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IL RESPIRO DEL MARE FRA STORIA, CULTURA, UMANITA E STREGONERIA di Vincenzo Segreti Fra i nuovi autori calabresi, che

si distinguono da unimperversante pletora di grafomani di mediocre livello artistico, si annovera lamanteano Sergio Ruggiero. Il giovane romanziere ha gi pubblicato in ordine cronologico Tre croci a Petramala e La rosa dAjello, ottenendo un buon successo di pubblico e di critica. Sono due opere, appartenenti alla categoria del romanzo storico. La prima racconta di un viaggio di un cataro dalla Terra Santa a Petramala (oggi Cleto), portando il messaggio salvifico di Gioacchino da Fiore in un paese attraversato da vicende di gioia e di dolore, ma anche dalla speranza di un rinnovamento; feudo che apparterr a Scipione Cavallo, un discusso barone cinquecentesco ed eroe della cristianit. Il secondo romanzo una storia damore, di morte, di magia e di saggezza, ambientata al tempo della feroce dominazione angioina, responsabile di sanguinosi assedi, tra i quali quello di Ajello e di Amantea del 1268-69. Ora il Nostro pubblica per leditore amanteano Franco Mannarino, operante in Brescia, Il respiro del mare. Il volume, stampato in bella veste tipografica da Grafiche Calabria di Amantea, arricchito da illustrazioni depoca e dagli originali e significativi disegni del bresciano Lorenzo Manchi. Preliminarmente occorre sottolineare che questultimo lavoro di Ruggiero decisamente orientato verso il romanzo-saggio, che ha come capiscuola Umberto Eco, in subordine Dan Brown, Ken Follet, Giulia Navarro, Nerea Riesco, Adalfonso Falcones ed altri autori, un superamento del classico romanzo storico. In questo moderno ed impegnativo genere letterario, in cui devono armoniosamente coesistere lesercizio della fantasia, che crea i fatti, con lutilizzazione di una poliedrica saggistica, che nobilita culturalmente la narrazione, lAmanteano riuscito a raggiungere un apprezzabile equilibrio. Egli, tenendo presente che la verit della storia fattuale, concreta e particolare, e che quella della letteratura e delle dottrine morale, astratta ed universale, con attento studio delle fonti documentali e dei testi pi importanti sul tardo Cinquecento e sulle epoche anteriori, ha evitato di affastellare le gi complesse trame del racconto con argomenti, riguardanti la storia, la teologia, la nautica, la stregoneria e finanche le antiche tecniche di pesca e la geografia dellepoca. Tali temi sono stati opportunamente accennati o filtrati nei dialoghi fra i personaggi, per renderli accessibili e godibili al grande pubblico. Pertanto nella narrazione si avverte la lezione del Manzoni di non prevaricare con la fantasia sul vero, ma dintegrare invenzione e storia per meglio illuminare i fatti e i sentimenti. Il racconto scorre in maniera spedita anche perch Ruggiero ha affinato la tecnica del flashback, che interrompe lesposizione di un fatto per passare ad un altro senza perdere il filo della narrazione. Sullo sfondo di unEuropa seriamente minacciata dallespansione
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ottomana e dalla religione dellIslam, il volume ripercorre la partecipazione della galea Luna de Napoles alla vittoriosa battaglia di Lepanto (ben descritta nei minimi particolari come se fosse narrata dai partecipanti), che le navi cristiane agli ordini di Don Giovanni DAustria sostennero contro le galere saracene. Lautore osserva, ben a ragione, che per i contrasti sorti nella Lega cristiana, il pericolo musulmano non fu definitivamente scongiurato. A bordo del legno amanteano vi erano trentacinque cittadini della popolosa citt tirrenica, centro marinaro importante. Lequipaggio era capitanato da Scipione Cavallo, un aristocratico dalla doppia personalit: brutale feudatario e valoroso combattente della Fede come il coevo Galeazzo di Tarsia, feroce barone di Belmonte e delicato poeta petrarchesco. A governare la Luna de Napoles, era il prestigioso nocchiero Matteo Ventura, caro a Filippo II di Spagna, il quale era convinto che la sua Invincibile Armata, al tempo della guerra con lInghilterra, avrebbe evitato la sconfitta se la flotta fosse stata guidata dal Ventura. La nave amanteana, schierata sullo scacchiere