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Il concetto di monoteismo nell'antichit monoteismo e politeismo alla luce dell'antropologia e dell'archeologia

Dr. Clifford Wilson, M.A., B.D., M.R.Ed., Ph.D. (gi direttore dell'Australian Institute of Archaeology e Presidente fondatore del Pacific College Of Graduate Studies)

Testi sacri e antiche religioni

1. Nel libro della Genesi Dio chiamato con due nomi: "Elohim" e "Yahweh". "Elohim" il plurale di "El" (l'equivalente italiano di "Dio"). Questo plurale ebraico indica, di fatto, "pi di due". Letteralmente si traduce "Dii", eppure nella Bibbia sempre accompagnato dal verbo al singolare. Gi in Genesi 1:1 si legge che nel principio "Elohim (i Dii) cre i cieli e la terra" (Gen. 1:1) e non "crearono" i cieli e la terra. Questo nome viene usato per sottintendere fin dal principio la Trinit (Padre, Figlio, Spirito Santo, tre Persone ma al tempo stesso un unico Dio). Il nome "Yahweh" proviene da un verbo ebraico che vuol dire "essere", dunque denota esistenza: Dio "l'Io sono", "l'Eterno". Questo il nome con cui si fece conoscere agli uomini (Es. 3:14). Quando i due nomi compaiono insieme (Yahweh Elohim), si traduce "l'Eterno Dio".

2. Gli "di" dei popoli antichi erano conosciuti con molti nomi, dunque la base dell'Ipotesi Documentaria (JEDP), analizzata in questa serie, priva di fondamento. Allo stesso modo, l'ipotesi che vi fossero diverse versioni della narrativa dell'Antico Testamento, unificate solo al tempo di Salomone, stato dimostrata fallace dai continui ritrovamenti archeologici.

3. Il monoteismo era conosciuto gi in tempi antichissimi. Il Libro egiziano dei Morti dimostra che il popolo d'Egitto originariamente credeva in un unico grande Dio e non in molti. Col passare del tempo gli attributi del vero Dio cominciarono ad essere attribuiti a nuove divinit, e in tal modo si svilupp il politeismo.

4. Questo punto stato ben documentato, specialmente dal famoso egittologo Sir Wallis Budge nel suo libro "Il Libro dei Morti". Ecco alcune affermazioni tratte dal libro, selezionate dal Papiro di Ani; si tratta di una lode al:

"Signore dei cieli... Signore della verit... Creatore degli uomini e degli animali... Sovrano del mondo, il potente valoroso... Colui che ha steso i cieli e ha fondato la terra... Signore dell'eternit... Creatore della luce... Egli ascolta la preghiera dell'oppresso, misericordioso verso chi Lo invoca, libera il misero dall'oppressore... Egli il Signore della conoscenza, e la Saggezza procede dalla sua bocca. Egli crea l'erba verde di cui vivono gli armenti. Egli crea i pesci affinch abitino i fiumi, e i volatili piumati nel cielo... Gloria a Te, o Creatore di tutte queste cose, Tu che sei L'UNICO." (pp. 108-110)

5. Wallis Budge spiega:

"In seguito alla lettura di questi estratti impossibile non concludere che le idee degli antichi egizi su Dio erano di carattere molto elevato, ed chiaro che essi avevano presente una distinzione ben netta tra Dio e gli "di"... Qui abbiamo un Unico Dio che non era stato creato, sussisteva da solo ed era onnipotente, e che aveva creato l'universo." (pp. 113,114)

6. Budge vede il monoteismo come il credo originale del popolo egizio, che poi corrompendosi si trasform in politeismo. Egli spiega in modo convincente che i vari attributi dell'unico Dio furono trasferiti nel tempo a delle divinit minori che il popolo si cre: "La religione egiziana non perse mai interamente l'elemento monoteistico da cui era partita" (p. 115).

7. Budge suggerisce una somiglianza al monoteismo degli Ebrei (p. 115). Un crudo politeismo si svilupp nella storia egiziana, portando un incremento del

numero delle divinit. Questa una conferma indiretta del fatto che si part dal monoteismo, e non da "molti di".

8. Altri studiosi hanno sostenuto le tesi di Budge. Qualche esempio si trova anche nel suo libro:

"In seguito ai loro studi sui testi egiziani, molti egittologi del passato - come Champollion-Figeac, de Rouge, Pierret e Brugsch - giunsero alla conclusione che gli abitanti della Valle del Nilo, fin dai tempi antichi, credevano nell'esistenza di un unico Dio, senza nome, incomprensibile ed eterno." (p. 105)

9. Il famoso egittologo Sir Flinders Petrie sosteneva queste conclusioni. In "La Religione dell'Antico Egitto" (ed. Constable) scriveva:

"Nelle religioni e teologie antiche vi sono diverse classi di di. Alcuni, come i moderni Ind, si compiacciono di una profusione di di e de che aumentano continuamente. Altri... non cercano di servire grandi di, ma si rivolgono a un esercito di spiriti animistici, demoni, o comunque li si voglia chiamare... Ma tutta la nostra conoscenza sulle posizioni originarie e sulla natura dei grandi di dimostra che essi si trovavano in una posizione completamente diversa da quella di questa moltitudine di spiriti.

