. E concludeva: O rinunciare per sempre allo stato coniugale o unirmi a quella che il mio cuore ha scelto per sposa.[Ep. III, p. 42]

Ma dopo gli amoretti giovanili e gli innocui flirt romantici poeticamente stilizzati nei suoi versi , lanima e il corpo, giunti ormai nella piena virilit, sentirono lansia di un amore intero e di una donna con la quale stringere un legame di vita.

La Paris coltivava il genere operettistico (repertorio di Paisiello, Cimarosa ecc.) e lincontro col Volta avvenne tramite una raccomandazione della contessina Porta, amica della cantante e sollecita perch nella tourne a Pavia trovasse in Volta un amico sincero. Nella raccomandazione la dice ben fornita di qualit, cosa molto rara in simili persone; la di lei saviezza ed il tratto civile, ed infine la savia educazione forniscono in la medesima assai meriti, abbench non la sia molto bella, anzi ardisco dire meno che mediocre.
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Il pregiudizio verso la professione di cantante non era solo materia di pettegolezzo che si sprecava in cittadine di provincia (Como e Pavia), ma anche una minaccia per la permanenza del Volta allUniversit. Perci egli invi una supplica allImperatore Leopoldo II: Alessandro Volta Patrizio Comasco, suddito fedelissimo di S.M. Vostra e che ha lonore di essere impiegato al Suo servizio in qualit di professore di Fisica Sperimentale [] nellUniversit di Pavia [] chiede alla M. S. la grazia di essere trasferito colleguale impiego e attual soldo a Milano mosso dai seguenti motivi. Giunto egli ad una et ben matura senza essersi mai potuto risolvere, quantunque sia egli di tre fratelli il solo Secolare, a collocarsi in Matrimonio, perch nessuna donna giunse a fissarlo; fu due anni sono preso e legato da una savia ed oneLUOMO 93

Donna Teresa non era bella, ma Alessandro scorgeva in lei doti profonde; nota i suoi occhi castani, ascolta i suoi discorsi di scienza, di letteratura, di geografia, di argomenti domestici con una sensazione di confortevole ristoro. Egli che credeva di amare Teresa come un padre, sentiva salire alle labbra parole di tenerezza, che le scriveva in francese, come a celare limpaccio delle prime confidenze. Ovviamente, anche in questa circostanza fu quellintrigante di Arcidiacono Luigi a prendere in mano le trattative, pretendendo 30.000 lire di dote. La famiglia Peregrini intendeva darne 20.000 Alessandro finalmente si ribell e lArcidiacono dovette cedere.
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Dopo sei mesi la supplica venne respinta, sembra anche per un intervento del fratello, lArcidiacono Luigi. A questo punto Marianna stessa a rinunciare, mentre Alessandro, travolto dai fatti, ricerc conforto e lumi negli Autori spirituali. Contemporaneamente per, da galantuomo, ritenne doveroso un risarcimento finanziario e ottenne che il fratello Luigi facesse pervenire a Marianna 1.000 scudi, impegnandosi lui stesso ad aiutarla in caso di ulteriori necessit.

sta fanciulla, ma per disgrazia di umile e vil condizione, non tanto per nascita, quanto per la professione poco onorata del teatro, che mal suo malgrado, e per fatali circostanze ed infortunj domestici, esercita quella povera giovane, di nome Marianna Paris, e di patria Romana, Or dunque questa sola, chei conobbe e tratt onestamente, pot fissarlo, sicch desider fin dallora il Supplicante di sposarla; e lavrebbe fatto, se molti inconvenienti e pregiudizj [] non lavessero ritenuto. [] Ci avvenne un anno e mezzo fa; e cred in allora il Ricorrente di poter superare la passione, e riacquistar la sua pace. Ma invano lo sper; poich il tempo e la lontananza, che dovean essere medicina, non valsero punto a sanarlo; [] ricrebbe anzi col desiderio di possedere loggetto amato. E degno della sua tenerezza, linquietudine e la quasi disperazione di trovarsene privo. Spieg quindi il motivo della sua richiesta nel fatto che il Governo non potea vedere con indifferenza un Professore dellUniversit condursi in Moglie una cantante di teatro; la qual cosa [] riuscita sarebbe di poco buon esempio, e di pregiudizio alla disciplina, e costumatezza degli Studenti, a quali si raccomanda di non praticare le Virtuose; mentre non avrebbe dato scandalo in una citt grande come Milano, e per un professore di Ginnasio. [Ep. III, p. 109]

Finiva cos, mestamente, un sogno forse troppo bello. Ma Alessandro sent che ormai, verso la cinquantina, quando lamore nasce da vera corrispondenza di sentimenti, bisognava trovare una donna per la vita. N mancavano le dame pronte a espugnare il suo cuore: la nobile Giulietta Rovelli e donna Antonietta Giovio; ma sar Teresa Peregrini a spuntarla, il 22 settembre 1794, nella chiesa di San Provino in Como: Diva pur essa scrive il Rota , ma del focolare.42 Dal matrimonio con Teresa Peregrini, Volta ebbe tre figli maschi: Zanino (3 luglio 1795), Flaminio (29 maggio 1796) e Luigi (2 maggio 1798). I biografi lo dicono padre attento e amorevole, unendo, data la sua et, alla responsabilit del padre laffetto del nonno. Negli anni del grande successo (18001801), la loro lontananza gli fu particolarmente gravosa. Scrivendo al fratello Luigi da Parigi, concludeva teneramente: Un bacio per me a ciascuno dei cari figli; a cui direte, che non si scordino di recitare lavemaria per me, come io non mi scordo di recitarla per loro. E ancora in una lettera di poco successiva: Spero fra un mese [] di accarezzare i dolci figli, e trastullarmi con loro. Dopo linvenzione della Pila, quando il suo impegno scientifico e accademico and via via attenuandosi, si dedic sempre pi alleducazione dei figli. In una lettera del 1806 scriveva: Vivo
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E LO SCIENZIATO

L FOCOLARE DOMESTICO.

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Sempre fedele al principio di non affidare a nessuno altri che a se stesso leducazione dei figli, alla fine del 1809, approfittando della nomina a Senatore del Regno, si stabil a Milano, per far frequentare ai figli le scuole di Brera e nel 1815 accett la carica di direttore della Facolt di Filosofia a Pavia anche per essere ancora vicino ai due figli43 durante gli studi universitari in legge. Come bene puntualizz il Bianchi li lev dalla culla e li condusse per mano egli stesso fino alla laurea.

tranquillo e in riposo nella mia patria [Como], e in seno alla mia famiglia , dove occupandomi principalmente in dar leducazione a miei figli, non lascio per altro di attendere a miei studi[Ep. V , p. 5]. E alcuni anni dopo, nel 1809, poco ormai mi applico in questa mia avanzata et [64 anni] alle ricerche sperimentali, occupato ora in patria agli affari domestici, ed alla educazione di tre figli maschi, de quali fo io stesso da maestro nella scuola di umane lettere. [Ep. V p. 157]. ,

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Flaminio infatti, che mostrava una spiccata inclinazione per la matematica e si pronosticava che avrebbe emulato il padre, nel 1814, appena diciottenne, muor di encefalite. Nel Volta cominci la parabola discendente, mentre sintensificava la profonda religiosit di sempre, fino a toccare punte quasi mistiche.

Purtroppo i figli non furono allaltezza del padre. Zanino in particolare, spinto dal desiderio di realizzare nel nome del padre qualche cosa di duraturo, si lasci invischiare in un grandioso, quanto assurdo, progetto di costruire una linea ferroviaria tra Milano e Como. Il progetto fall, ma se le conseguenze finanziarie non furono alla fine disastrose, pesante fu il giudizio dei concittadini. Il giorno dellinaugurazione a Como della statua di Volta (1838), qualcuno sugger una diversa epigrafe per il monumento: Se darrestar il fulmine/Tu fosti in parte autore/Zanin fe equal prodigio/Ed arrest il vapore.

A FEDE CRISTIANA. Nonostante le spiacevoli, ma peraltro umanissime, vicende tanto politiche quanto affettive fino a qui riferite, le belle qualit dellanima voltiana, lungi dallincrinarsi, ne uscirono consolidate anche nella dimensione religiosa pi vera, che in Alessandro registr varie fasi. Anzitutto la gi ricordata vocazione gesuitica che, seppur in nuce, fu ricca di preghiere, mortificazioni e intensa vita spirituale, come risulta dallEpistolario ( lettere 5, 13, 22, 27, 32, 35). Una vita spirituale intensa, minimamente attenuatasi nel corso degli anni e sempre nutrita con gli studi biblico-teologici e apologetici. Felice questa sintesi del Cant: Affezionato alla sua religione, non solo per abitudine, ma per effetto di lunghe meditazioni, non trascur la delizia del pregare e le forme esterne del culto, neppure quando la moda imponeva che ogni uomo non vulgare dovesse o nutrire o affettare dispregio per quel chera stato sacro ai padri. Interessante anche sapere che negli anni dinsegnamento al Ginnasio di Como non trovava disdicevole insegnare la dottrina cristiana ai fanciulli nella chiesa parrocchiale di San Donnino, dove tuttora una lapide ricorda enfaticamente Volta CHE QUI INSEGNANDO IL CATECHISMO SI PREPAR AL MIRACOLO DELLA PILA.

Interessante poi quanto leggiamo nellopera citata del Grandi: Quasi tutte le domeniche [] egli, in un angolo della chiesa di San Donnino, circondato da una moltitudine di giovani e giovanetti tutti intenti ad apprendere dal di lui labbro il Catechismo,
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Nelle varie lettere al Fratello Luigi ritornano frequenti i cenni alle pratiche religiose che mai trascurava. Cos, nella lettera da Ginevra del 13 aprile 1802, lo informava di apprestarsi a soddisfare il precetto pasquale.

Una bella pagina del Rota osserva il Volta che, mentre tende a unificare le forze naturali, volge lo sguardo oltre le frontiere della psiche, e allora sospinto allequivalenza della natura con Dio nella relazione di Creato e Creatore; e dalla sua stessa indole condotto a vedere in tutte le cose le vibrazioni di una stessa corda
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I biografi voltiani sono concordi: la passione per i problemi di religione, unitamente al sentimento religioso persistettero attraverso tutta la vita del Comasco. Al Mochetti dobbiamo questa bella testimonianza: Egli non appartiene a que filosofi, che stranamente abusarono del proprio ingegno per ribellarsi a Dio, a misura che seppero levare alcun poco il velo, onde sono celate le grandi leggi che governano luniverso. Ma parve per lo contrario, che da suoi studi e dalle stupende sue invenzioni trasse sempre nuovo argomento per ammirare ed amare lOnnipotente []. N in mezzo alle lodi del mondo, in mezzo agli onori, che lo sublimarono a gradi eminenti, [] mai credette che la scientifica sua eccellenza potesse dispensarlo dai pi minuti doveri, che la Religione comanda alluniversale degli uomini. Pi oltre, riferendosi al Volta in et senile: Ogni memoria delle passate grandezze pareva che in lui fosse estinta per cedere tutto intero il campo della mente e del cuore allamore della virt, al sentimento della religione. Noi tutti lo abbiamo veduto frammentarsi pubblicamente allumile plebe, dovunque le pratiche della religione lo chiamassero []. S, il celebre Volta si umiliava dinanzi a Dio, dator degli ingegni e fonte dogni umana grandezza.

Quando, poi, nel 1778, fu chiamato allUniversit di Pavia e gli fu impossibile continuare quellinsegnamento, non per questo lasci di frequentare a Pavia e nelle chiese delle varie citt in cui passava o aveva dimora la spiegazione della dottrina cristiana, solitamente attraverso lomelia della Messa festiva e, soprattutto, durante i vesperi44, proprio perch sentiva il bisogno di nutrire continuamente la sua fede, anche per rispondere meglio alle crescenti sfide del razionalismo scientista.

che esso magistralmente loro insegna. Non c nel Volta n sussiego, n severit, tutto bont e dolce persuasione, pi che un maestro espertissimo, appare un padre in mezzo ai propri figli e con mille maniere se ne accattiva lamore, la docilit, lattenzione []. Egli spiegava il Catechismo da maestro, adattandosi con paragoni, con esempi i pi facili alla mente dei suoi giovani ascoltatori, si faceva fanciullo tra i fanciulli. Aggraziato nel parlare, per allietare la sua brigatella aveva facezie innocenti, bei racconti che rallegravano listruzione e ridestavano lattenzione. I giovani vi accorrevano numerosi. Volta non era solo un sapiente, ma aveva un cuore grandissimo e sapeva bene che lamore il primo segreto dellinsegnamento. La classe di dottrina del Volta era la pi affollata e spesso molti non vi trovavano posto!. LAutore ricorda che gli stessi preti avrebbero voluto sedersi tra quei giovani per ascoltare le spiegazioni del Volta, ma per chiss quale deformazione clericale, saccontentavano di passare vicino a quella classe fortunata, per ascoltare pur essi almeno qualche cosa dellinsegnamento del Grande Fisico.

e di uno stesso suono fondamentale, purch la materia non sia disgiunta dalla spirito che lha unificata. perci che lanima del Volta sta ancora pi vicina a Galileo, [...] che legge i segni della divinit impressi in una legge universale di impeccabile armonia. Il problema del divino occupa un posto eminente, come il problema dellanima, nel pensiero voltiano. E ricorda il giovane Alessandro che, poeta e scienziato, disvela la serena maest della natura, non pi pauroso regno di volont sconosciute, ma fucina di leggi semplici e buone, [e] sinebria nei trionfi della scienza [...] che gli d lardore delle sante battaglie [...] per espellere dal creato i fantasmi [come quelli dei fuochi fatui]. Merita a questo riguardo un breve cenno alla sua Relazione del viaggio in Svizzera (1777) che, tra laltro, con forti suggestioni poetiche, ci rappresenta al vivo la grandiosa bellezza del San Gottardo.45

Non si pu parlare della religiosit del Volta senza affrontare il problema della sua adesione, sia pure temporanea, al movimento giansenistico.47 Lincontro del Volta col giansenismo avvenne nellUniversit Ticinense, dove insegnavano due convinti sostenitori di quel movimento: il Tamburini e lo Zola.48 I biografi concordano sul fascino (anche oratorio) del Tamburini, mentre il Gattoni nel suo Giornale, aggiunge (un po malignamente) che: assai massime [bevve il Volta] allingrosso e ne suoi viaggi e nellamicizia di Tamburini (23 gennaio 1799); Conversando a Pavia col Tamburini ed altri suoi settari senza conoscerne il veleno, aveva adottato dei princpi erronei in tuttaltro che fisica [...]. Le massime poi di Pavia, senzessere in nulla teologo, certamente le bevve fino a certa misura senza conoscerle bene (1 maggio 1800).

In questa Relazione il Volta obliando il diluvio noetico e i 6.000 anni della Bibbia segu lispirazione del genio e, anticipando le odierne acquisizioni degli esegeti biblici sui generi letterari e la storia delle forme, parla contrariamente ai letteralismi (e rigide cronologie mosaiche) del tempo della estrema vetust di questo nostro globo, della decrepitezza di quelle alte cime, della serie lunghissima e al nostro pensiero inarrivabile di secoli, attraverso cui gli elementi operano sopra quelle masse enormi.46

Ricordiamo qui, anche per varie affinit, quanto egli scriver poi, nel 1786, in onore dello scienziato O. B. Saussure, che nellagosto di quellanno raggiunse linviolata vetta del M, Bianco. Si tratta di unode di 199 versi francesi (tradotta successivamente in endecasillabi riuniti in terzine), che G. Carducci giudic di pregevole fattura, scrivendo in Vol di Castello 1835 (Bologna 1907) LA. ha una vera cultura letteraria e pratica del verseggiatore. 46 Come riferisce il Volpati, queste ardite frasi non furono scontate dal Volta bens da M. Monti, il quale avendole riportate nella sua Storia di Como dovette in seguito, nella ritrattazione impostagli delle autorit ecclesiastiche del 1835, dichiarare (punto VI): Nellultima nota alla Vita del Volta, dove cito alcune frasi di lui che contraddicono alla cronologia di Mos, era obbligo mio o tacerle o almeno confutarle. Il non averlo fatto mi torna a biasimo. 47 Sorto in Francia, questo movimento religioso che, nella seconda met del 700, si diffuse da PortRoyal a tutta lEuropa invocava il ritorno alle linee originali della Chiesa primitiva, sintetizzabili in queste tesi: pi dei riti contano la fede e lo spirito di carit; luomo, emancipandosi dalla mediazione pretesca e dalle forme devozionali (non solo popolari, ma anche ecclesiastiche obbligatorie), deve comunicare direttamente con Dio; una morale austera (e non il lassismo gesuitico) deve guidare la vita pratica; la Chiesa va organizzata secondo princpi democratici, ponendo fine al centralismo assolutista del Vaticano; gli ordini monastici devono essere soppressi, perch appartengono allinerte vita contemplativa; lo Stato deve emanciparsi dalla Chiesa e questa rinunciare al suo potere temporale. 48 Il primo docente di Filosofia morale e Diritto naturale, il secondo di Storia eclesiatica.
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I biografi disputano sulle cause (e il grado di adesione) che orientarono giansenisticamente il Volta. Una circostanza favorevole pu essere trovata nel fatto che le posizioni estremiste del movimento facilmente toccavano sentimento e idealismo dei giovani (il Volta, allepoca, ha 35 anni). Si pu anche ritenere che il Volta, mosso dal proprio rigore logico, abbia visto nel giansenismo un perfezionamento o unintensificazione della religiosit cattolica tradizionale. Infine, se vediamo nel giansenismo un movimento di purificazione della Chiesa sulla linea, per esempio, di san Carlo Borromeo, anzich un moto di ostilit verso la Compagnia di Ges (E. Rota) , allora non pare strano, considerando anche lintensa spiritualit e cultura teologica del Volta, chegli abbia simpatizzato con quel movimento. Un particolare da non trascurare, infine, che il Volta fu amico e ammiratore del Tamburini, al quale la rettitudine e generosit danimo, lamor del vero e del progresso civile, lattivit instancabile, la vivacit e leloquenza
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In particolare F .Alpruni, barnabita; V. Palmieri, chierico regolare dellOratorio; S. Perondoli, olivetano. 50 Nel 1792 il Tamburini e lo Zola, per decisione di Francesco II, che aveva ceduto alle istanze di Roma, dovettero, collocati a riposo, lasciare linsegnamento universitario. Nel 1794 (28 agosto) fu promulgata la bolla Auctorem fidei condannante gli atti del Sinodo giansenista di Pistoia, e linsegnamento universitario della teologia riceveva il controllo dellautorit ecclesiastica. 51 Scriveva infatti il Gattoni, dopo la fase critica quando Volta difendeva Tamburini e compagni senza comprender bene lo stato della questione e per questo egli pi non mi guarda[va] da sette o otto anni in qua, perch [avevo] dovuto a lui oppormi ne discorsi diverse volte e con troppo calore lamicizia rivisse fra noi in questi ultimi tempi [1799] perch [il Volta] mi pare pienamente rientrato in se stesso, e la pensa a mio modo in ci che pi importa. 52 Cantiche e Poesie di S. Pellico, Firenze, Le Monnier, 1860, p.393
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Nonostante tutto, per, il grado di adesione voltiano al giansenismo risult forse ingigantito dalla suscettibilit ortodossa del Gattoni, che vide di grandi proporzioni ci che invece era assai modesto. E cos, appena le autorit civili e religiose presero un atteggiamento di risoluta opposizione verso questo movimento,50 egli sent affievolirsi l'entusiasmo e, come risulta anche dal Gattoni, Volta torn genuinamente cristiano.51

della parola accattivavano la simpatia e laffetto dei pi. Nel bel mezzo della fucina giansenistica, in quotidiano contatto col capo affascinante di essa, il Volta non pot sottrarsi allazione di quella e di questo, come non lo poterono molti altri professori.49

A nostro parere il Volta seppe comunque ricavare, pure dallesperienza giansenista, il meglio: ossia laccennata spinta purificatrice evangelica contro uninnegabile degenerazione romana o, come si preferisce dire oggi, lanomala dialettica tra istituzione e profezia , senza peraltro rompere con listituzione gerarchica nella quale di nuovo con fine intuito Alessandro vedeva laltra faccia delle medaglia. Guadagno non da poco, a ben guardare.
IUTARE QUANTI SONO IN CRISI DI FEDE.

Anzitutto c lincontro con Silvio Pellico nella dimora estiva dei conti Porro Silvio era istitutore dei loro figli , come testimoniato nella lettera del Pellico al Porro (22 settembre 1815), e forse ne seguirono altri (per non documentabili). Dalla successiva lirica del Pellico sappiamo che egli allora era praticamente ateo e che il Volta rispose con tali argomentazioni da mettergli in cuore quel germe di fede che poi maturer nel carcere dello Spielberg. La composizione,52 probabilmente del 1834, intitolata A. Volta e fregiata dal motto: Erat vir ille simplex et rectus et timens Deum (Job. 1,1). In questa lirica il Pellico rievoca la sua crisi di fede e le toccanti parole del Volta. Lode molto lunga; qui ne stralciamo alcuni passi pi significativi:
O tu, gli dissi, che vedesti avante Pi di molti mortali entro a secreti, Fra cui traluce il sempiterno Amante. Dimmi in qual foggia in mezzo a tante reti Di volgari credenze e dincertezza, Circa la fede il tuo pensiero acqueti. Il buon vegliardo a me con pia dolcezza: Figlio, anchio lungo tempo esaminando, Tenni la mente a dubitanze avvezza; E a giovani anni mi turbava, quando Mi parea che del secolo i primai Di F il giogo scotesser venerando, E sinfrangesser di scienza a rai Scoperto aver chAra, Vangelo, e Dio, Fuor chesca a plebe, altro non fosser mai. Temea non forse alfin dovessi anchio Da miei studi esser tratto a dir: La scuola,

Ci limiteremo a due episodi, accaduti nel 1815; due episodi che ben illustrano non solo la coniugazione di fede e scienza nel Volta, ma anche il suo zelo nellaiutare quanti si trovavano in crisi di fede.

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Laltro episodio riguarda la professione di fede, inviata al canonico G. Ciceri di Como,54 in cui testualmente scrive: Ho mancato vero nelle buone opere di Cristiano Cattolico e mi son fatto reo di molte colpe ma per grazia speciale di Dio non mi pare daver mancato gravemente di fede, e certo sono di non averla mai abbandonata. Se quelle colpe e disordini miei han dato luogo a taluno di sospettare in me anche lincredulit, dichiaro apertamente a lui, e ad ogni altra persona, e son pronto a dichiarare in ogni incontro, ed a qualunque costo, che ho sempre tenuta e tengo per unica, vera ed infallibile questa Santa Religione, ringraziando senza fine il buon Dio davermi infusa tal fede in cui mi propongo di vivere e morire con ferma speranza di conseguire la vita eterna.

A noi pare inoltre molto significativo quellesergo del Pellico, attinto da Giobbe, luomo dei dolori. Forse Silvio intendeva dire anche cos quanto il Volta, pur nella stretta del dolore,53 fosse un credente per davvero: Timens Deum o, come prosegue poi il libro di Giobbe, capace di lodare e ringraziare Dio nella buona e nella cattiva sorte. Volta infatti avrebbe detto, a riguardo sia di Flaminio, sia dei fratelli e dellamico scomparso: Dio ha dato, Dio ha tolto; sia il Suo nome benedetto.

Che mi parl dun Creator, mentio. Ma bench ardito e avverso ad ogni fola, E bench in secol tristo in chebbe regno Quella filosofia che pi sconsola, E bench procacciassi alzar lo ingegno, S che a Natura io lacerassi il velo, Sempre dIddio vidi innegabil segno. .. Sento che puote ingegno essere adorno Di ricco intendimento e di scienza Della Croce adorando il sacro scorno, E mi umilio con gioia e reverenza Col cattolico volgo a questa Croce, E in lei sola di scampo ho confidenza. .. Vedendoti di rado, il mio coraggio Appo la Croce non dur abbastanza, E a follie tributai novello omaggio. Ahi! Di lOnnipotente a mia incostanza Castigo di sventura e di catena E luridantro a me divenne stanza!

53 Come abbiamo visto il secondogenito Flaminio era morto nel 1814, ma gi nel 1810 il dolore visit pesantemente Alessandro: in quellanno morirono infatti lArcidiacono Luigi, laltro fratello, il Canonico Giovanni, e il pur sempre amico Gattoni. 54 Interessante sapere che il Ciceri gliela aveva richiesta esplicitamente per aiutare un amico, gravemente ammalato, a ricevere i conforti della fede, da quello vivacemente rifiutati perch li considerava disdicevoli a un vero scienziato. Interessante pure louverture della professione di fede voltiana Non so chi mai possa dubitare della mia sincerit e costanza in quella Religione che professo, che la Cattolica, Apostolica, Romana, nella quale sono nato ed allevato, ed a cui mi sono attenuto sempre s interiormente che esteriormente.

