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  • Capitolo I Patrimonio, capitale e bilancio
  • Capitolo II Conferimenti - Azioni
  • Capitolo III Le obbligazioni - Patrimoni destinati
  • Capitolo IV Assemblea dei soci. Patti parasociali
  • Capitolo V Amministrazione e controlli
  • Capitolo VI Società in accomandita per azioni
  • Capitolo VII Società a responsabilità limitata (S.r.l.)
  • Capitolo VIII
  • Capitolo IX Modificazioni statutarie

DIRITTO COMMERCIALE (BUONOCORE-LIBONATI) PARTE PRIMA L’IMPRENDITORE IMPRENDITORE INDIVIDUALE Caposaldi dell'imprenditore sono: • Artt.

2082 e ss. c.c.; • azienda; • segni distintivi; • scritture contabili. L'IMPRENDITORE (ART. 2082 C.C.) L'articolo 2082 c.c. disciplina non l'imprenditore commerciale o individuale, ma l'imprenditore "tout court": "l'imprenditore è colui il quale esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o scambio di beni e servizi". Requisiti dell'impresa sono: • ATTIVITÀ ECONOMICA: produzione o scambio di beni o servizi. Per attività si intende una serie di atti finalizzati ad uno scopo, e scopo degli atti dell'imprenditore è l'esercizio dell'impresa cioè della produzione o scambio di beni o servizi. È economica ogni attività diretta ad utilizzare tutti i mezzi produzione - capitale e lavoro - allo scopo di produrre o scambiare beni o servizi a vantaggio di tutti cioè occorre che l'attività stessa sia naturalmente destinata al mercato (destinazione dell'attività economica al mercato). L'articolo 41 Cost. stabilisce che "l'iniziativa economica è libera (nel senso di "libera concorrenza" tra le imprese) e che non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale", nonché il terzo comma stabilisce che "la legge dispone gli opportuni controlli perché l'attività economica possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali". Possiamo notare che a
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caratterizzare un attività come attività economica sono due concetti: utilità sociale e funzione sociale, inscindibili perché un attività diretta al mero godimento di un unico soggetto (ad esempio, il proprietario) non è un attività economica. È necessario che abbia anche una utilità economica e che dunque torni a vantaggio anche di altri soggetti, perché la ricchezza creata dall'impresa (occupazione, investimento) torni a vantaggio della comunità. Apparentemente l'articolo contiene un pleonasma, un quid pluris. Infatti attività economica vuol dire già di per sé "attività diretta alla produzione o scambio di beni o servizi". In realtà il codice del 1942 contiene un'innovazione data dalla distinzione tra atto e attività: atto inteso nel senso di fatto naturale definito a posteriore giuridico, perché produce effetti giuridici; attività come complesso di atti giuridici distinti tra loro da un punto di vista concettuale, temporale, ecc., il cui unico comune denominatore è dato dall'elemento teleologico o finalistico, dallo scopo cioè l'esercizio dell'attività economica e dunque la produzione di beni o servizi. La distinzione tra atto e attività è maggiormente evidenziata dal fatto che l'attività può essere lecita e ricomprendere in sé atti illeciti o viceversa. Esempio: nell'ambito di un attività illecita, come il contrabbando di armi, è plausibile il compimento di atti perfettamente illeciti, come la stipulazione del contratto di locazione della sede dell'attività. • ORGANIZZAZIONE: coordinamento dei mezzi di produzione. È requisito fondamentale per distinguere l'attività economica dall'attività d'impresa. Mentre l'attività d'impresa è sempre attività economica, l'attività economica è attività di impresa solo quando il soggetto esercente organizza i fattori di produzione. Infatti, un attività produttiva non organizzata non assume il carattere di impresa, nonostante sia diretta alla produzione o scambio di beni o servizi (es. lavoro autonomo). L'importanza del concetto di organizzazione per il nostro legislatore la si deduce dal fatto che è utilizzato in altre due norme: articolo 2555 c.c. definisce l'azienda come "un complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa"; articolo 1155 c.c. definisce l'appalto come "il contratto con il quale una parte, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione proprio rischio, assume il compimento di un'opera o un servizio verso un determinato corrispettivo".
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PROFESSIONALITÀ: abituale e stabile. Si fa riferimento ad un attività esercitata in modo abituale e stabile sebbene non continuativo (es. stabilimento balneare), dunque ad un attività data dal ripetersi di atti relativi a quella professione senza che ciò implichi permanenza o continuità. È sufficiente che non sia occasionale. • SCOPO DI LUCRO: la destinazione del profitto nell'imprenditore non è essenziale. È una componente della "professionalità". Secondo la dottrina lo scopo di lucro non connota l'imprenditore. L'importante è è che il lucro non si è escluso e che si eserciti un attività in grado di produrre un lucro, uno scopo astrattamente lucrativo. Non è un elemento indefettibile per l'imprenditore individuale, ma lo è per la società. Infatti, l'articolo 2247 c.c. definisce il contratto di società come "il contratto con il quale due o più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune dell'attività economica, allo scopo di dividerne gli utili". In questo caso lo scopo di lucro rientra nella causa del contratto. È vero che l'imprenditore esercita un attività allo scopo di trarne un sostentamento, ma è anche vero che esistono ipotesi in cui si esula da tale scopo. Esempio: società cooperative e mutue assicuratrici, il loro scopo è di offrire beni, servizi e lavoro ai soci a condizioni molto più vantaggiosa di quelle che riscontrerebbero nel mercato. Scopo dei soci è dunque un "risparmio di spesa".

LA SPENDITA DEL NOME La spendita del nome è, invece, un elemento necessario per l'imputazione ad un soggetto di un atto che adesso è collegato il rischio di impresa. Ma dato che l'attività è un fatto e non un atto, ci si è chiesti se fosse necessario per l'imputazione di un attività la "spendita del nome". La maggioranza della dottrina dice di sì, ma si pone il problema dell'imprenditore occulto. L'IMPRENDITORE OCCULTO È colui il quale è il vero dominus dell'impresa, ma chi agisce è un prestanome. Un soggetto può ricorrere all'imprenditore occulto perché

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L'articolo 2208 cod. arriva a configurare l'imprenditore occulto come imprenditore senza parlare di responsabilità così come Ferri. anche senza spendere il nome dell'imprenditore.c. stabilisce che gli atti compiuti dall'institore. l'imprenditore occulto secondo il principio esistente in tema di responsabilità civile. per cui con il quale è l'effettivo titolare di certi atti risponde che gli effetti negativi e positivi. ma di fatto non lo è? L'articolo 2082 c. il creditore può aggredire le 2 posizioni: l'imprenditore palese secondo il criterio della spendita del nome. Colui il quale ha combattuto per l'affermazione della responsabilità e il coinvolgimento del fallimento dell'imprenditore occulto è stato il Bigiavi. ma che attengono all'esercizio dell'impresa. ma pure l'imprenditore.. che è il soggetto che agisce in nome proprio. 2208 cc e l'art. 4 . 147 l. 2. facendo apparire o un imprenditore nullatenente. Dunque per coinvolgere anche l'imprenditore occulto è necessario: • dimostrare che esiste un rapporto sociale tra l'occulto e il palese. Ci si è chiesto come riversare gli effetti negativi di un attività sfociata in un fallimento sull'imprenditore occulto. stabilisce che "è imprenditore che esercita un attività economica". fall. invece. Nella ricostruzione del Bigiavi le norme fondamentali sono l'art. coinvolgono la responsabilità non solo dell'institore. invece. per evitare che i terzi creditori possano far valere le proprie pretese sul patrimonio del reale imprenditore.1. cioè "la tutela dei terzi". A chi si rivolge il terzo creditore che ha contrattato con un soggetto che appariva imprenditore. Bigiavi. Secondo il Bigiavi bisogna capire se il soggetto è imprenditore in relazione al criterio della "spendita del nome" o in relazione all' "esercizio dell'attività". l'attività imprenditoriale non è compatibile con il proprio status (esempio: minore senza autorizzazione). Secondo Ferri. In questo caso il principio della spendita del nome viene di derogato. Nel nostro ordinamento giuridico vige il principio secondo il quale la responsabilità del compimento di determinati atti rileva nei confronti di colui il quale gli atti sono imputati. Questo principio di responsabilità è filtrato da un altro principio importante. civ.

far fallire la società ed applicare l'articolo 147 L. fall. secondo il quale ".... se risulta l'esistenza di altri soci, il tribunale dichiara il fallimento dei medesimi". In questo caso non si sovvertono il principio della spendita del nome, perché il fallimento dell'imprenditore occulto, una volta scoperto, avviene in estensione e non autonomamente come imprenditore.

LA SOCIETÀ APPARENTE Non è da confondere l'imprenditore occulto come la società apparente che è un'invenzione della giurisprudenza che si ha quando più soggetti agiscono ingenerando dei terzi la convinzione di agire uti soci (come soci).

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CAPACITÀ ALL'ESERCIZIO DELL'IMPRESA. Per l'esercizio dell'impresa è richiesta la capacità d'agire. Esistono una serie di deroghe (riguardanti le imprese commerciali e non anche quelle agricole) alle regole esistenti per la legittimazione al compimento degli atti giuridici. L'incapace (minore o interdetto) e l'inabilitato possono essere autorizzati solo a continuare, ma non ad iniziare, l'esercizio di un’attività commerciale. Solo il minore emancipato può iniziare ex novo l'esercizio dell'impresa commerciale, su autorizzazione del tribunale. EMANCIPAZIONE L’emancipato, nei casi in cui sia eccezionalmente consentito ad un minore di 16 anni il matrimonio su autorizzazione del tribunale, acquista limitata capacità d’agire ipso iure col matrimonio e non durante il matrimonio. Effetti dell’emancipazione sono: Cessazione della potestà genitoria, sostituita dalla curatela (il curatore non rappresenta, ma assiste l’incapace, integrando la sua volontà.); Acquisto di capacità d’agire limitata agli atti di ordinaria amministrazione, non piena in quanto per gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione è richiesto il consenso del curatore e del giudice tutelare. Ma qualora l’emancipato è autorizzato dal tribunale all’esercizio di un’impresa commerciale può compiere da solo, senza l’assistenza del curatore e previo parere del giudice tutelare e del curatore, anche gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione, compresi quelli estranei all’esercizio dell’impresa: in altre parole, acquista la piena capacità di agire nell’ambito patrimoniale, con esclusione però della capacità a donare.

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LE CATEGORIE IMPRENDITORIALI L'imprenditore individuale si distingue relazione: • alla dimensione  piccolo imprenditore • all'attività  imprenditore agricolo e imprenditore commerciale. PICCOLO IMPRENDITORE. La dottrina economica ed aziendalistica distingue l'imprenditore in piccolo, medio e grande, in base al diverso criterio strategico da applicare, perché una cosa è la conduzione di una impresa di sole 15 persone, altra di 5000, poiché cambia del tutto la filosofia di gestione. A noi la distinzione interessa solo per il differente statuto applicabile al piccolo imprenditore. L'articolo 2083 cod. civ. indica come il piccolo imprenditore "i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro i quali esercitano un attività professionale organizzata prevalentemente con il proprio lavoro e dei componenti della propria famiglia". L'avverbio prevalentemente si riferisce all'elemento lavoro. Nel tempo è avvenuta una progressiva erosione da parte della legislazione speciale attraverso l'interpretazione quantitativa dell'avverbio "prevalentemente". Infatti, il coltivatore diretto è colui il quale "coltiva il fondo con il lavoro proprio e della propria famiglia, sempre che tale forza lavoro costituisca almeno 1/3 di quell'occorrente per le normali necessità di coltivazione del fondo, tenuto conto anche dell'impiego delle macchine agricole". Il coltivatore diretto deve avere un personale estraneo non superiore a 1/3 dell'intera forza lavoro. Oggi, in seguito ad una direttiva comunitaria, s'intende piccolo imprenditore colui il quale ha un fatturato non superiore ai 3,5 milioni €. Piccolo commerciante è colui il quale svolge un’attività d’intermediazione nella circolazione dei beni.

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L'artigiano. l'altra del 1985. ma quella che produce beni di natura artistica o usuale. Assistiamo con tali legge al passaggio della classificazione dell'artigiano dal profilo quantitativo a quello qualitativo. personalmente e in qualità di titolare l'impresa svolgendo il proprio lavoro prevalentemente senza introdurre meccanizzazione". 8 . perché oggi non è un'impresa artigiana quell'impresa che ha più di tot operai. L'artigiano è regolato da due leggi. una del 1956. È colui il quale "esercita professionalmente.

ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge. silvicoltura e allevamento di animali. che utilizzano o possono utilizzare il fondo. da lavoro.c. salmastre o marine. La parola bestiame ha sempre contraddistinto le sole specie animali legate al fondo. dirette alla manipolazione." NOVITA’: Il termine bestiame è stato sostituito dalla locuzione animali. oppure in senso ampio includendovi anche gli animali da pelliccia o da allevamento (cani e cavalli) e le attività di itticoltura e di apicoltura. commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti prevalentemente ottenuti dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali. silvicoltura e allevamento di animali devono intendersi attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso. è stato così modificato dalla D. ricomprendendovi ogni specie di animale senza alcuna altra specificazione. nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata.L'IMPRENDITORE AGRICOLO L'articolo 2135 c. comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e il forestale. 9 . da latte e da lana. Per coltivazione diretta del fondo. il bosco o le acque dolci. conservazione. all'allevamento di animali e attività connesse. e si è sempre discusso se tale locuzione dovesse essere interpretata in senso restrittivo ricomprendendovi il bestiame da carne. 228/01: "L'imprenditore agricolo è chi esercita un'attività diretta alla coltivazione del fondo. Si distinguono le attività agricole in: • ATTIVITÀ AGRICOLE PRINCIPALI: coltivazione del fondo. trasformazione. di carattere vegetale o animale. esercitate dal medesimo imprenditore agricolo. Si intendono connesse le attività. LGS. alla silvicoltura. Adottando il termine animali il legislatore ha voluto mettere fine a tale polemica.

). anche dette atipiche.  La seconda attività è diretta alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata. cioè l'imprenditore può trasformare sia prodotti provenienti dal proprio fondo. nell'attività agricole principali. il fondo assume il ruolo di fattore produttivo e non di un mero strumento per la conservazione delle piante. Sono state create due categorie di ATTIVITÀ CONNESSE TIPICHE:  la prima è un'attività diretta alla manipolazione. commercializzazione e valorizzazione avente ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali. L'introduzione di questa categoria di attività connesse è avvenuta per legittimare l'inquadramento nella categoria dell’imprenditore agricolo delle attività agrituristiche. sia i prodotti provenienti da altri fondi. ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale il forestale ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge. conservazione. • ATTIVITÀ AGRICOLE PER CONNESSIONE: sono quelle connesse ad una attività agricola principale o da questa dipendenti. ecc. da corsa. La nuova legge sancisce che non rientra nell'attività silvicolturale l'attività meramente estrattiva del legname (attività tipicamente industriale) si è disgiunta dalla coltivazione del bosco. abbandonato il principio secondo il quale l'allevamento di animali per essere qualificato come agricolo non doveva essere disgiunto dal fondo. la qualifica di impresa agricola è riconosciuta a tutti gli allevamenti di animali. di qualsiasi tipo e genere (da pelliccia.  10 . trasformazione. poiché la sostituzione del termine bestiame con animali fa rientrare le attività normalmente connesse. Con la nuova legge non esiste più la distinzione tra attività agricole atipiche e tipiche. Scompare il criterio della normalità per essere sostituito dal CRITERIO DELLA PREVALENZA: si parla di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali.  La silvicoltura costituisce una species della coltivazione del fondo ed è un'attività diretta alla produzione del legname.  Per quanto riguarda l'allevamento di animali. nonché quelli acquistati al mercato.Nella coltivazione del fondo.

LO STATUTO DELL'IMPRENDITORE AGRICOLO: • l'imprenditore agricolo non è soggetto le procedure concorsuali. Le società sono considerate di imprenditori agricoli a titolo principale qualora: • lo statuto prevede quale oggetto sociale l'esercizio esclusivo delle attività agricola. nel senso che vi deve essere identità tra la persona che esercita l'attività agricola principale e la persona che esercita l'attività connessa.c. Il criterio oggettivo. società cooperative almeno la metà dei soci deve essere in possesso della qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale. • deve iscriversi nella sezione speciale del Registro delle imprese. per cui. oltre che una funzione di certificazione anagrafica. ad esempio. ovvero forniscono ai soci beni e servizi diretti alla cura e allo sviluppo del ciclo biologico. società in accomandita. si considerano imprenditori agricoli le cooperative di imprenditori agricoli e di loro consorzi quando utilizzano per lo svolgimento delle attività di cui all'articolo 2135 c. prevalentemente prodotti dei soci. In deroga al principio della connessione soggettiva. L'impresa agricola può svolgersi anche in forma associata e societaria.CARATTERI DELLA CONNESSIONE: La connessione deve essere soggettiva. non è imprenditore agricolo chi trasforma in olio le olive prodotte da altri. viene meno con la sostituzione del criterio della normalità come il criterio della prevalenza. • nelle società di capitali il 50% del capitale sociale deve essere sottoscritto da imprenditori agricoli a titolo principale. 11 . • per le società di persone. • non è obbligato a tenere le scritture contabili. anche efficacia dichiarativa. in forza del quale i prodotti da trasformare dovevano comunque provenire dal fondo dell'imprenditore principale. Tale iscrizione ha.

ristorazione. definendo come attività connesse a quelle di pesca:  l'attività di pescaturismo. trasformazione. consistente in ospitalità. commercializzazione al dettaglio all'ingrosso dei prodotti del mare. attività culturali finalizzate alla corretta fruizione degli ecosistemi acquatici ed esercitate da pescatori professionisti attraverso l'utilizzo della propria abitazione. 12 .  le attività di lavorazione.L'IMPRENDITORE ITTICO.  le attività di ittiturismo. consistente nell'imbarco di persone su navi da pesca a scopo turistico. Il legislatore in un'apposita legge equipara l'imprenditore ittico all'imprenditore agricolo. fornitura di servizi.

invece. • Procuratori. I caratteri degli ausiliari subordinati.GLI AUSILIARI DELL’IMPRENDITORE COMMERCIALE. Il fondamento della rappresentanza sta nel fatto stesso della preposizione. • Commissionari. 13 . di 3 specie: • Institori. Gli ausiliari autonomi sono legati. • Spedizionieri. La rappresentanza institoria è per sua natura generale. legati all’imprenditore da un rapporto di lavoro subordinato. o di una sede secondaria o di un ramo particolare dell’impresa. sono: • Aiuto. Gli ausiliari subordinati sono. • Subordinazione. La disciplina degli ausiliari subordinati attiene solo all’imprenditore commerciale. Questa collaborazione si attua mediante la prestazione di opera sia da parte di persone estranee all’organiz-zazione (ausiliari autonomi). • Potere di rappresentanza. • Mediatori. sia da parte di persone che agiscono nell’ambito dell’impresa e che si pongono. invece. rispetto all’imprenditore. L’INSTITORE L’institore è la persona preposta dal titolare all’esercizio di un’impresa commerciale. il cui contenuto tipico consente loro di svolgere un’attività complementare all’attività d’impresa. All’attività imprenditoriale partecipano diversi soggetti. Tra i poteri dell'institore vi sono:  la rappresentanza dell'imprenditore. Secondo una parte della dottrina gli ausiliari autonomi sono 4 categorie: • Agenti. all’imprenditore da un contratto di prestazione d’opera. • Commessi. in posizione di subordinazione (ausiliari subordinati). l’imprenditore agricolo ha un solo ausiliare che è il Fattore.

in virtù della quale l'institore che omette di fare conoscere che tratta per il preponente risponde personalmente (principio della spendita del nome). consistente nel fatto che l’institore può compiere 14 . se non per effetto di un apposito conferimento di potere.  Non gravano sul procuratore gli obblighi di iscrizione nel registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili. possono compiere per l’imprenditore gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa.d. Il codice prevede un sistema speciale di rappresentanza che non si fonda sulla presenza di una procura. pur non essendovi preposti.  non può essere preposto ad una piccola impresa. 2209. Egli – al pari dell’institore – è un rappresentante generale dell’imprenditore a questi legato da un rapporto di lavoro subordinato. Ciò che varia per ciascuna categoria è il CONTENUTO DEL POTERE RAPPRESENTATIVO. in base ad un rapporto continuativo. La DIFFERENZA TRA INSTITORE E PROCURATORE sta nel fatto che  l’institore svolge un’attività generale e complessa di gestione e può porre in essere multiformi atti.  il procuratore è incaricato di specifiche mansioni che si possono concretare solo in una serie di atti particolari relativi all’esercizio dell’impresa e ha un limitato potere decisionale.la corresponsabilità con l'imprenditore per l'osservanza delle disposizioni riguardanti l'iscrizione nel Registro delle imprese e la tenuta delle scritture contabili. contemplatio domini.  I PROCURATORI Sono procuratori coloro i quali. ma lo stesso non vale per i procuratori. art.  né compete ad esso la rappresentanza processuale dell’imprenditore. neppure per gli atti da lui posti in essere. L’institore è l’unico che abbia una predeterminazione legale di poteri rappresentativi.  non può nominare altri institori. Infatti il potere di rappresentanza deriva da un potere gerarchico nell’organizzazione dell’impresa.  la c. in quanto i suoi poteri si estendono alla sola gestione dell’attività cui è preposto. ma costituisce un effetto naturale di una determinata collocazione nell’impresa.

purché pertinenti all’esercizio dell’impresa. sono quelli per i quali il contenuto del potere rappresentativo è dato dalla visibilità delle mansioni. I COMMESSI I commessi sono coloro che esercitano attività subordinata di concetto o di ordine. invece. • incaricati della vendita da piazza a piazza (commessi viaggiatori). 15 . a meno che anche queste due funzioni non siano comprese. cioè senza atto scritto.tutti gli atti. estranea però a funzioni direttive. I loro poteri rappresentativi sono strettamente collegati alle mansioni svolte potendo compiere solo gli atti che ordinariamente comporta la specie delle operazioni di cui sono incaricati. ad esclusione di quelli relativi all’alienazione o ipoteca di beni immobili. I commessi. Essi possono essere: • preposti alla vendita nei locali dell’impresa (commessi di negozio).