Se il concetto di un solo dio fosse solo un'evoluzione dall'adorazione di questa moltitudine di spiriti, dovremmo poter costatare che l'adorazione di molti di precede l'adorazione di un unico dio... Ci che in realt troviamo che il monoteismo la prima posizione teologica di cui si abbia notizia...

Ovunque riusciamo a far risalire il politeismo alle sue fasi iniziali, scopriamo che esso risultato da combinazioni di monoteismo. In Egitto anche Osiride, Iside e Oro, cos noti come triade, si trovano inizialmente come unit separate in luoghi separati: Iside una da vergine, e Oro un dio solo.

Ogni citt sembra aver avuto un solo dio, al quale col tempo furono aggiunti

altri. Allo stesso modo, le citt babilonesi avevano ciascuna il loro dio supremo; la combinazione di questi e la loro alterazione in modo da coesistere in gruppi quando le case furono unite politicamente, dimostra che in principio ciascuno aveva una singola divinit" (monoteismo).

Anche gli altri popoli erano monoteisti

10. Anche altri popoli erano originariamente monoteisti; conoscevano un solo vero Dio. Il Dr. Arthur C. Custance scrisse una serie di documenti (The Doorway Papers); in uno di essi (n. 34) egli dimostra che questa era la situazione di molti popoli, contrariamente all'opinione di diversi studiosi. Questi studiosi partivano automaticamente dall'idea di un politeismo iniziale in quanto credevano che l'uomo si fosse evoluto in aree come lo sviluppo fisico, le relazioni sociali, le capacit intellettive, e la comprensione spirituale. Quest'idea proveniva dalle teorie evoluzionistiche (che immaginano il primo uomo come un essere ignorante e scimmiesco che attribuiva carattere divino a tutto ci che lo colpiva, e che pian piano si evolse, e con lui il suo politeismo si trasform in monoteismo). La verit che l'uomo il coronamento della creazione di Dio, originariamente perfetta (prima della caduta dell'uomo); l'uomo aveva inizialmente la chiara consapevolezza di un Dio che era in realt suo Amico. Non vi stata alcuna evoluzione della religione - al contrario, v' stata una degenerazione della stessa, in cui l'uomo si allontanato dalla relazione che aveva con Dio.

11. Il Dr. Custance fa il punto dell'esame della storia delle civilt antiche da parte dei primi studiosi:

"...si trovarono davanti a un numero incredibile di di e de e di altre potenze spirituali minori che sembravano essere continuamente in guerra l'una con l'altra ed erano per la maggior parte estremamente distruttive."

Nello stesso contesto aggiunge:

"Mentre tavolette sempre pi antiche venivano rinvenute e riportate alla luce, e le capacit di decifrarle aumentava, l'idea iniziale di un diffuso politeismo cominci a sgretolarsi e ad essere rimpiazzata da qualcosa di pi simile a una gerarchia di esseri spirituali organizzati in una sorta di corte con un unico Essere Supremo che le governava." (p. 3)

Il monoteismo ha preceduto il politeismo

12. Il Dr. Custance cita anche altri studiosi; ad esempio, cita Stephen Langdon di Oxford il quale scrisse (in Semitic Mythology, Vol. V, serie Amer., p.xviii):

"Pu risultarmi difficile far accettare la conclusione che tanto nella religione dei Sumeri quanto in quella dei Semiti, il monoteismo ha preceduto il politeismo..."

13. Langdon sapeva bene che le sue conclusioni sarebbero state rigettate dall'estabilishment ateo. Egli continu:

"La dimostrazione e i motivi per questa conclusione, cos contraria alle idee attualmente accettate, sono state rese meticolosamente e con la percezione di un criticismo avverso. Si tratta, io credo, della conclusione della conoscenza e non di un audace preconcetto."

14. Langdon era convinto che il monoteismo aveva preceduto il politeismo. Egli precis questo punto molto chiaramente:

"E' mia opinione che la storia delle pi antiche civilizzazioni umane sia un rapido declino dal monoteismo a un politeismo estremo e al culto diffuso di spiriti demoniaci. E' in un senso molto reale la storia della caduta dell'uomo."

15. Langdon continu a sostenere quest'idea, e lo present nuovamente, cinque anni dopo (in The Scotsman) scrivendo:

"La storia della religione Sumera, che costituiva la pi potente influenza culturale nel mondo antico, poteva essere tracciata mediante iscrizioni fotografiche fin quasi ai primissimi concetti religiosi dell'uomo. Le prove puntano inequivocabilmente a un monoteismo originario; le iscrizioni e i resti letterari delle pi antiche popolazioni Semite indicano anche un monoteismo primitivo, e dunque l'origine totemica delle varie religioni Semitiche e di quella Ebraica ora interamente screditata."

