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LICEO CLASSICO “EMPEDOCLE” AGRIGENTO

LA CLASSE V C

IL NOSTRO VIAGGIO

“ATTRAVERSANDO LA STORIA:DAI SASSI AI TRILLI......”

BASILICATA -PUGLIA
24/29 marzo 2011

IL DIRIGENTE SCOLASTICO
DOTT.SSA ANNA MARIA SERMENGHI
LICEO CLASSICO "EMPEDOCLE" AGRIGENTO

PROGETTO REALIZZATO DALLE DOCENTI :

DOCENTE REFERENTE CONCETTA LAURA BATTAGLIA

DOCENTE ANNA MARIA CASALICCHIO

DOCENTE LUCIA INGORGIA

GLI ALUNNI DELLA V C

FRASE DI GHOETE
APPUNTI DI VIAGGIO

LE NOSTRE METE

….... GIORNO DOPO GIORNO …....

…….ἀνἀ πᾰσαν ἠμέραν…..

...DAY BY DAY ...


...IN DIES...
…...........................................................................
Vigilia
Preparativi di viaggio
23 Marzo 2011
DA AKRAGAS ALLA MAGNA GRECIA...

Il countdown segna -1.


Domani finalmente il grande momento! Già da qualche
giorno l'emozione ha preso il sopravvento. Insieme alla
nostra gioia c'è un po' di tensione per il ruolo di
ciceroni che alcuni di noi rivestiranno. Infatti siamo
stati divisi in gruppi, capitanati da un compagno che ha
avuto assegnato il compito di studiare la storia dei luoghi e le bellezze che si
custodiscono. Ogni giorno “la nostra guida” ci darà notizie su ciò
che vedremo. Chissà se le mete scelte insieme alle docenti
saranno proprio come le abbiamo immaginate... certamente si
concretizzeranno. Un veloce saluto al nostro liceo e poi a casa
per gli ultimi preparativi. Porteremo anche “una valigia vuota”. Al
nostro ritorno sarà piena di ricordi, immagini, sensazioni che
resteranno indelebili... Questa sera sicuramente i nostri pensieri
non saranno rivolti alla nostra città ma la nostra mente starà già
passeggiando per le vie di Lecce, visitando i sassi di Matera, i
trulli di Alberobello e...

Empedocle
Itinerario primo giorno
Agrigento-Castellaneta

24 Marzo 2011
Inizia il viaggio “Attraversando la storia …”
I bronzi di Riace

Pronti per intraprendere il viaggio che ci porterà a conoscere da vicino luoghi, usanze e costumi di una
parte del nostro Paese. Alle cinque: scatta l’ora X. La mattinata trascorre in fretta: finalmente
traghettiamo, ritrovandoci in soli venti minuti, dalla Sicilia allo “Stivale”. Percorriamo il Lungomare di
Reggio Calabria, uno dei più soleggiati d’Italia. La via Marina è
suddivisa in quattro vie, Lungomare Falcomatà, Lungomare
Matteotti, Corso Vittorio Emanuele II e Viale Genoese Zerbi,
ricche di palme e numerosi alberi secolari, palazzi in stile liberty
e monumenti commemorativi.
Il Lungomare di Reggio Calabria è stato definito “il più bel
chilometro d’Italia”, dal quale tra l’altro, è possibile ammirare
anche il nostro Etna. Siamo a Palazzo Campanella, dove possiamo
osservare i Bronzi di Riace, coricati su un piedistallo:
sono in restauro…
Stanchi di anni d’ esposizione al pubblico o è l’età che avanza?!
Le due statue sono chiamate Bronzi di Riace perché si tratta di una coppia di colossi bronzei, ritrovati
sul fondale marino al largo di Riace, un paese della provincia di Reggio Calabria, il 16 Agosto 1972. La
statua A, che raffigura l’uomo più giovane, ed è stata ritrovata per prima, è alta 205 cm, mentre la
statua B 198 cm.
Questi “colossi di perfezione” sono una produzione dell’arte ellenistica di straordinaria fattura,
risalenti circa al V secolo a.C.
I Bronzi che non sono ancora stati attribuiti ad uno specifico
scultore, sono già stati sottoposti a due precedenti restauri,
attraverso i quali è stato possibile svuotarli internamente, per
evitare che la cosiddetta “terra di fusione”, antico materiale
con cui sono stati realizzati, li corrodesse.
Le due statue, oltre ad essere fisicamente prestanti, hanno
anche una espressione del viso molto realistica, sottolineata
dagli occhi e i denti in avorio, e dalle ciglia e le labbra in rame.
Dopo la tappa di Reggio Calabria, la nostra prossima destinazione è l’hotel, dove ci sistemiamo e ci
concediamo un attimo di tregua.

