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UN SEMPLICE MODELLO MATEMATICO DELLE

DINAMICHE ELETTORALI NEI PROSSIMI


REFERENDUM

ROBERTO NATALINI

In vista dei prossimi referendum del 12 e 13 giugno, mi sembra interessante


calcolare i fattori che possono o meno portare al raggiungimento del quorum.
Ossia ci disinteressiamo completamente del fatto che uno voti sı̀ o no, ma
cerchiamo di capire i fattori che influenzano il voto stesso. Sia l’elettorato
composto di N elettori che dividiamo in quattro diverse tipologie:

• S: i suscettibili di essere informati, coloro che ne sanno poco o nulla;


• I: coloro che sono informati, sanno di che si parla e non hanno
ancora deciso se andare o no a votare;
• V : coloro che decidono di andare a votare;
• R: coloro che, pur informati, rifiutano di votare.

Il modello che presentiamo è molto simile ai modelli SIR in epidemiologia.


Facciamo le ipotesi del caso.

(1) I suscettibili si informano a un tasso fisso α, che è dato dalla pub-


blicità esterna, TV, stampa, internet, e inoltre sono influenzati a un
tasso βV che è proporzionale al numero dei votanti, che si suppone
facciano pubblicità.
(2) Gli informati aumentano dello stesso tasso con cui diminuiscono i
suscettibili, ma a loro volta diminuiscono per formare le due classi
di votanti e non votanti. Il tasso di formazione dei non votanti
è supposto essere dato da una costante δ, che dipende da cause
scarsamente controllabili. Invece quello dei votanti dipende da una
parte costante γ, su cui pensiamo di non poter agire molto, e una
che è βV , ossia proporzionale al numero dei votanti, che si suppone
si diano da fare, a differenza dei non votanti, per convincere gli
incerti. Il parametro β è in pratica il numero di persone che vengono
informate e/o convinte a votare da ogni votante nell’unità di tempo.

Date: 5 giugno 2011.


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2 ROBERTO NATALINI

Con queste ipotesi otteniamo il seguente sistema di equazioni differenziali.


 dS

 = −(α + βV )S,


 dt




 dI
 dt = (α + βV )S − (βV + γ + δ)I,



(1)

 dV

 = (βV + γ)I,
dt






 dR = δI.



dt
In questa equazione abbiamo già detto dei quattro coefficienti α, β, γ e δ, e
bisogna aggiungere le condizioni iniziali:
(2) (S(0), I(0), V (0), R(0)) = (S0 , I0 , V0 , R0 ).
Ovviamente, se partiamo con quantità positive tali che S0 +I0 +V0 +R0 = N ,
lo stesso sarà vero per le soluzioni.
Inoltre abbiamo le seguenti disuguaglianze:
(3) 0 ≤ S(t) ≤ S0 e−(α+βV0 )t
e, supponendo per semplicità γ + δ 6= α
α + βN
(4) 0 ≤ I(t) ≤ I0 e−(βV0 +γ+δ)t + (e−(α+βV0 )t − e−(βV0 +γ+δ)t ).
(γ + δ − α)
Ossia, come ci saremmo aspettati, il numero dei disinformati e degli indecisi
va a zero a velocità esponenziale e per grandi tempi l’elettorato si dividerà
in votanti e non votanti. Di fatto, il giorno dell’elezione, tutti coloro che
saranno ancora disinformati e indecisi passeranno d’ufficio nel gruppo dei
non votanti. Quello che resta da determinare in questo modello è dunque
solo chi alla fine prevarrà tra votanti e non votanti. Poiché il numero dei
votanti e non votanti è destinato ad aumentare, se V0 o R0 sono maggiori
di N/2, il risultato sarà certo (vinceranno rispettivamente i votanti e i non
votanti) e il problema non ammette strategie che possano cambiare il risul-
tato. Supponendo non sia cosı̀, calcoliamo il risultato finale. Sia
Z t
P (t) = I(s)ds.
0
Allora abbiamo, dopo con qualche calcolo, le espressioni esplicite di V e R,
che sono:
γ γ
(5) V (t) = (V0 + )eβP (t) − ,
β β
e
(6) R(t) = R0 + δP (t).
MODELLO DEI REFERENDUM 3

Non possiamo calcolare esattamente il valore di P (t), ma possiamo stimarlo.


Dalla (4) abbiamo infatti che
(7)
α+βN −(α+βV )t −(βV0 +γ+δ)t
P (t) ≤ βV0 I+γ+δ
0
(1 − e−(βV0 +γ+δ)t ) + (γ+δ−α) ( 1−eα+βV0 0 − 1−eβV0 +γ+δ )

≤ P̃ + O(e−Kt ),
dove
I0 α + βN
(8) P̃ := + .
βV0 + γ + δ (α + βV0 )(βV0 + γ + δ)
Ora, P (t) è crescente e limitata e sia P (∞) il suo limite quando t → ∞.
Allo stesso modo V (t) e R(t) sono funzioni crescenti e limitate e siano V (∞)
e R(∞) i loro rispettivi limiti quando t → ∞, che sono dati da
γ γ
(9) V (∞) = (V0 + )eβP (∞) −
β β
e
(10) R(∞) = R0 + δP (∞).
Ora, i votanti saranno più dei non votanti se e solo se
(11) R(∞) = R0 + δP (∞) < N/2,
ossia se
N/2 − R0
(12) P (∞) < .
δ
Come si vede deve essere R0 < N/2, altrimenti non sarebbe possibile. Ma
dalla (8) si vede subito che questa disuguaglianza è sempre verificata per
β abbastanza grande. Per cui il segreto di una campagna referendaria di
successo è che i votanti si diano molto da fare per informare e convincere gli
indecisi.