Marchio collettivo. attrarre i consumatori. che lo concede in uso a produttori o commercianti consociati (es. 2. 2. composto da combinazione di parole e altri simboli. 3. marchio figurativo. lettere. marchio di servizio.  In relazione ai soggetti che la utilizzano: 1. la differenziazione del prodotto da quelli concorrenti. composto solo da parole. 2. Su uno stesso prodotto possono coesistere sia il primo. che non può comunque sopprimere il marchio del produttore.IL MARCHIO. CLASSIFICAZIONE DEL MARCHIO:  in relazione alla forma: 1. FUNZIONI DEL MARCHIO: 1. sia il secondo. Marchio di fabbrica: apposto dal fabbricante. marchio misto. quando titolare del marchio è un soggetto o un ente che svolge la funzione di “garantire l’origine. cifre. la natura o la qualità di determinati prodotti o servizi”. Marchio denominativo. 3. Da notare che non può invece essere considerata una funzione del marchio quella di garanzia della qualità dei prodotti: nessuna norma può infatti vietare al produttore variazioni qualitative della propria produzione. disegni. “Pura lana vergine” o “Prosciutto di Parma”). è indicatore di provenienza da una fonte unitaria di produzione. composto esclusivamente da figure. anche se dopo la riforma del 1992 è possibile anche la licenza non esclusiva del marchio. marchio di commercio: apposto dal rivenditore.  in relazione all’oggetto: 1. 16 . apposto dal fabbricante. 3. apposto dal rivenditore. il marchio può essere utilizzato anche da imprese che producono servizi. Il marchio è il segno idoneo a distinguere i prodotti o i servizi dell’impresa da altri dello stesso genere.

l’ordine pubblico.  Verità (o non ingannevolezza del marchio). che attribuisce al titolare del marchio il diritto all’uso esclusivo dello stesso su tutto il territorio nazionale. USO DEL MARCHIO. e quindi validi. il buon costume. a seguito dell’uso che ne è stato fatto e della notorietà che ha acquistato presso il pubblico. è importante parlare del “secondary meaning”.REQUISITI DI VALIDITÀ:  Liceità.  Novità. Il diritto di 17 . Nel marchio non possono essere inseriti segni idonei ad ingannare il pubblico.  Originalità. in genere grazie ad un’accorta pubblicità. tipo “Bambolina”). La novità riguarda l’uguaglianza o la somiglianza con altri marchi. Il marchio deve cioè essere composto in modo da consentire l’individuazione sul mercato dei prodotti contrassegnati. NULLITÀ E CONVALIDA. Il difetto dei requisiti di validità comporta la nullità del marchio. bastano poche modifiche per imitarlo(es. lesivi di diritto d’autore o di proprietà industriale. non deve contenere segni protetti da convenzioni internazionali. “Amplifon” -“Udifon”). che possono diventare marchi “forti”. E’ il caso di marchi registrati ma privi di capacità distintiva (come parole generiche. Ai fini dell’originalità. la nullità del marchio per difetto di originalità non può più essere dichiarata quando il marchio ha acquisito capacità distintiva grazie al secondary meaning. o Marchi forti sono invece quelli dotati di forte capacità distintiva e quindi in genere i marchi di pura fantasia. Si distinguono in questo caso i marchi deboli da quelli forti: o marchio debole. Il marchio non deve andare contro la legge. Due eccezioni sono previste: 1. Il diritto all’uso può acquisirsi:  Con la registrazione del marchio presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi. 2. la nullità del marchio per difetto di novità non può più essere dichiarata quando chi lo ha richiesto non era in mala fede ed il titolare del marchio anteriore ne abbia tollerato l’uso per cinque anni (è questa la convalida del marchio).

2. o se l’utilizzazione è stata sospesa per uguale periodo. salvo che l’inerzia del titolare non sia dovuta a motivo legittimo. Aspirina). e dal 1992 può essere trasferito o concesso in licenza anche senza trasferimento dell’azienda.c. l’Ufficio B. Dopo il deposito del marchio.  mancata utilizzazione entro cinque anni dalla registrazione. indipendentemente dalla cessione di altri elementi dell’azienda. [ma] nei limiti in cui anteriormente se ne è avvalso. Il marchio registrato è tutelabile civilmente e penalmente: il titolare del marchio leso nel diritto di esclusiva. es. per ottenere l’inibitoria della continuazione di atti lesivi.esclusiva decorre in maniera retroattiva dalla data di presentazione della domanda all’Ufficio B.  Con l’uso di fatto. mentre riguardo all’originalità e alla novità possono sorgere problemi e controlli solo in caso di controversie. DECADENZA. può promuovere azione di contraffazione. e la rimozione degli effetti degli stessi. che consente a colui che ha fatto uso di un marchio non registrato di continuare ad utilizzarlo. 2571 c. ma è rinnovabile un numero infinito di volte (tutela pressoché perpetua). La registrazione del marchio dura 10 anni. TRASFERIMENTO DEL MARCHIO. non deve essere ingannevole nei confronti dei terzi. parziale. salvo che non sia dichiarata nullità o decadenza del marchio. 3. Il marchio può essere trasferito a titolo sia temporaneo sia definitivo.M. (e non dalla registrazione!).M. Un marchio decade per:  volgarizzazione (marchio diventato denominazione generica. sempre che sia poi arrivata la successiva conferma.  sopravvenuta ingannevolezza dello stesso. LICENZA: è una concessione in godimento temporaneo anche non esclusiva. La cessione a titolo definitivo può aversi: 1. nonostante la registrazione da altri ottenuta. verifica solo i requisiti di non ingannevolezza e liceità. 18 . art.

MERCHANDISING: è la concessione in uso a terzi di un marchio celebre. 19 .

 il divieto imposto al lavoratore di trattare affari in concorrenza con l'imprenditore (articolo 2105 c.: "l'iniziativa economica privata è libera.c. 2390 c. Necessitano della forma scritta ad probationem.LA CONCORRENZA FRA IMPRESE La disciplina della concorrenza tra imprenditori. è basata.c. comportamenti. trovano la loro fonte nella legge per fini di utilità sociale. Gli "incentivi" falsano la concorrenza.).c.  i divieti di concorrenza in materia societaria (articoli 2301.  il divieto di concorrenza imposto a chi aliena l'azienda (articolo 2557 c.c. territoriali (sono validi solo se circoscritti ad una determinata zona) e merceologici (sono validi solo se circoscritti ad una determinata attività).c.). strumenti che impediscono il libero gioco della concorrenza. libertà. Vi rientrano:  il patto di esclusiva. sulla "libertà della concorrenza" stessa. dignità umana". Vi rientrano:  l'obbligo di svolgere la concorrenza in modo da non ledere gli interessi dell'economia nazionale (articolo 2595 c. che rappresenta un corollario del principio della libertà dell' iniziativa economica contenuta nel primo comma dell'articolo 41 Cost. trovano la loro fonte nell'esercizio dell'autonomia privata. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da arrecare danno alla sicurezza. intesa come libera competizione per l'acquisizione e la conservazione della clientela. 2318. 20 . • Limiti contrattuali. stabilisce che "la concorrenza delle svolgersi nei limiti stabiliti dalle leggi". imporre leggi.). direttamente o indirettamente. nel porre restrizioni pattizie fissa limiti temporali (non possono durare più di cinque anni). L'articolo 2595 c.c. Esistono particolari limitazioni alla libera concorrenza: • limiti legali.). La libertà di concorrenza è tale se ognuno può esercitare la propria attività senza condizionamenti né esterni né interni. in linea di principio. e se così non fosse sarebbe monopolio. Il gioco della concorrenza è falsato dal potere di imporre prezzi. "Libertà di concorrenza" significa che nessuno può. L'articolo 2596 c.

in forza di intese o accordi. i cartelli. cioè fissare direttamente o indirettamente i prezzi di acquisto e di vendita. appropriandosi dei pregi dei prodotti di un concorrente. La concorrenza sleale è quella di un imprenditore che violando le norme di correttezza professionale (denigrando gli altrui prodotti. 21 . individua tre categorie di atti di concorrenza sleale: • atti per confusione: li commette chi usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con quelli usati da altro imprenditore o per imitazione servile dei prodotti altrui. monopolio per cui un imprenditore o un gruppo di imprenditori possano.   i patti di preferenza. o a non vendere a condizioni contrattuali diverse da quelle d'accordo stabilite. ma dalla natura dei mezzi adoperati. A falsare il gioco della concorrenza è il cosiddetto monopolio di fatto. • atti non conformi ai principi della correttezza professionale: devono farsi rientrare tutti gli atti che siano giudicati scorretti dal ceto commerciale (pubblicità menzognera. ecc. La differenza tra concorrenza leale e sleale non è data dallo scopo da esse perseguito. impedire o rendere più difficile la produzione. o vantando fuori misura in prodotti. gli sbocchi o gli accessi al mercato. boicottaggio. o rivelando ai terzi informazioni aziendali segrete). L'articolo 2598 c.). storno dei dipendenti. controllare il mercato in un determinato settore merceologico. gli investimenti o il progresso tecnologico. i patti di non concorrenza.c. che di solito è identico. CONCORRENZA SLEALE. I cartelli sono accordi con i quali gli imprenditori si obbligano a non vendere i loro prodotti nelle zone riservate a taluni concorrenti. tenta di sviare a proprio vantaggio la clientela di altre imprese. • atti per denigrazione: li commette chi diffonde notizie o apprezzamenti idonei a determinare il discredito di prodotti altrui o per vanteria. o a non vendere se non a un dato prezzo.

oppure quando due o più persone che detengono il controllo di un'impresa acquisiscono il controllo di altre imprese.  divieto di abuso di posizione dominante  divieto di concentrazione di imprese finalizzati a falsare alla libera concorrenza. 22 .  se commesso con dolo o con colpa. che è un organo collegiale al quale è affidato un compito di vigilanza e di irrogazione di sanzioni per la violazione dei divieti imposti dalla legge.  il divieto di concentrazioni fra imprese (quando due o più imprese procedono alla loro fusione. ecc. Trattato di Parigi 1951 (istitutivo della CECA). La normativa statale è ispirata ai principi della normativa comunitaria: Trattato di Roma 1957 (istitutivo della CEE). cioè accordi tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire. La Normativa antitrust (anti-trust = contro i "cartelli". e cioè:  divieto di intese. restringere o falsare la libera concorrenza all'interno del mercato nazionale.SANZIONI: La concorrenza sleale è repressa attraverso:  l'inibizione della continuazione. La legge 287/90 ha istituito L'AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO. è previsto per l'autore l'obbligo di risarcire il danno. La normativa statale sancisce:  il divieto di intese fra imprese.  rimozione degli effetti già prodottosi.) che diano luogo a gravi alterazioni del regime concorrenziale. LA NORMATIVA ANTITRUST. cioè il monopolio) è stata introdotta con la legge 287/90 che costituisce un complesso di norme volte alla tutela della concorrenza e del mercato. Regolamento CEE 1989.

• consorzi con attività esterna. c. disciplina solo i rapporti fra i consorziati. 23 .c.. sia esso ad attività esterna od interna. chi opera per il consorzio è responsabile verso i membri dello stesso. 2602 e segg. Il consorzio non ha uno scopo lucrativo. 2602 c. operanti anche nei confronti dei terzi ed aventi un fondo comune dotato di autonomia patrimoniale.c. secondo le norme sul mandato. 2602.  Ha una durata limitata. ma uno scopo d’integrazione delle economie dei singoli soci cioè di organizzare i mezzi dei singoli imprenditori consorziati per il raggiungimento di un fine comune di produzione senza concorrenza.LE ASSOCIAZIONI E SOCIETA' CONSORTILI La regolamentazione dei consorzi per il coordinamento della produzione e degli scambi è contenuta negli artt. "più imprenditori istituiscono un'organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese". deve essere redatto per iscritto. Fondamentale è la distinzione tra: consorzi con attività interna.  un atto della pubblica autorità (consorzi obbligatori)  la legge (consorzi coattivi). fissata dalle parti non oltre i 10 anni. • IL CONSORZIO VOLONTARIO CARATTERI:  Il contratto di consorzio. dice l'art. Con il contratto di consorzio. sotto pena di nullità. Fonte dell’organizzazione consortile può essere:  un contratto (consorzio volontario) art. e nella legge BASEVI 1577/47 e in altre leggi successive.

L'art.La legge non prevede espressamente per il consorzio l'esistenza di un consiglio di amministrazione e di un collegio sindacale. Dal consorzio si esce per recesso ed esclusione non per cessione della quota. per l’iscrizione. 2602 parla però di "un'organizzazione comune". che rappresenta il patrimonio del consorzio: tale patrimonio è autonomo. • un estratto del contratto medesimo deve essere depositato. Le cause di recesso ed esclusione sono previste dal contratto. approvvigionamenti). se non è diversamente convenuto. i creditori del consorzio possono far valere i loro diritti 24 . CONSORZIO CON ATTIVITÀ ESTERNA Il contratto per un consorzio ad attività esterna deve prevedere: • l'istituzione di un ufficio destinato a svolgere un'attività con i terzi (es. L'art. non può essere modificato senza il consenso di tutti i consociati. Per la durata del consorzio i consorziati non possono chiedere la divisione del fondo. mentre le deliberazioni relative all’attuazione dell’oggetto consortile sono adottate con voto favorevole della maggioranza. • i contributi dei consorziati ed i beni con essi acquistati costituiscono il fondo consortile.  Il contratto consortile.  Il consorzio è inoltre caratterizzato dall'autonomia delle imprese consorziate. vendite. 2609 prevede che nei casi di recesso ed esclusione "la quota di partecipazione del consorziato receduto od escluso si accresca proporzionalmente a quelle degli altri". appalti. presso l’ufficio del registro delle imprese del luogo ove tale ufficio ha sede.  Possibilità di ingresso di nuovi consorziati nel rispetto delle condizioni fissate dal contratto. in assenza delle quali è richiesto il consenso unanime dei consorziati. È infatti prevista:  la possibilità per le singole imprese di sciogliersi dal contratto consortile o di essere esclusa dagli altri consorziati.  Il trasferimento dell'azienda consorziata comporta l'automatico subingresso dell'acquirente nel contratto. Mentre i creditori particolari dei consorziati non possono far valere i loro diritti sul fondo.

Sono le società che hanno come oggetto sociale gli scopi indicati nell’art. 25 . • il consorzio può essere convenuto in giudizio nella persona di coloro ai quali il contratto attribuisce la presidenza o la direzione. 2602. Per le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati è prevista responsabilità solidale di questi ultimi col fondo consortile • coloro cui è affidata la direzione del consorzio hanno l’obbligo di redigere annualmente e depositare una situazione consortile patrimoniale.esclusivamente sul fondo consortile. LE SOCIETÀ CONSORTILI Afferma la cassazione che il consorzio costituito tra imprenditori sotto forma di società a responsabilità limitata è disciplinato dalle norme tipiche previste per i consorzi.

PARTE SECONDA LE SOCIETÀ 26 .

laddove il patrimonio è inteso come oggetto di una gestione produttiva. la società risponde delle obbligazioni sociali con il proprio patrimonio (e non con il capitale). nella società in accomandita per azioni. Esso svolge una duplice funzione: • funzione di garanzia. • Funzione produttiva. rispondono delle obbligazioni sociali insieme alla società qualora siano sorte dopo l'accettazione della nomina. il quale a sua volta va ai soci e non alla società titolare il patrimonio. capitale e bilancio Il patrimonio Il patrimonio è l'insieme dei rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo alla società. risponde anche questi delle obbligazioni sociali insieme alla società laddove dovesse essere insolvente e abbia violato gli obblighi di legge in materia di esecuzione dei conferimenti e attuazione della pubblicità. Il patrimonio netto è il saldo tra le attività e le passività. tenendo presente le dovute eccezioni: nella società per azioni e nella società a responsabilità limitata costituite da un unico socio. Dal punto di vista contabile è rappresentato nel passivo (ideale) dello Stato patrimoniale del bilancio di esercizio (vedi tabella 1). Infatti. cioè volta ad incrementare il proprio valore. gli accomandatari.Capitolo I Patrimonio. che sono i soci di diritto amministratori. invece. laddove il patrimonio è inteso come un complesso di beni destinato a garantire i debiti. Il patrimonio è composto delle seguenti voci: • capitale sociale • riserve • utile / perdite. Ed è confrontando il patrimonio netto con quanto apportato in origine dai soci che è possibile conoscere il risultato della gestione sociale conseguente all'esercizio dell'attività economica da parte della 27 . prima dell'iscrizione nel registro delle imprese della cessazione dall'ufficio.

si ha in caso di imputazione a capitale di riserve disponibili (accantonamenti aventi una 28 . termine che i soci possono ridurre ma non aumentare. che sono indicati dello Stato patrimoniale. aumentandolo o riducendolo. che è possibile versare solo una quota dei conferimenti. Cosa diversa è invece il risultato di bilancio. Esso svolge la funzione di determinare l'andamento della società e. si ha in caso di ulteriori conferimenti rispetto agli originali. vedi articolo 2364. che sono indicati nel conto economico. al fine di individuare il risultato di gestione conseguito in quell'arco di tempo. dunque. Il capitale sociale Il capitale sociale è il valore in danaro dei conferimenti dei soci. in base alle valutazioni compiute nel contratto sociale. cioè il risultato complessivo dell'intera gestione dato dalla somma algebrica di ciascun esercizio con quelli precedenti. • Aumento gratuito.società. eccezione fatta per l'ipotesi in cui la società è costituita da un unico socio). comprende utile / perdite di bilancio. e se dunque essa abbia prodotto un aumento o una diminuzione del valore del patrimonio. In questo caso aumenta l'attivo e dunque abbiamo una variazione in aumento anche del patrimonio netto. comma 2). Mentre i soci possono modificare il capitale. L'aumento del capitale si distingue in: • aumento a pagamento. Laddove una gestione dovesse essere di lunga durata. cioè in periodi di tempo predeterminati e uguali tra loro (di solito di durata annuale. Il capitale nominale è indicato nel passivo dello Stato patrimoniale (vedi tabella 1) ed è posto il divieto per gli amministratori di distribuire ai soci quella parte del patrimonio netto che corrisponde attualmente al capitale nominale (indisponibile). Al termine di ogni esercizio sono divisi tra i soci gli utili / perdite di bilancio e non di esercizio. Il risultato di esercizio comprende utile / perdite di esercizio (costi e ricavi). il risultato di esercizio. infatti. È definito capitale nominale il valore complessivo assegnato ai conferimenti che i soci promettono di effettuare (ricordiamo. è possibile dividere idealmente la durata della gestione in esercizi. la sua redditività.

