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Dopo la nota dgepe sul part time e sugli accertamenti di domicilio L.

199, una
nuova direttiva della nostra direzione generale mortifica la professionalità degli
assistenti sociali con linee di indirizzo che appaiono discriminanti e
persecutorie.
Sconcerta la solerzia della DGEPE che a soli 10 gg dal documento dell' OS UIL
(si allega in copia), decide di emanare delle direttive che tendono a valorizzare
una professionalità, anche in termini di attribuzioni di responsabilità e
coordinamento di unità organizzativa, a discapito della figura del funzionario
della professionalità di servizio sociale che grazie a questa direttiva si
troverà ad essere esautorato di alcune delle sue peculiarità. Peculiarità che
l'Amministrazione Penitenziaria aveva riconosciuto al ruolo dell'assistente
sociale in tutte le sue articolazioni e qualifiche sin dalla nascita dei CSSA oggi
Uepe.

Si dimentica infatti che nell'attuale terza area del funzionario della


professionalità di servizio sociale sono confluiti anche i compiti e le
mansioni attribuite nel passato agli assistenti sociali coordinatori, ai
direttori di servizio sociale e ai Direttori coordinatori di servizio
sociale, divenuti in seguito assistente sociale C1, C2 e C3.
Basta recuperare, oltre che la circolare del 1992 citata dalla DGEPE anche i
profili professionali del personale dell'amministrazione penitenziaria ex DPR n.
1219/ 84 per ritrovare quei compiti e responsabilità che legittimano
pienamente il funzionario della professionalità di servizio sociale a poter
ricoprire il ruolo di capo area della segreteria degli Uepe così come la
responsabilità di unità organizzativa in ambiti diversi da quella strettamente di
servizio sociale e al di fuori degli uepe.

Questo senza considerare l'evoluzione che negli anni ha avuto la professione


dell'assistente sociale sia rispetto a funzioni di gestione e cordinamento di
unità organizzative o di servizi, ma anche nella formazione universitaria di
livello specialistico/magistrale. Sono numerosi, infatti, gli assistenti sociali
dipendenti del DAP che hanno ulteriormente arricchito il proprio bagaglio
formativo conseguendo il diploma di laurea (vecchio ordinamento) o la laurea
specialistica/magistrale e/o altri titoli formativi nell'ambito della gestione,
organizzazione e programmazione dei servizi e delle poliche sociali.

La strada invece che alcune OO.SS. e la stessa Aministrazione sembrano


voler percorrere è quella di appiattire la professionalità del funzionario di
servizio sociale alla mera ed esclusiva operatività sui casi, rendendo gli
Uepe e le limitate posizioni di responsabilità presenti in tali servizi, terreno di
conquista di vecchie e nuove professionalità che con inaccettabile
arroganza non chiedono pari dignità, ma pretendono di "scalzare" in tutti i
modi gli assistenti sociali da alcune posizioni di responsabilità e coordinamento,
dopo che per anni hanno gestito da soli servizi che hanno assunto nel tempo
anche grazie a loro, spessore e professionalità. Oggi si utilizza
strumentalmente il gravoso problema degli organici degli assistenti
sociali da sempre ignorato e sottovalutato dall'Amministrazione centrale. Tutto
questo dopo aver scippato agli AA.SS. ogni possibilità di carriera, si vuole
loro impedire di ricoprire quelle uniche posizioni di responsabilità e
coordinamento che l'Amministrazione riconosce al personale di terza area
funzionale, con un compenso economico, seppur risibile e del tutto inadeguato
alle funzioni richieste, ma utile per le procedure finalizzate alle progressioni
economiche.

I dubbi e il disaccordo manifestato dagli assistenti sociali, sul recente


contratto firmato da alcune sigle sindacali, i quali ritenevano che la
nuova declaratoria professionale avrebbe svilito la loro professionalità,
amaramente trovano piena conferma, nonostante le rassicurazioni fatte loro
e all' Ordine Nazionale dalle OO.SS. firmatarie dell'accordo e dalla stessa
Amministrazione circa la confluenza dei compiti /mansioni,
attribuiti precedentemente alle figure professionali dell'assistente sociale C1,
C2, C3, nei compiti e funzioni attribuibili al personale ricondotto in una nuova
declaratoria professionale.
Si escludeva la possibilità già prevedibile di demansionamenti attraverso la
perdita o l'abbandono di funzioni precedentemente svolte, anzi si sosteneva
che il nuovo ordinamento, attraverso un sistema più flessibile, avrebbe
aumentato e semplificato le procedure di accesso ad incarichi di responsabilità
e di coordinamento anche per gli assistenti sociali.

Si manca inoltre di tatto ed eleganza, se non di rispetto, quando non si


riconosce che molti Uepe hanno funzionato e tutt'oggi funzionano soprattutto
per la disponibilità, capacità e competenza professionale di assistenti sociali
con funzioni e responsabilità di coordinamento e di direzione (non
corrispondentemente retribuite) che altrimenti già da tempo avrebbero
dovuto interrompere la loro attività per mancanza di figure apicali.

C'è purtroppo da fare un'ultima riflessione circa la diversità dei comportamenti


dell'Amministrazione, che usa più pesi e più misure a seconda delle
professionalità con cui ha a che fare. In passato ci sono state
professionalità che hanno beneficiato di passaggi agevolati da funzionari C1
(Collaboratori di Istituto penitenziario) a dirigente senza concorsi e selezioni,
oggi si vuole percorrere la stessa strada per il Funzionario dell’Organizzazione
e delle Relazioni? Forse non è così, ma come si suol dire: "pensare male è
peccato. ma spesso ci si azzecca".

Non ci si venga a dire ancora una volta che gli assistenti sociali guardano con
"occhiali particolari" le questioni perchè ormai sono 30 anni di fatti che
dimostrano un pregiudizio nei confronti di questa particolare professionalità,
che ha subito disparità di trattamento in ogni passaggio contrattuale.

Si chiede alle OO.SS. di valutare se sia giunto il momento di fare azioni più
incisive contro l'Amministrazione anche con ricorsi legali in tutti quei casi in
cui si verificherà la rimozione di un assistente sociale dal ruolo di capo area
della segreteria e dichiarare eventualmente da subito lo stato di
agitazione, visti i numerosi attacchi che vengono reiterati nei confronti degli
assistenti sociali.

Si chiede ai colleghi di punire quelle OO.SS. che sino ad oggi non hanno
fatto altro che demolire il ruolo degli assistenti sociali e non provino a dire che
siamo corporativi.....perchè tutti gli altri non lo sono, ma vanno sempre
avanti.

Si chiede all’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali, di intervenire a


tutela della professionalità dell’ assistente sociale all’interno del Dipartimento
dell’Amministrazione Penitenziaria.