Il culto di un solo Dio

16. Non tutti gli studiosi hanno accettato queste conclusioni, poich si oppongono alle idee dell'estabilishment sull'evoluzione della religione. Comunque, rispondendo alle argomentazioni contrarie, il Dr. Custance ha dimostrato che nuovi scavi a Tell Asmar (Eshnunna), qualche miglio a sud della moderna Bagdad, hanno confermato le conclusioni di Langdon.

17. Il Dr. Custance cita anche altri studiosi. Uno il Dr. Henry Frankfort, sul suo terzo referto preliminare sugli scavi:

"Oltre ai risultati pi tangibili, i nostri scavi hanno dimostrato un fatto nuovo, di cui gli studenti delle religioni babilonesi dovranno da ora in poi tenere conto. Abbiamo ottenuto, per la prima volta per quanto ne sappiamo, materiale religioso completo nella sua installazione sociale.

Possediamo una quantit coerente di prove, drivate in quantit quasi uguali da un tempio e dalle case abitate da quelli che adoravano in quel tempio. Siamo cos in grado di trarre conclusioni, che non sarebbe stato possibile trarre studiando i ritrovamenti da soli.

Ad esempio, abbiamo scoperto che le rappresentazioni sui sigilli dei cilindri, che sono solitamente collegati a vari di, possono invece essere tutti fatti rientrare in un quadro coerente in cui un singolo dio adorato in questo tempio e forma la figura centrale. Sembra, pertanto, che a questo punto i suoi vari attributi non venivano considerati come divinit separate nel panteon Sumero-Accadiano."

18. Queste conclusioni circa un antico monoteismo sono vere anche per altre culture. Il Dr. Custance cita da Max Muller, uno studioso tedesco che era "tra le autorit pi conosciute di quest'area". In Lectures on the Science of Language, Muller scriveva:

"La mitologia, che era la rovina del mondo antico, in realt una malattia del linguaggio. Un mito una parola, ma una parola che, dall'essere un nome o un attributo, passata a ricevere un'esistenza sostanziale. La maggior parte degli di pagani dei greci, dei romani, degli ind e di altri popoli, non sono altro che nomi poetici, cui gradualmente fu permesso di assumere una personalit divina mai contemplata dai loro ideatori originari."

19. "Eos era il nome dell'alba prima che 'diventasse' una dea, la moglie di Tithonos, il declinare del giorno. Fatum, o Fato, indicava originariamente quello che era stato detto dalla divinit; significava che ci che era stato detto da Giove non poteva essere cambiato - neanche da Giove stesso. In seguito, il Fato divenne una potenza autonoma, persino pi grande di Giove stesso."

20. "Zeus originariamente era il cielo luminoso, in sanscrito "Dyaus". Molte storie parlavano di lui come del dio supremo, e avevano un significato solo nell'indicare il cielo luminoso, il Danae antico, conservato da suo padre nella prigione buia dell'inverno."

21. "Nessuno dubita che Luna era semplicemente il nome della luna; allo stesso modo del nome Lucina, anch'esso derivato da lucere, cio brillare. Anche Ecate era un antico nome per la luna, il femminile di Ekatos e di Ekatebolos, il sole lontano; e Pirra, l'Eva dei Greci, non era altro che un nome

per la terra rossa, e in particolare Tessalia. La malattia mitologica, sebbene meno virulenta nelle lingue moderne, non affatto estinta."

22. Il Dr. Custance afferma (p. 10): "Per quanto poco Muller abbia condiviso la visione Cristiana della storia spirituale dell'umanit, egli ha per ammesso liberamente:

"Vi un monoteismo che precede il politeismo dei Veda; e anche nell'invocazione degli innumerevoli di, il ricordo di un Dio, uno e infinito, appare dietro alla nebbia della fraseologia idolatra come il cielo blu che nascosto dalle nuvole che passano." (Citato da: Storia della Letteratura Sanscrita)"

Moderne trib "primitive" cos come i popoli antichi conoscono un solo Dio

23. Il Dr. Custance ha discusso del concetto di monoteismo in altre antiche culture. Lo spazio e il tempo ci impediscono di elaborarle tutte qui in dettaglio, ma egli lo ha fatto riguardo alla Cina, la Grecia, Roma, e il Medio Oriente (pp. 10-14).

24. Egli dichiara:

"Le prove dimostrano che l'uomo ha cominciato dalla vera Luce e oggi la sua comprensione sempre pi ottenebrata. La prova di ci tra le popolazioni primitive si trova in ogni angolo del mondo dove popolazioni simili esistono ancora o sono esistite in tempi recenti. E paradossalmente scopriamo che spesso, pi primitivi sono, pi semplice e pi pura la loro fede."

Il Dr. Custance elabora queste argomentazioni con abbondanti prove, che

toccano un ampio gruppo di popolazioni.

