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X Agosto

Questa poesia rievoca uno degli eventi pi dolorosi della vita di Pascoli. Infatti il giorno di San Lorenzo, ovvero il 10 agosto Pascoli, ricorda la morte del padre assassinato mentre tornava a casa. Attraverso essa il poeta, infatti, vuole comunicare al lettore la sua tristezza per la mancanza del padre assassinato e la accentua mettendo a confronto una rondine abbattuta col cibo nel becco per i suoi rondinini e il padre che ritornava a casa portando due bambole alle figlie, in modo tale da sottolineare lingiustizia e il male che prevalgono su questa terra . Il nido e la casa, per di pi svolgono il ruolo di metafora degli unici rapporti d'amore possibili in un mondo d'insidie e di contrasti. A partecipare a questa tragica situazione vi , non solo Pascoli in persona, ma anche il Cielo che con, appunto, la notte di San Lorenzo famosa per il fenomeno delle stelle cadenti, raffigura il pianto.Successivamente la figura del cielo si contrappone a quella della terra. Il cielo infinito, immortale, immenso, mentre la terra non altro che un piccolo atomo di dolore. In conclusione, secondo Pascoli, il cielo di fronte a questo triste fatto invade la terra con un pianto di stelle. Emergono in questa poesia i tre grandi temi di Pascoli su cui, incentrava la sua poesia: il simbolo del nido, la sofferenza e il mistero del male. Il nido che intendeva Pascoli era il nucleo familiare, la protezione dei conoscenti pi stretti dove ogni uomo pu rifugiarsi. Nella poesia il nido evidenziato bene perch, oltre al padre che tornava alla propria casa, c un paragone con una rondine che torna al suo nido ; ma entrambi sono aspettati invano dai familiari: questi versi sono molto autobiografici perch descrivono una sensazione che lui ha provato veramente. Suben in tra questo tema, anche lamore familiare, la tenerezza e la gioia di un padre che torna a casa con doni, ma per Pascoli, quella sera, c' stata una mancanza, una delusione, che si riflette sul suo senso di giustizia e nel mistero del male. I temi che prevalgono in tutte queste poesie sono in primo luogo: - la morte in parallelo alla forte sofferenza;

- il sentimento di tristezza nei confronti del presente .


Detto ci, dopo aver quindi, analizzato alcune poesie del Pascoli, possiamo affermare che nella maggior parte dei casi il poeta esprime un profondo desiderio di morte in parallelo alla voglia di rincontrare i suoi cari e di sentirsi per la prima volta finalmente un po felice. Infatti come afferma in numerose sue opere, egli non lo mai stato, e vorrebbe per questo ripararsi dal mondo che lo circonda per aspettare in piena tranquillit la sua pace eterna. Quindi si pu dire, che fa riferimento ai ricordi del passato,e soprattutto delle sofferenze e delle pene dellinfanzia. Con questa poesia il poeta vuole trasmettere la sua sofferenza per la morte del padre, evento improvviso, passato, lontano, ma forte ricordo che spinge il poeta a rimanere ancora legato allillusione di rivedere il genitore un giorno ritornare a casa (sottolineata dallanafora di aspettano e dallenumerazione per asindeto, la quale crea unatmosfera di attesa) e, quindi, a non rassegnarsi alla sua perdita. La rassegnazione, infatti, sostituita dalla necessit del poeta di trovare un colpevole.Pascoli, in molte poesie costruisce un forte contrasto tra illusione e realt. Lui tratta soprattutto la morte dei suoi familiari. Egli afferma che allinterno di ogni uomo vive un fanciullo che, grazie alla sua innocenza e alla sua sensibilit, capace di penetrare nel cuore delle cose e di scorgerne il senso profondo. La vera poesia lespressione di questo fanciullino che in noi. Pascoli,inoltre, spiega che il poeta colui che sa ascoltare ed esprimere quella parte dellanimo che rimane fanciullo e, come un fanciullo, egli sa cogliere la gioia e la malinconia degli eventi.

LAQUILONE
Laquilone di Giovanni Pascoli racconta un episodio controverso dellinfanzia del poeta, in cui la gioia e la felicit di un ricordo del passato si uniscono allamarezza per la morte di un compagno del collegio. In ventuno terzine in versi endecasillabi, Pascoli ribadisce un concetto che diventato il cardine degli studi sulla memoria: il ricordo un elemento bifronte, che pu riaccendere sentimenti di pura e incontaminata nostalgia, ma anche intensi momenti di dolore. Come il X Agosto, in cui Pascoli rievoca la morte del padre da cui era rimasto profondamente scosso, anche Laquilone una poesia della memoria, in cui si parla di una morte prematura, tanto violenta quanto inaspettata. Tutto il componimento costruito su un lungo flashback, in cui Pascoli rievoca, in uninattesa giornata di sole dellinverno siciliano, le gioiose giornate di vento primaverili della sua infanzia al collegio degli Scolopi ad Urbino. il ricordo di un altro tempo e luogo, generato attraverso quel processo di associazioni di pensieri e sensazioni che avrebbe costituito il cardine della narrativa di scrittori come Proust, Joyce, Woolf. Ma con le immagini festose di quel tempo riemerge anche un doloroso ricordo di morte. Ormai adulto, il poeta, che ha conosciuto il dolore e le avversit della vita, tinge di dolcezza e felicit la figura di quel bambino, perch nella sua breve vita ha potuto conoscere, seppur pochi, intensi momenti di felicit. Commuove Pascoli, con questi versi, mentre affronta il tema della riscoperta di un passato che giace inerme nella nostra coscienza finch un episodio del presente non contribuisce a risvegliarlo. un passato che addolora e che fortifica luomo e che lo conduce, ancora una volta, alla riflessione sullincapacit umana di controllare completamente il flusso della vita.

La cavalla storna
Anche in questa famosa poesia, Pascoli ricorda la tragedia della sua famiglia, quando mor assassinato il padre. Il poeta ci presenta sua madre che si reca nelle stalle a trovare la cavalla storna che aveva riportato a casa il corpo del marito senza vita. La donna parla all'animale, come se questo potesse capirla; gli chiede anzi di parlare, come se fosse un essere umano. L'accarezza sulla criniera e la cavalla volge il capo verso di lei, attenta, come se ascoltasse. La donna le parla come a un membro della famiglia, le ricorda l'affiatamento che aveva col suo padrone, le ricorda i figli piccoli rimasti orfani; poi vuole da lei una conferma. La famiglia Pascoli era convinta di sapere chi fosse l'autore del delitto, anche se la giustizia umana non era riuscita, o non aveva voluto trovarlo. La donna interroga la cavalla, che aveva compiuto la pietosa opera di riportare a casa il suo padrone morente, e le sussurra un nome, quel nome, il nome dell'assassino. Nel silenzio l'animale fa risuonare un alto nitrito, confermando i sospetti della donna e mostrandosi umanamente partecipe al dolore dei suoi padroni. Questa poesia, famosa per l'aspetto "commovente" del dialogo tra la donna e l'animale, ha forse le sue parti migliori nella descrizione dei silenzi in cui immersa la stalla nella sera e nei versi che rievocano la natura selvaggia della cavalla e della marina in cui nata, un ambiente ancora incontaminato, tra gli spruzzi e gli urli del mare che si agita in potenti ondate sotto la spinta del vento.