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IL RACCONTO COMUNE DI TRENTO - ANNO VIII - N37 - APRILE / MAGGIO 2007

Il volo
volodi
di Giulietta
Giobatta Bort ama la sua centro, ha il carattere dei tavo- Non la vuole cambiare con
Giulietta da una vita, quasi. lini in piazza Pasi d'estate o una di queste moderne. Ha
della gente che si ferma a settant'anni, è come se voles-
Abita al piano sotto il mio, alla chiacchierare in largo se trovarsi una fidanzata da
Bolghera, indossa dei bellissi- Carducci. venti, dice, non è per lui.
mi vestiti inglesi, è sui settan- La usa poco. Quasi mai per
ta, certe mattine quando esco In garage custodisce una necessità, sempre per passio-
per andare al lavoro lo vedo Giulietta Alfa Romeo 2000 ne. La Giulietta è custode di
tornare dalla passeggiata con color crema, come quella che antichi fasti; è come una car-
cui inizia la giornata e conclu- guidavano Pasolini e Chet rozza di serie, gli emblemi
de la sua nottata da insonne. Baker. L'ha comprata nel 1970 signorili sono un po' sbiaditi,
Perfino il sacchetto del pane per questa sua devozione alla forse le avventure si sono
che tiene in mano è intonato. poesia. disperse ma la sua storia è
Un libertino, ecco. Un serio, Ha le cromature perfette, il grandiosa.
scettico, trasognato libertino. colore brillante, la pelle dei Ha una di quelle autoradio
Mentre in bicicletta dribblo le sedili è ammorbidita dal tem- arcaiche con la selezione della
macchine al semaforo di via po, i tappetini sono originali, frequenza segnalata dalla stan-
dei Mille penso che rappresen- quando cambia i pneumatici li ghetta rossa verticale e la riga
ti una parte dell'anima di va a comprare in certe officine FM distinta dalla riga MW.
Trento. Quella meno ritrosa e specializzate in Lombardia. La fa muovere di tanto in tanto
reticente, la maniera più scan- Dovreste vedere (e toccare) le per tenerla in forma e preveni-
zonata della trentinità. Un manovelle dei finestrini, la re mali gravi dovuti
modo di essere antichi e bachelite del volante, il pomel- all'inattività. Indossa per lei i
moderni allo stesso tempo. lo di legno delle marce. guanti da guida, quelli senza
Una volta l'ho visto uscire da dita, di pelle e tessuto trafora-
un negozio di antiquariato Ogni tanto mi fa fare un giro, to.
vicino a piazza Duomo; l'ho me l'ha fatta anche guidare,
accompagnato per un po' e ci abbiamo circumnavigato il Un giorno dell'ottobre scorso,
siamo fermati a contemplare lago di Caldonazzo con i fine- quando le giornate si accorcia-
gli affreschi delle case Cazuffi strini giù e vecchie canzoni no sempre di più e certi uomi-
esaltati dal sole che li illumi- americane alla radio. ni si fanno più inquieti, è venu-
nava. Ecco, penso, sembra La Giulietta di Giobatta Bort to su da me a bere un caffè.
uscito da lì. sarà non si dice Euro zero, Era in una striscia di luce che
Fuma le sigarette con il boc- almeno almeno Euro meno penetrava dalla finestra e sem-
chino Dunhill, indossa panta- venti. Ha già avuto dei proble- brava sospeso nell'aria color
loni a quadri con la cravatta mi quando ha dovuto montare oro matto.
intonata. È un dandy discreto, le cinture di sicurezza e passa- Sono preoccupato, ha detto.
glorioso e inattuale. re dalla super alla verde. Di cosa?
Assomiglia a certi palazzi del La Giulietta non può girare

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TRENTO
INFORMA

ancora per molto, la mettono to, Sto facendo un corso alla Michele Ruele ha di recente pub-
fuori legge. È fuori tempo mas- scuola dell'aeroporto, ho quasi
simo, è Euro 0, è troppo vec- preso il brevetto, vieni a fare la blicato un romanzo intitolato “La
chia, inquina troppo. È roba da mia lezione di volo? macchina ideale” (Untitl
museo. Mi sento come un L'ho guardato ammirato. Edizioni) nel quale appaiono per-
indiano nella riserva, ci tollera-
no, me e la mia macchina, Mentre volavamo sul cielo di sonaggi e macchine personag-
però presto per noi sarà finita. Trento lui teneva la cloche del gio, trattati come pari. Anche in
Giobatta guardava fuori dalla Siai-Marchetti F260 con quella questo racconto inedito battono
finestra, braccava nella luce sprezzatura intelligente e accu-
color ambra una via d'uscita. rata che ci vuole per volare all’unisono cuori e motori, e si
bene. racconta con leggerezza quella
Sì, ho pensato mentre aspetta- Abbiamo sorvolato il Palon dolorosa, necessaria, anche entu-
vo il verde al semaforo di via con gli ultimi sciatori di marzo
dei Mille, ormai la Giulietta che ci salutavano e poi siamo siasmante svolta che i tempi
2000 color crema targata TN passati sopra la città. Ho guar- impongono: cambiare e modella-
116648 di Giobatta Bort è dato bene e c'era la solita coda
re le passioni secondo
quasi fuori legge. Le cose vec- di auto al semaforo di via dei
chie e la bellezza passata sono Mille. l’avvicendarsi delle epoche.
clandestine in quest'epoca di È colorata da quassù Trento, Certe amate e rombanti vetture
offerte speciali. ho pensato. Diavolo, che
sono da museo (vedi la mostra
punto di vista!
Ieri rincasando ho sistemato Lui mi ha guardato felice. Poi “Mitomacchina” del MART), non
la bicicletta in garage. mi ha detto, Hai visto che cos il signor Giobatta, che sa
Giobatta armeggiava nel cofa- dalla riserva indiana si può
inventare con saggezza e un piz-
no della Giulietta. uscire?
Devo avere riguardo, dice, è zico di follia il suo essere “diver-
piena di quelle magagne che Poi mentre la città e le monta- samente giovane” e nuovamente
abbiamo noi vecchi. gne scivolavano sotto di noi ci
appassionato.
Ascolta, mi dice ancora, so siamo riavvicinati
come fare per uscire dalla all'aeroporto.
riserva, ho una sorpresa per La Giulietta ci aspettava quie-
te. ta nel parcheggio.
Giobatta, ho pensato, è
Siamo saliti sulla Giulietta, un'aquila instancabile, che
abbiamo fatto un pezzo di tan- vola sempre in alto.
genziale e mi ha portato
all'aeroporto Caproni.
Ha parcheggiato e mi ha det- Michele Ruele

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