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Gazzetta dello Sport - 23 Maggio 2011

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it lunedì 23 maggio 2011 1 €
ITALIA

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 026339 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

numero anno Anno 115 ­ Numero 119

SCUDETTO 2006 IL PRESIDENTE: «ASPETTIAMO DA UN ANNO, QUALCUNO HA LA COSCIENZA SPORCA»

PREMIER ARSENAL SOLO QUARTO

Agnelli, attacco alla Figc
Pari col Napoli: Juve fuori dall’Europa
3 BRAMARDO, GALDI, GARLANDO, GRAZIANO, MALFITANO E OLIVERO DA PAGINA 10 A PAGINA 14 Andrea Agnelli 35 anni

Il Chelsea cambia bye bye Ancelotti E Mancini è terzo
3 BOLDRINI A PAGINA 26

SERIE A RITORNO DOPO SEI ANNI

IL GIRO NIEVE VINCE IL TAPPONE

UDINESE
3 DA PAGINA 2 A PAGINA 6

IL BEL GIOCO IN CHAMPIONS
Col Milan è 0­0: ai preliminari per differenza gol Pato, spalla ko. Lazio e Roma in Europa League GLI OPPOSTI DESTINI BIANCONERI
di ALBERTO CERRUTI Guidolin, tecnico dell Udinese, esulta
IMAGEPHOTO

CONTADOR
3 DA PAGINA 38 A PAGINA 45 Alberto Contador attacca sul Passo Gardeccia BETTINI

PROVA DI FORZA MA SCARPONI C’E’
La maglia rosa domina sulle Dolomiti e allunga Il marchigiano supera Nibali in classifica: secondo UN CONCERTO DI SETTE ORE E 27 MINUTI
di PAOLO CONDO’

Il balletto finale di Guidolin in segno di gioia, il sorriso amaro di Delneri in segno di resa. L’ultima notte del campionato convalida i due opposti destini bianconeri, con l’Udinese ai preliminari di Champions e la Juventus esclusa dall’Europa.
L ARTICOLO A PAGINA 8 3

Non c’è memoria di simili fatiche nel respiro di Alberto Contador, nulla è conservato per domani nello sforzo di Stefano Garzelli, non si vede margine di sicurezza nella discesa di Vincenzo Nibali. Non esiste un sentimento più feroce della voglia di rimonta di Michele Scarponi.
L ARTICOLO ALLE PAGINE 38­39 3

LO SCUDETTO ROSSONERO: IL PRIMO DVD E’ IN EDICOLA , NON PERDETELO!
INTER BATTE IL CATANIA (3­1): DOPPIETTA DI PAZZINI, DODICESIMA VITTORIA CONSECUTIVA IN CASA

Due volte Pazzo, Leo record
Mercato, Moratti su Pastore: «E’ un giocatore interessante, un talento, vale la pena seguirlo»
3 ALLE PAGINE 18 19 21

FORMULA 1 A BARCELLONA

SERIE A
PARTITE BOLOGNA BARI BRESCIA FIORENTINA CAGLIARI PARMA GENOA CESENA INTER CATANIA JUVENTUS NAPOLI LECCE LAZIO PALERMO CHIEVO ROMA SAMPDORIA UDINESE MILAN
Champions

9 771120 506000

0­4 2­2 1­1 3­2 3­1 2­2 2­4 1­3 3­1 0­0

10 5 2 3>

Sempre Vettel e le Red Bull 38 GIORNATA 4 Alonso illude PARTITE 46 MILAN 82 CHIEVO poi precipita INTER** 76 PARMA 46
a

NAPOLI 70 UDINESE 66 LAZIO 66 ROMA 63 JUVENTUS 58 PALERMO** 56 FIORENTINA 51 GENOA 51

CATANIA 46 CAGLIARI 45 CESENA 43 BOLOGNA* 42 LECCE 41 SAMPDORIA 36 BRESCIA 32 BARI 24
Serie B

3 ALLE PAGINE 32­33­35­36­37

IL ROMPI PALLONE
di Gene Gnocchi

Preliminari Champions

Europa League

* tre punti di penalizzazione ** finalista di Coppa Italia, in Europa League

Scarsissimo successo della proposta di sanatoria delle multe dei milanesi: sono tutte di Balotelli.

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

SERIE A ULTIMA GIORNATA

EUROSTAR UDINESE
Va in Champions Il Milan campione dà l’ok all’impresa
Di Natale sbaglia il rigore, traversa-palo di Inler: finisce 0-0, i friulani centrano lo storico 4˚ posto

Francesco Guidolin, 55 anni, balla con Armero, Isla e Quadrado LAPRESSE

DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CALAMAI
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

LA MOVIOLA

di Francesco Ceniti

UDINEdStavolta lo Zoncolan è

un dolce falsopiano che accompagna l’Udinese ai preliminari di Champions. I timori del ciclista Guidolin («La sfida contro il Milan sarà dura come scalare la montagna più dura d’Europa») si dissolvono velocemente. I campioni d’Italia non regalano niente, ma si guardano bene dal rovinare la festa ai friulani. E, allora, 0 a 0 e festa sia. Sei anni dopo l’Udinese riconquista l’Europa che conta. Quella che assicura soldi e prestigio. Della vecchia squadra sono rimasti in tre: Pinzi, il para-rigori Handanovic e Di Natale. Già, Toto. La bandiera, il simbolo, l’anima di un progetto sviluppato con genialità e coraggio dalla famiglia Pozzo. Di Natale, in questi anni, ha avuto tante offerte per andare a segnare gol con altri colori. L’ultima, l’estate scorsa, dalla Juve. Ma non ha mai tradito. Totò è stato uno dei protagonisti anche di quest’ultima tappa. Un palo su punizione, un rigore neutralizzato da Ame-

Seedorf-Sanchez: il rigore è netto Flamini rischia
Chi si aspettava un Milan tranquillo e «ben disposto» verso l’Udinese ha cambiato idea dopo soli 13 minuti: intervento senza senso di Flamini che piomba a piedi uniti su Inler. Il rossonero prende il pallone e solo questo particolare gli risparmia un rosso inevitabile. Giusto, dunque, il giallo mostrato da Tagliavento (come al solito una sicurezza per il designatore Braschi). Ci sta tutta anche l’ammonizione a Boateng che al 17’ entra da dietro su Sanchez. Giallo anche per Benatia che stende proprio Boateng al 44’. Nella ripresa al 28’ Sanchez scappa via sulla fascia destra ed è affossato nettamente da Seedorf. Rigore solare: incomprensibili le proteste dell’olandese.

2

lia. Un attimo di amarezza cancellato subito dai cori dei tifosi bianconeri. Di Natale è Di Natale: l’unico capitano. Chiude la stagione con la conquista dei preliminari di Champions e il titolo di capocannoniere. Tanta roba. Ha 33 anni e ancora voglia di divertirsi. Se possibile in Champions League. Magie Sanchez E’ una partita infinita. Giocata con un occhio all’avversario e l’altro al cronometro. Guidolin soffre come un matto. Per lui è tutto in salita: come mettere insieme Zoncolan, Mortirolo e Marmolada. Incita, rincuora, spinge. Nel primo tempo non è la vera Udinese. La tensione ha paralizzato testa e gambe. Normale. Un anno di lavoro in 90 minuti. Poi, piano piano la squadra si scioglie. E Sanchez comincia fare il Sanchez. Cioè, dopo tanti colpi di fioretto arrivano le «coltellate». Una sua accelerazione obbliga Seedorf a commettere il più evidente dei rigori. E pazienza se Di Natale sbaglia. Sanchez è un fuoriclasse. Ha la valigia pronta. E un numero uno è anche Inler. Lo svizzero farebbe tanto comodo al Napoli di De Lau-

rentiis. Intanto questi talenti e talentini indossano tutti la maglia dell’Udinese. Inler oltre a proporre una regia piena di lampi fa tremare i pali della porta di Amelia con un siluro da più di trenta metri . Grande Amelia Il Milan dopo un buon primo tempo scompare e se finisce 0 a 0 il merito è di Amelia che compie tre para-

te da fenomeno. Il volto di Allegri diventa di colpo serio quando Pato viene fatto volare per aria con un contrasto che obbliga il Papero a uscire dal campo in barella. La prima diagnosi parla di lussazione alla spalla sinistra. Peccato. Pato stava andando a mille. Invece l’infortunio gli farà saltare forse anche la coppa America. Un paio di colpi di qualità li rega-

Udinese paralizzata nel primo tempo, il Milan non morde. Amelia straordinario: fa tre parate da fenomeno

TUTTO PARI NEGLI SCONTRI DIRETTI

IL FILM DELLA SFIDA

L’Udinese al quarto posto grazie alla differenza reti: +22 contro il +16 della Lazio
L’Udinese chiude al quarto posto in classifica in Serie A e disputerà i preliminari della Champions League per un distacco di 6 reti. La squadra di Guidolin ha finito a pari punti in classifica con la Lazio, 66, con la quale è in parità anche negli scontri diretti anche per la differenza reti (3-2 per la Lazio all’Olimpico e 2-1 al Friuli per l’Udinese). A favore dei friulani ha quindi giocato un ulteriore criterio, cioè la differenza-gol generale: +22 per i bianconeri (65 gol segnati e 43 subìti) contro il +16 dei biancocelesti (55 reti fatte contro 39 incassate).

26’

SECONDO TEMPO

Si ferma Pato, che dopo un contrasto si accascia a terra ed è costretto a uscire in barella. Per il brasiliano lussazione alla spalla sinistra PHOTOVIEWS

UDINESE
GIUDIZIO
(3-5-1-1)

0 0

MILAN

77
(4-3-1-2)
Amelia (dal 40' s.t. Roma); Abate, Thiago Silva, Yepes, Dida; Flamini, Van Bommel (dal 1' s.t. Emanuelson), Seedorf; Boateng; Pato (dal 25' s.t. Robinho), Cassano. PANCHINA Bonera, Strasser, Sokratis, Inzaghi. ALLENATORE Allegri ESPULSI nessuno. AMMONITI Flamini, Seedorf e Boateng per gioco scorretto.

Handanovic; Benatia, Zapata, Domizzi; Isla, Pinzi, Inler, Asamoah, Armero; Sanchez; Di Natale. PANCHINA Belardi, Angella, Pasquale, Badu, Abdi, Denis, Corradi. ALLENATORE Guidolin ESPULSI nessuno. AMMONITI Benatia per gioco scorretto.

Guidolin, la scalata val bene un balletto
Prima Champions per il tecnico due volte 5o che festeggia con i passi latino-americani
DAL NOSTRO INVIATO

ARBITRO Tagliavento di Terni. NOTE Spettatori paganti 18.522. Abbonati 11.122. Incasso di 750.599 euro. Angoli 4-3. In fuorigioco 4-1. Recuperi: 1 p.t.’; 2’ s.t. POSSESSO PALLA PASSAGGI POSITIVI

UDINESE 35,7% TIRI IN PORTA

MILAN 64,3%

UDINESE 81,4% TIRI FUORI

MILAN 89%

IIIIIII
UDINESE 7 MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO

III IIII
MILAN 3 UDINESE 4 SECONDO TEMPO

IIIIII
MILAN 6

FRANCESCO VELLUZZI
5 R PRODUZIONE RISERVATA

19’ Punizione da fuori area di Di Natale: Amelia è battuto ma la palla centra il palo. 32’ Conclusione di Pato bloccata a terra da Handanovic. 36’ Colpo di testa in tuffo di Sanchez con la palla che sorvola la traversa.

28’ Fallo da rigore di Seedorf su Sanchez: batte Di Natale e Amelia devia sul palo. 30’ Angolo di Di Natale deviazione di testa di Inler e grande parata di Amelia. 31’ Gran conclusione da 30 metri di Inler e palla che centra prima la traversa e poi il palo.

UDINE dIn trionfo, in trionfo in

la anche Cassano che dialoga nello stretto con Pato e Boateng. Fantantonio sembra avere qualche chilo in più rispetto al dovuto, ma si tratta di una zavorra che non intacca la sua classe. Che era e resta cristallina. Delizioso un passaggio che libera Boateng davanti ad Handanovic ma il ghanese arriva con un attimo di ritardo. Trova spazio anche Didac Vila, og-

getto misterioso dell’ultimo mercato di gennaio. Il ragazzino spagnolo si muove con buona disinvoltura a sinistra. A prima vista sembra più abile quando attacca che in fase di copertura. Ma è da rivedere. Allegri, per una volta, concede spazio alle seconde linee e in tribuna finiscono Nesta, Ambrosini e Pirlo. Che incassa uno striscione dai tifosi del Mi-

lan e un perentorio invito da un tifoso della Vecchia Signora seduto in tribuna d’onore: «Pirlo, meno male arrivi te a rilanciare la Juve». E ridono tutti. Pirlo compreso. A proposito, nella curva dell’Udinese campeggia lo striscione: «I preliminari fanno bene». Altri sorrisi. Dentro una festa che scioglie pure il gelido Guidolin. Un allenatore da maglia rosa.

mezzo al campo. Scacciata la tensione, scacciata la paura. Sono le 22.38 quando Tagliavento dice basta e l’Udinese può urlare contro il cielo «Champions League» e la musichetta della manifestazione può partire. Sono le 22.50 quando Francesco Guidolin sale sul palco con Armero, Asamoah, degne spalle, e i suoi ragazzi attorno, ed emula il miglior Boateng mantenendo la promessa: balletto sudamericano nel tripudio bianconero. «Ringrazio i miei ragazzi, ringrazio questa gente, ringrazio la mia famiglia, questa per me è una serata magica». Elogia Inler: «Dà equilibrio spinta e tempi di inserimento efficacissimi, è stato utile nella risalita. Uno dei motori della nostra cavalcata». Il futuro? «Potrà succedere che qualcuno vada in un grande club, speriamo di attrezzarci per i preliminari» Uno striscione ieri recitava «I preliminari sono importanti». Tensione Ha passato la vigilia a fare avanti e indietro nella hall dell’hotel Astoria. Francesco Guidolin è uno che somatizza, che vive con l’ansia addosso i prepartita. «Divento una brutta persona», ha confidato a un amico. Immaginate cosa abbia pensato in panchina vedendo il palo esterno di Di Natale, il rigore sbagliato da Totò («Quando l’ha sbaglia-

to ho pensato che il destino ci obbligava a soffrire fino in fondo»), l’altro legno di Inler. Una sofferenza mostruosa per lui e per i ragazzi, tesissimi. Alle 22.38 l’urlo liberatorio. L’uomo di Castelfranco Veneto, che i friulani considerano uno di loro, può scatenare la sua gioia repressa (sfiorò la Champions col Bologna nel 2002 perdendo all’ultima col Brescia) , può farsi abbracciare dal Friuli. E’ lui l’architetto del capolavoro bianconero. E’ lui che dopo sei anni riporta la piccola Udinese nel calcio d’elite, è lui il creatore di nuovi campioni, Benatia e Armero, il mental coach di calciatori rilanciati ad alti livelli, Pinzi tra tutti, l’uomo che ha fatto esprimere il gioiello Sanchez a livelli tali da farlo desiderare a chiunque. Rimontona Guidolin è partito male, malissimo: quattro sconfitte di fila. Roba da finire sotto un treno. Con la pazienza e con il lavoro sul campo, in cui è maestro, senza mai esaltarsi e senza mai peccare di presunzione, Guidolin ha saputo ricominciare e avviare la risalita che poi è diventata una cavalcata. Una corsa contro i colossi. Uno «Zoncolan» come ama dire lui che da giovedì (dopo l’amichevole di mercoledì a Granada a casa Pozzo) potrà tornare in sella alla sua bici e riprendere a pedalare con gli amici. La cosa che più gli piace. Naturalmente dopo quella che gli riesce meglio: allenare le squadre.

28’

SECONDO TEMPO

Seedorf atterra in area Sanchez: rigore netto. Lo batte Di Natale, teso e angolato, ma Amelia si supera tuffandosi e respingendo EPA

LA FESTA

A fine partita l’Udinese festeggia la Champions: gavettone anche per il presidente Pozzo, qui in compagnia del suo bomber Di Natale ANTEPRIMA

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A ULTIMA GIORNATA

Allegri ci ripensa «Seedorf resta» Pirlo commosso Pato ciao Brasile
Pirlo, addio in trionfo: «Rimarrà nella storia del Milan». Il Papero si è lussato una spalla: salterà la coppa America
DAL NOSTRO INVIATO

w LE PAGELLE
I NUMERI
di MARCO PASOTTO

vittorie su 38 quest’anno per l’Udinese: è la miglior performance dei friulani in Serie A, superate le 19 del 1997-98

20

PAZZESCO INLER SANCHEZ C’È MA AMELIA E’ SCATENATO
UDINESE 7
HANDANOVIC 6,5 Non è una serata di superlavoro. Attento quando serve, sia fra i pali che in uscita. BENATIA 6,5 Pato o Cassano non fa differenza: con lui non si passa. ZAPATA 6 Centralmente il Milan non si infila. Partita tranquilla. DOMIZZI 5,5 Perde la posizione un paio di volte pericolosamente. ISLA 6 Freno a mano un po’ tirato, ma garantisce equilibrio. PINZI 6 Si occupa di spegnere le idee di Seedorf.

FABIANA DELLA VALLE
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

UDINEdNon ditegli che è stata

la stagione perfetta, perché Massimiliano Allegri vi risponderebbe che la perfezione non esiste e che sbagliare aiuta a crescere e migliorare. Però anche uno come lui, che mai si lascia andare all’autoesaltazione, farebbe fatica a non ammettere che è stata una stagione molto positiva. Qualche numero, al di là dello scudetto, aiuta a capire meglio la stagione rossonera. Il Milan è la squadra che ha fatto più vittorie (24) e meno sconfitte (4) della Serie A. Ha la miglior difesa (24 gol subiti) e secondo miglior attacco insieme all’Udinese (65); è rimasto in testa per 28 giornate di fila (dal 10 novembre 2010). Come i predecessori Sacchi, Capello e Zaccheroni, gli altri tre tecnici rossoneri che hanno vinto lo scudetto al primo colpo, Allegri ha tenuto un passo straordinario. «Abbiamo concluso il campionato nel migliore dei modi - ha detto -. Tutti ci tenevamo a non perdere e a giocarcela fino alla fine». Ora si pensa al mercato: «Dobbiamo valutare i giocatori che possono essere da Milan e decidere chi portare in rossonero». Infine su Seedorf: «E’ un giocatore importante e credo che rimarrà». Guaio Pato Poteva diventare la stagione quasi perfetta di Alexandre Pato, primo trofeo vinto con il Milan e miglior marcatore in campionato insieme a Robinho e Ibrahimo-

vic (14 gol), e invece la sfortuna si è messa un’altra volta di traverso. Pato nel secondo tempo è uscito dal campo in barella e con il volto coperto dalle mani: è caduto malamente sulla spalla sinistra e l’osso è uscito dalla sede. Il brasiliano è andato subito in ospedale per accertamenti: la prima diagnosi è lussazione, ridotta con una narcosi. Non dovrà essere operato, ma rischia un mese di stop. Un bel problema per il brasiliano che quindi con ogni probabilità salterà le amichevoli dei primi di giugno con il Brasile e poi la Coppa America. «Speriamo non sia grave», dice Allegri. Più pessimista, in-

vece, Adriano Galliani: «Peggio del previsto». Addio Andrea Andrea Pirlo ha vissuto l’ultima da rossonero dalla tribuna, insieme a buona parte della vecchia guardia. Poco prima del fischio d’inizio si è accomodato sugli spalti insieme a Nesta, Gattuso, Ambrosini, Abbiati, Antonini e Zambrotta (poi nella ripresa si sono spostati tutti in panchina). Da lì ha visto lo striscione in suo onore esposto dai tifosi dei Milan: «Ciao Andrea, grazie di tutto», con accanto la maglia numero 21. Pirlo è andato a ringraziarli a fine partita, con il magone e gli occhi

Andrea Pirlo, 32 anni, portato in trionfo dai compagni al termine della sua ultima stagione in rossonero
BUZZI

pieni di lacrime. I compagni invece hanno voluto salutarlo portandolo in trionfo. «Quello che ha fatto Andrea resterà nella storia del Milan», ha commentato l’allenatore. L’agenda di Allegri Da oggi i giocatori sono in vacanza: appuntamento il 12 luglio, quando il Milan si radunerà a Milanello. Allegri però avrà poco tempo per riposarsi perché la sua agenda è piena di impegni: oggi sarà a Perugia per una partita benefica pro Giappone, domani giocherà a San Siro per la fondazione Borgonovo, sabato volerà a Londra per finale di Champions.

rigori contro il Milan quest’anno, entrambi falliti. Il precedente fu di Di Vaio, 12 dicembre 2010, Bologna-Milan 0-3

2

reti dalla panchina per il Milan, record per la Serie A di quest’anno. Il top è di Robinho, che ne ha segnate così 4

12

h

7 INLER

IL MIGLIORE

Un tiro pazzesco (traversa e palo) e la solita spinta. ASAMOAH 5,5 Molta imprecisione, ma è difficile che il Milan si disamori di lui. ARMERO 6 Tanti chilometri, che paga in lucidità. SANCHEZ 6,5 Nel secondo tempo si vede il vero Niño maravilla. Si procura il rigore e si infila come sa fare lui. DI NATALE 5,5 Un palo su punizione e il rigore fallito: per un attimo ha rivissuto l’incubo dell’Europeo. Chiude per il secondo anno consecutivo in cima alla classifica dei marcatori. All. GUIDOLIN 7 Porta l’Udinese nell’anticamera della Champions per la seconda volta nella storia: lo Zoncolan è scalato.

MILAN 6
IL MIGLIORE h 7,5 AMELIA Cinque interventi decisivi: la chicca è il rigore disinnescato a Di Natale. (Roma s.v.). ABATE 6 Armero lo tiene basso ma non lo manda in affanno. THIAGO SILVA 6 Sanchez e Di Natale gli passano al largo. YEPES 6 Conferma la sicurezza delle precedenti apparizioni. DIDAC VILA 6 Primi (e ultimi) minuti stagionali: se la cava. FLAMINI 6 Nella morsa di Armero e Asamoah, tampona tutto ciò che può. VAN BOMMEL 6,5 Si districa con sicurezza nella ragnatela bianconera. EMANUELSON 5,5 Stavolta i suoi guizzi restano in panchina. SEEDORF 5,5 Frana su Sanchez e provoca il rigore in quella che potrebbe essere stata la sua ultima firma in rossonero. BOATENG 5,5 Meno ficcante del consueto. Stagione dispendiosa. PATO 6 Primo tempo tonico, poi si adagia. Esce in barella dopo un infortunio alla spalla sinistra. ROBINHO 5,5 Diciamo che non entra col coltello fra i denti. CASSANO 6 Uno spunto da applausi. Prova a inventare qualcosa. All. ALLEGRI 6 Cede i festeggiamenti a Guidolin dopo due settimane di baldoria. TERNA ARBITRALE: TAGLIAVENTO 6,5 Blocca subito il gioco duro. Giusto il rigore. Cariolato 6,5; Copelli 6,5.

GazzaTeo
OGGI I SALUTI DI GAZZATEO
Ultima puntata di GazzaTeo, lo show con Teo Teocoli in onda su Gazzetta.it. Tutti i gol dell’ultima giornata di campionato, i voti, il Pallone rosa e il saluto dei personaggi interpretati dallo showman, da Galliani a Moratti e De Laurentiis. L’appuntamento è per le 14. www.gazzetta.it

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

SERIE A ULTIMA GIORNATA

Pozzo già nel futuro: «Sanchez vale Messi, S ho rifiutato 35 milioni»
Il patron dell’Udinese: «Il Napoli è in pressing su Inler. Ora voglio sempre 20 mila spettatori nel nuovo stadio»
DAL NOSTRO INVIATO

FOTO STORY

EURO-UDINESE

Nel palmares un’apparizione al Camp Nou...

Le grandi sfide con l’Ajax e il Barcellona
La prima volta in Europa nel ’97: eliminati dagli olandesi La prima volta in Champions nel 2005: k.o. con i blaugrana
SEBASTIANO VERNAZZA
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

FRANCESCO VELLUZZI
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

IN POLONIA
16-9-’97, W. Lodz-Udinese (1-0), Coppa Uefa: il debutto in Europa. Oliver Bierhoff nella foto ANSA

UDINE dSei anni dopo è ancora

Champions League. La festa si consuma ancora una volta col Milan. E col Milan finisce in pareggio come quel 29 maggio del 2005 quando al raggiungimento del traguardo parteciparono i giovani Samir Handanovic, Giampiero Pinzi e Totò Di Natale. Oggi il primo è uno dei migliori portieri d’Europa, il secondo è il guerriero di un centrocampo da paura, il terzo è il re del gol, il re di Udine, il simbolo di una squadra che ha saputo, con un girone di ritorno straordinario, mandare in fumo gli investimenti di Juve, Roma e Lazio, clamorosamente superate. L’eroe Ed è proprio Totò (57 gol in 2 campionati) a regalare le prime parole di felicità al popolo bianconero, quello di Udine, non quello di Torino a cui aveva saputo dir di no in una sera d’estate togliendo ogni paura a chi l’ha adottato: «E’ un grande orgoglio per me, per la città, per il presidente. Fisicamente stavamo bene e si è visto. Dedico questo successo a tutta la gente di Udine, a mia moglie e ai miei figli». Dopo aver ricevuto il Pallone d’argento dall’Ussi oggi avrà un’altra splendida sorpresa come re dei bomber. Festa La festa è cominciata alle 22.38 di ieri sera sul campo, è proseguita in città col solito carosello e sventolio di bandiere continuerà fino a tarda notte in centro (con un grande palco e una cena nel backstage), in piazza, come si usa dire da queste parti dove la gente inizialmente fa fatica a sorridere ma quando esplode sa dare tutto. Gente semplice col culto del lavoro e che, per questo, sa ammi-

dVenticinque anni di Pozzo. Nozze d’argento all’Udinese e miglior regalo non poteva arrivare: la qualificazione al preliminare di Champions. E pensare che, acquistata la società, Giampaolo Pozzo suo malgrado si trovò ai piedi di una specie di Crostis. Correva l’estate del 1986: Udinese coinvolta nel secondo scandalo scommesse, penalizzazione di 9 punti nel campionato 1986-87 e retrocessione in serie B. A seguire un decennio di alti e bassi, discese ardite e risalite. Fino all’anno della svolta, il 1997.

IN GERMANIA
9-12-’99, Coppa Uefa, l’Udinese vince 2-1 a Leverkusen. Due gol di Margiotta, qui con Muzzi LIVERANI

Fuochi d’artificio e palco a centrocampo per l’Udinese a centrocampo: dopo la festa, si penserà a programmare il prossimo anno in Champions
PHOTOVIEWS

rare chi in campo dà tutto, chi dà il cuore per arrivare al traguardo vincendo sempre in salita. Il traguardo è il preliminare di Champions League, già raggiunto con Luciano Spalletti sei anni fa. Lo festeggiarono con una maglietta con scritto «Habemus Champions», l’hanno festeggiato ieri sera con palco e musica e i fuochi d’artificio e una maglietta con la scritta «Champions più di un sogno» (un’altra è stata creata dai tifosi). Non è solo il Milan, ieri gentile sparring partner, a esser campione d’organizzazione. Ieri l’Udinese ha fatto capire come un capolavoro di marketing sia possibile anche in provincia. Il patron E l’artefice del capolavoro è innanzitutto Giampaolo Pozzo, il patron che alle 23.10 prende in mano il microfono e arringa davanti alla folla fe-

stante: «Sono 25 anni che stiamo insieme. Non potevamo festeggiarlo meglio. Vi ringrazio tutti per questo grandissimo regalo. Se siamo qui è anche grazie a voi. Adesso cercheremo di fare una squadra che possa competere a grandi livelli: non possiamo tenere tutti, ma siamo sempre stati in grado di trovare grandi ricambi. Adesso dobbiamo rifare lo stadio. Ma voglio sempre ventimila persone allo stadio. Anche gratis, ma ne voglio almeno venti mila». Quei ventimila vogliono che il sogno non svanisca, questo chiedono alla famiglia Pozzo. Tante cessioni? Altrettanti acquisti. Il presidente conferma: «Sanchez per me vale come Messi, abbiamo rifiutato un’offerta di 35 milioni (del City, ndr). Inler? C’è un forte pressing del Napoli. Vedremo». Udine è salita lassù, non merita di scendere. Merita di restarci.

IN PORTOGALLO
10-8-2005, preliminare Champions: Sporting Lisbona-Udinese 0-1. Decide Iaquinta su rigore NEWPRESS

La prima volta Serie A 1996-97, Udinese quinta e qualificata alla Coppa Uefa. La prima volta in Europa. Il debutto a Lodz, in Polonia, vicino a Babsk, dove nell’89 era morto Gaetano Scirea. La data: 16 settembre 1997. Il risultato: 1-0 per i polacchi del Widzew, gol di Bogusz. I ricordi: un piccolo stadio, l’emozione dell’allenatore Alberto Zaccheroni, anche lui alla prima euro-volta. Senza storia il ritorno al Friuli due settimane più tardi: 3-0, reti Bierhoff, Poggi e Locatelli. Poi il sorteggio impietoso, al turno successivo il grande Ajax. E però l’Udinese capitanata da Alessandro Calori se la gioca alla grande. Perde soltanto per 1-0 all’Amsterdam Arena fresca di costruzione e nel ritorno in casa arriva a un passo dalla storia: 2-0, gol di Poggi e Bierhoff. La beffa a dieci dalla fine. Palla da sinistra, attimo di disattenzione e tocco malefico di Shota Arveladze, georgiano che oggi allena il Kayserispor in Turchia. Nell’immaginario dei friulani Arveladze è un fantasma ricorrente. Ogni volta che qualcosa di grande è a portata di mano, scatta il mantra scaramantico: «Ricordiamoci di Arveladze...». La prima volta bis Altre partecipazioni alla Coppa Uefa fioccano negli anni successivi. Nell’imminenza del Natale ’99 si vince a Leverkusen, in Germania, contro il Bayer di Ballack: 2-1, allenatore De Canio, doppietta di «Big Margio» Margiotta e strepitosa prestazione di un giovane portiere, Morgan De Sanctis. É nel 2005, però, che si scrive la storia più importante. Udinese per la prima volta in Champions. Il quarto posto in campionato lo firma Luciano Spalletti, il successo nel preliminare è opera di Serse Cosmi. Fatto fuori lo Sporting Lisbona in estate, girone con Barcellona, Werder Brema e Panathinaikos. Il sogno si spezza all’ultima giornata, al Friuli contro il Barcellona. Basterebbe un pari per andare avanti, ma il Barça nei minuti finali vince per 2-0. Leggenda vuole che a destare il cane che dorme (il Barcellona) sia un inutile fallaccio... Acqua passata, si ricomincia. «Fuarce Udin».

IN SPAGNA
27-9-2005, Champions: l’Udinese perde 1-4 a Barcellona. Gol di Ronaldinho (3), Deco e Felipe OMEGA

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Focus: consumi da 4.5 a 6.2 litri/100 km (ciclo misto); emissioni CO2 da 117 a 144 g/km.

Sa leggere i segnali stradali. Da sola. Traffic Sign Recognition

Sa cambiare marcia. Da sola. Cambio PowerShift Sa quando è il momento di frenare. Da sola. Active City Stop

Sa parcheggiare. Da sola. Active Park Assist

Nuova Ford Focus. Oggi anche wagon.
sabato 28 e domenica 29

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

SERIE A ULTIMA GIORNATA
dalla prima
di ALBERTO CERRUTI
acerruti@gazzetta.it
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

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I NUMERI

Gli opposti destini bianconeri
Il balletto finale di Guidolin in segno di gioia, il sorriso amaro di Delneri in segno di resa. L’ulti ma notte del campionato convalida i due oppo sti destini bianconeri, con l’Udinese ai prelimi nari di Champions e la Juventus esclusa dal l’Europa. Meriti di un intero campionato, pri ma dei rispettivi pareggi di ieri, perché lo 0 0 contro il Milan non mette mai a rischio il quar to posto, mentre il 2 2 contro il Napoli non con cede mai la minima speranza a Del Piero e compagni. La Lazio che vince a Lecce e la Roma che batte in casa la Sampdoria si accontenteranno di ri partire in Europa League, insieme con il Paler mo che domenica prossima sfiderà l’Inter nel la finale di coppa Italia. Ma al di là dei piazza menti definitivi, questo campionato non ci la scia soltanto verdetti giusti in testa e in coda, come avevamo sottolineato una settimana fa. Ci lascia anche un record negativo di gol, tra i tornei a 20, anche se proprio la differenza reti migliore premia per la prima volta una squa dra al posto di un’altra. E queste due squadre, entrambe da applausi, sono l’Udinese e la La zio, che chiudono con gli stessi punti (66) in classifica, gli stessi punti (3) e gol (4) negli scon tri diretti, ma con il vantaggio (+6) a favore dei friulani nel rapporto tra reti segnate e subite. Non è un dettaglio, ma il premio al bel gioco e all’organizzazione dell’Udinese, che spesso ha divertito più del Milan neocampione d’Ita lia, contro cui finisce imbattuta dopo aver me ritato di vincere sia all’andata, quando fu rag giunta sul 4 4 a tempo scaduto da Ibrahimo vic, sia ieri quando soltanto un grande Amelia ha negato il gol a Sanchez e Di Natale, rigore compreso. Il premio al gioco dell’Udinese è invece il castigo alle incertezze della Juventus, che nascono dalle scelte sbagliate della socie tà e finiscono con il rendimento insufficiente dei giocatori. Non è giusto, però, prendersela soprattutto con Delneri, anche se è vero che soltanto un altro Gigi, Maifredi, non aveva por tato la Juventus in Europa vent’anni fa. Ma è anche vero che il settimo posto di oggi sarebbe meno grave, se come nel campionato scorso fosse arrivata in finale di coppa Italia la Roma, invece del Palermo, garantendo il ripescaggio in Europa League ai bianconeri. Rispetto a un anno fa, tante altre cose sono cambiate. Soprattutto per l’Inter che il 22 mag gio 2010 sollevava la Champions, mentre sta volta può soltanto festeggiare il record di Leo nardo, che vince la dodicesima partita conse cutiva in casa di campionato, come Invernizzi nel 1971. Con i titoli di coda per l’esordio di un altro Boniperti in serie A e le lacrime d’addio di Pirlo. Due nuovi compagni in una nuova Juventus, costretta a guardare altri bianconeri in Champions League. Opposti, ma non bizzar ri, destini.

le partite di fila della Lazio senza pareggi: 8 le vittorie e 6 le sconfitte; 20 i punti in più rispetto al torneo 2009-10

Tutto inutile 14
1

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la doppietta stagionale per Zarate che chiude il torneo con 9 reti (per l’argentino 25 gol in 103 gare in Serie A)

La Lazio fa poker ma incassa solo l’Europa League
lungo casa sua, una gran bella abitazione. Fino allo scontro diretto con l’Udinese, che ha cancellato mesi vissuti alla grande giusto sul filo del traguardo. Il ciclista Guidolin ha piazzato il colpo di reni al momento giusto, bruciando il meno allenato Reja. L’amaro Nello sport ci sta e oltretutto la formazione friulana ha giocato un bel calcio. Però, ripercorrendo l’annata con occhi laziali, il senso della beffa resta intatto. Unica consolazione, aver preceduto la Roma: era dal 2003 che il popolo biancoce-

Il pari dell’Udinese rovina la vittoria sul Lecce Doppietta di Zarate e gol Rocchi per il 5˚ posto
DAL NOSTRO INVIATO

le reti subìte dal Lecce che termina il campionato con la peggior difesa; solo in 6 gare su 38 non ha preso gol

66

NICOLA CECERE
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LECCE dDoveva vincere, ha vinto. Poi però, per completare l’impresa, avrebbe dovuto ricevere un regalo dal Milan. E il regalo non è arrivato. Così, mentre il Lecce festeggia la sua salvezza-prodigio, la notte laziale si riempie inevitabilmente di rimpianti. La squadra di Lotito ha abitato i quartieri alti del campionato per diversi mesi: prima, seconda, terza, quarta. La zona Champions è stata a

leste non si toglieva questo sfizio. E quell’anno la Lazio andò in Champions... Stavolta c’è l’Europa League, insieme con i cugini giallorossi e il Palermo. Non è un torneo da snobbare, non è un brutto risultato questo quinto posto, anzi se guardi la

Juve diventa persino eccellente. Ma l’amaro in bocca è difficile da eliminare: Lazio fuori dalle migliori corti d’Europa per la differenza reti generale. Come perdere la medaglia olimpica per un centesimo. La festa La partita è stata divertente, ricca di gol e occasioni fallite. L’ha vinta la squadra scesa in campo con delle motivazioni di classifica, perlomeno teoriche. Rocchi ha illuminato la scena, Zarate ha calciato e segnato un rigore serio... Il Lecce si è comportato da impeccabile sparring partner risalendo per

Partita divertente, ricca di occasioni fallite e gol. Il Lecce ha lottato fino all’espulsione del portiere Benassi

DELUSIONE LAZIO REJA: «RESTO, CON IL PRESIDENTE C’È STATA UNA STRETTA DI MANO»

Furia Lotito sul Milan: «Certe cose non dovrebbero succedere»
DAL NOSTRO INVIATO

una sola è riuscita ad andare in Champions e non siamo stati noi. I miei ragazzi hanno disputato un’annata straordinaria». Futuro già iniziato E’ già tempo di bilanci e di pianificazione del futuro. Reja, intanto, sgombra il campo da possibili equivoci sul suo futuro. «Resto alla Lazio. L’accordo l’abbiamo raggiunto già un mese fa, col presidente Lotito ci siamo stretti la mano e questo basta e avanza, firmerò prima di partire per il ritiro. Sarà un contratto annuale, perché io non li firmo mai per una durata maggiore. In settimana col presidente ci incontreremo e parleremo di mercato. Questa è una squadra che con qualche ritocco può migliorare l’ottimo campionato che ha fatto quest’anno».

STEFANO CIERI
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

LECCE d L’amaro in bocca per

un traguardo sfumato sul filo di lana, ma anche la gioia per un altro obiettivo raggiunto. Meno importante del primo, ma da salutare positivamente. La Lazio chiude il campionato con questo stato d’animo contrastato. Se a inizio stagione le avessero detto che sarebbe arrivata quinta, con il record di punti dell’era Lotito e davanti alla Ro-

ma, tutti avrebbero fatto salti di gioia. E invece i biancocelesti fanno fatica a esultare perché poi, durante la stagione, sono sempre stati in zona Champions per scivolare dietro solo nell’ultimo, decisivo, mese di campionato. E anche la vittoria di Lecce si è rivelata inutile perché l’Udinese non ha sbagliato la partita col Milan. Il presidente Claudio Lotito è infuriato per la mancata vittoria del Milan a Udine. Non vuole parlare e si lascia scappare solo un «certe cose non dovrebbero succedere». Edy Reja invece la prende con

più filosofia: «Dispiace tanto, ma non è in questa ultima giornata di campionato che abbiamo perso la Champions. Ci sarebbe bastato fare un punto in più, che avremmo potuto ottenere in uno qualsiasi degli scontri diretti che abbiamo perso nella parte finale del campionato. Il rammarico è soprattutto per la sfida di Udine. Quella gara avremmo potuto tranquillamente chiuderla sul 2-2, se ci fossimo riusciti ora staremmo a fare altri discorsi. Noi e l’Udinese siamo stati le grandi rivelazioni della stagione, purtroppo

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LECCE LAZIO

2 4

x LE PAGELLE
HA DETTO
Rocchi Dispiace perdere la Champions per la differenza reti, importante però l’Europa League e essere arrivati prima della Roma

di GIUSEPPE CALVI

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 2-2 MARCATORI Rocchi (La) al 6’, Coppola (Le) al 33’, Zarate (La) al 35’, Piatti (Le) al 41’ p.t.; Zarate (La) su rigore al 9’ s.t., autorete di Vives (Le) al 17’ s.t. LECCE (4-4-1-1) Benassi; Donati, Giacomazzi, Giuliatto, Brivio; Munari, Vives, Coppola, Mesbah (dal 4’ s.t. Corvia); Piatti (dal 4’ s.t. Chevanton); Di Michele (dal 9’ s.t. Rosati). PANCHINA Fabiano, Grossmuller, Jeda, Rispoli. ALLENATORE De Canio. LAZIO (4-2-3-1) Muslera; Lichsteiner (dal 38’ s.t. Scaloni), Biava, Dias, Garrido; Brocchi, Ledesma; Mauri, Hernanes (dal 1’ s.t. Gonzalez), Zarate; Rocchi (dal 19’ s.t. Floccari). PANCHINA Berni, Stendardo, Kozak, Sculli. ALLENATORE Reja. ARBITRO Rocchi di Firenze. ESPULSI Benassi (Le) al 7’ s.t. per gioco scorretto. AMMONITI Coppola (Le) per proteste.

CHE SERATA PER COPPOLA MUSLERA RINGRAZIA DIAS
LECCE 6
BENASSI 5,5 Incassa 2 gol, sul primo forse potrebbe fare di più. DONATI 6,5 Non soffre Zarate ed Hernanes. Efficace nelle incursioni. GIACOMAZZI 6 Gioca d’anticipo ed è preciso nell’impostazione. GIULIATTO 5,5 Non riesce a chiudere sui primi due gol laziali. BRIVIO 6 Argina Mauri e Gonzalez supporta i centrali difensivi. MUNARI 6 Punge Garrido, raddoppia Ledesma e sfiora il gol. VIVES 6 Marca Ledesma, ispira le ripartenze; sfortunato sull’autogol.

LAZIO 7
MUSLERA 6 Uccellato dalla palombella di Coppola, poi si riscatta. LICHTSTEINER 6 Poco intraprendente (Scaloni s.v.). BIAVA 6 Tosto, patisce un po’ il dinamismo di Di Michele. DIAS 7 Con due respinte decisive, salva Muslera. GARRIDO 6 Diligente, resiste alle iniziative di Munari e Donati. BROCCHI 6,5 Solito motorino. LEDESMA 6,5 Costruisce gioco e, con Brocchi, alza la solita diga. MAURI 5,5 Non è vivace, riesce a sprintare solo una volta. HERNANES 5 Apatico, resta sempre sospeso su una nuvoletta. GONZALEZ 6 Reattivo, lotta tanto, pur non incidendo in area. ZARATE 7 Due gol intervallati però da qualche spreco clamoroso. IL MIGLIORE h 7,5 ROCCHI Non solo la rete e il rigore procurato: è pericoloso ogni volta che tocca palla. FLOCCARI 6 Va in campo quando la sfida ormai è quasi spenta. All. REJA 6,5 Sente la sfida, si agita, ma il posto in Champions era stato perso prima di Lecce.

S
Pierandrea Semeraro (pres. Lecce) Di De Canio non parlo, perché tanto non è più l’allenatore del Lecce

Il gol dell’1-2 di Mauro Zarate, 24 anni ARCIERI

NOTE paganti 14.159, incasso di 105.257 euro; abbonati 4.059, quota di 46.085,35 euro. Tiri in porta 7-11 (1 palo). Tiri fuori 6-4. In fuorigioco 4-0. Angoli 4-1. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 2’.

S
De Canio Una parte dei tifosi mi ha fischiato? Non ho sentito, in quel momento in campo c’era tanta confusione

h

7 COPPOLA

IL MIGLIORE

Il suo campionato in 4’: salva su Rocchi e s’inventa il primo gol in A. MESBAH 6 Guardando a vista Lichtsteiner, può proporsi poco. CORVIA 6 Ci prova da fuori area. PIATTI 6,5 Pressa Brocchi e merita la gioia del terzo gol italiano. CHEVANTON 6,5 Voglioso, tenta su punizione e dal limite. DI MICHELE 6 Fa ballare Dias e Biava, forse meriterebbe il rigore. ROSATI 6 Nulla può sul rigore; abbassa la saracinesca su Floccari. All. DE CANIO 6 Premia chi ha giocato poco e «incassa» 2 gol.

due volte la china (bellissimo il pallonetto volante di Coppola) fino a che, rimasta in dieci per l’espulsione del portiere Benassi in occasione del fallo da rigore, la squadra di De Canio ha smesso di lottare e ha trascorso in modo tranquillo i minuti finali. Dopo di che lo stadio di Via del Mare si è trasformato in discoteca (davvero!) ed è cominciata una bellissima festa organizzata come fosse un concerto di Vasco o Ligabue. Complimenti per l’idea e la realizzazione. Il neo Unico neo l’addio di Gigi De Canio, tecnico che ha sapu-

LA MOVIOLA
di ro.pe.

Benassi mette giù Rocchi: giusti rigore ed espulsione

2

Sull’1 0 laziale Rocchi pare scattare in posizione regolare. Parte da dietro anche Coppola per l’1 1. Sull’1 2 non è in fuorigioco Rocchi quando riceve palla prima del passaggio a Zarate, pure lui dietro i difensori (un compagno in fuorigioco non partecipa all’azione). Dias spinge Di Michele in area: contatto «di mestiere», ma rischio altissimo. Fallo di Benassi su Rocchi: giusti il rigore e il rosso per il portiere.

to valorizzare questo gruppo che non sembrava attrezzato per la sopravvivenza. Ha molti meriti, ma durante la stagione ci sono stati attriti, frizioni, incomprensioni assortite. De Canio è rimasto seduto per tutti i 90’, poi però è stato chiamato regolarmente al proscenio per la passerella sul prato. Un gesto dovuto, ma comunque elegante da parte del club. Peccato che il rapporto si interrompa. Ma l’impresa sportiva resta ed è giusto che sia stata celebrata. Da oggi si lavora per la prossima stagione: difesa e attacco sono da ripensare.

TERNA ARBITRALE: ROCCHI 6,5 Lascia soltanto un dubbio, per l’intervento di Dias su Di Michele. Ghiandai 6; Giordano 6

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

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SERIE A ULTIMA GIORNATA
LE PAGELLE
JUVENTUS 6 NAPOLI 6,5
DE SANCTIS 7 Del Piero lo tempesta di tiri, lui regge l’urto, aiutato due volte dalla traversa. SANTACROCE 6 Non proprio sicurissimo, ma non commette grandi errori. CRIBARI 6 Vince il duello con Toni, anche grazie a un arbitro che gli concede qualcosina di troppo. Gli sfugge Matri. RUIZ 5 Gran fisico, ma spesso goffo, soprattutto con la palla fra i piedi. Due volte cicca il rilancio. CHIELLINI 6 Schierato largo a sinistra, sbanda paurosamente. Si riprende nella ripresa, quando segna pure l’1 1. KRASIC 5 Lontano parente del giocatore ammirato fino a gennaio. (De Ceglie 6). MARCHISIO 6,5 Mediano puro, ma dai piedi buoni: sta completando un’evoluzione che lo porterà sicuramente lontano. AQUILANI 6 Non è facile predicare là in mezzo quando sulle fasce si muovono poco e male. Suo l’assist per Matri. PEPE 5,5 Attento tatticamente, poco incisivo in fase offensiva. BONIPERTI 5,5 Il carattere c’è, i piedi pure, ma non entra in partita. TONI 5 Influisce solo nel gol di Chiellini: per il resto è buio pesto. MATRI 6,5 Venti gol in campionato, nove nella Juventus: stagione da incorniciare. DEL PIERO 6,5 Due traverse, una punizione deliziosa che esalta De Sanctis e le solite giocate da fuoriclasse. E’ l’unico a uscire tra gli applausi. All. DELNERI 5,5 Squadra che non cambia mai marcia.

JUVENTUS BUFFON CHE PARATE, MARCHISIO CRESCE NAPOLI MAGGIO IN FORMA, LAVEZZI S
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7 BUFFON
IL MIGLIORE

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7

IL MIGLIORE MAGGIO

Paratone su Lucarelli, Mascara e Lavezzi: eccezionale l’intervento basso sul Pocho. SALIHAMIDZIC 5 Incerto e spaesato per quasi tutta la gara. BONUCCI 5,5 Tante piccole imperfezioni, come sul gol di Lucarelli. BARZAGLI 6 Continua a sbagliare pochissimo: miglior acquisto dell’anno per qualità prezzo.

E’ in grandi condizioni fisiche. Disorienta più volte Chiellini, confeziona cross al bacio e la butta pure dentro, di testa. MAIELLO 6 Per nulla timido, il ragazzino entra subito in partita. HAMSIK 6 Si limita al compitino, svolto senza sbavature. GARGANO 6,5 Fascia da capitano al braccio, ci mette qualcosa in più e si rende utile pure in difesa.

Il gol segnato da Maggio RICHIARDI

TERNA ARBITRALE: RIZZOLI 6,5 All’inizio usa le buone maniere. Nella ripresa il clima si scalda un po’ e allora escono i «gialli», giusti e saggi. Stefani 6; Faverani 6

JUVENTUS
GIUDIZIO
(4-4-2)

2 2
(3-4-3)

NAPOLI

77
De Sanctis; Santacroce, Cribari, Ruiz; Maggio, Maiello (dal 22' s.t. Hamsik), Gargano, Zuniga; Sosa (dal 9' s.t.Lavezzi), C.Lucarelli (dal 41' s.t. Aronica), Mascara. PANCHINA Gianello, Grava, P. Cannavaro, Dossena. ALLENATORE Mazzarri. ESPULSI nessuno. AMMONITI Ruiz, Mascara, Gargano per gioco scorretto.

MARCATORI Maggio (N) 22' p.t. ; Chiellini (J) 2', Lucarelli (N) 25', Matri (J) 38’ s.t.

Buffon; Salihamidzic, Bonucci, Barzagli, Chiellini; Krasic (dal 29' s.t. De Ceglie), Marchisio, Aquilani, Pepe (dal 1' s.t. Boniperti); Toni (dal 26' s.t. Matri), Del Piero. PANCHINA Storari, Sorensen, Giandonato, Martinez. ALLENATORE Delneri. ESPULSI nessuno. AMMONITI Chiellini, Marchisio, Barzagli per gioco scorretto. ARBITRO Rizzoli di Bologna.

NOTE Spettatori paganti 9.099, incasso 322.725; abbonati 14.290, quota abbonati 267.760. In fuorigioco 2-3. Angoli 6-6. Recuperi: 0 p.t.; 3' s.t. POSSESSO PALLA DRIBBLING

JUVENTUS 52% TIRI IN PORTA

NAPOLI 48%

JUVENTUS 14 TIRI FUORI

NAPOLI 7

IIIIIII
JUVENTUS 7 MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 0-1 5' Toni gira di testa di poco a lato. 8' Del Piero dal limite: traversa.

IIIIII IIII
NAPOLI 6 JUVENTUS 4 SECONDO TEMPO 2-2

II
NAPOLI 2

c GOL!

