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musica Lintervista

Andrea Braido: Vi racconto il mio super-trio

GUIDA SPETTACOLO A ROMA

Andrea, ascoltando i duetti tra te e Vito Di Modugno, tra chitarra e organo hammond, inizialmente mi venuto in mente lalbum di Wes Montgomery e Jimmy Smith, Dynamic Duo del 1966. Come mai hai deciso, almeno in parte, di rendere omaggio a questo sound? Penso sia inevitabile pensare a Wes Montgomery e Jimmy Smith ed alla nutrita discografia con quel tipo di suono, ossia chitarra/organo e batteria. Riguardo al mio disco era gi molto tempo che lo avevo in mente ma non cera stato il momento giusto. A livello musicale ho passato molti anni a studiare e suonare dischi dove chitarra ed hammond la facevano da padrone e quindi sono sonorit che appartengono al mio dna musicale! Ho visto che avete intitolato una vostra composizione originale Night train e cos era denominato uno dei brani pi significativi del disco del duo dinamico. Un omaggio anche nel titolo? So che sembrer strano ma quel disco non ce lho e quindi non sapevo dellomonimia del titolo.Lidea del titolo del mio brano nata dal fatto che ho viaggiato spesso di notte in treno... La tecnica chitarristica inconfondibile di Wes Montgomery era quella delle ottave. Wes costruiva interi soli utilizzando questo approccio che ne pensi? E una tecnica molto interessante per rafforzare le note nei temi e limprovvisazione nel cui uso Montgomery era un maestro, poi adottata pure da Hendrix e Pastorius sul basso! Mi piace molto e la uso spesso giocando sulla ritmicit come anche in Jazz Garden e Friends oltre che sul nuovo compact. Nel tuo album ci sono anche due riletture, che mi hanno colpito. La prima Lonnies Lament del sassofonista John Coltrane, tratta da un suo disco molto bello Crescent del 1964. Un blues molto struggente. Una scelta molto particolare... comunque siamo sempre nel clima jazz degli anni Sessanta Il brano lha proposto Vito (Di Modugno) e ho aderito con entusiasmo a interpretarlo visto che tra

Il chitarrista Andrea Braido ha una curiosit innata che lo spinge a esplorare tutti i territori del guitar sound. Rock, jazz, blues, classica, latina, trio, chitarra solista non ci sono sonorit rimaste inesplorate da questo chitarrista (ma anche bassista e pluristrumentista che si cimentato anche alla batteria) che mostra una grandissima capacit creativa e tecnica. I suoi molteplici dischi solisti, pubblicati dalla sua etichetta storica Videoradio sono tanti tasselli che rivelano una personalit eclettica che usa la chitarra come il bastone del rabdomante alla ricerca della linfa vitale. E uscito ora Jazz organ trio (Videoradio e Raitrade 2011), suonato in trio con Vito Di Modugno allorgano hammond e Alex Napolitano alla batteria. Il disco ci dice lartista - nato nella mia mente e sviluppato con Beppe Aleo (patron della Videoradio, ndr) e con questa formazione ci sono gi stati alcuni concerti per sondare questi suoni dal vivo ed il successo straordinario. Lalbum contiene otto composizioni originali firmate da tutti e tre i musicisti (ho ritenuto importante ci ha spiegato Braido - il fatto che ognuno potesse dare il proprio apporto compositivo ma fondendolo con gli altri!). Ed ecco cos uno straordinario disco che rende omaggio al jazz ed alle sonorit anni 50-60 e fa rivivere agli ascoltatori i duetti tra chitarra e hammond che tanto entusiasmavano allepoca. Un progetto che nasce anche, e soprattutto, per il grande feeling tra Andrea Braido ed il suo discografico-produttore del disco Beppe Aleo. Ancora una volta ho il privilegio e la fortuna di produrre un album di Andrea commenta il discografico - e posso affermare che, con questa pubblicazione, ha raggiunto lapice di una carriera invidiabile che molti chitarristi italiani e non solo avrebbero voluto realizzare. Braido una leggenda della musica; la sua musica vera, quella che fa bene al corpo ed alla mente. Non posso fare a meno di ringraziare Beppe Aleo ci dice dal canto suo il musicista - per lenergia, precisione ed entusiasmo verso i miei numerosi progetti gi realizzati, questo Jazz organ trio e gli altri a venire!. Di seguito lintervista ad Andrea Braido che ci racconta il nuovo disco.

i maestri che ho studiato e che studio quotidianamente Coltrane sempre presente. Questa composizione molto gospel/blues, pregna di sofferenza, mi ha ispirato molto! La seconda rilettura Fried Pies incisa da Montgomery nel 33 giri Boss guitar. Come mai questa scelta tra jazz e bossanova? La ritrovo anche in altre vostre composizioni originali Ognuno di noi ha portato diverse idee che comprendevano vari mood come la bossanova. Il brano Fried Pies uno dei miei preferiti ed il disco Boss Guitar rappresenta uno dei dischi che amo di pi riguardo a Wes Montgomery! Non c solo il grande Wes come musa ispiratrice. Il suono della tua chitarra in questo disco molto variegato e ricco di personalit. In certi brani, come la splendida Silver Moon avverto il clima caliente non so di Carlos Santana anche se qui non c un sole che brucia ma una luna argentea giusta come sensazione? Il mood del brano molto rilassato e sofferto mi ha portato a usare un sound con pi sustain per avvicinarmi allidea di uno strumento a fiato. La sonorit ha dei richiami con Santana appunto per il suono fluido e leggermente saturo; la tua sensazione giusta anche perch il brano ha un qualcosa di notturno!

La frenetica, quasi free, Gilles Villenueve dedicata al compianto pilota canadese di formula 1. Qui ci sono pi atmosfere alla Miles Davis Questo brano come idea di partenza di Vito Di Modugno che ha voluto dedicarlo appunto a Villenueve... poi la direzione del trio andata su terreni free, scelta da me molto caldeggiata! A proposito del brano Mick Moments, mi venuto in mente un tuo brano che si intitolava cos che appariva nella compilation internazionale Gotta Red Dawg (un doppio CD contenente trenta composizioni, tra cui la tua, di vari artisti internazionali, dedicate al cane) Il brano lo stesso a livello armonico ma qui suonato con altre cadenze diventando di fatto una nuova composizione... infatti il tema molto diverso. Mi piaciuta latmosfera del tuo disco, registrato (tra laltro molto bene) nel tarantino. E un album intenso ma si percepisce che c affiatamento tra i musicisti. Lo dimostra il brano finale Relax in Manduria, dove si avverte il clima di jazz-divertimento, in cui nato il disco

Insieme a Vito ed al batterista Alessandro Napolitano ho suonato in vari concerti con lidea di fare prima o poi un disco assieme... dal vivo avevamo sperimentato varie composizioni, originali e non, con una forte intesa! Dopo ci ecco Andrea Braido Jazz organ trio! Che tipo di location sono ideali per i concerti tuoi e del tuo ensemble Jazz organ trio? In generale prediligo i festival allaperto in location magari antiche; mi piaccino anche i club altemativi dove la gente ha voglia di sentire della musica sanguigna e live! a cura di Gaetano Menna

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