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Windows Server 2008: Implementare un Cluster di Failover a 2 Nodi

Autore: Massimiliano Brolli


Pubblicato il: 28 Aprile 2008
Email: maxbrolli@windowserver.it
Livello: Medio

Introduzione
In questo articolo, viene descritto il procedimento per installare in una rete Active Directory un Failover Cluster di due nodi utilizzando Windows Server 2008
Enterprise.

Spiegazione
Per svolgere questo tutorial occorre utilizzate tra macchine virtuali residenti all’interno di Virtual Server 2005 R2 SP1 di cui una configurata come PDC (Primary
Domain Controller) e le altre due come Server appartenenti allo stesso dominio. La versione di riferimento per svolgere correttamente questo tutorial è Windows
Server 2008 Enterprise Edition. Da tenere in considerazione che solo le versioni Enterprise e DataCenter possono avvalersi del servizio di Failover Cluster.

Per prima cosa occorre provvedere all’installazione della infrastruttura necessaria composta da tre macchine virtuali Windows Server 2008 Enterprise Edition con le
seguenti configurazioni riportate nella matrice successiva.

Tabella 1 - Matrice di configurazione del Cluster

Una volta installate le tre macchine, provvediamo a impostare i nomi delle macchine così come riportati nella Tabella 1. Riavviate la macchina PDC e spengete le
macchine node1 e node2. Accedete alla configurazione di Virtual Server e impostate due adapter di rete per le macchine node1 e node2 come riporta l’immagine 1.
Cliccate su OK.

Figura 1 - Configurazione VM

Riavviate le macchine node1 e node2 e accedete con la user Administrator locale e cliccate su Start, Settings e Network Connection. Rinominate le connessioni
presenti in Public Network e Private Network come riportato nella figura 2. Ripetere questa operazione per le macchine node1 e node2.

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Figura 2 - Configurazione schede di rete

Accediamo alle due interfacce Public Network e Private Network e disabilitiamo i flag dei servizi che non andremo ad utilizzare così come riportato nella figura 3.

Figura 3 - Disabilitazione servizi inutilizzati

Andiamo a configurare le due interfacce di rete così come riportato nella Tabella 1, una volta completate le configurazioni, eseguendo un ipconfig, ci troveremo in
una situazione come quella della figura 4 e 5.

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Figura 4 - Nodo 1

Figura 5 - Nodo 2

A questo punto inserite le due macchine al dominio digitando la user di Amministratore del dominio. Riavviate entrambe le macchine ed accedete a node1 e node2
con la user Administrator come riportato nella figura 6.

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Figura 6 - Logon a dominio

Il Disco di Quorum, è un disco condiviso, nel quale vengono memorizzate tutte le informazioni di configurazione del Failover Cluster, tali informazioni sono
disponibili a tutte le macchine appartenenti al cluster. Rispetto alla precedente versione, in Windows Server 2008 Enterprise, vedremo che il disco di Quorum potrà
anche non essere utilizzato.

Rispetto a Windows Server 2003, Windows Server 2008 non sopporta dischi in modalità Parallel SCSI (Vecchia maniera). Le modalità di storage permesse in
Windows Server 2008 sono modalità che supportano la Persistance Reservation e sono:

- Fiber Channel
- ISCSI
- SAS (Serial Attached SCSI)

In questo articolo non utilizzeremo un disco di Quorum, perché tale modalità rispecchia il vecchio funzionamento già precedentemente descritto nell’infrastruttura di
Windows Server 2003. Visto che in Windows Server 2008 possiamo decidere la modalità di Quorum da applicare al nostro cluster, in questo articolo verrà analizzata
la modalità di Node and File Share Majority particolarmente adatta ad applicazioni distribuite geograficamente in cui diversi nodi distribuiti in reti differenti
collaborano tra loro.

In Windows Server 2003, le risorse del cluster, si avvalevano sempre di un disco di Quorum condiviso nel quale tutti i nodi appartenenti al cluster andavano a
propagare le loro configurazioni. Ovviamente l’utilizzo di un disco dove immagazzinare le informazioni di Quorum ha dei vantaggi e degli svantaggi. Il più
palesemente ovvio è quello che se su tale disco avviene un guasto, tutto il cluster si ferma e non risulta più utilizzabile fino ad un suo corretto ripristino.