2' Testa di Toni, respinta, tap in di

Chiellini.

18' Lucarelli da un metro: Buffon super.

c GOL! 25' Lucarelli di testa sul palo lontano e poi in rete. c GOL!
38' Aquilani per Matri, che sul filo del fuorigioco scatta e imbuca rasoterra.

c GOL!

22' Maggio di testa (cross di Sosa).

32' Traversa di Del Piero su punizione.

A mani vuote
Juve fuori dall’Europa sul campo dopo 20 anni
vuto metterci un miracolo su Lucarelli. Gigi& Ale È vero che Del Piero colpisce due traverse e impegna De Sanctis una terza volta, ma questo è il punto: Del Piero e Buffon. Sempre loro, solo loro. Ha ragione la curva a cantare «C’è solo il capitano». Del Piero contro il Napoli, sembra. E comunque Ale ha tuonato una volta su punizione e due dal limite. Da fermo o lampi di un’idea, difficile vedere in questa Juve un’azione che si sviluppa da lontano e con logica. C’è una torre in mezzo (Toni), il 4-4-2 predica cross degli esterni. Quante palle buone ha ricevuto Toni?

DAL NOSTRO INVIATO

LUIGI GARLANDO
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TORINO dAlla fine, ognuno sot-

to la propria curva, con sentimenti agli antipodi. Festa per il Napoli, tornato in coppa Campioni dopo 21 anni, splendidamente terzo, con 11 punti in più rispetto allo scorso e il nuovo record di vittorie in trasferta (9). Ora De Laurentiis e Mazzarri lavino al più presto i propri stracci in famiglia e poi concentrino le energie per migliorare il giocattolo che con qualche innesto di personalità e qualità può rallegrare anche l’Europa. Crisi Juve I bianconeri provano invece ad avvicinarsi, timidi, applaudendo i propri tifosi che restituiscono fischi. Deve uscire di corsa Del Piero in canottiera per evitare il peggio. Non un bel modo per chiudere il vecchio stadio. Due volte sotto, la Juve ha evitato una nuova sconfitta ma confermato tutte le sue crepe. Con i 2 subiti ieri, si conferma la peggior difesa casalinga: 31. In casa la Juve ha vinto solo 8 volte, l’Inter quasi il doppio (15). Significa che non ha la qualità per imporre gioco, non ha la personalità per difendere il vantaggio e non ha equilibrio: se osa troppo, becca. Tre-

mende lacune strutturali. Basterà il cambio d’allenatore e di 4-4-2? Sicuri che serva solo un medianone al fianco di Pirlo e non si debbano cercare altra qualità, altra personalità e altri schemi? Delneri, prima di andarsene, ha fatto esordire in A Filippo Boniperti (’91), nipote della leggenda. Ma non è così che sognava di fare storia. Ha fatto 3 punti in più di Ferrara-Zac, ma lascia i bianconeri fuori dall’Europa dopo 20 anni. «Voi Iene e Cesaroni, noi coppa dei campioni», infieriva il popolo napoletano. Napoli nuovo Mazzarri, già orfano di Cavani, lascia in panca Cannavaro, Hamsik e Lavezzi, per dar spazio a chi ha giocato meno, ma anche per dimostrare alla Signora che lo ha illuso, che lui un gioco ce l’ha, a prescindere dai fenomeni. E la cosa gli riesce. La palla scivola facile in fascia, specie a destra, dove impera Maggio; i rientri di Sosa e Mascara arricchiscono la già nutrita mediana e per la Juve, senza incontristi puri, recuperare palla è dura. Il vantaggio che arriva al 22’, sull’ennesima palla scivolata a destra e sofferta maledettamente sul secondo palo (testa di Maggio), come sempre, è tributo alla logica di campo, Buffon aveva già do-

La felicità

Cristiano Lucarelli esulta dopo il primo gol con la maglia del Napoli PEGASO

Contro il Napoli un 2-2 che non L’arrivederci serve ai bianconeri. Tra i fischi Ladi rimonta alla Juve Alla fine Del Piero è andato sotto la Il gol Matri che permette curva a salutare i tifosi l’addio a Delneri e al Comunale di acciuffare il 2-2
CANONIERO LORENZINI

Imbarazzante l’involuzione di Krasic: sotto la corsa, nulla. Curve Dopo due minuti di ripresa, col giovane Boniperti dentro, la Juve pareggia. Schema? Ma dai... Carambolone su corner e tap in di Chiellini. Non si scappa: Del Piero, Buffon, Chiellini. A questo punto Maz-

zarri inserisce Lavezzi e Hamsik: non gli spiacerebbe vincere. Infatti arriva il gol di Lucarelli che fa leva sulle solite amnesie difensive dei bianconeri. Ma il Napoli restituisce la cortesia e Matri sigilla il 2-2, prima del capolavoro di Buffon su Lavezzi. Poi tutti sotto le curve, a ridere e a piangere.

LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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L’ADDIO DEL TECNICO ANCORA INSULTI DAI TIFOSI
di MIRKO GRAZIANO

STRARIPANTE
ZUNIGA 6,5 Parte prudente su Krasic, ma ben presto capisce che il serbo si marca da solo. SOSA 6 Pesca bene Maggio in occasione dell’1 0. LAVEZZI 6,5 Palla al piede è straripante: una molla, a tratti immarcabile. LUCARELLI 6,5 Una traversa, un gol e tanto lavoro (Aronica s.v.). MASCARA 6 Cerca il gol con un numero fantastico: ma c’è Buffon... All. MAZZARRI 6,5 Il suo Napoli funziona anche senza solisti.

«È mancata la pazienza che serve per vincere»
Delneri: «Normale
paghi l’allenatore». Marotta: «Presto l’ufficialità di Conte»
DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO
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TORINOdIl 2 maggio del 1990

la Juve chiudeva per la prima volta lo stadio Comunale battendo la Fiorentina nella fina-

le d’andata di Coppa Uefa. La squadra di Zoff in quella stagione vinse due trofei (aveva già conquistato la Coppa Italia) e si piazzò terza insieme all’Inter. Poi la Juve si trasferì al Delle Alpi dove visse stagioni trionfali fino al 2006. Il Comunale, ribattezzato Olimpico, riaprì le sue porte quell’anno ma a parte l’immediata promozione in serie A qui non si è più festeggiato nulla. Da agosto la Juve avrà la sua nuova casa e a guidare la squadra ci saranno il capitano di sempre,

Alessandro Del Piero, e l’allenatore del popolo, Antonio Conte. Il tecnico Ieri sera i tifosi hanno dedicato cori e striscioni a Conte e i soliti insulti a Gigi Delneri: «E’ stata un’annata molto complicata — racconta il tecnico —. C’erano programmi precisi, poi si è preteso di più, ma abbiamo avuto troppi infortuni. È normale che paghi l’allenatore. Qui il progetto è vincere, ma per costruire le squadre ci vuole tempo». Poi

Delneri lancia un’accusa neanche troppo velata: «Se l’ambiente esterno avesse superato con più serenità il periodo nero, forse avremmo raggiunto i nostri obiettivi. Ci vuole pazienza, quella che però alla Juve è difficile avere». E intanto Marotta conferma la scelta del nuovo allenatore: «Sostituire Delneri è una decisione molto dolorosa, presenteremo Conte presto». L’esordio di Filippo È una sera in cui la cronaca si confonde con la storia. I tifosi della Juve invocano Nedved e il passato glorioso, in gran parte firmato da Giampiero Boniperti: giocatore, campione, presidente. E ieri nonno felice per il debutto in A, dopo quello in Europa League di dicembre, del nipote Filippo. Un sorriso alla fine di una stagione molto triste.

Gigi Delneri, 60 anni, addio Juve AP

DOMANI CON ZIDANE

Amichevole con il Manchester Utd
TORINO (a.m.) La Juve torna ad assaporare l’Europa in amichevole. Domani sera i bianconeri affronteranno il Manchester United a Old Trafford, per la partita di addio al calcio di Gary Neville (36 anni, ex capitano con 602 presenze in 18 anni di Manchester). Da una parte la Juve (con qualche campione del passato come Zidane e Inzaghi), dall’altra le «vecchie glorie» United (Schmeichel, Beckham e Cantona su tutti) con Giggs presente ma non in campo visto che quattro giorni dopo affronterà il Barcellona a Wembley nella finale di Champions. Andata e ritorno in giornata: i bianconeri partiranno in mattinata da Caselle e rientreranno nella notte dopo la partita. Intanto da domani Pirlo è atteso a Torino. L'ex centrocampista rossonero sosterrà le visite mediche e firmerà il triennale con la Juve. Nei prossimi giorni arriverà anche l'annuncio ufficiale di Conte nuovo allenatore.

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

SERIE A ULTIMA GIORNATA

Mazzarri «Io resto» De Laurentiis non ci sta
L’allenatore: «Mai parlato con altri club». Ma il presidente avrebbe incontrato Gasperini
DAL NOSTRO INVIATO

LE PROSSIME COPPE

L’Inter testa di serie Milan in 2a, Napoli in 4a
I rossoneri sperano ancora nella 1a fascia. Playoff duri per l’Udinese
FABIO LICARI
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seconda fascia i rischi sono Valencia, Marsiglia e Shakhtar, ma possono aggiungersi Benfica e Villareal. In terza fascia il pericolo è il Manchester City di Mancini (ma ci sono anche lo Zenit di Spalletti, il Leverkusen e l’Ajax). E può arrivare il Lilla. Udinese In teoria terribile il compito dell’Udinese che comincerà dai playoff (16/17 agosto andata, 23/24 il ritorno). La squadra di Guidolin non è testa di serie: il sorteggio del 5 agosto può incrociarla con Bayern, Arsenal, Villarreal, molto probabilmente Benfica e, se si qualifica, Lione. Forse i portoghesi sono il meno peggio. E comunque un destino simile, dal 2012-13, toccherà a chi arriva terzo in campionato. Europa League Qui si conoscono le partecipanti (Lazio, Roma e Palermo) ma soltanto una — la Lazio — sa che comincerà dai playoff (18 agosto andata, 25 agosto il ritorno, sorteggio il 5 agosto). Il resto dipende dalla Coppa Italia: se il Palermo vince si aggiunge alla Lazio, spingendo la Roma al terzo preliminare (28 luglio andata, 4 agosto ritorno, sorteggio il 15 luglio); altrimenti, destini invertiti, con i rosanero al terzo e i giallorossi ai playoff. In ballo tre settimane in più, o in meno, che si «sentiranno» in stagione.

Walter Mazzarri, 49 anni, dal 2009 al Napoli CUOMO

dNiente Juve come vent’anni fa e, per l’ultimo volta, 7 club in Europa: dalle prossime coppe saranno soltanto 6, meglio prepararsi. Stagione lunga, lunghissima: comincia il 28 luglio (terzo preliminare in Europa League) e si chiude a Monaco, 19 maggio, finalissima.

MIMMO MALFITANO
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TORINOd Chissà se basterà la re-

sa per convincere Aurelio De Laurentiis. Le strategie di Walter Mazzarri non sembrano smuovere più di tanto il presidente. C’è un’indiscrezione che si avvicina molto a una verità: giovedì sera avrebbe incontrato a cena, nella sua residenza romana, Gianpiero Gasperini dal quale avrebbe ottenuto la disponibilità. Tempo qualche giorno, dunque, e la questione allenatore dovrebbe essere definita del tutto. L’impressione è che De Laurentiis abbia deciso

di mollare il tecnico che ha rivisto la propria posizione soltanto dopo che Juve e Roma hanno fatto scelte diverse per le rispettive panchine. Non ha digerito, De Laurentiis, che l’allenatore abbia ritenuto Napoli soltanto una terza scelta. Incontro Resta da capire se il presidente abbia intenzione o meno di convocare il proprio tecnico che è legato al club da altri due anni di contratto. Mazzarri s’è detto in attesa di un incontro per esporre le proprie richieste. Guadagna 1,8 milioni di euro a stagione e ne chiederà 3 per il prossimo triennio. Condizione che, se sostenuta, porte-

rà inevitabilmente al divorzio. «Sono più sereno dalla scorsa domenica, ma non c’è stato nessun dietrofront da parte mia. Non ho mai aspettato altre squadre, tutte quelle che mi hanno attribuito non mi hanno mai contattato. Forse avranno contattato il presidente. Posso aver sbagliato per essere stato troppo sincero. Io sono un orso: la signora Jacqueline, la moglie del presidente, l’altra sera mi ha chiesto di ballare con lei per festeggiare, ma io non ne sono stato capace», ha detto Mazzarri che resta in attesa di un incontro con la proprietà. Chiarezza È necessaria, adesso,

perché c’è da programmare la nuova stagione e, quindi, la Champions. L’incredibile dietrofront di Mazzarri ha colto di sorpresa tutto l’ambiente. «Se De Laurentiis dovesse decidere di non incontrarmi, pazienza, allenerò la squadra che mi metterà a disposizione», ha detto il tecnico nel dopo partita. In questo modo, la resa riguarderebbe anche l’aspetto tecnico: per la prossima stagione, Mazzarri vorrebbe 4-5 giocatori di spessore, ma il presidente gli ha già fatto sapere che non è disposto a fare investimenti smisurati. In quest’ottica va inserito l’interessamento per Palladino, che piace tanto a Gasperini.

Inter-Milan Champions. Direttamente ai gruppi Inter, Milan e Napoli. Ai preliminari l’Udinese. Nel sorteggio di Montecarlo, 25 agosto, nerazzurri teste di serie (con Barça, Real Madrid, Manchester Utd, Chelsea e, Porto). Dai playoff dovrebbero arrivare anche Bayern e Arsenal. Se una delle due «saltasse» entrerebbe in prima fascia il Milan che, al momento, è il primo della seconda fascia. Napoli Più complicato il sorteggio per il Napoli: è in quarta fascia, dovrebbe sperare in diversi k.o. di chi ha un ranking migliore per salire in terza. Nella

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

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SERIE A ULTIMA GIORNATA
MAURIZIO GALDI G.B. OLIVERO
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d«Qualcuno ha la coscienza sporca»: Andrea Agnelli lancia l’ennesimo attacco alla Federcalcio. Il contenzioso è noto: l’esposto presentato dalla società bianconera il 10 maggio 2010 con la richiesta di revoca dello scudetto 2006 assegnato a tavolino all’Inter. «Se è più di un anno che l’abbiamo presentato, e ancora non abbiamo visto nulla muoversi, evidentemente è perché qualcuno ha la coscienza sporca»: le pesanti parole girano su Twitter dopo che il presidente bianconero, intervenuto in mattinata all’incontro con i presidenti degli Juventus Club Doc, ha risposto alla domanda di uno dei circa 450 presenti. Arrivando è stato applaudito, ma Agnelli ha risposto: «Non ci meritiamo nessun applauso».

Agnelli
Caso 2006 «C’è chi ha la coscienza sporca»
Attacco alla Figc: «Nulla di fatto a un anno dal nostro esposto»
te dell’Inter Massimo Moratti viene coinvolto da Sky sulle parole di Agnelli, secca la sua risposta: «È un problema loro, di Agnelli con la Figc, c’è in giro una tale aggressività in tutto che continuare a fomentarla non mi va». Tifosi, così non va Dopo aver mandato un messaggio chiarissimo alla Federcalcio, nel pomeriggio Agnelli ne ha mandato uno altrettanto chiaro ai suoi tifosi. Il presidente bianconero è intervenuto alla convention «La Juventus ieri oggi e domani» organizzata da Calcio GP, il giornale di Giancarlo Padovan, in collaborazione con l’Associazione Italia Bianconera. C’erano anche i rappresentanti dei siti Internet che da anni si fanno sentire proprio a proposito di Calciopoli (ai quali ha dedicato questa battuta: «Sono felice di vedere oggi facce, perché di solito vedo solo nickname»). A loro e a tutti gli altri tifosi presenti, il presidente Agnelli ha chiesto unità di intenti: «Sono interessato a questi convegni, vado sempre su Internet a leggere il pensiero dei tifosi. Il confronto costruttivo aiuta a crescere, invece non ci aiuta la divisione che c’è in atto tra i tifosi: c’è chi pensa alla società, chi alla squadra, chi ai risultati, chi a Calciopoli». Poi l’attacco diretto: «Non mi piace vedere i tifosi che contestano dall’inizio. Le critiche le accettiamo dopo, ma prima non hanno senso. Non possiamo avere il tifo contro in casa. Secondo Nedved e Del Piero il nuovo stadio ci darà 10 punti in più ogni anno: speriamo che accada. Ricordiamoci sempre che la Juve è una sola: non dividiamoci in gruppi e sottogruppi».

LE TAPPE DELLA VICENDA

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di VINCENZO CITO vcito@rcs.it
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2010
10 maggio La Juve presenta alla Figc un esposto nel quale chiede la revoca dello scudetto 2006 assegnato all’Inter ottobre Il Procuratore federale Palazzi apre un fascicolo e comincia a vagliare le telefonate di Facchetti e Moratti con designatori e arbitri

«Brescia retrocesso in Serie A»
É finita, tempo di verdetti. «Diamanti dovrà cancellare dal suo calendario questa stagione. L’ha cominciata col West Ham, retrocesso in Premier, l’ha finita col Brescia, retrocesso in Serie A» (Alessandro Biolchi, Sky). In B il Sassuolo segna su rigore con Quadrini, il commento di Radiorai: «E per effetto di questo risultato per il Frosinone sarebbe la matematica retrocessione in serie B». Cinque minuti dopo la doverosa rettifica: «Per il Frosinone sarebbe un arrivederci alla serie B dopo 5 giornate». La B sulla Rai. «Con la Spal in serie B il campionato sarebbe sicuramente più radioso! Va bbè... mi son lasciato andare» (Mario Mattioli, Novantesimo minuto). Maurizio Zamparini in diretta su Sky tenta di fare chiarezza sul suo rapporto con l’allenatore. «Sapete qual è il motivo della la mia diatriba fra me e Rossi?». Lo interrompe Massimo Mauro: lo spiega lui. Walter Mazzarri alla «Domenica Sportiva» (Rai Due) scioglie i veli sul suo futuro. «Si è equivocato su quello che si è appena accennato in una sala stampa durata più di mezz’ora». Mozzanica-Alto Adige, ultima partita di calcio femminile, vediamo come il telecronista Luca Pisinicca (Raisportpiù) se la cava all’ultima interrogazione. La spalla tecnica Katia Serra al 21’ del s.t. «Ti devo correggere, Luca. Non è entrata Gossi ma Rizzon». Lui «Colpa della società di casa, ha sbagliato a darci la distinta». 26’ della ripresa, lei: «Non ti sei accorto che è stata espulsa Tonelli». Lui: «C’era un po’ di confusione dopo quella punizione». 32’ s.t, lui: «Traversa di Rizzon!». Lei (spazientita): «Perini, Luca! É stata Perini!». Ultimo secondo, lui: «Incredibile, al 94’ segna Rinaldi». Lei: «Incredibile, Luca, hai detto bene!». Alla fine, ha strappato la sufficienza. I playoff su Raisportpiù. «Un calcio in rimessa laterale con avanzamento limitato, è vero, ma occupamento del campo avversario» (Riccardo Pescante, Crociati-Rovigo, rugby). «Savona ha interrotto la serie del Recco di 54 vittorie positive» (Annalisa Bartoli, pallanuoto). Paolo Taddeo (Sportitalia) «Ultimi cento secondi prima della festa promozione in Lega 2 per il Brescia basket! Lo stiamo ricordando da tanto tempo, però c’è sempre dietro l’angolo la possibilità di un recupero». Vinceva 93-57.

Stupore e sorpresa In Figc preferiscono non rispondere alle parole di Agnelli che seguono di 12 giorni una nota sul sito ufficiale bianconero, proprio nell’«anniversario» di quell’esposto. Però c’è «grande stupore e sorpresa» anche perché non ci sono novità sulla vicenda. Abete aveva parlato di auspicio, ma non solo auspicio, che una decisione venga entra il 30 giugno. Anche la Procura federale tace, ma Palazzi fa trapelare che solo il 22 aprile ha ricevuto le ultime trascrizioni del Tribunale di Napoli sulle telefonate dell’Inter nella stagione 2004-05. E molti in Figc legano questo «riaccendersi dei fuochi» ai concomitanti procedimenti sulla radiazione di Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini, in vista anche dell’udienza dell’Alta corte di oggi che deve discutere del ricorso dell’ex vicepresidente federale contro la delibera che ha avviato il procedimento che deve decidere della radiazione. Anche il presiden-

2011
31 marzo Moratti viene sentito da Palazzi sulle telefonate e sullo scudetto 2006 10 maggio Sul sito della Juve viene pubblicata una nota che ricorda come sia passato un anno dalla presentazione dell’esposto

IL CAPITANO «A GENNAIO CI SONO VENUTE A MANCARE LE FORZE»

«Ora dobbiamo trovare nuove energie»
Del Piero «Le
difficoltà sono state superiori alle nostre capacità»
FRANCESCO BRAMARDO
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TORINO dSegno del destino, di una stagione jellata. Finisce con un pareggio sofferto, in rimonta, altro risultato inutile, e non è una novità in casa Juve quest’anno. Settimo posto, fuori anche dall’Europa dei topolini, come all’epoca di Gigi Maifredi, 20 anni fa. A poco serve il pareggio in rimonta di Alessandro Matri, 20 gol tra Juve e Cagliari. «Venti gol che mi danno sicurezza per il futuro. Sono soddisfatto dal punto di vista personale – il commento di Matri -, sarei stato più felice con un risultato diverso questa sera. Cosa non ha funzionato? Un mix di errori tecnici e mentali, non siamo riusciti a dare quanto potevamo». Conte allenatore cosa significa? «Carattere, carisma e voglia di vincere». Mortificante lo sfottò dei tifosi partenopei: «Juventino non ti arrabbiare, l’importante è partecipare».

la stagione. Niente Coppa con le orecchie tra le mani, neppure la bistrattata Europa League, peggio, neppure la possibilità di giocarla una coppa la prossima stagione, l’ultima con la Juve del suo capitano. Come se nulla fosse, Ale ci ha messo l’anima anche sui titoli di coda, due traverse, chilometri macinati in lungo e in largo per dare ancora una volta il buon esempio, e incidere. A 36 anni con 45 presenze e 11 gol Del Piero ha giocato e segnato più di tutti i suoi compagni. Una sola curva Il nuovo stadio, che aprirà i battenti con una sontuosa inaugurazione dopo Ferragosto, potrebbe creare problemi di ordine pubblico al club bianconero. Ieri pomeriggio, nel corso dell’incontro con i rappresentanti dei tifosi, ha annunciato una novità, la chiusura agli ultrà di una curva. Nel nuovo stadio ci sarà infatti una sola curva dedicata alle frange più calde, l’altro settore, ribattezzato tribuna Doc, sarà riservata ai tifosi Doc e Member. Non sarà facile far coesistere nello stesso spazio chi, nonostante una fede comune, poco si ama, ultrà che di recente sono arrivati anche a duelli all’arma bianca per il controllo delle curve.

Ale Del Piero, 36 anni, si oppone al tiro di Mascara con un balzo da ventenne. Per lui 8 gol in questo campionato
LAPRESSE

Commosso L’ultima sfida regala un piatto d’argento per l’ennesima collezione di trofei di casa Pinturicchio e un giro di campo amaro, le lacrime agli occhi, per ringraziare l’affetto dei tifosi. Fischi per tutti i giocatori dalle curve, con un paio di eccezioni, applausi per Buffon e Del Piero. «Un percorso negativo, la partita di stasera avrebbe cambiato poco» il commento di Del Piero. «Quando si cambia tanto, è difficile centrare gli obiettivi al primo colpo. Abbiamo dato tutto ma non è bastato, per la prossima stagione dobbiamo trovare energie nuove e diver-

se. I cambi possono dare entusiasmo ma anche creare problemi, quando non si gioca tanto insieme è più difficile fare squadra. Le difficoltà sono state superiori alle nostre capacità in campo, ci abbiamo messo tutta l’applicazione possibile, ma non è stato sufficiente. Sarebbe limitativo dare la colpa alla mancanza di un regista. A gennaio sono mancate le forze, troppi pareggi e vittorie mancate di un soffio hanno inciso sul morale oltre che sulla classifica». Magra consolazione per il capitano il premio assegnato dal popolo bianconero quale miglior giocatore del-

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SERIE A ULTIMA GIORNATA - IL DUELLO

Quanto lavoro hanno sbrigato i due portieri!
Buffon e De Sanctis decisivi: grandi voli, uscite precise e tanta attenzione
GIANLUIGI BUFFON

ANDREA SCHIANCHI
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PIU’ PALLONI TOCCATI? CHIELLINI

dSe gli spettatori di Juventus-Napoli vedono soltanto 4 gol (che, comunque, non sono pochi), devono prendersela con Buffon e De Sanctis. I due portieri salgono sul palcoscenico e, nonostante non siano adeguatamente protetti dalle rispettive difese, decidono di mettere la loro firma sulla partita. Prima di piegare la schiena e andare a raccogliere il pallone in rete, le tentano tutte: voli, uscite, anticipi miracolosi, salvataggi estremi.

81
E’ Chiellini il giocatore, tra quelli della Juventus e del Napoli, che tocca più volte il pallone: 81. Ciò significa che la squadra di Delneri si è spesso appoggiata al suo pilastro per costruire le azioni e per portare il pallone in avanti. E Chiellini ha ripagato andando a realizzare il gol dell’1-1 con un tocco d’opportunismo.

OO
33 anni portiere 34 anni portiere GOL SUBITI

MORGAN DE SANCTIS

2 2
TIRI IN PORTA SUBITI

5 9
PARATE EFFETTUATE

4 7
RINVII

Difese ballerine Numeri alla mano è De Sanctis ad avere più lavoro da sbrigare, ma a Buffon «fumano» i guanti. In questi casi la domanda viene spontanea: tanti interventi dei portieri sono merito della bravura degli attaccanti o nascono dalle incertezze delle difese? Propendiamo per la seconda soluzione, soprattutto tenendo in considerazione il modo in cui sono arrivati i quattro gol. Sul primo del Napoli (di Maggio) i difensori juventini dormono beatamente e lasciano l’avversario libero sul secondo palo. Sul primo della Juventus (di Chiellini) la retroguardia di Mazzarri non riesce mai a prendere il pallone, superata prima da Toni o poi dalla reattività degli juventini che si trovano nei pressi di De Sanctis. Il 2-1 di Lucarelli, bello per esecuzione, è un altro esempio di come non si deve marcare in area di rigore. E sul 2-2 di Matri, idem come sopra. In uscita Nonostante la giornata di vacanza che si sono prese le difese di Juventus e Napoli, Buffon e De Sanctis non si scoraggiano. Il portiere di Mazzarri, chiamato spesso in causa anche con i retropassaggi, compie 7 parate (alcune piuttosto difficili), effettua 21 rinvii e 3 volte deve catapultarsi fuori dalla porta per intervenire sui piedi di un avversario. Che intervento Buffon manda in archivio 4 parate, 8 rinvii e 2 uscite decisive. Ma negli occhi degli spettatori c’è ancora lo splendido intervento del portierone della Nazionale, proprio nel finale, sono un tiro velenoso di Lavezzi: le mani di Gigi sigillano il 2-2 e consentono alla Juve di chiudere la stagione in modo dignitoso.

PIU’ POSSESSO-PALLA? JUVENTUS

52%
L’ultima Juventus di Gigi Delneri tiene di più il pallone rispetto al Napoli (52 per cento contro il 48), ma senza riuscire a superarlo. Manovra spesso troppo lenta, quella dei bianconeri. Più rapide, invece, le azioni della formazione di Mazzarri che sul contropiede ha costruito le sue fortune.

8 21
USCITE (ALTE E BASSE)

2

3
TOCCHI TOTALI

PIU’ CROSS EFFETTUATI? DEL PIERO

25 62
FALLI SUBITI

8
E’ Alessandro Del Piero l’uomo che sforna più cross. Ci prova sempre, Ale, sia da destra sia da sinistra. Ma non è la serata giusta per il fuoriclasse bianconero che colpisce due volte la traversa e spesso si vede bloccato dagli interventi di De Sanctis. La Juventus ha cercato sempre di buttare palloni in mezzo all’area del Napoli, cercando di sfruttare al meglio le doti acrobatiche di Luca Toni, partito come attaccante titolare.

0 1
FALLI COMMESSI

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SERIE A ULTIMA GIORNATA

Roma, lacrime e fischi Niente festa per l’Europa
Batte la Samp con super Totti nella partita dell’addio dei Sensi Il capitano a quota 207 gol in A. Segnano pure Vucinic e Borriello
MASSIMO CECCHINI
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w LE PAGELLE
I NUMERI
di ALESSANDRO CATAPANO

le gare ufficiali di Pizarro in maglia giallorossa. Il debutto con la Roma risale al 9/9/’06: 2-0 al Livorno in Serie A

200

RIISE TOGLIE IL FRENO CAPRARI INTERESSANTE PALOMBO GEOMETRA
ROMA 6,5
LOBONT 5,5 Non giocava dal 12 dicembre, si è visto. ROSI 6 Montella gli proibisce di spingere. Si annoia. LORIA 6 Nella Roma magra di questi tempi se la cava pure lui. N. BURDISSO 6 Si guadagna la pagnotta quasi per inerzia. RIISE 6 Ha aspettato l’ultimo viaggio per togliere il freno a mano, ma il sinistro va ancora registrato. TADDEI 6 Ha più benzina di tutti, ma il viaggio è finito. PIZARRO 6 Il nuovo taglio di capelli non gli dona. Cresce col passare dei minuti, si passa sempre da lui. PERROTTA 5,5 Il modulo ad albero di Natale lo costringe a tornare mediano. Dimezzato. GRECO 6 Lui invece da mediano si trova a suo agio. IL MIGLIORE h 7,5 TOTTIGol, of course: 15 in questo torneo, Stop, finta, tiro. 207 in A. Applausi per l’assist a Vucinic. (Florenzi s.v.) VUCINIC 6,5 Aspetti sempre che si esibisca nel numero magico, e fai bene ad aspettare. CAPRARI 6 Un paio di spunti interessanti. BORRIELLO 6 Sbatte, sgomita, intruppa, sfonda grazie a Da Costa. All. MONTELLA 6,5 Arrivederci? Addio? Saluta con una vittoria vera, la squadra gioca anche per lui.

ROMA d«Me fate schifo tutti

tranne Totti», recita uno striscione della Curva Sud. È una sintesi efficace della sentenza del tifo giallorosso per la stagione della Roma, sesta, che approda in Europa League con la beffarda condanna di dover tifare Inter nella finale di Coppa Italia per evitare i preliminari di luglio. L’ultima partita ufficiale della presidenza Sensi, perciò, si consuma così, stretta fra la premiazione per i gol del capitano e un 3-1 malinconico, intriso della cattiveria che la contestazione annunciata ha sparso a manciate in un Olimpico semideserto. Tutto somma-

retrocessioni in Serie B per la Sampdoria nei campionati terminati il 22 maggio. Era successo nel 1966 e nel 1977

3

I giallorossi tiferanno Inter per evitare i preliminari di luglio Samp: dal portiere all’attacco, quanti nodi da risolvere
Marco Borriello, 28 anni, festeggia il gol del definitivo 3-1 abbracciando il cileno David Pizarro ANSA

vittorie di Cavasin nelle otto partite disputate contro la Roma. Ha raccolto solo due punti alla guida di Lecce e Brescia

0

SAMPDORIA 5,5
DA COSTA 5 Impotente dinanzi a Totti, a gambe larghe con Vucinic, spalanca la porta a Borriello. ZAURI 5 Buona guardia, poi Vucinic gli fa fare la figura del pivello. (Koman s.v.) MARTINEZ 6 Meteora nella Roma di qualche anno fa, cagnaccio ieri. VOLTA 6 Un po’ goffo, si oppone come può, ci riesce. ZIEGLER 6 Tira uno straccio bagnato che Lobont trasforma in missile. MANNINI 6 Al posto giusto (ma in fuorigioco) nel momento giusto. Non combina niente altro. GUBERTI 5 Va al rallentatore. IL MIGLIORE h 6daPALOMBO Gioca col righello. Partita geometra. TISSONE 5 Messo in mezzo da Perrotta e Taddei, ne esce ammaccato. LACZKO 5 Incantato da Totti. Non si butti giù, è capitato a tanti. BIABIANY 5 Si candida ad un posto nei 100 al Golden Gala di giovedì. Velocista, ma ieri non era atletica. POZZI 5,5 Si sbatte, ma il suo mestiere sarebbe almeno tirare. All. CAVASIN 5,5 Salva la dignità, ma perde l’ennesima sfida. TERNA ARBITRALE: BANTI 6,5 Un assistente lo tradisce sulla posizione di Mannini; l’altro gli segnala il mani di Volta: ignorato. De Luca 5; Petrella 6

to, buon per la Roma che James Pallotta, socio forte della proprietà Usa, abbia disertato lo stadio per partire subito alla volta di Londra: spettacoli del genere non fanno innamorare dell’Italian style. Tridente gol Mentre Ancelotti è ufficialmente libero e in Sud America il d.s. Sabatini parla con Bielsa, Montella sgrana la sua probabile ultima panchina giallorossa puntando (ripagato) sul tridente più nobile, con Totti e Vucinic un passo alle spalle di Borriello, innescati da Pizarro (sia pur a scartamento ridotto) protetto ai fianchi dai due cursori Taddei e Perrotta. Con i tre «stretti», sulle fasce Rosi e Riise hanno spazio per salire. Insomma, davanti a una Samp retrocessa, il pur rimaneggiato reparto arretrato — con Lobont e Loria titolari — non dovrebbe soffrire. E inve-

ROMA SAMPDORIA

3 1

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Mannini (S) al 26’, Totti (R) al 30’ p.t.; Vucinic (R) al 25’, Borriello (R) al 41’ s.t. ROMA (4-3-2-1) Lobont; Rosi, Loria, N. Burdisso, Riise; Taddei, Pizarro, Perrotta (dal 17’ s.t. Greco); Totti (dal 41’ s.t. Florenzi), Vucinic (dal 28’ s.t. Caprari); Borriello. PANCHINA Julio Sergio, G. Burdisso, Castellini, Menez. ALL. Montella. SAMPDORIA (4-4-2) Da Costa; Zauri (dal 35’ s.t. Koman), Martinez, Volta, Ziegler; Mannini (dal 30’ s.t. Guberti), Palombo, Tissone, Laczko; Biabiany, Pozzi. PANCHINA Curci, Dessena, Padalino, Poli, Maccarone. ALL. Cavasin. ARBITRO Banti di Livorno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Burdisso (R), Martinez (S) e Volta (S) per gioco scorretto.
NOTE paganti 10.327, incasso di 205.942 euro; abbonati 18.617, quota di 397.486. Tiri in porta 6-2. Tiri fuori 7-7. Angoli 6-3. In fuorigioco 2-1. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 2’.

ce sono proprio i doriani a passare in vantaggio al 26’ con Mannini che, in fuorigioco, ribatte in rete una difettosa respinta del portiere su tiro di Ziegler dal limite. La pioggia di fischi ridesta i giallorossi che al 30’ — al primo tiro in porta! — pareggiano grazie ad una giocata di Totti: il capitano, servito defilato sulla destra da Perrotta, si libera di Laczko e conclude con un rasoterra all’angolino. In soldoni: 207 gol in A e 3o posto più vicino tra i cannonieri della storia (Nordahl e Altafini: 216). L’idea del tridente, comunque, alla fine paga, perché nella ripresa prima Vucinic e poi Borriello — in entrambi i casi con la complicità di Da Costa (palla tra le gambe e difettosa respinta su Totti) — chiudono una pratica in cui danno una mano anche Greco, Caprari e l’esordiente Florenzi. Nota: il capitano met-

te lo zampino su tutti i gol. Saluti Samp I doriani, anche loro insultati dalla manciata di tifosi al seguito, si congedano con dignità e con i soliti quesiti: la questione portiere irrisolta, una mediana in cui resta affidabile solo Palombo, due fasce in cui Laczko annega e Mannini va a corrente alternata, un attacco che vede Pozzi sbattersi da lupo solitario e Biabiany correre senza costrutto. Se le basi per la rifondazione ci sono, occorreranno anche innesti astuti, perché la B offre pane duro. I titoli di coda sono ancora per la Roma, con capitan Totti che dona fiori e una maglia col numero 1 a una Rosella Sensi commossa, mentre la Curva Sud continua a insultarla. In bocca al lupo a Garrone e DiBenedetto. Nell’isterico calcio italiano c’è molto da lavorare.

REBUS ALLENATORE IL D.S. SABATINI VOLA IN ARGENTINA PER INCONTRARE L’EX C.T. DEL CILE

LEGA SI INSEDIA LA COMMISSIONE

Pista Bielsa, ma Totti vota Ancelotti
Montella: «Il club mi valuterà, vedremo» Palombo: «Chiuso in modo dignitoso»
ANDREA PUGLIESE
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Diritti tv, riunioni a oltranza per l’accordo grandi-piccole
MILANO (m.iar.) Avanti a oltranza finché non si trova un accordo tra grandi e medio piccole in Serie A. È questo l’obiettivo della commissione che s’insedia oggi alle 12, su indicazione dell’assemblea di Lega. Da una parte Inter, Juventus, Milan, Napoli e Roma, dall’altra cinque rappresentanti delle 15. Oltre alla ripartizione dei proventi tv post 2012 e alla governance (voto ponderato), c’è da chiudere il contenzioso sui bacini d’utenza: proprio oggi si chiederà all’Alta corte una sospensione di 10 giorni, in modo da arrivare a una transazione. Calcolando i tifosi «classici» (squadra del cuore), alle big toccherebbero 166 dei 200 milioni di introiti tv legati ai bacini: le cinque sarebbero disposte a rinunciare a 30 milioni riducendo il gap con le altre. Cresce, però, l’irritazione di DiBenedetto, futuro presidente della Roma, che imputa un danno di 8 10 milioni alla strategia giallorossa. Ma Rosella Sensi («In Lega sono sempre andata confrontandomi con Fiorentino») continua ad avere il mandato di UniCredit. E l’avvocato della banca Roberto Cappelli gela gli americani: «Quando DiBenedetto sarà presidente deciderà se cambiare linea».

che valgono tre anni di tirocinio — dice il tecnico giallorosso —. La società mi valuterà e vedremo». Buio assoluto, invece, in casa Samp. Meglio dimenticare. «Se non altro abbiamo chiuso in modo dignitoso», dice al volo Palombo. Saluti È iniziata con la festa per Totti e l’abbraccio a Rosella Sensi. «Un abbraccio tra fratelli — ha detto commossa la presidente uscente, che ha regalato una maglia numero 10 a Pallotta assicurandogli "Sarò la vostra prima tifosa" —. Il pensiero va a mio padre, io spero di aver lasciato un buon ricordo e auguro alla nuova società tanti successi. La stagione? C’è il

ROMA dRoma-Samp è cominciata male, con i 34 tifosi blucerchiati denunciati per atti di vandalismo (uno per rapina) compiuti in un’area di servizio sulla A1 a Firenze. Poi il campo, dove per la Roma era la serata degli addii. Da quello della Sensi a quello (probabile) di Montella. «Ho fatto tre mesi

Francesco Totti e Rosella Sensi, fiori e abbracci PG

rammarico di non aver fatto quel che avremmo potuto». Roberto Cappelli, legale di UniCredit, fa da sponda: «La Sensi ha sempre operato nell’interesse della Roma». Troppa, però, la rabbia per l’annata. «Il bilancio è negativo, dimentichiamo tutto, per sfortuna e demerito non abbiamo ottenuto ciò che volevamo — dice Totti —. Speriamo di fare una grande Roma». Per farlo, serve un’accelerata sul tecnico. Sabatini è in Argentina e vedrà ancora Bielsa (che non allena un club dal ’98), Pallotta potrebbe incontrare oggi Baldini a Londra e Totti rilancia la sua dopo l’esonero di Ancelotti al Chelsea. «È un nome papabile? Speriamo».

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di A.E.

STANKOVIC C’È KHARJA CI PROVA LODI È ISPIRATO
INTER 7
CASTELLAZZI 6,5 Due tiri (Bergessio e Ricchiuti), 2 risposte ok.

h 7,5 IL MIGLIORE NAGATOMO
Velocità, resistenza, una quantità industriale di cross che sono quasi assist e un gol fantastico: può bastare? Solo una macchia: un liscio su Marchese. LUCIO 6,5 Qualche (buona) sortita, centrocampista con nonchalance. RANOCCHIA 6 Gioca sempre d’anticipo: a volte anche troppo, e Bergessio gli sguscia via 2 volte. SAMUEL 6 Un salvataggio su Gomez è il bentornato a San Siro. CHIVU 6 Un brivido con Schelotto. Di testa gli va male per poco. ZANETTI 6 Trotterella, galleggiando sulla destra. STANKOVIC 6,5 Un tempo con intensità sorprendente, visto che rientra dopo un mese. Parte dal suo piede l’azione del 2 0. MATERAZZI 6 Tutte sue di testa e meriterebbe anche un rigore. THIAGO MOTTA 6 Metronomo, ma a buon ritmo: almeno per un’ora. KHARJA 6,5 Meglio trequartista che a sinistra: aggressivo (vedi 1 0) e pericoloso (traversa). Ci prova di testa, poi non ne ha più. PAZZINI 7 Gli danno due vere palle gol e due ne mette: e sono 11. ETO’O 6 100 con l’Inter e 45’ di tentativi gol, partendo (molto) da sinistra. MILITO 5,5 Entra e confeziona un assist, ma la cosa non gli dà coraggio: potrebbe (dovrebbe) segnare 2 volte, ma proprio non va. All. LEONARDO 6,5 La squadra sta bene, ora deve gestire le forze.

la media punti di Leonardo in 23 gare di A: meglio di Mourinho che ne aveva fatti 2,21 nel 2008-09 e 2,16 nel 2009-10

Test superato 2,30
I NUMERI

w

IL FILM

Passerella con famiglie prima di un bel match: 4 gol e tante emozioni

vittorie (le ultime 11 consecutive) e 1 pareggio il bottino casalingo dell'Inter contro il Catania in campionato

Inter, Pazzini vola Nagatomo-gol 13 Sotto con la coppa
I nerazzurri battono il Catania e chiudono con 3 reti il campionato. Domenica finale col Palermo

V
PRE PARTITA
I giocatori dell’Inter entrano in campo accompagnati dai sorrisi dei propri figli. Nella foto si riconoscono da sinistra Samuel, Lucio, Eto’o. Kharja, Cordoba e Ranocchia ANDREOLI

doppiette in A per Pazzini, tutte con l'Inter (1 tripletta con la Sampdoria); 17 reti complessive (6 Sampdoria, 11 Inter), 75 in A

3

15’

PRIMO TEMPO

Giampaolo Pazzini sblocca la gara con un splendido destro al volo sul secondo palo. Per l’attaccante ex Sampdoria è provvisoriamente il decimo gol con la maglia dell’Inter da gennaio LAPRESSE

Il saluto samurai tra Yuto Nagatomo, 24 anni, a sinistra, e il capitano Javier Zanetti, 37, dopo il 3-0 KINES
ANDREA ELEFANTE
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

CATANIA 5
CAMPAGNOLO 6,5 Fa un mezzo miracolo quando dice no a Chivu. ALVAREZ 5,5 Con Eto’o non si scherza, poi si rasserena. POTENZA 5 Da centrale balbetta 2 volte: troppo molle su Kharja (1 0), troppo distante da Pazzini (2 0). TERLIZZI 5 Milito in versione assistman gli prende il tempo, inutile l’opposizione su Nagatomo. MARCHESE 5 Lo aiutano pochino, ma Nagatomo finisce per ararlo. SCHELOTTO 6 Nel primo tempo è l’unico che si dà e dà una scossa, ma finisce per fare più il difensore su Eto’o che l’attaccante. IZCO 6 Gambe fresche e l’assist per Ledesma. LEDESMA 6 Legge bene l’azione gol, ma prima gira troppo a vuoto. CARBONI 5,5 Davanti alla difesa: caccia al pallone molto faticosa.

MILANO dCome volevasi dimo-

strare. Anzi, desiderare. Inter-Catania non è stata l’ultima di campionato: è stata l’ultima prima di Inter-Palermo. Un test, anzi un buon test: perché il Catania per un bel po’ è sembrato il classico sparring partner di una partitella d’allenamento, avversario perfino troppo arrendevole così da non stancare o ammaccare troppo le gambe nerazzurre già a rischio caldo; e perché l’Inter ha interpretato la partita come era giusto fare: come prova generale in vista della finale di Coppa Italia. Due sistemi in tasca Non è così difficile prevedere che la formazione di ieri possa essere quella che Leonardo sceglierà anche per (iniziare a) affrontare il Palermo. Unica eccezione prevedibile, Julio Cesar per Castellazzi: più difficile, oggi, ipotizzare che Sneijder fra una settimana sia già pronto a giocare titolare, al posto di Kharja. Ieri prima trequartista e poi esterno sinistro (quando è entrato Milito per Eto’o: staffetta prevista): Leo si tiene in tasca sia la carta del 4-3-1-2 che quella del 4-4-2, a seconda delle esigenze che la partita potrà dettare via via. Fermo restando che quando Eto’o fa così spesso il pendolo partendo da sinistra, e sulla destra Zanetti si allarga e si alza un po’, si rivede una specie di 4-2-3-1, un po’ più coperto di quello dell’anno scorso. Deki e Yuto A prescindere dalle mutazioni tattiche e dai suoi estemporanei esperimenti (Lu-

cio a centrocampo quando è entrato Materazzi: «punizione» per Mariga o davvero una suggestione del momento?), Leonardo ha preso con piacere quattro appunti. Uno: la squadra pare in buona condizione atletica, il che agevola la fluidità del gioco in concomitanza con il contributo di qualità dato in mezzo da Thiago Motta e Stankovic. Che - ecco l’appunto numero due - è sembrato perfettamente recuperato: doveva giocare solo una mezzoretta, ma l’infortunio di Cambiasso ha accelerato il suo rilancio e in 50’ il serbo ha confermato la sua importanza nella doppia veste di diga davanti alla difesa e catapulta della manovra (vedi alba dell’azione del 2-0). Annotazione numero

tre: Nagatomo non ha problemi di «lateralità» e si trova benissimo (anzi, forse anche meglio) pure a destra. In più è in un periodo di forma straordinario e ad ogni partita acquista sicurezza, come testimonia la botta terrificante con cui ha cercato e trovato il 3-0: poi si è inchinato di fronte a Zanetti come al solito, ma sono sempre più gli avversari ad inchinarsi, quando accende il caterpillar sulla fascia. Il feeling del Pazzo Con una produzione di cross come quella garantita dal giapponese, un animale da area tipo Pazzini pare al momento il partner ideale di Eto’o. Oggi più di Milito, che a dispetto di una volontà feroce nella ricerca della porta, continua a dedicarsi con più profitto agli assist. Eccoci all’appunto n˚4: il Pazzo - due reti più che altro da predatore - attraversa un momento di grande feeling con il gol, e ne segna un po’ in tutti i modi. Catania, dov’eri? E il Catania? Impalpabile, rinunciatario e sotto ritmo più o meno fino al 3-0: disegnata con un 4-5-1 (o 4-1-4-1, con Carboni più staccato davanti alla difesa), la squadra di Simeone ha tirato in porta per la prima volta al minuto 50 con Bergessio e si è scossa un po’ solo quando il tecnico l’ha corretta inserendo Lodi e Ricchiuti (4-2-3-1) e poi avvicinando ulteriormente alla porta (4-3-3) un Gomez fin lì ben al di sotto dei suoi recenti standard. Ma l’inutile gol di Ledesma, che ha tagliato alle spalle della difesa nerazzurra ispirato da Izco, ha fatto arrabbiare davvero solo Castellazzi: la testa dell’Inter era già al Palermo da un po’, in tutti i sensi.

3’

SECONDO TEMPO

Ancora Pazzini per il raddoppio nerazzurro: stavolta il centravanti della Nazionale non ha difficoltà a spingere in rete l’assist dalla destra di Milito, da poco entrato in sostituzione di Samuel Eto’o KINES

INTER CATANIA

h

6,5 LODI

IL MIGLIORE

3 1

18’

SECONDO TEMPO

Lì in mezzo si fa trovare subito nel vivo del gioco: lo prende in mano lui, e finalmente alza il ritmo. Ispirato. GOMEZ 6 Troppo basso su Stankovic per 60’, poi tarantolato come sa, più vicino alla porta. CAPUANO 5 Teorica punta esterna: molto teorica. RICCHIUTI 6 Alle spalle di Bergessio, ci mette un po’ di pepe. BERGESSIO 5,5 Solo, troppo solo: è il primo a ricordare al Catania che si può anche tirare. All. SIMEONE 5,5 Quando corregge il Catania è troppo tardi. TERNA ARBITRALE: Pierpaoli 5 Mancano un giallo (Stankovic) e i rigori su Motta, Materazzi e Milito. Alessandroni 6; Barbirati 6.

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Pazzini (I) al 15’ p.t. e al 3’ s.t., Nagatomo (I) al 18’, Ledesma (C) al 21’ s.t. INTER (4-3-1-2) Castellazzi; Nagatomo, Lucio, Ranocchia (dal 25’ s.t. Samuel), Chivu; Zanetti, Stankovic (dall’11’ s.t. Materazzi), Thiago Motta; Kharja; Pazzini, Eto’o (dal 1’ s.t. Milito). PANCHINA Orlandoni, Mariga, Coutinho, Pandev. ALLENATORE Leonardo. CATANIA (4-5-1) Campagnolo; Alvarez, Potenza, Terlizzi, Marchese; Schelotto (dal 17’ s.t. Izco), Ledesma, Carboni (dal 10’ s.t. Lodi), Gomez, Capuano (dal 10’ s.t. Ricchiuti); Bergessio. PANCHINA Kosicky, Augustyn, Martinho, Morimoto. ALLENATORE Simeone. ARBITRO Pierpaoli di Firenze. ESPULSI nessuno. AMMONITI nessuno.
NOTE spettatori 56.072; incasso di euro 1.945.681. Tiri in porta: 7 (una traversa)-3; tiri fuori: 8-2; angoli: 7-5; fuorigioco: 2-0. Recuperi: p.t. 1’; s.t. 2’.