Riconosciuto poi che tale fede un dono di Dio, una fede soprannaturale non quindi frutto dumane industrie , ribadisce per di non aver tralasciato i mezzi umani per vieppi confermar[si] in essa, cos da sgombrare qualunque dubbio potesse sorgere a tentar[lo], studiandola attentamente ne suoi fondamenti, rintracciando colla lettura di molti libri s apologetici che contrarj le ragioni pro e contra, onde emergono gli argomenti pi validi, che la rendono anche alla ragione naturale credibilissima, e tale, che ogni animo non pervertito da vizj e da passioni, ogni animo ben fatto non [possa] non abbracciarla, ed amarla. N la finale potrebbe essere pi nobile, col versetto paolino non erubesco evangelium [non mi vergogno del Vangelo]: Possa questa protesta, che mi viene ricercata, e chio di buon grado rilascio, scritta
99

LUOMO

55 In occasione delle celebrazioni voltiane, nel Duomo di Como sul pavimento, dove era posto il banco solitamente occupato dal Volta stata depositata una targa commemorativa (cfr. p. 290). 56 La Congregazione Municipale di Como annunciava al conte Giulio di Strassoldo, Presidente dellI.R. Governo, la morte del Volta, nel giorno stesso in cui era avvenuta, con la seguente lettera: Oggi alle ore 3. del Mattino ha qui cessato di vivere nellet dintorno ad ottanta anni per esaurimento delle forze vitali, Don ALESSANDRO VOLTA, gi Senatore dellex Regno dItalia, profess. emerito dellI.R. Universit di Pavia, ed ivi Dirett. attuale della Facolt Filosofica, Membro dellIstituto delle Scienze, Lettere ed Arti in Milano, Socio di pi Accademie Letterarie dEuropa, Decorato della Legion dOnore e della Corona Ferrea. La Congregazione Municipale, i professori del Liceo, e del Ginnasio savvisano di condecorare colla loro presenza le esequie dun concittadino, e maestro, il di cui nome, celebrato in ogni Paese, vivr immortale nella riverente gratitudine de Cultori dogni maniera di studj, singolarmente di quelli che appartenendo alle Scienze naturali illustra egli colla famosa Pila denominata Voltiana. 5 marzo 1827. [Ep. V p. , 489].

e sottoscritta di mia mano, ostensibile come si vuole, ed a chiunque, giacch non erubesco evangelium, produrre qualche buon frutto!. [Ep. 5, p. 290]

Di nuovo troviamo il Volta che ben mostra di credere nel Dio rivelato, giudeocristiano, e non in quello deista, allora in voga, senza indietreggiare magari con argomenti filosofici di fronte allo scandalum crucis o, manzonianamente, disonor del Golgota.

Durante gli ultimi anni di vita Volta passava la maggior parte dell'anno a Como; in primavera si trasferiva a Campora e a met dell'autunno a Lazzate, senza per mai trascurare i suoi doveri di buon cristiano. A Como ascoltava la Messa nella sua parrocchia di San Donnino, ma quando il passo malfermo gli impediva di salire le scale che portavano alla chiesa, scendeva fino al Duomo dove i fedeli lasciavano sempre libero un banco per lui. Il passo strascicato, noto ai comaschi, avvertiva del suo arrivo: la gente sostava e mormorava Ecco il Volta, toccava il cappello e cedeva il passo.55 La casa di campagna di Campora distava un poco dalla chiesa di Camnago, per cui la moglie, premurosa verso lo sposo amato, fece erigere a met del cammino un piccolo chiosco con alberi di carpino e sedili, in modo che egli potesse trovare riposo nel tragitto. Durante le uscite sul calar del giorno si dice che si soffermasse presso i suoi contadini e talvolta si trattenesse con essi a recitare il Rosario.

LI ULTIMI GIORNI.

Alla fine di febbraio del 1827, una febbre reumatica lo condusse in pochi giorni all'agonia. Il 4 Marzo, essendosi aggravate le condizioni fu chiamato il Prevosto Pizzi di San Donnino per il Viatico. Purtroppo il Pizzi, contro la volont dei parenti e fidandosi della robusta costituzione del Volta, rimand al giorno successivo la somministrazione del Viatico. Il prevosto voleva, infatti, che, risaputasi la notizia, molta gente accorresse per il Viatico al grande cittadino. Ma durante la notte, Alessandro si aggrav e il Pizzi, di nuovo accorso, fece in tempo a dargli lEstrema Unzione. Volta stringeva al petto un crocefisso, era sereno e santamente comp l'ultimo passo. Come disse il Bianchi: La morte non era per lui che il mezzo per entrare nell'immortalit.56

Al termine di questa panoramica voltiana concludiamo con le parole di Giovanni Polvani, che nella sua monografia su Volta seppe penetrare profondamente nella mente e nellanimo non solo dello scienziato, ma anche delluomo e del credente: Egli volle e seppe meditare non solo sul gran libro [della natura], ma anche su quello della rivelazione cristiana; e studi teologia, e ne discusse con profonda competenza. La ricerca delle leggi naturali non leg la mente di lui alla materia; ma anzi gli rese pi facile il sentire la voce dellEsser primo, immutabile, necessario, che potentemente lo chiamava a s. E quella religiosit, che in Volta ragazzo non era riuscita a fiorire del tutto perch sopraffatta dal fascino del mondo fisico, si svilupp poi completamente nelluomo, cui gi la scienza aveva procurato fama, onori, gloria, ma non gli aveva potuto dare la calma dello spirito. Adagio, adagio egli si ritrasse allora dalla scena del mondo, per dedicarsi alla preghiera e alla pratica religiosa.
100 ALESSANDRO VOLTA: LUOMO
E LO SCIENZIATO

LATTIVIT

PRIMA DELLA

DI RICERCA

Nel 1729 Stephen Gray (1666?-1736), osservando come la virt elettrica, eccitata in un corpo per strofinio, poteva in alcuni casi comunicarsi anche ad altri corpi, introdusse il concetto di sostanze isolanti e conduttrici; mostr che anche queste ultime potevano essere elettrizzate se isolate dal terreno e da altri corpi, e nel 1730 realizz per la prima volta lelettrizzazione di una persona, tenuta sospesa e isolata dal suolo mediante fili di seta. Tale esperienza divenne successivamente di moda e fece il giro di tutti i salotti aristocratici dellepoca, rendendo lelettricit di dominio pubblico. Tutta lEuropa bene si elettrizz e si stup dinanzi alle sempre nuove maraviglie. Le macchine elettrostatiche andarono sempre pi perfezionandosi. Alla mano fu sostituito un cuscinetto strofinatore57 e si comin-

VOLTA. Lelettrostatica cominci ad assumere una, sia pur rozza, sistemazione teorica intorno al 1660 con linvenzione da parte di Otto von Guericke (1602-86) della prima macchina elettrostatica a strofinio. Essa era costituita da una semplice sfera di zolfo, magnitudine ut caput infantis, che veniva fatta girare intorno ad unasta di ferro passante per il suo centro ed elettrizzata dal semplice strofinio di una palma satis sicca.
ELETTROSTATICA AI TEMPI DI

Alexander Volta in res electrica princeps*

PILA

Prima parte dellepigrafe del busto di Volta nellaula Volta dellUniversit di Pavia.
*

57

La modifica non ebbe per applicazione immediata da parte di tutti i fisici elettrizzanti. Come disse Volta, molti anni dopo, i pi si attennero allantica usanza; infatti vi hanno delle mani eccellenti per elettrizzare il vetro.

Prima macchina elettrostatica, di Otto von Guericke (L. Figuier, Les grandes inventions anciennes et modernes, Parigi, 1861).

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58 Il 1745 anche lanno della nascita di Volta. Polvani nella sua monografia su Volta, celiando un poco afferma: La sua venuta evidentibus prodigiis denuntiata est, come la morte di Cesare; prodigi elettrici naturalmente!. 59 Era uso comune elettrizzare lacqua, sia per applicazioni terapeutiche, sia per ottenere appariscenti fenomeni elettrici. Tuttavia si procedeva sempre seguendo quella che era chiamata la regola di DuFay, cio immergendo nellacqua, contenuta in una bottiglia di vetro, un filo metallico in contatto con il primo conduttore di una macchina elettrostatica e tenendo isolata la bottiglia in modo che lelettricit non si scaricasse a terra. 60 Roberto Allamand, in una lettera al Nollet degli stessi giorni, precisava: La prima volta che ne feci lesperienza ne fui stordito al punto tale che perdetti per qualche momento la respirazione: due giorni dopo, avendola tentata Musschenbroek ne fu cos intensamente colpito che, venuto da noi alcune ore dopo, ne era ancora commosso e mi disse che niente al mondo lavrebbe convinto a rifare [lesperienza] di nuovo. Lo stesso esperimento era stato realizzato alcuni mesi prima anche dallecclesiastico E. J. Von Kleist in Polonia.

ci a raccogliere lelettricit in un grosso cilindro metallico (primo conduttore o catena) mediante una catena metallica che sfiorava o addirittura toccava il cilindro di vetro elettrizzato. Luso di un disco di vetro al posto del globo fu introdotto molti anni dopo.

Il 1745 fu un anno fondamentale per la storia dellelettricit.58 Vari ricercatori, nel tentativo di elettrizzare lacqua, in maniera non convenzionale,59 si imbatterono in un fenomeno straordinario, quanto inaspettato. Cos racconta nelle sue Mmoires (1746) Pieter van Musschenbroek (1692-1761) dopo aver realizzato lesperimento nel suo laboratorio di Leida: Avevo sospeso a due fili di seta blu una canna di ferro AB la quale riceveva per comunicazione elettricit da un globo di vetro ruotante velocemente sul proprio asse mentre era strofinato applicandovi le mani; allaltra estremit B pendeva liberamente un filo dottone la cui cima era immersa in un vaso rotondo di vetro D, parzialmente pieno dacqua, che io tenevo nella mia mano destra. Mentre con laltra mano E tentavo di trarre scintille dalla canna di ferro elettrizzata. Allimprovviso la mia mano destra F fu colpita con tanta violenza che il mio corpo fu scosso come da un fulmine.60 Inoltre il fenomeno si verificava solo se la bottiglia era tenuta in mano o sopra un buon conduttore, mentre se essa era posta sopra un isolante, la virt elettrica acquistata era appena percettibile. E questo fatto apparve subito inspiegabile sulla base delle conoscenze fino ad allora acquisite. Era stato realizzato un primo condensatore di elettricit (comunemente chiamato bottiglia o caraffa di Leida). Il vetro della bot-

Anche gli strumenti per rivelare i segni elettrici subirono molti miglioramenti e si and sempre pi diffondendo luso di un elettroscopio costituito da due palline di sughero appese mediante due fili di canapa ad una sfera metallica isolata (pomolo) e racchiuse in una boccetta di vetro.

Macchina elettrostatica dellabate Nollet (L. Figuier, Les grandes inventions anciennes et modernes, Parigi, 1861). 102 ALESSANDRO VOLTA: LUOMO
E LO SCIENZIATO

Ben presto i fisici si accorsero che lacqua e la mano avevano solo la funzione di conduttori, e che lefficacia della scarica dipendeva dalla superficie di vetro bagnata. Lacqua e la mano furono cos sostituiti da leggeri fogli metallici aderenti alle pareti. Anche la forma del vetro era inessenziale: in molti esperimenti alla bottiglia si sostituiva una lastra di vetro ricoperta con due sottili fogli metallici in generale di stagnola (quadro di Franklin). Tuttavia la forma a bottiglia, per la sua praticit e trasportabilit, fu utilizzata fino alla met dellOttocento. Si deve a Benjamin Franklin (1706-90) la teoria, detta dellunicit del fluido elettrico, in grado di spiegare ci che accadeva nella bottiglia di Leida. Secondo Franklin, infatti, esiste un unico fluido elettrico distribuito in tutti i corpi; le particelle costituenti il fluido elettrico si respingono tra loro, mentre sono attratte dalle particelle della materia e a loro volta le attirano. In ogni corpo allo stato naturale presente tanta quantit di fluido elettrico, quanto esso ne pu contenere grazie allintensit della propria forza attrattiva, che differisce da sostanza a sostanza. Se un corpo contiene pi fluido elettrico del normale esso elettrizzato pi o positivamente ( questo il caso del vetro), se contiene meno fluido del normale elettrizzato meno o negativamente ( questo il caso della resina). Strofinando tra loro due corpi, parte del fluido elettrico passa da un corpo allaltro; uno si carica positivamente e laltro negativamente e i segni elettrici su entrambi i corpi hanno la stessa intensit. Il fluido elettrico che viene aggiunto a un corpo non si trova allinterno del corpo ma si distribuisce al di fuori di esso, seguendo i contorni della sua superficie e costituendo una sorta di atmosfera elettrica

tiglia costituiva il dielettrico e le due armature erano formate dalla mano F e dallacqua.61 Nellesperienza di Leida il circuito si chiudeva sul corpo tramite il filo di ottone, la canna di ferro e laltra mano.

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Lalta differenza di potenziale realizzata dalle macchine elettrostatiche faceva s che una parte non affatto trascurabile di carica elettrica penetrasse nel dielettrico stesso. In un certo senso, il condensatore che si realizza con la bottiglia di Leida costituito dal solo dielettrico (non perfetto) caricato su entrambe le facce. Le armature non sono altro che strati conduttori che permettono una distribuzione della carica su tutte e due le superfici del dielettrico.

Esperienza di Musschenbroek (L. Figuier, Les grandes inventions anciennes et modernes, Parigi, 1861). LA
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materiale che si espande tutto intorno al corpo. La repulsione tra corpi carichi positivamente (eccesso di fluido) dovuta allimpenetrabilit di tali atmosfere. Lattrazione tra corpi diversamente elettrizzati dovuta allattrazione della materia del corpo in difetto di fluido verso latmosfera elettrica che circonda quello in eccesso. Si tratta quindi in tutti i casi di una interazione per contatto. Nel caso di corpi caricati negativamente (difetto di fluido) Franklin si limita ad affermare che, come risulta dallesperienza, essi si respingono lun laltro, come quelli caricati positivamente, senza riuscire a fornire del fenomeno una giustificazione teorica.

Benjamin Franklin (L. Figuier, Les grandes inventions anciennes et modernes, Parigi, 1861).

Esperimenti di Symmer su calze bianche e nere (da Lettres sur lElectricit ... par lAbb Nollet, Parte II, 1770).

La teoria dellunicit del fluido elettrico fu in breve tempo accettata da quasi tutti i fisici elettrizzanti. Tra questi ricordiamo in particolare Franz Aepinus (1724-1802) e Giambattista Beccaria (1716-81), il pi insigne fisico elettrizzante italiano dellepoca, docente presso lUniversit di Torino.

Per quanto riguarda la bottiglia di Leida, Franklin ritiene che la quantit di fluido elettrico acquistata da una superficie del vetro pari a quella persa dalla superficie opposta. Infatti, come si visto, per caricare una bottiglia di Leida, oltre il contatto tra larmatura interna e il primo conduttore della macchina elettrostatica, necessario che larmatura esterna e i cuscinetti strofinatori siano a contatto tra di loro, ad esempio tramite la terra. La macchina elettrostatica funziona, quindi, come una pompa trasferendo fluido elettrico dalla terra al primo conduttore, da questo allarmatura interna e quindi al vetro della bottiglia. Larmatura esterna restituisce alla terra una quantit di fluido elettrico pari a quella fornita allarmatura interna. La scarica della bottiglia pu avvenire solo mettendo a contatto le due armature. In questo senso la bottiglia di Leida non da ritenersi elettricamente carica, ma piuttosto simile a una molla tesa, in cui stata immagazzinata una notevole quantit di energia.

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E LO SCIENZIATO

La simmetria dellesperimento faceva facilmente pensare allesistenza di due distinti fluidi elettrici, che si attirano vicendevolmente e si respingono tra loro. A differenza del Gray che riteneva che un corpo possedesse solo o una o laltra delle due elettricit, Symmer affermava che entrambe erano simultaneamente presenti

La scoperta di Symmer non avvenne in laboratorio, ma nellintimit della sua casa. Egli era solito portare dinverno due paia di calze di seta, un paio nero sopra a un altro bianco. Una sera, togliendosi entrambe le paia di calze, e avendole separate una dallaltra, not che esse, elettrizzate per strofinio,62 mostravano uno strano comportamento. Entrambe le calze [bianche e nere] quando sono tenute a distanza luna dallaltra appaiono gonfie a tal punto che formano lintera figura della gamba []. Quando le due bianche o le due nere sono tenute insieme alle estremit, si respingono tra loro e formano un angolo di 30 o 35 gradi. Quando una calza nera e una bianca vengono avvicinate esse si attraggono. [] Alla distanza di tre piedi si piegano di solito una verso laltra; alla distanza di due piedi e mezzo si afferrano; a distanze minori si avvinghiano con forza sorprendente. Nellavvicinarsi, il loro rigonfiamento si abbassa gradualmente, mentre lattrazione verso corpi esterni diminuisce; quando si incontrano, si appiattiscono e si stringono insieme. A questo punto le palline dellelettroscopio non sono pi sensibili. Ma la cosa che appare pi straordinaria che quando le calze vengono di nuovo separate e portate a distanza sufficiente [esse si rigonfiano] e la loro elettricit non sembra essersi minimamente indebolita dalla scarica che hanno avuto nellincontrarsi.

Ma nel 1758 nuovi esperimenti, dovuti a Robert Symmer (17071763), riportarono alla ribalta una vecchia teoria di Stephan Gray (? 1736) che ipotizzava la presenza di due distinti fluidi elettrici.

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Le sostanze usate per colorare la seta influiscono fortemente sullo stato di elettrizzazione della seta per strofinio. La seta bianca, cio senza coloranti, si elettrizza per strofinio positivamente, mentre quella nera negativamente.

Esperimenti sullelettricit vindice ( da Experimenta ...electricitas... vindex ... di Giovanni Battista Beccaria, 1769).

LA

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63 Cos venivano chiamati gli scienziati che si occupavano di fenomeni elettrici.

in ogni corpo, in quantit uguali nei corpi neutri, in quantit diverse nei corpi carchi. La teoria a due fluidi sar portata avanti dalla scuola francese, in particolare da Charles Augustin Coulomb (1736-1806), che eseguendo esperienze con la bilancia di torsione sar in grado nel 1785 di ricavare la nota legge di attrazione e repulsione tra corpi elettrizzati. Ma, come evidenziato dallo stesso Symmer, laspetto che creava maggior difficolt in questa esperienza era lapparire di una nuova elettrizzazione dopo che il fluido elettrico era ritornato allo stato naturale nei due corpi in seguito al loro contatto.

Questo era lo stato dellarte quando il giovane Volta entr di prepotenza nel dibattito scientifico fra i fisici elettrizzanti.63

Beccaria applic il principio dellelettricit vindice a un importante caso: se un quadro di Franklin carico viene scaricato, creando un circuito esterno tra le armature, tutti i segni elettrici cessano. Se ora si solleva, tenendola isolata, larmatura giacente su una delle due superficie del vetro, su questultima si osserva unelettricit positiva, mentre larmatura viene trovata negativa. Secondo Beccaria, ci avvenuto perch la superficie del vetro ha rivendicato lelettricit positiva inizialmente posseduta, sottraendola allarmatura, sulla quale si ritrova infatti unelettricit negativa.

Nel 1767 Beccaria elabor una teoria ad hoc per spiegare questi fenomeni. Secondo il fisico torinese, convinto seguace della teoria ad un solo fluido, le calze di diverso colore si trovavano in due stati elettrici contrari, rispettivamente di eccesso di carica, quella bianca e di difetto quella nera, che si neutralizzavano tra loro quando venivano portate a contatto. Questa neutralizzazione spiegava il fatto che le calze, una volta a contatto, non mostravano segni elettrici. A questo punto Beccaria ipotizzava che, nuovamente separate, le calze rivendicassero le elettricit prima possedute, cio ritornassero rispettivamente positiva quella bianca e negativa quella nera. Questo strano processo di rivendicazione non fu mai giustificato da Beccaria, che lo elev semplicemente al rango di un nuovo principio elettrico, a cui diede il nome di elettricit vindice, nel significato appunto di elettricit che i corpi rivendicano a s, uguale a quella posseduta prima della scomparsa dei segni elettrici. Lisolante dopo essersi unito collisolante [o con il conduttore] e dopo annullate le elettricit loro contrarie, in quanto che eguali, nellatto che si disgiunge dallaltro corpo ripiglia lelettricit, cui aveva avanti di congiungersi.

In piena libert, [], n avendo voluto aderire al Zio, che lincalzava co rimbrotti ad attendere alle leggi; si diede nellanno diciassettesimo di sua et a meditar profondamente le opere del P Beccaria sulla elettricit naturale, ed artificiale, lo.e pera di Nollet, ed altre: e senza stromento di alcuna sorte. Nastri di seta, zolfo, resine, assicelli e bastoncini di legno friti nellolio furono loccupazione continua de primi suoi studi. Dalla fondazione della nostra citt comasca nessun degli abitanti vide mai una
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E LO SCIENZIATO

PRIMI STUDI SULLELETTRICIT E LINVENZIONE DELLELETTROFORO.

scintilla elettrica artificiale se non quella prima, che VOLTA trasse da un bastoncino frito. []. Proponeva de dubbi e viste sublimi agli elettrizzanti, e nel diciottesimo anno di sua et era gi in corrispondenza col P Beccaria, con Noleto, con Franklino in .e America, con il P Barletti, con Priestley, ed altri celebri fisici. [G. .e Gattoni Ep. I, p. 2] Come fisico elettrizzante Volta si mantenne sempre fedele alla teoria frankliniana64 dellunicit del fluido elettrico, immaginandolo come un fluido elastico capace di espandersi alla maniera dellaria. A questa virt elastica egli attribuiva, in particolare, la violenza della scarica della bottiglia di Leida o del quadro di Franklin. Alla fine del processo di carica, sulla faccia interna c un eccesso di fluido elettrico che preme violentemente per espandersi, come farebbe dellaria fortemente compressa, mentre sulla faccia esterna c un difetto di fluido elettrico simile ad un vuoto pneumatico. Nella scarica il fluido in eccesso si espande con forza attraverso il circuito esterno, allo stesso modo di un gas che, da un recipiente in cui si trova fortemente compresso, si espande in un recipiente dove stato fatto il vuoto. Cos cominci la carriera scientifica di Alessandro Volta.

Dopo i primi studi di carattere teorico (1763-64), spinto dai consigli di Beccaria di tener dietro in ogni [] ricerca allesperienza, anzicch abbandonarsi a capriccio alle [] idee ed a [] ripensamenti, inizi nel 1765 la sua attivit sperimentale nel piccolo laboratorio che lamico Gattoni gli aveva messo a disposizione a Como. Gli esperimenti sulla diversa elettrizzazione della seta, a seconda del corpo utilizzato per strofinarla, lo portarono alla costruzione di una macchina elettrostatica il cui corpo ruotante era costituito da un tamburo di seta.

Nel suo primo lavoro del 1769, il De vi attractiva ignis elettrici ac phaenomenis inde pendentibus, il giovane Volta - aveva allora solo 24 anni tracciava un programma di ricerca tendente ad unificare le forze elettriche, ipotizzando tra corpi elettricamente carichi solo forze di tipo attrattivo, sul modello di quelle gravitazionali (vires omnes ex uno eodemque principio consurgere). Inoltre contestava la teoria relativa allelettricit vindice del Beccaria, al quale il lavoro era dedicato. Ripetendo, infatti, lesperimento del quadro di Franklin, osserv che le caratteristiche della luce emessa, durante la separazione dellarmatura dal vetro, indicavano piuttosto una dispersione di elettricit dalla superficie del vetro verso larmatura e non, viceversa, un flusso di elettricit dallarmatura verso il vetro. Pertanto le elettricit di segno contrario che si manifestavano sulla superficie del vetro e sulla corrispondente armatura, quando questultima veniva sollevata, non venivano generate ex novo, attraverso un oscuro processo di rivendicazione dello stato elettrico primitivo, ma preesistevano, o meglio erano ancora presenti nonostante il processo di scarica.65 Successivamente lo studio delle propriet isolanti dei legni abbrustoliti al forno o fritti nellolio lo spinsero a realizzare una
PILA 107

Ancora alla fine della sua carriera scientifica Volta si definiva frankliniano convinto, esprimendo forti riserve nei riguardi della teoria symmeriana, anche se, prudentemente non la condannava. [] la teoria di Symmer dei due fluidi elettrici diversi, [fu] messa in miglior lume da Wilche, e da molti fisici tedeschi, e dai francesi Coulomb e da Hay: giusta la qual teoria, separandosi tali fluidi, che nello stato naturale si neutralizzano, ove sovrabbonda luno sorge lelettricit vitrea, che secondo Franklin la positiva, o di eccesso; e dove sovrabbonda laltro lelettricit resinosa, detta dai Frankliniani negativa, o di difetto; le quali elettricit poi tendono a distruggersi collo scagliarsi lun fluido incontro allaltro e ricongiungersi. [] Tale teoria elettrica dei due fluidi non mi mai andata a verso, parendomi che si possono spiegare tutti i fenomeni col solo pi e meno dello stesso fluido, o sia colla condensazione e rarefazione dellunico fluido elettrico Frankliniano; e che il ricorrere ai due fluidi Symmeriani sia un moltiplicar gli enti senza necessit; ed ho preteso anzi che varie sperienze, alcune da me ideate, mostrino direttamente, e ad evidenza nelle scariche elettriche lunica corrente nella direzione appunto che da noi Frankliniani si pretende. Ad ogni modo dando anche in oggi la preferenza a cotesta teoria nostra, sono lontano dal riguardar laltra dei dualisti per impossibile, e mi guarder bene dal dichiararla assurda; la dir solo molto improbabile, troppo complicata e che abbisogna dipotesi sopra ipotesi; e confesser infine, che se si verifica [durante lelettrolisi] il doppio trasporto delle sostanze saline dalluno allaltro braccio di un tubo pieno dacqua, riguardar dovrassi un tal fenomeno come molto favorevole alla teoria dei due fluidi elettrici, e delle due correnti. E chi sa che non finiscano per adottarla anche i pi renitenti, ed io stesso. (Lettera al Bellani 1804) Op. IV p. , 269. In realt nella conduzione metallica e negli effetti triboelettrici si ha un flusso di elettroni (cariche negative). Solo nella conduzione elettrolitica siamo in presenza di un flusso di cariche (ioni) sia positive sia negative nei due sensi. Linflusso della teoria frankliniana sullo sviluppo dellelettromagnetismo ha fatto si che ancora oggi si assume come verso di percorrenza della corrente nei metalli quello che va dal potenziale positivo a quello negativo (in verso contrario quindi alleffettivo moto degli elettroni). 65 Ecco il punto capitale in che discordo dal padre Beccaria. Io ho avanzato in quella operetta [il De vi...] che la faccia dun isolante elettrizzata, e addotta alla scarica mediante il toccarne larmatura che la veste, non dimette e non smarrisce in questatto lelettricit sua; ma ne ritiene una parte assai notabile, di cui pena a disfarsi a cagione del moto sommamente difficile e impedito, che il fuoco elettrico ottiene nelle sostanze isolanti: che per quel64

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RICERCA PRIMA DELLA

la forza con cui tende allequilibrio (per questa io intendea lattrazione e nullaltro) la faccia isolante nel tentar la scarica, aggrava, dir cos, larmatura di cui vestita, e vinduce lelettricit contraria; in virt di che cessano i segni al di fuori, ma che realmente e assolutamente lelettricit della faccia isolante non si annullata, ma persevera tuttavia contrappesata dalla contraria indotta nellarmatura; di che anche ci fa manifesto segno la forte adesione dellarmatura o veste alla faccia stessa: finalmente che disgiunta larmatura e lisolante, e tolto il contrappeso, ciascuna manifesta la sua propria e assoluta elettricit. Op. III, p. 83.