Per ovviare a questo tipo di problema, in Windows Server 2008 sono state introdotte delle novità sul modello implementativo di quorum, estendendone il
funzionamento applicabile in scenari dove è possibile limitare l’uso dei dischi condivisi.

Di seguito vengono riassunte le modalità di Quorum utilizzabili in Windows Server 2008:

Disk Only - figura 7: In questo caso si utilizza esclusivamente il disco di Quorum, e quindi di fatto non è altro che il modello presente in Windows Server 2003 nel
quale basta che un solo nodo possa accedere al disco di Quorum per far si che il cluster risulti attivo.

Figura 7 - Disk Only

Node and Disk Majority - figura 8: Viene assegnato un voto ad ogni nodo del cluster compreso il disco di quorum. Se la somma dei voti dei presenti (compreso il
disco di Quorum) risulta essere maggiore del totale dei votanti / 2 il cluster rimane attivo. In questo caso posso perdere il disco di Quorum oppure un nodo affinché
il cluster risulti attivo.

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Figura 8 - Node and Disk Majority

Majority Based Quorum - figura 9: Viene assegnato un voto ad ogni nodo del cluster. Se la somma dei voti dei presenti risulta essere maggiore del totale dei
votanti / 2 il cluster rimane attivo. In questo caso perdendo il disco di quorum il cluster risulterà essere ancora attivo.

Figura 9 - Majority Based Quorum

Node Majority - figura 10: In questa modalità viene eliminato il supporto del disco di Quorum. Ogni nodo mantiene lo stato del Cluster. Anche in questo caso se la
somma dei voti dei presenti risulta essere maggiore del totale dei votanti / 2, il cluster rimane attivo.

Figura 10 - Node Majority

Node and File Share Majority - figura 11: In questo caso come nel precedente non esistono dischi di Quorum ed ogni nodo detiene un voto. L’innovazione in
questo caso è permettere ad una cartella condivisa su un altro server di immagazzinare la configurazione del cluster, tale Shared Folder conterà un voto. Questo
modalità è la più adatta da utilizzare per cluster distribuiti geograficamente.

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Figura 11 - Node and File Share Majority

Scelta la modalità di Quorum da utilizzare, andiamo ad installare il software necessario per procedere nella creazione del Cluster. Effettuare tali passaggi per
entrambe le macchine node1 e node2. Accedere tramite il tasto destro su My Computer e selezionare Manage - figura 12.

Figura 12 - Gestione computer

Attendere il completamento del reperimento delle informazioni relative alla configurazione software e selezionare Add Features all’interno della Features
Summary.

Nel wizard Add Features, figura 13, selezionare Failover Clustering, cliccate su Next ed attendere il completamento dell’installazione.

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Figura 13 - Aggiunta componente Clustering

Rieseguendo un ipconfig –all su entrambe le macchine vedremo che verrà allocata una nuova connessione chiamata Microsoft Failover Cluster Virtual Adapter
con il Mac Address della scheda relativa alla Public Network.

Attenzione: Se state provando il cluster di Failover in ambiente virtualizzato, se verrà copiato il file VHD con l’installazione del Failover Cluster, la Validate
Configuration restituirà un errore in quanto troverà lo stesso MAC Address per tutte e due le connessioni del Microsoft Failover Cluster Virtual Adapter. Per
tanto occorrerà copiare il file vhd prima di aver installato il servizio di Failover Cluster e il processo di installazione dovrà essere ripetuto su ogni macchina.

Nel verificarsi di problemi relativi alla duplicazione di indirizzi IP in ambiente virtualizzato relativamente ad adapter nascosti come ad esempio Teredo tunneling
pseudo-interface, è possibile accedere al Device Manager (Click destro su Computer e poi Proprieties) e selezionare nel menu View -> Show hidden devices,
figura 14.

Figura 14 - Device Manager

Per disabilitare il device cliccare con il tasto destro sul device e selezionare Disable, confermare poi la scelta. Rieffettuando un ipconfig –all non tale interfaccia
non sarà più presente nella lista delle connessioni del nostro sistema operativo.