29 . al termine della gestione verrà restituito un importo inferiore al conferimento iniziale. in quest'ultimo caso la riduzione coinvolge esclusivamente il titolare della partecipazione annullata. abbiamo una variazione del patrimonio netto potenziale che è contraltare dell'aumento gratuito. In caso. ma l'imputazione delle perdite al capitale sociale incidere sulla distribuzione degli utili. una variazione della disciplina giuridica. qualora l'ammontare del capitale sia superiore rispetto alle esigenze-scopo della società) già effettuati oppure di annullamento dei conferimenti ancora dovuti. invece. Poiché sia il capitale che le riserve disponibili fanno parte del patrimonio netto (vedi tabella 1). Si verifica. assistiamo ad un consolidamento / allineamento tra capitale e perdite (vedi tabella 2). di riduzione / permuta tra il capitale sociale e le riserve statutarie / disponibili. perdite) del patrimonio netto. invece. non vi è nessuna variazione del patrimonio netto. A differenza degli altri due tipi di riduzione che avvengono in modo proporzionale fra tutti i soci. È definito potenziale perché quella parte di capitale sociale imputata a riserve disponibili il proprio status giuridico e da indisponibile può essere distribuito tra i soci (variazione della disciplina). poiché un eventuale incremento del patrimonio netto.si verifica in caso di variazione del patrimonio netto attuale o potenziale. si avrà variazione del patrimonio netto attuale che è contraltare degli aumenti a pagamento del capitale sociale. e limitatamente alle società per azioni. perché (vedi tabella 3) le riserve perdono il proprio status giuridico (disponibile) e seguono quello del capitale (indisponibile). La riduzione del capitale sociale si distingue in: • riduzione per perdite . in caso di sopravvalutazione dei conferimenti in natura. • Riduzione senza perdite . Facendo parte ambedue le voci (capitale. In caso di restituzione ai soci di parte dei conferimenti iniziali (ad esempio.destinazione diversa dall'utile distribuito tra i soci). quest'ultimo non muta.qualora l'entità del patrimonio netto sia inferiore rispetto a quella del capitale nominale. recesso del socio. ai soci. nell'esercizio successivo. non solo. in caso di: mora. • Riduzione per annullamento della partecipazione sociale di uno o più soci. non sarà destinato a reintegrare la perdita ma finirà per essere un utile.

sono disponibili e date degli utili di esercizi precedenti non distribuiti a causa della mancata approvazione del bilancio di esercizio. costituisce un vincolo alla distribuzione del patrimonio netto anche le cosiddette riserve. va comunque accantonata. invece. Esse si distinguono in: • riserve legali. quest'ultima. Esse sono pari al 5% dell'utile maturato nell'esercizio e va accantonata fin quando il suo ammontare non è pari 1/5 del capitale sociale. Se le azioni proprie possono essere acquistate solo mediante l'ammontare degli 30 . cioè accantonamenti degli incrementi delle attività che hanno una destinazione diversa dall'utile distribuito tra i soci. Possono essere modificate con una delibera assembleare che modifichi lo statuto e dunque la destinazione di tale riserve. pur essendo pari a 1/5 del capitale. • Riserve da sovrapprezzo. In caso di perdite che superano la somma tra il capitale e la riserva legale (vedi tabella 4). Nelle società di capitali.Le riserve Nelle società di persone non può essere distribuita tra i soci sotto forma di utile quella parte del patrimonio netto corrispondente al capitale nominale. il conferimento iniziale ha un valore maggiore per l'avviamento e le successive attività). • Riserve statutarie. È indistribuibile. In questo caso la società può prevedere l'obbligo di versare una somma aggiuntiva a titolo di sovrapprezzo (nel es. • Riserve da rivalutazione. sono imposte dalla legge e sono indistribuibili nel momento in cui sono state completate. • Riserve per l'acquisto di azioni proprie.. La riserva da sovrapprezzo non è distribuibile perché non è relativa ad un utile ma deriva da apporti dei soci analoghi ai conferimenti effettuati in a diverso titolo. • Riserve facoltative. entrata di un nuovo socio in una società già costituita). siamo soltanto qualora sia espressamente previsto dalla legge che l'incremento delle attività da una loro libera rivalutazione monetaria. si costituiscono in caso di conferimento ulteriore rispetto agli originali (es. sono previste nello statuto e sono indisponibili.

nel corso dell'esercizio. invece. acconti sui dividendi. Qualora l'utile non sia stato effettivamente conseguito. al fine di evitare l'effetto annacquamento del capitale. Gli utili sono il risultato della gestione sociale. Il fatto che esista un utile non vuol dire che esso sia distribuibile tra i soci. ma affinché ciò sia possibile è necessario l'esistenza di determinate condizioni. Utile e dividendo. Nelle società di capitali. • che l'utile sia stato realmente conseguito. e che sarà indisponibile finché le azioni proprie resteranno di proprietà della società. A questo punto sorge in capo a ciascun socio il diritto al dividendo. nelle società di capitali. sono: • l'approvazione del bilancio di esercizio (o rendiconto. Bilancio di esercizio 31 .utili e delle riserve disponibili (vedi tabella 5). c'è l'obbligo per i soci di restituire ciò che è stato indebitamente ricevuto. nelle società di persone. Le società quotate in borsa possono prevedere nello statuto la possibilità di distribuire. nelle società di persone. invece. Sono illimitati perché non determinabili a priori variando in base alla gestione societaria. che. sarà necessario la formazione di una riserva di pari ammontare (utile + riserve). il conseguimento di utili fittizi non ne comporta la restituzione laddove vi è: • buona fede dei soci. cioè il diritto alla quota di utile spettante in proporzione alla quota di capitale apportata. ciò che produce lo svolgimento di un attività economica da parte della società (incremento / riduzione del patrimonio netto). si aggiunge a tali condizioni una terza: • approvazione di una delibera assembleare che disponga la distribuzione dell'utile. nella società semplice) dal quale risulti che un utile. • gli utili risultano da un bilancio regolarmente approvato.

con chiarezza verità . • principio della continuità della gestione. Nelle società di capitali. • documentativa.c.correttezza. Il bilancio di esercizio è fondato su determinati principi: • chiarezza. indipendenti dall'aspetto finanziario. il conto economico (nel quale sono indicati i costi e i ricavi) e la nota integrativa. la situazione patrimoniale della società è il bilancio di esercizio (vedi tabella 6).): • principio della prudenza. nel senso che quanto rappresentato contabilmente non dev'essere né falso né ingannevole. Nel particolare. che si riferisce alla redazione ed esposizione del bilancio in modo tale che sia comprensibile anche ai terzi. esempio: casa). • principio della continuità nel tempo dei criteri sulla valutazione delle voci del bilancio. • proventi / oneri finanziari (acquisto / vendita azioni). infine è corredato (nel senso che è estraneo al suo contenuto) da una relazione sulla gestione. costituito dallo Stato patrimoniale (nel quale sono indicate le attività e passività).I documenti nei quali risultano i risultati della gestione sono le scritture contabili. • principio della verità. Anche la redazione del bilancio è fondata su precisi principi (articolo 2423 c. • verità e correttezza. 32 . il documento contabile nel quale è indicato il risultato economico dell'esercizio e indicata. • proventi / oneri straordinari (acquisto / vendita di beni estranei all'attività svolta dalla società. Il conto economico svolge una funzione dinamica di rappresentare la gestione della società nell'arco dell'esercizio. che svolgono una duplice funzione: • informativa. Sottraendo i costi dai ricavi otteniamo utile / perdita di esercizio. Lo stato patrimoniale svolge una funzione statica di fotografare le attività e passività della società in un determinato momento. le componenti del conto economico sono: • ricavi / costi della produzione (bene prodotto). Il conto economico indica i ricavi e i costi di competenza dell'esercizio.

cioè le attività che producono un utile per più anni. Nel passivo. La relazione sulla gestione fornisce informazioni ulteriori sulla situazione della società e l'andamento della gestione. ma è estranea al suo contenuto. macchinari). poiché attraverso l'informazione sulle attività della società è possibile influenzare il prezzo di strumenti finanziari. È punito gravemente chi. Nello stato patrimoniale è rappresentato il valore complessivo del patrimonio sociale. rispettivamente. e dunque le attività e le passività dalle quali è possibile evincere l'utile o la perdita di bilancio. invece.• imposte / tasse. abusa di informazioni privilegiate / segrete (Insider trading). brevetto) e finanziari (partecipazioni societarie). e sono: • immobilizzazioni. invece. che costituisce il cosiddetto passivo ideale. • attivo circolante. crediti a breve (ad esempio. Le società quotate in borsa hanno l'obbligo di redigere una relazione semestrale o trimestrale sull'andamento della gestione ed è possibile che debbano fornire informazioni supplementari su richiesta della Consob. del conto economico e dello stato patrimoniale. • il patrimonio netto. 33 . bene o male). Essa deve corredare il bilancio. riserve. fabbricati. Nell'attivo gli elementi patrimoniali sono classificati secondo la loro funzione. utili / perdite. di cui viene conoscenza per lo svolgimento di un attività o professione nell'ambito della società. i crediti verso i clienti). rimanenze finali di merci. idonee ad influenzare il prezzo degli strumenti finanziari (per acquistare/vendere azioni quando la società va. ed è composto dal capitale nominale. che a loro volta si distinguono in materiali (beni come terreni. che si distingue in denaro. sono indicati: • i debiti della società che costituiscono il cosiddetto passivo reale e sono di breve o lungo periodo. La nota integrativa contiene informazioni relative al contenuto dei due documenti sopra esaminati. immateriali (marchio.

neppure al termine della liquidazione che. inoltre. Oltre alle azioni esistono altri tipi di apporti: • le obbligazioni che. in seguito a revisione di stima il conferimento). Il legislatore. Mentre il valore in danaro attribuito ai conferimenti è imputato al capitale nominale. infatti. al valore nominale delle azioni emesse a fronte del conferimento. precisa che il valore complessivo di conferimenti non può essere inferiore al valore del capitale sociale. • Gli strumenti finanziari partecipativi. che è una voce del patrimonio netto e dunque è posto al passivo dello Stato patrimoniale. prevede la restituzione di una somma di denaro pari al valore del conferimento. sul quale il socio non ha alcun diritto di restituzione o rimborso (ad eccezione per caso di recesso del socio. sovrapprezzo poi imputato alle riserve da sovrapprezzo. La causa del conferimento è l'attribuzione di capitale di rischio alla società. o meglio. Sono stati introdotti con la recente riforma del 2003. salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo.Capitolo II Conferimenti . ma solo uguale o superiore nel caso in cui sia stato previsto un sovrapprezzo al fine di ottenere l'assegnazione delle azioni. Dunque il conferimento partecipa alla formazione del patrimonio effettivo della società e da un punto di vista contabile è posto nell'attivo dello Stato patrimoniale. il capitale sociale è suddiviso in azioni. Di norma vige il principio di proporzionalità tra conferimenti e azioni. emesse a fronte del conferimento di capitale di rischio.Azioni I conferimenti. Il conferimento è la prestazione patrimoniale promessa o eseguita dai soci o al momento della costituzione della società o in caso di aumento del capitale a pagamento. A sua volta. La causa di tali apporti può essere tanto il compimento di un'operazione di finanziamento 34 . hanno come causa il compimento di un'operazione di finanziamento con il diritto alla restituzione della somma mutuata più il remunerazione pattuita (interessi). a differenza delle azioni la cui causa è l'attribuzione di capitale di rischio alle società senza obbligo di rimborso. in cambio di azioni a favore del socio.

promessa di pagamento. sia amministrativi che patrimoniali (eccezione fatta del diritto di voto nell'assemblea degli azionisti). nominato dal presidente del tribunale competente per territorio. • l'attestazione del loro valore è almeno pari a quello del capitale sociale e dell'eventuale sovrapprezzo. • i criteri di valutazione seguiti dall'esperto. estraneo alla società. prerogativa questa. Per i conferimenti di beni in natura e di crediti. vi sia un unico azionista il versamento dell'avvenire per intero momento della costituzione della società o della sottoscrizione dell'aumento di capitale. Ma la peculiarità di tali strumenti sta nel fatto che attribuiscono diritti partecipativi. • i crediti. Per quanto riguarda le modalità di esecuzione di conferimenti in danaro. i versamenti ancora dovuti dovranno essere effettuati entro 90 giorni. qualora la società sia composta di due o più soci è possibile versare soltanto un quarto dei conferimenti al momento della stipulazione dell'atto costitutivo oppure della sottoscrizione di nuove azioni in caso di aumento del capitale a pagamento. Qualora. L'esperto redige una relazione giurata di stima nella quale sono indicati: • la descrizione dei beni o dei crediti conferiti. I tempi di esecuzione dei conferimenti in danaro variano in relazione alla compagine sociale.). il legislatore prevede che sia effettuata una valutazione ad opera di un esperto. Qualora la pluralità dei soci dovesse venir meno successivamente. 35 . ecc. pertanto. invece. • i beni in natura.quanto l'effettuare un apporto a titolo di associazione in partecipazione. sede della società. fino a qualche tempo fa. mezzi di pagamento che subordinano il trasferimento del danaro alla società al compimento di un attività da parte del socio (es. Possono formare oggetto di conferimento: • il denaro. non sono ammessi. la legge prevede che siano utilizzati mezzi di pagamento che comportino il trasferimento del danaro dal socio alla società immediatamente e definitivamente. Infatti. dei soli azionisti. Restano pertanto escluse le prestazione di opera e servizi. a tutela dei terzi. cambiale.

Infatti. ma possono trattarsi di prestazione d'opera o di servizi (ad esempio. procedere alla revisione della stima. Nel caso di comproprietà dell'azione. di uguale valore. emesse a fronte del conferimento di capitale di rischio. l'atto costitutivo può prevedere che. i relativi diritti sono esercitati da un rappresentante comune. l'attività professionale più socio nell'ambito della società) oppure di prestazioni di dare continuative o periodiche (ad esempio. Se il rappresentante comune non è stato nominato. Le azioni alle quali è connesso l'obbligo delle prestazioni accessorie devono essere nominative e non possono essere trasferite senza il consenso di amministratori.Ciò vuol dire che la stima costituisce un limite massimo circa l'ammontare del valore nominale delle azioni e del capitale sociale. • l'autonomia delle azioni consistente nella spersonalizzazione dell'azione rispetto al suo titolare e nella sua standardizzazione. se sussistono fondati motivi. in aggiunta all'obbligo dei conferimenti. Ciò avviene mediante le azioni con prestazioni accessorie. che è espressamente sancita dalla legge. non vuol dire che le società per azioni non posso ottenerle a un titolo diverso dal conferimento. le eventuali 36 . gli amministratori devono controllare le valutazioni contenute nella relazione e. È posto un limite alla circolazione delle azioni di emesse a fronte di conferimenti in natura o di crediti finché non sia stata effettuata la verifica della stima dagli amministratori. Il fatto che le prestazione d'opere di servizi non possono formare oggetto di conferimento. i soci debbano eseguire prestazioni accessorie non consistenti in danaro. articolo 2347. Gli elementi che distinguono le azioni da tutti gli altri tipi di partecipazioni sociali sono: • incorporazione dell'azione in titoli documentali. Entro 180 giorni dall'iscrizione della società. Il capitale sociale è suddiviso in azioni. Le azioni. l'erogazione di energia elettrica a favore dell'attività industriale esercitata dalla società). nel senso che ciascuna azione è una frazione uguale a tutte le altre del capitale. • L'indivisibilità.

che non è espressamente prevista. Il valore contabile delle azioni è dato dal rapporto tra capitale + riserve e numero delle azioni. Le azioni che hanno i medesimi diritti costituiscono una categoria e la tutela degli interessi comuni è affidata all'assemblea speciale composta dai titolari delle stesse azioni di categoria. I comproprietari delle azioni rispondono solidamente delle obbligazioni da essa derivanti. il diritto di voto a Caio). che fa riferimento sia al fatto che le azioni devono essere di uguale valore sia il fatto che le azioni conferiscono uguali diritti. e fa riferimento al fatto che il suo contenuto non può essere attribuito a soggetti diversi (ad esempio. 37 . il diritto di voto). La legge o lo statuto possono limitare la circolazione delle azioni ma non disporne la totale intrasferibilità. Il rapporto tra l'ammontare del capitale sociale e il numero delle azioni ci dà il valore nominale delle azioni che uguale per tutte. • L'inscindibilità delle azioni. di natura patrimoniale (ad esempio. ogni azione attribuisce un voto nell'assemblea dei soci). il diritto di intervento in assemblea). • a prescindere dal numero di azioni possedute (ad esempio.comunicazioni o dichiarazioni fatte ad uno dei comproprietari produce i propri effetti anche nei confronti degli altri. • L'uguaglianza. la cui funzione è di indicare la parte di capitale sociale rappresentata. • o a uno o più azionisti che raggiungano una certa percentuale del capitale sociale (ad esempio. effettivo delle azioni è dato dal rapporto tra il patrimonio effettivo e il numero di azioni. Diritti che spettano • o in proporzione al numero di azioni possedute da ciascun socio (ad esempio. il diritto di chiedere la convocazione dell'assemblea). • Libera trasferibilità delle azioni al fine di favorire l'investimento azionario. Il valore reale. Le azioni conferiscono uguali diritti. senza eccezioni. il diritto gli utili a Tizio. il diritto gli utili) e di natura amministrativa (ad esempio.

effettivo delle azioni. • Le azioni di risparmio sono emesse dalle società quotate in borsa e hanno diritto di voto limitato. un privilegio di essere soddisfatti prima di tutte le altre categorie di azioni. che conferiscono un privilegio nell'attribuzione della percentuale di dividendo. che sono emesse. • Le azioni correlate sono fornite di diritti correlati ai risultati dell'attività sociale in un determinato settore. Le azioni di risparmio possono essere anche al portatore. allo scopo di tutelare l'azionista rimborsato rispetto alla differenza tra il valore nominale e il valore reale. 38 . l'articolo 2348 stabilisce che le società può liberamente determinare il contenuto delle azioni delle varie categorie. fino ad una determinata percentuale. in caso di riduzione del capitale per rimborso di azioni al valore nominale. Per cui tali azioni attribuiscono un diritto agli utili soltanto laddove sia stato raggiunto un utile nel settore di riferimento (anche se in altri settori c'è stata una perdita).Ma società può emettere anche categorie speciali di azioni sia al momento della costituzione che in caso di modifica dell'atto costitutivo. in caso di riduzione del capitale per perdite. nei limiti stabiliti dalla legge (cioè la distribuzione degli utili e il rispetto il divieto del patto leonino). • Le azioni postergate. il principio generale è l’atipicità delle categorie speciali di azioni. maggiorata. nel limite dell'esistenza di un utile nel bilancio di esercizio della società. le quali. sono ridotte dopo tutte le altre categorie di azioni. In caso di liquidazione. Infatti. Conferiscono il diritto ad un dividendo nella ripartizione degli utili subordinatamente a tutti gli altri azionisti pari all'interesse legale. un privilegio di ricevere il diritto al dividendo in automatico senza la deliberazione dell'assemblea ordinaria. Sono categorie speciali di azioni: • le azioni privilegiate. Non hanno diritto di voto perché sono relative ad azioni già rimborsate. • Le azioni di godimento. In questo caso non è vietato il divieto del patto Leonino poiché anche esse partecipano alle perdite. ma subordinatamente all'estinzione di tutte le altre azioni. partecipano alla suddivisione del residuo attivo di liquidazione solo subordinatamente al rimborso di tutte le altre azioni.