sinistro della flotta, diretto dal capocomito Giovanni Rubbi, contribu con la perizia nautica e il valore dei suoi uomini allaccerchiamento e alla disfatta dei musulmani. Un altro abile pilota era Cecco Pisani di Belvedere che ebbe anchegli un ruolo rilevante nella battaglia con la sua galea. Lautore indugia a rappresentare i festeggiamenti e le cerimonie religiose in onore dei reduci di Lepanto al loro ritorno ad Amantea e ad illustrare il corteo dei vincitori dietro al quale sfilavano incatenati i prigionieri saraceni, derisi dalla folla plaudente. Su questa notevole impresa della storia locale, che doveva favorire peraltro il ripristino dellantico vescovato nella citt tirrenica il quale, dopo la soppressione normanna era stato aggregato alla diocesi di Tropea, sinnesta lamore sconfinato del pescatore Sbardo, un eroe della lotta contro i saraceni, per Mariella, una brava ragazza con il viso deturpato, che aveva il dono di affabulare la popolazione con avvincenti romanze. Il generoso pescatore si arruola per necessit e simbarca sulla Luna, andando incontro ad una serie di vicissitudini e peripezie, che gli fanno percorrere un viaggio omerico di novello Ulisse. Da Lepanto allAfrica settentrionale, dove in un villaggio conosce lospitalit di Ramadan e vive attimi dintensa passione con la bella Tisha. Ma lo pervade sempre lansia di rientrare in patria, atteso dallardente Mariella che nel frattempo gli ha dato un figlio, che presto abbraccer con grande gioia assieme alla compagna. Intanto una terribile minaccia incombe sulla sua donna, ospitata, dopo la morte della nonna, in casa di Rosa a Curandera, una vecchia erborista di formazione classica che mette i suoi poteri soprannaturali a disposizione della comunit. Ma una pazza esaltata, Betta la beghina, che in possesso del Malleus Maleficarum (un libro che detta le norme e conferisce poteri carismatici per sconfiggere Satana e i suoi adepti) e millanta di essere in contatto con gli inquisitori di Cosenza, accusa le due donne di stregoneria (in particolare la Curandera, ritenuta a torto una maga sacrilega, che utilizzava le ossa dei cadaveri dei bambini non battezzati), auspicando per loro una tragica fine, che a causa della cattiveria umana si avverer per una di esse. Tutto questo, nonostante le difese del prete don Remigio e dei frati
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francescani, assertori della loro innocenza. Nel clima persecutorio della Santa Inquisizione, che in quellepoca fu spietata protagonista della strage dei valdesi e della caccia indiscriminata alle streghe, unaltra avvincente storia parallela quella di Petrilishca, un formidabile ed erculeo marinaio, ricco di umanit e di audacia, con un ottogramma, simbolo di potenza e dimmortalit, inciso sul torace. Non avendo potuto aderire, il lettore comprender i motivi, alla spedizione amanteana contro gli infedeli, simbarca per la guerra di corsa contro i pirati saraceni su una delle feluche di Bovalino, guidate da don Giulio de Favilla, prode crociato. Dopo una serie di disavventure, il giovane dimostra la sua generosit con gesto di estremo eroismo nei confronti del protagonista, al quale aveva giurato amicizia eterna per laiuto a sua volta ricevuto. Fra i personaggi storici e di fantasia pi rappresentativi ( difficile distinguerli) figura anche don Remigio, il sacerdote colto, quasi un deus ex machina, che infine risolve lazione narrativa. Chi legger il romanzo scoprir interessanti novit sulla vita del sacerdote. Come i protagonisti, anche le figure di secondo piano sono ben caratterizzate sotto il profilo umano e psicologico. Fra esse si menzionano lastuto e generoso Ntonu da Falanca, uomo fidato del Cavallo; il pavido ed irrisoluto arciprete don Livio, che proteso solo a far carriera e ad indulgere ai piaceri della tavola; il priore del convento di san Francesco dAssisi, un frate in odore di santit; lintraprendente e generoso sacrista padre Nunzio dAprigliano; il vecchio Amato, stimato cultore di memorie patrie e delle magnanime imprese della nobilt amanteana. Fra leggenda e realt storica illustrata la figura di don Gaspare Toraldo, nobile di Tropea e barone di Badolato, che appronta tre galee e raccoglie vettovaglie e barili di vino