Accedere al Pannello di controllo della macchina node1 ed aprire gli Administrative Tools, troveremo un collegamento al software precedentemente installato
come mostra la figura 15.

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Figura 15 - Failover Cluster Management

Eseguito lo SnapIn Failover Cluster Management ci troveremo di fronte al pannello di configurazione, come mostra la figura 16.

Figura 16 - Console gestione cluster

La prima cosa che occorre effettuare, prima di andare a creare un Failover Cluster su Windows Server 2008, è verificare la congruenza tra le macchine con la
Validate Configuration.

A differenza del precedente sistema Windows Server 2003 (che si avvaleva di HLC - Hardware Compatibilità List, ovvero una sorta di lista di hardware che veniva
indicato da Microsoft come conforme per essere utilizzato per la configurazione in cluster). In Windows Server 2008 viene introdotto il concetto di Validazione del
Cluster, ovvero uno step di installazione nel quale vengono rilevati eventuali incompatibilità tra le varie macchine che verranno utilizzate. Ma cosa fa nello specifico
lo strumento di Validazione del Cluster?

- Tutti i nodi abbiano uguale versione di sistema operativo e che abbiano installati gli stessi Service Pack e gli stessi Hot Fix.
- Tutti i nodi abbiano la stessa architettura di CPU (64 o 32 bit)
- Tutti i nodi facciano parte di un dominio Active Directory.
- Tutti i nodi abbiano Driver firmati e che tutte le schede di rete siano configurate correttamente.
- Ogni scheda di rete abbia un diverso indirizzo IP e che tali schede di rete non abbiano una latenza troppo elevata.
- Lo Storage sia compatibile alla Persistence Reservation e che non abbia una latenza troppo elevata.
- Tutti i nodi del Cluster possano comunicare tra di loro.
- La simulazione di un Failover dia esito positivo.

Avviamo quindi la Validate Configuration cliccando sul link - figura 17 - presente nel centro del pannello principale.

Figura 17 - Avvio del validate configuration

Verrà richiesto di specificare i nomi che vogliamo rendere disponibili al servizio di Clustering. Selezionate tramite il tasto Browse le macchine node1 e node2,
cliccate su Next e selezionate Run All Test.

Attenzione: In Virtual Server è possibile che venga rilevato un conflitto di IP Address perché non sono stati riallocati i Mac Address delle schede di rete. Se tale

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conflitto dovesse essere rilevato, effettuare lo Shutdown delle due macchine, accedere a Virtual Server e cambiare da Dinamico a Statico la tipologia di allocazione
del mac address per entrambe le macchine node1 e node2. Se tale problema dovesse ripresentarsi ancora, eseguire lo Shutdown di entrambe le macchine e
eliminare tutti i network Adapter e riallocarli nuovamente da Virtual Server.

In questo caso verrà riportato dalla Validate Configuration, figura 18, un Warning relativo all’assenza di dischi di Quorum.

Figura 18 - Report cluster validation

Questo Warning ci permette di proseguire comunque nella creazione del nostro cluster poiché è possibile utilizzare modalità di Quorum senza disco condiviso. Nel
nostro caso possiamo scegliere tra una modalità di tipo Node and File Share Majority (come nel nostro caso) oppure un Node Majority che però non viene
consigliato per una configurazione minore di tre nodi.

Una volta terminato il test, verrà avviata la schermata Summary dove sarà possibile tramite il tasto View Report analizzare tutti i passaggi di validazione
effettuati dal Wizard e salvare il file generato in formato html.

Eseguito il processo di validazione, a questo punto sarà creare il Cluster. La prima cosa che ci verrà richiesta dal Wizard sarà di specificare i server che ne faranno
parte, esattamente come fatto in precedenza per la Validazione del cluster. Tramite il tasto Browse digitiamo node e clicchiamo su ok. Selezioniamo le macchine
node1 e node2 e clicchiamo nuovamente su OK.

Una volta ritornati nella maschera Select Servers, clicchiamo su Next, dove ci verrà richiesto di specificare il Cluster Name ovvero il nome DNS al quale risponderà
l’indirizzo IP condiviso del cluster e digitiamo matrix, come indica la figura 19.