Le azioni a favore dei dipendenti sono emesse su delibera dell'assemblea straordinaria mediante un aumento gratuito del capitale sociale.

Le azioni possono essere incorporate in titoli di credito cartacei la cui funzione è di semplificare l'individuazione del soggetto legittimato all'esercizio di diritti sociali e la circolazione delle azioni, nonché l'investimento in borsa. I titoli azionari possono essere nominativi o al portatore, a scelta del socio, salvo che lo statuto o la legge non stabilisca diversamente. Nelle società per azioni in titoli azionari sono tutti nominativi, ad eccezione delle azioni di risparmio che possono essere anche al portatore. I titoli al portatore si trasferiscono con la consegna del titolo; il possessore del titolo, mediante la presentazione del titolo, è legittimato all'esercizio del solo diritto in esso indicato. I titoli nominativi possono circolare sulla base di due metodi: • il metodo del cosiddetto transfert, in forza del quale il titolo è trasferito mediante l'annotazione del nome dell'acquirente sul titolo e nel registro dell'emittente oppure mediante il rilascio di un nuovo titolo intestato all'acquirente. • Il metodo della girata, in forza del quale il giratario che dimostra di essere possessore in base ad una serie continua di girare ha diritto di ottenere l'annotazione del trasferimento del libro dei soci (dalla quale dipende la legittimazione) ed è anche legittimato ad esercitare tutti i diritti sociali. È possibile che la legge o lo statuto deroghi all'incorporazione delle azioni in titoli cartacei. Infatti, lo statuto può non emettere titoli azionari e in tal caso il trasferimento delle azioni avviene mediante l'iscrizione nel libro dei soci (così come per le quote delle società responsabilità limitata). Altra deroga è la dematerializzazione delle azioni che è obbligatoria per tutte le società quotate in borsa, mentre è facoltativa per tutte le altre società per azioni. Le differenza sta nel fatto che • la dematerializzazione obbligatoria riguarda non solo le azioni ma tutti gli strumenti finanziari, • le azioni e gli altri strumenti finanziari non possono essere mai incorporati in titoli cartacei.
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• Nella dematerializzazione facoltativa le azioni possono essere rappresentate da titoli di credito cartacei che sono custodite presso la società di gestione e sono girate dal titolare mediante un contratto di deposito regolare. La dematerializzazione obbligatoria prevede una gestione accentrata delle azioni in forza della quale la società emittente conferisce il compito di gestire gli strumenti finanziari ad un intermediario (banca, S.I.M.) che a sua volta lo trasferisce ad una società di gestione, la Monte Titoli s.p.a.. In questo caso le azioni sono trasferite mediante scritturazioni sul conto della società di gestione e degli intermediari. Tali scritturazioni equivalgono dunque alla girata e l'acquirente è legittimato all'esercizio dei diritti sociali in forza di una serie continua di scritturazioni. I diritti amministrativi sono esercitati dell'azionista, mentre i diritti patrimoniali dall'intermediario, per conto dell'azionista. Le azioni sono liberamente trasferibili, ma possibile che siano possibili limiti legali o convenzionali. Un esempio di limite legale è dato dalle azioni emesse a fronte di conferimenti di beni in natura o di crediti la cui trasferibilità è limitata finché non è effettuata la verifica della stima da parte degli amministratori. Limiti convenzionali possono essere posti dai patti parasociali, i quali produrranno i propri effetti solo fra gli aderenti al patto; oppure da clausole statutarie, in questo caso produrranno i propri effetti anche nei confronti dei terzi, in forza della pubblicità mediante l'iscrizione nel registro delle imprese. Sono clausole statutarie limitative della circolazione delle azioni: • la clausola di prelazione, in base alla quale il socio che intende alienare le azioni deve preventivamente offrirle, alle medesime condizioni, agli altri soci in proporzione alle azioni da questi possedute; • la clausola di prelazione impropria, in forza della quale il socio che intende alienare le azioni deve preventivamente offrirle agli altri soci ma a condizioni particolari stabilite sulla base di criteri oggettivi oppure da un arbitratore appositamente nominato; • la clausola di gradimento, in base alla quale il trasferimento delle azioni produce i propri effetti nei confronti
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della società subordinatamente al consenso di un organo sociale o dei soci o dei terzi; • la clausola del tetto massimo, in base alla quale un socio non può acquistare azioni oltre una certa percentuale stabilita dallo statuto. Le clausole limitative della circolazione delle azioni possono essere introdotte o rimosse nello statuto mediante una deliberazione dell'assemblea straordinaria. In questo caso ai soci che non hanno concorso all'approvazione della relativa deliberazione assembleare hanno diritto di recesso. Il legislatore, inoltre, pone 3 vincoli all'autonomia statutaria di limitare la trasferibilità delle azioni: • divieto di alienazione delle azioni nei 5 anni successivi alla costituzione della società o all'introduzione del divieto; • qualora siano previste clausole che subordinano il trasferimento delle azioni al mero gradimento degli organi sociali o dei soci, è previsto in capo questi l'obbligo di acquisto o il riconoscimento del diritto di recesso all'alienante; • sono inefficaci le clausole che sottopongono a particolari condizioni il trasferimento a causa di morte. La società può acquistare azioni proprie. Mentre è vietata la sottoscrizione di azioni di nuova emissione, il che si verifica sia in sede di costituzione della società sia in caso di aumento del capitale a pagamento. Infatti, in questo caso la società non potrebbe fare il conferimento a liberazione delle azioni, perché si troverebbe contemporaneamente nella posizione di creditrice e debitrice. L'eventuale sottoscrizione di azioni proprie non è nulla, ma produce i propri effetti nei confronti dei soci fondatori (in sede di costituzione della società) o degli amministratori (in sede di aumento del capitale) che sono ritenuti personalmente responsabili delle azioni acquistate in nome e per conto della società e come tali obbligati ad effettuare il conferimento necessario per la liberazione delle azioni emesse. È, invece, valido l'acquisto di azioni proprie già emesse (ad esempio, acquisto di azioni di un socio uscente da parte della società stessa) mediante un contratto collettivo (ad esempio, vendita). Il legislatore subordina la legittimità dell'acquisto a determinate condizioni, la cui violazione comporta sanzioni penali per gli
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Durante tutto il periodo in cui le azioni proprie sono di proprietà della società. Sono dunque estesi le condizioni poste alle azioni proprie. Partecipazioni reciproche. verrà applicata la medesima disciplina delle azioni proprie. • le azioni devono essere interamente liberate dai precedenti titolari. le azioni proprie non possono formare oggetto di altre operazioni da parte della società (articolo 2358). Ad esempio la società A acquistare azioni della società B. • il prezzo di acquisto delle azioni non deve essere superiore alla somma tra riserve disponibili e utili in bilancio. Ma qualora sia la controllata ad acquistare azioni della controllante. Finché è la controllante ad acquistare azioni della controllata. e dunque non sono alienate o trasferite. • l'acquisto è subordinato ad un’autorizzazione dell'assemblea ordinaria. È possibile che due società acquistino partecipazioni azionarie reciproche. Il che è possibile. nonché l'iscrizione al patrimonio netto di una riserva indisponibile pari alla riserva di azioni proprie. • è formata e conservata una riserva di azioni proprie di ammontare pari alla somma necessaria per acquistare le azioni proprie (riserve + utile) finalizzata ad evitare il cosiddetto effetto annacquamento del capitale sociale (e dunque l'esistenza di capitale fittizio). • Infine. nulla da dire. • il diritto di voto spettante alle azioni proprie è sospeso. • il diritto gli utili e il diritto di opzione sono attribuiti proporzionalmente alle altre azioni. e allo stesso tempo la società B acquista azioni della società A.amministratori e l'obbligo di alienare le azioni illegittimamente acquistate: • il valore nominale delle azioni non deve essere superiore a 1/10 del capitale sociale. articolo 2357. Il problema sorge qualora esista un rapporto di controllo tra le due società. 42 .

Il capitale. Le obbligazioni possono essere emesse da società per azioni e società in accomandita per azioni.M. non potrà mai essere indeterminato e dunque oggetto di una clausola parametrica. un prestito per la società. L'equilibrio tra il patrimonio e il prestito obbligazionario è garantito dal divieto di distribuzione e riduzione del capitale. • qualora le obbligazioni emesse in eccedenza siano destinate a investitori professionali (ad esempio. riserve disponibili. invece. 43 . riserva legale e al netto delle perdite risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente approvato. in virtù della cosiddetta clausola parametrica. per un valore non superiore al doppio della somma tra capitale sociale.Capitolo III Le obbligazioni . essa rappresenta un debito. e questo caso la società potrà emettere obbligazioni oltre il limite previsto solo su autorizzazione del governo. S. dal punto di vista della società.Patrimoni destinati Le obbligazioni L'obbligazione consiste in uno strumento finanziario finalizzato compiere un finanziamento. • qualora esistano interessi attinenti l'economia nazionale. perché andrebbe contro la causa di mutuo.). mentre gli interessi sono indeterminati. • qualora l'emissione di obbligazioni è garantita da ipoteca su proprietà sociale. soggetta al controllo di legittimità da parte del notaio. I limiti posti in materia di emissione delle obbligazioni possono essere superati: • per le società quotate. proprio in funzione del diritto di rimborso del capitale. che variano sulla base della situazione economica della società. e depositata presso registro delle imprese. banche. Le obbligazioni dunque costituiscono il valore minimo assicurato. tipica del prestito obbligazionario.I. La differenza tra le obbligazioni e gli altri strumenti finanziari sta nel fatto che per le obbligazioni è previsto il rimborso del capitale prestato. Pertanto. Le obbligazioni sono emesse dagli amministratori e la relativa deliberazione deve essere redatta per atto pubblico.

È possibile l'emissione di obbligazioni convertibili in azioni e dunque la trasformazione di un rapporto di mutuo (o di finanziamento) in un rapporto di partecipazione societaria. segue la disciplina dell'assemblea straordinaria dei soci. ma non può tutelare gli interessi degli obbligazionisti individualmente considerati parte. Al fine dell'emissione di obbligazioni convertibili sono necessarie due deliberazioni: • una deliberazione di emissione. • il rappresentante comune. • il rapporto di cambio varia in proporzione all'aumento o riduzione del capitale qualora si dovessero verificare tali operazioni in pendenza della conversione. Patrimoni destinati ad uno specifico affare. nella quale è indicato il rapporto di cambio. una deliberazione di aumento del capitale di un ammontare pari al valore nominale delle obbligazioni convertibili. Alla base dell'emissione delle obbligazioni convertibili in azioni esistono essenzialmente quattro principi: • il capitale sociale deve essere interamente versato. agli obbligazionisti è possibile che siano attribuite azioni di un valore inferiore rispetto alla somma versata la società. ma non potrà mai verificarsi il contrario a tutela della effettività del capitale sociale.L'organizzazione degli obbligazionisti si articola in due organi: • l'assemblea degli obbligazionisti. • è vietata la riduzione del capitale e la modifica dell'atto costitutivo in materia di distribuzione degli utili. con l'offerta delle obbligazioni convertibili in opzione ad essi. la quale svolge in generale una funzione di tutela degli interessi collettivi degli obbligazionisti. In sede di conversione. • tutela dei vecchi azionisti di mantenere inalterata la percentuale di partecipazione in società. il periodo e le modalità della conversione. 44 . il quale svolge in generale una funzione di tutela di interessi collettivi degli obbligazionisti nei rapporti con la società. • contestualmente.

il cui valore non può essere superiore al 10% del patrimonio netto della società. 45 . opere o servizi. Possono finanziare l'affare anche i terzi apportando capitali.È possibile che le società di capitali costituiscano uno o più patrimoni destinati ad un affare che sia specifico e sufficientemente indicato nella deliberazione di costituzione del patrimonio.

L'assemblea è unica. Qualora vi sia contrasto tra lo statuto e il regolamento approvato dall'assemblea ordinaria prevale sempre lo statuto e l'inosservanza del regolamento non comporta l'invalidità delle 46 . non producono i propri effetti (condizione sospensiva) finché non sono approvate dall'assemblea speciale composta da coloro che fanno parte della categoria pregiudicata. l'esercizio dell'azione di responsabilità in caso di cattiva gestione . ma si distingue in base alla composizione in: • assemblea generale.. come ad esempio l'approvazione del bilancio. La differenza sta nelle diverse regole cui sarà soggetta l'assemblea. Laddove si è in presenza del consiglio di sorveglianza (sistema dualistico) sono conferite a quest'ultimo competenze di norma spettanti all'assemblea ordinaria. In base all'oggetto delle deliberazioni l'assemblea si riunisce in sede: • ordinaria • straordinaria. Le competenze dell'assemblea straordinaria sono determinate dalla legge. L'assemblea è un organo collegiale che rappresenta la riunione dei soci.Capitolo IV Assemblea dei soci. Le competenze dell'assemblea ordinaria variano in relazione al fatto se sia previsto o meno il consiglio di sorveglianza (in quest'ultimo caso. la cui esistenza dipende dall'emissione di azioni appartenenti a categorie speciali (ad esempio. L'assemblea può dettare un codice di autoregolamentazione dell'organo. vedi tabella 1-cap. In questo caso le deliberazioni dell'assemblea generale. azioni privilegiate). sistema dualistico. Patti parasociali. che avviene laddove sia necessario prendere le decisioni in materie ad essi attribuite dalla legge.. alla quale intervengono tutti soci. come ad esempio la modifica dello statuto.IV). laddove pregiudicano i diritti dei titolari di azioni appartenenti a categorie speciali. la nomina dei componenti degli altri organi sociali. Assemblea. • assemblee speciali.

• verbalizzazione. o del consiglio di gestione se ci troviamo nell'ambito del sistema dualistico. scissione della società). in questi casi. per cui dovrà essere convocata entro trenta giorni. Lo svolgimento dell'assemblea si distingue in quattro fasi: • la convocazione dei soci. qualora ne faccia richiesta una minoranza qualificata dei soci che rappresenti il 10% del capitale. • voto. che dovrà essere pubblicato nella gazzetta ufficiale oppure nel 47 . cioè collegio sindacale. qualora vi sia contrasto tra lo statuto e il regolamento approvato dall'assemblea straordinaria prevale l'ultima disposizione approvata che modifichi la precedente e l'inosservanza del regolamento comporta l'invalidità delle deliberazioni.deliberazioni. L'assemblea deve essere obbligatoriamente convocata nelle seguenti ipotesi: • una volta all'anno per l'approvazione del bilancio di esercizio entro un termine non superiore ai 120 giorni dalla chiusura del bilancio stesso. il consiglio di sorveglianza. • senza ritardo. il comitato per il controllo della gestione. per formare le decisioni. eccezione fatta l'ipotesi in cui l'assemblea delibera su proposta di amministratori (es. non vi provvedessero gli amministratori o il consiglio di gestione. l'assemblea dovrà essere convocata dagli organi di controllo di ciascun sistema. La convocazione dell'assemblea avviene ad opera degli amministratori. • quando la prima convocazione sia andata deserta. per documentare la riunione. la quale per produrre i propri effetti è necessario che diventano deliberazioni. • intervento e discussione. fusione. Se. termine che può essere modificato dello statuto. I sindaci dovranno convocare l'assemblea con urgenza quando: • cessano dalla carica tutti gli amministratori. • essi ritengano che esistano fatti gravi ai quali vi sia necessità urgente di provvedere. Esistono delle ipotesi tassativamente previsto dalla legge in cui la convocazione dell'assemblea è obbligatoria. La convocazione ovviamente dovrà essere rispettosa delle regole legali e statutarie. contenente l'ordine del giorno.. sia in materia di avviso.

• la maggioranza dei componenti degli organi di gestione e di controllo. cioè vi partecipano: • anche per delega. l'assemblea totalitaria è stata regolarmente convocata. se si tratta di prima o seconda convocazione. Lo statuto può aumentare il quorum (mai fino all'unanimità dei soci). Esiste pertanto una stretta relazione tra diritto di voto e diritto di intervento. ma è possibile che il diritto di intervento prescinda dal diritto di voto (quando il socio si astiene o gli è vietato l'esercizio del diritto di voto). sia per quanto riguarda la sede cioè il luogo di convocazione dell'assemblea. invece. Il diritto di intervento e di voto è riconosciuto agli azionisti cui spetta il diritto di voto. il creditore pignoratizio. indipendentemente dal fatto se sono o meno soci. Se la convocazione non è effettuata in conformità della legge o dello statuto si ritiene comunque regolare qualora l'assemblea sia totalitaria. cioè nel caso di voto per corrispondenza. essi possono opporsi alla discussione stessa. i soci che rappresentano un terzo del capitale possono chiedere un rinvio non superiore ai 5 giorni. tutti gli azionisti ed è dunque rappresentato l'intero capitale sociale. come ad esempio l'usufruttuario. così come è possibile che il diritto di voto prescinda dal diritto di intervento (ciò si verifica in un'unica ipotesi. in questo caso il quorum deliberativo è implicitamente uguale al quorum costitutivo. L'assemblea si ritiene regolarmente costituita qualora sia stato raggiunto il cosiddetto quorum costitutivo. le deliberazioni possono dirsi regolarmente approvate se è stato raggiunto un quorum deliberativo. Se l'assemblea totalitaria non è stata regolarmente convocata e i soci non hanno sufficienti informazioni sull'oggetto della discussione. 48 . Mentre.IV). ma non diminuirli. Se. come ad esempio che via Internet).quotidiano indicato nello statuto. se si tratta di società quotata o meno (vedi tabella 2cap. Ovviamente il quorum variano in relazione al fatto se l'assemblea è in sede ordinaria o straordinaria. Se è chiesto come quorum deliberativo una maggioranza che corrisponde ad una data percentuale del capitale. dato da un certo numero di soci titolari di azioni che attribuiscono il diritto di voto in assemblea.

Delega raccolta. Il conflitto di interessi è causa d'annullabilità della deliberazione soltanto laddove esistono due condizioni: • il voto sia stato determinante. Un limite speciale è imposto per le sole società quotate: • divieto di rilasciare una delega per più di un'assemblea. La stessa operazione può essere effettuata da associazioni di azionisti. Delega sollecitata. sempre con la stessa percentuale di azioni. ma ciò non vuol dire che il socio sia privato del proprio diritto di voto. Un'azionista. che rappresenti l'1% delle azioni con diritto di voto e sia iscritto nel libro dei soci. l'esercizio dei relativi diritti. la quale raccoglie le deleghe di voto tra i propri associati e esercita il diritto di voto per mezzo dei propri 49 . con poteri di rappresentanza in forza di una procura o una delega. da almeno sei mesi. È possibile che esista un conflitto di interessi tra la società e il socio. • la deliberazione arreca un effettivo danno alla società. socio o meno. e che legittimato all'impugnazione di una libera invalida sia soci non consenzienti.È vietato il voto segreto. Delega ordinaria. • indicazione del nome del procuratore. Allo scopo delega un intermediario autorizzato. Limiti generali sono: • forma scritta della procura. nonché i dipendenti della società e di società controllate. può sollecitare gli altri azionisti a votare favorevolmente o meno una determinata proposta di deliberazione. • divieto di delegare i componenti degli organi di gestione e di controllo. composte da almeno 50 soci titolari di azioni corrispondenti almeno all'1 per 1000 del capitale. detto committente. Il titolare del diritto di intervento e di voto può delegare un terzo. al fine di controllare che il soggetto che ha esercitato il diritto di voto sia a ciò legittimato. cioè senza di esso non si sarebbe conseguito il quorum deliberativo. sono posti dalla legge e dello statuto limiti generali e speciali. A tutela dell'interesse del socio e della società. il quale sollecita i soci a rilasciare deleghe di voto in suo favore. • divieto di rappresentare più di venti soci. essendo esso attribuito al socio nel proprio interesse personale.

