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Presentazione

Invecchiamento attivo, valorizzazione delle competenze e


dei saperi degli anziani, inclusione sociale, socializzazione,
formazione per tutto l’arco della vita, intergenerazionalità…
sono parole che, da anni, lo SPI CGIL Liguria utilizza, e delle
quali ha fatto il filo conduttore delle proprie politiche. Sono
però, molto spesso, parole e concetti che non hanno ancora
trovato una esemplificazione concreta, tale da far toccare con
mano cosa può significare, nella vita quotidiana delle persone,
un’altra idea di vecchiaia.

Il libro che oggi siamo orgogliosi di presentare, è l’esempio


di ciò che possono significare le parole sopra elencate e il
risultato che, declinate tutte insieme, possono produrre, non
solo per il benessere delle persone che lo hanno scritto, ma
anche per la società in cui queste persone vivono.

L’idea nasce in seguito alla assegnazione del premio


Liberetà a Franco Pogioli e dagli incontri pubblici sul tema
della memoria, organizzati successivamente dalla lega SPI
CGIL di Sestri Levante, che hanno avuto un grande successo di
pubblico.

In quelle occasioni si era resa palpabile la voglia di ricordare


e trasmettere storie, eventi e ricordi che trascendono il semplice
ricordare il proprio passato, per viverlo magari come rifugio,
ma che, al contrario, sono tasselli di una memoria collettiva che
diventa la storia di un territorio, di una generazione, di una
identità, di una cultura e dei suoi valori che va rielaborata,
contestualizzata e resa fruibile alle nuove generazioni
Ci è sembrato pertanto necessario cogliere questa
disponibilità, dando strumenti a chi desiderasse, ad esempio,
cimentarsi con la scrittura autobiografica, condividendo
appieno il concetto espresso dal prof. Duccio Demetrio:1

“La memoria, difesa ed educata in noi stessi per gli altri


tramite l’autobiogrfia, ci restituisce al senso di aver vissuto e
di poter insegnare quel poco che della vita siamo riusciti a
capire".

Questo concetto ha fatto sì che maturasse l’idea di chiedere


alla Provincia di Genova di istituire e finanziare un Circolo di
studio, non già per “insegnare” a scrivere, ma per
accompagnare chi avesse voluto misurarsi con questa sfida a
realizzare quello che Demetrio così bene ha saputo sintetizzare.

Il giudizio, la competizione, la scolarizzazione volevamo


chiuderli fuori dalla porta. Niente cattedra e banchi, piuttosto
un tavolo intorno al quale sedersi assieme, sperimentando sul
campo uno strumento non formale di educazione degli adulti
che avesse per obiettivo

o conservare la memoria di un paese e dei suoi abitanti;

o diffondere la cultura autobiografica e delle memorie


individuali come necessità di riappropriarsi del senso
della propria evoluzione, dei cambiamenti, sia come
singoli che come comunità;

1
Professore di Pedagogia generale e di Educazione degli adulti presso
l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, nonché Presidente del Corso di
Laurea in Scienze dell'educazione.
o valorizzare gli anziani e la loro esperienza di vita come
vei colo di trasmissione culturale e come attori di
una comunicazione trans generazionale;

o mettere in relazione giovani e anziani di diverse


generazioni in un progetto di ricostruzione della storia
comune, superando la distanza tra i giovani di oggi e la
conoscenza storica, attraverso la ricostruzione del
passato fatta dai testimoni;

Ebbene, per non farla lunga, ci siamo riusciti! Grazie al


paziente lavoro dello SPI di Sestri Levante il progetto è stato
costruito, presentato, approvato e ad aprile, grazie anche alla
disponibilità e all’entusiasmo del prof. Ainino Cabona, Preside
dell’Istituto di Istruzione Superiore “G.V. Deambrosis - G.
Natta” di Sestri Levante, che ha messo a disposizione i locali,
hanno preso il via gli incontri dei 9 partecipanti al Circolo di
studio, coordinato da Mirella Zolezzi e guidato dall’insegnante
(ora in pensione) Ornella Visca.

Ho avuto modo di partecipare ad una delle ultime giornate


di lavoro: non faccio fatica a riconoscere che è stata una delle
più belle esperienze che abbia mai fatto.

Quelle persone che erano lì, con le loro vite, i loro ricordi, la
loro passione, la loro voglia di restare in gioco, la manifesta
gioia di essere insieme e di sentirsi portatori di un patrimonio
da offrire ai più giovani, erano la concretizzazione di quelle
parole, di quelle idee che tentavo di rappresentare all’inizio di
questa presentazione.

«Ma come possiamo mettere a disposizione questo nostro


lavoro per i più giovani… questi ragazzi che sanno magari
tutto delle nuove tecnologie, ma nulla del passato, anche
recente, del loro territorio, di come si viveva, della fatica, dei
sacrifici per conquistarci quello che oggi sembra scontato e
che invece è frutto di tante battaglie?»… si chiedevano e mi
chiedevano.

Possiamo solo ringraziarli tutti, uno per uno, perché hanno


reso possibile non solo questo libro, ma anche la
sperimentazione di un modo vero di fare educazione degli
adulti, quella che in gergo può essere considerata davvero una
“buona prassi” e da qui intraprendere un percorso che possa
ritessere il filo del rapporto con le nuove generazioni e per la
costruzione di un nuovo patto generazionale.

Ci auguriamo che queste iniziative crescano, si diffondano,


vengano sorrette da politiche adeguate: starà anche a noi, come
sindacato, sapercele conquistare; ma è indispensabile che tutti
si riconosca il valore della formazione e della cultura, sempre e
ad ogni età: investire in questi campi non è un lusso, è semmai
una scelta lungimirante di prevenzione, perché si tratta di
mettere in campo strumenti potenti a favore dell’inclusione,
della coesione sociale e della partecipazione democratica.

Manuela Noli
Segreteria SPI CGIL
Liguria