Un primo esemplare di macchina elettrostatica con strutture in legno abbrustolito venne inviato, nel luglio del 1771, a Lazzaro Spallanzani, a cui era stato dedicato il secondo lavoro, Novus ac simplicissimus electricorum tentaminum apparatus. Tuttavia, quella che Volta riteneva una scoperta era gi stata pubblicata alcuni anni prima. Di questo lavoro, per, Volta non era a conoscenza, avendone avuto notizia solo nel 1772 dalla lettura della History of Electricity di Joseph Priestley (1733-1804), come egli stesso dichiar in una lettera allo Spallanzani dell8 dicembre 1772. [] essendomi capitata tralle mani listoria dellelettricit di Mr. Priestley [] obbligato mi vedo a rinunciare, se non in tutto, a buona parte delle mie pretese scoperte; giacch per quanto spetta allelettricit originaria del legno fritto in olio, o semplicemente abbrustolito, egli fu il P Ammersino, che fece il primo tale sco.re perta, e pubblicolla anche gi moltanni sono. Io per non credo dovermi molto adoperare per liberarmi appresso il Pubblico dogni sospicione di plagiato. Quanto a Lei mi lusingo non solo di non esser di tal delitto sospettato, ma di trovare anzi un difensore della mia buona fede: essendo sicuro chElla vorr ben credermi quanto asserisco, che nulla cio mi era noto delle sperienze fatte sul legno, se non quello appunto che rapporta il Nollet, nel luogo da me citato delle sue Lezioni.[Op. III, p. 78]

seconda macchina elettrostatica che, al posto del disco di vetro, ne utilizzava uno di legno fritto o di cartone, pur esso fritto.

Negli anni successivi, nonostante il lavoro in qualit di Soprintendente e Reggente alle Regie Scuole di Como, continu a impegnarsi nei suoi studi sullelettricit, e in particolare sullelettricit vindice. Approfondendo la teoria, gi sviluppata nel De vi attractiva, arriv nel 1775 a costruire un nuovo apparato in grado di fornire elettricit senza bisogno di un continuo strofinio, come nelle macchine elettrostatiche allora in uso. Dopo quanto era accaduto relativamente alle sue scoperte sullelettricit dei legni abbrustoliti, egli volle assicurarsi che anche questa invenzione non fosse gi stata realizzata da altri, scrivendo in data 10 giugno 1775 una lunga lettera a Priestley.

Io non so se tanto prometter mi debba dalle mie osservazioni, che esse anzich importune, gradite vi riescano e interessanti. Avanzandole siccome miei nuovi ritrovamenti, avvenir potrebbe unaltra volta che deluso rimanessi non altrimenti che accadde di quelle sopra il legno abbrustolito, cui la vostra eccellente Storia dellElettricit avveder mi fece, ma troppo tardi, essere state in parte da altri preoccupate. Or chi sa che la continuazione da voi disegnata della medesima Storia non venga per egual modo a rapirmi la gioconda illusione di queste nuove mie pretese scoperte? Comunque la cosa sia per riuscire, io dovr non men dallora saper grado alla lezione della vostra Storia del disinganno e de lumi che mi verr porgendo; ma grado mille volte maggiore vi sapr, se fin dora mi significherete candidamente qual luogo, e parte io mi possa sicuramente attribuire nellinvenzione de fatti, che a me sembran nuovi; e il valore che voi medesimo loro date.[]. Ecco in breve il capitale dellinvenzione, che ha sorpreso me e
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Le prestazioni del nuovo dispositivo erano veramente eccezionali. Con [un elettroforo] che fu il primo da me costrutto di poll[ici] 8. e tre quarti ottengo [scintille] allintervallo di pi di tre diti; e da uno di pollici 17 vengono s scuotenti e fragorose, che son quasi insoffribili. Io maspetto da uno che sto facendo costruire di pi di due piedi di diametro, effetti sovragrandi e strepitosi, superiori a quelli della miglior macchina chio mi abbia visto: giacch mi singrandiscono smodatamente i segni in ragione che cresce la superficie[] poi sono gli effetti dellElettroforo s vivi anche ne tempi men propizj, che vuolsi bene spesso preferire un simile apparato che sia grande, per loggetto pure di caricare quadri e batterie, alla macchina di vetro ordinaria, da cui le molte volte si pena a cavar partito [Op. III, p. 95]

Se lo scudo, una volta scaricato, veniva di nuovo posato sul mastice, toccato dallo sperimentatore e sollevato, sempre tramite il manico isolante, su di esso si trovava di nuovo una carica elettrica. Ripetendo le stesse operazioni, lo scudo poteva continuare a fornire elettricit per tempi lunghissimi, talvolta per mesi interi. Inoltre quando la carica elettrica sullisolante si era molto affievolita, essa poteva essere di nuovo integrata caricando con lo stesso elettroforo una bottiglia di Leida e con questa riversare nuova carica sullisolante. Perci Volta, nella stessa lettera, sugger per il proprio apparecchio il nome di elettroforo perpetuo. Che se a voi non dispiacesse, ardirei pure imporre un nome al mio picciolo apparecchio, e sarebbe quello di Elettroforo perpetuo.

Questo nuovo strumento era costituito da un piatto metallico cavo (armatura inferiore) contenente uno strato di resina (isolante) a cui veniva sovrapposto un secondo piatto metallico (armatura superiore) a forma di scudo, che poteva essere facilmente sollevato mediante un manico isolante (cfr. figura a p. 110). Il sistema veniva caricato, in modo convenzionale, ponendo il piatto e lo scudo a contatto con una macchina elettrostatica, e quindi scaricato ponendo a contatto tra di loro le due armature. Si sollevava quindi lo scudo, che risultava elettricamente carico (di segno contrario alla carica avuta dalla macchina) e con esso era possibile, ad esempio, caricare per contatto una bottiglia di Leida.

quanti finora furono a parte di un tale spettacolo. Io vi presento un corpo che una volta sola elettrizzato per brevissimora, n fortemente, non perde mai pi lelettricit sua, conservando ostinatamente la forza vivace de segni a dispetto di toccamenti replicati senza fine. Voi tosto indovinate che s fatto corpo vuol essere una lastra isolante vestita e snudata a vicenda della sua armatura. [] Ma non che indovinare, durerete forse fatica a credere la costante vivacit de segni, e pi la straordinaria loro durevolezza, che veramente quale ve la propongo, senza termine o limiti, mentre osservato avrete, che troppo lungi ne sono que che sottengono dalle lastre di vetro tenute in conto delle pi eccellenti, e guernite della consueta armatura d'una foglia metallica reputata essa pure la pi acconcia a tal uopo. [Op. III, p. 95]

E ancora, dando libero sfogo alla fantasia, in una lettera al Canonico Fromond del 14 novembre del 1775, scriveva:
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66 Oggi lelettroforo di Volta ha solo una funzione didattica ed costituito semplicemente da un disco isolante (plexiglas o teflon) e uno scudo metallico. Lelettrizzazione del disco viene fatta per strofinio. Se, ad esempio, esso viene caricato positivamente, nello scudo si induce una carica negativa sulla superficie a contatto con il piatto e positiva su quella opposta. Ponendo a terra lo scudo, la carica positiva si scarica e lo scudo rimane caricato negativamente. Lenergia elettrica prodotta ogni volta che si alza lo scudo e lo si scarica dovuta al lavoro meccanico eseguito per vincere le forze attrattive tra scudo e disco.

Immaginatevi un tavolo grande come quello per il giuoco del Bigliardo, ma rotondo, foderato convenientemente di latta o di rame con sopra steso bene in piano un mastice nero e lucente siccome specchio: vedetevi indosso posato un bel coperchio a platfond inargentato o dorato, pendente da quattro capi di corda di seta che terminano poi uniti in un solo a un congegno di carrucole e guidato nel salire e scendere da due altre corde di seta fisse verticalmente, che giuocano in altre due girelle annesse a due parti estreme ed opposte di esso coperchio, o scudo: ecco luomo a qualche passi dal tavolo, che col tirar una fune pendente, quasi in atto di suonar le campane, fa che suonino invece scintille fragorosissime, e fischino fiammelle e getti di luce a tutti i lati a distanza di pi palmi contro i varj conduttori ad arte, o a caso dintorno disposti: dite, non quel coperchio lidea duna nuvola fulminante? Non vi fa terrore laccostarvi? [Op. III, p.121]

In alto: Lelettroforo di Volta (Tempio Voltiano, Como). In basso: Lelettroforo (dal Vol. III dellEdizione Nazionale, Tav. XLVI). A fronte: Frontespizio e incipit delle prime tre Lettere sullaria infiammabile delle paludi, Milano 1777).

Il successo dellelettroforo fu enorme ed esso venne in poco tempo apprezzato e utilizzato in tutti i laboratori europei.66 Alcuni fisici dietro alle mie idee hanno costrutto degli elettrofori di enorme grandezza, e ne hanno ottenuto effetti prodigiosi. Tra questi il principe di Kowper il quale mi scrive di averne fatto fabbricare uno di sette piedi di diametro, gli effetti di cui sorpassano ogni espettazione. [ Op. III, p. 183]

Come lo stesso Volta riconobbe, anche se la realizzazione dellelettroforo non poteva essere considerata una vera e propria invenzione, spettava a lui il merito di aver realizzato uno strumento di facile uso che permetteva, come abbiamo visto, di aver a disposizione in ogni momento una grande quantit di cariche elet-

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Oltre alla sostituzione della lastra di vetro con una di resina, sostanza in grado di mantenere la carica elettrica per un tempo molto pi lungo, Volta aveva sostituito, come abbiamo visto, allarmatura mobile, costituita da una sottile lastra di rame, uno scudo arrotondato, in modo da eliminare quasi totalmente i fenomeni di dispersione elettrica dovuti a spigoli e punte. Alla base della realizzazione dellelettroforo vi era dunque una corretta interpretazione del fenomeno (induzione elettrostatica).

triche. Il fisico tedesco Lichtenberg in una lettera del 1785 al collega Wolff cos si esprimeva al proposito: Egli [Volta] non propriamente l'inventore dell'elettroforo, ci io l'ho gi detto nel mio Trattato in latino; questo fatto gli ha, come mi disse, recato molto fastidio. Il vero scopritore di tutte le propriet dell'elettroforo Wilcke, che gi nel 1762 aveva descritto tutto, solo che Wilcke considerava il suo strumento fatto di vetro, e che stava verticale, con due rivestimenti mobili, semplicemente come un apparato per un singolo esperimento; Volta ne fece una macchina elettrica, ed us la resina, il che invero meglio. Egli venne dell'idea in occasione di una polemica con Beccaria, al quale voleva con ci dimostrare che la sua Electricitas Vindex era una chimera. [Ep. II p. 290 (in tedesco)]

Io per non vorrei cambiare il termine Aerologia con quello di Pneumatologia. Perch amar tanto lastruso ed imponente? Mi spavent un titolo dun libro che mi venne alle mani tempo fa: Archontologia Cosmica. Mi piacciono i termini tecnici, i vocaboli scientifici, ma vorrei qualche volta che avesser men del magico, per non dir diabolico. Aerologia termine giusto, scientifico quanto basta, ed pi chiaro e piano che Pneumatologia; ecco perch ho preferito quello. [Op. VI, p. 12].
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Durante le vacanze estive del 1776 sul Lago Maggiore, mentre in barca costeggiava i canneti presso Angera, frugando con un bastone il fondo melmoso dellacqua, Volta vide salire a galla e poi svanire nellaria bollicine gassose in gran copia.
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A SCOPERTA DEL METANO E GLI STUDI DI AEROLOGIA.

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68 Nella reazione ossigeno-idrogeno una molecola di idrogeno reagisce con mezza molecole di ossigeno (H2 +1/2O2 = H2O), mentre nel caso del metano una molecola di metano reagisce con due di ossigeno (CH4 + 2O2 = 2H2O +CO2), quindi con un volume di aria comune pari a quattro volte quello necessario per lidrogeno.

Dir, [] che ho talvolta ruminato, se vi fosser mezzi onde far un uso economico dellaria infiammabile, sostituendola es. gr. allolio ec.: che ho pensato a inzuppare di questaria dei corpi molto porosi, della terra, e farne una specie di torba artificiale ec. A tutto ci, e ad altre cose ho, dico, pensato, ma non le ho peranco a dovere sperimentate: ch a tali sperienze ho veduto richiedersi molto tempo e molte disposizioni, e ingegni e macchine, che or non ho. Mi propongo bene a miglior agio di dirigere varj tentativi a tal oggetto. Landar questi a voto non sar una perdita per me; mentre anche le inutili sperienze, ed i riconosciuti errori giovano al Fisico, e al Filosofo. [Op. VI, p. 101]

A questa nuova aria Volta diede il nome di aria infiammabile nativa delle paludi.68 Si tratta di quello che oggi noi chiamiamo metano, la cui scoperta deve quindi essere attribuita al Volta. Avendo poi verificato la presenza di tale gas in tutte le paludi, ne attribu lorigine a fenomeni di decomposizione. Volta pens subito a un utilizzo pratico della sua aria infiammabile in considerazione del fatto che essa era presente in grande quantit in molti luoghi.

Raccolto tale gas, ne scopr il carattere infiammabile. Questaria arde assai lentamente con una bella vampa azzurrina. Si trattava di un nuovo gas diverso dallaria infiammabile metallica (idrogeno) gi nota: [] questo, infatti, giugne a scoppiettare col massimo strepitio e rumore ove venga frammischiata con un volume di aria comune doppio del suo; quella allincontro sinfiamma e scoppia col massimo vantaggio se ad una misura aggiungasi le otto di comune.[Op. VI, p. 30]

Nel gennaio del 1777, essendo riuscito ad accendere laria infiammabile con la scintilla provocata da una pietra focaia, pens di costruire una piccola bombarda od archi-

A PISTOLA ELETTRICO-FLOGOPNEUMATICA ED ALTRI SIMILI GIOCHETTI.

In alto: Incipit della Quarta e Quinta delle Lettere del Signor Alessandro Volta... sullaria infiammabile nativa delle paludi, Milano 1777). In basso: Pistola di Volta ed elettroforo (Tempio Voltiano, Como). A fianco: Lettera a padre Barletti. Schizzo dellaccensione di una pistola con la scintilla tratta da un elettroforo, 15 aprile 1777 (Cart. Volt. E1, Istituto Lombardo).

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Il progetto gli riusc ancora meglio quando scopr che la miscela tonante poteva essere infiammata direttamente da una scintilla elettrica prodotta allinterno del recipiente che la conteneva e non solo alla bocca della caraffa, come precedentemente osservato.69 Il primo esperimento fu in parte disastroso: confesser che il colpo io non me laspettava quando la prima volta nacque strepitosissimo, e mi spezz la picciola boccetta di cristallo chiusa fortemente con turacciolo di sughero traforato da un fil di ferro, che discendeva fin verso il fondo della boccetta. Questa non essendo armata n di dentro n di fuori, ma sol impugnata colla mano, la scintilla spiccata dalla punta di ferro nellaria rinchiusa non pot esser che debolissima. Questesito adunque cominci ad avvertirmi, e i molti tentativi fatti in conseguenza mi assicuraron tosto, che la minima scintilla elettrica basta ad allumar laria infiammabile rinchiusa, sol che sia in giusta dose allungata colla comune. Ci fu che mi sugger di avanzar due punte metalliche una contro laltra entro alla mia pistola di vetro, onde averne immancabile lesplosione ad ogni scintilluzza elettrica.

buso di nuova foggia, il quale caricato in luogo di polvere, di aria infiammabile mescolata in giusta dose colla deflogisticata [ossigeno] potrebbe cacciare una palla con impeto e rimbombo, e accendersi per mezzo dun acciarino, proprio come un archibuso comune. Voi ridete eh? Eppure chi sa che al primo abboccarci, io non sia in istato di mostrarvi un tal ingegno? [] Io voglio, Amico, [padre Campi] che [] voi andiate frattanto studiando un nome da darsi a questarme, pi preciso ed elegante che non quello di schioppo o pistola daria infiammabile. Si potrebbe chiamare Schioppo flogo-pneumatico, ma questo termine pure non finisce di piacermi. E di simili inezie non pi. [Op. VI, p. 62]

68 questo il principio di funzionamento del moderno motore a scoppio, dove il gas acceso dalla scintilla elettrica composto da una miscele di aria e vapori di benzina.

Basta gettar locchio sulla figura [p. 115] per vederne tutta la costruzione e il giuoco. B A C la boccetta di vetro, ossia la pistola, che ha una sola bocca C. Verso il fondo della pancia savanzano due cannelli c c, per cui entrano due mediocri fili dottone b b sal-

In alto: Incipit della Sesta e Settima delle Lettere sullaria infiammabile delle paludi. In basso: Pistola di Volta (Tempio Voltiano, Como) e Progetto dellaccensione, comandata a Como, di una pistola posta a Milano, mediante una scarica elettrica condotta per un filo metallico, sostenuto da pali isolanti e per un canale dacqua (Autografo di Volta, Cart. Volt. E1, Istituto Lombardo).

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Disegno autografo di Volta, che descrive il dispositivo cosiddetto avvisatore di temporali (Cart. volt., Istituto Lombardo). In alto, insieme; in basso, particolare.

Nacque cos la pistola elettrico-flogopneumatica. Le prime pistole erano fatte di legno, le successive di vetro o di metallo e avevano forme diverse. Esse divennero presto un oggetto di grande interesse e curiosit. Lo stesso Volta scriveva: Non possibile dirvi quante sperienze curiosissime io abbia fatte, e quante pi far si possono []. Figuratevi qual fu lo stordimento di molti spettatori, in presenza dei quali diedi fuoco alla pistola colla punta del mio dito (essendo io elettrizzato sullo sgabello) []. Ma ci che sopra tutto li fece trasecolare si fu leccitare lo sbaro della pistola in distanza dalla macchina che si facea giocare [trasportando lelettricit mediante due fili conduttori]. [] Io non so a quanti miglia un fil di ferro tirato sul suolo dei campi e delle strade [] condurrebbe giusta il sentier segnato la scintilla commovente. Ma se il fil di ferro fosse sostenuto alto da terra da pali di legno qua e l pintati es. gr. da Como a Milano e quivi interrotto solamente dalla mia pistola, continuasse e venisse in fine a pescare nel canale del naviglio, continuo col mio lago di Como, non credo impossibile di far lo sbaro della pistola a Milano con un boccia di Leyden da me scaricata a Como. [Op. III, p. 195, cfr. figura a p. 113]

dati con turaccioli di sughero e cemento, e vanno ad incontrarsi colle lor punte alquanto ottuse in d alla distanza sol di una linea, od anche meno. Uno o laltro di questi fli dottone, od ambedue portano allestremit esteriore una picciola palla destinata a ricevere la scintilla elettrica; ed comodo che sian ripiegati in maniera da poter quando si voglia sospendere la pistola orizzontalmente, o verticalmente. Caricata che questa sia si pu in cento maniere darle fuoco con una qualunque siasi scintilla elettrica. Vi piace dimpugnarla? Fatelo in modo, che la mano tocchi in qualche punto lun de fili metallici, e date la scintilla allaltro filo opposto. Essendo pertanto le due punte distanti una dallaltra dun brevissimo tratto, una scintilla tuttoch esilissima produce leffetto. Questo che rende un tal apparato estremamente comodo e curioso. Io mi porto in tasca la pistola di vetro e un picciolissimo elettroforo del diametro di quattro pollici circa: cos col dare la scintilletta dello scudo alla palletta dottone, come nella fig. si rappresenta, fo dovunque lo sparo della mia pistola; anzi provveduto di un fiasco pieno daria infiammabile per ricaricarla, e di alcune misure di miglio replico molti tiri, e tutti assai speditamente. Queste esperienze in un colla sorpresa degli spettatori portano a me pure una lusinghevole soddisfazione, qualora avendo fatta raccolta daria infiammabile nativa delle paludi, posso dire tutto mio, tutto trovato da me: lapparato elettrico; laria infiammabile originaria delle paludi; la costruzione della pistola. [Op. VI p. 133]

Non difficile vedere in questo progetto lidea della trasmissione di un segnale a distanza, ovvero una anticipazione del telegrafo.

Volta fu sempre sensibile alle possibili applicazioni pratiche delle sue ricerche. Oltre allutilizzo per lo studio della salubrit dellaria (eudiometro), di cui parleremo diffusamente alla fine di questo paragrafo, vale la pena soffermarci su alcuni altri progetti o intuizioni.
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Nella terza lettera al Marchese Francesco Castelli, ipotizzava un particolare utilizzo della pistola. S, senza taccia di presunzione posso dire, che molte di quelle che ne offre la mia pistola, ed altre analoghe aprono in oggi un nuovo campo di belle e interessanti ricerche. Avanti per di passare a queste, mi resta a raccontar il buon esito dun altro stupendo esperimento in genere dei dilettevoli; [] la prova della pistola adattata al filo della spranga Frankliniana, ha avuto il suo effetto al primo temporale, e pi volte in questi ultimi giorni. E non ha invero del maraviglioso una pistola, che saccende di per s, o a dir pi giusto pel fuoco che trae gi dalle nubi; il cui scoppio precede sovente quello de tuoni, onde sembra (mi si permetta questa fantasia) a lor medesimi dar il segno ? [] sar un bello spettacolo il vedermi una qualche volta regger in mano una gran pertica alzata con in cima la mia pistola; e collo scoppio spontaneo, ossia provocato colla stessa elettricit, atmosferica, minacciar le nubi? S, ma anche una bella temerit, lesporsi cos. Or via, eleveremo, se pi le piace, il cervo volante alla maniera di Romas, e ce ne staremo noi sicuri in disparte. [Op. VI p. 145]

VVISATORE DI TEMPORALI.

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Dovrebbe trattarsi di Giulio Cesare Gattoni.

A dunque la bomba, che ha la gola aperta B, per cui si carica alla maniera consueta della sua misura daria infiammabile, e che indi si tura con forte turacciolo di sughero, o altrimenti; ed altre due piccole gole laterali c, c, ove sono saldati due fili di ottone, che vanno ad incontrarsi entro la bomba in o alla distanza di una mezza linea circa. necessaria una cos piccola distanza, acci sia determinata a saltar ivi la scintilla elettrica, innanzi che girare da c a c per entro allacqua allorch la bomba vi immersa. []. Attorno alla gola B avvolta una lastra di piombo, per tirar tutto il vetro, come abbiam detto, abbasso nellacqua. Avendo la bomba cos preparata, altro pi non rimane che di attaccare due lunghi e pieghevoli fili di rame agli uncini c e c, tanto che calata gi nel pozzo la bomba, ne sopravvanzin fuori i due capi di tai fili per poter sopra essi scaricare una boccia, la quale porti la scintilla a scoccare entro la bomba in o.

La costruzione della bomba di vetro, a cui fo fare lesplosione in fondo di un pozzo, non sostanzialmente diversa da quella della pistola di vetro, che ho descritta negli opuscoli; solamente quella di pancia pi grossa, e in luogo di canna ha un collo corto, a cui attaccata una lastra di piombo grossa, acci possa affondare nellacqua. Io ne pongo qui la figura grossolana e bruttissima, (vedi figura a fianco), giacch non so far meglio, la quale per baster a facilitar lintelligenza di tutto lapparecchio.

OMBE AD ARIA INFIAMMABILE. In una lettera a lord Cowper del 21 Luglio 1778, Volta presentava una dettagliata descrizione di una bomba ad aria infiammabile.

Cannoni e pistole di Volta (da Scelta di opuscoli interessanti tradotti da varie lingue..., Milano). In basso: particolare della Bomba ad aria infiammabile.