• impossibilità e illiceità dell'oggetto. • di controllo della regolarità del procedimento e delle deliberazioni. La nullità può essere rilevata d'ufficio dal giudice. Esso svolge una triplice funzione: • di prova. Una deliberazione è nulla quando: • manca la convocazione dell'assemblea.rappresentanti. e in questo caso non è legittimato ad agire il socio ha prestato il proprio assenso allo svolgimento dell'assemblea. e in questo caso è prevista una sanatoria della nullità mediante la redazione di un verbale tardivo prima che si svolga l'assemblea successiva. Una deliberazione può essere nulla. • di informazione per i soci assenti e per i terzi interessati. Verbale. di deposito nel registro delle imprese. inesistente. se previsto. • manca il verbale. 50 . il rappresentante nella dichiarazione di voto dovrà indicare anche il numero di azioni corrispondente. Invalidità La deliberazione produce i propri effetti dal giorno in cui l'assemblea si è tenuta. annullabile. Una deliberazione è inesistente qualora delimitano assemblea mai tenutasi oppure a qualora non sia stata mai votata in un'assemblea realmente tenutasi. Nel verbale è documentato lo svolgimento dell'assemblea nonché le relative deliberazioni. Nel verbale deve essere redatto non contestualmente ma tempestivamente allo scopo di consentire l'esecuzione dell'obbligo di trascrizione nel libro delle adunanze e delle deliberazioni assembleari e. In caso di divergenza tra gli associati. Una deliberazione è invalida qualora non siano state rispettate le regole legali e statutarie sul procedimento assembleare. Ma è possibile che la legge o lo statuto subordinano l'efficacia delle deliberazioni a un termine iniziale o a una condizione sospensiva.

nonché in caso di inosservanza dei principi di buona fede e di parità di trattamento dei soci. 51 . sia o meno un socio. Termine per l'impugnazione è di • 90 giorni dalla data della deliberazione. Esso vincola esclusivamente con i quali aderiscono al patto. ed eventuali terzi.). se è nulla. • Nel caso in cui sia accertata l'invalidità della deliberazione. se è annullabile. • il collegio sindacale. • Il giudice può sospendere l'esecuzione su richiesta di chi agisce. • gli amministratori.. l'autore della violazione di legge o di statuto è tenuto a risarcire i danni causati alla società e ai terzi che hanno confidato nella validità della deliberazione. Il procedimento di impugnazione è regolato dall'articolo 2378: • si svolge innanzi al tribunale del luogo in cui la società ha la sede. Da essi nascono obbligazioni di fare o di non fare.. In caso di deliberazione annullabile: • i soci non consenzienti. il cui inadempimento comporta il sorgere della responsabilità per i danni e la risoluzione del rapporto. • il consiglio di sorveglianza. titolari di azioni con diritto di voto che rappresentano l'un per 1000 del capitale oppure il 5% del capitale in caso di società quotate.Una deliberazione è annullabile in tutti gli altri casi di violazioni di legge e statuto. Patti parasociali. regolano l'esercizio dei loro diritti sociali (di voto. dissenzienti e astenuti. cioè assenti. al trasferimento delle azioni . I patti parasociali sono posti al di fuori dello statuto e con essi i soci. Legittimati ad agire in caso di deliberazione nulla: • chiunque abbia interesse. • Il giudice dovrà accertare che per tutto il periodo del procedimento i soci opponenti siano in possesso della percentuale di azioni richiesta dalla legge ai fini dell'impugnazione. • tre anni dalla trascrizione della deliberazione. agli utili.

ma un semplice obbligo di reciproca informazione tra i soci. o a tempo indeterminato: ogni parte può recedere liberamente con preavviso di sei mesi. I patti possono essere a tempo determinato: cinque anni per le società non quotate e tre per le quotate. • nelle società per azioni diffuse. i patti sono comunicati alla Consob. • nelle società per azioni chiuse non c'è alcun obbligo di pubblicità. e ad esso. Sono previsti dalla legge altri patti che consentono di raggiungere una maggioranza. 52 . i patti sono comunicati in apertura di ogni assemblea dai soci aderenti. I patti che pongono limiti al trasferimento delle partecipazioni sociali sono definiti sindacati di blocco. mediante il quale i soci vincolati si obbligano a votare in base a quanto stabilito di comune accordo. nelle società quotate.Un patto parasociale importante è il sindacato di voto. dichiarazione trascritta nel verbale assembleare. si aggiunge il patto che stabilisce l'obbligo di consultarsi prima di esercitare il vuoto. Il sistema di pubblicità adottato si distingue in relazione al tipo di società: • nelle società quotate.

Il potere di rappresentanza e i suoi limiti devono essere pubblicizzati mediante iscrizione nel registro delle imprese. cioè controllare la regolare tenuta delle scritture contabili da parte di amministratori (attività riservata ai revisori esterni in un sistema diverso da quello tradizionale). cioè verificare che il corretto funzionamento del sistema organizzativo. cioè il potere di rappresentare la società e di manifestare le sue decisioni ai terzi. a meno che la società non dimostri che il terzo a abbia agito con l'intenzione di arrecare un danno alla società.Capitolo V Amministrazione e controlli. è il collegio sindacale. Ciò non vuol dire che la rappresentanza è attribuita tutti gli amministratori. Ciò nonostante. L'attività di gestione della società può essere esercitato esclusivamente dagli amministratori. Oggetto dell'attività di gestione è il compimento di operazioni necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale. al tipo di attività esercitata. Organo di controllo. ma solo a quelli indicati dello statuto (di norma. la cui attività consiste nel tutelare la regolarità gestionale e l'integrità del patrimonio sociale. • garantire il rispetto dei principi di corretta amministrazione. Nel particolare l'organo di controllo dovrà • verificare l'osservanza della legge e dello statuto da parte di amministratori . Le funzioni di governo della società sono gestione e controllo. alla struttura azionaria della società) tale da consentire di gestire la società secondo i canoni di corretta amministrazione. il presidente e i consiglieri delegati). Strettamente connesso con il potere di gestione è il potere di rappresentanza. Quindi l'amministratore dovrà adoperarsi affinché la società raggiunga lo scopo prefisso e affinché siano adempiuti tutti gli obblighi che la legge impone alla società. amministrativo e contabile adottato dalla società (che varia in relazione alle dimensioni dell'impresa. nel sistema tradizionale. • effettuare il controllo contabile. essi non sono opponibile ai terzi. La gestione della società. 53 .

il consiglio di sorveglianza sua volta nomina il consiglio di gestione. al suo interno. per cui qualora dovesse venir meno l'assemblea è legittimata a revocare l'amministratore dall'incarico. Le norme dettate in materia di amministrazione e controlli sono. Nel sistema dualistico l'assemblea nomina il consiglio di sorveglianza.Così come le deliberazione assembleare sulle scelte gestionali hanno carattere autorizzatorio. professionalità ed indipendenza. Nel sistema tradizionale. La durata della carica è di tre esercizi. Gli amministratori sono nominati dall'assemblea e non sono richiesti particolari requisiti. Il rapporto tra gli amministratori della società è regolato da un contratto a tempo determinato e oneroso. estese anche alle società quotate. • per revoca dell'assemblea. i falliti. Nel sistema monistico l'assemblea nomina il consiglio degli amministratori e. allo stesso modo l'organo di controllo non può interferire nelle scelte decisionali poste in essere dagli amministratori. contratto di amministrazione. il comitato per il controllo della gestione (vedi tabella 1 .capitolo IV). gli inabilitati. e si distingue a proposito il sistema dualistico dal sistema monistico. Se la revoca è 54 . Lo statuto può prevedere un sistema di amministrazione e controllo diverso da quello tradizionale. Infatti il rapporto tra l'assemblea e l'amministratore è basato essenzialmente sulla fiducia. senza possibilità di interferire nell'attività di amministratori. al quale sono conferite competenze che di norma spetterebbero all'assemblea (come ad esempio l'approvazione del bilancio). Il rapporto cessa: • per morte dell'amministratore. salvo diversa disposizione. lo statuto può attribuire la gestione della società tanto all'amministratore unico quanto al consiglio di amministrazione. Non possono essere nominati gli interdetti. salvo che lo statuto non richiede requisiti di onorabilità. L'organo amministrativo nel sistema tradizionale. coloro i quali sono stati condannati ad una pena che prevede l'interdizione dai pubblici uffici o l'incapacità ad esercitare uffici direttivi. tant'è che possono essere nominati anche i non soci.

e gli dovranno soltanto informare 55 . la sua sostituzione può avvenire soltanto con una deliberazione del consiglio di amministrazione. la quale presuppone la maggioranza degli amministratori. Il consiglio di amministrazione può delegare un comitato esecutivo e/o uno o più dei suoi componenti (amministratore delegato) all'esercizio del potere di gestione. o di esercitare un attività concorrente per conto proprio o di terzi. Competenze degli organi delegati sono: • curare l'assetto organizzativo. il conflitto di interessi è tra l'amministratore delegato e la società. • per scadenza del termine. contabile. amministrativo. Un esempio di giusta causa potrebbe essere la violazione del divieto di concorrenza. invece. Se. la redazione del progetto di bilancio. il progetto di fusione e di scissione. non è dovuto qualora la revoca derivi da giusta causa. o ricoprire la carica di amministratore in una società concorrente. l'amministratore ha l'obbligo di trarne informazione al consiglio di amministrazione e laddove il consiglio adottasse la deliberazione che approva l'operazione. che sarà poi valutato dal consiglio di amministrazione. sorge l'obbligo del risarcimento del danno. È possibile che lo statuto prevede una clausola che subordini lo scioglimento del consiglio amministrazione alla cessazione di alcuni amministratori (cosiddetta clausola simul stabunt simul cadent). È possibile che esista un conflitto di interessi tra l'amministratore ed una determinata operazione della società. • riferire al consiglio di amministrazione e al collegio sindacale le operazioni di maggior rilievo e l'andamento della gestione che sarà poi valutato dal consiglio di amministrazione. definita cooptazione. Quando la cessazione dell'amministratore si verifica in costanza del rapporto e non alla scadenza del termine. che renda impossibile la prosecuzione del rapporto seppure provvisoriamente. dovrà spiegare il vantaggio che è stato arrecato la società da quell'operazione. In questo caso. invece. • Per rinunzia dell'amministratore (dimissioni). Il legislatore ha previsto alcune materie non delegabili tra le quali l'aumento di capitale. Il risarcimento del danno. cioè l'amministratore viola il divieto di divenire socio illimitatamente responsabile di una società concorrente.immotivata.

in caso contrario sarà necessaria una separata deliberazione di revoca. al fine di evitare di incorrere in una responsabilità. L'assemblea può deliberare una rinunzia o una transazione avente ad oggetto l'azione di responsabilità. Presupposti necessari affinché i creditori possono esercitare la relativa azione sono: • insufficienza del patrimonio sociale per soddisfare le obbligazioni sociali. Gli amministratori sono responsabili verso tre soggetti: • la società. purché non intervenga un voto contrario superiore a 1/5 del capitale sociale. non sono responsabili dell'eventuale inadempimento dell'amministratore delegato. Al fine dunque di valutare la responsabilità dell'amministratore bisogna fare riferimento alla diligenza del buon amministratore che varia in relazione alle dimensioni della società. Responsabilità degli amministratori. Responsabilità degli amministratori verso la società è una responsabilità contrattuale per mancato adempimento degli amministratori degli obblighi ad essi imposti dalla legge e dallo statuto che essi sono tenuti ad eseguire con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico e dalle loro competenze. Il procedimento per l'azione contrattuale di responsabilità prevede che l'azione sia deliberata dell'assemblea su proposta della società o dei soci (nell'interesse della società) che rappresentano 1/5 del capitale. avendo fatto tutto ciò che è proprio potere. Il legislatore esonera da ogni responsabilità l'amministratore che. 56 . • i creditori sociali. In caso di delega.il consiglio ma anche tenersi dal compiere qualunque atto. Laddove le deliberazione sia stata approvata con voto favorevole di almeno 1/5 del capitale. al tipo di attività esercitata e alle qualità individuali dell'amministratore. esente da colpa. • riduzione del patrimonio per violazione dei propri obblighi. Gli amministratori sono responsabili verso i creditori per mancata conservazione dell'integrità del patrimonio sociale. • i soci o i terzi. segue la revoca automatica dell'amministratore. quando hanno compiuto il loro dovere. gli amministratori. abbia fatto annotare nel libro delle adunanze il proprio dissenso.

non al patrimonio sociale. Isvap. ad esempio. Consob. all'amministratore di essere esente da colpa. Il direttore generale è un lavoratore dipendente con il grado più elevato. altri la natura extracontrattuale. ma direttamente al patrimonio del socio o del terzo. ma sono tenuti a risarcire i creditori per non aver adempiuto i propri doveri causando questo modo un danno alla società e indirettamente anche ai creditori sociali. mentre non lo è l'apertura di una procedura concorsuale. 57 . La responsabilità degli amministratori verso i soci e i terzi è una responsabilità extracontrattuale derivante da fatto illecito dell'amministratore che arreca un danno. consiglio di sorveglianza. perché gli amministratori non sono chiamati a far fronte alle perdite. ma nella pratica l'azione risulterebbe per i creditori molto onerosa. Legittimata ad agire sono i creditori. derivante da un inadempimento. per cui spesso agiscono nel loro interesse gli organi della procedura (curatore fallimentare. C'è chi afferma la natura contrattuale della responsabilità. tribunale.Non si tratta di una eccezione al principio della responsabilità limitata dei soci. Nel primo caso il creditore avrebbe l'onere di trovare l'inadempimento. derivante da un'illecita lesione del diritto di credito. subordinato soltanto all'amministratore di cui esegue gli ordini. L'attività di controllo è esercitata da organi interni (collegio sindacale. ma al socio il quale può agire entro cinque anni del compimento dell'altro illecito. comitato per il controllo della gestione) e da organi esterni (revisore esterno o società di revisione. Il direttore generale. Il controllo della società. Banca d'Italia. Se. commissario liquidatore e straordinario). nel secondo caso il creditore dovrà dimostrare sia il fatto illecito sia la colpevolezza. nella quale è possibile dividere gli eventuali costi con gli altri creditori. Si discute circa la natura della responsabilità di amministratori verso i creditori sociali. il danno non sarebbe arrecato alla società. l'amministratore redige un bilancio falso dal quale risulta una situazione patrimoniale molto più florida di quella reale e un terzo acquista le azioni della società ad un prezzo superiore.

Obblighi del collegio sindacale sono: • convocare il collegio almeno ogni 90 giorni. • svolgere la funzione di controllo contabile. • diritto di chiedere informazioni agli amministratori sull'andamento della gestione. i quali andranno a sostituire i sindaci effettivi che dovessero venir meno nel corso del mandato. 58 . Requisiti richiesti sono: • professionalità. sono nominati dall'assemblea per tre esercizi. • indipendenza rispetto all'organo di gestione. inabilitazione. • decadenza per cause di ineleggibilità (interdizione. • verifica l'osservanza del principio di corretta amministrazione. fallimento. mentre tutti gli altri sono scelti fra gli iscritti agli albi di avvocati e commercialisti o fra i professori universitari in materie giuridiche ed economiche. • revoca per giusta causa. esclusivamente nelle società chiuse e in quelle che non sono tenute alla redazione del bilancio consolidato. Essi possono essere soci o non soci. Cause di cessazione dell'ufficio di sindaco sono: • morte. condanna a pene che comportano l'interdizione dai pubblici uffici). cioè almeno un membro effettivo e uno supplente deve essere iscritto nell'albo dei revisori contabili. Poteri del collegio sindacale sono: • compiere atti di ispezione e di controllo. Doveri del collegio sindacale sono: • verifica l'osservanza degli obblighi imposti agli amministratori dalla legge e dallo statuto. • scadenza del termine. rivista da una deliberazione assembleare che dovrà essere approvata con decreto del tribunale. • rinunzia o dimissioni.Organo di controllo nel sistema tradizionale. Organo di controllo nel sistema tradizionale è il collegio sindacale composto di tre o cinque membri effettivi e di due supplenti.

I sindaci sono responsabili: • per le valutazioni effettuate. indipendenza. dunque. La particolarità del consiglio di sorveglianza sta nel fatto che ad esso aspettano competenze che di norma sarebbero dell'assemblea e sono: 59 . Organo di gestione nel sistema dualistico è il consiglio di gestione il quale. professionalità. Organo di controllo. ma presenta determinate particolarità: • è necessariamente un organo collegiale (non è ammissibile. Organo di controllo nel sistema dualistico è il consiglio di sorveglianza. • la nomina. • per il mancato rispetto dell'obbligo di riservatezza. comitato esecutivo (sanzione prevista in caso di mancato rispetto di tale obbligo è il decadimento). L'assemblea nomina e revoca dei componenti del consiglio. Il sistema dualistico. consiglio di amministrazione.• partecipare alle riunioni dell'assemblea. revoca. i quali devono presentare il requisito della onorabilità. Organo di gestione. Esso è regolato dalle norme dettate per il consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale. Il consiglio di sorveglianza ha le medesime competenze del collegio sindacale: • controllare la gestione della società. può compiere tutti gli atti necessari per l'attuazione dell'oggetto sociale. • in solido con gli amministratori. per il danno arrecato nel compiere o omettere un fatto è che non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformità ai propri obblighi. avendo il potere di gestire le società. • denunciare il tribunale il compimento di gravi irregolarità da parte del consiglio di gestione. l'amministratore unico). sostituzione dei componenti del consiglio di gestione spetta al consiglio di sorveglianza (l'organo di controllo nel sistema dualistico) e non all'assemblea.

• nomina. • non devono ricoprire cariche o svolgere funzioni attinenti alla gestione della società. l'approvazione spetta all'assemblea. allo scopo di migliorare la circolazione delle informazioni e la trasparenza tra gli organi di amministrazione e di controllo. oltre che dall'assemblea e dai soci di minoranza. i cui componenti devono presentare i seguenti requisiti: • devono essere scelti tra gli amministratori indipendenti. Esso è caratterizzato da fatto che l'organo di controllo non è separato dall'organo di gestione. ma presenta determinate particolarità: • è necessariamente un organo collegiale. ma è costituito al suo interno. in mancanza del quale o se lo chiede 1/3 del consiglio di gestione o 1/3 del consiglio di sorveglianza. Competenze del comitato sono: 60 . Il sistema monistico. • 1/3 dei membri deve presentare il requisito di indipendenza. L'organo di gestione. L'organo di controllo. dal consiglio di sorveglianza e se la deliberazione è stata approvata con il voto favorevole dei 2/3 dei componenti i consiglieri sono revocati automaticamente. • devono avere requisiti di onorabilità. • Anche l'azione di responsabilità può essere esercitata. revoca. Il consiglio di amministrazione nomina al suo interno il comitato per il controllo sulla gestione. esercizio dell'azione di responsabilità dei membri del consiglio di gestione. il quale segue la disciplina del consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale. professionalità. Organo di gestione nel sistema monistico è il consiglio di amministrazione. • approvazione del bilancio.

qualora 61 . decreto legislativo 58/98. amministrativo. • redigere una relazione nella quale esprimere un giudizio sul bilancio di esercizio e consolidato. e nelle altre società (diverse dalle società chiuse e dalle società non soggette alla redazione del bilancio consolidato) e prevista la facoltà di scelta tra un revisore contabile esterno o una società di revisione. • vigilare sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo. • eleggere il proprio presidente. inoltre. • negativo.U. • il giudizio. Funzione dell'organo di controllo esterno sono: • verificare la regolare tenuta delle scritture contabili e della contabilità sociale. Il controllo contabile. ma implicito in quanto organo di controllo. non espressamente previsto dalla legge.F. contabile a rappresentare la gestione della società. Organi di controllo esterni. • verificare la conformità del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato alle scritture contabili. Per le società quotate il T. qualora il bilancio sia impreciso. può consistere in una dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio. • altri compiti ad esso affidati dal consiglio di amministrazione. mentre nelle società quotate esso è affidato obbligatoriamente ad una società di revisione. nelle società quotate il giudizio può essere: • senza rilievi. Nel sistema tradizionale il controllo contabile è affidato al collegio sindacale. detta una particolare disciplina nell'espressione del giudizio.• oltre il dovere di vigilanza. in caso di violazione di norme dettate per la redazione del bilancio.. qualora il bilancio sia conforme a leggere. Infatti. • con rilievi.

