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Trattato

sulle

FREQUENZE DELLE NOTE MUSICALI


di

Giorgio Lecchi
MMII
Premessa
Tutto ci che segue stato interamente dedotto dal sottoscritto, senza aiuto alcuno, ispirandosi unicamente alla pag.11 del libro di Luigi Rossi TEORIA MUSICALE, sulla quale altro non rappresentato se non la tastiera di un pianoforte con indicate le frequenze relative ai soli tasti del do, da quello pi basso a quello pi alto. Se quanto detto qua sotto dovesse risultare parzialmente o totalmente gi noto, si creda che non s fatto apposta, e che da parte mia la soddisfazione intellettuale di esplicare ex novo in modo matematico i rapporti tra le note musicali e le relative frequenze considerata una bastevole ricompensa. (G.L.)

Nella mia ingenuit ho sempre pensato che la differenza di frequenza tra due note musicali aventi la stessa distanza (ad esempio di un semitono) fosse sempre la stessa, qualunque siano le note in questione, e a qualunque altezza del pentagramma. In realt non cos: con laumentare dellacutezza delle note, aumenta anche la differenza di frequenza, a parit di intervallo tra le note (inteso come un tono, una quinta, un ottava, etc.).Questo aumento delle frequenze segue delle precise leggi matematiche, che andr ora a spiegare. Lunica cosa che sapevo era che la frequenza dellottava superiore era doppia della frequenza del suono preso in considerazione, e che la frequenza dellottava ancora superiore raddoppiava ulteriormente, diventando il quadruplo di quella del suono originario. E cos via di seguito, di ottava in ottava, aumentando sempre di una potenza di 2.

= 0 2

Consideriamo ora come fissa una nota fondamentale di riferimento, che per convenzione il LA immediatamente superiore al DO centrale (cio il LA 4), avente una frequenza di 0 = 440 Hz; sapendo che il salto dottava verso lalto (verso il basso) di una nota corrisponde a un raddoppiamento (dimezzamento) della frequenza, si definisce formalmente la seguente funzione : R R+ per trovare la frequenza di una nota x:

dove: x una nota; (x) il salto dottava tra la nota x e la nota fondamentale ((x) = x - LA 4); 0 la frequenza della nota fondamentale, o di riferimento (0 = (LA 4) = 440 Hz); in questo modo: se (x) = 1 allora (x) = 2 0 se (x) = 0 allora (x) = 0 se (x) = -1 allora (x) = 0 / 2 etc. come effettivamente si vuole che sia. Per conoscere la differenza di frequenza tra due note x e y quando una delle due frequenze conosciuta, basta calcolare (x) relativamente alla (y) = 0, o viceversa calcolare (y) relativamente a (x) = 0 ricordandosi di cambiare segno al . Oppure, se sono entrambe sconosciute, si calcolano entrambe le frequenze (x) e (y) relativamente alla 0 = 440 Hz, e poi si sottrae luna allaltra: (x) = 0 2(x) (y) = 0 2(y) || = 0 |2(x) - 2(y)|. Si prega di notare che con questa funzione possibile conoscere la frequenza di QUALUNQUE nota, pi grave o pi acuta del LA dellottava centrale, giocando sul fatto che lottava formata da 12 semitoni (cio = 12n). Quindi per trovare la frequenza di una nota x distante n semitoni dalla nota di riferimento, basta imporre che = n/12 (dove n = semitoni e = ottave). Equazione del Sistema Temperato:

(x) = 0 2(x)

(x) = 0 2n(x)/12
Esempi: Il DO dellottava superiore al DO centrale di 3 semitoni superiore al LA 4, quindi: (DO 5) = 0 2n(DO 5)/12 = 440 23/12 = 523.2511306 Hz; Il MIb dellottava centrale di 6 semitoni inferiore al LA 4, quindi: (MIb 4) = 0 2n(MIb 4)/12 = 440 2-6/12 = 311.1269837 Hz; -1(440Hz) = LA 4;

ovverosia bisogna intendere come intervallo tra le due note espressa in ottave, o in semitoni/12, o in toni/6, o in commi/56, etc., da considerare in modulo e segno. Precisazioni: La validit della formula non legata alla scelta arbitraria della nota convenzionalmente scelta come fondamentale: come abbiamo gi visto si pu sostituire al 440 Hz del LA dellottava centrale qualsiasi altra frequenza conosciuta (al posto di (x) e 0 si possono mettere i simboli 1 e 2). Inoltre la generalit della formula non intaccata dalla scelta dellunit di misura: lhertz pu benissimo essere sostituito da una qualsiasi altra unit di misura della frequenza, come in tutte le formule della fisica. Formule inverse: Dato che 2 = 1/2 si ricavano le seguenti formule inverse. Intervallo in OTTAVE:

= log2 (1/2) n = 12 log2 (1/2)

Intervallo in SEMITONI:

con 1, 2 > 0. Osservazione:

lim- [0 2 ] = 0.