Un mio amico70 qui in Como ha sospese qua e l nelle stanze, e per le scale, e alla porta delle bombe, a cui vanno dei fili di ferro, un paio per ciascuna, di maniera che standosi egli nel laboratorio
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71 Saggiatori e provini si chiamavano gli apparecchi in grado di misurare (saggiare, provare) la forza esplosiva della polvere pirica.

pu far lesplosione di quelle, che vuole. Ha anche costrutto una statua, e postala al ripiano di una scala, di cui la testa di rame una bomba e che porta in mano una pistola ec. [Op. VI, p. 223] Ella [la pistola] pu valere di provino a misurare esattamente la forza desplosione di diverse fatte e miscele daria infiammabile. A ci non altro richiedesi, che adattare un cuscinetto alla bocca con una coda, che incontri con una ruota a denti serpentini e premuta da una molla: il numero de denti che verr cacciata la rota dal cuscino che d addietro, far vedere la forza ne diversi sperimenti. Avrete veduto un simil gioco ne provini usitati per la polvere da fuoco. [Op. III, p. 195]
71

AGGIATORE.

Lultima applicazione pratica riguarda la realizzazione di una lampada funzionante a gas infiammabile, e dotata di una accensione elettrica, mediante la scintilla prodotta da un piccolo elettroforo. Non si tratter pi no di scoppj ed esplosioni violente: allopposto anzi mi rivolger tutto allarder cheto della mia aria infiammabile nativa delle paludi. Comincio dunque a prevenirla, che penso a costruire una lucerna ad aria infiammabile, che dilettevole senza meno, ma forse anche utile in qualche modo riuscir debba: questa sar, allistesso tempo una Clepsidra, ossia specie dorologio a acqua. Son debito-

UCERNA AD ARIA INFIAMMABILE.

Schizzo di una lucerna ad aria infiammabile metallica (Autografo di Volta, Cart. volt. G.10, Istituto Lombardo) e Lucerna ad aria infiammabile (Liceo Volta, Como). 116 ALESSANDRO VOLTA: LUOMO
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re di parte dellidea di questa lucerna, anzi dei primi lumi al nostro Padre Campi; i primi saggi pure gli abbiam fatti in compagnia. Egli potr mostrarle un disegno, che ne ho gi abbozzato, e che or vado migliorando. [Op. VI, p. 149]

Tuttavia lautonomia anche delle migliori lampade costruite era molto limitata. Jai perfectionn la lampe air infl.: dans celle pour la nuit avec lair des marais, un bocal suffit pour une heure.[Ep. I, p. 234] Pertanto, come egli stesso ebbe a dichiarare: avendo trovato, che vi volevano molti boccali di questaria, e de recipienti proporzionati, per mantenere una languida fiammella sol poche ore, [decisi] a fare della lucerna medesima un accendi-lume, che una macchinetta assai comoda, ed elegante. [Op. VI, p. 409]72

Ma c ancora dellaltro! Durante il suo viaggio in Svizzera del 1777, Volta osserv con grande stupore che il tubero della patata veniva comunemente mangiato e ne riport in Italia alcuni esemplari che fece coltivare con successo nelle campagne milanesi dellamica e confidente Teresa Ciceri. A Volta quindi dobbiamo anche (e non poco!) lintroduzione e la diffusione in Lombardia della coltivazione e delluso commestibile della patata. I comaschi cos ricordano il loro grande concittadino, con questa lapide sulla casa di campagna di Volta a Lazzate: ALESSANDRO VOLTA IN QUESTA MODESTA E
72

In un lavoro pubblicato nel 1790 sugli Annali di Chimica e Storia Naturale edito da L. Brugnatelli in Pavia dal titolo: Descrizione delleudiometro ad aria infiammabile , nel presentare le varie tappe della realizzazione del suo strumento, cos cominciava (figura sotto).

EUDIOMETRO. Fin dal 1775, Volta si era occupato dello studio della salubrit dellaria, utilizzando leudiometro ad aria nitrosa inventato dal Priestly e perfezionato dal Landriani,73 entrando subito in polemica con questultimo, in particolare sul fatto che lo strumento, misurando solo la componente vitale dellaria (ossigeno), non ne misurava la salubrit, bens la sua respirabilit .

73

Tale strumento si basa sul fatto che laria nitrosa (ossido dazoto) reagisce con lossigeno dando luogo a ossidi superiori solubili in acqua. Il primo strumento realizzato da Priestley consisteva essenzialmente da un tubo di vetro graduato, chiuso da un lato. Riempito completamente di acqua veniva immerso con il lato aperto in una vasca anchessa piena di acqua. Laria comune e laria nitrosa venivano fatti gorgogliare in quantit note nel tubo attraverso

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Schemi di eudiometri voltiani (da Scelta di opuscoli interessanti tradotti da varie lingue..., Milano) ed eudiometro conservato al Tempio Voltiano. LA
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lacqua, che giocava il duplice ruolo di confinare le arie e di misurarne con il suo livello finale la variazione di volume a causa della loro reazione di effervescenza. 74 Ancora una volta qualcuno aveva cercato di appropriarsi della invenzione. Ma, come Volta stesso ebbe a precisare in pi occasioni, nel 1779 poi epoca anteriore ancora dun anno alla pubblicazione delloperetta del Sig. Ehrmann, ebbi occasione di mandare una di queste lucerne o accendi-lume a Firenze che feci costrurre dallabile Macchinista dellUniversit di Pavia Ab. Re per Mylord principe di Cowper, a cui laveva gi da un pezzo promessa. [Op.VII, p. 175] 75 In effetti lidea di realizzare un Eudiometro utilizzando laria infiammabile invece di quella nitrosa venne a Volta durante le sue esperienze con la pistola elettroflogopneumatica, e ne diede notizia in una lettera diretta a Priestley del 2 settembre 1777.

Quando primamente scopersi, che laria infiammabile potea accendersi per mezzo duna mediocre, ed anche picciola scintilla elettrica, non solo sulla bocca aperta de vasi, il che era gi noto, ma ben anche entro ai medesimi perfettamente chiusi, sol che vi si trovasse mescolata con sufficiente dose daria respirabile; la qual cosa mi fece tosto nascer lidea, e mi port alla costruzione tanto della pistola ad aria infiammabile, che si chiama ancora dal mio nome, quanto della lucerna, che altri ha creduto arrogarsi;74 pensai bene fino dallora, che non dovea arrestarmi a tali semplici applicazioni ed esperienze pi di divertimento che altro, ma profittare della mia scoperta per portare pi innanzi le ricerche sulla natura e costituzione dambedue le arie richieste allinfiammazione, e sullinfiammazione medesima.75 [] A B un recipiente cilindrico di cristallo grosso, del diametro dintorno a un pollice, e lungo 14 o 15. d d sono due palle annesse a due fili dottone che attraversano il turacciolo di sughero, il quale spalmato di mastice chiude esattamente lapertura superiore del recipiente

Durante il viaggio in Svizzera Volta ebbe modo di utilizzare leudiometro ad aria nitrosa di Landriani e il suo. In una lettera allo stesso Landriani al ritorno da tale viaggio (18 novembre 1777) cos si esprimer. Vi dir la verit, abbiam fatto molte sperienze col vostro Eudiometro io e lab. Venini nel viaggio, oh che pena ! E poi le sperienze abbiam veduto che variano nei risultati sul medesimo luogo. Non avremo usato forse tutte le attenzioni, tutta laccuratezza; ma dunque ben difficile far lesperienza a dovere. Io temo perci che tal vostro stromento non far molta fortuna. [] Voi poi troppo duramente pronunciate del mio Eudiometro ad aria infiammabile, che non sia n comodo n esatto, e che convenga rinunziarvi. Noi forse non sapremo maneggiar bene che il nostro ciascuno; ma vi assicuro che ho provato e veduto, e che lesperienza mi riesce assai meglio col mio. Non penso pertanto ancora di rinunciarvi; ma penso di migliorarlo, e ne fo gi costruire i modelli in tre fogge. [Op. VI, p. 167]

Sempie dacqua il recipiente, si capovolge, e se ne attuffa la bocca in un vaso pien dacqua C, si introducono per lapertura E fatta a imbuto quelle misure che si vogliono daria infiammabile, e comune. Ci fatto, e tenendo con una mano uno de due fili metallici d, si fa scoccare, in quel modo che pi torna comodo, una scintilla elettrica contro la palla dellaltro filo. Questa scintilla scoppiando in c, cio nel picciolo spazio dinterrompimento fra i due fili, dentro al recipiente, d fuoco allaria contenutavi, la quale si dilata tosto, e fa nascere una scossa nellacqua, finito la quale scossa, lacqua rimonta, e accenna la diminuzione seguita nel volume dellaria. [ Op. VII, p.175]

Leudiometro ad aria infiammabile, successivamente chiamato eudiometro di Volta, divenne ben presto di uso universale nello studio chimico della composizione dei gas. Gay-Lussac nel 1805, cinque anni dopo linvenzione della Pila, scriver a questo proposito: Cos lillustre fisico Volta che ha arricchito la fisica delle pi belle scoperte, avr anche la gloria daver donato alla Chimica lo strumento il pi esatto e il pi preciso per le sue analisi.
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Quanto alla sintesi comprendo che ha ottenuto cotestacqua infiammando il miscuglio di tali arie; lo comprendo, dico, perch io ci sono andato molto vicino avendo scoperto che laria infiammabile metallica allorch scompare per linfiammazione non converte alcuna porzione di aria deflogisticata in aria fissa, come fanno tutte le altre arie infiammabili, e glaltri processi flogistici; ma porta una distruzione dun volume di aria deflogisticata met del suo; la qual distruzione per accompagnata dalla comparsa di un fumo o vapor nebuloso che umetta. [] vero che ho dubitato che non fosse un vapore puramente acqueo, perch alquanto resto a condensarsi in goccie: ho per escluso e acido e sale dogni sorte. Del resto gi da gran tempo mi proponeva di esaminarlo; e fino dal 1777 avea detto di voler infiammare gran copia daria infiammabile assieme a molta respirabile confinandola nel mercurio ad oggetto di raccorvi ci che vi si fosse precipitato. Ma il male , che non ebbi mai tanto mercurio che basta in mio potere. Se lavessi avuto non v dubbio che avrei tosto trovato quel chora ha trovato il Sig. Lavoisier, servendosi, mimmagino, dun apparato simile a quello chio ho mostrato e a lui, e a tutta lAccademia, per accender laria al chiuso, apparato che non si conosceva ancora in Francia.

Ho veduto quello che avete scritto allAb. Amoretti intorno alla sperienza del Signor Lavoisier, che ha ottenuto quattro dramme e mezza dacqua pura da 15. pinte daria deflogisticata e 30. daria infiammabile, cio presso a poco il totale del peso di queste arie. Vi prego, amico a darmi contezza in dettaglio di questa, ed altre sperienze analoghe che ha fatte, se le sapete; giacch il Sig. Senebier scrive dippi, che il prefato Accademico ha dimostrato esser lacqua un composto di aria pura e di aria infiammabile collanalisi, e colla sintesi.

Durante le sue esperienze sulla combustione dellidrogeno con lossigeno Volta aveva pi volte osservato lapparizione sul vetro del contenitore di una forma di rugiada. Tuttavia non sospett mai che potesse trattarsi di acqua prodottasi dalla sintesi dellacqua,76 in quanto questa idea era abbastanza lontana da quelle che erano in quegli anni le sue conoscenze chimiche,77 come risulta chiaramente da questa lettera al Landriani dell11 ottobre del 1783.

A SINTESI DELLACQUA: UNA SCOPERTA MANCATA?

2H2 + O2 = 2H2O Fino agli anni 80 Volta fu un tenace seguace della teoria del flogisto che difese strenuamente contro le nascenti idee di Lavoiser. La nuova teoria lavoiseriana infatti porta a meno che ad escludere e sbandire da tutta la Chimica il flogisto, lesistenza e le funzioni del quale sono da tanti altri fenomeni stabilite. [Op. 7, p. 105] Volta si convertir successivamente alla nuova chimica, anche se con alcune riserve e compromessi.
76 77

Collistesso Signor Lavoisier ho pur parlato sovente di questa maravigliosa scomparsa del miscuglio daria buona ed infiammabile per laccensione, e comparsa del vapore. E quante volte e a Parigi e a Pavia non ho fatto vedere lalito rugiadoso che copre linterne pria asciutte pareti del vaso in cui si accende laria, e il fumo o vapor nebuloso che ne sorte visibilmente allaprirlo? Ho dunque ragione di dire che sono io andato molto vicino allesperienza e scoperta del Signor Lavoisier; e che mi mancava sol di provare, comegli ha fatto, che cotesto vapore acqua pura, e che corrisponde pressa poco al peso di tutta laria consunta nellinfiammazione. Quanto alla conseguenza teorica che lacqua sia dunque un
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Infatti, in vari scritti risalenti a quel periodo risulta chiaro che secondo Volta laria infiammabile (idrogeno) era costituita da un miscuglio di acqua e flogisto, mentre laria deflogisticata (ossigeno) da un miscuglio di acqua e calore libero. Assumendo quindi che lincontro tra il flogisto e il calore libero producesse la fiamma, la reazione esplosiva tra i due gas poteva essere descritta nel seguente modo: Aria infiammabile (acqua + flogisto) + aria deflogisticata (acqua + + calore libero) = acqua + fiamma (flogisto + calore libero)
LI STUDI DI ELETTROMETRIA E LELETTROSCOPIO CONDENSATORE.

composto delle due arie infiammabile e deflogisticata, io penso ancora diversamente; penso che lacqua sia un elemento semplice o almen pi semplice di ciascuna delle due arie; che sia lacqua contenuta in queste, non queste nellacqua. [ Op. VI, p. 411]

Dallalto: Elettroforo condensatore ed elettrometri (Tempio Voltiano, Como) e diversi esemplari di Elettrofori ed Elettrometri condensatori ed Eudiometro (Fotografia, 1899).

Dapprima cominci ad apportare varie modifiche agli elettroscopi allora in uso, in modo da aumentarne la sensibilit e renderli confrontabili. In particolare sostitu ai pendolini con palline di sambuco dellelettroscopio di Cavallo due pagliuzze lunghe circa due pollici, le quali sospese per mezzo di anelletti mobilissimi pendano contigue o quasimente contigue secondo tutta la lunghezza. [Questi] riusciranno pi leggieri dei fili metallici comunque esili, e molto pi poi dei fili terminanti nelle solite pallottole: altronde offrendo maggior superficie si ripelleranno viemmeglio, e diver-

Intorno agli anni 80, Volta cominci ad interessarsi in modo sistematico di elettrometria, cette partie de la Science, qui ayant t trop neglige, soprattutto in occasione dei suoi studi sulla meteorologia elettrica.

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ALESSANDRO VOLTA: LUOMO

E LO SCIENZIATO

geranno, per eguali gradi di elettricit, assai pi. [Inoltre] il minimo loro scostamento, la minima divergenza si rende[r] pi facilmente osservabile, mercecch tutta la linea del loro contatto, o quasi contatto, cade sottocchio[]: laddove coi fili metallici aventi in fondo le palline, restando quelli un dallaltro discosti , quanto porta la grossezza di coteste palline. [Op. V p. 35] Infine la linearit della risposta del sistema gli permise di trasformare lelettroscopio in un elettrometro, sostituendo alla tradizionale boccettina cilindrica una boccettina di sezione quadrata e applicando al di fuori duna delle faccie piane, allaltezza, che corrisponde alla punta delle paglie una scala di divisione fatta ad arco dello stesso raggio delle pagliuzze, con i gradi di mezze linee. [Op. V p. 72] , Successivamente fu in grado di aumentare di un fattore maggiore di cento la sensibilit dei suoi strumenti associando agli elettrometri un dispositivo da lui appositamente realizzato: il condensatore.78

Anche se nella versione finale il dispositivo realizzato da Volta altro non che un moderno condensatore piano, esso non venne mai utilizzato per condensare la carica elettrica nel senso moderno del termine. Infatti lo strato isolante tra le due armature non era in grado di sopportare le differenze di potenziale normalmente ottenibili con le macchine elettrostatiche. Come condensatore veniva invece utilizzata la bottiglia di Leida o il quadro di Franklin, il cui dielettrico era costituito da una lastra di vetro il cui spessore era dellordine del millimetro.
78

Un apparecchio, che portando a uno straordinario ingrandimento i segni elettrici fa s, che osservabile divenga e cospicua quella virt, che altrimenti per lestrema sua debolezza sfuggirebbe i nostri sensi, ognun comprende di quale e quanto vantaggio sia per riuscire nelle ricerche sullelettricit, []. Or un tale apparecchio, [], ecco io ve lo presento nel mio elettroforo: in quella semplice macchina, che ormai nelle mani di tutti. []. Ma veniamo senza pi al modo di far servire allintento cotal apparecchio, a cui in questo caso meglio che il nome che altronde porta di elettroforo, laltro gi indicato di elettroscopio, anzi pure quello di microelettroscopio potrebbe convenire. Ma io amo meglio di chiamarlo condensatore dellelettricit, per usare un termine sem-

Esemplare di elettrometro (Tempio Voltiano) e diversi Elettrometri, Spinterometro e Bilancia elettrostatica (Fotografia, 1899).

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Per evitare che loperazione precedentemente descritta potesse portare a caricare elettricamente lo strato isolante, come nel normale elettroforo, pens di surrogare al piatto incrostato di resina, un piano che non fosse vero e perfetto isolante, ma tale solamente che opponesse una discreta resistenza al suo passaggio, come una lastra di marmo asciutta e politissima []. Quindi che un tal apparecchio inatto alle funzioni delettroforo non ce ne

plice e piano, e che esprime a un tempo la ragione e il modo de fenomeni di cui si tratta. Tutto dunque si riduce a queste poche operazioni. A) Convien prendere un piatto delettroforo, che abbia lincrostatura di resina assai sottile, e a cui o non sia stata dianzi impressa alcuna elettricit, o se mai vi stata, vi si sia spenta affatto. B) A questa faccia resinosa immune da ogni elettricit si soprapponga convenientemente il suo scudo.[] C) Cos congiunti essendo [si tocchi lo scudo con il conduttore carico], [] egli solo lo scudo, e in niun modo il piatto. [] D) Da ultimo sottraggasi al contatto e influsso del conduttore lo scudo tuttavia unito al suo piatto; indi si disgiunga anche da questo, levandolo in alto al consueto modo per il suo manico isolante: e allora sar che se ne otterranno gli aspettati segni cospicui di attrazione, di ripulsione, e di qualche scintilla eziandio, di pennoncelli ec. nel tempo che il conduttore di per s non giugna a mostrar nulla, o appena unombra di elettricit. [Op. III, p.273]

Elettrometro di de Saussure (da Voyage dans les Alpes, Tome II, 1786) ed Elettrometri a paglia di Volta, resi comparabili (da Biblioteca fisica dEuropa..., Pavia). 122 ALESSANDRO VOLTA: LUOMO
E LO SCIENZIATO

Negli anni novanta, durante la controversia sulla presunta elettricit animale, Volta fu in grado di scoprire e misurare la tensione di contatto tra due metalli (il cos detto effetto Volta) utilizzando di preferenza un condensatore costituito da due dischi

In un primo tempo, Volta utilizz il suo condensatore per lo studio dellelettricit atmosferica, e successivamente per quello dellelettricit che si genera dallevaporazione di un liquido.

Al piatto di marmo va di paro un piano qualunque coperto di buona tela incerata secca e monda, di taffet cerato, di raso o daltro drappo di seta il quale pi che sottile meglio.[] Si pu benissimo, invece della lastra di marmo, [utilizzare] una lamina di metallo eguale allaltra lamina o sia scudo [ma ricoperta di vernice].[]. Ma con ci, mi si dir, noi siam ricondotti ad un vero piatto delettroforo, giacch lintonaco di vernice tien qui luogo del sottile strato di resina. Io non voglio negarlo []. Il vantaggio del piatto verniciato sopra lun ordinario delettroforo 1. che la vernice sar sempre pi sottile79 di qualunque incrostatura resinosa; 2. che quella meglio che questa pu lasciare la superficie del piatto di metallo, piana e liscia in modo, che lo scudo vi sadatti ancora quasi a coesione. [Op. III, p. 281].

dar i fenomeni; ma per questo appunto meglio servir allaltr'uso di condensatore.[Op. III, p.276]

Volta aveva in pi occasioni mostrato come la capacit di due conduttori piani affacciati era inversamente proporzionale alla loro distanza.
79

Bilancia elettrostatica (Tempio Voltiano, Como). LA


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Il lavoro venne pubblicato nel 1793 negli Annali di Chimica e Storia naturale, del Brugnatelli (Br. Ann. 1793, T. IV pg. 227) e succes, sivamente nel 1816 nella Collezione dellAntinori (Ant. Coll. 1816, T. III, pg. 329) con il titolo Della uniforme dilatazione dellaria per ogni grado di calore, cominciando sotto la temperatura del ghiaccio fin sopra quella dellebollizione dellacqua: e di ci, che sovente fa parer non equabile tal dilatazione, entrando ad accrescer a dismisura il volume dellaria. Tuttavia da un manoscritto ( Cart. Volt. H 18. Op. VII, p. 331), che costituisce il testo di una lettera inviata il 16 giugno 1791 al Sig. D. Scasso a Londra, risulta che a tale data i risultati pi significativi della ricerca erano gi stati conseguiti. Inoltre questi risultati vennero anche comunicati a Martin Van Marum in una lettera del 28 marzo 1792 (Op. VII, p. 340). La scarsa notoriet della rivista del Brugnatelli e la situazione politica del tempo sono senzaltro alla base della mancata diffusione dei risultati di Volta. 81 L. J. Gay-Lussac, Recherches sur la dilatation des gaz et des vapeurs, Annales de Chimie, T. XLIII, 30 messidoro, anno X, (19 luglio 1802).
80

Lultimo punto del programma voltiano sullelettrometria riguardava la definizione di ununit di misura per la tensione in modo da rendere comparabili tra loro le misure. A tale scopo Volta propose nella prima Lettera sulla meteorologia Elettrica una misura della tensione attraverso la valutazione della forza repulsiva tra due piattelli carichi posti a una distanza prefissata. Sia dunque un piattello dottone di cinque pollici e. g. di diametro, e tre o quattro linee di grossezza negli orli, sospeso con lunghi cordoncini di seta ad un braccio di bilancia (tenendo cos luogo duna delle coppe), e riducasi allequilibrio: ci fatto, senza movere la bilancia dal giudice, venga tal piattello a posare sopra un altro simile in tutto a lui, e sorretto da una colonnetta isolante. In questo stato, se una boccia di Leyden, o in altra maniera, sinfonda ne due piattelli qualche elettricit, tosto il superiore verr spinto in su, e allontanato dallinferiore, onde vedrassi la bilancia traboccare dallaltra parte (figura a p. 121 in basso, e p. 123).

metallici, le cui facce adiacenti venivano entrambe isolate con un sottile strato di vernice. In alcuni casi lelettrometro, con il quale veniva misurata la tensione acquistata dal disco mobile, veniva unito al condensatore stesso, di cui costituiva larmatura fissa, realizzando quello che oggi viene comunemente indicato come lelettroscopio condensatore di Volta (cfr. figura a p. 120).

Or si carichi quel piattello del peso di un danaro, di due, di tre ec., chiaro che ci andr maggior forza elettrica per cacciarlo in alto, secondo che troverassi aggravato da maggior peso; siccome chiaro ed evidente, che caricandolo sempre dellistesso peso, richiederassi pur sempre listessa forza elettrica a sollevarlo un tantino, sicch la bilancia ne dia cenno. Se pertanto determinisi con precisione s la superficie, che si vuol dare ai due piattelli, che il peso il quale dee venir superato dalla ripulsione elettrica di quelle date superficie piane poste al contatto, si avr una forza di elettricit parimenti determinata, cio quel grado che fisso, cerchiamo. [Op. V, p. 55] In un successivo lavoro, Volta modific la bilancia utilizzando invece della repulsione tra i due piattelli egualmente carichi la forza di attrazione tra un solo piattello e una lastra di marmo sottostante.

Le varie esperienze eseguite per tarare la nuova bilancia portarono Volta a determinare interessanti leggi sullattrazione elettrica. In particolare trov che la forza di attrazione era direttamente proporzionale al quadrato della tensione e inversamente proporzionale al quadrato della distanza. Nellistessa ragione duplicata ho poi anche trovato, che diminuisce lattrazione crescendo le distanze, cosicch a doppia, tripla, quadrupla distanza lattrazione diventa quattro, nove, sedici volte pi picciola. [] Lo che ho pure confermato con molteplici sperienze [ Op. V p. 78]. ,
A LEGGE DI DILATAZIONE ISOBARA DEI GAS. Nei primi mesi del 179180 Volta si occup delle propriet fisiche degli aeriformi, arrivando a determinare, dieci anni prima di Gay81 Lussac, la legge della dilatazione uniforme dellaria. Linteresse per queste ricerche era pi che motivato sul piano scientifico. Infatti

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A FISICA DEI GAS E DEI VAPORI: ALCUNE LEGGI DIMENTICATE.