C’è festa anche per Nagatomo: il terzino giapponese realizza il suo secondo centro stagionale con un potentissimo diagonale destro che s’insacca all’incrocio lontano. E’ tripudio a San Siro... LIVERANI

21’

SECONDO TEMPO

Il Catania accorcia le distanze con Ledesma: pregevole l’azione del centrocampista ex Boca Juniors che batte Castellazzi con un morbido esterno destro dopo un preciso lancio di Izco ATP

LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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«Felice del record e del lavoro fatto»
Leonardo e le 12 vittorie casalinghe consecutive «Perfetti per 5 mesi, ma quei 4 giorni maledetti...»
MATTEO PIERELLI
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non salta rossonero è», però il tecnico brasiliano non si è prestato al giochetto, limitandosi a salutare il pubblico: «Non ho vissuto il Milan come anti Inter, e non vivo l’Inter come anti Milan. Ho rispetto del mio passato, ma ho anche molto rispetto del mio presente». Che Pazzo E rispetto del suo presente ce l’ha anche Giampaolo Pazzini, autore di una doppietta con cui si è portato a quota 11 gol in nerazzurro, a cui vanno aggiunti i 6 con la Sampdoria: «Sono davvero contento di questi miei primi mesi all’Inter, mi trovo benissimo qui. Il gol in nerazzurro cui sono più affezionato di questi 11? Il 2-2 al Palermo, al mio esordio, ha voluto dire tanto. Il Palermo? Io ho fatto solo una finale di Coppa Italia e l’ho persa ai rigori. Domenica prossima vorrei rifarmi».

IL TECNICO

Simeone: «Il mio futuro? Ne parleremo Ma il Catania ha fatto grandi cose»
MILANO (lu.tai.) Diego Simeone non svela il suo futuro e si arma di una pazienza gandhiana per rispondere alla domanda con cui tutti lo bombardano. «Ne parlerò con i dirigenti e decideremo valutando tutto, le cose che hanno funzionato e quelle che sono andate meno bene. Di sicuro sarà una scelta per il bene del Catania. Se io ambisco ad allenare una grande? Mi sono già spiegato con chi di dovere». Nell’attesa, si può fare un bilancio di un grande finale di stagione. «Abbiamo fatto molto bene, faticando all’inizio perché c’erano tanti infortunati ma poi venendo fuori nel modo giusto e stabilendo alcuni record per questa società. Oggi avevamo contro una grandissima squadra. Magari hanno anche pensato alla finale con il Palermo, ma sono talmente forti che quando esce un grande giocatore ne entra uno ancora più forte. Lo stesso Milito è stato sfortunato, ma resta l’attaccante che fa i movimenti migliori e più intelligenti. Auguro al mio ex club di vincere la Coppa Italia». Chiude Francesco Lodi: «Il mister non ci ha detto nulla, forse nella cena di domani sera (stasera, ndr)... Il mio futuro? Fosse per me, firmerei subito».

MILANO dDomenica prossima,

nella finale di Coppa Italia contro il Palermo a Roma, avrà l’occasione di firmare il primo «titulo» da allenatore. Nel frattempo, Leonardo si è portato avanti, entrando nel suo piccolo nella storia dell’Inter. Con il 3-1 al Catania, infatti, il tecnico brasiliano ha conquistato la dodicesima vittoria consecutiva in casa in campionato, raggiungendo Cappelli e Invernizzi, che ci erano riusciti rispettivamente nel 1949-50 e nel 1970-71. Concentrazione Numeri che interessano sì a Leonardo, ma fino a un certo punto. L’aspetto mentale era quello che contava di più nell’avvicinamento all’ultimo appuntamento stagionale. «Dodici vittorie casalinghe di fila vogliono dire tanto, non c’è dubbio. Ma più del record, è quello che la squadra ha fatto in campo a lasciarmi soddisfatto. Non era facile stare in partita, gestirla a ritmi bassi e rimanere concentrati. Siamo stati bravi e ci sono state tante cose positive. Il bilancio della stagione è positivo, anche se manca ancora una partita alla quale teniamo molto. Quello che è stato fatto dal 6 gennaio ad oggi è positivo, rimane solo l’amarezza per quei quattro giorni maledetti, ma ora pensiamo a concentrarci sulla finale di Coppa Italia. Il Palermo? Ha fatto molto bene nella prima parte della stagione, è stato più altalenante dopo, ma ha grandi qualità collettive e individuali». Poi, inevitabilmente, l’attenzione si è spostata sul mercato. «Al giorno d’oggi il mercato è una coIl tecnico Leonardo, 41 anni
LIVERANI

stante, dura tutto l’anno. Io credo che questa squadra abbia bisogno solo di ritocchi, per essere ancora più competitiva su tutti i fronti. Il nucleo della squadra c’è già, dà lo spirito a questo gruppo e non va quindi toccato». Leonardo, durante la partita, è stato invitato dai tifosi a unirsi a loro al grido di «chi

Pazzini determinante si gode gli undici gol da quando è all’Inter: «Il più bello? Il 2-2 col Palermo al debutto ha voluto dire tanto»

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SERIE A ULTIMA GIORNATA
la foto
La Nord non vota centrodestra «Colpa di Maroni»
LUCA TAIDELLI
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Clamorosa presa di posizione della Curva Nord interista, spiegata con uno striscione: «Centrodestra: noi tesserati non vi abbiamo votato. Bossi e Berlusconi ringraziate Maroni». Contro la Tessera del tifoso, la Nord ha scelto il voto delle amministrative come strumento di protesta. Tendenza analoga anche per la Sud, cuore del tifo rossonero. In totale si parla di circa 20.000 voti BOZZANI

MILANO dL’Inter chiude il campionato in bellezza, ma un’uscita di Moratti proietta i tifosi nell’anno prossimo: «Pastore è un giocatore interessante in assoluto, non credo solo in chiave Inter, basta vedere quello che fa e il suo potenziale. Noi per ora non ne avremmo bisogno perché abbiamo bravi giocatori in quel ruolo che ci hanno dato parecchi titoli. Però vale sempre la pena tenere un occhio vigile su questo talento». Frase che fa il paio con quella in cui la scorsa settimana disse che l’argentino era più vicino all’Inter di quanto non fosse Sanchez. Depistaggi? Si vedrà. «Sono orgoglioso di questo gruppo — chiude —. Problemi con Maicon? No, lui è bravissimo come calciatore e come uomo».

Moratti si sbilancia «Pastore un talento da tenere d’occhio»
«Orgoglioso di questo gruppo. Maicon è grande» Samuel: «Ora mi godo anche gli allenamenti»
to della folla. «In effetti le mie gare più belle sono quelle in cui ho segnato - fa Yuto -, quindi questa e quella col Cagliari. Oggi ho anche giocato nella posizione di Maicon. Ma alla mia stagione do appena 6, perché io lavoro per diventare il migliore nel mio ruolo. E voglio la Coppa Italia. Il gol è per i tifosi e i giapponesi che ancora soffrono per le conseguenze di terremoto e tsunami». E proprio per raccogliere fondi per la gente di Sendai, oggi Nagatomo raggiungerà Perugia per un’amichevole benefica. «Materazzi mi passa a prendere alle 7.45. Una sveglia da incubo, ma ne vale la pena. Leo non vuole che giochi perché domenica c’è il Palermo, ma Marco dice che almeno 10’ devo farli. E a volte Materazzi sembra più importante di Leo...». Risate generali, come quando parla di Zanetti. «Siamo compagni di stanza e alla sera lui spesso si mette sul letto a fare la candela. Non ho ancora capito il perché, ma visto gli effetti su di lui, da un po’ faccio la candela anche io...». Travolgente. Leader silenzioso Walter Samuel invece ha la bacheca piena, ma la grinta è immutata. Come dimostra il suo recupero record dopo la rottura del crociato. Solo un «folle» poteva sfinirsi di lavoro per giocare gli ultimi spiccioli di stagione. «E’ stata dura, ma ora mi godo anche gli allenamenti - attacca l’argentino -. Ero tornato a Napoli, ma qui è stato bello vedere i miei figli, mia moglie e la gente che mi è stata vicina. Moratti e LeoMassimo Moratti, 66 anni, ieri in tribuna con la moglie Milly BOZZANI

x

ha detto
YUTO NAGATOMO

Yuto show Aspettando il mercato, gli eroi di fine stagione sono due tipi che più diversi non potrebbero essere. Walter Samuel il taciturno torna in campo a San Siro 6 mesi e mezzo dopo il crack al ginocchio. Il solare Yuto Nagatomo quel campo lo ara ormai da un po’ e ogni affondo, cross o addirittura gol è un boa-

Materazzi mi passa a prendere alle 7.45 per andare a Perugia a giocare un’amichevole per raccogliere fondi per Sendai. Leo non vuole che giochi, Marco ha detto 10’

nardo compresi. Sono felicissimo e ora spero di poter aiutare la squadra a Roma». Per molti i guai dell’Inter sono iniziati con l’infortunio del «Muro». «Non penso proprio - risponde Samuel, che non parlava così tanto da mesi -, i compagni hanno reagito benissimo e se non fosse stato per quella settimana dove abbiamo perso tutto... Sono contento e orgoglioso di stare in questo gruppo. Chi sta fuori l’anno prossimo tra Lucio e Ranocchia? Conta soltanto vincere». Leader silenzioso.

MERCATO

Juve su Sanchez? L’Inter rivede subito l’Udinese
Nuovo incontro tra i club per rispondere ai bianconeri e al Manchester City
CARLO LAUDISA
claudisa@gazzetta.it
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MILANO dMassimo Moratti flir-

ta con Javier Pastore e spende complimenti per Eden Hazard? Non importa. I desideri del presidente infiammano la fantasia dei tifosi, ma da gennaio il club nerazzurro sta lavorando ad un altro grande obiettivo. Così il d.t. interista Marco Branca ha da tempo le sue priorità: in agenda questa settimana c’è la chiamata a Gino Pozzo per rifare il punto su Alexis Sanchez. Appuntamento L’ultima volta si erano sentiti un paio di settimane fa e si erano dati appuntamento a fine campionato. Nel frattempo non ci sono stati segnali negativi tra le due società, nonostante in Lega si siano fronteggiate sulla caldissima questione dei bacini d’utenza per l’assegnazione dei diritti tv. Se è per questo proprio l’a.d. nerazzurro Ernesto Paolillo ha comunicato per le grandi l’embargo sulle medio-piccole. Ma nell’ultima assemblea il

Alexis Sanchez, 22 anni LAPRESSE

dialogo tra i due fronti ha permesso di smussare i toni. E non è un caso che in parallelo il Milan abbia avviato il dialogo con i friulani per il ghanese Asamoah, mentre l’Inter tiene stretta la morsa per l’attaccante cileno che tanto piace anche al Manchester City. Né va sottovalutato l’effetto-Juventus. Terzo incomodo Il paventato ingresso in scena della società di corso Galileo Ferraris non può che spronare gli uomini di Moratti. E se gli inglesi hanno dalla loro la disponibilità finanziaria per un’offerta basata sul cash, i nerazzurri possono mettere sul piatto contropartite come Mariga e Coutinho. Senza dimenticare che lo stesso Sanchez è allettato dalla possibilità d’entrare da protagonista in Champions League.

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SERIE A ULTIMA GIORNATA

Il Brescia giovane saluta i viola e la A
Iachini lancia due sedicenni Tassi e Nana La Fiorentina passa due volte ma non vince
DAL NOSTRO INVIATO

cuni viola, Montolivo su tutti, prendono gli insulti dei loro ventidue tifosi che Mihajlovic giustifica: «Soltanto tre o quattro giocatori sarebbero da salvare». Chissà se parlava dell'intero campionato. Viola in disarmo L'unico record della stagione fiorentina è quello dei 15 pareggi. La zona Europa è lontana, in autunno Mihajlovic si arrabattava in zone pericolose. Il tecnico non ha incantato nel primo passaggio a Firenze e ora dovrà ripartire con abiti nuovi. Partiranno probabilmente alcuni grossi calibri come Montolivo (imminente l'annuncio del mancato rinnovo), Mutu, Frey e lo stesso Gilardino (è lui che preme per andare), che ieri non c'era. In Nazionale L'immagine della decadenza bresciana in un coro: Diamanti in Nazionale. É lo stesso che cantavano qui in settembre, però allora era una fiduciosa invocazione a Prandelli, adesso una presa in giro per il giocatore, uno dei più deludenti. Gli abbonati che non hanno voluto rinunciare all'ultima di A, per noia a casa, consorti tignose o tirchieria, hanno usato, da composti pensionati, degli insulti non volgari. Tipo bidoni (in curva scritto anche con la B maiuscola) mercenari, siamo retrocessi noi e non voi. I più duri ultrà hanno chiuso con un «grazie ragazze» non lascia scampo. Iachini se ne andrà anche se è stato risparmiato dalla gente. La società è in vendita, ma al momento non si vede uscita.

LE PAGELLE

di P.F.A.

DIAMANTI CONTESTATO CERCI IMPLACABILE
BRESCIA 5,5
ARCARI 6 Un solo volo su Vargas. ZEBINA 5 Respintina sullo 0 1, basso sul 1 2. Prende solo fischi. BEGA 5,5 Anche lui ha già staccato. ZOBOLI 5,5 Nasce da una leggerezza il vantaggio viola. ZAMBELLI 6 Il solito buon primo tempo. Dopo si annebbia. A. FILIPPINI 5,5 Impegno, ma latitanza su Vargas. TASSI 6 Debutto con un filtrante a Eder. Coraggio. BAIOCCO 5,5 Corre un tempo. Neanche a questi ritmi ne regge due. ACCARDI 5,5 Il pari non lo salva. Errore del mercato invernale. DIAMANTI 5 Poche accelerate, tante contestazioni. NANA 6 Davanti alla difesa, frenesia da esordiente. IL MIGLIORE h 6,5 EDER Gol numero 6, in serie B può servire di più. Se resta. JONATHAS 6 Grezzo e volonteroso. Va lavorato. (Caracciolo s.v.). All. IACHINI 5 I giovani soltanto alla fine. La gente voleva altro.

FIORENTINA 5,5
FREY 5,5 Un solo tuffo, non impeccabile, sul 2 2. DE SILVESTRI 5,5 Destra e poi sinistra: cross imprecisi. GAMBERINI 6 Ruvido davanti all'area. NATALI 5,5 Eder è veloce, ma Caracciolo andava fermato sull’assist del 2 2. GULAN 5,5 Vede passare Eder già prima del gol, rotto dopo trenta minuti. COMOTTO 5,5 Dentro per Gulan, fuori posizione nel 2 2. BEHRAMI 6 Lavoricchia in mezzo. MONTOLIVO 5 Forse l'ultima in viola, smunto. IL MIGLIORE h 6,5 VARGAS Che botte. E segna di destro. CERCI 6,5 Da polveroso a implacabile: settimo gol (Seferovic s.v.). BABACAR 5,5 Cross dell'1 0, alcuni errori davanti alla porta. MUTU 5 Esterno e poi dietro le punte. Vacanziero. LJAJIC 6 Un discreto fraseggio con Cerci sul 2 2. All MIHAJLOVIC 5,5 Chiusura in stile con la stagione.

PIERFRANCESCO ARCHETTI
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

BRESCIA dApplausi in abbondanza al Rigamonti. Non per la stagione del Brescia, non per la partita. Ma per uno squarcio di futuro. Quando entra Lorenzo Tassi (16 anni, tre mesi e 10 giorni), il decimo più giovane debuttante in Serie A, è l'unica volta in cui la spazzatura di questo torneo viene accantonata. Tassi, mezzala di cui si parla un gran bene, rileva Antonio Filippini, il più anziano (quasi 38 anni) e i tremila volontari seduti a guardare un match che non esiste provano a rincuorarsi. Magari i ragazzi (c'è già sul prato Nana, altro sedicenne) ricostruiranno il Brescia, devastato da un'annata in cui si credeva di riverniciare i conti e l'entusiasmo, invece è finita con rabbia e tristezza, non solo ieri. Che poi la Fiorentina, due volte in vantaggio con Vargas e Cerci, decida di non vincere (pari di Eder e Accardi), fa parte della mollezza pre-estiva. Anche al-

Alessio Cerci, 23 anni, ha realizzato il gol del 2-1 per i viola GETTY IMAGES

BRESCIA

2

FIORENTINA

2

(3-4-1-2) Arcari; Zebina, Bega, Zoboli; Zambelli, A. Filippini (dal 32’ s.t. Tassi), Baiocco, Accardi; Diamanti (dal 16’ s.t. Nana); Eder, Jonathas (dal 38’ s.t. Caracciolo). PANCHINA Hrivnak, Kamal, Vass, Bara. ALLENATORE Iachini. GIUDIZIO 7 PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Vargas (F) al 2’, Eder (B) al 19’ p.t.; Cerci (F) al 29’, Accardi (B) al 43’ s.t.

(4-3-3) Frey; De Silvestri, Gamberini, Natali, Gulan (dal 31’ pt Comotto); Behrami, Montolivo, Vargas; Cerci (dal 35’ st Seferovic), Babacar, Mutu (dal 1’ st Ljajic). PANCHINA Neto, Donadel, D’Agostino, Santana. ALLENATORE Mihajlovic. ARBITRO Calvarese di Teramo. AMMONITI Zebina (B) e Zoboli (B) g.s.
NOTE Spettatori 3.000, incasso non com. Tiri in porta 3-3. Tiri fuori 6-5. Fuorigioco 3-1. Angoli 3-3. Recuperi: pt 2’, st 4’.

TERNA ARBITRALE: CALVARESE 6 Nessun tipo di problema da risolvere. Musolino 6-Paganesi 6

CAGLIARI EVITATA LA 5a SCONFITTA CONSECUTIVA

3 HOURS AFTER

A

PRODUCTION:

«THE DREAM WAVE»
WWW.SUNDEK.IT

Fa tutto il Parma gol e autogol
DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO CARUSO
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CAGLIARI dUn punto per uno

non fa bene a nessuno, ma evita quanto meno inutili dispiaceri (soprattutto ai padroni di casa). Ritmi bassi e trame di gioco prevedibili, quasi abuliche. La prima mezzora di gioco sembra scrivere la trama di un pareggio privo di lampi e di emozioni (così sarà fino alla fine). Ma soprattutto in questa fase non si colgono avvisaglie di un possibile vantaggio emiliano. Semmai è il Cagliari a sfiorare un paio di volte il gol prima di essere trafitto dalla rete gialloblù. Lunghe liste di indisponibili da una parte e dall’altra, proprio come si conviene ad uno scampolo di fine stagione. Donadoni rimanda in campo Conti dopo un paio di esclusioni e la scelta è approvata dal pubblico che concede al suo capitano uno dei rari applausi del pomeriggio. Poi solo cori di incitamento, molto poco amichevoli per i giocatori rossoblù, tipo: «vi picchiamo quando vogliamo» e amenità simili. E anche se nessuno poteva immaginare solo un mese e mezzo fa un simile finale di stagione, questo non giustifica in ogni modo tanta acredine. Brividi La prima conclusione in porta è del Cagliari con Ragatzu (azione Conti-Nainggolan) e Pavarini mette in corner. Ma i brividi veri il portiere del Parma li avverte 5 minuti dopo, quando ancora Nainggolan por-

La delusione di Rolf Feltscher CANNAS

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ge a Lazzari, che dal limite fionda in porta e coglie il palo, la palla termina sui piedi di Acquafresca appostato in area e la sua conclusione violenta è deviata in angolo da Pavarini. Poi come un fulmine a ciel sereno piomba sul Sant’Elia lo spettro della quinta sconfitta consecutiva (col rischio di bissare l’esordio di Allegri su una panchina di A, 2 anni fa proprio qui a Cagliari). Avvia Valiani dalla destra lanciando Giovinco sul filo del fuorigioco, scatto verso il fondo e palla in mezzo per Bojinov libero di segnare quasi in solitudine. E pochi attimi dopo Giovinco per poco non raddoppia direttamente su calcio di punizione, che Agazzi è bravo ad alzare sopra la traversa. Quasi in avvio di ripresa ci pensa il Parma a rimettere tutto a posto, facendo di nuovo gol, ma nella propria porta: angolo di Biondini, testa di Astori e inzuccata all’indietro di Feltscher che finisce dritta dritta in porta. E qui finisce pure com’era prevedibile la partita del Sant’Elia che finalmente applaude.

LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Palermo in prova Pioli azzecca tutto
Delio Rossi e i suoi hanno in testa solo la finale di Coppa Italia, il Chievo ne approfitta e fa tris
PALERMO CHIEVO
GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Nocerino (P) al 14', Pellissier (C) al 41' p.t.; Constant (C) al 22', Pulzetti (C) al 35' s.t. PALERMO (4-3-2-1) Sirigu; Cassani, Muñoz, Goian, Darmian; Migliaccio (dall'8' s.t. Kurtic), Acquah (dal 31' s.t. Liverani), Nocerino; Ilicic, Pastore; Miccoli (dal 17' s.t. Pinilla). PANCHINA Brichetto, Bovo, Carrozzieri, Nappello. ALLENATORE Rossi. CHIEVO (4-3-1-2) Squizzi; Sardo, Morero, Andreolli (dal 37' s.t. Cesar), Mantovani; Fernandes, Guana, Bogliacino (dal 27' s.t. Pulzetti); Dimitrijevic (dal 13' s.t. Constant); Moscardelli, Pellissier. PANCHINA Sorrentino, Frey, Marcolini, Thereau. ALLENATORE Pioli. ARBITRO Gallione di Alessandria. AMMONITI Acquah (P), Fernandes (C), Andreolli (C) e Goian (P) per gioco scorretto. NOTE spettatori paganti 3.982, incasso di 47.399 euro; abbonati 16.906, quota di 250.734 euro. Tiri in porta 3-4. Tiri fuori 4-4. In fuorigioco 4-4. Angoli 5-2. Recuperi: p.t. 1', s.t. 3'.

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pali nel primo tempo e con le reti nella ripresa dei subentrati Constant (assist involontario di Cassani) e Pulzetti (esterno destro da fuori area), capaci con i loro inserimenti di sorprendere l’allegra difesa avversaria. Senza Bovo squalificato in vista dell’Inter, Rossi prova Muñoz e Goian al centro del reparto e rilancia Darmian a sinistra: la resa dei tre nel complesso non è sufficiente, ma nell’evoluzione negativa del match pesano anche lo scollamento tra i reparti e il diverso assetto modificato in corso d’opera per via del k.o. di Acquah (in dubbio per domenica). Efficace Il Chievo gioca in libertà con chi è stato impiegato meno quest’anno (Dimitrijevic su tutti) e, in ragione di una buona copertura difensiva, si lancia pure in avanti col solito Pellissier rapido e ostinato: non fosse una giornata no per Moscardelli, il punteggio a favore degli ospiti sarebbe ancora più largo. Ma il pubblico del Barbera, che inneggia a Rossi («tra sette giorni conoscerete il mio futuro», dirà alla fine l’allenatore) come a Miccoli nella speranza che restino, se ne fa subito una ragione e urla per lunghi tratti della gara «tutti a Roma, tutti a Roma». E se i gioielli Pastore e Ilicic sotto gli occhi del presidente Maurizio Zamparini non riescono a sfondare per una volta, poco importa: vuol dire, si augurano i tifosi, che si sono risparmiati i colpi migliori per l’attesa sfida contro i nerazzurri di Leonardo.

LE PAGELLE

di A.D'U.

MICCOLI LE PROVA TUTTE SARDO È SEMPRE SUL PEZZO
PALERMO 5,5
SIRIGU 6,5 Evita l’imbarcata, decisivo tre volte su Moscardelli. CASSANI 5,5 Strafalcione sull’1 2, libera Constant. MUÑOZ 5,5 A volte insicuro. GOIAN 5,5 Non convince al 100%. DARMIAN 5,5 Sovrapposizioni col contagocce. MIGLIACCIO 6 Suggerimento per Miccoli, esce in vista della finale. KURTIC 5,5 Indulgente davanti a Squizzi, lotta in mezzo. ACQUAH 5,5 Distorsione alla caviglia, in dubbio per domenica. LIVERANI 6 Vicino al 1o gol in maglia rosanero da piazzato. IL MIGLIORE h 6,5 NOCERINO Un bel gol, un assist per Pinilla e tanto movimento: stagione super. ILICIC 5,5 Promettente avvio, mira imprecisa al tiro. PASTORE 5,5 Entra nell’azione dell’1 0, si eclissa nella ripresa. MICCOLI 5,5 Le prova tutte, sognava il sorpasso a Toni e Vernazza (50 reti in rosanero). PINILLA 6 Impegna Squizzi, spreca nel finale. All. ROSSI 5,5 Sorpreso dalle mosse di Pioli.

CHIEVO 6,5
SQUIZZI 5,5 In ritardo sul tiro gol di Nocerino. SARDO 6 Pendolino sulla fascia, sempre sul pezzo. MORERO 6,5 Decisivo su Pinilla, tiene botta. ANDREOLLI 6,5 Energico su Pastore, partita positiva. (Cesar s.v.). MANTOVANI 6 Chiusura importante su Miccoli, reattivo. FERNANDES 6 Fallosetto, ma spinge su il Chievo nella ripresa. GUANA 6,5 Ordinato, da ex ci teneva a far bella figura. BOGLIACINO 6 Ci prova dalla distanza, dà equilibrio. PULZETTI 6,5 Destro da applausi, s’inserisce con continuità. DIMITRIJEVIC 6 Assist di tacco per Moscardelli, mina vagante. CONSTANT 6,5 Ottimo finalizzatore, spariglia le carte di Rossi. MOSCARDELLI 5 Perde con Sirigu: divora 3 occasioni nitide. IL MIGLIORE h 6,5 PELLISSIER Magnifico acuto, apre un’autostrada per Constant: spina nel fianco. All. PIOLI 6,5 Scelte azzeccate. Merita una big.

Sotto la pioggia Sergio Pellissier fa 1-1, poi il Chievo si scatena LAPRESSE
ALESSIO D’URSO
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

PALERMO dLa festa del Chievo,

lo scivolone del Palermo. L’ultima giornata di campionato, sotto un’insolita pioggia invernale, regala la copertina al tecnico Stefano Pioli, decisivo come un centravanti, e permette all’allenatore rosanero Delio Rossi, nel giorno della sua probabile scena finale al Barbera,

di effettuare test supplementari in attesa della data più importante, quella della finale di Coppa Italia di domenica prossima contro l’Inter all’Olimpico di Roma. Scelte Su un terreno pesante i veneti ribaltano il vantaggio dei siciliani firmato Nocerino (conclusione su cui Squizzi è in evidente ritardo) col gran gol di Pellissier all’incrocio dei

TERNA ARBITRALE: GALLIONE 6 Giusto annullare il gol di Miccoli in fuorigioco. Sorvola sul fallo di Goian su Pellissier. Galloni 6; Franzi 6.

LE PAGELLE

di F.C.

ACQUAFRESCA INCOLORE MODESTO DISINVOLTO
CAGLIARI 6
AGAZZI 6 Incolpevole sul gol di Bojinov, bravo 2 volte su Giovinco. CANINI 6 Interpreta bene il ruolo. ASTORI 6 Chiude bene i varchi. ARIAUDO 6 Prestazione senza macchie. (Ceppelini s.v.). AGOSTINI 6 Spinge come può. PERICO 6 Entra senza demeritare. BIONDINI 6 Dal suo angolo, il pari. CONTI 6 Buon rientro. IL MIGLIORE h 6,5 NAINGGOLAN É quello che si da più da fare. LAZZARI 6 Palo sfortunato. ACQUAFRESCA 5,5 Incolore. RAGATZU 5,5 Ci prova poco e senza fortuna. MISSIROLI 5,5 Venti minuti senza bagliori. All. DONADONI 6 Si prende il punto che voleva.

PARMA 6
PAVARINI 6 Senza responsabilità sulla rete, un paio di buone parate. ANGELO 6 Scende poco ma chiude con attenzione. PACI 6 Qualche errore. FELTSCHER 5 Sfortunato ma pure precipitoso sull’autogol. GOBBI 6 Rimane quasi sempre dietro, attento in copertura. VALIANI 6 Innesca bene Giovinco. GALLOPPA 6 Fa diga e riparte. MORRONE 6 Volontà e corsa. ZE EDUARDO 6 Protegge e risale. MODESTO 6 Sulla fascia si muove con disinvoltura. (Defrel s.v.). BOJINOV 6,5 Opportunista, 3o gol. OLIVEIRA 5,5 Non sposta gli equilibri. IL MIGLIORE h 6,5 GIOVINCO Assist per l’1 0 e 2 bei tiri. All. COLOMBA 6 Coglie il 14o punto e una bella soddisfazione.

TERNA ARBITRALE: VELOTTO 6,5 Giusta la valutazione sul gol del Parma, Giovinco è in posizione regolare. Romagnoli 6,5; Stallone 6,5.

CAGLIARI

1

PARMA

1

(4-3-1-2) Agazzi; Canini, Astori, Ariaudo (dal 36’ s.t. Ceppelini), Agostini (dal 18’ s.t. Perico); Biondini, Conti, Nainggolan; Lazzari; Acquafresca, Ragatzu (dal 27’ s.t. Missiroli). PANCHINA Pelizzoli, Dametto, Magliocchetti, Laner. ALLENATORE Donadoni. GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Bojinov (P) al 35’ p.t.; Feltscher (P) autogol all’11’ s.t.

(4-4-2) Pavarini; Angelo, Paci, Feltscher, Gobbi; Valiani, Galloppa, Morrone (dal 33’ s.t. Ze Eduardo), Modesto (dal 36’ s.t. Defrel); Bojinov (dal 22’ s.t. Oliveira), Giovinco. PANCHINA Russo, Zaccardo, Pisano, Candreva. ALLENATORE Colomba. ARBITRO Velotto di Grosseto. ESPULSI nessuno. AMMONITI Giovinco (P) per proteste, Angelo (P) per c.n.r.
NOTE Spettatori 5 mila circa; abbonati 4000 circa, incasso non comunicato. Tiri in porta 5-5. Tiri fuori 6-2. In fuorigioco 0-1. Angoli 7-6. Recuperi: p.t. 2’; s.t. 2’.

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

SERIE A ULTIMA GIORNATA
L CLIC
È SILVIO PIOLA IL PIÙ GIOVANE TRIPLETTISTA DELLA SERIE A
La tripletta di Francesco Grandolfo non è un record. Il più giovane calciatore ad aver segnato tre gol in A fu Silvio Piola, l’8 febbraio 1931 in Pro Vercelli-Napoli 6-1. Essendo nato il 29 settembre 1913 a Robbio Lomellina (Pavia), segnò che aveva quindi 17 anni 4 mesi e 10 giorni. Uno dei tanti striscioni dedicati dai genoani ai cugini della Samp e al loro tecnico Cavasin retrocessi GETTY IMAGES Francesco Grandolfo, 18 anni, è cresciuto nelle giovanili del Bari ANSA

Floro Flores show Genoa E tra i pali brilla Perin
Contro un Cesena scarico, grande festa rossoblù tra addii debutti, sfottò per la Samp in B
GENOA CESENA

LE PAGELLE
di FI.GRI.

PALACIO È FONDAMENTALE. JIMENEZ: CHE LUCIDITÀ
GENOA 7
PERIN 7 Che debutto. Sicuro fra i pali e in uscita. MESTO 6,5 Chiude ogni varco. E spinge. DAINELLI 6 Sempre attento. KALADZE 6,5 Risolve un paio di situazioni a rischio. MORETTI 6 Ordinato, pochi errori. CRISCITO 6 Meglio nella ripresa, sfiora il gol. ROSSI 6 Volontà e spirito di sacrificio. RAFINHA 6 Meno invenzioni del solito. KUCKA 6 Carrarmato, ma con poca potenza. MILANETTO 6 Molta sostanza. ANTONELLI 6 Garantisce una buona spinta a sinistra. IL MIGLIORE h 7,5 PALACIO Doppio assist e gol: fondamentale. FLORO FLORES 7,5 Altri due centri: il primo è impossibile. BOSELLI 6 Non si ripete dopo la prodezza nel derby. All. BALLARDINI 7 Chiude bene una stagione da protagonista.

Grandolfo 3, gran Bari Umiliato il Bologna
Il 18enne fa tripletta e rovina l’addio di Malesani ai rossoblù Arbitro alla 1a in A con 30 tifosi
BOLOGNA BARI

LE PAGELLE
di A. TO.

MEGGIORINI IMPALPABILE BELLA PROVA PER HUSEKLEPP
BOLOGNA 4,5
VIVIANO 5 Quattro gol dall’ultima si commentano da soli. MORAS 4 Spesso saltato, ha la testa a Parma. PORTANOVA 4,5 In libera uscita su tre gol. CHERUBIN 5 Crolla nella ripresa. MORLEO 5 Trotta invece di galoppare. MUDINGAYI 5,5 Lotta come sempre ma a che serve? DELLA ROCCA 5 Non è quello di due mesi fa. MUTARELLI 5 Entra nella tempesta, non può reggere il timone. IL MIGLIORE h 5,5 SILIGARDI Almeno cerca la porta. GIMENEZ 5 Usato così non ha senso. EKDAL 5 Il ritmo lento dovrebbe agevolarlo, non è così. PAPONI 5 Svogliato e velleitario. MEGGIORINI 4,5 Impalpabile. DI VAIO 5 Il palo gli nega l’onore, ha finito la stagione in apnea. All. MALESANI 4,5 Per la partita (6,5 per la stagione).

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a fine gara. Così va il calcio, ma di sicuro il derby della Lanterna mancherà a tutti, su un fronte e sull’altro. La chiave Una partita divertente, che il Grifone ha chiuso quasi subito con l’uno-due di Floro Flores (salito a quota dieci gol), capocannoniere stagionale del Genoa, grazie a un doppio assist di Palacio, prima che lo stesso argentino (favore restituito dal compagno) andasse a segno per il tre a zero. A quel punto, la gara è andata avanti senza storia. Perin ha chiuso la porta in almeno un paio di occasioni a Jimenez, poi si è dovuto arrendere al rigore di Bogdani (decisione giusta: il numero uno genoano tocca prima il pallone, ma poi tira giù l’attaccante), prima che nel finale proprio Jimenez, scattato sul filo del fuorigioco, ma in posizione regolare, firmasse il definitivo tre a due. Il plauso a Ficcadenti per avere guidato i romagnoli a una sofferta salvezza è d’obbligo, ma ieri i suoi avrebbero potuto e dovuto osare qualcosa in più. É già futuro Un destino comune, quello di Ficcadenti e Ballardini, entrambi da oggi già ex, su un fronte e sull’altro. Bellissimo il congedo del pubblico genoano dal suo allenatore: «Mi fa enorme piacere che la gente abbia capito quanto lui sia un uomo perbene», è stato il commento del presidente Preziosi. Che, prima del giro d’onore sul prato del Ferraris, ha dribblato ogni discorso su Malesani (candidato numero uno alla panchina del Grifone). Facendo, tuttavia, una promessa: «Abbiamo l’obbligo di migliorarci e lo faremo. Perin è il nostro gioiello e ora troveremo una squadra dove farlo crescere».

0 4

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 3-0 MARCATORI Floro Flores (G) al 6’ e al 17’, Palacio (G) al 46’ pt; Bogdani (C) al 4’ su rigore, Jimenez (C) al 41’ st. GENOA (4-4-2) Perin; Mesto, Dainelli (dal 20’ p.t. Kaladze), Moretti, Criscito; Rossi, Rafinha (dall’11’ s.t. Kucka), Milanetto, Antonelli; Palacio, Floro Flores (dal 17’ s.t. Boselli). PANCHINA Eduardo, Chico, Veloso, Paloschi. ALL. Ballardini. CESENA (4-3-3) Calderoni; Santon, Dellafiore (dal 20’ s.t. Pellegrino), Felipe, Lauro; Caserta (dal 1’ s.t. Sammarco), Gorobsov, Parolo; Jimenez, Bogdani, Giaccherini (dal 26’ s.t. Malonga). PANCHINA Antonioli, Riski, Colucci, Piangerelli. ALL. Ficcadenti. ARBITRO Nasca di Bari. ESPULSI nessuno. AMMONITI Perin (G) per c.n.r.
NOTE paganti 7.297, incasso di 95.199 euro; abbonati 19.358, quota di 258.839 euro. Tiri in porta 7-9. Tiri fuori 12-7. In fuorigioco 0-2. Angoli 10-8. Recuperi: pt 2’, st 2’.

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Grandolfo al 28’ pt; Grandolfo al 1’ e al 9’, Huseklepp al 33’ st. BOLOGNA (4-2-3-1) Viviano; Moras, Portanova, Cherubin, Morleo; Mudingayi, Della Rocca (dal 12’ st Mutarelli); Siligardi (dal 24’ st Gimenez), Ekdal, Paponi (dal 1’ st Meggiorini); Di Vaio. PANCHINA Lupatelli, Esposito, Rubin, Radovanovic. ALLENATORE Malesani. BARI (4-3-1-2) Gillet; Raggi (dal 37’ st Codrea), A. Masiello, Rinaldi, Belmonte (dal 39’ pt Galasso); Kopunek, Donati, Gazzi; Bentivoglio; Huseklepp, Grandolfo (dal 26’ st Strambelli). PANCHINA Padelli, Rossi, Rivas, Alvarez. ALLENATORE Mutti. ARBITRO Cervellera di Taranto. AMMONITI Rinaldi (Ba) per gioco scorretto, Mudingayi (Bo) per c.n.r.
NOTE Paganti 7.835, incasso 40.855 euro; abbonati 10.823, quota 151.446 euro. Tiri in porta 6 (con un palo)-5. Tiri fuori 7-5. In fuorigioco 3-3. Angoli 6-5. Recuperi: p.t. 2’; s.t. 2’.

CESENA 6
CALDERONI 5,5 Poco reattivo. SANTON 6 Nella ripresa molto alto. DELLAFIORE 5 Palacio gli fa girare la testa. PELLEGRINO 5,5 Errori sui primi due gol genoani. FELIPE 5,5 Non convince nella prima metà della gara. LAURO 5,5 Primo tempo incerto, salva su Palacio. CASERTA 5 Sottotono. SAMMARCO 6 Concreto e ispirato. GOROBSOV 6 Un lottatore. PAROLO 6 Qualche buono spunto nella ripresa.

delle ultime 8 giornate (solo 2 punti) che spinge l’allenatore e la proprietà al divorzio senza rimpianti. «É Malesani che ha voluto andarsene» puntualizza il patron Guaraldi, l’unico tra i 4 presidenti ruotati in questa pazza stagione del Bfc a non avere mai vinto una partita. Mentre l’advisor Consorte va giù diretto: «Prestazione vergognosa. Io mi sono battuto in mille modi per dare un’immagine positiva a questo club, mentre non si può dire che altri abbiano fatto lo stesso». E Morandi: «Ventimila persone meritavano più rispetto». Oggi viene presentato Salvatore Bagni come nuovo consulente di mercato. Somiglianze Con un gol a metà del primo tempo (assist di Huseklepp) e una doppietta che mescola tecnica, forza e opportunismo in avvio di ripresa, Grandolfo fa rivivere 10 anni dopo il ricordo del baby Cassano anche se Mutti, che giustamente gli dedica il trionfo sostituendolo a partita sigillata, lo paragona a Floccari mentre il ragazzo stravede per Gilardino. Invero Grandolfo è bravo a sfruttare gli spazi che il Bologna gli concede. Per questo ragazzo ancora 18enne il sogno diventa realtà quando per tre volte supera il portiere della Nazionale. Il poker è del bravo Huseklepp che chiude con freddezza e precisione un contropiede del neoentrato Strambelli. Fischi e giacca Il pubblico di Bologna prima reagisce male con fischi impietosi, poi perdona tutti chiamando Malesani che getta la giacca in curva. Positiva la direzione di un altro esordiente, Angelo Cervellera, che ha avuto il sostegno di una trentina di arbitri della sezione di Taranto saliti in Emilia tutti vestiti di bianco per tifare, con tanto di cori, per il loro collega approdato in Serie A.

BARI 7,5
GILLET 6,5 Sicuro su Siligardi, non deve fare miracoli. RAGGI 6,5 Da ex non regala nulla (Codrea s.v.) . A.MASIELLO 6,5 Essenziale. RINALDI 6 L’ammonizione abbassa il voto. BELMONTE 6 Attacca poi s’infortuna. GALASSO 6,5 Di sostanza. KOPUNEK 6 Il meno appariscente nel mezzo. DONATI 6,5 Filtra e rilancia con sicurezza. GAZZI 6,5 Sempre sul pezzo. BENTIVOGLIO 7 Fa gioco per tutti. HUSEKLEPP 7,5 Due assist e il gol del poker: bella prova.

FILIPPO GRIMALDI
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

ANDREA TOSI
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

GENOVA dFesta (rossoblù) do-

BOLOGNA dSi chiama Francesco

veva essere, e così è stata. Sul campo, dove il Genoa ha superato in maniera abbastanza netta un Cesena già salvo, senza più stimoli di classifica ed entrato in partita solo nel finale, ma pure sugli spalti, per festeggiare addii (quelli di Ballardini e Fabrizio Preziosi), compleanni (del Ferraris), debutti (il convincente Perin, diciottenne, fra i pali del Grifone). Funerale Con l’aggiunta (inevitabile) di un po’ di goliardia, in un Ferraris listato a lutto per la retrocessione dei «cugini» sampdoriani. Un funerale iniziato allo stadio, fra cori e striscioni, e poi consumatosi per le vie del centro cittadino

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IL MIGLIORE 6,5 JIMENEZ

Gol strameritato. Buona lucidità. BOGDANI 6 Si conquista e realizza il rigore. GIACCHERINI 6 Impegno lodevole, ma non si rende pericoloso. MALONGA 5,5 Per due volte Perin gli nega il gol. All. FICCADENTI 5,5 Per un’ora squadra scarica mentalmente. TERNA ARBITRALE: NASCA 6,5 Azzecca le decisioni più importanti. Maggiani 6,5; Tasso 6,5.

Grandolfo il nome nuovo tra i bomber italiani, ultimo in ordine cronologico, ma già molto avanti come promessa del nostro calcio. Il giovane attaccante barese, classe ’92, nativo di Castellana Grotte (il paese di Rodolfo Valentino), cresciuto nel vivaio del club dei Matarrese sotto le cure di Pietro Maiellaro, al debutto da titolare e dopo solo 2 spezzoni di Serie A alle spalle, infila una tripletta da predestinato che regala al Bari, ultimo in classifica, il migliore congedo dal massimo campionato e avvelena quello di Alberto Malesani che lascia il Bologna invece nel modo peggiore, subendo la sconfitta più brutta dell’anno. Questo 0-4 è il punto più basso del crollo rossoblù

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9 GRANDOLFO

IL MIGLIORE

Al debutto da titolare firma una tripletta senza precedenti. Mutti gli dedica una standing ovation. STRAMBELLI 6,5 Si fa notare con un bell’assist. All. MUTTI 7,5 Per la partita (5,5 per la stagione). TERNA ARBITRALE: CERVELLERA 6,5 Debutto facile, cartellini giusti. Nicoletti 6, Ranghetti 6.

LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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RISULTATI
BOLOGNA-BARI 0-4 Grandolfo (B), Grandolfo (B), Grandolfo (B), Huseklepp (B) BRESCIA-FIORENTINA 2-2 Vargas (F), Eder (B), Cerci (F), Accardi (B) CAGLIARI-PARMA 1-1 Bojinov (P), Feltscher (P) autorete GENOA-CESENA 3-2 Floro Flores (G), Floro Flores (G), Palacio (G), Bogdani (C) rigore, Jimenez (C) INTER-CATANIA 3-1 Pazzini (I), Pazzini (I), Nagatomo (I), Ledesma (C) JUVENTUS-NAPOLI 2-2 Maggio (N), Chiellini (J), C. Lucarelli (N), Matri (J) LECCE-LAZIO 2-4 Rocchi (La), Coppola (Le), Zarate (La), Piatti (Le), Zarate (La) rigore, Vives (Le) autorete PALERMO-CHIEVO 1-3 Nocerino (P), Pellissier (C), Constant (C), Pulzetti (C) ROMA-SAMPDORIA 3-1 Mannini (S), Totti (R), Vucinic (R), Borriello (R) UDINESE-MILAN 0-0

CLASSIFICA DELLA SERIE A
PARTITE
SQUADRE PUNTI IN CASA FUORI TOTALE

MARCATORI
RETI RIGORI T. R. T. R.
PUNTI POSIZIONE STAGIONE 2009 2010 ULTIME QUATTRO GARE

G. V. N. P. G. V. N. P. G. V. N. P. F. S. F. S. F. S.

IN CASA FUORI TOTALE DIFF. FAVORE CONTRO 2009 2010 E RETI DIFFERENZA

MILAN INTER NAPOLI UDINESE LAZIO ROMA JUVENTUS PALERMO FIORENTINA GENOA CHIEVO PARMA CATANIA CAGLIARI CESENA BOLOGNA * LECCE SAMPDORIA BRESCIA BARI

82 19 13 4 2 19 11 6 2 38 24 10 4 42 12 23 12 65 24 +41 6 5 2 0 70 (+11) 76 19 15 3 1 19 8 4 7 38 23 7 8 48 20 21 22 69 42 +27 6 5 5 3 82 (-6) 70 66 66 63 58 56 51 51 46 46 46 45 43 42 41 36 32 24 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 12 11 13 11 8 11 9 10 6 7 11 8 7 7 7 5 6 2 4 4 3 5 6 3 6 3 8 7 4 3 5 7 5 6 5 6 3 4 3 3 5 5 4 6 5 5 4 8 7 5 7 8 8 11 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 9 9 7 7 7 6 3 4 5 4 1 4 4 4 4 3 1 3 3 2 3 4 7 2 9 6 5 6 6 6 5 5 3 6 6 3 7 8 9 8 5 11 7 9 9 9 12 9 10 10 12 10 12 13 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 21 20 20 18 15 17 12 14 11 11 12 12 11 11 11 8 7 5 7 6 6 9 13 5 15 9 13 13 10 9 10 12 8 12 11 9 10 12 12 11 10 16 11 15 14 14 16 17 17 15 19 18 20 24 33 27 31 31 35 33 28 29 15 21 27 27 17 17 28 21 22 12 15 16 15 18 31 28 18 24 13 16 19 23 21 20 29 21 24 28 26 38 24 28 22 25 21 16 23 18 13 17 21 18 18 12 12 15 24 27 24 34 16 35 26 23 27 31 33 28 29 32 37 28 28 28 59 65 55 59 57 58 49 45 38 39 40 44 38 35 46 33 34 27 39 43 39 52 47 63 44 47 40 47 52 51 50 52 66 49 52 56 +20 +22 +16 +7 +10 -5 +5 -2 -2 -8 -12 -7 -12 -17 -20 -16 -18 -29 10 7 5 13 5 4 4 3 2 3 3 2 5 4 5 8 6 8 7 5 4 11 4 2 3 2 1 3 3 1 4 1 2 7 5 5 5 8 6 7 4 9 4 2 5 10 6 5 5 4 5 2 3 12 5 59 (+11) 2 44 (+22) 6 46 (+20) 7 80 (-17) 3 55 (+3) 8 65 (-9) 2 47 (+4) 2 51 (=) 4 44 (+2) 8 52 (-6) 3 45 (+1) 4 44 (+1) 4 in B 3 42 (=) 4 in B 2 67 (-31) 2 in B 8 50 (-26)

3 1 6 14 12 2 7 5 11 9 14 8 13 14 in B 17 in B 4 in B 10

VNVN VVNV VPNN PVVN PPVV VNPV VNPN PVVP VPNN PVPV VNPV VNVN VVVP PPPN PVVP PNNP PVVP NPPP NPPN PPPV

I VERDETTI
MILAN campione d'Italia MILAN, INTER e NAPOLI in Champions League UDINESE ai preliminari di Champions League LAZIO in Europa League ROMA e PALERMO in Europa League SAMPDORIA, BRESCIA e BARI retrocesse in serie B

U CHAMPIONS U PRELIMINARI DI CHAMPIONS U EUROPA LEAGUE U RETROCESSIONE A parità di partite giocate la nostra classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti 2) scontri diretti 3) differenza reti 4) numero di gol segnati 5) ordine alfabetico. Le ultime tre retrocedono in serie B. * 3 punti di penalizzazione.

