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Rc Auto, rincari senza freni e controlli.

La media nazionale dei rincari, gi di per s, fa riflettere: 6% in pi dei premi Rc auto rispetto al primo trimestre dello scorso anno (che, per la cronaca, era gi salito del 4,5% sullanno precedente), con una spesa aggiuntiva che i consumatori calcolano in 600 euro. Ma se il dato diffuso ieri dallIsvap, lIstituto di vigilanza sulle assicurazioni presieduto da Giancarlo Giannini, si scompone e lo si circoscrive al Mezzogiorno, laumento fa decisamente pi rumore. Si parla del 17-18%, il triplo. Con punte che a Napoli e provincia arrivano al 35% e regioni come la Campania e la Puglia, sia pure in una mappa a macchia di leopardo, che non scendono al di sotto del 13%. Pesano in questa parte del Paese - e non purtroppo una novit o un fenomeno in via di esaurimento - i casi gonfiati e i sinistri falsi che hanno portato molte compagnie a violare la legge, rifiutandosi di sottoscrivere le polizze obbligatorie per lauto. O, com stato segnalato ieri dalla relazione annuale di Giannini, a pretendere tariffe da 8.500 euro allanno. Gli operatori del settore ricordano, a mo di paradosso, che in citt come Prato e Massa Carrara in Toscana dove pure si registra - dati alla mano - la pi alta casistica di incidenti stradali in rapporto al territorio, non ci sono stati aumenti dei premi assicurativi cos clamorosi. Lo scenario, peraltro, quello imposto dalla crisi degli ultimi due-tre anni. Il 2010 si chiuso con un risultato negativo ma il settore rimane solido. Al punto che sul mercato italiano hanno messo gli occhi addosso vari gruppi stranieri (le vicende Bnl Vita, Bpm e Fonsai lo dimostrano) sulle quali lAntitrust ha acceso un faro. Ma cosa ha determinato i rincari dei premi assicurativi? Secondo lIsvap le compagnie hanno scaricato sui prezzi lonere dei maggiori costi. LAutorit, rileva Giannini, ha avviato 14 istruttorie nei confronti di altrettante compagnie accusate di elusione, attraverso lapplicazione di tariffe, come detto fino a 8.500 euro di premio annuo, dellobbligo a contrarre previsto dalla legge a carico delle imprese. Ma sono state anche aperte indagini sul fenomeno delle disdette massime dei contratti Rc auto attuate da alcune compagnie prevalentemente per alcune categorie di assicurati e per vaste zone del Paese, specie al Sud. Complessivamente nel 2010 sono stati avviati dallIstituto, attraverso la contestazione degli addebiti, 5.625 procedimenti (-13% rispetto al 2009), per un ammontare di sanzioni pari nel minimo a 41,7 milioni e nel massimo a 218,5 milioni. Le violazioni in materia di Rc auto, si legge nella relazione annuale, hanno riguardato l85% dei procedimenti totali (4.788) in calo del 7,7% rispetto allo scorso anno. Sul totale dellRc auto, l87,3% delle violazioni riguarda la tempistica di liquidazione dei sinistri (-9,8%), il 7,5% lirregolare assunzione di polizze e il tardivo o mancato rilascio alla scadenza contrattuale dellattestazione sullo stato del rischio. Ma c di pi. Il sistema non riesce pi a funzionare e sconta distorsioni a causa delle regole interne di ciascuna compagnia con conseguenze negative per gli assicurati. Per questo in arrivo una riforma sul modello francese con lelaborazione di una nuova scala di coefficienti di merito unica per tutto il mercato. L'obiettivo quello di consentire agli assicurati di conoscere in anticipo i risparmi di costo in caso di assenza incidenti, beneficiando concretamente del bonus o le penalizzazioni in caso di sinistri. http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20110610&ediz=NAZIONALE&npag=16& file=obj_338.xml&type=STANDARD