Sei sulla pagina 1di 1

ALIENI, DIVERSITA' E COESISTENZA

In una serata insonne, mi è passato per la testa un pensiero che ho ritenuto interessante da un punto di vista
filosofico. Non è supportato da alcuna osservazione, pertanto diciamo che è semplicemente un esercizio mentale. I
presupposti di base sono di carattere comparativo; in altre parole, cercare di utilizzare le nostre esperienze in un
campo/fenomeno/applicazione per cercare di capirne un altro. L’idea è questa: nei secoli l’uomo ha sempre avuto un
comportamento progressivo nei confronti di quello che si e’ sempre considerato un “diverso”. Questi comportamenti
poi si sono riflessi a livello antropologico e sociale e poi strutturati sotto forme di legislazione. Si pensi all’evoluzione
delle leggi raziali durante il nazismo, ma anche alle leggi per i diritti civili, negli anni 60-70. Che cosa c'entra tutto
questo con gli alieni? Prima di tutto, fissiamo dei presupposti. Supponiamo che il contatto ci sarà e che sarà su vasta
scala. Supponiamo poi che il contatto sia paritario, o comunque non distruttivo, per cui sarà possibile una co-esistenza
tra noi e loro. Detto questo, l’esercizio mentale che pongo ai lettori di questo forum è questo: la diversità dell’alieno ci
porterà a considerarli come nuovi immigrati. In base alle nostre esperienze con il “diverso” che si sono succedute nei
secoli, e al fatto che spesso la storia si ripete, è possibile individuare percorsi sociali, antropologici e sopratutti
legislativi nel regolare la coesistenza tra noi e loro? Pongo questa domanda a tutti, credenti e scettici. In altre parole,
non si tratta di discutere come il contatto avverrà (o se è già avvenuto), ma di come la società cambierebbe una volta
che questo tipo di esperienza sarà diventata cosa comune, coinvolgendo ognuno di noi nella nostra quotidianità (per
esempio: quando avremo un vicino di casa alieno, i nostri figli avranno marziani in classe, etc etc). Molti obietteranno
che tale confronto non è corretto, perché noi e loro saremmo veramente diversi, mentre nel passato le diversità (di
razza, religione, sesso) erano artificialmente poste dall’uomo stesso. Questa è un'osservazione fondatissima. Tuttavia,
all’effetto pratico, in passato molte categorie sociali erano cosiderate "diverse". In questa luce il confronto si pone non
nel merito della diversità, ma piuttosto nelle conseguenze che l’aver imposto la diversità hanno portato nella società.
Un’altra obiezione, altrettanto fondata, è sulla questione della parità. Molti diranno che se loro arriveranno qui, lo
faranno da esseri superiori. Se questo fosse vero, noi saremmo ridotti in schiavitù: non vedo molte alternative. Per chi
la pensa così, propongo un confronto diverso: come potremo utilizzare certi percorsi sociali e antropologici che hanno
caratterizzato le battaglie del passato da parte di popolazioni sottomesse (dall’oppressione degli ebrei, a quella degli
afroamericani, dall’oppressione sovietica, fino a quella nordafricana). Portremo identificare infine percorsi storici che
ci aiuteranno nel guidare il modo con cui sarà costituita la resistenza? Quali modelli ritenete che verranno usati?
Infine, in ultimo commento sulla questione della coesistenza tra noi e loro. Non penso ci siano soluzioni alternative
alla distruzione totale del genere umano. Sarò drastico, ma se non saranno loro, saremo noi a non lasciare che la
nostra amata Terra venga ceduta al conquistatore. Nella nostra innata stupidità e conflittualità interna, abbiamo la
capacità bellica di distruggere noi e di rendere la Terra un inferno invivibile (probabilmente anche per l’invasore) nel
giro di poche ore. Quindi, se mai esisteremo, sono indotto a pensare che esisteremo con un certo livello di
coesistenza. Ma chi la pensa diversamente, è libero di speculare, non ci sono risposte giuste o sbagliate. Il campo è
aperto. Ho chiesto di mantenere questo post anonimo semplicemente perché non voglio “possederlo” e perché non
ho particolari opinioni a riguardo. In altre parole, lancio un tema libero, nel quale ciascuno può dire ciò che vuole
senza paura di offendere nessuno. D’altronde, si tratta di un semplice esercizio mentale. Isaac Asimov fece lo stesso
quando promulgò le famose tre leggi della robotica...

Fonte: http://misterobufo.corriere.it/2011/04/ufo_xfiles_avvistamenti_incontri_ravvicinati_abduction_ovni_et_extraterrestri.html