LA MOVIOLA

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DOPO JUVE-NAPOLI, SABATO POTREBBE DIRIGERE A WEMBLEY

Samp, il gol è da annullare Rizzoli ok: ora la Champions?
Mannini è in leggero fuorigioco. Mani di Volta giudicato involontario
FRANCESCO CENITI
fceniti@gazzetta.it
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conda presenza in A) non sbaglia anche perché sono molto bravi i suoi collaboratori: non c’è fuorigioco sui tre gol del Genoa. Ok il rigore dato al Cesena e il giallo al portiere Perin autore del fallo su Bogdani. INTER-CATANIA 3-1 L’Inter reclama due rigori: minima la spinta ai danni di Materazzi (di Izco), molti più dubbi per l’intervento di Alvarez su Milito giudicato non falloso da Pierpaoli. JUVENTUS-NAPOLI 2-2 Rizzoli sul velluto nell’attesa di sapere se sabato prossimo dirigerà la finale di Champions a Londra. Giusto annullare un gol a Del Piero (fuorigioco). PALERMO-CHIEVO 1-3 Gallione (seconda presenza in A) cancella un gol a Miccoli: giusto, c’è fuorigioco. ROMA-SAMPDORIA 3-1 La partita con più episodi: da annullare il vantaggio della Samp per il leggero fuorigioco di Mannini sul tiro di Ziegler. La Roma reclama un rigore per il mani di Volta: c’è, ma prima la palla sbatte sul petto e Banti opta per la involontarietà anche se il movimento è sospetto. (Udinese-Milan a pagina 2 Lecce-Lazio a pagina 9)

dGiornata tranquilla per gli arbitri che chiudono una stagione difficile (la prima del dopo Collina), specie in avvio di campionato. Il bilancio, comunque, è più che sufficiente considerando i problemi affrontati dal designatore Braschi per via di una rosa troppo esigua (solo 20 fischietti) e del turnover obbligatorio per questioni economiche (chi restava fermo non poteva arbitrare in B e dunque perdeva il gettone). Domenica prossima la finale di Coppa Italia (a Morganti?), poi si tireranno le somme: previste almeno due dismissioni e due promozioni. Proprio Morganti potrebbe liberare un posto se non gli sarà concessa una seconda de-

Mannini in leggero fuorigioco sul tiro di Ziegler: gol da annullare SKY

roga. A rischio «taglio» Giannoccaro, Pierpaoli e anche Brighi che senza la qualifica da internazionale potrebbe dirigere solo per un’altra stagione. BOLOGNA-BARI 0-4 Esordio in A tranquillo per Cervellera: nessun episodio dubbio. BRESCIA-FIORENTINA 2-2 Calva-

rese (Can B) controlla una gara tranquilla (due solo ammoniti). CAGLIARI-PARMA 1-1 Velotto (Can B) ben assistito: è regolare il gol di Bojinov perché non c’è fuorigioco di Giovinco autore dell’assist. GENOA-CESENA 3-2 Nasca (se-

28 RETI: Di Natale (5) (Udinese) 26 RETI: Cavani (5) (Napoli) 21 RETI: Eto'o (5) (Inter) 20 RETI: Matri (1) (11 reti con il Cagliari) (Juventus) 19 RETI: Di Vaio (1) (Bologna) 17 RETI: Pazzini (2) (6 con la Sampdoria) (Inter) 15 RETI: Totti (8) (Roma) 14 RETI: Ibrahimovic (2), Pato e Robinho (Milan) 13 RETI: Floro Flores (3 reti con l'Udinese) (Genoa); 12 RETI: Caracciolo (4) (Brescia); Gilardino (Fiorentina); Sanchez (Udinese) 11 RETI: Pellissier (1) (Chievo); Hernanes (1) (Lazio); Hamsik (2) (Napoli); Pastore (Palermo); Borriello (1) (Roma) 10 RETI: Vucinic (1) (Roma) 9 RETI: Jimenez (2) (Cesena); Palacio (1) (Genoa); Quagliarella (Juventus); Zarate (2) (Lazio); Miccoli (Palermo); Crespo (3) (Parma) 8 RETI: Acquafresca (Cagliari); Maxi Lopez (1) (Catania); Bogdani (1) (Cesena); Del Piero (3) (Juventus); Floccari (Lazio); Di Michele (Lecce); Cassano (4) (4 con la Sampdoria) (Milan); Ilicic e Pinilla (1) (Palermo) 7 RETI: Giaccherini (Cesena); Cerci (Fiorentina); Cambiasso (Inter); Krasic (Juventus); Amauri e Giovinco (Parma) 6 RETI: Diamanti (1) e Eder (Brescia); Nené (Cagliari); Silvestre (Catania); Moscardelli (Chievo); Kozak (1) e Mauri (Lazio); Corvia (1) (Lecce); Lavezzi (Napoli); Pozzi (2) (Sampdoria) 5 RETI: Ramirez (Bologna); Conti (Cagliari); Bergessio (Catania); Parolo (Cesena); D'Agostino (1) (Fiorentina); Milito e Stankovic (Inter); Pepe e Toni (1) (3 reti col Genoa) (Juventus); Jeda (1) (Lecce); Guberti, Maccarone (1) (2 con il Palermo) (Sampdoria) 4 RETI: Barreto (2) (Bari); Cossu (Cagliari); Gomez (Catania); Mutu, Santana e Vargas (Fiorentina); Thiago Motta e Sneijder (Inter); Iaquinta e Marchisio (Juventus); Olivera (Lecce); Seedorf (Milan); Maggio (Napoli); Bovo (1) e Nocerino (Palermo); Simplicio (Roma); Denis (Udinese) 3 RETI: Grandolfo e Rudolf (1 rete con il Genoa) (Bari); Britos e Gimenez (Bologna); Lodi (Catania); Cesar (Chievo); Ljajic (2) (Fiorentina); Ranocchia (2 con il Genoa) (Inter); Biava e Rocchi (Lazio); Bertolacci, Giacomazzi, Ofere e Piatti (Lecce); Boateng (Milan); Mascara (1) (1 col Catania) (Napoli); Hernandez (Palermo); Bojinov, Candreva e Zaccardo (Parma); Palladino (Parma); Perrotta (Roma); Benatia e Inler (Udinese) 2 RETI: 56 giocatori 1 RETE: 86 giocatori 1 AUTORETE: 24 giocatori, (Pellegrino 2) RETI: in questo turno 37; in totale 955 (80 rigori, 25 autoreti)

CONCORSI
CONCORSI N. 47 DEL 22/5/2011 TOTOCALCIO - COLONNA VINCENTE 2-X-X-1-1-2-X-2-1-X-1-2-1-1 QUOTE: Ai 14 (2) 62.768 €;ai 13 (76) 1.238 €;Ai 12 (1360) 69 €;ai 9 (26) 3.371 € TOTOGOL - COLONNA VINCENTE 11-8-4-13-1-6-2 QUOTE: A 7 e 6: nessun vincitore; ai 5 (10) 727 €;Ai 4 (136) 64 €

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MONDO

Ancelotti licenziato «Ma vorrei restare in Premier League»
Il Chelsea liquida il tecnico: Hiddink o Sluckij per il futuro Mancini terzo col City, costringe l’Arsenal ai preliminari
DAL NOSTRO INVIATO

ha chiuso i giochi. Abramovich sta cercando da tempo un nuovo tecnico. Ancelotti ha dovuto incassare anche la confessione di Hiddink (fonte il Sunday Express), candidato numero per la panchina dei "blues": «In questi ultimi due anni sono stato il consigliere del Chelsea». La maggiore alternativa, se Hiddink dovesse restare alla guida della Turchia, è Leonid Sluckij, allenatore del Cska Mosca, nome gradito alla lobby russo-ebraica che governa il club londinese. Bravo Mancio Mancini chiude in bellezza: il City vince 2-0 a Bolton (Dzeko e Lescott), aggancia il Chelsea al secondo posto ma è terzo per la differenza reti e si presenta in smoking all'appuntamento con la Champions.

WOLVES E WIGAN BRASILE SALVI Ronaldinho in gol al debutto
38a giornata Aston VillaLiverpool 1-0; Bolton-Manchester City 0-2; EvertonChelsea 1-0; Fulham-Arsenal 2-2; Manchester United-Blackpool 4-2; NewcastleWest Bromwich 3-3; Stoke-Wigan 0-1; TottenhamBirmingham 2-1; West HamSunderland 0-3; Wolverhampton-Blackburn 2-3. Classifica Manchester United 80; Chelsea, Manchester City 71; Arsenal 68; Tottenham 62; Liverpool 58; Everton 54; Fulham 49; Aston Villa 48; Sunderland, West Bromwich 47; Newcastle, Stoke, Bolton 46; Blackburn 43; Wigan 42; Wolverhampton 40; Birmingham, Blackpool 39; West Ham 33.
RIO DE JANEIRO (m.can.) dRo naldinho ridebutta alla grande nel campionato brasiliano. L’ex milani sta fa un bellissimo gol scattando da metà campo fino all’area prima del tiro vincente alla sinistra del portiere. È il secondo gol del Fla mengo, che batte 4 0 l’Avaí nella prima giornata del Brasileirao. Dinho non segnava dal 10 marzo in campionato di Rio de Janeiro (vinto poi dal Flamengo) nel 2 1 sul Ban gu. in totale sei reti in 19 partite in questo primo anno al rossonero di Rio. Ancora sulla gara contro l’Avaí: l’ex milanista fa l’assist per la rete di Diego Maurício e partecipa alle manovre d’attacco degli due al tri gol.

y taccuino

STEFANO BOLDRINI MANCHESTER (Inghilterra) dIl licenziamento di Carlo Ancelotti, il terzo posto del Manchester City, la salvezza di Blackburn, Wigan e Wolves, agli inglesi quello che è degli inglesi: la Premier chiude con i botti. All'Old Trafford, mentre Abramovich sta ordinando la fine del rapporto Chelsea-Ancelotti, lezione di sportività in salsa British: il Blackpool perde 2-4 con i campioni del Manchester United, retrocede in Championship e i tifosi applaudono. I giocatori ricambiano, sotto lo spicchio colorato d'arancio, dove il popolo del Blackpool ha visto affondare i "mandarini" che, al 57', erano saliti sul 2-1 ed erano salvi. L'allenatore, Ian Holloway, saluta commosso il suo pubblico e, a quel punto, parte l'applauso dei 75 mila dell'Old Trafford. L'altoparlante urla: «Auguriamo al Blackpool di tornare presto in Premier». Cinque minuti di civiltà da trasmettere a reti unificate in Italia.

Manchester United e Tottenham non fanno sconti: battono Blackpool e Birmingham e li fanno retrocedere
Dal 1977 il City non arrivava così in alto: il finale di stagione di Mancini, con la perla della Coppa d'Inghilterra conquistata il 14 maggio, è stato travolgente. Mancini guarda già avanti: vuole giocatori da Champions. Tevez andrà via, ma ci sono diversi colpi in canna: Sanchez, Fabregas, Modric, Cahill i nomi più importanti nella lista della spesa. Balotelli resterà e Mancini vuole la conferma di Vieira: il contratto del francese scade il 30 giugno. Thrilling Salvezza brivido per il Wigan: il gol di Rodallega al 79' sul campo dello Stoke ha condannato il Birmingham, battuto 2-1 dal Tottenham. La caduta può mandare in rovina il Birmingham: il deficit è pesante. Il Wolves si è salvato pur perdendo 2-3 in casa con il Blackburn.

RUSSIA

Il Cska Mosca vince la Coppa
MOSCA dCon una doppietta di Doumbia, il Cska Mosca batte 2 1 in finale l’Alania Vladikavkaz, squa dra di seconda divisione, e vince la Coppa di Russia, l’undicesima della sua storia considerando anche i trofei vinti all’epoca dell’Unione So vietica. Per l’Alania arriva la qualifi cazione alla prossima Europa Lea gue, visto che il Cska, secondo in campionato nel 2010, giocherà la Champions.

FRANCIA

È Hazard il migliore della Ligue 1
dEden Hazard mette tutti d’accor
do. Il 20enne genietto del Lilla è sta to infatti eletto miglior giocatore della Ligue 1 dai tifosi di tutta la Francia, battendo gli altri candidati Sow, Nenè e Gameiro. Hazard, che aveva già vinto due volte il titolo co me miglior giovane negli ultimi due anni e succede all’argentino Lisan dro Lopez, aggiunge così un pre mio personale al «doublé» realizza to con il Lilla, avendo conquistato campionato e Coppa di Francia, tut to nel giro di una settimana.

Ancelotti Tre righe per liquidare Ancelotti, un'ora dopo lo 0-1 sul campo dell'Everton: il Chelsea ha salutato così l'allenatore italiano. «I risultati di quest'annata non hanno rispettato le aspettative e

Carlo Ancelotti, 51 anni, ieri in panchina a Liverpool contro l’Everton: «away» in inglese significa «in trasferta» ma anche «via»
ANSA

per il club è il momento di preparare la nuova stagione». Ancelotti aveva già parlato in conferenza stampa («ora vado in vacanza, ma non so quanto sarà lunga») ed è stato informato da Ron Gorlay, capo esecutivo del Chelsea, prima di salire sull'aereo che riportava la squadra a Londra. «Prendo atto della decisione della società. Sono stati due anni bellissimi. Sono a posto con

la mia coscienza. Credo di aver fatto un buon lavoro. Ora penserò al futuro. Mi piacerebbe restare in Inghilterra. Il West Ham? Perchè no...». Il destino di Ancelotti era segnato da mesi, ma il recupero in campionato ad aprile aveva alimentato le speranze di poter arrivare alla scadenza del contratto, 30 giugno 2012. La sconfitta dell'8 maggio sul campo del Manchester United

SPAGNA AVEVA VINTO IL TITOLO NEL 2000

SE L’APPELLO NON DARÀ FRUTTI
gnare 10 gol in un campionato. L’ultimo a superare la barriera fu Diego Tristan, nel 2006. Arrivò a 12, mica a 40. Erano scampoli di SuperDepor, lo squadrone di Djalminha e Makaay, Donato e Pandiani, Mauro Silva e Rivaldo, Fran e Bebeto. E di un giovane elegante, dalla classe squisita, «El Mago» Valeron, il migliore dei suoi anche domenica sera nello 0-2 contro il Valencia che ha sancito la retrocessione. Portieri Il Valencia allenato da Unai Emery, figlio di Juan, ex portiere, che nel 1962 fu promosso in Liga col Deportivo. Il Valencia di Cesar Sanchez che domenica ha parato di tutto ai giocatori del Deportivo, così come nel 1994 un altro portiere del Valencia, Gonzalez, parò il rigore di Djukic che valeva una Liga. Subito sotto per il gol di Aduriz al 3’ il Depor ha attaccato e attaccato e al 95’ ha incassato il beffardo 2-0. Poi la commozione, la disperazione e l’enorme affetto. I giocatori sono rimasti in campo, i tifosi sugli spalti. Per venti minuti. I primi a piangere e ringraziare, i secondi a piangere e incoraggiare. Esempio di civismo, valori sportivi, sostegno incondizionato.

Il SuperDepor è sparito Retrocede dopo vent’anni
Per 20 minuti i giocatori sono rimasti in campo e i tifosi sugli spalti
FILIPPO MARIA RICCI
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Mourinho non ci sta: al Tas contro la maxi-squalifica
MADRID José Mourinho contro la Uefa, la battaglia continua. Secondo quanto rivelato ieri dal Sunday Times, il tecnico portoghese, appoggiato dal Real Madrid, è pronto a portare il proprio caso fino al Tas per contrastare la sentenza della Uefa che lo ha squalificato per cinque turni (uno già scontato, uno con la condizionale) e multato di 50.000 euro per le dichiarazioni rilasciate dopo la gara di andata delle semifinali di Champions contro il Barcellona di qualche settimana fa. Colpa di quel monologo indimenticabile, la celebre conferenza stampa dei «por qué» ripetuti più e più volte, con attacco frontale al Barcellona di Guardiola e alla confederazione europea. League, e che gli errori degli arbitri citati (Stark, Ovrebo, De Bleeckere, Frisk) nel lungo monologo sono dimostrabili. Quando il Madrid avrà ricevuto dalla Uefa le motivazioni della sentenza, cosa che apparentemente non è ancora avvenuta, farà appello e se non otterrà ciò che ritiene giusto si rivolgerà al Tas. Una strada lunga e tortuosa, per cercare di avere in panchina il proprio allenatore nelle prime 3 giornate della prossima Champions. f.m.r.

MADRID dSudore, lacrime, sfor-

tuna, passione, sentimenti. E, in fondo al viale, la retrocessione. Dopo vent’anni di Liga se ne va il Deportivo La Coruña, che in questi quattro lustri era diventato SuperDepor, aveva perso una Liga sbagliando un rigore all’ultimo minuto, nel 1994, ne aveva vinta una nel 2000, era arrivato secondo altre tre volte tra il 1995 e il 2002. Aveva conquistato due Coppe del Re, inclusa quella del 2002 al Bernabeu, che «doveva» celebrare il Centenario del Real Madrid e invece finì in Galizia. Era arrivato in semifinale di Champions, nel 2004, mica una vita fa.

Il tecnico Lotina, 53 anni, abbraccia il capitano Valeron, 35 AFP

L’incarico Giovedì scorso allo
stadio Bernabeu è stato ricevuto Jean Louis Dupont, il celebre avvocato della sentenza Bosman. Sarà lui a preparare l’eventuale ricorso al Tas. La tesi difensiva disegnata dal legale e dal Real Madrid sostiene che Mou non ha detto nulla di lesivo nei confronti della Uefa e della Champions

Battendo 4-0 il Milan di Ancelotti, campione d’Europa, e cadendo con grande onore di fronte al Porto di Mourinho. Senza gol Però il Deportivo di oggi non segna, e senza gol è difficile sopravvivere. In questa Liga ha fatto 31 gol, come

Messi, e 9 in meno di Ronaldo. Ventuno partite su 38 senza trovare la porta. E allora per salvarsi non basta avere la settima difesa della Liga, appena 3 gol incassati in più di Valencia, terzo, e Villarreal, quarto. Da cinque anni il Depor non ha una punta che riesca a se-

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MONDO

Big e novità: ecco i re in Europa
Il Lilla è la sorpresa, Ajax e Dortmund i ritorni, in Austria verdetto rinviato per gli incidenti nel derby
ALEX FROSIO
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dManca solo qualche tassello, ma ormai il tabellone delle 52 squadre vincitrici dei campionati europei è quasi al completo.

il resto, quattro quarti di nobiltà: Milan, Manchester United, Barcellona, Ajax, Porto. In più, si aggiungono lo Zenit di Luciano Spalletti e lo Shakhtar di Mircea Lucescu. Verso la Champions Per queste squadre, è garantito un posto nella fase a gironi della Champions. Dove ci sarà una novità assoluta, l’Otelul Galati, che ha vinto per la prima volta il campionato di Romania. Ammessi direttamente anche Olympiacos e Fenerbahce, per completare il quadro dei campioni al tabellone principale della Champions, manca la Svizzera (il Basilea ha un pun-

to di vantaggio sullo Zurigo a una giornata dalla fine). Austria tormentata Tra i campionati ancora senza vincitore c’è la Bundesliga austriaca, ma lo Sturm Graz è vicinissimo al traguardo: a 90’ dalla fine è a +3 sul Salisburgo a +5 sull’Austria Vienna, che però ha una gara in meno. Ieri, infatti, il derby contro il Rapid, è stato sospeso sul 2-0 per l’Austria a causa dell’invasione di campo e degli incidenti causati dai tifosi del Rapid. Alla fine il bilancio è stato di tre ultrà arrestati e due poliziotti feriti. Lunga strada Genk (Belgio),

Le big Tra i tornei più importanti del continente, soltanto la Francia ha espresso una sorpresa, quel Lilla che non conquistava il titolo da 57 anni. In Germania c’è stato il ritorno in vetta del Borussia Dortmund, che l’ultimo Meisterschale (il piatto che viene consegnato ai vincitori della Bundesliga) lo aveva alzato nel 2001-02. Per

Copenaghen (Danimarca) e Glasgow Rangers sono le squadre campioni che partiranno dal terzo turno preliminare. Tutte le altre cominceranno ancora prima, dal secondo turno preliminare, comprese Viktoria Pilsen (Repubblica Ceca) e Videoton (Ungheria), che per la prima volta nella loro storia hanno conquistato il titolo nazionale. Per alcuni la strada sarà ancora più lunga: Dudelange (Lussemburgo), Santa Coloma (Andorra) e Valletta (Malta) partono dal primo turno preliminare, il 28 giugno. Come San Marino, che deve ancora eleggere il suo campione.

PORTO E VILLAS BOAS, QUARTO TRIONFO

Dopo Supercoppa di Portogallo, campionato e Europa League il Porto di Villas Boas ha trionfato anche nella Coppa di Portogallo, battendo in finale il Vitoria Guimaraes 6-2 (3 gol di Rodriguez, Varela, Rolando e Hulk). E Villas Boas eguaglia la stagione 2003 di Mourinho. EPA

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SERIE BWIN IL POSTICIPO DELLA 41a (ore 20.45)

Conte e Sannino Arrivedervi in A
Siena-Varese e due tecnici in rampa di lancio Uno andrà alla Juve, l’altro potrebbe sostituirlo
NICOLA BINDA
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dUno è un predestinato, all’altro vien da ridere. Uno sapeva che sarebbe tornato alla Juve, ma forse non si aspettava che ciò avvenisse in questa estate. L’altro fino a un paio di stagioni fa trascorreva le giornate ad aspettare che una squadra di C2 gli offrisse la panchina, adesso c’è mezza Serie A che lo indica tra i papabili. Il calcio è strano, ma strano...

nello stadio dove ha conosciuto la prima panchina di A (13 gare con l’Atalanta 2009-10); poi sarà Juve, acclamato da tifosi per i quali è sempre rimasto «il capitano», idolo secondo forse solo ad Alessandro Del Piero. Sannino invece deve aspettare la fine dei playoff: se arriverà in fondo, giocherà fino al 12 giugno; la Serie A aspetterà lui? A oggi, sembra proprio di sì: non c’è panchina libera alla quale il tecnico del Varese non venga accostato, dal Palermo in giù; insieme a lui potrebbe spostarsi anche il suo direttore sportivo Sean Sogliano, con il quale lavora in strettissima collaborazione, ma per entrambi la priorità va a questi playoff. Perché se il Varese dovesse andare in Serie A, non si muoveranno da lì. La partita Intanto c’è Siena-Varese. Sulla carta è una partita senza obiettivi, anche se in teoria i toscani possono ancora cercare di scavalcare l’Atalanta (arrivare primi è solo una questione di prestigio, non economica) e i lombardi potrebbero insidiare il terzo posto del Novara (in questo caso ai playoff la solfa cambierebbe). Ma probabilmente nessuno ci pensa. Il Siena vuole soltanto fare festa, il Varese ha qualche infortunato (ultimo Ebagua: naso fratturato) e cerca un buon allenamento. Non snobberanno, comunque, l’impegno. Il 4-2-4 di Conte e il 4-4-2 di Sannino non sono uguali come si può immaginare, ma sono due modelli scolpiti per chi studia da allenatore. Stasera saranno uno di fronte all’altro. L’anno prossimo pure.

SIENA VARESE
SIENA (4-2-4) 43 FARELLI 7 CACCIATORE 13 ROSSETTINI 19 TERZI 3 DEL GROSSO 8 VERGASSOLA 39 MARRONE 23 BRIENZA 24 CAPUTO 11 CALAIO' 10 REGINALDO All. CONTE PANCHINA 22 Iacobucci, 5 Brandao, 21 Rossi, 14 Carobbio, 32 Genevier, 8 Troianiello, 77 Sestu. VARESE (4-4-2) 27 MOREAU 31 PISANO 64 FIGLIOMENI 6 CAMISA 33 PUGLIESE 24 CONCAS 20 OSUJI 3 DOS SANTOS 11 NADAREVIC 9 ALEMAO 91 DE LUCA All. SANNINO PANCHINA 81 Zappino, 2 Pesoli, 35 Armenise, 44 Barberis, 8 Corti, 11 Zecchin, 77 Tripoli.

LA SFIDA PLAYOFF

Dubbio Padova El Shaarawy sarà a Torino?
Comincia la lunga vigilia di Torino Padova, la sfida che domenica dovrà decidere chi parteciperà ai playoff con Novara, Varese e Reggina. Lerda sabato ha studiato i rivali, la squadra è a riposo fino a domani, mentre Cairo dimezza i prezzi dei biglietti (le curve a 5 euro) e carica la truppa, garantendo di stare vicino ai giocatori: «In settimana verrò alla Sisport». Sul fronte Padova invece Dal Canto dovrà fare a meno per quasi tutta la settimana di El Shaarawy, impegnato con l’Under 19 in Polonia nella seconda fase del campionato Europeo (domani con l’Ucraina, giovedì con la Polonia): la società chiederà alla Figc il permesso di fargli saltare la terza gara, in programma proprio domenica con l’Irlanda. così da farlo tornare a casa, con un volo privato. Da valutare le condizioni di Crespo, uscito per infortunio sabato. LUCARELLI VERSO IL RITORNO (f.f.) Si pensa già al futuro in casa Livorno. Spinelli prepara una sorpresa: Cristiano Lucarelli. L'attaccante a giugno torna da Napoli al Parma, che potrebbe facilitare il passaggio in amaranto accollandosi buona parte dell'ingaggio.

ARBITRO Merchiori di Ferrara GUARDALINEE Evangelista-Bagnoli PREZZI da 10 a 20 euro TV Sky Calcio 1 HD e Premium SerieB 1 Inizio alle 20.45 - Andata 0-1 SIENA Numerose le assenze. Caputo e Calaiò le punte titolari, esordio in porta per Farelli. Squalificati Coppola, Ficagna. Diffidati Rossettini, Sestu, Calaiò, Reginaldo, Terzi. VARESE Durante la rifinitura, Ebagua si è rotto il setto nasale: giocherà le prossime partite con una maschera. Squalificati Carrozza e Neto Pereira. Diffidati Nadarevic e Zappino.

Stasera Antonio Conte e Beppe Sannino si troveranno stasera per Siena-Varese, si saluteranno, si sfideranno e magari si sbracceranno meno del solito all’interno della loro area tecnica (ma anche appena fuori...). Poi alla fine si daranno appuntamento per l’anno prossimo. In Serie A. Uno alla Juventus, l’altro chissà dove: magari proprio a Siena. L’anno prossimo Conte aspetta la fine del campionato: domenica, ultima giornata, gioca con l’AlbinoLeffe a Bergamo,

LA SITUAZIONE
La classifica dopo la 41ª giornata: Atalanta p. 78; Siena* 74; Novara 70; Varese* 65; Reggina 61; Padova 59; Torino 58; Livorno ed Empoli 56; Pescara e Vicenza 53; Modena 52; Crotone 51; Grosseto 50; Cittadella e Sassuolo 48; Ascoli (-7), AlbinoLeffe e Piacenza 46; Triestina e Portogruaro 40; Frosinone 38. (*una partita in meno). Così domenica l’ultima giornata (ore 15): AlbinoLeffe-Siena (1-2), Ascoli-Triestina (0-2), Cittadella-Pescara (0-1), Grosseto-Atalanta (0-2), Livorno-Frosinone (2-0), Novara-Modena (1-2), Portogruaro-Crotone (0-2), Sassuolo-Reggina (0-0), Torino-Padova (1-1), Varese-Piacenza (1-2), Vicenza-Empoli (1-1). (Atalanta e Siena in A; Triestina, Portogruaro e Frosinone in Prima).

Antonio Conte, 41 anni FORNASARI

Giuseppe Sannino, 54 anni IPP

2
PROMOZIONI IN A DI CONTE A BARI PRIMA DI SIENA In cinque anni di carriera da allenatore, Antonio Conte ha ottenuto due promozioni, entrambe in serie A: con il Bari nella stagione 2008-09 e con il Siena adesso

4
PROMOZIONI DI SANNINO NELLE ULTIME 4 STAGIONI Beppe Sannino ha ottenuto 4 promozioni negli ultimi 4 anni: in serie C1 con il Lecco 2007, il Pergocrema 2008 e il Varese 2009, in B sempre con il Varese nel 2010

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SECONDA DIVISIONE ANDATA SEMIFINALI PLAYOFF

Pro Patria, un’incredibile cinquina
La squadra senza stipendi da luglio firma una strepitosa vittoria sulla disorientata Pro Vercelli
GIRONE A GIRONE B GIRONE C

Pacilli&Serafini show Carrarese, basta Merini Il Neapolis è furibondo Braghin, serve l’impresa San Marino sfortunato «A Trapani non andiamo»
PRO PATRIA-PRO VERCELLI 5-2 GIUDIZIO ++++ MARCATORI Dell’Acqua (PP) al 2’, Pacilli (PP) all’11’, Malatesta (PV) al 15’, Serafini (PP) al 38’ p.t.; Pacilli (PP) al 1’, Bonomi (PV) al 12’, Cortesi (PP) al 20’ s.t. PRO PATRIA (4-2-3-1) Anania 6,5; Bertin 6, Nossa 6, Zanetti 6, Benedetti 6,5; Cristiano 6 (dal 16’ s.t. Cortesi 6), Calzi 6,5; Pacilli 7,5 (dal 30’ s.t. Som s.v.), Bruccini 6,5, Dell’Acqua 6,5 (dal 43’ s.t. Nocciola s.v.); Serafini 7. (Andreoletti, Polverini, Artuso, Janvier). All. Novelli 7. PRO VERCELLI (4-3-3) Valentini 6; Pigoni 6, Ranellucci 5,5, Labriola 5,5, Schettino 5 (3’ s.t. Murante 6); Marconi 6, Calvi 5,5, Rosso 5,5 (35’ s.t. Ghezzi s.v.); Bonomi 6, Malatesta 6,5, Santoni 6 (dal 25’ s.t. Disabato 6). (Dan, Modolo, Cagliano, Orlando). All. Braghin 5,5. ARBITRO Coccia di San Benedetto 6. NOTE spettatori 1.200 circa, incasso nc. Amm. Nossa, Calzi, Schettino, Pacilli, Santoni, Anania e Serafini. Angoli 5-5.

con gli scatenati Pacilli e Serafini. Ad aprire le marcature una combinazione Serafini- Bruccini conclusa da Dell’Acqua. La Pro Patria ha continuato ad attaccare e ha raddoppiato con Pacilli su assist di Serafini. Sul 2-0 la Pro Vercelli ha reagito e segnato con un colpo di testa di Malatesta e sfiorato il pareggio con Santoni (devia Anania). Ma poco dopo è arrivato il terzo gol della Pro Patria, con Serafini servito da Pacilli. La ripresa Lo stesso Pacilli, in avvio di ripresa, ha firmato il 4-1. Braghin ha tolto il frastornato Schettino e la Pro Vercelli ha fatto il secondo gol con Bonomi. Ma il 5-2 l’ha firmato Cortesi e ora la Pro Vercelli per andare in finale deve vincere con tre gol di scarto.
Aldo Restelli

SAN MARINO-CARRARESE

0-1

GIUDIZIO +++ MARCATORE Merini all’8’ p.t. SAN MARINO (4-2-3-1) Bicchiarelli 6,5; Sorbera 5,5 (dal 27’ p.t. Pelagatti 6), Fogacci 6, Ligi 6,5, Ruggeri 6 (dal 32' s.t. Rivi s.v.); Loiodice 6,5, Del Sole 6; Villanova 6,5 (dal 16’ s.t. Lepri 6,5), Amantini 6,5, Poletti 6; Gasparello 6. (Vivan, Di Benedetto, Pigini, Vitaioli, Rivi). All. Petrone 6,5. CARRARESE (4-3-3) Gazzoli 6,5; Mariotti 6, Benassi 6, Anzalone 6, Vannucci 6,5; Vigiani 5,5 (dal 26' s.t. Cori 6), Corrent 6,5, Conti 6,5; Gaeta 5,5 (dal 32’ s.t. Chadi s.v.), Merini 6,5 (dal 18' s.t. Giovinco 6), Pera 5. (Vigorito, Trocar, Redomi, Vita). All. Monaco 6. ARBITRO Di Paolo di Avezzano 6,5. NOTE spettatori 1.000 circa, incasso di quasi 6.000 euro. Ammoniti Anzalone, Vannucci, Corrent e Giovinco. Angoli 9-1.

che fa pendere ancor più il pronostico dalla sua parte. Dopo il vantaggio i toscani, seguiti da 500 tifosi, tirano i remi in barca: al ritorno possono anche perdere con un gol di scarto per andare in finale. Il San Marino potrebbe pareggiare con Gasparello e soprattutto con Fogacci che in mischia spara su Gazzoli: per la finale, bisogna vincere a Carrara con almeno due gol di scarto. Monologo Anche nella ripresa c’è solo il San Marino: al 2' contropiede di Amantini che serve Poletti, bravo Gazzoli. La Carrarese si rivede al 34' con una punizione di Giovinco. Al 42’ la prova che non è giornata per il San Marino: Lepri fa quello che aveva fatto Merini sul gol, ma centra il palo.
Giorgia Bertozzi

NEAPOLIS-TRAPANI

1-1

GIUDIZIO +++ MARCATORI Moxedano (N) al 5' p.t.; Filippi (T) su rigore al 22' s.t. NEAPOLIS (4-1-4-1) Napoli 6,5; Civita 6 (dal 7' s.t. Salvati 6), Esposito 6,5, Bianchi 6,5, Mannone 6; Daleno 6,5; Moxedano 6 (dal 30' s.t. Bruzzese 6), Barone 6,5, Marinucci Palermo 7, Arena 6 (dal 22' s.t. Bonanno 5,5); Longobardi 6,5. (Saggiomo, Somma, Fontanella, Improta). All. Chiricallo 6. TRAPANI (4-4-2) Castelli 6; Priola 6,5, Pagliarulo 6, Filippi 6,5, Daì 6; Ficarrotta 6 (dal 9' s.t. Barraco 6,5), Pirrone 6 (dal 43' s.t. Cianni s.v.), Domicolo 7, Madonia 6; Perrone 6, Gambino 7. (Dolenti, Lo Bue, Calabrese, Cutaia, Mastrolilli). All. Boscaglia 6. ARBITRO Pairetto di Nichelino 5. NOTE spettatori 400 circa, incasso nc. Espulsi Esposito al 21' st e Bianchi al 43' s.t.; amm. Mannone, Barone, Barraco, Esposito, Bianchi e Filippi. Angoli 0-8.

lone chiedendo alla squadra di uscire. E’ l'amaro epilogo con il Trapani a Isola del Liri, visto che a Mugnano i campani non possono giocare. Furibondo il presidente Mario Moxedano: «Non andremo a Trapani, ditelo a Macalli, questa è la serie C che vuole lui, con arbitri incompetenti e presidenti che non possono avanzare pretese. Ci ha fatto giocare nel Lazio, come se in Campania non ci fossero altri stadi. E non ce l'ho con il Trapani, ma con l'arbitro». La partita Il Neapolis era andato in gol già al 5’ con Raffaele Moxedano (anche lui figlio del presidente) dal limite. Nella ripresa il pareggio con il rigore di Filippi. Al Trapani per la finale basta non perdere, il Neapolis (se gioca) deve vincere.
Gianpiero Pizzuti

SAN MARINO dLa Carrarese ca-

BUSTO ARSIZIO (Va) dLa Pro Pa-

tria lascia da parte le difficoltà (stipendi che mancano da luglio) e travolge la Pro Vercelli

pitalizza al massimo il veloce vantaggio di Merini (destro a giro dal limite all'8') e porta via da San Marino una vittoria

ISOLA DEL LIRI (Fr) dFinisce con

Dino Moxedano, dirigente del Neapolis, che dalla panchina entra in campo e porta via il pal-

Renate e Feralpi Salò Gol in fotocopia: è pari
RENATE–FERALPI SALO’ 1-1 GIUDIZIO +++ MARCATORI Brognoli (R) al 13’, Bracaletti (S) al 19’ p.t. RENATE (4-3-3) Campironi 6; Adobati 6, Cortinovis 6, Bergamini 6, Gavazzi 5,5 (dal 26’ s.t. Pianetti 6); Gualdi 5,5, Cavalli 6,5, Cerea 6 (dal 18’ s.t. J. Ravasi 5,5); Battaglino 6, Mazzini 5,5 (dal 35’ s.t. Umunegbu s.v.), Brognoli 6,5. (Amadori, Gianola, Guidetti, Moretti). All. Boldini 6,5. FERALPI SALO’ (4-3-3) Branduani 6; Ortolan 5,5, Colicchio 6, Leonarduzzi 6,5, Turato 6; Sella 6, Muwana 6, Cortellini 6; Bracaletti 6,5, Graziani 5,5 (dal 28’ s.t. Meloni s.v.), Quarenghi 5,5 (dal 28’ s.t. Zanola s.v.). (Gargallo. Baggio, Oretti, Scioli, Mantovani). All. Rastelli 6,5. ARBITRO Saia di Palermo 6. NOTE spettatori 400 circa, incasso non comunicato. Espulso Gualdi al 41’ s.t.; ammoniti J. Ravasi, Gualdi, Bracaletti e Ortolan. Angoli 7-5.

Il Prato rimedia dallo 0-2 Avellino, festa con 7.000 Ma L’Aquila la spunta Tramortito il Milazzo
L’AQUILA-PRATO 3-2 GIUDIZIO ++++ MARCATORI Falconieri (LA) al 13’, Carcione (LA) al 38’ p.t.; Lamma (P) al 21’, Basilico (P) al 22’, Franciel (LA) al 46’ s.t. L’AQUILA (4-4-2) Testa 6,5; Cutrupi 6, Garaffoni 6, Ruggiero 6, Prete 6; Stamilla 6,5, Carcione 7, Ruscitti 6 (dal 28’ s.t. Perfetti 6), Piccioni 6,5 (dal 19’ s.t. Potenza 6,5); Falconieri 7 (dal 31’ s.t. Galli s.v.), Franciel 7. (Modesti, Di Francia, Pietrella, Iadaresta). All. Ianni 6. PRATO (4-3-1-2) Pazzagli 5; Sacenti 6, Ferri 5,5, Lamma 6,5, De Agostini 6; Zagaglioni 6, Fogaroli 6,5, Taugourdeau 6 (dal 37’ s.t. Varutti s.v.); Pagliuca 5 (dal 35’ p.t. Gori 6); Schenetti 5 (9’ s.t. Basilico 7), Varricchio 6. (D’Oria, Malomo, Corvesi, Silva Reis). All. Bellini 6,5. ARBITRO Borriello di Mantova 5. NOTE spettatori 3.500 circa, incasso di quasi 35.400 euro. Ammoniti Falconieri, Piccioni, Taugourdeau, Ruscitti e Carcione. Angoli 106.

ticolari emozioni. Più felice è la Feralpi, che al ritorno con un pareggio è in finale, mentre il Renate è costretto a vincere in trasferta. I gol Al 13’ sblocca il risultato il Renate: incursione sulla sinistra di Mazzini finalizzata dal liberissimo Brognoli. La Feralpi Salò dopo 6’ trova il pareggio, con un’identica azione: incursione di Graziani a sinistra, cross al centro dove Bracaletti, tutto solo, appoggia in rete. Il Renate ha accusato il colpo e, pur tenendo in mano le redini del gioco, è apparso meno lucido rispetto alle precedenti partite e carente in fase offensiva. Soltanto i colpi di testa di Brognoli e Bergamini nella ripresa hanno fatto scorrere qualche brivido alla Feralpi.
Franco Cantù

il Prato: nel ritorno basterà il pareggio, mentre i toscani dovranno vincere. La partita Trascinato da un grande pubblico, L’Aquila accende la partita con due fiammate. Al 13’ Falconieri azzecca la prodezza balistica dagli sviluppi di un corner calciato corto, poi Carcione raddoppia al 38’ su punizione, sorprendendo Pazzagli. Nella ripresa il Prato mostra grande personalità e riapre la partita: al 21’ Lamma, su punizione di Taugourdeau, è lesto nella ribattuta ed accorcia; dopo 1’ Basilico riceve sulla destra, rientra e di sinistro infila l’ angolino opposto. Ma nel recupero, dopo un rigore negato, L’Aquila si riprende la vittoria con un gran colpo di testa di Franciel.
Alessandro Fallocco

AVELLINO-MILAZZO

2-0

GIUDIZIO +++ MARCATORI De Angelis al 33’ p.t.; Scandurra al 34’ s.t. AVELLINO (4-4-2) Cascella 6,5; Meola 6 (dal 36’ s.t. Nocerino s.v.), Puleo 7, Caso 6,5, Bruno 6; Millesi 6, Acoglanis 7,5, D’Angelo 6, Comini 6 (dal 29’ s.t. Maisto 6,5); De Angelis 7, Vicentin 6 (dal 32’ s.t. Scandurra 7). (Celli, Viscido, Peluso, Panatteri). All. Vullo 7. MILAZZO (4-2-3-1) Terracciano 6,5; Benci 6, Maccarrone 5,5, Lanzolla 5, Suriano 5; Bucolo 6, Suarino 6,5; D’Amico 5,5 (dal 40’ s.t. Iannelli s.v.), Fiore 5,5 (dal 17’ s.t. Proietti 5,5), Quintoni 5,5; Lasagna 5,5 (dal 12’ s.t. Ricciardo 6). (Di Dio, Cucinotta, Di Fatta, Orioles). All. Venuto 5,5. ARBITRO Abbattista di Molfetta 6. NOTE spettatori 7.000 circa, incasso nc. Amm. Lanzolla, Lasagna, Bucolo, Caso, D’Amico, Millesi e De Angelis. Angoli 4-1.

porta di Terracciano è presa subito d’assalto e al 33’ capitola quando su lancio di Acoglanis, migliore in campo, De Angelis sfrutta l’indecisione del duo Maccarrone-Lanzolla. La reazione del Milazzo nei primi 45’ è racchiusa tutta in una punizione di Quintoni parata. La ripresa Nella seconda parte Comini al 23’ costringe Terracciano alla deviazione in angolo, poi al 31’ Puleo salva con un intervento prodigioso sulla linea un tiro di Proietti. Vullo inserisce Maisto e Scandurra che 2’ dopo lo ripagano confezionando in tandem il gol del raddoppio, di testa. Poi nel recupero Millesi e De Angelis falliscono il 3-0. E ora il Milazzo, per andare in finale, deve vincere con almeno due gol di scarto.
Luigi Zappella

MEDA (Mb) dDue reti in fotoco-

pia hanno caratterizzato una partita che non ha offerto par-

L’AQUILA dL’Aquila supera il Prato allo scadere dopo una gara intensa e palpitante contro

AVELLINO dL’Avellino trascinato da oltre 7.000 spettatori batte il Milazzo con una prestazione gagliarda. La squadra di Vullo approccia bene la gara, la

ANDATA PLAYOUT
Kabine illude la Sacilese La Sanremese va a vincere grazie a Sifonetti e Ubaldi
SANREMESE-SACILESE 2-1 GIUDIZIO +++ MARCATORI Kabine (Sac) al 14’, Sifonetti (San) su rigore al 41’ p.t.; Ubaldi (San) al 9’ s.t. SANREMESE (4-3-3) Orlandi 6; Gomes 6,5, Borin 6, Miale 6, Gagliolo 5,5; Salvi 6,5, Ubaldi 7 (dal 34’ s.t. Atragene s.v.), Siciliano 6; Moronti 6, Pippi 6 (dal 25’ s.t. Bifini 6), Sifonetti 7. (Petruzzelli, Raguseo, Papa, Chirieletti, Scaburri). All. Calabria 6,5. SACILESE (4-4-2) Mion 6,5; Di Berardino 6, Gritti 6, Bertagno 6, Fantin 5,5; Segato 6, Vecchiato 6, Dal Cin 6,5 (dal 32’ s.t. Furlan s.v.), Gardin 6; Araboni 5 (dal 13’ s.t. Bonotto 6), Kabine 7. (De Zordo, Grazzolo, Franchetto, Conte, Brotto). All. Andretta 6. ARBITRO Bolano di Livorno 5,5. NOTE spettatori 800 circa, incasso nc. Espulsi Bifini al 46’ s.t. e il tecnico Calabria al 47’ s.t.; amm. Sifonetti, Borin, Fantin, Gomes, Kabine, Gritti, Orlandi e Gagliolo. Angoli 2-4. SANREMO (m.g.) Giochi apertissimi nel playout: al ritorno la Sacilese deve vincere, alla Sanremese basta il pari. Nell’andata Sacilese in vantaggio con rasoterra da fuori di Kabine, pareggia Sifonetti che si conquista e trasforma un rigore; nella ripresa il sorpasso della Sanremese con la bordata di Ubaldi e prima della fine il palo di Kabine.

PRIMA DIVISIONE
Si comincia domenica 29 Il Verona va a Sorrento Ecco date e regolamento
Domenica iniziano i playoff (andata semifinali) e i playout (andata) della Prima divisione: ecco il programma nei due gironi (inizio ore 16). GIRONE A Playoff: Verona-Sorrento e Salernitana-Alessandria. Playout: Alto Adige-Ravenna e Monza-Pergocrema. GIRONE B Playoff: Juve Stabia-Benevento e Taranto-Atletico Roma. Playout: Viareggio-Cosenza e Foligno-Ternana. DATE Domenica 29 inizia la Prima divisione e c’è il ritorno della Seconda. Domenica 5 giugno c’è il ritorno della Prima e l’andata delle finali playoff di Seconda. Domenica 12 giugno c’è l’andata delle finali playoff di Prima e il ritorno di quelle di Seconda. Domenica 19 infine si gioca il ritorno delle finali di Prima. REGOLAMENTO Nei playoff e nei playout, in caso di parità di punteggio e di gol (quelli in trasferta valgono come quelli in casa) dopo la gara di ritorno, è sempre considerata vincente la squadra che si è meglio piazzata in campionato, ossia quella che gioca la partita di ritorno in casa. In caso di parità, si va ai tempi supplementari soltanto nelle finali dei playoff.

SERIE D
Scudetto: vince soltanto l’Arzanese Playoff: crollo del Venezia, Rimini ok Playout: Castellana e Caratese, 5 gol
Prosegue il post-campionato in serie D con le partite della poule scudetto (prima giornata), dei playoff (finali dei 9 gironi) e nei playout (gare di andata). Ecco i risultati e la situazione nelle tre manifestazioni. POULE SCUDETTO TRIANGOLARE 1 Treviso-Cuneo 0-0 (ha riposato Mantova). Classifica: Cuneo e Treviso p. 1, Mantova 0. Così domenica 29: Mantova-Treviso. TRIANGOLARE 2 SantarcangeloPerugia 0-0 (ha riposato Borgo a Buggiano). Classifica: Perugia e Santarcangelo p. 1, Borgo a Buggiano 0. Così domenica 29: Borgo a Buggiano-Santarcangelo. TRIANGOLARE 3 Arzanese-Aprilia 3-1 (ha riposato Ebolitana). Classifica: Arzanese p. 3, Aprilia e Ebolitana 0. Così domenica 29: Aprilia-Ebolitana. LA SITUAZIONE La terza giornata è in programma domenica 5 giugno; in semifinale vanno le tre vincenti più la miglior seconda. PLAYOFF GIRONE A Saint Christophe-Aquanera 1-1 dopo i tempi supplementari. GIRONE B Voghera-Colognese 3-1. GIRONE C Venezia-SandonàJesolo 2-3. GIRONE D Pontedera-Castelfranco 2-0. GIRONE E Sansepolcro-Pianese 3-3 dopo i tempi supplementari. GIRONE F Teramo-Rimini 1-3 d.t.s. GIRONE G Bacoli-Monterotondo 3-0. GIRONE H Pomigliano-Gaeta 3-1. GIRONE I Forza e Coraggio-Sambiase 2-0. LA SITUAZIONE Domani c’è il sorteggio tra le vincenti per stabilire i nuovi triangolari del 29 maggio, 5 e 8 giugno: le squadre qualificate sono Saint Christophe, Voghera, SandonàJesolo, Pontedera, Sansepolcro, Rimini, Bacoli, Pomigliano, Forza e Coraggio. In semifinale con le vincenti dei tre triangolari va anche la Turris, in quanto finalista di Coppa Italia. Alla fine dei playoff sarà composta una graduatoria da utilizzare per eventuali ripescaggi in Seconda. PLAYOUT GIRONE A Albese-Rivoli 3-0. GIRONE B Trento-Castellana 0-5; Caratese-Villafranca 5-1. GIRONE C Concordia-Montecchio 1-1; Opitergina-Belluno 0-0. GIRONE D Carpenedolo-Ponsacco 0-2. GIRONE E Deruta-Sestese 3-1; Montevarchi-Orvietana 0-0. GIRONE G Sanluri-Cynthia 0-1; Guidonia-Astrea 1-3. GIRONE H Angri-Sant'Antonio Abate 1-1; Pisticci-Battipagliese 0-1. GIRONE I Rossanese-Noto 0-0; Modica-Marsala 2-1. LA SITUAZIONE Le gare di ritorno si giocano domenica 29: le perdenti retrocedono in Eccellenza, in caso di parità si salva la squadra meglio posizionata in classifica, cioè quella che fa il ritorno in casa.

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

FORMULA 1 GP SPAGNA
L’ILLUSIONE

Capolavoro di Fernando: da 4o a primo

P

CHE SCATTO
Scattato benissimo dalla seconda fila, Fernando Alonso si porta in scia alla Red Bull di Sebastian Vettel, che nei primi metri prova a chiudere la strada IPP DA TV
DAL NOSTRO INVIATO

ATTACCO A WEBBER
Fernando passa Vettel, poi sullo slancio vede un varco sulla destra e si butta dentro con decisione, affiancando anche l’altra Red Bull di Mark Webber IPP DA TV

SORPASSO
Anche Webber è costretto a cedere allo spunto dello spagnolo della Ferrari, mentre all’esterno Vettel cerca di attaccare il compagno AFP-GETTY IMAGES

PINO ALLIEVI
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

MONTMELO’ (Spagna) dSe la Ferra-

ri, col miglior Alonso dell’anno, si fa addirittura doppiare, c’è davvero qualcosa che non funziona. Quella che era iniziata come una grande festa, col campione spagnolo autore di una partenza incredibile e leader autoritario per 18 magici giri, si è conclusa con la mestizia di un funerale. Perché Fernando nei successivi 48 passaggi ha rimediato un distacco da lasciare senza parole. E a tre giri dalla fine si è visto superare di slancio dai primi quattro: doppiato. Pazzesco. Il 5o posto non conta niente, anzi, è l’immagine di una batosta pesantissima, con un pilota che vola e una macchina che lo tiene indietro. I guai della 150 Italia sono quelli già emersi nelle altre gare e che a Montmelò, con pneumatici più duri dei precedenti, si sono accentuati: la macchina non riusciva a scaldare le gomme e scivolava come se andasse sul ghiaccio, quando invece c’era una temperatura estiva e l’asfalto era attorno ai 36˚. Distacco Il guaio è che, nelle stesse condizioni, Red Bull e McLaren (che nella precedente gara in Turchia era inesistente), viaggiavano a ritmi elevatissimi, rifilando alla Ferrari da 2 a 3"5 a giro. Mondiale finito, allora? Quasi: 67 punti sono un ritardo troppo pesante, anche se arrivano tre gare che richiederanno gomme morbide, super-morbide e medie con le quali le rosse vanno meglio. Domenica c’è Montecarlo, circuito dove l’aerodinamica conta poco, poi si va in Canada e a Valencia. Allungo Intanto ieri Vettel, appena superato Alonso, con un miglior pit

Vettel in fuga
Alonso show poi la Ferrari affonda
Il tedesco della Red Bull tiene a distanza Hamilton e trionfa. Ora ha 41 punti di vantaggio su Lewis Lauda incantato da Fernando: «Mai vista una partenza più bella ma il Mondiale ormai è andato»
stop, ha salutato tutti e ha vinto in carrozza, tenendo a distanza di sicurezza Hamilton, che con la McLaren gli era arrivato in scia dopo una corsa molto bella e ora ha un vantaggio sull’inglese di 41 punti. La partenza al rallentatore ha invece condizionato Webber, quarto a 47 secondi dal compagno, e soprattutto di Button, che con 3 soste, invece delle 4 di quasi tutti, è riuscito ad acciuffare il podio. Red Bull e McLaren hanno lottato ad armi quasi pari, con la prima che comunque è stata superiore, almeno con Vettel. Spinta Commenta Niki Lauda: «Che Alonso! Mai visto una partenza più bella in vita mia. Ma che Ferrari! Come è possibile che gli altri vadano bene con le gomme dure e loro no? Il Mondiale è oramai di Vettel, però Montezemolo deve fare qualcosa, la Ferrari non può andare così...». Un messaggio accorato, da un mito legato nel cuore a Maranello. Anche se la prevedibile strigliata del presidente non servirà a rendere competitiva una vettura nata senza carico aerodinamico. È da qui che partono i guai. Perché con le gomme più soffici la Ferrari, sabato e ieri, si è comportata benissimo, ma con le dure è andata nel pallone. Perfezione La Red Bull è una macchina eccezionale ed è anche la miglior squadra nei pit stop. Poi c’è Vettel che non sbaglia nulla, sa amministrarsi le gare e conservare la meccanica. Webber lo scorso anno riusciva a competere quasi alla pari, adesso il tedesco non è più alla portata di Mark: le vittorie gli hanno dato fiducia. E vince col sorriso, che non è da tutti. Gli altri non sono esistiti. Massa, partito indietro, si è ritirato

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I NUMERI
Sono le vittorie centrate quest’anno da Vettel su 5 gare. In Cina, dove ha vinto Hamilton, il tedesco ha chiuso secondo

Che sfida 4
«Lewis mi ha messo paura»
MARCO DEGL’INNOCENTI
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

smesso di funzionare: «A dieci giri dalla fine mi hanno detto di non usarlo. Non proprio il genere di notizie che uno vorrebbe sentirsi dire». Sorpresa Dopo la vittoria, oltre allo champagne e al trofeo, per Seb c’è stata una gradita sorpresa: i complimenti di Renè Adler, portiere del Bayern Leverkusen e della nazionale tedesca. Sebastian, tifoso ed a sua volta appassionato giocatore di calcio, si è intrattenuto a lungo con lui. Attacco Lewis Hamilton è arrivato secondo con appena sei decimi di distacco da Vettel. «Ho dato tutto quello che potevo — ammette il pilota della McLaren —. All’inizio Fernando ha frenato un po’ le Red Bull eppure, nonostante nel corso della gara anche la nostra velocità fosse molto buona, era davvero difficile superare Sebastian. Le Red Bull sono incredibilmente veloci, la loro aderenza nettamente superiore. Sotto questo aspetto dobbiamo insistere e migliorare». L’inglese non si è detto deluso: «Abbiamo potuto lottare ed ho preso di nuovo molti punti. Anche Button ha ottenuto un bel risultato. Adesso vado a Monaco con una spinta positiva. Là è il pilota che fa la differenza e dovremmo essere ancora più vicini alle Red Bull». Promessa mantenuta Il suo compagno, Button, si è rammaricato soltanto della partenza: «Il mio primo giro è stato un disastro. Poi, grazie ai sorpassi ma soprattutto ad una fantastica strategia, sono riuscito ad arrivare sul podio. Avevo annunciato battaglia e sono convinto di aver mantenuto la promessa».