Se il salto dottava relativo ad una nota tende a - la frequenza della nota in considerazione tende a 0, ovverosia il suono non ha ragione di esistere. Infatti una nota infinitamente grave si tradurrebbe in silenzio. Tuttavia questo matematicamente impossibile da ottenere poich log(0) non un valore ammesso. Fisicamente significa che abbassando la frequenza di un suono gi esistente non si riuscir mai ad ottenere, mediante un numero finito di operazioni, il silenzio assoluto. In altre parole: il silenzio assoluto o esiste gi per assenza di suono, oppure impossibile da creare. Approfondimento:

Le formule contenenti la suddivisione in semitoni sono da utilizzarsi esclusivamente in ambito musicale, in quanto non hanno una vera e propria base scientifica: la suddivisione dellottava in 12 semitoni uguali fa infatti riferimento al Sistema Temperato, una convenzione stipulata artificialmente al fine di equalizzare la distanza fra i semitoni, che non ha nulla a che vedere con le leggi naturali della fisica. La vera costruzione degli accordi dovrebbe invece basarsi sui suoni armonici ed enarmonici che seguono matematicamente un differente modo di crearsi. Gli armonici ad esempio (suoni contenuti in un unico suono) sono quelli aventi frequenze multiple della frequenza del suono generatore. Il DO 2 genera il DO 3, il SOL 3, il DO 4, il MI 4, il SOL 4, il SIb 4, il DO 5, il RE 5, etc., ma tali note (fermo restando per convenzione la prima) non hanno effettivamente le frequenze calcolabili con queste formule (ma i risultati variano relativamente di poco), valevoli solo per il Sistema Temperato; sono invece prodotte dalla frequenza del suono generatore moltiplicato rispettivamente per 2, per 3, per 4, per 5, per 6, per 7, per 8, per 9, etc., seguendo una legge naturale dellarmonia. Rifacendo lesempio sul LA 4 e confrontando i dati si ha:

LA 4 LA 5 MI 6 LA 6 DO# 7 MI 7 SOL 7 LA 7 SI 7 DO# 8 etc.

Leggi naturali generatore 440*2 = 440*3 = 440*4 = 440*5 = 440*6 = 440*7 = 440*8 = 440*9 = 440*10 =

Equaz. 440.00 880.00 1320.00 1760.00 2200.00 2640.00 3080.00 3520.00 3960.00 4400.00 Si generatore 440*2 = 440*2^19/12 = 440*2^2 = 440*2^28/12 = 440*2^31/12 = 440*2^34/12 = 440*2^3 = 440*2^38/12 = 440*2^40/12 = 440.00 880.00 1318.51 1760.00 2217.46 2637.02 3135.96 3520.00 3951.07 4434.92

Come si pu notare, le frequenze relative a note che dal generatore distano per ottave intere, il risultato non cambia, quindi, in tali casi, le formule sono di validit veramente universale (ci riconduciamo cio alla prima formula, quella che non prevede la suddivisione in semitoni). Poich di fatto in musica si utilizza il temperamento equabile, le formule sono comunque valide, inoltre tali scostamenti sono irrilevanti anche per un orecchio esperto.

Tuttavia per non trascurare il fatto che esistono semitoni cromatici e semitoni diatonici si possono suddividere le ottave in 54 commi, e imporre = commi/54, dove commi sar multiplo di 4 o di 5, a seconda del tipo di intervallo semitonale.

Curiosit: Volendo si possono anche inventare nuovi tipi di scale musicali, non solo cambiando il normale ordine di toni e semitoni delle scale gi conosciute, ma addirittura suddividendo lottava in un numero diverso da 12, cio creare degli intervalli diversi dai semitoni, dai toni, dalle quinte, dalle quarte PER ESEMPIO: suddividiamo lottava in 10 parti, che chiamiamo metalopi, e raggruppiamoli in 5 lopi da due metalopi ciascuno. La scala cos formata: 3 lopi, 1 metalopo, 1 lopo e 1 metalopo. Le note sono 6: I, J, K, L, M, N, e le rimanenti quattro sono: I#, J#, K# ed M#. Per convenzione stabilisco che la nota di riferimento la I 0 ed ha un frequenza di () = 120 Hz. Attraverso la formula generale calcolo le frequenze di tutte le note cos create: (N 1) = () 2-1/10 = 120 2-1/10 = 111.963959 Hz (I 0) = () 20 = 120 1 = 120 Hz (I# 0) = () 21/10 = 120 21/10 = 128.6128155 Hz (J 0) = () 22/10 = 120 22/10 = 137.8438026 Hz (J# 0) = () 23/10 = 120 23/10 = 147.7373296 Hz (K 0) = () 24/10 = 120 24/10 = 158.340949493 Hz (K# 0) = () 25/10 = 120 25/10 = 169.7056275 Hz (L 0) = () 26/10 = 120 26/10 = 181.886988 Hz (M 0) = () 27/10 = 120 27/10 = 194.9405751 Hz (M# 0) = () 28/10 = 120 28/10 = 208.9321352 Hz (N 0) = () 29/10 = 120 29/10 = 223.927918 Hz (I 1) = () 210/10 = 120 2 = 240 Hz (I# 1) = () 211/10 = 120 211/10 = 257.225631 Hz (J 1) = () 212/10 = 120 212/10 = 275.6876052 Hz Giorgio Lecchi - 31 luglio / 9 agosto 2002 (riveduto il 1 settembre 2002)