I gruppi pi antichi avevano una maggiore conoscenza di un'unico Dio

25. Le cosiddette popolazioni primitive avevano quest'idea di un solo grande Dio. Sempre il Dr. Custance afferma:

"Senza dubbio la ricerca pi interessante sul monoteismo dei popoli primitivi quella di Wilhelm Schmidt. Sebbene l'opera consistesse originariamente di molti volumi in tedesco, nel 1930 fu pubblicata una traduzione in inglese condensata in un singolo volume." (Citato da: "The Origin and Growth of Religion: Facts and Theories", xvi, p. 302)

26. "Schmidt prima analizza la storia del pensiero sull'origine della religione e il suo sviluppo durante l'ultimo secolo. Egli indica brevemente che Herbert Spencer fu il primo a dare una interpretazione evoluzionistica della "religione", notando che in questo anticip di sette anni Darwin, come dimostrato dal suo articolo, The Development Hypothesis, apparso in The Leader del 20 Marzo 1852."

27. "Sulla base delle prove attuali ora chiaro che Spencer era completamente in errore. Spencer sosteneva che i popoli primitivi avevano cominciato ad adorare i loro antenati e che, mentre le civilizzazioni si sviluppavano, questi antenati si raggrupparono 'naturalmente' in gerarchie, le gerarchie divennero ranghi, e i ranghi pi elevati furono considerati divinit."

28. E' dunque evidente che molti studiosi moderni sono in errore circa le loro idee sul monoteismo. E' venuto prima il monoteismo, non il politeismo. Il Dr. Custance sottolinea:

"Ci che Schmidt prova conclusivamente che se le culture primitive vengono raggruppate sulla base del loro livello culturale e questi gruppi vengono sistemati in ordine ascendente, si trova che i gruppi pi in basso hanno il concetto pi puro di Dio... dai meri cacciatori ai pastori nomadi, ai coltivatori... si scopre fin dall'inizio una fede in un Essere Supremo che non ha n moglie n famiglia."

29. "Sotto di Lui e creati da Lui c' la prima coppia da cui discende la trib. Secondo Schmidt troviamo questa forma di credenza tra i Pigmei dell'Africa Centrale, gli Australiani del sud-est, gli abitanti del centro-nord della California, i primitivi Algonkins, ed entro certi limiti anche i Koryaka e gli Aimu."

30. "La falsit delle teorie di Spencer qui dimostrata dal fatto che il culto degli antenati sviluppato molto debolmente nelle pi antiche culture, mentre una religione monoteistica vi si trova gi in modo chiaro e inequivocabile... Purtroppo per la teoria di Spencer, va inoltre considerato che il pi alto sviluppo del culto degli antenati non si avuto fino ai tempi pi recenti..." (Schmidt, op.cit., p. 71)

31. In quanto all'animismo, si suppone che esso si sia sviluppato dall'idea che l'uomo ha un'anima, e che perci tutte le cose viventi (incluse le piante) avrebbero un'anima o almeno una "realt interiore". Cos, teoricamente, l'uomo si sarebbe mosso lungo un percorso evoluzionistico dal credere che l'intero mondo degli spiriti era personale - arrivando all'animismo e al polidemonismo (e al timore di demoni che andavano placati). Le prove oggi disponibili dai reperti storici che sono stati rinvenuti, non supporta quest'ipotesi cos palesemente contraria al resoconto Biblico di un unico grande Dio che cre l'uomo a Sua immagine.

32. Nonostante i molti punti di vista contrari, le prove storiche e di altro tipo rigettano l'animismo come la religione "originaria", e indicano che il popolo Giudeo e altri oltre ai Cristiani hanno conosciuto l'unico e vero Dio.

33. Questa posizione confermata anche dagli studi di uno scrittore

moderno, Don Richardson. Nel suo libro "Eternity In Their Hearts" (ed. Regal Books, 1981), egli sfida la conclusione di studiosi come Huxley, Spencer, Tylor e altri:

"Costoro avevano appassionatamente ridimensionato ogni pretesa sulle origini soprannaturali della religione. La religione, affermavano essi, si evoluta mentalmente proprio come le forme biologiche si sono evolute fisicamente.

Ma intanto, nel deserto Kalahari, nella foresta Ituri, e in mille altri luoghi, alcuni giovani antropologi stavano arrivando a interrogativi pi profondi. Cominciarono a chiedere agli animisti: 'Cosa ne pensate, chi ha fatto il mondo?', ed erano sconvolti dal sentirsi rispondere, spesso con un sorriso felice, il nome di un unico Essere supremo che viveva in cielo.

'E' buono o cattivo?', era la consueta seconda domanda. "Buono, ovviamente", era immancabilmente la risposta. "Mostratemi l'idolo che usate per rappresentarlo", chiedevano i ricercatori. Al che essi rispondevano: "Quale idolo? Non sapete che Lui non deve mai essere rappresentato con un idolo?"."

34. Questo naturalmente contrasta con le idee che molti studiosi moderni si sono fatti. Ma, come Richardson dice:

"Cominciarono a scoprire quello che migliaia di missionari avevano gi scoperto per un centinaio di anni - che circa il 90% delle religioni popolari sono permeate da presupposizioni monoteistiche.