DAVANTI A TUTTI
Alla prima curva a passare per primo è Alonso, seguito da Vettel e Webber, mentre alle loro spalle Hamilton con la McLaren ha la meglio su Rosberg GETTY IMAGES

HELMUT MARKO

«La rossa spiava le nostre comunicazioni»
MONTMELÒ (m.d.i.) «La Ferrari spiava in qualche modo le nostre comunicazioni». Lo ha affermato Helmut Marko, responsabile Motorsport della Red Bull, che ha spiegato: «Ce ne siamo accorti perché abbiamo detto relativamente tardi a Webber di rientrare per il primo pist stop. Ciò nonostante la Ferrari ha reagito in tempo facendo rientrare a sua volta Alonso. Poi abbiamo cambiato qualcosa nel nostro sistema di comunicazione e da lì in avanti la Ferrari non è più riuscita a capire cosa avremmo fatto».

Le vittorie totali del campione tedesco. Lo stesso numero di successi di Brabham, Fittipaldi, Hamilton e G. Hill

14

Seb: «Temevo finisse come in Cina» L’inglese: «A Monaco conterà il pilota»
MONTMELO’ (Spagna) d Il duello tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo giro. Poi, quando la Red Bull è passata davanti alla McLaren sul traguardo, il tedesco ha gorgheggiato trionfante alla radio uno strano urlo: «Jabadabadoo — ring — ding — ding!». Appena sceso dalla vettura il campione del mondo ha chiarito, si fa per dire, cosa significasse il grido di vittoria: «Dal 2009 è un rituale tra i tecnici e me: è ispirato a quello di un personaggio dei fumetti (Fred Flinstone; n.d.r.)». Poi ha aggiunto in tono serio. «È stata davvero una corsa molto dura. Quando ho visto la bandiera a scacchi è come se mi fosse finalmente caduto dalle spalle un peso da una tonnellata».

Sebastian Vettel 23 anni
GETTY

La Ferrari non si ritirava per un guasto tecnico dal GP Germania 2009 (Raikkonen). Massa interrompe una striscia di 31 gare

31

Berghe von Trips, a Zandvoort (Olanda), su una Ferrari. Questa volta la Ferrari non ha vinto, ma Vettel per qualche giro ha quasi temuto che potesse accadere: «Alla partenza francamente non ho proprio capito da dove Alonso fosse scappato fuori. E’ uscito da nulla. E per un po’ ci ha tenuto dietro». Duello Poi però è stato Hamilton a contendergli la vittoria fino all’ultimo. «Tutti pensavano che sarebbe stata una corsa noiosa ed uno show della Red Bull — racconta Vettel —. Invece la McLaren è stata davvero molto forte. Lewis mi ha messo sotto pressione. Negli ultimi dieci giri le mie gomme hanno cominciato a cedere ed ho pregato che non andasse a finire come in Cina, dove era riuscito a battermi. Il risultato è perfetto, non poteva andare meglio, abbiamo mantenuto i nervi saldi». Il momento più difficile della sua gara è stato quando, ancora una volta, il kers della sua vettura ha

Sebastian Vettel (destra), 23 anni, si congratula con Lewis Hamilton, 26. Sotto il tedesco vince davanti all’inglese
REUTERS-AFP

CASO DIFFUSORI

Hrt: «Pronti a fare reclamo a Montecarlo»
quando era 10˚ per un problema al cambio. Schumacher, scattato forte, è rimasto per tutta la gara con Rosberg nell’ombra, alle sue spalle, e una Mercedes persino inferiore alla Ferrari. E poi un elogio a Heidfeld (8˚) e a Kobayashi (10˚) che partiti in fondo al gruppo sono andati persino a punti. Tre giorni di stop, da giovedì tutti in pista a Monaco. E speriamo che nella follia del Principato la rossa si risvegli. Sempre che la protesta minacciata dalla piccola Hrt sui diffusori «soffiati» non trasformi la gara in una farsa.
MONTMELÒ — GP di Monaco a rischio per chi monta scarichi che soffiano gas anche in rilascio: in sostanza tutti tranne Hrt, Virgin e Williams. «Abbiamo scritto una lettera a Todt — ha spiegato Colin Kolles, capo Hrt — affinché quelle soluzioni siano bandite subito. Mi aspetto una risposta prima di Monaco, altrimenti non avremo altra scelta che presentare ricorso. Questi diffusori soffiati garantivano più carico con l’acceleratore schiacciato, ora siamo a un secondo stadio: il gas caldo esce anche con l’acceleratore a zero»,

Partenza Sebastian Vettel ha conquistato la quarta vittoria stagionale esattamente nel giorno in cui, cinquanta anni fa, un pilota tedesco vinceva la prima gara in F.1: Wolfgang

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FORMULA 1 GP SPAGNA

Schumacher, segni di risveglio
Michael disputa la più bella corsa del 2011. Button rimonta entusiasmante, Webber una delusione
LE PAGELLE
di PINO ALLIEVI

GLI ALTRI

Una gara da gigante della F.1
P9
FERNANDO ALONSO
Tutti fenomeni con la Red Bull. Ma i miracoli di sabato e di ieri sono un’altra cosa. Alonso ha dato lezioni di guida e si è capito perché la Ferrari l’ha bloccato fino al 2016. È scattato come un razzo al via e ha tenuto la testa per 18 giri. Esce ingigantito dal GP di Spagna, la Ferrari no: invece di crescere in gara, stavolta ha fatto marcia indietro GETTY IMAGES

Bene Heidfeld una rincorsa d’esperienza
NICK HEIDFELD 7 Ultimo nello schieramento, dopo lo spettacolare fuoco di sabato mattina, 8o al traguardo, primo dei piloti Renault (Petrov è giunto 11o) con una corsa fatta tutta di esperienza, affrontando il primo tratto con le gomme dure. Bravo. PAUL DI RESTA 6,5 Con la macchina che si ritrova, le ambizioni sono per forza limitate a stare davanti al compagno: una volta di più si è messo alle spalle Sutil. Obbiettivo raggiunto. NICO ROSBERG 6 Ma perché ogni tanto sbaglia la partenza? Quella di ieri gli è costata carissima: Schumi lo ha scavalcato e lui non è più riuscito a recuperare.

w taccuino
I NUMERI
OSPITE AL GP
Fernando Alonso ieri ha chiuso il GP doppiato. È stata la prima volta da quando corre per la Ferrari (2010)

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La F.1 tenta Lorenzo
dC’era l’iridato MotoGP Jorge Lo renzo ieri a Montmelò. Sul motorho me Mercedes (Petronas è sponsor comune) ha parlato col suo idolo Schumacher. Gli è stato chiesto se gli piacerebbe guidare una F.1: «Sì, se l’ha fatto Valentino vorrei farlo anch’io». Replica: «Ok, senza impe gno, magari a fine stagione...».

SEBASTIAN VETTEL

LEWIS HAMILTON

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Nessuno ha ancora capito come la Red Bull usi il kers: a volte compare, poi scompare. Ma, con o senza, lui invece c’è sempre. Con la freddezza di chi sa che, con la macchina migliore, può minimizzare i rischi e regolarsi sugli avversari. Un passo verso il secondo titolo ANSA

8
Ha disputato una corsa all’altezza di Vettel, ma senza disporre della sua vettura: quando nel finale ha tentato di mettersi in scia a Sebastian per superarlo, l’altro ha smorzato ogni tentativo. Un Hamilton molto tattico, che ha corso con intelligenza. Ottima la McLaren REUTERS

BANDIERE IGNORATE

Sono i punti in meno che ha quest’anno lo spagnolo rispetto alla scorsa stagione, quando era 2˚ con 67 punti

16

Reprimenda Fia per 4
dUn’ora e mezzo di tensione a fine gara per Hamilton, Button, Webber e Alguersuari, passati troppo velo ci alla curva 4 con le bandiere gialle esposte. I commissari hanno deci so per una semplice reprimenda.

VINCE KISS IN GP3

Caldarelli quarto
dL’ungherese Tamas Pal Kiss ha vinto a Montmelò gara 2 della GP3, davanti all’olandese Melker e all’in glese Smith. Quarto Andrea Calda relli, settimo Vittorio Ghirelli.

KAMUI KOBAYASHI

M. SCHUMACHER

7,5
Quello che è uno dei pochi funamboli della F.1 va ancora a punti, malgrado un pit stop al 1˚ giro per una foratura. Calma, gran temperamento, aggressività, Kobayashi ha replicato la Turchia: anche lì, da ultimo a 10˚. LAPRESSE

7
La più bella corsa del 2011. Grande la partenza con la quale ha scavalcato Rosberg, poi si è limitato a stare davanti al compagno sino alla fine. Le due Mercedes doppiate dimostrano come però non sia in crisi solo la Ferrari COLOMBO

SERGIO PEREZ 6 È giunto nono e ha conquistato i primi punti mondiali della sua vita. La Sauber va bene, lo aiuta nella crescita. Ma Kobayashi gli ha recuperato praticamente un giro, arrivandogli a soli 5". VITALY PETROV 5 Inesistente, un fantasma. E dire che in griglia era sesto... PASTOR MALDONADO 5 Grande qualifica, ma poi è scomparso subito di scena, piazzandosi 15o. Invisibile.

Sono i punti in più che ha ora Vettel rispetto alla scorsa stagione. Nel 2010, dopo 5 GP, aveva vinto solo una gara ed era 3˚ con 60 punti

58

LA STORIA FERRARI

In edicola il dvd su Montezemolo

JENSON BUTTON

MARK WEBBER

6,5
Una rimonta entusiasmante, dal 10o al 3o posto. Cosa gli era successo? «Non lo so, mi sono trovato un sacco di macchine attorno...». Da gran tattico, facendosi guidare dal box, ha cominciato la rimonta grazie alla strategia dei tre pit stop, invece dei quattro degli altri REUTERS

5,5
Sarebbe stato un 5 pieno se non avesse ottenuto la pole. Al via si è fatto sorprendere da Alonso e da Vettel. Poi è rimasto troppo tempo in scia a Fernando. Alla fine poteva riprendere Button, ma non ce l’ha fatta: «A momenti ero veloce, altri no». Ce ne siamo accorti... LAPRESSE

È in edicola da oggi a un prezzo di 10,99 euro (più il prezzo del quotidiano) il 7˚ dvd della «Grande storia della Ferrari». Il numero è dedicato ai successi del presidente Luca Cordero di Montezemolo.

Nick Heidfeld, 34 anni AFP

ARRIVO
POS PILOTA NAZ TEAM DISTACCO (PIT STOP)

CLASSIFICHE
PILOTI
POS PILOTA NAZ PUNTI AUS MAL CIN TUR SPA

GIRI VELOCI
118 77 67 61 51 26 25 24 21 14 9 6 2 2 2 0 0 0 0 0 0 0 0 0 25 18 10 8 12 6 15 4 2 1 25 4 12 18 8 15 10 2 6 1 18 25 15 12 6 10 8 2 4 1 25 12 18 8 15 10 6 4 1 2 43 20 15 10 10 1 2 25 18 12 15 10 6 4 8 1 2 37 33 10 4 14 3 -

CALENDARIO
Le 19 gare del 2011 Australia (vincitore Vettel) Malesia (vincitore Vettel) Cina (vincitore Hamilton) Turchia (vincitore Vettel) Spagna (vincitore Vettel) 29-5 Monaco (Montecarlo) 12-6 Canada (Montreal) 26-6 Europa (Valencia) 10-7 GB (Silverstone) 24-7 Germania (Nürburgring) 31-7 Ungheria (Budapest) 28-8 Belgio (Spa) 11-9 Italia (Monza) 25-9 Singapore* (Singapore) 9-10 Giappone (Suzuka) 16-10 Corea del Sud (Yeongam) 30-10 India** (New Delhi) 13-11 Abu Dhabi (Yas Marina) 19-11 Brasile (Interlagos) * gara in notturna ** In attesa di omologazione Fia

CAMBI GOMME
Ecco pilota per pilota i pit stop. S indica la mescola soft (morbida) e H quella hard (dura). Tra parentesi il giro. Sono partiti tutti con gomme morbide, tranne Heidfeld, Sutil e Barrichello. Vettel 4: S (9) S (18) H (34) H (48) Hamilton 4: S (11) S (23) H (35) H (49) Button 3: S (14) S (30) H (48) Webber 4: S (10) S (19) H (29) H (47) Alonso 4: S (10) S (19) H (29) H (39) Schumacher 3: S (10) S (26) H (41) Rosberg 3: S (11) S (27) H (42) Heidfeld 3: S (21) S (36) S (50) Perez 3: H (7) S (29) S (47) Kobayashi 3: H (1) S (25) S (44) Petrov 3: S (11) S (26) H (41) Di Resta 3: S (15) S (32) H (51) Sutil 3: S (13) S (30) S (48) Buemi 3: S (9) S (25) H (42) Maldonado 4: S (8) S (20) H (36) H (53) Alguersuari 4: S (11) S (24) H (36) H (50) Barrichello 4: S (11) S (23) H (35) S (54) Trulli 3: S (15) S (29) H (43) Glock 3: S (16) S (38) H (53) D’Ambrosio 3: S (17) S (34) H (49) Karthikeyan 3: S (14) S (28) H (47) Massa 3: S (11) S (21) H (36) Kovalainen 3: S (16) S (28) H (41) Liuzzi 1: S (16)

1.

VETTEL

GER Red Bull-Renault

1h39’03"301 (4) media 186,020 km/h a 0"630 (4) a 35"697 (3) a 47"966 (4) a 1 giro (4) a 1 giro (3) a 1 giro (3) a 1 giro (3) a 1 giro (3) a 1 giro (3) a 1 giro (3) a 1 giro (3) a 1 giro (3) a 1 giro (3) a 1 giro (4) a 2 giri (4) a 2 giri (4) a 2 giri (3) a 3 giri (3) a 4 giri (3) a 5 giri (3)

2. 3. 5. 7. 8. 9.

HAMILTON BUTTON ALONSO ROSBERG HEIDFELD PEREZ

GB GB

McLaren-Mercedes McLaren-Mercedes

4. WEBBER

AUS Red Bull-Renault SPA Ferrari GER Mercedes GER Renault MES Sauber-Ferrari GIA GB SVI Sauber-Ferrari Force India-Mercedes Toro Rosso-Ferrari RUS Renault GER Force India-Mercedes VEN Williams-Cosworth

6. SCHUMACHER GER Mercedes

10. KOBAYASHI 11. PETROV 12. DI RESTA 13. SUTIL 14. BUEMI 15. MALDONADO

16. ALGUERSUARI SPA Toro Rosso-Ferrari 17. BARRICHELLO BRA Williams-Cosworth 18. TRULLI 19. GLOCK 20. D’AMBROSIO ITA Lotus-Renault GER Virgin-Cosworth BEL Virgin-Cosworth HRT-Cosworth

1. VETTEL 2. HAMILTON 3. WEBBER 4. BUTTON 5. ALONSO 6. ROSBERG 7. HEIDFELD 8. MASSA 9. PETROV 10. SCHUMACHER 11. KOBAYASHI 12. BUEMI 13. SUTIL 14. PEREZ 15. DI RESTA 16. ALGUERSUARI 17. BARRICHELLO 18. TRULLI 19. D’AMBROSIO 20. KOVALAINEN 21. GLOCK 22. MALDONADO 23. KARTHIKEYAN 24. LIUZZI COSTRUTTORI 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9.

GER GB AUS GB SPA GER GER BRA RUS GER GIA SVI GER MES GB SPA BRA ITA BEL FIN GER VEN IND ITA

1. Hamilton 1’26"727 (52˚) 2. Barrichello 1’26"891 (60˚) 3. Heidfeld 1’26"958 (61˚) 4. Vettel 1’27"162 (60˚) 5. Webber 1’27"187 (50˚) 6. Perez 1’27"247 (55˚) 7. Button 1’27"518 (63˚) 8. Kobayashi 1’27"615 (52˚) 9. Alonso 1’28"737 (22˚) 10. Sutil 1’28"791 (52˚) 11. Massa 1’29"081 (24˚) 12. Alguersuari 1’29"132 (52˚) 13. Rosberg 1’29"155 (34˚) 14. Maldonado 1’29"391 (64˚) 15. Schumacher 1’29"463 (34˚) 16. Di Resta 1’29"469 (42˚) 17. Petrov 1’29"592 (35˚) 18. Buemi 1’30"049 (27˚) 19. Kovalainen 1’30"618 (34˚) 20. Trulli 1’30"783 (34˚) 21. Glock 1’31"635 (40˚) 22. D’Ambrosio 1’32"549 (36˚) 23. Karthikeyan 1’32"848 (33˚) 24. Liuzzi 1’33"884 (22˚)

21. KARTHIKEYAN IND

RITIRATI: LIUZZI (ITA/HRT Cosworth) al 29˚ giro, cambio; KOVALAINEN (FIN/Lotus Renault) al 49˚, incidente; MASSA (BRA Ferrari) al 59˚, cambio. GIRO PIÙ VELOCE: il 52˚ di HAMILTON in 1’26"727, media 193,227 km/h.

185 RED BULL 33 37 35 138 MCLAREN 37 22 26 75 FERRARI 14 18 18 46 2 RENAULT 15 15 MERCEDES 40 14 2 11 SAUBER 1 6 6 TORO ROSSO 4 4 FORCE INDIA 3 1 WILLIAMS; 10. LOTUS 0; 11. VIRGIN 0; 12. HRT 0.

Lewis Hamilton, 26 anni ANSA

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

FORMULA 1 GP SPAGNA

ALONSO
«Bene solo il via ma per il Mondiale non mi arrendo»
«Impensabile rinunciare al titolo dopo 5 gare» C’è una nuova frizione dietro la partenza sprint
DAL NOSTRO INVIATO

della Fia di mettere fuorilegge la nuova ala posteriore non ha aiutato la 150. «Ci è mancato carico aerodinamico. Non avevamo un alettone posteriore adatto al tracciato. Ora dovremo analizzare le tante altre novità che abbiamo portato qui per capire perché in 15 giorni abbiamo perso così tanto da Red Bull e McLaren». Montecarlo Si potrà rimediare su una pista tanto atipica come quella di Monaco? «Quella è una gara unica dove tutto può succedere. Certo lì serve il maggior carico aerodinamico possibile e noi non ne abbiamo molto, però era così anche l’anno scorso eppure eravamo competitivi». Campionato «Il Mondiale non è finito — prosegue il ferrarista —, in fondo abbiamo disputato soltanto cinque gare: il ritardo in classifica è enorme ma dobbiamo disputare ancora tante corse nelle quali tutto può ancora succedere». Sconsolato Felipe Massa non è invece riuscito a vedere la bandiera a scacchi, tradito dal cambio. È il primo ritiro della stagione per le rosse «È stata la degna conclusione di un brutto fine settimana — spiega il brasiliano, che durante la gara è finito pure in testa coda —. In uscita dalla curva 5 non sono più riuscito ad inserire le marce e mi sono dovuto fermare lì. Per fortuna ora andiamo a Monaco dove non avremo le gomme dure. Quando le ho montate, non c’era aderenza e faticavo a tenere la macchina in pista».

MARIO VICENTINI
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libera. Ecco il segreto che ha consentito a Fernando di passare in testa al via come aveva pronosticato. Partenza «Il momento più bello della gara è stata la partenza — è il bilancio dello spagnolo, poi quinto al traguardo —. Avevamo lavorato tantissimo su questo fronte e i risultati li avete visti. È stato fantastico vedere dagli schermi tv lungo la pista la felicità dei tifosi sulle tribune! Ho dato il massimo anche per loro, le ho provate tutte per restare davanti. In quei primi 18 giri ho dato vita a una battaglia formidabile per tenerli dietro. Le abbiamo tentate tutte cercando, per quanto pos-

MONTMELÒ (Spagna) Fernando Alonso, che nel tempo libero si diletta a fare il mago, lo aveva pronosticato alla vigilia: «Sarà dura perché anche le McLaren partono bene, ma sarebbe bello arrivare in testa alla prima curva».

«Monaco è una gara particolare, tutto può succedere». Massa: «Fermato dal cambio, ma non stavo in pista con le gomme dure»
sibile, di anticipare le loro mosse». Poi quando è passato dalle gomme morbide alle dure, Fernando è stato costretto ad alzare bandiera bianca: «Ho dovuto farci più di metà gara e questo ci ha penalizzato, ampliando il distacco più di quello che credo sia nella realtà». Alettone Di certo la decisione

Segreto Una sbruffonata? No, perché tra le novità che la rossa ha fatto esordire in questo gran premio c’era una nuova doppia frizione. Il regolamento infatti obbliga a usare lo stesso cambio per cinque gare ma la sostituzione della frizione è

LE ALTRE GARE

Cross in Brasile Philippaerts e Cairoli imbattibili
Desalle sbaglia due volte, gli italiani vincono una manche a testa e recuperano tanti punti
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dÈ tutta italiana la 4a gara del Mondiale cross Mx1 a Indaiatuba, in Brasile. Antonio Cairoli (Ktm) ha vinto gara-1, nella seconda ha dominato David Philippaerts (Yamaha), che centra anche il GP. E la classifica si accorcia con Desalle (Suzuki) leader davanti a Nagl (Ktm), ma con Cairoli 3o che passa da -24 a -13 e Philippaerts che diventa 4o a -26.

succede spesso, iniziando una fuga che però non si concretizza. Philippaerts alle sue spalle cede al compagno Frossard, che poi attacca anche Cairoli. Qualche giro di studio e attacco decisivo per Cairoli che si è riporta in testa. Ma non è finita: Desalle, risalito come una furia dopo una partenza in 15a posizione, prova ad attaccarlo, ma sbaglia e retrocede al 4o posto. Vittoria di Tony con Philippaerts che ha la meglio su Frossard, Desalle e Nagl. Sorpasso Sceneggiatura simile

Lotta La giornata inizia bene per Cairoli: scatta come non gli

SUPERSTARS TERZA TAPPA IN PORTOGALLO

Biagi brilla doppietta con la Bmw
Il marchio tedesco «occupa» i due podi Bertolini sfortunato

ALESSANDRO STEFANINI
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PORTIMAO (Portogallo) dThomas Biagi, Andrea Cerqui e Stefano Gabellini, tutti con la Bmw, hanno monopolizzato il podio nella 3ª prova della Superstars, con il bolognese, campione uscente, capace di imporsi in entrambe le prove. Biagi adesso comanda la classifica. Le Bmw M3 hanno messo in mostra le proprie qualità telaistiche su un tracciato molto guidato e difficile per i pneu-

LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Fernando Alonso durante il GP di Spagna: da notare l’anteriore sinistra deteriorata COLOMBO

«Fa male vedere la Ferrari doppiata»
Domenicali: «La peggior corsa dell’anno. Pensare già al 2012? Valuteremo dopo Valencia»
DAL NOSTRO INVIATO

funzionare le nuove gomme dure. Noi non ne avevamo abbastanza e infatti giravamo almeno due secondi più lenti dei primi quattro. Sapevamo che non era la pista adatta alla 150 Italia, ma siamo consapevoli che dovremo lavorare per trovare più carico per far funzionare anche le Pirelli più dure. Fa male finire doppiati, inutile nasconderselo. Ma senza una maggiore deportanza tutto sarà più difficile. Ci consola il fatto che su altre piste il carico aerodinamico sarà meno importante e le novità che avevamo qui ci permetteranno di andare più forte. Certo che la quarta vittoria di Vettel mette a rischio il Mondiale. Ma abbiamo l’obbligo di continuare a lottare. Fernando con una macchina valida può portare a casa un gran risultato». Obiettivi Si ripeterà il 2009 quando la Ferrari abbandonò lo sviluppo per concentrarsi sulla vettura 2010? «Non c’è una scadenza. Ci aspettano tre gare —Monaco, Canada e Valencia — dove useremo gomme super morbide, morbide e medie: vedremo dove saremo e poi faremo il punto della situazione. La variabilità delle prestazioni è un tema della stagione: se la Red Bull si conferma sempre forte, alle sue spalle i rapporti di forza cambiano a seconda delle caratteristiche dei tracciati». Domenicali si congeda, sostenendo che «il pronostico per Monaco è impossibile. In Turchia la Mercedes ci era stata superiore in prova ma in gara l’abbiamo battuta. La McLaren là andò male, qui era fortissima. Decidono le gomme».

I V8 E I V4 INSIEME NEL 2013?

4

GP2 LA GARA-2

La Fia avrebbe proposto ai team un compromesso per i motori del futuro
PROPOSTA

L’incidente al via tra Jules Bianchi (a destra contro il muro) e Giedo Van der Garde PELLEGRINI

Todt vorrebbe garantire un regime transitorio per il 2013 consentendo l’uso degli attuali V8 da 2400 aspirati accanto ai nuovi 4 cilindri 1600 turbo
ECCLESTONE

Paura per Bianchi Domina Leimer Valsecchi quarto
ROBERTO CHINCHERO
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MARIO VICENTINI
5 R PRODUZ ONE RISERVATA

MONTMELÒ (Spagna) d«È stata la

Contrario Bernie Ecclestone: «Le formule miste non hanno mai funzionato»
PRECEDENTE

peggior gara dell’anno», esordisce Stefano Domenicali, capo della Gestione Sportiva. Una dichiarazione stupefacente dopo la partenza a razzo che ha consentito a Fernando Alonso di passare al comando e restarci per i primi 18 giri. Ma poi la Ferrari è naufragata, con i due piloti doppiati, come non succedeva da Silverstone 2008. Carico «Qui serve tanto carico aerodinamico — spiega Domenicali —, più del solito per far

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STEFANO DOMENICALI responsabile Gestione Sportiva

Nel 2006 la Toro Rosso corse il titolo con un V10 «strozzato»

«Nei prossimi 3 gran premi non useremo le gomme dure che ci creano problemi. Ma la vittoria di Vettel rende ardua la rincorsa al Mondiale»

MONTMELÒ dIl ventiduenne svizzero Fabio Leimer si è imposto ieri nella seconda gara di GP2 . Il pilota del team Rapax, squadra italiana campione in carica della categoria, ha dominato i 26 giri in programma dopo essere partito dalla pole. Al via si è vissuto un attimo di apprensione, quando Jules Bianchi, che è collaudatore della Ferrari, ha scartato bruscamente sul lato sinistro della pista, agganciandosi con la macchina di Giedo Van der Garde. Le loro monoposto sono finite contro le barriere e il pilota francese è stato trasportato in ospedale per i controlli che hanno escluso conseguenze fisiche. Sul podio con Leimer sono finiti lo spagnolo Dani Clos (Racing Engineering) e lo svedese Marcus Ericsson (iSport). Bravo il nostro Davide Valsecchi (AirAsia) che ha conquistato la quarta posizione davanti a Sam Bird (iSport) che ha così affiancato in vetta alla classifica Van der Garde. Quindicesimo Kevin Ceccon.
CLASSIFICA (4 gare): 1. Van der Garde (Ola) 21; 2. Bird (GB) 21; 3. Pic (Fra) 15; 4. Grosjean (Fra) 13; 10. Valsecchi 8.

INDIANAPOLIS

Cairoli, 25 anni
MILAGRO

Tagliani in pole alla 500 Miglia De Silvestro ok
Sarà Alex Tagliani a scattare in pole alla 500 Miglia di Indianapolis in programma domenica che si corre con Dallara Honda. Il pilota, 37 anni, è il primo canadese ad ottenere un simile risultato: nemmeno Jacques Villeneuve, che vinse nel 1995, ci riuscì. In prima fila con Tagliani (nella foto AFP con l’assegno da 100 mila dollari) il neozelandese Scott Dixon e lo spagnolo Oriol Servia. Una ovazione ha invece accolto la qualificazione al terzo giro utile di Simona De Silvestro: la svizzera, che nelle libere di giovedì si era ustionata le mani, ha disputato le qualifiche con le mani fasciate. I medici non hanno consentito invece a Ho Ping Tung, il cinese della Renault di F.1 di partecipare alle qualifiche dopo l’incidente di venerdì, nel quale ha rimediato una commozione cerebrale.

nella frazione successiva. Allo scatto di Cairoli risponde l’attacco di Desalle, che quando è in testa sbaglia ancora (4o alla fine). L’attacco di Philippaerts è vincente, anche se Cairoli prova invano il contro-sorpasso fino alla bandiera a scacchi. Ktm Nella Mx2 scambio di posizioni decisivo tutto in casa Ktm. Roczen domina gara-1 su Herlings ma nella seconda sbaglia e il compagno ne approfitta per vincere anche il GP. Nel Mondiale Roczen guida sempre con 14 punti di vantaggio.

matici. In particolare per quelli della Maserati Evo 2011 di Andrea Bertolini che ha subito un doppio dechappamento, in particolare mentre era in testa in gara2. In affanno anche le Mercedes AMG, con miglior risultato i quarti posti di Max Pigoli e Johnny Herbert.
Risultati — Gara-1: 1˚ Biagi (Bmw M3) in 28’15"249; 2˚ Cerqui (id.) a 2"529; 3˚ Gabellini (id.) a 3"844. Gara-2: 1˚ Biagi in 28’22"229; 2˚ Cerqui a 1"619, 3˚ Gabellini a 18"692, Classifica — 1. Biagi p. 76; 2. Ferrara 67; 3. Pigoli 57.

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94˚ GIRO D’ITALIA
DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO CONDO’
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1

RIFUGIO GARDECCIA (Trento)dNon

c’è memoria di simili fatiche nel respiro di Alberto Contador, nulla è conservato per domani nello sforzo di Stefano Garzelli, non si vede margine di sicurezza nella discesa di Vincenzo Nibali, non esiste un sentimento più feroce della voglia di rimonta di Michele Scarponi, non si provano desideri più ardenti di quello che spinge l’esausto Mikel Nieve sulle rampe del Gardeccia. E soprattutto non è pensabile una polifonia altrettanto ricca e armoniosa, un concerto che per 7 ore e 27 minuti sappia sequestrarti dalla tua vita per restituirti esaltato, estasiato, innamorato, un’avventura dentro a un paesaggio che spiega perché tanti colleghi stranieri ogni giorno ci ripetano «non mi perderei il Giro per niente al mondo». Con tappe e scenari del genere la portentosa forza del ciclismo si dispiega come uno spinnaker gonfiato dal vento, e

QUESTO È IL GIRO
2 3 4

Una cavalcata alpina senza precedenti, al limite dell’umano. Nibali scende dal Giau e dal Fedaia come Vale Rossi, ma sul Gardeccia si arrende allo scatto di Contador e alla tenacia di Scarponi
la stanchezza dei corridori — devastati da un girotondo alpino senza precedenti — trova un significato alto e profondo. Paolo Tiralongo, bravo gregario di Kreuziger dopo esserlo stato di Cunego e Contador, raccontava ieri alla partenza: «La scalata dello Zoncolan è stata durissima. Dunque, meravigliosa». Non avrebbe potuto dirlo meglio: la bellezza della fatica è il senso ultimo di questo sport. Discesa dal Giau Non ci si limita a sudare. Quando Nibali si mette in posizione appena scollinato il Giau, con uno scarto secco supera Rodriguez e inizia la picchiata, hai chiarissima la percezione di assistere alla performance di un virtuoso. Vincenzo gioca sempre con la linea della massima pendenza, puntando persino una gobbetta per usarla come trampolino e

Sette ore epiche Contador il re dei maratoneti
La tappa regina è un concerto di emozioni: Nieve vince in fuga beffando Garzelli; la maglia rosa stacca Scarponi e Nibali, campioni di cuore

saltare in posizione diritta, ché se la prendesse di sbieco mantenere l’equilibrio sarebbe assai più complesso. Scende curve larghe e tornanti stretti del Giau pennellando le traiettorie con la precisione di un Innerhofer, e col ginocchio che esce a fare da timone come usa Valentino Rossi. Guadagna dieci metri alla prima svolta, ma alla quarta sono già cento, e in breve per gli inseguitori Nibali diventa un miraggio; Contador è furioso perché da una parte non vuole rischiare una caduta rovinosa — lui non sa scendere come Vincenzo — ma dall’altra non tollera di venire staccato, non da un uomo che considera un rivale, e col quale alcune ruggini sembrano ormai sedimentate. Al termine della lunga discesa, nell’abitato di Caprile, la maglia rosa guida a ritmo forsennato la fila indiana degli inseguitori. Sono a 35 secondi

da Nibali e al traguardo mancano 41 chilometri. La Marmolada Ma la corsa di chi mira alla classifica generale non è il tutto della giornata, è soltanto una parte, e ci sarebbe da discutere se la più nobile. Mentre i grandi combattono per una manciata di secondi, Garzelli — che grande è stato, ma piccolo non è mai tornato — sta salendo la Marmolada con dieci minuti di vantaggio su di loro. Ecco, il sudore del mondo sembra essere tutto qui, concentrato sotto al cappellino di Stefano, perché gli cola come se avesse dimenticato un rubinetto aperto sulla testa calva. E’ in volo dal primo mattino, con altri 17 coraggiosi dal chilometro 62 e in solitudine dal 165. Alle sue spalle la varia umanità dei fuggitivi si sta sgranando: si va da un vincitore di Giro come Di Luca a uno

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IL GIORNO DEL GARDECCIA
5 6

LA ZAMPATA

di Mario Cipollini

Ahi ahi Nibali Sbagliati i tempi dell’attacco
Ho vissuto la tappa come fossi stato in gruppo e mi è venuto mal di gambe, quindi complimenti ai corridori. Ho tifato Garzelli, speravo vincesse perché ha fatto una piccola impresa. Nibali invece ha sbagliato ad attaccare lungo la discesa del Giau. Dietro erano ancora una decina, mancava tanto al traguardo e lo avrebbero inseguito. Non si è alimentato nel modo giusto in un momento chiave e ha istigato Contador che sapeva che ci avrebbe riprovato e lo ha staccato, costringendolo a una discesa spericolata. Vincenzo doveva attaccare venendo giù dalla Marmolada.

QUANTA FATICA
1 Il Lago di Fedaia e la Marmolada fanno da sfondo alla fuga di Stefano Garzelli AP 2 Il vincitore Mikel Nieve stremato sul podio SUNADA 3-4 Cartoline innevate
LAPRESSE/BETTINI

7

IL TAPPONE DEI BIG
L’ORDINE D’ARRIVO
Rodriguez con Nibali a 3’34" 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. NIEVE GARZELLI CONTADOR SCARPONI GADRET RUJANO NIBALI RODRIGUEZ KREUZIGER KRUIJSWIJK SPA ITA SPA ITA FRA VEN ITA SPA R.CEC OLA a 1’41" a 1’51" a 1’57" a 2’28" a 2’35" a 3’34" a 3’34" a 4’01" a 4’13"

5 I tifosi incitano Alberto Contador sul Gardeccia REUTERS 6 Il gruppo tra i serrai del Sottoguda BETTINI 7 La fatica di Nibali ANSA

di Tour come Sastre, dal vecchio califfo Popovych al ripescato Sella, dall’ex maglia rosa Weening al guastatore Pirazzi. Il problema è che c’è pure Mikel Nieve Ituralde, giovane scalatore di provenienza navarra, e siccome appena lo sanno tutti gridano «come Indurain!» capirete come averlo sulle proprie tracce non sia il massimo. Garzelli scavalla il passo Fedaia con 40" su Nieve. Al traguardo mancano 28 chilometri, e i big sono ancora a metà salita. Non più separati: senza compagni né amici, Nibali ha capito che era inutile spolmonarsi in salita, si è rialzato e ha atteso che il gruppetto Contador lo ripigliasse. Scaramucce Incenerito sull’Etna dall’ambizione di salire con lo stesso passo del fuoriclasse Saxo, Scarponi scala il Fedaia nell’ombra generata dalla na-

zionale spagnola: difficile definire altrimenti la collaborazione tra Contador e i vari Rodriguez, Arroyo, Anton (ieri k.o., ma liberato sullo Zoncolan), Lastras, persino Rujano che è venezuelano, ma parla in tutti i sensi la lingua del re. Arroyo allunga e poi si pianta, Contador lo affianca e con un gesto d’imperio gli indica la propria ruota, vieni su con me, faccio da cremagliera. Nibali cede, alla quarta salita la crisi tanto temuta infine arriva, gli resta solo un compagno di viaggio col nome di un generale sudamericano, Sarmiento, per sentirsi meno solo. Vincenzo scollina con un minuto di ritardo sui migliori e si lancia senza paracadute verso valle, la strada per Canazei è diritta, chi tocca i freni peste lo colga, e nel confronto tra huevos la Sicilia si dimostra più tosta della Spagna. A Pera di Fassa Nibali piomba su Con-

7h27’14"
il tempo del vincitore Tanto ha impiegato Mikel Nieve per percorrere i 229 km della tappa: l’ultimo all’arrivo, l’australiano Wilson, è giunto a 44’55"

59,4
i chilometri di salita Ieri si sono affrontati Piancavallo, Cibiana, Giau, Fedaia e Gardeccia: in totale 6200 metri di dislivello

tador e gli altri, togliendosi persino lo sfizio di scattargli in faccia mentre lui sta restituendo l’impermeabile — piove, c’è il sole, ripiove, sembra Londra — all’ammiraglia: poco galateo, molta voglia di fargliela vedere dopo le scaramucce dello Zoncolan. La maglia rosa va a riprenderlo col pugnale fra i denti. Inizia l’ultima salita, al traguardo del rifugio Gardeccia mancano 6 chilometri. La fine Garzelli, intanto, si è fatto riprendere e staccare da Nieve. Per un paio di lunghi minuti sembra controllarlo a distanza, attento a vedergli sempre la targa in attesa che paghi il fuorigiri per saltarlo. Poi, quando capisce che lo spagnolo incredibilmente ne ha ancora, Stefano smette di sudare. E’ finita, ma solo per oggi. Mikel sale tra due ali di folla, gli basterebbe alzare la testa per ammirare le

8500
le calorie spese in bici Un corridore di 70 kg ieri ha consumato in media 8500 calorie, pari a 4,3 kg di pasta condita

torri del Vaiolet, ma i suoi occhi restano bassi, fissi sulla strada: quando passa il traguardo non gli resta nemmeno la forza per esultare, agita un pugno in un’enorme gioia liofilizzata. Più sotto, procedendo a ritmo tre volte superiore, Contador getta via prima Nibali e poi gli altri come biglietti usati di metrò, e si mette in caccia delle avanguardie superstiti. Ma dopo una simile pedalata è troppo anche per lui: da una parte quasi prende Garzelli, ma dall’altra quasi si fa rimontare da Scarponi, che sale con gli angoli della bocca piegati all’ingiù dalla fatica, ma con l’animo irriducibile che ne fa un personaggio epico. La gente grida, applaude, si commuove. Il concerto è finito, oggi niente bis, riposo mai così opportuno. Un uomo sorridente ripiega il suo striscione: «Wouter, salutaci il Pirata».

LA CLASSIFICA
Nieve, che balzo: ora è 5˚ a 7’03" 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. CONTADOR SCARPONI NIBALI GADRET NIEVE RUJANO MENCHOV KREUZIGER RODRIGUEZ ARROYO SPA ITA ITA FRA SPA VEN RUS R.CEC SPA SPA a 4’20" a 5’11" a 6’08" a 7’03" a 8’39" a 8’46" a 8’58" a 9’20" a 9’30"

OGGI RIPOSO

Domani la cronoscalata
Oggi secondo giorno di riposo. Domani si riprende con la crono di 12,7 km Belluno Nevegal

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

94˚ GIRO D’ITALIA LE PAGELLE

La sorpresa si chiama Gadret
Il francese non finisce di stupire: ora è 4˚ nella generale. Rujano si riscatta, Rodriguez in prima fila

Quasi al limite ma da padrone
CONTADOR IL MIGLIORE
NIEVE SCARPONI GARZELLI NIBALI

PIÙ DI 8 ORE IN SELLA

Brambilla: «Mai così giù, ma non mollo»
(past) Gianluca Brambilla, 23 anni, vicentino: 157˚, 8.09’41", a 42’27" da Nieve, ultimo degli italiani. «Arrivato sfinito già sullo Zoncolan. Stamattina (ieri, ndr) mal di gambe appena sveglio. Sfilato sul Piancavallo e rientrato in discesa, in gruppo sulla Forcella Cibiana, staccato e nel gruppetto dal Giau in poi. Gli ultimi chilometri mi è venuta una crisi di fame anche se a colazione alle 7.15 avevo preso tè caldo, una fetta di torta, fette biscottate con marmellata, frutta secca, pastasciutta con tre uova sode, e in corsa cinque panini, due crostatine, barrette e borracce. La tappa del Gardeccia me la ricorderò per avere stabilito tre record personali: mai corso più di 8 ore, mai fatto tanta fatica, mai accumulato tanto ritardo dal vincitore. Ma io, a Milano, ci voglio arrivare, ci devo arrivare, costi quel che costi, anzi, Crostis quel che Crostis».

9
E’ uno scalatorino che viene dalla Navarra, come Indurain, e da un paese noto per gli spaccapietre. Aveva vinto una tappa di montagna alla Vuelta 2010, ma questo successo è tutta un’altra cosa. Tra sofferenza e crisi di pianto all’arrivo BETTINI

8.5
Eccolo, il lottatore che ci è sempre piaciuto. Sulla Marmolada va a riprendere Contador e negli ultimi chilometri del Gardeccia sale forte quanto la maglia rosa. Ribalta la situazione e adesso è secondo in classifica generale. Non s’arrende BETTINI

8
Encomiabile, a quasi 38 anni. Se pensate che il primo Giro l’ha disputato nel 1997, quando era gregario di Pantani... Per come ha corso e si è gestito, bisogna far vedere le immagini della sua fuga ai giovani. La Cima Coppi come premio BETTINI

6.5
Merita un 10 per il modo in cui ha infiammato la tappa. La discesa dal Giau, l’attacco a Contador, la picchiata dalla Marmolada, resteranno tra le pagine più belle di questo Giro. Sempre troppo solo, ha però pagato sulle due salite più dure BETTINI

9
Seconda puntata del duello con Nibali, dopo quello sullo Zoncolan. Dal Giau al Gardeccia, non ha perso un’occasione per ribattere al siciliano. Discesa, salita, pianura. Dopo una tappa ai limiti dell’umano, sul Gardeccia l’abbiamo visto impegnato al massimo: finora non aveva mai serrato così i denti in uno sforzo da cronoscalata. Ha guadagnato ancora su tutti, e ha gestito da padrone anche le squadre alleate: Androni e Movistar su tutte LAPRESSE

GADRET

RUJANO

J. RODRIGUEZ

ANTON

6.5
La sorpresa del Giro è questo scalatore francese dell’AG2R dal passato difficile: dopo il trittico di montagna è quarto a meno di 1’ da Nibali. E nel corso della tappa, davanti c’è stato anche il compagno Dupont. L’ultimo a cedere a Contador sul Gardeccia BETTINI

6
Dopo il deludente Zoncolan, lo scalatore tascabile del Venezuela si è riscattato con una grande Marmolada. Ha corso da gregario di Contador, anche se è di un’altra squadra, ma non ci scandalizziamo. Punta tutto sullo sterrato del Finestre BETTINI

6
Finalmente una bella prestazione per lo spagnolo della Katusha, che era stato sottotono sull’Etna. Non ha mai mollato il gruppetto di Contador, al quale ha dato anche qualche cambio. In crescita. Ed è entrato nei primi dieci: nono BETTINI

4.5
Il Giro non è la Vuelta. La Marmolada, dove Pantani spiccò il volo nel 1998 per vestirsi di rosa, è stata troppo dura per il basco, tifosissimo del Pirata. Il re dello Zoncolan ha perso otto minuti e il terzo posto in classifica: ora è undicesimo BETTINI

di LUCA GIALANELLA

LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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94˚ GIRO D’ITALIA LA MAGLIA ROSA
l’analisi
dal nostro inviato LUCA GIALANELLA
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1

È sempre Contador
20’37"
IL TEMPO DI ALBERTO NELLA SALITA FINALE Contador è stato il più veloce sulla salita finale di 6,2 km: ha impiegato 20’37", media 18,040 km/h, potenza di 385 watt con una Vam di 1798 metri/ora.
ho avuto un bell’appoggio da Rujano».
E il Gardeccia?

Ora al Matador manca l’impresa
Solo il coraggio di Nibali e Scarponi può battere la coalizione iberica
E se Contador avesse iniziato la sua privatissima cronoscalata del Gardeccia un chilometro prima? E se sullo Zoncolan non si fosse preoccupato di fare un regalino al basco Anton? Ora il Giro avrebbe applaudito due imprese che collocherebbero il madrileno nella galleria dei momenti leggendari di questo sport. Ecco, la ciliegina che ancora manca è un successo in maglia rosa del fuoriclasse di Pinto. Magari già domani nella cronoscalata del Nevegal o sabato a Sestriere, dopo lo sterrato del Colle delle Finestre. Perché il pubblico del Giro lo merita, per come ha risposto sabato sullo Zoncolan nella tappa delle proteste e ieri tra Giau, Marmolada e soprattutto Gardeccia-Torri del Vajolet. Il secondo giorno di riposo a Belluno è iniziato già ieri sera, dopo una tappa che per durezza e dislivello (6200 metri) non ha eguali nella storia recente della corsa rosa. Di media, un atleta di 70 chili ha consumato in tutta la giornata 8500 calorie, che equivalgono, tanto per capirci, a 4,3 chili di pasta condita. Impossibili da mangiare. E quindi, alla vigilia della terza settimana di gara, diventano fondamentali recupero, riposo, reintegro delle energie perse. Il vantaggio di Contador sui rivali è aumentato: con la novità Scarponi, salito al secondo posto a 4’20". Nibali è terzo a 5’11". L’Italia bracca la Spagna, ma finora grazie anche alla rete di squadre amiche (Movistar, Euskaltel, Androni) Contador ha potuto gestirsi in modo perfetto. Con qualche brivido. Nibali lo ha stanato in discesa dal Giau ed è ripiombato poco dopo Canazei sullo spagnolo, che l’aveva staccato sulla Marmolada. Dopo la «chiacchierata» sullo Zoncolan nell’inseguimento ad Anton, anche ieri sono continuati i piccoli dispettucci a distanza tra i due: una rivalità che ha alzato ancor più il livello della sfida. La testa di Vincenzo contro le gambe di Contador. Scarponi, che aveva passato un momento non brillantissimo nella fase centrale del Giro, dall’Etna a Castelfidardo, ha dimostrato negli ultimi chilometri del Gardeccia di salire con lo stesso passo di Contador. E sta disputando il suo miglior Giro di sempre. Non dimentichiamoci che il marchigiano è molto più scalatore di Nibali e in questo Giro c’è ancora una tappa durissima di montagna: sabato a Sestriere. Ma ciò che unisce i due italiani è il coraggio. Nessuna paura di attaccare, anche da lontano. E nei loro occhi c’è ancora la luce della sfida. Ci crederanno sino a Milano.

«L’ho affrontato come fosse una cronoscalata, a tutta».
Tutta la fatica dei 229 km di ieri sul volto della maglia rosa Alberto Contador all’arrivo al rifugio Gardeccia SIROTTI
Negli ultimi metri ha dato l’impressione di soffrire molto.

SETTE GIORNI IN ROSA

y

Alberto Contador, 28 anni, è in rosa da sette giorni: lo spagnolo ha conquistato la maglia dopo la vittoria sull’Etna e poi non l’ha più mollata
BETTINI

«La tappa più dura della mia vita»
Lo spagnolo non cancella Nibali: «Ha avuto un brutto giorno ma è solido. Resta il primo rivale»
DAL NOSTRO INVIATO

«Hombre, dopo 230 km, 6000 metri di dislivello, scatti e controscatti anche sotto la pioggia, avevo mal di gambe. Normale, no?».
Sembra che tra lei e Nibali, dopo la tappa dello Zoncolan, ci sia nervosismo. E’ così?

«No, per niente. Scatti e controscatti fanno parte della corsa ma non sono legati a nessun episodio in corsa».
Il capitano della Liquigas resta l’avversario numero 1?

CLAUDIO GHISALBERTI
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RIFUGIO GARDECCIA (Trento)d«Sì,

nate vanno bene, sono adatte, ma chiedete a quelli che stanno ancora arrivando come la pensano (gli ultimi hanno chiuso a 45 minuti, ndr)».
Ci spiega l’andamento della corsa?

RIIS SI DIFENDE

come percorso è stata la tappa più dura che abbia mai corso».
Contador, che tappa è stata?

«Noi volevamo fare il Crostis»
Contador ieri è stato applaudito. Ma i fischi dello Zoncolan fanno ancora male a Riis. «C’è stato un enorme malinteso — spiega il team manager della Saxo —. La gente ha pensato che Alberto e noi siamo stati i responsabili dell'annullamento del Crostis. Niente di più sbagliato. Io ho chiesto all'organizzazione una macchina con le bici dei primi in classifica per garantire la regolarità sportiva della tappa. Ci è stato detto di no, ma quando abbiamo dovuto votare la mia squadra era tra le 5 che avrebbero corso comunque. Io e Contador con l'annullamento del Crostis non c'entriamo per niente».