La Consob vigila su: • le società di gestione dei mercati.. Infatti. ecc.m. Il controllo dell'intero mercato mobiliare è affidato alla Consob. Il revisore esterno è soggetto alla responsabilità dei sindaci (per le valutazioni effettuate e per il mancato rispetto dell'obbligo di riservatezza). nonché nei confronti della società. individualmente considerato. può impugnare la deliberazione assembleare di approvazione del bilancio. di parità di trattamento dei portatori degli strumenti stessi. • i soggetti ausiliari. come ad esempio le società di revisione. in questo caso la cosa sotto controlla che l'offerta degli strumenti finanziari quotati rispetti i principi di correttezza. In questi ultimi due casi la società deve informare la Consob. e loro effetto sarà che qualsiasi socio.. trasparenza.le violazioni delle norme relative al bilancio siano talmente gravi da rendere il bilancio inaffidabile. • le società emittenti (cioè che emettono azioni quotate). Commissione nazionale per le società e la borsa. poiché esso varia in relazione alle informazioni immesse sul mercato. dei soci e dei terzi per i danni derivanti dall'inadempimento dei propri doveri. • Informazione societaria.i. cioè le banche. L'incarico è conferito dell'assemblea per un periodo di tre esercizi che può essere da essa revocato per giusta causa in seguito ad approvazione del tribunale della deliberazione. come ad esempio la Borsa Italiana s. le s.p. il valore di un'azione di 62 . • gli intermediari. in questo caso la Consob controlla che il prezzo di acquisto di strumenti finanziari sia conforme a realtà. Esistono due tipi di appello al pubblico risparmio: offerta pubblico di acquisto (offerta finalizzata all'acquisto di strumenti finanziari).. Il controllo della Consob. sollecitazione l'investimento (offerta finalizzata alla vendita). L'attività di controllo della Consob è esercitata in due momenti: • appello al pubblico risparmio.a.

Fasi del procedimento sono: • il tribunale convoca in Camera di Consiglio gli amministratori e sindaci.) inizia con una denunzia al tribunale ad opera dei soci che rappresentano 1/10 del capitale sociale o dell'organo di controllo o.c. e i nuovi organi devono: o accertare l'esistenza delle violazioni. cioè se l'atto sia giusto o meno. • esista una grave irregolarità nella gestione.. • se il sospetto sussiste. Il controllo nel settore bancario e assicurativo. l'assemblea può neutralizzare il procedimento sostituendo gli amministratori e i sindaci con organi dotati di professionalità. come ad esempio il valore del patrimonio della società. Presupposti richiesti sono che: • gli amministratori violano i propri doveri. il tribunale non ordina l'ispezione e sospende il procedimento. nelle società aperte. In tutte le società per azioni è previsto un controllo di legalità sull'attività degli amministratori.  allora. e non un controllo di merito. Il procedimento giudiziario (articolo 2409 c.una società varia in relazione a diversi fattori.  a questo punto. Il controllo nel settore assicurato è attribuito all'Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo). Il controllo nel settore bancario è attribuito alla Banca d'Italia. • esista un fondato sospetto (provato dai soci). 63 . la capacità della società di produrre reddito. il tribunale ordina l'ispezione degli atti amministrativi. • sia stato arrecato un danno alla società. del pubblico ministero. Il controllo giudiziario. ecc.

2. Convocare l'assemblea per adottare le dovute deliberazioni. il tribunale può: 1. Sue competenze sono: • esercitare l'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e dei sindaci.  oppure proporre l'apertura di una procedura concorsuale. Disporre di opportuni provvedimenti provvisori. revocare gli amministratori e sindaci per nominare un amministratore giudiziario. • convocare l'assemblea per la nomina dei nuovi organi sociali.  Se i nuovi organi non riescono a eliminare le violazioni e • se dall'ispezione risulta l'irregolarità.o eliminarle.  oppure proporre la messa in liquidazione della società. 64 . Nei casi più gravi. L'amministratore giudiziario è un pubblico ufficiale che ha il compito di sanare la società. 3. • rendere al tribunale il conto della gestione.

da parte dell'assemblea in seduta straordinaria. Anche nella società in accomandita tutti i soci sono azionisti. sono rimasti in carica altri amministratori. L'accomandatario-amministratore è responsabile solidamente. mentre nella società in accomandita semplice non tutti gli accomandatari sono amministratori e nella società per azioni amministratori possono essere anche non soci. il conferimento). la revoca (anche senza giusta causa) e la sostituzione degli accomandatari-amministratori devono essere deliberate con le maggioranze richieste per l'assemblea straordinaria. Qualora al momento della sostituzione di accomandatari che abbiano cessato dal loro ufficio. la nomina dei nuovi amministratori dovrà essere approvata da questi all'unanimità. Infatti.Capitolo VI Società in accomandita per azioni Alle società in accomandita per azioni è estesa parte della disciplina delle società per azioni. 65 . devono adempiere agli obblighi scaturenti (per esempio. gli accomandatari sono amministratori di diritto a tempo indeterminato. La nomina. Poiché si diventa accomandatario con la nomina di amministratore. in quanto soci azionisti. del beneficio di escussione) delle obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui ha rivestito tale carica. La qualità di accomandatario si acquista con il conferimento. così come il trasferimento delle sue partecipazioni sociali non comporta l'acquisto della qualità di accomandatario in capo al nuovo titolare. Gli accomandatari non hanno diritto di voto nelle deliberazioni relative all'esercizio dell'azione di responsabilità e alla nomina o revoca dei sindaci e dei componenti del consiglio di sorveglianza. delle funzioni amministrative. mentre non sono responsabili delle obbligazioni sociali sorte successivamente all'iscrizione nel registro delle imprese della cessazione della carica. la cessazione della carica comporta il "degrado" ad accomandante. ma si distingue dalle altre società di capitali per la distinzioni degli stessi in accomandatari e accomandanti. pertanto. ma la qualità di accomandante. ma non fanno parte dell'organo di gestione e sono responsabili limitatamente alla quota sottoscritta. illimitatamente e sussidiaramente (godono. Gli accomandanti.

Una delle cause di scioglimento della società della cessazione dalla carica di tutti gli amministratori della società non abbia provveduto nei sei mesi successivi alla loro sostituzione. Le modificazioni dell'atto costitutivo devono essere approvate dall'assemblea straordinaria nonché da tutti i soci accomandatari. così come dovrebbe essere nell'ambito di tale modello.Il fatto che il codice faccia riferimento al consiglio di sorveglianza lascia intendere che anche nella società in accomandita per azione è possibile adottare il modello dualistico. con la particolarità che gli accomandatari-amministratori sono comunque nominati dall'assemblea in sede straordinaria e non dall'organo di controllo. 66 .

r.l. unipersonale. infatti. Possono.000 Euro. 2) quando non sia stata data pubblicità sul registro delle imprese della circostanza che la società è unipersonale. beni in natura. i soci rispondono nei limiti della quota conferita. Tuttavia il versamento può essere sostituito da una polizza di assicurazione o da una fideiussione bancaria di pari importo. In tale caso all’atto della costituzione deve essere versato presso una banca almeno il 25% del capitale (o del conferimento) e le ulteriori parti quando è richiesto dagli amministratori. risponde illimitatamente in caso di insolvenza della società. in due ipotesi: 1) quando non abbia liberato integralmente i conferimenti all’atto della sottoscrizione.) La riforma del 2003 attribuisce una maggiore rilevanza la persona del socio nella S. Anche nel caso di S. tuttavia.r. Atto costitutivo L’atto costitutivo deve essere redatto in forma di atto pubblico.l. Conferimenti Ad evidenziare maggiormente il carattere personale di questo tipo di società sono i conferimenti.r.Capitolo VII Società a responsabilità limitata (S. nonché una maggiore autonomia negoziale. l’unico socio ha responsabilità limitata.l. Se nell’atto costitutivo non è stabilito diversamente i conferimenti sono in denaro. facendola apparire come un ibrido tra società di persone e società di capitali.. nonché prestazioni d’opera o di servizio.r. essere conferiti tutti gli elementi suscettibili di valutazione economica. Il capitale sociale minimo è pari a 10. cioè denaro. In tale caso il socio può in ogni momento sostituire la polizza o la fideiussione con un corrispondente versamento in denaro. Nella S. 67 . sono quindi soci limitatamente responsabili. L’unico socio.l.

Attestazione che il loro valore è almeno pari a quello attribuito  nell’atto costitutivo. che sono stati concessi in un momento di eccessivo squilibrio finanziario. Se non vi sono compratori gli amministratori escludono il socio. trattenendo le somme riscosse e riducono il capitale in misura corrispondente. D Illustrazione dei criteri di valutazione adottati. Vendere agli altri soci la quota del socio moroso in proporzione alle rispettive partecipazioni. questi diffidano il socio moroso ad eseguirlo nel termine di 30 giorni. se l’atto costitutivo lo consente. Finanziamenti dei soci È prevista una disciplina particolare per i finanziamenti dei soci a favore della società. Il socio moroso non può partecipare alle decisioni dei soci. se l’atto costitutivo lo prevede. 2. la polizza o la fideiussione possono essere sostituite con il versamento di un importo corrispondente a titolo di cauzione. Se in tale termine il socio non esegue il conferimento. a tutela dell'integrità del capitale sociale. In tale caso. Il conferimento di beni in natura deve essere accompagnato da una relazione giurata di un esperto. gli amministratori possono seguire due strade: 1. Infine se viene conferita la prestazione d’opera o di servizio. la quota viene venduta all’incanto. In mancanza di offerte. questi devono essere integralmente liberati al momento della sottoscrizione. Mancata esecuzione dei conferimenti Se il socio non esegue il conferimento nel termine stabilito dagli amministratori. è necessario che la prestazione sia garantita da una polizza di assicurazione o da una fideiussione bancaria. La relazione deve contenere le seguenti indicazioni:  escrizione dei beni conferiti. La vendita viene effettuata per il valore risultante dall’ultimo bilancio approvato.Nel caso di conferimento di beni in natura. Promuovere un’azione giudiziale per l’esecuzione del conferimento. 68 .

sono proporzionali ai conferimenti. Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo. Quote di partecipazioni Le partecipazioni sociali non possono essere rappresentate da azioni. Il trasferimento della partecipazione deve avvenire con scrittura privata autenticata e deve essere depositato. salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo. Successivamente il trasferimento deve essere iscritto nel libro dei soci.Il rimborso di tali finanziamenti è postergato rispetto al soddisfacimento degli altri creditori. prima del quale il recesso non può essere esercitato. presso il registro delle imprese. cioè ogni quota varia in relazione alla misura del conferimento e non sono di pari ammontare così come le azioni. deve essere restituito. né possono costituire oggetto di sollecitazione all'investimento (e dunque non possono essere quotate in borsa). Le partecipazioni. a cura del notaio. 69 . L’atto costitutivo può stabilire un termine non superiore a due anni dalla costituzione della società o dalla sottoscrizione. entro 30 giorni. le partecipazioni sono liberamente trasmissibili per atto tra vivi e per successione a causa di morte. Il numero delle quote è pari al numero dei soci e non possono essere rappresentate da titoli di credito. Soltanto in questo momento il trasferimento ha effetto di fronte alla società. Si parla di quote e non più di azioni. su richiesta dell’alienante o dell’acquirente. Se l’atto costitutivo prevede l’intrasferibilità delle partecipazioni o contempla una clausola di mero gradimento o ponga condizioni o limiti che impediscono il trasferimento a causa di morte. Inoltre se il rimborso avviene nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento della società. e dunque legittima l’acquirente all'esercizio dei diritti sociali. Trasferimento delle partecipazioni Il trasferimento delle quote di partecipazione avviene per effetto del consenso delle parti. il socio o i suoi eredi possono recedere dalla società.

nel senso che è opponibile ai terzi. Nel caso in cui la società sia unipersonale.  Determinare gli eventuali limiti. I titoli di debito possono essere sottoscritti solo da investitori qualificati (es. deve prevedere quanto segue: Attribuire la relativa competenza ai soci o agli amministratori. anche successivamente il loro trasferimento. L’atto costitutivo.) che risponde ex lege della solvenza della società. può formare oggetto di espropriazione.: SIM. Titoli di debito Con la riforma del 2003 è stato previsto un ulteriore strumento finanziario rispetto alle risorse personali dei soci e alla fideiussione bancaria.L’iscrizione nel registro delle imprese ha efficacia dichiarativa. dalla costituzione o successivamente. oltre che essere trasferita. quindi se la quota fosse alienata a più persone. gli amministratori devono depositare presso il registro delle imprese un’apposita dichiarazione. Infatti.r. banche. La decisione di emissione dei titoli deve prevedere le condizioni del prestito e le modalità del rimborso. per i versamenti ancora dovuti è responsabile con l’acquirente anche l’alienante solidalmente e sussidiariamente (solo se la richiesta al socio moroso è risultata infruttuosa) per il periodo di 3 anni dall’iscrizione del trasferimento nel libro dei soci. ecc. che la società può modificare con il consenso della maggioranza dei possessori dei titoli. a condizione che l’atto costitutivo lo consenta. Questo deposito è rilevante per la limitazione della responsabilità. 70 .. Essa deve inoltre essere iscritta presso il registro delle imprese a cura degli amministratori. la S. Nel caso di trasferimento della partecipazione.l. può emettere titoli di debito. in tale caso. avrebbe priorità quella che ha effettuato per prima l’iscrizione nel registro delle imprese in buona fede. La partecipazione. è nel caso in cui si ricostituisca la pluralità dei soci. modalità e maggioranze  necessarie per la decisione.

cioè se non è richiesta l'unanimità. esse si intenderanno sottoscritte dai soci fondatori o. sottopongono alla loro approvazione. o una rilevante modificazione dei diritti dei soci. sulle seguenti materie: 1) Approvazione del bilancio e distribuzione utili. 5) Decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto sociale. salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo. Inoltre i soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dall’atto costitutivo. In quest'ultimo caso. nonché sugli argomenti che uno o più amministratori. per legge. • o con il metodo assembleare.l. Il legislatore prevede la possibilità che i soci siano titolari di diritti particolari riguardanti l'amministrazione o la distribuzione degli utili. 3) Nomina del collegio sindacale o del revisore.Operazioni sulle proprie quote Non è consentito alla S. dagli amministratori personalmente. la decisione dei soci. né accordare prestiti o fornire garanzia per il loro acquisto o la loro sottoscrizione. acquistare o accettare in garanzia proprie quote. I diritti sociali. Tali diritti particolari possono essere modificati solo all'unanimità. In caso di acquisto o sottoscrizione diretta o indiretta delle proprie quote. 2) Nomina degli amministratori. 4) Modificazioni dell’atto costitutivo. in caso di aumento di capitale. o tanti soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale. 71 . nel rispetto del divieto del patto Leonino.r. La formazione della volontà sociale avviene: • o con un metodo extra-assembleare. sempre salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo. I soci decidono in ogni caso. I diritti del socio sono proporzionali alla partecipazione. il socio dissenziente può recedere. LE DECISIONI DEI SOCI.

2) Quando lo richiedono 1 o più amministratori o tanti soci che rappresentino almeno 1/3 del capitale sociale. dai soci e dagli amministratori. l’acquisto deve essere autorizzato con decisione dei soci e deve essere accompagnato da una relazione giurata di un esperto. Metodo assembleare. la convocazione è effettuata mediante lettera raccomandata spedita ai soci almeno 8 giorni prima dell’adunanza. lo scioglimento anticipato della società. la deliberazione si intende adottata in caso di assemblea totalitaria. per un corrispettivo pari o superiore al decimo del capitale sociale. e tutti gli amministratori e sindaci siano presenti o informati e 72 . nei 2 anni successivi all’iscrizione della società nel registro delle imprese. ecc. Le decisioni dei soci devono essere adottate mediante deliberazione assembleare quando l’atto costitutivo non preveda nulla a riguardo. ASSEMBLEA DEI SOCI L’atto costitutivo deve determinare le modalità di convocazione dell’assemblea. peraltro se nulla è previsto nell’atto costitutivo. le decisioni extraassembleari richiedono il voto favorevole dei soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale. l'approvazione di operazioni che comportano una modifica dell'oggetto sociale o dei diritti dei soci. Anche in assenza di convocazione. Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo. In ogni caso anche se l’atto costitutivo prevede che le decisioni dei soci siano adottate mediante consultazione scritta o consenso espresso per iscritto. è necessaria una apposita deliberazione assembleare 1) in alcune importanti decisioni che possono alterare la struttura della società o la posizione dei soci come ad esempio la modifica dell'atto costitutivo. L’atto costitutivo può prevedere che le decisioni dei soci siano adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. cioè quando abbia partecipato all’assemblea l’intero capitale sociale.Anche nel caso di acquisti pericolosi dai soci fondatori. Tali modalità devono assicurare la tempestiva informazione sugli argomenti da trattare.

2) prese in assenza assoluta di informazione. È richiesto il consenso di tutti i soci in caso di attribuzione ai singoli soci di particolari diritti riguardanti l'amministrazione della società o la distribuzione degli utili. Il quorum costitutivo è fissato nella metà del capitale sociale e il quorum deliberativo è pari alla maggioranza assoluta dei presenti. Sono anche annullabili le decisioni in conflitto di interessi.  da ciascun amministratore. Sono invece nulle le decisioni: 1) che hanno oggetto illecito od impossibile. nonché per la modifica dell'atto costitutivo.nessuno si opponga alla trattazione dell’argomento posto all’ordine del giorno. Le decisioni annullabili possono essere impugnate  dai soci che non vi hanno consentito. il tribunale può assegnare un termine non superiore a 6 mesi per l’adozione di una nuova decisione idonea ad eliminare la causa di invalidità. Possono invece essere impugnate senza limiti di tempo le deliberazioni che modificano l’oggetto sociale prevedendo attività impossibili o illecite.  siano assunte con il voto determinante del socio in conflitto di interessi. per cui. a condizione che  siano potenzialmente dannose per la società. entro 3 mesi dalla loro trascrizione nel libro delle decisioni dei soci. su richiesta della società o di chi ha proposto l'impugnativa.  dal collegio sindacale. 73 . Invalidità delle decisioni dei soci Sono annullabili le decisioni che non sono prese in conformità della legge o dell’atto costitutivo. Le decisioni nulle possono essere impugnate da chiunque vi abbia interesse entro 3 anni dalla loro trascrizione nel libro delle decisioni dei soci. non consenziente. e non l’organo collegiale. È possibile una sostituzione delle decisioni invalide.