La nostra guida:Francesco

Pranzo…..a Reggio:
Pasta ‘ncasciata 7
Pesce spada alla ghiotta
Dolci farciti con crema di bergamotto
Itinerario secondo giorno
25 Marzo 2011
Il Barocco…Lecce e Galatina

Giorno dedicato a Lecce e a Galatina. Lecce si rivela una piacevole


sorpresa. Il suo centro storico, infatti, ospita esempi di architettura
barocca tra i più importanti al mondo.
Primo assaggio della pietra leccese (..non ce la tirano addosso..), un
calcare particolarmente adatto alla lavorazione è l’Obelisco, al centro
del Viale degli Studente, eretto nel 1822, in onore di Ferdinando di
Borbone. Le quattro facciate sono decorate con bassorilievi, tra cui il
delfino che morde la mezzaluna turca, stemma della terra d’Otranto.
Di fronte ecco Porta Napoli con l’Arco di Trionfo dedicato all’imperatore Carlo V nel 1548, alto 20mt,
riporta sopra l’iscrizione, le insegne e lo stemma imperiale.
Poca strada e ci imbattiamo nel Teatro Paisiello e poi Piazza Duomo. Entrati,
ci troviamo di fronte la “falsa facciata” della chiesa molto decorata, con al
centro la statua di Sant’Oronzo, patrono della città, mentre più in basso,
sono state dedicate due nicchie ai Santi Giusto e Fortunato. La facciata
principale della chiesa, meno decorata, si sviluppa su due ordini dove sono
collocate le statue dei Santi Pietro e Paolo, San Gennaro e San Ludovico.
A sinistra della piazza si erge l’imponente campanile realizzato da Giuseppe
Zimbalo tra il 1661 e il 1682, alto circa 72 mt e suddiviso in cinque piani. In fondo si ammira l’episcopio
e il seminario, riccamente decorati secondo lo stile barocco.
Il cuore di Lecce è sicuramente Piazza Sant’Oronzo, in gran parte occupata da un
Anfiteatro romano del II secolo d.C., che poteva contenere fino a 25.000
spettatori. Attualmente è possibile vedere soltanto un terzo dell'intera
struttura. Al centro della piazza si innalza la Colonna di Sant’Oronzo, protettore
della città, alta circa 29 mt. Ad incorniciare il tutto, edifici come il palazzo del
Sedile, che in passato è stato la sede del Municipio e la chiesa di San Marco che
ci ricorda l’importante presenza, in passato, dei mercanti veneti nella città.
L’ultima meta è la Basilica di Santa Croce, con la sua spettacolare facciata con
statue e decori, curati in ogni dettaglio. L’interno della chiesa,
simbolo del barocco leccese, è a tre navate, presenta sedici capitelli in
stile corinzio ed un soffitto a cassettoni dorato.
Nel pomeriggio, visita di Galatina: Basilica di Santa Caterina, Chiesa
Madre e di quella di San Biagio. La prima è in stile gotica, i suoi interni
furono completamente affrescati da artisti provenienti da
tutta la penisola, dalla scuola giottesca e da quella senese. La Chiesa
madre, dedicata ai SS Pietro e Paolo, presenta splendidi affreschi,
marmi e statue, collocate nelle nicchie della facciata principale.
Quello che rimane della Chiesa di San Biagio, vittima degli scontri tra Impero e Chiesa cattolica, è ben
poco dell’imponente struttura originaria. Il prospetto è caratterizzato dal portale d’ingresso finemente
intagliato, mentre l’interno presenta tre navate, con un soffitto a volta lunettata in quella centrale e a
crociera in quelle laterali.
Pranzo…a Lecce
Orecchiette con cime di rapa
Tiella di riso con patate e cozze
La nostra Guida: Rossella Pasticciotti
Itinerario terzo giorno
26 Marzo 2011
…Dai sassi al Castello….