«Si, la scala di valori degli avversari non cambia. Qui Vincenzo ha avuto un brutto giorno ma è un corridore molto solido e ha le qualità per rifarsi».
Come s’immagina la settimana finale?

«Durissima, di gambe e di testa. Una giornata tremendamente difficile ma per Milano è un passo avanti importante. Se non ci saranno incidenti...».
Tappa troppo dura?

«La Liquigas non aveva uomini in fuga e s’è messa a tirare. Noi (la Saxo Bank, ndr) abbiamo lavorato con la testa. Sul Giau c’è stato molto movimento e quando Rodriguez e Arroyo hanno attaccato ho risposto perché sapevo che Nibali in discesa ci avrebbe provato».
La Movistar vi ha dato una bella mano.

«Sono tutte tappe vere, non ci sarà un attimo di riposo. Sulla carta la cronoscalata del Nevegal (domani, ndr) e la crono di Milano sono a mio vantaggio, ma non si può mai dire».
Prima del Giro avrebbe firmato per questa classifica oggi?

«Senza dubbio».
Quello che stiamo vedendo è il più forte Contador di sempre?

«Non posso rispondere. Io non ho mai detto che il Crostis non era da fare e qualcuno mi ha dato la colpa. Anzi, colgo l’occasione per ribadire anche al "sindaco del Crostis" che la decisione è stata dell’Uci. Però credo che bisognerebbe mettere un limite, non so se di lunghezza o di dislivello, alle tappe. A me in fondo queste gior-

«Hanno corso in modo normale, cioè per il loro Arroyo».
Sul Fedaia come mai s’è messo a tirare?

«Non so, ma sono preparatissimo».
Li ha sentiti i fischi dello Zoncolan?

«Il Fedaia lo abbiamo fatto a un’andatura molto veloce e ho preferito fare il mio ritmo per evitare attacchi. Devo dire che

«Si, ma la stragrande maggioranza della gente è dalla mia parte. Vi dirò di più: anche oggi il tifo sul Gardeccia mi ha fatto venire la pelle d’oca».

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

94˚ GIRO D’ITALIA I MIGLIORI ITALIANI
TERZO AL GIRO 2010

8

DAL NOSTRO INVIATO

CIRO SCOGNAMIGLIO
cscognamiglio@gazzetta.it
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RIFUGIO GARDECCIA d«Non ho

Vincenzo Nibali è nato il 14 novembre 1984 a Messina e vive a Mastromarco (Pistoia). Pro’ dal 2005, dal 2006 è alla Liquigas. Ha ottenuto 18 successi.

RE DELLA VUELTA
Nel 2010 si è consacrato: 3˚ al Giro, con la tappa di Asolo e 3 giorni in rosa, e primo alla Vuelta. Era stato anche 7˚ al Tour de France 2009. Da novembre è fidanzato con Rachele
BETTINI

corso per il secondo posto, ma per vincere il Giro». Vincenzo Nibali lo dice a caldo al traguardo e lo ribadisce quando ai piedi del Gardeccia le campane annunciano le sette della sera e lui è appena arrivato in bici all’albergo della Liquigas-Cannondale. La bilancia della classifica generale non pende dalla sua parte: è passato dal secondo al terzo posto, da 3’09" a 5’11" di distacco da Alberto Contador, e Michele Scarponi lo ha superato. Però brividi ed emozioni sono impossibili da pesare e ieri il siciliano ha anche entusiasmato, oh sì. Perché ha cercato di scardinare da lontano la tirannide di re Alberto Contador, confermandosi il miglior «discesista» del gruppo nelle picchiate di Marmolada e Giau. Non ha raccolto quanto ha seminato, ma lo stanno ancora applaudendo.
Nibali, era programmato quell’attacco giù dal Giau?

Nibali soffre
«Volevo sfiancarlo Nessun rimpianto»
«Non corro per il secondo posto. Contador ha trovato l’aiuto di Lastras: fra italiani non succede»
A chi si riferisce? in una tappa così lunga e dura?

«Mi sembra che Pablo Lastras gli abbia fatto un bel lavoro, forse perché il suo capitano Arroyo voleva fare la tappa, non so. Ci sono stati anche altri spagnoli che lo hanno aiutato. Tra gli italiani queste alleanze non ci sono mai, neanche per sogno eh».
Pensa di essersi gestito bene

«Ma guardate che io non sono sceso forte forte dal Giau, è stato nella discesa della Marmolada che sono andato in picchiata. E’ vero che ho attaccato da lontano, certo. Volevo sfiancare Contador, isolarlo, farlo andare in crisi. Ero partito con questa idea in testa. Peccato che lui abbia trovato alleanze e amici per strada...».

«Sì, mi sono alimentato bene per tutto il giorno ed ero quasi sicuro che non sarei andato in crisi. Sulla Marmolada ho pagato un po’, ma sapevo che sarei potuto rientrare. Davanti hanno fatto di tutto perché non succedesse, e quando mi hanno visto ci sono rimasti... Il Gardeccia non era una salita per me, e onestamente non avevo la stessa gamba dello Zoncolan. Però ho finito più forte di tanti altri, almeno questa è l’impressione che ho avuto».
Che voto si darebbe?

né di avere qualche cosa da rimproverarmi. Ho pescato fino all’ultimo grammo di forza che avevo, cercando di terminare il più regolare possibile».
La classifica generale però è peggiorata. Contador ha 5’11" di vantaggio e Scarponi la precede di 51". Questo la preoccupa per l’ultima settimana? Su Gadret, che è quarto, si ritrova con un margine di appena 57"...

«Non lo so. Questa era la tappa regina, sicuramente non ho corso per il secondo posto, ma per il primo. Per far saltare il banco. Non credo di avere sbagliato tattica,

«Cinque minuti sono tanti, Scarponi è andato davvero bene e non c’è niente da dire, la classifica è questa. Non mi metto a ridere, ma neppure a piangere. Più che pensare alle prossime tappe, adesso però penso al giorno di riposo. Ci vuole, ci vuole tutto. Ragazzi, questa è stata una giornata dura».

Vincenzo Nibali, 26 anni
BETTINI

LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Scarponi c’è
«Dura, ma ci provo E non vado piano»
«Ora siamo tutti più stanchi, anche lo spagnolo. L’ultima settimana? C’è ancora sfida nei miei occhi»
DAL NOSTRO INVIATO
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La preoccupa il fatto di avere perso un uomo importante per le salite come Marzano?

«Anzitutto voglio ringraziarlo, perché aveva la febbre ed è voluto partire lo stesso per cercare di aiutarmi. Mi ha seguito in tutti i ritiri, sappiamo la fatica fatta. Siamo rimasti in sei (Petacchi e Hondo si erano ritirati all’indomani dell’ultima volata a Ravenna, ndr), ma siamo tosti».
Che giudizio dà della tappa di Nibali?

8

QUARTO AL GIRO 2010
Michele Scarponi è nato a Jesi (AN) il 25 settembre 1979, ma è cresciuto a Filottrano, dove vive. Pro’ dal 2002, ha cominciato all’Acqua & Sapone. Poi altre 5 squadre e, da quest’anno, Lampre.

«È andato bene. Ha osato, attaccando da lontano. Chiaramente ha speso molto, ma non mi sembra che sia andato alla deriva sul Gardeccia, anzi».
Che cosa pensa dell’ultima settimana del Giro? Sulla carta sembra meno dura di quella che si è appena conclusa.

RIFUGIO GARDECCIA dGilberto Si-

moni è una pellaccia che ha vinto due Giri d’Italia (più un secondo posto, e quattro terzi) e di battaglie in salita ne ha vissute in prima persona, e viste un numero che forse noi umani non possiamo neanche immaginare. Sarà anche per questo che quando «incrocia» Michele Scarponi - «Gibo» è ospite d’onore del Processo alla tappa, Scarponi risponde in collegamento in diretta dalla zona mista - trova la frase della giornata: «Michele, c’è ancora sfida nei tuoi occhi».
Michele Scarponi, 31 anni
BETTINI

pensarci. Ho ancora voglia di lottare. E di misurarmi con Contador, il numero uno al mondo. È una motivazione supplementare, non un peso. Ci proverò».
Al termine di una tappa durissima gli ha ceduto soltanto 6 secondi, 14" con l’abbuono. È stata la sua migliore giornata fino ad ora?

gio che ha, quattro minuti e venti, è molto importante».
Lui ha detto che non aveva mai disputato una tappa così dura in carriera, lei è d’accordo?

«Sono d’accordo. Andate a vedere la classifica, l’ultimo ci ha messo otto ore, dodici minuti e nove secondi (si tratta di Wilson, ndr). Ha fatto un bel "lungo"...».

«Può darsi, ma non è detto che non faccia meno sfracelli, siccome nessuno ci arriva con le gambe del primo giorno, Contador compreso. Io la affronto da secondo in classifica, non è male».
E della cronoscalata del Nevegal che dice?

PRIMO AL TRENTINO
Quarto al Giro 2010, quest’anno ha vinto il Trentino, una tappa al Giro di Sardegna e una alla TirrenoAdriatico. I successi in carriera sono 21
BETTINI

Scarponi, questo slogan le piace?

«Sì. È chiaro che sono venuto a questo Giro per vincere. È complicato, ma non ho smesso di

«Penso di essermi mosso molto bene, e magari in qualche altra tappa non avevo fatto altrettanto. Se andiamo a guardare com’era andata sull’Etna e poi sul Grossglockner per esempio, mi sono avvicinato. L’esperienza che si fa durante la corsa serve anche a questo. Se poi potessi scegliere sempre il clima, se fa meno caldo come oggi (ieri, ndr) per me è meglio. Che poi Alberto sia più forte, è chiaro. E il vantag-

«Non la conosco, andrò a provarla domani (oggi, ndr). Mi hanno detto che è meno dura di Plan de Corones. Ehi, ragazzi, a cronometro non vado piano. Magari non se lo ricordano in molti, ma da under 23 in un Mondiale sono arrivato nei primi dieci nella crono... Insomma, la morale è che aveva ragione Gibo: c’è ancora sfida nei miei occhi».
ci.sco.

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

94˚ GIRO D’ITALIA LA GUIDA
ORDINE D'ARRIVO
POS. CORRIDORE
1

TEMPO

20 WEENING (OLA) 21 LE MEVEL (FRA) 22 DUPONT (FRA) 23 PETROV (RUS) 24 DE GREEF (BEL) 25 TSCHOPP (SVI) 26 CODOL (ITA)

a 9 23" a 10’03" a 10 52"

42 VORGANOV (RUS) 43 HOOGERLAND (OLA) 44 DE CLERCQ (BEL) 45 MIHOLJEVIC (CRO) a 17’20" a 17’37" a 17’43" a 19’15" a 19’30" a 20’02" a 20’05" a 20’58"

64 VANDEWALLE (BEL) a 26’24" 65 SELANDER (USA) 66 GIORDANI (ITA) 67 DESSEL (FRA) 68 SAVINI (ITA) 69 ENGELS (OLA) 70 BAK (DAN) 71 CARUSO (ITA) 72 AZANZA (SPA) 73 ARAMENDIA (SPA) a 21’02" a 21’30" a 22’43" a 23’41" 74 LOSADA (SPA) 75 STANGELJ (SLO) 76 JUFRE (SPA) 77 ISASI (SPA) 78 DE MARCHI (ITA) 79 FISCHER (BRA) 80 MONTAGUTI (ITA) 81 KONOVALOVAS (LIT) a 24’32" 82 GATTO (ITA) 83 ZAHNER (SVI) a 24’43" a 26’21" 84 KIRYIENKA (BIE) 85 LANG (GER) a 28’39" a 27’52" a 27’58" a 28’14" a 28’18" a 28 27" a 28’31" a 27’39" a 27’44" a 26’38" a 26’41" a 26’43" a 27’17" a 27’28" a 27’35"

86 ULISSI (ITA) 87 CANUTI (ITA)

a 29’04" a 29’13"

108 BLANCO (SPA) 109 DOCKX (BEL) 110 CLEMENT (OLA) 111 CHEULA (ITA) 112 BRUTT (RUS) 113 MINGUEZ (SPA) 114 CAZAUX (FRA) 115 KRIVTSOV (FRA) 116 RABOTTINI (ITA) 117 MARANGONI (ITA) 118 MALACARNE (ITA) 119 NOCENTINI (ITA) 120 REDA (ITA) a 38’44" a 38’46" a 38’36" a 38’32"

130 MILLAR (GB) 131 BERARD (FRA) 132 BEYER (USA) 133 TABORRE (ITA) 134 KAISEN (BEL) 135 GOLAS (POL) a 39’22" a 39’25" a 39’37" a 39’52"

152 LAGUTIN (UZB) 153 FERRARI (ITA) 154 LODEWYCK (BEL) 155 MEYER (AUS) 156 FLENS (OLA) 157 BRAMBILLA (ITA) 158 VEIKKANEN (FIN) 159 KLOSTERGAARD (DAN) 160 SPILAK (SLO) a 40’20" a 40’23" a 40’38" a 40’41" a 41 01" a 41 16" 161 RASMUSSEN (DAN) 162 VAN WINDEN (OLA) 163 KRISTOFF (NOR) 164 FRANK (SVI) 165 MORKOV (DAN) 166 WILSON (AUS) rit. RABON (R.CEC) rit. CARDOSO (POR) rit. POZZOVIVO (ITA) a 41 19" a 41’21" a 41’26" a 41’41" rit. OROZ (SPA) rit. LANCASTER (AUS) rit. MARZANO (ITA) n.p.HUNTER (S.AF) a 43’04" a 43 09" a 43’46" a 44’23" a 44 55" a 42 05" a 42’27" a 42’40" a 41’48"

Anton crolla: 18˚ a 7’59"

Mikel NIEVE (SPA) Euskaltel, 229 km in 7.27’14" media 30,722 km/h, abb. 22" GARZELLI (ITA) CONTADOR (SPA) SCARPONI (ITA) GADRET (FRA) RUJANO (VEN) NIBALI (ITA) RODRIGUEZ (SPA) KREUZIGER (R.CEC) a 4’01" a 4’13" a 4’23" a 4 30" a 1’41", abb. 18" a 1 51", abb. 8" a 1’57" a 2 28" a 2 35" a 3 34"

88 BETANCOURT (COL) a 29’50" 89 KENNAUGH (GB) a 29’57"

2 3 4 5 6 7 8 9

a 13’30"

46 TIRALONGO (ITA) 47 STORTONI (ITA)

90 MASCIARELLI F. (ITA) a 30 27" 91 SERPA (COL) 92 POSSONI (ITA) 93 MARZOLI (ITA) 94 SALERNO (ITA) 95 CAPECCHI (ITA) 96 FRAPPORTI (ITA) 97 AGNOLI (ITA) 98 PETERSON (USA) 99 BARRY (CAN) 100 OCHOA (VEN) 101 VANOTTI (ITA) 102 VICIOSO (SPA) 103 SELVAGGI (ITA) 104 SPEZIALETTI (ITA) 105 SABATINI (ITA) 106 MAZZANTI (ITA) 107 RICCI BITTI (ITA) a 33’56" a 38’24" a 32 57" a 33’ a 33’07" a 30’29" a 30’52" a 31’23" a 31’50" a 32’18" a 32’34" a 32’44"

a 13’49"

48 VISCONTI (ITA) 49 PIRAZZI (ITA) 50 NAVARRO (SPA) 51 HERNANDEZ (SPA) 52 SASTRE (SPA) 53 CARRARA (ITA) 54 GASTAUER (LUS) 55 TANKINK (OLA)

136 DALL’ANTONIA (ITA) a 39’59" 137 PORTE (AUS) 138 BEPPU (GIA) 139 PINEAU (FRA) 140 RIGHI (ITA) 141 GOUROV (KAZ) 142 DYACHENKO (KAZ) 143 CIONI (ITA) 144 TOSATTO (ITA) 145 VAN EMDEN (OLA) 146 GUSTOV (UCR) 147 WYSS D. (SVI) 148 CORIONI (ITA) a 38’57" a 39’06" a 39’19" 149 DOWNING (GB) 150 ARDILA (COL) 151 ONGARATO (ITA)

27 SEELDRAYERS (BEL) a 14’16" 28 PASAMONTES (SPA) a 15’18" 29 POPOVYCH (UCR) 30 ROVNY (RUS) 31 STETINA (USA) 32 KOZONTCHUK (RUS) 33 PINOTTI (ITA) 34 LEWIS (USA) 35 LÖVKVIST (SVE) 36 GRETSCH (GER) 37 MACHADO (POR) 38 WYSS M. (SVI) 39 NIEMIEC (POL) a 15’47" a 16’05" a 16’14" a 16’31" a 16 38" a 16’56" a 17’11" a 15’26" a 15’36"

10 KRUIJSWIJK (OLA) 11 MENCHOV (RUS)

Igor Anton, re sullo Zoncolan, crolla nel tappone del Gardeccia: è 18˚ a 7’59". Hunter non parte, in sei si ritirano (tra cui Pozzovivo).

121 NORDHAUG (NOR) 122 FAVILLI (ITA) 123 OYARZUN (CIL) 124 SESMA (SPA) 125 CARLSTRÖM (FIN) 126 VEUCHELEN (BEL) 127 SZMYD (POL) 128 ERMETI (ITA) 129 DIDIER (LUS)

12 ARROYO (SPA)

56 KISERLOVSKI (CRO) a 23’56" 57 HORRACH (SPA) 58 MORENO (SPA) 59 BELKOV (RUS) 60 LASTRAS (SPA) 61 PARDILLA (SPA) 62 KUSCHYNSKI (BIE) 63 CHEREL (FRA) a 24’04"

13 BAKELANDTS (BEL) a 4’54", abb. 4" 14 DEIGNAN (IRL) 15 CATALDO (ITA) 16 SARMIENTO (COL) 17 SIVTSOV (BIE) 18 ANTON (SPA) 19 SELLA (ITA) a 7 59" a 9’01" a 6’40" a 6’45"

40 DI LUCA (ITA) 41 SAMOILAU (BIE)

CLASSIFICA GENERALE

IN GARA 166 CORRIDORI DI 22 SQUADRE
Il bielorusso Sivtsov cede altre posizioni: passa da 6˚ a 12˚, a 10’39 dalla testa. Lo spagnolo Nieve risale da 17˚ a 5˚. Ultimo l’australiano Wilson a 3.19’22".
ACQUA & SAPONE D.S.: Cenghialta 1 GARZELLI 2 3 4 5 6 7 8 9 CODOL CORIONI BETANCOURT MARZOLI MIHOLJEVIC NAPOLITANO SARMIENTO TABORRE Ita Ita Ita Col Ita Cro Ita Col Ita 76 77 78 79 RABON RASMUSSEN RENSHAW SIVTSOV R.Cec Dan Aus Bie 151 152 153 154 155 156 157 158 FAILLI GIORDANI GATTO RABOTTINI MAZZANTI FAVILLI NOÈ RICCI BITTI Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita

Sivtsov 12˚ a 10’39", Nieve ora è 5˚

POS. CORRIDORE

TEMPO

POS. CORRIDORE
55 DEIGNAN (IRL) 56 OCHOA (VEN) 57 SALERNO (ITA)

TEMPO
a 1.13’51" a 1.15’54" a 1.16’44"

POS. CORRIDORE
111 ARDILA (COL) 112 SELANDER (USA) 113 CARLSTRÖM (FIN) 114 PORTE (AUS) 115 BERARD (FRA) 116 MARZOLI (ITA) 117 BRAMBILLA (ITA) 118 LAGUTIN (UZB) 119 MAZZANTI (ITA) 120 SELVAGGI (ITA) 121 DIDIER (LUS) 122 ZAHNER (SVI) 123 BRUTT (RUS) 124 BAK (DAN) 125 WYSS D. (SVI) 126 CLEMENT (OLA)

TEMPO
a 2.10’05" a 2.11’ a 2.11’19" a 2.11’54" a 2.11’57" a 2.13 13" a 2.16’44" a 2.17’01" a 2.17’09" a 2.17’29" a 2.19’11" a 2.19’38"

1 Alberto CONTADOR (SPA) Saxo Bank, 2.394,3 km in 62.14’42" media 38,454 km/h 2 3 4 5 6 7 8 9 SCARPONI (ITA) NIBALI (ITA) GADRET (FRA) NIEVE (SPA) RUJANO (VEN) MENCHOV (RUS) KREUZIGER (R.CEC) RODRIGUEZ (SPA) a 4’20" a 5’11" a 6 08" a 7 03" a 8’39" a 8’46" a 8’58" a 9 20" a 9 30" a 9’37" a 10’39" a 11 14" a 13’59" a 15 21" a 17’28"

AG2R LA MONDIALE D.S.: Biondi 11 NOCENTINI 12 13 14 15 16 17 18 19 BERARD CHEREL DESSEL DUPONT GADRET GASTAUER KRIVTSOV MONTAGUTI Ita Fra Fra Fra Fra Fra Lus Fra Ita

KATUSHA TEAM D.S.: Parsani 81 RODRIGUEZ JO. 82 DI LUCA 83 BRUTT 84 CARUSO 85 MORENO 86 VORGANOV 87 88 89 LOSADA HORRACH KUSCHYNSKI

Spa Ita Rus Ita Spa Rus Spa Spa Bie

58 PASAMONTES (SPA) a 1.19’16" 59 SAMOILAU (BIE) 60 DI LUCA (ITA) 61 NAVARRO (SPA) 62 ISASI (SPA) 63 LEWIS (USA) 64 AGNOLI (ITA) 65 POPOVYCH (UCR) 66 HORRACH (SPA) 67 MONTAGUTI (ITA) 68 LOSADA (SPA) 69 BARRY (CAN) 70 KENNAUGH (GB) 71 POSSONI (ITA) a 1.19’39" a 1.19’46" a 1.23’57" a 1.24 14" a 1.25’59" a 1.26’57" a 1.27’24" a 1.28’22" a 1.29’08" a 1.29’32" a 1.29’49" a 1.32 12" a 1.32’28"

ANDRONI GIOCATTOLI - C.I.P.I. D.S.: Savio 21 SERPA 22 SELLA 23 RUJANO 24 DE MARCHI 25 ERMETI 26 FERRARI 27 OCHOA 28 RODRIGUEZ JA. 29 VICIOSO BMC RACING TEAM D.S.: Baldato 31 BARTON 32 BEYER 33 FRANK 34 KOHLER 35 KRISTOFF 36 BUTLER 37 TSCHOPP 38 WYSS D. 39 ZAHNER COLNAGO - CSF INOX D.S.: Reverberi 41 POZZOVIVO 42 43 44 45 46 47 48 49 BELLETTI MODOLO PIRAZZI SAVINI CANUTI STORTONI BRAMBILLA FRAPPORTI Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita Col Ita Ven Ita Ita Ita Ven Ven Spa

10 ARROYO (SPA) 11 ANTON (SPA) 12 SIVTSOV (BIE) 13 KRUIJSWIJK (OLA) 14 CATALDO (ITA) 15 DUPONT (FRA) 16 LE MEVEL (FRA) 17 GARZELLI (ITA) 18 SELLA (ITA) 19 TSCHOPP (SVI) 20 LÖVKVIST (SVE) 21 NIEMIEC (POL) 22 CARRARA (ITA) 23 PINOTTI (ITA) 24 MACHADO (POR) 25 TIRALONGO (ITA)

LAMPRE - ISD D.S.: Maini 91 SCARPONI 92 PETACCHI 93 MARZANO 94 ULISSI 95 HONDO 96 NIEMIEC 97 SPEZIALETTI 98 RIGHI 99 SPILAK LEOPARD - TREK D.S.: Guercilena 101 FEILLU 102 KLEMME 103 ROHREGGER 104 STAMSNIJDER 105 PIRES 106 VIGANÒ 107 WEGMANN 108 WEYLANDT 109 ZAUGG LIQUIGAS - CANNONDALE D.S.: Volpi 111 NIBALI 112 AGNOLI 113 CAPECCHI 114 MARANGONI 115 DALL’ANTONIA 116 SABATINI 117 SALERNO 118 SZMYD 119 VANOTTI MOVISTAR TEAM D.S.: Arrieta 121 ARROYO 122 KIRYIENKA 123 KONOVALOVAS 124 OYARZUN 125 LASTRAS 126 PARDILLA 127 PASAMONTES 128 SAMOILAU 129 VENTOSO OMEGA PHARMA - LOTTO D.S.: De Wolf 131 BAKELANDTS 132 BLYTHE 133 DE GREEF 134 DE CLERCQ 135 DOCKX 136 KAISEN 137 LANG 138 VEIKKANEN 139 LODEWYCK PRO TEAM ASTANA D.S.: Martinelli 141 KREUZIGER 142 TIRALONGO 143 MASCIARELLI F. 144 KISERLOVSKI 145 GOUROV 146 JUFRE 147 DYACHENKO 148 PETROV 149 STANGELJ

Ita Ita Ita Ita Ger Pol Ita Ita Slo

QUICKSTEP CYCLING TEAM D.S.: Bramati 161 CHICCHI 162 CATALDO 163 CIOLEK 164 REDA 165 ENGELS 166 MALACARNE 167 PINEAU 168 SEELDRAYERS 169 VANDEWALLE

Ita Ita Ger Ita Ola Ita Fra Bel Bel

a 2.20’05" a 2.21’22" a 2.22’09"

127 ARAMENDIA (SPA) a 2.22’29" 128 RIGHI (ITA) 129 SPILAK (SLO) 130 SPEZIALETTI (ITA) 131 VEUCHELEN (BEL) 132 GIORDANI (ITA) 133 FRAPPORTI (ITA) 134 GRETSCH (GER) 135 KAISEN (BEL) 136 ONGARATO (ITA) 137 REDA (ITA) 138 LODEWYCK (BEL) 139 MEYER (AUS) a 2.22’43" a 2.23’46" a 2.24’35" a 2.27’05" a 2.28’24" a 2.28’55" a 2.28’59" a 2.29’06" a 2.29’20" a 2.29 57" a 2.33’16" a 2.33’51"

72 HOOGERLAND (OLA) a 1.35’28" a 23’11" 73 AZANZA (SPA) a 23 12" 74 GUSTOV (UCR) a 25 04" 75 LANG (GER) a 27’28" 76 VICIOSO (SPA) a 27 51" a 27 56" a 28 36" a 30’59" a 33’10" a 1.44’09" 77 KUSCHYNSKI (BIE) a 1.44’25" 78 VANOTTI (ITA) 79 BEPPU (GIA) 80 GASTAUER (LUS) a 1.45’03" a 1.46’11" a 1.46’33" a 1.42’47" a 1.38’11" a 1.36 13"

I tornanti del Giau diventano rosa

Usa Usa Svi Svi Nor Usa Svi Svi Svi

Fra Ger Aut Ola Por Ita Ger Bel Svi

RABOBANK CYCLING TEAM D.S.: Boven 171 BROWN Aus 172 FLENS Ola 173 KRUIJSWIJK Ola 174 CLEMENT Ola 175 SLAGTER Ola 176 TANKINK Ola 177 VAN EMDEN Ola 178 VAN WINDEN Ola 179 WEENING Ola SAXO BANK SUNGARD D.S.: Mauduit 181 CONTADOR 182 DIDIER 183 GUSTOV 184 HERNANDEZ 185 KLOSTERGAARD 186 PORTE 187 NAVARRO 188 TOSATTO 189 MORKOV SKY PROCYCLING D.S.: Yates 191 LÖVKVIST 192 BARRY 193 CARLSTRÖM 194 CIONI 195 DOWNING 196 APPOLLONIO 197 NORDHAUG 198 KENNAUGH 199 POSSONI TEAM GARMIN - CERVELO D.S.: Marie 201 FARRAR 202 LANCASTER 203 PETERSON 204 FISCHER 205 LE MEVEL 206 MEYER 207 MILLAR 208 STETINA 209 WILSON TEAM RADIOSHACK D.S.: Ekimov 211 MACHADO 212 POPOVYCH 213 MCEWEN 214 BEPPU 215 CARDOSO 216 DEIGNAN 217 HUNTER 218 ROVNY 219 SELANDER

81 BETANCOURT (COL) a 1.46’56" 82 STORTONI (ITA) 83 NORDHAUG (NOR) 84 DOCKX (BEL) 85 BELKOV (RUS) 86 GATTO (ITA) a 1.46’59" a 1.47’36" a 1.48 19" a 1.48 31" a 1.49’02"

26 BAKELANDTS (BEL) a 33’44" 27 KIRYIENKA (BIE) 28 STETINA (USA) 29 SARMIENTO (COL) 30 SASTRE (SPA) 31 CODOL (ITA) 32 WEENING (OLA) 33 MIHOLJEVIC (CRO) 34 DE GREEF (BEL) 35 MORENO (SPA) a 36 05" a 38’52" a 40 06" a 41’ a 43’36" a 43’52" a 44 08" a 44 14" a 45 18"

Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita Pol Ita

Spa Lus Ucr Spa Dan Aus Spa Ita Dan

140 DALL’ANTONIA (ITA) a 2.34’32" 141 VAN WINDEN (OLA) a 2.35’29" 142 MARANGONI (ITA) 143 FERRARI (ITA) 144 VEIKKANEN (FIN) 145 MALACARNE (ITA) 146 TOSATTO (ITA) 147 KRIVTSOV (FRA) 148 PETERSON (USA) 149 DOWNING (GB) 150 CAZAUX (FRA) 151 SESMA (SPA) 152 RABOTTINI (ITA) 153 ERMETI (ITA) 154 CORIONI (ITA) 155 GOUROV (KAZ) 156 BEYER (USA) a 2.35’33" a 2.36’18" a 2.36’21" a 2.36’33" a 2.37’42" a 2.38’17" a 2.39’09" a 2.39’24" a 2.40’12" a 2.43’47" a 2.45’ a 2.45’55" a 2.46’25" a 2.47’03" a 2.47’18"

87 KOZONTCHUK (RUS) a 1.49’23" 88 PINEAU (FRA) 89 CANUTI (ITA) 90 BLANCO (SPA) 91 FRANK (SVI) a 1.50’24" a 1.51’ a 1.51’47" a 1.51’59"

EUSKALTEL - EUSKADI D.S.: Glez De Galdeano 51 ANTON 52 SESMA 53 MINGUEZ 54 ISASI 55 CAZAUX 56 ARAMENDIA 57 AZANZA 58 OROZ 59 NIEVE GEOX - TMC D.S.: Zanini 61 MENCHOV 62 SASTRE 63 WYSS M. 64 BLANCO 65 CHEULA 66 KOZONTCHUK 67 68 69 DUARTE ARDILA VALLS Spa Spa Spa Spa Fra Spa Spa Spa Spa

Spa Bie Lit Cil Spa Spa Spa Bie Spa

Sve Can Fin Ita GB Ita Nor GB Ita

36 MASCIARELLI F. (ITA) a 46’32" 37 WYSS M. (SVI) 38 DE CLERCQ (BEL) 39 PIRAZZI (ITA) 40 PARDILLA (SPA) 41 HERNANDEZ (SPA) 42 TANKINK (OLA) 43 SERPA (COL) 44 LASTRAS (SPA) 45 CARUSO (ITA) 46 ROVNY (RUS) a 55’52" a 59’10" a 1.00’04" a 1.00’38" a 1.01’55" a 49’37" a 53’39" a 54’38" a 55’11"

92 DYACHENKO (KAZ) a 1.53’32" 93 TABORRE (ITA) 94 ENGELS (OLA) 95 JUFRE (SPA) 96 CHEREL (FRA) a 1.53’59" a 1.55’56" a 1.56’52" a 1.58’30"

97 VANDEWALLE (BEL) a 1.58’43" 98 NOCENTINI (ITA) 99 SAVINI (ITA) 100 STANGELJ (SLO) a 1.58’48" a 1.59 18" a 2.00’50"

Il gruppo tirato dalla Liquigas sui tornanti del Passo Giau, Cima Coppi di questo Giro d’Italia con i suoi 2236 metri PLP

101 KONOVALOVAS (LIT) a 2.01’41" 102 FISCHER (BRA) 103 SABATINI (ITA) 104 GOLAS (POL) 105 MILLAR (GB) 106 OYARZUN (CIL) 107 CHEULA (ITA) 108 SZMYD (POL) 109 DESSEL (FRA) 110 DE MARCHI (ITA) a 2.01’44" a 2.02’43" a 2.06 05" a 2.06 23" a 2.06’47" a 2.08’17" a 2.08’49" a 2.08’56" a 2.09’40"

157 KLOSTERGAARD (DAN) a 2.53’51" 158 RICCI BITTI (ITA) 159 MINGUEZ (SPA) 160 KRISTOFF (NOR) a 2.54’41" a 2.59’44" a 3.00’03"

47 KISERLOVSKI (CRO) a 1.06 27" 48 SEELDRAYERS (BEL) a 1.06’51" 49 PETROV (RUS) 50 VISCONTI (ITA) 51 VORGANOV (RUS) 52 ULISSI (ITA) 53 CAPECCHI (ITA) 54 CIONI (ITA) a 1.07’52" a 1.08’46" a 1.09’11" a 1.10’41" a 1.10’58" a 1.11 13"

.it
CONTADOR REPLICA A NIBALI CHE GRINTA GARZELLI
Le lacrime di Nieve, la risposta di Contador a Nibali sugli aiuti degli spagnoli in corsa, l’orgoglio di Garzelli 1˚ sulla Cima Coppi: tutto nello speciale di Gazzetta.it. Da non perdere il servizio di Marco Pastonesi sui «poeti gregari» e la rubrica «Girotondo» sui protagonisti del Giro.

OGGI E DOMANI

Rus Spa Svi Spa Ita Rus Col Col Spa

Bel GB Bel Bel Bel Bel Ger Fin Bel

Usa Aus Usa Bra Fra Aus GB Usa Aus

161 RASMUSSEN (DAN) a 3.00’26" 162 FLENS (OLA) 163 MORKOV (DAN) 164 FAVILLI (ITA) 165 VAN EMDEN (OLA) 166 WILSON (AUS) a 3.02’14" a 3.02’48" a 3.03 37" a 3.05’13" a 3.19’22"

Belluno ospita il Liquigas camp
Oggi e domani a Belluno, dalle 8.30 al parco città di Bologna, spazio ai bambini del Liquigas camp, l’attività promozionale della squadra di Basso e Nibali per i giovani. L’incontro è aperto a tutti. PER DEL FAVERO Il Giro è passato ieri da San Vito di Cadore e ha ricordato Giovanni Del Favero, stroncato dalla Sla a 50 anni: uomo impegnato nel volontariato e nello sport.

HTC - HIGHROAD D.S.: Piva 71 CAVENDISH 72 PINOTTI 73 GRETSCH 74 LEWIS 75 BAK GB Ita Ger Usa Dan

R.Cec Ita Ita Cro Kaz Spa Kaz Rus Slo

Por Ucr Aus Gia Por Irl S.Af Rus Usa

FARNESE VINI - NERI SOTTOLI D.S.: Scinto 150 VISCONTI Ita

VACANSOLEIL - DCM PRO C.TEAM D.S.: Van Der Schueren 221 CARRARA Ita 222 BOZIC Slo 223 BELKOV Rus 224 GOLAS Pol 225 HOOGERLAND Ola 226 LAGUTIN Uzb 227 ONGARATO Ita 228 SELVAGGI Ita 229 VEUCHELEN Bel

A PUNTI

MONTAGNA

GIOVANI

SQUADRE A PUNTI

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. Mikel NIEVE (Spa-Euskaltel) 29 punti; 2. Garzelli 28; 3. Contador (Spa) 16; 4. Scarponi 14; 5. Gadret (Fra) 12; 6. Rujano (Ven) 10; 7. Nibali e Bakelandts (Bel) 9; 9. Rodriguez (Spa) 8; 10. Kreuziger (R.Cec) 7. CLASSIFICA GENERALE: 1. Alberto CONTADOR (Spa-Saxo Bank) 133 punti; 2. Scarponi 87; 3. Nibali 75; 4. Rujano (Ven) 73.

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. Stefano GARZELLI (Acqua & Sapone) 54 punti; 2. Nieve (Spa) 39; 3. Sella 23; 4. Hoogerland (Ola) 21; 5. Bakelandts (Bel) 9; 6. Seeldrayers (Bel) 8; 7. Contador (Spa), Di Luca e Popovych (Ucr) 5. CLASSIFICA GENERALE: 1. Stefano GARZELLI (Acqua & Sapone) 62 punti; 2. Nieve (Spa) 39; 3. Contador (Spa) 38; 4. Brambilla 27.

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FAST TEAM

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. ACQUA & SAPONE 22.43’57"; 2. Astana a 11’53"; 3. Euskaltel a 13’19"; 4. Omega Pharma a 13’46". CLASSIFICA GENERALE: 1. ASTANA 187.01’07"; 2. Movistar a 3’39"; 3. Ag2R La Mondiale a 8’30".

CLASSIFICA GENERALE: 1. Roman KREUZIGER (R.Cec-Astana) 62.23’40"; 2. Kruijswijk (Ola) a 2’16"; 3. Bakelandts (Bel) a 24’46"; 4. Stetina (Usa) a 29’54"; 5. Sarmiento (Col) a 31’08"; 6. F.Masciarelli a 37’34"; 7. M.Wyss (Svi) a 40’39"; 8. De Clercq (Bel) a 44’41"; 9. Pirazzi a 45’40"; 10. Rovny (Rus) a 52’57"; 11. Kiserlovski (Cro) a 57’29"; 12. Seeldrayers (Bel) a 57’53"; 13. Ulissi a 1.01’43"; 14. Capecchi a 1.02’.

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. ACQUA & SAPONE 24 punti; 2. Euskaltel 23; 3. Saxo Bank 18; 4. Lampre e Androni Giocattoli 17; 6. Ag2R La Mondiale 16; 7. Liquigas 14; 8. Katusha 13. CLASSIFICA GENERALE: 1. LAMPRE 265 punti; 2. Androni Giocattoli 261; 3. Ag2R La Mondiale 205; 4. Movistar 202; 5. Htc-Highroad 163; 6. Liquigas 162.

LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

R

94˚ GIRO D’ITALIA I PROTAGONISTI

Nieve gela Garzelli e trova l’estasi in fondo al calvario
Sul Gardeccia riprende il varesino e lo supera dopo 223 km di fatica: «Non avevo la forza di esultare»
DAL NOSTRO INVIATO

Mikel Nieve 26 anni incredulo all’arrivo
BETTINI

MARCO PASTONESI
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

RIFUGIO GARDECCIA (Trento) dA 6

km dall’arrivo — il giardino delle rose di Re Laurino, quello che regala le sfumature rosa alle rocce del Catinaccio e delle Dolomiti — Mikel Nieve raggiunge Stefano Garzelli e i due si guardano in faccia. A quel punto hanno nelle gambe 223 km di strade di montagna e sette ore di scatti e controscatti, di fughe e contropiedi, di botte e risposte. Si guardano in faccia e non si devono piacere granché: e c’è da capirli. Pietre Garzelli va per i 38 (li farà fra neanche due mesi), Nieve festeggerà i 27 fra tre giorni: ballano undici anni di avventure a pedali. Garzelli è un varesino che abita a Valencia e corre per una squadra abruzzese, Nieve un navarro

che corre per una squadra basca e abita in un paese — Leitza — che è fra le capitali della pelota e del sollevamento di pietre. Tant’è che a Leitza dicono che il corridore Nieve e il sollevatore Ignaki Perurena sono i re delle montagne: con la differenza che Nieve le scala, Perurena le sposta. Garzelli, in 15 anni da professionista, ha vinto 35 corse, compreso il Giro del 2000; invece Nieve, in quattro anni, ne ha vinta una sola, una tappa alla Vuelta, più o meno come questa, lunga e dura, e con il finale su un picco: l’Alto de Cotobello. Denti Ai -5,6 km Nieve salta sui pedali: «Ero venuto al Giro per fare al meglio le tappe di montagna e stare vicino al mio capitano Anton. Avevo fatto ritmo sul Grossglockner, ho tirato e poi sono arrivato settimo sullo Zoncolan, oggi (ieri, ndr) alla riunione del mattino i miei compagni, Anton compreso, mi hanno spinto a cercare la fuga». Garzelli si consuma i denti a forza di stringerli: «Nessuna pretesa di classifica generale, ma voglia di una tappa. Pensavo a questa o alla cronoscalata del Nevegal». Nieve se ne va: «Vincere una tappa al Giro, non osavo neanche sognarlo». Garzelli affonda: «Più di così proprio non ce la facevo. Ci speravo, ma non m’illudevo». I 10 metri iniziali si allungano, si sommano, si moltiplicano. Nieve ricorda che «mi obbligavo a tenere alto il ritmo, ma piano piano scendeva». Garzelli confessa che «ero rimasto concentrato tutto il giorno, in queste tappe in un paio di chilometri si passa dal sentirsi bene al non stare neanche più in sella». Braccia La salita diventa passione, calvario, agonia. Nieve: «Nell’ultimo chilometro mi sembrava di non andare più avanti». Garzelli: «Al traguardo mancava sempre tanto, sempre troppo». I due dolomitici resistono: primo Nieve, che «ero così stanco che non ho avuto neanche la forza di alzare le braccia per esultare», e secondo Garzelli, che «in 15 anni non ho mai fatto una fatica così disumana». Intanto, Nieve conquista anche il Premio Torriani, Garzelli la maglia verde di re della montagna, il Premio Pantani e quello per la Cima Coppi, conquistato passando per primo sul Passo Giau (2236 metri), il tetto del Giro 2011. Nel 2003 aveva fatto altrettanto al Tour, passando per primo sul Galibier.

Garzelli, 37 anni, conquista la Cima Coppi e sfiora l’ultima impresa al Giro: «Mai fatto uno sforzo così disumano. Non so se troverò ancora la stessa grinta»
Nieve: «Nonno pastore, papà operaio in fabbrica, mamma impiegata in un albergo, io agli studi di elettrotecnica ho sempre preferito la bici. Ma il leader rimane Anton, assolutamente». Garzelli: «Sono legato all’Acqua&Sapone anche per il 2012. Ma io sono dell’idea che le cose, qualunque siano, o si fanno bene, o non si fanno proprio. E per poter affrontare tappe così, avrò ancora questa forza e questa grinta?».

LA CORSA AI RAGGI X
DATA TAPPA 7/5 8/5 9/5 10/5 11/5 12/5 13/5 14/5 15/5 16/5 17/5 18/5 19/5 20/5 21/05 Ieri DATA Oggi 25/5 26/5 27/5 28/5 29/5 1ª VENARIA REALE-TORINO (cronosquadre) 2ª ALBA-PARMA 3ª REGGIO EMILIA-RAPALLO 4ª GENOVA QUARTO DEI MILLE-LIVORNO 5ª PIOMBINO-ORVIETO 6ª ORVIETO-FIUGGI 8ª SAPRI-TROPEA 9ª MESSINA-ETNA RIPOSO 10ª TERMOLI-TERAMO 11ª TORTORETO LIDO-CASTELFIDARDO 12ª CASTELFIDARDO-RAVENNA 13ª SPILIMBERGO-GROSSGLOCKNER (Aut) 14ª LIENZ-MONTE ZONCOLAN 15ª CONEGLIANO-GARDECCIA VAL DI FASSA TAPPA RIPOSO 12,7 230 151 209 242 31,5 *** *** ** *** ***** *** Meno dura del Plan de Corones degli ultimi anni: 6˚ arrivo in salita Giornata ideale per le fughe, con il Tonale e poi l’Aprica Ancora fughe: il Ganda a 30 km dall’arrivo per i colpi di mano Settimo arrivo in montagna; il Mottarone (-70 km dal traguardo) è duro Lo sterrato del Colle delle Finestre (45 tornanti) più l’arrivo: solo per giganti Con tutte le montagne che ci sono... Passerella nella culla del Giro 17ª FELTRE-TIRANO 18ª MORBEGNO-SAN PELLEGRINO TERME 19ª BERGAMO-MACUGNAGA 20ª VERBANIA-SESTRIERE 21ª MILANO-MILANO (crono) 159 144 184 167 172 229 KM CAVENDISH GADRET CAVENDISH RUJANO ANTON NIEVE DIFFICOLTÀ CONTADOR CONTADOR CONTADOR CONTADOR CONTADOR CONTADOR GIUDIZIO GAZZETTA PETACCHI PETACCHI PETACCHI CONTADOR CONTADOR CONTADOR SAVINI SAVINI SAVINI CONTADOR CONTADOR GARZELLI KREUZIGER KREUZIGER KREUZIGER KREUZIGER KREUZIGER KREUZIGER KM 19,3 244 173 216 191 216 217 169 ARRIVO HTC-HIGHROAD PETACCHI VICIOSO WEENING VENTOSO DE CLERCQ GATTO CONTADOR MAGLIA ROSA PINOTTI CAVENDISH MILLAR MILLAR WEENING WEENING WEENING WEENING CONTADOR ROSSA PETACCHI PETACCHI PETACCHI PETACCHI PETACCHI PETACCHI PETACCHI CONTADOR VERDE LANG BRAMBILLA BRAMBILLA KOHLER KOHLER DE CLERCQ DE CLERCQ SAVINI BIANCA SELANDER SELANDER BAKELANDTS BAKELANDTS KRUIJSWIJK KRUIJSWIJK KRUIJSWIJK KRUIJSWIJK KREUZIGER

7ª MADDALONI-MONTEVERGINE MERCOGLIANO 110

Domani 16ª BELLUNO-NEVEGAL (cronoscalata)

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Stefano Garzelli, 37 anni, è stato raggiunto a 6 km dall’arrivo LAPRESSE

Fatica Chissà se questa fatica infinita cambierà la loro vita.

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

BASKET QUARTI DI FINALE GARA-3

Milano pesca Pecherov Sassari finisce la benzina
Il deludente ucraino, preferito a Petravicius, segna 20 punti L’AJ va 2-1, Peterson: «Lo ammetto, sono un uomo fortunato»
SASSARI MILANO

72 91

(19-19, 43-37; 63-66) SASSARI: Diener 6 (1/5, 1/4), Tsaldaris 13 (3/3, 1/5), Plisnic 5 (1/2, 1/3), White 12 (2/5, 1/3), Hunter 18 (7/9); Devecchi 15 (3/3, 3/6), Cittadini, Sacchetti 3 (1/1 da 3), Vanuzzo (0/1, 0/2), Pinton (0/4 da 3). N.e.: Samoggia. All.: Sacchetti. AJ MILANO: Jaaber 7 (2/3, 1/2), Karl 2, Hawkins 18 (3/5, 3/4), Mancinelli 13 (3/7, 2/6), Eze 2 (0/1); Pecherov 20 (6/8, 2/5), Mordente 15 (3/5, 3/3), Rocca 5 (2/3), Greer 9 (2/3, 1/4). N.e.: Ganeto, Cacace, Scomparin. All.: Peterson. ARBITRI: Lamonica, Pozzana, Filippini. NOTE - T.l.: Sas 14/18, AJ 13/16. Rimb.: Sas 28 (Hunter 14), AJ 31 (Hawkins 6). Ass.. Sas 13 (Diener 7), AJ 20 (Jaaber 9). Progr.: 5’ 13-9, 15’ 30-29, 25’ 51-54, 35’ 67-75. Spett. 4532 per 85.261 euro. Serie 2-1 Milano. Gara-4 domani a Sassari.
DAL NOSTRO INVIATO

rov, un fantasma per buona parte dell’anno, preferito a Petravicius per aprire il campo «e avere un cambio per Mancinelli», come spiega il Coach. L’ucraino risponde con la sua miglior partita in maglia Olimpia, segnando 11 punti in meno di 7’ e 20 in totale, regalando a Milano il match point nella serie. Cugino La Dinamo ha fatto tutto quello che poteva, andando al riposo sopra di 6 grazie a un Devecchi che pareva suo cugino Danilo (Gallinari) (3/3 da tre infilando quasi anche quella da metà campo sulla sirena), un Hunter ritrovato, ma soprattutto Diener, al debutto nei quarti dopo il mal di schiena, che faceva girare l’attacco a meraviglia, mettendo in ritmo i tiratori sassaresi e muovendo la difesa col penetra e scarica. Uscito a rifiatare, ecco subito l’8-1 che rimette in carreggiata Milano, scesa anche a -7 e rimasta a galla solo grazie a un fantastico Mordente (11 punti nel 1˚ quarto). Ma il secondo tempo era tutta un’altra storia. «C’è poco da dire — spiega Sacchetti — finché abbiamo avuto energie siamo stati lì, riuscendo anche a colmare il gap dopo la grandinata del 3˚ quarto (chiuso dall’AJ con 10/15 e 5/7 da 3, ndr). Ma all’ennesimo strappo non abbiamo più avuto la forza di reagire». Capita quando una

h I MIGLIORI
8
Pecherov (Milano)
L’AJ fa bene a preferirlo a Petravicius nelle rotazioni degli stranieri. Con Eze e Rocca presto con 3 falli, entra gioco forza e non esce più, segnando 20 punti in 24’.

squadra (Milano) ha 49 punti dalla panchina e l’altra (Sassari) solo 16. Buio Quando anche Mancinelli, Hawkins e Greer si scaldano, per la Dinamo è notte buia. «Il +19 finale è bugiardo — prosegue Peterson — eravamo solo a +3 dopo 30’. L’abbiamo vinta in difesa, concedendogli solo 29 punti nella ripresa». A proposito di difesa: non male avere un jolly come Coby Karl, capace i frenare White (che si è fatto pure male a un dito) dopo che il capocannoniere del campionato era partito irridendo Hawkins e segnando 9 punti in un amen, ma anche di passare su Diener quando serviva. «Può giocare in tre ruoli in attacco, passa la palla benissimo, sono molto contento di averlo, anche se l’assenza di Maciulis pesa eccome» chiude il Coach. «Abbiamo provato a mischiare le difese nel 2˚ tempo — dice invece Sacchetti — ma con Pecherov in campo loro hanno allargato il campo e ci hanno tolto riferimenti fissi per le rotazioni». Alla fine la differenza, quella che ci si aspettava di vedere nelle prime due partite, è venuta fuori. Milano, bravissima a trovare sempre l’uomo libero (20 assist, 9 di Jaaber) ora dovrà dimostrare di aver davvero fatto un passo avanti, E’ proprio vero, gli esami non finiscono mai.

7
Hunter (Sassari)
Dopo due prove opache a Milano, dà quella dimensione interna che era mancata alla Dinamo. Soffre Pecherov ma finisce in doppia doppia (18 e 14)

i I PEGGIORI
5
Eze e Rocca (Milano)
Difficile trovare il peggiore dell’AJ, ognuno dà qualcosa, in attacco o in difesa. I due centri non riescono a stare in campo per i falli e perché poi c’è un super Pecherov.