ALESSANDRO VOLTA: LUOMO

E LO SCIENZIATO

Il Congresso internazionale di Fisica, svoltosi nel mese di settembre 1927, per commemorare il centenario della morte di A. Volta, prima di chiudere i suoi lavori, nella solenne adunanza del 17 settembre, tenuta a Pavia nellAula Volta dellUniversit, aderiva unanime alle seguenti conclusioni: Ne viene che sulla dilatazione dei gas si dovrebbero enunciare le seguenti leggi: 1 Legge di Volta: Il coefficiente di dilatazione isobara dellaria costante. 2 Legge di Gay-Lussac: Tutti i gas hanno lo stesso coefficiente di dilatazione (Atti del Congresso internazionale dei Fisici, 1928, Bologna, Vol. II, p. 617). Dopo le ricerche sulla dilatazione termica dellaria e del vapore acqueo non saturo, Volta si dedic negli anni che vanno dal 1792 al 9686 a ricerche sulla densit e tensione dei vapori saturi e sulla loro dipendenza dalla temperatura. Anche questi risultati, ottenuti quando lo scienziato era particolarmente impegnato nel dibattiLA
RICERCA PRIMA DELLA

dunque uniforme ed equabile prossimamente la dilatazione dellaria pel calore, cio proporzionale agli aumenti del medesimo per tutta lestensione, che v tra la temperatura del ghiaccio, e quella dellebollizione dellacqua: e abbiam fondamento di credere, che lo sia ben anche per molti altri gradi sopra e sotto tali termini. (figure a p. 126) [Op. VII, p. 373]

Mi sono servito di un termometro Drebbelliano84 ABC (figura a p. 127) [], ben calibrato contenente aria naturale in tutto il bulbo A, e una piccola parte del tubo fino ad un punto segnato 100, e sotto tale punto per tutto il resto del tubo [] ripieno or dacqua, or dolio, or di mercurio, lo seppelliva in una campana di vetro DC piena di acqua fin sopra detto bulbo, nella qual acqua pesava un altro delicato termometro a mercurio ab. []. Sendo dunque la temperatura [iniziale] quella del ghiaccio [0 C] [] mi faceva ad osservare quanto crescesse [laria racchiusa] da tal volume a misura chio innalzava a riprese il calore [leggi: temperatura] del bagno mediante lestrarre con un sifone dalla campana, or poca, or molta quantit di acqua fredda, e rimetterne, versandovela con una mestola, della calda []. Per ogni grado di calore del termometro acquista laria confinata un aumento di circa 1/216 del volume che ha alla temperatura zero:85 acquista [] un tal aumento di volume, egualmente a principio cio poco sopra la temperatura del ghiaccio, come avanzandosi verso il termine dellacqua bollente.

veggendo, che differiscono tanto gli Autori fra di loro De Luc, Le Roy, Saussure, Priestley, Trembley, Vandermonde, Morveau ec. sulla quantit di dilatazione,82 che soffre laria per ciascun grado di calore,83 e che chi vuole o suppone almeno chessa si dilati uniformemente, cio dellistessa quantit per un grado dippi, tanto nelle temperature basse, quanto nelle alte; chi allincontro che un grado la dilati molto dippi, giunta che gi sia ad una temperatura alta; veggendo, dico, tanta discrepanza di opinioni, e di risultati delle rispettive sperienze, ho voluto anchio richiamar ad esame un tal soggetto, con una lunga serie di sperienze fatte col seguente semplice apparato. [Op. VII, p. 331]

82 I valori riportati in letteratura variavano infatti da 1/235 (Saussure) a 1/171 (Roy) per ogni grado di temperatura della scala Reamur (080) 83 Da intendersi come gradi di temperatura. 84 Il termometro ad aria introdotto dallolandese Cornelius van Drebbel era costituito originalmente da una boccia grossa come una noce, o come un uovo di piccione[]; da questa boccia sortiva un tubo, dello spessore di una piuma da scrittura e di un piede di lunghezza circa []. Si riempie il tubo con un poco di acqua comune in modo che essa venga a riempirlo per met della sua lunghezza, laltra met e la boccia essendo piene di aria comune. Si capovolge quindi il tubo in un vaso pieno della stessa acqua (Traittez des baromtres, thermomtres, ou hygromtres. Par Mr. D***, Amsterdam, 1688). 85 Questo valore di 1/216 per grado Raumur , equivalente a 1/270 = 0,003704 per grado centigrado, rappresenta la dilatazione apparente dellaria, in quanto Volta non teneva conto della dilatazione del contenitore di vetro. Assumendo un coefficiente di dilatazione del vetro pari a 0,000025 si ottiene il valore 0,003729, poco diverso da quello oggi accettato di 0,0036724. GayLussac nelle sue misure del 1802 ottenne per il volume dellaria tra i due punti fissi una variazione da 100 a 137.5, che corrisponde a un coefficiente di dilatazione, supposto uniforme, di 0,003750. Anche nelle misure di Gay-Lussac non si teneva conto della dilatazione del recipiente. 86 Nel Discorso del giugno 1795 in occasione della promozione di alcuni ingegneri precisava infatti al riguardo di queste nuove esperienze: Ecco dunque ci che ho io compito colle moltissime sperienze, che da tre anni sono andato facendo sopra tal soggetto non men curioso che interessante: collesperienze dellebullizione nella Macchina pneumatica, che vi ho gi in parte descritte, e con un maggior numero di altre nel vuoto Torricelliano (Op. VII, p. 414).

LI STUDI SULLA TENSIONE DI VAPORE.

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87 Lettera terza sullelettricit animale. Op. I, p. 287. Le stesse notizie sono riportate in una lettera a Landriani del 16 novembre 1795. Op. VII, p. 437

Nel postscriptum di una lettera al Vassalli del 27 ottobre 1795,87 pubblicata in Br. Ann., T. XI, 1796, pg. 127, e in Ant. Coll., T. III, pg. 381 vennero sommariamente presentati i risultati fino allora ottenuti. Io ho continuato ad occuparmi molto intorno ai vapori elastici, e sono stato condotto ad alcuni bei ritrovati consentanei molto alla teoria di De Luc: p. e. che la quantit del vapore la stessa in uno spazio vuoto o pieno daria, rara o densa, e dipende unicamente dal grado di calore; onde cade affatto la teoria della dissoluzione de vapori nellaria; che la forza del vapore, ossia la pressione che esso equilibra, cresce in una progressione geometrica crescendo il calore in una progressione aritmetica: che tal progressione geometrica come 1, 2, 4 ecc. crescendo il

to con Galvani sulla presunta elettricit animale (vedi il cap. IV) non furono sufficientemente pubblicizzati, e di alcuni importanti risultati, successivamente ottenuti da altri scienziati, non gli venne riconosciuto il merito.

Minuta degli appunti sulle tensioni di vapori saturi alle diverse temperature (Autografo di Volta, Cart. volt. H33_, Istituto Lombardo) e relativo apparecchio (Tempio Voltiano, Como). 126 ALESSANDRO VOLTA: LUOMO
E LO SCIENZIATO

calore di 16 in 16 gradi circa; cosicch essendo la pressione del vapor acqueo eguale a 13 pollici di mercurio alla temperatura di 64 gradi Reaumur, divenendo eguale a 28 pollici a gr. 80, cio crescendo di 15 poll., cresce poi di 30 poll. e arriva a 58 alla temperatura di 96 gradi ecc. : che questa stessa progressione in ragion dupla di 16 in 16 gradi ha luogo come pel vapor acqueo, cos per ogni altro vapore elastico, dello sp. di vino, delletere ecc. la differenza stando solo nel grado di calore richiesto a produrre il vapore di tal densit e forza elastica, che equilibri una data pressione, p. e. quella di 28 poll. di mercurio (giugnendo al qual termine circa bolle il liquido ne vasi aperti, come si sa. []. Per tali sperienze sopra i vapori ho immaginati e costrutti varj apparati, che meritano dessere descritti; e lo far pubblicando alcune Memorie su questa materia bellissima e importantissima, che ho gi abbozzato. ma che non so quando potr terminare.88 Questi stessi risultati furono ottenuti da Dalton nel 1801 e ven-

88 Op. I, p. 301. Queste memorie non furono per pubblicate e neppure scritte. Tuttavia possediamo una serie di manoscritti inediti e i testi, pure inediti, di tre discorsi ufficiali tenuti nel maggio e nel giugno 1795 e nel 1804 in occasione di sedute di laurea, nei quali sono ampiamente presentati e discussi i risultati via via ottenuti. Op. VII, da p. 393 a p. 536.

Termometro per lo studio della dilatazione dellaria (Tempio Voltiano, Como) e relativo disegno (A. Volta, Memoria sulluniforme dilatazione dellaria, dalla Collezione Antinori, Tomo III). LA
RICERCA PRIMA DELLA

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gono ora riportati nei testi con il suo nome. Nella tabella sotto riportata le leggi di Dalton e quelle di Volta sono confrontate tra di loro:
VOLTA La quantit del vapore la stessa in uno spazio vuoto o pieno daria, rara o densa, e dipende unicamente dal grado di calore. La pressione che [il vapore] equilibra, cresce in una progressione geometrica crescendo il calore in una progressione aritmetica. The force of the steam [...] is the same under any pressure of an other elastic fluid as it is in vacuo. Upon examination of the number in the table [...] there appears something like a geometrical progression in force of vapour. DALTON

E ancora il Configliacchi nel suo elogio scientifico al Volta, letto all'Universit di Pavia nel novembre 1831: Distinto e sottratto con fino accorgimento leffetto termometrico da quello dipendente dall' aumentata elasticit e per temperatura insieme per quantit di vapore, il che altri prima di lui trascur, e dopo di lui pratic imperfettamente non appoggiandosi alle esperienze; seppe quello del pari determinare in una progressione geometrica crescente al crescere uniforme della temperatura. Fu allora chegli prima di ogni altro fisico, cio nel 1793, scopr laltra bella legge che al fisico scozzese le tante volte nominato dordinario si attribuisce, della mirabile relazione cio che vi ha fra le pressioni che esercitano i vapori di diversi fluidi a temperature diverse col grado a cui ciascuno di essi rapidamente sotto la pressione dellatmosfera si trasforma in vapore.

Come si vede esse sono identiche; di pi, riguardo alla seconda legge osserviamo, come stato ben evidenziato da Polvani che mentre la legge di Volta riguarda sia la tensione di vapore sia la densit, quella di Dalton riguarda solo la tensione: inoltre mentre la prima proviene da uninterpretazione teoretica dellaumento della tensione, e porta a scindere leffetto dovuto allaumento di densit da quello dovuto allaumento dello sforzo elastico, la legge di Dalton consiste puramente in una constatazione di fatti sperimentali.

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ALESSANDRO VOLTA: LUOMO

E LO SCIENZIATO

DAL DIBATTITO CON GALVANI ALLINVENZIONE DELLA PILA

Vim raiae torpedinis meditatus naturae interpres et aemulus*

PRIMI ESPERIMENTI DI GALVANI. La realizzazione della pila costitu lepilogo di un lungo ed acceso dibattito che interess e appassion lintera comunit scientifica dellepoca. Un dibattito che ebbe come protagonista, oltre ad Alessandro Volta, il medico bolognese Luigi Galvani89 e come attore principale un umile e innocuo animale: una rana.

Iniziato nel 1792 con la pubblicazione del Commentarius,90 il dibatto si concluse soltanto nel 1799. Questo il gran passo, fatto

* Seconda parte dellepigrafe del busto di Volta nellaula Volta dellUniversit di Pavia. 89 Luigi Galvani nacque a Bologna nel 1737. Dopo i primi studi di grammatica e retorica, attese allo studio della filosofia sotto la direzione del Canonico Cassini. Segui gli studi universitari di medicina sempre a Bologna e nel 1759 si laure in medicina e chirurgia e subito dopo in filosofia. Nel 1766 divent professore di anatomia nell'Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna e nel 1768 Aggiunto alla cattedra di Anatomia pratica tenuta dal prof. Gusmano Galeazzi (suo suocero), a cui succedette nel 1775. Nel 1782 pass dalla cattedra di Anatomia a quella di Ostetricia. Nellaprile 1798 venne privato della Cattedra per non aver voluto giurare fedelt alla Repubblica Cisalpina, poi reintegrato come professore emerito. Mor il 4 dicembre 1798, a sessantun anni. 90 Aloysii Galvani De viribus elettricitatis in motu musculari commentarius, Bononiae 1791, riportato in L. Galvani, Opere scelte, (OG) a cura di G. Barbieri, Utet, Torino 1967.

In basso: Luigi Galvani. A fianco: Rana bove e Rospo pipa (da Encyclopdie ou Dictionnaire raisonn..., Tavole di Histoire Naturelle).

DAL

DIBATTITO CON

GALVANI

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sulla fine dellanno 1799, passo che mi ha condotto ben tosto alla costruzione del nuovo apparato scuotente; il quale ha cagionato tanto stupore a tutti i Fisici; a me grande soddisfazione. [Op. II, p. 59] Con queste parole Alessandro Volta ricordava nel 1801 il momento in cui realizz quel nuovo e rivoluzionario strumento che noi oggi chiamiamo Pila.

Nuovo in quanto si trattava del primo generatore di una corrente elettrica continua, La base fondamentale di tutte le invenzioni moderne come ebbe a definirla A. Einstein; Da potersi paragonare forse solo, in et remota, alla scoperta del fuoco ( A. Righi, Commemorazione del I centenario della morte di Volta). Rivoluzionario in quanto diede inizio alla moderna era dellelettricit.

Ma torniamo al dibattito scientifico tra Galvani e Volta. Nei primi mesi del 1792 Galvani rese pubbliche alcune sue sorprendenti esperienze condotte in pi di dieci anni dintenso lavoro. Il cosiddetto primo esperimento risale infatti al 1780. Convinto assertore dellesistenza di una elettricit animale, Galvani stava eseguendo una serie di esperienze sugli effetti dellelettricit su animali morti.

Mentre stava eseguendo tali esperimenti con alcuni suoi collaboratori: non appena uno dei miei aiutanti, per caso, tocc colla

Nella figura in basso, che riproduce la prima tavola del Commentarius, possiamo infatti osservare i classici strumenti presenti in ogni laboratorio scientifico dove ci si occupava di elettricit, in particolare (1) una macchina elettrostatica e (3) una bottiglia di Leida. Nella parte sinistra della tavola inoltre riportato il disegno di una rana preparata per gli esperimenti nel seguente modo: tagliata [] trasversalmente al di sotto degli arti superiori, sventrate [], lasciati li soli arti inferiori uniti tra loro, con i loro lunghi nervi crurali inseriti, e questi, o sciolti, e liberi od appesi alla spinal midolla lasciata intatta nel suo canal vertebrale[]. [OG, p. 127]

Luigi Galvani, De viribus electricitatis in motu musculari commentarius..., 1792. Tavola I. 130 ALESSANDRO VOLTA: LUOMO
E LO SCIENZIATO

Ormai, sembrava non esserci pi alcun dubbio; si era in presenza di una elettricit insita nellanimale che si manifestava cortocircuitando, con un arco conduttore metallico, il nervo e il muscolo della rana. Tuttavia, siccome facile ingannarsi nel fare

Ripetendo questi esperimenti in condizioni sempre diverse e in particolare sul terrazzo della propria casa in presenza di scariche elettriche naturali (i fulmini durante un temporale), gli capit di osservare un fenomeno ancora pi strano (secondo esperimento): Collocammo [] sopra il parapetto orizzontalmente le rane preparate nella consueta maniera, con il midollo spinale perforato con un uncino di rame. Luncino toccava la lamina di ferro, ed ecco manifestarsi nella rana dei moti spontanei non eguali e frequenti. Se con il dito luncino era premuto contro la superficie di ferro, le rane si eccitavano ed altrettante volte, quante si facesse la suddetta pressione [OG, p.33] (cfr. figura in basso).

Come annotava subito, le contrazioni erano identiche a quelle che si osservavano quando si faceva scaricare tra il nervo e il muscolo della rana il fluido elettrico del conduttore carico di una macchina elettrostatica o di una bottiglia di Leida. Egli pens quindi che il fenomeno fosse dovuto in questo caso a una elettricit animale, stimolata dalla scintilla elettrica prodotta dalla macchina,92 che si scaricava a terra tramite la lancetta e il corpo dello sperimentatore.

punta di una lancetta,91 pur lievemente, i nervi cruriali (DD) della rana [preparata e messa sul tavolo a distanza dalla macchina elettrostatica] subito si videro tutti i muscoli degli arti contrarsi in tal modo, da sembrare caduti in convulsioni toniche violente. Un altro di coloro che ci assistevano ebbe limpressione che il fenomeno avvenisse nel momento in cui dal conduttore della macchina scoccava la scintilla. Colpito dalla novit dellosservazione, subito egli mi avvert []. Allora fui preso da unincredibile curiosit e desiderio di ritentare io stesso lesperimento e di spiegare il mistero del fenomeno. [] Il fenomeno si ripet proprio nello stesso modo. [OG, p. 89]

Si tratta di un piccolo bisturi metallico 92 Galvani aveva osservato un fenomeno simile nelle bottiglie di Leida cariche.
91

Luigi Galvani, De viribus electricitatis in motu musculari commentarius..., 1792, Tavola II. Esperimento sulle rane in presenza di elettricit atmosferica. DAL
DIBATTITO CON

GALVANI

ALLINVENZIONE DELLA

PILA

131

Egli, per, non fece molta attenzione a questo particolare, che, come vedremo, avr invece un ruolo fondamentale nella disputa successiva, e si convinse che i suoi esperimenti dimostrassero in modo incontrastabile la presenza nella rana di un disequilibrio elettrico. La rana si comportava quindi contemporaneamente come un sensibilissimo elettroscopio e un generatore di elettricit, una sorta di bottiglia di Leida animale, costituita dalle superfici interne ed esterne che delimitano ogni fibra muscolare, e di cui i nervi costituivano il conduttore interno.
93 Il Discorso venne pubblicato sul Giornale di Brugnatelli dello stesso anno (Br. Giorn. T. II. pg. 146) con il titolo: Memoria prima sullellettricit animale. 94 Una scoperta di questa fatta non poteva che eccitare grande entusiasmo dappertutto, ove ne pervenne la notizia, e massime tra noi, essendo di un nostro Italiano. Ed ecco, che molti si fecero a gara a ripetere le sperienze. Io fui il primo qui in Pavia, eccitato da varj miei Colleghi, []; e il primo fui anche a Milano non molti giorni dopo, cio verso il fine di Quaresima. [Op. I, p. 26]

esperimenti e credere di aver visto e di aver trovato ci che si desidera vedere e trovare, Galvani ripet pi volte lesperimento in laboratorio, utilizzando prevalentemente degli archi bimetallici per mettere in contatto tra di loro il nervo crurale e il muscolo della gamba, in quanto con un arco costituito da un solo metallo le contrazioni erano molto pi deboli e in generale presenti solo in animali preparati di fresco.

Nella seconda parte di tale dissertazione Volta riportava una serie di misure sullintensit della scarica elettrica artificiale in grado di produrre convulsioni nella rana, arrivando alla conclusione che la rana si presentava come il pi sensibile di tutti gli elettroscopi. Verificate le capitali sperienze sullelettricit vera animale, nativa e propria degli organi, in guisa di non poter pi di essa dubitare, mi son rivolto a ricercarne la quantit, qualit, e modo. E prima riguardo alla quantit, o forza di elettricit, una tal ricerca mi parve quella, che dovesse andar innanzi alle altre. E che mai pu farsi di buono, se le cose non si riducono a gradi e misure, in fisica particolarmente? Come si valuteranno le cause, se non si determina la qualit non solo, ma la quantit, e lintensione degli effetti.[]. Con questa preparazione [simile a quella utilizzata da Galvani] unelettricit, che non giunge a dare la minima scintilla, e che non sensibile neppur dun grado allelettrometro delicatissimo di Bennet, cagiona fortissime convulsioni e sbalzi di dette gambe.[ Op. I, p. 29]
132 ALESSANDRO VOLTA: LUOMO
E LO SCIENZIATO

VOLTA. Alcune copie del Commentarius giunsero a Pavia nel marzo del 1792, inviate dalla stesso Galvani, desideroso di conoscere le reazione dei colleghi di una cos rinomata Universit, allamico medico don Bassano Carminati. Volta, stimolato dal collega a ripetere gli esperimenti, si mise a lavorare con molto pessimismo, ma, davanti allevidenza dei fatti, pass di l a pochi giorni, come lui stesso ebbe a dichiarare, dallincredulit al fanatismo. E il 5 Maggio dello stesso anno, nel Discorso93 recitato nellAula magna dellUniversit di Pavia in occasione della Promozione di tre ingegneri, dopo aver applaudito alla grande scoperta,94 affermava: larco conduttore non pu indurre elettricit alcuna, ma bene aver per proprio ed unico ufficio di togliere quella che gi esista, di rimettere in equilibrio il fluido elettrico gi sbilanciato []. Dobbiamo quindi presumere [], che dico presumere? [] aver la cosa per certa, cio che il fluido elettrico che produce codesti moti muscolari si trovi sbilanciato tra parte e parte dellanimale. [Op. I, p. 15]
LI ESPERIMENTI DI

Ma a questo punto diventava difficilmente spiegabile come una causa cos debole potesse produrre effetti meccanicamente cos marcati. Lunica analogia possibile era quella delleffetto della luce sul nervo ottico. Un simile fenomeno, che pu servir desempio lo abbiamo nella luce, la quale avvegnach non abbia un momento meccanico bastevole a produrre la minima impulsione sensibile, a movere es. gr. una piuma od altro corpo leggerissimo da lei investito, pur eccita vivamente il nervo ottico, fino ad offenderlo per troppo gagliarda sensazione, e s lo eccita non debolmente anche una luce debole e rara. Or dunque non fia maraviglia, che una picciola e debol corrente di questaltro fluido etereo, sottilissimo, analogo si pu dire, alla luce, qual il fluido elettrico, investendo altri nervi, forse del pari delicati, o poco meno, dir meglio del pari sensibili relativamente a lui, li stimoli ed ecciti, che da questo eccitamento de nervi ne provengano poi le contrazioni e moti de muscoli da quelli dipendenti. [ Op. I. p. 56]
DAL
DIBATTITO CON

Il 14 Maggio pubblicava una Seconda Memoria sullelettricit animale nella quale riferiva di nuove e pi accurate misure sulla eccezionale sensibilit della rana preparata alla maniera di Galvani, giustificando cos il fatto che lelettricit animale non fosse rivelabile con nessun strumento elettrico.

Ma proseguendo negli esperimenti cominci, di l a pochi giorni, ad avere qualche dubbio sul ruolo dellarco conduttore. Infatti in molti esperimenti era riuscito a ottenere contrazioni anche in rane non preparate e in altri animali; in questo caso, per, era necessario che larco conduttore fosse costituito da due metalli diversi. Quello, che non lo , e di cui non ho potuto ancora trovare una ragione, che mi soddisfi neppur mezzanamente, si la necessit delle armature dissimili.[] Or riflettendo a tutto questo mi nasce talvolta dubbio, se veramente i conduttori metallici, diversi, od applicati in differente maniera a due luoghi dellanimale altro non facciano dal canto loro, allorch si viene a stabilire tra essi una comunicazione, che prestar la via al fluido elettrico, che naturalmente tende a trasportarsi dalluno allaltro luogo, come pare che si debba credere; se in una parola siano meramente passivi, o non anzi agenti positivi, che movano cio di lor posta, il fluido elettrico dellanimale, e da quieto che era ed equilibrato, lo determinino, rompendo essi tal equilibrio, ad entrar quinci per una armatura di tal foggia, ed a sortire per laltra di tal altra foggia. [Op. I, p. 40]

Inoltre fu in grado di avanzare una possibile spiegazione della natura del primo esperimento, rifacendosi alla sua teoria delle atmosfere elettriche. Un conduttore elettrizzato dispiega dattorno unazione per cui smuove o tenta di smuovere il fluido elettrico proprio di tutti i corpi immersi nella sua sfera dattivit [] cacciandolo dalle parti pi immerse de conduttori alle parti pi lontane[] . Quando poi provocando la scintilla si scarica lelettricit del conduttore, e la di lui atmosfera si toglie, ritorna il fluido elettrico smosso nei corpi che quellatmosfera dominava, ritorna a luoghi suoi; e se istantanea la scarica, istantaneo richiedendosi pure tal riflusso. [Op. I, p. 36]

Sopra e a fronte: Luigi Galvani, De viribus electricitatis in motu musculari commentarius..., 1792. Esperimenti sulle rane. (part.)

GALVANI

ALLINVENZIONE DELLA

PILA

133

Secondo questa teoria, introdotta dal fisiologo svizzero Albrecht von Haller nel 1753, il muscolo si contrae in risposta a uno stimolo esterno qualsiasi (meccanico, elettrico, chimico) in virt di una forza interna, (vis insita o irritabilit). Felice Fontana, uno dei pi illustri halleriani italiani, paragonava il processo allaccensione della polvere da sparo da parte di una miccia. Lenergia contrattile del muscolo intero pu oltrepassare lenergia dello stimolo, cos come una piccola scintilla d fuoco a una grande massa di polvere esplosiva, lenergia della quale prodigiosa. [] La scintilla non la causa di questo enorme sforzo, che supera grandemente la sua forza, essa solo la causa eccitante che libera lenergia di un agente che rinchiuso in essa [polvere da sparo] (Fontana, Dissertation epistulaire, 1760). 96 Il Sig. Galvani not ancora egli, che la diversit de metalli influisce molto, talch succedono e pi facilmente e pi veementi le convulsioni, se essendo ferro od ottone quello che tocca i muscoli, sia stagno od argento laltro, che tocca i nervi della rana preparata alla sua maniera. Nota dello stesso Volta .[ Op. I, p. 65] 97 Descrivendo questi risultati in un lavoro del maggio 1801 precisava: questo nuovo e generale principio in elettricit, il quale ha dovuto sulle prime sembrar paradosso. [Op. II, p. 23] 98 Si tratta di un manoscritto senza data, riguardante la risposta di Volta a una lettera dellAbate Tomma-selli, scritto probabilmente nellestate. Tuttavia dal diario di uno studente Giuseppe Mangili, che in quei giorni fu attento osservatore, e in alcuni casi anche protagonista dei primi lavori del Volta leggiamo: 1 Giugno 1792. g. a piovosa di mattina e serena nel dopo pranzo. Dopo la lez. e passai alla casa del P Volta dove mi . ripet altre due sperienze sopra la rana a bagni di mercurio, e tutte confermarono la sua teoria delle armature. 6 Giugno 1792. giornata serena di mattina, nuvolosa al dopo pranzo e piovosa verso sera. Terminata la lez.e passai alla sua casa. Istitu una nuova sperienza. prese un pezzo di una carta bagnata, una parte della quale f (sic) armata con lamina, il resto con monete dargento; indi con due archi conduttori fece il contatto de due punti diversi della lingua e trov che succedeva il medesimo che succeduto sarebbe armando in due diversi luoghi la lingua indi facendo arco conduttore ecc. Laonde si vede che lelettricit animale scoperta nellestrema superficie dei muscoli debbasi chiamare artificiale, e non gi natturale; e la ragione che la cera Spagna strofinata collargento acquista elett. positiva laddove strofinata con lo stagno si carica negativamente adunque largento caricato in pi, lo stagno in meno, e per conseguenza facendo un arco conduttore da questi due metalli, lelett. in pi che sta nellag. passer di continuo nello stagno e dallo stagno nuovamamente nellargento; talch il corso di code95

Questa anologia sugger a Volta, vicino alla teoria fisiologica dellirritabilit di Haller,95 che le convulsioni dei muscoli fossero un effetto secondario dovuto allirritazione elettrica dei nervi. E gli esperimenti gli dettero ragione; infatti fu in grado di ottenere le convulsioni della rana applicando in due punti vicini dello stesso nervo gli elettrodi di una bottiglia di Leida debolissimamente carica, e successivamente due armature metalliche diverse, collegate tra loro con un arco conduttore.