Essi sapevano, naturalmente, che Huxley, Tylor e gli altri ne sarebbero stati delusi, per non dire imbarazzati. Alcuni ricercatori possono aver archiviato questo aspetto della loro ricerca per evitare di mettere in imbarazzo i loro "gran sacerdoti" della scienza. E in ogni caso, queste rivelazioni successive non trovarono posto nei primi libri di testo. Risultato: l'antropologia e il pubblico svilupparono un "punto cieco" collettivo! Andrew Lang rimase da solo a protestare contro la soppressione di questi dati contraddittori."

35. "Finalmente, nel 1920 il Dr. Wilhelm Schmidt, un austriaco, decise di compilare un elenco di "nomi dell'Onnipotente" che i ricercatori avevano scoperto in giro per il mondo. Schmidt si accorse con stupore che furono necessari 6 volumi per un totale di 4500 pagine per riportarli tutti! E da allora ne sono venuti alla luce ancora un altro migliaio. Probabilmente pi del 90% delle religioni popolari del nostro pianeta contengono un chiaro riconoscimento dell'esistenza di un Dio Supremo! Il classico "Der Ursprung der Gottesidee" (Le origini del concetto di Dio) di Schmidt fu infine pubblicato nel 1934."

36. "In esso egli rende omaggio a Andrew Lang prima di lui per aver secondo le parole dell'antropologo Gordon Fraser - 'fatto conoscere al pubblico i fatti, in un tempo in cui era quasi un suicidio intellettuale osare opporsi alla dottrina dell'evoluzione e ai suoi gran sacerdoti'. Fraser stesso, oggi 82enne, ha passato gran parte della sua vita espandendo la ricerca di Lang e Schmidt. La trattazione completa di G. Foucart sul soggetto nell'Encyclopedia of Religion and Ethics conferma la conclusione di questi tre uomini:

"La natura, il ruolo, e le caratteristiche di questo 'dio del cielo' universale pu essere nascosta sotto le forme pi diverse, ma egli sempre riconoscibile in modo pi o meno chiaro dagli storici delle religioni e sempre identico nella sua definizione essenziale... Il 'dio del cielo' ha regnato ovunque. Il suo regno copre ancora l'intero mondo civilizzato. Nessun motivo storico o proto-storico pu essere assegnato come causa, n possono la migrazione delle razze o la diffusione dei miti e del folclore offrire la pur minima giustificazione dei fatti. L'universalit del 'dio del cielo' e l'uniformit delle sue caratteristiche essenziali sono la conseguenza logica dell'uniformit del sistema primitivo della cosmogonia."

37. Il Re Salomone lo disse in modo molto pi conciso: "Dio ha perfino messo nei cuori degli uomini il pensiero dell'eternit"! (Ecclesiaste 3:11)

38. Richardson elabora i dati di trib dopo trib, dimostrando che c'erano inni

la cui teologia era chiaramente coerente con la fede in un unico vero Dio. Eccone una selezione, dal popolo Karen di Burma:

"Y'wa eterno, la sua vita lunga. Un eone - egli non muore! Due eoni - egli non muore! Egli perfetto nei suoi attributi meritori. Gli eoni passano - ma egli non muore!"

39. Queste persone si riferivano a Lui chiaramente come al Creatore. Un altro inno lo esaltava come tale:

"Chi ha creato il mondo al principio? Y'wa ha creato il mondo al principio? Y'wa ha stabilito ogni cosa. Y'wa imperscrutabile!"

40. Un altro inno ringrazia il Dio unico per la sua onnipotenza e onniscienza, pur riconoscendo una mancanza di relazione con Lui:

"L'onnipotente Y'wa; in Lui non abbiamo creduto. Y'wa cre l'uomo nei tempi antichi; Egli ha una conoscenza perfetta di tutte le cose! Y'wa cre l'uomo nei tempi antichi; Egli sa tutte le cose del tempo presente! O figli miei e nipoti! La terra il luogo dove Y'wa cammina.

E il cielo il luogo dove Lui siede. Egli vede tutte le cose, e noi siamo manifesti a Lui."

41. Sembra quasi che queste persone conoscessero la narrazione della Bibbia sulla creazione. Richardson afferma:

"La storia della caduta dell'uomo e del suo allontanamento da Dio secondo i Karen contiene paralleli incredibili con il capitolo 1 del libro della Genesi:

Y'wa form il mondo in principio. Egli stabil da mangiare e da bere. Egli stabil il "frutto della prova". Egli diede ordine dettagliato. Mu-kaw-lee ingann due persone. Lui gli fece mangiare il frutto dell'albero della prova. Loro non ubbidirono; loro non credettero a Y'wa ... Quando mangiarono il frutto della prova, Essi divennero soggetti alla malattia, all'invecchiamento, e alla morte ..."