Eccoci a Matera. La città è divisa in due zone: il


Sasso Brisano, dove sorge la parte più vecchia
della città e qui le case sono per la maggior
parte delle grotte. A sud, invece, c’è il Sasso
Caveoso, disposto come un anfiteatro romano e
le abitazioni sono in gran parte costruite
dall’uomo. Al centro vi è la Civita, una
montagna rocciosa dove sorge la cattedrale e
divide i due sassi. Il Sasso Brisano sono un
insieme di stradine che si intersecano tra loro.
Dopo un bel po’ di strada arriviamo più in alto
rispetto a dove eravamo prima: qui il paesaggio
è mozzafiato. Siamo su uno strapiombo naturale
dove scorre il torrente Gravina di Matera. Erika
ci spiega che vi sono circa 150 chiese rupestri,
dove si sono rifugiati i monaci perseguitati
durante l’VIII secolo a causa dell’iconoclastia.
Adesso siamo al Sasso Caveoso. Abbiamo la possibilità di visitare l’interno di un sasso: ci dicono
che vi abitavano circa 11 persone. La città si presenta come un “presepe di tufo, presepe tutto
l’anno”…
Nel pomeriggio visita di Valsinni. Ciò che risalta subito è il Castello di Isabella Morra, poetessa del
‘500, figlia di Gian Michele Morra, uccisa dai suoi fratelli per un amore non accettato con il poeta
Diego Sandoval de Castro, nobile del borgo rivale. Il castello sorge su una fortificazione lombarda
costruita all’inizio del millennio, imponente con i suoi merli e le sue feritoie. Antico castrum
romano, fu posto a guardia del fiume Sinni e lega la sua
fame ai versi di Isabella. Il Borgo si stringe intorno al
castello: le case sono vecchie di secoli accostate l’una
all’altra poste su tanti dislivelli. È un luogo perfetto per chi
vuole stare in tranquillità, immerso nella natura. Già,
dimenticavo: si pensa che lì sorgeva l’antica città della
Magna Grecia, Lagaria, fondata da Epeo, il costruttore del
cavallo di Troia.

La nostra guida: Erika

Pranzo… a Matera!
Fusilli freschi con pomodoro
Pezzenta con pane di Matera
Dolcetti con ricotta
Itinerario quarto Giorno
27 Marzo 2011
...Testimonianze archeologiche...
I Trulli…
Metaponto e Alberobello

Nostra prima tappa: visita


del Museo Archeologico Nazionale di Metaponto. La struttura è costituita da
quattro sale, contenenti reperti dell’antica città di Metaponto, il cui nome
tradisce l’origine greca, della sua necropoli e dei suoi santuari. Le sezioni
sono dedicate alla presenza indigena dell’età protostorica, alla colonizzazione
greca, dei rapporti dei greci con le popolazioni indigeni e alla rovinosa
romanizzazione del III secolo a.C. Cinture, arme,
statue, vasi…Ciò che ha colpito la nostra
attenzione è il corredo di bellezza delle donne greche: ampolle di vetro,
piccole ciotole, pinzette…Ricca anche la collezione dei gioielli in oro,
finemente lavorati.
Seconda tappa: visita di Aberobello, il paese dei Trulli. Già sulla strada lo
spettacolo è mozzafiato: queste starne costruzioni ci colpiscono
immediatamente. Arrivati al paese, ci incamminiamo per le vie del centro
storico. Tante piccole case bianche, una accanto all’altra, sempre proprio
degli igloo. Queste costruzioni ci appaiono davvero particolari. Abbiamo
scoperto che in origine i trulli vennero costruiti senza cemento, pietra su
pietra, dai contadini che
evitavano così il pagamento delle tasse sulle case.
Quando, infatti, arrivava l’esattore, i contadini le
buttavano giù per poi ricostruirle. Camminare tra i trulli
ci ha regalato una strana sensazione: ci sentivamo dei
giganti. Alcuni di noi li immaginavano più grandi.
All’imbrunire, l’atmosfera si fa più suggestiva. Si
accendono le luci e dai comignoli esce il fumo… Li
ammiriamo dall’alto di una terrazza e cominciano gli
scatti!

La nostra guida: Desirèe

Pranzo… a Policoro!
Ziti con i funghi
Lombata di Agnello
Frittelle dolci
Itinerario quinto Giorno
28 Marzo 2011
…Dal castello alla Certosa…