• dettare le regole di funzionamento del consiglio di amministrazione. Salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo. che sono indicati nell'atto costitutivo e successivamente nominati con decisione dei soci in sede assembleare o. • consiglio di amministrazione. o alcuni di essi. • indicare gli eventuali presupposti della revoca e sostituzione degli amministratori. • creare eventualmente organi delegati (comitato esecutivo e amministratori delegati). • pluralità di amministratori che operano congiuntamente o disgiuntamente (riprendendo il regime di amministrazione adottato nelle società di persone). Indipendentemente dal regime di amministrazione prescelto nell'atto costitutivo. • le decisioni di aumento del capitale.L'AMMINISTRAZIONE. che decide senza riunirsi mediante una consultazione scritta oppure con un consenso espresso per iscritto (collegialità attenuata). gli amministratori costituiscono il consiglio di amministrazione che opera collegialmente (collegialità piena). in assenza di un espressa disposizione dell'atto costitutivo. Su espressa disposizione dell'atto costitutivo è possibile adottare uno dei seguenti regimi di amministrazione: • amministratore unico. All'atto costitutivo è demandato il compito di: • indicare le persone cui è affidata l'amministrazione. come titolari di alcuni diritti di amministrazione della società. L'atto costitutivo può anche riconoscere i soci. Non è possibile adottare in una società a responsabilità limitata il sistema dualistico perché incompatibile con la rilevanza centrale che 74 . Invece. • il progetto di fusione o scissione. l'amministrazione della società a responsabilità limitata è affidata ad uno o più soci. laddove lo prevede allo statuto. extra-assembleare. la legge impone agli amministratori di deliberare in sede consiliare • la redazione del progetto di bilancio.

• il contratto arrechi un danno effettivo (e non potenziale) al patrimonio sociale. • contratti aventi ad oggetto operazioni che comportano una modifica dell'atto costitutivo o dei diritti dei soci. cioè qualora il terzo abbia agito con l'intenzione di arrecare un danno alla società. salvo exceptio doli. nei rapporti esterni la società è responsabile di tali atti. Altri amministratori è riconosciuta la rappresentanza generale per tutti gli atti compiuti in nome della società. La società può impugnare anche i contratti conclusi da amministratori-rappresentanti portatore di un interesse in conflitto con quello della società (e non della semplice operazione). I limiti legali sono dati del fatto che gli amministratori non possono stipulare senza decisioni dei soci • contratti aventi ad oggetto acquisti pericolosi. • il rappresentante non può stipulare contratti in assenza del potere di amministrazione per vizi della nomina. Ai fini dell'impugnativa è richiesto che: • il voto dell'amministratore in conflitto di interesse sia stato determinante. la nomina degli amministratori. dunque in violazione dei limiti posti dell'atto costitutivo (atti ultra vires).assumono i soci in questo tipo di società. Rappresentanza. Mentre nei rapporti interni tali atti costituiscono giusta causa di revoca. In questo caso la società è legittimata a far valere il difetto di potere rappresentativo e impugnare i relativi contratti. 75 . Sono posti al potere di rappresentanza limiti sia statutari sia legali. nonché con il fatto che le decisioni amministrative che incidono sull'oggetto sociale e sui diritti dei soci. I limiti statutari sono: • l'amministratore-rappresentante non può compiere atti in contrasto con l'oggetto sociale. perché si caratterizzano come inadempimento degli obblighi imposti dagli amministratori dall'atto costitutivo. l'approvazione del bilancio sono rimesse alla decisione dei soci.

chiedendo al tribunale la revoca dalla carica degli amministratori convenuti in giudizio.l. • sia stato arrecato un danno diretto al patrimonio del socio o del terzo. • verso i creditori sociali (anche se non espressamente previsto dalla legge se non nell'ipotesi di liquidazione). Responsabilità degli amministratori. Legittimati ad agire sono: • ciascun socio. invece. individualmente considerato. In questo caso la società può agire nei confronti di amministratori per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla male gestio. In caso di gravi irregolarità nella gestione della società. Gli amministratori sono responsabili (responsabilità extracontrattuale) verso i soci e i terzi laddove esistano i seguenti presupposti: • gli amministratori abbiano compiuto un atto doloso colposo nell'esercizio delle loro mansioni. Si ritiene comunque che essi siano responsabili in caso di mancata 76 . Gli amministratori sono esonerati da ogni responsabilità qualora esenti da colpa.r. il giudice può subordinare il provvedimento alla prestazione di una cauzione. ciascun socio può ottenere un provvedimento cautelare. Gli amministratori sono responsabili (responsabilità contrattuale e solidale) verso la società laddove non adempiano agli obblighi ad essi imposti dalla legge e dall'atto costitutivo o per violazione del dovere di diligenza ad essi richiesto nella gestione della società. abbiano fatto constare il proprio dissenso. • la società stessa. • verso i soci e i terzi.Si tratta questa dell'unica ipotesi di impugnativa delle decisioni degli amministratori di s. espressamente prevista dalla legge. Non è. lesive del patrimonio sociale. conoscendo l'atto che si andava a compiere. espressamente disciplinata la responsabilità degli amministratori verso i creditori sociali se non in caso di liquidazione. Gli amministratori sono responsabili: • verso la società.

Presupposto necessario per esercitare l'azione di responsabilità nei confronti di amministratori è l'incapienza del patrimonio sociale. i soci o i terzi.r. ha esercitato in modo continuativo i poteri di gestione. in base all'informazione ricevuta il socio può  chiedere la revoca giudiziaria  o promuovere l'azione di responsabilità nei confronti di amministratori.conservazione dell'integrità del patrimonio sociale. è esercitata da: • ciascun socio non amministratore individualmente considerato e indipendentemente dalla presenza del collegio sindacale. • Collegio sindacale. che godrà di un diritto di rivalsa sugli amministratori. • la società. l'atto costitutivo può prevedere un collegio sindacale o un revisore contabile. CONTROLLO SULLA GESTIONE E SULLA CONTABILITÀ. abbiano autorizzato o concorso a decidere gli atti dannosi per la società.r. che nella s. ai quali sono state attribuite competenze amministrative dall'atto costitutivo. cioè sia insufficiente a soddisfare creditori sociali. Sono responsabili in solido con gli amministratori: • i soci. • l'amministratore di fatto. per decidere se appoggiarli o opporsi. i cui componenti sono nominati con decisione dei soci. questi ha il diritto di  ricevere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali  e di consultare i libri sociali e i documenti relativi all'amministrazione.l. è facoltativo. • Ciascun socio amministratore ha il diritto di chiedere informazioni sulle intenzioni di propositi degli altri amministratori. L'attività di controllo nella s.l. cioè colui il quale pur non rivestendo la carica di amministratore. È obbligatorio se o il capitale sociale non è inferiore a quello minimo delle società per azioni oppure se per due esercizi consecutivi sono superati due dei 77 . infatti.

o nelle società sportive professionistiche. o meglio controllo legale dei conti (riprendendo la definizione del nostro codice): cosa solo eventuale nelle altre società di capitali. Al collegio sindacale si estendono i poteri e le funzioni previste per le società per azioni: • verifica dell'osservanza della legge e dell'atto costitutivo da parte degli amministratori.l. • rispetto del principio di corretta amministrazione. Nel caso la s. • controllo contabile.l.r. sia controllata da società quotate la revisione è obbligatoria ed è rimessa a società di revisione esterne. • esercizio dell'azione di responsabilità dei sindaci su richiesta della maggioranza sociale. poiché ammesso solo nelle società per azioni non aperte o non tenute alla redazione del bilancio consolidato. 78 . tenute alla redazione del bilancio consolidato.limiti dimensionali dell'impresa previsti ai fini della redazione del bilancio in forma abbreviata. o nelle s.r.

l. con la quale l'atto è stipulato e sottoscritto da soggetti diversi dai soci fondatori. prevista esclusivamente per le società azionarie. La costituzione per pubblica sottoscrizione prevede un procedimento composto di quattro fasi: 1.  lo statuto.  l'atto costitutivo contiene la manifestazione di volontà dei soci fondatori di costituire la società. Nella s. e contiene le norme relative al funzionamento della società. convocazione dell'assemblea dei sottoscrittori per deliberare sulla esistenza dei requisiti richiesti per la costituzione della società. 79 . nonché le sottoscrizione autenticate dei promotori. con la quale l'atto è stipulato e il capitale sottoscritto direttamente dei soci fondatori.). contenente i dati e le norme essenziali dell'atto costitutivo e dello statuto. non si fa riferimento allo statuto.Capitolo VIII Costituzione. Le modalità di stipulazione dell'atto costitutivo sono due: • costituzione simultanea. • Prima di trattare della prima fase. sulla nomina di amministratori. sebbene formi oggetto di atto separato. 2. depositato presso un notaio e pubblicato. redazione di un programma. nonché le regole di organizzazione dell'attività sociale. è parte integrante dell'atto costitutivo.c. (articolo 2335 c.r. • iscrizione nel registro delle imprese del documento così come redatto. ecc. vogliamo evidenziare la differenza tra atto costitutivo e statuto. raccolta presso il pubblico delle sottoscrizione delle azioni ad opera dei promotori che si adoperano affinché i sottoscrittori versino almeno il 25% dei conferimenti in danaro presso una banca. 3. i promotori. • costituzione per pubblica sottoscrizione. La costituzione delle società di capitali è il risultato di una fattispecie a formazione successiva composta di due fasi: • stipulazione dell'atto costitutivo (previo controllo del notaio rogante).

ai soci è riconosciuto il diritto di recedere ad nutum dalla società con un preavviso di almeno sei mesi).r.l. • capitale sottoscritto e capitale versato. nonché componenti degli organi previsti nel sistema dualistico o nel sistema monistico. • sede. cittadinanza dei soci (con la riforma 2003 sono stati introdotti anche la denominazione.r. il soggetto eventualmente addetto al controllo contabile. nonché quelle promosse da o contro i componenti dell'organo amministrativo o di controllo. 80 .. a tempo indeterminato. ma anche persone giuridiche). la cui indicazione è facoltativa in quanto il nostro codice prevede la possibilità di costituire società di capitali come società a tempo indeterminato (nelle società azionarie non quotate e nelle s. • durata della società.stipulazione dell'atto costitutivo da parte degli intervenuti in assemblea. in deroga all'ordinaria competenza dell'autorità giudiziaria. modalità di emissione e circolazione. Il contenuto dell'atto costitutivo è il seguente: • nome e cognome. • numero e il valore nominale delle azioni. Presupposti richiesti affinché sia possibile apporre clausole compromissorie sono: 4. o la quota di partecipazione per le s.l. la costituzione. • oggetto sociale (cioè tipo di attività economica che sarà svolta dalla società).l. sapa. sindaci. Nelle s. luogo e data di nascita. • spese per la costituzione. • numero degli amministratori. fra soci e società. domicilio.r. lasciando così intendere che i soci possono essere non soltanto persone fisiche. la sede.. la risoluzione di controversie fra soci. • valore attribuito ai crediti e ai beni in natura. srl). primi amministratori e primi sindaci. e nelle società azionarie chiuse l'atto costitutivo può contenere clausole compromissorie con le quali è deferito ad arbitri. • denominazione sociale e il tipo di società (spa.

Seconda fase.r.a.• oggetto delle controversie siano diritti disponibili relativi al rapporto sociale. L'atto costitutivo delle società di capitali è costituito per atto pubblico.l.p. inoltre. le quali sono: • sottoscrizione integrale del capitale sociale. • versamento dell'intero ammontare dei conferimenti in danaro in caso di s. per cui la banca non può consegnare di amministratori tali somme. Ulteriori effetti della stipula dell'atto costitutivo sono: • indisponibilità dei conferimenti in danaro già versati dai soci presso una banca al momento della sottoscrizione. sotto pena di nullità della società. • versamento del 25% dei conferimenti in danaro presso una banca o di tutti i conferimenti di beni in natura e di crediti. in caso contrario l'atto stesso perde efficacia. Il notaio. Entro 90 giorni dalla stipula dell'atto costitutivo si deve procedere all'iscrizione della società nel registro dell'impresa. Prima ancora di procedere alla stipulazione dell'atto costitutivo è previsto un controllo di legalità (e non di merito) ad opera del notaio rogante volto ad accertare la regolarità del procedimento costitutivo prima dell'iscrizione nel registro dell'impresa nonché l'esistenza delle condizioni necessarie per la costituzione della società. • stima dei conferimenti di beni in natura e di crediti. a meno che essi non provano l'avvenuta iscrizione nel registro dell'impresa. • la legge non prevede l'intervento obbligatorio del pubblico ministero. né tantomeno possono 81 . dovrà accertare l'inesistenza di clausole statutarie contrarie a norme imperative. • autorizzazioni di legge per le società aventi un particolare oggetto. costituite per atto unilaterale. Prima fase. e dunque redatto da un notaio. e di s.

tipica della pubblicità commerciale. mediante l'annullamento delle azioni eccedenti. Finché le valutazioni non sono state controllate. • il socio può. l'organo amministrativo è tenuto a controllare le valutazioni contenute nella relazione di stima dei conferimenti di beni in natura e di crediti redatta dall'esperto nominato dal presidente del tribunale e. Entro 180 giorni all'iscrizione nel registro delle imprese. Lo stesso procedimento di revisione di stima è previsto in caso di acquisti pericolosi. se sussistono fondati motivi. le azioni corrispondenti ai conferimenti di beni in natura e di crediti sono inalienabili. si produce decorsi quindici giorni dalla data dell'iscrizione. a differenza dell'efficacia costitutiva che è immediata. o in caso di omissione. • Il notaio deve provvedere entro venti giorni al deposito. l'organo amministrativo. L'iscrizione ha anche un effetto dichiarativo positivo. contestualmente all'iscrizione. per cui per effetto dell'iscrizione la società acquista personalità giuridica e viene ad esistenza. la violazione della disciplina non 82 . Efficacia dichiarativa. con diritto alla restituzione del conferimento in natura effettuato. Qualora non vi provvede il notaio. nel registro delle imprese dell'atto costitutivo e del documento che accerta l'esistenza delle condizioni per la costituzione della società. in alternativa. L'iscrizione ha efficacia costitutiva. deve procedere alla revisione della stima. versare in danaro la differenza • oppure può recedere dalla società.restituirle ai sottoscrittori. possono farlo ciascun socio a spese della società. L'effetto costitutivo sta ad indicare che con l'iscrizione è possibile l'applicazione della disciplina organizzativa e funzionale dettata dallo statuto per il tipo di società previsto nell'atto costitutivo. In questo caso. a meno che l'atto costruttivo non perda efficacia decorsi 90 giorni dalla stipula senza che abbia luogo l'iscrizione della società. in forza della quale è possibile opporre ai terzi le regole dell'atto costitutivo che siano integrative o derogatorie della disciplina legale. Se dalla revisione risulta che il valore dei beni dei crediti è inferiore di oltre 1/5 rispetto al valore delle azioni liberate • la società deve proporzionalmente ridurre il capitale sociale.

una volta costituita. i diritti scaturenti sono imputati automaticamente alla società. nonché di effettuare operazioni di sollecitazione all'investimento. coloro i quali hanno agito in nome e per conto della società. ma la responsabilità solidale dell'alienante e degli amministratori per i danni causati alla società. se la società dovesse procedere con l'iscrizione dell'atto costitutivo nel registro dell'impresa. in questo caso. Delle obbligazioni sono illimitatamente e solidalmente responsabili: • necessariamente. senza che sia necessaria alcuna approvazione da parte degli organi sociali. 83 . mentre nelle società costituite per atto unilaterale.  nei rapporti interni. • la società. autorizzato o consentito l'operazione. successivamente all'iscrizione. sono previste dalla legge 3 ipotesi tassative di nullità della società iscritta. laddove. essa viene ad esistenza ed esercita la propria attività di impresa. i soci che hanno deciso. Il legislatore.comporta l'invalidità dell'acquisto pericoloso. Successivamente all'iscrizione nel registro delle imprese. Ma. solidalmente con coloro i quali hanno agito. Per quanto riguarda gli atti compiuti in nome della società prima dell'iscrizione nel registro dell'impresa. l'unico socio fondatore risponde necessariamente in solido con coloro che hanno agito. ha adottato un principio di conservazione. abbia approvato l'operazione e risponde:  nei rapporti esterni. Durante il procedimento di costituzione è possibile che si verificano vizi o anomalie. è obbligata a tutelare coloro i quali hanno agito nel caso in cui sono costretti a pagare. soci e terzi. È posto il divieto di emettere azioni prima dell'iscrizione della società. nonostante sia invalidamente costituita. indipendentemente dal fatto che abbia deciso. autorizzato o consentito l'operazione. La nullità della società. • eventualmente.

). pubblicizzando l’eliminazione nel registro dell'impresa. né i soci sono liberati dall'obbligo di conferimento finché non sono soddisfatti i creditori sociali. ma provoca solo lo scioglimento della società e dunque l'apertura del procedimento di liquidazione ("la sentenza che dichiara la nullità nomina liquidatori" art. Le cause di nullità possono essere eliminate prima che intervenga la sentenza dichiarativa della nullità. La sentenza dichiarativa di nullità della società iscritta non produce i propri effetti retroattivamente. la società nulla è esistente non solo per il passato ma anche per il futuro fino al termine del procedimento di liquidazione. oggetto sociale. 84 . Dunque.Per cui con l'iscrizione le regole ordinarie della nullità contrattuale sono sostituite dalle specifiche regole della nullità della società. Infatti la sentenza di nullità della società non pregiudica l'efficacia degli atti compiuti in nome della società dopo l'iscrizione nel registro dell'impresa. • illiceità dell'oggetto sociale. • mancata indicazione nell'atto costitutivo della denominazione. capitale. conferimenti. Causa di nullità della società iscritta: • mancata stipulazione dell'atto costitutivo nella forma dell'atto pubblico.c. 2332 c.

sempre da parte del notaio. regole organizzative.p. provvede all'iscrizione nel registro dell'impresa della deliberazione affinché possa produrre i propri effetti. è il tribunale a esercitare il controllo. lo statuto è modificato su delibera dell'assemblea straordinaria. Le operazioni sul capitale sociale. mentre nella s. possono chiedere al tribunale l'iscrizione della deliberazione nel registro dell'impresa.l. circa l'adempimento delle condizioni previste dalla legge per la modifica dello statuto. i quali entro 30 giorni hanno la facoltà di scegliere tra una nuova convocazione dell'assemblea.p. Nella s.p. al fine di adottare gli opportuni provvedimenti. il codice fa riferimento unicamente allo statuto e non anche all'atto costitutivo. qualora gli amministratori non siano d'accordo con l'opinione del notaio.a. Il capitale sociale è aumentato su delibera dell'assemblea oppure 85 . così come modificato. deve essere depositato nel registro delle imprese affinché sia portato a conoscenza dei terzi.r. sede. ma unicamente in caso di mutamento della denominazione sociale. L'aumento.a. su decisione dell'assemblea dei soci.Capitolo IX Modificazioni statutarie. oggetto sociale. capitale. Infatti. Nella s. E infine. dando luogo a un controllo giudiziario.l.r. Il testo integrale dello statuto. Se il controllo dovesse avere esito negativo. Il decreto può essere impugnato entro 30 giorni con reclamo alla corte d'appello. In questo caso. Successivamente il notaio redige un verbale assembleare avente ad oggetto quanto deliberato dall'assemblea. il notaio deve darne tempestiva comunicazione agli amministratori. e un ricorso al tribunale per ottenere l'iscrizione. Segue un controllo. con la conseguenza che non è necessaria una modifica in caso di mutamento delle persone di soci.a e nella s.a. mentre nella s. si parla ancora di atto costitutivo. È possibile una modifica dell'atto costitutivo soltanto laddove essa abbia carattere oggettivo.