Le persone appartenenti al popolo Karen avevano "testardamente seguito la loro religione popolare nonostante gli incessanti tentativi dei birmani di farli diventare Buddisti"... ed essi aspettavano l'arrivo di un fratello bianco da tempi immemorabili, uno che gli avrebbe portato un Libro il cui autore era Y'wa il Dio supremo.

42. Richardson ha riportato molte altre notizie. I suoi scritti dovrebbero essere considerati in ogni seminario teologico e in ogni college biblico! Egli ha anche dimostrato come il termine greco Deos (Dio) ha attraversato alterazioni di pronuncia e alterazioni geografiche, diventando Deos in un'area, Deus in un'altra, e Theos in una terza area. Bast un ulteriore passo per arrivare a Zeus, un "grande dio" della mitologia greca. I significati

gradualmente cambiarono, ma il concetto originario pu essere prontamente tracciato alla stessa fonte.

43. Richardson cita diverse famose autorit secolari per evidenziare come queste scoperte hanno "turbato gli evoluzionisti pi di qualunque altro fenomeno culturale". Essi non capiscono perch "dei bigotti ignoranti eppur dotati di spirito pratico, possano insistere cos fermamente che esiste un Dio vero che il Creatore dell'umanit".

44. La teoria evoluzionistica si aggrappa all'idea che al concetto di un solo Essere Supremo si sia arrivati solo dopo essere passati, nel tempo, dalle credenze in di inferiori, feticci, e politeismo. Ora essi scoprono che le cosiddette trib "primitive" hanno idee avanzate circa l'unico vero Dio - e dunque sul monoteismo!

Ci stato imbarazzante per gli atei, che rigettano il concetto di un unico vero Dio:

"Gli evoluzionisti, spiega Andrew Lang, sentivano che l'uomo non avrebbe mai postulato una gerarchia di dei, ad esempio, fino a quando ci non gli fosse stato suggerito da un'analogia terrena - il sorgere di un'aristocrazia nella societ umana! Neppure, essi dicevano, l'uomo avrebbe potuto "sognarsi" un Dio supremo, prima dell'evoluzione di un concetto chiamato monarchia nel governo umano! Dato che aristocrazie e monarchie non si trovano nelle cosiddette societ "primitive", la teoria degli evoluzionisti ne usciva ridicolizzata, se le culture pi semplici ovunque nel mondo si dimostravano piene di concetti altamente sviluppati di un Dio Supremo. E questo esattamente ci che queste culture "pi semplici" hanno fatto, a migliaia!"

45. Un'ultima citazione da Richardson:

"Ancora oggi, se chiedete agli antropologi secolari di commentare le origini e il significato delle presupposizioni monoteistiche nelle migliaia di religioni popolari, la loro risposta solitamente sar: "Non sappiamo come il concetto abbia avuto origine n quale significato possa avere".

Interessante! Ogni qualvolta le cosiddette menti "scientifiche" pensano di avere le prove per negare l'esistenza di Dio, non aspettano di trovare prove solide ma corrono subito a strombazzare - come fece Huxley - le implicazioni anti-religiose di quelle prove davanti al pubblico. Ma non appena una di quelle menti "scientifiche" si trovano davanti a qualcosa che dimostra l'esistenza di Dio, si applicano immediatamente a cercare una minima incoerenza nel discorso e la usano per giustificare il loro rigetto in blocco di tutte le prove."

Prove archeologiche a conferma della Bibbia


(elementi citati dalle ricerche di Bryant Wood e di altri ricercatori)

Quelli che seguono sono solo alcuni esempi dei numerosi reperti archeologici che hanno confermato l'autenticit della narrazione e degli eventi della Sacra Bibbia. Le prove sono cos schiaccianti che il rinomato archeologo Nelson Glueck ha dichiarato: "Si pu affermare categoricamente che nessuna scoperta archeologica abbia mai contraddetto i riferimenti biblici". Huston Smith, uno studioso, ha giustamente affermato che se i canoni rigorosi impiegati per verificare l'affidabilit storica della Bibbia fossero stati applicati anche agli studi classici, la nostra visione del mondo Greco-Romano oggi sarebbe in frantumi. Relativamente all'Antico Testamento, l'evento biblico maggiormente documentato quello del diluvio descritto nella Genesi. Il racconto del diluvio si trova in pi di 500 miti, nelle diverse civilt, in popoli lontani geograficamente e culturalmente. Di particolare rilevanza sono i ritrovamenti Babilonesi, Sumeri, e Assiri. Molti di quelli Babilonesi ne parlano con dovizia di particolari; un esempio l'undicesima tavoletta del poema epico su Gilgamesh, che descrive accuratamente gli eventi secondo lo schema biblico. La scoperta dell'archivio di Ebla, nel nord della Siria, verso la fine degli anni 1970 ha dimostrato che il racconto biblico che riguarda i Patriarchi