Melfi e Padula

Si parte per
Melfi. La prima tappa è la chiesa rupestre di Santa Margherita,
interamente scavata nel tufo, che risale al 12OO; una sola navata e
quattro cappelle. Gli affreschi di natura bizantina, purtroppo non sono tutti integri per via dell’umidità.
Tra le cappelle laterali colpisce soprattutto la prima di sinistra. Qui si trova un affresco, primo esempio
di pittura macabra, un’arte che ricorda all’uomo il predominio della morte, una
sorta di “Memento mori”. Il tema dell’affresco è quello dell’incontro tra i vivi
e i morti. Si pensa che i soggetti siano Federico II in tenuta da caccia
accompagnato dalla moglie Isabella e il figlio Corrado e tre scheletri. I tre
scheletri invece hanno lo stomaco divorato dai vermi e sembrano ammonire il
re tedesco. Quest’affresco è uno dei più visitati al mondo. L’artista
dell’affresco si pensa che abbia voluto lanciare il messaggio che la morte non
risparmia neppure i sovrani. Dopo questa non convenzionale escursione, eccoci
al castello di Melfi, da cui Federico II ha emanato le
“Costitutiones”. Che davano un assetto legislativo completo alla
vita amministrativa, sociale ed economica del suo Regno.
Edificato dai normanni nell’XI secolo,serviva per difendersi da
attacchi esterni. Federico II però lo trasformò in sede sfarzosa.
Oggi è di proprietà dello stato. Dal 1976 ospita il Museo
Nazionale, come richiesto da uno degli ultimi eredi. E’ composto di
dieci torri di cui sette rettangolari e tre pentagonali.
Successivamente abbiamo osservato il panorama che dal
castello si poteva godere e le mura dell’antica città, che
superano i 4 km.
Seconda tappa: Padula. Eccoci alla Certosa di san Lorenzo,
patrimonio dell’UNESCO edificata intorno al 1300. Il chiostro della
certosa è il più grande al mondo. Bello il giardino e il panorama che abbiamo
scorto dalla sinuosa scala. La Certosa ospita una prestigiosa biblioteca
ricca di volumi anche rari. Le celle, a differenza di ciò che immaginavamo
sono grandissime. La cucina ha una cappa enorme! Una curiosa leggenda
narra che i monaci ospitarono il re Carlo V, a cui prepararono una frittata
di mille uova. Ancora oggi,nel giorno di san Lorenzo si ripete questa
tradizione.
La nostra guida:Giorgia
Pranzo… a Melfi
Strascinati con ricotta
Carne alla griglia
Calzoncelli
Itinerario sesto giorno
29 MARZO 2011
...UN TUFFO NEL TIRRENO...
SCILLA

Se la Calabria è uno scrigno, Scilla è uno dei suoi gioielli più belli. Il
paesino sul mare è dominato da un castello edificato su una roccia. La
prima fortificazione risale all’inizio del V secolo a.C. La rupe divenne
fortezza nel III secolo. Alcuni scavi hanno portato alla luce la
struttura muraria di un monastero edificato nel IX secolo, come
difesa delle incursioni
saracene. In epoca
posteriore fu considerato
sempre punto forte di
difesa per poi passare nelle
mani dei veri signori. In
epoche più recenti venne
acquistato dal principe
Ruffo di Calabria che lo restaurò, annettendo il palazzo
baronale che gli era vicino. Nel 1860, invece, Garibaldi lo
convertì in presidio militare. Risalire le stesse scale che circa
150 anni fa aveva percorso un personaggio così importante per
la storia d’Italia è stato per noi veramente emozionante. Scilla è una località che provoca sensazioni
piacevoli. Vari miti sono fioriti intorno a questo posto. Tutti i racconti si sono concretizzati... Per noi è
stato come entrare in u n mondo mitologico, dal paesaggio
incantevole. Il panorama che si è presentato alla nostra vista è
favoloso. Il paesino, affacciato su una costa ornata di ciottoli
levigati che brillano dentro l’acqua quieta e cristallina, è molto
tranquillo. Passeggiare per le sue strade è molto rilassante.

La nostra guida:Sharon

Pranzo... a Scilla
Pasta di casa con sugo di maiale
Salsiccia calabrese
Sorbetto al bergamotto
INDICE

1 APPUNTI DI VIAGGIO......................................................................................... PAG

2 VIGILIA.PREPARATIVI DI PARTENZA............................................................. PAG

3 PRIMO GIORNO.VISITA AI BRONZI..................................................................PAG

4 SECONDO GIORNO.IL BAROCCO:LECCE E GALATINA...............................PAG

5 TERZO GIORNO.DAI SASSI AL CASTELLO.....................................................PAG

6 QUARTO GIORNO.METAPONTO E ALBEROBELLO......................................PAG

7 QUINTO GIORNO.MELFI E PADULA................................................................PAG

8 SESTO GIORNO.UN TUFFO NEL TIRRENO:SCILLA......................................PAG