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Scuola, tagli agli organici a Foggia: la denuncia


della FLC CGIL
"Soppresse le serali, aule sovraffollate con disabili, così è scuola caos". 410
docenti in meno il prossimo anno scolastico: 160 cattedre tagliate nella scuola
primaria, 50 nelle medie, 200 nelle superiori.
03/06/2011
A cura della FLC CGIL Foggia

Si chiude nel peggiore dei modi l'anno scolastico in capitanata. Sono stati infatti resi noti il numero
dei tagli che riguarderanno il solo corpo docente, 410 posti in tutto: 160 nella scuola primaria, 50
nelle medie, 200 nella scuola superiore. “Abbiamo sempre parlato - a proposito del combinato tra
riforma Gelmini e finanziarie di Tremonti – come del più grande licenziamento di massa
protagonista lo Stato”, commenta Loredana Olivieri, segretaria generale della Federazione
Lavoratori della Conoscenza di Foggia. “Posti di lavoro persi e cattedre soppresse che si
sommano a quelle dei due anni che abbiamo alle spalle e delineano il grande attacco all'istruzione
pubblica che questo Governo sta portando avanti”.

Si scrive scuola, si legge caos

“Il taglio le compresenze, le cattedre soppresse, i circa 70 docenti non ricollocati a disposizione
dell'Ufficio Scolastico Provinciale, lasciano ben poche speranze di lavoro nel prossimo anno anche
ai tanti precari che magari negli anni passati con supplenze annuali o periodiche sono riusciti
comunque a lavorare e percepire reddito – sottolinea Loredana Olivieri. Un disastro per una
provincia già fortemente segnata dal poco sviluppo, dalla disoccupazione, dal diffuso lavoro nero”.

Gli effetti dei tagli, oltre che sui lavoratori ricadranno ovviamente sulla qualità della formazione,
sugli studenti, sulle loro famiglie – aggiunge la segretaria della FLC CGIL di Foggia. Nelle superiori
un numero così alto di tagli non è giustificato dal minor numero di iscrizioni. Duecento posti in
meno significano 106 classe soppresse, ovvero sovraffollamento, difficoltà nello svolgimento della
didattica, nel seguire gli studenti. Alla faccia delle direttive del ministero sulle azioni contro la
dispersione scolastica, ancora alta soprattutto nel Mezzogiorno”.

Le più colpite dai tagli saranno le scuole tecniche-professionali, “e in attesa di conoscere i dati
relativi ai tagli del personale tecnico e Ata, possiamo anticipare quasi con certezza che in molti
istituti ci saranno difficoltà nel gestire i laboratori, in alcuni casi nel garantire la sicurezza e la
gestione dei plessi”.

Disabili e corsi serali, colpiti i più deboli

“Se è vero che in Capitanata aumentano i posti per il sostegno, e ciò accade perché aumentano le
iscrizioni con di ragazzi con disagi – spiega Olivieri – va detto che viene oramai del tutto ignorata
la norma che prevede che lì dove vi sono disabili le classi non possono superare il numero 20
alunni. In una primaria a Monte Sant'Angelo vi sono tre ragazzi disabili in una classe di 28 alunni.
Così si creano grandi difficoltà nel seguirli. Inoltre alle docenti di sostegno si chiede spesso di
supplire alle carenze d'organico accorpando competenze e impedendo di lavorare al meglio”.

Altro caso clamoroso è quello che riguarda la soppressione dei corsi serali. “Si potevano ridurre
alcune classi dei corsi mattutini o qualche sezione distaccata, e invece s'è assestato un colpo
mortale all'educazione degli studenti-lavoratori, che con non pochi sacrifici e grande impegno
hanno seguito i corsi in questi anni. E in questo caso non è giustificata dal minor numero di
iscrizioni, anzi”. Sono state autorizzate solo le V classi mentre saranno soppresse 10 classi di III e
10 di IV già formate “Cosa diranno a queste persone che il prossimo anno non potranno
continuare a studiare? Che a metà del percorso perdono la speranza di poter prendere il
diploma? Una vera e propria interruzione di servizio pubblico, a dispetto dei tanti slogan sulla
formazione permanente. Un diritto negato che non farà che favorire i diplomifici costringendo i
lavoratori a tirar fuori tanti soldi”. Intanto gli studenti e lavoratori si sono già organizzati in un
comitato spontaneo e con il sostegno della FLC stanno preparando iniziative di protesta.