attendibile. I documenti scritti su tavole di creta a partire dal 2300 a.C. circa confermano che diversi nomi di persone e di luoghi nella narrativa della Genesi sono autentici. Ad esempio, era in uso ad Ebla il nome "Canaan", che un tempo i critici dichiaravano non usato in quell'epoca e quindi adoperato a sproposito nei primi capitoli della Bibbia. Si affermava che la parola "tehom" ("l'abisso") in Genesi 1:2 fosse una parola tardiva e quindi una prova della tarda composizione del racconto della Creazione. Ma "tehom" faceva parte del vocabolario in uso ad Ebla, circa 800 anni prima del tempo di Mos! I costumi antichi riflessi nelle narrative dei Patriarchi sono stati confermati anche da tavole di creta rinvenute a Nuzi e a Mari. Le "cinque citt della pianura", citate nella Bibbia, fra cui Sodoma e Gomorra (il cui nome attuale Bab edh-Dhra e Numeira) e altre citt della valle di Siddim, erano iscritte su una tavoletta dell'archivio del palazzo di Ebla addirittura nella stesso ordine di Genesi 14:2. "La distruzione catastrofica di Sodoma e Gomorra avvenne verosimilmente intorno al 1900 a.C." - scrive nel 1951 lo scienziato americano Jack Finegan. "Un minuzioso esame dei documenti letterari, geologici ed archeologici porta alla conclusione che la scomparsa terra di quella regione (Genesi 19:29) era situata nel territorio attualmente sommerso sotto le acque che vanno lentamente crescendo nella parte meridionale del Mar Morto, e che la causa della distruzione fu un grande terremoto, probabilmente accompagnato da esplosioni e da fulmini, dallo sprigionamento di gas e da fenomeni ignei". Intorno al 1900 a.C.: l'epoca di Abramo! Inoltre, nel settembre del 1977 in un numero di "Scientific American" apparve un articolo delle scoperte fatte ad Ebla. Vi si legge: "La lista delle "cinque citt della pianura", Sodoma, Gomorra, Adma, Tseboim e Bela (cfr. Genesi 14:2), ripetuta in un testo di Ebla e i nomi appaiono nello stesso ordine". Due mesi dopo, in una conferenza, il prof. Noel Freedman, direttore dell'Istituto di Ricerca Archeologica di Gerusalemme W.F. Albright, conferm la notizia. Fu reso noto perfino il numero della tavoletta (n 1860) che menziona le cinque citt nello stesso ordine di Genesi cap. 14. Nelle tavolette era anche menzionato anche il re Birsha, lo stesso nome che il re di Gomorra aveva nel tempo di Abrahamo (Genesi 14:2). Si potrebbe dire molto di pi su questa sensazionale scoperta che, via via che le tavolette sono lette dall'epigrafista, fornisce costantemente nuove rivelazioni (le tavolette ritrovate nelle rovine del palazzo di Ebla che nel 1975 erano circa 15.000, salirono poi a circa 20.000 durante gli scavi del 1976-77). Gli Hittiti (o Ittiti, o Hittei) una volta si pensava fossero una leggenda biblica, fino a quando nel 1906 la loro capitale e i loro archivi furono scoperti a Bogazkoy in Turchia. Ancora, molti pensavano che le descrizioni bibliche delle ricchezze di

Salomone fossero fortemente esagerati. Ma i documenti recuperati da epoche remote mostrano che ai tempi antichi, la ricchezza era concentrata in mano ai re, e che la ricchezza di Salomone era perfettamente verosimile. Una volta, si pretendeva che non fosse mai esistito un re assiro di nome Sargon, come riferito in Isaia 20:1, perch tale nome non era noto da nessun'altra fonte. Poi il palazzo di Sargon fu scoperto a Khorsabad nell'Iraq. Proprio lo stesso evento menzionato in Isaia cap. 20, cio la sua conquista di Asdod (Ashdod), veniva ricordato sulle pareti del palazzo! Inoltre, frammenti di una stele che commemorava la vittoria furono rinvenuti ad Asdod stessa. Gli scavi della biblica Sichem presentarono nel 1960 nuove prove a favore di una data per il regno del re Abimelec, il figlio del giudeo Gedeone. Quando si scav il tempio di Baalberith a Sichem, menzionato in Giudici cap. 9, gli archeologi furono in grado di datare la distruzione di quel tempio da parte di Abimelec. Tale data era in accordo con quella del breve regno di tre anni di Abimelec a cui si era gi arrivati esclusivamente sulla base dei dati cronologici trovati nella Bibbia. Un altro re la cui esistenza era stato messo in dubbio era Baldassar (o Belshatsar), re di Babilonia, nominato in Daniele cap. 5. Secondo gli storiografi, l'ultimo re di Babilonia era stato Nabonide. Poi furono ritrovate delle tavole che mostravano che Baldassar fu il figlio di Nabonide e che regn come suo co-reggente a Babilonia. Cos, Baldassar pot offrire di costituire Daniele "terzo signore del regno" (Dan. 5:16), la posizione pi elevata a disposizione, per essere riuscito a leggere il testo scritto sulla parete. Qui risalta la natura di "testimonianza oculare" del testo biblico, come tante volte viene messo in evidenza dalle scoperte archeologiche. Coerenti con la narrazione biblica sono anche un antico elenco di re Sumeri (il prisma Weld-Blundell, composto da molti frammenti il primo dei quali fu scoperto nel 1906 a Nippur, in Iraq), e una tavoletta sumera che descrive la confusione risultante dall'evento della Torre di Babele, attribuendola al "dio della sapienza". Nel secolo scorso scavi hanno portato alla luce i resti di una grande citt. Lo storico W. Keller riepiloga cos i risultati: "Nel 1899 la Societ Orientale Tedesca invi una grossa spedizione sotto la direzione del Professor Robert Koldewey, per esaminare i famosi resti di Babil. Gli scavi richiesero molto pi tempo del previsto. Durante un periodo di 18 anni, fu portata alla luce la pi famosa metropoli del mondo antico, il regno di Nabucodonosor, e al tempo stesso, una delle Sette Meraviglie del Mondo, i Giardini Pensili, e "E-temenan-ki", la leggendaria Torre di Babele. Nel palazzo di Nabucodonosor e sul Cancello di Ishtar, che si trovava dietro di esso, furono scoperte innumerevoli iscrizioni" (W. Keller, The Bible as History, 1980, p. 302).