Durante lestate Volta cominci a formulare una prima ipotesi sul ruolo elettromotore del contatto bimetalico: [] se accade un trasporto di esso [fluido elettrico] colla semplice applicazione di due metalli di diversa qualit, essi sono che lo tolgono dallozioso equilibrio, in cui si truova, che lo smuovono da luoghi cui sono applicati, e trasportanlo dalluna allaltra parte. [], e. g. largento, attraendolo e succhiandolo in certo modo, laltra, e. g. lo stagno, versandolo, e di metterlo cos in un perenne giro, quando e finch abbiavi tra esse una comunicazione parimenti metallica o di altri buoni deferenti []. Son dunque i metalli non solo conduttori perfetti, ma motori dellelettricit. Ella questa una nuova virt de metalli,97 da nessuno ancora sospettata, che le mie sperienze mi hanno condotto ad iscoprire. N per io penso, che sia essa propria soltanto de metalli; ma bene di tutti i conduttori; e tengo debba stabilirsi per legge generale, che il semplice contatto o combaciamento di conduttori di diversa superficie, e di qualit sopratutto diversa basta a turbare in qualche modo lequilibrio del fluido elettrico, e a smuoverlo, senza cio che siavi bisogno di stropicciamento alcuno. [Op. I, p.118]98

Era ormai chiaro che per produrre le convulsioni era necessario e sufficiente agire sui nervi, sia stimolandoli con scariche elettriche esterne sia con la semplice applicazione di un arco conduttore. Ma la grande novit, gi osservata dallo stesso Galvani,96 ma non sufficientemente approfondita, era che nella maggioranza dei casi larco doveva essere costituito da armature dissimili, o per diversit di metalli, o almeno per differente foggia di applicazione.

Ma se le cose stavano cos, eccitando nervi diversi da quelli motori si sarebbero dovuti ottenere altri effetti, pur essi vistosi. Infatti, con non altro artifizio che questo di applicare alla punta della lingua una lamina di stagno o di piombo, lucida e netta, e posare sul mezzo della lingua medesima una moneta doro o dargento, una spatola dargento od un cucchiajo, e far quindi toccare il manico di questo cucchiaio o spatola, oppure la moneta alla lamina di stagno o piombo, contro cui preme la punta della vostra lingua, con non altra operazione, dico, che questa, gusterete listesso sapore acidetto, che vi si fa sentire sulla lingua quando lopponete al tenue fiocco e venticello di un conduttore elettrizzato artificialmente a tale distanza che non iscocchino scintille. [Op. I, p. 62]

Questa ipotesi venne ripresa e approfondita in due lettere a Van Marum del 30 agosto e 11 ottobre, nelle quali viene tra laltro presentata una scala dei diversi metalli ordinati a seconda della loro maggior o minor tendenza a cedere fluido elettrico al conduttore umido.
134 ALESSANDRO VOLTA: LUOMO
E LO SCIENZIATO

Alla fine del 1792, le interpretazioni di Volta erano ormai le pi accreditate. Lo scienziato comasco ricevette per queste ricerche la medaglia doro Copley dalla Royal Society di Londra.

Finalmente nel novembre dello stesso anno, ormai sicuro della validit delle proprie ipotesi e dellimportanza della sua scoperta, pubblic una breve nota sul Giornale Fisico-medico di Brugnatelli (Br. Giorn. 1792. T. IV pg. 192) nella quale, tra laltro, riferiva di . unulteriore curiosa esperienza eseguita stimolando i nervi della vista.99

Volta propose una prima ipotesi, diversa da quella che avanzer pi avanti e che lo porter alla costruzione della Pila. Per avere un flusso elettrico necessario un circuito costituito da almeno due conduttori metallici e una sostanza umida (la rana, la lingua). Un metallo attira fluido elettrico dal conduttore umido, mentre laltro lo cede. Si determina quindi uno squilibrio tra la densit del fluido elettrico nei due metalli e in virt del loro potere conduttore, si ristabilisce lequilibrio con il passaggio del fluido sovrabbondante dal primo al secondo (cfr. figura sotto, a sinistra). In alternativa possibile che entrambi i metalli attirino o cedano fluido elettrico al liquido, ma in misura diversa (cfr. figura sotto, a destra).

Ma quale era il meccanismo attraverso il quale due metalli differenti a contatto tra di loro potevano mettere in circolo il fluido elettrico, cio generare una corrente elettrica attraverso la rana?

Per tutto il successivo anno, Volta continu a svolgere esperimenti nei quali la rana svolgeva prevalentemente il ruolo di rivelatore del passaggio di corrente. Inoltre si convinse sempre pi che anche nei casi in cui le convulsioni della rane erano prodotte da un arco monometallico, le due estremit dellarco non erano chimicamente o fisicamente identiche e quindi leffetto era sempre dovuto al diverso comportamento dei metalli al contatto con il conduttore umido.

The PRESIDENT and COUNCIL of the ROYAL SOCIETY adjudged, for the year 1794, the Medal on Sir GODFREY COPLEY'S Donation, to Sig. ALESSANDRO VOLTA, Professor of Experimental Philosophy in the University of Pavia, for his several communications explanatory of certain Experiments published by Professor Galvani.

sto fluido sar perenne. Miscellanea Mangili. In Bergomun, Bollettino della Biblioteca Civica di Bergamo, Dicembre 1927, p. 16-25. 99 Sono giunto ad eccitare anche la sensazione della luce collistesso artificio delle armature metalliche dissimili, con cui si eccita il sapore. Ecco come procedo: applico al bulbo dellocchio lestremit di una listerella di foglia di stagno (ottima la carta stagnata, detta impropriamente carta dargento); e pongo in bocca una moneta od un cucchiaio dargento; indi adduco al contatto i due capi metallici; ci basta perch nellistante medesimo, e ad ognivolta che rinnovo un tal contatto, io abbia la sensazione di un chiarore, o lampo passeggiero, pi o men vivo, secondo che stan meglio applicate le due armature metalliche, e secondo che chiudo a dovere le palpebre, o mi truovo pi alloscuro. [Op. I, p. 145]

Possibili meccanismi motori generati dal contatto di due diversi metalli con un conduttore umido. DAL
DIBATTITO CON

GALVANI

ALLINVENZIONE DELLA

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100 Si tratta sostanzialmente di tre pubblicazioni apparse quasi contemporaneamente: 1) Delluso e dellattivit dellarco conduttore nelle contrazioni dei muscoli. Dissertazione anonima, ma universalmente attribuibita a Galvani (aprile); 2) De animali electricitate dissertazionee duae dellAldini (estate); 3) Lettera XI di Eusebio Valli (ottobre).

In particolare Aldini per ottenere nel modo migliore un arco omogeneo utilizz un bagno di mercurio purissimo nel quale immergeva i nervi e le zampe della rana. Galvani, dopo aver preparato una rana nel solito modo e fatto in modo che i nervi crurali fossero completamente liberi, portava a toccare le parti laterali della coscia o alzandoli con un corpo coibente, e poscia lasciandoli cadere sopra la coscia, oppure col detto corpo spingendoli ad un blando contatto, ed in un punto solo, se fia possibile, del muscolo; sul momento del contatto vedrannosi comparire le contrazioni in ambo le gambe. [OG. II, p. 211]. Anche Eusebio Valli present delle esperienze analoghe: Collocata sopra un piano la rana [preparata] appoggio il pollice della sinistra in alto sulle cosce dellanimale, e ripiego intanto con la mano destra una delle sue gambe sulla spina, formandone una specie di arco. Ad ogni tocco la rana scatta, salta []. Umettati i nervi e i muscoli con la saliva, ho spesso osservato che i moti inavanti deboli si facevano pi risentiti o si ridestavano se erano interrotti e sospesi. [] Nel mio caso lacqua non poteva essere sostituita con successo alla saliva. [E. Valli, Lettera XI, pag. VI.] Queste nuove esperienze sembravano, in effetti, non lasciare pi alcun dubbio, e molti scienziati passarono dalla parte di Galvani, come ebbe a dichiarare lo stesso Volta:

A RISPOSTA DEI GALVANIANI E LA PRONTA REPLICA DI VOLTA. Nel corso del 1794 Galvani e i sostenitori delle sue ipotesi pubblicarono nuove esperienze che sembravano capovolgere la situazione.100 Essi non solo furono in grado di ottenere in diverse circostanze le contrazioni della rana con un arco costituito da un solo conduttore omogeneo, ma semplicemente mettendo direttamente a contatto il nervo crurale con il muscolo della gamba.

Lamine simili e dissimili per dimostrare le contrazioni violente o deboli, o linerzia della rana preparata e posta in contatto con esse, mentre un filo metallico compie il circuito elettrico (dallEdizione Nazionale delle Opere di Volta, Volume I, Memoria seconda sullelettricit animale, 14 maggio 1792). 136 ALESSANDRO VOLTA: LUOMO
E LO SCIENZIATO

Ma che? saranno anche i conduttori non metallici, i conduttori liquidi, o contenenti in qualsisia modo umore, che chiamo conduttori di 2a classe, saranno anch'essi combinati fra loro soli, eccitatori, come lo sono i metalli conduttori di 1a classe combinati assieme a quelli di 2a? Godranno anche tali conduttori di 2a classe dellistessa virt? S certo; ma in grado molto inferiore, cedendo per tal riguardo ai conduttori metallici, come cedono loro anche rispetto a tal facolt conduttrice. [] Esse (esperienze) mostrano soltanto, che sono io andato troppo innanzi asserendo, che non si potrebbe mai collapplicazione di soli conduttori umidi, ossia di 2a classe, senza lintervento cio di alcun metallo o conduttore di 1a classe, eccitare le convulsioni nelle rane. [Op. I, p. 297] la diversit de conduttori che necessaria, indipendentemente se siano essi metalli o conduttori umidi. Ed ecco cos geneDIBATTITO CON

Infatti, in particolare negli esperimenti del Valli era fondamentale la presenza di un conduttore liquido, sangue o saliva, tra il nervo e il muscolo. Era quindi possibile che si creasse un flusso di fluido elettrico anche per il contatto di due conduttori umidi diversi (o di seconda specie, come li chiamer successivamente lo stesso Volta), con un conduttore liquido, in questo caso il nervo, il muscolo e la saliva o il sangue.

Ma non fu cos! La creativit dello scienziato comasco e soprattutto la sua ferma convinzione di essere nel giusto, lo portarono ad utilizzare quelle stesse esperienze per avvalorare e generalizzare le proprie ipotesi. Cos ho conchiuso sono gi tre anni circa, e cos sostengo ancora, torno a ripetere, a fronte delle nuove mentovate sperienze del Dr. Valli, ed altre di simil fatta; le quali con tutta lapparenza favorevole alla teoria di Galvani, per cui furono avidamente abbracciate da suoi partigiani, che ne menarono gran rumore; vedremo che esaminate in tutte le loro circostanze e aggiunte, moltiplicate e variate come si conviene, comprovano anzi evidentemente lopinione mia, e non lasciano a quellaltra pi alcun appiglio o risorsa. [Op. I, p. 290]

[] dopo che dalla maggior parte de Fisici, massime oltramontani, erasi adottata la mia opinione, [] che riconosce bens nelle sperienze di cui si tratta, una vera elettricit, ma elettricit meramente artificiale ed estrinseca, mossa cio da conduttori acconciamente applicati; risvegliossi di nuovo qui in Italia, e crebbe pi che mai il fermento delle contrarie opinioni in occasione che si pubblicarono nellautunno scorso con un opuscolo del Dr. Eusebio Valli delle nuove interessanti sperienze in soccorso del primo ormai abbandonato sistema []; non solo, dico, parvero tali sperienze favorire grandemente siffatta ipotesi, altronde bella e seducente, proposta dal prefato illustre Professor Bolognese adottata e difesa contro le forti mie obbiezioni da Aldini suo nipote e collega, e da altri seguaci non pochi; ma sembrarono dimostrarla evidentemente, e porla fuori dogni dubbio; e s ne imposero a molti, e tiraronli di nuovo agli stendardi Galvaniani quando gi soscritto aveano, o stavano per soscrivere alla mia sentenza affatto diversa. [Op. I, p. 288]

DAL

GALVANI

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In uno scritto del 1796 Volta riporter a questo riguarda una esperienza senzaltro curiosa. Riempite una tazza di stagno con acqua di sapone, con latte di calce, o meglio con una lisciva discretamente forte, indi avendo impugnata codesta tazza con una od ambedue le mani umettate dacqua semplice, intingete lapice della lingua nel liquore: vi far sorpresa linaspettata sensazione, che prover la vostra lingua di un sapore acido al contatto del liquore alcalino. [Op. I, p. 395] 102 difficile dire quando Volta abbia modificato la propria interpretazione sullorigine della forza motrice. In una lettera del 1801 a uno scienziato francese (Monge?) nella quale viene riportata parte della lettera a Banks del marzo 1800, in una lunga introduzione storica in nota, si legge: Egli fu verso la met dellanno 1796, che giunsi ad ottenere codesti segni [sensibili allelettrometro], merc il semplice mutuo contatto primieramente di metalli diversi tra loro. [Op. II, p. 32n ]. Volta ne parl la prima volta nella seconda lettera a Green scritta nellAgosto (il giorno non specificato), mentre nella prima lettera, sempre a Green, del 1 Agosto presentava ancora le classiche esperienze, ignorando il ruolo del contatto metallo-metallo. Inoltre probabile che fosse venuto in possesso del Duplicatore di Nicholson solo verso la met di Agosto. Infatti da una lettera del suo tecnico, lAbate Re, del 14 luglio si apprende: Secondo lintelligenza ella stata servita dentro un mese circa della nuova macchinetta del Duplicatore Elettrico a molinello; ella costrutta, e credo sar a suo piacimento, ma non ho mai in questi tempi ritrovata occasione di farcela avere. [Ep. III, p. 293]. E Volta, che si trovava a Como, in quanto lUniversit era stata chiusa alla fine di aprile per gli eventi bellici, fece un viaggio a Pavia solo: avanti la met di Agosto [] per vedere come e quanto fossero stati danneggiati i mobili, panni, libri ec., lasciati nel suo appartamento. [Ep. III, p. 321]
101

Con questa nuova ipotesi veniva spiegata anche lesistenza di contrazioni in presenza di un solo metallo, purch nel punto di contatto con la rana fosse presente un altro conduttore di seconda classe, come molte esperienze avevano mostrato.101

ralizzato il principio, che in ogni combaciamento di conduttori diversi nasce unazione, che d mossa pi o meno al fluido elettrico, tantoch ove compiasi il circolo da tre appunto quali essi sieno, purch diversi, una qualche corrente, o mediocre, o debole, o debolissima di esso fluido viene sempre incitata. Inerendo al quale principio, o legge generale da me scoperta, e che tutto concorre a stabilire, invece di restringerci a dire, come per lo passato, che il fluido elettrico messo in corrente ogniqualvolta due conduttori metallici diversi comunicando fra loro o immediatamente o per altri metalli, combaciano e prendon di mezzo uno o pi conduttori umidi, ossia della 2a classe, continui; diremo semplicemente e in generale: ogniqualvolta uno o pi conduttori continui di questa 2a classe sinterpongono a due diversi e tra loro, e col corpo che combaciano; lasciando fuori il termine metallici, che pone una certa limitazione non troppo giusta, oppure cambiando le parole conduttori metallici diversi in conduttori diversi, massime metallici, o di 1a classe; col quale massime e si conserva la prerogativa, che fin nelle prime Memorie ho attribuita a tali conduttori di 1a classe, di essere cio eccitatori, o motori che dir si voglia, per eccellenza. [Op. I, p. 300].

Fin qui per Volta, pur essendo riuscito a reinterpretare in suo favore tutte le esperienze dei Galvaniani, non aveva prodotto nuovi elementi, n si era potuto staccare dalla necessit di assumere un corpo organico (rana, lingua) come rilevatore delle piccolissime correnti elettriche messe in gioco dall'ipotizzato contatto eterogeneo tra conduttori. La situazione era quindi di indecidibilit tra le due ipotesi. Come dichiar chiaramente lo stesso Galvani: Egli [Volta] vuole questa elettricit la stessa che quella comune a tutti i corpi; io, particolare e propria dellanimale: egli pone la causa dello sbilancio negli artifizi che si adoprano, e segnatamente nella differenza dei metalli; io, nella macchina animale: egli stabilisce tal causa accidentale ed estrinseca; io, naturale ed interna: egli in somma tutto attribuisce ai metalli, nulla allanimale; io, tutto a questo, nulla a quelli, ove si consideri il solo sbilancio. [OG. p. 429]
A TENSIONE DI CONTATTO. Nel 1796 Volta riusc a superare in gran parte le varie difficolt, modificando la propria teoria sullorigine della forza elettromotrice prodotta dallarco bimetallico102 e dimostrando, con mezzi fisici, la presenza di una tensione elettrica direttamente al contatto dei due metalli eterogenei tra di loro. Egli nasce dunque dal contatto mutuo dellargento per esempio collo stagno una forza per cui il primo d del fluido elettrico, il secondo lo riceve, largento tende a versarne, e ne versa nello stagno, ecc. Questa forza o tendenza produce, se il circolo altronde compto per mezzo di conduttori umidi, una corrente che va giusta la direzione sopra indicata dallargento

L
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ALESSANDRO VOLTA: LUOMO

E LO SCIENZIATO

Lultima versione di questi esperimenti, la seguente. Presi due piattelli metallici103 di materiale diverso e dotati di manico isolante, si pongono in contatto tra di loro. Separatili, si porta uno di essi in contatto con il disco inferiore dellelettroscopio condensatore, mentre quello superiore rimane appoggiato sopra, ed messo a terra mediante un filo metallico. Distaccato il piattello e alzato il piatto del condensatore, le foglioline dellelettroscopio divergono rivelando lesistenza di una carica elettrica, di cui possibile anche stabilirne il segno. [Op., Vol. I, p.561]

Il problema non era quindi solo dinamico, per cui erano necessari strumenti in grado di rivelare una corrente elettrica (che il quel momento erano solo di tipo organico) ma anche statico. La tensione che si genera al contatto dei due metalli pu essere allora messa in evidenza mediante un tradizionale elettroscopio, purch estremamente sensibile. E Volta possedeva questo strumento, il suo elettroscopio condensatore. In questo modo egli pot mettere in evidenza la debole tensione statica che si genera al contatto di due metalli eterogenei.

allo stagno, e da questa per la via del conduttore o conduttori umidi ritorna allargento per ripassare nello stagno ecc.:b se il circolo non compto, se i metalli trovansi isolati, una accumulazione di detto fluido elettrico nello stagno a spese dellargento; una elettricit cio positiva, ossia in pi nel primo, ed una negativa, ossia in meno nel secondo; una elettricit picciola vero, e al di sotto di quel grado che richiederebbesi per dare segno ai comuni elettrometri; ma che pure sono giunto finalmente a rendere, pi che non avrei sperato, sensibile. [Op. I, p. 419]

Volta pot cos concludere: Ecco in che consiste tutto il secreto, tutta la magia del Galvanismo. Ella semplicemente unelettricit artificiale, che vi giuoca mossa dai contatti di conduttori diversi.[] N tale virt compete ai soli metalli, o conduttori di prima classe, come avrebbe forse potuto credersi, ma a tutti generalmente, pi o meno secondo la varia lor natura e bont. Attenetevi a questi principi e voi spiegherete chiaramente tutte le esperienze fatte fin qui; senza dover ricorrere ad alcun altro principio immaginario duna elettricit animale propria e attiva degli organi. [Op. I, p. 413] Lo studio della tensione di contatto tra due o pi metalli tra loro collegati in circolo condusse Volta a scoprire quella che oggi noi chiamiamo seconda legge delleffetto Volta. Questa legge fu enun-

Conformi intieramente a ci sono i seguenti versi di un mio collega e amico (a cui io avea mostrate e spiegate le allora novissime sperienze del Galvanismo) in un elegantissimo suo Poemetto. Chiude egli dunque cos la bella e vivace pittura che ne fa: E quindi in preda a lo stupor ti parve / Chiaro veder quella virt, che cieca / Passa per interposti umidi tratti /Dal vile stagno al ricco argento, e torna / Da questo a quello con perenne giro (Mascheroni. Invito a Lesbia Cidonia, Milano, 1793). Nota dello stesso Volta. Mascheroni, come risulta dal gi citato diario Mangili, partecipava spesso agli esperimenti di Volta, ma curioso il fatto che questi versi furono scritti quando ancora Volta pensava che la corrente elettrica si generasse nel contatto dei singoli metalli con il conduttore umido, cio la rana (cfr. la relazione di A. Gigli Berzolari a p. 19 di questo volume). 103 Volta utilizz per la prima volta dei piattelli metallici, invece delle usuali verghe con le quali realizzava il contatto bimetallico, nella stessa lettera al Green nella quale presentava la sua nuova teoria della tensione di contatto: Abbiansi delle lastre o piattelli di diversi metalli dargento, dottone, di ferro, di piombo, di stagno, di zinco, ec. del diametro di 3 pollici circa. Non di gran vantaggio che sieno pi grandi; ma sarebbe troppo svantaggioso se fossero molto pi piccioli. Questi piattelli debbono potersi montare sopra piedi o colonnette isolanti. [Op. I, p. 423].
b

+
DAL GALVANI
ALLINVENZIONE DELLA

PILA 139

Tensione di contatto tra due metalli: a) circuito chiuso; b) circuito aperto.

DIBATTITO CON

Un particolare di questo esperimento, non sufficientemente evidenziato, consisteva nel fatto che le contrazioni, non sempre presenti, si presentavano invece sempre e con particolare forza quando uno dei contatti avveniva con lestremo reciso del nervo. Ritorneremo su questo particolare, quando parleremo, sia pure brevemente, degli esperimenti di Matteucci del 1839 ( 4.1), che diedero inizio allelettrofisiologia, anche se Du Bois-Reymond (1848) vide in questultimo esperimento di Galvani lesperimento capitale dellelettrofisiologia.
104

In questa pagina: Parte della Memoria seconda sullelettricit animale, 14 maggio 1792. Schizzi di strumenti utilizzati nelle esperienze con le rane (Cart. volt. K 13_, Istituto Lombardo). A fronte: Descrizione della solita maniera con cui Galvani preparava le rane (Autografo di Luigi Galvani).

ciata per la prima volta nel novembre 1801, in occasione della presentazione della Pila allInstitut de France. Essa presentata come una necessaria conseguenza della propriet che hanno i metalli di poter essere ordinati secondo la loro virt di spingere o tirare il fluido elettrico. [] Posto a immediato contatto qualsivoglia metallo con qualunque altro, la forza, con cui viene spinto il fluido elettrico, agguaglia esattamente la somma delle forze dei metalli intermedj ossia compresi nellindicata serie, o scala graduata fra quello e questo, cosicch sianvi o non sianvi tali metalli intermedj nellapparato da noi composto, si frappongano tutti ai due che ne formano glestremi, o alcuno solamente vi entri di mezzo, e in qualsisia ordine o serie, gli come non se ne frapponesse nessuno, e la forza elettrica, che risulta, sempre la medesima, n minore cio, n maggiore di quella che si dispiega, ove vengano a contatto immediato il primo e lultimo. [Op. II, p. 61]
LI ULTIMI ESPERIMENTI DI

GALVANI. Ancora una volta Galvani non si dette per vinto. In quello stesso anno scrisse cinque Memorie sullelettricit animale indirizzate allo Spallanzani, da sempre sostenitore delle sue teorie e, negli ultimi anni critico severo, e spesso anche maldicente, di Volta. In queste Memorie, dopo aver cercato un possibile compromesso, avanzando lipotesi della presenza di due distinte elettricit una animale e una comune, che si potevano manifestare congiuntamente o separatamente nei vari esperimenti, present nuovi esperimenti con i quali riusc a ottenere contrazioni nelle due gambe completamente separate di una rana facendo toccare tra di loro i relativi nervi (cfr. figure a p. 132 e p. 133).104

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ALESSANDRO VOLTA: LUOMO

E LO SCIENZIATO

Saranno questi gli ultimi scritti di Galvani, giacch egli morir l'anno successivo.106 Ma anche per Volta la situazione non si presenter tranquilla. Allinizio del 1799, con il ritorno degli austriaci in Lombardia, lUniversit verr chiusa e tutti i docenti dimessi; Volta si rifuger a Como, dove con i pochi mezzi a sua disposizione,107 verso la fine dello stesso anno, realizzer la Pila.
A REALIZZAZIONE DELLA PILA. Mentre dagli scritti e dalle lettere anteriori al 1797, stato possibile ricostruire, come abbiamo visto, tutto lo sviluppo del pensiero scientifico di Volta dal 1792 al 97, ci mancano invece informazioni precise su come egli sia arrivato tra il 78 e il 79 a rendere pi cospicui gli effetti elettrometrici delle singole coppie di metalli eterogenei, riuscendo a sommarli tra di loro. Tutti i richiami alla realizzazione della Pila sono sempre vaghi e sfuggevoli.