per la campagna militare contro i turchi, suscitando il risentimento del Cavallo perch tale atteggiamento mette in ombra lo sforzo amanteano di fronte alla Lega, e non giova alla causa di riavere la sede vescovile. Oltre ai pregi narrativi e culturali de Il respiro del mare, non si possono sottacere le splendide descrizioni dei luoghi, paesaggi ed ambienti, diversi e contrastanti, cornice intonata agli aspetti ora suggestivi e poetici, ora realistici e tragici come le malfamate locande e i porti, frequentati da avventurieri, delinquenti e pervertiti, inclini al delitto e alla rissa; n le citazioni latine di vecchi codici con traduzione italiana, che fanno da contrappunto alla vicenda. Le scene di amore e gli amplessi di Sbardo con le due donne, che hanno come naturale alcova la suggestiva localit collinare di Camoli e la capanna berbera sotto la stellata notte africana, evocano per i piccanti particolari e il fuoco della passione i tpoi pi rappresentativi della letteratura erotica. N sono trascurabili le caratteristiche linguistiche innovative che per conferire maggiore forza rappresentativa alla narrazione contengono frasi e proverbi dellantica sapienza dialettale amanteana e vocaboli gergali ormai in disuso, qualche volta italianizzati, che sono quasi neologismi. Un bagaglio linguistico e lessicale che costitituisce un apporto alla conservazione del vernacolo amanteano, in fase di estinzione. Lautore assegna al popolo e ai sghignazzanti ragazzini un ruolo corale di
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contorno sia quando in Africa gridano vendetta, inveiscono contro i vincitori di Lepanto e tormentano gli schiavi cristiani, sia quando ad Amantea portano al termine la nefanda opera dellinquisitrice e maltrattano i prigionieri islamici. La ricerca storica sui metodi di tortura ha consentito allautore di esporre con crudo realismo le atroci pene corporali inflitte ai nemici del Profeta. Inoltre, attingendo ai testi consultati, egli fa rivivere con immediatezza i macabri sortilegi e i rituali delle streghe, che sarebbero derivati dai loro rapporti con il diavolo e le potenze malefiche, colpendo anche le persone al di sopra di ogni sospetto. Ai malefici il narratore accosta gli esorcismi che attraverso strane pratiche religiose scacciano i demoni; un retaggio di sincretismo paganocristiano di origine medioevale. Il barbaro compito di bruciare sul rogo non solo gli eretici, ma pure le maghe vere o presunte affidato alle impietose condanne dellInquisizione. Una funzione di evangelizzazione e di carit cristiana, in netto contrasto con il dominante clima persecutorio della Controriforma, svolge la comunit dei francescani, operanti nel convento di Catocastro, fondato nel 1220 su un preesistente monastero basiliano. Verisimile e storicamente documentata la descrizione della processione del Venerd Santo, dei canti devozionali, dei riti penitenziali, che rievoca le sacre rappresentazioni, i laudari umbro-abbruzzesi, le mortificazioni corporali con il cilicio dei flagellanti del XIII secolo. Ideando un epilogo storicamente plausibile, Ruggiero chiude la questione del mancato ritorno del vescovato ad Amantea con lamara ira di Scipione Cavallo per le vane promesse di don Giovanni dAustria. E messa in rilievo unaltra cocente delusione del capitano amanteano, imbarcato su una galea reale, alla infruttuosa caccia delle navi del rinnegato Occial, dovuta alla rinunzia degli spagnoli alla guerra santa. Sulle ali di una poetica filastrocca dialettale intonata da Nonu da Falanca, che addolcisce il rammarico e rinverdisce la speranza, il legno cristiano inverte la rotta verso la citt tirrenica. Se un rilievo critico si pu muovere al romanzo la presenza di refusi e la mancanza di una corretta scrittura dei termini in vernacolo. In verit si tratta di errori, indipendenti dalla volont dello scrittore, che per non inficiano la validit del testo e che possono essere emendati in una prossima edizione da un valido correttore di bozze. In conclusione, si argomenta di unopera, quasi unica nel suo genere, che onora la letteratura calabrese, emozioner ed interesser il lettore; un romanzo che, a nostro parere, pu diventare la base per una sceneggiatura cinematografica.