Notare che verranno visualizzate le reti sulle quali sono affacciate le interfacce di rete; definiamo nel box Address l’indirizzo IP 10.0.0.1 che verrà utilizzato per
accedere al cluster matrix.

Figura 19 - Creazione cluster

Clicchiamo su Next per visualizzare il resoconto di installazione, figura 20.

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Figura 20 - Resoconto installazione

Cliccate nuovamente su Next per permettere al Wizard di completare la creazione del cluster.

Una volta terminato, accedendo alla macchina PDC in Active Directory Users and Computers troveremo il nome MATRIX correttamente impostato dal Wizard,
come mostra la figura 21.

Figura 21 - Elenco computer presenti in AD

Come abbiamo analizzato in precedenza, essendo non in possesso di un disco di Quorum, le possibilità che abbiamo di configurare il nostro cluster in assenza di un
disco di persistenza sono da scegliere tra le modalità Node and File Share Majority e Node Majority. Per accedere alla configurazione della modalità di quorum,
clicchiamo con il tasto destro del mouse sul nome del cluster e selezioniamo More Actions e infine clicchiamo su Configure Cluster Quorum Settings come
mostra la figura 22.

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Figura 22 - Configurazione avanzata

Notare che il sistema per il numero di nodi utilizzati ci sconsiglia la configurazione Node Majority, quindi clicchiamo sull’opzione Node and File Share Majority e
clicchiamo su Next. A questo punto ci viene richiesta la directory condivisa alla quale farà riferimento il Cluster per inserire le informazioni inerenti la sua
configurazione.

La cartella condivisa è stata creata nel mio caso sulla macchina PDC ed è stata chiamata SharedFolder. Digitiamo quindi \\10.0.0.100\SharedFolder e clicchiamo
su Next per proseguire.

Figura 23 - Configurazione file share

Verranno visualizzate delle informazioni di riepilogo, clicchiamo su Next per completare l’operazione.

La nuova modalità di Quorum è stata configurata correttamente. A questo punto dobbiamo preoccuparci di quale rete verrà esposta verso l’esterno e quale rete
invece permetterà di far scambiare alle macchine del cluster il segnale di heartbeat.

Accediamo quindi alla Failover Cluster Management e clicchiamo sul più presente accanto al nome del cluster, nel mio caso matrix.dynamicweb.local. Clicchiamo
sul nodo Networks dove noteremo la presenza di due reti chiamate Cluster Network 1 e Cluster Network 2. Clicchiamo con il tasto destro sulla Cluster Network
1 e rinominiamola in Private come mostra la figura 24.

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Figura 24 - Rinominazione cluster network 1

Tramite questa rete il cluster scambierà il segnale di heartbeat e su questa rete non verranno accettate connessioni client. Facciamo la stessa cosa per la Cluster
Network 2 rinominandola in Public, figura 25, a questo punto abilitiamo il flag Allow client to connect through this network. Su questa rete verranno
accettate le connessioni client verso i servizi ospitati all’interno del Failover Cluster.

Figura 25 - Rinominazione cluster network 2

Conclusioni
Quando si parla di Failover Cluster, si intende un insieme di macchine che non suddividono il carico elaborativi (come nel caso di un gruppo di macchine che ne
dividono il carico), ma danno ridondanza applicativa. In caso di mancato servizio da parte di una delle macchine appartenenti al cluster, tale servizio verrà reso
disponibile da un’altra macchina appartenente allo stesso gruppo.

Come di solito accade, con l’avvento di un nuovo sistema operativo Server, Microsoft rende disponibile all’amministratore di sistema diverse migliorie, nel nostro
caso principalmente incentrate sulla facilità di implementazione del Failover Cluster e sulla potenza di parametrizzazione. Ancora oggi il concetto di gruppo di
computer e applicazioni scalabili in modo orizzontale rimane una nicchia per tutti quei sistemi reputati enterprise che richiedono altissimi livelli di uptime.

Tramite questo servizio oggi è possibile in maniera più semplice del passato realizzare sistemi basati su Failover Cluster, rendendo tale infrastruttura non più
vincolata a skill tecnici di diversa caratura ed esperienza.

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