i soci verrebbero danneggiati sia nei diritti amministrativi (venendo meno il proprio peso percentuale nella compagine azionaria) sia nei diritti patrimoniali (perché le nuove azioni potrebbero essere emesse per un prezzo inferiore rispetto al loro valore reale). la legge attribuisce ai soci il diritto di opzione sulle azioni e quote di nuova emissione. compensando in 86 . • aumento del valore nominale delle azioni già in circolazione. L'aumento a pagamento ha come scopo quello di fornire nuovi strumenti finanziari alla società. Diritto d'opzione (art.c. in quanto le riserve perdono il proprio status giuridico disponibile e seguono quello del capitale che è indisponibile). essendosi sia le riserve disponibili che il capitale voci del patrimonio stesso. In questo caso. Si distingue l'aumento gratuito dall'aumento a pagamento. ma una variazione della disciplina. Con il diritto d'opzione i soci hanno la possibilità di scegliere tra: • sottoscrivere le azioni riservate in opzione. Al fine di evitare il cosiddetto annacquamento delle partecipazioni sociali. L'aumento avviene mediante: • emissione di nuove azioni che sono assegnate gratuitamente ai soci in proporzione a quelle già possedute. (Ricordiamo che in questo caso non si ha una modifica del patrimonio netto. 2441 c.dagli amministratori (delega) per un ammontare determinato e per un periodo massimo di 5 anni dell'iscrizione del società nel registro delle imprese.). cioè il diritto di essere preferiti rispetto dei terzi nella sottoscrizione delle azioni. • oppure vendere il proprio diritto di opzione (trasferibile separatamente delle azioni). e cioè che in seguito all'aumento del capitale sociale venga meno l'equilibrio tra le partecipazioni sociali e l'ammontare del capitale sociale. non è possibile eseguire l'aumento del capitale finché non sono state interamente liberate le azioni precedentemente emesse. L'aumento gratuito il capitale sociale si ha mediante imputazione delle riserve disponibili al capitale. in proporzione alle azioni già possedute. Se non fosse previsto il diritto di opzione.

quotata. Nella s. per conto della società.a. • Quando l'interesse della società lo esige e a condizione che la deliberazione sia approvata dai soci che rappresentano più della metà del capitale sociale. se le azioni di nuova emissione sono liberate mediante conferimenti in natura. La legge prevede ipotesi nelle quali il diritto di opzione può essere escluso oppure limitato ad una parte dell'aumento del capitale sociale. i soci hanno diritto di prelazione sull'inoptato soltanto se al momento dell'esercizio del diritto di opzione hanno contestualmente manifestato la volontà di sottoscrivere anche le azioni non optate. Nella s. si pone il problema del collocamento delle azioni inoptate.a. e il titolare di tale bene e disposto a cederlo soltanto diventando in cambio socio). il diritto di prelazione deve essere espressamente previsto nella decisione di soci di aumento del capitale. i soci non hanno diritto di prelazione.p. Qualora il diritto d'opzione non sia esercitato da tutti i soci. In questo caso si ritiene che l'interesse della società prevalga su quello dei soci (ad esempio.a. In questo caso. La disciplina varia in relazione al tipo di società. gli amministratori hanno il compito di offrire in borsa. • Quando la società offre in sottoscrizione1/4 delle azioni di nuova emissione ai propri dipendenti. i diritti di opzione non esercitati. se l'esclusione supera 1/4 delle azioni di nuova emissione è richiesto nuovamente il voto favorevole di oltre la metà del capitale sociale.r. il collocamento delle quote inoptate deve essere deciso dai soci. 87 . la società ha interesse ad acquistare un bene. Nella s.p. Per cui se i soci vogliono rafforzare la propria partecipazione devono acquistare i diritti sul mercato.p. non quotata l'esclusione del diritto di opzione sia nelle seguenti ipotesi: • ex lege.l. gli amministratori devono depositare presso il registro delle imprese l'offerta d'opzione. Anzi. In seguito alla delibera dell'aumento di capitale.questo modo l'eventuale diminuzione del valore reale delle vecchie azioni. Nella s. Infatti. e gli aventi diritto entro 30 giorni devono esercitare l'opzione. La disciplina varia in relazione al tipo di società. non quotata.

perché quando il diritto di opzione è obbligatorio il soprapprezzo delle azioni.Nei primi 2 casi gli amministratori devono redigere una relazione nella quale siano indicate le motivazioni dell'esclusione del diritto di opzione. 88 . nonché il prezzo di emissione delle azioni.

PARTE TERZA ACCENNI SUI I TITOLI DI CREDITO 89 .

c. In questa ipotesi (che equivale a dire che il titolo non ha circolato) il debitore può opporre al creditore le eccezioni fondate sul rapporto sottostante (il contratto) e rifiutarsi di pagare il titolo.d.c.c. Art. prescindendo dai rapporti intercosi tra il debitore ed i vecchi possessori. questo perché chi riceve un titolo lo acquista in modo originario.c. Non è possibile quindi che il debitore rifiuti di pagare un titolo per motivi legati ai vecchi possessori del medesimo.d. Il diritto di credito di ciascun possessore è indipendente ed autonomo rispetto al diritto degli altri. ma non può neanche rifiutarsi di eseguire il pagamento della somma risultante dal titolo adducendo accordi stipulati con la controparte del rapporto fondamentale o con i precedenti possessori del titolo. sono:  ncorporazione I Letteralità Autonomia  L’incorporazione significa che il diritto di credito è incorporato nel documento (titolo di credito). L’eventuale mancanza di legittimazione del possessore del t. Di conseguenza il debitore non può essere chiamato ad una prestazione (pagamento) maggiore di quella indicata nel titolo.. 90 . C’è un’unica eccezione a questa regola e riguarda il caso in cui le parti del diritto cartolare (creditore e debitore del titolo) sono le stesse del rapporto fondamentale (creditore e debitore del contratto dal quale è stato originato il titolo).d. 1993 del CC) il debitore può opporre al possessore del titolo soltanto le eccezioni a questo personali. Queste sono le conseguenze dell’incorporazione: o Il diritto di credito si costituisce al momento dell’emissione del documento. cioè il t. può essere fatta valere solo sull’ultimo prenditore del titolo. è documento costitutivo del diritto cartolare o Il diritto è esercitabile solo dal legittimo possessore del documento(creditore o beneficiario) o Il documento è necessario per l’esercizio del diritto da parte del creditore La letteralità significa che il debitore deve eseguire la prestazione così come indicata dalla lettera del t. L’autonomia significa che (art. Credito e titolo si vengono così ad identificare.Le caratteristiche dei titoli di credito Le caratteristiche dei t. 1993 del CC: Il debitore può opporre al possessore del titolo le eccezioni fondate sul contenuto letterale del titolo.d.

i B. Questi titoli attribuiscono il  diritto alla consegna delle merci indicate nel documento. nonché il potere di disporne (p. cambiali ed assegni) Titoli obbligazionari o di prestito. Rappresentano promesse di pagamento e sono  emessi nell’ambito di una transazione commerciale (p. nota di pegno e polizza di carico) 91 . Sono quelli che sono emessi come strumenti  d’investimento e per la mobilizzazione della ricchezza (p.es. abbiamo: Titoli al portatore. gli assegni e le cambiali) Titoli nominativi. Sono i titoli che si trasferiscono mediante  girata (p. es. Sono quelli che menzionano il rapporto  fondamentale (p. Sono quei titoli che attribuiscono al  loro possessore una quota di partecipazione al capitale di una società o ente (p. le azioni) Secondo la causa dell’emissione si distinguono in: Titoli causali. Sono quelli sui quali non appare il rapporto che  ha dato vita al titolo (p. fede di deposito. Titoli di massa. e quasi tutti i titoli pubblici) Titoli di partecipazione. gli assegni girati in bianco ed i titoli di investimento per i quali si è richiesto questa caratteristica) Titoli all’ordine. le azioni e le obbligazioni) Secondo il contenuto della dichiarazione cartolare si distinguono in: Titoli cambiari.es. gli assegni e le cambiali) Rispetto alla loro funzione economica possiamo avere: Titoli individuali.es. Sono i titoli che fungono da mezzo di  pagamento (assegni) o di credito (cambiali) e che servono ad agevolare lo smobilizzo del credito o la sua esecutività. i titoli rappresentativi di merci) Titoli astratti. le azioni) Titoli rappresentativi di merci.Le classificazioni dei titoli di credito Rispetto all’importante funzione circolatoria dei t.O.es. es.es.T. Sono titoli di massa e  attribuiscono al loro possessore la partecipazione ad un prestito emesso da una società o un ente (p.c. le obbligazioni.es. es. Sono quelli che si trasferiscono con la  semplice consegna (p.es.d. Sono tali i titoli che si trasferiscono con la  girata e con l’annotazione del nuovo beneficiario-creditore sui registri dell’emittente (p.

Titoli atipici. diversa dalle azioni o dalle obbligazioni 92 . Nel mondo commerciale e dell’alta finanza  nascono sempre nuovi tipi di titoli che generalmente attribuiscono una partecipazione a qualche operazione di investimento.

PARTE QUARTA ACCENNI SUL FALLIMENTO 93 .

che spinge il singolo creditore a chiedere al Tribunale il Fall. da parte dei creditori è il caso più frequente. così facendo. il debitore deve allegare: a) le scritture contabili b) il Bilancio d’esercizio dei 2 anni precedenti c) l’inventario dettagliato delle attività patrimoniali d) l’elenco nominativo dei creditori con l’ammontare del loro credito e) l’elenco di coloro che vantano diritti reali sui beni in possesso dell’impresa 2) La richiesta di F. Naturalmente nella realtà non è così. attraverso la revocatoria fall.. in sede penale. invocando il F. al fine di non aggravare ulteriormente la sua già delicata situazione finanziaria. chiusura 94 . Alla richiesta di F.. sotto forma di ricorso. 3) L’iniziativa del PM si ha in tutti i casi in cui risulta. L’iniziativa può dunque legittimamente provenire da uno dei seguenti soggetti: 1) Il debitore stesso 2) Uno o più creditori 3) Il PM 4) Il Tribunale fallimentare 1) L’imprenditore commerciale “dovrebbe” chiedere il F.L’iniziativa per la dichiarazione di Fallimento Il Tribunale nella cui circoscrizione territoriale c’è la sede principale dell’impresa pronuncerà la sentenza dichiarativa di Fallimento d’ufficio o su istanza di parte. quasi di “ricatto”. a danno degli altri. costringe il debitore a pagare il debito per evitare le gravi conseguenze a suo carico derivanti dal F. Egli infatti.. reintegri. Essi. da una parte cercano di evitare i futuri trafugamenti di capitale ad opera del debitore e dall’altra sperano che la procedura fall. il patrimonio già andato perduto. C’è anche un motivo. Inoltre i creditori hanno paura che l’imprenditore soddisfi solo alcuni di essi. lo stato d’insolvenza: fuga o latitanza dell’imprenditore. in tutti i casi di insolvenza della sua impresa..

come ass. sull’esistenza o meno dell’insolvenza stessa e sono i seguenti: Inadempimenti ripetuti (mancato pagamento di debiti.) Altri fatti esteriori (chiusura dei locali. per es. quali indici della manifestazione dello stato d’insolvenza. ecc. indica alcuni avvenimenti. segretari comunali. l’esistenza effettiva dell’insolvenza. pagamenti effettuati con ritardo. Infatti. ricorso all’usura. cambiali. 4) Il Tribunale fall. latitanza dell’imprenditore. assegni non postdatati. ecc. quale presupposto (oggettivo) necessario per il F. da coloro che levano i protesti cambiari (notai. non sempre gli inadempimenti delle obbligazioni pecuniarie sono un valido indice di insolvenza.. svendita della merce  sottocosto. pagamenti effettuati con strumenti non tradizionali. Innanzitutto potrebbero 95 . postdatati. di far fronte ai propri impegni finanziari (pagamenti). dichiara il Fallimento d’ufficio: a) se nel corso di un giudizio civile viene accertata l’insolvenza dell’imprenditore b) se non va a buon fine il concordato preventivo (v. da parte dell’imprenditore. lezione precedente) 2. ecc. occultamento dell’attivo e in tutti i casi di azione penale contro il debitore insolvente. per il Tribunale. lezione n.). trafugamento dei beni. nella fattispecie concreta. Essi possono essere di aiuto al Tribunale per giudicare. Presupposto soggettivo – fallisce esclusivamente l’imprenditore commerciale (v. beni patrimoniali. Presupposto oggettivo – lo stato d’insolvenza dell’imprenditore L’insolvenza può essere definita come l’incapacità momentanea. c’è da dire che nella realtà pratica è molto difficile valutare.) Per concludere questo discorso sull’insolvenza. 28) c) se viene comunque a conoscenza dello stato d’insolvenza.) Presupposti del Fallimento Sono 2 le condizioni che devono necessariamente sussistere affinché il Tribunale dichiari il Fallimento: 1. La legge Fall. ecc.dei locali dell’impresa. alle regolari scadenze e con i normali mezzi di pagamento (cassa.

anche avvalendosi dell’aiuto di periti ed esperti contabili. Gli organi fallimentari Gli organi che compongono l’Ufficio fallimentare sono: Il Tribunale fallimentare Il giudice delegato Il curatore Il comitato dei creditori Il Tribunale fallimentare Il Tribunale che dichiara il F. ed a vigilare sul curatore. delegato. perché l’impresa potrebbe avere uno squilibrio finanziario (tra entrate ed uscite). necessari per la conservazione del patrimonio Autorizza il curatore a compiere atti di straordinaria amm.zione  96 . è l’organo di indirizzo e coordinamento di tutta la procedura. per ogni situazione. si sottolineano le seguenti competenze: Riferisce al Tribunale su ogni affare sul quale esso deve pronunciarsi Emette i provvedimenti urgenti. tra le tante. In particolare. non dovrebbe essere dichiarato.essere frutto di una temporanea difficoltà dell’impresa. Per cui in questa situazione il F. e provvede sulle controversie della procedura che non sono di competenza del g. Il giudice delegato Il g. la quale è spesso destinata a risolversi facilmente. perché i creditori non hanno motivo di temere la perdita del loro credito. E’ competente a conoscere di tutte le azioni che riguardano il F. Di fatto il Tribunale dovrà valutare. delegato. Decide sui reclami contro i provvedimenti del g. tutti gli elementi a sua disposizione per accertare o meno l’esistenza dello stato d’insolvenza. per disorganizzazione o incapacità dell’imprenditore. magari con l’ottenimento di un semplice finanziamento. Inoltre. ma una forte solidità dal punto di vista economico (costi e ricavi) e patrimoniale (attività e passività). delegato è l’organo deputato a dirigere le operazioni del F. anche la difficoltà duratura ad adempiere i pagamenti non necessariamente presuppone lo stato d’insolvenza.

oltre la consueta approvazione del g. delegato con decreto motivato.).zione dei beni del fallito ed opera sotto la direzione del g. delegato. Anche contro gli atti del curatore è possibile proporre reclamo da parte degli interessati. d’ufficio o su proposta degli altri organi (g. tra gli iscritti negli Albi professionali (Dottori Commercialisti.. Il curatore Il curatore è il vero organo esecutivo della procedura fall. delegato hanno la forma di decreti e contro di essi è ammesso reclamo al Tribunale..zione – gli occorre l’autorizzazione del  g. la quale è disposta dal Tribunale. E’ nominato con la sentenza dichiarativa di F. cioè è colui che svolge tutte le fasi del procedimento. a volte (per operazioni superiori alle 200. all’esame preliminare dei crediti I provvedimenti del g. In seguito all’accettazione dell’incarico assume la qualità di pubblico ufficiale.. Gli atti del curatore sono così classificabili: Atti di ordinaria amm. Sarà il nuovo curatore ad esercitare l’azione di responsabilità. delegato Atti specifici di straordinaria amm.zione – sono atti particolari  (come la riduzione dei crediti.Decide sui reclami contro gli atti del curatore  Provvede. delegato. il parere del comitato dei creditori e. Ragionieri. ecc. i principali compiti del curatore sono: 97 . ecc. l’autorizzazione dello stesso Tribunale. delegato e comitato dei creditori). determinato in genere facendo riferimento alle tariffe professionali. Egli ha l’amm. le transazioni. entro 3 gg. su autorizzazione del g.zione – non gli occorre nessuna  autorizzazione Atti di straordinaria amm. in quanto diventa organo del Fallimento. insieme al curatore. In via sommaria.000 lire!!).) che richiedono. dalla comunicazione del decreto. Il curatore è responsabile degli atti compiuti in danno della procedura fall. Avvocati. delegato. Sul reclamo decide il g. Ha diritto ad un compenso per la sua opera. L’azione di responsabilità può essere esperita solo dopo la revoca del curatore.

il conto della sua gestione.) Presentare. del fallito o degli amm.tori della società fallita Redigere. delegato. I pareri espressi dal comitato possono essere: facoltativi – se gli altri organi sono liberi di richiederli obbligatori – se invece c’è l’obbligo di ricevere il parere del comitato Inoltre. entro un mese dal F. delegato. In questo caso il parere sfavorevole del comitato vincola il curatore a non proseguire (o a non riprendere) l’attività imprenditoriale. anche penali.. In via residuale. vidimato dal g. dove annotare tutte le operazioni contabili compiute nell’esercizio delle sue funzioni Compiere tutti gli atti necessari per cercare di reintegrare il patrimonio del fallito (come la revocatoria fallimentare. E’ composto da 3 a 5 membri scelti fra i creditori dal g.  dedotte le spese da sostenere o sostenute su autorizzazione del g. dal decreto che rende esecutivo lo stato passivo. da sottoporre all’approvazione del g.. L’unico caso di parere vincolante del comitato riguarda l’esercizio provvisorio dell’impresa. una relazione sull’andamento della gestione nel mese precedente Depositare.Redigere. quella ordinaria. delegato Il comitato dei creditori Il comitato dei creditori è un organo con funzioni soprattutto consultive. cioè il parere sull’opportunità di continuare o meno l’esercizio temporaneo dell’impresa fallita. essi possono essere: consultivi – quando non c’è l’obbligo di tener conto del parere vincolanti – quando invece obbligano a tenere un certo comportamento. le somme riscosse a qualunque titolo.. quando controlla le scritture contabili o chiede informazioni al curatore. delegato Tenere un registro. entro 10 gg. entro il 5 di ogni mese. una relazione dettagliata sulle cause che hanno portato al F. indicando le eventuali responsabilità. una volta ultimata la liquidazione dell’attivo e prima del riparto finale. ecc. 98 . entro 5 gg. ha anche funzioni ispettive e di informazione.

In quest’ultimo caso il F. per l’insinuazione nel passivo L’indicazione del giorno per l’adunanza dei creditori (entro 20 gg. 99 .. dalla notificazione: Il debitore Chiunque vi abbia interesse.La sentenza dichiarativa di Fallimento La sentenza dichiarativa di F.. al fine di verificare la sussistenza dei presupposti (oggettivi e soggettivi). La sentenza è provvisoriamente esecutiva. Terminati gli accertamenti preliminari. apre la procedura fall. con sentenza. può esperire delle indagini preliminari. La sentenza dichiarativa del F. Ciò perché non si può limitare il diritto alla difesa di quest’ultimo. dalla notifica. qualora egli si sia macchiato di reati fallimentari L’assegnazione ai creditori di un termine massimo di 30 gg. nell’ambito delle quali ha l’obbligo di ascoltare in camera di consiglio il debitore. La sentenza che respinge o accoglie l’opposizione è appellabile entro 15 gg. L’eventuale omissione di tale obbligo comporta la nullità della sentenza dichiarativa di F. dal termine indicato al punto precedente). contiene: La nomina del giudice delegato e del curatore L’ordine al fallito di depositare entro 24 ore i libri contabili ed il Bilancio L’ordine per la cattura del fallito. il Tribunale. tranne i creditori istanti Le eccezioni che gli oppositori possono sollevare si concretizzano nelle seguenti fattispecie: Incompetenza territoriale Mancata audizione del debitore Mancanza di uno dei 2 presupposti (impresa commerciale o insolvenza) L’opposizione può essere respinta o accolta. entro 15 gg. Prima di pronunciarla. viene revocato. il Tribunale può respingere l’istanza o dichiarare il Fallimento. ma contro di essa possono opporsi.

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