Or quale eterogeneit potr qui richiamarsi in aiuto delle insorte contrazioni allorch i soli nervi vengono a contatto? Si ricorrer forse allo stimolo che soffrono i nervi nella caduta delluno sullaltro. Ma perch percuotendo uno de medesimi nervi sopra un arco assai pi duro e aspro fatto di materia coibente, non si ottengono le contrazioni? []. Sembrami pertanto che si possa stabilire, che avvi una serie di contrazioni che si ottengono senza stimolo, senza metallo, e senza il minimo sospetto di eterogeneit, e prodotte dunque da un circolo di elettricit intrinseca allanimale e naturalmente sbilanciata. [OG, p. 439]105

Un primo accenno si trova nellintroduzione storica dello scritto del maggio 1801, gi citato; dopo aver a lungo richiamato e

105 La reazione di Volta fu particolarmente pesante. Senza entrare nel merito scientifico dellesperimento, accus Galvani di non aver letto i suoi ultimi lavori: Son persuaso, che Galvani ignorava tali sperienze affatto decisive, quando pubblic la sua ultima Opera poco dopo la met, dello stesso anno 1797: n io voglio fargli carico di questo. Ma ignorava egli ancora ci che il Volta aveva esposto, e lungamente ragionato nella sua 3.a Lettera allAb. Vassalli, pubblicata nellistesso Giornale Pavese al principio del 1796. Pare veramente, che lo ignorasse,[] E confessava che lo aveva molto sorpreso e quasi scandalizzato la sicurezza con cui Galvani, a fronte di tutto ci, sostiene ancora la sua prima opinione affatto inconciliabile, [] Or, questo negare ai metalli qualsisia virt o potere di sbilanciare il fluido elettrico, ci che mi ha ferito, contraddicendo, non solo a tanti argomenti e prove moltiplicate sul soggetto del Galvanismo, ma a fatti ben anche, e sperienze dirette, indipendentemente dal Galvanismo. [Op. I.p.530] 106 Scosso da penosi travagli morali e fisici, sopraggiunti negli ultimi anni di vita, il 4 dicembre 1798 si spegneva [Luigi Galvani], lacrimato e rimpianto da tutti; da tutti lodato per la sua dottrina, per la sua integrit morale; da tutti ammirato per la fede cristiana che lo aveva sorretto fino alla morte. G. Polvani, op. cit., p.339 107 Non deve meravigliare il fatto che Volta abbia potuto realizzare la Pila

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DIBATTITO CON

GALVANI

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nella propria abitazione di Como. Anche a Pavia, Volta aveva svolta la massima parte delle ricerche sullelettricit animale nella sua abitazione. Inoltre la costruzione di una pila tecnicamente molto semplice. Vale a questo proposito quanto scrisse Bozzi Granville nella gi citata autobiografia, riferendosi a quello che successe non appena Volta present a lezione la sua Pila. Immediatamente, il primo giorno di vacanza, gli studenti che avevano pi disponibilit degli altri si diedero da fare a procurarsi da casa un certo numero di soldi, che furono accuratamente lavati, ed un ugual numero di lire. Successivamente essi tagliarono dalle loro tele di lino dei pezzi rotondi, della dimensione delle monete, che vennero imbevuti di sale ed acqua, e cos vennero costruite delle pile voltaiche, per produrre e studiare i fenomeni visti, imitando in tale contesto lesempio del nostro professore. 108 La storia di questo lavoro singolare: Il Volta infatti stese questo voluminoso fascicolo per un concorso di 90 zecchini bandito il 1 luglio 1805 dalla Societ italiana delle Scienze che allor fioriva a Modena e contava 40 membri: il quesito proposto era: Esporre con chiarezza, con dignit e senza offesa di alcuno, la questione sul Galvanismo fra gli egregi nostri soci sig. Giovanni Aldini e sig. Alessandro Volta. Le memorie presentate furono tre: quella segnata col n. II collepigrafe: non plures admittendae sunt caussae quam quae verae sunt, et phaenomenis explicandis sufficiunt. Newton: la nostra in discorso: fu consegnata dal Volta al dott. Baronio suo scolaro e amico: perch questi siccome opera sua la inoltrasse pel concorso. Il Baronio inoltr la copia col proprio nome nella busta chiusa alla Societ di Modena []. Ritornata la memoria al Baronio pass nelle mani del Configliachi, che la pubblic.[] alla morte del Baronio facendosi bello, se non della memoria, certo delle note che esse pure sono in gran parte del Volta stesso. (Alessandro Volta jr., La Storia e la Teoria Voltiana nelle odierne pubblicazioni. Milano, 1892). 109 Come lo stesso Volta precisava in un successivo lavoro in terza persona: Giova qui richiamare che gli organi elettrici della Torpedine consistono in un aggregato di molti prismetti, o canali membranosi, in ciascuno de quali trovasi una serie numerosa di piccoli diaframmi, o pellicole applicate, e sovrapposte le une alle altre; come appunto le laminette, o dischi metallici negli apparati a colonna del nostro VOLTA. La differenza in ci solo che quelle laminette non sono metalliche come queste. Ma se anche i conduttori umidi, o di 2. classe, sono motori di elettricit, come esso VOLTA ha provato, sebben debolissimi in generale; e se poi fralle sostanze animali ve ne possono essere di abbastanza attivi, come egli presume, una tal differenza non distrugger il parallelo. [Op. II, p. 226n]

Era evidente, che nulla avrebbe potuto ottenere costruendo tal apparato di soli metalli, sovrapponendo es. gr. ad una lamina di argento una di zinco, a questa una seconda dargento poi una seconda di zinco e cos di seguito; attesoch le forze con cui largento spinge il fluido elettrico nello zinco, si controbilancerebbero, largento inferiore spingendo di gi in su verso lo zinco, ed il superiore di su in gi verso il medesimo, ed egualmente. [] Era pertanto la cosa in certo modo disperata, e pass qualche anno prima chei trovasse alcuno espediente. Quando alla fine gli sugger quello, che forse lunico, dinterpolare cio le coppie di metalli ben assortiti e farle comunicare luna allaltra, per mezzo di uno strato umido, ossia conduttore di seconda classe ponendo v. gr. argento, zinco, e strato umido; poi di nuovo argento, zinco, e strato umido; e cos di seguito per quella serie che piacesse; a ci lo determin il riflettere, che lazione de conduttori umidi coi metalli, che combaciano, essendo comunemente piccolissima, come avea trovato, sarebbe stata ben lungi dal poter controbilanciare quella de detti metalli tra loro; e poco o nulla lavrebbe alterata, sia rinforzandola, sia indebolendola. [Op. II, p. 225]

Qualche particolare in pi si trova in una Memoria, pubblicata nel 1814 da Piero Configliacchi, suo successore sulla cattedra di Fisica, ma probabilmente scritta dallo stesso Volta in terza persona tra il 1803 e il 1806:108 Ma non contento [egli] pens ai mezzi di accrescere realmente la forza od intensit della sua elettricit metallica [] in guisa di poter far dare allelettrometro de segni ben marcati a dirittura, senza punto aver bisogno di Condensatore [], e se fosse possibile, di ottenere anche la scintilla, delle commozioni nella braccia, ec.; e rinvenne alfine sul cadere dellanno 1799 quellartifizio, il quale non che appagare, super di molto la sua aspettazione. Ognuno gi comprende essere questo il nuovo suo apparato Galvanico, o a dir pi giusto, elettrico, che ha fatto tanto rumore in tutta lEuropa ed occupa anche in oggi un gran numero di Fisici di Chimici, e di Medici.

descritto le misure effettuate a partire dal 1796 con lelettroscopio condensatore sulla tensione di contatto tra metalli diversi, concludeva: Due anni dopo, cio nel 1798, ritornai ancora sopra queste sperienze, chio avea mostrato in quellintervallo di tempo a un gran numero di persone curiose di tali cose. [] il successo di queste sperienze era gi pi che soddisfacente e in certo modo compito; pure io sperava sempre di andare pi lungi moltiplicandole, e variandole in molte maniere; come infatti pervenni verso la fine del 1799 a dei risultati se non pi decisivi, che gi lo erano abbastanza i primi, pi sorprendenti, certo, e molto pi istruttivi, sotto vari rapporti; e a quelli fra gli altri, che fanno il soggetto del presente scritto [relativo alla costruzione e al funzionamento della Pila]. [Op II, p. 32n]

possibile che lidea di sovrapporre le singole coppie di dischi metallici, in particolare di rame e di zinco, intervallandole con uno strato di cartone inumidito con acqua salata o acidulata, gli sia stata suggerita dalla lettura di alcuni studi sulla struttura anatomica dellorgano elettrico della torpedine.109
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E LO SCIENZIATO

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Questa tesi, avvalorata dalle parole stesse di Volta, che nellautunno del 1800, in una lettera a Brugnatelli, ribadendo quanto gi affermato nella comunicazione del 20 marzo alla Royal Society di Londra, scriveva [il] mio nuovo apparato, che chiamo Organo elettrico artificiale per essere fondato sopra i medesimi principj, e simile anche nella forma, secondo la sua prima costruzione, allOrgano naturale della torpedine [Op. II, p. 2], trova un ulteriore conferma nella epigrafe apparsa nella gi citata opera di Volta, edita a cura di Pietro Configliacchi nel 1814, ancora vivente Volta, e successivamente riportata sotto il busto dello scienziato, posto nellaula Volta dellUniversit di Pavia
ALEXANDER VOLTA, IN RE ELECTRICA PRINCEPS VIM RAIAE TORPEDINIS MEDITATUS NATURAE INTERPRES ET AEMULUS

La realizzazione della Pila avvenne, come abbiamo gi visto, verso la fine del 1799 e Volta ne diede notizia mediante una lettera inviata, sempre da Como, il 20 marzo 1800 a Sir Joseph Bank, Presidente della Royal Society.110 Questa lettera non , senza dubbio, uno degli scritti migliori dello scienziato. Come egli stesso ebbe a scrivere, si trattava di uno scritto [] composto di varj frammenti accozzati senzordine, e che lasciava delle lacune, tolti da un Mmoire beaucoup plus tendu che non avevo ancora potuto finire [Op, I, p. 587], scritto come ho potuto in una lingua, che non la mia, cio la Francese, per essere questa meglio intesa dagli esteri che lItaliana. [Op. II, p. 15] .

110 On the electricity excited by the mere contact of conducting substances of different kinds in a letter from mr. Alexander Volta f. r. s. professor of natural philosophy in the University of Pavia, to the rt. hon. sir Joseph Banks bart. k. b. p. r. s. La lettera, scritta in francese, venne letta il 26 giugno del 1800 e pubblicata nella versione originale con il solo titolo in inglese in Phil. Trans. 1800, part I, p. 403. (Op. I, p. 562-582). Una traduzione inglese venne successivamente pubblicata nel Phil. Mag. Vol 7, 1880, p.289. La traduzione italiana che si utilizza in questo articolo tratta dal volume A. Volta: On the electricity excited by the mere contact of conducting substances of different kind (Hoepli ed., 1999, p. 79), dove, oltre al testo originale e alla traduzione italiana riportata anche la traduzione inglese del 1880 e una traduzione in tedesco del 1899 (cfr. pi avanti).

Razza comune e marmorizzata, torpedine o pesce elettrico (da R. Lydekker, The Royal Natural History, Londra 1896, Vol. V). Sotto: Organo elettrico della torpedine (da una tavola di John Hunter) e un esempio di pila biologica (da Claude Bernard).

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DIBATTITO CON

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Esemplari di Pila (Sala Casartelli, o dei Nobel, Istituto Carducci, Como). Sotto: minuta della lettera di Volta a Joseph Banks (Istituto Lombardo) e due esemplari di Pile ottocentesche, di cui la seconda con custodia da viaggio (Tempio Voltiano, Como).

[] l'apparecchio di cui vi parlo, e che vi meraviglier senza dubbio, non che l'accozzamento di un numero di buoni conduttori di differente specie, disposti in un certo modo; 30, 40, 60 pezzi, o pi, di rame, o meglio d'argento, applicati ciascuno ad un pezzo di stagno, o, il che molto meglio, di zinco, e un numero uguale di strati d'acqua, o di qualche altro umore che sia miglior conduttore dell'acqua semplice, come l'acqua salata, la lisciva, ecc., o dei pezzi di cartone, di pelle ecc., bene imbevuti di questi umori: questi strati interposti a ogni coppia o combinazione dei due metalli differenti, una tale successione alternata, e sempre nel medesimo ordine, di queste tre specie di conduttori, ecco tutto ci che costituisce il mio nuovo strumento; che imita, come ho detto, gli effetti delle bottiglie di Leida, o delle batterie elettriche, procurando le medesime commozioni di queste; esso in verit, rimane molto al di sotto delle attivit delle dette batterie caricate ad un alto livello, quanto alla forza e rumore delle esplosioni, alla scin-

Lo scritto, dopo un breve cenno allelettricit generata dal contatto di metalli eterogenei, presenta una prima sommaria descrizione del nuovo apparato, che per gli effetti da esso prodotti, pu essere paragonato ad una bottiglia di Leida debolmente carica.

Probabilmente la necessit di rendere pubblica la nuova invenzione il pi presto possibile, lo convinse a inviare un primo scritto, ripromettendosi una successiva memoria organica che per non apparve mai.

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ALESSANDRO VOLTA: LUOMO

E LO SCIENZIATO

tilla, alla distanza alla quale pu effettuarsi la scarica, ecc., eguagliando solamente gli effetti di una batteria caricata a un grado assai debole, una batteria che tuttavia ha una capacit immensa; ma d'altronde sorpassa infinitamente la virt e il potere di queste medesime batterie, nel fatto che non ha bisogno, come quelle, [405] di essere caricato prima, per mezzo di una elettricit estranea, e nel fatto che capace di dare la commozione tutte le volte che lo si tocchi convenientemente, qualunque sia la frequenza di questi toccamenti. [p. 565]111 questa la grande novit e potenzialit del nuovo apparato: la possibilit, cio, di erogare con continuit una corrente elettrica. Infatti gli apparecchi esistenti erano in grado di fornire scariche elettriche, anche molto pi intense, ma dovevano essere ogni volta ricaricati. E prosegue dando al suo dispositivo un primo nome.

111 Le citazioni si riferiscono al testo originale in francese, riportato nel volume Op. I

Questapparecchio, simile nella sostanza, come far vedere, e proprio come lho costruito, pure nella forma, allorgano elettrico naturale della torpedine, dellanguilla tremante, ecc. assai pi che alla bottiglia di Leida e alle batterie elettriche conosciute, questo apparecchio, dico, vorrei chiamarlo Organo elettrico artificiale. E in verit non esso, come quello, composto unicamente da corpi conduttori? non esso, del resto, attivo di per se stesso, senza alcuna carica precedente? Senza il soccorso d'una qualunque elettricit eccitata da alcuno dei mezzi conosciuti finora; in azione incessante e senza tregua; capace infine di dare ad ogni momento commo-

Schizzo schematico della Pila a corona di tazze nella lettera a Marsilio Landriani, post marzo 1801 (Autografo di Volta, Cart. volt. J78 verso, Istituto Lombardo) ed esemplare di Pila a corona di tazze (Tempio Voltiano, Como). DAL
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112 In uno scritto successivo riferir di aver ideato anche un terzo tipo di apparato: Vi far dunque solamente cenno di una terza forma che immaginai ed eseguij dopo lapparato a Colonna e prima di quello a bicchieri; ed di molte picciole coppe di rame stagnate di dentro con stagnatura di rame e zinco a dosi presso a poco eguali. [Op. II, p. 22] E ancora Alcuni Inglesi invece dellapparato a corona di tazze ne usano un altro non molto diverso, che chiamano Trog-Apparat, e che consiste in una vaschetta quadrilunga di legno intonicato di mastice divisa in una serie di celle da lamine metalliche doppie, aventi cio luna faccia dargento, o rame, laltra di zinco, riempiendo poi tali celle dacqua salata, ec. Questa costruzione imita anchessa assai bene gli organi elettrici della Torpedine, se, come possiamo credere, la serie numerosa di pellicole tenute in que canaletti membranosi, che compongono tali organi, non si toccano fra loro, ma lasciando qualche interstizio fra luna e laltra formano altrettante cellette ripiene alluopo di umore qualsiasi. [Op. II, p. 227] 113 E interessante notare come Volta, avendo realizzato per la prima volta un circuito elettrico con due conduttori in parallelo, abbia intuito le leggi della corrente elettrica.

Segue una descrizione pi dettagliata e particolareggiata sul modo di procedere per costruire il nuovo apparato e si passa quindi a parlare degli effetti che si possono ottenere da un apparecchio cos costruito, ancora troppo piccolo per dei grandi effetti. Si tratta prevalentemente di effetti di tipo fisiologico, quali pizzicore o commozione nelle articolazione, anche se mediante un condensatore possibile ottenere una scintilla o dei segni ad un elettrometro. In tutti i casi sono necessarie molte precauzione affinch i contatti siano i migliori possibili. Tuttavia se invece di un solo apparato se ne utilizzano due o tre, tra loro collegati in serie, gli effetti ottenibili possono eguagliare e sorpassare ancora quelli della torpedine e dellanguilla tremante. Si ritorna brevemente sulla costruzione dellapparato, proponendo questa volta di chiamarlo, sulla base della sua forma, apparecchio a colonna (appareil colonne). Viene quindi descritta una seconda possibile disposizione, che viene chiamata a corona di tazze (couronne de tasses).112

zioni pi o meno forti, secondo le circostanze, commozioni che raddoppiano a ogni contatto, e che, ripetute cos con frequenza, o continuate per un certo tempo, producono lo stesso intirizzimento delle membra che fa provare la torpedine, ecc.? [p. 566]

La descrizione di una serie di esperimenti, non meno istruttivi che divertenti, condotti con questultima disposizione permise a Volta di spiegare come potrebbero operare, nellacqua, i pesci elettrici. In un bacino pieno di acqua, nel quale sono immersi due fascette metalliche in contatto con i poli della Pila, si introducono due dita, una per ciascuna mano in contatto o molto vicino ai poli della pila. Ora si potr essere sorpresi, che in questo cerchio la corrente elettrica, avendo il suo passaggio libero attraverso una massa dacqua non interrotta, in questacqua che riempie il catino, abbandoni questo buon conduttore per gettarsi, e proseguire il suo corso, attraverso il corpo della persona che tiene le sue mani immerse in questa stessa acqua, facendo cos un pi lungo tragitto. Ma la sorpresa cesser, se si riflette, che le sostanze animali vive e calde, e soprattutto i loro umori, sono in generale conduttori migliori dellacqua. Dunque il corpo della persona che tuffa le mani nell'acqua, offrendo un passaggio pi facile che non questacqua al torrente elettrico, questi deve preferirlo, per quanto un po pi lungo. Del resto siccome il fluido elettrico, allorch deve attraversare in massa dei conduttori che non sono perfetti, e segnatamente dei conduttori umidi, preferisce estendersi in un canale pi largo, o ripartirsi in molteplici, e prendere addirittura delle vie traverse, trovandovi meno resistenza che a seguire un solo canale, bench pi corto, fa al caso nostro che una parte del torrente elettrico la quale, discostandosi dallacqua, prende questa nuova via della persona, e la percorre da un braccio allaltro: unaltra parte pi o meno grande passa attraverso l'acqua del catino. Ecco la ragione per cui la scossa che si prova molto pi debole di quando la corrente non ripartita, quando la persona fa da sola la comunicazione da un arco all'altro, ecc. [p. 573]113
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E LO SCIENZIATO

Nessun richiamo quindi in tutta la lettera al funzionamento fisico dellapparato. Sembra che Volta abbia voluto limitarsi a presentare il suo apparato, in grado di produrre una corrente continua e perpetua, e servirsene subito per negare lesistenza di ogni possibile corrente elettrica di origine animale; infatti, anche quella generata dai pesci elettrici prodotta da una pila biologica, interna allanimale, costruita attraverso il contatto di conduttori organici di seconda specie, separati da un umore liquido. A qual elettricit dunque, a quale strumento deve essere paragonato questo organo della torpedine, dell'anguilla tremante ecc.? A quello che io ho costruito, secondo il nuovo principio di elettricit che ho scoperto qualche anno fa, e che le mie esperienze successive, soprattutto quelle che mi occupano presentemente, hanno cos bene confermato, ossia che i conduttori sono, in certi casi, anche motori di elettricit, nel caso di mutuo contatto tra essi, di differente specie ecc.; a questo apparecchio, che io ho chiamato Organo elettrico artificiale e che, essendo in fondo la stessa cosa dell'organo naturale della torpedine, gli rassomiglia anche per la forma, come ho gi esposto.

La lettera finisce con la presentazione dellipotetica struttura anatomica e funzionale dellorgano elettrico della torpedine. In questa trattazione Volta richiama i lavori di William Nicholson (1753-1816) sullorigine dellelettricit delle torpedine, le cui ipotesi ritiene ormai sorpassate, alla luce delle nuove scoperte. Cos, dunque, questo organo formato unicamente da sostanze conduttrici, non pu essere paragonato n all'elettroforo o condensatore, n alla bottiglia di Leida, n a una qualunque macchina eccitabile, sia per sfregamento, sia per qualche altro mezzo capace di elettrizzare dei corpi isolanti, che si sono sempre creduti, prima delle mie scoperte, i soli originariamente elettrici. [p. 582]

Si passa quindi a presentare gli effetti fisiologici che lapparato, che adesso viene chiamato apparecchio elettro-motore (bisogna dare dei nuovi nomi agli apparecchi nuovi, non solo per la forma, ma anche per gli effetti o per il principio da cui essi dipendono), provoca sugli organi del gusto, della vista, delludito e del tatto. In questa parte della lettera, fin troppo dettagliata e in alcuni casi anche prolissa, si deve notare linsistenza con cui Volta parla del carattere continuo della corrente elettrica prodotta dalla Pila. Questa circolazione senza fine del fluido elettrico (questo moto perpetuo)114 pu parere un paradosso, pu essere inesplicabile: ma essa non peraltro meno vera e reale, e si tocca per cos dire con mano. [p. 576]

114 Se lorigine della corrente elettrica dovuta alla differenza di potenziale che si genera al contatto dei due metalli, come Volta credeva e continuer a credere, essa dovrebbe continuare a circolare, anche se ci porterebbe allassurdo di un moto perpetuo. In una lettera della primavera successiva ribadir: codesto mio Apparato, che dimostra con effetti cotanto manifesti di scosse ripetute senza fine e quanto si voglia frequenti, di pungimento e bruciore sulla pelle, ecc., lelettricit eccitata dal semplice mutuo contatto di conduttori diversi, specialmente metallici, e mossa incessantemente, ove continuino tali contatti. [Op. II, p. 15]

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DIBATTITO CON

GALVANI

ALLINVENZIONE DELLA

PILA

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* Si tratta anche del motto utilizzato dal Volta per individuare la gi citata memoria presentata nel 1805 allAccademia delle Scienze di Modena tramite il Baronio (vedi nota 108)

Non plures admittendae sunt causae quam quae verae sunt, et phaenomenis explicandis sufficiunt. (Newton)*

LATTIVIT

SCIENTIFICA DOPO LA

PILA

In effetti Nicholson era stato informato della realizzazione della Pila da Banks su richiesta dello stesso Volta. Alla fine della lettera spedita a Banks infatti Volta lo pregava di farla particolarmente conoscere ai colleghi Cavallo, Bennet e Nicholson, e invitarli a ripetere codeste [sue] sperienze, a moltiplicarle, e variarle.[Op. II, p. 7]
115

Gi nel maggio 1800, ancor prima che la lettera del 20 marzo venisse letta e data alle stampe (26 giugno), in Inghilterra Nicholson115 scopriva lelettrolisi dellacqua con una pila costruita utilizzando, per la fretta, mezze corone dargento. linizio della moderna elettrochimica; in pochi anni, grazie allelettrolisi, vennero scoperti un gran numero di nuovi elementi.

Il successo del nuovo strumento fu ovviamente strepitoso. Napoleone, membro dellInstitut de France, dopo aver assistito personalmente, nel 1801, alla presentazione da parte di Volta delle sue esperienze, volle solennemente premiarlo con la medaglia doro dellIstituto, nonostante qualche perplessit degli scienziati francesi sullinterpretazione voltiana del funzionamento della Pila.

NTRODUZIONE.

Minuta di un articolo sullelettrolisi dellacqua con schizzo del dispositivo utilizzato (Autografo di Volta, Cart. volt. J85, Istituto Lombardo).