Stefano Mancinelli, 28 anni, 13.3 punti di media nelle serie con Sassari CAST

MASSIMO ORIANI
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SASSARI d«Lo ammetto, sono

un uomo fortunato». Dan Peterson sa che a volte il destino ci mette lo zampino, nel bene e nel male. Stavolta il 3˚ fallo di Eze e quello di Rocca 1’ più tardi, dopo 4’ del 2˚ quarto, costringe il tecnico di Milano a lanciare nella mischia Peche-

5
White (Sassari)
Parte a razzo innescato da Diener ma dopo i 9 punti del 1˚ quarto sparisce, anche in difesa. Non segna più un canestro dopo quello del 18 11.

NBA FINALE OVEST GARA-3

taccuino
A DILETTANTI

Rimonta Thunder ma Dallas segna il 2-1
Nowitzki controlla il recupero dal -23 di Oklahoma City che fa 1/17 da tre punti
d Spesso la cosa migliore è parlare chiaro. «Stasera abbiamo difeso molto meglio, nelle prime due partite siamo stati orribili»: così Rick Carlisle ha spiegato il successo dei Dallas Mavericks ad Oklahoma City per 93-87, quello dei 2-1 contro i Thunder. Che hanno mostrato la bellezza e i problemi dell’essere così giovani: sotto 35-12 all’inizio del secondo quarto, hanno rimontato da -23 a -4 nelle fasi finali della gara pur toccando lo 0/16 da tre punti, record negativo dei playoff Nba. Ma nel momento decisivo, quando la sfida era completamente riaperta, due tiri affrettati e una palla persa hanno permesso ai Mavericks di mantenere il controllo della partita grazie a Nowitzki (male nei primi tre quarti, 8 punti con 3/12 al tiro, 10 punti nell’ultimo) e a Terry, autore di un canestro fondamentale.

Treviglio-Ostuni 2-2 Trapani aspetta
Brescia torna tra i professionisti dopo 19 anni col successo della Centrale del Latte per 3 0 su Trapa ni nei playoff promozione di A dilet tanti, I siciliani non sono fuori gioco ma attendono l’esito della sfida Ostuni Treviglio, ora sul 2 2 dopo il successo di ieri dei lombardi, per conoscere l’avversaria dei playoff per la seconda promozione. Ieri la Co.Mark ha vinto 79 74 recuperan do da 20 del primo tempo. Merco ledì, a Ostuni, la bella.

DOPPIO DVD

Le grandi sfide oggi in edicola

noscerlo e capire che noi dobbiamo attaccarli con grande aggressività perché sono forti» sottolinea Carlisle, campione Nba 25 anni fa come riserva dei Celtics e pupillo di Larry Bird. Mente La vittoria, controllando la rimonta, è fondamentale per i Mavs che hanno buttato via un titolo Nba, nel 2006 contro Miami, sul 2-0 e +13 a 7’ dalla fine di gara-3. Anche nel primo turno con Portland, i Mavs si erano fatti rimontare da +23 perdendo. L’aspetto più delicato del meccanismo di Mark Cuban è quello mentale. Non il punto forte di Shawn Marion, the Matrix, veterano che ha aiutato i Mavs a ottenere il successo. «Dallas ha fatto un eccellente lavoro fin dall’inizio con una grande pressione difensiva. Ci hanno fatto uscire dai giochi, spinto via dalle nostre posizioni ma i i ragazzi hanno risposto» dice Scott Brooks. Stanotte si torna in campo per un altro «Blue out», l’esaurito con 18 mila spettatori in maglietta blu, del Thunder Pride, l’orgoglio dei Thunder. Qualcuno ha pagato anche 2500 dollari per un biglietto. Non siamo a New York o a Los Angeles, Oklahoma City è nel profondo Sud, la crisi si è sentita. Ma la storia merita un sacrificio.
chiabo

Da oggi è in edicola a 10.99 euro oltre al prezzo del quotidiano la quarta uscita della collana «I Love Nba 2011». Nel doppio dvd troverete gara 6 San Antonio Memphis con la storica impresa dei Grizzlies che hanno eliminato i numeri 1 dell’anno e la raccolta dei cinque Nba Action di marzo.

ESTERO

Real in semifinale Molin sfida Bilbao
(pe. m.) Il Real Madrid allenato da Lele Molin, Vitoria e Bilbao raggiun gono Barcellona in semifinale della Liga Acb. Quarti gara-2): Bilbao Valencia 79 76 (2 0, Blums 16); Gran Canarias Vitoria 76 93 (0 2, Oleson 21); Fuenlabrada Real Ma drid 55 68 (0 2, Llull 16): Semifina li: Barcellona Vitoria e Real Madrid Bilbao. Altri campionati: Panathinaikos e Olympiacos sono 2 0 nelle semifi nali greche contro Paok e Aris Salo nicco e stasera gara 3 dovrebbe sancire l’ennesima finale tra le due superpotenze. In Turchia, le due grandi storiche Fenerbahce e Efes Pilsen si sfidano in semifinale: l’al tra è Banvit Galatasaray. Domani Final Four per il titolo israeliano: Maccabi Tel Aviv Maccabi Rishon e Hapoel Galil Hapoel Gerusa lemme.

Shawn Marion, 33 anni, detto The Matrix, seconda stagione ai Mavs EPA

DIRETTA ALLE 3 SU SKYSPORT

Stanotte gara-4 Thunder-Mavs
Ieri notte si è giocata in Florida gara 3 della Finale Est tra Chicago e Miami. OVEST Oklahoma City-Dallas 87-93 (Westbrook 30, Durant 24; Nowitzki, Marion 18, Chandelr 15 assist). Serie: 2 1 Dallas. Gara 4: stanotte a Oklahoma City (ore 3. SkySport 2). EST Chicago-Miami 1-1. Gara 3: ieri notte. Gara 4: domani a Miami.

Triple L’unica tripla, su 17, realizzata da Oklahoma City l’ha segnata Westbrook nell’ultimo minuto, Durant ha chiuso con 0/8 che ha portato a 0/13

la sua striscia di tiri da tre falliti contro Dallas che si è ripresa il fattore campo: «Non è da me sbagliare tanti tiri in fila, mi alleno tutti i giorni, in alcuni casi ero da solo, con i piedi per terra» ammette sconsolato Durant. «Penso che sia importante focalizzare una cosa: i Thunder sono la squadra più forte che abbiamo incontrato nei playoff, più forte dei Lakers e dei Trail Blazers. Bisogna rico-

LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Cantù va in semifinale Leunen piega Varese
Il lungo è implacabile da tre, la Bennet scopre la novità Scekic La Cimberio esce tra gli applausi. Recalcati: «Ci abbiamo provato»
DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO BARTEZZAGHI
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VARESE CANTU’

Maarten Leunen, 25 anni, nei quarti ha tirato col 56% da tre CIAM-CAST

VARESE dSubito Maarty Leunen, poi il quasi esordiente Marko Scekic, alla fine Vlado Micov, per tutta la partita Mike Green. Cantù torna in semifinale con un 3-0 e dopo una partita che la rappresenta: un protagonista alla volta, uno per quarto, non solo per partita, tutti insieme nel bene e nel male. Varese esce tra gli applausi perché il palasport di Masnago, pur non pieno (presente il leader della Lega Umberto Bossi), riconosce la straordinarietà di una stagione nata per salvarsi e chiusa con il rammarico di non aver vinto neppure una partita dei quarti. «Ci abbiamo provato — dice Carlo Recalcati — reagendo nell’unico modo che avevamo, con il nervosismo e l’adrenalina, quindi poca lucidità. Non dimentichiamo però dove eravamo a gennaio».

69 75

(16-20, 31-35; 42-49) CIMBERIO VARESE: Goss 26 (5/10, 3/4), Stipcevic 5 (1/3, 1/5), Righetti 3 (0/3, 1/3), Kangur 5 (2/5, 0/1), Slay 13 (5/9, 1/5); Demartini, Rannikko 6 (1/1, 1/3), Talts 9 (3/3, 1/2), Galanda 2 (1/1, 0/1), Lenotti, Bernardi. N.e.: M.Mian. All.: Recalcati. BENNET CANTÙ: Green 19 (5/7, 1/1), Mazzarino 6 (0/2, 2/7), Micov 7 (1/2, 1/3), Leunen 19 (0/1, 6/7), Marconato 2 (1/2); Scekic 15 (5/5, 1/1), Markoishvili 3 (0/1, 0/1), F.Mian, Tabu 4 (0/2, 0/1). N.e.: Broggi, Diviach, Maspero. All.: Trinchieri. ABRITRI: Cicoria, Chiari, Lo Guzzo. NOTE - T.l.: Var 9/13, Can 18/25. Rimb.: Var 27 (Kangur 7), Can 32 (Green, Marconato 6). Ass.: Var 12 (Goss 4), Can 14 (Leunen 4). Progr.: 5’ 4-11, 15’ 20-29, 25’ 33-42, 35’ 53-60. Usc.5 f.: Slay e Scekic 37’10" (57-66), Kangur 38’57" (61-68). Spett. 3535 per 71.066 euro. Serie: 3-0 Cantù.

Ben Ortner ma anche maggiore pericolosità da fuori. È proprio il lungo serbo, arrivato neppure due settimane fa, a pungere la difesa di Varese: 6 tiri, 6 canestri. Complimenti «Bravo a farsi trovare — dice Trinchieri — ha segnato 15 punti senza sudare». Altro merito del gruppo. A Varese manca un attacco continuo. L’unico è Phil Goss che difende, recupera palloni e riparte veloce, permettendo ai suoi di stare lì e recuperare un altro svantaggio di 8 punti nel secondo quarto chiuso sotto solo di 4. E così dopo l’intervallo quando per 7’ l’attacco di Varese sbatte contro Cantù e non produce nulla (20% al tiro nel parziale), anche se costringe gli avversari a 15 palle perse nei primi 30’, dato insolito. Nell’ultimo quarto Goss tenta il tutto per tutto, segna 13 punti, e Slay porta Varese a -1 a 7’25" dalla fine. Dall’altra parte una tripla di Mazzarino su assist di Leunen e un’altra di Leunen su assist di Mazzarino riportano Cantù a +7. È la discesa verso la semifinale. «Partita bellissima — dice Trinchieri — non abbiamo mai cambiato la faccia qualunque cosa stesse succedendo. Bruno Arrigoni aveva detto che avremmo dovuto portare Green da un esorcista. Deve averne trovato uno bravo».

h I MIGLIORI
8
Leunen (Cantù)
Le tre triple di fila mettono Cantù in partita, poi altre due nell’ultimo quarto consolidano il vantaggio. Ma non solo: scelte corrette, tempi giusti, assist. Giocatore totale.

7.5
Goss (Varese)
Difende come un ossesso ed è il punto di riferimento in attacco. Chiude una stagione di alto livello, la prima in serie A. Varese dovrebbe ripartire da lui.

i I PEGGIORI
5.5
Mazzarino (Cantù)
Segna la tripla che ricaccia indietro Varese tornata a 1 nell’ultimo quarto, ma che non fosse la sua partita si era capito con le due palle perse nelle prime azioni.

OGGI A TREVISO C’E’ AVELLINO

Bologna-Siena su SkySport 2
Oggi gara 3 delle semifinali (al meglio delle 5 partite). BOLOGNA-SIENA (20.15) Mps al completo, se vince è in semifinale. Arbitri: Facchini, Taurino, Barni. Diretta: Skysport 2. Serie: 2 0 Siena. TREVISO-AVELLINO (20.30) Treviso al completo, Avellino probabilmente ancora senza Omar Thomas, infortunato alla caviglia in gara 1. Arbitri: Paternicò, Seghetti, Duranti. Serie: 1 1.

Uscita Varese esce dai quarti lentamente, mollando solo alla fine. La buona difesa rende subito poco fluido l’attacco di Cantù. Nicolas Mazzarino perde due palloni nelle prime due azioni: forse è un record. Leunen sblocca l’attacco e la partita con tre triple di fila. La prima è la più difficile: l’attacco sta sfumando in un’infrazione di

24" quando dal palleggio si prende il tiro che entra. La seconda entra con l’aiuto del ferro. La terza lancia Cantù che arriva a +12 dopo 7’17" in uno dei quei parziali veloci e crudeli che ricordano Siena. Al 13-0 a cavallo della metà del primo parziale, Varese reagisce con la zona che produce un controparziale di 10-2. Questa volta Andrea Trinchieri ha scelto Scekic che non solo gli dà più peso di

5
Slay (Varese)
Segna di più rispetto alle prime due partite, ma a parte lo show a ogni canestro o fischio arbitrali, si dimostra giocatore di cui fidarsi pochino. Peccato.

LEGADUE OGGI SARA’ ANNUNCIATA LA DECISIONE DELLA BANCA TERCAS, RESTA UNA SOLA PROMOZIONE IN SERIE A

Veroli avanza, wild card per Teramo
dLa Prima Veroli espugna Rimini in gara-5 del primo turno dei playoff di Lega2 e affronterà Venezia, già qualificata con Casale e Barcellona Pozzo di Gotto. Per capire come proseguiranno i playoff, bisogna attendere cosa accadrà oggi, anche se non ci sono molti dubbi: la Banca Tercas Teramo deve comunicare entro stasera

se vuole attivare il premio di risultato (la cosiddetta wild card, cioè pagherà i 500 mila euro più iva per evitare la retrocessione in Lega2) oppure no. Annuncio Lo farà: il presidente Antonetti ha indetto una conferenza stampa oggi alle 11.30 nella quale dirà che il

suo club ha attivato tutte le procedure. Resterà quindi una sola promozione dalla Legadue alla serie A e il format dei playoff cambia. Da giovedì le semifinali (Casale-Barcellona e Venezia-Veroli) si giocheranno al meglio delle 5 partite come, dal 12 giugno in poi, la finale per la promozione. Teramo avrà a disposizione dei

tempi tecnici per pagare la somma prevista. Nel caso ciò non dovesse accadere nei termini perentori previsti dalla Fip, verrà retrocessa e, di conseguenza, sarà promossa in serie A la finalista della Lega2.
RIMINI-VEROLI 71-85 (22-21, 40-35, 54-62). IMMOBILIARE SPIGA RIMINI: Piazza

Jarrius Jackson, 25 anni CAST

7 (3/3, 0/4), Tomassini 3 (0/2, 1/2), Vukcevic 19 (5/6, 2/7), Filloy 14 (4/11, 0/3), Lollis 10 (4/11); Foiera 8 (3/3, 0/1), Gurini 6 (1/2, 1/2), Metreveli 4 (1/2), Gasparin. Ne: Ugrinoski. All.: Caja. PRIMA VEROLI: Penn 12 (2/4, 2/4), Jackson 21 (1/6, 3/5), Rosselli 13 (5/7, 0/1), Gatto 21 (3/5, 5/7), Brkic 8 (1/5, 0/2); Rossetti (0/1 da tre), Kavaliauskas 3 (1/2), Iannone (0/1 da tre), Rullo 4 (2/2, 0/2), Iannilli 3 (0/1). Ne: Binetti e Fontana. All.: Cavina. ARBITRI: Di Francesco, Materdomini, Di Giambattista. NOTE - Tl: Spi 17/24, Pri 25/32. Rimb.: Spi 35 (Lollis 8), Pri 37 (Rossetti 9). Ass.: Spi 16 (Vukcevic 6), Pri 11 (Penn 4). Progr.: 5' 7-11, 15' 28-25, 25' 46-48, 35' 62-77. Usc. 5 f.: Brkic e Filloy. (a.c.) SERIE_ 3-2 Veroli.

FORMULA 1 82° GRAN PREMIO SANTANDER D’ITALIA 2011 MONZA, 9-10-11 SETTEMBRE

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SCHERMA A SEUL

IPPICA A TORINO

Urlo Di Francisca E’ sempre fioretto
Elisa supera la Errigo in finale e dopo il trionfo di Baldini l’Italia vince la prova maschile a squadre
MARISA POLI
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Napoleon Bar (E. Bellei), in primo piano, respinge Norton Jet (P. Gubellini). Poi Negresco Milar 3˚DE NARDIN

dE’ doppietta per il fioretto femminile: nella tappa di Coppa del Mondo di Seul (S.Cor) Elisa Di Francisca ha battuto (15-8) l’amica Arianna Errigo nel remake della finale mondiale dell’ottobre scorso a Parigi. Per la campionessa del mondo in carica è il secondo successo stagionale (e il quarto in carriera) in Coppa del Mondo dopo il centro di Tauber, tre mesi fa. Per la ventiduenne monzese è il terzo podio della stagione travagliata dall’infortunio alla caviglia destra che l’ha tenuta lontana dalle pedane per oltre un mese.

Napoleon l’ultimo varennino volante
Stende Nadir Kronos e respinge Norton Jet. I figli del re a 64 GP vinti. Domenica Lisa a Stoccolma
MICHELE FERRANTE
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Dominio A 24 ore dal trionfo di Baldini, un’altra conferma del dominio italiano del fioretto. Da inizio stagione, solo in un’occasione le azzurre non sono salite sul podio (a Budapest), negli altri cinque appuntamenti di Coppa del Mondo sono arrivati 4 successi (2 Di Francisca e 2 Vezzali) e altri otto podi. Risultati che si rispecchiano in un ranking mondiale che vede Di Francisca al numero 3 davanti alla Errigo, mentre la Vezzali si conferma saldamente in testa. Ieri la triolimpionica ha mancato l’appuntamento col podio dopo la sconfitta nei quarti con la francese Maitrejean (15-13). Fuori agli ottavi Giovanna Trillini (eliminata dalla Di Francisca), stop ai sedicesimi per Salvatori e Margherita Granbassi che, complice l’infortunio al ginocchio che l’ha fermata per un mese, vede farsi in salita la qualificazione ai Mondiali. Squadra Sulle stesse pedane di Seul, dopo Andrea Baldini (sabato) e Di Francisca, anche la prova a squadre maschile è andata agli azzurri. E’ il terzo successo stagionale di fila per il team di Stefano Cerioni, vale il numero 1 della classifica mondiale a squadre, prezioso in ottica olimpica. Il successo è fi-

dSabato a Vigone la festa di compleanno per le 16 primavere di Varenne, il santuario vivente del trotto capace di riscrivere la storia con 51 Gran Premi in bacheca dal 1999 al 2002. Stavolta alla viglia di un Gran Premio nella vicina Torino, con tre eredi del campione in pista e il puntuale successo di uno di essi: alla maniera forte, la stessa con cui l’illustre genitore amava risolvere le partite.

senza tuttavia mai dimostrarsi leader. Poi un nuovo allenatore, il francese Fabrice Souloy specializzato in resurrezioni azzurre tipo Exploit Caf, in Italia al massimo vincitore di Premio Trinacria e sotto la sua regia capace della seguente serie di capolavori: Lotteria, Luxembourg, Balliere, Atlantique, France ed Eltilopp. Pazzesco. Lotta tra varennini Napoleon Bar, in coppia con Enrico Bellei, non ha avuto corsa facile, costretto al largo del battistrada Nadir Kronos, il varennino vincitore del Derby 2010. Ma l’andatura non è stata feroce, fino al mezzo giro conclusivo, quando si sono fatti avanti Norton Jet e Negresco Milar, il sorprendente vincitore del Gp d’Europa. Napoleon ha tirato fuori il cuore,, archiviando in poche battute Nadir Kronos per poi ribattere colpo su colpo l’assalto di Norton Jet, finito a meno di una testa. Poi Negresco Milar, 3˚. Ora Lisa Lisa America, la regina dei varennini, domenica all’assalto dell’Eltilopp di Stoccolma, Al via anche Libeccio Grif vincitore del Lotteria. Fatte ieri le batterie
ELITLOPP (M 1609): 1ª batt. 1 Rapide Lebel, 2 Year In Review, 3 Brioni, 4 Define The World, 5 Reven d´Amour, 6 Wishing Stone, 7 Lavec Kronos, 8 Libeccio Grif. 2ª batt.: 1 Yarrah Boko, 2 Arch Madness, 3 Iceland, 4 Oyonnax, 5 Rakas, 6 Prince Tagg, 7 Lisa America, 8 Commander Crowe.

TRIPLICE USA
Animal battuto Sfuma il sogno

Elisa Di Francisca, 28 anni, al quarto successo in Coppa del Mondo AFP

Alla francese Vince Napoleon Bar e i varennini arrivano a 64 Gran Premi (46 in Italia, 18 all’estero) dal 2006, quando Ivory Dany ruppe il ghiaccio nel Criterium Toscano. Napoleon ne aveva già conquistati due (Veneto e Città di Napoli 2010)

RISULTATI
Fioretto donne. Finale: Di Francisca b. Errigo 15 8. Semifinali: Di Francisca b. Maitrejean (Fra) 15 11; Errigo b. Chen (Cina) 15 9. Quarti: Maitrejean (Fra) b. Vezzali 15 13; Di Francisca b. Prescod (Usa) 15 11; Errigo b. Varga (Ung) 15 12 . Fioretto uomini a squadre. Finale: Italia b. Russia 45 44; 3˚ posto: Giappone b. Cina 45 39. Semifinali: Russia b. Cina 43 42; Italia b. Giappone 45 41.

glio del 45-44 in finale sulla Russia: prima Andrea Baldini, Andrea Cassarà, Valerio Aspromonte e Giorgio Avola avevano infilato tre successi su Egitto (44-17), Germania (45-28) e Giappone (45-41). Sciabola A Tianjin (Cina), dove si è imposta la Zhu, le azzurre della sciabola non vanno oltre il 18o posto di Gioia Marzocca. Il prossimo appuntamento è a Livorno, dove nel prossimo fine settimana sono in programma i campionati italiani. La sfida del fioretto sarà mondiale.

RISULTATO

Niente record Negresco terzo
L’1.13.4 di Napoleon Bar lonta no dal 1.12.8 record di Le Touquet nel 2009 GP CITTÀ DI TORINO m 2060: 1 Napoleon Bar (E. Bellei) 1.13.4 2 Norton Jet 1.13.4; 3 Negresco Milar 1.13.5; 4 Nando Font 1.13.6; 5 Nefertite del Rio 1.13.7 Tot.: 3,01; 1,57, 2,35, 2,33 (8,09) Trio: 170,79.

BALTIMORA Tramonta il sogno di Animal Kingdom, il vincitore del Kentucky Derby che tentava raddoppiare nella seconda tappa della Triplice Corona del galoppo Usa invitta dal 1978 (Affirmed). Nelle Preakness Stakes (gr. 1 m 1900) Amimal Kingdom è stato respinto per mezza lunghezza da Shackelford (J. Castanon, a destra nella foto dell’arrivo AP) già 4˚ nel Derby. GOLDIKOVA E 13 A Longchamp vittoria di gruppo 1 n˚ 13 della star Goldikova (Peslier) nell’Ipahan (m 1800), Battuto Cirrus des Aigles DETTORI 2˚ A Dublino so You Think (Moore) nella Gold Cup (gr 1 m 2100). 2˚ Campanologist con Lanfranco Dettori. OGGI MILANO QUINTE’ (ore 19). Indichiamo Nounou (15), Nelson dei Greppi (7), Nador (10), Nicea Gas (12), Natalia (17), Nautica Wse (18). PALERMO 2ª TRIS (ore 14), Scegliamo Monet Om (5), Mino di Jesolo (8), Lirinass (13), Imed As (17), Ida Y Vuelta (14), Irruenza Gv (7). ANCHE gal.: Firenze (15.05). Tr.: Roma (14.45), Castelluccio (15.20).

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

TENNIS ROLAND GARROS
la ribalta
di RINO TOMMASI
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Ripetersi Un’impresa per poche
L'anno scorso in questo stadio il tennis italiano ha vissuto, per merito di Francesca Schiavone, la giornata più felice da quando Panatta ha abbandonato l'attività. Ripetersi, in un torneo di questa importanza, è infinitamente più difficile che vincere la prima volta. Per dimostrarlo basta scorrere il brevissimo elenco delle campionesse che, nel dopoguerra, sono riuscite a vincere qui per due anni di fila. Maureen Connolly, Margaret Smith, Chris Evert, Steffi Graf, Monica Seles e Justine Henin fanno tutte parte delle immortali di questo gioco. Se ci aggiungete il nome di Martina Navratilova (che ha vinto due volte ma non consecutivamente), siete certi di non aver dimenticato nessuna tra le giocatrici normali, che non comprendono le sorelle Williams, prodotti inimitabili di un tennis muscolare. L'ho presa un po' alla larga per arrivare a dire una cosa ovvia: che le probabilità di vedere la Schiavone trionfare anche quest'anno sono poche. E' già importante che sia rimasta competitiva come ha dimostrato l'altro giorno a Bruxelles, dove ha ceduto di misura alla Wozniacki, la prima giocatrice del mondo. A noi questa Schiavone va bene così, se poi gli dei del tennis vogliono regalarci un altro miracolo, potremo solo applaudire e ringraziare.

SCHIAVONE
«Cerco me stessa quella di un anno fa»
L’azzurra torna a Parigi dopo il trionfo del 2010 Oggi alle 11 il primo ostacolo, l’americana Oudin
DAL NOSTRO INVIATO

VINCENZO MARTUCCI
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PARIGI d«Ci rivediamo al Ro-

land Garros». Chissà quante volte, negli ultimi 12 mesi, Francesca Schiavone s’è ridata quest’appuntamento, mentre cercava, invano, di rigiocare «alla Schiavone». Tanti balbettii, qualche acuto, forma precaria da ottobre a Tokyo, poi un set e mezzo alla grande contro Kuznetsova e poi Wozniacki agli Australian Open, un set contro Stosur in Fed Cup e quindi, ancora, contro la numero 1 del mondo (Wozniacki), nella semifinale di Bruxelles di venerdì. Persa, ma dopo 2 ore e mezza, rimontando da 1-3 a 3-3 e mancando 4 occasioni del 4-5. Caricandosi di adrenalina ed esplosività, come ai tempi belli, fino alla stretta di mano con la danese: «Ci rivediamo al Roland Garros». Che non è una promessa e nemmeno una speranza, ma una minaccia. Come oggi la trottolina a stelle e strisce Melanie Oudin dà il bentornato del Roland Garros alla regina 2010, alle 11 sul Philippe Chatrier, la ter-

«Roma mi ha insegnato molto, a Bruxelles ho giocato bene a sprazzi. Qui ogni partita è dura e fa storia a sé»
ra del trionfo più clamoroso, da Iva Majoli nel 1997. Testa Oudin vuol dire clamoroso sgambetto nella finale di Fed Cup di novembre. «Ma lì Franci aveva le pile scariche, quella partita non conta», minimizza Corrado Barazzutti. «Per un po’, Francesca non ha accettato di giocar male. Ma ora ha recuperato di tennis e di fisico — abbiamo lavorato tantissimo —, e il problema è la tenuta di testa, deve evitare i cali, le pause. Lei sa benissimo che può esprimere il suo tennis, ma lo può fare solo se è concentrata al massimo, punto dietro punto». Tutto chiaro, Francesca? «Roma mi ha insegnato tantissimo: soprattutto mi ha indicato la strada per trasformare quello che sogno in realtà. Mi è servita anche Bruxel-

les, certamente molto più tranquilla di Parigi, ma utile per mettere insieme qualche altro pezzettino importante. Con la Wozniacki, ho giocato a sprazzi un buonissimo tennis, che da tanto non esprimevo. Ora devo gestire quei momenti importanti sul 30-0, 40-0, e chiudere il game. Ho servito male, ma sento che il mio livello di gioco sta crescendo, anche se devo essere più aggressiva quando c’è da guadagnare campo, è una buona premessa per la nuova avventura al Roland Garros». Terra! I campi rossi aiutano il micidiale cocktail di Francesca, top spin, anticipo, slice, attacchi in controtempo, velocità e varietà: «Il rispetto c’è sempre stato, e reciproco. Ma ora le avversarie mi guardano in modo diverso, sanno che ho risultati e qualità, e mi temono». E il Roland Garros è l’esaltazione della terra battuta: «Saranno match molto tosti, qua sopra, non vedi mai differenze estreme, devi giocare ogni punto, che sembra sempre una storia a sé. E’ tutta logica, tecnica e testa». Con un’arma tecnica in più: «Sto lavorando molto

Francesca Schiavone, 30 anni, è la numero 5 al mondo AFP-APPPHOTO

LA GUIDA
Oggi sei azzurri
Oggi, inizio ore 11. Uomini: Djokovic (Ser) c. De Bakker (Ola), Federer (Svi) c. Lopez (Spa), Monfils (Fra) c. Phau (Ger), Gasquet (Fra) c. Stepanek (Cec), Del Potro (Arg) c. Karlovic (Cro), Berdych (Cec) c. Robert (Fra), Baghdatis (Cip) c. Gil (Por), Bellucci (Bra) c. Golubev (Kaz), Raonic (Can) c. Berrer (Ger). Donne: Zvonareva (Rus) c. Dominguez Lino (Spa), Wozniacki (Dan) c. Date (Gia), Hantuchova (Slk) c. Zhang (Cin), Arn (Ung) c. Kvitova (Cec), Kirilenko (Rus) c. Vandeweghe (Usa) Italiani, uomini: STARACE c. Falla (Col); BOLELLI c. Dancevic (Can); donne: SCHIAVONE C. Oudin (Usa), VINCI c. BRIANTI, ERRANI c. McHale (Usa). In tv: diretta Eurosport

sul servizio: voglio utilizzarlo al meglio. Qui, puoi tirarlo sia di potenza che in kick». Qui: un incrocio, una ripartenza, una condanna, una tappa del su e giù del combattutissimo «Io» di Francesca Schiavone? «Per far bene quest’anno a Parigi, non devo dimenticare l’ultimo. Ce l’ho nel cuore, mi servirà da esperienza per cominciare un’altra avventura, utilizzando il vecchio e mettendoci del nuovo. E’ come una tappa in bici, sono in pianura, ma inizia la salita, fisicamente e tecnicamente sono pronta, desidero esprimermi al meglio, ma non penso alla maglia da prendere, devo vincere la prima tappa-Oudin». Che è una giovane di talento, «ma ha bisogno di caricarsi, per me era così: devo rubarle il tempo». Rieccoti al Roland Garros, Francesca.

BIS DELL’ERA OPEN
A PARIGI SOLO CINQUE CE L’HANNO FATTA Smith Court (Aus) Evert (Usa) Evert (Usa) Evert (Usa) Graf (Ger) Graf (Ger) Seles (Jug) Henin (Bel) 1969-1970 1974-1975 1979-1980 1985-1986 1987-1988 1995-1996 1990-1991 2006-2007

PRIMO TURNO ESCE IN TRE SET CON L’AMERICANA LEPCHENKO

Pennetta k.o., avanti Fognini e Seppi
PARIGI d Cattive notizie dal fronte occidentale. Flavia Pennetta soffre se stessa più della modesta mancina Varvara Lepchenko, uzbeka naturalizzata Usa, tutta incerottata e tanto indietro nella classifica mondiale (n. 85 contro 19), e cede dopo 3 set, quasi 2 ore, clamorosi errori di dritto a campo aperto e doppi falli sbilenchi. Secondo il primo tifoso, papà Oronzo, la spalla malandata non c’entra: «Come ha detto il dottor Castagna, il problema com’è arrivato è andato via». Secondo Flavia: «Ho giocato male, a sprazzi, senza continuità, e merito di perdere, niente scuse, niente alibi, la spalla sta bene, ha ripreso for-

za, mi sono allenata bene, ma ho fatto errori clamorosi sui punti importanti come sulla palla del 4-2 al terzo set, e anche altri (27!). La verità è solo che gioco come il culo, un’espressione spagnola che rende anche in italiano, no? Mi sono fermata per l’infortunio, ho perso il ritmo. E la quarta sconfitta al primo turno? Ce ne saranno molte altre». Acciacchi Come da pronostico, passano il primo turno, ma in tre soli set, sia Fabio Fognini che Andreas Seppi, e il risulI RISULTATI A PAGINA 53

Flavia Pennetta, 29 anni: è la quarta sconfitta al primo turno REUTERS

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tato vale doppio, considerando i loro acciacchi: al solito polso («ci sono caduto sopra a Nizza contro Gulbis») più all’anca, per «Fogna», sotto la pianta del piede più all’avambraccio per l’allievo di Massimo Sartori. «Sono particolarmente contento di come stato attento ed attivo a livello mentale», racconta Fognini, da tempo sulla rampa di lancio, «ma ancora a malapena fra i primi 50», come dice lui, che dedica il successo su Istomin a papà Fulvio («il primo tifoso» che si è operato a tutt’e due le anche) e attende Berdych (più di Robert). «Facile mettersi in luce in uno Slam, io ho ancora difficoltà in quelli minori». Mentre Seppi rivela di aver giocato pieno di anti-infiammatori. Per lui il vincente di Bellucci-Golubev.
v. m.

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BOXE MONDIALE MEDIOMASSIMI WBC

Hopkins re a 46 anni! Ha superato Foreman
Battendo Pascal, il «Boia» è tornato campione iridato con 24 giorni in più di Big George
FAUSTO NARDUCCI
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Due vecchietti a confronto

y De La Hoya

IL CASO GOLDEN BOY

ricoverato in clinica per disintossicarsi
LOS ANGELES dOscar De La Ho-

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Bernard Hopkins, nato il 15-1-1965, diventa il più anziano campione del mondo a 46 anni e 126 giorni (circa 4 mesi)

d«Se l’è meritato. Sono contento per Hopkins e per tutti i vecchietti dello sport». Il leggendario «Big George» Foreman sabato notte ha ceduto con grande classe lo scettro di più vecchio campione mondiale della boxe a Bernard Hopkins, il Boia di Filadelfia che sul ring di Montreal ha vinto la rivincita contro il beniamino di casa Jean Pascal per il Mondiale dei mediomassimi Wbc. Battuto il canadese di 28 anni più giovane ma anche il pallottoliere. Hopkins è tornato campione a 46 anni e 126 giorni, cioè 24 giorni in più dell’età che aveva Foreman quando difese vittoriosamente il Mondiale dei massimi Wba e Ibf il 22 aprile ’95 a Las Vegas contro Axel Schulz. Ma il grande rivale di Ali aveva «solo» 45 anni e 299 giorni quando il 5

novembre ’94 a Las Vegas passò alla storia del ring detronizzando da quel titolo Michael Moorer. E se consideriamo che Foreman ha combattuto fino alla soglia dei 49 anni con Briggs non possiamo meravigliarci se Hopkins vuole difendere il Mondiale fino a 50. Il match Niente di più impossibile a giudicare dalla freschezza atletica e dalla grinta con cui Hopkins, che ha ora un record di 52-5-2 e aveva conquistato il primo Mondiale (medi Ibf) nel lontano ’95, ha risolto proprio nella seconda parte del match la questione col rivale che gli aveva imposto un controverso pari nel dicembre dell’anno scorso. Sabato davanti a 17.560 spettatori Pascal ha dato l’impressione di poter vincere per k.o. già nel quarto round ma al 7˚ Hopkins ha dato il primo segnale della

Bernard Hopkins (sopra) colpisce Pascal e poi esulta. Il suo record è di 52 vittorie (32 ko), 5 sconfitte e 2 pareggi AFP

riscossa presentandosi sul ring con una serie di flessioni. Un arrembaggio fino al 10˚ round quando il campione ha toccato terra col guantone su un gancio destro d’incontro ma non è stato contato. Il tardivo forcing nell’ultima ripresa non ha ribaltato il verdetto (116-112, 115-114 e 115-113) a favore di Hopkins che si mette alle spalle un’infanzia difficile e ha conosciuto a lungo le patrie galere. No nonno Ora non chiamatelo nonno però. Hopkins non lo è anagraficamente (è sposato con una figlia di 15 anni), non lo è nell’aspetto fisico e non si è dimostrato tale sul ring. «Sono stato accusato di aver addormentato il match ma mi stavo conservando per il finale. Sono eccitato e sorpreso: ti aspetti di essere campione a 20 anni, non a 46».

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George Foreman, nato il 10-1-1949, il 22 aprile 1995 difese il Mondiale dei massimi a 46 anni e 102 giorni (circa 3 mesi)

ya, il pugile dalla faccia pulita, l’olimpionico e 10 volte iridato (39-6) che nel 2008 battè anche Manny Pacquiao, ora promoter, è ricoverato in California in una clinica specializzata in trattamenti riabilitativi, in particolare per chi fa abuso di alcol o droghe. La notizia era apparsa sul sito Tmz, lo stesso che diffuse la notizia della morte di Michael Jackson, ma inizialmente non aveva trovato conferme. L’ex campione ha fatto diffondere dal suo entourage un comunicato in cui spiega che «come ognuno di noi, anche io ho le mie debolezze. Riconosco di avere dei problemi e di doverli curare. Non voglio essere una di quelle persone che non ammette di avere problemi e quindi rifiuta di farsi aiutare. Durante la mia carriera e la mia vita — continua il 38enne pugile di origini messicane — ho vinto molte sfide, e questa volta non sarà differente. Ho fiducia che con il sostegno della mia famiglia e dei miei amici tornerò più forte e con una migliore salute. Ora però chiedo che venga rispettata la mia privacy».
ROY JONES STESO (r.g.) A Mosca (Rus) il mancino Denis Lebedev (21-1), sfidante al mondiale massimi leggeri Wbo, ha messo ko Roy Jones jr. (54-8) al 10˚ round. Jones, 42 anni, pro’ dal 1989, campione medi, supermedi, mediomassimi e massimi dal 1993 al 2004, è alla terza sconfitta consecutiva.

PALLAVOLO Semifinali femminili, gara-3 e il World Tour di beach volley

Novara, un giorno da leoni Bergamo si fa mangiare
ANDREA CRIPPA
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TACCUINO
Villa Cortese a Busto per la finale
(m.l.) Sfatato in gara-3 il tabù del PalaYamamay, Villa Cortese gioca stasera il primo match point per la finale (sarebbe la seconda di fila). L’MC-Carnaghi (2-1 nella serie) affronta ancora in trasferta gara-4 (ore 20.30, diretta RaiSport 1) a Busto. Abbondanza ha il roster al gran completo. Nessun problema anche per la squadra di Parisi (che dovrebbe diventare l’allenatore dell’Universitaria azzurra). DISASTRO JR L’Italia battuta 2-3 (25-21, 24-26, 18-25, 26-24, 9-15) dalla Germania fallisce la qualificazione ai Mondiali jr. Dopo che quest’anno i Cadetti non si erano qualificati per l’Europeo. I risultati giovanili saranno anche marginali, ma queste debacle continue dovrebbero fare riflettere. DONNE (a.a.) Primo collegiale dell’Italdonne a Civitavecchia, 15 le azzurre di Barbolini con molti ritorni: Costagrande, Ferretti e Guiggi. Le altre: Biccheri, Corna, Cagninelli, Del Core, Manzano, Saccomani, Gioli, Leonardi, Okaka, Sirressi, Partenio e Stufi. Da oggi in raduno anche la squadra di Berruto che domani parte per la Francia. MERCATO (a.ro.) Ngapeth, miglior giocatore del campionato francese lascia il Tours per Bre Lannutti Cuneo: ora lo ammette anche l’Equipe. Dragan Nesic lascia Conegliano e si accasa al Galatasaray Istanbul. Le sorelle Usic vanno all’Eczacibasi Istanbul, alla Scavolini arriva la centrale polacca Okuniewska.

Menegatti-Cicolari «Ci riproveremo»
Le azzurre cadono in finale sulla sabbia polacca: «Ma siamo fra le grandi»
CARLO FERRARO
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NOVARA dRisorge in un roven-

te pomeriggio di passione l’Asystel, che messa alle spalle al muro, sotto 2-0 nella serie, trova il coraggio di osare anche oltre sue possibilità, superando Bergamo al termine di una gara durissima anche per il caldo insopportabile dello Sporting Palace, gremito da oltre 3500 tifosi. Trasformista Caprara il trasformista, per far fronte all’assenza di Barun, propone in avvio la sesta formazione diversa (ancora con le 3 centrali, con le baby Camera in palleggio e Folie al centro) e in corsa mischia ancora arrivando a pescare dal suo mazzo il jolly: che ha il volto della regista Bechis, capace di cambiare l’inerzia del primo set, dal 9-16 al 25-23. Bergamo fatica con le sue schiacciatrici, ma a Lo Bianco sembrano bastare gli attacchi delle centrali Nucu ed Arrighetti per prendere in mano la gara, dopo aver chiuso il secondo parziale a 16. Pare la resa di Novara, che invece risorge, ancora con Horvath (6 punti e il 100% nel terzo

set) e la capitana Barcellini che non sbagliano più nulla, mentre Sansonna calamita ogni pallone in difesa. L’Asystel, in campo con un sestetto che ha 22,5 anni di media e 3 giocatrici del vivaio, a chiudere. A fine gara è festa come se Novara avesse vinto lo scudetto, con Caprara che si getta a terra: «Sono strafelice per queste ragazze, che hanno dimostrato di aver impa-

rato in fretta la lezione delle prime due partite. Non è da tutti scendere in campo con questa determinazione in una situazione come la nostra, questa è una squadra con la S maiuscola e quella di giocare un’altra sfida con Bergamo sarà un’occasione in più. Il sestetto di partenza? Avevo detto che volevo una squadra camaleontica, forse ho anche esagerato». Dall’altra parte Francesca Piccinini: «Novara è stata brava, sapevamo che in casa si sarebbe trasformata e così è stato, purtroppo però anche noi non siamo state quelle delle prime due gare. Troppo fallose ed imprecise». Domani sera gara-4.
NOVARA-BERGAMO 3-1

L’ungherese Dora Horvath (23 anni)
TARANTINI

(25-23, 16-25, 25-20, 25-22) AYSTEL NOVARA: Camera 1, Barcellini 19, Veljkovic 1, Folie 4, Horvath 24, Paolini 9; Sansonna (L), Bechis 3, Lombardo 8, Zardo. N.e. Nesovic. All. Caprara. NORDA FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Bosetti 13, Arrighetti 13, Ortolani 11, Piccinini 10, Nucu 10, Lo Bianco 1; Merlo (L), Fanzini, Vasileva 4. N.e. Zambelli, Carrara. All. Mazzanti. ARBITRI: Tanasi, Zucca. NOTE Spettatori 3500. D.s.: 27’, 21’, 24’, 29’. tot.: 101’. Asystel: b.s. 4, v. 5, m.9, e. 19. Foppapedretti: b.s. 12, v. 3, m. 8, e. 10. SERIE Bergamo-Novara 2-1, domani gara-4 a Novara.

dAppuntamento con la storia rinviato per Marta Menegatti e Greta Cicolari, inchinatesi 2-0 (21-17, 21-18 in 36’) alle olandesi Keizer-Van Iersel nella finale di Myslowice (Pol), 4ª tappa dello Swatch World Tour. La coppia dell’Aeronautica Militare, protagonista di un torneo di altissimo livello, si è arenata a un passo dal traguardo. In entrambi i set le azzurre sono partite in vantaggio, trovandosi avanti 15-13, salvo cedere nonostante il tifo a favore, al ritorno delle avversarie, al secondo centro di fila dopo Shanghai. «Alla vigilia non ci aspettavamo di arrivare così in alto, anche se il nostro progetto prevede di entrare stabilmente tra le primissime – ha commentato la 20enne Menegatti, al secondo podio di carriera nel World Tour, oltre a due argenti iridati giovanili -. Siamo (è ovvio) molto soddisfatte, anche se perdere non fa mai piacere. Ma se

considero che nella prima partita del tabellone (il derby con Giombini-Rosso, ndr) eravamo sotto 14-11 nel terzo set e che abbiamo superato anche le brasiliane Talita-Antonelli, teste di serie numero 1, posso solo gioire. Le olandesi hanno sfruttato al meglio il servizio, fondamentale che invece per noi non ha funzionato bene come nei giorni precedenti. Abbiamo ricevuto molti attestati di stima e complimenti, questo ci ha fatto piacere. Questo risultato ci dà grande fiducia anche in vista del Mondiale di Roma». Risalita Ad evitare un’inedita tripletta del Vecchio Continente sul podio sono state le iridate Kessy-Ross (Usa), le quali nella finalina hanno piegato 2-0 Goller-Ludwig (Ger). «Non si può parlare di sorpasso – hanno aggiunto la Cicolari -, ma il livello di diverse coppie europee ha ormai raggiunto quello delle brasiliane e delle migliori statunitensi. E quello che più conta, è che ci siamo anche noi. Mi sento di dire che in Italia sta cambiando qualcosa». Tra gli uomini a Praga successo per Emanuel-Alison (Bra) che hanno interrotto la striscia vincente (40 incontri e gli ultimi sette tornei disputati) di Rogers-Dalhausser (Usa). Prossima tappa a Pechino.

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI
TENNIS: IL BONFIGLIO RUGBY: SABATO AL BATTAGLINI LA FINALE TRA AVVERSARIE STORICHE
ATLETICA

Trionfo Horansky e Khromacheva

Padova passa a Prato A Rovigo derby scudetto
RICCARDO TEMPESTINI
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Rudisha non sarà a Roma Lemaitre c’è: 10"08
Il primatista mondiale degli 800, il keniano David Rudisha non sarà giovedì al Golden Gala di Roma. Non ha risolto un problema muscolare che già l’aveva costretto a rinunciare l’8 maggio al meeting di Doha. Ieri nella finale dei Societari francesi, Christophe Lemaitre, atteso protagonista all’Olimpico, ha corso i 100 in 10"08 (+0.6).

ro Pra Floriani e Alberto Regazzoni nel K2 200, sesto Paolo Buccione nel C1 500 e settimi Matteo Galligani e Nicola Ripamonti nel K2 500. A Tacen, invece, per lo slalom, 2˚ Roberto Colazingari nel C1 a 57 centesimi dal francese Thomas. Nel K1 Stefano Cipressi 10˚ (1˚ Doerfler, Ger), Costa 13˚, De Gennaro 18˚ e Molmenti 19˚; 14ª nel K1 Angela Prendin.

CICLISMO

PRATO dSarà una finale vene-

Irina Khromacheva, 16 anni PANUNZIO

MILANO (m.l.) Il tennis giovanile ancora nel segno dell’est. Assegnati ieri al centrale del Tc Milano A. Bonacossa il 52˚ Trofeo Antonio Bonfiglio valido come Internazionali d’Italia juniores (grade A Itf, inder 18, terra). La finale del singolare femminile ha visto trionfare la 16enne mancina russa Irina Khromacheva che si è sbarazzata in due set della 17enne montenegrina Danka Kovinic. Identico il risultato della finale maschile con il 18enne slovacco Filip Horansky vittorioso in due set sul coetaneo austriaco Patrick Ofner. Alla federazione russa è andata la Coppa delle Nazioni, così come il premio Vito Battaglia. A premiare tra gli altri c’era anche Lea Pericoli.
Risultati. Finali. Ragazzi: Horansky (Svk) b. Ofner (Aut) 6-4 6-2. Ragazze: Khromacheva (Rus) b. Kovinic (Mne) 6-4 6-2.

ta e inedita, sabato alle 18.10 a Rovigo, fra i padroni di casa e il Petrarca Padova, che conquistò l’ultimo titolo nel 1987 (i Bersaglieri tre anni dopo). Il derby più sentito d’Italia, un vero classico dagli anni Set-

tanta in poi, metterà in palio il 12˚ Tricolore per entrambe le squadre. Ieri al Chersoni di Iolo, contro Prato, i padovani dovevano difendere il cinque punti a zero ottenuti domenica scorsa alla Guizza. I Cavalieri avevano bisogno di una vittoria con quattro mete e 14 punti di scarto, ma i padovani hanno congelato la partita

(0-0 all’intervallo). Solo al 25’ s.t. i toscani sono andati in meta con Ngawini, ma due piazzati di Mercier hanno privato i padroni di casa di una vittoria comunque inutile.
PRATO-PADOVA 5-6 Marcatori: s.t. 26’ m. Ngawini, 38’ e 40’ c.p. Mercier. Prato: Wakarua; Tempestini, Von Grumbkov (12’ st. Majstorovic), Chiesa, Vezzosi (12’ s.t. Murgier); Ngawini, S. Canale (9’ s.t. Callori di Vignale); Giusti (30’-33’ s.t. Stefani), Belardo (23’ s.t. Cristiano), Petillo; Moore, F. Cazzola (1’ s.t. Beccaris); Bocca, Giovanchelli (19’ s.t. Lupetti), Poloni (15’-23’ p.t., 18’ s.t. Borsi). All. A. De Rossi-Gaetaniello. Padova: Mercier; Borgato (28’ s.t. Spragg), Neethling (38’ p.t. Ale. Chillon), Bertetti, S. Bortolussi; Walsh, Travagli; Ansell (4’ s.t. Mar. Barbini), Palmer, Targa; Sutto (4’ s.t. Tveraga), Cavalieri; Chistolini, Costa-Repetto, Fazzari. All. Presutti. Arbitro: Damasco. Note: p.t. 0-0, spettatori 3000. Gialli: Borsi (Prato e Tveraga al 24’ s.t. Calci: Wakarua 0/1, Mercier 2/3 (6 p.). Punti: Prato 1, Padova 4. Totale: 1-9. SERIE A Domenica sarà Calvisano-Firenze la finale per la promozione in Eccellenza: ieri i toscani hanno espugnato 19-20 San Gregorio (punti 1-4; and. 21-20, tot. 5-5. Mete: Firenze 5, San Gregorio 3). Playout: Badia-Benevento 38-10 (and. 14-26; punti: 5-4); Amatori Milano-Rubano 14-31 (and. 10-37, punti 0-10). Retrocedono Benevento e Amatori Milano. IN FRANCIA Dopo Lione, sale in Top 14 anche il Bordeaux-Bègles: Albi battuto 21-14 in finale dei playoff Pro D2.

Mullings vola: 9"89
(si.g.) Il giamaicano Steve Mullings, leader mondiale stagionale dei 100 (9”90), ha ritoccato di 1/100 questo limite sabato a Clermont (Usa) con +2.0. Sui 200, vittoria di Justin Gatlin in 20”20. Uomini. 100 (+2.0): Mullings (Giam) 9”89 (b. 9”91/+2.7); Padgett 9”99 (b. 9”96/+3.3). 200 (+1.9): Gatlin 20”20. 110 hs (+0.3): J. Brown 13”38; Yarbrough 13”41; R. Phillips 13”44. Donne. 100 (+1.7)/200 (+2.7): Ferguson-McKenzie (Bah) 11”09/22”50; Bailey (Giam) 11”19 (+2.4). LUNGO BIELORUSSO (si.g.) A Brest (Bie), mpm ’11 nel lungo di Veronika Shutkova con 6.95 (+0.2). Nel peso, 21.30 di Andrey Mikhnevich. A Smirne (Tur). Uomini. Lungo: Oprea (Rom) 8.06. Donne. 100 (+1.5): Lalova (Bul) 11”08. A Szombathely (Ung). Uomini. Martello: Pars 80.17. A Ostrava (Cec). Uomini. Alto: Baba 2.31.