La cattivit di Ioiachin, re di Giuda, in Babilonia (2 Re 24:15-16) riportata in alcune tavolette in cuneiforme contenenti la cronaca dei primi anni di regno di Nabucodonosor. Esse si riferiscono alla presa di Gerusalemme, alla sua cattivit e all'intronamento di Sedekia, l'ultimo re di Giuda, il 16/17 marzo del 697 a.C. (riferito al nostro calendario). La dinastia del re Davide confermata dalle iscrizioni in aramaico su una tavoletta commemorativa rinvenuta a Tel Dan (a nord di Israele), datata IX secolo a.C., probabilmente parte di un monumento ad Hazael, re di Aram. La tavoletta cita diversi eventi registrati nel primo libro dei Re. La campagna del faraone Shishak contro Israele (1 Re 14:25-26) riportata sulle mura del Tempio di Amun a Tebe, in Egitto. La rivolta di Moab contro Israele (2 Re 1:1; 3:4-27) descritta nell'iscrizione di Mesha. La caduta di Samaria (2 Re 17:3-6, 24; 18:9-11) per mano di Sargon II, re d'Assiria, descritta sulle mura del suo palazzo. La sconfitta di Ashdod per mano di Sargon II (Isaia 20:1) descritta sulle mura del suo palazzo. La campagna del re assiro Sennacherib contro Giuda (2 Re cap. 18 e 19; 2 Cronache 32; Isaia 37) riportata dal prisma Taylor, e nelle diverse stele biografiche di Tirhaka in Nubia. L'assedio di Lachish da parte di Sennacherib (2 Re 18:14,17) descritto nei bassorilievi di Lachish. L'assassinio di Sennacherib per mano dei suoi stessi figli (2 Re 19:37) descritto negli annali di suo figlio Esarhaddon. La caduta di Ninive predetta dai profeti Nahum e Sofonia (2:13-15) riportata sulla tavoletta di Nabopolasar. La caduta di Gerusalemme per mano di Nabucodonosor, re di Babilonia (2 Re 24:10-14) riportata nelle cronache Babilonesi. La caduta di Babilonia sotto i Medi e i Persiani (Daniele 5:30-31) riportata sul cilindro di Ciro. La narrazione biblica sul profeta Balaam confermata dalle iscrizioni su 119 frammenti rinvenuti a Deir 'Alla. Nel 1868 fu rinvenuta una tavoletta Moabita. Clearmon-Ganneau ne prese l'impronta prima che gli arabi la rompessero in pi parti per venderla. L'iscrizione convalida il contenuto del capitolo 16 del primo libro dei Re e del

capitolo 3 del secondo libro dei Re. Essa cita anche il nome (Yahweh) con cui Dio si fece conoscere a Israele in Esodo. La liberazione degli schiavi in Babilonia per mano di Ciro il Grande (Esra 1:14; 6:3-4) riportata sul cilindro di Ciro. L'obbligo di lasciare Roma per tutti i Giudei durante il regno di Claudio (41-54 d.C.) riportato da Svetonio. La scoperta di un grosso altare di pietra fornito di corna, negli scavi di BeerSeba nel 1973 fece luce su due versetti del libro del profeta Amos (5:5 e 8:14) che sembravano suggerire che in quella citt esistesse un santuario. La distruzione di Tiro, famoso porto fenicio dell'antichit noto per il culto orgiastico e crudele di Baal, fu profetizzata nei minimi dettagli (Ezechiele 26:3-14) dal profeta Ezechiele nel 586 a.C., l'anno che precedette la sua caduta. L'esistenza di Ges Cristo riportata anche dal Talmud Babilonese e da diversi autori non cristiani, tra cui Giuseppe Flavio, Svetonio, Plinio il Giovane, Luciano, e altri, che confermano anche eventi come quello della crocifissione e la vita dei primi cristiani.