Nel 1819 Hans Christian Oersted (1777-1851), osservando che la corrente elettrica fornita dalla pila in grado di produrre azioni magnetiche, gett le basi per la nascita dellelettrodinamica e dodici anni dopo Michael Faraday (1791-1867), con la scoperta dellinduzione elettromagnetica, realizz lunificazione di elettricit e magnetismo nella nuova branca dellelettromagnetismo, che trover successivamente la sua completa formalizzazione ad opera di James Clerk Maxwell (1831-1879).

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ALESSANDRO VOLTA: LUOMO

E LO SCIENZIATO

Le applicazioni tecnologiche non tardarono a venire. Nel 1865 Antonio Pacinotti (1841-1912) realizz la dinamo, generatore di corrente elettrica a spese di energia meccanica, e nello stesso tempo motore, in grado cio di compiere la trasformazione inversa, lenergia elettrica in energia meccanica. Da questo momento lenergia elettrica comincia a imporsi rispetto alle altre fonti di energia e diventa il modo migliore per trasportare lenergia a livello mondiale.

116 Si tratta di un galvanometro sensibilissimo che, grazie a una particolare disposizione delle bobine elettriche, elimina gli effetti dovuti al campo magnetico terrestre.

Con linvenzione della Pila non si parl quasi pi di elettricit animale, non tanto perch la Pila ne dimostrasse linesistenza, ma per la grande fama e notoriet acquistata dal suo pi acerrimo nemico. Si ricomincer a parlare di elettricit animale solo dopo trentanni con i lavori di altri due grandi scienziati italiani, Leopoldo Nobili (1784-1835) e Carlo Matteucci (1811-1868), quando la teoria voltiana del contatto aveva lasciato ormai il passo allinterpretazione chimica del funzionamento della Pila. Nel 1828, Nobili, per provare la sensibilit del proprio galvanometro astatico,116 realizz un circuito elettrico con una rana in serie al galvanometro. I due terminali dello strumento, come nei classici esperimenti di Galvani, toccavano rispettivamente il muscolo e il nervo della rana. Tuttavia egli interpret il passaggio di corrente come dovuto a un effetto termoelettrico tra i terminali dello strumento stesso, prodotto dalla diversa temperatura che si veniva a creare per una diversa velocit di evaporazione dei due tessuti. Nel 1839 Matteucci, ripetendo gli esperimenti di Nobili, riusc a

Ha inizio la rivoluzione tecnologica e la pila a combustibile, la versione moderna della Pila di Volta, costituir la fonte di energia pulita del futuro. Essa opera con lidrogeno e con lossigeno dellaria, producendo solo vapore acqueo; la sua efficienza energetica molto pi alta dei normali motori a scoppio, non ha parti mobili, non produce inquinamento e rumore.

A lato: Esperienza di Hans Christian Oersted sul rapporto tra correnti elettriche e campi magnetici. Sopra: Batteria di pile voltaiche realizzata da Oersted nel 1813 allcole Polytechnique di Parigi per ordine di Napoleone. LATTIVIT
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Ci dovuto al fatto che la superficie lesionata rappresenta una zona di bassa resistenza verso linterno della cellula, rendendo cos accessibile la differenza di potenziale esistente tra linterno e lesterno della cellula (potenziale dazione). 118 Dal 1801 al 1812 Volta rivest i seguenti incarichi pubblici: membro della Consulta di Lione; presidente del consiglio generale del dipartimento del Lario; presidente del magistrato d'Acque; revisore delle stampe e membro dell'ufficio centrale della libert di stampa; presidente del consiglio elettorale del dipartimento del Lario. Inoltre nel 1805 venne nominato cavaliere della Legione d'Onore; nel 1806 Cavaliere dell'Ordine Reale Italiano della Corona di Ferro; nel 1809 senatore del Regno d'Italia, e infine, nel 1810, Conte del Regno d'Italia. Risulta anche che nellanno 1823 fu eletto Primo Deputato per il Comune di Lazzate. 119 Negli anni successivi il suo impegno si and afflievolandosi sempre pi. Riportiamo a questo proposito quanto gi riferito nel 1.6: Vivo tranquillo e in riposo nella mia patria [Como], e in seno alla mia famiglia, dove occupandomi principalmente in dar leducazione a miei figli, non lascio per altro di attendere a miei studi. (1806); Poco ormai mi applico in questa mia avanzata et [64 anni] alle ricerche sperimentali, occupato ora in patria agli affari domestici, e alla educazione di tre figli maschi, de quali fo io stesso da maestro nella scuola di umane lettere. Nelle poche ore di ozio amo per ancora vedere i progressi altrui nelle scienze naturali che ho sempre prediletto. (1809)
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Ma quale fu nei primi anni dellOttocento il ruolo di Volta nella ricerca scientifica legata alle applicazioni della corrente elettrica prodotta dalla Pila? Nonostante alcuni problemi di salute e i numerosi impegni politici e istituzionali,118 lattivit di ricerca, almeno fino al 1806,119 fu ancora rilevante. Tre furono i problemi che maggiormente lo interessarono, o forse meglio, lo preoccuparono: la validit dellinterpretazione fisica del funzionamento della Pila, basata sulla tensione che si genera al contatto tra i due metalli diversi; lidentit del cos detto fluido galvanico, messo in circolo dalla Pila, con il fluido elettrico prodotto dalle macchine elettrostatiche; la natura dei fenomeni elettrochimici generati dalla corrente elettrica prodotta dalla Pila. Contro il parere di molti fisici e chimici che attribuivano alle reazione chimiche, che si generano nel contatto dei due metalli con il conduttore umido, la base del funzionamento della Pila, in una lettera del 21 ottobre 1801 a J. C. De La Mtherie Volta affermava con forza che: les effets de mes nouveaux appareils (quon peut appeler lectro-moteurs) soit pile, soit couronne de tasses, qui ont tant excit lattention des physiciens, des chimistes et des mdecins, ces effets si puissans et merveilleux, ne sont absolument que la somme additionnelle des effets dune srie de plusieurs couples mtalliques pareils, et que les phnomnes chimiques eux-mmes quon en obtient de dcomposition de leau et dautres liquides, doxidation des mtaux, etc., sont des effets secondaires: des effets, je veux dire, de cette lectricit, de ce courant continuel de fluide lectrique, qui, par la dite action des mtaux accoupls, stablit sitt quon fait communiquer par un arc conducteur les deux extrmits de lappareil, et une fois tabli, se soutient et dure tant que le cercle nest point interrompu. [Op. II, p. 37]

evidenziare con sicurezza e misurare una corrente di origine animale. Egli not che per ottenere una corrente elettrica era necessario e sufficiente toccare con i terminali due punti del muscolo, purch uno dei due corrispondesse a una parte lesa della fibra muscolare.117 Per esaltare leffetto, mostrando che lorigine della corrente elettrica non era di tipo fisico, Matteucci ricorse allingegnoso espediente di mettere in serie un certo numero di semicosce di rana, in modo che la parte tagliata di una coscia fosse a contatto con la parte sana della successiva. Aumentando il numero di semicosce di questa pila biologica, Matteucci fu in grado di mostrare che aumentava in proporzione lintensit di corrente misurata dal galvanometro, segno evidente che lorigine della corrente elettrica non poteva essere dovuta al contatto metallico dei terminali dello strumento con gli estremi della pila (fig. a fronte).

A TEORIA FISICA DEL FUNZIONAMENTO DELLA PILA.

Il fatto che, variando la concentrazione di sale nel conduttore umido, non variava la tensione della Pila ma solo lintensit della corrente messa in circolo, o che la Pila potesse funzionare anche utilizzando acqua, ritenuta pura, era per Volta una valida conferma che lorigine della forza elettromotrice della Pila era da ricercarsi solo nel contatto tra i due metalli diversi.
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Rimaneva pur sempre da giustificare il ruolo del conduttore di seconda classe interposto tra le coppie di metalli. Infatti se esso doveva semplicemente trasferire la tensione prodotta dal contatto tra i due metalli della prima coppia alla seconda e cos via, bisognava ammettere che la legge dei rapporti valevole per i conduttori di prima classe (cio la seconda legge delleffetto Volta) non valesse tra conduttori di classi diverse; inoltre per giustificare la successiva analogia tra la Pila e lorgano elettrico della torpedine era necessario ammettere che tale legge non valesse neppure tra i conduttori della seconda classe. Volta ne era consapevole e nella memoria del 1801, relativa alle conferenze tenute allInstitut de France, cercher di darne una spiegazione, ma pi che una spiegazione essa una semplice presa datto che le cose vanno cos, perch cos devono andare. Che se avesse luogo cos fatto rapporto, chiaro che a nulla servirebbe linterporre ad ogni coppia di metalli diversi un conduttore umido, qual egli si fosse, come a nulla serve linterporre un terzo metallo qualunque e che giunto non sarei mai, moltiplicando, tali coppie e strati umidi, ad avere maggior forza di elettricit di quella avea ottenuto da una coppia sola. Se vi son giunto pertanto, se ho potuto costrurre degli apparati che danno segni elettrici tanto pi forti, delle scosse gagliarde, scintille ec., dunque in grazia di questo cambiamento di tenore nel passaggio dalla prima alla seconda classe de motori elettrici. Pu domandarsi qui (e la questione dimportanza), se il rapporto, ossia quella regolata giusta gradazione, che si osserva tra i conduttori di prima classe, riguardo alle rispettive loro forze in qualit di motori del fluido elettrico e che manca poi nel passaggio da quella prima alla seconda classe abbia luogo di nuovo per i conduttori di questa seconda classe tra loro, cio non sortendo da tal classe. Supposto che avesse luogo, diverrebbe impossibile il costrurre un apparato con questi soli, che dispiegasse una forza elettrica di qualche polso, atta a scuotere le braccia, ec. Eppure, se non larte, la natura ha trovato il modo di riuscirvi negli organi elettrici della Torpedine, dellAnguilla tremante costrutti di soli conduttori di questa seconda classe ossia umidi, []. Convien dunque dire che lindicato rapporto e regolata gradazione rispetto alle forze motrici del fluido elettrico non si osservi dai conduttori di seconda classe neppure fra loro[]; oppure che debbasi per avventura la seconda classe suddividere, e riconoscerne una terza. [Op. II, p. 62]
IDENTIT DEL FLUIDO GALVANICO CON IL FLUIDO ELETTRICO. Il problema che molti fisici e chimici francesi e tedeschi si erano posti fin dallinizio, con sempre maggior insistenza, era se quello, che si voluto gi chiamare, e continua puranco a chiamarsi da taluni fluido galvanico120 o pi generalmente agente Galvanico sia lo stesso che lagente elettrico, cio sia il vero e proprio fluido elettrico comune a tutti i corpi, oppure altro fluido od agente non ben conosciuto, come si preteso da molti. [OV Vol. II, p. 27] .

La pila biologica di Matteucci, costituita da semicosce di rana.

In realt non era facile accettare che un fluido elettrico di tensione cos bassa, da non essere in grado di produrre che insignificanti scintille, potesse produrre effetti chimici di gran lunga pi vistosi di quelli ottenibili con le grandi macchine elettrostatiche.
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Anche quando la polemica sar cessata, la corrente prodotta dalla Pila verr ancora e per lungo tempo indicata come galvanica. Inoltre nel nome di Galvani sono indicati tuttora moltri strumenti e processi fisicochimici: galvanometro, galvanoplastica, ecc.
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Memoria del prof. Alessandro Volta sullidentit del fluido elettrico col fluido galvanico - Novembre 1801. [Op. II, p. 67-105] (Si tratta delle conferenze tenute allInstitut de France) e Lidentit del fluido elettrico col cos detto fluido galvanico vittoriosamente dimostrata con nuove esperienze ed osservazioni, Op. II, p. 205-318. (Si tratta della memoria, gi pi volte citata, presentata al concorso della Accademia delle Scienze di Modena) 122 La lettera di Volta a van Marum, fu resa pubblica solo nel 1905. Faraday non poteva quindi esserne a conoscenza. Meraviglia comunque come lo scienziato francese abbia proposto nel 1833 di chiamare il suo strumento per lo studio degli effetti chimici della corrente Volta-electrometer e successivmente nel 1838 Voltameter. Che Volta ne avesse parlato nel 1813 nel suo incontro a Milano con Davy e Faraday? 123 Cependant si on reflechit que dans la pile le courant souffre toujours du retard, ou de la difficult son passage par les couches humides, qui ne sont pas dassez bons conducteurs et que ni cet obstacle ni aucune autre genre na lieu dans la dcharge dune batterie bien construite; on pourra comprendre comment la decharge de celle-ci peut occasionner, par cette plus grande libert du courant, une commotion plus violente, que celle de la pile, tension gale; pourvu seulement que la capacit de cette batterie soit assez grande pour que sa dcharge continue le temps quil faut produire sur nos organes un plein effet. [Op. IV , p. 224]
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Merita particolare attenzione a questo proposito quanto Volta scriveva a Van Marum nel giugno 1802, pregandolo di eseguire una serie di esperienze con la sua grande macchina elettrostatica per verificare lidentit dei due fluidi elettrici. In questa lettera Volta anticipa la prima legge di Faraday della stechiometria chimica e propone di misurare lintensit di corrente prodotta da due diversi generatori attraverso la misura degli effetti chimici prodotti.122 Oui, la mme quantit et de la mme manire, et avec les mmes apparences, si veritablement votre grande et prodigieuse machine lectrique est capable de fournir et faire passer dans de conducteurs sans fin autant de fluide lectrique chaque instant ou dans un temps donn, quen fournit et fait passer la pile. Pour les autres machines, qui ne sont pas si grandes et excellentes que la votre, il est dja decid quelles fournissent beaucoup moins quune pile mme petite. [Op. II, p. 229]

Su questo argomento Volta scrisse due appassionate memorie,121 nelle quali, dopo aver fatto il punto della situazione, mostra come una corrente a bassa tensione ma continua possa produrre effetti pi rilevanti di una corrente ad alta tensione ma impulsiva. Riguardo allopinione de Fisici molti sicuramente debbono essersi alla fine disingannati del preteso fluido galvanico diverso dallelettrico, e avere ormai riconosciuto esser questo solo, che viene messo in giuoco nelle sperienze di cui si tratta e che produce tutti gli effetti, che dianzi attribuivano a quellaltro fluido od agente immaginario: pur ve ne sono ancora non pochi, che persistono tuttavia in tale strana opinione, malgrado le tante prove dirette, e fatti palpabili, che stanno e attestano per il fluido elettrico. Trovansi fra questi non anco convertiti oltre alcuni Fisici e Chimici tedeschi, i celebri Chimici Francesi Fourcroy e Vauquelin, i quali in una recente Memoria sostengono essere il fluido Galvanico un fluido particolare diverso dallelettrico. []. Non mancano per di quelli, che [] formalmente hanno deciso e dichiarato francamente esser questo, e non altro il fluido in questione. Fra questi, che chiamar potremmo elettricisti ortodossi, merita dessere distinto il cel. Fisico e Chimico Inglese Nicholson, il quale ha pubblicato il primo al mese di Luglio 1800 lestratto di una mia Memoria diretta alcuni mesi avanti alla Societ R. di Londra, aggiugnendovi egli del suo molte nuove sperienze [].Egli dunque conchiude non poter pi dubitarsi, che tutti tali effetti del nuovo mio apparato, e quelli analoghi del Galvanismo, non sieno dovuti allagente elettrico: Il ne reste donc plus de doutes que le Galvanisme ne doit tre mis au nombre des phnomens lectriques. [Op. II, p. 28]

Inoltre, sempre in questa lettera, mostrava di aver chiaramente compreso il ruolo della resistenza interna di una Pila per quanto riguarda la corrente elettrica prodotta nel circuito, riuscendo cos a spiegare il fatto che la commozione prodotta da una Pila molto minore di quella prodotta da una batteria di bottiglie di Leida caricata mediante la Pila stessa123 [] Infine per quanto riguarda la corrente messa in circolo da un pila affermava que la rapidit du courant lectrique et consequemment la force de la commotion quon prouve, est en raison compose de la tension lectrique et
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de la libert ou facilit du passage dans toutes les parties de la chaine, ou cercle. [Op. II, p. 231] Secondo Polvani (op. cit. p. 370) questa una chiara anticipazione della legge di Ohm.
FENOMENI ELETTROCHIMICI. Volta venne a conoscenza dei dettagli 124 dellesperimento di Nicholson da una lettera inviatagli da Vienna dal Landriani in data 17 agosto 1800. Rispondendo in data 22 settembre, cos commentava la notizia: Vi dir ancora, che [] le mie proprie sperienze mi aveano gi presentato qualche cosa danalogo, per non dire lo stesso risultato, e gi non era io molto lontano da tale scoperta di Nicholson, o almeno avrei potuto esservi facilmente condotto. Avea dunque osservato fin dalle prime prove fatte con detto apparato di mia invenzione, [] che la corrente elettrica mossa da cotal apparato determinava, e promoveva in singolar maniera la calcinazione delle lastre metalliche diverse in tutta quella parte chesse passavano nellacqua, sia pura, sia carica di sali, e massime delle lastre di zinco [].Una cos pronta e rapida calcinazione de metalli nellacqua semplice e fredda, torno a dire, ben mirabile []. Qual nuovo prodigioso agente chimico, e quanto efficace gli mai il fluido elettrico, che scorrendo senza grandimpeto, anzi pur dolcemente, attraverso dei fili doro, dargento, o daltri metalli, e per un piccolo strato dacqua ad essi frapposto, come accade nelle sperienze di cui si tratta, decompone questacqua, svolgendone il radicale infiammabile in forma di gas, ossia di gas infiammabile, e tirando il termossigeno sopra di essi metalli, e combinandovelo, che quanto dire calcinandoli?

Del resto non fu propriamente la vostra lettera, che mi rec la prima notizia della scoperta elettrico-chimica di Nicholson, la quale ha sorpreso voi e me, e sorprender deve ogni intelligente. Pochi giorni prima chio ricevessi tale lettera, cio agli ultimi di agosto, avea trovato annunziata questa medesima scoperta, e attribuita al prefato autor inglese, in un foglio periodico di Parigi intitolato le Moniteur num. 329, con una passabile descrizione del mio apparato a colonna, del modo di tentarlo per riceverne la scossa elettrica pi o men forte, e infine della sperienza, di cui si tratta (della succennata calcinazione cio dei fili metallici mediante tal apparato), come era stata ripetuta a Parigi in una pubblica Lezione sulla decomposizione dellacqua da non so quale di que Professori. Ne fui gi allora vivamente colpito; ma molto pi lo fui in appresso dalla vostra descrizione pi estesa ed esatta di tali sperienze, ripetute e variate da cotesto Professore di Vienna Jacquin, a cui avete voi medesimo assistito. [Op. II, p. 3]
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Modello voltiano (sopra) ed elettrochimico (sotto) del funzionamento della Pila.

Dopo aver mostrato che il tempo di scarica di una bottiglia di Leida proporzionale alla sua capacit, gli fu facile mostrare che si pu, paragonando la scarica della grande giara o batteria colla scarica della boccetta 100 volte meno capace, considerare la prima come la ripetizione di 100 scariche eguali a quella della boccetta, scariche le quali si succedono e colpiscono la persona 100 volte di seguito: e siccome tutti questi colpi replicati si succedono cotanto rapidamente, cio nello spazio di 1/50, di 1/200 di secondo o
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Consapevole che quanto appena affermato poteva essere unarma in mano a coloro che non credevano allidentit dei due fluidi elettrici, in un successivo lavoro, riferendosi in particolare alla commozione prodotta dalla Pila, affermava che le scosse prodotte [dalle pile] sono simili, dellistessa natura e polso di quelle delle grandi batterie elettriche debolissimamente cariche, supplendo, come in queste, cos e meglio ancora in quell[e], alla poca intensit, onde spinto il fluido elettrico, la grandissima quantit del medesimo, che passa in una corrente continua per molti istanti successivi. [Op. II, p. 74]

[] dunque il fluido elettrico, che scorre pe detti metalli, e passa invisibilmente, placidamente, e continuatamente dalluno allaltro attraverso un piccolo strato di acqua, pi attivo ed efficace in determinare e promovere la decomposizione di questa, e la termossidazione di quelli, che non il fuoco, ossia un calore intensissimo, e portato fino allincandescenza di essi metalli? [Op. II, p.9]

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Coppia di Pile per lesperienza dellelettrolisi dellacqua (Tempio Voltiano, Como).

Lo studio dei fenomeni elettrochimici interesser Volta ancora per parecchi anni, dapprima direttamente, realizzando nuove apparecchiature, e successivamente facendosi aiutare, o semplicemente suggerendo nuovi esperimenti. Ma forsanche sono andato io pi innanzi, quantunque entrato pi tardi in questa lizza, ed ho veduto pi addentro, o infine qualche fenomeno si offerto a me, che ad altri per avventura sfuggito. [] I congegni chio adopero per eseguire coteste nuove sperienze, sono alquanto diversi da quello che mi avete voi delineato colla figura annessa al vostro scritto; e che questi oltre al riuscire pi comodi servono nel medesimo tempo ad un maggior numero e variet di prove. [Op. II, p. 139] Un problema, strettamente legato alla composizione dellacqua

meno, si pu riguardargli, sendo cos prossimi gli uni agli altri, come riuniti e confusi in un sol colpo, che si fa sentire per tal guisa 100 volte pi forte [] Egli facile al presente di fare lapplicazione di ci che abbiamo fin qui considerato, al mio apparecchio. [] Che non dobbiamo aspettarci da questi apparecchi, considerando, che il torrente elettrico eccitato da essi, in luogo di durare soltanto per qualche frazione picciolissima di minuto secondo, continuo, e indeficiente? [] Deve anzi far meraviglia, che non lo diano ancora pi forti e pi violente di molto, che alcuna delle pi grandi batterie caricate al medesimo grado di tensione; giacch, riguardo alla durata del torrente elettrico, debbono paragonarsi questi apparecchj, che sono elettro-motori perpetui, alle batterie di una grandezza immensa, o la di cui capacit sarebbe infinita. [Op. II, p. 79].

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Una possibile esperienza a tale riguardo, che pensava di eseguire con laiuto del Brugnatelli, presentata in una lettera al Bellani del 30 aprile 1807. Il primo punto e pi importante si di accertare se i gas ossigeno, e idrogeno, che si svolgono separatamente, luno cio attorno al metallo che viene elettrizzato positivamente,

Dove va, o cosa diviene lossigeno dellaltro tubo, ossia di quelle mollecole dacqua, che quivi decomponendosi, dan fuori lidrogeno in forma di gas? Queste sperienze pare che non si conciglino troppo bene colla teoria della composizione, e decomposizione dellacqua; i sostenitori della quale han dovuto ricorrere per ispiegarle in qualche modo a delle ipotesi pi o meno forzate.[] Queste ed altre sono le questioni, a cui fin da principio ho confessato, che non sono peranco in grado di rispondere, e sulle quali vo meditando nuove sperienze, e tentativi per risolvere. [Op. II, p. 323]
Minuta di una parte della lettera a Marsilio Landriani, dove Volta descrive gli effetti chimici della Pila (Cart. volt. E46, Istituto Lombardo).

e alla sua dissociazione, lo interesser in modo particolare. Ne riferisce in uno degli ultimi lavori realizzati nel 1806. Niuno ha saputo spiegare ancora come dallacqua, entro cui il filo metallico procedente dal polo positivo fa passare la corrente elettrica, si svolga gas ossigeno, e solo gas ossigeno; e dallacqua confinata nellaltro tubo, e che tramanda la stessa corrente allaltro filo stendentesi al polo negativo, si svolga gas idrogeno, e solo gas idrogeno. Se lacqua composta, come si vuole da fisici e chimici moderni, di ossigeno e didrogeno in dose di circa 85 in peso del primo, e 15 del secondo, dove va, o cosa diviene lidrogeno del primo tubo, quella porzione, dico, didrogeno, che corrisponde allossigeno, che ivi compare?

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laltro attorno a quello, che lo negativamente, provengano da una decomposizione dellacqua operata in ambedue i luoghi; oppure se una sola delle due acque, quella che involge il metallo positivo fornisca della sua sostanza il gaz ossigeno, e si lasci rapire laltro suo ingrediente, lidrogeno, dal fluido elettrico, che seco lo porti, e lo deponga poi sul metallo negativo.[] Il miglior mezzo che suggerii, ma che non ebbimo tempo di praticare, si di far terminare i due tubi abbastanza lunghi, e chiusi in fondo a dovere con buona vescica doppia, sicch ritengano lacqua, senza punto perderne, di farli, dico, terminare in cima con un lungo, e stretto collo quasi capillare, tanto che vi possa passare il filo metallico, e lacqua arrivando a un certo punto, osservar vi si possano minutamente le perdite che andr facendo. [] Ma di tutto ci, torno a dire, discorreremo a lungo, se, come non ne dubito, ella mantiene la parola, di venir cio a passare a Pavia qualche settimana dellentrante maggio. Io spero di vederla anche prima qui a Milano; e pieno di tale speranza, di stima ed amicizia mi confermo. Suo obbl. servitore ed amico, A. Volta [Ep. V p. 85] , Alessandro Volta fu forse il primo filosofo naturale che pu essere considerato uno scienziato nellaccezione moderna del termine. Con lui si inaugura quella figura, ormai a noi cos familiare, dello specialista, ossia delluomo di scienza che, affrancato da pregiudizi di natura metafisica, affronta lo studio dei fenomeni naturali inquadrandoli in una prospettiva in cui a contare e a essere decisivi sono essenzialmente due cose: una buona teoria esplicativa e una valida e inoppugnabile verifica sperimentale. Tanto nel successo quanto nellinsuccesso (si pensi alla mancata scoperta della sintesi e dellelettrolisi dellacqua) Volta ha incarnato e inaugurato questa importante e nuova figura di scienziato.

N CONCLUSIONE:

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