Horner ipoteca il Giro di California
L’americano Levi Leipheimer (RadioShack) ha vinto la 7ª e penultima tappa del Giro di California, la Claremont-Mount Baldy di 121,9 km. Con Leipheimer è arrivato il compagno di squadra Christopher Horner, che si conferma in vetta alla classifica generale. FONTANA TERZO (m.gaz.) Il campione italiano Marco Aurelio Fontana (Cannondale) ha chiuso al terzo posto la tappa di coppa del Mondo di mountain bike a Dalby Forest (Inghilterra). La gara è stata vinta dal ceco Jaroslav Kulhavy davanti al francese Julien Absalon. Eva Lechner ha chiuso al quarto posto la gara femminile vinta dalla francese Julie Bresset.

NUOTO
PODIO SINCRO Le azzurre del sincro chiudono al 2˚ posto il libero combinato in Coppa Europa a Sheffield (Gb). Bozzo, Cattaneo, Callegari, Fiorentini, Deidda, Flamini, Lapi, Perrupato, Re e Sgarzi hanno provato per la prima volta il nuovo esercizio. Duo: 1. Ischenko-Romashina (Rus) 98.750; 4. Perrupato-Lapi 90.920 (45.390 + 45.530). Combo: 1. Ucraina 93.440; 2. Italia 91.760 (45.810+45.950). Squadre: 1. Russia 98.560; 4. Italia 91.110.

Che Chesani: 2.28
ORVIETO (Tr) — Buoni risultati al Memorial Coscioni di Orvieto. Silvano Chesani, 22 anni, nell’alto è salito a 2.28. Nei 400 hs 50”66 dello junior Bencosme. Uomini. 100 (+1.2) Collio 10”58; Torrieri 10”82; Galbieri 10”85. 200 (+1.7) Cavallaro 21”48. 400 hs: Bencosme 50”66. Alto: Chesani 2.28; N. Ciotti 2.24; Campioli 2.22. Lungo: Catania 7.85 (+1.5); Formichetti 7.78 (+1.1). Disco: Faloci 59.86. Donne. 100 hs (+0.4): Caravelli 13”23; Borsi 13”28; Pennella 13”48; Doveri 13”68 BRAVO TUMI (si.g.) A Gavardo (Bs), velocisti in evidenza con Michael Tumi (10”36 in batteria) che ha battuto Matteo Galvan nei 100. Bene anche lo jr Marco Lorenzi nei 400 (47”30). Uomini. 100 (+1.3): Tumi 10”41 (b. 10”36/+1.3); Galvan 10”43 (pb). 400: Lorenzi 47”30; Cappellin 47”77. 1500: Fontana (’91) 3’43”14; Crespi 3’43”66; 5. Iannone 3’45”18. 5000: Buttazzo 14’12”71. Triplo: Boni 15.77 (+2.0). Peso: Dodoni 17.90. Donne. 100 (+2.3): Balboni 11”79; Salvagno 11”81. 800: 2. Monachino 2’06”87. 3000: Tschurtschenthaler 9’31”58. Alto: Marconi 1.79. Lungo: Pusterla (Svi) 6.64 (+1.0); Vicenzino 6.39 (-0.3); Canella 6.06 (+1.0). PISTONE MAMMA (l.m.) L’azzurra della velocità Anita Pistone è diventata mamma di Francesca.

SOFTBALL
COMANDA FORLI’ (m.c.) Forlì balza in testa al 10˚ turno: Caserta-Unione Fermana 8-1 (5˚), 4-6; Macerata-Caronno 5-0, 7-0 (5˚); Forlì-Titano Hornets 6-2, 2-1; Legnano-Nuoro 3-8, 9-2 (5˚); La Loggia-Bollate 8-10 (8˚), 0-1 (8˚). Classifica: Forlì 750 (12-4); Legnano e Caserta 700 (14-6); Macerata 611 (11-7); La Bollate 550 (11-9); Loggia 450 (9-11); Hornets e Nuoro 389 (7-11); Unione Fermana 333 (6-12); Caronno 150 (3-17).

MOTONAUTICA: IN F1

Stefano Canale, del Prato, placcato da Steven Bortolussi MARTINI

TENNIS

Risultati Roland Garros
Uomini, 1˚ turno: Ferrer (Spa) b. Nieminen (Fin) 6-3 6-3 6-1; Benneteau (Fra) b. Machado (Por) 4-6 6-1 6-2 6-0 Nishikori (Giap) b. Yen-Hsun (Tai) 6-1 6-3 6-4; Stakhovsky (Ucr) b. Guez (Fra) 6-7 (7/9) 6-3 6-3 6-3; Rufin (Fra) b. Mannarino (Fra) 6-2 6-3 6-2; Wawrinka (Svi) b. Gensse (Fra) 4-6 6-3 6-4 6-2; Tsonga (Fra) b. Hájek (Cec) 6-3 6-2 6-2 Riba (Spa) b. Dodig (Cro) 6-3 3-6 7-6 (8/6) 6-4; Teixeira (Fra) b. Millot (Fra) 6-2 5-7 6-7 (4/7) 6-4 6-1; Fognini b. Istomin (Uzb) 6-4 6-2 6-2; García-López (Spa) b. Kendrick (Usa) 6-1 7-5 4-6 6-3; Hidalgo (Spa) b. Cilic (Cro) 7-6 (7/5) 6-4 6-4; Montañés (Spa) b. Gicquel (Fra) 6-4 6-4 6-2; Seppi b. Gabashvili (Rus) 6-3 7-5 7-5; Kavcic (Slo) b. Gulbis (Let) 6-1 6-4 6-2. Donne. 1˚ turno: Martínez (Spa) b. Peer (Isr) 7-6 (7/4) 6-1; Marino (Can) b. Bondarenko (Ucr) 6-3 6-3; Kuznetsova (Rus) b. Rybáriková (Slk) 6-2 6-3; Safarova (R.Cec) b. Flipkens (Bel) 6-1 6-1; Görges (Ger) b. Johansson (Fra) 6-1 6-4; Pironkova (Bul) b. Dellacqua (Aus) 7-5 6-3; Dulko (Arg) b. Falconi (Usa) 6-3 6-4; Halep (Rom) b. Kudryavtseva (Rus) 6-2 6-1; Stosur (Aus) b. Benesova (R.Cec) 6-2 6-3; Cornet (Fra) b. Vorácová (R.Cec) 6-4 6-2; Barthel (Ger) b. Bammer (Aut) 6-1 7-5; Pavlyuchenkova (Rus) b. Shvedova (Kaz) 7-5 6-3; Jankovic (Ser) b. Bondarenko (Ucr) 6-3 6-1; Dushevina (Rus) b. Dokic (Aus) 4-6 6-3 6-2; Mattek-Sands (Usa) b. Parra (Spa) 2-6 7-6 (7/5) 6-3; Lepchenko (Usa) b. Pennetta 6-3 2-6 6-3; Hercog (Slo) b. Sanchez (Fra) 6-0 6-1.

La norvegese è prima, poi salta
(m.sp.) Il weekend perfetto è stato interrotto da un incidente: la norvegese Marit Stromoy sabato protagonista con la conquista della pole position, prima donna nella storia, e ieri a Portimao (Por) in testa alla gara valevole come 2ª prova del Mondiale di F1, è stata costretta al ritiro a causa di uno scontro con lo statunitense Shaun Torrente. A quel punto campo libero per la seconda vittoria stagionale Jay Price, davanti ad Alex Carella (a 6"40) e Al Qamzi a 11"77. Sesto posto di Francesco Cantando.
Classifica generale (2 p.): 1. Price (Usa, T. Qat) 40; 2. Carella (Ita, t.Qat) 30; 3. Chiappe (Fra, Ctic) 21.

PALLANUOTO: IL C.T.

Setterosa: cambi verso Shanghai
SIRACUSA (a.s.) Chiusura in famiglia nella World League: il Setterosa dopo la qualificazione alle finali in Cina, a Tianjin dal 14 al 19 giugno, resterà a Siracusa sino a sabato. A riposo il centroboa Casanova e il portiere Gigli, in raduno restano le giovani Verde e Teani e torneranno Palmieri e Barzon. Il c.t. Fabio Conti in vista dei Mondiali dice: «Il bilancio è positivo ma sono possibili altri inserimenti». Miglior giocatrice del torneo, l’azzurra Abbate.
Italia B-Italia 3-13 (0-5, 0-3, 1-3, 2-2). Italia B: Giancristofaro, Barzon 1 rig., Millo 1, Dufour, Queirolo1, Repetto, Verduci, Tabani, Palmieri, Verde, Giachi, Lascialandà, Dario. All. Zizza. Italia: Gorlero, Abbate 2, Del Fiume 2, Rambaldi, Lapi 2, Savioli 2, Colaiocco 1 Bianconi 1, Emmolo 2, Pomeri, Cotti, Frassinetti 1, Settonce. All. Conti. Arbitri: Collantoni e Reinink (Ger). Note: s.n. Italia B 9 (0), Italia 5 (3); usc. 3 f. Pomeri a 29’38". Germania-Russia 5-15. Class. finale: Russia 12; Italia 6; Germania 0 (Italia B fuori classifica).

BASEBALL

Bologna e San Marino ok
(m.c.) Bologna e San Marino allungano nel sesto turno. Parma e Grosseto agganciano Rimini. 6˚ turno. Gara-3. De Angelis Knights-Unipol Bologna 2-11. La capolista si scatena con 6 p. al 5˚ e 5 nelle tre riprese successive. Lanc.: v. Betto (1bv-5rl), p. Galeotti. Hr: Sanchez. Cariparma-Danesi Nettuno 6-1. Lanc.: v. Corradini, p. Cruz. Elettra Novara-T&A San Marino 1-15 (7˚). Per i Titani 18 valide e 3 fuoricampo. Lanc.: v. Da Silva, p. Morese. Hr: Perez, Duran, Avagnina, Imperiali. Telemarket Rimini-Montepaschi Grosseto 4-7. I toscani, sorretti da De Santis, approfittano del calo di Patrone per portarsi sul 7-0, ai locali non basta la rimonta su Oberto. Lanc.: v. De Santis, p. Patrone. Classifica: Bologna 778 (14-4) ; San Marino 722 (13-5); Rimini, Grosseto e Parma 555 (10-8); Nettuno 444 (8-10) ; Knights 278 (5-13); Novara 111 (2-16).

NUOTO: TRA BUSTO ARSIZIO E REGGIO EMILIA

Dotto (50"20) si prende la rivincita su Orsi nei 100 Ma quant’è dura adesso
Orsi e Dotto sembrano davvero i nuovi gemelli della velocità azzurra: stavolta si equivalgono nei 100, in una condizione tutt’altro che brillante. A Busto Arsizio, Luca Dotto (nella foto Binda/deepbluemedia con l’ipad) si impone nei 100 sl (50"20) davanti a Santucci (50"87) e nuota i 200; a Reggio Marco Orsi invece fa peggio di 22/100.
A Busto Arsizio (Va) Uomini. 100 sl Dotto 50"20, Santucci 50"87, Gimondi 51"40; 200 sl Santucci 1’53"16, Detti 1’53"33, D’Arrigo 1’53"92 Dotto 1’54"68; 100 do Pizzamiglio 56"27; 200 do Pizzamiglio 2’06"76; 50 ra Ossola 29"23; 200 ra Bizzarri 2’17"74; 50 fa Goldin 25"29; 100 fa Iacobone 54"99. Donne, 100 sl Buratto 57"44; 200 sl Nesti 2’01"77; 200 do Ioppi 2’14"61; 50 ra Taglioretti 33"42; 200 ra Taglioretti 2’41"02; 50 fa Corti 29"10. A Reggio Emilia. Uomini: 100 sl Orsi 50”42; 100 fa Facchinelli 55”31. Donne: 100 sl/200 fa Riccobono ('93) 58”54/2'14”91; 100 do Barbieri 1'03”03; 100 fa Bianchi 1'00”70. ALTRI AZZURRI (al.f.) A Messina. Uomini: 200 sl Maglia 1'51”31. A Schio (Vi). Uomini: 100 ra Pizzini 1'03”98. Donne: 100 sl/50 do Letrari 57”39/29”34. Memorial Ottaviani Formia (25 m). Uomini: 50-100 sl Rolla 22”43 (Spadaro 22”53) -50”27; 200 sl Berardi 1'49”29, Colbertaldo 1'50”06; 100 -200 do Milli 54”27 -2'00”39; 100 - 200 ra Cremonesi 1'00”36 - 2'17”00; 100 fa Natullo 54”79. Donne: 100 sl Cerquozzi 58”32; 200 sl Borghetti 2'02”32; 100 do Sorriso 1'01”78; 100 ra Damiani 1'11”01; 100-200 fa Albenzi 1'01”42-2'11”24. SPRINT BOUSQUET (al.f.) Fred Bousquet ad Auburn (Usa) vince i 50 sl in 22”31. A Volgograd (Rus) la 14enne Maria Baklakova vince 50-100 sl in 56”56-2'01”79. A Ostrowiec (Pol). Uomini: 100 sl/fa Czerniak 48”76/52”56; 1500 sl Sawrymowicz 15'00”82; 100 ra Szulich 1'01”18; 200 ra Kuczko 2'13”68. Donne: 50 do Urbanczyk 28”74 (r.n.); 100 fa Jedrzejczak 59”91. RIVINCITA KITAJIMA (al.f.) A Osaka (Gia). Uomini, 200 ra Kitajima 2’11"43, Otsuka 2’11"52; 100 fa Fujii 52"18. Donne, 200 ra Watanabe (14) 2’23"90; 100 fa Kato 58"89. DOPPIA BELMONTE (pe.m.) A Gjon (Spa, 50 m). Donne, 200 sl/mx Belmonte 1'59"59, 2'13"45.

ATLETICA

BOXE
MONDIALI (r.g.) A Londra, il locale Nathan Cleverly (22) conferma il mondiale mediomassimi, assegnatogli dal Wbo (scalzato a tavolino il tedesco Braehmer): battuto Aleksy Kuziemski (Pol, 21-3) ko 4. Il welter Frankie Gavin (10) vincitore di Valentino ai Mondiali 2007, batte Young Mutley (29-6) e conquista l’Intercontinentale Wbo. A Chiapas (Mes), Tomas Rojas (36-12-1) mantiene il mosca Wbc su J.J.Montes (19-2), kot 11. A Pueblas (Mes) Juan Palacios (Nic, 28-3) scalza il locale Samuel Gutierrez (28-6-2) per l’interim Wba paglia, ai punti. A Morelia (Mes) Mariana Juarez (29-5-3) vincitrice di Simona Galassi, mantiene la cintura mosca Wbc, battendo Gabriela Bouvier (Uru. 6-1-1). RING ITALIANI (r.g.) A Roma il piuma Simone Califano (15-3) su Csaba Toth (4-7) kot 5 t.; il medio Riccardo Lecca supera Csaba Batta (4-9-1) 6 t. A Gallo Ferrarese (Fe) il superwelter Marcello Matano (2) pone Anthony Baillet (Fra. 0-1) ko 2.

A San Paolo 10"01 sui 100 di Chambers

TUFFI
CHIARABINI E BERTOCCHI (al.f.) I migliori del Gp Azzurri d'Italia a Roma. Uomini. 3-10 m jun: A. Chiarabini 504.30-379.00; 10 m rag: L. Chiarabini 334.60. Donne. 1-3 m jun: Bertocchi 386.85-373.95.

VARIE
GIOCHI ISOLE (l.m.) Sarà il fantasista argentino del Palermo Javier Pastore, il tedoforo della dei Giochi delle Isole, l’Olimpiade riservata alle piccole isole l’evento internazionale che da oggi a domenica coinvolgerà in 10 discipline circa 3000 atleti in gara fra Palermo e Trapani. Pastore insieme all’iridato di ginnastica Igor Cassina, con l'accensione della fiamma olimpica aprirà martedì ufficialmente questa 15ª edizione che oltre alla Sicilia vedrà in gara anche la Sardegna e l’Isola d’Elba. Un saluto è arrivato anche dal campione spagnolo Rafael Nadal, che a 15 anni aveva vinto l'edizione di Palma de Maiorca, mentre in passato hanno preso parte all’evento Cristiano Ronaldo, il nuotatore Luca Marin e il velocista Claudio Licciardello.

Dwain Chambers, 33 anni AFP

(m.can.) Nel GP di San Paolo del Brasile, 10"01 (+2.0) del britannico Chambers sui 100 sul giamaicano Lee (10"06). Sulla stessa distanza al femminile 10"99 della nigeriana Osayomi (+1.9). Nei 400, 50"79 della giamaicana Whyte. Nel lungo 6.89 per la brasiliana Maggi (-0.2) e 6.76 (+1.8) per la statunitense De Loach. Nel triplo la colombiana Ibarguen ha battuto due volte il record sudamericano, con 14.58 (+1.1 e quindi con 14.59 (+0.4).

CANOA

Due podi azzurri in Coppa
RACICE (Rep.Ceca) Due podi per l’Italia della velocità in Coppa del Mondo e firmati dal triestino Michele Zerial (terzo= nel K1 200 e dal toscano Maximilian Benassi nel K1 5000. Zerial è stato preceduto di circa 4 centesimi dal britannico Edward McKeever primo in 36"537 davanti al russo Victor Zavolskiy. Benassi, bronzo sui 5000 anche ai Mondiali di Poznan 2010, è stato battuto dal portoghese Fernando Pimenta e dal canadese Adan Van Koverden. Quinta Norma Murabito nel K1 200 donne, seste Cristina Petracca e Sofia Campana nel K2 200 donne, settimi Mau-

VELA
AUDI MED CUP (r.ra.) Gli americani di Quantum (timoniere Baird) hanno vinto a Cascais la prima tappa dell’Audi MedCup. Secondi i tedeschi di Container, terza Azzurra (timoniere Parada, tattico Bruni). Tra i Soto 40 vittoria degli spagnoli di Iberdrola. La seconda tappa è in programma a Marsiglia dal 14 al 19 giugno.

Simona Abbate, 28 anni BORSARELLI

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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GOLF

fLa ventottenne romana vince il quarto titolo
in carriera e balza in testa alla money list

Luna da sogno Sbanca Monaco e diventa regina d’Europa
Diana domina il German Open: nessun errore in 4 giri. Vince 52.500 euro e anche un’auto. «Ero in stato di grazia»
TIZIANA BOTTAZZO
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

STEFANIA CROCE 13ESIMA

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EUROPEAN TOUR

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ROMAd«Sì, sì, sì. Ci sono. Ave-

vo una voglia matta di tornare». Diana Luna lascia il Golfpark Gut Hausem, vicino a Monaco di Baviera, a bordo di una Audi 5 Cabriolet e la coppa di cristallo dell’UniCredit German Open sul sedile accanto. «Sto viaggiando su un’auto uguale a quella che ho avuto in premio...», scherza la numero uno del golf italiano reduce dal quarto titolo da proette. Il primo come mamma: «Nel "winner speech" ho dedicato la vittoria alla mia piccola Elena. Lo merita, la sua nascita un anno fa mi ha dato tantissima energia».
Un’impresa quella di Diana: nelle 72 buche dell’Open ha segnato soltanto par e birdie (24) e nemmeno un bogey.

Un team di mamme: la finlandese Minea Blomqvist (2ª a 7 colpi) e la gallese Becky Morgan (3ª a 8 colpi) hanno figli piccolissimi. Importante stemperare la tensione parlando anche di pannolini?

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NUMERO
Le vittorie di Diana Luna nel Tour europeo

«In effetti era buffo, ogni tanto ci scambiavamo aneddoti sui figli. E’ la nostra vita, importante portarti dentro gli affetti».

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Così all’Open di Germania a Gut Hausern (Ger): 1. LUNA (67 67 65 65) 264 (-24, foto SCACCINI); 2. Blomqvist (Fin, 67 67 67 70) 271 (-17); 3. Morgan (Gal) 272 (-16); 4. Boeljon (Ola), Masson (Ger), Lagoutte-Clement (Fra) 273 (-15); 7. Gal (Ger, 72 70 67 66), Elosegui (Spa, 67 70 70 68), Westrup (Sve, 70 70 67 68), Stahle (Sve, 73 68 65 69) 275 (-13); 13, CROCE (70 69 69 70) 278 (-10); 23. ZORZI (71 72 69 69) 281 (-7); 43. SANDOLO (74 70 69 71) 284 (-4); 46. RIGON (66 73 75 71) 285 -3; 59. PIOVANO (72 72 72 72) 288 (par)

in Portogallo All’esordio Elli ventesimo

Federico Colombo, 23 anni GETTY
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

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La prima vittoria di Diana Luna nel 2004, all’Open di Tenerife, mentre nel 2009 firmò la doppietta Irish Open-Sas Ladies Masters. Quattro anche i secondi posti, l’ultimo dei quali centrato l’anno scorso all’Open di Francia, e tre i terzi posti. Dal 2002, sono 10 i piazzamenti in top ten

«Ho giocato benissimo, in uno stato di grazia, divertendomi. Fin dalla prima giornata ho capito che il percorso mi era congeniale. Ci avevo giocato un paio di volte, ma in questa settimana lo sentivo proprio sulla pelle. E’ un campo senza troppe difficoltà, fondamentale piazzare bene il tee-shot».
In una cornice di pubblico eccezionale: 10 mila spettatori nella giornata finale.

Un successo «bagnato a champagne» dalle compagne italiane, che tra l’altro non hanno mal figurato: 13ª Stefania Croce, 23ª Veronica Zorzi...

Nella foto in alto
(SCACCINI), Diana

«Splendido. Non è comune vedere tanta gente alle nostre gare, come in questo Open in Germania. Un’atmosfera che mi piace moltissimo. Una valenza importante ha giocato anche il clima tra noi giocatrici».

«Fantastiche, mi hanno sostenuto a mille per tutta la settimana, un’energia positiva che ho sentito molto. Con Stefania ho diviso la stanza, è stata una compagnia preziosa. Tra noi italiane c’è una bellissima atmosfera».
Golf al femminile quindi, non solo al maschile con Manassero e i Molinari.

Luna, 28 anni. Sotto, un modello di Audi A5 Convertible cabrio, l’auto vinta dall’azzurra al torneo di Gut Hausem

«Nessuna competizione, ci facciamo tifo a vicenda, un’energetica corsa parallela che fa un gran bene al golf italiano. Importante è che faccia notizia. E lo fa alla grande. Merito del bel lavoro della federazione, di Chimenti. In questi ultimi anni abbiamo avuto un grosso aiuto: raduni, camp, una gara su due ci segue un professionista. In Germania Massimo Scarpa, la settimana prima c’era Gianluca Pietrobono che verrà poi in Olanda. Un sostegno importante che rafforza il gruppo, fa squadra e alimenta l’orgoglio di rappre-

sentare l’Italia. Una bella cornice di pubblico all’Open d’Italia sarebbe una splendida occasione per dimostrare questa forza azzurra». Ora, una settimana di pausa per Diana Luna a godersi Elena in famiglia, poi via verso l’Open olandese. Forte del primato nella Money list con 85.988 euro (52.500 vinti ieri in Germania) e di tre top ten in questo avvio di stagione: 7˚ posto nel New Zealand Open, 5˚ nel Turkish Open, 4˚ nel Portugal Open: «Era da un po’ che ci giravo attorno alla vittoria».

dOttima prova di Federico Colombo che ha chiuso al quarto posto l’Open di Madeira a Porto Santo (Portogallo), torneo dell’European Tour in collaborazione con il Challenge. Sul campo disegnato da Seve Ballesteros, il lombardo ha guadagnato molte posizioni nell’ultimo giro, chiuso con 67 colpi, terzo miglior punteggio di giornata, grazie a sette birdie e un doppio bogey. Il miglior piazzamento di Colombo in carriera resta il secondo posto nell’Open del Kazakistan 2010. Buone notizie anche da Federico Elli, ventesimo, stesso piazzamento di Emanuele Canonica e Alessandro Tadini: per il 28enne azzurro era il primo torneo nel Tour maggiore. Il torneo è stato vinto dal nordirlandese Michael Hoey, 32enne alla seconda vittoria in carriera nell’European Tour, la sesta in carriera. L’inglese Simon Wakefield, 27˚, ha firmato un 63 e fino alla 16 sembrava in grado di chiudere con 59, impresa mai riuscita nel Tour, ma il par alla 17 e il doppio bogey alla 18 gli hanno hanno negato il record.
Così al Madeira Open, a Porto Santo (European Tour; par 72, montepremi 700.000 e): 1. Hoey (N.Irl, 72 68 67 71) 278 (-10); 2. Elson (Ing, 71 68 68 73), Gane (Ing, 67 72 70 71) 280 (-8); 4. COLOMBO (70 73 72 67), Lima (Por, 70 75 69 68), Saltman (Sco, 68 73 71 70) 282 (-6); 20. CANONICA (70 72 72 72), ELLI (74 73 69 70), TADINI (75 71 69 71) 286 (-2); 43. GAGLI 75 70 74 72 291 (+3); 62. Delpodio (73 74 75 72) 294 (+6); 73. PERRINO (73 73 73 82) 301 (+13).

VOLVO WORLD MATCH PLAY L’INGLESE MATTATORE: NON LO FERMA NEPPURE UNA SCIVOLATA PER UN COLPO IMPOSSIBILE

ALLA IMG IN FLORIDA

Irresistibile Poulter: cade, si rialza e vince
Dopo Molinari e Colsaerts, in finale ha liquidato anche Donald: un trionfo
5 R PRODUZ ONE RISERVATA

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RISULTATI S
Così ieri nella fase finale della tappa del Volvo match play World Championship a Caseres (Spagna) Semifinali Donald (Ing) b. Kaymer (Ger) 5&3; Poulter (Ing) b. Colsaerts (Bel) alla 19esima. Finale Poulter (Ing) b. Donald 2&1

Coni, borse di studio per il golf
Il Coni assegnerà dieci borse di studio agli studenti atleti di 13 18 anni più meritevoli (due per ogni disciplina, golf compreso) nella più famosa ed estesa scuola omnisport del mondo, la IMG di Bradenton, in Florida). Intanto la IMG Leadbetter Academy è in Italia. Dopo Bogogno, tocca alla Sardegna: nei giorni 31 maggio e 1 giugno a Is Molas di Pula (Ca), con la collaborazione del Forte Village Resort che debutta nel golf e nel rugby, dopo i successi nel calcio e nel tennis. Nella due giorni in Sardegna, sono in programma momenti di videoanalisi, pratica dei vari aspetti del gioco e preparazione mentale.

Ian Poulter, 35 anni REUTERS

dIan Poulter diventa il primo a vincere il titolo del match play di Pga ed European Tour e nega a Luke Donald il primo posto nel ranking. Ieri a Casares (Spa), al Volvo match play World Championship, i due inglesi hanno giocato una finale emozionante. Poulter, dopo aver elimitato Francesco Molinari, in semifinale aveva battuto Colsaerts (Bel); Donald il tedesco Kaymer. Nell’ultima sfida, i due si sono spesso scambiati la leadership, con Poulter che alla 8 ha dovuto dare vinta la buca dopo essere caduto e aver perso la pallina tra i cespugli (foto a destra), smarrendo anche il

marker. «Quando mi sono accorto di non averlo in tasca sono andato in panico — ha raccontato —, per fortuna l’hanno trovato. Sul marker ho inciso i nomi dei miei figli, per me è preziosissimo». Un birdie da 15 metri, alla 12, lo ha riportato in parità; alla 14 un approccio a meno di un metro gli ha dato il vantaggio, e alla 16 un altro approccio, a mezzo metro dalla buca, gli ha garantito il +2. I grandi si danno ora appuntamento nel weekend a Wentworth per il Bmw Pga Championship, con Manassero e i Molinari. Arrivando ai quarti a Casares, Francesco ha guadagnato 112.500 euro: ora è 12˚ nella Race to Dubai.

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ALTRI MONDI

di Strauss-Kahn, l’ex Fmi ai fL’avvocatocon l’accusa di stupro,direttore delstrategia domiciliari annuncia la di difesa: «Si dichiarerà innocente e verrà assolto»

DOMINIQUE STRAUSS-KAHN ACCUSATO DI STUPRO

IL FATTO DEL GIORNO
5 DOMANDE 5 RISPOSTE

LA FRASE DEL GIORNO

x NOTIZIE TASCABILI
ELEZIONI AMMINISTRATIVE E REGIONALI

Ma l’idea dei ministeri a Milano è una bufala?
La Lega crede nello spostamento di due dicasteri da Roma e dice di avere il sì di Berlusconi: sia il centrosinistra sia il Pdl, però, sono contrari. Per questo, sembra che sia soltanto una trovata elettorale
GIORGIO DELL’ARTI
gda@gazzetta.it

Spagna, Zapatero crolla alle urne Germania: Verdi boom a Brema
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Barack Obama Dopo le divergenze con il premier israeliano Netanyahu sul processo di pace in Medioriente, il presidente Usa assicura pieno appoggio a Tel Aviv Il sostegno degli Usa al benessere e alla sicurezza di Israele è incrollabile. Credo che la pace non possa essere imposta neanche dall’Onu, che sostiene la creazione di uno Stato palestinese indipendente. I negoziati tra Israele e palestinesi dovrebbero essere basati su confini con mutamenti concordati insieme
Mentre gli «indignados» occupano le piazze, ieri in Spagna s’è votato per le elezioni regionali e amministrative: in base ai primi dati, sconfitti i socialisti di Zapatero (28%), bene i popolari (36%). In Germania s’è votato nella regione di Brema: socialdemocratici al 38%, boom dei Verdi col 22,5%, male la Cdu della Merkel al 20%.

IL PRETE PEDOFILO CAMBIERÀ CARCERE

Don Seppia, ok al trasferimento Bagnasco: «È un grande dolore»
I pm di Genova dicono sì al cambio di carcere per Don Seppia, il prete in cella per pedofilia e droga, minacciato da altri detenuti nella prigione di Marassi. Della vicenda ieri è tornato a parlare il cardinale Bagnasco: «Un fatto di grande dolore, drammatico». I difensori del parroco chiederanno la scarcerazione al Tribunale del riesame.

TROVATO IN UN POZZO DI 40 METRI

Sull’idea di Bossi (nella foto Ansa con Silvio Berlusconi) di portare due ministeri al Nord si è scatenata un’iradiddio, non solo col centrosinistra — che definisce la proposta una cretinata —, ma soprattutto col centrodestra: la Polverini e Alemanno hanno chiesto un incontro a Berlusconi, i meridionali (Forza del Sud) dicono che a ogni ministero portato al Nord deve corrispondere un ministero portato al Sud (uno a Napoli, uno a Bari, uno a Reggio Calabria), palle di fuoco da Cicchitto e Gasparri (capigruppo Pdl alla Camera e al Senato), bacchettate da Formigoni («Non è l’esigenza prioritaria»), ostilità da La Russa. Il punto di vista dell’opposizione è invece riassunto da Rosy Bindi: «Che i ministeri entrino in questo modo nella campagna elettorale è la prova che il premier è ridotto come Totò a vendere Fontana di Trevi pur di tenere in piedi una maggioranza agonizzante».

coli, con poco personale, il cui trasloco avrebbe un impatto scarso sulla città. Infatti ieri Bossi ha detto che a Milano deve arrivare anche un ministero di peso, «il più grande che c’è, che fa muovere l’economia».

2 è il ministero più grande E qual
che c’è?

1definitiva di che si tratta? In
Gliel’ho detto, la trovata della Lega è quella di trasferire — personale e tutto — due o tre ministeri al Nord. All’inizio erano due, e cioè quello delle Riforme (Bossi) e quello della Semplificazione (Calderoli). Si tratta tuttavia di due dicasteri pic-

La Pubblica Istruzione. Un milione e duecentomila dipendenti. La struttura amministrativa più grande del mondo dopo l’esercito degli Stati Uniti. Ho telefonato alla Gelmini per sapere che ne pensa. Le pare impossibile («È il ministero che ha unificato l’Italia»). Secondo lei oltre tutto Bossi non ha in mente la scuola, ma un dicastero economico, per esempio quello per lo Sviluppo economico. Nel Pdl, fuori dalle virgolette, c’è chi ammette però che si tratta di roba da campagna elettorale, da non prendere troppo sul serio. In altri termini: sono colpi, per tentare di tirar su qualche voto a Milano, in un momento molto difficile.

istituzioni locali. Non c’è in effetti federalismo ben fatto senza un centro forte, e con le competenze ben definite. Da noi un’esperienza di decentramento, del genere che il capo leghista va propagandando adesso, è l’Agenzia per la comunicazione, l’Agcom, che formalmente sta a Napoli, ma i cui membri sono poi continuamente a Roma. Un esempio di decentramento (con 300 dipendenti) che non mi pare stia funzionando. Altro esempio negativo è la Consob, che sta a Roma invece di stare a Milano, dove c’è la Borsa. Spostare la Consob non sarebbe poi troppo complicato, ma la legge relativa giace da tempo immemorabile in commissione Affari costituzionali senza che nessuno le faccia fare un passo avanti. C’è infatti anche questo: il sistema italiano prende decisioni semplici con una lentezza esasperante. Figuriamoci una decisione complicata come quella di portare un pezzo di capitale a Milano.

ci guadagnò e ai fiorentini la faccenda non piacque per niente. Nel 1871 la capitale venne trasferita a Roma. Cioè, ancora una volta, il trasloco riguardò i ministeri e la burocrazia nazionale. Ognuno di questi trasferimenti comportò gigantesche operazioni di sottogoverno e la creazione di ricche clientele. Infatti Napoli, quando nel ’60 il Regno delle Due Sicilie venne consegnato a Vittorio Emanuele II, visse la cosa con disperazione: si perdevano posti di lavoro e una quantità di prebende. Ora, è a questo che pensa Bossi? A trasferire a Milano quel tanto di sottogoverno implicito nell’esistenza di un ministero?

Roma, operaio morto nel cantiere del metrò

5 dice Berlusconi? Che
Bossi: «Berlusconi a noi ha detto sì e parola data non torna indietro». Calderoli: «Io sono abituato che nel Pdl decide Berlusconi e lui ci ha detto di sì. A me questo basta». Berlusconi: «Ci sono già a Milano dipartimenti delle opere pubbliche e del provveditorato scolastico, penso che non ci sia nessuna difficoltà a che alcuni ministeri possano venire a Napoli e in altre città anche del Sud, e che potranno essere in grado di lavorare conoscendo da vicino le situazioni». Dia retta a me, la settimana prossima, a ballottaggi finiti, ce ne saremo completamente dimenticati.

È stato trovato senza vita in un pozzo di 40 metri. Bruno Montaldi, operaio abruzzese di 48 anni, è morto sabato notte a Roma mentre lavorava nel cantiere del metrò B1, in piazza Santa Emerenziana. A scoprire l’accaduto alle 6 di ieri mattina un collega che lo cercava per il cambio (nella foto Lapresse l’estrazione del corpo). L’autopsia chiarirà se la morte è dovuta alle esalazioni di azoto, a una caduta o a un malore. L’azienda che gestisce i lavori precisa: «Non c’era azoto liquido in quel pozzo».

4 senso, un pezzo di capitaIn che
le?

BOMBE ANCHE SUL PORTO DI TRIPOLI

3al mondo esistono posti doMa
ve i ministeri sono distribuiti tra varie città?

Ho chiesto in giro, e non risultano. Anzi, più uno stato è federale, più la sua struttura amministrativa centrale è forte e ben radicata per controbilanciare le

I ministeri stanno nella capitale. Se ne porto tre a Milano, sto di fatto decidendo che il Paese ha due capitali. Quando la capitale venne portata da Torino a Firenze (1864) si trasferirono ministeri ed impiegati, con relativo sacco edilizio della città e caos inenarrabile. Firenze non

Libia, raid sulla casa di Gheddafi E l’Ue apre un ufficio a Bengasi
Unione europea più vicina ai ribelli libici: ieri Catherine Ashton, rappresentante per gli affari esteri, ha inaugurato una sede Ue a Bengasi. Intanto la Nato continua a bombardare: sabato notte raid sul porto di Tripoli e sulla residenza di Gheddafi. E di Libia l’Europa discuterà oggi, al Consiglio dei ministri degli Esteri a Bruxelles.

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ALTRI MONDI
la foto
Il vulcano si sveglia E in Islanda torna l’incubo della nube

Pirati dei fI4˚ episodio Caraibi dominano negli Usa:ènel weekend il della saga con Johnny Depp arrivato a 90,1 milioni di dollari, miglior incasso al debutto dell’anno

JOHNNY DEPP IN «PIRATI DEI CARAIBI 4»

IL FESTIVAL CHIUSA LA 64a EDIZIONE

p

Ritorna l’incubo della nube islandese. Dopo l’emergenza provocata dal vulcano Eyjafjallajokul, che paralizzò il traffico aereo europeo nell’aprile 2010, sabato si è svegliato il Grimsvotn (nella foto Epa), il più grande vulcano dell’isola: bloccati i voli nel Paese e tra domani e venerdì la cenere potrebbe raggiungere Scozia, Gran Bretagna, Francia e Spagna

Cannes, trionfa il mistico Malick Italiani a secco
Palma d’oro a The Tree of Life: tra gli interpreti c’è Brad Pitt. Delusione Moretti e Sorrentino

Gli organi di Elena salvano tre bambini
Il padre della piccola dimenticata in auto accusato di omicidio colposo

re all’accusa di omicidio colposo. L’espianto multiplo degli organi di Elena (cuore, fegato e reni) — conclusosi ieri mattina alle 6 — ha restituito o restituirà speranza di vita a tre bambini. Il cuore ha salvato una piccola di due anni che soffre dallo scorso ottobre di cardiomiopatia dilatativa ed era per questo stata inserita nella lista nel centro trapianti di Bergamo. «Sta reagendo bene — hanno detto i medici Amedeo Terzi e Lorenzo Galletti —. L’intervento è durato poco più di 6 ore e la particolarità dell’operazione è stata quella di aver trapiantato un piccolo cuore in una bimba che pesa appena 9 chili». Il fegato è andato a Tommaso, nove mesi, ricoverato alle Molinette di Torino per una grave forma di atresia (cioè un’occlusione) delle vie bilia-

LÀ DOVE È SPARITA

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APPELLO DELLA ZIA DI SARAH
Jane Fonda premia Bill Pohlad, produttore del film del 67enne regista americano Terrence Malick REUTERS
DAL NOSTRO INVIATO

Yara, i funerali sabato mattina al palasport
Si avvicina il giorno dell’ultimo saluto a Yara Gambirasio: il funerale della ragazzina (nella foto Ansa), trovata morta il 26 febbraio, sarà sabato alle 11 al palazzetto dello sport di Brembate Sopra (Bergamo), là dove Yara si allenava e dove è scomparsa il 26 novembre 2010. La cerimonia sarà celebrata dal vescovo di Bergamo, Francesco Beschi. «Considerato che la capienza della palestra è limitata a poche centinaia di posti, si è ritenuto di dare la precedenza a congiunti e amici della famiglia Gambirasio — ha detto il sindaco di Brembate, Diego Locatelli —. Tuttavia, poiché la celebrazione coinvolgerà la partecipazione di numerosissi mi cittadini e non, colpiti dalla triste vicenda di Yara, si provvederà ad allestire maxischermi all’esterno della struttura». Il corpo della ragazzina, che sabato avrebbe compiuto 14 anni, sarà presto restituito alla famiglia: prima del funerale, all’interno della Cappella della Casa di Riposo Serena di Brembate Sopra, ci sarà la camera ardente, aperta alle visite dalle 8 alle 20,

MARCO NICOLUCCI
5 RIPRODUZIONE RISERVATA

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Caso Scazzi «Scarcerate mia figlia Sabrina» Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri e madre di Sabrina, entrambi in carcere per l’omicidio della nipote Sarah Scazzi (nella foto), uccisa il 26 agosto 2010 ad Avetrana (Ta), è stata intervistata su Canale 5, dopo che la Cassazione ha annullato una delle ordinanze di carcerazione di Sabrina: «Con questa sentenza è come se si fosse girata la palla: mia figlia non ha fatto niente, sia liberata»

CANNES (Fra) dUn trionfo annunciato, atteso da

Il cuore trapiantato a Bergamo, il fegato a un neonato di Torino, i reni saranno impiantati nelle prossime ore a Roma
ri. «Il piccolo ce la farà, ne sono certo — ha detto il professor Mauro Salizzoni, che ha eseguito l’intervento —. Elena ha ridato la vita a un altro bimbo. Che ora sta bene, ovviamente rispetto all’importanza dell’intervento che ha subito». E anche il padre di Tommaso è felice: «Grazie ai genitori di Elena. Vi siamo vicini perché per noi, oggi (ieri, ndr), nasce una nuova speranza: l’intervento è stato lungo e difficile, la speranza è l’ultima a morire». Verranno, infine, trapiantati su un piccolo paziente in lista di attesa all’ospedale Bambin Gesù di Roma i due reni. L’intervento, definito «complesso e non frequente», verrà effettuato nelle prossime ore.

più di un anno. The Tree of Life di Terrence Malick vince la Palma d’oro al 64o Festival: doveva essere presentato nell’edizione 2010, ma il regista che in 40 anni ha girato cinque film è un caso a parte nel mondo del cinema. Girato tre anni fa, il visionario affresco di immagini straordinarie ha richiesto l’opera di cinque montatori. Malick, 67enne già professore di filosofia al Mit (Massachusetts Institute of Technology), non ha tradito una timidezza leggendaria che sconfina nel patologico: a ritirare il premio ha mandato uno dei produttori, dopo che alla prima del film era entrato in sala al buio e solo dopo la garanzia degli organizzatori che non sarebbe stato fotografato. Film non per tutti, due ore e 18’ in cui ogni inquadratura — anche di pochi secondi — è studiata e ha un senso estetico altissimo, The Tree of Life, già nelle sale in Italia e atteso al debutto venerdì prossimo negli Usa, non è sterile esercizio estetico, ma un’esperienza che chi ama il cinema non può mancare. La beffa Gli italiani escono a bocca asciutta. Doppia beffa, perché This Must Be the Place di Paolo Sorrentino e Habemus Papam di Nanni Moretti hanno grandi qualità, non ultimi due strepitosi attori protagonisti (Sean Penn e Michel Piccoli). Invece la giuria presieduta da Robert De Niro ha assegnato ex aequo il Gran Prix a Le gamin au vélo dei fratelli Dardenne e Once Upon a Time in Anatolia del turco Ceylan, due tipiche pellicole da festival che troveranno vita dura in sala. Il grande pubblico apprezzerà invece Drive, per il quale il danese-americano Nicolas Winding Refn ha ottenuto il premio alla regia. La Palma per il migliore attore è andata al francese Jean Dujardin, mattatore nell’irresistibile film muto e in bianco e nero The Artist. E c’è il sospetto che il trofeo per la miglior attrice, assegnato a Kirsten Dunst, sia un premio anche per le smorfie con cui la protagonista di Melancholia aveva accolto in conferenza stampa i deliri pro Hitler del regista Lars von Trier, oltre che un modo per dimostrare che solo l’uomo (e non la sua opera artistica) era stato messo al bando.

L’interno dell’ospedale Salesi di Ancona dove Elena è stata ricoverata ANSA
MASSIMILIANO ANCONA
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dLa morte della piccola Elena non sarà inutile. I genitori hanno infatti autorizzato l’espianto degli organi della figlia di 22 mesi dichiarata morta sabato in tarda serata nell’ospedale pediatrico Salesi di Ancona, in seguito ai danni causati dalle cinque ore trascorse in un’auto

resa bollente dal sole. La decisione è stata presa da entrambi i genitori. Nonostante le responsabilità del padre, che ha «dimenticato» la figlia in auto. Anzi, la mamma di Elena, Chiara Sciarrini — che è incinta di un’altra bambina —, continua a difendere il marito, Lucio Petrizzi, docente della facoltà di Veterinaria a Teramo, che dovrà comunque risponde-

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La tiratura di domenica 22 maggio è stata di 440.883 copie

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Leone 6Il morale cala. Ma Saturno consolida le vostre posizioni. E Urano ve ne fa occupare di migliori. Anche fornicatorie. Forma fisica ni.

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7.00 8.50 9.20 10.30 12.10 12.25 13.40 15.05 15.55 18.30 19.30 20.30 21.25 0.35 1.35 2.25 2.40 CARTONI ANIMATI URBAN LEGEND REAL C.S.I. NON DITELO ALLA SPOSA COTTO E MANGIATO STUDIO APERTO CARTONI ANIMATI CAMERA CAFÈ CARTONI ANIMATI STUDIO APERTO C.S.I. MIAMI TRASFORMAT PLASTIK Reality NIP/TUCK POKER1MANIA STUDIO APERTO LA GIORNATA CHANTE!

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7.25 10.55 11.30 12.00 13.50 15.10 16.15 16.25 18.55 19.35 20.30 21.10 23.40 1.15 1.45 2.45 TELEFILM RICETTE DI FAMIGLIA TG4 TELEFILM IL TRIBUNALE DI FORUM FINALMENTE ARRIVA... SENTIERI LA FINESTRA SUL CORTILE TG4 TEMPESTA D’AMORE WALKER TEXAS... L’ELIMINATORE Film HIGLANDER SCONTRO FINALE TG4 NIGHT NEWS VIVERE MEGLIO MEDIA SHOPPING

LA 7
TG LA7 COFFEE BREAK (AH)IPIROSO CHICAGO HOPE ATLANTIDE MACGYVER TG LA7 BORSALINO JAG CUOCHI E FIAMME G DAY TG LA7 OTTO E MEZZO L’INFEDELE Attualità 23.45 TG LA7 23.55 MOVIE FLASH 24.00 LA VITA SEGRETA DELLE DONNE 1.00 N.Y.P.D BLUE 7.30 9.45 10.30 11.25 11.35 12.30 13.30 13.55 16.35 18.35 19.40 20.00 20.30 21.10

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Il Centocinquista
Per chi partecipa al gioco di 105 questa settimana in palio c’è il dvd dei Coldplay (nella foto, Chris Martin) Live 2003

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Alle 16 Patty Farchetto ospita il cantante danese Mads Langer (nella foto) che presenta brani tratti dal cd Microscope

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LO SPORT IN CHIARO, SUL SATELLITE E SUL DIGITALE TERRESTRE
IN DIRETTA
CALCIO
20.45 SIENA - VARESE
Serie B Sky Calcio 1 e MP Serie B1

HOCKEY GHIACCIO
2.00 BOSTON BRUINS TAMPA BAY LIGHTNING
Playoff NHL. Finale Est. Gara 5 ESPN America e Sky Sport Extra

10.00 CALCIO: INTER - CATANIA
Serie A

SKY SPORT 2
7.45 BASKET: CIMBERIO VARESE - BENNET CANTÙ Playoff. Serie A
maschile. Quarti di finale. Gara 3

SKY SPORT 3
9.00 GOLF: VOLVO WORLD MATCH PLAY
PGA Europaen Tour

EUROSPORT
8.45 CICLISMO: GIRO D'ITALIA
15ª tappa: Conegliano - Gardeccia (Val di Fassa)

10.30 CALCIO: ROMA SAMPDORIA
Serie A

11.25 13.30 13.35

TENNIS
11.00 ROLAND GARROS
Eurosport e Eurosport 2

BASEBALL
5.00 SAN DIEGO PADRES ST. LOUIS CARDINALS
MLB. ESPN America

12.45 ROLAND GARROS
Eurosport 2

11.00 CALCIO: JUVENTUS NAPOLI Serie A 11.30 CALCIO: INTER CATANIA
Serie A

10.30 RUGBY: HARLEQUINS STADE FRANCAIS
Amlin Challenge Cup. Finale

12.00 RUGBY: LEINSTER TIGERS NORTHAMPTON SAINTS
Heineken Cup

TENNIS: ROLAND GARROS 21.40 WRESTLING: C. JERICO - S. AUSTIN 9.30
Vintage Collection

BASKET
20.10 CANADIAN SOLAR BOLOGNA MONTEPASCHI SIENA
Playoff Serie A maschile. Quarti di finale. Gara 3. Sky Sport 2

VOLLEY
20.30 YAMAMAY BUSTO ARSIZIO MC-CARNAGHI VILLA CORTESE
Playoff Serie A1 femminile. Semifinali. Gara 4. Rai Sport 1

15.10

13.00 CALCIO: UDINESE MILAN
Serie A

11.30 BASKET: ARMANI JEANS MILANO MONTEPASCHI SIENA
Serie A maschile

13.00 BASKET: CIMBERIO VARESE - BENNET CANTÙ Serie A maschile
Playoff. Quarti di finale. Gara 3

24.00 CICLISMO: GIRO D'ITALIA
15ª tappa: Conegliano - Gardeccia (Val di Fassa)

Virgin Radio
Rock in translation
Oggi, su Virgin, Giulia Salvi traduce e interpreta il testo della canzone di Alanis Morissette (nella foto), Head Over Feet

17.05

3.00

19.05 21.00 21.00 23.15

OKLAHOMA CITY THUNDER - DALLAS MAVERICKS
Playoff NBA. Finale Ovest. Gara 4. Sky Sport 2

13.30 CALCIO: INTER CATANIA Serie A 14.30 CALCIO: ROMA SAMPDORIA
Serie A

15.00 HOCKEY: TAMPA BAY LIGHTNING BOSTON BRUINS
Playoff NHL. Finale Est. Gara 3

14.00 CALCIO: BOLTON STOKE CITY
Fa Cup. Semifinali

RAISPORT 1
12.00 CALCIO: MILAN CAGLIARI Serie A 18.00 TENNISTAVOLO: CUS TORINO - STERILGARDA
Semifinali

SKY SPORT 1
9.00 CALCIO: UDINESE - MILAN
Serie A

CICLISMO
17.00 GIRO D’ITALIA
Processo alla tappa Raitre e Rai Sport 1

19.00 CALCIO: JUVENTUS NAPOLI Serie A 21.00 CALCIO. BARCELLONA - ARSENAL
Champions League

9.30

CALCIO: JUVENTUS NAPOLI
Serie A

1.30

CALCIO: ROMA SAMPDORIA Serie A

17.00 RUGBY: NORTHAMPTON SAINTS - LEINSTER RUGBY Heineken Cup. Finale 18.00 BASKET: CIMBERIO VARESE BENNET CANTÙ
Playoff Serie A maschile. Quarti di finale. Gara 3.

16.30 GOLF: VOLVO WORLD MATCH PLAY
PGA Europaen Tour

18.30 TENNIS: ATP MONTECARLO 21.00 GOLF: VOLVO WORLD MATCH PLAY
PGA Europaen Tour

SUPERTENNIS
13.00 TENNIS: SPECIALE WIMBLEDON

IL TEMPO
A cura del Centro Epson Meteo www.meteo.it

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LUNEDÌ 23 MAGGIO 2011

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