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Luis Isidore Kahn

- Kimbell Art Museum -

di Saverio Silli

Indice

1- Il Progetto 2- La Struttura 3- La Luce 4- Bibliografia

Il Progetto

sapete perch cos bello quel portico? Perch assolutamente non necessario.>>
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Il 5 Ottobre 1966 avviene la firma dell'incarico per la realizzazione di un museo d'arte a Fort Worth in Texas. Dopo numerose vicissitudini sulle scelte progettuali tra progettista e committenza il 4 Agosto 1972 Louis Kahn inaugura quella che diventer una delle sue opere pi famose. Nei sui scritti personali, l'architetto racconta di avere aspettato molto tempo, dopo la firma dell'incarico, prima di realizzare qualche disegno di progetto, in attesa di trovare la forma che meglio si avvicinasse alla sua idea di museo: uno spazio aperto, illuminato da luce naturale, che potesse conciliare monumentalismo e dialogo con il contesto circostante e che potesse essere ampliato in futuro.

La soluzione fu una serie di gallerie accostate, coperte da volte a botte, che ospitano le sale del museo, l'ingresso, la

caffetteria e l'auditorium; tra una galleria voltata e l'altra ci sono gallerie pi basse e strette (side gallery) dove trovano sede i servizi. Alcune gallerie sono interrotte da corti quadrate e sono presenti due gallerie aperte che fungono da portico di ingresso. Prospiciente all'ingresso si trova un giardino rialzato con alberi ed uno specchio d'acqua con cascate. Inoltre presente un piano interrato con gli uffici e la biblioteca ed un livello inferiore con i locali tecnici. Le volte sono in realt composte da due travi a guscio in cemento armato lunghe 30 metri e alte 6 sorrette da due soli pilastri alle estremit; questo permette di avere una pianta libera e un modulo ripetibile all'infinito, per spazi di diverse grandezze,

accostando alla galleria principale una side gallery oppure un'altra galleria voltata. Kahn dice a proposito del museo che la comprensione del complesso immediata appena lo si osserva, e forse proprio in questa peculiarit, tipica di un'opera dell'antichit classica, che risiede il carattere monumentale dell'opera che si richiama all'architettura romana studiata da Kahn in Italia ed in particolare a Villa Adriana; la presenza di materiali semplici, come il travertino e il legno per i pavimenti e gli infissi, i giardini esterni con le cascate e gli specchi d'acqua e le piccole corti interne riportano queste forme, cos monumentali, ad un livello pi umano, in grado di instaurare un buon rapporto con il visitatore; obiettivo questo che Louis Kahn cerca di perseguire in ogni sua opera, anche quando si tratta di spazi di lavoro

come il Salk Institute, dove i laboratori degli scienziati hanno una terrazza affacciata sull'oceano, per i momenti di pausa. Inoltre presente il dialogo tra spazi serviti e spazi serventi, gi intrapreso nel Richards Medical Research Building, qui attuato tra le gallerie principali e le side gallery dove si trovano le scale, gli impianti, i binari per lo scorrimento dei pannelli espositivi e l'illuminazione.

La Struttura non funziona niente, fin quando non funziona tutto.>>


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Contrariamente a quanto possa sembrare il museo ha un sistema strutturale piuttosto semplice ed allo stesso tempo molto efficace. Le travi sono lunghe ben 30 metri e poggiano su due unici pilastri alle estremit; non servono ulteriori appoggi perch il sistema, in cemento rinforzato e precompresso, riesce a distribuire uniformemente il proprio peso e le spinte statiche su tutta la sua estensione fino ai

pilastri, che scaricano il peso su altri supporti di sezione maggiore posti nei piani interrati e poi sulle fondazioni. Il sistema della copertura pu essere definito un ibrido poich non propriamente una volta per via della fessura che corre lungo tutta la linea di chiave, n una vera e propria trave a guscio in quanto sono presenti dei travetti a croce che collegano le travi in coincidenza della fessura. Il lato inferiore del guscio inoltre forato per circa un metro da un canale che alloggia l'impianto elettrico e quello di areazione. Gli unici carichi accidentali che la copertura in grado di sostenere sono quelli della pioggia e di una leggera neve, ed anche per questo che stato possibile poggiare le travi su due soli pilastri. Il sistema di copertura comunque crea un guscio talmente bene strutturato che stabilizza i carichi di tutto il

resto dell'edificio, garantendo una perfetta tenuta anche in presenza di eventi sismici.

La Luce the museum has as many moods as there are moments in time.>>
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L'uso della luce forse l'aspetto pi interessante del progetto di Kahn, un elemento che l'architetto ha studiato ed elaborato nei suoi precedenti lavori. Egli, infatti, conosce gli effetti della luce sui diversi materiali e sulle forme geometriche delle sue realizzazioni; la luce argentea del Texas una luce mediterranea, che quando investe le volte a botte del museo non pu che riportarci alla mente atmosfere mediterranee, che anche Kahn aveva conosciuto durante il suo soggiorno in Italia. Il sole fa biancheggiare il travertino del rivestimento fino a farlo svanire ed ad ogni ora del giorno come in ogni stagione dell'anno il complesso architettonico esprime diversi stati

d'animo (moods) attraverso i giochi chiaroscurali delle forme, le textures ed i colori dei materiali, i riflessi dell'acqua e le ombre degli alberi. E' all'interno dell'edificio che Kahn riesce a manipolare la luce in maniera originale: i raggi del sole entrano nelle fessure delle volte ed attraverso un corpo riflettente si diffondono sui muri assicurando anche dentro quella mutevolezza di colori e atmosfere di cui si detto. Lo stesso Kahn ammette che la bellezza di questa luce e tale da rendere accettabile l'inganno della struttura della galleria che non n una volta a botte n una trave a guscio; infatti la chiave di volta, il punto da cui dovrebbero avere inizio tutte le spinte della struttura, immateriale, ma esprime tutta la forza che la luce naturale gli conferisce.

Dunque i raggi non entrano direttamente attraverso una semplice fessura, ma permeano all'interno dopo essere passati attraverso dei diaframmi, degli schermi. Caratteristica che pu essere ritrovata anche in altre opere di Kahn: l'ospedale Ayub di Dhaka ha muri perimetrali con

bucature schermo

geometriche

che

fanno

da

agli ambienti pi interni. Una altra caratteristica ricorrente la capacit di illuminare ambienti molto interni con la luce naturale. Nel Kimbell il piano interrato degli uffici e della biblioteca gode della

luce solare, come nel Salk Institute sono presenti dei pozzi attraverso cui la luce pu raggiungere i piani interrati.

Bibliografia
Louis I. Kahn, Romaldo Giurgola, Bologna, Zanichelli, 1985. Louis I.Kahn: I musei, Patricia Cummings Loud, Milano, Elemond, 1991.

Louis I. Kahn: Kimbell Art Museum, Gioia Gattamorta, Firenze, Alinea, 1991. Louis I. Kahn: nel regno dell'architettura, David B. Brownlee, David G. De Long, Milano, Rizzoli, 2000. Le Corbusier e Louis Kahn in India e Bangladesh: gli edifici e la citt, Ludovico Degli Uberti, Roma, Palombi, 1997. Louis I. Kahn, Antonino Saggio, "Domus", n. 742, ottobre 1992.

Articoli
Louis I. Kahn, Frammenti, Loris Macci, unifi.it. La misura della luce, Federico Bucci, luoghi.net. The gift of light, Quoc Doan, artandculture.com. That What You Desire and That What Is Available, Marchelle Rice, artandculture.com.